Luci del Sud. Filippo Cianciàfara, fotografie e resinotipie, 1915 - 1955. Sale del Circolo degli Artisti di Torino, Palazzo Graneri della Roccia. Via Bogino, 9. Torino. Dal 22 gennaio al 10 marzo 2010. Per la realizzazione di questo evento si è costituito un Comitato Scientifico coordinato dal Professor Dario Reteuna, storico e tecnologo della fotografia, composto da specialisti dell’immagine fotografica e artistica, della grafica e dell’organizzazione di eventi quali: la Dottoressa Elisa Paola Lombardo e i Dottori Davide Mabellini e Luciana Vannulli. Il Curatore del catalogo e della mostra ringrazia per la gentile collaborazione e l’impegno profuso: L’Avvocato Luigi Tartaglino, l’Avvocato Stefano Fabio Mossino, l’Avvocato Dora Mignano, rispettivamente Presidente, Vice Presidente e Coordinatore iniziative culturali del Circolo degli Artisti di Torino, il Consiglio Direttivo e la Segreteria del Circolo stesso, la Dottoressa Elisa Paola Lombardo della Filografica di Torino, il Professor Giuseppe Amedeo Mallandrino, l’Ingegnere Nicoletta Mallandrino, il Dottor Angelo Mistrangelo e la Fotografa Bruna Biamino. Per la collaborazione e l’impegno profuso un sentito grazie ai Signori: Franca Arrio, Marta Bianchi, Franco Borrelli, Giovanni Faccini, Davide Mabellini, Ezio Mario Peruzzi, Luciana Vannulli ed Elisabetta Zara. Il curatore infine è particolarmente riconoscente a tutti coloro che hanno sostenuto questa manifestazione: Associazione Culturale Cianciàfara - Messina, Fondo Giovanni Occhipinti - Torino, Associazione Paradigma - Torino, Filografica - Torino, Mattana Servizi Grafici - Torino, Studio Mallandrino - Palermo, Cristal Events Society - Torino e Alma 2000 - Torino. © Per le immagini l’Archivio Giuseppe Amedeo Mallandrino © Per i testi i relativi autori © Per il progetto grafico Elisa P. Lombardo (Filografica, Torino) Stampa del catalogo Effegieffe Arti Grafiche - Messina Allestimento mostra: Filografica, Torino e Cristal Events Society, Torino Le ragioni di questa mostra. Nel pullulare di iniziative e di eventi, pensiamo non sia un errore domandarsi nell’accingersi alla realizzazione di una Mostra, come di qualsivoglia evento culturale, a che cosa miri l’impegno profuso. Nel nostro caso, direi che le risposte sono molteplici e tutte, si ritiene, costituiscono valido argomento a sostegno dello sforzo compiuto. Intanto significa proseguire quel cammino di “ricognizione” sulla storia della fotografia, iniziata nel 2002, ed il cui merito va ascritto al nostro indimenticabile Presidente Antonio Forchino ed alla vasta e profonda cultura specifica del nostro socio Dario Reteuna. Tale ricognizione è importante anche perché vale a sottolineare come il Circolo degli Artisti sia stato, a suo tempo, all’avanguardia nell’individuare le grandi potenzialità artistiche di quello che sembrava, e fu, per molto tempo, considerato, spesso, solo uno strumento tecnico utile a documentare. È, inoltre, il nostro primo contributo, di riflessione, in vista di quelle che saranno le Celebrazioni del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia. Il volume di Dario Reteuna, L’occhio del Gattopardo. Filippo Cianciàfara Tasca di Cutò e la fotografia artistica in Sicilia, che presentiamo proprio in concomitanza con l’inaugurazione della Mostra Luci del Sud. Filippo Cianciàfara, fotografie e resinotipie, 1915-1955, pone in evidenza che in Sicilia, così come a Torino, e in altre città italiane e straniere, già dalla metà dell’Ottocento, alcuni pionieri, ciascuno nel proprio ambiente, ma cercando interlocutori al di fuori, sperimentassero nuove tecniche di comunicazione visiva e, conseguentemente, come ciascuno di loro abbia dato il proprio contributo, originale, anche perché costituente il riflesso delle caratteristiche del proprio ambiente sotto il profilo paesaggistico, economico ed ambientale. La Mostra documenta anche come il siciliano, cosmopolita Filippo Cianciàfara abbia guardato a Torino come centro propulsore, in Italia, del nuovo mezzo espressivo e come ciò lo abbia indotto a partecipare vivacemente, esponendo le proprie Opere nelle varie Mostre di carattere nazionale ed internazionale, ad esempio quelle organizzate dal Circolo degli Artisti di Torino negli anni 1937, 1939 e 1948, ed a contribuire al dibattito critico che veniva sviluppandosi nell’ambito del Circolo e della città, con la nascita delle Associazioni Fotografiche, cui il nostro aderì prontamente, promuovendo e sostenendo, al contempo la nascita delle sezioni siciliane di tali associazioni. Ed allora, se uno dei modi, crediamo, più utili di celebrare la ricorrenza del 150° è la riflessione sull’identità nazionale, non si può non sottolineare come tali scambi abbiano consentito agli italiani, e per quanto ci riguarda, ai sudditi del Regno delle Due Sicilie ed a quelli Sabaudi, di conoscere le rispettive identità, ciascuna delle quali ha concorso e concorre, appunto, a formare un’identità che non deve essere “omologazione”. Se oggi si va predicando da tante parti che la presenza di moltitudini extra comunitarie deve essere vista come un arricchimento, val la pena evidenziare le nostre rispettive specifiche identità e, soprattutto, verificare se e fino a che punto abbiamo, ad esempio, saputo evitare, nel processo post unitario, la semplice “omologazione”, con il sicuro impoverimento che ne consegue. Tale era ed è il nostro obiettivo. I visitatori della Mostra ci diranno se, come confidiamo, l’abbiamo raggiunto. Dora Mignano Coordinatore Iniziative Culturali del Circolo degli Artisti di Torino Luigi Tartaglino Presidente del Circolo degli Artisti di Torino 6 Mio nonno Filippo Cianciàfara. Nacque a Messina il 15 Novembre del 1892 da Francesco, ingegnere, e da Nicoletta, detta Lina, Tasca Filangeri dei Principi di Cutò: il padre proveniva da quella borghesia di provincia che si era formata a partire dall’abolizione del feudalesimo; la madre apparteneva ad una delle famiglie patrizie più in vista di Sicilia, essendo stati i Cutò tre volte Vicerè di Sicilia. Lucio, il padre di Lina, era infatti il Conte d’Almerita e la madre, Giovanna, la Principessa di Cutò, di lignaggio risalente al 1045, discendendo da uno dei guerrieri di Roberto il Guiscardo. La madre di Filippo era, pertanto, sorella di Beatrice, sposatasi con il Principe di Lampedusa, e quindi madre di Giuseppe, autore de il Gattopardo, di Teresa, sposata con il Barone di Calanovella e quindi madre di Lucio Piccolo, autore, fra l’altro, de I Canti Barocchi ed altre liriche. Il terremoto del 1908 segnò profondamente la vita di Filippo che, udita la madre che lo pregava di darle aiuto, resosi conto della propria impotenza, raggiunse i possedimenti che i Cianciàfara avevano poco fuori città per chiedere manforte; ma non si sarebbe pervenuti ad un risultato se non fosse sopraggiunto lo zio Alessandro, partito da Palermo con Ignazio e Franca Florio. Scavando fra le macerie i soccorritori ritrovarono il corpo di Lina, e Filippo si accorse con raccapriccio che la madre si era rose le falangette di una mano per il freddo, la fame e la disperazione. Da quei terribili momenti Filippo rimase aggrappato al proprio mondo giovanile traumaticamente scomparso; fu così che sempre sentì come pulsioni esclusivamente quelle capaci di soddisfare la creatività del suo spirito, disdegnando ogni forma di attività lavorativa: il suo preferito strumento di diletto era la macchina fotografica e il suo massimo interesse cogliere immagini intorno a lui e riprodurle. Nulla Filippo prese dalla capacità produttiva del padre, dal quale colse invece la passione per le attività dell’ingegno, stante che Francesco aveva frequentato i pittori Panebianco, Ximenes e Di Bella, lo scrittore Verga e il poeta Pascarella; dalla madre assunse il profilo comportamentale imperante nell’ambiente aristocratico palermitano, e cioè il distacco profondo, anzi vero e proprio dispregio, nei confronti di ogni esercizio che fosse capace di produrre reddito. Filippo si dedicò, quindi, alla fotografia con tutte le energie di cui disponeva, senza mai assumere una apprezzabile responsabilità nei confronti della molteplicità delle azioni della vita. Dopo il terremoto del 1908 Filippo andò a vivere con il nonno materno, dividendosi fra Roma e Palermo, dove frequentava i cugini, figli delle sorelle della madre, Beatrice e Teresa. A Roma Filippo fu introdotto nell’ambiente più esclusivo da una terza zia, Giulia Trigona, dama di corte della Regina Elena: e fu qui che conobbe Maria Antonia Danieli, figlia del veneto Conte Gualtiero e di Lisa Camozzi, a sua volta figlia del Conte Gabriele di Bergamo, fervente patriota risorgimentale. Filippo e Maria Antonia si sposarono nel 1914, avendo poi una figlia alla quale diedero nome Nicoletta, memori del bisnonno, il vicerè Nicolò, che nel 1812, regnando a Napoli Murat, aveva a lungo ospitato Ferdinando di Borbone e Maria Carolina. La doppia radice, messinese e palermitana, ha fatto sì che Filippo Cianciafara si movesse frequentemente fra le due Città: nel capoluogo, forte delle parentele di cui godeva, una fra tutte con i Lanza Branciforte, Principi di Trabia e di Butera, il più prestigioso casato di Sicilia, Filippo visse fino alla fine degli anni Venti in una atmosfera ancora brillante della mondanità internazionale dei Florio. In quel periodo, alla fine di maggio si trasferiva, prima nel castello di Castiglioncello di proprietà della moglie, e poi, fino alla metà di novembre, nella villa di Messina. Gli anni Trenta furono condotti su un piano di minore sfarzo, sia per la contrazione della mondanità palermitana, sia per una serie di rovesci economici e affettivi che si abbatterono su Filippo; ma ciò non ebbe ripercussione alcuna sulle sue attività di fotografo. Filippo tentò di produrre reddito dall’attività di fotografo: ma anche in questo campo non riuscì mai neanche a coprire le spese, perchè incapace di organizzare la produzione in termini di tornaconto e di aprirsi alla clientela. Morì a Palermo il 12 Settembre 1982. Giuseppe Amedeo Mallandrino 8 Dario Reteuna Un fotografo artista ritrovato: Filippo Cianciàfara Tasca di Cutò Contestualmente alla presentazione torinese del nostro volume L’occhio del Gattopardo. Filippo Cianciàfara Tasca di Cutò e la fotografia d’arte in Sicilia (2008), le sale del Circolo degli Artisti di Torino ospitano una mostra antologica del grande fotografo siciliano. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1982, per la prima volta in Italia le sue opere vengono esposte al giudizio del pubblico. L’avvenimento riveste un particolare significato in quanto rappresenta un “ritorno” di Cianciàfara sia al Circolo degli Artisti, dove più volte espose, sia nella città in cui anteguerra avevano sede l’A.L.A. e poi l’A.F.I., ossia due delle più prestigiose associazioni fotografiche di cui egli faceva parte, e all’interno delle quali militava il fior fiore del migliore dilettantismo d’arte e professionismo del nostro Paese. Per molti anni egli fu l’unico fotografo artista siciliano a rappresentare l’isola in numerosissime manifestazioni salonistiche nazionali e internazionali. Grazie a questi eventi, dal 1925 al 1943, ma anche nell’immediato dopoguerra, la fotografia d’arte italiana, competendo in un serrato confronto con gli esponenti più qualificati delle agguerrite culture fotografiche d’oltralpe e d’oltre oceano, riuscì in gran parte a colmare un annoso vuoto storico, recuperare il tempo perduto e allinearsi ad esse condividendone stilemi spesso nuovi e moderni; ossia ricodificò il proprio fare, sino a renderlo sintonico con quell’omogeneo patrimonio di espressioni linguistiche, grazie alle quali si è delineata e configurata l’anima e il “carattere” di quell’irripetibile periodo storico. In questo contesto, sino alla metà degli anni Cinquanta, anche l’opera di Cianciàfara non fu certo estranea affinchè tutto ciò si potesse pienamente realizzare. E a proposito di vuoto storico, dati alla mano, pare ora finalmente dimostrato che in Sicilia la fotografia d’arte non si spegne nel 1920 col barone von Gloeden e non rinasce nel 1955 alla comparsa di Enzo Sellerio e Ferdinando Scianna. Mentre per un breve profilo biografico di Filippo Cianciàfara rimandiamo allo scritto di suo nipote Professor Giuseppe Amedeo Mallandrino contenuto in queste pagine, da parte nostra, qui di seguito sintetizziamo alcune specificità del suo fare arte fotografica su cui si fonda questa mostra. Cianciàfara, sorretto da una raffinata cultura, da un’indiscutibile preparazione tecnica e dotato di un bagaglio linguistico di prim’ordine, fermo restanto il suo impegno nella tradizionale fotografia al bromuro, dopo il 1925 trovò nel complesso procedimento della Resinotipia il mezzo ideale per trasfigurare il dato oggettivo e rendere tangibile il suo sentire, esprimendo pienamente un patrimonio di irrinunciabili pulsioni creative. Infatti le prerogative del procedimento resinotipico che richiedeva manipolazioni manuali e chimiche e anche buone nozioni di disegno, non solo permettevano a Filippo di “interpretare” e “riscrivere” a suo piacere il soggetto (spesso riducendone la nitidezza e modificandone l’impressione di base impressa sul negativo), ma ben interagivano complementandosi con le sue esperienze tecnico-estetiche di acquafortista. La Resinotipia (variante dei procedimenti artistici interpretativi e in special modo del bromolio), inventata nel 1925 dal celebre Professor Rodolfo Namias di Milano, assimilabile com’era ad un’acquaforte fotografica, permetteva di intonare le immagini di base ad uno o a più colori a seconda del volere del fotografo ed in funzione della resa espressiva del soggetto, caratterizzandole con un effetto squisitamente pittorico e in sintonia coi canoni figurativi e la visione delle arti pittoriche postimpressioniste, comunque secondo stilemi precedenti la nascita delle avanguardie storiche del primo decennio del Novecento. Le sue migliori creazioni, ottenute attraverso e grazie al “filtro” resinotipico, costituiscono la parte fondante e portante di questa mostra, ed è la prima volta 10 che in Italia viene presentato al pubblico un così nutrito corpus di resinotipie. Lo smalto visivo, ingenerato dai suoi squillanti, inimitabili e inalterabili colori minerali, unitamente alla matericità dei medesimi, purtroppo non è percepibile nell’apparato illustrativo del catalogo. Quest’ultimo, lo diciamo per dovere di informazione, è stato in buona parte estrapolato dal regesto del nostro volume. Conseguentemente la piccola dimensione delle riproduzioni e l’assenza del colore, penalizzeranno a tal punto il fruitore da indurlo a una saggia sospensione del giudizio. Questa scelta redazionale, oltre ad essere dettata da costi non sostenibili, si giustifica in ragione della presenza in loco del nostro ponderoso volume, peraltro riccamente illustrato (a colori), a cui rimandiamo quanti volessero approfondire la conoscenza specifica di Cianciàfara e delle fotoculture italiane e siciliane di cui egli fu per oltre un decennio l’indiscutibile baricentro. Nel volume in parola, in merito all’uso dei vari pigmenti resinotipici colorati da parte di Cianciàfara, ne abbiamo suggerito un’interpretazione fenomenologica rifacendoci alle teorie del fondatore dell’Antroposofia Rudolf Steiner formulate nel suo testo L’essenza dei colori (1929). Lo abbiamo fatto (peraltro trovandone delle conferme) analizzando la vita, la concezione dell’arte espressa nei suoi articoli e le forze spirituali che lo animavano, ossia l’intercorrenza del rapporto pulsionale “uomo-colore-immagine” in base al quale si è manifestata una sua scelta cromatica (piuttosto di un’altra) nei confronti di un determinato soggetto rappresentato. Questo poichè, secondo Steiner, i quattro “colori immagini” fondamentali vengono intesi come “splendori”, quindi come manifestazioni dell’essere, in quanto le apparenze visibili “risplendono” in modo diverso, ossia il rosso e il verde vengono intesi come “splendori” del vivente, il giallo come rappresentazione dello spirito, l‘azzurro come quello dell’anima, il nero invece come rappresentazione dell’immagine spirituale di ciò che è morto. Facendo un passo indietro, la creatività del nostro Autore inizia pubblicamente a manifestarsi nella seconda metà degli anni Venti. Pienamente cosciente dei propri mezzi, immettendo le sue fotografie nei circuiti espositivi locali e nazionali, compie quel veloce salto di qualità che in pochi anni gli permetterà di iniziare a confrontarsi e interagire con le migliori fotoculture 11 nazionali facenti capo alla città di Torino, sede dei più importanti foto clubs d’amatori e prestigiose associazioni fotografiche, quali: Unione Escursionisti A.L.A., A.F.I. (Associazione Fotografica Italiana), DAS, Dopolavoro FIAT, FRIGT, Società Fotografica Subalpina, etc. Iscrittosi all’OND (Opera Nazionale Dopolavoro) di Messina, nel 1929, in occasione del Concorso ed Esposizione Fotografica O.N.D. di Messina, ottiene il primo premio assoluto di lire 1.800 e medaglia d’oro ex æquo. Negli anni successivi dopo essersi iscritto alla prestigiosa associazione nazionale A.L.A. (Ad Liberas Alpe) di Torino, intensifica la sua partecipazione a manifestazioni espositive e a concorsi, ottenendo numerosi premi e riconoscimenti: nono premio nel 1930 al Concorso Nazionale di Resinotipia indetto dalla rivista «Il Progresso Fotografico» di Milano; quinto premio categoria C, nel 1931 al Grande Concorso Internazionale Kodak; primo premio nel 1932 al II Concorso Fotografico Nazionale. Associazione Fotografica Ligure. Genova. Nel 1935 vince ancora un primo premio categoria “Ritratto” al Concorso Fotografico della Fiera di Messina. Nel 1937 si aggiudica un altro importante primo premio al Concorso trimestrale “Tipi caratteristici” de «Il Corriere Fotografico» di Torino. Etc. Nel 1932 inizia ad esporre all’estero ottenendo risultanze molto lusinghiere: ad esempio già un anno dopo si aggiudicherà il quinto premio al XIII Concorso Annuale della Rivista «American Photography» di Boston, U.S.A., (quest’ultima era considerata una pubblicazione di riferimento per i fotografi amateurs del mondo intero). Nel 1937 risulterà vincitore dell’unico premio messo in palio dal comitato organizzatore dell’Esposizione Internazionale d’Arte Fotografica di Brighton (Inghilterra). Etc. Tornando in ambito nazionale, nel 1935 vince il primo premio al Concorso Fotografico “Sicilia bella”, organizzato da «Il Giornale di Sicilia»; un anno dopo, con lo scioglimento dell’A.L.A., s’iscrive all’A.F.I. di Torino, unico sodalizio ufficiale riconosciuto e coordinato dal Ministero della Stampa e Propaganda di Roma, di cui fanno parte gli esponenti più qualificati del fotoamatorismo e del professionismo nazionale, peraltro molto conosciuti per la loro bravura e quindi apprezzati anche in campo internazionale. All’interno dell’A.F.I., non si limita a una mera e intensa attività espositiva, ma s’impegna a svolgere una funzione didattica e di Dirigente all’interno del Raggruppamento A.F.I. messinese. 12 In quegli anni, che lo vedono quasi totalmente impegnato nel vorticoso mondo fotografico, è costretto ad accantonare l’attività di acquafortista. Infatti, a far data dal 1935, inizia a collaborare con l’importante testata di settore «Il Progresso Fotografico» di Milano, diretto dall’illustre Professor Rodolfo Namias, di cui il Cianciàfara gode molta stima. Su questa rivista, svolge la funzione di corrispondente e pubblica anche alcuni articoli esprimendo le sue concezioni e il suo pensiero negli specifici dell’arte e della fotografia. Tra il 1938 e il 1941, per conto dell’A.F.I. di Torino e dell’U.S.I.A.F. (Unione Società Fotografiche Italiane), con sede a Roma, alcune sue fotografie (unitamente a quelle dei più qualificati maestri della fotografia artistica italiana) sono selezionate per far parte di un corpus di immagini con cui vengono realizzate mostre circolanti destinate a circuitare nelle principali città italiane ed estere, comprese l’America del Sud, come ad esempio la I Mostra Fotografica Internazionale A.F.I. di Propaganda in Sud America, esposta nel 1939 nelle città di Buenos Aires, Santiago del Cile, Montevideo e Rio De Janeiro. Poco dopo l’introduzione delle nuove pellicole invertibili a colori, si dimostra sensibile a sperimentarne le possibilità linguistiche e verificarne le risultanze, confrontandosi in concorsi con i migliori fotocoloristi italiani, come fece ad esempio in occasione della II Mostra Fotografica Nazionale a Colori tenutasi a Torino nel 1941 e in altre nel primo dopoguerra. Le lusinghiere risultanze di Filippo negli ambiti delle nostre più qualificate culture fotografiche nazionali, confermate come abbiamo visto dai numerosi premi e dai riscontri della critica e dalla partecipazione a circa 200 manifestazioni fotografiche in Italia e all’estero, si sono anche concretizzate nella pubblicazione di molte sue immagini su fondamentali riviste di settore, come la statunitense «American Photography», «Il Progresso Fotografico» di Milano, «Il Corriere Fotografico», di Torino, o importanti annuari come il Foto Annuario Italiano A.L.A. 1936, il IIº Foto Annuario Italiano A.L.A. 1937, «Pagine Fotografiche A.L.A.», cataloghi vari, etc. Inoltre, ancor negli anni Sessanta, molte sue fotografie a carattere paesistico furono utilizzate per illustrare riviste, libri e opuscoli pubblicati a scopo promozionale da enti pubblici e privati per evidenziare e far conoscere le bellezze, i monumenti e gli angoli più caratteristici della Sicilia. 13 Filippo Cianciàfara, come i grandi fotografi artisti della sua generazione (Stefano Bricarelli, Mario Caffaratti, Italo Bertoglio, Giuseppe Cerrato, Cesare Giulio, Domenico Riccardo Peretti Griva, Bruno Stefani, Gualtiero Castagnola, Alessandro Harnisch, Marino Cerra e tanti altri), fu un fotografo dotato di un notevole bagaglio linguistico, autore di immagini sostenute da un solido e squisito senso pittorico della composizione. Sull’esempio del grande Maestro del paesismo italiano Cesare Schiaparelli, differenziava tecnica e sentimento, ossia tra produzione meramente meccanica del negativo e valore creativo unico della stampa finale. Proprio per questo prediligeva il processo interpretativo della Resinotipia come cifra espressiva e stilistica del suo creare. Spesso, restringendo l’orizzonte della visione, ossia addivenendo ad un quasi azzeramento prospettico del soggetto, si dimostrò sensibile al problema della semplificazione e sintesi delle forme, cogliendo il dato istantaneo con meditato senso della modernità. Fu particolarmente sensibile nei confronti dello “spettacolo” del paesaggio marino, ripreso in quelle molteplici struggenti e poetiche declinazioni che gli si offrivano contemplando le piccole e grandi imbarcazioni veleggianti il mare di Messina, comprese le imponenti sagome di minacciose navi da guerra, indagate e descritte in significanti particolari. Tutto questo senza peraltro trascurare il fascino dell’architettura storica, del paesaggio naturale e urbano, quest’ultimo istantaneizzato in aneddotiche tranches de vie, e spesso dedicando molte attenzioni ai fenomeni isolani del folklore, alla figura umana ambientata, o ripresa da sola, che sapeva risolvere con penetranti ritratti, senza mai scivolare nei trabocchetti del facile bozzetto. Dopo il 1955, esprimendosi prevalentemente col linguaggio del colore, ferma restando la sua partecipazione a qualche mostra locale e nazionale, in cui la sua bravura si riconfermava con la vincita di alcuni primi premi, il suo impegno per l’arte fotografica gradatamente si affievolisce, esaurendosi poco dopo il 1968. Dopo questa data, rinasce invece la sua passione per l’incisione calcografica che lo vedrà impegnato come illustratore di libri ed espositore delle sue acqueforti a Messina, Palermo e altre città siciliane. Dopo una vita indirizzata alla ricerca e al conseguimento, pensiamo realizzato, di un ideale di bellezza, morì serenamente a Palermo quasi novantenne. 14 Elenco opere in mostra Avvertenza. L’elencazione ragionata e aggiornata delle opere esposte in mostra è stata estrapolata dal Regesto dell’antologia di immagini Filippo Cianciàfara Tasca di Cutò, a cura di Elisa P. Lombardo, pubblicato nel volume di Dario Reteuna L’occhio del Gattopardo. Filippo Cianciàfara Tasca di Cutò e la fotografia d’arte in Sicilia. L’elenco delle immagini segue l’ordine cronologico della loro esecuzione. D = Dimensioni dell’opera espresse in centimetri, altezza per base S = Dimensioni di supporti cartonature e/o pass in centimetri, altezza per base T = Tecnica RES = Stampa resinotipica • C = Colore della polvere resinotipica GBA = Stampa alla gelatina bromuro d’argento DIA = Diapositiva a colori a sviluppo cromogeno, di formato 24x36 millimetri SSC = Stampa a sviluppo cromogeno da negativo a colori complementari AGAM = Archivio Giuseppe Amedeo Mallandrino, Messina ES = Esposizioni documentate a cui ha partecipato l’opera PB = Opere pubblicate su annuari e/o periodici Tutte le opere esposte in questa mostra e rappresentate su questo catalogo sono state pubblicate su: L’occhio del Gattopardo. Filippo Cianciàfara Tasca di Cutò e la fotografia d’arte in Sicilia. Edizioni Magika. Collana Domino. Messina. Novembre 2008. 1915 La cala D: 13x18 - S: 35,5x25 • T: Stampa al carbone • AGAM 1919 Maria Antonia D: 17,8x11,4 - S: 33,4x25 • T: GBA • AGAM 1919 Ritratto di Maria Antonia D: 17,2x11,8 - S: 32,9x25 • T: GBA • AGAM 17 1921 Ritratto di Maria Antonia D: 11,8x17,2 - S: 25x32,9 • T: GBA colorata a mano • AGAM 1922 ca. Senza titolo D: 29,4x22,1 • T: RES • C: nero • AGAM 1923-25 Tramonto nella conca d'oro D: 24x17,5 - S: 35x28 • T: RES • C: policroma • AGAM 1923 ca. Senza titolo D: 16,8x17,4 • T: RES • C: blu • AGAM 18 1925 ca. In partenza D: 29,5x23,5 - S: 43x35 • T: GBA • AGAM ES: 1932 II Salon International d'Art Photographique. Photo-Club de Cannes. Cannes - Francia • Altri titoli: Départ 1925 ca. Senza titolo D: 24x17,5 • T: GBA • AGAM 1926 ca. Notturno D: 23,7x29,5 - S: 35x44,5 • T: GBA • AGAM ES: 1934 Mostra del Gruppo Fotografico Toscano. Firenze - Italia. 1928 Il difensore D: 24,9x29,9 • T: RES • C: sanguigna • AGAM 19 1928 ca. Lavandaie D: 12,7x17,5 - S: 35x25 • T: RES • C: rosso • AGAM 1928 Lavoro operoso, diporto ozioso D: 24x17,5 - S: 45x35 • T: RES • C: verde-bruno, tratta da lastra negativa del 1917 • AGAM 1928 Plenilunio D: 19x24 - S: 45,5x35 • T: RES • C: blu-nero, tratta da lastra negativa del 1920 • AGAM 1928 ca. Senza titolo D: 29,9x24,4 • T: RES • C: azzurro • AGAM 20 1929 Riflessi D: 24,4x18,3 - S: 42,5x33,5 • T: RES • C: sanguigna-bruno • AGAM ES: 1933 IX Salon Internacional de Zaragoza. Saragozza - Spagna • 1933 Mostra Fotografica Internazionale. Binghamton Camera Club at the Museum of Art. Binghamton, New York - U.S.A. • 1935 Prima Mostra Sociale A.L.A. Salone de «La Stampa», 15-31 marzo. XIII. Torino - Italia 1929 Silenzio mistico D: 16,6x22,4 - S: 35,4x43,2 • T: RES • C: azzurro-nero • AGAM ES: 1932 II Salon International d'Art Photographique. Photo-Club de Cannes. Cannes - Francia • 1935 Concorso Fotografico della II Fiera di Messina. 10-31 agosto. Messina - Italia 1930 Commercio D: 29,9x22,8 - S: 50,5x41 • T: RES • C: sanguigna-nero • AGAM 1930 Umiltà D: 30x21,5 - S: 43x34,5 • T: RES • C: sanguigna • AGAM ES: 1932 II Salon international d'Art Photographique. Photo-Club de Cannes. Cannes - Francia (Insignito dall'Onoreficenza: Gran Prix d'Honneaur) • 1932 XXVII Salon International d'Art Photographique. Parigi - Francia • 1937 I Mostra Fotografica Nazionale O.N.D. per Dopolavoristi Dilettanti. Estate XV. Abbazia-Fiume - Italia • 1939 II Concorso Fotografico Nazionale di Messina. Messina - Italia (2° premio) Altri titoli: Icona protettrice 21 1931 Canzone vendemmiale D: 25,5x17,9 - S: 45x35 • T: RES • C: sanguigna • AGAM 1931 Gradus Sacræ Aedis D: 24,2x30 - S: 35,5x45 • T: RES • C: blu • AGAM ES: 1932 Salone Fotografico Internazionale di Leicester. Leicester - Inghilterra • 1932 XXVII Salon International d'Art Photographique. Parigi - Francia • 1932 Mostra Fotografica Internazionale. Orange Camera Club N.Y. • 1932 Mostra Fotografica Internazionale. Jamestown Camera Club N.Y. • 1933 IX Salon Internacional de Zaragoza. Saragozza - Spagna • 1935 IV Salon International of Photography by Boston. Boston Camera Club. Boston, Massachussetts - U.S.A. • 1935 Prima Mostra Sociale A.L.A. Salone de «La Stampa», 15-31 marzo. XIII. Torino - Italia • 1935 Canadian International Salon of Ottawa. Ottawa - Canada • 1935 Mostra Nazionale d'Arte Fotografica. Estate XIII. Bagni di Lucca (LU) - Italia. • 1937 Terza Esposizione Nazionale Italiana d'Arte Fotografica. A.F.I. - A.L.A. Casinò Municipale di Bordighera. Marzo. XV. Bordighera - Italia • PB: 1933 «Il Progresso Fotografico» 30.08.1933 • 1935 «Pagine Fotografiche A.L.A.» n. 3 • 1935 Catalogo Prima Esposizione Fotografica A.L.A. 1931 Il cerchio della vita D: 24x18 - S: 38x31 • T: RES • C: sanguigna • AGAM ES: 1933 XIII Concorso Annuale della Rivista «American Photography» di Boston. Boston, Massachussetts - U.S.A. • PB: 1931 Premiata e pubblicata dalla rivista «Il Progresso Fotografico» • Altri titoli: The circle of life 1931 Tempio senza culto D: 23x30,4 - S: 36x45,5 • T: RES • C: bruno • AGAM ES: 1932 II Mostra Fotografica Internazionale della Fiera di Milano. Milano - Italia • 1933 Quarto “Salon” Internazionale di Fotografia Artistica fra Dilettanti. XI. Torino - Italia • 1935 IV Salon International of Photography by Boston. Boston Camera Club. Boston, Massachussetts U.S.A. • Altri titoli: Palermo. Tempio della Pietà • Temple sans culte 22 1931 Tempio senza culto n. 2 D: 23x30,4 - S: 36x45,5 • T: RES • C: blu-verde • AGAM ES: 1932 II Salon International d'Art Photographique. Photo-Club de Cannes. Cannes - Francia • 1935 Mostra Nazionale d'Arte Fotografica. Estate XIII. Bagni di Lucca (LU) - Italia. • Altri titoli: Palermo. Tempio della Pietà • Temple sans culte 1931 Tempio senza culto n. 3 D: 23x30,4 - S: 36x45,5 • T: RES • C: sanguigna • AGAM Altri titoli: Palermo. Tempio della Pietà • Temple sans culte 1932 Al lavoro sul tetto D: 23,8x31 - S: 41x50 • T: RES • C: blu • AGAM 1932 Controvento D: 20x25 - S: 45x35 • T: RES • C: rosso-bruno • AGAM ES: 1932 II Concorso Fotografico Nazionale. Associazione Fotografica Ligure. Genova - Italia. (1° premio assoluto con il titolo All'orza) • 1933 Mostra Fotografica Internazionale. Joslyn Memorial Omaha, Nebraska. Omaha Camera Club. Omaha - U.S.A. • 1933 Special Exhibition at the Brooklyn Institute of Arts and Sciences, Department of Photography. New York U.S.A. • 1937 Terza Esposizione Italiana d'Arte fotografica. A.F.I. Aprile. XV. Torino - Italia • 1937 New Zeland International Photographic Salon. Hamilton - Nuova Zelanda • PB: 1935 «Pagine Fotografiche A.L.A.» n. 2 • Altri titoli: Leeward • All'orza 23 1932 Dolci sogni, sogni di procelle (Dreams) D: 18x23,8 - S: 31,2x38,5 • T: RES • C: sanguigna • AGAM ES: 1932 International Exhibition of Photography. Bolton - Inghilterra 1932 Misticismo e materialismo D: 20,3x30 - S: 41,8x50 • T: RES • C: azzurro • AGAM ES: 1932 II Salon International d'Art Photographique. Photo-Club de Cannes. Cannes - Francia • Altri titoli: Due correnti di pensiero • Contrasti • Due scuole di filosofia 1932 ca. Senza titolo D: 23,8x18 • T: RES • C: sanguigna-nero • AGAM 1933 L'incrociatore tedesco Köln nel porto di Messina D: 23,8x30,8 - S: 35x45 • T: RES • C: blu-nero • AGAM ES: 1933 XIII Concorso Annuale della Rivista «American Photography» di Boston. Boston, Massachussetts - U.S.A. (5° premio e Honourable Mention con il titolo Port of Messina) • 1933-34 Mostra Fotografica Internazionale. Kodak Camera Club of Rochester. New York - U.S.A. • 1933-34 Mostra Fotografica Internazionale. Camera Club of Syracuse. Syracuse - U.S.A. • 1934 Mostra Fotografica Internazionale. Clubrooms of Cleveland Photographic Society. Cleveland - U.S.A. • 1934 Mostra Fotografica Internazionale. Camera Associates of the Boston City Club. Boston, Massachussetts - U.S.A. • 1934 Mostra Fotografica Internazionale. Camera Club of New York. 1-15 gennaio. New York - U.S.A. • 1934 Mostra Fotografica Internazionale. Chicago Camera Club. Chicago - U.S.A. • Altri titoli: Cruiser Köln in Messina harbour • PB: 1933 «American Phtography». Boston, Massachussetts- U.S.A. Luglio. 24 1933 ca. L'uomo e la natura D: 28,8 x24 - S: 47x35 • T: RES • C: blu • AGAM 1933 Sagome marinare D: 40x30 • T: RES • C: azzurro • AGAM ES: 1933 IX Salon Internacional de Zaragoza. Saragozza - Spagna 1933-34 Mannesmann D: 24x29,8 - S: 36x44 • T: RES • C: verde-blu • AGAM ES: 1934 Mostra Fotografica Internazionale. Reading Camera Club. Febbraio. Reading, Pennsylvania - U.S.A. • 1934 Mostra Fotografica Internazionale. Erie Art Center. Erie Camera Club. 1-10 febbraio. Penna, New York City - U.S.A. • 1935 Concorso Fotografico della II Fiera di Messina. 10-31 agosto. Messina - Italia 1934 La "Magara" D: 29,7x23,8 - S: 46x25,5 • T: RES • C: arancio-nero • AGAM ES: 1934 Concorso Nazionale "Cappelli". Milano - Italia. Premio Lire 100. Sezione B, Categoria Ritratto. • 1935 Mostra Nazionale d'Arte Fotografica. Estate XIII. Bagni di Lucca (LU) - Italia • Altri titoli: The witch 25 1934 Le comari D: 30,5x24,4 - S: 44,6x35 • T: RES • C: bruno • AGAM Altri titoli: Pettegolezzi 1934 Sud D: 19x24,5 - S: 45x35 • T: RES • C: verde • AGAM ES: 1934 Mostra del Gruppo Fotografico Toscano. Firenze - Italia 1934 Sulla soglia del fabbro D: 29,7x23,8 - S: 50x40 • T: GBA • AGAM ES: 1934 Concorso Nazionale "Cappelli". Milano - Italia. Premio Lire 100. Sezione B, Categoria Sport Varie • 1935 Mostra Nazionale d'Arte Fotografica. Estate XIII. Bagni di Lucca (LU) - Italia • 1936 Seconda Esposizione Nazionale Sociale A.L.A. XIV. Torino, San Remo, Milano Italia • 1937 I Mostra Fotografica Nazionale O.N.D. per Dopolavoristi Dilettanti. Estate XV. Abbazia-Fiume - Italia 1934-35 Ombre del passato D: 29,5x23,7 - S: 45x35 • T: RES • C: azzuro • AGAM ES: 1935 Mostra Fotografica Internazionale. Wichita Art Association. Kansas - U.S.A. • 1938 Quarta Esposizione Italiana d'Arte Fotografica. A.F.I. XVI. Torino - Italia • PB: 1935 «Il Progresso Fotografico» n. 5 - XIII, con il titolo Ombre • Altri titoli: Ombre 26 1934-36 L'ipercritico D: 25x19 - S: 45,5x35,4 • T: GBA • AGAM ES: 1936 Seconda Esposizione Nazionale Sociale A.L.A. XIV. Torino, San Remo, Milano - Italia • PB: 1936 Foto Annuario Italiano dell'A.L.A. 1935 Cerchi D: 24x29,8 - S: 35,5x45,5 • T: RES • C: sanguigna • AGAM ES: 1937 New Zeland International Photographic Salon. Hamilton - Nuova Zelanda • PB: 1935 «Il Progresso Fotografico» nel mese di Ottobre con il titolo Ruote • Altri titoli: Ruote 1935 ca. Glödeniana D: 19,9x15,5 • T: GBA • AGAM 1935 Studio D: 28x24 • T: GBA • AGAM ES: 1935 Prima Mostra Sociale A.L.A. Salone de «La Stampa», 15-31 marzo. XIII. Torino - Italia 27 1935 Una sosta D: 23,3x17,4 - S: 35,5x28 • T: GBA • AGAM ES: 1935 Concorso per Resinotipie de «Il Progresso Fotografico». Sede del Circolo Fotografico Milanese. Milano - Italia. (2° premio) • PB: 1935 «Il Progresso Fotografico» nel mese di Gennaio (tavola fuori testo) 1935 Vecchia Sardegna D: 29,5x24 - S: 45x35,5 • T: GBA • AGAM ES: 1935 Concorso Fotografico della II Fiera di Messina. Messina - Italia. (1° premio della categoria Ritratto) • 1939 IIIme Exposition Italienne d'Art Photographique A.F.I. organisée da Société Genèvoise de Photographie (IV Mostra Estera Circolante A.F.I.). 17-22 gennaio. Ginevra - Svizzera • PB: 1935 «Il Progresso Fotografico» n. 3 - XII, con il titolo Diciotto lustri • 1940 «Il Corriere Fotografico» di Torino, IX , nel mese di Settembre versione titolata Vecchia Sardegna • Altri titoli: Vielle Sardaigne • Diciotto lustri 1935 Prore alla catena D: 24,7x30,4 - S: 35x45 • T: RES • C: blu-nero • AGAM ES: 1937 I Mostra Fotografica Nazionale O.N.D. per Dopolavoristi Dilettanti. Estate XIII. Abbazia-Fiume - Italia • PB: 1937 copertina de «Il Progresso Fotografico» n. 12 - XVI, nel mese di Dicembre • Altri titoli: Vigili prore 1936-37 Commercio mattutino D: 29x23,9 - S: 45x35 • T: GBA • AGAM ES: 1937 New Zealand International Photographic Salon. Hamilton Nuova Zelanda • Altri titoli: Early morning commerce 28 1936-37 Giorno di pioggia D: 24x29,5 - S: 42x33 • T: GBA • AGAM ES: 1937 Salone Internazionale di Fotografia di Zagabria. Ottobre. Zagabria Croazia • 1937 Terza Esposizione Italiana d’Arte Fotografica A.F.I. Aprile. XV. Torino - Italia. • 1937 Seconda Mostra Circolante Estera d'Arte Fotografica Italiana A.F.I. (Prima Esposizione Italiana d'Arte Fotografica A.F.I. A.L.A.): Salon Royal Photographic Society of Great Britain of London. May-June. Londra - Inghilterra; Société Française de Photographie et de Cinematographie. Novembre. Parigi Francia; Société Genèvoise de Photographie. Dicembre. Ginevra - Svizzera • PB: 1937 Foto Annuario Italiano A.L.A. 1936-39 Il sole scherza sul palazzo dei dogi D: 40x30 • T: GBA • AGAM ES: 1939 VI Mostra Biennale Internazionale di Fotografia Artistica. Circolo degli Artisti di Torino. Maggio. XVII. Torino - Italia • 1939 5ª Esposizione Italiana d'Arte Fotografica. A.F.I. Salone de «La Stampa». Torino - Italia. Esposta con il titolo Scherzi del sole • 1940 II Mostra Nazionale di Fotografia Artistica di Dalmine. Dopolavoro Aziendale. XVIII. Dalmine (BG) - Italia; sede A.F.I. Bergamo. Bergamo - Italia • Altri titoli: Scherzi del sole 1937 Tessitori di gioie e di dolori D: 30x24 - S: 43,5x35,5 • T: RES • C: blu • AGAM ES: 1937 Esposizione Internazionale d'Arte Fotografica di Brighton. Brighton & Hove Camera Club. Brighton - Inghilterra • Altri titoli: A loom of hopes and sorrows • Tessitori di speranze e di illusioni 1938 Follia D: 28,9x23,4 - S: 50,6x40,3 • T: GBA • AGAM 29 1938-40 Ninuzzu D: 17,9x12,8 - S: 35,4x25 • T: RES • C: rosso-arancio • AGAM 1938-40 Prora ferrigna D: 38,6x29,6 - S: 40x51 • T: GBA • AGAM 1940 ca. Solo se tace il cuore tace il cannone D: 38,7x29,8 - S: 50x40 • T: GBA • AGAM ES: 1940 II Mostra Nazionale di Fotografia Artistica. A.F.I. Dopolavoro Aziendale Dalmine. XVIII. Dalmine (BG) - Italia; sede A.F.I. Bergamo. Bergamo - Italia • PB: 1940 Catalogo della II Mostra Nazionale di Fotografia Artistica. A.F.I. 1941 ca. La fontanella tormentata D: 40x30 • T: GBA • AGAM ES: 1941 IV Mostra Fotografica Nazionale U.S.I.A.F. Associazione Fotografica Pratese. Prato - Italia • 1941 VII Esposizione Annuale Sociale di Fotografica Artistica. A.F.I. Maggio. Torino - Italia 30 1941 Leonardesca D: 35x29,2 • T: GBA • AGAM ES: 1941 IV Mostra Fotografica Nazionale U.S.I.A.F. Associazione Fotografica Pratese. Prato - Italia • 1947 II Mostra Nazionale di Fotografia Artistica. Torino - Italia 1950 ca. Bevuta D: 34,5x28,8 • T: GBA • AGAM 1950 Uno sguardo dal mare D: 29,8x38,8 • T: GBA • AGAM 1950 ca. Raccoglimento in via Mura Gentili D: 39,4x29,3 • T: GBA • AGAM 31 1950 Senza titolo D: 29,3x23,7 - S: 45x35 • T: GBA • AGAM 1950 Senza titolo D: 23,5x29 - S: 45x35 • T: GBA • AGAM 1950 ca. Siracusa. La fonte di Aretusa D: 33,5x29 • T: GBA • AGAM 1950-55 Messina. Pesca del pesce spada D: 39x29,7 • T: GBA • AGAM 32 1952 ca. Al sole D: 29,2x39,2 - S: 40x51 • T: GBA • AGAM Altri titoli: Tramonto 1952 ca. Problemi difficili D: 23x29 - S: 35x45,4 • T: GBA • AGAM 1953 ca. Divergenze di opinioni D: 40x30 • T: GBA • AGAM 1955 ca. Dopo la pesca D: 26,4x23,5 - S: 40x51 • T: GBA • AGAM 33 Indice pagina Le ragioni di questa mostra Dora Mignano - Luigi Tartaglino 5 Mio nonno Filippo Cianciàfara. Giuseppe Amedeo Mallandrino 7 Un fotografo artista ritrovato: Filippo Cianciàfara Tasca di Cutò Dario Reteuna 9 Elenco opere in mostra 15