Voce
vallesina
della
Anno 61° - N. 20 settimanale della Diocesi di Jesi
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Domenica 8 giugno 2014
Impôt reprisé Tassa riscossa Ufficio di Jesi
UNIONCAMERE: IL 22% DELLE IMPRESE SI ASPETTA UN AUMENTO DEL FATTURATO
È recessione ma la crisi rallenta
Marche, per le imprese è ancora recessione, ma la crisi mostra un deciso rallentamento. Si
aspettano miglioramenti per la
fine di giugno. Ad affermarlo è
“Giuria della Congiuntura”, la rilevazione trimestrale del Centro
Studi di Unioncamere Marche.
Secondo l’indagine di Unioncamere, il 22 per cento delle imprese marchigiane si aspetta per
l’estate un aumento del fatturato
mentre il 10 per cento teme un
ulteriore calo e per il 67 per cento non cambierà niente. Insieme
al fatturato, per 19 imprese su 100 aumenterà anche
la produzione contro un 11 per cento che la prevede
in ulteriore diminuzione. Attese positive anche per
gli ordinativi per il 21 per cento delle imprese contro
il 15 per cento di pessimisti. Intanto salgono a 7,1 le
settimane di produzione assicurata per le imprese
manifatturiere marchigiane (dalle 4,6 del trimestre
precedente) ma si fermano a 3,3 per le imprese artigiane che pagano la precarietà delle commesse nella
subfornitura e la crisi delle filiere produttive.
La coda della crisi, secondo il Centro Studi di Unioncamere Marche, si è fatta sentire anche nel primo
trimestre del 2014, con la produzione del comparto
manifatturiero regionale che è diminuita dell’1,7 per
cento rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente mentre il fatturato ha perso lo 0,8 per cento e gli
ordinativi sono scesi dell’1,1 per cento. In calo anche
il fatturato estero (-0,2 per cento). Il grado di utilizzo
degli impianti, tra gennaio e marzo, da parte delle imprese marchigiane, è stato del 75,1 per cento rispetto
al 77,1 degli ultimi tre mesi del 2013.
«Le potenzialità per aumentare la produzione, da
parte del sistema produttivo regionale, ci sono tutte ma - afferma il presidente Unioncamere
Marche Adriano Federici - occorre che aumentino i consumi,
altrimenti si continuerà a navigare a vista, e solo quel 23 per
cento di imprese marchigiane
vocate all’export, potrà trarre
benefici dalla ripresa della domanda internazionale, a patto
che sappiano presentare prodotti innovativi e canali di promozione al passo con i tempi. Ma
il nostro sistema produttivo non
può vivere di solo export. Per questo deve ripartire il
mercato interno ed occorre puntare con forza sui giovani imprenditori. Se sapranno cambiare la cultura
e la tecnologia delle nostre imprese, potremo davvero
tornare a crescere ma serviranno anche aiuti agli investimenti in ricerca e innovazione»
Anche nel primo trimestre del 2014, a pagare di più
la crisi sono state le imprese artigiane (produzione e
fatturato in calo del 2,2 per cento) e quelle fino a 9 dipendenti (produzione -1,9 e fatturato -1,8). Tra i diversi settori manifatturieri ad andare peggio sono stati
il comparto energetico (produzione in calo del 4,7) e
l’abbigliamento (-3,3). Negativi anche i dati del mobile (-1,9), dell’alimentare (-1,4), del calzaturiero (-1,0)
e dell’elettronica (-0,3). Stabile il dato della meccanica. Per quanto riguarda il fatturato estero, è il sistema
moda a trainare le esportazioni, con una crescita del
3,7 per cento del calzaturiero e del 2,8 dell’abbigliamento. In lieve crescita le macchine elettriche (+0,4)
e stabile l’alimentare (0,0). Perdono quote di mercato
l’energia (-2,6) e la meccanica (-0,9) ma soprattutto il
mobile (-3,1 per cento).
7 giugno: Veglia di Pentecoste
Sabato 7 giugno alle 21.15 in Cattedrale si svolgerà la veglia di Pentecoste presieduta dal vescovo Gerardo e animata dal Coro Diocesano “Armonia”. Sono invitati tutti i fedeli della diocesi e tutti i
membri delle Associazioni e dei Movimenti ecclesiali, perché nella
comune invocazione allo Spirito Santo, la nostra vita e quella della
Diocesi possano ravvivarsi nella fede e nell’adesione al Signore.
La Pentecoste per la Chiesa Cattolica è la festa che ricorda la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli. Per gli
Ebrei è la festa che ricorda il giorno in cui sul Monte Sinai,
Dio diede a Mosè le tavole della Legge.
IL PRIMO FRUTTO DEL VIAGGIO DEL PAPA IN MEDIO ORIENTE:sarà l’incontro in Vaticano con i due presidenti di Israele e di Palestina
È disperazione o grande fiducia appellarsi alla preghiera?
Giorni or sono mi trovai, nel dopocena, quasi per caso, sul terzo canale che stava trasmettendo la vita
di papa Francesco in Argentina negli
anni precedenti alla sua elezione a
Vicario di Cristo. La vita di studente,
di gesuita, di provinciale dell’ordine,
di arcivescovo di Buonos Aires. Una
vita di obbedienza, di frustrazioni,
di “rotture” all’interno dell’Ordine
per certe sue prese di posizione. Ma
su tutto, almeno stando al produttore del documento, domina sempre,
qualsiasi sia la funzione a cui viene
chiamato, la presenza viva, vera, costante presso i poveri, i bisognosi in
genere, presso il dramma di tante
periferie delle città argentine. Quasi
volesse portare aiuto e pace in ogni
angolo del territorio dove la provvidenza lo poneva di volta in volta. E
allora si comprende appieno perché
i tanti suoi atteggiamenti e scelte per
noi “nuovi” come Papa, per lui sono
naturali perché in linea con tutta la
sua vita. Lo so che c’è chi ancora si
scandalizza o critica non poco tante sue scelte, soprattutto scelte di
comportamento personale e scelte di
fondo ai massimi livelli. Ma ecco ancora, come naturale per lui, l’ultima
straordinaria sorpresa per tutti noi.
Mentre parla al popolo di Betlemme,
introduce un chiaro invito ai presidenti di Israele e di Palestina per un incontro a tre in Vaticano, “a casa sua”.
Forse perché il Papa si propone come
mediatore politico per la soluzione
di problemi dove tutti hanno fallito?
Macchè! Solo un incontro nel pomeriggio di domenica prossima 8 giugno
(Pentecoste) per stare qualche minu-
to insieme a pregare perché arrivi la
pace definitiva tra i due stati.
Dice il Papa: “Sarà un incontro di
preghiera, non sarà per fare meditazione o per cercare soluzioni. Ci riuniremo per pregare soltanto. E poi
ognuno torna a casa. Ma io credo che
la preghiera sia importante e pregare
insieme senza fare discussioni di altro tipo, questo aiuta”.
Un politico e un diplomatico direbbero che siamo fuori del mondo. Stalin
riderebbe di grosso pensando che il
papa non ha nemmeno una divisione.
Eppure dopo poche ore che l’appello era stato diffuso dai massmedia di
tutto il mondo, Mahomed Abbas per
la Palestina e Saimon Peres per Israele fanno sapere, scavalcando ogni
procedura diplomatica, che avrebbero accettato l’invito. Che i due
presidenti abbiano tanta fede quanta
ne ha Francesco? O accettano per lo
straordinario ascendente che il Papa
si è conquistato in tante parti del
mondo? Magari con la segreta speranza che effettivamente dall’incontro
accanto al pontefice esca dal cilindro
il miracolo di una proposta che metta tutti d’accordo? Nessuna di queste
possibilità, ma solo il fatto di non
poter dire un no a chi ha dimostrato
di credere che con la fede si possono veramente spostare le montagne.
Del resto il Papa un piccolo saggio lo
aveva dato al mondo quando chiese
a tutti una giornata di digiuno e di
preghiera per scongiurare la guerra
degli Usa contro la Siria. In effetti la
guerra non ci fu anche se il dramma
della Siria continua ancora. Ma per
il Papa continua ancora la sofferen-
za per tanto sangue nel mondo, per
le tante persecuzioni dei cristiani in
Africa ma non solo, per le 60 chiese
cristiane abbattute in Cina. Eppure
ha il coraggio di gridare la sua fede
di fronte alle montagne di difficoltà
che pesano da 70 anni in tutto il Medio Oriente e nella terra di Gesù in
particolare.
E’ vero: per tanti politici e per tanti
uomini di tutto il mondo il metodo
del Papa appare incomprensibile e
assurdo. Ma allora è doveroso chiederci: forse che il metodo dei comuni
mortali a capo di tanti stati, ha portato a soluzione i tanti problemi che
travagliano tante società?
E allora? Continueremo a costruire
muri e a sfornare armi?
Vittorio Massaccesi
[email protected]
1923
2 | cultura_società
8 giugno 2014 | Voce della Vallesina
CARITAS PARROCCHIALE MSM: ZONA MONSANO – SAN MARCELLO. IL BILANCIO DI UN ANNO DI ATTIVITÀ E SERVIZI
Tanti i volontari, tanti i bisogni: da fare non manca
Nel 2013 il centro CARITAS è stato aperto
tutti i giorni di lunedì e giovedì, dalle 16 alle
19. Il servizio di n. 22 volontari impegnati a
rotazione ha permesso di mantenere attivi i
seguenti settori: Centro d’Ascolto; Distribuzione viveri; Sportello lavoro; Guardaroba
e Arredamento; Trasporto e approvvigionamento.
Durante l’anno, nella sua sede di Santa Maria
Fuori di Monsano, si sono rivolti allo Sportello in modo continuativo: 43 capi famiglia residenti a Monsano e San Marcello, in rappresentanza di 160 familiari; la maggior parte di
essi è venuta una sola volta alla settimana, gli
altri ogni quindici giorni.
Esaminando i numeri sopra riportati relativi alle persone che frequentano il Centro di
Ascolto si può dire che le famiglie sostenute
dalla Caritas Parrocchiale sono per il 50% italiane e per il 50% straniere.
Centro d’Ascolto
Attraverso i colloqui realizzati durante il Centro di Ascolto abbiamo rilevato che sul nostro
territorio parrocchiale ci sarebbero circa 150
famiglie in difficoltà, ma solo un terzo usufruisce dei servizi della Caritas. Abbiamo riscontrato che chi non si avvale dei servizi della Caritas ha diverse motivazioni, o per una
idea propria di pudore, o perché ancora non
conosce i servizi della Caritas Parrocchiale o
perché sente la Chiesa come una realtà lonta-
na e quindi non vuole essere aiutato da nulla che possa ricollegarsi ad essa. Abbiamo un
tavolo di incontro con i servizi sociali che ci segnalano
famiglie da aiutare. All’inizio
dell’anno 2013 abbiamo attivato il collegamento internet
che ci permette di essere in rete
con la Caritas Diocesana.
Distribuzione viveri
Nell’anno 2013 abbiamo distribuito n. 609
pacchi viveri. Un grosso aiuto ci arriva dal
Banco Alimentare, infatti ogni mese veniamo riforniti di diversi alimenti, oltre alla
raccolta attraverso i negozianti abbiamo stipulato un accordo con il supermercato Si
con Te di San Marcello che ci fornisce tutti
i giorni. Recuperiamo fondi da utilizzare per
l’acquisto di viveri tramite diverse iniziative
(gite, mercatini di Natale, commedia dialettale e donazioni da parte di generosi parrocchiani). Le offerte sono state generose e ci
hanno permesso di sostenere sia le carenze
sia i costi che gli assistiti devono pagare per
i servizi (gas, luce, affitti, ecc.). In collaborazione con EXODUS sponsorizzato dalla
Banca Popolare di Ancona abbiamo invitato
tutte le famiglie assistite al pranzo di Natale
con consegna pacco dono sia agli adulti che
ai bambini.
LA COSTITUZIONE CONSEGNATA AGLI ALUNNI DI JESI
Il diritto alla salute, a partire da Carlo
Il giornalista e scrittore Vincenzo Varagona
ha consegnato una copia della Costituzione
Italiana ai ragazzi delle classi quinte delle
scuole primarie “Monte Tabor” e “Martiri della Libertà” dell’istituto comprensivo
“Carlo Urbani” di Jesi, nell’ambito del progetto Educare alla legalità. L’iniziativa, presenziata dalla Dirigente Scolastica dott.ssa Rosa
Meloni, si è svolta venerdì 30 maggio presso
la scuola secondaria di primo grado “Giacomo Leopardi”. L’incontro è iniziato con
la lettura, da parte di alcuni alunni, dell’art.
32 della Costituzione che sancisce la salute
come fondamentale
diritto dell’individuo e
garantisce cure agli indigenti. Questa è stata
anche l’occasione per
la presentazione del
libro “Carlo Urbani, il
medico della SARS” di
cui Vincenzo Varagona
ne è l’autore. Ascoltato da un’attenta platea
di alunni, genitori e
insegnanti, il giornalista ha raccontato con
aneddoti la vita di Carlo ricordando spesso l’importante figura di
sua madre Maria; ha citato ricordi toccanti
fatti dai suoi colleghi e ha parlato delle sue
missioni in Vietnam e di come Carlo Urbani
fosse attento ai bisogni dei più deboli e, in
particolare, ai bambini che vivono nei paesi
più poveri del mondo. Al termine della presentazione gli alunni hanno letto l’articolo
della Costituzione che riguarda la scuola e
hanno cantato e suonato l’“Inno di Mameli”.
Visibilmente emozionati ciascun alunno ha
ricevuto una copia della Costituzione con
relativa foto di rito.
notizie_brevi
5 giugno: incontro su “Francesco, il Papa della gente”
Giovedì 5 giugno alle 18 alla Biblioteca Petrucciana di Jesi conferenza del vaticanista de “La Stampa”, Giacomo Galeazzi, autore del libro “Francesco il papa della gente” (edizioni La Stampa-Vatican Insider). È una proposta dell’Ufficio Diocesano Beni Culturali. Il primo, straordinario anno del
nuovo Papa nel racconto del vaticanista de “La Stampa”, Giacomo Galeazzi. Gesti, parole, telefonate, preghiere, decisioni cruciali. Il primo Papa a chiamarsi Francesco, il primo Papa gesuita, il
primo Papa latinoamericano, il primo Papa venuto «dalla fine del mondo».
Guardaroba e arredamento
Nell’anno le richieste di indumenti, scarpe, biancheria, coperte, lenzuola e mobili sono
notevolmente aumentate. Il
guardaroba ha potuto soddisfarle grazie alla generosità
dei sostenitori. Le maggiori necessità sono state manifestate dalle famiglie che hanno bambini e che,
per motivi facilmente comprensibili, tendono
ad appropriarsi degli oggetti migliori ogni
volta che accedono al servizio.
Sportello Lavoro
La crisi economica in cui è precipitato il
nostro paese in questi ultimi anni provoca
chiusure di aziende piccole e grandi con
conseguente mancanza di lavoro. Riceviamo continuamente la visita di persone che
chiedono lavoro, ma molto difficilmente di
chi ne offre. Scarsissime sono state le volte
in cui domanda e offerta si sono incontrate
e per di più il lavoro è durato per un breve
periodo.
Trasporto e approvvigionamento
Alcuni volontari offrono un servizio di trasporto a persone in difficoltà e senza mezzi,
altri si mettono a disposizione per recarsi al
Banco Alimentare per ritirare i viveri assegnatici.
Conclusione
Abbiamo capito che la Caritas non è attività solo un giorno o due la settimana,
ma che è un’attività di ogni giorno, quando incontriamo persone sole o in difficoltà che hanno bisogno di un nostro aiuto.
I volontari del Centro Caritas Monsano
- San Marcello ringraziano di cuore tutte le persone che sempre collaborano in
vario modo e sostengono generosamente
la loro attività invitandoli a continuare
in questa opera di bene in particolare le
Parrocchie, le Amministrazioni, le Associazione, la compagnia teatrale, i commercianti locali, le Ditte che ci hanno
donato i loro prodotti, la Scuola Materna,
le famiglie, il Banco Alimentare, la Prefettura per l’ortofrutta, la Caritas Diocesana, la Banca di Credito Cooperativo di
Ostra e Morro d’Alba e tutte le persone
che in qualche modo ci hanno sostenuto con le loro donazioni. Ci sentiamo di
ringraziare in particolar modo la Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi per il
contributo che ci elargisce e che per noi è
molto importante per far fronte all’acquisto degli alimenti.
Siamo grati al Signore del lavoro fatto e a
tutte quelle persone che nel corso di questi anni si sono spese.
Il parroco don Alberto
Il gruppo Caritas Monsano-San Marcello
LA FITCORP JESINA PROTAGONISTA NEL DOPO ALLUVIONE
Sportivi per i senigalliesi
Sono ancora ben impresse nella memoria di
tutti le drammatiche giornate dell’alluvione
di Senigallia. Lo sono altrettanto le giornate
successive. Giovani e meno giovani, armati
di pala e stivali di gomma, tra mille difficoltà,
hanno risposto ad uno spontaneo appello di
coscienza per riportare un briciolo di normalità alle famiglie sfollate. Basterebbe cliccare
sulla rete e documentarsi su una simile mobilitazione: una prossimità immediata che sicuramente ha fatto sentire meno sole le persone
colpite. Tra i volontari della prima ora ci sono
anche i membri dell’associazione sportiva dilettantistica FITCORP nata recentemente e
con la propria sede a Jesi. Per un mese l’associazione ha messo da parte tutte le sue attività, per garantire, in maniera coordinata con
la Protezione Civile, una presenza giornaliera
nelle zone più colpite di Senigallia. Gran parte del lavoro è consistito nello spalare il fango
dalle strade e dalle numerose abitazioni sommerse.
L’associazione, che, come da statuto, si occupa di sport e tempo libero, è lieta di aver contribuito ad un simile sforzo ha affermato il
Presidente Tiziano Bevilacqua che, ha inoltre
aggiunto: “questo evento ha permesso a noi
tutti membri dell’associazione di comprendere e far nostro l’ideale di unità e solidarietà che purtroppo viene fuori sovente solo in
questi casi e, giunge quindi spontaneo l’impegno di rinnovarlo e metterlo a disposizione
ogni giorno per i nostri clienti o per qualsiasi
altra persona con cui verremmo in contatto!”
La filosofia della Fitcorp ed il suo operato
sono rimasti impressi positivamente nella
mente di tutte quelle famiglie che in poche
ore si sono visti portar via tutto. Si tratta ovviamente di un piccolo contributo, una goccia d’acqua nell’oceano di difficoltà che ancora permangono ma la memoria di tutti coloro
che come la Fitcorp si sono dati da fare in
strada armati di pala e stivali hanno commosso e riempito di gioia una città che senza ombra di dubbio non sarebbe ritornata in piedi
cosi velocemente come ha fatto Senigallia.
Inoltre è stato messo a disposizione un conto
corrente postale per le eventuali donazioni,
per chiunque fosse interessato a donare queste sono le coordinate: 4023 6006 6091 7255;
causale: alluvione di Senigallia.
Per informazioni visitate il sito: www.Fitcorp.
it; mail: [email protected]
Delia Buraoui
C’è posto con il Csi dal Papa
Sono disponibili alcuni posti ancora per partecipare alla Giornata con Papa Francesco del 7 giugno
dedicata alle Società Sportive. Per informazioni ci si può rivolgere al Centro Sportivo Italiano in
Piazza Federico II, 7 (Tel. 0731-56508 mail: [email protected] - www.csiancona.it.
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regione | 3
Voce della Vallesina | 8 giugno 2014
scusateilbisticcio
LA SOCIETÀ AMICI DELLA MUSICA G.B.PERGOLESI CHIUDE LA STAGIONE AL CIRCOLO
Artisti coreani per Renata Tebaldi
(ghiribizzi lessicali)
PeterPun (con la u)
www.peterpun.it
QUOD DEMONSTRANDUM ERAT
(traduzione libera: come volevasi dimostrare)
Beppe Cri-cri è stato vittima di un conflitto di interessi: tra la
sua anima di politico (innegabile, peraltro) e quella di comico
(o satirico, più propriamente).
Certamente una battuta azzeccata può rivelarsi un’arma
preziosa al servizio di una battaglia politica. Ma, appunto, al
servizio. In Beppe, invece, il comico troppo spesso prende
la mano al politico e, invece di aiutarlo, lo ostacola: con
l’esasperazione – a volte anche indisponente – della polemica.
Perdonatemi la civetteria dell’autocitazione; ma, in tempi
non sospetti, l’avevo già rilevato. Repetìta iuvant.
CONTRÒLLATI, CAPO!
Dice, a Grillo, Casaleggio,
guru savio e “casareccio”:
Vacci piano col dileggio,
non scader nel pecoreccio.
LUDOLINGUISTICA & MNEMOTECNICA
Prosegue il prof. Piattelli Palmarini: Non dobbiamo vergognarci
di ricorrere a questi stratagemmi. Ci sono cose che dobbiamo,
di riffa o di raffa, ricordare. Se ci accorgiamo che, a dispetto
dei nostri sforzi, proprio non ci restano in mente, conviene
agganciarle a qualcos’altro. Nessuna associazione mentale è
troppo stupida [nerettatura nostra], o troppo personale, se
davvero funziona per noi.
(continua)
VERDI E LE ACCIAIERIE
Scarto iniziale… per melomani
Pur Terni sospira
sui casi d’Elvira.
Sì, anche i Xyyyyyy
apprezzan l’ Yyyyyy.
***
Risposta al quesito precedente:
TUSK, in inglese, significa ZANNA.
Proboscide, invece, suona trunk (si noti l’assonanza con tusk);
zampa, infine, equivale a paw.
lacitazione
l’accompagnamento al pianoforte della pianista Jin Hyoung Ahn abbiamo
ascoltato ed ammirato soprattutto le
soprano Jiwon Shim, Kyungun Park
e Hyunme Kim e il sorprendente tenore Jangki Jeon, che con una voce
limpida e forte ci ha trascinato nella
Traviata con le due celebri arie “De’
miei bollenti spiriti” e “Parigi o cara”...
Una bella serata, curata da Francesca
Matacena e So Hyun Lee, che chiude
la stagione 2013 - 2014 degli Amici
della Musica al Circolo Cittadino di
Jesi con la guida del direttore artistico
Giuseppe Di Chiara.
n.s.
VISITA GUIDATA AL CASTELLO DI MORRO D’ALBA
Al centro della cultura del tempo
La sede Archeoclub di Morro d’Alba
propone per l’8 giugno alle 18 una visita guidata al centro storico del paese
con una doppia finalità. In primo luogo intende fare riconoscere agli abitanti alcuni elementi del patrimonio
storico e artistico, di cui si è perduta
nel corso del tempo la cognizione del
valore, perché ciò che abbiamo sempre sotto gli occhi rischia di diventare
invisibile. In secondo luogo si vuole
fare partecipi i visitatori di quanto
esiste anche nei piccoli centri sparsi
nel territorio. Una lunga e articolata
ricerca effettuata in équipe attraverso i documenti d’archivio, le testimonianze orali e gli studi già pubblicati
permette ora di sapere che anche questo piccolo castello del contado jesino
è stato nel corso degli ultimi cinque
secoli sempre in contatto con la cultura del tempo. Architetti, ingegneri,
pittori, decoratori e scultori attivi a
livello regionale, ma anche tra Roma,
Firenze e Bologna sono stati qui chiamati dalle autorità laiche ed ecclesiastiche come anche dai privati per
costruire, decorare, restaurare, modi-
ficare. Pertanto hanno dato qui prova
di sé nel Cinquecento Ramazzani, nel
Seicento Ridolfi, nel Settecento Ferri,
Capponi, Vici e Maiolatesi, nell’Ottocento Angelucci, Ottaviani, Tamburini e nel Novecento i Bedini, Galimberti, Gronchi, Tamagnini. Tanto
altro ancora si deve scoprire, intanto
con la prevista visita guidata si vogliono offrire i risultati attuali della ricerca effettuata negli edifici pubblici, ma
anche privati che nell’occasione sono
stati messi gentilmente a disposizione
del pubblico.
La visita inizierà alle 18 dalla sala consiliare. Per informazioni Carlo Vernelli: 071 744819
14 GIUGNO A PALAZZO BALDESCHI BALLEANI DEDICATO AI BAMBINI
A cura di Riccardo Ceccarelli
Sogni e giochi suonando il pianoforte
La libertà religiosa
Affermare di voler liberare le persone costringendole a convertirsi è una odiosa e violenta contraddizione. Quello della libertà religiosa è il primo gradino della scala dei diritti
dell’uomo. Demolirlo significa far crollare, inesorabilmente
tutta la scala. [A proposito delle ragazze rapite e “convertite”
in Nigeria e di Meriam condannata a morte in Sudan perché
rimasta cristiana].
Card. Angelo Scola, arcivescovo di Milano, “Il Sole 24 Ore”,
25 maggio 2014.
lapulce
Il fazzoletto
“Ah, ridamme lo fazzolettino / Ah, ridamme lo fazzolettino, /
vado alla fonte lo vado a lavar!”. Era una delle delicate canzoncine (di casta intonazione sentimental-amorosa) in dialetto abruzzese che cantavamo nelle belle serate dopocena dei
campi estivi. Cosa ormai impensabile. Siamo entrati nell’era
dei fazzolettini di carta. Te li ritrovi (usati!) per strade, sedili
di bus e treni, panche di chiese, poltrone del cinema… Glorioso fazzoletto di pezza! Più povera l’umanità senza l’Otello
scespirian-verdiano centrato sul “fazzolettin” (di pezza) di
Desdemona. Impensabile con uno di carta!
Delegazione
ASSONAUTICA
Il 25 maggio al Circolo Cittadino di
Jesi si sono esibiti dei grandi artisti
coreani in un programma selezionato
di arie operistiche di Puccini, Verdi,
Cilea, Donizetti. Sono artisti giovani
ma con una tecnica e doti personali
elevate che siamo sicuri di riascoltare
nei più prestigiosi Teatri Lirici. Con
Un pomeriggio interamente de- all’infanzia. Questo evento così pardicato al mondo dei bambini sarà ticolare e simpatico è stato illustrasabato 14 giugno a Palazzo Balde- to da Andrea Carducci che, con la
schi Balleani alle 18. Le esplorazio- sua fantasia, ha disegnato il manini nei loro sogni e nei loro giochi festo per l’occasione ispirandosi alle
avverranno con quadretti musicali “Scene Infantili” di Schumann. Il
realizzati al pianoforte con com- suo talento artistico si può ammiraposizioni di Schumann, Bramhs, re anche nelle illustrazioni del libro
Debussy, Rota, Vinciguerra e tan- “Il bambino che seppelliva chitarre”
ti altri autori con brani eseguiti al di Sergio Cardinali. Questo evento,
pianoforte dagli allievi del M° Sara che sicuramente vedrà intervenire
Bonci. La pianista presenterà i suoi un numeroso pubblico, è uno degli
allievi ed essa stessa punteggerà le appuntamenti con cui la pianista
loro esecuzioni con brani dedicati partecipa alla vita culturale di Jesi.
notizie_brevi
5 giugno: a teatro la vita del dottor Pagliariccio
Il teatro come laboratorio di socialità e di inclusione, strumento
di formazione culturale e crescita educativa, approccio ai valori
della convivenza civile, della solidarietà, del rispetto dell’ambiente. Al centro il bambino e il ragazzo. Si svolge dal 24 maggio
al 12 giugno la XIV Rassegna Teatrale dell’Istituto Comprensivo
Autoscuole
CORINALDESI s.r.l.
Point
AUTOMOBIL
CLUB d’ITALIA
“C. Urbani” di Moie, realizzata con il patrocinio dei comuni di
Maiolati Spontini, Castelplanio, Poggio S. Marcello. Il 5 giugno,
ore 21, due rappresentazioni della scuola primaria di Moie: “Farfalle speciali… diverse ma uguali!” e “La gioia di donare”, liberamente tratto da “Una vita per la vita, il dottor Alfonso Federico Pagliariccio”.
Autoscuole – Scuola Nautica – Corsi di recupero punti per patenti – Corsi
di Formazione Professionale CQC – per merci pericolose A.D.R. – per
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Jesi, Via Mura Occidentali, 31 - tel. 0731 209147 c.a. - fax. 0731 212487 - Jesi, Via Gallodoro, 65 - tel. 0731 200809 - fax 0731 201914 Jesi, Via Gallodoro, 65 - tel. 0731 200809 - sede Consorzio Autoscuole Corinaldesi
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4 | attualità
8 giugno 2014 | Voce della Vallesina
DOPO LE ELEZIONI:l’Europa boccia ciò che non dovrebbe
Applausi corali e forse imprudenti
Cosa sceglie il popolo
di Remo Uncini
Il Popolo sovrano, tante volte invocato da diversi politici,
esistesse davvero? Esiste e, quando è necessario, interviene
con autorevolezza. Oltre le proposte dei partiti o dei movimenti il popolo, in un giorno, anche se stancamente, vota e
conta. Ha messo nell’urna un responso, ma coloro che oggi
esultano per il risultato non si facciano illusioni, domani
potrebbe essere diverso perché basta poco che la fiducia si
tramuti in condanna. A Jesi e nella Vallesina il partito della
fiducia al governo ha ottenuto più del 56% di voti contro il
20% di chi si era rifugiato nella condanna di tutto e di tutti.
È il risultato più importante nelle Marche per questo partito. Ormai le guerre ideologiche sono tramontate, i cittadini esaminano sempre più le strategie, dai politici pretende soluzioni, onestà, praticabilità della vita sociale. Non è
vero che il popolo non si interessa di politica. Prima delle
elezioni, fino a diversi anni fa, per cercare i voti si facevano
riunioni di condominio, nei caseggiati, nelle piazze c’erano
cittadini che si apprestavano ad ascoltare il politico di turno
ma oggi tutto questo non c’è più. L’informatica e la televisione sono nelle case, quasi tutti seguono i programmi con
i dibattiti politici, condotti con una certa astuzia per catturare spettatori. L’elettore tiene sotto pressione i politici, i governi, il potere, ragiona con l’interesse di chi può perdere o
guadagnare nella vita. Valuta l’abitabilità nelle città, la tutela
della casa, l’avvenire per sé e per la famiglia. Oggi le paure
dei cittadini sono talmente tante che l’insicurezza del presente è prioritaria. La pensione, la sanità, l’assistenza sociale,
i diritti acquisiti, il posto di lavoro diventano gli obbiettivi
della gente ed esigono risposte. Vogliono sapere come si farà
ad uscire dalla crisi e hanno paura del “dopo” specialmente di chi cavalca l’onda del populismo e non ha soluzioni. Si
domandano: “Avrò la pensione? I miei risparmi rimarranno?
I figli avranno un lavoro? La casa? La libertà che ho rimarrà uguale, oppure sarò limitato nello studiare, nel viaggiare, nell’impegnarmi, nel fare impresa, nel commercio?” Il
popolo sovrano si pone queste domande, quando va a votare, e un attimo prima di mettere il suo segno nella scheda
elettorale valuta nella sua coscienza quale è la scelta. Non
vuole avventure ma la tranquillità. Sa di essere governato da
uomini come lui, sa che chi gestisce il potere può cadere in
tentazione, sa che a questa democrazia non c’è alternativa,
ma sa anche che non può compromettersi l’avvenire. Vuole un mondo diverso senza il pericolo di trovarsi, domani,
nell’insicurezza. Il voto di domenica 25 maggio ha il significato della paura e della speranza. É libero, non ha pregiudizi
ma è capace di cogliere l’essenza della partecipazione, cioè
quella di esaminare i problemi e le possibili soluzioni, e poi
votare di chi ha fiducia. Per questo coloro che hanno avuto
un buon responso elettorale devono riflettere, lavorare alle
soluzioni, cercare di coinvolgere, perché il popolo sovrano
ogni sera ascolta e poi riflette e, al momento, opportuno
giudica.
MIGRANTES: una ricerca sugli italiani in Cina
Sulla strada di Marco Polo
“Sulle orme di Marco Polo: Italiani in Cina”. Questo il titolo del volume della Fondazione Migrantes (Edizioni
Tau), che sarà presentato il 3 giugno a Roma presso la
sede della Società Geografica Italiana (Palazzetto Mattei in Villa Celimontana, via della Navicella, 12, alle 17).
Il volume è il risultato del progetto A.M.I.C.O. (Analisi
della Migrazione degli Italiani in Cina Oggi) ed è curato
da Giovanna Di Vincenzo, Fabio Marcelli e Maria Francesca Staiano. L’indagine è stata effettuata tra il 2013 e
il 2014 per la Fondazione Migrantes, nell’ambito di studi più ampi sull’emigrazione italiana all’estero dell’VIII
Rapporto Migrantes “Italiani nel Mondo”. “La Cina, paese
solitamente generatore di flussi di immigrazione all’estero - spiegano i ricercatori - sta diventando negli ultimi
anni una meta di emigrazione per molti stranieri da tutto il mondo. Tra questi vi sono anche molti italiani, che
decidono di trasferirsi nel gigante asiatico per motivi di
studio o di lavoro”.
di Riccardo Ceccarelli
La Commissione Europea, che sarà sostituita a breve dopo le elezioni del 25
maggio, tra i suoi ultimi “regali gratificanti” ai cittadini europei, ha bocciato
il 28 maggio l’iniziativa popolare “Uno
di noi – One of Us” (firmata da due milioni di cittadini di tutti gli stati dell’Unione Europea) finalizzata alla tutela
dell’embrione umano e sollecitando il
blocco dei finanziamenti europei per
gli esperimenti sulle cellule embrionali
e per i programmi pro aborto. Questo
è avvenuto a pochi giorni dalle nuove
nomine a mandato già praticamente
– se non formalmente – scaduto. Vero
modello di democrazia. Non era una
richiesta campata in aria. Aveva per
oggetto la protezione giuridica della dignità, del diritto alla vita e dell’integrità
di ogni essere umano fin dal concepimento nelle aree di competenza dell’Unione Europea. Diritto internazionale
e alcune sentenze la avvaloravano. È
stata respinta. Il Commissario alla Ricerca, Maire Geoghegan-Quinn, ha
dichiarato che «i finanziamenti alla ricerca sulle cellule staminali embrionali
continueranno perché questa è l’unica
ricerca che scientificamente dia prova
di curare con medicinali ‘salva vita’».
«Falso e scientificamente mai provato,
nonostante milioni di embrioni e feti
sacrificati, nessuno studio scientifico
ha mai dimostrato queste affermazioni», ha soggiunto Luca Volonté. Mentre Andris Piebalgs, Commissario allo
Sviluppo, ha riaffermato la vecchia e
infondata storia della mortalità materna legata alla mancanza di aborto.
«Purtroppo per lui, dice ancora Luca
Volonté, e per le agenzie internazionali che lucrano sulla pelle di bambini
abortiti e donne gravide, i dati dimostrano esattamente il contrario: laddove l’aborto è vietato o scarsamente praticato, la mortalità materna è ridotta la
minimo» (La nuova Bussola Quotidiana, 29 maggio). La deriva dell’Unione e
di singoli Stati sui temi etici purtroppo
non è nuova. I promotori dell’iniziativa
popolare credevano, e credono ancora,
che «l’unità europea debba ritrovare
motivazione e slancio recuperando la
sua anima che affonda le radici nell’umanesimo che, fecondato dal cristianesimo, ha gradualmente costruito una
visione della società che pone al centro
la persona umana». I protagonisti della
politica sembrano smentirli pur andando contro la storia e l’evidenza. E sembrano smentirli anche coloro che sono
stati eletti pochi giorni fa tra l’applauso
generale. Già è stato detto che «la disputa sulle radici cristiane è tanto fresca nel ricordo quanto lontanissima sul
piano politico se non anche su quello
storico e culturale», concludendo che
«ci si potrebbe perfino chiedere se non
sia una vittoria provvidenziale, uno di
quegli eventi della storia che il mondo
cattolico ha dapprima deprecato poi
accettato, anche serenamente: per dire,
da Galileo a Porta Pia» (Angiolo Bandinelli, Il Foglio, 29 maggio). Qui però
non sono in discussione l’accordo letterale tra la Bibbia e la scienza e la sua
autonomia (Galileo) o il potere temporale (Porta Pia), bensì la dignità stessa
dell’uomo, il suo diritto alla vita, la sua
integrità, il suo essere. Le leggi che si
stanno predisponendo o approvando, anche in Italia, stanno andando in
questa direzione, secondo un’ideologia
individualista radicale. Tutti sono contro lo “stato etico”, decisore, arbitro e
giudice del bene e del male, come fonte
dell’etica per il singolo e per la collettività, di fatto però «l’Unione impone eccessivamente la sua legge e, addirittura,
la sua morale. […] Nei campi della vita
e della famiglia, ma anche dell’educazione dei nostri figli, del rispetto della
legge morale naturale e quindi della
filosofia della vita, l’Unione europea
entra ormai sistematicamente a gamba tesa e impone i suoi valori, appiattendoci» (Stefano Fontana, La nuova
Bussola Quotidiana, 29 maggio). Non é
più sufficiente continuare a richiamarsi
agli ideali dei Fondatori senza operare
politicamente di conseguenza; gli stessi cattolici non sembrano averlo capito
fino in fondo. Gli eletti da noi applauditi che si apprestano a costruire l’Europa
rischiano di fare un’Europa “altra” dalla
sua storia, dalla sua cultura, dagli stessi
popoli che pure li hanno espressi. Dietro la crisi economica, ben più globale
e profonda vi è una crisi “dentro”, una
scissione di identità e di verità dell’uomo stesso che si rivela poi anche nella
politica e nelle scelte che essa determina. I cristiani possono e debbono dire
qualcosa. Non solo applaudire i vincitori di turno.
IL LIBRO DEL CARDINALE BRANDMÜLLER PERCORRE LA STORIA DELLA CHIESA IN GERMANIA
Perché il messaggio cristiano sia incluso nel mondo
Una cavalcata attraverso i secoli, perché “chi vuole comprendere il mondo – e la Chiesa – di oggi, chi vuole contribuire con piena coscienza delle proprie responsabilità alla
costruzione del loro futuro, deve conoscere il loro passato,
deve porsi di fronte alla loro storia”. Sono parole del cardinale Walter Brandmüller, contenute in apertura del suo
nuovo volume Eventi eloquenti. L’agire della Chiesa nella
storia, pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana, che riunisce una serie di scritti del cardinale apparsi su L’Osservatore Romano nel corso degli ultimi dieci anni.
I temi affrontati dal cardinale Brandmüller, a lungo presidente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche, sono numerosi, e spaziano dal rapporto tra Chiesa e arte alla serie
dei Pontefici tedeschi, dalla presenza di Giovanni Hus al
Concilio di Costanza alla storia di quel “Conclave singolare” che portò all’elezione di Martino V, dalla visita a Roma
di Martin Lutero nel 1510 al Concilio di Trento, dal rapporto tra Galileo Galilei e la Chiesa, al ruolo della Chiesa
cattolica nella Germania comunista, fino poi al dibattito
postconciliare.
t e r r e l e m e n t a r i
L’erba voglio...
di Silvano Sbarbati
“L’erba voglio cresce soltanto nei giardini del re”, recitava un proverbio che da
bambini le nonne ci ripetevano quando
le nostre richieste, le nostre volontà (che
erano desideri…) travalicavano le reali
possibilità di essere realizzate. “Vojo”,
in dialetto, era un verbo (declinato al
tempo presente, modo indicativo) che
non piaceva molto a chi aveva il compito
di educarci a un sano senso del pratico
vivere senza indulgere nelle velleità. Il
proverbio mi è venuto alla mente leggendo in qua e là (sui giornali, sui social
network – ovvero su internet) quante
persone invece vorrebbero non vederla
più, questa erba. Nel senso che c’è tutto un dibattito, serrato e costante, sul-
la condizione delle zone verdi delle nostre città e dei nostri borghi medievali.
L’erba andrebbe tolta di mezzo, perché
l’erba lasciata crescere senza misura
(la nostra, naturalmente) è disdicevole
e presenta un’immagine di trascuratezza. Per cui il dibattito si amplifica tra
coloro che dell’erba farebbero a meno,
ovvero dell’erba non tagliata come si
dovrebbe. Come nei giardini del re, credo; dove, credo, sarà stata tagliata da
solerti giardinieri nei modi consoni alla
ricchezza del re. Tant’è, l’erba ridiventa
elemento di discussioni accese: se vale
la pena spenderci soldi che andrebbero
utilizzati per altri scopi, da altri considerati più importanti alla qualità del
vivere. Ma l’erba cresce, e non aspetta
che i dibattiti si esauriscano: anzi, una
volta tagliata, complice acqua e sole, ricresce senza sentir le ragioni degli uni e
degli altri. I giardini del re esistono nelle fiabe perché i giardini pubblici sono di
tutti, soprattutto dei tanti che non sono
re. Allora l’erba diventa un elemento
che discrimina: chi la vorrebbe tagliata
a dovere, e chi la sopporterebbe a patto
che si facessero altre cose. Il dibattito
non finirà presto, ne sono sicuro. Perché tra l’altro, tagliare l’erba può darsi
che nell’immaginario collettivo rimandi
al taglio delle cose inutili, al taglio del
perdipiù, al taglio di ciò che non ci piace e che non vorremmo esista. Torna il
verbo “volere”. A mia nonna non sarebbe
piaciuto, ma mia nonna non c’è più a ripetermelo, per cui mi toccherà farlo da
solo. Tosaerba elettrico o a motore?
jesi | 5
Voce della Vallesina | 8 giugno 2014
CERIMONIA DI CHIUSURA DELL’ANNO ACCADEMICO DELLA LIBERA UNIVERSITÀ PER ADULTI
Le inquietudini di un’anima libera
Al termine dell’Anno Accademico il 30 maggio il presidente della
Luaj, prof. Giancarlo Vecci, ha
presentato un bilancio delle attività svolte. Varie discipline sono
state trattate dai docenti, alcune
nuove e originali, altre già in passato incluse nei programmi. Tra
le prime sono state le lezioni di
sociologia, dietologia, storia delle
religioni, giardinaggio, fotografia,
operetta; tra le seconde, i corsi di
letteratura, lingue straniere, musica, attività diverse di laboratorio.
Numerose sono state le escursioni
culturali che hanno raggiunto luoghi e città d’arte d’Italia. Prossima
è la partenza per quella che, come
consuetudine, viene organizzata a
fine anno in un paese oltre frontiera. Avrà questa volta come meta i
paesi scandinavi.
La cerimonia di chiusura, tenuta
nel teatro S. Francesco, ha accol-
to come ospite d’onore lo scultore
maceratese Severino Braccialarghe, discendente da una famiglia
di artisti impegnati da quattro
generazioni in attività politiche,
sindacali e sociali difese conformemente ad ideali di libertà e
giustizia per i quali i suoi predecessori hanno anche combattuto o
sono stati imprigionati. Sulla sua
famiglia Severino Braccialarghe
ha scritto libri e allestito recentemente una mostra a Recanati.
È ora autore di una nuova opera,
questa volta a carattere autobiografico: “Un’emigrazione difficile”. Del libro sono stati riassunti
e illustrati i contenuti, lette anche
alcune pagine.
Severino Braccialarghe sembra
compendiare tutti i tratti del carattere dei suoi predecessori aggiungendo ad essi anche un’eccellente
abilità narrativa. L’emigrazione di
cui parla non è soltanto quella che
lo ha portato a trascorrere anni di
vita lontano dalle Marche, cioè
a Milano, Lecce o addirittura in
Sud Africa. È anche l’irrequietezza di un’anima anarchica votata ad
una continua ricerca di libertà. Su
questa inquietudine egli ha costruito la sua eclettica abilità d’artista.
Disegnatore, architetto, scultore,
desidera essere apprezzato senza
pregiudizi per le sue effettive qualità. Per le sue idee progressiste
è venuto anche in contatto, negli
anni ’70, con le Brigate Rosse, di
cui però ha respinto decisamente
l’estremismo e lo spietato stragismo. Ora Severino Braccialarghe
risiede nella città a cui sente di
appartenere di più: a Pietrasanta,
la ‘capitale dei grandi scultori’.
In omaggio a tutti i collaboratori
della Luaj è stato offerto un bronzetto da lui realizzato. Raffigura
l’angolo_della poesia
Enigmistica
Cambio d’iniziale
Le elezioni
un cavallo impennato, vagamente
simile a quello collocato di fronte
al palazzo della Rai. Simbolicamente fa riferimento allo slancio
con cui l’artista, in cui può essere
riconoscibile l’umanità, ha affrontato le difficoltà della vita, all’instabilità, alla precarietà, al rischio,
al coraggio dell’avventura; alla
tensione anche verso quell’ideale,
o forse utopia della libertà, che lo
ha fatto volare lontano.
Foto e testo
Augusta Franco Cardinali
Nella foto: lo scultore Severino
Braccialarghe, al centro, con il
prof. Giancarlo Vecci, presidente della Luaj e Rita Bompadre,
dell’Associazione Culturale S. Ginesio, che ha curato la presentazione del libro.
DAL 25 AL 29 MAGGIO A JESI CON “MALATI DI NIENTE”
l’aria è primaverile, gradevole
co’ la tessera elettorale vo’ sul seggio
piano piano ‘bbocco dentro la cabina
e prima de fa’ ’n segno sulle schede…
me xxxx circospetto e xxxx
bene la tendina!
Programmi, sms, promesse, assemblee,
volantini che trabocca dalla cassetta postale!
Dopo ‘n mese de campagna elettorale
se vota! C’è l’elezioni comunali e pure l’eu- … A esprime il pensiero mio, lo confesso,
non je la fo’ se me sento osservato
ropee!
proprio… come quanno vo’ al cesso!!!
È l’ultima domenica de maggio,
il cielo è azzurro ce stà il sole
Walter Ricci
“A che punto sono di questa storia”
Tra barriere, precipizi, amici e argomenti da salvare, dentro questo cerchio imperfetto si può ancora sognare. La solitudine che abita in noi tutti è frazionata in
più livelli a secondo della nostra identità
o storia, e se quest’ultima capita che sia
un po’ particolare, sorge la necessità naturale di confrontarsi con altre. Ma dove
sono gli altri? La famiglia spesso è fragile
vicino ai tanti sbalzi d’umore, così i tanti
viaggi mentali, per lo più sconosciuti, vengono messi in luce tramite i vari punti di
riferimento che il tempo e tanta passione
hanno fatto crescere. Dal giornale “Capo
Horrn” nato dodici anni fa ai vari centri
di incontro per ogni età e grado di limite,
ognuno può esporsi, chiedendo aiuto o aggiungendo qualcosa per tutti. Nella Mostra
fotografica risaltano alcuni volti più o meno
conosciuti, che evidenziano la normalità di
parlare di un disagio che può toccare ogni
vicenda. Malati di niente non abbraccia solamente coloro che corrono ad alta velocità andando fuori binario, ma soccorre spesso persone con senso artistico nelle forme
più molteplici, anche dell’espressione quotidiana della vita. Intanto gli operatori di
tutt’Italia hanno costituito le officine terapeutiche multifamiliari, tramite le quali si
rompe con il passato. L’atteggiamento nuovo non interviene più sul caso isolato, ma
i nuclei d’origine vengono invitati a collaborare nelle comunità organizzate con le
Aziende Sanitarie, spegnendo così la teoria
del capro espiatorio.
Elisabetta Rocchetti
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PARIGI, NORMANDIA E BRETAGNA
LUSSEMBURGO, BELGIO E OLANDA
ARMENIA E GEORGIA
VIENNA E SALISBURGO
SOGGIORNO A KRANJSKA GORA
SICILIA
SARDEGNA
LA TURCHIA PIU’ BELLA
TERRA SANTA E GIORDANIA
INDIA CLASSICA
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16 – 21 GIUGNO
28 – 29 GIUGNO
29 GIUGNO
19 – 20 LUGLIO
25 – 27 LUGLIO
26 LUGLIO – 3 AGOSTO
5 – 13 AGOSTO
9- 16 AGOSTO
12- 19 AGOSTO
13 – 17 AGOSTO
23 – 30 AGOSTO
31 AGOSTO – 6 SETTEMBRE
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6 | psicologia_società
8 giugno 2014 | Voce della Vallesina
JESI: ACLI E CARITAS ALLEATI CONTRO LA POVERTÀ
Uniti per la giustizia sociale
Si è svolto a Jesi il 24 maggio un convegno promosso dalle Acli e dalla Caritas delle Marche sul tema: “Uniti
contro la povertà”. Dopo l’introduzione del presidente regionale delle
Acli, Francesco Baldoni, e del rappresentante del Comune di Jesi, dott.
ssa Lenti, il responsabile del Centro
Studi Acli delle Marche, Marco Moroni, ha messo a fuoco sia storicamente che dal profilo sociologico il tema
del convegno. La constatazione alla
base di tutto é stata che negli ulti-
mi decenni si è avuta una fortissima
crescita della povertà, sia assoluta
che relativa, dovuta non solo alla
crisi che stiamo vivendo ma a un modello di sviluppo che penalizza i più
deboli, favorisce le disuguaglianze,
la concentrazione della ricchezza e
anestetizza il senso comunitario della responsabilità. Ha poi preso la parola Mario Bettucci, delegato regionale della Caritas, l’organizzazione
che più di ogni altra, in Italia e nelle
Marche, si è fatta carico dei poveri,
con le sue iniziative di solidarietà, le
sue mense e i suoi centri di ascolto.
Bettucci ha sottolineato i risultati
ottenuti quando la Caritas è riuscita
a lavorare insieme con altri soggetti
associati: le Acli e i gruppi di volontariato. Essere “uniti contro la povertà” è il vero obiettivo del futuro.
Ha chiuso il convegno il presidente
nazionale delle Acli, Gianni Bottalico,
che ha presentato il progetto elaborato da Acli e Caritas “per un patto
contro la povertà” sul quale si è costruita a livello nazionale una “Alleanza contro la povertà”, sostenuta
non solo dalle Acli e dalla Caritas ma
anche dai sindacati, dalle istituzioni
locali e da un gran numero di gruppi e associazioni di volontariato e di
promozione sociale.
L’Alleanza contro la povertà si è posta due piani di azione prioritari di
durata almeno quinquennale: Premere sulle istituzioni perché affrontino l’emergenza
con un Piano nazionale di
contrasto alla povertà, ma
operino anche per eliminare le cause del fenomeno
e questo è possibile solo se
si riduce la disoccupazione
con politiche per il lavoro
e se si riducono le disugua-
glianze con politiche fiscali redistributive.
Introdurre una misura nazionale contro la povertà assoluta. Vista l’insostenibilità economica di un “reddito
di cittadinanza” per tutti i cittadini
senza reddito, le Acli e la Caritas
chiedono al Governo di introdurre un
“reddito di inclusione sociale” (REIS)
rivolto a tutte le famiglie che vivono
in condizione di povertà assoluta.
Il processo di impoverimento che
blocca il futuro del nostro Paese – ha
concluso Bottalico – può essere fermato, ma servono politiche di sviluppo improntate a maggiore giustizia sociale. E questo obiettivo può
essere raggiunto soltanto se cresce
quella cultura della solidarietà che è
stata posta al centro del Patto promosso da Acli e Caritas e che ha portato alla nascita dell’Alleanza contro
la povertà.
La mente e l’anima
Figlio dello stesso cielo e della stessa terra
di Federico Cardinali
In India due cugine di 14 e 15 anni
sono state violentate da un gruppo di sette uomini. Poi uccise. Appartenevano alla casta dei Dalit,
gli intoccabili. In tutta l’India, una
nazione di 1,2 miliardi di abitanti,
avviene uno stupro ogni ventidue
minuti.
Farzana Iqbal, una giovane di 25
anni, incinta di tre mesi, è stata
uccisa a colpi di pietra e bastoni
a Lahore, in Pakistan. A ucciderla
sono stati suo padre, i due fratelli
e il fidanzato designato, insieme
ad altri che si sono aggiunte ai
suoi familiari. Farzana si era rifiutata di sposare l’uomo che suo padre aveva deciso, sposando invece
colui che lei si era scelta.
Meriam, 27 anni, è stata condannata a morte in Sudan perché non
si è convertita all’Islam. Che è la
religione di suo padre. Ora è in
prigione e ha partorito la sua seconda bambina. Con lei è rinchiuso anche il primo figlio, Martin, di
22 mesi. Al momento la condanna
è sospesa perché deve allattare la
bambina: le hanno dato due anni
di tempo.
Notizie di questi ultimi giorni.
Sembra un notiziario di guerra.
Ma non lo è. È molto peggio: è un
notiziario di donne condannate a
morte. Perché colpevoli. Colpevoli di essere donne.
Prima che andiamo avanti, però,
per evitare di lavarci le mani con
la ‘nobile’ motivazione che tutto
questo avviene in paesi lontani
dall’Italia, con altre culture e altre religioni, proviamo a ricordare
che a casa nostra, nel nostro civile
Paese, lo scorso anno sono state
uccise, dai loro compagni o dai
loro ex, 177 donne: una ogni tre
giorni.
Lo so che tutte queste notizie
messe insieme ci danno amarezza
e la tentazione di girare lo sguardo
da un’altra parte è forte. Lo è per
me. Credo che lo sia anche per voi.
Perché allora le ho riprese, mettendole una accanto all’altra? Perché io temo che se le guardiamo
lasciando che il nostro sguardo
cammini in superficie, ci perdiamo una riflessione. Che non possiamo lasciar andare.
nel cogliere il substrato profondo, l’humus che alimenta e rende
difficili da estirpare certe scale di
valori (stereotipi) che continuano
a sopravvivere nonostante le novità e le scoperte che la scienza e
la tecnologia oggi mettono nelle
nostre mani.
Proviamo allora a chiederci perché avvengono simili fatti. Qual è
la ragione che sottostà a gesti tanto assurdi e disumani. È proprio
qui, credo, che rischiamo di cadere nella confusione e nella superficialità di giudizio.
Cos’è che accomuna gli episodi
che stiamo guardando? C’è un
solo pensiero che li alimenta e
li sostiene: la donna è proprietà
dell’uomo. O, visto dall’altro lato:
l’uomo è il padrone della donna.
Che è la stessa cosa. Non c’entrano le religioni. Se non per il fatto
che tradizioni religiose e cultura si
alimentano a vicenda.
È facile dire che in India la cultura delle caste, sostenuta da motivazioni che si rifanno a vecchie
tradizioni religiose, dovrebbe essere ormai superata dal momento
che questa nazione ha raggiunto
livelli di conoscenze e di ricerca
scientifiche al pari dei nostri paesi occidentali. Che ha radici di
spiritualità così profonde che non
è infrequente che noi stessi vi facciamo riferimento. Negli ultimi
decenni molti dei nostri giovani
si recavano in questo Paese alla ricerca di luce e di speranza di fronte alla crisi di valori che stavamo
sperimentando.
È facile anche dire che Meriam è
stata condannata perché cristiana,
e fermare qui il nostro pensiero. È
certamente vero: i giudici le avevano dato tre giorni di tempo per
decidere di rinunciare al cristianesimo e di abbracciare la religione
islamica. E di fronte al suo rifiuto
hanno emesso la sentenza di morte.
Ma un’analisi più attenta ci permette di cogliere qualcosa di
molto più profondo. E molto più
pericoloso: tanto più quanto più
rimangono in superficie le nostre valutazioni e i nostri interventi. Gli strumenti di analisi che
l’antropologia culturale ci mette a disposizione sanno guidarci
Un gruppo di uomini si sente
autorizzato a violentare due ragazzine e a ucciderle senza farsi
troppi problemi? Niente di strano.
Se la donna (femmina) è proprietà dell’uomo (maschio), questi ne
può fare quello che vuole e quando vuole! Una figlia si permette di
sposare un uomo diverso da quello che per lei ha deciso suo padre?
Il padre e i fratelli (maschi) possono fare di lei quello che vogliono.
Anche toglierle la vita dal momento che essi ne sono i padroni.
Perché Meriam deve abbracciare
la religione islamica? Non perché
questa sia migliore di quella cristiana (non è questa la motivazione dei giudici), ma perché l’Islam
è la religione di suo padre. E lei,
che è una donna, è tenuta a seguire la religione del suo padrone.
Centosettantasette uomini italiani
si sentono autorizzati ad uccidere
le loro compagne? La ragione è
sempre la stessa: il padrone può
fare ciò che vuole della sua proprietà.
Apriamo gli occhi! Vedremo che
donne e uomini apparteniamo allo
stesso mondo. Perché figli dello
stesso Cielo e della stessa Terra.
Chi vuole scrivere allo psicologo può farlo o per e-mail ([email protected] o [email protected])
o per posta a Voce della Vallesina - colloqui con lo psicologo - P.za Federico II, 8 - 60035 JESI
dona 5 x 1000 dell’IRPEF
a favore
MISSIONE BRASILE
onlus
- Amici di Don Luigi S. MARIA NUOVA (AN) - ITALIA
Recapiti: 3286381126
3474416435 - 3384211316
Sono stati realizzati nella Missione di Don Luigi Carrescia, Camaçari (BRASILE)
grazie anche al 5x1000:
- Asilo
- Centro Oculistico
- Centro Polivalente
Il 5 x 1000 non è una tassa aggiuntiva: è solo l' indicazione della destinazione di una parte del
tributo che si paga allo Stato a favore di un beneficiario.
Nella dichiarazione dei redditi:
- firma nella sezione "Sostegno del volontariato e delle altre Associazioni non lucrative"
ed indica il nostro Codice Fiscale: 91032820424
Asilo
email: [email protected]
colloqui con lo psicologo
Centro Oculistico
!
ZIE
GRA
Centro Polivalente
vita_ecclesiale | 7
Voce della Vallesina | 8 giugno 2014
La chiesa locale
Il diario
del vescovo
Gerardo
8 giugno 2014
PENTECOSTE
Giovedì 5 giugno
Ore 9,45: Seminario, Consiglio Presbiterale
Visita pastorale a Collina
Ore 16.30: Il Vescovo è a disposizione per collo
qui e confessioni
Ore 18.30: S. Messa
Ore 21: incontro con cresimandi e genitori del
Duomo
Venerdì 6 giugno
Visita pastorale a S. Maria Nuova
Ore 16.30-19: Il Vescovo è a disposizione per colloqui e confessioni
Sabato 7 giugno
Ore 17.30: Monastero delle Clarisse, S. Messa e
professione nell’OFS
Ore 21.15: Cattedrale, Veglia di Pentecoste
Domenica 8 giugno
Ore 10.30: San Pietro Martire, S. Messa e apertura settimana feste parrocchiali
Ore 18.30: Cattedrale, S. Messa e Cresima
Ore 21: Incontro a carattere vocazionale
Lunedì 9 giugno
Ore 21: Incontro formativo con consacrate e aspiranti dell’O.V. di Jesi e Senigallia
Martedì 10 giugno
Ore 15-19: Il vescovo riceve in Duomo per colloqui
e Confessioni
Mercoledì 11 giugno
9.30: Riunione della conferenza episcopale Marchigiana
Oggi sposi
7 giugno: Moreno
Ponzetti e Pamela
Filomeni a San Marco;
Gianfranco Gatti e
Elisabetta Giaccaglia a
San Pietro Martire.
13 giugno per
Missione Brasile
La compagnia teatrale “L’Altalena”
presenta “Altalena per una quaterna” il 13 giugno alle 20,30 presso il
circolo cittadino di Jesi. L’incasso
della serata sarà per l’associazione
“Missione Brasile” onlus per sostenere le attività di don Luigi Carrescia.
Informazioni presso Gianluca Carrescia tel. 338 4211316.
Voce
dellaVallesina
SETTIMANALE DI ISPIRAZIONE
CATTOLICA DELLA DIOCESI DI JESI
FONDATO NEL 1953
a cura di
don Corrado Magnani
[email protected]
Dal Vangelo secondo
Giovanni (20,19-23)
La parola della domenica
al vedere il Signore. Gesù disse
loro di nuovo: «Pace a voi! Come
il Padre ha mandato me, anch’io
mando voi». Dopo aver detto questo,
alitò su di loro e disse. «Ricevete
lo Spirito Santo; a chi rimetterete i
peccati saranno rimessi e a chi non li
rimetterete, resteranno non rimessi».
La sera di quello stesso giorno, il
primo dopo il sabato, mentre erano
chiuse le porte del luogo dove si
trovavano i discepoli per timore
dei Giudei, venne Gesù, stette in
mezzo a loro e disse: «Pace a voi».
Detto questo, mostrò loro le mai
e il costato. E i discepoli gioirono
Abitati dal vento e dal fuoco
“VENNE ALL’IMPROVVISO DAL tempo; per giustificare una vita persoCIELO UN ROMBO COME DI VEN- nale o comunitaria che non dà fastidio
a nessuno, una vita rassicurante che
TO IMPETUOSO….”
Così Luca, negli Atti degli Apostoli non ha più voglia di lottare. Mentre lo
2,1-2, racconta la venuta dello Spirito Spirito è forza, libertà, fantasia di Dio e
Santo sugli apostoli, spaventati, rinta- non lo si può fermare.
nati, e a porte sbarrate “per paura dei
A noi, abitati dal vento dello Spirito,
Giudei” (Gv 20,19).
E da quel giorno “dello Spirito di Dio è spetta il coraggio di farci portar via
piena la terra”; è abitata, animata la co- l’abito di giudici incorreggibili e mumunità dei credenti che sperimentano rati nell’ufficialità; di deporre le nostre
viva e feconda la presenza del Cristo prudenze asfittiche, le nostre sentenze
risorto.
prefabbricate per ritrovare uno slanIl popolo di Dio (= la chiesa) si mostra cio, una passione per la vita che passa,
docile e fedele allo Spirito nella misura un’emozione, una attenzione per la diin cui abbandona la pretesa di ammi- versità, una commozione per l’umano;
nistrarlo, e accetta gioiosamente che le e per dire parole fresche di sorgente,
originali, che riscaldano e illuminano il
sfugga dalle mani.
A noi che ci diciamo cristiani, abitati e cuore. Parole “ispirate”.
fatti nuovi dallo Spirito di Dio, spetta Dovremmo chiedere allo Spirito il colasciarsi guidare da Lui che soffia dove raggio di farci strappare dalle mani
vuole e quando vuole, e che occorre qualche foglio dei programmi già detanta attenzione, per coglierne la pre- finiti, qualche pagina dai nostri codici;
senza leggera e imprevedibile. Lo Spi- il coraggio di spezzare i nostri atteggiarito di Dio, come vento gagliardo, apre menti di difesa, il nostro stare dietro i
le porte per togliere la paura. Si può ar- muri, la nostra paura che nascondiamo
rivare ad aprire le porte, ma poi rima- dietro le leggi e le norme.
nere ingabbiati in uno spirito di timidezza che non testimonia, che non ha “APPARVERO LORO LINGUE COME
forza, che non ha amore. Intenti a “do- DI FUOCO ...E SI POSARONO SU
sare” lo Spirito, a regolamentarlo; ma- CIASCUNO” (Atti 2,3). É abbastanza
gari per garantire l’ordine, legittimare difficile non aver paura del fuoco. Il
decisioni e scelte ormai collaudate nel fuoco dello Spirito non è decorativo,
come quello da salotto. É forte, vero,
imprevedibile. Non decidiamo noi ciò
che dev’essere bruciato dal fuoco. La
sua azione non risparmia nulla, neppure quelle cose che noi riteniamo
importanti o essenziali. La nuova creazione del mondo nasce da un imprevedibile, incontenibile incendio.
È lo Spirito di Dio che è venuto e viene
sempre ad accendere una passione per
la vita bella.
Come amati da Dio, noi dovremmo
essere disposti a maneggiare il fuoco,
a non avere qualche esitazione a non
lasciarsi scottare; a lasciar bruciare in
noi e fuori di noi steccati, veti incrociati, pregiudizi che dividono e che rendono gli altri invisibili. E si realizzi così
l’unità nelle nostre diversità. Lo spirito
di Dio incenerisca le parole senz’anima, avvelenate e ci doni un parlare con
amore: quell’unico linguaggio che tutti
capiscono.
E infine a noi non rimane che invocare lo Spirito perché accenda in noi un
intenso spirito di “compassione”; accenda quel fuoco che spinge ad essere
forti con se stessi e con la vita; a farsi
violenza quando il desiderio non diventa volontà e quando non si “forza”
il sogno a trasformarsi in realtà; a non
lasciarsi ingannare dal vivere il passato
o il futuro senza vivere l’oggi.
IL PAPA IN TERRA SANTA BENEDICE IL MASTER IN MUSICA SACRA DEL MAGNIFICAT
Poi spezzeremo il pane dell’unità
Il pellegrinaggio di Sua Santità
Francesco in Terra Santa in occasione del 50° anniversario dell’incontro a Gerusalemme tra Papa
Paolo VI e il Patriarca Atenagora, dal 24 al 26 maggio, ha offerto
tante occasioni di riflessione e di
conoscenza della situazione nella
Terra di Gesù. «Papa Francesco ha
inaugurato in questo viaggio – ha
scritto l’inviata Sir a Gerusalemme,
Maria Chiara Biagioni - una nuova
diplomazia che va oltre i protocolli politici e punta al cuore delle
persone, convinto che la pace non
è solo l’esito di trattati internazionali ma una costruzione umana
che si edifica giorno per giorno. É
una diplomazia per la pace che
Direttore responsabile
Beatrice Testadiferro
Comitato editoriale:
Vittorio Massaccesi, Giuseppe
Quagliani, Antonio Lombardi
Responsabile amministrativo
Antonio Quaranta
Proprietà: Diocesi di Jesi
Registrazione Tribunale di Ancona
n. 143 del 10.1.1953
ha bisogno di essere alimentata
da grandi prospettive. Per questo
Papa Francesco ha voluto accanto a sé in questo viaggio delicato e
complesso i suoi due amici argentini, il Rabbino Abraham Skorka e
l’islamico Omar Abboud. Con loro
ha attraversato i luoghi sacri e le
sedi istituzionali delle due grandi
religioni dell’ebraismo e dell’Islam».
La settimana scorsa abbiamo riportato in prima pagina un commento di padre Armando Pierucci,
il francescano organista della Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme e fondatore della scuola di
musica Magnificat. «Quello che ho
cercato di far benedire – scriveva
padre Armando - è stato un tondo
Composizione grafica
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Stampa
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in pietra: 70 cm di diametro, 40
chili di peso. É il logo del master in
Musica Sacra che intendiamo aprire all’Istituto Magnificat: raffigura
due linee convergenti, quasi due ali
che si aprono al volo, due braccia
che si tendono, due semicerchi
che si avvicinano per formare una
nota musicale. Se cominciamo
a dire che vogliamo aprire una
Scuola dove si studia la Musica
Sacra delle dodici Confessioni
Cristiane presenti a Gerusalemme; che, nonostante secoli di separazione, tutti conserviamo testi e melodie di quando eravamo
uniti; che dobbiamo ritrovare il
nostro comune modo di pregare;
che dobbiamo unirci in un canto
Questo numero è stato chiuso in
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che non ricordiamo più, ma è nella memoria della Chiesa universale, forse si comprende che ancora
una volta la musica è una strada
a corsia privilegiata verso l’Unità
dei Cristiani. C’è un ecumenismo
musicale di chi vuole ritrovare
quel canto, raffigurato negli affreschi delle catacombe di Roma, o
nei mosaici della Giordania, della
Siria, nei dipinti dell’Etiopia. Cominciamo a cantare insieme e poi
spezzeremo di nuovo il Pane sullo
stesso altare».
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8 giugno 2014 | Voce della Vallesina
CONSIGLIO PASTORALE: LA DIOCESI VERSO FIRENZE 2015
I frutti di una nuova umanità
La sera del 28 maggio si è riunito il consiglio
pastorale diocesano per raccogliere quanto
era richiesto dall’invito a partecipare al 5°
convegno ecclesiale nazionale a Firenze (913 novembre 2015).
C’è tempo, si direbbe. Certo, c’è più di un
anno per entrare nella prospettiva richiesta
dal convenire della Chiesa italiana. Ognuno
dei quattro convegni precedenti ha lasciato un segno nella chiesa italiana. Il più importante è la modalità del convenire delle
chiese, in assemblee e convegni. Lo stile
che ci offrono è l’espressione della Chiesa
di popolo in uscita missionaria (vedi Evangelii Gaudium). Noi ci siamo radunati dopo
aver accolto l’invito rivolto a tutte le chiese locali e in particolare ai Consigli pastorali di accogliere la proposta di contenuto e
offrire il dono di una propria esperienza in
atto in tal senso.
Il contenuto del prossimo convegno di Firenze ha questo titolo: “In Cristo Gesù il
nuovo umanesimo”.
Il Convegno affronterà il trapasso culturale
e sociale che caratterizza il nostro tempo e
che incide sempre più nella mentalità e nel
costume delle persone, sradicando a volte
principi e valori fondamentali per l’esistenza personale, familiare e sociale. L’atteggiamento che deve ispirare la riflessione è
quello a cui richiama quotidianamente papa
Francesco: leggere i segni dei tempi e parlare il linguaggio dell’amore che Gesù ci ha
insegnato. Solo una Chiesa che si rende vicina alle persone e alla loro vita reale, infatti,
pone le condizioni per l’annuncio e la comunicazione della fede.
Perché ciò avvenga - afferma l’invito - ci
serve un vero e corale discernimento, condizione imprescindibile per realizzare un
incontro capace di orientare la vita della
Chiesa in Italia. In questo esercizio ci la-
sciamo ispirare da papa Francesco, che ne
è interprete autorevole: «Io credo che ci sia
sempre bisogno di tempo per porre le basi
di un cambiamento vero, efficace. E questo
è il tempo del discernimento, che si realizza sempre alla presenza del Signore, guardando i segni, ascoltando le cose che accadono, il sentire della gente, specialmente i
poveri» (Intervista a La Civiltà Cattolica).
Il comitato preparatorio presieduto da
mons. Nosiglia, vescovo di Torino, ci chiede
di farci un dono: la narrazione di un’esperienza positiva (anche con i suoi nodi problematici) in ordine alla domanda: Come la
fede in Gesù Cristo illumina l’umano e invita a crescere in umanità?
La nostra diocesi ha risposto. La serata è
passata nella rassegna di alcune esperienze
positive che stanno emergendo, alcune da
anni, altre da poco tempo, per fare della
fede una promozione umana.
Qui ora non possiamo riassumerle. Si passa
in rassegna tutta la vita pastorale, perché
ogni azione di chiesa è chiamata a produrre
nuova umanità. Qualcuno ha indicato l’esperienza caritativa, altri l’arte che diventa
appello e illuminazione della fede, oppure
la collaborazione per Voce della Vallesina
come luogo di dialogo tra diversi; o l’esperienza degli Oratori e c’è chi ha indicato
l’esperienza di Adorazione che coinvolge
800 persone e che attende di produrre frutti di nuova umanità…
Il Consiglio pastorale ha accolto infine i
partecipanti al Convegno di Loreto per consegnare gli Atti e il Vescovo ha raccontato
come si sta procedendo.
Il Consiglio ha discusso come procedere nel
settembre diocesano e ci si è orientati per
un convegno sulle tematiche della Comunicazione da vivere alla vigilia di san Settimio.
Don Mariano Piccotti
INCONTRO
CON
IL
VATICANISTA
de “La Stampa”, Giacomo Galeazzi
PER LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO:
AD UN ANNO
DALLA SUA
ELEZIONE!
GIOVEDÌ 5 GIUGNO 2014 - ALLE ORE 18.00
presso la Biblioteca Diocesana di Jesi, Piazza Federico II n.8
conduce: Gianni Rossetti, Direttore della Scuola di Giornalismo di Urbino
Ricordo
In ricordo di Primo Luigi Bini
La nostra vita scorre a volte così ricca di particolari, che spesso ne dimentichiamo qualcuno. Alcune persone che sono vissute
accanto a noi, invece, ricordano. Mi è capitato pochi giorni fa a
una mostra di quadri, in cui un vecchio amico, in un improvviso
flashback, mi ha riportato a episodi vecchi di decenni vissuti con
il dottor Primo Luigi Bini. Erano gli anni settanta del novecento.
Allora capitava che tra la chirurgia del prof. Renato Scoccianti, di
cui ero Aiuto, e la pediatria di Bini vi fossero dei consulti. A quel
tempo il nostro Ospedale era libero da influenze esterne: una
commissione di cittadini jesini ne conduceva l’amministrazione.
L’Ostetricia di Grechi lavorava anche per i territori prossimi a Jesi
e molti bambini venivano al mondo a rallegrare i genitori e i nonni. Non sempre però le cose andavano nel verso giusto. Non tutti i
bambini venivano alla luce sani. Problemi di vario genere ne mettevano in pericolo la vita: cuore, polmoni, intestino dei neonati
non sempre facevano il loro dovere alla nascita.
Con le malformazioni cardiache non ci siamo mai cimentati per
mancanza di personale e di attrezzature, ma per il resto, nella testa di Primo ritornava un’idea fissa e mi chiedeva: «Perché
mandare in altre sedi quei bambini che potremo curare qui a Jesi?
Perché tu, che vai tanto spesso a Milano, non ti specializzi in chirurgia dell’Infanzia?»
Due anni aggiuntivi alla specializzazione di Chirurgia Generale
erano necessari per conseguire la branca chirurgica in specializzazione dei bambini. La chirurgia generale di Jesi lavorava
di gran lena e alla fine dell’anno si raggiungevano anche i 1300
interventi chirurgici. Le sale operatorie venivano gestite direttamente dai reparti e noi ci eravamo organizzati con due letti
operatori in cui il Professore ed io operavamo in contemporanea,
a volte con uno e a volte con due anestesisti. Ottenuto il parere
favorevole del prof. Scoccianti, mi iscrissi alla specializzazione in
Chirurgia dell’Infanzia ed in due anni ottenni il diploma. Allora si
poteva lavorare presso il proprio ospedale e conseguire le specialità frequentando una volta al mese per una decina di giorni i
reparti specialistici dell’Università (ricordo che conobbi a Milano
Enzo Jannacci: anche lui frequentava il corso di specializzazione).
E così cominciammo ad operare anche i bambini a Jesi: interventi prima semplici, poi sempre più complessi nell’ambito delle nostre oneste possibilità, ottenendo risultati tali che
tutti i pediatri di Jesi collaboravano con noi. Fu un periodo
esaltante per tutti noi della Chirurgia, della Pediatria e dell’Ostetricia. Fu un vero dipartimento chirurgico materno infantile,
senza imbrigliamenti burocratici.
I nostri risultati furono anche pubblicati su riviste scientifiche
come Minerva pediatrica, Minerva medica, Minerva chirurgica. Poi all’improvviso, dopo la riforma sanitaria del 1980, senza
preavviso -lo ricordo ancora oggi con un senso di sgomento- ci
fu impedito ogni intervento sui bambini, tanto che un bambino
con un’ernia inguinoscrotale strozzata venne trasferito, con la
scusante che era troppo rischioso anestetizzarlo. Nel frattempo,
nel reparto di Otorino continuavano tranquillamente ad operare
senza limiti di età!
Primo Bini, forse più esperto di me, o forse più informato, mi disse con rassegnazione che era finita un’epoca di lavoro, caratterizzata dall’indipendenza professionale, dall’iniziativa personale,
dall’entusiasmo, dalla generosità e dall’altruismo.
E fu profeta.
Nazzareno Santoni
8 luglio 1929
9 maggio 2014
Anna Maria Mancini
ved. Vasconi
Il 9 maggio, dopo una lunga e dolorosa
malattia, si è fermato il grande cuore
di Anna Maria Mancini. Molti, ragazzi e
adulti, che hanno frequentato la Mensa, l’Oratorio e la Parrocchia di San
Francesco di Paola, la ricorderanno
come una donna forte, grande lavoratrice, generosa e piena di premure
e rispetto per tutti. La sua forte fede
l’ha sorretta sempre anche in mezzo
alle sofferenze.
La messa del trigesimo sarà celebrata nella Parrocchia di San Massimiliano Kolbe, lunedì 9 giugno
alle 8,30.
I figli M. Bernardina,
Eleonora e Gabriele
Ricordo
Don Bruno Gagliardini
Domenica 8 giugno alle 9,30 e 11,30
nella chiesa parrocchiale di San Francesco di Paola a Jesi sarà ricordato
don Bruno a quattro anni dal suo ritorno alla Casa del Padre. Tra le innumerevoli iniziative, aveva dato
inizio al pellegrinaggio a piedi da Jesi
a Loreto. I suoi parrocchiani lo ricordano con riconoscenza.
DALLA RIFLESSIONE VOCAZIONALE DI GIUGNO A CURA DI DON MICUCCI
A settembre due giovani seminaristi
«Porto ancora vivo nel cuore il ricordo della
Veglia di preghiera nella chiesa di San Marco
il 10 maggio, in occasione della 51° Giornata
Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, dove
in un clima di raccoglimento siamo stati edificati dalle testimonianze di vita consacrata di
due monaci: quella video di fratel Michael Davide benedettino e quella dal vivo di suor Maria
Sabina carmelitana di Jesi, nonché quella della
famiglia Paris con tre bambini adottati. La gioia si è moltiplicata quando il Vescovo ha dato
l’annuncio dell’entrata in seminario, il prossimo
settembre, di due giovani diocesani (Cristiano
e Paolo), che si sono presentati alla comunità
raccolta in preghiera. A tutto ciò si aggiunge il
pellegrinaggio in Polonia con il nostro Vescovo
previsto dal 12 al 16 giugno, sulle orme di San
Giovanni Paolo II, al quale parteciperà tutto il
gruppo dei giovani “del giovedì” attualmente in
cammino di discernimento vocazionale. Sarà
un onore unirci a tutti voi adoratori in preghiera nei luoghi santi di Częstochowa presso
il Santuario della Madonna Nera e in quello
della Divina Misericordia legato a Santa Faustina Kowalska, nonché sul luogo della morte ad
Auschwitz di San Massimiliano Maria Kolbe.
Ritorneremo in tempo a Jesi per festeggiare insieme la Solennità del Corpo e Sangue di Cristo
e quella del Sacro Cuore di Gesù, giornata di
preghiera per la santificazione sacerdotale. Ci
lasciamo dandoci appuntamento per la Veglia
di Pentecoste in Duomo dove invocheremo con
e per Maria Santissima, il dono dello Spirito
Santo perché rinnovi la nostra vita e quella di
ogni uomo secondo uno stile di risposta vocazionale». Il messaggio vocazionale è inserito
nella lettera agli adoratori del Vescovo del mese
di giugno.
vallesina | 9
Voce della Vallesina | 8 giugno 2014
IL “CAMMINO NEOCATECUMENALE” NELLE PIAZZE DI JESI
LA 37ª CONVOCAZIONE DEL RINNOVAMENTO CON IL PAPA
Una comunità in uscita
«La gioventù va rischiata bene»
Già nel 2013 fratelli e sorelle de “Il Cammino Neocatecumenale” avevano predicato “la
Domenica 1 e lunedì 2 giugno si è svolta allo
stadio Olimpico di Roma la 37ª Convocazione
del Rinnovamento. Moltissimi i fedeli accorsi
anche dai gruppi del RnS di Jesi e di tutte le
Marche. Quest’anno la Convocazione del Rinnovamento si è spostata da Rimini a Roma, e
ha benedetto e abbracciato i bambini; al Rinnovamento ha raccomandato l’unità e ha dato
il compito di portare ovunque la grazia dell’effusione dello Spirito Santo: “Voi del Rinnovamento avete avuto un grande dono dal Signore perché, nati come corrente di grazia nella
ha accolto Papa Francesco che, referente del
Rinnovamento a Buenos Aires prima di salire al
Soglio pontificio, sabato pomeriggio ha pregato insieme ai 52 mila convocati nella Capitale.
Ha pregato per le famiglie, i giovani, i sacerdoti, i portatori di handicap, gli anziani. Queste le sue parole: “A voi, sacerdoti, dico solo
una cosa: vicinanza a Gesù, come i discepoli
erano vicini a Gesù, e vicinanza alla gente, al
popolo di Dio che vi è stato affidato... Sarebbe triste se un giovane custodisse la sua gioventù in una cassaforte, diventerebbe vecchia
nel peggior senso della parola. La gioventù va
rischiata bene, con speranza, per scommetterla su cose grandi... Le famiglie sono la Chiesa domestica, dove Gesù cresce nell’amore
dei coniugi, nelle vite dei figli. Per questo il
nemico attacca fortemente le famiglie, cerca
di distruggerle, perché non vuole che l’amore
sia lì. Dio la renda forte... I fratelli e le sorelle che soffrono, che hanno una malattia, sono
unti dalla sofferenza di Gesù. Imitano Gesù nel
momento difficile della croce». Papa Francesco
Chiesa e per la Chiesa, il Signore vi ha fatto
parte del primo dono dello Spirito che è il dono
di se stesso, che è amore che fa innamorare
di Gesù. E questo amore cambia la vita!”. Una
Convocazione speciale quella di quest’anno, un
vero e proprio incontro mondiale di evangelizzazione e preghiera carismatica, promosso dal
Rinnovamento nello Spirito in collaborazione
con Iccrs (International Charismatic Catholic
Renewal Services) e Cfcccf (Catholic Fraternity
of Charismatic Covenant Communities and fellowships). Questi i numeri: 47.000 gli italiani
intervenuti, 5.000 i delegati delle comunità carismatiche cattoliche mondiali presenti, provenienti da 55 Paesi. 1300 i volontari, oltre 1500
i sacerdoti e le religiose presenti; 3.000 i bambini che hanno partecipato ai Meeting organizzati per loro. Tra i relatori, oltre al Presidente RnS Salvatore Martinez, il predicatore della
Casa Pontificia, padre Raniero Cantalamessa, e
il cardinale Angelo Comastri, vicario del Santo
Padre per la Città del Vaticano.
Lucia Romiti
grande Missione” in 100 piazze di Abruzzo e
Marche, con cinque incontri durante le domeniche di Pasqua. La missione continua anche
quest’anno e, a Jesi, il 4 maggio si è svolto
il primo incontro nella piazzetta dei giardini pubblici. La Parola del Signore è risuonata sulla strada, in mezzo al frastuono delle
motociclette e delle auto che sfrecciavano
per via Cavallotti celebrando lo “Scudetto”
della Juventus... L’incontro è stato guidato
da Franco Costarelli e Stefano Mariani, della
seconda Comunità, che insieme ad altri giovani e adulti de “Il Cammino” di Jesi hanno
cantato al suono della chitarra: “Voglio gridare la gioia al Santo d’Israele...” danzando in
cerchio per manifestare la gioia di essere figli
di Dio e fratelli in Cristo Gesù. Dopo la recita
dei Vespri, l’ascolto delle letture bibliche: il
celebre brano della Lettera ai Filippesi (Fil 2,
5-11) e il Vangelo del cieco nato (Gv 9,1-41).
Forti e incisive le testimonianze. Riporto in
sintesi quella di Vincenzo di Civitanova Marche: 40 anni, sposato con Marilena da 14.
«Quando eravamo fidanzati - dice - ci sembrava che non ci mancasse niente; in realtà
ci mancava qualcosa... di importante: Dio.
L’abbiamo capito grazie all’annuncio ricevuto
da “Il Cammino” e poi ci siamo sposati. Es-
sendo affetti da anemia, a parere del medico
non potevamo avere figli, e invece... abbiamo
messo al mondo cinque figli. Dopo la nascita
del quarto figlio mi è stato diagnosticato un
tumore: avevo tanta paura della morte, ma
facendo le cure e affidandomi a Dio, sono
guarito. Quindi mi sono aperto alla vita ed è
nata la quinta figlia, Luisa Maria». Un’avventura esistenziale a lieto fine che potrebbe far
dire a qualcuno: “fortunato!” o “miracolato!”.
Forse più che stupirsi o provare invidia per i
doni che il Signore fa, per sua grazia, dovremmo accogliere l’invito a crescere nella fede e
a mettere la nostra vita nelle mani di Dio.
Franco Costarelli in giro per la piazza munito di microfono, chiede alla gente: “Chi è Dio
per te?”. Una signora risponde: “Tutti siamo
Dio; io sono Dio a me stessa”. E Franco interviene: «Dio è Padre, noi abbiamo bisogno di
Lui perché non siamo autosufficienti. E poi...
ci sono gli altri. Non sapremmo amarli se non
ci fosse Dio che ci ama e ci insegna ad amare
tutti, a cominciare dagli “ultimi”». Commentando il brano evangelico del cieco nato, don
Vittorio Magnanelli invita i partecipanti ad
“aprire gli occhi” sulla realtà della fede e a
confidare in Gesù, il Salvatore del mondo.
La parola, le pause di silenzio, le preghiere,
la danza e il canto corale del “Magnificat”
hanno rivelato la gioia dell’incontro con il Dio
Vivente, la lode e il ringraziamento più bello
di una comunità “in uscita” che annuncia il
Vangelo per le vie di Jesi.
Maria Crisafulli
Il Cammino neocatecumenale, iniziato da
Kiko Argüello e Carmen Hernández nel 1964
a Madrid, è presente in oltre 1.320 diocesi di 110 paesi nei 5 continenti, con 20.000
comunità in circa 6.000 parrocchie.
foto_notizia
Incontri
di famiglia
Presso la parrocchia di Santa Maria Goretti, a Falconara, si sono incontrati
gli Zenobi e i Radicioni con tutti i loro cugini per pregare insieme al parroco
don Ciro. Nella foto il ricordo della giornata di festa in famiglia.
10 | in_diocesi
8 giugno 2014 | Voce della Vallesina
PARROCCHIA DI SAN MASSIMILIANO KOLBE: a ccolti quattordici nuovi “militi”
Raccontate le meraviglie di Dio
È viva e operante nella Diocesi di gionale della Milizia, con una ricca
Jesi l’associazione “Milizia dell’Im- relazione su “La medaglia miramacolata”, fondata nel 1917 dal colosa”, immagine suggerita dalla
padre francescano Massimiliano Madonna stessa a Santa Caterina
Kolbe e diffusa in tutto il mon- Labouré nel 1830; medaglia adotdo. La Milizia ha realizzato anche tata da padre Massimiliano Kolbe
quest’anno il Corso di preparazio- come “strumento di apostolato” e
ne per la Consacrazione solenne simbolo di vita cristiana. Il Corall’Immacolata: cinque incontri so ha fatto emergere la centralità
che si sono svolti dal 30 aprile al del mistero di Cristo e la missione
28 maggio nella parrocchia di San della Chiesa che si affida a Maria,
Massimiliano Kolbe. Ha inaugu- “stella dell’evangelizzazione”.
rato il Corso il vescovo Gerardo
presentando, alla luce del Vange- Festa della missione
lo, della “Lumen Gentium” e della Nella chiesa di San Massimiliano
“Evangelii Gaudium”, la figura di Kolbe, la sera del 31 maggio, sotMaria di Nazaret, donna del Ma- to la grande Croce che sovrasta
gnificat, modello della Chiesa. Con l’altare, e davanti all’immagine
un’analisi puntuale della parabola luminosa della Vergine coronata
del seminatore, don Claudio Pro- di stelle, tutto un tripudio di fiori:
cicchiani ha svolto il tema “Maria, cestini di splendide rose bianche
donna docile alla Parola”. Molto che creavano nei cuori la mistica
significativa anche la catechesi di attesa di un evento nuziale. Ed è
padre Sergio Cognigni, assistente stato proprio così quella sera: 14
regionale della Milizia, su “Mas- persone di Jesi e di altre località
similiano Kolbe: vero Francesco della diocesi hanno confermato
d’Assisi per i nostri tempi”. Ampia la loro fedeltà al Signore e con il
e ben documentata la riflessione Rito della Consacrazione all’Im“Consacrarsi all’Immacolata nello macolata sono state accolte nelspirito della M.I”, della prof. Do- la “Milizia” di Jesi. Il canto di
natella Coppari. Ha concluso il Risurrezione “Nei cieli un grido
Corso Anna Susat, presidente re- risuonò: alleluia!” ha dato inizio
alla Messa della Solennità dell’Ascensione, presieduta dal vescovo
Gerardo e concelebrata dal parroco, don Gianfranco Rossetti, con
l’assistenza del diacono Giancarlo
Sabbatini. «L’Ascensione è la festa
della speranza - ha detto il Vescovo - che ci invita a guardare alla
meta. Siate persone di speranza
nelle situazioni concrete di questo mondo, perché Gesù ha vinto
il male. Dobbiamo dire questo tesimali. Il Rito si è concluso con
con gioia! L’altra festa di oggi, la l’Atto solenne di consacrazione,
Visitazione, ci ricorda che Maria, composto da padre Massimiliapiena di vita, va ad annunciare no Kolbe, e con la consegna della
la sua gioia ad Elisabetta. L’A- “Medaglia miracolosa”. L’assemblea
scensione è anche la festa della canta all’unisono: “Le tue mani son
missione. Voi, battezzati, ”militi” piene di fiori: dove li portavi, fradell’Immacolata, appartenete al tello mio? Li portavo alla tomba di
Signore e siete chiamati a raccon- Cristo, ma l’ho trovata vuota, fratare le meraviglie di Dio. Ognuno tello mio. Alleluia, alleluia....”.
ha una storia, raccontiamola: il Sono divenuti “militi” dell’ImSignore ci ama e provvede alla no- macolata: Michela Catani, Paolo
stra vita. Non staccatevi mai da Cecchini, Cristiano Coppa, GoMaria e a Lei affidate il dono del retta Finucci, Laura Novelli, Giovostro Battesimo. Siate strumenti vanna Oroni, Moreno Palazzini,
docili: il mondo ha bisogno di Dio». Tiziana Pasquini, Stefania PaoChiamati per nome dalla presiden- lucci, Carmela Anna Maria Sales,
te regionale della “Milizia”, Anna Mariella Santoni, Angela Sgubbi,
Susat, i candidati hanno espresso Federica Squadroni, Denis Turdavanti alla Chiesa le loro inten- chi. Poco prima della Messa uno
zioni e rinnovato le promesse bat- di loro, Cristiano Coppa, 30 anni,
IL CORO “REGINA DELLA PACE” NELLA CITTADINA TEDESCA CANTA SPONTINI E AQUILANTI
Incontro tra le città gemelle a Waiblingen
Della loro trasferta a Waiblingen
ne hanno parlato in tanti, sia prima
che avvenisse, con tutta una serie
di proposte e progetti poi dimostratisi improponibili, che dopo con un
bilancio giudicato più che buono.
Stiamo parlando della visita fatta da
una rappresentanza jesina alla città
“gemella” di Waiblingen in Germania;
una trasferta lampo che ha interessato amministratori cittadini, un artista
ed il coro “Regina della Pace”. Nel
capoluogo del Baden Wurttemberg
si sono ritrovate delegazioni provenienti dalle quattro città gemellate: c’erano
i francesi di Mayenne, gli inglesi di Devizes,
gli ungheresi di Baja e il piccolo gruppo jesino guidato dal vice sindaco, Luca Butini e
composto dal consigliere comunale Giuseppe
(Pino) Gullace, dall’artista Massimo Ippoliti,
dalla rappresentante dell’Ufficio Turismo Federica Micheli e dal Coro. Nelle due giornate di permanenza ognuno ha avuto il suo bel
da fare; ha cominciato il Coro diretto dal M°
Diego Pucci con l’esecuzione di un brevissimo
concerto nella splendida e sonora sala teatro
del Burgerzentrum al termine del quale, sono
cominciati i primi contatti con altri gruppi, in
particolare con i francesi e gli stessi tedeschi.
Nel corso della serata di “Musica senza fron-
tiere” l’assessore Butini ha presieduto una
cerimonia ufficiale conclusasi con il concerto
eseguito da tre bande di altrettanti Paesi. In
questa fase il nostro Dottor Butini si è anche
improvvisato direttore d’orchestra, scandendo il ritmo con la classica bacchetta. Dopo
una notte di meritato riposo, la minuscola
formazione corale del Regina della pace, accompagnata dai rappresentanti delle istituzioni e da Ippoliti, si è trasferita nella chiesa protestante Johannes unter dem Kreuz,
Korber Hoehe per partecipare ad un’insolita
(per tutti noi cattolici) funzione religiosa presieduta da una donna “sacerdote”. É stato
in questa occasione che il complesso musicale jesino ha dimostrato tutta la sua bravura
eseguendo in apertura un brano di
Gaspare Spontini, “Ave Maris Stella” e in chiusura l’”Inno alla Beata
Vergine Maria” di Giancarlo Aquilanti. Tra i due brani di compositori
“locali”, il M° Pucci, questa volta
all’organo assieme a Fabiola Frontalini, il soprano Elisabetta Amici,
ed il mezzo soprano Valeria Pastore hanno incantato i tanti presenti
eseguendo lo “Stabat Mater” di G.B.
Pergolesi. Al termine, tra le pareti
della chiesa protestante, hanno riecheggiato a lungo gli applausi di un
pubblico che religiosamente ha seguito l’intero concerto. L’altro successo riscosso dalla
delegazione jesina è venuto da Massimo Ippoliti e dalla sua creazione artistica. Nel pomeriggio di domenica, mentre il coro aveva
già intrapreso la strada del ritorno, c’è stata
l’inaugurazione della rotatoria dei gemellaggi
posta all’incrocio tra le vie Mayenne, Devizes
e Jesi. In questa rotatoria fa la sua bella figura il piccolo monumento realizzato da Ippoliti
che ha convinto i “gemelli” tedeschi ad ordinare una nuova scultura. Vice Sindaco, Coro
e Artista; tre soggetti che da soli hanno conquistato ancora una volta il teutonico popolo
di Waiblingen e non solo.
Sedulio Brazzini
di Rosora, mi aveva detto: “Conoscevo la Milizia e poi ho saputo
del Corso per la consacrazione…
Poiché sto facendo un cammino di
discernimento vocazionale, ho deciso di affidarmi all’Immacolata, a
Lei così docile alla voce dello Spirito». In settembre Cristiano entrerà
in Seminario. Anna Susat, invitata
dal Vescovo, ha rivolto un saluto fraterno ai nuovi militi: «Siate
strumenti nelle mani dell’Immacolata per collaborare all’avvento
del Regno di Dio. È un cammino di
santità, per la realizzazione delle
promesse battesimali. Un cammino sicuro. San Massimiliano Kolbe
ha detto: “Amate l’Immacolata e
Lei vi renderà felici” ».
Maria Crisafulli
Foto Andrea Boari
notizie_brevi
4-6 luglio: ritiro a Fonte Avellana
Da venerdì 4 a domenica 6 luglio una proposta
per gli adoratori: tre giorni di ritiro al monastero di Fonte Avellana, situato nel comune di Serra
Sant’Abbondio. Il programma e le schede di adesione sono disponibili presso la chiesa dell’Adorazione. In queste giornate si alterneranno momenti formativi guidati da don Gianni Giacomelli,
priore di Fonte Avellana, incentrati sulla Parola,
con l’approfondimento del Vangelo di Matteo,
momenti di Preghiera, momenti dedicati alla meditazione personale e momenti di svago e comunione.
15-21 settembre:
mostra su Rolando Rivi
Il Vescovo Gerardo regala agli adolescenti e ai
giovani una bellissima mostra sulla vita del Beato Martire Rolando Rivi nato il 17 gennaio 1931
ed ucciso a soli quattordici anni a Palagano (Modena) il 13 aprile 1945, nel clima di odio verso la
Chiesa e i sacerdoti. Rolando amava indossare la
tonaca nera portata a quei tempi dai sacerdoti
cattolici e questa fu la “colpa”, per la quale venne
ucciso con l’intento dichiarato di eliminare un
prete futuro. La mostra “IO SONO DI GESU’ ”
sarà visitabile nella cattedrale di Jesi da lunedì 15
alla mattinata di venerdì 19 settembre e dal pomeriggio del 19 e nei giorni 20 e 21 si potrà visitare nella chiesa parrocchiale Cristo Redentore di
Moie. La mostra è importante per far conoscere
ai nostri giovani la storia recente; ma è assai utile
per tutti.
Voce della Vallesina
Per i ricordi
delle persone care
0731.208145
pastorale | 11
Voce della Vallesina | 8 giugno 2014
INTERNI DI CHIESE (13): nel 1010 san Romualdo iniziò un suo insediamento monastico
Sant’Elena: “come siede solitaria!”
Scorgendo ultimamente l’abbazia di Sant’Elena
passando in superstrada, m’è venuto il mente l’incipit delle Lamentazione di Geremia profeta (che
si riferiva alla Gerusalemme abbandonata): “Ah,
come siede solitaria / la città un tempo ricca di
popolo!”. Eppure deriva anche da tale quieta solitudine il suo attuale fascino. Adagiata sulla destra
dell’Esino, in confluenza con l’Esinante, rimane
seminascosta da pini e pioppi, con quel fascino
d’antico che ricopre le sue pietre muscose. Non
così le altre abbazie della Vallesina: San Vittore ha
il turismo delle Grotte, Moje il paesotto attorno e
Chiaravalle un’intera cittadina. Però non pensate
alla Sant’Elena dei matrimoni chic, “dove ci vengono bene le foto”. Andateci in un giorno tranquillo:
la troverete sempre aperta. Bravo anche per questo il parroco don Lucio (detto “il prete del Sasso”,
instancabile promotore della Frasassitour!), primo
artefice del suo restauro. Entrate: vi troverete avvolti in una penombra che avrà bisogno di un paio
di minuti per far dilatare le pupille e trovarvi in un
ambiente di massiccia e quasi selvaggia robustezza,
illuminato da poche e anguste feritoie. Sedetevi
vicino all’ingresso, magari socchiudendo la porta:
ascoltate la voce possente del silenzio. E da quella
non meno forte delle calde pietre d’arenaria che
vi circondano. Proverete quello che Rudolf Otto, il
grande teorico del “Sacro”, chiamava fascinans et
tremendum. Ci sentiamo attratti dal “mistero” e
nello stesso tempo ne avvertiamo la vertigine. Leopardi insuperabilmente l’ha espressa ne l’Infinito.
Ma bisogna farne “esperienza”: il dolce non basta
descriverlo, bisogna assaggiarlo! E non si tratta di
sentimentalismo, ma di quel “vertice dell’anima”
cantato dai mistici: che non erano esaltati fuori dal
mondo, ma che ne sapevano cogliere la dimensione
più profonda e quindi più vera.
Questa è dunque l’ “anima” di chiese come Sant’Elena, il cui “corpo” (stile architettonico, capitelli, ecc.) è ampiamente descritto sia in depliant e
opuscoli, sia negli studi sistematici (immaginate
un po’ se Cherubini non l’ha girata, rigirata e poi
descritta!). In questa località nel 1010 san Romualdo in persona, fondatore dei Camaldolesi, iniziò un
suo insediamento monastico. Due secoli dopo (nel
1212: s. Francesco aveva 31 anni ed era in piena
attività!) fu consacrata questa Abbazia alla presenza dei vescovi di Camerino (del cui territorio dio-
cesano da parte), Ancona, Senigallia, Fano e Jesi,
oltre che dei superiori monastici (come recita una
lapide alla sinistra del presbiterio). La prima impressione è che si tratti di una chiesa “quadrata”,
i cui costruttori hanno dato un’occhiatina alla non
lontana San Vittore. E in realtà ciò che la “allunga” è il vasto presbiterio rialzato, cui si accede ora
tramite traballanti scale di legno. Infatti la sottostante cripta franò e il tutto fu rifatto nel 1925. Si
consenta: sarebbe stato proprio un falso fare delle
semplici scale in muratura, come pure pavimentare la cripta ora in terra battuta? Mah, bizzarrie
delle Soprintendenze! Godetevi pure i misteriosi
capitelli romanico-barbarici dei pilastri. Una “possanza costruttiva” che la configura come chiesafortezza, e che spiega il sagrato chiuso da un muro
difensivo: i suoi vasti possedimenti facevano gola
ai vari tirannelli locali. E poi ci si metteva anche
il papa col dare in “commenda” a vescovi e cardinaloni queste abbazie, i cui eccessivi possedimenti
hanno provocato la generale decadenza monastica del secolo XIV-XV. Ma noi godiamoci Sant’Elena
– intitolata alla grande imperatrice e madre di Costantino - così com’è oggi, a due passi dalle nostre
agitate periferie, “esistenziali” e urbane. É lei che,
secondo la leggenda narrata dai sublimi affreschi
del grande Piero ad Arezzo, avrebbe ritrovato il
vero legno della Santa Croce. Aiuti anche noi a recuperare in Cristo, nel silenzio avvolgente di questa abbazia, il senso profondo della vita.
[email protected]
Nuovo Vescovo di Macerata
è mons. Marconi
Alle 12 nella Cattedrale di San Giuliano
in Macerata l’Amministratore Apostolico
mons. Claudio Giuliodori ha dato la notizia
dell’elezione da parte del Santo Padre di
mons. Nazareno Marconi, presbitero della
Diocesi di Città di Castello, a Vescovo di
Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia.
«Carissime sorelle e fratelli in Cristo e uomini e donne di buona volontà – ha scritto
mons. Marconi - di ogni popolo e fede, che
abitate nella terra benedetta di MacerataTolentino-Recanati-Cingoli e Treia, il Signore vi dia la Sua Pace. Permettete che mi
rivolga a voi con le parole del cuore e la
semplicità che amo da sempre. Quando ho
saputo della decisione del Santo Padre ho
provato insieme timore e pace profonda. Il
timore nasce dalla coscienza dei miei limiti, per i quali già da ora domando perdono.
La pace dall’esperienza: quando il Signore
mi affida compiti superiori alle mie forze,
non fa mai mancare il Suo aiuto».
IL ROTARY DI JESI IN MOSTRA PER IL CINQUANTESIMO DAL 10 AL 17 GIUGNO
Vacanze per l’Anffas e clinica in Brasile
Mezzo secolo di storia, di attività
e di pensieri concreti rivolti alla
collettività. Il Rotary Club di Jesi
celebra insieme la città 50 anni
con una mostra dal 10 al 17 giugno
presso la Sala Maggiore del Palazzo dei Convegni. Era il 25 maggio
1964 quando Jesi riceve la comunicazione ufficiale di affiliazione al
Rotary International di Evanston
(USA). Cosa è il Rotary? É una realtà che erroneamente può essere
fraintesa. Lo scopo dei club di tutto il mondo e quindi dei soci è agire
su più fronti con alla base quattro
fondamenta che possono essere
così sintetizzate: agire in amicizia, e
quindi sempre con il cuore in mano,
partendo dal presupposto che ciò
che viene fatte deve rispondere a
verità ed essere giusto. In base allo
scopo del Rotary, le Vie d’Azione
sono la pietra miliare della filosofia
dei club e la base più profonda. “Il
Rotary International, l’organizzazione che riunisce tutti i Rotary
Club, è la prima organizzazione
di servizio del mondo, comprende
oltre 33mila club in più di 200 Paesi e aree geografiche. I soci costituiscono una rete internazionale di
professionisti che dicano volontariamente tempo e talento al servizio delle loro comunità e nel mondo. Il motto del Rotary, ‘Servire al
di sopra di ogni interesse personale’, esemplifica lo spirito umanitario che anima gli oltre 1,3 milioni
di soci. Un forte affiatamento tra i
soci e la realizzazione di importanti
progetti di servizio locali e internazionali caratterizza il Rotary nel
mondo”. Una tradizione che dura
da 100 anni. Tra le Azioni il Club di
Jesi si è prodigato in maniera notevole in merito a quella di interesse
pubblico, che si occupa dei progetti
e delle iniziative avviati dal club per
migliorare le condizioni di vita della comunità; l’azione Internazionale
che ingloba le azioni intraprese per
allargare la portata delle attività
umanitarie del Rotary nel mondo
e per promuovere la comprensione e la pace tra i popoli; l’Azione
nuove generazioni che riconosce
il cambiamento positivo attuato
dai ragazzi e dai giovani attraverso le attività di sviluppo delle doti
di leadership, progetti d’azione
e programmi di scambio giovani
tra i club. Sono 500milioni i dollari che il Rotary nel mondo ha
destinato per sconfiggere la poliomielite. A fine anno 2013, con
una velocità di lavoro e di organizzazione non comune, il club
di Jesi ha finanziato e inaugurato
l’ambulatorio oftalmico in Brasile per la missione Monte Gordo
del nostro conterraneo don Luigi
Carrescia. Per i ragazzi dell’Anffas si è appena concluso il Campus per i disabili presso il Natural
Village di Porto Potenza Picena
regalatogli, come accade da dieci
anni, dal club iesino. La città di
Jesi ha beneficiato della generosità
del Rotary non soltanto per quanta
riguarda il sociale, ma anche l’arte:
è grazie ai soci che sono state effettuate restaurazioni come ad esempio la zampa del Leone in Piazza
Indipendenza danneggiata a seguito di atti poco nobili durante una
edizione del Palio di San Floriano
e la fontana in Piazza del Duomo.
L’inaugurazione della mostra è prevista per martedì 10 giugno alle
18:30 alla presenza dei Governatori
distrettuali marchigiani, dei dirigenti del Distretto 2090 di cui fa
parte Jesi, dei presidenti dei Club
della regione, delle autorità locali.
La mostra ripercorre, con l’ausilio
di tabelle, foto ed attestati, gli anni
di attività svolta dal Club sia individualmente che collaborando a progetti organizzati a livello locale,
Distrettuale o Internazionale. Alla
mostra sono illustrate anche le attività del Rotaract Club, il club del
Rotary composto da ragazzi fino ai
trenta anni.
Agnese Testadiferro
Foto Vincenzoni
12 | arte_spettacolo
8 giugno 2014 | Voce della Vallesina
LA VITA E LE OPERE DI GIUSEPPE BALDUCCI IN UN LIBRO EDITO DALL’ACCADEMIA NAZIONALE DI SANTA CECILIA
Avventure di una riscoperta dell’Ottocento
È sorprendente la riscoperta di nomi. Di tutti egli troverà notizie,
Giuseppe Balducci da parte di ad eccezione, e si chiederà chissà
Jeremy Commons, musicologo mai perché, di Giuseppe Balducci
neozelandese di fama interna- a cui pure risultavano attribuite
zionale che al compositore jesi- diverse opere. Contaminati dallo
no, pressoché sconosciuto dalle stesso interesse speculativo, gli
nostre parti, ha dedicato più di amici neozelandesi gli chiedotrent’anni di ricerche. Più volte lo no di allestire un melodramma
studioso è venuto da tanto lonta- che esemplifichi le sue ricerche.
no nella nostra città per cercare L’impresa è inattuabile, dichiara
tracce del musicista negli archi- J. Connors. Tutte quelle su cui ha
vi. Non vi è ritornato però il 24 indagato richiedono un grande
maggio in occasione della pre- organico orchestrale, un cast di
sentazione di un libro in cui ha espertissimi cantanti, scenograriportato i risultati dei suoi studi. fie sontuose. Nella produzione di
Si intitola ‘The life and Operas of G. Balducci però il musicologo
Giuseppe Balducci (1796 – 1845)’. ritrova qualcosa di effettivamenScritto in inglese e pubblicato a te realizzabile. Sono sei opere da
cura dell’Accademia Nazionale di camera composte per la famiglia
Santa Cecilia per la collana ‘L’Ar- Capece Minutolo di cui il compote Armonica’, sarà tradotto anche sitore era ospite. Le interpretano
in italiano nell’ambito di diverse – assoluta novità nella storia del
iniziative intese ad illustrare la melodramma - esclusivamente
figura e a promuovere l’opera del delle voci femminili. L’accompacompositore.
gnamento è semplice: due pianoJeremy Commons non è venuto forti, uno dei quali per quattro
a Jesi soltanto a causa di proble- mani, e uno strumento solista. Si
mi di salute, ma di lui ha parlato progetta un primo incontro con
Annalisa Bini, direttrice delle Balducci quando la New Zealand
Attività Culturali dell’Accademia Opera Society decide di inserire
di Santa Cecilia, che ha letto ai nei programmi del ‘Te Awamutu
presenti al convegno una sua lun- Festival’, organizzato nella terga lettera. Il musicologo scrive in ra dei Maori (!), alcuni brani del
un italiano non meno scorrevole e compositore jesino. Risulterà una
chiaro del suo inglese. Il messag- ‘extraordinary and memorable
gio inviato fa riferimento alla pre- experience’. Farà seguito l’allestifazione del libro che rivela anche mento di tre opere di Balducci:
esperienze personali e interessan- “I gelosi” nel ’93, “Il noce di Beneti, curiosi retroscena delle sue ri- vento” nel ’94 e “Scherzo” nel ’96.
Dagli stessi interpreti viene inciso
cerche.
È intorno agli anni ’70 che J. anche un cd, ‘Introducing GiusepConnors viene incaricato dalla pe Balducci’, che raccoglie, oltre a
casa discografica ‘Opera Rara’ di brani da opere, un ‘Notturno’, due
svolgere ricerche su compositori ‘Ariette’, un ‘Duettino’, una ‘Roitaliani del primo ottocento. Gli manza’.
viene consegnata una lista di venti È nel 2005 che a J. Connors viene
richiesto da Jochen Schönleber,
direttore artistico del Festival di
Wildbad, cittadina tedesca situata nel cuore della Foresta Nera, di
presentare un’opera di Balducci
per una rassegna che si intendeva
dedicare ad autori contemporanei
di Rossini. A ‘I gelosi’, subito allestita, sarebbero seguite negli anni
successivi ‘Boabdil, re di Granada’
e ‘Il noce di Benevento’. Finalmente, nel 2010, sarà l’Accademia
Nazionale di Santa Cecilia ad
interessarsi di G. Balducci proponendo la pubblicazione di cinque
opere da rappresentare per l’interpretazione degli studenti dei
corsi avanzati.
Il progetto è in corso, ma resta
ancora molto da fare a quanti si
interessano della riscoperta di
Balducci. Le notizie biografiche,
ad esempio, sono incerte e incomplete. Derivano prevalentemente
dal diario di Clotilde Capece Minutolo alla quale il compositore,
suo maestro di musica, le aveva raccontate probabilmente in
modo romanzesco. Davvero fu
a causa dell’uccisione in duello
di un nobile jesino che Balducci,
appena ventenne, fuggì da Jesi?
SCUOLE “G. LEOPARDI” DI JESI E “B. CROCE” DI SANTA MARIA NUOVA
È credibile poi che la scomunica
da cui di conseguenza era stato
colpito gli venisse revocata dopo
un incontro con il Papa? Ed è
mai possibile che, alla morte del
suo protettore, Balducci abbia
improvvisamente abbandonato
la musica per occuparsi esclusivamente
dell’amministrazione
dei beni della famiglia Capece
Minutolo? Si può essere davvero
convinti che il compositore non
abbia lasciato più a Napoli, o altrove e persino in Spagna, dove
morì a soli 47 anni, nemmeno
un rigo di musica? Eppure la sua
vocazione era stata spontanea e
si era rivelata fin dai primi anni
di vita. Sappiamo, per la verità,
quanto siano difficili le ricerche
d’archivio a Napoli dove vennero rappresentati per altro anche
grandi melodrammi di Balducci.
Molto è andato certamente perduto o disperso, ma non sarebbe
possibile svolgere altre indagini
presso archivi privati? A convincere oggi che il compositore meriti ulteriore interesse è stata non
solo la deliziosa opera da camera,
‘Scherzo’, rappresentata per il Festival jesino, ma anche una rara
Incontro con l’autrice della Melevisione
Gli studenti delle classi terze delle
Scuole Secondarie di primo grado
“G. Leopardi” di Jesi e “B. Croce”
di Santa Maria Nuova dell’Istituto
Comprensivo “Carlo Urbani” di
Jesi hanno incontrato il 21 maggio presso il Teatro Studio Valeria
Moriconi, la scrittrice Luisa Mattia autrice anche di Melevisione,
fortunato programma televisivo
ora in onda su RAI YOYO. L’autrice ha risposto alle domande dei
ragazzi ed ha ascoltato le riflessioni emerse dalla lettura del suo
romanzo “La scelta”, che ha vinto
il premio PIPPI 2006. Una storia
di coraggio, amore e di coscienza
in terra di mafia, la Sicilia. Il protagonista Antonio, un ragazzo di
quattordici anni, ha come modello il fratello maggiore Pedro, capo
indiscusso di una banda che agisce
in un quartiere malfamato di Palermo. Una sconvolgente scoperta
porta Antonio a guardare la realtà
con altri occhi e ad intravedere la
possibilità di una vita diversa. Il
romanzo, utilizzando la straordinaria capacità comunicativa di una
narrazione incisiva e immediata,
ha stimolato la riflessione degli
studenti su temi di grande attualità. Luisa Mattia, che ha ricevuto
il Premio Andersen 2008 come
migliore scrittrice, in quanto sa
affrontare temi e generi differenti,
sempre sostenuta da una forte passione civile, ha affascinato e coinvolto i ragazzi, che hanno vissuto
l’incontro come un momento di
grande arricchimento personale.
Nella foto la scrittrice Luisa Mattia,
coautrice della Nuova Melevisione,
ed. 2014, in onda su Rai Yoyo.
registrazione ascoltata durante
il convegno. Si tratta di un lungo
duetto tratto da ‘Tazia’, opera di
Balducci rappresentata al S. Carlo di Napoli nel gennaio del 1826.
L’esito, afferma J. Commons, rimane ‘il più grande mistero della
carriera di Balducci’. Perché nonostante una musica di straordinaria fattura e l’interpretazione di
alcuni fra i più famosi cantanti del
tempo l’opera cadde clamorosamente? Il musicologo sospetta un
complotto ordito per gelosia o per
fanatismo dei sostenitori di altri
compositori, ma occorrerebbero
le prove. Anche su questo assurdo
insuccesso, diventato persino proverbiale, piacerebbe sapere di più.
Attenderemo. Intanto dopo quasi duecento anni abbiamo finalmente aperto la porta a Giuseppe
Balducci. Bentornato a casa. Avrà
certo molte avventure da raccontare, il nostro musicista.
Augusta Franco Cardinali
Nelle foto la copertina del libro e
la responsabile delle attività culturali di Santa Cecilia Annalisa Bini
tra Gianni Gualdoni, organizzatore del convegno, e l’assessore alla
cultura di Jesi Luca Butini che ha
presieduto l’incontro.
vallesina | 13
Voce della Vallesina | 8 giugno 2014
MONTE ROBERTO, CASTELBELLINO, SAN PAOLO DI JESI
LA CNA E VOCE DELLA VALLESINA CI METTONO LA FACCIA
Andrea Silicati promuove l’incontro Sindaci Junior al Senato
La CNA di Jesi ha messo ha disposizione i propri locali e i visi di collaboratori e
clienti per Andrea Silicati
e il suo progetto “Faccia a
faccia. Jesi in 999 ritratti”.
Curiosità e voglia di partecipazione sono le emozioni suscitate dalla presenza
dell’artista negli uffici CNA
e diverse le persone che
hanno “posato”. «L’obiettivo
di Silicati, dichiara il segretario CNA Elisabetta Grilli,
è quello di far incontrare
arte, persone e luoghi diversi ritraendo i visi di chi a
Jesi vive e opera e ci abbiamo sentito una
sorta di affinità con la mission di una associazione datoriale: quella di dare visibilità
alle nostre aziende e promuovere l’incontro e la messe in rete del tessuto economico per una promozione complessiva del
territorio e dei suoi prodotti. Inoltre, sia i
nostri imprenditori sia tutti noi colleghi
del sistema CNA siamo abituati a metterci la faccia in tutto quello che facciamo».
«Oltre l’affiancamento ai settori produttivi tradizionali, dichiara il vicepresiden-
te provinciale Cna Maurizio Paradisi, la
Cna presta molta attenzione all’evoluzione
dell’economia immateriale e creativa con
la convinzione che turismo
e cultura, creatività ed innovazione siano un patrimonio
ancora sottostimato e con
grandi possibilità di volano
economico.”
Anche nella redazione di
Voce della Vallesina è entrato
Andrea Silicati per realizzare
i ritratti dei collaboratori del
mercoledì che si dedicano
alle procedure di confezionamento per la spedizione e
la distribuzione. L’esposizione dei 999 ritratti sarà dal 21 giugno al 5
luglio a Palazzo Santoni di Jesi.
Nella foto di Anna Vincenzoni, Andrea Silicati all’opera al Torrione, in via Galleria
della Sima, 15 a Jesi. Nella seconda foto,
l’artista nella redazione di Voce della Vallesina.
Lunedì 19 maggio scorso, i Minisindaci dei Comuni di Monte Roberto,
Castelbellino e San Paolo
di Jesi sono stati ricevuti
in Senato dal Presidente
Pietro Grasso in occasione del XIV convegno
del progetto “Coloriamo
il nostro futuro” che riunisce ogni anno i sindaci
junior dei Comuni dei
parchi d’Italia. Da tredici
anni il progetto “Coloriamo il nostro futuro”,
dal Trentino alla Sicilia, superando confini e
campanilismi, offre opportunità e occasioni
per sviluppare nelle giovani generazioni l’etica del territorio attraverso esperienze concrete di cittadinanza attiva, sicurezza ambientale
e cultura della legalità.
Alla Rete nazionale aderiscono ottanta scuole inserite nelle aree di quattordici Parchi
nazionali di otto regioni: Veneto, Marche,
Abruzzo, Lazio, Campania, Puglia, Calabria
e Sicilia. Ogni scuola aderente alla rete, attraverso l’elezione del Consiglio Comunale
dei Ragazzi, si impegna ad attivare, in raccordo con le rispettive Amministrazioni comunali locali, percorsi tematici individuati
annualmente nel corso di un pre-convegno
che si tiene nel territorio di uno dei Parchi
aderenti alla rete.
Quest’anno l’Istituto Comprensivo di Telese
Terme ha organizzato il “XIV Convegno dei
Minisindaci dei parchi d’Italia” che ha ospitato, dal 15 al 18 maggio, il raduno dei minisindaci, miniassessori, dirigenti scolastici,
docenti referenti, sindaci e amministratori
“adulti” dei Comuni aderenti al progetto, in
un percorso storico culturale nei centri di
Amorosi, Benevento, Castelvenere, Cusano
Mutri, Montesarchio, San Salvatore Telesino, Sant’Agata de’ Goti, Solopaca e Vitulano. Il tema del Convegno è stato “Legalità e
Ambiente: l’Istituzione scolastica autonoma
come fattore di promozione per la crescita
e lo sviluppo sostenibile del Territorio”. Un
programma fitto di impegni con incontri
istituzionali e momenti didattici, finalizzati a far conoscere storie, tradizioni, luoghi,
risorse, potenzialità di sviluppo culturale,
economico e occupazionale del territorio
locale e promuovere, attraverso itinerari di
turismo scolastico, la conoscenza e la valorizzazione del Territorio.
Anche il presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi si è fatto partecipe dell’iniziativa con una lettera, inviata ai minisindaci e minipresidenti dei parchi, in cui si
dice certo che i nostri parchi e le nostre città
diverranno più vivibili grazie all’impegno e
alla responsabilità dei ragazzi.
Maria Carmela Fichera
Floriana Urbani
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[email protected] 1
31/01/14 11.29
La consegna della Costituzione
Dovevano essere 349 gli jesini che in questo
2014 hanno compiuto o compiranno il 18° anno
d’età, ma non tutti hanno accolto l’invito a suo
tempo inviato per lettera dal Sindaco, Massimo Bacci. Domenica scorsa, per loro, era stata organizzata una festa, quella che spetta a
chi entra a far parte di una società, di chi può
vantare a pieno titolo i suoi diritti di cittadino per aver raggiunto la maggiore età. Quelli
che hanno accolto l’invito si sono ritrovati nel
teatro “Valeria Moriconi” dov’era fissata la seconda parte della celebrazione della festa della
Repubblica. La prima parte ha visto come scenario piazza Indipendenza e il monumento alla
Repubblica dove non tutti gli amministratori
cittadini hanno sentito il dovere di partecipare;
è qui che il primo cittadino ha parlato del momento attuale, delle difficoltà lavorative, dei
progetti per sostenere la ripresa. Dopo questo
interessante intervento e dopo il trasferimento
al Moriconi, Bacci ha aperto l’incontro con i neo
maggiorenni alla presenza delle maggiori autorità militari cittadine, del consigliere regionale
Giancarli e dei componenti Giunta e consiglio
comunale non prima di aver ascoltato l’Inno di
Mameli in rispettoso silenzio. Interessante e
partecipato l’intervento di una giovane che ha
letto un discorso pronunciato molti anni or sono
da Piero Calamandrei che, di fatto, ha dato il via
alla consegna della Costituzione italiana ai neo
maggiorenni molti dei quali visibilmente emozionati a salire sul palco e ricevere dalla mani
del Sindaco – assistito dall’assessore alla cultura,
Luca Butini – quel piccolo, grande documento
della democrazia italiana.
s.b.
14 | attualità
JESI
8 giugno 2014 | Voce della Vallesina
IL PALAZZO E DINTORNI
Sei contenitori in cerca d’autore
E già. É proprio così. La crisi edilizia è
preoccupante. Si dice: è caduta la domanda per mancanza di soldi. É vero in
parte, ma è più vero ancora che di appartamenti e di capannoni ne abbiamo troppi rispetto al bisogno. I cartelli “Vendesi” e “Affittasi” si sprecano. Non ti dico
quanti sono gli appartamenti vuoti da
sempre.
E si sprecano gli edifici pubblici e privati dei quali non si sa in questo momento
cosa fare. Tra gli edifici di proprietà pubblica spicca il complesso Sant’Agostino:
idee chiare sulla carta non da oggi, ma
ancora quasi tutto fermo. Per non dire
del vecchio ospedale che pone problemi
di grande rilievo, ma che, stando a quanto arriva a noi poveri mortali, la Regione – proprietaria unica – tace. La nostra
amministrazione sta provvedendo a fare
concrete proposte? E Sovraintendenza, architetti, ingegneri cosa hanno da
proporre? Perché è facile dire “vecchio
ospedale”. In realtà c’è da distinguere
nettamente il blocco costruito nel ‘700
(quello lungo il corso Matteotti) da tutto
il resto che risale agli anni ’60-70 del secolo scorso.
Il primo plesso è stato ristrutturato in
parte, decenni or sono, per esigenze
dell’ospedale. E potrebbe accogliere altre modifiche interne se ci fossero idee
chiare sul suo uso. Ma la struttura generale esterna nessuno pensa – almeno spero – di modificarla neppure di un metro
quadrato. Si oppone la storia, si oppone
la testimonianza del nostro passato e la
stessa salvaguardia dell’estetica del centro
storico. L’interno dovrebbe rimanere tutto a disposizione del comune, soprattutto
adesso che c’è l’orientamento a vendere il
San Martino, un edifico di cui ieri era impensabile disfarsi. Oggi l’ospedale settecentesco potrebbe supplire egregiamente.
Per negozi, per esigenze dirette dell’amministrazione, per concedere spazi ad
enti di utilità pubblica (anche alla scuola
privata di musica che rischia lo sfratto dal
san Martino).
Il secondo plesso – quello “nuovo” – costituisce un grande problema. Penso che
la palazzina che dà sul Corso (quella che
ospita al pian terreno il gabinetto analisi)
potrebbe essere messa a disposizione del
comune per realizzarvi mini appartamenti allo scopo di soddisfare note esigenze
sociali. Il pian terreno potrebbe rimanere
punto di riferimento per prelievi come avviene già oggi e come avviene in via San
Francesco. Un modo per venire incontro
ai cittadini, soprattutto agli anziani.
La struttura che si affaccia sul viale della
Vittoria o si vende o si demolisce. Guai a
lasciarla lì per anni… per secoli… vittima
delle indecisioni di chi dovrebbe decidere. E se è vero che il proprietario è la Regione, è altrettanto vero che la Regione si
muove e condivide volentieri quando la
giunta sa proporre il concreto, il fattibile,
il vantaggioso, l’accettabile. Insomma: se
rischiamo “il non fare”, la prima responsabilità ricadrà sul sindaco e sui suoi collaboratori che non sanno proporre nemmeno con l’aiuto di esperti e di cittadini.
Del palazzo Carotti – ex tribunale - ho
scritto in altra occasione. Tutto tace. Rischio non fare. Urge un Renzi!!
E tutti i contenitori privati, pure in cerca
d’autore? A risentirci.
v.m.
UNITI PER UNA FESTA DI BENEFICIENZA IL 7 GIUGNO A BARBARA
Lo Iom festeggia i diciotto anni
Diciotto anni e non sentirli. Questo è ciò
che viene in mento quando la presidente
Anna Maria Quaglieri, e sua figlia Marialuisa, parlano dello Iom con eccezionale
trasporto e forte coinvolgimento emotivo.
Giovedì 29 maggio si è tenuta la conferenza di presentazione della festa di
sabato 7 giugno, manifestazione che celebrerà la maggiore età dello I.O.M. con
la prerogativa che lo ha contraddistinto
in tutti questi anni: la raccolta fondi per
i malati. Durante l’incontro, la presidente
ha introdotto l’associazione individuando la sua
forza nel sapersi rimodellare continuamente a
seconda delle esigenze delle persone. Anna Maria Quaglieri ha parlato dell’attività dello Iom
«Per prendersi cura di un paziente serve tempo,
nonostante ciò noi non pensiamo solo a lui, ma
anche a tutta la sua famiglia. Lo Iom non siamo
noi, ma i nostri infermieri».
Il 21 giugno 1996 nasce lo Iom, una realtà locale
che in breve tempo sarebbe divenuta punto di
riferimento per tutta la Vallesina e i comuni limitrofi. Attualmente lo Iom sostiene ottantadue
pazienti grazie ai suoi sei infermieri, un’operatrice socio sanitaria e uno staff ben preparato;
l’associazione è una tra le cinque in tutta Italia a garantire assistenza 24 ore al giorno, 365
giorni all’anno. La conferenza è proseguita
concentrandosi sulla festa; questo è il secondo
anno consecutivo che lo Iom organizza l’evento
in collaborazione con la Cantina Azienda Santa
Barbara di Stefano Antonucci. Elena Lorenzet-
ti, nipote di Stefano Antonucci e collaboratrice
dell’azienda, ha dichiarato: «Grazie al prodotto
che vendiamo ci troviamo a essere in contatto
con tante realtà in tutto il mondo. È importante
essere strumento di promozione della Regione
Marche, delle realtà locali e dello Iom.
Marialuisa Quaglieri ha evidenziato l’impegno
dell’azienda vinicola: «É una collaborazione che
non si ferma al dire “Vi aiuto”, ma è “Vi aiuto e
ci si rimbocca le maniche insieme”».
La festa si terrà sabato 7 giugno presso l’Azienda Santa Barbara a partire dalle 19 fino a notte fonda; la serata vedrà la partecipazione di
nomi affermati della ristorazione marchigiana:
Simposyum di Cartoceto, La Madonnina del Pescatore, Uliassi e La Grotta del Frate. La musica
sarà invece affidata a due band: i Last Minuz e
i Funkastigo.
I proventi raccolti durante la serata saranno devoluti interamente allo Iom Jesi e Vallesina.
Matteo Rossini
A MARGINE DELLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE DI CASTELPLANIO
Verso il bene comune dopo il voto
Sono rammaricato per il fatto che un articolo di Voce della Vallesina n. 18 pag 20
che presentava i programmi e i Candidati
a Sindaco di Castelplanio abbia suscitato
disappunto nel Sig. Fernando Borgani e
in altre persone a lui collegate. Infatti si è
ritenuto l’articolo in alcune sue parti per
lo meno inopportuno. Qualcuno si è anche chiesto se non fosse espressione del
pensiero della Curia vescovile.
Voglio assicurare gli interessati che il Vescovo o la Curia non hanno espresso nessun loro parere in merito ai programmi
elettorali, né direttamente, né per interposta persona. Nell’occasione desidero
inoltre ribadire la mia stima personale
nei confronti del sig. Borgani, ricordando momenti di collaborazione a favore
dell’Associazione “Diletta Onlus” di cui
Borgani e la sua signora sono fondatori
e responsabili e auspico altri momenti di
collaborazione all’interno di questa meritoria associazione.
Auguro al nuovo consiglio comunale
eletto il 25 maggio, a tutti i consiglieri di
maggioranza e di minoranza, di dedicarsi
con passione alla comunità e che prevalga
sempre il bene comune sugli interessi di
parte.
 Gerardo Rocconi
RICORDO DEL COMMENDATOR AGOSTINO MEDICI
Ho conosciuto un uomo straordinario
Dieci anni fa ci lasciava un grande amico, un
amico vero. Lo si potrebbe ricordare in tanti
modi Agostino Medici; per esser stato Assessore al Comune di Fabriano, per il fatto
che al suo fianco siano politicamente cresciuti alcuni
politici regionali, come ad
esempio Spacca e Viventi, i
quali, grazie all’amicizia di
Agostino con Aldo Moro,
poterono entrare e far parte della segreteria politica
di quest’ultimo; oppure,
per esser stato Vice Presidente dell’Organo regionale marchigiano di consultazione
dell’Assemblea costituente del 1946-1948,
costituito questo con il compito di presentare
proposte da inserire nella nostra Costituzione
(pensiamoci: non è stupefacente sapere che
Agostino, quell’uomo umile e discreto, abbia
potuto lasciar traccia del proprio pensiero
ideale nella nostra Costituzione?) E invece no,
non aggiungerò niente su queste cose, perché
Agostino, ancor prima di essere un politico, o
un amministratore, era soprattutto un cristiano autentico, e sono convinto che se tuttora
in tanti lo ricordiamo con affetto, è proprio
perché ne potemmo apprezzare le sue qualità
umane di cristiano. La sorte non fu benevola
con lui, mettendolo alla prova molto duramente. Divenne vedovo alla giovane età di 33
anni, con tre bambini da crescere, perdendo
prematuramente la moglie Valentina, che di
anni ne aveva appena 29. Fu insieme alla sua
seconda moglie, la signora Maria, la quale si
rivelò per i figli Giovanni, Franca e Luisa, una
vera seconda madre in tutto e per tutto, che
riuscì a vincere la sfida più importante: portare a compimento la propria famiglia. Medici era una persona intelligentissima, aveva la
dote di saper ascoltare e stava quasi sempre
in mezzo alla gente; possedeva una naturale
predisposizione al dialogo con gli altri. Perciò, non era difficile incontrarlo per il corso
di Jesi, sempre insieme ad altre persone. Ad
esempio, quando gli dovevo parlare di qualcosa, ero quasi sempre costretto a doverlo
disturbare in casa, perché non appena fosse
uscito per il corso, ecco che gli si formava
subito intorno un circoletto di amici. Queste sue qualità relazionali (accompagnate da
una grande passione per scrivere ed una ottima bravura grammaticale, malgrado possedesse il
diploma di quinta elementare), lo portarono a conoscere ed a fare amicizia
con «quelli che contano»,
come si usa dire; grazie ad
esse, così come alla propria
tenacia e capacità comunicativa, ebbe modo di aiutare tantissime persone aventi difficoltà di ogni tipo. Il proprio
attaccamento alla vita sociale, lo accompagnò
praticamente sino alla fine dei suoi giorni,
quando, in seno all’ANMIL. l’associazione nazionale mutilati ed invalidi del lavoro, fu per
diversi anni Presidente regionale, e poi provinciale di Ancona. Di lui però, mi colpì soprattutto la forza della propria fede cristiana,
nel senso che, è mia convinzione, per Agostino la fede non fosse tanto un fatto di dover
credere; no, per lui si trattava di una certezza assoluta. Era come se percepisse direttamente la presenza dello spirito santo, senza
la mediazione della mente. Cosa mi porta a
dire questo? Perché l’uomo di fede autentica
lo si può percepire dal proprio atteggiamento, dalla forza della propria consapevolezza
riguardo all’esistenza di Dio; una consapevolezza che diventa parte del suo medesimo
essere e si manifesta nel modo stesso di porsi
nella vita quotidiana. Per me che ho sempre
privilegiato lo studio e l’intelletto, ogni volta
che avessi conversato con Agostino di queste
cose, tornando a casa mi sentivo sempre un
po’ disorientato, perché mi rendevo conto di
aver parlato con un uomo che aveva una coscienza molto più alta della mia. Grazie caro
amico, per quanto hai saputo darci durante
la tua vita terrena; sono certo che là dove sei
ora, una preghiera per tutti noi marchigiani,
tanto più in questo periodo difficile, non la
farai certo mancare.
Franco Rosini, Coordinatore regionale
Marche della Democrazia Cristiana
sport_tempo libero | 15
Voce della Vallesina | 8 giugno 2014
IL TELEFONO AZZURRO DI JESI RINGRAZIA I SOSTENITORI
BASKET LEGA GOLD GRAZIE ALLE FINALI DELLA “SIMONETTA CUP”
I bambini hanno bisogno di protezione L’Aurora Basket porta il basket in piazza
Il Telefono Azzurro ringrazia sentitamente
tutti i sostenitori che lo supportano e condividono i suoi ideali a favore dell’Infanzia e
dell’adolescenza, tutti coloro che sono sempre vicini e prendono parte alle iniziative e
che anche quest’anno come gli altri si sono
fermati nei banchetti durante la campagna
nazionale di raccolta fondi “Fiori d’azzurro” il
12 e 13 aprile scorsi.
Expo a misura di bambino
Saranno almeno due milioni gli studenti delle
scuole primarie e secondarie
che visiteranno l’Expo 2015:
a questa massa di bambini e
adolescenti si aggiungeranno
le altre migliaia che vi andranno accompagnando i genitori.
Per questi tre milioni di minori sarà necessario organizzare
una rete di protezione adeguata. Se il tema centrale dell’Expo è quello della soddisfazione del bisogno primario del
nutrimento (“Nutrire il pianeta, energia per
la vita”) non bisogna dimenticare, parlando
di bambini e adolescenti, e quindi del futuro
stesso della vita umana sulla Terra, quali siano i loro diritti fondamentali in relazione al
tema dell’alimentazione. I bambini hanno bisogno di essere protetti non solo dalle situazioni di denutrizione derivanti dalla povertà
e dalla scarsità di cibo, ma anche da quelle di
malnutrizione, dai disturbi alimentari, dall’abuso di alcolici tipici dei Paesi occidentali e
delle economie ricche.
notizie_brevi
La pallacanestro a Jesi non si ferma mai grazie alle iniziative per i giovani organizzate
nel mese di giugno dall’Aurora Basket. Due
in particolare animeranno i prossimi giorni. Si comincia venerdì 6 con la “Simonetta
Cup – Trofeo Carolina Paesani”, la rassegna
internazionale riservata alle squadre di categoria under 13 giunta alla quattordicesima
edizione. Il torneo si svolgerà nelle sue fasi
eliminatorie nelle palestre “Filonzi”, “Novelli” e “Carbonari” ma la novità rispetto alle giugno alle 18 presso la fondazione “Colocci”
passate edizioni è la location delle finali, la in vicolo Angeloni si terrà la tavola rotonda
centralissima piazza della Repubblica, dove “Fiducia e ottimismo: i nuovi valori del bene
domenica 9 sarà montato un campo all’aper- comune”. L’incontro è organizzato da Masto. Dodici le formazioni iscritte alla “Simo- similiano Morichi, responsabile marketing
netta Cup” 2014 (nella foto di Candolfi, un dell’Aurora Basket. L’altra è il terzo “Amerimomento della presentazione dell’evento): can Basketball Camp”, che dal 14 al 21 giuoltre ai padroni di casa dell’Aurora Basket, ci gno presso l’acqua-parco “Verde Azzurro”
saranno i campioni delle ultime quattro edi- di San Faustino di Cingoli, darà la possibilizioni dell’Armani Junior Milano, Basket Pe- tà a tutti i ragazzi dal sei ai dodici anni di vigli Genova, Virtus Civitanova, i croati dello vere una settimana all’insegna dello sport e
Spalato, Sutor Montegranaro, Virtus Bolo- del divertimento. A seguire i giovani in quegna, Virtus Taranto, Basket Taranto, Virtus sta iniziativa ci saranno gli istruttori dell’AuEurobasket Roma, Junior Casale Monferrato rora Basket, affiancati da due campioni del
e Vuelle Pesaro.
calibro di Mason Rocca e Michele Maggioli.
Nell’ambito della “Simonetta Cup”, giovedì 5
Giuseppe Papadia
SERRAINSELLA
Domenica 15 giugno torna “Serra in Sella”, la
moto-passeggiata all’insegna del relax, del divertimento all’aria buona e della buona tavola,
aperta a qualsiasi tipo di mezzo a motore e con
due ruote e adatta a tutti. Il ritrovo e le procedure di iscrizione sono previsti presso il Piazzale FF.SS. dalle 9 dove, prima della partenza,
si svolgeranno divertenti contest (la moto più
lenta, la prova di rumorosità e tanto altro...)
e verrà consegnato il welcome kit con regali e
gadget per tutti. Il percorso prevede un anello
lungo circa 60 km che toccherà i territori e i
castelli di Arcevia, Serra de’ Conti, Montecarotto e Mergo. Infoline 3346395768, 334752712
PISCINA DI JESI
Tutto pronto per l’avvio della stagione estiva della Piscina Comunale di Jesi. Domenica 8
giugno aprirà la vasca esterna dell’impianto G.
La Conferenza di San Vincenzo de’ Paoli
Parrocchia di San Francesco di Paola - Jesi
organizza
Bocchini, gestito dall’associazione Team Marche e da Nuova Sportiva, e rimarrà a disposizione di tutti fino a settembre, festivi compresi.
La vasca all’aperto è dotata di quattro corsie
da 25 metri e attorno un grande prato verde
con lettini, ombrelloni e il chiosco bar “H2o”.
La novità di quest’estate sarà un’area giochi
dedicata ai bambini e il campo da beach volley
e beach tennis. In programma un gran numero di attività, dai tradizionali corsi di nuoto per
bambini ed adulti all’acqua fitness, alla zumba,
senza dimenticare la collaborazione con la Uisp
per i centri estivi dedicati ai bambini.
Il ricavato andrà in beneficienza
per progetti di solidarietà
portati avanti
Il torneo si svolgerà
DOMENICA 15 GIUGNO
ORE 17,00
presso i locali della parrocchia
(all’Arco Clementino)
La serata prevede un intermezzo conviviale verso l’ora di cena e
si concluderà con la premiazione dei primi classificati!
Iscrizioni: 15€.
Il ricavato andrà in beneficenza per progetti di solidarietà portati
avanti dalla San Vincenzo.
CALCIO SERIE D: Leoncelli premiati
Ancora conferme
La costruzione della nuova Jesina, che prenderà parte al prossimo campionato di serie D, procede
spedita. La dirigenza bianco-rossa
ha messo a segno altre importanti
conferme: il bomber Michael Traini,
il centrocampista classe ‘92 Nicola
Cardinali, il 28enne difensore centrale Massimo Tombari e l’esterno
di fascia classe ‘91 Mattia Cardinali.
Tra tante conferme però, c’è spazio
anche per dei ritorni alla casa madre. Si tratta del centrocampista
offensivo Ledesma e del difensore
Nicola Marini, entrambi di dicianno-
ve anni e cresciuti nel vivaio jesino.
Il primo è reduce dal alcuni campionati in Promozione, il secondo da
una buona stagione in serie D a Riccione. Anche nella prossima stagione sarà anche Apra lo sponsor principale della Jesina Calcio, che nei
giorni scorsi ha ricevuto il premio
“Giovani D Valore” della Lega Dilettanti per le società che impiegano
più giovani del vivaio. I leoncelli
hanno chiuso al primo posto nel loro
girone con 2.222 punti. Secondo il
Fano a 1.911.
ViCe
dalla San Vincenzo
 Polisportiva Libertas
Per la Polisportiva Libertas di Jesi Per informazioni e prenotazioni (entro il 10/06/14):
Franca: 0731/205404- 340/2511713
giugno inizia con tanti appunAntonietta: 336/414958
Giannetta: 0731/204992
tamenti. Dopo la giornata del 2
La Conferenza di San Vincenzo de’ Paoli
con Pallapazza a Monsano, il 5 e
6 giugno, all’aperto, il 14° Trofeo
Memorial “Fausto Gastreghini” di
Pallavolo Femminile presso la Palestra Carducci di Jesi con la partecipazione di squadre di Serie D
della Provincia di Ancona. Sabato
7 giugno 34° Saggio di Ginnastica
Artistica e Tae Kwon Do presso il
Palatriccoli di Jesi con la partecipazione di circa 150 atleti/e
della Polisportiva Libertas. Sono
inoltre aperte le iscrizioni per i
vari centri estivi: Centro Estivo
di Ginnastica Artistica dal 09/06
al 25/07 presso la Palestra Libertas Jesi e la piscina Federico II
aperto a bambine/i dai 3 anni di
età; Summer Volley Camp a Jesi
dal 09/06 al 20/06, in due turni,
presso il complesso sportivo Liceo
Scientifico di Jesi; Summer Volley
Camp a Senigallia dal 23 al 28 giugno presso il Beach Bar e Bagni 87
Flaviana. Agnese Testadiferro
Per informazioni e prenotazioni
(entro il 10.06.14):
Franca: 340 2511713
Antonietta: 336.414958
Giannetta: 0731. 204992
a cura di Voce della Vallesina
Inserto mensile di cultura eventi e spettacolo nella provincia di Ancona
eventi
VII “Premio Vallesina”
musica
VI “Musica Distesa Festival”
Trionfi di giallo - Delitto a km 0
cinema_media
Giugno da scoprire al cinema
teatro_arte
XXXVI “Inteatro Festival”
“X Matanza”
diocesi
Museo diocesano di Jesi
luoghidentità
Agugliano golosa!
Breve storia del gelato artigianale
Ultimi film in arrivo nelle sale
Cicero
In Redazione: Francesco Piccioni, Gabriele Prosperi, Silvia Cetoretta
06 14
anno I, n. 3/
giugno 2014
Progetto editoriale: Silvia Cetoretta
cultura eventi e spettacolo
Il “reincanto” del mondo
nell’industria della moda,
dell’arredo e dell’oggettistica, importante ai fini
commerciali. Le cose stavano cambiando. Infatti
qualche anno più tardi i
cosiddetti “figli dei fiori”
fanno di un movimento
“estetizzante” la loro ragione di vita. L’Italia muta
con il mondo circostante e
guarda al di fuori delle certezze materiali.
Nel 1966 con l’alluvione di
Firenze migliaia di giovani
scendono in piazza per salvare la cultura, mettendosi
al servizio della collettività
in nome del rinnovamento
e della coscienza sociale.
Fine di un’epoca, la caduta del muro di Berlino nel
1989, quando le strade si
Art Game. Fonte: www.behance.net
Siamo a una svolta, il web
e il brulicare di eventi, di
associazioni, di concerti, di
festival di ogni tipo ci portano a riflettere. Il “reincanto del mondo” è alle
porte. Ma quando abbiamo
smesso di meravigliarci del
mondo? Quando abbiamo
perduto l’incanto?
Partiamo da lontano, dalla rivoluzione industriale
e più precisamente da un
secolo e mezzo fa. Certo il
vapore, le macchine, lo sviluppo economico ci hanno
dato un graduale benessere, allontanando l’estetica
dalle nostre priorità di vita.
Già nei primi anni 50 il bisogno di bellezza diventa
incalzante in Italia, quando il design prende forma
[email protected]
Art Game. Fonte: www.behance.net
Nuova visione del contemporaneo
aprono alla globalizzazione e a internet, riempiendo
un vuoto politico attraverso una rete che accelera la
formazione delle opinioni,
grazie al semplice reperimento di informazioni o
notizie.
Negli stessi anni esce il
film La storia infinita, ispirato al romanzo omonimo
di Michael Ende: la storia
narra di un ragazzino al
quale si richiede di rinunciare al mondo della fantasia e dell’arte in favore di
un’arida razionale visione
della realtà. Quel regno
chiamato Fantasia si sbriciola all’arrivo di una irruente forza che dissemina
vuoto e “nulla”. Ma cosa
saremmo senza la musica,
il teatro, il racconto di una
storia mai accaduta, senza l’immaginazione? Oggi
il “nulla” si trova in netto
svantaggio.
Siamo lontani da quel disincanto che il filosofo We-
ber descriveva come l’esaurimento di tutto ciò che è
invisibile e non calcolabile
razionalmente.
Invece il sociologo Michel
Maffesoli afferma che la
tecnologia ha dato il via a
un paradosso interessante:
è stata in principio il mezzo attraverso il quale disincantare le persone verso il mondo, mentre oggi
è divenuta uno dei fattori
scatenanti di quella che il
sociologo chiama fase di
“reincanto del mondo”.
A partire da Internet. “La
post-modernità - dice il
sociologo - è proprio la sinergia tra arcaico e tecnologico. Ribaltando l’idea
weberiana della tecnica
come disincanto del mondo, dico che oggi la tecnica
è il reincanto del mondo”.
F.P.
Supplemento gratuito n. 3 a Voce della Vallesina del 8/6/2014
2 | eventi in vallesina
anno I, n.3/giugno 2014
VII edizione “Premio Vallesina” onlus
Al via i preparativi della serata di gala a Villa Sant’Amico
È ormai vicina l’edizione
2014 del “Premio Vallesina”
onlus, un’iniziativa del Comitato territoriale Vallesina,
di Confindustria Ancona e
Nella foto: antichi portici di Morro d’Alba.
di 14 comuni della vallata
dell’Esino. Nato nel 2001,
il Premio Vallesina intende
valorizzare ogni due anni chi
ha saputo distinguersi a livello nazionale e
internazionale
in vari settori e
discipline, ovvero le intelligenze
degli uomini e
delle donne del
territorio, promuovendo i valori di solidarietà
e impegno sociale. Nel corso della serata di sabato
28 giugno, presso
Villa Sant’Amico
a Morro d’Alba,
saranno premiati
il cardiochirurgo
Adriano Carotti,
gli imprenditori Paolo e Paola
Togni, l’ingegnere Luigi Trillini, la professo-
“Piccole Guide Ecologiche”
I centri estivi di educazione ambientale di ATG
Sono finalmente aperte le iscrizioni gratuite per i corsi estivi
di educazione ambientale per
ragazzi “Piccole Guide Ecologiche” organizzato dall’Associazione Teatro Giovani
(ATG) di Serra San Quirico e
promosso dal Parco Gola della
Rossa e di Frasassi. Fino al 28
giugno sarà possibile scegliere
fra tre diversi corsi di formazione. Accoglienza nelle aree protette:
mini-guida al “Paese dei Balocchi”,
dal 14 luglio a Serra San Quirico, per acquisire informazioni
sull’ambiente, e Ragazzi e biodiversità, dall’1 settembre presso
la Casa del Parco di Arcevia,
entrambi rivolti a ragazzi dai 7
ai 12 anni. Infine Natura bimbi,
dall’1 settembre nella Casa del
Parco di Serra San Quirico,
un laboratorio per i più piccoli
(4/6 anni) con attività di gioco
e animazione sul tema della
natura.
S.C.
ressa Anna Contadini. Inoltre
l’attore Renato Borsoni di
Santa Maria Nuova riceverà
un premio alla carriera; al critico d’arte Armando Ginesi
sarà offerto un atto di gratitudine per l’impegno come
console onorario della Federazione Russa nelle Marche.
Alla religiosa e medico suor
Eugenia Giampaoletti, nata
a Monte Roberto, sarà offerta la targa del Presidente
della Repubblica per l’impegno decennale in Argentina
nella cura dei bambini e nella
recente ricostruzione di un
centro giovanile. L’onorevole Laura Boldrini, presidente
della Camera dei Deputati,
sarà l’ospite d’onore, notizia
accolta con grande emozione
dal presidente dell’associazione “Premio Vallesina” onlus
Gianluca Fioretti, dal segretario Nicola Di Francesco, dal
sindaco di Morro D’Alba Alberto Cinti e dalla Banca Popolare di Ancona, da sempre
partner del Premio Vallesina.
Due appuntamenti culturali
sono previsti in preparazione di questo evento. Venerdì
6 giugno alle 21,30 la banda
musicale di Morro d’Alba e
il maestro Alessandro Fossi, premiato come musicista
nell’edizione 2012, saranno
protagonisti di un concerto in
piazzale Bersaglieri; domenica
8 giugno dalle 18 l’Archeoclub
di Jesi organizzerà una visita
guidata al patrimonio storico
e artistico a partire dalla sala
consiliare. Per info e prenotazioni: Associazione Pro Loco
Morro d’Alba 339.6582792,
Segreteria Premio Vallesina
360.342234
S.C.
Trofeo del Verdicchio
Sabato 21 e domenica 22 giugno in Contrada San
Marco a Cupramontana i giocatori dello storico
sport della ruzzola si contenderanno il tradizionale
e ambito Trofeo Verdicchio. Nato come passatempo
tra pastori e contadini e legato ai tempi e ai tragitti
obbligati dalla transumanza - le forme di cacio duro
costituivano le odierne rotelle di legno - la ruzzola si
è diffusa in tutto il territorio nazionale nei vari anni
e oggi in molte località italiane vi sono associazioni
sportive che riportano in auge questo antico sport,
animando e caratterizzando feste e sagre popolari.
Vespe in fiore
Cupramontana è in festa per l’infiorata del Corpus
Domini Vespe in fiore, che si terrà per le vie del centro domenica 22 giugno, dalle 9 alle 18. Profumi e
colori invaderanno la città, dandole una veste fresca, insolita e decisamente estiva!
Sant’Antonio
Santa Maria Nuova festeggia il prossimo venerdì 13
giugno il proprio patrono, Sant’Antonio, conosciuto
come Sant’Antonio di Padova, il Santo canonizzato più rapidamente nella storia della Chiesa per gli
eventi prodigiosi a lui legati.
Fiera di San Vito
San Vito è patrono di molti comuni italiani. Tra questi
c’è naturalmente Monte San Vito, che il 15 giugno
onorerà il Santo con l’omonima Fiera.
San Pietro e San Paolo Apostolo
Il 29 giugno Belvedere Ostrense e San Paolo di Jesi
celebreranno i loro patroni, San Pietro e San Paolo
Apostolo.
l’Esinese del mese
Un misterioso caso, Trionfi di giallo
UNO61: creativi jesini dell’abbigliamento
Cena con delitto nel “Casino del Marchese” a Jesi
La creatività italiana, si sa, non
ha eguali in tutto il mondo. Che
riguardi l’arredamento, l’oggettistica, la moda, la comunicazione
o la tecnologia, il design richiede
un’unica condizione: l’innovazione. L’esperienza e la tradizione
assieme alla ricerca e allo studio
possono far raggiungere questo
risultato, poichè non v’è innovazione senza riferimento al passato
o al mondo che ci circonda. Lo
sanno bene i designer Marco
Broglia e Renzo Pigliapoco di
UNO61, professionisti nel campo dell’abbigliamento che dopo
anni di attività hanno deciso di
dedicarsi ai tessuti di ultima generazione per creare una linea di
giacchedecisamenteall’avanguar-
dia. L’idea vincente è quella del
capo bello dal contenuto tecnico,
in grado di affrontare ogni condizione climatica mediante l’uso
di tecnologie fortemente ispirate
alla natura. L’Associazione per
il Disegno Industriale (ADI) ha
riconosciuto il lavoro dei creativi
marchigiani ponendoli tra i vincitori del XXIII Compasso d’Oro,
il più prestigioso riconoscimento
a livello mondiale nel design istituito nel 1954 da Giò Ponti; il
progetto premiato dalla giuria è
Travel Air Jacket, una giacca contro
le alte e le basse temperature atmosferiche e dai dettagli hi-tech
con la bellezza e l’eleganza della
tradizione sartoriale marchigiana.
Complimenti!
Nella foto: Travel Air Jacket.
“Travel Air Jacket” vince il XXIII Compasso d’Oro
Si dice che nella nostra regione si viva più a lungo. Le caratteristiche territoriali delle Marche aggregano in poche decine
di chilometri località costiere e paesaggi montuosi, nonchè distese collinari particolarmente adatte alle coltivazini agricole.
Tutto ciò rivela un’offerta enogastronomica ricca di sapori,
dietro cui si celano storie di piccole realtà aziendali che con
il loro patrimonio agroalimentare e culturale contribuiscono
alla promozione del made in Marche. Una di queste è l’Azienda
Agraria Trionfi Honorati, famoso caseificio jesino che vanta
oltre 80 anni di storia e che venerdì 6 giugno ospiterà alle 20 la
seconda tappa di “Delitto a km 0”, Trionfi di giallo. Questo percorso artistico e culturale nasce dall’incontro tra l’Associazione
Marche Studi e Sviluppo e la compagnia teatrale dei Fanigiulesi, con l’intento di diffondere l’enogastronomia marchigiana
attraverso lo spettacolo teatrale della cena con delitto, forma di
intrattenimento sempre più diffusa in ristoranti e agriturismi.
Il suggestivo Casino del Marchese sarà teatro di una morte misteriosa, un caso da risolvere tra curiosi indizi, testimonianze
e conflitti familiari. Un’interpretazione della ‘cena’ fuori dal
comune, in grado di unire elementi di riflessione e leggerezza
alla conoscenza dell’azienda, con la sua storia e i suoi prodotti.
Perciò buon appetito e occhio all’assassino!
S.C.
cicero
musica | 3
VI edizione Festival Musica Distesa
Artisti e spettatori co-produttori della stessa manifestazione
Arriva l’estate con Musica
Distesa, primo festival autofinanziato in Italia attraverso
il crowdfunding: una pratica
di micro-finanziamento dal
basso che mobilita persone e
risorse, un processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizza il proprio de-
naro in comune per sostenere
gli sforzi di persone e organizzazioni. “La cooperazione
culturale è il solo orizzonte
possibile contro la deriva della ragione monetaria”. Questo il motto della neo nata
associazione Culturale Musica Distesa, la quale si pone
l’obiettivo di diventare un
piccolo-grande punto di riferimento per la produzione
indipendente di musica e arti
abbinate all’enogastronomia
marchigiana, con un occhio
di riguardo per la terra dalla quale nasce l’associazione,
Cupramontana. Il paese ospiterà anche quest’anno nelle
date 27, 28 e 29 giugno la VI
edizione del festival: tre giorni di musica indipendente,
vino, dj-set, visuals notturni,
reading e performance, di
buon cibo del territorio, bagni in piscina, letture teatrali
per i più piccoli e moltissimo altro. Spazio al campeggio, perciò tenda a portata di
mano!
F.P.
Richard Strauss
In occasione del 150° anniversario dalla nascita di Richard Strauss (Monaco, 11 giugno 1864), considerato
uno dei pilastri del tardo romanticismo tedesco musicale,
vogliamo ricordare la sua esistenza che percorre tutte le
grandi rivoluzioni politiche e culturali europee tra gli anni
‘80 dell’ottocento e il secondo dopoguerra. A suo modo
Strauss reagì con lucidità ai tragici mutamenti della storia:
dopo il 1930 infatti il suo stile conobbe una svolta classicista. Controverso fu il suo rapporto col Nazismo, perchè
pur assodata la sua apoliticità, Strauss potè continuare la
sua attività di compositore.
Do it yourself, “X Matanza” La banda di paese, vero “panda” della musica
Bloody Sound Fucktory festeggia i primi 10 anni
“Bloody Sound Fucktory” è
un’etichetta discografica indipendente gestita da tre ragazzi
di Jesi Andrea Refi, Alessandro
Gentili e Daniele Luconi. Nata
nel 2004 come fanzine dallo spirito do it yourself, con il desiderio
di porre le basi per un accrescimento e sviluppo di una scena
underground locale. Dal 2005
si dedica sempre con maggior
impegno
all’organizzazione
di concerti e dj-set e nel 2007
è finalmente pronta al grande
passo, trasformandosi in etichetta discografica: inizialmente l’attenzione è rivolta a band
locali, poi Bloody Sound inizia
a focalizzarsi sulla scena nazionale, conservando immutate la
passione e l’attitudine di sempre.
Un’attività senza scopo di lucro:
tutto è autofinanziato con gli
introiti degli eventi organizzati,
e i ricavi sono nuovamente in-
vestiti in nuove produzioni e in
promozione. Ampio lo spettro
dei generi trattati: un substrato
rock declinato in modi molteplici, dal folk acustico di Mattia
Coletti al grindcore dei Germanotta Youth, dal post punk dei
Butcher Mind Collaspe al delta
blues di One Man 100% Bluez,
e molto altro ancora. Ora Bloody Sound Fucktory festeggia il
decennale di
attività con il
festival “X Matanza”: tre giorni di concerti,
dj-set, stand di
dischi e non
solo. Il primo
appuntamento
è domenica 1
giugno alla Casa
della Grancetta di Senigallia: sul palco
M r. W h o r e ,
Terenzio Tacchini, Edible
Woman, Lazzaro, Lleroy,
Lush Rimbaud
e a seguire il
dj-set di African Pigeons. Si
continua il 12
giugno al Libero Arbitrio di Jesi, nel cuore
del centro storico: protagonisti
di questa serata saranno Johnny
Mox e Iconebuzz. Il 15 giugno
l’ultimo appuntamento al nuovo Reasonanz di Loreto: dal
pomeriggio quattro live - OvO,
Maybe I’m, Tetuan, Jesus Franco & The Drogas - e per finire
il dj-set dei titolari dell’etichetta,
ovvero il Bloody Sound System. Per chi ne volesse approfondire la conoscenza, www.
bloodysoundfucktory.com
140° dalla nascita della Centenaria Società Concertistica di Serra De’ Conti
È la banda il “panda” della
musica, l’«animale culturale» a rischio estinzione. Le
storiche bande di paese, abbandonate dallo Stato, sono
allo sbando e potrebbero
chiudere. «Chiamiamo le
cose come sono: è un delitto culturale», diceva Riccardo Muti lo scorso giugno
del 2008. Ad oggi le sfilate
in divisa e concerti in piazza possono sembrare fuori
moda, ma restano uno dei
luoghi in Italia dove migliaia di giovani in erba si affacciano alla musica perciò è e
rimane un importante humus culturale e sociale presente in tutt’Italia da non
trascurare. Per quanto ci
riguarda, a quanto pare, da
noi “il panda” è longevo più
che mai e Serra De’ Conti lo
dimostra con le due importanti Associazioni musicali:
la Centenaria Società Concertistica e la Corale Francesco Tomassini, animate da
oltre 90 giovanissimi allievi.
Tanti i corsi musicali tenuti
dalle associazioni che hanno
poi formato la Junior Band,
la “Banda Giovanile” e il
Piccolo Coro. Quest’anno
per festeggiare il 140° della
Fondazione della Centenaria Società Concertistica si
aggiungono altre due ricorrenze, il 50° della morte del
Maestro Tomassini e il 200°
della fondazione dell’arma
dei carabinieri, con concerti, sfilate per il paese, master
e manifestazioni varie durante i mesi di giugno e lu-
glio. Tra i prossimi appuntamenti ricordiamo dal 9 all’11
giugno il master tenuto dal
noto compositore americano Robert W. Smith con
la Banda Giovanile “Nicola Pieroni”, un’esperienza
rilevante per questi ragazzi
che li vede coinvolti con un
professionista di fama internazionale. Non perdetevi il concerto di mercoledì
11 giugno alle 21,30 della
banda diretta dallo stesso
Robert W. Smith, e quello di sabato 14 alle 21 della
Rassegna corale “Di canto
in canto” con l’Associazione Corale “Laudesi Umbri”
Coro Polifonico “Città di
Porto San Giorgio” presso
il Chiostro San Francesco di
Serra De’ Conti.
F.P.
Nella foto: la Centenaria Società Concertistica di Serra de’ Conti (fonte www.lamemoriadeiluoghi.it).
4 | teatro_arte
anno I, n.3/giugno 2014
teatro
XXXVI edizione “InTeatro” Festival
Il teatro in movimento invade Villa Nappi a Polverigi
Ormai un’istituzione: il Festival Internazionale InTeatro da trent’anni racchiude
nella piccola realtà polverigiana di Villa Nappi un tesoro riconosciuto in tutto
il mondo. I nomi che sono
passati per le porte di questa
casa di residenze artistiche e
teatrali fanno venire i brividi: da Jan Fabre a Mike Figgis, passando per Francesca
Lattuada e gli italiani Mario
Martone, Marco Paolini,
Ascanio Celestini fino alla
Societas Raffaello Sanzio.
«Nato nel 1977 dall’incontro di gruppi indipendenti,
il festival ha avuto un ruolo di promozione in Italia e
all’estero delle più significative e singolari esperienze
artistiche contemporanee».
Da’ vita a tutta una serie di
attività ed eventi che fanno risplendere i paesaggi di
questo paradisiaco angolo
marchigiano. Ma veniamo
a quest’anno: trentaseiesima edizione del Festival e
nomi ancora da far girare la
testa. Citarli tutti è impossibile ma selezionarne alcuni
è doveroso. Iniziamo con
l’artista svizzero, di origini
basche, Oscar Gomez Mata,
che con la sua compagnia
teatrale L’alakran porta in
anteprima italiana il suo Sin
titulo, un’opera dal massimo
riserbo che solo chi vi parteciperà come spettatore potrà
conoscere e scoprire per la
prima volta. Chiara Frigo
proporrà invece Suite-hope,
che «parte da una riflessione
e da alcune domande legate al tema della speranza e
della sua attualità nella realtà
Da Dario Fo a Pinocchio e Paperino
Nel corso della XXXII Rassegna del Teatro della Scuola, appena conclusasi a Serra San Quirico, l’ospite d’eccezione Dario
Fo ha portato con sè un successo travolgente e quel brio che
solo due personaggi come Pinocchio e Paperino potevano
raccogliere quali testimoni. Assieme guideranno nel 2015 i ragazzi alla scoperta del magico mondo della rappresentazione.
contemporanea». L’attività
e la ricerca della coreografa e performer italiana è in
costante movimento, proprio come il movimento è
al centro del progetto presentato al Festival. Un’artista sempre più interessante
e sempre più riconosciuta a
livello internazionale grazie
alla partecipazione a progetti come il Festival Choreographers Miniatures di
Belgrado. Il festival, che avrà
luogo il 3, il 4 e il 5 luglio, è
in realtà già iniziato. Ognuno degli artisti ha già fatto in
qualche modo capolino nella residenza, con incontri o
workshop – alcuni conclusi
altri ancora in svolgimento
– che sono il vero Festival,
un costante progetto di ricerca aperto e fluido, in cui
gli artisti e i performer possono dialogare e accrescere
la propria esperienza profesG.P.
sionale.
arte
Come metterci la faccia
Jesi in 999 ritratti di Andrea Silicati
Ultime giornate per poter essere ritratti dall’artista jesino
Andrea Silicati per il suo progetto “Faccia a Faccia”. Classe
1970, Andrea Silicati si inserisce in un vero magma artistico culturale che il progetto
Jes! Please è stato capace di
far eruttare. Realizzato con il
contributo del CNA, “Faccia
a Faccia” cerca di promuovere Jesi con le facce di Jesi, con
le persone che la fanno vivere
e ci vivono tutti i giorni, attraverso la sensibilità di uno degli artisti più interessanti della
zona. Silicati è nato e lavora a
Jesi, dove ha fondato nel 2007
l’Associazione Artistica il Ca-
maleonte, in cui insegna disegno e pittura. Dopo il primo
appuntamento in pubblico lo
scorso 26 febbraio in Pinacoteca e dopo ben tre mesi di
incessante attività, il progetto sta per volgere al termine:
le ultime settimane per poter
offrire la propria faccia all’artista sono proprio queste infatti.
Fissata per sabato 21 giugno, si
prospetta una giornata da non
perdere quella in cui i 999 ritratti realizzati dall’artista per
l’occasione verranno esposti
a Palazzo Santoni. Venditori
di bancarelle, commercianti,
studenti universitari, alunni
e insegnanti delle scuole, dipendenti pubblici, pazienti in
ospedale, il popolo eterogeneo
è il soggetto di questo immenso lavoro promosso dal Comune di Jesi e finanziato dalla
Regione Marche. Dove? A voi
trovarlo! Silicati è ovunque: su
un autobus o alla stazione ferroviaria, da un ufficio comunale a una biblioteca, passando
per musei, strade principali e
associazioni culturali. Il ritratto di una città che passa per gli
occhi e le mani di uno dei suoi
cittadini, per i suoi cittadini
e con loro. Solo un minimo
comun denominatore riunisce i soggetti catturati istantanemente dall’artista: essere di
Jesi e volerci davvero mettere
la faccia!
G.P.
Ultima mostra d’arte del progetto Sconfinamenti
A Palazzo Santoni Jes! inaugura “Esseri allenabili” di Giacomo Giovannetti
Dopo le prime due esposizioni a Palazzo Santoni c’è
tempo fino all’8 giugno per
poter godere dell’ultima
rassegna del ciclo “Sconfinamenti” realizzato per
il progetto Jes! Please con
lo scopo di mostrare e far
sentire ai propri fruitori la
capacità dell’arte di uscire
dai propri confini, di sconfinare appunto oltre i limiti
della cornice, di andare oltre la formalità del quadro,
di esporsi all’esterno, sulla
realtà.
La rassegna si era aperta
sulle parole di Zygmunt
Bauman, sociologo e filosofo polacco, che proprio
sul passaggio dal moderno
al post-moderno o, con le
sue parole, da uno stato
solido a uno liquido della società, ha incentrato la
propria riflessione. «A tutti
viene richiesto un atto creativo quando ci si confronta con la vita», l’atto creativo non è solo dell’artista,
ma è di ognuno di noi ed
è un atto capace di abbattere ogni definizione precostituita, ogni confine per
l’appunto. Il confine non
è più tale nel momento in
cui lo si può modificare
da entrambe le parti, modellandolo a proprio piacimento. Sconfinare non
solo concettualmente, ma
anche materialmente: oggetti, materie plastiche, video sono solo alcuni degli
strumenti usati dagli artisti
che si sono susseguiti nelle
esposizioni.
Il terzo appuntamento ci
fa conoscere l’arte di Giacomo Giovannetti con
un’esposizione dal titolo
“Esseri allenabili”, «una
mostra per riflettere sulla
capacità e volontà dell’uomo di migliorarsi».
Disegni, fotografie, collage che possono animarsi o
essere dei punti di ingresso
interattivi, che chiedono al
fruitore di attivarsi e superare quel confine tra opera
e spettatore.
Un appuntamento da non
perdere da sabato 31 maggio a Palazzo Santoni fino a
domenica 8 giugno.
G.P.
cicero
cinema_media | 5
cinema
Un mese da scoprire al cinema film in uscita nelle sale italiane
Al primo sguardo questo mese di giugno sembrerebbe magro e poco saporito. Il Sessantasettesimo Festival di Cannes
si è appena concluso e la sensazione al cinema è quella della
calma dopo la tempesta. Ma se ci spingiamo un po’ più nei
meandri di questo calendario mensile possiamo rintracciare
delle piccole perle e qualche novità che potranno dare all’inizio di questa stagione estiva una buona spinta. Cominciamo
proprio da Cannes, ovvero da uno dei due film italiani in
concorso al festival francese. Asia Argento quasi riesordisce
con il suo Incompresa, un film in cui la regista imprime tutta
la sua personalità, tanto da aver fatto dire a molti che quella
bambina, quell’incompresa, sia proprio lei, e che quei genitori siano Dario e Daria (il regista Argento l’uno, l’attrice
Nicolodi l’altra). Due attori d’eccezione per questa densa storia familiare, Gabriel Garko e Charlotte Gainsburg, reduce
dell’impresa Nymphomaniac sotto l’egida di Lars von Trier.
Le biografie regnano sovrane, come a voler sfuggire le grandi
storie fantastiche di maggio – che sicuramente riaffioriranno
in alcuni schermi anche in questo mese, da X-Men – Giorni di
un Futuro Passato a Maleficient. Torna sugli schermi Clint Eastwood, o meglio arriva la figlia Francesca, diretta dal padre
insieme al grande Christopher Walken in Jersey Boys, tratto
dal musical omonimo, che racconta la storia della band The
Four Seasons. Citiamo infine l’uscita dell’ultimo film del
compianto Philip Seymour Hoffman, Synecdoche, New York,
in cui Charlie Kaufman, già sceneggiatore di successi come
Essere John Malkovich e Se Mi Lasci Ti Cancello, giunge finalmente alla regia con una commedia davvero curiosa in cui è
capace di dar sfogo a quella genialità già incontrata nei film
citati, e filtrata dalle enormi capacità attoriali del purtroppo
scomparso Hoffman.
G.P.
L’Italia di Cannes
L’Italia vince alla 67° edizione del Festival di Cannes con Le
Meraviglie di Alice Rohrwacher. Tuttavia il nostro paese ha
fatto la storia del Festival fin dalla sua prima edizione, con
film memorabili nella storia del cinema. Cannes ci ringrazia
per Marcello, per Sophia, per quel Federico Fellini che con 8
e ½ ci ha donato lo sguardo di Mastroianni verso l’Italia. Un
grazie che diventa un richiamo e che insieme alla vittoria di
Sorrentino agli ultimi Oscar aumenta ogni nostra aspettativa
sul cinema nazionale.
Giovedì 5 giugno
Un Amore Senza Fine.
Drammatico. Regia di
Shana Feste. Con Alex
Pettyfer, Robert Patrick,
Gabriella Wilde.
Three Days to Kill. Azione.
Regia di McG. Con Kevin
Costner, Amber Heard.
Tutta Colpa del Vulcano.
Commedia. Regia di Alexandre Coffre. Con Valérie
Bonneton, Dany Boon.
Le Weekend. Commedia.
Regia di Roger Michell.
Con Jeff Goldblum, Jim
Broadbent.
We Ate the Best. Drammatico. Regia di Lukas Moodysson. Con Mira Barkhammar, Mira Grosin.
Incompresa. Drammatico.
Regia di Asia Argento.
Con Anna Lou Castoldi, Charlotte Gainsbourg,
Gabriel Garko, Max Gazzè, Alice Pea.
Assolo. Drammatico. Regia
di Massimo Piccolo. Con
Antonio De Matteo, David
Power.
Giovedì 12 giugno
Femen - L’Ucraina Non È
un Bordello. Drammatico.
Regia di Kitty Green. Con
Inna Shevchenko, Sasha
Shevchenko.
Il Magico Mondo di Oz. Animazione. Regia di Dan St.
Pierre, Will Finn.
The Congress. Animazione,
Fantascienza. Regia di Ari
Folman.
Rompicapo a New York.
Commedia.
Regia
di
Cédric Klapisch. Con Romain Duris, Audrey Tautou.
La Mela e il Verme. Animazione. Regia di Anders
Morgenthaler.
Gabrielle.
Drammatico.
Regia di Louise Archambault. Con Gabrielle Marion-Rivard,
Alexandre
Landry.
Un Insolito Naufrago nell’Inquieto Mare d’Oriente. Commedia. Regia di Sylvain
Estibal. Con Sasson Gabay,
Baya Belal.
Jersey Boys. Biografico.
Regia di Clint Eastwood.
Con Christopher Walken,
Francesca Eastwood.
Giovedì 19 giugno
Tutte contro Lui. Commedia. Regia di Nick Cassavetes. Con Cameron Diaz,
Leslie Mann.
Synecdoche, New York. Commedia. Regia di Charlie
Kaufman. Con Philip Seymour Hoffman, Catherine
Keener.
Cattivi Vicini. Commedia.
Regia di Nicholas Stoller.
Con Zac Efron, Rose Byr-
ne.
For No Good Reason. Documentario. Regia di Charlie
Paul. Con Johnny Depp,
Terry Gilliam.
La Pioggia che non Cade.
Drammatico. Regia di
Marco Calvise. Con Francesca Nunzi, Viviana Colais.
Mademoiselle C. Documentario. Regia di Fabien
Constant. Con Carine
Roitfeld, Anna Wintour,
Marion Cotillard, James
Franco, Kirsten Dunst.
Ragazze a Mano Armata.
Commedia. Regia di Fabio
Segatori. Con Karin Proia,
Federica de Cola.
The Dark Side of the Sun.
Regia di Carlo Shalom
Hintermann.
Genere
Drammatico.
Giovedì 26 giugno
Thermae Romae. Drammatico. Regia di Hideki Takeuchi. Con Hiroshi Abe,
Masachika Ichimura.
Carta Bianca. Drammatico. Regia di Andrés Arce
Maldonado, Andrea Zauli.
Con Mohamed Zouaoui,
Tania Angelosanto.
22 Jump Street. Azione.
Regia di Phil Lord, Christopher Miller. Con Channing Tatum, Dave Franco.
Stories We Tell. Documentario. Regia di Sarah Polley. Con Pixie Bigelow,
Deirdre Bowen.
6 | diocesi
anno I, n.3/giugno 2014
Jesi, Museo Diocesano
Un patrimonio storico tutto da scoprire
Il Museo Diocesano di
Jesi venne inaugurato il
13 novembre 1966, in
concomitanza con l’apertura al pubblico della prima mostra cittadina di
arte sacra.
L’evento espositivo, voluto dal vescovo di allora
Pardini, fu pensato con
l’intento di creare il primo nucleo di un museo
destinato a salvaguardare,
conservare e far conoscere parte del prezioso patrimonio storico-artistico
di ispirazione religiosa
custodito nelle parrocchie
o in altri enti diocesani.
Da allora lo spazio espositivo è aumentato e la collezione si è notevolmente
arricchita:
dell’odierno
museo diocesano fanno
parte più di 200 opere tra
dipinti, sculture, apparati liturgici, reliquiari ed
ex voto che coprono un
arco temporale dal XIII
al XX secolo. Le opere
sono nella maggior parte
distribuite nelle nove sale
espositive, mentre un nucleo è conservato nei depositi.
Il criterio con cui il primo direttore del museo,
don Costantino Urieli,
scelse di ripartire le opere negli ambienti è quello cronologico, e ancora
oggi il percorso intende
offrire una panoramica
sull’arte che testimonia
il fervore religioso delle
comunità della Vallesina
a partire dalle opere più
antiche della prima sala
sino a quelle di più recente acquisizione dell’ultima, seppur la sequenza
temporale non venga rispettata in toto.
Tra le tante le opere rile-
Nella foto: Ascensione, Ercole Ramazzani; accanto: Calice, XVI secolo.
Nella foto: Madonna con bambino, Giovanni Antonio Bellinzoni da Pesaro.
vanti dal punto di vista
storico artistico se ne segnalano di seguito alcune.
Il Cristo deposto ligneo
della prima sala, proveniente dal Monastero
delle Clarisse di Jesi, è un
suggestivo esempio della
scultura di ambito centroitaliano della seconda metà del XIII secolo,
recentemente ricondotto
nella sfera tipologica di
appartenenza dopo un
errore interpretativo. La
Madonna con Bambino di
Giovanni Antonio Bellinzoni
da Pesaro, dipinta
a tempera
su tavola e
datata 1440,
testimonia
per la sua ambientazione
sontuosa, l’eleganza formale,
l’attenzione
ai
dettagli e la prevalenza della linea
sulla
plasticità
l’ambito del gotico internazionale, linguaggio pittorico raffinato che
egemonizza la scena
europea a cavallo
tra la fine del trecento e l’inizio
del quattrocento.
Di straordin ar io
impatto
visivo è la grande croce processionale istoriata, pezzo unico nelle
Marche con i suoi quat-
tro metri di altezza e la
sua elegante composizione, che dalla chiesa
dell’Adorazione di Jesi,
da cui proviene, veniva
trasportata lungo le vie
cittadine durante la processione del venerdì santo; giunta pressoché integra sino a oggi, la croce
processionale della fine
del cinquecento è formata da pannelli in legno a
fondo oro monocromato in cui sono dipinti a
olio episodi del Vecchio
e del Nuovo Testamento,
rendendola una sorta di
Bibbia portatile.
Tra i numerosi dipinti
che testimoniano la fede
e la devozione delle comunità locali si distinguono le quattro tele di
Ercole Ramazzani, pittore rappresentante del
manierismo,
originario di Arcevia formatosi
nella bottega di Lorenzo
Lotto e particolarmente
attivo nelle Marche alla
fine del cinquecento.
Di notevole interesse anche due edicole lignee
istoriate del XVI secolo a
forma di tempietto classicheggiante, i più antichi
esemplari di tabernacolo
eucaristico architettonico conservati in diocesi, e il piccolo tesoro del
museo, ovvero esemplari
di suppellettili di oreficeria frutto del lavoro delle botteghe locali o dei
più rinomati argentieri
e orafi romani, compresi
in un arco temporale dal
XVI al XX secolo.
Il Museo Diocesano ospita anche un’interessante
e ricca sezione d’arte
contemporanea, frutto
dell’odier no
dialogo
tra
arte e fede. La
grande
maggioranza
delle
opere sono state
donate al museo
dai
partecipanti
alle cinque edizioni
di Biblia Pauperum,
la Rassegna di arte
per la Bibbia organizzata con cadenza triennale dal
museo, in cui viene
proposto a pittori,
scultori e creativi regionali e nazionali
di interpretare in
chiave artistica un libro
della Bibbia.
Caterina Marzioni
cicero
luoghidentità | 7
Mastri Gelatieri di tutta Italia unitevi!
Agugliano Golosa, città indiscussa del gelato artigianale
Spettacolo, musica, arte,
performance dal vivo e
tanto divertimento al Gelato Artigianale Festival di Agugliano, giunto
quest’anno alla sua V edizione, una manifestazione
riconosciuta in tutta Italia
e divenuta in pochi anni
un punto di riferimento
indiscusso per maestri gelatieri e buongustai di tutto
il mondo. Il festival nato
grazie al Sindaco Sauro
Lombardi, alla competenza dell’attuale Presidente
dell’Associazione Gelato
Artigianale Festival Martino Liuzzi e alla professionalità del maestro gelatiere
di Agugliano Paolo Brunelli, è un appuntamento
molto atteso per tutto il
settore, realizzato in collaborazione con la Confartigianato di Ancona.
Dal 6 all’8 giugno il centro
di Agugliano si riempirà di
mastri gelatieri provenienti da gran parte d’Italia;
ciascuno farà conoscere
un gusto originale e tipico
della propria terra d’origine, ovviamente reinterpretato e del tutto originale, un “gelato d’autore”.
Un’occasione imperdibile
che darà la possibilità di
assaporare i diversi modi di
fare e interpretare il gelato;
i prodotti verranno proposti, promossi e studiati da
appassionati, professionisti del settore, professori
universitari, esperti nutrizionisti e semplici buongustai!
Abbiamo detto gusto, ma
anche una mappa che percorre tutto il paese con
giochi in piazza e spettacoli di magia, danze e
balli per grandi e piccoli,
concerti dell’Accademia
di Musica di Ancona, premi alla critica culinaria
e molto altro. Il Gelato
Artigianale Festival è un
evento speciale che ha saputo conquistare in appena
4 anni la scena nazionale,
grazie alla sinergia tra l’Associazione Gelato Festival,
Comune di Agugliano e
Confartigianato. I maestri gelatieri che ne sono
l’anima non smettono mai
di sperimentare e di osare. Senza perdere di vista
i dettami della tradizione,
sono capaci di sperimentare il gelato in abbinamenti
originali e sempre sorprendenti, perfino con il vino,
gli spumanti, i distillati o
la birra. C’è spazio anche
per ardite evoluzioni del
gusto: come il sorbetto al
mosciolo o il gelato all’essenza di tabacco. Poiché il
Gelato Artigianale Festival
è anche occasione di divertimento, per tutto il centro
storico del paese si alterneranno momenti di danza,
concerti serali, piano bar
e spettacoli per bambini.
Aperte anche le mostre e
i mercatini dei prodotti tipici e artistici. Il festival,
raccontato dalla diretta
live Radio Arancia, renderà protagonisti gli stessi
gelatieri in performance
come “Cooking show gelatieri a confronto” , ma
non mancherà la possibilità
per i visitatori di osservare
l’intero processo di fabbricazione del vero gelato
artigianale e ovviamente di
assaggiarlo!
F. P.
curiosità
...e il gelato?
Nel mese di giugno come non parlare di gelati?
Nell’Antica Roma, più di 2000 anni fa, i nostri progenitori amavano un alimento dolce e rinfrescante
che assomigliava vagamente al nostro gelato. Si trattava di ghiaccio finemente tritato nel quale venivano aggiunti succo di frutta e miele. Tra gli scavi di
Pompei, è stato trovato un locale pubblico attrezzato dove, in inverno, venivano servite bevande calde
e, in estate, delizie ghiacciate. Solamente il popolo
abbiente poteva rinfrescarsi in questo modo; allora
non c’erano i frigoriferi e mandare i servitori sulle
montagne per approvvigionarsi del ghiaccio era un
lusso di pochi.
Nel Rinascimento, periodo d’oro dell’arte, i rinomati cuochi italiani insegnarono, nelle corti di mezza Europa, a preparare creme dolci che, poste per
alcune ore vicino a ghiaccio mescolato con il sale,
raggiungevano temperature sotto lo zero. Questa,
per l’epoca, fu una scoperta straordinaria.
Siamo a metà del 1600 quando un giovane siciliano
di nome Procopio Coltelli andò a cercare fortuna
nella ricca Parigi. Fu bravo e fortunato, fece molto
denaro vendendo nei mercati una bevanda appena
giunta dall’Arabia: il caffé.
Allora poté aprire un importante locale: “il Caffé
Procope” dove la nobiltà dell’epoca si ritrovava.
Geniale com’era, oltre al caffé, produceva anche un
gelato con la frutta e lo chiamò “sorbetto”. Aveva inventato un sistema per portare un liquido allo
stato solido grazie al freddo. In pratica, metteva
succo di frutta zuccherato con un po’ di acqua in
un recipiente rotondo di metallo che, a sua volta, veniva fatto girare dentro un mastello di legno
dove c’erano pezzetti di ghiaccio mescolati a sale.
Il dolce liquido ghiacciava alle pareti in minuscoli
cristalli e, con una spatola di legno apposita, questi venivano staccati. Dopo una ventina di minuti il gelato era pronto! Oggi le macchine sono in
acciaio e raff reddano con i motori, ma il concetto
della “mantecazione” è sempre quello del siciliano
Procopio Coltelli, padre del Gelato Italiano. A partire dalla prima metà dell’800, grazie ai prezzi delle
materie prime che scendevano e ai redditi di parte
della popolazione che crescevano, alcuni bravi artigiani italiani hanno potuto aprire gelaterie per le
strade di mezza Europa.
Nella foto: show culinario dell’edizione 2013 di Gelato Artigianale Festival (fonte www.gelatoartigianalefestival.it).
8 | agenda
1-8/6
ARTE
fino a domenica 8
* Sconfinamenti #3 Rassegna arti
visive, Jesi, Palazzo Santoni
Per inforrmazioni: www.jesplease.
it/it/news/sconfinamenti.html
fino a sabato 21
* Faccia a faccia, Jesi, luoghi vari
Per informazioni: http://www.
jesplease.it/it/news/facciaafaccia.html
domenica 8
* Visita guidata al patrimonio storico e artistico promosso dall’Archeoclub d’Italia, Morro D’Alba,
dalla Sala Consiliare, ore 18
Per informazioni: [email protected]
* Scadenza presentazione progetti
Call Bioculture, Jesi
Per informazioni: www.jesplease.
it/it/news/callbioculture.html
MUSICA
domenica 1
* Festival dell’opera da camera, ultimo appuntamento: “La clemenza
di Tito”, opera seria di Caterina
Mazzolà, musica di Wolfgang Amadeus Mozart, Jesi, Palazzo Baldeschi
Balleani, ore 17,30
Per informazioni: www.comune.jesi.an.it
* 140° Centenaria Società Concertistica: concerto dei complessi
bandistici di Fano, Fabriano e San
Marino, Serra de’ Conti, Piazza
Gramsci, ore 17
Per informazioni: www.comune.
serradeconti.an.it
venerdì 6
* 900Musica Festival, ultimo appuntamento: “Bag to the future”; Zampognorchestra con musiche originali
e cover di Beatles e Rolling Stones,
Santa Maria Nuova, Giardini Mura
boreali, ore 21,15
Per informazioni: www.prolocosmnuova.it
* Concerto della Banda Cittadina
con Alessandro Fossi, Morro d’Alba,
Piazzale Bersaglieri, ore 21,30
Per altre informazioni: www.comune.morrodalba.an.it
sabato 7
* Concerto de La Raganella, Belvedere
Ostrense, ore 17,30
Per informazioni: www.laraganella.com
domenica 8
* XII Edizione Festival Cameristico
della Val d’Esino, Alvarez Guitar
Quartet, Morro d’Alba, Auditorium
“S. Teleucania”, ore 21
Per informazioni: www.fondazionepergolesispontini.com
TEATRO
domenica 1
* “Attraverso le Città Invisibili”, del
Laboratorio Teatrale Monsanese, a
cura di MonsanoCult, Monsano, Piazza Mazzini, ore 21,30
Per informazioni: www.monsanocult.eu
martedì 3 e mercoledì 4
* “Chiaravalle io m’arcordo”, del
laboratorio teatrale del gruppo sportivo
dilettantesco Liberi di muoversi, Charavalle, Teatro Valle, ore 21
Per informazioni: www.comune.
chiaravalle.an.it
anno I, n.3/giugno 2014
ziani in viaggio. Alla scoperta
delle Marche”, Moie di Maiolati
Spontini (ogni martedì)
Per informazioni: www.comune.
maiolatispontini.an.it
lunedì 2
* Visita guidata dall’Archeoclub
di Jesi della cinta muraria e del
Torrione di Mezzogiorno, Jesi,
Piazza Baccio Pontelli, orari vari
dalle 16,15
Per informazioni: www.comune.
jesi.an.it
* In occasione della Festa della
Repubblica: “Camminiamo
insieme”, corteo e concerto della
banda cittadina, Chiaravalle, vie
del centro, ore 9,30
Per informazioni: www.comune.
chiaravalle.an.it
martedì 3
* Per il ciclo di incontri “Crescere
figli... crescere bambini”, presentazione del libro Raccontami con la
dott.ssa Francesca Ciampichetti,
Jesi, Via Ancona 37, ore 18
Per informazioni: www.comune.
jesi.an.it
mercoledì 4
* Per il ciclo “Alimentazione e
Salute”, IV e ultimo incontro con
la presentazione del libro “Sotto
il segno della bilancia” con Fabio
de Nunzio e Vittorio Graziosi,
Angeli di Rosora, Scuola secondaria, ore 21
Per informazioni: www.farmaciadegliangeli.com
giovedì 5
* Presentazione del graphic novel
Da una lapide (vol.1), Moie di
Maiolati Spontini, Biblioteca La
Fornace, ore 21
Per informazioni: www.bibliotecalafornace.it
giovedì 5 e venerdì 6
* Laboratorio per bambini: “I
sette topolini: Laboratorio di
musica narrativa di Chiara Cesaretti”, Moie di Maiolati Spontini,
Biblioteca La Fornace, dalle 16,30
alle 19
Per informazioni: www.bibliotecalafornace.it
venerdì 6
* Trionfi di giallo, Delitto a km 0, Jesi,
Agriturismo Trionfi Honorati
Per informazioni: delittoakm0.
wordpress.com
da venerdì 6 a domenica 8
* V edizione del Gelato Artigianale Festival, Agugliano,
Per informazioni: www.gelatoartigianalefestival.it
sabato 7 e domenica 8
* Festa della Banda Musicale
“N.Bonanni”, Cupramontana,
Parco Colle Elisa
Per informazioni: comune@
comune.cupramontana.an.it
* Campionato italiano di Braccio
di Ferro, Monsano, Paradise
Per informazioni: www.paradisemonsano.com
domenica 8
* Visita guidata al patrimonio
storico Artistico di Morro d’Alba,
Morro d’Alba, dalla Sala consiliare, ore 18
Per altre informazioni: www.
comune.morrodalba.an.it
9-15/6
EVENTI
fino a martedì 17
* “Alla scoperta delle bellezze
marchigiane”, per il ciclo “An-
ARTE
sabato 14
* Lettura testi vincitori del premio
“Poesia senza confini”, Polverigi,
Per informazioni: www.associazionelaguglia.it
domenica 15
* Convegno “Il femminile nella
letteratura marchigiana del ‘900”,
Relatore Alessandro Seri, Agugliano, Via Roma Piazzale Centro
Opere Parrocchiali, ore 18
Per informazioni: www.associazionelaguglia.it
* Serata finale Premio Nazionale
Poesia senza confine, Agugliano, Via
Roma, Piazzale Centro Opere
Parrocchiali, ore 21,15
Per informazioni: www.associazionelaguglia.it
MUSICA
mercoledì 11
* 140° Centenaria Società Concertistica: concerto della Banda
Giovanile “Nicola Pieroni” diretti
dal compositore americano Robert
W. Smith, Serra de’ Conti, Chiesa
di San Michele
Per informazioni: www.csc1874.it
giovedì 12
* II appuntamento dell’X Matanza
Festival , Concerto di Johnny Mox
e Iconebuzz, Jesi, Libero Arbitrio
Beershop
Per informazioni: www.bloodysoundfucktory.com
sabato 14
* Concerto di Amore, Camerata Picena, FDB, ore 21
Per informazioni: www.amorerockband.com
* 140° Centenaria Società Concertistica:
rassegna corale Di canto in canto con
l’Associazione Corale “Laudesi Umbri”
Coro Polifonico “Città di Porto San
Giorgio”, Serra de’ Conti, Chiosto San
Francesco, ore 21
Per informazioni: www.comune.
serradeconti.an.it
TEATRO
sabato 14
* Di tutti i colori, saggio di danza, Jesi,
Teatro G. B. Pergolesi, ore 21
Per informazioni: www.fondazionepergolesispontini.com
EVENTI
lunedì 9
* Escursione micologia a Camaldoli promossa dal Gruppo Micologico Jesino Federico II, Jesi
Per informazioni: fabrizio.fabrizi@
alice.it
martedì 10
* Laboratorio per bambini: “Libri in
forno ... costruiamo insieme libri e
storie!”, Moie di Maiolati Spontini,
Biblioteca La Fornace
Per informazioni: www.bibliotecalafornace.it
venerdì 13
* Festa del patrono: Sant’Antonio,
Santa Maria Nuova
Per informazioni: www.comune.
santamarianuova.an.it
sabato 14
* Incontro “I bisogni del bambino man mano che cresce: quanto
l’allattamento prosegue oltre i primi
mesi”, a cura di La Leche League,
Moie di Maiolati Spontini, Biblioteca La Fornace, ore 10
Per informazioni: www.bibliotecalafornace.it
sabato 14 e domenica 15
* Laboratorio residenziale Fantarchivio con Wu Ming 2, Cupramon-
tana, Agriturismo La Distesa
Per informazioni: activetourism@
risorsecoop.it
* Torneo Fuoristrada organizzato
dal Drift Trike Off Road, Castelplanio, Per informazioni: www.
comune.castelplanio.an.it
domenica 15
* Fiera di San Vito, Monte San
Vito, Per informazioni: www.
montesanvito.pannet.it
* Escursione micologia ad Umito
promossa dal Gruppo Micologico
Jesino Federico II, Jesi
Per informazioni: fabrizio.fabrizi@
alice.it
16-22/6
ARTE
sabato 21
* Faccia a faccia: Jesi in 999 ritratti
dell’artista Andrea Silicati, Jesi
Per informazioni: www.jesplease.
it/it/news/facciaafaccia.html
MUSICA
domenica 22
* Musica Praecentio “Ut queant laxis”,
coro “Cardinal Petrucci”; direttore
all’organo: M. Martelli, Jesi, Chiesa
S. Giovanni Battista, ore 11,30
Per informazioni: www.comune.
jesi.an.it
TEATRO
lunedì 16
* Di tutti i colori, saggio di danza, Jesi,
Teatro G. B. Pergolesi, ore 21
Per informazioni: www.fondazionepergolesispontini.com
da giovedì 19 a domenica 22
* InteatroFestival 2014: Workshop/
Performance con Chiara Frigo,
Polverigi, Villa Nappi
Per informazioni: www.inteatro.
it/inteatrofestival2014workshopperformancefrigo
sabato 21
* Overnight, saggio di danza, Jesi,
Teatro G. B. Pergolesi, ore 21
Per informazioni: www.fondazionepergolesispontini.com
EVENTI
fino a sabato 5 luglio
* Naturalmente Estate! Jesi, Ruserva Naturale Ripa Bianca
Per informazioni: www.riservaripabianca.it
giovedì 19
* Presentazione del libro La vita scorre tra le note. Storia della Banda Musicale
l’Esina, Moie di Maiolati Spontini,
Biblioteca La Fornace, ore 21
Per informazioni: www.bibliotecalafornace.it
sabato 21 e domenica 22
* Trofeo del Verdicchio – gara di
ruzzola, Cupramontana, Contrada
San Marco
Per informazoni: [email protected]
* “Il kilometro lanciato”, gara di
accelerazione su 1/8 di miglio,
Jesi, Zona industriale
Per informazioni: 3898963768
domenica 22
* Infiorata del Corpus Domini,
Vespe in fiore, Cupramontana, vie
del centro, dalle 9 alle 18
Per informazioni: comune@
comune.cupramontana.an.it
* Memorial “Ivo Pastori” – Gara
di Pesca Sportiva, Cupramontana
Per informazioni: comune@
comune.cupramontana.an.it
23-30/6
ARTE
martedì 24
* InteatroFestival 2014: Scadenza
bando Atelier Festival per giovani
reporter, Polverigi, Villa Nappi
Per informazioni: atelierfestival.
wordpress.com
lunedì 30
* Concorso fotografico gratuito
a premi “Jesi by night”, Jesi, Hemingway cafè
Per informazioni: www.eventevo.
it/event/95260
MUSICA
da venerdì 27 a domenica 29
* VI edizione del Festival della Musica Distesa, Cupramontana
Per informazioni: www.musicadistesa.org
TEATRO
da venerdì 27 a domenica 29
* XIII Rassegna di commedie
dialettali, Santa Maria Nuova
Per informazioni: [email protected]
sabato 28 e domenica 29
* L’Odissea, spettacolo di danza
moderna, classica, hiphop della
scuola di danza Linea Club Jesi,
Teatro G.B. Pergolesi
Per informazioni: info@fpsjesi.
com
EVENTI
lunedì 23
* Esibizione Saggio/Danza Marche Salute, Cupramontana, Piazza
IV Novembre
Per informazioni: comune@
comune.cupramontana.an.it
* Per il ciclo “Circolo di lettura
alla Fornace”, libro del mese:
“Cronaca di una morte annunciata” di Gabriel García Márquez,
Moie di Maiolati Spontini, Biblioteca La Fornace
Per informazioni: www.bibliotecalafornace.it
da venerdì 27 a domenica 29
* Festa del circolo cittadino, Cupramontana, Colle Elisa
Per informazioni: [email protected]
sabato 28
* Settima edizione del Premio Vallesina, Morro d’Alba, villa S. Amico
Per informazioni: www.premiovallesina.org
sabato 28 e domenica 29
* Gusta l’arancione: le Marche arancioni
in piazza, Staffolo, centro storico
Per informazioni:
www,gustalarancione.com
domenica 29
* Festa del patrono: San Pietro,
Belvedere Ostrense
Per informazioni: www.comune.
belvedere.an.it
* Infiorata per la festa del patrono:
San Paolo Apostolo, San Paolo di Jesi
Per informazioni: www.comune.
sanpaolodijesi.an.it
* Raduno Fiat 500 e Torneo di
Mini Baseball, Cupramontana,
Piazza Cavour e Campo da baseball
Per informazioni: comune@
comune.cupramontana.an.it
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