N NE EW WS SL LE ET TT TE ER R1 15 5--2 20 01 10 0 _________________________________________ NOTIZIE DALL’EUROPA E DAL MONDO “EL BIOLOGICO IN PIASSA” (22.a edizione – 11 aprile 2010) I cittadini di Padova – domenica scorsa - hanno avuto l'ennesima riprova che se devono organizzare qualche festa o evento, devono pensarlo in contemporanea con El Biologico in Piassa: sanno che il sole non mancherà! La Festa-Mercato si è confermata anche questa primavera come un appuntamento atteso e partecipato dalla cittadinanza. Sicuri di trovare proposte interessanti tra i vari banchetti, di godere dell'animazione proposta dall'organizzazione, di incontrare tante facce amiche, allietati da buon cibo della nostra terra, migliaia di persone sono passate nelle piazze per quello che è diventato nel corso degli anni come un modo speciale di passare una domenica in città all'aria aperta. La sensazione più importante che lascia una giornata come quella del 11 aprile è quella piacevole, data dalla confortante conferma, che esiste una parte della società civile che si impegna e lavora per costruire relazioni sociali ed economiche improntate verso un altro stile di vita, rispettose di uomo e ambiente: i cittadini di Padova in questo si dimostrano all'avanguardia. Bio Rekk è stata presente tutto il giorno in piazza; una trentina di soci si sono organizzati per animare le tre proposte portate in piazza da Bio Rekk: il banchetto informativo con la distribuzione dell'olio dai terreni confiscati alla mafia, il laboratorio per i bambini del mattino “Verdura comanda color” e il punto bio-ristoro in cui sono state proposte durante tutto il giorno decine di torte, una più deliziosa dell'altra e centinaia di bruschette, oltre a qualche calice di vino e allo squisito sciroppo di arance preparato con le arance di Rosarno pagate “al prezzo giusto”. E' stata una giornata speciale per Bio Rekk: tanti soci vecchi e nuovi sono passati a trovarci, parecchi tra i soci più piccoli si sono fermati a dipingere alberi con i colori ricavati dalle verdure, altri hanno prolungato la visita al punto bio-ristoro sedendosi ai tavoli oppure sono passati sia per il pranzo che per la cena, dando in questo anche un contributo per finanziare le attività dell'associazione. In giornate come queste riceviamo manifestazioni di affetto, stimoli, proposte che sono linfa vitale per l'impegno che i soci mettono nelle attività di Bio Rekk. La ciliegina sulla torta è stato il servizio che il telegiornale regionale di Rai 3 ha trasmesso all'ora di pranzo con l'intervista ad Angelo, socio fondatore di Bio Rekk, che ha suscitato tanti commenti positivi da chi è passato a trovarci nel pomeriggio e una strana-piacevole-unusuale sensazione da parte nostra. Grazie a tutti e……que viva El Biologico in Piassa, que viva Bio Rekk! (da www.biorekk.org – aprile 2010) Venerdi 23 aprile 2010 alle ore 21,15 al Cinema Marconi di Piove di Sacco (PD) verrà proiettato il film: “Potevamo salvarci e non l’abbiamo fatto, in che stato mentale ci troviamo?” Il film “The Age of the Stupid” (perché non ci siamo salvati quando ne avevamo la di Franny Armstrong, con Pete Postlethwaite, candidato all‟Oscar, si propone come “manifesto” dei cambiamenti climatici che sono la maggiore emergenza ambientale di oggi. Invitiamo tutti ad andare a vedere questo film, coinvolgente e capace di creare le connessioni tra la nostra vita quotidiana ed il problema dei cambiamenti climatici. possibilità?) Proiezione e dibattito sul tema del cambiamento climatico al Cineforum "Diversi Orizzonti 2010", organizzato dall‟Associazione L‟arte del sogno - Via Castello 22 - Piove di Sacco (PD) www.cinemamarconi.blogspot.com -- www.legambientepiove.it/ Tel. 049-971.4612 - Maurizio 340-488.1745 scarica QUI il volantino della serata e ascolta QUI le considerazioni di Franny Armstrong sull’ambiente (in inglese) al Summit internazionale di Copenhagen (dicembre 2009) ________________________________________________ PLANET SOLAR, LA NAVE FOTOVOLTAICA PIÙ GRANDE DEL MONDO La barca più grande del mondo alimentata da energia elettrica prodotta dai pannelli solari E' stata presentata a Kiel, nella Germania settentrionale l‟imbarcazione “Planet Solar”, così chiamata, che misura 31 metri di lunghezza e 15 metri di larghezza, ha una superficie fotovoltaica di 500 metri quadrati. Prima di iniziare la navigazione, prevista all'inizio del prossimo anno, sarà oggetto di una serie di test per vedere se riuscirà a compiere senza problemi 40000 km in 140 giorni. Sviluppata da un team internazionale di ingegneri, fisici e costruttori di navi di Sun Power Corporation, la Planet Solar ha circa 38.000 pannelli solari installati sul ponte ed è collegata alle batterie che pesano 13 tonnellate, quasi un quarto del peso totale della nave, pari a 60 tonnellate. La società tedesca ha sviluppato batterie GAIA, che possono accumulare fino a 1,3 megawatt di potenza sotto la copertura, consentendo alla nave di procedere al buio o nel mezzo di una tempesta. Dotata di due eliche di carbonio, due volte più grande del normale per una nave delle sue dimensioni, la barca è alimentata da quattro motori elettrici con una potenza di 176 chilowatt. Nei primi mesi del 2011, la Planet Solar intraprenderà un tour mondiale che da Amburgo andrà alla periferia di Londra e Parigi, in Europa, a New York, a San Francisco, a Singapore e Abu Dhabi. Durante la sosta, la nave potrà essere visitata dal pubblico. Lo scalatore svizzero Raphaël Domjan, che ha ideato questo progetto ecologico, sarà il capitano della barca. Lo accompagnerà l'avventuriero francese Gérard d'Aboville, il primo uomo che ha attraversato l'Atlantico nel 1980 con una barca a remi, una prodezza poi ripetuta nell'Oceano Pacifico. Domjan ha espresso la sua emozione " la barca solare è diventata una realtà grazie ai progressi della scienza e della tecnologia" ha detto. Il viaggio, a partire da aprile 2011, ha un‟ambizione simbolica: "Vogliamo spostarci verso un mondo migliore" hanno detto e hanno sottolineato la necessità di "sviluppare alternative alle fonti energetiche, che sono limitate e hanno un impatto negativo sull'ambiente." (da Promiseland News – aprile 2010) MUCCHE, METANO E GAS ESILARANTE Una ricerca pubblicata su Nature contribuisce a spiegare il nesso tra carne rossa da allevamento intensivo e riscaldamento globale. Le mucche e le pecore allevate nei pascoli contribuirebbero a ridurre un gas serra come il protossido di azoto. Il dibattito è pronto a riaccendersi. Se il metano emesso dai ruminanti è stato messo spesso in relazione con il riscaldamento globale, secondo gli autori della nuova ricerca, in determinate circostanze può essere meglio per il riscaldamento globale allevare gli animali al pascolo. In Cina, per esempio, il bestiame al pascolo effettivamente contribuisce a ridurre un gas serra, il protossido di azoto. Klaus-Butterbach Bahl dell'Istituto di Tecnologia di Karlsruhe in Germania, ha effettuato lo studio nelle zone mongole all'interno della Cina, rilevando come nell'atmosfera aumenti la concentrazione di ossido di azoto durante il disgelo di primavera, quando le pecore e gli animali da non possono pascolare. Questo perché il gas ad effetto serra (noto anche come gas esilarante), viene rilasciato da microbi nel sottosuolo che muoiono quando l'erba è mangiata dal bestiame. "E' dato generalmente per scontato che aumentando i capi di bestiame aumentino le emissioni di protossido di azoto. Non in questo caso" ha spiegato il dott. Butterbach-Bahl. Le emissioni di protossido di azoto prodotto nelle ampie praterie temperate in luoghi come la Mongolia ma anche negli Stati Uniti, Canada, Russia e Cina rappresentano un terzo della quantità totale di gas a effetto serra prodotti ogni anno. Il protossido d'azoto é il terzo gas serra più diffuso dopo l'anidride carbonica e il metano. Chiaramente, e Butterbach-Bahl lo conferma, lo studio non ha valutato il metano prodotto dal bestiame o l'anidride carbonica prodotta dall'erosione del terreno. Inoltre ha sottolineato come la gran parte della carne rossa consumata nel mondo occidentale, provenga da animali allevati intensivamente nei paesi meridionali. Questo per dire che lo studio non rovescia il giudizio sul consumo di carne rossa ed emissioni ma assolve dalla responsabilità gli animali da pascolo, non sempre un male assoluto per il riscaldamento globale. (dal Bollettino Bio di Greenplanet – aprile 2010) PADOVA, LA CAPITALE VENETA DEL SOLE Il 2009 risulta essere uno degli anni da ricordare per le rinnovabili ed in particolar modo per il fotovoltaico, complessivamente la potenza installata è aumentata di quasi il 400% rispetto al 2008. Questo aumento delle rinnovabili nel nostro paese, fotografato molto bene dal rapporto “Comuni Rinnovabili” di Legambiente (clicca qui), sancisce come siano proprio i singoli cittadini a scegliere il Sole come fonte di energia, certamente mossi dagli incentivi del Conto Energia ma anche, sempre più, dalla sensibilità nei confronti dei temi ambientali e delle energie rinnovabili. E‟ proprio l‟azione individuale che trasmette un messaggio forte alla politica che spesso, con miopia, non riconosce nelle rinnovabili un possibile vero modello energetico. In questo contesto di “rivoluzione verde” Padova, dalla periodica fotografia elaborata da Legambiente sulle installazioni domestiche, risulta essere sempre di più la regina nel Veneto. Padova con i suoi 161 impianti domestici corrispondenti a 404 kWp (al 31.12.2009) è di gran lunga la città più solarizzata della Regione, seguono a lunghissima distanza Venezia con 73 impianti per una potenza complessiva di 208 kWp e Verona che con 67 impianti e 206 kWp di potenza installata. Città Impianti domestici (< 5 kWp) Pot. Installata (kWp) Padova 161 404,4 Venezia 73 208,2 Verona 67 206,9 Treviso 64 194,0 Rovigo 54 164,7 Vicenza 55 161,2 Belluno 33 99,4 Merito della posizione di Padova va addebitato al Gruppo di Acquisto Solare, che lo scorso anno ha visto la partecipazione attiva di moltissimi cittadini, i quali hanno installato sui tetti delle proprie abitazioni impianti fotovoltaici per oltre 180 kWp: visto l‟interesse persistente, che la città ha dimostrato nei confronti dell‟iniziativa, lo Sportello Energia del Comune di Padova e del Bacino Padova 2, coordinato da Legambiente, promuove anche quest‟anno il Gruppo D‟Acquisto Solare, che vede già l‟adesione di oltre 150 cittadini, i quali hanno deciso di intraprendere un percorso partecipato che porterà alla scelta della migliore offerta, dal punto di vista qualitativo ed economico, presente sul mercato. Acquistare in gruppo vuol dire ottenere dei costi inferiori e soprattutto servizi e garanzie maggiori di quelle normalmente offerte dal mercato al singolo. Il Gruppo d‟Acquisto Solare sceglierà l‟azienda vincitrice tra una decina di giorni e la possibilità di aderire rimarrà aperta fino a metà Giugno. Per aderire al G.A. Solare compilare il modulo online su: http://lagiustaenergia.legambientepadova.it/ o rivolgersi alla rete degli Sportelli Energia. Piero Decandia – Responsabile Energia Legambiente Padova (da Ecopolis Newsletter – aprile 2010) APRILIA, L'ACQUA TORNA PUBBLICA Nella sede del comitato acqua pubblica di Aprilia oggi ci sono almeno una trentina di persone in attesa. Una fila paziente, silenziosa, con le cartelline in mano, davanti al lungo tavolo bianco dove i militanti del comitato preparano le contestazioni della gestione di Acqualatina. Una scena che si ripete da quattro anni, da quando settemila famiglie decisero di non pagare l'acqua al gestore privato, ma di versare i soldi sul conto corrente del Comune. «Verificammo che il conto corrente della gestione comunale dell'acqua era ancora attivo ricordano oggi - facendo un versamento di un euro». Poi fu una valanga: contestazione della bolletta inviata dai privati e, contestualmente, pagamento dell'acqua al Comune, con le tariffe che erano state decise dal consiglio comunale. Oggi, però, è una giornata differente e in molti sorridono. Mostrano le decine di assegni firmati Acqualatina, simboli dei tanti ricorsi già vinti dal comitato, dalle settemila famiglie, avendo come controparte un colosso come Gerit Equitalia, il riscossore che sta cercando di recuperare i soldi per conto di Acqualatina. Ma c'è di più. Il presidente del consiglio comunale ha convocato le principali tre commissioni, con all'ordine del giorno «la riconsegna dell'impianto idrico comunale da parte di Acqualatina S.p.a.». L'amministrazione comunale - fatta di liste civiche elette un anno fa dopo un lungo governo del centrodestra - ha dunque deciso: la prossima settimana chiederà indietro le chiavi dell'acquedotto al gestore partecipato dalla multinazionale francese Veolia. E loro, i settemila firmatari delle contestazioni, che per anni hanno denunciato le conseguenze della gestione privata dell'acqua, continuando a pagare a quel comune fatto di rappresentanti eletti e non nominati dai consigli di amministrazione francesi, hanno raggiunto un traguardo neanche immaginabile fino a poco tempo fa. Hanno dimostrato che la mobilitazione dei cittadini - al di fuori dei partiti, basata solo sul senso civico e su quel sentimento profondo che respinge le ingiustizie - può cambiare le cose, può rimandare a casa una multinazionale potente come la Veolia. Tecnicamente la decisione che verrà discussa dal consiglio comunale di Aprilia la prossima settimana è l'attuazione di una sentenza del Consiglio di Stato depositata lo scorso anno. Parole scritte dai giudici amministrativi che riconoscono alcuni principi fondamentali sulla gestione dei beni comuni: Primo, i cittadini non sono semplici sudditi e hanno tutto il diritto - in gergo giuridico si chiama legittimazione - di chiamare in causa una multinazionale quando questa non rispetta i diritti fondamentali; Secondo, l'acqua non è un bene qualsiasi, gode di una tutela superiore; E, terzo, i comuni hanno il pieno titolo di decidere come gestire le risorse idriche, senza dover subire interventi dall'alto. Dunque, conclude il Consiglio di Stato, il comune di Aprilia può decidere a chi affidare la propria acqua senza doversi inchinare alle decisioni prese dalla Provincia di Latina - che di fatto ha voluto imporre la scelta di un gestore privato - guidata dal centrodestra. La sentenza ha segnato positivamente la storia della gestione dei beni comuni in Italia, ma mancava il primo e fondamentale passo. Da mesi il comitato acqua pubblica chiedeva alla giunta e al consiglio quella decisione che attendeva pazientemente da anni e che ora sta per arrivare. E Aprilia apre la strada a tantissimi comuni, stretti tra acquedotti che non possono più governare e una popolazione sempre più inferocita, che in ogni caso continua a rivolgersi ai primi cittadini, ai loro eletti. È questo il vero paradosso della privatizzazione, che non potrà che peggiorare con il decreto Ronchi. Cosa farsene della mera proprietà delle reti se l'acqua che scorre è gestita da consigli di amministrazione non eletti dai cittadini e non sottoposti ai principi della democrazia rappresentativa? Acqualatina non ha commentato la decisione del Comune di Aprilia. Fino ad oggi l'azienda ha risposto duramente alle contestazioni: prima mandando pattuglie con vigilantes per ridurre l'acqua a chi contestava, poi affidando ad Equitalia la riscossione delle bollette. In entrambi i casi a nulla è servita la mano pesante, mentre il comitato acqua pubblica si è rafforzato, arrivando a determinare - nelle ultime comunali - la sconfitta del Pdl. E la decisione di riprendersi gli impianti idrici rappresenta un precedente estremamente pesante per la società controllata per il 49% da Veolia. Dunque, la partita non sarà semplice. Il Comune di Aprilia si prepara a riprendere la gestione degli acquedotti e delle fognature con un vantaggio venuto proprio dagli utenti. Oggi nei bilanci comunali ci sono più di un milione di euro versati dalle settemila famiglie in questi anni. Soldi che se fossero finiti ad Acqualatina oggi sarebbero assorbiti da un bilancio dove pesano i debiti con la banca Depfa, lo stesso istituto sotto inchiesta a Milano per i derivati venduti all'amministrazione comunale. Quei soldi potranno da domani essere immediatamente usati dalla giunta di Aprilia per riavviare la gestione del servizio idrico integrato. Un vero tesoretto messo da parte con determinazione da chi non ha mai accettato le multinazionali e la gestione privata del bene più prezioso. Ad Aprilia da domani la parola democrazia tornerà ad avere senso. (da Il Manifesto – aprile 2010) Il Consiglio di Quartiere 4 Sud Est - Commissione Cultura, l‟ Associazione di Cooperazione e Solidarietà e l‟Associazione per la Pace - gruppo di Padova presentano: Verranno proiettati 4 film, i cui temi principali sono l‟emigrazione, l‟immigrazione e le difficoltà di inserimento in una società “differente” e spesso ostile. Le prossime date previste sono il 19 aprile con due proiezioni (Merica di Ferrone, Manzolini, Palomo e Dallo zolfo al carbone di L. Vullo), il 26 aprile (Io e l’altro di M. Melliti) ed il 3 maggio (L’ospite inatteso di Th. McCarthy). Il 19 aprile saranno ospiti Emilio Orlando e Stefano Santangelo, con alcuni brani musicali legati al tema dell‟emigrazione italiana. Cliccate QUI per scaricare la locandina della manifestazione. _____________________________________________ BIODIVERSITÀ A RISCHIO IN ITALIA. CON PRIMAVERA BIO ARRIVA LA FARFALLA DELLA BIODIVERSITÀ! L'Italia possiede un altissimo patrimonio di biodiversità, ma anche nel nostro paese questa è minacciata dai cambiamenti climatici e dalla standardizzazione del modello agroindustriale: il numero specie di piante superiori nel nostro Paese è di circa 6.700 a cui vanno aggiunte le 1.130 specie di muschi. Se si escludono le specie ornamentali che non rivestono interesse agricolo, le specie coltivate nel nostro Paese sono 665. Per quanto riguarda gli animali, in Italia sono state accertate circa 55.600 specie. Gli insetti da soli, rappresentano due terzi degli animali italiani. Quasi la metà delle specie minacciate o in declino è legato agli ambienti agricoli (Ismea/Rete rurale nazionale). Anche per questo, l'edizione 2010 della Primavera Bio, la campagna nazionale promossa da AIAB per portare i consumatori nelle aziende biologiche di tutta Italia, approfondirà l'argomento della biodiversità. PrimaveraBio è promossa dall'Associazione Italiana Agricoltura Biologica, in collaborazione con Legambiente, Ctm-Altromercato, Arci, Federparchi e Alpa, Ecoradio, Q e C, ed Eugea. Dal 16 aprile al 16 maggio, in 18 regioni italiane, i produttori di tutta Italia accoglieranno gli amanti del bio nelle loro aziende per raccontare il loro lavoro e coinvolgerli nel loro mondo tramite visite guidate, laboratori, degustazioni, spettacoli, e concerti. Nell'ambito della Primavera Bio, sarà distribuita Gea, la Farfalla della biodiversità. In collaborazione con Eugea, spin-off dell‟Università di Bologna, AIAB lancerà questo simpatico gadget il cui ricavato verrà devoluto per finanziare la ricerca in Agricoltura Biologica. Nelle ali di Gea – una farfalla in cartoncino ecologico - sono custoditi i semi del Giardino delle Farfalle Tascabile. Una volta coltivati sul davanzale di casa o sul terrazzo, daranno vita a splendidi fiori che con il loro nettare attirano e nutrono le farfalle, salvaguardando la biodiversità e l‟equilibrio dell‟ecosistema urbano. Gea si troverà nelle maggiori aziende partecipanti e in specifiche occasioni come Le Piazze del Bio, la giornata del biologico organizzata dal Ministero alle politiche agricole il 18 aprile. Per facilitare la partecipazione, PrimaveraBio metterà a disposizione 25 pullman in partenza dalle principali città di tutte le regioni partecipanti. In questo modo per un giorno i consumatori stessi potranno farsi “controllori” della qualità di produzione della filiera bio, e dire “Del bio mi fido!”, concetto al centro della Primavera Bio 2010. Sono tante dunque le novità che aspettano gli amici di PrimaveraBio 2010. In attesa dell'inizio, è possibile trovare tutti gli aggiornamenti e il calendario in progress degli eventi sul sito www.primaverabio.aiab.it. (dal Bollettino Bio di Greenplanet – aprile 2010) A BELLUNO LA PIAZZA VENETA DEL BIOLOGICO Sarà Piazza dei Martiri di Belluno la “Piazza veneta del BIO”, dove domenica 18 aprile prossimo, dalle 10 alle 18, sarà possibile gustare i sapori naturali e conoscere i vantaggi delle produzioni biologiche. “Le Piazze del Bio”, iniziativa promossa dal Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, si svolgerà domenica 18 aprile 2010, dalle ore 10:00 alle ore 19:00, in tutte le regioni d‟Italia. L‟evento, che rappresenta un momento d‟incontro tra il mondo della produzione biologica ed i consumatori, nasce dall‟esigenza di promuovere comportamenti orientati al consumo consapevole delle produzioni ottenute con questo metodo. Nel Veneto, Piazza dei Martiri di Belluno, prevede l‟allestimento di spazi per ospitare 37 operatori biologici, i quali garantiranno la possibilità di una conoscenza diretta attraverso la promozione e la degustazione dei loro prodotti, accorciando la distanza con il cittadinoconsumatore. Saranno presenti, dai diversi ambiti territoriali provinciali, importanti imprese che caratterizzano il nostro mercato con le produzioni qualificate dei più importanti settori dell‟agroalimentare biologico: apistico, cerealicolo, ittico, lattiero-caseario, ortofrutticolo, vitivinicolo, vivaistico e zootecnico. Il Ministero, la Regione del Veneto in collaborazione con Veneto Agricoltura, gli Organismi di controllo autorizzati e le Associazioni di produttori assicureranno, nello spazio istituzionale loro dedicato, un‟interessante attività di animazione, di degustazione guidata dei prodotti agroalimentari e d‟informazione anche del territorio, rivolta al pubblico. (da www.notiziarioitaliano.it/ – aprile 2010) SKYLAND, LA PRIMA SERRA AGRICOLA PER LA COLTIVAZIONE A SVILUPPO VERTICALE “MADE IN ITALY” Entro il 2050 la popolazione mondiale arriverà a 9 miliardi di individui e l'80% tenderà ad accentrarsi nelle grandi metropoli. In previsione di ciò l'agricoltura dovrà affrontare una grande sfida, ovvero, quella di garantire un'alimentazione sana ad un numero sempre maggiore di individui attraverso metodologie di coltivazione sempre meno aggressive verso l'ambiente e i suoli. Un interessante contributo a tali problematiche potrebbe arrivare dalla Vertical Farm: una serra agricola a sviluppo verticale, alta da 30 a 50 piani, per la coltivazione di alimenti vegetali da tubero, da foglia e da frutto. Nella logica di approfondire questa nuovo modo di fare agricoltura, l'Enea ha progettato Skyland: un eco-edificio urbano al cui interno vengono coltivati prodotti agricoli biologici per 25 mila persone, che vengono distribuiti al piano terra, in un centro commerciale, senza che facciano un solo chilometro. L'edificio funziona senza utilizzare un watt di energia che non sia autoprodotto e senza generare rifiuti o emissioni. Secondo i ricercatori Enea lo strumento Skyland nasce dall‟esplicito problema posto dall'amministrazione comunale di Ragusa ovvero quello delle innumerevoli serre e distese di plastica che arrivano fino ai litorale deturpando non solo il paesaggio ma creando anche problemi di natura ambientale, come accade nel ragusano, ad esempio. “In particolare Skyland è stato ideato per essere inserito nella metropoli del futuro; in una grande città; in un quartiere di circa 20 mila abitanti” spiega Gabriella Funaro, ricercatrice Enea. “Grazie alla coltivazione dei 30 piani di serra - aggiunge la ricercatrice dell'Enea possiamo pensare di soddisfare circa 42 mila persone al giorno in termini di vitamina A e C”. (da Il Mangiabio – aprile 2010) INDIA, IL VILLAGGIO CHE PIANTA ALBERI Sadhana Forest è una villaggio ecocompatibile nato nel 2003 nella regione del Tamil Nadu, nel Sud dell‟India. La sua missione? Piantare alberi ed educare i bambini del posto a vivere rispettando il loro territorio La prima cosa che si nota entrando nel villaggio Sadhana Forest, nel sud dell‟India, sono gli alberi. Piccoli e accatastati un po‟ ovunque. Pronti per essere piantati: come quelli di un vivaio. Poi, non appena si incontra uno dei simpatici abitanti del villaggio tutto diventa più chiaro. E l‟unico luogo “urbano” al mondo che al posto di espandersi costruendo case e togliendo spazio alla foresta, si allarga mettendo tutti quegli alberi nella terra. Pronti per crescere e creare un nuovo bosco. Tutto intorno. Sadhana Forest nasce nel 2003 da un idea di Yorit e Aviram Rozin, in una zona arida a pochi chilometri da Auroville, la città universale, nella regione del Tamil Nadu: settanta acri completamente vuoti che nel giro di un anno sono diventati un villaggio internazionale ecosostenibile. In sette anni sono stati piantati 20.500 alberi appartenenti a 150 specie indigene diverse. Qui è tutto autoprodotto con materiali recuperati nella zona: le case, la piscina (sì c‟è anche una piscina), gli spazi comuni. Ogni settimana ai circa 70 abitanti fissi si uniscono gruppi di volontari che voglio condividere uno stile di vita rispettoso dell‟ambiente. Si mangia cibo vegano, ci si riscalda e si produce energia solo con pannelli solari. Poi ci sono le classi di yoga e di qualsiasi altra disciplina olistica. Le auto? Neppure a pensarci. Ci si sposta solo a piedi o in bicicletta: nel villaggio c‟è anche un servizio di bike sharing. Ma non pensate subito a un paesino “fighetto” e alternativo a tutti i costi popolato solo da europei e americani. Magari stanchi dei ritmi cittadini. Sadhana Forest non è questo. Soprattutto perché in questi anni ha coinvolto migliaia di bambini e ragazzi locali per educarli a rispettare il loro territorio. L‟idea è quella di riportare in vita un‟area dimenticata. E poi ci sono i workshop, l‟Eco film festival, la meditazione, la vita comunitaria. A volte basta guardare i bambini per capire che Dio è tornato. Anche qui. (da Promiseland News – aprile 2010) NUOVA EDIZIONE DEL CORSO "PIANTE OFFICINALI: COLTIVAZIONE ED UTILIZZAZIONE DEI DERIVATI" CORTE BENEDETTINA DI LEGNARO (PD) 26, 27 e 29 APRILE 2010 OBIETTIVO Con lo scopo di orientare l‟azienda verso scelte produttive economicamente remunerative, il seminario si prefigge di fornire nozioni di base sulle tecniche di coltivazione sostenibile delle piante officinali più adatte all‟ambiente mediterraneo, sulle tecniche per la loro trasformazione per l‟ottenimento di prodotti erboristici, allo scopo di vendita diretta e non e indicazioni sulle normative di riferimento del settore erboristico. DESTINATARI Il corso è aperto a: tecnici consulenti, formatori, rappresentanti associazionismo sindacale ed economico, operatori strutture pubbliche regionali e territoriali, addetti del settore agricolo, forestale, agroalimentare e dello sviluppo rurale. Per scaricare l’opuscolo informativo cliccare QUI (da Veneto Agricoltura – aprile 2010) L'INQUINAMENTO UCCIDE, PAROLA DELLA CONFERENZA DI PARMA La quinta Conferenza ministeriale su salute e ambiente, che si è conclusa a Parma a metà marzo, ha stabilito ufficialmente la stretta correlazione tra questi due aspetti. In altre parole, un ambiente inquinato uccide chi lo abita. Consapevolezza e buone intenzioni rimangono, però, ancora una volta solo sulla carta. Il modus operandi che ha caratterizzato il vertice di Copenaghen sembra ormai diventato maniera. Si è conclusa il 14 Marzo la quinta Conferenza Ministeriale su salute e ambiente, sicuramente l'evento più importante sull'ambiente da Copenhagen 2009. Alla Conferenza, tenutasi a Parma, hanno preso parte l'OMS Europa e ben 53 stati europei, gli stessi che a conclusione dei lavori hanno messo unanimemente firma ad un documento - Parma Declaration on Enviroment and Health - che suona come l'ennesima dichiarazione d'intenti dei paesi industrializzati di rispondere all'emergenza climatica. Nel documento si legge come gli stati firmatari si ridurre entro i prossimi dieci anni, gli impatti salute", dove per "impatti ambientali" (negativi) si smog, da inquinamento indoor (case scuole, alimentazione e da riscaldamento climatico. impegnino quindi “a dell'ambiente sulla intendono: danni da uffici), da cattiva A questo vanno aggiunti i rischi per la salute intesi come disagio sociale, disoccupazione, emigrazione, povertà e via dicendo. Insomma tante belle parole a cui sinceramente facciamo fatica a credere per diversi motivi: quali sono le priorità? Come si individuano? Di quanto si vuole ridurre l'impatto negativo di un ambiente inquinato sulla salute? Nonostante le dichiarazioni del Ministro Ferruccio Fazio secondo cui "La dichiarazione ministeriale che ne deriverà potrà costituire un importante punto di riferimento futuro per la pianificazione delle politiche nei settori della salute e dell’ambiente", il livello di discrezionalità ci pare sinceramente troppo alto, perché un accordo del genere porti a qualche risultato concreto. In attesa del non troppo lontano 2020, la quinta conferenza Ministeriale su salute e ambiente ha comunque avuto almeno un paio di meriti, tra questi l'"ammissione" da parte dei governi di una responsabilità sociale sulla salute degli individui - se ti ammali non è solo a causa dei tuoi comportamenti ma anche dell'inquinamento dell'ambiente in cui vivi - e quello di portare a conoscenza dell'opinione pubblica alcuni dati decisamente interessanti, anche questi, come è ovvio che sia, con diverse luci e ombre. Nel documento si legge come gli stati firmatari si impegnano "a ridurre entro i prossimi dieci anni, gli impatti dell'ambiente sulla salute" Se da un lato, paiono migliorate le condizioni igieniche e l'accesso all'acqua potabile con conseguente diminuzione della mortalità infantile provocata da malattie diarroiche - 80% in meno tra il 1995 e il 2005 - dall'altro si registra come il 24% delle malattie e il 23% delle morti del mondo possano essere ricondotte a fattori ambientali. La situazione poi peggiora - si sale al 33% per le patologie legate all'ambiente - se prendiamo in considerazione i bambini sotto i 5 anni. I rischi a cui li sottoponiamo sono davvero tanti e molteplici: asma, malattie respiratorie di vario genere, obesità, incidenti stradali e domestici. In questo scenario la crisi ambientale non fa ovviamente che peggiorare la situazione. Il riscaldamento climatico in atto è ormai universalmente riconosciuto (anche le tesi a suo sfavore ormai sono largamente minoritarie) come la fonte di diversi problemi di ordine economico, sociale e ora anche di salute. Ci si aspetterebbe quindi che i governi la smettessero di stilare documenti in cui vengono riconosciuti problemi ed errori, ma che si configurano nella sostanza come mere dichiarazioni d'intenti poco o per niente vincolanti. Ci si aspetterebbero invece prese di posizione dure, intransigenti, in grado di capire la crucialità del momento e la necessità di decisioni rapide per il futuro del pianeta oltre che per la salute dei nostri bambini. E' fallita Copenaghen, è fallita - a nostro modo di vedere - Parma, quanto ancora dovremo aspettare? (dalla Newsletter di Terranauta – aprile 2010) IL PARKINSON INIZIA DALLO STOMACO A CAUSA DEI PESTICIDI Il Parkinson inizia dalle cellule nervose dell'intestino per poi migrare nel sistema nervoso centrale. La causa sarebbero i pesticidi, tra cui il rotenone, usato anni fa anche in agricoltura biologica, prima che il suo uso fosse vietato. La teoria è di un giovane ricercatore spagnolo, Francisco "Paco" Pan-Montojo Puga, che lavora in Germania, all'università di Dresda, in un progetto coordinato dal prestigioso Max Planck Institute. "I pesticidi che ingeriamo ed il Parkinson sono collegati: lo abbiamo potuto dimostrare nei topi" spiega Paco. "Appena un mese e mezzo dopo aver somministrato il pesticida, iniziano a manifestarsi negli animali i primi sintomi. Abbiamo ottenuto per la prima volta un modello animale che riproduce il Parkinson dal principio fino alla comparsa dei sintomi motori (come il classico tremore). Quando questo compare negli esseri umani, il male progredisce in modo accelerato e inarrestabile. Non c'è cura." Questa scoperta induce almeno due riflessioni. La prima è che anche nel biologico occorre essere molto attenti alle pratiche e ai prodotti utilizzati. C'è il rischio di clamorosi autogol, come nel caso del rotenone. Tra l'altro, il divieto del rotenone non ha avuto origine dal suo pericolo per la salute umana ma per la alta tossicità per i pesci. La seconda riflessione è che troppo spesso, quando si parla dei pericoli dei pesticidi e di altre sostanze chimiche, si prende in considerazione solo la loro tossicità acuta. Molto più raramente si ragiona sugli effetti a lunga scadenza, legati ad esempio all'assunzione a dosi anche basse ma per periodi lunghi, di anni o di decenni. La nostra salute, se c'era bisogno di un altra riprova, passa dal nostro stomaco: un motivo in più per mangiare e bere prodotti dell'agricoltura biologica. (da Il Mangiabio – aprile 2010) UN PORTO FLUVIALE AL POSTO DEL PARCHEGGIO INTERRATO Padova, Città d’Acque Come reso pubblico nei giorni scorsi dall‟assessore alla mobilità Ivo Rossi è intenzione dell‟attuale giunta comunale padovana realizzare un parcheggio auto sotterraneo tra via Matteotti e largo Europa. Lo studio di fattibilità del progetto di parcheggio sotterraneo, in projectfinancing è stato secretato, con la conseguenza che le richieste di accesso agli atti hanno avuto esito negativo, giustificato dall‟amministrazione comunale in attesa che i consiglieri si esprimano. Per la realizzazione del parcheggio sotterraneo è previsto l‟impiego dell‟alveo del canale Naviglio interno tra largo Europa e via Matteotti, tratto tombinato nel dopoguerra, e nel quale scorre da allora la canalizzazione dell‟impianto fognario, da spostare per l‟occasione. Padova – Vista delle Porte Contarine Con la circostanza del parcheggio interrato sparirà definitivamente e realmente un pezzo dell'identità di Padova, della sua storia fin dall‟epoca paleoveneta, della Padova Città d‟Acque. Lo stesso “scherzetto” in predicato per l‟Alicorno in Prato della Valle. E‟ bene ricordare che nel suo discorso di insediamento, che è anche il primo atto amministrativo del mandato da Sindaco, Flavio Zanonato aveva omesso qualsiasi riferimento a Padova Città d‟Acque. Coerentemente quindi la Giunta provvede a cancellarne i segni. coperto i in modo come gli cittadini, Sia il canale Alicorno di Prato della Valle, che il tratto del Naviglio Interno a monte della conca vinciana delle Porte Contarine vengono fisicamente annichiliti, utilizzandoli entrambi come rampe di accesso a parcheggi interrati. Il Sindaco Crescente negli anni „50 aveva solo canali, il Sindaco Zanonato e l‟assessore alla mobilità Ivo Rossi oggi li faranno sparire irreversibile. O almeno queste sono le loro intenzioni che passerebbero alla storia “ammazza canali”. Intenzioni che è possibile modificare, se la Città, o meglio, i suoi faranno sentire seriamente la loro opinione, fin da subito, verso la Giunta comunale. Non è una mera questione di parcheggi auto in centro, sì o no. E‟ una falsa diatriba, una falsa contrapposizione automobilisti/ambientalisti. Non stiamo discutendo pro o contro la politica dei parcheggi dell‟assessore alla mobilità Ivo Rossi. Non è questo il punto. E‟ invece una questione culturale, di forza espressiva, di bellezza, di forma urbis, di identità di Padova, e anche di una grande opportunità economica (turistica, commerciale, mobilità, servizi, nautica fluviale, nuovi posti di lavoro, ecc.), e di qualità della vita percepibile. Padova Città d‟Acque ha una tradizione fluviale millenaria dalle molteplici sfaccettature: cantata da Dante……continua la lettura cliccando QUI Maurizio Ulliana - Presidente Amissi del Piovego (da Ecopolis Newsletter – aprile 2010)