NOVEMBRE 2009 “Poste Italiane. Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1 comma 1, DCB Torino n° 8 Anno 2009” Sommario dopo il diploma da pagina 7 Le facoltà dopo il diploma da pagina 17 La formazione dopo il diploma da pagina 23 Il lavoro dopo il diploma da pagina 31 Dopo il diploma Lo studio 3 Le opportunità dopo il diploma da pagina 45 Block notes da pagina 55 Direttore responsabile Renato Truce Vice direttore Lidia Gattini A cura di Simona Neri Hanno collaborato Maria Elena Buslacchi, Giovanni Battaglio, Chiara Falcone Direttore dei sistemi informativi e multimediali Daniele Truce Impaginazione Gianni La Rocca Infografiche Giorgia Nobile Fotografie e fotoservizi Circolo di Sophia Sito web: www.zai.net Francesco Tota, Alessandro T. Editore Mandragola Editrice società cooperativa di giornalisti via Nota, 7 - 10122 Torino Stampa Print Editor S.r.l. 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Se potesse tornare indietro non si lascerebbe consigliare dal fratello maggiore, laureando con ottimi voti, ma prenderebbe la “sua” strada. Sì, ma come si fa a capire ciò che è più o meno giusto per se stessi? L’orientamento cerca proprio di rispondere a queste domande. Per questo la nostra Regione punta sempre di più a rafforzare uno strumento utile come questo. Ne abbiamo parlato con Massimiliano Costa, vice presidente della Regione e assessore all’Istruzione e alla Formazione. Che ruolo ha l'orientamento oggi? Rispetto al passato possiamo dire che i ragazzi hanno davvero un sostegno migliore al momento di prendere da protagonisti le decisioni sul futuro che li aspetta? Sì e no. Mi spiego: rispetto al passato esistono più fonti di notizie ed è più facile accedere alle informazioni che I interessano andando direttamente all’origine, principalmente navigando su internet. Tuttavia, questo mare magnum di informazioni può diventare un boomerang e…disorientare! Per questo diventa essenziale il ruolo di un tutor, una persona che possa fornire indicazioni non solo di dettaglio, ma anche più generali, che possa dare una visione d’insieme del percorso che si vuole intraprendere. La difficile situazione economica che viviamo in questo momento incide in qualche modo anche sul ruolo dell'orientamento? Certamente l’instabilità economica porta dei riflessi sul mondo della formazione: si è concentrati molto sul presente e forse si rischia di tralasciare un po’ la visione del futuro, in attesa che si ritorni alla stabilità e alla crescita. Occorre invece non sprecare tempo e pensare il più possibile alle azioni da intraprendere per non farsi cogliere impreparati al momento della ripresa, quando le aziende ricominceranno a chiedere personale. In questo senso, l’Osservatorio delle professioni del domani che In Liguria sta muovendo i primi passi in Liguria è essenziale per guardare, col “cannocchiale”, il futuro e dire quali saranno le professioni su cui puntare e su cui investire in termini di formazione. Detto questo, aggiungo che l’orientamento è stato inserito in modo specifico all’interno della legge regionale sul sistema educativo regionale che è stata approvata a maggio, in cui si stabilisce che esso è un vero e proprio diritto, che va garantito come processo dinamico e continuo nell’arco di vita dell’individuo. Anche quest'anno la Regione ha organizzato il Salone Orientamenti. Che bilancio fare delle precedenti edizioni e quali le novità nell'ultima? Il numero delle presenze ci dice che la manifestazione interessa e piace, anche per la sua capacità di presentare contenuti di spessore e utili in modo diretto, a volte “giocoso”, senza tradire la serietà dell’argomento. Tra le novità di quest’anno, c’è il Forum internazionale dell’orientamento, evento di grande prestigio organizzato da Isfol e Tecnostruttura che abbiamo voluto si svolgesse nell’ambito della nostra manifestazione per dare un segnale forte: crediamo che l’orientamento sia una questione di primaria importanza, su cui investire, perché da un buon servizio di orientamento dipende il successo del percorso di formazione dei giovani e quindi la loro capacità di inserirsi sul mercato del lavoro e di trovare soddisfazione da quello che fanno. L’altra caratteristica dell’edizione 2009 del salone degli studenti è il tema dell’innovazione e della creatività. Anche noi abbiamo voluto celebrare l’anno europeo dedicato a questi due aspetti con un concorso aperto ai giovani, per stimolarli a “pensare in grande”, a rendersi davvero protagonisti del cambiamento delle nostre città, degli ambienti in cui vivono e lavorano. L’obiettivo è anche quello di valorizzare una cultura scientifica che purtroppo è ancora vista come distante, oscura e difficile da avvicinare. Il Salone è quindi l’occasione per dare conto e mostrare i progetti che hanno partecipato al concorso. Quali sono gli altri strumenti che la Regione offre ai suoi cittadini più giovani per la loro realizzazione negli studi (per chi sceglie di proseguire) o professionale (per chi cercherà, invece, di entrare subito nel mondo del lavoro)? La Regione Liguria sta investendo moltissimo per la formazione, anche grazie al Fondo sociale europeo, che ci dà una mano per attuare quelle politiche di inclusione e di innalzamento del livello di istruzione e formazione delle persone. Penso in particolare ai percorsi triennali di istruzione e formazione, diretti alle persone che devono assolvere il diritto-dovere all’istruzione e che garantiscono una preparazione spendibile direttamente sul mercato del lavoro nei settori strategici della Liguria come la nautica o il turistico-alberghiero; ai corsi Ifts, che quest’anno hanno avuto un ottimo esito in termini di iscrizioni e che assicurano una preparazione tecnica superiore post diploma; e penso anche ai master universitari: quest’anno ne abbiamo finanziati 12 e ora stanno partendo. Sono opportunità di grande livello che, oltre ad assicurare una preparazione di qualità elevata, permettono di fare esperienza in azienda: in molti casi, infatti, gli studenti che concludono con profitto il corso possono essere assunti dalle stesse aziende partner della Regione nell’attivazione dei master. 5 Come assicurare che a tutti siano offerte le stesse possibilità? Il tema del diritto allo studio mi è molto caro: appena iniziato il mio compito di assessore all’istruzione, quattro anni fa, mi sono messo al lavoro per fare una legge che riorganizzasse e migliorasse la materia in modo che studiare fosse davvero un diritto garantito a tutti, indipendentemente dal censo e dall’appartenenza sociale di ciascuno. Dal 2006 ad oggi le borse di studio erogate alle famiglie sono state tantissime: abbiamo soddisfatto il 100% delle domande degli aventi diritto. Abbiamo anche agito sulle scuole stesse, finanziando attività e progetti dedicati all’inclusione di studenti disabili e stranieri, per combattere il fenomeno della dispersione scolastica e garantire a tutti il diritto a crescere e a trovare il proprio posto nella società. Famiglia, passioni, prospettive lavorative, i consigli degli insegnanti: i fattori che influenzano i neodiplomati sul percorso da intraprendere possono essere molti. A chi dare più ascolto? Come dicevo all’inizio, le voci sono tante, le fonti di informazione forse di più. Bisogna puntare a rafforzare il servizio di orientamento all’interno delle scuole e sul territorio, creare momenti di formazione e ascolto per i genitori. Per questo al Salone Orientamenti riproponiamo i laboratori per genitori, per creare dei momenti di dialogo e ascolto oltre che di informazione per aiutarli scusate il gioco di parole - ad essere d’aiuto ai loro figli nel momento della scelta, sia della scuola superiore, sia del percorso formativo da seguire dopo il diploma. Di fronte a quella che viene indicata come “emergenza educativa”, occorre stabilire un’alleanza forte tra genitori e insegnanti, tra famiglia e scuola. Dare retta alle proprie passioni e inclinazioni è importante; va bene non rinunciare ai sogni ma…con i piedi ben piantati per terra! Intendo dire che affidandosi a persone esperte e preparate, si può capire, in maniera realistica, come canalizzare capacità, desideri e speranze, mettendo anche in conto qualche fallimento o qualche scelta non particolarmente azzeccata: l’importante è non scoraggiarsi e tentare di nuovo perché dagli errori c’è sempre da imparare. Massimiliano Costa, assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione Università 8 Dopo il diploma Diamoci CREDITO Classi di laurea, crediti formativi e divisione in cicli: per orientarsi nell’ordinamento vigente del sistema universitario italiano basta avere chiaro in che cosa consistono e come funzionano re più due, laurea triennale e laurea magistrale, laurea magistrale a ciclo unico, master di primo e di secondo livello. Sono alcune delle parole del sistema universitario, così com’è stato riformato negli ultimi anni. Andiamo ad analizzarle nel dettaglio. T LE CLASSI DI LAUREA – Nomi diversi ma stessa classe di laurea. Nel panorama dell’offerta universitaria ci si imbatte in numerosi corsi dai nomi più o meno diversi. Tutti però sono collocati dagli atenei all’interno di una delle classi di laurea previste a livello nazionale, una categoria che raggruppa gli indirizzi che condividono discipline caratterizzanti e obiettivi formativi. Tradotto significa che tutti i percorsi appartenenti a una medesima classe rilasciano un titolo di studio di uguale valore legale, che dà accesso agli stessi impieghi pubblici e agli stessi sbocchi professionali; oltre al titolo di studio, ai laureati è rilasciato un supplemento al diploma. Questo certificato, uniformato ai modelli degli altri Paesi europei, descrive in modo dettagliato gli studi effettuati ed è molto utile per la compilazione del curriculum vitae. COS'È UN CFU? - Un CFU, ovvero un credito formativo universitario, è l’unità che misura l’impegno necessario allo studente per preparare un esame. Ad 1 CFU corrispondono 25 ore di impegno complessivo richiesto allo studente (lezioni, laboratori, esercitazioni, studio indivi- duale, ecc.) e ad ogni singolo esame corrispondono un numero di crediti stabilito dal piano di studi che saranno acquisiti dallo studente con il superamento dell’esame stesso. In media i piani di studio prevedono 60 CFU all’anno; per conseguire una laurea triennale sono richiesti 180 CFU, 120 per la laurea magistrale, 300 o 360 per le lauree magistrali a ciclo unico. In alcuni casi gli esami sono predefiniti e non possono essere cambiati, in altri lo studente può inserire, nel proprio piano di studi, degli insegnamenti a scelta. Per iscriversi agli anni successivi al primo non sempre è necessario aver acquisito tutti i crediti previsti dal piano di studi, anche se per conseguire il titolo di laurea è indispensabile completare tutti i crediti necessari. I CFU hanno introdotto un’altra importante novità: la flessibilità della durata del percorso di studi; infatti gli studenti lavoratori che non possono sostenere tutti gli esami previsti dal piano di studi per ciascun anno di corso, possono optare per un’iscrizione a tempo parziale inserendo un numero di insegnamenti pari o inferiore a 44 CFU. “ In alcuni casi gli esami sono predefiniti e non possono essere cambiati, in altri lo studente può inserire, nel proprio piano di studi, degli insegnamenti a scelta” Universita` LA VERIFICA OBBLIGATORIA DELLA PREPARAZIONE DI BASE A partire dall’anno accademico 2009/2010, per essere ammessi a qualsiasi corso di studio ad accesso libero, è prevista da parte delle università una verifica delle conoscenze di base dello studente da svolgersi prima o dopo l’iscrizione. L’esito negativo della verifica non preclude l’iscrizione, ma allo studente che non la supera, vengono assegnati degli obblighi formativi aggiuntivi da colmare entro il primo anno di corso attraverso attività organizzate dalle singole facoltà. Lo svolgimento della verifica è obbligatorio per tutti gli studenti; eventuali eccezioni sono descritte nei manifesti degli studi. LA DIVISIONE IN CICLI - Una volta chiarito che cosa sono i crediti, ecco la divisione in cicli dell’ordinamento universitario. Il primo ciclo - Consiste nella laurea (triennale), alla quale si può accedere con il diploma di scuola secondaria superiore. Per conseguirla è necessario acquisire 180 crediti. La laurea mira a dare allo studente una buona padronanza delle conoscenze relative all’ambito di studio scelto e delle competenze e abilità utili in vista di un successivo ingresso nel mercato del lavoro. Non implica un ulteriore proseguimento degli studi, al suo termine il laureato si vedrà riconosciuto il titolo di dottore. Per l’esercizio di alcune professioni il percorso da seguire prevede l’iscrizione ad una laurea magistrale a ciclo LA RIFORMA A partire dallʼa.a. 2008-09 alcune facoltà universitarie hanno cominciato ad applicare la cosiddetta “Nuova Riforma” sulla base del D.M. 270/2004 che ne ha definito le regole, pensata per correggere alcuni aspetti della riforma 3+2. Le novità più rilevanti stabilite dalla 270 riguardano lʼintroduzione di un limite massimo nel numero di esami previsto per ciascuno dei primi due cicli: chi frequenta una laurea triennale non deve sostenere più di 20 esami mentre chi affronta una laurea magistrale si confronta con al massimo 12 esami in due anni. Inoltre viene introdotta la denominazione di “Laurea magistrale” al posto di “Laurea specialistica”. Unʼaltra novità è la verifica della preparazione iniziale dello studente. Tutti i corsi di studio ad accesso libero prevedono una prova atta a verificare le conoscenze di base; tali verifiche si differenziano in base alla facoltà. In caso di esito negativo, non è preclusa lʼiscrizione, ma vengono assegnati allo studente obblighi formativi aggiuntivi. Le facoltà sono tenute ad organizzare specifiche attività finalizzate a colmare eventuali lacune da parte dello studente entro il primo anno di corso. 9 unico della durata di 5 o 6 anni. I crediti da acquisire per potersi laureare sono 300 o 360, in base alla durata del corso, e il titolo conseguito è quello di dottore magistrale. Presso l’ateneo genovese sono attivi sette corsi di laurea magistrale a ciclo unico: Architettura, Chimica e tecnologie farmaceutiche, Farmacia, Giurisprudenza, Ingegneria edile – Architettura, Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e protesi dentaria. Per essere ammessi a qualsiasi corso di laurea/laurea magistrale a ciclo unico ad accesso libero, è prevista da parte dell’università una verifica delle conoscenze di base dello studente. Il secondo ciclo - Una volta conseguita la laurea triennale lo studente può scegliere di proseguire il suo percorso formativo in due modi: con la laurea specialistica/magistrale oppure con il master di I livello. La laurea magistrale mira a fornire allo studente una formazione di livello avanzato per l’esercizio di attività in ambiti specifici. Dura due anni, al termine dei quali lo studente acquisisce 120 crediti; il titolo riconosciuto è quello di dottore magistrale. L’ammissione alla laurea magistrale è subordinata alla verifica dei requisiti curriculari e dell’adeguata preparazione personale del laureato, accertata mediante una prova. Il master di I livello dura in media 1 anno (60 crediti). Perfeziona le abilità professionali e le conoscenze dello studente a livello di alta formazione. Il terzo ciclo A questo ciclo può accedere unicamente chi ha acquisito il titolo di dottore magistrale e comprende il dottorato di ricerca e il master di II livello. Il primo è la strada scelta da chi vuole esercitare attività di ricerca presso le università, gli enti pubblici o i soggetti privati. Può durare 3 o 4 anni. Il master di II livello dura in media 1 anno (60 crediti) e serve a professionalizzare ulteriormente i laureati magistrali, in stretto rapporto con le situazioni lavorative reali. 10 Dopo il diploma DOTTORE sì, ma in cosa? Studiare vi piace e avete scelto di proseguire anche dopo il diploma. L’offerta didattica universitaria è molto ampia, ce n’è davvero per tutti i gusti. Ma siete sicuri di avere le idee chiare? Ecco cosa c’è da sapere prima di fare la vostra scelta cegliere non è semplice, è inutile negarlo. Lo sanno bene i tanti ragazzi che dopo uno o due anni di studi hanno cambiato facoltà, quando non hanno addirittura lasciato l’università. Ma effettuare una scelta ragionata e consapevole è un compito in cui non si è da soli: gli stessi atenei mettono a disposizione molti mezzi per aiutare gli studenti a trovare la loro strada, affiancandoli non soltanto in entrata, ma anche durante tutto il percorso di studi. Per scoprire come, abbiamo parlato con la professoressa Marilena Carnasciali, del Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale, delegato del Rettore per le attività di orientamento e i rapporti con il mondo della scuola presso l’Università di Genova. Quali sono gli strumenti che l’ateneo offre per aiutare gli studenti delle scuole superiori a chiarirsi le idee? Quali le occasioni di incontro tra i due mondi? I momenti di incontro tra l’università e la scuola sono davvero tanti: vengono organizzati innanzitutto a livello di ateneo, dalla Commissione orientamenti, e poi sono portati avanti dalla singole facoltà. Innanzitutto a Genova abbiamo il Salone Orientamenti: docenti e tutor sono a disposizione dei ragazzi per far scoprire loro tutto ciò che riguarda l’organizzazione dei corsi di laurea, la didattica, il sistema dei crediti formativi. A febbraio, poi, le facoltà organizzano il cosiddetto “open week”: le aule si aprono per una settimana agli studenti delle scuole superiori, che possono visitare le strutture e i locali dell’'università, guidati principalmente dai ragazzi degli ultimi anni. È innegabile infatti che sia più facile per i futuri iscritti confrontarsi con persone della propria età piuttosto che con i docenti. Da qualche anno poi l’Università organizza, in collaborazione con la Provincia di Genova, il progetto Arios: gli studenti del quarto anno delle scuole superiori assistono alla presentazione dell’intera offerta formativa dell’ateneo e dei servizi disponibili, come le borse di studio, il progetto Erasmus, gli stage. Non dimentichiamo infine il Salone dell’Immatricolazione, a fine estate: c’è ancora tempo, prima di iscriversi definitivamente, di raccogliere informazioni e scoprire la strada a noi più adatta. S Se uno studente avesse bisogno di indicazioni più personali, magari di un colloquio individuale, a chi si potrebbe rivolgere? Sono sostanzialmente due le tipologie di incontro individuale: con i docenti delegati per l’orientamento, da concordarsi personalmente e su appuntamento con i professori stessi, e con il Servizio Orientamento dell’Università, che aiuta lo studente non soltanto in entrata, ma anche in itinere e in uscita dal proprio corso di studi. Come bisogna muoversi se ci si rende conto di aver sbagliato facoltà? Dopo una serie di colloqui con i docenti, se si è davvero convinti di voler cambiare corso di studi si può procedere ad un passaggio, consigliabile in genere entro il primo anno, perché sono più facili il riconoscimento degli esami sostenuti e l’integrazione della carriera precedente in un nuovo corso di laurea. Conosco molti studenti che hanno deciso di cambiare: spesso la seconda scelta è più matura della prima, ed è meglio accorgersi che qualcosa non va ed avere il coraggio di ammetterlo, piuttosto che persistere in un corso di studi che non ci si addice, e sprecare tempo ed energie in qualcosa che non ci piace, ma ci affatica soltanto. In questi tempi di crisi, quanto conviene preoccuparsi dei possibili sbocchi sul mercato del lavoro? Che consiglio dare a chi si chiede che cosa dovrebbe scegliere tra ciò che piace e ciò che dà più garanzie di trovare un impiego? Chiaramente non si può fare solo ciò che piace, come non si può fare solo ciò che non piace. Ciò che importa è la consapevolezza: chi sceglie un percorso di studi che offre meno garanzie di lavoro dovrà mostrarsi più competitivo, ed affiancare magari all’università altre esperienze. Lʼateneo genovese offre un servizio gratuito di colloqui orientativi individuali disponibile su prenotazione al tel. 010/2099690. Universita` 11 A prova di TEST! Alcuni corsi di laurea selezionano preventivamente gli iscritti. Scopriamo quali sono e come prepararsi ai test di ingresso on tutte le facoltà consentono l’iscrizione con la semplice domanda di immatricolazione. Alcune hanno l’ingresso “sbarrato”, condizionato, cioè, al superamento di un test di ammissione. Ma non scoraggiatevi: prepararsi anche a quelli più difficili non è una missione impossibile. Quali corsi? Sono programmati a livello nazionale, tra gli altri, gli accessi ai corsi di laurea in Medicina e chirurgia, in Medicina veterinaria, in Odontoiatria e protesi dentaria, nonché ai corsi di laurea per la formazione del personale sanitario infermieristico, tecnico e della riabilitazione, in Architettura e in Scienze della formazione primaria. I bandi ufficiali sono pubblicati di norma con largo anticipo sul sito del ministero insieme al programma delle materie oggetto di verifica, quindi, avrete tutto il tempo per prepararvi. Se sentite il bisogno di essere supportati, esistono molti corsi privati (piuttosto costosi, in realtà) nati con lo scopo di far superare i quiz, ma spesso anche le facoltà organizzano cicli gratuiti di lezioni. Dato che anche questi sono a numero chiuso, occorre iscriversi diversi mesi prima; purtroppo non sono sempre semplici da scovare, quindi è bene tenersi in contatto con le segreterie didattiche e controllare costantemente il sito della facoltà. Superare il test Ormai molti atenei statali stabiliscono autonomamente il numero chiuso per i propri corsi, così i quiz d’ammissione sono frequenti anche nelle facoltà letterario-umanistiche. Come negli altri casi, occorre consultare il bando ufficiale pubblicato con mesi di anticipo dalle università, che dà indicazioni su contenuto, modalità, tempi della prova e su come preiscriversi. Il passo successivo è quello di tirare fuori i libri di scuola per ripassare le materie su cui verte il test e procurarsi uno o più volumi di quiz per simulare la prova. Li trovate facilmente nelle librerie. Consigli in rete Anche su internet è possibile trovare aiuto per i test d’ingresso. Il sito www.accessoprogrammato.miur.it del ministero dà tutte le informazioni relative ai bandi ufficiali per le prove programmate a livello nazionale e offre la possibilità di una simulazione con le domande dei test N “ Tirate fuori i libri di scuola per ripassare le materie su cui verte il test e procuratevi uno o più volumi di quiz per simulare la prova” svolti negli anni precedenti, volta per volta combinate fra loro. Il sito universinet.it, poi, è una vera e propria guida per il numero programmato, con i test ufficiali degli anni passati. On-line si trovano anche le esercitazioni con tanto di graduatorie. Forum e chat, poi, sono un buon modo per confrontarsi con altri studenti che ci sono già passati o sono nelle vostre stesse condizioni. QUALCHE DRITTA IN PIÙ - Attenetevi ai bandi ufficiali: le indicazioni sono precise, quindi, se cʼè scritto che le domande sono di matematica, è inutile prepararsi sui quiz di logica pensando che forse ne infileranno qualcuno qua e là. - Se il test dʼingresso che dovete sostenere contiene anche domande di cultura generale, tenete presente che potrebbero capitare quesiti di qualsiasi tipo: dalla storia dellʼarte al mondo dei media, spesso senza alcun collegamento con le materie della facoltà. - Quando avrete davanti il vero test leggete con attenzione le istruzioni. Nel caso in cui aveste dei dubbi, valutate se sia il caso di dare comunque la risposta: se sbagliata, può valere 0 punti, ma può anche attribuire punteggio negativo. - Ricordate: i test devono essere compilati a penna. 12 Dopo il diploma S t u d i a r e è u n DIRITTO Libri, tasse, spese per mangiare e per dormire fuori casa. L’università ha i suoi costi, ma non disperate, a chi ha redditi più bassi il Diritto allo studio garantisce servizi e opportunità orse di studio e alloggi sono solo alcune delle possibilità offerte dal Diritto allo studio e accedervi non è difficile quanto si pensa. Per ottenere questi contributi si ricorre all’A.R.S.S.U, che indice i concorsi per assegnare i benefici. Per saperne di più abbiamo rivolto qualche domanda a Roberto Dasso, direttore generale dell’Azienda. Quando parliamo di Diritto allo studio, non ci soffermiamo mai sul vero significato dell’espressione che, in realtà, non dovremmo mai dare per scontato. Di cosa si tratta? Parlando di Diritto allo studio abbiamo come riferimento l’art. 34 della Costituzione: “I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso”. Quindi, anche chi è privo di mezzi economici, se capace e meritevole, deve avere le stesse possibilità degli altri di raggiun- B A.R.S.S.U. Via Balbi, 38 b - Genova (dal 1° gennaio 2010 sarà trasferita in via San Vincenzo, 4). Sito web: www.arssu.liguria.it gere i più alti livelli. E questo vuol dire mettere a loro disposizione tutte le strutture che gli permettono di poter studiare senza preoccupazione: dalla residenza alla mensa, dalle sale studio all’area ludica. E l’A.R.S.S.U. cos’è? È un’azienda strumentale della Regione Liguria. L’acronimo sta per Azienda regionale per i servizi scolastici e universitari. Il suo compito è quello di mettere in pratica il dettato costituzionale, occupandosi nelle sue varie competenze di predisporre per gli studenti meritevoli i vari bandi per l’assegnazione delle borse di studio, di posti alloggio e via di seguito. Chi si trova al di sotto di un certo limite di reddito Isee (Indicatore della situazione economica equivalente), aggiornato annualmente dall’Istat, può presentare domanda di borsa di studio, e se è fuori sede avrà diritto anche all’alloggio, alla mensa ecc. In definitiva cerchiamo quindi di fornire servizi essenziali a chi ha un reddito più basso. Si parla di reddito come requisito. E il merito, si considera anche questo? Sì certo, conta anche il merito. Ai nostri fini consiste in un numero di crediti da ottenere entro l’agosto successivo: per il primo anno sono 20, per il secondo 25, per il terzo 80 e via di seguito. Chi non li raggiunge non avrà la borsa di studio, né le altre agevolazioni. Universita` 13 MEGLIO SAPERE CHE... - Nellʼinvio dei documenti fa fede il timbro postale; preferite quindi la raccomandata con ricevuta di ritorno per verificare che la busta arrivi a destinazione. - Fare i furbi non conviene. Se inviate dati falsi, lì per lì potreste ottenere i benefici, ma una volta fatti i controlli sarete costretti a restituire tutto. - Oltre ai servizi “a concorso”, lʼA.R.S.S.U. ne eroga altri, per conoscere i quali vi invitiamo a consultare il sito dellʼAzienda, dove potete anche scaricare tutti i bandi per intero. Ma quante domande riuscite a soddisfare? Per quanto riguarda le borse, da tre anni riusciamo a rispondere positivamente al 100% delle domande. Lo scorso anno accademico abbiamo avuto 4107 richieste e praticamente le abbiamo soddisfatte tutte, e questo grazie naturalmente anche alla Regione che ha provveduto ai finanziamenti. Per quanto riguarda gli alloggi il problema è un po’ più sentito. Avevamo 384 posti letto al 31 dicembre 2002, oggi ne abbiamo 926, ma nonostante questo forte incremento nel giro di pochi anni, continuano ad aumentare le domande, ai vincitori delle quali rispondiamo con un contributo. Cosa può dirci sulla qualità degli alloggi? Sono tutti di alta qualità: servizi in camera, aria condizionata, insomma, quello che si può trovare in un albergo. Alcuni sono miniappartamenti dove i ragazzi vivono in due o in tre. Abbiamo tre grosse case dello studente che hanno un po’ la struttura dell’albergo, due più nuove, una un po’ meno, che comunque stiamo ristrutturando. In tutte, cosa molto importante, sono garantiti gli standard di sicurezza. Tranquillizziamo i nostri lettori: a mensa si mangia bene. Sì, certo, soprattutto in quelle che gestiamo noi direttamente. E poi si spende poco. Chi vince la borsa di studio ha diritto ad un pasto gratis al giorno ed uno a tariffa ridotta alla sera. Comunque, anche i non vincitori di borsa di studio usufruiscono della mensa a tariffe ridotte, a seconda della propria fascia di reddit o . Tutti gli altri studenti, che non sono, quindi, inseriti in nessuna fascia di reddito, per un pasto completo spendono appena 5.50 euro. L’Azienda si è dotata di una Carta dei servizi, di cosa si tratta? La Carta dei servizi è uno strumento che consente all’utente di esercitare un controllo ed eventualmente di protestare. È fondamentale per un rapporto corretto con chi utilizza i nostri servizi. È un modo per far conoscere quali sono i servizi erogati e nello stesso tempo verificare gli standard di qualità di quanto dichiarato nella carta. Noi ci prendiamo un impegno nei confronti degli utenti e gli utenti hanno un potere di controllo. Se questi impegni non sono rispettati, scattano delle sanzioni. Il Diritto allo studio è anche diritto ad usufruire delle atti- vità culturali e ludiche? Certo. L’università ha una convenzione con il Cus (Centro universitario sportivo), a cui possono accedere di diritto tutti gli studenti. Da qui nasce un’esigenza nostra di trovare strutture che diano spazio solo ai nostri assistiti, magari attraverso convenzioni con palestre, campi di volley, di calcio, di basket; stiamo studiando il modo di dare loro le migliori opportunità. Per quanto riguarda l’aspetto culturale, provvediamo, ad esempio, ad erogare un contributo di circa 5000 euro a progetti che arrivano da associazioni studentesche. E poi ci sono le convenzioni con i teatri, i musei, i parchi. Perché fa parte del Diritto allo studio anche potersi divertire. VITTO, ALLOGGIO E NON SOLO Come abbiamo visto, il Diritto allo studio eroga numerosi servizi. Vediamoli più nel dettaglio. Borse di studio - I bandi delle borse di studio sono pubblicati sul sito www.arssu.liguria.it dove potete leggere i requisiti di merito e di reddito richiesti. L’importo delle borse è differente per studenti residenti, pendolari e fuori sede. Sappiate che se avete fatto domanda e siete iscritti ad un primo anno di corso, durante l’anno dovrete conseguire un minimo di 20 crediti, altrimenti la borsa vi sarà revocata e dovrete restituirla. Informatevi bene presso la 14 Dopo il diploma segreteria della facoltà perchè gli studenti che hanno fatto domanda di borsa di studio non devono pagare le tasse universitarie, ma solo l’imposta di bollo per l’iscrizione. Info: [email protected] Tel: 010 24911. Orario sportello: dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle ore 12,00; martedì e mercoledì anche dalle ore 14,30 alle ore 16,30. Alloggi - Agli alloggi si accede tramite concorso come per le borse di studio. Le Residenze sono quasi tutte situate vicino alle facoltà. Possono essere appartamenti dell’A.R.S.S.U. o Case dello studente. Le tariffe degli alloggi variano in base alla tipologia e al reddito dichiarato (i vincitori di borsa di studio non versano affitto perché viene trattenuto dalla borsa). Riscaldamento, acqua, elettricità, rifiuti e spese condominiali sono a carico dell'A.R.S.S.U. Se i posti a disposizione non sono sufficienti, chi comunque risulta vincitore avrà un incremento mensile sulla borsa di studio. In questo caso bisogna presentare autocertificazione che dichiari di aver preso alloggio in locazione con regolare contratto nei pressi della sede universitaria. Info: [email protected] Tel: 010 24911. Orario sportello: dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle 12.00; martedì e mercoledì anche dalle 14.30 alle 16.30 Ristorazione - Spesso all'università ci si ritrova a pranzare insieme, ma incautamente ci si rivolge ai bar e alle pizzerie più vicine, pronte a “spennare” gli studenti. Quella della mensa non sarà la cucina di casa, ma permette di consumare a pochi euro un pasto completo e di qualità. Le tariffe sono fisse e proporzionali al reddito e se non avete presentato il modello Isee per la denuncia reddituale potrete mangiare in mensa pagando come se rientraste nella fascia di reddito più alta: considerando che il pasto comprende primo, secondo, contorno e frutta conviene comunque. Info: [email protected] Tel. 010 2491225/278. Orario sportello: dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle 12.00; martedì e mercoledì anche dalle 14.30 alle 16.30. Attività culturali, ricreative e sportive - Godersi i meritati momenti di relax è fondamentale per affrontare lo “stress” da universitari. L’A.R.S.S.U. della Regione Liguria ha stipulato alcune convenzioni che permettono agli studenti di accedere ad attività culturali a prezzi agevolati. Numerosi teatri cittadini, ad esempio, vendono agli studenti biglietti e abbonamenti a tariffe ridotte. Sono previsti poi ingressi ultraridotti nei cinema e l'opportunità di acquistare la Card Musei, una tessera che dà il diritto di accedere a molti musei e all'acquario di Genova a prezzi più bassi. LA CARTA DEI SERVIZI La Carta dei servizi è rivolta a tutti coloro che, a vario titolo, sono utenti dellʼAzienda in quanto fruitori dei servizi. Ha lo scopo di far conoscere i servizi offerti dallʼAzienda e il loro livello di qualità, garantendo allʼutente i seguenti diritti: trasparenza delle procedure adottate dagli uffici; diritto di ottenere i servizi entro i tempi prestabiliti e di conoscerne le procedure; diritto di essere informato con chiarezza sulle caratteristiche delle prestazioni offerte; diritto di accedere agli atti amministrativi secondo le modalità previste dalla L. 241/1990. Se gli impegni assunti dallʼAzienda non dovessero essere mantenuti, gli utenti possono tutelare i loro diritti presentando reclamo, secondo le modalità e lʼutilizzo dellʼapposito “Modulo Reclami”. La Carta serve a rendere partecipi gli utenti allʼattività dellʼAzienda: impegnando le sue strutture a mantenere e migliorare i servizi; illustrando le modalità dʼaccesso e gli indicatori di qualità per ogni servizio; tutelando gli utenti rispetto ad eventuali inadempienze: garantendo la qualità dei servizi con la verifica periodica del grado di soddisfazione degli utenti. La Carta è valida dalla sua pubblicazione ed è reperibile, oltre che sul sito www.arssu.liguria.it, anche presso lʼUfficio Qualità ed i servizi dellʼAzienda. Universita` 15 Europa sto arrivando! Partire, studiare e tornare grazie al programma Erasmus dell’Unione europea. Gli studenti che superano la selezione possono godere di una borsa di mobilità e sostenere esami all’estero o impegnarsi in uno stage uando inizierete a frequentare l’università avrete modo di conoscere molti ragazzi che arrivano da altri Paesi per studiare nel vostro ateneo. Allo stesso modo incontrerete giovani studenti italiani di ritorno dall’estero, con qualche esame in più sul libretto, una lingua imparata sul campo e tante storie da raccontare. Un’esperienza resa possibile grazie ad Erasmus (programma dell'Unione europea facente parte del più vasto LLP, Lifelong learning programme), che può prevedere un contributo spese e, soprattutto, il pieno riconoscimento dell’attività formativa svolta presso l'università straniera. Attualmente partecipano ad Erasmus i 27 Paesi dell'Unione europea, la candidata Turchia, e infine Islanda, Liechtenstein e Norvegia, facenti parte dello Spazio economico europeo. Q Partecipare sì, ma come? Per accedere al programma Erasmus è necessario superare una selezione. Le procedure di partecipazione sono consultabili leggendo il bando annuale pubblicato dai singoli atenei solitamente da dicembre o nei primi mesi di ogni anno. Il soggiorno di studio può durare da un minimo di 3 mesi ad un massimo di un anno. Gli stu- PER SAPERNE DI PIÙ www.programmallp.it denti devono iscriversi alle selezioni compilando una domanda on-line e scegliendo, in molti casi, fino ad un massimo di tre destinazioni tra quelle disponibili. Ogni ateneo solitamente redige una graduatoria degli studenti assegnando loro un punteggio (Indicatore Erasmus) in base a criteri quali l'anno di iscrizione, il numero di esami sostenuti, i crediti accumulati, la media dei voti e la conoscenza della lingua straniera dei Paesi per i quali si è espressa la preferenza. Ai vincitori è assegnata la I SPEAK ENGLISH AND YOU? Una delle preoccupazioni maggiori riguarda la lingua. Certo, una conoscenza sufficiente è necessaria, ma non dimenticate che sicuramente l'università di destinazione è abituata a gestire le principali difficoltà che si trovano di fronte gli studenti Erasmus. In ogni caso, gli atenei di provenienza organizzeranno corsi di lingua intensivi, solitamente della durata di qualche settimana, dedicati ai ragazzi in partenza. La partecipazione è gratuita ed è in parte coperta dai fondi dellʼUnione europea. 16 Dopo il diploma borsa Erasmus, che può dare diritto ad un contributo finanziato dalla Commissione europea per coprire, almeno parzialmente, le spese di viaggio e di soggiorno nel Paese di destinazione. L'importo viene stabilito annualmente dall'Agenzia Nazionale Erasmus. Pronti, partenza… Europa! Una volta risultati vincitori, occorre organizzare il soggiorno vero e proprio. Il primo passo da compiere consiste nella stesura del piano di studi (Learning agreement): per poter sostenere gli esami e vedersi poi riconosciuti i crediti una volta rientrati, è importante concordare il piano con i docenti della propria università, prima della partenza. La seconda tappa è il reperimento dell'alloggio che vi ospiterà. In alcuni casi l’ateneo di destinazione provvede a trovare una sistemazione (in questo caso bisogna compilare un accomodation form); in altri, si limita a qualche suggerimento e informazione. Sicuramente è bene informarsi per tempo, chiedendo anche aiuto ai docenti responsabili e alla sezione Erasmus dell’Ufficio programmi comunitari di formazione oppure alle associazioni di studenti come ESN. Gli universitari in partenza dovranno poi firmare l’Accordo di mobilità e ritirare il certificato GLI ERASMIANI FANNO RETE ESN Italia è la rete italiana di associazioni universitarie facenti parte dellʼErasmus student network international. Ne esiste una sezione anche a Genova. Sito internet: www.esngenova.it che attesti lo status di partecipante al progetto Erasmus. Prima di lasciare l’Italia, sarà opportuno anche dotarsi della tessera sanitaria europea. Una volta giunti a destinazione, bisognerà far compilare dall'università straniera il “Confirmation of arrival certificate”. Terminato il soggiorno, gli studenti dovranno consegnare all’Ufficio programmi comunitari di formazione, pena la totale restituzione della borsa assegnata, il certificato di frequenza (Transcript of records) rilasciato dall’università ospitante. Parola d’ordine: informarsi Potete conoscere meglio il vostro luogo di destinazione attraverso Ploteus, Portale sulle opportunità di apprendimento nello spazio europeo, che aiuta a trovare informazioni su: opportunità di studio e di formazione nell’Unione europea (con numerosi link ai siti web delle università, ai database delle scuole e dei corsi di formazione professionale); sistemi d'istruzione e formazione nei Paesi europei; programmi di scambio e borse di studio (Erasmus, Leonardo da Vinci, Tempus) e tutto ciò che occorre sapere quando ci si trasferisce in un altro Paese (costo della vita, tasse accademiche, come trovare un alloggio ecc.). Ploteus è accessibile cliccando: ec.europa.eu/ploteus. Altre utili indicazioni potete recuperarle attraverso le reti Enic (European network of information centres) – Naric (National academic recognition information centres). La prima fornisce notizie e consigli su riconoscimento di diplomi, titoli e altre qualifiche universitarie o professionali straniere; sistemi d'istruzione in altri Paesi europei; opportunità di studio all'estero, comprese informazioni su prestiti e borse di studio, nonché questioni pratiche collegate alla mobilità e all'equipollenza. La rete Naric mira a favorire il riconoscimento accademico di diplomi e periodi di studio in Stati membri dell'Unione, Paesi dello Spazio economico europeo e Paesi dell’Europa centrorientale. Per accedere alle reti: www.enic-naric.net. GLI ESAMI SONO RICONOSCIUTI? L'opportunità del soggiorno all'estero diventa parte integrante del curriculum dello studente. Ma, affinché gli esami sostenuti allʼestero e le attività formative cui si è preso parte siano poi riconosciuti in Italia, è opportuno concordare con i docenti della propria facoltà il piano di studi che si intende seguire e farsi rilasciare dall'università straniera i certificati degli esami sostenuti. Una volta rientrati, sarà sufficiente presentare domanda presso lo sportello competente all'interno della propria facoltà e aspettare che il consiglio deliberi. Solo allora i voti potranno essere convertiti e registrati. Facoltà 18 Dopo il diploma Università degli Studi di Genova Tutte le facoltà Con l’aiuto delle schede informative delle facoltà potete conoscere l’offerta formativa dell’ateneo genovese per ragionare e pensare al vostro “futuro” di studio e lavoro Università di Genova, istituzionalizzata nel 1885, ma attiva già dal XIII secolo, è una realtà consolidata sull’intero territorio regionale. Con 300 percorsi didattici distribuiti in 11 facoltà è presente nella sede centrale di Genova, ma anche nei poli didattici distaccati di Imperia, La Spezia e Savona. L’ ARCHITETTURA www.arch.unige.it La facoltà è situata nel centro storico della città di Genova e accoglie molti studenti provenienti dalle regioni vicine e dall’estero, in particolare dall'Europa, America Latina e Cina. Oltre al corso di laurea quinquennale in Architettura, a numero programmato, offre la possibilità di frequentare numerosi corsi triennali con ampie aperture professionali. Laurea magistrale ciclo unico (5 anni) - Architettura - numero programmato: il corso di laurea, a numero programmato, ha ottenuto l’importante riconoscimento europeo, consentendo ai suoi laureati di esercitare la professione di architetto in tutti i paesi dell’Unione europea. Lauree (3 anni) - Disegno industriale - numero programmato (curriculum Design del prodotto e della comunicazione e curriculum Design navale e nautico) - Scienze dell’architettura - numero programmato - Tecniche per la pianificazione urbanistica territoriale e ambientale (con Ingegneria); il corso permette di iscriversi all'Ordine professionale dei Pianificatori - Ingegneria nautica (con Ingegneria) (La Spezia) Laurea magistrale (2 anni) - Ingegneria nautica – (con Ingegneria) (La Spezia) Lauree specialistiche (2 anni) - Architettura del paesaggio - Disegno industriale - Design navale e nautico – numero programmato (con Ingegneria ed il Politecnico di Milano) (La Spezia) ECONOMIA www.economia.unige.it La facoltà, situata nella suggestiva Darsena del Porto Antico, propone una formazione articolata su un’interessante varietà di ambiti disciplinari (economici, aziendali, giuridici, storici, matematico-statistici, linguistici) e una ricca offerta di insegnamenti (anche in lingua inglese) per personalizzare la propria formazione. Per facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro, la facoltà pubblica il curriculum vitae dei suoi laureati sul proprio sito, organizza annualmente più di 300 stage rivolti a laureandi e neolaureati e favorisce il rapporto con il mondo dell’economia attraverso le Consulte professionali. Lauree (3 anni) - Economia aziendale - Economia aziendale (Im) - Economia delle aziende marittime, della logistica e dei trasporti - Economia e commercio - Economia e commercio (curriculum Economico turistico) (Sv) Lauree magistrali (2 anni) - Amministrazione, finanza e controllo. Il corso permette di iscriversi all'Ordine professionale dei Dottori commercialisti - Economia e istituzioni finanziarie - Economia e management marittimo e portuale - Management FARMACIA www.farmacia.unige.it Le dimensioni della facoltà garantiscono un rapporto ottimale tra il numero di studenti e di professori; le aule, i laboratori, le attrezzature didattiche soddisfano pienamente le esigenze più moderne. Inoltre c’è la possibilità di approfondire le conoscenze nei campi alimentare-dietetico, cosmetologico e della fitochimica. Secondo un’indagine di AlmaLaurea i laureati pres- Facolta` so la facoltà di Genova hanno maggiori opportunità di impiego rispetto alla media nazionale. Lauree magistrali a ciclo unico (5 anni) - Chimica e tecnologia farmaceutiche - Farmacia Lauree (3 anni) - Biotecnologie - numero programmato (con Medicina e Chirurgia e Scienze M.F.N) Laurea magistrale (2 anni) - Biotecnologie medico-farmaceutiche (con Medicina e Chirurgia e Scienze M.F.N) GIURISPRUDENZA www.giuri.unige.it La facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Genova coniuga tradizione e innovazione grazie all’attivazione di percorsi formativi professionalizzanti e al mantenimento di una elevata qualità della didattica e della ricerca scientifica che è di livello internazionale. L’alto livello culturale e formativo degli insegnamenti consente di affrontare la scelta delle professioni, in particolare di quelle legali, con i requisiti adeguati. Il 5% dei vincitori dei concorsi nazionali per entrare in magistratura si sono laureati nella facoltà di Giurisprudenza dell’ateneo genovese. La facoltà è stata riconosciuta dal Comitato di indirizzo per la valutazione della ricerca (Civr) come seconda in Italia per merito. Laurea magistrale a ciclo unico (5 anni) - Giurisprudenza: il corso permette di accedere ai concorsi pubblici per avvocato, giudice, notaio, alta dirigenza nella pubblica amministrazione e nelle imprese private (Genova - Imperia) Lauree (3 anni) - Giurista dell’impresa e dell’amministrazione - Servizio sociale: è l’unico percorso legalmente riconosciuto per accedere, previo esame di Stato, all’albo professionale dell’Ordine degli Assistenti sociali (sez. B) Laurea magistrale (2 anni) - Servizio Sociale e politiche sociali INGEGNERIA www.ingegneria.unige.it Secondo AlmaLaurea la facoltà di Ingegneria (con i Poli di Savona e di Spezia) è ai primi posti in Italia per il tasso di impiego e per la soddisfazione dei suoi laureati. Nella classifica di qualità Censis, la facoltà è da dieci anni nelle primissime posizioni per produttività, didattica, ricerca e rapporti con l’estero. Infatti è all’avanguardia nella ricerca in tutti i settori tecnologici di punta. Lauree (3 anni) - Ingegneria biomedica - Ingegneria chimica - Ingegneria civile e ambientale - Ingegneria dell’ambiente (Savona) - Ingegneria delle telecomunicazioni - Ingegneria elettrica - Ingegneria elettronica - Ingegneria gestionale (Savona) - Ingegneria informatica - Ingegneria meccanica - Ingegneria meccanica (La Spezia) - Ingegneria navale - Ingegneria nautica (con Architettura) (La Spezia) - Tecniche per la pianificazione urbanistica territoriale e ambientale (con Architettura) 19 - Ingegneria navale (presso l’Accademica Navale di Livorno con le Università di Pisa, Napoli e Trieste – riservato agli ufficiali dell’Accademia Navale di Livorno) Laurea magistrale a ciclo unico (5 anni): - Ingegneria edile-architettura – numero programmato (il corso rilascia un titolo riconosciuto dall’Ue.) Lauree magistrali (2 anni) - Bioingegneria - Environmental Engineering: Sustainable Development and Risk Management (Savona) - Ingegneria chimica - Ingegneria dei trasporti e della logistica - Ingegneria delle acque e della difesa del suolo - Ingegneria delle costruzioni - Ingegneria delle telecomunicazioni - Ingegneria elettrica - Ingegneria elettronica - Ingegneria gestionale (Savona) - Ingegneria informatica - Ingegneria meccanica - Ingegneria meccanica aeronautica - Ingegneria meccatronica - Ingegneria nautica (con Architettura) (La Spezia) - Ingegneria navale - Robotics Engineering Lauree specialistiche (2 anni) - Design navale e nautico – numero programmato (con Architettura e con il Politecnico di Milano) (La Spezia) - Scienze e tecnologie della comunicazione e dell’informazione (con Scienze della Formazione) (Savona) - Scienza e ingegneria dei materiali (con Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali) 20 Dopo il diploma LETTERE E FILOSOFIA www.lettere.unige.it Studiare Lettere e Filosofia a Genova significa frequentare una facoltà di antica tradizione, aperta agli stimoli culturali più moderni, inserita in un grande ateneo. Gli studenti, sempre più numerosi, sono attratti dalla varietà e ampiezza dell'offerta didattica, dall’eccellenza dei docenti di fama anche internazionale, dal costruttivo rapporto docenti/studenti (1 a 22), dalla consistente dotazione di attrezzature (biblioteche, aule e laboratori informatici). La facoltà è ubicata in antichi palazzi, nel cuore del più vasto centro storico d’Europa. È attigua alla sede centrale dell’ateneo e alla biblioteca universitaria ed anche al Porto Antico dove si svolgono attività ricreative e culturali. Lauree (3 anni) - Conservazione dei beni culturali - Discipline delle arti, della musica e dello spettacolo DAMS (Im) - Filosofia - Lettere - Scienze geografiche per il territorio, il turismo e il paesaggio culturale - Storia Lauree magistrali (2 anni) - Antropologia culturale ed etnologia - Archeologia, gestione e valorizzazione del patrimonio archeologico - Informazione ed Editoria – (con Scienze Politiche) - Letterature comparate (con Lingue e Letterature straniere) - Letterature e civiltà classiche - Letterature e civiltà moderne - Metodologie filosofiche - Scienze dello spettacolo (Im) - Scienze geografico – ambientali e sistemi informativi (G.I.S.) per lo sviluppo sostenibile - Scienze storiche, archivistiche e librarie - Storia dell’arte e valorizzazione del patrimonio artistico Laurea specialistica (2 anni) - Metodologie per la conservazione e il restauro dei beni culturali (con Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali) LINGUE E LETTERATURE STRANIERE www.lingue.unige.it La facoltà di Lingue e Letterature straniere propone percorsi ben differenziati e diverse possibilità di studio, con un’ampia scelta fra le più varie lingue e culture straniere. Lavora in stretta sinergia con il territorio formando laureati capaci di inserirsi in numerosi settori del mondo del lavoro, a livello nazionale e internazionale. Dal rapporto Censis-Repubblica 2008, come già negli anni precedenti, la facoltà risulta tra le prime in Italia, con il massimo del punteggio per le relazioni internazionali. Sono numerose le lingue e culture straniere insegnate: Lingua e cultura araba, francese, inglese, polacca, portoghese, russa, spagnola, svedese, tedesca; inoltre: cultura angloamericana e cultura ispanoamericana, senza trascurare le nozioni di base di economia, marketing e informatica. La facoltà punta a una formazione fortemente internazionale. Per questo ogni anno vengono messe a disposizione degli studenti più di 230 borse di studio per soggiorni di studio all'estero e riconosciuti gli esami sostenuti presso le università straniere con le quali ha attivato apposite convenzioni. Lauree (3 anni) - Lingue e culture moderne - Teorie e tecniche della mediazione interlinguistica numero programmato Lauree magistrali (2 anni) - Letterature comparate (con Lettere e Filosofia) - Lingue e culture moderne per la comunicazione internazionale - Traduzione e interpretariato MEDICINA E CHIRURGIA www.medicina.unige.it La facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Genova gode di elevata qualificazione internazionale Facolta` in numerosi settori di ricerca sperimentale e clinica nel campo dell’immunologia, biochimica, biologia, patologia molecolare, oncologia e in molti settori clinici della medicina interna e specialistica, della chirurgia generale e specialistica della pediatria e delle neuroscienze; tale qualificazione assicura agli studenti di ricevere insegnamenti sempre aggiornati e al passo con le ultime scoperte in campo scientifico. La maturazione delle professionalità in campo sanitario viene curata privilegiando una didattica tutoriale, impartita a piccoli numeri di studenti, attenta non solamente a fornire le conoscenze più aggiornate scientificamente, ma anche ad arricchirla dei contenuti tipici delle scienze umane, nella convinzione che un professionista della salute oggi, oltre che in conoscenze e competenze, debba essere ricco di "umanità" e di capacità relazionali verso i pazienti e le loro famiglie. Lauree (3 anni) - Biotecnologie – numero programmato (con Farmacia e Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali) - Scienze motorie, sport e salute Lauree delle Professioni sanitarie (3 anni) (tutti i corsi sono a numero programmato) - Assistenza sanitaria - Dietistica - Educazione professionale (con Scienze della Formazione) - Fisioterapia (Genova, Chiavari, La Spezia, Imperia, Pietra Ligure) - Igiene dentale - Infermieristica (Genova, Chiavari, La Spezia, Imperia, Pietra Ligure, Savona) - Infermieristica pediatrica - Logopedia - Ortottica ed assistenza oftalmologica - Ostetricia - Podologia - Tecnica della riabilitazione psichiatrica - Tecniche audioprotesiche - Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro (con Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali) - Tecniche di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare - Tecniche di laboratorio biomedico - Tecniche di radiologia medica, per immagini e radioterapia (Genova, Imperia, La Spezia) Lauree magistrali a ciclo unico - Medicina e chirurgia – numero programmato (6 anni) - Odontoiatria e protesi dentaria – numero programmato (6 anni) Lauree magistrali (2 anni) - Biotecnologie medico-farmaceutiche (con Farmacia e Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali) - Scienze e tecniche dell’attività motoria preventiva e adattata - Scienze e tecniche dello sport Lauree specialistiche delle professioni sanitarie (2 anni) - Scienze delle professioni sanitarie della prevenzione numero programmato - Scienze delle professioni sanitarie della riabilitazione numero programmato - Scienze delle professioni sanitarie tecniche assistenziali - numero programmato 21 - Scienze delle professioni sanitarie tecniche diagnostiche - numero programmato - Scienze infermieristiche e ostetriche - numero programmato SCIENZE DELLA FORMAZIONE www.sdf.unige.it Una facoltà che forma figure professionali dinamiche, dipendenti o liberi professionisti, per le quali esiste un’adeguata richiesta occupazionale sul territorio ligure e su quello nazionale. È dotata di diversi laboratori linguistici, informatici, multimediali e di un Centro di servizio bibliotecario con migliaia di volumi inerenti le discipline impartite. La facoltà favorisce attività di tirocinio, fondamentali nel nuovo ordinamento degli studi, che da anni sono parte integrante del percorso formativo. Coltiva numerose relazioni di didattica e di ricerca con università straniere e risulta seconda fra le facoltà di Scienze della Formazione nella valutazione Censis-Repubblica (2008/2009). A un anno dalla laurea più del 67% dei laureati trova occupazione (dati Almalaurea 2008). Laurea (4 anni) - Scienze della formazione primaria – numero programmato Lauree (3 anni) - Educazione professionale – numero programmato (con Medicina e Chirurgia) - Scienze della comunicazione - numero programmato (Savona) - Scienze e tecniche psicologiche - numero programmato. Il corso forma i tecnici di psicologia ai quali è riservato un apposito Albo professionale; per esercitare la professione di psicologo bisogna conseguire la laurea magistrale in Psicologia - Scienze pedagogiche e dell’educazione Lauree magistrali (2 anni) - Psicologia - Scienze pedagogiche Lauree specialistiche (2 anni) - Scienze della comunicazione sociale e istituzionale (Savona) - Scienze e tecnologie della comunicazione e dell’informazione (con Ingegneria) (Savona) SCIENZE MATEMATICHE, FISICHE E NATURALI www.scienze.unige.it Nella facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università di Genova operano gruppi di ricerca di eccellente livello scientifico internazionale; il rapporto numerico tra docenti e studenti è ottimo; aule e laboratori didattici sono moderni e attrezzati. Esistono lauree di nuova istituzione (Biotecnologie, Scienza dei materiali, Statistica matematica e trattamento informatico dei dati), altre più consolidate anche se ancora giovani (Informatica), infine, altre caratterizzate da una lunga tradizione e fortemente correlate a nuove realtà imprenditoriali (Scienze biologiche, Chimica e tecnologie chimiche, Fisica, Matematica) o a interventi sul territorio e sull’ambiente per i quali la Liguria può offrire laboratori naturali di eccezionale interesse (Scienze geologiche, Scienze ambientali e Scienze naturali). Lauree (3 anni) - Biotecnologie – numero programmato (con Farmacia e 22 Dopo il diploma Medicina e Chirurgia) - Chimica e tecnologie chimiche - Fisica - Informatica - Matematica - Scienza dei materiali - Scienze ambientali - Scienze biologiche - Scienze geologiche - Scienze naturali - Statistica matematica e trattamento informatico dei dati (SMID) - Tecniche della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro – numero programmato (con Medicina e Chirurgia) Lauree specialistiche (2 anni) - Biologia cellulare e molecolare - Chimica industriale - Fisica - Informatica - Matematica - Metodologie per la conservazione e restauro dei beni culturali (con Lettere e Filosofia) - Scienze ambientali marine - Scienze biologiche sanitarie - Scienze chimiche - Scienze dei sistemi naturali - Scienze e tecnologie del monitoraggio biologico - Scienze geologiche Laurea magistrale (2 anni) - Biotecnologie medico-farmaceutiche (con Farmacia e Medicina e Chirurgia) SCIENZE POLITICHE www.scpol.unige.it Genova è da sempre una città a vocazione internazionale, proiettata nel mondo. I corsi della facoltà di Scienze politiche la valorizzano curando l’insegnamento delle lingue straniere e delle discipline internazionalistiche e comparatistiche. I processi dell’integrazione europea sono al centro dell’attenzione: il Polo di eccellenza “Jean Monnet” è il riconoscimento di una specifica competenza negli studi europei. Genova è una città laboratorio dove con singolare frequenza si producono fenomeni politici e sociali innovativi e anticipatori: la facoltà insegna ad analizzarli con metodo e con rigore. Il rapporto docenti - studenti è ottimale anche sotto il profilo numerico. Per vocazione la facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli studi di Genova si muove all’insegna dell’internazionalizzazione attraverso la promozione di programmi di mobilità (LLP Erasmus, Tempus, CINDA, ecc.) sempre più articolati. Gli 86 studenti che nell’ultimo anno accademico hanno optato per un percorso di studi all’estero potranno ottenere il pieno riconoscimento degli esami sostenuti con concrete opportunità di affermazione professionale per il futuro. È pure ben consolidata la politica di incentivazione degli stage che favorisce l’inserimento di studenti e neolaureati nei diversi ambiti professionali: basti pensare che nell’anno 2008 sono stati effettuati 191 stage. Lauree (3 anni) - Scienze internazionali e diplomatiche • Scienze politiche e dell’amministrazione Lauree magistrali (2 anni) - Amministrazione e politiche pubbliche - Informazione ed Editoria (con Lettere e Filosofia) - Politiche ed economia del Mediterraneo - Scienze internazionali e diplomatiche Formazione professionale Dopo il diploma 24 Non c’è professione senza FORMAZIONE Essere giovani è un vantaggio per chi cerca lavoro. Eppure spesso occorre avere già un po’ di esperienza perché il curriculum sia valutato positivamente. Non scoraggiatevi, ci sono corsi che possono darvi la giusta formazione iacomo e Francesca avevano scelto di iniziare a lavorare dopo il diploma, ma si sono imbattuti in una serie di annunci in cui si chiedeva esperienza e formazione nel settore. È un po’ come dire che per lavorare bisogna già saper lavorare. Anche se non è così in tutti i casi, è vero che spesso il panorama di offerte davanti a cui si trova chiunque voglia avvicinarsi per la prima volta al mondo del lavoro sembra paradossale: le imprese, infatti, cercano prevalentemente persone giovani, ma che possano vantare già una certa esperienza in un determinato settore. Per fare esperienza, però, da qualche parte bisogna pure iniziare. Entrare nel mondo del lavoro, al termine delle superiori, dunque, non è affatto semplice. Del resto, i diplomi rilasciati dai vari istituti di scuola secondaria spesso non sono sufficienti a dare le competenze che il mercato del lavoro richiede, se non altro perché devono conciliarsi anche con le esigenze di chi intende proseguire la formazione all’uni- G DOVE CERCARE Per informazioni sui corsi di formazione consultare i siti internet delle Province: Provincia di Genova: www.provincia.genova.it, sezione “Istruzione e formazione” Provincia di Imperia: www.provincia.imperia.it, area tematica “Formazione” Provincia di La Spezia: www.lavoro.laspezia.it Provincia di Savona: www.provincia.savona.it tema “Formazione e lavoro” versità. Per venire incontro alle necessità dei giovani diplomati, come scelta alternativa agli studi universitari, ma non solo, esistono numerosi corsi di formazione selezionati dalle Province e organizzati da vari enti accreditati dalla Regione, che rilasciano un attestato di qualifica e ai quali è possibile accedere tramite selezione. Completamente gratuiti, sono articolati in lezioni teoriche, pratiche e di laboratorio, forniscono una formazione adeguata, anche sul campo, e consentono l’ingresso nel mondo del lavoro attraverso stage aziendali e tirocini formativi in Italia e all’estero. Sono periodi di lavoro spesso non retribuiti, ma consentono di fare quel tanto di esperienza da scrivere sul curriculum. I corsi non sono tutti uguali Quella dei corsi di formazione professionale è per tutti i giovani un’opportunità concreta per acquisire competenze e facilitare al massimo l’ingresso nel mondo del lavoro. Formazione professionale 25 GLI ENTI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE Sono organismi pubblici e/o privati, presenti in ogni regione, che si occupano di formazione professionale. Lʼaccreditamento, effettuato dalla Regione, certifica lo standard di qualità dellʼorganismo. Per conoscere le sedi degli enti di formazione più vicini, consultare il sito di Europalavoro, www.lavoro.gov.it/Lavoro/Europalavoro, oppure contattare lʼassessorato alla Formazione professionale della propria Regione. Sul sito www.iolavoroliguria.it trovate le informazioni sull'offerta formativa degli enti accreditati in Liguria. Ma come funzionano? E come scegliere quello a noi più congeniale? Ne abbiamo parlato con Giuseppe Scarrone, dirigente del Servizio Formazione Professionale della Provincia di Genova. Che cosa è un corso di formazione? I corsi di formazione professionale sono essenzialmente di due tipi: quelli indirizzati a coloro che sono in cerca di lavoro e quelli per l’aggiornamento di chi già è inserito nel mondo del lavoro. In entrambi i casi si tratta di occasioni per aumentare le proprie competenze professionali in rapporto ad una programmazione che ha come riferimento la domanda delle aziende del territorio. Come sono organizzati questi corsi, sono gratuiti o a pagamento? I corsi sono tutti gratuiti e, per chi è in cerca di lavoro, hanno una durata variabile tra le 300 e le 600 ore. Sono rivolti ai neodiplomati e, in alcuni casi, prevedono come requisito preliminare il possesso di specifici diplomi o specifiche lauree; ma vi sono anche corsi per i quali il diploma non è necessario. La Provincia, tramite selezioni su bando pubblico, individua i più significativi fra i progetti presentati da soggetti accreditati dalla Regione Liguria a poter svolgere attività di formazione professionale. Alcuni corsi sono gestiti direttamente dalle aziende, che in questo caso garantiscono il 60% dell’assunzione ai corsisti. Questi corsi sono a numero chiuso, c’è una selezione per accedervi? La disponibilità di posti è limitata, anche perché i corsi prevedono l’utilizzo di attrezzature tecniche e industriali, oltre che informatiche, che necessariamente costringono ad un numero chiuso. Ognuno di essi conta un massimo di dodici posti per accedere ai quali è necessario superare una selezione che ha lo scopo di verificare le attitudini al corso scelto. Questa si articola in una prova scritta, in una prova pratica e in un colloquio. Ci sono enti non accreditati che offrono corsi di formazione. Sono totalmente da escludere o si possono frequentare, seppure con prudenza? Esistono molti corsi di formazione professionale non finanziati o accreditati dagli enti pubblici, anch’essi probabilmente validi. Il loro limite, però, consiste nel non poter rilasciare l'attestato di qualifica che viene invece conseguito frequentando i corsi finanziati dalla Provincia e che è riconosciuto dai Centri per l’impiego o nell’ambito di concorsi pubblici. Quali sono le prospettive occupazionali offerte da questo tipo di corsi? Ci sono aziende private che hanno accesso alla gestione di corsi finanziati dalla Provincia proprio perché garantiscono al 60% dei corsisti di essere assunti. In generale le analisi occupazionali dicono che, nel giro di uno o due anni, circa il 75% dei partecipanti trova un’occupazione più o meno attinente al corso frequentato. Questi dati confermano che i corsi di formazione professionale rappresentano un’occasione aggiuntiva per avvicinarsi al mondo del lavoro e per acquisire quelle competenze necessarie ad essere competitivi. Per quali motivi, oltre a questo, un ragazzo dovrebbe scegliere un corso di formazione pubblico? E come sceglierne uno anziché un altro? I corsi di formazione organizzati dalla Provincia sono finanziati attraverso la nuova programmazione 2007-2013 del Fondo sociale europeo, con la finalità di fornire le competenze utili ad affrontare un mondo del lavoro sempre più competitivo rispetto alla ricerca di occupazione. Ma la frequenza di questi corsi va considerata anche come una valida opportunità di arricchimento personale, perché consente di acquisire elementi che non sono strettamente operativi rispetto ad una professionalità, ma sono fondamentali anche per un miglior inserimento sociale. Rispetto alla scelta del corso andrebbero considerati due fattori: è opportuno indirizzarsi verso occasioni di formazione che forniscano le maggiori prospettive di occupazione, ma considerare anche le proprie attitudini, l’interesse e le motivazioni che sollecitano verso un determinato tipo di lavoro. 26 Dopo il diploma La terza via dopo il diploma: i corsi I.F.T.S. Ancora poco conosciuti, forse, ma molto utili. I corsi di Istruzione e formazione tecnica superiore offrono un’alternativa di qualità a università e lavoro, ma senza alcuna contrapposizione tudiare ancora o iniziare a lavorare? Chissà quanti si sono posti questa domanda prima di arrivare ad una terza soluzione: frequentare uno dei corsi di Istruzione e formazione tecnica superiore. Gli Ifts, come più brevemente definiti, sono stati istituiti per potenziare l’offerta formativa post-diploma rivolta a occupati e disoccupati, con l’obiettivo di creare figure necessarie a settori produttivi caratterizzati da profonde trasformazioni tecnologiche e professionali e dalla internazionalizzazione dei mercati. I percorsi sono programmati dalle Regioni in modo da tener conto delle singole realtà territoriali. I corsi mirano infatti alla formazione di tecnici, professionisti d’azienda, operatori qualificati e rapidamente inseribili nelle imprese di settori diversi, nella pubblica amministrazione e nelle professioni. Sono rivolti a giovani e adulti, con o senza impegni lavorativi. Tutti i corsi sono gratuiti e riservano allo stage in azienda una cospicua parte del monte ore complessivo di lezione. Non solo: si tratta di corsi standardizzati a livello nazionale, una garanzia di qualità per chi li frequenta, sia egli uno studente di Firenze, Roma oppure Genova. Ma soprattutto certificati: le attività formative sono infatti divise in moduli, il cui superamento consente di conseguire una certificazione riconosciuta a livello nazionale. Tutto materiale da inserire nel proprio bagaglio di esperienze e, naturalmente, nel proprio curriculum. In più, dal momento che l’università è sempre partner di questi percorsi, specifici crediti formativi sono attribuiti alla frequenza e al conseguimento degli obiettivi di formazione. Così, chi lo desidera può proseguire all’università. Inoltre, si sta cercando di rendere possibile spendere i crediti al secondo anno all’interno degli Istituti tecnici superiori (Its) in via di realizzazione. Questo canale formativo integra le risorse di scuola, formazione professionale, università e mondo del lavoro. “Quattro sono gli attori che predispongono un percorso di Ifts – spiega Mery Serretti, referente regionale dell’Ifts presso l’Ufficio Scolastico Regionale - dopo un’attenta analisi del mercato del lavoro e delle figure di cui le imprese hanno necessità: una scuola di istruzione secondaria superiore), l’università, un’impresa e la formazione professionale. È per questo che la programmazione avviene a livello regionale, proprio perché le Regioni possono avere una conoscenza diretta delle esigenze del S territorio, individuando gli ambiti specifici in cui si riscontra una rilevante domanda d'impiego”. Tant’è che al termine dei percorsi il tasso di occupazione supera il 90 per cento dei frequentanti. Mica male, no? In Liguria poi questa analisi preliminare funziona particolarmente bene: la nostra regione è stata infatti pioniera nell’istituzione dei cosiddetti Poli formativi (Ict, economia del mare, turistico-alberghiero) a cui afferiscono i principali attori del mondo dell’impresa e quelli istituzionali. Gli Ifts sono strutturati secondo uno schema che punta molto alla pratica. Non si tratta dunque di una formazione fine a se stessa, ma di un percorso intelligente e fortemente collegato alla realtà produttiva regionale. È obbligatorio uno stage in azienda pari almeno al 30 per cento delle ore complessive del corso, nel rispetto degli standard di livello nazionale con un adeguato spessore culturale e metodologico. “Una parte rilevante delle docenze, pari ad almeno il 50 per cento – continua Serretti – è inoltre affidata a esperti provenienti dal mondo dell’impresa e selezionati sulla base dei titoli e Formazione professionale OCCHIO AL SITO Potete trovare le informazioni sui percorsi Ifts sul portale Iostudioliguria (www.iostudioliguria.it), nel canale “Formazione”, “Sistema di istruzione tecnica superiore”. delle esperienze maturate. Si affianca così alla formazione teorica dei docenti, l’ottica del mondo del lavoro. Un binomio che arricchisce la qualità e il livello della formazione ottenuta al termine del corso”. I percorsi durano all’incirca un anno, per un monte ore che varia a seconda del corso e in base alla figura che si prefigge di formare. Per prendere parte a un corso Ifts è necessario seguire la procedura indicata dai diversi bandi, reperibili sul sito www.iostudioliguria.it, nel canale “Formazione”, “Sistema di istruzione tecnica superiore”. I percorsi sono riservati a un massimo di 20 studenti per corso. Al di là della mera valutazione dei titoli, molta attenzione viene data alla motivazione dei candidati: “È molto importante che i ragazzi siano interessati e appassionati, anche perché i corsi prevedono un forte contatto con le aziende, e spesso al termine degli stage c’è la possibilità di assunzione. Giocarsi dunque bene le proprie carte, dimostrando voglia di acquisire competenze, è fondamentale. Questo è più facile se ognuno sceglie davvero di seguire la strada che desidera, ed è anche il consiglio che mi sento di dare a tutti gli studenti: lasciare da parte per un momento troppi ragionamenti e pensare davvero a cosa si desidera fare. Il mondo del lavoro, soprattutto agli inizi, richiede impegno e sacrifici, che si superano più facilmente e si fanno anche più volentieri solo se c’è la passione”. 27 sta formativa di cui hanno bisogno. “È anche in questo che esce fuori il carattere innovativo dei corsi Ifts - spiega ancora Serretti - Un tempo non esisteva dialogo tra il mondo della formazione e quello del lavoro. Ma l’impostazione di questi corsi ha rivoluzionato questo modo di procedere: si parte dalle esigenze del mercato del lavoro per predisporre i percorsi formativi di cui c’è reale necessità”. Professionisti qualificati e pronti per spendere il proprio bagaglio di esperienze nel mondo del lavoro, senza necessariamente passare dai corsi di laurea classici. “Anche se come abbiamo già ricordato i corsi Ifts non sono affatto alternativi all’università, anzi: possono essere un’anticamera di un futuro percorso di studi universitario, con il riconoscimento di crediti formativi da parte degli atenei”. Gli ambiti in cui gli Ifts – e i loro omologhi stranieri – si concentrano sono per lo più legati al settore terziario, che richiede in maniera crescente competenze avanzate nel trattamento e nella gestione dei saperi e delle informazioni. Al momento sono 46 i percorsi professionali standardizzati a livello nazionale. Da un’indagine condotta dall’Irso (Istituto di Ricerca Intervento sui Sistemi Organizzativi) per conto del mini- Nuovi profili professionali Avvocati, commercialisti, ingegneri. Professioni per le quali è da sempre previsto uno specifico percorso di studi, che prevede la laurea e un’abilitazione professionale. Eppure oggi nella cosiddetta “società della conoscenza” le esigenze professionali sono del tutto nuove e spesso slegate dagli schemi tradizionali. Ciò significa che non sempre i nuovi professionisti trovano nei percorsi di studi universitari - o almeno non solo in quelli - la rispo- SOPRAVVIVERE ALLO STAGE Il 30 per cento del monte ore di ogni corso Ifts è costituito da stage. Lo stage è un momento formativo che prevede l’inserimento in azienda senza la costituzione di un rapporto di lavoro subordinato: l’obiettivo è infatti quello di far conoscere il mondo del lavoro nel settore di specializzazione, consentendo agli studenti di acquisire quel po’ di esperienza necessaria per lavorare e per mettere in pratica le conoscenze apprese durante la formazione in aula. Ma gli stage sono anche un modo per entrare in contatto direttamente con il mondo dell’impresa, farsi conoscere e, perché no, farsi assumere. Non sono rari i casi in cui, al termine di stage che si sono rivelati proficui, le aziende chiedano ai candidati di restare a lavorare assumendoli. Quel che conta in questa fase è la voglia di mettersi in gioco e di imparare il più possibile, dimostrando entusiasmo e buona disposizione verso l’attività che si va a svolgere, serietà e un atteggiamento costruttivo. D’altra parte, cos’altro potrebbe desiderare un datore di lavoro da un suo potenziale futuro dipendente? 28 Dopo il diploma stero della Pubblica Istruzione risulta evidente come questo nuovo modello di formazione si riveli non soltanto utile, ma necessario a un efficiente coordinamento delle attività lavorative a livello nazionale e internazionale. Alla base di tale convinzione stanno dati che possono sorprendere, ma che riflettono in realtà un cambiamento oggi in atto nella nostra società: si è verificato infatti, negli ultimi anni, un vero e proprio cambio di vocazione per la formazione tecnico-professionale che, se era rivolta storicamente a studenti con titolo inferiore alla maturità, tende ora a orientarsi verso forme di educazione professionale successive al diploma secondario e articolate in canali prevalentemente non universitari: si pensi alle Fachhochschule, Berufsakademie e Fachschule tedesche, ai Bts e ai Dut francesi, alla formazione di livello superiore spagnola o agli Associated e Certificate statunitensi. Il sistema italiano della Pubblica Istruzione sta realizzando in questo senso non solo un aumento dell’offerta formativa, ma anche un suo sostanziale adeguamento alle necessità odierne. L’ESPERTO RISPONDE Sandro Clavarino, dirigente del settore Sistema educativo regionale. Qual è il valore dellʼistruzione tecnica superiore? L’istruzione tecnica superiore conseguita attraverso i corsi Ifts riveste un alto valore rispetto alla spendibilità del titolo nel mercato del lavoro, alla raffinatezza del percorso formativo, alla standardizzazione delle procedure a livello nazionale (una garanzia per gli studenti). Ottiene inoltre alti livelli di occupazione, che in una fase come quella che stiamo attraversando mi sembra un aspetto da non sottovalutare. Come si colloca in questʼottica lʼofferta formativa ligure? Quantitativamente l’offerta in Liguria è allineata con quella delle altre regioni. Sul piano della natura della formazione, però, sono da segnalare importanti sforzi che vanno nella direzione di integrare sempre di più i percorsi Ifts con il resto delle realtà formative del territorio. In questo senso va la trasformazione in crediti delle competenze acquisite, da spendersi all’università piuttosto che al secondo anno degli Istituti tecnici superiori (Its). Quali sono i risultati che vengono riscontrati al termine dei corsi Ifts? Il livello di occupazione al termine dei corsi, come dicevo, è molto alto, dall’80 fino al 100 per cento. Naturalmente in questa forbice molto fa il profilo dei singoli studenti: maggiore è la motivazione verso un determinato percorso, maggiori saranno le competenze in uscita e di conseguenza ancora maggiore sarà l’efficacia dell’intervento formativo. Il risultato è una transizione più semplice verso il mondo del lavoro. Un risultato ormai noto, tanto che i corsi organizzati nel 2009 hanno avuto il più alto numero di iscritti mai registrato in Liguria dal 1999, anno di avvio dellʼesperienza. Cosa consiglia agli studenti che stanno valutando questa opportunità? Il consiglio che mi sento di dare è quello di guardare con molta attenzione ai percorsi offerti e soprattutto di non sottovalutarne la portata. Non sono alternativi all’università e soprattutto non sono da considerarsi una strada di “serie B”. Si tratta invece di percorsi certificati a livello europeo, che, oltre a dare un bagaglio di conoscenze ed esperienza, rilasciano un titolo riconosciuto anche per l’accesso ai pubblici concorsi. Inoltre, proprio per la vocazione europea degli Ifts, danno prospettive di lavoro e di mobilità internazionale, ad esempio con stage all’estero. Formazione professionale 29 Sulla cresta DELL’ONDA: L’ACCADEMIA ITALIANA DELLA MARINA MERCANTILE Il settore marittimo è a caccia di ufficiali: frequentare l’Accademia è dunque una buona opportunità per avere una formazione all’avanguardia e un più facile inserimento lavorativo n un territorio come quello ligure, che può vantare un tratto di costa di chilometri e chilometri, il mare riveste senza dubbio un’importanza decisiva, sia per quanto riguarda il turismo delle spiagge, sia per l’attività portuale e per i trasporti marittimi. A Genova, provincia del mare per eccellenza, che con il suo porto si posiziona fra i primi posti in Europa, esiste una realtà che sforna ogni anno professionisti del mare. Stiamo parlando degli ufficiali che si diplomano all’Accademia Italiana della Marina Mercantile, con sede proprio nel capoluogo ligure. Da anni ormai si registra una carenza di personale ufficiale navigante, denunciata in più occasioni dagli operatori del settore marittimo. Una crisi che oggi a livello mondiale è pari al 4% della forza lavoro, vale a dire 16mila ufficiali, ma che di qua al 2010 dovrebbe raddoppiare – stando alle previsioni – giungendo al 12 per cento, ben 46mila ufficiali. Solo nel continente europo ci sarebbe bisogno di 13mila ufficiali, che in tre anni diventeranno 36mila. L’Accademia Italiana della Marina Mercantile è la risposta a questa difficoltà, poiché in grado di offrire nuovo personale qualificato e di curarne l’inserimento lavorativo, al termine di un tirocinio a bordo come allievi ufficiali regolarmente retribuito. Ogni anno vengono pubblicati i bandi per entrare in I Accademia: per iscriversi ai corsi di allievo ufficiale di coperta e di macchina è necessario possedere un diploma di un istituto nautico o di un istituto professionale del mare. Il numero di posti è stabilito di volta in volta e l’iscrizione e la frequenza sono gratuite. I criteri per l’accesso premiano le passate esperienze scolastiche e i risultati nelle prove attitudinali e motivazionali. La formazione avviene a terra e a bordo. In genere la didattica in aula è alternata a momenti di formazione retribuita a bordo. Obiettivo, il conseguimento delle certificazioni internazionali e delle competenze necessarie a sostenere l’esame da ufficiale presso la Capitaneria di porto. In particolare, le lezioni in aula – della durata media di 1000 ore - sono seguite da gruppi di circa 20 allievi ciascuno e vertono su materie giuridiche, economia aziendale, informatica, oltre che ovviamente agli argomenti caratterizzanti la navigazione e la condotta sulle navi, la tutela ambientale e la sicurezza. Il periodo da allievi ufficiali a bordo, invece, dura 12 mesi, intervallati dalle lezioni, e consente di fare pratica professionale nelle migliori condizioni. Gli allievi vengono generalmente destinati ad una compagnia, in modo da creare una “fidelizzazione”, che consenta di trovare un lavoro sicuro dopo l’esame di Stato, mentre la società potrà “crescersi” un allievo e portarlo avanti nella carriera. PER INFORMAZIONI: Accademia Italiana della Marina Mercantile via Oderico, 10 - 16145 Genova tel. 0103622472 oppure 0103705606 fax 0103705599 e-mail [email protected] sito internet: www.accademiamarinamercantile.it Lavoro 32 Dopo il diploma Quasi quasi inizio a LAVORARE Dedicato a chi ha voglia di darsi subito “da fare”, ma non sa da che parte iniziare. Qualche suggerimento per capire come muoversi, a chi rivolgersi e come centrare l’obiettivo finale hi sceglie di “buttarsi” subito nel mondo del lavoro inizia presto a capire quanto tempo richieda l’attività di ricerca. Buona norma sarebbe cercare di conoscere i fabbisogni professionali della vostra realtà, senza dimenticare, però, che la scelta del lavoro deve anche considerare le proprie attitudini e competenze. Per questo è importante conoscere il più possibile il contesto che vi circonda e andare “dritti alla meta” con determinazione e seguendo una certa logica. Niente candidature inviate a casaccio, quindi, ma studiate bene la situazione, leggete gli annunci, sui giornali e anche su internet, e inviate curricula personalizzati. Insomma, non limitatevi a iscrivervi al Centro per l’impiego e ad aspettare passivamente la chiamata. Non disdegnate di iniziare con un tirocinio: se vi impegnate e fate buona impressione potrebbe trasformarsi in un contratto di lavoro. Infine, regola fondamentale, non scoraggiatevi se il lavoro tarda ad arrivare. Capita che un’azienda rispolveri il vostro curriculum a qualche mese di distanza e vi chiami per un colloquio quando meno ve lo aspettate. Nel frattempo, preparatevi al meglio seguendo le nostre dritte. Andiamo per ordine. C I primi passi A parte l’iscrizione al Centro per l’impiego, di cui parleremo più approfonditamente in seguito, la prima mossa da fare è leggere gli annunci di lavoro sulle riviste specializzate e sulle apposite rubriche che molti quotidiani dedicano all’argomento (ricordate di inserire sempre il riferimento all’inserzione alla quale rispondete nella lettera di accompagnamento al curriculum). Ma siate cauti e diffidate degli annunci troppo vaghi, di quelli che promettono facili guadagni o che chiedono soldi per iniziare un’attività a domicilio. Altre offerte di lavoro possono essere consultate tramite la Borsa Continua Nazionale del Lavoro. Provengono da numerosi soggetti pubblici e privati e vengono pubbli- cate dal ministero del Lavoro. La consultazione è libera, ma per rispondere ad un annuncio bisogna prima registrarsi. Vi si accede anche tramite l’home page del sito www.iolavoroliguria.it. Su internet si possono trovare anche altri siti con offerte di lavoro, ma bisogna andarci cauti, difficilmente i gestori controllano la provenienza delle offerte come invece sono obbligate a fare le agenzie pubbliche e private. Spesso poi ci si imbatte in siti che non garantiscono la nostra privacy, perciò, se non indichiamo espressamente il contrario, i nostri dati possono circolare in rete e finire in mano a società diverse da quella a cui li abbiamo inviati. Precauzioni a parte, internet può essere un utile strumento di ricerca. UN POSTO DA “VINCERE” Unʼaltra classica via per trovare lavoro resta la preparazione di un concorso. Per conoscere quelli banditi dagli enti pubblici statali basta consultare la Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, lʼorgano ufficiale che pubblica i bandi. Si trova nelle edicole il martedì e il venerdì nella serie “Concorsi ed esami”. Per i concorsi regionali consultare invece il Bollettino Ufficiale della Regione Liguria (B.u.r.l.). Qui non ci sono trucchi da svelare: il numero di candidati che si presenta solitamente è alto e molto minore il numero dei posti disponibili. Perciò studiate, studiate, studiate! Lavoro 33 CARTA E PENNA Prendete nota. Ecco dove potete trovare un poʼ di annunci di lavoro: ad esempio, il giovedì e la domenica sono pubblicati nelle pagine del quotidiano “Il secolo XIX”, sempre il giovedì nellʼedizione spezzina de “La Nazione”. Ricordate poi il settimanale IolavoroNewsletter pubblicato dalla Regione Liguria e distribuito gratuitamente in Centri per lʼimpiego, scuole, università e presso tutti gli operatori del settore. Raccoglie in forma cartacea tutte le offerte che vengono anche pubblicate sul portale. Per essere costantemente aggiornati restando a casa suggeriamo lʼiscrizione alla Newsletter personalizzata di IoLavoroLiguria, “Su misura per te”. Permette di inserire fino a dieci diverse sedi lavorative e fino a dieci diversi titoli di studio per i quali il sistema provvede a visualizzare i concorsi, sia finalizzati al lavoro che alla ricerca. Arriva ogni sabato sulla propria casella di posta elettronica. Pescati dalla rete Spieghiamo subito che esistono tre categorie di siti: 1. quelli dove potete leggere gli annunci delle aziende. Generalmente non richiedono registrazione; 2. quelli in cui non sono visibili offerte di lavoro, ma è possibile inserire il curriculum in una banca dati consultata dalle aziende. Spesso questi siti offrono servizi online come le newsletter, tramite le quali arrivano all’iscritto le segnalazioni delle offerte che corrispondono al profilo indicato; 3. infine, ci sono i siti delle singole aziende, spesso a caccia di personale (e-recruiting). Il visitatore compila un form, a cui si accede di solito dall’home page, cliccando sulla sezione “Lavora con noi” o “Collabora con noi”. Vedremo più avanti, in un’apposita sezione, i principali “ Niente candidature inviate a casaccio, ma studiate bene la situazione, leggete gli annunci, sui giornali e anche su internet, e inviate curricula personalizzati” siti da consultare per offerte di lavoro e candidature. Se né i giornali, né la rete offrono annunci interessanti, non vi resta che l’autopromozione! Cosa vuol dire? Semplicemente preparare un elenco di aziende che possono interessarvi e cercare di contattarle, anche se al momento non sembrano alla ricerca di personale. Prima di presentarvi, però, prendete il maggior numero di informazioni sull’azienda, che troverete sicuramente su internet, e - qui arriva il difficile - cercate di individuare la persona che può visionare la vostra candidatura. Un buon metodo per riuscire a scoprire qualcosa è verificare se abbia scritto degli articoli o partecipato a qualche conferenza. Il passo successivo a questo punto potrebbe essere una telefonata in cui si dice di aver letto il suo articolo o di aver apprezzato il suo intervento. Se l’impresa vi sembra troppo ardua, potete comunque mandare alla sua attenzione il vostro curriculum con relativa lettera di accompagnamento. 34 Dopo il diploma Il primo passo verso il mondo del lavoro: UN BUON CURRICULUM Racchiudere tutta la propria vita in poche righe non è certo cosa semplice. Ma se ci riuscite, siete già più vicini al lavoro che cercate! crivere il proprio curriculum vitae è il primo e fondamentale passo per cercare un lavoro. Ma, soprattutto per chi è alla ricerca della prima occupazione, la compilazione può sembrare difficile, dal momento che normalmente non ha esperienze da vantare. Per questo è importante capire come verrà considerato “al di là della scrivania” il vostro curriculum. Ma come scriverne uno davvero efficace? Innanzitutto, evitate di annoiare il vostro selezionatore: siate sintetici e adeguati alle sue aspettative (in Italia, ad esempio, i curricula non dovrebbero superare normalmente le 2-3 pagine, ma in alcuni Paesi esteri tutto deve restare in una sola facciata). Non tralasciate quanto possa attirare l'attenzione su di voi, dalle prime esperienze professionali agli hobby. Non sottovalutate i vostri primi lavoretti (baby sitter, cameriere, volantinaggio, ecc.). Soprattutto se siete alla ricerca del primo impiego possono già dire molto di voi e della vostra capacità ad adattarvi alle situazioni, generalmente molto apprezzata soprattutto nei giovani. In un curriculum dovete sempre inserire: - dati anagrafici e personali (nome e cognome; indirizzo del domicilio/residenza; numeri telefonici; indirizzo di posta elettronica); - istruzione e formazione (titolo, istituto, anno di conseguimento e votazione); - eventuali esperienze lavorative (si consiglia di indicare il nome della società con qualche spiegazione sul settore. Poi il periodo, il ruolo ricoperto, l’attività svolta); - lingue conosciute (dichiarate il livello di padronanza: sufficiente, discreto, buono, ottimo, e distinguete tra capacità di espressione e comprensione scritta e orale); - competenze informatiche (specificate i software che sapete utilizzare, come Word, Excel ecc., i sistemi operativi e i linguaggi di programmazione, indicandone il grado di conoscenza); - competenze relazionali, organizzative e tecniche (tenete conto che ai giovani si richiedono soprattutto: capacità di ascolto e comunicazione, di apprendimento e di adattamento; desiderio di crescita personale, orientamento ai rapporti interpersonali, capacità organizzative e di lavoro in gruppo); - altre informazioni utili a definire la vostra personalità. Dopodiché aggiungete la data, firmate il curriculum e, S importantissimo, date il consenso al trattamento dei vostri dati. Esempio: “autorizzo al trattamento dei dati personali in conformità alla legge 196/03 sulla privacy”. Il curriculum deve fornire tutte le informazioni possibili su di voi, ma in modo assolutamente asettico. Ricordatevene, quando imposterete lo stile e la forma: niente caratteri speciali, ghirigori o cornici! Per una presentazione un poco più personale (ovviamente nel contenuto, e non nello stile grafico), ricordatevi di inviare anche una lettera di presentazione ad integrazione e corredo. RICORDATE CHE... Non dovete mai scrivere cose che non potreste sostenere in un colloquio, come lingue che dichiarate di conoscere alla perfezione quando le masticate solo un poʼ o programmi informatici di cui sapete appena il nome. Sappiate valorizzare, però, le vostre esperienze, considerando che il selezionatore tenderà a ridimensionarle. Se, ad esempio, avete aiutato i vostri genitori in un negozio, non scrivetelo così. Meglio dire: collaborazione ad un esercizio commerciale con compiti di seguire le relazioni con la clientela, la contabilità ecc. Suona molto meglio, no? Lavoro 35 Il curriculum che arriva D A L L’ E U R O PA Potete scaricarlo da internet scrivendo “curriculum europeo” in qualsiasi motore di ricerca. Quello che segue è solo un fac-simile, a cui potete aggiungere numerose altre informazioni FORMATO EUROPEO PER IL CURRICULUM VITAE INFORMAZIONI PERSONALI Nome Indirizzo Telefono E-mail Nazionalità Data di nascita ESPERIENZA LAVORATIVA Date (da – a) Nome e indirizzo del datore di lavoro Tipo di azienda o settore Tipo di impiego Principali mansioni e responsabilità ISTRUZIONE E FORMAZIONE Date (da – a) Nome e tipo di istituto di istruzione o formazione Principali materie / abilità professionali oggetto dello studio Qualifica conseguita Date (da – a) Nome e tipo di istituto di istruzione o formazione CAPACITÀ E COMPETENZE PERSONALI MADRELINGUA ALTRE LINGUE Capacità di lettura Capacità di scrittura Capacità di espressione orale ALTRE CAPACITÀ E COMPETENZE PATENTE O PATENTI ROSSI MARIA Via Nazionale 2, 00100 Roma - Italia 0039-06/11111111 +39-333/1111111 [email protected] italiana 31/01/1989 Da maggio 2009 a settembre 2009 Centro studi “Cento e lode”, via del Boschetto 14, Roma Settore amministrativo Stage come assistente amministrativo Gestione della documentazione contabile, relazioni con la clientela Da marzo 2009 a luglio 2009 European Social Group Corso in Leadership e Sviluppo personale per le attività sociali Attestati di frequenza Diploma di maturità conseguito nell’anno scolastico 2007/2008 con votazione 96/100 Liceo scientifico statale “Pitagora”, via Napoli 93, Roma ITALIANO INGLESE Buono Elementare Eccellente FRANCESE Eccellente Buono Eccellente Patente europea del computer (Ecdl). Buona conoscenza del sistema operativo Mac e del programma Quarxpress. Capacità di scrittura perfezionate per mezzo del corso di scrittura creativa “Lettere in libertà” (corso seguito presso l’Accademia della lingua di Roma). B (automunita) 36 Dopo il diploma Una lettera SPECIALE Il curriculum da solo non basta. Va presentato insieme ad una lettera di accompagnamento che deve invogliare il selezionatore a soffermarsi sulla vostra candidatura vete avuto problemi a sintetizzare nel poco spazio del curriculum le vostre competenze? Con la lettera di presentazione potrete esprimervi in modo più discorsivo. Prima regola fondamentale: la lettera di accompagnamento deve essere personalizzata per ciascuna azienda a cui viene inviata e per questo è bene raccogliere in anticipo il maggior numero possibile di informazioni su di essa. Proprio perché si affianca al curriculum, dovreste evitare di farne una sua versione più estesa e completa, e dovreste invece cercare di utilizzarla come un mezzo per integrare in modo più personale le informazioni fornite sinteticamente nel curriculum. È meglio piuttosto aggiungere qualcosa di nuovo e cercare di stimolare con essa l’interesse dell’interlocutore. Il punto essenziale è trovare un filo conduttore tra le vostre esperienze e il ruolo o il settore aziendale per il quale state inviando la vostra candidatura. Per questo nella lettera di presentazione è bene mettere in evidenza gli aspetti della vostra carriera che più si accordano con il tipo di lavoro per cui vi proponete. Tutto il resto – da non sottovalutare - sarà già stato elencato nel curriculum. Ecco qualche consiglio per scriverla: - siate precisi nell’impostazione, non dimenticate nessuno dei vostri dati personali (nome e cognome, indirizzo e riferimenti per essere contattati), né i dati del destinatario, e inserite sempre luogo, data e oggetto. Per quest’ultimo, mettete il riferimento o codice numerico della posizione ricercata se rispondete ad un’inserzione, mentre se si tratta di un’autocandidatura potete semplicemente scrivere “invio cv” o “proposta di collaborazione”; - presentatevi per quello che siete, senza vantare capacità che non possedete, ma mettendo bene in risalto le vostre competenze. Non parlate in terza persona, ma sempre in prima; - evidenziate le caratteristiche che possono darvi qualche chance in più, come la disponibilità ad orari flessibili o a viaggiare. Lasciate perdere, invece, l’esposizione delle vostre capacità relazionali o di risolvere le situazioni: queste verranno valutate in sede di colloquio; - spiegate perché avete deciso di rivolgervi proprio a quella azienda, mostrando entusiasmo e disponibilità. È A bene esporre sinteticamente gli obiettivi professionali che vi ponete a breve e a medio-lungo termine e spiegare perché e come pensate di poterli raggiungere nell’azienda a cui vi proponete; - ricordate che lo stile deve essere chiaro e non troppo formale. Chi leggerà la vostra lettera di presentazione valuterà anche la vostra capacità di impostare una lettera, scrivere in italiano corretto, essere chiari, sintetici e precisi. Per questo, mi raccomando, niente pasticci o errori di ortografia. Non solo: se vi capiterà di inviare più candidature nello stesso periodo, state bene attenti a non sbagliare a scrivere i riferimenti dell’azienda o, peggio, a confondere i destinatari. Può capitare, ma non sarebbe certo il miglior modo di presentarsi! QUALCHE CONSIGLIO IN PIÙ 1 - Firmate sempre, a mano ovviamente, la lettera di presentazione, a meno che non sia inviata via e-mail. In tal caso, inseritela semplicemente nel testo dell'e-mail, e non inviate un file a parte, ma allegate soltanto il curriculum. 2 - Per stamparla, usate lo stesso tipo di carta che avete usato per il curriculum: foglio A4 bianco, lasciate perdere fogli colorati o carta molto leggera o troppo spessa. 3 - Non scrivete più di 15 righe di testo. 4 - Non dimenticatevi il riferimento esatto se indicato nellʼannuncio. 5 - Rileggete sempre la lettera e fatela leggere anche ad un amico o un parente prima di spedirla: un occhio esterno nota più facilmente errori, imprecisioni e stonature. Lavoro 37 A colloquio con il LAVORO Preoccupati per il vostro primo colloquio? Una “ricetta” giusta per superarlo in ogni occasione non esiste, ma qualche piccolo accorgimento può esservi di aiuto repararsi a questo appuntamento non è semplice se siete alle prime armi: dovrete riuscire a dare la giusta impressione a chi vi esamina, ma questa volta non potrete nascondere le emozioni dietro a un foglio di carta. Prendere informazioni – Il punto di partenza consiste nella raccolta di informazioni sull’azienda e sulla mansione per la quale siete stati chiamati. Può sembrare banale, ma conoscere bene da chi e per cosa siete stati contattati è l’unico modo per prepararsi al meglio. L'atteggiamento – Essere tesi è normale e può perfino aiutare a dare il meglio di sé. Attenzione però: non dovrete apparire né troppo nervosi e musoni, né esageratamente rilassati. Con un po’ di autocontrollo (ma senza essere innaturali) potrete imparare a mostrarvi sorridenti e disponibili, facendo trasparire solo un pizzico di tensione. Evitate di voler stupire a tutti i costi, meglio apparire semplici, ma determinati; in ogni caso cercate di essere voi stessi limando quelle caratteristiche del vostro carattere che possono svantaggiarvi. Preparatevi soprattutto sui vostri difetti: se vengono a galla mostrate di esserne consapevoli e di aver imparato a compensarli. Domande e risposte – Molte delle domande che vi saranno poste sono prevedibili e vanno da “Quali sono i suoi obiettivi professionali?” a “Quali sono i suoi punti deboli sul lavoro?”, quindi fate una lista di possibili quesiti e scrivete le risposte (attenti a non impararle a memoria come un automa). Che sia il selezionatore a fare le domande, non significa, però, che non dobbiate chiedere niente, anzi. Le informazioni che avete trovato vi permetteranno di sollevare dubbi intelligenti. Una questione posta nel modo giusto farà intuire all’esaminatore che vi siete dati da fare per raccogliere informazioni, segno che non vi trovate di fronte a lui quasi per sbaglio. Di solito il colloquio migliore è quello che finisce per somigliare a un dialogo. La parola giusta – Per portare avanti un discorso col vostro selezionatore sarà indispensabile aver acquisito P DA SAPERE 1 - L'abbigliamento: va scelto in relazione al tipo di azienda dove vi presentate; in generale meglio non essere troppo estrosi. Vietato apparire trasandati. 2 - La comunicazione non verbale: non gesticolate troppo e state attenti a non ripetere in continuazione lo stesso movimento (passarsi una mano tra i capelli, toccarsi il naso...); cercate invece di mantenere un portamento posato e non lasciatevi mai andare a gesti maleducati. 3 - “Quanto si guadagna?”: è una domanda da evitare, lʼargomento verrà affrontato dal selezionatore in un secondo momento. 4 - Mamma e papà restino a casa: farsi accompagnare dai genitori farebbe pensare che non siete sicuri di voi. quei vocaboli di cui l’ente o l’azienda fa spesso uso. È importante usare il linguaggio proprio del settore, anche se nessuno pretende che conosciate i termini tecnici più complessi. Se un parolone dovesse cogliervi impreparati, abbiate il coraggio di chiedere cosa significa. Il selezionatore – Non abbiate l’impressione di dovervi confrontare con qualcuno che vi è nemico. Il selezionatore non trae nessun piacere dal mettervi in difficoltà. Vi trovate di fronte a qualcuno che spera quanto voi nella buona riuscita dell'incontro. “ Non abbiate l'impressione di dovervi confrontare con qualcuno che vi è nemico” 38 Dopo il diploma Al Centro per L’ I M P I E G O È la prima cosa da fare quando si cerca lavoro: recarsi presso i Centri per l’impiego e iscriversi. È proprio qui che si incontrano domanda e offerta e si possono avere molte altre informazioni utili per la vostra ricerca ucia quasi non ci credeva, ma quando è arrivata al Centro per l’impiego della sua città ha veramente trovato tutto quello che voleva sapere, persino una persona che l’ha aiutata a capire quali competenze poteva già sfruttare e cosa invece doveva approfondire per lavorare nel campo che le piaceva di più. Come principale funzione i “Centri per l’impiego”, gestiti dalle Province, si impegnano, infatti, per favorire l’incontro di domanda e offerta di lavoro. Sono il primo posto dove tradizionalmente vanno i disoccupati (riconosciuti come tali proprio per aver dichiarato al Centro per l’impiego di essere immediatamente disponibili a lavorare), a cui offrono numerosi servizi. Servizio di informazione. Al Centro per l’impiego trovate materiale e notizie sui corsi di formazione, sui concorsi pubblici, sulla legislazione e la contrattualistica del lavoro, sui profili professionali, sul mercato del lavoro locale, sul lavoro all’estero. Servizi di orientamento. Al Centro per l’impiego potete anche sostenere colloqui di orientamento e realizzare il cosiddetto “bilancio di competenze”, un utile strumento per ricostruire le proprie capacità e attitudini e valorizzarle in vista dell’ingresso nel mondo del lavoro. Preselezione. Consiste nella realizzazione di un colloquio individuale con l’operatore per identificare competenze, disponibilità ed aspirazioni da inserire nel curriculum e nella segnalazione di candidature alle imprese in cerca di personale, in modo da incrociare le disponibilità. L Per iscriversi al Centro per l’impiego occorre presentarsi presso la sede del centro competente e portare con sè un documento d’identità valido e il codice fiscale. Per chi intende inserire nella scheda ulteriori notizie è bene munirsi anche di curriculum vitae, eventuali titoli di studio e attestati di corsi di formazione e di qualifica. Le informazioni vengono inserite in una banca dati e poi riportate su una scheda anagrafica personale consegnata ad ogni nuovo iscritto. Le offerte di lavoro dei Centri per lʼimpiego sono consultabili anche tramite la Borsa continua del lavoro della Regione Liguria raggiungibile dalla home page del portale www.iolavoroliguria.it L’INTERMEDIAZIONE PRIVATA Chi è in cerca di unʼoccupazione può rivolgersi anche alle Agenzie per il lavoro. Si tratta di soggetti autorizzati dallo Stato che svolgono attività di: somministrazione di lavoro (il lavoratore è dipendente dellʼagenzia di somministrazione, ma lavora presso un altro soggetto); intermediazione (consiste nella mediazione tra domanda e offerta di lavoro realizzata anche attraverso raccolta dei curricula e attività di orientamento); ricerca e selezione del personale (si occupano di ricercare e individuare il lavoratore più idoneo a soddisfare le esigenze di unʼimpresa); supporto alla ricollocazione professionale (si occupano di ricollocare un lavoratore o un gruppo di lavoratori nel mercato grazie ad attività di formazione e affiancamento). Lavoro Il contratto 39 GIUSTO State per firmare il vostro primo contratto. È un momento importante da cui deriverà una serie di diritti e doveri, sia per voi che per l’azienda. Vediamo insieme le forme più utilizzate per il primo ingresso nel mondo del lavoro i siete. Avete passato la selezione e ora, eccovi qua, pronti a mettere la vostra prima firma su un contratto di lavoro. Ma i contratti non sono certo tutti uguali, e quando si prende un impegno come questo bisogna sapere bene cosa comporta: ciò che vi verrà richiesto e ciò a cui vi darà diritto. Rispetto a qualche decennio fa, la situazione economica è molto cambiata. Si parla tanto di “flessibilità” per indicare, più che la capacità di adattamento di una persona, il suo status contrattuale. Il contratto di lavoro subordinato, solitamente a tempo pieno e indeterminato (cioè per l’intera giornata lavorativa e senza scadenza), se non è ancora una chimera è comunque piuttosto difficile da ottenere, almeno al primo impiego. Oggi il mercato del lavoro prevede diverse altre forme contrattuali, che è bene impariate a conoscere. Prima di dare una rapida occhiata alle principali, un’avvertenza: magari non sarà una lettura proprio scorrevole, ma ricordate che non potete far rispettare i vostri diritti se voi stessi non li conoscete. E per saperne di più vi consigliamo di fare un salto proprio ai Centri per l’Impiego di cui abbiamo appena parlato. Ecco, intanto, qualche definizione base da cui partire. C PART-TIME Il rapporto di lavoro a tempo parziale può essere: - di tipo orizzontale, quando la riduzione di orario riguarda la giornata di lavoro (ad es. 4 ore al giorno invece di un orario normale di 8 ore); - di tipo verticale, quando l’attività lavorativa è svolta a tempo pieno, ma solo per predeterminati periodi (ad es. 3 giorni di 8 ore lavorative in una settimana; 6 mesi a tempo pieno in un anno); - di tipo misto, risultato dalla combinazione di part-time orizzontale e part-time verticale. Il contratto stipulato per iscritto ai fini della prova deve contenere: durata della prestazione; indicazioni di orario, giorno, settimana, mese, anno. TEMPO DETERMINATO Può essere stipulato quando ragioni di ordine tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo richiedono un incremento di manodopera per un periodo di tempo limitato. Il lavoratore a tempo determinato ha diritto allo stesso trattamento dei lavoratori assunti a tempo indeterminato che svolgano la stessa attività, in proporzione al periodo di lavoro prestato. CONTRATTO DI INSERIMENTO Sostituisce, ai sensi del D.Lgs. 276/2003 (nota come legge Biagi), il contratto di formazione e lavoro nel settore privato. È stipulato in forma scritta e tende all’inserimento o al reinserimento del lavoratore nel mercato del lavoro mediante un progetto individuale di adattamento delle competenze professionali del “ Ricordate che non potete far rispettare i vostri diritti se voi stessi non li conoscete ” 40 Dopo il diploma soggetto a un determinato contesto lavorativo. Per quanto riguarda i giovani, possono essere assunti con questo tipo di contratto dai 18 ai 29 anni. L’inserimento non può durare meno di 9 mesi e non oltre i 18. In caso di assunzione di lavoratori affetti da handicap la durata può essere estesa fino a 36 mesi. La categoria di inquadramento del lavoratore non può essere inferiore di due livelli a quella con riferimento al Contratto collettivo nazionale di lavoro. SOMMINISTRAZIONE DI LAVORO Il D.lgs. 276/2003 lo ha introdotto in sostituzione del cosiddetto lavoro interinale. Il contratto di lavoro coinvolge tre soggetti: il somministratore, l’utilizzatore e il lavoratore. Il lavoratore è assunto dal somministratore, ma viene inviato a svolgere la propria attività presso l’utilizzatore. Tra somministratore e utilizzatore si stipula un contratto di fornitura di manodopera. LAVORO A PROGETTO È un contratto di collaborazione coordinata e continuativa che deve essere riconducibile ad uno o più progetti specifici. Il lavoratore svolge la sua attività in funzione del risultato (seppure nel rispetto del coordinamento IMPARARE A LAVORARE: IL TIROCINIO Chiariamo subito che non si tratta di un lavoro. Il tirocinio è unʼesperienza di formazione che si svolge in unʼazienda per ampliare le proprie conoscenze o aggiornare quelle che già si possiedono. Non è un lavoro, dunque, ma può essere unʼottima strada per imparare una professione. Si rivolge a neodiplomati, neolaureati, studenti che frequentano la scuola secondaria o lʼuniversità, a chi partecipa a corsi di qualifica professionale, disoccupati, lavoratori in mobilità. La durata varia in base alla tipologia dei soggetti. I tirocini possono essere promossi, tra gli altri, dai Centri per lʼimpiego, le università e gli istituti di istruzione secondaria statali e non statali abilitati al rilascio di titoli accademici, le istituzioni scolastiche statali e non statali che rilasciano titolo di studio con valore legale, i centri pubblici di formazione e/o orientamento, le cooperative sociali. Il tirocinio viene attivato in base ad una convenzione tra il soggetto promotore e lʼazienda. Non costituendo rapporto di lavoro non prevede retribuzione, ma in qualche caso lʼazienda che ospita il tirocinio può erogare un rimborso spese. con l’organizzazione del committente) e indipendentemente dal tempo impiegato. Non è un lavoro subordinato, quindi il lavoratore ha un elevato grado di autonomia rispetto al datore di lavoro nello stabilire tempi e modi per raggiungere il risultato concordato. Per sua natura è temporaneo e il compenso per il lavoratore deve essere proporzionato alla qualità e alla quantità del lavoro svolto (tenendo conto di quanto normalmente versato da quella azienda per prestazioni analoghe di lavoro autonomo). LAVORO AUTONOMO OCCASIONALE Prestazione di lavoro autonomo priva del requisito di continuità e di subordinazione senza collegamento funzionale con l’attività del committente. Per quanto riguarda la durata, non può superare i 30 giorni di durata e i 5000 euro di compenso nello stesso anno e con lo stesso committente. LAVORO AUTONOMO CON PARTITA IVA È un particolare modo di svolgere la prestazione lavorativa e di ottenere il relativo compenso che ha una differente gestione retributiva, fiscale e contributiva. Si può riferire a diverse categorie di lavoratori autonomi: liberi professionisti, consulenti e collaboratori. La partita Iva va aperta presso l’Ufficio delle Entrate competente per territorio. Non sempre tutto va per il verso giusto. Può capitare che il vostro datore di lavoro vi richieda cose a cui non sareste tenuti o ricorra ad un contratto anziché ad un altro. Per fare chiarezza potete rivolgervi alle organizzazioni sindacali. Ecco le principali: Cgil: www.cgil.it; www.liguria.cgil.it Cisl: www.cisl.it; www.genova-liguria.cisl.it Uil: www.uil.it; www.uilliguria.it Lavoro 41 Formati al lavoro: L’APPRENDISTATO Per i giovani è sicuramente una buona opportunità per iniziare e acquisire intanto una qualifica professionale apprendistato esiste già da molti anni, anche se recentemente è stato rinnovato nella disciplina. Si configura come un contratto di lavoro con una doppia valenza di formazione e lavoro (definito per questo a causa mista), pensato particolarmente per l’attuazione del diritto alla formazione dei giovani e al loro inserimento nel lavoro. In questo tipo di contratto, infatti, l’impresa si impegna a fornire all’apprendista la formazione professionale all’interno del rapporto di lavoro. Tre le tipologie previste: Apprendistato per l’espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione È rivolto a giovani che abbiano compiuto i 16 anni di età ed è finalizzato al conseguimento di una qualifica professionale. Apprendistato professionalizzante Permette di ottenere una qualifica attraverso una formazione sul lavoro e un apprendimento tecnico-professionale. È rivolto a soggetti di età compresa tra i 18 (17 se in possesso di qualifica professionale) e i 29 anni. Apprendistato per l’acquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione Anche questo è rivolto a soggetti di età compresa tra i 18 (17 se in possesso di qualifica professionale) e i 29 anni. Consente di conseguire un titolo di studio di livello secondario, universitario o di alta formazione e per la specializzazione tecnica superiore. A partire dal 2008 trova applicazione anche per i dottorati di ricerca. L’ In tutti e tre i casi: - il contratto di apprendistato può essere utilizzato in tutti i settori di attività; - è stipulato in forma scritta ai fini della prova; - il numero complessivo di apprendisti assunti da un datore di lavoro non può superare il 100% delle maestranze specializzate e qualificate presenti in azienda; - deve essere predisposto un progetto formativo individuale; - la categoria di inquadramento dell’apprendista non può essere inferiore per più di due livelli alla categoria spettante ai lavoratori addetti a mansioni o funzioni che richiedano qualificazioni corrispondenti a quelle al cui conseguimento è finalizzato il contratto; - in corso di rapporto, il datore di lavoro non può recedere dal contratto in assenza di giusta causa o di giustificato motivo. Durante il suo percorso l’apprendista viene seguito da un tutor aziendale che, naturalmente, deve essere in possesso di specifici requisiti e competenze per consentire la qualificazione dell’apprendista sul lavoro. La formazione, prevista in funzione della qualifica professionale, viene registrata nel libretto formativo e costituisce credito formativo per i percorsi di istruzione e di formazione professionale. Agli apprendisti non spettano le integrazioni salariali (né cassa ordinaria né straordinaria), ma, in via sperimentale, per il triennio 2009 – 2011 è previsto un trattamento economico pari all’indennità ordinaria con requisiti normali in caso di sospensione per crisi aziendale o occupazionale ovvero in caso di licenziamento, a condizione che il contratto sia in atto al 29 novembre 2008 e l’apprendista, all’atto del licenziamento o sospensione, abbia almeno tre mesi di anzianità presso l’azienda interessata dalla crisi. 42 Dopo il diploma Perché non mettersi in PROPRIO? Il lavoro da dipendente vi va stretto e già da un po’ di tempo avete un’idea che vi frulla nella testa: aprire un’attività nel settore che trovate congeniale alle vostre abilità e passioni. La strada non è facile, ma neanche impossibile etter su un’impresa è davvero un’impresa, un’attività rischiosa per definizione. Però, se il vostro sogno è avere qualcosa di “vostro”, non dovete lasciarvi abbattere dalle prime difficoltà. E soprattutto, fatevi trovare preparati: è molto importante, ad esempio, prendere informazioni sul mercato e riflettere bene su come organizzare la propria attività, analizzando gli aspetti logistici, le risorse umane da utilizzare, dove far nascere la vostra impresa e come lanciare il vostro prodotto o servizio. Naturalmente, poi, l’ostacolo più difficile da superare è riuscire a recuperare le risorse finanziarie per avviare l’attività. Ma procediamo per gradi. La prima tappa da seguire è rivolgersi a Enti, sportelli informativi, commercialisti, che sappiano analizzare la vostra idea e vi possano dare preziosi consigli. Con le informazioni necessarie potete iniziare a preparare il vostro business plan. Di cosa si tratta? Del piano d’impresa necessario per ottenere prestiti e finanziamenti. Un documento da compilare bene, dunque, perché gli istituti di credito e gli enti delegati dello Stato si baseranno proprio sulla sua attendibilità per concedere contributi. Per questo, più è ricco di particolari e curato e più avrà possibilità di successo (va inserito nome e tipo di impresa, genere di affari, informazioni commerciali e personale dipendente; molto importante è indicare l’economicità della azienda, la novità di ciò che offri- M te e in cosa la vostra idea si differenzia da quella dei vostri concorrenti). Il business plan aiuta anche ad evidenziare difficoltà e problemi prima che si verifichino ed è utile per monitorare come sta andando l’attività nei suoi primi anni di vita. Proprio per l’importanza che riveste, vi consigliamo di chiedere informazioni e supporto ai Centri per l’impiego, alle Camere di Commercio, a Sviluppo Italia Liguria. In particolare, poi, nel caso di attività commerciali può essere utile rivolgersi alle sedi locali delle associazioni di categoria come l’Ascom e la Confesercenti; nel caso di Lavoro attività artigianali, invece, è consigliabile visitare gli uffici della Confederazione nazionale dell’artigianato e delle piccole imprese, della Confartigianato o della Confederazione autonoma sindacati artigiani. La cooperazione fa la forza Il modo più semplice di realizzare un’idea è condividerla con qualcun altro. La cooperativa è un’associazione di almeno 3 persone (piccole cooperative) che nasce per ottenere dalla gestione in comune di un’attività condizioni più vantaggiose. I soci soddisfano i propri bisogni economici, sociali e culturali creando un’impresa a proprietà comune, controllata democraticamente. Chi vuole crearne una può rivolgersi alle centrali cooperative, cioè gli organi di rappresentanza, assistenza e tutela del movimento cooperativo e delle imprese sociali. Qui si possono chiedere informazioni su come costituire la società, redigere un business plan, accedere ai finanziamenti, avviare l’impresa. Un particolare tipo di cooperativa è la cooperativa sociale, che gode di speciali agevolazioni e sgravi fiscali. Il suo scopo sociale persegue un interesse generale della collettività, perché fornisce servizi socio-sanitari ed educativi o perché intende inserire al lavoro persone svantaggiate. Per avere maggiori informazioni sulle cooperative, potete contattare le sedi locali della Confcooperative o della Lega delle Cooperative. Partire dal “nome”: il franchising I ragazzi che hanno voglia di avviare un’impresa, difficilmente hanno già grandi capitali da investire. Per questo molti di loro decidono di sfruttare i vantaggi dell’affiliazione ad un marchio riconoscibile, pubblicizzato e da 43 tempo sul mercato. Si chiama franchising ed è un accordo di collaborazione tra un’azienda con una formula commerciale consolidata (franchisor) e una società o una persona fisica (franchisee) che aderisce a questa formula. L’azienda "madre" concede il proprio marchio, assistenza tecnica e consulenza sui metodi di lavoro. In cambio, il franchisee paga una cifra come diritto di ingresso e delle royalties periodiche, impegnandosi a rispettare standard e modelli di gestione e produzione stabiliti dall’azienda “madre”. Per informazioni: www.assofranchising.it, www.fif-franchising.it. Un aiuto allo sviluppo A questo punto avete qualche idea sulla forma da dare alla vostra impresa, ma siete a corto di fondi per realizzarla. Non disperate, spesso i giovani vengono aiutati da leggi statali e regionali ad ottenere agevolazioni per la creazione dell’impresa (anche le donne, indipendentemente dall’età). Un importante aiuto può arrivare, ad esempio, da Sviluppo Italia Liguria (Bic Liguria), che offre l’opportunità di usufruire di diverse misure agevolative per l’autoimpiego e la creazione di piccole e medie imprese. Per ottenere le agevolazioni ci sono dei vincoli da rispettare, ad esempio, il proseguimento dell’attività per un periodo minimo di cinque anni. I finanziamenti per l'investimento consistono in contributi a fondo perduto e mutui a tasso agevolato concessi entro i limiti stabiliti dall'Unione europea. Strumenti operativi di Sviluppo Italia Liguria sono i vari incubatori d’impresa presenti a Genova, Savona e La Spezia. Al loro interno gli aspiranti imprenditori ricevono assistenza nella fase di studio e sperimentazione della propria idea imprenditoriale, oltre alla possibilità di trovare facilmente la prima sede aziendale. Sono a disposizione anche postazioni di lavoro attrezzate e servizi di consulenza per preparare l’imprescindibile business plan. Sviluppo Italia Liguria è inoltre partner di “Erasmus per Giovani Imprenditori”, progetto di mobilità internazionale dell’Unione europea coordinato da Eurochambres, l’Associazione europea delle Camere di Commercio e Industria. Il programma offre ai nuovi imprenditori l’occasione di imparare cose nuove da un imprenditore già affermato che gestisce una piccola e media impresa (Pmi) in un altro Paese dell’Ue, collaborando per un periodo della durata massima di sei mesi. CONTATTI E SEDI Per informazioni sulle agevolazioni per la creazione dʼimpresa consultate direttamente gli uffici di Sviluppo Italia Liguria (Bic Liguria) : - Genova: Via Greto di Cornigliano, 6r, Infopoint Tel 010 6563470 - La Spezia: Via Privata Oto, 3/5, Tel. 0187 50801 - Savona: Palazzina ex Omsav, Area portuale, Tel. 019 8337701 - Imperia: c/o CCIAA di Imperia, Viale Matteotti, 48 Tel. 0183 793260 www.sviluppoitalialiguria.it Opportunità 46 Dopo il diploma Un lavoro a 12 STELLE Chi lascia la strada certa per la nuova... a volte fa una bella esperienza. Per chi sceglie di lavorare un periodo all’estero, tante opportunità di arricchire il curriculum e se stessi una scelta a prima vista non facile: lasciare casa, amici e il proprio mondo per qualcosa che non si conosce. Eppure i tanti ragazzi che sono partiti per l’estero e sono rimasti per un periodo a lavorare sono felicissimi di aver fatto questa esperienza. Un’esperienza che li ha arricchiti culturalmente e in molti casi ha dato loro la possibilità di una solida occupazione. E poi, volete mettere l’effetto che può fare sul vostro curriculum leggere che avete lavorato in un altro Paese, imparandone bene la lingua? Mirko, ad esempio, a Londra è andato dopo il diploma dell’istituto alberghiero. Ha iniziato come cameriere, ma dopo qualche mese era già maître di sala. Una bella soddisfazione, no? È L’Eures La via più agevole per trovare lavoro all’estero è ricorrere all’Eures. È una rete dei servizi pubblici all’impiego che, coordinati dalla Commissione europea, promuove e sostiene la mobilità geografica ed occupazionale dei cittadini che desiderano lavorare in un Paese europeo. Si avvale di oltre 700 consulenti distribuiti sull’intero territorio: i 27 Stati membri dell’Unione più Norvegia, Islanda e Lichtenstein – definiti nell’insieme Spazio economico europeo – a cui si aggiunge la Svizzera, grazie ad accordi bilaterali. Il suo sito rappresenta per tutti i navigatori un vero e proprio motore di ricerca che consente di inviare il proprio curriculum ed essere costantemente aggiornati sulle offerte di lavoro in tutto il continente. Come si legge dal sito, “La rete Eures ha lo scopo di fornire servizi ai lavoratori e ai datori di lavoro nonché a tutti i cittadini che desiderano avvalersi del principio della libera circolazione delle persone”. I servizi prestati sono di tre tipi: informazione, consulenza e assunzione/collocamento (incontro domanda/ offerta). Eures si rivolge a cittadini comunitari maggiorenni ed offre un servizio di: - consulenza gratuita sulle condizioni di vita e lavoro (legislazione, cultura, costo della vita, informazioni sul mercato del lavoro); - orientamento (definizione del progetto professionale, motivazioni e caratteristiche personali, tecnica di ricerca attiva nel lavoro); - informazioni sull’espatrio; - incrocio domanda-offerta di lavoro e sessioni di reclutamento. Le offerte di lavoro a vocazione comunitaria normalmente richiedono un certo grado di qualificazione, la conoscenza non scolastica della lingua del Paese in cui è pre- LA PREVIDENZA SOCIALE Di sicuro avete già sufficientemente maturato la consapevolezza che vantare un'esperienza allʼestero può fare la differenza in una selezione tra un candidato e lʼaltro e può rappresentare un'utile occasione per dimostrare le proprie doti personali: dinamismo, intraprendenza, autonomia, adattabilità (capacità e spirito di adattamento), flessibilità (curiosità). Ma una domanda che non dovete trascurare di porvi è: che tipo di trattamento previdenziale mi spetterà? Se un giorno mi ammalo, il mio datore di lavoro potrà impunemente licenziarmi? Per fortuna no, in tutti i Paesi dellʼUnione europea vigono norme di previdenza sociale e i lavoratori stranieri sono sottoposti ad esse al pari dei cittadini del Paese ospitante. Importante è sapere che i contributi accumulati durante un periodo allʼestero non vanno persi, poiché tutti i Paesi dellʼUe tengono conto dei periodi trascorsi negli altri Stati membri nel calcolo delle prestazioni. Opportunita` 47 L’EURES IN RETE Paesi aderenti, sito Eures: ec.europa.eu/eures Ministero del Lavoro, sito Eures –coordinamento nazionale: www.lavoro.gov.it/Lavoro/eures Regione Liguria, sito Eures: www.lavoro.gov.it/Lavoro/eures/personale/Eures+Liguria sente l’offerta, un’esperienza professionale in merito. Sul portale della Commissione europea (ec.europa.eu/eures) è possibile inserire il proprio curriculum vitae on-line con i dettagli del lavoro che state cercando. Potete consultare tutte le offerte a vocazione comunitaria nei diversi Stati specificando più parametri: il profilo professionale, il Paese d’interesse, la tipologia contrattuale, parole-chiave. A questo punto, se siete interessati a qualche offerta, potete inoltrare direttamente la vostra candidatura oppure ricevere in tempo reale (via e-mail) le offerte di lavoro aderenti al vostro profilo ogni qual volta queste vengono inserite. Qualche consiglio Ecco qualche suggerimento pescato direttamente dal portale dell’Eures. Quali aspetti pratici vanno presi in considerazione prima di cercare un lavoro? Vivere e lavorare in un altro Paese europeo può presentare alcune difficoltà, come la necessità di adattarsi ad una nuova cultura, di lavorare in una lingua straniera e di familiarizzare con sistemi fiscali e di previdenza socia- I SERVIZI TRANSFRONTALIERI: EURAZUR Chi risiede in una zona di confine può ricercare opportunità di impiego nel Paese vicino, senza cambiare residenza né abitudini. Come punto di riferimento per guidare la scelta professionale e avere tutte le informazioni legate alla mobilità specifica delle regioni di frontiera sono stati istituiti gli Eures Transfrontalieri. Queste strutture di cooperazione riuniscono, oltre alla Commissione europea, i servizi pubblici dellʼimpiego, le associazioni imprenditoriali e sindacali, le collettività territoriali e gli altri soggetti istituzionali che si occupano dei problemi del lavoro e della formazione professionale nelle regioni di frontiera. Eurazur è lʼEures Trasfrontaliero che copre il territorio della Regione Liguria, sul versante italiano, e la Regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, sul lato francese; la zona più interessata dal lavoro frontaliero è costituita dalla Provincia di Imperia e dal Dipartimento delle Alpi Marittime. Lʼobiettivo principale di Eurazur è facilitare la mobilità geografica e professionale delle persone nelle due regioni, individuando e fornendo ai lavoratori e alle imprese informazioni specifiche sulla realtà del territorio: posti di lavoro disponibili, condizioni di vita e di lavoro, previdenza sociale, trattamento fiscale e modalità di disoccupazione. Tali indicazioni sono divulgate puntualmente dai consiglieri Eurazur, che per la loro preparazione ed esperienza svolgono un ruolo fondamentale nella promozione della libera circolazione e sono punti di riferimento e orientamento importanti per il mercato del lavoro locale e dʼoltre confine. Sito web: www.eures-eurazur.org le sconosciuti. Per prepararsi nel modo migliore occorre essere ben informati sul Paese scelto. Anche le qualità personali e la determinazione, come naturalmente le qualifiche professionali e la conoscenza di lingue straniere, sono fattori di importanza decisiva nella ricerca di un lavoro. Va ricordato comunque che esistono notevoli differenze di opportunità di lavoro fra le regioni dello Spazio economico europeo e che la situazione può cambiare molto rapidamente. Come iniziare a cercare? Per facilitare la ricerca di un lavoro è bene, prima di partire: - Visitare il portale internet Eures sulla mobilità professionale, dove si trovano offerte di lavoro, informazioni sulle condizioni di vita e di lavoro, sul mercato del lavoro e link per altre informazioni utili. Vi si potrà inserire anche il proprio curriculum affinché possano prenderne conoscenza i potenziali datori di lavoro di tutta Europa. - Contattare per informazioni un ufficio di collocamento locale o regionale. Se vi opera un consigliere Eures, questi può fornire consigli più personalizzati. 48 Dopo il diploma - Consultare le offerte di lavoro nei giornali del Paese di destinazione (disponibili normalmente nelle maggiori biblioteche). - Contattare il servizio pubblico per l’impiego del Paese di destinazione. Il curriculum e il colloquio Occorre verificare che il proprio curriculum vitae sia chiaro e ben strutturato, adatto all’impiego desiderato. Esso deve anche essere tradotto nella lingua del Paese d’accoglienza. L’Ue ha adottato un modello europeo comune di curruculum, adatto sia a chi dispone di un diploma professionale sia a chi ha un diploma universitario che permette di stabilire con precisione le attitudini e le competenze di un candidato. Il modello è scaricabile sul sito dell’Eures. Per quanto riguarda il colloquio, come nel proprio paese d’origine, è necessario prepararsi seriamente, assicurandosi di avere le informazioni principali sull’azienda e di essere pronti a fare domande su di essa e su aspetti particolari del lavoro. Bisogna dimostrare la padronanza della lingua del paese d’accoglienza ed illustrare come le proprie competenze principali e il proprio profilo corrispondano alle esigenze del datore di lavoro per quel particolare posto. I TIROCINI DI LEONARDO Se avete i giusti requisiti, invece di partire al buio, potete sfruttare unʼaltra importante risorsa per lavorare allʼestero: il programma settoriale Leonardo da Vinci, realizzato dallʼUnione Europea e coordinato in Italia dal ministero del Lavoro e dal ministero dellʼIstruzione, Università e Ricerca. Il programma ha lo scopo di migliorare le competenze professionali di chi ne usufruisce, favorendone l'inserimento nel mondo del lavoro attraverso stage e tirocini. Lʼesperienza formativa e lavorativa può essere svolta in uno dei 27 Paesi membri dellʼUe, ma anche in Islanda, Lichtenstein e Norvegia (Stati dello Spazio economico europeo) e in Turchia. Per partecipare è necessario rivolgersi agli organismi che attuano progetti di mobilità internazionale approvati dal programma ed è indispensabile essere residenti in Italia. La borsa Leonardo da Vinci finanzia direttamente i costi del viaggio, dell'assicurazione e del soggiorno. Vi si accede gratuitamente. Per quanto riguarda i giovani, Leonardo prevede progetti di tirocinio e stage diversi a seconda delle condizioni: - se siete in formazione o istruzione professionale iniziale (apprendista, alunno in formazione professionale o tirocinante eccetto quello in istruzione superiore) potrete fare domanda per frequentare un tirocinio da svolgere in imprese o in istituti di formazione professionale (i corsi formativi sono sempre accompagnati da ore di esperienza lavorative svolte in azienda). La durata di questi tirocini può variare dalle 2 alle 39 settimane. - se siete giovani lavoratori, neolaureati o vi state inserendo nel mercato del lavoro avrete la possibilità di fare tirocinio in unʼimpresa o in un istituto come nel caso precedente, ma la durata può andare dalle 2 alle 26 settimane. PARTECIPARE A LEONARDO Se lʼistituto o lʼente presso il quale studiate o lavorate non aderisce al programma Leonardo da Vinci potete provare a rivolgervi agli altri organismi che hanno aderito. Consultate il sito www.programmaleonardo.net/llp per avere tutte le informazioni che cercate. I bandi per le borse di studio sono pubblicati dai singoli organismi e riportano tutti i requisiti richiesti che variano da progetto a progetto. Nella sezione Mobilità transnazionale del sito si trova un alert, “se sei interessato a una borsa Leonardo da Vinci clicca qui!”, che rimanda a un file contenente lʼelenco delle borse destinate a persone disponibili sul mercato del lavoro. Opportunita` 49 Un futuro in DIVISA Per chi si vede in uniforme e non teme disciplina e rigore: come si diventa ufficiali A nche le Forze armate offrono possibilità formative e lavorative per i giovani diplomati, attraverso l’ingresso in una scuola sottufficiali o in un’accademia militare. In particolare le accademie sono istituti militari di studi superiori a carattere universitario. Al loro interno si possono seguire corsi finalizzati, ad esempio, al conseguimento di lauree in Giurisprudenza, Ingegneria, Medicina e Veterinaria, a seconda dell’accademia in cui provate ad entrare. Oltre alle classiche materie di studio ve ne sono alcune più specifiche e molto tempo è dedicato anche alle attività fisiche. Attenzione però, essere affascinati dalla divisa non è sufficiente; determinazione e propensione alla disciplina sono indispensabili, insieme a precise doti fisiche. Per questo se sognate di essere come Tom Cruise in Top Gun valutate prima bene gli ostacoli che incontrerete. Tutti i particolari relativi alle modalità di ammissione ai diversi Corpi sono pubblicati di volta in volta dai ministeri competenti che fissano i requisiti necessari e le modalità di svolgimento dei concorsi. Per avere informazioni precise è comunque possibile rivolgersi direttamente alle sedi dei vari Corpi, ai Distretti militari provinciali e alle locali Stazioni dei Carabinieri. Le Accademie Accademia dell’Aeronautica (Pozzuoli) – Per diventare ufficiali è necessario superare un concorso (bandito annualmente tra la fine di dicembre e gli inizi di gennaio) e, successivamente, iscriversi ai corsi di: Scienze Militari, Ruolo delle Armi, Ingegneria, Ruolo di Commissariato. L’età massima per entrare è di 22 anni. www.aeronautica.difesa.it Accademia militare dell’Esercito (Modena) – L’Accademia militare di Modena è l’unico istituto di formazione di base per gli ufficiali in servizio permanente dell’Esercito e dell’Arma dei Carabinieri. Gli esami da sostenere variano a seconda dell’indirizzo scelto. www.esercito.difesa.it Accademia navale (Livorno) – È possibile conseguire titolo di laurea in tutte le facoltà previste dalla Forza armata. I corsi hanno la durata minima di 4 anni, esclusa la specializzazione. L’età massima per entrare è di 22 Polizia di Stato. Oltre allʼarea operativa (il poliziotto “classico”, come lo conosciamo tutti), esiste quella tecnica o professionale (per gli appassionati di laboratori), e una per gruppi sportivi e banda musicale. www.poliziadistato.it Polizia penitenziaria. Chi fa parte di questo corpo deve garantire ordine e sicurezza allʼinterno degli istituti di prevenzione e pena e partecipa alle attività di trattamento rieducativo dei detenuti. www.polizia-penitenziaria.it Il corpo dei Vigili del fuoco. Ha tra i suoi compiti quello di intervenire in occasione di incendi, frane, alluvioni o altra pubblica calamità e contro i rischi derivanti dallʼimpiego dellʼenergia nucleare e dallʼuso di sostanze batteriologiche, chimiche e radiologiche. www.vigilfuoco.it Il Corpo forestale dello Stato. Si dedica, tra le altre attività, alle operazioni di antincendio boschivo, sicurezza in montagna, protezione civile, polizia ambientale e forestale. www.corpoforestale.it anni. www.marina.difesa.it Accademia della Guardia di finanza (Bergamo) – Per diventare ufficiali della Guardia di finanza è necessario superare un concorso (bandito annualmente tra la fine di gennaio e gli inizi di febbraio) e, successivamente, iscriversi al corso di studi ad indirizzo unico della durata di 5 anni. A conclusione del percorso di studi è obbligatoria la permanenza di dieci anni nel Corpo. www.gdf.it 50 Dopo il diploma Aiutare gli altri migliorando se stessi: IL SERVIZIO CIVILE Tante le opportunità educative e formative per chi sceglie di dedicare un anno della propria vita al servizio civile ndrea è sempre stato molto sensibile nei confronti del prossimo, specie se quest’ultimo non può dirsi fortunato come lui. Quando è arrivato alla maggiore età ha capito che essere solidali a parole o poco altro non gli sarebbe bastato più. Ha così preso informazioni sul servizio civile, seguendo le indicazioni di un suo amico, ed è finito a lavorare in una cooperativa sociale dove organizzano corsi per persone diversamente abili. L’impegno è tanto, ma ad Andrea non pesa e si sente realizzato. Inoltre, gli è stato proposto di continuare a prestare servizio nella struttura con un regolare contratto, una volta terminata la sua esperienza. Il servizio civile non nasce certo con finalità occupazionali, ma nel suo caso, la passione e l’impegno dimostrato hanno portato anche a questo risultato. Il servizio civile si svolge su base esclusivamente volontaria, è un’occasione per i giovani tra i 18 e i 28 anni che hanno così l’opportunità di dedicare un anno della propria vita a favore di un impegno solidaristico, ricevendo un compenso di 433,80 euro netti mensili per 30 ore settimanali. L’esperienza si svolge nell’arco di dodici mesi e per usufruirne occorre presentare la domanda, che è sempre legata al progetto preferito, presso gli enti di servizio civile accreditati che hanno visto i loro progetti approvati ed inseriti, quindi, nel bando nazionale che viene annualmente promosso. I giovani che superano le selezioni presso gli enti dove è stata presentata la domanda potranno operare, quindi, in organizzazioni non governative, associazioni no-profit ed enti pubblici, nei settori dell’assistenza, della protezione civile, della tutela ambientale, della preservazione del patrimonio artistico e culturale, dell’educazione e promozione del senso civico. È possibile anche svolgere il servizio civile all’estero. A Carta etica: diritti e doveri del volontario Principio fondamentale che compare sulla Carta di impegno etico del Servizio è “imparare facendo”, metodo di lavoro “a fianco di persone più esperte in grado di trasmettere il loro saper fare ai giovani, lavorandoci insieme, facendoli crescere in esperienza e capacità, CLESC: I PROGETTI PIÙ “VICINI” A VOI Clesc sta per Conferenza ligure enti servizio civile ed è unʼassociazione senza fine di lucro che opera in collaborazione con la Regione Liguria per la promozione del servizio civile sul territorio regionale. Sono soci della Clesc alcuni tra i più importanti enti del terzo settore impegnati nellʼambito del servizio civile, i cosiddetti enti di prima classe. Tra gli obiettivi dellʼorganizzazione, anche quello di ricercare un confronto stabile con la Regione Liguria e le associazioni degli enti locali e quello di favorire lʼintegrazione delle politiche nazionali e regionali finalizzata al migliore sviluppo del Servizio civile. Sul sito della Clesc sono pubblicati i progetti per il servizio civile nazionale (ogni anno in Liguria ne sono accettati circa 180) che possono riguardare vari campi dʼazione, da quello educativo a quello associativo, da quello assistenziale a quello ambientale; per candidarsi a tali progetti è necessario compilare il modulo apposito, che trovate sul sito www.clesc.it insieme ai bandi per la selezione di volontari e dovrà essere consegnato allʼente di servizio civile che propone il progetto prescelto. Opportunita` 51 LEZIONI DI SERVIZIO CIVILE valorizzando al massimo le risorse personali di ognuno”. L’Ufficio nazionale per il servizio civile, le Regioni e gli enti che partecipano si impegnano a far sì che la richiesta “avvenga in modo non equivoco, dichiarando cosa al giovane si propone di fare e cosa il giovane potrà apprendere durante l’anno di servizio civile presso l’ente, in modo da metterlo nelle migliori condizioni per valutare l’opportunità della scelta”. Come volontari avete il diritto di essere pienamente coinvolti nelle diverse fasi del progetto; l’organizzazione non può impegnarvi per il suo esclusivo beneficio. Anche voi volontari però avete dei doveri: vi impegnate ad apprendere, farvi carico delle finalità del progetto, partecipare responsabilmente alle attività dell’ente indicate nel progetto, “esprimendo nel rapporto con gli altri il meglio delle proprie energie, delle proprie capacità, della propria intelligenza, disponibilità e sensibilità”, valorizzando anche le proprie doti personali, le competenze e le conoscenze acquisite. Ricordate che… - I progetti prevedono un orario di attività non inferiore alle 30 ore settimanali né superiori alle 36, per un monte ore annuo complessivo minimo di 1400. - Per chi sceglie di svolgere il servizio civile all’estero, al compenso mensile sarà aggiunta un’indennità estera giornaliera ed una per vitto e alloggio. - Per alcuni progetti le singole università e facoltà possono riconoscere crediti formativi. - L’attività svolta non determina l’instaurazione di un rapporto di lavoro e non comporta sospensione o cancellazione dalle liste di collocamento o di mobilità. - L’anno di servizio civile è riconosciuto valido per l’inquadramento economico e la determinazione dell'anzianità lavorativa ai fini del trattamento previdenziale del settore pubblico e privato. Il servizio civile in Liguria continua ad andare a scuola. Lʼeducazione deve iniziare anche tra i banchi. È sulla base di questo presupposto che la Regione Liguria ha lanciato questo terzo bando, unico nel suo genere. Ha finanziato 11 progetti sul servizio civile rivolti agli studenti delle scuole superiori. Gli enti di servizio civile iscritti allʼalbo ai sensi della l.r. 11/2006 hanno presentato i loro progetti, destinati ognuno ad un numero di studenti tra i 25 e i 60, con età compresa tra i 16 e i 18 anni. Unʼattività formativa all'interno dell'istituto scolastico di almeno 20 ore, in cui sono trattate diverse tematiche, tra cui pace, solidarietà, gestione dei conflitti e, più in generale, argomenti che possano essere ricondotti alla convivenza civile e alla partecipazione attiva dei cittadini e 20 ore di attività formativa esterna “in situazione” ossia pratica, svolta presso le organizzazioni di utilità sociale del territorio. Lʼidea di portare il servizio civile tra i banchi di scuola discende direttamente dalla legge regionale che istituisce il servizio civile regionale e amplia il target di giovani che possono vivere unʼesperienza di educazione alla cittadinanza attiva: “Una delle novità importanti introdotte con questa legge spiega Massimiliano Costa, vicepresidente della Regione e promotore della legge - è costituita dallʼapertura al servizio civile, anche se in forma diversa da quella prevista dal servizio civile nazionale, per ragazzi e ragazze minorenni (dai 16 anni), per i giovani detenuti, nonché per ragazzi che sono potenzialmente a rischio di esclusione sociale come gli immigrati: in questo modo, si amplierà la fascia di riferimento, abbracciando i giovani di età compresa tra i 16 e i 29 anni”. 52 Dopo il diploma Impara L’ARTE… Dedicato a chi ha talento artistico e vuole farne una vera professione. Largo alla creatività! i sono diplomati che a numeri e parole preferiscono tele e note. A loro le istituzioni Afam (Alta formazione artistica musicale) offrono titoli accademici equiparati alla laurea universitaria (diploma accademico di primo livello per i corsi triennali e di secondo livello per il biennio di specializzazione). Iscriversi ad essi spesso non significa rinunciare ad esperienze che si considerano tipicamente universitarie, come il progetto Erasmus o il tirocinio pratico. Inoltre, per molti di questi corsi sono disponibili borse di studio destinate agli iscritti. C LA NOTA GIUSTA Chi vuole esprimere il proprio talento musicale, parallelamente o alternativamente al percorso di studi universitario, può provare ad accedere al prestigioso Conservatorio Paganini di Genova. Una curiosità: la storia di questa scuola inizia più di 160 anni fa, con l’annuncio sulla “Gazzetta di Genova” del 12 dicembre 1829 che il 2 gennaio successivo avrebbe cominciato a funzionare una “scuola gratuita di canto”. L’ammissione ai corsi avviene attraverso un esame. Una volta ammessi, la frequenza è obbligatoria. Conservatorio di musica “Niccolò Paganini” - via Albaro, 38 16145 Genova (Ge) Tel. 010/3620747 Sito web: www.conservatoriopaganini.org Un altro valido conservatorio è il Puccini, e si trova a La Spezia. Anche in questo caso si accede dopo il superamento di un esame di ammissione e la frequenza è obbligatoria. Conservatorio di musica “Giacomo Puccini” - via xx settembre, 34 19121 La Spezia (Sp) Tel. 0187/770333 Sito web: www.conservatoriopuccini.com IMMAGINI E COLORI Se volete fare del vostro amore per le arti visive una professione potete puntare all’Accademia ligustica di belle arti di Genova, storico istituto genovese nato nel 1751 nell’ambito della riforma “illuministica” degli istituti di formazione artistica, che rilascia diplomi di primo livello in: pittura, scultura, decorazione, scenografia, grafica, grafica d’arte; e diplomi di secondo livello (pittura, scultura, decorazione, scenografia, grafica). L’ammissione è subordinata al superamento di una prova selettiva che in genere si svolge agli inizi di ottobre. Accademia Ligustica di Belle Arti - Palazzo dell’Accademia, Largo Pertini, 4 16121 Genova Tel. 010/560131 Sito web: www.accademialigustica.it Un’altra Accademia di belle arti si trova a Sanremo. Rilascia diplomi di primo livello in pittura, grafica e illustrazione, scenografia e architettura d’interni e design. L’ammissione, subordinata in genere all’esito di una prova, è però automatica per chi è in possesso di maturità artistica o di un diploma d’arte applicata. Accademia di belle arti di Sanremo - Via Corradi, 46 18038 Sanremo (IM) Tel. 0184/514955 Cell. 392 1988751 Sito web: www.accademiabelleartisanremo.it FUORI DALLA LIGURIA Tra gli istituti dʼAlta formazione artistica e musicale non presenti in Liguria segnaliamo lʼAccademia nazionale di danza, presente solo a Roma, che rilascia titoli di primo e secondo livello in danza classica e didattica della danza (www.accademianazionaledanza.it). Cʼè poi lʼAccademia nazionale dʼarte drammatica Silvio DʼAmico, sempre a Roma, che ha corsi di recitazione e di regia (www.silviodamico.it). Infine esistono gli Istituti superiori per le industrie artistiche che formano designer, graphic designer ed esperti di comunicazione visiva; sono quattro e si trovano a Faenza, Firenze, Roma e Urbino. Opportunita` Su il 53 SIPARIO! Essere attori o non esserlo? Sicuramente è una delle vie più difficili da percorrere. Per chi sente di avere il “sacro fuoco”, però, è giusto provare, ma con la scuola giusta a Scuola di recitazione del Teatro Stabile di Genova è ormai un’istituzione, non solo in Liguria, ma in tutta Italia. Fra gli allievi più noti si ricordano i registi Marco Sciaccaluga e Giorgio Gallione, fondatore col suo gruppo del Teatro dell’Archivolto di Genova, Tullio Solenghi, Elisabetta Pozzi, Enrico Campanati, Massimo Mesciulam. In tempi più recenti, Adolfo Margiotta, Sara Bertelà, Valerio Binasco, Giorgio Scaramuzzino, Andrea Liberovici, il duo Luca Bizzarri - Paolo Kessisoglu. Gruppi diplomati si sono consorziati per dare vita a realtà teatrale di qualità. La scuola nasce già negli anni Sessanta e si consolida definitivamente nel 1981 sotto l’egida della Regione Liguria. Offre due tipi di corsi a cui si accede con il diploma di scuola superiore (bisogna aver compiuto 18 anni): Corso di orientamento per attori e Corso di qualificazione professionale per attori. Il primo dura un anno (oltre 700 ore da ottobre-maggio) ed è a totale carico del Teatro Stabile di Genova. È un corso propedeutico che offre l’occasione di saggiare le proprie attitudini alla scena. Al termine viene rilasciato un attestato di frequenza, che, però, non dà automaticamente diritto ad accedere al Corso superiore di qualificazione professionale. Quest’ultimo ha una durata di 1600 ore suddivise su due anni (da ottobre a maggio per il primo anno e da settembre ad aprile per il secondo) ed è finanziato dalla Provincia di Genova. Può presentarsi per accedere a questo corso non solo chi ha ottenuto l’attestato di frequenza al Corso di orientamento, ma chiunque sia in possesso di una solida preparazione di base. È riservato a un minimo di 8 e a un massimo di 12 persone. Si conclude con un esame di fronte ad una commissione nominata dalla Provincia che rilascia un attestato di qualifica professionale di attore. Entrambi i corsi sono gratuiti e la frequenza è obbligatoria. L’ammissione è sempre subordinata a prove eliminatorie. Le audizioni per il Corso di orientamento si tengono in settembre, quelle per il Corso di qualificazione si tengono in giugno. I bandi vengono pubblicati in primavera sul sito del Teatro. L ATTORI SI DIVENTA Due domande ad Anna Laura Messeri, direttrice della Scuola di Recitazione del Teatro Stabile di Genova. Con quali speranze oggi un ragazzo decide di diventare attore di professione? Le speranze sono molte perché la gran voglia di recitare dà a ognuno la fiducia di imporsi comunque nel mondo dello spettacolo con tutti i vantaggi che questo sembra offrirgli: impersonare celebri personaggi e magari (perché no?) diventare ricchi e famosi. Agli inizi, la prima conferma arriva quando viene selezionato per entrare in una scuola professionale, ma quando ne esce sperimenta sulla propria pelle quanto sia dura la realtà. È allora che la forza di carattere e la certezza di aver impiegato tre anni di vita in uno studio serio gli danno la giusta forza per combattere, per scoprire a fondo la propria personalità teatrale e alla lunga - con lʼindispensabile apporto della fortuna - realizzare il suo sogno. Quanto cʼè di personale e quanto è dato dalla scuola nella formazione di un attore? In che cosa si riconosce un diplomato alla scuola dello Stabile di Genova? La scuola può fornire i mezzi per portare a galla quanto cʼè di personale. Ciò che distingue lʼattore diplomato alla scuola dello Stabile di Genova è la consapevolezza dellʼimportanza del concetto di azione teatrale quale scaturisce dalla dinamica dei rapporti fra il personaggio e quanto lo circonda; per lui la naturalezza non significa sciatteria e lo stile alto non significa declamazione. Credo che sia questo il motivo per cui i nostri diplomati non si sentono disorientati al loro primo incontro con la cinepresa o con la telecamera anche se devono tener conto delle relative specifiche necessità. Teatro Stabile di Genova Piazza Borgo Pila 42 - 16129 Genova Tel. 010 53421 Sito web: www.teatrostabilegenova.it Block notes 56 Dopo il diploma Avviso ai naviganti del WEB Internet può essere un’ottima fonte per cercare notizie sull’università, sulla formazione, sul mondo del lavoro e per trovare altre informazioni utili. Ecco qualche indirizzo per pescare in rete quelle giuste ell’era di internet è quasi impensabile prescindere dalla rete per cercare in modo rapido ed efficace tutte le informazioni che vi occorrono per fare le vostre scelte per il futuro. Una ricerca che, però, necessita di una certa attenzione perché anche il web ha le sue insidie. Qui sotto trovate un elenco di siti, istituzionali e non, utili al vostro scopo. Buona lettura e buona navigazione! N ec.europa.eu/eures il sito della rete Eures, contiene le offerte d’impiego aggiornate in tempo reale in 31 Paesi europei e le informazioni necessarie per vivere e lavorare all’estero www.gioventu.it il sito del ministero della Gioventù www.gioventuinazione.it www.cercalavoro.it è un ampio database dove inserire il proprio curriculum il sito del programma comunitario per l’educazione non formale e la mobilità giovanile internazionale cercauniversita.cineca.it www.handimpresa.it è un servizio che aggrega le ricerche possibili che riguardano l’università, dai corsi di laurea ai finanziamenti, dai docenti agli studenti universitari, dai bandi alle statistiche riceve i curricula di persone disabili e li inserisce in un’apposita banca dati www.cliccalavoro.it permette di individuare l’opportunità professionale più adeguata in base alle proprie competenze ed esperienze di formazione www.ilsole24ore.com ha una sezione dedicata a chi cerca lavoro, in cui si trovano offerte di impiego, di corsi o di master www.informagiovani-italia.com informazioni utili su università, formazione e lavoro, volontariato e molto altro ancora www.concorsi.it mette a disposizione un motore di ricerca per individuare i concorsi pubblici in base alla regione e al settore di interesse www.jobadvisor.it europass.cedefop.europa.eu www.jobrapido.it sito da cui è possibile scaricare il curriculum europeo è un motore di ricerca di offerte di lavoro propone un’ampia panoramica per il primo impiego con opportunità di stage Internet www.jobtel.it è un portale dell’orientamento al lavoro che contiene informazioni utili divise per categorie: “studenti”, “universitari”, “donne”, “disabili”, “lavoratori svantaggiati” www.lavoricreativi.com è un sito specializzato in lavori “da creativo”: dal copywriter al giornalista, dal grafico alle public relation, al web designer www.lavoro.gov.it il sito del ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali LA LIGURIA NELLA RETE www.lavoro.gov.it/lavoro/europalavoro è la sezione dedicata al Fondo sociale europeo in Italia www.regione.liguria.it il portale della vostra Regione www.lavoro.org sito con offerte di lavoro aggiornate e possibilità di inserire il curriculum www.programmallp.it le pagine web dell’Agenzia nazionale LLP - Comenius, Erasmus, Grundtvig, Visite di Studio, che gestisce e coordina il “Programma d’apprendimento permanente” www.pubblica.istruzione.it www.miur.it i siti del ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca www.iostudioliguria.it il portale con notizie e focus sul mondo scolastico ligure e in generale sugli sviluppi del mondo della scuola www.iolavoroliguria.it il portale con informazioni sulle opportunità professionali in Liguria, il barometro delle professioni più richieste, dati sulla domanda e l’offerta di posti di lavoro, concorsi e borse di studio www.unige.it www.serviziocivile.it il sito dell’Università degli Studi di Genova il sito con tutte le informazioni e i contatti sul Servizio civile nazionale www.arssu.liguria.it www.sportellostage.it il sito dell’Azienda regionale per i servizi scolastici e universitari è un servizio pubblico gratuito che offre ai giovani dai 18 ai 32 anni la possibilità di effettuare stage presso aziende italiane ed estere www.sviluppoitalialiguria.it il portale per conoscere le agevolazioni alla creazione d’impresa nella tua regione www.stepstone.it ha una delle più vaste banche dati dove inserire curricula www.lig.camcom.it il sito dell’Unione delle camere di commercio liguri universo.miur.it è il sito del ministero dell’Università e della Ricerca, realizzato per orientare i ragazzi nella scelta del corso di studi ovvero all’accesso ai corsi di Istruzione e formazione tecnica superiore (Ifts) o all’inserimento nel mondo del lavoro. Qui trovate anche tutti gli indirizzi dei siti web delle università www.clesc.it il sito della Conferenza ligure enti servizio civile www.accademiamarinamercantile.it il sito dell’Accademia italiana marina mercantile con informazioni e bandi di selezione 57 58 Dopo il diploma Parole, Parole, Parole... Le parole sono importanti. Piccolo prontuario ad uso e consumo del neodiplomato da tenere sulla scrivania. Buona lettura! on sempre il linguaggio della burocrazia è chiaro e limpido. Eppure il gergo utilizzato da enti e istituzioni nasconde spesso informazioni che tutti i neodiplomati dovrebbero conoscere, utili sia per chi sceglie di iscriversi all’università sia per chi si mette subito in cerca di un lavoro. Alcune delle definizioni che troverete in questa sezione le avete già incontrate nella pagine precedenti, altre vi suoneranno nuove. Scorrete con attenzione. N relativi alle lezioni frontali, approfondimenti, dispense, lucidi, ma anche entrare nei forum e partecipare alle discussioni oppure eseguire i test, i compiti e le attività elaborate dai docenti, individualmente o in gruppo. Per consultare la parte pubblica può accedere ad AulaWeb chiunque disponga di una connessione Internet, utilizzando le stesse credenziali di accesso (Username e password) usate per leggere la posta elettronica all'indirizzo fornito dall’ateneo. ANNO ACCADEMICO: indica il periodo entro cui vengono svolti i corsi e si sostengono gli esami. Prende il via generalmente ad ottobre o all’inizio di novembre (anche se le lezioni di alcuni corsi iniziano già nel mese di settembre) e termina nell’autunno dell’anno successivo. AUTOIMPIEGO: la libera professione, la creazione di microimprese o altre forme di lavoro autonomo; in pratica tutto ciò che è alternativo al lavoro dipendente. ATTIVITÀ FORMATIVE: Sono le attività organizzate o previste dalle università necessarie per conseguire il titolo (corsi di insegnamento, seminari, esercitazioni, laboratori, tirocini, progetti, attività di studio individuale, ecc.). ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA: associazioni tra imprenditori costituite con il fine di rappresentare e tutelare i rispettivi interessi e fornire servizi collettivi. AULAWEB: è il portale per la didattica online dell'Ateneo che può essere utilizzato sia a supporto delle lezioni in presenza sia per l’erogazione di corsi completamente a distanza. La piattaforma è organizzata in un sito principale da cui si possono raggiungere le pagine dedicate ai singoli Corsi di Studio attivati. In AulaWeb è possibile consultare e scaricare documenti BILANCIO DI COMPETENZE: è un documento, redatto da un orientatore, che mette a fuoco le conoscenze teoriche, pratiche, professionali e le caratteristiche personali – motivazioni, necessità, sogni, valori. Può essere utile per fare una scelta professionale e/o formativa consapevole. BORSE DI STUDIO: il Diritto allo studio prevede strumenti di supporto economico per gli studenti particolarmente meritevoli e/o in condizioni economiche disagiate. Ogni anno gli atenei, gli enti e le aziende regionali mettono a concorso – per reddito e per merito – borse di studio, posti alloggio, borse di lavoro parttime, contributi monetari per studenti in sede, fuorisede e pendolari. BUSINESS PLAN: in italiano “piano d’impresa”, consiste nella presentazione organica del progetto imprenditoriale. Glossario CAMERE DI COMMERCIO: enti economici che rappresentano e difendono gli interessi delle varie categorie economiche. Oltre a offrire consulenze svolgono funzioni amministrative come la tenuta del registro della ditta e il rilascio dei certificati. CENTRI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE: sono strutture dove si svolgono corsi di formazione professionale, al termine dei quali viene rilasciato un attestato di qualifica professionale, di qualificazione, di specializzazione o di aggiornamento. CLASSI DELLE LAUREE E DELLE LAUREE MAGISTRALI: raggruppano corsi di studio dello stesso livello e ambito disciplinare; i corsi che vengono istituiti all’interno delle classi condividono gli stessi obiettivi formativi qualificanti e quindi le attività formative indispensabili per conseguirle. CONTRATTI ATIPICI: sono i contratti parasubordinati con cui non si costituisce un rapporto di lavoro dipendente, bensì si instaura una collaborazione “autonoma”. Ne è un esempio l’apprendistato. CCNL: sono i Contratti collettivi nazionali di lavoro, stipulati tra sindacati e associazioni dei datori di lavoro. Fissano le condizioni economiche e organizzative in cui si svolge l’attività lavorativa di un determinato settore. CREDITO FORMATIVO UNIVERSITARIO: è un’unità di misura convenzionale dell’impegno complessivo di apprendimento di uno studente impegnato a tempo pieno; ad un credito corrispondono 25 ore di lavoro (studio individuale, attività formative, tirocini ecc.). Il credito formativo non sostituisce in alcun modo il voto. DEBITO FORMATIVO: indica la mancanza delle conoscenze e delle abilità di base previste per l'accesso a uno specifico corso di laurea. I regolamenti didattici di ogni corso ne stabiliscono le modalità di recupero e verifica. ENTI PER LA TUTELA DEL DIRITTO ALLO STUDIO: Sono strutture regionali che hanno come obiettivo la tutela del diritto allo studio. Inoltre, svolgono diverse attività rivolte agli studenti universitari, tra le quali informazione, consulenza orientativa, erogazione delle borse regionali, gestione delle case dello studente e delle mense. ERASMUS: Il programma Erasmus sostiene principalmente la mobilità degli studenti, sviluppando e sostenendo l’istruzione superiore, fino al dottorato. Lo scambio studentesco ha una durata compresa tra i 3 e 59 i 12 mesi durante i quali è accordato un sostegno finanziario, variabile da Paese a Paese e in relazione ad altri elementi. Il periodo trascorso all’estero sarà riconosciuto come parte integrante del percorso universitario. EURES: una rete costituita per favorire la cooperazione tra i servizi pubblici dell’impiego presenti sul territorio dello Spazio economico europeo e incoraggiare la mobilità dei lavoratori. Tra i suoi obiettivi, la diffusione di informazioni sulle condizioni di vita e di lavoro nei Paesi membri; favorire l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro in Europa; fornire consigli specifici e orientamento professionale ai lavoratori e agli imprenditori transfrontalieri. EURODESK: è la struttura del programma comunitario “Gioventù in azione” dedicata all’informazione e all’orientamento sui programmi in favore della gioventù promossi dall'Unione europea e dal Consiglio d’Europa. Le attività di informazione e orientamento sul programma sono svolte in diretta collaborazione con l’Agenzia nazionale per i giovani. Eurodesk fornisce informazioni e orientamento sui programmi europei rivolti ai giovani nell’ambito della cultura, della formazione, della mobilità, dei diritti e del volontariato. FONDO SOCIALE EUROPEO: è lo strumento attraverso il quale l’Unione europea promuove interventi per lo sviluppo delle risorse umane e del mercato del lavoro. Il Fse finanzia, in ogni Stato membro, misure volte a prevenire e a combattere la disoccupazione nonché a sviluppare le risorse umane e l’integrazione sociale nel mercato del lavoro. Le sue attività rientrano nel settore dell’istruzione, della formazione professionale e dell’orientamento. FORMAZIONE PROFESSIONALE SUPERIORE: con questa espressione si intende l’insieme degli strumenti finalizzati all’acquisizione di conoscenze teoriche e pratiche per l’inserimento diretto nel mercato del lavoro con specifici ruoli professionali. Le attività vengono svolte da strutture pubbliche o da strutture convenzionate. Ne fanno parte anche i corsi di Istruzione e formazione tecnica superiore (Ifts) e i corsi finanziati dal Fondo sociale europeo (Fse). FREQUENZA: indica la partecipazione dello studente a tutte le attività didattiche previste per i diversi corsi di studio. Può essere "libera" oppure "obbligatoria", in quest’ultimo caso per poter sostenere l’esame lo studente dovrà frequentare un determinato numero di ore di lezione. IDONEITÀ: si intendono quegli esami del piano di 60 Dopo il diploma studio che rilasciano i crediti ad essi associati ma non attribuiscono una valutazione in trentesimi. IFTS: sono i corsi di Istruzione e formazione tecnica superiore, finalizzati a un rapido inserimento nel mondo del lavoro e destinati a giovani e adulti, occupati e disoccupati che, dopo il diploma, intendono specializzarsi. Fanno parte della Formazione integrata superiore post-secondaria a carattere non universitario. Vengono organizzati secondo standard nazionali sulla base di fabbisogni territoriali e prevedono stage e tirocini nei luoghi di lavoro. IMMATRICOLAZIONE: è la procedura amministrativa da seguire quando ci si iscrive per la prima volta ad un corso universitario. IMPRENDITORIA FEMMINILE: rientrano nei casi di imprenditoria femminile quelle aziende individuali gestite da donne o quelle società e cooperative in cui l’organico è costituito al 60% da donne. INFORMAGIOVANI: sono strutture generalmente promosse dagli enti locali che svolgono prevalentemente attività di informazione per i giovani su opportunità formative, professionali, vita sociale, cultura, tempo libero, sport e vacanze in Italia e all’estero. istituito con decisione del Parlamento europeo e del Consiglio il 15 novembre 2006 e riunisce tutte le iniziative di cooperazione europea nell'ambito dell’istruzione e della formazione dal 2007 al 2013. Ha sostituito, integrandoli in un unico programma, i precedenti Socrates e Leonardo, attivi fino al 2006. MANIFESTO DEGLI STUDI: è il documento pubblicato annualmente dalle facoltà contenente le informazioni relative agli insegnamenti, piani di studio, esami di profitto, verifica delle conoscenze, calendario delle lezioni, e altre indicazioni utili. NO PROFIT: gli organismi no profit sono quelli costituiti con lo scopo di produrre beni o servizi senza fini di lucro. Chi lavora in queste attività può ricevere un reddito purché questo non sia distribuito sotto forma di utili. PARI OPPORTUNITÀ: è un concetto che esprime l’intento di garantire uguali condizioni e prospettive di vita a tutti i cittadini, attraverso politiche e iniziative finalizzate alla rimozione degli ostacoli che impediscono un’effettiva parità. In ambito comunitario il termine indica principalmente le azioni volte a ridurre le disparità tra uomini e donne. LAVORO NERO: quando il rapporto di lavoro non è regolato dalle normative vigenti. PIANO DI STUDIO: è compilato da ciascuno studente sulla base di alcune norme-guida consultabili principalmente nel Manifesto degli studi di facoltà, in modo da organizzare ed elencare nel dettaglio le attività formative (obbligatorie e a scelta), suddividendole per ogni anno accademico. Lo studente è tenuto a presentare il proprio piano di studi all’inizio di ogni anno accademico. LIFELONG LEARNING PROGRAMME (LLP): è stato PORTALE STUDENTI: è lo spazio sul sito Internet INOCCUPATO: persona che non ha mai svolto attività lavorativa ed è in cerca della prima occupazione. Glossario 61 dell’Università degli Studi di Genova rivolto agli studenti. Vi si accede all'indirizzo: www.studenti.unige.it. Attraverso il Portale Studenti è possibile, tra l’altro: avere informazioni di carattere generale e sull’offerta formativa; svolgere test di orientamento online; verificare la carriera universitaria, la situazione delle tasse, la media degli esami; compilare il piano di studio; prenotarsi agli esami. SEMESTRE: è l'arco di tempo in cui vengono tenute le lezioni; di norma un singolo anno di corso si articola in due semestri. SOCIETÀ: il contratto con cui due o più persone (i soci) conferiscono beni o servizi per intraprendere l’esercizio di un’attività economica comune di cui divideranno gli utili. SPORTELLO DELLO STUDENTE: è una struttura dislocata nella sede di ciascuna facoltà. Permette agli studenti iscritti di reperire informazioni specifiche sui corsi di studio della facoltà, sui vari insegnamenti e i relativi programmi (orario lezioni/calendario esami), sui passaggi da un corso di studio all´altro, sulle ammissioni con altro titolo di studio e sul riconoscimento di titoli di studio, informazioni e ritiro dei piani di studio; di adempiere ad alcune pratiche quali presentazione della domanda di laurea e deposito del titolo della tesi, di ritirare pubblicazioni e opuscoli informativi e altro ancora. STAGE: è un’esperienza di avvicinamento al mondo del lavoro, con una durata variabile da tre settimane a quattro mesi, che consente di non interrompere gli studi. Permette di agevolare le scelte formative e professionali attraverso l’esperienza diretta del lavoro. Durante lo stage non è prevista necessariamente una retribuzione, infatti non si viene assunti con un contratto di lavoro. Alla fine dell’esperienza, lo stagista riceve un attestato. TASSE UNIVERSITARIE: l’importo annuale delle tasse è suddiviso nella misura di due rate. La prima rata è uguale per tutti gli studenti mentre la seconda rata è differenziata in base al valore della certificazione ISEE/ISEEU e al corso scelto (nel caso in cui non si sia presentata la certificazione ISEE/ISEEU, secondo le scadenze stabilite, le tasse sono automaticamente calcolate nella misura più elevata). TESSERINO MAGNETICO (BADGE): viene consegnato al momento della conferma dell'immatricolazione secondo le scadenze previste (per consultare le date aggiornate www.studenti.unige.it). Il tesserino magnetico (badge) contiene la foto, il nome e cognome, il numero di matricola e la facoltà di appartenenza. Serve per accedere alle attività formative, per beneficiare degli sconti presso il servizio ristorazione (le mense universitarie) e per godere delle promozioni rivolte agli studenti universitari presso gli esercizi convenzionati (palestre, cinema e teatri, parcheggi ecc.). In caso di smarrimento può esserne richiesto un duplicato presso il Dipartimento Studenti di via Bensa, 1. TEST D’ACCESSO O DI AMMISSIONE: alcuni corsi di laurea prevedono il numero programmato per l’ingresso. In questo caso le aspiranti matricole devono superare un esame selettivo, denominato “test d’accesso” o “d’ammissione”. Il test d’ammissione vale come verifica delle conoscenze di base. TRASFERIMENTO: con questo termine si indica il passaggio di uno studente proveniente da un corso di laurea di un ateneo ad un corso di laurea di un altro ateneo. TUTOR: è una figura indicata dalle strutture universitarie per supportare gli studenti durante la loro vita universitaria. Offre infatti agli iscritti dei punti di riferimento utili per reperire informazioni su orari, date degli appelli d’esame, libri di testo, piano di studio, e su tutto ciò che concerne l’organizzazione e la programmazione dello studio, compresa la scelta degli esami da preparare. ZAI.NET: Il punto di vista delle giovani generazioni sul mondo, da dodici anni sul magazine, sul web e on air. Sul sito www.zai.net troverete anche alcuni estratti di questa guida. 62 Block notes 63