PIANO DI ATTIVITÀ 2011 1 ATTIVITA’ 1.1.1 Tipo di attività svolta L'attività del nuovo Consorzio Piave naturalmente non può prescindere dalle attività storiche dei Consorzi preesistenti. Sono quelle che ne hanno definito le peculiarità e le specializzazioni territoriali ora ricomprese in un quadro di riferimento più generale. Si espone quindi per sommi capi la storia dei tre ex Consorzi. Il Consorzio di Bonifica “Pedemontano Brentella di Pederobba”, individuato con il n° 16 dalla L.R. 3/76 (superficie 65.000 ha), fu il risultato dell'ampliamento del comprensorio alla zona pedemontana del preesistente “Consorzio Irriguo Brentella”, la cui storia ha avuto inizio nel 1436 (22 marzo), quando la Serenissima Repubblica autorizzò la derivazione dal Piave a Pederobba di un canale (la Brentella), per dissetare l'alta pianura trevigiana in destra del fiume; circa 30.000 ha, privi di acqua. E' nella tradizione del Brentella l'uso multiplo dell'acqua: per abbeveraggio (oggi uso ambientale), per irrigazione e per produzione di forza motrice; tali usi continuano oggi con importanza immutata, ma in un quadro di riferimento decisamente cambiato. Più recente invece è l'attività di bonifica idraulica a partire dagli anni '60 del secolo scorso. Tale attività è iniziata con l'uso anche idraulico delle reti irrigue; ai tradizionali compiti si è aggiunto lo scolo delle acque piovane di un territorio diventato fortemente antropizzato. A partire dagli anni '80 iniziò anche il recupero delle reti pedemontane, anche mediante la realizzazione di casse di espansione e l'uso di cave a fini idraulici. Il Consorzio di Bonifica “Destra Piave” individuato con il n° 17 dalla L.R. n° 3/76 (superficie 53.000 ettari) è il risultato della fusione dei due preesistenti Consorzi “Canale della Vittoria” “Vallio, Meolo e Musestre”, con estensione all'area di Quinto di Treviso. Il primo è nato all'inizio del secolo scorso per scopi irrigui con la costruzione della nuova presa sul fiume Piave a Nervesa della Battaglia e dei canali (di Ponente e Priula) a servizio della pianura tra il Piave, il Giavera e le risorgive a sud e dell'area già Brentella ad Ovest del torrente Giavera. Il secondo, di bonifica idraulica, vanta origini antiche, ha svolto infatti la sua opera a partire dal XV secolo. Tutto il comprensorio è di pianura. Il Consorzio di Bonifica “Pedemontano Sinistra Piave” individuato con il n° 18 della L.R. n° 3/76 (superficie 72.000 ettari), è il risultato della fusione dei preesistenti Consorzio irriguo “Sinistra Piave” di Conegliano e dei Consorzi di Bonifica “Bidoggia-Grassaga” di Oderzo e “Palù di Orsago”. Il primo è nato ad inizio secolo scorso in connessione con lo sviluppo delle opere idroelettriche del Fadalto e con la costruzione di alcuni canali, tra i quali l'”Emanuele Filiberto”. Piccoli Consorzi di utilizzatori esistevano anche in precedenza (antiche rogge Tron, Piavesella di Collalto e più recente Roggia Mescolino). Il secondo è nato ad inizio secolo scorso dalla fusione di Consorzi di bonifica di origine storica. Il terzo era un piccolo Consorzio di bonifica costituitosi negli anni '20. Al nuovo Consorzio fu aggregata nel '76 l'estesa zona collinare a nord-ovest di Conegliano. 1.1.2 Consistenza opere in gestione In attesa del nuovo PGBTT (e del nuovo Piano di Classifica) oggi la consistenza delle opere non può che essere riferita ancora ai tre Consorzi di provenienza. Il Brentella è entrato nel nuovo Consorzio di Bonifica “Piave” con una dotazione di 32.000 ha irrigati (21.500 ha pluvirrigui, 9.500 ha a scorrimento, 1.000 ha di soccorso e n° 14 centraline di sollevamento), di 20 centrali idroelettriche consorziate (5.610 kW installati, di cui 100 kW consorziali), di due centrali in costruzione (per 1.100 kW) ora pronte per l'avvio della produzione e altre quattro in progetto. La superficie contribuente di bonifica al 2010 è di 40.300 ha, di cui 33.000 di pianura, il resto di collina. Non sono presenti impianti idrovori, ma n° 7 casse di espansione per complessivi 500.000 m 3 invasabili. Le concessioni di derivazione irrigua vigenti, risalenti agli anni '20, da un massimo di 35,8 m 3/s a minimo 16,2 di cui 1,7 per il Destra Piave, sono in fase di rinnovo fin dal 1996. 2 La rete irrigua si estende per 1.450 km; la rete di scolo si estende per 680 km; la rete mista si estende per 530 km. Opere di bonifica Bacini interessati (Piave-Sile-Muson-Laguna) n° 4 Lunghezza rete dei canali di bonifica km 680 Punti di controllo e regolazione principali (manufatti di regolazione) n° 65 Casse di espansione in gestione/manutenzione (per m3500.000) n° 7 3 Casse di espansione in corso di costruzione (per m 520.000) n° 3 Opere irrigue Punti di controllo e regolazione principali (manufatti di regolazione) n° 65 Bacini irrigui indipendenti n° 11 Concessioni di derivazione da acque superficiali (su unico manufatto) n° 2 Superficie irrigata totale ha 32.000 Superficie irrigata a scorrimento: con rete di canali in terra o misti ha 9.500 superficie irrigata con sistemi pluvirrigui ha 21.500 di cui con sollevamento ha 10.700 Irrigazione di soccorso ha 1.000 3 Portata max estiva derivabile a Fener (comprese portate ENEL e m /s 49,80 Dx Piave) Portata irrigua max di competenza m3/s 34,80 3 Portata invernale max di competenza m /s 16,20 Canali a pelo libero km 530 Rete tubata in pressione km 1.450 Potenza installata per sollevamenti irrigui (su n° 14 impianti) kW 4.500 Consumi medi previsti kWh 4.000.000 Potenza installata sui canali consorziali (n° 20 centrali idroelettriche kW 5.640 consorziate) Produzione media annua kWh 36.000.000 Il Destra Piave entra nel nuovo Consorzio con una dotazione di 19.000 ettari irrigati, 2.500 dei quali a pluvirrigazione; le superfici contribuenti agricole sono rispettivamente ha 16.174 ed ha 2.292. La superficie contribuente di bonifica è di 48.090 ha; 5 sono gli impianti idrovori. Le concessioni di derivazione dal fiume Piave vigenti, risalenti agli anni '20 (da un minimo di 18,2 ad un massimo di 32 m3/s + 1,7 dal Brentella), sono in fase di rinnovo dal 1996. Il Consorzio Destra Piave ha la titolarità di due centraline idroelettriche per complessivi 450 kW sul Canale Piavesella, canale non in gestione. Sono in progetto una nuova centralina alla presa di Nervesa per circa 1.000 kW ed una sul Canale Priula per 200 kW. La rete irrigua si estende per 1.237 km; la rete di scolo si estende per 449 km; la rete mista si estende per 210 km. Opere di bonifica Bacini interessati (Piave, Sile e Laguna) Lunghezza rete dei canali di bonifica Punti di controllo e regolazione principali (manufatti di regolazione) Potenza installata per sollevamenti (su n° 5 impianti) Consumi medi previsti Opere irrigue Bacini irrigui indipendenti Concessioni di derivazione da acque superficiali Superficie irrigata totale Superficie irrigata a scorrimento: Superficie irrigata con sistemi pluvirrigui con sollevamento Irrigazione di soccorso Portata max estiva derivabile a Nervesa della Battaglia (compresa portata Piavesella) 3 n° km n° kW kWh 3 449 150 2.029 850.000 n° n° ha ha ha ha m3/s 1 11 19.000 16.500 2.500 13.026 32,00 Portata irrigua max di competenza Portata invernale max di competenza (compresa portata Piavesella) Canali a pelo libero (rete mista) Canali terziari a pelo libero Rete tubata in pressione Potenza installata per sollevamenti irrigui (su n° 7 impianti) m3/s m3/s km Km km kW 26,00 18,20 210 1.047 190 2.345 Il Consorzio Sinistra Piave entra nel nuovo Consorzio con una dotazione di 8.532 ettari irrigati mediante sistemi organizzati di cui a pluvirrigazione 3.048. La superficie contribuente di bonifica è di 42.000 ettari; 21 sono gli impianti idrovori installati nella vasta area pianeggiante compresa tra gli argini dei fiumi maggiori (Piave e Livenza). L'area pedecollinare e di alta pianura non è sostanzialmente mai stata interessata da opere di bonifica e non è oggi contribuente. Le concessioni di derivazione vigenti, sempre dal Piave, anche se attraverso il sistema del Fadalto, risalenti agli anni '20 (da un minimo di 6,15 ad un massimo di 17,89 m3/s) sono in fase di rinnovo dal 1996. La rete irrigua si estende per 699 km; la rete di scolo si estende per 531 km; la rete mista si estende per 318 km. Opere di bonifica Bacini interessati LIVENZA-MONTICANO-BRIAN-PIAVE Lunghezza rete dei canali di bonifica Punti di controllo e regolazione principali (manufatti di regolazione) n° km n° 4 752 22 Casse di espansione in gestione/manutenzione (per m31.300.000.) n° 2 n° n° ha 3 7 35.737 Opere irrigue Bacini irrigui indipendenti Concessioni di derivazione da acque superficiali (su unico manufatto) Superficie irrigata totale Superficie irrigata a scorrimento: con rete di canali in terra o misti superficie irrigata con sistemi pluvirrigui a sollevamento Irrigazione di soccorso Portata max estiva derivabile dal sistema PIAVE-FADALTO Portata irrigua max di competenza Portata invernale max di competenza Canali a pelo libero Rete tubata in pressione Potenza installata per sollevamenti irrigui (su n° 14 impianti) Consumi medi previsti Potenza installata sui canali consorziali (n° 2 centrali idroelettriche consorziate) Produzione media annua ha ha ha m3/s m3/s m3/s km km kW kWh kW 5.484 3.048 27.205 17,89 17,89 4,62 582 363 1.511 1.130.000 96 kWh 470.000 Stato di efficienza delle opere in gestione 1.1.3.1 Stato efficienza opere ex Brentella 1.1.3 Anche in tale caso bisogna al momento operare per ex Consorzi Opere irrigue Lo stato di efficienza, efficacia e conservazione delle opere irrigue in gestione (31.000 ha) varia molto in rapporto alla tipologia e all’età. Si va infatti dagli impianti pluvirrigui efficienti realizzati nell'ultimo decennio, a quelli ancora sufficienti realizzati da 20 o 30 anni, a quelli vecchi di 45 anni, ancora efficienti ma spesso inadeguati per le esigenze 4 attuali dell’utenza, agli impianti a scorrimento in terra antichi o a quelli realizzati con canalette in c.a. da 50 anni ormai molto deteriorati ed obsoleti. L’esercizio delle opere irrigue è di fatto esteso temporalmente da fine marzo a fine ottobre; la rete principale a pelo libero (ma anche quella in pressione) resta però perennemente in funzione per i consolidati usi idroelettrici, industriali e ambientali, salvo la necessaria chiusura annuale per le manutenzioni, variabile da 10 a 20 giorni a cavallo tra febbraio e marzo. Gli impianti irrigui consorziali si distinguono in due tipologie: i pluvirrigui (con consegna all’azienda dell’acqua in pressione), lo scorrimento (con consegna dell’acqua, a pelo libero). Per gli impianti pluvirrigui (estesi su 21.500 ha) di recente esecuzione o nuovi, lo stato di efficienza ed operatività è ottimo ed i costi di gestione e manutenzione contenuti. Per gli impianti realizzati negli anni ‘80, lo stato di operatività può definirsi ancora buono e l’onere di gestione contenuto; essi necessitano comunque di qualche adeguamento strutturale (per il servizio di punta) e di manutenzioni straordinarie (sostituzione di idranti, di organi di controllo). Gli impianti eseguiti negli anni ’60 e ’70, nel tempo e anche recentemente potenziati per poter svolgere in modo almeno sufficiente il servizio di punta, in taluni casi necessitano anche di adeguamenti delle caratteristiche statiche (condotte adduttrici di Loria e/o di Signoressa/Volpago) di tenuta di giunti (condotta in c.a. Asolo-Maser e Lotto X) e/o di riordino della rete distributrice, date le molte interferenze con le urbanizzazioni (in particolare impianti di Loria, Vidor e Moriago, interessanti una superficie irrigata di oltre 2000 ha) ed in generale di riqualificazione degli organi di regolazione e consegna. Per tutti gli impianti ante 2000 è poi necessario introdurre miglioramenti nei sistemi di controllo gestionale per una maggior elasticità di funzionamento, per risparmio energetico e per il risparmio idrico (estensione del telecontrollo, collegamenti tra impianti, installazione limitatori di portata ecc.). L’estensione degli impianti pluvirrigui (trattasi di conversioni dallo scorrimento) ed il potenziamento dei vecchi impianti (per il miglioramento del servizio) significa anche forte incremento dei costi energetici (per l’aumento degli impianti di sollevamento e per l’incremento del costo del kWh); per abbatterli, oltre all'adesione al Consorzio di utilizzatori (C.E.A.) è necessario passare all’alimentazione a gravità ovunque possibile, realizzando condotte adduttrici che sfruttino le cadenti naturali, è anche necessario e opportuno compensare i costi di sollevamento con la produzione di energia al di fuori dei periodi di punta; i primi impianti di tal genere sono già in esecuzione. Per gli impianti irrigui a scorrimento (9.500 ha) si può ancora parlare di operatività sufficiente, ma a prezzo di un alto onere di gestione e manutenzione (sia consorziale che privato) e di un alto fabbisogno di acqua. Si tratta infatti di opere di origine secolare oppure (e queste sono quelle più onerose) arrivate alla fine della loro vita utile (canalette prefabbricate eseguite da cinquant’anni) oppure di strutture sottoposte ad un esercizio molto più gravoso ed esigente di un tempo sia come funzione irrigua che di scolo. Non essendo prevedibile a breve l’auspicata trasformazione irrigua su tutte le superfici ancora a scorrimento (per l’insufficienza dei finanziamenti), una consistente parte delle risorse consorziali è sempre destinata alla manutenzione straordinaria ed al miglioramento dell’efficienza e della sicurezza delle canalizzazioni esistenti; naturalmente vengono lasciati in secondo ordine i miglioramenti strutturali nelle zone in cui prioritariamente è prevista la trasformazione dallo scorrimento all’aspersione. Opere di bonifica Come già evidenziato dal P.G.B.T.T.R. redatto vent’anni fa, anche per tempi di ritorno di breve durata (2-5 anni) la rete di bonifica storica dove non si è già intervenuti con nuove opere, è ancora efficiente ma gravemente insufficiente per le esigenze di sicurezza odierna. Da qui la necessità di interventi strutturali per riguadagnare condizioni di sicurezza, dove persa o dove bisogna aumentarla per il mutato uso del suolo. Stanno a dimostrarlo i frequenti e ripetuti allagamenti o stati di allarme ad ogni precipitazione consistente. Negli ultimi 10 anni si sono fatti consistenti passi avanti sia dal punto di vista normativo che delle opere. Dal punto di vista normativo va in particolare sottolineata l’adozione della delibera regionale n° 3637 del 13 dicembre 2002 seguita dalla DGR n° 1322 del 10 maggio 2006 che, prevedendo l’obbligo della valutazione di compatibilità idraulica per le nuove urbanizzazioni, finalmente ha posto dei paletti ben precisi per un’urbanizzazione che tenga conto degli effetti idraulici indotti e preveda le misure di attenuazione del rischio (dispersione acque pulite nel sottosuolo, vasche e bacini di accumulo e di laminazione, quote di sicurezza, ecc.). Tali delibere hanno segnato finalmente il passaggio dall’ottica dell’emergenza a quella della prevenzione. Bisogna però continuare a recuperare il tempo perduto con opere strutturali puntuali e diffuse se si vuole raggiungere un grado di sicurezza adeguato alle esigenze. 5 Dal punto di vista delle opere, in comprensorio, negli ultimi dieci anni, sono stati eseguiti dal Consorzio e dal Genio Civile importanti interventi, con beneficio per molti Comuni (Caerano, Asolo, Maser, Altivole, Riese, Castelfranco, San Zenone, Mussolente, Cornuda, Crocetta, ecc.). Sono state, infatti, realizzate n° 4 casse di espansione sul bacino dell’Avenale (a Caerano, Asolo, Poggiana e Castello di Godego, per complessivi 350.000 m3), n° 1 cassa di espansione sul Viazza (a San Zenone, 60.000 m 3, ampliata a 70.000 nel 2009), n° 1 cassa di espansione sul Brenton-Pighenzo (a Liedolo, 60.000 m 3), n° 1 cassa di espansione sul Rù Nero a Crocetta, una sul Camula a Cornuda e una a San Zenone (6.000 + 2.000 + 6.000 m 3); è ancora in costruzione un bacino di laminazione nell’ex cava di Riese (per 500.000 m 3), è di prossima esecuzione un bacino ad Asolo (7.000 m3). Altri interventi sono finanziati ed in programma, si tratta di due casse di espansione (50.000 + 50.000 m 3) a Salvarosa e a Salvatronda di Castelfranco, sugli affluenti dello Zero. La prima, dopo quasi due anni di stallo, è stata approvata dalla Commissione VIA regionale ad ottobre 2007 e dalla CTRA a gennaio 2008. Il decreto di concessione è operativo da febbraio 2009, è in atto la procedura di esproprio della proprietà interessata, dopodiché i lavori potranno partire. La seconda è ferma in attesa di completare la fase di concertazione tra Consorzio, Comune e Comitati locali per la collocazione dell’opera in un contesto di infrastrutturazione complessiva dell’area interessata. Per il raggiungimento di una sufficiente sicurezza idraulica in tutto il comprensorio, sono necessari molti altri interventi, singolarmente di modesta entità sia economica (da qualche milione a qualche centinaia di migliaia di Euro), che dimensionale (modesta ricalibratura di tratti di alveo, bacini di laminazione da 10.000 a 150.000 m3 cadauno) come è evidenziato sia nel programma triennale che nel P.G.B.T.T.R. Opere di valenza storico-ambientale Trattasi di un patrimonio di opere, di rogge, di sistemazioni idrauliche, stratificatosi in secoli di storia, in parte ancora valido e comunque spesso recuperabile. Per la tutela delle aree di interesse-valore storico ambientale molto è stato fatto dal punto di vista normativo con l’adozione dei piani di area del Montello e dell’Asolano o comunque con l’approvazione di norme di tutela da parte dei Comuni con i P.R.G. E’ però necessario passare dalle parole ai fatti altrimenti il degrado anche di quanto rimasto diventa irreversibile. Negli ultimi 15 anni qualche manufatto, qualche vecchia roggia o tratti di esse, sono stati recuperati o riattivati (recupero e restauro delle terze porte del Canale Brentella a Pederobba, riattivazione tratti della Roggia Musonello da Loria a Castello di Godego, a Castelfranco, recupero della Roggetta del Lastego a Crespano e Fonte, recupero di alcuni “prai da acqua” ad Asolo, Cavaso e Castelcucco), ma molte vecchie rogge restano in abbandono per scarsità di fondi e analogamente reticoli idrografici come quello dei palù del Quartier del Piave, censito nel 2003-04 e ambientalmente tutelati, se non si arriva all’opera di recupero funzionale con fondi adeguati, andranno perduti. Nel 2005 è stato approvato, con i 5 Comuni attraversati dal Canale Brentella, un accordo di programma per la tutela e valorizzazione dello stesso; è un corso d’acqua artificiale di oltre 20 km la cui costruzione è iniziata nel 1436, che ha fatto da supporto indispensabile allo sviluppo dell’alta pianura trevigiana fino a 50 anni fa e ancora oggi supporto essenziale all’attività agricola ed al mantenimento dell’ambiente di almeno 40.000 ha di territorio altrimenti asciutto e poi dei territori a valle. In conseguenza dell’accordo di cui sopra si stanno impostando e realizzando in collaborazione con i Comuni, ora anche come IPA e PIA, diverse iniziative di valorizzazione (percorsi pedonali, piste ciclabili, aree verdi, ecc.). E’ di buon auspicio la nuova sensibilità creatasi al riguardo; per il molto da fare, poche sono però le risorse a disposizione. Accanto al recupero dei canali storici e dei relativi manufatti, importante è anche il recupero dei canali e degli alvei in genere come corridoi di valenza ambientale ed ecologica, nonché il loro potenziamento per la funzione di miglioramento della qualità dell’acqua. Sia per tale scopo che per potenziare la valenza ecologica e ambientale del sistema idrico, che per il recupero di aree degradate, una funzione sempre più rilevante è assegnata alle casse di espansione cui spesso è associata la fitodepurazione. Allo scopo si stanno utilizzando quando possibile le ex cave di argilla e quando ciò non è possibile, realizzando bacini ex novo integrando la funzione ecologica con quella idraulica di difesa dalle piene. 6 Significativi sono gli esempi al riguardo: recupero di ex cave già effettuato ed in manutenzione (casse di espansione di Poggiana e di Castello di Godego); nuovi lavori a scopo plurimo (casse di S. Zenone, Asolo, Crocetta); recupero di canali (piantumazione di siepi sul Canale Brentella, piste pedonali e/o ciclabili sugli argini). 1.1.4 Stato di efficienza opere ex Destra Piave Le opere di bonifica presenti nel comprensorio sono descritte di seguito con riferimento ai singoli bacini, così come individuati nel piano di classifica vigente. Bacino Nord – Ovest La rete di bonifica comprende manufatti di manovra e canali artificiali in terra o rivestiti a servizio promiscuo, che oltre alla funzione irrigua svolgono la funzione di allontanare le acque in eccesso, il cui stato d’efficienza è discreto in conseguenza della continua manutenzione. Notevole importanza ha pure la rete di scarico dei canali secondari e distributori con una lunghezza di Km 25 di canali in terra, che deve essere potenziata per evitare allagamenti, specie in concomitanza d’eventi meteorologici di particolare intensità con il periodo di massima portata dei canali durante la stagione irrigua. Le opere sopra descritte necessitano di continui interventi di adeguamento in quanto servono da scarico per le acque provenienti da nord e dai centri urbani in continua espansione. La rete passata in gestione al Consorzio, a seguito della delega regionale prevista dalla D.G.R. 3260/2002, presentava mediamente uno stato di diffuso abbandono, causa di frequenti fenomeni di dissesto: si sta progressivamente provvedendo al recupero di funzionalità ed a garantire la necessaria manutenzione. Bacino a scolo naturale Sono prevalenti i corsi d'acqua naturali, a sezione irregolare, con vegetazione riparia non omogenea. Nei fiumi principali, la presenza di siepi e ceppaie consentono operazioni di manutenzione solo dall’interno del corso d’acqua a meno di non prevedere il taglio parziale della vegetazione riparia. In diversi casi si rende necessario provvedere a interventi di manutenzione straordinaria per la pulizia dell’alveo, soprattutto per quanto attiene la rete ricevuta in gestione a seguito delle D.G.R. 3260/2002. Bacino a scolo meccanico In questo ambito prevalgono i canali di bonifica artificiali con sezione regolare e numerosi manufatti di manovra, necessari al funzionamento dl sistema nel suo complesso. La vegetazione riparia è molto diradata, i problemi principali riguardano la frequenza con cui si verificano frane lungo i canali e la vetustà di molti manufatti di manovra; si segnalano spesso anche sifonamenti degli sbarramenti, con necessità di provvedere alla ricostruzione dei rivestimenti degradati. Nell’intero comprensorio sono presenti altri canali a sezione regolare, in buono stato di manutenzione, che non necessitano di particolari interventi straordinari, essendo sufficiente la manutenzione ordinaria con taglio della vegetazione riparia e di fondo. Le opere irrigue del Consorzio sono costituite dalla rete di prelievo e distribuzione, i cui componenti principali sono: Opere di presa sul fiume Piave, comprendenti un edificio di presa con fabbricati annessi e da una diga a sifone munita di sghiaiatori. Le condizioni di operatività dei manufatti sono buone, a seguito degli investimenti realizzati nel corso degli ultimi anni per migliorare la funzionalità del sistema. Per il mantenimento del minimi deflusso vitale in Piave a valle della derivazione è in funzione un sistema automatico di controllo delle portate, con segnalazione remota immediata delle anomalie riscontrate e possibilità di telegestione. Per la miglior gestione del servizio di piena, è stata messa in funzione una barriera galleggiante per intercettare il materiale grossolano che blocca lo sgrigliatore impedendo il funzionamento del sistema. Sistema irriguo a gravità Costituisce il reticolo idrografico di tutta l’alta pianura compresa nel comprensorio di competenza, sviluppatosi inizialmente su canali in terra collegati alle antiche “bretelle”, con valenza civile ed irrigua, e successivamente 7 perfezionato in un capillare sistema distributivo irriguo a gravità, a servizio dell’alta pianura arida. La rete primaria è costituita da Km 31 di canali in terra a sezione trapezia, in parte arginati e rivestiti in calcestruzzo, dalla rete secondaria, estesa per Km 182 su canali in terra, in parte arginati e rivestiti con muri di sponda in calcestruzzo. La rete distributrice terziaria costituisce il sistema di distribuzione terminale, che veicola l’acqua irrigua alle aziende agricole: è costituita da Km 1047 di canalette pensili in calcestruzzo, con diverse tipologie costruttive conseguenti ai diversi dai periodi di messa in opera; permangono ancora tratti di rete distributiva in terra, limitati ad alcuni rami marginali. Le opere in calcestruzzo richiedono continui interventi di manutenzione, con sostituzione dei tratti dove la vetustà dei materiali (anche 40 anni) non rende più economico effettuare riparazioni. Sistema irriguo con irrigazione a pressione A partire dagli anni ’70 del ‘900 è iniziata la conversione del sistema gravitazionale in quello a pressione, in quanto più efficiente e adatto alla moderna agricoltura. La rete distributrice è alimentata da 7 cabine di pompaggio, ed è costituita da circa 195 Km in tubazioni di fibrocemento, vetroresina e pvc. La superficie servita interessa circa il 12% della superficie irrigua del comprensorio. Lo stato di conservazione della rete è discreto, a seguito degli interventi di ammodernamento effettuati. 1.1.4.1 Stato di efficienza opere ex Sinistra Piave Bonifica Non è semplice esprimere un giudizio sullo stato di efficienza delle opere idrauliche di bonifica; infatti, se si ci orienta ad una mera analisi sui corsi d’acqua consorziali con i metodi classici dell’idraulica, appaiono gravi deficienze in un elevato numero di sezioni. Ciò è già stato fatto nel P.G.B.T.T.R. per i seguenti canali: • affluenti del Livenza: Albinella, Resteggia, Rasego, Albina, Vallontello, Vallontel; • affluenti del Monticano: Favero, affl. in destra del Favero, Codolo, Fossadella, Fossalta, Fossa dei Negadi, Fossabiuba, Fossa Balbi, Lia; • affluenti del Brian: Bidoggia, Formosa, Zocchella, Grassaga. Dai risultati delle verifiche si possono in sintesi ricavare, da un esame puramente idraulico e relativo alle aste principali, i seguenti dati su di un totale di 233 sezioni verificate: • il 34,7% risulta insufficiente a garantire il rispetto di un franco di bonifica di 0.60 m per eventi con tempo di ritorno di 5 anni; • il 26,4% risulta insufficiente alle verifiche all’annullamento di tale franco per eventi con Tr = 50 anni; il 14,2% dimostra stati di insufficienza per effetti di rigurgito dai collettori immissari. In complesso, il 45,9% delle sezioni considerate risulta interessato da insufficienze derivanti da almeno una delle cause citate. E’ peraltro necessario fornire alcune considerazioni per poter valutare più correttamente dati a prima vista così drastici. Innanzitutto, per quanto riguarda la verifica all’eguagliamento del franco di bonifica, occorre tenere in debito conto le caratteristiche idrauliche della rete, cioè il breve tempo di corrivazione (dell’ordine di ore), ed il veloce smaltimento delle piene, che permettono alle colture di non risultare danneggiate dal permanere dell’acqua nello strato agrario. Infatti, poche ore dopo il termine della precipitazione, i livelli nei collettori ritornano nella condizione di regime, consentendo nuovamente il drenaggio dei terreni. In secondo luogo, bisogna considerare le aree effettivamente interessate da eventuali fenomeni di esondazione che, per lo più, sono limitate alle immediate vicinanze del corso d’acqua. Infine, i canali Vallontello, Vallontel, Fossabiuba e Balbi, sono già stati oggetto di importanti lavori di ricalibratura e sistemazione, che hanno consentito di riportare le sezioni a dimensioni compatibili con le esigenze idrauliche. Sono pure in atto interventi manutentivi straordinari sul torrente Favero. In definitiva si può affermare che: • necessitano interventi radicali (ricalibratura e rettifiche) solo su alcuni canali della rete idrografica principale: in particolare su Dolza Trattor, per i quali sono stati ottenuti dalla Regione Veneto due distinti finanziamenti per complessivi € 1.300.000 che hanno consentito un primo decisivo intervento nel 2010; sulla parte alta del Resteggia e sul Favero; sui due Crè di Ponte di Piave, questi ultimi -peraltro- oggetto di importanti interventi di manutenzione straordinaria recente; 8 • • • gli altri canali principali (in particolare quelli citati nelle verifiche), abbisognano di interventi localizzati; rimane da adeguare alle opere principali buona parte della rete idrografica secondaria; nuove attenzioni dovranno essere dedicate alla fascia delle risorgive. Irrigazione Stato di conservazione delle opere A) Scorrimento Nel corso del 2010 si è continuato ad intervenire sulla rete a scorrimento utilizzando fondi statali, regionali e di Enti locali, oltre a quelli consortili per manutenzioni anche straordinarie. In particolare, si è dato seguito -mediante due distinti appalti- ai lavori di riconversione “Impianto della Bolda” primo e secondo stralcio, dell’importo complessivo di € 10.250.000,00. Altro intervento decisivo è stato realizzato su buona parte del canale Mescolino, nell’ambito dei lavori più ampi di Cava Merotto. Ad ogni buon conto, si rileva come le opere maggiormente ammalorate siano: • il canale principale Emanuele Filiberto in tutto il suo percorso, salvo appunto gli interventi sopra descritti; • i canali ripartitori “Ceneda” e “Veglia” in Comune di Vittorio Veneto; • il canale principale “Susegana” nei tratti degli stabilimenti ex Dal Vera ed a valle del Ruio; • il canale principale “4° tronco” nel tratto lungo la S.P. Distrettuale in Comune di Mareno di Piave; • il canale secondario “S. Lucia” dalla comunale Stradonelli alla comunale “della Mura” in Comune di S. Lucia di Piave. Per i restanti canali secondari e terziari l'obiettivo, compatibilmente con le disponibilità finanziarie, è quello di una manutenzione più approfondita. B) Impianti pluvirrigui Diverso è il discorso per la pluvirrigazione. Per quanto riguarda l’impianto pluvirriguo di Tezze a servizio dei Comuni di Vazzola, Mareno di Piave e Cimadolmo, la parte recentemente ampliata funziona regolarmente mentre, per quanto attiene l’impianto preesistente, si rileva che parsimoniosi sono gli impieghi di acqua, buoni i rendimenti dell’impianto di pompaggio, flessibile l’impiego e senza particolari problemi i materiali impiegati, fatta eccezione per alcune critiche sostanzialmente marginali, quali: 1) problemi inerenti ai tubi in cemento-amianto (la reperibilità di ricambi, lo smaltimento di quelli sostituiti e gli interventi di manutenzione); 2) periodica rottura delle condotte adduttrici del 1° substralcio (cem. am. classe B ora P.N. 6 DN 450 mm DN 600 mm) dovute, probabilmente, a colpi d'ariete provocati da troppo rapide manovre di chiusura delle saracinesche; 3) saracinesche di consegna (3° e 4° substralcio) di non buona qualità, delle quali si rende necessaria talvolta la sostituzione; 4) modesta manutenzione delle saracinesche di consegna e degli irrigatori. Il sistema è complessivamente da considerare in buono stato di conservazione e, anche se le sconnessioni della rete aerea nei vigneti ed il non più perfetto allineamento degli irrigatori nell’impianto sottosuolo possono talvolta dare un'impressione visiva di degrado, la funzionalità è garantita dalla buona tenuta della rete. Numerose prove ad erogazione zero hanno dimostrato, infatti, cali di pressione trascurabili, mettendo in evidenza la pratica mancanza di perdite ad oltre 20 anni dall’esecuzione delle prime opere. Necessiterebbe in qualche caso una maggior cura nella manutenzione dei pozzetti, aste porta-irrigatori e montanti da parte degli utenti. Per quanto attiene alla centrale di pompaggio, questa è stata oggetto di importanti interventi nel corso dell’anno 2003, nell’ambito della realizzazione dei lavori di riconversione della rete irrigua – Misura 17 del P.S.R. nei Comuni di Vazzola, Mareno di Piave e Cimadolmo, i quali hanno riguardato in particolare: • rifacimento e messa a norma della cabina di consegna e trasformazione dell’energia elettrica, precedentemente alloggiata all’interno della sala pompe; 9 • • bonifica acustica della stessa sala pompe mediante tamponamento con pannellature fono-assorbenti e fono-isolanti, inserimento di silenziatori nelle aperture rivolte verso le abitazioni contermini, installazione di elettroventilatori per l’ingresso e l’estrazione forzata dell’aria di raffreddamento; messa a norma dell’impianto elettrico di comando e controllo pompe; installazione di n. 2 nuove pompe della portata da 180 l/sec. e prevalenza di 55 m. Nell’ambito dello stesso intervento è stato pure realizzato, al posto dell’ex cabina MT/BT, un magazzino capiente per l’alloggio del vario materiale di scorta e delle attrezzature indispensabili per l’ordinaria manutenzione. Nel corso del 2005 è stato ultimato il nuovo impianto di Godega di Sant’Urbano, mediante la realizzazione della centrale di pompaggio e della rete pluvirrigua in una prima zona di 280 ettari, ampliata nel 2007 a fronte del finanziamento del 2° stralcio per ulteriori € 2 milioni. Lo stralcio realizzato, concretizzato con la posa di 22.300 ml di rete in pressione, interessa 315 aziende agricole per 320 ettari. Nell’anno 2009 sono stati iniziati i lavori di ambedue gli stralci dell’impianto di “Bolda” nei Comuni di Mareno e S. Lucia di Piave che, nell’anno corrente, sono stati portati a quasi totale conclusione: l’intervento di trasformazione, come precedentemente evidenziato, è interamente finanziato dal Ministero per le Politiche Agricole ed interesserà complessivamente 843 aziende agricole per una superficie di ha 1250 ed una spesa ammessa di € 10.250.000. 10 1.2 STRUTTURA CONSORTILE Impegno non indifferente per il Consorzio Piave (fusione di 3 Consorzi) è stato ed è la riorganizzazione della struttura consortile definita con l'adozione del POV da parte dell'Assemblea a fine luglio 2010. Sul provvedimento assunto la Regione ha chiesto però chiarimenti ed una maggiore aderenza alle direttive. Nella seduta dell'11 novembre il C.d.A. ha deliberato la risposta accogliendo alcuni suggerimenti regionali. Lo schema di figura è quindi quello adottato l'11 novembre, inviato alcuni giorni dopo al controllo regionale per l'approvazione definitiva. Sostanzialmente, la nuova struttura composta da oltre 150 dipendenti fissi (vedi tabella riassuntiva) è suddivisa in 3 Aree (Amministrativa, Irrigazione e Bonifica/Ambiente), 11 Settori (Uffici) e 5 Unità (Sezioni). L'Area Amministrativa è ovviamente unica. Le Aree tecniche sono due, operanti in modo coordinato e con funzioni a rispettivo supporto. Esse operano su due aree distinte, una prevalentemente irrigua, sopra la fascia delle risorgive e una prevalentemente di bonifica, sotto la fascia delle risorgive. L'Area Irrigua farà capo alla sede di Montebelluna, quella di Bonifica, integrata con la funzione ambientale, farà capo alla unità periferica di Codognè. Nell'unità periferica di Treviso resteranno esclusivamente attività operative (Uffici Gestione/manutenzione e per ricevimento del pubblico). I cantieri, dislocati centralmente alle aree servite, restano 6 come esistenti. E' prevista invece la riorganizzazione della guardiania estendendo anche agli ex Consorzi Destra Piave e Sinistra Piave l'organizzazione prevista dall'ex Brentella che appoggia su tale figure, a diretto contatto con i Consorziati, lo sviluppo delle attività consortili, la reale conoscenza del territorio, il radicamento nella realtà territoriale del Consorzio. AREA DI APPARTENENZA Dirigenti Quadri Area A Impiegati direttivi Area A Impiegati di concetto Area B Impiegati esecutivi Area C Area D TOTALE * 5 quelli in servizio nel 2010 11 UNITA' 4* 11 5 36 35 39 24 154 12 2 PIANO PROGRAMMA DI ATTIVITA' 2011 2.1 PREMESSA E LINEE GENERALI DELL'AMMINISTRAZIONE Il Piano-programma di attività 2011 è il primo del nuovo soggetto giuridico “Consorzio di Bonifica Piave”. Relativamente all'anno 2010, infatti, il programma di attività per la parte gestione e manutenzione delle opere, è stato quello approvato a novembre 2009 dalle precedenti Amministrazioni dei tre ex Consorzi “Pedemontano Brentella di Pederobba”, “Destra Piave” e “Pedemontano Sinistra Piave”. Nel 2010, il 28 gennaio, la prima Assemblea del nuovo Consorzio ha preso atto di tali programmi attivandosi per la loro attuazione. Al tempo stesso l'Assemblea ha dato due precisi input al C.d.A.: • riorganizzare e razionalizzare la Struttura nell'ottica dell'efficienza e dell'efficacia e del miglioramento del servizio all'utenza; • puntare nel tempo all'omogeneizzazione dei costi delle attività similari ed in generale alla riduzione dei costi per i consorziati. In tale senso il C.d.A. si è attivato, pur impegnato dall'Amministrazione regionale al mantenimento dei posti di lavoro: • verificando le organizzazioni preesistenti; • approvando un nuovo POV, che prevede un'Area Amministrativa e due Aree Tecniche, una per l'area prevalentemente irrigua ed una per l'area prevalentemente di bonifica (sopra e sotto la fascia delle risorgive), nonché implementando le nuove funzioni ambientali previste dalla Regione nell'Area Bonifica, ma svolte a favore di entrambi gli ambiti; • prevedendo un Settore Punto Consorzio (direttamente dipendente dalla Direzione Generale), sul quale sono concentrate le funzioni di relazione con il pubblico, di comunicazione, di supporto alle decisioni. La motivazione per la costituzione di due Aree tecniche è riconducibile alle caratteristiche ed alle attività prevalenti nei rispettivi ambiti; in una la specializzazione è quella dell'irrigazione, nell'altra quella della bonifica idraulica; l’una opera in alta pianura/colline, l’altra in bassa pianura. In ogni Area la responsabilità dell'operare è posta per intero sotto un'unica direzione, al fine di non spezzare l'unicità decisionale e l'unità di conoscenza/risposta al territorio, nell'ottica del risultato anziché delle funzioni. Tale suddivisione trova poi una fortissima motivazione negli altri obiettivi vitali per il Consorzio che sono la tutela dell'acqua in quantità e qualità, la sicurezza idraulica. 2.1.1 La tutela dell'acqua in quantità, qualità E' noto che tutte le concessioni di derivazione sono scadute ancora negli anni '90 e che da allora sono rimaste in attesa di rinnovo, subordinate all'approvazione da parte di Regione e Stato dei Piani di Bacino previsti dalla legge Galli (183/89) e dei connessi Piani di Tutela delle acque, previsti dalla normativa europea. Ora l'iter di approvazione di tali Piani è completato, almeno per quanto riguarda il tema derivazioni, per cui il percorso di rinnovo riprenderà. Ai Consorzi è richiesto di usare razionalmente l'acqua, di rispettare le esigenze dei fiumi (DMV), di risparmiare acqua. Per il Consorzio Piave significa motivare le idroesigenze, ammodernare i sistemi irrigui, ridurre i prelievi da fiume. Le attività conseguenti sono da programma annuale, di amministrazione e di media-lunga scadenza. Le • • • attività da programma annuale si concretizzano: nelle manutenzioni, anche straordinarie, per ridurre le perdite d'acqua e migliorare il servizio; nell'adeguamento degli orari di distribuzione (consistenti aree sono passate all'urbano); nella verifica degli usi irrigui, sia agricoli che di orti-giardini-parchi, per assicurare un corretto funzionamento degli impianti e per riscuotere la giusta contribuenza da chi usufruisce dell'irrigazione; al riguardo il C.d.A. fa notare come la situazione sia molto diversa nelle tre ex realtà consorziali, il che costituisce concausa, della diversità di contribuenza a parità di servizio; 13 • • • nella riorganizzazione della guardiania e del servizio di reperibilità, considerato strumento fondamentale per raggiungere gli obiettivi di cui sopra, per essere vicini all'utenza, per sentire il polso dell'utenza, per fornire all'Amministrazione gli input per rispondere alle esigenze reali del territorio; nella progettazione e/o realizzazione di nuove opere irrigue (trasformazioni da scorrimento a pluvirrigazione in alta pianura, sostegni per invaso nella bassa pianura; nella progettazione del recupero cave di ghiaia come bacini di accumulo e rimpinguamento falde in alta pianura, di accumulo in bassa pianura. Le attività da programma di amministrazione (di mandato) ed a media-lunga scadenza si concretizzano: • nella verifica degli esistenti programmi di trasformazione irrigua, per uniformare i criteri e sfruttare esperienze e sinergie tra impianti e reti di canali; • nella definizione di un nuovo Piano Generale per l'uso delle acque che consenta al Consorzio di presentarsi come interlocutore diretto ai tavoli decisionali; • nell'attenzione alla programmazione del Settore attività estrattive per conseguire, da un'attività dannosa per l'ambiente di pianura, un'utilità per la stessa in termini di disponibilità d'acqua (cave-bacini) e di sicurezza idraulica. I primi due obiettivi fanno leva sulle risorse tecniche interne e sulle capacità dell'Amministrazione di rappresentare le esigenze del territorio. Il terzo obiettivo va sviluppato essenzialmente dall'Amministrazione nei confronti del mondo politico regionale che ha competenza in materia. Nel programma annuale 2011 non sono ad oggi previsti finanziamenti per le trasformazioni irrigue, ma unicamente il completamento di alcuni progetti già avviati. Si conta sul concreto finanziamento del PIN (Piano Irriguo Nazionale); diversamente vi sarà un fermo obbligato alle trasformazioni non essendo l’attività prevista dal PSR né da altri programmi di finanziamento, nonostante gli obiettivi perseguiti siano riconosciuti prioritari per la pianificazione nazionale ed europea in tema di acqua. Va anche ricordato che le derivazioni hanno molteplici finalità pubbliche; oltre al sostegno all'agricoltura servono per l'ambiente e l'assetto ecologico di tutto il territorio della pianura trevigiana ed in parte veneziana, anche se non direttamente interessata. Ciò da solo è sufficiente a controbattere alle proposte di aumento dei costi dell'acqua per chi, a proprie spese, mantiene il complesso sistema idraulico legato alle derivazioni. Anche questo dei costi dell'acqua è un tema di assoluta priorità per l'Amministrazione. 2.1.2 La sicurezza idraulica E' il secondo grande obiettivo dell'Amministrazione, importante tanto quanto la disponibilità d'acqua. Gli eventi alluvionali di inizio novembre 2010 nel Vicentino e nel Padovano hanno ricordato a tutti quanto il nostro territorio di pianura sia fragile. Anche il Trevigiano è stato messo a dura prova, fortunatamente senza gravi conseguenze anche in virtù delle opere di prevenzione eseguite negli ultimi 15 e più anni: diffusione di sistemi di infiltrazione delle acque di pioggia pulite, creazione di bacini di laminazione, ottimizzazione della gestione delle reti di canali, collaborazione con tutte le Amministrazioni/Enti e privati che operano sul territorio, non per creare ostacoli al costruire, ma perché si faccia tenendo conto della costruito situazione consolidate delle nuove edificazioni. Questa è un'attività quotidiana da programma annuale, ma anche da programma di mandato. La sicurezza idraulica si garantisce, infatti, con l'opera quotidiana di manutenzione, con l'adeguamento delle piccole opere alle nuove realtà, con le opere minori che contribuiscono a favorire l'infiltrazione dell'acqua e ad aumentare la capacità di invaso diffusa, ma anche con la realizzazione delle opere infrastrutturali necessarie ad adeguare la sicurezza idraulica alle esigenze di un'attività sul territorio del tutto diversa da un tempo. Al riguardo si ricorda che il comprensorio del Consorzio Piave è interessato dal fiume Piave, dal fiume Livenza, dal Monticano, dal fiume Sile, dal Muson dei Sassi, dal Soligo, dal Raboso, dal Curogna, dal Lastego, dal Pighenzo, per i quali non basta la manutenzione per prevenire la possibilità di alluvioni, ma serve eseguire le grandi opere che possono garantire sicurezza. Le competenze sui grandi fiumi non sono del Consorzio, ma una loro inadeguatezza ricade sul Consorzio stesso. Per gli interventi necessari su tali fiumi (Pra' dei Gai sul Livenza, casse di espansione sul Muson, ecc.) 14 l'Amministrazione consorziale intende dare tutto il supporto possibile alla Regione perché si realizzino, partendo dalla conoscenza del territorio e di chi vi opera, propria dei Consorzi di Bonifica. La competenza sui corsi d'acqua minori (minori solo per le portate, non per i danni che possono provocare, come l'Avenale a Castelfranco), sono invece da qualche anno totalmente di competenza del Consorzio e su di essi deve concentrarsi l'attività provvedendo, di concerto con le Amministrazioni comunali, a tutti quegli interventi strutturali che facciano recuperare al territorio la sicurezza necessaria. Dal rifacimento di tombotti, alla creazione di bacini di laminazione, alla creazione di diversivi, alla proposta di finalizzare gli incentivi PSR anche allo svolgimento di funzioni idrauliche specifiche. Nel programma annuale di attività, sia per l'irrigazione che per la bonifica, oltre alle concrete manutenzioni sono previste consistenti risorse per manutenzioni straordinarie, per miglioramento delle opere e per lavori in collaborazione con i Comuni. L'attività straordinaria prevista per il 2011 è di notevole consistenza (vedi successivo capitolo), potendo avvalersi dei fondi resi disponibili in sede di assestamento 2010, oltre a quelli previsti per l'anno e della maggior quota sulle concessioni in delegazione resa disponibile dalla Regione, riconoscendo al Consorzio il 90% dei canoni rispetto al precedente 50. Nel 2011, per la difesa idraulica, sono previsti gli interventi seguenti: sul Rio Dosson (ora in approvazione), sullo Zero a Castelfranco (di prossimo appalto). A fine novembre 2010 è stata finanziata infine la perizia di variante e suppletiva del progetto di utilizzo dell'ex cava di Riese come bacino di laminazione, di riserva irrigua, di ricarica falda. 2.1.3 Altre attività di carattere generale Alle attività “core” del Consorzio (Irrigazione e Bonifica), l'Amministrazione sta affiancando altre attività, fondamentali per svolgere le prime in modo efficace ed efficiente e per ridurre i costi di gestione ed i costi per i consorziati. Trattasi dello sfruttamento delle possibilità energetiche fornite dalle acque condotte con i canali, ma anche di altre energie rinnovabili come l'energia solare e dalla verifica ed adeguamento continuo della Struttura, della formazione del personale e della sua valutazione, della comunicazione. 2.1.3.1 Lo sfruttamento delle energie rinnovabili In un contesto di grande difficoltà per tutti i settori economici, il contenere ed anzi ridurre i costi di gestione è una assoluta necessità per l'Amministrazione. In tale contesto si sta spingendo per lo sfruttamento in proprio delle possibilità energetiche offerte dai canali consorziali, in primis di quelli irrigui. I costi dell'irrigazione infatti, in particolare passando da scorrimento a pluvirriguo, subiscono un forte incremento a causa della necessità dei sollevamenti. COSTI DI SOLLEVAMENTO IRRIGUO NEI 3 EX CONSORZI 2010 ex Consorzio Pedemontano Brentella di Pederobba Euro 620.000,00 ex Consorzio Destra Piave Euro 159.000,00 ex Consorzio Pedemontano Sinistra Piave Euro 158.000,00 Con la produzione di energia è possibile contenere tali costi. E' per questo che è stata intrapresa la costruzione degli impianti idroelettrici convenientemente realizzabili. Oggi il Consorzio ha in funzione 3 impianti, 2 sono in avvio per fine 2010, altri 5 sono già progettati ed un sesto in progettazione. La produzione con tali impianti sarà dell'ordine di 15 milioni di kWh/anno, superiore ai consumi; peraltro, l'utile è inferiore ai costi, per cui tale strada va perseguita anche realizzando nuovi impianti irrigui con l'ottica del basso consumo (impianti a gravità ove possibile) e dell'uso energetico delle nuove condotte adduttrici fuori stagione irrigua. Le possibilità energetiche andranno verificate anche per le acque di bonifica. 15 Non si intende trascurare poi il campo delle altre energie rinnovabili, in particolare del solare fotovoltaico, già in corso di realizzazione o progettato per due impianti da 100 e 60 kW rispettivamente a Godega e Codognè. La comunicazione come fattore di crescita per l'Ente e per l'organizzazione 2.1.3.2 Alla comunicazione è orientata la stessa riorganizzazione della Struttura che affida la programmazione e realizzazione di tale attività a Punto Consorzio in stretta correlazione con la Direzione generale e l'Amministrazione. Nel Bilancio di Previsione 2011, allo scopo, sono anche dedicate risorse non trascurabili, ritenendosi fondamentale che l'utenza, il pubblico, gli Amministratori locali, provinciali e regionali, conoscano, apprezzino e capiscano la bonifica. Il programma annuale è in fase di definizione per le mutate condizioni interne (riorganizzazione in corso) ed esterne (forte aumento dei costi di spedizione opuscoli), ma certamente è prevista una forma di comunicazione estesa a tutti i consorziati, che non conoscono il nuovo Ente e poco conoscono la sua storia. Comunicazione, però, non è solo convegni, stampa, televisione e scuole; comunicazione è anche e soprattutto il modo di lavorare, di presentarsi, di trattare i consorziati/utenti/clienti da parte del personale nel suo complesso e quotidianamente. La struttura Punto Consorzio è stata voluta proprio come interfaccia “amichevole” con l'esterno, come raccordo tra Esterno-Struttura-Amministrazione. A tal fine, è proprio Punto Consorzio che avrà il compito della definizione e gestione della Carta dei Servizi che, come detto, costituisce obiettivo dell'Amministrazione. La comunicazione va rivolta anche all'interno. Affinché i dipendenti siano comunicativi e si possano sentire parte dell'Ente, devono conoscere le attese dell'Amministrazione ed i loro compiti con chiarezza; in tale ottica vanno visti formazione e valutazione di cui sopra, ma anche gli incontri con il personale ed anche quelli di tipo informale. Anche questo è programma dell'Amministrazione. 16 2.2 PROGRAMMA DI ATTIVITA' PER IL SETTORE GESTIONE 2.2.1 Area ex Brentella La manutenzione ordinaria e l’esercizio riguardano tutto il complesso di opere, canali ed impianti elencati al punto 1.2; per il 65% interessa gli impianti irrigui, per il restante 35% la rete di scolo delle acque. Dell'esercizio fa parte anche l'aggiornamento e la revisione degli orari di distribuzione irrigua. Va infatti ricordato che l'irrigazione in comprensorio avviene per lo più “a turno”. Per garantirne l'efficienza, l'operatività e anche per conseguire risparmi idrici, i turni debbono essere costantemente aggiornati sulla base dei mutamenti territoriali, degli impianti e delle proprietà. Al 2011 sono previsti nuovi orari di distribuzione per complessivi 1.500 ha, di cui 100 interessati allo scorrimento. La priorità nel rifacimento/revisione degli orari irrigui è impostata sui seguenti criteri: • orari per i nuovi impianti (necessari per poter irrigare); • risparmio d'acqua (unificazione canali, stralcio zone urbanizzate, stralcio aree di cava) • vetustà degli orari esistenti (necessità di aggiornare le proprietà per le divisioni o aggregazioni aziendali); • miglioramento del servizio (modifica turni per assecondare le esigenze colturali); • domande delle singole aziende (per le esigenze delle colture specializzate). Dell'esercizio fa parte la tutela del demanio idrico che si esplica attraverso il servizio di guardiania; nel 2011 alle attività ordinarie seguirà l'attività di verifica straordinaria di tali usi soprattutto nelle aree pedemontane, dove si trova la maggior parte del demanio idrico in delegazione. Accanto alle attività di manutenzione ordinaria delle reti, svolta tramite la Squadra Lavori consorziale e tramite noli (frese, espurghi, ecc.), si eseguono annualmente molti lavori a carattere straordinario, prioritari per garantire la funzionalità e l’efficienza delle opere e degli impianti e per il miglioramento delle prestazioni degli stessi. Di tali interventi si tratta nei capoversi successivi. Oltre ai lavori straordinari sono previste anche attività accessorie di studio del territorio, di indagine e di verifica; in particolare nel 2011 è prevista la continuazione dell’aggiornamento del S.I.T., per rendere i dati più facilmente fruibili e condivisibili, per inserire in un database relazionale i manufatti presenti (e le relative autorizzazioni idrauliche), per facilitare i lavori e la loro rendicontazione, per semplificare il rapporto con l’utenza e rendere sempre più agevole e preciso il lavoro del personale impiegato in campagna. LAVORI STRAORDINARI ASCIUTTE I lavori straordinari da eseguirsi durante le asciutte annuali sono quelli riguardanti principalmente la rete di adduzione dove si può operare solo ed esclusivamente in totale assenza di acqua; la priorità di intervento è determinata dall’esigenza di ridurre le perdite d’acqua, specie lungo il Canale Derivatore ed i canali Principali e Primari. I lavori verranno eseguiti tramite appalto a ditte specializzate. CANALE DERIVATORE riparazione muri di sponda e manufatti vari; € 10.000,00 CANALI PRINCIPALI E PRIMARI demolizione e rifacimento di un tratto di circa 170 m di muro di sponda sinistra del Canale del Bosco in località Pederiva; € 76.000,00 riparazione e stuccatura muri di sponda e manufatti vari; __________________ TOTALE € 86.000,00 L'importo suddetto è per la quota parte di € 64.500,00 imputabile alle opere irrigue e per i rimanenti € 21.500,00 imputabile alla bonifica. 17 LAVORI STRAORDINARI su RETE IRRIGUA o MISTA Per quanto riguarda il miglioramento della rete irrigua a scorrimento, sulla base delle segnalazioni del personale di guardiania o d’ufficio, gli interventi proposti e realizzabili direttamente dalla Squadra Lavori (SL) o da Ditta esterna tramite appalto (A) e sia con materiali di recupero (provenienti dalla dismissione della rete di Fanzolo-Barcon e Volpago) che nuovi, interessano i seguenti canali: L'importo suddetto, computando gli oneri di sicurezza e le somme a disposizione, diventa di € 234.500,00 di cui € 176.000,00 imputabili alle opere irrigue ed € 58.500,00 imputabili alla bonifica. Per quanto riguarda gli impianti pluvirrigui e la rete in pressione sono previsti, i seguenti interventi: installazione limitatori di portata € 40.000,00 __________________ TOTALE € 40.000,00 Tali lavori trovano copertura nei capitoli relativi alla manutenzione straordinaria opere irrigue e di bonifica; nelle risorse straordinarie rese disponibili con l'assestamento 2010. Qualora siano rese disponibili maggiori risorse potrà incrementarsi la installazione limitatori di portata sugli impianti pluvirrigui meno recenti. LAVORI STRAORDINARI BONIFICA Come ogni anno è previsto, anche per il 2011, un certo numero di interventi volti al miglioramento della rete di scolo delle acque meteoriche, nelle zone a difficile deflusso o che presentano stati di precarietà dovuti a degrado delle vecchie opere, ad erosioni o ad insufficienze strutturali della rete. Tali lavori verranno eseguiti essenzialmente tramite noleggi (pulizie e risagomature) o tramite appalti a ditte specializzate o, anche, in amministrazione diretta tramite la Squadra Lavori consorziale. Il loro finanziamento è sostenuto talora in tutto od in parte dalle varie Amministrazioni Comunali e talora anche dai privati sulla base di intese o accordi di programma. Si prevede un concorso di spesa consorziale pari ad € 170.000,00 come da seguente tabella: Lavori previsti: Comuni del Quartier del Piave (Sernaglia della Battaglia, Moriago della Battaglia, Farra di Soligo) ripristini e difese di sponda in vari punti Comune di Cornuda sistemazione idraulica vari nodi del territorio difesa di sponda torrente Nasson Comune di Asolo regimazione idraulica vari punti del territorio Comune di Pederobba regimazione idraulica opere di scolo località Vienna Comune di Fonte manutenzione ed espurgo canali di scarico vari Comune di Vedelago espurgo e pulizia canali di scarico vari TOTALE Comune 30.000,00 Comune 10.000,00 Comune 10.000,00 Comune 40.000,00 Comune 10.000,00 Comune 10.000,00 € 280.000,00 Tali lavori trovano copertura nei capitoli relativi alla manutenzione straordinaria opere di bonifica 2011 e nelle risorse straordinarie rese disponibili con l'assestamento 2010. BENI MOBILI DI CARATTERE STRUMENTALE 18 Per il 2011 andrà verificata la necessità di un nuovo autocarro completo di braccio sollevatore in sostituzione del vetusto ed obsoleto Fiat 130, una volta verificata la consistenza e adeguatezza del parco macchine nella disponibilità del Consorzio nei vari cantieri. MANUTENZIONI STRAORDINARIE IMMOBILI (PATRIMONIO) Nel corso dell’anno si prevede di procedere all’esecuzione dei seguenti interventi di manutenzione straordinaria ed adeguamento immobili ed impianti: Adeguamento ad uffici del piano 2° della sede € 150.000,00 Realizzazione controsoffittatura e tinteggiatura locali sede € 60.000,00 __________________ TOTALE € 210.000,00 Tali lavori trovano copertura nei capitoli relativi alla manutenzione straordinaria immobili 2011 nelle risorse straordinarie rese disponibili con l'assestamento 2010. 19 Area ex Destra Piave 2.2.2 Interventi principali di manutenzione previsti SERVIZIO BONIFICA Gli interventi di manutenzione ordinaria della rete in gestione saranno effettuati con le modalità consuete e comprenderanno principalmente: • fresatura delle scarpate; • taglio della vegetazione di fondo con cesta falciante portata su escavatore; • taglio della vegetazione di fondo con motobarca munita di barra falciante; • risezionatura di alvei interrati; • ripristino di movimenti franosi. L’attività di manutenzione ordinaria nei corsi d’acqua naturali sarà progressivamente adattata alle emergenti esigenze di rendere compatibile la tutela dal rischio idraulico, e quindi la conservazione della massima superficie disponibile per il flusso di corrente, con il mantenimento di un adeguato equilibrio naturale del corso d’acqua. Ove possibile si adotteranno pertanto sistemi di taglio della vegetazione acquatica che evitino il taglio di tutta la vegetazione, mantenendo un flusso d’acqua centrale e un adeguata copertura vegetale lungo le rive, atta al permanere dell’ittiofauna e allo sviluppo di un adeguata e persistente biocenosi acquatica. La consistenza dell’attività di manutenzione ordinaria è riepilogata nella tabella 1, riportata alla pagina seguente, e si riferisce agli interventi che, con piccole variazioni, sono effettuate tutti gli anni sulla totalità della rete in gestione: Gli interventi per far fronte a movimenti franosi o all’adeguamento degli impianti, che saranno effettuati nei limiti delle disponibilità di bilancio, sono riassunti nella tabella 1, riportata alla pagina seguente. Il ripristino dei movimenti franosi sarà effettuato mediante infissione di palificate in legno, impiegando un apposito vibroinfissore, integrate con tavole fissate con chiodatura longitudinalmente ai pali. In alcuni casi il ripristino dei movimenti franosi, verrà effettuato con l’ausilio di roccia. La manutenzione dei manufatti di regolazione delle acque comporterà la messa in sicurezza dei gruppi motoriduttore elettrici mediante la costruzione e installazione di quadri di manovra in bassa tensione, unitamente a sistemi di abbattimento automatico al superamento di livelli prefissati per la salvaguardia dal rischio idraulico. Comune intervento zona intervento MEOLO 5 MEOLO 5 SAN BIAGIO 5 RONCADE 5 tip olo gia del lav oro rip res a fra ne rip res a fra ne rip res a fra ne rip res a quantità note lavoro nome del canale priorità Da Milanese verso valle fino alla ferrovia - con pali e tavole - in vari tratti PERESSINA 1 50 ml In località Losson - con pali e tavole vari tratti POLOMBETT O 1 30 ml Amonte di Via Foscarine in sx idraulica con pali e tavole ZENSONATO 1 30 ml A monte del soste gno in via Galli Zanettin - con pali e tavole CICONDA 1 100 ml 20 MONASTIER 5 SAN BIAGIO 5 RONCADE 5 SAN BIAGIO 5 fra ne rip res a fra ne rip res a fra ne rip res a fra ne rip res a fra ne 30 ml In dx idraulica propr. Daniel alla confluenza con il Polombo - con pali e tavole FOSSA MODEGAL 1 30 ml A monte del ponte trattoria "Canareggio"in Via Grande dx idraulica con pali e tavole MEOLO 1 20 ml Proprietà da Gambirasi a monte Via San Pio X - con pali e tavole MUSESTRE 1 15 ml Proprietà Pozzobon a valle ferrovia con pali, tavole e riporto terra SPINOSOLA 1 nome del canale priorità Messa in sicurezza con parapetti e rifacimento delle lamiere di tenuta laterali + verniciatura delle parti in ferro intaccate dalla ruggine ZERO 1 Rifacimento della struttura grigliata officina 1 Riparazione del meccanismo e adattamento chiusa località San Cipriano CAVIN LONGO 1 PENTIA S. ELENA 1 305 ml comune intervento zona intervento SAN BIAGIO 5 SAN BIAGIO 5 Cantiere Portesine 5 RONCADE 5 RONCADE 5 tip quantità olo gia del lav oro manutenzi Sostituzio ZERO one ne della sostegno recinzione con rete e paletti + verniciatur a delle parti in ferro intaccate dalla ruggine ma - nut enz ion e sos teg no ma - nut enz ion e Hy dro ma c ma - nut enz ion e sos teg no nu - ova chi avi note lavoro 1 Installazione nuova chiavica con inserimento di tubo per deviazione acque 21 ca MEOLO 5 RONCADE 5 MONASTIER 5 SAN BIAGIO 5 RONCADE 5 ZENSON DI PIAVE 5 BIANCADE 5 nu ova chi avi ca ma nut enz ion e sos teg no ma nut enz ion e sos teg no ma nut enz ion e sos teg no nu ova chi avi ca ma nut enz ion e sos teg no ma nut enz ion e sos teg no - - montaggio di 2 chiaviche di derivazione PRALONGO 1 - - Manutenzione con messa in opera di valvole blocco pistoni e modifica al sistema idraulico FOSSA BRUNA 2 - - Manutenzione con messa in opera di valvole blocco pistoni e modifica al sistema idraulico - 2 sostegni FUSANNA 2 - - Manutenzione con messa in opera di valvole blocco pistoni e modifica al sistema idraulico - 2 sostegni DANESIN 2 - - manutenzione della porta a vento esistente e montaggio di una nuova chiavica AGOZZO 2 - - manutenzione meccanica del sostegno e verniciatura delle parti in ferro intaccate dalla ruggine ZENSON 1 - - Rifacimento delle lamiere di tenuta laterali + verniciatura delle parti in ferro intaccate dalla ruggine CICONDA 1 Interventi di manutenzione straordinaria previsti con l’utilizzo avanzo di amministrazione 2009 comune intervento MEOLO zona intervento 5 tipologia del lavoro ripristino di sponda quantità 150 ml a valle della briglia "Rocca"in dx idraulica - con roccia MEOLO 5 150 ml RONCADE 5 MEOLO 5 ripristino di sponda ripristino di sponda ripristino di sponda a valle del Ponte Ragno in dx idraulica - con roccia in fregio alle proprietà Ruberti e Mazzon vari tratti alla foce sia in dx che in sx idraulica - con roccia 250 ml 600 ml note lavoro 22 nome del canale COLLETTORE PRINCIPALE DI BONIFICA COLLETTORE MEOLO ARNASA CANDELARA RONCADE 5 nuova ferma - - Realizzazione della nuova “ferma” sul Collettore delle Acque Alte, a seguito della dismissione dell’attuale 1150 ml L’importo dei lavori ammonta a complessivi € 155.000, da affidarsi a terzi. 23 COLLETTORE DELLE ACQUE ALTE SERVIZIO IRRIGAZIONE IRRIGAZIONE A SCORRIMENTO La rete distributiva a pelo libero in calcestruzzo richiede interventi di manutenzione continui per assicurare la funzionalità delle canalette, ed evitare che un eccesso di trafilaggio dalle giunture possa determinare perdite d’acqua e ristagni nei terreni. La manutenzione consiste in: • stuccatura con malte speciali e silicone; • rifacimento di pezzi speciali non riparabili; • sostituzione di guarnizioni di raccordo, su circa 8 km di rete distributiva; • ripristino di tratti in calcestruzzo degradati nei canali principali, con sostituzione di elementi prefabbricati degradati nella rete distributiva terziaria, per un totale di circa 2000 m di rete distributiva. Nel corso dell’esercizio di prevede il ricorso limitato all’acquisto di manufatti nuovi, essendo possibile riciclare i tratti di rete dismessa a seguito dell’entrata in funzione dei nuovi impianti pioggia. I tratti più importanti, relativi a canali principali e distributori, sono elencati di seguito: la loro realizzazione effettiva dipenderà pertanto dalle condizioni operative, con particolare riferimento all’andamento meteorologico. Interventi di manutenzione straordinaria previsti in diretta amministrazione Comune intervento ISTRANA zona intervento 1 tipologia del lavoro sostituzione canalette PAESE 1 ISTRANA 1 POVEGLIANO 2 TREVIGNAN O POVEGLIANO 2 POVEGLIANO 2 PONZANO VENETO PONZANO VENETO PAESE 2 SPRESIANO 3 SPRESIANO 3 CUSIGNANA 3 VILLORBA 4 MASERADA SUL PIAVE 4 2 2 2 quantità 250 m sostituzione canalette sostituzione canalette sostituzione canalette sostituzione canalette sostituzione canalette sostituzione canalette sostituzione canalette sostituzione canalette sostituzione canalette sostituzione canalette sostituzione canalette 130 m 80 m 50 m sostituzione canalette sostituzione canalette sostituzione canalette note lavoro località Pezzan canalette monolitiche 50 Lucchese + 4 sifoni dietro Municipio località Sala - unione di due scarichi Via Levade 320 mVia Sant'Elena 35 m Via Colombere nome del canale DEL PAESE priorità PEZZE 2 LIVELLI 3 VENEZIANA 1 TRINCA 1 2 VENEZIANA 3 45 m Via Barruchella S.Andrà PALAZZOLA 4 200 m Via Barruchella S.Andrà 5 200 m tratto in Via Cal Di Giavera CUCCO + FERNESET BACCHETTA 200 m Via Postumia Ovest MONTANERA 7 300 m MATTIUZZO 1 250 m CA MATTA 2 350 m GIAVERA 3 60 m Località Visnadello all'origine del canale Ripresa avvallamenti e sostituzione elementi corti via Buschi Ripresa avvallamenti e sostiuire elementi corti Tra cimitero e strada nuova CATENA 1 200 m Proprietà Cella-Barbon vicino "Sapori di Giotto"- Lovadina CASAGRANDE 2 2670m 24 6 Interventi di manutenzione straordinaria previsti con l’utilizzo avanzo di amministrazione 2009. Comune intervento TREVIGNANO zona intervento 1 tipologia del lavoro rinforzo fondo canale sostituzione tratto quantità 70 m 533 m PONZANO VENETO 2 PONZANO VENETO 2 sostituzione tratto 660 m PAESE 2 sostituzione tratto 120 m PAESE 2 sostituzione tratto 150 m PONZANO VENETO 2 rinforzo fondo canale 100 m GIAVERA DEL M.LLO 3 rinforzo sponda canale 45 m note lavoro getto in opera del fondo del canale in cls armato sostituzione con elementi prefabbricati in c.a. in via Sant'Andrà sostituzione con elementi prefabbricati in c.a. in via Rialto in via Trieste -sostituzione di un tratto di tubazione e rifacimento di due pozzetti di ispezione - accordo con Comune di Paese in via s. Andrea tombamento di un tratto della canaletta esistente accordo con Comune di Paese tratto terminale getto in opera del fondo del canale in cls armato in fregio di via S. Rocco rinforzo in c.a. nome del canale PONENTE SECONDARIO PONZANO SECONDARIO PONZANO SECONDARIO PORCELLENGO C.D. MURI ANTIGA GIAVERA VILLORBA 1678m L’importo dei lavori ammonta a complessivi € 170.000, da affidarsi a terzi. È previsto, inoltre, l’espurgo in diretta amministrazione dei seguenti canali irrigui e di bonifica, (non vengono riportati gli interventi che interessano scoli di scarso rilievo): Nome Canale di Ponente Secondario Villorba Secondario Porcellengo Secondario Padernello Secondario Giavera Villorba Secondario Antiga Secondario S. Luca Secondario San Zeno Secondario Paderno Secondario Ponzano Secondario di Povegliano totale Estensione intervento – m 1.400 880 1.000 350 900 600 400 950 600 1.000 650 8.730 IRRIGAZIONE A PIOGGIA Sarà effettuata la manutenzione ordinaria degli impianti di pompaggio, mediante smontaggio delle giranti dei gruppi pompa per la verifica dei livelli di isolamento. La rete distributiva sarà sottoposta agli ordinari interventi di manutenzione, con sostituzione di idranti difettosi e ripristino di tubazioni danneggiate, che saranno sostituite con elementi in pvc. Sarà effettuata la revisione del sistema di automazione dell’impianto Grave 1. 25 Analogamente agli anni precedenti, si prevede il rilascio di circa 100 nuove autorizzazioni per consegne ad orti e giardini. 2.2.3 Area ex Sinistra Piave MANUTENZIONE DELLE OPERE IN GESTIONE - BONIFICA Si evidenzia come nel bilancio di previsione dell’esercizio 2009 fosse destinata, per lavori di manutenzione ordinaria delle opere, comprese le materie prime, la somma di € 301.950,00, di cui € 74.000,00 per la manutenzione dei bacini Bidoggia e Grassaga di competenza dell’ex Consorzio Basso Piave, elevati poi a € 327.082,49. Tali importi sono definiti con esclusione dei costi del personale di campagna addetto esclusivamente alle operazioni manutentive. Su tale "base minima" è stato, pertanto, redatto il piano di intervento di manutenzione ordinaria sommariamente di seguito descritto. I lavori, a seconda dell’urgenza e dell’andamento stagionale e con criteri di priorità da stabilirsi in accordo con il C.d.A., saranno realizzati direttamente con mezzi propri o ricorrendo alle procedure di cui al “Regolamento per l’esecuzione di lavori, servizi e forniture in Economia” approvato con atto consiliare n° 9 del 10.10.2007 e della L.R. n. 27 del 7 novembre 2003. Il preventivo di larga massima per ognuno di essi è riferito all’importo più plausibile per l'affidamento a cottimo. Impedimenti locali, dovuti a difficoltà imprevedibili, potranno influire sul programma proposto sia in termini di priorità che di esecuzione. ESPURGHI E RIPRESA FRANE 01) Canale Favaro – espurgo – Vazzola, Mareno di Piave 02) Fossa delle Vizze – espurgo – Mansuè 03) Serafin G., Anzanello, Marian, espurgo in Campodipietra 04) Frane verificatesi sui canali: Albinella, Codolo, Vallontello, Fossadella, Grassaga, Bidoggia, Bidoggetta, Peressina, Zocchella, Fossalta, Cigana, Albina Resteggia, Fossetta, Rasego, Albina, e altri minori 05) Ricostruzione argine su sponda Dx Resteggia proprietà pezzutto 06) espurgo fosso collegamento Rondolin/Albinella, Furlan Roberto 07) espurgo fosso Mortiz e via Callurbana, De Nardi Campobernardo 08) espurgo fosso laterale Cadore Mare, Tomasi Antonietta 09) espurgo fossalon a monte peschiera Brunetta 10) espurgo Lia Vecchio, Polesel, Busolin 11) espurgo tratto privato canale crè Negrisia – Lorenzon 12) espurgo e ripresa frane canale demaniale a Ponte di Piave proprietà Pivetta Antonio 13) espurgo e pulizia fosso privato proprietà Franzo Adriana, Chiarano 14) espurgo canale Fossabiuba da via Roma prop. Zoppas, Mason alla proprietà Dalla Nora Tarcisio 15) espurgo e pulizia di un tratto privato canale Albina a Pianzano INTERVENTI DIVERSI 16) Tubazioni per continuità di accesso 17) Paratoie e carpenteria metallica 18) Tombini da sostituire 19) Noleggio macchine operatrici per operazioni varie (autocarri, decespugliatori) 20) Acquisto di n° 2 sgrigliatori TOTALE COMPLESSIVO 26 € € € 15.000,00 20.000,00 5.000,00 € € € € € € € € 35.250,00 3.000,00 3.000,00 20.000,00 16.000,00 9.000,00 7.000,00 15.000,00 € € 6.000,00 8.000,00 € € 13.000,00 20.000,00 € € € 5.000,00 10.000,00 8.000,00 € € 103.700,00 162.000,00 € 483.950,00 Le somme evidenziate trovano copertura nella disponibilità di bilancio 2011 e nella destinazione dell’avanzo di amministrazione 2010. IRRIGAZIONE A SCORRIMENTO Gli interventi di seguito elencati (la numerazione dei canali corrisponde a quella riportata nelle mappe consortili), tengono conto anche di richieste e segnalazioni dei consorziati utenti; la realizzazione degli stessi sarà gestita valutando la priorità, le risorse di bilancio, la disponibilità di mezzi e manodopera consortili, fatti salvi imprevisti ed urgenze. ZONA NORD A) - - Canali principali e secondari Secondario Veglia fondo e pareti per ml 296 Paratoie e carpenteria metallica di protezione Noleggio macchine operatrici Sommano € € € € 20.000,00 8.000,00 25.000,00 53.000,00 € 32.000,00 € € € 9.000,00 23.000,00 32.000,00 costo stimato € 18.000,00 TOTALE MANUTENZIONE IRRIGUA € 135.000,00 B) - Canali distributori n. 11 n. 15 n. 22 n. 25 n. 28 n. 32 n. 36 rifacimento canalette " m 170 " m 100 " m 120 " m 250 " m 45 " m 100 " m 15 per complessivi m 800 costo stimato ZONA SUD Canali principali e secondari - Sostituzione paratoie e costruzione carpenteria metallica Noleggio macchine operatrici TOTALE 1 Canali distributori - canale n. n. n. n. 119 sostituzione canalette prefabbricate 120 " m 100 121 " m 170 122A " m 42 ---------------per complessivi m m 200 512 Si evidenzia come, in merito all'irrigazione a scorrimento, nel bilancio di previsione dell’esercizio 2010 sia stata destinata, per lavori di manutenzione ordinaria, comprese materie prime, la somma di € 128.084,00. I lavori sopra indicati consorziali trovano copertura nella previsione 2011 ed assestamento 2010. 27 I lavori, a seconda dell’urgenza e dell’andamento stagionale, saranno realizzati direttamente con mezzi propri o ricorrendo alle procedure di cui al “Regolamento per l’esecuzione di lavori, servizi e forniture in Economia” approvato con atto consiliare n. n° 9 del 10.10.2007 e della L.R. n. 27 del 7 novembre 2003. Irrigazione a pioggia In merito all'irrigazione a pioggia, nel bilancio di previsione dell’esercizio 2010 era destinata, per gli interventi di manutenzione delle condotte adduttrici, distributrici, della rete aziendale interrata ed aerea, nonché per gli interventi di manutenzione dell’impianto di sollevamento la somma di € 36.000,00. Per il 2011 la previsione degli interventi, tutti di natura ordinaria, si concretizza nella disponibilità di € 48.000,0. E’ prevista la sostituzione di una pompa presso l’impianto di Tezze, il costo della quale (€ 16.500,00) trova copertura con la destinazione dell’avanzo 2010. BONIFICA Nel bilancio di previsione 2010 era destinata, per l’esercizio degli impianti idrovori indicati al punto 1.2.3.1 del presente piano, la somma di € 89.500,00, riguardante i consumi elettrici e le spese di carburante. Tale importo, stante le condizioni meteorologiche verificatesi nel corrente anno, viene precauzionalmente elevato ad € 115.900,00. IRRIGAZIONE IN PRESSIONE Nel bilancio di previsione dell’esercizio 2010 era destinata, come consumi elettrici per il funzionamento degli impianti pluvirrigui di Tezze di Piave e Godega, la somma di € 158.000,00. La previsione di spesa 2011, tenuto conto conto della maggiore spesa dovuta a prevedibili aumenti dell’energia e all’attivazione in esercizio dell’impianto di Bolda, è indicata in € 230.000,00. E’ previsto anche l’acquisto di un mezzo per € 16.000,00 e la realizzazione del fotovoltaico presso l’immobile di Codognè con fondi dell’assestamento 2010 (€ 215.000,00). 28 2.3 NUOVE OPERE ED INTERVENTI IN CONCESSIONE Nella tabella sintetica che segue sono indicate, con riferimento alla fonte di finanziamento, le opere per le quali è prevista la realizzazione o l'avvio della realizzazione, nel 2011, in quanto già finanziate PROGETTO PROGETTI FINANZIATI FINANZIAMENTO STATALE € Completamento recupero ex cava di Riese a bacino idrico Conversione irrigua Caselle di Altivole-Busta di Montebelluna su ha 650 Interventi di adeguamento del Rio Dosson Risanamento dell’alto corso del fiume Meolo in area ad alta intensità d’allevamenti ittici Lavori di miglioramento opere irrigue Bacino Fossetta. Installazione n. 3 gruppi di pompaggio e n. 1 generatore di corrente impianto idrovoro di Portesine Lavori di manutenzione straordinaria opere di bonifica Realizzazione centrali idroelettriche Adeguamento centrali di sollevamento irriguo al DK 5600 Cassa di espansione di Salvatronda Sistemazione idraulica di Volpago FINANZIAMENTO REGIONALE € FINANZIAMENTO PROPRIO € 2.000.000,00 2.600.000,00 2.100.000,00 1.532.000 370.000,00 700.000 500.000,00 1.400.000,00 250.000,00 1.400.000,00 500.000,00 PROGETTI PRONTI IN ATTESA FINANZIAMENTO FINANZIAMENTO FINANZIAMENTO FINANZIAMENTO PROGETTO STATALE REGIONALE PROPRIO € € € Riconversione irrigua Mandre-Mareno di Piave e 11.000.000,00 Santa Lucia di Piave Riconversione irrigua Nervesa-Spresiano 4.500.000,00 Riconversione irrigua Vedelago 800.000,00 Completamento schema irriguo Quartiere del 3.300.000,00 Piave Riconversione irrigua Caerano Contea 2.500.000,00 (Montebelluna) completamento Ripresa frane-somma urgenza 560.000,00 Molti altri sono i progetti approvati almeno in fase preliminare; in primo luogo per la difesa idraulica, quelli di Pra' dei Gai sul Livenza, ma anche a Sernaglia e Farra sul Patean/Raboso; a Montebelluna per difesa e come bacino irriguo usando la cava Sud-Est. Più in dettaglio le opere progettate a diverso livello sono esposte nel programma triennale cui si rinvia. 29 3 RISORSE FINANZIARIE 3.1 ORDINARIE – si elencano nel prospetto che segue le risorse finanziarie ordinarie derivanti da contributi di bonifica e di irrigazione, contributo regionale per la manutenzione ed altre correnti. Obj100 30