PIANO TRIENNALE DELL’OFFERTA
FORMATIVA
1
INTRODUZIONE
Il sapere viene costruito dal bambino, a partire dalla propria struttura cognitiva, attraverso
le relazioni che ha stabilito e ha interiorizzato in concetti.
Se una nuova informazione non interagisce con il quadro cognitivo che ha assimilato
(attraverso rapporti con gli altri, esperienze, linguaggi), al massimo potrà conseguire un
apprendimento mnemonico senza alcuna influenza sulla struttura cognitiva. Il progressivo
incrocio tra struttura mentale e nuove informazioni, gli permetteranno di elaborare concetti
sempre più complessi per affrontare la realtà con strumenti costantemente aggiornati e
rielaborati, a seconda delle situazioni che si presenteranno.
La costruzione del percorso da informazione a competenza (intesa come pensiero logico
capace di risolvere problemi all’interno di più contesti sociali), rappresenta il compito più
rilevante del lavoro scolastico, perché è da questo rapporto che si costruisce un
apprendimento significativo. Quest’ultimo è un aspetto fondamentale, che rimanda da un
lato alla natura del sapere e dall’altro all’approccio psicologico perché riguarda l’alunno e
il suo personale processo di apprendimento, anche per evitare che l’insegnamento divenga
una forma di condizionamento, un modo per modellare docili cittadini ma privi
dell’autonomia culturale e di pensiero che alla lunga sottrarrebbero al paese menti aperte e
democratiche.
La nostra scuola ha l’obiettivo di promuovere negli allievi strumenti concettuali tali da
permettere non solo di capire la realtà, ma di interpretarla con spirito critico e riflessivo.
Di conseguenza le discipline scolastiche non vanno viste solo come una lista di contenuti
da apprendere, ma servono a condurre gli allievi a riflettere sul senso e sui significati di
quella determinata disciplina, per utilizzarla in funzione del processo di creazione del
sapere. In definitiva, afferma Jerome Bruner, conoscere è un processo non un prodotto.
Per questo riteniamo che sia più importante una scuola delle domande più che delle
risposte, una scuola che si fa interrogare più che interrogare.
Se riflettiamo sul fatto che tra le prime parole che un bambino pronuncia ci sono le parole
della curiosità ( la fase dei perché) che rappresentano il suo biglietto di ingresso al mondo,
vuol dire che la sete di conoscenza nasce con l’uomo. La curiosità, sosteneva Einstein, è
più importante dell’intelligenza che si sviluppa non attraverso i successi, ma attraverso gli
errori che richiedono un nuovo e diverso procedimento per ottenere dopo vari tentativi il
risultato sperato. Quindi quello che è importante non è la previsione della risposta, bensì le
linee di ragionamento cui il bambino fa ricorso.
Lo strumento privilegiato per accrescere la conoscenza è il linguaggio, perché “il numero
delle parole conosciute ed usate è direttamente proporzionale al grado di sviluppo della
democrazia e dell’uguaglianza delle possibilità. Poche parole e poche idee, poche
possibilità e poca democrazia.” Afferma Gustavo Zagrebelsky.
2
Il linguaggio, quindi, come strumento del pensiero che accresce la capacità critica e di
giudizio. Ma “pensare di trasmettere il sapere - scrive Massimo Recalcati - senza passare
dalla relazione che lo incarna è un’illusione, perché non esiste una didattica se non entro
una relazione umana” ( infatti la nostra mente è congegnata in modo tale che tra
apprendimenti, emozioni e memoria vige un rapporto molto stretto), e la relazione deve
tenere conto dell’unicità della persona che apprende, perché non tutti possono ottenere gli
stessi risultatati, ma tutti devono avere le stesse opportunità.
La scuola, dunque, come luogo di vita, dove si vivono esperienze che aiutano a capire la
diversità, ad imparare la tolleranza, a rispettare chi per cultura, tradizioni e religione la
pensa in modo diverso da noi, un luogo dove si impara a confrontarsi, ad esprimere
opinioni senza pregiudizi e luoghi comuni, per capire e sperimentare dal vivo il valore
delle norme sociali e dei principi morali.
Una scuola che accende la curiosità, che suscita la sete di sapere, che stimola lo spirito
critico e creativo, che esercita la mente al dialogo, che sostituisce il modello passivo e
acritico al ragionamento e le convinzioni ai dubbi, è la scuola che cerchiamo di realizzare
ogni giorno, con dedizione e fiducia, consapevoli che la riuscita sociale e civile delle
nuove generazioni dipende anche (e soprattutto) da noi .
3
“Cosa insegni? La vita.”
Alex Corlazzoli
Il Piano dell’offerta Formativa già disciplinato dall’art.3 del DPR275/99 e novellato oggi
dal comma 14 della L.107/2015, è il documento fondamentale costitutivo dell’identità
culturale e progettuale di ciascuna scuola. Esso contiene le basi della progettazione
curricolare educativa e organizzativa della scuola, coniugando la dimensione nazionale
con quella locale.
LETTURA DEL TERRITORIO
Il nostro Circolo serve un bacino di utenza che abbraccia una popolazione di circa 15 mila
abitanti, distribuita in particolare nel nucleo storico di Saviano.
Il paese è interessato costantemente, seppur in maniera modesta, da un fenomeno di
immigrazione di cittadini provenienti dalla grande area metropolitana del capoluogo
regionale e di immigrati da nazioni dell’Unione europea.
Esso presenta una economia mista, la stragrande maggioranza dei cittadini svolge
attività operaia nella realtà industriale e artigianale circostante del capoluogo ed è
impegnata nel terziario, segnatamente nella pubblica amministrazione e nel commercio.
E’ pressoché assente il fenomeno della dispersione scolastica; piuttosto si segnala, sia
pure in modo limitato, un’area del disagio per la presenza di bambini che godono in
famiglia di assistenza materiale appena sufficiente e di scarsi supporti culturali ed
educativi idonei alla loro crescita formativa e cognitiva.
Si tratta di alunni appartenenti a famiglie demotivate, dove non trovano modelli
positivi di riferimento, anzi assorbono comportamenti e messaggi negativi uniti a forme di
disaffezione nei riguardi della scuola.
Di contro vi sono famiglie motivate, consapevoli del loro ruolo e delle loro
responsabilità, che, oltre all’azione di supporto alle attività scolastiche, assicurano ai loro
figli una adeguata formazione derivante dalla frequenza assidua e costante di associazioni
culturali, palestre, corsi di danza, di musica, di informatica.
Il sistema scolastico territoriale
Funzionano sul territorio comunale le seguenti Scuole :
Scuole dell’Infanzia Statale e non statale
Scuola Primaria Statale
Scuola Secondaria di Primo Grado
Istituto Professionale di Stato per i servizi commerciali e turistici
Risorse del territorio
Sono attive le seguenti associazioni e strutture :
4
Pro Loco, Babalud ,
Calcio Saviano, Calcio Sirico , A.R.C.I. , Orsa Minore,
AGISER, PER LA VITA, AZIONE CATTOLICA ITALIANA, ARCIMATTO
Il MOSAICO,
SAVIANO MIGLIORE, Biblioteca Comunale ”Plesso Allocca”
Auditorium Comunale, Centro Polifunzionale, Periodico: Obiettivo Saviano;
e le seguenti realtà produttive (quasi tutte a conduzione familiare):
caseifici, botteghe artigianali, mobilifici, sartorie, industria chimica organica.
RAPPORTI COL TERRITORIO
Il comma 2 della L.107/2015 anticipa un contenuto importante: si tratta della
programmazione triennale dell’offerta formativa per l’innalzamento dei livelli
d’istruzione, per la prevenzione dell’abbandono e della dispersione scolastica e per
l’apertura della comunità scolastica al territorio con il coinvolgimento delle istituzioni,
quali il Comune e delle realtà locali.
L’Istituzione Scolastica promuove, in ogni forma possibile, il raccordo e la
collaborazione con le Associazioni culturali, sportive e dei servizi del territorio allo scopo
di :
· mettere a disposizione degli alunni proposte didattiche ed educative ampie e al tempo
stesso integrate e congruenti con le linee-guida indicate nel presente Piano
· valorizzare le competenze professionali di quanti operano all’interno delle
Associazioni
· valorizzare l’opera di volontariato dell’associazionismo
Per raggiungere gli obiettivi previsti dal Piano Triennale dell’Offerta Formativa,
l’Istituzione Scolastica può stipulare accordi, intese e convenzioni con altre scuole del
territorio. Tali accordi sono finalizzati in particolar modo a :
· promuovere il pieno utilizzo e la valorizzazione delle risorse professionali del
territorio in modo volontario e in accordo con i docenti anche con interventi con gli alunni
· promuovere scambi e incontri fra le scolaresche
·
realizzare progetti didattici , educativi , sportivi o culturali di interesse territoriale
comuni.
5
MANIFESTAZIONI
TERRITORIO
E
PROGETTI
TITOLO
Concorso poesia
IN
COLLABORAZIONE
CON
IL
COLLABORAZIONI ESTERNE
Pro-loco ”Il campanile”
Assessorato alla Cultura
“Scacchi a scuola”
Associazioni scacchistiche
Anche a livello provinciale e
nazionale
I giorni della memoria:
commemorazione del 4 novembre;
Amministrazione Comunale
Polizia Municipale
27 gennaio
Associazione Ex-combattenti
19 marzo in ricordo delle vittime
Forze dell’Ordine
delle mafie
Fondazione Carnevale
25 aprile
Genitori
“Legalità”
Esercenti
A.I.R.C. , Telefono Azzurro e
Regione Campania
A.I.L.in orario curricolare per tutti
gli ordini e gradi di scuola
MANIFESTAZIONE DI
CARNEVALE per tutti gli ordini e
gradi di scuola
La nostra scuola aderisce di volta in volta ai progetti proposti da enti e associazioni, in
modo particolare quelle inerenti la promozione della lettura.
6
L’ ISTITUZIONE SCOLASTICA
La nostra scuola e le sue risorse
Il Circolo di Saviano, compreso nel 30° Distretto Scolastico e afferente all’ ASL
Distretto Sanitario n° 73 di Nola, è così strutturato:
SCUOLA dell’INFANZIA
SCUOLA PRIMARIA
Plesso Allocca
Plesso Maria di Piemonte
Plesso Piazza Musco
Plesso Capocaccia
NA 4
Plesso Capocaccia
La scuola dell’Infanzia è formata da 13 sezioni funzionanti a Tempo Pieno. E’ strutturata
su 40 ore settimanali distribuite su 5 giorni lavorativi dalle ore 8.30 alle ore 16.30
Gli orari tengono conto delle reali esigenze degli alunni, per cui la contemporaneità viene
gestita in modo flessibile al fine consentire attività personalizzate o per piccoli gruppi.
La scuola primaria statale è costituita da un plesso ubicato nel centro storico e da un altro
in periferia.
Le aule e i servizi degli edifici ubicati al Capoluogo risultano sufficientemente idonei ad
accogliere gli alunni sia dal punto di vista logistico che igienico.
L’edificio è dotato di cortile e di spazi adibiti a vari laboratori: scientifico, lettura,
scacchi e due di informatica.
Attualmente la Scuola Primaria si compone di 28 classi ed è strutturata su 27 ore
settimanali su 6 giorni aperta dalle ore 8.30 alle ore 13.00
Gli Uffici di Segreteria e di Direzione sono ubicati in via Roma, nel plesso adiacente alla
scuola primaria Maria di Piemonte.
La Segreteria svolge le attività amministrative funzionali all’erogazione del servizio
scolastico. Ad essa gli utenti possono accedere per qualsiasi informazione e richiesta nei
giorni dispari dalle ore 11:30 alle ore 13:30 (n° telefono 0818202254 ).
Risorse strumentali del circolo
I Plessi di scuola Primaria e dell’Infanzia sono dotati di televisori, videoregistratori,
radio, lettori DVD e CD, fotocopiatrici e vari sussidi didattici.
Sono attive biblioteche di plesso dotate di testi adatti ai bambini e che vengono
arricchite generalmente di anno in anno.
Il circolo è dotato di computer portatili che possono essere utilizzati direttamente
nelle aule con l’ausilio di videoproiettori e di alcune LIM.
7
LA NOSTRA SCUOLA VISTA DAGLI UTENTI
Nel mese di giugno, come accade da diversi anni, vengono consegnati dei questionari
agli alunni ed alle loro famiglie, con lo scopo di rilevare atteggiamenti, suggerimenti e
considerazioni riportate dagli utenti circa la percezione che essi hanno della scuola, delle
dinamiche relazionali vissute al suo interno, nonché di eventuali proposte per migliorare
la qualità del sistema.
In particolare, considerate le opportunità che discenderanno da un’analisi attenta e
consapevole di autovalutazione d’istituto e del successivo Piano di Miglioramento, sarà
necessario rilevare dati informativi dell’utenza di riferimento e bisogni formativi
dell’intera platea scolastica al fine di sperimentare nuovi strumenti per il miglioramento
continuo del servizio di istruzione, formazione ed educazione attivato da codesto Istituto.
Dalle rilevazioni effettuate è possibile affermare che i percosi attivati negli anni passati
hanno trovato una convergente uniformità di pareri favorevoli ( alunni – famiglie) nonché
un feedback qualitativamente positivo sulle progettualità proposte da codesta scuola. Di
conseguenza, è stato possibile disegnare un profilo di questa scuola come:
- ambiente del vivere e del convivere;
- luogo di crescita;
- attenta ai bisogni delle famiglie;
- centro di elaborazione di strategie educative;
- sistema aperto al territorio e alla multiculturalità;
- scuola aperta al confronto, alle innovazioni, all’uso di nuove tecnologie e della
lingua straniera;
- scuola che valorizza le tradizioni artistiche e folkloristiche locali (presepe,
carnevale, palio dei tre Casali, ecc…);
- scuola attenta alla solidarietà attraverso la partecipazione a iniziative
promosse dall’AIL, AIRC, TELEFONO AZZURRO, … ;
- aperta al territorio con la partecipazione ad iniziative locali (premio poesia,
carnevale, i giorni della memoria…).
Si caratterizza, altresì, come promotrice della professionalità di tutte le figure che in
esse operano, promuove e valorizza la continuità.
8
INDICAZIONI PER IL
CURRICOLO
9
LA LETTURA DELLA NOSTRA SCUOLA
Le indicazioni per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo dell’istruzione,
nascono in un contesto culturale complesso dove i valori, i modelli e le conoscenze, sono
sottoposti a continue verifiche e revisioni.La proliferazione dei mezzi di comunicazione,
se da un lato ci mette in contatto con il mondo, dall’altro offre modelli di vita non sempre
allineati ai valori del vivere secondo i bisogni naturali dell’uomo. Appare necessario che la
scuola tenga conto degli innumerevoli stimoli che incidono sui modi del fare e del
pensare delle nuove generazioni. La logica sequenziale che caratterizzava i modelli
formativi del passato è stata sostituita da una miriade di modelli formativi extrascolastici
frammentari, episodici, slegati.
Attualmente un bambino passa mediamente molte ore davanti al televisore o al computer
ricevendo migliaia di stimoli spesso contradditori con scarse possibilità di discernere il
positivo dal negativo, il bene dal male. Infatti, affermano le indicazioni, “1l’apprendimento
scolastico è solo una delle tante esperienze di formazione che i bambini e gli adolescenti
vivono per acquisire competenze specifiche, spesso non vi è bisogno di contesti
scolastici”, per questo la scuola deve rafforzare ed integrare i propri compiti per dare un
senso alle esperienze degli alunni, frenando l’episodicità delle conoscenze.
Come cambia il mondo del lavoro che deve riorientare e riorganizzare conoscenze e
tecniche, così anche la formazione deve prevedere nuovi percorsi adatti ad una realtà in
continua evoluzione, “per questo l’obiettivo della scuola non può essere soprattutto
quello di inseguire lo sviluppo di singole tecniche e competenze; piuttosto è quello di
formare saldamente ogni persona sul piano cognitivo e culturale affinché possa
affrontare positivamente l’incertezza e la mutevolezza degli scenari sociali e professionali
presenti e futuri. Le trasmissioni standardizzate e normative delle conoscenze, che
comunicano contenuti invariati pensati per individui medi, non sono più adeguate. Al
contrario la scuola è chiamata a realizzare percorsi formativi sempre più rispondenti alle
inclinazioni personali degli studenti, nella prospettiva di valorizzare gli aspetti peculiari
della personalità di ognuno. In tale scenario, alla scuola spettano alcune finalità specifiche:
offrire agli studenti occasioni di apprendimento dei saperi e dei linguaggi culturali di
base, far si che gli studenti acquisiscano gli strumenti di pensiero necessari per apprendere
e selezionare le informazioni; promuovere negli studenti la capacità di elaborare metodi e
categorie che siano in grado di fare da bussola negli itinerari personali, favorire
l’autonomia di pensiero degli studenti, orientando la propria didattica alla costruzione di
saperi a partire da concreti bisogni formativi”.
L’impegno è quello di favorire le condizioni affinché il successo scolastico sia il risultato
tangibile di un apprendimento a misura di alunno, non perché tutti debbano ottenere gli
stessi risultati, ma perché tutti abbiano le stesse opportunità, a maggior ragione per quegli
alunni che vivono situazioni di svantaggio personale e disagio sociale.
1
Le parti virgolettate sono tratte dalle Indicazioni Nazionali per il Curricolo della Scuola dell’Infanzia e del Primo Ciclo
d’Istruzione dell’anno 2012 regolamento emanato a norma dell’art.1, comma4, del DPR 89/09
10
Le strategie didattiche devono tenere conto della unicità della persona che apprende: ella è
posta al centro dell’azione educativa in tutti gli aspetti cognitivi e non cognitivi. In questo
quadro ”i docenti dovranno pensare a realizzare i loro progetti educativi e didattici non
per individui astratti ma per persone che vivono qui ed ora, che sollevano precise
domande esistenziali, che vanno alla ricerca di orizzonti di significato”.
Particolare attenzione va prestata all’organizzazione della classe come comunità nella
quale gli alunni siano sistematicamente stimolati ad intrecciare prima e consolidare poi
i legami cooperativi e solidaristici ma senza trascurare il singolo soprattutto quando si
tratta di tener conto delle varie diversità che inevitabilmente si intrecciano in un contesto
scolastico. Diventano centrali per una proficua permanenza
le condizioni che
favoriscono “ lo star bene a scuola, al fine di ottenere la partecipazione più ampia dei
bambini e degli adolescenti a un progetto educativo condiviso.
La formazione di importanti legami di gruppo non contraddice la scelta di porre la persona
al centro dell’azione educativa, ma al contrario condizione indispensabile per lo sviluppo
della personalità di ognuno.
Uno dei tratti caratterizzanti delle indicazioni è rappresentato dall’educazione alla
cittadinanza attiva, il cui impegno è di promuovere in primo luogo i valori della
costituzione e, in un raggio più ampio, i valori riconosciuti come fondamentali dal
consorzio umano. Insomma si tratta di costruire una comunità educante “intessuta di
linguaggi affettivi ed emotivi e è anche in grado di promuovere la condivisione di quei
valori che fanno sentire i membri della società come parte di una comunità vera e propria.
La scuola affianca al compito dell’insegnare ad apprendere quello dell’insegnare ad a
essere . L’obiettivo è quello di valorizzare l’unicità e la singolarità dell’identità culturale di
ogni studente”.
“ la promozione e lo sviluppo di ogni persona stimola in maniera vicendevole la
promozione e lo sviluppo delle altre persone: ognuno impara meglio nella relazione con
gli altri, non basta convivere nella società, ma questa stessa società bisogna crearla
continuamente insieme”.
Quasi quotidianamente nel nostro Paese approdano centinaia e centinaia di immigrati che
fuggono dai loro paesi nativi dove imperversano guerre e povertà, per cercare fortuna nei
paesi occidentali, ma spesso i loro viaggi sono nefasti, molti perdono la vita prima di
raggiungere l’Italia con mezzi insicuri.
.In questo quadro cambia il concetto di vicinanza: il vicino non è soltanto l’inquilino del
piano ma anche il boscimano che vive nelle terre più sperdute dell’Africa.
”Le relazioni fra il microcosmo personale, e il macrocosmo dell’umanità, e del pianeta
oggi devono essere intese in un duplice senso. Da un lato tutto ciò che accade nel mondo
influenza la vita di ogni persona, dall’altro ogni persona tiene nelle sue stesse mani una
responsabilità unica e singolare nei confronti del futuro dell’umanità.” Per questa ragione
la scuola deve promuovere un concetto di persona responsabile attraverso gli spazi del
dialogo e della partecipazione superando la singolarità delle discipline per aprirsi a nuovi
quadri d’insieme per “promuovere i saperi propri di un nuovo umanesimo: la capacità di
cogliere gli aspetti essenziali dei problemi; la capacità di comprendere le implicazioni, per
la condizione umana, degli inediti sviluppi delle scienze e delle tecnologie; la capacità di
11
valutare i limiti e le possibilità delle conoscenze; la capacità di vivere e di agire in un
mondo in continuo cambiamento."
Uno dei principali elementi di novità della L.107/2015 riguarda Piano dell’Offerta
formativa triennale che costituisce il fulcro della riforma, in quanto da esse si dipartono
tutte le innovazioni in materia di curricolo, di organici, di valutazione e formazione.
L’ORGANIZZAZIONE DEL CURRICOLO DELLA NOSTRA SCUOLA
“Il curricolo di istituto è espressione della libertà d’insegnamento e dell’autonomia
scolastica e, al tempo stesso, esplicita le scelte della comunità scolastica e l’identità
dell’istituto. La costruzione del curricolo è il processo attraverso il quale si sviluppano e
organizzano la ricerca e l’innovazione educativa.
Ogni scuola predispone il curricolo all’interno del Piano dell’offerta formativa con
riferimento al profilo dello studente al termine del primo ciclo di istruzione, ai traguardi
per lo sviluppo delle competenze, agli obiettivi di apprendimento specifici per ogni
disciplina.
A partire dal curricolo di istituto, i docenti individuano le esperienze di apprendimento più
efficaci, le scelte didattiche più significative, le strategie più idonee, con attenzione
all’integrazione fra le discipline e alla loro possibile aggregazione in aree, così come
indicato dal Regolamento dell’autonomia scolastica, che affida questo compito alle
istituzioni scolastiche” recitano le indicazioni nazionali, affermazione che se da un lato
impone la prescrittività dei traguardi per lo sviluppo delle competenze, dall’altro lascia
alle scuole le modalità strategiche per raggiungere i risultati ma soprattutto, lascia alle
scuole la possibilità di partire dai problemi di una determinata realtà. Il contesto culturale
sociale del nostro territorio ci propone alcuni nodi problematici che vanno approfonditi
per elaborare il curricolo della nostra scuola.
Situazione sociale
- territorio caratterizzata da piccola criminalità;
- situazione ecologico ambientale al limite;
- basso livello di rispetto per la cosa pubblica;
- bassa collaborazione in ambito sociale e lavorativo;
- scarso interesse degli enti locali alla promozione culturale dei cittadini;
- alta disoccupazione, soprattutto giovanile (doppio della media nazionale);
- sfruttamento dei lavoratori stranieri e non;
- condizione di dipendenza dei soggetti deboli, in particolare donne;
se l’analisi è corretta è evidente che la scuola debba programmare, a seconda delle
diverse età degli alunni classi/sezioni, attività non frammentarie o occasionali, ma pensate
e ordinate, in percorsi metodologico –didattico coerenti, Infatti i percorsi tradizionali non
sono più sufficienti, una scuola avulsa dalla realtà, centrata su un livello meccanicistico:
“io insegno, tu impari” è improponibile e le stesse indicazioni lo evidenziano ampiamente.
12
Ambiente di apprendimento
Per promuovere apprendimenti significativi e garantire il successo formativo è necessario
curare inannzittutto gli spazi che devono porsi come flessibili, facilitare cioè l’approccio
operativo alla conoscenza partendo proprio dal setting della classe.
L’azione formativa che la scuola offre, parte proprio dalle esperienze e dalle conoscenze
degli alunni, per agganciare i nuovi contenuti a quelli pregressi , affinchè “l’allievo riesca
a dare senso a quello che va imparando”. E’ solo il caso di accennare che la scuola
affinchè “ la divesità non si trasformi in diseguaglianza” deve progettare e realizzare
percorsi didattici che, rilevando bisogni formativi di tutti e ciascuno, sappiano valorizzare
gli stili e livelli d’apprendimento , specifiche inclinazioni, personali interessi , stati emotivi
ed affettivi particolari.
“Incoraggiare l’apprendimento collaborativo”. Imparare non è solo un processo
individuale: la dimensione sociale dell’apprendimento svolge un ruolo significativo. In tal
senso, molte sono le forme di interazione e collaborazione che possono essere introdotte
(dall’aiuto reciproco all’apprendimento cooperativo, all’apprendimento tra pari), sia
all’interno della classe, sia attraverso la formazione di gruppi di lavoro con alunni di classi
e di età diverse. A questo scopo risulta molto efficace l’utilizzo delle nuove tecnologie che
permettono agli alunni di operare insieme, per costruire nuove conoscenze, ad esempio
attraverso ricerche sul web e per corrispondere con coetanei anche di altri paesi.
Promuovere la consapevolezza del proprio modo di apprendere, al fine di “imparare ad
apprendere”. Riconoscere le difficoltà incontrate e le strategie adottate per superarle,
prendere atto degli errori commessi, ma anche comprendere le ragioni di un insuccesso,
conoscere i propri punti di forza, sono tutte competenze necessarie a rendere l’alunno
consapevole del proprio stile di apprendimento e capace di sviluppare autonomia nello
studio.
Occorre che l’alunno sia attivamente impegnato nella costruzione del suo sapere e di un
suo metodo di studio, sia sollecitato a riflettere su come e quanto impara, sia incoraggiato
a esplicitare i suoi modi di comprendere e a comunicare ad altri i traguardi raggiunti.
Ogni alunno va posto nelle condizioni di capire il compito assegnato e i traguardi da
raggiungere, riconoscere le difficoltà e stimare le proprie abilità, imparando così a
riflettere sui propri risultati, valutare i progressi compiuti, riconoscere i limiti e le sfide da
affrontare, rendersi conto degli esiti delle proprie azioni e trarne considerazioni per
migliorare.
Realizzare attività didattiche in forma di laboratorio, per favorire l’operatività e allo stesso
tempo il dialogo e la riflessione su quello che si fa. Il laboratorio, se ben organizzato, è la
modalità di lavoro che meglio incoraggia la ricerca e la progettualità, coinvolge gli alunni
nel pensare, realizzare, valutare attività vissute in modo condiviso e partecipato con altri, e
può essere attivata sia nei diversi spazi e occasioni interni alla scuola sia valorizzando il
territorio come risorsa per l'apprendimento”. In realtà non si tratta di una indicazione
generalista ma di una precisa indicazione operativa che nasce dalle mutate condizioni
sociali e dalla ricerca pedagogica più attenta: si passa da una concezione individualistica
del docente che decide ciò che l’allievo deve imparare, ad una concezione sociale
dell’apprendimento basato sulla attiva partecipazione dell’allievo. Infatti si incoraggiano
13
forme collaborative, interazioni tra alunni, esposizione dei diversi di punti di vista,
partecipazione collettiva alla costruzione del sapere, di conseguenza anche gli strumenti
devono essere diversi, non bisogna più avvalersi solo del libro di testo ma delle risorse che
offre il Web, delle informazioni desunte dai giornali, dal contributo dalle diverse
associazioni che rappresentano varie categorie, opportunità da utilizzare non in modo
occasionale ma secondo un’attenta pianificazione scandita nel tempo.
Si tratta di integrare la lezione tradizionale con tecniche ( metodologie attive) più attuali:
dalla ricerca finalizzata ad uno scopo, ai gruppi di discussione, dalle mappe concettuali al
problem -solving, le diverse strategie, infatti, consentono di applicare i concetti
(contenuti) di quanto è stato studiato in più situazioni.
Se, ad esempio, un bambino conosce le quattro operazioni ma non sa risolvere problemi
vuol dire che non conosce l’applicazione pratica delle operazioni ( l’abilità non diventa
competenza); bisogna invertire il percorso: è dal problema che nascono le operazioni e
non il contrario.
Le indicazioni per il curricolo sono la base portante per approfondite riflessioni sul
mondo della scuola e delle famiglie degli alunni del circolo.
Il coinvolgimento di tutti i soggetti che gravitano nel mondo della scuola costituisce
lo snodo essenziale per la verifica delle opportunità offerte dalla riforma.
Fanno parte del nostro curricolo, oltre alle discipline evidenziate nelle indicazioni, anche
educazione stradale, all’ambiente, alla sicurezza,alle emozioni, alla salute, alimentare,
all’affettività, alla solidarietà, al benessere, alla pace. Inoltre vengono attivati
approfondimenti disciplinari, attività di biblioteca, attività di recupero, gioco- scacchi,
ecc.
NOTA BENE : il Curricolo di Circolo è in allegato.
Clima operativo del circolo
Attivare l’autonomia didattica ed organizzativa della scuola comporta una
qualificata e continua attività di formazione dei docenti, affinché essi maturino una
sostanziale riconversione professionale, approfondiscano le varie tematiche didattiche ed
organizzative ed assumano un ambito mentale coerente con la complessità del sistema
scuola e con le richieste sempre mutevoli dell’utenza.
La Scuola che progetta coerentemente la sua OffertaFormativa si rende permeabile
al Territorio, in modo da creare un sistema di relazioni sempre più avanzate e complesse
con il passare degli anni.
Questo compito, fortemente impegnativo, rappresenta l’occasione per riproporre la
Scuola al centro dell’interesse generale: una Scuola in grado di offrire alle future
generazioni una preparazione spendibile, un apprendimento autentico, una capacità di
gestire ed elaborare il proprio sapere.
Allo scopo di determinare il successo formativo degli alunni, la nostra scuola terrà
conto delle possibilità ed esigenze di ciascuno: da un lato diversificando e personalizzando
14
gli itinerari formativi, specie per gli alunni in difficoltà di apprendimento e diversamente
abili, dall’altro creando le situazioni ottimali per la promozione dei talenti.
Ciò comporta per tutti la revisione e l’arricchimento delle proprie competenze e il
potenziamento delle proprie qualità professionali attraverso la formazione continua al fine
di garantire ad ogni bambino il diritto ad una scuola di qualità.
La scuola primaria è strutturata su 27 ore settimanali
Soglie minime disciplinari:
ITALIANO: 6 ore
MATEMATICA e SCIENZE: 5 ore
ARTE, STORIA, GEOGRAFIA, ORE 2 ciascuna
MUSICA: 2 ore in prima, 1 ora nelle altre classi
EDUCAZIONE FISICA: 2 ore in 1^ e in 2^ ; In 3^ , 4 ^ e 5^ 1 ora
RELIGIONE : 2 ore
INGLESE: 1 ora in 1^; 2 ore in 2^ ; 3 ore in 3^, 4^, 5^.
FINALITA’ DELLA SCUOLA DELL’INFANZIA
L’obiettivo primario della Scuola dell’Infanzia sarà quello di promuovere per ogni
bambino/a “ lo sviluppo dell’identità, dell’autonomia, della competenza e della
cittadinanza”
Affinché ciò si realizzi, ogni scuola costruisce il proprio curricolo entro il quale si sviluppa
e si organizza la ricerca e l’innovazione educativa. Nella scuola dell’Infanzia il curricolo si
attiva attraverso i campi di esperienza :“luoghi del fare e dell’agire dei bambini”. Per
questo l’insegnante articolerà i vari campi al fine di favorire il percorso educativo di ogni
bambino, aiutandolo ad orientarsi nella diversità degli stimoli e delle attività, creando
occasioni e progetti di apprendimento per favorirne lo sviluppo delle competenze.
Il sé e l’altro
E’ il campo di esperienza più importante per quanto riguarda la crescita armonica dei
bambini. Infatti “… cominciano a riflettere sul senso e sul valore morale delle loro azioni,
prendono coscienza della propria identità, scoprono le diversità e apprendono le prime
regole necessarie alla vita sociale”.
Il corpo in movimento
Attraverso tale campo di esperienza, “ I bambini prendono coscienza e acquisiscono il
senso del proprio sé fisico, il controllo del corpo, delle sue funzioni, della sua immagine,
15
delle possibilità sensoriali ed espressive e di relazione e imparano ad averne cura
attraverso l’educazione alla salute.”
Immagini, suoni, colori
I bambini sono portati ad esprimere con immaginazione e creatività le loro emozioni,
attraverso il linguaggio a loro a disposizione, come: la voce, il gesto, la drammatizzazione,
i suoni e la musica, la manipolazione dei materiali, le esperienze grafico-pittoriche, i massmedia che educano al senso estetico e al bello. Lo sforzo di interpretare e creare sono
atteggiamenti che si manifestano nelle esperienze artistiche e che possono estendersi e
appassionare ad altri apprendimenti, come la musica e l’ascolto di produzioni sonore,
attraverso le quali il bambino si confronta con i nuovi media e con i nuovi linguaggi della
comunicazione, come spettatore e come attore. La scuola può aiutarli a familiarizzare con
l’esperienza della multimedialità: la fotografia, la televisione, il digitale, favorendo un
contatto attivo con i media e la ricerca delle loro possibilità espressive e creative, un
mondo ricco di colori.
I discorsi e le parole
“I bambini apprendono a comunicare verbalmente, a descrivere le proprie esperienze e il
mondo, a conversare e dialogare, a riflettere sulla lingua, e si avvicinano alla lingua scritta.
Attraverso la conoscenza e la consapevolezza della lingua materna e di altre lingue
consolidano l’identità personale e culturale e si aprono verso altre culture”
La conoscenza del mondo
“I bambini esplorano la realtà, imparando a organizzare le proprie esperienze attraverso
azioni consapevoli quali il raggruppare, il comparare, il contare, l’ordinare, l’orientarsi e il
rappresentare con disegni e con parole. Attraverso le attività proposte, le organizzazioni
dei fenomeni naturali e degli organismi viventi, le conversazioni, le attività ludiche,
costruttive o progettuali, il bambino comincia a capire l’importanza di guardare sempre
meglio i fatti del mondo confrontando le proprie idee con le idee proposte dagli adulti e
dagli altri bambini.”
FINALITA’ DELLA SCUOLA PRIMARIA
La legge 107/2015 illustra le finalità del provvedimento : “dare piena attuazione
all’autonomia delle istituzioni scolastiche”, affermando il ruolo centrale della scuola nella
società della conoscenza e richiamando una serie di priorità già presenti all’interno della
normativa vigente, quali “ il successo formativo degli studenti, la partecipazione degli
OO.CC, la flessibilità didattica e organizzativa”. Infatti i compiti della scuola sono
direttamente legati al possesso della conoscenza all’interno di alfabeti culturali da
intendersi come padronanza dei linguaggi che consentono all’alunno di dialogare in
termini competenti, interattivi, partecipativi e consapevoli con la realtà del mondo
16
circostante nel quale egli vive e si realizza. Accanto a questo impegno, un riferimento
specifico è da attribuire alla costruzione della dimensione etica della conoscenza. Appare
fondamentale, infatti, mettere al centro del processo formativo la persona intesa come
soggetto di diritti e luogo di valori, come espressione di libertà, di autenticità laddove
prima del sapere e del saper fare occorre anteporre il sapere essere, come Delors ci
insegna.
Una scuola, quindi, capace di leggere il dato psicologico del suo alunno, capace di
costruire, attraverso la considerazione attenta dei suoi potenziali apprenditivi, un
intervento adeguato al bisogno educativo riferito e contestualizzato ad ogni preciso
momento storico, come ben evidenziato dal comma 1 della L.107/2015.
“La finalità del primo ciclo è l'acquisizione delle conoscenze e delle abilità fondamentali
per sviluppare le competenze culturali di base nella prospettiva del pieno sviluppo della
persona ” . Per realizzarla la scuola concorre con altre istituzioni alla rimozione di ogni
ostacolo alla frequenza; cura l’accesso facilitato per gli alunni con disabilità, previene
l’evasione dell’obbligo scolastico e contrasta la dispersione; persegue con ogni mezzo il
miglioramento della qualità del sistema di istruzione. In questa prospettiva la scuola
accompagna gli alunni ad elaborare il senso della propria esperienza; promuove la pratica
consapevole della cittadinanza attiva e l’acquisizione degli alfabeti di base della
cultura.Infatti, “La scuola è investita da una domanda che comprende, insieme,
l’apprendimento e il saper stare al mondo, con la finalità di formare saldamente ogni
persona sul piano cognitivo e culturale, affinché possa affrontare positivamente una
società in continuo mutamento”.
La nostra scuola s’impegna a realizzare percorsi formativi sempre più rispondenti alle
inclinazioni personali degli studenti, con particolare attenzione a valorizzare ciò che
ciascuno di loro è, partendo da quello che già sa e facendogli scoprire l’importanza del
patrimonio di conoscenze che possiede. E’ nostra cura tenere conto della fragilità e delle
disabilità proponendo attività personalizzate e individualizzate.
A tale scopo ogni team d’insegnanti dedica particolare cura alla formazione della classe
come gruppo, promuovendo legami cooperativi, insegnando le regole del vivere e del
convivere, con un’azione educativa rivolta agli aspetti cognitivi, affettivi, relazionali,
corporei ed etici.
L’apprendimento avviene attraverso l’esperimento, il gioco, la manipolazione, la
narrazione, le espressioni artistiche e musicali.
Si elaboreranno piani di lavoro delle classi che si struttureranno declinando gli obiettivi,
indicati nelle indicazioni, in competenze, abilità e conoscenze.
Per attuare questo progetto educativo è necessario stabilire un patto con le famiglie che
interagiscono collaborando fattivamente con gli insegnanti.
Dal canto loro i docenti predispongono la progettazione didattico-curricolare d’istituto che
è necessariamente mobile e adattabile alle esigenze specifiche di ogni gruppo classe.
17
In ambito metodologico la nostra scuola intende :
• promuovere esperienze concrete come stimolo per la motivazione ad apprendere
• favorire l’operatività affinché il bambino diventi un costruttore attivo del proprio
sapere
• insegnare ad argomentare i procedimenti risolutivi e le strategie adottate
• valorizzare l’errore come spunto di riflessione e costruzione di nuovo sapere
• favorire la consapevolezza del proprio apprendimento
• sviluppare il pensiero critico e il lettore consapevole
• insegnare a ricomporre i grandi oggetti della conoscenza per superare la
frammentazione delle discipline, integrandole in nuovi quadri d’insieme.
BIBLIOTECA SCOLASTICA
Nella nostra scuola è attiva una biblioteca per gli alunni dotata di oltre 1000 testi, alcuni
tratti dalle opere dei più significativi autori classici e contemporanei, per consentire al
bambino di prendere contatto con forme di comunicazione varie e originali, altri
appartenenti a generi e stili letterari diversi, privilegiando quelli che maggiormente
piacciono ai bambini (filastrocche, brevi poesie, favole, fiabe, racconti…). La biblioteca
assume una particolare importanza in quanto è un luogo deputato alla lettura ma anche
all’ascolto e alla scoperta dei libri, che sostiene l’apprendimento autonomo e continuo, un
luogo per offrire al bambino la possibilità di scegliere i libri a partire dai temi di suo
interesse non necessariamente con finalità pedagogiche e moralistiche ma capaci di
soddisfare i suoi bisogni affettivi, emotivi e cognitivi.
Il nostro circolo inoltre si caratterizza per una particolare attenzione ad una serie di attività
trasversali alle discipline e che vede il coinvolgimento di tutti i docenti:
educazione alla salute
L’educazione alla salute, ha come obiettivo lo sviluppo, da parte degli alunni, di una
consapevolezza delle regole, delle abitudini e delle sostanze che possono influire,
positivamente o negativamente, sulla nostra salute
… alimentare
L’educazione alimentare, si propone di abituare i bambini ad un’alimentazione equilibrata
ed adatta alla loro crescita, e la padronanza dei principi nutrizionali e degli errori e
scompensi alimentari.
… all'affettività
L’educazione all’affettività, ha come obiettivo una crescita consapevole della globalità,
pur in divenire, del sé, degli altri e delle relazioni tra essi.
18
Essa offre la possibilità di vivere e “colorare” l’esperienza scolastica di affetti e sentimenti
positivi, in vista sia di un traguardo apprenditivo che dello sviluppo pieno della personalità
…stradale
L’Educazione stradale è rivolta al raggiungimento di livelli di formazione generale, sulla
base delle modalità dei rapporti con se stessi e con gli altri.
Gli obiettivi di riferimento si possono riassumere principalmente :
a) nella conoscenza delle regole e delle norme della strada;
b) nell’acquisizione di strumenti per la comprensione del sistema di
circolazione stradale in vigore.
… ambientale
Particolare attenzione sarà rivolta al territorio circostante e a quello limitrofo denominato
“TERRA DEI FUOCHI”, che negli ultimi tempi è stato soggetto allo sversamento illegale
di rifiuti altamente nocivi, che oltretutto sono stati incendiati, dando luogo a roghi, i cui
fumi diffondono nell’atmosfera nelle terre circostanti sostanze tossiche, tra cui la diossina
che causa tumori.
L'impegno di conoscere l’ambiente in cui si vive e si opera è importante ai fini della
crescita culturale ed educativa di tutti, ed è ancora più importante per i bambini che si
affacciano per la prima volta con “criticità” al mondo che li circonda, partecipando, nel
loro piccolo, alla conoscenza del proprio territorio e del proprio ambiente, per poter in
futuro dare un contributo per la conservazione e il suo sviluppo.
Intenzione dell’educazione all’ambiente è di consentire:
- alla scuola di sperimentare una funzione formativa giocata sull’avvicendarsi di
“azione e riflessione”, in modo tale da aprire ed estendere lo spazio/gioco all’intero
territorio, permettendo nel contempo di ottenere scambi pluridimensionali verso lo
studio dell’ambiente.
- al bambino di avere una lettura immediata di quello che può costituire un territorio
abbastanza ricco di testimonianze, di momenti, risorse, associazioni che proteggono
l’ambiente, far nascere in loro un iniziale senso del rispetto, tutto ciò attraverso la
conoscenza.
La partecipazione attiva alle varie fasi del lavoro e l’opportunità di utilizzare l’ambiente
come serbatoio di conoscenza, danno agli allievi lo stimolo ad essere essi stessi i
protagonisti di questo itinerario verso la scoperta del proprio ambiente e delle comuni
radici. Le informazioni e le testimonianze sono un tentativo di recupero e di ricostruzione
di questo patrimonio ed un invito per un impegno comune.
19
... alla solidarietà
L’educazione alla Solidarietà si esplicita secondo il modello educativo coerente con la
vocazione istituzionale della nostra scuola. Essa considera l’educazione allo sviluppo, alla
solidarietà, alla democrazia, alla pace e ai diritti umani, un aspetto dell’educazione
generale, in stretta correlazione con tutte le altre discipline; uno strumento per soddisfare
l’esigenza di arrivare ad un apprendimento che deve durare tutto l’arco della vita attiva e
deve comprendere l’acquisizione di abiti comportamentali in sinergia con tutte le altre
educazioni; una dimensione formativa che pone gli allievi in condizione di individuare il
complesso insieme di connessioni che caratterizzano le società contemporanee e offre
loro, altresì , l’opportunità di applicare le proprie competenze sollecitandoli nell’impegno
alla comprensione dei problemi del mondo contemporaneo.
... al benessere
La prevenzione e l’educazione al benessere nascono dalla consapevolezza che il tema in
questione è diventato di vitale importanza nella nostra società tanto da uscire dall’ambito
strettamente medico - sanitario a cui era relegato per interessare più da vicino ciascuno di
noi e la scuola in particolare.
Da quanto detto si evidenzia che una vera prevenzione va fatta partendo
dall’informazione, sia nell’ambito familiare che in quello scolastico.
... alla sicurezza
L’educazione alla cultura della sicurezza deve essere oggetto di specifica programmazione
per promuovere negli alunni un processo di crescita collettiva sui temi della sicurezza,
attraverso un lavoro sinergico con gli enti locali e con le strutture territoriali della
Protezione Civile. Utile strumento di lavoro è l’opuscolo “PROCEDURE PER
L’ATTUAZIONE DEL PIANO D’EMERGENZA”.
...alle emozioni
Abbiamo voluto inserire nel nostro piano l’educazione emotiva: un modo per prendersi
cura della crescita emozionale degli alunni, consapevoli del fatto che non vi può essere
vero apprendimento senza uno stato di benessere emotivo.
Se l’emotività viene relegata ai margini dei modelli educativi, se i risultati vengono
svincolati dai processi per raggiungerli, si educa la mente senza riferimenti formativi per il
cuore.
E’ vero che le conoscenze si misurano dai risultati, ma se diventano l’unico scopo
dell’educazione, si entra nella logica del profitto come unico modello di successo.
20
Educare all’emotività vuol dire educare alla sensibilità, ai sentimenti, agli affetti, alle
emozioni ma anche all’autocontrollo, alla capacità di risolvere conflitti, valori importanti
per la crescita globale e culturale di ogni bambino.
…alla pace
Educare alla pace significa sviluppare negli alunni il valore di essacome unico elemento
promotore della coesistenza tra i popoli e, nel contempo, il senso di collaborazione e di
solidarietà con gli altri, a partire innanzitutto dai compagni. I docenti, ritengono
fondamentale far capire agli alunni che la pacenon è solo assenza di guerra, ma è un valore
da costruire prima dentro di noi con l’accettazione di quello che siamo e poi, con il proprio
vicino, a partire dai vicini più prossimi che sono la famiglia, i compagni, gli amici…
…alle pari opportunità
L’iniziativa di tale progetto prevede l’educazione degli alunni a riconoscere e valorizzare
la diversità di cui ognuno è portatore, di accettare e rispettare l’altro, imparare a
condividere momenti di unione con altri per un fine comune, sviluppare il senso
dell’amicizia al fine di instaurare positive relazioni interpersonali.
…alla Cittadinanza e Costituzione
L’introduzione di tale educazione con legge 30/10/2008 n 169 ci offre l’occasione di
concorrere alla costruzione dell’identità personale degli alunni, locale, nazionale e umana
fornendo chiarezza di idee nell’esercizio della cittadinanza attiva e la conoscenza delle
norme in rispetto al bene comune.
PREVENZIONE DEL BULLISMO
Tra le problematiche inerenti la condizione infantile, la nostra scuola è sistematicamente
interessata alla prevenzione del bullismo.
Gli insegnanti sono tra le persone che vivono più a lungo con i bambini, assistono alla loro
crescita e spesso ne diventano i confidenti, possono così conoscere attraverso i loro
racconti le esperienze negative, possono rilevare situazioni di rischio o venire a sapere di
vere e proprie violenze anche se mascherate.
Le più recenti inchieste evidenziano, infatti, che il fenomeno del bullismo coinvolge circa
il 64% degli alunni che frequentano la scuola primaria ed è caratterizzato da un insieme di
comportamenti intenzionali e ripetuti che si manifestano generalmente in tre forme:
• violenza fisica su persone e oggetti;
• diffusione di pettegolezzi, esclusione da gruppi, dicerie;
• violenza verbale attraverso l’insulto, la minaccia, il dileggio.
La nostra scuola sensibile a fenomeni di maltrattamenti, abusi e violenze nei confronti dei
minori, si attiva da tempo attraverso diffusione di testi specifici e materiale multimediale.
21
In tale logica si inserisce l’intervento educativo centrato sull’educazione all’affettività
ed alle emozioni ; esso favorisce tutte quelle attività che coinvolgono gli alunni sul piano
etico-sociale e che conducono, quindi, al rispetto delle regole, delle idee degli altri, della
comprensione dei sentimenti e della solidarietà. Da qualche anno anche per i bambini della
scuola primaria, l’uso dei mezzi informatici si è generalizzato. Internet, da un lato ha
aperto nuovi orizzonti di conoscenza, dall’altro rischia di diventare fonte di nuovi pericoli.
Infatti, attraverso la rete avvengono molestie, intimidazioni, esclusioni e anche minacce.
Forse questo aspetto è ancora sottovalutato, per questo la scuola deve intervenire per
prevenire e contrastare il fenomeno del cyberbullismo attraverso interventi mirati sui
contesti educativi nelle diverse fasi evolutive. Quindi è utile suggerire durante gli incontri
con i genitori degli alunni di mettere in atto poche regole, ma essenziali, sull’utilizzo di
tali strumenti specialmente a casa (es. non accettare inviti da sconosciuti, non trascorrere
troppo tempo connessi, consentire l’accesso solo ad alcuni siti, conoscere le persone che
frequenta in rete, ascoltarlo costantemente).
N.B.: Il Ministero della Pubblica Istruzione ha istituito presso l’Ufficio Scolastico della
Campania un punto di ascolto sul fenomeno del bullismo al quale potranno rivolgersi i,
docenti, gli studenti e i genitori, contattando il numero telefonico 081/207523 nei giorni di
-lunedì
ore 15.00-17.00
-mercoledì
ore 11.00-13.00
-giovedìore 10.00-13.00
Gestione della contemporaneità
La contemporaneità è una risorsa qualitativa dell’organizzazione scolastica in quanto è una
condizione per utilizzare in forme migliorative la situazione ordinaria dell’impostazione
didattica.
Premesso che le ore di contemporaneità sono limitate, saranno utilizzate per la sostituzione
dei docenti assenti, per assicurare possibilmente le attività alternative agli alunni che non
si avvalgono dell’insegnamento della religione cattolica e per gestire le molteplici
problematiche che la scuola deve affrontare quali la presenza sempre maggiore di alunni
stranieri, il disagio socio-culturale, la disabilità, lo svantaggio.
L’utilizzo delle ore di contemporaneità costituirà quindi una risorsa per l’organizzazione
di
un
lavoro
scolastico
coordinato
e
didatticamente
qualificato.
Oltre che favorire la gestione degli alunni in tutte quelle attività che non sono svolte
“seduti al banco”, dà la possibilità infatti, di organizzare piccoli gruppi di lavoro con
alunni di classi e di età diversi. di realizzare interventi individualizzati, di porre maggiore
attenzione al singolo, di gestire in ogni caso in modo agevole la vita della classe stessa.
-Attività contemporanee in spazi distinti:
· formazione di due gruppi di una stessa classe (gruppi omogenei / eterogenei per
specifiche attività di recupero o di rinforzo ),
-formazione di gruppi di più classi del modulo (gruppi omogenei / eterogenei per
recupero/ sviluppo)
22
– Attività di contemporaneità nella stessa aula per supporto ad alunni in difficoltà, per
attività di laboratorio
L’utilizzo degli spazi dell’edificio, qualifica l’offerta formativa e rafforza il ruolo
strategico dei docenti per migliorare il processo di apprendimento degli alunni della nostra
scuola.
Nella scuola dell’infanzia parte delle ore verranno utilizzate per sostenere nel delicato
processo integrativo con il gruppo
- gli alunni in difficoltà di inserimento;
- gli alunni stranieri nelle attività di rinforzo della lingua ;
- per attività di vigilanza.
In prossimità delle varie manifestazioni, previste durante l’anno scolastico, le ore di
contemporaneità saranno utilizzate per strutturare le attività con alunni divisi per
fasce d’età.
Sarà inoltre attivato, per i bambini di cinque anni un laboratorio di prelettura e prescrittura,
mentre per quelli di tre e quattro anni il laboratorio ” Piccoli artisti” (attività grafiche,
pittoriche, espressive e motorie). Per una didattica innovativa è possibile avvalersi di altre
forme di flessibilità organizzativa, ad esempio, articolando gruppi di alunni per
intersezione.
Attività per gli alunni che non si avvalgono della religione cattolica
Per gli alunni che non si avvalgono della RC si affronteranno tematiche inerenti
l’ educazione alla pace, alla cittadinanza e ai diritti umani.
L’inclusione di alunni con bisogni formativi speciali (BES)
La nostra scuola, già da molti anni, attraverso un proficuo incontro di risorse materiali e
umane, si è attivata per garantire un successo non solo scolastico ma soprattutto formativo
degli alunni con difficoltà di apprendimento. Le ultime normative di settore che muovono
dalla legge 170/2010 ”Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento”; e
le successive “Linee guida per il diritto allo studio degli alunni con disturbi specifici di
apprendimento”, si sviluppano attraverso la direttiva ministeriale del 27/12/2012
“Strumenti d’intervento per gli alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione
territoriale per l’inclusione scolastica”e la circolare n°8 del 6/03/2013 ”Indicazioni
operative alla direttiva ministeriale del 27/12/2012” (le indicazioni reperibili sul sito
www.istruzione.it, ), offrono i punti di riferimento per pianificare gli interventi adatti alle
necessità degli alunni con bisogni educativi speciali.
23
La Direttiva ministeriale sopra citata, infatti, precisa il significato dell’ espressione
“bisogni educativi speciali” estendedolo a tutti gli alunni che manifestano richieste di
“speciali attenzioni” per motivi fisici , biologici, fisiologici , psicologici e sociali.
Rientrano cioè gli alunni
• con disabilità, ai sensi della legge 104/92;
• con DSA, ai sensi della leglle 170/10;
• con disturbi evolutivi specifici;
• con svantaggio sociale e culurale;
• con difficoltà nell’apprendimento della cultura e della lingua italiana;
cioè tutti gli alunni che presentano una qualsiasi difficoltà che ostacola lo sviluppo e
l’apprendimento generale , frutto spesso di molteplici fattori , tra cui il contesto familiare,
sociale e ambientale. Seguendo un approccio bio-psico-sociale in prospettiva ICF, il
Circolo Didattico offre risposte studiate e personalizzate attraverso
• il potenziamento della cultura dell’inclusione
• una progettazione adeguata attraverso lo strumento del Piano didattico
Personalizzato nonché l’elaborazione di Piano Annuale Inclusione (C.M. 8/2013)
• l’uso di strumenti compensativi ( che sostituscono o facilitano la prestazione
richiesta nelle abilità deficitarie) e dispensativi ( che consentono all’alunno di non
svolgere alcune prestazioni) già previsti dal 170/10
• favorire “l’inclusione digitale, incrementando l’accesso a internet, le competenze
digitali e la fruizione di informazioni e servizi on line tra studenti di contesti sociali
svantaggiati o studenti BES, DSA e disabili”, così come previsto dal Programma
Operativo Nazionale “Per la scuola competenze e ambienti per l’apprendimento”.
• la promozione, così come invitano le Indicazioni Nazionali 2012,e già prima la
raccomandazione del parlamento Europeo e del Consiglio del 18.12.2006
“dell’imparare ad impare” cioè saper interpretare , organizzare e strutturare il
24
proprio sapere attraverso una partecipazione attiva dell’alunno, anche in una
prospettiva lifelonglearning.
L’Istituto si avvale di un proprio docente referente (Arbucci Riciniero Concetta)che è
disponibile per un servizio di ascolto e supporto agli insegnanti in relazione alle
difficoltà di apprendimento degli alunni, ai genitori per le problematiche inerenti i
rapporti scuola-famiglia.
Cogliendo le sollecitazioni contenute nelle Linee Guida allegate al DL 5669 del
12/07/2011, gli insegnanti dell'Istituto (dalla scuola dell'Infanzia alla Primaria) si
impegnano ad attivare interventi idonei per individuare i casi sospetti di DSA e BES
negli alunni e ad attuare strategie didattiche finalizzate al superamento delle difficoltà di
apprendimento che ne derivano..
A tal fine intendono mettere in atto azioni finalizzate a:
• individuare precocemente le difficoltà di letto-scrittura con prove mirate da
effettuare nelle classi I e II della scuola primaria;
• garantire il diritto all’istruzione e favorire il successo scolastico;
• favorire il dialogo con le famiglie;
•
permettere agli studenti con DSA e BES l’acquisizione degli strumenti per
diventare sempre più autonomi e protagonisti nella costruzione dei saperi;
• sensibilizzare e diffondere fra i docenti di ogni ordine di scuola, dall’infanzia alla
primaria, la conoscenza dei DSA e BES delle strategie metodologiche e didattiche;
• organizzare opportune azioni per fornire gli strumenti operativi concreti per una
didattica efficace;
• garantire una effettiva azione di continuità didattica tra i diversi ordini di scuola in
merito a queste difficoltà;
• il piano annuale di inclusione (PAI) è agli atti.
Disabilità
Non più un semplice inserimento degli alunni né solo integrazione ma una vera propria
inclusione : il Circolo infatti non solo riconosce che l’alunno ipodotato ricavi dal contatto
con i coetanei enormi benefici, ma ritiene che prima ancora che avvenga l’integrazione
deve essere modificato il contesto , l’ambiente, il gruppo. I docenti operano attraverso
percorsi strutturati capaci di accogliere tutti gli alunni affinchè nessuno si senta escluso,
puntando alla differenza come valore umano, intercettando i bisogni formativi di ciascuno
Secondo la psicologia umanistica ( Maslow ) e la filosofia dei valori ( Hessen ) per
“promozione umana” è da intendersi l’autoaffermazione, cioè l’essere soggetto attivo che
con la sua coscienza storica fa propri i valori metatemporali, li elabora e li trasforma
culturalmente in un rapporto continuo e dialettico con la realtà.
L’inclusione, inoltre, è istanza sociale che potrà essere realizzata soltanto se
riusciamo a combinare insieme tutti gli interventi richiesti al fine di superare gli
innumerevoli ostacoli esistenti.
25
Tutti gli interventi sono programmati in modo integrato e coordinato, poiché l’inclusione
del soggetto diversamente abile nella comunità scolastica ed extrascolastica è una prova di
“civiltà” alla quale lo Stato, la Regione, i Comuni, la Scuola, ogni singolo cittadino
devono rispondere.
In particolare, nel settore scolastico è indispensabile la presenza e la collaborazione
degli Operatori socio-sanitari previsti dal Gruppo di Lavoro, impegnati in un lavoro di
équipe con la scuola, con la famiglia, con il territorio, al fine di individuare, definire e
concretizzare percorsi formativi mirati ed orientati alla crescita ed alla promozione umana
del soggetto diversamente abile.
Un percorso formativo che, pertanto, sarà costruito attraverso le seguenti fasi di
conoscenza :
analisi della situazione di partenza
profilo dell’alunno
diagnosi funzionale
settori di interventi e di competenza
intervento terapeutico
intervento educativo
tecniche e strumenti di osservazione
tempi e modalità di lavoro
verifica e valutazione
passaggio dalla scuola dell’Infanzia alla scuola Primaria
passaggio dalla scuola Primaria alla scuola Secondaria
Per offrire, quindi, pari opportunità a tutti i soggetti che versano in condizione di
disabilità e/o di svantaggio la scuola dovrà :
saper costruire una cultura dell’integrazione
porre attenzione al soggetto nella sua interezza e non solo alla sua
disabilità.
A tale scopo la scuola dovrà utilizzare in modo diversificato le competenze e le risorse di
cui dispone ( in particolare, il docente di sostegno ) per garantire :
un reale supporto all’unità scolastica nell’assunzione di strategie e tecniche
integrative
un lavoro di effettiva consulenza a favore del contesto scolastico in cui risultano
inseriti tali soggetti.
I principi fondamentali ai quali si ispirerà, pertanto, il nostro lavoro ed in base ai quali
esso si articolerà vengono così formulati :
- dare spazio a tutte le forme di linguaggio espressivo - comunicativo;
- articolare l’attività didattica con interventi individualizzati prima e con
l’inserimento del soggetto nel gruppo per favorirne - gradualmente - l’integrazione poi;
- offrire all’alunno l’opportunità di acquisire competenze ed abilità espressive e
comunicative attraverso la conquista di strumenti linguistici e logico-matematici di base.
26
Gli interventi saranno realizzati nelle seguenti aree :
area senso-percettiva e psicomotoria
area comunicativa
area cognitiva logico-matematica
area sociale
e mireranno alla :
formazione senso percettivo e psicomotoria
formazione comunicativa
formazione cognitiva e logico-matematica
formazione sociale.
Il tutto sarà esplicitato nel Piano Educativo Individualizzato (P.E.I.) redatto all’inizio di
ogni anno scolastico.
ISTRUZIONE DOMICILIARE
Viene approvato un progetto di istruzione familiare per un alunno di scuola primaria,
tenuto dall’insegnante Ambrosino Carmelina. (il progetto è agli atti)
VALUTAZIONE
Il regolamento di coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli alunni (DPR
122 del 22 Giugno 2009) apporta alcune specifiche novità alle procedure valutative e
spinge le scuole ad analizzare criticamente le proprie pratiche valutative per
sistematizzarle in procedure condivise, con l’obiettivo di garantire sempre maggiore
trasparenza, equità e rispondenza delle proposte educative ai bisogni formativi degli
alunni. La valutazione ha un’evidente finalità formativa e concorre, attraverso
l’individuazione delle potenzialità e delle carenze di ciascuno, al miglioramento dei livelli
di conoscenza ed al successo formativo di tutti, considerati i livelli di partenza. La
valutazione è parte integrante della progettazione, non solo come controllo degli
apprendimenti, ma come verifica dell’intervento didattico al fine di operare con flessibilità
sul progetto educativo. I docenti pertanto, hanno nella valutazione, lo strumento
privilegiato che permette loro la continua e flessibile regolazione della progettazione
educativo/didattica.
Principi
La valutazione è equa, coerente con il Curricolo di Circolo e con la programmazione di
classe .
Cosa si valuta
Il processo di apprendimento
Il rendimento scolastico
Il comportamento
Come si valuta : Valutazione diagnostica
27
Come analisi delle situazioni iniziali dei requisiti di base per affrontare un compito di
apprendimento:
- Osservazioni sistematiche e non
- Prove semi-strutturate (stimolo chiuso risposta aperta)
- Prove oggettive o strutturate a risposta chiusa *
-Libere elaborazioni
* NOTA BENE: Le prove concordate per classi parallele a livello di scuola primaria ( si
intendono prove di verifica delle abilità e/o conoscenze possedute dall’alunno, in cui le
risposte possibili sono rigorosamente predefinite). Per l'elaborazione di tali prove si
utilizzano quesiti (item) del tipo: vero/falso; a scelta multipla; a completamento; a
corrispondenza. Nella loro formulazione si tengono presenti i seguenti criteri di
riferimento: usare un linguaggio preciso, non complicare la formulazione di domande con
forme negative, evitare di formulare item molto lunghi, non richiedere
contemporaneamente prestazioni relative a conoscenze non esattamente definibili .
Valutazione formativa
Per una costante verifica della validità dei percorsi formativi. Serve ai docenti per
monitorare il percorso di apprendimento in itinere e scegliere le soluzioni migliori,
riprogettando eventualmente il percorso:
- Osservazioni sistematiche e non –
Prove semi-strutturate (stimolo chiuso risposta aperta) –
Verifiche oggettive o strutturate a risposta chiusa degli obiettivi intermedi e finali
concordate per classi parallele a livello di circolo
- Analisi della congruenza tra obiettivi e risultati
- Libere elaborazioni
Valutazione periodica (intermedia) e annuale (finale) Legge n.169/2008 di
conversione del D.L 137/2008 –
Fa un bilancio consuntivo degli apprendimenti degli alunni/e, mediante l’attribuzione di
voti numerici espressi in decimi, e delle competenze acquisite a livello di maturazione
culturale e personale mediante un giudizio analitico. Essa svolge una funzione
comunicativa non solo per l’alunno/a ma anche per le famiglie. -Il decreto legge 137 del
01 settembre 2008 ha riportato la valutazione espressa in decimi. Nella C.M. n. 10 del 23
gennaio 2009: “Valutazione degli apprendimenti e del comportamento” si sottolinea che
criteri essenziali per una valutazione di qualità sono:
a. la finalità formativa;
b. la validità, l’attendibilità, l’accuratezza, la trasparenza e l’equità;
c. la coerenza con gli obiettivi di apprendimento previsti dai piani di studio;
d. la considerazione sia dei processi di apprendimento sia dei loro esiti;
e. il rigore metodologico nelle procedure;
f. la valenza informativa.
In tale ottica è indispensabile che i criteri facciano da riferimento per:
28
- la valutazione in itinere
- la valutazione periodica e finale
Quando e come si valuta
• La valutazione degli apprendimenti e del comportamento dell’alunno è periodica ed
annuale
• Le istituzioni scolastiche (ai sensi del DPR 275/99):
√ individuano modalità e criteri per la valutazione degli alunni
√
per la valutazione individuale adottano strumenti valutativi che attengono alle
discipline diinsegnamento previste dai piani di studio nazionali dell’alunno e del
comportamento.
•In ragione dell’autonomia scolastica appartiene alle scuole e ai docenti la scelta delle
modalità per la valutazione in itinere e per la predisposizione del documento di
valutazione.
•La valutazione finale è riferita a ciascuna classe frequentata.
Chi valuta
• La valutazione periodica e finale degli alunni è affidata ai docenti della classe titolari
degli insegnamenti delle discipline comprese nei piani di studio nazionali.
•I docenti incaricati dell’insegnamento della religione cattolica partecipano alla
valutazione periodica e finale limitatamente agli alunni che si avvalgono
dell’insegnamento della religione cattolica.
• La valutazione dell’insegnamento della Religione Cattolica, viene espressa mediante una
speciale nota da allegare al documento di valutazione riguardante l’interesse
dell’alunno e il profitto che ne ritrae, con conseguente esclusione del voto in decimi.
•I docenti di sostegno, in quanto titolari della classe, partecipano alla valutazione di tutti
alunni
•Il consiglio di interclasse non svolge ruoli valutativi dell’alunno.
VALUTAZIONE DEL PERCORSO FORMATIVO DEGLI ALUNNI
Valutazione diagnostica: rilevamento situazione in ingresso degli alunni La situazione
di partenza viene rilevata principalmente tramite osservazioni sistematiche iniziali, che
includono anche prove d'ingresso mirate e funzionali, sia trasversali che per discipline o
aree, in modo che i docenti possano stabilire la reale situazione della classe e dei singoli
alunni nell'area cognitiva e in quella non cognitiva. Tale rilevazione pone le basi per
individuare le strategie d'intervento.Nella diagnosi di ingresso, per l’aspetto cognitivo
sono analizzate le competenze possedute nelle singole discipline (possesso dei
prerequisiti), ai vari e rispettivi livelli, e quelle più significative di dimensione trasversale
alle discipline e precisamente:
1. la comprensione : comprendere i vari messaggi o concetti e analizzarli in modo
completo utilizzando gli strumenti logico-operativi.
2. la comunicazione : comunicare i contenuti in modo organico, corretto e appropriato,
utilizzando i vari linguaggi.
29
Per gli aspetti socio/relazionali sono presi in considerazione:
1. il comportamento come capacità dell’alunno di rispettare le regole della vita scolastica,
controllando il suo comportamento nelle attività individuali e collettive;
2. la collaborazione come capacità di porsi in relazione costruttiva con gli altri e con
l’ambiente in modo proficuo e leale;
3. l’attenzione e la partecipazione come capacità di seguire con interesse e attenzione ogni
tipo di attività didattica, intervenendo in modo ordinato e pertinente;
4. l’impegnocome capacità di impegnarsi in modo costante e responsabile nelle varie
attività e discipline, cercando di approfondire le conoscenze;
5. l’autonomia e il metodo di lavoro come capacità di organizzare il lavoro e svolgerlo in
modo autonomo, curato ed efficace.
Valutazione formativa
Valuta tre aspetti:
1) L’alfabetizzazione culturale: acquisizione di abilità operative, padronanza di conoscenze
e linguaggi, sviluppo di competenze comunicative ed espressive.
2) L’autonomia: maturazione dell’identità, senso di responsabilità, atteggiamento di fronte
ai problemi, senso critico.
3) Partecipazione alla convivenza democratica: disponibilità relazionale e consapevolezza
dei rapporti sociali.
Valutazione periodica (quadrimestrale) e annuale (finale)
Fa un bilancio consuntivo degli apprendimenti degli alunni/e, mediante l’attribuzione di
voti numerici espressi in decimi, e delle competenze acquisite a livello di maturazione
culturale e personale mediante un giudizio analitico. Essa svolge una funzione
comunicativa non solo per l’alunno/a ma anche per le famiglie.
MODALITA’ DI VALUTAZIONE SCUOLA PRIMARIA
Modalità di comunicazione alle famiglie.
Colloqui bimestrali Consegna documento di valutazione.
Comunicazione scritta e/o convocazione straordinaria dei genitori in caso di situazioni
particolari e in ogni momento in cui si ravvisi la necessità
Modalità di valutazione
1. L’espressione del voto in decimi è solo un momento aggiuntivo e finale di un processo
rilevante per il lavoro del docente e da rendere chiaro e rintracciabile per gli alunni e le
famiglie.
2. Le prove di verifica scritte sono valutate secondo precisi parametri percentuali
corrispondenti a diversi livelli di giudizio.
4. Le prove verranno valutate tramite il voto in decimi.
Nel documento allegato al P.O.F. sono individuati i criteri per la determinazione dei
voti relativi ai diversi indicatori.
Il valore del voto in decimi è attribuito nella valutazione periodica e finale.
La valutazione sommativa periodica e finale relativa a ciascuna disciplina del curricolo è
espressa in decimi e riportata in lettere sulla scheda di valutazione da consegnare alle
famiglie alla fine del primo quadrimestre ed alla conclusione dell’anno scolastico.
30
Criteri per l’attribuzione dei voti quadrimestrali e finali:
media delle percentuali riportate nelle singole prove secondo gli indicatori di valutazione
in allegato
Come si valuta
Cosa si valuta
Gli
apprendimenti Con voto in decimi, riportati in lettere nei documenti di
conseguiti
valutazione e illustrata con giudizio analitico sul livello globale
di maturazione raggiunto dall’alunno.
In sede di valutazione intermedia e finale la votazione relativa
alle discipline, espressa in decimi, viene accompagnata da una
illustrazione relativa al livello globale di maturazione raggiunto
dall’alunno.
Resta fermo, l’obbligo di rispettare due elementi fondamentali:
a) la valutazione del comportamento dell’alunno;
b) l’espressione delle valutazioni, periodiche e finali, con voto
in decimi per ciascuna disciplina.
Gli insegnanti, nell’ambito della loro autonomia didattica e
professionale, possono estendere l’uso del voto numerico alla
pratica quotidiana di attività didattica, secondo criteri di
coerenza e di trasparenza, in ragione degli elementi che
attengono ai processi formativi degli alunni secondo il loro
percorso personalizzato.
Comportamento
La valutazione viene espressa con giudizio sintetico. Giudizio
formulato ai sensi dell’Art. 2, comma 8, del D.P.R. n. 122/2009
Relativamente alla valutazione finale degli apprendimenti e del comportamento
dell’alunno, riferita a ciascuna classe frequentata, l’eventuale non ammissione è assunta
dai docenti della classe in sede di scrutinio con votazione unanime e per casi eccezionali e
motivati.
LA VALUTAZIONE DEL COMPORTAMENTO
La valutazione del comportamento degli alunni, ai sensi degli articoli 8, comma 1, e 11,
comma 2, del decreto legislativo n. 59 del 2004, e successive modificazioni, e dell'articolo
2 del decreto legge, è espressa nella scuola primaria dal docente, ovvero collegialmente
dai docenti contitolari della classe, attraverso un giudizio, formulato secondo le modalità
deliberate dal collegio dei docenti, riportato nel documento di valutazione. Il
comportamento si considera come insieme delle norme e dei doveri e come partecipazione
attiva alla vita della comunità scolastica. Per la valutazione del comportamento si fa
riferimento alla C. M. 85/2004, in cui per comportamento si intende:
impegno
partecipazione
interesse
relazione con gli altri
31
Indicatori del comportamento
Voto
a) elevato rispetto delle regole
b) comportamento molto collaborativo
c) vivace interesse ed originale partecipazione alle proposte
Ottimo
d) regolare e proficuo svolgimento delle consegne scolastiche
e) ruolo propositivo all'interno della classe
a) alto rispetto delle regole
b) comportamento collaborativo
c) vivo interesse e partecipazione alle proposte
Distinto
d) regolare svolgimento delle consegne scolastiche
e) ruolo positivo all'interno della classe
a) buon rispetto delle regole
b) comportamento prevalentemente collaborativo
c) adeguati interesse e partecipazione alle proposte
Buono
d) generalmente regolare svolgimento delle consegne scolastiche
e) ruolo in genere positivo all'interno della classe
a) sufficiente rispetto delle regole
sufficiente
b) comportamento discontinuo
c) incostanti interesse e partecipazione alle proposte
d) generalmente incerto svolgimento delle consegne scolastiche
e) ruolo in genere problematico all'interno della classe
a) faticoso o mancato rispetto delle regole
b) comportamento inadegua
c) scarsi interesse e partecipazione alle proposte
d) incerto o mancato svolgimento delle consegne scolastiche
e) ruolo problematico all'interno della classe
32
insufficiente
CRITERI DI VALUTAZIONE DEL PROCESSO FORMATIVO NELLA SCUOLA
PRIMARIA
Affinché il processo valutativo risulti trasparente, valido, comprensibile, è importante
distinguere i momenti di verifica/misurazione dalla valutazione. Si deve distinguere il
momento della misurazione (rilevazione ragionevolmente oggettiva dei dati) dallo
specifico della valutazione intesa come PROCESSO che, partendo da ciò che l'alunna/o è
e già sa, promuove il progressivo avvicinamento a mete raggiungibili, nel rispetto dei ritmi
e delle condizioni soggettive dell'apprendimento.
La VALUTAZIONE è considerata come VALORIZZAZIONE in quanto non si limita a
censire lacune ed errori, ma evidenzia le risorse, le potenzialità, i progressi, aiuta
l'alunno/a a motivarsi, a costruire una immagine positiva e realistica di sé. Pertanto la
valutazione periodica e annuale terrà conto, oltre che dei risultati delle singole prove
oggettive, interrogazioni, esercitazioni, libere elaborazioni, anche dell’aspetto formativo
nella scuola di base, ossia dei percorsi di apprendimento e dei progressi ottenuti da
ciascun alunno/a rispetto alla situazione iniziale e della maturazione globale, senza
fermarsi esclusivamente all’esito delle singole verifiche. Si valuteranno altresì le
competenze chiave di cittadinanza trasversali (competenze-chiave di cittadinanza - DM
139 e successive modifiche) :
imparare ad imparare (saper organizzare il proprio apprendimento in funzione delle
proprie strategie di studio, saper spiegare il “come‟ e il “perché‟ si è arrivati ad una
determinata soluzione, conoscere gli stili cognitivi)
progettare
sviluppare competenze comunicative ed espressive
partecipare alla vita democratica
agire in modo autonomo e responsabile
risolvere problemi formulando e verificando ipotesi
 individuare collegamenti e relazioni tra fenomeni anche appartenenti a diversi ambiti
disciplinari
acquisire ed interpretare criticamente le informazioni.
Gli insegnanti del Circolo concordano su un concetto di valutazione che tenga
contemporaneamente conto non solo dei risultati del lavoro scolastico del singolo alunno,
ma anche del processo di ogni attività di apprendimento. La ridefinizione dell’atto
valutativo, implica un ripensamento della logica della progettazione didattica che non
dovrà più essere limitata ad una individuazione di obiettivi di apprendimento, ma aprirsi
ad una visione globale e complessa del processo di insegnamento - apprendimento.
Nel promuovere il processo formativo della persona, assume particolare rilievo la
valutazione degli alunni/e diversamente abili e la valutazione degli alunni non
italiani. Per quanto riguarda la valutazione degli alunni/e diversamente abili, si rimanda al
percorso educativo personalizzato per l’alunno.
Valutazione degli alunni con difficoltà specifica di apprendimento (DSA)
Per gli alunni con difficoltà specifiche di apprendimento (DSA) adeguatamente certificate,
la valutazione e la verifica degli apprendimenti , devono tenere conto delle specifiche
33
situazioni soggettive di tali alunni; a tali fini sono adottati, nell'ambito delle dotazioni
disponibili, gli strumenti metodologico-didattici compensativi e dispensativi ritenuti più
idonei (art. 10, c. 1 del DPR 122/09).
Per quanto riguarda la valutazione degli alunni non italiani la valutazione si ispira ad una
necessaria gradualità in rapporto al progredire dell’acquisizione della conoscenza della
lingua italiana, alle potenzialità di apprendimento dimostrate, alla motivazione,
all’impegno, agli interessi e alle attitudini dimostrate.
Nella valutazione gli insegnanti pongono attenzione a garantire la trasparenza, chiarendo
bene a se stessi e agli alunni: - qual è la finalità della valutazione, esplicitando "che cosa" e
"come / con quali criteri" valutano, avendo cura di utilizzare un linguaggio semplice ed
immediato.
LA CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE NELLA SCUOLA PRIMARIA
(D.P.R. 22 giugno 2009, n. 122) La certificazione delle competenze, prevista dal Decreto
legislativo n. 59/2004 e dal D.P.R. n. 275/1999, descrive, solo per alcune competenzechiave, ciò che l’alunno ha dimostrato di saper fare. La valutazione è invece l’espressione
di un giudizio che si fonda su vari elementi (verifiche di apprendimento, comportamenti,
costanza nell’impegno, miglioramenti/peggioramenti, attitudini e capacità personali, grado
complessivo di maturazione).
Valutazione alunni diversamente abili Per quanto riguarda la valutazione degli alunni
diversamente abili, nel comma 4 dell’ordinanza ministeriale n. 90 del 2001 all’articolo 15
viene precisato che “ al fine di assicurare loro il diritto allo studio , il Piano Educativo
Individualizzato, deve essere diversificato in funzione degli obiettivi didattici e formativi
non riconducibili ai programmi ministeriali e l’attribuzione dei voti deve tener conto di
ciò.” A tal fine vanno valutate le seguenti aree :
Motricità e percezione
Autonomia personale e sociale
Abilità di comunicazione e linguaggi
Abilità interpersonali e sociali
Aspetti psicologici,emotivi e comportamentali
Abilità cognitive
Abilità meta cognitive e stili di apprendimento
Gioco e abilità espressive
Area degli apprendimenti
La valutazione degli alunni riconosciuti in situazione di handicap viene operata sulla base
del Piano Educativo Individualizzato mediante prove corrispondenti agli insegnamenti
impartiti ed idonee a valutare il processo formativo e gli obiettivi a lungo termine
dell’alunno in rapporto alle sue potenzialità ed ai livelli di apprendimento e di autonomia
iniziali. Il documento di valutazione ( differenziato) deve essere compilato in ogni sua
parte in collaborazione coi i docenti di classe e di sostegno. Nel rispetto dei bisogni
34
educativi differenziati degli alunni secondo le loro diversità si evidenzieranno: - i progressi
ottenuti rispetto al livello di partenza - gli interessi manifestati - le attitudini promosse eventuali punti di contatto degli apprendimenti dell’alunno con i traguardi comuni
Cosa si verifica e si valuta
Si verifica e si valuta la qualità dell’inclusione e integrazione dell’alunno
L’intervento educativo in riferimento al Quadro funzionale in tutte le sue articolazioni
L’intervento didattico in riferimento all’Area degli apprendimenti
Intervento educativo
Il punto di partenza sono gli obiettivi
prefissati ( PEI quadro degli obiettivi a
medio e lungo termine ) . Si analizza il
quadro dei risultati raggiunti attraverso
un’attenta osservazione periodica
( interquadrimestrale, quadrimestrale,
finale) che evidenzia l’efficacia delle
strategie attivate e ne rileva il successo
e l’insuccesso. In sede di bilancio si
valorizza la positività dei fattori che
hanno condizionato l’eventuale esito
positivo dell’intervento, oppure si
ricercano le cause del fallimento per
poter intraprendere nuove strade.
Apprendimenti
Partendo dagli obiettivi e dai contenuti della
programmazione disciplinare, si costituiscono
i test di verifica , frutto della collaborazione
dei docenti curriculari e del docente di
sostegno, si programmano i momenti del
controllo formale orale che può trovare lo
spazio più idoneo sia nel contesto classe che
nel setting di lavoro individualizzato.
Rammentiamo che l’esperienza della verifica
tradizionale è sempre e comunque una prova
emotivamente coinvolgente, che pone
l’alunno di fronte ad un specchio dove egli si
trova a fare i conti con i suoi punti di
debolezza e nel contempo con i suoi punti di
forza. Ecco perchè nella predisposizione delle
verifiche e nella scelta della tipologia delle
stesse, si deve avere ben chiaro che la loro
funzione deve essere formativa, dinamica e
promozionale, non certo sanzionatoria, allo
sviluppo della personalità di ogni alunno.
Si valutano altresì il percorso di crescita e lo sviluppo degli apprendimenti (individuali ),
la partecipazione e la collaborazione di tutti gli alunni al di là degli ostacoli posti da
differenze culturali, di genere, socio-economiche, pedagogico-didattiche o ancora alle
differenze relative agli interessi, alle conoscenze, alle abilità, alle attitudini, ecc
VALUTAZIONE D’ISTITUTO
Il MIUR ha elaborato il format sul Rapporto nazionale di Autovalutazione: esso è servito
alle scuole per stilare il loro primo Rapporto di Autovalutazione. Il format, che è stato
eleborato dall'INVALSI, è un documento articolato in 5 sezioni che prevede 49 indicatori
attraverso i quali le scuole hanno analizzato il contesto in cui operano ,gli esiti dei loro
studenti ,i processi di organizzazione e gli ambienti di lavoro mettendoli a confronto con
35
dati nazionali e internazionali, ed hanno elaborato le strategie per rafforzare la propria
azione educativa. Per la realizzazione di tale rapporto, è stato costituito un apposito
nucleo valutativo formato dagli inss.:
Scotto D’Antuono I.(coordinatrice), Arbucci
Riciniero C. ,D’Agostino I, De Falco M., Falco C. M., Annunziata M.A., Palmieri
R.,Renzullo E., Capua C., Scognamiglio I., Panico E. Gli obiettivi prioritari indicati nel
Rapporto di Autovalutazione, costituiranno la struttura del Piano di Miglioramento che ha
proprio l’obiettivo di calibrare al meglio le opportunità formative al fine di migliorare gli
apprendimenti degli allievi. E’ in tale prospettiva che uno dei progetti che nasce
all’interno del Piano di Miglioramento della scuola, prevede l’ elaborazione e l’utilizzo di
strategie metodologiche e didattiche attive: il cooperative learning e il laboratorio, quali
attività finalizzate al recupero e potenziamento degli alunni, in modo che, utilizzando una
architettura di rete, tale progetto possa essere calibrato sui bisogni specifici di ciascun
discente nel rispetto delle sue peculiarità apprenditive in questa nuova epoca dell’era
digitale. E anche per i docenti, la rete è essenziale per l’utilizzo di strumenti didattici come
la LIM, che grazie al collegamento con il web, consentono la somministrazione di
contenuti digitali plurimi e diversificati. Su questa base, un altro passaggio fondamentale
del Piano di Miglioramento è dato proprio dall’ organizzazione di attività di
aggiornamento per i docenti finalizzate all’acquisizione di metodologie didattiche
innovative che potranno essere la base di partenza di un nuovo modo di fare didattica.
Aggiornamento – Formazione
Considerata l’esigenza dei docenti di rivedere le proprie conoscenze, in particolare,
nell’ambito linguistico-comunicativo ed anche per approfondire la logica delle prove
INVALSI, in tale ambito, nel mese di settembre ha avuto inizio il corso di formazioneaggiornamento tenuto dalla dirigente scolastica Seccia Rosa dal titolo “per una didattica
efficace nella lingua madre e non solo”. Il corso è un obiettivo di processo indicato nel
RAV.
NOTA BENE : il Piano di Miglioramento è in allegato.
ORGANICO POTENZIATO
l’organico potenziato ha lo scopo di pianificare interventi mirati al miglioramento
dell’offerta formativa. Esso nasce dal Piano di miglioramento del rapporto di
autovalutazione che evidenzia le esigenze della nostra scuola. I campi di potenziamento
sono elencati in ordine di priorità
• Linguistico
• Scientifico
• Umanistico, socio economico e per la legalità
• Artistico e musicale
• Motorio
• Laboratoriale
36
All’effettiva assegnazione dei docenti, in coerenza con il POF, verranno elaborati piani
operativi per il recupero degli alunni in difficoltà di apprendimento e di potenziamento in
modo da attuare azioni di recupero personalizzate, di compensazione e di riequilibrio
culturale (specie linguistiche e logico-matematiche), facendo ricorso ad una differenziata
metodologia di insegnamento. Nei prossimi giorni le Funzioni Strumentali insieme alle
docenti di tutte le classi, definiranno le ipotesi operative.
Continuità educativa
L’esperienza di crescita del bambino è considerato come un itinerario continuo tra le
diverse istituzioni educative : la famiglia e la scuola.
La continuità nasce dall'esigenza di garantire il diritto del bambino/ragazzo ad un percorso
formativo organico e completo a livello psicologico, pedagogico e didattico, ma ha anche
l’obiettivo di attenuare le difficoltà che spesso si presentano nel passaggio tra i diversi
ordini di scuola.
Motivazione
Ordini di scuola
pedagogica
Costruire forme di Scuola dell’Infanzia /
comunicazione
Scuola Primaria
continua tra gli
alunni dei diversi
ordini scolastici del
Circolo
e
del
territorio
Scuola Primaria /
Scuola Secondaria
Costruire forme di Scuola dell’Infanzia /
comunicazione
Scuola Primaria
continua
tra
i
docenti dei diversi
ordini scolastici del
Circolo
e
del
territorio
Scuola
Primaria
Modalità di lavoro
- incontri ed attività didattiche in comune
tra gli alunni delle classi “ ponte “
- visita agli spazi scolastici della scuola
primaria da parte dei bambini di 5 anni
delle scuole dell’Infanzia del territorio
- incontri tra gli alunni delle quinte e gli
studenti del primo anno della scuola
secondaria di primo grado; in questa
occasione gli studenti delle quinte pongono
domande, esprimono dubbi ed attese ai
compagni di prima media che rispondono in
base all’esperienza maturata
- incontri per scambio di informazioni utili
sugli alunni al fine di stabilire criteri di
formazione delle classi prime equieterogenee
- incontri per specifici scambi di
informazione tra i docenti dei due ordini
scolastici ad anno scolastico avviato
- incontri per lo scambio di informazioni
/ utili sugli alunni al fine di formare classi
37
Scuola Secondaria
prime equi-eterogenee
- incontri per lo scambio di informazioni
utili sugli alunni
Costruire forme di Scuola dell’Infanzia / - incontri di presentazione del POF ( Piano
comunicazione
Scuola Primaria
dell’offerta formativa )
continua
tra
la
Scuola e i genitori
degli alunni delle Scuola Primaria / - incontri di presentazione del POF ( Piano
classi prime dei Scuola Secondaria
dell’offerta formativa della Scuola )
diversi
ordini
scolastici
Stabilire
rapporti
- momenti di aggiornamento comune del
pedagogici
corpo docente
strutturali
tra
i
diversi
ordini
scolastici
del
Circolo
In sintesi la “continuità” si svolgerà nel modo seguente:
- attività in collaborazione con le classi IV e V nel corso dell’anno;
-visita degli alunni di scuola dell’infanzia alla scuola primaria nei primi quindici giorni di
maggio;
-visita dei docenti delle quinte alle sezioni di scuola dell’infanzia secondo un calendario
stabilito dalla funzione strumentale CAPUA CATERINA con la coordinatrice continuità
ARBUCCI RICINIERO CONCETTA
-dal 15-06 al 30-06 si svolgeranno inoltre incontri per la formazione dei gruppi per le
future prime tra gli insegnanti delle quinte e le responsabili della scuola dell’infanzia.
Ascolto e accoglienza
Per il graduale ed equilibrato inserimento di tutti i bambini nella realtà scolastica, gli
insegnanti dedicheranno momenti specifici di accoglienza, specialmente all’inizio della
giornata scolastica. In tali momenti si ascolteranno le esperienze ed il vissuto quotidiano
dei bambini dando spazio alle loro sensazioni ed ai loro problemi. Dare attenzione
significa, molto spesso, riceverla più facilmente, creando di fatto le condizioni per
predisporre un decondizionamento psicologico in grado di generare un clima sereno di
collaborazione e di benessere efficace per l’apprendimento.
Nel regolamento dell’autonomia scolastica e nelle indicazioni espressamente si afferma
l’esigenza di assicurare la cooperazione tra scuola e genitori. Per conoscere gli alunni
occorre conoscere anche le famiglie di appartenenza, in quanto la personalità
dell’individuo si costruisce nei primi anni di vita, soprattutto per l’azione esercitata dal
contesto familiare sulla formazione delle sue diverse dimensioni, dalla quella socioaffettiva a quella linguistica e cognitiva.
38
Rapporto scuola famiglia
Il rapporto scuola-famiglia si esplica innanzitutto facendo conoscere le attività della
scuola, sviluppando idee e progetti per avere una scuola sempre più efficiente.
L’impegno è quello di ampliare ed accrescere questo rapporto attraverso il sistematico
coinvolgimento dei genitori nelle varie iniziative, aggiornandoli in incontri almeno
bimestrali sulle attività scolastiche e promovendo dibattiti sui temi che si prospetteranno
nel corso dell’anno.
Il rapporto con i genitori è un elemento che arricchisce l’identità educativa della scuola.
Pertanto si continuerà a stabilire un rapporto individuale e personalizzato che valorizzi le
risorse che ogni famiglia possiede, con uno spazio comunicativo che si potrà gradualmente
migliorare.
In particolare, nella scuola dell’infanzia, consapevoli dell’importanza di un rapporto
positivo sin dall’inizio, si continuerà all’atto dell’iscrizione, con il servizio accoglienza
attraverso la compilazione di una scheda personale del bambino in cui si acquisiscono
notizie relative ad abitudini, comportamenti, linguaggi ecc.
Il tutto è finalizzato ad un inserimento agevole del bambino e delle famiglie nella realtà
scolastica. I genitori in accordo con i docenti, e previa autorizzazione del D.S. , possono
mettere a disposizione della scuola e dei bambini conoscenze, esperienze e professionalità
per l’organizzazione di momenti di incontro formativo.
Manifestazioni che comportano la presenza dei genitori:
-Festa dei nonni
-Natale
-A.I.R.C.
-Pasqua
- Manifestazione di Carnevale.
39
Visite guidate
Le visite guidate sono finalizzate ad integrare ed arricchire quanto si apprende a scuola,
esse sono strettamente legate al P.O.F. e alla progettazione curricolare delle classi/sezioni.
Le visite sul territorio tra l’altro si effettueranno sia a piedi che con mezzi comunali. Esse
comprenderanno: librerie, attività commerciali, aziende agricole, stazione
circumvesuviana, ecc.
PROGRAMMAZIONE DELLE USCITE DIDATTICHE
ANNO SCOLASTICO 2015/2016
I docenti della scuola dell’INFANZIA e della scuola PRIMARIA, per il corrente anno
scolastico, a coronamento dei percorsi stabiliti per gli allievi, propongono le seguenti
uscite didattiche:
OBIETTIVI
LUOGHI
Avvicinare i
ragazzi al mondo
del cinema e
stimolare il loro
senso critico
Avvicinare i
ragazzi al mondo
del cinema e
stimolare il loro
senso critico
Conoscere
l’ambiente circense
Cinema
(Nola)
Assistere ad uno
spettacolo e
comprenderne i
contenuti
Conoscere la
trasformazione e la
lavorazione di
alcuni prodotti
Conoscere la
trasformazione e la
lavorazione di
alcuni prodotti
Teatro
CLASSI
PARTECIPANTI
Plesso Allocca
Plesso Musco
Plesso Capoluogo
Plesso Capocaccia
TEMPI
Orario scolastico
Cinema
(Napoli)
Plesso Allocca
Plesso Musco
Plesso Capoluogo
Plesso Capocaccia
Orario scolastico
Circo
Plesso Allocca
Plesso Musco
Plesso Capoluogo
Plesso Capocaccia
Plesso Allocca
Plesso Musco
Plesso Capoluogo
Plesso Capocaccia
Plesso Allocca
Plesso Capocaccia
Plesso Musco
Orario scolastico
Agriturismo
“Manone”
San Vitaliano
Laboratorio di
ceramica
Scisciano
Plesso Allocca
Plesso Capocaccia
Plesso Musco
Prime
40
Orario scolastico
Intera giornata
Maggio
Orario scolastico
Aprile
Conoscere la
trasformazione e la
lavorazione di
alcuni prodotti
Conoscere gli
animali acquatici
Conoscere la storia
dei santi
Conoscere il lavoro
dell’archeologo ed
effettuare
escursioni in un
sito archeologico
Conoscere la storia
della propria
regione
Scoprire i
fenomeni
scientifici presenti
nella natura e nella
vita quotidiana
Avvicinare i
ragazzi al mondo
del cinema e
stimolare il loro
senso critico
Conoscere resti
archeologici
Agriturismo “Le
Parisien”
Montecorvino
Pugliano
Salerno
Acquario di Napoli
Prime
San Gerardo
Seconde
Un giorno con
l’archeologo
(Nola)
Terze
La REGGIA
Caserta
Quarte
Intera giornata
Aprile
CITTA’ della
SCIENZA
(Napoli)
Terze
Quarte
Orario scolastico
Giffoni Valle Piana
Terze
Quarte
Basiliche
Paleocristiane
CIMITILE
Conoscere la storia Villa dei Misteri
della propria città
Napoli
Conoscere la storia Palazzo Reale
della propria città
Napoli
Intera giornata
Aprile
Seconde
Orario scolastico
Aprile
Intera giornata
Ottobre
Orario scolastico
Maggio
Marzo
Intera giornata
Aprile
Quarte
Orario scolastico
Marzo
Quinte
Orario scolastico
Marzo
Orario scolastico
Aprile
Quinte
41
ORGANIGRAMMA
Dirigente Scolastico
Ernesto De Santis
Collaboratori
Ins. Anna
Caramiello
(vicaria)
Ins.Scotto
d’Antuono In
caso di assenza di
entrambe
Responsabile di
plesso
Ins . Arbucci
Riciniero
Carmela
Sussidi
Coord. pers.
ausiliario
Progetti vari ed
attività
extrascolastiche
Orario docenti
Sostituzioni
docenti assenti
Visite guidate
Fondo d’Istituto
42
Funzioni strumentali
all’Offerta Formativa
Area 1
Ins. Arbucci Concetta.
Coordinamento
delle attività del
piano;
coordinamento
extracurricolari e
rapporti esterni;
coordinamento delle
attività di
compensazione,
integrazione e
recupero scuola
primaria; (Bes/Dsa)
coordinamento e
gestione delle
attività di continuità
(scuola primaria)
orari scolastici in
collaborazione con
la vicaria
Area 3
Area 2
Ins. Capua C.
Ins. Scotto d’Antuono
sostegno al lavoro dei
docenti;
analisi dei bisogni
formativi e gestione
del piano di
formazione e
aggiornamento;
accoglienza nuovi
docenti;
produzione materiali
didattici;
coordinamento della
biblioteca;
cura della
documentazione
educativa.
43
interventi e
servizi per gli
studenti;
coordinamento
delle attività di
compensazione
integrazione
scuola
dell'infanzia;
coordinamento e
gestione delle
attività di
continuità (scuola
dell'infanzia)
Area 4
Ins.D’Agostino
Isabella
gestione del
P.O.F.
Sito Web
REFERENTI
EDUCAZIONE ALLA LEGALITA'
NUSCO MARIA LUCIA
EDUCAZIONE STRADALE
ANNUNZIATA MARIA ANTONIETTA
EDUCAZIONE ALL'AMBIENTE
CARAMIELLO ANNA
EDUCAZIONE FISICA
ARBUCCI RICINIERO CARMELA
EDUCAZIONE ALLA SALUTE
PANICO EMILIA
PARI OPPORTUNITA' (scuola primaria)
MAFFETTONE GIOVANNA
PARI OPPORTUNITA (scuola infanzia)
VENTRE ROSA
INFORMATICA
TUFANO FILIPPO
COORDINATRICE GRUPPO
SOSTEGNO
D'ANGIO' FORTURA
44
GRUPPI DI
LAVORO
Gruppo di lavoro H
Coordinatrice del gruppo: D’Angiò
Insegnanti H.P.S., un genitore, l’assistente
sociale del comune e un referente dell’ASL
Gruppo coordinamento
Classi parallele
De Falco M. (prime)
Falco C.M. (seconde)
Annunziata E. (terze)
Palmieri R. (quarte)
Renzullo E. (quinte)
Gruppo continuità
Coordinatrice: Arbucci Riciniero Concetta
Insegnanti classi quinte e quelli
dell’infanzia con alunni di 5 anni
45
RESPONSABILI
DI PLESSO
PLESSO
Maria di
PIEMONTE
CARAMIELLO
Sost. ARBUCCI
CA.
O
PLESSO
CAPOCACCIA
AMBROSINO C.
Sost.
RENZULLO,
GUERRIERO
guerriero
PLESSO
MUSCO
PANICO
Sost. PANARELLA
RESPONSABILE DEL
SERVIZIO DI
PREVENZIONE E
PROTEZIONE
PLESSO
ALLOCCA
SCOGNAMIGLIO
Sost. MANFREDI
MEDICO
COMPETENTE
ARCH. STEFANILE
MARIA TERESA
DOTT. DE ROSA
CLEMENTE
46
Direttore dei
servizi
generali ed
amministrativi
Nappo G.M
Assistenti
Amministrativi
Bellotti M.
Iorio F.
Manzi V.
Allocca G.
Ranieri V.
Collaboratori
scolastici
Alfano L.
De Somma A.
Di Maio A.
Fuschillo S.
Imperatore A.
Trocchia S.
Sasso A.M.
Verde P.
Meo A.
Tafuro S.
47
Sovraintende ai servizi
generali ed
amministrativi e
coordina il relativo
personale assistenti
amm.vi e coll.ri
scolastici.
Organigramma
servizi
amministrativi
Gestione alunni
sig.ri V. Manzi
Allocca G.
Iscrizioni, trasferimenti, esami, libri di testo,
attestati alunni, registri docenti, ecc.
didattica.
Richieste beni e sussidi e materiale di facile
consumo.
Amm.ne del
personale
sig.ra F. Iorio
Stipula contratti e assunzione docenti
supplenti,
decreti
di
congedo.
Coordinamento personale ATA e atti vari
del personale docente e non docente. Visite
guidate
Gestione area contabile.
Inquadramento economico e di carriera
docenti.
Servizi generali
sig.ra Bellotti Maria
RISORSE FINANZIARIE
I fondi che il M.I.U.R. assegna alla scuola vengono utilizzati per :
garantire il funzionamento amministrativo generale;
garantire il funzionamento didattico ordinario di tutte le scuole del Circolo.
I fondi vengono distribuiti fra le scuole primaria e dell’infanzia con criteri proporzionali
che tengono conto del numero delle classi/sezioni avendo riguardo anche della presenza di
alunni diversamente abili e di alunni svantaggiati.
Ulteriori risorse saranno reperite attraverso richieste agli enti locali allo scopo di integrare
i sussidi della scuola e per iniziative e progetti che coinvolgono anche il Comune.
Le famiglie degli alunni possono contribuire alla copertura delle spese riguardanti :
visite guidate;
specifiche attività di arricchimento del curricolo;
particolari attività che richiedono un consistente impegno di risorse finanziarie.
48
In ogni caso le quote a carico delle famiglie devono essere di importo modesto e non
devono costituire motivo di esclusione dalle attività programmate.
AMPLIAMENTO DELL’OFFERTA FORMATIVA
IN ORARIO EXTRASCOLASTICO
“DISEGNO, COLORO E GIOCO CON LA CARTA”
Il progetto ha lo scopo di favorire l’acquisizione di linguaggi non verbali, favorire la
comunicazione analogica, potenziare la creatività e il pensiero divergente, conoscere
gli elementi essenziali del disegno ed imparare a disegnare, a colorare con diverse
tecniche e a realizzare lavoretti manipolando la carta.
DESTINATARI: gli alunni delle classi primedella scuola primaria del Plesso
capoluogo.
“CANTO PER AMICO”
il progetto intende sviluppare la gioia dello stare insieme attraverso il canto e
la musicalità.
DESTINATARI : gli alunni delle classi seconde e terze della scuola primaria del
Plesso capoluogo.
“TEATRANDO SI IMPARA”
Il progetto vuole avvicinare i ragazzi al mondo del teatro, facendoli diventare anche
protagonisti di una rappresentazione teatrale/musicale.
DESTINATARI: gli alunni delle classi quintedella scuola primaria del Plesso
capoluogo.
“DA MILANO A SAVIANO IL NOSTRO EXPO”:
Il progetto si propone di far conoscere e valorizzare i prodotti agricoli del nostro
territorio, soffermandosi sul loro valore nutrizionale e sul loro utilizzo in cucina.
DESTINATARI: gli alunni della scuola primaria del Plesso Capocaccia.
Allegati:
• Curricolo di Circolo
• Indicatori di valutazione
• Piano di Miglioramento
49
INDICE
Introduzione……...………………………………………………………………………..… pag.2
Lettura del territorio ……………...…………………………………………………………... pag.4
L’ istituzione scolastica……………………………………………………………………… pag.7
La nostra scuola vista dagli utenti…………………………………………………………… pag.8
Indicazioni per il curricolo…………………………………………………………………... pag.9
La lettura della nostra scuola………………………………………………………………..... pag.10
L’organizzazione del curricolo della nostra scuola………………………………………….. pag.12
Finalità della scuola dell’infanzia………………...……………………………… ………… pag.15
Finalità della scuola primaria………………………………………………………...……….. pag.16
Biblioteca scolastica………………………………………………………………………….. pag.18
Prevenzione del bullismo……………………………………………………………….……. pag.21
Gestione della contemporaneità…………………………………………………. ……….…. pag.22
L’inclusione di alunni con bisogni formativi speciali (BES)………………………………..
pag.23
Disabilità ……………………………………………….……………………………………
pag.25
Valutazione…………..……………………………………………………..………………..
pag.27
Continuità educativa…………………………………………………………………………. pag.37
Ascolto e accoglienza…………………………………………………………………..…….. pag.38
Rapporto scuola-famiglia……………………………….……………………………………. pag.39
Visite guidate………………………………………………………………………………… pag.40
Organigramma……………………………………………………………………...………… pag.42
Funzioni strumentali all’Offerta Formativa……………………….…………………………
pag.43
Referenti……………………………………………………………….……………………... pag.44
Gruppi di lavoro……………………………………………………………………………… pag.45
Organigramma servizi amministrativi ……………………………………………………… . pag.47
Risorse finanziarie……………………………….……………………...……………………
pag.48
Ampliamento dell’offerta formativa in orario extrascolastico……………………………… pag.49
Indice ………………………………………………………………………………………...
50
pag.50
Scarica

Leggi il POF