Nathalie
Caldonazzo
ed il
teatro
Civita
Castellana
set del film
“Rossella”
“Il Marchese
del Grillo”,
tutti gli
scenari
Lino
Fumagalli,
neovescovo
di Viterbo
Arrivederci
a don
Domencio
Anselmi
2
Campo de’ fiori
SOMMARIO
Editoriale:
Libertà.....................................................3
L’intervista:
Nathalie Caldonazzo...............................4-5
Civita Castellana set cinematografico.6
Curriculum vitae:
Loredana Costrovilli..................................7
Alessandra Aulicino...................................7
Le storie di Max:
Gianna Nannini.........................................8
Acqua e olio? Tutto a posto?.............11
Roma che se n’è andata:
Il Marchese del grillo..........................12-13
Cinema News:
Il cinema della contestazione..................14
Apertura anno giudiziario 2011.........15
Suonare Suonare:
Robert Fripp e Theo Trevis.................16-17
Ecologia e ambiente:
L’acqua è vita.........................................18
Realizzazione accurata di un plantare
Cad-cam...............................................21
Lino Fumagalli, Vescovo di Viterbo...22
Se non è su Google non esiste...........23
Le guide di Campo de’ fiori:
San Gemini.............................................24
Come eravamo:
Alla ricerca del dialetto perduto...............25
Una “Fabrica” di ricordi:
Lamberto Alessandrini...’a guardia...........26
Ass. Artistica IVNA:
Alessio Leoniddi......................................28
La strana storia dei Capati.................29
Rugantino Dance Opera.................30-31
La società umana................................32
Il Mattatoio di Civita Castellana........33
Il muro di Via del Forte.......................34
Vorrei incontrarti fra 100 anni:
Franco Latini..........................................35
Il mondo del Jazz:
King Oliver.............................................36
L’angolo Bon Ton
I “gioielli della vita”.................................37
La contrattura muscolare...................38
La storia della previdenza sociale in
Italia ...................................................39
Numero Unico.....................................40
Il Fumetto:
Fullmetal Alchemist.................................41
L’angolo del poeta...............................42
Da Fabrica di Roma con amore..........43
Arrivederci don Dome’..............44-45-46
Oroscopo..............................................47
Agenda ...........................................48-49
Messaggi.........................................50-51
I nostri amici ......................................52
Album dei ricordi.........54-55-56-57-58-59
Annunci gratuiti ............................60-61
Selezione Offerte Immobiliari.......62-63
ERRATA CORRIGE: la foto di copertina
dello scorso numero ci è stata gentilmente
inviata dal sig. Paolo Antonini
Foto di copertina: concessa da “Antica
Fattoria La Parrina”, Albinia di Grosseto
VISITATE LA NOSTRA
PAGINA DI FACEBOOK E
RICHIEDETECI
L’AMICIZIA!!!!
VI TERREMO
AGGIORNATI SULLE
NOVITA’ DI
CAMPO DE’ FIORI!
LA RIVISTA CHE AMATE DI PIU’
Campo de’ fiori
3
Libert
di Sandro Anselmi
C
onfusione e oblio hanno tarato questi ultimi tempi, dove fatti di cronaca sono stati
enfatizzati con processi mediatici infiniti e capziosi, senza neanche più il rispetto della morte, e vengono montati artatamente da riempire tutti i talk show!
Politici di ogni colore messi alla gogna, aguzzini che diventano martiri, donne di malaffare trattate come star…
E’ inevitabile, ora, che nei milioni di cervelli, assaliti dai bisogni sempre più crescenti, disperati per la coscienza di un non
futuro, si faccia avanti sempre più la voglia di cambiamento, di libertà dall’imposizione di regole inique, vessatorie, amorali, inumane, libertà di pensare, di sognare un mondo diverso in cui l’onestà, il rispetto e l’amore siano le regole di un
nuovo vivere! Mi rivolgo ancor più ai giovani che meriano nell’indifferenza, che non pesano il loro domani e che invece
debbono subito prendere coscienza, forzare la loro schiavitù psicologica e rompere!
Devono salire sul palco più alto e sventolare la bandiera dell’alleanza per avanzare nella ragione e gridare il desiderio, il
bisogno di libertà! La fiducia prevarrà sullo sconforto e così la misura delle conquiste della mente, si appaleserà nel vigore potente ed esplodente di una trasformazione sociale tanto auspicata, quanto necessaria!
Mi piacerà allora constatare che una forza pacifica non avrà disatteso la fiducia di chi anela un improcastinabile cambiamento, e la vittoria dei giovani sul futuro costruirà il progresso civile!
Eugéne Delacroix. La Libertà che guida il popolo. 1830. Olio su tela. cm. 260X325. Parigi, Louvre.
Campo de’ fiori
4
Nathalie Caldonazzo
Ora al Teatro Golden con la commedia “Finchè il giudice non ci separi”
poi al Metropolitan di Catania in “Fiori di cactus”
Nathalie Caldonazzo e Sandro Alessi
Nathalie Caldonazzo inizia giovanissima a
recitare, tanto era l’amore per l’arte teatrale che, come spesso sottolinea, “ti
segue per tutta la vita”, interpretando
diversi ruoli.
La incontriamo a Roma, al Teatro Golden,
una delle migliori sale all’insegna della
comicità e della musica, dove sta terminando le repliche della commedia brillante
“Finchè giudice non ci separi”, con la regia
di Augusto Fornari, insieme a Roberto
Brunetti, er patata, Salvatore Marino,
Giancarlo Ratti e Paolo Ricca.
Bellezza e bravura si coniugano in lei, tant’è che passa agevolmente da interpretazioni drammatiche a parti brillanti.
E’ proprio in quest’ultime che la vediamo
nel personaggio di Silvie, giovane giudice
che si occupa di separazioni, problematiche in cui vivono i quattro amici di cui lei è
la nuova vicina…
“Sono quattro amici, tutti separati. Tutto
è incentrato nel contesto di una serata, in
cui si cerca di aiutare uno dei quattro, il
quale ha appena avuto una sentenza di
separazione, cosa che gli ha sconvolto la
vita. Tutta la sentenza è andata a favore
della moglie e lui, a seguito delle richieste
della ex moglie, ha dovuto abbandonare
l’alto tenore di vita. Io sono il giudice che
Campo de’ fiori
abita nell’appartamento di sopra, e sono
to, ed è stato
proprio quella che ha emesso quella senmolto interestenza. All’inizio mi accolgono malissimo ma
sante. Tra tutte
poi, piano piano, grazie al mio arrivo nella
le forme d’arte
casa, riescono a conoscersi meglio anche
penso sia la più
tra loro, perché ognuno tira fuori quello
pulita,
quella
che ha dentro. Anch’ io lo faccio, tanto
dove esiste più
che, alla fine, tutto prende una piega
meritocrazia,
molto simpatica.”
non ci sono racFratelli d’Italia (1989, Neri Parenti),
comandazioni
Abbronzatissimi (1991), Paparazzi (1998),
come accade
Le faremo tanto male (1998, Pino
spesso in televiQuartullo), Passioni (1993, serie tv),
sione. In teatro
Positano (1996, serie tv), Anni 60 (1999,
se vali vai avanserie tv), Cento Vetrine (2007-2008, ficti, altrimenti…”
Da come ne
tion), Il Ribaldone (Bagaglino con
parli sei più
Pingitore), Saloon (Canale 5) sono solo
affezionata al
alcuni dei film e delle serie televisive interTeatro piuttopretate da Nathalie, ma come è arrivato
sto che al
il Teatro ?
“Al teatro mi ha condotto Pino Quartullo.
Cinema…
“Per la verità il Cinema non è mai venuto
Avevo appena finito il Bagaglino e Pino mi
a me come io avrei voluto veramente. Ho
ha assolutamente convinto a percorrere
avuto delle parti qua e là, ma ancora spero
questa strada. Con lui ho interpretato “Il
in una grande opportunità e, nel
Vantone” di
Tra tutte le forme frattempo, faccio teatro che, fra le
Pier Paolo Padue cose, è quella che ti fa crescere
solini, insieme
d’arte, il teatro
di più. La televisione è diventata un
ad
Arnoldo
penso sia la più
po’ per tutti…… ti ritrovi immischiaFoà, “Deus ex
pulita, quella dove
ta coi grandi fratelli, coi reality e la
Machina” di
gente, da casa, ti accomuna con gli
Woody Allen
esiste più
altri e pertanto non hai più una tua
e “Gli Innameritocrazia,
identità.”
morati”
di
non ci sono
Terminate le repliche di questo
Goldoni.
spettacolo cosa farai ?
Mi ha convinraccomandazioni
“
5
“Sarò al Metropolitan di Catania con “Fiori
di Cactus”, bellissimo spettacolo, pieno di
ironia, ed il personaggio che andrò ad
interpretare, ha mille sfaccettature; è un
ruolo molto importante per chi lo deve
interpretare ed io non vedo l’ora di farlo!”
Nel frattempo ci gustiamo Nathalie giudice-ballerina in questo spettacolo divertentissimo e la salutiamo a nome di tutti i
nostri lettori.
Sandro Alessi
“
Campo de’ fiori
6
Civita Castellana, set cinemato
Il Duomo dei Cosmati ospita la fiction Rai
Rossella , segu
telespettatori
E’ andata in onda proprio in questi giorni
la fiction televisiva Rai “Rossella”, che ha
visto come protagonista l’attrice Gabriella
Pession. E’ la storia di una giovane donna
che, per amore, abbandona la propria
famiglia, ma di lì a breve la sua scelta si
rivelerà sbagliata e dovrà lottare anche
con il proprio uomo per portare avanti le
sue scelte. L’emancipazione femminile è il
tema centrale della fiction, ambientata
nella Genova di fine Ottocento, ma che, in
realtà, è stata girata tra Roma, Tivoli ed
alcuni paesi della Tuscia, tra cui Civita
Castellana. Più volte, infatti, il
Duomo dei Cosmati, protagonista, lo ricordiamo, del 2010,
per la ricorrenza dell’ottocentenario dell’intervento dei marmorari romani Jacopo di
Lorenzo e Cosma sulla sua facciata, ha fatto da sfondo ad
alcuni dei momenti più belli
della storia. Il set è stato allestito nel Febbraio dello scorso
anno e le riprese si sono svolte
sotto gli occhi dei curiosi
durante i due giorni di lavoro
necessari. I costumi d’epoca e
le carrozze che transitavano
per la piazza, libera di tutto ciò
che poteva richiamare al moderno, si sposavano molto bene con l’invantevole scenario naturale: un vero e proprio tuffo nel
passato! Del resto, qui non siamo a
Cinecittà e non capita tutti i giorni di assistere alle riprese di un film, soprattutto
con queste caratteristiche. La
fiction, in sette puntate, trasmessa in prima serata su Rai
Uno, romantica e commovente,
ricca di colpi di scena drammatici, ha riscosso un grande successo di spettatori, oltre sei
milioni per ciascuna messa in
onda. E, vista la moda televisiva
degli ultimi anni, chissà che per
la prossima stagione non assisteremo a “Rossella 2”, girato,
magari, ancora una volta, tra le
vie dei nostri paesi!
Ermelinda Benedetti
Grazie a Emanuele Topino per averci
segnalato queste foto, già pubblicate dal
quotidiano on line “On Tuscia”.
Campo de’ fiori
7
Curriculum vitae
LOREDANA CASTROVILLI
Loredana Castrovilli, giovane e bella attrice pugliese, dimostra subito il suo
amore per il teatro diplomandosi molto presto presso la Libera Accademia
dello Spettacolo “Teatro del Sogno” ed iniziando ad interpretare con
grande bravura alcuni spettacoli. E’ del 2000 la parodia dei Promessi Sposi
messa in scena da Fernando Forino, seguita dalla partecipazione al Musical
Forza Venite Gente (2004, regia Michele Paulicelli), Sogno di una notte
di mezza estate (2005, regia Nicasio Anzelmo), Partitella (2006, regia
Ennio Coltorti), Specchio delle mia brame (2007, regia Roberto Leone),
Les femmes savantes (2008, regia Oreste Lionello), Camere da Letto
(2009, regia Pino Smiraglia), Legata (cortometraggio con la regia di Elena
Quarta), Se il maniaco viene a cena (2010, con Enio Drovandi per la regia
di Salvatore Scirè). Contemporaneamente, per arrivare a raggiungere il successo, Loredana si affida all’insegnamento di grandi personaggi che hanno
fatto la storia del teatro tra cui Anna Mazzamauro, Ennio Coltorti, Oreste
Lionello (recitazione comica), Paola Gassman (recitazione in versi e testi
classici), Gianfranco D’Angelo,
Mario Scaletta, Isa Danieli (dialetto napoletano), Paolo Ferrari e
dai quali attinge gran parte dell’esperienza di ognuno trasportandola
in scena, interpretando ora ruoli
comici, ora drammatici con la
medesima disinvoltura. Insomma,
dopo averla vista interpretare il
ruolo della poliziotta al Teatro
Testaccio di Roma, siamo sicuri che
la bella pugliese raggiungerà il
grande successo quanto prima.
Sandro Alessi
ALESSANDRA AULICINO
Alessandra Aulicino, giovane e bravissima attrice calabrese, nel recitare dimostra
l’arte caliente della sua terra, e la sua bellezza ne è la celebrazione. Diplomatasi
attrice nell’ anno 2002/2003 presso
l’Accademia di Arte Drammatica della
Calabria, ben presto decide di seguire
alcuni corsi specializzati di canto, danza ,
mimo, portamento teatrale per incrementare la sua esperienza. I risultati non
si fanno attendere, infatti, nel 2002 viene
scelta per interpretare “Orestea” con
Edoardo Siravo e Vanessa Gravina a cui
seguono “Elettra” (2004 con Paola
Quattrini per la regia di Walter Manfrè),
“Ma non è una cosa seria” (2005/2006,
regia Walter Manfrè), “Shakespeare in
90 Minuti” (2008, regia di Isadora
Pacelli), “Anime game over” (2009,
regia di Michele Lastella), “E dopo la violazione ?” (2010, regia di Renato
Capitani), “Se il Maniaco viene a cena”
(2010, regia di Salvatore Scirè). Per il cinema Alessandra interpreta “Il Ritorno”
(2002, regia di Claudio Bondì), “La clau-
sola del caffè” (2008, corto di Davide
Petrucci), “3 Trios” (Spagna 2009, regia
di Marisa Perèz) e “Bloodlines” (2010,
Horror per la regia di Edo Tagliavini).
Insomma dopo averla vista sul palco in
azione, ci aspettiamo quanto prima di
seguirla in spettacoli di grande successo.
In bocca al lupo, Alessandra.
Sandro Alessi
Campo de’ fiori
8
orie
t
s
e
L
Max
di
Gianna Nannini
Dalle melodie del pianoforte al rock più gridato
Sin dai suoi esordi si
è dimostrata stravagante, fuori le righe,
e lo è ancor oggi,
anche nella sua vita
privata, tanto da
aver suscitato stupore in tutti, per
aver voluto avere un
di Sandro Anselmi
figlio all’età di cinquant’anni e per di più da sola.
Avrete sicuramente capito di chi si tratta,
poiché, per questa vicenda, ha riempito le
pagine e le copertine dei rotocalchi negli
ultimi mesi: lei è Gianni Nannini, che con il
suo ultimo album, uscito subito dopo la
nascita della piccola Penelope, ha già scalato le classifiche.
La cantante, di origine senese, esordisce negli anni ’70, inserendosi in un
nuovo filone di voci femminili, nascente in
quel periodo: Roberta D’Angelo, Donatella
Bardi, Nicoletta Bauce, Grazia Di Michele,
Donatella Rettore, Anna Melato, più o
meno famose. Ma tra tutte, lei è sicuramente quella che è riuscita ad avere il
maggior successo. Il suo
primo album,
edito dalla
Ricordi, nel
1976, porta
proprio il suo
nome e, alla
sua uscita,
Gianna
è
contemporaneamente
sul mercato
con il singolo
Ti
avevo
chiesto solo
di toccarmi.
Tra
quei
primi dieci
brani in esso
contenuti, vi
è
anche
Morte
per
Ieri
auto procurato
aborto . Rabbia e aggressività, associate a temi
fortemente
femminili,
hanno
caratterizzato
subito i suoi testi. In realtà, però, la Nanni, già
nel ’74, aveva esordito
con il gruppo Flora,
Fauna e Cemento (etichetta Numero Uno),
dove è voce e cantautrice, insieme a Brunello
Tavernese, del brano
Stereotipati noi, che non
avrà nessun riscontro
commerciale. Al gruppo
era arrivata dopo l’uscita
di Mara Cubbeddu, ma le
divergenze con il direttore artistico, Mogol, la portarono ben presto a
distaccarsi. Abbandona,
così, anche il suo amore
iniziale, il pianoforte, con il quale amava
accompagnarsi, per cambiare completamente rotta e tuffarsi nel rock, trovandolo
un linguaggio decisamente più comunicativo. Incide, poi, il suo secondo album da
cantautrice in senso stretto, Una raduna…,
da cui viene estratto il singolo
Dialogo/Siamo Vivi, in collaborazione con
la Premiata Forneria Marconi. Ma la svolta
vera e propria arriva quando decide di partire per gli Stati Uniti. Al suo ritorno, nel
1979, infatti, riappare sul mercato italiano
con California, sulla cui copertina, non a
caso, è raffigurata la statua della libertà,
simbolo dell’America. Il disco è prodotto
da Michelangelo Romano, mentre Roberto
Vecchioni collabora ai testi, e gli arrangiamenti dei brani sono curati da Mauro
Paoluzzi. Sarà molto amata in Germania,
prima di essere apprezzata, in questa
nuova veste, in Italia, dove verrà rivalutata solo nell’ ’84, con Fotoromanza, il cui
video è curato dal regista Antonioni.
La nuova Nannini spazza via, allora, completamente l’originaria immagine di semplice ragazza di provincia, dai lunghi capelli, seduta al suo pianoforte, per lasciare il
posto alla Gianna grintosa che conosciamo
oggi.
Oggi
Campo de’ fiori entra davvero in tutte le case, per questo è il
mezzo migliore per far conoscere a tutti la tua attività!
Contattaci gratuitamente
0761.513117 - [email protected]
Campo de’ fiori
11
Acqua e olio? Tutto a pos
Un controllo peridico dell’efficienza visiva, come avviene per le nostre auto, può prevenire ogni malattia
Non sono un maniaco
delle automobili. Anzi. La
mia macchina ricorda
molto quella del tenente
Colombo: cammina, si,
ma non indaghiamo
troppo sul resto...altri
invece sono attenti al
cambio periodico di
gomme, olio e filtri, ai
Paolo Balzamo
livelli, alle luci ecc.
responsabile
In una parola sono
formazione e
quelli che eseguono
informazione
Centri Ottici Lisi puntualmente i tagliandi, e che “guai ad ogni
e Bartolomei
www.lisi-bartolo- rumorino!”.
Questi fortunati mortali
mei.com
hanno sempre macchine in ordine e che vivono molto più a
lungo di quelle, meschine, che entrano in
mio possesso ed uso.
Chi fa bene? Certo, se il metro fosse lo star
bene e l’efficienza dell’auto i meticolosi
avrebbero partita vinta ad occhi chiusi: le
loro vetture, più comode ed efficienti di
quelle cadute in mano dei trasandati come
me, durano di più e non rischiano di fermarsi per guasto in mezzo alla strada.
Se andiamo a vedere i costi, le due categorie probabilmente spendono la stessa
cifra: quello che si risparmia sui tagliandi
lo si spende tutto insieme in carro attrezzi
e motore da rifare.
Nel caso dei tagliandi programmati però
bisogna, appunto, programmarsi, e questo
richiede un certo impegno ed attenzione,
di cui i sostanzialmente pigri (accidiosi, si sarebbe detto un tempo...)
come me difettano.
Quando il benzinaio mi chiede:
“Acqua ed olio, tutto a posto?” non
mi accontento di rispondere “Si, grazie” ma di solito aggiungo “li ho controllati da poco...” mentre il naso mi
si allunga un pochino. Cosa mi trattiene dal fare un controllo? Chissà!
Fretta? (adesso ho poco tempo,
magari la prossima volta...) Sfiducia?
(questo benzinaio è la prima volta
che lo vedo. Chissà che ne capisce...)Spesa non programmata?
(questo è capace di chiedermi 22
euro per un litro d’olio. Al supermercato lo pago certamente di meno...).
Forse un po’ di tutto questo, sta di
fatto che la risposta è una rapida
accelerata e via.
Tutto bene, ognuno ha il suo stile: c’è
chi porta l’auto dal meccanico per
sentirsi dire “tutto a posto, può viaggiare tranquillo e chi invece si sente dire:
“Mi dispiace, c’è da cambiare il pezzo. Se
me la avesse portata prima....”
Poco male, ormai ci ho fatto il callo, ma
tanto so bene che non appena la mia macchina dovrà cessare dal servizio sarà prontamente sotituita da un’altra in migliori
condizioni.
Questioni di stile, appunto.
Il guaio è che le persone si comportano
così anche per gli occhi: un controllo dell’efficienza visiva e della salute oculare
periodico può prevenire strabismi, ambliopie, miopie, glaucomi, degenerazioni
maculari, retinopatie. Soprattutto dopo i
quarant’anni questo dovrebbe essere
effettuato ogni due anni per prevenire
guai seri.
Ma così non è. Le stesse motivazioni che
non mi fanno far fare il controllo dei livelli
alla macchina impediscono a molti di
andare dall’optometrista e dall’oculista per
sentirsi dire “va tutto bene”, con il risultato che glaucoma, degenerazione maculare
e retiniti siano al primo posto nelle cause
di cecità. E tutte e tre sarebbero di solito
facilmente curabili, se prese in tempo.
I Centri Ottici Lisi & Bartolomei hanno
attrezzato un camper/ambulatorio in cui
personale specializzato esegue gratuitamente, nei comuni del Viterbese, gli
esami, totalmente non invasivi, per prevenire queste insidiose e pericolose malattie.
I risultati saranno valutati da oculisti di
zona ed inviati a casa, sempre gratuitamente.
Ancora una volta i Centri Ottici Lisi e
Bartolomei, consulenti del tuo benessre
visivo, stanno dalla parte dei tuoi occhi.
Non ci sono più scuse per evitare un controllo oculare rapido, efficiente, gratuito.
Prepariamoci a dire:”Acqua ed olio?
Grazie, si!”.
Presso i nostri centri ti puoi informare del
calendario del camper/ambulatorio.
Hasta la vista!
P.S. A proposito: fra un paio di mesi mi
arriverà la nuova macchina. I nuovi occhi,
ahimé, no!
12
Campo de’ fiori
Roma che se n’è andata: luoghi, figure, personaggi
Il Marchese del Grillo
la Storia, i Luoghi, i Personaggi
Nella Roma papalina
Alberto Sordi, uno dei suoi
to: “ … perché io sono io, e voi
dei primi anni del XIX
attori preferiti, ha attuato la
non siete un c … “.
Resta incerta la figura storica
secolo, il Marchese
trasposizione cinematograOnofrio del Grillo,
del Marchese del Grillo, alcuni
fica di questo particolare
Duca di Bracciano,
racconti popolari romani narpersonaggio della Roma
Guardia Nobile e
rano di un importante aristopapalina, un personaggio
Cameriere Segreto
cratico, amante dello scherzo
interamente costruito attoralla Corte di Sua
e della burla, appartenuto alla
no alla grande capacità delPio
VII,
Santità
nobile Casata del Grillo, una
l’attore romano che meglio
Barnaba Chiaramonti,
delle famiglie più in vista della
di ogni altro riesce a interdi Riccardo Consoli
1800 - 1823, trascorcittà, ma è difficile raffrontare
pretare, caratterizzandole,
re le sue giornate
questi racconti con la realtà
le maschere popolari.
nell‘ozio più completo, frequenta bettole e
storica; di certo esiste il
Nell’idea del regista il
Marchese Onofrio è un Alberto Sordi nei panni del Palazzo nobiliare appartenuto
osterie, coltiva relazioni amorose clandepersonaggio satirico, una
stine con donne del popolo e tiene un
alla Casata che insiste sulla
Marchese del Grillo, per
maschera aristocratica e l’omonimo film di Monicelli strada che da quella famiglia
atteggiamento ribelle, sia agli occhi della
reazionaria che dileggia e
madre e di una nutrita parentela conserha preso il nome, ossia la
Salita del Grillo, compresa tra il Colle del
ridicolizza il sistema dal suo interno senza
vatrice e autoritaria.
Quirinale e Via Cavour, alla spalle dei Fori
però mai metterlo in discussione o in periIl Marchese Onofrio ha come suo principale passatempo, che lo rende famoso in
Traianei.
colo neanche quando si mette in viaggio,
Va ricordato come la trasposizione cinetutta la città, quello di organizzare innuaccompagnato dal fido servitore Ricciotto
(Giorgio Gobbi) per accogliere le truppe
matografica sia arricchita dalle musiche
merevoli scherzi di cui molto sovente è vitnapoleoniche.
composte dal maestro compositore romatima la sua stessa aristocratica famiglia, a
no Nicola Piovani che, rievocando alcune
Il film, visto innumerevoli volte da chi scrisua volta composta da personaggi a dir
famose ouverture di Gioacchino Rossini,
ve, e credo di non essere il solo, è una
poco stravaganti e del tutto isolati dal
riesce a sottolineare l’atmosfera buffa e
autentica commedia popolare,
mondo esterno.
scherzosa del film dando al protagonista
un’opera nella quale i giochi
L’audace e brillanAlberto Sordi la possibilità di esibirsi in
delle battute in dialetto
te Marchese, ricco
proprietario terrieromanesco, le molte situazioni
qualche passaggio canoro con la sua voce
paradossali, lo scambio di perro senza alcun
da basso.
sone, le stravaganti burle in
problema di caratnome di una giustizia da rintere economico,
novare, determinano la sua
con le sue beffe,
comicità. Ne è prova l’episodio
si diverte a sconriguardante il povero falegnavolgere il quieto
me ebreo Aronne Piperno
vivere di Roma,
(Riccardo Billi), nel quale il
creando innumeMarchese,
prendendosene
revoli situazioni
gioco, vuole dimostrare l’asumoristiche dalle
senza di giustizia. Eesemplare
quali riesce semla scena del tribunale con la
pre a venirne fuori
condanna dell’ebanista, quinin maniera, a
di, il suo arresto e la successivolte, rocamboleIl Tempio di Ercole Vincitore
va scarcerazione che, per puro
sca. Sue vittime
Palazzo del Marchese del Grillo
capriccio del Marchese, divenpredestinate “ …
Ma soffermiamoci adesso sui luoghi che
li Giudei … “, ma
ta un pretesto per denunciare
hanno caratterizzato e valorizzato questo
la latitanza della giustizia a Roma.
anche la gente potente, superba e privilemagnifico film a cominciare dalla suggestiIl Marchese Onofrio è una persona che
giata e, come se ciò non bastasse, la sua
va piazza immaginaria dove hanno luogo
soffre i numerosi vincoli derivanti dalla sua
stessa famiglia; sfruttando poi le sue
le esecuzioni, allestita negli studi di
Cinecittà, con visibile il Tempio di Ercole
posizione e dalla sua Casata, delle conmolte conoscenze nell’ambito della comVincitore e sullo sfondo la Cupola della
venzioni, dei dogmi e della libertà comunpiacente alta borghesia romana, in qualBasilica di San Pietro.
que limitata che combatte con i metodi
che caso, arriva a coinvolgere persino il
Sempre a Cinecittà è stato ricostruito il
che gli sono più congeniali, pur non collopontefice Pio VII (Paolo Stoppa).
Sul Marchese Onofrio del Grillo si è già
vicolo dove risiede e lavora Gasperino, un
candosi su posizioni rivoluzionarie, infatti,
parlato in altra occasione citando anche
povero carbonaio alcolizzato, sosia perfeta un gruppo di popolani che vengono arreMario Monicelli tragicamente scomparso di
to del Marchese il quale, avendolo inconstati dopo essere stati coinvolti con lui in
recente, infatti, è stato questo grande
trato casualmente, sfrutta la straordinaria
una rissa scoppiata in una taverna, spiega
regista che, con la partecipazione di
somiglianza per combinarne di tutti i coloperché non subirà il loro stesso trattamen-
Campo de’ fiori
ri arrivando persino a sostituirlo alla sua
persona facendolo risvegliare nel proprio
letto dopo una terribile sbronza: “ … aho
ma chi so io, ando sto, so tutto profumato
… “.
Il Castello di Monterano,
ossia il covo di Don Bastiano
Il covo di Don Bastiano (Flavio Bucci),
ridotto allo stato di brigante a seguito della
scomunica del Papa per
essersi macchiato dell’omicidio di un congiunto,
è collocato fra le rovine
di Monterano, un antico
Borgo agricolo che nel
XIV secolo fu feudo degli
Anguillara per poi diventare un Ducato detenuto
da alcune famiglie vicine al Papato fra le
quali quelle degli Altieri e degli Orsini.
Il Castello, che rappresenta l’edificio più
importante di Monterano, risale probabilmente all’VIII secolo, epoca vescovile;
questa roccaforte, che porta i segni delle
numerose modifiche architettoniche succedutesi nel tempo, subì una notevole trasformazione in epoca barocca quando, nel
1679, Gian Lorenzo Bernini, per volere del
Principe Altieri, riprogettò la fortezza trasformandola nel Palazzo Ducale di cui
innanzi. Della stessa epoca è il Convento
di San Bonaventura, un’altra notevole
architettura ubicata in una zona pianeggiante al di fuori dal Borgo diroccato; nella
navata centrale della chiesa, oggi occupata da un gigantesco albero di fico, è stata
13
girata la scena dell’incontro tra il brigante
e il Marchese del Grillo che si accompagna
a un ufficiale francese; Don Bastiano non
riconosce la scomunica per cui, egli sostiene: “ … io continuo a celebrare la Santa
Messa, battesimo, confesso e
comunico … “, e aggiunge: “ … Sor
Marchese, quando vedete il Papa
ditegli che se mi gira me faccio
pure Vescovo, me faccio … “.
“ … glielo dirò Bastiano, non ti
preoccupare, glielo dirò … “
La scena dell’arrivo in carrozza del
Marchese e dell’ufficiale francese
nel casolare di campagna è stata
girata
nei
terreni
adiacenti
Tarquinia, mentre, all’inizio del
viaggio, i due percorrono un viottolo adiacente ai resti dell’Acquedotto
Claudio, alla periferia di Roma.
L’Acquedotto Claudio
La dimora del Marchese del Grillo è
Palazzo Pfanner o Controni Phanner, un
edificio che insiste sul bordo delle Mura di
Lucca; la struttura, risalente alla seconda
metà del XVII secolo, appartenne alla
famiglia Moriconi per passare, verso la fine
del secolo, alla famiglia Controni, per essere acquistato nel 1860 da Felice Pfanner
che lo adibì a fabbrica di birra. Per consentire le riprese del film i celebri giardini
e la vista sulle Mura di Lucca sono stati
nascosti per mezzo di un’altissima quinta.
La scena nella quale il Marchese lancia
dapprima delle pigne e poi le monete
roventi ai mendicanti, è stata girata nella
Galleria Pannini di Villa Grazioli a
Il Teatro di Amelia
Grottaferrata, mentre la scena della rappresentazione teatrale è stata girata nel
teatro settecentesco di Amelia, in Umbria,
città di antichissime origini che può vantare la presenza di numerosi Palazzi rinascimentali come: Petrignani,
Nacci, Cansacchi, Venturelli, Boccarini, Clementini e Farrattini, quest’ultimo opera giovanile di
Antonio da Sangallo oltre
che di importanti chiese.
Ma veniamo adesso all’esecuzione del brigante
Don Bastiano, una delle scene più importanti del film girata a Piazza del Velabro a
Roma, nei pressi della chiesa San Giorgio
al Velabro; ebbene, nel momento in cui
deve infilare la testa nel foro della ghigliottina Don Bastiano si rifiuta di abbandonare il cappello da prete: “ … il cappello deve cadere assieme alla mia testa, perchè prete sono e prete rimango … “ il tutto
, preceduto dall’immancabile cristiano perdono: “ … perdono il Papa che si crede il
padrone del cielo; perdono Napolione che
si crede il padrone della terra; perdono il
boia che si crede il padrone della morte;
ma soprattutto perdono voi tutti, figli miei,
perche non siete padroni di un c … “.
14
Campo de’ fiori
CINEMA NEWS
IL CINEMA DELLA CONTESTAZIONE
Durante gli anni della
contestazione, il medium
cinematografico impiega
la metafora, allo scopo di
colmare lo iato insuperabile tra ciò che il film
aspira a comunicare e l’idea stessa di condurre
di
un’esistenza esplosivo /
Maria Cristina
radicale. Rivedere oggi
Caponi
questi
lungometraggi
potrebbe voler dire lavorare sul tipo d’ideologia dominante in certi ambiti cinematografici italiani, proprio durante gli anni in
cui simili film sono stati prodotti. Il cinema
di questo periodo è da intendersi allora
come un contributo all’attivazione della
coscienza, un’esperienza di riflessione
mediata però dalla continua ricerca estetica. Artisti come Pasolini, Cavani,
Taviani e Pontecorvo avvertono la
necessità di dar adito a una vera e
propria assunzione di responsabilità,
che si tramuti sul grande schermo in impegno ideologico. La strategia messa in
campo consiste in una programmatica
sfida contro una narrazione oggettiva, a
favore dell’assunzione di un punto di vista
soggettivo, sebbene a volte fin troppo
astratto. Parzialmente occultata sembra
essere la costruzione psicologica dei protagonisti, una scelta accentuata da un
tipo di recitazione straniante e, al contempo, meccanica. Tale progettualità investe
suggestioni che spaziano dalle tragedie
greche (I cannibali di Cavani) a dimensio-
ni metastoriche, per approdare infine
anche alla condivisione di un territorio storico autentico o soltanto veritiero. Lo
scopo, quindi, è sostanzialmente quello di
utilizzare il passato per parlare della situazione presente. In televisione Francesco
d’Assisi della Cavani trova una sua speciale proiezione alla luce della contemporanea contestazione, come vero e proprio
emblema della rivolta giovanile contemporanea. Un altro parallelo storico si può
intravedere in Queimada di Pontecorvo.
L’opera dovrebbe essere la cronaca della
guerriglia di liberazione in un’isola delle
Piccole Antille nella prima metà
dell’Ottocento e, invece, rimanda alla contemporanea guerra del Vietnam. Pure il
cinema alimentare o di consumo che dir si
voglia si appropria di questa pratica militante. A tal proposito, si veda lo spaghetti
western Quien Sabe? di Damiani, che darà
adito a tutto il successivo filone rivoluzionario-messicano. La trasmissione d’idee
che accompagna questi lavori si basa sul
racconto di singole e collettive prese di
coscienza, il tutto veicolato da urgenze
populiste connesse ai prodromi di un certo
tipo di epica. In questa dialettica si scontrano e risolvono in modo del tutto caotico
i paradossi scaturiti da una generazione
che ha sperato nel sogno rivoluzionario
dell’immaginazione al potere. Pertanto,
sarà sufficiente un brevissimo lasso temporale a scardinare quel labile principio di
speranza, contenuto nella produzione filmica a cavallo della “rivoluzione del ‘68” e
a destituire di senso ogni funzione
catartica contenuta nel finale. Ciò
lo si vede tanto in Pasolini quanto
nei fratelli Taviani. Infatti, in Porcile
il momento di presenza contestatrice viene incanalato un’esplicita
parabola sulla società che divora i
figli ribelli. Anche Sotto il segno
dello scorpione e San Michele
aveva un gallo dei Taviani sviscerano una gran dose di pessimismo,
seppur mitigata in parte dal successivo Allosanfan, giacché nelle
sequenze finali di questo film l’unico a sopravvivere è - per l’appunto
- il giovane Allosanfan che ancora
crede nel persistere della rivoluzione come unica fede.
Se da un lato abbiamo problematiche legate al ruolo sociale dell’arte,
per cui accade che i registi vogliaAgosto 1968, Pier Paolo Pasolini, con Citto Maselli e
no incidere nei rivolgimenti storici
Ugo Gregoretti, a Venezia per la contestazione alla
impadronendosi in senso attivo
Mostra del Cinema
della macchina da presa, dall’altro lato vi
sono quelle opere pronte a mostrare una
classe - quella degli intellettuali/politici italiani - incapace di prendere le decisioni e
di tenere alti gli ideali nati dopo la fine del
fascismo. Infatti, è proprio l’intellighenzia
la prima a rifiutare il sistema sociale per
quello che è, evitando di combatterlo
oppure lo combatte solo a parole, come si
evince chiaramente in Lettera aperta a un
giornale della sera di Maselli. Questo film
possiede una qualità fondamentale: sottoporre a verifica un dato modello di militanza politica, senza esentarsi dall’essere un
lampante esercizio di autocritica. Ne La
Cina è vicina, invece, l’inconfondibile
humour nero di Bellocchio arriva al punto
estremo di una pulsione polemica nel
momento in cui tratteggia il trasformismo
politico di un professore della piccola provincia italiana. Oltre a ciò, la seconda
opera di Bellocchio prova a tirare le fila del
discorso sul falso riformismo del centro
sinistra. D’altronde, qualcosa di simile si
era già visto in Prima della rivoluzione di
Bertolucci, laddove il matrimonio d’interesse di Fabrizio toglie qualsiasi valore alla
tessera del partito comunista da lui posseduta. Neppure le posizioni velleitarie del
piccolo gruppo extraparlamentare marxista-leninista presente ne La Cina è vicina
sono, in fondo, da prendere in considerazione come scelta verso l’unico rifiuto possibile. Allo stesso modo, l’episodio
Discutiamo, discutiamo del film collettivo
Amore e rabbia viene sottoposto da
Bellocchio alla logica del grottesco e dei
toni caricaturali. Infatti, il discorso delle
frange studentesche filocinesi della
Sapienza è da intendersi come un contributo in tal senso. Più radicale sembra
essere Partner di Bertolucci, che si fonda
su quella che Micciché ha definito “l’alternativa per l’intellettuale europeo tra integrazione e rivoluzione, passivo consenso
ed eversivo rifiuto, eteronomia e autonomia, accettazione del dominio esistente e
ribellione”. Tuttavia, mentre la sollecitazione ideologica promossa dal doppio di
Giacobbe non viene ascoltata dagli studenti del Centro Sperimentale a cui è indirizzata, ne Il gatto selvaggio di Frezza il
giovane assistente di architettura anticipa
la logica degli anni di piombo. Il suo agire
passa così attraverso operazioni destabilizzanti, da leggersi nell’ottica di una trasformazione radicale e “superoministica” tesa
a denunciare l’atteggiamento ipocrita del
tradizionale uomo di sinistra.
Campo de’ fiori
15
INAUGURAZIONE ANNO GIUDIZIARIO 2011:
Fotografia di una giustizia in grave difficoltà
“
“
Ernesto Lupo, Presidente della Corte di Cassazione
dell’Italia, appunto per i ritardi nei pagamenti degli indennizzi. Cosa poco consona, fa notare la Corte, per un paese che fa
parte dell’elitaria cerchia del G20.
Una riforma della giustizia è ormai imprescindibile, poiché lo stato in cui essa
attualmente si trova non si adatta certamente ad un paese che fa dello stato di
diritto il caposaldo di ogni principio.
“
Nel 2008 l’Italia è stata
condannata a risarcire 81
milioni di euro ai cittadini
vittime dei processi lumaca,
di cui ben 36,5 milioni
ancora non sono stati
pagati.
“
Il problema centrale
ta media dei giudizi di cognizione ordinadella giustizia italiana:
ria, che nel triennio 2007-2009 ha oscillal’abnorme durata dei
to tra i 1.509 giorni del 2007 e i 1.576
processi.
giorni del 2009, con un aumento percenCosì si è espresso
tuale del 4,4%”.
Ernesto Lupo all’inauPiù grave ancora lo stato dei giudizi davangurazione dell’anno
ti al Giudice di Pace, la cui durata media
giudiziario da primo
nel triennio 2007-2009 ha segnato una
Presidente della Corte
costante crescita.
di
Cassazione.
L’inaugurazione dell’anno giudiziario 2011
dell’Avv. Ilaria
“La soluzione di tale
diventa così l’occasione per fotografare la
Becchetti
problema costituisce
situazione della giustizia nel nostro paese,
un’assoluta priorità”, ha detto Lupo, e
situazione che il Procuratore Generale
“pensare ad altri obiettidella
Cassazione
vi di riforma o d’impeEsposito non stenta a
Lo Stato preferisce definire “fallimentare”,
gno prima di aver risolpagare per i ritardi, facendo riferimento
to questo problema è
un non senso”.
piuttosto che risolvere anch’esso all’annoso
Parla con i numeri in
problema dei lunghi
il problema della
mano Lupo, precisa che
tempi della giustizia.
l’arretrato è in solo in
Ricorda, il PG, che lo
giustizia lumaca
lieve calo - 0,8 % - (il
Stato preferisce pagare
Ministro Alfano parla del
per i ritardi, piuttosto
4 %) e che la durata media dei proche risolvere il problema della giustizia
cessi in Italia supera di gran lunga
lumaca. E anzi non è più neanche in grado
quella ritenuta ragionevole dalla
di pagare gli indennizzi dovuti in forza
Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
della Legge Pinto.
Il Presidente evidenzia con preoccupazioLe cifre sono tutt’altro che esigue: nel
ne la durata media dei giudizi definibili con
2008 l’Italia è stata condannata a
sentenza, “la quale nel triennio 2007-2009
risarcire 81 milioni di euro ai cittadisi è attestata su livelli sensibilmente magni vittime dei processi lumaca, di cui
giori, oscillando tra i 1.138 giorni del 2007
ben 36,5 milioni ancora non sono
e i 1.163 nel 2009, con un picco di 1.210
stati pagati.
nel 2008 e con un incremento percentuale
Questo ha comportato anche una bella
nel triennio del 2,2%”.
tirata d’orecchie dalla Corte di Strasburgo,
“Tale dato trova allarmante conferma che ha constatato ben 475 casi di violaziocontinua Lupo - in quello relativo alla durane della Convenzione Europea da parte
Campo de’ fiori
16
Ro
b
ert
F ip p T eoT
&
r
h
di Carlo Cattani
ra
vis
In concerto
< Senza parole >
Ehilà
“Campofioristi”,
lunedi 15 novembre 2010, sono
salito al “Colle”
..…ma, si badi, non
per consultazioni
politiche con il
nostro
amato
Presidente, bensì
per assistere alla
performance
di
due referenziatissimi
musicisti
inglesi: Mr. Robert
Fripp e Mr. Theo
Travis.
START La notte è
scesa da poco sulla
città, gli odori, i rumori e gli intrighi del
traffico del centro si stanno dissolvendo, i
commerci delle vicina via Nazionale contano i loro utili di fine giornata ed io, a passo
svelto, da Piazza Venezia e su per via IV
Novembre-via 24 maggio, raggiungo l’ampio piazzale del Quirinale, dove la luminescenza diffusa color arancio che tien
desta la piazza di notte, unita al tepore
dell’aria, insolito per la stagione, compongono, con lo scroscio delle acque della
fontana di “Montecavallo” e le sue incastonate imponenti nudità di Castore e
Polluce, una bella cartolina in 6D!
Scarpino fiancheggiando il palazzo presidenziale, lungo la via del Quirinale sbirciando le entrate laterali del “Palazzo”
presidiate da corazzieri che, son circa le
21, hanno (anch’essi!!) allentato il classico rigore di ordinanza. Arrivo al crocevia
delle “4 fontane” e davanti a me via XX
Settembre …uhf..uhf... diritta e lunga
…uhf…..e ciò mi porta ad incrementare la
falcata del passo perché è quasi l’ora “X”:
un appunto (davvero) geroglifico sul mio
inseparabile taccuino mi ricorda: “concerto
ore 21 - Chiesa Evangelica Metodista- Via
XX Settembre-angolo via Firenze “…beh,
ho ancora “due pugni di minuti” dalla mia
I King Crimson nel 69
parte! Proseguendo, poco più avanti, sulla
destra, un capannello di persone sosta
ad un angolo e ..…sono sicuro…é lì la
“festa”! Foglietto stropicciato alla mano,
controllo “le coordinate” di via e civico: ci
sono! Un alto portale ligneo su via XX
Settembre, poco dopo l’angolo con Via
Firenze, introduce al salone a pianta semplice rettangolare che caratterizza il
Tempio dei Metodisti all’interno di un
palazzo di fine ‘800 ,edificato tutto per
loro, vicino al colle del Quirinale.
All’esterno nessuna indicazione su cosa si
svolgerà a breve all’interno di questo
luogo ….ma poco importa perché chi lo
doveva sapere è già stato qui o lo sarà
stasera per quella che rappresenta l’ ultima delle cinque esibizioni romane che
Fripp & Travis hanno previsto, dal 12 al 15
novembre, nella loro folta agenda di
impegni musicali in giro per l’Europa. Con
molta delicatezza (siamo in una chiesa del
resto) tiro il battente di un controportone interno ed accedo nella sala: davanti a me la vista dei banchi già affollati
come nelle occasioni di culto più importanti. I presenti aspettano silenziosamente
gli speciali officianti di questa sera e nel
salone aleggia un suono ripetivo (anche
un po’ inquietante) e senza picchi di cui
francamente non riesco a riconoscerne lo
strumento sorgente …..la gente continua
ad entrare e faccio fatica a trovarmi un
posticino da cui poter godere di un bell’affaccio sui musici ….i miei occhi “scannerizzano” l’ambiente e rimandano al cervello diverse ipotesi di visuale nell’eventualità di sedersi da una parte o dall’altra
.All’improvviso, colgo un potenziale spazio
tra i deretani di due tipi in IV fila sulla
destra …evvai … con gentilezza mi avvicino …. please, i cappotti ragazzi…. che
uno in più “ci sta di lusso” ....grazie …la
pace sia con voi!
Ed ora, con la tranquillità del “posto fisso”
acquisito a non più di tre metri dalla
scena, allestita di fronte all’altare, posso
spaziare con la vista tutt’intorno nei pochi
minuti che restano all’inizio della performance. La considerazione che sono portato a farmi è che, visto il personaggio di
spicco della serata, Robert Fripp, classe
1946, chitarrista/compositore/produttore,
ritenuto unanimemente un musicista
Campo de’ fiori
“miliare – angolare -seminale-sperimentatore”, nel 1969 fondatore e, da allora, leader indiscusso del magnifico gruppo
Inglese di rock progressivo dei King
Crimson, ancora oggi in circolazione ma
con risorse umane diverse (Fripp è l’unico
membro delle origini) e un’attività concertistica - discografica molto diradata (ahi
noi), dovrei incrociare i volti di un pubblico attempato; ma con mia notevole (e
piacevole) sorpresa, ci sono molti ragazzi,forse anche figli di qualcuno tra gli
“anzianotti”…e ..uh che vedo al III banco…
un adolescente (i brufoletti rubizzi e purulenti sparsi sulle guance testimoniano il
suo periodo di sviluppo) impugna la mitica
copertina del primo e superlativo lp dei
King Crimson, ”In the Court of Crimson
King” (1969) …. evvai … 40 anni non
sono trascorsi invano! Mancano ormai 5
minuti e sulla scena compaiono 4 persone
dello staff che, a turno, in lingue diverse,
ci informano gentilmente ma con fermezza che non è consentito
fotografare,
riprendere, registrare con qualsiasi apparecchiatura e che si dovranno evitare
movimenti e chiacchiericci per non intaccare la forte concentrazione dei musicisti e
quella del pubblico che l’evento richiede
per la sua perfetta riuscita .I quattro intonano un coretto in Inglese e ordinatamente spariscono dalla nostra vista . Ci siamo
, sono le 21 spaccate e dalla porticina della
sacrestia sulla destra della parete di fondo
accede in sala Robert Fripp, giaccone di
pelle nera, pantaloni e maglietta neri,
occhiali da vista, capelli corti bianchi,
andatura molto tranquilla, non un gesto o
uno sguardo che incontri il pubblico
…...eppure saremo in 150! Parte l’applauso dell’audience. Fripp raggiunge la
zona degli strumenti al centro della scena
( ho scattato una foto per darvi l’idea della
“location”) si gira in direzione dell’altare
dove sulla grande parete di fondo si staglia
un rappresentazione della crocifissione: si
raccoglie per qualche secondo e poi prende una delle due chitarre che sono poggiate di fronte a lui, per la precisione una
“Fernandes”, marca Giapponese, ad imitazione Gibson ,dalla cassa color caramello.
Indossa ed aggancia la tracolla allo strumento, lo bacia sul bordo laterale e procede con borotalco Roberts a lisciarne il
Robert Fripp durante una performance di
Frippertronics in Canada nel 79
Fripp in concerto negli anni '70
manico….tutto intorno il silenzio più assolui con un curriculum artistico di grande
luto, neanche le attrezzature ronzano (!!)
prestigio. Travis, mentre Fripp è già nel
….l’ammonimento dello staff funziona per
suo “trip”, resta in piedi e controlla
la
tutti ….Robert si siede sullo sgabello collopostazione, quindi impugna il flauto tracato di fronte ad un rack di effetti ,alle
verso iniziando a soffiarvi per brevi e velcasse monitor e ad una serie di pedaliere
lutate sovrapposizioni sulla composizione
disposte a semicerchio,smanetta su alcuni
in corso,The apparent chaos of stone” un
brano di oltre 9 minuti tratto da Thread
pulsanti e manopole del rack, gli da di
cd pubblicato dai due nel 2008. Segue
“tacco e di punta” su qualche bottone
,dopo un breve applauso (ma forse disturdelle tante pedaliera e …… accennando
biamo?) “Pastorale” altro brano di 10
un sorrisetto ad occhi bassi si dispone
minuti con un Fripp che è lì davanti a noi
quasi di profilo alla platea a beneficio della
chino sulla sua chitarra intento ad intrecperfetta visione frontale di un gruppetto
ciare delicati fili sonori che davvero non
che siede su di una tribunetta addossata
diresti provenire da quello strumento; e
alla parete di sinistra (..azz....) ….Robert
poi “Moonchild”, titolo di un brano dal 1^
è pronto e presente da solo sulla scena!
album dei King Crimson, qui appena
Nella sala si spande lo stesso motivo che ci
accennato nella sua malinconica melodia.
aveva fino a poco fa accolti ed intratteGiro lo sguardo e vedo gente a bocca
nuti. Già dai primi secondi
Robert Fripp,
aperta o con la testa tra le mani e i
si intuisce che l’evento sarà
davvero particolare: non il fondatore del gomiti poggiati sulle ginocchia con
magnifico
espressioni da trance. I brani si susseclassico concerto di un solista virtuoso di chitarra gruppo inglese guono quasi in un unicum sonoro,ne
pronto a stupirci con King Crimson conto 8, e ho la sensazione di essere
sospeso nello spazio tanto le atmosfere
arpeggi intriganti e trilli
sonore create sono dilatate: chiudo gli
perforanti, piuttosto di un musicista che,
occhi e l’immagine che mi sovviene
è
anche per questa sera come da molti e
quella di un astronauta che osserva la
molti anni ormai, con la sua chitarra straterra distante migliaia di km. Butto uno
manipolata e dal suono irriconoscibile
sguardo all’orologio e sono le 21,55 quanper l’uso di una varietà di effetti , “dipindo Travis, mentre Fripp ancora sostiene il
ge” per le nostre orecchie cosiddetti
suono, esce dalla sua postazione, inchina
“soundscapes” (letteralmente paesaggi
il capo rivolto all’altare e imbracciando il
sonori) cioè dei tappeti musicali particosax si dirige verso il corridoio centrale tra
larmente suggestivi ed evocativi che raple due ali di banchi e tutti lo accompagniapresentano l’evoluzione digitale degli anamo con lo sguardo nel suo cammino diretlogici “Frippertronics” degli anni ’70, comto ad una porta a lato dell’uscita principaposizioni create impiegando una tecnica di
le della sala. Pochi attimi dopo è Fripp ad
incisione sviluppata dallo stesso Fripp con
alzarsi dallo sgabello, depone la chitarra
l’utilizzo di due registratori del tipo “a bobisul piedistallo, si raccoglie verso la croce e
ne” (Revox) collegati in maniera tale da
quindi, con la musica ancora in esecuzioottenere,partendo da una sola chitarra,
ne percorre a sua volta il corridoio tra i
delle basi musicali riprodotte ripetitivabanchi e senza un saluto, uno sguardo, un
mente
(cosiddetti loops) sulle quali
ammiccamento, lascia anche lui la sala:
sovrapporre ulteriori interventi musicali a
sono le 21.59. Invano tentiamo la richiesta
creare, così, strato su strato, composizioni
di un bis ma “non è cosa” per Fripp e,
armonicamente complesse. Trascorrono
quindi, non ci rimane che convergere tutti
alcuni secondi dall’inizio della performandavanti all’altare per curiosare intorno ai
ce e alle nostre spalle, in corrispondenza
tanti effetti disseminati sul pavimento e
del corridoio centrale tra le due ali di banammirare il poderoso rack con il quale
chi, avanza lentamente e completamente
Fripp ha “filato” i tappeti sonori di questa
vestito di nero, alto ,faccione dalle gote
memorabile serata.
rosse e occhiali dalle lenti ovali, l’altro proSTOP - C.C. © febbraio 2011.
tagonista dell’evento, Theo Travis, quarantasettenne flautista e sassofonista , anche
“
“
La scena prima del concerto
17
Campo de’ fiori
18
Ecologia e Ambiente
L acqua Ł vita
Sfruttare le risorse fondamentali dell umanit
Credo che il mondo
perdita di sovranità dello Stato
occidentale dopo
nazionale dei popoli, ponendo ineaver
esportato
vitabilmente la sopravvivenza di
modelli e sistemi
molti
in
mano
di
pochi.
consumistici, deve
Potrà mai accettare l’umanità tutto
iniziare a produrre e
questo?
quindi
esportare
Un altro aspetto importante da non
modelli scientifici,
sottovalutare, a mio avviso, è il
tecnici e politici
fatto che spesso i problemi legati
di Giovanni
totalmente
nuovi.
all’acqua e i problemi alimentari
Francola
Solo così si potrà
vengono trattati separatamente, è
iniziare un vero cambiamento.
invece evidente che questi due
Spesso e volentieri dietro a risorse fondaproblemi sono legati tra loro, dato
mentali per la nostra vita, come aria e
il ruolo fondamentale dell’acqua
acqua c’è una sorta di volontà a trasfornella produzione alimentare, quindi
marle in un qualcosa da consumare al fine
è presumibile che una scarsità
di ottenere profitti. E’ abbastanza evidente
idrica si ridurrà in scarsità di
come il controllo delle
cibo.
Ogni giorno Secondo una indagine
risorse idriche, significhi il controllo dei
della World Bank, 80
muoiono circa
popoli. C’è già chi propaesi con il 40% della
6.000 bambini per popolazione mondiale,
spetta una borsa
internazionale dell’achanno difficoltà di approvvigiol’assunzione di
qua che regoli da un
namento e le loro risorse idrilato tutte le risorse, e acqua contaminata
che non hanno quei requisiti
dall’altro gli scambi.
di qualità che dovrebbero
In questo modo si eviterebbero gli scontri
tutelare la salute delle persone, infatti per
tra gli Stati, già ampiamente annunciati in
l’assunzione di acqua contaminata si stima
un prossimo futuro.
che al mondo ogni giorno muoiano circa
La tendenza a considerare la risorsa acqua
6000 bambini .
come un bene economico e quindi il pasSe è vero che l’acqua è simbolo di vita e di
saggio ad un sistema di mercato mondiale
purezza, è altrettanto vero che occorre
dell’acqua, comporterebbe una ulteriore
ridisegnare i nostri stili di vita, partendo
“
“
proprio dai più
semplici gesti
quotidiani
rispetto all’uso
di
questa
immensa
e
insostituibile
risorsa.
per ottenere
Campo de’ fiori
21
REALIZZAZIONE ACCURATA DI UN
PLANTARE CAD-CAM
L’ortesi plantare ha subito negli ultimi anni
una notevole evoluzione. Oggi, per la sua
realizzazione, sono infatti disponibili materiali diversificati in relazione alle esigenze
del singolo, alle utilizzazioni specialistiche
ed alle caratteristiche correttive.
Tuttavia, grandi passi sono stati compiuti
anche dai sistemi di valutazione attraverso
i quali, da una quantificazione statica delle
forze di carico sulla superficie di appoggio,
si è passati ad una valutazione dinamica,
con l’ausilio di programmi computerizzati.
In questo modo si è arrivati ad una migliore interpretazione dei difetti biomeccanici
e, di conseguenza, alla realizzazione di
un’ortesi maggiormente adeguata alle esigenze del singolo.
L’interpretazione dei difetti sopra citati
rimane tuttavia il momento più delicato, in
quanto il risultato non è dato da una semplice equazione matematica di univoco
significato interpretativo. Al di là del
responso della macchina, occorre infatti
saper individuare gli eventuali compensi
dovuti ad anomalie presenti a livello di
schiena, anca, ginocchio. Per questo motivo la lettura di un esame computerizzato e
l’estrapolazione delle conclusioni devono
essere sempre effettuate da un medico
specialista preparato. Soltanto grazie ad
una visione a 360 gradi del problema è
possibile realizzare un plantare che non
porti ad effetti collaterali indesiderati.
Parliamo ora della realizzazione accurata di
un plantare moderno. Il CENTRO ORTOPEDICO FLAMINIO, nei suoi venticinque
anni di attività, ha sempre cercato di ottimizzare la qualità dei suoi prodotti con
materiali e macchinari di ultima generazione, fino a presentarare a tutt’oggi anche
il sistema CAD-CAM per la realizzazione
della suddetta ortesi.
Da una rappresentazione tridimensionale
dell’anatomia del piede, che considera
anche la deformazione delle parti molli
sotto carico per mezzo di una pedana digitalizzatrice(fig.1), troviamo il punto di par-
tenza per poter esaminare il progetto del
correttivo.
Con il computer e il programma CAD-CAM
possiamo dunque intervenire e inserire nel
progetto le modifiche adatte per poter
compensare la patologia in questione.
Attraverso questa rappresentazione tridimensionale CAD (fig 2) si può effettuare
un’esecuzione la quale si realizza per
mezzo di una fresa computerizzata CAM
(fig 3).
Il grande vantaggio di questa tecnica, a
parte la precisione dell’intervento correttivo, è la possibilità di mantenere in memoria il progetto e quindi ottenere, in qualsiasi momento, copie delle ortesi assolutamente fedeli.
Il plantare è realizzato in ÈVA, un materiale di ottima resistenza e anallergico.
Inoltre possono essere scelte densità
diverse di tali materiali in relazione all’utilizzo specifico.
Per usi particolari sono adottabili anche
altri materiali a duplice (fig4) o triplice
densità (fig5) che garantiscono la massima tenuta in condizioni di estrema sollecitazione.
livello metatarsale (gialla), un’ area anteriore a bassa portanza per un miglior effetto antitraumatico al livello delle articolazioni metatarso falangee (verde).
Con l’ occasione il CENTRO ORTOPEDICO FLAMINIO vuole ringraziare tutti
coloro che hanno creduto in noi in questi
25 anni di attività e ci hanno consentito di affinare le nostre conoscenze nel settore della tecnica ortopedica.
Il plantare a 2 densità è caratterizzato da
un’ aria interna ad elevata portanza studiata per sostenere al meglio la volta longitudinale mediale e, controllare il movimento di pronazione del piede ed eventuali effetti correlati, come un’eccessiva
intrarotazione della tibia. L’area centrale
ha lo scopo di ammortizzare l’ impatto con
il terreno e favorire un effetto antitraumatico anteriormente in corrispondenza delle
teste metatarsali.
Il plantare a 3 densità nasce essenzialmente per lo sportivo dove il carico applicato al piede è spesso esasperato. Il plantare è costituito da un’ area posteriore a
media portanza allo scopo di assorbire al
meglio l’ impatto con il terreno (blu) ,
un’area con portanza elevata per contrastare al meglio gli effetti del movimento di
pronazione, e fornire un valido sostegno al
Fig. 1
Dott. Daniele Cervoni
Laureato in Tecniche Ortopediche
Per maggiori informazioni
o appuntamenti:
Centro Ortopedico Flaminio
Tel. 0761.517744
Cell. 339.1816523
Fig. 3
Fig. 2
Fig. 4
Fig. 5
Campo de’ fiori
22
L’ingresso canonico fissato per il 27 Febbraio
Lino Fumagalli, Vescovo di Viterbo
Il
Vescovo
Lino
Fumagalli, nominato
l’11 Dicembre 2010,
nuovo Vescovo di
Viterbo, entrerà ufficialmente in pieno
possesso delle sue
funzioni, domenica
27 Febbraio 2011,
di Secondiano Zeroli con una solenne
celebrazione, che si terrà presso la cattedrale di Viterbo. Il nuovo Vescovo uscente,
Mons. Lorenzo Chiarinelli, gli ha immediatamente rivolto un affettuoso augurio di
fecondo lavoro, con una lettera che, volentieri, pubblichiamo per intero.
“il nuovo Vescovo della Diocesi di Viterbo è
S. E. Mons. Lino Fumagalli, finora Vescovo
di Sabina e Poggio Mirteto.
Ho subito espresso gratitudine vivissima al
S. Padre Benedetto XVI per averlo donato
a questa Chiesa che amo e che ho servito
per tredici anni. Al nuovo Vescovo Lino ho
detto la gioia, la comunione fraterna, i
sentimenti della amicizia sincera, antica e
ora singolarmente rinnovata.
Alla Diocesi di Viterbo ho voluto presentarlo con un “Saluto ed augurio” particolare
ed intenso.
Ora in questo incontro di comunicazione
ufficiale, mi è caro dirgli con voi,
Benvenuto!
Chi è il Vescovo Lino?
Nei dati biografici, che vengono diffusi,
troverete le tappe principali del suo cammino fino a questo momento.
Quanto alla figura di Vescovo, con la sua
missione e i suoi compiti, desidero ricordare appena alcuni tratti.
1.Il Vescovo è “successore degli Apostoli”,
è cioè un “inviato”:
- come dono del Signore Gesù e della
Chiesa e come dono viene e come dono è
accolto. E il dono è grazia, è gratuita, è
consegna libera.
- Egli è “nel collegio apostolico”, cioè vive
nella comunione che lo Spirito Santo realizza nella Chiesa.
- E ciò, “cum Petro e sub Petro”, cioè in
vincolo essenziale con il Successore Pietro.
Il Vescovo Lino viene, poi, da una diocesi
“suburbicaria” (sub Urbe) che storicamente ha un legame singolare con la Sede di
Pietro, con Benedetto XVI, che – ha tutti è
noto – ama questa Chiesa di Viterbo.
Nell’ultimo suo libro-intervista (Luce del
mondo) rivela che i suoi Santi di riferimento spirituale sono: Agostino, Bonaventura
da Bagnoregio, Tommaso d’Aquino.
2. Il Vescovo è “pastore”, secondo una
metafora evangelica: a lui è affidata la
“cura pastorale” di una Chiesa. La “cura
pastorale” – scrive Gregorio Magno proprio
nella Regola Pastorale – è un’arte, richiede
perizia, esperienza, dedizione, responsabilità. E il Vescovo Lino, nel suo stemma episcopale, tra l’altro, ha un’ancora, segno di
Dio che è appoggio, approdo, rifugio e ha
la scritta “In Verbo Tuo” per indicare la
sorgente e la energia della missione: la
Parola del Signore.
3. Il Vescovo è un “formatore”, un “educatore” chiamato a generare – come afferma S. Paolo – la comunità dei credenti.
Il Vescovo Lino, con la sua esperienza e
attraverso i compiti in campo vocazionale
e per nove anni Rettore del Pontificio
Collegio Leoniano di Anagni, ha il carisma
dell’opera formativa. Ed è bello che all’inizio di un decennio (2010 – 2020), dedicato dalla Chiesa italiana all’Educare alla vita
buona del Vangelo, egli assuma il ruolo di
Vescovo di questa comunità viterbese.
Il compito educativo è universale, coinvolge tutti, persone – famiglie – istituzioni.
Questa Chiesa, accanto alle scuole, fino
all’alto e apprezzato livello universitario
(Università della Tuscia), ha il suo prezioso
Seminario, coltiva un ammirato Istituto “S.
Pietro” per gli studi filosofici e teologici (in
ulteriore estensione) fino al grado accademico della licenza.
Caro Vescovo Lino, Benvenuto!
In questo vasto campo di lavoro, troverai
a fecondarlo la preghiera, la collaborazione, l’affetto di tutte le componenti della
Chiesa locale e delle istituzioni del territorio.
E – ancor più intensa – la mia fraternità, la
mia amicizia e l’affettuoso augurio.”
Lo stemma
episcopale
La blasonatura di S. E.
Mons. Fumagalli si compone dei seguenti elementi: sullo scudo azzurro si stagliano tre stelle
d’oro, una rosa a cinque
petali, e ancora di color argento. L’azzurro
dello scudo richiama la Chiesa e la Vergine
Maria, Madre della Chiesa; le tre stelle d’oro
simboleggiano la Trinità ed insieme le tre
virtù teologali: fede, speranza e carità; la
rosa a cinque petali simboleggia il mondo e
l’ancora è segno dell’incarnazione.
Compito della Chiesa, sull’esempio della
Vergine Maria, e del Vescovo, è annunciare
al mondo l’amore del Padre, del Figlio e
dello Spirito Santo, rendendo sempre vivo
ed attuale il mistero dell’incarnazione.
Nel suo ministero il Vescovo è chiamato a
gettare sempre le reti confidando nella presenza del Signore: “In Verbo Tuo laxabo
rete”, è il motto riportato nel cartiglio.
Campo de’ fiori
23
Se non è su Google non esiste!
E’ un dato di fatto che
il 90 % degli studenti
del XXI sec. cerca il
materiale per le proprie ricerche con l’uso
dei motori di ricerca.
E’ finita l’epoca dei
volumoni di enciclopedie, dei pomeriggi tradi Patrizia
scorsi a parlare con il
Caprioli
bibliotecario, ora c’è
solo il loro stile di
apprendimento che corrisponde alle parole di Impazienza, Velocità, Schermo,
Rapidità, Digitale, Internet. Oggi l’informazione è spicciola ed istantanea, ma come
si può aiutare chi sta dietro ai giovani studenti per controllare che le loro ricerche
portino a risultati concreti e non si perdano nel mare magnum della massa di dati
che ogni frazione di secondo vomita un
motore di ricerca? Magari all’insegnante o
al genitore o a chiunque sta dietro al giovane studente, una mano concreta possono darla ancora quei bibliotecari che scagliati lontano dal loro abituale posto di
intermediari tra i libri e i cittadini, oggi
devono cambiare ruolo e dare “dati” non
più libri o riviste, ma “informazioni”: precise, veloci, corrette, essenziali, quanto più
pertinenti a ciò che la persona sta cercando. Non dimentichiamo che “attingere l’informazione da Internet è come prendere
un drink da un idrante!” ( Fonte: Will
Lion).
Ed è per questo che essendo la sottoscritta una rappresentante del mondo bibliotecario, voglia dare il suo piccolo contributo
su come fare una iniziale ed corretta ricerca su uno dei motori più in voga del nostro
secolo: Google.
Anche se la frase che inizia quest’articolo”Se non è su Google non esiste!” ce la
siamo sentita dire migliaia di volte da giovani studenti in cerca di facili risposte alle
loro ricerche, non è poi tanto vero che
tutto è su Google, meglio ancora, c’è tutto
ma come tirarlo fuori dalle migliaia di
informazioni che si presentano al primo
click sul nostro schermo?
Esistono delle parole che per così dire possono accompagnare altre parole, tipo per
fare un esempio, voglio cercare Mela e
Pera, quella e messa tra le due parole che
voglio ricercare mi darà la possibilità di
avere tra i miei primi risultati le informazioni che riguardano sia la mela che la
pera. Queste paroline vengono definite
operatori booleani, ma a parte il parolone, sono di facile utilizzo e qui di seguito
illustrò l’uso di quelle più importanti.
Naturalmente le parole devono essere
digitate in lingua inglese, la lingua ufficiale della Rete!
Incominciamo subito con la parola AND e
con il dire che
anche se tra
due parole non
la
mettete
Google la riconosce implicitamente. Quindi
se scrivete Mela
Pera, il motore
di ricerca vi
legge Mela AND
Pera.
Se invece volete
utilizzare
la
parola OR che sta ad indicare il fatto che
vi occorre un’informazione oppure un’altra, tipo Mela OR Pera, ricordatevi di metterlo sempre in maiuscolo!
Mettendo il segno + davanti ad una parola il motore di ricerca ricercherà quella
parola da voi immessa, escludendo in
automatico tutti i possibili sinonimi che si
possano legare ad essa.
Se volete ricercare una parola esatta o
una frase esatta basta metterla tra due
virgolette, per esempio “I have a dream”.
Per usare Google come un vero e proprio
vocabolario basta l’uso della parola “define:“, per esempio define: patria.
Se ricercate due parole che voi ritenete
debbano essere considerate complemen-
tari tra di loro, basta aggiungere il segno
~ davanti alla prima parola, per esempio
~droga narrativa, il motore di ricerca vi
restituirà tutte le informazioni sulla narrativa che tratta dell’argomento droga.
Ancora, per evidenziare un lasso di tempo
che vi occorre per restringere la vostra
ricerca potete scrivere così “politica italiana”1990..2000
Per trovare informazioni di prima acchito
su un sito potete scrivere, per esempio,
Info:www.facebook.com
Inoltre se ponete il segno * davanti o alla
fine di una parola non completata il motore di ricerca vi tirerà fuori tutte le assonanze con quella semi parola, tipo biblio*,
il sistema vi darà come risultato tutte le
informazioni
su
biblioteca, bibliografia, bibliofilia
etc.etc.
Se invece utilizzate il ? nel mezzo di
una parola il risultato sarà che vi
ritroverete tutte
parole di senso
compiuto
che
sostituiscono quel
punto interrogativo, per esempio
to?o rintraccia topo, tomo ma non tonno!
Ce ne sono ancora tanti altri di operatori
booleani, ma quelli più sbrigativi e intuitivi
per i giovani studenti sono questi sopra
descritti.
Naturalmente vi suggeriamo di rivolgervi ad un buon bibliotecario se
volete arrivare ad una ricerca più
approfondita e mirata.
La prossima volta ci occuperemo dei motori di ricerca diversi da Google, perché in
realtà non è che davvero c’è tutto su
Google!
Per chiarimenti ed informazioni:
[email protected]
L’ANGOLO DEL PROF.A cura di Patrizia Caprioli
Mini-spazio dedicato a siti, portali, risorse in rete (gratis!) da poter usufruire come supporto didattico per gli insegnanti interessati a dare sempre
nuovi input ai loro piccoli studenti.
Impariamo a scrivere: http://www.impariamoascrivere.it
Un itinerario di lavoro rivolto ad insegnanti della scuola di base che, percorrendo la
struttura della lingua, aiuti a capire le varie tecniche che ci permettono di scrivere
testi di vario genere e nel quale si evidenzi come, in molti casi,
la multimedialità diventi un supporto utilissimo alla realizzazione delle attività,
riportando anche esempi concreti di unità didattiche realizzate nelle classi.
Campo de’ fiori
24
i
emin
G
n
a
S
Le guide di Campo de’ fiori
Torniamo nel centro
Italia, soffermandoci
precisamente
in
Umbria, nella provincia di Terni, in uno di
quelli che, non a caso,
è stato inserito nell’albo dei borghi più belli
della nostra amata
penisola. Si tratta di
di Ermelinda
San Gemini, forse più
Benedetti
conosciuto per la
famosa omonima marca
l’elevazione a ducato da
di acqua minerale che per
primo seicento: Martirio di San
parte di Urbano VII, a favore
la sua caratteristica belSebastiano, Madonna con bambino e
degli Orsini. Circa due secoli
lezza medievale, rimasta
Santo Vescovo, San Matteo Evangelista e
dopo, nel 1722, gli Orsini
magicamente
intatta.
la tela del XVIII sec. Estasi di Santa Rita.
cedono San Gemini ai
Piazze, palazzi e chiese
Tornando sulla via principale si prosegue
Santacroce, famiglia della
caratterizzano il cuore del
sempre dritti fino ad arrivare al cuore del
nobiltà romana, per 13.500
borgo, dove si intrecciano
paese, Piazza San Francesco, che può
scudi, sotto la quale rimane
vicoli più o meno stretti,
anche essere considerata il limite tra la
fino al 1781, quando Pio VI
scalinate ed arcate che
parte rinascimentale e quella medievale
conferisce a San Gemini il
dividono ed uniscono vecdel borgo stesso. Su di essa si affacciano
titolo di città.
chie case, e dove regna
l’omonima chiesa, dedicata al Santo
ITINERARIO TURISTICO
pulito e silenzio, come è
d’Assisi che proprio qui a San Gemini,
E’ un vero piacere passeggiararo trovare.
effettuò un esorcismo nel 1213, epoca alla
re per il centro di San
STORIA Il centro abitato
quale risale l’edificio, in stile gotico sia
Gemini, non una ma più e
di San Gemini sorge sui
all’interno che all’esterno e fatta costruire
più volte, immergendosi nel
resti di un piccolo insediadalla nobile famiglia Capitoni; e il palazzo
silenzio e nei ricordi di un
mento di epoca romana,
comunale. Sul lato sinistro della piazza,
tempo ormai lontano e che
ricordiamo, infatti, che
anche la Fontana Gemine Astolfi,
non c’è più. Si accede al
non lontano da lì sorgeva
costruita nel 1884 ad opera dello scalpelliSopra: Porta Roma.
l’antica città di Carsulae, Sotto: la chiesa di Santo Gemine borgo tramite Porta Romano ed intagliatore Orazio Armili di Narni.
na, fatta erigere nel 1723
oggi un autentico museo
continua sul prossimo numero......
dal duca Scipione Publicola
a cielo aperto. L’antico vildi Santacroce. A pochi
laggio romano, denomimetri sulla destra il
natao all’epoca CasvenPalazzo
ducale
tum, costruito proprio
Santacroce, costruito
lungo la via Flaminia e di
tra il 1729 e il 1730 a
cui sono ancora visibili le
seguito dell’acquisto del
rovine di una villa e la
feudo di San Gemini
“Grotta degli Zingari”,
che avvenne nel 1722
venne distrutto nell’882
ad opera di Agostino
dai Saraceni. Fu proprio
Lega procuratore del
nel IX secolo che il suo
principe
Scipione
originario nome venne
Publicola Santacroce.
tramutato in quello odierSullo stesso lato, una
no, quando un monaco di
breve viuzza porta dritti
nome Gemine, provenienalla chiesa di Santo
te dalla Siria, vi cominciò
Piazza San Francesco, sopra con la vista
Gemine, risalente al periodo tardo dell’omonima chiesa, sotto con la vista del Palazzo
a predicare, istruendo e beneficando a tal
gotico, che ha subito vari rimaneggiapunto da far designare la cittadina come la
comunale e della fontana Gemine Astolfi.
menti. Fu, infatti, completacittà di “Santo Gemine”. La prima notizia
mente ricostruita tra il 1817 ed
certa di un ripopolamento del borgo si ha
il 1847 ad opera dell’Ingegnenel 1036,quando fu fondata l’Abbazia di
re Livoni, avvalendosi sembra,
San Nicolò. Nel 1119, San Gemini risulta
anche dei consigli dello scultoessere gastaldato del Comune di Narni, del
re Antonio Canova, in soggiorquale è soggetto e segue le sorti.
no a San gemini nei primi anni
Successivamente riesce, grazie al sostedell’800. La facciata, piuttosto
gno della Chiesa, a staccarsi da essa ed a
sobria, presenta un portale
diventare libero Comune con magistrature
quattrocentesco. L’interno in
e istituzioni proprie. Si sa, poi, che nel
stile neoclassico, riconducibile
1530, San Gemini venne ceduto in feudo
all’architettura neo-barocca
agli Orsini, da Papa Clemente VII; e risalconserva quattro tele del
gono al 1568 gli antichi Statuti e al 1590
Campo de’ fiori
Come eravamo
25
Alla ricerca del dialetto perduto
Prendo spunto dalla
fiera o durante le feste) “pa Madònna de
pubblicazione del
Piagge ae regazze jje se combrava a
“Vocabolario
del
mmòrda lì e bbangarelle”. Come avrete
dialetto di Civita
notato, oltre al significato della parola o
Castellana” scritto
del verbo in italiano, ci sono le varie applidall’amico Prof. Luigi
cazioni dialettali, che arricchiscono non
Cimarra, per ribadire i
poco la conoscenza del “civitonico”.
miei concetti sull’imInoltre il Prof. Cimarra, riguardo a deterportanza
e
la
valenza
minati sostantivi o aggettivi non perde
di Alessandro Soli
del dialetto “civitonil’occasione di citare proverbi e filastrocco”. Premetto che l’opera di Cimarra è il
che, ad esempio su: romano “ Prìngipi e
frutto di trent’anni di ricerche, (di cui sono
ccavallièri sò i romani, i circondari sò lli
stato attento testimone), fatte sul nostro
viterbési, i magnagatti che stanno a
territorio, con quella certosina precisione e
Ssuriano, i musi spòrchi stanno a
oculatezza nei particolari, che
Ccarbugnano, ladrongèlli sò
Frutto di
solo uno studioso glottologo e
i vignanellési, ch’hanno rubdialettologo come lui, per di più
bato la cròce a Ccrocchjano
trent’anni di
stimolato dall’immenso amore
e ll’hanno vennuta alli basricerche,
per Civita, poteva regalarci.
sanellési (per um pignatto)”.
il significato
E’ sicuramente un’opera che
Ancora: zzezzitòre (sedile
resterà nel tempo, un libro che
di pietra) “e mméttite llì o
in italiano è
testimonierà una lingua che non
zzezzitòre”.
arricchito
sarà più parlata, ma che rimarrà
Nnamorarèllo (facile ad
intatta nei suoi suoni e nei suoi dalle applicazioni infatuarsi) “ si nnamorarèllo,
significati. Ho voluto aprire a
fijjo mmì,quello che védi o
dialettali
caso il vocabolario, e darvi qualvòi combrà, mango si fùssiche “pennellata” sul nostro meraviglioso
mo
Turlògna
“.
Mbottijjà
dialetto: ndorcinà (avvolgere su se stes(imbottigliare,sconfiggere sonoramente)
so, attorcigliare) “o findefèrro, pe portàs“l’avemo mbottijjati ò ò ò cor vino de
solo via, tòcca ndorcinallo “, “ o sèrpe
Frascati, òri òri v’avemo mbottijjati ! (al
stava tutto ndorcinato”. Jjappà, (catturatermine
di
giochi
di
squadra).
re) “pe jjappà o pesce còe mano, dèvi
Cazzabbùbbolo (individuo di poca
èsse svèrdo e bbravo. Mmòrda (cartoccio
importanza) “ar mònno ce stanno: òmmipieno di frutta secca che si comprava alla
ni, semiòmmini, bbùbboli, semibùbboli,
“
cazzabbùbboli” . Potrei continuare ancora,
perché quest’opera di 750 pagine merita
ben altro rispetto che queste mie quattro
righe.
Tanto dovevo all’amico “Giggi”, civitonico
doc, e sono sicuro che chi ama la nostra
cittadina, conserverà tra le sue cose più
care anche questa, il cui valore è difficilmente Quantificabile.
“
Campo de’ fiori
26
Una “Fabrica” di ricordi
Personaggi, storie ed immagini di Fabrica di Roma
Lamberto Alessandrini… a guardia
Nella fabbrica infinita
dei ricordi del mio
paese, ci sono tante
storie da raccontare
che hanno riempito i
giorni della mia vita
migliore, e s’affollano
sempre più con il pasdi Sandro Anselmi sare degli anni.
S’affacciano spesso di
prepotenza in mezzo ai tanti pensieri della
notte ed emergono, allora, per prendere
vita nelle pagine della mia rivista.
Volevo parlare, questa volta, dell’amico
Lamberto Alessandrini e, così, insieme al
figlio Gianluca, abbiamo ripercorso le
tappe più importanti della sua vita.
Lamberto nasce a Fabrica di Roma nel
1936 da Natalino e Gelsomina Riganelli.
Sesto di otto fratelli, cresce in compagnia
delle sorelle Francesca, Gina, Lorena,
Rosalba e Rosanna e dei fratelli Pierino e
Franco. Fin da ragazzo manifesta la passione per i motori, cosicché all’età di sedici anni inizia a lavorare come trattorista dai
Mizzelli di Faleri, per passare poi a fare il
ruspista con la ditta Travaglini di
Caprarola, nelle cave di pozzolana sulla
S.P. Massarella. Gli stessi Travaglini, sicuri
di non fare brutta figura, lo presentano al
MAGRA (magazzino militare di pezzi meccanici) che è a Roma in Via Guido Reni, e
qui resta a lavorare fino alla metà degli
anni ’70, quando viene assunto come autista dal Comune di Fabrica. E’ sindaco
Nicola Capparucci al quale succede, poi,
Renzo Morelli e, nel 1982, quand’è sindaco Caterina Martinozzi, entra, per concorso, nel corpo dei Vigili Urbani, al posto di
Orlando Alessi che và in pensione.
Ha come colleghi Vittorio Pacelli ed
Edmondo Tranquilli.
S’aggiungeranno poi Anna Rita Suadoni,
Remo Cencelli e l’attuale comandate,
Con la moglie Maria
Capitano Stefano
Pacelli.
Uno dei compiti di
Lamberto è quello
di gestire il lavoro
degli operai comunali coadiuvando
l’ufficio tecnico e,
così, ogni mattina
attribuisce loro le
rispettive mansioni
e controlla, poi, il
buon andamento
dei lavori. Nel suo
ruolo diviene talmente indispensabile Lamberto, secondo da sx, con i colleghi Cap. Stefano Pacelli (alla sua
sx) e Remo Ferrelli (ultimo da sx), e due carabinieri
che, anche dopo il
congedo, avvenuto il
nei primi anni ’50 nella squadra locale e
28 Dicembre 1998, il sindaco Giuseppe
disputa i campionati Juniores. Anche
Palmegiani, gli chiederà di restare a collaLamberto fa parte, oramai, di quella rosa
borare. Lo farà di buon grado ed a titolo
di personaggi che hanno popolato una
gratuito.
“Fabrica” che non c’è più.
Ricopre l’onorevole incarico di custode dell’antica città di Falerii, cosa
della quale andrà fortemente
orgoglioso. Sposa Maria Pieri
e forma, con essa, una coppia socievole e scherzosa,
ben voluta da tutti. Lamberto
viene a mancare il 16
Settembre 2010 a 74 anni.
L’altra sua grande passione,
oltre quella per i motori, è
quella per il mondo del calcio. Tifoso attento e appassionato della sua Inter, milita
Al MAGRA di Roma
Con la sua Triumph, in via Iannoni- Sebastianini
In tenuta da calciatore
Campo de’ fiori
28
Associazione Artistica Ivna
FERRO ED ACCIAIO COME INTERLOCUTORI DEMOCRATICI DEL
PASSATO NELLA STRUTTURA ARTISTICA DI ALESSIO LEONIDDI
Alessio
Leoniddi,
architetto pianificatore territoriale, giovanissimo collaboratore per i piani
urbanistici, la formazione, la promozione, la valorizzazione del territorio
della Prof.ssa Maria del viterbese e dell’area fiorentina, ha
Cristina Bigarelli
già al suo attivo
alcune pubblicazioni tra le quali il GIS Day
2009 il cui scopo è di informatizzare per
gestire gli elementi del patrimonio territoriale. A tale proposito facciamo riferimento
al “geographical information system” per il
governo e la gestione del territorio a cura
di Salvatore Sessa del luglio 2010. Di
recente realizzazione è “Identità territoriale”, un’opera, che ci piace chiamare scultorea, di progettazione del tutto personale
sia per impostazione che per scelta dei
materiali. Il nome “Identità territoriale”, con il quale l’opera è stata battezzata è ben identificato con l’asse
centrale, il portante, adornato di lastre
e fasce di ferro distaccate l’una dall’altra
dando la particolarità visiva di una rotazione grazie anche alle aste che partono da
un punto, si aprono tutte subendo così
una torzione di 100 gradi. Partendo così da
un unico punto comune arrivano, approdando, alla parte della base, che rimane
dietro, non immediatamente visibile, se
non seguendo il percorso delle aste nella
stessa torzione. La stratificazione, ben
costruita delle fasce, dà agio all’idea primaria del progettista, realizzatore e artefice di una ben più profonda sensazione
della stratificazione del territorio: essa rappresenta dinamicamente e in modo del
tutto originale tutte le epoche passate,
tutte le persone che si sono succedute ed
avvicendate sul territorio di Corchiano, del
viterbese e della Tuscia. Una sorta di sedimentazione e stratificazione che, in particolare nel lato destro, ci parla della storia
del territorio, del suo corso e del suo
mutare. Nel contempo il lato sinistro, che
riprende il suo percorso storico-sociale, si
raffigura con la sagoma di una persona
grazie a tre fasce che entrano una dentro
l’altra. Ecco allora la significativa intersezione delle relazioni sociali, culturali, nello
scambio delle medesime assumendo, per
volontà del genio artistico, una forte e
fedele identità locale del territorio.
Osservandola frontalmente sembra
una persona con la movenza di fare
un passo. Il dinamismo si accomuna al
trasformismo del colore che dall’ “ouverture” del nero, man mano con il sole e con
la pioggia, per effetto dell’ossidazione,
passa al rosso.
Palo in ferro, fasce ed accessori in acciaio!
Non necessariamente la misteriosa ed
emergente Figura verrà verniciata: l’esclusiva volontà del giovane artista Alessio
Leoniddi assicura così la splendida disquisizione, il contrasto, il contraddittorio che
essa vuol rappresentare tra progresso
socio-culturale e crescita umana territoriale. Un’immagine solida ad impatto ambientale positivo e positivista perché promuove
la mentalità tecnico-industriale pianificata
come il superamento del vecchio spontaneismo, perché immersa negli elementi
naturali, perfettamente integrata in un
ritmo estremamente vero e visivamente
dinamico del giocare con il sole e con la
pioggia e con essi rinascere da una
archeologia del tessuto storico-sociale per
dire “qui c’era…” e “qui c’è stato…” e quindi “qui c’è adesso…” o “qui c’è ancora…”
Diciamo un’immagine del territorio
che fa riecheggiare gli elementi cardini del sito: le tombe etrusche, il piccolo centro, il piccolo borgo, il centro storico
dove è possibile mantenere la comunicazione. Tutto sembra essere diretto da
impulsi immaginari distribuiti da quelle
fasce che, partendo dall’alto quasi completano la sagoma, dando forma alla testa
immaginaria…sì, la testa che riprende poi
elegantemente la linea del corpo, garantendo la simmetria dell’intera scultura.
Anche se non immediato, il messaggio
della simmetria sembra essere fondamentale nella struttura perché paragonabile
all’equilibrio della capacità relazionale
degli esseri sul territorio. Il colpo d’occhio
non ci aiuta a percepire la linea immaginaria che riprende la sagoma a causa della
torzione che appare più evidente. Talvolta
anche la comunicazione subisce lo stesso
destino…sembra voler intendere una cosa
invece che un’altra…il fatto di separare le
fasce da una leggera fessura non ha un
motivo puramente estetico-funzionale, ma
anche dialettico-filosofico perché esso vuol
permettere di intravedere qualcosa che è
al di là della struttura stessa, del passato,
del luogo, del locale… sì, attraverso tante
Foto intera ed
un particolare
dell’opera
IDENTITA'
TERRITORIALE
2010
dell-artista
Alessio Leoniddi
piccole finestre
con l’arguzia e il
buon gusto di
non opporre una
parete chiusa,
una barriera, ma di dare la “chance” della
comunicazione sociale…sì, attraverso uno
scorcio, una finestra, una rappresentazione del dietro, della via…no, non una barriera, ma una via, non una comunicazione
interrotta, ma leggera e delicata quale è
l’opera che non supera i 3 metri di altezza
e i 20 cm delle fasce assemblate, posta
come simbolo di partecipazione sociale
plenaria all’inizio della strada che unisce
ad angolo il Palazzo Comunale e il Borgo
corchianese. “Identità Territoriale” rappresenta la Voce di tutti, anche coloro che
non hanno consapevolezza della loro voce,
una struttura di dignitosa arte democratica
che dà forma e forza alla Voce di Tutti,
nessuno escluso…
Alessio Leoniddi, da sempre curioso ed
appassionato d’arte e scultura, in particolare moderna ed astratta, realizza nel 2010
quest’opera che non vuol essere una
descrizione stilizzata ma intrinseca
del territorio nella sua identità anche
locale, ampliando fin dove l’occhio e l’animo può percepire…tutta la realtà del passato e da essa presupporre la contemporaneità nella mutevolezza della stessa in
una scelta opinata del materiale che non
incorre in degrado come monito, ed anche
come speranza per le generazioni future
che possano conoscere il passato per
riscoprire come interpretare e scolpire il
prossimo futuro !
Campo de’ fiori
29
La strana storia dei Capati
Dall’osteria del “Pallone”, alla “Tenuta di Falleri”
Doveva essere certamente la classica osteria di campagna, coi suoi tavoli all’aperto,
il suo pergolato, e soprattutto col suo vino
genuino e la sua cucina “casareccia”.
Località il “Pallone” comune di Vitorchiano,
così la ricorda Mario Capati, quando da
bambino con i suoi fratelli Felice e
Francesco, scorrazzava in quei luoghi,
dove appunto fin dal 1928, le sorelle
Maddalena e Lucia Bendia,(mamma e zia)
avevano aperto l’osteria del Pallone.
Allora era aperta campagna, luogo di ristoro per i viandanti e i viaggiatori della mitica Roma Nord, che salivano dalla capitale
verso Viterbo, e facevano appunto sosta in
questo luogo così caratteristico ed invitante. Pian piano negli anni il Pallone divenne
meta, specialmente durante la stagione
estiva, di scampagnate e banchetti presso
l’osteria delle “Faine” (così venivano chiamate le sorelle Bendia),che conquistarono
grande notorietà. Ma se i “signorotti” di
allora erano i frequentatori domenicali di
quel posto, era durante la settimana che
l’osteria del Pallone assumeva la sua vera
identità , perché rappresentava l’unico
punto di riferimento per gli operai cavatori delle numerose cave di peperino.
Quanta sete dopo il duro lavoro, ecco allora che un buon bicchiere di vino e la classica merenduola, allietavano il corpo e lo
Maddalena e Lucia Bendia, titolari della prima Osteria del Pallone
spirito. Poi con l’avvento della guerra, quel
posto isolato cominciò ad essere pericoloso, e nel 1942, le “Faine”, vendettero al
conte Dandini l’intera proprietà, trasferendosi a Vitorchiano, dove aprirono una
nuova locanda in via Arringa. Poi nel 1947
si trasferirono direttamente a Fabrica di
Roma, e i loro discendenti appunto la
Famiglia Capati hanno fondato l’omonima
azienda agricola in località Faleri dove
risiede Mario ultimo testimone di questa
storia che parte da lontano.
Alessandro Soli
Lo spettacolo
avrà luogo
l’1 ed il 2
marzo a
Firenze,
unica
tappa
italiana,
presso il
Teatro del
Maggio
Fiorentino
(Teatro
Comunale),
alle ore
20.30.
Per maggiori informazioni http://shenyunperformingarts.org/ Sito principale - http://shenyunperformingarts.org/multimedia Video promozionali
http://shenyunperformingarts.org/reviews Recensioni comunità artistica e VIP - https://www3.ribesticket.it/?language=3 Biglietteria
Campo de’ fiori
30
RUGANTINO DANCE OPERA
Sul palco gli studenti dell’IPSEOA “Alessandro Farnese” di Caprarola
A cura degli studenti dell’IPSEOA
“Alessandro Farnese” di Caprarola Maria
Rosaria Borriello, Martina Reinkardt,
Giorgia Alemanni, Francesca Carnicelli,
Marta Lucci, Veronica Geri, Dario De
Alessandris e Luca Lini.
Tutor Prof.ssa Maria Cristina Bigarelli
OPERA TEATRALE MESSA IN SCENA
DA GARINEI E GIOVANNINI NEL
1963 AL TEATRO SISTINA, VIENE
RIPROPOSTA IN TRILOGIA TEMPORALE DAL 18 AL 20 FEBBRAIO NELL’AULA DELLE CONFERENZE DELLE
EX-SCUDERIE DI PALAZZO FARNESE
DAGLI STUDENTI DELL’ISTITUTO
PROFESSIONALE DI STATO PER L’ENOGASTRONOMIA E L’OSPITALITA’
ALBERGHIERA DI CAPRAROLA.
CIO’ CHE CONTA NON E’ QUELLO CHE
SIAMO, MA CIO’ CHE POSSIAMO
DIVENTARE!
Il vociare rimbombante negli ampi
ambienti della struttura scolastica, il fluente e graduale diffondersi della possibilità di
fare teatro nelle fila studentesche del giovane Istituto Alberghiero caprolatto fanno
sì che l’idea, l’accattivante progetto del
laboratorio teatrale possano essere ancora
una volta lo sprone per uscire dall’aula
didattica ed entrare in sordina, sì, ma con
determinazione crescente sulla ribalta del
palcoscenico. Non si tratta certo di ambizione strettamente connessa alla ricerca
deterministica della gloria e della fama;
essa sarà lo strumento che alla pari con
l’impegno curriculare accompagnerà lo
sviluppo creativo-organizzativo, socio-rela-
zionale che, seppur vincolato dalla microarea scolastica, amalgama gli animi e gli
intenti dei giovani “apprendisti attori”. L’accoglienza,
come sempre di tradizione
dell’Istituto, non poteva
mancare: l’ouverture, infatti, ha avuto luogo con l’allestimento del Buffet e del
Brindisi Rugantino offerti
con creatività artistica, classe e buon gusto!
Tutto ha avuto inizio a settembre, quando il Prof. Aldo
Bellocchio, ha proposto, in
parallelo all’apprendimento
in aula, di cimentarci nella
interpretazione dei personaggi dai risvolti sorprendentemente psicologici del
famosissimo Rugantino del
Sistina del 1963. Un po’ sbigottiti e perplessi, abbiamo
accolto l’idea che, peraltro,
fu proposta dal “tosto” professore con entusiasmo e grande “savoir
fair” di classe e di professionalità. Subito
siamo stati piacevolmente coinvolti in questa avventura che in breve ci ha appassionati con lo scopo di “provare a sorprendere un po’ tutti, a cominciare dal Dirigente
Scolastico Prof.ssa Andreina Ottaviani, l’intero corpo docente, gli alunni stessi e gli
affetti più cari” come dichiara il nostro
Professore. Le affermazioni del docente si
dirigono sulle emozioni…quelle più forti
sono state per i ragazzi quelle legate al
“riscoprire se stessi”, scoprire doti nasco-
ste senza aver paura di salire sul palco,
superando i propri limiti, scoprendo la bellezza e il gusto di lavorare insieme; la solidarietà con i più timidi, introversi ed anche
la sorprendente rivelazione d’affetto rivelata dai docenti, che non soltanto a livello
scolastico, ma anche a livello morale e
affettivo li hanno spronati a dare il massimo di loro stessi, a “pescare nelle profondità dell’animo le qualità, i pregi e i doni
celati o dormienti”. Lavorare per un progetto comune, alternando momenti positivi a negativi e viceversa, ottimizzando l’in-
Campo de’ fiori
tesa fatta di sguardi, movimenti di tutto il
cast e …particolarmente stimolanti sono
stati i momenti in cui i giovani sbagliavano
e ridevano dei propri errori…momento fondamentale per riprendere e riprovare…non
sono mancate le incomprensioni che attraverso lo stare insieme abbiamo superato
fino ad arrivare ad annientare la noia e l’apatia che attanaglia alcuni ragazzi delle
nuove generazioni…attraverso i balli, la
musica, il divertimento e la crescita professionale scoperta grazie al “provare e
riprovare” senza scoraggiarsi…la comunicazione del linguaggio del corpo che trasforma il Classico Rugantino in Rugantino
New Generation…dove tutto si anima in
una concatenazione di suoni, immagini,
scene, battute, mimica… A tal proposito,
continua il Prof. A. Bellocchio , sono stati
fondamentali per l’ottimizzazione, l’assistenza e l’arrangiamento dei costumi le
Prof.sse Alessandra Roscani, Luigina
Santini e Maria Cristina Bigarelli, le quali,
intervistate dallo staff operativo studentesco, hanno dichiarato che l’energia messa
in opera ha fatto sviluppare nel numeroso
gruppo del laboratorio di recitazione, una
sinergia atta all’integrazione e far emergere il positivo in tutti, annientando l’incubo
della ripetitività e della richiesta esigente
della didattica d’Aula. Inoltre Le proffe si
sono divertite tanto con noi e ci rivelano
che i momenti più interessanti anche per
loro sono stati quelli della condivisione
durante la preparazione e la realizzazione
dello spettacolo…in un mirabile inserimento di alcuni ragazzi che da sempre in questa scuola trovano amicizia e affetto.”Il
successo è la capacità di passare da un
errore all’altro senza perdere l’entusiasmo”. La sincronizzazione della musica è
stata
particolarmente
curata
dal
Collaboratore Scolastico Roberto Carassai,
che ha dichiarato di aver avuto l’opportunità di stare tra i giovani scoprendo in loro
tanti aspetti belli che non emergono quan-
do sono preda dell’apatia e della noia. La
nostra Voce è qui a dire che noi studenti
dell’IPSEOA “Alessandro Farnese” , pur
essendo la prima volta che ci avventuriamo sul palco e ci mettiamo in gioco, abbiamo avuto l’onore di conoscere a fondo
delle persone che non immaginavamo
potessero darci tanta emozione e affetto,
dandoci l’opportunità di scoprire pregi e
difetti. Abbiamo avuto la chance di assumerci la responsabilità della riuscita e dell’impegno in un gioco di squadra formidabile, pronti ad aiutare il compagno, anche
improvvisando, rimediando magari a qualche errore, creando aspettative non
impossibili che ci indurrebbero a illusioni,
ma confrontandoci con altre persone e
rendendo la “vita scolastica” più stimolante, risvegliando in taluni casi la voglia di
impegnarci ancora di più nello studio e
nell’apprendimento, ritrovando quella fiducia di cui abbiamo bisogno. Per questo
vogliamo ringraziare la nostra Dirigente
Prof.ssa Andreina Ottaviani che ha sostenuto la proposta del Prof. A. Bellocchio e
31
dei docenti. Per questo ed a onor del vero
Silvia Sorge (Rosetta), Luca Marcucci
(Rugantino), Giorgia Alemanni (Coreografa), Francesco Spadoni (Scultore) e gli
altri studenti attori hanno voluto condividere, durante la nostra intervista, un sentimento diffuso, sviluppatosi durante i
freddi pomeriggi, quando ci si incontrava
per provare: tutti hanno voluto esprimere
un sentimento comune, quello di gratitudine verso questa équipe del Laboratorio
Teatrale dell’IPSEOA di Caprarola,…grande
l’intento espresso dai suoi componenti che
hanno voluto affidarci il loro compenso per
l’impegno profuso e così noi abbiamo sentito che la cosa migliore era devolvere la
somma del lavoro dell’équipe per la realizzazione di un progetto di inserimento
socio-terapeutico per alcuni nostri compagni…tutto questo ci ha dato l’oppurtunità
di vivere e condividere una bella esperienza umana e professionale sul “palco” con
RUGANTINO NEW GENERATION…dove
appunto tutto diventa LIVE!!!!!!!!!
PERCHE’ IL TEATRO A SCUOLA?
LO CHIEDIAMO AL DIRIGENTE SCOLASTICO DELL’IPSEOA
“ALESSANDRO FARNESE”, Prof.ssa A. OTTAVIANI
Le motivazioni sono quelle di dirigere la scuola portando avanti il discorso culturale che non
comprende soltanto quello della conoscenza delle tipiche materie curriculari, ma anche in
senso ampio: cultura nella socializzazione, nella fase di progettazione che assume la connotazione di laboratorio, come quello teatrale che unisce cultura, divertimento, stare bene
a scuola, socializzazione, integrazione…non ci dimentichiamo che all’interno di questi 35
alunni ci sono ragazzi stranieri, ragazzi diversamente abili. Possiamo avanzare l’idea, quindi, che l’ integrazione anche all’interno di quello che è la struttura scuola è già un eccellente
training per la vita. Tutti i progetti hanno una loro identità culturale che affianca, approfondisce, rende piacevole l’apprendimento. E’
importante che ognuno di voi possa esprimersi all’interno della progettualità, “tirando fuori il proprio carattere, la voglia di impegnarsi, la determinazione a fare e la curiosità di vedere che cosa c’è dietro una presentazione teatrale. Ho visto e constatato che
l’impegno è stato notevole e che il gruppo ha sviluppato una socializzazione tale, che è riuscito a superare le difficoltà che si sono
presentate. Anche i docenti,oltre ad insegnare all’interno di quelle che sono le loro discipline, rispondendo alla specificità del loro
ruolo, sono anche tutti educatori e nell’educazione civile e culturale è compresa anche una parte di progettualità come questa, la cui
realizzazione non è merito di un singolo, ma di tutto e di tutti. Progettare teatro a scuola o anche altro è un momento magico per
voi studenti poiché esso può rappresentare il cammino dell’incontro, del confronto e del crescere stimolando così la mente, impegnandola alla realizzazione di qualcosa che è proprio vostro e che vi rende liberi, perché attivi, propositivi della vostra persona.
Sostengo che la serenità con la quale avete lavorato e vi siete impegnati farà accrescere in voi la dedizione, l’interesse che vi permetterà di scoprire come migliorarvi e migliorare…questo augurio che vi faccio di certo non vuol essere un’ equazione matematica,
perché non c’è, ma sicuramente quando siamo protesi a “creare” qualcosa di bello, divertente, ci sentiamo gratificati e quindi utili per
noi e per gli altri , acquisendo dignità nell’inserimento sociale in qualsiasi ambito ci troviamo. Questo è il mio augurio per tutti voi!
Campo de’ fiori
32
La società umana
Il portatore di “comunicazione drogata” produce un danno che si ripercuote su tutti
Ovunque sia premolteplici messaggi mediatici, si aggiunge
sente e sussista
poi quello proveniente dalla relazioni
una comunità di
umane reali, nelle quali non sempre è posesseri umani, ci
sibile aiutarsi. Se si vuole sperare in un
troviamo in prefuturo migliore, occorre rimodulare
senza
di
una
l’intero panorama dell’informazione.
società.
Ed occorre educare tutti alla corretta
Una società umacomunicazione, sanzionando durana. Tutti i membri
mente chi non si attiene alle regole.
sono tra loro in
Nella società relazionale, non ci debbono
relazione per la
essere quelli che si avvantaggiano a scapidel Prof. Massimo
comunicazione.
to di altri per la comunicazione, perché la
Marsicola
Nell’era della comulegge stessa della comunicazione non connicazione di massa e sopranazionale, la
cepisce il concetto di “altri” se non in
società umana è sinonimo di società monquanto “altri me stesso”. Perciò, considediale. Stabilire questo è preliminare se si
rando che quello che dico ad un altro
vuole comprendere quanto grave siano le
indurrà nell’altro un certo comportamento,
condizioni nelle quali ci troviamo, allorché
e che prima o poi, il comportamento indotsoltanto pochi hanno consapevolezza dei
to dalla mia comunicazione mi tornerà
seri rischi a cui ci espone la comunicazioindietro, magari attraverso persone
ne drogata. Per comunicazione drogaimpensate, debbo imparare a comunicare
ta intendo una comunicazione che
responsabilmente per il mio stesso bene.
può essere parziale, tendenziosa,
La comunicazione è paragonabile al guscio
fuorviante, deformante, perturbante,
relazionale all’interno del quale si svolgono
irritante, ambigua, inconfutabile, in
le diverse attività. Essa ne delinea e ne
aggirabile, voluminosa, travolgente,
descrive i tratti e i contenuti, ne propone
stratificata, sovrabbondante, falsa…
gli assetti, decide sulla vita e sulla morte.
Tutti siamo esposti alle diverse
Si è visto molte volte,
modalità qui richiamate. E
Occorre educare in passato, che folle
soltanto coloro che hanno
tutti alla corretta in delirio, soggiogate
sviluppato una coscienza
dalla comunicazione
comunicazione,
critica elevata, sono in
del dittatore di turno,
grado di riconoscere quesi lanciavano verso la
sanzionando
sto e di mettersi, sia pure
guerra. Ecco a che
duramente chi
parzialmente, al riparo. Le
cosa porta o può porconseguenze psicologiche non si attiene alle tare una comunicadi chi la subisce sono gravi,
zione sbagliata. E
regole.
sia a livello individuale, sia
quando non fosse rivolta
a livello collettivo. Il comportamenesplicitamente contro qualcuno, è da
to, tanto dei singoli quanto dei grupintendersi che è rivolta contro se stessi.
pi, dipende dal tipo di comunicazione
Anticamente, la comunicazione avveniva
cui si è soggetti e che si è deciso di
nell’ambito di una comunità chiamata
accogliere e praticare.
tribù. In quell’ambito ristretto si articolavaColoro che non riescono a decodificare i
no tutte le comunicazioni possibili, ed i
messaggi per quello che sono, costituiscomembri avevano in comune il medesimo
no la maggior parte delle persone. Ed esse
territorio, la medesima lingua e le stesse
a loro volta, produrranno delle informazioesperienze. Adesso avviene, nelle diverse
ni drogate. La conseguenza è che all’avvelingue, con tutti gli spessori logici ed i regilenamento psicologico che scaturisce dai
stri linguistici, nell’ambito della comunità
“
mondiale. Chiunque è esposto alla comunicazione. La più diversa. Non si può fare
a meno di definire questa condizione una
Babele.
Ciò non toglie che la società, nel suo insieme, è formata da individui indipendenti e
potenzialmente liberi. Essa è paragonabile
in tutto e per tutto ad un organismo,
rispetto al quale, la singola persona è una
cellula. E’ interesse di tutti, ossia dell’intero corpo, sapere che ogni cellula del corpo
è sana. Ne va della salute dell’organismo
medesimo. E se una cellula non è sana,
bisogna adoperarsi per sanarla. Ecco perché non si può essere egoisti. E’ giusto che
ciascuno si preoccupi anche dell’altro: del
benessere dell’altro. Se inducesse nell’altro il malessere, con comportamenti e con
comunicazioni sbagliate, sarebbe esecrabile e sommamente da censurare perché si
rende responsabile del male dell’altro e del
male prodotto nella società stessa.
Quando infatti una cellula si ammala, tutto
l’organismo ne risente. Chi è veramente
responsabile si adopera per il bene di tutti
e di ciascuno, considerando gli altri come
se stesso.
“
Campo de’ fiori
33
Il Mattatoio di Civita Castellana
Il lungo iter per la costruzione e le regole da rispettare per la macellazione
Alla fine dell’ Ottocento
fu approvato il regolamento e la tariffa per
un pubblico mattatoio
che doveva essere costruito con il denaro di
un imprenditore che
avrebbe goduto i diritti
della tassa di mattazione per tutta la durata
di Francesca
del debito.
Pelinga
Il progetto fu presentato
dal
maestro
muratore
Domenico Paolelli che lo voleva
costruire nel suo orto, ma poi ci ripensò. Nel 1877 il Consiglio Comunale
aumentò la tariffa di mattazione e deliberò di costruire il mattatoio nella
località Ponte di Terrano esattamente
nell’orto del signor Gori, ma non si
giunse a nessun risultato. Il Comune
doveva quindi espropriare il terreno e
costruire, ma ritenne superfluo per il
momento assumersi quest’impresa.
Dieci anni dopo nel 1887 iniziò l’asta
per la costruzione, era sindaco
Domenico Coluzzi, veniva accordata a
chi offriva il maggior ribasso. Per partecipare si dovevano depositare L.150 che poi
sarebbero servite per gli incartamenti in
caso di vincita. L’appaltatore dopo il collaudo
sarebbe stato pagato ogni anno ad ottobre
con una rata di L.1.000 con gli interessi del
6 per cento. Parteciparono all’asta i mastri
muratori Tarquini Apollonio e Paollelli
Anacleto, si aggiudicò l’appalto il
Tarquini per la somma di L.5.650. Il
progetto era stato realizzato dall’ing.
Adolfo Cozza nel 1886, per un preventivo di L.7.292.02 e fu realizzato nel
1889. Il terreno era di proprietà del
Comune, lontano allora dagli abitati,
ed era Piazza Fontana per Civita (vi
era il lavatoio pubblico), trasformata in
piazza della Benificenza, oggi piazza
Marconi. Piazza Fontana per Civita era
famosa poichè Giambattista Bugatti in arte
Mastro Titta, boia dello Stato Pontificio dal
1796 al 1864 vi eseguiva le esecuzioni, le
ultime in questa piazza furono di Germani
Proietti decapitato il 18 Ottobre 1855 e
Francesco Elisei, 23 anni di Velletri, accusato di omicidio volontario e giustiziato il 22
Dicembre 1857. Nella piazza vi era una fontana che venne tolta, e fu sostituita da due
vasche con degli sfioratori affinche la gente
se ne potesse servire e che furono collocate
simmetricamente su i due lati della piazza. Il
nuovo Mattatoio si componeva di una
corsia per i bovini ed una per i suini,vi
era un ambiente per la conservazione
delle carni,due stallette e tre cortili per
il deposito e osservazione degli animali prima di essere macellati, l’ufficio del
veterinario e l’ufficio sanitario. I
macellai per essere ammessi doveva-
no fare richiesta al Comune. Il personale era composto dal veterinario che
aveva la direzione e la sorveglianza ed
un custode inserviente che aveva le
chiavi, puliva assisteva alla macellazione. Gli animali, suini, bovini ed ovini
venivano macellati con una mazza di
ferro ed il dissanguamento, le carni dei
bovini prima di essere ammesse al consumo venivano timbrate con un timbro
circolare con la scritta Bue, Vacca,
Vitello.
Il Sindaco poteva permettere l’introduzione
nel comune di carne macellata fresca, a
pezzi non inferiori ad un quarto di animale e
che avessero il certificato di sanità non piu di
24 ore dalla macellazione, e che l’animale
fosse stato visitato ed accertato che fosse
sano, la macellatura fatta in un pubblico
mattatoio. Era vietato l’ingresso ai bambini e alle donne che erano ammesse
soltanto nel periodo in cui si macellavano i maiali. Durante la macellazione
i macellai che assistevano dovevano
indossare un “Blouse”.
Era vietato fumare,
fare chiasso: pena
una multa. Il mattatoio era aperto dal 1°
ottobre al 1° marzo
nei giorni lunedì,
mercoledì, venerdì,
sabato, dalle ore 6
alle 12. Se uno dei
giorni era festivo la
macellazione veniva
fatta il giorno prima. Il
macello era aperto, eccezionalmente, nei giorni 15-16-17 settembre per preparare la “porchetta
arrostita” per le feste patronali.
Le tariffe erano L.5,00 per le vacche, vitelli e
vitelle con meno di un anno; L.2,00, manzi e
manze con due anni di età; L.2,50, castrati
ed agnelli primarecci; L.0,50, pecore, capre
e caproni; L.0.30, abacchi e capretti; L.0,15
maiali e troie; L.1,00, per la sosta di ogni
capo, al giorno.
Nel 1911 il geometra comunale Favalli
Ugo presentò il progetto per la costruzione di tre nuovi camerini e il riadattamento di uno da adibire per la salazione delle carni, per la distruzione
delle carni sequestrate, per il deposito
di legna da ardere, per il deposito degli
attrezzi, per la somma di L.11.000. Il
nuovo fabbricato fu costruito dirimpetto all’ingresso del mattatoio, dalla parte
dello Scasato, dove vi erano le stalle dei civitonici, e parte del cortile a contatto con il
camerino già esistente. Nel 1921 venne fatto
un nuovo regolamento che non differiva di
molto dal primo, cambiavano i mesi di apertura: dal 12 settembre al 15 marzo e l’orario dalle 7 alle 12 a settembre, dalle 7 alle 13
nei mesi di ottobre e marzo, e veniva
aggiunto al personale un inserviente che
aveva il compito di tenere pulito il mattatoio.
Cambiava anche la macellazione: gli animali venivano uccisi con la puntura del midollo
ed il dissanguamento. Negli anni
Cinquanta venne costruito il nuovo
mattatoio comunale per cui fu prevista
una spesa iniziale di 40 milioni: 24 milioni
per le opere in muratura, e 16 per le attrezzature ed arredi. Il progetto fu redatto dall’ing. Francesco Meconi, la zona scelta fu la
località Fabrece, su un area di 8.480 mq. Il
complesso comprendeva la zona sanitaria ed
amministrativa, la zona tecnica, la zona dei
servizi generali, laboratorio per le analisi
delle carni, l’ufficio imposte di consumo, tre
stalle di sosta per il bestiame, un padiglione
per i suini e ovini, uno per i bovini, e tutti gli
impianti erano moderni. Si prevedeva inoltre in seguito di aumentare due posti di mattazione con l’impianto di frigorifero e la
costruzione di un reparto per il bestiame
sospetto, un forno per la carne che dopo gli
esami fosse risultata infetta. L’opera doveva
essere finanziata dal Comune
attraverso un mutuo con il contributo dello Stato. Civita aveva
circa dodicimila abitanti e si
contava che entro vent’anni
sarebbe arrivata a circa ventimila, prospettando l’esportazione di carne macellata verso la
capitale. Il vecchio mattatoio
quindi era divenuto piccolo, non
c’era igiene ed era nel centro
cittadino. Il nuovo aprì nel
1959. Era un piccolo gioiello e vi
si recavano quasi tutti i propietari di
macellerie della nostra provincia e della
Sabina. Venne
assunto come custode
Mancini Giovanni, quale veterinario, prima il
dottor. Simoni, poi il dottor Mecucci
Umberto, che vi restò sino alla chiusura. I
macellai adetti alla macellazione erano
sei: Angelelli Milvio, Mancini Giuseppe,
Angelozzi Irdo, Federici Bruno,
Rompietti Mario, Falchi Domenico, che
venivano pagati direttamente dai proprietari
del bestiame macellato.
All’inizio lavoravano soltanto in inverno poi
con l’aumento del lavoro decisero di formare una squadra, si iscrissero all’artigianato,
comperarono un furgone per trasportare e
consegnare la carne macellata ai proprietari.
Dopo la morte di Angelelli Milvio la
squadra incominciò a disperdersi.
Inoltre, in quasi trent’anni, non fu fatto
alcun ammodernamento all’impianto e,
così, il mattatoi verso la fine degli anni
Ottanta fu chiuso.
Ci fu, poi, la bellissima proposta della Lega
ambiente per traformarlo in “Citta della
Cultura” con spazi per attività come il teatro,
concerti, esposizioni d’arte, convegni, sale
prove e servizio ristoro, ma di fatto non se
ne fece nulla.
Campo de’ fiori
34
IL MURO DI VIA DEL FORTE
del Prof. Architetto Enea Cisbani
La Locanda della Croce Bianca oggi
...contina dal numero 77
(...quando il prefetto francese De Tournon,
insieme agli artigiani civitonici, il capomastro Luigi Paolelli e il falegname
Ermenegildo Pasquetti, si recano presso l’ex
convento francescano di piazza Matteotti
per...) compiere il sopralluogo dell’ex convento dei frati Conventuali in piazza di Prato,
oggi piazza Giacomo Matteotti, soppresso e
chiuso dall’Ordine Provinciale Francescano il
20 febbraio 1802 e oggi sede della Curia
Vescovile della Diocesi di Civita Castellana.
Come risulta da due lettere del 10 giugno
1801 e 8 febbraio 1802, agli inizi del XIX
sec., la vita del convento stava attraversando un periodo di notevoli difficoltà a causa
della dominazione Francese, che aveva
requisito tutte le proprietà con le relative
rendite e ridotto in maniera considerevole la
vita religiosa tanto che nel 1802, anno della
definitiva soppressione, nel convento erano
presenti soltanto due religiosi.
Abbandonato il convento dopo secoli di gloriosa storia, nel volgere di pochi anni l’intera struttura era ridotta in pessime condizioni, quando il governo francese in Roma,
nella persona del prefetto De Tournon, decide di adibirlo a caserma della brigata di gendarmeria della piazza di Civita Castellana,
come attesta una lettera dello stesso prefetto del 5 febbraio 1810 inviata alla consulta
generale di Parigi per l’approvazione della
delibera di spesa per le opere di restauro,
allegando il preventivo approvato, redatto
dagli artigiani locali, capomastro Luigi
Paolelli e il falegname Ermenegildo
Pasquetti: “………..noi sottoscritti Luigi
Paolelli
capomastro
muratore
ed
Ermenegildo Pasquetti falegname, per ordine del sig. Tenente Bodesco, comandante la
tenenza di gendarmeria di questa piazza, ci
siamo portati sotto quest’oggi del corrente
mese di novembre 1810 nel convento di San
Francesco posto su la pubblica piazza ove è
alloggiata la brigata di gendarmeria, per
riconosciere e periziare i lavori dà farsi in
detto luogo, abbiamo riconosciuto e perizia-
to abbisogna delle seguenti
restaurazioni con l’intelligenza del
sudetto sig. tenente comandante
quale era presente con noi….”
Segue la descrizione dettagliata
delle opere edili, in particolare gli
interventi di apertura di nuove
porte e finestre, le opere di consolidamento statico e di rifinitura
generale: “……..per tre scale dà
farsi nel corridore nel secondo
arco del convento larghe palmi
uno e longhe palmi sei con slargamento di una fenestra per commodità di tirarvi e mettervi il fieno e
paglia trà robba e fattura, scudi
1,40………per murare l’antico
ingresso allo scoperto, ove esiste la cisterna
consistente in palmi sessanta di muro trà
robba e fattura, scudi 0,75……..per apertura
di due fenestre nella stalla della grossezza di
muro palmi quattro incontro alle altre fenestre, arricciatura, incollatura con porre in
opera due telari, scudi 2,40……”
Segue una annotazione estremamente
importante:”…per apertura di una porta nell’ultima stanza dell’appartamento dell’antico
guardiano del convento alta palmi otto e
larga palmi quattro con due canne di stabilitura, apertura di una fenestra, fattura del
frontone avanti il camino con imbiancatura
di due stanze à volta, scudi 7,00”.
Considerando che la documentazione rinvenuta non presenta alcun elaborato grafico
allegato, in base alla descrizione dovrebbe
trattarsi dell’attuale sala riunioni posta al
primo piano accanto alla cappellina interna
della sede Vescovile. Continuando nella lettura del preciso e minuzioso computo metrico, ritroviamo elencate opere di tinteggiatura, di risanamento igienico come la pulitura
di tetti e grondaie, nonché del cortile interno; infine, opere di ferramenta e falegnameria come la posa in opera di finestre,
catenacci e serrature per le numerose porte
interne.Una interessante annotazione: nel
computo redatto dai due artigiani locali è
ricorrente la dicitura “trà robba e fattura”,
ad indicare l’attuale “fornitura e posa in
opera dei materiali”, termine tecnico ricorrente nella redazione dei computi metrici
estimativi. La spesa totale delle opere
ammonta a scudi 141,00, sottoscritta da
Luigi Paolelli, Ermenegildo Pasquetti e dal
sindaco del tempo, il “Maire” Ugo Paglia.
Allegato al preventivo troviamo la perizia
per l’esecuzione delle opere in vetro per le
finestre dell’ex convento, redatta dall’artigiano Vignanellese Bernardino Pacelli, in
data 13 novembre 1810, per un importo di
scudi 3,80. I lavori stimati iniziano nel
dicembre del 1810 e si concludono nel mese
di maggio del 1811.
Come consuetudine e prassi abituale, i lavo-
ri furono totalmente pagati dalla Comunità.
Trascorrono pochi anni e a causa dei rivolgimenti politici del tempo, nonché la
Restaurazione del 1815, i francesi lasciano
Civita Castellana e l’ex convento viene nuovamente abbandonato e lasciato al suo
destino.
Mentre erano in corso i lavori di ristrutturazione dell’ex convento, nel 1810 viene definitivamente chiuso l’antico “Albergo dei
Tre Re”, posto dirimpetto alla Porta
Borgiana e i cui resti, seppur degradati, si
possono ancora oggi ammirare in tutta la
loro bellezza. I proprietari nel 1816 chiedono allora al Capitolo della Cattedrale di
avere in affitto alcuni locali del piano terra e
primo dell’ex convento di piazza Matteotti,
prospettanti sull’attuale via XII Settembre,
per adibirli a stazione di posta, ma questa
volta con un titolo nuovo: la gloriosa locanda Civitonica della “Croce Bianca”.
Per capire come nasce questa antica locanda fondamentale nella storia delle stazioni di
posta dello Stato Pontificio e per capire il
rapporto con la vicenda oggetto della nostra
trattazione, bisogna ripercorrere alcune
tappe
fondamentali
della
storia
dell’”Albergo dei Tre Re”.
Nel Comune di Civita Castellana, l’Albergo
dei Tre Re è posizionato nella zona Sud – Est
del pianoro tufaceo su cui sorge l’antico abitato della Città Falisca. Il pianoro, di forma
rettangolare e pianeggiante, è delimitato da
profondi canaloni scavati nel corso dei secoli dal Rio Maggiore e dal Rio Filetto che confluiscono nel Fiume Treia. Lo stesso Albergo
è posto alla confluenza tra il Rio Filetto e il
Fiume Treia. Nel Vigente Catasto Edilizio ed
Urbano della Provincia di Viterbo l’opera in
esame, attualmente inglobata all’interno di
strutture produttive è censita al Foglio 31
del Comune di Civita C., particelle n.59 e 19.
Nel Catasto Gregoriano del 1819 non appare chiaramente individuato, ma risulta
ugualmente censito nelle varie proprietà
fondiarie. Le vicende storiche e costruttive
dell’Albergo dei Tre Re, devono essere
inquadrate nell’ambito dell’evoluzione urbanistica della via Flaminia e in generale nella
creazione a partire dal XVI sec., sia a Civita
Castellana che negli altri centri dello stato
pontificio, di stazioni di posta moderne ed
efficienti lungo le vie consolari per far fronte ad un traffico di merci sempre più frequente da e verso Roma.
Tra XVII e XVIII secolo, infatti, l’antica strada consolare Romana Flaminia, quale via
privilegiata per l’accesso a Roma, viene
dotata di numerose stazioni di scambio e
Posta e le principali strutture collocate tra
Terni e Roma erano ubicate nei seguenti
centri urbani………
continua sul prossimo numero...
Campo de’ fiori
35
Vorrei incontrarti fra 100 anni
Franco Latini
Franco Latini e la moglie, Silvina Fragassi, da giovani
Questa rubrica, purtroppo, non è molto
frequente, perché quello dei cento anni è
davvero un traguardo raro, quasi irraggiungibile, se non per pochi fortunati, che
suscitano sempre meraviglia e curiosità!
Uno di questi è il signor Franco Latini, nato
nell’ormai lontano 22 Gennaio 1911, a
Senarico, frazione di Crognaleto, in provincia di Teramo. Nasce in una tipica famiglia
di pastori abruzzesi, penultimo di cinque
figli, tre maschi e due femmine. Come succedeva consuetudinariamente e come
avviene ancora anche oggi, anche se
molto più raramente, durante il periodo
invernale, a causa dell’alta neve che copriva i pascoli montani, scendevano in pianura, proprio nelle zone di Civita
Castellana. Certo, in un secolo di cose ne
succedono davvero tante. Vissuta la Prima
Guerra Mondiale, ancora troppo piccolo
per poterla ricordare, viene chiamato alle
armi e nel ’36 parte per la campagna
d’Africa. Qualche anno dopo, è costretto a
combattere nella Seconda Guerra
Mondiale. Proprio nel ’43, durante la spe-
stabilirsi definitivamente in quel di Civita
Castellana e da questo matrimonio nascono tre figli maschi: Giuliano, Bruno e
Giovanni. Ma nel 1967 è costretto ad interrompere la sua attività di pastore. Dopo
essere investito da un’auto, infatti, perde
la funzionalità di una gamba, rimanendo
invalido. Inizia a trascorrere, così, le sue
giornate dedicandosi alla cura dell’orto, lì
nei dintorni della sua casa, mentre sua
moglie lavora come aiuto cuoca nel ristorante “Le quattro ruote”, a Sassacci, ormai
chiuso da anni. Oggi Franco, purtroppo, si
sposta sulla sedia a rotelle ed ha pochi
momenti di lucidità, ma ama molto mangiare, e di tutto, e si ricorda perfettamente tutte le tabelline a memoria. Nel 2007
ha festeggiato, insieme a sua moglie,
anche un altro traguardo molto importante: cinquanta anni di matrimonio, cosa
che, poiché non si era sposato giovanissimo, temeva di non riuscire mai a raggiungere. E quest’anno, insieme a Silvina, che
continua ad accudirlo con tanto amore, ai
figli ed ai suoi sei nipoti, Marco, Andrea,
Benedetta, Francesca e Elisabetta, ha
potuto spegnere queste cento candeline!
Tanti auguri Franco!
Ermelinda Benedetti
dizione italiana in Grecia viene catturato e
internato in un campo di concentramento
in Germania, e obbligato a lavorare forzatamente in una fabbrica dove si producono eliche per elicotteri, destinati ai bombardamenti aerei. Degli ottocento prigionieri iniziali, alla liberazione, avvenuta per mano dei
russi nel 1945, erano rimasti in soli centocinquanta,
coloro che, grazie ad un
fisico probabilmente più
robusto,
riuscirono
a
sopravvivere alla fatica del
lavoro forzato ed allo scorso nutrimento.
Finalmente di nuovo libero,
torna a svolgere la sua originaria attività di pastore e
al’età di quarantasei anni,
nel 1957, si sposa con
Silvina Fragassi, di qualche
anno più giovane di lui.
Franco, per formare la sua
Franco Latini oggi, all’età di 100 anni
nuova famiglia, decide di
36
La figura di King Oliver, il
più autentico dei vecchi re
di New Orleans, esce dalla
leggenda per inserirsi nel
racconto mitologico di una
piccola cerchia di numi del
Jazz, c’è in lui la compassata dignità di un gentiluomo inglese, tanto più
evidente se si pone in
contrasto con musicisti
come Jelly Roll Morton e
Buddy Bolden. Eppure Joe
Joseph Oliver nasce in
quello stesso anno 1885
nel quale ha visto la luce
Jelly Roll Morton e vive e
suona nelle stesse case di
piacere della vecchia città
negra, salvo una breve parentesi costituita
da un palazzo di bianchi dove lavora come
maggiordomo cosa questa che, a ben vedere, non contrasta del tutto con la sua dignitosa fisionomia di musicista Jazz senza sorriso e con il volto reso più torvo da una coltellata all’orecchio sinistro ricevuta da un
bandito nel corso di una banale rissa. Joe
Oliver è un uomo corpulento dalla faccia triste, alla fine della sua carriera lavora come
inserviente in una sala da biliardo a
Savannah dove una sera, raccogliendo le
biglie, canticchia un noto motivo; un bel
Blues Joe, gli dice un giovane giocatore
mentre è intento a ripassare la sua stecca
con il gesso, l’ho scritto io risponde l’inserviente. Lo so e io sono Napoleone, aggiunge
il giocatore, la prossima volta ci racconterai
che la canzone che stiamo ascoltando da
quel Juke-Box l’hai scritta pure tu; nella sala
da biliardo si mettono tutti a ridere, il motivo che ascoltano è: Sugarfoot Stomp e
suona l’orchestra di Benny Goodman; certamente risponde il vecchio Joe, il motivo è
proprio mio, però l’avevo intitolato:
Dippermouth Blues, ma altri gli hanno cambiato il titolo. Raccontaci qualcos’altro Papa
Joe insiste il giovane avventore dando di
gomito ad un amico, il vecchio musicista
sussurra: Papa Joe, era proprio così che mi
chiamava Louis. Louis chi? E’ la domanda
che viene spontanea. Louis Armstrong
naturalmente, era mio allievo; tutti si misero
a ridere, ma Papa Joe diceva la verità, egli
morirà in quella stessa Savannah pochi giorni dopo, al suo funerale partecipano moltissimi musicisti. Joe Oliver non fu soltanto il
Maestro per Louis Armstrong, ma anche il
suo migliore amico, si erano incontrati a New
Orleans nel 1914 e quando Papa Joe fu
chiamato a Chicago nel 1918, Louis
Armstrong prese il suo posto e fu un successo immediato, egli mise in pratica quello
Campo de’ fiori
che Oliver gli aveva insegnato suonando
esattamente come aveva sentito suonare il
suo idolo. Per il suo pupillo Joe Oliver provava una affettuosa ammirazione e anche un
pò d’invidia e, l’una e l’altra, furono la probabile causa delle lacrime che gli spuntarono fra le ciglia allorquando, una sera del
1928, vestito con eleganza per lui inconsueta e con aria apparentemente felice, andò ad
ascoltarlo al Savoy di Chicago, come ebbe
modo di ricordare lo stesso Louis Armstrong
alcuni anni dopo.
L’aspetto fisico di Joe King Oliver era davvero imponente e davanti alla sua orchestra
faceva un figurone, sembrò sempre più vecchio di quanto non fosse, era già Papa Joe
quando non aveva che quarant’anni, ma
King Oliver non fu soltanto un personaggio,
fu anche un eccellente musicista, fu il primo
re del Jazz la cui fama resistette per vari
anni, un cornettista il cui valore è documentato dalle sue molte incisioni. Cominciò la
sua carriera suonando per le strade di New
Orleans, nelle sale da ballo e, naturalmente
nei locali di Storyville e, l’ultima orchestrina
che lo ebbe fra i suoi ranghi, prima che emigrasse a Chicago, fu quella di Kid Ory. La
Original Creole Jazz Band che King Oliver
riunisce a Chicago nel 1920, è probabilmente la prima grossa orchestra Jazz che mette
in evidenza chiari segni di maturità, infatti, la
Original Dixieland Jazz Band formata da
musicisti bianchi, nel 1917 ha già inciso i
primi dischi di tutta la Storia del Jazz e Jelly
Roll Morton batte la stessa strada, ma è
senza dubbio King Oliver a dare il via con
quel complesso che negli anni successivi
ospiterà anche Louis Armstrong come
seconda tromba, Lil Hardin Armstrong al pianoforte e Johnny Dodds al clarinetto. Il
suono è quello autentico di New Orleans,
tutti i musicisti improvvisano individualmente rimanendo, ciononostante legati salda-
mente agli altri, una
trovata questa che
forse ha una sua precisa motivazione stante il
fatto che Oliver soffre
con i denti al punto che
il solo spingere l’imboccatura della tromba
contro le labbra gli procura dolori lancinanti e,
da qui, la necessità di
poter disporre di una
seconda tromba capace
di sostituirsi a lui quando necessita. Ma che
King Oliver suonasse o
no
all’appassionato
poco importa, quello
che più conta è il suono
della sua orchestra e la fitta trama del suo
tessuto musicale che rimane ferma nel
tempo; è questo il più compiuto esempio
dello stile New Orleans.
Tuttavia l’epoca d’oro di KIng Oliver durò
poco e,dopo alcune brevi tournèe e l’incisione di alcuni importanti dischi, l’ormai famoso capo orchestra perdette alcuni dei suoi
migliori solisti, prima i fratelli Johnny e Baby
Dodds, subito dopo Louis Armstrong e la
sua fresca sposa Lil Hardin.
Dopo di allora, nonostante i molti sforzi compiuti, non riuscì più a riunire una formazione
che potesse competere con quella che lo
aveva fatto acclamare a Chicago; per alcuni
anni dovette adattarsi a suonare alle altrui
dipendenze e, segnatamente, nella formazione di Dave Peyton che nel corso di una
serata al Plantation Cafè presentò Oliver
come il più grande cornettista Jazz del
mondo. La cronaca della vita errabonda che
Oliver condusse negli anni successivi al 1931
è drammatica, attorniato da musicisti di
quart’ordine girò per qualche anno per il Sud
Ovest e il Sud degli Stati Uniti accettando
qualunque scrittura gli venisse offerta; ma i
veri irreparabili guai cominciarono quando
Oliver, che era affetto da una grave forma di
piorrea, perdette tutti i denti. Non potendo
più suonare, dovette ingegnarsi in mille
modo per sopravvivere, ormai abbandonato
da tutti aprì, con poca fortuna, una rivendita di frutta e da ultimo trovò un posto come
uomo di fatica nella già ricordata sala da
biliardo; King Oliver morì il 10 aprile 1938 in
seguito a una emorragia celebrale, la sorella
utilizzò i soldi che aveva messo da parte per
pagare l’affitto, per far trasportare la salma
a New York e darle sepoltura nel Bronx, purtroppo però quei pochi dollari non furono
sufficienti per mettere una lapide sulla sua
tomba.
Riccardo Consoli
Campo de’ fiori
37
L’angolo del Bon Ton
I gioielli “della vita”
L anello di fidanzamento e la fede nunziale
Parleremo in questo
nuovo nostro incontro
dei gioielli che accompagnano gli sposi per
tutta la vita matrimoniale, mi riferisco ai
doni di fidanzamento e
alle fedi che indossate
nel giorno del si sugdi Letizia Chilelli
gelleranno il nuovo
cammino religioso e civile della coppia.
Ma qual è la storia dell’anello, gioiello così
importante?
Facciamo una piccola passeggiata attraverso le pagine della storia.
Durante l’epoca del bronzo, l’anello era
costituito da un semplicissimo cerchietto
che a volte poteva essere ritorto o a spirale.
Dobbiamo l’uso del castone alla civiltà cretese-micenea che adottò inizialmente
castoni in pietra o mobili, poi interamente
in metallo, a forma ellissoidale, con incisioni di particolare finezza rappresentanti
scene di caccia e riti religiosi.
Nella Grecia classica l’anello ritorna semplice, in oro, argento e bronzo, il castone è
piccolo e porta incisa una piccola e solitaria figura; durante l’epoca ellenistica, invece, il castone acquista maggiore importanza, così come il cerchio che comincerà ad
essere lavorato.
Gli anelli Etruschi sono caratteristici per il
castone mobile, generalmente in corniola,
con la caratteristica forma a scarabeo.
Nell’arte Romana, l’anello assume le forme
e le decorazioni più varie: dalla gemma
liscia o incisa incastonata nel cerchio, al
castone lavorato in metallo fino alla moneta inserita al posto di quest’ultimo.
Particolare attenzione, poi, venne rivolta al
cerchio, anche privo di castone, sempre più
massiccio, con torniture e trafori.
Caratteristici gli anelli
ritrovati (in gran
quantità) a Pompei,
con incastonata una
piccola chiave.
Durante il Medioevo,
le forme degli anelli
tendevano ad imitare
le forme degli anelli antichi.
Nel Rinascimento vennero prodotti tantissimi anelli con forme classiche, nel XVI secolo gli anelli vengono lavorati a cesello, con
ornamenti di fiori, putti e foglie.
Tipiche di questo periodo sono le incrostazioni d’oro su pietre preziose (tipiche quelle del Cellini).
Nel XVII secolo compaiono i famosi anelli
“a giardino”, simili a piccole aiuole di fiori e
foglie, mentre nel XVIII secolo, l’anello
assume una forma ovoidale, lunga come
una falange di un dito.
Dopo la Rivoluzione Francese gli anelli
sono generalmente a soggetto patriottico,
mentre in età Napoleonica raggiunge grande diffusione e finezza di incisione il cammeo.
Nel secolo XIX, si ritorna agli anelli di imitazione degli stili antichi, dall’egizio al
greco.
In epoca moderna l’uso di nuovi materiali
porta anche nell’oreficeria, almeno negli
esempi migliori, a quella semplificazione
formale e a quel rigore stilistico caratteristici dell’età contemporanea.
Da ricordare poi che grazie al Concilio
Vaticano II si è ottenuta la
significazione mistica
del rito dell’anello
nuziale,benedetto
dal celebrante,
che viene scambiato fra gli
sposi durante il
matrimonio.
Prima però dello
scambio delle fedi, c’è
un altro anello importantissimo nella vita della donna:
L’anello di fidanzamento che è il primo
vero pegno d’amore che sottolinea la promessa di matrimonio che il fidanzato fa alla
propria donna.
In genere, anzi sarebbe consigliabile,
donare un gioiello di famiglia che simboleggia accoglienza e affetto.
Spesso, però, è il fidanzato che recandosi
in gioielleria, acquisterà appunto l’anello
rigorosamente con diamanti in oro o in platino. Se si opta per questa scelta è però
consigliabile scegliere più di un modello (la
scelta spesso ricade sul solitario, un diamante con taglio brillante fermato da graffe che accendono ancora di più la luminosità della pietra), successivamente il futuro
marito, porterà la sua futura sposa a scegliere l’anello che più le piace tra le scelte
che lui ha fatto (purtroppo, parlo per i più
romantici e attenti alle tradizioni, sono
pochissimi gli uomini che ancora compiono
il gesto del dono dell’anello durante la presentazione ai genitori!!).
La fidanzata se vuole, ma non è obbligatorio potrà a sua volta regalare un oggetto
prezioso al suo futuro sposo.
Parliamo ora del simbolo per eccellenza
dell’amore e dell’unione: Le fedi.
La tradizione vuole che le fedi vengano
scelte dai due sposi, anche se a pagarle
sarà lo sposo.
Si sceglieranno, sempre secondo la tradizione, lisce sottili ed in oro giallo, ma è
sempre più usuale anche acquistarle in oro
bianco o in platino, ultima moda di questi
tempi, anche se risalente all’epoca medievale, è l’incastonatura di un diamante al
centro della vera della sposa; la cosa che
comunque non dovrà mai mancare quando
si sceglieranno le fedi, sarà il nome degli
sposi e la data delle nozze incisi all’interno,
tradizione questa, risalente al Settecento.
I modelli più classici e più venduti sono:
-la francesina tonda e sottile
-la fede tradizionale
-la fede mantovana a fascia larga e ad arco
ribassato
-la fede piatta
Le fedi verranno portate in Chiesa o in
Comune dallo sposo.
Ricordo poi che la fede va portata rigorosamente all’anulare sinistro, una vecchia
tradizione narra infatti che proprio questo dito è “legato” direttamente al
cuore tramite una arteria.
Per concludere il nostro discorso credo
sia opportuno parlare anche del cuscinetto porta fedi che verrà usato appunto
nel fatidico momento dello scambio degli
anelli.Il cuscinetto verrà confezionato con
lo stesso tessuto usato per l’abito da sposa
e verrà bordato con del pizzo, le forme
potranno essere svariate: dal classico rettangolo, al quadrato, dalla figura tonda alla
forma a cuore..
Per il matrimonio civile potranno anche
essere “azzardati” cuscinetti in lana con gli
stessi colori del bouquet della sposa o
anche il classico cuscino in velluto.
Il cuscino verrà affidato al testimone che
poi lo darà al Sacerdote per la benedizione
o se la sposa lo ha scelto, all’eventuale
paggetto che la precederà nel corteo
nuziale.
(Bibliografia e fonti: Enciclopedia Universale Fabbri
Editori, siti Internet).
Campo de’ fiori
38
LA CONTRATTURA MUSCOLARE
Un classico che si incontra quasi tutti i giorni a studio...
La contrattura è la
meno grave tra le
lesioni muscolari acute,
in quanto non si ha
lesione delle fibre
muscolari, consiste in
una contrazione involontaria, insistente e
dolorosa di uno o più
del Dottor
muscoli scheletrici. Il
Patrizio Lazzarini muscolo coinvolto si
fisioterapista
presenta rigido e l’ipertonia delle fibre muscolari è apprezzabile al tatto.
La contrattura è di per sé un atto difensivo che insorge quando il tessuto muscolare viene sollecitato oltre il suo limite di
sopportazione fisiologico. L’eccessivo carico innesca un meccanismo di difesa che
porta il muscolo a contrarsi. Le cause predisponenti possono essere di natura meccanica e/o metabolica ma non sono state
ancora definite con chiarezza. Ciò che si sa
è che sono in qualche modo correlate ai
seguenti fattori:
mancanza di riscaldamento generale e
specifico
preparazione fisica non idonea
sollecitazioni eccessive, movimenti bruschi
e violenti
problemi articolari, squilibri posturali e
muscolari, mancanza di coordinazione
I sintomi
Il soggetto colpito da
una contrattura avverte
un dolore modesto e
diffuso lungo l’area
muscolare interessata.
L’ipertonia viene percepita piuttosto chiaramente e la persona
lamenta una mancanza
di elasticità del muscolo
durante i movimenti. La
palpazione consente di
apprezzare la durezza
del tono muscolare e di
evocare dolore soprattutto in alcuni punti
(trigger point attivi).
Il dolore è tollerabile e
non impedisce il proseguimento dell’attività sportiva. Tuttavia per
allontanare il rischio di complicazioni è
bene sospendere immediatamente l’allenamento o la competizione.
Cosa fare:
Anche in questo caso il riposo è la terapia
più efficace. Per guarire da una contrattura normalmente sono sufficienti 3-7 giorni
di stop, che potrebbero diventare molti di
più se non si rispettano i giusti tempi di
recupero. Inutile e controproducente continuare a svolgere le attività sportive che
evocano fastidio o dolore alla zona interessata.
Per accelerare il recupero sono utili tutte quelle attività che consentono di allungare la
muscolatura e di favorire l’afflusso di sangue ai
muscoli.
L’ideale sarebbe associare anche un massaggio decontratturante al termine dell’attività
in modo da allentare le
tensioni muscolari ed
ottenere benefici anche
a livello antalgico
Sicuramente utili, ma da
utilizzare solo nei casi
più gravi e sotto controllo medico, sono i farmaci antinfiammatori (FANS) e miorilassanti che con la
loro azione contribuiscono a distendere la
muscolatura.
Tra le terapie fisiche utili per accelerare i
tempi di recupero ricordiamo, l’elettroterapia, la ionoforesi e l’ipertermia.
Se la sintomatologia non scompare dopo
10 giorni di trattamento conservativo
(riposo), è bene sottoporsi ad ecografia
per accertarsi che non vi siano lesioni
muscolari ben più gravi o che il dolore non
sia la conseguenza di un altro problema.
Protegge i tuoi valori
Silvia Malatesta - Via S. Felicissima, 25
01033 Civita Castellana (VT)
Tel.0761.599444 Fax 0761.599369
[email protected]
Per la vostra PUBBLICITA’
[email protected] - 0761.513117
Campo de’ fiori
39
La storia della Previdenza Sociale in Italia
quarta parte
Prima di ritornare a
parlare di previdenza voglio concludere
e sintetizzare il
discorso dell’assistenza
sanitaria:
l’INAM
mentre
assisteva
solo
i lavodi Arnaldo Ricci
[email protected] ratori dipendenti del
settore privato e le
loro famiglie, l’SSN istituito con la legge
833 del 1978
ed ancora in essere,
(Servizio Sanitario Nazionale) fornisce assistenza sanitaria a tutti i cittadini
italiani, compresi anche quelli dell’
Unione Europea che si trovano in Italia,
senza distinzione di categoria lavorativa, di
sesso, di condizione economica, di religione, di opinione, di appartenenza politica, o
quant’altro. L’SSN pone una sola condizione per fornire i suoi servizi di assistenza: essere cittadini dell’UE.
Si potrebbe dire che in campo sanitario si
è scelta la filosofia inglese di Lord
Beveridge
I politici del dopo guerra capirono con
grande intelligenza e lungimiranza, probabilmente con accordo tacito fra maggioranza ed opposizione che le istituzioni previdenziali ed assistenziali, migliorate progressivamente durante il ventennio ( alcune create di sana pianta dal fascismo, altre
migliorate ma non create ) non andavano
tutte abolite. Infatti si decise di non
smantellare: l’INPS, l’INAIL, l’INAM,
l’ONMI ed ENAOLI, queste due ultime
create nel ventennio.(ho citato solo le più
significative dal punto di vista del welfare)
Negli anni successivi la seconda guerra
mondiale, l’INPS ha visto sempre, progressivamente aumentare le sue responsabilità e gestioni previdenziali ma quando
nacque, gli fu data la responsabilità previdenziale, sempre per i lavoratori dipendenti del settore privato, solamente della
vecchiaia, invalidità e maternità.
E’ da sottolineare che per maternità si
intendeva tutta quella procedura finalizzata al pagamento dell’indennità economica,
alle donne che erano costrette a lasciare il
lavoro per la nascita e lo svezzamento del
nascituro. L’assistenza sanitaria e psicologica alle stesse, compresi i loro bambini in
tenera età, era invece demandata ad un
altro ente denominato ONMI (Opera
Nazionale Maternità ed infanzia)
creato 8 anni prima,
con legge
10/12/1925 N° 2277 ); questo ente, restò
in piedi fino al 1975, fino a quando la
legge N° 698 del 23 /12 /1975 ne decretò
inesorabilmente la fine; dopodiché rimase
in piedi per ben altri due anni
fino a quando sue le competenze vennero affidate a
comuni e regioni.
Se ricordo bene, un ambulatorio
medico
assistenziale
dell’ONMI di Civita Castellana,
era ubicato in via Vincenzo
Ferretti, accanto al cinema
Flaminio, esattamente nel
palazzo dell’ ospedale vecchio
dove attualmente si trova l’insegna dell’ AVIS.
Come si evince dal titolo di
questo articolo a puntate,
avrei dovuto trattare solo la storia della
previdenza del lavoro privato italiano;
dopo però, effettuato le prime ricerche, mi
sono reso conto che la previdenza e l’assistenza sono strettamente correlate.
Non posso non citare un altro importante
ente, creato per prestare la prima assistenza economica e sanitaria alle persone
che si trovavano, per una ragione o per
l’altra, in stato di indigenza; nonostante lo
sforzo dei vari governi, volto a migliorare
le condizioni dello stato sociale iniziato nel
XIX° secolo, purtroppo allo scoppio della
seconda guerra mondiale, gli indigenti
erano ancora troppi in Italia.
Verso la seconda metà degli anni trenta, si
era creata una situazione paradossale; i
lavoratori sia pubblici che privati avevano
raggiunto un livello assistenziale e previdenziale abbastanza accettabile, tramite
l’esercizio degli enti sopra citati; nessuno
aveva però pensato ad assistere istituzionalmente quei cittadini che non avendo un
lavoro o impediti ad averlo per motivi di
salute, si trovavano nella condizione di
indigenza.Questi cittadini erano completamente esclusi dal sistema previdenziale ed
assistenziale il quale invece assicurava
tutti i lavoratori.
Fino al 1937, sia lo stato liberale che quello fascista non si erano impegnati molto
per risolvere questo problema che attanagliava tante famiglie.
Questo buco sociale, come qualcuno lo
chiamò, fu colmato dalla legge
03/06/1937 N°847 che istituì ufficialmente
un ente chiamato ECA (Ente Comunale
di assistenza).
Nel contempo la stessa legge abolì in
modo perentorio, le congregazioni di carità di stampo ottocentesco, allora ancora
operanti nei comuni. Queste organizzazioni, anche se potevano fare solo la carità,
erano comunque, le uniche a dare sollievo,
con carenza di regole scritte, ai poveri cittadini indigenti.
Con l’istituzione dell’ ECA furono le ammi-
nistrazioni comunali ad essere
responsabili nell’alleviare le
varie difficoltà di questi cittadini. Il segretario comunale,
insieme ad altre persone facenti parte dell’amministrazione in
carica e nominate dal sindaco (
o podestà fino al 25 luglio 1943
) operavano istituzionalmente
in tal senso.
In termini generali, l’ ECA forniva assistenza in natura, con
pacchi alimentari e vestiari
nonché sussidi in denaro e
pagamenti di rette ospedaliere.
Ed infine debbo anche citare un altro
importantissimo ente assistenziale che ha
alleviato la fanciullezza e parte della gioventù di tanti orfani di lavoratori italiani: l’
ENAOLI (Ente Nazionale Assistenza
Orfani Lavoratori Italiani).
Questo ente nacque a seguito delle disposizioni dettate dalla legge N° 987 del
27/06/1941. Esso aveva la responsabilità
verso tutti i figli dei lavoratori rimasti orfani, per i quali, doveva provvedere istituzionalmente alla educazione morale e civile
nonché all’istruzione professionale.
L’ ENAOLI come l’ INPS e l’ INAM, aveva la
sua sede in tutte le provincie italiane.
A Viterbo, questa sede era ubicata in via
Marconi nel palazzo accanto quello della
Banca d’Italia.
L’ ENAOLI metteva a disposizione anche
convitti, dove i ragazzi rimasti orfani, venivano educati, istruiti e forniti di vitto ed
alloggio, in modo completamente gratuito.
Questi convitti erano ubicati in tutte le
provincie italiane; essi erano gestiti direttamente dall’ente; laddove non era presente un convitto di proprietà dell’ente, i
ragazzi assistiti, venivano assegnati ad
altri convitti che nella maggior parte erano
gestiti da ordini religiosi, in questo caso
era sempre l’ ENAOLI che pagava tutta la
retta di vitto e alloggio nonché il materiale didattico, compresi i libri di testo necessari per gli studi fino al 18° anno di età.
Il convitto della provincia di Viterbo dove l’
ENAOLI mandava i suoi ragazzi assistiti,
era ubicato al quartiere Cappuccini gestito
dai padri Giuseppini di San Leonardo
Murialdo.
La fine dell’ ENAOLI fu poi decretata
dalla legge N° 641 del 20/10/1978 ; le
sue competenze e funzioni vennero affidate e spalmate su tre enti differenti: i comuni per l’assistenza di prima necessità, l’
INPS per l’erogazione di assegni economici, l’ SSN per l’assistenza sanitaria.
…..continua con la quinta parte ……
40
Campo de’ fiori
1954
Vi proponiamo anche questo mese una pagina tratta dal famoso informatore civitonico
dell’epoca, precisamente la rubrica dal titolo “Strapaese”, con racconti molto sarcastici e divertenti di un tempo che non c’è più...non ce ne vogliano i nostri antenati!
Buona lettura e buon divertimento!
Campo de’ fiori
41
“Il Fumetto”
LETTERATURA PER IMMAGINI CHE EMOZIONA
FULLMETAL ALCHEMIST di Hiromu Arakawa
edito da Panini Comics – 24 volumi, in corso
Appassionante e divernotevole connotazione psicologica. Lo svitente. Il fulcro della
luppo narrativo è privo di incongruenze e
storia è rappresentato
riesce a mantenere alta l’attenzione del
dalla
morte
della
lettore, sciogliendo pian piano tutti i nodi o
madre dei due protacambiando improvvisamente le carte in
gonisti,
Edward
e
tavola. La struttura delle tavole è ottimaAlphonse Elric, che tenmente realizzata, non essendo mai confutano invano di riportala
sionaria, ma ne esalta sia per le scene d’ain
vita
zione che per i momenti di
attraverso
riflessione. Certo, non
La storia di due siamo di fronte a un
l’alchimia,
di
con conseche porta in alto
Daniele Vessella
giovani orfani fumetto
guenze
spunti filosofici né usa diadevastanti sui loro corpi. La
che tentano di loghi sublimi… è però un
d’azione che si
trama è ben congegnata e ben
riportare in vita manga
discosta di molto dai canoequilibrata, mettendo nei punti
ni tipici di un qualsiasi
giusti siparietti comico-demenla propria
clone di Dragon Ball,
ziali al fine di sdrammatizzare
madre
lasciando perdere tornei e
momenti di forte pathos, come
mosse speciali a favore di
da consuetudine nella “scuola”
una trama appassionante, realizzata e porgiapponese. Tutti i personaggi sono carattata avanti con la giusta cura e dedizione.
terizzati in maniera magistrale, anche
quelli secondari hanno un ruolo ben preciLascio
l’indirizzo
del
mio
blog:
so all’interno della trama, grazie anche
http://danielevessella.blogspot.com/
all’uso del flashback che gli imprime una
Maria Teresa Vanchieri
Ottanta anni vissuti tra i più deboli e bisognosi
Maria Teresa Vanchieri, chi non la ricorda? La conoscono in tanti, donne e uomini, perché Maria Teresa
ha seguito molte giovani famiglie e dato consigli a molte mamme che frequentavano il consultorio famigliare dagli anni 60 sino alle soglie del 2000.
M. Teresa ha vissuto per oltre 40 anni nella nostra cittadina, lavorando come assistente sociale con
efficienza e professionalità, ma erano soprattutto le qualità umane che emergevano nel modo di lavorare e
di rapportarsi con chiunque: ascoltava e accoglieva tutti, indistintamente, con spirito fraterno. Numerosi
nostri concittadini, bisognosi di aiuto concreto, di sostegno morale, o semplicemente, di essere ascoltati e compresi, si rivolgevano a lei
e si sentivano circondati di affetto e di rispetto; molti di essi venivano aiutati a recuperare la loro dignità. Si impegnava con tutti e per
tutti, senza badare a differenze etniche, religiose e di estrazione sociale. In quanti l’hanno conosciuta e’ rimasto impresso, oltre
ciò che ha fatto il “come” lo ha fatto: vivere come se l’umanità fosse una grande famiglia, dove capirsi ed aiutarsi reciprocamente, in modo semplice e riservato, solidale e fraterno. A questo proposito vorrei aggiungere delle testimonianze: “Sì la
ricordo benissimo, dice Elsa. Quando doveva nascere mio figlio, nell’83, frequentavo il consultorio per le visite ginecologiche ed andavo sempre un po’ timorosa, ma la sua accoglienza cordiale e rassicurante riusciva a tranquillizzarmi. “Sì, davvero, per me è stato lo
stesso, conferma Elvira, mi ha aiutato a crescere i miei tre figli. “L’assistente sanitaria dell’ONMI? Vuoi sapere se la conosco?, risponde
Gianna. Tutti i giorni, a gruppetti, io ed altre mamme, giovani mogli, mie amiche, andavamo a parlare con lei, a chiedere consigli per i
problemi adolescenziali dei nostri figli, per i rapporti di coppia: lei, né moglie, né madre, ci ascoltava con attenzione. Con cuore di
madre.
Ricordarla oggi nel suo ottantesimo compleanno, è testimoniare che e’ possibile vivere la fratellanza all’interno della famiglia umana. Per
questo sabato 12 febbraio 2011 è stato organizzato dal Movimento Umanità Nuova con il Patrocinio del Comune di Civita
Castellana, il Convegno: “LE RAGIONI DELL’AGIRE UMANO” Obiettivi di reciprocità, con la partecipazione di Maria
Teresa Vanchieri. Il Convegno ha voluto offrire spunti di riflessione sulle ragioni più profonde dell’agire umano e sulle
diverse problematiche legate all’immigrazione, guardando in particolare a quella parte di umanità che ha lasciato la propria terra
per i motivi più vari, e che ha scelto la nostra cittadina per migliorare le proprie condizioni di vita.
L’intento degli organizzatori è di cercare le strategie per instaurare rapporti positivi che favoriscano l’integrazione in un mondo che sempre più si colora di etnie diverse.
Auguri Maria Teresa! I tuoi amici di Civita Castellana ti abbracciano con riconoscenza
Campo de’ fiori
42
L angolo del
Una deliziosa poesia, recapitataci in redazione dal nostro collaboratore Alessandro
Soli, dedicata alla nostra splendida cittadina, dalla signora Maria Antoniet-
ta Dobboloni.
Dedicata a Civita Castellana
A Civita la voglio dedicare
per meglio farla conoscere ed amare.
Se a volte la vedi grande e fredda
è perché vanno tutti di fretta.
Ma se la guardi con gli occhi da turista
noti bellezze sfuggite alla tua vista.
Vedi disegni, colori e sfumature
e i monumenti in tutte le sue angolature.
Un giorno io lo feci veramente
e vedevo diversa anche la gente.
Assaporavo il camminare nelle vie
e scrutandole le sentivo più mie.
Dinanzi al Forte mi trovai
lo vidi poderoso più che mai.
Poi mi chiesi: “Ma dentro come sarà?”
Ed entrai presa da tanta curiosità.
In un altro mondo mi trovai,
tanta bellezza non pensavo mai!
Ma quanti noi che siamo qua
sanno di possedere tanta beltà?
Al civitonico allora io dico:
amiamola come fosse il miglior amico.
Guardiamola con gli occhi dell’amore
e teniamola stretta al nostro cuore.
Curiamola con lealtà e tanto affetto
dandogli cura, fedeltà e rispetto
e lei di sicuro grata ci sarà
donandoci i ricordi di tanto tempo fa.
Vi riproponiamo qui di seguito,
anche alcune poesie di una
nostra vecchia conoscenza,
Loreto Terra, pervenuteci
in redazione grazie al figlio
Mario. Loreto, abbruzzese,
fortemente legato alla sua
terra, è stato già recensito
sulle pagine della nostra
rivista da Barbara Pastorelli.
Vita
Vita!,
mia speranza!
Mia illusione!
Mia gioia!
Mio incanto!
Mia lusinga!
Amara catena di giorni!
Monotono trascorrere d’ore!
Oceano di sogni!
Voglia immensa di vivere!
1961
Qui sotto, invece, le poesie di un altro
nostro conoscente, già intervistato da
Ermelinda Benedetti, il poeta dialettale di Orte, Ernesto Zuppante.
RICETTA SALUTARE
Lessi facioli dentr’a pignatello,
ce metta a gallegia’ l’ojo de mola,
cipolla fina fina ‘no gnummello,
acete, pepe, sale. Ce se scola
un litro rosso… mejo si è Brunello
che quanno arriva giù t’ariconzola.
A la fine farà, nun sarà bello,
quattro scurregge e và come ‘na viola.
La notte
O silenziosa notte
Il mondo stanco
Culli
Nella tua quiete,
e ogni affanno!
Sperdi
Nell’infinita pace!
1966
Conquista della luna
Muta luna,
terrestri orme audaci
han vinto il tuo mistero
rompendo la tua pace siderale.
Lento, con piede felpato
Armstrong è allunato
E Aldrin e Collins.
Sei nostra!
Ora il tuo chiarore
È a noi familiare.
DIFFERENZE
- Chi, mi’ marito a letto?
E’ un gran campione!
La sera cena e va a dormi’ a le nove.
Co’ la scusa che adesso sta in penzione
pe’ dodici ore piene nun se move.
Ricordo Checco, primo amante mio,
che m’è morto cascanno in bicicletta…
… eh che nottate, lo sa solo Dio!
Nun c’era tempo pe’ ‘na pennichetta! -
1969
Maria Antonietta Dobboloni
Loreto Terra
Ernesto Zuppante
43
Campo de’ fiori
.
.
.
.
e
r
o
m
a
n
o
c
a
m
o
R
i
d
a
c
i
r
b
Da Fa
Termina qui l’elenco dei
soprannomi fabrichesi,
e ringraziamo ancora il nostro lettore.
Attendiamo altre curiosità locali...
Q
Quaiò
R
Ragnetto
Recchia
Roscietto
Ruzzo
Raggio
Roscio
S
Spaccatroni
Spano’
Scienza
Smonicato
Sartamacchio’
Sandala
Spillo’
Stiraquatri’
Strascinatacchi
Sartarello
Segatore
Sardo’
Strido’
Spadino
Spazzina
Sparapà
Suterino
Signorino
T
Tribuna
Topo
Topetta
Turabuci
Tacchio’
Tirasu’
Trotto’
Tarano
Ticchetettocche
Saggezza popolare
by
- Marito Caro, marito tristo,
quando sei morto tu, sia lodato Gesù Cristo
- Cassa e cantina, una sola manina
- Ogni ombelico ha una panza,
ogni paese ha un’usanza
- Fa del male e pensaci,
fa del bene e scordati
- Chi non sa fa, non sa neanche comanda’
V
Vipera
- Chi ha le comodità e non se ne serve,
non trova confessore che l’asolve
Z
Zampaletta
- L’arancio, alla mattina è oro,
a mezzogiorno argento, alla sera piombo
Nel cuore
Ad un anno dalla sua scomparsa,
un pensiero
in ricordo della cara Laura Sorge,
deceduta il 6 Febbraio 2010,
alla giovane età di 36 anni.
I tuoi cari ti portano sempre nel cuore
Campo de’ fiori
44
Arrivederci don Dome’...
Note biografiche di Mons.
Domenico Anselmi
Monsignor Domenico Anselmi, parroco emerito del piccolo centro di Corchiano dove ha
svolto il suo magistero per 57 anni, nasce nel
vicino paese di Fabrica di Roma, il 24 Ottobre 1919, da Agostino Anselmi e D’Antonangelo
Giuseppa. Ha due sorelle Barbara ed Agata, conosciuta da tutti col nome di Egea, ed un
fratello, Giovanni. Lì frequenta la scuola elementare e trascorre i pomeriggi in chiesa, a
fianco dell’allora parroco don Tancredi Mancinelli. È proprio al termine della scuola che
inizia a maturare la sua vocazione. L’idea di farsi sacerdote si rafforzò quando un giorno,
di passaggio a Civita Castellana con il padre, vide uno squadrone di seminaristi, con la
caratteristica fascia rossa. Chiese curiosamente al padre chi mai fossero quei ragazzi e
saputolo espresse il desiderio di studiare per diventare sacerdote anche lui. Di fronte a
ciò i suoi genitori non poterono far altro che accompagnarlo dal Vescovo, Mons. Santino
Margaria. Non avendo però la possibilità di pagare la retta mensile del seminario il piccolo Domenico, con gran rammarico anche dei genitori, dovette momentaneamente
rinunciare ad entrare in seminario. Accantonato tristemente questo suo desiderio, iniziò
a coltivare la terra insieme al padre. Nel periodo dell’adolescenza si diede allo sport e al
sano divertimento. Divenne un ciclista dilettante, vincendo varie gare. Fu il capitano della
squadra di calcio del suo paese e suonò la tromba nella banda. Nel 1933, il Vescovo
durante la sua visita pastorale a Fabrica si ricordò di quel ragazzo e volle parlare ai suoi
genitori. Constatando che permaneva l’ammirazione per il sacerdozio permise loro di
mandarlo in Seminario accontentandosi di una retta pagata in beni in natura. Furono anni
belli ma difficili soprattutto per gli studi. Grazie all’aiuto di validi e santi educatori però il
giovane Domenico giunse all’ordinazione sacerdotale. Era il 29 giugno 1946. Fu
consacrato insieme ad altri compagni nella cappella del Seminario pontificio a LA QUERCIA (VT). Mentre si trovava per qualche giorno in famiglia appena ordinato a motivo della
cattiva salute di don Antonio Piergentili, allora Parroco di Corchiano, venne chiamato a
celebrare un funerale a Corchiano. Chissà, forse la vista di quel giovane, simpatico e semplice prete catturò subito la simpatia del
paese. Infatti il 15 agosto dello stesso anno venne mandato ad aiutare quel parroco malato e da quel giorno rimase tra i corchianesi. Infatti quando nel dicembre 1946 d. Antonio morì a causa di una brutta polmonite, d. Domenico venne preferito a furor di popolo dalla gente del posto al prete designato dal Vescovo. La nomina a parroco di Corchiano arrivò quindi nel 1947. Da quell’ano d. Domenico si buttò a capofitto ad affrontare i numerosi problemi che affliggevano la sua gente: quelli economici e quelli spirituali. Infaticabile nel cercare gli aiuti per i più poveri scomodò autorità religiose e politiche. Contribuì alla realizzazione del ponte di
collegamento con la strada che portava direttamente a Civita favorendo ben presto lo sviluppo economico del paese. Costruì l’asilo
parrocchiale per il quale non esitò a recarsi mendicante negli USA a bussare alla porta della generosità degli emigranti ormai sistemati. Si dedicò alla cura della gioventù con campeggi estivi e l’istituzione dell’ACLI ed altre associazioni. Si dedicò al restauro delle
numerose Chiese quasi abbandonate… E tutto questo mentre svolgeva il ruolo di Cappellano dei pastori andandoli a trovare mensilmente e portando loro aiuti di ogni genere; in seguito si è occupato della Direzione delle Opere pontificie Missionarie della Diocesi di
C.Castellana. Il suo straordinario impegno in tutto ciò in cui è stato chiamato a collaborare gli ha ben meritato il titolo di Monsignore.
Durante gli anni del suo ministero ha visto maturare 4 vocazioni sacerdotali. Uno di quei Sacerdoti Vallini Don Agostino, è diventato
prima Vescovo, ed oggi Cardinale Vicario di Roma. E pensare che era solo un suo chierichetto! Fino al 19 ottobre 2003 egli è stato
parroco a Corchiano, e da quel giorno ha continuato come parroco emerito ad offrire il suo tempo e la sua esperienza all’opera pastorale del suo successore d. Claudio Monarca. Fino alla fine tutti lo hanno ammirato per la tenacia, l’umiltà e la generosità con cui ha
condotto la sua opera sacerdotale. Aveva compiuto 60 anni di sacerdozio il 29 Giugno 2006.
Viviamo distrattamente la vita di tutti i
giorni e, spesso, tutto ciò che ci gira intorno ci sembra immutato, eterno. Il sole, la
luna, il cielo, le stelle, i monti, il mare, gli
alberi persino le case e le strade ci sembrano sempre li stessi e seppur ci fosse un
minimo cambiamento, subito ci abituiamo.
Solo ad un cambiamento non possiamo
non far caso, solo ad un avvenimento, il
più delle volte, non riusciamo ad abituarci:
la scomparsa di una persona a noi la cara,
quella con la quale condividevamo i nostri
giorni, tutti o parte di essi, quella alla
quale volevamo bene o ci eravamo tuttavia affezionati, inevitabilmente.
Per noi della comunità di Corchiano, ma
non solo, perché le persone che lo conoscevano erano davvero tante, questo
momento di perdita e di vuoto è arrivato
con la scomparsa di don Domenico
Anselmi. Lo sapevamo tutti che prima o
poi sarebbe successo, e lo sapeva anche
lui, perché l’età c’era e gli acciacchi anche,
ma lo spirito di voler far tutto, che lo ha
accompagnato per tutta la vita, ancora
c’era, non lo aveva di certo abbandonato.
Era la mattina del 2 Febbraio e non abbiamo potuto fare a ameno di constatare
questa strana coincidenza: il Signore ti ha
chiamato a sé proprio nel giorno della
festa del santo Patrono di Corchiano, che
per ben sessantatrè anni hai onorato. La
tua dipartita è stata “festeggiata” insieme
a San Biagio, cosa che, chi ti ha conosciuto bene, sa ti avrebbe fatto sicuramente
piacere. Hai fatto il tuo ultimo ingresso
nella chiesa dietro la sua venerata statua,
durante la processione del mattino, e sei
rimasto lì fino alle ore 16.00, quando i tuoi
confratelli sacerdoti della diocesi di Civita
Castellana, guidati dal Cardinal Vallini,
affiancato dai tuoi vescovi Divo Zadi e
Romano Rossi, di fronte ad una chiesa
gremita, hanno voluto darti l’estremo saluto. Il cardinale non si è risparmiato nella
sua omelia nel dire, ancora una volta, che
la sua vocazione è maturata proprio in
quegli anni in cui svolgeva il servizio di
chierichetto al tuo fianco, come è anche
accaduto per un altro nostro sacerdote,
Padre Tarquinio Battisti. La commozione è
stata tanta perché tu, per chi più e per chi
meno, hai fatto parte della vita di ognuno
di noi. Se chiedessi a ciascuno “ a quando
risale il tuo primo ricordo di don
Domenico?”, sono certa che tutti mi
risponderebbero “A sempre!”, perché tu ci
Campo de’ fiori
hai battezzati e poi comunicati, cresimati,
alcuni sposati e altri, purtroppo, anche
consegnati a Cristo. Molti hanno voluto
lasciarti un ultimo pensiero, un saluto,
rivolgerti una preghiera, ne sono stata
testimone, insieme ad Alfio Ernoni, tuo
collaboratore per anni, che non ti abbiamo
voluto lasciar solo neanche durante il
momento del pranzo: la recita del rosario,
che tanto amavi, e la meditazione su alcune letture, in particolare “Se mi ami non
piangere” di Sant’Agostino, hanno guidato
il nostro esserti accanto in quegli istanti.
Anche su face book, i più giovani ed informatizzati, hanno voluto condividere il
dispiacere per questa grande perdita!
E poi, che dire di te, dal quel lontano ’47,
ne è passato di tempo e di progetti per
tutti noi ne hai realizzati davvero tanti,
grazie alla tua tenacia ed ai tuoi modi, che
a volte potevano sembrare anche un po’
burberi, ma dietro i quali si nascondeva in
realtà un cuore grande, che quando volevi, sapevi mostrare bene. L’aiuto che hai
dato per la realizzazione del ponte, negli
anni ’60, che ha tolto il nostro paese da
quello storico isolamento, la costruzione
dell’asilo parrocchiale e la ristrutturazione
delle chiese, rimangono senz’altro il segno
più tangibile del tuo operato, ma le gite in
Italia e all’estero, i campeggi, il cinema
45
nella sala parrocchiale, le processioni
per onorare tutti i santi della tradizione popolare del nostro paese, le
innumerevoli foto che amavi scattare
in ogni circostanza per immortalare
momenti irripetibili, la tua camminata veloce, a piccoli passi e tanto,
tanto altro, rimarranno nei nostri
cuori e nelle nostri menti.
Ti sono stata accanto per circa tre
anni, quando, a seguito dell’arrivo
del nuovo parroco, che ti ha accolto
e curato come un padre ed al quale
Don Claudio Monarca e don Domenico Anselmi
hai espresso sempre la tua massima
nel cuore dei miei due fratelli, Massimo e
riconoscenza ed il tuo affetto, abbiamo
Simone, che dall’età di cinque anni ti
cercato di far ripartire l’oratorio parrochanno servito ogni giorno, e che tu hai
chiale. E ti sento ancora mentre entrando
voluto menzionare nel tuo testamento spidal portone principale mi chiamavi per
rituale , con grande orgoglio da parte loro,
accertarti che ci fossi e, salendo le scale,
che non riuscivano a smettere di piangere,
con un po’ d’affanno, mi chiedevi di legseguiti da me. Il mio sfogo era dovuto
gerti ciò che la vista non ti permetteva più
prima di tutto al sapere che ci hai voluto
di vedere, o di scrivere per te sotto la tua
bene! Grazie!
dettatura. Insieme abbiamo realizzato un
Ciascuna delle persone che ti ha conosciupiccolo opuscolo in onore dell’elezione a
to, potrebbe aggiungere qualcosa ed io
Cardinale di Mons. Vallini, tu ordinavi ed io
stessa potrei star qui a ricordar ancora per
eseguivo. Tante volte sei venuto a pranzo
molto, ma è bene anche che i ricordi
a casa nostra e quando te la sentivi ci racrimangano nel nostro intimo, dentro di
contavi qualche aneddoto del tuo passato,
noi.
con quel tono di voce piuttosto alto che eri
Arrivederci don Dome’…
costretto ad usare per sentirti tu per
Ermelinda Benedetti
primo. Hai lasciato un grande vuoto anche
Dopo 65 anni di sacerdozio Don Domenico Anselmi ci lascia:
è stato Parroco di Corchiano dal 1947 al 2002.
Con il solito sorriso sereno, tutte le volte che la salute tentennava e si affacciava qualche malanno era solito
dire: caro Bengasi dimmi come stanno le cose tanto “le mie valigie sono pronte”.
Mi sono sempre chiesto cosa potessero contenere e le ho sempre immaginate colme di storie, di passioni, di
relazioni, di riflessioni e di preghiere. Nei suoi tanti racconti, nei numerosi incontri, nelle omelie sempre percepibile la passione civile, la speranza, la forza, la fede e l’ubbidienza.
Don Domenico, giovane prete, giunge a Corchiano nel 1946, all’età di 27 anni e da allora inizia un rapporto
intenso e proficuo con la nostra Comunità mai più interrotto.
In tanti anni le energie spese da Don Domenico per la nostra Comunità sono incalcolabili, alla efficace missioDott. Bengasi Battisti
ne pastorale si è aggiunto un serio impegno civile che ha enormemente contribuito alla crescita culturale e
sindaco di Corchiano
sociale di Corchiano.
Per Don Domenico i giovani rappresentavano il futuro e con loro sarebbe stato possibile vincere la sfida per un
Paese più progredito, moderno e culturalmente più elevato ma dove la fede, le tradizioni, la memoria rimanesse saldo fondamento.
Produrre cambiamenti senza la necessità di forti tensioni anzi aumentando la coesione sociale e rafforzando il patto tra generazioni.
Con questi sentimenti ha organizzato i campeggi, i viaggi, il teatro, il cinema , ha costruito l’oratorio e la scuola materna. Dentro queste straordinarie e per certi aspetti uniche esperienze sono cresciute e si sono formate le generazioni di Corchianesi che oggi sono i
sapienti nonni della nostra Comunità. Straordinario percorso dove il bene comune, esaltato dall’essere Creato e gesto di amore assoluto di Dio verso i propri figli, è stato messo al centro di ogni progetto.
In tanti anni ha sempre costruito rapporti positivi con le Amministrazioni Comunali, a prescindere dall’appartenenza, e con tutti è
riuscito a contribuire anche alla realizzazione di importanti opere pubbliche. Il ponte che ruppe lo storico isolamento di Corchiano fu
una sua intuizione per la cui realizzazione fu determinante. La sua creatura più amata: la scuola materna con la quale ha assicurato
per quarant’anni la formazione dei nostri piccoli; un sogno che ha realizzato e mantenuto con sacrifici personali ed economici unici.
Il campo di calcio per permettere la pratica dello sport e coltivare insieme al sano agonismo una forte e sana aggregazione tra giovani.
Le Chiese, tutte restaurate, rese veri gioielli di storia e di arte. Caro Don Domenico hai accompagnato la nostra Comunità per decenni ed ogni uomo e donna, ragazzo o bambino ha potuto apprezzare la Tua generosità ed il Tuo amore per la nostra Terra. Una
Comunità ed una Terra che ti riconosce “guida spirituale e morale”. In ognuno di noi la tua figura è costantemente presente in ogni
particolare ricordo, nei momenti tristi ed in quelli più gioiosi hai sempre assicurato presenza e condivisione. Hai seminato e coltivato
molto ed i frutti positivi sono dentro questa Comunità. La generosità, l’amore verso Dio ed i fratelli, la solidarietà, l’attenzione per i
più deboli, per la vita e per la terra, la coesione sociale, la difesa del bene comune sono grandi cose che hai insegnato. Una vita
coerente a questi principi è il dono che possiamo farti.
Al Parroco Don Claudio voglio dire che abbiamo apprezzato e lo ringraziamo per aver permesso a Don Domenico di vivere insieme a
noi fino al suo ultimo giorno. Di averlo fraternamente ed amorevolmente seguito. E’ il buon esempio di come ogni figlio dovrebbe
accudire il proprio padre. La Comunità di Corchiano ti è veramente grata per questo. Ai famigliari la nostra riconoscenza per aver
sempre sostenuto il nostro Parroco e non averlo mai scoraggiato. Caro Don Domenico nel dire che avevi le valigie pronte eri anche
consapevole di affrontare un viaggio ed un viaggio si affronta con gioia e speranza e soprattutto salutando con un: Arrivederci.
Campo de’ fiori
46
GRAZIE DON DOMENICO
A volte la vita ci fa incontrare persone che caratterizzano l’esistenza di ciascuno di
noi!!!Don Domenico, per me, è stata una di queste! Fin da bambino, all’età di 5 anni,
mi ha accolto come un vero padre insegnandomi i precetti fondamentali che avrei
dovuto metter in pratica nei diversi momenti della mia vita! Con il suo carattere tenace, ma istruttivo, pian piano mi ha coinvolto nella parrocchia e per ben 18 anni è riuscito a farmi sentire membro attivo nella comunità. Gli anni che hanno preceduto l’arrivo di Don Claudio sono stati quelli più intensi. A causa della sua malattia agli occhi sentiva la necessità di avere accanto una persona di cui fidarsi ed ogni minima cosa che
mi chiedeva, mi sentivo in dovere di farla: il bollettino parrocchiale, gli inserti in occasione delle festività di San Biagio e della Madonna delle Grazie, e molte altre cose che
non sto ad elencare… Per me era doveroso ricambiare quell’affetto che lui aveva nei
miei confronti, standogli vicino e cercando, per quanto potevo, di dargli una piccola
mano… Ultimamente con l’arrivo del nuovo parroco era diventato un nonno per tutti,
e, libero da tutte le cariche, si limita a svolgere le cose più semplici ma ugualmente
importanti. Come non ricordare le sue ultime benedizione delle case per la santa
Pasqua, lo scorso anno. Quando mi chiedeva di accompagnarlo da qualche parte ero
sempre disposto. Purtroppo il giorno 2 Febbraio, all‘età di 92 anni e senza dare alcun
fastidio a nessuno, come lui ha sempre voluto, è tornato nella Casa del Padre, ed io
insieme a tutta la comunità di Corchiano, abbiamo perso un pezzo della nostra storia,
un padre e un nonno che ha vegliato su noi per ben 65 anni e il suo ricordo rimarrà
sempre vivo nelle nostre menti. Ora non mi resta che mettere in pratica i suoi insegnamenti che anche ultimamente mi continuava a dare e, nonostante la chiesa sembri più vuota, ho la certezza che da lassù mi sta guardando e sta vegliando sul mio cammino. Ciao Dondo non dimenticherò mai ciò
che mi hai dato e ciò che hai fatto per me.
Massimo Benedetti
QUESTO E’ IL MESSAGGIO PUBBLICATO SU FACEBOOK DA PAMELA E GRAZIANO, E COMMENTATO DA
DECINE DI PERSONE, SUBITO DOPO LA SCOMPARSA DEL CARO DON DOMENICO
“Stamattina ci ha lasciato Don Domenico, parroco da piu’ di 50 ann i di sacerdozio nel comune di Corchiano, una persona che era
entrata comunque nel cuore di tutti e con le sue indiemnticabili gite ci ha fatto passare domeniche bellissime in giro per l’ Italia Riposa
in pace lassù vicino finalmente al Signore che per tanti anni hai pregato giornalmente e proteggi dall’alto le nostre famiglie, porta la
benedizione alle persone care che ci hanno lasciato e sono accanto a te, ciao.”
VUOI NON PERDERE NEANCHE UN NUMERO DELLA RIVISTA CHE AMI DI PIU’?
SEMPLICE: ABBONATI E RICEVEARI OGNI MESE COMODAMENTE A CASA TUA
LA NOSTRA RIVISTA, CON TANTISSIMI ARTICOLI ESCLUSIVI!!!
Solo 25,00 € per 12 numeri. Cosa Aspetti!
SOSTENETE CAMPO DE’ FIORI CON IL VOSTRO ABBONAMENTO
CARTOLINA DI ABBONAMENTO ANNUALE
SI desidero abbonarmi a : Campo de’ fiori (12 numeri) a € 25,00
I miei dati
Nome___ ____
__________________________________ Cognome______________________________________________
data di nascita_______________________Città________________________________________________________Prov._______
______________________________________________________________Telefono____________________________________
Desidero regalare l’abbonamento a: Campo de’ fiori (12 numeri) a € 25,00
Il regalo è per:
Nome_______________________________Cognome________________________________________________________________
_data di nascita_________________________Città____________________________________________________Prov.________
Via_________________________________________________________________Telefono________________________________
effettuerò il pagamento con c/c postale n. 42315580 intestato alla Associazione Accademia Internazionale D’Italia - P.za
della Liberazione n. 2 - Civita Castellana
Data______________Firma__________________________________
Autorizzo il trattamento dei miei dati personali secondo quanto disposto dalla legge n. 675 del 31.12.1996 in materia di
“Tutela dei dati personali”. Titolare del trattamento dei dati è Campo de’ fiori - P.za della Liberazione,2 - 01033 Civita
Castellana (VT)
Data______________Firma__________________________________
Per abbonarti puoi spedire questa cartolina a Campo de’ fiori - P.za della Liberazione, 2 - 01033 Civita
Castellana (VT) o puoi trasmetterla per fax allo 0761 . 513117
Campo de’ fiori
47
Oroscopo di Marzo
ARIETE La primavera sta
arrivando e anche la stagione dell’amore e dei
cinguettii, che vi spinge a
nuove conquiste: non esitate ma buttatevi, è il
momento giusto per fare scintille. Non
siate troppo impazienti nel lavoro, i
risultati tanto attesi stanno per arrivare.
Fate attenzione ai malanni di stagione
TORO Marzo inizia con
una forte turbolenza.
Armatevi della consueta
pazienza e anche i problemi famigliari si risolveranno. Periodo non buono per i rapporti
sentimentali. Durante il mese la forma
fisica non è al top. Fate attenzione ai cibi
troppo pesanti e ai dolci.
GEMELLI In questo
periodo siete un po’ sofferenti per l’opposizione
di Marte, sopratutto in
ambito lavorativo. Siete
stanchi dell’inverno e il
vostro spirito ne risente ancora. Serve
una bella dieta disintossicante per
riequilibrare le energie e portare un p0′
di calma e serenità anche in famiglia.
CANCRO La primavera è
un momento magico ricco
di magia e desideri.
Marzo con l’aiuto di
Marte, vi porta incontri
appassionati e notti sotto le stelle.
Cercate di tenere a freno l’energia in
eccesso e l’iperattività. Siate più concentrati. La forma fisica sembra buona, ma
non ne approfittate.
LEONE Il mese di marzo
inizia con un po’ di burrasca che però passa subito. Per due mesi siete
favoriti da Mercurio che si
trova in Ariete che porta novità, viaggi,
amori, poesia e molta intemperanza.
Attenti però alle cene di lavoro e alle
abbuffate. Non affaticate la vista.
VERGINE Marzo porta
un po’ di disordine e
caos. Cercate di stare
calmi e rilassati anche
nelle giornate più buie, il
nervosismo incontrollato potrebbe provocarvi non pochi problemi sia sul lavoro che nella vita affettiva. Attenti alla
gola e agli sbalzi di temperatura, che
potrebbero essere fatali.
BILANCIA
Risentite
ancora della stanchezza
invernale. Non isolatevi
ma cercate il contatto con
gli amici. Se potete, programmate un viaggio rilassante. Frutta e verdura di stagione non
devono mai mancare nella vostra tavola
per fare il pieno di vitamine e antiossidanti. Attenzione ai nuovi incontri!
SCORPIONE
Dovete
stare attento alle finanze
e calcolare bene le uscite.
Nuovi progetti vi attendono ma dovete aspettare la
fine del mese quando
Marte nel segno dei Pesci finalmente vi
appoggia donandovi grinta e tenacia.
Dovrete prendere decisioni importanti,
anche in amore. Non siate azzardati.
by Cosmo
SAGITTARIO Siete un
po’ irrequieti. Attenti ai
voli pindarici e alle fantasie, non è il momento!
Ascoltate pure il consiglio
di un saggio amico e preferite serate
rilassanti alla discoteca o allo sport. E’
ora di uscire dal letargo invernale, ma
senza grossi scossoni.
CAPRICORNO Forma
super, vi aspettano nuovi
incontri e promozioni in
campo lavorativo. Il
vostro spirito e l’abnegazione sul lavoro vi premiano. Venere e
Marte sono favorevoli, quindi cercate di
trarre il massimo da ogni situazione.
L’umore grigio dei mesi invernali sembra
essere scomparso. Attenti però alla
vostra testardaggine.
ACQUARIO Mese favorevole a nuovi incontri e
nuove amicizie. Venere e
Mercurio sono in aspetto
armonico e vi fanno brillare in tutti i campi. Il
vostro fascino innato può attirare l’altro
sesso o farvi primeggiare in qualche
gara sportiva o concorso di poesia.
Vincete la timidezza.
PESCI Se cercate lavoro
buttatevi e non rinunciate
se si viene offerta un’occasione all’estero. Attente
ai cioccolatini e alla
panna, i dolci in questo periodo possono
appesantirvi. Non esitate a tuffarvi in
serate special, che possono regalarvi
grandi e piacevoli sorprese.
Il bullismo. Come riconoscerlo e combatterlo
è un libro unico nel suo genere.
Un manuale guida per cercare di arginare questo
male dilagante!
E’ possibile averne una copia acquistandolo nelle librerie
della zona o presso la nostra redazione.
Potete anche ordinarlo versando l’importo di € 10.00,
sul c/c postale n. 42315580,
intestato ad Associazione Accademia Internazionale d’Italia.
E’ un’occasione da non perdere, soprattutto per gli
insegnanti, che possono inserirlo nel proprio programma di studio annuale,
ma anche per i genitori e per tutti gli educatori sociali.
48
Campo de’ fiori
AGENDA
Tutti gli appuntamenti più importanti
SFILATA DEL 27 FEBBRAIO
SFILATA DEL 6 MARZO
BANDA Musicale folcloristica “LA RUSTICA”
\ CARRI E MASCHERE FUORI CONCORSO
1. Carusielli: Sandokan
2. E Iene: I Primati civitonici
3. Biffe: Ti vuoi divertire? Con bamboccioni e burattini devi giocare
4. I Cugini Semo sempre una sorpresa
5. Forchettoni:Scendono gli angeli a sconfiggere il male, scappano i demoni … e fanno carnevale
6. Gazibo: Gazibo Winx
7. O Zucchero Filato:O' Ranocchio se l'è baciata … e principessa
è diventata
8. Jamaicano: O Jamaicano contadino cò o' girasole fa casino
9. L'enigmista l'enigmista burattino
10. Scroccafusi:A Napoleone a guerra je piace, o scroccafuso cia'
messo a pace
11. Egizia: Dopo la pioggia col ciel sereno … arriva il gruppo
Egizia con l'Arcobaleno
12. Catarì: Pe Carnevale si te voi divertì viè in Brasile co’ Catari
13. Orto Funaro: a Ladispoli è ' nnato l'orto funaro a mette o'
culo a mollo in mezzo o pipinaro
14. Blando Gli Indiani
15. Biacio: All'Africa ce semo ispirati e in madacascarre ce ne
semo nati
16. Tucano: O dische jokey de colorado ar Tucano a lavorato
17. Indiani: Sapori d' Oriente
18. Playboy: Co pa - pa l'americano, se balla se canta, famo tutti
un gran baccano
19. I figli do Barone Rosso:A o ciuccio nun je va ma a trotto
deve na'
20. Gardens: Co Alice dentro a buca semo cascati e in mezzo a o
cappellaio,brucaliffo e stregatto ce semo risvejati, gruppo
Gardens presenta, Alice in wonderland
\ MASCHERE LIBERE
\ BANDA Musicale folcloristica “LA RUSTICA”
\ CARRI E MASCHERE FUORI CONCORSO
1. Orto Funaro: a Ladispoli è ' nnato l'orto funaro a mette o' culo
a mollo in mezzo o pipinaro
2. Tucano: O dische jokey de colorado ar Tucano a lavorato
3. Indiani Sapori d' Oriente
4. I figli do Barone Rosso: A o ciuccio nun je va ma a trotto
deve na'
5. Biacio: All'Africa ce semo ispirati e in madacascarre ce ne
semo nati
6. Playboy: Co pa - pa l'americano, se balla se canta, famo tutti
un gran baccano
7. Gardens: Co Alice dentro a buca semo cascati e in mezzo a o
cappellaio, brucaliffo e stregatto ce semo risvejati, gruppo
Gardens presenta Alice in wonderland
8. Carusielli: Sandokan
9. I Cugini: Semo sempre una sorpresa
10. Forchettoni: Scendono gli angeli a sconfiggere il male, scappano i demoni … e fanno carnevale
11. E Iene: I Primati civitonici
12. Biffe: Ti vuoi divertire? Con bamboccioni e burattini devi
giocare
13. Gazibo: Gazibo Winx
14. L'enigmista: l'enigmista burattino
15. Scroccafusi: A Napoleone a guerra je piace ,o scroccafuso cia'
messo a pace
16. O Zucchero Filato: O' Ranocchio se l'è baciata … e principessa è diventata
17. Jamaicano: O Jamaicano contadino cò o' girasole fa casino
18. Egizia: Dopo la pioggia col ciel sereno … arriva il gruppo
Egizia con l'Arcobaleno
19. Blando: Gli Indiani
20. Catarì: Pe Carnevale si te voi divertì viè in Brasile co Catari
\ MASCHERE LIBERE
SFILATA DELL’8 MARZO
\ BANDA Musicale folcloristica “LA RUSTICA”
\ CARRI E MASCHERE FUORI CONCORSO
1. Gazibo: Gazibo Winx
2. O Zucchero Filato: O' Ranocchio se l'è baciata … e principessa è
diventata
3. Jamaicano: O Jamaicano contadino cò o' girasole fa casino
4. Blando: Gli Indiani
5. Scroccafusi: A Napoleone a guerra je piace ,o scroccafuso cia'
messo a pace
6. Egizia: Dopo la pioggia col ciel sereno … arriva il gruppo
Egizia con l'Arcobaleno
7. Catarì: Pe Carnevale si te voi divertì viè in Brasile co Catari
8. Orto Funaro: a Ladispoli è ' nnato l'orto funaro a mette o' culo a
mollo in mezzo o pipinaro
9. I figli do Barone Rosso: A o ciuccio nun je va ma a trotto deve
na'
10. Biacio: All'Africa ce semo ispirati e in madacascarre ce ne
semo nati
11. Tucano: O dische jokey de colorado ar Tucano a lavorato
12. Indiani: Sapori d' Oriente
13. Playboy: Co pa - pa l'americano, se balla se canta, famo tutti
un gran baccano
14. I Cugini: Semo sempre una sorpresa
15. Forchettoni: Scendono gli angeli a sconfiggere il male, scappano i demoni … e fanno carnevale
16. Gardens: Co Alice dentro a buca semo cascati e in mezzo a o
cappellaio, brucaliffo e stregatto ce semo risvejati, gruppo
Gardens presenta Alice in wonderland
17. Carusielli: Sandokan
18. E Iene: I Primati civitonici
19. L'enigmista: l'enigmista burattino
20. Biffe: ti vuoi divertire? Con bamboccioni e burattini devi giocare
\ MASCHERE LIBERE
Campo de’ fiori
AGENDA
49
Tutti gli appuntamenti più importanti
V° RASSEGNA
NAZIONALE DI TEATRO
“PREMIO ARCO D’ORO”
A FABRICA DI ROMA
Dal 20 Febbraio al 16 Aprile, al “Palarte”.
Campo de’ fiori assegna il “Premio della Stampa”
Prende il via Domenica 20 febbraio al teatro “Palarte” di Fabrica di Roma
la V° Rassegna Nazionale di Teatro “Premio Arco d’Oro”.
Sono sette le commedie selezionate, tra le oltre ottanta giunte da tutta
Italia, dal direttore artistico, Carlo Ciaffardini, per la fase finale. Tutte
opere molto conosciute da Pirandello, a De Filippo, a Neil Simon, a
Tennessee Williams, a Nicolò Machiavelli. Gli spettacoli avranno inizio
alle ore 17,30 di ogni domenica, con un prezzo d’ingresso veramente allettante, soli 5 euro.
Con i suoi 420 posti il teatro Palarte regala ai bravissimi attori delle
migliori compagnie italiane una calorosa accoglienza. Al termine della
Rassegna, sabato 16 aprile alle 18,00 verranno assegnati i premi alla
regia, ed agli attori. Anche quest’anno, la nostra rivista assegnerà il
“Premio della Stampa” alla compagnia che riceverà i migliori commenti
giornalistici. Il Sindaco Palmegiani consegnerà il prestigioso “Arco d’Oro”
alla compagnia vincitrice per la migliore rappresentazione.
Al termine della premiazione, Cena di Gala presso la sala ristorante
dell’Hotel Aldero, aperta a tutti coloro che vorranno partecipare e complimentarsi con i protagonisti di questa eccezionale rassegna. Non mancate!
RONCIGLIONE SCALDA I MOTORI PER
IL CARNEVALE STORICO 2011
L’Associazione Pro Loco, di concerto con l’Amministrazione Comunale, da’ il via al tradizionale Carnevale ronciglionese 2011, manifestazione storica, le cui origini sono frutto di antiche tradizioni culturali, popolari e sociali fin dall’epoca romana rinascimentale. Un vivo ringraziamento va all’Assessore al Turismo della Provincia di Viterbo Andrea Danti e
all’Assessore al Turismo del Comune di Ronciglione Giuseppe Duranti, autori della
Promozione dei Carnevali Storici della Tuscia. Il presidente della Pro Loco, Luciano Camilli,
sottolinea che il Carnevale di Ronciglione è ‘di tutti’, ed è pura megalomania cercare di scavalcare le istituzioni, e soltanto a parole cercare di far proprio un evento che appartiene
alla città di Ronciglione, e che si realizza con il lavoro e la comune passione, siano essi
Enti, Istituzioni, Organizzatori, partecipanti alle sfilate e semplici spettatori. Anteprima attesissima è la prova delle corse a vuoto giovedì 17 febbraio. Prima sfilata di carri allegorici e mascherate domenica 27 febbraio. Da giovedì 3 marzo le vie di
Ronciglione, rallegrate da ben 18 gruppi mascherati, 5 carri allegorici, bande
folcloristiche e tante altre attrazioni a sorpresa, saranno un tripudio di colori,
musiche, balli, fino alla conclusione dell’8 marzo, martedì grasso. Pe r 7 giorni la
città sarà invasa da maschere, carri allegorici, Ussari a cavallo, Nasi Rossi, scuderie,
Polentari, Fagiolari, Tripparoli, Fregnacciari, Saracari, oltre che da gruppi spontanei e da
visitatori provenienti da tutta italia e anche dall’estero. Venite a trovarci, buon divertimento e buon appetito.
MOSTRA MERCATO
presso l’Aldero Hotel, loc. Quartaccio - Fabrica di Roma
dal 14 Febbraio al 30 Marzo 2011: “Le poetiche incisione” di Vincezno Balsamo e
“Le astrazioni” di Ala, in collaborazione con la Galleria/laboratorio “Piccolo Angelo” di
Ferruccio R. Nocente. Parte del ricavato verà donato alla Caritas di Corchiano
Campo de’ fiori
50
La Redazione di Campo de’ fiori si associa agli auguri
Tantissimi auguri a Veronica
che il 5 Febbario ha compiuto
14 anni ed a Gaia che il 17
Febbraio ne ha compiuti 2!!! Da
papà Stefano, mamma Cristina,
i nonni, gli zii ed i cugini
Congratulazioni a Valentina Spiriti
e Giuliano Angeletti che il 13
Febbraio hanno coronato il loro
sogno d’amore unendosi in matrimonio! Ecco il mio modo speciale per
augurarvi una nuova vita insieme
piena di amore, felicità, soddisfazioni e salute!!!
Siete bellissimi!!! Un abbraccio
grande da Ermelinda e da tutti i
parenti e gli amici…
Un pensiero a
nonna Sonia,
che il 26
Gennaio ha
compiuto gli
anni. Auguri
dal marito
Giovanni, i
figli
Salvatore e
Simone, le
nuore Elisa e
Silvia e soprattutto dalla piccola
Emma.
Tanti auguri al piccolo
Francesco Sbarra che
l’8 Febbraio ha
festeggiato il suo 1° compleanno insieme a mamma
Jenny e papà Giantobia, i
nonni, gli zii, le zie e la cuginetta Desirèe. Auguri amore
ti vogliamo tanto bene.
Tanti Auguri di
Buon Compleanno
a Daniele Agnelli
che compie gli
anni il 25
Febbraio, da
Eleonora e
Nazzareno
Tanti auguri ad
Elisa che compie
gli anni l’ 11
Marzo, dalla
sorellina Elena,
i genitori ed i
nonni
Un mondo di auguri
alla piccola
Maria Grazia Ricci
che il 27 febbraio
compie 6 mesi da
mamma Ilaria, papà
Claudio, dai nonni
Gianna, Luigi e Maria,
i bisnonni e tutti gli
zii... AUGURI
STELLINA!!!
Un benvenuto alla piccola Marta ed un augurio speciale alla
mamma Federica ed
papà Roberto di Roma,
da Elisa, Elena e
Tiziano
Campo de’ fiori
51
Tanti auguri alla nostra
piccola Emma Pisani che il
9 Gennaio ha ricevuto il
sacramento del Battesimo,
dalla mamma Elisa, il papà
Salvatore, i nonni e gli zii…
Che la vita possa sempre
donarti sorrisi, gioia, dolcezza e felicità, quello che ogni
giorno doni a tutti noi. Ti
vogliamo un mondo di bene!
Cara Brunina
Costa che
compi i famosi
30 anni il 10
febbraio.....gli
auguri sono
una formalità... ciò che io
dovrei dare a
te è un qualcosa di così
immenso che
Un mondo di auguri al picperò tu sai
regalarmi con colo Francesco Palombo che
il 27 febbraio compie 2
un tuo gesto... ed è per questo che
anni, dai genitori,
non c’è occasione più importante del
dai nonni e
tuo compleanno per ricordare quanto
dalle zie...
è speciale l’amicizia che ci lega! Ti
faccio i miei più grandi, sinceri e
Tanti auguri a Valentina
affettuosi auguri di buon compleanIanni che il 20 Febbraio ha
no!!! TI VOGLIO TANTO BENE!
compiuto 22 anni, dai genitori e dai i fratelli Paolo
ed Antonio
11 Febbraio 2011
Tantissimi auguri alla
nostra piccola Giulia che a
Febbraio compie 2 anni. Ti
amiamo tanto, tutto il
mondo, dai genitori zii e
nonni
Che traguardo
eccezionale!!!!
66 anni matrimonio!!!
Tantissimi auguri a
Gatetano Coletta ed a
Orsola Crestoni, di Civita
Castellana, dai figli,
le nuore, i nipoti ed i
pronipoti!!!
11 Febbraio 1945
52
Campo de’ fiori
40 Kg di dolcezza.
Aldo è stato letteralmente
abbandonato da una famiglia che già
aveva ma che al primo ostacolo ha
pensato bene di portarlo
in un canile....e che canile
(non ne faremo il nome!)
Ha 9 mesi, taglia grande ma saprà
ripagarvi dell’amore che gli darete.
Si trova a Corchiano.
Tel. 3391123663
MI CHIAMANO DANDY PERCHÈ
DOPO UN PRIMO ABBANDONO
SONO DIVENTATO UN CANETTO
PER BENE... PERÒ CERCO UNA
CASA SENZA ALTRI CANI PERCHÈ
NON SO COME POTREI
REAGIRE...DA SOLO SONO
BUONISSIMO: VADO A GUINZAGLIO
E SONO UBBIDIENTE.
MI PIACEREBBE RIMANERE NEL
VITERBESE PERCHÈ LE MIE
SALVATRICI POTESSERO VENIRMI
A TROVARE....GRAZIE.
Tel. 3391123663
RICEVO UNA TELEFONATA DAL
CUSTODE DEL CIMITERO: ALL’INTERNO DI UN LOCULO CI SONO 2
CUCCIOLI TERRORIZZATI...
ERANO
AFFAMATI,
SPORCHI,
INFREDDOLITI. SONO 2 CUCCIOLI
DI MAREMMANO, I MASCHIETTO,
ROMEO, E UNA FEMMINUCCIA,
GIULIETTA. INUTILE DIRE CHE
SONO IN CERCA DI UNA FAMIGLIA AMOREVOLE. SI AFFIDANO SOLO SE
DISPOSTI A COLLOQUI PRE AFFIDO,A FIRMARE MODULO, E A MANTENERE CONTATTI NEL TEMPO CON l’ASSOCIAZIONE. CHIAMARE SOLO
SE REALMENTE INTERESSATI. RITA 339/1123663
Tel. 339.1123663
www.incrociamolezampe.org
ELISABETTA , NOSTRA
VOLONTARIA PERCORREVA LA
VIA TIBERINA, DIREZIONE
CAPENA. SUL CIGLIO DELLA
STRADA, UN MAREMMANO
FERITO.. HA SUBITO TELEFONATO
A CHI SAREBBE DOVUTO INTERVENIRE....MA GLI HANNO RISO IN
FACCIA!!! ELISABETTA,NN SI E’
PERSA D’ANIMO,HA CHIAMATO
UN SERVIZIO PRIVATO AL COSTO
DI 100 EURO... ERA L’UNICO MODO
PER POTER SOCCORRERE IL
CANE!!!! E’ STATO PORTATO E
CURATO ALLLO ZOO OSPEDALE
DI VIA FLAMINIA, ORA IL CANE,
FUORI PERICOLO È IN PENSIONE
A CORCHIANO, MA CERCA UNA
FAMIGLIA CHE SAPPIA AMARLO E
PROTEGGERLO. É GIOVANE...
Non lasciare che il tuo cucciolo
vaghi solo nella notte
Rita STORRI-Presidente
3391123663
Campo de’ fiori
53
Roma com’era
Roma. Primi anni del XX secolo.
Scorcio di un’angolazione di Piazza Venezia.
E’ visibile il percorso del filobus che, ancora, insieme con le carrozze (ne è ritratta una sulla sinistra),
era il principale mezzo di locomozione usato per gli spostamenti urbani.
Foto Alinari
Visita il nostro sito
www.campodefiori.biz
e la nostra pagina di
facebook
Campo de’ fiori
54
Album d
Campo de’ fiori
Civita Castellana - Veglione di Carnevale 1957 In piedi da sx: Antonio Pesci, Francesco Barboni, Sandro Catinari, Siro Piunti, Omero
Sacchetti, Giuseppe Tomei, Tommaso Gregori, Alfredo Lanzi, Arnaldo Mariottini. In basso da sx: Giuseppina Sansonetti, Franca Mancini,
Mirella Catinari,Luciana Petroni, Adriana Tomei, Giuseppa Di Famiani, Anna Parretti, Angela Guarrera , ..... Lanzi
Campo de’ fiori
Campo de’ fiori
Civita
Castellana
Anno 1957
Sulla mitica
“lambretta”
da sx:
Vincenzo
Frausilli,
Agostino
D’Abbondanza,
Piero Imbrò,
Gabriele
Molinari
Civita Castellana anni ‘50 - ballo di Carnevale
Da sx: Gabriella Lanzi, Graziella e Adriana Tomei,
con il piccolo Uccio.
Campo de’ fiori
55
dei ricordi
Campo de’ fiori
Civita
Castellan
a fine
anni ‘50
da sx
Alberico
Tomei,
Libero
Cicconi,
Giovanni
Stinchelli
Civita
Castellana
fine anni
‘50 da sx
Giovanni
Marcucci,
Libero
Cicconi,
Gianni
Anzellini
Campo de’ fiori
Campo de’ fiori
Civita Castellana
1972
Fusto Bei
all’età di 5 anni
davanti alla
Fiat 500
di Arnaldo Ricci
Campo de’ fiori
Roma - 1950, Anno Santo.
Da sx: Bianchina, Ileana e Anna Rosa, di Civita Castellana
56
Campo de’ fiori
Album d
Campo de’ fiori
Fabrica di Roma - Torneo di calcio, 1969-70 . In piedi da sx: Luciano Anselmi, Maurizio Mattioli, Renzo Martinozzi, Remo Ferrelli, Armando
Cerulli, Carlo Ciaffardini. In basso da sx: Mauro Francola, Piero Mecarelli, Eraldo Biondini, Franco Sciosci. Foto di Eraldo Biondini
Campo de’ fiori
Fabrica di Roma. Anni 1984-’85. In piedi da sx: Fabio Valentini, Ivano Cencelli, Massimo Francola, Maurizio Mozzicarelli, Franco Mattioli,
... Conti. In basso da sx: ..., Renato Surano, Mario Massaccesi, ..., Maurizio Randazzo. Foto AD Fabrica Calcio 2010.
Campo de’ fiori
57
dei ricordi
Campo de’ fiori
Campo de’ fiori
Fabrica di Roma. Anni ‘40. Dietro da sx: Pietro Alessandrini e
Renato Potere. Davanti da sx: Sandro Baldassarre e
Lamberto Alessandrini
Fabrica di Roma. Fine anni ‘50. Da sx: Lamberto Alessandrini,
Filiberto..., ..., Giuseppe Cecchetto e Vinicio Testa
Campo de’ fiori
Caprarola, Lago di Vico. 22 Luglio 1973. Matrimonio di Angelo Mecaroni e Simonetta Vittorini
Campo de’ fiori
58
Album d
Campo de’ fiori
Calcata
1962.
Cresima di
Francesco e
Teresa Arpini.
Corchiano - anni ‘60. Da sx: Emilio e Sara Nardone con Tiziana e Elia, Maria Nardone, Francesco Ceccarelli, Luzio Marconi,
Franco Narcise e Albino Cotronè
14
8
15
16
9
1
2
17
3
18
10
11
4
19
5
20
12
13
21
22
6
23
Corchiano - Prima Comunione - 1967. 1. Franco Ortenzi, 2. Carlo Ridolfi, 3. Tarquinio..., 4. Ivano Stentella, 5. Giorgio Ceccarelli, 6. Luciano D’Angelo, 7. Giuliana Crescenzi,
8. Cristina Nardi, 9. Alfio Ernoni, 10. Tarcisio Zannotti, 11. Enzo..., 12. Luigi Lucchesi, 13. Enzo..., 14. Germana Marconi, 15. Morena Mechelli, 16. Marfisa Fiorentini, 17.
Carmelo D’Angelo, 18. ... Boria, 19. Giuseppe..., 20. Sandro Menicacci, 21. Antonio Nardone, 22. Marco Natili, 23. Marco... Il parroco don Domenico Anselmi.
7
Campo de’ fiori
Campo de’ fiori
59
dei ricordi
Campo de’ fiori
60
Annunci
LAVORO
CERCO
- RAGAZZO DI 20 ANNI DIPLOMATO, cerco
lavoro come apprendista meccanico, idraulico,
magazziniere, barista. tEL. 0761.517882.
- LAVORO GENERICO, pregressa esperienza
come baby sitter, cameriera, barista, aiutocuoco. Laureata in scienze infermieristiche. Tel.
328.6565394.
- LAVORO GENERICO, pregressa esperienza
come cameriere, barista, bagnino, operaio pressa ditta edile e ferramenta. Tel. 334.1552916
- Autista 27enne ottima presenza disponibile
per privati e ditte per viaggi in città, e fuori, collocabile anche in altre mansioni. Esperto e referenziato disponibilità immediata, chiedere di
Mattia tel 3334626893, residente a Morlupo.
- RAGAZZO 17enne cerca lavoro come commesso, cameriere o altri lavori. Serio e onesto.
Zona Roma Nord. Tel. 393.5548562.
-RAGAZZA 23ENNE italiana, diplomata in
aziendale - turistico, con corso di contabilità,
con esperienza, cerca lavoro come segretaria,
commessa, cassiera o baby - sitter.
Tel. 334.8448456.
-RAGAZZA cerca lavoro come badante, babysitter anche giorno e notte. Con esperienza.
Tel. 329.7755636.
- SIGNORA cerca lavoro come badante, cuoca
o per pulizie. Tel. 329.7060277
- RAGAZZO cerca lavoro come barista, falegname,
manovale,
magazziniere.
Tel.
320.7909389
- RAGAZZA cerca lavoro per pulizie o come
cuoca. Tel. 328.7739118
- GIOVANE cerca lavoro come falegname,
manovale o magazziniere. Tel. 388.6512785
- SIGNORA 34ENNE italiana, cerca urgente
lavoro (pulizie, assistenza anziani, contadina),
anche in giorni festivi. Tel. 338.4697588
-SOCIETA’
MULTISERVIZI
a
Civita
Castellana cerca ragazzo/uomo, con esperienza
e/o scuola metalmeccanica e/o elettrauto.
Tel 349.3044832.
- AGRICOLA VALLE SANTA ricerca nella tua
zona:Collaboratori marketing Per svolgere attività di presentazione aziendale, distribuendo
cataloghi ed omaggi alimentari, al fine di acquisire nuovi clienti e promuovere i prodotti aziendali. (NO VENDITA). Requisiti: età 20/40 anni,
buona presenza, capacità di public relation,
flessibilità oraria ed auto propria.
Si offre:fisso mensile, elevata provvigione sul
numero dei clienti acquisiti e rimborso spese
auto.
OFFRO
- ARCHITETTO impartisce lezioni a singoli o
gruppi di disegno tecnico e fornisce supporto
per l’elaborazione di tavole grafiche.Cell: 342
0720514
- BASSISTA DIPLOMATO al St.Louis offresi
per serate live come turnista. No Perditempo
3409252996
- LAUREATO IN INGEGNERIA impartisce
lezioni private di matetmatica e fisica. Tel.
339.6326017
- OPERATRICE TURISTICA, italiana, diplomata, offresi per meeting, congressi, viaggi.
Disponibile per assistenza anziani. Max serietà,
esclusi perditempo. Tel. 345.9546539
- AUTISTA 50enne offresi per viaggi città,
nazionali ed esteri, con auto propria o senza.
Anche per week-end e festivi esperto e referenziato. Max serietà no perditempo.
Tel. 3358389128.
-LEZIONI PRIVATE E AIUTO COMPITI di
latino e greco anche a domicilio. ragazza laureata in lettere classiche e con varie esperienze
nell'insegnamento.
Tel.3332747169
3275596299
- LAUREATA IMPARTISCE RIPETIZIONI a
alunni delle scuole elementari (aiuto a fare
i compiti), alunni delle scuole medie e studenti
delle superiori. Cell: 342 0720514
- LAUREATA IN LINGUE impartisce ripetizioni di lingua e letteratura inglese e francese. Tel.
333.2028540
-CERCASI ragazza con diploma ITC , inglese
ottimo, per impiego full time come commerciale estero. Per info 339.8777817. Azienda di
Civita Castellana.
- PROFESSORE di chitarra elettrica impartisce
ripetizioni private a aspiranti chitarristi. Roberto
Cencelli 334.7931710
- PULIZIE di canne fumarie, camini, stufe e
tubi. Maurizio 388.9877006
-LAUREATA in matematica ed abilitata al insegnamento inpartisce ripetizioni di matematica e
fisica per scuole media inferiori e superiori. zona
Civita Castellana. cell 3398540427".
-PULISCO CANTINE PICCOLI TRASPORTI
sgombero box uffici app.ti preventivi gratuiti
orario no stop prezzi bassi IN TUTTA ITALIA
max serieta' Lucia tel: 329/4536090
- VENDITA PORTA A PORTA di abbigliamento uomo-donna e bambino, specializzati in
taglie grandi calibrate e biancheria per la casa.
Alta professionalità, affidabilità e grande esperienza sul territorio. Chiamaci e senza impegno
Vi proporremo i nostri articoli per soddisfare al
meglio le tue esigenze. CHIAMACI E SARAI
SERVITA!! Cell. 3933117946.
VEICOLI
VENDO
- HONDA CBR1000RR
REPSOL bellissima sempre garage, con forcelle
anteriori
con
kit
ohlins,scarico arrow in
titanio, tubi freno in treccia,contamarce gpt,codino monoposto originale
honda, filtri aria k&n, cupolino della fabbri,
corona da 44denti + quella originale, paracalore marmitta in carbonio,portatarga barracuda,20.000 Km. Vendo a 6.800 €. No perditempo. Tel. 3389114179 Alessandro
- LANCIA Y10 LX FIRE AVENUE ANNO ‘93,
km 63.000 con tettino apribile in vetro, porte
centralizate. Ottimo stato uniproprietario. Vetri
eletrici, sedili accantare, fatto da poco cinta
distribuzione, dischi e pasticche dei freni,
gomme, batteria. Vendo € 1.300.
TEL. 3294536090
- ROVER 214 SI, 1.4 16 V, ANNO 1998, unico
proprietario,. Color argento, 5 porte, clima, airbeg, portatutto, alimentazione benzina.
150.000 km. Revisionata, bollo pagato fino ad
Aprile 2011. Buono stato, vendo € 1.500,00
trattabili. tel. 333.4901959
- CAMPER CI CRUISERS MOD. GERMANIA
ANNO ‘83, km 100.000 su MOTORE FORD
TRANSIT GEMMELATO, cilindrata C.C 2400 D
aspirato, diesel, 6 posti letto, 2 a castello, 2
tavoli, bagno con doccia, acqua calda, boiler
stuffa truma con ventilazione per tutto il camper, cucina con cappa aspirante, porta bici, baul
porta pacchi, frigo trivalente da 220 a gas a 12
volt, mansardato, 3 oblò orientali, vetri scorevoli
scuri colore blu, impianto stereo cd mp3 con 4
casse anti furto, alarme con 2 telecomandi +
alarme avviso acqua scure, tappezzatura colore
rosso in velluto, doppio scalino, porta sci è
disposto assicurazione asi per pagare € 100
annuo, revisionato da poco.Llavori fatti: kit cinta
distribuzione, kit frizione con para olio completo. Pompa acqua, panello solare, divisore da
220, filtri gasolio, filtro aria, freni, gomme
nuove, cinte, servizi cambio olio, 2 batterie
nuove, PIEDINI STABILIZZATORI. Vendo €
3.500.…NO PERMUTE, NO PERDITEMPO,
CURIOSI. TEL..3927350638
-BMW 320 TD Anno 2004, colore nero, allestimento M SPORT originale, 140.000 km tutti
tagliandati BMW appena revisionata.
Vendo E. 10.000,00. Tel. 380.3853957
CERCO
- AUTO E VEICOLI CON FERMO AMMINISTRATIVO O USATI. Acquisto. Cerco qualsiasi veicolo come fuoristrada, furgoni, camper,
camion, escavatori, etc. con problemi vari, ipoteche, contese ereditarie, fallimentari, fermi
amministrativi ,insoluti, pure se incidentati,
rotti, anni 98/2008, trattativa veloce, contanti,
valutazioni personalizzate, tutto conforme alle
norme di legge, con atto di vendita, e passaggio di proprietà, per uso ricambi (per veicoli con
problemi amministrativi) export (per quelli
senza problemi) contattatemi troverete una
rapida e sicura soluzione a queste problematiche, monetizzando su dei veicoli bloccati e inutilizzabili,o
usati,o
incidentati.
[email protected]
[email protected]
CELL 3314446295, Pasquale.
-AUTO pagando solo passaggio.
Tel. 3926895179.
- AUTO per famiglia bisognosa, pagando passaggio di proprietà. Tel. 331.4446295 [email protected]
[email protected]
OGGETTISTICA/HOBBISTICA/
COLLEZIONISMO
VENDO
- DOPPIETTA calibro 12, Bernardelli “Roma 6”.
Vendo. Tel. 388.1645508
- VENDO/SCAMBIO collezione edicola
INSETTI MUTANTI doppioni: RE XCARION/
scorpioni: ESCARPION-BLODO-SCORDO/cavallette: EXNET-SOCO/ mosche: GIGATAK-MINOKESTOR/ ragni: ARCLAN - ARACRON.
Mancanti:TESTON-EXO-ZOXO-XERONGIGAROC-SHIPER. Tel. 347.6613580
- PISTOLA BERETTA cal. 22. Come nuova.
Vera occasione. Tel. 338.1645508
- SET UNICO DA BAGNO in ferro battuto,
anni ‘30/‘40, composto da bacinella+porta
sapone+caraffa per acqua in ceramica antica
dipinta a mano. Vendo a vero amatore. Prezzo
da concordare. Tel. 333.3073166.
-VIOLINO DI LIUTERIA anno 1993, ottimo
Campo de’ fiori
61
Gratuiti
suono, usato pochissimo, ottimo stato completo
di arco e custodia “Bam” nuovissima.
€ 1.200,00 Trattabili. Tel.
339.7216466.
-GIARE antiche originali vendo.
Prezzo da concordare.
Tel. 338.5968605.
ABBIGLIAMENTO/SPORT
- 2 CANNE DA PESCA, una bolognese in carbonio, marca Olympus da 4 mt. Vendo € 40,00
- una Racer n.2, in carbonio da 3,90 mt, action
3-6 gr, leggerissima. Vendo € 50,00. Come
nuove. Tel. 388.1922307 dopo le 16.00 o sms.
- 3 MULINELLI da pesca, 1 marca Olympus
2000 anti vibro sistem, 1 LD 2050 con 3 bobine
per filo, 1 Astro 125 Leader Line. Tutti in ottimo
stato. Vendo € 100,00, anche separati. Tel.
388.1922307 (o.p. o sms)
- CANNA DA PESCA in carbonio, marca
Olympus, mt 3,90+mulinello, ottima per laghetti sportivi e fiume. Vendo. Tel. 338.4912768
(o.p. o sms).
- PANCA PER ADDOMINALI. Vendo a prezzo
da concordare. Tel. 338.8781772
-SCI DA NEVE marca Rossignol, lunghezza
1,77 m, completi di tacchi per scarponi regolabili + 2 stecche. Lame in ottimo stato. Vendo
causa inutilizzo ad € 50. Tel. 388.1922307 dopo
le 16.00 o sms.
ARREDAMENTO
- ARMADIO GUARDAROBA 16 ante, tappezzato stoffa damascata e uncinetto.L. 4,00 m e h
2,80 m. Vendo € 500,00. Tel. 0761.514152
- CREDENZA del ‘700, italiana, in buonissimo
stato. H 2,30 m; l 1,40 m. Vendo € 1.500,00.
Tel. 349.9369394
- DIVANO MODERNO 3 ampi posti, giallo
opaco, con ampia seduta in tessuto sfoderabile,
con 4 cuscini poggiaschiena stampati ideogrammi giapponesi, firmato Divani & Divani by
Natuzzi. Vendo € 150,00. Vero affare! Tel.
329.1972237
-LAMPADARI antichi cristallo francesi vendo.
Tel
338.5968605.
-LAMPADARIO
classico di Murano.
Vendo
Tel.338.5968605.
-CAMERETTA
con letto a castello, armadio con angolo (6
ante), scrivania, scaffalature
con 3 ripiani € 500,00. Tel.
333.4610746.
ATTIVITA’ ARTISTICHE
- KARAOKE, MUSICA D’INTRATTENIMENTO, feste private, serate in locali, compleanni,
matrimoni, ed altro ancora. Cell. 388.3623726 380.3853957 Daniele
- RAGAZZA CANTANTE offre servizio canoro
per la celebrazione di matrimoni, cresime,
comunioni, e quant’altro o intrattenimento
musicale/piano bar per feste o altre occasioni.
Max serietà, esclusi perditempo.
Tel. 338.3845862.
- DJ EMIX musica e animazione per feste,
compleanni, matrimoni ecc. Tel. 334.5202039
[email protected]
- PIANO BAR duo tastierista fisarmonicista,
liscio e latino americano, musica revival dagli
anni ‘80 in poi, per tutte le occasioni, cerimonie,
matrimoni e feste. Tony & Oronzo.
Tel. 329.4536090.
VARIE
- FERTILE APPEZZAMENTO DI TERRENO,
in località Faleri, adibito a coltivazione di ortaggi. Offro in comodato d’uso gratuito. Tel.
349.4204763
- COPPIE DI GOMME Metzeler e Dunlop intagliate e Pirelli slick per moto usate per uno o al
max 2 turni in pista 120 ant. e 190 post. Vendo
150 € la coppia. Tel 3389114179
- POMPA PER BICICLETTA, super Sport a
molla, con attacco rapido universale. Nuova.
Vendo € 15,00. Tel. 388.1922307 dopo le 16.00
o sms.
- ACQUARIO 60 Lt, rettangolare, 60 cm lx 40
cm h x 30 cm p, compreso di 1 filtro a parete+1
pompa x riclico acqua+1 termoriscaldatore+1
retino grande+vari attacchi x bollicine
etc...+vari accessori da fondo. Ottimo stato.
Vendo € 90,00. Tel. 388.1922307 dopo le 16.00
o sms.
- MIXER “DB TECHNOLOGIE”, 8 canali, ottimo stato, usato pochissimo,. Vendo € 350,00.
Tel. 339.7216466.
- SEGGIOLONE, GIRELLO E PRIMI PASSSI
(con ancora la scatola) della Chicco. Vendo
causa non utilizzo. 333/7544002 Luana.
ELETTRONICA/ELETTRICITA’
-MIXER behringer 6 canali compreso di valigia rigida. Vendo Euro 150,00. + okiweb uno ad
Euro 180,00 + Okiweb due ad Euro 260,00.
Tel. 380.3853957
- PC FISSO windos xp originale con schermo
piatto 17 pollici cristalli liquidi processore intel
inside con tutte le istallazioni originali dotato di
tastiera mause casse audio e webcam tutto
logitech più gruppo di continuità può essere
visionato e provato. Vendo euro 450. Tel.
3291972237
- COMPUTER DA TAVOLO. Scheda ASRock
K7S41GX Amd 2600 1,93+4 Usb+modem
56K+rete10/100+floppy+HD20gb+512
mbRam+XpHome regolare+lettore DVD, ottimo
per principianti e non. Vendo € 75,00. No monitor, tastiera e mouse. Roberto 3478507090.
- 4 RICEVITORI DI SEGNALE AUDIO
VIDEO, nuovissimi, completi di tutto il necessario. Vendo € 45,00. Tel. 388.1922307. ore
dopo le 16.00 o sms.
Pubblichiamo una selezione
di annunci pervenutici per
motivi di spazio.
Continuate ad inviarceli!
ATTENZIONE: Le inserzioni dovranno essere presentate solo tramite il cuopon sotto riportato (anche in fotocopia)
ANNUNCI ECONOMICI GRATUITI PER PRIVATI
a pagamento per ditte o società- Tel. Fax 0761.513117
Cedola da ritagliare e spedire
L’annuncio sarà ripetuto per 3 uscite, salvo diversa decisione della redazione
Compilate qui il vs annuncio gratuito e speditelo in busta chiusa a
Campo de’ fiori - P.za della Liberazione n. 2 - 01033 Civita
Castellana (VT) oppure mandate un Fax al n. 0761.513117 o
una e-mail a [email protected]
(scrivere in stampatello e senza abbreviazioni) ..................................................................................................................................................
.............................................................................................................................................................................................................................
.............................................................................................................................................................................................................................
.............................................................................................................................................................................................................................
Gli annunci gratuiti sono esclusivamente riservati a privati. Campo de’ fiori non è responsabile per la qualitià e la veridicità delle inserzioni, non effettua commerci e non riceve provvigioni. A garanzia dei lettori, Campo de’ fiori si riserva il diritto di NON PUBBLICARE annunci non conformi al presente
regolamento o che, a suo insindacabile giudizio, risultino non chiari o che possono prestarsi ad interpretazioni equivoche. Gli inserzionisti prendono
atto che, a richiesta dell’Autorità Giudiziaria, Campo de’ fiori fornirà tutte le notizie riportate con la presente cedola. Autorizzo il trattamento dei miei
dati personali secondo quanto disposto dalla legge n. 675 del 31.12.1996 in materia di “tutela dei dati personali”.
COMMITTENTE: NOME................................................COGNOME..............................................Via...............................................................
Città......................................................Tel...................................Firma................................................................
Sandro Anselmi
P.zza della Liberazione, 2 - 01033 Civita Castellana (VT)
Tel./Fax 0761.51.31.17
e-mail : [email protected]
Da 40 anni al vostro servizio
Pubblicizza una selezione di offerte immobiliari
VENDO
Civita Castellana
Via del Forte. App.to al II° piano,
55 mq, composto da salone con
angolo cotura, 2 camere, 1
bagno. Luminosissimo e con rifiniture di pregio. Cod. V60
Appartamento Loc. Sassacci al
secondo piano con cucina, salone,
2 camere, 1 bagno. Garage.
Termoautonomo. Terreno di proprietà di mq. 270. Cod. V57
Fabbricato allo stato grezzo di
550 mq ca. su 3 piani, con ampio
terreno fronte strada,
Cod. V65
anche frazionabile.
App. al centro storico di mq 100.
Soggiorno e angolo cottura, 2
letto, bagno, cantina, cortile di
mq 100 con stanza. Ristrutturato
Cod. V62
Piazza della Liberazione
Rifinitissimo app.to 155 mq,
salone doppio, veranda chiusa
con camino, cucina, 4 camere,
2 bagni ripostigli, 3 balconi,
terrazzo, garage 40 mq. Cod. V06
Via Catalano, app.to mq 100,
cucina, salone, 3 letto, bagno,
garage. Vendita anche separata
da garage.
Cod. V46
Loc. San Giovanni.
Appartamento 130 mq, balconato, posto auto e cantina.
Ottimo investimento. Cod. V07
App.to di 100 mq arredato cucina
con camino, salone, tre camere,
due bagni, ripostiglio, garage 22
mq, due ampi balconi.
Cod. V08
Via S. Felicissima magazzino 75
mq con bagno, ideale anche per
Cod. V11
taverna.
Loc San Giovanni. App.to 95 mq,
II° piano. Salone, cucina, tre
letto, due bagni e garage.
Cod. V56
Vicinanze Piazza della
Liberazione. Appartamento 100
mq con garage e ampio terrazzo.
Rifinitissimo.
Cod. V10
Napoli
Vignanello
Vende o Affitta appartamento al III°
Piano, 90 mq, composto da disimpegno,
cucina abitabile, 3 camere, bagno e
grande ripostiglio.
Completamente soppalcabile. Soleggiato
e ben collegato con i mezzi urbani.
Terreno 6.800 mq con ulivi,
nocciole e piccolo annesso.
Cod. V61
Fabrica di Roma
Loc. Parco Falisco
Villa di 210 mq con garage, giardino antistante e
orto sul retro. Ottime rifiniture. Vero affare.
Cod. V16
Loc. Faleri Vendo/Affitto 700 mq locale
commerciale + uff. 80 mq, 2 wc, piccolo
appartamento 30 mq,
piazzale 300 mq circa Cod. VA63
Faleri Novi - appartamento piano terra
130 mq da finire, portico 100mq,
giardino 380mq.
Cod. V14
Via San Rocco appartamento 65 mq. ca.
salone con camino in peperino, cucina,
balcone, 2 camere, bagno. Magazzino,
rimessa auto e piccolo orto. Vendita o
Cod. V13
affitto. Vero affare!
Cod. V27
Sutri
Villa unifamiliare
prestigiosa su tre
livelli di mq 400, con
giardino di mq 3000
più terreno attiguo
di mq 8000. Panoramica.
Cod. V25
Castel Sant’Elia
Terreno agricolo di 8.000 mq
con ulivi + fabbricato.
Cod. V28
Corchiano
Villa di 100 mq su due livelli: p.t.
ingresso, cucina, tinello, sala, 2
camere, bagno. P. s. taverna 40
mq, bagno e camino + cantina
con grotta di 20 mq. Sottotetto,
giardino e portico. Ottimo affare!
Cod. V23
AFFITTO
Civita Castellana
Località Pian del Trullo
Villa bifamiliare allo stato grezzo su due
piani più piano seminterrato, garage e
Cod. V15
giardino.
Via Nepesina app. piano terra con
giardino, composto da cucina
abitabile, salone, 2 letto e bagno.
Ammobiliato. Cod. A57
Terreno 5000 mq circa con
frutteto, piccolo annesso,
acqua e luce. Fronte Strada.
Centro storico. Mini appartamento di 30 mq, ammobiliato. Cod. A29
Cod. V64
Villa unico livello+ mansarda da rifinire
composta da salone, cucina con termocamino, tre letto, un bagno, portico e
Cod. V04
giardino.
Pian di Cava-2 ville su due piani di 220 mq
l’una, con portici e giardini di 5.000 mq
l’uno. Recintate, illuminate e rifinitissime
Vicinanze poste centrali, locale
commerciale di mq 150 circa con
parcheggio di proprietà.
Cod. A31
Località San Giovanni
Appartamento arredato di 100
mq composto da: salone, cucina
e tinello, 2 camere, 2 bagni.
Cod. V17
Cod. A32
Impianto sportivo con
piscina, campi tennis e
calcetto, bar. Ampi locali e
parcheggio.
Corso Bruno Buozzi, 3 locali commerciali varie metrature.
Cod. V18
Roma
Località Gabelletta appartamento in recidence 90 mq, balconi 30 mq, posto auto,
piscina condominiale.
Ascensore e risc. autonomo.
Cod. V21
Cod. A33
Fabrica di Roma
Via dell’Asilo. Magazzino di 50 mq
circa. Affitto o vendita.
Cod. A34
Locale di 400 mq al piano primo,
uso ufficio con parcheggio.
Cod. A35
Campo de’ fiori
63
Patrocinio
Negozio di abbigliamento da cerimonia uomo/donna con merce e
stigliatura. Avviatissimo.
Cod. At45
Trattative riservate.
CEDO
Civita Castellana
Negozio di intimo uomo/donna, ottima posizone commerciale.
Cod. At58
Laboratorio di stampi in gesso
avviatissimo.
Cod. At38
In zona centrale. Attività di alimentari e macelleria avviata.
Cod. At39
AFFITTO
Caprarola
Centro storico. Appartamento al
piano terra. 2 camere, cucina, salotto e bagno+cantina.
Cod. A36
Faleria
Centro storico. Appartamento al II
piano. 2 camere, cucina, sala,
bagno. Ristrutturato.
Cod. A37
Gioielleria, oreficeria, orologeria
avviatissima in zona altamente
commerciale.
Cod. At40
Pizzeria, rosticceria al taglio e da
asporto. Ottimo affare.Prossimità
nuova zona commerciale.
VENDO
Fabrica di Roma
Parco Falisco ultimo lotto edificabile
ca. 1000 mq. Ottimo investimento
Cod. V19
Cod. At41
Negozio centrale di tessuti,
tendaggi, mobili e oggettistica
Cod. At42
Centro Commerciale Falerii Novi
Negozio di 50 mq completo di
arredamento per attività di profumeria. Ottimo investimento.
Cod. V02
Fabrica di Roma
Locale commerciale 284 mq+39 mq
soppalchi+41 mq tettoia chiusa.
Chiosco di fiori 4x3 mt
con tettoia esterna.
Cod. At44
Cod. V20
Stime Immobili e Preventivi Mutui Gratuiti
Mutui per abitare
La polizza sulla tua casa può costare
meno di quanto pensi!!!
Chiedi un preventivo al tuo assicuratore di fiducia.
Agente generale Sandro Anselmi
Tel 0761.513117.
Campo de’ fiori
la rivista più letta ed amata...
Abbonati anche tu!!! (Coupon a pag.46)
Campo de’ fiori è distribuito a Civita Castellana, Corchiano, Fabrica di Roma, Vignanello,
Vallerano, Canepina, Vasanello, Soriano Nel Cimino, Vitorchiano, Bagnaia, Viterbo,
Montefiascone, Carbognano, Caprarola, Ronciglione, Sutri, Capranica, Cura di Vetralla, Blera,
Monte Romano, Tarquinia, Civitavecchia, Orte, Gallese, Magliano Sabina, Collevecchio, Tarano,
Torri in Sabina, Calvi nell’Umbria, Stimigliano, Poggio Mirteto, Otricoli, Narni, Terni, Amelia,
Nepi, Castel Sant’Elia, Monterosi, Anguillara, Trevignano, Bracciano, Canale Monterano,
Mazzano, Campagnano, Sacrofano, Olgiata, Faleria, Calcata, S.Oreste, Nazzano, Civitella San
Paolo, Torrita Tiberina, Rignano Flaminio, Morlupo, Castelnuovo di Porto, Riano, Ostia, Nettuno,
Anzio, Fregene. A Roma nei teatri, nei migliori alberghi e locali, sui taxi e in tutte le stazioni
MET.RO. Spedito a tutti gli abbonati in Italia e all’estero, inviato ad Istituzioni Culturali e sedi
Universitarie italiane e straniere, a personaggi politici, della cultura, dello sport e dello spettacolo.
Campo de’ fiori
Periodico Sociale di
Arte, Cultura,
Spettacolo ed
Attualità
ed Attualità edito
dall’Associazione
Accademia
Internazionale
D’Italia
(A.I.D.I.)
senza fini di lucro
Reg.Trib. VT n. 351
del 2/6/89
Presidente
Fondatore:
Sandro Anselmi
Direttore Editoriale:
Sandro Anselmi
Direttore
Responsabile:
Stefano De Santis
Consulente
Editoriale:
Enrico De Santis
Segreteria di
Redazione
Coordinamento
Impaginazione e
Grafica:
Cristina
Evangelisti
Sonia Bonamin
Ermelinda
Benedetti
Stampa:
La realizzazione di
questo giornale e la
stesura degli articoli
sono liberi e gratuiti
ed impegnano
esclusivamente
chi li firma.
Testi, foto, lettere e
disegni, anche se non
pubblicati, non saranno restituiti
se non dopo
preventiva ed
esplicita richiesta da
parte di chi li
fornisce. I diritti di
riproduzione e di pubblicazione, anche parziale, sono riservati
in tutti i paesi.
Direzione
Amministrazione
Redazione
Pubblicità ed
Abbonamenti:
Piazza della
Liberazione, 2
01033 Civita
Castellana (VT)
Tel. e Fax
0761.513117
e-mail:
[email protected]
Redazione di Roma:
Viale G. Mazzini 140
Abbonamenti
Rimborso spese
spedizione
Italia: 12 numeri
€ 25,00
Estero: 12 numeri
€ 60,00
Per il pagamento
effettuare i
versamenti sul c/c
postale n. 42315580
intestato
all’Associazione
Accademia
Internazionale
D’Italia.
L’abbonamento andrà
in corso dal primo
numero
raggiungibile e
può avere inizio in
qualsiasi momento
dell’anno ed avrà,
comunque, validità
per 12 numeri.
Garanzia di
riservatezza per gli
abbonati
Si garantisce la
massima riservatezza
dei dati forniti
dagli abbonati e la
possibilità di
richiederne gratuitamente la rettifica o la
cancellazione scrivendo all’editore.
Le informazioni custodite nello
archivio di Campo de’
fiori verranno
utilizzate al solo scopo
di inviare
agli abbonati il
giornale e gli
allegati, anche
pubblicitari (legge
675/96 tutela dati
personali).
Scarica

Campo de` fiori 78:1-52.qxd.qxd