Voce vallesina della Anno 61° - N. 20 settimanale della Diocesi di Jesi www.vocedellavallesina.it Poste Italiane spa - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 1, DCB - Jesi Domenica 8 giugno 2014 Impôt reprisé Tassa riscossa Ufficio di Jesi UNIONCAMERE: IL 22% DELLE IMPRESE SI ASPETTA UN AUMENTO DEL FATTURATO È recessione ma la crisi rallenta Marche, per le imprese è ancora recessione, ma la crisi mostra un deciso rallentamento. Si aspettano miglioramenti per la fine di giugno. Ad affermarlo è “Giuria della Congiuntura”, la rilevazione trimestrale del Centro Studi di Unioncamere Marche. Secondo l’indagine di Unioncamere, il 22 per cento delle imprese marchigiane si aspetta per l’estate un aumento del fatturato mentre il 10 per cento teme un ulteriore calo e per il 67 per cento non cambierà niente. Insieme al fatturato, per 19 imprese su 100 aumenterà anche la produzione contro un 11 per cento che la prevede in ulteriore diminuzione. Attese positive anche per gli ordinativi per il 21 per cento delle imprese contro il 15 per cento di pessimisti. Intanto salgono a 7,1 le settimane di produzione assicurata per le imprese manifatturiere marchigiane (dalle 4,6 del trimestre precedente) ma si fermano a 3,3 per le imprese artigiane che pagano la precarietà delle commesse nella subfornitura e la crisi delle filiere produttive. La coda della crisi, secondo il Centro Studi di Unioncamere Marche, si è fatta sentire anche nel primo trimestre del 2014, con la produzione del comparto manifatturiero regionale che è diminuita dell’1,7 per cento rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente mentre il fatturato ha perso lo 0,8 per cento e gli ordinativi sono scesi dell’1,1 per cento. In calo anche il fatturato estero (-0,2 per cento). Il grado di utilizzo degli impianti, tra gennaio e marzo, da parte delle imprese marchigiane, è stato del 75,1 per cento rispetto al 77,1 degli ultimi tre mesi del 2013. «Le potenzialità per aumentare la produzione, da parte del sistema produttivo regionale, ci sono tutte ma - afferma il presidente Unioncamere Marche Adriano Federici - occorre che aumentino i consumi, altrimenti si continuerà a navigare a vista, e solo quel 23 per cento di imprese marchigiane vocate all’export, potrà trarre benefici dalla ripresa della domanda internazionale, a patto che sappiano presentare prodotti innovativi e canali di promozione al passo con i tempi. Ma il nostro sistema produttivo non può vivere di solo export. Per questo deve ripartire il mercato interno ed occorre puntare con forza sui giovani imprenditori. Se sapranno cambiare la cultura e la tecnologia delle nostre imprese, potremo davvero tornare a crescere ma serviranno anche aiuti agli investimenti in ricerca e innovazione» Anche nel primo trimestre del 2014, a pagare di più la crisi sono state le imprese artigiane (produzione e fatturato in calo del 2,2 per cento) e quelle fino a 9 dipendenti (produzione -1,9 e fatturato -1,8). Tra i diversi settori manifatturieri ad andare peggio sono stati il comparto energetico (produzione in calo del 4,7) e l’abbigliamento (-3,3). Negativi anche i dati del mobile (-1,9), dell’alimentare (-1,4), del calzaturiero (-1,0) e dell’elettronica (-0,3). Stabile il dato della meccanica. Per quanto riguarda il fatturato estero, è il sistema moda a trainare le esportazioni, con una crescita del 3,7 per cento del calzaturiero e del 2,8 dell’abbigliamento. In lieve crescita le macchine elettriche (+0,4) e stabile l’alimentare (0,0). Perdono quote di mercato l’energia (-2,6) e la meccanica (-0,9) ma soprattutto il mobile (-3,1 per cento). 7 giugno: Veglia di Pentecoste Sabato 7 giugno alle 21.15 in Cattedrale si svolgerà la veglia di Pentecoste presieduta dal vescovo Gerardo e animata dal Coro Diocesano “Armonia”. Sono invitati tutti i fedeli della diocesi e tutti i membri delle Associazioni e dei Movimenti ecclesiali, perché nella comune invocazione allo Spirito Santo, la nostra vita e quella della Diocesi possano ravvivarsi nella fede e nell’adesione al Signore. La Pentecoste per la Chiesa Cattolica è la festa che ricorda la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli. Per gli Ebrei è la festa che ricorda il giorno in cui sul Monte Sinai, Dio diede a Mosè le tavole della Legge. IL PRIMO FRUTTO DEL VIAGGIO DEL PAPA IN MEDIO ORIENTE:sarà l’incontro in Vaticano con i due presidenti di Israele e di Palestina È disperazione o grande fiducia appellarsi alla preghiera? Giorni or sono mi trovai, nel dopocena, quasi per caso, sul terzo canale che stava trasmettendo la vita di papa Francesco in Argentina negli anni precedenti alla sua elezione a Vicario di Cristo. La vita di studente, di gesuita, di provinciale dell’ordine, di arcivescovo di Buonos Aires. Una vita di obbedienza, di frustrazioni, di “rotture” all’interno dell’Ordine per certe sue prese di posizione. Ma su tutto, almeno stando al produttore del documento, domina sempre, qualsiasi sia la funzione a cui viene chiamato, la presenza viva, vera, costante presso i poveri, i bisognosi in genere, presso il dramma di tante periferie delle città argentine. Quasi volesse portare aiuto e pace in ogni angolo del territorio dove la provvidenza lo poneva di volta in volta. E allora si comprende appieno perché i tanti suoi atteggiamenti e scelte per noi “nuovi” come Papa, per lui sono naturali perché in linea con tutta la sua vita. Lo so che c’è chi ancora si scandalizza o critica non poco tante sue scelte, soprattutto scelte di comportamento personale e scelte di fondo ai massimi livelli. Ma ecco ancora, come naturale per lui, l’ultima straordinaria sorpresa per tutti noi. Mentre parla al popolo di Betlemme, introduce un chiaro invito ai presidenti di Israele e di Palestina per un incontro a tre in Vaticano, “a casa sua”. Forse perché il Papa si propone come mediatore politico per la soluzione di problemi dove tutti hanno fallito? Macchè! Solo un incontro nel pomeriggio di domenica prossima 8 giugno (Pentecoste) per stare qualche minu- to insieme a pregare perché arrivi la pace definitiva tra i due stati. Dice il Papa: “Sarà un incontro di preghiera, non sarà per fare meditazione o per cercare soluzioni. Ci riuniremo per pregare soltanto. E poi ognuno torna a casa. Ma io credo che la preghiera sia importante e pregare insieme senza fare discussioni di altro tipo, questo aiuta”. Un politico e un diplomatico direbbero che siamo fuori del mondo. Stalin riderebbe di grosso pensando che il papa non ha nemmeno una divisione. Eppure dopo poche ore che l’appello era stato diffuso dai massmedia di tutto il mondo, Mahomed Abbas per la Palestina e Saimon Peres per Israele fanno sapere, scavalcando ogni procedura diplomatica, che avrebbero accettato l’invito. Che i due presidenti abbiano tanta fede quanta ne ha Francesco? O accettano per lo straordinario ascendente che il Papa si è conquistato in tante parti del mondo? Magari con la segreta speranza che effettivamente dall’incontro accanto al pontefice esca dal cilindro il miracolo di una proposta che metta tutti d’accordo? Nessuna di queste possibilità, ma solo il fatto di non poter dire un no a chi ha dimostrato di credere che con la fede si possono veramente spostare le montagne. Del resto il Papa un piccolo saggio lo aveva dato al mondo quando chiese a tutti una giornata di digiuno e di preghiera per scongiurare la guerra degli Usa contro la Siria. In effetti la guerra non ci fu anche se il dramma della Siria continua ancora. Ma per il Papa continua ancora la sofferen- za per tanto sangue nel mondo, per le tante persecuzioni dei cristiani in Africa ma non solo, per le 60 chiese cristiane abbattute in Cina. Eppure ha il coraggio di gridare la sua fede di fronte alle montagne di difficoltà che pesano da 70 anni in tutto il Medio Oriente e nella terra di Gesù in particolare. E’ vero: per tanti politici e per tanti uomini di tutto il mondo il metodo del Papa appare incomprensibile e assurdo. Ma allora è doveroso chiederci: forse che il metodo dei comuni mortali a capo di tanti stati, ha portato a soluzione i tanti problemi che travagliano tante società? E allora? Continueremo a costruire muri e a sfornare armi? Vittorio Massaccesi [email protected] 1923 2 | cultura_società 8 giugno 2014 | Voce della Vallesina CARITAS PARROCCHIALE MSM: ZONA MONSANO – SAN MARCELLO. IL BILANCIO DI UN ANNO DI ATTIVITÀ E SERVIZI Tanti i volontari, tanti i bisogni: da fare non manca Nel 2013 il centro CARITAS è stato aperto tutti i giorni di lunedì e giovedì, dalle 16 alle 19. Il servizio di n. 22 volontari impegnati a rotazione ha permesso di mantenere attivi i seguenti settori: Centro d’Ascolto; Distribuzione viveri; Sportello lavoro; Guardaroba e Arredamento; Trasporto e approvvigionamento. Durante l’anno, nella sua sede di Santa Maria Fuori di Monsano, si sono rivolti allo Sportello in modo continuativo: 43 capi famiglia residenti a Monsano e San Marcello, in rappresentanza di 160 familiari; la maggior parte di essi è venuta una sola volta alla settimana, gli altri ogni quindici giorni. Esaminando i numeri sopra riportati relativi alle persone che frequentano il Centro di Ascolto si può dire che le famiglie sostenute dalla Caritas Parrocchiale sono per il 50% italiane e per il 50% straniere. Centro d’Ascolto Attraverso i colloqui realizzati durante il Centro di Ascolto abbiamo rilevato che sul nostro territorio parrocchiale ci sarebbero circa 150 famiglie in difficoltà, ma solo un terzo usufruisce dei servizi della Caritas. Abbiamo riscontrato che chi non si avvale dei servizi della Caritas ha diverse motivazioni, o per una idea propria di pudore, o perché ancora non conosce i servizi della Caritas Parrocchiale o perché sente la Chiesa come una realtà lonta- na e quindi non vuole essere aiutato da nulla che possa ricollegarsi ad essa. Abbiamo un tavolo di incontro con i servizi sociali che ci segnalano famiglie da aiutare. All’inizio dell’anno 2013 abbiamo attivato il collegamento internet che ci permette di essere in rete con la Caritas Diocesana. Distribuzione viveri Nell’anno 2013 abbiamo distribuito n. 609 pacchi viveri. Un grosso aiuto ci arriva dal Banco Alimentare, infatti ogni mese veniamo riforniti di diversi alimenti, oltre alla raccolta attraverso i negozianti abbiamo stipulato un accordo con il supermercato Si con Te di San Marcello che ci fornisce tutti i giorni. Recuperiamo fondi da utilizzare per l’acquisto di viveri tramite diverse iniziative (gite, mercatini di Natale, commedia dialettale e donazioni da parte di generosi parrocchiani). Le offerte sono state generose e ci hanno permesso di sostenere sia le carenze sia i costi che gli assistiti devono pagare per i servizi (gas, luce, affitti, ecc.). In collaborazione con EXODUS sponsorizzato dalla Banca Popolare di Ancona abbiamo invitato tutte le famiglie assistite al pranzo di Natale con consegna pacco dono sia agli adulti che ai bambini. LA COSTITUZIONE CONSEGNATA AGLI ALUNNI DI JESI Il diritto alla salute, a partire da Carlo Il giornalista e scrittore Vincenzo Varagona ha consegnato una copia della Costituzione Italiana ai ragazzi delle classi quinte delle scuole primarie “Monte Tabor” e “Martiri della Libertà” dell’istituto comprensivo “Carlo Urbani” di Jesi, nell’ambito del progetto Educare alla legalità. L’iniziativa, presenziata dalla Dirigente Scolastica dott.ssa Rosa Meloni, si è svolta venerdì 30 maggio presso la scuola secondaria di primo grado “Giacomo Leopardi”. L’incontro è iniziato con la lettura, da parte di alcuni alunni, dell’art. 32 della Costituzione che sancisce la salute come fondamentale diritto dell’individuo e garantisce cure agli indigenti. Questa è stata anche l’occasione per la presentazione del libro “Carlo Urbani, il medico della SARS” di cui Vincenzo Varagona ne è l’autore. Ascoltato da un’attenta platea di alunni, genitori e insegnanti, il giornalista ha raccontato con aneddoti la vita di Carlo ricordando spesso l’importante figura di sua madre Maria; ha citato ricordi toccanti fatti dai suoi colleghi e ha parlato delle sue missioni in Vietnam e di come Carlo Urbani fosse attento ai bisogni dei più deboli e, in particolare, ai bambini che vivono nei paesi più poveri del mondo. Al termine della presentazione gli alunni hanno letto l’articolo della Costituzione che riguarda la scuola e hanno cantato e suonato l’“Inno di Mameli”. Visibilmente emozionati ciascun alunno ha ricevuto una copia della Costituzione con relativa foto di rito. notizie_brevi 5 giugno: incontro su “Francesco, il Papa della gente” Giovedì 5 giugno alle 18 alla Biblioteca Petrucciana di Jesi conferenza del vaticanista de “La Stampa”, Giacomo Galeazzi, autore del libro “Francesco il papa della gente” (edizioni La Stampa-Vatican Insider). È una proposta dell’Ufficio Diocesano Beni Culturali. Il primo, straordinario anno del nuovo Papa nel racconto del vaticanista de “La Stampa”, Giacomo Galeazzi. Gesti, parole, telefonate, preghiere, decisioni cruciali. Il primo Papa a chiamarsi Francesco, il primo Papa gesuita, il primo Papa latinoamericano, il primo Papa venuto «dalla fine del mondo». Guardaroba e arredamento Nell’anno le richieste di indumenti, scarpe, biancheria, coperte, lenzuola e mobili sono notevolmente aumentate. Il guardaroba ha potuto soddisfarle grazie alla generosità dei sostenitori. Le maggiori necessità sono state manifestate dalle famiglie che hanno bambini e che, per motivi facilmente comprensibili, tendono ad appropriarsi degli oggetti migliori ogni volta che accedono al servizio. Sportello Lavoro La crisi economica in cui è precipitato il nostro paese in questi ultimi anni provoca chiusure di aziende piccole e grandi con conseguente mancanza di lavoro. Riceviamo continuamente la visita di persone che chiedono lavoro, ma molto difficilmente di chi ne offre. Scarsissime sono state le volte in cui domanda e offerta si sono incontrate e per di più il lavoro è durato per un breve periodo. Trasporto e approvvigionamento Alcuni volontari offrono un servizio di trasporto a persone in difficoltà e senza mezzi, altri si mettono a disposizione per recarsi al Banco Alimentare per ritirare i viveri assegnatici. Conclusione Abbiamo capito che la Caritas non è attività solo un giorno o due la settimana, ma che è un’attività di ogni giorno, quando incontriamo persone sole o in difficoltà che hanno bisogno di un nostro aiuto. I volontari del Centro Caritas Monsano - San Marcello ringraziano di cuore tutte le persone che sempre collaborano in vario modo e sostengono generosamente la loro attività invitandoli a continuare in questa opera di bene in particolare le Parrocchie, le Amministrazioni, le Associazione, la compagnia teatrale, i commercianti locali, le Ditte che ci hanno donato i loro prodotti, la Scuola Materna, le famiglie, il Banco Alimentare, la Prefettura per l’ortofrutta, la Caritas Diocesana, la Banca di Credito Cooperativo di Ostra e Morro d’Alba e tutte le persone che in qualche modo ci hanno sostenuto con le loro donazioni. Ci sentiamo di ringraziare in particolar modo la Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi per il contributo che ci elargisce e che per noi è molto importante per far fronte all’acquisto degli alimenti. Siamo grati al Signore del lavoro fatto e a tutte quelle persone che nel corso di questi anni si sono spese. Il parroco don Alberto Il gruppo Caritas Monsano-San Marcello LA FITCORP JESINA PROTAGONISTA NEL DOPO ALLUVIONE Sportivi per i senigalliesi Sono ancora ben impresse nella memoria di tutti le drammatiche giornate dell’alluvione di Senigallia. Lo sono altrettanto le giornate successive. Giovani e meno giovani, armati di pala e stivali di gomma, tra mille difficoltà, hanno risposto ad uno spontaneo appello di coscienza per riportare un briciolo di normalità alle famiglie sfollate. Basterebbe cliccare sulla rete e documentarsi su una simile mobilitazione: una prossimità immediata che sicuramente ha fatto sentire meno sole le persone colpite. Tra i volontari della prima ora ci sono anche i membri dell’associazione sportiva dilettantistica FITCORP nata recentemente e con la propria sede a Jesi. Per un mese l’associazione ha messo da parte tutte le sue attività, per garantire, in maniera coordinata con la Protezione Civile, una presenza giornaliera nelle zone più colpite di Senigallia. Gran parte del lavoro è consistito nello spalare il fango dalle strade e dalle numerose abitazioni sommerse. L’associazione, che, come da statuto, si occupa di sport e tempo libero, è lieta di aver contribuito ad un simile sforzo ha affermato il Presidente Tiziano Bevilacqua che, ha inoltre aggiunto: “questo evento ha permesso a noi tutti membri dell’associazione di comprendere e far nostro l’ideale di unità e solidarietà che purtroppo viene fuori sovente solo in questi casi e, giunge quindi spontaneo l’impegno di rinnovarlo e metterlo a disposizione ogni giorno per i nostri clienti o per qualsiasi altra persona con cui verremmo in contatto!” La filosofia della Fitcorp ed il suo operato sono rimasti impressi positivamente nella mente di tutte quelle famiglie che in poche ore si sono visti portar via tutto. Si tratta ovviamente di un piccolo contributo, una goccia d’acqua nell’oceano di difficoltà che ancora permangono ma la memoria di tutti coloro che come la Fitcorp si sono dati da fare in strada armati di pala e stivali hanno commosso e riempito di gioia una città che senza ombra di dubbio non sarebbe ritornata in piedi cosi velocemente come ha fatto Senigallia. Inoltre è stato messo a disposizione un conto corrente postale per le eventuali donazioni, per chiunque fosse interessato a donare queste sono le coordinate: 4023 6006 6091 7255; causale: alluvione di Senigallia. Per informazioni visitate il sito: www.Fitcorp. it; mail: [email protected] Delia Buraoui C’è posto con il Csi dal Papa Sono disponibili alcuni posti ancora per partecipare alla Giornata con Papa Francesco del 7 giugno dedicata alle Società Sportive. Per informazioni ci si può rivolgere al Centro Sportivo Italiano in Piazza Federico II, 7 (Tel. 0731-56508 mail: [email protected] - www.csiancona.it. DAL 1923 Tel. 0731-21.33.70 - www.mattoli.it regione | 3 Voce della Vallesina | 8 giugno 2014 scusateilbisticcio LA SOCIETÀ AMICI DELLA MUSICA G.B.PERGOLESI CHIUDE LA STAGIONE AL CIRCOLO Artisti coreani per Renata Tebaldi (ghiribizzi lessicali) PeterPun (con la u) www.peterpun.it QUOD DEMONSTRANDUM ERAT (traduzione libera: come volevasi dimostrare) Beppe Cri-cri è stato vittima di un conflitto di interessi: tra la sua anima di politico (innegabile, peraltro) e quella di comico (o satirico, più propriamente). Certamente una battuta azzeccata può rivelarsi un’arma preziosa al servizio di una battaglia politica. Ma, appunto, al servizio. In Beppe, invece, il comico troppo spesso prende la mano al politico e, invece di aiutarlo, lo ostacola: con l’esasperazione – a volte anche indisponente – della polemica. Perdonatemi la civetteria dell’autocitazione; ma, in tempi non sospetti, l’avevo già rilevato. Repetìta iuvant. CONTRÒLLATI, CAPO! Dice, a Grillo, Casaleggio, guru savio e “casareccio”: Vacci piano col dileggio, non scader nel pecoreccio. LUDOLINGUISTICA & MNEMOTECNICA Prosegue il prof. Piattelli Palmarini: Non dobbiamo vergognarci di ricorrere a questi stratagemmi. Ci sono cose che dobbiamo, di riffa o di raffa, ricordare. Se ci accorgiamo che, a dispetto dei nostri sforzi, proprio non ci restano in mente, conviene agganciarle a qualcos’altro. Nessuna associazione mentale è troppo stupida [nerettatura nostra], o troppo personale, se davvero funziona per noi. (continua) VERDI E LE ACCIAIERIE Scarto iniziale… per melomani Pur Terni sospira sui casi d’Elvira. Sì, anche i Xyyyyyy apprezzan l’ Yyyyyy. *** Risposta al quesito precedente: TUSK, in inglese, significa ZANNA. Proboscide, invece, suona trunk (si noti l’assonanza con tusk); zampa, infine, equivale a paw. lacitazione l’accompagnamento al pianoforte della pianista Jin Hyoung Ahn abbiamo ascoltato ed ammirato soprattutto le soprano Jiwon Shim, Kyungun Park e Hyunme Kim e il sorprendente tenore Jangki Jeon, che con una voce limpida e forte ci ha trascinato nella Traviata con le due celebri arie “De’ miei bollenti spiriti” e “Parigi o cara”... Una bella serata, curata da Francesca Matacena e So Hyun Lee, che chiude la stagione 2013 - 2014 degli Amici della Musica al Circolo Cittadino di Jesi con la guida del direttore artistico Giuseppe Di Chiara. n.s. VISITA GUIDATA AL CASTELLO DI MORRO D’ALBA Al centro della cultura del tempo La sede Archeoclub di Morro d’Alba propone per l’8 giugno alle 18 una visita guidata al centro storico del paese con una doppia finalità. In primo luogo intende fare riconoscere agli abitanti alcuni elementi del patrimonio storico e artistico, di cui si è perduta nel corso del tempo la cognizione del valore, perché ciò che abbiamo sempre sotto gli occhi rischia di diventare invisibile. In secondo luogo si vuole fare partecipi i visitatori di quanto esiste anche nei piccoli centri sparsi nel territorio. Una lunga e articolata ricerca effettuata in équipe attraverso i documenti d’archivio, le testimonianze orali e gli studi già pubblicati permette ora di sapere che anche questo piccolo castello del contado jesino è stato nel corso degli ultimi cinque secoli sempre in contatto con la cultura del tempo. Architetti, ingegneri, pittori, decoratori e scultori attivi a livello regionale, ma anche tra Roma, Firenze e Bologna sono stati qui chiamati dalle autorità laiche ed ecclesiastiche come anche dai privati per costruire, decorare, restaurare, modi- ficare. Pertanto hanno dato qui prova di sé nel Cinquecento Ramazzani, nel Seicento Ridolfi, nel Settecento Ferri, Capponi, Vici e Maiolatesi, nell’Ottocento Angelucci, Ottaviani, Tamburini e nel Novecento i Bedini, Galimberti, Gronchi, Tamagnini. Tanto altro ancora si deve scoprire, intanto con la prevista visita guidata si vogliono offrire i risultati attuali della ricerca effettuata negli edifici pubblici, ma anche privati che nell’occasione sono stati messi gentilmente a disposizione del pubblico. La visita inizierà alle 18 dalla sala consiliare. Per informazioni Carlo Vernelli: 071 744819 14 GIUGNO A PALAZZO BALDESCHI BALLEANI DEDICATO AI BAMBINI A cura di Riccardo Ceccarelli Sogni e giochi suonando il pianoforte La libertà religiosa Affermare di voler liberare le persone costringendole a convertirsi è una odiosa e violenta contraddizione. Quello della libertà religiosa è il primo gradino della scala dei diritti dell’uomo. Demolirlo significa far crollare, inesorabilmente tutta la scala. [A proposito delle ragazze rapite e “convertite” in Nigeria e di Meriam condannata a morte in Sudan perché rimasta cristiana]. Card. Angelo Scola, arcivescovo di Milano, “Il Sole 24 Ore”, 25 maggio 2014. lapulce Il fazzoletto “Ah, ridamme lo fazzolettino / Ah, ridamme lo fazzolettino, / vado alla fonte lo vado a lavar!”. Era una delle delicate canzoncine (di casta intonazione sentimental-amorosa) in dialetto abruzzese che cantavamo nelle belle serate dopocena dei campi estivi. Cosa ormai impensabile. Siamo entrati nell’era dei fazzolettini di carta. Te li ritrovi (usati!) per strade, sedili di bus e treni, panche di chiese, poltrone del cinema… Glorioso fazzoletto di pezza! Più povera l’umanità senza l’Otello scespirian-verdiano centrato sul “fazzolettin” (di pezza) di Desdemona. Impensabile con uno di carta! Delegazione ASSONAUTICA Il 25 maggio al Circolo Cittadino di Jesi si sono esibiti dei grandi artisti coreani in un programma selezionato di arie operistiche di Puccini, Verdi, Cilea, Donizetti. Sono artisti giovani ma con una tecnica e doti personali elevate che siamo sicuri di riascoltare nei più prestigiosi Teatri Lirici. Con Un pomeriggio interamente de- all’infanzia. Questo evento così pardicato al mondo dei bambini sarà ticolare e simpatico è stato illustrasabato 14 giugno a Palazzo Balde- to da Andrea Carducci che, con la schi Balleani alle 18. Le esplorazio- sua fantasia, ha disegnato il manini nei loro sogni e nei loro giochi festo per l’occasione ispirandosi alle avverranno con quadretti musicali “Scene Infantili” di Schumann. Il realizzati al pianoforte con com- suo talento artistico si può ammiraposizioni di Schumann, Bramhs, re anche nelle illustrazioni del libro Debussy, Rota, Vinciguerra e tan- “Il bambino che seppelliva chitarre” ti altri autori con brani eseguiti al di Sergio Cardinali. Questo evento, pianoforte dagli allievi del M° Sara che sicuramente vedrà intervenire Bonci. La pianista presenterà i suoi un numeroso pubblico, è uno degli allievi ed essa stessa punteggerà le appuntamenti con cui la pianista loro esecuzioni con brani dedicati partecipa alla vita culturale di Jesi. notizie_brevi 5 giugno: a teatro la vita del dottor Pagliariccio Il teatro come laboratorio di socialità e di inclusione, strumento di formazione culturale e crescita educativa, approccio ai valori della convivenza civile, della solidarietà, del rispetto dell’ambiente. Al centro il bambino e il ragazzo. Si svolge dal 24 maggio al 12 giugno la XIV Rassegna Teatrale dell’Istituto Comprensivo Autoscuole CORINALDESI s.r.l. Point AUTOMOBIL CLUB d’ITALIA “C. Urbani” di Moie, realizzata con il patrocinio dei comuni di Maiolati Spontini, Castelplanio, Poggio S. Marcello. Il 5 giugno, ore 21, due rappresentazioni della scuola primaria di Moie: “Farfalle speciali… diverse ma uguali!” e “La gioia di donare”, liberamente tratto da “Una vita per la vita, il dottor Alfonso Federico Pagliariccio”. Autoscuole – Scuola Nautica – Corsi di recupero punti per patenti – Corsi di Formazione Professionale CQC – per merci pericolose A.D.R. – per Autotrasportatori – Studi di consulenza Automobilistica e nautica Jesi, Via Mura Occidentali, 31 - tel. 0731 209147 c.a. - fax. 0731 212487 - Jesi, Via Gallodoro, 65 - tel. 0731 200809 - fax 0731 201914 Jesi, Via Gallodoro, 65 - tel. 0731 200809 - sede Consorzio Autoscuole Corinaldesi Jesi, Via Marx, Zipa - operazioni collaudi Senigallia, via R. Sanzio, 71 - tel. 07160062 Altre sedi: Falconara M.ma (Corinaldesi - Adriatica - Falconarese) - Ostra - Marina di Montemarciano - Marzocca di Senigallia 4 | attualità 8 giugno 2014 | Voce della Vallesina DOPO LE ELEZIONI:l’Europa boccia ciò che non dovrebbe Applausi corali e forse imprudenti Cosa sceglie il popolo di Remo Uncini Il Popolo sovrano, tante volte invocato da diversi politici, esistesse davvero? Esiste e, quando è necessario, interviene con autorevolezza. Oltre le proposte dei partiti o dei movimenti il popolo, in un giorno, anche se stancamente, vota e conta. Ha messo nell’urna un responso, ma coloro che oggi esultano per il risultato non si facciano illusioni, domani potrebbe essere diverso perché basta poco che la fiducia si tramuti in condanna. A Jesi e nella Vallesina il partito della fiducia al governo ha ottenuto più del 56% di voti contro il 20% di chi si era rifugiato nella condanna di tutto e di tutti. È il risultato più importante nelle Marche per questo partito. Ormai le guerre ideologiche sono tramontate, i cittadini esaminano sempre più le strategie, dai politici pretende soluzioni, onestà, praticabilità della vita sociale. Non è vero che il popolo non si interessa di politica. Prima delle elezioni, fino a diversi anni fa, per cercare i voti si facevano riunioni di condominio, nei caseggiati, nelle piazze c’erano cittadini che si apprestavano ad ascoltare il politico di turno ma oggi tutto questo non c’è più. L’informatica e la televisione sono nelle case, quasi tutti seguono i programmi con i dibattiti politici, condotti con una certa astuzia per catturare spettatori. L’elettore tiene sotto pressione i politici, i governi, il potere, ragiona con l’interesse di chi può perdere o guadagnare nella vita. Valuta l’abitabilità nelle città, la tutela della casa, l’avvenire per sé e per la famiglia. Oggi le paure dei cittadini sono talmente tante che l’insicurezza del presente è prioritaria. La pensione, la sanità, l’assistenza sociale, i diritti acquisiti, il posto di lavoro diventano gli obbiettivi della gente ed esigono risposte. Vogliono sapere come si farà ad uscire dalla crisi e hanno paura del “dopo” specialmente di chi cavalca l’onda del populismo e non ha soluzioni. Si domandano: “Avrò la pensione? I miei risparmi rimarranno? I figli avranno un lavoro? La casa? La libertà che ho rimarrà uguale, oppure sarò limitato nello studiare, nel viaggiare, nell’impegnarmi, nel fare impresa, nel commercio?” Il popolo sovrano si pone queste domande, quando va a votare, e un attimo prima di mettere il suo segno nella scheda elettorale valuta nella sua coscienza quale è la scelta. Non vuole avventure ma la tranquillità. Sa di essere governato da uomini come lui, sa che chi gestisce il potere può cadere in tentazione, sa che a questa democrazia non c’è alternativa, ma sa anche che non può compromettersi l’avvenire. Vuole un mondo diverso senza il pericolo di trovarsi, domani, nell’insicurezza. Il voto di domenica 25 maggio ha il significato della paura e della speranza. É libero, non ha pregiudizi ma è capace di cogliere l’essenza della partecipazione, cioè quella di esaminare i problemi e le possibili soluzioni, e poi votare di chi ha fiducia. Per questo coloro che hanno avuto un buon responso elettorale devono riflettere, lavorare alle soluzioni, cercare di coinvolgere, perché il popolo sovrano ogni sera ascolta e poi riflette e, al momento, opportuno giudica. MIGRANTES: una ricerca sugli italiani in Cina Sulla strada di Marco Polo “Sulle orme di Marco Polo: Italiani in Cina”. Questo il titolo del volume della Fondazione Migrantes (Edizioni Tau), che sarà presentato il 3 giugno a Roma presso la sede della Società Geografica Italiana (Palazzetto Mattei in Villa Celimontana, via della Navicella, 12, alle 17). Il volume è il risultato del progetto A.M.I.C.O. (Analisi della Migrazione degli Italiani in Cina Oggi) ed è curato da Giovanna Di Vincenzo, Fabio Marcelli e Maria Francesca Staiano. L’indagine è stata effettuata tra il 2013 e il 2014 per la Fondazione Migrantes, nell’ambito di studi più ampi sull’emigrazione italiana all’estero dell’VIII Rapporto Migrantes “Italiani nel Mondo”. “La Cina, paese solitamente generatore di flussi di immigrazione all’estero - spiegano i ricercatori - sta diventando negli ultimi anni una meta di emigrazione per molti stranieri da tutto il mondo. Tra questi vi sono anche molti italiani, che decidono di trasferirsi nel gigante asiatico per motivi di studio o di lavoro”. di Riccardo Ceccarelli La Commissione Europea, che sarà sostituita a breve dopo le elezioni del 25 maggio, tra i suoi ultimi “regali gratificanti” ai cittadini europei, ha bocciato il 28 maggio l’iniziativa popolare “Uno di noi – One of Us” (firmata da due milioni di cittadini di tutti gli stati dell’Unione Europea) finalizzata alla tutela dell’embrione umano e sollecitando il blocco dei finanziamenti europei per gli esperimenti sulle cellule embrionali e per i programmi pro aborto. Questo è avvenuto a pochi giorni dalle nuove nomine a mandato già praticamente – se non formalmente – scaduto. Vero modello di democrazia. Non era una richiesta campata in aria. Aveva per oggetto la protezione giuridica della dignità, del diritto alla vita e dell’integrità di ogni essere umano fin dal concepimento nelle aree di competenza dell’Unione Europea. Diritto internazionale e alcune sentenze la avvaloravano. È stata respinta. Il Commissario alla Ricerca, Maire Geoghegan-Quinn, ha dichiarato che «i finanziamenti alla ricerca sulle cellule staminali embrionali continueranno perché questa è l’unica ricerca che scientificamente dia prova di curare con medicinali ‘salva vita’». «Falso e scientificamente mai provato, nonostante milioni di embrioni e feti sacrificati, nessuno studio scientifico ha mai dimostrato queste affermazioni», ha soggiunto Luca Volonté. Mentre Andris Piebalgs, Commissario allo Sviluppo, ha riaffermato la vecchia e infondata storia della mortalità materna legata alla mancanza di aborto. «Purtroppo per lui, dice ancora Luca Volonté, e per le agenzie internazionali che lucrano sulla pelle di bambini abortiti e donne gravide, i dati dimostrano esattamente il contrario: laddove l’aborto è vietato o scarsamente praticato, la mortalità materna è ridotta la minimo» (La nuova Bussola Quotidiana, 29 maggio). La deriva dell’Unione e di singoli Stati sui temi etici purtroppo non è nuova. I promotori dell’iniziativa popolare credevano, e credono ancora, che «l’unità europea debba ritrovare motivazione e slancio recuperando la sua anima che affonda le radici nell’umanesimo che, fecondato dal cristianesimo, ha gradualmente costruito una visione della società che pone al centro la persona umana». I protagonisti della politica sembrano smentirli pur andando contro la storia e l’evidenza. E sembrano smentirli anche coloro che sono stati eletti pochi giorni fa tra l’applauso generale. Già è stato detto che «la disputa sulle radici cristiane è tanto fresca nel ricordo quanto lontanissima sul piano politico se non anche su quello storico e culturale», concludendo che «ci si potrebbe perfino chiedere se non sia una vittoria provvidenziale, uno di quegli eventi della storia che il mondo cattolico ha dapprima deprecato poi accettato, anche serenamente: per dire, da Galileo a Porta Pia» (Angiolo Bandinelli, Il Foglio, 29 maggio). Qui però non sono in discussione l’accordo letterale tra la Bibbia e la scienza e la sua autonomia (Galileo) o il potere temporale (Porta Pia), bensì la dignità stessa dell’uomo, il suo diritto alla vita, la sua integrità, il suo essere. Le leggi che si stanno predisponendo o approvando, anche in Italia, stanno andando in questa direzione, secondo un’ideologia individualista radicale. Tutti sono contro lo “stato etico”, decisore, arbitro e giudice del bene e del male, come fonte dell’etica per il singolo e per la collettività, di fatto però «l’Unione impone eccessivamente la sua legge e, addirittura, la sua morale. […] Nei campi della vita e della famiglia, ma anche dell’educazione dei nostri figli, del rispetto della legge morale naturale e quindi della filosofia della vita, l’Unione europea entra ormai sistematicamente a gamba tesa e impone i suoi valori, appiattendoci» (Stefano Fontana, La nuova Bussola Quotidiana, 29 maggio). Non é più sufficiente continuare a richiamarsi agli ideali dei Fondatori senza operare politicamente di conseguenza; gli stessi cattolici non sembrano averlo capito fino in fondo. Gli eletti da noi applauditi che si apprestano a costruire l’Europa rischiano di fare un’Europa “altra” dalla sua storia, dalla sua cultura, dagli stessi popoli che pure li hanno espressi. Dietro la crisi economica, ben più globale e profonda vi è una crisi “dentro”, una scissione di identità e di verità dell’uomo stesso che si rivela poi anche nella politica e nelle scelte che essa determina. I cristiani possono e debbono dire qualcosa. Non solo applaudire i vincitori di turno. IL LIBRO DEL CARDINALE BRANDMÜLLER PERCORRE LA STORIA DELLA CHIESA IN GERMANIA Perché il messaggio cristiano sia incluso nel mondo Una cavalcata attraverso i secoli, perché “chi vuole comprendere il mondo – e la Chiesa – di oggi, chi vuole contribuire con piena coscienza delle proprie responsabilità alla costruzione del loro futuro, deve conoscere il loro passato, deve porsi di fronte alla loro storia”. Sono parole del cardinale Walter Brandmüller, contenute in apertura del suo nuovo volume Eventi eloquenti. L’agire della Chiesa nella storia, pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana, che riunisce una serie di scritti del cardinale apparsi su L’Osservatore Romano nel corso degli ultimi dieci anni. I temi affrontati dal cardinale Brandmüller, a lungo presidente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche, sono numerosi, e spaziano dal rapporto tra Chiesa e arte alla serie dei Pontefici tedeschi, dalla presenza di Giovanni Hus al Concilio di Costanza alla storia di quel “Conclave singolare” che portò all’elezione di Martino V, dalla visita a Roma di Martin Lutero nel 1510 al Concilio di Trento, dal rapporto tra Galileo Galilei e la Chiesa, al ruolo della Chiesa cattolica nella Germania comunista, fino poi al dibattito postconciliare. t e r r e l e m e n t a r i L’erba voglio... di Silvano Sbarbati “L’erba voglio cresce soltanto nei giardini del re”, recitava un proverbio che da bambini le nonne ci ripetevano quando le nostre richieste, le nostre volontà (che erano desideri…) travalicavano le reali possibilità di essere realizzate. “Vojo”, in dialetto, era un verbo (declinato al tempo presente, modo indicativo) che non piaceva molto a chi aveva il compito di educarci a un sano senso del pratico vivere senza indulgere nelle velleità. Il proverbio mi è venuto alla mente leggendo in qua e là (sui giornali, sui social network – ovvero su internet) quante persone invece vorrebbero non vederla più, questa erba. Nel senso che c’è tutto un dibattito, serrato e costante, sul- la condizione delle zone verdi delle nostre città e dei nostri borghi medievali. L’erba andrebbe tolta di mezzo, perché l’erba lasciata crescere senza misura (la nostra, naturalmente) è disdicevole e presenta un’immagine di trascuratezza. Per cui il dibattito si amplifica tra coloro che dell’erba farebbero a meno, ovvero dell’erba non tagliata come si dovrebbe. Come nei giardini del re, credo; dove, credo, sarà stata tagliata da solerti giardinieri nei modi consoni alla ricchezza del re. Tant’è, l’erba ridiventa elemento di discussioni accese: se vale la pena spenderci soldi che andrebbero utilizzati per altri scopi, da altri considerati più importanti alla qualità del vivere. Ma l’erba cresce, e non aspetta che i dibattiti si esauriscano: anzi, una volta tagliata, complice acqua e sole, ricresce senza sentir le ragioni degli uni e degli altri. I giardini del re esistono nelle fiabe perché i giardini pubblici sono di tutti, soprattutto dei tanti che non sono re. Allora l’erba diventa un elemento che discrimina: chi la vorrebbe tagliata a dovere, e chi la sopporterebbe a patto che si facessero altre cose. Il dibattito non finirà presto, ne sono sicuro. Perché tra l’altro, tagliare l’erba può darsi che nell’immaginario collettivo rimandi al taglio delle cose inutili, al taglio del perdipiù, al taglio di ciò che non ci piace e che non vorremmo esista. Torna il verbo “volere”. A mia nonna non sarebbe piaciuto, ma mia nonna non c’è più a ripetermelo, per cui mi toccherà farlo da solo. Tosaerba elettrico o a motore? jesi | 5 Voce della Vallesina | 8 giugno 2014 CERIMONIA DI CHIUSURA DELL’ANNO ACCADEMICO DELLA LIBERA UNIVERSITÀ PER ADULTI Le inquietudini di un’anima libera Al termine dell’Anno Accademico il 30 maggio il presidente della Luaj, prof. Giancarlo Vecci, ha presentato un bilancio delle attività svolte. Varie discipline sono state trattate dai docenti, alcune nuove e originali, altre già in passato incluse nei programmi. Tra le prime sono state le lezioni di sociologia, dietologia, storia delle religioni, giardinaggio, fotografia, operetta; tra le seconde, i corsi di letteratura, lingue straniere, musica, attività diverse di laboratorio. Numerose sono state le escursioni culturali che hanno raggiunto luoghi e città d’arte d’Italia. Prossima è la partenza per quella che, come consuetudine, viene organizzata a fine anno in un paese oltre frontiera. Avrà questa volta come meta i paesi scandinavi. La cerimonia di chiusura, tenuta nel teatro S. Francesco, ha accol- to come ospite d’onore lo scultore maceratese Severino Braccialarghe, discendente da una famiglia di artisti impegnati da quattro generazioni in attività politiche, sindacali e sociali difese conformemente ad ideali di libertà e giustizia per i quali i suoi predecessori hanno anche combattuto o sono stati imprigionati. Sulla sua famiglia Severino Braccialarghe ha scritto libri e allestito recentemente una mostra a Recanati. È ora autore di una nuova opera, questa volta a carattere autobiografico: “Un’emigrazione difficile”. Del libro sono stati riassunti e illustrati i contenuti, lette anche alcune pagine. Severino Braccialarghe sembra compendiare tutti i tratti del carattere dei suoi predecessori aggiungendo ad essi anche un’eccellente abilità narrativa. L’emigrazione di cui parla non è soltanto quella che lo ha portato a trascorrere anni di vita lontano dalle Marche, cioè a Milano, Lecce o addirittura in Sud Africa. È anche l’irrequietezza di un’anima anarchica votata ad una continua ricerca di libertà. Su questa inquietudine egli ha costruito la sua eclettica abilità d’artista. Disegnatore, architetto, scultore, desidera essere apprezzato senza pregiudizi per le sue effettive qualità. Per le sue idee progressiste è venuto anche in contatto, negli anni ’70, con le Brigate Rosse, di cui però ha respinto decisamente l’estremismo e lo spietato stragismo. Ora Severino Braccialarghe risiede nella città a cui sente di appartenere di più: a Pietrasanta, la ‘capitale dei grandi scultori’. In omaggio a tutti i collaboratori della Luaj è stato offerto un bronzetto da lui realizzato. Raffigura l’angolo_della poesia Enigmistica Cambio d’iniziale Le elezioni un cavallo impennato, vagamente simile a quello collocato di fronte al palazzo della Rai. Simbolicamente fa riferimento allo slancio con cui l’artista, in cui può essere riconoscibile l’umanità, ha affrontato le difficoltà della vita, all’instabilità, alla precarietà, al rischio, al coraggio dell’avventura; alla tensione anche verso quell’ideale, o forse utopia della libertà, che lo ha fatto volare lontano. Foto e testo Augusta Franco Cardinali Nella foto: lo scultore Severino Braccialarghe, al centro, con il prof. Giancarlo Vecci, presidente della Luaj e Rita Bompadre, dell’Associazione Culturale S. Ginesio, che ha curato la presentazione del libro. DAL 25 AL 29 MAGGIO A JESI CON “MALATI DI NIENTE” l’aria è primaverile, gradevole co’ la tessera elettorale vo’ sul seggio piano piano ‘bbocco dentro la cabina e prima de fa’ ’n segno sulle schede… me xxxx circospetto e xxxx bene la tendina! Programmi, sms, promesse, assemblee, volantini che trabocca dalla cassetta postale! Dopo ‘n mese de campagna elettorale se vota! C’è l’elezioni comunali e pure l’eu- … A esprime il pensiero mio, lo confesso, non je la fo’ se me sento osservato ropee! proprio… come quanno vo’ al cesso!!! È l’ultima domenica de maggio, il cielo è azzurro ce stà il sole Walter Ricci “A che punto sono di questa storia” Tra barriere, precipizi, amici e argomenti da salvare, dentro questo cerchio imperfetto si può ancora sognare. La solitudine che abita in noi tutti è frazionata in più livelli a secondo della nostra identità o storia, e se quest’ultima capita che sia un po’ particolare, sorge la necessità naturale di confrontarsi con altre. Ma dove sono gli altri? La famiglia spesso è fragile vicino ai tanti sbalzi d’umore, così i tanti viaggi mentali, per lo più sconosciuti, vengono messi in luce tramite i vari punti di riferimento che il tempo e tanta passione hanno fatto crescere. Dal giornale “Capo Horrn” nato dodici anni fa ai vari centri di incontro per ogni età e grado di limite, ognuno può esporsi, chiedendo aiuto o aggiungendo qualcosa per tutti. Nella Mostra fotografica risaltano alcuni volti più o meno conosciuti, che evidenziano la normalità di parlare di un disagio che può toccare ogni vicenda. Malati di niente non abbraccia solamente coloro che corrono ad alta velocità andando fuori binario, ma soccorre spesso persone con senso artistico nelle forme più molteplici, anche dell’espressione quotidiana della vita. Intanto gli operatori di tutt’Italia hanno costituito le officine terapeutiche multifamiliari, tramite le quali si rompe con il passato. L’atteggiamento nuovo non interviene più sul caso isolato, ma i nuclei d’origine vengono invitati a collaborare nelle comunità organizzate con le Aziende Sanitarie, spegnendo così la teoria del capro espiatorio. Elisabetta Rocchetti Frasassitours 60048 SASSO di Serra S.Quirico (AN) - tel 0731/85017 fax 0731/85001 www.frasassitours.it Email: [email protected] Licenza n. 13847 del 18.9.87 Polizza Ass. RC 53769 Alliance Global Assistance CORSICA L’ISOLA DELLA BELLEZZA LAGO MAGGIORE E LUGANO FIRENZE SOTTO IL MONTE E BERGAMO LAGHI E CITTA’ DELLA SVIZZERA INGHILTERRA E SCOZIA PARIGI, NORMANDIA E BRETAGNA LUSSEMBURGO, BELGIO E OLANDA ARMENIA E GEORGIA VIENNA E SALISBURGO SOGGIORNO A KRANJSKA GORA SICILIA SARDEGNA LA TURCHIA PIU’ BELLA TERRA SANTA E GIORDANIA INDIA CLASSICA 4 at t s e 01 2 e 16 – 21 GIUGNO 28 – 29 GIUGNO 29 GIUGNO 19 – 20 LUGLIO 25 – 27 LUGLIO 26 LUGLIO – 3 AGOSTO 5 – 13 AGOSTO 9- 16 AGOSTO 12- 19 AGOSTO 13 – 17 AGOSTO 23 – 30 AGOSTO 31 AGOSTO – 6 SETTEMBRE 8 - 13 SETTEMBRE 17- 27 SETTEMBRE 10 – 17 OTTOBRE 4-15 NOVEMBRE Questi sono alcuni dei viaggi che proponiamo per l’estate. 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La constatazione alla base di tutto é stata che negli ulti- mi decenni si è avuta una fortissima crescita della povertà, sia assoluta che relativa, dovuta non solo alla crisi che stiamo vivendo ma a un modello di sviluppo che penalizza i più deboli, favorisce le disuguaglianze, la concentrazione della ricchezza e anestetizza il senso comunitario della responsabilità. Ha poi preso la parola Mario Bettucci, delegato regionale della Caritas, l’organizzazione che più di ogni altra, in Italia e nelle Marche, si è fatta carico dei poveri, con le sue iniziative di solidarietà, le sue mense e i suoi centri di ascolto. Bettucci ha sottolineato i risultati ottenuti quando la Caritas è riuscita a lavorare insieme con altri soggetti associati: le Acli e i gruppi di volontariato. Essere “uniti contro la povertà” è il vero obiettivo del futuro. Ha chiuso il convegno il presidente nazionale delle Acli, Gianni Bottalico, che ha presentato il progetto elaborato da Acli e Caritas “per un patto contro la povertà” sul quale si è costruita a livello nazionale una “Alleanza contro la povertà”, sostenuta non solo dalle Acli e dalla Caritas ma anche dai sindacati, dalle istituzioni locali e da un gran numero di gruppi e associazioni di volontariato e di promozione sociale. L’Alleanza contro la povertà si è posta due piani di azione prioritari di durata almeno quinquennale: Premere sulle istituzioni perché affrontino l’emergenza con un Piano nazionale di contrasto alla povertà, ma operino anche per eliminare le cause del fenomeno e questo è possibile solo se si riduce la disoccupazione con politiche per il lavoro e se si riducono le disugua- glianze con politiche fiscali redistributive. Introdurre una misura nazionale contro la povertà assoluta. Vista l’insostenibilità economica di un “reddito di cittadinanza” per tutti i cittadini senza reddito, le Acli e la Caritas chiedono al Governo di introdurre un “reddito di inclusione sociale” (REIS) rivolto a tutte le famiglie che vivono in condizione di povertà assoluta. Il processo di impoverimento che blocca il futuro del nostro Paese – ha concluso Bottalico – può essere fermato, ma servono politiche di sviluppo improntate a maggiore giustizia sociale. E questo obiettivo può essere raggiunto soltanto se cresce quella cultura della solidarietà che è stata posta al centro del Patto promosso da Acli e Caritas e che ha portato alla nascita dell’Alleanza contro la povertà. La mente e l’anima Figlio dello stesso cielo e della stessa terra di Federico Cardinali In India due cugine di 14 e 15 anni sono state violentate da un gruppo di sette uomini. Poi uccise. Appartenevano alla casta dei Dalit, gli intoccabili. In tutta l’India, una nazione di 1,2 miliardi di abitanti, avviene uno stupro ogni ventidue minuti. Farzana Iqbal, una giovane di 25 anni, incinta di tre mesi, è stata uccisa a colpi di pietra e bastoni a Lahore, in Pakistan. A ucciderla sono stati suo padre, i due fratelli e il fidanzato designato, insieme ad altri che si sono aggiunte ai suoi familiari. Farzana si era rifiutata di sposare l’uomo che suo padre aveva deciso, sposando invece colui che lei si era scelta. Meriam, 27 anni, è stata condannata a morte in Sudan perché non si è convertita all’Islam. Che è la religione di suo padre. Ora è in prigione e ha partorito la sua seconda bambina. Con lei è rinchiuso anche il primo figlio, Martin, di 22 mesi. Al momento la condanna è sospesa perché deve allattare la bambina: le hanno dato due anni di tempo. Notizie di questi ultimi giorni. Sembra un notiziario di guerra. Ma non lo è. È molto peggio: è un notiziario di donne condannate a morte. Perché colpevoli. Colpevoli di essere donne. Prima che andiamo avanti, però, per evitare di lavarci le mani con la ‘nobile’ motivazione che tutto questo avviene in paesi lontani dall’Italia, con altre culture e altre religioni, proviamo a ricordare che a casa nostra, nel nostro civile Paese, lo scorso anno sono state uccise, dai loro compagni o dai loro ex, 177 donne: una ogni tre giorni. Lo so che tutte queste notizie messe insieme ci danno amarezza e la tentazione di girare lo sguardo da un’altra parte è forte. Lo è per me. Credo che lo sia anche per voi. Perché allora le ho riprese, mettendole una accanto all’altra? Perché io temo che se le guardiamo lasciando che il nostro sguardo cammini in superficie, ci perdiamo una riflessione. Che non possiamo lasciar andare. nel cogliere il substrato profondo, l’humus che alimenta e rende difficili da estirpare certe scale di valori (stereotipi) che continuano a sopravvivere nonostante le novità e le scoperte che la scienza e la tecnologia oggi mettono nelle nostre mani. Proviamo allora a chiederci perché avvengono simili fatti. Qual è la ragione che sottostà a gesti tanto assurdi e disumani. È proprio qui, credo, che rischiamo di cadere nella confusione e nella superficialità di giudizio. Cos’è che accomuna gli episodi che stiamo guardando? C’è un solo pensiero che li alimenta e li sostiene: la donna è proprietà dell’uomo. O, visto dall’altro lato: l’uomo è il padrone della donna. Che è la stessa cosa. Non c’entrano le religioni. Se non per il fatto che tradizioni religiose e cultura si alimentano a vicenda. È facile dire che in India la cultura delle caste, sostenuta da motivazioni che si rifanno a vecchie tradizioni religiose, dovrebbe essere ormai superata dal momento che questa nazione ha raggiunto livelli di conoscenze e di ricerca scientifiche al pari dei nostri paesi occidentali. Che ha radici di spiritualità così profonde che non è infrequente che noi stessi vi facciamo riferimento. Negli ultimi decenni molti dei nostri giovani si recavano in questo Paese alla ricerca di luce e di speranza di fronte alla crisi di valori che stavamo sperimentando. È facile anche dire che Meriam è stata condannata perché cristiana, e fermare qui il nostro pensiero. È certamente vero: i giudici le avevano dato tre giorni di tempo per decidere di rinunciare al cristianesimo e di abbracciare la religione islamica. E di fronte al suo rifiuto hanno emesso la sentenza di morte. Ma un’analisi più attenta ci permette di cogliere qualcosa di molto più profondo. E molto più pericoloso: tanto più quanto più rimangono in superficie le nostre valutazioni e i nostri interventi. Gli strumenti di analisi che l’antropologia culturale ci mette a disposizione sanno guidarci Un gruppo di uomini si sente autorizzato a violentare due ragazzine e a ucciderle senza farsi troppi problemi? Niente di strano. Se la donna (femmina) è proprietà dell’uomo (maschio), questi ne può fare quello che vuole e quando vuole! Una figlia si permette di sposare un uomo diverso da quello che per lei ha deciso suo padre? Il padre e i fratelli (maschi) possono fare di lei quello che vogliono. Anche toglierle la vita dal momento che essi ne sono i padroni. Perché Meriam deve abbracciare la religione islamica? Non perché questa sia migliore di quella cristiana (non è questa la motivazione dei giudici), ma perché l’Islam è la religione di suo padre. E lei, che è una donna, è tenuta a seguire la religione del suo padrone. Centosettantasette uomini italiani si sentono autorizzati ad uccidere le loro compagne? La ragione è sempre la stessa: il padrone può fare ciò che vuole della sua proprietà. Apriamo gli occhi! Vedremo che donne e uomini apparteniamo allo stesso mondo. Perché figli dello stesso Cielo e della stessa Terra. Chi vuole scrivere allo psicologo può farlo o per e-mail ([email protected] o [email protected]) o per posta a Voce della Vallesina - colloqui con lo psicologo - P.za Federico II, 8 - 60035 JESI dona 5 x 1000 dell’IRPEF a favore MISSIONE BRASILE onlus - Amici di Don Luigi S. MARIA NUOVA (AN) - ITALIA Recapiti: 3286381126 3474416435 - 3384211316 Sono stati realizzati nella Missione di Don Luigi Carrescia, Camaçari (BRASILE) grazie anche al 5x1000: - Asilo - Centro Oculistico - Centro Polivalente Il 5 x 1000 non è una tassa aggiuntiva: è solo l' indicazione della destinazione di una parte del tributo che si paga allo Stato a favore di un beneficiario. Nella dichiarazione dei redditi: - firma nella sezione "Sostegno del volontariato e delle altre Associazioni non lucrative" ed indica il nostro Codice Fiscale: 91032820424 Asilo email: [email protected] colloqui con lo psicologo Centro Oculistico ! ZIE GRA Centro Polivalente vita_ecclesiale | 7 Voce della Vallesina | 8 giugno 2014 La chiesa locale Il diario del vescovo Gerardo 8 giugno 2014 PENTECOSTE Giovedì 5 giugno Ore 9,45: Seminario, Consiglio Presbiterale Visita pastorale a Collina Ore 16.30: Il Vescovo è a disposizione per collo qui e confessioni Ore 18.30: S. Messa Ore 21: incontro con cresimandi e genitori del Duomo Venerdì 6 giugno Visita pastorale a S. Maria Nuova Ore 16.30-19: Il Vescovo è a disposizione per colloqui e confessioni Sabato 7 giugno Ore 17.30: Monastero delle Clarisse, S. Messa e professione nell’OFS Ore 21.15: Cattedrale, Veglia di Pentecoste Domenica 8 giugno Ore 10.30: San Pietro Martire, S. Messa e apertura settimana feste parrocchiali Ore 18.30: Cattedrale, S. Messa e Cresima Ore 21: Incontro a carattere vocazionale Lunedì 9 giugno Ore 21: Incontro formativo con consacrate e aspiranti dell’O.V. di Jesi e Senigallia Martedì 10 giugno Ore 15-19: Il vescovo riceve in Duomo per colloqui e Confessioni Mercoledì 11 giugno 9.30: Riunione della conferenza episcopale Marchigiana Oggi sposi 7 giugno: Moreno Ponzetti e Pamela Filomeni a San Marco; Gianfranco Gatti e Elisabetta Giaccaglia a San Pietro Martire. 13 giugno per Missione Brasile La compagnia teatrale “L’Altalena” presenta “Altalena per una quaterna” il 13 giugno alle 20,30 presso il circolo cittadino di Jesi. L’incasso della serata sarà per l’associazione “Missione Brasile” onlus per sostenere le attività di don Luigi Carrescia. Informazioni presso Gianluca Carrescia tel. 338 4211316. Voce dellaVallesina SETTIMANALE DI ISPIRAZIONE CATTOLICA DELLA DIOCESI DI JESI FONDATO NEL 1953 a cura di don Corrado Magnani [email protected] Dal Vangelo secondo Giovanni (20,19-23) La parola della domenica al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi». Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse. «Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi». La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi». Detto questo, mostrò loro le mai e il costato. E i discepoli gioirono Abitati dal vento e dal fuoco “VENNE ALL’IMPROVVISO DAL tempo; per giustificare una vita persoCIELO UN ROMBO COME DI VEN- nale o comunitaria che non dà fastidio a nessuno, una vita rassicurante che TO IMPETUOSO….” Così Luca, negli Atti degli Apostoli non ha più voglia di lottare. Mentre lo 2,1-2, racconta la venuta dello Spirito Spirito è forza, libertà, fantasia di Dio e Santo sugli apostoli, spaventati, rinta- non lo si può fermare. nati, e a porte sbarrate “per paura dei A noi, abitati dal vento dello Spirito, Giudei” (Gv 20,19). E da quel giorno “dello Spirito di Dio è spetta il coraggio di farci portar via piena la terra”; è abitata, animata la co- l’abito di giudici incorreggibili e mumunità dei credenti che sperimentano rati nell’ufficialità; di deporre le nostre viva e feconda la presenza del Cristo prudenze asfittiche, le nostre sentenze risorto. prefabbricate per ritrovare uno slanIl popolo di Dio (= la chiesa) si mostra cio, una passione per la vita che passa, docile e fedele allo Spirito nella misura un’emozione, una attenzione per la diin cui abbandona la pretesa di ammi- versità, una commozione per l’umano; nistrarlo, e accetta gioiosamente che le e per dire parole fresche di sorgente, originali, che riscaldano e illuminano il sfugga dalle mani. A noi che ci diciamo cristiani, abitati e cuore. Parole “ispirate”. fatti nuovi dallo Spirito di Dio, spetta Dovremmo chiedere allo Spirito il colasciarsi guidare da Lui che soffia dove raggio di farci strappare dalle mani vuole e quando vuole, e che occorre qualche foglio dei programmi già detanta attenzione, per coglierne la pre- finiti, qualche pagina dai nostri codici; senza leggera e imprevedibile. Lo Spi- il coraggio di spezzare i nostri atteggiarito di Dio, come vento gagliardo, apre menti di difesa, il nostro stare dietro i le porte per togliere la paura. Si può ar- muri, la nostra paura che nascondiamo rivare ad aprire le porte, ma poi rima- dietro le leggi e le norme. nere ingabbiati in uno spirito di timidezza che non testimonia, che non ha “APPARVERO LORO LINGUE COME forza, che non ha amore. Intenti a “do- DI FUOCO ...E SI POSARONO SU sare” lo Spirito, a regolamentarlo; ma- CIASCUNO” (Atti 2,3). É abbastanza gari per garantire l’ordine, legittimare difficile non aver paura del fuoco. Il decisioni e scelte ormai collaudate nel fuoco dello Spirito non è decorativo, come quello da salotto. É forte, vero, imprevedibile. Non decidiamo noi ciò che dev’essere bruciato dal fuoco. La sua azione non risparmia nulla, neppure quelle cose che noi riteniamo importanti o essenziali. La nuova creazione del mondo nasce da un imprevedibile, incontenibile incendio. È lo Spirito di Dio che è venuto e viene sempre ad accendere una passione per la vita bella. Come amati da Dio, noi dovremmo essere disposti a maneggiare il fuoco, a non avere qualche esitazione a non lasciarsi scottare; a lasciar bruciare in noi e fuori di noi steccati, veti incrociati, pregiudizi che dividono e che rendono gli altri invisibili. E si realizzi così l’unità nelle nostre diversità. Lo spirito di Dio incenerisca le parole senz’anima, avvelenate e ci doni un parlare con amore: quell’unico linguaggio che tutti capiscono. E infine a noi non rimane che invocare lo Spirito perché accenda in noi un intenso spirito di “compassione”; accenda quel fuoco che spinge ad essere forti con se stessi e con la vita; a farsi violenza quando il desiderio non diventa volontà e quando non si “forza” il sogno a trasformarsi in realtà; a non lasciarsi ingannare dal vivere il passato o il futuro senza vivere l’oggi. IL PAPA IN TERRA SANTA BENEDICE IL MASTER IN MUSICA SACRA DEL MAGNIFICAT Poi spezzeremo il pane dell’unità Il pellegrinaggio di Sua Santità Francesco in Terra Santa in occasione del 50° anniversario dell’incontro a Gerusalemme tra Papa Paolo VI e il Patriarca Atenagora, dal 24 al 26 maggio, ha offerto tante occasioni di riflessione e di conoscenza della situazione nella Terra di Gesù. «Papa Francesco ha inaugurato in questo viaggio – ha scritto l’inviata Sir a Gerusalemme, Maria Chiara Biagioni - una nuova diplomazia che va oltre i protocolli politici e punta al cuore delle persone, convinto che la pace non è solo l’esito di trattati internazionali ma una costruzione umana che si edifica giorno per giorno. É una diplomazia per la pace che Direttore responsabile Beatrice Testadiferro Comitato editoriale: Vittorio Massaccesi, Giuseppe Quagliani, Antonio Lombardi Responsabile amministrativo Antonio Quaranta Proprietà: Diocesi di Jesi Registrazione Tribunale di Ancona n. 143 del 10.1.1953 ha bisogno di essere alimentata da grandi prospettive. Per questo Papa Francesco ha voluto accanto a sé in questo viaggio delicato e complesso i suoi due amici argentini, il Rabbino Abraham Skorka e l’islamico Omar Abboud. Con loro ha attraversato i luoghi sacri e le sedi istituzionali delle due grandi religioni dell’ebraismo e dell’Islam». La settimana scorsa abbiamo riportato in prima pagina un commento di padre Armando Pierucci, il francescano organista della Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme e fondatore della scuola di musica Magnificat. «Quello che ho cercato di far benedire – scriveva padre Armando - è stato un tondo Composizione grafica Giampiero Barchiesi Stampa Rotopress International s.r.l, Loreto Spedizione in abbonamento postale Associato alla FISC (Federazione Italiana Settimanali Cattolici) in pietra: 70 cm di diametro, 40 chili di peso. É il logo del master in Musica Sacra che intendiamo aprire all’Istituto Magnificat: raffigura due linee convergenti, quasi due ali che si aprono al volo, due braccia che si tendono, due semicerchi che si avvicinano per formare una nota musicale. Se cominciamo a dire che vogliamo aprire una Scuola dove si studia la Musica Sacra delle dodici Confessioni Cristiane presenti a Gerusalemme; che, nonostante secoli di separazione, tutti conserviamo testi e melodie di quando eravamo uniti; che dobbiamo ritrovare il nostro comune modo di pregare; che dobbiamo unirci in un canto Questo numero è stato chiuso in redazione martedì 3 giugno alle 17 e stampato alle 18 del 3 giugno. Ai sensi dell’articolo 13 del D. Lgs 196/2003 (Codice privacy) si comunica che i dati dei destinatari del giornale sono contenuti in un archivio informatico idoneo a garantire la sicurezza e la riservatezza. Saranno che non ricordiamo più, ma è nella memoria della Chiesa universale, forse si comprende che ancora una volta la musica è una strada a corsia privilegiata verso l’Unità dei Cristiani. C’è un ecumenismo musicale di chi vuole ritrovare quel canto, raffigurato negli affreschi delle catacombe di Roma, o nei mosaici della Giordania, della Siria, nei dipinti dell’Etiopia. Cominciamo a cantare insieme e poi spezzeremo di nuovo il Pane sullo stesso altare». utilizzati, salvo divieto espresso per iscritto dagli interessati, oltre che per il rispetto al rapporto di abbonamento, anche per proprie attività istituzionali e per conformarsi ad obblighi di legge. Piazza Federico II, 8 - 60035 Jesi An Tel. 0731.208145, Fax 0731.208145 [email protected] www.vocedellavallesina.it c/c postale 13334602 Codice fiscale 00285690426 Questo giornale è stampato su carta riciclata. ABBONAMENTO ANNUO 35 EURO DI AMICIZIA 40 EURO SOSTENITORE 50 EURO 8 | in_ricordo 8 giugno 2014 | Voce della Vallesina CONSIGLIO PASTORALE: LA DIOCESI VERSO FIRENZE 2015 I frutti di una nuova umanità La sera del 28 maggio si è riunito il consiglio pastorale diocesano per raccogliere quanto era richiesto dall’invito a partecipare al 5° convegno ecclesiale nazionale a Firenze (913 novembre 2015). C’è tempo, si direbbe. Certo, c’è più di un anno per entrare nella prospettiva richiesta dal convenire della Chiesa italiana. Ognuno dei quattro convegni precedenti ha lasciato un segno nella chiesa italiana. Il più importante è la modalità del convenire delle chiese, in assemblee e convegni. Lo stile che ci offrono è l’espressione della Chiesa di popolo in uscita missionaria (vedi Evangelii Gaudium). Noi ci siamo radunati dopo aver accolto l’invito rivolto a tutte le chiese locali e in particolare ai Consigli pastorali di accogliere la proposta di contenuto e offrire il dono di una propria esperienza in atto in tal senso. Il contenuto del prossimo convegno di Firenze ha questo titolo: “In Cristo Gesù il nuovo umanesimo”. Il Convegno affronterà il trapasso culturale e sociale che caratterizza il nostro tempo e che incide sempre più nella mentalità e nel costume delle persone, sradicando a volte principi e valori fondamentali per l’esistenza personale, familiare e sociale. L’atteggiamento che deve ispirare la riflessione è quello a cui richiama quotidianamente papa Francesco: leggere i segni dei tempi e parlare il linguaggio dell’amore che Gesù ci ha insegnato. Solo una Chiesa che si rende vicina alle persone e alla loro vita reale, infatti, pone le condizioni per l’annuncio e la comunicazione della fede. Perché ciò avvenga - afferma l’invito - ci serve un vero e corale discernimento, condizione imprescindibile per realizzare un incontro capace di orientare la vita della Chiesa in Italia. In questo esercizio ci la- sciamo ispirare da papa Francesco, che ne è interprete autorevole: «Io credo che ci sia sempre bisogno di tempo per porre le basi di un cambiamento vero, efficace. E questo è il tempo del discernimento, che si realizza sempre alla presenza del Signore, guardando i segni, ascoltando le cose che accadono, il sentire della gente, specialmente i poveri» (Intervista a La Civiltà Cattolica). Il comitato preparatorio presieduto da mons. Nosiglia, vescovo di Torino, ci chiede di farci un dono: la narrazione di un’esperienza positiva (anche con i suoi nodi problematici) in ordine alla domanda: Come la fede in Gesù Cristo illumina l’umano e invita a crescere in umanità? La nostra diocesi ha risposto. La serata è passata nella rassegna di alcune esperienze positive che stanno emergendo, alcune da anni, altre da poco tempo, per fare della fede una promozione umana. Qui ora non possiamo riassumerle. Si passa in rassegna tutta la vita pastorale, perché ogni azione di chiesa è chiamata a produrre nuova umanità. Qualcuno ha indicato l’esperienza caritativa, altri l’arte che diventa appello e illuminazione della fede, oppure la collaborazione per Voce della Vallesina come luogo di dialogo tra diversi; o l’esperienza degli Oratori e c’è chi ha indicato l’esperienza di Adorazione che coinvolge 800 persone e che attende di produrre frutti di nuova umanità… Il Consiglio pastorale ha accolto infine i partecipanti al Convegno di Loreto per consegnare gli Atti e il Vescovo ha raccontato come si sta procedendo. Il Consiglio ha discusso come procedere nel settembre diocesano e ci si è orientati per un convegno sulle tematiche della Comunicazione da vivere alla vigilia di san Settimio. Don Mariano Piccotti INCONTRO CON IL VATICANISTA de “La Stampa”, Giacomo Galeazzi PER LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO: AD UN ANNO DALLA SUA ELEZIONE! GIOVEDÌ 5 GIUGNO 2014 - ALLE ORE 18.00 presso la Biblioteca Diocesana di Jesi, Piazza Federico II n.8 conduce: Gianni Rossetti, Direttore della Scuola di Giornalismo di Urbino Ricordo In ricordo di Primo Luigi Bini La nostra vita scorre a volte così ricca di particolari, che spesso ne dimentichiamo qualcuno. Alcune persone che sono vissute accanto a noi, invece, ricordano. Mi è capitato pochi giorni fa a una mostra di quadri, in cui un vecchio amico, in un improvviso flashback, mi ha riportato a episodi vecchi di decenni vissuti con il dottor Primo Luigi Bini. Erano gli anni settanta del novecento. Allora capitava che tra la chirurgia del prof. Renato Scoccianti, di cui ero Aiuto, e la pediatria di Bini vi fossero dei consulti. A quel tempo il nostro Ospedale era libero da influenze esterne: una commissione di cittadini jesini ne conduceva l’amministrazione. L’Ostetricia di Grechi lavorava anche per i territori prossimi a Jesi e molti bambini venivano al mondo a rallegrare i genitori e i nonni. Non sempre però le cose andavano nel verso giusto. Non tutti i bambini venivano alla luce sani. Problemi di vario genere ne mettevano in pericolo la vita: cuore, polmoni, intestino dei neonati non sempre facevano il loro dovere alla nascita. Con le malformazioni cardiache non ci siamo mai cimentati per mancanza di personale e di attrezzature, ma per il resto, nella testa di Primo ritornava un’idea fissa e mi chiedeva: «Perché mandare in altre sedi quei bambini che potremo curare qui a Jesi? Perché tu, che vai tanto spesso a Milano, non ti specializzi in chirurgia dell’Infanzia?» Due anni aggiuntivi alla specializzazione di Chirurgia Generale erano necessari per conseguire la branca chirurgica in specializzazione dei bambini. La chirurgia generale di Jesi lavorava di gran lena e alla fine dell’anno si raggiungevano anche i 1300 interventi chirurgici. Le sale operatorie venivano gestite direttamente dai reparti e noi ci eravamo organizzati con due letti operatori in cui il Professore ed io operavamo in contemporanea, a volte con uno e a volte con due anestesisti. Ottenuto il parere favorevole del prof. Scoccianti, mi iscrissi alla specializzazione in Chirurgia dell’Infanzia ed in due anni ottenni il diploma. Allora si poteva lavorare presso il proprio ospedale e conseguire le specialità frequentando una volta al mese per una decina di giorni i reparti specialistici dell’Università (ricordo che conobbi a Milano Enzo Jannacci: anche lui frequentava il corso di specializzazione). E così cominciammo ad operare anche i bambini a Jesi: interventi prima semplici, poi sempre più complessi nell’ambito delle nostre oneste possibilità, ottenendo risultati tali che tutti i pediatri di Jesi collaboravano con noi. Fu un periodo esaltante per tutti noi della Chirurgia, della Pediatria e dell’Ostetricia. Fu un vero dipartimento chirurgico materno infantile, senza imbrigliamenti burocratici. I nostri risultati furono anche pubblicati su riviste scientifiche come Minerva pediatrica, Minerva medica, Minerva chirurgica. Poi all’improvviso, dopo la riforma sanitaria del 1980, senza preavviso -lo ricordo ancora oggi con un senso di sgomento- ci fu impedito ogni intervento sui bambini, tanto che un bambino con un’ernia inguinoscrotale strozzata venne trasferito, con la scusante che era troppo rischioso anestetizzarlo. Nel frattempo, nel reparto di Otorino continuavano tranquillamente ad operare senza limiti di età! Primo Bini, forse più esperto di me, o forse più informato, mi disse con rassegnazione che era finita un’epoca di lavoro, caratterizzata dall’indipendenza professionale, dall’iniziativa personale, dall’entusiasmo, dalla generosità e dall’altruismo. E fu profeta. Nazzareno Santoni 8 luglio 1929 9 maggio 2014 Anna Maria Mancini ved. Vasconi Il 9 maggio, dopo una lunga e dolorosa malattia, si è fermato il grande cuore di Anna Maria Mancini. Molti, ragazzi e adulti, che hanno frequentato la Mensa, l’Oratorio e la Parrocchia di San Francesco di Paola, la ricorderanno come una donna forte, grande lavoratrice, generosa e piena di premure e rispetto per tutti. La sua forte fede l’ha sorretta sempre anche in mezzo alle sofferenze. La messa del trigesimo sarà celebrata nella Parrocchia di San Massimiliano Kolbe, lunedì 9 giugno alle 8,30. I figli M. Bernardina, Eleonora e Gabriele Ricordo Don Bruno Gagliardini Domenica 8 giugno alle 9,30 e 11,30 nella chiesa parrocchiale di San Francesco di Paola a Jesi sarà ricordato don Bruno a quattro anni dal suo ritorno alla Casa del Padre. Tra le innumerevoli iniziative, aveva dato inizio al pellegrinaggio a piedi da Jesi a Loreto. I suoi parrocchiani lo ricordano con riconoscenza. DALLA RIFLESSIONE VOCAZIONALE DI GIUGNO A CURA DI DON MICUCCI A settembre due giovani seminaristi «Porto ancora vivo nel cuore il ricordo della Veglia di preghiera nella chiesa di San Marco il 10 maggio, in occasione della 51° Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, dove in un clima di raccoglimento siamo stati edificati dalle testimonianze di vita consacrata di due monaci: quella video di fratel Michael Davide benedettino e quella dal vivo di suor Maria Sabina carmelitana di Jesi, nonché quella della famiglia Paris con tre bambini adottati. La gioia si è moltiplicata quando il Vescovo ha dato l’annuncio dell’entrata in seminario, il prossimo settembre, di due giovani diocesani (Cristiano e Paolo), che si sono presentati alla comunità raccolta in preghiera. A tutto ciò si aggiunge il pellegrinaggio in Polonia con il nostro Vescovo previsto dal 12 al 16 giugno, sulle orme di San Giovanni Paolo II, al quale parteciperà tutto il gruppo dei giovani “del giovedì” attualmente in cammino di discernimento vocazionale. Sarà un onore unirci a tutti voi adoratori in preghiera nei luoghi santi di Częstochowa presso il Santuario della Madonna Nera e in quello della Divina Misericordia legato a Santa Faustina Kowalska, nonché sul luogo della morte ad Auschwitz di San Massimiliano Maria Kolbe. Ritorneremo in tempo a Jesi per festeggiare insieme la Solennità del Corpo e Sangue di Cristo e quella del Sacro Cuore di Gesù, giornata di preghiera per la santificazione sacerdotale. Ci lasciamo dandoci appuntamento per la Veglia di Pentecoste in Duomo dove invocheremo con e per Maria Santissima, il dono dello Spirito Santo perché rinnovi la nostra vita e quella di ogni uomo secondo uno stile di risposta vocazionale». Il messaggio vocazionale è inserito nella lettera agli adoratori del Vescovo del mese di giugno. vallesina | 9 Voce della Vallesina | 8 giugno 2014 IL “CAMMINO NEOCATECUMENALE” NELLE PIAZZE DI JESI LA 37ª CONVOCAZIONE DEL RINNOVAMENTO CON IL PAPA Una comunità in uscita «La gioventù va rischiata bene» Già nel 2013 fratelli e sorelle de “Il Cammino Neocatecumenale” avevano predicato “la Domenica 1 e lunedì 2 giugno si è svolta allo stadio Olimpico di Roma la 37ª Convocazione del Rinnovamento. Moltissimi i fedeli accorsi anche dai gruppi del RnS di Jesi e di tutte le Marche. Quest’anno la Convocazione del Rinnovamento si è spostata da Rimini a Roma, e ha benedetto e abbracciato i bambini; al Rinnovamento ha raccomandato l’unità e ha dato il compito di portare ovunque la grazia dell’effusione dello Spirito Santo: “Voi del Rinnovamento avete avuto un grande dono dal Signore perché, nati come corrente di grazia nella ha accolto Papa Francesco che, referente del Rinnovamento a Buenos Aires prima di salire al Soglio pontificio, sabato pomeriggio ha pregato insieme ai 52 mila convocati nella Capitale. Ha pregato per le famiglie, i giovani, i sacerdoti, i portatori di handicap, gli anziani. Queste le sue parole: “A voi, sacerdoti, dico solo una cosa: vicinanza a Gesù, come i discepoli erano vicini a Gesù, e vicinanza alla gente, al popolo di Dio che vi è stato affidato... Sarebbe triste se un giovane custodisse la sua gioventù in una cassaforte, diventerebbe vecchia nel peggior senso della parola. La gioventù va rischiata bene, con speranza, per scommetterla su cose grandi... Le famiglie sono la Chiesa domestica, dove Gesù cresce nell’amore dei coniugi, nelle vite dei figli. Per questo il nemico attacca fortemente le famiglie, cerca di distruggerle, perché non vuole che l’amore sia lì. Dio la renda forte... I fratelli e le sorelle che soffrono, che hanno una malattia, sono unti dalla sofferenza di Gesù. Imitano Gesù nel momento difficile della croce». Papa Francesco Chiesa e per la Chiesa, il Signore vi ha fatto parte del primo dono dello Spirito che è il dono di se stesso, che è amore che fa innamorare di Gesù. E questo amore cambia la vita!”. Una Convocazione speciale quella di quest’anno, un vero e proprio incontro mondiale di evangelizzazione e preghiera carismatica, promosso dal Rinnovamento nello Spirito in collaborazione con Iccrs (International Charismatic Catholic Renewal Services) e Cfcccf (Catholic Fraternity of Charismatic Covenant Communities and fellowships). Questi i numeri: 47.000 gli italiani intervenuti, 5.000 i delegati delle comunità carismatiche cattoliche mondiali presenti, provenienti da 55 Paesi. 1300 i volontari, oltre 1500 i sacerdoti e le religiose presenti; 3.000 i bambini che hanno partecipato ai Meeting organizzati per loro. Tra i relatori, oltre al Presidente RnS Salvatore Martinez, il predicatore della Casa Pontificia, padre Raniero Cantalamessa, e il cardinale Angelo Comastri, vicario del Santo Padre per la Città del Vaticano. Lucia Romiti grande Missione” in 100 piazze di Abruzzo e Marche, con cinque incontri durante le domeniche di Pasqua. La missione continua anche quest’anno e, a Jesi, il 4 maggio si è svolto il primo incontro nella piazzetta dei giardini pubblici. La Parola del Signore è risuonata sulla strada, in mezzo al frastuono delle motociclette e delle auto che sfrecciavano per via Cavallotti celebrando lo “Scudetto” della Juventus... L’incontro è stato guidato da Franco Costarelli e Stefano Mariani, della seconda Comunità, che insieme ad altri giovani e adulti de “Il Cammino” di Jesi hanno cantato al suono della chitarra: “Voglio gridare la gioia al Santo d’Israele...” danzando in cerchio per manifestare la gioia di essere figli di Dio e fratelli in Cristo Gesù. Dopo la recita dei Vespri, l’ascolto delle letture bibliche: il celebre brano della Lettera ai Filippesi (Fil 2, 5-11) e il Vangelo del cieco nato (Gv 9,1-41). Forti e incisive le testimonianze. Riporto in sintesi quella di Vincenzo di Civitanova Marche: 40 anni, sposato con Marilena da 14. «Quando eravamo fidanzati - dice - ci sembrava che non ci mancasse niente; in realtà ci mancava qualcosa... di importante: Dio. L’abbiamo capito grazie all’annuncio ricevuto da “Il Cammino” e poi ci siamo sposati. Es- sendo affetti da anemia, a parere del medico non potevamo avere figli, e invece... abbiamo messo al mondo cinque figli. Dopo la nascita del quarto figlio mi è stato diagnosticato un tumore: avevo tanta paura della morte, ma facendo le cure e affidandomi a Dio, sono guarito. Quindi mi sono aperto alla vita ed è nata la quinta figlia, Luisa Maria». Un’avventura esistenziale a lieto fine che potrebbe far dire a qualcuno: “fortunato!” o “miracolato!”. Forse più che stupirsi o provare invidia per i doni che il Signore fa, per sua grazia, dovremmo accogliere l’invito a crescere nella fede e a mettere la nostra vita nelle mani di Dio. Franco Costarelli in giro per la piazza munito di microfono, chiede alla gente: “Chi è Dio per te?”. Una signora risponde: “Tutti siamo Dio; io sono Dio a me stessa”. E Franco interviene: «Dio è Padre, noi abbiamo bisogno di Lui perché non siamo autosufficienti. E poi... ci sono gli altri. Non sapremmo amarli se non ci fosse Dio che ci ama e ci insegna ad amare tutti, a cominciare dagli “ultimi”». Commentando il brano evangelico del cieco nato, don Vittorio Magnanelli invita i partecipanti ad “aprire gli occhi” sulla realtà della fede e a confidare in Gesù, il Salvatore del mondo. La parola, le pause di silenzio, le preghiere, la danza e il canto corale del “Magnificat” hanno rivelato la gioia dell’incontro con il Dio Vivente, la lode e il ringraziamento più bello di una comunità “in uscita” che annuncia il Vangelo per le vie di Jesi. Maria Crisafulli Il Cammino neocatecumenale, iniziato da Kiko Argüello e Carmen Hernández nel 1964 a Madrid, è presente in oltre 1.320 diocesi di 110 paesi nei 5 continenti, con 20.000 comunità in circa 6.000 parrocchie. foto_notizia Incontri di famiglia Presso la parrocchia di Santa Maria Goretti, a Falconara, si sono incontrati gli Zenobi e i Radicioni con tutti i loro cugini per pregare insieme al parroco don Ciro. Nella foto il ricordo della giornata di festa in famiglia. 10 | in_diocesi 8 giugno 2014 | Voce della Vallesina PARROCCHIA DI SAN MASSIMILIANO KOLBE: a ccolti quattordici nuovi “militi” Raccontate le meraviglie di Dio È viva e operante nella Diocesi di gionale della Milizia, con una ricca Jesi l’associazione “Milizia dell’Im- relazione su “La medaglia miramacolata”, fondata nel 1917 dal colosa”, immagine suggerita dalla padre francescano Massimiliano Madonna stessa a Santa Caterina Kolbe e diffusa in tutto il mon- Labouré nel 1830; medaglia adotdo. La Milizia ha realizzato anche tata da padre Massimiliano Kolbe quest’anno il Corso di preparazio- come “strumento di apostolato” e ne per la Consacrazione solenne simbolo di vita cristiana. Il Corall’Immacolata: cinque incontri so ha fatto emergere la centralità che si sono svolti dal 30 aprile al del mistero di Cristo e la missione 28 maggio nella parrocchia di San della Chiesa che si affida a Maria, Massimiliano Kolbe. Ha inaugu- “stella dell’evangelizzazione”. rato il Corso il vescovo Gerardo presentando, alla luce del Vange- Festa della missione lo, della “Lumen Gentium” e della Nella chiesa di San Massimiliano “Evangelii Gaudium”, la figura di Kolbe, la sera del 31 maggio, sotMaria di Nazaret, donna del Ma- to la grande Croce che sovrasta gnificat, modello della Chiesa. Con l’altare, e davanti all’immagine un’analisi puntuale della parabola luminosa della Vergine coronata del seminatore, don Claudio Pro- di stelle, tutto un tripudio di fiori: cicchiani ha svolto il tema “Maria, cestini di splendide rose bianche donna docile alla Parola”. Molto che creavano nei cuori la mistica significativa anche la catechesi di attesa di un evento nuziale. Ed è padre Sergio Cognigni, assistente stato proprio così quella sera: 14 regionale della Milizia, su “Mas- persone di Jesi e di altre località similiano Kolbe: vero Francesco della diocesi hanno confermato d’Assisi per i nostri tempi”. Ampia la loro fedeltà al Signore e con il e ben documentata la riflessione Rito della Consacrazione all’Im“Consacrarsi all’Immacolata nello macolata sono state accolte nelspirito della M.I”, della prof. Do- la “Milizia” di Jesi. Il canto di natella Coppari. Ha concluso il Risurrezione “Nei cieli un grido Corso Anna Susat, presidente re- risuonò: alleluia!” ha dato inizio alla Messa della Solennità dell’Ascensione, presieduta dal vescovo Gerardo e concelebrata dal parroco, don Gianfranco Rossetti, con l’assistenza del diacono Giancarlo Sabbatini. «L’Ascensione è la festa della speranza - ha detto il Vescovo - che ci invita a guardare alla meta. Siate persone di speranza nelle situazioni concrete di questo mondo, perché Gesù ha vinto il male. Dobbiamo dire questo tesimali. Il Rito si è concluso con con gioia! L’altra festa di oggi, la l’Atto solenne di consacrazione, Visitazione, ci ricorda che Maria, composto da padre Massimiliapiena di vita, va ad annunciare no Kolbe, e con la consegna della la sua gioia ad Elisabetta. L’A- “Medaglia miracolosa”. L’assemblea scensione è anche la festa della canta all’unisono: “Le tue mani son missione. Voi, battezzati, ”militi” piene di fiori: dove li portavi, fradell’Immacolata, appartenete al tello mio? Li portavo alla tomba di Signore e siete chiamati a raccon- Cristo, ma l’ho trovata vuota, fratare le meraviglie di Dio. Ognuno tello mio. Alleluia, alleluia....”. ha una storia, raccontiamola: il Sono divenuti “militi” dell’ImSignore ci ama e provvede alla no- macolata: Michela Catani, Paolo stra vita. Non staccatevi mai da Cecchini, Cristiano Coppa, GoMaria e a Lei affidate il dono del retta Finucci, Laura Novelli, Giovostro Battesimo. Siate strumenti vanna Oroni, Moreno Palazzini, docili: il mondo ha bisogno di Dio». Tiziana Pasquini, Stefania PaoChiamati per nome dalla presiden- lucci, Carmela Anna Maria Sales, te regionale della “Milizia”, Anna Mariella Santoni, Angela Sgubbi, Susat, i candidati hanno espresso Federica Squadroni, Denis Turdavanti alla Chiesa le loro inten- chi. Poco prima della Messa uno zioni e rinnovato le promesse bat- di loro, Cristiano Coppa, 30 anni, IL CORO “REGINA DELLA PACE” NELLA CITTADINA TEDESCA CANTA SPONTINI E AQUILANTI Incontro tra le città gemelle a Waiblingen Della loro trasferta a Waiblingen ne hanno parlato in tanti, sia prima che avvenisse, con tutta una serie di proposte e progetti poi dimostratisi improponibili, che dopo con un bilancio giudicato più che buono. Stiamo parlando della visita fatta da una rappresentanza jesina alla città “gemella” di Waiblingen in Germania; una trasferta lampo che ha interessato amministratori cittadini, un artista ed il coro “Regina della Pace”. Nel capoluogo del Baden Wurttemberg si sono ritrovate delegazioni provenienti dalle quattro città gemellate: c’erano i francesi di Mayenne, gli inglesi di Devizes, gli ungheresi di Baja e il piccolo gruppo jesino guidato dal vice sindaco, Luca Butini e composto dal consigliere comunale Giuseppe (Pino) Gullace, dall’artista Massimo Ippoliti, dalla rappresentante dell’Ufficio Turismo Federica Micheli e dal Coro. Nelle due giornate di permanenza ognuno ha avuto il suo bel da fare; ha cominciato il Coro diretto dal M° Diego Pucci con l’esecuzione di un brevissimo concerto nella splendida e sonora sala teatro del Burgerzentrum al termine del quale, sono cominciati i primi contatti con altri gruppi, in particolare con i francesi e gli stessi tedeschi. Nel corso della serata di “Musica senza fron- tiere” l’assessore Butini ha presieduto una cerimonia ufficiale conclusasi con il concerto eseguito da tre bande di altrettanti Paesi. In questa fase il nostro Dottor Butini si è anche improvvisato direttore d’orchestra, scandendo il ritmo con la classica bacchetta. Dopo una notte di meritato riposo, la minuscola formazione corale del Regina della pace, accompagnata dai rappresentanti delle istituzioni e da Ippoliti, si è trasferita nella chiesa protestante Johannes unter dem Kreuz, Korber Hoehe per partecipare ad un’insolita (per tutti noi cattolici) funzione religiosa presieduta da una donna “sacerdote”. É stato in questa occasione che il complesso musicale jesino ha dimostrato tutta la sua bravura eseguendo in apertura un brano di Gaspare Spontini, “Ave Maris Stella” e in chiusura l’”Inno alla Beata Vergine Maria” di Giancarlo Aquilanti. Tra i due brani di compositori “locali”, il M° Pucci, questa volta all’organo assieme a Fabiola Frontalini, il soprano Elisabetta Amici, ed il mezzo soprano Valeria Pastore hanno incantato i tanti presenti eseguendo lo “Stabat Mater” di G.B. Pergolesi. Al termine, tra le pareti della chiesa protestante, hanno riecheggiato a lungo gli applausi di un pubblico che religiosamente ha seguito l’intero concerto. L’altro successo riscosso dalla delegazione jesina è venuto da Massimo Ippoliti e dalla sua creazione artistica. Nel pomeriggio di domenica, mentre il coro aveva già intrapreso la strada del ritorno, c’è stata l’inaugurazione della rotatoria dei gemellaggi posta all’incrocio tra le vie Mayenne, Devizes e Jesi. In questa rotatoria fa la sua bella figura il piccolo monumento realizzato da Ippoliti che ha convinto i “gemelli” tedeschi ad ordinare una nuova scultura. Vice Sindaco, Coro e Artista; tre soggetti che da soli hanno conquistato ancora una volta il teutonico popolo di Waiblingen e non solo. Sedulio Brazzini di Rosora, mi aveva detto: “Conoscevo la Milizia e poi ho saputo del Corso per la consacrazione… Poiché sto facendo un cammino di discernimento vocazionale, ho deciso di affidarmi all’Immacolata, a Lei così docile alla voce dello Spirito». In settembre Cristiano entrerà in Seminario. Anna Susat, invitata dal Vescovo, ha rivolto un saluto fraterno ai nuovi militi: «Siate strumenti nelle mani dell’Immacolata per collaborare all’avvento del Regno di Dio. È un cammino di santità, per la realizzazione delle promesse battesimali. Un cammino sicuro. San Massimiliano Kolbe ha detto: “Amate l’Immacolata e Lei vi renderà felici” ». Maria Crisafulli Foto Andrea Boari notizie_brevi 4-6 luglio: ritiro a Fonte Avellana Da venerdì 4 a domenica 6 luglio una proposta per gli adoratori: tre giorni di ritiro al monastero di Fonte Avellana, situato nel comune di Serra Sant’Abbondio. Il programma e le schede di adesione sono disponibili presso la chiesa dell’Adorazione. In queste giornate si alterneranno momenti formativi guidati da don Gianni Giacomelli, priore di Fonte Avellana, incentrati sulla Parola, con l’approfondimento del Vangelo di Matteo, momenti di Preghiera, momenti dedicati alla meditazione personale e momenti di svago e comunione. 15-21 settembre: mostra su Rolando Rivi Il Vescovo Gerardo regala agli adolescenti e ai giovani una bellissima mostra sulla vita del Beato Martire Rolando Rivi nato il 17 gennaio 1931 ed ucciso a soli quattordici anni a Palagano (Modena) il 13 aprile 1945, nel clima di odio verso la Chiesa e i sacerdoti. Rolando amava indossare la tonaca nera portata a quei tempi dai sacerdoti cattolici e questa fu la “colpa”, per la quale venne ucciso con l’intento dichiarato di eliminare un prete futuro. La mostra “IO SONO DI GESU’ ” sarà visitabile nella cattedrale di Jesi da lunedì 15 alla mattinata di venerdì 19 settembre e dal pomeriggio del 19 e nei giorni 20 e 21 si potrà visitare nella chiesa parrocchiale Cristo Redentore di Moie. La mostra è importante per far conoscere ai nostri giovani la storia recente; ma è assai utile per tutti. Voce della Vallesina Per i ricordi delle persone care 0731.208145 pastorale | 11 Voce della Vallesina | 8 giugno 2014 INTERNI DI CHIESE (13): nel 1010 san Romualdo iniziò un suo insediamento monastico Sant’Elena: “come siede solitaria!” Scorgendo ultimamente l’abbazia di Sant’Elena passando in superstrada, m’è venuto il mente l’incipit delle Lamentazione di Geremia profeta (che si riferiva alla Gerusalemme abbandonata): “Ah, come siede solitaria / la città un tempo ricca di popolo!”. Eppure deriva anche da tale quieta solitudine il suo attuale fascino. Adagiata sulla destra dell’Esino, in confluenza con l’Esinante, rimane seminascosta da pini e pioppi, con quel fascino d’antico che ricopre le sue pietre muscose. Non così le altre abbazie della Vallesina: San Vittore ha il turismo delle Grotte, Moje il paesotto attorno e Chiaravalle un’intera cittadina. Però non pensate alla Sant’Elena dei matrimoni chic, “dove ci vengono bene le foto”. Andateci in un giorno tranquillo: la troverete sempre aperta. Bravo anche per questo il parroco don Lucio (detto “il prete del Sasso”, instancabile promotore della Frasassitour!), primo artefice del suo restauro. Entrate: vi troverete avvolti in una penombra che avrà bisogno di un paio di minuti per far dilatare le pupille e trovarvi in un ambiente di massiccia e quasi selvaggia robustezza, illuminato da poche e anguste feritoie. Sedetevi vicino all’ingresso, magari socchiudendo la porta: ascoltate la voce possente del silenzio. E da quella non meno forte delle calde pietre d’arenaria che vi circondano. Proverete quello che Rudolf Otto, il grande teorico del “Sacro”, chiamava fascinans et tremendum. Ci sentiamo attratti dal “mistero” e nello stesso tempo ne avvertiamo la vertigine. Leopardi insuperabilmente l’ha espressa ne l’Infinito. Ma bisogna farne “esperienza”: il dolce non basta descriverlo, bisogna assaggiarlo! E non si tratta di sentimentalismo, ma di quel “vertice dell’anima” cantato dai mistici: che non erano esaltati fuori dal mondo, ma che ne sapevano cogliere la dimensione più profonda e quindi più vera. Questa è dunque l’ “anima” di chiese come Sant’Elena, il cui “corpo” (stile architettonico, capitelli, ecc.) è ampiamente descritto sia in depliant e opuscoli, sia negli studi sistematici (immaginate un po’ se Cherubini non l’ha girata, rigirata e poi descritta!). In questa località nel 1010 san Romualdo in persona, fondatore dei Camaldolesi, iniziò un suo insediamento monastico. Due secoli dopo (nel 1212: s. Francesco aveva 31 anni ed era in piena attività!) fu consacrata questa Abbazia alla presenza dei vescovi di Camerino (del cui territorio dio- cesano da parte), Ancona, Senigallia, Fano e Jesi, oltre che dei superiori monastici (come recita una lapide alla sinistra del presbiterio). La prima impressione è che si tratti di una chiesa “quadrata”, i cui costruttori hanno dato un’occhiatina alla non lontana San Vittore. E in realtà ciò che la “allunga” è il vasto presbiterio rialzato, cui si accede ora tramite traballanti scale di legno. Infatti la sottostante cripta franò e il tutto fu rifatto nel 1925. Si consenta: sarebbe stato proprio un falso fare delle semplici scale in muratura, come pure pavimentare la cripta ora in terra battuta? Mah, bizzarrie delle Soprintendenze! Godetevi pure i misteriosi capitelli romanico-barbarici dei pilastri. Una “possanza costruttiva” che la configura come chiesafortezza, e che spiega il sagrato chiuso da un muro difensivo: i suoi vasti possedimenti facevano gola ai vari tirannelli locali. E poi ci si metteva anche il papa col dare in “commenda” a vescovi e cardinaloni queste abbazie, i cui eccessivi possedimenti hanno provocato la generale decadenza monastica del secolo XIV-XV. Ma noi godiamoci Sant’Elena – intitolata alla grande imperatrice e madre di Costantino - così com’è oggi, a due passi dalle nostre agitate periferie, “esistenziali” e urbane. É lei che, secondo la leggenda narrata dai sublimi affreschi del grande Piero ad Arezzo, avrebbe ritrovato il vero legno della Santa Croce. Aiuti anche noi a recuperare in Cristo, nel silenzio avvolgente di questa abbazia, il senso profondo della vita. [email protected] Nuovo Vescovo di Macerata è mons. Marconi Alle 12 nella Cattedrale di San Giuliano in Macerata l’Amministratore Apostolico mons. Claudio Giuliodori ha dato la notizia dell’elezione da parte del Santo Padre di mons. Nazareno Marconi, presbitero della Diocesi di Città di Castello, a Vescovo di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia. «Carissime sorelle e fratelli in Cristo e uomini e donne di buona volontà – ha scritto mons. Marconi - di ogni popolo e fede, che abitate nella terra benedetta di MacerataTolentino-Recanati-Cingoli e Treia, il Signore vi dia la Sua Pace. Permettete che mi rivolga a voi con le parole del cuore e la semplicità che amo da sempre. Quando ho saputo della decisione del Santo Padre ho provato insieme timore e pace profonda. Il timore nasce dalla coscienza dei miei limiti, per i quali già da ora domando perdono. La pace dall’esperienza: quando il Signore mi affida compiti superiori alle mie forze, non fa mai mancare il Suo aiuto». IL ROTARY DI JESI IN MOSTRA PER IL CINQUANTESIMO DAL 10 AL 17 GIUGNO Vacanze per l’Anffas e clinica in Brasile Mezzo secolo di storia, di attività e di pensieri concreti rivolti alla collettività. Il Rotary Club di Jesi celebra insieme la città 50 anni con una mostra dal 10 al 17 giugno presso la Sala Maggiore del Palazzo dei Convegni. Era il 25 maggio 1964 quando Jesi riceve la comunicazione ufficiale di affiliazione al Rotary International di Evanston (USA). Cosa è il Rotary? É una realtà che erroneamente può essere fraintesa. Lo scopo dei club di tutto il mondo e quindi dei soci è agire su più fronti con alla base quattro fondamenta che possono essere così sintetizzate: agire in amicizia, e quindi sempre con il cuore in mano, partendo dal presupposto che ciò che viene fatte deve rispondere a verità ed essere giusto. In base allo scopo del Rotary, le Vie d’Azione sono la pietra miliare della filosofia dei club e la base più profonda. “Il Rotary International, l’organizzazione che riunisce tutti i Rotary Club, è la prima organizzazione di servizio del mondo, comprende oltre 33mila club in più di 200 Paesi e aree geografiche. I soci costituiscono una rete internazionale di professionisti che dicano volontariamente tempo e talento al servizio delle loro comunità e nel mondo. Il motto del Rotary, ‘Servire al di sopra di ogni interesse personale’, esemplifica lo spirito umanitario che anima gli oltre 1,3 milioni di soci. Un forte affiatamento tra i soci e la realizzazione di importanti progetti di servizio locali e internazionali caratterizza il Rotary nel mondo”. Una tradizione che dura da 100 anni. Tra le Azioni il Club di Jesi si è prodigato in maniera notevole in merito a quella di interesse pubblico, che si occupa dei progetti e delle iniziative avviati dal club per migliorare le condizioni di vita della comunità; l’azione Internazionale che ingloba le azioni intraprese per allargare la portata delle attività umanitarie del Rotary nel mondo e per promuovere la comprensione e la pace tra i popoli; l’Azione nuove generazioni che riconosce il cambiamento positivo attuato dai ragazzi e dai giovani attraverso le attività di sviluppo delle doti di leadership, progetti d’azione e programmi di scambio giovani tra i club. Sono 500milioni i dollari che il Rotary nel mondo ha destinato per sconfiggere la poliomielite. A fine anno 2013, con una velocità di lavoro e di organizzazione non comune, il club di Jesi ha finanziato e inaugurato l’ambulatorio oftalmico in Brasile per la missione Monte Gordo del nostro conterraneo don Luigi Carrescia. Per i ragazzi dell’Anffas si è appena concluso il Campus per i disabili presso il Natural Village di Porto Potenza Picena regalatogli, come accade da dieci anni, dal club iesino. La città di Jesi ha beneficiato della generosità del Rotary non soltanto per quanta riguarda il sociale, ma anche l’arte: è grazie ai soci che sono state effettuate restaurazioni come ad esempio la zampa del Leone in Piazza Indipendenza danneggiata a seguito di atti poco nobili durante una edizione del Palio di San Floriano e la fontana in Piazza del Duomo. L’inaugurazione della mostra è prevista per martedì 10 giugno alle 18:30 alla presenza dei Governatori distrettuali marchigiani, dei dirigenti del Distretto 2090 di cui fa parte Jesi, dei presidenti dei Club della regione, delle autorità locali. La mostra ripercorre, con l’ausilio di tabelle, foto ed attestati, gli anni di attività svolta dal Club sia individualmente che collaborando a progetti organizzati a livello locale, Distrettuale o Internazionale. Alla mostra sono illustrate anche le attività del Rotaract Club, il club del Rotary composto da ragazzi fino ai trenta anni. Agnese Testadiferro Foto Vincenzoni 12 | arte_spettacolo 8 giugno 2014 | Voce della Vallesina LA VITA E LE OPERE DI GIUSEPPE BALDUCCI IN UN LIBRO EDITO DALL’ACCADEMIA NAZIONALE DI SANTA CECILIA Avventure di una riscoperta dell’Ottocento È sorprendente la riscoperta di nomi. Di tutti egli troverà notizie, Giuseppe Balducci da parte di ad eccezione, e si chiederà chissà Jeremy Commons, musicologo mai perché, di Giuseppe Balducci neozelandese di fama interna- a cui pure risultavano attribuite zionale che al compositore jesi- diverse opere. Contaminati dallo no, pressoché sconosciuto dalle stesso interesse speculativo, gli nostre parti, ha dedicato più di amici neozelandesi gli chiedotrent’anni di ricerche. Più volte lo no di allestire un melodramma studioso è venuto da tanto lonta- che esemplifichi le sue ricerche. no nella nostra città per cercare L’impresa è inattuabile, dichiara tracce del musicista negli archi- J. Connors. Tutte quelle su cui ha vi. Non vi è ritornato però il 24 indagato richiedono un grande maggio in occasione della pre- organico orchestrale, un cast di sentazione di un libro in cui ha espertissimi cantanti, scenograriportato i risultati dei suoi studi. fie sontuose. Nella produzione di Si intitola ‘The life and Operas of G. Balducci però il musicologo Giuseppe Balducci (1796 – 1845)’. ritrova qualcosa di effettivamenScritto in inglese e pubblicato a te realizzabile. Sono sei opere da cura dell’Accademia Nazionale di camera composte per la famiglia Santa Cecilia per la collana ‘L’Ar- Capece Minutolo di cui il compote Armonica’, sarà tradotto anche sitore era ospite. Le interpretano in italiano nell’ambito di diverse – assoluta novità nella storia del iniziative intese ad illustrare la melodramma - esclusivamente figura e a promuovere l’opera del delle voci femminili. L’accompacompositore. gnamento è semplice: due pianoJeremy Commons non è venuto forti, uno dei quali per quattro a Jesi soltanto a causa di proble- mani, e uno strumento solista. Si mi di salute, ma di lui ha parlato progetta un primo incontro con Annalisa Bini, direttrice delle Balducci quando la New Zealand Attività Culturali dell’Accademia Opera Society decide di inserire di Santa Cecilia, che ha letto ai nei programmi del ‘Te Awamutu presenti al convegno una sua lun- Festival’, organizzato nella terga lettera. Il musicologo scrive in ra dei Maori (!), alcuni brani del un italiano non meno scorrevole e compositore jesino. Risulterà una chiaro del suo inglese. Il messag- ‘extraordinary and memorable gio inviato fa riferimento alla pre- experience’. Farà seguito l’allestifazione del libro che rivela anche mento di tre opere di Balducci: esperienze personali e interessan- “I gelosi” nel ’93, “Il noce di Beneti, curiosi retroscena delle sue ri- vento” nel ’94 e “Scherzo” nel ’96. Dagli stessi interpreti viene inciso cerche. È intorno agli anni ’70 che J. anche un cd, ‘Introducing GiusepConnors viene incaricato dalla pe Balducci’, che raccoglie, oltre a casa discografica ‘Opera Rara’ di brani da opere, un ‘Notturno’, due svolgere ricerche su compositori ‘Ariette’, un ‘Duettino’, una ‘Roitaliani del primo ottocento. Gli manza’. viene consegnata una lista di venti È nel 2005 che a J. Connors viene richiesto da Jochen Schönleber, direttore artistico del Festival di Wildbad, cittadina tedesca situata nel cuore della Foresta Nera, di presentare un’opera di Balducci per una rassegna che si intendeva dedicare ad autori contemporanei di Rossini. A ‘I gelosi’, subito allestita, sarebbero seguite negli anni successivi ‘Boabdil, re di Granada’ e ‘Il noce di Benevento’. Finalmente, nel 2010, sarà l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia ad interessarsi di G. Balducci proponendo la pubblicazione di cinque opere da rappresentare per l’interpretazione degli studenti dei corsi avanzati. Il progetto è in corso, ma resta ancora molto da fare a quanti si interessano della riscoperta di Balducci. Le notizie biografiche, ad esempio, sono incerte e incomplete. Derivano prevalentemente dal diario di Clotilde Capece Minutolo alla quale il compositore, suo maestro di musica, le aveva raccontate probabilmente in modo romanzesco. Davvero fu a causa dell’uccisione in duello di un nobile jesino che Balducci, appena ventenne, fuggì da Jesi? SCUOLE “G. LEOPARDI” DI JESI E “B. CROCE” DI SANTA MARIA NUOVA È credibile poi che la scomunica da cui di conseguenza era stato colpito gli venisse revocata dopo un incontro con il Papa? Ed è mai possibile che, alla morte del suo protettore, Balducci abbia improvvisamente abbandonato la musica per occuparsi esclusivamente dell’amministrazione dei beni della famiglia Capece Minutolo? Si può essere davvero convinti che il compositore non abbia lasciato più a Napoli, o altrove e persino in Spagna, dove morì a soli 47 anni, nemmeno un rigo di musica? Eppure la sua vocazione era stata spontanea e si era rivelata fin dai primi anni di vita. Sappiamo, per la verità, quanto siano difficili le ricerche d’archivio a Napoli dove vennero rappresentati per altro anche grandi melodrammi di Balducci. Molto è andato certamente perduto o disperso, ma non sarebbe possibile svolgere altre indagini presso archivi privati? A convincere oggi che il compositore meriti ulteriore interesse è stata non solo la deliziosa opera da camera, ‘Scherzo’, rappresentata per il Festival jesino, ma anche una rara Incontro con l’autrice della Melevisione Gli studenti delle classi terze delle Scuole Secondarie di primo grado “G. Leopardi” di Jesi e “B. Croce” di Santa Maria Nuova dell’Istituto Comprensivo “Carlo Urbani” di Jesi hanno incontrato il 21 maggio presso il Teatro Studio Valeria Moriconi, la scrittrice Luisa Mattia autrice anche di Melevisione, fortunato programma televisivo ora in onda su RAI YOYO. L’autrice ha risposto alle domande dei ragazzi ed ha ascoltato le riflessioni emerse dalla lettura del suo romanzo “La scelta”, che ha vinto il premio PIPPI 2006. Una storia di coraggio, amore e di coscienza in terra di mafia, la Sicilia. Il protagonista Antonio, un ragazzo di quattordici anni, ha come modello il fratello maggiore Pedro, capo indiscusso di una banda che agisce in un quartiere malfamato di Palermo. Una sconvolgente scoperta porta Antonio a guardare la realtà con altri occhi e ad intravedere la possibilità di una vita diversa. Il romanzo, utilizzando la straordinaria capacità comunicativa di una narrazione incisiva e immediata, ha stimolato la riflessione degli studenti su temi di grande attualità. Luisa Mattia, che ha ricevuto il Premio Andersen 2008 come migliore scrittrice, in quanto sa affrontare temi e generi differenti, sempre sostenuta da una forte passione civile, ha affascinato e coinvolto i ragazzi, che hanno vissuto l’incontro come un momento di grande arricchimento personale. Nella foto la scrittrice Luisa Mattia, coautrice della Nuova Melevisione, ed. 2014, in onda su Rai Yoyo. registrazione ascoltata durante il convegno. Si tratta di un lungo duetto tratto da ‘Tazia’, opera di Balducci rappresentata al S. Carlo di Napoli nel gennaio del 1826. L’esito, afferma J. Commons, rimane ‘il più grande mistero della carriera di Balducci’. Perché nonostante una musica di straordinaria fattura e l’interpretazione di alcuni fra i più famosi cantanti del tempo l’opera cadde clamorosamente? Il musicologo sospetta un complotto ordito per gelosia o per fanatismo dei sostenitori di altri compositori, ma occorrerebbero le prove. Anche su questo assurdo insuccesso, diventato persino proverbiale, piacerebbe sapere di più. Attenderemo. Intanto dopo quasi duecento anni abbiamo finalmente aperto la porta a Giuseppe Balducci. Bentornato a casa. Avrà certo molte avventure da raccontare, il nostro musicista. Augusta Franco Cardinali Nelle foto la copertina del libro e la responsabile delle attività culturali di Santa Cecilia Annalisa Bini tra Gianni Gualdoni, organizzatore del convegno, e l’assessore alla cultura di Jesi Luca Butini che ha presieduto l’incontro. vallesina | 13 Voce della Vallesina | 8 giugno 2014 MONTE ROBERTO, CASTELBELLINO, SAN PAOLO DI JESI LA CNA E VOCE DELLA VALLESINA CI METTONO LA FACCIA Andrea Silicati promuove l’incontro Sindaci Junior al Senato La CNA di Jesi ha messo ha disposizione i propri locali e i visi di collaboratori e clienti per Andrea Silicati e il suo progetto “Faccia a faccia. Jesi in 999 ritratti”. Curiosità e voglia di partecipazione sono le emozioni suscitate dalla presenza dell’artista negli uffici CNA e diverse le persone che hanno “posato”. «L’obiettivo di Silicati, dichiara il segretario CNA Elisabetta Grilli, è quello di far incontrare arte, persone e luoghi diversi ritraendo i visi di chi a Jesi vive e opera e ci abbiamo sentito una sorta di affinità con la mission di una associazione datoriale: quella di dare visibilità alle nostre aziende e promuovere l’incontro e la messe in rete del tessuto economico per una promozione complessiva del territorio e dei suoi prodotti. Inoltre, sia i nostri imprenditori sia tutti noi colleghi del sistema CNA siamo abituati a metterci la faccia in tutto quello che facciamo». «Oltre l’affiancamento ai settori produttivi tradizionali, dichiara il vicepresiden- te provinciale Cna Maurizio Paradisi, la Cna presta molta attenzione all’evoluzione dell’economia immateriale e creativa con la convinzione che turismo e cultura, creatività ed innovazione siano un patrimonio ancora sottostimato e con grandi possibilità di volano economico.” Anche nella redazione di Voce della Vallesina è entrato Andrea Silicati per realizzare i ritratti dei collaboratori del mercoledì che si dedicano alle procedure di confezionamento per la spedizione e la distribuzione. L’esposizione dei 999 ritratti sarà dal 21 giugno al 5 luglio a Palazzo Santoni di Jesi. Nella foto di Anna Vincenzoni, Andrea Silicati all’opera al Torrione, in via Galleria della Sima, 15 a Jesi. Nella seconda foto, l’artista nella redazione di Voce della Vallesina. Lunedì 19 maggio scorso, i Minisindaci dei Comuni di Monte Roberto, Castelbellino e San Paolo di Jesi sono stati ricevuti in Senato dal Presidente Pietro Grasso in occasione del XIV convegno del progetto “Coloriamo il nostro futuro” che riunisce ogni anno i sindaci junior dei Comuni dei parchi d’Italia. Da tredici anni il progetto “Coloriamo il nostro futuro”, dal Trentino alla Sicilia, superando confini e campanilismi, offre opportunità e occasioni per sviluppare nelle giovani generazioni l’etica del territorio attraverso esperienze concrete di cittadinanza attiva, sicurezza ambientale e cultura della legalità. Alla Rete nazionale aderiscono ottanta scuole inserite nelle aree di quattordici Parchi nazionali di otto regioni: Veneto, Marche, Abruzzo, Lazio, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Ogni scuola aderente alla rete, attraverso l’elezione del Consiglio Comunale dei Ragazzi, si impegna ad attivare, in raccordo con le rispettive Amministrazioni comunali locali, percorsi tematici individuati annualmente nel corso di un pre-convegno che si tiene nel territorio di uno dei Parchi aderenti alla rete. Quest’anno l’Istituto Comprensivo di Telese Terme ha organizzato il “XIV Convegno dei Minisindaci dei parchi d’Italia” che ha ospitato, dal 15 al 18 maggio, il raduno dei minisindaci, miniassessori, dirigenti scolastici, docenti referenti, sindaci e amministratori “adulti” dei Comuni aderenti al progetto, in un percorso storico culturale nei centri di Amorosi, Benevento, Castelvenere, Cusano Mutri, Montesarchio, San Salvatore Telesino, Sant’Agata de’ Goti, Solopaca e Vitulano. Il tema del Convegno è stato “Legalità e Ambiente: l’Istituzione scolastica autonoma come fattore di promozione per la crescita e lo sviluppo sostenibile del Territorio”. Un programma fitto di impegni con incontri istituzionali e momenti didattici, finalizzati a far conoscere storie, tradizioni, luoghi, risorse, potenzialità di sviluppo culturale, economico e occupazionale del territorio locale e promuovere, attraverso itinerari di turismo scolastico, la conoscenza e la valorizzazione del Territorio. Anche il presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi si è fatto partecipe dell’iniziativa con una lettera, inviata ai minisindaci e minipresidenti dei parchi, in cui si dice certo che i nostri parchi e le nostre città diverranno più vivibili grazie all’impegno e alla responsabilità dei ragazzi. Maria Carmela Fichera Floriana Urbani JESI: IL SINDACO INCONTRA I NEO MAGGIORENNI www.citroen.it A FEBBRAIO NUOVA CITROËN C3 5 PORTE: - TUA DA 9.490 EURO. - TUA A 99 EURO AL MESE CON MANUTENZIONE PROGRAMMATA INCLUSA. - DOPO 2 ANNI SEI LIBERO DI SOSTITUIRLA CON UNA NUOVA, TENERLA O RESTITUIRLA. TAN 3,99%, TAEG 8,39%. TI ASPETTIAMO XXXXXXXXXXXXXXXX. 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La foto è inserita a titolo indicativo. XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX [email protected] 1 31/01/14 11.29 La consegna della Costituzione Dovevano essere 349 gli jesini che in questo 2014 hanno compiuto o compiranno il 18° anno d’età, ma non tutti hanno accolto l’invito a suo tempo inviato per lettera dal Sindaco, Massimo Bacci. Domenica scorsa, per loro, era stata organizzata una festa, quella che spetta a chi entra a far parte di una società, di chi può vantare a pieno titolo i suoi diritti di cittadino per aver raggiunto la maggiore età. Quelli che hanno accolto l’invito si sono ritrovati nel teatro “Valeria Moriconi” dov’era fissata la seconda parte della celebrazione della festa della Repubblica. La prima parte ha visto come scenario piazza Indipendenza e il monumento alla Repubblica dove non tutti gli amministratori cittadini hanno sentito il dovere di partecipare; è qui che il primo cittadino ha parlato del momento attuale, delle difficoltà lavorative, dei progetti per sostenere la ripresa. Dopo questo interessante intervento e dopo il trasferimento al Moriconi, Bacci ha aperto l’incontro con i neo maggiorenni alla presenza delle maggiori autorità militari cittadine, del consigliere regionale Giancarli e dei componenti Giunta e consiglio comunale non prima di aver ascoltato l’Inno di Mameli in rispettoso silenzio. Interessante e partecipato l’intervento di una giovane che ha letto un discorso pronunciato molti anni or sono da Piero Calamandrei che, di fatto, ha dato il via alla consegna della Costituzione italiana ai neo maggiorenni molti dei quali visibilmente emozionati a salire sul palco e ricevere dalla mani del Sindaco – assistito dall’assessore alla cultura, Luca Butini – quel piccolo, grande documento della democrazia italiana. s.b. 14 | attualità JESI 8 giugno 2014 | Voce della Vallesina IL PALAZZO E DINTORNI Sei contenitori in cerca d’autore E già. É proprio così. La crisi edilizia è preoccupante. Si dice: è caduta la domanda per mancanza di soldi. É vero in parte, ma è più vero ancora che di appartamenti e di capannoni ne abbiamo troppi rispetto al bisogno. I cartelli “Vendesi” e “Affittasi” si sprecano. Non ti dico quanti sono gli appartamenti vuoti da sempre. E si sprecano gli edifici pubblici e privati dei quali non si sa in questo momento cosa fare. Tra gli edifici di proprietà pubblica spicca il complesso Sant’Agostino: idee chiare sulla carta non da oggi, ma ancora quasi tutto fermo. Per non dire del vecchio ospedale che pone problemi di grande rilievo, ma che, stando a quanto arriva a noi poveri mortali, la Regione – proprietaria unica – tace. La nostra amministrazione sta provvedendo a fare concrete proposte? E Sovraintendenza, architetti, ingegneri cosa hanno da proporre? Perché è facile dire “vecchio ospedale”. In realtà c’è da distinguere nettamente il blocco costruito nel ‘700 (quello lungo il corso Matteotti) da tutto il resto che risale agli anni ’60-70 del secolo scorso. Il primo plesso è stato ristrutturato in parte, decenni or sono, per esigenze dell’ospedale. E potrebbe accogliere altre modifiche interne se ci fossero idee chiare sul suo uso. Ma la struttura generale esterna nessuno pensa – almeno spero – di modificarla neppure di un metro quadrato. Si oppone la storia, si oppone la testimonianza del nostro passato e la stessa salvaguardia dell’estetica del centro storico. L’interno dovrebbe rimanere tutto a disposizione del comune, soprattutto adesso che c’è l’orientamento a vendere il San Martino, un edifico di cui ieri era impensabile disfarsi. Oggi l’ospedale settecentesco potrebbe supplire egregiamente. Per negozi, per esigenze dirette dell’amministrazione, per concedere spazi ad enti di utilità pubblica (anche alla scuola privata di musica che rischia lo sfratto dal san Martino). Il secondo plesso – quello “nuovo” – costituisce un grande problema. Penso che la palazzina che dà sul Corso (quella che ospita al pian terreno il gabinetto analisi) potrebbe essere messa a disposizione del comune per realizzarvi mini appartamenti allo scopo di soddisfare note esigenze sociali. Il pian terreno potrebbe rimanere punto di riferimento per prelievi come avviene già oggi e come avviene in via San Francesco. Un modo per venire incontro ai cittadini, soprattutto agli anziani. La struttura che si affaccia sul viale della Vittoria o si vende o si demolisce. Guai a lasciarla lì per anni… per secoli… vittima delle indecisioni di chi dovrebbe decidere. E se è vero che il proprietario è la Regione, è altrettanto vero che la Regione si muove e condivide volentieri quando la giunta sa proporre il concreto, il fattibile, il vantaggioso, l’accettabile. Insomma: se rischiamo “il non fare”, la prima responsabilità ricadrà sul sindaco e sui suoi collaboratori che non sanno proporre nemmeno con l’aiuto di esperti e di cittadini. Del palazzo Carotti – ex tribunale - ho scritto in altra occasione. Tutto tace. Rischio non fare. Urge un Renzi!! E tutti i contenitori privati, pure in cerca d’autore? A risentirci. v.m. UNITI PER UNA FESTA DI BENEFICIENZA IL 7 GIUGNO A BARBARA Lo Iom festeggia i diciotto anni Diciotto anni e non sentirli. Questo è ciò che viene in mento quando la presidente Anna Maria Quaglieri, e sua figlia Marialuisa, parlano dello Iom con eccezionale trasporto e forte coinvolgimento emotivo. Giovedì 29 maggio si è tenuta la conferenza di presentazione della festa di sabato 7 giugno, manifestazione che celebrerà la maggiore età dello I.O.M. con la prerogativa che lo ha contraddistinto in tutti questi anni: la raccolta fondi per i malati. Durante l’incontro, la presidente ha introdotto l’associazione individuando la sua forza nel sapersi rimodellare continuamente a seconda delle esigenze delle persone. Anna Maria Quaglieri ha parlato dell’attività dello Iom «Per prendersi cura di un paziente serve tempo, nonostante ciò noi non pensiamo solo a lui, ma anche a tutta la sua famiglia. Lo Iom non siamo noi, ma i nostri infermieri». Il 21 giugno 1996 nasce lo Iom, una realtà locale che in breve tempo sarebbe divenuta punto di riferimento per tutta la Vallesina e i comuni limitrofi. Attualmente lo Iom sostiene ottantadue pazienti grazie ai suoi sei infermieri, un’operatrice socio sanitaria e uno staff ben preparato; l’associazione è una tra le cinque in tutta Italia a garantire assistenza 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno. La conferenza è proseguita concentrandosi sulla festa; questo è il secondo anno consecutivo che lo Iom organizza l’evento in collaborazione con la Cantina Azienda Santa Barbara di Stefano Antonucci. Elena Lorenzet- ti, nipote di Stefano Antonucci e collaboratrice dell’azienda, ha dichiarato: «Grazie al prodotto che vendiamo ci troviamo a essere in contatto con tante realtà in tutto il mondo. È importante essere strumento di promozione della Regione Marche, delle realtà locali e dello Iom. Marialuisa Quaglieri ha evidenziato l’impegno dell’azienda vinicola: «É una collaborazione che non si ferma al dire “Vi aiuto”, ma è “Vi aiuto e ci si rimbocca le maniche insieme”». La festa si terrà sabato 7 giugno presso l’Azienda Santa Barbara a partire dalle 19 fino a notte fonda; la serata vedrà la partecipazione di nomi affermati della ristorazione marchigiana: Simposyum di Cartoceto, La Madonnina del Pescatore, Uliassi e La Grotta del Frate. La musica sarà invece affidata a due band: i Last Minuz e i Funkastigo. I proventi raccolti durante la serata saranno devoluti interamente allo Iom Jesi e Vallesina. Matteo Rossini A MARGINE DELLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE DI CASTELPLANIO Verso il bene comune dopo il voto Sono rammaricato per il fatto che un articolo di Voce della Vallesina n. 18 pag 20 che presentava i programmi e i Candidati a Sindaco di Castelplanio abbia suscitato disappunto nel Sig. Fernando Borgani e in altre persone a lui collegate. Infatti si è ritenuto l’articolo in alcune sue parti per lo meno inopportuno. Qualcuno si è anche chiesto se non fosse espressione del pensiero della Curia vescovile. Voglio assicurare gli interessati che il Vescovo o la Curia non hanno espresso nessun loro parere in merito ai programmi elettorali, né direttamente, né per interposta persona. Nell’occasione desidero inoltre ribadire la mia stima personale nei confronti del sig. Borgani, ricordando momenti di collaborazione a favore dell’Associazione “Diletta Onlus” di cui Borgani e la sua signora sono fondatori e responsabili e auspico altri momenti di collaborazione all’interno di questa meritoria associazione. Auguro al nuovo consiglio comunale eletto il 25 maggio, a tutti i consiglieri di maggioranza e di minoranza, di dedicarsi con passione alla comunità e che prevalga sempre il bene comune sugli interessi di parte. Gerardo Rocconi RICORDO DEL COMMENDATOR AGOSTINO MEDICI Ho conosciuto un uomo straordinario Dieci anni fa ci lasciava un grande amico, un amico vero. Lo si potrebbe ricordare in tanti modi Agostino Medici; per esser stato Assessore al Comune di Fabriano, per il fatto che al suo fianco siano politicamente cresciuti alcuni politici regionali, come ad esempio Spacca e Viventi, i quali, grazie all’amicizia di Agostino con Aldo Moro, poterono entrare e far parte della segreteria politica di quest’ultimo; oppure, per esser stato Vice Presidente dell’Organo regionale marchigiano di consultazione dell’Assemblea costituente del 1946-1948, costituito questo con il compito di presentare proposte da inserire nella nostra Costituzione (pensiamoci: non è stupefacente sapere che Agostino, quell’uomo umile e discreto, abbia potuto lasciar traccia del proprio pensiero ideale nella nostra Costituzione?) E invece no, non aggiungerò niente su queste cose, perché Agostino, ancor prima di essere un politico, o un amministratore, era soprattutto un cristiano autentico, e sono convinto che se tuttora in tanti lo ricordiamo con affetto, è proprio perché ne potemmo apprezzare le sue qualità umane di cristiano. La sorte non fu benevola con lui, mettendolo alla prova molto duramente. Divenne vedovo alla giovane età di 33 anni, con tre bambini da crescere, perdendo prematuramente la moglie Valentina, che di anni ne aveva appena 29. Fu insieme alla sua seconda moglie, la signora Maria, la quale si rivelò per i figli Giovanni, Franca e Luisa, una vera seconda madre in tutto e per tutto, che riuscì a vincere la sfida più importante: portare a compimento la propria famiglia. Medici era una persona intelligentissima, aveva la dote di saper ascoltare e stava quasi sempre in mezzo alla gente; possedeva una naturale predisposizione al dialogo con gli altri. Perciò, non era difficile incontrarlo per il corso di Jesi, sempre insieme ad altre persone. Ad esempio, quando gli dovevo parlare di qualcosa, ero quasi sempre costretto a doverlo disturbare in casa, perché non appena fosse uscito per il corso, ecco che gli si formava subito intorno un circoletto di amici. Queste sue qualità relazionali (accompagnate da una grande passione per scrivere ed una ottima bravura grammaticale, malgrado possedesse il diploma di quinta elementare), lo portarono a conoscere ed a fare amicizia con «quelli che contano», come si usa dire; grazie ad esse, così come alla propria tenacia e capacità comunicativa, ebbe modo di aiutare tantissime persone aventi difficoltà di ogni tipo. Il proprio attaccamento alla vita sociale, lo accompagnò praticamente sino alla fine dei suoi giorni, quando, in seno all’ANMIL. l’associazione nazionale mutilati ed invalidi del lavoro, fu per diversi anni Presidente regionale, e poi provinciale di Ancona. Di lui però, mi colpì soprattutto la forza della propria fede cristiana, nel senso che, è mia convinzione, per Agostino la fede non fosse tanto un fatto di dover credere; no, per lui si trattava di una certezza assoluta. Era come se percepisse direttamente la presenza dello spirito santo, senza la mediazione della mente. Cosa mi porta a dire questo? Perché l’uomo di fede autentica lo si può percepire dal proprio atteggiamento, dalla forza della propria consapevolezza riguardo all’esistenza di Dio; una consapevolezza che diventa parte del suo medesimo essere e si manifesta nel modo stesso di porsi nella vita quotidiana. Per me che ho sempre privilegiato lo studio e l’intelletto, ogni volta che avessi conversato con Agostino di queste cose, tornando a casa mi sentivo sempre un po’ disorientato, perché mi rendevo conto di aver parlato con un uomo che aveva una coscienza molto più alta della mia. Grazie caro amico, per quanto hai saputo darci durante la tua vita terrena; sono certo che là dove sei ora, una preghiera per tutti noi marchigiani, tanto più in questo periodo difficile, non la farai certo mancare. Franco Rosini, Coordinatore regionale Marche della Democrazia Cristiana sport_tempo libero | 15 Voce della Vallesina | 8 giugno 2014 IL TELEFONO AZZURRO DI JESI RINGRAZIA I SOSTENITORI BASKET LEGA GOLD GRAZIE ALLE FINALI DELLA “SIMONETTA CUP” I bambini hanno bisogno di protezione L’Aurora Basket porta il basket in piazza Il Telefono Azzurro ringrazia sentitamente tutti i sostenitori che lo supportano e condividono i suoi ideali a favore dell’Infanzia e dell’adolescenza, tutti coloro che sono sempre vicini e prendono parte alle iniziative e che anche quest’anno come gli altri si sono fermati nei banchetti durante la campagna nazionale di raccolta fondi “Fiori d’azzurro” il 12 e 13 aprile scorsi. Expo a misura di bambino Saranno almeno due milioni gli studenti delle scuole primarie e secondarie che visiteranno l’Expo 2015: a questa massa di bambini e adolescenti si aggiungeranno le altre migliaia che vi andranno accompagnando i genitori. Per questi tre milioni di minori sarà necessario organizzare una rete di protezione adeguata. Se il tema centrale dell’Expo è quello della soddisfazione del bisogno primario del nutrimento (“Nutrire il pianeta, energia per la vita”) non bisogna dimenticare, parlando di bambini e adolescenti, e quindi del futuro stesso della vita umana sulla Terra, quali siano i loro diritti fondamentali in relazione al tema dell’alimentazione. I bambini hanno bisogno di essere protetti non solo dalle situazioni di denutrizione derivanti dalla povertà e dalla scarsità di cibo, ma anche da quelle di malnutrizione, dai disturbi alimentari, dall’abuso di alcolici tipici dei Paesi occidentali e delle economie ricche. notizie_brevi La pallacanestro a Jesi non si ferma mai grazie alle iniziative per i giovani organizzate nel mese di giugno dall’Aurora Basket. Due in particolare animeranno i prossimi giorni. Si comincia venerdì 6 con la “Simonetta Cup – Trofeo Carolina Paesani”, la rassegna internazionale riservata alle squadre di categoria under 13 giunta alla quattordicesima edizione. Il torneo si svolgerà nelle sue fasi eliminatorie nelle palestre “Filonzi”, “Novelli” e “Carbonari” ma la novità rispetto alle giugno alle 18 presso la fondazione “Colocci” passate edizioni è la location delle finali, la in vicolo Angeloni si terrà la tavola rotonda centralissima piazza della Repubblica, dove “Fiducia e ottimismo: i nuovi valori del bene domenica 9 sarà montato un campo all’aper- comune”. L’incontro è organizzato da Masto. Dodici le formazioni iscritte alla “Simo- similiano Morichi, responsabile marketing netta Cup” 2014 (nella foto di Candolfi, un dell’Aurora Basket. L’altra è il terzo “Amerimomento della presentazione dell’evento): can Basketball Camp”, che dal 14 al 21 giuoltre ai padroni di casa dell’Aurora Basket, ci gno presso l’acqua-parco “Verde Azzurro” saranno i campioni delle ultime quattro edi- di San Faustino di Cingoli, darà la possibilizioni dell’Armani Junior Milano, Basket Pe- tà a tutti i ragazzi dal sei ai dodici anni di vigli Genova, Virtus Civitanova, i croati dello vere una settimana all’insegna dello sport e Spalato, Sutor Montegranaro, Virtus Bolo- del divertimento. A seguire i giovani in quegna, Virtus Taranto, Basket Taranto, Virtus sta iniziativa ci saranno gli istruttori dell’AuEurobasket Roma, Junior Casale Monferrato rora Basket, affiancati da due campioni del e Vuelle Pesaro. calibro di Mason Rocca e Michele Maggioli. Nell’ambito della “Simonetta Cup”, giovedì 5 Giuseppe Papadia SERRAINSELLA Domenica 15 giugno torna “Serra in Sella”, la moto-passeggiata all’insegna del relax, del divertimento all’aria buona e della buona tavola, aperta a qualsiasi tipo di mezzo a motore e con due ruote e adatta a tutti. Il ritrovo e le procedure di iscrizione sono previsti presso il Piazzale FF.SS. dalle 9 dove, prima della partenza, si svolgeranno divertenti contest (la moto più lenta, la prova di rumorosità e tanto altro...) e verrà consegnato il welcome kit con regali e gadget per tutti. Il percorso prevede un anello lungo circa 60 km che toccherà i territori e i castelli di Arcevia, Serra de’ Conti, Montecarotto e Mergo. Infoline 3346395768, 334752712 PISCINA DI JESI Tutto pronto per l’avvio della stagione estiva della Piscina Comunale di Jesi. Domenica 8 giugno aprirà la vasca esterna dell’impianto G. La Conferenza di San Vincenzo de’ Paoli Parrocchia di San Francesco di Paola - Jesi organizza Bocchini, gestito dall’associazione Team Marche e da Nuova Sportiva, e rimarrà a disposizione di tutti fino a settembre, festivi compresi. La vasca all’aperto è dotata di quattro corsie da 25 metri e attorno un grande prato verde con lettini, ombrelloni e il chiosco bar “H2o”. La novità di quest’estate sarà un’area giochi dedicata ai bambini e il campo da beach volley e beach tennis. In programma un gran numero di attività, dai tradizionali corsi di nuoto per bambini ed adulti all’acqua fitness, alla zumba, senza dimenticare la collaborazione con la Uisp per i centri estivi dedicati ai bambini. Il ricavato andrà in beneficienza per progetti di solidarietà portati avanti Il torneo si svolgerà DOMENICA 15 GIUGNO ORE 17,00 presso i locali della parrocchia (all’Arco Clementino) La serata prevede un intermezzo conviviale verso l’ora di cena e si concluderà con la premiazione dei primi classificati! Iscrizioni: 15€. Il ricavato andrà in beneficenza per progetti di solidarietà portati avanti dalla San Vincenzo. CALCIO SERIE D: Leoncelli premiati Ancora conferme La costruzione della nuova Jesina, che prenderà parte al prossimo campionato di serie D, procede spedita. La dirigenza bianco-rossa ha messo a segno altre importanti conferme: il bomber Michael Traini, il centrocampista classe ‘92 Nicola Cardinali, il 28enne difensore centrale Massimo Tombari e l’esterno di fascia classe ‘91 Mattia Cardinali. Tra tante conferme però, c’è spazio anche per dei ritorni alla casa madre. Si tratta del centrocampista offensivo Ledesma e del difensore Nicola Marini, entrambi di dicianno- ve anni e cresciuti nel vivaio jesino. Il primo è reduce dal alcuni campionati in Promozione, il secondo da una buona stagione in serie D a Riccione. Anche nella prossima stagione sarà anche Apra lo sponsor principale della Jesina Calcio, che nei giorni scorsi ha ricevuto il premio “Giovani D Valore” della Lega Dilettanti per le società che impiegano più giovani del vivaio. I leoncelli hanno chiuso al primo posto nel loro girone con 2.222 punti. Secondo il Fano a 1.911. ViCe dalla San Vincenzo Polisportiva Libertas Per la Polisportiva Libertas di Jesi Per informazioni e prenotazioni (entro il 10/06/14): Franca: 0731/205404- 340/2511713 giugno inizia con tanti appunAntonietta: 336/414958 Giannetta: 0731/204992 tamenti. Dopo la giornata del 2 La Conferenza di San Vincenzo de’ Paoli con Pallapazza a Monsano, il 5 e 6 giugno, all’aperto, il 14° Trofeo Memorial “Fausto Gastreghini” di Pallavolo Femminile presso la Palestra Carducci di Jesi con la partecipazione di squadre di Serie D della Provincia di Ancona. Sabato 7 giugno 34° Saggio di Ginnastica Artistica e Tae Kwon Do presso il Palatriccoli di Jesi con la partecipazione di circa 150 atleti/e della Polisportiva Libertas. Sono inoltre aperte le iscrizioni per i vari centri estivi: Centro Estivo di Ginnastica Artistica dal 09/06 al 25/07 presso la Palestra Libertas Jesi e la piscina Federico II aperto a bambine/i dai 3 anni di età; Summer Volley Camp a Jesi dal 09/06 al 20/06, in due turni, presso il complesso sportivo Liceo Scientifico di Jesi; Summer Volley Camp a Senigallia dal 23 al 28 giugno presso il Beach Bar e Bagni 87 Flaviana. Agnese Testadiferro Per informazioni e prenotazioni (entro il 10.06.14): Franca: 340 2511713 Antonietta: 336.414958 Giannetta: 0731. 204992 a cura di Voce della Vallesina Inserto mensile di cultura eventi e spettacolo nella provincia di Ancona eventi VII “Premio Vallesina” musica VI “Musica Distesa Festival” Trionfi di giallo - Delitto a km 0 cinema_media Giugno da scoprire al cinema teatro_arte XXXVI “Inteatro Festival” “X Matanza” diocesi Museo diocesano di Jesi luoghidentità Agugliano golosa! Breve storia del gelato artigianale Ultimi film in arrivo nelle sale Cicero In Redazione: Francesco Piccioni, Gabriele Prosperi, Silvia Cetoretta 06 14 anno I, n. 3/ giugno 2014 Progetto editoriale: Silvia Cetoretta cultura eventi e spettacolo Il “reincanto” del mondo nell’industria della moda, dell’arredo e dell’oggettistica, importante ai fini commerciali. Le cose stavano cambiando. Infatti qualche anno più tardi i cosiddetti “figli dei fiori” fanno di un movimento “estetizzante” la loro ragione di vita. L’Italia muta con il mondo circostante e guarda al di fuori delle certezze materiali. Nel 1966 con l’alluvione di Firenze migliaia di giovani scendono in piazza per salvare la cultura, mettendosi al servizio della collettività in nome del rinnovamento e della coscienza sociale. Fine di un’epoca, la caduta del muro di Berlino nel 1989, quando le strade si Art Game. Fonte: www.behance.net Siamo a una svolta, il web e il brulicare di eventi, di associazioni, di concerti, di festival di ogni tipo ci portano a riflettere. Il “reincanto del mondo” è alle porte. Ma quando abbiamo smesso di meravigliarci del mondo? Quando abbiamo perduto l’incanto? Partiamo da lontano, dalla rivoluzione industriale e più precisamente da un secolo e mezzo fa. Certo il vapore, le macchine, lo sviluppo economico ci hanno dato un graduale benessere, allontanando l’estetica dalle nostre priorità di vita. Già nei primi anni 50 il bisogno di bellezza diventa incalzante in Italia, quando il design prende forma [email protected] Art Game. Fonte: www.behance.net Nuova visione del contemporaneo aprono alla globalizzazione e a internet, riempiendo un vuoto politico attraverso una rete che accelera la formazione delle opinioni, grazie al semplice reperimento di informazioni o notizie. Negli stessi anni esce il film La storia infinita, ispirato al romanzo omonimo di Michael Ende: la storia narra di un ragazzino al quale si richiede di rinunciare al mondo della fantasia e dell’arte in favore di un’arida razionale visione della realtà. Quel regno chiamato Fantasia si sbriciola all’arrivo di una irruente forza che dissemina vuoto e “nulla”. Ma cosa saremmo senza la musica, il teatro, il racconto di una storia mai accaduta, senza l’immaginazione? Oggi il “nulla” si trova in netto svantaggio. Siamo lontani da quel disincanto che il filosofo We- ber descriveva come l’esaurimento di tutto ciò che è invisibile e non calcolabile razionalmente. Invece il sociologo Michel Maffesoli afferma che la tecnologia ha dato il via a un paradosso interessante: è stata in principio il mezzo attraverso il quale disincantare le persone verso il mondo, mentre oggi è divenuta uno dei fattori scatenanti di quella che il sociologo chiama fase di “reincanto del mondo”. A partire da Internet. “La post-modernità - dice il sociologo - è proprio la sinergia tra arcaico e tecnologico. Ribaltando l’idea weberiana della tecnica come disincanto del mondo, dico che oggi la tecnica è il reincanto del mondo”. F.P. Supplemento gratuito n. 3 a Voce della Vallesina del 8/6/2014 2 | eventi in vallesina anno I, n.3/giugno 2014 VII edizione “Premio Vallesina” onlus Al via i preparativi della serata di gala a Villa Sant’Amico È ormai vicina l’edizione 2014 del “Premio Vallesina” onlus, un’iniziativa del Comitato territoriale Vallesina, di Confindustria Ancona e Nella foto: antichi portici di Morro d’Alba. di 14 comuni della vallata dell’Esino. Nato nel 2001, il Premio Vallesina intende valorizzare ogni due anni chi ha saputo distinguersi a livello nazionale e internazionale in vari settori e discipline, ovvero le intelligenze degli uomini e delle donne del territorio, promuovendo i valori di solidarietà e impegno sociale. Nel corso della serata di sabato 28 giugno, presso Villa Sant’Amico a Morro d’Alba, saranno premiati il cardiochirurgo Adriano Carotti, gli imprenditori Paolo e Paola Togni, l’ingegnere Luigi Trillini, la professo- “Piccole Guide Ecologiche” I centri estivi di educazione ambientale di ATG Sono finalmente aperte le iscrizioni gratuite per i corsi estivi di educazione ambientale per ragazzi “Piccole Guide Ecologiche” organizzato dall’Associazione Teatro Giovani (ATG) di Serra San Quirico e promosso dal Parco Gola della Rossa e di Frasassi. Fino al 28 giugno sarà possibile scegliere fra tre diversi corsi di formazione. Accoglienza nelle aree protette: mini-guida al “Paese dei Balocchi”, dal 14 luglio a Serra San Quirico, per acquisire informazioni sull’ambiente, e Ragazzi e biodiversità, dall’1 settembre presso la Casa del Parco di Arcevia, entrambi rivolti a ragazzi dai 7 ai 12 anni. Infine Natura bimbi, dall’1 settembre nella Casa del Parco di Serra San Quirico, un laboratorio per i più piccoli (4/6 anni) con attività di gioco e animazione sul tema della natura. S.C. ressa Anna Contadini. Inoltre l’attore Renato Borsoni di Santa Maria Nuova riceverà un premio alla carriera; al critico d’arte Armando Ginesi sarà offerto un atto di gratitudine per l’impegno come console onorario della Federazione Russa nelle Marche. Alla religiosa e medico suor Eugenia Giampaoletti, nata a Monte Roberto, sarà offerta la targa del Presidente della Repubblica per l’impegno decennale in Argentina nella cura dei bambini e nella recente ricostruzione di un centro giovanile. L’onorevole Laura Boldrini, presidente della Camera dei Deputati, sarà l’ospite d’onore, notizia accolta con grande emozione dal presidente dell’associazione “Premio Vallesina” onlus Gianluca Fioretti, dal segretario Nicola Di Francesco, dal sindaco di Morro D’Alba Alberto Cinti e dalla Banca Popolare di Ancona, da sempre partner del Premio Vallesina. Due appuntamenti culturali sono previsti in preparazione di questo evento. Venerdì 6 giugno alle 21,30 la banda musicale di Morro d’Alba e il maestro Alessandro Fossi, premiato come musicista nell’edizione 2012, saranno protagonisti di un concerto in piazzale Bersaglieri; domenica 8 giugno dalle 18 l’Archeoclub di Jesi organizzerà una visita guidata al patrimonio storico e artistico a partire dalla sala consiliare. Per info e prenotazioni: Associazione Pro Loco Morro d’Alba 339.6582792, Segreteria Premio Vallesina 360.342234 S.C. Trofeo del Verdicchio Sabato 21 e domenica 22 giugno in Contrada San Marco a Cupramontana i giocatori dello storico sport della ruzzola si contenderanno il tradizionale e ambito Trofeo Verdicchio. Nato come passatempo tra pastori e contadini e legato ai tempi e ai tragitti obbligati dalla transumanza - le forme di cacio duro costituivano le odierne rotelle di legno - la ruzzola si è diffusa in tutto il territorio nazionale nei vari anni e oggi in molte località italiane vi sono associazioni sportive che riportano in auge questo antico sport, animando e caratterizzando feste e sagre popolari. Vespe in fiore Cupramontana è in festa per l’infiorata del Corpus Domini Vespe in fiore, che si terrà per le vie del centro domenica 22 giugno, dalle 9 alle 18. Profumi e colori invaderanno la città, dandole una veste fresca, insolita e decisamente estiva! Sant’Antonio Santa Maria Nuova festeggia il prossimo venerdì 13 giugno il proprio patrono, Sant’Antonio, conosciuto come Sant’Antonio di Padova, il Santo canonizzato più rapidamente nella storia della Chiesa per gli eventi prodigiosi a lui legati. Fiera di San Vito San Vito è patrono di molti comuni italiani. Tra questi c’è naturalmente Monte San Vito, che il 15 giugno onorerà il Santo con l’omonima Fiera. San Pietro e San Paolo Apostolo Il 29 giugno Belvedere Ostrense e San Paolo di Jesi celebreranno i loro patroni, San Pietro e San Paolo Apostolo. l’Esinese del mese Un misterioso caso, Trionfi di giallo UNO61: creativi jesini dell’abbigliamento Cena con delitto nel “Casino del Marchese” a Jesi La creatività italiana, si sa, non ha eguali in tutto il mondo. Che riguardi l’arredamento, l’oggettistica, la moda, la comunicazione o la tecnologia, il design richiede un’unica condizione: l’innovazione. L’esperienza e la tradizione assieme alla ricerca e allo studio possono far raggiungere questo risultato, poichè non v’è innovazione senza riferimento al passato o al mondo che ci circonda. Lo sanno bene i designer Marco Broglia e Renzo Pigliapoco di UNO61, professionisti nel campo dell’abbigliamento che dopo anni di attività hanno deciso di dedicarsi ai tessuti di ultima generazione per creare una linea di giacchedecisamenteall’avanguar- dia. L’idea vincente è quella del capo bello dal contenuto tecnico, in grado di affrontare ogni condizione climatica mediante l’uso di tecnologie fortemente ispirate alla natura. L’Associazione per il Disegno Industriale (ADI) ha riconosciuto il lavoro dei creativi marchigiani ponendoli tra i vincitori del XXIII Compasso d’Oro, il più prestigioso riconoscimento a livello mondiale nel design istituito nel 1954 da Giò Ponti; il progetto premiato dalla giuria è Travel Air Jacket, una giacca contro le alte e le basse temperature atmosferiche e dai dettagli hi-tech con la bellezza e l’eleganza della tradizione sartoriale marchigiana. Complimenti! Nella foto: Travel Air Jacket. “Travel Air Jacket” vince il XXIII Compasso d’Oro Si dice che nella nostra regione si viva più a lungo. Le caratteristiche territoriali delle Marche aggregano in poche decine di chilometri località costiere e paesaggi montuosi, nonchè distese collinari particolarmente adatte alle coltivazini agricole. Tutto ciò rivela un’offerta enogastronomica ricca di sapori, dietro cui si celano storie di piccole realtà aziendali che con il loro patrimonio agroalimentare e culturale contribuiscono alla promozione del made in Marche. Una di queste è l’Azienda Agraria Trionfi Honorati, famoso caseificio jesino che vanta oltre 80 anni di storia e che venerdì 6 giugno ospiterà alle 20 la seconda tappa di “Delitto a km 0”, Trionfi di giallo. Questo percorso artistico e culturale nasce dall’incontro tra l’Associazione Marche Studi e Sviluppo e la compagnia teatrale dei Fanigiulesi, con l’intento di diffondere l’enogastronomia marchigiana attraverso lo spettacolo teatrale della cena con delitto, forma di intrattenimento sempre più diffusa in ristoranti e agriturismi. Il suggestivo Casino del Marchese sarà teatro di una morte misteriosa, un caso da risolvere tra curiosi indizi, testimonianze e conflitti familiari. Un’interpretazione della ‘cena’ fuori dal comune, in grado di unire elementi di riflessione e leggerezza alla conoscenza dell’azienda, con la sua storia e i suoi prodotti. Perciò buon appetito e occhio all’assassino! S.C. cicero musica | 3 VI edizione Festival Musica Distesa Artisti e spettatori co-produttori della stessa manifestazione Arriva l’estate con Musica Distesa, primo festival autofinanziato in Italia attraverso il crowdfunding: una pratica di micro-finanziamento dal basso che mobilita persone e risorse, un processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizza il proprio de- naro in comune per sostenere gli sforzi di persone e organizzazioni. “La cooperazione culturale è il solo orizzonte possibile contro la deriva della ragione monetaria”. Questo il motto della neo nata associazione Culturale Musica Distesa, la quale si pone l’obiettivo di diventare un piccolo-grande punto di riferimento per la produzione indipendente di musica e arti abbinate all’enogastronomia marchigiana, con un occhio di riguardo per la terra dalla quale nasce l’associazione, Cupramontana. Il paese ospiterà anche quest’anno nelle date 27, 28 e 29 giugno la VI edizione del festival: tre giorni di musica indipendente, vino, dj-set, visuals notturni, reading e performance, di buon cibo del territorio, bagni in piscina, letture teatrali per i più piccoli e moltissimo altro. Spazio al campeggio, perciò tenda a portata di mano! F.P. Richard Strauss In occasione del 150° anniversario dalla nascita di Richard Strauss (Monaco, 11 giugno 1864), considerato uno dei pilastri del tardo romanticismo tedesco musicale, vogliamo ricordare la sua esistenza che percorre tutte le grandi rivoluzioni politiche e culturali europee tra gli anni ‘80 dell’ottocento e il secondo dopoguerra. A suo modo Strauss reagì con lucidità ai tragici mutamenti della storia: dopo il 1930 infatti il suo stile conobbe una svolta classicista. Controverso fu il suo rapporto col Nazismo, perchè pur assodata la sua apoliticità, Strauss potè continuare la sua attività di compositore. Do it yourself, “X Matanza” La banda di paese, vero “panda” della musica Bloody Sound Fucktory festeggia i primi 10 anni “Bloody Sound Fucktory” è un’etichetta discografica indipendente gestita da tre ragazzi di Jesi Andrea Refi, Alessandro Gentili e Daniele Luconi. Nata nel 2004 come fanzine dallo spirito do it yourself, con il desiderio di porre le basi per un accrescimento e sviluppo di una scena underground locale. Dal 2005 si dedica sempre con maggior impegno all’organizzazione di concerti e dj-set e nel 2007 è finalmente pronta al grande passo, trasformandosi in etichetta discografica: inizialmente l’attenzione è rivolta a band locali, poi Bloody Sound inizia a focalizzarsi sulla scena nazionale, conservando immutate la passione e l’attitudine di sempre. Un’attività senza scopo di lucro: tutto è autofinanziato con gli introiti degli eventi organizzati, e i ricavi sono nuovamente in- vestiti in nuove produzioni e in promozione. Ampio lo spettro dei generi trattati: un substrato rock declinato in modi molteplici, dal folk acustico di Mattia Coletti al grindcore dei Germanotta Youth, dal post punk dei Butcher Mind Collaspe al delta blues di One Man 100% Bluez, e molto altro ancora. Ora Bloody Sound Fucktory festeggia il decennale di attività con il festival “X Matanza”: tre giorni di concerti, dj-set, stand di dischi e non solo. Il primo appuntamento è domenica 1 giugno alla Casa della Grancetta di Senigallia: sul palco M r. W h o r e , Terenzio Tacchini, Edible Woman, Lazzaro, Lleroy, Lush Rimbaud e a seguire il dj-set di African Pigeons. Si continua il 12 giugno al Libero Arbitrio di Jesi, nel cuore del centro storico: protagonisti di questa serata saranno Johnny Mox e Iconebuzz. Il 15 giugno l’ultimo appuntamento al nuovo Reasonanz di Loreto: dal pomeriggio quattro live - OvO, Maybe I’m, Tetuan, Jesus Franco & The Drogas - e per finire il dj-set dei titolari dell’etichetta, ovvero il Bloody Sound System. Per chi ne volesse approfondire la conoscenza, www. bloodysoundfucktory.com 140° dalla nascita della Centenaria Società Concertistica di Serra De’ Conti È la banda il “panda” della musica, l’«animale culturale» a rischio estinzione. Le storiche bande di paese, abbandonate dallo Stato, sono allo sbando e potrebbero chiudere. «Chiamiamo le cose come sono: è un delitto culturale», diceva Riccardo Muti lo scorso giugno del 2008. Ad oggi le sfilate in divisa e concerti in piazza possono sembrare fuori moda, ma restano uno dei luoghi in Italia dove migliaia di giovani in erba si affacciano alla musica perciò è e rimane un importante humus culturale e sociale presente in tutt’Italia da non trascurare. Per quanto ci riguarda, a quanto pare, da noi “il panda” è longevo più che mai e Serra De’ Conti lo dimostra con le due importanti Associazioni musicali: la Centenaria Società Concertistica e la Corale Francesco Tomassini, animate da oltre 90 giovanissimi allievi. Tanti i corsi musicali tenuti dalle associazioni che hanno poi formato la Junior Band, la “Banda Giovanile” e il Piccolo Coro. Quest’anno per festeggiare il 140° della Fondazione della Centenaria Società Concertistica si aggiungono altre due ricorrenze, il 50° della morte del Maestro Tomassini e il 200° della fondazione dell’arma dei carabinieri, con concerti, sfilate per il paese, master e manifestazioni varie durante i mesi di giugno e lu- glio. Tra i prossimi appuntamenti ricordiamo dal 9 all’11 giugno il master tenuto dal noto compositore americano Robert W. Smith con la Banda Giovanile “Nicola Pieroni”, un’esperienza rilevante per questi ragazzi che li vede coinvolti con un professionista di fama internazionale. Non perdetevi il concerto di mercoledì 11 giugno alle 21,30 della banda diretta dallo stesso Robert W. Smith, e quello di sabato 14 alle 21 della Rassegna corale “Di canto in canto” con l’Associazione Corale “Laudesi Umbri” Coro Polifonico “Città di Porto San Giorgio” presso il Chiostro San Francesco di Serra De’ Conti. F.P. Nella foto: la Centenaria Società Concertistica di Serra de’ Conti (fonte www.lamemoriadeiluoghi.it). 4 | teatro_arte anno I, n.3/giugno 2014 teatro XXXVI edizione “InTeatro” Festival Il teatro in movimento invade Villa Nappi a Polverigi Ormai un’istituzione: il Festival Internazionale InTeatro da trent’anni racchiude nella piccola realtà polverigiana di Villa Nappi un tesoro riconosciuto in tutto il mondo. I nomi che sono passati per le porte di questa casa di residenze artistiche e teatrali fanno venire i brividi: da Jan Fabre a Mike Figgis, passando per Francesca Lattuada e gli italiani Mario Martone, Marco Paolini, Ascanio Celestini fino alla Societas Raffaello Sanzio. «Nato nel 1977 dall’incontro di gruppi indipendenti, il festival ha avuto un ruolo di promozione in Italia e all’estero delle più significative e singolari esperienze artistiche contemporanee». Da’ vita a tutta una serie di attività ed eventi che fanno risplendere i paesaggi di questo paradisiaco angolo marchigiano. Ma veniamo a quest’anno: trentaseiesima edizione del Festival e nomi ancora da far girare la testa. Citarli tutti è impossibile ma selezionarne alcuni è doveroso. Iniziamo con l’artista svizzero, di origini basche, Oscar Gomez Mata, che con la sua compagnia teatrale L’alakran porta in anteprima italiana il suo Sin titulo, un’opera dal massimo riserbo che solo chi vi parteciperà come spettatore potrà conoscere e scoprire per la prima volta. Chiara Frigo proporrà invece Suite-hope, che «parte da una riflessione e da alcune domande legate al tema della speranza e della sua attualità nella realtà Da Dario Fo a Pinocchio e Paperino Nel corso della XXXII Rassegna del Teatro della Scuola, appena conclusasi a Serra San Quirico, l’ospite d’eccezione Dario Fo ha portato con sè un successo travolgente e quel brio che solo due personaggi come Pinocchio e Paperino potevano raccogliere quali testimoni. Assieme guideranno nel 2015 i ragazzi alla scoperta del magico mondo della rappresentazione. contemporanea». L’attività e la ricerca della coreografa e performer italiana è in costante movimento, proprio come il movimento è al centro del progetto presentato al Festival. Un’artista sempre più interessante e sempre più riconosciuta a livello internazionale grazie alla partecipazione a progetti come il Festival Choreographers Miniatures di Belgrado. Il festival, che avrà luogo il 3, il 4 e il 5 luglio, è in realtà già iniziato. Ognuno degli artisti ha già fatto in qualche modo capolino nella residenza, con incontri o workshop – alcuni conclusi altri ancora in svolgimento – che sono il vero Festival, un costante progetto di ricerca aperto e fluido, in cui gli artisti e i performer possono dialogare e accrescere la propria esperienza profesG.P. sionale. arte Come metterci la faccia Jesi in 999 ritratti di Andrea Silicati Ultime giornate per poter essere ritratti dall’artista jesino Andrea Silicati per il suo progetto “Faccia a Faccia”. Classe 1970, Andrea Silicati si inserisce in un vero magma artistico culturale che il progetto Jes! Please è stato capace di far eruttare. Realizzato con il contributo del CNA, “Faccia a Faccia” cerca di promuovere Jesi con le facce di Jesi, con le persone che la fanno vivere e ci vivono tutti i giorni, attraverso la sensibilità di uno degli artisti più interessanti della zona. Silicati è nato e lavora a Jesi, dove ha fondato nel 2007 l’Associazione Artistica il Ca- maleonte, in cui insegna disegno e pittura. Dopo il primo appuntamento in pubblico lo scorso 26 febbraio in Pinacoteca e dopo ben tre mesi di incessante attività, il progetto sta per volgere al termine: le ultime settimane per poter offrire la propria faccia all’artista sono proprio queste infatti. Fissata per sabato 21 giugno, si prospetta una giornata da non perdere quella in cui i 999 ritratti realizzati dall’artista per l’occasione verranno esposti a Palazzo Santoni. Venditori di bancarelle, commercianti, studenti universitari, alunni e insegnanti delle scuole, dipendenti pubblici, pazienti in ospedale, il popolo eterogeneo è il soggetto di questo immenso lavoro promosso dal Comune di Jesi e finanziato dalla Regione Marche. Dove? A voi trovarlo! Silicati è ovunque: su un autobus o alla stazione ferroviaria, da un ufficio comunale a una biblioteca, passando per musei, strade principali e associazioni culturali. Il ritratto di una città che passa per gli occhi e le mani di uno dei suoi cittadini, per i suoi cittadini e con loro. Solo un minimo comun denominatore riunisce i soggetti catturati istantanemente dall’artista: essere di Jesi e volerci davvero mettere la faccia! G.P. Ultima mostra d’arte del progetto Sconfinamenti A Palazzo Santoni Jes! inaugura “Esseri allenabili” di Giacomo Giovannetti Dopo le prime due esposizioni a Palazzo Santoni c’è tempo fino all’8 giugno per poter godere dell’ultima rassegna del ciclo “Sconfinamenti” realizzato per il progetto Jes! Please con lo scopo di mostrare e far sentire ai propri fruitori la capacità dell’arte di uscire dai propri confini, di sconfinare appunto oltre i limiti della cornice, di andare oltre la formalità del quadro, di esporsi all’esterno, sulla realtà. La rassegna si era aperta sulle parole di Zygmunt Bauman, sociologo e filosofo polacco, che proprio sul passaggio dal moderno al post-moderno o, con le sue parole, da uno stato solido a uno liquido della società, ha incentrato la propria riflessione. «A tutti viene richiesto un atto creativo quando ci si confronta con la vita», l’atto creativo non è solo dell’artista, ma è di ognuno di noi ed è un atto capace di abbattere ogni definizione precostituita, ogni confine per l’appunto. Il confine non è più tale nel momento in cui lo si può modificare da entrambe le parti, modellandolo a proprio piacimento. Sconfinare non solo concettualmente, ma anche materialmente: oggetti, materie plastiche, video sono solo alcuni degli strumenti usati dagli artisti che si sono susseguiti nelle esposizioni. Il terzo appuntamento ci fa conoscere l’arte di Giacomo Giovannetti con un’esposizione dal titolo “Esseri allenabili”, «una mostra per riflettere sulla capacità e volontà dell’uomo di migliorarsi». Disegni, fotografie, collage che possono animarsi o essere dei punti di ingresso interattivi, che chiedono al fruitore di attivarsi e superare quel confine tra opera e spettatore. Un appuntamento da non perdere da sabato 31 maggio a Palazzo Santoni fino a domenica 8 giugno. G.P. cicero cinema_media | 5 cinema Un mese da scoprire al cinema film in uscita nelle sale italiane Al primo sguardo questo mese di giugno sembrerebbe magro e poco saporito. Il Sessantasettesimo Festival di Cannes si è appena concluso e la sensazione al cinema è quella della calma dopo la tempesta. Ma se ci spingiamo un po’ più nei meandri di questo calendario mensile possiamo rintracciare delle piccole perle e qualche novità che potranno dare all’inizio di questa stagione estiva una buona spinta. Cominciamo proprio da Cannes, ovvero da uno dei due film italiani in concorso al festival francese. Asia Argento quasi riesordisce con il suo Incompresa, un film in cui la regista imprime tutta la sua personalità, tanto da aver fatto dire a molti che quella bambina, quell’incompresa, sia proprio lei, e che quei genitori siano Dario e Daria (il regista Argento l’uno, l’attrice Nicolodi l’altra). Due attori d’eccezione per questa densa storia familiare, Gabriel Garko e Charlotte Gainsburg, reduce dell’impresa Nymphomaniac sotto l’egida di Lars von Trier. Le biografie regnano sovrane, come a voler sfuggire le grandi storie fantastiche di maggio – che sicuramente riaffioriranno in alcuni schermi anche in questo mese, da X-Men – Giorni di un Futuro Passato a Maleficient. Torna sugli schermi Clint Eastwood, o meglio arriva la figlia Francesca, diretta dal padre insieme al grande Christopher Walken in Jersey Boys, tratto dal musical omonimo, che racconta la storia della band The Four Seasons. Citiamo infine l’uscita dell’ultimo film del compianto Philip Seymour Hoffman, Synecdoche, New York, in cui Charlie Kaufman, già sceneggiatore di successi come Essere John Malkovich e Se Mi Lasci Ti Cancello, giunge finalmente alla regia con una commedia davvero curiosa in cui è capace di dar sfogo a quella genialità già incontrata nei film citati, e filtrata dalle enormi capacità attoriali del purtroppo scomparso Hoffman. G.P. L’Italia di Cannes L’Italia vince alla 67° edizione del Festival di Cannes con Le Meraviglie di Alice Rohrwacher. Tuttavia il nostro paese ha fatto la storia del Festival fin dalla sua prima edizione, con film memorabili nella storia del cinema. Cannes ci ringrazia per Marcello, per Sophia, per quel Federico Fellini che con 8 e ½ ci ha donato lo sguardo di Mastroianni verso l’Italia. Un grazie che diventa un richiamo e che insieme alla vittoria di Sorrentino agli ultimi Oscar aumenta ogni nostra aspettativa sul cinema nazionale. Giovedì 5 giugno Un Amore Senza Fine. Drammatico. Regia di Shana Feste. Con Alex Pettyfer, Robert Patrick, Gabriella Wilde. Three Days to Kill. Azione. Regia di McG. Con Kevin Costner, Amber Heard. Tutta Colpa del Vulcano. Commedia. Regia di Alexandre Coffre. Con Valérie Bonneton, Dany Boon. Le Weekend. Commedia. Regia di Roger Michell. Con Jeff Goldblum, Jim Broadbent. We Ate the Best. Drammatico. Regia di Lukas Moodysson. Con Mira Barkhammar, Mira Grosin. Incompresa. Drammatico. Regia di Asia Argento. Con Anna Lou Castoldi, Charlotte Gainsbourg, Gabriel Garko, Max Gazzè, Alice Pea. Assolo. Drammatico. Regia di Massimo Piccolo. Con Antonio De Matteo, David Power. Giovedì 12 giugno Femen - L’Ucraina Non È un Bordello. Drammatico. Regia di Kitty Green. Con Inna Shevchenko, Sasha Shevchenko. Il Magico Mondo di Oz. Animazione. Regia di Dan St. Pierre, Will Finn. The Congress. Animazione, Fantascienza. Regia di Ari Folman. Rompicapo a New York. Commedia. Regia di Cédric Klapisch. Con Romain Duris, Audrey Tautou. La Mela e il Verme. Animazione. Regia di Anders Morgenthaler. Gabrielle. Drammatico. Regia di Louise Archambault. Con Gabrielle Marion-Rivard, Alexandre Landry. Un Insolito Naufrago nell’Inquieto Mare d’Oriente. Commedia. Regia di Sylvain Estibal. Con Sasson Gabay, Baya Belal. Jersey Boys. Biografico. Regia di Clint Eastwood. Con Christopher Walken, Francesca Eastwood. Giovedì 19 giugno Tutte contro Lui. Commedia. Regia di Nick Cassavetes. Con Cameron Diaz, Leslie Mann. Synecdoche, New York. Commedia. Regia di Charlie Kaufman. Con Philip Seymour Hoffman, Catherine Keener. Cattivi Vicini. Commedia. Regia di Nicholas Stoller. Con Zac Efron, Rose Byr- ne. For No Good Reason. Documentario. Regia di Charlie Paul. Con Johnny Depp, Terry Gilliam. La Pioggia che non Cade. Drammatico. Regia di Marco Calvise. Con Francesca Nunzi, Viviana Colais. Mademoiselle C. Documentario. Regia di Fabien Constant. Con Carine Roitfeld, Anna Wintour, Marion Cotillard, James Franco, Kirsten Dunst. Ragazze a Mano Armata. Commedia. Regia di Fabio Segatori. Con Karin Proia, Federica de Cola. The Dark Side of the Sun. Regia di Carlo Shalom Hintermann. Genere Drammatico. Giovedì 26 giugno Thermae Romae. Drammatico. Regia di Hideki Takeuchi. Con Hiroshi Abe, Masachika Ichimura. Carta Bianca. Drammatico. Regia di Andrés Arce Maldonado, Andrea Zauli. Con Mohamed Zouaoui, Tania Angelosanto. 22 Jump Street. Azione. Regia di Phil Lord, Christopher Miller. Con Channing Tatum, Dave Franco. Stories We Tell. Documentario. Regia di Sarah Polley. Con Pixie Bigelow, Deirdre Bowen. 6 | diocesi anno I, n.3/giugno 2014 Jesi, Museo Diocesano Un patrimonio storico tutto da scoprire Il Museo Diocesano di Jesi venne inaugurato il 13 novembre 1966, in concomitanza con l’apertura al pubblico della prima mostra cittadina di arte sacra. L’evento espositivo, voluto dal vescovo di allora Pardini, fu pensato con l’intento di creare il primo nucleo di un museo destinato a salvaguardare, conservare e far conoscere parte del prezioso patrimonio storico-artistico di ispirazione religiosa custodito nelle parrocchie o in altri enti diocesani. Da allora lo spazio espositivo è aumentato e la collezione si è notevolmente arricchita: dell’odierno museo diocesano fanno parte più di 200 opere tra dipinti, sculture, apparati liturgici, reliquiari ed ex voto che coprono un arco temporale dal XIII al XX secolo. Le opere sono nella maggior parte distribuite nelle nove sale espositive, mentre un nucleo è conservato nei depositi. Il criterio con cui il primo direttore del museo, don Costantino Urieli, scelse di ripartire le opere negli ambienti è quello cronologico, e ancora oggi il percorso intende offrire una panoramica sull’arte che testimonia il fervore religioso delle comunità della Vallesina a partire dalle opere più antiche della prima sala sino a quelle di più recente acquisizione dell’ultima, seppur la sequenza temporale non venga rispettata in toto. Tra le tante le opere rile- Nella foto: Ascensione, Ercole Ramazzani; accanto: Calice, XVI secolo. Nella foto: Madonna con bambino, Giovanni Antonio Bellinzoni da Pesaro. vanti dal punto di vista storico artistico se ne segnalano di seguito alcune. Il Cristo deposto ligneo della prima sala, proveniente dal Monastero delle Clarisse di Jesi, è un suggestivo esempio della scultura di ambito centroitaliano della seconda metà del XIII secolo, recentemente ricondotto nella sfera tipologica di appartenenza dopo un errore interpretativo. La Madonna con Bambino di Giovanni Antonio Bellinzoni da Pesaro, dipinta a tempera su tavola e datata 1440, testimonia per la sua ambientazione sontuosa, l’eleganza formale, l’attenzione ai dettagli e la prevalenza della linea sulla plasticità l’ambito del gotico internazionale, linguaggio pittorico raffinato che egemonizza la scena europea a cavallo tra la fine del trecento e l’inizio del quattrocento. Di straordin ar io impatto visivo è la grande croce processionale istoriata, pezzo unico nelle Marche con i suoi quat- tro metri di altezza e la sua elegante composizione, che dalla chiesa dell’Adorazione di Jesi, da cui proviene, veniva trasportata lungo le vie cittadine durante la processione del venerdì santo; giunta pressoché integra sino a oggi, la croce processionale della fine del cinquecento è formata da pannelli in legno a fondo oro monocromato in cui sono dipinti a olio episodi del Vecchio e del Nuovo Testamento, rendendola una sorta di Bibbia portatile. Tra i numerosi dipinti che testimoniano la fede e la devozione delle comunità locali si distinguono le quattro tele di Ercole Ramazzani, pittore rappresentante del manierismo, originario di Arcevia formatosi nella bottega di Lorenzo Lotto e particolarmente attivo nelle Marche alla fine del cinquecento. Di notevole interesse anche due edicole lignee istoriate del XVI secolo a forma di tempietto classicheggiante, i più antichi esemplari di tabernacolo eucaristico architettonico conservati in diocesi, e il piccolo tesoro del museo, ovvero esemplari di suppellettili di oreficeria frutto del lavoro delle botteghe locali o dei più rinomati argentieri e orafi romani, compresi in un arco temporale dal XVI al XX secolo. Il Museo Diocesano ospita anche un’interessante e ricca sezione d’arte contemporanea, frutto dell’odier no dialogo tra arte e fede. La grande maggioranza delle opere sono state donate al museo dai partecipanti alle cinque edizioni di Biblia Pauperum, la Rassegna di arte per la Bibbia organizzata con cadenza triennale dal museo, in cui viene proposto a pittori, scultori e creativi regionali e nazionali di interpretare in chiave artistica un libro della Bibbia. Caterina Marzioni cicero luoghidentità | 7 Mastri Gelatieri di tutta Italia unitevi! Agugliano Golosa, città indiscussa del gelato artigianale Spettacolo, musica, arte, performance dal vivo e tanto divertimento al Gelato Artigianale Festival di Agugliano, giunto quest’anno alla sua V edizione, una manifestazione riconosciuta in tutta Italia e divenuta in pochi anni un punto di riferimento indiscusso per maestri gelatieri e buongustai di tutto il mondo. Il festival nato grazie al Sindaco Sauro Lombardi, alla competenza dell’attuale Presidente dell’Associazione Gelato Artigianale Festival Martino Liuzzi e alla professionalità del maestro gelatiere di Agugliano Paolo Brunelli, è un appuntamento molto atteso per tutto il settore, realizzato in collaborazione con la Confartigianato di Ancona. Dal 6 all’8 giugno il centro di Agugliano si riempirà di mastri gelatieri provenienti da gran parte d’Italia; ciascuno farà conoscere un gusto originale e tipico della propria terra d’origine, ovviamente reinterpretato e del tutto originale, un “gelato d’autore”. Un’occasione imperdibile che darà la possibilità di assaporare i diversi modi di fare e interpretare il gelato; i prodotti verranno proposti, promossi e studiati da appassionati, professionisti del settore, professori universitari, esperti nutrizionisti e semplici buongustai! Abbiamo detto gusto, ma anche una mappa che percorre tutto il paese con giochi in piazza e spettacoli di magia, danze e balli per grandi e piccoli, concerti dell’Accademia di Musica di Ancona, premi alla critica culinaria e molto altro. Il Gelato Artigianale Festival è un evento speciale che ha saputo conquistare in appena 4 anni la scena nazionale, grazie alla sinergia tra l’Associazione Gelato Festival, Comune di Agugliano e Confartigianato. I maestri gelatieri che ne sono l’anima non smettono mai di sperimentare e di osare. Senza perdere di vista i dettami della tradizione, sono capaci di sperimentare il gelato in abbinamenti originali e sempre sorprendenti, perfino con il vino, gli spumanti, i distillati o la birra. C’è spazio anche per ardite evoluzioni del gusto: come il sorbetto al mosciolo o il gelato all’essenza di tabacco. Poiché il Gelato Artigianale Festival è anche occasione di divertimento, per tutto il centro storico del paese si alterneranno momenti di danza, concerti serali, piano bar e spettacoli per bambini. Aperte anche le mostre e i mercatini dei prodotti tipici e artistici. Il festival, raccontato dalla diretta live Radio Arancia, renderà protagonisti gli stessi gelatieri in performance come “Cooking show gelatieri a confronto” , ma non mancherà la possibilità per i visitatori di osservare l’intero processo di fabbricazione del vero gelato artigianale e ovviamente di assaggiarlo! F. P. curiosità ...e il gelato? Nel mese di giugno come non parlare di gelati? Nell’Antica Roma, più di 2000 anni fa, i nostri progenitori amavano un alimento dolce e rinfrescante che assomigliava vagamente al nostro gelato. Si trattava di ghiaccio finemente tritato nel quale venivano aggiunti succo di frutta e miele. Tra gli scavi di Pompei, è stato trovato un locale pubblico attrezzato dove, in inverno, venivano servite bevande calde e, in estate, delizie ghiacciate. Solamente il popolo abbiente poteva rinfrescarsi in questo modo; allora non c’erano i frigoriferi e mandare i servitori sulle montagne per approvvigionarsi del ghiaccio era un lusso di pochi. Nel Rinascimento, periodo d’oro dell’arte, i rinomati cuochi italiani insegnarono, nelle corti di mezza Europa, a preparare creme dolci che, poste per alcune ore vicino a ghiaccio mescolato con il sale, raggiungevano temperature sotto lo zero. Questa, per l’epoca, fu una scoperta straordinaria. Siamo a metà del 1600 quando un giovane siciliano di nome Procopio Coltelli andò a cercare fortuna nella ricca Parigi. Fu bravo e fortunato, fece molto denaro vendendo nei mercati una bevanda appena giunta dall’Arabia: il caffé. Allora poté aprire un importante locale: “il Caffé Procope” dove la nobiltà dell’epoca si ritrovava. Geniale com’era, oltre al caffé, produceva anche un gelato con la frutta e lo chiamò “sorbetto”. Aveva inventato un sistema per portare un liquido allo stato solido grazie al freddo. In pratica, metteva succo di frutta zuccherato con un po’ di acqua in un recipiente rotondo di metallo che, a sua volta, veniva fatto girare dentro un mastello di legno dove c’erano pezzetti di ghiaccio mescolati a sale. Il dolce liquido ghiacciava alle pareti in minuscoli cristalli e, con una spatola di legno apposita, questi venivano staccati. Dopo una ventina di minuti il gelato era pronto! Oggi le macchine sono in acciaio e raff reddano con i motori, ma il concetto della “mantecazione” è sempre quello del siciliano Procopio Coltelli, padre del Gelato Italiano. A partire dalla prima metà dell’800, grazie ai prezzi delle materie prime che scendevano e ai redditi di parte della popolazione che crescevano, alcuni bravi artigiani italiani hanno potuto aprire gelaterie per le strade di mezza Europa. Nella foto: show culinario dell’edizione 2013 di Gelato Artigianale Festival (fonte www.gelatoartigianalefestival.it). 8 | agenda 1-8/6 ARTE fino a domenica 8 * Sconfinamenti #3 Rassegna arti visive, Jesi, Palazzo Santoni Per inforrmazioni: www.jesplease. it/it/news/sconfinamenti.html fino a sabato 21 * Faccia a faccia, Jesi, luoghi vari Per informazioni: http://www. jesplease.it/it/news/facciaafaccia.html domenica 8 * Visita guidata al patrimonio storico e artistico promosso dall’Archeoclub d’Italia, Morro D’Alba, dalla Sala Consiliare, ore 18 Per informazioni: [email protected] * Scadenza presentazione progetti Call Bioculture, Jesi Per informazioni: www.jesplease. it/it/news/callbioculture.html MUSICA domenica 1 * Festival dell’opera da camera, ultimo appuntamento: “La clemenza di Tito”, opera seria di Caterina Mazzolà, musica di Wolfgang Amadeus Mozart, Jesi, Palazzo Baldeschi Balleani, ore 17,30 Per informazioni: www.comune.jesi.an.it * 140° Centenaria Società Concertistica: concerto dei complessi bandistici di Fano, Fabriano e San Marino, Serra de’ Conti, Piazza Gramsci, ore 17 Per informazioni: www.comune. serradeconti.an.it venerdì 6 * 900Musica Festival, ultimo appuntamento: “Bag to the future”; Zampognorchestra con musiche originali e cover di Beatles e Rolling Stones, Santa Maria Nuova, Giardini Mura boreali, ore 21,15 Per informazioni: www.prolocosmnuova.it * Concerto della Banda Cittadina con Alessandro Fossi, Morro d’Alba, Piazzale Bersaglieri, ore 21,30 Per altre informazioni: www.comune.morrodalba.an.it sabato 7 * Concerto de La Raganella, Belvedere Ostrense, ore 17,30 Per informazioni: www.laraganella.com domenica 8 * XII Edizione Festival Cameristico della Val d’Esino, Alvarez Guitar Quartet, Morro d’Alba, Auditorium “S. Teleucania”, ore 21 Per informazioni: www.fondazionepergolesispontini.com TEATRO domenica 1 * “Attraverso le Città Invisibili”, del Laboratorio Teatrale Monsanese, a cura di MonsanoCult, Monsano, Piazza Mazzini, ore 21,30 Per informazioni: www.monsanocult.eu martedì 3 e mercoledì 4 * “Chiaravalle io m’arcordo”, del laboratorio teatrale del gruppo sportivo dilettantesco Liberi di muoversi, Charavalle, Teatro Valle, ore 21 Per informazioni: www.comune. chiaravalle.an.it anno I, n.3/giugno 2014 ziani in viaggio. Alla scoperta delle Marche”, Moie di Maiolati Spontini (ogni martedì) Per informazioni: www.comune. maiolatispontini.an.it lunedì 2 * Visita guidata dall’Archeoclub di Jesi della cinta muraria e del Torrione di Mezzogiorno, Jesi, Piazza Baccio Pontelli, orari vari dalle 16,15 Per informazioni: www.comune. jesi.an.it * In occasione della Festa della Repubblica: “Camminiamo insieme”, corteo e concerto della banda cittadina, Chiaravalle, vie del centro, ore 9,30 Per informazioni: www.comune. chiaravalle.an.it martedì 3 * Per il ciclo di incontri “Crescere figli... crescere bambini”, presentazione del libro Raccontami con la dott.ssa Francesca Ciampichetti, Jesi, Via Ancona 37, ore 18 Per informazioni: www.comune. jesi.an.it mercoledì 4 * Per il ciclo “Alimentazione e Salute”, IV e ultimo incontro con la presentazione del libro “Sotto il segno della bilancia” con Fabio de Nunzio e Vittorio Graziosi, Angeli di Rosora, Scuola secondaria, ore 21 Per informazioni: www.farmaciadegliangeli.com giovedì 5 * Presentazione del graphic novel Da una lapide (vol.1), Moie di Maiolati Spontini, Biblioteca La Fornace, ore 21 Per informazioni: www.bibliotecalafornace.it giovedì 5 e venerdì 6 * Laboratorio per bambini: “I sette topolini: Laboratorio di musica narrativa di Chiara Cesaretti”, Moie di Maiolati Spontini, Biblioteca La Fornace, dalle 16,30 alle 19 Per informazioni: www.bibliotecalafornace.it venerdì 6 * Trionfi di giallo, Delitto a km 0, Jesi, Agriturismo Trionfi Honorati Per informazioni: delittoakm0. wordpress.com da venerdì 6 a domenica 8 * V edizione del Gelato Artigianale Festival, Agugliano, Per informazioni: www.gelatoartigianalefestival.it sabato 7 e domenica 8 * Festa della Banda Musicale “N.Bonanni”, Cupramontana, Parco Colle Elisa Per informazioni: comune@ comune.cupramontana.an.it * Campionato italiano di Braccio di Ferro, Monsano, Paradise Per informazioni: www.paradisemonsano.com domenica 8 * Visita guidata al patrimonio storico Artistico di Morro d’Alba, Morro d’Alba, dalla Sala consiliare, ore 18 Per altre informazioni: www. comune.morrodalba.an.it 9-15/6 EVENTI fino a martedì 17 * “Alla scoperta delle bellezze marchigiane”, per il ciclo “An- ARTE sabato 14 * Lettura testi vincitori del premio “Poesia senza confini”, Polverigi, Per informazioni: www.associazionelaguglia.it domenica 15 * Convegno “Il femminile nella letteratura marchigiana del ‘900”, Relatore Alessandro Seri, Agugliano, Via Roma Piazzale Centro Opere Parrocchiali, ore 18 Per informazioni: www.associazionelaguglia.it * Serata finale Premio Nazionale Poesia senza confine, Agugliano, Via Roma, Piazzale Centro Opere Parrocchiali, ore 21,15 Per informazioni: www.associazionelaguglia.it MUSICA mercoledì 11 * 140° Centenaria Società Concertistica: concerto della Banda Giovanile “Nicola Pieroni” diretti dal compositore americano Robert W. Smith, Serra de’ Conti, Chiesa di San Michele Per informazioni: www.csc1874.it giovedì 12 * II appuntamento dell’X Matanza Festival , Concerto di Johnny Mox e Iconebuzz, Jesi, Libero Arbitrio Beershop Per informazioni: www.bloodysoundfucktory.com sabato 14 * Concerto di Amore, Camerata Picena, FDB, ore 21 Per informazioni: www.amorerockband.com * 140° Centenaria Società Concertistica: rassegna corale Di canto in canto con l’Associazione Corale “Laudesi Umbri” Coro Polifonico “Città di Porto San Giorgio”, Serra de’ Conti, Chiosto San Francesco, ore 21 Per informazioni: www.comune. serradeconti.an.it TEATRO sabato 14 * Di tutti i colori, saggio di danza, Jesi, Teatro G. B. Pergolesi, ore 21 Per informazioni: www.fondazionepergolesispontini.com EVENTI lunedì 9 * Escursione micologia a Camaldoli promossa dal Gruppo Micologico Jesino Federico II, Jesi Per informazioni: fabrizio.fabrizi@ alice.it martedì 10 * Laboratorio per bambini: “Libri in forno ... costruiamo insieme libri e storie!”, Moie di Maiolati Spontini, Biblioteca La Fornace Per informazioni: www.bibliotecalafornace.it venerdì 13 * Festa del patrono: Sant’Antonio, Santa Maria Nuova Per informazioni: www.comune. santamarianuova.an.it sabato 14 * Incontro “I bisogni del bambino man mano che cresce: quanto l’allattamento prosegue oltre i primi mesi”, a cura di La Leche League, Moie di Maiolati Spontini, Biblioteca La Fornace, ore 10 Per informazioni: www.bibliotecalafornace.it sabato 14 e domenica 15 * Laboratorio residenziale Fantarchivio con Wu Ming 2, Cupramon- tana, Agriturismo La Distesa Per informazioni: activetourism@ risorsecoop.it * Torneo Fuoristrada organizzato dal Drift Trike Off Road, Castelplanio, Per informazioni: www. comune.castelplanio.an.it domenica 15 * Fiera di San Vito, Monte San Vito, Per informazioni: www. montesanvito.pannet.it * Escursione micologia ad Umito promossa dal Gruppo Micologico Jesino Federico II, Jesi Per informazioni: fabrizio.fabrizi@ alice.it 16-22/6 ARTE sabato 21 * Faccia a faccia: Jesi in 999 ritratti dell’artista Andrea Silicati, Jesi Per informazioni: www.jesplease. it/it/news/facciaafaccia.html MUSICA domenica 22 * Musica Praecentio “Ut queant laxis”, coro “Cardinal Petrucci”; direttore all’organo: M. Martelli, Jesi, Chiesa S. Giovanni Battista, ore 11,30 Per informazioni: www.comune. jesi.an.it TEATRO lunedì 16 * Di tutti i colori, saggio di danza, Jesi, Teatro G. B. Pergolesi, ore 21 Per informazioni: www.fondazionepergolesispontini.com da giovedì 19 a domenica 22 * InteatroFestival 2014: Workshop/ Performance con Chiara Frigo, Polverigi, Villa Nappi Per informazioni: www.inteatro. it/inteatrofestival2014workshopperformancefrigo sabato 21 * Overnight, saggio di danza, Jesi, Teatro G. B. Pergolesi, ore 21 Per informazioni: www.fondazionepergolesispontini.com EVENTI fino a sabato 5 luglio * Naturalmente Estate! Jesi, Ruserva Naturale Ripa Bianca Per informazioni: www.riservaripabianca.it giovedì 19 * Presentazione del libro La vita scorre tra le note. Storia della Banda Musicale l’Esina, Moie di Maiolati Spontini, Biblioteca La Fornace, ore 21 Per informazioni: www.bibliotecalafornace.it sabato 21 e domenica 22 * Trofeo del Verdicchio – gara di ruzzola, Cupramontana, Contrada San Marco Per informazoni: [email protected] * “Il kilometro lanciato”, gara di accelerazione su 1/8 di miglio, Jesi, Zona industriale Per informazioni: 3898963768 domenica 22 * Infiorata del Corpus Domini, Vespe in fiore, Cupramontana, vie del centro, dalle 9 alle 18 Per informazioni: comune@ comune.cupramontana.an.it * Memorial “Ivo Pastori” – Gara di Pesca Sportiva, Cupramontana Per informazioni: comune@ comune.cupramontana.an.it 23-30/6 ARTE martedì 24 * InteatroFestival 2014: Scadenza bando Atelier Festival per giovani reporter, Polverigi, Villa Nappi Per informazioni: atelierfestival. wordpress.com lunedì 30 * Concorso fotografico gratuito a premi “Jesi by night”, Jesi, Hemingway cafè Per informazioni: www.eventevo. it/event/95260 MUSICA da venerdì 27 a domenica 29 * VI edizione del Festival della Musica Distesa, Cupramontana Per informazioni: www.musicadistesa.org TEATRO da venerdì 27 a domenica 29 * XIII Rassegna di commedie dialettali, Santa Maria Nuova Per informazioni: [email protected] sabato 28 e domenica 29 * L’Odissea, spettacolo di danza moderna, classica, hiphop della scuola di danza Linea Club Jesi, Teatro G.B. Pergolesi Per informazioni: info@fpsjesi. com EVENTI lunedì 23 * Esibizione Saggio/Danza Marche Salute, Cupramontana, Piazza IV Novembre Per informazioni: comune@ comune.cupramontana.an.it * Per il ciclo “Circolo di lettura alla Fornace”, libro del mese: “Cronaca di una morte annunciata” di Gabriel García Márquez, Moie di Maiolati Spontini, Biblioteca La Fornace Per informazioni: www.bibliotecalafornace.it da venerdì 27 a domenica 29 * Festa del circolo cittadino, Cupramontana, Colle Elisa Per informazioni: [email protected] sabato 28 * Settima edizione del Premio Vallesina, Morro d’Alba, villa S. Amico Per informazioni: www.premiovallesina.org sabato 28 e domenica 29 * Gusta l’arancione: le Marche arancioni in piazza, Staffolo, centro storico Per informazioni: www,gustalarancione.com domenica 29 * Festa del patrono: San Pietro, Belvedere Ostrense Per informazioni: www.comune. belvedere.an.it * Infiorata per la festa del patrono: San Paolo Apostolo, San Paolo di Jesi Per informazioni: www.comune. sanpaolodijesi.an.it * Raduno Fiat 500 e Torneo di Mini Baseball, Cupramontana, Piazza Cavour e Campo da baseball Per informazioni: comune@ comune.cupramontana.an.it