-1- Regione Toscana Atti Consiliari IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N.177/P DEL 25 FEBBRAIO 2014 Assistenza al procedimento degli atti consiliari e ai lavori d’Aula 177/P SEDUTA PUBBLICA pomeridiana Martedì, 25 febbraio 2014 (Palazzo Panciatichi – Firenze) PRESIDENZA DEL PRESIDENTE ALBERTO MONACI DEL VICEPRESIDENTE ROBERTO GIUSEPPE BENEDETTI E DEL VICEPRESIDENTE GIULIANO FEDELI INDICE pag. Approvazione processi verbali Presidente .............................................................................3 COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO: Congedi Leggi regionali nn. 8 e 9/2014, promulgate Interrogazioni scritte nn. 944, 988, 999, 1010, 1015, risposta della Giunta regionale Mozioni nn. 704, 747, pervenute note di attuazione Interrogazione a risposta orale n. 1078 assegnata in commissione Affari assegnati alle commissioni Elezione nuovo Presidente gruppo consiliare Partito Democratico Presidente .............................................................................3 Ordine dei lavori e iscrizione urgente delle proposte di risoluzione nn. 233 e 234, delle mozioni nn. 769, 765 e 768 Dibattito, approvazione Presidente .............................................................................3 pag. Agresti (NCD)...................................................................... 3 Sgherri (Fed. Sin. – Verdi)................................................... 3 Marini (Fed. Sin. – Verdi).................................................... 3 Remaschi (PD) ..................................................................... 4 Tognocchi (PD).................................................................... 4 Staccioli (FdI) ...................................................................... 4 Ferrucci (PD) ....................................................................... 4 Modifiche all’articolo 2 della legge regionale 12 novembre 2013, n. 65 (Modifiche alla legge regionale 12 gennaio 1994, n. 3 “Recepimento della legge 11 febbraio 1992, n. 157 Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”) (Proposta di legge n. 310 divenuta legge regionale n. 7/2014 atti consiliari) Relazione, dibattito, dichiarazioni di voto, voto articolato, voto positivo emendamento, voto positivo preambolo, voto positivo finale testo emendato Presidente............................................................................. 4 Santini (FI)................................................................. 4 e sgg. Spinelli (PD) ........................................................................ 6 Gazzarri (IdV)...................................................................... 7 -2- Regione Toscana Atti Consiliari IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 177/P DEL 25 FEBBRAIO 2014 pag. Romanelli (Gruppo misto)....................................................7 Mattei (PD)...........................................................................8 Tognocchi (PD) ....................................................................9 Manneschi (IdV).................................................................11 Rossetti (PD) .....................................................................12 COMUNICAZIONI DELLA GIUNTA REGIONALE: Comunicazione del Presidente Rossi sulle priorità programmatiche di fine legislatura (Comunicazione n. 36) Ordine del giorno dei consiglieri Staccioli, Donzelli, Marcheschi, collegato alla comunicazione n. 36 sulle priorità programmatiche di fine legislatura, in merito al piano paesaggistico e al Parco delle Apuane (Ordine del giorno n. 232 - testo sostitutivo) Proposta di risoluzione dei consiglieri Magnolfi, Benedetti, Agresti, Lazzeri, Del Carlo, Gambetta Vianna, Donzelli, Staccioli, Taradash, collegata alla informativa del Consiglio regionale sulle priorità programmatiche di fine legislatura (Proposta di risoluzione n. 233) Risoluzione dei consiglieri Ferrucci, Romanelli, Marini, Gazzarri, Ciucchi, in merito alle priorità programmatiche di fine legislatura (Risoluzione n. 234) Proposta di risoluzione dei consiglieri Santini, Ammirati, Antichi, Bartolomei, Ferri, Fuscagni, Marignani, Mugnai, Nascosti, collegata alla comunicazione della Giunta regionale n. 36: Informativa al Consiglio regionale sulle priorità programmatiche di fine legislatura (Proposta di risoluzione n. 235) Esame congiunto: svolgimento comunicazione, dibattito, sospensione seduta Presidente ...........................................................................14 Taradash ...................................................................14 e sgg. Rossi (Presidente della Giunta) ..........................................14 Santini (FI) .........................................................................19 Mugnai (FI) ........................................................................22 Del Carlo (UDC) ................................................................23 Donzelli (FdI) .....................................................................24 Sgherri (Fed. Sin. – Verdi) .................................................26 Ammirati (FI) .....................................................................28 Fuscagni (FI) ......................................................................29 pag. Ciucchi (Gruppo misto) ..................................................... 31 Romanelli (Gruppo misto) ................................................. 33 Tognocchi (PD).................................................................. 34 Nascosti (FI) ...................................................................... 37 *** -3- Regione Toscana Atti Consiliari IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 177/P DEL 25 FEBBRAIO 2014 La seduta inizia alle ore 15:46. Presidenza del Presidente Alberto Monaci APPROVAZIONE PROCESSI VERBALI PRESIDENTE: Buonasera. Informo che è stata distribuita la nota generale relativa all'approvazione dei processi verbali delle sedute consiliari numero 174, 175 e 176. Ai sensi dell'articolo 86 del regolamento interno, i processi verbali si intendono approvati se non vi sono interventi per eventuali rettifiche. C'è nessuna richiesta di rettifica? Nessuna; li diamo per approvati. COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO: Congedi Leggi regionali nn. 8 e 9/2014, promulgate Interrogazioni scritte nn. 944, 988, 999, 1005, 1010, risposta della Giunta regionale Mozioni nn. 704, 747, pervenute note di attuazione Interrogazione a risposta orale n. 1078 assegnata in commissione Affari assegnati alle commissioni Elezione nuovo Presidente gruppo consiliare Partito Democratico PRESIDENTE: Comunico che non parteciperanno alla seduta odierna i consiglieri Magnolfi e Villa. Sono state distribuite le comunicazioni di interesse dei consiglieri regionali relative a leggi regionali promulgate, note di attuazione della Giunta su mozioni approvate dal Consiglio, risposte scritte della Giunta ad interrogazioni, atti assegnati alle Commissioni. Ordine dei lavori e iscrizione urgente delle proposte di risoluzione nn. 233 e 234, delle mozioni nn. 769, 765 e 768 L'ordine dei lavori della seduta odierna, come deciso in conferenza di programmazione dei lavori, come primo punto all'ordine del giorno nella seduta odierna è stata iscritta la proposta di legge numero 310 con termine 28 febbraio come previsto dall'arti- colo 2 della legge regionale numero 65/2013. Comunico che il consigliere Ivan Ferrucci è stato eletto ieri presidente del gruppo consiliare del Partito Democratico. Iniziamo con la proposta di legge 310. Successivamente ci sarà la comunicazione numero 36 del Presidente Rossi sulle priorità programmatiche di fine legislatura. Avete a vostra disposizioni il calendario dei lavori approvato dalla conferenza dei capigruppo. Iniziamo con l'atto che ho appena annunciato e successivamente diamo inizio alla comunicazione numero 36 del Presidente Rossi. Il consigliere Agresti ha chiesto di intervenire, a lei la parola. AGRESTI: Grazie, Presidente. Per chiedere l'iscrizione all'ordine dei lavori, e collegarla alla comunicazione del Presidente Rossi, della proposta di risoluzione presentata dai gruppi Nuovo Centro Destra, Più Toscana/Nuovo Centro Destra, Unione di Centro e Fratelli d'Italia. La deposito alla presidenza. PRESIDENTE: Presidente Sgherri, a lei la parola. SGHERRI: Per chiedere l'iscrizione di una mozione a sostegno alla richiesta di stato di calamità per alcuni comuni dell'Isola d'Elba, sottoscritta da vari consiglieri sia di maggioranza che di opposizione. PRESIDENTE: Ha chiesto di intervenire il presidente Marini, a lei la parola. MARINI: Grazie, Presidente. Per chiedere di poter presentare il testo sostitutivo della mozione numero 763 essendoci state delle correzioni anche rispetto alla vertenza della Syntec, di come sta andando avanti, quindi c'è un testo sostitutivo firmato da tutti quelli che avevano firmato la prima stesura. PRESIDENTE: Presidente Remaschi, ha chiesto di intervenire, a lei la parola. -4- Regione Toscana Atti Consiliari IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 177/P DEL 25 FEBBRAIO 2014 REMASCHI: Grazie, Presidente. Per iscrivere all'ordine del giorno una mozione avente ad oggetto il riordino delle centrali operative del 118 a livello di area vasta della Toscana centrale, a firma del sottoscritto e dei colleghi Venturi, Mattei, Morelli, De Robertis e Tognocchi. PRESIDENTE: Grazie. Ha chiesto di intervenire il collega Tognocchi, a lei la parola. TOGNOCCHI: Grazie, Presidente. Per l'iscrizione della mozione numero 758 sulla legge elettorale nazionale. Faccio presente che questa mozione era la prima dopo gli atti nell'ultimo Consiglio che è stato chiuso per l'ora tarda e quindi chiedo che venga rimessa nell'ordine in cui era. Grazie. PRESIDENTE: Grazie. La parola alla consigliera Staccioli. STACCIOLI: Grazie, Presidente. Per mettere all'ordine del giorno una mozione, magari fra i primi punti, in merito agli uffici del difensore civico di Montignoso, per poterli mantenere in funzione. PRESIDENTE: Ha chiesto di intervenire il presidente Ferrucci, a lei la parola. FERRUCCI: Grazie, Presidente. Vorrei presentare una proposta di risoluzione sulle comunicazioni del Presidente della giunta regionale. Grazie. PRESIDENTE: Metto in votazione l'ordine dei lavori proposto con le integrazioni comunicate o richieste. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Chi è contrario? Chi si astiene? - Il Consiglio approva (Il sistema di filodiffusione interno trasmette le note dell'inno nazionale) Modifiche all’articolo 2 della legge regionale 12 novembre 2013, n. 65 (Modifiche alla legge regionale 12 gennaio 1994, n. 3 “Recepimento della legge 11 febbraio 1992, n. 157 Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”) (Proposta di legge n. 310 divenuta legge regionale n. 7/2014 atti consiliari) PRESIDENTE: Presidente Santini, vuole illustrare lei questa proposta di legge che dobbiamo andare ad esaminare? A lei la parola. SANTINI: La ringrazio doppiamente, non solo perché mi dà la parola ma anche perché è stato così sollecito e solerte a tradurre in attenzione della conferenza di programmazione dei lavori una sollecitazione che ebbi modo di porle nella mattina di venerdì scorso. Nella mattina di venerdì scorso le segnalai quante e quali difficoltà e quante e quali situazioni di emergenza si sarebbero determinate ove non avessimo compiuto un intervento di manutenzione alla recente legge numero 65 approvata da questo Consiglio Regionale nel novembre dello scorso anno. L'oggetto di questa legge riguardava i manufatti relativi agli appostamenti di caccia nel territorio della Toscana. Questa legge consentiva, così come formulata, una serie di situazioni compatibili con la legge relativa a questi appostamenti e quindi ne descriveva le tipologie, per brevità non la leggo e non la rappresento, il materiale da utilizzare, quant' altro relativo a questi insediamenti e li esentava da qualsiasi altro onere procedurale. La cosa confliggeva con la legge nazionale, tant'è che alcuni sindaci si erano rivolti al nostro ente, all'ufficio competente. Erano scaturite delle situazioni, in alcuni casi abbastanza pittoresche, e restava il fatto che si avvicinava a noi la scadenza del 28 febbraio altamente rischiosa per quanto riguardava l'attività venatoria sul territorio della nostra regione considerando anche che la nostra buona fede dei cacciatori della nostra Regione non poteva essere addotta a scusante -5- Regione Toscana Atti Consiliari IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 177/P DEL 25 FEBBRAIO 2014 di situazioni che confliggevano apertamente con la legge nazionale. In regioni consimili alla nostra il governo nazionale era ricorso alla Corte Costituzionale e in entrambi i casi la corte aveva dato ragione al governo ricorrente. Nel nostro caso la cosa si limitava ad una corrispondenza intercorsa tra l'ufficio legislativo del ministero per i beni e le attività culturali e la presidenza del Consiglio in cui si ribadiva l’ illegittimità della legge. Non c'era seguito. Torno a ripetere che il problema non era che la nostra legge a fronte di una non presentazione di ricorsi alla Corte Costituzionale garantiva l'attività venatoria e i cacciatori. Sempre proseguendo in questo settore molti sindaci del territorio della Toscana avevano avanzato alcune istanze agli uffici regionali chiedendo risposte nel merito, né mi è stata segnalata questa situazione anche perché a fronte delle risposte non rese la cosa mi destava qualche preoccupazione e qualche sospetto. Ho cercato di approfondire, sono stati disponibili e solerti i funzionari dell'ufficio caccia e mi hanno rappresentato una situazione sinceramente degna di essere presa all'attenzione di questo Consiglio, cosa che è stata fatta stamattina alla conferenza dei capigruppo. Abbiamo operato anche con la disponibilità dell'assessore presente e solerte anche lui a verificare davvero se queste preoccupazioni erano legittime. Cosa significava "Preoccupazioni legittime"? Che dal primo marzo, quindi fra pochissimi giorni, tutti gli organi di polizia giudiziaria potevano intervenire su questi manufatti, operarne il sequestro, comminare sanzioni pesantissime nei confronti dei cacciatori stessi e dei proprietari dei fondi. Quindi vi rappresento alcune entità del fenomeno: ci sono in Toscana circa 12.000 appostamenti fissi utilizzati da oltre 20.000 cacciatori perché in alcuni casi vi è promiscuità di utilizzo e ci sono quantomeno altrettanti proprietari dei fondi. Tutte queste situazioni sarebbero state pesantemente soggette a sanzioni anche di tipo penale. Si parla di un'ammenda che arriva fino a 10.329 euro e ad arresto fino a due anni con ulteriore sanzione fino a 100.000 euro. Questa era la dimensione del problema e ringrazio i colleghi capigruppo di avere avvertito nella pienezza della dimensione. Li ringrazio anche perché la manutenzione della legge che facciamo quest'oggi è semplicemente prorogare i termini di possibilità di controllo di 120 giorni. Sono 120 giorni nei quali anzitutto tutti noi abbiamo il dovere di dare chiarezza a questo mondo che in parte era stato illuso dalla possibilità di rendere questa legge, legge che dava a loro tutele. La seconda è quella di intervenire a livello nazionale per rimuovere una situazione che credo sia davvero eccessiva ed esagerata nei confronti delle prescrizioni previste per l'insediamento o il mantenimento di queste modestissime infrastrutture. Nella sostanza e spirito ribadiamo la nostra convinzione che la legge alla quale avevamo dato vita l'anno scorso sia quanto mai valida ed opportuna. Il rischio era reale e l'emergenza che si sarebbe concretizzata entro pochi giorni era assolutamente reale e tale rischio andava rimosso, il che non significa semplicemente prorogare di 120 giorni la permanenza di queste modestissime infrastrutture quanto di avviare un rapporto di sollecitazione. C'era questa necessità che, ripeto, non deve vedere questo Consiglio inoperoso e imbalsamato, ma deve vedere tutti noi che condividiamo questa cosa operativi ed operosi nei confronti del parlamento nazionale e del governo nazionale perché credo che l'iter di una legge sia abbastanza complicato e abbastanza lungo, quanto meno finché rimarranno le farraginosità del bicameralismo e quindi credo che il Governo potrebbe intervenire nella materia tramite dei decreti. Resta il fatto che abbiamo il dovere di dare certezza del diritto, esigenza che quanto mai avvertita in questo ente anche perché, ripeto, se non vi fosse stata questa possibilità e se non fossi stato sollecitato da conoscenti nel mondo venatorio e da conoscenti nelle istituzioni, sinceramente avremmo prestato un pessimo servizio a -6- Regione Toscana Atti Consiliari IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 177/P DEL 25 FEBBRAIO 2014 questi cittadini e avremmo rischiato in buona fede di farli incappare nei rigori della legge, in questo caso davvero con rigori portati al superlativo. Ringrazio ancora della via di urgenza con cui è stata trattata tale materia. Ringrazio lei, Presidente, per essere stato sensibile nei confronti del problema e i colleghi capigruppo che nella mattinata hanno licenziato con forme aggiunte il testo di questa manutenzione della legge regionale numero 65. PRESIDENTE: Grazie. Aveva chiesto di intervenire il collega Spinelli, a lei la parola. SPINELLI: Grazie, Presidente. Fatta salva la necessità di valutare positivamente la proposta avanzata stamani dai capigruppo, le argomentazioni portate a sostegno di questo dal collega Santini in realtà sono completamente diverse, se non opposte, alle argomentazioni che hanno determinato la condizione per cui noi, in questo Consiglio abbiamo deliberato a novembre 2013. Messe le cose così come sono state poste sembra quasi che l'origine di tutti i problemi sia la legge regionale 65 e la realtà è esattamente opposta. Bisogna ricordare a questo Consiglio che, a seguito della sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittime le norme del Veneto, senza la legge 65/2013 tutti gli appostamenti fissi in Toscana alla data della nostra votazione solo per il fatto stesso di essere stati definiti "Fissi" avrebbero rischiato di essere soggetti a permessi a costruire come una usuale opera edilizia e nelle aree vincolate autorizzazione paesaggistica. La Corte infatti aveva in pratica argomentato, secondo me senza grandi forzature, che ogni manufatto da appostamento in quanto definito fisso e dunque per ciò stesso da considerare alla stregua di un qualsiasi immobile ha necessità di tali autorizzazioni e di tali abilitazioni. La Regione Toscana con la legge 65 ha risposto in positivo alle problematiche emerse dalla sentenza stabilendo le caratteristi- che che i manufatti per appostamento devono avere e rispettare ed abbiamo in questo senso determinato un apposito articolo, l'articolo 6 bis, che consente per coloro che non rientrano in tali obblighi e chiarendo che solo per manufatti realizzati diversamente occorre una Scia e nelle aree vincolate un’ autorizzazione paesaggistica. Quindi non credo che ci sia un qualche pasticcio, né tanto meno nessuna cavillosità interpretativa, bensì una legge che mette ordine nelle regole e salvaguarda la grandissima maggioranza degli appostamenti esistenti realizzati secondo le caratteristiche che in questa situazione abbiamo determinato. Quali erano queste caratteristiche? Non voglio stare qui a leggervi l'articolo 6 bis, ma erano quelle tradizionali, con gli strumenti tradizionali, con legno ed opere di sostegno, senza che queste in nessun caso prevedessero strutture costruite con utilizzo di cemento e quindi di tipo edilizio. È del tutto evidente perché abbiamo voluto elaborare una norma che metteva in salvo quelle strutture che sono le strutture caratteristiche dell'attività venatoria e tutte le altre che in qualche modo entrano in una fattispecie differente ed è del tutto evidente che non possiamo intervenire anche perché è questione che non compete alla Regione Toscana ma allo stato nazionale. Tanto è vero che la norma che abbiamo elaborato è passata in data 27.12.2013 dalla valutazione del Consiglio dei ministri che, a differenza della legislazione del Veneto, ha deliberato di non impugnarla evidentemente ritenendola costituzionalmente congrua e credo che questo sia un passaggio assolutamente decisivo ed importante perché di fatto mette in condizioni la Regione Toscana con la legge approvata al Consiglio Regionale di definire in modo preciso e chiaro una situazione che, ripeto, salvaguarda la stragrande maggioranza di queste strutture. Quindi il problema, come giustamente diceva il collega Santini, non si presenta per questa tipologia di manufatti perché per essa la nostra legge è chiara e non interpretabile. Si -7- Regione Toscana Atti Consiliari IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 177/P DEL 25 FEBBRAIO 2014 tratta di vedere l'altra tipologia sulla quale si inserisce da una parte la legge dello Stato e ovviamente i regolamenti urbanistici dei comuni perché trattandosi di opere edilizie è difficile che in ogni realtà territoriale si possano trovare situazioni analoghe tanto da potere configurare un presupposto identico per tutto il territorio della Regione Toscana. Vi posso garantire che ci sono casistiche completamente diverse da realtà territoriale a realtà territoriale. Quindi in questa specifica situazione, per questa specifica tipologia di manufatto, si può anche fare un ragionamento di deroga ma riguarda esclusivamente questo tipo di percorso fermo restando il fatto che durante la discussione che faremo anche sulla legge sul territorio avremo modo di tornare per capire in che termini tale tipo di intervento può essere plausibile, fermo restando il fatto che continuiamo a sostenere che ci sia la necessità di rendere compatibile questo tipo di interventi con la salvaguardia del territorio che riteniamo assolutamente doverosa. Grazie. PRESIDENTE: Ha chiesto di intervenire il presidente Gazzarri, a lei la parola, grazie. GAZZARRI: Voterò contro questa proposta di legge, quindi il mio è un voto del tutto personale e, pur essendo capogruppo, non vincolo gli altri appartenenti al gruppo. Ritengo che per l'ennesima volta si stia facendo l'ennesimo favore ai cacciatori che in questa regione si sono da sempre considerati cittadini speciali. Sono abituati a leggi in deroga, ad avere sempre dei privilegi e devo dire che ora l'Unione Europea ha impedito già da tempo questo modus operandi e ci siamo messi in regola con gli altri cittadini europei. Ha già spiegato il consigliere Spinelli e ha dato l'interpretazione giusta della legge regionale numero 65 e credo che c'era tutto il tempo e che aveva tutto il tempo questa categoria di cittadini speciali di poter mettere ordine in quei capanni, in quelle costruzioni, in quei manufatti abusivi che proliferano nei nostri boschi e campagne. Ritengo quindi che il tempo c'era, si vuole una deroga, speriamo che in tale deroga si metta ordine e che non sia necessario ulteriore tempo. Qui viene tirata in ballo la legge numero 1/2005; se di questo si deve occupare anche la legge 1 lo faccia nel miglior modo possibile ma per quello che mi riguarda il mio voto è convintamente negativo. PRESIDENTE: Grazie. Ha chiesto di intervenire il collega Romanelli, ne ha facoltà. ROMANELLI: Grazie, Presidente. Quando ieri è stato convocato all'improvviso l'ufficio di presidenza allargato ai capigruppo ho detto: "Mi sarà sfuggita qualche alluvione o qualche frana" perché di solito questa urgenza si riserva alle calamità naturali, ma mi ero scordato che c'è un'urgenza per la politica toscana che è ancora più urgente delle frane, quella dei cacciatori. Capisco le argomentazioni del consigliere Santini fino a un certo punto anche perché, essendomi trovato stamattina ad affrontare questo tema, devo dire che sono relativamente preparato. Poi ho sentito l'intervento del collega Spinelli e ho capito che anche il Partito Democratico voterà questo provvedimento con motivazioni opposte a quelle del consigliere Santini. Per motivazioni opposte anche oggi concederemo una deroga ai cacciatori che tutto sommato avevano, anche secondo me, tutto il tempo per ottemperare agli obblighi di legge. Prendiamo atto che questi cittadini hanno un trattamento di grande attenzione, che la politica toscana ha una grande attenzione per questa categoria di cittadini; per carità, non solo per questa, ma diciamo che questa è molto ben presente, evidentemente sono molto bravi a rappresentare le proprie istanze. Pensando al 28 febbraio, ci siamo ricordati che c'è un'altra scadenza che pensiamo sia urgente e per questa abbiamo presentato un emendamento che riguarda un altro tema. -8- Regione Toscana Atti Consiliari IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 177/P DEL 25 FEBBRAIO 2014 Già i tecnici e la presidenza ci hanno detto che forse è inammissibile, può darsi lo sia ma a questo punto lo vogliamo dire perché secondo noi, parlo anche a nome dell'altra presentatrice, la collega Sgherri, e dell'altro presentatore collega Chiurli, le emergenze non sono solo la rimozione dei manufatti della caccia. Il 28 febbraio ci sarà una conferenza dei servizi che deciderà di dare l'autorizzazione per la costruzione dell'inceneritore di Case Passerini e a causa di un emendamento passato nella legge finanziaria che abbiamo approvato lo scorso dicembre e questo inceneritore potrà essere non più grande ma potrà incenerire più rifiuti in tonnellate rispetto a quelle che erano state sempre dette ai cittadini. Noi dobbiamo intervenire per legge a modificare questa norma e siccome il 28 febbraio ci sarà questa conferenza dei servizi non possiamo che intervenire ora. Quindi noi cerchiamo di intervenire, comprendo con una forzatura che ha un significato meramente politico, forzatura che probabilmente porterà nemmeno a ritenere ammissibile l'emendamento, e qualora fosse ritenuto ammissibile so bene che siamo in minoranza e che sarà bocciato. Abbiamo ritenuto di fare questa testimonianza e di dire che forse ci sono anche altre emergenze; lo abbiamo presentato, la presidenza deciderà se votarlo. Se verrà votato molto probabilmente non passerà ma abbiamo ritenuto di dire questo; colpiti da questo provvedimento preso con urgenza stamani abbiamo deciso di rappresentare a questa aula che c'era anche un'altra urgenza che evidentemente trova meno ascolto. La politica a volte è anche testimonianza e non mi vergogno di farla. Grazie. PRESIDENTE: Sa bene che l'emendamento che lei ha inteso illustrare è improponibile essendo inammissibile avendo un contenuto assolutamente non omogeneo; anzi, non ha niente a che vedere con la proposta di legge numero 310, col testo di legge illustrato prima. Non entro nel merito. Mi limito a dire che gliel' ho fatto esprime- re perché si sapesse di che cosa voleva parlare, ma sapeva benissimo che niente ha a che vedere con il tema in discussione. Testimonianza non si fa sapendo che una cosa non è ammissibile; se voleva far testimonianza anche andando in minoranza presentava un testo, non un emendamento, sa meglio di me come si fa. Non è una forzatura interpretativa del Presidente. Si chiude così l'argomento. Presidente Mattei, ha chiesto di intervenire, a lei la parola. MATTEI: Grazie, Presidente. Per dichiarare il mio voto contrario a questa proposta per tre ordini di motivi: il primo la contraddizione dei proponenti, che mi pare abbastanza evidente. Il secondo motivo è una procedura straordinaria oltretutto in una seduta del Consiglio Regionale che in cui poi discuteremo un argomento molto importante e francamente, siccome non è la prima volta anche se non frequentemente per fortuna, credo ci sarebbe stato il tempo per un iter istruttorio a livello di Commissione, una valutazione attenta da parte dell'aula e mi sa di blitz su cui francamente non ho capito bene cosa effettivamente l'aula va a decidere. Il consigliere Spinelli giustamente diceva: "Attenzione perché in questo caso avendo già risolto la legge regionale i problemi relativi alla caccia, si corre il rischio di andare a stabilizzare una situazione di abusi veri, cioè di costruzioni edilizie vere". Siccome credo al mio segretario di gruppo mi pare una cosa da discutere con attenzione e non come un blitz fatto all'ultimo momento. Seconda questione è che credo ci siano dei dubbi di legittimità dell' atto; non è la prima volta che questo Consiglio si è trovato a deliberare in alcuni casi su certe circostanze perché c'è un atto della Corte Costituzionale, c'è una competenza nazionale e poi ci siamo noi che attraverso provvedimenti di tale tipo cerchiamo di svicolare da una normativa che dovrebbe valere per tutto il territorio nazionale così come recita la stessa Corte Costituzionale. Capisco che ci sono argomenti in cui c'è una -9- Regione Toscana Atti Consiliari IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 177/P DEL 25 FEBBRAIO 2014 certa fretta, abbiamo a breve, credo, un'altra esposizione del nostro Presidente del Consiglio nazionale che ci dirà che la fretta è necessaria in questo paese, ma qui si batte tutti; altro che fretta, qui siamo a livelli di Speedy Gonzales su un atto che, secondo me, nel dubbio di legittimità credo avremmo fatto bene o farebbero bene i colleghi che lo voteranno a prenderlo con cognizione di causa. Un rilievo anche nel merito: ho discusso di questa cosa nel mio gruppo, era stata presentata una proposta per una proroga alla fine del mese di aprile, nel giro di poche ore dall'uscita del mio gruppo vedo che è stata concordata una proroga addirittura di 120 giorni. Fate alla svelta a votarlo altrimenti questa chissà dove ci porta. Credo che anche in questi piccoli particolari dovremo dare un segnale di maggiore compostezza dell'aula. Non ci sono temi che vanno con queste procedure. A mio parere questo è un tema importante che deve essere valutato con attenzione senza forzature eccessive. Sicuramente mi sbaglio, mi pare che in questa situazione si sia usata una forzatura eccessiva. Forse l'urgenza è qui a dimostrarlo ma l'urgenza c'era anche un mese fa e c'era il tempo tranquillamente per discuterlo. Questa è la motivazione al mio voto contrario. verno nazionale su questo tema e ci siamo riusciti. A me non risultano né difficoltà interpretative, né una necessità di una proroga che francamente non capisco se sia destinata ai manufatti per l'esercizio della caccia o ad altro perché la discussione qui dovrebbe addentrarsi in profondità. Chiedo che questa cosa venga discussa così come di routine nelle Commissioni competenti e che venga approfondita. Non mi risulta oltretutto che per quanto riguarda gli appostamenti da caccia sia necessario andare a ricavare una discussione importante sulla legge 1/2005, in quanto esistono leggi specifiche di settore che hanno ben delimitato a questo punto tutto il necessario che doveva mettere fine ad una sorta di abusivismo ai tempi delle sanatorie, tutto ciò che era necessario per evitare che ci fosse una differenziazione troppo netta fra il vero esercizio della caccia e coloro che ne hanno usufruito in maniera irregolare. Avendola vista solo in aula e non avendo né condiviso gli elementi che portano a questi emendamenti espressi in maniera rituale, credo che tutto questo vada rimandato nelle sue sedi originarie, nelle Commissioni competenti. PRESIDENTE: Nel frattempo è pervenuto l'emendamento annunciato. Debbo dire la verità, lo dico altrimenti la tiriamo lunga tutta la sera questa storia, l'ha sollevata in modo preciso il presidente Mattei e la ridico. A me sembra che quattro mesi siano tanti, punto. Stamani siamo partiti con il discorso di 60 giorni, lo rimarco, poi siamo arrivati a 4 mesi. L'aula è sovrana, ma mi permetto di farvelo notare. Ha chiesto di intervenire il collega Tognocchi, a lei la parola. SANTINI: Lo faccio in relazione all'emendamento e per dare risposta agli interventi presentati. Confesso la mia buona ignoranza nei confronti di questo mondo e confesso parimenti la mia assoluta sensibilità nei confronti dei cittadini di questa regione che imbraccino o no la doppietta. Sento invece negli interventi seguiti all'illustrazione della proposta un risentimento di parte, anzi il risentimento di una controparte. Vorrei tutti partissero scevri da un problema di appartenenza o di contrapposizione. Quando è stata licenziata la legge a cui facevamo riferimento, la legge numero 65, è stato detto chiaramente che tutta una serie di appostamenti erano considerati assolutamente legittimi, non c'era bisogno di nes- TOGNOCCHI: Solo per dire che il testo fu lungamente discusso in Commissione, dove cercammo di trovare l'equilibrio necessario per non farci impallinare dal go- PRESIDENTE: Aveva chiesto di intervenire il presidente Santini, a lei la parola. - 10 - Regione Toscana Atti Consiliari IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 177/P DEL 25 FEBBRAIO 2014 suna autorizzazione e quindi serenamente questi cittadini, così non li chiamo "Cacciatori", erano sereni e tranquilli. Nel frattempo è intercorsa tutta una serie di corrispondenze alle quali non è stata data risposta. Nella sostanza sono assolutamente favorevole a quella legge e dico che non protegge quei cittadini della Toscana e significa semplicemente che questi cittadini hanno la convinzione di essere coperti da una legislazione che è quella regionale che va in conflitto con una legislazione, quella nazionale, che nella gerarchia del diritto la precede. Questo è il senso. Quindi o diciamo: "Bene, siamo contenti, almeno facciamo un agguato ai cacciatori", altrimenti credo si debba riflettere serenamente su questa materia. Alcuni colleghi si sono sentiti assolutamente garantiti dal provvedimento e io che l'ho votato in buona fede mi sono sentito assolutamente in linea con quel documento ma così non è, collega Spinelli, ma così non è, collega Tognocchi. Certi apprezzamenti li riservi in altra circostanza per altri argomenti. Non rappresento la certezza del diritto in questa istituzione, e credo nessuno di noi, al di là delle proprie personali convinzioni, possa essere depositario del diritto. I depositari del diritto sono gli uffici, le persone preposte a rappresentarlo. Ho iniziato l'attività politica nei consigli di quartiere, avevo un segretario di quartiere a cui chiedevamo se un atto era legittimo, ho continuato nei consigli comunali e nei consigli provinciali e poi in Consiglio regionale. Vorrei vivere in un ente in cui la certezza del diritto non viene garantita al consigliere stesso sulla base della sua convinzione ma neppure della sua formazione. Siamo un altro momento rispetto a quello della certezza del diritto. Ho qui due atti che se posso leggere li leggo, Presidente; ho evitato di farlo prima per la brevità dell'intervento. Mi dice di no il Presidente. In questi due atti, uno l'ufficio legale del ministero dei beni culturali, si segnala alla presidenza del Consiglio che così come abbiamo concepito la legge è illegittima, che questa legge va rivista. I sindaci della mia provincia, come presumo anche altri, alcune associazioni venatorie, una serie di interlocutori naturali, istituzionali e non, avanzano alcune richieste all'ufficio preposto che si rivolge all'ufficio legislativo di questa Regione. L'ufficio legislativo risponde e questa la devo leggere al consigliere Spinelli che mi dice che io non conosco la legge. Pazienza, ho l'umiltà di impararla e soprattutto ho l'umiltà di confrontarmi con quei momenti che l'istituzione prevede come fornitori di certezze. La dottoressa Patrizia Magazzini a fronte di una precisa richiesta da parte del settore politiche agroalimentari dà una risposta che vi leggo; è una pagina. "Oggetto: richiesta chiarimenti relativi all'applicazione della legge regionale 12 novembre 2013 numero 65", eccetera. A seguito della richiesta di chiarimenti, vostro protocollo eccetera, relativa ai quesiti inviati al vostro settore da diverse amministrazioni comunali ed aventi ad oggetto l'applicazione della legge regionale 65/2013 si è svolta presso l'ufficio scrivente una riunione nel corso della quale sono state esaminate le questioni interpretative sollevate dalle suddette richieste. Dall'esame svolto è emerso che la soluzione dei dubbi interpretativi evidenziati non può essere trovata in via meramente interpretativa; ciò in ragione del fatto che la disciplina concernente il vincolo paesaggistico, così come i principi che regolano l'edilizia libera, sono di competenza statale. Pertanto al fine di superare l'incertezza nell'applicazione della normativa regionale oggi vigente ed evitare possibili procedimenti penali nei confronti dei soggetti interessati conseguenti alla violazione delle norme statali in materia di vincolo paesaggistico e di governo del territorio, si ritiene necessario intervenire con una modifica della legge in oggetto. Si evidenzia inoltre l'opportunità di valutare in sede di modifica legislativa l'inserimento della disciplina in esame nell'ambito della legge regionale che disciplina il governo del territorio e ciò in considerazione del fatto che alla luce della re- - 11 - Regione Toscana Atti Consiliari IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 177/P DEL 25 FEBBRAIO 2014 cente giurisprudenza costituzionale e così come si evince da quanto sopra detto la realizzazione dei manufatti, gli appostamenti per l'attività venatoria devono essere assoggettate alle norme che regolano l'attività edilizia". Detto questo, la manutenzione di tale legge è stata semplicemente dire: "Fermiamoci un attimo, verifichiamo tutto e decidiamo". Ho avuto segnalazione da parte di colleghi che mi hanno detto: "Riteniamo davvero che ci sia la necessità che il legislatore nazionale possa intervenire in via legislativa o in via decretativa, ma in ogni caso i giorni ipotizzati in conferenza dei capigruppo diventavano pochi. Li togliamo? Togliamoli, togliamo l'emendamento". Lo ritiriamo, importante è non illudere le persone, non dargli falsi convincimenti, non porli di fronte a situazioni pesantemente sanzionatorie. Quando l'aspetto sanzionatorio sconfina nel penale penso nessuno possa permettere il rischio di fare correre questo rischio ai cittadini della nostra regione. Non è un problema di quanto tempo serva, certamente se all'interno di questo consesso vi è una sufficiente sensibilità per dire che ciò che avevamo previsto nella legge 65 deve essere poi realizzato vuoi con l'intervento nazionale allora andiamo fino in fondo. Non so quante persone votarono a favore e quante contro; la consigliera Gazzarri e poi Romanelli aggiungendo tracce di ironia dice che ai cacciatori è l'ennesima parcella. "Parcella" va bene? C'è una parola più forte ma non si dice in questo consesso pagata ai cacciatori. Penso tutto si possa dire meno che questo intervento sia volto a questo; è volto a dare serenità ai cittadini della Toscana che se fra 30, 40, 60 giorni sapranno che nonostante la volontà espressa dalla maggioranza di questo Consiglio non c'è possibilità di farli mantenere quei manufatti che avevamo descritto nella legge 65 gli diremo che, nonostante tutta la buona volontà, non siamo riusciti nell'intento. Non trasformiamo questo in un atto che è soprattutto di correttezza nei confronti dei cittadini di questa regione. Solo questo; chi ha la certezza di ciò che ha detto in Consiglio in attesa di diventare dirigente, funzionario, capo dell'ufficio legale di questa Regione, trasferisca in sede di Commissione dove da subito deve andare questo provvedimento, non quello che approviamo oggi ma l'intero provvedimento a monte, quello della legge 65, deve tornare. Su questo sono assolutamente d'accordo perché credo che la Seconda Commissione, che era la Commissione che già licenziò dopo un accurato approfondimento, non sufficiente, torni su tale argomento e con questa Commissione ci tornino anche altri momenti istituzionali della Regione Toscana. Perché, ripeto, non è un favore fatto a qualcuno ma è la certezza di un diritto che dobbiamo dare ai cittadini di questa regione, torno a ripetere, indipendentemente che imbraccino la doppietta, mi diceva il collega anche il sovrapposto, e vadano a caccia. Per me non è un problema di tale tipo, non ho mai ammazzato una zanzara nonostante il fastidio che mi provoca e quindi non sono qui a sostenere le istanze di una categoria, ma a sostenere la certezza del diritto, mi ripeto, che in questa regione deve esserci e che a fronte di questo provvedimento ho visto zoppicare molto meno. PRESIDENTE: Ha chieste di intervenire il presidente Manneschi, ne ha facoltà. Chiedo, se possibile, di stare nel contenuto dell'argomento. L'atto è questo; se il Consiglio ritiene di non poterlo approvare lo respingerà ma non possiamo starci tre giorni. Questo mi permetto di dire anche perché ci sono dei tempi. Presidente Manneschi. MANNESCHI: Grazie, Presidente. Era quello che volevo fare, attenermi al provvedimento proposto all'aula e non divagare. Il provvedimento proposto all'aula parte da una premessa che la norma con la quale si sono rideterminate le condizioni fisiche dei manufatti per l'esercizio della caccia da appostamento fisso ha disposto il termine del 28 febbraio per la rimozione di quei manu- - 12 - Regione Toscana Atti Consiliari IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 177/P DEL 25 FEBBRAIO 2014 fatti che non rispondessero alle caratteristiche previste dalla legge. Questo dice la motivazione: "Il riordino complessivo della disciplina dei manufatti per l'esercizio della caccia - all'interno della disciplina di modifica della legge numero 1/2005 si ritiene di spostare questo termine di due mesi". Punto. Questa è la proposta di legge e ha una sua razionalità. Se invece con l'emendamento si attribuisce alla legge un altro intendimento, ovvero quello di consentire una qualche forma di sanatoria, anzitutto non lo possiamo fare. È vero, cari colleghi, che non dobbiamo essere i cultori del diritto, non dobbiamo essere i Carnelutti, ma siamo dei legislatori, non siamo qui per caso. Forse qui per caso non c'è nemmeno il pubblico ma esso può avere tutti i diritti di non capire nemmeno quello che si dice. Noi no, siamo qui e votiamo una legge, una legge che obbliga i cittadini a determinati comportamenti. Quindi penso ragionevolmente che questa legge, pur presentando dei profili di dubbio che non ci trovano tutti d'accordo, il che va bene, fa parte della logica dialettica, così come è congegnata e motivata è votabile e con le motivazioni che ho sentito in questa aula, con quelle che emergono dal provvedimento. Con queste motivazioni si vota. L'emendamento ovviamente introduce un differente presupposto che questo non è condivisibile ma nemmeno accettabile perché è fuori dal contesto normativo. Noi non possiamo, ripeto, legiferare in materia di abusi edilizi perché qui c'è una riserva di legge dello Stato. Fra l'altro, poiché ci sono previsioni sanzionatorie anche penali, a maggior ragione la Regione non ha competenza di fare questo. Detto e precisato questo, la proposta di legge così come è senza emendamenti è votabile, se passasse l'emendamento non è votabile la proposta di legge e prego i consiglieri di fare bene attenzione perché la norma sarebbe a questo punto suscettibile di un'impugnativa con evidenti ricadute su un piano che a noi non piace affatto. Grazie. PRESIDENTE: Grazie, presidente Manneschi. Consigliere Rossetti, a lei la parola. ROSSETTI: Solo per specificare due aspetti, visto che la Seconda Commissione è quella che ha presentato la proposta di legge in aula. Non dico l'autentica interpretazione perché capendo questo aspetto; quello che diceva giustamente il consigliere Spinelli, siamo andati a regolamentare non una sanatoria di tutto quello che era presente ma siamo andati a dare un indirizzo molto chiaro rispetto ad una proposta di sanatoria riguardante alcuni capanni che solo per la terminologia di capanni fissi a qualcuno è sembrato di trattare come strutture fisse e strutture mobili. Il capanno fisso nella cultura dei cacciatori è qualcosa di diverso rispetto alla caccia mobile; non sta a me spiegarlo perché non faccio neanche il cacciatore. Rispetto a questo la proposta di legge numero 65 andava in questo senso, cioè a dire laddove le strutture rispondevano ad esigenze e a caratteristiche del territorio e quindi fossero tranquillamente inseribili all'interno del territorio ma soprattutto facilmente rimovibili ed immediatamente rimovibili, si poteva provvedere ad una sanatoria in questo senso. Null'altro, la legge 65 dice solo questo, va a stabilizzare questo tipo di percorso e non ha nemmeno l'ardire di pensare cose diverse. Questo volevo dire soltanto per chiarezza. La proroga va in tal senso, nel senso che chi non lo ha ancora fatto visto che alcuni comuni hanno difficoltà interpretative, la proroga dei termini e basta, riguarda solo questo aspetto e null'altro. La legge che abbiamo approvato, se ricordate il dibattito che c'è stato in aula, era soltanto per capire se i capisaldi di questa legge erano o no costituzionali. Di fronte a quello che stava accadendo sul territorio avevamo delle grosse difficoltà, qualche comune ci aveva chiesto di intervenire perché non sapevano come atteggiarsi rispetto a questa casistica perché alcune procure o uffici comunali stavano intervenendo e dichiarando questi capanni abusi edilizi. La - 13 - Regione Toscana Atti Consiliari IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 177/P DEL 25 FEBBRAIO 2014 legge ha avuto questo merito quanto meno di mettere ordine questo aspetto discriminando i capanni fissi, come urbanisticamente intesi come fissi, cioè strutture che non si potevano facilmente rimuovere se non attraverso l'abbattimento, a strutture facilmente rimuovibili per chi praticava la caccia fissa. La deroga che chiediamo è soltanto rispettare i termini; erano i famosi novanta giorni che uno aveva rispetto alla legge per mettere a norma l'eventuale abuso, se abuso c'era, o denunciare il fabbricato in cui era dentro. Molto probabilmente ci sono delle difficoltà non solo di carattere interpretativo ma, come sempre succede in Italia, anche temporanee e si chiede soltanto al Consiglio rispetto alla legge 65 che ha fatto, null'altro, di poter prorogare questi termini. Questo è quello che chiediamo. PRESIDENTE: Non ho altri interventi anche perché mi sembra aver compreso che il presidente Manneschi abbia detto in modo abbastanza esplicito che va bene approvarla nella stesura originaria, quindi al 28 aprile, altrimenti ritiene di non poterla votare. Viene richiesto di riportare i termini al testo originario, cioè al 28 aprile. Se i tre firmatari proponenti l'emendamento ritengono di ritornare al testo originario bene, altrimenti si mette in votazione. I proponenti sono i consiglieri Santini. Ferrucci e Gambetta Vianna. Presidente Manneschi, queste ironie, per la verità assolutamente inaccettabili, non comprensibili, credo facciano parte di una risposta. Vi prego di essere coincisi; o sì, o no. SANTINI: Mi rendo conto che la mia risposta può suscitare qualche battuta ironica, c'è questo clima, credo che una via intermedia possa essere accettata, quindi non 60, non 120 ma 90 e servono allo scopo, non è che una cosa renda illegittima, non è che i termini prorogati di 30 giorni rendano illegittimo un provvedimento. Il fine è approfondire e tentare momenti di confronto con il legislatore nazionale. Se è possibile tra- sformarli in novanta c'è l'accettazione. Grazie. PRESIDENTE: Anche a nome dei consiglieri Ferrucci e Gambetta Vianna? Bene. La proposta è intermedia, anziché 28 aprile o 28 giugno si va esattamente al 28 maggio. Essendo verbalizzato scriviamo: "28 maggio". Questa è la proposta dell'emendamento. Metto in votazione l'emendamento all'articolo 1 nei termini che abbiamo poco fa detto, cioè 28 maggio. Chi è favorevole? Contrari? Astenuti? - Il Consiglio approva PRESIDENTE: Pongo in votazione gli altri articoli. Articolo 1 così come modificato: chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Chi è contrario? Chi si astiene? - Il Consiglio approva PRESIDENTE: Articolo 2: "La presente legge entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione". Chi è favorevole? Contrari? Astenuti? - Il Consiglio approva PRESIDENTE: Mettiamo in votazione il preambolo. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Chi è contrario? Chi si astiene? - Il Consiglio approva PRESIDENTE: Mettiamo in votazione la legge nel suo complesso. È aperta la votazione. Dichiaro chiusa la votazione. Votanti 42, presenti 42, favorevoli 37, contrari 3, astenuti 2. - Il Consiglio approva COMUNICAZIONI REGIONALE: DELLA GIUNTA - 14 - Regione Toscana Atti Consiliari IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 177/P DEL 25 FEBBRAIO 2014 Comunicazione del Presidente Rossi sulle priorità programmatiche di fine legislatura (Comunicazione n. 36) Ordine del giorno dei consiglieri Staccioli, Donzelli, Marcheschi, collegato alla comunicazione n. 36 sulle priorità programmatiche di fine legislatura, in merito al piano paesaggistico e al Parco delle Apuane (Ordine del giorno n. 232 testo sostitutivo) Proposta di risoluzione dei consiglieri Magnolfi, Benedetti, Agresti, Lazzeri, Del Carlo, Gambetta Vianna, Donzelli, Staccioli, Taradash, collegata alla informativa del Consiglio regionale sulle priorità programmatiche di fine legislatura (Proposta di risoluzione n. 233) Risoluzione dei consiglieri Ferrucci, Romanelli, Marini, Gazzarri, Ciucchi, in merito alle priorità programmatiche di fine legislatura (Risoluzione n. 234) Proposta di risoluzione dei consiglieri Santini, Ammirati, Antichi, Bartolomei, Ferri, Fuscagni, Marignani, Mugnai, Nascosti, collegata alla comunicazione della Giunta regionale n. 36: Informativa al Consiglio regionale sulle priorità programmatiche di fine legislatura (Proposta di risoluzione n. 235) PRESIDENTE: Passiamo alla comunicazione numero 36. La parola al consigliere Taradash. TARADASH: Vorrei chiedere una breve interruzione dei lavori di aula perché si è alzato in questo momento per intervenire alla Camera dei Deputati il Presidente del Consiglio Renzi e avendo io letto sulla stampa che i mutamenti avvenuti nella governance della Regione sono conseguenza dei mutamenti avvenuti a livello politico nazionale credo che noi dobbiamo, prima di ascoltare l'intervento del Presidente Rossi, ascoltare quello del Presidente Renzi. PRESIDENTE: Ci sono altri interventi? Presidente Rossi, a lei la parola. Per me andiamo avanti. ROSSI: Caro Presidente, cari consiglieri, questa legislatura ha coinciso, come giustamente si dice, con la più grave crisi economica e sociale e politica dal dopoguerra ad oggi con uno dei periodi più drammatici della storia repubblicana. A noi è toccato il compito di navigare in questa tempesta reggendo il timone dell'ente di governo di questa regione, duramente colpita con la duplice sfida di resistere alle intemperie e trovare allo stesso tempo una rotta per un approdo sicuro da cui ripartire per un nuovo viaggio. Mai così pesanti erano stati i tagli allo stato sociale e alle risorse della Regione che, come sapete, si sono ridotte in quanto ente da 2 miliardi e 250 milioni di euro a meno di 1 miliardo e 600 milioni per questo anno. Mai fino ad oggi la spesa della sanità era stata ridotta, mai era stata ridotta, questa volta è stata ridotta dell'8 per cento in due anni ed è capitato a noi. Mai il PIL in questa regione ha subito un arretramento come dal 2010 ad oggi con un meno 2,5. La disoccupazione non è mai stata così alta. In particolare drammatico è il fenomeno della disoccupazione giovanile che dall'inizio della legislatura ad oggi è passata dal 15 al 21 per cento a cui si aggiungono, forse ancora peggio come aggravante, i Neet, i giovani usciti cioè dal percorso scolastico che non sono né in formazione, né nei processi di lavoro. Oggi sono il 20 per cento, qualcosa come centomila ragazze e ragazzi della nostra regione. Mai così alto è stato il numero delle imprese che hanno chiuso i battenti, ben 6.500 dal 2010 ad oggi. Penso soprattutto al mondo delle partite IVA, al lavoro autonomo, al piccolo commercio, agli artigiani, alle loro difficoltà a volte drammatiche. Qui davvero uno scenario è mutato rispetto a qualche anno fa; siamo in presenza di un impoverimento di questi ceti sociali che sono stati e sono tuttora un'asse fondamentale della nostra struttura economica e che sono anche la base fondamentale della domanda di consumi in Italia e nella nostra regione. Eppure se questo è il quadro che non intendo affatto nascondere a distanza di due anni e mezzo da quando la - 15 - Regione Toscana Atti Consiliari IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 177/P DEL 25 FEBBRAIO 2014 crisi è entrata nella sua fase più acuta e si è estesa all'Europa e al nostro paese, possiamo tranquillamente dire che la nostra regione in tutte le sue articolazioni private e pubbliche ha saputo reagire mostrando segni di vitalità. Quanto meno ha mostrato una capacità di resilienza, di adattamento alla crisi, ha prodotto persino risultati incoraggianti. È grazie a questa volontà di reagire che oggi la Toscana è in piedi. La mia personale convinzione è che le politiche tutte incentrate sulla compressione della spesa messe in atto prima dal governo Monti, imposte dall'Europa, abbiano prodotto un aggravamento della crisi sul versante economico e sociale. Infatti ad una prima necessaria fase di interventi di controllo della spesa e di riordino dei conti non ha fatto finora seguito una politica di sviluppo, di rilancio degli investimenti e di creazione del lavoro. Ricordo ancora che l'obiettivo su cui veniva basato il mio mandato ad inizio di legislatura era quello di raggiungere i risultati delle regione benchmarking, le regioni di riferimento, la Lombardia, il Veneto, l'Emilia Romagna. È un fatto che, certo non per merito esclusivo dell'istituzione regionale ma penso neppure per demerito che soprattutto sulla base di una reazione collettiva che ha visto in prima linea le forze sociali di questa Regione ma anche le istituzioni locali che a questa hanno dato un supporto attivo, oggi la nostra Regione, è un fatto, seppure all'interno di un quadro complessivamente difficile proprio rispetto a quelle Regioni di riferimento, ottiene persino risultati migliori sui parametri fondamentali; sul PIL, sulla capacità di attrarre investimenti, sui consumi delle famiglie e della pubblica amministrazione teniamo meglio di queste regioni ma i risultati più importanti li abbiamo sull'export e così anche i risultati migliori sono sul versante degli occupati e dei disoccupati. A determinare questi risultati negativi ma incoraggianti per altri versi è stata innanzitutto la Toscana che amo definire dinamica, quella delle imprese manifatturiere in primo luogo che alla crisi hanno reagito con successo, in molti casi aumentando persino fatturato e investendo su innovazione e sviluppo e su internazionalizzazione. È la Toscana prima di tutto delle produzioni di qualità orientate all'export che cresce, è la Toscana che tiene su una voce importante, è l'altra voce dell'export, come il turismo, l'agricoltura, l'agroalimentare, è la Toscana che come si è visto sugli investimenti inverte una tendenza più che decennale e riesce ad attrarre più di altre nuovi investimenti in questa regione. I conti del nostro ente, della nostra Regione sono in regola, quelli dell'ente e quelli della sanità. Questi ultimi della sanità sono stati certificati e passati al vaglio della Guardia di finanza. La qualità dei nostri servizi sanitari e non sanitari, seppure con risorse ridimensionate, ha tenuto e primeggia ancora nel quadro italiano, nelle Regioni comunque che stanno in cima alla fascia per qualità dei servizi sanitari. Dove comunque in questo settore, la sanità, non si è fermato un processo di ammodernamento, ben quattro i nuovi ospedali, altrettanti in via di completamento e tutto questo fa della Toscana la Regione con il patrimonio immobiliare sanitario più moderno d'Italia. A questi interventi poi si aggiungeranno altri investimenti a Livorno, a Pisa, a Firenze e in tante altre realtà a completare un affresco della sanità pubblica, delle strutture della sanità pubblica in Toscana, che possiamo con orgoglio consegnare ai cittadini e a chi verrà dopo di noi. Non abbiamo ridotto in questi anni, anzi semmai abbiamo aumentato e in qualche caso abbiamo sopperito ai tagli del governo, la spesa sociale, quella per la scuola e neppure quella per la cultura. I fondi europei sono stati spesi evitando il disimpegno automatico e credo che sono stati spesi bene anche con la revisione che facemmo dell'utilizzo dei fondi ad inizio legislatura. Con questi fondi abbiamo supportato le imprese dinamiche nei processi di sviluppo e di innovazione nonché le istituzioni locali, dinamiche anch'esse. Grandi investimenti sono stati fatti attraverso i Pius - 16 - Regione Toscana Atti Consiliari IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 177/P DEL 25 FEBBRAIO 2014 che hanno modificato le nostre città e introdotto sempre nelle nostre città nuovi motori di sviluppo e tante industrie hanno investito grazie anche al contributo dei fondi messi a disposizione dalla Regione Toscana. E poi queste forze insieme hanno promosso questa capacità di tenuta della nostra Regione. Siamo inoltre la Regione che ha realizzato un progetto integrato per l'autonomia dei giovani, "Giovani Sì"; siamo l'unica Regione con un impegno finanziario intorno a 100 milioni di euro all'anno, se li sommiamo anche ai fondi per lo studio, per il diritto allo studio. Questo progetto "Giovani Sì" è diventato una buona pratica e punto di riferimento a livello nazionale e anche a livello europeo per quanto riguarda le youth guarantees su cui anche il nuovo governo si dovrà sperimentare. Abbiamo fatto ovunque la spending review, anche qui in Consiglio, con forti riduzioni della spesa e vedo nel panorama nazionale siamo l'unico Consiglio ad essersi autoridotto il numero dei consiglieri. I processi di razionalizzazione hanno riguardato tutti i settori; provo a rammentarne alcuni. Le aziende di promozione del turismo credo fossero qualcosa come quattordici, i consorzi idraulici, gli Ato, il settore del trasporto pubblico locale con la gara regionale per il gestore unico. Abbiamo mantenuto alti i livelli di investimenti nonostante i tagli in particolare nell'assetto idraulico riattivando finanziamenti fermi da anni per i quali utilissima è stata la possibilità di utilizzare la legge 35 approvata ad inizio legislatura in questo Consiglio. Sono state inoltre poste le condizioni per l'ammodernamento infrastrutturale della Toscana. Non ci si deve meravigliare che rallenti il rapporto al rallentare di tutti gli investimenti ma porti, aeroporti, tramvie, autostrade, ferrovie abbiamo messo in campo una mole enorme di lavoro che ci consentirà di recuperare un ritardo storico in questo settore delle infrastrutture e ci renderà più competitivi, attrattivi di nuovi investimenti soprattutto per l'industria ma io credo anche per l'altro grande settore che è per noi fondamentale, cioè il turismo. Se qualcuno mi domandasse cosa si fa per il turismo, credo che questa sia la prima risposta che dovremmo dare. In questo quadro certo difficile la Regione non ha fatto mai mancare neppure la propria vicinanza ai cittadini e ai lavoratori in tutte le situazioni di difficoltà. Siamo stati presenti in tutti i casi di crisi aziendale ed anche in tutti i casi di emergenza o di calamità naturale. La società toscana inoltre ha saputo dimostrare attraverso il volontariato l'altra forza dinamica fondamentale, le imprese, le istituzioni, il volontariato, di sapere mantenere alto il valore civico di solidarietà e di coesione sociale. Siamo infine intervenuti sui temi come la povertà chiamandola per nome ma con provvedimenti certo parziali ma significativi ed innovativi come il microcredito, il prestito sociale, il bonus bebè, gli aiuti alle famiglie numerose o con disabili, interventi che sulla base di questa prima esperienza penso dovranno essere affinati e rafforzati. Caro Presidente e cari colleghi, una crisi di questa portata non poteva non avere enormi conseguenze anche sul piano politico. In pochi anni, dal 2010, lo scenario politico è profondamente cambiato. Sono state ridimensionate alcune forze che quando ci siamo insediati avevano raggiunto una notevole consistenza e ne sono apparse altre che non sono presenti in questo Consiglio come il movimento Cinque Stelle. Processi profondi di trasformazione sono avvenuti come si può vedere nel campo della maggioranza di questo Consiglio come nel campo dell'opposizione. È sostanzialmente cambiata la geografia politica. È evidente, a me pare, questa almeno è la mia convinzione, che tutto ciò impone che si proceda in questa aula ad una valutazione dello stato delle cose presenti per delineare il percorso di un patto di fine legislatura che consenta di acquisire risultati ulteriori frutto di un lavoro e di una discussione, di un'elaborazione in gran parte già compiuta che abbiamo fatto insieme Giunta e Consiglio. Si tratta di certificare insieme oggi la - 17 - Regione Toscana Atti Consiliari IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 177/P DEL 25 FEBBRAIO 2014 volontà di accelerare, aggiungerei anche la volontà di cambiare il passo e cercare nuovi sentieri per dare risposte alla crisi, per offrire e consolidare questi risultati a favore della società toscana oppure, viceversa, verificare che non esistono queste condizioni per affrontare questo scatto finale. Sono convinto che questa scelta politica dipenda anzitutto dalla nostra volontà di consiglieri, di tutti noi, singolarmente presi persino al di là delle appartenenze che, come dicevo, la crisi del sistema politico ha sconvolto e rimodulato. Tutto questo, almeno a me è chiaro, deve avvenire nel quadro di un vincolo di solidarietà e di collaborazione che attiene alla responsabilità della maggioranza che è la ragione fondamentale con cui, senza trasformismi, una coalizione di forze diverse decide di assumere l'onere del governo. Propongo una riconferma della maggioranza di centrosinistra e laddove fosse possibile anche un supporto da parte di consiglieri disposti a impegnarsi per la Toscana, consiglieri che si riconoscono in questo progetto. Io credo che conta la volontà politica e che le condizioni per questo rush finale ci siano tutte. La Giunta discutendo con il Consiglio ha inviato al Consiglio stesso una serie di atti importantissimi e qualificanti che voglio limitarmi ad elencare in modo puntuale, affinché intensificando l'impegno ci si assuma la responsabilità di portarli a compimento naturalmente con i dovuti approfondimenti, le eventuali modifiche e i miglioramenti che le Commissioni e il Consiglio vorranno e dovranno apportare, portarli però a compimento con questo lavoro entro la legislatura. Rammento le norme per il governo del territorio e il piano del paesaggio e poi il piano socio sanitario integrato, il piano ambientale energetico regionale, il piano regionale dei rifiuti e delle bonifiche, cose già qui depositate al lavoro delle Commissioni del Consiglio ed altri atti ancora che se saranno ritenuti importanti in questo dibattito consiliare potranno essere aggiunti e segnalati. Vorrei inoltre evidenziare tra questi atti la legge di iniziativa consiliare relativa all' organizzazione dei servizi socio sanitari sul territorio a cui attribuisco una particolare importanza ed ovviamente con carattere di priorità una nuova legge elettorale per la Regione e la nuova legge per l'istituzione della Fondazione Cultura Toscana. In Giunta stiamo inoltre lavorando per predisporre presto nei prossimi mesi, non oltre questa Pasqua che si dice "alta", ulteriori atti che saranno presto inviati a questo consesso. La disciplina delle funzioni in materia di difesa della costa e degli abitati costieri, importantissima per la tutela della costa nella nostra regione, la disciplina in materia di parchi, aree naturali protette e tutela della biodiversità, la modifica della legge 78 in materia di cave, torbiere e miniere, il riassetto importantissimo per il funzionamento delle istituzioni, della Regione Toscana e dell'ordinamento istituzionale, assetto che sarà conseguente all' approvazione della cosiddetta "legge Delrio" che dovrà avvenire entro marzo di questo anno. La disciplina, già discussa come preliminare, del sistema di edilizia residenziale pubblica sociale relativamente alle modalità di assegnazione e ridefinizione del canone di locazione, la norma a cui attribuisco una particolarissima importanza per la ripresa economica, la norma per la riforma del sistema regionale della formazione professionale e per l'istituzione di un'agenzia regionale per il lavoro che unifichi, integrandosi alla riforma della formazione professionale, i tanti centri per l'impiego oggi dispersi sul territorio. È chiaro che questa partita è veramente decisiva per la ripresa economica. Ovviamente, come dicevo, su questi atti chiedo che si intensifichi il lavoro e chiedo che si lavori insieme per approvarli entro la scadenza del mandato, ripeto, nel pieno rispetto dei poteri del Consiglio, di approvare modifiche, miglioramenti e integrazioni ai testi proposti dalla Giunta ma anche nel quadro di un vincolo di solidarietà e di collaborazione che attiene alla responsabilità della maggioranza. In questa fase, come sapete, la Giunta è impe- - 18 - Regione Toscana Atti Consiliari IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 177/P DEL 25 FEBBRAIO 2014 gnata sulla gestione in anticipazione del ciclo di programmazione dei fondi europei 2014-2020 evitando di perdere, come altre volte è accaduto, quasi due anni prima di fare ripartire concretamente sul territorio i finanziamenti. In questo modo si sommerebbero le ultime tranche del vecchio settennato con quelle del nuovo settennato di finanziamenti europei a sostegno delle imprese. Questo consentirà, se ci riusciremo, di sostenere al meglio l'economia nei suoi settori più dinamici che prima rammentavo anche attraverso questa riforma della formazione professionale e delle agenzie del lavoro a cui attribuisco un'importanza decisiva. La formazione professionale è propulsiva allo sviluppo economico, non è solo un fatto meramente funzionale e strumentale. La crisi infatti ha cambiato, su questo bisogna riflettere, strutturalmente la nostra economia. Abbiamo bisogno di analizzare meglio la composizione, la qualità della domanda del lavoro e raccordarla più efficacemente con l'offerta di lavoro anche con la nuova gestione dei processi e dei contenuti formativi. Questo a me sembra il quadro del nostro impegno comune di tutti, maggioranza e opposizione, con un appello particolare ovviamente alla maggioranza a rinsaldare i rapporti di solidarietà al suo interno. Io ho pensato che fosse giusto venire in Consiglio a parlarne apertamente e chiedo che il Consiglio su questo si esprima formalmente, che dica formalmente che cosa ne pensa. Comunico infine, come da mia comunicazione al Presidente del Consiglio Regionale, che ai sensi dell'articolo 34 dello Statuto ho revocato la nomina di tre componenti della Giunta su cui mi preme ribadire non c'è una valutazione negativa sull'apprezzamento del lavoro svolto che hanno sempre fatto con impegno, competenza e dedizione, ma ho valutato nella mia autonomia che mi attribuisce lo Statuto, la necessità di un rilancio dell'azione del governo della Giunta regionale in questo finale di legislatura, rilancio che ho ritenuto opportuno immettere con l'immissione di forze nuove che consentiranno al meglio di proseguire gli obiettivi che prima ho richiamato. Fra queste certamente la vice presidente Stefania Saccardi, che è qui accanto a me, il dottor Emmanuele Bobbio che vedete alla mia sinistra estrema e la dottoressa Sara Nocentini che è qui davanti. Ho già parlato del fatto che il quadro politico è profondamente mutato, terremotato e che di questo bisogna prendere atto, non è uno scandalo ma un fatto di realismo politico ed occorre prenderne atto e il realismo politico non può che guidare il pensiero e, se mi posso permettere, anche l'azione del Presidente di una Regione importante come la Regione Toscana soprattutto nel momento in cui il sindaco della città capoluogo si accinge oggi ad avere l'investitura dal parlamento italiano, dalla Camera, al massimo ruolo di governo, un fatto che io saluto senz'altro in positivo e auguro davvero che gli impegni, le promesse, gli slanci, gli obiettivi ed i sogni che abbiamo sentito possano realizzarsi nel bene del paese e nel bene anche della Regione Toscana. Prendere atto anche di questi cambiamenti, oltre che quelli già avvenuti, e procedere ad una modifica dell'assetto della Giunta e ad un rilancio dell'azione del Consiglio Regionale mi pare che sia prima di tutto un fatto di buon senso ed un ragionamento politico difficilmente contestabile. A queste persone, alla dottoressa Sara Nocentini ho pensato di attribuire le deleghe della cultura, commercio e turismo, al dottor Emmanuele Bobbio la delega relativa alla scuola, alla ricerca, all'università e alla formazione, proprio per lavorare su questa nuova proposta di legge, all'assessore e vicepresidente Saccardi le deleghe del sociale, della casa e dell'integrazione socio sanitaria. Poi naturalmente nella riunione della Giunta specificheremo anche meglio altre deleghe minori. All'assessore Simoncini ho pensato di attribuire una delega importante che mi ero trattenuto, cioè il credito, e all'assessore Bugli il personale e l'informatica per avere una delega sulla struttura. Si tratta di un riordino - 19 - Regione Toscana Atti Consiliari IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 177/P DEL 25 FEBBRAIO 2014 importante della Giunta regionale che credo sia un riordino funzionale a meglio realizzare il programma che ho esposto. Caro Presidente e cari colleghi consiglieri, ho concluso questa mia informativa. Spero di avere reso chiaro a tutti in modo seppure sintetico quanto il momento sia importante, non per il destino di ciascuno di noi bensì per la nostra regione, per la Toscana e per i suoi cittadini. Abbiamo oggi noi l'opportunità ma forse anche il dovere di completare il lavoro avviato. Quest'ultimo anno di legislatura è una risorsa di tempo e di possibilità che non deve essere sprecata, tanto più perché coincide con questa fase in cui qualche abbrivio di ripresa economica cominciamo a vederlo e può trascinarci, anche se con fatica e sacrificio, fuori dalla crisi. Presidenza del Vicepresidente Giuliano Fedeli Presidenza del Presidente Alberto Monaci PRESIDENTE: Grazie, Presidente. Ha chiesto di intervenire il presidente Santini, a lei la parola. SANTINI: Grazie, Presidente. Presidente e colleghi, cercherò di articolare il mio intervento seguendo le tre direttici su cui è stata impostata l'informativa del Presidente Rossi, non tutte uguali nell'occupazione del tempo, ma pur sempre individuali. La prima è il modo con cui la Toscana ha affrontato e sta affrontando la crisi, la seconda i provvedimenti strategici per il cambio di passo da approvare entro la fine della legislatura, la terza la giustificazione del cambiamento di alcuni assessori per nulla sviluppata, è rimasta nell' uovo sostanzialmente. Le risultanze economiche riferite sono una mera riproposizione dei dati forniti da Irpet il 3 febbraio 2014 dal titolo: "La Toscana oltre la crisi". Dal documento richiamato il Presidente omette alcuni passaggi che, viceversa, giova richiamare. A pagina 11 del documento citato, preciso che nella stessa pagina c'è la tabella che è riportata anche nella comunicazione, non è un reato, ci man- cherebbe altro, si legge "La Toscana meglio delle altre regioni". Vi possono essere naturalmente molte spiegazioni di questo fenomeno, alcune più virtuose assieme ad altre più dubitative. Fra queste ultime il fatto che i periodi recessivi non sono sempre i migliori per valutare le capacità competitive di un sistema. Il periodo analizzato per quanto eccezionalmente lungo dal punto di vista della durata delle fasi recessive è in realtà insufficiente per capire se certi comportamenti sono l'espressione di scelte consapevoli e durature o solo l'effetto di reazioni estemporanee. Il fatto che la crisi abbia colpito prevalentemente il settore manifatturiero ha finito per avvantaggiare le regioni meno manifatturiere e, come sappiamo, la Toscana prima della crisi era stata caratterizzata da un processo di deindustrializzazione talmente rapido da autorizzarci a qualificarlo in modo preoccupato come precoce. In Toscana il reddito disponibile si è ridotto in termini meno pronunciati di quanto non sia accaduto per il resto d'Italia ma ciò non toglie che la flessione, in particolare se osservata in termini di potere di acquisto, assuma dimensioni rilevanti. La caduta del reddito disponibile pro capite espresso a prezzi costanti nel 2013 rispetto al 2008 è di circa 300 euro e riportata in termini di acquisto, al netto quindi delle dinamiche dei prezzi, la contrazione dei consumi pro capite per la Regione è di oltre il 10 per cento nell'arco di cinque anni. Essendo indebolito il mercato del lavoro si è venuto ad indebolire il principale canale di distribuzione del reddito tra le famiglie e quest'ultimo canale pesa soprattutto per le famiglie meno abbienti, meno ricche di patrimonio e quindi meno soggette ad altre forme di reddito e la logica conseguenza di una caduta dei redditi medi contestuale ad un indebolimento del mercato del lavoro è un peggioramento della distribuzione del reddito tra cittadini. La conseguenza di questo processo di erosione della capacità reddituale delle famiglie ha portato alla caduta dei consumi procapite che possiamo quantificare - 20 - Regione Toscana Atti Consiliari IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 177/P DEL 25 FEBBRAIO 2014 nel caso toscano in circa mille euro a testa. Ricordo che la Regione nell'ultima manovra economica ha confermato l'inasprimento fiscale a tutte le fasce di reddito, andando così ulteriormente a colpire il potere di acquisto delle fasce più deboli. Quindi è lontano dal vero ciò che lei sostiene, Presidente, quando afferma che a determinare questo risultato è stata anzitutto la Toscana dinamica, quella delle imprese manifatturiere che alla crisi hanno reagito con successo. È invece vero che il manifatturiero che è riuscito a sopravvivere al sistema toscano ha ormai gli anticorpi contro tutte le crisi perché la crisi più grossa in Toscana è stata proprio durante l'epoca in cui si definiva il sistema toscano "Toscana felix". Chi ha sopravvissuto in quel periodo ha prodotto gli anticorpi giusti per resistere ancora. "I conti sono in regola", questa è la sua affermazione che trasformo in domanda: i conti sono in regola? Diventa davvero paradossale tale dichiarazione, in particolare per quanto concerne il sistema sanitario. Le ultime vicende giudiziarie dimostrano come responsabile del fallimento del sistema toscano a partire proprio dalla sanità debbano essere ricercati all'interno di un sistema politico ed amministrativo ben noto. Prosegue ed afferma: "Sono state poste le condizioni per l'ammodernamento infrastrutturale della Toscana". Di quali condizioni sta parlando? Di quali certezze di finanziamento? Dopo una prima fase dedicata a presunti successi altamente declamati, bruscamente si annuncia la discontinuità, il cambio di marcia. Ma stavate andando bene o non stavate andando bene? Mi domando e vi domando. Sempre citandola, Presidente, una crisi di questa portata non poteva avere enormi conseguenze anche sul piano politico; in pochi anni lo scenario è profondamente cambiato. Lei qui si è addolcito in un passaggio che era altamente urticante nei confronti dell' IdV perché nel suo testo originario lei diceva testualmente: "In pochi anni lo scenario è profondamente cambiato, sono scomparse forze che avevano in questa regione rag- giunto una notevole consistenza come l' Idv"; non l'ha citato evidentemente perché ha avvertito elementi di delicatezza quanto meno nei confronti dei tre colleghi rimasti a rappresentare una sigla che lei definisce però "Scomparsa". Quindi o i consiglieri Fedeli, Gazzarri e Manneschi sono tre fantasmi di un passato definitivamente abbandonato oppure meritano la dignità di un ruolo, sono in maggioranza. Ho visto la firma della capogruppo Gazzarri che sostiene un documento preordinato dalla sua maggioranza. Ne sono apparse altre come il movimento Cinque Stelle, processi di trasformazione profonda sono avvenuti sia nel campo della maggioranza di questo Consiglio che nel campo della opposizione. Non vedo un nesso stringente ma proprio da questo il Presidente muove per chiedere un nuovo patto di governo finalizzato ad una serie di provvedimenti, modifiche alla legge regionale 1/2005, norme per il governo del territorio, piano paesaggio, piano ambientale ed energetico, piano dei rifiuti e bonifiche, piano socio sanitario. Il resto è impresa impossibile. Ciò che stupisce è che improvvisamente è scomparsa dalle priorità la modifica al PIT, né nella sua relazione che ha abbondantemente ampliato, è comparso. È comparsa come priorità la modifica al PIT per il potenziamento dello scalo aeroportuale fiorentino. Improvvisamente ciò che era stato fortemente ritenuto strategico dalla Giunta con il ricatto, lo metto tra virgolette, di rassegnare le dimissioni se non fosse stato approvato, è scomparso. Ci risponderà oggi sicuramente. Infine il cambio di vicepresidente ed assessori era la terza parte che lei ha liquidato con sette righe scritte per due terzi di pagina, sono veramente poche, umanamente poche, forse politicamente sufficienti, burocraticamente sufficienti ma umanamente poche. Addirittura l'ha modificato tra ciò che aveva scritto e ciò che oggi ha esposto. Lei aveva scritto: "Ho revocato la nomina di tre componenti della Giunta sui quali mi preme ribadire qui l'apprezzamento per il lavoro svolto con impegno, - 21 - Regione Toscana Atti Consiliari IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 177/P DEL 25 FEBBRAIO 2014 competenza e dedizione" e oggi ha cambiato questa formula dicendo semplicemente "nei cui confronti non c'è una valutazione negativa". Non è proprio la stessa cosa. Forse gli interventi sui giornali di questi giorni hanno fatto modificare questo giudizio che si dà a tutti coloro che abbandonano una postazione anche qui per un fatto umano prima ancora che politico, prima ancora che amministrativo. È evidente che questi suoi ex colleghi, non so se si dice così in Giunta rispetto a un Presidente, questi suoi colleghi che fino ad alcuni giorni le sedevano accanto, a sinistra, all'estrema sinistra, al centro, qualcuno anche a destra, non hanno reagito bene ed era evidente che non lo facessero. Perché a fronte di una valutazione non loro manifestata, perché non mi risulta che lei si sia confrontato con nessuno di questi assessori, ad iniziare dalla sua vicepresidente alla quale lei ha detto: "Stai serena". Lei ha usato un termine sciagurato nei confronti dello "Stai sereno"; ricordo che Renzi lo disse a Letta e non ha poi avuto modo di starci nei giorni successivi. Lei ha detto alla sua ex vicepresidente "Stai serena" ed è veramente improprio questo termine, sconsiglierei chiunque da qualsiasi postazione di usarlo. Troviamo dei sinonimi, troviamo degli eufemismi ma non usiamo più questa espressione, è davvero meno augurante di un gatto nero sull'Aurelia. Non l'hanno presa bene. Se mi è consentito, sono abbondantemente fuori tempo, alcuni passaggi sono davvero urticanti anche per chi non li ha subiti, immaginiamoci per chi li ha subiti. Reagisce il Centro Democratico, che non vedo tra i firmatari della mozione, il quale dichiara: "L' estromissione di un assessore come Cristina Scaletti apprezzato dalla cittadinanza, dalle associazioni e dai protagonisti culturali della Toscana e posto che ancora Rossi non ha nemmeno ancora sostituito quelle deleghe così importanti, appare sconclusionato e privo di logica" e lo affermano in una nota i consiglieri regionali del Centro Democratico Maria Luisa Chincarini, capogruppo, e Rudi Russo in merito al riordino della Giunta toscana e l'uscita della loro esponente Scaletti. "A sostegno di un atto così grave, sottolineano, non sono arrivate le debite argomentazioni da parte del Presidente Rossi. Aspettiamo dunque dei chiarimenti in merito da parte del governatore tali da giustificare la destituzione di un valido assessore". Prosegue ancora ma per brevità vado oltre. Non l'ha presa bene neppure l'assessore Allocca che aveva una grossa possibilità un paio di mesi fa, quella di immolarsi sull'altare dell'edilizia residenziale pubblica perché pose una condizione: o accettate i miei veti su una legge che avevamo in modo bipartisan concordato o mene vado. Se volevate mandarlo via tanto valeva farlo salire sull'altare delle alienazioni del patrimonio pubblico; forse era meglio per tutti, era meglio per lui, era meglio per noi, era meglio per quelle persone che agognavano a diventare proprietari di un bene occupato da tanti anni in condizione di precaria stabilità. "La Federazione della Sinistra - Verdi in Consiglio Regionale è pronta ad uscire dalla maggioranza se l'ex assessore Salvatore Allocca non sarà reintegrato nella Giunta toscana" è quanto hanno spiegato il capogruppo della federazione Monica Sgherri e il segretario regionale. Non vado oltre, sarebbe lunga l'ansa e ancora più lungo ciò che è comparso sui giornali. Allocca stesso ha affermato: "In questi anni di lavoro all'interno della Giunta siamo stati leali, ma la stessa lealtà non ci è stata restituita e tutto è successo senza il coraggio e la correttezza di un confronto. Questi tre anni e dieci mesi di lavoro in Giunta, ha sottolineato, sono stati duri perché contrassegnati da tagli fortissimi a livello nazionale. Abbiamo cercato di mantenere il livello di servizi" e prosegue ancora. Ed infine la vicepresidente dice: "Mi sento tradita" e a Rossi consiglia di non leggere Machiavelli. Non voglio sapere quali sono le sue letture, evidentemente il consiglio mi sembra quanto mai giusto. PRESIDENTE: Presidente Santini, sono - 22 - Regione Toscana Atti Consiliari IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 177/P DEL 25 FEBBRAIO 2014 tredici minuti che sta parlando. SANTINI: Ho finito e la ringrazio per la tolleranza. Rispondo al suo appello e concludo rapidamente. Continuando la Vicepresidente Targetti dice: "due settimane fa il Presidente Enrico Rossi mi disse ‘ti senti serena?’ Io gli risposi di sì perché in questi anni aveva sempre espresso apprezzamento per il modo in cui esercitavo le mie deleghe". Ma a questi suoi tre ex componenti di Giunta tre parole, dopo che hanno appreso dai giornali, e dalle televisioni che il loro incarico era concluso, le ha dette? Se sì, può raccontare in sintesi che cosa gli ha detto alla fine di questo percorso? PRESIDENTE: Ha chiesto d’intervenire il collega Mugnai, ne ha facoltà. Si prepari il presidente Del Carlo. Sono iscritti ad intervenire i colleghi Mugnai, Del Carlo, Donzelli, Sgherri, Ammirati, Fuscagni, Ciucchi, Romanelli, Tognocchi, Nascosti, Taradash, Chiurli, Marini, Gambetta Vianna, Manneschi, Staccioli, Chincarini, Danti. Dichiaro chiuse le richieste di intervento. Prego consigliere Mugnai. MUGNAI: Grazie, Presidente. Ho apprezzato, governatore Rossi, la sua scelta di venire qui in aula a spiegare e presentare le modifiche apportate in Giunta e a chiedere un pronunciamento del Consiglio; l’ho apprezzato anche al netto delle ricostruzioni giornalistiche che, come può immaginare, in questi giorni si sono rincorse. E’ un passaggio politicamente importante e se non ci si confronta su questi temi in quest’aula, si perde il senso delle istituzioni. Lei ha motivato il rimpasto in Giunta, di questo si parla, con il fatto che in questi 4 anni tante sono le cose accadute sotto il sole e profondamente si è modificato lo scenario politico. Ha fatto riferimento a partiti scomparsi, l'Italia dei Valori ad esempio, però vedo che l'assessore che è espressione di quel partito non è stato toccato dal rim- pasto, mentre vedo che un partito certo non enorme ma presente in Parlamento come il Centro Democratico, è stato toccato eccome dal rimpasto. Inoltre, Presidente, ha fatto riferimento al Movimento 5 stelle; non mi sembra che esso sia entrato in maggioranza o che vi sia un assessore del Movimento 5 stelle; la verità vera, chiara a tutti, è che nella nostra Regione Toscana spesso si fa confusione a distinguere le dinamiche all'interno del partito da quelle delle istituzioni. La verità è che 4 anni fa all'interno di del suo partito vi era una competizione forte e legittima fra due campioni a livello regionale, Rossi e Renzi, e per uno strano intreccio del destino oggi siamo qui a discutere del rimpasto che vede la sua maggioranza e anche la sua leadership a livello di Giunta regionale per niente rafforzata, mentre quello che 4 anni fa era il suo avversario all'interno del partito è in Parlamento a prendersi la fiducia per diventare Presidente del Consiglio. Queste sono le ragioni del rimpasto. L'ho ascoltata attentamente, Presidente, e devo dire che non si può credere che quello che non siete riusciti a fare in quattro anni, con una maggioranza tutto sommato coesa ed anche soprattutto in virtù dell'elenco delle cose che sono ancora da fare, piano sanitario, piano cave, elenco molto corposo, lo si possa fare in questi pochi mesi con una maggioranza che non so stasera o domani come uscirà da questa aula; certamente non gode di una salute eccellente. Inoltre nei prossimi mesi, quando dovremo fare tutte le cose che non siamo stati in grado di fare in questi 4 anni, questo Consiglio dovrà anche, immagino, discutere della legge elettorale. Per quanto non sia uno scommettitore, ci sarebbe da azzardare che la discussione sulla legge elettorale provocherà qualche fibrillazione in maggioranza. In realtà qua si cerca di rimandare; si manda la palla avanti. Mi sembra che il giudizio che emergerà anche da questo passaggio consiliare sia che la Regione Toscana in questa legislatura non ha raggiunto i - 23 - Regione Toscana Atti Consiliari IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 177/P DEL 25 FEBBRAIO 2014 suoi obiettivi. I 4 anni passati invano pesano di più rispetto alla vostra promessa di quanto riuscirete a fare nel prossimo anno; quanto non siete stati in grado di fare nei quattro anni passati dubito che riuscirete a farlo nel prossimo anno. Quando si mette in mezzo il destino ci sono una serie di fatti che piovono nel momento meno opportuno; arriva il parere del Collegio di garanzia, che so bene non essere vincolante ma è evidente che desta un qualche imbarazzo perché comunque il Collegio di garanzia è un organo terzo che ci viene a dire che la scelta di rimuovere la vicepresidente della Giunta regionale è illegittima; e certo se vorrà impugnerà tale tipo di decisione, eccetera. L'idea è che si sono gestite cose delicate con un po’ troppa superficialità. In questi giorni c'è stata una notizia abbastanza rilevante: la terza sentenza, la terza sentenza su tre, che assolve Antonio Delvino, colui che lei, governatore, all'indomani della notizia dello scandalo del buco della ASL 1 di Massa Carrara, indicò fra i responsabili. Ho letto che ora lei si sta convincendo che è Giannetti, l’allora direttore amministrativo, il responsabile del buco di Massa. Giannetti, si legge, forse è responsabile ma per qualche milione; 420 milioni sono un’altra storia, sono un altro ordine di grandezza ed il punto è politico. Lei, Presidente, più volte ci ha detto in aula che la responsabilità andava ricercata in quella direzione e i fatti la stanno smentendo perché in quella direzione, se vale la verità processuale, la verità di una sentenza, probabilmente le responsabilità non vanno cercate. Tutto questo concorre ad individuare una maggioranza in difficoltà, una Regione in difficoltà, nonostante i sondaggi; leggo che i governatori più graditi agli italiani sono lei e il governatore Zaia. Chissà però se i cittadini toscani che si fermano a riflettere in maniera puntuale hanno la percezione di una Regione che è meglio amministrata e che sta meglio rispetto a quattro anni fa, anche al netto della crisi che ovviamente colpisce tutto il Paese. In questi quattro anni gli appuntamenti legislativi ed amministrativi che la Regione Toscana doveva presiedere li ha mancati tutti e non si può soltanto dare la responsabilità a quattro anni difficili. È nei momenti difficili che le leadership forti vengono fuori e dimostrano la loro capacità e francamente in questi anni una leadership forte non si è vista. PRESIDENTE: Ha chiesto di intervenire il presidente Del Carlo, ne ha facoltà. Mi permetto di ricordare che il tempo massimo consentito per ogni intervento è di cinque minuti, anche perché grossolanamente, perché non ho gran capacità nel fare i conti, per il numero di iscritti a parlare, anche stando dentro i cinque minuti per intervento, andiamo oltre le ore 20,00. Grazie. DEL CARLO: Grazie, Presidente. Il Presidente Rossi ha intitolato questa comunicazione "priorità programmatiche di fine legislatura". Di solito a fine legislatura, perché ormai manca meno di un anno, si fa un bilancio delle cose fatte. Questa relazione infatti nella prima parte fa un bilancio di quello che è stato fatto in questa legislatura e nella seconda parte mette in evidenza le cose che rimangono da fare: piani, programmi e leggi che facevano parte delle dichiarazioni programmatiche all'atto in cui si è insediata la Giunta. Non so se si faranno tutte da qui a fine legislatura. Sono piani che riguardano settori fondamentali importantissimi dell'attività regionale che dovevano essere fatti subito dopo l'approvazione del piano regionale di sviluppo. Siamo quasi a fine legislatura e non sono stati ancora approvati. Parlando di bilancio di fine legislatura, del bilancio delle attività svolte fino ad oggi indicate in questa relazione, ci sono alcune cose positive, che abbiamo votato dall'opposizione, ci sono poi altre cose a nostro avviso negative. In questa relazione poi lei, Presidente Rossi, cita la difficile situazione economica, la crisi. Ci dice che la Toscana si è dife- - 24 - Regione Toscana Atti Consiliari IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 177/P DEL 25 FEBBRAIO 2014 sa meglio di altre regioni; questo naturalmente è tutto da verificare. Cito, per esempio, il problema del credito. Quello che sta succedendo e che è successo nel terzo istituto bancario italiano, il Monte dei Paschi di Siena, è successo qui in Toscana e credo che quanto accaduto debba aprirci a delle riflessioni, a farci capire che l'attività regionale non deve rinchiudersi nel palazzo. Abbiamo il dovere di capire cosa è successo e cosa sta succedendo. Il Presidente Rossi dice che i conti sono a posto; starei molto attento a dire che i conti della sanità sono a posto. Lo hanno già detto gli altri intervenuti: la vicenda di Massa è un buco nero che grava sui conti della nostra sanità. Lei, Presidente Rossi, ha cercato di giustificare la revoca dei tre assessori, ma sono cinque gli assessori sostituiti in questa legislatura. E quando di una giunta di dieci assessori se ne cambia la metà vuol dire che le cose proprio non vanno, che si ammette quasi un fallimento. Come mai il Presidente della Regione licenzia prima due e poi altri tre assessori? Vuol dire che le cose non vanno; non vanno le persone o magari non va l'intera giunta. Su questo punto si deve riflettere perché non si possono giustificare queste revoche dicendo che il quadro politico è cambiato, che ci sono equilibri diversi all'interno del quadro politico della maggioranza nazionale. Mi sia consentito dire, Presidente Rossi, che l'equilibrio riguarda essenzialmente il partito di maggioranza di questa Regione, il Partito Democratico. Direi anche un'altra cosa, che più che l'aspetto di fine legislatura, più che incrementare l'attività di fine legislatura della Giunta, questa manovra mi pare maggiormente orientata verso la nuova legislatura. Fra un anno ci saranno le elezioni e mi pare che qui si ragioni in termini di equilibri interni al Partito Democratico. Qualche volta si è detto che non bisogna mai utilizzare le istituzioni per i problemi che riguardano i partiti; in questo caso mi pare si utilizzi l'isti- tuzione regione per creare condizioni ottimali per affrontare le elezioni regionali del 2015. Parliamoci chiaro, ci sono cose che devono essere fatte e quindi il tentativo va fatto; riguarda la maggioranza ma anche l'opposizione per la sua parte. Sappiamo benissimo però che ad un anno dalle elezioni scattano dei meccanismi che non ci permettono di affrontare problematiche tipo quelle elencate in questa relazione; il clima pre elettorale fa venire meno quella serenità e quell'impegno di lavoro che si hanno in situazioni normali. Se fossimo stati a metà legislatura questa situazione si poteva accettare, direi, in termini più positivi e più riflessivi; fatta oggi, ad un anno dalla conclusione della legislatura, non può che essere finalizzata alla nuova legislatura. Tutto sommato siamo una regione fortunata, lo ha già detto qualcun altro, abbiamo Renzi come Presidente del Consiglio e credo bisogna approfittare della presenza al vertice del Governo di un toscano; c'era anche prima un toscano ma ora c'è addirittura un fiorentino, quindi credo dobbiamo approfittare di tale ruolo rivestito da un nostro concittadino in modo da poter veramente ottenere misure e interventi di cui abbiamo estremo bisogno, che sono elencati anche in questa relazione. Concludo dicendo che questa relazione non ha la credibilità che dovrebbe avere essendo viziata dal fatto che si sono assunti provvedimenti che riguardano la Giunta ad un anno dalla fine della legislatura che non hanno altro significato che quello di sistemare equilibri politici interni al partito di maggioranza. Grazie. PRESIDENTE: Mi permetto di dire, prima di dare la parola al presidente Donzelli, che anche l'intervento appena concluso è durato nove minuti e qualche secondo. Con questa andatura di marcia siamo già, occhio e croce, proiettati alle 21,00 abbondanti. Donzelli, prego. DONZELLI: Grazie, Presidente. Vede, - 25 - Regione Toscana Atti Consiliari IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 177/P DEL 25 FEBBRAIO 2014 Presidente Rossi, non entrerò nel merito del suo stile con cui ha silurato, liquidato, licenziato, non mi interessa il termine, gli assessori perché io non li avrei scelti, non avrei scelto lei e no avrei scelto questa giunta; si tratta quindi di un suo problema di stile e ciascuno si comporta come vuole, sceglie di guardare le persone negli occhi o di farglielo dire in televisione; questo, ripeto, non mi riguarda. Quello che invece mi riguarda, Presidente, è come lei considera questa aula, il rispetto che ha per questo Consiglio. Ci fa una relazione in cui ci parla di PIL e di crisi mondiale, leggo di politiche ordoliberiste e di chissà che cosa quando alla fine si tratta di un normale, evidente vecchio stile da prima repubblica, scambio di poltrone, di avvicendamenti di correnti interne al partito. Branduardi tempo fa aveva fatto "la fiera dell'est", una canzone di filastrocche, oggi potremmo dire che Renzi ha sostituito Letta, che ha soffiato il posto a Bersani, che alle primarie aveva battuto Renzi, che oggi abbiamo il vicesindaco imposto Nardella, che sostituisce Saccardi, che spodesta la Targetti che in giunta nel 2010 Enrico Rossi cooptò. Ma lasciamo stare le barzellette, qui c'è un problema serio, Presidente, perché mentre voi giocate a scambiarvi le poltrone come se fossero pacchi di Natale mentre la Toscana affonda; lo dice lei stesso. Le soluzioni non le vediamo perché lei parla di Europa ma non dice una parola del fatto che l’Unione Europea blocca verso la Toscana 36,8 milioni di euro perché secondo la UE ci sono state carenze dell’autorità di audit nell'espletamento dei suoi compiti, compreso il fatto che certe irregolarità della Toscana nello spendere i soldi europei non sono state da questa identificate in tempo. Lei ci parla di Europa ma non ci dice che ci sono 40 milioni di euro che potrebbero arrivare sul territorio che sono bloccati per inefficienze. Presidente, lei ci parla di sanità e non ci dice che le società della salute, che noi dicevamo da tempo si dovevano eliminare e ancora non si è capito bene se cambieranno o se verranno eliminate, solo di direttori costano 3.900.000 euro l'anno e di revisori dei conti 1.200.000 e quindi solo di burocrazia in più ai servizi 5.100.000 l'anno. Ci parla di infrastrutture e non dice una parola di dove sono finiti i 28,9 milioni di euro per la bretella Lastra a Signa - Prato; ci aveva detto di un contenzioso con l’assicurazione che avremmo vinto e ancora non sappiamo a che punto siamo. Intanto questi soldi sono finiti in tasca a un imprenditore e sono usciti dalle tasche dei toscani. Ci parla di infrastrutture e non ci dice cosa si fa dell'aeroporto di Firenze. L'ENAC oggi dice che o si fa la pista di una certa lunghezza o non la si fa e lei dice che o si fa della lunghezza che dice lei o non si fa. Finitela di giocare a chi fa la pista più lunga e dite cosa ne sarà dell'aeroporto di Firenze perché altrimenti non arriviamo da nessuna parte. Lei parla di economia ma l'economia toscana si basa sul turismo e ha visto la cosa più incredibile, alla borsa internazionale del turismo a Milano, lo stand della Toscana, dopo il balletto delle foto taroccate, era bianco, non aveva nemmeno una foto, come se in Toscana avessimo bisogno di chissà quali campagne per mettere una foto. Lei parla di economia e non ci dice una parola del fatto che l'economia toscana è sfiancata non solo dalle tasse ma anche dalla concorrenza sleale frutto anche di un'immigrazione non controllata per colpa del vostro buonismo. Oggi come oggi, abbiamo visto la tragedia di Prato, la tragedia di Firenze, ogni giorno fuggono da Firenze e Prato 1.322.000 euro verso stati stranieri. E la Regione Toscana cosa dice come risposta? "Diamo la cittadinanza a tutti i cinesi e diamogli una casa". Non è una rispo- - 26 - Regione Toscana Atti Consiliari IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 177/P DEL 25 FEBBRAIO 2014 sta. D'altra parte non mi stupisco; lei pochi mesi fa aveva detto che i laboratori cinesi, i laboratori dello schiavismo, erano una risorsa per la nostra economia. Ci sono aziende che lottano contro la burocrazia e poi ci sono aziende amiche come quella su cui lei si è battuto strenuamente, che vuole fare il pirogassificatore a Castelfranco. Sarà un caso che le altre aziende le lascia morire, ma questa azienda che ha come rappresentante dei rapporti con la pubblica amministrazione il suo collega Agostino Fragai, nella compagine societaria il portavoce di Unicoop Firenze e la sua famiglia, Fidi Toscana e la stessa Regione, finanziatori di Pisapia e società che hanno capitali in Lussemburgo; per questa azienda lei fa le barricate mentre le altre non si sa che fine fanno. Sulla sanità abbiamo il disastro del bilancio di Massa e oggi lei non dà risposte. Le ricordo che questo Consiglio aveva chiesto all'assessore alla salute di levare o di regolamentare diversamente i 10 euro di ticket per la digitalizzazione. Quei 10 euro che prendiamo dai malati di tumore per farsi una lastra sono una vergogna; abbiamo chiesto di levarli e ancora adesso restano e i malati di tumore pagano 10 euro per farsi una lastra. Nel frattempo però ci sono i bilanci di Massa che non sappiamo come finiscono. Qual è la sua soluzione a tutto questo, caro governatore? Abbiamo scoperto che la soluzione per lei è assumere un filosofo; ho fatto un'interrogazione e voglio sapere quanto ci costa. Lei fra il suo staff personale in questo momento di crisi disastroso ha assunto un filosofo che la aiuta a pensare perché lei ha bisogno di un pensatore, perché lei non riesce a pensare da solo. Ha assunto in Regione un pensatore con il ruolo di pensare al posto suo e mi fa piacere perché siamo contenti che ha preso consapevolezza che da solo non riesce a pensare decentemente e sufficientemente bene per il bene della Regione. Però ci sono due problemi: che questo pensatore lo fa pagare ai toscani e, secondo punto, si legge dalla stampa che glielo ha suggerito il cattivo maestro Sofri, che è sempre un condannato per omicidio e prima di farsi dare suggerimenti sui pensatori potremmo rifletterci un po’ di più. Poi, mi spiace sia andato via, non è un problema, potrà leggere la sbobinatura, la soluzione in Giunta qual è? Assumere, con tutto il rispetto, un portaborse di Rifondazione Comunista ed il nipote di Bobbio. Mi dispiace, la nostra fiducia non la può avere. PRESIDENTE: Prego, collega Sgherri. SGHERRI: Grazie, Presidente. Ho ascoltato attentamente la relazione che ci ha fatto in ingresso il Presidente della Giunta e per la verità avevo letto con altrettanta, se non con più attenzione, la comunicazione che ci ha consegnato. È stata questa una settimana difficile. Non abbiamo condiviso come è iniziata, non abbiamo condiviso come si è sviluppata e non condividiamo l'esito finale. Non condividiamo tutto questo per metodo e per sostanza. Nella sostanza, proprio perché la comunicazione l'abbiamo letta e l'abbiamo letta con attenzione, nessun pensiero di quanto è scritto può motivare il licenziamento degli assessori. Si parla in questa relazione di una profonda crisi, verrebbe da dire "caro Presidente, la profonda crisi non c'è bisogno che ce la rammenti, la conosciamo benissimo". Questa legislatura è nata con la profonda crisi e questo Consiglio, tutto, si è sempre misurato su come fronteggiarla cercando di dare il proprio contributo. Invece che lodarsi delle iniziative e degli atti presi, poteva essere l'occasione per incominciare a verificare, come abbiamo chiesto all'ultima finanziaria, gli atti che abbiamo adottato per sapere se sono realmente efficaci per com- - 27 - Regione Toscana Atti Consiliari IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 177/P DEL 25 FEBBRAIO 2014 battere la crisi, per attenuarla, o se rimangono dei palliativi parziali; ma questo non è avvenuto. Nella sostanza il Presidente Rossi dice che è cambiato lo scenario politico; gruppi politici scompaiono e non ci sono in questa aula gruppi politici che si affermano con consistenza. Allora, caro Presidente, se ritiene che questi cambiamenti non consentono più di avere in Giunta rappresentanti di certi orientamenti politici, si torni al voto perché non ci può essere validità per questo Consiglio; se non siamo più rappresentativi dei cambiamenti dello scenario politico vale per la Giunta e vale per il Consiglio. La sostanza vera del rimpasto è semplicemente una risposta del PD ai problemi del PD, una risposta a chi ha vinto il congresso del PD. La sostanza vera è il riallineamento di questa maggioranza con chi ha vinto il congresso; il resto sono aggiustamenti, è cogliere l'occasione al balzo. Che sono problemi tutti interni al PD lo dimostra anche la vicenda Montanari; si è cercato di far passare che era la sinistra ad aver posto il veto, ma la candidatura di Montanari cade per un veto all'interno del PD. Questo la dice lunga sull'autonomia di questa istituzione e del suo Presidente. L'ingresso della nuova Vicepresidente, a cui ovviamente faccio tutti gli auguri di buon lavoro, è un ingresso pesante, effettivo, che apporterà dei cambiamenti notevoli viste le critiche da lei fatte a partire dalla non condivisione del piano socio sanitario, Vicepresidente allora se abbiamo fatto male ben venga il suo arrivo perché se questo permette d'ora in poi fare bene gliene saremo grati. Alcuni dei suoi giudizi negativi sono tra l'altro da me condivisi, come quello sul bonus bebè che, dice avere odore di elemosina. Certo non è un ingresso tout court, marginale quello della nuova vicepresidente, Non ultimo, c'è un appello al trasversalismo; si fa un appello per un fine legislatura ai consiglieri al di là di come siano collocati. È la prima volta. Come interpretarlo? Che si vuole incominciare a sperimentare le grandi intese anche qui? È la prima volta che questo avviene. Quindi dicevo nella sostanza. Nel metodo almeno pubblicità ingannevole avete fatto cambiando la vicepresidente; si fanno le leggi e si trova il modo di bypassarle. C'è un detto che dice "fatta la legge trovato l'inganno". Il vicepresidente viene indicato prima perché? Perché si pensa che sia portatore di voti anche lui, che sia portatore dell'equilibrio di una coalizione. Tout court non è facile cambiare un vicepresidente,;come minimo è pubblicità ingannevole. Mi sembra ci sia un parere negativo di quella che sarebbe la “corte costituzionale” del Consiglio, ne ho chiesto una copia, non l'ho avuta ad oggi, e poi compare sui giornali. Un piccolo problema di democrazia in questo palazzo c'è perché i giornali ce l'hanno e i consiglieri no; per i giornali la bozza è scritta, per i consiglieri la bozza non è consegnata ed è grave. Sempre nel metodo qua i licenziamenti arrivano senza preavviso. Io non sostengo Marchionne, non sostengo la demolizione dei diritti e non sostengo l'abbattimento della dignità. Io penso che quanto è successo, mi scusi Presidente ma la franchezza prima di tutto, è un fatto inquietante, fa parte di una cultura padronale, dove c'è il padrone e ci sono i subalterni. Al di là dei grandi ideali, sono comunista perché vorrei abbattere le catene e lo sono liberamente, figuriamoci se accetto rapporti di subalternità! In tutta questa vicenda sono stati cancellati i partiti, le soggettività politiche. Si tratta di una cultura padronale perché si decide nella magnanimità, e sicuramente nella buona volontà, di scegliere per altri. Mi viene in mente un vecchio detto non tanto elegante: "o mangiare la minestra o saltare la finestra" ed allora si incomincerà ad allenarci a saltare. Da come è nata, da come si è evolu- - 28 - Regione Toscana Atti Consiliari IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 177/P DEL 25 FEBBRAIO 2014 ta e da come oggi si conclude confermiamo che c'è una svolta, un allineamento totale. La Regione nel passato aveva mostrato autonomia anche rispetto al governo nazionale sollecitandolo, criticandolo. Credo oggi questo non sarà più possibile. Nel merito finisce un'esperienza. A nostro avviso, a nostra convinzione, questa è una giunta monocolore PD, con dei fiori all'occhiello di alto profilo e d'altronde l'alto profilo, non è parola mia, non è pensiero mio, era stato chiesto. La stima è per tutti ed è evidente che da parte mia con emozione non posso negare che c'è una persona che entra in questa Giunta che gode la mia più totale fiducia e stima e gode talmente di fiducia e stima che sono convinta che lavorerà bene se gli lasceranno le condizioni per farlo; se questo non avverrà non è per responsabilità sua; la mia è una fiducia cieca. Questo non può tuttavia modificare il nostro giudizio su quanto avvenuto. Il Presidente dice a voce che vuole mantenere o confermare, non ricordo più bene, la maggioranza di centrosinistra. Presidente, se questo è vero, deve ripristinare rapporti formali di rispetto, di dignità e di riconoscimento dell'altro. Non è che il piccolo chiede di pesare quanto il grande, il piccolo chiede la dignità quanto il grande e questo non è successo. Abbiamo avuto un assessore che a riconoscimento di tutti ha svolto il lavoro seriamente e con lealtà. Penso che altrettanto lavoro seriamente e con lealtà l'ho fatto io in questo Consiglio, La subalternità no. Se si deve scegliere fra mangiare la minestra o saltare dalla finestra, allora saltiamo dalla finestra. Presidenza del Vicepresidente Giuliano Fedeli PRESIDENTE: Consigliere Ammirati, prego. AMMIRATI: Grazie, Presidente. Vorrei iniziare leggendo un passo che a prima vista sembrerà che non c'entra nulla ma che poi, se mi consentirete di finire questo intervento, spero nei tempi, potrà suonare consono. È un pezzetto di una pubblicazione fatta dal Presidente del Consiglio Renzi in un suo opuscolo "oltre la rottamazione" del maggio, o giù di lì, del 2013 che dice vado per salti - "della politique politicienne il mors tua vita mea è un valore indiscutibile, per cui se vogliamo farci spazio dobbiamo fregare quello che sta davanti a noi. No, grazie, è uno stile che non mi appartiene; non è cosa per noi. Io mi ostino a credere che i tempi siano cambiati. Sarà una mia beata ingenuità ma credo che essere leali non soltanto sia eticamente giusto ma sia anche conveniente. Non è solo per amicizia personale verso Enrico Letta che mai accetterei di fare il segretario del PD per avere in mano la vita o la morte del suo governo ma è anche per una questione di dignità. Qui in ballo non ci sono semplicemente le carriere politiche o le ambizioni, del tutto legittime si intende, di singoli esponenti politici, qui in ballo c'è l'Italia che è il mio, il nostro, Paese. Fare il tifo per l'Italia impone oggi fare il tifo per Letta e se adesso il governo è nelle mani di Letta facciamo il tifo per lui e diamogli una mano". Vede, Presidente Rossi, in questo ritrovo una strana assonanza con il suo comportamento. Avreste fatto bene il sindaco di Collodi probabilmente entrambi perché così come si assiste a delle non verità in questa dichiarazione, così si nasconde la verità in quella manovra che lei ha posto in essere. Lei fino ad oggi si è professato l'uomo di sinistra, l'uomo del lavoro, l'uomo che tutela la Toscana profondamente rossa. Abbiamo fatto di tutto, abbiamo mandato a casa vicepresidenti, ne prendiamo altri, cambiamo assessori. Abbiamo cambiato Ceccobao, abbiamo cambiato l'assessore Scaletti, abbiamo cambiato l'assessore Scaramuccia, sacrificata sull'altare di Massa, abbiamo messo il silenziatore ad una donna volitiva come l'assessore Bramerini alla quale è stato di fatto, mutilandola - 29 - Regione Toscana Atti Consiliari IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 177/P DEL 25 FEBBRAIO 2014 nelle deleghe, impedito di prendere posizioni diverse dal governatore. Questo è il modus operandi. Lei smentisce sé stesso sistematicamente e attraverso un accordo di puro potere vuol ripresentarsi ai toscani ingessando la Toscana per l'ennesima volta in un modo di fare politica che non può essere più consentito. Non è più la Toscana di una volta dove si decide tutto a tavolino, dove cambiando alcuni personaggi si pensa di riconquistarsi e tenersi il consenso; oggi ci si valuta sui programmi, sugli obiettivi e sui risultati raggiunti. Fallimento completo, governatore Rossi, perché altrimenti non avrebbe rimesso in questa comunicazione quelli che erano gli stessi obiettivi programmatici che lei aveva fatto esattamente quattro anni fa. Lei di questo non ha portato a casa niente, assolutamente niente, se non una Toscana che è dissestata economicamente, se non una Toscana che ancora non ha un piano sanitario regionale, se non una Toscana che ancora mette balzelli a destra e a sinistra per cercare di tappare un buco mastodontico del quale lei non ha dato spiegazione politica. Questa è la realtà. Allora oggi lei ci gabella e definisce quello che è un vero terremoto politico una semplice rinegoziazione perché è successo un qualche cosa, perché è venuto fuori un signore di 39 anni ed allora gli devo dare una qualche rappresentanza. Ma stiamo scherzando? Lei per fare un passaggio di tal genere aveva una strada sola, non venire qui, lei doveva prendere e andarsene a casa e riconsegnare il potere di scelta agli elettori. Lei è venuto qui per l'ennesima volta a impapocchiarci su una Toscana che non è quella che lei vede, non è quella che lei disegna, non è quella che lei ha programmato invano, una Toscana che doveva cambiare motore, una Toscana che doveva cambiare passo, una Toscana che doveva essere moderna e oggi la modernità lei la trova attra- verso una ricomposizione politica; si tratta di puro, basso negoziato e si assiste ad un completo stravolgimento e ad un completo fallimento dei suoi obiettivi. È uno scatto di dignità che dovrebbe avere, come quello che ha avuto la presidente Sgherri che non si ritrova più nella maggioranza perché è una maggioranza che non le appartiene perché vede traditi quegli ideali che lei ha sempre professato, governatore Rossi. E allora abbia anche lei uno scatto di dignità, ci consenta di tornare a votare, poi vincerà le elezioni ma le avrà vinte attraverso una legittimazione popolare che oggi è un dovere restituirla ai cittadini toscani, così come sarebbe un dovere restituirla a tutti i cittadini italiani che hanno assistito per tre volte alla nomina di governi non eletti dal popolo. PRESIDENTE: Consigliera prego, a lei la parola. Fuscagni, FUSCAGNI: Grazie, Presidente. Il mio intervento sarà breve (molte cose sono già state dette, a tinte più o meno forti) e si dividerà in due parti, una politicoamministrativa ed una squisitamente di natura politica, due ambiti che ovviamente si intrecciano. Dico subito che il mio intervento non sarà caratterizzato da grandissime sorprese perché già qualcosa è stato sottolineato negli interventi precedenti. La sua comunicazione sul cosiddetto "rimpasto di giunta", Presidente, è, prima di tutto, sorprendente. Sorprende sul piano politico-amministrativo perché insieme al ben noto mantra della “Toscana eccellente” e semmai sono i toscani ad esserlo nonostante le scelte politiche di questi anni, lei tocca i limiti di questi quattro anni del suo governo e li trasforma in punti di forza con una schiettezza retorica che lascia ammutoliti. Lei afferma che i conti della sanità sono in ordine e lo fa dopo il disastro sistemico e sistematico della ASL di Massa e l'assolu- - 30 - Regione Toscana Atti Consiliari IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 177/P DEL 25 FEBBRAIO 2014 zione di colui che avrebbe dovuto esserne il responsabile. Ma chi l'ha fatta quella voragine? Dove è la falla del sistema? Quella falla ancora c'è ed altri casi simili possono ripetersi. Rimuovere questo fatto non impedisce alla realtà di essere ciò che è. Lei poi chiede uno scatto di responsabilità al Consiglio dicendo che sono ancora molte le cose da fare ed è vero e lo dico prima come Portavoce dell'opposizione e poi come componente della Sesta Commissione. È vero, dobbiamo rivedere la legge urbanistica, dobbiamo rivedere la legge sul paesaggio, dobbiamo portare a termine il piano sulle bonifiche, il piano ambientale ed energetico, dobbiamo fare il piano sociosanitario. Questi erano i punti del programma di legislatura e allora non posso non osservare, al di là del rimpasto, che questa legislatura è agli sgoccioli. Oggi, nemmeno a 12 mesi reali dalla parola "fine" questo Consiglio deve ancora approvare il 90 per cento di ciò che qualifica il lavoro della Giunta. Non ci sarà nessuna galoppata, nessun colpo di reni, nessuno scatto di orgoglio. Questa legislatura è ormai a meno di un anno dalla scadenza naturale ed è stata incapace di approvare e di mettere a sistema ciò che avrebbe dovuto fare. Questo è un fatto e questi anni di legislatura saranno ricordati come gli anni nei quali si è assistito al collasso del sistema sanitario e all'implosione delle politiche in ambito ambientale ed urbanistico. Passo alla seconda parte del mio intervento, quella squisitamente politica. Lei oggi viene in aula e ci porta un rimpasto; già è stato detto, ma è il momento di ribadirlo. Non si tratta di un rimpasto ma di uno stravolgimento di forma e di sostanza, uno stravolgimento che ci viene così spiegato, e questo è veramente sorprendente: "il quadro politico è mutato, l'IdV sparisce e il Movimento 5 Stelle si è imposto". E allora lei si prende il diritto di interpretare il cambiamento con queste modifiche. Questo non si può fare. Lei ha due strade: o rimanere fermo al patto con gli elettori del 2010 e lo porta a fine legislatura, oppure se vuole avere un avallo dopo i mutamenti lei non può che dimettersi e riproporsi. Ciò che non può fare è pensare che i mutamenti del corpo elettorale possano essere interpretati come si vuole. Il cambiamento è un diritto del popolo che si esprime con il voto, non si manipola ad uso e consumo interno. Se vuole una benedizione, diretta espressione di cambiamenti, si ritorni al voto, altrimenti porti a termine gli impegni con la maggioranza che i toscani le hanno approvato. Ma come si fa a dire che l'IdV non c'è più quando qui c'è un gruppo consiliare che approva, accompagna e condivide ciò che lei ha fatto e fa da anni? Come si possono eliminare politicamente da questa aula i consiglieri sempre leali nei suoi confronti che rispondono al nome di Gazzarri, Manneschi, Fedeli? Come fa a non provare imbarazzo politico nel guardare alla sua sinistra dopo il siluramento dell’assessore Allocca e la sostituzione in corner con l'assessore Nocentini? Non si tratta di facile moralismo. Questa è politica; tanto è stato e tanto ha fatto con questa maggioranza e non con i cambiamenti maturati più nel partito che in Toscana. Oggi lei non fa un rimpasto, oggi lei si sostituisce ai toscani facendo come se avesse vinto le nuove elezioni. Non funziona così neppure se al suo fianco ha messo persone di qualità come la Vicepresidente Saccardi perché lei, lo dice chiaramente, non ha fatto sostituzioni per ragioni qualitative ma solo per ragioni di assetto e mi permetto di dire più di assetto interno al suo partito che altro; c’è bisogno di dare un segnale al presidente Renzi, non alla Toscana. Questa è la verità. Poco conta che abbia messo come vicepresidente una persona di primo ordine perché è sbagliata la ragione. Lei gioca la sua legittima ma personale partita con l'assetto di Giunta e politicamente scambia questo - 31 - Regione Toscana Atti Consiliari IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 177/P DEL 25 FEBBRAIO 2014 come interpretazione dei cambiamenti che però lei non è legittimato ad immaginare ma semmai a rispettare. Due ultime parole. La Vicepresidente Targetti è stata sostituita come se fosse un assessore, ma non è esattamente così e non solo da un punto di vista formale. Lei quel nome lo aveva reso noto prima delle elezioni perché così doveva fare e non è detto che non ci siano stati mondi, mi riferisco al mondo degli industriali, che abbia scelto lei, Presidente, per il fatto che con lei ci sarebbe stata Stella Targetti. Lei non ha vinto da solo, semmai ha preteso di governare da solo e oggi questo è evidente; è così evidente che lo rende noto venendo in aula non con un rimpasto normale ma con una giunta politicamente modificata. Signor Presidente, se ripensiamo insieme alle persone che si sono sedute in giunta con lei, Scaramuccia via, Ceccobao via, Allocca via, Scaletti via, Targetti via, Bramerini mutilata nelle deleghe, abbiamo di media una cacciata all'anno, eccetto l'onorevole Nencini che è andato via per promozione. Qui sono tutti passati ad altro e ghigliottinati politicamente in ossequio più all'arbitrio che non alla ragion politica. Dinanzi a questa presa di modificazione politica però, Presidente, c'è una sola strada: si dimetta e si ricandidi perché il cambiamento che lei invoca è solo nelle mani dei toscani. Altrimenti riparta da dove è normale ripartire, dalla sua vecchia maggioranza semmai irrobustita da nuovi nomi ma non trasfigurata per ragioni tutte estranee a questa aula. Grazie, Presidente. PRESIDENTE: Grazie a lei. Consigliere Ciucchi, prego. Si prepari il consigliere Romanelli. CIUCCHI: Grazie, Presidente. Il Presidente Rossi oggi ha messo in chiaro e istituzionalizzato la mutazione del quadro politico che ha investito sia il campo della maggioranza che quello dell'opposizione rispetto a tre anni fa. L'operazione di riorganizzazione della Giunta regionale io la leggo come un'operazione politica che probabilmente vuole assumere, magari anticipandolo, l'impianto sul quale si intende organizzare un nuovo sistema politico nazionale e regionale incentrato sull'allargamento dei due campi, l'allargamento del campo della destra e l'allargamento del campo della sinistra. Sarà interessante verificare se questo approccio troverà poi un concreto riscontro, a prescindere dalla legge elettorale toscana che tutti insieme saremo presto chiamati ad assumere. Il nostro contributo al governo della Regione Toscana ha cercato sempre di puntare su contenuti innovativi, contributi che caratterizzassero in maniera fortemente riformatrice l'azione della Giunta e del Presidente. In questi anni non abbiamo mai messo nessuno sotto ricatto e credo di potere affermare con molta dignità politica che non siamo stati un problema per nessuno, credo che siamo stati un contributo virtuoso. Nel 2010, nel momento di passaggio dal decennio a guida Martini alla presidenza di Enrico Rossi, affidammo ad un seminario il compito di elaborare alcune idee che raccogliemmo in un piccolo volume dal titolo "il dizionario riformista". Lo elaborammo facendolo precedere da un preambolo politico per sottolineare come il riformismo prima di essere una tecnica è una cultura politica, un modo di porsi delle diversità basato sulla pedagogia della tolleranza. Lo facevamo a fronte di un ventennio in cui ci eravamo trovati alle prese con l'affermarsi di una sorta di pensiero unico e ritenevamo che nella sinistra toscana fosse giunta a maturazione l'idea di potere abbracciare il modello pedagogico di Filippo Turati. Quello fu il nostro approccio e il nostro contributo al proponimento di avviare con il PD una ri- - 32 - Regione Toscana Atti Consiliari IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 177/P DEL 25 FEBBRAIO 2014 voluzione riformista della Toscana, preliminare all'accordo politico che dispiegò il comune impegno elettorale nella lista del Partito Democratico e dei riformisti toscani. Molte cose di quel volumetto sono state assunte e noi diamo atto alla Giunta di avere messo in campo un grande impegno e di essersi profusa in iniziative che hanno assunto sicuramente un grande significato nel governo di questa Regione. Però dobbiamo anche dire che la rivoluzione riformista che avevamo in mente e che doveva promuovere un piano innovativo anche per il turismo, il termalismo e la cultura, avvalendosi di nuove competenze e di una nuova dirigenza regionale più competente e meno autoreferenziale, ha finito con il partorire anziché l'immagine di una Toscana orientata a trasformare la bellezza in ricchezza, come direbbe Matteo Renzi, una Toscana “taroccata”. L'elenco delle nostre proposte avanzate nel 2010 ed integrate nel corso degli anni, il piano regionale per la banda larga, le politiche di modernizzazione della pubblica amministrazione, il riordino e la razionalizzazione delle autorità regionali troppo spesso senza chiare competenze, fino alla normativa per il conflitto di interessi, non sempre hanno trovato un concreto riscontro. Vogliamo dirle, Presidente, che faremo quanto nelle nostre possibilità per consentire che una visione troppo ideologica, che ha caratterizzato la Toscana in questi decenni in tema di infrastrutture, non venga assunta a filosofia della nuova legge urbanistica, nella modifica della legge elettorale 78/98, delle disposizioni in materia di cave, torbiere, miniere, alluvioni, terremoti. Il territorio è delicato, ci sono anche le frane; è stato maltrattato ma al di là di questo è delicato perché si trova a dovere affrontare eventi molto più critici di prima. Bisogna capire che dobbiamo investire su questo fronte e tanto e nella rivitalizzazione e messa in sicurezza, nella ristrutturazione. Questo co- sta, ma dobbiamo farlo. Con la situazione toscana e italiana c'è una sola strada, molto di sinistra per me: facciamo un piano di 500, 600 milioni di euro, mi rendo conto che sono pochi, 100 milioni l'anno per dieci anni e concentriamolo sul territorio, ambiente, infrastrutture sostenibili e cambiamo in dieci anni il volto della Toscana. Un piano gestito da strutture tecniche valide e da strumenti amministrativi antiburocratici; i soldi chiediamoli all'Europa e chiediamo, per utilizzare questi fondi, che si venga esentati dal rispetto del patto di stabilità. È una piccola cifra che darebbe in termini di sostenibilità e di lavoro un grande contributo alla nostra Regione. Mi auguro che nei prossimi mesi e nei prossimi anni i temi che abbiamo posto e proposto saranno assunti con sempre maggiore attenzione dal governo regionale. Noi siamo interessati affinché su questi temi si possano costruire maggioranze di governo disposte ad affinarli e a proporli con sempre maggiore determinazione. Forti, con il limite della nostra rappresentatività, con la forza delle nostre idee per una Toscana più protagonista e più moderna, i socialisti le riconfermano la fiducia con l'augurio che la nostra visione, forte dell'interpretazione di un pensiero riformista maturo, volta a promuovere quella risoluzione del buon senso necessaria per il governo della Regione, possa costituire sempre più il timone che orienti oggi e nel futuro la crescita e la modernizzazione della Toscana. Presidenza del Vicepresidente Roberto Giuseppe Benedetti PRESIDENTE: Vorrei fare brevemente, prima di dare la parola al consigliere Romanelli, il punto. Ci sono 20 interventi ancora e non è previsto il proseguimento notturno, quindi alle 19,00 in teoria bisognerebbe chiudere. Terrei molto a chiudere questo punto all'ordine del giorno; la Presi- - 33 - Regione Toscana Atti Consiliari IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 177/P DEL 25 FEBBRAIO 2014 denza terrebbe molto a farlo stasera. Le 19,00 sono sempre diventate le 19,30 e la mia raccomandazione è di stare nei tempi degli interventi. L'unico modo che ho di farvi stare nei tempi è disattivare l'oratore dopo cinque minuti. State nei tempi altrimenti andiamo avanti fino le 19,30, sospendiamo il dibattito e lo riprendiamo domattina con la votazione degli atti. Consigliere Romanelli, a lei la parola. ROMANELLI: Il Presidente ha parlato di tempesta, ha ragione; la tempesta perfetta sono stati questi quattro anni di legislatura, ed è cambiato il mondo. In questa tempesta perfetta la Regione Toscana ha mantenuto fino ad oggi una linea politicoprogrammatica, l'ha mantenuta questa giunta, la maggioranza di centro sinistra e sicuramente il Presidente con sue scelte molto chiare, anche con le sue prese di posizione politiche rispetto alla posizione politica nazionale, compresi i post su Facebook; conta tutto. Una diversità che si è sostanziata in fatti come chiamare la povertà col suo nome e fare le politiche sulla povertà con un impegno che, rispetto al bilancio di una regione, è straordinario; l'attenzione e la tenuta sulla scuola pubblica, il diritto allo studio e all'università, i giovani, la spesa sociale, la cultura, questi ultimi segnali importanti che vanno ripresi, come diceva anche il consigliere Ciucchi, sulla difesa del territorio. Una diversità, Presidente, che come Sinistra Ecologia e Libertà abbiamo difeso e ne abbiamo fatto un fiore all'occhiello pur non rinunciando alle nostre diversità, che riproporremo ogni volta che si presentano in maniera chiara, in particolare sulle questioni delle infrastrutture, come è ben noto. Sognavamo che questa diversità potesse rimanere intonsa, intatta fino a fine legislatura e magari anche per un'altra legislatura ma, ahimè, questo non è sempre possibile, non funziona così la vita, non funziona così la politica. In tal senso comprendiamo quello che è successo, ma lo valutiamo e naturalmente non siamo esenti da preoccupazione. La Vicepresidente Saccardi entra in Giunta con il forte segno della vicinanza al nuovo Presidente del Consiglio. Sapete qual è il giudizio di SEL su questo Governo nazionale e qual è stato quello di SEL a livello comunale sulle politiche del sindaco di Firenze. Certamente questo ci porta a delle difficoltà, a delle preoccupazioni, a dei problemi. L'assessore Saccardi entra in Giunta avendo espresso delle idee e portato avanti delle politiche come assessore nella giunta comunale e sicuramente diverse dalle nostre. È chiaro che staremo a vedere. Lei oggi, Presidente, ha preso degli impegni e ha parlato di riconferma di un programma politico, quello su cui siamo stati votati; su questo giudicheremo. In tal senso assicuro all'assessore Saccardi che da domani lavoreremo ai singoli provvedimenti senza alcuna forma di preconcetto e di pregiudizio. Ci siamo già conosciuti e abbiamo già iniziato a parlare di affido familiare e quindi da domattina inizieremo a lavorare su questi temi perché l'etica e la professionalità che ci impone il nostro ruolo deve essere questa; su questo non ci sono dubbi. Mi preme a questo punto un pensiero agli assessori che, senza demerito, sono stati rimossi, l'assessore Allocca che ha lavorato bene, gli assessori Scaletti e Targetti, Il benvenuto all'assessore Saccardi l'ho già dato; un augurio di buon lavoro all'assessore Bobbio, che non conosco, che si occuperà di un tema importantissimo fondamentale, che ritroverò in commissione perché faccio parte della Commissione Cultura. L'assessore Nocentini è un segnale importante, un segnale direi straordinario; è fra l'altro un'amica, è una persona che conosco bene con cui abbiamo fatto politica. Sia chiaro, perché poi le cose vengono interpretate male, che Sinistra Ecologia e - 34 - Regione Toscana Atti Consiliari IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 177/P DEL 25 FEBBRAIO 2014 Libertà in questo passaggio è stata molto chiara, non ha indicato nomi. Noi eravamo fuori dalla Giunta e non abbiamo in alcuna maniera giocato il ruolo di coloro che contribuiscono a tappare un buco a sinistra di un'altra forza politica. Anzi noi pensiamo, lo diciamo con grande chiarezza, che questa rottura a sinistra, Presidente, che oggi si consuma, ho sentito l'intervento molto duro della presidente Sgherri, va recuperata assolutamente e Sara Nocentini, per la sua figura e il suo profilo morale, voglio anche dire oltre che per le sue capacità, per la limpidezza del percorso politico e personale che ha fatto, può giocare un ruolo importante in tal senso. Glielo auguro, sulle sue spalle grava un peso non da poco. Quindi, cara Sara, tanti auguri. E’ un peso importante. Questo sta anche a lei, Presidente. Questa rottura a sinistra va recuperata, va ricostruita questa maggioranza. Se poi ci saranno altri apporti, che non ho capito di che tipo, questo glielo dico, Presidente, mettendo le mani avanti perché delle due l'una, o alcuni colleghi cambiano radicalmente dal giorno alla notte il giudizio che fino ad oggi hanno avuto sulla nostra politica, o se stiamo cambiando noi e ci stiamo adeguando alle larghe intese nazionali, dico che noi della partita non saremo più. Non mi scandalizzano adesioni personali e, ripeto, saranno i fatti a giudicare. Ci fidiamo e condividiamo i punti del programma elencati; ne metto uno per primo perché sta generando una sofferenza: dobbiamo cambiare alla velocità della luce il regolamento emesso sulla cannabis terapeutica, tema importante su cui abbiamo fatto un regolamento sbagliato e dobbiamo correggerlo perché stiamo creando problemi ai malati, alle persone che soffrono, dobbiamo riportare chiarezza su questo tema. Ci sono poi la tutela del territorio e i diritti sociali, il piano dei rifiuti; e qui dico che questa cosa passata in finanziaria è stata una ferita perché le conseguenze di quell'emendamento potevano esserci spiegate meglio; oggi abbiamo fatto un atto di testimonianza un po’ alla disperata ma obiettivamente quello che succederà fra due giorni è un qualcosa che ferirà i cittadini di quel territorio. Ricordo le energie rinnovabili ed il risparmio energetico su cui stiamo facendo ancora troppo poco. Presidente, la diversità che abbiamo difeso e apprezzato fino ad oggi deve essere coltivata e difesa come una piantina preziosa e addirittura, se possibile, fatta crescere ancora di più recuperando tutti gli attori che fino ad oggi si sono impegnati. Le ferite che ci sono state vanno cauterizzate e risanate. Ci impegneremo per questo ed abbiamo fiducia che lo farà anche lei. PRESIDENTE: Grazie. Informo i consiglieri che ho inserito il gong. Prego, consigliere Tognocchi. TOGNOCCHI: Credo non possiamo fare a meno di mettere in diretta relazione quello che stiamo facendo qui con quello che sta succedendo a Roma. I terremoti che hanno scosso i palazzi romani sono partiti da Firenze ed oggi gestiamo l'ondata di ritorno. Il Presidente Rossi ha detto all'inizio, con molta chiarezza, "da una parte aiuto Renzi a risolvere i problemi del Comune di Firenze e dall'altra cerco di dare nuovo slancio alla Giunta". L'aiuto è arrivato perché il fatto che Saccardi oggi sieda in questi seggi e che il collega Giani stia aspettando con ansia notizie di una sua nomina a Roma hanno spianato la strada a Dario Nardella che può tranquillamente correre, giocare la sua candidatura a Firenze senza avere vicino presenze ingombranti. Pensiamo anche che Saccardi e gli altri due assessori che non conosco, Bobbio e Noncentini, siano due giovani di valore che possono aiutare davvero per questo rush finale. Il Presidente Rossi ha usato il linguaggio - 35 - Regione Toscana Atti Consiliari IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 177/P DEL 25 FEBBRAIO 2014 della verità e forse ha creato qualche malumore in qualcuno che fino a poco tempo prima aveva affermato di essere allergico ai rimpasti; anzi, i rimpasti venivano accusati di provocare irritazioni fastidiose, bolle cutanee. Evidentemente per questioni di microclima, di sanità migliore, che sicuramente abbiamo rispetto a Roma, da noi queste patologie non esistono. Del resto è la verità che può guarire la politica dalla principale malattia che la affligge. Ha detto bene Pierluigi Bersani, che saluto perché oggi è tornato in aula e credo sia una presenza importante nella nostra politica, pochi giorni fa in un'intervista, la modernità esalta una leadership ma ci deve essere qualcosa di più che una squadra intorno a un leader: c'è bisogno di una comunità che condivide, partecipa, collabora e costruisce. Il PD era rimasto l'unico partito a dipendere in maniera esclusiva dalla capacità di comunicazione dei suoi leader; parlo dei tre maggiori partiti. Con Matteo Renzi abbiamo rotto questo argine che separava il PD dagli altri; cercare di essere una forza politica basata su un progetto collettivo, condiviso da una comunità, da un partito che tentava anche di essere luogo di discussione e di sintesi. Ci siamo adeguati alla nuova frontiera, quella del leader che parla direttamente col suo popolo senza bisogno di intermediari, di mediazioni. Qualcuno lo esalta per questo, un leader di popolo come da tanti anni non se ne vedono in Italia; questo probabilmente è vero ma è anche vero che il mio partito ha smesso di pensare alla costruzione di un nuovo modello che superasse quello del novecento basato sulle sezioni, i burocrati, i militanti, la vendita domenicale del giornale, per pensare ad una novità che ambisse a tenere insieme la leadership con la comunità, la comunicazione con la partecipazione. Abbiamo preso anche noi la scorciatoia e ci siamo affidati anche noi al leader unico che addirittura, per non farci mancare nulla, fa pure il premier. Fa il leader, il premier, il segretario di partito. Ormai anche nel nostro partito la casistica dei disastri è completa. Ancora dobbiamo sapere il nome e il cognome dei 101 che un giorno hanno osannato Romano Prodi e il giorno dopo lo hanno tradito nel segreto dell'urna. Evidentemente anche per il PD il collante per sentirsi di nuovo a casa si è perso e le battaglie politiche combattute con lealtà e trasparenza sono un ricordo. Il nuovo corso è iniziato anche da noi. Ieri nella riunione del gruppo convocata per eleggere il nuovo capogruppo, è venuto il segretario regionale del partito che, oltre ad indicarci il nome del successore di Marco Ruggeri, ha detto "dobbiamo mettere in sintonia il gruppo regionale con ciò che avviene a Roma". Gli ho detto "mi sembra difficile che questa sintonia, ad esempio, si trovi sulla legge elettorale". Noi abbiamo faticosamente tentato di superare la nostra che in questi anni ci ha creato discredito nell'opinione pubblica e nella stampa e a Roma ne mettono in cantiere una che ne riprende il dato essenziale, in particolare quello delle liste corte bloccate, addirittura peggiorandola con il tentativo di escludere dalla rappresentanza parlamentare forze con milioni di voti. Non voglio essere in sintonia con il modo in cui Matteo Renzi è diventato premier; la più classica delle manovre di palazzo in sfregio alle informazioni che hanno contraddistinto la sua campagna elettorale: mai senza elezione, mai larghe intese ed invece, come ha detto qualcuno, governa coi voti di Bersani, la maggioranza di Letta e dico forse anche con una bella fetta di programma. Quello che mi addolora è l'assoluta mancanza di reazioni vere e profonde anche nella classe dirigente del mio partito. Si dice "non conta il come ma conta cosa farà". Non sono d'accordo, in politica la forma è sostanza e la coerenza tra ciò che si dice e ciò che si fa è un elemento indispensabile. - 36 - Regione Toscana Atti Consiliari IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 177/P DEL 25 FEBBRAIO 2014 Non è certamente questo il modello che dobbiamo proporre ai giovani. Gli inglesi hanno tradotto il rottamatore in demolition man e sembra molto più efficace per rappresentare quello che sta succedendo, demolire, travolgere e calpestare per arrivare alla meta ma si rischia di rimanere una sola persona tra le macerie. Non è la strada giusta; non voglio essere così. Io sono stato eletto per sostenere il programma del Presidente Rossi e questo impegno lo rispetterò lealmente anche se in questo passaggio finale mi senta poco, ma davvero poco, in sintonia con il mio partito. Abbiamo da compiere scelte molto importanti che porteranno anche confronti con il Governo nazionale per far sì che questa tenuta della Toscana, che il Presidente ha descritto, diventi ripresa e posti di lavoro. Mi rimetto a due temi. Aeroporto: credo che l'impegno della Giunta nei confronti del Consiglio, ma oggi c’è stata già la precisazione del Presidente, rimanga fermo a quanto faticosamente pattuito. Fatte salve le condizioni di salvaguardia ambientale e sanitaria del territorio e delle popolazioni, l'ipotesi è quella della pista di 2.000 metri e visto che il masterplan di Adf ha finalmente fatto venire a galla la verità e cioè che la società non è in grado di finanziare il complesso delle opere necessarie. Rimane l'impegno preso: nessun soldo pubblico nella pista; altre sono le priorità della Toscana. Ne dico una: la Toscana sta franando. C'è bisogno di un grande piano di sicurezza idrogeologica e credo che se le risorse arriveranno da Roma questa sarà la priorità. La promozione del sistema toscano è una riforma non rimandabile e che non ho visto nel documento. Chiedo di introdurla per dare efficacia e razionalità, mantenendo un indispensabile ruolo pubblico. Nelle commissioni abbiamo deciso di costituire un gruppo di lavoro e spero saremo in grado di consegnare alla Giunta un progetto chiaro ed innovativo che riduca la frammentazione senza trascurare le potenzialità e chiedo anche che venga inserita nel documento che si andrà a votare. Il motivo principale del mio sostegno al Presidente sta nel fatto che credo che Enrico Rossi, per le sue caratteristiche, sia in grado di rappresentare di fronte all'opinione pubblica toscana e anche nazionale un modello diverso di politica che privilegi lealtà, sobrietà e rispetto nei confronti degli altri. Sembrano banalità ma non lo sono. Presidente, cerchi di incarnare questa esigenza, è la nostra speranza, tenersi lontano dalla moda del "ci penso io, faccio tutto io" per dimostrare che si può fare una politica fatta da persone serie e concrete, che non raccontano storielle, che esercitano la leadership basata con le proprie capacità di convincere ed ascoltare. Metta la sua onestà e il suo esempio al servizio di un progetto di ricostruzione. Ora ci vogliono gli uomini della ricostruzione perché gli uomini della demolizione ormai hanno distrutto tutto. Mi sento ancora contadino; quando il raccolto non c'è si ara, si coltra e si risemina. Per questa fine legislatura avrà non solo il mio appoggio, e naturalmente mi auguro del Consiglio, ma la mia riconoscenza e spero di molti cittadini se saprà legare il suo nome a un antivirus efficace contro le furbizie, l'astuzia e gli inganni che purtroppo oggi fanno parte della politica. Matteo Renzi diceva spesso "non si può fermare il vento con le mani", è uno slogan mutuato da Seneca che riferiva al destino ed il premier, modestamente, a sé stesso. Chiudo con la citazione di un amico, Marco Malvaldi: "uno degli aspetti più fastidiosi dell'essere umano è la ridicola convinzione che non siamo responsabili delle conseguenze delle nostre azioni come testimonia l'infantile disinvoltura con cui troppo spesso attribuiamo alla volontà del fato il disastroso esito delle nostre cazzate". Grazie. - 37 - Regione Toscana Atti Consiliari IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 177/P DEL 25 FEBBRAIO 2014 PRESIDENTE: Grazie. Consigliere Nascosti, prego. NASCOSTI: Grazie, cercherò di stare nei tempi. Mi sarei aspettato nella sua relazione, Presidente, un'attenzione e un provvedimento chiaro per quanto riguarda il la semplificazione, la sburocratizzazione e la facilitazione di interlocuzione tra l'ente Regione, in particolar modo la Giunta e chi fa impresa in Toscana, non tanto le associazioni quanto il mondo imprenditoriale largamente citato come una fonte importante di sviluppo di questa regione. Me lo sarei aspettato pensando, vedendo e sperando che nella riorganizzazione complessiva delle deleghe si facesse un progetto, facile da fare, quello di mettere tutte le competenze che riguardano le attività produttive dentro un unico assessorato, oppure dentro gli uffici della Presidenza della Regione. Come sapete non è così. Vedo con stupore che non solo non si va in quella direzione ma un pezzo importante che è stato sempre dentro le attività produttive, la formazione professionale, che è stata sempre uno dei motori sul quale si interviene anche nelle crisi aziendali per cercare di creare nuove professionalità da mettere a disposizione di nuovi settori e nuove imprese che vanno ad inserirsi nei settori in crisi, il caso Eaton ne è l’esempio, viene tolta all'assessorato delle attività produttive dell’assessore Simoncini che, lo dico a verbali aperti, finora ha lavorato bene e lo si dà, senza nulla togliere al nuovo assessore, al professor Bobbio; si istituisce un nuovo assessorato che ha la delega alla formazione professionale ottenendo un ulteriore spezzatino di competenze che poco fa bene all’auspicato processo di riordino e semplificazione e di unicità del confronto fra chi fa artigianato e commercio e chi deve decidere sulle risorse e sulla formazione. Questo oggettivamente è uno degli aspetti che mi hanno maggiormente sorpreso visto sostanzialmente quello che è stato fatto anche durante il procedimento in Consiglio regionale in merito al procedimento di semplificazione e quant'altro. L'unicità della decisione. E’ lo stesso discorso che faceva il consigliere Tognocchi sulla promozione che avrebbe bisogno di un riordino complessivo. Si poteva cogliere l’occasione di questo check up che si fa sulla Giunta per cercare di mettere fra le priorità della maggioranza un disegno di riordino della comunicazione, perché non è il problema di come spende i soldi l'Apet o Toscana Promozione, ma il problema anche qui è sulla promozione, elemento fondamentale per l'internazionalizzazione delle nostre reti di impresa e deve essere gestito da un unico soggetto in cui la Regione può decidere se fare regia, se dare indirizzi, oppure se erogare anche le risorse. Questo non è successo. L'altro aspetto, Presidente, lo dico anche all'assessore Marson che mi fa piacere sia sempre qui presente quando si parla di priorità, voglio dirlo in maniera molto chiara, di norme di governo del territorio e di norme del piano del paesaggio siamo preoccupati perché quello che abbiamo visto fino ad oggi intende il paesaggio e la bellezza del paesaggio come un vincolo e non come una risorsa. Quando leggo non un mio documento ma la relazione dell'attuale segretario del Partito Democratico al congresso di Prato quando parla della bellezza intesa come paesaggio che non può essere messa in contrapposizione con lo sviluppo e quando dice che la bellezza può essere e deve dare ricchezza questo non è quello declinato in questi due strumenti fondamentali che sono parte integrante del programma di fine legislatura; e qui c'è una contraddizione in termini. Vorremmo sapere, lo avrei domandato all'assessore Marson se fosse stata presente, ma certo glielo domanderemo, nell'ambito di una riforma complessiva del sistema paesaggistico, con questa definizione nuova del - 38 - Regione Toscana Atti Consiliari IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 177/P DEL 25 FEBBRAIO 2014 paesaggio, quali e quante sono le aree industriali che rischiano di essere limitate? Vorremmo sapere quali sono le superfici interessate a questo nuovo piano di strumento paesaggistico, che non può passare solo nel momento in cui si deve dare la priorità di interventi a favore della messa in sicurezza del territorio; come non si può, con un colpo di penna, chiudere un intero settore, quello delle cave estrattive. È l'approccio che è sbagliato. Auspicavo davvero un passo in avanti che non c'è stato anche perché non trovo traccia di un nuovo patto di sviluppo da firmare con le imprese. Il rilancio del sistema delle piccole e medie imprese non può essere visto solo in funzione di ciò che fa export ma si deve dare la possibilità in Toscana di fare impresa. Chiudo con due argomenti, Presidente; il primo è che vedo con piacere dal documento di maggioranza che si parla di riordino costituzionale, che si comincerà a parlare del decreto Del Rio e delle aree metropolitane. Vedo altrettanto con piacere che si può parlare finalmente, qui dissento col consigliere Romanelli, di una modifica della disciplina del sistema di edilizia residenziale pubblica sociale relativamente alle modalità di assegnazione del canone di collocazione. Chiudo rispondendo al consigliere Tognocchi, all'unico punto sulla cui visione sono in disaccordo; sull'aeroporto non ha deciso il Consiglio regionale e non decideremo noi. Se sono vere, come sono vere, le dichiarazioni di ENAC, ha già deciso ENAC, se si fa la pista la si fa di 2.400 metri e non di 2.000. Questo è un fatto importante; chi frettolosamente anche dai nostri banchi ha deciso e ha votato la delibera e quel PIT ha sbagliato. ENAC e il Ministero hanno detto che sono 2.400 metri e su questa traccia e su questo documento vediamo poco parlare dell'aeroporto di Firenze. Presidente, lei sull'aeroporto ha fatto una scommessa dicendo "si fa o si va a casa". Voglio vedere se veramente l'aeroporto potrà essere realizzato in questa legislatura. Grazie. PRESIDENTE: Grazie. Consigliere Taradash, prego. TARADASH: Grazie, signor Presidente. Molti degli interventi succedutisi in aula confermano che ciò che è stato interpretato come un mio scherzo all'inizio; era ironico, sì, ma non era uno scherzo. La dipendenza delle decisioni prese a Firenze in questi giorni, dalle novità che emergono tra Firenze e Roma nelle stesse ore, è evidente. Noi ci troviamo a un cambio di maggioranza da una parte e all'ingresso all'interno della giunta di esponenti di quella che oggi è la maggioranza del Partito Democratico. Abbiamo ascoltato interventi che ci hanno raccontato le vicende del Partito Democratico come se potessero avere influenza sul dibattito che stiamo facendo; evidentemente questa influenza ce l'hanno perché non ci sarebbe stata nessuna ragione di un cambio di maggioranza se non avesse il Presidente Rossi richiamato dalla sua storia antica il concetto fondamentale di partitocrazia che regge i suoi comportamenti; il Presidente Rossi ha fatto un accenno nel testo scritto, che poi ha evitato nella parte orale, all'ordoliberismo come causa del degenerare della crisi toscana, europea e mondiale e questo ci dà la riprova, che il concetto di fondo che separa la sinistra che Rossi rappresenta, dal centro-destra, che rappresentiamo noi, è una diversa concezione dei rapporti fra lo stato e i cittadini, fra il potere politico e l'impresa economica. L'ordoliberismo non è una parolaccia, è la politica economica della Germania da Ludwig Erhard ad Angela Merkel. Capisco che orecchiando o filosofeggiando si possa dire che la colpa è della Merkel e quindi dell'ordoliberismo per quello che sta succedendo a noi, lo dicono in tanti, da LaRou- - 39 - Regione Toscana Atti Consiliari IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 177/P DEL 25 FEBBRAIO 2014 che agli esponenti delle filosofie del signoraggio, ecc., ... Benissimo, si può dire. A me non interessa se via vero o se non sia vero; non siamo in grado in questa aula e nemmeno nel dibattito di capire dove finiscono le responsabilità nostre e dove iniziano quelle degli altri. Matteo Renzi, più volte evocato anche oggi, dice "cominciamo a mettere a posto ciò che compete a noi e poi possiamo rivolgerci agli altri e dire ‘fate in un altro modo’". Io la penso così; penso che sia bene che ciascuno di noi si assuma le proprie responsabilità. Questo non avviene in Regione Toscana perché abbiamo il documento che si chiama "programma di fine legislatura" che riproduce il programma di inizio legislatura, semplicemente ci dice "alcune cose non le abbiamo fatte e contiamo di farle nel prossimo anno". Naturalmente tutti noi sappiamo che non sarà possibile farle e sappiamo che è una pura mascheratura della realtà perché la realtà è che siamo anche qui dentro la campagna elettorale e il Presidente Rossi dopo essersi candidato in nome della discontinuità rispetto al presidente Martini oggi si candiderà in nome della discontinuità attraverso l'assegnazione della vicepresidenza ad un’esponente renziana, che sarà sicuramente brava e capace ma che non c'entra nulla col percorso della Regione, come non c'entrano nulla gli assessori che oggi entrano a far parte della giunta; ma questo è il segno della discontinuità. Dopo aver fatto battaglie quotidiane con il sindaco di Firenze Renzi oggi Rossi si inchina al potere, accetta le regole del potere della partitocrazia e impone alla Toscana una campagna elettorale che comincia oggi e terminerà quando deve terminare. La questione di fondo è che non dà nessuna risposta al perché non sia riuscito a realizzare il programma di legislatura e al perché ci siano stati tanti fallimenti nel corso del tempo, ultimo quello dell'aeroporto testé citato, ma se ne possono citare mille altri non richia- mati da nessuno della maggioranza: il Monte dei Paschi di Siena e ciò che questo significa per la città di Siena e per l'economia di gran parte della Toscana. La Regione non aveva nessuna responsabilità su questa? I problemi infiniti della viabilità, la Tirrenica che non si è fatta nemmeno in questi cinque anni e sicuramente non si farà nei prossimi cinque ed è bene mi auguro non si faccia perché altrimenti si fa la fine del rigassificatore di Livorno. Il tempo è uno dei fattori produttivi ed economici. Il rigassificatore fatto dieci anni fa aveva un senso economico ed oggi entra direttamente nella bolletta di tutti gli utenti di Italia senza aver fatto altro che modificare la skyline di Livorno e non avere raccolto nemmeno un litro di gas; e questo succederà per la Tirrenica, costosissima e inutile, e questo succederà probabilmente per l'aeroporto di Peretola sul quale il Presidente Rossi se avesse messo la fiducia rispetto alla sua maggioranza minacciando le dimissioni, avrebbe fatto benissimo perché questa è la caratteristica dei presidenti eletti dal popolo: possono fare quello che vogliono; possono modificare la giunta e nessuno gli può rimproverare niente, possono sciogliere la legislatura e nessuno gli può rimproverare niente. Questo è il modo di governare necessario per l'Italia e il Presidente del Consiglio, primus inter pares, se ne renderà presto conto. Ma per questo, essendo legittimo quello che fa Rossi, dobbiamo noi inchinarci al politicamente corretto, che è avvenuto in queste giornate. Potremmo, lo abbiamo fatto nella nostra risoluzione, andare punto per punto a discutere i problemi dei cittadini toscani ma quello che noi vogliamo sottolineare è che c'è una concezione dei rapporti tra potere e società che in Toscana, secondo schemi antichi, fa calare dall'alto tutte le decisioni comprimendo le libertà dei cittadini e la libertà del mercato. Questa è la ragione vera, secondo noi. E’ inutile urlarsi addosso, meglio prospettare - 40 - Regione Toscana Atti Consiliari IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 177/P DEL 25 FEBBRAIO 2014 le alternative ai fallimenti della Regione in questi cinque anni. PRESIDENTE: La seduta è aggiornata a domani mattina alle ore 9,30. Si prosegue con il dibattito; il primo intervento sarà quello del consigliere Chiurli. La seduta termina alle ore 19:13. Stenotipia a cura di Marina Luddi, via Rosano, 3 50012 Bagno a Ripoli (FI) Redazione e coordinamento a cura del Settore Assistenza al procedimento degli atti consiliari e ai lavori d’Aula (O. Braschi, B. Cocchi, F. Querci, A. Tonarelli) L’estensore: F. Querci O. Braschi La responsabile dei servizi d'aula: D.ssa Patrizia Tattini ………………………………………….. Stampa: Centro stampa del Consiglio Regionale della Toscana