NOVEMBRE 2009
“Poste Italiane. Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1 comma 1, DCB Torino n° 8 Anno 2009”
Sommario
dopo il diploma
da pagina 7
Le facoltà
dopo il diploma
da pagina 17
La formazione
dopo il diploma
da pagina 23
Il lavoro
dopo il diploma
da pagina 31
Dopo il diploma
Lo studio
3
Le opportunità
dopo il diploma
da pagina 45
Block notes
da pagina 55
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Vice direttore Lidia Gattini
A cura di Simona Neri
Hanno collaborato
Maria Elena Buslacchi, Giovanni Battaglio, Chiara Falcone
Direttore dei sistemi informativi e multimediali Daniele Truce
Impaginazione Gianni La Rocca
Infografiche Giorgia Nobile
Fotografie e fotoservizi
Circolo di Sophia
Sito web: www.zai.net
Francesco Tota, Alessandro T.
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Anno VIII / n. 8 - novembre 2009
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Dopo il diploma
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In cerca della
STRADA GIUSTA
Passioni personali, consigli di parenti e amici, prospettive di
lavoro diverse per tante strade che si aprono dopo il
diploma. La scelta finale, però, è solo vostra. E perché sia
raggiunta con successo, la Regione mette a disposizione tutta
una serie di strumenti. Vediamo insieme quali
acopo è stato indeciso fino all’ultimo: vado all’università o apro il negozio di articoli sportivi che ho
sempre desiderato? Giovanni, invece, di dubbi non ne
ha più: la scelta di studiare Medicina non è stata delle
migliori, non era proprio nelle sue corde. Se potesse tornare indietro non si lascerebbe consigliare dal fratello
maggiore, laureando con ottimi voti, ma prenderebbe la
“sua” strada. Sì, ma come si fa a capire ciò che è più o
meno giusto per se stessi? L’orientamento cerca proprio
di rispondere a queste domande. Per questo la nostra
Regione punta sempre di più a rafforzare uno strumento
utile come questo. Ne abbiamo parlato con Massimiliano
Costa, vice presidente della Regione e assessore
all’Istruzione e alla Formazione.
Che ruolo ha l'orientamento oggi? Rispetto al passato
possiamo dire che i ragazzi hanno davvero un sostegno
migliore al momento di prendere da protagonisti le decisioni sul futuro che li aspetta?
Sì e no. Mi spiego: rispetto al passato esistono più fonti
di notizie ed è più facile accedere alle informazioni che
I
interessano andando direttamente all’origine, principalmente navigando su internet. Tuttavia, questo mare
magnum di informazioni può diventare un boomerang
e…disorientare! Per questo diventa essenziale il ruolo di un
tutor, una persona che possa fornire indicazioni non solo
di dettaglio, ma anche più generali, che possa dare una
visione d’insieme del percorso che si vuole intraprendere.
La difficile situazione economica che viviamo in questo
momento incide in qualche modo anche sul ruolo dell'orientamento?
Certamente l’instabilità economica porta dei riflessi sul
mondo della formazione: si è concentrati molto sul
presente e forse si rischia di tralasciare un po’ la visione del futuro, in attesa che si ritorni alla stabilità e alla
crescita. Occorre invece non sprecare tempo e pensare
il più possibile alle azioni da intraprendere per non farsi
cogliere impreparati al momento della ripresa, quando le
aziende ricominceranno a chiedere personale. In questo
senso, l’Osservatorio delle professioni del domani che
In Liguria
sta muovendo i primi passi in Liguria è essenziale per
guardare, col “cannocchiale”, il futuro e dire quali
saranno le professioni su cui puntare e su cui investire in termini di formazione.
Detto questo, aggiungo che l’orientamento è stato inserito in modo specifico all’interno della legge regionale
sul sistema educativo regionale che è stata approvata a
maggio, in cui si stabilisce che esso è un vero e proprio
diritto, che va garantito come processo dinamico e continuo nell’arco di vita dell’individuo.
Anche quest'anno la Regione ha organizzato il Salone
Orientamenti. Che bilancio fare delle precedenti edizioni
e quali le novità nell'ultima?
Il numero delle presenze ci dice che la manifestazione
interessa e piace, anche per la sua capacità di presentare contenuti di spessore e utili in modo diretto, a volte
“giocoso”, senza tradire la serietà dell’argomento.
Tra le novità di quest’anno, c’è il Forum internazionale
dell’orientamento, evento di grande prestigio organizzato da Isfol e Tecnostruttura che abbiamo voluto si svolgesse nell’ambito della nostra manifestazione per dare
un segnale forte: crediamo che l’orientamento sia una
questione di primaria importanza, su cui investire, perché da un buon servizio di orientamento dipende il successo del percorso di formazione dei giovani e quindi la
loro capacità di inserirsi sul mercato del lavoro e di trovare soddisfazione da quello che fanno.
L’altra caratteristica dell’edizione 2009 del salone degli studenti è il tema dell’innovazione e della creatività. Anche
noi abbiamo voluto celebrare l’anno europeo dedicato a
questi due aspetti con un concorso aperto ai giovani, per
stimolarli a “pensare in grande”, a rendersi davvero protagonisti del cambiamento delle nostre città, degli ambienti
in cui vivono e lavorano. L’obiettivo è anche quello di valorizzare una cultura scientifica che purtroppo è ancora vista
come distante, oscura e difficile da avvicinare. Il Salone è
quindi l’occasione per dare conto e mostrare i progetti che
hanno partecipato al concorso.
Quali sono gli altri strumenti che la Regione offre ai
suoi cittadini più giovani per la loro realizzazione negli
studi (per chi sceglie di proseguire) o professionale
(per chi cercherà, invece, di entrare subito nel mondo
del lavoro)?
La Regione Liguria sta investendo moltissimo per la formazione, anche grazie al Fondo sociale europeo, che ci
dà una mano per attuare quelle politiche di inclusione e
di innalzamento del livello di istruzione e formazione
delle persone. Penso in particolare ai percorsi triennali
di istruzione e formazione, diretti alle persone che devono assolvere il diritto-dovere all’istruzione e che garantiscono una preparazione spendibile direttamente sul mercato del lavoro nei settori strategici della Liguria come la
nautica o il turistico-alberghiero; ai corsi Ifts, che quest’anno hanno avuto un ottimo esito in termini di iscrizioni e che assicurano una preparazione tecnica superiore post diploma; e penso anche ai master universitari: quest’anno ne abbiamo finanziati 12 e ora stanno partendo. Sono opportunità di grande livello che, oltre ad
assicurare una preparazione di qualità elevata, permettono di fare esperienza in azienda: in molti casi, infatti,
gli studenti che concludono con profitto il corso possono essere assunti dalle stesse aziende partner della
Regione nell’attivazione dei master.
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Come assicurare che a tutti siano offerte le stesse possibilità?
Il tema del diritto allo studio mi è molto caro: appena
iniziato il mio compito di assessore all’istruzione, quattro anni fa, mi sono messo al lavoro per fare una legge
che riorganizzasse e migliorasse la materia in modo che
studiare fosse davvero un diritto garantito a tutti, indipendentemente dal censo e dall’appartenenza sociale di
ciascuno. Dal 2006 ad oggi le borse di studio erogate
alle famiglie sono state tantissime: abbiamo soddisfatto
il 100% delle domande degli aventi diritto. Abbiamo
anche agito sulle scuole stesse, finanziando attività e
progetti dedicati all’inclusione di studenti disabili e stranieri, per combattere il fenomeno della dispersione scolastica e garantire a tutti il diritto a crescere e a trovare
il proprio posto nella società.
Famiglia, passioni, prospettive lavorative, i consigli degli
insegnanti: i fattori che influenzano i neodiplomati sul
percorso da intraprendere possono essere molti. A chi
dare più ascolto?
Come dicevo all’inizio, le voci sono tante, le fonti di
informazione forse di più. Bisogna puntare a rafforzare il
servizio di orientamento all’interno delle scuole e sul territorio, creare momenti di formazione e ascolto per i
genitori. Per questo al Salone Orientamenti riproponiamo i laboratori per genitori, per creare dei momenti di
dialogo e ascolto oltre che di informazione per aiutarli scusate il gioco di parole - ad essere d’aiuto ai loro figli
nel momento della scelta, sia della scuola superiore, sia
del percorso formativo da seguire dopo il diploma. Di
fronte a quella che viene indicata come “emergenza educativa”, occorre stabilire un’alleanza forte tra genitori e
insegnanti, tra famiglia e scuola.
Dare retta alle proprie passioni e inclinazioni è importante; va bene non rinunciare ai sogni ma…con i piedi
ben piantati per terra! Intendo dire che affidandosi a persone esperte e preparate, si può capire, in maniera realistica, come canalizzare capacità, desideri e speranze,
mettendo anche in conto qualche fallimento o qualche
scelta non particolarmente azzeccata: l’importante è non
scoraggiarsi e tentare di nuovo perché dagli errori c’è
sempre da imparare.
Massimiliano Costa,
assessore regionale
all’Istruzione e alla
Formazione
Università
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Dopo il diploma
Diamoci CREDITO
Classi di laurea, crediti formativi e divisione in cicli: per
orientarsi nell’ordinamento vigente del sistema
universitario italiano basta avere chiaro in che cosa
consistono e come funzionano
re più due, laurea triennale e laurea magistrale, laurea magistrale a ciclo unico, master di primo e di
secondo livello. Sono alcune delle parole del sistema universitario, così com’è stato riformato negli ultimi
anni. Andiamo ad analizzarle nel dettaglio.
T
LE CLASSI DI LAUREA – Nomi diversi ma stessa classe di
laurea. Nel panorama dell’offerta universitaria ci si
imbatte in numerosi corsi dai nomi più o meno diversi.
Tutti però sono collocati dagli atenei all’interno di una
delle classi di laurea previste a livello nazionale, una
categoria che raggruppa gli indirizzi che condividono
discipline caratterizzanti e obiettivi formativi. Tradotto
significa che tutti i percorsi appartenenti a una medesima
classe rilasciano un titolo di studio di uguale valore legale, che dà accesso agli stessi impieghi pubblici e agli stessi sbocchi professionali; oltre al titolo di studio, ai laureati è rilasciato un supplemento al diploma. Questo certificato, uniformato ai modelli degli altri Paesi europei, descrive in modo dettagliato gli studi effettuati ed è molto utile
per la compilazione del curriculum vitae.
COS'È UN CFU? - Un CFU, ovvero un credito formativo
universitario, è l’unità che misura l’impegno necessario
allo studente per preparare un esame. Ad 1 CFU corrispondono 25 ore di impegno complessivo richiesto allo
studente (lezioni, laboratori, esercitazioni, studio indivi-
duale, ecc.) e ad ogni singolo esame corrispondono un
numero di crediti stabilito dal piano di studi che saranno acquisiti dallo studente con il superamento dell’esame stesso. In media i piani di studio prevedono 60 CFU
all’anno; per conseguire una laurea triennale sono richiesti 180 CFU, 120 per la laurea magistrale, 300 o 360 per
le lauree magistrali a ciclo unico. In alcuni casi gli esami
sono predefiniti e non possono essere cambiati, in altri
lo studente può inserire, nel proprio piano di studi, degli
insegnamenti a scelta. Per iscriversi agli anni successivi
al primo non sempre è necessario aver acquisito tutti i
crediti previsti dal piano di studi, anche se per conseguire il titolo di laurea è indispensabile completare tutti
i crediti necessari. I CFU hanno introdotto un’altra
importante novità: la flessibilità della durata del percorso di studi; infatti gli studenti lavoratori che non
possono sostenere tutti gli esami previsti dal piano di
studi per ciascun anno di corso, possono optare per
un’iscrizione a tempo parziale inserendo un numero di
insegnamenti pari o inferiore a 44 CFU.
“ In alcuni casi gli esami sono predefiniti e non
possono essere cambiati, in altri lo studente può
inserire, nel proprio piano di studi, degli
insegnamenti a scelta”
Universita`
LA VERIFICA OBBLIGATORIA DELLA PREPARAZIONE DI BASE
A partire dall’anno accademico 2009/2010, per essere
ammessi a qualsiasi corso di studio ad accesso libero,
è prevista da parte delle università una verifica delle
conoscenze di base dello studente da svolgersi prima
o dopo l’iscrizione. L’esito negativo della verifica non
preclude l’iscrizione, ma allo studente che non la
supera, vengono assegnati degli obblighi formativi
aggiuntivi da colmare entro il primo anno di corso
attraverso attività organizzate dalle singole facoltà.
Lo svolgimento della verifica è obbligatorio per tutti
gli studenti; eventuali eccezioni sono descritte nei
manifesti degli studi.
LA DIVISIONE IN CICLI - Una volta chiarito che cosa
sono i crediti, ecco la divisione in cicli dell’ordinamento universitario.
Il primo ciclo - Consiste nella laurea (triennale), alla
quale si può accedere con il diploma di scuola secondaria superiore. Per conseguirla è necessario acquisire 180
crediti. La laurea mira a dare allo studente una buona
padronanza delle conoscenze relative all’ambito di studio scelto e delle competenze e abilità utili in vista di un
successivo ingresso nel mercato del lavoro. Non implica
un ulteriore proseguimento degli studi, al suo termine il
laureato si vedrà riconosciuto il titolo di dottore.
Per l’esercizio di alcune professioni il percorso da seguire prevede l’iscrizione ad una laurea magistrale a ciclo
LA RIFORMA
A partire dallʼa.a. 2008-09 alcune facoltà
universitarie hanno cominciato ad applicare
la cosiddetta “Nuova Riforma” sulla base del
D.M. 270/2004 che ne ha definito le regole,
pensata per correggere alcuni aspetti della
riforma 3+2. Le novità più rilevanti stabilite
dalla 270 riguardano lʼintroduzione di un
limite massimo nel numero di esami previsto
per ciascuno dei primi due cicli: chi frequenta
una laurea triennale non deve sostenere più
di 20 esami mentre chi affronta una laurea
magistrale si confronta con al massimo 12
esami in due anni. Inoltre viene introdotta la
denominazione di “Laurea magistrale” al
posto di “Laurea specialistica”.
Unʼaltra novità è la verifica della
preparazione iniziale dello studente. Tutti i
corsi di studio ad accesso libero prevedono
una prova atta a verificare le conoscenze di
base; tali verifiche si differenziano in base
alla facoltà. In caso di esito negativo, non è
preclusa lʼiscrizione, ma vengono assegnati
allo studente obblighi formativi aggiuntivi. Le
facoltà sono tenute ad organizzare
specifiche attività finalizzate a colmare
eventuali lacune da parte dello studente
entro il primo anno di corso.
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unico della durata di 5 o 6 anni.
I crediti da acquisire per potersi laureare sono 300 o
360, in base alla durata del corso, e il titolo conseguito è quello di dottore magistrale.
Presso l’ateneo genovese sono attivi sette corsi di laurea magistrale a ciclo unico: Architettura, Chimica e tecnologie farmaceutiche, Farmacia, Giurisprudenza,
Ingegneria edile – Architettura, Medicina e Chirurgia,
Odontoiatria e protesi dentaria. Per essere ammessi a
qualsiasi corso di laurea/laurea magistrale a ciclo unico
ad accesso libero, è prevista da parte dell’università una
verifica delle conoscenze di base dello studente.
Il secondo ciclo - Una volta conseguita la laurea triennale lo studente può scegliere di proseguire il suo percorso formativo in due modi: con la laurea specialistica/magistrale oppure con il master di I livello.
La laurea magistrale mira a fornire allo studente una formazione di livello avanzato per l’esercizio di attività in
ambiti specifici. Dura due anni, al termine dei quali lo
studente acquisisce 120 crediti; il titolo riconosciuto è
quello di dottore magistrale. L’ammissione alla laurea
magistrale è subordinata alla verifica dei requisiti curriculari e dell’adeguata preparazione personale del laureato, accertata mediante una prova.
Il master di I livello dura in media 1 anno (60 crediti).
Perfeziona le abilità professionali e le conoscenze dello
studente a livello di alta formazione.
Il
terzo
ciclo
A questo ciclo può accedere unicamente chi ha acquisito il titolo di dottore magistrale e comprende il dottorato di ricerca e il master di II livello. Il primo è la
strada scelta da chi vuole esercitare attività di ricerca
presso le università, gli enti pubblici o i soggetti privati. Può durare 3 o 4 anni.
Il master di II livello dura in media 1 anno (60 crediti) e
serve a professionalizzare ulteriormente i laureati magistrali, in stretto rapporto con le situazioni lavorative reali.
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Dopo il diploma
DOTTORE sì, ma in cosa?
Studiare vi piace e avete scelto di proseguire anche dopo il diploma. L’offerta didattica universitaria è molto ampia, ce n’è davvero per tutti i gusti. Ma siete sicuri di avere le idee chiare? Ecco
cosa c’è da sapere prima di fare la vostra scelta
cegliere non è semplice, è inutile negarlo. Lo sanno
bene i tanti ragazzi che dopo uno o due anni di
studi hanno cambiato facoltà, quando non hanno
addirittura lasciato l’università. Ma effettuare una scelta
ragionata e consapevole è un compito in cui non si è da
soli: gli stessi atenei mettono a disposizione molti mezzi
per aiutare gli studenti a trovare la loro strada, affiancandoli non soltanto in entrata, ma anche durante tutto
il percorso di studi. Per scoprire come, abbiamo parlato
con la professoressa Marilena Carnasciali, del
Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale, delegato
del Rettore per le attività di orientamento e i rapporti
con il mondo della scuola presso l’Università di Genova.
Quali sono gli strumenti che l’ateneo offre per aiutare gli
studenti delle scuole superiori a chiarirsi le idee? Quali
le occasioni di incontro tra i due mondi?
I momenti di incontro tra l’università e la scuola sono
davvero tanti: vengono organizzati innanzitutto a livello
di ateneo, dalla Commissione orientamenti, e poi sono
portati avanti dalla singole facoltà. Innanzitutto a
Genova abbiamo il Salone Orientamenti: docenti e tutor
sono a disposizione dei ragazzi per far scoprire loro
tutto ciò che riguarda l’organizzazione dei corsi di laurea, la didattica, il sistema dei crediti formativi. A febbraio, poi, le facoltà organizzano il cosiddetto “open
week”: le aule si aprono per una settimana agli studenti delle scuole superiori, che possono visitare le strutture e i locali dell’'università, guidati principalmente dai
ragazzi degli ultimi anni. È innegabile infatti che sia più
facile per i futuri iscritti confrontarsi con persone della
propria età piuttosto che con i docenti. Da qualche anno
poi l’Università organizza, in collaborazione con la
Provincia di Genova, il progetto Arios: gli studenti del
quarto anno delle scuole superiori assistono alla presentazione dell’intera offerta formativa dell’ateneo e dei
servizi disponibili, come le borse di studio, il progetto
Erasmus, gli stage. Non dimentichiamo infine il Salone
dell’Immatricolazione, a fine estate: c’è ancora tempo,
prima di iscriversi definitivamente, di raccogliere informazioni e scoprire la strada a noi più adatta.
S
Se uno studente avesse bisogno di indicazioni più personali, magari di un colloquio individuale, a chi si
potrebbe rivolgere?
Sono sostanzialmente due le tipologie di incontro individuale: con i docenti delegati per l’orientamento, da
concordarsi personalmente e su appuntamento con i
professori stessi, e con il Servizio Orientamento
dell’Università, che aiuta lo studente non soltanto in
entrata, ma anche in itinere e in uscita dal proprio corso
di studi.
Come bisogna muoversi se ci si rende conto di aver sbagliato facoltà?
Dopo una serie di colloqui con i docenti, se si è davvero convinti di voler cambiare corso di studi si può procedere ad un passaggio, consigliabile in genere entro il
primo anno, perché sono più facili il riconoscimento
degli esami sostenuti e l’integrazione della carriera precedente in un nuovo corso di laurea. Conosco molti studenti che hanno deciso di cambiare: spesso la seconda
scelta è più matura della prima, ed è meglio accorgersi
che qualcosa non va ed avere il coraggio di ammetterlo,
piuttosto che persistere in un corso di studi che non ci
si addice, e sprecare tempo ed energie in qualcosa che
non ci piace, ma ci affatica soltanto.
In questi tempi di crisi, quanto conviene preoccuparsi
dei possibili sbocchi sul mercato del lavoro? Che consiglio dare a chi si chiede che cosa dovrebbe scegliere tra ciò che piace e ciò che dà più garanzie di trovare un impiego?
Chiaramente non si può fare solo ciò che piace, come non
si può fare solo ciò che non piace. Ciò che importa è la
consapevolezza: chi sceglie un percorso di studi che offre
meno garanzie di lavoro dovrà mostrarsi più competitivo,
ed affiancare magari all’università altre esperienze.
Lʼateneo genovese offre un servizio gratuito
di colloqui orientativi individuali disponibile
su prenotazione al tel. 010/2099690.
Universita`
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A prova di
TEST!
Alcuni corsi di laurea selezionano preventivamente gli iscritti.
Scopriamo quali sono e come prepararsi ai test di ingresso
on tutte le facoltà consentono l’iscrizione con la
semplice domanda di immatricolazione. Alcune
hanno l’ingresso “sbarrato”, condizionato, cioè, al
superamento di un test di ammissione. Ma non scoraggiatevi: prepararsi anche a quelli più difficili non è una
missione impossibile.
Quali corsi?
Sono programmati a livello nazionale, tra gli altri, gli
accessi ai corsi di laurea in Medicina e chirurgia, in
Medicina veterinaria, in Odontoiatria e protesi dentaria,
nonché ai corsi di laurea per la formazione del personale sanitario infermieristico, tecnico e della riabilitazione,
in Architettura e in Scienze della formazione primaria.
I bandi ufficiali sono pubblicati di norma con largo anticipo sul sito del ministero insieme al programma delle
materie oggetto di verifica, quindi, avrete tutto il tempo
per prepararvi. Se sentite il bisogno di essere supportati, esistono molti corsi privati (piuttosto costosi, in realtà) nati con lo scopo di far superare i quiz, ma spesso
anche le facoltà organizzano cicli gratuiti di lezioni. Dato
che anche questi sono a numero chiuso, occorre iscriversi diversi mesi prima; purtroppo non sono sempre
semplici da scovare, quindi è bene tenersi in contatto
con le segreterie didattiche e controllare costantemente
il sito della facoltà.
Superare il test
Ormai molti atenei statali stabiliscono autonomamente il
numero chiuso per i propri corsi, così i quiz d’ammissione sono frequenti anche nelle facoltà letterario-umanistiche. Come negli altri casi, occorre consultare il bando
ufficiale pubblicato con mesi di anticipo dalle università,
che dà indicazioni su contenuto, modalità, tempi della
prova e su come preiscriversi. Il passo successivo è quello di tirare fuori i libri di scuola per ripassare le materie
su cui verte il test e procurarsi uno o più volumi di quiz
per simulare la prova. Li trovate facilmente nelle librerie.
Consigli in rete
Anche su internet è possibile trovare aiuto per i test d’ingresso. Il sito www.accessoprogrammato.miur.it del ministero dà tutte le informazioni relative ai bandi ufficiali
per le prove programmate a livello nazionale e offre la
possibilità di una simulazione con le domande dei test
N
“ Tirate fuori i libri di scuola per ripassare le
materie su cui verte il test e procuratevi uno o più
volumi di quiz per simulare la prova”
svolti negli anni precedenti, volta per volta combinate
fra loro. Il sito universinet.it, poi, è una vera e propria
guida per il numero programmato, con i test ufficiali
degli anni passati. On-line si trovano anche le esercitazioni con tanto di graduatorie. Forum e chat, poi, sono
un buon modo per confrontarsi con altri studenti che ci
sono già passati o sono nelle vostre stesse condizioni.
QUALCHE DRITTA IN PIÙ
- Attenetevi ai bandi ufficiali: le indicazioni
sono precise, quindi, se cʼè scritto che le
domande sono di matematica, è inutile
prepararsi sui quiz di logica pensando che
forse ne infileranno qualcuno qua e là.
- Se il test dʼingresso che dovete sostenere
contiene anche domande di cultura generale,
tenete presente che potrebbero capitare
quesiti di qualsiasi tipo: dalla storia dellʼarte
al mondo dei media, spesso senza alcun
collegamento con le materie della facoltà.
- Quando avrete davanti il vero test leggete
con attenzione le istruzioni. Nel caso in cui
aveste dei dubbi, valutate se sia il caso di
dare comunque la risposta: se sbagliata, può
valere 0 punti, ma può anche attribuire
punteggio negativo.
- Ricordate: i test devono essere
compilati a penna.
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Dopo il diploma
S t u d i a r e
è
u n
DIRITTO
Libri, tasse, spese per mangiare e per dormire fuori casa.
L’università ha i suoi costi, ma non disperate, a chi ha redditi
più bassi il Diritto allo studio garantisce servizi e opportunità
orse di studio e alloggi sono solo alcune delle possibilità offerte dal Diritto allo studio e accedervi non
è difficile quanto si pensa. Per ottenere questi contributi si ricorre all’A.R.S.S.U, che indice i concorsi per assegnare i benefici. Per saperne di più abbiamo rivolto qualche domanda a Roberto Dasso, direttore generale
dell’Azienda.
Quando parliamo di Diritto allo studio, non ci soffermiamo
mai sul vero significato dell’espressione che, in realtà, non
dovremmo mai dare per scontato. Di cosa si tratta?
Parlando di Diritto allo studio abbiamo come riferimento
l’art. 34 della Costituzione: “I capaci e meritevoli, anche se
privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti
degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto
con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso”. Quindi,
anche chi è privo di mezzi economici, se capace e meritevole, deve avere le stesse possibilità degli altri di raggiun-
B
A.R.S.S.U.
Via Balbi, 38 b - Genova (dal 1° gennaio
2010 sarà trasferita in via San Vincenzo, 4).
Sito web: www.arssu.liguria.it
gere i più alti livelli. E questo vuol dire mettere a loro disposizione tutte le strutture che gli permettono di poter studiare senza preoccupazione: dalla residenza alla mensa,
dalle sale studio all’area ludica.
E l’A.R.S.S.U. cos’è?
È un’azienda strumentale della Regione Liguria. L’acronimo
sta per Azienda regionale per i servizi scolastici e universitari. Il suo compito è quello di mettere in pratica il dettato costituzionale, occupandosi nelle sue varie competenze di predisporre per gli studenti meritevoli i vari
bandi per l’assegnazione delle borse di studio, di posti
alloggio e via di seguito. Chi si trova al di sotto di un
certo limite di reddito Isee (Indicatore della situazione
economica equivalente), aggiornato annualmente
dall’Istat, può presentare domanda di borsa di studio,
e se è fuori sede avrà diritto anche all’alloggio, alla
mensa ecc. In definitiva cerchiamo quindi di fornire
servizi essenziali a chi ha un reddito più basso.
Si parla di reddito come requisito. E il merito, si considera
anche questo?
Sì certo, conta anche il merito. Ai nostri fini consiste in un
numero di crediti da ottenere entro l’agosto successivo:
per il primo anno sono 20, per il secondo 25, per il terzo
80 e via di seguito. Chi non li raggiunge non avrà la borsa
di studio, né le altre agevolazioni.
Universita`
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MEGLIO SAPERE CHE...
- Nellʼinvio dei documenti fa fede il timbro
postale; preferite quindi la raccomandata con
ricevuta di ritorno per verificare che la busta
arrivi a destinazione.
- Fare i furbi non conviene. Se inviate dati
falsi, lì per lì potreste ottenere i benefici, ma
una volta fatti i controlli sarete costretti a
restituire tutto.
- Oltre ai servizi “a concorso”, lʼA.R.S.S.U. ne
eroga altri, per conoscere i quali vi invitiamo a
consultare il sito dellʼAzienda, dove potete
anche scaricare tutti i bandi per intero.
Ma quante domande riuscite a soddisfare?
Per quanto riguarda le borse, da tre anni riusciamo a
rispondere positivamente al 100% delle domande. Lo scorso anno accademico abbiamo avuto 4107 richieste e praticamente le abbiamo soddisfatte tutte, e questo grazie
naturalmente anche alla Regione che ha provveduto ai
finanziamenti. Per quanto riguarda gli alloggi il problema è
un po’ più sentito. Avevamo 384 posti letto al 31 dicembre
2002, oggi ne abbiamo 926, ma nonostante questo forte
incremento nel giro di pochi anni, continuano ad aumentare le domande, ai vincitori delle quali rispondiamo con
un contributo.
Cosa può dirci sulla qualità degli alloggi?
Sono tutti di alta qualità: servizi in camera, aria condizionata, insomma, quello che si può trovare in un albergo.
Alcuni sono miniappartamenti dove i ragazzi vivono in due
o in tre. Abbiamo tre grosse case dello studente che hanno
un po’ la struttura dell’albergo, due più nuove, una un po’
meno, che comunque stiamo ristrutturando. In tutte, cosa
molto importante, sono garantiti gli standard di sicurezza.
Tranquillizziamo i nostri lettori: a mensa si mangia bene.
Sì, certo, soprattutto in quelle che gestiamo noi direttamente. E poi si spende poco. Chi vince la borsa di
studio ha diritto ad un pasto gratis al giorno ed uno a
tariffa ridotta alla sera. Comunque, anche i non vincitori di borsa di studio usufruiscono della mensa a
tariffe ridotte, a seconda della propria fascia di reddit
o
.
Tutti gli altri studenti, che non sono, quindi, inseriti
in nessuna fascia di reddito, per un pasto completo
spendono appena 5.50 euro.
L’Azienda si è dotata di una Carta dei servizi, di cosa si
tratta?
La Carta dei servizi è uno strumento che consente all’utente di esercitare un controllo ed eventualmente di protestare. È fondamentale per un rapporto corretto con chi
utilizza i nostri servizi. È un modo per far conoscere quali
sono i servizi erogati e nello stesso tempo verificare gli
standard di qualità di quanto dichiarato nella carta. Noi ci
prendiamo un impegno nei confronti degli utenti e gli
utenti hanno un potere di controllo. Se questi impegni non
sono rispettati, scattano delle sanzioni.
Il Diritto allo studio è anche diritto ad usufruire delle atti-
vità culturali e ludiche?
Certo. L’università ha una convenzione con il Cus (Centro
universitario sportivo), a cui possono accedere di diritto
tutti gli studenti. Da qui nasce un’esigenza nostra di trovare strutture che diano spazio solo ai nostri assistiti,
magari attraverso convenzioni con palestre, campi di volley, di calcio, di basket; stiamo studiando il modo di dare
loro le migliori opportunità. Per quanto riguarda l’aspetto
culturale, provvediamo, ad esempio, ad erogare un contributo di circa 5000 euro a progetti che arrivano da associazioni studentesche. E poi ci sono le convenzioni con i
teatri, i musei, i parchi. Perché fa parte del Diritto allo studio anche potersi divertire.
VITTO, ALLOGGIO E NON SOLO
Come abbiamo visto, il Diritto allo studio eroga numerosi
servizi. Vediamoli più nel dettaglio.
Borse di studio - I bandi delle borse di studio sono pubblicati sul sito www.arssu.liguria.it dove potete leggere i
requisiti di merito e di reddito richiesti. L’importo delle
borse è differente per studenti residenti, pendolari e fuori
sede. Sappiate che se avete fatto domanda e siete iscritti
ad un primo anno di corso, durante l’anno dovrete conseguire un minimo di 20 crediti, altrimenti la borsa vi sarà
revocata e dovrete restituirla. Informatevi bene presso la
14
Dopo il diploma
segreteria della facoltà perchè gli studenti che hanno fatto
domanda di borsa di studio non devono pagare le tasse
universitarie, ma solo l’imposta di bollo per l’iscrizione.
Info: [email protected] Tel: 010 24911.
Orario sportello: dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00
alle ore 12,00; martedì e mercoledì anche dalle ore
14,30 alle ore 16,30.
Alloggi - Agli alloggi si accede tramite concorso come per
le borse di studio. Le Residenze sono quasi tutte situate
vicino alle facoltà. Possono essere appartamenti
dell’A.R.S.S.U. o Case dello studente. Le tariffe degli alloggi variano in base alla tipologia e al reddito dichiarato (i
vincitori di borsa di studio non versano affitto perché viene
trattenuto dalla borsa). Riscaldamento, acqua, elettricità,
rifiuti e spese condominiali sono a carico dell'A.R.S.S.U. Se
i posti a disposizione non sono sufficienti, chi comunque
risulta vincitore avrà un incremento mensile sulla borsa di
studio. In questo caso bisogna presentare autocertificazione che dichiari di aver preso alloggio in locazione con
regolare contratto nei pressi della sede universitaria.
Info: [email protected] Tel: 010 24911.
Orario sportello: dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle
12.00; martedì e mercoledì anche dalle 14.30 alle 16.30
Ristorazione - Spesso all'università ci si ritrova a pranzare
insieme, ma incautamente ci si rivolge ai bar e alle pizzerie più vicine, pronte a “spennare” gli studenti. Quella della
mensa non sarà la cucina di casa, ma permette di consumare a pochi euro un pasto completo e di qualità. Le tariffe sono fisse e proporzionali al reddito e se non avete presentato il modello Isee per la denuncia reddituale potrete
mangiare in mensa pagando come se rientraste nella fascia
di reddito più alta: considerando che il pasto comprende
primo, secondo, contorno e frutta conviene comunque.
Info: [email protected] Tel. 010 2491225/278.
Orario sportello: dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle
12.00; martedì e mercoledì anche dalle 14.30 alle 16.30.
Attività culturali, ricreative e sportive - Godersi i meritati
momenti di relax è fondamentale per affrontare lo “stress”
da universitari. L’A.R.S.S.U. della Regione Liguria ha stipulato alcune convenzioni che permettono agli studenti di
accedere ad attività culturali a prezzi agevolati. Numerosi
teatri cittadini, ad esempio, vendono agli studenti biglietti
e abbonamenti a tariffe ridotte. Sono previsti poi ingressi
ultraridotti nei cinema e l'opportunità di acquistare la Card
Musei, una tessera che dà il diritto di accedere a molti
musei e all'acquario di Genova a prezzi più bassi.
LA CARTA DEI SERVIZI
La Carta dei servizi è rivolta a tutti coloro
che, a vario titolo, sono utenti dellʼAzienda in
quanto fruitori dei servizi. Ha lo scopo di far
conoscere i servizi offerti dallʼAzienda e il
loro livello di qualità, garantendo allʼutente i
seguenti diritti: trasparenza delle procedure
adottate dagli uffici; diritto di ottenere i servizi
entro i tempi prestabiliti e di conoscerne le
procedure; diritto di essere informato con
chiarezza sulle caratteristiche delle
prestazioni offerte; diritto di accedere agli atti
amministrativi secondo le modalità previste
dalla L. 241/1990.
Se gli impegni assunti dallʼAzienda non
dovessero essere mantenuti, gli utenti
possono
tutelare
i
loro
diritti
presentando reclamo, secondo le modalità
e lʼutilizzo dellʼapposito “Modulo Reclami”.
La Carta serve a rendere partecipi gli utenti
allʼattività dellʼAzienda: impegnando le sue
strutture a mantenere e migliorare i servizi;
illustrando le modalità dʼaccesso e gli
indicatori di qualità per ogni servizio;
tutelando gli utenti rispetto ad eventuali
inadempienze: garantendo la qualità dei
servizi con la verifica periodica del grado di
soddisfazione degli utenti.
La Carta è valida dalla sua pubblicazione
ed è reperibile, oltre che sul sito
www.arssu.liguria.it, anche presso lʼUfficio
Qualità ed i servizi dellʼAzienda.
Universita`
15
Europa sto arrivando!
Partire, studiare e tornare grazie al programma Erasmus
dell’Unione europea. Gli studenti che superano la
selezione possono godere di una borsa di mobilità e
sostenere esami all’estero o impegnarsi in uno stage
uando inizierete a frequentare l’università avrete
modo di conoscere molti ragazzi che arrivano da
altri Paesi per studiare nel vostro ateneo. Allo stesso modo incontrerete giovani studenti italiani di ritorno
dall’estero, con qualche esame in più sul libretto, una lingua imparata sul campo e tante storie da raccontare.
Un’esperienza resa possibile grazie ad Erasmus (programma dell'Unione europea facente parte del più vasto LLP,
Lifelong learning programme), che può prevedere un contributo spese e, soprattutto, il pieno riconoscimento dell’attività formativa svolta presso l'università straniera.
Attualmente partecipano ad Erasmus i 27 Paesi
dell'Unione europea, la candidata Turchia, e infine
Islanda, Liechtenstein e Norvegia, facenti parte dello
Spazio economico europeo.
Q
Partecipare sì, ma come?
Per accedere al programma Erasmus è necessario superare una selezione. Le procedure di partecipazione sono
consultabili leggendo il bando annuale pubblicato dai
singoli atenei solitamente da dicembre o nei primi mesi
di ogni anno. Il soggiorno di studio può durare da un
minimo di 3 mesi ad un massimo di un anno. Gli stu-
PER SAPERNE DI PIÙ
www.programmallp.it
denti devono iscriversi alle selezioni compilando una
domanda on-line e scegliendo, in molti casi, fino ad un
massimo di tre destinazioni tra quelle disponibili. Ogni
ateneo solitamente redige una graduatoria degli studenti assegnando loro un punteggio (Indicatore Erasmus) in
base a criteri quali l'anno di iscrizione, il numero di
esami sostenuti, i crediti accumulati, la media dei voti e
la conoscenza della lingua straniera dei Paesi per i quali
si è espressa la preferenza. Ai vincitori è assegnata la
I SPEAK ENGLISH AND YOU?
Una delle preoccupazioni maggiori riguarda
la lingua. Certo, una conoscenza sufficiente
è necessaria, ma non dimenticate che
sicuramente l'università di destinazione è
abituata a gestire le principali difficoltà che
si trovano di fronte gli studenti Erasmus.
In ogni caso, gli atenei di provenienza
organizzeranno corsi di lingua intensivi,
solitamente della durata di qualche
settimana, dedicati ai ragazzi in partenza.
La partecipazione è gratuita ed è in parte
coperta dai fondi dellʼUnione europea.
16
Dopo il diploma
borsa Erasmus, che può dare diritto ad un contributo
finanziato dalla Commissione europea per coprire, almeno parzialmente, le spese di viaggio e di soggiorno nel
Paese di destinazione. L'importo viene stabilito annualmente dall'Agenzia Nazionale Erasmus.
Pronti, partenza… Europa!
Una volta risultati vincitori, occorre organizzare il soggiorno vero e proprio. Il primo passo da compiere consiste
nella stesura del piano di studi (Learning agreement): per
poter sostenere gli esami e vedersi poi riconosciuti i crediti una volta rientrati, è importante concordare il piano
con i docenti della propria università, prima della partenza. La seconda tappa è il reperimento dell'alloggio che vi
ospiterà. In alcuni casi l’ateneo di destinazione provvede
a trovare una sistemazione (in questo caso bisogna compilare un accomodation form); in altri, si limita a qualche
suggerimento e informazione. Sicuramente è bene informarsi per tempo, chiedendo anche aiuto ai docenti
responsabili e alla sezione Erasmus dell’Ufficio programmi comunitari di formazione oppure alle associazioni di
studenti come ESN. Gli universitari in partenza dovranno
poi firmare l’Accordo di mobilità e ritirare il certificato
GLI ERASMIANI FANNO RETE
ESN Italia è la rete italiana di
associazioni universitarie facenti parte
dellʼErasmus student network
international. Ne esiste una sezione
anche a Genova.
Sito internet: www.esngenova.it
che attesti lo status di partecipante al progetto Erasmus.
Prima di lasciare l’Italia, sarà opportuno anche dotarsi
della tessera sanitaria europea. Una volta giunti a destinazione, bisognerà far compilare dall'università straniera
il “Confirmation of arrival certificate”.
Terminato il soggiorno, gli studenti dovranno consegnare all’Ufficio programmi comunitari di formazione, pena
la totale restituzione della borsa assegnata, il certificato
di frequenza (Transcript of records) rilasciato dall’università ospitante.
Parola d’ordine: informarsi
Potete conoscere meglio il vostro luogo di destinazione
attraverso Ploteus, Portale sulle opportunità di apprendimento nello spazio europeo, che aiuta a trovare informazioni su: opportunità di studio e di formazione
nell’Unione europea (con numerosi link ai siti web delle
università, ai database delle scuole e dei corsi di formazione professionale); sistemi d'istruzione e formazione
nei Paesi europei; programmi di scambio e borse di studio (Erasmus, Leonardo da Vinci, Tempus) e tutto ciò
che occorre sapere quando ci si trasferisce in un altro
Paese (costo della vita, tasse accademiche, come trovare un alloggio ecc.). Ploteus è accessibile cliccando:
ec.europa.eu/ploteus. Altre utili indicazioni potete recuperarle attraverso le reti Enic (European network of information centres) – Naric (National academic recognition
information centres). La prima fornisce notizie e consigli
su riconoscimento di diplomi, titoli e altre qualifiche universitarie o professionali straniere; sistemi d'istruzione
in altri Paesi europei; opportunità di studio all'estero,
comprese informazioni su prestiti e borse di studio, nonché questioni pratiche collegate alla mobilità e all'equipollenza. La rete Naric mira a favorire il riconoscimento
accademico di diplomi e periodi di studio in Stati membri dell'Unione, Paesi dello Spazio economico europeo e
Paesi dell’Europa centrorientale.
Per accedere alle reti: www.enic-naric.net.
GLI ESAMI SONO RICONOSCIUTI?
L'opportunità del soggiorno all'estero
diventa parte integrante del curriculum
dello studente. Ma, affinché gli esami
sostenuti allʼestero e le attività
formative cui si è preso parte siano
poi riconosciuti in Italia, è opportuno
concordare con i docenti della propria
facoltà il piano di studi che si
intende seguire e farsi rilasciare
dall'università straniera i certificati
degli esami sostenuti. Una volta
rientrati, sarà sufficiente presentare
domanda presso lo sportello
competente all'interno della
propria facoltà e aspettare che il
consiglio deliberi. Solo allora i voti
potranno essere convertiti e registrati.
Facoltà
18
Dopo il diploma
Università degli Studi di Genova
Tutte le facoltà
Con l’aiuto delle schede informative delle facoltà potete
conoscere l’offerta formativa dell’ateneo genovese per
ragionare e pensare al vostro “futuro” di studio e lavoro
Università di Genova, istituzionalizzata nel 1885,
ma attiva già dal XIII secolo, è una realtà consolidata sull’intero territorio regionale. Con 300 percorsi didattici distribuiti in 11 facoltà è presente nella
sede centrale di Genova, ma anche nei poli didattici distaccati di Imperia, La Spezia e Savona.
L’
ARCHITETTURA www.arch.unige.it
La facoltà è situata nel centro storico della città di
Genova e accoglie molti studenti provenienti dalle regioni vicine e dall’estero, in particolare dall'Europa, America
Latina e Cina. Oltre al corso di laurea quinquennale in
Architettura, a numero programmato, offre la possibilità
di frequentare numerosi corsi triennali con ampie aperture professionali.
Laurea magistrale ciclo unico (5 anni)
- Architettura - numero programmato: il corso di laurea,
a numero programmato, ha ottenuto l’importante riconoscimento europeo, consentendo ai suoi laureati di
esercitare la professione di architetto in tutti i paesi
dell’Unione europea.
Lauree (3 anni)
- Disegno industriale - numero programmato (curriculum Design del prodotto e della comunicazione e curriculum Design navale e nautico)
- Scienze dell’architettura - numero programmato
- Tecniche per la pianificazione urbanistica territoriale e
ambientale (con Ingegneria); il corso permette di iscriversi all'Ordine professionale dei Pianificatori
- Ingegneria nautica (con Ingegneria) (La Spezia)
Laurea magistrale (2 anni)
- Ingegneria nautica – (con Ingegneria) (La Spezia)
Lauree specialistiche (2 anni)
- Architettura del paesaggio
- Disegno industriale
- Design navale e nautico – numero programmato (con
Ingegneria ed il Politecnico di Milano) (La Spezia)
ECONOMIA www.economia.unige.it
La facoltà, situata nella suggestiva Darsena del Porto
Antico, propone una formazione articolata su un’interessante varietà di ambiti disciplinari (economici, aziendali,
giuridici, storici, matematico-statistici, linguistici) e una
ricca offerta di insegnamenti (anche in lingua inglese)
per personalizzare la propria formazione. Per facilitare
l’ingresso nel mondo del lavoro, la facoltà pubblica il
curriculum vitae dei suoi laureati sul proprio sito, organizza annualmente più di 300 stage rivolti a laureandi e
neolaureati e favorisce il rapporto con il mondo dell’economia attraverso le Consulte professionali.
Lauree (3 anni)
- Economia aziendale
- Economia aziendale (Im)
- Economia delle aziende marittime, della logistica e
dei trasporti
- Economia e commercio
- Economia e commercio (curriculum Economico turistico) (Sv)
Lauree magistrali (2 anni)
- Amministrazione, finanza e controllo. Il corso permette
di iscriversi all'Ordine professionale dei Dottori commercialisti
- Economia e istituzioni finanziarie
- Economia e management marittimo e portuale
- Management
FARMACIA www.farmacia.unige.it
Le dimensioni della facoltà garantiscono un rapporto
ottimale tra il numero di studenti e di professori; le
aule, i laboratori, le attrezzature didattiche soddisfano
pienamente le esigenze più moderne. Inoltre c’è la
possibilità di approfondire le conoscenze nei campi
alimentare-dietetico, cosmetologico e della fitochimica. Secondo un’indagine di AlmaLaurea i laureati pres-
Facolta`
so la facoltà di Genova hanno maggiori opportunità di
impiego rispetto alla media nazionale.
Lauree magistrali a ciclo unico (5 anni)
- Chimica e tecnologia farmaceutiche
- Farmacia
Lauree (3 anni)
- Biotecnologie - numero programmato (con Medicina e
Chirurgia e Scienze M.F.N)
Laurea magistrale (2 anni)
- Biotecnologie medico-farmaceutiche (con Medicina e
Chirurgia e Scienze M.F.N)
GIURISPRUDENZA www.giuri.unige.it
La facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Genova
coniuga tradizione e innovazione grazie all’attivazione
di percorsi formativi professionalizzanti e al mantenimento di una elevata qualità della didattica e della
ricerca scientifica che è di livello internazionale.
L’alto livello culturale e formativo degli insegnamenti
consente di affrontare la scelta delle professioni, in
particolare di quelle legali, con i requisiti adeguati.
Il 5% dei vincitori dei concorsi nazionali per entrare in
magistratura si sono laureati nella facoltà di
Giurisprudenza dell’ateneo genovese. La facoltà è stata
riconosciuta dal Comitato di indirizzo per la valutazione
della ricerca (Civr) come seconda in Italia per merito.
Laurea magistrale a ciclo unico (5 anni)
- Giurisprudenza: il corso permette di accedere ai concorsi pubblici per avvocato, giudice, notaio, alta dirigenza nella pubblica amministrazione e nelle imprese
private (Genova - Imperia)
Lauree (3 anni)
- Giurista dell’impresa e dell’amministrazione
- Servizio sociale: è l’unico percorso legalmente riconosciuto per accedere, previo esame di Stato, all’albo professionale dell’Ordine degli Assistenti sociali (sez. B)
Laurea magistrale (2 anni)
- Servizio Sociale e politiche sociali
INGEGNERIA www.ingegneria.unige.it
Secondo AlmaLaurea la facoltà di Ingegneria (con i Poli
di Savona e di Spezia) è ai primi posti in Italia per il
tasso di impiego e per la soddisfazione dei suoi laureati. Nella classifica di qualità Censis, la facoltà è da dieci
anni nelle primissime posizioni per produttività, didattica, ricerca e rapporti con l’estero. Infatti è all’avanguardia nella ricerca in tutti i settori tecnologici di punta.
Lauree (3 anni)
- Ingegneria biomedica
- Ingegneria chimica
- Ingegneria civile e ambientale
- Ingegneria dell’ambiente (Savona)
- Ingegneria delle telecomunicazioni
- Ingegneria elettrica
- Ingegneria elettronica
- Ingegneria gestionale (Savona)
- Ingegneria informatica
- Ingegneria meccanica
- Ingegneria meccanica (La Spezia)
- Ingegneria navale
- Ingegneria nautica (con Architettura) (La Spezia)
- Tecniche per la pianificazione urbanistica territoriale e
ambientale (con Architettura)
19
- Ingegneria navale (presso l’Accademica Navale di
Livorno con le Università di Pisa, Napoli e Trieste – riservato agli ufficiali dell’Accademia Navale di Livorno)
Laurea magistrale a ciclo unico (5 anni):
- Ingegneria edile-architettura – numero programmato (il
corso rilascia un titolo riconosciuto dall’Ue.)
Lauree magistrali (2 anni)
- Bioingegneria
- Environmental Engineering: Sustainable Development
and Risk Management (Savona)
- Ingegneria chimica
- Ingegneria dei trasporti e della logistica
- Ingegneria delle acque e della difesa del suolo
- Ingegneria delle costruzioni
- Ingegneria delle telecomunicazioni
- Ingegneria elettrica
- Ingegneria elettronica
- Ingegneria gestionale (Savona)
- Ingegneria informatica
- Ingegneria meccanica
- Ingegneria meccanica aeronautica
- Ingegneria meccatronica
- Ingegneria nautica (con Architettura) (La Spezia)
- Ingegneria navale
- Robotics Engineering
Lauree specialistiche (2 anni)
- Design navale e nautico – numero programmato (con
Architettura e con il Politecnico di Milano) (La Spezia)
- Scienze e tecnologie della comunicazione e dell’informazione (con Scienze della Formazione) (Savona)
- Scienza e ingegneria dei materiali (con Scienze
Matematiche, Fisiche e Naturali)
20
Dopo il diploma
LETTERE E FILOSOFIA www.lettere.unige.it
Studiare Lettere e Filosofia a Genova significa frequentare una facoltà di antica tradizione, aperta agli stimoli culturali più moderni, inserita in un grande ateneo. Gli studenti, sempre più numerosi, sono attratti dalla varietà e
ampiezza dell'offerta didattica, dall’eccellenza dei docenti di fama anche internazionale, dal costruttivo rapporto
docenti/studenti (1 a 22), dalla consistente dotazione di
attrezzature (biblioteche, aule e laboratori informatici).
La facoltà è ubicata in antichi palazzi, nel cuore del più
vasto centro storico d’Europa. È attigua alla sede centrale dell’ateneo e alla biblioteca universitaria ed anche
al Porto Antico dove si svolgono attività ricreative e culturali.
Lauree (3 anni)
- Conservazione dei beni culturali
- Discipline delle arti, della musica e dello spettacolo
DAMS (Im)
- Filosofia
- Lettere
- Scienze geografiche per il territorio, il turismo e il paesaggio culturale
- Storia
Lauree magistrali (2 anni)
- Antropologia culturale ed etnologia
- Archeologia, gestione e valorizzazione del patrimonio
archeologico
- Informazione ed Editoria – (con Scienze Politiche)
- Letterature comparate (con Lingue e Letterature straniere)
- Letterature e civiltà classiche
- Letterature e civiltà moderne
- Metodologie filosofiche
- Scienze dello spettacolo (Im)
- Scienze geografico – ambientali e sistemi informativi
(G.I.S.) per lo sviluppo sostenibile
- Scienze storiche, archivistiche e librarie
- Storia dell’arte e valorizzazione del patrimonio artistico
Laurea specialistica (2 anni)
- Metodologie per la conservazione e il restauro dei beni
culturali (con Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali)
LINGUE E LETTERATURE STRANIERE
www.lingue.unige.it
La facoltà di Lingue e Letterature straniere propone
percorsi ben differenziati e diverse possibilità di studio, con un’ampia scelta fra le più varie lingue e culture straniere. Lavora in stretta sinergia con il territorio formando laureati capaci di inserirsi in numerosi
settori del mondo del lavoro, a livello nazionale e
internazionale. Dal rapporto Censis-Repubblica 2008,
come già negli anni precedenti, la facoltà risulta tra le
prime in Italia, con il massimo del punteggio per le
relazioni internazionali. Sono numerose le lingue e culture straniere insegnate: Lingua e cultura araba, francese, inglese, polacca, portoghese, russa, spagnola,
svedese, tedesca; inoltre: cultura angloamericana e
cultura ispanoamericana, senza trascurare le nozioni di
base di economia, marketing e informatica. La facoltà
punta a una formazione fortemente internazionale. Per
questo ogni anno vengono messe a disposizione degli
studenti più di 230 borse di studio per soggiorni di
studio all'estero e riconosciuti gli esami sostenuti
presso le università straniere con le quali ha attivato
apposite convenzioni.
Lauree (3 anni)
- Lingue e culture moderne
- Teorie e tecniche della mediazione interlinguistica numero programmato
Lauree magistrali (2 anni)
- Letterature comparate (con Lettere e Filosofia)
- Lingue e culture moderne per la comunicazione internazionale
- Traduzione e interpretariato
MEDICINA E CHIRURGIA www.medicina.unige.it
La facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di
Genova gode di elevata qualificazione internazionale
Facolta`
in numerosi settori di ricerca sperimentale e clinica nel
campo dell’immunologia, biochimica, biologia, patologia molecolare, oncologia e in molti settori clinici della
medicina interna e specialistica, della chirurgia generale e specialistica della pediatria e delle neuroscienze; tale qualificazione assicura agli studenti di ricevere insegnamenti sempre aggiornati e al passo con le
ultime scoperte in campo scientifico. La maturazione
delle professionalità in campo sanitario viene curata
privilegiando una didattica tutoriale, impartita a piccoli numeri di studenti, attenta non solamente a fornire
le conoscenze più aggiornate scientificamente, ma
anche ad arricchirla dei contenuti tipici delle scienze
umane, nella convinzione che un professionista della
salute oggi, oltre che in conoscenze e competenze,
debba essere ricco di "umanità" e di capacità relazionali verso i pazienti e le loro famiglie.
Lauree (3 anni)
- Biotecnologie – numero programmato (con Farmacia e
Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali)
- Scienze motorie, sport e salute
Lauree delle Professioni sanitarie (3 anni) (tutti i corsi
sono a numero programmato)
- Assistenza sanitaria
- Dietistica
- Educazione professionale (con Scienze della
Formazione)
- Fisioterapia (Genova, Chiavari, La Spezia, Imperia,
Pietra Ligure)
- Igiene dentale
- Infermieristica (Genova, Chiavari, La Spezia, Imperia,
Pietra Ligure, Savona)
- Infermieristica pediatrica
- Logopedia
- Ortottica ed assistenza oftalmologica
- Ostetricia
- Podologia
- Tecnica della riabilitazione psichiatrica
- Tecniche audioprotesiche
- Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi
di lavoro (con Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali)
- Tecniche di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare
- Tecniche di laboratorio biomedico
- Tecniche di radiologia medica, per immagini e radioterapia (Genova, Imperia, La Spezia)
Lauree magistrali a ciclo unico
- Medicina e chirurgia – numero programmato (6 anni)
- Odontoiatria e protesi dentaria – numero programmato (6 anni)
Lauree magistrali (2 anni)
- Biotecnologie medico-farmaceutiche (con Farmacia e
Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali)
- Scienze e tecniche dell’attività motoria preventiva e
adattata
- Scienze e tecniche dello sport
Lauree specialistiche delle professioni sanitarie (2 anni)
- Scienze delle professioni sanitarie della prevenzione numero programmato
- Scienze delle professioni sanitarie della riabilitazione numero programmato
- Scienze delle professioni sanitarie tecniche assistenziali - numero programmato
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- Scienze delle professioni sanitarie tecniche diagnostiche - numero programmato
- Scienze infermieristiche e ostetriche - numero programmato
SCIENZE DELLA FORMAZIONE www.sdf.unige.it
Una facoltà che forma figure professionali dinamiche,
dipendenti o liberi professionisti, per le quali esiste
un’adeguata richiesta occupazionale sul territorio ligure e su quello nazionale. È dotata di diversi laboratori linguistici, informatici, multimediali e di un Centro di
servizio bibliotecario con migliaia di volumi inerenti le
discipline impartite. La facoltà favorisce attività di tirocinio, fondamentali nel nuovo ordinamento degli studi,
che da anni sono parte integrante del percorso formativo. Coltiva numerose relazioni di didattica e di ricerca con università straniere e risulta seconda fra le
facoltà di Scienze della Formazione nella valutazione
Censis-Repubblica (2008/2009). A un anno dalla laurea
più del 67% dei laureati trova occupazione (dati
Almalaurea 2008).
Laurea (4 anni)
- Scienze della formazione primaria – numero programmato
Lauree (3 anni)
- Educazione professionale – numero programmato (con
Medicina e Chirurgia)
- Scienze della comunicazione - numero programmato
(Savona)
- Scienze e tecniche psicologiche - numero programmato. Il corso forma i tecnici di psicologia ai quali è riservato un apposito Albo professionale; per esercitare la
professione di psicologo bisogna conseguire la laurea
magistrale in Psicologia
- Scienze pedagogiche e dell’educazione
Lauree magistrali (2 anni)
- Psicologia
- Scienze pedagogiche
Lauree specialistiche (2 anni)
- Scienze della comunicazione sociale e istituzionale
(Savona)
- Scienze e tecnologie della comunicazione e dell’informazione (con Ingegneria) (Savona)
SCIENZE MATEMATICHE, FISICHE E NATURALI
www.scienze.unige.it
Nella facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
dell’Università di Genova operano gruppi di ricerca di
eccellente livello scientifico internazionale; il rapporto
numerico tra docenti e studenti è ottimo; aule e laboratori didattici sono moderni e attrezzati. Esistono lauree di nuova istituzione (Biotecnologie, Scienza dei
materiali, Statistica matematica e trattamento informatico dei dati), altre più consolidate anche se ancora
giovani (Informatica), infine, altre caratterizzate da una
lunga tradizione e fortemente correlate a nuove realtà
imprenditoriali (Scienze biologiche, Chimica e tecnologie chimiche, Fisica, Matematica) o a interventi sul territorio e sull’ambiente per i quali la Liguria può offrire
laboratori naturali di eccezionale interesse (Scienze
geologiche, Scienze ambientali e Scienze naturali).
Lauree (3 anni)
- Biotecnologie – numero programmato (con Farmacia e
22
Dopo il diploma
Medicina e Chirurgia)
- Chimica e tecnologie chimiche
- Fisica
- Informatica
- Matematica
- Scienza dei materiali
- Scienze ambientali
- Scienze biologiche
- Scienze geologiche
- Scienze naturali
- Statistica matematica e trattamento informatico dei
dati (SMID)
- Tecniche della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di
lavoro – numero programmato (con Medicina e Chirurgia)
Lauree specialistiche (2 anni)
- Biologia cellulare e molecolare
- Chimica industriale
- Fisica
- Informatica
- Matematica
- Metodologie per la conservazione e restauro dei beni
culturali (con Lettere e Filosofia)
- Scienze ambientali marine
- Scienze biologiche sanitarie
- Scienze chimiche
- Scienze dei sistemi naturali
- Scienze e tecnologie del monitoraggio biologico
- Scienze geologiche
Laurea magistrale (2 anni)
- Biotecnologie medico-farmaceutiche (con Farmacia e
Medicina e Chirurgia)
SCIENZE POLITICHE www.scpol.unige.it
Genova è da sempre una città a vocazione internazionale,
proiettata nel mondo. I corsi della facoltà di Scienze
politiche la valorizzano curando l’insegnamento delle
lingue straniere e delle discipline internazionalistiche e
comparatistiche. I processi dell’integrazione europea
sono al centro dell’attenzione: il Polo di eccellenza
“Jean Monnet” è il riconoscimento di una specifica
competenza negli studi europei. Genova è una città
laboratorio dove con singolare frequenza si producono
fenomeni politici e sociali innovativi e anticipatori: la
facoltà insegna ad analizzarli con metodo e con rigore. Il rapporto docenti - studenti è ottimale anche
sotto il profilo numerico.
Per vocazione la facoltà di Scienze Politiche
dell’Università degli studi di Genova si muove all’insegna dell’internazionalizzazione attraverso la promozione di programmi di mobilità (LLP Erasmus, Tempus,
CINDA, ecc.) sempre più articolati.
Gli 86 studenti che nell’ultimo anno accademico hanno
optato per un percorso di studi all’estero potranno
ottenere il pieno riconoscimento degli esami sostenuti con concrete opportunità di affermazione professionale per il futuro.
È pure ben consolidata la politica di incentivazione
degli stage che favorisce l’inserimento di studenti e
neolaureati nei diversi ambiti professionali: basti pensare che nell’anno 2008 sono stati effettuati 191 stage.
Lauree (3 anni)
- Scienze internazionali e diplomatiche
• Scienze politiche e dell’amministrazione
Lauree magistrali (2 anni)
- Amministrazione e politiche pubbliche
- Informazione ed Editoria (con Lettere e Filosofia)
- Politiche ed economia del Mediterraneo
- Scienze internazionali e diplomatiche
Formazione
professionale
Dopo il diploma
24
Non c’è professione senza
FORMAZIONE
Essere giovani è un vantaggio per chi cerca lavoro. Eppure
spesso occorre avere già un po’ di esperienza perché il
curriculum sia valutato positivamente. Non scoraggiatevi, ci
sono corsi che possono darvi la giusta formazione
iacomo e Francesca avevano scelto di iniziare a lavorare dopo il diploma, ma si sono imbattuti in una
serie di annunci in cui si chiedeva esperienza e formazione nel settore. È un po’ come dire che per lavorare
bisogna già saper lavorare. Anche se non è così in tutti i
casi, è vero che spesso il panorama di offerte davanti a cui
si trova chiunque voglia avvicinarsi per la prima volta al
mondo del lavoro sembra paradossale: le imprese, infatti,
cercano prevalentemente persone giovani, ma che possano vantare già una certa esperienza in un determinato settore. Per fare esperienza, però, da qualche parte bisogna
pure iniziare.
Entrare nel mondo del lavoro, al termine delle superiori,
dunque, non è affatto semplice. Del resto, i diplomi rilasciati dai vari istituti di scuola secondaria spesso non sono
sufficienti a dare le competenze che il mercato del lavoro
richiede, se non altro perché devono conciliarsi anche con
le esigenze di chi intende proseguire la formazione all’uni-
G
DOVE CERCARE
Per informazioni sui corsi di
formazione consultare i siti
internet delle Province:
Provincia di Genova:
www.provincia.genova.it,
sezione “Istruzione e
formazione”
Provincia di Imperia:
www.provincia.imperia.it,
area tematica “Formazione”
Provincia di La Spezia:
www.lavoro.laspezia.it
Provincia di Savona:
www.provincia.savona.it
tema “Formazione e lavoro”
versità. Per venire incontro alle necessità dei giovani diplomati, come scelta alternativa agli studi universitari, ma non
solo, esistono numerosi corsi di formazione selezionati
dalle Province e organizzati da vari enti accreditati dalla
Regione, che rilasciano un attestato di qualifica e ai quali
è possibile accedere tramite selezione.
Completamente gratuiti, sono articolati in lezioni teoriche,
pratiche e di laboratorio, forniscono una formazione adeguata, anche sul campo, e consentono l’ingresso nel
mondo del lavoro attraverso stage aziendali e tirocini formativi in Italia e all’estero. Sono periodi di lavoro spesso
non retribuiti, ma consentono di fare quel tanto di esperienza da scrivere sul curriculum.
I corsi non sono tutti uguali
Quella dei corsi di formazione professionale è per tutti i
giovani un’opportunità concreta per acquisire competenze
e facilitare al massimo l’ingresso nel mondo del lavoro.
Formazione professionale
25
GLI ENTI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE
Sono organismi pubblici e/o privati, presenti in ogni regione, che si occupano di formazione
professionale. Lʼaccreditamento, effettuato dalla Regione, certifica lo standard di qualità
dellʼorganismo. Per conoscere le sedi degli enti di formazione più vicini, consultare il sito di
Europalavoro, www.lavoro.gov.it/Lavoro/Europalavoro, oppure contattare lʼassessorato alla
Formazione professionale della propria Regione. Sul sito www.iolavoroliguria.it trovate le
informazioni sull'offerta formativa degli enti accreditati in Liguria.
Ma come funzionano? E come scegliere quello a noi più
congeniale? Ne abbiamo parlato con Giuseppe Scarrone,
dirigente del Servizio Formazione Professionale della
Provincia di Genova.
Che cosa è un corso di formazione?
I corsi di formazione professionale sono essenzialmente
di due tipi: quelli indirizzati a coloro che sono in cerca di
lavoro e quelli per l’aggiornamento di chi già è inserito nel
mondo del lavoro. In entrambi i casi si tratta di occasioni
per aumentare le proprie competenze professionali in rapporto ad una programmazione che ha come riferimento la
domanda delle aziende del territorio.
Come sono organizzati questi corsi, sono gratuiti o a pagamento?
I corsi sono tutti gratuiti e, per chi è in cerca di lavoro,
hanno una durata variabile tra le 300 e le 600 ore. Sono
rivolti ai neodiplomati e, in alcuni casi, prevedono come
requisito preliminare il possesso di specifici diplomi o specifiche lauree; ma vi sono anche corsi per i quali il diploma non è necessario. La Provincia, tramite selezioni su
bando pubblico, individua i più significativi fra i progetti
presentati da soggetti accreditati dalla Regione Liguria a
poter svolgere attività di formazione professionale. Alcuni
corsi sono gestiti direttamente dalle aziende, che in questo caso garantiscono il 60% dell’assunzione ai corsisti.
Questi corsi sono a numero chiuso, c’è una selezione per
accedervi?
La disponibilità di posti è limitata, anche perché i corsi prevedono l’utilizzo di attrezzature tecniche e industriali, oltre
che informatiche, che necessariamente costringono ad un
numero chiuso. Ognuno di essi conta un massimo di dodici posti per accedere ai quali è necessario superare una
selezione che ha lo scopo di verificare le attitudini al corso
scelto. Questa si articola in una prova scritta, in una prova
pratica e in un colloquio.
Ci sono enti non accreditati che offrono corsi di formazione. Sono totalmente da escludere o si possono frequentare, seppure con prudenza?
Esistono molti corsi di formazione professionale non finanziati o accreditati dagli enti pubblici, anch’essi probabilmente validi. Il loro limite, però, consiste nel non poter
rilasciare l'attestato di qualifica che viene invece conseguito frequentando i corsi finanziati dalla Provincia e che è
riconosciuto dai Centri per l’impiego o nell’ambito di concorsi pubblici.
Quali sono le prospettive occupazionali offerte da questo
tipo di corsi?
Ci sono aziende private che hanno accesso alla gestione
di corsi finanziati dalla Provincia proprio perché garantiscono al 60% dei corsisti di essere assunti. In generale
le analisi occupazionali dicono che, nel giro di uno o due
anni, circa il 75% dei partecipanti trova un’occupazione
più o meno attinente al corso frequentato. Questi dati
confermano che i corsi di formazione professionale rappresentano un’occasione aggiuntiva per avvicinarsi al
mondo del lavoro e per acquisire quelle competenze
necessarie ad essere competitivi.
Per quali motivi, oltre a questo, un ragazzo dovrebbe scegliere un corso di formazione pubblico? E come sceglierne
uno anziché un altro?
I corsi di formazione organizzati dalla Provincia sono finanziati attraverso la nuova programmazione 2007-2013
del Fondo sociale europeo, con la finalità di fornire le competenze utili ad affrontare un mondo del lavoro sempre più
competitivo rispetto alla ricerca di occupazione. Ma la frequenza di questi corsi va considerata anche come una valida opportunità di arricchimento personale, perché consente di acquisire elementi che non sono strettamente operativi rispetto ad una professionalità, ma sono fondamentali
anche per un miglior inserimento sociale.
Rispetto alla scelta del corso andrebbero considerati
due fattori: è opportuno indirizzarsi verso occasioni di
formazione che forniscano le maggiori prospettive di
occupazione, ma considerare anche le proprie attitudini, l’interesse e le motivazioni che sollecitano verso un
determinato tipo di lavoro.
26
Dopo il diploma
La terza via dopo il diploma:
i corsi
I.F.T.S.
Ancora poco conosciuti, forse, ma molto utili. I corsi di Istruzione
e formazione tecnica superiore offrono un’alternativa di qualità a
università e lavoro, ma senza alcuna contrapposizione
tudiare ancora o iniziare a lavorare? Chissà quanti
si sono posti questa domanda prima di arrivare ad
una terza soluzione: frequentare uno dei corsi di
Istruzione e formazione tecnica superiore.
Gli Ifts, come più brevemente definiti, sono stati istituiti
per potenziare l’offerta formativa post-diploma rivolta a
occupati e disoccupati, con l’obiettivo di creare figure
necessarie a settori produttivi caratterizzati da profonde
trasformazioni tecnologiche e professionali e dalla internazionalizzazione dei mercati. I percorsi sono programmati dalle Regioni in modo da tener conto delle singole
realtà territoriali. I corsi mirano infatti alla formazione di
tecnici, professionisti d’azienda, operatori qualificati e
rapidamente inseribili nelle imprese di settori diversi,
nella pubblica amministrazione e nelle professioni. Sono
rivolti a giovani e adulti, con o senza impegni lavorativi.
Tutti i corsi sono gratuiti e riservano allo stage in azienda una cospicua parte del monte ore complessivo di
lezione. Non solo: si tratta di corsi standardizzati a livello nazionale, una garanzia di qualità per chi li frequenta, sia egli uno studente di Firenze, Roma oppure
Genova. Ma soprattutto certificati: le attività formative
sono infatti divise in moduli, il cui superamento consente di conseguire una certificazione riconosciuta a livello
nazionale. Tutto materiale da inserire nel proprio bagaglio di esperienze e, naturalmente, nel proprio curriculum. In più, dal momento che l’università è sempre partner di questi percorsi, specifici crediti formativi sono
attribuiti alla frequenza e al conseguimento degli obiettivi di formazione. Così, chi lo desidera può proseguire
all’università. Inoltre, si sta cercando di rendere possibile spendere i crediti al secondo anno all’interno degli
Istituti tecnici superiori (Its) in via di realizzazione.
Questo canale formativo integra le risorse di scuola, formazione professionale, università e mondo del lavoro.
“Quattro sono gli attori che predispongono un percorso
di Ifts – spiega Mery Serretti, referente regionale dell’Ifts
presso l’Ufficio Scolastico Regionale - dopo un’attenta
analisi del mercato del lavoro e delle figure di cui le
imprese hanno necessità: una scuola di istruzione secondaria superiore), l’università, un’impresa e la formazione
professionale. È per questo che la programmazione
avviene a livello regionale, proprio perché le Regioni
possono avere una conoscenza diretta delle esigenze del
S
territorio, individuando gli ambiti specifici in cui si
riscontra una rilevante domanda d'impiego”. Tant’è che
al termine dei percorsi il tasso di occupazione supera il
90 per cento dei frequentanti. Mica male, no? In Liguria
poi questa analisi preliminare funziona particolarmente
bene: la nostra regione è stata infatti pioniera nell’istituzione dei cosiddetti Poli formativi (Ict, economia del
mare, turistico-alberghiero) a cui afferiscono i principali
attori del mondo dell’impresa e quelli istituzionali. Gli
Ifts sono strutturati secondo uno schema che punta
molto alla pratica. Non si tratta dunque di una formazione fine a se stessa, ma di un percorso intelligente e
fortemente collegato alla realtà produttiva regionale.
È obbligatorio uno stage in azienda pari almeno al 30
per cento delle ore complessive del corso, nel rispetto
degli standard di livello nazionale con un adeguato
spessore culturale e metodologico. “Una parte rilevante
delle docenze, pari ad almeno il 50 per cento – continua
Serretti – è inoltre affidata a esperti provenienti dal
mondo dell’impresa e selezionati sulla base dei titoli e
Formazione professionale
OCCHIO AL SITO
Potete trovare le informazioni sui percorsi
Ifts sul portale Iostudioliguria
(www.iostudioliguria.it), nel canale
“Formazione”, “Sistema di istruzione
tecnica superiore”.
delle esperienze maturate. Si affianca così alla formazione teorica dei docenti, l’ottica del mondo del lavoro. Un
binomio che arricchisce la qualità e il livello della formazione ottenuta al termine del corso”.
I percorsi durano all’incirca un anno, per un monte ore
che varia a seconda del corso e in base alla figura che
si prefigge di formare.
Per prendere parte a un corso Ifts è necessario seguire
la procedura indicata dai diversi bandi, reperibili sul sito
www.iostudioliguria.it, nel canale “Formazione”,
“Sistema di istruzione tecnica superiore”. I percorsi sono
riservati a un massimo di 20 studenti per corso. Al di là
della mera valutazione dei titoli, molta attenzione viene
data alla motivazione dei candidati: “È molto importante che i ragazzi siano interessati e appassionati, anche
perché i corsi prevedono un forte contatto con le aziende, e spesso al termine degli stage c’è la possibilità di
assunzione. Giocarsi dunque bene le proprie carte, dimostrando voglia di acquisire competenze, è fondamentale. Questo è più facile se ognuno sceglie davvero di
seguire la strada che desidera, ed è anche il consiglio
che mi sento di dare a tutti gli studenti: lasciare da parte
per un momento troppi ragionamenti e pensare davvero
a cosa si desidera fare. Il mondo del lavoro, soprattutto
agli inizi, richiede impegno e sacrifici, che si superano
più facilmente e si fanno anche più volentieri solo se c’è
la passione”.
27
sta formativa di cui hanno bisogno. “È anche in questo
che esce fuori il carattere innovativo dei corsi Ifts - spiega ancora Serretti - Un tempo non esisteva dialogo tra il
mondo della formazione e quello del lavoro. Ma l’impostazione di questi corsi ha rivoluzionato questo modo di
procedere: si parte dalle esigenze del mercato del lavoro per predisporre i percorsi formativi di cui c’è reale
necessità”. Professionisti qualificati e pronti per spendere il proprio bagaglio di esperienze nel mondo del lavoro, senza necessariamente passare dai corsi di laurea
classici. “Anche se come abbiamo già ricordato i corsi
Ifts non sono affatto alternativi all’università, anzi: possono essere un’anticamera di un futuro percorso di studi
universitario, con il riconoscimento di crediti formativi da
parte degli atenei”. Gli ambiti in cui gli Ifts – e i loro
omologhi stranieri – si concentrano sono per lo più legati al settore terziario, che richiede in maniera crescente
competenze avanzate nel trattamento e nella gestione
dei saperi e delle informazioni. Al momento sono 46 i
percorsi professionali standardizzati a livello nazionale.
Da un’indagine condotta dall’Irso (Istituto di Ricerca
Intervento sui Sistemi Organizzativi) per conto del mini-
Nuovi profili professionali
Avvocati, commercialisti, ingegneri. Professioni per le
quali è da sempre previsto uno specifico percorso di
studi, che prevede la laurea e un’abilitazione professionale. Eppure oggi nella cosiddetta “società della conoscenza” le esigenze professionali sono del tutto nuove e
spesso slegate dagli schemi tradizionali. Ciò significa che
non sempre i nuovi professionisti trovano nei percorsi di
studi universitari - o almeno non solo in quelli - la rispo-
SOPRAVVIVERE ALLO STAGE
Il 30 per cento del monte ore di ogni corso Ifts è costituito da stage. Lo stage è un momento
formativo che prevede l’inserimento in azienda senza la costituzione di un rapporto di lavoro
subordinato: l’obiettivo è infatti quello di far conoscere il mondo del lavoro nel settore di
specializzazione, consentendo agli studenti di acquisire quel po’ di esperienza necessaria per
lavorare e per mettere in pratica le conoscenze apprese durante la formazione in aula. Ma gli
stage sono anche un modo per entrare in contatto direttamente con il mondo dell’impresa, farsi
conoscere e, perché no, farsi assumere. Non sono rari i casi in cui, al termine di stage che
si sono rivelati proficui, le aziende chiedano ai candidati di restare a lavorare assumendoli.
Quel che conta in questa fase è la voglia di mettersi in gioco e di imparare il più possibile,
dimostrando entusiasmo e buona disposizione verso l’attività che si va a svolgere, serietà e un
atteggiamento costruttivo. D’altra parte, cos’altro potrebbe desiderare un datore di lavoro da un
suo potenziale futuro dipendente?
28
Dopo il diploma
stero della Pubblica Istruzione risulta evidente come
questo nuovo modello di formazione si riveli non soltanto utile, ma necessario a un efficiente coordinamento
delle attività lavorative a livello nazionale e internazionale. Alla base di tale convinzione stanno dati che possono sorprendere, ma che riflettono in realtà un cambiamento oggi in atto nella nostra società: si è verificato infatti, negli ultimi anni, un vero e proprio cambio di
vocazione per la formazione tecnico-professionale che,
se era rivolta storicamente a studenti con titolo inferiore alla maturità, tende ora a orientarsi verso forme di
educazione professionale successive al diploma secondario e articolate in canali prevalentemente non universitari: si pensi alle Fachhochschule, Berufsakademie e
Fachschule tedesche, ai Bts e ai Dut francesi, alla formazione di livello superiore spagnola o agli Associated
e Certificate statunitensi. Il sistema italiano della
Pubblica Istruzione sta realizzando in questo senso non
solo un aumento dell’offerta formativa, ma anche un suo
sostanziale adeguamento alle necessità odierne.
L’ESPERTO RISPONDE
Sandro Clavarino, dirigente del settore
Sistema educativo regionale.
Qual è il valore dellʼistruzione tecnica
superiore?
L’istruzione tecnica superiore conseguita
attraverso i corsi Ifts riveste un alto valore
rispetto alla spendibilità del titolo nel mercato
del lavoro, alla raffinatezza del percorso
formativo, alla standardizzazione delle
procedure a livello nazionale (una garanzia
per gli studenti). Ottiene inoltre alti livelli di
occupazione, che in una fase come quella che
stiamo attraversando mi sembra un aspetto da
non sottovalutare.
Come si colloca in questʼottica lʼofferta
formativa ligure?
Quantitativamente l’offerta in Liguria è
allineata con quella delle altre regioni. Sul
piano della natura della formazione, però,
sono da segnalare importanti sforzi che
vanno nella direzione di integrare sempre
di più i percorsi Ifts con il resto delle realtà
formative del territorio. In questo senso va
la trasformazione in crediti delle
competenze acquisite, da spendersi
all’università piuttosto che al secondo
anno degli Istituti tecnici superiori (Its).
Quali sono i risultati che vengono
riscontrati al termine dei corsi Ifts?
Il livello di occupazione al termine dei corsi,
come dicevo, è molto alto, dall’80 fino al 100
per cento. Naturalmente in questa forbice
molto fa il profilo dei singoli studenti: maggiore
è la motivazione verso un determinato
percorso, maggiori saranno le competenze in
uscita e di conseguenza ancora maggiore
sarà l’efficacia dell’intervento formativo. Il
risultato è una transizione più semplice verso
il mondo del lavoro. Un risultato ormai noto,
tanto che i corsi organizzati nel 2009 hanno
avuto il più alto numero di iscritti mai registrato
in Liguria dal 1999, anno di avvio
dellʼesperienza.
Cosa consiglia agli studenti che stanno
valutando questa opportunità?
Il consiglio che mi sento di dare è quello di
guardare con molta attenzione ai percorsi
offerti e soprattutto di non sottovalutarne la
portata. Non sono alternativi all’università e
soprattutto non sono da considerarsi una
strada di “serie B”. Si tratta invece di percorsi
certificati a livello europeo, che, oltre a dare un
bagaglio di conoscenze ed esperienza,
rilasciano un titolo riconosciuto anche per
l’accesso ai pubblici concorsi. Inoltre, proprio
per la vocazione europea degli Ifts, danno
prospettive di lavoro e di mobilità
internazionale, ad esempio con stage
all’estero.
Formazione professionale
29
Sulla cresta DELL’ONDA:
L’ACCADEMIA ITALIANA DELLA MARINA MERCANTILE
Il settore marittimo è a caccia di ufficiali: frequentare
l’Accademia è dunque una buona opportunità per avere una
formazione all’avanguardia e un più facile inserimento lavorativo
n un territorio come quello ligure, che può vantare un
tratto di costa di chilometri e chilometri, il mare riveste senza dubbio un’importanza decisiva, sia per
quanto riguarda il turismo delle spiagge, sia per l’attività portuale e per i trasporti marittimi.
A Genova, provincia del mare per eccellenza, che con il
suo porto si posiziona fra i primi posti in Europa, esiste
una realtà che sforna ogni anno professionisti del mare.
Stiamo parlando degli ufficiali che si diplomano
all’Accademia Italiana della Marina Mercantile, con sede
proprio nel capoluogo ligure.
Da anni ormai si registra una carenza di personale ufficiale navigante, denunciata in più occasioni dagli operatori del settore marittimo. Una crisi che oggi a livello
mondiale è pari al 4% della forza lavoro, vale a dire
16mila ufficiali, ma che di qua al 2010 dovrebbe raddoppiare – stando alle previsioni – giungendo al 12
per cento, ben 46mila ufficiali. Solo nel continente
europo ci sarebbe bisogno di 13mila ufficiali, che in tre
anni diventeranno 36mila.
L’Accademia Italiana della Marina Mercantile è la risposta
a questa difficoltà, poiché in grado di offrire nuovo personale qualificato e di curarne l’inserimento lavorativo,
al termine di un tirocinio a bordo come allievi ufficiali
regolarmente retribuito.
Ogni anno vengono pubblicati i bandi per entrare in
I
Accademia: per iscriversi ai corsi di allievo ufficiale di
coperta e di macchina è necessario possedere un diploma di un istituto nautico o di un istituto professionale
del mare. Il numero di posti è stabilito di volta in volta
e l’iscrizione e la frequenza sono gratuite. I criteri per
l’accesso premiano le passate esperienze scolastiche e i
risultati nelle prove attitudinali e motivazionali.
La formazione avviene a terra e a bordo. In genere la
didattica in aula è alternata a momenti di formazione
retribuita a bordo. Obiettivo, il conseguimento delle
certificazioni internazionali e delle competenze necessarie a sostenere l’esame da ufficiale presso la
Capitaneria di porto.
In particolare, le lezioni in aula – della durata media di
1000 ore - sono seguite da gruppi di circa 20 allievi ciascuno e vertono su materie giuridiche, economia aziendale, informatica, oltre che ovviamente agli argomenti
caratterizzanti la navigazione e la condotta sulle navi, la
tutela ambientale e la sicurezza. Il periodo da allievi ufficiali a bordo, invece, dura 12 mesi, intervallati dalle
lezioni, e consente di fare pratica professionale nelle
migliori condizioni. Gli allievi vengono generalmente
destinati ad una compagnia, in modo da creare una
“fidelizzazione”, che consenta di trovare un lavoro sicuro dopo l’esame di Stato, mentre la società potrà “crescersi” un allievo e portarlo avanti nella carriera.
PER INFORMAZIONI: Accademia Italiana della Marina Mercantile
via Oderico, 10 - 16145 Genova
tel. 0103622472 oppure 0103705606 fax 0103705599
e-mail [email protected]
sito internet: www.accademiamarinamercantile.it
Lavoro
32
Dopo il diploma
Quasi quasi inizio a
LAVORARE
Dedicato a chi ha voglia di
darsi subito “da fare”, ma
non sa da che parte iniziare.
Qualche suggerimento per
capire come muoversi, a chi
rivolgersi e come centrare
l’obiettivo finale
hi sceglie di “buttarsi” subito nel mondo del
lavoro inizia presto a capire quanto tempo richieda l’attività di ricerca. Buona norma sarebbe cercare di conoscere i fabbisogni professionali della
vostra realtà, senza dimenticare, però, che la scelta del
lavoro deve anche considerare le proprie attitudini e
competenze. Per questo è importante conoscere il più
possibile il contesto che vi circonda e andare “dritti
alla meta” con determinazione e seguendo una certa
logica. Niente candidature inviate a casaccio, quindi,
ma studiate bene la situazione, leggete gli annunci,
sui giornali e anche su internet, e inviate curricula personalizzati. Insomma, non limitatevi a iscrivervi al
Centro per l’impiego e ad aspettare passivamente la
chiamata. Non disdegnate di iniziare con un tirocinio:
se vi impegnate e fate buona impressione potrebbe
trasformarsi in un contratto di lavoro. Infine, regola
fondamentale, non scoraggiatevi se il lavoro tarda ad
arrivare. Capita che un’azienda rispolveri il vostro curriculum a qualche mese di distanza e vi chiami per un
colloquio quando meno ve lo aspettate. Nel frattempo,
preparatevi al meglio seguendo le nostre dritte.
Andiamo per ordine.
C
I primi passi
A parte l’iscrizione al Centro per l’impiego, di cui parleremo più approfonditamente in seguito, la prima
mossa da fare è leggere gli annunci di lavoro sulle riviste specializzate e sulle apposite rubriche che molti
quotidiani dedicano all’argomento (ricordate di inserire sempre il riferimento all’inserzione alla quale
rispondete nella lettera di accompagnamento al curriculum). Ma siate cauti e diffidate degli annunci troppo
vaghi, di quelli che promettono facili guadagni o che
chiedono soldi per iniziare un’attività a domicilio. Altre
offerte di lavoro possono essere consultate tramite la
Borsa Continua Nazionale del Lavoro. Provengono da
numerosi soggetti pubblici e privati e vengono pubbli-
cate dal ministero del Lavoro. La consultazione è libera, ma per rispondere ad un annuncio bisogna prima
registrarsi. Vi si accede anche tramite l’home page del
sito www.iolavoroliguria.it.
Su internet si possono trovare anche altri siti con
offerte di lavoro, ma bisogna andarci cauti, difficilmente i gestori controllano la provenienza delle offerte come invece sono obbligate a fare le agenzie pubbliche e private. Spesso poi ci si imbatte in siti che
non garantiscono la nostra privacy, perciò, se non indichiamo espressamente il contrario, i nostri dati possono circolare in rete e finire in mano a società diverse
da quella a cui li abbiamo inviati. Precauzioni a parte,
internet può essere un utile strumento di ricerca.
UN POSTO DA “VINCERE”
Unʼaltra classica via per trovare lavoro
resta la preparazione di un concorso.
Per conoscere quelli banditi dagli enti
pubblici statali basta consultare la
Gazzetta Ufficiale della Repubblica
Italiana, lʼorgano ufficiale che pubblica
i bandi. Si trova nelle edicole il martedì
e il venerdì nella serie “Concorsi ed
esami”. Per i concorsi regionali
consultare invece il Bollettino
Ufficiale della Regione Liguria
(B.u.r.l.). Qui non ci sono trucchi da
svelare: il numero di candidati che si
presenta solitamente è alto e molto
minore il numero dei posti disponibili.
Perciò studiate, studiate, studiate!
Lavoro
33
CARTA E PENNA
Prendete nota. Ecco dove potete trovare
un poʼ di annunci di lavoro: ad esempio, il
giovedì e la domenica sono pubblicati
nelle pagine del quotidiano “Il secolo XIX”,
sempre il giovedì nellʼedizione spezzina
de “La Nazione”.
Ricordate
poi
il
settimanale
IolavoroNewsletter pubblicato dalla
Regione Liguria e distribuito gratuitamente
in Centri per lʼimpiego, scuole, università e
presso tutti gli operatori del settore.
Raccoglie in forma cartacea tutte le offerte
che vengono anche pubblicate sul portale.
Per essere costantemente aggiornati
restando a casa suggeriamo lʼiscrizione
alla Newsletter personalizzata di
IoLavoroLiguria, “Su misura per te”.
Permette di inserire fino a dieci diverse
sedi lavorative e fino a dieci diversi titoli di
studio per i quali il sistema provvede a
visualizzare i concorsi, sia finalizzati al
lavoro che alla ricerca. Arriva ogni sabato
sulla propria casella di posta elettronica.
Pescati dalla rete
Spieghiamo subito che esistono tre categorie di siti:
1. quelli dove potete leggere gli annunci delle aziende.
Generalmente non richiedono registrazione;
2. quelli in cui non sono visibili offerte di lavoro, ma è
possibile inserire il curriculum in una banca dati consultata dalle aziende. Spesso questi siti offrono servizi online come le newsletter, tramite le quali arrivano all’iscritto le segnalazioni delle offerte che corrispondono al
profilo indicato;
3. infine, ci sono i siti delle singole aziende, spesso a
caccia di personale (e-recruiting). Il visitatore compila un
form, a cui si accede di solito dall’home page, cliccando
sulla sezione “Lavora con noi” o “Collabora con noi”.
Vedremo più avanti, in un’apposita sezione, i principali
“ Niente candidature inviate a casaccio, ma
studiate bene la situazione, leggete gli annunci,
sui giornali e anche su internet, e inviate
curricula personalizzati”
siti da consultare per offerte di lavoro e candidature. Se
né i giornali, né la rete offrono annunci interessanti,
non vi resta che l’autopromozione! Cosa vuol dire?
Semplicemente preparare un elenco di aziende che
possono interessarvi e cercare di contattarle, anche se
al momento non sembrano alla ricerca di personale.
Prima di presentarvi, però, prendete il maggior numero di informazioni sull’azienda, che troverete sicuramente su internet, e - qui arriva il difficile - cercate di
individuare la persona che può visionare la vostra candidatura. Un buon metodo per riuscire a scoprire qualcosa è verificare se abbia scritto degli articoli o partecipato a qualche conferenza. Il passo successivo a
questo punto potrebbe essere una telefonata in cui si
dice di aver letto il suo articolo o di aver apprezzato
il suo intervento. Se l’impresa vi sembra
troppo ardua, potete comunque mandare
alla sua attenzione il vostro curriculum
con relativa lettera di accompagnamento.
34
Dopo il diploma
Il primo passo verso il mondo del lavoro:
UN BUON
CURRICULUM
Racchiudere tutta la propria
vita in poche righe non è certo
cosa semplice. Ma se ci riuscite,
siete già più vicini al lavoro che
cercate!
crivere il proprio curriculum vitae è il primo e fondamentale passo per cercare un lavoro. Ma, soprattutto per chi è alla ricerca della prima occupazione,
la compilazione può sembrare difficile, dal momento che
normalmente non ha esperienze da vantare. Per questo
è importante capire come verrà considerato “al di là
della scrivania” il vostro curriculum. Ma come scriverne
uno davvero efficace?
Innanzitutto, evitate di annoiare il vostro selezionatore:
siate sintetici e adeguati alle sue aspettative (in Italia, ad
esempio, i curricula non dovrebbero superare normalmente le 2-3 pagine, ma in alcuni Paesi esteri tutto deve
restare in una sola facciata). Non tralasciate quanto
possa attirare l'attenzione su di voi, dalle prime esperienze professionali agli hobby. Non sottovalutate i vostri
primi lavoretti (baby sitter, cameriere, volantinaggio,
ecc.). Soprattutto se siete alla ricerca del primo impiego
possono già dire molto di voi e della vostra capacità ad
adattarvi alle situazioni, generalmente molto apprezzata
soprattutto nei giovani.
In un curriculum dovete sempre inserire:
- dati anagrafici e personali (nome e cognome; indirizzo del domicilio/residenza; numeri telefonici; indirizzo di
posta elettronica);
- istruzione e formazione (titolo, istituto, anno di conseguimento e votazione);
- eventuali esperienze lavorative (si consiglia di indicare
il nome della società con qualche spiegazione sul settore. Poi il periodo, il ruolo ricoperto, l’attività svolta);
- lingue conosciute (dichiarate il livello di padronanza:
sufficiente, discreto, buono, ottimo, e distinguete tra
capacità di espressione e comprensione scritta e orale);
- competenze informatiche (specificate i software che
sapete utilizzare, come Word, Excel ecc., i sistemi operativi e i linguaggi di programmazione, indicandone il
grado di conoscenza);
- competenze relazionali, organizzative e tecniche (tenete conto che ai giovani si richiedono soprattutto: capacità di ascolto e comunicazione, di apprendimento e di
adattamento; desiderio di crescita personale, orientamento ai rapporti interpersonali, capacità organizzative e
di lavoro in gruppo);
- altre informazioni utili a definire la vostra personalità.
Dopodiché aggiungete la data, firmate il curriculum e,
S
importantissimo, date il consenso al trattamento dei vostri
dati. Esempio: “autorizzo al trattamento dei dati personali
in conformità alla legge 196/03 sulla privacy”.
Il curriculum deve fornire tutte le informazioni possibili su
di voi, ma in modo assolutamente asettico. Ricordatevene,
quando imposterete lo stile e la forma: niente caratteri
speciali, ghirigori o cornici! Per una presentazione un poco
più personale (ovviamente nel contenuto, e non nello stile
grafico), ricordatevi di inviare anche una lettera di presentazione ad integrazione e corredo.
RICORDATE CHE...
Non dovete mai scrivere cose che non
potreste sostenere in un colloquio,
come lingue che dichiarate di conoscere
alla perfezione quando le masticate solo un
poʼ o programmi informatici di cui sapete
appena il nome.
Sappiate valorizzare, però, le vostre
esperienze,
considerando
che
il
selezionatore tenderà a ridimensionarle.
Se, ad esempio, avete aiutato i vostri
genitori in un negozio, non scrivetelo così.
Meglio dire: collaborazione ad un esercizio
commerciale con compiti di seguire le
relazioni con la clientela, la contabilità ecc.
Suona molto meglio, no?
Lavoro
35
Il curriculum che arriva
D A L L’ E U R O PA
Potete scaricarlo da internet scrivendo “curriculum europeo” in
qualsiasi motore di ricerca. Quello che segue è solo un fac-simile,
a cui potete aggiungere numerose altre informazioni
FORMATO EUROPEO
PER IL CURRICULUM VITAE
INFORMAZIONI PERSONALI
Nome
Indirizzo
Telefono
E-mail
Nazionalità
Data di nascita
ESPERIENZA LAVORATIVA
Date (da – a)
Nome e indirizzo del datore di lavoro
Tipo di azienda o settore
Tipo di impiego
Principali mansioni e responsabilità
ISTRUZIONE E FORMAZIONE
Date (da – a)
Nome e tipo di istituto di istruzione o
formazione
Principali materie / abilità professionali
oggetto dello studio
Qualifica conseguita
Date (da – a)
Nome e tipo di istituto di istruzione o
formazione
CAPACITÀ E COMPETENZE PERSONALI
MADRELINGUA
ALTRE LINGUE
Capacità di lettura
Capacità di scrittura
Capacità di espressione orale
ALTRE CAPACITÀ E COMPETENZE
PATENTE O PATENTI
ROSSI MARIA
Via Nazionale 2, 00100 Roma - Italia
0039-06/11111111 +39-333/1111111
[email protected]
italiana
31/01/1989
Da maggio 2009 a settembre 2009
Centro studi “Cento e lode”, via del Boschetto 14, Roma
Settore amministrativo
Stage come assistente amministrativo
Gestione della documentazione contabile, relazioni con la clientela
Da marzo 2009 a luglio 2009
European Social Group
Corso in Leadership e Sviluppo personale per le attività sociali
Attestati di frequenza
Diploma di maturità conseguito nell’anno scolastico 2007/2008
con votazione 96/100
Liceo scientifico statale “Pitagora”, via Napoli 93, Roma
ITALIANO
INGLESE
Buono
Elementare
Eccellente
FRANCESE
Eccellente
Buono
Eccellente
Patente europea del computer (Ecdl). Buona conoscenza del sistema
operativo Mac e del programma Quarxpress.
Capacità di scrittura perfezionate per mezzo del corso di scrittura creativa
“Lettere in libertà” (corso seguito presso l’Accademia della lingua di Roma).
B (automunita)
36
Dopo il diploma
Una lettera
SPECIALE
Il curriculum da solo non basta. Va presentato insieme ad
una lettera di accompagnamento che deve invogliare il
selezionatore a soffermarsi sulla vostra candidatura
vete avuto problemi a sintetizzare nel poco spazio
del curriculum le vostre competenze? Con la lettera di presentazione potrete esprimervi in modo più
discorsivo. Prima regola fondamentale: la lettera di
accompagnamento deve essere personalizzata per ciascuna azienda a cui viene inviata e per questo è bene
raccogliere in anticipo il maggior numero possibile di
informazioni su di essa. Proprio perché si affianca al curriculum, dovreste evitare di farne una sua versione più
estesa e completa, e dovreste invece cercare di utilizzarla come un mezzo per integrare in modo più personale
le informazioni fornite sinteticamente nel curriculum. È
meglio piuttosto aggiungere qualcosa di nuovo e cercare di stimolare con essa l’interesse dell’interlocutore. Il
punto essenziale è trovare un filo conduttore tra le
vostre esperienze e il ruolo o il settore aziendale per il
quale state inviando la vostra candidatura. Per questo
nella lettera di presentazione è bene mettere in evidenza gli aspetti della vostra carriera che più si accordano
con il tipo di lavoro per cui vi proponete. Tutto il resto
– da non sottovalutare - sarà già stato elencato nel curriculum. Ecco qualche consiglio per scriverla:
- siate precisi nell’impostazione, non dimenticate nessuno dei vostri dati personali (nome e cognome, indirizzo
e riferimenti per essere contattati), né i dati del destinatario, e inserite sempre luogo, data e oggetto. Per quest’ultimo, mettete il riferimento o codice numerico della
posizione ricercata se rispondete ad un’inserzione, mentre se si tratta di un’autocandidatura potete semplicemente scrivere “invio cv” o “proposta di collaborazione”;
- presentatevi per quello che siete, senza vantare capacità che non possedete, ma mettendo bene in risalto le
vostre competenze. Non parlate in terza persona, ma
sempre in prima;
- evidenziate le caratteristiche che possono darvi qualche chance in più, come la disponibilità ad orari flessibili o a viaggiare. Lasciate perdere, invece, l’esposizione
delle vostre capacità relazionali o di risolvere le situazioni: queste verranno valutate in sede di colloquio;
- spiegate perché avete deciso di rivolgervi proprio a
quella azienda, mostrando entusiasmo e disponibilità. È
A
bene esporre sinteticamente gli obiettivi professionali
che vi ponete a breve e a medio-lungo termine e spiegare perché e come pensate di poterli raggiungere nell’azienda a cui vi proponete;
- ricordate che lo stile deve essere chiaro e non troppo
formale. Chi leggerà la vostra lettera di presentazione
valuterà anche la vostra capacità di impostare una lettera, scrivere in italiano corretto, essere chiari, sintetici e
precisi. Per questo, mi raccomando, niente pasticci o
errori di ortografia. Non solo: se vi capiterà di inviare più
candidature nello stesso periodo, state bene attenti a
non sbagliare a scrivere i riferimenti dell’azienda o, peggio, a confondere i destinatari. Può capitare, ma non
sarebbe certo il miglior modo di presentarsi!
QUALCHE CONSIGLIO IN PIÙ
1 - Firmate sempre, a mano ovviamente, la
lettera di presentazione, a meno che non sia
inviata via e-mail. In tal caso, inseritela
semplicemente nel testo dell'e-mail, e non
inviate un file a parte, ma allegate soltanto il
curriculum.
2 - Per stamparla, usate lo stesso tipo di
carta che avete usato per il curriculum: foglio
A4 bianco, lasciate perdere fogli colorati o
carta molto leggera o troppo spessa.
3 - Non scrivete più di 15 righe di testo.
4 - Non dimenticatevi il riferimento esatto
se indicato nellʼannuncio.
5 - Rileggete sempre la lettera e fatela
leggere anche ad un amico o un parente
prima di spedirla: un occhio esterno nota più
facilmente errori, imprecisioni e stonature.
Lavoro
37
A colloquio
con il
LAVORO
Preoccupati per il vostro
primo colloquio? Una “ricetta”
giusta per superarlo in ogni
occasione non esiste, ma
qualche piccolo accorgimento
può esservi di aiuto
repararsi a questo appuntamento non è semplice
se siete alle prime armi: dovrete riuscire a dare la
giusta impressione a chi vi esamina, ma questa
volta non potrete nascondere le emozioni dietro a un
foglio di carta.
Prendere informazioni – Il punto di partenza consiste
nella raccolta di informazioni sull’azienda e sulla mansione per la quale siete stati chiamati. Può sembrare
banale, ma conoscere bene da chi e per cosa siete stati
contattati è l’unico modo per prepararsi al meglio.
L'atteggiamento – Essere tesi è normale e può perfino
aiutare a dare il meglio di sé. Attenzione però: non
dovrete apparire né troppo nervosi e musoni, né esageratamente rilassati. Con un po’ di autocontrollo (ma
senza essere innaturali) potrete imparare a mostrarvi
sorridenti e disponibili, facendo trasparire solo un pizzico di tensione. Evitate di voler stupire a tutti i costi,
meglio apparire semplici, ma determinati; in ogni caso
cercate di essere voi stessi limando quelle caratteristiche
del vostro carattere che possono svantaggiarvi.
Preparatevi soprattutto sui vostri difetti: se vengono a
galla mostrate di esserne consapevoli e di aver imparato a compensarli.
Domande e risposte – Molte delle domande che vi saranno poste sono prevedibili e vanno da “Quali sono i suoi
obiettivi professionali?” a “Quali sono i suoi punti deboli sul lavoro?”, quindi fate una lista di possibili quesiti e
scrivete le risposte (attenti a non impararle a memoria
come un automa). Che sia il selezionatore a fare le
domande, non significa, però, che non dobbiate chiedere niente, anzi. Le informazioni che avete trovato vi permetteranno di sollevare dubbi intelligenti. Una questione
posta nel modo giusto farà intuire all’esaminatore che vi
siete dati da fare per raccogliere informazioni, segno che
non vi trovate di fronte a lui quasi per sbaglio.
Di solito il colloquio migliore è quello che finisce per
somigliare a un dialogo.
La parola giusta – Per portare avanti un discorso col
vostro selezionatore sarà indispensabile aver acquisito
P
DA SAPERE
1 - L'abbigliamento: va scelto in
relazione al tipo di azienda dove vi
presentate; in generale meglio non
essere troppo estrosi. Vietato apparire
trasandati.
2 - La comunicazione non verbale:
non gesticolate troppo e state attenti a
non ripetere in continuazione lo stesso
movimento (passarsi una mano tra i
capelli, toccarsi il naso...); cercate
invece di mantenere un portamento
posato e non lasciatevi mai andare a
gesti maleducati.
3 - “Quanto si guadagna?”: è una
domanda da evitare, lʼargomento verrà
affrontato dal selezionatore in un
secondo momento.
4 - Mamma e papà restino a casa: farsi
accompagnare dai genitori farebbe
pensare che non siete sicuri di voi.
quei vocaboli di cui l’ente o l’azienda fa spesso uso.
È importante usare il linguaggio proprio del settore,
anche se nessuno pretende che conosciate i termini tecnici più complessi. Se un parolone dovesse cogliervi impreparati, abbiate il coraggio di chiedere cosa significa.
Il selezionatore – Non abbiate l’impressione di dovervi
confrontare con qualcuno che vi è nemico. Il selezionatore non trae nessun piacere dal mettervi in difficoltà. Vi
trovate di fronte a qualcuno che spera quanto voi nella
buona riuscita dell'incontro.
“ Non abbiate l'impressione di dovervi
confrontare con qualcuno che vi è nemico”
38
Dopo il diploma
Al Centro per
L’ I M P I E G O
È la prima cosa da fare quando si cerca lavoro: recarsi
presso i Centri per l’impiego e iscriversi. È proprio qui che si
incontrano domanda e offerta e si possono avere molte altre
informazioni utili per la vostra ricerca
ucia quasi non ci credeva, ma quando è arrivata al
Centro per l’impiego della sua città ha veramente
trovato tutto quello che voleva sapere, persino una
persona che l’ha aiutata a capire quali competenze poteva già sfruttare e cosa invece doveva approfondire per
lavorare nel campo che le piaceva di più. Come principale funzione i “Centri per l’impiego”, gestiti dalle
Province, si impegnano, infatti, per favorire l’incontro di
domanda e offerta di lavoro. Sono il primo posto dove
tradizionalmente vanno i disoccupati (riconosciuti come
tali proprio per aver dichiarato al Centro per l’impiego di
essere immediatamente disponibili a lavorare), a cui
offrono numerosi servizi.
Servizio di informazione. Al Centro per l’impiego trovate
materiale e notizie sui corsi di formazione, sui concorsi
pubblici, sulla legislazione e la contrattualistica del lavoro, sui profili professionali, sul mercato del lavoro locale, sul lavoro all’estero.
Servizi di orientamento. Al Centro per l’impiego potete
anche sostenere colloqui di orientamento e realizzare il
cosiddetto “bilancio di competenze”, un utile strumento
per ricostruire le proprie capacità e attitudini e valorizzarle in vista dell’ingresso nel mondo del lavoro.
Preselezione. Consiste nella realizzazione di un colloquio
individuale con l’operatore per identificare competenze,
disponibilità ed aspirazioni da inserire nel curriculum e
nella segnalazione di candidature alle imprese in cerca
di personale, in modo da incrociare le disponibilità.
L
Per iscriversi al Centro per l’impiego occorre presentarsi
presso la sede del centro competente e portare con sè
un documento d’identità valido e il codice fiscale. Per chi
intende inserire nella scheda ulteriori notizie è bene
munirsi anche di curriculum vitae, eventuali titoli di studio e attestati di corsi di formazione e di qualifica. Le
informazioni vengono inserite in una banca dati e poi
riportate su una scheda anagrafica personale consegnata ad ogni nuovo iscritto.
Le offerte di lavoro dei Centri per lʼimpiego
sono consultabili anche tramite la Borsa
continua del lavoro della Regione
Liguria raggiungibile dalla home page del
portale www.iolavoroliguria.it
L’INTERMEDIAZIONE PRIVATA
Chi è in cerca di unʼoccupazione può
rivolgersi anche alle Agenzie per il lavoro.
Si tratta di soggetti autorizzati dallo Stato
che svolgono attività di: somministrazione
di lavoro (il lavoratore è dipendente
dellʼagenzia di somministrazione, ma
lavora presso un altro soggetto);
intermediazione (consiste nella mediazione
tra domanda e offerta di lavoro realizzata
anche attraverso raccolta dei curricula e
attività di orientamento); ricerca e
selezione del personale (si occupano di
ricercare e individuare il lavoratore più
idoneo a soddisfare le esigenze di
unʼimpresa); supporto alla ricollocazione
professionale (si occupano di ricollocare un
lavoratore o un gruppo di lavoratori nel
mercato grazie ad attività di formazione e
affiancamento).
Lavoro
Il contratto
39
GIUSTO
State per firmare il vostro primo contratto. È un momento
importante da cui deriverà una serie di diritti e doveri, sia per voi
che per l’azienda. Vediamo insieme le forme più utilizzate per il
primo ingresso nel mondo del lavoro
i siete. Avete passato la selezione e ora, eccovi
qua, pronti a mettere la vostra prima firma su un
contratto di lavoro. Ma i contratti non sono certo
tutti uguali, e quando si prende un impegno come
questo bisogna sapere bene cosa comporta: ciò che vi
verrà richiesto e ciò a cui vi darà diritto. Rispetto a
qualche decennio fa, la situazione economica è molto
cambiata. Si parla tanto di “flessibilità” per indicare,
più che la capacità di adattamento di una persona, il
suo status contrattuale. Il contratto di lavoro subordinato, solitamente a tempo pieno e indeterminato (cioè
per l’intera giornata lavorativa e senza scadenza), se
non è ancora una chimera è comunque piuttosto difficile da ottenere, almeno al primo impiego. Oggi il mercato del lavoro prevede diverse altre forme contrattuali, che è bene impariate a conoscere. Prima di dare
una rapida occhiata alle principali, un’avvertenza:
magari non sarà una lettura proprio scorrevole, ma
ricordate che non potete far rispettare i vostri diritti se
voi stessi non li conoscete. E per saperne di più vi
consigliamo di fare un salto proprio ai Centri per
l’Impiego di cui abbiamo appena parlato. Ecco, intanto, qualche definizione base da cui partire.
C
PART-TIME
Il rapporto di lavoro a tempo parziale può essere:
- di tipo orizzontale, quando la riduzione di orario riguarda la giornata di lavoro (ad es. 4 ore al giorno invece di
un orario normale di 8 ore);
- di tipo verticale, quando l’attività lavorativa è svolta a
tempo pieno, ma solo per predeterminati periodi (ad es.
3 giorni di 8 ore lavorative in una settimana; 6 mesi a
tempo pieno in un anno);
- di tipo misto, risultato dalla combinazione di part-time
orizzontale e part-time verticale.
Il contratto stipulato per iscritto ai fini della prova deve
contenere: durata della prestazione; indicazioni di orario, giorno, settimana, mese, anno.
TEMPO DETERMINATO
Può essere stipulato quando ragioni di ordine tecnico,
produttivo, organizzativo o sostitutivo richiedono un
incremento di manodopera per un periodo di tempo limitato. Il lavoratore a tempo determinato ha diritto allo
stesso trattamento dei lavoratori assunti a tempo indeterminato che svolgano la stessa attività, in proporzione
al periodo di lavoro prestato.
CONTRATTO DI INSERIMENTO
Sostituisce, ai sensi del D.Lgs. 276/2003 (nota come
legge Biagi), il contratto di formazione e lavoro nel
settore privato. È stipulato in forma scritta e tende
all’inserimento o al reinserimento del lavoratore nel
mercato del lavoro mediante un progetto individuale
di adattamento delle competenze professionali del
“ Ricordate che non potete far rispettare i vostri
diritti se voi stessi non li conoscete ”
40
Dopo il diploma
soggetto a un determinato contesto lavorativo. Per
quanto riguarda i giovani, possono essere assunti con
questo tipo di contratto dai 18 ai 29 anni.
L’inserimento non può durare meno di 9 mesi e non
oltre i 18. In caso di assunzione di lavoratori affetti da
handicap la durata può essere estesa fino a 36 mesi.
La categoria di inquadramento del lavoratore non può
essere inferiore di due livelli a quella con riferimento
al Contratto collettivo nazionale di lavoro.
SOMMINISTRAZIONE DI LAVORO
Il D.lgs. 276/2003 lo ha introdotto in sostituzione del
cosiddetto lavoro interinale. Il contratto di lavoro coinvolge tre soggetti: il somministratore, l’utilizzatore e il
lavoratore.
Il lavoratore è assunto dal somministratore, ma viene
inviato a svolgere la propria attività presso l’utilizzatore.
Tra somministratore e utilizzatore si stipula un contratto
di fornitura di manodopera.
LAVORO A PROGETTO
È un contratto di collaborazione coordinata e continuativa che deve essere riconducibile ad uno o più progetti
specifici. Il lavoratore svolge la sua attività in funzione
del risultato (seppure nel rispetto del coordinamento
IMPARARE A LAVORARE: IL TIROCINIO
Chiariamo subito che non si tratta di un
lavoro. Il tirocinio è unʼesperienza di
formazione che si svolge in unʼazienda per
ampliare le proprie conoscenze o
aggiornare quelle che già si possiedono.
Non è un lavoro, dunque, ma può essere
unʼottima strada per imparare una
professione. Si rivolge a neodiplomati,
neolaureati, studenti che frequentano la
scuola secondaria o lʼuniversità, a chi
partecipa a corsi di qualifica professionale,
disoccupati, lavoratori in mobilità.
La durata varia in base alla tipologia dei
soggetti. I tirocini possono essere
promossi, tra gli altri, dai Centri per
lʼimpiego, le università e gli istituti di
istruzione secondaria statali e non statali
abilitati al rilascio di titoli accademici, le
istituzioni scolastiche statali e non statali
che rilasciano titolo di studio con valore
legale, i centri pubblici di formazione e/o
orientamento, le cooperative sociali. Il
tirocinio viene attivato in base ad una
convenzione tra il soggetto promotore e
lʼazienda. Non costituendo rapporto di
lavoro non prevede retribuzione, ma in
qualche caso lʼazienda che ospita il
tirocinio può erogare un rimborso spese.
con l’organizzazione del committente) e indipendentemente dal tempo impiegato. Non è un lavoro subordinato, quindi il lavoratore ha un elevato grado di autonomia rispetto al datore di lavoro nello stabilire tempi e
modi per raggiungere il risultato concordato. Per sua
natura è temporaneo e il compenso per il lavoratore
deve essere proporzionato alla qualità e alla quantità del
lavoro svolto (tenendo conto di quanto normalmente
versato da quella azienda per prestazioni analoghe di
lavoro autonomo).
LAVORO AUTONOMO OCCASIONALE
Prestazione di lavoro autonomo priva del requisito di
continuità e di subordinazione senza collegamento funzionale con l’attività del committente.
Per quanto riguarda la durata, non può superare i 30
giorni di durata e i 5000 euro di compenso nello stesso
anno e con lo stesso committente.
LAVORO AUTONOMO CON PARTITA IVA
È un particolare modo di svolgere la prestazione lavorativa e di ottenere il relativo compenso che ha una
differente gestione retributiva, fiscale e contributiva. Si
può riferire a diverse categorie di lavoratori autonomi:
liberi professionisti, consulenti e collaboratori. La partita Iva va aperta presso l’Ufficio delle Entrate competente per territorio.
Non sempre tutto va per il verso giusto. Può
capitare che il vostro datore di lavoro vi
richieda cose a cui non sareste tenuti o ricorra
ad un contratto anziché ad un altro. Per fare
chiarezza
potete
rivolgervi
alle
organizzazioni sindacali. Ecco le principali:
Cgil: www.cgil.it; www.liguria.cgil.it
Cisl: www.cisl.it; www.genova-liguria.cisl.it
Uil: www.uil.it; www.uilliguria.it
Lavoro
41
Formati al lavoro:
L’APPRENDISTATO
Per i giovani è sicuramente una buona opportunità per iniziare
e acquisire intanto una qualifica professionale
apprendistato esiste già da molti anni, anche se
recentemente è stato rinnovato nella disciplina.
Si configura come un contratto di lavoro con una
doppia valenza di formazione e lavoro (definito per questo a causa mista), pensato particolarmente per l’attuazione del diritto alla formazione dei giovani e al loro
inserimento nel lavoro.
In questo tipo di contratto, infatti, l’impresa si impegna
a fornire all’apprendista la formazione professionale
all’interno del rapporto di lavoro.
Tre le tipologie previste:
Apprendistato per l’espletamento del diritto-dovere di
istruzione e formazione
È rivolto a giovani che abbiano compiuto i 16 anni di età
ed è finalizzato al conseguimento di una qualifica professionale.
Apprendistato professionalizzante
Permette di ottenere una qualifica attraverso una formazione sul lavoro e un apprendimento tecnico-professionale. È rivolto a soggetti di età compresa tra i 18 (17 se
in possesso di qualifica professionale) e i 29 anni.
Apprendistato per l’acquisizione di un diploma o per
percorsi di alta formazione
Anche questo è rivolto a soggetti di età compresa tra i
18 (17 se in possesso di qualifica professionale) e i 29
anni. Consente di conseguire un titolo di studio di livello secondario, universitario o di alta formazione e per la
specializzazione tecnica superiore. A partire dal 2008
trova applicazione anche per i dottorati di ricerca.
L’
In tutti e tre i casi:
- il contratto di apprendistato può essere utilizzato in
tutti i settori di attività;
- è stipulato in forma scritta ai fini della prova;
- il numero complessivo di apprendisti assunti da un
datore di lavoro non può superare il 100% delle maestranze specializzate e qualificate presenti in azienda;
- deve essere predisposto un progetto formativo individuale;
- la categoria di inquadramento dell’apprendista non
può essere inferiore per più di due livelli alla categoria
spettante ai lavoratori addetti a mansioni o funzioni che
richiedano qualificazioni corrispondenti a quelle al cui
conseguimento è finalizzato il contratto;
- in corso di rapporto, il datore di lavoro non può recedere dal contratto in assenza di giusta causa o di giustificato motivo.
Durante il suo percorso l’apprendista viene seguito da
un tutor aziendale che, naturalmente, deve essere in
possesso di specifici requisiti e competenze per consentire la qualificazione dell’apprendista sul lavoro.
La formazione, prevista in funzione della qualifica professionale, viene registrata nel libretto formativo e costituisce credito formativo per i percorsi di istruzione e di
formazione professionale.
Agli apprendisti non spettano le integrazioni salariali (né
cassa ordinaria né straordinaria), ma, in via sperimentale, per il triennio 2009 – 2011 è previsto un trattamento
economico pari all’indennità ordinaria con requisiti normali in caso di sospensione per crisi aziendale o occupazionale ovvero in caso di licenziamento, a condizione
che il contratto sia in atto al 29 novembre 2008 e l’apprendista, all’atto del licenziamento o sospensione,
abbia almeno tre mesi di anzianità presso l’azienda interessata dalla crisi.
42
Dopo il diploma
Perché non mettersi in
PROPRIO?
Il lavoro da dipendente vi va stretto e già da un po’ di tempo
avete un’idea che vi frulla nella testa: aprire un’attività nel
settore che trovate congeniale alle vostre abilità e passioni. La
strada non è facile, ma neanche impossibile
etter su un’impresa è davvero un’impresa, un’attività rischiosa per definizione. Però, se il vostro
sogno è avere qualcosa di “vostro”, non dovete
lasciarvi abbattere dalle prime difficoltà.
E soprattutto, fatevi trovare preparati: è molto importante, ad esempio, prendere informazioni sul mercato e
riflettere bene su come organizzare la propria attività,
analizzando gli aspetti logistici, le risorse umane da utilizzare, dove far nascere la vostra impresa e come lanciare il vostro prodotto o servizio. Naturalmente, poi, l’ostacolo più difficile da superare è riuscire a recuperare le
risorse finanziarie per avviare l’attività. Ma procediamo
per gradi. La prima tappa da seguire è rivolgersi a Enti,
sportelli informativi, commercialisti, che sappiano analizzare la vostra idea e vi possano dare preziosi consigli.
Con le informazioni necessarie potete iniziare a preparare il vostro business plan. Di cosa si tratta? Del piano
d’impresa necessario per ottenere prestiti e finanziamenti. Un documento da compilare bene, dunque, perché gli istituti di credito e gli enti delegati dello Stato si
baseranno proprio sulla sua attendibilità per concedere
contributi. Per questo, più è ricco di particolari e curato
e più avrà possibilità di successo (va inserito nome e
tipo di impresa, genere di affari, informazioni commerciali e personale dipendente; molto importante è indicare l’economicità della azienda, la novità di ciò che offri-
M
te e in cosa la vostra idea si differenzia da quella dei
vostri concorrenti). Il business plan aiuta anche ad evidenziare difficoltà e problemi prima che si verifichino ed
è utile per monitorare come sta andando l’attività nei
suoi primi anni di vita.
Proprio per l’importanza che riveste, vi consigliamo di
chiedere informazioni e supporto ai Centri per l’impiego,
alle Camere di Commercio, a Sviluppo Italia Liguria.
In particolare, poi, nel caso di attività commerciali può
essere utile rivolgersi alle sedi locali delle associazioni di
categoria come l’Ascom e la Confesercenti; nel caso di
Lavoro
attività artigianali, invece, è consigliabile visitare gli uffici della Confederazione nazionale dell’artigianato e delle
piccole imprese, della Confartigianato o della
Confederazione autonoma sindacati artigiani.
La cooperazione fa la forza
Il modo più semplice di realizzare un’idea è condividerla con qualcun altro. La cooperativa è un’associazione di
almeno 3 persone (piccole cooperative) che nasce per
ottenere dalla gestione in comune di un’attività condizioni più vantaggiose. I soci soddisfano i propri bisogni
economici, sociali e culturali creando un’impresa a proprietà comune, controllata democraticamente. Chi vuole
crearne una può rivolgersi alle centrali cooperative, cioè
gli organi di rappresentanza, assistenza e tutela del
movimento cooperativo e delle imprese sociali. Qui si
possono chiedere informazioni su come costituire la
società, redigere un business plan, accedere ai finanziamenti, avviare l’impresa. Un particolare tipo di cooperativa è la cooperativa sociale, che gode di speciali agevolazioni e sgravi fiscali. Il suo scopo sociale persegue
un interesse generale della collettività, perché fornisce
servizi socio-sanitari ed educativi o perché intende inserire al lavoro persone svantaggiate.
Per avere maggiori informazioni sulle cooperative, potete contattare le sedi locali della Confcooperative o della
Lega delle Cooperative.
Partire dal “nome”: il franchising
I ragazzi che hanno voglia di avviare un’impresa, difficilmente hanno già grandi capitali da investire. Per questo
molti di loro decidono di sfruttare i vantaggi dell’affiliazione ad un marchio riconoscibile, pubblicizzato e da
43
tempo sul mercato. Si chiama franchising ed è un accordo di collaborazione tra un’azienda con una formula
commerciale consolidata (franchisor) e una società o una
persona fisica (franchisee) che aderisce a questa formula. L’azienda "madre" concede il proprio marchio,
assistenza tecnica e consulenza sui metodi di lavoro.
In cambio, il franchisee paga una cifra come diritto di
ingresso e delle royalties periodiche, impegnandosi a
rispettare standard e modelli di gestione e produzione
stabiliti dall’azienda “madre”. Per informazioni:
www.assofranchising.it, www.fif-franchising.it.
Un aiuto allo sviluppo
A questo punto avete qualche idea sulla forma da dare
alla vostra impresa, ma siete a corto di fondi per realizzarla. Non disperate, spesso i giovani vengono aiutati da
leggi statali e regionali ad ottenere agevolazioni per la
creazione dell’impresa (anche le donne, indipendentemente dall’età). Un importante aiuto può arrivare, ad
esempio, da Sviluppo Italia Liguria (Bic Liguria), che offre
l’opportunità di usufruire di diverse misure agevolative
per l’autoimpiego e la creazione di piccole e medie
imprese. Per ottenere le agevolazioni ci sono dei vincoli
da rispettare, ad esempio, il proseguimento dell’attività
per un periodo minimo di cinque anni. I finanziamenti
per l'investimento consistono in contributi a fondo perduto e mutui a tasso agevolato concessi entro i limiti
stabiliti dall'Unione europea. Strumenti operativi di
Sviluppo Italia Liguria sono i vari incubatori d’impresa
presenti a Genova, Savona e La Spezia. Al loro interno
gli aspiranti imprenditori ricevono assistenza nella fase
di studio e sperimentazione della propria idea imprenditoriale, oltre alla possibilità di trovare facilmente la
prima sede aziendale. Sono a disposizione anche postazioni di lavoro attrezzate e servizi di consulenza per preparare l’imprescindibile business plan.
Sviluppo Italia Liguria è inoltre partner di “Erasmus per
Giovani Imprenditori”, progetto di mobilità internazionale dell’Unione europea coordinato da Eurochambres,
l’Associazione europea delle Camere di Commercio e
Industria. Il programma offre ai nuovi imprenditori l’occasione di imparare cose nuove da un imprenditore già
affermato che gestisce una piccola e media impresa
(Pmi) in un altro Paese dell’Ue, collaborando per un
periodo della durata massima di sei mesi.
CONTATTI E SEDI
Per informazioni sulle agevolazioni per la
creazione
dʼimpresa
consultate
direttamente gli uffici di Sviluppo Italia
Liguria (Bic Liguria) :
- Genova: Via Greto di Cornigliano, 6r,
Infopoint Tel 010 6563470
- La Spezia: Via Privata Oto, 3/5,
Tel. 0187 50801
- Savona: Palazzina ex Omsav, Area
portuale, Tel. 019 8337701
- Imperia: c/o CCIAA di Imperia, Viale
Matteotti, 48 Tel. 0183 793260
www.sviluppoitalialiguria.it
Opportunità
46
Dopo il diploma
Un lavoro a
12 STELLE
Chi lascia la strada certa per la nuova... a volte fa una bella
esperienza. Per chi sceglie di lavorare un periodo all’estero,
tante opportunità di arricchire il curriculum e se stessi
una scelta a prima vista non facile: lasciare casa,
amici e il proprio mondo per qualcosa che non si
conosce. Eppure i tanti ragazzi che sono partiti per
l’estero e sono rimasti per un periodo a lavorare sono
felicissimi di aver fatto questa esperienza. Un’esperienza
che li ha arricchiti culturalmente e in molti casi ha dato
loro la possibilità di una solida occupazione. E poi, volete mettere l’effetto che può fare sul vostro curriculum
leggere che avete lavorato in un altro Paese, imparandone bene la lingua? Mirko, ad esempio, a Londra è
andato dopo il diploma dell’istituto alberghiero. Ha iniziato come cameriere, ma dopo qualche mese era già
maître di sala. Una bella soddisfazione, no?
È
L’Eures
La via più agevole per trovare lavoro all’estero è ricorrere all’Eures. È una rete dei servizi pubblici all’impiego
che, coordinati dalla Commissione europea, promuove e
sostiene la mobilità geografica ed occupazionale dei cittadini che desiderano lavorare in un Paese europeo. Si
avvale di oltre 700 consulenti distribuiti sull’intero territorio: i 27 Stati membri dell’Unione più Norvegia, Islanda
e Lichtenstein – definiti nell’insieme Spazio economico
europeo – a cui si aggiunge la Svizzera, grazie ad accordi bilaterali. Il suo sito rappresenta per tutti i navigatori
un vero e proprio motore di ricerca che consente di
inviare il proprio curriculum ed essere costantemente
aggiornati sulle offerte di lavoro in tutto il continente.
Come si legge dal sito, “La rete Eures ha lo scopo di fornire servizi ai lavoratori e ai datori di lavoro nonché a
tutti i cittadini che desiderano avvalersi del principio
della libera circolazione delle persone”.
I servizi prestati sono di tre tipi: informazione, consulenza e assunzione/collocamento (incontro domanda/
offerta). Eures si rivolge a cittadini comunitari maggiorenni ed offre un servizio di:
- consulenza gratuita sulle condizioni di vita e lavoro
(legislazione, cultura, costo della vita, informazioni sul
mercato del lavoro);
- orientamento (definizione del progetto professionale,
motivazioni e caratteristiche personali, tecnica di ricerca
attiva nel lavoro);
- informazioni sull’espatrio;
- incrocio domanda-offerta di lavoro e sessioni di reclutamento.
Le offerte di lavoro a vocazione comunitaria normalmente richiedono un certo grado di qualificazione, la conoscenza non scolastica della lingua del Paese in cui è pre-
LA PREVIDENZA SOCIALE
Di sicuro avete già sufficientemente
maturato la consapevolezza che vantare
un'esperienza allʼestero può fare la
differenza in una selezione tra un
candidato e lʼaltro e può rappresentare
un'utile occasione per dimostrare le
proprie doti personali: dinamismo,
intraprendenza, autonomia, adattabilità
(capacità e spirito di adattamento),
flessibilità (curiosità). Ma una domanda
che non dovete trascurare di porvi è: che
tipo di trattamento previdenziale mi
spetterà? Se un giorno mi ammalo, il mio
datore di lavoro potrà impunemente
licenziarmi?
Per fortuna no, in tutti i Paesi dellʼUnione
europea vigono norme di previdenza
sociale e i lavoratori stranieri sono
sottoposti ad esse al pari dei cittadini del
Paese ospitante.
Importante è sapere che i contributi
accumulati durante un periodo allʼestero
non vanno persi, poiché tutti i Paesi
dellʼUe tengono conto dei periodi
trascorsi negli altri Stati membri nel
calcolo delle prestazioni.
Opportunita`
47
L’EURES IN RETE
Paesi aderenti, sito Eures: ec.europa.eu/eures
Ministero del Lavoro, sito Eures –coordinamento nazionale:
www.lavoro.gov.it/Lavoro/eures
Regione Liguria, sito Eures:
www.lavoro.gov.it/Lavoro/eures/personale/Eures+Liguria
sente l’offerta, un’esperienza professionale in merito.
Sul
portale
della
Commissione
europea
(ec.europa.eu/eures) è possibile inserire il proprio
curriculum vitae on-line con i dettagli del lavoro che
state cercando. Potete consultare tutte le offerte a vocazione comunitaria nei diversi Stati specificando più parametri: il profilo professionale, il Paese d’interesse, la
tipologia contrattuale, parole-chiave. A questo punto, se
siete interessati a qualche offerta, potete inoltrare direttamente la vostra candidatura oppure ricevere in tempo
reale (via e-mail) le offerte di lavoro aderenti al vostro
profilo ogni qual volta queste vengono inserite.
Qualche consiglio
Ecco qualche suggerimento pescato direttamente dal
portale dell’Eures.
Quali aspetti pratici vanno presi in considerazione prima
di cercare un lavoro?
Vivere e lavorare in un altro Paese europeo può presentare alcune difficoltà, come la necessità di adattarsi ad
una nuova cultura, di lavorare in una lingua straniera e
di familiarizzare con sistemi fiscali e di previdenza socia-
I SERVIZI TRANSFRONTALIERI: EURAZUR
Chi risiede in una zona di confine può ricercare opportunità
di impiego nel Paese vicino, senza cambiare residenza né
abitudini. Come punto di riferimento per guidare la scelta
professionale e avere tutte le informazioni legate alla
mobilità specifica delle regioni di frontiera sono stati istituiti
gli Eures Transfrontalieri. Queste strutture di cooperazione
riuniscono, oltre alla Commissione europea, i servizi
pubblici dellʼimpiego, le associazioni imprenditoriali e
sindacali, le collettività territoriali e gli altri soggetti
istituzionali che si occupano dei problemi del lavoro e della
formazione professionale nelle regioni di frontiera. Eurazur
è lʼEures Trasfrontaliero che copre il territorio della
Regione Liguria, sul versante italiano, e la Regione
Provenza-Alpi-Costa Azzurra, sul lato francese; la zona
più interessata dal lavoro frontaliero è costituita dalla
Provincia di Imperia e dal Dipartimento delle Alpi Marittime.
Lʼobiettivo principale di Eurazur è facilitare la mobilità
geografica e professionale delle persone nelle due regioni,
individuando e fornendo ai lavoratori e alle imprese
informazioni specifiche sulla realtà del territorio: posti di
lavoro disponibili, condizioni di vita e di lavoro, previdenza
sociale, trattamento fiscale e modalità di disoccupazione.
Tali indicazioni sono divulgate puntualmente dai consiglieri
Eurazur, che per la loro preparazione ed esperienza
svolgono un ruolo fondamentale nella promozione della
libera circolazione e sono punti di riferimento e
orientamento importanti per il mercato del lavoro locale e
dʼoltre confine. Sito web: www.eures-eurazur.org
le sconosciuti. Per prepararsi nel modo
migliore occorre essere ben informati
sul Paese scelto. Anche le qualità personali e la determinazione, come naturalmente le qualifiche professionali e
la conoscenza di lingue straniere, sono
fattori di importanza decisiva nella
ricerca di un lavoro. Va ricordato
comunque che esistono notevoli differenze di opportunità di lavoro fra le
regioni dello Spazio economico europeo e che la situazione può cambiare
molto rapidamente.
Come iniziare a cercare?
Per facilitare la ricerca di un lavoro è
bene, prima di partire:
- Visitare il portale internet Eures
sulla mobilità professionale, dove si
trovano offerte di lavoro, informazioni sulle condizioni di vita e di lavoro,
sul mercato del lavoro e link per altre
informazioni utili. Vi si potrà inserire
anche il proprio curriculum affinché
possano prenderne conoscenza i
potenziali datori di lavoro di tutta
Europa.
- Contattare per informazioni un ufficio
di collocamento locale o regionale. Se
vi opera un consigliere Eures, questi
può fornire consigli più personalizzati.
48
Dopo il diploma
- Consultare le offerte di lavoro nei giornali del Paese di
destinazione (disponibili normalmente nelle maggiori
biblioteche).
- Contattare il servizio pubblico per l’impiego del Paese
di destinazione.
Il curriculum e il colloquio
Occorre verificare che il proprio curriculum vitae sia chiaro e ben strutturato, adatto all’impiego desiderato. Esso
deve anche essere tradotto nella lingua del Paese d’accoglienza. L’Ue ha adottato un modello europeo comune
di curruculum, adatto sia a chi dispone di un diploma
professionale sia a chi ha un diploma universitario che
permette di stabilire con precisione le attitudini e le
competenze di un candidato. Il modello è scaricabile sul
sito dell’Eures. Per quanto riguarda il colloquio, come
nel proprio paese d’origine, è necessario prepararsi
seriamente, assicurandosi di avere le informazioni principali sull’azienda e di essere pronti a fare domande su
di essa e su aspetti particolari del lavoro. Bisogna dimostrare la padronanza della lingua del paese d’accoglienza ed illustrare come le proprie competenze principali e
il proprio profilo corrispondano alle esigenze del datore
di lavoro per quel particolare posto.
I TIROCINI DI LEONARDO
Se avete i giusti requisiti, invece di partire
al buio, potete sfruttare unʼaltra importante
risorsa per lavorare allʼestero: il
programma settoriale Leonardo da
Vinci, realizzato dallʼUnione Europea e
coordinato in Italia dal ministero del Lavoro
e dal ministero dellʼIstruzione, Università e
Ricerca. Il programma ha lo scopo di
migliorare le competenze professionali di
chi
ne
usufruisce,
favorendone
l'inserimento nel mondo del lavoro
attraverso stage e tirocini. Lʼesperienza
formativa e lavorativa può essere svolta in
uno dei 27 Paesi membri dellʼUe, ma
anche in Islanda, Lichtenstein e Norvegia
(Stati dello Spazio economico europeo) e
in Turchia. Per partecipare è necessario
rivolgersi agli organismi che attuano
progetti di mobilità internazionale
approvati
dal
programma
ed
è
indispensabile essere residenti in Italia. La
borsa Leonardo da Vinci finanzia
direttamente i costi del viaggio,
dell'assicurazione e del soggiorno. Vi si
accede gratuitamente.
Per quanto riguarda i giovani, Leonardo
prevede progetti di tirocinio e stage diversi
a seconda delle condizioni:
- se siete in formazione o istruzione
professionale iniziale (apprendista,
alunno in formazione professionale o
tirocinante eccetto quello in istruzione
superiore) potrete fare domanda per
frequentare un tirocinio da svolgere in
imprese o in istituti di formazione
professionale (i corsi formativi sono
sempre accompagnati da ore di
esperienza lavorative svolte in azienda).
La durata di questi tirocini può variare
dalle 2 alle 39 settimane.
- se siete giovani lavoratori, neolaureati
o vi state inserendo nel mercato del lavoro
avrete la possibilità di fare tirocinio in
unʼimpresa o in un istituto come nel caso
precedente, ma la durata può andare dalle
2 alle 26 settimane.
PARTECIPARE
A LEONARDO
Se lʼistituto o lʼente presso il quale studiate o lavorate non aderisce al programma Leonardo da
Vinci potete provare a rivolgervi agli altri organismi che hanno aderito. Consultate il sito
www.programmaleonardo.net/llp per avere tutte le informazioni che cercate. I bandi per le borse di
studio sono pubblicati dai singoli organismi e riportano tutti i requisiti richiesti che variano da
progetto a progetto. Nella sezione Mobilità transnazionale del sito si trova un alert, “se sei
interessato a una borsa Leonardo da Vinci clicca qui!”, che rimanda a un file contenente lʼelenco
delle borse destinate a persone disponibili sul mercato del lavoro.
Opportunita`
49
Un futuro in
DIVISA
Per chi si vede in uniforme e
non teme disciplina e rigore:
come si diventa ufficiali
A
nche le Forze armate offrono possibilità formative
e lavorative per i giovani diplomati, attraverso l’ingresso in una scuola sottufficiali o in un’accademia
militare. In particolare le accademie sono istituti militari
di studi superiori a carattere universitario. Al loro interno
si possono seguire corsi finalizzati, ad esempio, al conseguimento di lauree in Giurisprudenza, Ingegneria, Medicina e Veterinaria, a seconda dell’accademia in cui provate ad entrare. Oltre alle classiche materie di studio ve
ne sono alcune più specifiche e molto tempo è dedicato
anche alle attività fisiche. Attenzione però, essere affascinati dalla divisa non è sufficiente; determinazione e
propensione alla disciplina sono indispensabili, insieme
a precise doti fisiche. Per questo se sognate di essere come Tom Cruise in Top Gun valutate prima bene gli ostacoli che incontrerete.
Tutti i particolari relativi alle modalità di ammissione ai diversi Corpi sono pubblicati di volta in volta dai ministeri
competenti che fissano i requisiti necessari e le modalità di
svolgimento dei concorsi. Per avere informazioni precise è
comunque possibile rivolgersi direttamente alle sedi dei vari Corpi, ai Distretti militari provinciali e alle locali Stazioni
dei Carabinieri.
Le Accademie
Accademia dell’Aeronautica (Pozzuoli) – Per diventare
ufficiali è necessario superare un concorso (bandito
annualmente tra la fine di dicembre e gli inizi di gennaio)
e, successivamente, iscriversi ai corsi di: Scienze Militari,
Ruolo delle Armi, Ingegneria, Ruolo di Commissariato.
L’età massima per entrare è di 22 anni.
www.aeronautica.difesa.it
Accademia militare dell’Esercito (Modena) – L’Accademia
militare di Modena è l’unico istituto di formazione di
base per gli ufficiali in servizio permanente dell’Esercito
e dell’Arma dei Carabinieri. Gli esami da sostenere
variano
a
seconda
dell’indirizzo
scelto.
www.esercito.difesa.it
Accademia navale (Livorno) – È possibile conseguire
titolo di laurea in tutte le facoltà previste dalla Forza
armata. I corsi hanno la durata minima di 4 anni, esclusa
la specializzazione. L’età massima per entrare è di 22
Polizia di Stato. Oltre allʼarea operativa (il poliziotto
“classico”, come lo conosciamo tutti), esiste quella
tecnica o professionale (per gli appassionati di
laboratori), e una per gruppi sportivi e banda
musicale. www.poliziadistato.it
Polizia penitenziaria. Chi fa parte di questo corpo
deve garantire ordine e sicurezza allʼinterno degli
istituti di prevenzione e pena e partecipa alle attività
di trattamento rieducativo dei detenuti.
www.polizia-penitenziaria.it
Il corpo dei Vigili del fuoco. Ha tra i suoi compiti
quello di intervenire in occasione di incendi, frane,
alluvioni o altra pubblica calamità e contro i rischi
derivanti dallʼimpiego dellʼenergia nucleare e dallʼuso
di sostanze batteriologiche, chimiche e radiologiche.
www.vigilfuoco.it
Il Corpo forestale dello Stato. Si dedica, tra le altre
attività, alle operazioni di antincendio boschivo,
sicurezza in montagna, protezione civile, polizia
ambientale e forestale. www.corpoforestale.it
anni. www.marina.difesa.it
Accademia della Guardia di finanza (Bergamo) – Per
diventare ufficiali della Guardia di finanza è necessario
superare un concorso (bandito annualmente tra la fine di
gennaio e gli inizi di febbraio) e, successivamente,
iscriversi al corso di studi ad indirizzo unico della durata
di 5 anni. A conclusione del percorso di studi è
obbligatoria la permanenza di dieci anni nel Corpo.
www.gdf.it
50
Dopo il diploma
Aiutare gli altri
migliorando se
stessi:
IL SERVIZIO
CIVILE
Tante le opportunità
educative e formative per
chi sceglie di dedicare un
anno della propria vita al
servizio civile
ndrea è sempre stato molto sensibile nei confronti
del prossimo, specie se quest’ultimo non può dirsi
fortunato come lui. Quando è arrivato alla maggiore età ha capito che essere solidali a parole o poco altro
non gli sarebbe bastato più. Ha così preso informazioni
sul servizio civile, seguendo le indicazioni di un suo
amico, ed è finito a lavorare in una cooperativa sociale
dove organizzano corsi per persone diversamente abili.
L’impegno è tanto, ma ad Andrea non pesa e si sente
realizzato. Inoltre, gli è stato proposto di continuare a
prestare servizio nella struttura con un regolare contratto, una volta terminata la sua esperienza. Il servizio civile non nasce certo con finalità occupazionali, ma nel suo
caso, la passione e l’impegno dimostrato hanno portato
anche a questo risultato. Il servizio civile si svolge su
base esclusivamente volontaria, è un’occasione per i giovani tra i 18 e i 28 anni che hanno così l’opportunità di
dedicare un anno della propria vita a favore di un impegno solidaristico, ricevendo un compenso di 433,80 euro
netti mensili per 30 ore settimanali. L’esperienza si svolge nell’arco di dodici mesi e per usufruirne occorre presentare la domanda, che è sempre legata al progetto
preferito, presso gli enti di servizio civile accreditati che
hanno visto i loro progetti approvati ed inseriti, quindi,
nel bando nazionale che viene annualmente promosso.
I giovani che superano le selezioni presso gli enti dove è
stata presentata la domanda potranno operare, quindi, in
organizzazioni non governative, associazioni no-profit ed
enti pubblici, nei settori dell’assistenza, della protezione
civile, della tutela ambientale, della preservazione del
patrimonio artistico e culturale, dell’educazione e promozione del senso civico.
È possibile anche svolgere il servizio civile all’estero.
A
Carta etica: diritti e doveri del volontario
Principio fondamentale che compare sulla Carta di
impegno etico del Servizio è “imparare facendo”,
metodo di lavoro “a fianco di persone più esperte in
grado di trasmettere il loro saper fare ai giovani, lavorandoci insieme, facendoli crescere in esperienza e capacità,
CLESC: I PROGETTI
PIÙ “VICINI” A VOI
Clesc sta per Conferenza ligure enti
servizio civile ed è unʼassociazione senza
fine di lucro che opera in collaborazione
con la Regione Liguria per la promozione
del servizio civile sul territorio regionale.
Sono soci della Clesc alcuni tra i più
importanti enti del terzo settore impegnati
nellʼambito del servizio civile, i cosiddetti
enti di prima classe. Tra gli obiettivi
dellʼorganizzazione, anche quello di
ricercare un confronto stabile con la
Regione Liguria e le associazioni degli
enti locali e quello di favorire
lʼintegrazione delle politiche nazionali e
regionali finalizzata al migliore sviluppo del
Servizio civile. Sul sito della Clesc sono
pubblicati i progetti per il servizio civile
nazionale (ogni anno in Liguria ne sono
accettati circa 180) che possono
riguardare vari campi dʼazione, da quello
educativo a quello associativo, da quello
assistenziale a quello ambientale; per
candidarsi a tali progetti è necessario
compilare il modulo apposito, che trovate
sul sito www.clesc.it insieme ai bandi per la
selezione di volontari e dovrà essere
consegnato allʼente di servizio civile che
propone il progetto prescelto.
Opportunita`
51
LEZIONI DI SERVIZIO CIVILE
valorizzando al massimo le risorse personali di ognuno”.
L’Ufficio nazionale per il servizio civile, le Regioni e gli
enti che partecipano si impegnano a far sì che la
richiesta “avvenga in modo non equivoco, dichiarando
cosa al giovane si propone di fare e cosa il giovane
potrà apprendere durante l’anno di servizio civile presso l’ente, in modo da metterlo nelle migliori condizioni per valutare l’opportunità della scelta”. Come volontari avete il diritto di essere pienamente coinvolti nelle
diverse fasi del progetto; l’organizzazione non può
impegnarvi per il suo esclusivo beneficio.
Anche voi volontari però avete dei doveri: vi impegnate ad apprendere, farvi carico delle finalità del progetto, partecipare responsabilmente alle attività dell’ente
indicate nel progetto, “esprimendo nel rapporto con
gli altri il meglio delle proprie energie, delle proprie
capacità, della propria intelligenza, disponibilità e sensibilità”, valorizzando anche le proprie doti personali,
le competenze e le conoscenze acquisite.
Ricordate che…
- I progetti prevedono un orario di attività non inferiore
alle 30 ore settimanali né superiori alle 36, per un monte
ore annuo complessivo minimo di 1400.
- Per chi sceglie di svolgere il servizio civile all’estero, al
compenso mensile sarà aggiunta un’indennità estera
giornaliera ed una per vitto e alloggio.
- Per alcuni progetti le singole università e facoltà possono riconoscere crediti formativi.
- L’attività svolta non determina l’instaurazione di un
rapporto di lavoro e non comporta sospensione o cancellazione dalle liste di collocamento o di mobilità.
- L’anno di servizio civile è riconosciuto valido per l’inquadramento economico e la determinazione dell'anzianità lavorativa ai fini del trattamento previdenziale del
settore pubblico e privato.
Il servizio civile in Liguria continua ad
andare a scuola. Lʼeducazione deve
iniziare anche tra i banchi. È sulla base di
questo presupposto che la Regione Liguria
ha lanciato questo terzo bando, unico nel
suo genere. Ha finanziato 11 progetti sul
servizio civile rivolti agli studenti delle
scuole superiori. Gli enti di servizio
civile iscritti allʼalbo ai sensi della l.r.
11/2006 hanno presentato i loro progetti,
destinati ognuno ad un numero di studenti
tra i 25 e i 60, con età compresa tra i 16 e
i 18 anni. Unʼattività formativa all'interno
dell'istituto scolastico di almeno 20 ore, in
cui sono trattate diverse tematiche, tra cui
pace, solidarietà, gestione dei conflitti e,
più in generale, argomenti che possano
essere ricondotti alla convivenza civile e
alla partecipazione attiva dei cittadini e 20
ore di attività formativa esterna “in
situazione” ossia pratica, svolta presso le
organizzazioni di utilità sociale del
territorio. Lʼidea di portare il servizio
civile tra i banchi di scuola discende
direttamente dalla legge regionale che
istituisce il servizio civile regionale e
amplia il target di giovani che possono
vivere unʼesperienza di educazione alla
cittadinanza attiva: “Una delle novità
importanti introdotte con questa legge spiega Massimiliano Costa, vicepresidente
della Regione e promotore della legge - è
costituita dallʼapertura al servizio civile,
anche se in forma diversa da quella
prevista dal servizio civile nazionale, per
ragazzi e ragazze minorenni (dai 16 anni),
per i giovani detenuti, nonché per ragazzi
che sono potenzialmente a rischio di
esclusione sociale come gli immigrati: in
questo modo, si amplierà la fascia di
riferimento, abbracciando i giovani di età
compresa tra i 16 e i 29 anni”.
52
Dopo il diploma
Impara
L’ARTE…
Dedicato a chi ha talento
artistico e vuole farne una
vera professione. Largo alla
creatività!
i sono diplomati che a numeri e parole preferiscono tele e note. A loro le istituzioni Afam (Alta
formazione artistica musicale) offrono titoli accademici equiparati alla laurea universitaria (diploma
accademico di primo livello per i corsi triennali e di
secondo livello per il biennio di specializzazione).
Iscriversi ad essi spesso non significa rinunciare ad
esperienze che si considerano tipicamente universitarie, come il progetto Erasmus o il tirocinio pratico.
Inoltre, per molti di questi corsi sono disponibili borse
di studio destinate agli iscritti.
C
LA NOTA GIUSTA
Chi vuole esprimere il proprio talento musicale, parallelamente o alternativamente al percorso di studi universitario, può provare ad accedere al prestigioso
Conservatorio Paganini di Genova. Una curiosità: la storia di questa scuola inizia più di 160 anni fa, con l’annuncio sulla “Gazzetta di Genova” del 12 dicembre 1829
che il 2 gennaio successivo avrebbe cominciato a funzionare una “scuola gratuita di canto”.
L’ammissione ai corsi avviene attraverso un esame. Una
volta ammessi, la frequenza è obbligatoria.
Conservatorio di musica “Niccolò Paganini” - via Albaro,
38 16145 Genova (Ge) Tel. 010/3620747
Sito web: www.conservatoriopaganini.org
Un altro valido conservatorio è il Puccini, e si trova a La
Spezia. Anche in questo caso si accede dopo il superamento di un esame di ammissione e la frequenza è
obbligatoria.
Conservatorio di musica “Giacomo Puccini” - via xx settembre, 34 19121 La Spezia (Sp) Tel. 0187/770333
Sito web: www.conservatoriopuccini.com
IMMAGINI E COLORI
Se volete fare del vostro amore per le arti visive una professione potete puntare all’Accademia ligustica di belle
arti di Genova, storico istituto genovese nato nel 1751 nell’ambito della riforma “illuministica” degli istituti di formazione artistica, che rilascia diplomi di primo livello in:
pittura, scultura, decorazione, scenografia, grafica, grafica
d’arte; e diplomi di secondo livello (pittura, scultura,
decorazione, scenografia, grafica). L’ammissione è subordinata al superamento di una prova selettiva che in genere si svolge agli inizi di ottobre.
Accademia Ligustica di Belle Arti - Palazzo
dell’Accademia, Largo Pertini, 4 16121 Genova
Tel. 010/560131 Sito web: www.accademialigustica.it
Un’altra Accademia di belle arti si trova a Sanremo.
Rilascia diplomi di primo livello in pittura, grafica e illustrazione, scenografia e architettura d’interni e design.
L’ammissione, subordinata in genere all’esito di una
prova, è però automatica per chi è in possesso di maturità artistica o di un diploma d’arte applicata.
Accademia di belle arti di Sanremo - Via Corradi, 46
18038 Sanremo (IM)
Tel. 0184/514955 Cell. 392 1988751
Sito web: www.accademiabelleartisanremo.it
FUORI DALLA LIGURIA
Tra gli istituti dʼAlta formazione artistica e
musicale non presenti in Liguria
segnaliamo lʼAccademia nazionale di
danza, presente solo a Roma, che rilascia
titoli di primo e secondo livello in danza
classica e didattica della danza
(www.accademianazionaledanza.it). Cʼè
poi lʼAccademia nazionale dʼarte
drammatica Silvio DʼAmico, sempre a
Roma, che ha corsi di recitazione e di
regia (www.silviodamico.it). Infine esistono
gli Istituti superiori per le industrie
artistiche che formano designer, graphic
designer ed esperti di comunicazione
visiva; sono quattro e si trovano a Faenza,
Firenze, Roma e Urbino.
Opportunita`
Su il
53
SIPARIO!
Essere attori o non esserlo? Sicuramente è una delle vie più
difficili da percorrere. Per chi sente di avere il “sacro fuoco”,
però, è giusto provare, ma con la scuola giusta
a Scuola di recitazione del Teatro Stabile di Genova
è ormai un’istituzione, non solo in Liguria, ma in
tutta Italia. Fra gli allievi più noti si ricordano i registi Marco Sciaccaluga e Giorgio Gallione, fondatore col
suo gruppo del Teatro dell’Archivolto di Genova, Tullio
Solenghi, Elisabetta Pozzi, Enrico Campanati, Massimo
Mesciulam. In tempi più recenti, Adolfo Margiotta, Sara
Bertelà, Valerio Binasco, Giorgio Scaramuzzino, Andrea
Liberovici, il duo Luca Bizzarri - Paolo Kessisoglu.
Gruppi diplomati si sono consorziati per dare vita a realtà teatrale di qualità. La scuola nasce già negli anni
Sessanta e si consolida definitivamente nel 1981 sotto
l’egida della Regione Liguria. Offre due tipi di corsi a cui
si accede con il diploma di scuola superiore (bisogna
aver compiuto 18 anni): Corso di orientamento per attori e Corso di qualificazione professionale per attori. Il
primo dura un anno (oltre 700 ore da ottobre-maggio)
ed è a totale carico del Teatro Stabile di Genova. È un
corso propedeutico che offre l’occasione di saggiare le
proprie attitudini alla scena. Al termine viene rilasciato
un attestato di frequenza, che, però, non dà automaticamente diritto ad accedere al Corso superiore di qualificazione professionale. Quest’ultimo ha una durata di
1600 ore suddivise su due anni (da ottobre a maggio per
il primo anno e da settembre ad aprile per il secondo)
ed è finanziato dalla Provincia di Genova. Può presentarsi per accedere a questo corso non solo chi ha ottenuto l’attestato di frequenza al Corso di orientamento,
ma chiunque sia in possesso di una solida preparazione
di base. È riservato a un minimo di 8 e a un massimo di
12 persone. Si conclude con un esame di fronte ad una
commissione nominata dalla Provincia che rilascia un
attestato di qualifica professionale di attore.
Entrambi i corsi sono gratuiti e la frequenza è obbligatoria. L’ammissione è sempre subordinata a prove eliminatorie. Le audizioni per il Corso di orientamento si
tengono in settembre, quelle per il Corso di qualificazione si tengono in giugno. I bandi vengono pubblicati in
primavera sul sito del Teatro.
L
ATTORI SI DIVENTA
Due domande ad Anna Laura Messeri,
direttrice della Scuola di Recitazione del
Teatro Stabile di Genova.
Con quali speranze oggi un ragazzo
decide
di
diventare
attore
di
professione?
Le speranze sono molte perché la gran voglia
di recitare dà a ognuno la fiducia di imporsi
comunque nel mondo dello spettacolo con
tutti i vantaggi che questo sembra offrirgli:
impersonare celebri personaggi e magari
(perché no?) diventare ricchi e famosi. Agli
inizi, la prima conferma arriva quando viene
selezionato per entrare in una scuola
professionale, ma quando ne esce
sperimenta sulla propria pelle quanto sia
dura la realtà. È allora che la forza di
carattere e la certezza di aver impiegato tre
anni di vita in uno studio serio gli danno la
giusta forza per combattere, per scoprire a
fondo la propria personalità teatrale e alla
lunga - con lʼindispensabile apporto della
fortuna - realizzare il suo sogno.
Quanto cʼè di personale e quanto è dato
dalla scuola nella formazione di un
attore? In che cosa si riconosce un
diplomato alla scuola dello Stabile di
Genova?
La scuola può fornire i mezzi per portare a
galla quanto cʼè di personale.
Ciò che distingue lʼattore diplomato alla
scuola dello Stabile di Genova è la
consapevolezza
dellʼimportanza
del
concetto di azione teatrale quale scaturisce
dalla dinamica dei rapporti fra il
personaggio e quanto lo circonda; per lui la
naturalezza non significa sciatteria e lo stile
alto non significa declamazione. Credo che
sia questo il motivo per cui i nostri diplomati
non si sentono disorientati al loro primo
incontro con la cinepresa o con la
telecamera anche se devono tener conto
delle relative specifiche necessità.
Teatro Stabile di Genova
Piazza Borgo Pila 42 - 16129 Genova
Tel. 010 53421
Sito web: www.teatrostabilegenova.it
Block notes
56
Dopo il diploma
Avviso ai
naviganti del
WEB
Internet può essere un’ottima fonte per cercare notizie
sull’università, sulla formazione, sul mondo del lavoro e per
trovare altre informazioni utili. Ecco qualche indirizzo per
pescare in rete quelle giuste
ell’era di internet è quasi impensabile prescindere dalla rete per cercare in modo rapido ed
efficace tutte le informazioni che vi occorrono
per fare le vostre scelte per il futuro. Una ricerca che,
però, necessita di una certa attenzione perché anche il
web ha le sue insidie. Qui sotto trovate un elenco di
siti, istituzionali e non, utili al vostro scopo. Buona lettura e buona navigazione!
N
ec.europa.eu/eures
il sito della rete Eures, contiene le offerte d’impiego
aggiornate in tempo reale in 31 Paesi europei e le
informazioni necessarie per vivere e lavorare all’estero
www.gioventu.it
il sito del ministero della Gioventù
www.gioventuinazione.it
www.cercalavoro.it
è un ampio database dove inserire il proprio curriculum
il sito del programma comunitario per l’educazione non
formale e la mobilità giovanile internazionale
cercauniversita.cineca.it
www.handimpresa.it
è un servizio che aggrega le ricerche possibili che
riguardano l’università, dai corsi di laurea ai
finanziamenti, dai docenti agli studenti universitari, dai
bandi alle statistiche
riceve i curricula di persone disabili e li inserisce in
un’apposita banca dati
www.cliccalavoro.it
permette di individuare l’opportunità professionale più
adeguata in base alle proprie competenze ed
esperienze di formazione
www.ilsole24ore.com
ha una sezione dedicata a chi cerca lavoro, in cui si
trovano offerte di impiego, di corsi o di master
www.informagiovani-italia.com
informazioni utili su università, formazione e lavoro,
volontariato e molto altro ancora
www.concorsi.it
mette a disposizione un motore di ricerca per
individuare i concorsi pubblici in base alla regione e al
settore di interesse
www.jobadvisor.it
europass.cedefop.europa.eu
www.jobrapido.it
sito da cui è possibile scaricare il curriculum europeo
è un motore di ricerca di offerte di lavoro
propone un’ampia panoramica per il primo impiego con
opportunità di stage
Internet
www.jobtel.it
è un portale dell’orientamento al lavoro che contiene
informazioni utili divise per categorie: “studenti”,
“universitari”, “donne”, “disabili”, “lavoratori
svantaggiati”
www.lavoricreativi.com
è un sito specializzato in lavori “da creativo”: dal
copywriter al giornalista, dal grafico alle public relation,
al web designer
www.lavoro.gov.it
il sito del ministero del Lavoro, della Salute e delle
Politiche sociali
LA LIGURIA NELLA RETE
www.lavoro.gov.it/lavoro/europalavoro
è la sezione dedicata al Fondo sociale europeo in Italia
www.regione.liguria.it
il portale della vostra Regione
www.lavoro.org
sito con offerte di lavoro aggiornate e possibilità di
inserire il curriculum
www.programmallp.it
le pagine web dell’Agenzia nazionale LLP - Comenius,
Erasmus, Grundtvig, Visite di Studio, che gestisce e
coordina il “Programma d’apprendimento permanente”
www.pubblica.istruzione.it
www.miur.it
i siti del ministero dell’Istruzione, dell’Università e della
Ricerca
www.iostudioliguria.it
il portale con notizie e focus sul mondo
scolastico ligure e in generale sugli sviluppi del
mondo della scuola
www.iolavoroliguria.it
il portale con informazioni sulle opportunità
professionali in Liguria, il barometro delle
professioni più richieste, dati sulla domanda e
l’offerta di posti di lavoro, concorsi e borse di
studio
www.unige.it
www.serviziocivile.it
il sito dell’Università degli Studi di Genova
il sito con tutte le informazioni e i contatti sul Servizio
civile nazionale
www.arssu.liguria.it
www.sportellostage.it
il sito dell’Azienda regionale per i servizi
scolastici e universitari
è un servizio pubblico gratuito che offre ai giovani dai
18 ai 32 anni la possibilità di effettuare stage presso
aziende italiane ed estere
www.sviluppoitalialiguria.it
il portale per conoscere le agevolazioni alla
creazione d’impresa nella tua regione
www.stepstone.it
ha una delle più vaste banche dati dove inserire
curricula
www.lig.camcom.it
il sito dell’Unione delle camere di commercio
liguri
universo.miur.it
è il sito del ministero dell’Università e della Ricerca,
realizzato per orientare i ragazzi nella scelta del corso
di studi ovvero all’accesso ai corsi di Istruzione e
formazione tecnica superiore (Ifts) o all’inserimento nel
mondo del lavoro. Qui trovate anche tutti gli indirizzi
dei siti web delle università
www.clesc.it
il sito della Conferenza ligure enti servizio civile
www.accademiamarinamercantile.it
il sito dell’Accademia italiana marina mercantile
con informazioni e bandi di selezione
57
58
Dopo il diploma
Parole,
Parole,
Parole...
Le parole sono importanti.
Piccolo prontuario ad uso e
consumo del neodiplomato
da tenere sulla scrivania.
Buona lettura!
on sempre il linguaggio della burocrazia è chiaro
e limpido. Eppure il gergo utilizzato da enti e
istituzioni nasconde spesso informazioni che tutti
i neodiplomati dovrebbero conoscere, utili sia per chi
sceglie di iscriversi all’università sia per chi si mette
subito in cerca di un lavoro. Alcune delle definizioni che
troverete in questa sezione le avete già incontrate nella
pagine precedenti, altre vi suoneranno nuove. Scorrete
con attenzione.
N
relativi alle lezioni frontali, approfondimenti, dispense,
lucidi, ma anche entrare nei forum e partecipare alle
discussioni oppure eseguire i test, i compiti e le attività
elaborate dai docenti, individualmente o in gruppo. Per
consultare la parte pubblica può accedere ad AulaWeb
chiunque disponga di una connessione Internet,
utilizzando le stesse credenziali di accesso (Username e
password) usate per leggere la posta elettronica
all'indirizzo fornito dall’ateneo.
ANNO ACCADEMICO: indica il periodo entro cui vengono
svolti i corsi e si sostengono gli esami. Prende il via
generalmente ad ottobre o all’inizio di novembre (anche
se le lezioni di alcuni corsi iniziano già nel mese di
settembre) e termina nell’autunno dell’anno successivo.
AUTOIMPIEGO: la libera professione, la creazione di
microimprese o altre forme di lavoro autonomo; in
pratica tutto ciò che è alternativo al lavoro dipendente.
ATTIVITÀ FORMATIVE: Sono le attività organizzate o
previste dalle università necessarie per conseguire il
titolo (corsi di insegnamento, seminari, esercitazioni,
laboratori, tirocini, progetti, attività di studio
individuale, ecc.).
ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA: associazioni tra
imprenditori costituite con il fine di rappresentare e
tutelare i rispettivi interessi e fornire servizi collettivi.
AULAWEB: è il portale per la didattica online
dell'Ateneo che può essere utilizzato sia a supporto
delle lezioni in presenza sia per l’erogazione di corsi
completamente a distanza. La piattaforma è organizzata
in un sito principale da cui si possono raggiungere le
pagine dedicate ai singoli Corsi di Studio attivati. In
AulaWeb è possibile consultare e scaricare documenti
BILANCIO DI COMPETENZE: è un documento, redatto da
un orientatore, che mette a fuoco le conoscenze
teoriche, pratiche, professionali e le caratteristiche
personali – motivazioni, necessità, sogni, valori. Può
essere utile per fare una scelta professionale e/o
formativa consapevole.
BORSE DI STUDIO: il Diritto allo studio prevede
strumenti di supporto economico per gli studenti
particolarmente meritevoli e/o in condizioni economiche
disagiate. Ogni anno gli atenei, gli enti e le aziende
regionali mettono a concorso – per reddito e per merito
– borse di studio, posti alloggio, borse di lavoro parttime, contributi monetari per studenti in sede, fuorisede
e pendolari.
BUSINESS PLAN: in italiano “piano d’impresa”, consiste
nella presentazione organica del progetto
imprenditoriale.
Glossario
CAMERE DI COMMERCIO: enti economici che
rappresentano e difendono gli interessi delle varie
categorie economiche. Oltre a offrire consulenze
svolgono funzioni amministrative come la tenuta del
registro della ditta e il rilascio dei certificati.
CENTRI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE: sono
strutture dove si svolgono corsi di formazione
professionale, al termine dei quali viene rilasciato un
attestato di qualifica professionale, di qualificazione, di
specializzazione o di aggiornamento.
CLASSI DELLE LAUREE E DELLE LAUREE MAGISTRALI:
raggruppano corsi di studio dello stesso livello e
ambito disciplinare; i corsi che vengono istituiti
all’interno delle classi condividono gli stessi obiettivi
formativi qualificanti e quindi le attività formative
indispensabili per conseguirle.
CONTRATTI ATIPICI: sono i contratti parasubordinati
con cui non si costituisce un rapporto di lavoro
dipendente, bensì si instaura una collaborazione
“autonoma”. Ne è un esempio l’apprendistato.
CCNL: sono i Contratti collettivi nazionali di lavoro,
stipulati tra sindacati e associazioni dei datori di
lavoro. Fissano le condizioni economiche e
organizzative in cui si svolge l’attività lavorativa di un
determinato settore.
CREDITO FORMATIVO UNIVERSITARIO: è un’unità di
misura convenzionale dell’impegno complessivo di
apprendimento di uno studente impegnato a tempo
pieno; ad un credito corrispondono 25 ore di lavoro
(studio individuale, attività formative, tirocini ecc.). Il
credito formativo non sostituisce in alcun modo il voto.
DEBITO FORMATIVO: indica la mancanza delle
conoscenze e delle abilità di base previste per
l'accesso a uno specifico corso di laurea. I regolamenti
didattici di ogni corso ne stabiliscono le modalità di
recupero e verifica.
ENTI PER LA TUTELA DEL DIRITTO ALLO STUDIO:
Sono strutture regionali che hanno come obiettivo la
tutela del diritto allo studio. Inoltre, svolgono diverse
attività rivolte agli studenti universitari, tra le quali
informazione, consulenza orientativa, erogazione delle
borse regionali, gestione delle case dello studente e
delle mense.
ERASMUS: Il programma Erasmus sostiene
principalmente la mobilità degli studenti, sviluppando e
sostenendo l’istruzione superiore, fino al dottorato. Lo
scambio studentesco ha una durata compresa tra i 3 e
59
i 12 mesi durante i quali è accordato un sostegno
finanziario, variabile da Paese a Paese e in relazione
ad altri elementi. Il periodo trascorso all’estero sarà
riconosciuto come parte integrante del percorso
universitario.
EURES: una rete costituita per favorire la cooperazione
tra i servizi pubblici dell’impiego presenti sul territorio
dello Spazio economico europeo e incoraggiare la
mobilità dei lavoratori.
Tra i suoi obiettivi, la diffusione di informazioni sulle
condizioni di vita e di lavoro nei Paesi membri; favorire
l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro in
Europa; fornire consigli specifici e orientamento
professionale ai lavoratori e agli imprenditori
transfrontalieri.
EURODESK: è la struttura del programma comunitario
“Gioventù in azione” dedicata all’informazione e
all’orientamento sui programmi in favore della
gioventù promossi dall'Unione europea e dal Consiglio
d’Europa. Le attività di informazione e orientamento sul
programma sono svolte in diretta collaborazione con
l’Agenzia nazionale per i giovani. Eurodesk fornisce
informazioni e orientamento sui programmi europei
rivolti ai giovani nell’ambito della cultura, della
formazione, della mobilità, dei diritti e del volontariato.
FONDO SOCIALE EUROPEO: è lo strumento attraverso
il quale l’Unione europea promuove interventi per lo
sviluppo delle risorse umane e del mercato del
lavoro. Il Fse finanzia, in ogni Stato membro, misure
volte a prevenire e a combattere la disoccupazione
nonché a sviluppare le risorse umane e l’integrazione
sociale nel mercato del lavoro. Le sue attività
rientrano nel settore dell’istruzione, della formazione
professionale e dell’orientamento.
FORMAZIONE PROFESSIONALE SUPERIORE: con questa
espressione si intende l’insieme degli strumenti
finalizzati all’acquisizione di conoscenze teoriche e
pratiche per l’inserimento diretto nel mercato del
lavoro con specifici ruoli professionali. Le attività
vengono svolte da strutture pubbliche o da strutture
convenzionate. Ne fanno parte anche i corsi di
Istruzione e formazione tecnica superiore (Ifts) e i corsi
finanziati dal Fondo sociale europeo (Fse).
FREQUENZA: indica la partecipazione dello studente a
tutte le attività didattiche previste per i diversi corsi di
studio. Può essere "libera" oppure "obbligatoria", in
quest’ultimo caso per poter sostenere l’esame lo
studente dovrà frequentare un determinato numero di
ore di lezione.
IDONEITÀ: si intendono quegli esami del piano di
60
Dopo il diploma
studio che rilasciano i crediti ad essi associati ma non
attribuiscono una valutazione in trentesimi.
IFTS: sono i corsi di Istruzione e formazione tecnica
superiore, finalizzati a un rapido inserimento nel
mondo del lavoro e destinati a giovani e adulti,
occupati e disoccupati che, dopo il diploma, intendono
specializzarsi. Fanno parte della Formazione integrata
superiore post-secondaria a carattere non universitario.
Vengono organizzati secondo standard nazionali sulla
base di fabbisogni territoriali e prevedono stage e
tirocini nei luoghi di lavoro.
IMMATRICOLAZIONE: è la procedura amministrativa da
seguire quando ci si iscrive per la prima volta ad un
corso universitario.
IMPRENDITORIA FEMMINILE: rientrano nei casi di
imprenditoria femminile quelle aziende individuali
gestite da donne o quelle società e cooperative in cui
l’organico è costituito al 60% da donne.
INFORMAGIOVANI: sono strutture generalmente
promosse dagli enti locali che svolgono
prevalentemente attività di informazione per i giovani
su opportunità formative, professionali, vita sociale,
cultura, tempo libero, sport e vacanze in Italia e
all’estero.
istituito con decisione del Parlamento europeo e del
Consiglio il 15 novembre 2006 e riunisce tutte le
iniziative di cooperazione europea nell'ambito
dell’istruzione e della formazione dal 2007 al 2013. Ha
sostituito, integrandoli in un unico programma, i
precedenti Socrates e Leonardo, attivi fino al 2006.
MANIFESTO DEGLI STUDI: è il documento pubblicato
annualmente dalle facoltà contenente le informazioni
relative agli insegnamenti, piani di studio, esami di
profitto, verifica delle conoscenze, calendario delle
lezioni, e altre indicazioni utili.
NO PROFIT: gli organismi no profit sono quelli costituiti
con lo scopo di produrre beni o servizi senza fini di
lucro. Chi lavora in queste attività può ricevere un reddito
purché questo non sia distribuito sotto forma di utili.
PARI OPPORTUNITÀ: è un concetto che esprime
l’intento di garantire uguali condizioni e prospettive di
vita a tutti i cittadini, attraverso politiche e iniziative
finalizzate alla rimozione degli ostacoli che
impediscono un’effettiva parità. In ambito comunitario
il termine indica principalmente le azioni volte a ridurre
le disparità tra uomini e donne.
LAVORO NERO: quando il rapporto di lavoro non è
regolato dalle normative vigenti.
PIANO DI STUDIO: è compilato da ciascuno studente
sulla base di alcune norme-guida consultabili
principalmente nel Manifesto degli studi di facoltà, in
modo da organizzare ed elencare nel dettaglio le
attività formative (obbligatorie e a scelta),
suddividendole per ogni anno accademico. Lo studente
è tenuto a presentare il proprio piano di studi all’inizio
di ogni anno accademico.
LIFELONG LEARNING PROGRAMME (LLP): è stato
PORTALE STUDENTI: è lo spazio sul sito Internet
INOCCUPATO: persona che non ha mai svolto attività
lavorativa ed è in cerca della prima occupazione.
Glossario
61
dell’Università degli Studi di Genova rivolto agli
studenti. Vi si accede all'indirizzo:
www.studenti.unige.it.
Attraverso il Portale Studenti è possibile, tra l’altro:
avere informazioni di carattere generale e sull’offerta
formativa; svolgere test di orientamento online;
verificare la carriera universitaria, la situazione delle
tasse, la media degli esami; compilare il piano di
studio; prenotarsi agli esami.
SEMESTRE: è l'arco di tempo in cui vengono tenute le
lezioni; di norma un singolo anno di corso si articola in
due semestri.
SOCIETÀ: il contratto con cui due o più persone (i
soci) conferiscono beni o servizi per intraprendere
l’esercizio di un’attività economica comune di cui
divideranno gli utili.
SPORTELLO DELLO STUDENTE: è una struttura
dislocata nella sede di ciascuna facoltà. Permette agli
studenti iscritti di reperire informazioni specifiche sui
corsi di studio della facoltà, sui vari insegnamenti e i
relativi programmi (orario lezioni/calendario esami),
sui passaggi da un corso di studio all´altro, sulle
ammissioni con altro titolo di studio e sul
riconoscimento di titoli di studio, informazioni e ritiro
dei piani di studio; di adempiere ad alcune pratiche
quali presentazione della domanda di laurea e
deposito del titolo della tesi, di ritirare pubblicazioni
e opuscoli informativi e altro ancora.
STAGE: è un’esperienza di avvicinamento al mondo del
lavoro, con una durata variabile da tre settimane a
quattro mesi, che consente di non interrompere gli
studi. Permette di agevolare le scelte formative e
professionali attraverso l’esperienza diretta del lavoro.
Durante lo stage non è prevista necessariamente una
retribuzione, infatti non si viene assunti con un
contratto di lavoro. Alla fine dell’esperienza, lo stagista
riceve un attestato.
TASSE UNIVERSITARIE: l’importo annuale delle tasse è
suddiviso nella misura di due rate.
La prima rata è uguale per tutti gli studenti mentre la
seconda rata è differenziata in base al valore della
certificazione ISEE/ISEEU e al corso scelto (nel caso in
cui non si sia presentata la certificazione ISEE/ISEEU,
secondo le scadenze stabilite, le tasse sono
automaticamente calcolate nella misura più elevata).
TESSERINO MAGNETICO (BADGE): viene consegnato al
momento della conferma dell'immatricolazione secondo
le scadenze previste (per consultare le date aggiornate
www.studenti.unige.it).
Il tesserino magnetico (badge) contiene la foto, il nome
e cognome, il numero di matricola e la facoltà di
appartenenza. Serve per accedere alle attività
formative, per beneficiare degli sconti presso il servizio
ristorazione (le mense universitarie) e per godere delle
promozioni rivolte agli studenti universitari presso gli
esercizi convenzionati (palestre, cinema e teatri,
parcheggi ecc.). In caso di smarrimento può esserne
richiesto un duplicato presso il Dipartimento Studenti
di via Bensa, 1.
TEST D’ACCESSO O DI AMMISSIONE: alcuni corsi di
laurea prevedono il numero programmato per
l’ingresso. In questo caso le aspiranti matricole devono
superare un esame selettivo, denominato “test
d’accesso” o “d’ammissione”. Il test d’ammissione vale
come verifica delle conoscenze di base.
TRASFERIMENTO: con questo termine si indica il
passaggio di uno studente proveniente da un corso di
laurea di un ateneo ad un corso di laurea di un altro
ateneo.
TUTOR: è una figura indicata dalle strutture universitarie
per supportare gli studenti durante la loro vita
universitaria. Offre infatti agli iscritti dei punti di
riferimento utili per reperire informazioni su orari, date
degli appelli d’esame, libri di testo, piano di studio, e
su tutto ciò che concerne l’organizzazione e la
programmazione dello studio, compresa la scelta degli
esami da preparare.
ZAI.NET: Il punto di vista delle giovani generazioni
sul mondo, da dodici anni sul magazine, sul web e
on air. Sul sito www.zai.net troverete anche alcuni
estratti di questa guida.
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Block notes
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Dopo il diploma