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Atti Consiliari
IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N.177/P DEL 25 FEBBRAIO 2014
Assistenza al procedimento degli atti consiliari e ai
lavori d’Aula
177/P
SEDUTA PUBBLICA pomeridiana
Martedì, 25 febbraio 2014
(Palazzo Panciatichi – Firenze)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE ALBERTO MONACI
DEL VICEPRESIDENTE ROBERTO GIUSEPPE BENEDETTI
E DEL VICEPRESIDENTE GIULIANO FEDELI
INDICE
pag.
Approvazione processi verbali
Presidente .............................................................................3
COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE
DEL CONSIGLIO:
Congedi
Leggi regionali nn. 8 e 9/2014, promulgate
Interrogazioni scritte nn. 944, 988, 999, 1010,
1015, risposta della Giunta regionale
Mozioni nn. 704, 747, pervenute note di attuazione
Interrogazione a risposta orale n. 1078 assegnata
in commissione
Affari assegnati alle commissioni
Elezione nuovo Presidente gruppo consiliare Partito Democratico
Presidente .............................................................................3
Ordine dei lavori e iscrizione urgente
delle proposte di risoluzione nn. 233 e
234, delle mozioni nn. 769, 765 e 768
Dibattito, approvazione
Presidente .............................................................................3
pag.
Agresti (NCD)...................................................................... 3
Sgherri (Fed. Sin. – Verdi)................................................... 3
Marini (Fed. Sin. – Verdi).................................................... 3
Remaschi (PD) ..................................................................... 4
Tognocchi (PD).................................................................... 4
Staccioli (FdI) ...................................................................... 4
Ferrucci (PD) ....................................................................... 4
Modifiche all’articolo 2 della legge regionale 12 novembre 2013, n. 65 (Modifiche
alla legge regionale 12 gennaio 1994, n. 3
“Recepimento della legge 11 febbraio
1992, n. 157 Norme per la protezione
della fauna selvatica omeoterma e per il
prelievo venatorio”) (Proposta di legge n.
310 divenuta legge regionale n. 7/2014 atti
consiliari)
Relazione, dibattito, dichiarazioni di voto, voto articolato, voto positivo emendamento, voto positivo
preambolo, voto positivo finale testo emendato
Presidente............................................................................. 4
Santini (FI)................................................................. 4 e sgg.
Spinelli (PD) ........................................................................ 6
Gazzarri (IdV)...................................................................... 7
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pag.
Romanelli (Gruppo misto)....................................................7
Mattei (PD)...........................................................................8
Tognocchi (PD) ....................................................................9
Manneschi (IdV).................................................................11
Rossetti (PD) .....................................................................12
COMUNICAZIONI DELLA GIUNTA
REGIONALE:
Comunicazione del Presidente Rossi sulle priorità
programmatiche di fine legislatura (Comunicazione n. 36)
Ordine del giorno dei consiglieri Staccioli, Donzelli, Marcheschi, collegato alla
comunicazione n. 36 sulle priorità programmatiche di fine legislatura, in merito al piano paesaggistico e al Parco delle
Apuane (Ordine del giorno n. 232 - testo
sostitutivo)
Proposta di risoluzione dei consiglieri
Magnolfi, Benedetti, Agresti, Lazzeri, Del
Carlo, Gambetta Vianna, Donzelli, Staccioli, Taradash, collegata alla informativa del Consiglio regionale sulle priorità
programmatiche di fine legislatura (Proposta di risoluzione n. 233)
Risoluzione dei consiglieri Ferrucci, Romanelli, Marini, Gazzarri, Ciucchi, in
merito alle priorità programmatiche di
fine legislatura (Risoluzione n. 234)
Proposta di risoluzione dei consiglieri
Santini, Ammirati, Antichi, Bartolomei,
Ferri, Fuscagni, Marignani, Mugnai, Nascosti, collegata alla comunicazione della
Giunta regionale n. 36: Informativa al
Consiglio regionale sulle priorità programmatiche di fine legislatura (Proposta
di risoluzione n. 235)
Esame congiunto: svolgimento comunicazione, dibattito, sospensione seduta
Presidente ...........................................................................14
Taradash ...................................................................14 e sgg.
Rossi (Presidente della Giunta) ..........................................14
Santini (FI) .........................................................................19
Mugnai (FI) ........................................................................22
Del Carlo (UDC) ................................................................23
Donzelli (FdI) .....................................................................24
Sgherri (Fed. Sin. – Verdi) .................................................26
Ammirati (FI) .....................................................................28
Fuscagni (FI) ......................................................................29
pag.
Ciucchi (Gruppo misto) ..................................................... 31
Romanelli (Gruppo misto) ................................................. 33
Tognocchi (PD).................................................................. 34
Nascosti (FI) ...................................................................... 37
***
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La seduta inizia alle ore 15:46.
Presidenza del Presidente Alberto Monaci
APPROVAZIONE PROCESSI VERBALI
PRESIDENTE: Buonasera. Informo che
è stata distribuita la nota generale relativa
all'approvazione dei processi verbali delle
sedute consiliari numero 174, 175 e 176. Ai
sensi dell'articolo 86 del regolamento interno, i processi verbali si intendono approvati
se non vi sono interventi per eventuali rettifiche. C'è nessuna richiesta di rettifica?
Nessuna; li diamo per approvati.
COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE DEL
CONSIGLIO:
Congedi
Leggi regionali nn. 8 e 9/2014, promulgate
Interrogazioni scritte nn. 944, 988, 999, 1005, 1010, risposta della Giunta regionale
Mozioni nn. 704, 747, pervenute note di attuazione
Interrogazione a risposta orale n. 1078 assegnata in commissione
Affari assegnati alle commissioni
Elezione nuovo Presidente gruppo consiliare Partito Democratico
PRESIDENTE: Comunico che non parteciperanno alla seduta odierna i consiglieri
Magnolfi e Villa.
Sono state distribuite le comunicazioni
di interesse dei consiglieri regionali relative
a leggi regionali promulgate, note di attuazione della Giunta su mozioni approvate dal
Consiglio, risposte scritte della Giunta ad
interrogazioni, atti assegnati alle Commissioni.
Ordine dei lavori e iscrizione urgente delle proposte di risoluzione nn. 233 e 234, delle mozioni
nn. 769, 765 e 768
L'ordine dei lavori della seduta odierna,
come deciso in conferenza di programmazione dei lavori, come primo punto all'ordine del giorno nella seduta odierna è stata
iscritta la proposta di legge numero 310 con
termine 28 febbraio come previsto dall'arti-
colo 2 della legge regionale numero
65/2013. Comunico che il consigliere Ivan
Ferrucci è stato eletto ieri presidente del
gruppo consiliare del Partito Democratico.
Iniziamo con la proposta di legge 310. Successivamente ci sarà la comunicazione numero 36 del Presidente Rossi sulle priorità
programmatiche di fine legislatura. Avete a
vostra disposizioni il calendario dei lavori
approvato dalla conferenza dei capigruppo.
Iniziamo con l'atto che ho appena annunciato e successivamente diamo inizio alla comunicazione numero 36 del Presidente Rossi. Il consigliere Agresti ha chiesto di intervenire, a lei la parola.
AGRESTI: Grazie, Presidente. Per chiedere l'iscrizione all'ordine dei lavori, e collegarla alla comunicazione del Presidente
Rossi, della proposta di risoluzione presentata dai gruppi Nuovo Centro Destra, Più
Toscana/Nuovo Centro Destra, Unione di
Centro e Fratelli d'Italia. La deposito alla
presidenza.
PRESIDENTE: Presidente Sgherri, a lei
la parola.
SGHERRI: Per chiedere l'iscrizione di
una mozione a sostegno alla richiesta di stato di calamità per alcuni comuni dell'Isola
d'Elba, sottoscritta da vari consiglieri sia di
maggioranza che di opposizione.
PRESIDENTE: Ha chiesto di intervenire
il presidente Marini, a lei la parola.
MARINI: Grazie, Presidente. Per chiedere di poter presentare il testo sostitutivo
della mozione numero 763 essendoci state
delle correzioni anche rispetto alla vertenza
della Syntec, di come sta andando avanti,
quindi c'è un testo sostitutivo firmato da
tutti quelli che avevano firmato la prima
stesura.
PRESIDENTE: Presidente Remaschi, ha
chiesto di intervenire, a lei la parola.
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REMASCHI: Grazie, Presidente. Per iscrivere all'ordine del giorno una mozione
avente ad oggetto il riordino delle centrali
operative del 118 a livello di area vasta della Toscana centrale, a firma del sottoscritto
e dei colleghi Venturi, Mattei, Morelli, De
Robertis e Tognocchi.
PRESIDENTE: Grazie. Ha chiesto di intervenire il collega Tognocchi, a lei la parola.
TOGNOCCHI: Grazie, Presidente. Per
l'iscrizione della mozione numero 758 sulla
legge elettorale nazionale. Faccio presente
che questa mozione era la prima dopo gli
atti nell'ultimo Consiglio che è stato chiuso
per l'ora tarda e quindi chiedo che venga
rimessa nell'ordine in cui era. Grazie.
PRESIDENTE: Grazie. La parola alla
consigliera Staccioli.
STACCIOLI: Grazie, Presidente. Per
mettere all'ordine del giorno una mozione,
magari fra i primi punti, in merito agli uffici del difensore civico di Montignoso, per
poterli mantenere in funzione.
PRESIDENTE: Ha chiesto di intervenire
il presidente Ferrucci, a lei la parola.
FERRUCCI: Grazie, Presidente. Vorrei
presentare una proposta di risoluzione sulle
comunicazioni del Presidente della giunta
regionale. Grazie.
PRESIDENTE: Metto in votazione l'ordine dei lavori proposto con le integrazioni
comunicate o richieste. Chi è favorevole è
pregato di alzare la mano. Chi è contrario?
Chi si astiene?
- Il Consiglio approva (Il sistema di filodiffusione interno trasmette le note dell'inno nazionale)
Modifiche all’articolo 2 della legge regionale 12
novembre 2013, n. 65 (Modifiche alla legge regionale 12 gennaio 1994, n. 3 “Recepimento della legge 11 febbraio 1992, n. 157 Norme per la
protezione della fauna selvatica omeoterma e
per il prelievo venatorio”) (Proposta di legge n.
310 divenuta legge regionale n. 7/2014 atti consiliari)
PRESIDENTE: Presidente Santini, vuole
illustrare lei questa proposta di legge che
dobbiamo andare ad esaminare? A lei la parola.
SANTINI: La ringrazio doppiamente,
non solo perché mi dà la parola ma anche
perché è stato così sollecito e solerte a tradurre in attenzione della conferenza di programmazione dei lavori una sollecitazione
che ebbi modo di porle nella mattina di venerdì scorso. Nella mattina di venerdì scorso le segnalai quante e quali difficoltà e
quante e quali situazioni di emergenza si
sarebbero determinate ove non avessimo
compiuto un intervento di manutenzione alla recente legge numero 65 approvata da
questo Consiglio Regionale nel novembre
dello scorso anno. L'oggetto di questa legge
riguardava i manufatti relativi agli appostamenti di caccia nel territorio della Toscana. Questa legge consentiva, così come
formulata, una serie di situazioni compatibili con la legge relativa a questi appostamenti e quindi ne descriveva le tipologie,
per brevità non la leggo e non la rappresento, il materiale da utilizzare, quant' altro relativo a questi insediamenti e li esentava da
qualsiasi altro onere procedurale. La cosa
confliggeva con la legge nazionale, tant'è
che alcuni sindaci si erano rivolti al nostro
ente, all'ufficio competente. Erano scaturite
delle situazioni, in alcuni casi abbastanza
pittoresche, e restava il fatto che si avvicinava a noi la scadenza del 28 febbraio altamente rischiosa per quanto riguardava
l'attività venatoria sul territorio della nostra
regione considerando anche che la nostra
buona fede dei cacciatori della nostra Regione non poteva essere addotta a scusante
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di situazioni che confliggevano apertamente
con la legge nazionale. In regioni consimili
alla nostra il governo nazionale era ricorso
alla Corte Costituzionale e in entrambi i casi la corte aveva dato ragione al governo ricorrente. Nel nostro caso la cosa si limitava
ad una corrispondenza intercorsa tra l'ufficio legislativo del ministero per i beni e le
attività culturali e la presidenza del Consiglio in cui si ribadiva l’ illegittimità della
legge. Non c'era seguito. Torno a ripetere
che il problema non era che la nostra legge
a fronte di una non presentazione di ricorsi
alla Corte Costituzionale garantiva l'attività
venatoria e i cacciatori. Sempre proseguendo in questo settore molti sindaci del territorio della Toscana avevano avanzato alcune istanze agli uffici regionali chiedendo
risposte nel merito, né mi è stata segnalata
questa situazione anche perché a fronte delle risposte non rese la cosa mi destava qualche preoccupazione e qualche sospetto. Ho
cercato di approfondire, sono stati disponibili e solerti i funzionari dell'ufficio caccia
e mi hanno rappresentato una situazione
sinceramente degna di essere presa all'attenzione di questo Consiglio, cosa che è
stata fatta stamattina alla conferenza dei
capigruppo. Abbiamo operato anche con la
disponibilità dell'assessore presente e solerte anche lui a verificare davvero se queste
preoccupazioni erano legittime. Cosa significava "Preoccupazioni legittime"? Che dal
primo marzo, quindi fra pochissimi giorni,
tutti gli organi di polizia giudiziaria potevano intervenire su questi manufatti, operarne il sequestro, comminare sanzioni pesantissime nei confronti dei cacciatori stessi
e dei proprietari dei fondi. Quindi vi rappresento alcune entità del fenomeno: ci sono in Toscana circa 12.000 appostamenti
fissi utilizzati da oltre 20.000 cacciatori
perché in alcuni casi vi è promiscuità di utilizzo e ci sono quantomeno altrettanti proprietari dei fondi. Tutte queste situazioni
sarebbero state pesantemente soggette a
sanzioni anche di tipo penale. Si parla di
un'ammenda che arriva fino a 10.329 euro e
ad arresto fino a due anni con ulteriore sanzione fino a 100.000 euro. Questa era la
dimensione del problema e ringrazio i colleghi capigruppo di avere avvertito nella
pienezza della dimensione. Li ringrazio anche perché la manutenzione della legge che
facciamo quest'oggi è semplicemente prorogare i termini di possibilità di controllo di
120 giorni. Sono 120 giorni nei quali anzitutto tutti noi abbiamo il dovere di dare
chiarezza a questo mondo che in parte era
stato illuso dalla possibilità di rendere questa legge, legge che dava a loro tutele. La
seconda è quella di intervenire a livello nazionale per rimuovere una situazione che
credo sia davvero eccessiva ed esagerata
nei confronti delle prescrizioni previste per
l'insediamento o il mantenimento di queste
modestissime infrastrutture. Nella sostanza
e spirito ribadiamo la nostra convinzione
che la legge alla quale avevamo dato vita
l'anno scorso sia quanto mai valida ed opportuna. Il rischio era reale e l'emergenza
che si sarebbe concretizzata entro pochi
giorni era assolutamente reale e tale rischio
andava rimosso, il che non significa semplicemente prorogare di 120 giorni la permanenza di queste modestissime infrastrutture quanto di avviare un rapporto di sollecitazione. C'era questa necessità che, ripeto,
non deve vedere questo Consiglio inoperoso e imbalsamato, ma deve vedere tutti noi
che condividiamo questa cosa operativi ed
operosi nei confronti del parlamento nazionale e del governo nazionale perché credo
che l'iter di una legge sia abbastanza complicato e abbastanza lungo, quanto meno
finché rimarranno le farraginosità del bicameralismo e quindi credo che il Governo
potrebbe intervenire nella materia tramite
dei decreti. Resta il fatto che abbiamo il
dovere di dare certezza del diritto, esigenza
che quanto mai avvertita in questo ente anche perché, ripeto, se non vi fosse stata
questa possibilità e se non fossi stato sollecitato da conoscenti nel mondo venatorio e
da conoscenti nelle istituzioni, sinceramente avremmo prestato un pessimo servizio a
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questi cittadini e avremmo rischiato in buona fede di farli incappare nei rigori della
legge, in questo caso davvero con rigori
portati al superlativo. Ringrazio ancora della via di urgenza con cui è stata trattata tale
materia. Ringrazio lei, Presidente, per essere stato sensibile nei confronti del problema
e i colleghi capigruppo che nella mattinata
hanno licenziato con forme aggiunte il testo
di questa manutenzione della legge regionale numero 65.
PRESIDENTE: Grazie. Aveva chiesto di
intervenire il collega Spinelli, a lei la parola.
SPINELLI: Grazie, Presidente. Fatta salva la necessità di valutare positivamente la
proposta avanzata stamani dai capigruppo,
le argomentazioni portate a sostegno di
questo dal collega Santini in realtà sono
completamente diverse, se non opposte, alle
argomentazioni che hanno determinato la
condizione per cui noi, in questo Consiglio
abbiamo deliberato a novembre 2013. Messe le cose così come sono state poste sembra quasi che l'origine di tutti i problemi sia
la legge regionale 65 e la realtà è esattamente opposta. Bisogna ricordare a questo
Consiglio che, a seguito della sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato
illegittime le norme del Veneto, senza la
legge 65/2013 tutti gli appostamenti fissi in
Toscana alla data della nostra votazione solo per il fatto stesso di essere stati definiti
"Fissi" avrebbero rischiato di essere soggetti a permessi a costruire come una usuale
opera edilizia e nelle aree vincolate autorizzazione paesaggistica. La Corte infatti aveva in pratica argomentato, secondo me senza grandi forzature, che ogni manufatto da
appostamento in quanto definito fisso e
dunque per ciò stesso da considerare alla
stregua di un qualsiasi immobile ha necessità di tali autorizzazioni e di tali abilitazioni.
La Regione Toscana con la legge 65 ha risposto in positivo alle problematiche emerse dalla sentenza stabilendo le caratteristi-
che che i manufatti per appostamento devono avere e rispettare ed abbiamo in questo
senso determinato un apposito articolo, l'articolo 6 bis, che consente per coloro che
non rientrano in tali obblighi e chiarendo
che solo per manufatti realizzati diversamente occorre una Scia e nelle aree vincolate un’ autorizzazione paesaggistica.
Quindi non credo che ci sia un qualche pasticcio, né tanto meno nessuna cavillosità
interpretativa, bensì una legge che mette
ordine nelle regole e salvaguarda la grandissima maggioranza degli appostamenti esistenti realizzati secondo le caratteristiche
che in questa situazione abbiamo determinato. Quali erano queste caratteristiche?
Non voglio stare qui a leggervi l'articolo 6
bis, ma erano quelle tradizionali, con gli
strumenti tradizionali, con legno ed opere
di sostegno, senza che queste in nessun caso prevedessero strutture costruite con utilizzo di cemento e quindi di tipo edilizio. È
del tutto evidente perché abbiamo voluto
elaborare una norma che metteva in salvo
quelle strutture che sono le strutture caratteristiche dell'attività venatoria e tutte le altre
che in qualche modo entrano in una fattispecie differente ed è del tutto evidente che
non possiamo intervenire anche perché è
questione che non compete alla Regione
Toscana ma allo stato nazionale. Tanto è
vero che la norma che abbiamo elaborato è
passata in data 27.12.2013 dalla valutazione
del Consiglio dei ministri che, a differenza
della legislazione del Veneto, ha deliberato
di non impugnarla evidentemente ritenendola costituzionalmente congrua e credo
che questo sia un passaggio assolutamente
decisivo ed importante perché di fatto mette
in condizioni la Regione Toscana con la
legge approvata al Consiglio Regionale di
definire in modo preciso e chiaro una situazione che, ripeto, salvaguarda la stragrande
maggioranza di queste strutture. Quindi il
problema, come giustamente diceva il collega Santini, non si presenta per questa tipologia di manufatti perché per essa la nostra legge è chiara e non interpretabile. Si
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tratta di vedere l'altra tipologia sulla quale
si inserisce da una parte la legge dello Stato
e ovviamente i regolamenti urbanistici dei
comuni perché trattandosi di opere edilizie
è difficile che in ogni realtà territoriale si
possano trovare situazioni analoghe tanto
da potere configurare un presupposto identico per tutto il territorio della Regione Toscana. Vi posso garantire che ci sono casistiche completamente diverse da realtà territoriale a realtà territoriale. Quindi in questa specifica situazione, per questa specifica
tipologia di manufatto, si può anche fare un
ragionamento di deroga ma riguarda esclusivamente questo tipo di percorso fermo restando il fatto che durante la discussione
che faremo anche sulla legge sul territorio
avremo modo di tornare per capire in che
termini tale tipo di intervento può essere
plausibile, fermo restando il fatto che continuiamo a sostenere che ci sia la necessità
di rendere compatibile questo tipo di interventi con la salvaguardia del territorio che
riteniamo assolutamente doverosa. Grazie.
PRESIDENTE: Ha chiesto di intervenire
il presidente Gazzarri, a lei la parola, grazie.
GAZZARRI: Voterò contro questa proposta di legge, quindi il mio è un voto del
tutto personale e, pur essendo capogruppo,
non vincolo gli altri appartenenti al gruppo.
Ritengo che per l'ennesima volta si stia facendo l'ennesimo favore ai cacciatori che in
questa regione si sono da sempre considerati cittadini speciali. Sono abituati a leggi in
deroga, ad avere sempre dei privilegi e devo dire che ora l'Unione Europea ha impedito già da tempo questo modus operandi e
ci siamo messi in regola con gli altri cittadini europei. Ha già spiegato il consigliere
Spinelli e ha dato l'interpretazione giusta
della legge regionale numero 65 e credo che
c'era tutto il tempo e che aveva tutto il tempo questa categoria di cittadini speciali di
poter mettere ordine in quei capanni, in
quelle costruzioni, in quei manufatti abusivi
che proliferano nei nostri boschi e campagne. Ritengo quindi che il tempo c'era, si
vuole una deroga, speriamo che in tale deroga si metta ordine e che non sia necessario ulteriore tempo. Qui viene tirata in ballo
la legge numero 1/2005; se di questo si deve occupare anche la legge 1 lo faccia nel
miglior modo possibile ma per quello che
mi riguarda il mio voto è convintamente
negativo.
PRESIDENTE: Grazie. Ha chiesto di intervenire il collega Romanelli, ne ha facoltà.
ROMANELLI:
Grazie,
Presidente.
Quando ieri è stato convocato all'improvviso l'ufficio di presidenza allargato ai capigruppo ho detto: "Mi sarà sfuggita qualche
alluvione o qualche frana" perché di solito
questa urgenza si riserva alle calamità naturali, ma mi ero scordato che c'è un'urgenza
per la politica toscana che è ancora più urgente delle frane, quella dei cacciatori. Capisco le argomentazioni del consigliere
Santini fino a un certo punto anche perché,
essendomi trovato stamattina ad affrontare
questo tema, devo dire che sono relativamente preparato. Poi ho sentito l'intervento
del collega Spinelli e ho capito che anche il
Partito Democratico voterà questo provvedimento con motivazioni opposte a quelle
del consigliere Santini. Per motivazioni opposte anche oggi concederemo una deroga
ai cacciatori che tutto sommato avevano,
anche secondo me, tutto il tempo per ottemperare agli obblighi di legge. Prendiamo
atto che questi cittadini hanno un trattamento di grande attenzione, che la politica toscana ha una grande attenzione per questa
categoria di cittadini; per carità, non solo
per questa, ma diciamo che questa è molto
ben presente, evidentemente sono molto
bravi a rappresentare le proprie istanze.
Pensando al 28 febbraio, ci siamo ricordati
che c'è un'altra scadenza che pensiamo sia
urgente e per questa abbiamo presentato un
emendamento che riguarda un altro tema.
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Già i tecnici e la presidenza ci hanno detto
che forse è inammissibile, può darsi lo sia
ma a questo punto lo vogliamo dire perché
secondo noi, parlo anche a nome dell'altra
presentatrice, la collega Sgherri, e dell'altro
presentatore collega Chiurli, le emergenze
non sono solo la rimozione dei manufatti
della caccia. Il 28 febbraio ci sarà una conferenza dei servizi che deciderà di dare l'autorizzazione per la costruzione dell'inceneritore di Case Passerini e a causa di un emendamento passato nella legge finanziaria
che abbiamo approvato lo scorso dicembre
e questo inceneritore potrà essere non più
grande ma potrà incenerire più rifiuti in
tonnellate rispetto a quelle che erano state
sempre dette ai cittadini. Noi dobbiamo intervenire per legge a modificare questa
norma e siccome il 28 febbraio ci sarà questa conferenza dei servizi non possiamo che
intervenire ora. Quindi noi cerchiamo di intervenire, comprendo con una forzatura che
ha un significato meramente politico, forzatura che probabilmente porterà nemmeno a
ritenere ammissibile l'emendamento, e qualora fosse ritenuto ammissibile so bene che
siamo in minoranza e che sarà bocciato.
Abbiamo ritenuto di fare questa testimonianza e di dire che forse ci sono anche altre emergenze; lo abbiamo presentato, la
presidenza deciderà se votarlo. Se verrà votato molto probabilmente non passerà ma
abbiamo ritenuto di dire questo; colpiti da
questo provvedimento preso con urgenza
stamani abbiamo deciso di rappresentare a
questa aula che c'era anche un'altra urgenza
che evidentemente trova meno ascolto. La
politica a volte è anche testimonianza e non
mi vergogno di farla. Grazie.
PRESIDENTE: Sa bene che l'emendamento che lei ha inteso illustrare è improponibile essendo inammissibile avendo un
contenuto assolutamente non omogeneo;
anzi, non ha niente a che vedere con la proposta di legge numero 310, col testo di legge illustrato prima. Non entro nel merito.
Mi limito a dire che gliel' ho fatto esprime-
re perché si sapesse di che cosa voleva parlare, ma sapeva benissimo che niente ha a
che vedere con il tema in discussione. Testimonianza non si fa sapendo che una cosa
non è ammissibile; se voleva far testimonianza anche andando in minoranza presentava un testo, non un emendamento, sa meglio di me come si fa. Non è una forzatura
interpretativa del Presidente. Si chiude così
l'argomento. Presidente Mattei, ha chiesto
di intervenire, a lei la parola.
MATTEI: Grazie, Presidente. Per dichiarare il mio voto contrario a questa proposta
per tre ordini di motivi: il primo la contraddizione dei proponenti, che mi pare abbastanza evidente. Il secondo motivo è una
procedura straordinaria oltretutto in una seduta del Consiglio Regionale che in cui poi
discuteremo un argomento molto importante e francamente, siccome non è la prima
volta anche se non frequentemente per fortuna, credo ci sarebbe stato il tempo per un
iter istruttorio a livello di Commissione,
una valutazione attenta da parte dell'aula e
mi sa di blitz su cui francamente non ho capito bene cosa effettivamente l'aula va a decidere. Il consigliere Spinelli giustamente
diceva: "Attenzione perché in questo caso
avendo già risolto la legge regionale i problemi relativi alla caccia, si corre il rischio
di andare a stabilizzare una situazione di
abusi veri, cioè di costruzioni edilizie vere". Siccome credo al mio segretario di
gruppo mi pare una cosa da discutere con
attenzione e non come un blitz fatto all'ultimo momento. Seconda questione è che
credo ci siano dei dubbi di legittimità dell'
atto; non è la prima volta che questo Consiglio si è trovato a deliberare in alcuni casi
su certe circostanze perché c'è un atto della
Corte Costituzionale, c'è una competenza
nazionale e poi ci siamo noi che attraverso
provvedimenti di tale tipo cerchiamo di svicolare da una normativa che dovrebbe valere per tutto il territorio nazionale così come
recita la stessa Corte Costituzionale. Capisco che ci sono argomenti in cui c'è una
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certa fretta, abbiamo a breve, credo, un'altra
esposizione del nostro Presidente del Consiglio nazionale che ci dirà che la fretta è
necessaria in questo paese, ma qui si batte
tutti; altro che fretta, qui siamo a livelli di
Speedy Gonzales su un atto che, secondo
me, nel dubbio di legittimità credo avremmo fatto bene o farebbero bene i colleghi
che lo voteranno a prenderlo con cognizione di causa. Un rilievo anche nel merito: ho
discusso di questa cosa nel mio gruppo, era
stata presentata una proposta per una proroga alla fine del mese di aprile, nel giro di
poche ore dall'uscita del mio gruppo vedo
che è stata concordata una proroga addirittura di 120 giorni. Fate alla svelta a votarlo
altrimenti questa chissà dove ci porta. Credo che anche in questi piccoli particolari
dovremo dare un segnale di maggiore compostezza dell'aula. Non ci sono temi che
vanno con queste procedure. A mio parere
questo è un tema importante che deve essere valutato con attenzione senza forzature
eccessive. Sicuramente mi sbaglio, mi pare
che in questa situazione si sia usata una
forzatura eccessiva. Forse l'urgenza è qui a
dimostrarlo ma l'urgenza c'era anche un
mese fa e c'era il tempo tranquillamente per
discuterlo. Questa è la motivazione al mio
voto contrario.
verno nazionale su questo tema e ci siamo
riusciti. A me non risultano né difficoltà interpretative, né una necessità di una proroga
che francamente non capisco se sia destinata ai manufatti per l'esercizio della caccia o
ad altro perché la discussione qui dovrebbe
addentrarsi in profondità. Chiedo che questa cosa venga discussa così come di routine nelle Commissioni competenti e che
venga approfondita. Non mi risulta oltretutto che per quanto riguarda gli appostamenti
da caccia sia necessario andare a ricavare
una discussione importante sulla legge
1/2005, in quanto esistono leggi specifiche
di settore che hanno ben delimitato a questo
punto tutto il necessario che doveva mettere
fine ad una sorta di abusivismo ai tempi
delle sanatorie, tutto ciò che era necessario
per evitare che ci fosse una differenziazione
troppo netta fra il vero esercizio della caccia e coloro che ne hanno usufruito in maniera irregolare. Avendola vista solo in aula
e non avendo né condiviso gli elementi che
portano a questi emendamenti espressi in
maniera rituale, credo che tutto questo vada
rimandato nelle sue sedi originarie, nelle
Commissioni competenti.
PRESIDENTE: Nel frattempo è pervenuto l'emendamento annunciato. Debbo dire la
verità, lo dico altrimenti la tiriamo lunga
tutta la sera questa storia, l'ha sollevata in
modo preciso il presidente Mattei e la ridico. A me sembra che quattro mesi siano
tanti, punto. Stamani siamo partiti con il discorso di 60 giorni, lo rimarco, poi siamo
arrivati a 4 mesi. L'aula è sovrana, ma mi
permetto di farvelo notare. Ha chiesto di intervenire il collega Tognocchi, a lei la parola.
SANTINI: Lo faccio in relazione all'emendamento e per dare risposta agli interventi presentati. Confesso la mia buona ignoranza nei confronti di questo mondo e
confesso parimenti la mia assoluta sensibilità nei confronti dei cittadini di questa regione che imbraccino o no la doppietta.
Sento invece negli interventi seguiti all'illustrazione della proposta un risentimento di
parte, anzi il risentimento di una controparte. Vorrei tutti partissero scevri da un problema di appartenenza o di contrapposizione. Quando è stata licenziata la legge a cui
facevamo riferimento, la legge numero 65,
è stato detto chiaramente che tutta una serie
di appostamenti erano considerati assolutamente legittimi, non c'era bisogno di nes-
TOGNOCCHI: Solo per dire che il testo
fu lungamente discusso in Commissione,
dove cercammo di trovare l'equilibrio necessario per non farci impallinare dal go-
PRESIDENTE: Aveva chiesto di intervenire il presidente Santini, a lei la parola.
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suna autorizzazione e quindi serenamente
questi cittadini, così non li chiamo "Cacciatori", erano sereni e tranquilli. Nel frattempo è intercorsa tutta una serie di corrispondenze alle quali non è stata data risposta.
Nella sostanza sono assolutamente favorevole a quella legge e dico che non protegge
quei cittadini della Toscana e significa
semplicemente che questi cittadini hanno la
convinzione di essere coperti da una legislazione che è quella regionale che va in
conflitto con una legislazione, quella nazionale, che nella gerarchia del diritto la precede. Questo è il senso. Quindi o diciamo:
"Bene, siamo contenti, almeno facciamo un
agguato ai cacciatori", altrimenti credo si
debba riflettere serenamente su questa materia. Alcuni colleghi si sono sentiti assolutamente garantiti dal provvedimento e io
che l'ho votato in buona fede mi sono sentito assolutamente in linea con quel documento ma così non è, collega Spinelli, ma
così non è, collega Tognocchi. Certi apprezzamenti li riservi in altra circostanza
per altri argomenti. Non rappresento la certezza del diritto in questa istituzione, e credo nessuno di noi, al di là delle proprie personali convinzioni, possa essere depositario
del diritto. I depositari del diritto sono gli
uffici, le persone preposte a rappresentarlo.
Ho iniziato l'attività politica nei consigli di
quartiere, avevo un segretario di quartiere a
cui chiedevamo se un atto era legittimo, ho
continuato nei consigli comunali e nei consigli provinciali e poi in Consiglio regionale. Vorrei vivere in un ente in cui la certezza del diritto non viene garantita al consigliere stesso sulla base della sua convinzione ma neppure della sua formazione. Siamo
un altro momento rispetto a quello della
certezza del diritto. Ho qui due atti che se
posso leggere li leggo, Presidente; ho evitato di farlo prima per la brevità dell'intervento. Mi dice di no il Presidente. In questi due
atti, uno l'ufficio legale del ministero dei
beni culturali, si segnala alla presidenza del
Consiglio che così come abbiamo concepito
la legge è illegittima, che questa legge va
rivista. I sindaci della mia provincia, come
presumo anche altri, alcune associazioni
venatorie, una serie di interlocutori naturali,
istituzionali e non, avanzano alcune richieste all'ufficio preposto che si rivolge all'ufficio legislativo di questa Regione. L'ufficio
legislativo risponde e questa la devo leggere al consigliere Spinelli che mi dice che io
non conosco la legge. Pazienza, ho l'umiltà
di impararla e soprattutto ho l'umiltà di
confrontarmi con quei momenti che l'istituzione prevede come fornitori di certezze.
La dottoressa Patrizia Magazzini a fronte di
una precisa richiesta da parte del settore politiche agroalimentari dà una risposta che vi
leggo; è una pagina. "Oggetto: richiesta
chiarimenti relativi all'applicazione della
legge regionale 12 novembre 2013 numero
65", eccetera. A seguito della richiesta di
chiarimenti, vostro protocollo eccetera, relativa ai quesiti inviati al vostro settore da
diverse amministrazioni comunali ed aventi
ad oggetto l'applicazione della legge regionale 65/2013 si è svolta presso l'ufficio
scrivente una riunione nel corso della quale
sono state esaminate le questioni interpretative sollevate dalle suddette richieste.
Dall'esame svolto è emerso che la soluzione
dei dubbi interpretativi evidenziati non può
essere trovata in via meramente interpretativa; ciò in ragione del fatto che la disciplina concernente il vincolo paesaggistico, così come i principi che regolano l'edilizia libera, sono di competenza statale. Pertanto
al fine di superare l'incertezza nell'applicazione della normativa regionale oggi vigente ed evitare possibili procedimenti penali
nei confronti dei soggetti interessati conseguenti alla violazione delle norme statali in
materia di vincolo paesaggistico e di governo del territorio, si ritiene necessario intervenire con una modifica della legge in oggetto. Si evidenzia inoltre l'opportunità di
valutare in sede di modifica legislativa l'inserimento della disciplina in esame
nell'ambito della legge regionale che disciplina il governo del territorio e ciò in considerazione del fatto che alla luce della re-
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cente giurisprudenza costituzionale e così
come si evince da quanto sopra detto la realizzazione dei manufatti, gli appostamenti
per l'attività venatoria devono essere assoggettate alle norme che regolano l'attività edilizia". Detto questo, la manutenzione di
tale legge è stata semplicemente dire:
"Fermiamoci un attimo, verifichiamo tutto e
decidiamo". Ho avuto segnalazione da parte
di colleghi che mi hanno detto: "Riteniamo
davvero che ci sia la necessità che il legislatore nazionale possa intervenire in via
legislativa o in via decretativa, ma in ogni
caso i giorni ipotizzati in conferenza dei
capigruppo diventavano pochi. Li togliamo? Togliamoli, togliamo l'emendamento".
Lo ritiriamo, importante è non illudere le
persone, non dargli falsi convincimenti, non
porli di fronte a situazioni pesantemente
sanzionatorie. Quando l'aspetto sanzionatorio sconfina nel penale penso nessuno possa
permettere il rischio di fare correre questo
rischio ai cittadini della nostra regione. Non
è un problema di quanto tempo serva, certamente se all'interno di questo consesso vi
è una sufficiente sensibilità per dire che ciò
che avevamo previsto nella legge 65 deve
essere poi realizzato vuoi con l'intervento
nazionale allora andiamo fino in fondo.
Non so quante persone votarono a favore e
quante contro; la consigliera Gazzarri e poi
Romanelli aggiungendo tracce di ironia dice che ai cacciatori è l'ennesima parcella.
"Parcella" va bene? C'è una parola più forte
ma non si dice in questo consesso pagata ai
cacciatori. Penso tutto si possa dire meno
che questo intervento sia volto a questo; è
volto a dare serenità ai cittadini della Toscana che se fra 30, 40, 60 giorni sapranno
che nonostante la volontà espressa dalla
maggioranza di questo Consiglio non c'è
possibilità di farli mantenere quei manufatti
che avevamo descritto nella legge 65 gli diremo che, nonostante tutta la buona volontà, non siamo riusciti nell'intento. Non trasformiamo questo in un atto che è soprattutto di correttezza nei confronti dei cittadini
di questa regione. Solo questo; chi ha la
certezza di ciò che ha detto in Consiglio in
attesa di diventare dirigente, funzionario,
capo dell'ufficio legale di questa Regione,
trasferisca in sede di Commissione dove da
subito deve andare questo provvedimento,
non quello che approviamo oggi ma l'intero
provvedimento a monte, quello della legge
65, deve tornare. Su questo sono assolutamente d'accordo perché credo che la Seconda Commissione, che era la Commissione
che già licenziò dopo un accurato approfondimento, non sufficiente, torni su tale
argomento e con questa Commissione ci
tornino anche altri momenti istituzionali
della Regione Toscana. Perché, ripeto, non
è un favore fatto a qualcuno ma è la certezza di un diritto che dobbiamo dare ai cittadini di questa regione, torno a ripetere, indipendentemente che imbraccino la doppietta, mi diceva il collega anche il sovrapposto, e vadano a caccia. Per me non è un
problema di tale tipo, non ho mai ammazzato una zanzara nonostante il fastidio che mi
provoca e quindi non sono qui a sostenere
le istanze di una categoria, ma a sostenere
la certezza del diritto, mi ripeto, che in questa regione deve esserci e che a fronte di
questo provvedimento ho visto zoppicare
molto meno.
PRESIDENTE: Ha chieste di intervenire
il presidente Manneschi, ne ha facoltà.
Chiedo, se possibile, di stare nel contenuto
dell'argomento. L'atto è questo; se il Consiglio ritiene di non poterlo approvare lo respingerà ma non possiamo starci tre giorni.
Questo mi permetto di dire anche perché ci
sono dei tempi. Presidente Manneschi.
MANNESCHI: Grazie, Presidente. Era
quello che volevo fare, attenermi al provvedimento proposto all'aula e non divagare.
Il provvedimento proposto all'aula parte da
una premessa che la norma con la quale si
sono rideterminate le condizioni fisiche dei
manufatti per l'esercizio della caccia da appostamento fisso ha disposto il termine del
28 febbraio per la rimozione di quei manu-
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fatti che non rispondessero alle caratteristiche previste dalla legge. Questo dice la motivazione: "Il riordino complessivo della disciplina dei manufatti per l'esercizio della
caccia - all'interno della disciplina di modifica della legge numero 1/2005 si ritiene di
spostare questo termine di due mesi". Punto. Questa è la proposta di legge e ha una
sua razionalità. Se invece con l'emendamento si attribuisce alla legge un altro intendimento, ovvero quello di consentire una
qualche forma di sanatoria, anzitutto non lo
possiamo fare. È vero, cari colleghi, che
non dobbiamo essere i cultori del diritto,
non dobbiamo essere i Carnelutti, ma siamo
dei legislatori, non siamo qui per caso. Forse qui per caso non c'è nemmeno il pubblico ma esso può avere tutti i diritti di non
capire nemmeno quello che si dice. Noi no,
siamo qui e votiamo una legge, una legge
che obbliga i cittadini a determinati comportamenti. Quindi penso ragionevolmente
che questa legge, pur presentando dei profili di dubbio che non ci trovano tutti d'accordo, il che va bene, fa parte della logica
dialettica, così come è congegnata e motivata è votabile e con le motivazioni che ho
sentito in questa aula, con quelle che emergono dal provvedimento. Con queste motivazioni si vota. L'emendamento ovviamente
introduce un differente presupposto che
questo non è condivisibile ma nemmeno accettabile perché è fuori dal contesto normativo. Noi non possiamo, ripeto, legiferare in
materia di abusi edilizi perché qui c'è una
riserva di legge dello Stato. Fra l'altro, poiché ci sono previsioni sanzionatorie anche
penali, a maggior ragione la Regione non
ha competenza di fare questo. Detto e precisato questo, la proposta di legge così come è senza emendamenti è votabile, se passasse l'emendamento non è votabile la proposta di legge e prego i consiglieri di fare
bene attenzione perché la norma sarebbe a
questo punto suscettibile di un'impugnativa
con evidenti ricadute su un piano che a noi
non piace affatto. Grazie.
PRESIDENTE: Grazie, presidente Manneschi. Consigliere Rossetti, a lei la parola.
ROSSETTI: Solo per specificare due aspetti, visto che la Seconda Commissione è
quella che ha presentato la proposta di legge in aula. Non dico l'autentica interpretazione perché capendo questo aspetto; quello
che diceva giustamente il consigliere Spinelli, siamo andati a regolamentare non una
sanatoria di tutto quello che era presente ma
siamo andati a dare un indirizzo molto chiaro rispetto ad una proposta di sanatoria riguardante alcuni capanni che solo per la
terminologia di capanni fissi a qualcuno è
sembrato di trattare come strutture fisse e
strutture mobili. Il capanno fisso nella cultura dei cacciatori è qualcosa di diverso rispetto alla caccia mobile; non sta a me
spiegarlo perché non faccio neanche il cacciatore. Rispetto a questo la proposta di
legge numero 65 andava in questo senso,
cioè a dire laddove le strutture rispondevano ad esigenze e a caratteristiche del territorio e quindi fossero tranquillamente inseribili all'interno del territorio ma soprattutto
facilmente rimovibili ed immediatamente
rimovibili, si poteva provvedere ad una sanatoria in questo senso. Null'altro, la legge
65 dice solo questo, va a stabilizzare questo
tipo di percorso e non ha nemmeno l'ardire
di pensare cose diverse. Questo volevo dire
soltanto per chiarezza. La proroga va in tal
senso, nel senso che chi non lo ha ancora
fatto visto che alcuni comuni hanno difficoltà interpretative, la proroga dei termini e
basta, riguarda solo questo aspetto e null'altro. La legge che abbiamo approvato, se ricordate il dibattito che c'è stato in aula, era
soltanto per capire se i capisaldi di questa
legge erano o no costituzionali. Di fronte a
quello che stava accadendo sul territorio
avevamo delle grosse difficoltà, qualche
comune ci aveva chiesto di intervenire perché non sapevano come atteggiarsi rispetto
a questa casistica perché alcune procure o
uffici comunali stavano intervenendo e dichiarando questi capanni abusi edilizi. La
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legge ha avuto questo merito quanto meno
di mettere ordine questo aspetto discriminando i capanni fissi, come urbanisticamente intesi come fissi, cioè strutture che non si
potevano facilmente rimuovere se non attraverso l'abbattimento, a strutture facilmente rimuovibili per chi praticava la caccia fissa. La deroga che chiediamo è soltanto rispettare i termini; erano i famosi novanta giorni che uno aveva rispetto alla
legge per mettere a norma l'eventuale abuso, se abuso c'era, o denunciare il fabbricato in cui era dentro. Molto probabilmente ci
sono delle difficoltà non solo di carattere
interpretativo ma, come sempre succede in
Italia, anche temporanee e si chiede soltanto al Consiglio rispetto alla legge 65 che ha
fatto, null'altro, di poter prorogare questi
termini. Questo è quello che chiediamo.
PRESIDENTE: Non ho altri interventi
anche perché mi sembra aver compreso che
il presidente Manneschi abbia detto in modo abbastanza esplicito che va bene approvarla nella stesura originaria, quindi al 28
aprile, altrimenti ritiene di non poterla votare. Viene richiesto di riportare i termini al
testo originario, cioè al 28 aprile. Se i tre
firmatari proponenti l'emendamento ritengono di ritornare al testo originario bene,
altrimenti si mette in votazione. I proponenti sono i consiglieri Santini. Ferrucci e
Gambetta Vianna. Presidente Manneschi,
queste ironie, per la verità assolutamente
inaccettabili, non comprensibili, credo facciano parte di una risposta. Vi prego di essere coincisi; o sì, o no.
SANTINI: Mi rendo conto che la mia risposta può suscitare qualche battuta ironica,
c'è questo clima, credo che una via intermedia possa essere accettata, quindi non 60,
non 120 ma 90 e servono allo scopo, non è
che una cosa renda illegittima, non è che i
termini prorogati di 30 giorni rendano illegittimo un provvedimento. Il fine è approfondire e tentare momenti di confronto con
il legislatore nazionale. Se è possibile tra-
sformarli in novanta c'è l'accettazione. Grazie.
PRESIDENTE: Anche a nome dei consiglieri Ferrucci e Gambetta Vianna? Bene.
La proposta è intermedia, anziché 28 aprile
o 28 giugno si va esattamente al 28 maggio.
Essendo verbalizzato scriviamo: "28 maggio". Questa è la proposta dell'emendamento. Metto in votazione l'emendamento
all'articolo 1 nei termini che abbiamo poco
fa detto, cioè 28 maggio. Chi è favorevole?
Contrari? Astenuti?
- Il Consiglio approva PRESIDENTE: Pongo in votazione gli
altri articoli. Articolo 1 così come modificato: chi è favorevole è pregato di alzare la
mano. Chi è contrario? Chi si astiene?
- Il Consiglio approva PRESIDENTE: Articolo 2: "La presente
legge entra in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione". Chi è favorevole? Contrari? Astenuti?
- Il Consiglio approva PRESIDENTE: Mettiamo in votazione il
preambolo. Chi è favorevole è pregato di
alzare la mano. Chi è contrario? Chi si astiene?
- Il Consiglio approva PRESIDENTE: Mettiamo in votazione la
legge nel suo complesso. È aperta la votazione. Dichiaro chiusa la votazione. Votanti
42, presenti 42, favorevoli 37, contrari 3,
astenuti 2.
- Il Consiglio approva COMUNICAZIONI
REGIONALE:
DELLA
GIUNTA
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Comunicazione del Presidente Rossi sulle priorità programmatiche di fine legislatura (Comunicazione n. 36)
Ordine del giorno dei consiglieri Staccioli, Donzelli, Marcheschi, collegato alla comunicazione
n. 36 sulle priorità programmatiche di fine legislatura, in merito al piano paesaggistico e al
Parco delle Apuane (Ordine del giorno n. 232 testo sostitutivo)
Proposta di risoluzione dei consiglieri Magnolfi,
Benedetti, Agresti, Lazzeri, Del Carlo, Gambetta Vianna, Donzelli, Staccioli, Taradash, collegata alla informativa del Consiglio regionale
sulle priorità programmatiche di fine legislatura (Proposta di risoluzione n. 233)
Risoluzione dei consiglieri Ferrucci, Romanelli,
Marini, Gazzarri, Ciucchi, in merito alle priorità programmatiche di fine legislatura (Risoluzione n. 234)
Proposta di risoluzione dei consiglieri Santini,
Ammirati, Antichi, Bartolomei, Ferri, Fuscagni,
Marignani, Mugnai, Nascosti, collegata alla comunicazione della Giunta regionale n. 36: Informativa al Consiglio regionale sulle priorità
programmatiche di fine legislatura (Proposta di
risoluzione n. 235)
PRESIDENTE: Passiamo alla comunicazione numero 36. La parola al consigliere
Taradash.
TARADASH: Vorrei chiedere una breve
interruzione dei lavori di aula perché si è
alzato in questo momento per intervenire
alla Camera dei Deputati il Presidente del
Consiglio Renzi e avendo io letto sulla
stampa che i mutamenti avvenuti nella governance della Regione sono conseguenza
dei mutamenti avvenuti a livello politico
nazionale credo che noi dobbiamo, prima di
ascoltare l'intervento del Presidente Rossi,
ascoltare quello del Presidente Renzi.
PRESIDENTE: Ci sono altri interventi?
Presidente Rossi, a lei la parola. Per me andiamo avanti.
ROSSI: Caro Presidente, cari consiglieri,
questa legislatura ha coinciso, come giustamente si dice, con la più grave crisi economica e sociale e politica dal dopoguerra
ad oggi con uno dei periodi più drammatici
della storia repubblicana. A noi è toccato il
compito di navigare in questa tempesta reggendo il timone dell'ente di governo di questa regione, duramente colpita con la duplice sfida di resistere alle intemperie e trovare allo stesso tempo una rotta per un approdo sicuro da cui ripartire per un nuovo viaggio. Mai così pesanti erano stati i tagli allo stato sociale e alle risorse della Regione
che, come sapete, si sono ridotte in quanto
ente da 2 miliardi e 250 milioni di euro a
meno di 1 miliardo e 600 milioni per questo
anno. Mai fino ad oggi la spesa della sanità
era stata ridotta, mai era stata ridotta, questa volta è stata ridotta dell'8 per cento in
due anni ed è capitato a noi. Mai il PIL in
questa regione ha subito un arretramento
come dal 2010 ad oggi con un meno 2,5. La
disoccupazione non è mai stata così alta. In
particolare drammatico è il fenomeno della
disoccupazione giovanile che dall'inizio
della legislatura ad oggi è passata dal 15 al
21 per cento a cui si aggiungono, forse ancora peggio come aggravante, i Neet, i giovani usciti cioè dal percorso scolastico che
non sono né in formazione, né nei processi
di lavoro. Oggi sono il 20 per cento, qualcosa come centomila ragazze e ragazzi della nostra regione. Mai così alto è stato il
numero delle imprese che hanno chiuso i
battenti, ben 6.500 dal 2010 ad oggi. Penso
soprattutto al mondo delle partite IVA, al
lavoro autonomo, al piccolo commercio, agli artigiani, alle loro difficoltà a volte
drammatiche. Qui davvero uno scenario è
mutato rispetto a qualche anno fa; siamo in
presenza di un impoverimento di questi ceti
sociali che sono stati e sono tuttora un'asse
fondamentale della nostra struttura economica e che sono anche la base fondamentale
della domanda di consumi in Italia e nella
nostra regione. Eppure se questo è il quadro
che non intendo affatto nascondere a distanza di due anni e mezzo da quando la
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crisi è entrata nella sua fase più acuta e si è
estesa all'Europa e al nostro paese, possiamo tranquillamente dire che la nostra regione in tutte le sue articolazioni private e
pubbliche ha saputo reagire mostrando segni di vitalità. Quanto meno ha mostrato
una capacità di resilienza, di adattamento
alla crisi, ha prodotto persino risultati incoraggianti. È grazie a questa volontà di reagire che oggi la Toscana è in piedi. La mia
personale convinzione è che le politiche tutte incentrate sulla compressione della spesa
messe in atto prima dal governo Monti, imposte dall'Europa, abbiano prodotto un aggravamento della crisi sul versante economico e sociale. Infatti ad una prima necessaria fase di interventi di controllo della
spesa e di riordino dei conti non ha fatto finora seguito una politica di sviluppo, di rilancio degli investimenti e di creazione del
lavoro. Ricordo ancora che l'obiettivo su
cui veniva basato il mio mandato ad inizio
di legislatura era quello di raggiungere i risultati delle regione benchmarking, le regioni di riferimento, la Lombardia, il Veneto, l'Emilia Romagna. È un fatto che, certo
non per merito esclusivo dell'istituzione regionale ma penso neppure per demerito che
soprattutto sulla base di una reazione collettiva che ha visto in prima linea le forze sociali di questa Regione ma anche le istituzioni locali che a questa hanno dato un supporto attivo, oggi la nostra Regione, è un
fatto, seppure all'interno di un quadro complessivamente difficile proprio rispetto a
quelle Regioni di riferimento, ottiene persino risultati migliori sui parametri fondamentali; sul PIL, sulla capacità di attrarre
investimenti, sui consumi delle famiglie e
della pubblica amministrazione teniamo
meglio di queste regioni ma i risultati più
importanti li abbiamo sull'export e così anche i risultati migliori sono sul versante degli occupati e dei disoccupati. A determinare questi risultati negativi ma incoraggianti
per altri versi è stata innanzitutto la Toscana che amo definire dinamica, quella delle
imprese manifatturiere in primo luogo che
alla crisi hanno reagito con successo, in
molti casi aumentando persino fatturato e
investendo su innovazione e sviluppo e su
internazionalizzazione. È la Toscana prima
di tutto delle produzioni di qualità orientate
all'export che cresce, è la Toscana che tiene
su una voce importante, è l'altra voce
dell'export, come il turismo, l'agricoltura,
l'agroalimentare, è la Toscana che come si è
visto sugli investimenti inverte una tendenza più che decennale e riesce ad attrarre più
di altre nuovi investimenti in questa regione. I conti del nostro ente, della nostra Regione sono in regola, quelli dell'ente e quelli della sanità. Questi ultimi della sanità sono stati certificati e passati al vaglio della
Guardia di finanza. La qualità dei nostri
servizi sanitari e non sanitari, seppure con
risorse ridimensionate, ha tenuto e primeggia ancora nel quadro italiano, nelle Regioni comunque che stanno in cima alla fascia
per qualità dei servizi sanitari. Dove comunque in questo settore, la sanità, non si è
fermato un processo di ammodernamento,
ben quattro i nuovi ospedali, altrettanti in
via di completamento e tutto questo fa della
Toscana la Regione con il patrimonio immobiliare sanitario più moderno d'Italia. A
questi interventi poi si aggiungeranno altri
investimenti a Livorno, a Pisa, a Firenze e
in tante altre realtà a completare un affresco
della sanità pubblica, delle strutture della
sanità pubblica in Toscana, che possiamo
con orgoglio consegnare ai cittadini e a chi
verrà dopo di noi. Non abbiamo ridotto in
questi anni, anzi semmai abbiamo aumentato e in qualche caso abbiamo sopperito ai
tagli del governo, la spesa sociale, quella
per la scuola e neppure quella per la cultura. I fondi europei sono stati spesi evitando
il disimpegno automatico e credo che sono
stati spesi bene anche con la revisione che
facemmo dell'utilizzo dei fondi ad inizio
legislatura. Con questi fondi abbiamo supportato le imprese dinamiche nei processi di
sviluppo e di innovazione nonché le istituzioni locali, dinamiche anch'esse. Grandi
investimenti sono stati fatti attraverso i Pius
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che hanno modificato le nostre città e introdotto sempre nelle nostre città nuovi motori
di sviluppo e tante industrie hanno investito
grazie anche al contributo dei fondi messi a
disposizione dalla Regione Toscana. E poi
queste forze insieme hanno promosso questa capacità di tenuta della nostra Regione.
Siamo inoltre la Regione che ha realizzato
un progetto integrato per l'autonomia dei
giovani, "Giovani Sì"; siamo l'unica Regione con un impegno finanziario intorno a
100 milioni di euro all'anno, se li sommiamo anche ai fondi per lo studio, per il diritto allo studio. Questo progetto "Giovani Sì"
è diventato una buona pratica e punto di riferimento a livello nazionale e anche a livello europeo per quanto riguarda le youth
guarantees su cui anche il nuovo governo si
dovrà sperimentare. Abbiamo fatto ovunque
la spending review, anche qui in Consiglio,
con forti riduzioni della spesa e vedo nel
panorama nazionale siamo l'unico Consiglio ad essersi autoridotto il numero dei
consiglieri. I processi di razionalizzazione
hanno riguardato tutti i settori; provo a
rammentarne alcuni. Le aziende di promozione del turismo credo fossero qualcosa
come quattordici, i consorzi idraulici, gli
Ato, il settore del trasporto pubblico locale
con la gara regionale per il gestore unico.
Abbiamo mantenuto alti i livelli di investimenti nonostante i tagli in particolare
nell'assetto idraulico riattivando finanziamenti fermi da anni per i quali utilissima è
stata la possibilità di utilizzare la legge 35
approvata ad inizio legislatura in questo
Consiglio. Sono state inoltre poste le condizioni per l'ammodernamento infrastrutturale
della Toscana. Non ci si deve meravigliare
che rallenti il rapporto al rallentare di tutti
gli investimenti ma porti, aeroporti, tramvie, autostrade, ferrovie abbiamo messo in
campo una mole enorme di lavoro che ci
consentirà di recuperare un ritardo storico
in questo settore delle infrastrutture e ci
renderà più competitivi, attrattivi di nuovi
investimenti soprattutto per l'industria ma
io credo anche per l'altro grande settore che
è per noi fondamentale, cioè il turismo. Se
qualcuno mi domandasse cosa si fa per il
turismo, credo che questa sia la prima risposta che dovremmo dare. In questo quadro certo difficile la Regione non ha fatto
mai mancare neppure la propria vicinanza
ai cittadini e ai lavoratori in tutte le situazioni di difficoltà. Siamo stati presenti in
tutti i casi di crisi aziendale ed anche in tutti i casi di emergenza o di calamità naturale.
La società toscana inoltre ha saputo dimostrare attraverso il volontariato l'altra forza
dinamica fondamentale, le imprese, le istituzioni, il volontariato, di sapere mantenere
alto il valore civico di solidarietà e di coesione sociale. Siamo infine intervenuti sui
temi come la povertà chiamandola per nome ma con provvedimenti certo parziali ma
significativi ed innovativi come il microcredito, il prestito sociale, il bonus bebè, gli
aiuti alle famiglie numerose o con disabili,
interventi che sulla base di questa prima esperienza penso dovranno essere affinati e
rafforzati. Caro Presidente e cari colleghi,
una crisi di questa portata non poteva non
avere enormi conseguenze anche sul piano
politico. In pochi anni, dal 2010, lo scenario politico è profondamente cambiato. Sono state ridimensionate alcune forze che
quando ci siamo insediati avevano raggiunto una notevole consistenza e ne sono apparse altre che non sono presenti in questo
Consiglio come il movimento Cinque Stelle. Processi profondi di trasformazione sono
avvenuti come si può vedere nel campo della maggioranza di questo Consiglio come
nel campo dell'opposizione. È sostanzialmente cambiata la geografia politica. È evidente, a me pare, questa almeno è la mia
convinzione, che tutto ciò impone che si
proceda in questa aula ad una valutazione
dello stato delle cose presenti per delineare
il percorso di un patto di fine legislatura
che consenta di acquisire risultati ulteriori
frutto di un lavoro e di una discussione, di
un'elaborazione in gran parte già compiuta
che abbiamo fatto insieme Giunta e Consiglio. Si tratta di certificare insieme oggi la
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volontà di accelerare, aggiungerei anche la
volontà di cambiare il passo e cercare nuovi
sentieri per dare risposte alla crisi, per offrire e consolidare questi risultati a favore
della società toscana oppure, viceversa, verificare che non esistono queste condizioni
per affrontare questo scatto finale. Sono
convinto che questa scelta politica dipenda
anzitutto dalla nostra volontà di consiglieri,
di tutti noi, singolarmente presi persino al
di là delle appartenenze che, come dicevo,
la crisi del sistema politico ha sconvolto e
rimodulato. Tutto questo, almeno a me è
chiaro, deve avvenire nel quadro di un vincolo di solidarietà e di collaborazione che
attiene alla responsabilità della maggioranza che è la ragione fondamentale con cui,
senza trasformismi, una coalizione di forze
diverse decide di assumere l'onere del governo. Propongo una riconferma della maggioranza di centrosinistra e laddove fosse
possibile anche un supporto da parte di
consiglieri disposti a impegnarsi per la Toscana, consiglieri che si riconoscono in
questo progetto. Io credo che conta la volontà politica e che le condizioni per questo
rush finale ci siano tutte. La Giunta discutendo con il Consiglio ha inviato al Consiglio stesso una serie di atti importantissimi
e qualificanti che voglio limitarmi ad elencare in modo puntuale, affinché intensificando l'impegno ci si assuma la responsabilità di portarli a compimento naturalmente
con i dovuti approfondimenti, le eventuali
modifiche e i miglioramenti che le Commissioni e il Consiglio vorranno e dovranno
apportare, portarli però a compimento con
questo lavoro entro la legislatura. Rammento le norme per il governo del territorio e il
piano del paesaggio e poi il piano socio sanitario integrato, il piano ambientale energetico regionale, il piano regionale dei rifiuti e delle bonifiche, cose già qui depositate al lavoro delle Commissioni del Consiglio ed altri atti ancora che se saranno ritenuti importanti in questo dibattito consiliare
potranno essere aggiunti e segnalati. Vorrei
inoltre evidenziare tra questi atti la legge di
iniziativa consiliare relativa all' organizzazione dei servizi socio sanitari sul territorio
a cui attribuisco una particolare importanza
ed ovviamente con carattere di priorità una
nuova legge elettorale per la Regione e la
nuova legge per l'istituzione della Fondazione Cultura Toscana. In Giunta stiamo
inoltre lavorando per predisporre presto nei
prossimi mesi, non oltre questa Pasqua che
si dice "alta", ulteriori atti che saranno presto inviati a questo consesso. La disciplina
delle funzioni in materia di difesa della costa e degli abitati costieri, importantissima
per la tutela della costa nella nostra regione,
la disciplina in materia di parchi, aree naturali protette e tutela della biodiversità, la
modifica della legge 78 in materia di cave,
torbiere e miniere, il riassetto importantissimo per il funzionamento delle istituzioni,
della Regione Toscana e dell'ordinamento
istituzionale, assetto che sarà conseguente
all' approvazione della cosiddetta "legge
Delrio" che dovrà avvenire entro marzo di
questo anno. La disciplina, già discussa
come preliminare, del sistema di edilizia residenziale pubblica sociale relativamente
alle modalità di assegnazione e ridefinizione del canone di locazione, la norma a cui
attribuisco una particolarissima importanza
per la ripresa economica, la norma per la
riforma del sistema regionale della formazione professionale e per l'istituzione di
un'agenzia regionale per il lavoro che unifichi, integrandosi alla riforma della formazione professionale, i tanti centri per l'impiego oggi dispersi sul territorio. È chiaro
che questa partita è veramente decisiva per
la ripresa economica. Ovviamente, come
dicevo, su questi atti chiedo che si intensifichi il lavoro e chiedo che si lavori insieme
per approvarli entro la scadenza del mandato, ripeto, nel pieno rispetto dei poteri del
Consiglio, di approvare modifiche, miglioramenti e integrazioni ai testi proposti dalla
Giunta ma anche nel quadro di un vincolo
di solidarietà e di collaborazione che attiene
alla responsabilità della maggioranza. In
questa fase, come sapete, la Giunta è impe-
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gnata sulla gestione in anticipazione del ciclo di programmazione dei fondi europei
2014-2020 evitando di perdere, come altre
volte è accaduto, quasi due anni prima di
fare ripartire concretamente sul territorio i
finanziamenti. In questo modo si sommerebbero le ultime tranche del vecchio settennato con quelle del nuovo settennato di
finanziamenti europei a sostegno delle imprese. Questo consentirà, se ci riusciremo,
di sostenere al meglio l'economia nei suoi
settori più dinamici che prima rammentavo
anche attraverso questa riforma della formazione professionale e delle agenzie del
lavoro a cui attribuisco un'importanza decisiva. La formazione professionale è propulsiva allo sviluppo economico, non è solo un
fatto meramente funzionale e strumentale.
La crisi infatti ha cambiato, su questo bisogna riflettere, strutturalmente la nostra economia. Abbiamo bisogno di analizzare meglio la composizione, la qualità della domanda del lavoro e raccordarla più efficacemente con l'offerta di lavoro anche con la
nuova gestione dei processi e dei contenuti
formativi. Questo a me sembra il quadro del
nostro impegno comune di tutti, maggioranza e opposizione, con un appello particolare ovviamente alla maggioranza a rinsaldare i rapporti di solidarietà al suo interno. Io ho pensato che fosse giusto venire in
Consiglio a parlarne apertamente e chiedo
che il Consiglio su questo si esprima formalmente, che dica formalmente che cosa
ne pensa. Comunico infine, come da mia
comunicazione al Presidente del Consiglio
Regionale, che ai sensi dell'articolo 34 dello Statuto ho revocato la nomina di tre
componenti della Giunta su cui mi preme
ribadire non c'è una valutazione negativa
sull'apprezzamento del lavoro svolto che
hanno sempre fatto con impegno, competenza e dedizione, ma ho valutato nella mia
autonomia che mi attribuisce lo Statuto, la
necessità di un rilancio dell'azione del governo della Giunta regionale in questo finale di legislatura, rilancio che ho ritenuto
opportuno immettere con l'immissione di
forze nuove che consentiranno al meglio di
proseguire gli obiettivi che prima ho richiamato. Fra queste certamente la vice
presidente Stefania Saccardi, che è qui accanto a me, il dottor Emmanuele Bobbio
che vedete alla mia sinistra estrema e la
dottoressa Sara Nocentini che è qui davanti.
Ho già parlato del fatto che il quadro politico è profondamente mutato, terremotato e
che di questo bisogna prendere atto, non è
uno scandalo ma un fatto di realismo politico ed occorre prenderne atto e il realismo
politico non può che guidare il pensiero e,
se mi posso permettere, anche l'azione del
Presidente di una Regione importante come
la Regione Toscana soprattutto nel momento in cui il sindaco della città capoluogo si
accinge oggi ad avere l'investitura dal parlamento italiano, dalla Camera, al massimo
ruolo di governo, un fatto che io saluto
senz'altro in positivo e auguro davvero che
gli impegni, le promesse, gli slanci, gli obiettivi ed i sogni che abbiamo sentito possano realizzarsi nel bene del paese e nel bene anche della Regione Toscana. Prendere
atto anche di questi cambiamenti, oltre che
quelli già avvenuti, e procedere ad una modifica dell'assetto della Giunta e ad un rilancio dell'azione del Consiglio Regionale
mi pare che sia prima di tutto un fatto di
buon senso ed un ragionamento politico difficilmente contestabile. A queste persone,
alla dottoressa Sara Nocentini ho pensato di
attribuire le deleghe della cultura, commercio e turismo, al dottor Emmanuele Bobbio
la delega relativa alla scuola, alla ricerca,
all'università e alla formazione, proprio per
lavorare su questa nuova proposta di legge,
all'assessore e vicepresidente Saccardi le
deleghe del sociale, della casa e dell'integrazione socio sanitaria. Poi naturalmente
nella riunione della Giunta specificheremo
anche meglio altre deleghe minori. All'assessore Simoncini ho pensato di attribuire
una delega importante che mi ero trattenuto, cioè il credito, e all'assessore Bugli il
personale e l'informatica per avere una delega sulla struttura. Si tratta di un riordino
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importante della Giunta regionale che credo
sia un riordino funzionale a meglio realizzare il programma che ho esposto. Caro
Presidente e cari colleghi consiglieri, ho
concluso questa mia informativa. Spero di
avere reso chiaro a tutti in modo seppure
sintetico quanto il momento sia importante,
non per il destino di ciascuno di noi bensì
per la nostra regione, per la Toscana e per i
suoi cittadini. Abbiamo oggi noi l'opportunità ma forse anche il dovere di completare
il lavoro avviato. Quest'ultimo anno di legislatura è una risorsa di tempo e di possibilità che non deve essere sprecata, tanto più
perché coincide con questa fase in cui qualche abbrivio di ripresa economica cominciamo a vederlo e può trascinarci, anche se
con fatica e sacrificio, fuori dalla crisi.
Presidenza del Vicepresidente Giuliano Fedeli
Presidenza del Presidente Alberto Monaci
PRESIDENTE: Grazie, Presidente. Ha
chiesto di intervenire il presidente Santini,
a lei la parola.
SANTINI: Grazie, Presidente. Presidente
e colleghi, cercherò di articolare il mio intervento seguendo le tre direttici su cui è
stata impostata l'informativa del Presidente
Rossi, non tutte uguali nell'occupazione del
tempo, ma pur sempre individuali. La prima
è il modo con cui la Toscana ha affrontato e
sta affrontando la crisi, la seconda i provvedimenti strategici per il cambio di passo
da approvare entro la fine della legislatura,
la terza la giustificazione del cambiamento
di alcuni assessori per nulla sviluppata, è
rimasta nell' uovo sostanzialmente. Le risultanze economiche riferite sono una mera
riproposizione dei dati forniti da Irpet il 3
febbraio 2014 dal titolo: "La Toscana oltre
la crisi". Dal documento richiamato il Presidente omette alcuni passaggi che, viceversa, giova richiamare. A pagina 11 del documento citato, preciso che nella stessa pagina c'è la tabella che è riportata anche nella comunicazione, non è un reato, ci man-
cherebbe altro, si legge "La Toscana meglio
delle altre regioni". Vi possono essere naturalmente molte spiegazioni di questo fenomeno, alcune più virtuose assieme ad altre
più dubitative. Fra queste ultime il fatto che
i periodi recessivi non sono sempre i migliori per valutare le capacità competitive
di un sistema. Il periodo analizzato per
quanto eccezionalmente lungo dal punto di
vista della durata delle fasi recessive è in
realtà insufficiente per capire se certi comportamenti sono l'espressione di scelte consapevoli e durature o solo l'effetto di reazioni estemporanee. Il fatto che la crisi abbia colpito prevalentemente il settore manifatturiero ha finito per avvantaggiare le regioni meno manifatturiere e, come sappiamo, la Toscana prima della crisi era stata
caratterizzata da un processo di deindustrializzazione talmente rapido da autorizzarci a
qualificarlo in modo preoccupato come precoce. In Toscana il reddito disponibile si è
ridotto in termini meno pronunciati di quanto non sia accaduto per il resto d'Italia ma
ciò non toglie che la flessione, in particolare se osservata in termini di potere di acquisto, assuma dimensioni rilevanti. La caduta
del reddito disponibile pro capite espresso a
prezzi costanti nel 2013 rispetto al 2008 è
di circa 300 euro e riportata in termini di
acquisto, al netto quindi delle dinamiche
dei prezzi, la contrazione dei consumi pro
capite per la Regione è di oltre il 10 per
cento nell'arco di cinque anni. Essendo indebolito il mercato del lavoro si è venuto ad
indebolire il principale canale di distribuzione del reddito tra le famiglie e quest'ultimo canale pesa soprattutto per le famiglie
meno abbienti, meno ricche di patrimonio e
quindi meno soggette ad altre forme di reddito e la logica conseguenza di una caduta
dei redditi medi contestuale ad un indebolimento del mercato del lavoro è un peggioramento della distribuzione del reddito tra
cittadini. La conseguenza di questo processo di erosione della capacità reddituale delle famiglie ha portato alla caduta dei consumi procapite che possiamo quantificare
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nel caso toscano in circa mille euro a testa.
Ricordo che la Regione nell'ultima manovra
economica ha confermato l'inasprimento fiscale a tutte le fasce di reddito, andando così ulteriormente a colpire il potere di acquisto delle fasce più deboli. Quindi è lontano
dal vero ciò che lei sostiene, Presidente,
quando afferma che a determinare questo
risultato è stata anzitutto la Toscana dinamica, quella delle imprese manifatturiere
che alla crisi hanno reagito con successo. È
invece vero che il manifatturiero che è riuscito a sopravvivere al sistema toscano ha
ormai gli anticorpi contro tutte le crisi perché la crisi più grossa in Toscana è stata
proprio durante l'epoca in cui si definiva il
sistema toscano "Toscana felix". Chi ha sopravvissuto in quel periodo ha prodotto gli
anticorpi giusti per resistere ancora. "I conti
sono in regola", questa è la sua affermazione che trasformo in domanda: i conti sono
in regola? Diventa davvero paradossale tale
dichiarazione, in particolare per quanto
concerne il sistema sanitario. Le ultime vicende giudiziarie dimostrano come responsabile del fallimento del sistema toscano a
partire proprio dalla sanità debbano essere
ricercati all'interno di un sistema politico ed
amministrativo ben noto. Prosegue ed afferma: "Sono state poste le condizioni per
l'ammodernamento infrastrutturale della
Toscana". Di quali condizioni sta parlando?
Di quali certezze di finanziamento? Dopo
una prima fase dedicata a presunti successi
altamente declamati, bruscamente si annuncia la discontinuità, il cambio di marcia. Ma
stavate andando bene o non stavate andando
bene? Mi domando e vi domando. Sempre
citandola, Presidente, una crisi di questa
portata non poteva avere enormi conseguenze anche sul piano politico; in pochi
anni lo scenario è profondamente cambiato.
Lei qui si è addolcito in un passaggio che
era altamente urticante nei confronti dell'
IdV perché nel suo testo originario lei diceva testualmente: "In pochi anni lo scenario
è profondamente cambiato, sono scomparse
forze che avevano in questa regione rag-
giunto una notevole consistenza come l'
Idv"; non l'ha citato evidentemente perché
ha avvertito elementi di delicatezza quanto
meno nei confronti dei tre colleghi rimasti a
rappresentare una sigla che lei definisce però "Scomparsa". Quindi o i consiglieri Fedeli, Gazzarri e Manneschi sono tre fantasmi di un passato definitivamente abbandonato oppure meritano la dignità di un ruolo,
sono in maggioranza. Ho visto la firma della capogruppo Gazzarri che sostiene un documento preordinato dalla sua maggioranza. Ne sono apparse altre come il movimento Cinque Stelle, processi di trasformazione
profonda sono avvenuti sia nel campo della
maggioranza di questo Consiglio che nel
campo della opposizione. Non vedo un nesso stringente ma proprio da questo il Presidente muove per chiedere un nuovo patto di
governo finalizzato ad una serie di provvedimenti, modifiche alla legge regionale
1/2005, norme per il governo del territorio,
piano paesaggio, piano ambientale ed energetico, piano dei rifiuti e bonifiche, piano
socio sanitario. Il resto è impresa impossibile. Ciò che stupisce è che improvvisamente è scomparsa dalle priorità la modifica al
PIT, né nella sua relazione che ha abbondantemente ampliato, è comparso. È comparsa come priorità la modifica al PIT per il
potenziamento dello scalo aeroportuale fiorentino. Improvvisamente ciò che era stato
fortemente ritenuto strategico dalla Giunta
con il ricatto, lo metto tra virgolette, di rassegnare le dimissioni se non fosse stato approvato, è scomparso. Ci risponderà oggi
sicuramente. Infine il cambio di vicepresidente ed assessori era la terza parte che lei
ha liquidato con sette righe scritte per due
terzi di pagina, sono veramente poche, umanamente poche, forse politicamente sufficienti, burocraticamente sufficienti ma
umanamente poche. Addirittura l'ha modificato tra ciò che aveva scritto e ciò che oggi
ha esposto. Lei aveva scritto: "Ho revocato
la nomina di tre componenti della Giunta
sui quali mi preme ribadire qui l'apprezzamento per il lavoro svolto con impegno,
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competenza e dedizione" e oggi ha cambiato questa formula dicendo semplicemente
"nei cui confronti non c'è una valutazione
negativa". Non è proprio la stessa cosa.
Forse gli interventi sui giornali di questi
giorni hanno fatto modificare questo giudizio che si dà a tutti coloro che abbandonano
una postazione anche qui per un fatto umano prima ancora che politico, prima ancora
che amministrativo. È evidente che questi
suoi ex colleghi, non so se si dice così in
Giunta rispetto a un Presidente, questi suoi
colleghi che fino ad alcuni giorni le sedevano accanto, a sinistra, all'estrema sinistra,
al centro, qualcuno anche a destra, non
hanno reagito bene ed era evidente che non
lo facessero. Perché a fronte di una valutazione non loro manifestata, perché non mi
risulta che lei si sia confrontato con nessuno di questi assessori, ad iniziare dalla sua
vicepresidente alla quale lei ha detto: "Stai
serena". Lei ha usato un termine sciagurato
nei confronti dello "Stai sereno"; ricordo
che Renzi lo disse a Letta e non ha poi avuto modo di starci nei giorni successivi. Lei
ha detto alla sua ex vicepresidente "Stai serena" ed è veramente improprio questo termine, sconsiglierei chiunque da qualsiasi
postazione di usarlo. Troviamo dei sinonimi, troviamo degli eufemismi ma non usiamo più questa espressione, è davvero meno
augurante di un gatto nero sull'Aurelia. Non
l'hanno presa bene. Se mi è consentito, sono
abbondantemente fuori tempo, alcuni passaggi sono davvero urticanti anche per chi
non li ha subiti, immaginiamoci per chi li
ha subiti. Reagisce il Centro Democratico,
che non vedo tra i firmatari della mozione,
il quale dichiara: "L' estromissione di un
assessore come Cristina Scaletti apprezzato
dalla cittadinanza, dalle associazioni e dai
protagonisti culturali della Toscana e posto
che ancora Rossi non ha nemmeno ancora
sostituito quelle deleghe così importanti,
appare sconclusionato e privo di logica" e
lo affermano in una nota i consiglieri regionali del Centro Democratico Maria Luisa
Chincarini, capogruppo, e Rudi Russo in
merito al riordino della Giunta toscana e
l'uscita della loro esponente Scaletti. "A sostegno di un atto così grave, sottolineano,
non sono arrivate le debite argomentazioni
da parte del Presidente Rossi. Aspettiamo
dunque dei chiarimenti in merito da parte
del governatore tali da giustificare la destituzione di un valido assessore". Prosegue
ancora ma per brevità vado oltre. Non l'ha
presa bene neppure l'assessore Allocca che
aveva una grossa possibilità un paio di mesi
fa, quella di immolarsi sull'altare dell'edilizia residenziale pubblica perché pose una
condizione: o accettate i miei veti su una
legge che avevamo in modo bipartisan concordato o mene vado. Se volevate mandarlo
via tanto valeva farlo salire sull'altare delle
alienazioni del patrimonio pubblico; forse
era meglio per tutti, era meglio per lui, era
meglio per noi, era meglio per quelle persone che agognavano a diventare proprietari
di un bene occupato da tanti anni in condizione di precaria stabilità. "La Federazione
della Sinistra - Verdi in Consiglio Regionale è pronta ad uscire dalla maggioranza se
l'ex assessore Salvatore Allocca non sarà
reintegrato nella Giunta toscana" è quanto
hanno spiegato il capogruppo della federazione Monica Sgherri e il segretario regionale. Non vado oltre, sarebbe lunga l'ansa e
ancora più lungo ciò che è comparso sui
giornali. Allocca stesso ha affermato: "In
questi anni di lavoro all'interno della Giunta
siamo stati leali, ma la stessa lealtà non ci è
stata restituita e tutto è successo senza il
coraggio e la correttezza di un confronto.
Questi tre anni e dieci mesi di lavoro in
Giunta, ha sottolineato, sono stati duri perché contrassegnati da tagli fortissimi a livello nazionale. Abbiamo cercato di mantenere il livello di servizi" e prosegue ancora.
Ed infine la vicepresidente dice: "Mi sento
tradita" e a Rossi consiglia di non leggere
Machiavelli. Non voglio sapere quali sono
le sue letture, evidentemente il consiglio mi
sembra quanto mai giusto.
PRESIDENTE: Presidente Santini, sono
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tredici minuti che sta parlando.
SANTINI: Ho finito e la ringrazio per la
tolleranza. Rispondo al suo appello e concludo rapidamente.
Continuando la Vicepresidente Targetti
dice: "due settimane fa il Presidente Enrico
Rossi mi disse ‘ti senti serena?’ Io gli risposi di sì perché in questi anni aveva sempre espresso apprezzamento per il modo in
cui esercitavo le mie deleghe".
Ma a questi suoi tre ex componenti di
Giunta tre parole, dopo che hanno appreso
dai giornali, e dalle televisioni che il loro
incarico era concluso, le ha dette? Se sì,
può raccontare in sintesi che cosa gli ha
detto alla fine di questo percorso?
PRESIDENTE: Ha chiesto d’intervenire
il collega Mugnai, ne ha facoltà. Si prepari
il presidente Del Carlo. Sono iscritti ad intervenire i colleghi Mugnai, Del Carlo,
Donzelli, Sgherri, Ammirati, Fuscagni,
Ciucchi, Romanelli, Tognocchi, Nascosti,
Taradash, Chiurli, Marini, Gambetta Vianna, Manneschi, Staccioli, Chincarini, Danti.
Dichiaro chiuse le richieste di intervento.
Prego consigliere Mugnai.
MUGNAI: Grazie, Presidente. Ho apprezzato, governatore Rossi, la sua scelta di
venire qui in aula a spiegare e presentare le
modifiche apportate in Giunta e a chiedere
un pronunciamento del Consiglio; l’ho apprezzato anche al netto delle ricostruzioni
giornalistiche che, come può immaginare,
in questi giorni si sono rincorse. E’ un passaggio politicamente importante e se non ci
si confronta su questi temi in quest’aula, si
perde il senso delle istituzioni.
Lei ha motivato il rimpasto in Giunta, di
questo si parla, con il fatto che in questi 4
anni tante sono le cose accadute sotto il sole e profondamente si è modificato lo scenario politico. Ha fatto riferimento a partiti
scomparsi, l'Italia dei Valori ad esempio,
però vedo che l'assessore che è espressione
di quel partito non è stato toccato dal rim-
pasto, mentre vedo che un partito certo non
enorme ma presente in Parlamento come il
Centro Democratico, è stato toccato eccome
dal rimpasto. Inoltre, Presidente, ha fatto
riferimento al Movimento 5 stelle; non mi
sembra che esso sia entrato in maggioranza
o che vi sia un assessore del Movimento 5
stelle; la verità vera, chiara a tutti, è che
nella nostra Regione Toscana spesso si fa
confusione a distinguere le dinamiche
all'interno del partito da quelle delle istituzioni.
La verità è che 4 anni fa all'interno di del
suo partito vi era una competizione forte e
legittima fra due campioni a livello regionale, Rossi e Renzi, e per uno strano intreccio
del destino oggi siamo qui a discutere del
rimpasto che vede la sua maggioranza e anche la sua leadership a livello di Giunta regionale per niente rafforzata, mentre quello
che 4 anni fa era il suo avversario all'interno del partito è in Parlamento a prendersi la
fiducia per diventare Presidente del Consiglio. Queste sono le ragioni del rimpasto.
L'ho ascoltata attentamente, Presidente,
e devo dire che non si può credere che quello che non siete riusciti a fare in quattro anni, con una maggioranza tutto sommato coesa ed anche soprattutto in virtù dell'elenco
delle cose che sono ancora da fare, piano
sanitario, piano cave, elenco molto corposo,
lo si possa fare in questi pochi mesi con una
maggioranza che non so stasera o domani
come uscirà da questa aula; certamente non
gode di una salute eccellente. Inoltre nei
prossimi mesi, quando dovremo fare tutte le
cose che non siamo stati in grado di fare in
questi 4 anni, questo Consiglio dovrà anche, immagino, discutere della legge elettorale. Per quanto non sia uno scommettitore,
ci sarebbe da azzardare che la discussione
sulla legge elettorale provocherà qualche
fibrillazione in maggioranza.
In realtà qua si cerca di rimandare; si
manda la palla avanti. Mi sembra che il
giudizio che emergerà anche da questo passaggio consiliare sia che la Regione Toscana in questa legislatura non ha raggiunto i
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suoi obiettivi. I 4 anni passati invano pesano di più rispetto alla vostra promessa di
quanto riuscirete a fare nel prossimo anno;
quanto non siete stati in grado di fare nei
quattro anni passati dubito che riuscirete a
farlo nel prossimo anno.
Quando si mette in mezzo il destino ci
sono una serie di fatti che piovono nel momento meno opportuno; arriva il parere del
Collegio di garanzia, che so bene non essere vincolante ma è evidente che desta un
qualche imbarazzo perché comunque il Collegio di garanzia è un organo terzo che ci
viene a dire che la scelta di rimuovere la vicepresidente della Giunta regionale è illegittima; e certo se vorrà impugnerà tale tipo
di decisione, eccetera.
L'idea è che si sono gestite cose delicate
con un po’ troppa superficialità. In questi
giorni c'è stata una notizia abbastanza rilevante: la terza sentenza, la terza sentenza su
tre, che assolve Antonio Delvino, colui che
lei, governatore, all'indomani della notizia
dello scandalo del buco della ASL 1 di
Massa Carrara, indicò fra i responsabili. Ho
letto che ora lei si sta convincendo che è
Giannetti, l’allora direttore amministrativo,
il responsabile del buco di Massa. Giannetti, si legge, forse è responsabile ma per
qualche milione; 420 milioni sono un’altra
storia, sono un altro ordine di grandezza ed
il punto è politico. Lei, Presidente, più volte
ci ha detto in aula che la responsabilità andava ricercata in quella direzione e i fatti la
stanno smentendo perché in quella direzione, se vale la verità processuale, la verità di
una sentenza, probabilmente le responsabilità non vanno cercate.
Tutto questo concorre ad individuare una
maggioranza in difficoltà, una Regione in
difficoltà, nonostante i sondaggi; leggo che
i governatori più graditi agli italiani sono
lei e il governatore Zaia. Chissà però se i
cittadini toscani che si fermano a riflettere
in maniera puntuale hanno la percezione di
una Regione che è meglio amministrata e
che sta meglio rispetto a quattro anni fa,
anche al netto della crisi che ovviamente
colpisce tutto il Paese. In questi quattro anni gli appuntamenti legislativi ed amministrativi che la Regione Toscana doveva presiedere li ha mancati tutti e non si può soltanto dare la responsabilità a quattro anni
difficili. È nei momenti difficili che le
leadership forti vengono fuori e dimostrano
la loro capacità e francamente in questi anni
una leadership forte non si è vista.
PRESIDENTE: Ha chiesto di intervenire
il presidente Del Carlo, ne ha facoltà. Mi
permetto di ricordare che il tempo massimo
consentito per ogni intervento è di cinque
minuti, anche perché grossolanamente, perché non ho gran capacità nel fare i conti,
per il numero di iscritti a parlare, anche
stando dentro i cinque minuti per intervento, andiamo oltre le ore 20,00. Grazie.
DEL CARLO: Grazie, Presidente. Il Presidente Rossi ha intitolato questa comunicazione "priorità programmatiche di fine
legislatura". Di solito a fine legislatura,
perché ormai manca meno di un anno, si fa
un bilancio delle cose fatte. Questa relazione infatti nella prima parte fa un bilancio di
quello che è stato fatto in questa legislatura
e nella seconda parte mette in evidenza le
cose che rimangono da fare: piani, programmi e leggi che facevano parte delle dichiarazioni programmatiche all'atto in cui si
è insediata la Giunta. Non so se si faranno
tutte da qui a fine legislatura.
Sono piani che riguardano settori fondamentali importantissimi dell'attività regionale che dovevano essere fatti subito dopo
l'approvazione del piano regionale di sviluppo. Siamo quasi a fine legislatura e non
sono stati ancora approvati. Parlando di bilancio di fine legislatura, del bilancio delle
attività svolte fino ad oggi indicate in questa relazione, ci sono alcune cose positive,
che abbiamo votato dall'opposizione, ci sono poi altre cose a nostro avviso negative.
In questa relazione poi lei, Presidente
Rossi, cita la difficile situazione economica, la crisi. Ci dice che la Toscana si è dife-
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sa meglio di altre regioni; questo naturalmente è tutto da verificare. Cito, per esempio, il problema del credito. Quello che sta
succedendo e che è successo nel terzo istituto bancario italiano, il Monte dei Paschi
di Siena, è successo qui in Toscana e credo
che quanto accaduto debba aprirci a delle
riflessioni, a farci capire che l'attività regionale non deve rinchiudersi nel palazzo.
Abbiamo il dovere di capire cosa è successo
e cosa sta succedendo.
Il Presidente Rossi dice che i conti sono
a posto; starei molto attento a dire che i
conti della sanità sono a posto. Lo hanno
già detto gli altri intervenuti: la vicenda di
Massa è un buco nero che grava sui conti
della nostra sanità.
Lei, Presidente Rossi, ha cercato di giustificare la revoca dei tre assessori, ma sono
cinque gli assessori sostituiti in questa legislatura. E quando di una giunta di dieci assessori se ne cambia la metà vuol dire che
le cose proprio non vanno, che si ammette
quasi un fallimento.
Come mai il Presidente della Regione licenzia prima due e poi altri tre assessori?
Vuol dire che le cose non vanno; non vanno
le persone o magari non va l'intera giunta.
Su questo punto si deve riflettere perché
non si possono giustificare queste revoche
dicendo che il quadro politico è cambiato,
che ci sono equilibri diversi all'interno del
quadro politico della maggioranza nazionale. Mi sia consentito dire, Presidente Rossi,
che l'equilibrio riguarda essenzialmente il
partito di maggioranza di questa Regione, il
Partito Democratico.
Direi anche un'altra cosa, che più che l'aspetto di fine legislatura, più che incrementare l'attività di fine legislatura della Giunta, questa manovra mi pare maggiormente
orientata verso la nuova legislatura. Fra un
anno ci saranno le elezioni e mi pare che
qui si ragioni in termini di equilibri interni
al Partito Democratico. Qualche volta si è
detto che non bisogna mai utilizzare le istituzioni per i problemi che riguardano i partiti; in questo caso mi pare si utilizzi l'isti-
tuzione regione per creare condizioni ottimali per affrontare le elezioni regionali del
2015. Parliamoci chiaro, ci sono cose che
devono essere fatte e quindi il tentativo va
fatto; riguarda la maggioranza ma anche
l'opposizione per la sua parte. Sappiamo
benissimo però che ad un anno dalle elezioni scattano dei meccanismi che non ci permettono di affrontare problematiche tipo
quelle elencate in questa relazione; il clima
pre elettorale fa venire meno quella serenità
e quell'impegno di lavoro che si hanno in
situazioni normali. Se fossimo stati a metà
legislatura questa situazione si poteva accettare, direi, in termini più positivi e più
riflessivi; fatta oggi, ad un anno dalla conclusione della legislatura, non può che essere finalizzata alla nuova legislatura.
Tutto sommato siamo una regione fortunata, lo ha già detto qualcun altro, abbiamo
Renzi come Presidente del Consiglio e credo bisogna approfittare della presenza al
vertice del Governo di un toscano; c'era anche prima un toscano ma ora c'è addirittura
un fiorentino, quindi credo dobbiamo approfittare di tale ruolo rivestito da un nostro
concittadino in modo da poter veramente
ottenere misure e interventi di cui abbiamo
estremo bisogno, che sono elencati anche in
questa relazione.
Concludo dicendo che questa relazione
non ha la credibilità che dovrebbe avere essendo viziata dal fatto che si sono assunti
provvedimenti che riguardano la Giunta ad
un anno dalla fine della legislatura che non
hanno altro significato che quello di sistemare equilibri politici interni al partito di
maggioranza. Grazie.
PRESIDENTE: Mi permetto di dire,
prima di dare la parola al presidente Donzelli, che anche l'intervento appena concluso è durato nove minuti e qualche secondo.
Con questa andatura di marcia siamo già,
occhio e croce, proiettati alle 21,00 abbondanti. Donzelli, prego.
DONZELLI: Grazie, Presidente. Vede,
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Presidente Rossi, non entrerò nel merito del
suo stile con cui ha silurato, liquidato, licenziato, non mi interessa il termine, gli assessori perché io non li avrei scelti, non avrei scelto lei e no avrei scelto questa giunta; si tratta quindi di un suo problema di stile e ciascuno si comporta come vuole, sceglie di guardare le persone negli occhi o di
farglielo dire in televisione; questo, ripeto,
non mi riguarda.
Quello che invece mi riguarda, Presidente, è come lei considera questa aula, il rispetto che ha per questo Consiglio. Ci fa
una relazione in cui ci parla di PIL e di crisi
mondiale, leggo di politiche ordoliberiste e
di chissà che cosa quando alla fine si tratta
di un normale, evidente vecchio stile da
prima repubblica, scambio di poltrone, di
avvicendamenti di correnti interne al partito.
Branduardi tempo fa aveva fatto "la fiera
dell'est", una canzone di filastrocche, oggi
potremmo dire che Renzi ha sostituito Letta, che ha soffiato il posto a Bersani, che alle primarie aveva battuto Renzi, che oggi
abbiamo il vicesindaco imposto Nardella,
che sostituisce Saccardi, che spodesta la
Targetti che in giunta nel 2010 Enrico Rossi cooptò. Ma lasciamo stare le barzellette,
qui c'è un problema serio, Presidente, perché mentre voi giocate a scambiarvi le poltrone come se fossero pacchi di Natale
mentre la Toscana affonda; lo dice lei stesso. Le soluzioni non le vediamo perché lei
parla di Europa ma non dice una parola del
fatto che l’Unione Europea blocca verso la
Toscana 36,8 milioni di euro perché secondo la UE ci sono state carenze dell’autorità
di audit nell'espletamento dei suoi compiti,
compreso il fatto che certe irregolarità della
Toscana nello spendere i soldi europei non
sono state da questa identificate in tempo.
Lei ci parla di Europa ma non ci dice che
ci sono 40 milioni di euro che potrebbero
arrivare sul territorio che sono bloccati per
inefficienze.
Presidente, lei ci parla di sanità e non ci
dice che le società della salute, che noi dicevamo da tempo si dovevano eliminare e
ancora non si è capito bene se cambieranno
o se verranno eliminate, solo di direttori costano 3.900.000 euro l'anno e di revisori dei
conti 1.200.000 e quindi solo di burocrazia
in più ai servizi 5.100.000 l'anno.
Ci parla di infrastrutture e non dice una
parola di dove sono finiti i 28,9 milioni di
euro per la bretella Lastra a Signa - Prato;
ci aveva detto di un contenzioso con
l’assicurazione che avremmo vinto e ancora
non sappiamo a che punto siamo. Intanto
questi soldi sono finiti in tasca a un imprenditore e sono usciti dalle tasche dei toscani.
Ci parla di infrastrutture e non ci dice
cosa si fa dell'aeroporto di Firenze. L'ENAC oggi dice che o si fa la pista di una
certa lunghezza o non la si fa e lei dice che
o si fa della lunghezza che dice lei o non si
fa. Finitela di giocare a chi fa la pista più
lunga e dite cosa ne sarà dell'aeroporto di
Firenze perché altrimenti non arriviamo da
nessuna parte.
Lei parla di economia ma l'economia toscana si basa sul turismo e ha visto la cosa
più incredibile, alla borsa internazionale del
turismo a Milano, lo stand della Toscana,
dopo il balletto delle foto taroccate, era
bianco, non aveva nemmeno una foto, come
se in Toscana avessimo bisogno di chissà
quali campagne per mettere una foto.
Lei parla di economia e non ci dice una
parola del fatto che l'economia toscana è
sfiancata non solo dalle tasse ma anche dalla concorrenza sleale frutto anche di
un'immigrazione non controllata per colpa
del vostro buonismo. Oggi come oggi, abbiamo visto la tragedia di Prato, la tragedia
di Firenze, ogni giorno fuggono da Firenze
e Prato 1.322.000 euro verso stati stranieri.
E la Regione Toscana cosa dice come risposta? "Diamo la cittadinanza a tutti i cinesi e diamogli una casa". Non è una rispo-
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sta. D'altra parte non mi stupisco; lei pochi
mesi fa aveva detto che i laboratori cinesi, i
laboratori dello schiavismo, erano una risorsa per la nostra economia.
Ci sono aziende che lottano contro la burocrazia e poi ci sono aziende amiche come
quella su cui lei si è battuto strenuamente,
che vuole fare il pirogassificatore a Castelfranco. Sarà un caso che le altre aziende le
lascia morire, ma questa azienda che ha
come rappresentante dei rapporti con la
pubblica amministrazione il suo collega
Agostino Fragai, nella compagine societaria
il portavoce di Unicoop Firenze e la sua
famiglia, Fidi Toscana e la stessa Regione,
finanziatori di Pisapia e società che hanno
capitali in Lussemburgo; per questa azienda
lei fa le barricate mentre le altre non si sa
che fine fanno.
Sulla sanità abbiamo il disastro del bilancio di Massa e oggi lei non dà risposte.
Le ricordo che questo Consiglio aveva
chiesto all'assessore alla salute di levare o
di regolamentare diversamente i 10 euro di
ticket per la digitalizzazione. Quei 10 euro
che prendiamo dai malati di tumore per farsi una lastra sono una vergogna; abbiamo
chiesto di levarli e ancora adesso restano e i
malati di tumore pagano 10 euro per farsi
una lastra. Nel frattempo però ci sono i bilanci di Massa che non sappiamo come finiscono.
Qual è la sua soluzione a tutto questo,
caro governatore? Abbiamo scoperto che la
soluzione per lei è assumere un filosofo; ho
fatto un'interrogazione e voglio sapere
quanto ci costa. Lei fra il suo staff personale in questo momento di crisi disastroso ha
assunto un filosofo che la aiuta a pensare
perché lei ha bisogno di un pensatore, perché lei non riesce a pensare da solo. Ha assunto in Regione un pensatore con il ruolo
di pensare al posto suo e mi fa piacere perché siamo contenti che ha preso consapevolezza che da solo non riesce a pensare decentemente e sufficientemente bene per il
bene della Regione. Però ci sono due problemi: che questo pensatore lo fa pagare ai
toscani e, secondo punto, si legge dalla
stampa che glielo ha suggerito il cattivo
maestro Sofri, che è sempre un condannato
per omicidio e prima di farsi dare suggerimenti sui pensatori potremmo rifletterci un
po’ di più.
Poi, mi spiace sia andato via, non è un
problema, potrà leggere la sbobinatura, la
soluzione in Giunta qual è? Assumere, con
tutto il rispetto, un portaborse di Rifondazione Comunista ed il nipote di Bobbio. Mi
dispiace, la nostra fiducia non la può avere.
PRESIDENTE: Prego, collega Sgherri.
SGHERRI: Grazie, Presidente. Ho ascoltato attentamente la relazione che ci ha fatto
in ingresso il Presidente della Giunta e per
la verità avevo letto con altrettanta, se non
con più attenzione, la comunicazione che ci
ha consegnato. È stata questa una settimana
difficile. Non abbiamo condiviso come è iniziata, non abbiamo condiviso come si è
sviluppata e non condividiamo l'esito finale. Non condividiamo tutto questo per metodo e per sostanza.
Nella sostanza, proprio perché la comunicazione l'abbiamo letta e l'abbiamo letta
con attenzione, nessun pensiero di quanto è
scritto può motivare il licenziamento degli
assessori.
Si parla in questa relazione di una profonda crisi, verrebbe da dire "caro Presidente, la profonda crisi non c'è bisogno che ce
la rammenti, la conosciamo benissimo".
Questa legislatura è nata con la profonda
crisi e questo Consiglio, tutto, si è sempre
misurato su come fronteggiarla cercando di
dare il proprio contributo. Invece che lodarsi delle iniziative e degli atti presi, poteva
essere l'occasione per incominciare a verificare, come abbiamo chiesto all'ultima finanziaria, gli atti che abbiamo adottato per
sapere se sono realmente efficaci per com-
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battere la crisi, per attenuarla, o se rimangono dei palliativi parziali; ma questo non è
avvenuto.
Nella sostanza il Presidente Rossi dice
che è cambiato lo scenario politico; gruppi
politici scompaiono e non ci sono in questa
aula gruppi politici che si affermano con
consistenza. Allora, caro Presidente, se ritiene che questi cambiamenti non consentono più di avere in Giunta rappresentanti di
certi orientamenti politici, si torni al voto
perché non ci può essere validità per questo
Consiglio; se non siamo più rappresentativi
dei cambiamenti dello scenario politico vale per la Giunta e vale per il Consiglio. La
sostanza vera del rimpasto è semplicemente
una risposta del PD ai problemi del PD, una
risposta a chi ha vinto il congresso del PD.
La sostanza vera è il riallineamento di questa maggioranza con chi ha vinto il congresso; il resto sono aggiustamenti, è cogliere l'occasione al balzo. Che sono problemi tutti interni al PD lo dimostra anche
la vicenda Montanari; si è cercato di far
passare che era la sinistra ad aver posto il
veto, ma la candidatura di Montanari cade
per un veto all'interno del PD. Questo la dice lunga sull'autonomia di questa istituzione e del suo Presidente.
L'ingresso della nuova Vicepresidente, a
cui ovviamente faccio tutti gli auguri di
buon lavoro, è un ingresso pesante, effettivo, che apporterà dei cambiamenti notevoli
viste le critiche da lei fatte a partire dalla
non condivisione del piano socio sanitario,
Vicepresidente allora se abbiamo fatto male
ben venga il suo arrivo perché se questo
permette d'ora in poi fare bene gliene saremo grati. Alcuni dei suoi giudizi negativi
sono tra l'altro da me condivisi, come quello sul bonus bebè che, dice avere odore di
elemosina. Certo non è un ingresso tout
court, marginale quello della nuova vicepresidente,
Non ultimo, c'è un appello al trasversalismo; si fa un appello per un fine legislatura
ai consiglieri al di là di come siano collocati. È la prima volta. Come interpretarlo?
Che si vuole incominciare a sperimentare le
grandi intese anche qui? È la prima volta
che questo avviene. Quindi dicevo nella sostanza. Nel metodo almeno pubblicità ingannevole avete fatto cambiando la vicepresidente; si fanno le leggi e si trova il
modo di bypassarle. C'è un detto che dice
"fatta la legge trovato l'inganno". Il vicepresidente viene indicato prima perché?
Perché si pensa che sia portatore di voti anche lui, che sia portatore dell'equilibrio di
una coalizione. Tout court non è facile
cambiare un vicepresidente,;come minimo è
pubblicità ingannevole. Mi sembra ci sia un
parere negativo di quella che sarebbe la
“corte costituzionale” del Consiglio, ne ho
chiesto una copia, non l'ho avuta ad oggi, e
poi compare sui giornali. Un piccolo problema di democrazia in questo palazzo c'è
perché i giornali ce l'hanno e i consiglieri
no; per i giornali la bozza è scritta, per i
consiglieri la bozza non è consegnata ed è
grave.
Sempre nel metodo qua i licenziamenti
arrivano senza preavviso. Io non sostengo
Marchionne, non sostengo la demolizione
dei diritti e non sostengo l'abbattimento della dignità. Io penso che quanto è successo,
mi scusi Presidente ma la franchezza prima
di tutto, è un fatto inquietante, fa parte di
una cultura padronale, dove c'è il padrone e
ci sono i subalterni. Al di là dei grandi ideali, sono comunista perché vorrei abbattere
le catene e lo sono liberamente, figuriamoci
se accetto rapporti di subalternità! In tutta
questa vicenda sono stati cancellati i partiti,
le soggettività politiche. Si tratta di una cultura padronale perché si decide nella magnanimità, e sicuramente nella buona volontà, di scegliere per altri. Mi viene in
mente un vecchio detto non tanto elegante:
"o mangiare la minestra o saltare la finestra" ed allora si incomincerà ad allenarci a
saltare. Da come è nata, da come si è evolu-
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ta e da come oggi si conclude confermiamo
che c'è una svolta, un allineamento totale.
La Regione nel passato aveva mostrato
autonomia anche rispetto al governo nazionale sollecitandolo, criticandolo. Credo oggi questo non sarà più possibile. Nel merito
finisce un'esperienza. A nostro avviso, a
nostra convinzione, questa è una giunta
monocolore PD, con dei fiori all'occhiello
di alto profilo e d'altronde l'alto profilo, non
è parola mia, non è pensiero mio, era stato
chiesto. La stima è per tutti ed è evidente
che da parte mia con emozione non posso
negare che c'è una persona che entra in questa Giunta che gode la mia più totale fiducia
e stima e gode talmente di fiducia e stima
che sono convinta che lavorerà bene se gli
lasceranno le condizioni per farlo; se questo
non avverrà non è per responsabilità sua; la
mia è una fiducia cieca. Questo non può
tuttavia modificare il nostro giudizio su
quanto avvenuto. Il Presidente dice a voce
che vuole mantenere o confermare, non ricordo più bene, la maggioranza di centrosinistra. Presidente, se questo è vero, deve
ripristinare rapporti formali di rispetto, di
dignità e di riconoscimento dell'altro. Non è
che il piccolo chiede di pesare quanto il
grande, il piccolo chiede la dignità quanto il
grande e questo non è successo. Abbiamo
avuto un assessore che a riconoscimento di
tutti ha svolto il lavoro seriamente e con
lealtà. Penso che altrettanto lavoro seriamente e con lealtà l'ho fatto io in questo
Consiglio, La subalternità no. Se si deve
scegliere fra mangiare la minestra o saltare
dalla finestra, allora saltiamo dalla finestra.
Presidenza del Vicepresidente Giuliano Fedeli
PRESIDENTE: Consigliere Ammirati,
prego.
AMMIRATI: Grazie, Presidente. Vorrei
iniziare leggendo un passo che a prima vista sembrerà che non c'entra nulla ma che
poi, se mi consentirete di finire questo intervento, spero nei tempi, potrà suonare
consono. È un pezzetto di una pubblicazione fatta dal Presidente del Consiglio Renzi
in un suo opuscolo "oltre la rottamazione"
del maggio, o giù di lì, del 2013 che dice vado per salti - "della politique politicienne
il mors tua vita mea è un valore indiscutibile, per cui se vogliamo farci spazio dobbiamo fregare quello che sta davanti a noi.
No, grazie, è uno stile che non mi appartiene; non è cosa per noi. Io mi ostino a credere che i tempi siano cambiati. Sarà una mia
beata ingenuità ma credo che essere leali
non soltanto sia eticamente giusto ma sia
anche conveniente. Non è solo per amicizia
personale verso Enrico Letta che mai accetterei di fare il segretario del PD per avere in
mano la vita o la morte del suo governo ma
è anche per una questione di dignità. Qui in
ballo non ci sono semplicemente le carriere
politiche o le ambizioni, del tutto legittime
si intende, di singoli esponenti politici, qui
in ballo c'è l'Italia che è il mio, il nostro,
Paese. Fare il tifo per l'Italia impone oggi
fare il tifo per Letta e se adesso il governo è
nelle mani di Letta facciamo il tifo per lui e
diamogli una mano". Vede, Presidente Rossi, in questo ritrovo una strana assonanza
con il suo comportamento. Avreste fatto
bene il sindaco di Collodi probabilmente
entrambi perché così come si assiste a delle
non verità in questa dichiarazione, così si
nasconde la verità in quella manovra che lei
ha posto in essere. Lei fino ad oggi si è professato l'uomo di sinistra, l'uomo del lavoro, l'uomo che tutela la Toscana profondamente rossa. Abbiamo fatto di tutto, abbiamo mandato a casa vicepresidenti, ne prendiamo altri, cambiamo assessori. Abbiamo
cambiato Ceccobao, abbiamo cambiato l'assessore Scaletti, abbiamo cambiato l'assessore Scaramuccia, sacrificata sull'altare di
Massa, abbiamo messo il silenziatore ad
una donna volitiva come l'assessore Bramerini alla quale è stato di fatto, mutilandola
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nelle deleghe, impedito di prendere posizioni diverse dal governatore. Questo è il
modus operandi.
Lei smentisce sé stesso sistematicamente
e attraverso un accordo di puro potere vuol
ripresentarsi ai toscani ingessando la Toscana per l'ennesima volta in un modo di
fare politica che non può essere più consentito. Non è più la Toscana di una volta dove
si decide tutto a tavolino, dove cambiando
alcuni personaggi si pensa di riconquistarsi
e tenersi il consenso; oggi ci si valuta sui
programmi, sugli obiettivi e sui risultati
raggiunti.
Fallimento completo, governatore Rossi,
perché altrimenti non avrebbe rimesso in
questa comunicazione quelli che erano gli
stessi obiettivi programmatici che lei aveva
fatto esattamente quattro anni fa. Lei di
questo non ha portato a casa niente, assolutamente niente, se non una Toscana che è
dissestata economicamente, se non una Toscana che ancora non ha un piano sanitario
regionale, se non una Toscana che ancora
mette balzelli a destra e a sinistra per cercare di tappare un buco mastodontico del quale lei non ha dato spiegazione politica. Questa è la realtà.
Allora oggi lei ci gabella e definisce
quello che è un vero terremoto politico una
semplice rinegoziazione perché è successo
un qualche cosa, perché è venuto fuori un
signore di 39 anni ed allora gli devo dare
una qualche rappresentanza. Ma stiamo
scherzando? Lei per fare un passaggio di tal
genere aveva una strada sola, non venire
qui, lei doveva prendere e andarsene a casa
e riconsegnare il potere di scelta agli elettori. Lei è venuto qui per l'ennesima volta a
impapocchiarci su una Toscana che non è
quella che lei vede, non è quella che lei disegna, non è quella che lei ha programmato
invano, una Toscana che doveva cambiare
motore, una Toscana che doveva cambiare
passo, una Toscana che doveva essere moderna e oggi la modernità lei la trova attra-
verso una ricomposizione politica; si tratta
di puro, basso negoziato e si assiste ad un
completo stravolgimento e ad un completo
fallimento dei suoi obiettivi. È uno scatto di
dignità che dovrebbe avere, come quello
che ha avuto la presidente Sgherri che non
si ritrova più nella maggioranza perché è
una maggioranza che non le appartiene
perché vede traditi quegli ideali che lei ha
sempre professato, governatore Rossi.
E allora abbia anche lei uno scatto di dignità, ci consenta di tornare a votare, poi
vincerà le elezioni ma le avrà vinte attraverso una legittimazione popolare che oggi
è un dovere restituirla ai cittadini toscani,
così come sarebbe un dovere restituirla a
tutti i cittadini italiani che hanno assistito
per tre volte alla nomina di governi non eletti dal popolo.
PRESIDENTE: Consigliera
prego, a lei la parola.
Fuscagni,
FUSCAGNI: Grazie, Presidente. Il mio
intervento sarà breve (molte cose sono già
state dette, a tinte più o meno forti) e si dividerà in due parti, una politicoamministrativa ed una squisitamente di natura politica, due ambiti che ovviamente si
intrecciano. Dico subito che il mio intervento non sarà caratterizzato da grandissime sorprese perché già qualcosa è stato sottolineato negli interventi precedenti.
La sua comunicazione sul cosiddetto
"rimpasto di giunta", Presidente, è, prima di
tutto, sorprendente. Sorprende sul piano politico-amministrativo perché insieme al ben
noto mantra della “Toscana eccellente” e
semmai sono i toscani ad esserlo nonostante
le scelte politiche di questi anni, lei tocca i
limiti di questi quattro anni del suo governo
e li trasforma in punti di forza con una
schiettezza retorica che lascia ammutoliti.
Lei afferma che i conti della sanità sono
in ordine e lo fa dopo il disastro sistemico e
sistematico della ASL di Massa e l'assolu-
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zione di colui che avrebbe dovuto esserne il
responsabile. Ma chi l'ha fatta quella voragine? Dove è la falla del sistema? Quella
falla ancora c'è ed altri casi simili possono
ripetersi. Rimuovere questo fatto non impedisce alla realtà di essere ciò che è. Lei poi
chiede uno scatto di responsabilità al Consiglio dicendo che sono ancora molte le cose da fare ed è vero e lo dico prima come
Portavoce dell'opposizione e poi come componente della Sesta Commissione.
È vero, dobbiamo rivedere la legge urbanistica, dobbiamo rivedere la legge sul paesaggio, dobbiamo portare a termine il piano
sulle bonifiche, il piano ambientale ed energetico, dobbiamo fare il piano sociosanitario. Questi erano i punti del programma di legislatura e allora non posso
non osservare, al di là del rimpasto, che
questa legislatura è agli sgoccioli. Oggi,
nemmeno a 12 mesi reali dalla parola "fine"
questo Consiglio deve ancora approvare il
90 per cento di ciò che qualifica il lavoro
della Giunta. Non ci sarà nessuna galoppata, nessun colpo di reni, nessuno scatto di
orgoglio. Questa legislatura è ormai a meno
di un anno dalla scadenza naturale ed è stata incapace di approvare e di mettere a sistema ciò che avrebbe dovuto fare. Questo
è un fatto e questi anni di legislatura saranno ricordati come gli anni nei quali si è assistito al collasso del sistema sanitario e
all'implosione delle politiche in ambito ambientale ed urbanistico.
Passo alla seconda parte del mio intervento, quella squisitamente politica. Lei
oggi viene in aula e ci porta un rimpasto;
già è stato detto, ma è il momento di ribadirlo. Non si tratta di un rimpasto ma di uno
stravolgimento di forma e di sostanza, uno
stravolgimento che ci viene così spiegato, e
questo è veramente sorprendente: "il quadro
politico è mutato, l'IdV sparisce e il Movimento 5 Stelle si è imposto". E allora lei si
prende il diritto di interpretare il cambiamento con queste modifiche. Questo non si
può fare. Lei ha due strade: o rimanere fermo al patto con gli elettori del 2010 e lo
porta a fine legislatura, oppure se vuole avere un avallo dopo i mutamenti lei non
può che dimettersi e riproporsi. Ciò che non
può fare è pensare che i mutamenti del corpo elettorale possano essere interpretati
come si vuole. Il cambiamento è un diritto
del popolo che si esprime con il voto, non si
manipola ad uso e consumo interno. Se
vuole una benedizione, diretta espressione
di cambiamenti, si ritorni al voto, altrimenti
porti a termine gli impegni con la maggioranza che i toscani le hanno approvato.
Ma come si fa a dire che l'IdV non c'è
più quando qui c'è un gruppo consiliare che
approva, accompagna e condivide ciò che
lei ha fatto e fa da anni? Come si possono
eliminare politicamente da questa aula i
consiglieri sempre leali nei suoi confronti
che rispondono al nome di Gazzarri, Manneschi, Fedeli? Come fa a non provare imbarazzo politico nel guardare alla sua sinistra dopo il siluramento dell’assessore Allocca e la sostituzione in corner con l'assessore Nocentini? Non si tratta di facile moralismo. Questa è politica; tanto è stato e tanto ha fatto con questa maggioranza e non
con i cambiamenti maturati più nel partito
che in Toscana. Oggi lei non fa un rimpasto, oggi lei si sostituisce ai toscani facendo
come se avesse vinto le nuove elezioni.
Non funziona così neppure se al suo fianco
ha messo persone di qualità come la Vicepresidente Saccardi perché lei, lo dice chiaramente, non ha fatto sostituzioni per ragioni qualitative ma solo per ragioni di assetto e mi permetto di dire più di assetto interno al suo partito che altro; c’è bisogno di
dare un segnale al presidente Renzi, non alla Toscana. Questa è la verità.
Poco conta che abbia messo come vicepresidente una persona di primo ordine perché è sbagliata la ragione. Lei gioca la sua
legittima ma personale partita con l'assetto
di Giunta e politicamente scambia questo
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come interpretazione dei cambiamenti che
però lei non è legittimato ad immaginare
ma semmai a rispettare.
Due ultime parole. La Vicepresidente
Targetti è stata sostituita come se fosse un
assessore, ma non è esattamente così e non
solo da un punto di vista formale. Lei quel
nome lo aveva reso noto prima delle elezioni perché così doveva fare e non è detto che
non ci siano stati mondi, mi riferisco al
mondo degli industriali, che abbia scelto
lei, Presidente, per il fatto che con lei ci sarebbe stata Stella Targetti. Lei non ha vinto
da solo, semmai ha preteso di governare da
solo e oggi questo è evidente; è così evidente che lo rende noto venendo in aula non
con un rimpasto normale ma con una giunta
politicamente modificata.
Signor Presidente, se ripensiamo insieme
alle persone che si sono sedute in giunta
con lei, Scaramuccia via, Ceccobao via, Allocca via, Scaletti via, Targetti via, Bramerini mutilata nelle deleghe, abbiamo di media una cacciata all'anno, eccetto l'onorevole Nencini che è andato via per promozione.
Qui sono tutti passati ad altro e ghigliottinati politicamente in ossequio più all'arbitrio che non alla ragion politica. Dinanzi a
questa presa di modificazione politica però,
Presidente, c'è una sola strada: si dimetta e
si ricandidi perché il cambiamento che lei
invoca è solo nelle mani dei toscani. Altrimenti riparta da dove è normale ripartire,
dalla sua vecchia maggioranza semmai irrobustita da nuovi nomi ma non trasfigurata
per ragioni tutte estranee a questa aula.
Grazie, Presidente.
PRESIDENTE: Grazie a lei. Consigliere
Ciucchi, prego. Si prepari il consigliere
Romanelli.
CIUCCHI: Grazie, Presidente. Il Presidente Rossi oggi ha messo in chiaro e istituzionalizzato la mutazione del quadro politico che ha investito sia il campo della
maggioranza che quello dell'opposizione rispetto a tre anni fa.
L'operazione di riorganizzazione della
Giunta regionale io la leggo come un'operazione politica che probabilmente vuole assumere, magari anticipandolo, l'impianto
sul quale si intende organizzare un nuovo
sistema politico nazionale e regionale incentrato sull'allargamento dei due campi,
l'allargamento del campo della destra e l'allargamento del campo della sinistra. Sarà
interessante verificare se questo approccio
troverà poi un concreto riscontro, a prescindere dalla legge elettorale toscana che
tutti insieme saremo presto chiamati ad assumere.
Il nostro contributo al governo della Regione Toscana ha cercato sempre di puntare
su contenuti innovativi, contributi che caratterizzassero in maniera fortemente riformatrice l'azione della Giunta e del Presidente. In questi anni non abbiamo mai messo nessuno sotto ricatto e credo di potere
affermare con molta dignità politica che
non siamo stati un problema per nessuno,
credo che siamo stati un contributo virtuoso.
Nel 2010, nel momento di passaggio dal
decennio a guida Martini alla presidenza di
Enrico Rossi, affidammo ad un seminario il
compito di elaborare alcune idee che raccogliemmo in un piccolo volume dal titolo "il
dizionario riformista". Lo elaborammo facendolo precedere da un preambolo politico
per sottolineare come il riformismo prima
di essere una tecnica è una cultura politica,
un modo di porsi delle diversità basato sulla
pedagogia della tolleranza. Lo facevamo a
fronte di un ventennio in cui ci eravamo
trovati alle prese con l'affermarsi di una
sorta di pensiero unico e ritenevamo che
nella sinistra toscana fosse giunta a maturazione l'idea di potere abbracciare il modello
pedagogico di Filippo Turati. Quello fu il
nostro approccio e il nostro contributo al
proponimento di avviare con il PD una ri-
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voluzione riformista della Toscana, preliminare all'accordo politico che dispiegò il
comune impegno elettorale nella lista del
Partito Democratico e dei riformisti toscani.
Molte cose di quel volumetto sono state
assunte e noi diamo atto alla Giunta di avere messo in campo un grande impegno e di
essersi profusa in iniziative che hanno assunto sicuramente un grande significato nel
governo di questa Regione. Però dobbiamo
anche dire che la rivoluzione riformista che
avevamo in mente e che doveva promuovere un piano innovativo anche per il turismo,
il termalismo e la cultura, avvalendosi di
nuove competenze e di una nuova dirigenza
regionale più competente e meno autoreferenziale, ha finito con il partorire anziché
l'immagine di una Toscana orientata a trasformare la bellezza in ricchezza, come direbbe Matteo Renzi, una Toscana “taroccata”.
L'elenco delle nostre proposte avanzate
nel 2010 ed integrate nel corso degli anni, il
piano regionale per la banda larga, le politiche di modernizzazione della pubblica amministrazione, il riordino e la razionalizzazione delle autorità regionali troppo spesso
senza chiare competenze, fino alla normativa per il conflitto di interessi, non sempre
hanno trovato un concreto riscontro.
Vogliamo dirle, Presidente, che faremo
quanto nelle nostre possibilità per consentire che una visione troppo ideologica, che ha
caratterizzato la Toscana in questi decenni
in tema di infrastrutture, non venga assunta
a filosofia della nuova legge urbanistica,
nella modifica della legge elettorale 78/98,
delle disposizioni in materia di cave, torbiere, miniere, alluvioni, terremoti. Il territorio
è delicato, ci sono anche le frane; è stato
maltrattato ma al di là di questo è delicato
perché si trova a dovere affrontare eventi
molto più critici di prima. Bisogna capire
che dobbiamo investire su questo fronte e
tanto e nella rivitalizzazione e messa in sicurezza, nella ristrutturazione. Questo co-
sta, ma dobbiamo farlo. Con la situazione
toscana e italiana c'è una sola strada, molto
di sinistra per me: facciamo un piano di
500, 600 milioni di euro, mi rendo conto
che sono pochi, 100 milioni l'anno per dieci
anni e concentriamolo sul territorio, ambiente, infrastrutture sostenibili e cambiamo
in dieci anni il volto della Toscana. Un piano gestito da strutture tecniche valide e da
strumenti amministrativi antiburocratici; i
soldi chiediamoli all'Europa e chiediamo,
per utilizzare questi fondi, che si venga esentati dal rispetto del patto di stabilità. È
una piccola cifra che darebbe in termini di
sostenibilità e di lavoro un grande contributo alla nostra Regione. Mi auguro che nei
prossimi mesi e nei prossimi anni i temi che
abbiamo posto e proposto saranno assunti
con sempre maggiore attenzione dal governo regionale. Noi siamo interessati affinché
su questi temi si possano costruire maggioranze di governo disposte ad affinarli e a
proporli con sempre maggiore determinazione.
Forti, con il limite della nostra rappresentatività, con la forza delle nostre idee
per una Toscana più protagonista e più moderna, i socialisti le riconfermano la fiducia
con l'augurio che la nostra visione, forte
dell'interpretazione di un pensiero riformista maturo, volta a promuovere quella risoluzione del buon senso necessaria per il governo della Regione, possa costituire sempre più il timone che orienti oggi e nel futuro la crescita e la modernizzazione della
Toscana.
Presidenza del Vicepresidente Roberto Giuseppe Benedetti
PRESIDENTE: Vorrei fare brevemente,
prima di dare la parola al consigliere Romanelli, il punto. Ci sono 20 interventi ancora e non è previsto il proseguimento notturno, quindi alle 19,00 in teoria bisognerebbe chiudere. Terrei molto a chiudere
questo punto all'ordine del giorno; la Presi-
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denza terrebbe molto a farlo stasera.
Le 19,00 sono sempre diventate le 19,30
e la mia raccomandazione è di stare nei
tempi degli interventi.
L'unico modo che ho di farvi stare nei
tempi è disattivare l'oratore dopo cinque
minuti. State nei tempi altrimenti andiamo
avanti fino le 19,30, sospendiamo il dibattito e lo riprendiamo domattina con la votazione degli atti.
Consigliere Romanelli, a lei la parola.
ROMANELLI: Il Presidente ha parlato
di tempesta, ha ragione; la tempesta perfetta
sono stati questi quattro anni di legislatura,
ed è cambiato il mondo. In questa tempesta
perfetta la Regione Toscana ha mantenuto
fino ad oggi una linea politicoprogrammatica, l'ha mantenuta questa giunta, la maggioranza di centro sinistra e sicuramente il Presidente con sue scelte molto
chiare, anche con le sue prese di posizione
politiche rispetto alla posizione politica nazionale, compresi i post su Facebook; conta
tutto. Una diversità che si è sostanziata in
fatti come chiamare la povertà col suo nome e fare le politiche sulla povertà con un
impegno che, rispetto al bilancio di una regione, è straordinario; l'attenzione e la tenuta sulla scuola pubblica, il diritto allo studio
e all'università, i giovani, la spesa sociale,
la cultura, questi ultimi segnali importanti
che vanno ripresi, come diceva anche il
consigliere Ciucchi, sulla difesa del territorio. Una diversità, Presidente, che come Sinistra Ecologia e Libertà abbiamo difeso e
ne abbiamo fatto un fiore all'occhiello pur
non rinunciando alle nostre diversità, che
riproporremo ogni volta che si presentano
in maniera chiara, in particolare sulle questioni delle infrastrutture, come è ben noto.
Sognavamo che questa diversità potesse
rimanere intonsa, intatta fino a fine legislatura e magari anche per un'altra legislatura
ma, ahimè, questo non è sempre possibile,
non funziona così la vita, non funziona così
la politica. In tal senso comprendiamo quello che è successo, ma lo valutiamo e naturalmente non siamo esenti da preoccupazione. La Vicepresidente Saccardi entra in
Giunta con il forte segno della vicinanza al
nuovo Presidente del Consiglio. Sapete qual
è il giudizio di SEL su questo Governo nazionale e qual è stato quello di SEL a livello comunale sulle politiche del sindaco di
Firenze. Certamente questo ci porta a delle
difficoltà, a delle preoccupazioni, a dei
problemi.
L'assessore Saccardi entra in Giunta avendo espresso delle idee e portato avanti
delle politiche come assessore nella giunta
comunale e sicuramente diverse dalle nostre. È chiaro che staremo a vedere.
Lei oggi, Presidente, ha preso degli impegni e ha parlato di riconferma di un programma politico, quello su cui siamo stati
votati; su questo giudicheremo. In tal senso
assicuro all'assessore Saccardi che da domani lavoreremo ai singoli provvedimenti
senza alcuna forma di preconcetto e di pregiudizio. Ci siamo già conosciuti e abbiamo
già iniziato a parlare di affido familiare e
quindi da domattina inizieremo a lavorare
su questi temi perché l'etica e la professionalità che ci impone il nostro ruolo deve essere questa; su questo non ci sono dubbi.
Mi preme a questo punto un pensiero agli assessori che, senza demerito, sono stati
rimossi, l'assessore Allocca che ha lavorato
bene, gli assessori Scaletti e Targetti, Il
benvenuto all'assessore Saccardi l'ho già
dato; un augurio di buon lavoro all'assessore Bobbio, che non conosco, che si occuperà di un tema importantissimo fondamentale, che ritroverò in commissione perché
faccio parte della Commissione Cultura.
L'assessore Nocentini è un segnale importante, un segnale direi straordinario; è
fra l'altro un'amica, è una persona che conosco bene con cui abbiamo fatto politica.
Sia chiaro, perché poi le cose vengono
interpretate male, che Sinistra Ecologia e
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Libertà in questo passaggio è stata molto
chiara, non ha indicato nomi. Noi eravamo
fuori dalla Giunta e non abbiamo in alcuna
maniera giocato il ruolo di coloro che contribuiscono a tappare un buco a sinistra di
un'altra forza politica. Anzi noi pensiamo,
lo diciamo con grande chiarezza, che questa
rottura a sinistra, Presidente, che oggi si
consuma, ho sentito l'intervento molto duro
della presidente Sgherri, va recuperata assolutamente e Sara Nocentini, per la sua figura e il suo profilo morale, voglio anche dire
oltre che per le sue capacità, per la limpidezza del percorso politico e personale che
ha fatto, può giocare un ruolo importante in
tal senso. Glielo auguro, sulle sue spalle
grava un peso non da poco. Quindi, cara
Sara, tanti auguri. E’ un peso importante.
Questo sta anche a lei, Presidente. Questa
rottura a sinistra va recuperata, va ricostruita questa maggioranza. Se poi ci saranno altri apporti, che non ho capito di che tipo,
questo glielo dico, Presidente, mettendo le
mani avanti perché delle due l'una, o alcuni
colleghi cambiano radicalmente dal giorno
alla notte il giudizio che fino ad oggi hanno
avuto sulla nostra politica, o se stiamo
cambiando noi e ci stiamo adeguando alle
larghe intese nazionali, dico che noi della
partita non saremo più. Non mi scandalizzano adesioni personali e, ripeto, saranno i
fatti a giudicare.
Ci fidiamo e condividiamo i punti del
programma elencati; ne metto uno per primo perché sta generando una sofferenza:
dobbiamo cambiare alla velocità della luce
il regolamento emesso sulla cannabis terapeutica, tema importante su cui abbiamo
fatto un regolamento sbagliato e dobbiamo
correggerlo perché stiamo creando problemi
ai malati, alle persone che soffrono, dobbiamo riportare chiarezza su questo tema.
Ci sono poi la tutela del territorio e i diritti
sociali, il piano dei rifiuti; e qui dico che
questa cosa passata in finanziaria è stata
una ferita perché le conseguenze di
quell'emendamento potevano esserci spiegate meglio; oggi abbiamo fatto un atto di
testimonianza un po’ alla disperata ma obiettivamente quello che succederà fra due
giorni è un qualcosa che ferirà i cittadini di
quel territorio. Ricordo le energie rinnovabili ed il risparmio energetico su cui stiamo
facendo ancora troppo poco. Presidente, la
diversità che abbiamo difeso e apprezzato
fino ad oggi deve essere coltivata e difesa
come una piantina preziosa e addirittura, se
possibile, fatta crescere ancora di più recuperando tutti gli attori che fino ad oggi si
sono impegnati. Le ferite che ci sono state
vanno cauterizzate e risanate. Ci impegneremo per questo ed abbiamo fiducia che lo
farà anche lei.
PRESIDENTE: Grazie. Informo i consiglieri che ho inserito il gong. Prego, consigliere Tognocchi.
TOGNOCCHI: Credo non possiamo fare
a meno di mettere in diretta relazione quello che stiamo facendo qui con quello che
sta succedendo a Roma. I terremoti che
hanno scosso i palazzi romani sono partiti
da Firenze ed oggi gestiamo l'ondata di ritorno.
Il Presidente Rossi ha detto all'inizio,
con molta chiarezza, "da una parte aiuto
Renzi a risolvere i problemi del Comune di
Firenze e dall'altra cerco di dare nuovo
slancio alla Giunta". L'aiuto è arrivato perché il fatto che Saccardi oggi sieda in questi
seggi e che il collega Giani stia aspettando
con ansia notizie di una sua nomina a Roma
hanno spianato la strada a Dario Nardella
che può tranquillamente correre, giocare la
sua candidatura a Firenze senza avere vicino presenze ingombranti. Pensiamo anche
che Saccardi e gli altri due assessori che
non conosco, Bobbio e Noncentini, siano
due giovani di valore che possono aiutare
davvero per questo rush finale.
Il Presidente Rossi ha usato il linguaggio
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della verità e forse ha creato qualche malumore in qualcuno che fino a poco tempo
prima aveva affermato di essere allergico ai
rimpasti; anzi, i rimpasti venivano accusati
di provocare irritazioni fastidiose, bolle cutanee. Evidentemente per questioni di microclima, di sanità migliore, che sicuramente abbiamo rispetto a Roma, da noi queste
patologie non esistono. Del resto è la verità
che può guarire la politica dalla principale
malattia che la affligge. Ha detto bene Pierluigi Bersani, che saluto perché oggi è tornato in aula e credo sia una presenza importante nella nostra politica, pochi giorni fa in
un'intervista, la modernità esalta una
leadership ma ci deve essere qualcosa di
più che una squadra intorno a un leader: c'è
bisogno di una comunità che condivide,
partecipa, collabora e costruisce.
Il PD era rimasto l'unico partito a dipendere in maniera esclusiva dalla capacità di
comunicazione dei suoi leader; parlo dei tre
maggiori partiti. Con Matteo Renzi abbiamo rotto questo argine che separava il PD
dagli altri; cercare di essere una forza politica basata su un progetto collettivo, condiviso da una comunità, da un partito che tentava anche di essere luogo di discussione e
di sintesi. Ci siamo adeguati alla nuova
frontiera, quella del leader che parla direttamente col suo popolo senza bisogno di intermediari, di mediazioni. Qualcuno lo esalta per questo, un leader di popolo come da
tanti anni non se ne vedono in Italia; questo
probabilmente è vero ma è anche vero che
il mio partito ha smesso di pensare alla costruzione di un nuovo modello che superasse quello del novecento basato sulle sezioni, i burocrati, i militanti, la vendita domenicale del giornale, per pensare ad una novità che ambisse a tenere insieme la
leadership con la comunità, la comunicazione con la partecipazione. Abbiamo preso
anche noi la scorciatoia e ci siamo affidati
anche noi al leader unico che addirittura,
per non farci mancare nulla, fa pure il
premier. Fa il leader, il premier, il segretario di partito.
Ormai anche nel nostro partito la casistica dei disastri è completa. Ancora dobbiamo sapere il nome e il cognome dei 101 che
un giorno hanno osannato Romano Prodi e
il giorno dopo lo hanno tradito nel segreto
dell'urna. Evidentemente anche per il PD il
collante per sentirsi di nuovo a casa si è
perso e le battaglie politiche combattute con
lealtà e trasparenza sono un ricordo. Il nuovo corso è iniziato anche da noi.
Ieri nella riunione del gruppo convocata
per eleggere il nuovo capogruppo, è venuto
il segretario regionale del partito che, oltre
ad indicarci il nome del successore di Marco Ruggeri, ha detto "dobbiamo mettere in
sintonia il gruppo regionale con ciò che avviene a Roma". Gli ho detto "mi sembra
difficile che questa sintonia, ad esempio, si
trovi sulla legge elettorale". Noi abbiamo
faticosamente tentato di superare la nostra
che in questi anni ci ha creato discredito
nell'opinione pubblica e nella stampa e a
Roma ne mettono in cantiere una che ne riprende il dato essenziale, in particolare
quello delle liste corte bloccate, addirittura
peggiorandola con il tentativo di escludere
dalla rappresentanza parlamentare forze con
milioni di voti. Non voglio essere in sintonia con il modo in cui Matteo Renzi è diventato premier; la più classica delle manovre di palazzo in sfregio alle informazioni
che hanno contraddistinto la sua campagna
elettorale: mai senza elezione, mai larghe
intese ed invece, come ha detto qualcuno,
governa coi voti di Bersani, la maggioranza
di Letta e dico forse anche con una bella
fetta di programma.
Quello che mi addolora è l'assoluta mancanza di reazioni vere e profonde anche nella classe dirigente del mio partito. Si dice
"non conta il come ma conta cosa farà".
Non sono d'accordo, in politica la forma è
sostanza e la coerenza tra ciò che si dice e
ciò che si fa è un elemento indispensabile.
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Non è certamente questo il modello che
dobbiamo proporre ai giovani. Gli inglesi
hanno tradotto il rottamatore in demolition
man e sembra molto più efficace per rappresentare quello che sta succedendo, demolire, travolgere e calpestare per arrivare
alla meta ma si rischia di rimanere una sola
persona tra le macerie. Non è la strada giusta; non voglio essere così. Io sono stato eletto per sostenere il programma del Presidente Rossi e questo impegno lo rispetterò
lealmente anche se in questo passaggio finale mi senta poco, ma davvero poco, in
sintonia con il mio partito.
Abbiamo da compiere scelte molto importanti che porteranno anche confronti con
il Governo nazionale per far sì che questa
tenuta della Toscana, che il Presidente ha
descritto, diventi ripresa e posti di lavoro.
Mi rimetto a due temi. Aeroporto: credo
che l'impegno della Giunta nei confronti del
Consiglio, ma oggi c’è stata già la precisazione del Presidente, rimanga fermo a quanto faticosamente pattuito. Fatte salve le
condizioni di salvaguardia ambientale e sanitaria del territorio e delle popolazioni, l'ipotesi è quella della pista di 2.000 metri e
visto che il masterplan di Adf ha finalmente fatto venire a galla la verità e cioè che la
società non è in grado di finanziare il complesso delle opere necessarie. Rimane l'impegno preso: nessun soldo pubblico nella
pista; altre sono le priorità della Toscana.
Ne dico una: la Toscana sta franando. C'è
bisogno di un grande piano di sicurezza idrogeologica e credo che se le risorse arriveranno da Roma questa sarà la priorità.
La promozione del sistema toscano è una
riforma non rimandabile e che non ho visto
nel documento. Chiedo di introdurla per dare efficacia e razionalità, mantenendo un
indispensabile ruolo pubblico. Nelle commissioni abbiamo deciso di costituire un
gruppo di lavoro e spero saremo in grado di
consegnare alla Giunta un progetto chiaro
ed innovativo che riduca la frammentazione
senza trascurare le potenzialità e chiedo anche che venga inserita nel documento che si
andrà a votare.
Il motivo principale del mio sostegno al
Presidente sta nel fatto che credo che Enrico Rossi, per le sue caratteristiche, sia in
grado di rappresentare di fronte all'opinione
pubblica toscana e anche nazionale un modello diverso di politica che privilegi lealtà,
sobrietà e rispetto nei confronti degli altri.
Sembrano banalità ma non lo sono.
Presidente, cerchi di incarnare questa esigenza, è la nostra speranza, tenersi lontano dalla moda del "ci penso io, faccio tutto
io" per dimostrare che si può fare una politica fatta da persone serie e concrete, che
non raccontano storielle, che esercitano la
leadership basata con le proprie capacità di
convincere ed ascoltare. Metta la sua onestà
e il suo esempio al servizio di un progetto
di ricostruzione. Ora ci vogliono gli uomini
della ricostruzione perché gli uomini della
demolizione ormai hanno distrutto tutto. Mi
sento ancora contadino; quando il raccolto
non c'è si ara, si coltra e si risemina. Per
questa fine legislatura avrà non solo il mio
appoggio, e naturalmente mi auguro del
Consiglio, ma la mia riconoscenza e spero
di molti cittadini se saprà legare il suo nome a un antivirus efficace contro le furbizie, l'astuzia e gli inganni che purtroppo
oggi fanno parte della politica. Matteo Renzi diceva spesso "non si può fermare il vento con le mani", è uno slogan mutuato da
Seneca che riferiva al destino ed il premier,
modestamente, a sé stesso.
Chiudo con la citazione di un amico,
Marco Malvaldi: "uno degli aspetti più fastidiosi dell'essere umano è la ridicola convinzione che non siamo responsabili delle
conseguenze delle nostre azioni come testimonia l'infantile disinvoltura con cui
troppo spesso attribuiamo alla volontà del
fato il disastroso esito delle nostre cazzate".
Grazie.
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PRESIDENTE: Grazie. Consigliere Nascosti, prego.
NASCOSTI: Grazie, cercherò di stare
nei tempi. Mi sarei aspettato nella sua relazione, Presidente, un'attenzione e un provvedimento chiaro per quanto riguarda il la
semplificazione, la sburocratizzazione e la
facilitazione di interlocuzione tra l'ente Regione, in particolar modo la Giunta e chi fa
impresa in Toscana, non tanto le associazioni quanto il mondo imprenditoriale largamente citato come una fonte importante
di sviluppo di questa regione. Me lo sarei
aspettato pensando, vedendo e sperando che
nella riorganizzazione complessiva delle
deleghe si facesse un progetto, facile da fare, quello di mettere tutte le competenze
che riguardano le attività produttive dentro
un unico assessorato, oppure dentro gli uffici della Presidenza della Regione. Come
sapete non è così. Vedo con stupore che
non solo non si va in quella direzione ma
un pezzo importante che è stato sempre
dentro le attività produttive, la formazione
professionale, che è stata sempre uno dei
motori sul quale si interviene anche nelle
crisi aziendali per cercare di creare nuove
professionalità da mettere a disposizione di
nuovi settori e nuove imprese che vanno ad
inserirsi nei settori in crisi, il caso Eaton ne
è l’esempio, viene tolta all'assessorato delle
attività produttive dell’assessore Simoncini
che, lo dico a verbali aperti, finora ha lavorato bene e lo si dà, senza nulla togliere al
nuovo assessore, al professor Bobbio; si istituisce un nuovo assessorato che ha la delega alla formazione professionale ottenendo un ulteriore spezzatino di competenze
che poco fa bene all’auspicato processo di
riordino e semplificazione e di unicità del
confronto fra chi fa artigianato e commercio e chi deve decidere sulle risorse e sulla
formazione. Questo oggettivamente è uno
degli aspetti che mi hanno maggiormente
sorpreso visto sostanzialmente quello che è
stato fatto anche durante il procedimento in
Consiglio regionale in merito al procedimento di semplificazione e quant'altro.
L'unicità della decisione. E’ lo stesso discorso che faceva il consigliere Tognocchi
sulla promozione che avrebbe bisogno di un
riordino complessivo. Si poteva cogliere
l’occasione di questo check up che si fa sulla Giunta per cercare di mettere fra le priorità della maggioranza un disegno di riordino della comunicazione, perché non è il
problema di come spende i soldi l'Apet o
Toscana Promozione, ma il problema anche
qui è sulla promozione, elemento fondamentale per l'internazionalizzazione delle
nostre reti di impresa e deve essere gestito
da un unico soggetto in cui la Regione può
decidere se fare regia, se dare indirizzi, oppure se erogare anche le risorse. Questo non
è successo.
L'altro aspetto, Presidente, lo dico anche
all'assessore Marson che mi fa piacere sia
sempre qui presente quando si parla di priorità, voglio dirlo in maniera molto chiara, di
norme di governo del territorio e di norme
del piano del paesaggio siamo preoccupati
perché quello che abbiamo visto fino ad
oggi intende il paesaggio e la bellezza del
paesaggio come un vincolo e non come una
risorsa. Quando leggo non un mio documento ma la relazione dell'attuale segretario
del Partito Democratico al congresso di
Prato quando parla della bellezza intesa
come paesaggio che non può essere messa
in contrapposizione con lo sviluppo e quando dice che la bellezza può essere e deve
dare ricchezza questo non è quello declinato in questi due strumenti fondamentali che
sono parte integrante del programma di fine legislatura; e qui c'è una contraddizione
in termini.
Vorremmo sapere, lo avrei domandato
all'assessore Marson se fosse stata presente,
ma certo glielo domanderemo, nell'ambito
di una riforma complessiva del sistema paesaggistico, con questa definizione nuova del
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paesaggio, quali e quante sono le aree industriali che rischiano di essere limitate? Vorremmo sapere quali sono le superfici interessate a questo nuovo piano di strumento
paesaggistico, che non può passare solo nel
momento in cui si deve dare la priorità di
interventi a favore della messa in sicurezza
del territorio; come non si può, con un colpo di penna, chiudere un intero settore,
quello delle cave estrattive. È l'approccio
che è sbagliato. Auspicavo davvero un passo in avanti che non c'è stato anche perché
non trovo traccia di un nuovo patto di sviluppo da firmare con le imprese. Il rilancio
del sistema delle piccole e medie imprese
non può essere visto solo in funzione di ciò
che fa export ma si deve dare la possibilità
in Toscana di fare impresa.
Chiudo con due argomenti, Presidente; il
primo è che vedo con piacere dal documento di maggioranza che si parla di riordino
costituzionale, che si comincerà a parlare
del decreto Del Rio e delle aree metropolitane. Vedo altrettanto con piacere che si
può parlare finalmente, qui dissento col
consigliere Romanelli, di una modifica della disciplina del sistema di edilizia residenziale pubblica sociale relativamente alle
modalità di assegnazione del canone di collocazione.
Chiudo rispondendo al consigliere Tognocchi, all'unico punto sulla cui visione
sono in disaccordo; sull'aeroporto non ha
deciso il Consiglio regionale e non decideremo noi. Se sono vere, come sono vere, le
dichiarazioni di ENAC, ha già deciso ENAC, se si fa la pista la si fa di 2.400 metri
e non di 2.000. Questo è un fatto importante; chi frettolosamente anche dai nostri banchi ha deciso e ha votato la delibera e quel
PIT ha sbagliato. ENAC e il Ministero hanno detto che sono 2.400 metri e su questa
traccia e su questo documento vediamo poco parlare dell'aeroporto di Firenze.
Presidente, lei sull'aeroporto ha fatto una
scommessa dicendo "si fa o si va a casa".
Voglio vedere se veramente l'aeroporto potrà essere realizzato in questa legislatura.
Grazie.
PRESIDENTE: Grazie. Consigliere Taradash, prego.
TARADASH: Grazie, signor Presidente.
Molti degli interventi succedutisi in aula
confermano che ciò che è stato interpretato
come un mio scherzo all'inizio; era ironico,
sì, ma non era uno scherzo. La dipendenza
delle decisioni prese a Firenze in questi
giorni, dalle novità che emergono tra Firenze e Roma nelle stesse ore, è evidente. Noi
ci troviamo a un cambio di maggioranza da
una parte e all'ingresso all'interno della
giunta di esponenti di quella che oggi è la
maggioranza del Partito Democratico.
Abbiamo ascoltato interventi che ci hanno raccontato le vicende del Partito Democratico come se potessero avere influenza
sul dibattito che stiamo facendo; evidentemente questa influenza ce l'hanno perché
non ci sarebbe stata nessuna ragione di un
cambio di maggioranza se non avesse il
Presidente Rossi richiamato dalla sua storia
antica il concetto fondamentale di partitocrazia che regge i suoi comportamenti; il
Presidente Rossi ha fatto un accenno nel testo scritto, che poi ha evitato nella parte orale, all'ordoliberismo come causa del degenerare della crisi toscana, europea e
mondiale e questo ci dà la riprova, che il
concetto di fondo che separa la sinistra che
Rossi rappresenta, dal centro-destra, che
rappresentiamo noi, è una diversa concezione dei rapporti fra lo stato e i cittadini,
fra il potere politico e l'impresa economica.
L'ordoliberismo non è una parolaccia, è
la politica economica della Germania da
Ludwig Erhard ad Angela Merkel. Capisco
che orecchiando o filosofeggiando si possa
dire che la colpa è della Merkel e quindi
dell'ordoliberismo per quello che sta succedendo a noi, lo dicono in tanti, da LaRou-
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che agli esponenti delle filosofie del signoraggio, ecc., ... Benissimo, si può dire. A
me non interessa se via vero o se non sia
vero; non siamo in grado in questa aula e
nemmeno nel dibattito di capire dove finiscono le responsabilità nostre e dove iniziano quelle degli altri. Matteo Renzi, più volte evocato anche oggi, dice "cominciamo a
mettere a posto ciò che compete a noi e poi
possiamo rivolgerci agli altri e dire ‘fate in
un altro modo’". Io la penso così; penso che
sia bene che ciascuno di noi si assuma le
proprie responsabilità.
Questo non avviene in Regione Toscana
perché abbiamo il documento che si chiama
"programma di fine legislatura" che riproduce il programma di inizio legislatura,
semplicemente ci dice "alcune cose non le
abbiamo fatte e contiamo di farle nel prossimo anno". Naturalmente tutti noi sappiamo che non sarà possibile farle e sappiamo
che è una pura mascheratura della realtà
perché la realtà è che siamo anche qui dentro la campagna elettorale e il Presidente
Rossi dopo essersi candidato in nome della
discontinuità rispetto al presidente Martini
oggi si candiderà in nome della discontinuità attraverso l'assegnazione della vicepresidenza ad un’esponente renziana, che sarà
sicuramente brava e capace ma che non
c'entra nulla col percorso della Regione,
come non c'entrano nulla gli assessori che
oggi entrano a far parte della giunta; ma
questo è il segno della discontinuità.
Dopo aver fatto battaglie quotidiane con
il sindaco di Firenze Renzi oggi Rossi si inchina al potere, accetta le regole del potere
della partitocrazia e impone alla Toscana
una campagna elettorale che comincia oggi
e terminerà quando deve terminare. La questione di fondo è che non dà nessuna risposta al perché non sia riuscito a realizzare il
programma di legislatura e al perché ci siano stati tanti fallimenti nel corso del tempo,
ultimo quello dell'aeroporto testé citato, ma
se ne possono citare mille altri non richia-
mati da nessuno della maggioranza: il Monte dei Paschi di Siena e ciò che questo significa per la città di Siena e per l'economia
di gran parte della Toscana. La Regione
non aveva nessuna responsabilità su questa?
I problemi infiniti della viabilità, la Tirrenica che non si è fatta nemmeno in questi
cinque anni e sicuramente non si farà nei
prossimi cinque ed è bene mi auguro non si
faccia perché altrimenti si fa la fine del rigassificatore di Livorno. Il tempo è uno dei
fattori produttivi ed economici. Il rigassificatore fatto dieci anni fa aveva un senso economico ed oggi entra direttamente nella
bolletta di tutti gli utenti di Italia senza aver
fatto altro che modificare la skyline di Livorno e non avere raccolto nemmeno un litro di gas; e questo succederà per la Tirrenica, costosissima e inutile, e questo succederà probabilmente per l'aeroporto di Peretola sul quale il Presidente Rossi se avesse
messo la fiducia rispetto alla sua maggioranza minacciando le dimissioni, avrebbe
fatto benissimo perché questa è la caratteristica dei presidenti eletti dal popolo: possono fare quello che vogliono; possono modificare la giunta e nessuno gli può rimproverare niente, possono sciogliere la legislatura
e nessuno gli può rimproverare niente. Questo è il modo di governare necessario per
l'Italia e il Presidente del Consiglio, primus
inter pares, se ne renderà presto conto. Ma
per questo, essendo legittimo quello che fa
Rossi, dobbiamo noi inchinarci al politicamente corretto, che è avvenuto in queste
giornate. Potremmo, lo abbiamo fatto nella
nostra risoluzione, andare punto per punto a
discutere i problemi dei cittadini toscani ma
quello che noi vogliamo sottolineare è che
c'è una concezione dei rapporti tra potere e
società che in Toscana, secondo schemi antichi, fa calare dall'alto tutte le decisioni
comprimendo le libertà dei cittadini e la libertà del mercato.
Questa è la ragione vera, secondo noi. E’
inutile urlarsi addosso, meglio prospettare
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le alternative ai fallimenti della Regione in
questi cinque anni.
PRESIDENTE: La seduta è aggiornata a
domani mattina alle ore 9,30. Si prosegue
con il dibattito; il primo intervento sarà
quello del consigliere Chiurli.
La seduta termina alle ore 19:13.
Stenotipia a cura di Marina Luddi, via Rosano, 3 50012 Bagno a Ripoli (FI)
Redazione e coordinamento a cura del Settore Assistenza al procedimento degli atti consiliari e ai lavori d’Aula
(O. Braschi, B. Cocchi, F. Querci, A. Tonarelli)
L’estensore: F. Querci O. Braschi
La responsabile dei servizi d'aula: D.ssa Patrizia Tattini …………………………………………..
Stampa: Centro stampa del Consiglio Regionale della Toscana
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seduta n. 177 25.02.2014_pomeridiana