Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
PROVINCIA DI FERRARA
BILANCIO DI GENERE
Rapporto 2010
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
Responsabile del Progetto
Benasciutti Nadia
Dirigente del Settore Servizi alla Persona della Provincia di Ferrara
Realizzazione tecnica
De Zordo Manuela
Funzionaria Pari Opportunità
Si ringraziano tutti gli Uffici della Provincia di Ferrara che hanno collaborato nella raccolta dei dati e delle
informazioni per la realizzazione del documento.
Un ringraziamento particolare va all'Ufficio Provinciale delle Consigliere di parità, che ha sostenuto e
promosso, dal primo anno, la realizzazione di questo documento.
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
Indice
Indice.................................................................................................................................................... 3
La struttura di rendicontazione ............................................................................................................ 4
1. Il Contesto locale di riferimento....................................................................................................... 6
1.1. Inquadramento demografico...................................................................................................... 6
1.2. Le pari opportunità nelle istituzioni e nella società civile....................................................... 14
1.2.1. La rappresentanza politica in un’ottica di genere ............................................................ 15
1.2.2. La presenza degli organismi istituzionali di parità e delle associazioni femminili.......... 18
1.2.3. La presenza femminile nei CDA delle società partecipate............................................... 23
1.3. Situazione occupazionale generale.......................................................................................... 24
1.3.1. Lo stato lavorativo generale della popolazione................................................................ 24
1.3.2. Iscrizioni ai Centri per l’Impiego..................................................................................... 30
1.3.3. Imprenditoria femminile................................................................................................... 31
1.3.4. Lavoratori/lavoratrici immigrati/e.................................................................................... 34
1.3.5. Dimissioni convalidate ex art. 55 T.U. n. 151/2000......................................................... 35
1.4. Pubblica Istruzione.................................................................................................................. 37
1.4.1. Dispersione Scolastica...................................................................................................... 37
1.4.2. Infanzia (0-6 anni)............................................................................................................ 38
1.4.3. Scuola Superiore............................................................................................................... 42
1.4.4. Le Iscrizioni all’Università in ottica di genere................................................................. 43
1.5. Politiche sociali e sanitarie...................................................................................................... 45
1.5.1. La Violenza in ottica di genere......................................................................................... 46
1.5.2. L'immigrazione in ottica di genere in provincia di Ferrara.............................................. 50
1.6. Altro......................................................................................................................................... 52
1.6.1. Servizio Civile Volontario................................................................................................ 52
1.6.2. Osservatorio per l’educazione e la sicurezza stradale della Provincia di Ferrara............ 53
2. Analisi della composizione del Personale dell’ente in ottica di genere......................................... 55
2.1. Analisi di genere del personale della Provincia per categorie................................................. 55
2.2. Analisi del personale per genere e struttura di appartenenza.................................................. 56
2.3. Personale per categorie e fasce di età...................................................................................... 58
2.4. Personale per genere, titolo di studio e categoria.................................................................... 59
2.5. Fruizione dei congedi parentali per genere............................................................................. 60
2.6. Assenze per genere ................................................................................................................ 61
2.7. La fruizione del part-time in ottica di genere
........................................................... 61
3. Bilancio di genere consuntivo 2009............................................................................................... 62
3.1. Aree direttamente inerenti al genere........................................................................................ 62
3.1.1. Pari opportunità................................................................................................................ 62
3.1.2. Gestione delle Risorse Umane.......................................................................................... 64
3.1.3. Formazione professionale e politiche per il lavoro.......................................................... 65
3.1.4. Sussidiarietà ..................................................................................................................... 69
Compartecipazione al progetto “Scateniamo la vota” dell’Associazione Papa Giovanni XXIII... 69
€ 1.500,00....................................................................................................................................... 69
3.2. Aree indirettamente inerenti al genere.................................................................................... 70
3.2.1. Politiche dell’istruzione ................................................................................................... 70
3.2.2. Formazione Professionale e Politiche per il lavoro.......................................................... 74
3.2.3. Politiche Sociali................................................................................................................ 85
4. Analisi della spesa 2009 in ottica di genere................................................................................... 86
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
La struttura di rendicontazione
L’elaborazione del modello del Bilancio di Genere della Provincia di Ferrara è stata effettuata, fin dal primo
esperimento/pilota del 2005, alla luce delle indicazioni e delle esperienze più rilevanti già in atto a livello
nazionale.
Sono state cosi individuate delle aree di inerenza al genere:
- le aree direttamente inerenti il genere rappresentano impegni di spesa assunti per attività espressamente
finalizzate alle pari opportunità e al superamento delle disuguaglianze tra uomo e donna;
- le aree indirettamente inerenti il genere riguardano servizi rivolti a target di utenza generici cui, tuttavia,
donne e uomini fruiscono di fatto in modo differente in virtù della situazione di contesto. Azioni rivolte a
“disoccupati” chiaramente favoriscono maggiormente le donne, poiché queste rappresentano la maggior
parte dei lavoratori in cerca di impiego;
- le aree di genere ambientale si riferiscono a tutta una serie di servizi prestati dall’ente che non sono
destinati direttamente alla persona, ma incidono su aspetti della qualità e sulle scelte di vita delle persone in
misura significativa.
La Provincia di Ferrara ha scelto di mantenere la rendicontazione su due livelli:
a.Aree direttamente inerenti al genere
b.Aree indirettamente inerenti al genere.
Il Rapporto contiene una ampia indagine di contesto, ritenendo questa parte particolarmente utile al fine
dell’analisi dell’impatto delle azioni finali.
Elementi essenziali del modello sono:
•Riclassificazione delle politiche di genere
L’analisi dei contenuti dei documenti di programmazione e le interviste con i/le dirigenti e i/le capo/ufficio
hanno permesso di individuare gli indirizzi e le priorità in ottica di genere per ciascuno degli assi descritti.
•Monitoraggio delle attività svolte (indicatori)
Il sistema prevede la rendicontazione delle attività svolte dai vari servizi connesse alla realizzazione delle
politiche di genere, in particolare tramite l’utilizzo di indici o indicatori di realizzazione. Dove è possibile, sono
riportati anche indicatori di esito rispetto agli obiettivi prioritari espressi dalle politiche,
•Utilizzo del report di bilancio all’interno del processo decisionale.
Si tratta di concepire il bilancio come strumento a supporto degli amministratori per valutare ogni anno i
risultati e convenire gli ambiti di miglioramento. In altri termini il bilancio va utilizzato non solo come
reportistica tecnica ma anche come strumento di policy making.
Nel corso del progetto sono stati coinvolti inoltre i seguenti Dirigenti e funzionari, appartenenti a diversi
Settori dell’Amministrazione provinciale. Sono stati inoltre coinvolti nel reperimento dati anche uffici esterni
all'ente.
Cognome e Nome
Baglioni Daria
Balboni Francesca
Bertasi Elisa
Berti Laura
Boarini Donata
Bottazzo Floriana
Bovi Vittorio
Celati Barbara
Ufficio
Centro Donna Giustizia
Ufficio Politiche Attive del lavoro
Ufficio Diritto allo studio
Copresc di Ferrara
Ufficio obbligo Formativo
Ufficio Maternità della Direzione Provinciale del Lavoro
Comitato per l'Imprenditoria femminile di Ferrara
Dirigente del Servizio Politiche del lavoro e formazione professionale
Bilancio di genere 2009
Cardi Nicoletta
Gardellini Patrizia
Gatti Maurizia
Ghesini Elisabetta
Morelli Lorenzo
Magri Nicoletta
Marzola Nicoletta
Mazzanti Rita
Mosca Franco
Padroni Manuela
Policardi Alessandra
Serenari Assunta
Spettoli Elena
Tagliati Alessandro
Tancredi Patrizia
Terazzi Susanna
Venturini Anna Chiara
Zucchini Federica
Provincia di Ferrara
Ufficio Organizzazione e Sviluppo Risorse Umane
Ufficio Gestione/rendicontazione del Servizio Formazione Professionale
Ufficio Statistica
Ufficio Sanità e Servizi Sociali
Ufficio Politiche attive del lavoro
Ufficio Gestione Formazione Professionale
UOPC Bilancio
Consigliera Provinciale di Parità
Osservatorio Provinciale sull’Immigrazione
Ufficio Risorse Umane
Ufficio Diritto allo studio
Consigliera Provinciale di Parità
Ufficio Scuole per l’Infanzia
Ufficio Sicurezza stradale, traffico e idrovia
Ufficio Statistica dell'Università di Ferrara
Ufficio Servizi alle scuole
UOPC Diritto allo studio e scuole per l’infanzia
Ufficio Controllo di Gestione
Una volta riclassificate le politiche e le attività secondo le aree e gli assi di intervento, è stato definito il piano
dei conti, ovvero un sistema parametrico il cui obiettivo è misurare gli effetti e quindi verificare gli esiti delle
Politiche di genere dell’Ente.
Gli indicatori fisici inseriti nel Piano dei Conti sono di tre tipologie:
- indicatori di contesto che descrivono la realtà in cui l’Ente si trova ad operare, con particolare
riferimento alle aree della struttura di rendicontazione,
- indicatori di attività (output): per il monitoraggio delle azioni messe in atto dall’Amministrazione per la
realizzazione delle politiche;
- indicatori di esito (outcome): per la valutazione degli esiti delle Politiche dell’Ente
I dati raccolti hanno coperto, dove possibile, l’anno di riferimento del Bilancio (2009) e i tre anni precedenti
(2006 2007 e 2008), in modo da poter effettuare considerazioni sull’evoluzione delle variabili descritte.
La struttura del Bilancio di genere prevede anche una sezione specifica contenente i conti monetari, ossia le
spese sostenute dalla Provincia di Ferrara per azioni che si ritiene possano essere direttamente o
indirettamente inerenti al genere.
Nelle schede delle azioni di Bilancio, da compilare annualmente a cura dei dirigenti, è inserito il campo
“Bilancio di genere”; si richiede dunque la compilazione del campo segnalando il grado di inerenza al genere
dell'azione di spesa/entrata.
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
1. Il Contesto locale di riferimento
1.1. Inquadramento demografico
L’inquadramento demografico della provincia di Ferrara è stato affrontato secondo tre direttive principali:
La popolazione per genere ed età
La popolazione per classi di genere
La natalità
La popolazione per genere ed eta’
La popolazione residente al 31/12/2009 è costituita da 358.966 persone, di cui 187.264 femmine (il 52%)
e 171.702 maschi (il 48%).
Tab. Popolazione residente per Comune in provincia di Ferrara. Valori assoluti al 31/12/2009.
COMUNI
FEMMINE
TOTALE
10.857
11.713
22.570
BERRA
2.594
2.751
5.345
BONDENO
7.407
8.040
15.447
17.346
17.804
35.150
CODIGORO
6.027
6.588
12.615
COMACCHIO
11.322
11.762
23.084
COPPARO
8.261
9.147
17.408
FERRARA
63.071
71.891
134.962
1.446
2.817
ARGENTA
CENTO
FORMIGNANA
MASCHI
1.371
GORO
1.926
2.050
3.976
JOLANDA DI SAVOIA
1.538
1.600
3.138
LAGOSANTO
2.337
2.509
4.846
1.267
2.402
MASI TORELLO
1.135
MASSA FISCAGLIA
1.765
MESOLA
3.502
3.685
7.187
MIGLIARINO
1.827
1.886
3.713
MIGLIARO
1.095
MIRABELLO
1.706
1.804
3.510
OSTELLATO
3.212
3.380
6.592
POGGIO RENATICO
4.639
4.807
9.446
PORTOMAGGIORE
5.964
6.433
12.397
RO
1.657
1.767
3.424
SANT'AGOSTINO
3.453
3.626
7.079
TRESIGALLO
2.173
2.440
4.613
VIGARANO MAINARDA
3.599
3.813
7.412
1.974
3.892
187.264
358.966
VOGHIERA
TOTALE PROVINCIALE
1.918
171.702
1.917
1.164
3.682
2.259
6
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
Si riportano i dati relativi alla distribuzione territoriale della popolazione residente per genere e distretto
sociale.
Il distretto OVEST comprende i territori comunali di Cento, Bondeno, S. Agostino, Mirabello, Poggio Renatico,
e Vigarano Mainarda.
Il distretto CENTRO/NORD i territori di Ferrara, Masi Torello, Voghiera, Copparo, Berra, Ro, Formignana,
Tresigallo, e Jolanda di Savoia.
Il distretto SUD/EST i territori di Portomaggiore, Argenta, Ostellato, Codigoro, Comacchio, Lagosanto,
Migliarino, Migliaro, Massafiscaglia, Mesola e Goro.
Tab. Popolazione residente in provincia di Ferrara per genere e distretto sociale al 31/12/2009.
Tot.
% sul
di cui
di cui
DISTRETTI
% maschi
popolazione
totale
maschi
femmine
% femmine
Centro/nord
178.001
50
83.718
94.283
47
53
Sud/est
102.921
27
49834
53.087
48
52
Ovest
78.044
23
38150
39.894
49
51
Il 50% della popolazione provinciale è residente in uno dei Comuni del Distretto sociale Centro/Nord, il più
popoloso in quanto comprendente il capoluogo, Ferrara, nella quale sono residenti 134.962 persone, pari al
37,5% della intera popolazione. Sempre nel distretto Centro/Nord si registra il maggior differenziale
percentuale tra femmine (53%) e maschi (47%).
Queste tendenze percentuali rimangono sostanzialmente invariate rispetto alle scorse rilevazioni.
Di notevole interesse è la composizione per età della popolazione in base al genere, che evidenzia un
generalizzato invecchiamento della popolazione, frutto dell’effetto combinato di aumento della longevità e
bassa natalità, nonché una persistente e significativa maggiore presenza delle donne nelle classi di età
avanzata.
Come possiamo vedere dai valori riportati nel grafico sottostante (la cosiddetta “piramide delle età”) e dal
diagramma, nelle classi di età più giovani e fino alla classe di età dei 44 anni, le donne risultano
numericamente inferiori ai maschi. Successivamente (intorno ai 50 anni), il rapporto si sbilancia a favore
della componente femminile fino alle classi ultraottantenni ove lo stesso sale a 2 a 1 a favore delle donne.
L'età media totale (sia la femminile che la maschile) in provincia di Ferrara è la più alta della Regione e netto
è il differenziale di genere: 49,16 anni per le donne e 45,61 per gli uomini.
7
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
PROVINCIA DI FERRARA
Piramide delle età al 31/12/2009
100 e più
Da 90 a 94
Da 80 a 84
Da 70 a 74
Da 60 a 64
Da 50 a 54
Da 40 a 44
Da 30 a 34
Da 20 a 24
Da 10 a 14
Meno di 5
20.000
15.000
10.000
5.000
0
MASCHI
5.000
10.000
7.135
6.515
6.344
6.533
6.795
8.434
11.883
14.573
14.922
14.096
12.725
11.679
12.110
10.532
9.990
8.265
5.297
3.050
624
183
17
20.000
FEMMINE
Tab. Classi di età per genere. Popolazione residente in provincia di Ferrara al 31/12/2009.
Classi di età al 31/12/2009
MASCHI
Meno di 5
Da 5 a 9
Da 10 a 14
Da 15 a 19
Da 20 a 24
Da 25 a 29
Da 30 a 34
Da 35 a 39
Da 40 a 44
Da 45 a 49
Da 50 a 54
Da 55 a 59
Da 60 a 64
Da 65 a 69
Da 70 a 74
Da 75 a 79
Da 80 a 84
Da 85 a 89
Da 90 a 94
Da 95 a 99
100 e più
15.000
FEMMINE
6.641
6.375
5.729
6.001
6.643
8.446
11.654
14.114
14.387
14.316
13.497
12.694
13.182
11.862
12.299
11.382
9.074
6.406
1.765
731
66
8
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
La popolazione per classi di genere
La struttura anagrafica della popolazione residente può essere analizzata per “classi di genere”.
La prima classe di età 0-19 viene definita “Area di cura Infanzia Adolescenza”, in questa fascia i soggetti
sono “destinatari di lavoro di assistenza e di cura” da parte dei genitori o dei servizi.
La seconda classe di età “Area di conciliazione famiglia-lavoro” (20-59 anni) è quella dove si riscontrano
maggiori differenziali di genere in termini di pari opportunità di partecipazione alla vita sociale, politica ed
economica della comunità e maggiori difficoltà di conciliazione tra tempi di vita e di lavoro.
La Classe di età 60-79 è definita di supporto e assistenza, vi rientrano persone, per lo più fuoriuscite dal
lavoro, ancora in grado di supportare il lavoro di cura di prima responsabilità dei figli.
La Classe di età 80 e oltre è caratterizzata da un ritorno alle necessità di cura e di assistenza.
CLASSI DI ETA’
VALORI ASSOLUTI
AL 31/12/2009
M
F
Tot
0-19
Area di cura
26.527
24.746
51.273
20-59
Area di Conciliazione
95.107
95.751
190.858
60-79
Area di Supporto
40.897
48.725
89.622
80 e oltre
Area di cura agli anziani
Totale complessivo
9.171
18.042
27.213
171.702
187.264
358.966
Popolazione per aree demografiche di genere
Area di cura
Area di
Conciliazione
M
F
Area di Supporto
Area di cura agli
anziani
-
20.000
40.000
60.000
80.000
100.000
120.000
Da questa ripartizione per aree anagrafiche il dato da rilevare è la maggioranza evidente di donne che
caratterizza l'area anagrafica di supporto, ancora più evidente per la successiva area di cura agli anziani.
Queste evidenze sono costanti negli anni presi in considerazione dai Bilanci di Genere (dal 2005).
9
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
Distribuzione % delle aree anagrafiche di genere
Area di cura
8%
14%
25%
Area di
conciliazione
Area di s upporto
53%
Area di cura agli
anziani
La Tabella sottostante riporta una selezione di indicatori demografici1 che si ritengono particolarmente
significativi in ottica di genere. Sono stati raffrontati i dati ferraresi con quelli relativi alla Regione EmiliaRomagna.
INDICATORI DI STATO al 31/12/2009
PROVINCIA DI
FERRARA
REGIONE ER
DIFFERENZIALI
Percentuale Popolazione residente con meno
di 5 anni
3,83
4.70
- 0,87
Percentuale Popolazione residente di 80 anni
e oltre
7,47
6,96
+ 0,51
236,31
170,16
+ 66,15
56,97
55,29
+ 1,68
91,69
94,53
- 2,84
18,23
21,11
- 2.88
201,79
154,06
+ 47,73
Indice di vecchiaia
Indice di dipendenza totale
Rapporto di mascolinità
Indice del carico di figli per donna
Indice di ricambio della popolazione attiva
Anche da un primo confronto tra gli indici di stato ferraresi e gli indici regionali, è possibile verificare molto
frequentemente che i primi dimostrano un valore limite, in negativo o in positivo.
A livello regionale la distribuzione della popolazione per classi di età fa emergere quanto segue:
o la città più giovane della Regione è Reggio Emilia, con il 15,1% della popolazione sotto i 15 anni e
poco meno del 20% anziana, il suo indice di vecchiaia è pari a 130,8 (1,3 anziani per ogni giovane),
o Ferrara risulta la provincia più invecchiata dove solo il 10,8% della popolazione ha un’età
inferiore a 15 anni, mentre ben il 25,5% è anziana, raggiungendo un indice di vecchiaia di 236%
(2,4 anziani per giovane),
o Solo Reggio Emilia registra un aumento nella fascia di età 15-39 anni (+3%), mentre tra tutte le
altre province con dato negativo, Ferrara, col 10,5% in meno tra i 15-39-enni, è quella col calo
maggiore in questa classe di età.
L’indice di vecchiaia ferrarese, dato dal rapporto tra la popolazione di 65 anni e più e quella tra 0 e 14 anni è
dunque il più alto a livello regionale, lo stesso vale per l'indice di dipendenza, l'indice di carico dei figli per
donna e l'indice di ricambio della popolazione attiva.
1
Il valore degli indicatori è stato calcolato attraverso l’utilizzo del servizio “Statistica Self Service” fruibile dal sito www.regione.emiliaromagna.it
10
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
Tuttavia, come dimostra il grafico sottostante l’indice di vecchiaia, per genere, ha avuto un trend storico in
leggera ma costante diminuzione. L’indice di vecchiaia femminile è sensibilmente più alto di quello maschile.
Nel 2009 l’indice di vecchiaia femminile a Ferrara è pari a 285,9 mentre quello maschile è 189,8.
L’indice di dipendenza viene considerato un indicatore di rilevanza economica e sociale. Il numeratore è
composto dalla popolazione che, a causa dell’età, si ritiene essere non autonoma - cioè dipendente - e il
denominatore dalla fascia di popolazione che, essendo in attività, dovrebbe provvedere al suo
sostentamento. A Ferrara il valore di questo indicatore è lievemente maggiore dal dato medio regionale. Il
rapporto di mascolinità indica il rapporto tra maschi e femmine moltiplicato per cento. Il valore per Ferrara
(inferiore a 100) indica la prevalenza demografica femminile. La percentuale di popolazione residente di 80
anni e oltre mantiene valori percentuali piuttosto alti rispetto alla media regionale.
Nella annuale analisi delle tendenze demografiche delle province emiliano-romagnole, la Regione registra per
tutte un segno positivo nella variazione di popolazione residente, tuttavia Ferrara rimane il fanalino di coda
con l'incremento più basso (0,66%).
Tab. Trend 1999-2009 Indici di Vecchiaia per genere in Provincia di Ferrara
Indice maschile di
vecchiaia
201,6
205,5
205,3
205,3
204
202,6
201,9
198,8
196,1
192
189,8
Anno
1999
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
Indice femminile di
vecchiaia
324,4
325,7
323,7
322
320,8
317,1
312,5
308,8
301,2
293
285,9
Totale
260,6
263,5
262,5
261,7
260,3
257,8
255,3
251,7
246,8
240,7
236,3
Provincia di Ferrara
Indici di vecchiaia (anni 1999 - 2009)
350
300
250
M
F
T
200
150
100
50
0
1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009
11
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
Natalita’
Il tasso di natalità è il rapporto tra il numero delle nascite e la media della popolazione nello stesso
periodo. Dal 1999 al 2008 questo valore, come evidenziato dal grafico sottostante, è stato un lenta e
graduale ripresa, passando dal 5,9 a 7,9. La crescita dell’indicatore è stata evidente tra il 2003 e il 2004.
L’anno 2009 segna un anno di stallo: il tasso di natalità si è fermato al 7,8, in leggerissimo calo rispetto al
8,00 dell’anno 2008, è il più basso a livello regionale.
Si riportano a seguito alcuni dati relativi al distretto sanitario ferrarese, estrapolati dal 7° Rapporto sui dati di
Certificato di Assistenza al Parto- Anno 2009_
-
nel 2009 in particolare è il tasso di natalità riferito al Distretto Sud/est a presentare il valore inferiore
(7,3%), mentre quello Ovest la frequenza più elevata (9,8%),
tra le madri residenti nell’Ausl si registra la maggior frequenza di madri non coniugate (39%)
rispetto ad un dato medio regionale del 30%
la frequenza di madri con scolarità medio-bassa non si disposta dal dato regionale ma si registra una
notevole variabilità tra i distretti (Centro Nord 22%, Ovest 31,3%, Sud Est 42%),
la frequenza delle madri occupate è simile a quella regionale (70,6%), ma la frequenza di madri
disoccupate è la più alta a livello regionale (7,7% versus 3,8%),
nell’Ausl di Ferrara si registrano i dati minimi di frequenza di madri con cittadinanza straniera e di
madri nate all’estero
bassa rispetto alla media regionale la frequenza di donne che hanno effettuato tardivamente il primo
controllo in gravidanza,
tra le residenti nell’Ausl di Ferrara è particolarmente alta. Più che in tutte le altre aziende, la
frequenza di donne che hanno utilizzato prevalentemente un servizio pubblico, per i controlli in
gravidanza.
Provincia di Ferrara
Tasso di Natalità (anni 1999 -2009)
Fonte Istat
8,1
7,6
7,1
6,6
6,1
5,6
1999
2001
2003
2005
2007
2009
Il TFT (tasso di fecondità totale) corrisponde al numero medio di figli per donna ed è un indicatore che
permette confronti tra diversi territori. Il TFT è la somma dei tassi specifici di fecondità.
La provincia di Ferrara rimane stabilmente il territorio che registra il TFT più basso a livello regionale con 1,3
figli per donna, a fronte di un TFT regionale di 1,48.
Il TFT dell’Emilia Romagna risulta negli ultimi anni in continua crescita, come anche i tassi specifici di
fecondità per età in Emilia Romagna risultano in crescita in tutte le fasce di età. Il tasso più elevato è quello
relativo alla fascia d’età compresa fra i 30 e i 34 anni e ciò si verifica a partire dalla metà degli anni novanta.
Dal 1980 l’andamento del tasso specifico di fecondità, sia in questa classe sia nelle altre superiori ai 35 anni,
è costantemente in crescita (è quasi raddoppiato), evidenziando la tendenza delle donne a partorire in età
12
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
sempre più “avanzata”. Dall’analisi di lungo periodo emerge il cambiamento radicale dei comportamenti
riproduttivi: nel 1980 il tasso della classe compresa fra 15-19 anni era 19,4 contro 3,2 della classe 40-44
anni, nel 2003 le donne tra i 40 e i 44 anni hanno un tasso di fecondità superiore a quello delle donne con
meno di 20 anni (rispettivamente 9 e 6).
Dagli andamenti degli ultimi anni appare evidente l’esistenza di una relazione positiva tra il livello del TFT
delle province e la rispettiva quota di stranieri, che rappresenta quindi un fattore determinante dei futuri
scenari provinciali. La provincia di Ferrara copre il 97° posto (su 107) nella classifica delle province italiane in
base al tasso di fecondità (elaborazione ISMU su dati ISTAT).
Provincia di Ferrara
Tasso di Fecondità Totale (anni 1999 -2008)
Fonte Istat
1,4
1,3
1,2
1,1
1
0,9
0,8
0,7
0,6
1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008
Tasso di Fecondità Totale in Emilia Romagna,
anno 2008
Fonte Istat
1,80
1,60
1,66
1,42
1,43
Piacenza
Parma
1,59
1,38
1,40
1,51
1,3
1,43
1,51
1,48
Rimini
Emilia
Romagna
1,20
1,00
0,80
0,60
0,40
0,20
0,00
Reggio
Emilia
Modena
Bologna
FERRARA
Ravenna
Forlì
Cesena
13
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
L’età media al primo parto, in provincia di Ferrara, è pari a 31 anni (ultimo dato disponibile al
31/12/2008). Particolarmente significativo il balzo in avanti dell’età tra il 2002 e il 2003. Dal 2005 questo
valore è in calo ma questa tendenza sembra subire un rallentamento proprio in considerazione del valore
2008, che rimane identico rispetto al 2007.
Provincia di Ferrara
Età media al parto (anni 1999 -2008)
Fonte Ist at
32
31,8
31,6
31,4
31,2
31
30,8
30,6
30,4
30,2
30
1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008
Attualmente, sia per la provincia che per il comune di Ferrara, delle donne in età feconda fanno parte i
contingenti particolarmente consistenti delle donne nate negli anni del baby boom, che attualmente hanno
fra 35 e 45 anni. Per contro, le classi più giovani sono assai meno consistenti, derivando già dai nati dei
periodi con la natalità più bassa.
Fra 10 anni, e a maggior ragione fra 20 anni, i contingenti più numerosi usciranno dalla fascia feconda, che
invece vedrà l’ingresso di contingenti giovani sempre meno numerosi; quindi le donne in età feconda sono
destinate inevitabilmente a diminuire in misura consistente.
Per contro, aumenteranno gli anziani, soprattutto gli ultra ottantenni; perciò le famiglie ferraresi, oltre ad
allevare i propri figli, dovranno occuparsi dei genitori anziani, spesso in maniera esclusiva in quanto in molti
casi si tratta di figli unici.
1.2. Le pari opportunità nelle istituzioni e nella società civile
 La rappresentanza politica in un’ottica di genere nel territorio:
Distribuzione per genere delle cariche politiche negli organi istituzionali comunali
Presenza femminile nei ruoli istituzionali della Provincia di Ferrara
 La presenza degli organismi istituzionali di parità e delle associazioni:
•
Gli organismi istituzionali per la promozione delle pari opportunità
•
Le associazioni femminili in provincia di Ferrara
•
•


La presenza femminile nei CDA delle società partecipate
La presenza femminile nei media ferraresi
14
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
1.2.1. La rappresentanza politica in un’ottica di genere
La rappresentanza politica dei generi nel nostro territorio è stata rilevata come un importante dato di
contesto per misurare la realizzazione del principio di pari opportunità tra uomini e donne nella
partecipazione alle decisioni della politica pubblica locale.
Un primo focus viene effettuato sulla distribuzione tra uomini e donne delle cariche politiche complessive
attribuite in ambito comunale.
Sono state prese in considerazione le cariche di sindaco, assessore comunale e consigliere comunale.
Tab. Distribuzione per sesso delle Cariche Complessive nei Comuni della provincia di Ferrara.
Distribuzione per sesso delle Cariche
Maschi
Femmine
Maschi
Complessive nei Comuni della provincia di
(V.a.)
(v.a.)
(%)
Ferrara al 31/07/2010
Femmine
(%)
Sindaci
19
7
74%
26%
Assessori
96
43
69%
31%
Consiglieri
323
139
70%
30%
Media percentuale della distribuzione per
sesso delle Cariche politiche complessive
438
189
70%
30%
Presso le amministrazioni comunali del territorio ferrarese si contano 7 sindaci donna su un totale di 26
sindaci (il 26%). I comuni retti da una amministratrice sono Codigoro, Formignana, Jolanda di Savoia,
Lagosanto, Masitorello, Migliarino e Mirabello.
Su un totale di 139 assessori, 43 sono donne (il 31%): questa percentuale è in tendenziale aumento, idem
per le elette nei consigli (139 su 462). La media percentuale della distribuzione per genere delle cariche
complessive si attesta sul 70% per gli uomini e sul 30% per le donne.
Monitoraggio sull’assegnazione delle deleghe politiche alle pari opportunità
Comune
Argenta
Berra
Bondeno
Cento
Codigoro
Copparo
Ferrara
Formignana
Goro
Jolanda di Savoia
Lagosanto
Masi Torello
Massafiscaglia
Mesola
Migliarino
Migliaro
Ostellato
Poggiorenatico
Portomaggiore
Ro Ferrarese
Sant’Agostino
Tresigallo
Vigarano
Voghiera
Attribuzione della
delega PO
si
si
si
si
si
si
si
no
si
si
si
no
si
si
si
no
no
si
si
si
si
si
si
no
Nominativo Assessore/a
Isabetta Gomedi
Giuseppina Favaron
Francesca Poltronieri
Maria Rosa Grazzi
Mirella Brancaleoni
Martina Berneschi
Deanna Marescotti
Laura Biolcati
Caterina Palmonari
Marika Menegatti
Monia Roma
Chiara Schincaglia
Elettra Garuti
Patrizia Pichierri
Silvia Brandalesi
Olga Scimitarra
Rita Ruffoni
Giulia Massari
-
15
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
Nell’ambito delle Giunte dei 26 Comuni della Provincia di Ferrara, sono state attribuite 21 deleghe espresse
alle pari opportunità ad altrettante assessore (tutte componenti donna).
Tab. Composizione per genere delle Giunte e dei Consigli Comunali in provincia di Ferrara al 30/07/2010.
Comuni della
provincia di
Ferrara
Composizione per genere delle Giunte e dei Consigli Comunali Distribuzione delle
cariche complessive
Sindaco/a
Assessori/e
Consiglieri/e
Totale
Donne Uomini Donne Uomini Donne Uomini
Donne
Uomini
< 15.000 abitanti V.A.
V.A.
V.A.
V.A.
V.A.
V.A.
V.A
%
%
BERRA
0
1
2
2
4
12
21
28
72
CODIGORO
1
0
4
3
7
13
28
43
57
FORMIGNANA
1
0
1
3
5
12
22
27
73
GORO
0
1
2
4
6
10
23
35
65
JOLANDA DI SAVOIA
1
0
1
4
9
7
22
50
50
LAGOSANTO
1
0
2
3
6
10
22
41
59
MASI TORELLO
1
0
0
3
5
7
16
37
63
MASSA FISCAGLIA
0
1
1
5
4
12
23
22
78
MESOLA
0
1
1
5
6
10
23
30
70
MIGLIARINO
1
0
3
3
5
11
23
39
61
MIGLIARO
0
1
0
4
2
10
17
11
89
MIRABELLO
1
0
1
3
4
12
21
28
72
OSTELLATO
0
1
2
2
10
6
21
57
43
POGGIO RENATICO
0
1
2
4
4
12
23
26
74
PORTOMAGGIORE
0
1
1
6
3
17
28
14
86
RO
0
1
1
5
5
10
22
27
73
SANT'AGOSTINO
0
1
1
4
5
10
22
27
73
TRESIGALLO
0
1
1
3
4
11
20
25
75
VIGARANO
MAINARDA
0
1
2
2
5
11
21
33
67
VOGHIERA
> 15.000 abitanti
0
1
1
3
4
12
21
23
77
ARGENTA
0
1
3
4
8
12
28
39
61
BONDENO
0
1
1
4
9
11
26
38
62
CENTO
0
1
3
4
2
18
28
18
82
COMACCHIO
0
1
1
5
4
16
27
18
82
COPPARO
0
1
2
4
5
15
27
26
74
FERRARA
0
1
4
4
8
32
47
25
75
Ad oggetto di un ulteriore approfondimento è la ripartizione delle cariche politiche all’interno
dell’amministrazione provinciale. Si sono volute sottolineare anche le nomine del Presidente del Consiglio
Provinciale, dei Capigruppo e dei Presidenti delle Commissioni Consigliari.
A seguito delle elezioni amministrative del giugno 2009 in consiglio provinciale sono elette n. 6 donne sul
totale di 30 consiglieri (pari al 20% degli eletti).
Attualmente la giunta provinciale è composta da 3 donne e 5 uomini. La delega alle pari opportunità è
detenuta dall'assessore Caterina Ferri, unitamente alla delega alle politiche del lavoro e formazione
professionale.
16
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
Tab. Ruoli istituzionali per genere della Provincia di Ferrara.
Presenza femminile nei ruoli istituzionali della Provincia di Ferrara al luglio
2010
Totale
Di cui Donne
Presidente
1
1
Assessore/i
8
3
Presidente del Consiglio Provinciale
1
0
VicePresidente Consiglio Provinciale
1
0
Presidenti Commissioni Consigliari
3
1
Consiglieri/e
30
6
Capigruppo
6
0
Tab. Distribuzione per genere delle cariche politiche presso le Amministrazioni Provinciali in Emilia Romagna. Anno 2010.
La composizione per genere dei Consigli Provinciali in Emilia
Ente
numero componenti maschi
Bologna
25
Ferrara
24
Forli-Cesena
22
Modena
21
Piacenza
23
Reggio Emilia
23
Rimini
15
Ravenna
18
MEDIA
171
Romagna
numero componenti femmine
11
6
8
9
1
7
9
12
63
La composizione per genere delle Giunte Provinciali2 in Emilia Romagna
% di presenza femminile
30
20
26
30
4
23
37
40
26.9%
Ente
numero componenti
maschi
numero componenti
femmine
% di presenza
femminile
Bologna
Ferrara
Forli-Cesena
Modena
Piacenza
Reggio Emilia
Rimini
Ravenna
MEDIA
6
5
9
6
8
4
6
8
52
3
4
2
3
1
3
2
3
21
33
44
18
33
11
42
25
27
28,7%
Quanto alla composizione per genere delle giunte provinciali nella Regione Emilia Romagna, le donne sono presenti in
media al 28,7%. La giunta ferrarese, con il suo 44% di presenze femminili si colloca ben al di sopra della media
regionale. Le Presidenti di Provincia sono 3 (Ferrara, Bologna e ) sul totale delle 9 Province. Solo una provincia
(Ravenna) prevede una donna come Presidente del Consiglio Provinciale. I Consigli Provinciali sono composti da una
media di 26,9% donne, su questo fronte il consiglio ferrarese, con il suo 20%, risulta avere una componente
femminile numericamente poco rappresentata rispetto alla media.
2
Tra i componenti della Giunta è stato conteggiato anche il/la Presidente della Provincia di riferimento.
17
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
1.2.2. La presenza degli organismi istituzionali di parità e delle associazioni femminili
L’analisi si sposta ora alla rilevazione degli organismi istituzionali del territorio preposti alla promozione delle
pari opportunità il cui mandato si basa o su leggi nazionali oppure sugli ordinamenti statutari degli enti.
Si è ritenuto importante affiancare all’azione e agli obiettivi di questi organismi anche la mappatura della
presenza delle associazioni femminili nel territorio.
La presenza di questi organismi sul territorio rafforzano la governance nella elaborazione delle politiche di
genere locali. E' possibile affermare senza dubbio che “le politiche pubbliche di genere” trovano
legittimazione e sostegno dalla presenza sul territorio di organismi privati e pubblici che promuovo la cultura
della parità di genere offrendo alle amministrazioni locali dati ed esperienze sulle quali fondare le proprie
azioni positive.
Rilevare la presenza e le attività di questi organismi significa valutare l'estensione con cui la prospettiva di
genere è presente nel sistema della governance provinciale e misurare “la istituzionalizzazione del genere”.
L’Ufficio delle Consigliere di Parità
UFFICIO DELLE CONSIGLIERE PROVINCIALI DI PARITA' DI FERRARA:
Consigliera di Parità effettiva della Provincia di Ferrara: Avv. Rita Mazzanti
Consigliera di Parità supplente: Dott.ssa Maria Assunta Serenari
Nominate con decreto ministeriale D.M. 6/4/2001-D.M 20/07/05
c/o Servizi per l’Impiego
Via Cairoli, n. 30 Ferrara
Tel. 0532.299808 / 299854
Fax: 0532.299822
E-mail: [email protected], [email protected], [email protected]
Orario di ricevimento:
Lunedì mattina ore 9,00-13,00
Martedì mattina ore 9.30-13.00, pomeriggio ore 14,30-16,30 previo appuntamento.
La/il Consigliera/e di parità è una figura istituzionale di nomina ministeriale con funzione di promozione e di
controllo dell'attuazione dei principi di uguaglianza di opportunità e non discriminazione tra uomini e donne
nel lavoro (art.1, comma 2, D.lvo 196/2000 – vedi ora art. 13 D.lvo 198/2006 “Codice di Pari Opportunità tra
uomo e donna”).
A livello nazionale, regionale e provinciale sono nominate/i una/un Consigliera/e di Parità effettiva/o e
una/un supplente. Per il territorio provinciale di Ferrara sono in carica: la Consigliera Effettiva –Avv. Rita
Mazzanti e la Consigliera Supplente- Dott.ssa Maria Assunta Serenari.
Tra i compiti che la legge assegna alle/ai Consigliere/i di parità, (art.15, comma 1, D.lvo 198/2006), rientra
quello di rilevazione delle situazioni di squilibrio di genere, al fine di svolgere le funzioni promozionali e di
garanzia contro le discriminazioni nel lavoro previste dal libro III, titolo I “Le pari opportunità nel lavoro”
D.lvo 198/2006), rafforzandone il ruolo nel rispetto delle norme antidiscriminatorie nei luoghi di lavoro.
In particolare si configura come discriminazione diretta qualsiasi atto, patto o comportamento che produca
un effetto pregiudizievole discriminando le lavoratrici o i lavoratori in ragione del loro sesso e comunque il
trattamento meno favorevole rispetto a quello di un’altra lavoratrice o di un altro lavoratore in situazione
analoga.
Costituisce discriminazione, ai sensi dell’art. 25, comma 2 bis del Dlgs 198/06 art. 25, anche ogni
trattamento meno favorevole in ragione dello stato di gravidanza, nonche’ di maternita’ o paternita’,
anche adottive, ovvero in ragione della titolarita’ e dell’esercizio dei relativi diritti.
Si ha discriminazione indiretta, invece, nell’ipotesi in cui una disposizione, un criterio, una prassi, un atto, un
patto o un comportamento apparentemente neutri mettono e possono mettere i lavoratori di un determinato
sesso in una posizione di particolare svantaggio rispetto ai lavoratori dell’altro sesso, salvo che riguardino
requisiti essenziali allo svolgimento dell’attività lavorativa, purché l’obiettivo sia legittimo e i mezzi impiegati
per il suo conseguimento siano appropriati e necessari. Sono considerate come discriminazioni anche le
molestie, ovvero quei comportamenti indesiderati, posti in essere per ragioni connesse al sesso, aventi lo
scopo o l’effetto di violare la dignità di una/un lavoratrice/tore e di creare un clima intimidatorio, ostile
degradante, umiliante ed offensivo e le molestie sessuali, ovvero quei comportamenti indesiderati a
connotazione sessuale, espressi in forma fisica, verbale o non verbale, aventi lo scopo o l’effetto di violare la
18
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
dignità di una/un lavoratrice/tore e di creare un clima intimidatorio, ostile degradante, umiliante ed
offensivo.
A fronte di atti, patti, atteggiamenti o comportamenti discriminatori le Consigliere di Parità possono
intervenire, nell’ambito territoriale di competenza, su segnalazione e delega della lavoratrice e/o del
lavoratore, sia in fase stragiudiziale allo scopo di rimuovere atti e/o comportamenti discriminatori in
violazione delle norme a tutela delle/dei lavoratrici/ori favorendo la conciliazione delle controver-sie, sia
promuovendo il tentativo obbligatorio di conciliazione ai sensi dell’art. 410 del codice di procedure civile, sia
in giudizio, avanti il Giudice del Lavoro o avanti il Tribunale Amministrativo Regionale o intervenendo nei
giudizi promossi dalla lavoratrice. Nell’ipotesi di discriminazione collettiva la possibilità di intervento
stragiudiziale o giudiziale spetta alla/al Consigliera/e regionale o nazionale.
A titolo esemplificativo e non esaustivo, si possono contattare le Consigliere di parità allo scopo di richiedere
un loro intervento o una consulenza, qualora:
si ritiene di avere subito una discriminazione nell’accesso al lavoro, nella formazione professionale, nella
progressione di carriera, nel trattamento economico o nel trattamento contrattuale;
se è stato intimato un licenziamento in ragione del sesso in particolare a causa della gravidanza e/o
maternità/paternità –o, per le medesime ragioni, è stato irrogato un provvedimento disciplinare.
una/un imprenditrice/imprenditore è intenzionata/o a migliorare l’equilibrio tra i generi accedendo ai
finanziamenti del D.lvo 198/2006 artt. 45-46-48 o vuole presentare progetti sulla flessibilità per una migliore
conciliazione di vita lavorativa e vita famigliare (vedi Legge n. 53/2000 art. 9);
si presentano esigenze di conciliazione tra vita lavorativa e vita privata.
Nel corso dell’anno 2009, così come negli anni precedenti, molte lavoratrici si sono rivolte direttamente
all’Ufficio della Consigliera segnalando problematiche attinenti lo svolgimento dell’attività lavorativa;
parimenti all’Ufficio sono giunte segnalazioni tramite le organizzazioni sindacali e la Direzione Provinciale del
Lavoro.
Le richieste dirette e/o le segnalazioni pervenute hanno riguardato prevalentemente problematiche
riguardanti il licenziamento in gravidanza o in maternità e casi di convalida dimissioni delle
rassegnate nel primo anno di vita del figlio/a di convalida delle dimissioni con particolare
riguardo alla volontarietà o meno delle medesime ed alle eventuali discriminazioni di genere al
rientro dalla maternità.
Anche nel 2009 si sono rivolte all’Ufficio della Consigliera lavoratrici portatrici di difficoltà di conciliazione tra
tempi di vita e di lavoro, discriminazioni di genere sul lavoro, con aumento di donne straniere, di origine
extracomunitaria.
All’ufficio delle Consigliere di Parità sono giunte anche segnalazioni e/o richieste di informazioni attinenti a
casi estranei al loro campo di intervento poiché coinvolgenti problematiche soprattutto di presunto mobbing
non fondato sul sesso; in tali casi la Consigliera di Parità pur non potendo attivarsi direttamente per
mancanza di legittimazione hanno fornito le informazioni necessarie per consentire alle lavoratrici di attivarsi
a tutela dei propri diritti tramite altri percorsi.
Nel corso del 2009 non sono state sostenute azioni giudizio in quanto i casi pervenuti hanno trovato spazio
di conciliazione stragiudiziale.
Varie sono state le richieste di consulenze anche legate alle difficoltà, da parte delle lavoratrici/dei lavoratori,
di reperire informazioni sui diritti del lavoro e o inerenti diritti alla maternità e alla parità salariale.
Il programma di attività 2009 ha previsto, come già negli anni precedenti, la realizzazione di progetti di
priorità organizzati direttamente dall’Ufficio delle Consigliere oltre che di progetti di sostegno ad attività
organizzate da altri Organismi di parità, Associazioni Datoriali e Femminili e Organizzazioni Sindacali
In particolare, con riferimento al tema della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, in collaborazione con
l’Assessore alle Politiche e servizi per il lavoro - formazione professionale, nell’ambito del Gruppo di Lavoro
avviato con il Protocollo d’ Intesa “Conciliazione Vita e Lavoro” sottoscritto nel 2008, si è concluso il primo
percorso formativo.
Le Consigliere di parità sono state altresì nuovamente coinvolte dall’Università degli studi di Ferrara, Facoltà
di Giurisprudenza, nell’iniziativa del Ministero Pari Opportunità e dell’Ateneo rivolta alle donne con l’obiettivo
di accrescere la presenza femminile nelle Istituzioni nazionali e locali, che ha visto la programmazione del
Corso di formazione “Donne, politiche, istituzioni. Percorsi formativi per la promozione della cultura di genere
e delle pari opportunità” II Edizione 2009 per l’A.A. 2008/2009” realizzato in streaming con l’Università degli
studi di Rovigo.
Inoltre la Consigliera di Parità effettiva ha collaborato con l’Università degli Studi di Ferrara, la Consigliera di
parità effettiva Regionale e con la Fondazione Forense Ferrarese per la realizzazione di un corso di Diritto del
Lavoro e Diritto antidiscriminatorio, da realizzare nei primi mesi del 2010 in 8 incontri.
19
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
Varie sono state le iniziative, organizzate da Associazioni Femminili, Provincia di Ferrara, Comune di Ferrara,
Regione Emilia Romagna, altre Province o Istituzioni a cui sono state invitate le Consigliere e hanno
partecipato in rappresentanza dell’Ufficio nel corso del 2009.
L’Ufficio delle consigliere di Parità ha collaborato con i Comitati Pari Opportunità del Territorio.
Anche nel corso dell’anno 2009 l’Ufficio ha continuato la collaborazione con la Direzione provinciale del
Lavoro di Ferrara -Servizi Ispettivi e con il Funzionario responsabile della vigilanza sulle Pari Opportunità. e
con la Direzione Provinciale del Lavoro di Ferrara – Servizio Politiche attive del Lavoro, collaborazione iniziata
fin dalla prima nomina delle Consigliere e sancita formalmente dal Protocollo di Intesa sottoscritto il
19/03/2009.
Comitati paritetici per le pari opportunità.
I Comitati paritetici aziendali per le pari opportunità sono stati istituiti dalla legge 125/91 denominata “Azioni
positive per la realizzazione della parità uomo-donna nel lavoro”, ora abrogata dal D.lgs n. 198/2006 di
riordino delle disposizioni in materia di pari opportunità.
Si tratta di Comitati a composizione paritetica (con componenti di nomina sindacale e componenti di nomina
aziendale) il cui mandato principale è quello dell’assicurare l’applicazione dei principi di pari opportunità e di
non discriminazione all’interno dell’azienda di riferimento.
Sono stati monitorati solamente i Comitati che hanno una sede e un nucleo organizzativo nel territorio
provinciale.
Comitati Aziendali Pari
Opportunità
Sede
Azienda Ospedaliera-FE
1. CPO Comparto
2. CPO Dirigenza
Corso Giovecca, 203
Ferrara
Tel. O532.236570
Università di Ferrara
Via Savonarola, 9 Ferrara
Tel. 0532. 291744
[email protected]
Azienda USL
1. CPO Dirigenza
2. CPO Comparto
Via Fausto Beretta,7
Ferrara
[email protected]
Obiettivi
Redigere il bilancio di genere3 (raccolta e analisi dei dati relativi
alla popolazione dei dipendenti declinati per genere, in merito
alla organizzazione del lavoro, ai percorsi di carriera, alla
formazione professionale, alla conciliazione famiglia-lavoro, ai
riconoscimenti economici e all'utenza, in merito alle diagnosi di
accesso, agli esiti declinati per genere), prevenire e intervenire
sulle discriminazioni di genere, promuovere azioni positive
nell’organizzazione del lavoro e nei percorsi di carriera, adottare
strumenti di conciliazione, adottare ottica di genere nei rapporti
con i/le pazienti, costituire rete con altri organismi di parità
(istituzionali e non) presenti sul territorio, regionali, nazionali e
internazionali.
Promuovere
la realizzazione di "azioni positive" da parte
dell'ateneo per garantire le pari opportunità nel lavoro e nello
studio, in sintonia con le politiche europee in materia, con la
direttiva del Consiglio dei Ministri del 7 marzo 1997 e con la
legge 10 aprile 1991 n.125;
Il Comitato individua le forme di discriminazione, dirette o
indirette, che ostacolano la piena realizzazione delle pari
opportunità nell'ambito dell'attività di lavoro e di studio delle tre
componenti universitarie (personale tecnico amministrativo,
personale docente e studenti). Il Comitato si fa altresì promotore
delle iniziative necessarie per la loro rimozione.
raccogliere dati attraverso indagini conoscitive, ricerche e
analisi relative alle materie di propria competenza.
promuovere iniziative volte a dare attuazione a risoluzione
e direttive dell’UE per l’affermazione sul lavoro delle libertà
personali ivi comprese quelle relative alle molestie sessuali.
migliorare la qualità del lavoro delle donne proponendo
strumenti
ridurre eventuali ostacoli allo sviluppo professionale e alla
progressione di carriere,
favorire l’effettiva parità nelle condizioni di lavoro e
sviluppo professionale che tengano conto anche della
posizione delle lavoratrici in seno alla famiglia.
Commissione speciale delle elette (Comune di Ferrara)
La Commissione Speciale delle Elette è composta dalle donne elette in Consiglio Comunale.
3
Il bilancio di missione dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara Sant’Anna contiene un capitolo appositamente
dedicato al bilancio di genere (www.ospfe.it bilancio di missione 2009 pag. 191- 203)
20
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
Nella modifica dello Statuto Comunale del 2004 è stato ripuntualizzato il ruolo della Commissione speciale
delle elette, tuttavia un Coordinamento delle donne elette esiste fin da prima del 1999.
Si tratta di una Commissione Speciale in quanto le componenti non hanno il peso rappresentativo degli altri
consiglieri delle altre commissioni ordinarie. E’ previsto il coinvolgimento della Commissione nella discussione
delle delibere che hanno attinenza con le pari opportunità. L’obiettivo principale è quello di fare in modo che
tutta l’azione amministrativa comunale sia improntata al principio di pari opportunità.
Nello statuto comunale è prevista la rendicontazione dell’attività amministrativa comunale in un’ottica di
genere. Quindi ogni anno in fase di consuntivo la giunta deve relazionare al consiglio sul raggiungimento
degli obiettivi che si sono posti in sede di previsione.
La Commissione funge, in questo caso, anche da strumento di controllo e garanzia dell’attuazione di questo
principio statutario.
Attuale Presidente della Commissione delle elette del Comune è la consigliera Irene Bregola.
Forum provinciale per le pari opportunita’
Organismo Consultivo a composizione allargata istituito dalla Provincia di Ferrara nel 2001 e rinnovato dal
Consiglio Provinciale su proposta dell’Assessorato Pari Opportunità nel 2005.
Viene di regola convocato 3 volte l’anno su diversi temi rilevanti per la promozione della cultura di genere e
delle pari opportunità nelle istituzioni e nella società civile.
Commissione consigliare provinciale per le pari opportunita’
Con delibera n. 43/32482 del 18/4/2007 il consiglio provinciale ha approvato all’unanimità la istituzione di
una Commissione Consigliare per le Pari Opportunità.
A monte della istituzione sta l’approvazione di un precedente ordine del giorno nel quale si è sollecitata
l’istituzione di una commissione “che si occupi di seguire le questioni relative all’impatto di genere di ogni
provvedimento e di promuovere iniziative programmatiche relative ai diritti delle donne e di promozione delle
politiche di pari opportunità, in relazione e di concerto con il presidente, la giunta e l’intero consiglio”.
I componenti della nuova Commissione Provinciale per le Pari Opportunità sono 18, individuati
proporzionalmente alla consistenza numerica dei gruppi consiliari.
Ne fanno comunque parte tutte e 6 le consigliere donne presenti in Consiglio.
E’ stata nominata Presidente della Commissione la consigliera Stefania Milani.
Coordinamenti femminili nelle organizzazioni sindacali
All’interno dei Sindacati territoriali maggiormente rappresentativi sono attivi dei Coordinamenti femminili per
il confronto con le Istituzioni in particolar modo in materia di discriminazioni di genere in ambito lavorativo.
Di seguito sono indicati i riferimenti per contattare i coordinamenti.
Coordinamento femminile CGIL: Manuela Fantoni, delegata alle politiche di genere
[email protected], tel. 0532.783243 - Piazzetta Verdi, 44100 Ferrara.
Coordinamento femminile SPI – CGIL: Maria Rosa Parenti, [email protected], tel.
0532.783224.
Coordinamento Femminile CISL: Il Coordinamento femminile CISL ‘ è organizzato su base regionale
con referenti provinciali. La referente provinciale per il territorio ferrarese è Giovanna Camisani, tel.
347/6458933, [email protected], P.tta Toti, 5 – 44100 Ferrara
Coordinamento Femminile UIL: Lumturi Kalaya, delegata alle politiche di genere, tel. 0532/764400, cell.
393/9873466 - Via Mulinetto, 63 – 44100 Ferrara.
Comitato per l’imprenditoria femminile
21
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
La costituzione dei Comitati per la promozione dell'imprenditorialità femminile presso le Camere di
Commercio è prevista dal protocollo d'intesa sottoscritto il 20 maggio 1999, e successivamente rinnovato nel
2003, tra il Ministero delle Attività produttive e l'Unione Nazionale delle Camere di Commercio.
I comitati sono composti da rappresentanti del Consiglio camerale, delle Associazioni di categoria, delle
organizzazioni sindacali presenti sul territorio di ciascuna provincia e sono chiamati a svolgere funzioni
propositive nell'ambito della programmazione delle attività camerali, per promuovere e favorire lo sviluppo
dell'imprenditorialità femminile, personalizzando gli interventi sulla base delle esigenze e delle peculiarità
dell'economia provinciale.
Il Comitato di Ferrara ha rinnovato la propria composizione dal mese di novembre 2006.
Comitato Imprenditoria Femminile c/o la Camera di Commercio di Ferrara
Presidente: Irene Sandri
Segretario: Vittorio Bovi
Sede: Via Borgo Leoni, 11_ Ferrara
Telefono: 0532.783821
Associazioni femminili nella provincia di Ferrara
Di seguito è riportato un elenco delle associazioni femminili che hanno sede e portano avanti la propria
attività in provincia di Ferrara. Ognuna si caratterizza per un proprio particolare ambito di competenza,
tuttavia hanno come obiettivo comune il perseguimento degli obiettivi di pari opportunità e di valorizzazione
delle differenze tra i generi.
Associazioni Femminili di
Ferrara
Referente
ANDE
(Ass. Nazionale Donne
Elettrici)
Presidente:
Renata Baraldi
Gagliani
CIF
(Centro Italiano Femminile)
Presidente
Provinciale: Maria
Pia Radice
Presidente
Comunale:
Maria Chiara
Annunziata
CENTRO
DOCUMENTAZIONE
DONNA
Presidente: Luciana
Tufani
CENTRO DONNA E
GIUSTIZIA
Presidente:
Paola Castagnotto
FIDAPA
Federazione Italiana Donne
Arti Professioni
Presidente:
Susanna Giuriatti
Sede/
Telefono/Mail
Via Ercole I D'Este, 14
[email protected]
Via Savonarola, 26
Ferrara
Tel. 0532-209238
[email protected]
Obiettivi
“Promuovere l’acquisizione di una maggior
coscienza politica in quanto consapevoli delle
responsabilità inerenti al diritto di voto e
all’influenza che attraverso di esso si può
esercitare per lo sviluppo della società.
L’Associazione si batte per assicurare il
progresso sociale nella libertà individuale e
crede in una Europa Unita e forte”
“Raggiungimento di una cultura e democrazia
paritaria.
Partecipazione delle donne alla vita delle
istituzioni
Superamento di ogni forma di discriminazione
Garanzia dei diritti di tutti i soggetti sociali
Attività in favore della famiglia e dei suoi
valori”
Via Terranuova,12/b
44121 Ferrara
Tel. 0532/205046/53186
[email protected]
“Diffondere la cultura delle donne”.Gestione
della Biblioteca e emeroteca
Via Terranova, 12/b
44121 Ferrara
Tel. 0532 247440
[email protected]
t
“Promuovere la cultura della differenza di
genere quale forma di prevenzione alla
violenza, nelle scuole e nelle diverse istituzioni
e quale forma di intervento sulle situazioni di
violenza vissute dalle donne del nostro
territorio”.
Via Vignatagliata, 30
44100 Ferrara,
cell 348/5606934
[email protected]
rlinnovazione.it
“Valorizzazione della presenza delle donne
nell’ambito delle arti, professioni e affari
nonché promozione delle iniziative che portino
ad una maggiore conoscenza delle
problematiche femminili”
22
Bilancio di genere 2009
SOROPTIMIST CLUB
FERRARA
Provincia di Ferrara
Presidente:
Gigliola Bonora
Via Saffi,33
44100 Ferrara
Tel. 0532.207913
[email protected]
UDI
(Unione Donne In Italia)
Presidente:
Liviana Zagagnoni
Via Terranova,
12/b_Ferrara
Tel. 0532.203266
[email protected]
Ass. MOGLI DEI MEDICI
ITALIANI (AMMI)
ASSOCIAZIONE
NAZIONALE DONNE
OPERATE AL SENO
(ANDOS)
Ass. DONNE E POESIA
Ass. Culturale Leggere
Donna
-
Avanzamento della condizione della donna
Principi di elevata moralità
Diritti umani per tutti
Uguaglianza, sviluppo e pace
“Sostenere nella politica, nella cultura, nella
società, nella famiglia e nel lavoro il diritto
all’eguaglianza tra donne e uomini. Costruire
insieme alle donne provenienti da altri paesi
percorsi di affermazione di diritti sociali, civili
e politici. Difendere la salute, l’integrità e
l’autodeterminazione delle donne”.
“Divulgare la conoscenza di tematiche
sanitarie
per
la
prevenzione
e
l’aggiornamento, favorendo la solidarietà nelle
famiglie dei sanitari. Unite per unire”
“Fornire alla collettività femminile, e in
particolare alle donne operate al seno, una
serie di servizi concreti e gratuiti quali attività
di prevenzione, sostegni psicologici, visite
oncologiche specialistiche, corsi di formazione
e incontri di gruppo”
Presidente:
Anna Maria
Poltronieri Grillo
c/o Ordine dei Medici,
Piazza Sacrati,11 Ferrara
Presidente:
Balducci Maria Luisa
Piazzetta San Nicolò, 1/B
Ferrara
Tel. 0532.764375
Ambulatorio: Via
Kennedy, 16 (FE) Tel.
0532.769334
Presidente:
Lidia Fiorentini
Via Armari, Ferrara
tel. 0532. 204033
“Promuovere la poesia al femminile,
valorizzando
le
emozioni,
pensieri
e
problematiche delle donne”
Via Ticchioni, 38/1
44122 Ferrara
[email protected]
www.tufani.net
“Diffondere la cultura delle donne attraverso
riviste e pubblicazioni. Organizzazione di
incontri e convegni”
Presidente:
Luciana Tufani
1.2.3. La presenza femminile nei CDA delle società partecipate
Di seguito si riporta una tabella che riporta la composizione per genere dei Consigli di Amministrazione delle
Società Partecipate e dei Consorzi dalla Provincia di Ferrara. I dati sono aggiornati al 30/07/2010.
SOCIETA'
N. Componenti
CDA
Maschi
Femmine
% di Partecipazione
Femminile
Delta 2000
8
8
0
0
S.I.PRO
5
4
1
20
A.T.C. SPA
5
5
0
0
Ferrara Arte
S.P.A.
1
1
0
0
F.E.R.
3
3
0
0
NUOVA QUASCO
1
1
0
0
Consorzio
Agroalimentare
Basso Ferrarese
3
3
0
0
Banca Popolare Etica
13
11
2
15
23
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
Centro Ricerche
Produzioni Vegetali
17
17
0
0
Parco Scientifico per
le tecnologie
industriali
3
3
0
0
Ferrara Fiera
Congressi
7
6
1
14
Lepida
3
3
0
0
CONSORZI
N. Componenti
CDA
Maschi
Femmine
% di Partecipazione
Femminile
CONSORZIO PARCO
REGIONALE DEL DELTA
DEL PO
7
6
1
14
AMI
8
8
0
0
Consorzio Ferrara
Ricerche
12
12
0
0
TOT
96
91
5
5,2%
Le donne presenti nei Consigli di Amministrazione delle Società e dei Consorzi partecipati dalla Provincia di
Ferrara sono, al 30/07/2010, il 5,2% del totale dei Consiglieri, per un totale di 5 consigliere su 96
componenti totali. Questa percentuale rimane praticamente invariata rispetto all’anno precedente (5,1%)
mentre ricordiamo che, rispetto all'anno 2007, si è verificato uno scarto in negativo sulla presenza
femminile di quasi tre punti (da 7,9 a 5,1).
1.3. Situazione occupazionale generale
1.3.1. Lo stato lavorativo generale della popolazione
Si riportano di seguito gli indicatori di contesto relativi allo stato lavorativo della provincia di Ferrara nell’anno
2009 raffrontati agli anni 2008 e 2007 e suddivisi per genere.
In sintesi gli indicatori utilizzati sono:
24
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
o Forze di lavoro (occupati e in cerca di occupazione)
o Non Forze di lavoro
o Tasso di attività
o Tasso di occupazione
o Tasso di disoccupazione.
I grafici sottostanti riportano inoltre il trend di valore del tasso di disoccupazione e di occupazione, maschile
e femminile, nel periodo 1996-2009.
Tab. Indicatori generali di contesto sullo stato lavorativo della popolazione
migliaia. Anni 2007/2009.
Stato lavorativo provinciale
Unità di
Valore 2007
misura
M
F
Forze di lavoro
Migliaia
93
73
di cui occupati/e
migliaia
91
70
di cui in cerca di occupazione
migliaia
2
3
Non forze di lavoro
migliaia
57
93
Di cui in età lavorativa (15-64 )
migliaia
24
41
Di cui non in età lavorativa
migliaia
33
52
Tasso di attività
%
61,7
43,9
(Forze di lavoro/Pop. 15 anni e oltre)
x 100
Regione ER
Italia
Tasso di occupazione
(Occupati/Pop. 15 anni e oltre) x 100
Regione ER
Italia
Tasso di disoccupazione
(persone in cerca di lavoro/forze di
lavoro) x 100
Regione ER
Italia
in provincia di Ferrara. Valori Istat espressi in
M
91
88
2
60
26
34
Valore 2008
F
77
71
6
89
37
52
M
93
87
5
58
24
34
Valore 2009
F
77
71
6
90
38
52
60,4
46,4
61,4
46,1
%
%
63,8
60,7
46,4
38,0
64,1
60,6
46,9
38,7
63
59,9
47,1
38,3
%
60,6
42,2
58,7
43
57,8
42,8
%
%
62,5
57,7
44,6
35,0
62,6
57,3
44,9
35,4
60.3
44,5
44,5
34,7
%
1,9
3,8
2,7
7,3
5,8
7,3
%
%
2,1
4,9
3,9
7,9
2,4
5,5
4,3
8,5
4,2
6,8
5,5
8,5
25
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
Graf. Trend Tasso di Disoccupazione maschile. Anni 1996-2009. Ferrara e Emilia-Romagna
Trend Tas s o di dis occupazione m as chile. Anni 1996/2009.
7,0
6,0
5,0
4,0
Ferrara
3,0
RER
2,0
1,0
0,0
1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009
Graf. Trend Tasso di Disoccupazione femminile. Anni 1996-2009. Ferrara e Emilia-Romagna
Trend Tas s o di dis occupazione fem m inile. Anni 1996/2009.
18,0
16,0
14,0
12,0
10,0
Ferrara
8,0
RER
6,0
4,0
2,0
0,0
1996
1998
2000
2002
2004
2006
2008
Graf. Trend Tasso di Occupazione maschile. Anni 1996-2009. Ferrara e Emilia-Romagna
Trend Tas s o di Occupazione m as chile. Anni 1996/2009.
64,0
63,0
62,0
61,0
60,0
59,0
58,0
57,0
56,0
55,0
54,0
53,0
ferrara
rer
1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009
26
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
Graf. Trend Tasso di Occupazione femminile. Anni 1996-2008. Ferrara e Emilia-Romagna
Trend Tas s o di occupazione fem m inile. Anni 1996/2009.
50,0
45,0
40,0
35,0
30,0
ferrara
25,0
rer
20,0
15,0
10,0
5,0
0,0
1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009
Tasso di occupazione per età e genere
Tab. Tasso di occupazione per fasce di età e genere in Provincia di Ferrara. Anni 2007/2009
Fasce di età
15-24
25-29
30-64
15-64
Anno 2007
M
40,1
91,8
81,5
76,8
F
27,9
64,6
66,6
61,6
Anno 2008
M
35,5
78,3
80,4
75,1
F
30,5
76,9
65,9
62,3
Anno 2009
M
39,6
75,9
78,7
73,9
F
22,8
66,4
66,8
61,7
Quanto alle caratteristiche della popolazione ferrarese in età lavorativa, il 2009 presenta delle
caratteristiche che, già presenti nelle annualità precedenti, si sono comunque rimarcate e presentano delle
rilevanze sotto l’aspetto di genere:
- scarsa dinamicità demografica (ferrara presenta l’indice di incremento della popolazione in età lavorativa
più basso di tutta la Regione,
- maggiore femminilizzazione: la quota delle donne arriva al 52,5% ed è la più elevata fra tutte le province
della Regione,
- alto grado di invecchiamento: le fasce in età matura ed anziana sono aumentate del 4%, a fronte del solo
0,8 della media regionale.
Quanto al grado di partecipazione al mercato del lavoro, quello della componente femminile risulta
quindi particolarmente elevato: Ferrara è seconda solo a Bologna a livello regionale.
Come da tabella sopra riportata, il tasso di occupazione provinciale per la fascia di età 15-64 è del
67,8% (73,9 per gli uomini e 61,7 per le donne, complessivamente rispetto alla media regionale è
inferiore di un punto, ma per le donne è lievemente superiore. L’obiettivo di Lisbona (tasso di occupazione
femminile al 60% entro il 2010) è un traguardo superato per le donne anche in provincia di Ferrara.
Delle significative differenze di genere si rilevano se consideriamo il tasso di occupazione per età: tra
uomini e donne la differenza è massima per i giovani fino a 24 anni (39,6% i primi e 22,9% le seconde) e
per la popolazione da 45 a 54 anni (92,7 e 77,5): come rilevato dal Rapporto OML 2010 nel primo caso “si
può supporre per i diversi tassi di scolarità, nel secondo caso per il diverso impegno per la casa e i
famigliari (figli e genitori) che di fatto rappresenta ancora un fattore discriminante nell’accesso all’impiego".
Quanto alle dinamiche del tasso di disoccupazione in ottica di genere, Ferrara presenta il tasso di
disoccupazione più elevato in assoluto fra tutte le province, mentre per le donne (7,3%) figura in terza
posizione. Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24) supera in termini assoluti di 3,5 punti percentuali la
media regionale, con rilevanti differenze di genere: le donne, con il 31,5% per il 2009 superano di
qualsi 11 punti la media regionale. L’Osservatorio sul MDL riscontra quindi una particolare
penalizzazione per le giovani donne fino a 24 anni di età, presenti sul MDL.
27
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
Quanto alla composizione e andamento degli occupati per genere, uomini e donne occupati alla dipendenze
si ripartiscono, a fine 2009, nella misura del 56,8 e del 43,2% rispettivamente. Questa distribuzione rispetto
alla media regionale appare leggermente spostata a favore degli uomini. Tuttavia la dinamica
occupazionale dell’ultimo anno, negativa per entrambi, è stata meno sfavorevole per le donne.
I rapporti di composizione si stanno spostando a favore delle donne non solo rispetto all’ultimo anno (la
crisi ha certamente meno svantaggiato gli occupati nei servizi, che sono in maggioranza donne) ma è una
costante degli ultimi anni: l’Osservatorio MDL ricorda che in 4 anni le donne hanno eroso un punto e mezzo
alla quota della occupazione maschile.
Graf. Distribuzione di genere Forze lavoro e non Forze lavoro in Provincia di Ferrara. Anno 2009.
Forze lavoro e Non Forze lavoro per genere. Anno 2009.
FL occupati
FL in cerca di
occupazione
maschi
femmine
NFL in età lav
NFL in età non lav
0%
10%
20%
30%
40%
50%
60%
70%
Occupati e Occupate per Settore d’Impiego
Tab. Distribuzione degli occupati per settore d’impiego e genere in provincia di Ferrara. Anni 2007/2009.
OCCUPATI /E PER SETTORE
Anno 2007
Anno 2008
Anno 2009
Unità di misura
M
F
M
F
M
F
Occupati/e in complesso
migliaia
91
70
89
72
87
71
di cui in agricoltura
migliaia
9
4
10
5
11
6
di cui in industria
migliaia
38
13
34
11
35
11
di cui commercio
migliaia
16
11
16
10
13
11
di cui altre attività e servizi
migliaia
28
42
29
46
28
43
28
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
Distribuzione Settori di impiego femminile . Anno 2009
8%
15%
agricoltura
industria
commercio
62%
15%
altre attività e servizi
Distribuzione Settori di impiego maschile. Anno 2009
13%
32%
agricoltura
indus tria
com m ercio
altre attività e s ervizi
40%
15%
“…Nelle costruzioni la componenti maschile supera ampiamente il 90% degli addetti nel settore, in
agricoltura arriva al 72,5% ed è quasi il 70% nel resto dell’industria. Più equilibrato il rapporto nel terziario
dove prevale la componente femminile che rappresenta il 51,4% degli addetti complessivi del settore . La
composizione descritta è però il risultato di situazioni opposte nel commercio e nel resto del terziario: nel
commercio continua a prevalere la componente maschile con il 52,2% degli addetti, mentre nelle altre
attività dei servizi è nettamente più marcata la presenza femminile che rappresenta il 53,65 degli addetti
totali del settore, oltre 7 punti percentuali in più rispetto alla componente maschile.
Alcuni settori dei servizi si presentano infatti a quasi totalità di impieghi femminili: sanità e servizi sociali
(84%) istruzione (71%) noleggio, agenzie viaggio e supporto alla imprese (64%) alloggio e ristorazione
(59%)”
Avviamenti e Cessazioni extraagricoli
Tab. Avviamenti e Cessazioni extraagricoli per genere. Anno 2006-2009
Numero di Avviamenti nei settori
Valore
Valore
Valore
extra-agricoli
2006
2007
2008
Valore
2009
Variazione %
(2006-2009)
Totali
35.154
47.645
45.183
36.068
+ 2,5%
Uomini
16.005
19.750
18.550
13.914
- 13%
Donne
19.149
27.895
26.633
22.154
+ 15%
Totali
34.185
41.856
44.850
37.203
+ 8,8%
Uomini
15.966
18.161
18.899
15.546
- 2,6%
18.219
23.695
25.951
21.657
+ 18,8%
Numero di Cessazioni nei settori
extra-agricoli
Donne
Saldo anni 2006/09
29
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
Totali
969
5.789
333
- 1135
Uomini
39
1.589
-349
- 1632
Donne
930
4.000
682
497
La tabella seguente propone, per le annualità 2007, 2008 e 2009, la tipologia contrattuale con la quale è
avvenuto l'avviamento al lavoro distinta per genere, secondo la composizione percentuale.
Tab. Avviamenti per tipologia contrattuale e genere. Composizione percentuale.
Tipo di
Anno 2007
Anno 2008
contratto
M
F
T
M
F
T
Apprendistato
Di cui a tempo
parziale
Contratto di
formazione
Di cui a tempo
parziale
Tempo
determinato
Di cui a tempo
parziale
Tempo
indeterminato
Di cui a tempo
parziale
Lavoro a
domicilio
Anno 2009
M
F
T
5,6
2,8
4
4,7
2,1
3,2
3,7
1,6
2,4
1
1,8
1,5
1
1,5
1,3
1,1
1,6
1,4
0,2
0,2
0,2
0,3
0,2
0,2
0,1
0,1
0,1
0
0,2
0,1
0,1
0,2
0,1
0,0
0,1
0,1
55,9
42,5
48,1
53,1
40,5
45,7
51,4
38,4
43,4
13,9
33,5
25,3
18,7
36,7
29,3
25,1
38,5
33,3
19
7,7
12,4
17,2
7,6
11,5
12,2
6,6
8,8
4,4
11,3
8,4
4,9
11,2
8,6
6,4
13
10,5
0
0,1
0,1
0
0,1
0,1
0,0
0,0
0,0
100
100
100
100
100
100
100
100
100
E’ sopratutto il genere femminile ad essere interessato dal tempo parziale: il triplo di avviamenti a tempo
parziale per le donne rispetto agli uomini nel 2009.
Il tempo parziale si diffonde particolarmente per soddisfare le esigenze, ancora molto femminili, di
conciliazione tra i tempi di cura e lavoro e la forza lavoro delle donne viene sempre più occupata nel
settore terziario.
1.3.2. Iscrizioni ai Centri per l’Impiego
Tab. Numero dei/lle disoccupati/e iscritti ai centri per l'impiego diviso per genere. Anni 2004-2009.
Iscrizioni ai Centri
20044
2005
2006
2007
2008
per l’Impiego
2009
Totale iscritte/i ai CPI
provinciali
15.021
19.062
22.044
22.548
21.742
25.130
Donne
9.865
12.364
14.055
14.001
13.157
14.432
Uomini
5.156
6.698
7.989
8.547
8.585
10.691
Tab. Persone in cerca di occupazione per titolo di studio e genere in Provincia di Ferrara al 31/12/2009.
4
Il Decreto n. 297/03 ha modificato dal punto di vista amministrativo la gestione delle persone in cerca di occupazione determinando
una variazione nella metodologia di elaborazione dei dati. Pertanto i dati non sono immediatamente confrontabili
30
Bilancio di genere 2009
TITOLO DI STUDIO
M
Nessun titolo
347
Licenza Elementare
989
Licenza Media
4199
Titolo di istruzione
secondaria
414
Diploma di istruzione
secondaria
2284
Attestato post
diploma
12
laurea
564
Non presente
1882
Totale
10691
Provincia di Ferrara
F
429
1156
5382
T
776
2145
9581
%M
44.7
46.1
43.8
%F
55.3
53.9
56.2
T
100
100
100
%M
3.2
9.3
39.3
%F
3.0
8.0
37.3
%T
3.1
8.5
38.1
683
1097
37.7
62.3
100
3.9
4.7
4.4
3453
5737
39.8
60.2
100
21.4
23.9
22.8
33
1112
2191
14439
45
1676
4073
25130
26.7
33.7
46.2
42.5
73.3
66.3
53.8
57.5
100
100
100
100
0.1
5.3
17.6
100
0.2
7.7
15.2
100
0.2
6.7
16.2
100
Nel 2009 le donne sono il 57% degli iscritti, questa prevalenza è stata costante negli anni in
considerazione. Tuttavia il divario tra il numero delle iscrizioni maschili e quelle femminili si è leggermente
ridotto, passando da una percentuale di iscrizioni femminili pari al 67% del totale del 2003 al 57% del
2009. Nel 2009 si registra un consistente aumento generale delle iscrizioni di donne e uomini ai Centri per
l’impiego, ma per gli uomini l’aumento è del 24% e per le donne è del 9,6%.
La tabella sopra riporta inoltre le persone in cerca di occupazione per titolo di studio e genere al
31/12/2009. La maggior parte delle persone in cerca di occupazione possiedono la licenza media (il
38,1%) e, in secondo ordine, il diploma (il 22,8%). In entrambi i casi il numero di donne in cerca di
occupazione è maggiore (con rispettivamente il 56,2% e il 60.2%). Il 7% degli iscritti possiede il diploma
di laurea, di questi il 66.3 % è donna
1.3.3. Imprenditoria femminile
I dati che seguono riguardano l’imprenditoria ferrarese al femminile e sono stati forniti dal Comitato di
promozione dell’Imprenditoria femminile istituito presso la Camera di Commercio.
Per Impresa Femminile deve essere intesa qualsiasi impresa la cui percentuale di partecipazione femminile è
superiore al 50%. Tra queste è opportuno distinguere tra impresa a partecipazione “maggioritaria”
femminile, imprese a “forte” partecipazione femminile e imprese “esclusivamente “ femminili”.
A seguito della Legge 28 gennaio 2009 n. 2 in cui si prevede l’abolizione del libro soci per le
società a responsabilità limitata e consortili a responsabilità limitata, alcuni dati
dell’Osservatorio Imprenditoria Femminile che tengono conto delle informazioni contenute
nell’elenco soci (in particolare i dati relativi alle imprese costituite in forma di società di
capitali) non sono stati elaborati.
In attesa della conclusione del procedimento di revisione di un algoritmo di calcolo, i dati a
seguire sono aggiornati al 2009 limitatamente per le società in forma di imprese individuali.
31
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
Tab. Il Quadro regionale della presenza di imprese femminili. Anno 2007-2008.5
N. imprese
femminili attive
% sul totale delle
imprese
%di imprese con
esclusiva presenza
femminile
Var. % 2007/08
% sul totale
regionale
2007
2008
2007
2008
2007
2008
Bologna
18333
20,6
20,7
20,8
20,8
93
93,1
1,2
Ferrara
7555
21,3
21,4
8,5
8,6
93,7
93,7
1,6
Forlì-Cesena
8671
21
21,2
9,9
9,8
92,2
92,2
0,5
13987
20,1
20,3
15,8
15,8
92,4
93,2
1,7
Parma
8581
19,4
19,6
9,6
9,7
94,8
94,8
2,6
Piacenza
6491
22,2
22,4
7,3
7,3
95,6
95,8
2,4
Ravenna
7895
20,3
20,6
8,9
8,9
95
95
1,6
Reggio Emilia
9379
17,3
17,5
10,6
10,6
93,8
93,8
1,2
Rimini
7442
22,1
22,1
8,5
8,4
94,3
94,4
0,4
Totale
88331
20,3
20,5
100
100
93,8
93,8
1,4
Modena
Tab. Imprese femminili in Provincia di Ferrara per natura giuridica. Anni 2007/2008
Anno 2007
Imprese femminili
Anno 2008
Totale imprese
Imprese femminili
Totale imprese
v.a.
%
v.a.
%
v.a.
%
v.a.
%
Società di capitale
503
6,8
3546
10,1
650
8,6
4094
11,6
Società di persone
1253
16,8
6413
18,3
1264
16,7
6626
18,8
37
0,5
330
0,9
41
0,5
328
0,9
5606
75,4
24177
69,1
5556
73,5
23616
67
38
0,5
521
105
44
0,6
579
106
7437
100
34987
100
7555
100
35243
100
Cooperative
Imprese individuali
Altre forme
totale
Nel 2008 il tessuto imprenditoriale ferrarese è composto da un 21,4 % di imprese qualificabili come
“femminili” (n. 7555 attività), dato in lieve crescita rispetto al 2007 e in linea con la tendenza regionale. Le
imprese femminili ferraresi, rappresentano, al 2008, l'8,6% delle imprese femminili regionali.
Per quanto riguarda la forma giuridica, nel 2008 le imprese femminili si costituiscono per il 73,5% come
imprese individuali, per il 16,7% delle società di persone, per l'8,6% delle società di capitali e per lo 0,5%
cooperative o altre forme. Rispetto alla stessa composizione percentuale sul totale delle imprese, quelle
femminili si caratterizzano per un maggior numero di imprese individuali. Rispetto al 2007, si può
sottolineare una maggiore presenza di società di capitali al femminile (dal 6,8% all'8,6%).
Tab. Imprese femminili e imprese complessive per settore di attività economica. Anni 2007 e 2008.
5
Fonte: Elaborazione su dati INFOCAMERA
32
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
Anno 2007
Settore di attività economica
Imprese femminili
Anno 2008
Totale imprese
Imprese femminili
Totale imprese
v.a.
%
v.a.
%
v.a.
%
v.a.
%
1.727
23,2
8.271
23,6
1.707
22,6
8.064
22,9
Pesca
55
0,7
1.337
3,8
64
0,8
1.401
4
Estrazioni di minerali
2
...
12
...
2
...
13
...
Attività manifatturiere
741
10
3.483
10
745
9,9
3.644
10,3
Prod. E distrib. energia
1
...
11
0,03
2
...
13
0
172
2,3
5.262
15
195
2,6
5.219
14,8
2.085
28
7.427
21,2
2.103
27,8
7.514
21,3
Alberghi e ristoranti
596
8
1.651
4,7
616
8,2
1.729
4,9
Trasporti e magazzinaggio
120
1,6
1.303
3,7
125
1,7
1.267
3,6
Interm. Monet. E finanz.
140
1,9
635
1,8
140
1,9
637
1,8
Attiv. Immob., noleggio
773
10,4
3.531
10,1
828
11
3.654
10,4
Istruzione
24
0,3
118
0,3
26
0,6
119
0,3
Sanità e altri serv.sociali
41
0,6
125
0,4
42
12,6
129
0,4
Altri servizi pubblici
955
12,8
1.781
5,1
951
0,1
1.794
5,1
5
0,1
40
0,1
9
0,1
46
0,1
7.437
100
34.987
100
7.555
100
35.243
100
Agricoltura, caccia e silvic.
Costruzioni
Comm. Ingr. E dett. -riparaz.
Imprese non classificate
TOTALE
Var. %2007/2008
1,6
0,7
Imprese f emminili e totali per settore di attività economica. v.percentuali. anno 2008
Agricoltura
Pesca
Estrazioni minerali
Attiv. Manifatturiere
prod. E distr. Energia
costruzioni
Commercio Ingrosso e dett.
imprese f emminili
Alberghi e ristoranti
imprese totali
Trasporti e magazzinaggio
Interm. Monet e finanz
Attività immobiliare e nol.
Istruzione
Sanità e altri serv. Sociali
altri servizi pubblici
imprese non qualificate
0
5
10
15
20
25
30
Il grafico posto sopra evidenzia le percentuali di imprese femminili e di imprese totali per ogni settore
33
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
d’impiego. Con il 27,8%, il maggiore ambito di attività delle imprese femminili della provincia di Ferrara
rimane, come per il 2007, il commercio all'ingrosso e al dettaglio, seguito dall'agricoltura. Buone percentuali
vengono rilevate per la sanità e altri servizi sociali, l'attività immobiliare, le attività manifatturiere e il settore
della ristorazione. I maggiore differenziali tra la percentuale femminile e quella totale si evidenziano per il
settore delle costruzioni (dove le imprese femminili sono quasi assenti) e il settore della sanità e servizi
sociali.
Tab. Titolari di imprese individuali per sesso e attività economica. Anno 2009.
Attività economica
Anno 2009
Var. Assolute 2008/2009
F
M
T
F
M
T
Agricoltura caccia e silvicoltura
Pesca e servizi connessi
Attività manifatturiere
Costruzioni
Comm. Ingr e dett rip beni
Alberghi e ristoranti
Trasporti magazzinaggio
Intermediazione monetaria
Attiv.
Immobil
noleggio
informatica e ricerca
Istruzione
Sanità e altri servizi sociali
Altri servizi pubblici, sociali e
personali
Var. % 2008/2009
F
M
T
1.533
69
438
74
1.680
388
68
109
5.288
1.276
1.274
3.605
3.625
402
876
360
6.821
1.345
1.712
3.679
5.305
790
944
469
-58
9
-13
-2
-19
-7
-9
-6
-174
48
-64
-143
-4
11
-35
-22
-232
57
-77
-145
-23
4
-44
-28
-3,6
15
-2,9
-2,6
-1,1
-1,8
-11,7
-5,2
-3,2
3.9
-4,8
-3,8
-0,1
2,8
-3,8
-5,8
-3,3
4,4
-4,3
-3,8
-0,4
0,5
-4,5
-5,6
294
675
969
4
-2
2
1,4
-0,3
0,2
11
10
10
12
21
22
0
3
1
-1
1
2
0,0
42,9
11,1
-7,7
5,0
10,0
812
301
1.113
13
0
13
1,6
0,0
1,2
5.510
17.734
23.244
-76
-380
-456
-1,4
-2,1
-1,9
1.3.4. Lavoratori/lavoratrici immigrati/e
Per quanto riguarda i lavoratori e le lavoratrici immigrati/e, si riportano i dati dei Centri per l’Impiego
provinciali elaborati dall’Osservatorio Provinciale per l’immigrazione anni 2005-2008.
Situazione
occupazionale
popolazione straniera
residente
Annualità
2006
2007
2008
2009
Variaz. %
Stranieri/e disoccupati/e iscritti/e ai
CPI provinciali
2845
3182
2774
3881
+ 36%
Di cui Donne
1691
1890
1611
2202
+ 44%
Di cui Uomini
1154
1292
1163
1679
+45%
6491
8599
9975
11063
+ 70%
Di cui Donne
3.263
4523
5268
6101
+46%
Di cui Uomini
3.228
4076
4707
4962
+53%
Avviamenti extragricoli pop. straniera
5155
9171
8828
7397
+43%
Di cui Donne
2357
4734
4351
4125
+75%
Di cui Uomini
2798
4437
4477
3272
+16%
Cessazioni extragricoli pop. straniera
-
6811
8021
6598
-3%
Di cui Donne
-
3276
3816
3179
-2%
Di cui Uomini
-
3535
4205
3419
-3%
Stranieri/e occupati/e
34
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
La situazione lavorativa dei cittadini stranieri, desumibile dai dati dei Centri per l’Impiego della Provincia di
Ferrara, evidenzia n° 11063 occupati/e nel 2009, + 16% rispetto al 2007 e +70% se consideriamo il
quadriennio 2006/2009. Di questo totale di occupati stranieri, 6101 sono donne (pari circa al 55%): il
divario tra i generi è cresciuto nell'ultimo anno di due punti percentuali, a favore dell'occupazione straniera
femminile. Gli iscritti in cerca di occupazione sono, nel 2009, 3881, di cui 2202 donne (pari al 56%). e
1679 uomini.
L’incremento occupazionale della popolazione straniera, piuttosto regolare nell'ultimo quadriennio, ha
interessato in prevalenza la parte femminile.
Il numero di occupate rimane comunque maggiore degli occupati.
Per ulteriori approfondimenti sull’immigrazione in ottica di genere, anche dal punto di vista occupazionale,
si rimanda al paragrafo elaborato dall’Osservatorio provinciale sull’immigrazione.
1.3.5. Dimissioni convalidate ex art. 55 T.U. n. 151/2000
Le dimissioni rappresentano una delle cause di estinzione del rapporto di lavoro per recesso del lavoratore.
In particolare le disposizioni del codice civile dispongono che in caso di contratto a tempo indeterminato, il
lavoratore può sempre dimettersi, purché venga rispettato, pena il pagamento dell'indennità di mancato
preavviso - il termine di preavviso fissato dal contratto collettivo o dagli usi. Contro eventuali pressioni del
datore di lavoro affinché il lavoratore rassegni volontariamente le dimissioni sussiste una specifica tutela per
i casi di più evidente “forzatura”.
Devono essere convalidate dal servizio ispettivo del Ministero del lavoro, le dimissioni presentate durante il
periodo di gravidanza dalla lavoratrice rassegnate durante il primo anno di vita del bambino o nel primo
anno di accoglienza del minore adottato o in affidamento (art. 55 D.lgs. 151/2000).
Le tabelle a seguito riportano i dati riguardanti i provvedimento di convalida emessi dal Dipartimento
Provinciale del Lavoro di Ferrara per l’anno 2009.
Tab. Provvedimenti di convalida di dimissioni delle lavoratrici madri per qualifica, settore aziendale e classe aziendale. Anno 2009.
Ampiezza
aziendale
Fino a 15
Da 16 a 50
Da 51 a 100
46
9
2
Settore
produttivo
Agricoltura
Industria
4
3
Qualifica
Da 101 a
200
Oltre 200
5
8
Commercio
Credito e
assicurazioni
altro
21
0
42
Operaie
Impiegate
22
48
Tab. Provvedimenti di convalida di dimissioni delle lavoratrici madri per motivazione, numero di figli e classe di età. Anno 2009.
Motivazione
A1
A2
A3
B
C
D
5
25
3
21
1
15
Figli
1
2
48
Fasce di età
Fino a 18
Da 19 a 25
>2
18
Da 26 a 35
2
Da 36 a 45
Oltre i 45
35
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
0
Anzianità di
servizio
11
45
13
1
Fino a 3
anni
Da 4 a 10 anni
Da 11 a 15
anni
Da 16 a 20
anni
Oltre i 20 anni
41
24
3
1
1
Legenda delle Motivazioni:
A: Incompatibilità tra occupazione lavorativa e assistenza al neonato per A1 mancato accoglimento al nido A2 Assenza di parenti di
supporto A3 elevata incidenza dei costi di assistenza al neonato
B: Passaggio ad altra azienda
C: Mancata concessione del part-time
D: Altro (es ricongiungimento al coniuge, desiderio di cura della prole in via esclusiva..)
Emergono i seguenti dati statistici:

la maggior parte delle donne soggette a dimissioni nel primo anno di vita del bambino ricoprono
un ruolo impiegatizio, in linea con l'anno precedente;

Il numero totale delle dimissioni convalidate è diminuito rispetto al 2008 (da 90 a 70 casi);

per il 65% per cento dei casi, l’azienda di riferimento è di piccole dimissioni (con 0/15 dipendenti);

per il 47% dei casi la motivazione è ricondotta alla categoria A) ossia quella relativa alle
incompatibilità tra occupazione lavorativa e assistenza al neonato. In particolare la gran parte delle
madri ha motivato la dimissione con l’assenza di parenti di supporto;

dalla lettura dettagliata delle motivazioni riportate dalle lavoratrici emerge che anche il cambio di
attività (il passaggio ad altra azienda) è spesso dettato dalla ricerca di un lavoro che permetta una
migliore conciliazione dei tempi di vita.

La maggior parte delle dimissionarie ha un’età compresa tra i 26 e i 35 anni e un bassa anzianità
di servizio
36
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
1.4. Pubblica Istruzione
1.4.1. Dispersione Scolastica
La legge nazionale n. 53 del 2003 (legge Moratti) ha ridefinito ed ampliato l´obbligo formativo insieme
all’obbligo scolastico, introducendo il concetto di diritto/dovere alla istruzione e alla formazione per almeno
dodici anni o, comunque, sino al conseguimento di una qualifica o di un diploma entro il diciottesimo anno di
età. Al termine della scuola secondaria di primo grado (scuola media) ogni giovane può scegliere se
proseguire:
1) nel sistema di istruzione scolastica (scuole secondarie superiori statali e paritarie, pareggiate o legalmente
riconosciute);
2) nell’istruzione scolastica integrata con la formazione professionale;
3) nel sistema della formazione professionale di competenza regionale;
4) nell’apprendistato, dopo i 15 anni, dove sono previsti, per l’assolvimento dell’obbligo formativo, moduli
formativi aggiuntivi della durata di 120 ore, per cui le ore di formazione esterna all’azienda arrivano fin a
240 ore.
Si riportano di seguito i dati sull’obbligo formativo e sull’abbandono scolastico nella Provincia di Ferrara
raccolti dal Servizio Politiche del Lavoro.
I DATI RELATIVI ALL’ANNUALITA’ 2009 NON SONO ATTUALMENTE A DISPOSIZIONE PER UN
INTERVENUTO CAMBIO DI SISTEMA DI GESTIONE DEI DATI. SI RIPORTA COMUNQUE LA
TABELLA CON I DATI ANTECEDENTI.
Tab. Scelte formulate dalla popolazione in obbligo formativo che non prosegue la scuola, divise per genere. Trend Anni
2006/2008
Scelte formulate dalla popolazione in
obbligo formativo che non prosegue
nella Scuola (05-08)
2006
2007
2008
Formazione Professionale
370
397
418
Donne
152
162
151
Uomini
218
235
267
Scuola Superiore
27
115
0
Donne
10
51
0
Uomini
17
64
0
Apprendistato
27
26
26
Donne
6
5
3
Uomini
10
21
23
Trasferimenti
49
49
0
Donne
33
32
0
Uomini
16
17
0
Abbandoni
337
237
331
Donne
137
104
137
Uomini
200
133
194
2009
37
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
Analizzando i dati dei giovani in “abbandono”, inteso nel senso del compimento di nessuna scelta di
formazione o apprendistato, emerge come il numero dei maschi superi costantemente negli anni quello delle
femmine.
Per chi non prosegue la scuola, la scelta più ricorrente, è quella dei percorsi di formazione professionale,
frequentati maggiormente dai maschi (es. 267 maschi su 151 femmine nel 2008).
L'analisi dei dati evidenzia comunque una controtendenza con il dato assodato della maggiore partecipazione
femminile, in generale, alla formazione professionale. La riflessione potrebbe essere puntato allo stabilire se
le preferenze femminili incontrino favorevolmente i profili ai quali fanno riferimento i corsi formativi offerti
dagli enti accreditati e se c'è una buona dislocazione territoriale delle sedi dei corsi.
1.4.2. Infanzia (0-6 anni)
Si riportano di seguito alcuni dati di contesto su:
1.Popolazione ferrarese in età prescolare e indice di copertura potenziale;
2.Iscrizioni ai servizi 0-6 anni;
3.Liste d’attesa nidi;
4.Offerta di servizi.
Tab. Popolazione residente 0-5 anni e indice di copertura potenziale.
differenza % rispetto ad anno
precedente
indice copertura
potenziale
anno
maschi
femmine
totali 0-6 anni
2003
6.964
6.544
13.508
2004
7.120
6.834
13.954
3,30
60,18%
2005
7.392
7.138
14.530
4,13
60,21%
2006
7.717
7.303
15.020
3,37
59,51%
2007
8.014
7.535
15.549
3,52
61,43%
2008
8.324
7.735
16.059
3,28
58,48%
2009
8.518
7.945
16.463
2,52
61,10%
Tab. Scuole d'Infanzia 0-6 anni della provincia di Ferrara. Iscrizioni per gli anni scolastici 2004/05 – 2008/09.
a.s.
2004/05
iscritti nidi e spazi bambini
(pubblici e privati autorizzati e convenzionati)
iscritti scuole d'infanzia
pubbliche(statali e comunali)
iscritti scuole d'infanzia private (e alle relative sezioni
di nido aggregate)
totali iscritti servizi 0-6
anni
a.s.
2005/06
a.s.
2006/07
a.s.
2007/08
a.s.
2008/09
totali
aumento percentuale dal
2004/05 al
2008/09
1513
1614
1712
2176
1846
8861
22%
3376
3431
3578
3675
3762
17822
11%
3508
3703
3649
3700
3783
28620
7,8%
8397
8748
8939
9551
9391
45026
11,8%
38
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
Tab. Consistenza delle liste d'attesa nei servizi e scuole 0-6 anni.
Lista attesa nidi
Lista attesa scuole d'infanzia pubbliche (statali e comunali)
totale liste d'attesa servizi età 0-6 anni6
a.s.
2004/05
a.s.
2005/06
a.s.
2006/07
a.s.
2007/08
a.s.
2008/09
aumento percentuale dal
2004/05 al
2008/09
854
892
771
891
651
- 20,3%
184
271
410
297
384
+ 108%
1038
1163
1181
1188
1035
0%
Tab. Incidenza delle liste d'attesa – servizi 0-6 anni.
domanda inevasa 0-6 (liste attesa)
domanda totale 0-6 (liste attesa +
iscritti)
incidenza domanda inevasa su domande TOT
a.s.
2004/05
a.s.
2005/06
a.s.
2006/07
a.s.
2007/08
a.s.
2008/09
1038
1163
1181
1188
1035
9435
9911
10120
10739
10426
11,00%
11,73%
11,67%
11,06%
9,93%
Tab. Incidenza delle liste d'attesa – servizi 0-3 anni.
domanda inevasa 0-3 (liste attesa)
domanda totale 0-3 (liste attesa +
iscritti)
incidenza domanda inevasa su domande TOT
a.s.
2004/05
a.s.
2005/06
a.s.
2006/07
a.s.
2007/08
a.s.
2008/09
854
892
771
891
651
2367
2506
2483
3067
2497
36,08%
35,59%
31,05%
29,05%
26,07%
Nel 2009 la popolazione 0-5 anni è cresciuta un punto percentuale in meno rispetto al trend dell’ultimo
quinquennio. Nonostante ciò, l’indice di copertura dei servizi, dato dal rapporto tra iscritti e utenza
potenziale, ha subito una diminuzione. L’a.s. 2008/09 registra anche una diminuzione del numero di
iscrizione ai nidi, nonché una consistente diminuzione della consistenza della relativa lista di attesa.
La domanda non soddisfatta cresce invece costantemente nelle scuole d’infanzia pubbliche (fascia 0-6
anni) anche se è stata in parte assorbita dalle scuole private. Nell’ultimo quinquennio scolastico preso in
considerazione sono più che raddoppiate le domande inevase.
Tuttavia, nonostante l’aumento di servizi, la domanda non soddisfatta (liste di attesa) è
aumentata, soprattutto nelle scuole dell’infanzia pubbliche (fascia 3-6), anche se è stata in
parte assorbita dalle scuole private.
A livello percentuale, l’incidenza delle liste di attesa sul totale delle domande di servizi e
scuole 0-6 anni risulta contenuta e in diminuzione, attestandosi sul 9,93%. Nello specifico dei
servizi 0-3 anni, l’incidenza delle liste di attesa risulta significativamente più consistente
(anche se in diminuzione negli anni), segno di un costante fabbisogno di posti nei servizi per
la prima infanzia. In particolare, tuttavia l’anno registra un calo dell’incidenza delle liste
d’attesa di tre punti percentuali.
6
Le liste d'attesa dei nidi privati e delle scuole d'infanzia private non sono pervenute.
39
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
Di seguito sono riportati i dati relativi alla presenza di strutture per l’infanzia sul territorio provinciale, divisi
per tipologia di servizio.
Si distinguono i servizi relativi alla fascia 0-3 anni e quelli relativi alla fascia 3-6.
SERVIZI 0-3 ANNI
La rete dei servizi dedicati all’infanzia in età 0-3 anni costituisce una risorsa importante di ogni territorio non
solo in grado di sostenere la crescita dei bambini e delle bambine ma anche strategica nel facilitare la
conciliazione dei tempi di lavoro, di cura e di vita delle famiglie.
L´intera "mappa" dei servizi educativi per la prima infanzia è rappresentata oggi dalle seguenti tipologie:
- nidi d´infanzia (secondo la loro configurazione o della loro collocazione possono essere: part-time, tempo
pieno, micro-nidi, nidi nei luoghi di lavoro)
- servizi integrativi (spazi bambini e centri per bambini e genitori)
- servizi sperimentali (educatrice familiare; educatrice domiciliare o piccolo gruppo educativo).
La Provincia si occupa di programmare e coordinare l'attività di qualificazione e miglioramento del sistema
delle scuole dell'infanzia, dove gli interlocutori sono i gestori delle scuole per l'infanzia statali e paritarie.
Ripartisce le risorse provenienti dalla Regione attraverso l'elaborazione, l'approvazione e l'attuazione di Piani
annuali di qualificazione con assegnazione di fondi ai progetti presentati dagli enti gestori delle scuole su
apposite schede.
La tabella sottostante riporta, comune per comune, il numero di strutture divise per tipologia di servizio
offerto sia per il target 0-3 anni che per il target 3-6 anni. A.S. 2008/2009.
Per servizi educativi rivolti alla fascia 0-3 anni autorizzati al funzionamento si intendono le seguenti tipologie:
-educatore domiciliare
-sezioni di nido aggregate alla scuola d’infanzia
-micro-nidi
-sezioni primavera
-servizi ricreativi
I servizi integrativi 0-3 anni sono gestiti o direttamente dai Comuni o nei posti in Convenzione con privati e
comprendono gli Spazi bambini e i Centri Bambini e Genitori.
40
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
Tab. Numero di strutture divise per tipologia di servizio offerto per il target 0-3 anni e per il target 3-6 anni. A.s.
2008/2009.
SERVIZI EDUCATIVI 0-3
SERVIZI EDUCATIVI 0-6
NIDI E
MICRONIDI
D’INFANZIA
PUBBLICI E
IN
CONVENZIO
NE
/APPALTO
SERVIZI
INTEGRATIVI
(Centri per
bambini e
genitori, Spazi
bambini) E
SERVIZI
SPERIMENTALI
NIDI /
MICRONIDI /
SEZIONI
PRIMAVERA
PRIVATI
AUTORIZZATI
ARGENTA
5
3
2
BERRA
1
BONDENO
1
CENTO
3
CODIGORO
1
COMACCHIO
1
COPPARO
2
FERRARA
14
FORMIGNANA
1
GORO
1
COMUNI
JOLANDA DI
SAVOIA
LAGOSANTO
2
SCUOLE
D’INFANZIA
COMUNALI
SCUOLE
D’INFANZIA
STATALI
SCUOLE D’INFANZIA
PRIVATE
4
6
2
1
3
2
4
2
12
4
3
2
2
6
2
6
3
2
2
3
8
12
6
25
1
1
1
MASITORELLO
1
2
1
1
1
1
MASSAFISCAGLIA
1
MESOLA
1
MIGLIARINO
1
1
1
2
3
2
2
1
MIGLIARO
1
1
MIRABELLO
1
1
OSTELLATO
1
POGGIORENATICO
2
PORTOMAGGIORE
2
SANT’AGOSTINO
1
TRESIGALLO
1
VIGARANO
MAINARDA
VOGHIERA
TOTALI
PROVINCIALI
3
1
RO
1
1
1
1
2
1
1
3
1
2
1
43
1
1
1
2
2
1
17
26
1
14
49
74
41
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
1.4.3. Scuola Superiore
Lo schema sottostante riporta i dati delle iscrizioni alla scuole secondarie di secondo grado per gli anni
scolastici 06/07, 07/08 08/09, 09/10 come forniti dall’Ufficio Servizi alle Scuole della Provincia di Ferrara7.
alunni frequentanti 06/07
totale
%maschi
maschi
femmine
licei classici
909
2.326
3.249
licei scientifici
949
1.083
Tecnici
2.736
Professionali
Arte
totale
%femmine
% sul totale
27,9
72,1
24,5
2.032
46,7
53,3
15,3
1.318
4.054
67,4
32,6
30,6
1.882
1.600
3.482
54
46
26,3
128
278
406
31,6
68,4
3,0
6.604
6.605
13.223
50
50
100
alunni frequentanti 07/08
totale
% maschi
maschi
femmine
% femmine
% sul totale
licei classici
965
2424
3389
28,5
71,5
24,9
licei scientifici
1031
1087
2118
48,7
51,3
15,6
Tecnici
2958
1350
4308
68,7
31,3
31,7
Professionali
1793
1556
3349
53,5
46,5
24,6
Arte
113
289
402
28,1
71,9
2,9
6860
6706
13566
50,6
49,4
100
Totale
alunni frequentanti 08/09
maschi
femmine
totale
% maschi
% femmine
% sul totale
licei classici
959
2486
3445
27,9
72,1
25,1
licei scientifici
1053
1081
2134
49,4
50,6
15,5
Tecnici
2967
1407
4374
67,9
32,1
31,8
Professionali
1792
1564
3356
53,3
46,6
24,4
Arte
114
298
412
27,6
72,3
3
6885
6836
13721
50,2
49,8
100
Totale
alunni frequentanti 09/10
maschi
femmine
totale
% maschi
% femmine
% sul totale
licei classici
983
2534
3517
27,9
72.1
25,3
licei scientifici
1067
1098
2165
49,2
50.8
15,6
Tecnici
2988
1434
4422
67,6
32,4
31,90
Professionali
1804
1535
3339
54
46
24,09
Arte
122
297
419
29.1
70,9
3,02
6964
6898
13862
50.2
49.8
100
Totale
7
Elaborazione da “MIUR - Rilevazione Integrativa 05/06, 06/07, 07/08.
42
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
Iscrizioni per genere alla scuola superiore statale in provincia di
Ferrara. Anno scolastico 2009/10
80
70
60
50
maschi
40
femmine
30
20
10
0
licei classici licei scientifici
Tecnici
Professionali
Arte
Da questi dati è possibile desumere il permanere della tendenza alla segregazione orizzontale dei generi sin
dalle scelte formative, con la conseguente propensione delle ragazze a scegliere percorsi scolastici
tipicamente e tradizionalmente femminili.
Il numero delle alunne frequentanti si conferma, nel trend delle quattro annualità prese in considerazione,
lievemente inferiore a quello degli alunni. Complessivamente gli istituiti più frequentati sono gli istituti tecnici
con il 31,8%, seguiti da licei classici e professionali.
I più vasti gap di iscrizioni tra i due generi si verificano nei classici (con una netta prevalenza femminile) e , al
contrario, negli istituti tecnici. Gli istituti d’arte rappresentano una scelta tipicamente femminile, considerata
la provenienza costante del 70% delle iscrizioni.
Nelle ultime tre annualità scolastiche non sono rilevabili delle modificazioni del trend sufficientemente
apprezzabili e degni di nota. Il Diagramma a seguito si riferisce al solo 2009/10 e visualizza le propensioni dei
due generi.
1.4.4. Le Iscrizioni all’Università in ottica di genere8
Tab. Iscritti ai Corsi di Laurea dell'Università di Ferrara per facoltà e genere. Anni accademici 2007/08 – 2008/09 –
2009/10.
A.A. 2007/08
8
FACOLTA'
UOMINI
DONNE
TOTALE
% UOMINI
% DONNE
Farmacia
437
900
1337
33
67
Giurisprudenza
1093
1737
2830
39
61
Ingegneria
1694
411
2105
80
20
Lettere e filosofia
809
1818
2627
31
69
Medicina e chirurgia
1325
1894
3219
41
59
Sc. matematiche
1056
879
1935
54
46
Architettura
401
488
889
45
55
Economia
777
699
1476
53
47
I dati relativi alle iscrizioni alle Facoltà dell’Ateneo ferrarese sono stati forniti dall’Ufficio Statistica dell’Università di Ferrara.
43
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
Interfacolta'
105
229
334
46
54
totali
7697
9055
16752
46
54
A.A. 2008/09
FACOLTA'
UOMINI
DONNE
TOTALE
% UOMINI
% DONNE
Farmacia
498
1076
1574
32
68
Giurisprudenza
1096
1683
2779
39
61
Ingegneria
1687
405
2092
81
19
Lettere e filosofia
784
1778
2562
31
69
Medicina e chirurgia
1347
1929
3276
41
59
Sc. matematiche
1106
939
2045
54
46
Architettura
394
466
860
45
55
Economia
824
751
1575
53
47
Interfacolta'
109
279
388
29
71
Totali
7845
9306
17151
46
54
A.A. 2009/10
FACOLTA'
UOMINI
DONNE
TOTALE
% UOMINI
% DONNE
Farmacia
572
1275
1847
31
69
Giurisprudenza
1097
1646
2743
40
60
Ingegneria
1619
391
2010
81
19
Lettere e filosofia
747
1766
2513
30
70
Medicina e chirurgia
1423
2036
3459
41
59
Sc. Matematiche
1128
1067
2195
51
49
Architettura
385
473
858
45
55
Economia
878
834
1712
51
49
Interfacolta'
154
311
465
33
67
Totali
8003
9799
17802
45
55
Tab. Iscritti ai corsi post/laurea dell'Università di Ferrara per tipologia del corso e genere. Anni Accademici dal 2007/08 9
al 2009/2010.
Anno Accademico 2007/08
Tipo Corso di Studi
M
F
T
%M
%F
Corso di dottorato
192
212
404
47
53
Corso di Formazione
209
938
1147
18
82
Corso di Perfezionamento
129
208
337
38
62
Master di primo livello
144
636
780
19
81
Master di secondo livello
39
94
133
29
71
Scuola di specializzazione
216
368
584
40
60
totale
929
2456
3385
27
73
9
Sono inseriti anche i Corsi di Formazione , per quanto sia possibile accedervi con il solo diploma di scuola superiore.
44
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
Anno Accademico 2008/09
Tipo Corso di Studi
M
F
T
%M
%F
Corso di dottorato
186
209
395
47
53
Corso di Formazione
33
340
373
9
91
Corso di Perfezionamento
85
180
265
32
68
Master di primo livello
109
339
448
24
76
Master di secondo livello
38
100
138
27
73
Scuola di specializzazione
162
295
457
35
65
totale
613
1463
2076
29
71
Anno Accademico 2009/10
Tipo Corso di Studi
M
F
T
%M
%F
Corso di dottorato
179
191
370
48
52
Corso di Formazione
71
334
405
17
83
Corso di Perfezionamento
20
87
107
19
81
Master di primo livello
48
51
99
48
52
Master di secondo livello
57
120
177
32
68
Scuola di specializzazione
152
285
437
35
65
totale
527
1068
1595
33
67
Per quanto riguarda l’andamento in ottica di genere delle iscrizioni ai corsi di laurea dell'ateneo ferrarese,
dall’analisi delle tabelle sopra che riportano i dati disaggregati per genere e materia del corso, è possibile
trarre le seguenti considerazioni:
 Il numero totale di iscrizioni all’Università di Ferrara per l’anno accademico 2009/10 è stato di
17.802 (55% di iscritte donne e il 45% di iscritti uomini). L’andamento del numero delle iscrizioni
totali è negli anni sempre crescente.
Analizzando la scelta delle facoltà in ottica di genere risulta ancora presente la segregazione orizzontale che
le caratterizza, specie per talune facoltà.
 La facoltà di ingegneria, tradizionalmente maschile, riscontra la differenza maggiore tra iscrizioni
maschili e femminili (81 % degli iscritti sono uomini). Una netta prevalenza di iscrizioni
femminili (sul 69/70%) continua a verificarsi per le facoltà di farmacia e lettere e filosofia. La
prevalenza femminile si verifica anche per le facoltà di medicina e giurisprudenza, pur se meno
netta della precedente. Architettura ed Economia hanno un numero tendenzialmente paritario di
iscritti donne e uomini. La tradizionale prevalenza maschile per la facoltà di scienze matematiche
e fisica si sta mano a mano molto assottigliando.
Per quanto riguarda l'andamento in ottica di genere delle iscrizioni ai corsi post laurea, dall'analisi della
tabella sopra è possibile evidenziare che:
 Il numero totale delle iscrizioni per l’ultimo a.a. è in netto calo rispetto all'anno precedente: in
tre anno il numero totale di iscritti ai corsi post laurea è diminuito del 50%. La prevalenza delle
iscrizioni delle donne si riscontra per tutte le tipologie di corso.
 Il gap di genere minore si registra per i corsi di dottorato (con il 52% delle donne)
 I gap di genere maggiori (con iscrizioni femminili circa all'80%) si registra per i corsi di
formazione e di perfezionamento. Si ricorda che ai corsi di formazione è possibile accedere con il
solo diploma di scuola superiore.
1.5. Politiche sociali e sanitarie
45
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
In relazione alla descrizione del contesto provinciale correlato alle politiche sociali dell’ente sono state
indagate le seguenti aree:


La Violenza in ottica di genere
L’Immigrazione in ottica di genere
1.5.1. La Violenza in ottica di genere
Per quanto riguarda i dati di contesto provinciale sulla violenza contro le donne l'amministrazione ha scelto di
riportare i dati di attività del Centro Donna e Giustizia di Ferrara nel sessennio 2003-2009.
Il Centro di accoglienza e il progetto “Uscire dalla Violenza” entrambi gestiti dal Centro Donna Giustizia di
Ferrara, perseguono i seguenti obiettivi cosi deliberati dalla Regione Emilia Romagna:
1)Contrastare la violenza fisica, psicologica, sessuale contro le donne attraverso interventi differenziati
rivolti al supporto delle vittime di tali violenze;
2)Offrire sostegno alle donne, con o senza figli, vittime o minacciate di violenza fisica, psicologica o
sessuale attraverso in interventi economici, di accoglienza, consulenza e ospitalità residenziale.
Il “Centro di accoglienza” è l’insieme di tutti i progetti. L’operatrice o la volontaria accoglie la donna che ne
fa richiesta, redige una scheda e individua i bisogni. In seguito la indirizza ad uno degli ulteriori servizi offerti
quali la consulenza legale, la consulenza psicologica oppure al percorso dei due progetti specifici (che
prevedono anche l’accoglienza nelle rispettive case, una per progetto) 1) “Uscire dalla violenza” per le donne
che hanno subito violenza e 2) “Oltre la Strada” per le donne vittime della tratta. Nel mese di Ottobre 2006
si è aperta un’altra casa di accoglienza per mamme con bambini piccoli che provengono da entrambi questi
progetti.
I Servizi del Centro Donna Giustizia di Ferrara. Dati sulla fruizione 03/09.
Tab. Trend sulla fruizione dei servizi offerti dal CDG di Ferrara per tipologia e progetto. Anni 03-09
Violenza Domestica
Anno
Telefono Donna Prima Accoglienza
Tratta
Uscire dalla
Violenza
Casa
Rifugio
Oltre la
Strada
Casa di Accoglienza
2003
624
332
49
7+2minori
101
15
2004
603
335
69
7+2minori
97
16
2005
1500
298
70
7+4minori
81
13
2006
1704
326
96
7+7minori
80
15
2007
1917
352
94
7+7minori
90
17
2008
2920
367
96
9+6minori
114
19
2009
3198
389
117
13+9 minori
118
18
Tab. Trend sulla fruizione della consulenza legale e psicologica offerta dal CDG di Ferrara. Dettaglio sulla fruizione per
violenza. Anni 03-09.
Anno
Consulenza psicologica
Consulenza legale
N. totale
Di cui per violenza
N. totale
Di cui per violenza
2003
23
20
224
53
2004
45
27
215
50
2005
32
17
192
45
2006
46
23
166
18
2007
57
32
140
21
2008
50
26
190
22
2009
59
31
143
20
46
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
I dati sopra riportati in tabelle riscontrano il trend dell'ultimo settennio sulla fruizione dei progetti del Centro
Donna e Giustizia di Ferrara. E' possibile notare quanto segue:




dal 2003 al 2009 le telefonate giunte da donne in difficoltà alla linea riservata sono più che
quadruplicate, solo nel 2008 vi è verificato un aumento di circa mille chiamate in più rispetto all'anno
precedente; nel 2009 le telefonate sono ancora aumentate.
Le donne che sono state inserite nel progetto “Uscire dalla violenza” sono passate dalla 49 del 2003
alle 117 del 2009. Si mantiene stabile il numero di utenti di “Oltre la strada”, con un aumento
significativo nell'ultimo anno
In costante aumento la fruizione della consulenza psicologica, mentre il trend della consulenza legale
è in diminuzione piuttosto netta, specie nell’ultimo anno.
Nel 2009, delle 389 donne accolte dal Centro, 186 sono italiane e 203 straniere
Dati riferiti al tipo di violenza subita dalle donne e all'età delle vittime.
La tabella e il grafico sottostante si riferisce al tipo di violenza denunciata al Centro dalle donne, è necessario
tenere in considerazione che una donna può essere vittima di più tipologie di violenze. La tabella riporta i
numeri in valore assoluto degli ultimi due anni, mentre il grafico evidenzia l'andamento del numero dei casi
per tipologia nell'ultimo sessennio.
La seconda tabella e grafico si riferiscono all'età delle donne che hanno denunciato un episodio di violenza.
Tab. Numero dei casi di violenza assistiti dal progetto “Uscire dalla violenza” per tipologia. Triennio 2007/2009
Anno 2007
Tipologia di
Violenza
Numero casi nell'ambito
del progetto “uscire dalla
violenza”
Violenza economica Violenza Sessuale
39
10
Violenza
psicologica
75
Violenza fisica
57
Anno 2008
Tipologia di
Violenza
Numero casi nell'ambito
del progetto “uscire dalla
violenza”
Violenza economica Violenza Sessuale
50
12
Violenza
psicologica
91
Violenza fisica
77
Anno 2009
Tipologia di
Violenza
Numero casi nell'ambito
del progetto “uscire dalla
violenza”
Violenza economica Violenza Sessuale
37
13
Violenza
psicologica
89
Violenza fisica
70
47
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
Tipologie di violenza assistite dal CDG, anni
2003/2009
100
80
violenza psicologica
60
violenza fisica
violenza economica
40
violenza sessuale
20
disagio
0
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
Tab. Numero dei casi di violenza assistiti dal progetto “Uscire dalla violenza” per fascia di età della vittima. Biennio
2007/08.
Anno 2007
Età della
vittima
Numero casi
nell'ambito del
progetto “Uscire
dalla violenza”
<18
18-29
30-39
40-49
50-68
>70
1
20
38
23
11
1
Anno 2008
Età della
vittima
Numero casi
nell'ambito del
progetto “Uscire
dalla violenza”
<18
18-29
30-39
40-49
50-68
>70
-
17
43
24
27
-
Anno 2009
Età della
vittima
Numero casi
nell'ambito del
progetto “Uscire
dalla violenza”
<18
18-29
30-39
40-49
50-68
>70
-
34
52
29
21
-
Fasce di età delle donne assistite dal CDG. Anni
03/09
60
50
<18
40
18-29 anni
30-39anni
30
40-49anni
20
50-68
10
>70
0
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
48
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
Quanto alle diverse tipologie di violenza seguite dal Centro Donna Giustizia, è possibile rilevare che, più frequentemente,
i casi vengono classificati come violenza psicologia, seguita dalla violenza fisica e poi dalla economica. Le operatrice
rilevano che è necessario tener conto che le donne sono spesso vittime di più tipologie di violenza contestualmente.
L'età più a rischio i violenza risulta essere tra i 30 e i 39 anni. Nell’ultimo anno si è verificato un notevole aumento di
donne giovani, tra i 18 e i 29 anni. In ulteriore aumento i casi relativi a donne tra i 40 e i 49 anni. In diminuzione,
invece, il numero di donne tra i 50 e i 68 anni.
Dati riferiti alla situazione lavorativa delle donne in prima accoglienza presso il CDG
(escluso donne che provengono dalla tratta)
Tab. Situazione lavorativa donne in prima accoglienza al CDG. Valori in percentuale. Anni 2003/2009.
Dati
occupazional
Occupata
Disoccupata
Pensionata
Studentessa Casalinga
Altro
i
2003
68 %
19 %
5%
1%
5%
2%
2004
56 %
27 %
6%
1%
3%
7%
2005
57 %
24 %
8%
7%
5%
2006
44 %
34 %
6%
1%
6.5%
8%
2007
47 %
30 %
7%
2%
7,4 %
4,9 %
2008
51%
27%
5%
1%
5%
11%
2009
53,5%
28,4%
9,3%
7%
7%
Impiegata,
Operaia,
Coadiuvante
Servizi alla Lavoro in
Professione
Insegnante categorie
inserviente,
in
impresa altro
persona
proprio
intermedie
lav. dip.
familiare
2003
7%
25 %
40 %
5%
5%
3%
2004
1%
23 %
33 %
7%
13 %
2005
3%
27 %
43 %
4%
6%
2006
6%
26%
34.5%
12%
4.5%
2007
5,3%
32,2%
32,2%
7,9 %
6,9 %
2008
4%
33%
36%
6%
8%
2009
5,5%
26,2%
33,8%
0,7%
8,3%
1,4%
15 %
23 %
17 %
17%
11%
24,01%
Quanto alla situazione occupazionale delle donne vittime di violenza, è possibile riscontrare negli anni un
aumento tendenziale delle disoccupate, che nel 2007/08 aveva avuto una battuta di arresto, assestandosi
con una percentuale al 28%. La percentuale maggior parte delle donne ha una occupazione (53,5%).
Tra le occupate, nel 2009 aumentano lievemente le insegnanti, mentre diminuiscono sia le impiegate che le
operaie. Aumenta di molto la percentuale che si colloca nell’ “altro”.
Dati riferiti alla provenienza delle donne accolte. Divisione per distretto e provincia.
Tab. Provenienza delle donne in prima accoglienza e inserite nel progetto “Uscire dalla violenza” presso il CDG. Divisione
per distretto e provincia. Anni 2005/09.
Provenienza
2005
2006
2007
2008
2009
Distretto Nord
136
176
160
153
161
Distretto Sud/est
44
33
40
52
50
Distretto/Ovest
27
36
31
35
43
Fuori Provincia
10
14
16
18
17
49
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
Dalla tabella relativa alle provenienze si può dedurre che la netta maggioranza delle donne accolte
provengono dal Distretto Nord, in quanto è il distretto che include la città di Ferrara, il più densamente
popolato e sede del Centro.
1.5.2. L'immigrazione in ottica di genere in provincia di Ferrara10
Da alcuni anni, i dati inerenti i permessi di soggiorno, non offrono più un quadro adeguato della presenza
straniera nelle diverse province italiane. Le modifiche normative e procedurali introdotte negli ultimi anni,
infatti, consentono di rilevare solo i permessi di soggiorno in vigore, per cui sfugge ai fini statistici la quantità
delle autorizzazioni a soggiornare in Italia in fase di rinnovo o non rilasciate in virtù della brevità del
soggiorno.
E’ opportuno, quindi, concentrare l’analisi sulle caratteristiche quantitative e qualitative delle residenze
registrate da ogni Comune e pubblicati dall’Istat.
Se si considera il periodo dall’1.1.95 all’1.1.2009 nella regione Emilia Romagna, il trend di crescita dei
residenti stranieri appare molto più consistente della media nazionale: dalle 52.397 alle 421.482 unità
(804,4%, contro + 567,7% dell’Italia), con un’incidenza sul totale della popolazione regionale che è salita
dall’1,33% al 9,72%; soprattutto per effetto dell’incremento delle presenze straniere, infatti, i residenti
complessivi sono passati da 3.924.952 a 4.337.979, con un incremento di 413.027 (+ 10,5%); mentre al
netto della popolazione straniera si sarebbe verificata una crescita di appena 43.942 unità (+ 1,12%).
Nel territorio ferrarese, invece, pur considerando che all’inizio del 1995 il numero di stranieri presenti era
molto esiguo e che questo aspetto può accentuare i valori percentuali di crescita, l’incremento degli stranieri
residenti è risultato ancora più sostenuto (Tabella 1): dalle 1.841 unità alle 21.985 unità (1.194,2%), con
un’incidenza sul totale della popolazione provinciale che è salita dallo 0,52% al 6,14%.
Si è trattato di un trend di crescita degli stranieri che ha consentito alla provincia di Ferrara di registrare,
dall’1-1-1995 all’1-1-2009, un incremento dei residenti pari a 2.642 unità (+ 0,74%), mentre senza l’apporto
degli stranieri si sarebbe registrato un calo di 17.502 unità (– 4,93%).
Nell’ultimo anno (dal 31.12.2008 al 31.12.2009) la fase espansiva degli insediamenti registra un evidente
rallentamento: i residenti stranieri sono aumentati di 2.552 unità (3.127 nel 2008), passando da 21.985 a
24.537 (+ 11,6%). Tale rallentamento è certamente legato ad almeno quattro variabili: la scelta del Governo
di non emanare alcun decreto flussi per lavoro a tempo indeterminato nel corso 2009; la scarsa incidenza del
decreto 102/09 di “regolarizzazione” delle domestiche e delle assistenti familiari (considerato che la maggior
parte delle domande di emersione saranno esaminate nel corso del 2010); la diminuzione delle opportunità
di lavoro e, quindi, della forza attrattiva del mercato del lavoro italiano, stante la crisi economica in atto; la
minor disponibilità di reddito di molti stranieri che, probabilmente, ha rallentato i processi di
ricongiungimento familiare (considerate le difficoltà occupazionali emerse nella seconda metà del 2008 e nel
2009).
Le variegate situazioni migratorie che hanno caratterizzato il 2009 si sono riflesse sulle presenze di genere,
portando ad un ulteriore rafforzamento delle donne straniere residenti. Queste sono salite dal 54,1% del
2008 al 54,9% del 2009 sul totale dei residenti stranieri ed hanno coinvolto soprattutto i Paesi connotati da
una forte e consolidata emigrazione femminile, quali l’Ucraina (da 2.188 a 2.590 unità), la Moldavia (da
1.323 a 1.615 unità) e la Romania (da 3.075 a 3.468 unità).
Sono, inoltre, aumentati oltre la media provinciale anche i residenti di origine pakistana, passando da 1.623
a 2.027 unità (+24,9%), in virtù degli elevati flussi d’ingresso per ricongiungimento familiare (+ 131 unità) e
della crescente attrazione che sembra esercitare la comunità pakistana verso i connazionali presenti in altre
province italiane (con migrazioni interne, verso la provincia di Ferrara, stimabili in almeno 250 unità).
Alla fine del 2009, i residenti stranieri s’attestano al 6,8% (6,1% nel 2008) della popolazione residente nel
territorio ferrarese, con una punta massima nel territorio dell’Alto Ferrarese, pari al 9,5%. Il Comune che ha
evidenziato l’incidenza più elevata della provincia è quello di Portomaggiore (11,3%), seguito a distanza dal
Comune di Cento (9,8%) e dal Comune di Argenta (9,5%), mentre l’incidenza più bassa si è riscontrata nel
Comune di Goro (1,6%).
10
Il seguente contributo scritto di analisi è stato fornito dal dott. Franco Mosca, Responsabile dell’Osservatorio provinciale
dell’immigrazione.
50
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
I livelli di presenza femminile, naturalmente, variano da Comune a Comune, in stretta connessione con le
specificità sociali ed economiche dei diversi ambiti locali. Così, ad esempio (tra parentesi i dati 2008):
nell’Alto Ferrarese, che vanta 5.815 residenti stranieri (5.206), le donne s’attestano a 2.942 unità (2.541),
pari al 50,6% del totale (48,8%), con un incremento dei livelli di presenza femminile legati probabilmente
alla diminuzione degli ingressi maschili per lavoro subordinato e all’accentuarsi dei processi di
ricongiungimento familiare di mogli e figli;
nell’area di Ferrara, che vanta 10.589 residenti stranieri (9.312), le donne raggiungono le 5.979 unità
(5.229), pari al 56,5% del totale (56,2%), per cui trova conferma l’orientamento ad insediarsi nel Comune
capoluogo di numerose donne entrate in Italia per lavoro domestico e/o di assistenza familiare;
nell’area del Basso Ferrarese, che denota 2.872 residenti stranieri (2.654), le donne s’attestano a 1.719 unità
(1.559), pari al 59,9% del totale (58,7%), con una crescita ulteriore dell’incidenza femminile legata al lavoro
reperibile sui lidi ferraresi e nell’ambito dell’assistenza familiare;
nell’area del Medio Ferrarese, relativamente ai Comuni di Argenta, Portomaggiore e Voghiera, dove sono
insediati 3.636 residenti stranieri (3.293), le donne raggiungono le 1.868 unità (1.679), pari al 51,4% del
totale (51,0%), con un’incidenza nettamente inferiore alla media provinciale (54,9%), legata alla
considerevole presenza di pakistani e marocchini, la cui migrazione è prettamente maschile;
nell’area del Medio Ferrarese, relativamente ai Comuni di Berra, Copparo, Formignana, Jolanda di Savoia, Ro
e Tresigallo, dove sono insediati 1.625 residenti stranieri (1.520), le donne s’attestano a 970 unità (892),
pari al 59,7% del totale (58,7%), con una presenza legata prevalentemente alle opportunità di lavoro
nell’ambito dell’assistenza familiare.
Per quanto concerne le presenze nel mercato del lavoro, le recenti scelte del Governo di consentire ingressi
per lavoro quasi esclusivamente nell’ambito dell’assistenza familiare, hanno ulteriormente incrementato
l’incidenza e l’importanza della componente femminile. Infatti, al traino degli inserimenti nel settore
domestico/assistenziale (+ 415 dipendenti nel corso del 2009), secondo i dati dei Centri per l’Impiego della
Provincia di Ferrara, l’occupazione straniera passa dalle 9.975 unità del 2008 alle 10.293 unità del 2009 (+
318 dipendenti, pari a + 3,2%). Senza l’apporto degli inserimenti lavorativi delle donne, però, gli occupati
uomini sarebbero calati da 4.707 a 4.684 unità (- 0,5%).
L’incidenza dell’occupazione femminile, infatti, sale dal 52,8% del 2008 (5.268 unità) al 54,5% del 2009
(5.609 unità), con un inserimento nell’ambito dei lavori domestici e di assistenza familiare che sale dalle
3.121 unità alle 3.536 unità, per cui si può affermare che attualmente sono le donne migranti a sostenere
l’economia familiare sia dei gruppi familiari rimasti all’estero, sia dei gruppi familiari ricongiunti in Italia.
Naturalmente, ai primi posti nella graduatoria per gruppi nazionali, si notano:
le ucraine con 1.739 occupate (1.736), pari al 92,1% (92,0%) del totale degli ucraini al lavoro, inserite quasi
esclusivamente nelle attività di assistenza familiare;
le rumene con 877 occupate (788), pari al 58,2% (53,3%) del totale dei rumeni al lavoro, in prevalenza
avviate al lavoro agricolo e/o di selezione ortofrutticoli e nel settore turistico/alberghiero;
le moldave con 702 occupate (648), pari al 73,7% (73,8%) del totale dei moldavi al lavoro, inserite,
analogamente alle ucraine, nell’ambito dell’assistenza familiare;
le polacche con 420 occupate (337), pari all’85,2% (80,8%) del totale dei polacchi al lavoro, in gran parte
avviate nei settori agricolo e/o di selezione ortofrutticoli e turistico/alberghiero (analogamente alle rumene);
le cinesi con 257 occupate (219), pari al 42,1% (40,0%) del totale dei cinesi al lavoro, coinvolte soprattutto
in attività lavorative dei settori della ristorazione e dell’abbigliamento (gestite principalmente da
connazionali);
le albanesi con 231 occupate (229), pari al 30,5% (30,1%) del totale degli albanesi al lavoro, inserite in vari
contesti lavorativi, con una lieve preminenza nei settori delle pulizie e di cura della persona;
le marocchine con 202 occupate (200), pari al 16,9% (16,4%) del totale dei marocchini al lavoro, inserite in
vari settori (come per le albanesi si nota una lieve preminenza nell’ambito delle pulizie e della cura delle
persone);
le russe con 139 occupate (134), pari all’86,9% (87,6%) del totale dei russi al lavoro, avviate in particolare
nelle attività di assistenza familiare;
le filippine con 127 occupate (114), pari al 65,8% (64,4%) del totale dei filippini al lavoro, assunte come
lavoratrici domestiche e/o assistenti familiari.
Sul versante della ricerca di un’occupazione, le donne iscritte ai Centri per l’Impiego della Provincia di Ferrara
aumentano di 550 unità (+ 33,8%), passando da 1.626 a 2.176, evidenziando come le difficoltà indotte
dall’attuale crisi economica abbiamo effetti consistenti anche sulla componente femminile. Tale incremento,
però, risulta percentualmente inferiore a quello che ha coinvolto la componente maschile: + 503 unità (+
42,8%, da 1.174 a 1.677).
51
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
Si tratta di un aumento che, analogamente alla più modesta crescita dell’occupazione, può essere imputato
alle caratteristiche assunte da due importanti variabili:
i flussi d’ingresso in provincia di Ferrara incentrati nel 2009 sui ricongiungimenti familiari di donne e minori e
sugli ingressi femminili autorizzati in ambito domestico-assistenziale;
il mercato del lavoro ferrarese, che da un lato ha continuato ad offrire lavoro alle donne straniere nei settori
domestico-assistenziale (anche se il settore evidenzia ormai situazioni di saturazione occupazionale, con una
crescente contrazione delle possibilità occupazionali) e dall’altro ha ridotto le opportunità di lavoro per gli
uomini stranieri nei settori della metalmeccanica e delle costruzioni, in stretta relazione con l’attuale fase di
crisi economica e occupazionale.
Ai primi posti tra gli iscritti ai Centri per l’Impiego per la ricerca di un’occupazione si notano:
- le donne di origine ucraina con 431 unità (281), pari al 19,8% (10,0%) del totale disoccupate; un incremento considerevole che segnala ormai una situazione di “saturazione” delle opportunità di lavoro nell’ambito domestico e dell’assistenza familiare, con una domanda che, da un lato tende a crescere più dell’offerta effettiva delle famiglie, dall’altro si va facendo sempre più selettiva (chi è regolarmente presente accetta solo le opportunità di lavoro che si conciliano con le proprie esigenze personali: possibilmente non in situazioni di convivenza, in luoghi adeguatamente serviti da mezzi di
trasporto pubblico, con persone da assistere semi-autonome e/o non troppo difficili da gestire);
- le donne di origine rumena con 392 unità (279), pari al 18,0% (10,0%) del totale disoccupate, con
una crescita che si lega sia alle sopra indicate “difficoltà” del mercato del lavoro domestico e dell’assistenza familiare, sia ai notevoli flussi in ingresso emersi con l’inserimento della Romania nell’Unione
Europea;
- le donne di origine marocchina con 321 unità (283), pari al 14,8% (10,1%) del totale delle non occupate, con un aumento legato alle difficoltà di reperire un lavoro sia per la condizione familiare
(spesso si tratta di madri giovani e con più figli che non possono contare sull’ausilio di altri familiari),
sia per la scarsità delle offerte di lavoro al di fuori dell’assistenza familiare, dove ormai si è fatta forte la concorrenza delle cittadine provenienti dall’Europa dell’est.
1.6. Altro
In questa sezione si riportano i dati di contesto relativi ad assi che non sono attualmente oggetto di bilancio.
Tuttavia, la lettura di contesto in chiave di genere evidenzia elementi interessanti che possono essere presi
in considerazione nella definizione di obiettivi e priorità relativi alle attività interessate.
1.6.1. Servizio Civile Volontario
Nel dicembre del 2004, su iniziativa della Provincia di Ferrara, si è costituito il Coordinamento Provinciale
degli Enti di Servizio Civile (Co.Pr.E.S.C.) di Ferrara che, ad oggi, associa circa 50 enti tra i comuni della
Provincia di Ferrara e le maggiori associazioni del privato sociale interessati e decisi a promuovere il Servizio
Civile Nazionale (ex L.64/2001) nell'intero territorio
Tra le attività peculiari del Copresc rientra anche il coordinamento degli enti al momento della pubblicazione
del bando e della pubblicizzazione delle opportunità offerte nel territorio attraverso i progetti presentati dagli
enti.
Tab. Numero di giovani avviati per genere (SCN). Trend 2006/09.
Genere
Anno
2007
2008
2009
TOTALE
VA
%
VA
%
VA
%
Totale
Maschio
Femmina
73
26,3
59
30,9
46
31%
205
73,7
132
69,1
98
69%
278
100
191
100
144
100
VA
178
435
613
%
29%
71%
100
52
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
Tab. Domande pervenute per settore di progettazione e genere del candidato/a. Trend 2007/09
2007
Settore progettuale
Ambiente
Assistenza
Educazione e
promozione
culturale
Estero
Patrimonio
artistico e
culturale
Totale
2008
2009
Maschio
Femmina
Totale
Maschio
Femmina
Totale
Maschio
Femmina
Totale
N.
11
19
30
12
3
15
18
12
30
%
36,7%
63,3%
100,0%
80,0%
20,0%
100,0%
60%
40%
100%
N.
51
140
191
39
86
125
55
87
142
%
26,7%
73,3%
100,0%
31,2%
68,8%
100,0%
38,7%
61,3%
100%
N.
35
81
116
30
99
129
46
100
146
%
30,2%
69,8%
100,0%
23,3%
76,7%
100,0%
31,5%
68,5%
100%
N.
31
65
96
55
65
120
35
65
100
%
32,3%
67,7%
100,0%
45,8%
54,2%
100,0%
35%
65%
100%
N.
42
115
157
34
64
98
60
74
134
%
26,8%
73,2%
100,0%
34,7%
65,3%
100,0%
44%
56%
100%
N.
170
420
590
170
317
487
214
338
552
%
28,8%
71,2%
100,0%
34,9%
65,1%
100,0%
38%
62%
100%
Nel 2009, se consideriamo le domande di servizio civile pervenute agli enti, suddivise per ambito di
intervento, è possibile rilevare quanto segue:
- l’adesione a progetti di servizio civile rimane un ambito d’impiego preferito più dalle donne che dagli
uomini,
- nell’ultimo triennio tutta è innegabile un trend di assottigliamento del gap di genere, partendo dal 2007
con oltre il 70& di domande pervenute da ragazze fino ad arrivare al 2009 con il 62%
- si va assottigliando anche la differenza di genere che caratterizzava fortemente l’adesione a progetti di
assistenza.
- i progetti di ambito “patrimonio artistico e culturale” sono richiesti, per il 2009, in maniera
tendenzialmente paritaria, da ragazzi e ragazze.
- l’unico progetto che, per il 2009, interessava l’ambito ambientale, è stato richiesto da una maggioranza
maschile.
Altro dato da rilavare è che nell’ultimo triennio, per tutti gli anni, la differenza di genere aumenta di
qualche punto percentuale passando dalle domande pervenute agli avvii, ossia coloro che, dopo una
selezione positiva, sono stati avviati al progetto. Per il 2009 gli avvii sono stati per il 69% femminili.
1.6.2. Osservatorio per l’educazione e la sicurezza stradale della Provincia di Ferrara
L’Osservatorio per l’educazione stradale della Provincia di Ferrara ha come finalità il reperimento,
l’elahborazione e l’analisi dei dati statistici sugli incidenti stradali. Sotto sono riportati alcuni dati
sull’incidentalità disaggregati per genere nell’anno 2009.
53
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
Tab. Incidentalità. Utenti deboli per genere anno 2009.
Maschi
Femmine
Totale
Utenti deboli
Feriti
Morti
Feriti
Morti
Feriti
morti
pedoni
27
1
35
1
62
2
Ciclisti
134
6
138
2
272
8
scooter
103
0
30
0
133
0
motociclisti
172
8
26
1
198
9
totale
436
15
229
4
665
19
Tab. Incidentalità passeggeri dei veicoli per genere e fascia di età. Anno 2009.
Fascia di
età
Passeggeri feriti
Passeggeri morti
Maschi
Femmine
Totale
Maschi
Femmine
0/13
32
33
65
14/20
18
26
44
3
21/39
58
72
130
1
40/64
14
75
89
65 e oltre
3
28
31
1
1
Nc
8
4
12
-
.
totale
133
238
371
5
2
Totale
0
1
4
1
0
2
7
Tab. Incidentalità conducenti dei veicoli per genere e fascia di età. Anno 2009.
Fascia di
età
Conducenti feriti
Conducenti morti
Maschi
Femmine
Totale
Maschi
Femmine
Totale
0/13
2
5
7
0
0
0
14/20
88
30
118
1
21/39
322
181
503
11
3
14
40/64
336
201
537
2
1
3
65 e oltre
149
79
228
7
4
11
897
496
1393
21
8
29
1
Np
totale
 Quanto agli utenti deboli, si conferma anche per il 2009 un grande differenziale di genere all'interno delle
categorie degli scooter e dei motocicli, in queste categorie solo il 15% è un utente donna. I ciclisti vittime di
incidenti sono sia uomini che donne, con una differenza di genere a favore delle donne non rilevante;
I passeggeri incidentati sono al 64% donne (percentuale in aumento rispetto all’anno precedente); il
differenziale di genere è più alto per le fasce di età maggiori
I conducenti incidentati, tra morti e feriti, sono al 65% uomini.
54
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
2. Analisi della composizione del Personale dell’ente in ottica di genere
L’analisi è stata condotta in collaborazione con l’Ufficio responsabile della Gestione delle Risorse Umane della
Provincia di Ferrara, che ha permesso la raccolta dei dati sui/lle dipendenti a tempo indeterminato e
determinato, analizzati per genere, categorie e struttura di appartenenza.
2.1. Analisi di genere del personale della Provincia per categorie
I Dipendenti a tempo indeterminato della Provincia di Ferrara al 31/12/2009 risultano complessivamente pari
a 474 unità (184 uomini e 290 donne). Le donne sono dunque pari al 61% del totale dei dipendenti. Al
31/12/2009, come per l’anno precedente, la categoria economica più diffusa è la D, la più elevata per
retribuzione e qualifica di accesso, sia per le donne che per gli uomini. Sul totale delle donne impiegate, ben
il 41% è qualificata in D, un po’ sotto la percentuale in D sul totale maschile (38%).
Le posizioni dirigenziali sono complessivamente 16, suddivise tra 8 uomini e 8 donne: parità assoluta di
genere.
Di seguito si propongono le tabelle della distribuzione numerica dei dipendenti per categoria economica e
genere relative al 31/12/2006, al 31/12/2007, al 31/12/2008 e al 31/12/2009.
Tab. Dipendenti dell'amministrazione provinciale di Ferrara per categoria economica e genere. Anni 2006/2009.
Dato al 31/12/2006
Genere/categorie
A
B
C
D
Donne
5
59
105
96
9
274
Uomini
3
54
59
63
11
190
Totale
8
113
164
159
20
464
Genere/categorie
A
B
C
D
Donne
3
48
148
74
8
281
Uomini
2
50
72
54
11
189
Totale
5
98
220
128
19
470
Genere/Categorie
A
B
C
D
Donne
5
45
115
122
8
295
Uomini
3
49
60
70
10
192
Totale
8
94
175
192
18
487
Genere/Categorie
A
B
C
D
Donne
3
47
112
120
8
290
Uomini
0
49
56
71
8
184
Totale
3
96
168
191
16
474
Dirigenti
Totale
Dato al 31/12/2007
Dirigenti
Totale
Dato al 31/12/2008
Dirigenti
Totale
Dato al 31/12/2009
Dirigenti
Totale
55
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
2.2. Analisi del personale per genere e struttura di appartenenza.
Attraverso l’analisi del personale secondo la struttura di appartenenza è possibile evidenziare possibili
segregazioni orizzontali tra i generi, ossia un persistere della divisione tra impieghi tipicamente maschili, che
attengono solitamente all’utilizzo di nuove tecnologie o ai settori più tecnici, e impieghi tipicamente
femminili, che ruotano intorno ai servizi alla persona o a mansioni di segreteria.
Nella fattispecie dell’impiego pubblico all’interno della amministrazione provinciale, si riporta il dato riferito
alla situazione al 31/12/2009.
In continuità con gli anni passati, i maggiore differenziali in assoluto tra impiego femminile e maschile si
riscontrano nel Settore Servizi alla Persona (che, con 92 dipendenti donne impiega il 31 % del totale delle
occupate), nel Settore Bilancio ed economia (dove l'86% del personale è donna) e il Settore Tecnico (che
impiega il 36 % del totale degli occupati). Il settore Tecnico e il settore Agricoltura e Ambiente impiegano
insieme il 67% del totale dei 192 dipendenti uomini.
Tab. Dipendenti dell'amministrazione provinciale per genere e struttura di appartenenza al 31/12/2009. Valori assoluti.
Numero M
Settore Istituzione
Castello
3
Numero F
4
Servizi
Nessun Servizio
4
15
10
4
10
10
7
3
7
Risorse Idriche e tutela
ambientale
13
16
Nessun servizio
11
13
Servizio Bilancio ed economia
1
9
Servizio Turismo, Sport, Att.
Produttive
2
19
Nessun Servizio
3
8
Servizio Politiche della
sostenibilità
56
63
Servizio produzione e sviluppo
agricolo
Servizio Protezione flora e fauna
Settore Bilancio ed
economia
6
36
Numero F
3
Servizio Aiuti alle imprese
Settore Agricoltura e
Ambiente
Numero M
56
Bilancio di genere 2009
Settore Risorse
Umane-Servizi
informaticiSemplificazione
19
Provincia di Ferrara
51
Settore Tecnico
65
38
Servizio Amministrazione
6
13
Nessun Servizio
6
15
Servizio Gestione Risorse
Umane
0
13
Servizio Sistemi informativi
telematici
7
10
Nessun Servizio
8
22
Servizio Appalti e Gare
2
12
48
4
7
0
1
2
Servizio Urbanistica
5
4
Nessun Servizio
9
5
Servizio Pubblica Istruzione
2
5
Servizio Formazione
professionale e politiche del
lavoro
17
72
1
12
Servizio Edilizia, Impianti,
Sicurezza
Servizio Grandi Infrastrutture
Settore Uffici di
Piano
Nessun Servizio
1
Settore
Pianificazione,
Mobilità Energia
Settore Servizi alla
persona, formazione
professionale
politiche del lavoro
14
20
2
9
89
Nessun Servizio
Quanto alla verifica sulla distribuzione omogenea di professionalità maschili e femminili nei vari settori di
impiego (verifica volta ad accertare la presenza di segregazioni orizzontali di genere) dalla precedente tabella
possiamo trarre le seguenti considerazioni:
-
Quanto alla distribuzione femminile, verifichiamo che l’area per eccellenza tipicamente femminile
(quella relativa al Settore Servizi alla Persona) impiega il 30% delle risorse femminili complessive
dell’ente (89 donne sul totale delle 290)
-
Tuttavia le rimanenti risorse sono distribuite in maniera significativamente omogenea e varia (il servizio bilancio ed economia è interamente femminile, anche nel servizio informatico e telematico le
donne sono molto presenti e per entrambi i servizi abbiamo una dirigente donna)
-
Il totale dei 184 uomini è invece distribuito in maniera meno omogenea se consideriamo che ben il
65% degli uomini impiegati ricopre una mansione per due soli servizi (Settore Tecnico in particolare
servizio edilizia impianti e sicurezza e Settore Agricoltura e Ambiente).
57
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
2.3. Personale per categorie e fasce di età.
Tab. Personale della Provincia di Ferrara per categorie e fasce di età al 31/12/2009.
Categorie/fasce di
età
Fino a 29 anni
F
v.a.
Da 30 a 39 anni
M
%
v.a.
F
%
v.a.
Dal 40 a 49 anni
M
%
v.a.
F
%
v.a.
Oltre i 50 anni
M
%
v.a.
F
%
v.a.
M
%
v.a.
%
A
0
0
0
0
0
0
0
0
2
2
0
0
1
1
0
0
B
1
17
1
100
3
5
3
12
9
9
23
27
33
25
20
27
C
1
17
0
0
23
40
11
42
39
40
29
34
50
39
18
24
D
4
66
0
0
32
55
11
42
46
47
30
36
38
29
30
41
Dirigenti
0
0
0
0
0
0
1
4
1
1
2
2
7
5
5
7
Segretari
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
1
1
Totale Valori
Assoluti
6
1
58
26
97
84
129
74
La tabella sopra evidenzia la composizione del personale della Provincia con riferimento a quattro fasce di
età, al genere e alla categoria economica. Come da trend dell’anno precedente, una percentuale piuttosto
alta della componente femminile totale, che ammonta a 290 dipendenti donne, rientra nell'ultima fascia di
età (il 45%) contro il 40% degli uomini. A fine carriera la maggioranza delle donne sono in categoria C
(39%) e la maggioranza degli uomini sono in D, con una percentuale (il 41%) in aumento rispetto all’anno
precedente. Questo dato è graficamente visibile dai grafici sotto riportati, che disegnano le curve di carriera
in relazione al passaggio degli anni per le categorie C e D.
Graf. Donne per fasce di età e categorie c e d
Donne per categorie c/d e fas cia di età
50%
45%
40%
35%
30%
C
25%
D
20%
15%
10%
5%
0%
<29 anni
>30
>40
>50
58
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
Graf. Uomini per fasce di età e categorie c e d
Uom ini per categorie c e d e fas ce di età
60%
50%
40%
C
30%
D
20%
10%
0%
<29 anni
>30
>40
>50
2.4. Personale per genere, titolo di studio e categoria.
Tab. Personale totale della Provincia di Ferrara per genere, categoria e titolo di studio al 31/12/2009
Categorie/fasce di
età
Scuola dell'obbligo
Lic. Media
Superiore
Laurea breve
Laurea
F
M
F
M
F
M
F
M
A
0
1
2
0
0
0
0
0
B
17
16
26
31
1
0
4
1
C
6
5
79
43
1
1
26
7
D
1
0
40
32
1
0
78
39
Dirigenti
0
0
0
0
0
0
8
8
Segretari
0
0
0
0
0
0
0
1
24
22
147
106
3
1
116
56
Totale
Tab. Donne dipendenti per titolo di studio e categorie. Valori Percentuali.
Categorie/titolo di
studio
Scuola dell'obbligo
Licenza Superiore
Laurea Breve
Laurea
A
0%
100%
0%
0%
B
36%
54%
2%
8%
C
5%
71%
1%
23%
D
1%
33%
1%
65%
Dirigente
0%
0%
0%
100%
Segretario
0%
0%
0%
100%
59
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
Tab. Uomini dipendenti per titolo di studio e categorie. Valori Percentuali.
Categorie/titolo di
studio
Scuola dell'obbligo
Licenza Superiore
Laurea Breve
Laurea
A
100%
0%
0%
0%
B
33%
65%
0%
2%
C
9%
77%
2%
12%
D
0%
45%
0%
55%
Dirigente
0%
0%
0%
100%
Segretario
0%
0%
0%
100%
In linea rispetto all’anno precedente, le donne dipendenti sono in generale maggiormente scolarizzate
rispetto ai colleghi maschi: il 40% di loro è in possesso di un diploma di laurea contro il 30% dei dipendenti
uomini.
Confrontando questo stato di fatto con la composizione di genere delle categorie economiche, come reso
evidente dalle tabelle sopra, è possibile verificare che sono in possesso del massimo titolo il 65% delle
donne presenti nella categoria D (tre punti percentuali in più rispetto all’anno precedente), per gli uomini
questa stessa percentuale cala al 55%. I posti in D al maschile quindi sono distribuiti (46% e 54%) tra chi è
laureato e chi è in possesso della licenza superiore con un divario di 10 punti percentuali, un divario di 32
punti percentuali esiste invece tra i medesimi titoli se consideriamo le dipendenti donne.
Quanto alla categoria C, il 77% degli uomini e il 71% delle donne possiede un diploma di scuola superiore e
il 12%per gli uomini e il 23% per le donne un diploma di laurea.
2.5. Fruizione dei congedi parentali per genere
Per “Congedo parentale”, secondo la terminologia della legge n. 53/2000, si intende un periodo di
astensione facoltativa dal lavoro nei primi otto anni del bambino, per un periodo complessivo di sei mesi,
continuativi o frazionati, fruibile dai padri e dalle madri. Nel caso il padre abbia effettuato almeno tre mesi di
astensione è previsto un premio, un mese di congedo in più, che così arriva a 7 mesi.
La volontà legislativa, con la legge nazionale sulla conciliazione tra i tempi di vita e di lavoro, ha rivisto
e ampliato questo istituto attraverso una diversa articolazione temporale del congedo parentale (fruibile fino
al 8° anno di vita del bambino), la flessibilizzazione del congedo di maternità (scegliendo la distribuzione dei
5 mesi di periodo obbligatorio), la previsione dello stesso congedo anche per i lavoratori dipendenti padri.
Favorire la fruizione del congedo parentale anche da parte dei lavoratori padri è una delle azioni
positive di conciliazione più perseguite da enti e associazioni che si occupano di politiche di genere.
La tabella sottostante riporta, per tre periodi di riferimento, le unità di personale dipendente della
provincia, distinto per genere, che ha fruito di congedi parentali.
60
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
Anche nell’ente provinciale, come è evidenziato dalla tabella e dal grafico sottostante, sono le donne a
fruire maggiormente dei periodo di congedo parentale per le proprie esigenze di conciliazione dei tempi di
cura e di lavoro.
Tab. Dati sulla fruizione del Congedo parentale da parte del personale dipendente della Provincia di Ferrara. Trend
2005/2009
FRUIZIONE DEI CONGEDI PARENTALI PER GENERE
Periodo
N. Donne
Tot Giorni
Media GG
N. Uomini
Tot. Giorni
Media GG
Anno 2005
15
781
52
1
12
12
Anno 2006
18
1387
77
3
36
12
Anno 2007
17
427
25
2
35
17,5
Anno 2008
19
538
28
3
27
9
Anno 2009
24
5
2.6. Assenze per genere
La tabella sottostante riporta i dati riguardati le assenze (in giornate) del personale per genere, per categoria
e per tipologia di assenze al 31/12/2009. Le tipologie di assenze prese in considerazione sono state le ferie,
la malattia, i permessi retribuiti, i permessi per la fruizione della legge 104/92, le maternità e congedi
parentali, gli scioperi, le assenze non retribuite. L’ultima riga riporta, in media, i giorni di assenza di donne e
uomini nel corso dell’anno 2009.
Tab. Giorni di assenza dei dipendenti per genere, tipologia, categoria economica. Anno 2009.
categorie
Presenti al
31/12/2009
M
F
Ferie
M
A
0
3
B
49
47
C
F
M
F
Maternità,
congedo p.
M
146
36
17
1639 1528
345
906 0
56
112 1789 3703
349
1157
D
71
120 2315 3871
226
DIR
8
260
6133 9508
Totale
GG
assenza
Media
GG
assenza
8
55
Malattia
335
33
32
F
0
LEGGE
104/92
M
F
Permessi
retribuiti
M
F
Assenze non
retribuite
Scioperi
M
F
M
F
0
0
51
11
8
0
0
0
0
61
112
507
151
78
8
11
103
0
51
1185
276
245
463
420
19
28
191
75
1021
96
1232
101
323
175
556
12
24
254
186
12
14
0
0
0
0
10
1
1
4
0
0
968
3115
810
1063
40
67
548
261
5
10
4
4
0.2
0.2
3
0.9
147 2478
0.7
8
489 1126
2
4
2.7. La fruizione del part-time in ottica di genere
Il numero di dipendenti di sesso femminile che usufruiscono di orario part-time è molto più alto (81% del
totale) di quello dei dipendenti di sesso maschile.
Il notevole ricorso a questa forma di flessibilità da parte delle lavoratrici donne indica come la riduzione
61
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
d’orario resti a tutt’oggi uno degli strumenti più adottati per conciliare la vita familiare con quella lavorativa.
Tra le 29 lavoratrici donne che, al 31/12/2009, hanno scelto il part-time ben 26 fruiscono della modalità
“orizzontale” che comporta una riduzione dell’orario lavorativo in tutti i giorni della settimana.
Tradizionalmente proprio il part-time orizzontale è la modalità d’impiego richiesta dalle donne per esigenze
conciliative. Tra i 7 uomini in part-time,diversamente, 5 fruiscono della modalità verticale, che comporta una
riduzione delle giornate lavorative. Tale opzione viene richiesta, prevalentemente, per poter “liberare” tempo
da finalizzare ad attività diverse dal lavoro abituale. Tendenzialmente le 29 donne in part time sono
inquadrate prevalentemente nelle categorie c e d, i pochi uomini, invece, nella categoria b.
Fruizione della modalita’ part-time per genere
Categoria Ec.
al 31/12/2007
al 31/12/2008
Al 31/12/2009
A
B
C
D
TOT
Uomini
4
2
1
7
Uomini
4
1
1
6
Uomini
3
3
1
7
Donne
1
5
10
11
27
Donne
1
3
11
11
26
Donne
4
13
12
29
3. Bilancio di genere consuntivo 2009
La struttura della rendicontazione è articolata su tre livelli: per ciascuna delle assi di intervento vengono
riportati gli indirizzi e le priorità in ottica di genere, le attività realizzate, gli indicatori di
monitoraggio e, dove possibile, quelli di esito.
I conti monetari sono trattati in un capitolo a parte.
3.1. Aree direttamente inerenti al genere
3.1.1. Pari opportunità
All’interno della amministrazione provinciale le Politiche di Pari opportunità vengono presidiate nell’ambito del
Settore Servizi alla Persona.
•
•
•
•
•
•
Indirizzi e priorità in ottica di genere
Sostenere azioni di promozione delle pari opportunità sotto l'aspetto teorico culturale del concetto della
differenza e della storia dei generi
Promuovere e convocare il Forum Provinciale per le pari Opportunità
Promuovere lo strumento del Bilancio di Genere quale principale mezzo per la realizzazione del Mainstreming
di Genere nelle elaborazione di politiche pubbliche
Promuovere ricerche, convegni e tavoli di lavoro sulla tematica della violenza di genere
Promuovere il coordinamento e la diffusione a livello provinciale delle iniziative locali in tema di pari
opportunità
Promuovere la cultura dell’ottica di genere nella programmazione pubblica dei sistemi di tutela della salute
Indirizzi di riferimento
62
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
•
Promuovere ricerche, convegni e tavoli di lavoro sulla tematica della violenza di genere
Attività del Servizio
•
Stampa e diffusione di un opuscolo dal titolo “Violenza di genere: la nostra rete per fermarla” contenente tutte
le iniziative contro la violenza sul territorio provinciale;
Diffusione di un “Ordine del giorno” comune sulla violenza di genere e promozione della sua approvazione
congiunta in tutti i comuni della provincia di Ferrara;
25/11 Organizzazione di una seduta di Consiglio congiunta con il Comune di Ferrara per il giorno 25 novembre
2009 presso la sede della sala consiliare del Castello Estense, con la partecipazione della scrittrice Lidia
Ravera.
25/11 Organizzazione, in collaborazione con l’Istituto di storia contemporanea, della messa in scena del recital
“Arriere Pensee” di Roberta Pazi, tratto da “Una donna spezzata” di Simon De Beauvoir.
12/11 Sottoscrizione del “Protocollo d'intesa per la promozione di strategie condivise finalizzate alla
prevenzione ed al contrasto del fenomeno della violenza nei confronti di donne e minori” promosso dalla
Prefettura di Ferrara.
•
•
•
•
•
•
•
Indirizzi di riferimento
Promuovere il coordinamento provinciale delle iniziative in tema di pari opportunità
Attività del Servizio
Diffusione di un opuscolo/calendario con tutte le iniziative del mese di marzo legate alla festa della donna.
Titolo dell'opuscolo “Un Marzo di gran vento”.
A partire da elaborazione e diffusione di una NEWSLETTER dal titolo “Le pari opportunità in Provincia di
Ferrara” a cadenza bimestrale
63
Bilancio di genere 2009
•
•
•
•
•
•
•
Provincia di Ferrara
Indirizzi di riferimento
Promuovere lo strumento del Bilancio di Genere quale principale mezzo per la realizzazione del Mainstreming
di Genere nelle elaborazione di politiche pubbliche
Attività del Servizio
Assicurata la continuità alla redazione annuale a consuntivo del Bilancio di genere, proponendo la
presentazione dei suoi contenuti presso le sedi istituzionali e le associazioni cittadine.
Indirizzi di riferimento
Sostenere azioni di promozione delle pari opportunità sotto l'aspetto teorico culturale del concetto della
differenza e della storia dei generi
Attività del Servizio
17/03/2010 Organizzazione di un incontro dal titolo “La luce dei giorni di Marzo. Il cinema di genere” .
Proiezione pubblica di cortometraggi e conversazioni con le registe Elisabetta Lodoli e Daria Menozzi. In
compartecipazione con Istituto di Storia contemporanea e Arci Ferrara.
21/03/2010 Organizzazione di una Giornata di Studi e Formazione su Goliarda Sapienza dal titolo
“Appassionata Sapienza”. In compartecipazione con Comune di Ferrara, Biblioteca Ariostea, e Centro
Documentazione Donna.
25/11/2009 Organizzazione della presentazione pubblica del libro “La donna Gigante” di Lidia Ravera alla
presenza dell’autrice.
Indirizzi di riferimento
Promuovere la cultura dell’ottica di genere nella programmazione pubblica dei sistemi di tutela della salute
Attività del Servizio
•
•
01/04/2009 Organizzazione del primo workshop interistituzionale “La Medicina di Genere” in collaborazione
con i Comitati Aziendali per le pari opportunità di Azienda USL, Azienda Ospedaliero/universitaria Sant’Anna e
Università di Ferrara.
01/04/2009 Istituzione del Gruppo Attivo per la Medicina di Genere e realizzazione di un focus group sulla
percezione delle discriminazioni di genere.
3.1.2. Gestione delle Risorse Umane
L’Amministrazione nel rispetto delle norme si è dotata di un Piano di Azioni Positive per promuovere iniziative
utili all’effettiva realizzazione di pari opportunità fra lavoratrici e lavoratori, insieme al miglioramento del
benessere dei propri dipendenti e della funzionalità della struttura.
Il Piano triennale (2007/09) è stato adottato con delibera G.P. nn 382/91074 del 06/11/2007.
A seguito si riportano le azioni previste e lo stato di avanzamento sulla realizzazione.
AZIONI
Sviluppare un’attenta conoscenza della situazione lavorativa
all’interno dell’ente con raccolta sistematica e monitoraggio dei
dati, rilevati per genere, relativi al personale e attivare
un’indagine sul benessere organizzativo in un’ottica di genere
Approvazione della regolamentazione relativa al mobbing e alle
molestie sessuali, secondo le previsioni del CCNL in vigore
Elaborazione ed invio al personale dipendente di un questionario
per raccogliere informazioni sul tema delle tematiche di pari
opportunità e conciliazione
Mantenere e promuovere strumenti organizzativi e di valutazione
STATO DI REALIZZAZIONE nel triennio 07/09
Raccolta dei dati di contesto effettuata annualmente nel Report di
bilancio di genere
Attivata una consulenza per l’attivazione della indagine sul
Benessere organizzativo e Stress/correlato
Approvazione del Codice di condotta e tutela della dignità del
personale della Provincia di Ferrara con deliberazione n. 46/10385
del 11/02/2008
Indagine da effettuarsi prossimamente collegata all’indagine sul
benessere organizzativo di cui sopra
Orario flessibile mantenuto nel periodo per tutti i lavoratori e le
64
Bilancio di genere 2009
che non penalizzino le assenze per congedi parentali e che
agevolino, come l’orario flessibile, la conciliazione fra orario di
lavoro e organizzazione familiare
Realizzazione di attività formative specifiche rivolte a tutti i
dipendenti, all’interno del piano pluriennale di formazione, per
sviluppare le conoscenze delle norme in materia di parità e
valorizzazione delle differenze, nonche presentazione del Codice
di condotta
Promozione della partecipazione delle donne e degli uomini ai
corsi di formazione attivati dall’ente, sia a sostegno delle attività
svolte, sia per sviluppare nuove competenze
Sviluppare il sostegno al reinserimento lavorativo delle donne in
maternità e delle donne e degli uomini con responsabilità di cura
nei primi anni di vita del bambino, prevedendo al rientro modalità
di affiancamento
Attivare interventi di counseling finalizzati a promuovere e
supportare ruoli di responsabilità affidati a donne
Promozione di donne a livelli di responsabilità interni all’ente,
raggiungimento tendenziale di parità fra uomini e donne per i
titolari di PO particolarmente complesse e mantenimento almeno
dell’attuale percentuale di donne per responsabile d’ufficio e
titolari di posizioni dirigenziali
Realizzazione di iniziative di sensibilizzazione sul tema della parità
fra generi rivolte a tutti
Nomina del nuovo Comitato per le pari opportunità
Provincia di Ferrara
lavoratrici
In particolare orari personalizzati per le donne al rientro dalla
maternità e per donne e uomini con particolari responsabilità di
cura di famigliari disabili
Realizzati numero 2 incontri formativi dedicati esclusivamente
alle tematiche della parità di genere e alla presentazione del
Codice di condotta, con la partecipazione della consigliera di
fiducia
Progettazione in via sperimentale di reinserimenti personalizzati
sulle esigenze specifiche del lavoratore/trice e del settore
lavorativo
Realizzato incontro formativo con le dirigenti in via sperimentale il
22 settembre 2010 titolo “La gestione delle relazioni e delle
emozioni in azienda” tenuto da Roberto Ciabatti (conselor
biosistemico e responsabile del Managment relazionale presso
Overnet Education MI)
L’analisi del contesto conferma una situazione di tendenziale parità nella attribuzione dei carichi di responsabilità, sia a livello dirigenziale che a livello di posizione
organizzative
-
-
Atto di conferma delle nomine dei Comitati e della Consigliera di Fiducia prot. 66310 del 18/08/2009
con Delibera GP 167/38465 del 19/05/2009 è stato
approvato il regolamento di funzionamento dei Comitati
Selezione pubblica e nomina successiva con atto prot.
8179/2009 della Consigliera di Fiducia avv. Michela Fugaro
3.1.3. Formazione professionale e politiche per il lavoro
Con l'anno 2007 si è aperto un nuovo ciclo di programmazione del Fondo Sociale Europeo caratterizzato da
nuove regole imposte dalla Comunità europea, minori quantità di risorse e diverse priorità.
Attraverso il Programma Provinciale delle Politiche del lavoro e della formazione professionale, l'assessorato
delinea strategie e priorità di intervento per il triennio 2007/09, attenendosi alle scelte della programmazione
regionale.
Le risorse del FSE per il territorio ferrarese sono articolate secondo tre assi di intervento:
 ASSE 1) OCCUPABILITA': Finanzia operazioni formative rivolte ai disoccupati
 ASSE 2) ADATTABILITA': Finanzia operazioni formative rivolte a occupati
 ASSE 3) INCLUSIONE SOCIALE: Finanzia operazioni formative rivolte ai disabili.
La Provincia di Ferrara ha ritenuto utile di riservare, all'interno di queste risorse, una quota al just in time e
a bandi rivolti alle sole donne e immigrati.
Di seguito ci riportano tutti i macro obiettivi posti a base posti a base del programma provinciale per il
periodo 2007/2009 suddivisi per gli Assi prioritari di intervento in ambito FSE: questi macro obiettivi sono
risultati da una declinazione degli orientamenti strategici generali posti a livello regionale congiuntamente ad
una analisi del contesto socio economico e da una valutazione dei risultati delle programmazioni precedenti.
Successivamente questi macro obiettivi verranno citati nel report relazionandoli alla operazione formativa in
rendicontazione.
ASSE I ADATTABILITA'
- Consolidare i sistemi di formazione continua e sostenere l’adattabilità dei lavoratori con interventi flessibili e
coerenti alle specificità delle imprese;
65
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
- Salvaguardare i livelli occupazionali, favorire l’innovazione e la produttività attraverso una migliore
organizzazione, sicurezza e qualità del lavoro;
- Sostenere la competitività dei sistemi produttivi anche attraverso politiche di anticipazione dei cambiamenti,
la promozione dell’imprenditorialità e lo sviluppo dei servizi;
- Sviluppare un approccio di sistema volto a favorire la formazione permanente, che integri il filone
tradizionale delle formazione continua con le iniziative di formazione per l'acquisizione delle competenze
chiave di base, trasversali e professionali, al fine di favorire l'occupabilità e la mobilità dei lavoratori, anche
attraverso lo sviluppo degli strumenti a sostegno delle scelte e delle domande individuali di formazione
(orientamento, analisi delle competenze, percorsi di formazione al di fuori delle strategie aziendali, catalogo
corsuale e voucher formativi);
- Favorire la flessibilità nell’erogazione della formazione, tenendo conto delle esigenze delle imprese e dei
lavoratori, mediante una pluralità di metodi e strumenti formativi anche integrati tra loro, come l’articolazione
dei percorsi per UFC, il riconoscimento di crediti, l’impiego di metodologie didattiche attive (ad es. action
learning, tutor on the job, analisi di casi, simulazione) e di metodologie di e-learning;
- Assicurare la sinergia e, insieme, evitare la duplicazione rispetto alle attività finanziate con i Fondi
interprofessionali gestiti dagli enti bilaterali
ASSE II – OCCUPABILITÀ
- realizzare misure per il lavoro attive e preventive, coerenti con le tendenze produttive settoriali e locali,
anche in coerenza con i fabbisogni professionali emersi dalle principali indagini (ad es. Provincia di Ferrara –
Programma FSE 2007-2009 Pagina 61 xcelsior), per garantire a giovani e adulti disoccupati l’entrata e il
reinserimento nel mercato del lavoro, in particolare con varie forme e attività di orientamento, esperienze
guidate in ambienti lavorativi, alternanza tra istruzione, formazione e lavoro, formazione mirata, adeguata ai
livelli di competenza in ingresso delle persone e finalizzata all’inserimento lavorativo, forme di incentivazione
all'accesso e alla stabilizzazione del lavoro, sostegno al lavoro autonomo e alla creazione d'impresa, ecc.
- programmare azioni formative e di incentivazione economica per il conseguimento da parte delle persone in
giovane età di un livello minimo di competenze, coerenti con le esigenze del sistema produttivo regionale,
attraverso il diploma o una qualifica professionale;
- sviluppare l'integrazione sociale e la valorizzazione professionale e occupazionale degli immigrati quale
risorsa per gli obiettivi di sviluppo economico e di coesione sociale all'interno del contesto provinciale;
- promuovere la partecipazione delle donne all’occupazione, attraverso azioni specifiche e iniziative finalizzate
allo sviluppo del mainstreaming di genere, centrate in particolare sulla conciliazione tra tempi di lavoro, di
vita e di cura;
- favorire la flessibilità nell’erogazione della formazione, tenendo conto delle caratteristiche dei destinatari,
mediante una pluralità di metodi e strumenti formativi anche integrati tra loro, come l’articolazione dei
percorsi per UFC, il riconoscimento di crediti, l’impiego di metodologie didattiche attive (ad es. action
learning, tutor on the job, analisi di casi, simulazione) e di metodologie di e-learning.
ASSE III – INCLUSIONE SOCIALE
- Assicurare pari opportunità di formazione e lavoro a tutti i cittadini, con specifico riguardo allepersone
disabili e a rischio di emarginazione sociale, e attenzione ai fenomeni di nuova povertà,sviluppando anche
misure di supporto per creare condizioni di contesto favorevoli all’inclusionesociale;
- favorire la flessibilità nell’erogazione della formazione, tenendo conto delle caratteristiche dei destinatari,
mediante una pluralità di metodi e strumenti formativi anche integrati tra loro, come l’articolazione dei
percorsi per UFC, il riconoscimento di crediti, l’impiego di metodologie didattiche attive (ad es. action
learning, tutor on the job, analisi di casi, simulazione) e di metodologie di e-learning.
Di seguito è indicata le priorità trasversali relativi agli assi di intervento come riportate nel POR, ossia le pari opportunità
e la interculturalita'.
66
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
PARI OPPORTUNITA'
Va assicurata a tutte le persone la pari opportunità nell’accesso all’istruzione, alla formazione e al lavoro. In
questa logica, occorre perseguire le pari opportunità con politiche che contraddistinguono tutti gli interventi,
accompagnate da un’adeguata progettazione rivolta a target specifici. Si tratta, quindi, di perseguire il
successo formativo e l’inclusione lavorativa delle persone in condizioni di svantaggio, per prevenire ogni
forma di discriminazione nel mercato del lavoro e di marginalizzazione dal contesto sociale.
In particolare, una delle principali priorità dell’azione strategica del FSE riguarda la valorizzazione della
componente femminile della popolazione.
Le azioni per le pari opportunità tra uomini e donne saranno sviluppate come nella precedente
programmazione, in linea anche con quanto dettato da SEO (Strategia Europea per l’Occupazione), in
un'ottica di mainstreaming, e saranno finalizzate ai seguenti obiettivi:
- adottare l’approccio del mainstreaming nell’insieme delle priorità di intervento previste per ciascun Asse del
programma, garantendo una presenza della popolazione femminile che orientativamente rifletta la situazione
del mercato del lavoro, ed eventualmente promuovendo azioni specifiche e dedicate alle donne in tutte le
Misure;
- promuovere azioni positive come elemento di rafforzamento del mainstreaming, attraverso l’intervento sui
fattori che possono favorire e agevolare l’ingresso, il reinserimento, la permanenza e l’avanzamento di
carriera delle donne;
- promuovere un’offerta di servizi alle persone e ai sistemi volti alla conciliazione, flessibili nei tempi e nelle
modalità di erogazione e sostenibili nei costi;
- promuovere interventi finalizzati alla disaggregazione orizzontale della partecipazione femminile ai processi
di innovazione, di sviluppo e di trasferimento tecnologico;
- azioni volte a sostenere l’imprenditorialità femminile e l’avvio di lavoro autonomo, con particolare attenzione
ai settori ad alta innovazione.
INTERCULTURALITA'
Gli interventi inerenti l’interculturalità devono guardare alle politiche di integrazione, inclusione
evalorizzazione di culture differenti quale strumento per cogliere e per valorizzare tutte le risorse chiamate a
contribuire al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo economico e di coesione sociale.
La Provincia intende favorire l’interculturalità sia a livello di sistema in integrazione e complementarietà con la
Regione, sia a livello di filiera di intervento, agendo sui versanti dell’integrazione educativa, formativa e
sociale, nonché della valorizzazione professionale e occupazionale degli immigrati, avvalendosi a tal fine di
tutti gli strumenti normativi esistenti.
I macro-obiettivi sopra citati sono stati di seguito confrontati con gli obiettivi operativi e con le priorità del
POR e tradotti in azioni, linee prioritarie specifiche, destinatari e fonti di finanziamento all’interno di ciascun
Asse di intervento.
La nuova programmazione 2007-2013 non permette i raffronti con anni precedenti al 2007.
•
•
•
•
Indirizzi di riferimento asse occupabilità
Sostenere l'occupazione delle donne in condizione di debolezza nel mercato del lavoro, in particolare delle
lavoratrici atipiche a basso reddito, disoccupate over45 ed in generale tutte coloro che si trovano in
situazione di svantaggio occupazionale
Indirizzi di riferimento asse adattabilità
Sviluppare sistemi di formazione continua e sostenere l’adattabilità dei lavoratori
Favorire l’innovazione e la produttività attraverso una migliore organizzazione e qualità del lavoro.
Contrastare le discriminazioni e i divari di genere e favorire le pari opportunità di genere nel mondo del
lavoro, con misure atte a sostenere i percorsi di riqualificazione e di sviluppo di carriera delle occupate, a
supportarne la partecipazione al lavoro attraverso la diffusione di modelli organizzativi aziendali orientati
alla conciliazione tra vita familiare e vita lavorativa;
67
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
Attività approvate dal Servizio – asse occupabilità
•
•
•
Interventi di formazione rivolte a donne giovani e adulte (over 45) non occupate e con contratti
atipici, senza titolo di studio, con titolo di studio medio/basso o non congruente alle necessità del
mercato, a rischio di emarginazione dal MDL, per l'inserimento o il reinserimento in tutti i settori
produttivi, finalizzati in particolare all'acquisizione di qualifiche di accesso;
Interventi di formazione rivolti a donne in possesso di titolo di studio medio-alti, per l'inserimento
lavorativo nei settori delle nuove tecnologie informatiche e telematiche e dei servizi alle imprese e
nel campo della tutela ambientale,
Interventi di formazione rivolti a donne per la creazione di impresa e di lavoro autonomo con
particolare riferimento allo sviluppo di attività artigianali, dell'economia sociale, delle tradizioni locali,
commerciali, e turistiche nel settore dell'informatica e della telematica.
Attività approvate dal Servizio – asse adattabilità
•
•
•
•
•
•
Operazioni per l’adeguamento della professionalità delle lavoratrici ai cambiamenti tecnologici,
Operazioni rivolte a lavoratrici occupate in imprese a rischio di perdita di competitività con particolare
riferimento alle lavoratrici di età superiore a 45 anni, con professionalità debole e/o a rischio di
espulsione dai processi produttivi;
Operazioni rivolte ad imprenditrici, dirigenti e quadri intermedi di impresa,
Operazioni rivolte ad occupate con contratti atipici,
Operazioni formative a sostegno e consolidamento delle neo-imprese al femminile
Operazioni per lo sviluppo di carriera delle donne nell’ambito dell’attività aziendale
Tab. Indicatori di attività relativi alle azioni formative finanziate nell'ambito di bandi rivolti esclusivamente alle donne.
Anni 2007/2008/2009.
Attività formative rivolte alle donne anni
2007/2008/2009 – Asse Occupabilità
Inserimento e reinserimento
lavorativo di donne giovani e adulte
Valore 2007
Valore 2008
Valore 2009
Operazioni totali
4
4
3
Partecipanti totali
56
63
48
1900
1800
800
€ 236.670,00
€ 216.270,00
€ 107.616,72
di cui operazioni a qualifica
3
3
1
Di cui partecipanti a qualifica
42
45
15
Valore 2007
Valore 2008
Valore 2009
7
5
2
Partecipanti totali
366
181
29
Ore totali
904
661
800
Spesa totale
€ 283.766,50
€ 129.058,40
€ 24.780,00
Di cui finanziamento pubblico
€ 210.110,90
€ 100.000,00
€ 19.824
Valore 2007
Valore 2008
Valore 2009
Ore totali di attività
Spesa totale
Attività formative rivolte alle donne anni
2007/2008/2009 – Asse Adattabilità
Formazione continua per utenza
femminile a sostegno delle strategie
aziendali
Attività totali
Attività formative rivolte alle donne anni
2007 /2008/2009– Asse Adattabilità
Formazione per occupate con
fabbisogni individuali non riconducibili
a strategie aziendali
68
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
Attività totali
4
-
-
Partecipanti totali
241
-
-
Ore totali
550
-
-
Spesa totale
€ 97.777,80
-
-
Di cui finanziamento pubblico
€ 97.472,80
-
-
3.1.4. Sussidiarietà
Indirizzi e priorità in ottica di genere
•
•
•
Sostenere le attività delle associazioni che svolgono i progetti con un particolare impatto in un'ottica di
genere e di promozione della cultura di genere
Partecipare a Progetti nazionali e transnazionali in partenariato
Aderire a RETI provinciali e interprovinciali
•
•
•
•
Indirizzi di riferimento
Sostenere le attività delle associazioni che svolgono i progetti con un particolare impatto in
un'ottica di genere e di promozione della cultura di genere
Attività del Servizio
Attività di coordinamento dei 26 Comuni della Provincia finalizzata all’inserimento del sostegno al
Progetto “Uscire dalla Violenza” del Centro Donna Giustizia all’interno della programmazione
sociale inserita nei Piani di Zona (legge regionale 2/2003 art. 5 prevede come servizi essenziali
l’attività svolta dai Centri AntiViolenza). A fronte della rendicontazione finanziaria annuale
dell’attività del Progetto, la compartecipazione dei Comuni è stata definita, su proposta della
Provincia, sulla base di una ripartizione che ha tenuto conto del numero di donne dai 15 ai 65 anni
residenti nei territori comunali.
Erogazione di contributi semestrali alle associazioni del terzo settore che presentino un
progetto rilevante per la promozione delle pari opportunità (le erogazioni sono vincolate
all’articolato disposto dal Regolamento provinciale sulle contributi)
Compartecipazione al progetto “Scateniamo la vita” dell’Associazione Papa Giovanni XXIII a
sostegno delle donne vittime di tratta (progetto di unità di strada e accoglienza alle donne ex art,
18 D.lgs 286/98).
Tab. Indicatori di attività relativi all'asse “Sussidiarietà”
Sussidiarietà
Valore
Valore
2005
2006
Fondi Provinciali erogati a favore del
Centro Donna e Giustizia per il
progetto “Uscire dalla Violenza”
Ammontare complessivo dei contributi
semestrali ad approvazione di Giunta
erogati sull’azione Pari Opportunità
Compartecipazione al progetto
“Scateniamo la vota” dell’Associazione
Papa Giovanni XXIII
Valore
2007
Valore
2008
Valore
2009
€ 10.000,00
€ 13.000,00
€ 13.000,00
€ 20.000,00
€ 20.000,00
€ 5.000,00
€ 7.700,00
€ 16.466,00
€ 2.980,00
€ 2.000,00
€ 1.500,00
69
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
3.2. Aree indirettamente inerenti al genere
All’interno di questa sezione rientrano le politiche e attività portate avanti dall’Amministrazione che, pur non
essendo esplicitamente e prioritariamente rivolte alle donne, hanno su diverso impatto sui generi che può
dipendere:
- dal contesto: ad esempio, alle attività formative rivolte genericamente a disoccupati partecipano più donne
che uomini;
- dalla tipologia di intervento, che per sua natura va ad agire in ambiti connotati da una prevalenza
femminile (es. attività relative al potenziamento e al miglioramento degli asili nido hanno in generale
un’influenza indiretta maggiore sulle donne rispetto agli uomini)
3.2.1. Politiche dell’istruzione
Indirizzi e priorità in ottica di genere
•
•
•
•
Assicurare pari opportunità di accesso al sistema dell’istruzione e di contrasto alla dispersione scolastica;
Assicurare alle persone disabili o in disagio un’adeguata integrazione per il pieno esercizio del diritto allo
studio e per l’apprendimento durante tutto l’arco della vita;
Assicurare agli alunni stranieri l’integrazione nel percorso scolastico mediante azioni di mediazione
linguistica e culturale;
Assicurare un adeguato livello qualitativo ai servizi educativi per la prima infanzia.
Erogazione Borse di studio
•
•
Indirizzi di riferimento
Assicurare pari opportunità di accesso al sistema dell’istruzione e di contrasto alla dispersione scolastica.
Attività del Servizio
Assegnazione annuale di borse di studio concesse agli/lle alunni/e delle scuole secondarie superiori della
provincia di Ferrara in attuazione della L.R. n. 26/2001 “Diritto allo studio e all’apprendimento per tutta la vita”
Tab. Indicatore di attività. Numero delle assegnazione delle borse di studio ex L.R. n. 26/2000 per genere e a.s.
Assegnazioni delle
borse di studio per
n. Ragazzi
n. Ragazze
% Ragazzi
% Ragazze
genere
2003/04
2004/05
2005/06
2006/07
2007/08
2008/09
2009/10
497
561
442
463
274
346
420
666
677
545
526
309
409
497
43%
45%
45%
47%
47%
46%
45%
57%
55%
55%
54%
53%
54%
55%
Per l’anno scolastico 2009/2010 sono state erogate complessive 917 borse di studio agli/lle studenti/sse delle
scuole medie superiori della Provincia. L’istruttoria per concessione prevede che la famiglia assegnataria
presenti un valore ISEE non superiore ad una determinata soglia. In ottica di genere, gli assegnatari maschi
sono generalmente meno delle femmine (in media di 4-5 punti percentuali). Per la valutazione di questo
dato, si premetta che la popolazione scolastica, per l’a.s. di riferimento, è composta da un 50,2% di maschi e
da un 49,8% di femmine. Tra gli assegnatari maschi il 34,5% per l’ultimo a.s. ha conseguito una media di
rendimento pari o superiore al sette, con conseguente maggiorazione dell’entità del beneficio. Questa
percentuale sale al 50% se consideriamo le femmine.
70
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
La misura di questo divario è rimasta all'incirca invariata negli ultimi anni..
Integrazione Scolastica di alunni disabili e stranieri.
•
•
•
Indirizzi di riferimento
Assicurare alle persone disabili o in disagio un’adeguata integrazione per il pieno esercizio del diritto allo
studio e per l’apprendimento durante tutto l’arco della vita
Assicurare agli alunni stranieri l’integrazione nel percorso scolastico mediante azioni di mediazione
linguistica e culturale
Attività del Servizio
Riparto e assegnazione dei fondi regionali (ex L.R. 12/2003) destinati alla realizzazione di interventi per
l'inserimento e l'integrazione degli alunni disabili e degli stranieri
Tab. 1 - Indicatore di Attività. Erogazione dei Fondi LR 12/03. A.S. 2004/05_ 2005/06_2006/07_2007/08-_2008/09
A.S. 2004/05
ORDINI DI GRADO
Alunni
stranieri
Alunni
disabili
Disabili (*4) +
stranieri
Budget stranieri
Budget
disabili
TOTALI
Scuole Primarie
778
319
2.054
€ 66.664,08
€ 0,00
€ 176.000,03
Scuola Secondaria di I
grado
387
233
1.319
€ 33.160,67
€ 79.859,80
€ 113.020,47
Scuola Secondaria di
II grado
407
194
1.183
€ 34.847,40
€ 66.492,71
€ 101.367,11
totale
1572
746
4.556
€ 134.699,15
€ 255.688,45
€ 390.387,60
ORDINI DI GRADO
Alunni
stranieri
Alunni
disabili
Disabili (*4) +
stranieri
Budget stranieri
Budget
disabili
TOTALI
Scuole Primarie
881
313
2.133
€ 64.564,56
€ 91.490,60
€ 156.055,16
Scuola Secondaria di I
grado
466
245
1.446
€ 34.236,59
€ 71.513,21
€ 105.749,80
Scuola Secondaria di
II grado
557
215
1.417
€ 40.316,68
€ 62.248,32
€ 102.565,00
totale
1.904
773
4.996
€ 139.117,83
€ 225.252,13
€ 364.369,96
ORDINI DI GRADO Alunni
stranieri
Alunni
disabili
Disabili (*4) +
stranieri
Budget stranieri Budget
disabili
TOTALI
Scuole Primarie
A.S. 2005/06
A.S. 2006/07
332
2400
€ 54.948,13
€ 68.070,11
€ 123.018,21
Scuola Secondaria di I 590
grado
1072
285
1730
€ 30.241,97
€ 58.433,66
€ 88.675,63
Scuola Secondaria di
II grado
685
257
1713
€ 35.111,44
€ 52.692,79
€ 87.804,23
totale
2347
874
5843
€ 120.301,54
€ 179.196,56
€ 299.498,10
ORDINI DI GRADO Alunni
stranieri
Alunni
disabili
Disabili (*4) +
stranieri
Budget stranieri Budget
disabili
TOTALI
Scuole Primarie
A.S. 2007/08
362
2731
€ 55.978,75
€ 63.188.05
€ 119.175,80
Scuola Secondaria di I 666
grado
310
1906
€ 29.063,01
€ 54.111,31
€ 83.174,32
Scuola Secondaria di
II grado
822
273
1914
€ 35.870,57
€ 47.652,86
€ 83.523,43
2771
945
6551
€ 120.921,33
€ 164.952,22
€285.873,55
totale
1283
71
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
A.S. 2008/09
ORDINI DI GRADO
Alunni
stranieri
Alunni
disabili
Disabili (*4) +
stranieri
Budget
stranieri
Budget
disabili
TOTALI
Scuole Primarie
1.304
403
1.707
51.908,47
64.169,06
116.077,53
Scuola Secondaria di I
grado
804
336
1.140
32.004,91
53.500,75
85.505,66
Scuola Secondaria di II
grado
906
303
1.209
36.065,24
48.246,21
84.311,45
totale
3.014
1-042
4.056
119.978,62
165.916,02
285.894,64
In applicazione della L.R. 12/2003, la Provincia eroga annualmente fondi regionali, che integra con proprie
risorse in proporzione alle disponibilità in bilancio, sia alle autonomie scolastiche che ai Comuni. Tali fondi
sono destinati alla realizzazione dei percorsi educativi di integrazione degli alunni disabili e/o stranieri. La
programmazione di questi interventi viene condivisa su un tavolo di concertazione territoriale coordinato
dalla Provincia, come prevede il vigente Accordo di programma provinciale per l'integrazione degli alunni
disabili (2006/2007-2010/2011).
L'attività d'integrazione per gli alunni disabili e stranieri si ritiene possa essere monitorata come
indirettamente inerente il genere. La progettualità, che non tiene conto della differenza di genere, e la
presenza di una rete territoriale di supporto all'integrazione scolastica assicura il sostegno al nucleo
famigliare supportando i genitori nella cura dei figli.
In quest’ottica attuativa che contribuisce in generale ad arricchire e ad assicurare il livello qualitativo della
vita di relazione dei ragazzi e delle ragazze, la Provincia coordina, organizza e sostiene finanziariamente
progettualità specifiche con alcune scuole secondarie superiori che hanno per finalità l’integrazione degli
alunni con deficit, mediante esperienze di tipo laboratoriale e l’attivazione di tirocini che durano un intero
anno scolastico. Sono attività che incontrano sempre più il gradimento delle famiglie e sono vissute con
soddisfazione anche dai docenti coinvolti. Le famiglie hanno riscontrato che la permanenza a scuola dei
propri figli viene vissuta con maggiore serenità e accresciuta motivazione.
Una prima progettualità è dedicata all’organizzazione di laboratori nelle scuole, che vede il coinvolgimento di
una rete di istituzioni scolastiche di 2° grado che mettono a disposizione tutors, professionalità e locali
attrezzati in cui svolgere i laboratori. I ragazzi disabili coinvolti sono in prevalenza maschi. E’ per loro
un’occasione importante attraverso la quale sviluppano una maggiore autonomia personale e sono portati a
vivere la scuola in una forma più accogliente e più socializzante, interfacciando l’esperienza di lezione
frontale con pacchetti applicativi che condividono con altri compagni sia della medesima classe o scuola sia
delle scuole. Possono fare esperienze nel verde, attività di tipo creativo, psicomotorio, smontano e riciclano
strumenti informatici e sono affiancati soprattutto nelle attività teatrali anche dagli allievi frequentanti il corso
di studi in servizi sociali attivati nelle scuole della rete. Per gli allievi “tutors”, in prevalenza ragazze,
quest’esperienza ha anche una valenza orientativa per la loro futura scelta professionale.
Si è fatta inoltre la scelta di accogliere anche quegli alunni che in corso d’anno hanno avuto problemi
disciplinari e che possono recuperare la situazione in questa attività educativa, molto socializzante
ricavandone un’esperienza costruttiva e compensativa.
La Provincia promuove anche una collaborazione con la locale Università degli Studi (corso di laurea in
scienze dell’educazione) attivando tirocini dedicati agli alunni disabili frequentanti le scuole secondarie
superiori. I tirocini sono richiesti solo da studentesse laureande che dedicano a tale scopo un monte ore
stabilito dall’Università e calendariato con la scuola ospitante. Collaborano nella definizione del progetto
educativo del ragazzo disabile e lo seguono per l’intero anno scolastico, supportano l’insegnante di
sostegno con la quale definiscono le fasi di accoglienza dell’alunno, verificandone insieme il percorso di
integrazione. Si tratta di un’esperienza molto arricchente sia per le tirocinanti che si trovano ad operare in
situazione, sia per i ragazzi che vengono seguiti in un clima di relazione costruttivo, per certi aspetti amicale
e diverso da quello tradizionalmente attribuito al ritmo scolastico e che non sempre incontra il fabbisogno di
relazione e di spontaneità di cui i soggetti con deficit hanno bisogno.
72
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
Nidi e scuole di infanzia
Indirizzi di riferimento
Assicurare un adeguato livello qualitativo ai servizi educativi per la prima infanzia.
Attività del Servizio
 Riparto e assegnazione delle risorse della L.R. 1/2000 e successive modifiche per la qualificazione, il
consolidamento e l'ampliamento dei nidi (fascia 0-3 anni)
 Riparto e assegnazione delle risorse della L.R. 26/2001 per progetti di qualificazione e miglioramento
delle scuole dell'infanzia
 Riparto e assegnazione delle risorse della L.R. 12/2003 per coordinamenti pedagogici delle scuole
dell’infanzia private e statali
Tab. 2- Indicatore di attività. Assegnazione delle risorse L.R. 1/2000 e successive modifiche per interventi di
qualificazione, consolidamento e ampliamento dei nidi d’infanzia. Anni 2005-2009.
Nidi d’infanzia e servizi 0-3 anni
Fondi regionali per il consolidamento
e la qualificazione dei servizi
educativi 0-3 anni
Fondi regionali per interventi di
ampliamento dell'offerta di servizi
fascia 0-3 anni (conto capitale)
Anno 2005
Anno 2006
Anno 2007
Anno 2008
Anno 2009
€ 435.661,91
€ 539.279,10
€ 678.009,43
€ 614.739,71
€ 570.760,52*
€ 567.899,80
€ 921.172,80
€ 1.202.279,21
€ 1.542.153,69
€ 819.529,36
* non comprende la quota per le scuole dell’infanzia (3-6 anni) che viene invece conteggiata, a far tempo dall’anno 2009, nella tabella 4intitolata “Andamento dei fondi regionali LL.RR.26/2001 e 12/2003 assegnati dalla Provincia per la qualificazione delle scuole
dell’infanzia”.
Tab.3 - Indicatore di esito. Numero dei posti in aumento nei nidi d’infanzia a seguito di interventi di ampliamento sulle
strutture accoglienti i servizi. Trend anni 2005-2009.
Offerta dei posti nei servizi 0-3
Aumento
dell'offerta dei
posti
2005
2006
2007
2008
2009
+13
+ 125
0
+ 77
+ 52
n. posti
L’aspetto di maggiore interesse in ottica di genere delle attività della Provincia in questo settore è
rappresentato dall’impegno della Provincia nella programmazione annuale degli interventi per l’ampliamento
dell’offerta educativa nei servizi educativi per la prima infanzia, sia pubblici che privati autorizzati, per il
consolidamento della loro gestione e per la qualificazione dell’offerta educativa. Le risorse finalizzate a
questi interventi sono di provenienza interamente regionale (L.R. 1/2000 e successive modifiche): Sono
inoltre assegnate risorse ex LL.RR. 26/2001 e 12/2003 per supportare le progettualità e le attività dei
coordinamenti pedagogici nelle scuole dell’infanzia (3/6 anni), pubbliche e private.
Considerato che l’attività di cura è prevalentemente in carico alle donne, tra gli obiettivi prioritari della
programmazione provinciale vi è quello di corrispondere in maniera efficace alle esigenze delle lavoratrici e
delle loro famiglie, adeguando sempre più l’offerta dei servizi al pieno inserimento di ciascun bambino.
L'attività svolta dai coordinatori pedagogici negli spazi della prima e seconda infanzia contribuisce a
valorizzare lo sviluppo e il benessere di quelle bambine e di quei bambini che, figli di giovani donne
straniere, presentano esigenze sociali e di sostegno particolari che necessitano talora di specifici percorsi di
integrazione educativa realizzati nel rispetto dei loro ritmi di crescita, diventando un’esperienza rassicurante
per i rispettivi contesti famigliari.
Nello scenario di riferimento, che fa da sfondo al fabbisogno rilevato per la programmazione dell’Ente, sono
tenuti in considerazione l’incidenza e gli effetti evolutivi dal punto di vista sociale ed economico dei nuovi
insediamenti abitativi nelle varie realtà comunali e sovracomunali, le problematiche derivanti dalla mobilità e
dal traffico, che sono così direttamente connesse con il tempo lavoro soprattutto femminile, la stessa
sostenibilità ambientale delle strutture accoglienti i servizi per l’infanzia.
Come si nota nella tabella n. 3 che riporta il trend dell'aumento di posti disponibili a seguito
73
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
dell'assegnazione di risorse regionali per progetti di ampliamento dei servizi educativi per la prima infanzia,
risulta sostanziale la differenza fra il dato 2007 (anno di crescita zero dei posti bambino per mancanza di
istanze) e quello del 2008, anno invece nel quale si è registrata una maggiore richiesta di interventi da parte
di soggetti pubblici e privati, definendo una programmazione territoriale degli interventi per la fascia 0/3 anni
capace di realizzare un aumento di 77 posti bambino, seppure a fronte di una leggera contrazione dei fondi
regionali trasferiti alla Provincia di Ferrara nell'annualità di riferimento. Tale contrazione è stata del 5,34%
rispetto al 2007 per gli interventi di ampliamento e, per quelli finalizzati alla gestione dei servizi (nidi e servizi
integrativi), del 7% per i nidi, del 28% per i servizi integrativi. L’aumento di 52 posti che caratterizza invece gli
investimenti del 2009 risulta inferiore a quello pianificato nel 2008, ma è comunque da considerarsi
significativo se si valuta che è stato programmato tenendo conto dei limiti finanziari esercitati dal patto di
stabilità sui bilanci degli enti e dalla più generale contrazione degli investimenti sui canali di finanziamento
tradizionali che ha interessato ovviamente anche i soggetti privati.
Tab. 4 - Andamento dei fondi regionali LL.RR.26/2001 e 12/2003 assegnati dalla Provincia per la qualificazione delle
scuole dell’infanzia.
Annualità
2005
2006
2007
2008
Progetti di qualificazione scuole d'infanzia
pubbliche
€ 62.952,70
€ 47.140,40
€ 54.384,60
€ 53.026,86
Progetti di miglioramento scuole d'infanzia
private paritarie
€ 277.644,20
€ 295.349,90
€ 294.533,54
€ 295.038,15
Progetto sperimentazione coordinamento
scuole dell’infanzia statali
€ 10.000,00
Attività di coordinamento pedagogico nelle
scuole dell’infanzia paritarie
€ 43.979,19
Fin dall'annualità 2005 è evidente che la maggior parte dei finanziamenti regionali assegnati alla Provincia
di Ferrara dalla L.R. 26/2001 sono finalizzati al sostegno delle azioni di miglioramento nelle scuole
dell’infanzia private paritarie. L'assegnazione dei contributi regionali è pianificata sulla base del numero
delle sezioni dell'infanzia funzionanti, come previsto dalla direttiva regionale, e gestita mediante il
coordinamento della FISM cui ciascuna scuola è iscritta.
I fondi regionali destinati alle scuole dell’infanzia pubbliche sono erogati in base invece ad una
progettazione che punta ogni anno ad arricchire il quadro complessivo dell'attività educativa programmata,
individuando elementi innovativi e sperimentali alla cui definizione collaborano i rispettivi coordinatori
pedagogici e i docenti.
Uno dei temi ricorrenti è la partecipazione delle famiglie alla vita scolastica ed al progetto educativo,
individuata per condividere il principio che ciascuna attività educativa offerta in ambiente scolastico deve
sia potersi incrociare in modo costruttivo con i contesti familiari, culturali e sociali di provenienza di ciascun
bambino frequentante, sia tener conto delle esigenze genitoriali che motivano sempre più i soggetti gestori
ad erogare il servizio adottando modalità organizzative flessibili.
3.2.2. Formazione Professionale e Politiche per il lavoro
Per quanto riguarda le Politiche per il Lavoro e la Formazione Professionale, si è scelto di rendicontare
rispetto a tutte le politiche e le attività realizzate dalla Provincia, poiché entrambi gli ambiti sono fortemente
strategici per l’obiettivo delle pari opportunità nella partecipazione al mondo del lavoro e nella crescita
professionale. Anche negli interventi non direttamente inerenti al genere, infatti considerazioni sul contesto e
sulla partecipazione in ottica di genere stanno alla base della definizione di politiche e attività che possano
agire in modo incisivo ed efficace sulla situazione formativa e lavorativa della popolazione.
Si riporta di seguito una breve descrizione dei compiti e delle attività dei due servizi.
A livello provinciale, i compiti attribuiti per legge (D.Lgs 469/97) in materia di politiche per il lavoro,
riguardano:
- Collocamento: ordinario, agricolo, obbligatorio, di lavoratori/trici non appartenenti all'Unione Europea, di
lavoratori/trici a domicilio, di lavoratori/trici domestici;
74
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
- Preselezione e incrocio tra domanda e offerta di lavoro;
- Attività di informazione e orientamento su percorsi formativi scolastici, universitari e al lavoro;
- Iniziative di politica attiva del lavoro (es. tirocini, incentivi all'occupazione, ecc.).
Al fine di gestire tali competenze, la Provincia di Ferrara ha dato vita a quattro Centri per l’Impiego:
- Ferrara
- Alto ferrarese (Cento)
- Medio ferrarese (Argenta e Copparo)
- Basso ferrarese (Codigoro).
I Centri per l’Impiego sono inseriti nella struttura organizzativa del Servizio Politiche del Lavoro e Formazione
Professionale che, oltre a programmare e coordinare le attività di tutti i Centri per l’Impiego, gestisce
direttamente e per tutto il territorio provinciale alcune attività quali:
- inserimento lavorativo mirato di persone disabili (gestione della L.68/99)
- osservatorio sull’immigrazione
- osservatorio sul mercato del lavoro
- ufficio statistico
Il servizio Formazione Professionale, come già detto precedentemente, promuove interventi volti alla
realizzazione degli obiettivi degli assi del Fondo Sociale Europeo.
Mentre nell'area del Bilancio dedicata alle attività direttamente inerenti il genere, è stata rendicontata
l'approvazione e il finanziamento degli interventi formativi rivolti alle sole donne, sia nell'ambito dell'asse
adattabilità che nell'ambito dell'asse occupabilità, in quest'area troveranno sede tutti i dati di partecipazione
(disaggregati per genere) relativi agli interventi formativi finanziati dal Servizio e rivolti sia a donne che
uomini
Il Servizio Formazione Professionale programma, approva e finanzia inoltre, secondo le vigenti norme
nazionali e regionali, attività integrate con la scuola media superiore (obbligo formativo integrato), attività di
aggiornamento per il settore primario, aggiornamento nel settore sociosanitario ecc., con risorse assegnate
dalla Regione, non facenti capo al Fondo sociale Europeo.
Tab. Riepilogo delle operazioni di formazione professionale approvate nell'anno 2008.
Operazioni approvate
Occupabilità (pil alternanza
giovani just)
Numero operazioni
Risorse finanziarie
Numero Destinatari
22
€ 1.682.442,00
555
Occupabilità Immigrati
3
€ 185.535,00
45
Occupabiltà Donne
4
€ 216.270,00
60
Inclusione sociale/tirocini
19
€ 1.057.364,80
307
OF (obbligo formativo)biennio
11
€ 1.306.794,50
245
Adattabilità (compresi just in
time)
66
€ 1.708.438,36
3327
2
€ 116.617,50
50
20
€ 499.922,00
375
Adattabilità ROSS
(riqualificazione operatori
socio/sanitari)
L.n 144/99 Percorsi integrati
scuola /formazione
Tab. Riepilogo delle operazioni di formazione professionale approvate nell'anno 2009
Operazioni approvate
Occupabilità (pil alternanza
giovani just)
Numero operazioni
Risorse finanziarie
Numero Destinatari
29
1.666.639,56
785
Occupabilità Immigrati
3
127.482,00
60
Occupabiltà Donne
3
107.616,72
48
Inclusione sociale/tirocini
19
1.169.396,69
284
OF (obbligo formativo)biennio
12
3.112.010,00
291
Adattabilità (compresi just in
time)
72
1779707,27
3.140
75
Bilancio di genere 2009
Adattabilità ROSS
(riqualificazione operatori
socio/sanitari)
L.n 144/99 Percorsi integrati
scuola /formazione
Provincia di Ferrara
1
137.345
100
17
467.066,00
347
Le attività del Servizio politiche del lavoro e formazione professionale sono rendicontate in ottica di genere
proponendone la seguente suddivisione per classe di destinatari:






Attività
Attività
Attività
Attività
Attività
rivolte a disoccupati/e e a studenti/sse in uscita dalla scuola superiore
svolte nell'ambito dell'obbligo formativo e finalizzate a contrastare l'abbandono scolastico;
rivolte a persone a rischio di esclusione sociale;
rivolta ad occupati/e;
di promozione dell'Imprenditorialità
Attività rivolte a disoccupati/e e a studenti/sse in uscita dalla scuola superiore
Indirizzi di riferimento
alle/ai disoccupate/i e a chi cerca lavoro misure efficaci ed incisive per aumentarne
l’occupabilità e le prospettive di inserimento o reinserimento nel mercato del lavoro, intervenendo
sia dal lato della domanda che dell’offerta.
Promuovere una forza lavoro competente, qualificata ed adattabile, dell’innovazione
nell’organizzazione del lavoro, dell’autoimprenditorialità, del rafforzamento delle competenze
scientifico-tecnologiche
Garantire
ATTIVITA’ DEL SERVIZIO POLITICHE DEL LAVORO
Servizi di consulenza ed orientamento o di assistenza per la ricerca di un impiego con piani d’azione
personalizzati;
Proposizione ai disoccupati del patto per la ricerca attiva del lavoro
Interventi più complessivi e specifici di informazione e orientamento, anche all’imprenditorialità e ai
lavoratori “atipici”
Incontro tra domanda ed offerta di lavoro e preselezione per le aziende
Definizione di progetti di tirocinio
Promozione di altre iniziative utili alla transizione al lavoro, sviluppando momenti di alternanza fra
formazione e lavoro. (es: stages attivati direttamente dall’Ente a favore di giovani studenti degli Istituti
secondari superiori)
Implementazione dell’ Osservatorio sul mercato del lavoro
ATTIVITÀ APPROVATE DAL SERVIZIO FORMAZIONE PROFESSIONALE
•
•
•
•
•
Azioni di inserimento o reinserimento lavorativo di giovani e adulti
Attività di sperimentazione nell'ambito di cicli universitari (formazione integrata nell'ambito di corsi di
laurea e di laurea specialistica)
Azioni di accompagnamento per Alternanza Scuola/Lavoro
Azioni di inserimento o reinserimento lavorativo di cittadini immigrati
Procedure “Just in time”
76
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
Tab. Indicatori di Attività per Disoccupati/e del Servizio Politiche del lavoro. Partecipazione ai colloqui e tirocini.
Disaggregazioni per genere e tipologia di colloquio. Trend anni 2005-2008.
Attività Politiche per il Lavoro per
Valore
Valore
Valore
Valore
% per genere
disoccupati/e
2006
2007
2008
2009
(2009)
Colloqui di presa in carico per
sottoscrizione patto servizio
Colloqui di orientamento
(professionale, orientamento
scolastico, per tirocini e
imprenditorialità)
Colloqui di preselezione
totali
7.105
6.500
8.727
13.706
100%
uomini
2.520
2.373
3.438
6.120
44%
donne
4.585
4.127
5.289
7.586
56%
totali
2.585
2.781
2.802
4.053
100%
uomini
868
982
1.116
1.728
42%
donne
1.717
1.799
1.686
2.325
58%
totali
5.141
4.744
6.277
7.411
100%
uomini
1.943
1.807
2.644
3.658
49%
donne
3.198
2.937
3.633
3.753
51%
Graf. Partecipanti alle attività dei Centri per l’impiego per genere. Anno 2009.
Partecipanti alle attività dei CPI per genere. Anno 2009.
sottoscrizione
patto di servizio
M
colloqui di
orientamento
F
colloqui di
preselezione
0
1000
2000
3000
4000
5000
6000
7000
8000
Tab. Indicatori di Risultato delle attività per Disoccupati/e del Servizio Politiche del lavoro.
Attività Politiche per il Lavoro per
Valore 2007
Valore 2008
Valore 2009
disoccupati/e
Tirocini attivati (n.)
Esiti tirocini (assunti/e)
Esiti preselezioni (Assunti/e)
totali
656
480
372
uomini
275
197
227
donne
381
283
145
totali
233
204
171
uomini
109
80
65
donne
124
124
106
totali
620
643
364
uomini
279
235
144
donne
341
408
220
77
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
In linea con gli anni passati, anche per il 2009 le maggiori fruitrici dei servizi del CPI sono le donne, in
quasi tutte le tipologie, tuttavia per quest’ultimo anno notiamo un differenziale di genere minimo.
Constatiamo quindi un progressivo aumento della fruizione maschile dei servizi Quanto agli indicatori di
risultato sopra descritti, notiamo che si invertono le percentuali di genere quanto alla attivazione dei
tirocini, più tirocini attivati per gli uomini che per le donne. I colloqui di preselezione sono effettuati da una
quasi parità di utenti maschili e femminili.
Tab, Indicatore di attività per disoccupati/e approvate dal Servizio Formazione Professionale. Dati di partecipazione per
genere e tipologia di intervento formativo. Anni 2007/2009.
% di
Attività per disoccupati/e approvate
Anno
Anno
% di
Anno
% di
genere
dal Servizio Formazione
2007
2008
genere
2009
genere
Professionale
Operazioni formative di inserimento
e reinserimento lavorativo di giovani
e adulti
17
Partecipanti totali
297
Di cui donne
13
20
100
243
579
187
63%
148
60%
265
45%
Di cui uomini
110
37%
95
40%
314
55%
Progetti di qualifica professionale
12
12
11
totale persone qualificate
225
227
239
Di cui donne
126
56%
132
58%
148
70%
Di cui uomini
99
44%
95
42%
91
30%
Percorso di formazione per
l’Inserimento lavorativo di laureandi
dell’Università di Ferrara
1
1
1
Partecipanti
86
65
88
Di cui Donne
40
46%
37
57%
51
58%
Di cui Uomini
46
54%
28
43%
37
42%
Percorsi di Alternanza ScuolaLavoro (per le classi quinte della
scuola superiore)
4
Partecipanti
90
100
51
Di cui Donne
39
43%
13
25%
19
41%
Di cui Uomini
51
57%
38
75%
27
59%
Azioni formative di inserimento e
reinserimento lavorativo di cittadini
immigrati
3
Partecipanti
48
Di cui Donne
3
46
3
3
100
52
56
28
58%
10
19%
5
8%
Di cui Uomini
20
42%
42
81%
51
91%
Procedure Just in Time
1
Partecipanti
21
Di cui Donne
Di cui Uomini
4
5
100
135
116
15
71%
95
70%
53
45%
6
29%
40
30%
63
55%
Tab. Schema riepilogativo azioni formative per disoccupati/e. raffronto anni 2008/2009.
78
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
Riepilogo attività disoccupati/e
Percentuale di
genere
Valore 2008
Valore 2009
Percentuale di
genere
Partecipanti totali
546
100%
866
100%
Di cui donne
303
55%
374
43%
Di cui uomini
243
45%
492
57%
Tab. Indicatore di Attività. Corsi di Qualifica professionale per genere. Assi occupabilità/Inclusione. Anno
2009.
Qualifica
Partecipanti
Partecipanti
% donne
% uomini
Professionale
donne
uomini
Tecnico contabile
17
0
100%
0%
Operatore socio sanitario
46
12
79%
21%
Operatore amministrativo
segretariale
32
5
84%
16%
Operatore amministrativo
segretariale L.68
10
7
58%
42%
Operatore della
ristorazione
15
5
75%
25%
Operatore della
ristorazione L. 68
12
6
66%
34%
Costruttore su macchine
utensili
2
22
9%
91%
Disegnatore CAD
6
24
20%
80%
Gestore del Sistema
Qualità Aziendale
8
10
45%
55%
Le tabelle sopra riportano alcuni indicatori riguardanti la partecipazioni ai corsi di formazione per
disoccupati/e approvati dal Servizio Formazione Professionale per l'anno 2008 e 2009.
Si ricorda che non è possibile, se non per linee generali, analizzare il trend rispetto agli anni precedenti al
2007 in quanto con il 2007 ha preso avvio la nuova programmazione del FSE, caratterizzata da nuovi assi di
finanziamento. Non è più presente un'asse, come l'asse E della programmazione 2000-2006 dedicata alla
sola utenza femminile. Tuttavia il programma provinciale ha riservato alcune graduatorie alla presentazioni di
progetti per la sola utenza femminile, sia nell'ambito dell'asse adattabilità (per occupati) che nell'ambito
dell'asse occupabilità (per disoccupati).
Per l'area del bilancio di genere dedicata alle azioni indirettamente inerenti il genere ci occupiamo di
analizzare la partecipazione per genere ai corsi di formazione destinati ad una utenza generica in stato di
disoccupazione. Lo schema riepilogativo sopra riporta che l'utenza per l'anno 2009 è stata al 57% maschile.
Con il 2009 quindi si realizza un ribaltamento del genere di prevalenza nella partecipazione ai
corsi che, con diverse tipologie, sono dedicati ai/lle disoccupati/e. Il 2008 riportava un dato di
utenza femminile piuttosto elevato (il 58%), il dato percentuale dell’utenza femminile dell’anno ancora
precedente era del 66%. E' possibile quindi stabilire che la parabola della partecipazione femminile ai corsi
per disoccupati/e è in discesa. Presumibilmente, questo dato è in linea con quanto descritto nella parte di
contesto relativamente alla crisi dei settori d’impiego a più elevata partecipazione maschile.
Nell'ultima tabella si riportano i dati delle partecipazione per genere ai corsi di qualifica, con la specifica del la
tipologia di qualifica conseguita. Il corso a qualifica per tecnico contabile è stato seguito da una platea
esclusivamente femminile. Con una media dell’80% di platea femminile sono stati seguiti i corsi per
Operatore Socio Sanitario e per Operatore amministrativo segretariale. Quasi del tutto maschili sono anche i
le partecipazioni ai corsi di disegnatore meccanico e costruttore su macchine utensili.
Bilanciata tra i generi la partecipazione al corso per ottenere la qualifica di gestore del sistema qualità
aziendale.
79
Bilancio di genere 2009

Provincia di Ferrara
Attività svolte nell'obbligo formativo e finalizzate al contrasto dell'abbandono scolastico
Attività del Servizio Politiche per il Lavoro

Servizio di Orientamento, supporto e tutoraggio per i giovani in obbligo formativo.

Vigilanza e monitoraggio sull'abbandono scolastico sia in o.f. che in istruzione con la consultazione
dell'anagrafe regionale studenti. Gestione di una banca dati specifica sulla popolazione in abbandono.
Attività del Servizio Formazione professionale


Approvazione di percorsi integrati tra scuola e formazione professionale (O.F.I)
Approvazione di percorsi biennali in obbligo formativo (O.F.)
Tab. Indicatore di attività. Partecipazione ai colloqui di orientamento formativo del Servizio Politiche del Lavoro in ottica
di genere.
Attività in ambito obbligo formativo
Valore 2006
Valore 2007
Valore 2008
Valore 2009
Servizio Politiche per il Lavoro
Colloqui orientamento obbligo formativo
164
88
95
147
Fruitrici Donne
81
17
19
67
Fruitori Uomini
83
71
76
80
Con il termine “Orientamento” devono essere intese varie articolazioni di informazione e consulenza
orientativa (orientamento scolastico e professionale, orientamento all’imprenditorialità, all’acquisizione di
tecniche e strumenti per la ricerca attiva del lavoro, alla promozione dell’inserimento lavorativo) .
Come precisato nel nuovo Programma Provinciale delle Politiche del lavoro e della formazione
professionale- Triennio 2007-09 “nell’organizzazione degli interventi e nella modalità di erogazione dei
servizi è stata posta particolare attenzione nei confronti delle donne, che rappresentano i due terzi degli
utenti dei Centri per l’Impiego, per agevolare il loro accesso al lavoro con attività informative, formative o
di sostegno”.
In particolare, la tabella sopra si riferisce a interventi di orientamento rivolti ai ragazzi e alle ragazze, per
consentire loro di cogliere le opportunità date dall’Obbligo Formativo, attraverso percorsi di orientamento e
di tutoraggio, in relazione anche alla normativa regionale che amplia l’offerta formativa con l’attivazione di
corsi integrati. E’ stata, inoltre, creata una banca dati in collaborazione con il C.S.A., le scuole, e gli enti di
formazione, relativa a tutti i soggetti in OF. I colloqui di orientamento all’obbligo formativo sono in
aumento, la loro fruizione non ha rilevato significative differenze tra i generi fino al 2006. Nel 2007 si rileva
un forte aumento della fruizione maschile all'obbligo formativo, confermata nel 2008 con il 72% sul totale.
Con il 2009 assistiamo ad un riequilibrio in termini di fruizione di genere, pur permanendo una
maggioranza di utenti maschi.
80
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
Tab, Indicatori di attività. Partecipazione ai percorsi OFI e O.F. per genere. Anni 2006/2009
Attività in ambito obbligo formativo
Servizio Formazione Professionale
Valore
2006
Valore
2007
Valore
2008
Valore
2009
% per genere nel
2009
Percorsi OFI approvati
22
22
20
17
partecipanti gestiti
376
435
390
386
100%
Di cui Donne
85
89
51
42
10%
Di cui Uomini
291
346
339
344
90%
Percorsi biennali di formazione
professionale in obbligo formativo.
1° anno. O.F.
11
13
Partecipanti gestiti
158
248
246
291
100%
Di cui Donne
63
91
78
99
34%
Di cui Uomini
95
157
168
192
66%
12
Percorsi biennali di formazione
professionale in obbligo formativo.
2° anno. O.F.
11
Partecipanti al termine
180
163
299
100%
Di cui Donne
72
54
105
35%
Di cui Uomini
108
109
194
65%
12
Attraverso i fondi ministeriali della Legge 144/99, la Regione Emilia-Romagna ha delegato alle Province il
compito di avviare la sperimentazione di percorsi integrati triennali tra scuola e formazione professionale,
rivolti ad allievi del primo triennio degli istituti tecnici e degli istituti professionali di Stato
Per l’assolvimento dell’obbligo formativo, La Provincia dunque sostiene le istituzioni scolastiche autonome
che, sulla base di accordi stipulati con organismi di formazione professionale accreditati, realizzano un
percorso formativo integrato (O.F.I.) destinato agli alunni che frequentano il primo e il secondo anno
dell’istruzione secondaria superiore. L’obiettivo è di accompagnare tutti al successo formativo, attraverso
un’offerta che utilizza le potenzialità dei due sistemi – istruzione e formazione - per contrastare la
dispersione, l’abbandono e il “disagio”.
Il percorso integrato può articolarsi secondo le seguenti opzioni:
- primo anno integrato nell’istruzione + due anni di formazione professionale;
- biennio integrato nell’istruzione + un anno di formazione professionale;
- triennio integrato nell’istruzione (solo in collaborazione con gli Istituti professionali).
I percorsi formativi integrati tra l’istruzione e la formazione professionale sono stati avviati nell’anno
scolastico 2003-04.
Come riportato dal Programma Provinciale delle Politiche del lavoro e della Formazione professionale del
nuovo triennio 2007-09, il vecchio sessennio di programmazione ha visto una partecipazione femminile ai
percorsi integrati O.F.I. molto minore rispetto a quella maschile. Se contiamo i destinatari finali degli
interventi avremmo il 70% di destinatari uomini. La nuova programmazione per l'anno 2007 vedeva una
partecipazione maschile ancora in crescita, con l'80%, ulteriormente in aumento la percentuale del 2008,
con l'87% e ulteriormente in aumento quella del 2009 con il 90%.
Il dato è in stretta correlazione con il target scolastico di riferimento, in quanto la sperimentazione è stata
avviata nei trienni degli istituti tecnici e professionali, frequentati da una popolazione scolastica
maggiormente maschile.
Sono stati inoltre realizzati percorsi rivolti agli adolescenti 15-17enni che lasciano la scuola dopo
l’assolvimento dell’obbligo scolastico e scelgono l’obbligo formativo all’interno della F.P. Seppur più ridotto,
il divario di genere a favore della popolazione scolastica maschile esiste anche in questo ambito.
81
Bilancio di genere 2009

Provincia di Ferrara
Attività rivolta alle persone svantaggiate o a rischio di esclusione sociale
Indirizzi di riferimento
•
•
Promuovere le pari opportunità per tutti nell’accesso al mercato del lavoro, con particolare attenzione per
le persone che rischiano l’esclusione sociale
Rafforzare e diversificare gli interventi di formazione continua sostenendo la capacità di adattamento dei
lavoratori con priorità ai lavoratori e alle lavoratrici anziane, agli immigrati, ai lavoratori con bassa
qualificazione, ai lavoratori e lavoratrici precarie, ai lavoratori occupati in imprese a rischio di perdita di
competitività, ai lavoratori in CIG.
Attività del Servizio Politiche per il Lavoro
•
•
•
•
•
Servizio di inserimento lavorativo mirato per disabili
Utilizzo dei fondi della Legge 68/99 per il contributo alle aziende o del fondo regionale per le attività di
sostegno negli inserimenti
Colloqui orientativi informativi rivolti sia ai singoli cittadini stranieri che ai datori di lavoro e consulenti
interessati ad avviare al lavoro cittadini stranieri
Approfondimento della conoscenza del fenomeno migratorio con l'implementazione dell'Osservatorio
sull'immigrazione
Incentivi alle assunzioni per l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati (Programma P.A.R.I.)
Tab. Indicatore di attività. Partecipazione alle attività del Servizio Politiche del lavoro destinate a disabili per
genere. Trend 2006/09.
Collocamento persone disabili per
genere
% per genere
2009
2006
2007
2008
2009
Totale Iscrizioni al collocamento
mirato L. 68/99
2424
2740
2979
2770
Di cui Donne
1428
1613
1722
1413
51%
Di cui Uomini
996
1127
1257
1357
49%
Totale avviamenti al lavoro
227
210
243
166
Di cui Donne
103
118
117
81
48%
Di cui Uomini
124
92
126
85
52%
Tirocini disabili
48
34
36
40
Donne
22
13
19
22
55%
Uomini
26
21
17
18
45%
Fino al 2008, con una percentuale media nel quadriennio precedente che si aggirava intorno al 60%, le
iscrizioni delle donne disabili all’elenco per il collocamento legge 68/99 erano la maggioranza. Il gap di
genere si schiaccia nel 2009, con il 51% di iscrizioni femminili. Quanto ad avviamenti al lavoro, per il 2009
si verifica una leggera prevalenza maschile.
L’ufficio rileva che il mercato del lavoro per i disabili evidenzia le stesse peculiarità di genere del mercato
del lavoro in generale. Le donne disabili affrontano le medesime difficoltà di inserimento e di conciliazione
dei tempi durante la vita lavorativa.
82
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
Attività del Servizio Formazione Professionale
•
•
•
•
Approvazione di azione formative per l'inserimento e il reinserimento lavorativo di cittadini immigrati;
Approvazione di azione formative per l'inserimento e il reinserimento lavorativo di persone disabili e di
soggetti svantaggiati;
Approvazione di Tirocini nella transizione al lavoro rivolti a disabili (L. 68/99) e persone in stato di
svantaggio sociale(L.R.17/05);
Approvazione di percorsi di formazione continua per cittadini immigrati a sostegno delle strategie
aziendali.
Tab. Indicatore di attività. Partecipanti per genere alle azioni formative approvate nell'ambito della programmazione FSE a favore di
cittadini immigrati, svantaggiati e a rischio di esclusione sociale.
Tipologia di attività e destinatari
Valore 2006
Valore 2007
Valore 2008
Valore 2009
% per genere
del 2009
Disabili e svantaggiati/e fisici o psichici
N. Azioni formative di inserimento e
reinserimento di persone disabili e soggetti
svantaggiati
10
11
9
14
Partecipanti totali
169
169
193
286
Di cui Donne
66
75
62
127
44%
Di cui Uomini
103
94
131
159
56%
N. Tirocini formativi nella transizione al
lavoro rivolti a disabili (L. 68/99) e persone
in stato di svantaggio sociale(L.R.17/05)
-
7
5
4
Partecipanti totali
-
14
36
41
Di cui Donne
-
14
13
14
34%
Di cui Uomini
-
0
23
27
66%
N. Progetti formativi per l'inserimento e il
reinserimento lavorativo di cittadini
immigrati
3
3
3
1
Partecipanti totali
42
48
45
14
Di cui Donne
31
20
45
14
Di cui Uomini
11
28
0
-
N. percorsi di formazione continua per
cittadini immigrati a sostegno delle
strategie aziendali.
2
3
-
Partecipanti totali
35
72
-
Di cui Donne
-
64
-
Di cui Uomini
-
6
-
100%
La tabella sopra riporta le partecipazioni, per genere, alle attività formative rivolte a favorire l’occupabilità
e l’inclusione sociale dei soggetti in stato di disoccupazione appartenenti a gruppi svantaggiati, in
particolare persone disabili e immigrati. In generale la Misura B1, nel corso dello scorso sessennio di
programmazione, è stata “partecipata” da un target di ambo i sessi, anche se con una leggera prevalenza
maschile. Gli anni 2007, 2008 e 2009 confermano questa tendenza. Nel 2009 l'utenza maschile è del 56%
sul totale, rispetto al 2008 il divario di genere si è abbassato.
83
Bilancio di genere 2009

Provincia di Ferrara
Attività rivolte ad occupati/e
Indirizzi di riferimento



Sviluppare sistemi di formazione continua e sostenere l'adattabilità dei lavoratori,
Favorire l'innovazione e la produttività attraverso una migliore organizzazione e qualità del lavoro;
Sviluppare politiche e servizi per l'anticipazione e gestione dei cambiamento, promuovere la
competitività e l'imprenditorialità
Attività approvate dal Servizio Formazione Professionale




Operazioni rivolte a lavoratori/trici atipici e stagionali
Operazioni rivolte a imprenditori, dirigenti e quadri d'impresa;
Operazioni di formazione continua a sostegno della adattabilità dei lavoratori di imprese operanti in
tutti i settori.
Percorsi di riqualificazione di Operatore Socio sanitario (ROSS)
Tab. Indicatore di attività. Partecipazione alle operazioni formative approvate dal Servizio Formazione professionale per
occupati/e.
Attività rivolte ad occupati/e
Valore
Valore
Valore
Valore
% di genere
Servizio Formazione professionale
2006
2007
2008
2009
2009
Operazioni di formazione continua a
sostegno delle strategie aziendali
78
47
106
55
Partecipanti gestiti
2254
1754
3515
1754
Di cui Donne
684
744
1440
691
40%
Di cui Uomini
1570
1010
2075
1063
60%
Operazioni di formazione rivolta ad
occupati con fabbisogni individuali
non riconducibili a strategie
aziendali
7
17
11
Partecipanti gestiti
659
639
782
Di cui Donne
444
313
354
45%
Di cui Uomini
215
326
428
55%
Progetti di riqualificazione operatori
Socio sanitari (ROSS)
6
2
1
partecipanti gestiti
172
181
48
92
Di cui Donne
158
178
48
92
Di cui Uomini
14
3
0
0
100%
Gli utenti dei progetti di formazione continua, collegati alle strategie aziendali, sono stati, costantemente
negli anni, frequentati prevalentemente da maschi: da sottolineare il fatto che gli utenti sono identificati
dai datori di lavoro. Questo gap di genere (che nel 2009 si connota in 20 punti percentuali) non si verifica
per le operazioni di formazione rivolta ad occupati con fabbisogni individuali: in questo caso il 2007
registrava una prevalenza femminile, che si è appianata nel 2008 e che si sbilancia a favore di un’utenza
prevalentemente maschile nel 2009.
La Riqualificazione degli Operatori Socio Sanitari continua ad essere frequentata esclusivamente dalle
donne, essendo gli Operatori Socio Sanitari prevalentemente donne.
84
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
3.2.3. Politiche Sociali
Le politiche e le attività dell’Asse Servizi Sociali, che si è scelto di rendicontare come indirettamente inerenti
al genere, riguardano l’integrazione della popolazione immigrata, la tutela dei diritti dei minori, la
promozione delle pratiche di adozione e affido.
Si ritiene infatti che tali ambiti siano quelli nei quali è più riconoscibile un’ottica di genere, o per ragioni di
contesto (ad es. l’immigrazione femminile è preponderante nella nostra provincia, con ripercussioni
significative sul piano sociale e sulle politiche settoriali), o per ragioni legate ai settori di intervento, dove il
ruolo della donna risulta particolarmente significativo (tutela dei minori, adozione e affido).
Indirizzi e priorità in ottica di genere
•
•
•
Assicurare il coordinamento degli interventi e delle politiche di accoglienza, tutela, protezione e
promozione dei diritti e delle opportunità per l’infanzia e l’adolescenza
Promuovere l'affidamento e il volontariato familiare, nonché le altre forme di sostegno e mutuo-aiuto fra
le famiglie
Sensibilizzazione ad una cultura dell’ospitalità, dell’accoglienza e della solidarietà, della legalità e del
rispetto reciproco delle persone e delle culture;
Attività dell'Ufficio Politiche Sociali
Area Tutela dei Minori
•
•
•
•
Conclusa la elaborazione di un protocollo metodologico di buone prassi comportamentali destinato ai
sanitari in presenza di casi di sospetto abuso e maltrattamento in danno a minore
Promozione e implementazione di iniziative integrate di formazione, informazione e sensibilizzazione
rivolte agli operatori socio-sanitari-educativi - pubblici e privati - quale strumento della qualificazione dei
servizi territoriali e per la prevenzione, la tutela e la protezione dei minori.
Nell’ambito del progetto di rilevanza provinciale “Bulli e Pupe. Cyberbullismo e bullismo di genere” ,
ammesso al finanziamento regionale ex art. 5 L.R. n. 24/2003, sono state implementate alcune azioni
che riguardano un Protocollo d’intesa con tutte le istituzioni territoriali interessate (Prefettura, Questura,
Guardia di Finanza, Carabinieri, Provincia, Ufficio Scolastico Provinciale , AUSL, Comune di Ferrara) e
l’impostazione e attivazione di un sito web per consultazione on-line ed eventuali segnalazioni. Sono
state inoltre elaborate delle Linee Guida per la prevenzione e il contrasto del bullismo elaborate da un
tavolo Interistituzionale coordinato dalla Prefettura.
E’ stata data operatività al progetto provinciale dell’Ufficio Giuridico comune per la tutela dei minori ai
sensi della L.R. 14/2008”. Il servizio offerto dall’Ufficio Giuridico Legale, coordinato da questo ente, fa
parte di una consuetudine acquisita da tempo dagli operatori psico-sociali del territorio che, nei casi
complessi e nelle situazioni più critiche, si avvalgono dell’esperienza del consulente giuridico. Il progetto
provinciale così impostato, mira ad omogeneizzare e strutturare l’operato dell’Ufficio, mediante l’utilizzo
di strumenti condivisi. Le modalità operative sono state illustrate nei vari distretti agli operatori sociali
interessati e sono attive da luglio 2009. L’utenza della consulenza giuridica è per la quasi totalità
femminile, essendo fortemente femminilizzato il settore d’impiego delle assistenti sociali
Area Affidamenti familiari e in comunità
•
Ai sensi della Direttiva Reg.le 846/2007 recante “Direttiva in materia di affidamento familiare e
accoglienza in comunità di bambini e ragazzi” questa Provincia ha promosso e coordinato la
programmazione di appositi corsi di preparazione-informazione a persone (singole o in coppia) che sono
interessate all’affidamento o a coloro che intendono gestire comunità familiari e comunità casa-famiglia.
I 5 incontri previsti si sono svolti presso il Centro per le Famiglie di Ferrara, per un totale di 15 ore con
la presenza di 21 partecipanti su 24 iscritti.
85
Bilancio di genere 2009
•
Provincia di Ferrara
Predisposizione di un percorso formativo, rivolto agli operatori psicosociali del territorio al fine di fornire
conoscenze e indicazioni operative di come lavorare sulle famiglie di origine, con il minore e con la
famiglia affidataria, dal momento della rilevazione della situazione di pregiudizio all’attivazione dell’affido
familiare. L’attività si è svolta nel corso di 4 giornate full time a cura del dott. Marco Chistolini.
Area adozione nazionale e internazionale
•
•
•
•
E’ stata data continuità ai corsi di preparazione e formazione alle coppie aspiranti all’adozione
nazionale ed internazionale, per un totale di 5 corsi a cui hanno partecipato 8 coppie per corso.
Organizzazione della formazione di base e specialistica per gli operatori psicosociali area adozione
Si è conclusa una ricerca studio su famiglie ferraresi che dal 2003 al 2007 hanno adottato uno o più
minori (n.217) ed è stato organizzato a novembre 2009, un convegno regionale dal titolo “Il
traguardo dell’adozione e le sue sfide” che ha riscosso notevole successo di partecipazione e di
gradimento
E’ stato elaborato e sottoscritto un Protocollo di Buone pratiche per l’accoglienza dei minori adottati
nel contesto socio educativo di riferimento, concertato con le istituzioni scolastiche, l’associazione di
volontariato Dammi la mano e i referenti degli Enti autorizzati convenzionati con la provincia di
Ferrara
Area Immigrazione
•
E’ stata consolidata la Rete territoriale contro le discriminazioni con iniziative di raccordo,
coordinamento e formazione e con azioni di informazione e divulgazione attraverso le pagine web del
sito istituzionale.
•
Sono stati promossi e realizzati i corsi previsti nei piani per la diffusione della lingua italiana per i
cittadini stranieri immigrati extra-comunitari.
In ottica di genere si sottolinea che l’Atto Triennale di indirizzo e coordinamento per i Piani per la salute e il
benessere sociale ha individuato come prima priorità programmatoria la salute e il benessere delle donne.
Questo imput è stato importante per l'attivazione di un canale di ricerca e lavoro sulla medicina di genere e
sul perdurare della attenzione di istituzioni e associazioni al miglioramento dei servizi socio sanitari dedicati
alle donne.
4. Analisi della spesa 2009 in ottica di genere
Da una analisi del Bilancio Consuntivo 2009, sono state evidenziate le spese direttamente e indirettamente
inerenti al genere. Al momento della redazioni delle schede di bilancio, ogni responsabile ha potuto
segnalare il grado di inerenza al genere della azioni di spesa.
Sono state considerate spese direttamente inerenti al genere quelle spese per attività espressamente dirette
al genere femminile e al raggiungimento delle pari opportunità. Sono state,invece, inserite come
indirettamente inerenti al genere le spese sostenute per azioni non indirizzate al genere ma che possono
indirettamente avere un effetto differente sui due generi.
Dal Consuntivo 2009 sono stati inseriti gli importi relativi all’impegnato delle spese correnti.
La metodologia condivisa per l’individuazione delle spese prevede che non vengano disaggregate:
- le spese per le utenze e la manutenzione degli uffici e dei materiali di cancelleria, tranne quelle per l’Ufficio
delle Pari Opportunità;
- le spese relative alle retribuzioni, gli oneri e trasferte del personale non direttamente implicato in attività
per le pari opportunità.
86
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
Azioni di spesa direttamente inerenti il genere
AZIONE
OGGETTO
IMPORTO 2009
INIZIATIVE IN MATERIA DI PARI
OPPORTUNITA'
Pari opp
CONTRIBUTI IN MATERIA DI PARI
OPPORTUNITA'
Pari opp
FUNZIONAMENTO E ATTIVITÀ
DELL'UFFICIO DELLA CONSIGLIERA
DI PARITÀ
Politiche del
lavoro
6290
5815
AREA
€ 5.676,93
€ 2.000.00
€ 31.514,36
Azioni di spesa indirettamente inerenti il genere
AZIONE
OGGETTO
AREA TEMATICA
DIVULGAZIONE TELEVISIVA Amministrazione
4619 DEI LAVORI DEL CONSIGLIO
ATTIVITA’ DI
INFORMAZIONE
641 ISTITUZIONALE DELL’ENTE
Amministrazione
PUBBLICAZIONE BILANCIO
PROVINCIAL
Amministrazione
90
PROGETTI DI PREVENZIONE
4898 E TRATTAM ABUSI
Politiche sociali
INCEN.A ZONE SOCIALI X
COSTIT.F.D: SOLIDARIETA'X
PAGAM RETTE MINORI
RICOV.COMUN
5557 EDUCAT.CONTRI.COMUN
Politiche sociali
PARTECIP.A PROG
RILEVANZA PROV.LE
PREVENZIONE DISAGIO
MINORILE PRO
OZ.AUTONOM GIOVANI
5826 TRAF.COMUNI
Politiche sociali
IMPEGNATO 2009
Totali per area
tematica
€ 7.680,00
€ 23.532,00
€ 9.398,26
€ 40.610,26
€ 20.000,00
€ 20.566,00
€ 200.000,00
PIANO PROV.LE
Politiche sociali
TERRITORIALE
IMMIGRAZIONE-TRASFERIM.
5895 DI F.DI RER -AZ
GARANTE DEI DIRITTI DEI
PRIVATI DELLA LIBERTA
5980 PERSONALE
Politiche sociali
OSSERVATORIO
DOCUMENTAZIONE
6049 PROGETTI LEGGE 285
Politiche sociali
Fondi di RER per attività e
6151 interventi
Politiche sociali
REALIZZAZIONE GUIDA
6192 SERVIZI INFANZIA
Pubblica Istruzione
CONTRIBUTI OER LA
GESTIONE SERVIZI
3985 INFANZIA
Pubblica Istruzione
CONTRIBUTO PER
INTERVENTI STRUTTURALI
4478 INFANZIA
Pubblica Istruzione
CONTRIBUTI PER
COORDINAMENTI PEDA
4684 GOGICI 0/3 ANNI AZ.694
Pubblica istruzione
CONTRIBUTI PER
COORDINAMENTI PEDA
4685 GOGICI
Pubblica istruzione
SERVIZI 0/6 ANNI
-CONTRIBUTI PER
4688 PROGETTI DI QUALIFICAZ.E
Pubblica istruzione
€ 33.214,76
7.500,00
€ 10.000,00
€ 27.509,65
€ 318.790,41
€ 3.900,00
473345,62
1138078,46
€ 17.154,00
€ 11485,17
€ 348.065,01
87
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
MIGLIORAMENTO
LR.12/03 CONTR. PER
COORDINAMENTI
PEDAGOGICI SCUOLE
INFANZIA STATALI E
5489 PARITARIE
Pubblica istruzione
L.R.26/01 FONDO REG.LE
BORSE DI S:
:
5748 TUDIO -MEZZI STATALI-
Pubblica istruzione
F.DO PROV.LE PER
INTERVENTI DI IN
TEGRAZIONE DI ALUNNI
5755 DISABILI NELLE SCUOLE
Pubblica istruzione
INCARICO TUTOR
COORDINAMENTO
5770 PEDAGOGICO
Pubblica istruzione
CONTRIBUTO PER IL
COORDINAMENTO
5986 PEDAGOGICO
Pubblica istruzione
PROGRAMMA F.P.
4765 2000/2006 (FSE-FNR:
Formazione
professionale
FONDI ATTIVITA'
FORMATIVE INTEGRA:
TE TRA SCUOLA E F.P.5363 L.144/99- AZ:
Formazione
professionale
FONDI LIBERI PER LA
RIQUALIFICAZIONE SUL
5147 LAVORO DEGLI ADB
Formazione
professionale
REALIZZAZIONE
ESPERIENZE DI STUDI: OLAVORO/STUDENTI SCUOLE
647 MEDIE SUPERIORI
€ 43.979,19
€ 559.533,14
€ 80.000,00
€ 10.000,00
€ 5.500,00
€ 2.691.040,59
€ 7.358.700,00
€ 467.066,00
€ 137.345,00
€ 7.963.111,00
Politiche del lavoro
€ 2.650,00
TIROCINI
Politiche del lavoro
FORMAT/ORIENTAM
ASSICURA Z.INAIL A CARICO
PROV.A FAVORE IMpRESE
OSPITANTI DM 23/3/98 N
4709 142
ATTIVITA' PER FAVORIRE
L'INSERIMENTO DEGLI
4909 IMMIGRATI
Politiche del lavoro
F.DI PER PROMOZ.ACCESSO
5178 AL LAVORO PERSONE
DISABILIE SVANTAGGIATE-
Politiche del lavoro
REALIZZAZIONE
5441 OSSERVATORIO MERCATO
DEL LAVORO
Politiche del lavoro
CONVENZIONE CON
Politiche del lavoro
CONSORZIO INTERUN:
5443 IVERSIT.ALMALAUR EA
(UNIVERSITA' FERRARA)
PER L'UTILIZZO BANCA DATi
5620
ORGANIZZAZIONE CORSI DI
AGGIORNAM ENTO
Cultura
POTENZIAMENTO DELLA
RETE BIBLIOTE CARIA
ATTRAVERSO INTERVENTI
DIVERSI.
Cultura
5727
€ 22.800,94
€ 2.004,48
€ 347.220,56
35.000,00
€ 1.020,00
€ 410.695,98
€ 3833,42
24.928,00
CONTRIB.ARCHIVIO
5885 BIBLIOTECA UDI SU
CONVENZIONE
Cultura
FONDI UPI PROGETTO “I
GIOVANI E LA GESTIONE
CREATIVA DEL PROPRIO
6074 FUTURO”
Cultura
COFINANZIAMENTO
PROGETTO UPI “I GIOVANI
E LA GESTIONE CREATIVA
6085 DEL FUTURO”
Cultura
€ 2.600,00
€ 18.500,00
€ .500,00
€ 55.361,42
88
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
Aree di spesa neutre
Amministrazione (compreso le elezioni
amministrative 2009)
€ 1.189.153,23
Protezione flora fauna
€ 531.820,9
Appalti e gare
€ 25.827,10
Spese Supporto alla Presidenza,
Comunicazione
€940.471,47
Politiche Sociali
€ 146.389,68
Risorse umane
€ 18.502.027,46
Pubblica istruzione
€ 27.345,00
Formazione Professionale
€ 93.631,53
Politiche del lavoro
€ 661.318,81
Bilancio ed economia
AZIONI NEUTRE
€ 11286736,37
Sistemi informativi
€ 279.220,22
Turismo e sport
€ 1385758,92
Aiuti alle imprese
€ 14.000,00
Attività produttive
€ 545.125,42
Risorse idriche e tutela ambientale
€ 611.261,26
Urbanistica
€ 4.680,00
Politiche sostenibilità
€ 32730,00
Energia e mobilità
€ 298.663,51
Viabilità
€709.553,42
Grandi infrastrutture
€ 13003,47
Edilizia impianti
€ 1.020.659,72
Tecnico
€ 581.371,95
Agricoltura
€ 454.947,73
Pianificazione territoriale
€ 158472,84
Cultura/PI/Musei e Biblioteche
€ 1.890.912,48
Servizio Piani provinciali
€ 84.099,09
Tab. Riepilogo complessivo delle spese per aree tematiche di genere
TIPOLOGIA DI SPESA
AREE
IMPEGNATO 2009
89
Bilancio di genere 2009
DIRETTAMENTE INERENTE IL
GENERE
INDIRETTAMENTE INERENTE
IL GENERE
NEUTRE
Provincia di Ferrara
PARI OPPORTUNITA’
FORMAZIONE
PROFESSIONALE
POLITICHE DEL LAVORO
SUSSIDIARIETA’
TOTALE
AMMINISTRAZIONE
POLITICHE SOCIALI
POLITICHE DEL LAVORO
FORMAZIONE
PROFESSIONALE
CULTURA/BIBLIOTECHE
PUBBLICA ISTRUZIONE
TOTALE
TOTALE
€ 32.676,93
€ 132.396,72
€ 31.514,36
€ 21.500,00
€ 218.088,01
€ 40.610,26
€ 318.790,41
€ 410.695,98
€ 7.830714,28
€ 55.361,42
€ 2.691.040,59
€ 11.347.212,94
€ 41.489.181,58
Il totale delle spese sostenute dalla Provincia di Ferrara per interventi direttamente ed indirettamente
inerenti al genere ammonta a euro € 11.565.300,95 dei quali circa il 98% sono spese correnti per azioni
indirettamente inerenti al genere (€ 11.347.212,94 ) e 2% per azioni direttamente inerenti al genere (€
218.088,01 ).
Il totale delle spese correnti impegnate da tutta l’Amministrazione provinciale nel 2009 è pari a €
53.034.407,53 euro e pertanto la quota di spese inerenti al genere (direttamente o indirettamente)
rappresenta il 21% della spesa totale. Considerando esclusivamente gli interventi direttamente inerenti al
genere, le spese relative ad essi rappresentano invece il 0,41% della spesa totale.
Se consideriamo il totale delle spese dell’ente escludendo le spese del personale (pari a euro 18.581.030,22)
e di funzionamento 11 (€ 6.460.933,3), il totale impegnato risulta pari a 27.992.444,01. In tal caso, la quota
degli interventi direttamente inerenti al genere (euro 218.088.01) risulta pari al 0.77%
Le spese della Provincia per azioni inerenti al genere sono esclusivamente, per l’anno 2009, spese correnti
mentre non sono stati riscontrati investimenti negli assi di intervento considerati in ottica di genere.
Le spese correnti nell’anno 2009 per aree direttamente inerenti al genere si concentrano esclusivamente su
quattro assi di intervento: Pari Opportunità, Formazione Professionale, Politiche del lavoro e
Sussidiarietà.
Dall'anno 2007 è terminata la programmazione europea del FSE 2000-2006, ciò ha determinato la
eliminazione del canale di finanziamento di corsi di formazione professionale per sole donne (asse e). Questa
è la ragione per la quale l'ammontare delle spese direttamente inerenti il genere sono diminuite di una
buona percentuale. Tuttavia la voce della formazione professionale compare ugualmente tra gli assi delle
aree direttamente inerenti il genere in considerazione del fatto che il programma provinciale ha previsto di
riservare alcune graduatorie di corsi ad una utenza solo femminile (sia per l'asse adattabilità che per l'asse
occupabilità).
Le spese per l’ambito delle Pari Opportunità comprendono le spese per iniziative di promozione delle pari
opportunità e di erogazione di contributi specifici in materia, il totale riportato in tabella comprende anche le
spese per il personale e per il materiale dell’Ufficio Pari Opportunità.
Le spese della Provincia di Ferrara per aree indirettamente inerenti al genere nell’anno 2009 sono popolate
per sei assi di intervento: Formazione professionale, Politiche del lavoro, Pubblica istruzione, Politiche
Sociali, Amministrazione e Cultura.
Le spese relative alle Politiche dell’istruzione riguardano azioni per progetti scolastici, borse di studio,
facilitazione all’accesso scolastico, coordinamento pedagogico e qualificazione servizi 0/6 anni.
Le spese relative alle Politiche Sociali riguardano principalmente i programmi provinciale per in materia di
affido, abuso e tutela dei minori e l’attuazione di politiche per l’integrazione degli immigrati.
Le spese relative alle Politiche del lavoro riguardano i servizi dei Centri per l'impiego rivolti ai/alle
disoccupati/e, ricerca attiva del lavoro e implementazione dell'Osservatorio del mercato del lavoro.
11
Per Funzionamenti si intendono spese per: riscaldamento, acqua, energia elettrica, telefono, assicurazioni, pulizie, cancelleria,
materiale informatico, spese postali, manutenzione fabbricati
90
Bilancio di genere 2009
Provincia di Ferrara
Le spese dell'Amministrazione considerate rilevanti in un'ottica di genere sono quelle relative alla
diffusione dei lavori del Consiglio provinciale attraverso i media e le spese per la pubblicazione del bilancio.
Le spese del settore Cultura sono invece quelle relative all'ambito bibliotecario, in considerazione del fatto
che l'ufficio biblioteche ha rilevato una differenza di genere nella fruizione di questi servizi.
Il resto della spesa non è stata rilevata dai servizi come inerente al genere e classificata come neutra.
91
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Bilancio di Genere 2009