Citomembrane (plasmalemma e membrane biologiche)
•
•
•
•
•
•
La struttura della membrana plasmatica (o plasmalemma) è fondamentalmente simile a
quella di tutte le membrane biologiche. Separa nettamente il contenuto cellulare
dall’ambiente esterno ma al tempo stesso permette gli scambi tra cellula e ambiente.
Le molecole che più concorrono alla costituzione delle membrane sono i lipidi,
prevalentemente fosfolipidi ed in parte anche glicolipidi.
Doppio strato fosfolipidico.
All ’ interno del doppio strato sono presenti molecole proteiche di forma più o meno
globosa: alcune di queste sono completamente immerse nel doppio strato (proteine
intrinseche) altre legate alla superficie della membrana (proteine estrinseche) (modello a
mosaico fluido). Spessore 7-8 nm
Talvolta le proteine sono associate ad una porzione glucidica a dare gliocoproteine che
come i glicolipidi, hanno funzione di riconoscimento (ormoni, anticorpi…)
La disposizione delle proteine in seno alla membrana fa sì che essa sia caratterizzata da
ASIMMETRIA sia strutturale che funzionale
Trasporto attraverso la membrana
•
Le membrane biologiche hanno le caratteristiche chimico-fisiche delle membrane
semipermeabili e facilitano il passaggio delle sostanze utili al metabolismo
cellulare.
•
Trasporto passivo: le sostanze attraversano la membrana cellulare senza
dispendio di energia (diffusione semplice e diffusione facilitata). Il trasporto
avviene nella direzione del gradiente di concentrazione. Diffusione facilitata
(proteina canale e proteina carrier).
Trasporto attivo: la sostanza viene trasportata contro gradiente di
concentrazione. Tale trasporto richiede energia (ATP). Pompa protonica
•
Trasporto mediato da vescicole
•
1.
2.
Nelle cellule eucariote, le proteine, i polisaccaridi e tutte le molecole che non
possono essere trasportate attraverso la membrana cellulare sono trasportate
da vescicole:
Esocitosi: verso l’esterno
Endocitosi: verso l’interno (pinocitosi, fagocitosi ed endocitosi mediata da
recettori)
Citoplasma
•
•
•
•
•
Il plasmalemma racchiude un materiale semifluido
CITOPLASMA
nel quale sono sospesi gli organuli cellulari.
Il citoplasma è costituito da una soluzione acquosa detta citosol
Il componente chimico più abbondante del citoplasma è costituito da
proteine ad attività enzimatica e tutto ciò che è necessario al
metabolismo cellulare (aminoacidi, nucleotidi, lipidi, sali inorganici)
Nel citoplasma hanno sede alcune tra le più importanti vie metaboliche
della cellula (ad es. glicolisi)
Tutto il citoplasma è intersecato da membrane simili al plasmalemma,
che delimitano un sistema chiuso di canali e sacchi appiattiti che
costituiscono il reticolo endoplasmatico
RETICOLO ENDOPLASMATICO
•
•
1.
2.
È
costituito da una rete
tridimensionale
di
membrane
aventi la stessa struttura della
membrana cellulare
La morfologia e l ’ estensione del
sistema di canali del reticolo
endoplasmatico (RE) cambiano in
funzione dell ’ attività metabolica
della cellula:
Nelle cellule per lo più impegnate a
sintetizzare proteine destinate
all ’ accumulo o alla secrezione, il
RE è prevalentemente formato da
cisterne rivestite esternamente
da
ribosomi
(RETICOLO
ENDOPLASMATICO RUVIDO).
Se la cellula invece è deputata
principalmente alla sintesi di lipidi
il RE è prevalentemente costituito
da tubuli privi di ribosomi
superficiali
(RETICOLO ENDOPLASMATICO
LISCIO)
FUNZIONI:
•
•
1.
2.
È un efficiente sistema per
trasportare velocemente metaboliti
di vario tipo nell ’ ambito della
stessa cellula e anche di cellula in
cellula.
Associazione RE con ribosomi
consente la sintesi di diversi tipi di
proteine che immesse nei tubuli
possono avere diverso destino:
Possono venire accumulate come
riserva nei vacuoli
Vengono esportate, allora il RE è in
cooperazione con l ’ apparato del
Golgi
RIBOSOMI
•
•
Costituiscono una popolazione omogenea di particelle globulari caratterizzate da
un coefficiente di sedimentazione 70S (50S e 30S) nelle cellule procariotiche e
80S (60S e 40S) in quelle eucariotiche
Ciascun ribosoma è formato di 2 subunità diverse.
Composizione chimica:
• RNA-ribosomiale (r-RNA)
• Proteine
Funzione: sintesi delle proteine in base alle
informazioni fornite dal DNA
Localizzazione:
• Associati alla membrana del RE
• Liberi nel citoplasma o riuniti a formare i
polisomi
Apparato del Golgi
•
•
É formato da una serie di sacchi (sacculi o cisterne) delimitati da membrana,
appiattiti e disposti in pila l’uno sull’altro (dittiosoma), da cui si distaccano
lateralmente delle vescicole sferiche. L ’ apparato del Golgi è implicato in
numerosi processi di sintesi e di “imballaggio” di macromolecole (polisaccaridi,
glicoproteine, glicolipidi) che verranno secreti all’esterno o trasportati in altri
compartimenti della cellula, grazie alle vescicole che si distaccano dai sacculi.
GLICOPROTEINE: la parte proteica è sintetizzata dai ribosomi associati al RE.
Dal RE la proteina passa nei sacculi del Golgi ( in connessione col RE) che vi
aggiunge la porzione glucidica. La glicoproteina prodotta verrà poi trasportata
all’esterno delle vescicole.
MITOCONDRI
•
Similmente ai cloroplasti, i mitocondri
sono delimitati da due membrane
unitarie. La membrana interna si
introflette formando, all ’ interno del
mitocondrio, ampie pieghe o proiezioni,
dette
creste
mitocondriali,
aumentando notevolmente la superficie
disponibile per gli enzimi e le reazioni
ad essi associate. Lo spazio tra le due
membrane
è
detto
spazio
perimitocondriale. La componente non
membranale più interna è conosciuta
come matrice. Appaiono come cilindri
lunghi circa 3-5 m e con un diametro di
0.5-1 m. Come i cloroplasti sono
organelli semiautonomi e contengono il
corredo necessario per la sintesi di
alcune delle loro proteine. Infatti nella
matrice sono contenute proteine,
ribosomi 70S e un DNA circolare. La
loro origine è simile a quella dei
cloroplasti per simbiosi con cellule
eucariotiche.
•
FUNZIONI: Sono i siti della
respirazione,
un
processo
che
comporta la demolizione (ossidazione)
di molecole organiche con liberazione
di energia e sintesi di molecole di ATP
(adenosintrifosfato), la principale
fonte di energia chimica per tutte le
cellule. Tendono a raccogliersi dove vi
è più richiesta di energia
Nucleo
E’ il centro di controllo delle funzioni cellulari. La membrana nucleare è duplice.
Il nucleo dirige i processi che si verificano nel citoplasma. Il nucleoplasma è il fluido contenuto nel nucleo;
contiene ioni, enzimi, nucleotidi di DNA o RNA, proteine.
Il DNA si intreccia a formare strutture complesse, conosciute come cromosomi. In cellule che non si stanno
dividendo i cromosomi sono avvolti meno strettamente e formano la cromatina, lunghi filamenti di DNA che
appaiono come una rete.
Il nucleo controlla le funzioni cellulari attraverso la regolazione della sintesi proteica:
(DNA>>>RNA>>>PROTEINE). Contiene il codice genetico
Citoscheletro
Reticolo di filamenti di natura proteica interna, che conferisce al citoplasma rigidità e flessibilità.
Interviene nella crescita, nella divisione e nella differenziazione cellulare. Permette il movimento della
cellula ed il trasporto interno di materiale. È altamente dinamico e cambia continuamente. Costituito da:
Microfilamenti: producono movimenti e cambiamenti di forma nella cellula
Filamenti intermedi: forniscono solidità, stabiliscono le posizioni degli organuli, trasportano il materiale
all’interno del citoplasma.
Microtubuli: Costituiscono i componenti primari del citoscheletro, conferendo alla cellula solidità e rigidità e
fissando la posizione degli organuli. Gli organuli, le vescicole di trasporto ed i mitocondri si attaccano ai
microtubuli, che servono come binari lungo i quali spostarsi.
Quali sono le altre strutture cellulari?
Parete, reticolo endoplasmico (ruvido e liscio), apparato di Golgi, mitocondri,
plastidi, vacuoli, ribosomi, citoscheletro …
Molti aspetti della cellula vegetale sono comuni a quella animale. Tuttavia, esistono diversi elementi strutturali e funzionali
esclusivi che le distinguono.
La cellula vegetale in sintesi: struttura e funzione degli organuli esclusivi
Le altre strutture cellulari: CENNI (mitocondri, reticolo endoplasmico liscio e ruvido, citoscheletro,
apparato di Golgi, ribosomi, …). Sono comuni alla cellula animale e verranno ulteriormente approfondite
nelle lezioni dei corsi ufficiali di biologia (vegetale e animale)
PARETE: in tutte le cellule vegetali l’esterno della membrana plasmatica è circondato da un robusto
rivestimento noto come parete cellulare.
Costituzione:
Matrice (o sostanza fondamentale): 60% H2O, proteine, lipidi, emicellulose, pectine
Sistema fibrillare: fibrille di cellulosa
Funzione:
Protezione
Contribuisce a determinare la forma della cellula
Controbilancia la pressione osmotica del succo vacuolare (concetto di osmosi)
Rigidità cellulare
Struttura:
Lamella mediana (sostanze pectiche: si forma nelle prime fasi della divisione cellulare), parete (primaria,
secondaria)
Parete cellulare
Parete cellulare
È caratteristica delle cellule vegetali e batteriche
FUNZIONI:
1. Protezione del protoplasto
2. Meccanica o sostegno
3. Responsabile della forma della cellula
4. Controbilancia la pressione di turgore
5. Mantiene la continuità citoplasmatica grazie alla
presenza dei plasmodesmi (cordoni citoplasmatici tra
una cellula e quella adiacente)
GENESI: “ex-novo”. I materiali che costituiscono la
parete arrivano dal citoplasma di conseguenza la
parete si ispessisce in direzione centripeta (sistema
celluloso-sintetasi)
Biogenesi della parete: avviene in 3 momenti:
1.
2.
3.
Formazione della lamella mediana
Formazione della parete primaria
Formazione della parete secondaria ( non si forma sempre)
Formazione lamella mediana
La lamella mediana è la
prima
struttura
a
comparire : infatti, al
momento della divisione
cellulare, all’anafase, si
ha la comparsa del
fragmoplasto,
un
insieme di microtubuli
che si aggiungono a quelli
del fuso mitoitico e che
hanno la funzione di
orientare e dirigere
vescicole
provenienti
dall ’ apparato del Golgi.
Le vescicole si fondono
fra loro ed il loro
contenuto va a formare
la lamella mediana. La
lamella
mediana
è
comune alle due cellule
figlie ed è costituita da
protopectine e pectine.
Ha funzione cementante
nel senso che tiene unite
le cellule adiacenti
Pectine
•
•
•
Sono eteropolisaccaridi filamentosi
polimeri dell’acido galatturonico. Le
unità di acido galatturonico sono
unite con legame 1,4. Nel polimero
possono esserci anche molecole di
galattani e arabani.
Sono presenti nella lamella mediana e
nella parete cellulare.
Il polimero di acido galatturonico può
essere salificato con Ca++ e Mg++
Parete primaria
FORMAZIONE
Contemporaneamente alla formazione
della lamella mediana, ciascun
protoplasto provvede alla formazione
della propria parete. La parete
primaria si trova a ridosso della
lamella mediana e si forma durante la
fase di distensione cellulare
adattandosi all’aumento di
dimensioni della cellula per questo
motivo è sottile ed elastica.
È costituita da:
1. Matrice
(prevalente)
2. Sistema fibrillare
(meno abbondante
con tessitura
dispersa)
COMPOSIZIONE
Matrice:
• H2O (60%)
• Emicellulose
Sintetizzate nel
• Sost. Peptiche Golgi
• Proteine: enzimatiche e strutturali
(estensina: glicoproteina)
Sistema fibrillare:
• Piante superiori: cellulosa
(sintetizzata sul plasmalemma dove
si trova il complesso enzimatico della
celluloso-sintetasi)
• Funghi:chitina
• Lieviti: poliglucani
• Alghe: composti vari tra cui anche
la cellulosa.
Emicellulose
•
•
Xiloglucani
Xilani
Eteropolisaccaridi formati da polimeri di pentosi e esosi (xilosio,
mannosio, arabinosio.
Funzioni:
1. strutturali nella parete cellulare: sono saldamente
legati alle microfibrille di cellulosa con legami
idrogeno tenendo insieme le microfibrille adiacenti
2. di riserva nell’endosperma di alcuni semi
Cellulosa
CELLULOSA: polisaccaride formato
da molecole di -glucosio unite insieme
con legame glucosidico 1,4 L ’ unità
fondamentale è il cellobiosio, dimero
del glucosio. Quindi la cellulosa è
costituita da tante molecole di
cellobiosio. Conferisce elasticità e
resistenza. Resistenza a torsione,
compressione, trazione, flessione
-glucosio:ossidrile in basso
-glucosio:ossidrile in alto
cristalliti
Macrofibrille (M.O.)
Microfibrille (10-25 nm)
Fibrille di cellulosa
Da Raven et al., 1990 Biologia delle piante Zanichelli ed
Schema della struttura della parete
• Le microfibrille di cellulosa sono contornate da emicellulose (in
rosso) che sono collegate a molecole di pectina (verde). In nero
sono evidenziate le glicoproteine (estensine).
La parete primaria
deve assecondare
la crescita per
distensione della
cellula:
accrescimento in
superficie
L’accrescimento in
spessore si ha quando
la cellula è adulta
Da Longo C., 1986 Biologia vegetale UTET ed
Parete secondaria
1.
2.
3.
4.
5.
Quando è completato
l’accrescimento per distensione
della cellula e la parete primaria
non è più estensibile, in molte
cellule, all’interno della parete
primaria si depone in direzione
centripeta, ad opera del
protoplasto, una parete
secondaria, molto più spessa
(riduzione del lume cellulare
dovuto alla deposizione di lamelle
concentriche).
Rispetto alla parete primaria:
Matrice scarsa
Sistema fibrillare: prevalente
costituita da cellulosa in fibrille
disposte parallelamente ma con
diversi orientamenti
Tessitura parallela (t. fibrosa, t.
ad elica, t. anulare)
Maggiore rigidità
Accrescimento in spessore
Come comunicano la cellule tra loro? I Plasmodesmi
Al microscopio elettronico i
plasmodesmi appaiono come
stretti canali delimitati dalla
membrana
plasmatica
e
attraversati da un tubulo di
reticolo endoplasmatico noto
come desmotubulo. Molti
plasmodesmi
si
formano
durante la divisione cellulare
come tubuli del RE che
vengono intrappolati nella
piastra cellulare in via di
formazione
PUNTEGGIATURA
Il collegamento tra i citoplasmi di due
cellule contigue è dato dai plasmodesmi
L ’ accrescimento in spessore della
parete, per apposizione di più strati, in
genere non è omogeneamente continuo.
Piccole aree della parete primaria non
vengono
coperte
dalla
parete
secondaria, per cui rimangono non
ispessite
e
costituiscono
le
punteggiature. Con l’apposizione di più
strati della parete secondaria le
punteggiature assumono l ’ aspetto di
canalicoli detti porocanali.
Punteggiature areolate
•
Sono tipiche delle fibrotracheidi
delle gimnosperme. Hanno la funzione
di regolare il trasporto della linfa nei
tessuti di conduzione. Il toro
funziona come una valvola bloccando
la comunicazione tra vasi adiacenti
nel caso sorgano dei problemi
(formazioni di bolle)
Toro: ispessimento della lamella mediana
Da Senatore F., 2004 Biologia e Botanica Farmaceutica Piccin ed.
Pectina
Modificazioni secondarie della parete
1.
2.
3.
Con la conquista delle terre
emerse la pianta necessita di:
Trasporto dell’acqua
Protezione dall’evaporazione
Sostegno
Tipi di modificazioni secondarie
della parete:
1.
Lignificazione
2.
Suberificazione
3.
Cutinizzazione
4.
Gelificazione
5.
Mineralizzazione
6.
Pigmentazione
Le sostanze che determinano
le modificazioni secondarie
della parete possono essere:
1.
Incrostanti: si insinuano tra le
fibrille di cellulosa,
depositandosi nella matrice.
2.
Apposte: contro la parete
senza insinuarsi nella matrice
Importanza farmaceutica della parete
La cellulosa trova impiego farmaceutico
diffuso nei suoi derivati merceologici:
cotone idrofilo, garze, ovatta per
assorbenti, tamponi chirurgici.
Acido alginico: si estrae dal tallo delle
alghe brune. Trasformato in alginati di
calcio e di sodio, i quali trovano impiego
come
emulsionanti,
eccipienti
e
agglomeranti.
Agar-agar: si ottiene dal tallo delle
alghe rosse. Usato come eccipiente ed
emulsionante nonché come componente
base di terreni di colture cellulari.
Essudati
gommosi:
composti
da
polisaccaridi incenso, gomma arabica,
gomma di astragalo. Le gomme trovano
impiego quali eccipienti, emulsionanti e
lassativi. Sono usati per la confezione di
pillole. L ’ incenso è uno stimolante
balsamico ed è usato anche in profumeria
Mucillagini: composti da polisaccaridi,
con impieghi antidiarroici (ceratonia),
lassativi di massa (psillio), lenitivi (lino),
decongestionanti (malva) e anticatarrali
(altea)
Piastra per coltura
cellulare
agar
incenso
Estratto di un’alga bruna
Estratto di psillio
PLASTIDI
Sono organuli caratteristici della cellula vegetale coinvolti nei processi di fotosintesi e accumulo di
sostanze di riserva (energetiche).
Nelle cellule giovani, poco differenziate, sono presenti proplastidi (da cui si originano i plastidi altamente
differenziati).
Esistono diversi tipi di plastidi, indicati con nomi diverse in base alle differenti funzioni che assolvono:
La classificazione dei plastidi come organuli esclusivi della cellula
vegetale è complessa
Approfondimenti sul cloroplasto:
1 - Il cloroplasto è delimitato da un involucro,
a doppia membrana lipoproteica, che
racchiude una matrice amorfa o stroma ,
fortemente idrofila e ricca di proteine
enzimatiche.
Lo stroma è attraversato da un sistema di
lamelle, dette tilacoidi, che vengono distinte
in:
- tilacoidi intergrana (o lamelle stromatiche)
- tilacoidi dei grana (o grana)
Le cavità dei tilacoidi intergrana e dei
tilacoidi dei grana sono tutte comunicanti.
2 - Sulle membrane dei tilacoidi sono
ancorati le clorofille e gli altri pigmenti che
sono raggruppati in unità fotosintetiche
(fotosistemi PS1 e PS2). Qui si svolge la fase
luminosa della fotosintesi, che corrisponde
alla cattura e conversione dell'energia
luminosa in energia chimica. Nello stroma,
invece, avviene la fase oscura, che coincide
con la vera e propria organicazione della
CO2.
Presenza nello stroma di ribosomi e DNA di
tipo procariote (organuli semiautonomi)
da Raven et. al., 2002 - Biologia delle piante - Zanichelli ed.
Cloroplasti all’interno di cellule vegetali osservate al microscopio ottico
Leucoplasto al Microscopio elettronico a Trasmissione
L'amido è un polimero di αglucosio; caratteristico
prodotto di riserva delle
cellule vegetali, accumulato
nelle cellule dei tessuti di
organi di riserva (es. radice)
all’interno di amiloplasti; si
può temporaneamente
formare anche all’interno dei
cloroplasti (amido primario)
ma poi depolimerizzato e
traslocato stabilmente nelle
strutture di riserva (amido
secondario)
Cromoplasti al Microscopio Elettronico a Trasmissione ed Ottico
IL VACUOLO
Si presenta come una grossa vescicola
delimitata da una singola membrana
semipermeabile di natura lipoproteica, detta
tonoplasto.
Nelle cellule vegetali adulte di norma si rinviene
un unico grande vacuolo centrale, che può
occupare anche più del 90% del volume
cellulare.
Nelle cellule meristematiche (cellule capaci di
moltiplicarsi ed originare tutti i tessuti dell’organo
di cui fanno anche parte), invece, si trovano
piccoli e numerosi vacuoli che, poi, nelle cellule
differenziate adulte confluiranno nel vacuolo
unico.
Funzioni metaboliche: accumulo, manipolazione, relazione
Funzioni meccaniche: turgore cellulare, compressione del
citoplasma contro la parete
IMPORTANZA FARMACEUTICA DEL VACUOLO
Nel vacuolo vengono accumulate numerose sostanze (metaboliti secondari o principi attivi)
che hanno importanza come molecole di relazione (ecologia) e come composti
fisiologicamente attivi. Queste sostanze sono note come alcaloidi, glicosidi, terpenoidi,
composti aromatici.
ES. Alcaloidi, molecole cardioattive, terpeni, ecc.:
sostanze molte eterogenee come architettura
molecolare.
Efedrina
Caffeina
Chinina
Digitossina
Sesquiterpeni
Morfina
Tetraterpeni
Glicosidi: composti derivati dall’unione di 2 unità, una di carboidrato (glucone) e l’altra di differente
natura (aglucone).
-La presenza del carboidrato favorisce la idrofilicità di composti altrimenti lipofili: favorita la loro
traslocazione e l’accumulo nel vacuolo.
-Hanno generalmente sapore amaro (prodotti amaro-tonici, aperitivi, digestivi, ecc.)
-Molti glicosidi hanno attività biologica spiccata (es. g. cardioattivi)
-Alcuni glicosidi sono accumulati in vacuoli di cellule adiacenti ad altre che contengono enzimi specifici
per l’idrolisi dei glicosidi stessi (compartimentazione selettiva; es. g. cianogenetici, g. solforati)
-I glicosidi vengono chimicamente classificati sulla base della natura dell’aglicone.
Digitossina
Amigdalina (g.
cianogenetico)
Cumarina
(g. saponinico)
Eugenolo
(terpene)
Echinacoside
Alliina (g. solforato)
(g. fenilpropanoide)
Apigenina
(flavonoide)
Inclusioni vacuolari
Granuli di aleurone (inclusi solidi proteici)
Cristalli di ossalato di calcio
Granuli di aleurone di ricino (Ricinus communis L., Euphorbiaceae)
Hanno dimensioni di 20m. In
ciascun granulo si possono
distinguere due inclusioni: uno di
forma
esagonale
detto
cristalloide, l ’ altro di forma
sferica detto globoide contenuti
in una matrice amorfa di
albumina. Il cristalloide contiene
delle proteine del tipo delle
globuline mentre il globoide
contiene fitina sale, di Ca++ e
Mg++ dell ’ acido fitico (acido
inositolesafosforico)(riserva di
fosfato)
Ricino: globoide + cristalliode
Graminacee: solo globoide
Leguminose: granuli omogenei
globoide
cristalloide
Formazione del granulo di ricino
1. Prima precipita il globoide
2. Poi precipitano le globuline (cristalloide)
3. Restano le albumine solubili (fase amorfa)
Cristalli di ossalato di calcio
•
•
•
•
Stiloidi: cristallo prismatico
(catafilli di Allium cepa L.,
Liliaceae
Rafidi: fascio di cristalli allungati
avvolti in una guaina
mucillaginosa (catafilli di Scilla sp.
Liliaceae
Druse o macle: forma simile a
quella della rosa del deserto.
Tipiche delle dicotiledoni
Sabbia cristallina: a volte i
cristalli di ossalato di calcio sono
minutissimi e si presentano come
sabbia (es. nelle foglie di Atropa
belladonna L., ed altre
Solanaceae)
LA DIVISIONE CELLULARE
Constatazioni sulla base di osservazioni della Natura
1. Tutte le cellule, come unità morfo-funzionali alla base della vita, si ACCRESCONO (=aumentano di volume e la superficie
di scambio).
2. Esiste un limite di accrescimento oltre il quale leggi fisiche e biochimiche impediscono alla cellula il corretto
svolgimento di tutte le funzioni vitali
La superficie di scambio (membrana plasmatica) della cellula in accrescimento aumenta in ragione del
quadrato, mentre il volume della cellula in accrescimento aumenta in ragione del cubo
NECESSITÀ di ripristinare il corretto rapporto fisico per ripristinare i corretti rapporti BIOCHIMICI
La cellula si divide per MITOSI
IL CICLO CELLULARE:
Il ciclo cellulare è una ordinata serie di
eventi che determinano la crescita della
cellula e la sua divisione in due cellule
figlie. Le cellule che non si dividono non
presentano un ciclo cellulare. La fase G1
stà per"GAP 1". La fase S stà
per"Sintesi". La fase G2 stà per "GAP 2".
La fase M stà per"Mitosi", ed avviene
quando avviene la divisione nucleare (i
cromosomi di dividono) e citoplasmatica
(citocinesi) .
La mitosi è un processo di
divisione cellulare
equazionale in cui il numero
dei cromosomi della cellula
madre si mantiene nelle
cellule figlie.
Il concetto di divisione cellulare è associato anche al fenomeno della
RIPRODUZIONE
Quando si riproduce un organismo? La frequenza dell’evento è in funzione della durata
della vita (più la vita è breve più frequenti saranno gli eventi riproduttivi).
Ciclo ontogenetico: germinazione, crescita vegetativa, fioritura, fruttificazione,
senescenza, morte; germinazione, ….
Al processo riproduttivo può partecipare l’intero organismo (unicellulare o pluricellulare): olocarpia; o
parte di esso (eucarpia).
RIPRODUZIONE ASESSUATA (O AGAMICA)
Riproduzione senza lo sviluppo di cellule specializzate (gameti) e senza l’intervento di
un altro organismo. Gli individui discendenti sono geneticamente identici alle
generazioni parentali. Avviene per
•Mitosi (organismi eucarioti)
•Scissione (procarioti, leviti, diatomee e alghe flagellate)
•Gemmazione (lieviti)
•Frammentazione (tallofite, alcune cormofite)
LA RIPRODUZIONE SESSUALE (O GAMICA)
Produzione dei gameti
Interfase
Cromosomi
omologhi
Meiosi II
Meiosi I
Gametofito
Sporofito
Organismo
(2n)
meiosi
Gameti (n)
unione
Zigote (2n)
Scarica

Forma e dimensioni