Antonio Ventura I Fondi Speciali: le terrae incognitae della Biblioteca Provinciale di Antonio Ventura 1. Introduzione Terrae incognitae era una delle espressioni letterarie ricorrenti nelle prime mappe per indicare quelle regioni sconosciute, di cui i cartografi avevano sentito favoleggiare meraviglie da viaggiatori e mercanti, senza tuttavia possedere informazioni precise. Alla pari di esse i Fondi Speciali, custoditi ed incrementati da generazioni di bibliotecari ma non del tutto esplorati, hanno rappresentato all’interno della Biblioteca Provinciale e, in parte, tuttora rappresentano,1 per restare in metafora, una sorta di terrae incognitae, dalle quali emergono in continuazione rarità documentarie e preziosi cimeli bibliografici e tipografici. Le raccolte conservate tra i loro scaffali provengono, infatti, dalla vecchia Biblioteca Comunale, dalle soppressioni francese e piemontese dei monasteri di Capitanata2 e da illustri protagonisti della cultura nazionale e locale:3 tutte, comunque, nonostante la diversità della provenienza sono riconducibili ai due settori fondamentali in cui si articolano i Fondi Speciali: il Locale e l’Antico, che per molti aspetti sono collegati tra loro. 1 È ancora in corso la catalogazione dei fondi moderni e di quello antico. Anna CLEMENTE - Giuseppe CLEMENTE, La soppressione degli ordini monastici in Capitanata nel decennio francese (1806-1815), Bari, Tipografica, 1993. 3 Romolo Caggese (Ascoli Satriano 1881-Milano 1938) professore universitario, storico medievalista; Nicola Zingarelli (Cerignola 1860-Milano 1935) professore universitario, dantista, filologo e Accademico della Crusca; Angelo Fraccacreta (San Severo 1882-Napoli 1950), meridionalista, rettore dell’Università di Bari nel 19431944; Alfredo Petrucci (S. Nicandro Garganico 1888-Roma 1969), direttore del Gabinetto delle stampe di Roma, ma anche raffinato incisore e scrittore; Luigi Tamburrano (San Giovanni Rotondo 1894-Foggia 1964), vice presidente dell’Amministrazione Provinciale di Capitanata presieduta dal senatore Allegato, e senatore nel primo Parlamento Repubblicano per il Collegio di Foggia; Michele Vocino (Peschici 1881-Roma 1965), giornalista e storico locale; Mario Domenico Simone (Caserta 1901-Manfredonia 1975), esponente del Partito d’Azione, editore, fondatore della Società Dauna di Cultura; Lorenzo Agnelli (Sant’Agata di Puglia 18301904), storico; Ignazio Bellucci (Troia 1804-Manfredonia 1887), vicario capitolare dell’Archidiocesi di Manfredonia, e Michele Bellucci (Manfredonia 1849-Roma 1944), musicologo e notaio; Ester Loiodice (Foggia 1893-Roma 1985), studiosa di tradizioni popolari; i bibliofili Luigi Rosario Saponaro (Foggia 1913-Foggia 1970); Giuseppe D’Urso (Solofra 1875-Rocchetta Sant’Antonio 1935), medico e meridionalista; Domenico Faiella (sec. XIX-XX), Antonio Nardini (sec. XIX-XX) e Raffaele Pagliara (sec. XIX-XX). 2 147 I Fondi Speciali: le terrae incognitae della Biblioteca Provinciale 2. La nuova Sezione Locale Di recente, questa sezione è andata assumendo, a Foggia come altrove, sempre più le caratteristiche di un centro di documentazione, per adeguarsi alla rinnovata importanza assunta dagli studi locali: la ricerca che sino alla prima metà del Novecento era in mano agli eruditi del luogo, quasi sempre professionisti o sacerdoti, dal dopoguerra, o meglio dagli anni Sessanta, è andata acquistando diversa fisionomia e nuovo impulso, mentre si facevano strada moderne concezioni storiografiche, si rinnovavano le strutture delle vecchie Deputazioni di Storia Patria e cresceva l’interesse didattico delle Università per questo genere di indagini. Dalle storie di tipo memorialistico su una località, condotte senza approfondita conoscenza e valutazione delle fonti, si è, così, passati a ricerche settoriali, nelle varie branche delle discipline storiche, per archi cronologici limitati e, di conseguenza, anche gli studiosi locali hanno acquisito un abito mentale differente rispetto al passato. Sono usciti dall’isolamento scientifico ed hanno appreso, con la partecipazione ad equipes coordinate da accademici, l’utilizzazione dei modelli metodologici e culturali riscontrabili nelle grandi imprese editoriali prodotte nel settore dell’indagine storico-sociale: la Storia d’Italia, con i volumi degli Annali e delle Regioni dall’Unità ad oggi, edita, a partire dal 1972, da Einaudi; la Storia d’Italia diretta da Giuseppe Galasso (in tre sezioni, L’Italia medievale, Gli Stati italiani nell’età moderna, L’Italia contemporanea), pubblicata dalla UTET dal 1976; La Storia del Mezzogiorno, stampata in quindici volumi nel 1991. Alle antiche riviste nazionali, quali l’ «Archivio Storico Italiano», fondato dal Viesseux nel 1842, la «Rivista Storica Italiana» (dal 1888), la «Nuova Rivista Storica» (dal 1917), alle rassegne annuali delle Società di Storia Patria, come, ad esempio, l’ «Archivio Storico Pugliese» e l’ «Archivio Storico per le Province Napoletane», si è andato affiancando un cospicuo numero di pubblicazioni periodiche, dove ampio spazio è stato riservato alle nuove metodologie ed ai saggi di interesse locale: si possono citare «Studi Storici» (dal 1960), trimestrale dell’Istituto Gramsci (Roma, Editori Riuniti); «Quaderni Storici» (dal 1966), quadrimestrale monografico (Bologna, il Mulino); «Storia della città» (dal 1976), rivista internazionale di storia urbana e territoriale (Milano, Electa); «Società e Storia» (dal 1978), trimestrale di storia sociale ed economica (Milano, Angeli); «Quaderni Medievali» (dal 1976), semestrale (Bari, Dedalo); «Studi Storici Meridionali» (dal 1984, ora cessati), quadrimestrale (Lecce, Capone); «Lingua e Storia in Puglia» (dal 1975, ora cessata), semestrale (Siponto, Centro Residenziale di Studi Pugliesi). Il panorama degli studi locali, nei periodici, si è, dunque, assai dilatato; ma, sulla medesima linea si sono mossi anche gli editori, riservando a tale genere di pubblicazioni nuove collane: Einaudi, “Microstorie”; Guida, “Fonti e documenti per la storia del Mezzogiorno”; Edipuglia, “Mediterranea”; Editori Riuniti, “Biblioteca di Storia”; Capone, “Storie municipali” e “Scritture e Città”; Lacaita, “Mezzogiorno e Cultura Moderna”; Milella, “Biblioteca di Storia della Società Contemporanea”; Congedo, “Biblioteca di Cultura Pugliese”, imitati dagli Enti Pubblici, 148 Antonio Ventura patrocinatori di mostre e pubblicazioni varie, e dagli Istituti di Credito, finanziatori di libri strenna di elevato livello scientifico nel campo della storiografia locale. I motivi di una ripresa tanto rilevante sono stati individuati da Cinzio Violante, presidente della Società Storica Pisana soprattutto nelle seguenti quattro cause: l’influsso del lavoro delle Annales, il rinnovarsi della cultura, l’allargamento del concetto di fonte storica, l’ausilio di altre discipline di vari settori delle scienze umane e sociali.4 Pertanto, si assiste ad una continua crescita della quantità e della qualità degli studi locali, che, ormai, rispondono non solo ad un programma storiografico diverso da quello del passato, ma anche ad un bisogno della collettività: essi, infatti, non obbediscono più all’esigenza di soddisfare le necessità campanilistiche ed agiografiche dell’élite colta del luogo, ma sono richiesti da larghi strati del mondo della scuola, desideroso di verificare, sulle vicende comunali e provinciali, i fatti presentati sul libro di testo e di acquisire maggiori conoscenze, per meglio conservare l’ambiente ed il territorio.5 Va, quindi, scomparendo la storia globale ed universale, mentre il terreno del ricercatore appare suddiviso non soltanto dal punto di vista delle discipline e degli ambiti spaziali e temporali, ma addirittura nelle sue componenti sociologiche, antropologiche ed etnologiche; inoltre, le diverse realtà esaminate nelle loro relazioni, consentono la ricomposizione di un panorama unitario, dove lo storico locale, “architetto di un solo mattone”, fornisce la materia prima necessaria alla costruzione dell’edificio. Per questa storia ‘nuova’, creata, spesso, attraverso la revisione degli scritti precedenti ed assumendo come criteri di fondo i due principi dell’organicità e della comparazione, è fondamentale la collaborazione tra lo storico professionista e quello locale: il primo fornirà il quadro interpretativo, la metodologia, gli strumenti di indagine; il secondo, la conoscenza delle fonti riguardanti il territorio e dell’ambiente socio-culturale. Alla luce di tali orientamenti che rivalutano la funzione ed il livello degli studi su realtà territoriali circoscritte, un centro importante di riferimento è divenuta la Biblioteca e, in particolare, la sua Sezione Locale, destinata a fornire strumenti per lavori nei vari settori della storia (istituzionale, sociale, religiosa, artistica, economica) e della cultura (dialetto, letteratura popolare, folklore, civiltà contadina ed operaia, cultura materiale): secondo il dettato delle leggi regionali, infatti, rientra nelle funzioni della Biblioteca Pubblica, ai vari livelli - comunale, provinciale, comprensoriale - il compito di raccogliere documentazione di ogni genere relativamente al territorio ed all’ambiente nel cui ambito essa opera. 4 Cinzio VIOLANTE (a cura di), La storia locale in Italia. Temi, fonti e metodi della ricerca, Bologna, il Mulino, 1982, pp. 15-31. 5 Alfredo PAPALE, Storia locale e ricerca scolastica. Un ruolo e una prospettiva per la biblioteca pubblica, in «Biblioteche oggi», II (1984), 1, pp. 49-64. 149 I Fondi Speciali: le terrae incognitae della Biblioteca Provinciale 3. La Sezione Locale: centro di documentazione del territorio Le fonti bibliografiche della Sezione Locale sono quelle generali, a tutti note, e, accanto ad esse, le altre prodotte nel territorio, le quali sono assai meno conosciute e talvolta non compaiono nei circuiti della distribuzione editoriale nazionale, soprattutto se date alla luce in tiratura ridotta da piccoli stampatori e limitate, quindi, ad una diffusione soltanto provinciale, se non addirittura cittadina, oppure se promosse da iniziative culturali di Enti Pubblici, sempre difficilmente raggiungibili da parte dell’utenza interessata, a causa della mancanza di cataloghi o di altre forme pubblicitarie. È, però, opportuno segnalare, per quanto riguarda la Puglia, che, nel 1992 e nel 1999, la Regione ha provveduto a redigere due parziali elenchi delle proprie pubblicazioni negli inventari ragionati curati da Nicola Pergola,6 mentre, nel 1993, la Comunità Montana del Gargano ha affidato analogo incarico a Tommaso Nardella, Giuseppe Soccio e Mario Villani;7 la Provincia di Foggia, invece, commissiona all’editore Claudio Grenzi la stampa delle proprie collane. Anche questi contributi, talvolta introvabili, dedicati alla storia ed alla società regionale sono, comunque, reperibili nella Sezione Locale, perché, come si legge nei bollettini dell’Associazione Italiana Biblioteche, ad essa compete, insieme con l’Archivio, la funzione di custodire, tutelare e rendere fruibili i documenti del territorio: opinione pure condivisa, per le loro realtà, dai corrispondenti organi professionali inglese e francese - il Librarian’s glossary e Le Métier de bibliothècaire - che la definiscono “fondo di documenti relativi ad una specifica località o regione, utilizzabile da un pubblico di studiosi, studenti e cittadini, i quali vi trovano libri, collezioni di periodici, manifesti, e qualche volta pure dischi, diapositive, film e cdrom”.8 Costituisce, pertanto, un centro di documentazione e di informazioni, presso il quale ogni ricercatore avrà la possibilità di consultare raccolte aggiornate ed ordinate dei materiali più importanti per accedere alla conoscenza dell’ambiente: - Fonti documentarie inedite: memorie, cronache, diari, statuti, biografie ed epistolari, libri catastali e demografici. È a disposizione dell’utenza un autonomo indice descrittivo dei manoscritti,9 integrato da inventari a stampa o elettronici dei principali fondi archivistici laici ed ecclesiastici, pubblici e privati, relativi alle località, nel cui ambito opera la Biblioteca. 6 Nicola PERGOLA, Editoria pubblica pugliese. Dieci anni di intervento dei Centri Regionali di Servizi Educativi e Culturali, Cerignola, C.R.S.E.C., 1992; e Nicola PERGOLA, Libri di Puglia. La produzione editoriale dei Centri Regionali di Servizi Educativi e Culturali degli Assessorati alla Cultura e alla P.I. della Regione Puglia, Troia-Cerignola, C.R.S.E.C., 1999. 7 Tommaso NARDELLA et al., Per la storia del Gargano. Repertori bibliografici. Biblioteca di Tommaso Nardella-Biblioteca del Convento di San Matteo San Marco in Lamis, Monte Sant’Angelo, Comunità Montana del Gargano, 1993. 8 Rino PENSATO - Valerio MONTANARI, Le fonti locali in biblioteca, Milano, Bibliografica, 1984, pp. 31-33; Rino PENSATO , La raccolta locale, Milano, Bibliografica, 2000, pp. 27-33. 9 Pasquale DI CICCO, I Manoscritti della Biblioteca Provinciale di Foggia, Foggia, Amministrazione Provinciale di Capitanata, 1977. 150 Antonio Ventura - Fonti a stampa: opere locali e scritti di carattere generale, per i quali esiste un interesse specifico; costituiscono l’ossatura della Sezione e la presenza più costante rispetto a quella rara dei documenti autografi ed all’altra, in crescente aumento, dei materiali elettronici. Nella maggior parte dei casi trattano argomenti storici, araldici, genealogici e biografici, geografici e toponomastici, politici, amministrativi, sociali, urbanistici, economici e finanziari, religiosi, giuridici, statistici, naturalistici, folklorici, linguistici e dialettologici. Appartengono a questa categoria anche gli opuscoli, pubblicazioni monografiche o estratti di riviste, che hanno la forma esterna e l’organizzazione tipografica del libro, senza raggiungerne la consistenza, e il materiale minore a stampa, definito pure non book materials, perché comprende tutto quanto non si acquista in libreria, ma è costituito da letteratura grigia, volantini, ciclostilati, manifesti, giornali, dischi, microfilm.10 - Fonti iconografiche: stampe di genere documentario (avvenimenti storici, ritratti, luoghi e monumenti, usi e costumi), cartoline, lastre e negative, diapositive, libri illustrati, litografie ed altri tipi di incisioni, disegni e dipinti.11 - Fonti fotografiche: per la sua capacità di fissare e registrare la componente dinamica e quella statica della realtà, gli eventi e le situazioni, l’attività degli uomini e gli assetti della natura, la fotografia si può configurare, non tanto come supplemento alle fonti scritte, quanto come documento visivo indispensabile per la ricostruzione del passato e del presente di una regione. Nelle tre grandi classi degli eventi, degli oggetti e delle situazioni ambientali, la foto riproduce ogni aspetto e fenomeno della storia, della vita e della realtà territoriale: dall’insediamento delle autorità amministrative alla visita di personalità politiche e religiose alle manifestazioni politiche e sindacali a quelle sportive; dall’architettura agli oggetti d’uso; dal paesaggio alle tradizioni religiose; dalla vita quotidiana al marketing; dalle fiere ai trasporti. L’uso di questo documento ai fini della ricostruzione storica e socio-economica è stato bene illustrato nella Storia d’Italia. Annali 2. L’immagine fotografica 1845- 1945 (Torino, Einaudi, 1979).12 - Fonti geografiche: raccontano il territorio, in maniera altrimenti difficile da ricostruire, negli atlanti regionali, nelle mappe catastali, oppure nelle serie cartografiche riferite a precise località, come quelle curate dell’Istituto Geografico Militare; spesso, invece, fanno, da supporto a memorie, diari, lavori tecnici, pro- 10 Utili, per conoscere almeno in parte la letteratura d’interesse locale, alcuni repertori d’ambito regionale: Saverio RUSSO - Rita CAFORIO, Fonti a stampa per la storia delle campagne pugliesi fra XVIII e XX secolo, Bari, Edipuglia, 1990; Guido LUISI, Saggio di bibliografia geografica della Puglia, Bari, Grandolfo, 1979; Antonio VENTURA, La Puglia nei libri. Catalogo ragionato 1978-1988, Foggia, Edizioni del Rosone, 1990; Pasquale CARATÙ - Pasquale PIEMONTESE, Saggio di bibliografia linguistica per la Puglia, Siponto, s.n., 1980. 11 Molti reperibili nell’archivio iconografico di carattere musicale della famiglia “Bellucci” e in quello fotografico di natura artistico-monumentale di “Alfredo Petrucci”. Ambedue sono in corso di inventariazione 12 A livello locale, cfr.: Antonio GUERRIERI, La città spezzata. Foggia, quei giorni del ’42, Bari, Edipuglia, 1996; Maria Teresa ALTIERI, Il Palazzo dell’Acquedotto Pugliese di Foggia, Foggia, Grenzi, 2002; Vincenza MORIZIO, I Cirillo Farrusi a Cerignola fra Belgio e Capitanata, Foggia, Grenzi, 2003; l’archivio d’interesse folclorico di “Ester Loiodice” e l’altro storico-politico di “Mario Simone”, in corso di inventariazione. 151 I Fondi Speciali: le terrae incognitae della Biblioteca Provinciale getti urbanistici, indagini territoriali, censimenti di beni culturali, studi economici.13 - Fonti orali: memorie e interviste, conservate in audiocassette o in trascrizioni, su fatti storici e sociali rilevanti, come guerre, catastrofi, sommosse, scioperi, visite di personaggi illustri, fiere annuali; oppure su tradizioni popolari e vita materiale: il vivere quotidiano, gli attrezzi, i mestieri, l’alimentazione, le credenze mediche, le case, le strade, i divertimenti.14 - Fonti Audiovisive: immagini di cerimonie pubbliche e tradizionali, di avvenimenti sportivi, oppure di tragici eventi bellici o naturali della storia regionale recente conservati su diapositive, videocassette, film, prodotti multimediali:15 supporti differenti, che richiedono, per poter essere consultati, tecnologie particolari, in modo da consentire anche la lettura dei recenti prodotti editoriali, come le enciclopedie elettroniche, gli ipertesti, i libri virtuali ed i cataloghi automatizzati. La maggior parte di questo materiale è stato recuperato dalla Sezione Locale grazie alla collaborazione delle più rappresentative organizzazioni pubbliche e private operanti sul territorio: - Enti Locali: Regioni, Province, Comuni e rispettivi dipartimenti. Fondamentale quanto prodotto nell’espletamento delle loro funzioni dai Consigli e dalle Giunte: i verbali delle loro sedute offrono un panorama ricchissimo di spunti sulla vita delle popolazioni amministrate. Ma interessanti sono anche i dati provenienti dalle Commissioni all’urbanistica e alla toponomastica, dagli Assessorati alla Cultura, ai Servizi Sociali, all’Agricoltura, ai Lavori Pubblici, dagli Uffici dell’Anagrafe, di Statistica e dell’Annona, dalle Aziende Municipalizzate, dalle Unità Sanitarie Locali.16 - Istituzioni culturali e scolastiche pubbliche: Università, Accademie, Scuole produttrici di lavori riguardanti il proprio funzionamento, come gli Annuari e gli Statuti, oppure l’attività scientifica, didattica e di ricerca, riscontrabile nelle indagini interdisciplinari condotte da docenti e studenti, nelle tesi e nei repertori delle 13 Cfr., ad esempio, il Piano Albertini, stampato dal Comune di Foggia, nel 1931, in Cinque anni di amministrazione fascista, oppure l’Atlante delle condizioni insediative industriali nelle province di Foggia e Bari, pubblicato, nel 1975, dalla Federazione Regionale degli Industriali della Puglia. Per la cartografia storica, cfr., invece, le pubblicazioni dell’editore Capone di Lecce, tra cui, l’Atlante storico della Puglia; le Immagini del Sud e le Immagini di Puglia. 14 Esempi sono forniti da Giovanni RINALDI - Paola SOBRERO (a cura di), La memoria che resta. Vissuto quotidiano, mito e storia dei braccianti del Basso Tavoliere, Foggia, Amministrazione Provinciale di Capitanata, 1981; Giuseppe GIARRIZZO - Fosco MARIANI, Civiltà contadina. Immagini dal Mezzogiorno degli anni Cinquanta, a cura di Enzo Persichella, Bari, De Donato, 1980; Nicola PERGOLA, Cerignola. Quarant’anni di immagini, Cerignola, Centro di servizio e programmazione culturale regionale, 1986. 15 Cfr. il cd-rom Storia, tradizioni e percorsi della Capitanata, prodotto da Multimedia, per conto della Provincia di Foggia. 16 Per l’utilizzazione di questi materiali, cfr.: PROVINCIA DI FOGGIA, La Provincia a cinquant’anni dalla prima elezione a suffragio universale, mostra documentaria a cura di Franco Mercurio, Foggia, Grenzi, 2002. 152 Antonio Ventura pubblicazioni e delle attività seminariali stampati periodicamente dagli Atenei barese, foggiano e leccese. - Corpi politici e sociali: partiti e sindacati, interessati a diffondere, attraverso le relazioni dei congressi ed i programmi elettorali, le testimonianze dirette della propria attività, e, mediante i libri bianchi, gli atti di convegni, le tavole rotonde, le ricerche tematiche, i risultati delle indagini da loro condotte o commissionate sulla società locale. - Aziende industriali, Banche, Camere di Commercio, Agenzie turistiche: oltre a stampare periodici, bollettini e statistiche attinenti all’attività svolta, finanziano, spesso, inchieste originali sul territorio, come, ad esempio, quelli portati a termine dai Centri Studi delle Associazioni Provinciali degli Industriali17 e di alcuni Istituti Finanziari.18 - Uffici giudiziari: utili per conoscere il fenomeno della “devianza” attraverso le loro statistiche, il cui uso metodologico è stato ben illustrato in alcune recenti indagini sul disagio sociale in Capitanata e Puglia.19 - Chiese e gruppi religiosi: tradizionali e fecondi produttori di ricca e varia letteratura d’interesse locale,20 da quella di devozione, alla amministrativa-archivistica, alla liturgica, alla pedagogica (scuole e collegi), alla sociale-assistenziale (istituzioni di carità, ricoveri, ospedali). - Società Storiche: rilievo tutto particolare hanno queste istituzioni, protagoniste quasi esclusive, per lungo tempo, della ricerca locale e della edizione dei relativi strumenti di informazione. Importante a riguardo il catalogo dei lavori stampati dalla Società di Storia Patria per la Puglia e gli Indici dell’ “Archivio Storico Pugliese (1947-1987)”. - Istituzioni, associazioni e gruppi culturali, artistici, teatrali e musicali, ricreativi e sportivi, pubblici e privati: impegnati a promuovere e finanziare inchieste 17 Cfr., tra gli altri, i volumi editi a cura dell’ASSOCIAZIONE PROVINCIALE DEGLI INDUSTRIALI DI CAPITANATA, Dossier su: Università e Mezzogiorno. Il caso di Foggia, Foggia, 1978; Il settore alimentare in provincia di Foggia, Foggia, 1979; Sviluppo economico e sistema del trasporto merci in Capitanata, Foggia, 1982; Foggia nel Mezzogiorno che cambia, Foggia, 1993. 18 La Banca Popolare Dauna ha stampato il volume: Maria Raffaella CAROSELLI, La Capitanata nelle luci e nelle ombre della sua storia economica e sociale, San Paolo di Civitate, 1982. 19 Maurizio FIASCO, Puglia. Il crimine scenari e strategie, Roma, Sapere, 1992; Nichi VENDOLA, La mafia levantina. Rapporto sulla criminalità organizzata in Puglia, Bari, Edipuglia, 1996; Michele GALANTE, Criminalità ed illegalità in Capitanata, Bari, Edizioni dal Sud, 1992. 20 Oltre alle pubblicazioni storiche e documentarie di Don Michele Di Gioia, particolare importanza assumono gli inventari archivistici; cfr., ad esempio: Michele DI GIOIA (a cura di), Archivio Storico del Capitolo di Foggia, Foggia, Amministrazione Provinciale di Capitanata, 1981; Francesco CONTE (a cura di), Archivio Storico Diocesano di Foggia, Foggia, Arcidiocesi di Foggia, 2002 e Francesco CONTE (a cura di), Canonici e Mansionari ieri... ed oggi. Miscellanea, Foggia, Arcidiocesi di Foggia, 2002; ed i censimenti di monumenti sacri, cfr.: Storia e Arte nella Daunia Medioevale, Atti della Settimana sui Beni Storico-Artistici della Chiesa in Italia (Foggia 26-31 ottobre 1981), Foggia, Leone Editrice Apulia, 1985; e Maria Stella CALÒ MARIANI (a cura di), Insediamenti Benedettini in Puglia. Per una storia dell’arte dall’XI al XVIII secolo., Galatina, Congedo, 1981, 3 voll.: vol. II. 153 I Fondi Speciali: le terrae incognitae della Biblioteca Provinciale e indagini di grande interesse locale, ma destinate a divenire subito introvabili per la loro limitata tiratura.21 - Tipografie e case editrici a livello provinciale e regionale: la loro attività costituisce una fonte primaria di conoscenza delle iniziative industriali, artigianali, artistiche e culturali esistenti nel circondario in cui operano, mentre la letteratura da loro stampata e pubblicata ne consente l’approfondimento delle caratteristiche storiche, sociali, culturali. - Organi locali di informazione: giornali a diffusione cittadina, provinciale e regionale, e in particolare «Gazzetta del Mezzogiorno», «Corriere della Sera» e «la Repubblica» con i loro inserti locali; ma, soprattutto, le emittenti televisive pubbliche, come il Tg 3 Puglia, e private, quali Telenorba, Telepuglia, Teledue, Antenna Sud, per limitarsi a quelle dotate di un segnale più potente. I programmi d’interesse locale ed i telegiornali, la cui importanza ai fini delle ricerche sul territorio è stata bene illustrata dai lavori di Antonio Rossano22 e di Enrico Maria Brescia,23 sono reperibili presso la Mediateca Regionale, annessa all’Assessorato alla Cultura. Le emittenti, tuttavia, sono raggiungibili attraverso il Comitato Regionale Servizi Radiotelevisivi operante presso la Presidenza della Regione. Una fonte, infine, che merita particolare attenzione è costituita dalle opere degli scrittori locali, talvolta oggetto di un diffuso pregiudizio: è, invece, quanto mai errato sottovalutarne le benemerenze, perché, specialmente nei centri minori, per l’intera prima metà del Novecento, hanno rappresentato l’unica tradizione di cultura, contribuendo a conservare quella identità del luogo, che senza di loro sarebbe andata perduta. Non a caso i maggiori repertori retrospettivi della produzione bibliografica nazionale24 segnalano, tra le fonti per lo studio della storia pugliese durante gli anni Venti e Trenta del Novecento, i documenti ufficiali editi dagli organi centrali di governo, ma anche poco note storie paesane. Informazioni sociali ed economiche di fondamentale importanza ricorrono, infatti, nelle pubblicazioni sul Mezzogior- 21 Cfr. i censimenti sui beni artistici territoriali promossi dal Centro Studi “Territorio e Ambiente” di Ascoli Satriano: di Giuseppe D’ARCANGELO, Le chiese rurali nel territorio storico di Ascoli. Passato e presente, Ascoli Satriano, Centro Studi “Territorio e Ambiente”, 1987; e Il territorio e gli insediamenti rurali: alcune grandi masserie, Ascoli Satriano, Centro Studi “Territorio e Ambiente”, 1988; Viviano IAZZETTI, Il territorio di Ascoli e la Dogana delle Pecore di Foggia, Ascoli Satriano, Centro Studi “Territorio e Ambiente”, 1990. Oppure, per Cerignola, cfr. ASSOCIAZIONE DI STUDI STORICI DAUNIA SUD (a cura di), Cerignola Antica. I convegni 1977/1981, Cerignola, Centro di servizio e programmazione culturale regionale, 1985; CENTRO STUDI TORRE ALEMMANNA (a cura di), Processi lavorativi e vita sociale nel Basso Tavoliere. Introduzione al Museo Etnografico Cerignolano, Cerignola, Centro regionale di servizi educativi e regionali, 1989; CENACOLO CULTURALE CONTARDO FERRINI (a cura di), La guerra dal convento. La tragica estate del 1943 nelle cronistorie della Parrocchia e del Convento dei Cappuccini di Sant’Anna di Foggia, Foggia, Cenacolo Culturale Contardo Ferrini, 1993. 22 Antonio ROSSANO, La Gazzetta del Mezzogiorno. Da piazza Roma alla sala times, Bari, Edlico, 1980. 23 Enrico Maria BRESCIA, Dentro “l’onda selvaggia”. Comunicazione audiovisiva e Tv private in Puglia, Bari, Edizioni dal Sud, 1981. 24 Attilio PAGLIAINI, Catalogo generale della libreria italiana, Bologna, Forni, 1964-1967; e CUBI, Catalogo cumulativo 1886-1957 del Bollettino delle pubblicazioni italiane ricevute per diritto stampa dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Nendeln, Kraus Reprint, 1968-1969. 154 Antonio Ventura no curate dal Parlamento e dai Ministeri di Agricoltura, Industria e Commercio e da quello del Lavoro del Regno,25 ma non inferiore valore documentario hanno i coevi contributi storiografici locali, dove gli anonimi dati numerici delle indagini governative diventano luoghi, persone e fatti concreti, come è possibile, ad esempio, riscontrare, per la Capitanata, in Carlo Gaetano Nicastro, Pasquale Rosario, Lorenzo Agnelli, Giovanni Battista Gifuni, Michele Papa, Carlo Villani; per la Terra di Bari, in Armando Perotti, Raffaele De Cesare, Gennaro Maria Monti, Antonio Lucarelli, Michele Gervasio, Giuseppe Gabrieli; per il Salento in Pietro Palumbo, Pietro Marti, Luigi De Simone. Tutti autori impegnati in ricerche di impegno civile e scientifico, il cui originale percorso è pure rintracciabile nelle maggiori riviste regionali della prima metà del secolo: la «Rassegna Pugliese di Scienze», «Lettere ed Arti» (Trani 1884-1913) e «Iapigia» (Bari, 1930-1946), i cui indici sono stati pubblicati, di recente, dagli editori baresi Lacaita e Cacucci,26 ed «Apulia. Rivista di filologia, storia, arte e scienze economico - sociali» (Martina Franca 1910-1916). A proposito, invece, delle più recenti vicende del Fascismo, del secondo conflitto e della ripresa democratica, anche gli autorevoli Annuario dell’Istituto Storico Italiano per l’Età Moderna e Contemporanea (dal 1947) e Bollettino bibliografico per la storia del Mezzogiorno d’Italia (1961-1995), stampato dalla Società Napoletana di Storia Patria, non omettono di segnalare i lavori di numerosi autori locali, quali, Saverio La Sorsa, Antonio Matrella, Attilio Tibollo, Michele Magno, Michele Pistillo, Giuseppe Gramegna, Aldo Pedretti, Antonio Guerrieri, accanto a quelli degli storici professionisti Giuliano Procacci, Manlio Rossi Doria, Piero Bevilacqua, Simona Colarizi, Francesco Barbagallo, Luigi Masella, Vito Antonio Leuzzi ed alla documentazione fornita dai Comuni, dalle Province, dall’Opera Nazionale Combattenti, dai Consorzi di Bonifica, dall’Acquedotto Pugliese per proprie pubblicazioni tecnico-amministrative,27 oppure per opere celebrative del Regime, come, ad esempio, il numero speciale della rivista «Ospitalità Italiana» del 1931 finanziato, a scopo propagandistico, dall’Amministrazione Podestarile Foggiana, e Puglia in linea (Bari 1939). Contributi differenti tra loro per il contenuto, ma la cui importan- 25 Si possono ricordare le relazioni di Giuseppe Andrea Angeloni e di Errico Presutti nelle Inchieste sulle condizioni dei contadini del 1884 e del 1909; i Materiali per lo studio delle condizioni dei lavoratori della terra, Roma, Tip. Nazionale di G. Bertero e C., 1909; l’Annuario Statistico Italiano (1911-1939); le Notizie periodiche di statistica agraria (1911-1925); i Rapporti della Commissione Parlamentare sulla Disoccupazione, Roma, Camera dei Deputati, 1953, ed ancora i resoconti presentati dalle Commissioni Interministeriali, tra il 1905 ed il 1925, sugli scioperi in Italia, sul lavoro femminile e minorile nell’industria e nell’agricoltura, sui salari dei braccianti e degli operai, sulla migrazione interna… 26 Antonio IURILLI - Maria Teresa COLOTTI (a cura di), Rassegna Pugliese di Scienze, Lettere ed Arti. Indici (1884-1913), introduzione di Michele Dell’Aquila, Manduria, Lacaita, 1985; Michele DELL’AQUILA et. al. (a cura di), Iapigia (1930-1946). Indici e schede di spoglio, Bari, Cacucci, 1982. 27 PROVINCIA DI FOGGIA, La provincia di Foggia nel primo decennale del Regime Fascista (1923-1933), Foggia, Tipografia editrice Fiammata, 1933; Roberto CURATO (a cura di), Piano generale per la bonifica del Tavoliere, Roma, C. Colombo, 1933; e CONSORZIO GENERALE DI BONIFICA E TRASFORMAZIONE FONDIARIA DELLA CAPITANATA, Progetto esecutivo del centro rurale di Incoronata in agro di Foggia, Bari, Società editrice tipografica, 1932. 155 I Fondi Speciali: le terrae incognitae della Biblioteca Provinciale za, come fonte storiografica, è stata sottolineata negli studi di Raffaele Colapietra, di Leandra D’Antone e di Franco Mercurio.28 Si è già accennato al fatto che la Sezione Locale può mettere a disposizione materiale non solo librario, ma anche di altra natura: presso quella foggiana, fonti importanti per ricerche sul territorio in età contemporanea sono i già menzionati archivi privati di Mario Simone, Pietro Celentani Ungaro, Ester Loiodice e Luigi Rosario Saponaro: personaggi pubblici, i primi tre, che hanno raccolto e conservato i documenti prodotti e ricevuti nello svolgimento delle loro funzioni; semplice cronista di fatti, il quarto, che si è limitato a registrare gli avvenimenti ed a conservarne le testimonianze più significative. Le carte di Mario Simone, militante del Partito Repubblicano, avvocato, esponente del Partito d’Azione, editore e fondatore della Società Dauna di Cultura, forniscono indicazioni di prima mano sugli eventi politici e culturali della regione dal 1920 sino al 1970. Materiali bibliografici e documentari si intrecciano e completano a formare un mosaico storico di grande interesse: lettere di esponenti della politica e della cultura locale; testimonianze pugliesi della spedizione dannunziana a Fiume del 1919; memorie legali in giudizi dibattuti dinanzi ai tribunali alleati del dopoguerra; minute di discorsi; giornali e ritagli di articoli; immagini di personalità locali e nazionali del Regno, del Fascismo e della Repubblica; cartoline illustrate di città pugliesi; foto di luoghi, di monumenti e di avvenimenti; diari sui bombardamenti anglo-americani; relazioni dei governatori militari alleati del 1943-1945; risultati dei processi delle commissioni di epurazione; bollettini della Prefettura per le elezioni nei Comuni e nelle Province dal 1948 al 1970; dibattiti tra le forze politiche locali nel corso delle varie campagne elettorali amministrative e politiche; volantini di propaganda; progetti di biblioteche popolari e di centri culturali; esposti presentati alle Sovrintendenze Bibliografiche ed Archivistiche; bozze di pubblicazioni; iniziative promosse d’intesa con l’Università di Bari e con la Società di Storia Patria della Puglia; menabò di riviste mai uscite, locandine di rappresentazioni teatrali, di conferenze e di convegni.29 Di natura diversa il fondo di Ester Loiodice, docente di Istituti Secondari, fiduciaria del P.N.F. per la Scuola, studiosa di folklore pugliese, fondatrice della Sezione demologica del Museo Civico di Foggia. Dalla documentazione, consistente in lettere di notabili del mondo accademico e scientifico italiano, in minute di relazioni al Ministero della Cultura Popolare ed al podestà del Comune di Foggia, in schede di lavoro sulle tradizioni civili e religiose e sui mestieri più diffusi nel territorio provinciale, vengono fuori i rapporti tra gli organi centrali e periferici del 28 Raffaele COLAPIETRA, La Capitanata nel periodo fascista (1926-1943), Foggia, Amministrazione Provinciale di Capitanata, 1978; Leandra D’ANTONE, Scienze e governo del territorio, Milano, Franco Angeli, 1990; Franco MERCURIO (a cura di), Le metafore dello sviluppo, Foggia, Amministrazione Provinciale di Capitanata, 1993 e Franco MERCURIO, Le frontiere del Tavoliere, Foggia, Amministrazione Provinciale di Capitanata, 1990. 29 Michele FERRI, Mario Simone nel centenario della nascita, Manfredonia, Edizioni del golfo, 2002; Michele FERRI, Mario Simone nel centenario della nascita. Atti del Convegno. Bibliografia di Mario Simone, Manfredonia, Edizioni del golfo, 2002. 156 Antonio Ventura regime ed il coinvolgimento degli intellettuali per l’organizzazione del consenso popolare, ma anche le numerose iniziative culturali, spesso di grande spessore scientifico, intraprese a livello regionale negli anni Venti e Trenta ed il tentativo di costituire in Capitanata, presso il Museo Civico, un centro di documentazione storica locale ante litteram. L’archivio di Pietro Celentani Ungaro, ingegnere dell’Acquedotto Pugliese negli anni della sua costruzione, è assai specifico, perché i resoconti dei sopralluoghi, i progetti e la cartografia tecnica forniscono soprattutto testimonianze, in termini tecnologici e finanziari, dell’impresa. Tuttavia, le opinioni da lui espresse nelle minute di risposta alle lettere di colleghi e collaboratori oppure alle circolari ministeriali forniscono spunti storici interessanti, per conoscere l’ambiente socio-economico delle province pugliesi ed i contrasti politici esistenti all’interno della locale dirigenza fascista nei confronti dei progetti avviati da Gabriele Canelli e da Gaetano Postiglione per trasformare e modernizzare il Tavoliere. Bibliografica, ma non per questo meno interessante, è la raccolta di Luigi Rosario Saponaro, commercialista, docente negli Istituti Tecnici, ma soprattutto acuto commentatore della realtà meridionale sulle pagine dei quotidiani e periodici che, come giornalista, diresse o ai quali collaborò dal 1935 al 1965: il «Giornale del Mezzogiorno», «Il Meridionale», «Sud», il «Popolo di Foggia», la «Voce di Foggia», il «Corriere di Foggia». Nel corso di tale attività raccolse tutto quanto veniva pubblicato su Capitanata e Puglia: libri, opuscoli, dattiloscritti, ciclostilati, stampa periodica, volantini, cataloghi di mostre, atti di convegni promossi da associazioni ed enti operanti sul territorio. In queste fonti, tra cui circa novantaquattro testate giornalistiche soprattutto regionali, si trovano alcuni argomenti fondamentali sulla storia della provincia in età contemporanea: la ricostruzione postbellica, gli aiuti statunitensi U.N.R.R.A. e del Piano Marshall, l’ascesa della classe dirigente democristiana, l’intervento della Cassa per il Mezzogiorno, la Riforma Agraria, il rinnovamento dell’agricoltura e della zootecnia, le vicende del metano in Capitanata, i problemi dell’industrializzazione, il rilancio delle attività turistiche. Fonti preziose da integrare, comunque, con quegli autentici contenitori di informazioni storiche, politiche, economiche, di vita sociale e di storia del costume che sono i periodici locali, un primo censimento dei quali, curato dalla Biblioteca Comunale di San Severo,30 fornisce, per ciascuno di essi, dettagliate schede bibliografiche, a partire dal liberale «Il Foglietto» (1897); ai primi organi politici delle leghe rosse: «Bandiera Socialista» (1903), «Azione Democratica» (1912), «Il Randello» (1906); ai periodici fascisti: «Fiammata» (1921) e «Il Popolo Nuovo» (1932); sino ai giornali dell’immediato dopoguerra: «Civiltà Proletaria» (P.C.I.), «Tre Frecce» (P.S.I.), «Civiltà Nostra» (D.C.); «Azione Democratica» (P.L I.). Accanto ad essi, ai quotidiani regionali ed agli inserti provinciali dei giornali a diffusione nazionale un contributo fondamentale all’indagine storica contempo- 30 Pietro VOCALE et al., Stampa periodica di San Severo e di Capitanata, San Severo, Dotoli, 1981. 157 I Fondi Speciali: le terrae incognitae della Biblioteca Provinciale ranea viene pure fornito dagli opuscoli d’interesse locale, brevi saggi a carattere monografico d’argomento storico, narrativo, bibliografico, scientifico, tecnico..., e dal materiale minore a stampa prodotto nel luogo, un tipo particolare di documentazione, assai deperibile ma essenziale per una visione dettagliata della società, espressa da organismi di vita associativa (partiti, sindacati, associazioni ricreative, sportive, religiose, assistenziali, organismi industriali, commerciali, finanziari), destinata ad un ambito circoscritto (persone o territorio), in uno spazio temporale limitato. Si tratta, in genere, di numeri unici per celebrare anniversari di istituzioni, pieghevoli di propaganda elettorale, manifesti di controversie politiche e sindacali, statuti delle più diverse associazioni, listini di prezzi, cataloghi e bibliografie, programmi di manifestazioni culturali e sportive: nella maggior parte dei casi sono prodotti tipograficamente poveri o addirittura stampati col ciclostile e non soggetti al diritto stampa, con il risultato che, a distanza di poche ore dalla produzione e distribuzione, non resta alcuna traccia di questi autentici lembi di storia del territorio. Per accedere alle fonti della Sezione Locale è messo a disposizione degli utenti il catalogo cartaceo per autore e, soprattutto, l’altro per argomento, estremamente analitico, integrato da spogli di riviste e periodici; bibliografie di istituzioni, di personaggi, monumenti ed eventi storici cittadini, provinciali e regionali; indici di manoscritti e di carte geografiche e topografiche. Si va, tuttavia, affermando l’altro elettronico dell’OPAC della Biblioteca Provinciale, che consente di creare delle guide di ricerca, basate sul collegamento tra le opere tradizionali di manualistica e saggistica specifica e quelle della nuova pubblicistica informatica. Ma la moderna tecnologia sta già predisponendo altri strumenti per la ricerca storica,31 che pure nella Sezione Locale di Foggia consentiranno, in tempi brevi, di affiancare ai mezzi bibliografici tradizionali, gli altri dell’ipertesto o del libro virtuale, messi in circolazione dalla odierna editoria,32 sempre più orientata ad integrare l’informazione su supporto cartaceo con quella su supporto elettronico. Si va, dunque, offuscando l’immagine dello studioso impegnato a passare ore in mezzo alla polvere per cercare qualche documento interessante: quello di oggi, anche se animato dalle medesime motivazioni, sempre meno tempo dovrà impiega- 31 Il Ministero per i Beni Culturali sta trasferendo su cd-rom il patrimonio documentario della Fototeca Nazionale relativo a centri urbani, eventi bellici, terremoti, consistente in 350.000 foto in bianco e nero, 13.000 a colori, 600 radiografie di centri storici e di singoli monumenti con la relativa documentazione di corredo, costituita da 3.750.000 schede bibliografiche; La Biblioteca Vaticana sta traducendo in formato elettronico il suo patrimonio documentario e librario consistente in 150.000 manoscritti, un milione e mezzo di libri, migliaia di carte geografiche; La Editrice Bibliografica mette a disposizione i cd Alice dei libri in commercio, con 460.000 titoli, i cd della Bibliografia Nazionale Italiana, con oltre 500.000 pubblicazioni, ed i cd Pico, con 650.000 riferimenti a 32 quotidiani e 102 periodici, italiani e stranieri, apparsi dal 1989 ad oggi. 32 Francesco SICILIA, Editoria elettronica e biblioteche, in «Biblioteche oggi», 1996, 4, pp. 52-63; Fausto COLOMBO, Media e industria culturale, Milano, Vita e pensiero, 1994; Marco CUPELLARO, La biblioteca senza pareti, in «Biblioteche oggi», 1990, 2, pp. 235-239; Biblioteche e prospettiva multimediale in «Biblioteche oggi», 1997, 5, pp. 54-59; Raffaele D E MAGISTRIS, Il libro e la lettura nella società multimediale, in «Biblioteche oggi», 1990, pp. 553-571; Giovanni GALLI, Iperloc. Una guida ipermediale alla documentazione locale, in «Biblioteche oggi», 1996, 2, pp. 54-59. 158 Antonio Ventura re presso i cataloghi, nella faticosa ricerca di libri e documenti, perché gli sarà sufficiente premere un tasto, per avere a disposizione intere bibliografie. 4. Il Fondo Antico: memoria culturale della città e della provincia Strettamente collegato con la Sezione Locale è il Fondo Antico, che, formato in origine dalle spontanee donazioni dei maggiorenti cittadini e incrementato dalle successive requisizioni statali a danno delle istituzioni religiose,33 costituisce la testimonianza della produzione editoriale circolante a Foggia in età moderna e conserva, quindi, nella Biblioteca Provinciale i segni tangibili dell’evoluzione culturale, politica e sociale vissuta, in passato, dal capoluogo e dalla sua rappresentanza politica, imprenditoriale e religiosa, come ebbero già modo di sottolineare, nel 1834, l’intendente Gaetano Lotti, durante la cerimonia di inaugurazione della Biblioteca, e Raffaele Liberatore, sulle pagine degli «Annali Civili».34 In effetti, come si apprende proprio da alcuni libri del Fondo Antico, la città, centro della vita economica e politica provinciale, era stata interessata, nel corso dei secoli XVII e XVIII, da un ininterrotto dinamismo demografico ed economico:35 “Foggia cresce di giorno in giorno di abitatori forestieri”,36 scriveva un cronista contemporaneo e faceva notare come costoro vi si trasferissero, abbandonando le circostanti terre baronali, perché attratti dalle sue libertà mercantili, dalle migliori opportunità di lavoro, dalla crescente richiesta di servizi, dal rimaneggiamento urbanistico imposto dal terremoto del 1731. 33 Giuseppe CLEMENTE, Libri e frati. Le biblioteche dei conventi della Capitanata soppressi nel decennio francese (1806-1815) in «la Capitanata», XXXIV (1997), 5, pp. 249-268. 34 In un passaggio del suo discorso così si espresse l’intendente Gaetano Lotti: «[...] Cittadini, a cui la gloria del proprio paese è cara, si affrettarono a donar quei libri che formavano la delizia delle loro famiglie. Giovani, a’ quali l’amor del sapere è vita, mi circondarono co’ loro desideri, mi animarono co’ loro talenti; e finalmente l’amministrazione comunale di questa città e colui che la dirige e che non conosce ostacoli quando si tratta di bene pubblico, mi coadiuvarono con tale efficace energia, che ormai posso annunziarvi, che in pochi mesi la biblioteca di Foggia, quantunque non ancora ricca di molti libri, è tale però da poter alimentare le discrete ricerche nelle varie ramificazioni delle umane conoscenze». Cfr.: Biblioteca pubblica a Foggia, in «Poligrafo della Capitanata», 1834, II, p. 14. Raffaele Liberatore, invece, a proposito della tradizionale vivacità culturale della città e della provincia, elencava alcuni dei suoi maggiori autori presenti negli scaffali: «Marcantonio Coda che nel secolo XVI scriveva di economia; Giambattista Vitale che prese a difendere il Tasso contro la Crusca; Monsignor Celestino Galiani e Giuseppe Rosati, uomini di chiarissima rinomanza; Salvatore Grana, altro insigne economista; i due Cimaglia, il poeta estemporaneo Massari, il matematico Del Muscio chierico regolare delle Scuole Pie, il primo che nel pubblico insegnamento di Napoli introdusse le lezioni del calcolo infinitesimale; l’altro Reale Accademico Fraticelli, e il poliglotta Padroni, e ‘l medico Sorge, e Niccolò Tortorelli, traduttore di Silio Italico, ed altri egregi che bene della patria loro e delle lettere meritarono [...]». Cfr.: Raffaele LIBERATORE, Pubblica biblioteca in Foggia in «Annali Civili del Regno delle Due Sicilie», 1834, p. 125. 35 Dalle «collettive di stati delle anime» si rileva che i residenti, malgrado le ricorrenti carestie ed epidemie, passarono dalle 4.500 unità del 1595, alle 8.000 del 1688, alle 13.560 del 1768, alle oltre 18.000 del 1794. Cfr.: Giovanna DA MOLIN, Lo sviluppo demografico di Foggia dal XVI al XIX secolo, in Saverio RUSSO (a cura di), Storia di Foggia in età moderna, Bari, Edipuglia, 1992, pp. 142-145. 36 Gerolamo CALVANESE, Memorie per la città di Foggia. Manoscritto esistente nella Biblioteca Comunale di Foggia illustrato da Benedetto Biagi, Foggia, Tipografia editrice Fiammata, 1931, pp. 84-85. 159 I Fondi Speciali: le terrae incognitae della Biblioteca Provinciale Il capoluogo, già sede della Dogana delle Pecore e del suo Tribunale,37 concentrava anche la quasi totalità delle attività secondarie e terziarie provinciali e, in particolare, provvedeva ad erogare beni e servizi sul territorio: “Foggia è una grande piazza di commercio”, scriveva nel ‘700 il Galanti, constatando come il mercato locale non registrasse le interruzioni stagionali riscontrabili altrove.38 E aggiungeva il Longano: “[...] è l’emporio di una industria che non ha pari del Regno [...]. Onde in essa calano e dagli Apruzzi, e dal Contado di Molise, dal Principato e dalla Basilicata stessa migliaia di persone a renderla la più florida, la più popolata, e la più ricca del Regno.”39 La singolare condizione di floridezza economica trovava riscontro anche nel fiorente artigianato e nell’intenso commercio di beni di lusso, segnalati dal Calvanese: “[...] si vedono in Foggia molte botteghe di mercanti che vendono panni, sete e drappi d’oro; quattro o cinque mercanti di cera e droghe; cinque o sei speziali di medicina, altrettanti orefici, calzolai infiniti, mercanti di fettuccie e tele di Persia, et altri d’infinite mercanzie, tutti benestanti e ricchi.”40 La vera fonte di ricchezza era, tuttavia, rappresentata dal commercio agrario: i grandi quantitativi di cereali conservati nelle numerose fosse granarie cittadine alimentavano un mercato incessante, “in ogni giorno - scriveva, ancora, il Calvanese - nel Piano della Croce si vedono mercanti che comprano e padroni che ricevono danaro de’ grani venduti”;41 d’altro canto, non meno fiorente risultava il commercio della lana immagazzinata negli innumerevoli fondaci di proprietà della Regia Corte, dell’Università, delle famiglie benestanti.42 Diffuso benessere confermato dai dati relativi alla condizione socio-finanziaria dei suoi abitanti, forniti dall’imposta personale istituita dai Francesi con decreto 29 settembre 1809,43 ma rilevabile, anche, dal grande numero di chiese e mo- 37 Pasquale DI CICCO, Una giurisdizione speciale nel Regno di Napoli: il tribunale delle pecore di Puglia (sec. XV-XIX), in «la Capitanata», XXIV (1987), 1-6, I, pp. 37-88. 38 Giuseppe Maria GALANTI, Della descrizione geografica e politica delle Sicilie, a cura di Franca Assante e Domenico Demarco, Napoli, Edizioni scientifiche italiane, 1969, 2 voll.: vol. II, p. 520. 39 Francesco LONGANO, Viaggio per la Capitanata, a cura di Renato Lalli, Campobasso, Editoriale Rufus, 1981, p. 63. 40 G. Calvanese, Memorie per la città di Foggia..., cit., pp. 84 -85. 41 Ibid. 42 John A. MARINO, La fiera di Foggia e la crisi del XVII secolo, in S. RUSSO (a cura di), Storia di Foggia in età moderna..., cit., pp. 57-78; Maria Carolina NARDELLA, Attività creditizie e commerciali a Foggia nella prima metà del XVII secolo, in Angelo MASSAFRA (a cura di), Produzione, mercato e classi sociali nella Capitanata moderna e contemporanea, Foggia, Amministrazione Provinciale di Capitanata, 1984. 43 Sottoponeva a tassazione progressiva, nel Comune di residenza, i capifamiglia e tutti i titolari di censi superiori ai 120 ducati, ripartendoli in otto classi di reddito. Cfr.: Elio CERRITO, Strutture economiche e distribuzione del reddito in Capitanata nel decennio francese in ibid., pp. 137-140; ma cfr. anche: Giuseppe CEVA GRIMALDI, Itinerario da Napoli a Lecce e nella provincia di Terra d’Otranto nell’anno 1818, Napoli, Tipografia Porcelli, 1821, p. 16. 160 Antonio Ventura nasteri, tutti titolari di grandi risorse finanziarie ed estesi patrimoni immobiliari.44 L’importanza della piazza commerciale di Foggia determinò, come si evince dalla lettura del Libro Rosso,45 violenti contrasti politici all’interno dell’Università (Comune), per il controllo delle ingenti ricchezze riversate sul mercato locale dai proventi dell’agricoltura, della pastorizia e della Fiera. Nella seconda metà del ‘600, dopo la ribellione di Sabato Pastore,46 il Consiglio cittadino, controllato dalla maggioranza oligarchica latifondista, fu costretto ad accogliere alcuni rappresentanti riformatori della nuova classe mercantile cittadina: Alessandro Sacchetti, Giuseppe Saggese, Onofrio Sica, Giuseppe Cimaglia, i quali, alleandosi con il sempre più forte ceto dei massari e soprattutto con intellettuali come Francesco Onofri, autore di un famoso libello antioligarchico,47 si impegnarono per realizzare una svolta democratica,48 ottenendo, dopo varie vicissitudini, l’ingresso nel massimo consesso cittadino di Michele Gargani, Pietro della Posta, Francesco e Gaetano Cuoci, autorevoli esponenti dell’aristocrazia liberale, i quali, nel 1725, collaborarono con il doganiere Rullan alla riforma del Consiglio.49 Dopo la pausa imposta dal terremoto e dall’opera di ricostruzione, riprese lo scontro tra i conservatori ed i progressisti, rappresentati, questa volta, da illustri esponenti dell’intellighenzia cittadina, come Saverio Celentano, Luca Brencola, Niccolò Tortorelli, Francescantonio Ricciardi, i quali basarono la propria offensiva politica su tutta una serie di iniziative educativo-culturali a favore della società locale: sollecitarono i numerosi maestri residenti in Foggia a creare delle scuole, come 44 “È la città adornata di più conventi religiosi, come sono li Padri Predicatori, eremiti di S. Agostino, Chierici regolari -volgarmente Teatini - Minori Osservanti, Minori Conventuali, Padri Cappuccini, Padri di S. Pietro Alcantara, Padri dell’Ospedale di S. Giovanni di Dio, l’Ospizio de’ Padri Scalzi Agostiniani, l’Ospizio de’ Padri Scalzi Teresiani, l’Ospizio de’ Padri Camaldolesi, l’Ospizio dei Padri della Compagnia di Gesù del Collegio Romano, li quali tutti tengono case e chiese cospicue, et abitazioni copiose e molto nobili [...]”. Cfr.: CALVANESE, op. cit., pp. 88-89; ma cfr. anche: Mario SPEDICATO, Chiesa collegiata e istituzioni ecclesiastiche in età moderna, in RUSSO, op. cit., pp. 130-136. 45 Oltre alla copia dei “Capitoli e Statuti della città di Foggia” proveniente dalla Comunale e descritta in Pasquale DI CICCO, I manoscritti della Biblioteca Provinciale di Foggia, Foggia, Ammistrazione Provinciale di Capitanata, 1977, pp. 50-51, ne esiste un’altra redatta nel 1738 in maniera più completa e fedele all’originale, distrutto dall’incendio appiccato all’archivio comunale nel 1898, che è stata recentemente acquistata dalla Biblioteca Provinciale, dopo essere stata ritrovata per caso sul mercato dell’antiquariato. Per informazioni sulle sue caratteristiche, cfr.: Pasquale DI CICCO, Il libro rosso della città di Foggia, Foggia, Amministrazione Provinciale di Capitanata, 1965, pp. 9-10. 46 La Biblioteca possiede il manoscritto di Fra Gabriele da Cerignola sulla sommossa, cfr.: P. DI CICCO, I manoscritti della Biblioteca Provinciale..., cit., p. 76; ma cfr. anche: Raffaele PETROSILLO, La ribellione di Sabato Pastore in Foggia nell’anno 1648, Foggia, Tip. E. Ferreri, 1897; Oronzo MARANGELLI, Relazione della ribellione detta di Sabato Pastore in Foggia nell’anno 1648 del padre Fra Gabriele da Cerignola, Foggia, Tip. editrice Fiammata, 1932. 47 Francesco ONOFRI, Nota per li cittadini ed Università di Foggia, Napoli, s.n., 1710. Cfr.: Raffaele COLAPIETRA, Élite amministrativa e ceti dirigenti fra Seicento e Settecento, in RUSSO, op. cit., p. 111; Vittoria PILONE, Storia di Foggia dalla venuta di Carlo di Borbone al 1806, Foggia, Adriatica, 1971, pp. 59-76. 48 R. COLAPIETRA, Élite amministrativa..., cit., pp. 107-109. 49 P. DI CICCO, Il libro rosso..., cit., pp. 35-41. 161 I Fondi Speciali: le terrae incognitae della Biblioteca Provinciale quelle di Andrea Gaudiani50 e Giuseppe Rosati;51 proposero, nel 1742, ottenendola nel 1751, l’istituzione delle cattedre di Legge, Filosofia e Retorica e fondarono, accanto a quelle già esistenti,52 una nuova Accademia, la cui protezione venne offerta, con esito negativo, a Celestino Galiani. Mobilitarono, così, le migliori energie a realizzare un intenso programma di riscatto sociale, finalizzato a colpire il potere oligarchico proprio attraverso la formazione, nelle classi cittadine, e soprattutto nelle imprenditoriali e professioniste, di quella coscienza civile, che le avrebbe, poi, indotte a riappropriarsi del diritto di scegliersi i propri amministratori. Dalle biblioteche private di questi personaggi53 derivano buona parte delle edizioni del XV e del XVI secolo54 e del rimanente Fondo Antico che, nell’attuale sistemazione biblioteconomica, tuttora in corso, si è provveduto a ricostruire nella sua struttura primitiva, attraverso l’identificazione, là dove è stato possibile, della provenienza di ciascun volume, sulla base delle note autografe, dei timbri e dei sigilli apposti dagli originari proprietari sui frontespizi delle singole edizioni. Ripercorrendo velocemente i nomi degli autori ed i titoli delle pubblicazioni si riscontra subito l’attenzione prestata dagli ambienti culturali foggiani di fine ‘600 e ‘700 agli argomenti dibattuti dagli intellettuali napoletani all’interno delle loro Accademie. Lo confermano la presenza di autori illustri come Nicola Partenio Giannettasio, Francesco Verde e Alessio Simmaco Mazzocchi,55 accanto agli scritti 50 Andrea GAUDIANI, Notizie per il buon governo della Regia Dogana della Mena delle Pecore di Puglia, a cura di Pasquale di Cicco, Foggia, Ed. Apulia, 1981, p. 9. 51 Alfredo PANERAI, Una eminente figura del Settecento pugliese: Giuseppe Rosati agronomo ed economista agrario, Foggia, Studio editoriale dauno, 1967. 52 Pasquale SORRENTI, Le accademie in Puglia dal XV al XVIII secolo, Bari, Laterza e Polo, 1965, pp. 45-46. 53 Per informazioni su alcune di queste famiglie, cfr. il volume coevo: Difesa per la città di Foggia e per le famiglie nobili della medesima, Napoli, s. n., 1728. 54 Gli stampatori ricorrenti sono tra i più importanti del Cinquecento: Aldo Manuzio (Venezia); Niccolò Bevilacqua (Trento); Gabriele Giolito Ferrari (Trino); Giovanni Antonio Nicolini da Sabbio (Venezia); Giovanni Battista di Sessa (Milano); Sebastiano Griffo (Lione). Per le caratteristiche delle edizioni, cfr.: Maria ALTOBELLA GALASSO -Antonio VENTURA, Le cinquecentine della Biblioteca Provinciale di Foggia, Foggia, Amministrazione Provinciale di Capitanata, 1988; e Giuseppe Maria PUGNO, Trattato di cultura generale nel campo della stampa. Torino, Società editrice internazionale, 1967, 5 voll.: vol. III, pp. 117-216. Un’eccezione è rappresentata dalle edizioni antiche pervenute alla Provinciale dal fondo bibliografico di Nicola Zingarelli, per il quale si rinvia a: Maria ALTOBELLA GALASSO, Catalogo del fondo dantesco-petrarchesco. Biblioteca “Nicola Zingarelli”, Foggia, Amministrazione Provinciale di Capitanata, 1977. 55 Tra i protagonisti dei dibattiti all’interno delle principali Accademie napoletane, quali Colonia Sebezia, degli Investiganti, degli Oscuri, degli Oziosi e degli Uniti, sono reperibili nel fondo antico autori importanti come, Nicola Partenio GIANNETTASIO, Universalis cosmographiae elementa in Collegio Neapolitano S. Iesu a viris nobilibus demonstrata, Napoli, ex officina typ. Jacobi Raillard, 1688; Francesco VERDE, Institutionum canonicarum libri quattuor, Napoli, Forastieri, 1735; e il più dotto ecclesiastico presente a Napoli agli inizi del ‘700, Alessio SIMMACO MAZZOCCHI, Ad amplissimum virum Bernardinum Tanuccium regis nostri a secretis epistola..., Neapoli, Excudit G. Musca, 1739. Per i caratteri della cultura napoletana del periodo, cfr.: Romeo DE MAIO, Società e vita religiosa a Napoli nell’età moderna (1656-1799), Napoli, Edizioni scientifiche italiane, 1971, pp. 74-100. 162 Antonio Ventura di respiro europeo di Voltaire, De Mably e Rousseau56 ed a quelli di buona parte della letteratura laicista e giurisdizionalista che, influenzata dalle idee del ceto civile e forense, ispirava la polemica antigesuita di Gianvincenzo Gravina57 e tutta la pubblicistica di contestazione contro i ‘diritti divini’ della Santa Sede all’investitura del Regno di Napoli, a cominciare dagli scritti di Niccolò Caravita58 e Costantino Grimaldi,59 le cui opere finirono all’Indice, sino alla produzione di Pietro Giannone e di Giambattista Vico e degli scrittori regalisti, come Niccolò Capasso, Placido Troyli, Francesco Peccheneda, Vincenzio Russo, Francescantonio Grimaldi, Domenico Forges Davanzati, Francesco Lo Monaco.60 Non meno significativa, accanto alle opere di costoro, la presenza delle principali edizioni influenzate, a partire dagli anni ’50 del 1700, dal nuovo corso culturale promosso, nel Regno di Napoli, dall’insegnamento di Antonio Genovesi, il quale non esitò a spezzare ogni legame con la tradizione, imperante nell’Università e nelle Accademie, del Giurisdizionalismo, del Platonismo e del Cartesianesimo, per accogliere le sollecitazioni riformistiche delle nuove dottrine economiche fiorite in Inghilterra, Francia ed Olanda, ma anche a Venezia ed in Toscana. La conoscenza di queste moderne correnti europee di pensiero si trasfusero, quando ottenne, nel 1754, la cattedra di Economia Politica nelle Lezioni di commercio, pubblicate tra il 1765 ed il 1767 e destinate a suscitare l’interesse e l’entusiasmo dei più evoluti ambienti culturali dell’epoca.61 Il Genovesi si servì, infatti, della docenza universitaria, modernamente intesa come strumento di educazione pubblica, per indicare i problemi da affrontare e risolvere62 ai governanti ed a quanti desideravano realizzare nel Mezzogiorno italiano lo sviluppo socio-economico già raggiunto da altri stati europei: la sua Scuola diffusasi, ben presto, per ogni città e provincia del Regno di Napoli, pose le basi di quel Movimento Illuministico, destinato a realizzare la secolarizzazione della società meridionale, la soppressione del Santo Officio e delle immunità locali, l’espulsione della Compagnia di Gesù dal Mezzogiorno ed il riscatto degli orientamenti culturali e politici napoletani dalla tradizionale influenza ecclesiastica. 56 Si possono citare per il primo, l’Essai sur les moeurs et l’esprit des nations (1770); per il secondo, Le droit public de l’Europe (1768); e per il terzo, Il deismo confutato da sé medesimo (1769). 57 Gian Vincenzo GRAVINA, Originum juris civilis..., Neapoli, ex typographia Felicis Mosca, 1722. 58 Niccolò CARAVITA, Nullum jus Pontificis Maximi in Regno Neapolitano dissertatio historico-juridica, Alithopoli [Napoli], s.n., 1707. 59 Costantino GRIMALDI, Discussioni istoriche, teologiche e filosofiche, Lucca, s. n., 1725. 60 Cfr. R. DE MAIO, Società e vita religiosa..., cit., pp. 320-332. 61 Franco VENTURI, Napoli capitale nel pensiero dei riformatori illuministi, in Storia di Napoli, Napoli, Società editrice Storia di Napoli, 1971, pp. 1-74; Raffaele SIRRI, La cultura a Napoli nel Settecento in ibid., pp. 165-310. 62 Maurizio TORRINI, Dagli Investiganti all’Illuminismo. Scienza e Società a Napoli nell’età moderna, in Giuseppe GALASSO-Rosario ROMEO (a cura di), Storia del Mezzogiorno, Napoli, Edizioni del sole, 1991, 15 voll.: vol. IX, Aspetti e problemi del Medioevo e dell’Età Moderna, tomo II, pp. 615-630; Eugenio GARIN, Antonio Genovesi storico della scienza, in «Physis», XI (1969), pp. 211-222; Eugenio D’ ACUNTI, L’anno di Genovesi. La vita e il pensiero, in «la Capitanata», VIII (1969), 1-2, pp. 1-18. 163 I Fondi Speciali: le terrae incognitae della Biblioteca Provinciale L’intellettualità meridionale del secondo ‘700, sollecitata dai suoi scritti La logica per gli giovanetti e il Discorso sopra il vero fine delle Lettere e delle Scienze, accettò il gravoso impegno di misurarsi con i temi dell’istruzione pubblica, dell’economia, della meccanica, dell’agricoltura, del commercio, dell’industria, ed apparvero, così, i primi contributi di analisi storico-ambientale del Mezzogiorno. Quasi tutti figurano nel Fondo Antico, tra i più significativi: il Saggio di economia campestre per la Calabria Ultra (Napoli, 1780) ed il Piano di riforma per la pubblica economia delle province del Regno di Napoli e per l’agricoltura delle Due Sicilie (Napoli, 1780) elaborati da Domenico Grimaldi dei marchesi di Messimeri, artefice di trasformazioni colturali nei propri possedimenti; il Viaggio per la Capitanata (Napoli, 1790) pubblicato da Francesco Longano ed incentrato sulle condizioni dell’agricoltura, dell’allevamento e del commercio; la Descrizione geografica e politica delle Sicilie (Napoli, 1794) realizzata da Giuseppe Maria Galanti sulla base dei medesimi interessi; le Riflessioni sulla pubblica felicità relativamente al Regno di Napoli (Napoli, 1788), nelle quali il marchese Giuseppe Palmieri, esponente della classe dei grandi proprietari di inclinazione capitalistica, trasferì la lunga esperienza maturata all’interno dei propri latifondi pugliesi; l’Annona, o sia piano economico di pubblica sussistenza (Palermo, 1783) scritta da Domenico Di Gennaro; le Riflessioni intorno al commercio antico e moderno del Regno di Napoli (Napoli, 1760) di Nicola Fortunato, e il trattato Della moneta (Napoli, 1780),63 nel quale Ferdinando Galiani mise sotto accusa l’arcaico ed antieconomico regime pastorale del Tavoliere, riassumendo in un passo ormai famoso le linee riformatrici dell’Illuminismo meridionale.64 Accanto a questa letteratura di stampo politico-economico, risulta assai consistente anche quella più spiccatamente erudita,65 come si può rilevare dalla presenza di diverse edizioni di una medesima opera: evidentemente all’ambiente culturale foggiano, vivacizzato, come si è già detto, da scuole e accademie, non era sconosciuta la pubblicistica italiana in genere e, in particolare, l’attività di alcuni coraggiosi ed illuminati editori napoletani, come Giovanni Gravier, Vincenzo Orsini, Giovanni di Simone, Vincenzo Flauto, e, in particolare, Antonio Bulifon,66 i quali, nel loro impegno a favore del rinnovamento politico ma anche della rinascita lette- 63 R. SIRRI, La cultura a Napoli..., cit., pp. 194-244; Augusto PLACANICA, Cultura e pensiero politico nel Mezzogiorno settecentesco in G. GALASSO-R. ROMEO, Storia del Mezzogiorno..., cit., vol. IX, tomo III, pp. 200-256. 64 Ferdinando GALIANI, Della moneta libri cinque di Ferdinando Galiani, seconda edizione, Napoli, Stamperia Simoniana, 1780, p. 414. Nel Fondo Locale è altresì reperibile buona parte della letteratura seicentesca e settecentesca sulla Dogana delle Pecore di Foggia, dalle raccolte di prammatiche e di leggi del Giustiniani, del Grimaldi e del De Sariis, ai trattati coevi del Coda, del Grana, del De Dominicis e del Di Stefano, all’intero dibattito illuministico contro la secolare istituzione pastorale, che vide protagonisti autori come Filangieri, Vivenzio, Cimaglia, Patini, Silla, Targioni, Rosati. 65 Nino CORTESE, Cultura e politica a Napoli dal Cinquecento al Settecento, Napoli, Edizioni scientifiche italiane, 1965, pp. 221-274. 66 Ibid., pp. 185-220. 164 Antonio Ventura raria e filosofica del Regno, seguivano con attenzione la polemica tra giurisdizionalisti ed antigiurisdizionalisti e sul Tribunale del Sant’Officio, ma, nel contempo, non trascuravano l’opera di quegli studiosi che, attraverso la paziente ricerca di edizioni rare, di documenti biografici e di curiosità storiche, tentavano di ricostruire il complesso mosaico storico e letterario delle province meridionali. Si giunse, così, al tentativo fatto dal Signorelli67 di sintetizzare in più volumi la storia della cultura e del teatro napoletani; all’altro del Giustiniani68 di redigere una Biblioteca storica69 del Regno; o, ancora, alle indagini dello stesso sugli scrittori legali,70 affiancate da quelle sui magistrati del Grimaldi,71 sino ai vari Dizionari geografici72 ed alle ristampe di cronache, prima fra tutte quella del Gravier, che nella sua splendida Raccolta 73 pubblicò tutto ciò che di meglio era stato scritto sul Mezzogiorno d’Italia. Lo scenario editoriale sin qui analizzato cambia radicalmente, quando si passa a prendere in esame la parte ‘ecclesiastica’ del Fondo Antico: diventa, infatti, preponderante la presenza di volumi provenienti dalle biblioteche dei conventi e degli ‘studi’, soprattutto cappuccini, sparsi per la Capitanata, come si rileva dalle annotazioni manoscritte riportate sui frontespizi, cosicché risulta agevole conoscere quale genere di idee circolava al loro interno.74 Le edizioni del Cinquecento75 commentano, per lo più, gli argomenti filosofici e teologici ricorrenti nelle opere di Aristotele, Tommaso d’Aquino e Duns Scoto: ne sono un esempio gli studi di Agostino Nifo, ...In librum Averrois de substantia orbis... ; l’Aristotelis liber de mundo di Guillaume Budè; le edizioni curate da Joachim 67 Pietro NAPOLI SIGNORELLI, Vicende della coltura nelle Due Sicilie dalla venuta delle colonie straniere sino a’ giorni nostri, Napoli, Vincenzo Orsini, 1810-1811; e Pietro NAPOLI SIGNORELLI, Storia critica de’ teatri antichi e moderni divisa in dieci tomi, Napoli, Vincenzo Orsini, 1813. 68 Su di lui, cfr. N. CORTESE, Cultura e politica a Napoli..., cit., pp. 246-263. 69 Lorenzo GIUSTINIANI, La Biblioteca storica e topografica del Regno di Napoli, Napoli, Vincenzo Orsini, 1793. 70 Lorenzo GIUSTINIANI, La Biblioteca storica e topografica del Regno di Napoli, Napoli, Stamperia Simoniana, 1787-1788. 71 Gregorio GRIMALDI, Istoria delle leggi e magistrati del Regno di Napoli, Napoli, Stamperia di Giovanni di Simone, 1749-1752. 72 Lorenzo GIUSTINIANI, Dizionario geografico ragionato del Regno di Napoli, Napoli, Manfredi, 17971805 e ibid., parte seconda, De’ fiumi, laghi, fonti, golfi, monti, promontorj, vulcanj, e boschi, Napoli, De Bonis, 1797-1805; Francesco SACCO, Dizionario geografico-istorico-fisico del Regno di Napoli, Napoli, Vincenzo Flauto, 1795-1796; Elia D’AMATO, Pantopologia calabra in qua celebriorum ejusdem provinciae locorum, virorumque, armis, pietate... monimenta expanduntur, Napoli, ex thypographia Felicis Mosca 1725. 73 Giovanni GRAVIER, Raccolta di tutti i più rinomati scrittori dell’istoria generale del Regno di Napoli principiando dal tempo che queste Provincie hanno preso forma di Regno, Napoli, Gravier, 1769-1770. 74 Una tesi di laurea in Biblioteconomia, assegnata dalla prof.ssa Tavoni dell’Università di Bologna, un’altra per dottorato di ricerca presso l’Università di Napoli, condotta dal prof. Stefano Capone e la catalogazione della dott.ssa Marianna Iafelice hanno consentito di individuare un significativo nucleo di opere provenienti dai conventi cappuccini locali. 75 M. ALTOBELLA GALASSO-A. VENTURA, Le cinquecentine..., cit. 165 I Fondi Speciali: le terrae incognitae della Biblioteca Provinciale Perion di varie opere aristoteliche, come il De anima, il De caelo e il De natura; e le Expositiones quaestionum doctoris subtilis... di Duns Scoto. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di pubblicazioni che rivedono il dibattito sviluppatosi, durante i secoli XIII e XIV, nell’ambito della Filosofia Scolastica, impegnata a superare le diffidenze manifestatesi, presso gli ambienti culturali ed ecclesiastici, nei confronti dell’Aristotelismo e del Neoplatonismo diffusi dalle fonti arabe e greche, ed a cercare, suddividendosi nelle tre correnti dell’Agostinismo, dell’Averroismo e del Tomismo, un punto d’incontro con la Filosofia Cristiana, sui delicati problemi dell’origine del mondo, della Provvidenza, della forma sostanziale e dell’immortalità dell’anima. Le opere del secolo XVII registrano, invece, una consistente presenza di scritti curati dai Gesuiti e da loro stessi diffusi nel Regno di Napoli, dove, all’indomani del Concilio di Trento, si impegnarono in una intensa strategia missionaria, creando, lungo i versanti tirrenico ed adriatico, una serie di collegi nelle città di Nola, Castellammare, Massalubrense, Salerno, Benevento, Cosenza, Lecce, Bari, Barletta, Chieti, Atri, L’Aquila, Bovino. Da tali basi operative si muovevano per raggiungere quegli strati rurali della provincia meridionale, che condizioni di isolamento, di miseria e di disgregazione parrocchiale condannavano ad un pressoché totale abbandono da parte della Chiesa e delle sue istituzioni. In Puglia importanti erano le case di Lecce, Bari e Barletta, destinate a sostenere l’intervento della Compagnia nel cuore e nella parte meridionale della regione, mentre l’altra di Bovino, finanziata dalla munificenza del feudatario locale, il duca Inico di Guevara, rappresentava, dalle propaggini del Subappennino Dauno, l’estremità nord-occidentale della cerniera, indispensabile supporto agli interventi nella Capitanata e, di qui, sino al Beneventano. In questo modo, i Gesuiti, nel pieno della Controriforma, modellarono forme di pietà e di devozione destinate ad improntare, per lungo tempo, le labili realtà urbane e le estese strutture rurali della civiltà regnicola, ma anche a lasciare un’impronta significativa nell’editoria dell’epoca, rintracciabile in opere di carattere storico-teologico, tra cui: l’Historia del Concilio Tridentino di Paolo Sarpi76 e la Doctrina catholica, ex Sacro Concilio Tridentino, et Catechismo Romano... di Giovanni Bellarino.77 Per quanto riguarda, invece, la loro opera di evangelizzazione in Oriente e, in particolare, la politica di tolleranza religiosa nei confronti dei riti malabarici, argomento che, tra la fine del ‘600 ed i primi decenni del ‘700, era venuto ad occupare un posto di tutto rilievo nelle discussioni filosofiche, politiche e religiose degli ambienti laici ed ecclesiastici partenopei78, particolare importanza rivestono alcune 76 Paolo SARPI, Historia del Concilio Tridentino di Pietro Soave polano, Ginevra, Aubert, 1629. Giovanni BELLARINO, Doctrina cattolica, ex Sacro Concilio Tridentino, et Catechismo Romano..., Venezia, apud Joannem de Albertis et Georgium Valentinum, 1628. 78 Sergio ZOLI, Europa libertina tra Controriforma e Illuminismo. L’“Oriente” dei libertini e le origini dell’Illuminismo. Studi e ricerche, Bologna, Cappelli, 1989, pp. 206-224. 77 166 Antonio Ventura pubblicazioni, già all’epoca non facilmente reperibili e la cui presenza negli studi monastici foggiani ne conferma il prestigioso passato. Si tratta degli scritti di autori come i gesuiti Giovanni Antonio Gavazzi,79 Alvaro Semedo80 e Jean Baptiste Gabriel Grosier,81 e soprattutto del domenicano Alexandre Noel,82 che avevano sostenuto con fermezza il carattere civile e non idolatrico delle consuetudini funerarie cinesi. Consistente, quindi, anche la presenza di testi destinati ad aiutare i sacerdoti nell’esercizio del loro ministero: dal sacramento della confessione, esaminato nelle Resolutionum moralium..., di Antonino Diana83 e, soprattutto, nel Manuale de’ confessori, di Martino di Navarra84 e nel Missionario istruito di Filippo De Mura,85 che presentava, esposti in ordine alfabetico, argomenti fondamentali come la simonia, l’usura, l’autorità del Papa; al conforto dei moribondi, trattato nella Practica visitandi infirmos...;86 sino ai consigli per i religiosi, elencati con dovizia di particolari, nel Tractatio de monialibus..., di Francesco Pellizzari.87 Non meno interessanti le edizioni del secolo XVIII, e in particolare quelle successive al Concordato del 1741 tra la Corte Borbonica e la Santa Sede, che rappresentò una conquista memorabile per il mondo laico, ma anche per quello religioso, in quanto segnò l’inizio di una primavera di riforme, riguardanti, in particolare, i modi della collaborazione pastorale e l’aggiornamento del catechismo bellarminiano. Esse, però, solo in minima parte furono, poi, realizzate, nonostante l’impegno del cardinale Giuseppe Spinelli, coadiuvato da Sant’Alfonso de’ Liguori e da San Gennaro Sarnelli, le cui opere figurano nel Fondo Antico. Le ripercussioni delle polemiche ideologiche di quel lungo confronto dottrinario affiorano, comunque, in diverse opere, come: Della origine del dominio e della sovranità de’ papi..., di Giuseppe Agostino Orsi, autore, pure, Della istoria ecclesiastica... in 21 tomi,88 mentre continua a registrarsi la solita nutrita presenza di 79 Giovanni Antonio GAVAZZI, Istorica descrittione de’ tre regni Congo, Matamba et Angola situati nell’Etiopia inferiore occidentale, Milano, nelle stampe dell’Agnelli, 1690. 80 Alvaro SEMEDO, Historica relatione del gran regno della Cina divisa in due parti, Roma, Mascardi, 1653. 81 Jean Baptiste Gabriel GROSIER, Storia generale della Cina ovvero grandi annali cinesi tradotti dal TongKien-Kang-Mon dal padre Giuseppe Anna Maria de Moyriac de Mailla, Siena, Bindi, 1777-1781. 82 Alexandre NOEL, Apologia de’ padri Domenicani missionari della China, o pure risposta al libro del padre Le Tellier gesuita, intitolato difesa de nuovi cristiani, e dilucidazione di P. Le Gobien della stessa Compagnia, sopra gli honori che li Chinesi portano à Confucio ed a i morti, Colonia, appresso gli heredi di Cornelio d’Hegmond, 1699. 83 Antonino DIANA, Resolutionum moralium pars sexta. In qua selectiores casus conscientiae breuiter, dilucide, et ut plurimum benigne explicabuntur, Venezia, Francesco Baba, 1743. 84 Martino DI NAVARRA, Manuale de’ confessori..., Roma, s. n., 1647. 85 Filippo DE MURA, Il missionario istruito in tutte le regole, e precetti di comporre ogni esercizio di vangelica apostolica predicazione, che nelle sante missioni si fa, Napoli, Guerra, 1790. 86 Giacomo MANCINI, Practica visitandi infirmos..., Napoli, expensis Jo. Baptistae de Juorio, 1637. 87 Francesco PELLIZZARI, Tractatio de monialibus, Roma, ex typographia Generosi Salomoni, 1755. 88 Giuseppe Agostino ORSI, Della origine del dominio e della sovranità de’ papi, Roma, Gioacchino Puccinelli, 1788; Giuseppe Agostino ORSI, Della istoria ecclesiastica descritta da fr. Giuseppe Agostino Orsi, Roma, Paglierini, 1751-1756. 167 I Fondi Speciali: le terrae incognitae della Biblioteca Provinciale scritti a carattere divulgativo, che la pubblicistica sacra persiste a produrre per tutto il 1700: in particolare si diffondono i quaresimali, tra i quali sono da segnalare quelli, assai efficaci per gli esempi tratti dal Vangelo, di Alessandro Calamato, Fulvio Fontana, Vincenzo Giliberti e Paolo Segneri, ed i testi di letteratura devozionale. Accanto a queste opere di carattere religioso non mancavano testi di contenuto umanistico, scientifico, storico, geografico, giuridico che, utilizzati per l’aggiornamento culturale dei sacerdoti e la formazione dei novizi, erano, nella maggior parte dei casi, gli stessi che circolavano presso i professionisti e le istituzioni laiche di Foggia. La cultura classica è rappresentata soprattutto dagli autori latini, nettamente prevalenti sui greci: solo qualche opera, tuttavia, è pregiata, come le Commedie di Terenzio Afro, stampate a Venezia dagli eredi di Nicola Pezzana nel 1782, con il commento del gesuita Joseph Juvency e le Lettere familiari di Marco Tullio Cicerone, pubblicate a Napoli da Felice Mosca, nel 1735. Le altre non presentano particolari caratteri di rarità, con qualche eccezione per alcune prime edizioni ottocentesche: le Commedie di Plauto (1822), in cinque tomi; le Lettere di Plinio il Vecchio (1828), in due; ed i Libri ab Urbe condita di Tito Livio (1825) in quattordici. Per la storia letteraria italiana, soltanto il compendio di Girolamo Tiraboschi rientra tra i libri anteriori al 1830, perché messo in distribuzione a Napoli, da Giovanni Muccis, in dieci tomi, tra il 1777 ed il 1786, mentre le vicende artistiche nazionali sono descritte in prime edizione ottocentesche di grande pregio per l’autorevolezza degli autori e la raffinatezza dell’apparato iconografico, come si può rilevare dalle Opere di Johan Joachim Winckelmann e di Luigi Lanzi.89 Tra i libri di storia, a parte alcuni trattati generali poco comuni, come i venti volumi della Storia romana... del giansenista Charles Rollin,90 le edizioni di maggiore pregio provengono dalla produzione tipografica napoletana dei secoli XVII e XVIII e prendono in esame, attraverso il Summonte, il Troyli ed il Martuscelli, le vicende plurisecolari del Reame.91 Pure per la geografia, la rappresentazione dei piccoli spazi si alterna a quella degli estesi, così, accanto alle ricerche storico-geografiche seicentesche, ancora influenzate dagli studi umanistici di Leandro Alberti o di Flavio Biondo e, quindi, solo descrittive e non corredate da tavole cartografiche, come quelle di Enrico Bacco e di Ottavio Beltrano,92 si incontrano le opere monumentali ed enciclopediche di 89 Luigi LANZI, Storia pittorica dell’Italia dal risorgimento delle belle arti fin presso al fine del 18 ° secolo, Milano, Società tipografica de’ classici italiani, 1824-1825. 90 Charles ROLLIN, Storia romana sino alla battaglia di Azio, o sia sino al termine della Repubblica di Carlo Rollin tradotta dal francese., Roma, Poggioli, 1806. 91 Giovanni Antonio SUMMONTE, Historia della città e Regno di Napoli, Napoli, Stamperia Domenico Vivenzio, 1748; Placido TROYLI, Istoria generale del Regno di Napoli, Napoli, s. n., 1747-1754; Domenico MARTUSCELLI, Biografia degli uomini illustri del Regno di Napoli, Napoli, Nicola Gervasi, 1814-1822. 92 Enrico BACCO, Il Regno di Napoli diviso in dodici province, Napoli, Stamperia Scorriggio, 1615; Ottavio BELTRANO, Breve descrizione del Regno di Napoli, Napoli, per Ottavio Beltrano, 1648. 168 Antonio Ventura Claude Buffier,93 e di Attilio Zuccagni Orlandini,94 la cui caratteristica principale, determinata dalle novità scientifiche di fine ‘700 e primo ‘800, è la costante presenza di un vasto ed accurato apparato cartografico, reso possibile dall’evoluzione della tecnica tipografica di riproduzione delle incisioni. Un breve cenno, infine, alle opere scientifiche, che, a parte gli Elementa... di Nicola Fergola,95 la Storia naturale e particolare di George Louis Buffon, conte di Leclerc96 e il Delle cose rustiche... di Nicola Onorati, detto Columella97 sono quasi tutte di primo Ottocento e senza edizioni di rilievo, ma rivelano, nei numerosi titoli riguardanti la Geometria, la Storia Naturale, la Trigonometria, la Chimica, la Matematica, la Botanica, la Fisica, l’Astronomia..., l’attenzione prestata in ugual modo da laici e religiosi verso questo aspetto della cultura. In conclusione, quindi, la Sezione Locale ed il Fondo Antico, pur costituendo due elementi biblioteconomici distinti per le caratteristiche bibliografiche, concettualmente si fondono e completano, perché testimoniano aspetti e momenti differenti della comunità locale, urbana e provinciale: rappresentano un patrimonio di documenti, libri, testimonianze, idee, sentimenti, passioni che è sopravvissuto ai danni dei ‘tempi’ ed ai guasti delle ‘mode’ e che così si ha il dovere di tutelare, ordinare e consegnare a chi, in futuro, ha il diritto di trovarci i segni della propria tradizione civile e culturale. 93 Claudio BUFFIER, Geografia universale, Napoli, Migliaccio, 1796. Attilio ZUCCAGNI ORLANDINI, Corografia fisica, storica e statistica dell’Italia, Firenze, presso gli Editori, 1835-1845. 95 Nicola FERGOLA, Elementa phisicae experimentalis usui tironum, Napoli, Joseph de Hyppolito, 1791. 96 Gorge Louis BUFFON, Storia naturale e particolare per servire di seguito alla storia degli animali quadrupedi, Napoli, Raimondi, 1772. 97 Niccola ONORATI, Delle cose rustiche, Napoli, Giuseppe Maria Porcelli, 1791-1799. 94 169