Il presidente propone la trattazione congiunta dell’ordine del giorno urgente in oggetto con gli O.d.G. urgenti n. 6, 8 e la risoluzione urgente n. 7 relativi alla giornata ecologica del 22 settembre. (Durante la discussione escono i consiglieri Bonassi, Crescini, Gallone, Lanzani ed entra il sindaco; sono presenti n. 33 consiglieri). PRESIDENTE: Come concordato con i capigruppo durante la sospensione dei lavori del consiglio, iniziamo ora la presentazione e poi la discussione di una serie di O.d.G. presentati dai vari gruppi consiliari che hanno come tema dominante la giornata ecologica del 22 settembre. Iniziamo con l’O.d.G. urgente n. 5 a firma Lega Nord Padania. CONSIGLIERE DOTT.SSA FROSIO RONCALLI: In questa sede, nel presentare l’O.d.G., non voglio ripercorrere il calvario, la via crucis di quel giorno. Lo hanno fatto benissimo tutti gli organi di informazione locale, dalla TV ai giornali, e sicuramente l’organo di informazione che più ha sostenuto questa coalizione non è stato molto tenero. Diciamo che i giornalisti si sono sbizzarriti in una cronaca molto puntuale e molto colorita. Direi che questo “mercoledì verde” ha assunto veramente tantissime tonalità, per finire nel colore peggiore che, a detta di tutti, giornalisti compresi, è stato il nero. Noi con questo O.d.G. non vogliamo incolpare questa amministrazione perché non ha ancora risolto i problemi della viabilità, perché non ha ancora pensato a cosa vuole fare. Non saremmo onesti intellettualmente nel chiedere a questa giunta i miracoli o comunque, dopo due mesi di attività, a richiedere qualcosa che forse non è nelle sue possibilità. Sicuramente però quello che vogliamo chiedere a questa giunta, a questo consiglio, è di fare meno ideologia e pensare più ai problemi della gente. Ci ha fatto piacere sentire che stasera il sindaco ha dichiarato la disponibilità a convocare un consiglio straordinario per quanto riguarda i problemi della viabilità. È una richiesta che noi avevamo già ventilato sui quotidiani e se il sindaco non ci avesse anticipato, sicuramente avremmo fatto la richiesta formale nel breve tempo. Quindi noi voteremo sicuramente a favore, visto che poi c’è anche una risoluzione che impegna su questa proposta del sindaco. Ovviamente la voteremo se però verranno cancellati alcuni passaggi di questa risoluzione. Noi, quindi, con questo O.d.G. vogliamo in qualche modo sottolineare quello che non ci è piaciuto di questa giornata. Non ci sono piaciute sicuramente le dichiarazioni dell’assessore alla mobilità che dice: “Abbiamo provato, volevamo capire, volevamo vedere”. Ma cosa volevamo capire, cosa volevamo vedere? Volevamo capire che il traffico di Bergamo, il grosso del traffico è dovuto ai mezzi che provengono dall’esterno, dai comuni della provincia, dall’hinterland? Era questo che volevamo provare? Non c’era 1 bisogno di questa giornata, non c’era bisogno di creare questi grossi disagi ai cittadini per capire che il traffico veniva da fuori. Quindi, sicuramente con un atto forte, chiediamo le dimissioni dei responsabili. Credo che i responsabili di questa giornata siano tanti, non vanno ricercate le responsabilità in una persona, in un assessore, ma la giunta è un organo collegiale e quindi di conseguenza va ricercata in parecchie persone. Non ultimo sicuramente in chi ha la delega per la Grande Bergamo. Questo è uno strumento sicuramente importante di cui vi siete riempiti la bocca in campagna elettorale e oggi che potevamo utilizzare, questo strumento non è stato utilizzato, e mi chiedo se i comuni, almeno dell’hinterland, non dico tutti i comuni della provincia, siano stati avvisati di questa giornata, se questi comuni in qualche modo, con un avviso da parte del comune di Bergamo, potevano a loro volta avvisare i loro cittadini di questa chiusura generalizzata di Bergamo. Se fosse stato fatto questo, ma non lo so, quindi questa è una domanda che mi pongo, non credo che si sarebbe creata una situazione così grave. Di conseguenza è un’occasione mancata sicuramente per far partire questo strumento della Grande Bergamo. In questo O.d.G. infatti chiediamo che finalmente venga istituita questa commissione Grande Bergamo. Abbiamo visto, in conferenza dei capigruppo, che invece la volontà di questa amministrazione è di non costituirla. Allora mi chiedo perché in campagna elettorale sono state dette certe cose sull’utilità di questa commissione quando poi nel momento in cui si può utilizzare, nel momento in cui si può istituire, nel momento in cui la minoranza forse poteva dire la sua, non c’è stato dato modo di farlo. Quindi nel nostro O.d.G. facciamo queste richieste, speriamo che da questo dibattito, che comunque è propedeutico al dibattito che si farà nel consiglio straordinario, emerga da parte vostra qualche chiarimento in più di quelli che abbiamo letto o sentito sugli organi di informazione. PRESIDENTE: Passiamo alla presentazione dell’O.d.G. urgente n. 6 a firma del gruppo consiliare AN. La parola ai presentatori. CONSIGLIERE PROF.SSA GALLONE: Nella stesura dell’O.d.G. presentato abbiamo sottolineato innanzitutto una considerazione fondamentale, cioè che l’ecologia e il lavoro sono due valori fondamentali per il nostro territorio. Ecologia è lavoro e l’una non può escludere l’altro e nel caso specifico della recente iniziativa promossa dalla giunta questo non si è verificato. Non mi soffermo neanch’io sulle fortissime reazioni scatenate perché le abbiamo lette tutti e continuiamo a leggerle, però ribadisco che se è lodevole da un lato cercare di sensibilizzare i cittadini a utilizzare i mezzi pubblici o a muoversi a piedi o in bicicletta, questo non può assolutamente essere fatto in maniera avventata e superficiale sacrificando il lavoro senza portare di fatto alcun beneficio all’ecologia. La parziale chiusura al traffico in un giorno infrasettimanale nelle ore di punta, come era facile prevedere, non ha portato alcun miglioramento alle condizioni di vivibilità della popolazione, 2 ma ha arrecato un grave e inutile disturbo a chi nell’adempimento del proprio dovere si recava al lavoro o allo studio a Bergamo. Non si può ingenuamente, credo, sulle ali anche di un corretto e giusto entusiasmo iniziale, cercare di risolvere con la bacchetta magica problemi che però richiedono invece pensieri, progetti e investimenti seri a breve, media e lunga scadenza. Quindi ribadiamo che rendere più difficoltoso l’esercizio del lavoro e dello studio è una scelta amministrativa che noi riteniamo assolutamente condannabile soprattutto quando la si effettua per esclusivi motivi ideologici o di principio. Cosa chiediamo? Chiediamo innanzitutto la presa di coscienza dell’errore, presa di coscienza che tra l’altro assolutamente non si evince dal contenuto, per esempio, dell’O.d.G. presentato dalla maggioranza e di conseguenza, seriamente, la predisposizione di un piano effettivamente organico di iniziative programmate, progettate, serie, che si dimostrino efficaci per l’ambiente ma compatibili con la vita dei cittadini, evitando quindi per il futuro di ricorrere a provvedimenti dannosi per la serenità della città. Questo proprio in funzione del fatto che sappiamo che è una sfida molto grande riuscire a rendere compatibili queste due realtà, però bisogna farlo, bisogna cercare di farlo. Vedremo se ci riuscirete. Grazie. PRESIDENTE: Procediamo con l’O.d.G. urgente n. 7 firmato Lista Bruni, Margherita, Rifondazione Comunista, Aratro, DS, Verdi, Lista Di Pietro. La parola ai presentatori. CONSIGLIERE AVV. ONGARO: Spettabile giunta e consiglio comunale. Noi abbiamo presentato questo O.d.G. per ribadire la necessità, l’urgenza e la giustezza di quella scelta. Sulle modalità si può discutere ma di quella scelta credo che dobbiamo ribadire la correttezza e la giustezza. Dimentichiamo che è stata un’iniziativa a livello europeo e che quindi Bergamo ha fatto bene ad aderire a quella iniziativa che pone il problema generale a livello di tutta la Comunità Europea ed esser fuori da questa cosa sarebbe stato un grave errore. Certo, era una decisione particolarmente difficile, nel senso che per la prima volta si è provato a fare una limitazione del traffico automobilistico in un giorno feriale e non in un giorno festivo. Nei giorni festivi ormai è diventata una sorta di poesia, ci sono anche le carrozze con i cavalli, ma il problema del traffico non lo si conosce né lo si affronta facendo cose in giornate festive. Bisogna provare a farlo proprio incidendo sulla struttura quotidiana delle nostre città. In questo senso credo che la sperimentazione del blocco del traffico in un giorno lavorativo era l’elemento, ahimè, necessario. Che vi sia conflitto tra ecologia e lavoro non è una cosa che dipende dalla nostra giunta, è una situazione reale e grossa della struttura della nostra società e bisogna avere il coraggio di affrontarla. Questo è il punto fondamentale della questione. Lo sappiamo tutti che proibire nella nostra società l’automobile, con dei costumi che spingono la gente ad andare, scusate l’espressione, persino al gabinetto in macchina (chi non trova il posto davanti al ristorante si imbufalisce, basta vedere cosa succede in Città Alta, in cui la gente vuole arrivare davanti al ristorante)… se non si modifica questo costume noi non potremo mai affrontare le questioni del traffico. 3 Lo so che è impopolare, tant’è che nella passata amministrazione credo che nulla sia mai stato fatto su questo, anzi c’è stata forse una politica molto benevolente. Lo diceva il consigliere Anghileri a proposito delle multe ai posteggiatori abusivi, perché è una delle cose populiste in cui si lascia il traffico a tutti. No, la scelta della giunta è stata molto coraggiosa, certo molto difficile, ed è possibile che qualche errore sia stato fatto, non vi è dubbio. Però qualche errore avrebbe potuto essere programmato meglio. Io ero per dire che anche i residenti, per esempio, non dovessero viaggiare perché potevano usare i mezzi pubblici, ero per estendere il divieto a tutti, per esempio, non per ridurre. Ma questo è il problema. Un’altra considerazione. A parte il fatto che abbiamo davvero sperimentato cosa vuol dire e quali sono le possibilità di Bergamo, come dice il nostro O.d.G., di realizzare delle future infrastrutture di tipo ecologico (piste ciclabili, eccetera) che sono affermate in questo O.d.G., diciamo anche una cosa molto precisa: è evidente, e nessuno lo pretende, che in questa giornata abbiamo programmato la soluzione, non pretendevamo affatto di trovare delle soluzioni a un problema così difficile, ma iniziare a trovarne. È evidente che sarà necessario, per bloccare il traffico esterno, fare una serie di parcheggi e di aree laterali con navette veloci. Non chiedete che in un giorno si risolvano questi problemi perché non è questo il modo di affrontare le cose, se non facendo demagogia e indulgendo a quel costume che la macchina è un tabù intoccabile che ci impedisce di risolvere i problemi della città. Per questo noi ribadiamo la fiducia alla giunta e alle scelte fatte. Si può discutere su quali sarebbero state le modalità migliori o peggiori, se era giusto estenderlo o no ai cittadini o meno, ma certo era necessario affrontare il problema alla radice, perché chi governa delle volte per risolvere i problemi deve anche sfidare l’impopolarità. L’accettiamo e troveremo le soluzioni esprimendo la volontà di trovarle davvero, non facendo gli struzzi e mettendo la testa sotto la sabbia e cedendo a facili demagogie. Quindi propongo che sia approvato l’O.d.G. della maggioranza. PRESIDENTE: Passiamo all’O.d.G. urgente n. 8 a firma Forza Italia, UDC, Lega Nord, Lista Veneziani, AN. La parola ai presentatori. CONSIGLIERE AVV. CECI: La giornata europea delle città senz’auto è caduta di mercoledì e allora, parafrasando quello che è stato uno dei più famosi mercoledì, potrei ricordare un film di 20-25 anni fa, Un mercoledì da leoni. Ha segnato un’epoca sicuramente per quanto riguardava i giovani e la vita, la libertà, la spensieratezza e quant’altro. Al mercoledì organizzato da questa giunta qualcuno ha provato a dare un nome. Ho sentito “mercoledì nero”, in alternanza a “mercoledì verde”, a “mercoledì da dimenticare”. È stato sicuramente per questa giunta una cosa mai vista nella città di Bergamo. I giornali nazionali e locali hanno ampiamente riportato i fatti. Visto che “mercoledì nero”, “mercoledì da dimenticare” non davano l’idea, qualcuno mi ha suggerito che è 4 stato un “mercoledì da topi”. Perché da topi? Perché è stata la sensazione di molti, e quindi non distinguo a destra e sinistra, ma di tutti coloro che sono restati imbottigliati nel traffico di quella giornata. Per i Verdi e per Rifondazione, perché ognuno in questo consiglio ha le sue responsabilità, è stato sicuramente uno spot pubblicitario; per i DS sicuramente è stata improvvisazione amministrativa. Volevo ricordare all’assessore Misiani, che è stato responsabile ad altissimo livello, segretario provinciale dei DS, che Bergamo non è né Ponteranica né Verdello, è una città molto più complessa, molto più difficile, quindi non è una città per fare esperimenti. Quindi per i DS sicuramente è stata improvvisazione amministrativa. Per Margherita, Aratro, Lista Bruni e Italia dei Valori è stata sicuramente omissione; omissione di non aver bloccato in tempo un’iniziativa che qualcuno ha definito demenziale, impossibile da gestire, incredibile. Quindi questi gruppi, specialmente quelli più moderati, non hanno capito in tempo i danni che questa iniziativa poteva recare. All’amico Ongaro: “la giornata del 22 era da ricordare”. Lo abbiamo fatto. Io ricordo che l’amico Paganoni ha partecipato, spero che lo ricordi, a una bellissima giornata, Tutti a piedi, una domenica. La presidenza del consiglio aveva organizzato una biciclettata insieme all’ARIBI, iniziativa assolutamente bipartisan, dove tutti avevano dato il loro contributo; una domenica senz’auto vera, con un consiglio comunale in bicicletta, con l’ARIBI al nostro fianco, e quindi quella era e doveva essere una giornata ecologica, quella poteva avere un’indicazione lecita, quella di dire ai bergamaschi lasciate a casa la macchina. Era una iniziativa bipartisan riuscita, molti consiglieri della minoranza avevano partecipato ed era stato un bellissimo e chiaro messaggio per quanto riguarda la città. Non bisogna essere degli scienziati per poter prevedere con largo anticipo quello che poteva accadere. L’eco di Bergamo del 18: “Forza Italia, Baraldi e Ceci fanno una conferenza stampa”. Corriere della Sera: sempre dichiarazioni del sottoscritto e di Baraldi per cercare di prevedere quello che poteva accadere, tutto perfettamente realizzatosi. “Si è scavalcato il consiglio comunale nel merito e nella forma”. Non potete darmi torto! Questa è una decisione che andava minimamente condivisa e magari gestita a livello di consiglio, perché vi ricordo che gli indirizzi politico-amministrativi li dà il consiglio comunale. Non lo dico io ma, lo ripeto, è l’art. 42 del Testo Unico. Secondo punto di criticità: “Attenzione! Non serve a nulla, è uno spot pubblicitario”. E così è stato. Terzo punto: “Colpite chi lavora e chi studia, colpite i lavoratori e gli studenti”. Anche questo si è perfettamente realizzato. Quarto punto: “Discriminate i cittadini di Bergamo da quelli che di Bergamo non sono”, perché il problema era che i cittadini potevano tranquillamente circolare, chi veniva da fuori non poteva entrare. Quinto punto: “Non lo avete concordato con i comuni limitrofi e quindi sarà il caos”, perché ci vuole un minimo di coordinamento, senza parlare dell’inquinamento che si è creato a dismisura per l’imbottigliamento e senza parlare di quei problemi che avete creato ai quartieri periferici, quelli che di più hanno sopportato l’impatto di questa iniziativa. L’O.d.G. della sinistra, quello illustrato dal consigliere Ongaro, è perfettamente condivisibile perché è giusto sensibilizzare il 22 settembre, è giusto che il tasso di inquinamento, con iniziative adeguate in Bergamo debba diminuire, ma quando dice “poco o nulla si è fatto su questi temi”, allora si può dire tutto e il contrario di tutto in politica. Giusto, consigliere Ongaro? Se va avanti e legge le iniziative che sono state attuate il giorno 22… voglio ricordare i parchi aperti (quelli che abbiamo inaugurato noi sono veramente 5 tanti), il semaforo intelligente, le corsie preferenziali del bus, la prima pietra della pista ciclabile, il pilomat di via Tasso. Scusate consiglieri comunali, chi ha progettato queste iniziative? Avete inaugurato iniziative per due terzi approvate da questa giunta. Quindi quando mi si dice: “attenzione, avete fatto poco o nulla” e mi fa l’elenco di 7, 8 iniziative di cui 5 o 6 sono state progettate da questa giunta, lascio a voi le conclusioni. Quando leggo dell’art. 32, comma 5, del regolamento in merito al fatto che il sindaco chiede la convocazione un consiglio comunale, faccio un discorso di superamento a destra della minoranza. Ricordo al sindaco che di solito di questa norma se ne avvale la minoranza per cercare di discutere in consiglio quello che di solito in consiglio non si vuole portare. Veneziani lo ha usato due volte, quando è stato messo alle strette ed era in grandissima difficoltà. Sul piano della forma volevo ricordare al sindaco che se un consiglio comunale su un argomento importante, e si chiama straordinario, è condiviso, lo si porta in ufficio di presidenza e tutti insieme, se l’argomento è condiviso, si decide argomento e data. Non si legge sui giornali l’annuncio “facciamo il consiglio comunale”, perché non potete far fuori tutto quello che di buono è stato fatto, tangenziale compresa, annunciando poi il consiglio comunale. Ricordo ai consiglieri che se esiste un fair play, esiste un ufficio di presidenza. Laddove gli argomenti sono condivisi, insieme si decide l’argomento e la data. Se ci sono da parte della minoranza o della maggioranza idee contrapposte, allora si usa l’art. 32, quinto comma. Concludo con l’argomento della Grande Bergamo. Questo problema del traffico ha finalmente chiarito che poteva essere una commissione utilizzata bene, nel senso che una commissione Grande Bergamo dove i consiglieri comunali di maggioranza e di minoranza danno il loro fattivo contributo, è utile. Faccio un elenco di 3, 4, 5 argomenti che verranno discussi. Ho letto sui giornali del parco agricolo. Il parco agricolo è una bellissima idea. Perché non può una commissione Grande Bergamo, con consiglieri di maggioranza e di minoranza, discutere del parco agricolo? Perché non discutere nella Grande Bergamo, con i comuni limitrofi, delle chiusure del traffico? Perché non discutere delle grandi vie di comunicazione che devono interessare anche il comune di Bergamo e i comuni limitrofi? Perché non parlare degli orari e dei tempi della città, di cui l’assessore Cattaneo è portatrice e ci crede fortemente e vivamente? Perché non la Grande Bergamo? Concludo questo mio intervento con quell’O.d.G. che riporta questa giunta e questa amministrazione alla sua concretezza e concludo chiedendo che il sindaco e la giunta attuino una concreta politica ambientalista fatta di polmoni verdi, con il parco agricolo, il parco della Martinella, il parco Ovest, con le grandi strade di scorrimento intorno alla città, i nuovi parcheggi, le piste ciclabili, con i mezzi di trasporto più ecologici, e chi più ne ha più ne metta, ricordando che tanti di questi progetti comunque sono già stati elaborati e sono già in corso di attuazione perché approvati dalla giunta Veneziani. PRESIDENTE: Volevo solo ricordare, ovviamente non nel merito ma nel metodo, che il sindaco mi ha richiesto la convocazione di un consiglio comunale ad hoc sui temi della mobilità e sulla tangenziale non certamente in 6 alternativa a quello annunciato ma mai pervenuto all’ufficio di presidenza, di un consiglio comunale straordinario. Detto questo è evidente che è la conferenza dei capigruppo che poi decide il da farsi. Se non vi è nulla in contrario, l’assessore Cattaneo vorrebbe intervenire prima dell’inizio del dibattito. ASSESSORE SIG.RA CATTANEO: La scelta della giunta di aderire alla giornata europea senza auto non è una scelta ideologica ma ha le sue radici nel programma elettorale del sindaco che in tale programma ha trovato il consenso dei cittadini di Bergamo. È noto che una delle priorità di tale programma, peraltro presentato e votato attraverso gli indirizzi generali di governo nella prima seduta e pertanto, consigliere Ceci, delibera di indirizzo, ha come obiettivo la riduzione del traffico privato in città a favore del trasporto pubblico, pertanto in perfetta coerenza con gli obiettivi dell’iniziativa a livello europeo. Oggi come oggi il diritto alla mobilità di tutti i cittadini di Bergamo è quotidianamente compromessa dai disagi dovuti all’eccesso di automobili che percorrono le strade urbane, in modo particolare al traffico esogeno che ogni giorno, in particolare nelle ore di punta, entra in città e conseguentemente ne esce. Dalle rilevazioni dei flussi di traffico effettuate negli ultimi vent’anni dai vari studi di analisi allegati ai molteplici piani della mobilità predisposti dal comune, risulta che il traffico esogeno, cioè proveniente dall’esterno o, se volete, i mezzi dei non residenti che quotidianamente si recano a Bergamo per motivi di lavoro od altro, è costantemente cresciuto, ha raggiunto percentuali molto rilevanti che si approssimano alla cifra del 40% del traffico totale. Questo dato vale in modo macroscopico in alcuni punti di accesso alla città. Ad esempio, gli stessi dati dicono che nella zona est, per il traffico che proviene dalla Val Seriana la percentuale di penetrazione urbana sale vistosamente raggiungendo il 60% del totale. Quindi è ragionevole ipotizzare che la tendenza che si è verificata in quest’ultimo decennio continuerà anche nei prossimi anni. Pensiamo ai molteplici interventi di trasformazione urbana previsti dal PRG che aumenteranno cambiamenti funzionali soprattutto di tipo terziario-commerciale, per cui dobbiamo immaginare che il fenomeno del traffico che viene da fuori s’incrementerà raggiungendo i limiti del 50% del traffico totale circolante all’interno dell’area cittadina. Da questa analisi, la scelta di aderire all’iniziativa europea con un provvedimento quale la limitazione dell’entrata in città per due ore nella fascia di maggior punta e di conseguenza un potenziamento del trasporto pubblico urbano ed extraurbano, il car pooling, la predisposizione di numerosi parcheggi di interscambio, quelli esistenti, e un ingente sforzo di comunicazione, il tutto… (Interviene il consigliere Belotti fuori microfono) ASSESSORE SIG.RA CATTANEO: Posso parlare consigliere Belotti? Dopo mi dice quello che vuole. Dicevo il tutto esclusivamente in forma 7 simbolica e di sperimentazione. Questa iniziativa ha creato disagi ed effetti negativi e per questo ci scusiamo nei confronti di tutti coloro che li hanno dovuti subire. Inoltre i dati positivi raccolti nella giornata hanno dimostrato che nella fascia oraria dalle 7.30 alle 9.30 il traffico nell’area dentro la circonvallazione è calato del 76% rispetto agli stessi dati raccolti il giorno prima nelle medesime ore, che per tutta la mattinata è calato complessivamente del 34%, che c’è stato un incremento del 50% per quanto riguarda l’uso della bicicletta e del 20% del trasporto pubblico. Però questi dati non ci consolano. Certo, nella giornata del 22 settembre a Bergamo si è respirato, ma è innegabile che il metodo per arrivare a questo non ha funzionato. I perché possono essere tanti, alcuni certamente dovuti a questioni organizzative, prima di tutto anche lo scarso coinvolgimento dei comuni esterni, anche se comunque erano stati avvisati, la difficoltà di informazione, che non è mai colmabile, nonostante il grande impegno dell’amministrazione nel suo complesso e della stampa cittadina e non solo cittadina, che ha svolto un grande ruolo in questo senso e che colgo l’occasione per ringraziare. Quello che è certo è che il provvedimento di divieto, per quanto contenuto e finalizzato a un obiettivo di sensibilizzazione soprattutto individuale, non è stato recepito come una richiesta di collaborazione e di disponibilità personale. Questo ci deve far riflettere e se qualcosa di utile ha prodotto questa giornata è proprio questo: la maggior consapevolezza da parte di istituzioni e associazioni che il problema della mobilità è un problema con la “p” maiuscola, insostenibile per la città di Bergamo. Siamo ormai sull’orlo del collasso, è sufficiente qualsiasi lavoro su una qualsiasi strada per trasformare la città in un inferno, non solo per gli automobilisti ma per tutti. Si è capito ancor di più che il problema è complesso e che non esiste un intervento risolutore. Tanto per fare un esempio, la tangenziale est, se da un lato ha un significato per la provenienza del traffico veicolare proveniente dalle valli, al di là della considerazione che sia prioritaria o no, non altrettanto rappresenta una valida alternativa all’accesso diretto in città, dove trovano collocazione le principali funzioni dell’intero territorio della provincia di Bergamo. Ci sono tante piccole azioni sinergiche che aiutano a contenere il problema e specialmente occorre riconoscere e avere piena coscienza che la mobilità è anche un problema di relazione e di educazione tra persone oltre che di infrastrutture. Si è capito che al primo posto dell’agenda politica e amministrativa e non solo, questo è il problema da affrontare: progettare ed attuare una strategia graduale, concertata con tutti i soggetti coinvolti, e il più possibile con le esigenze di mobilità di tutti è l’obiettivo. Per fare questo nessuno può tirarsi indietro, in primis le istituzioni, il comune e la provincia, per quanto riguarda gli interventi infrastrutturali, ma anche le forze politiche, le organizzazioni, le associazioni che direttamente o indirettamente ne sono coinvolte. L’auspicio dell’ACI, Automobil Club Italiano, quindi un’associazione di automobilisti, dopo la chiusura al traffico di mercoledì, mi sembra che abbia espresso chiaramente alcune cose che ci lasciano ben sperare, perché a maggior ragione se è proprio l’associazione che rappresenta gli automobilisti, per voce del suo presidente e del suo direttore, a sostenere che “Bergamo è il suo hinterland hanno un traffico ormai insostenibile, che bisogna attuare progetti, che passo dopo passo siano in grado di ridurre il numero dei veicoli privati in ambito cittadino” e quindi danno poi la loro conseguente disponibilità a collaborare mettendo a disposizione la propria esperienza e competenza, crediamo che tutti per la loro parte possano fare altrettanto, a cominciare dalle organizzazioni imprenditoriali e sindacali nonché dalle categorie dei commercianti e anche soprattutto dei mass media, così essenziali e 8 determinanti non solo nella costruzione del consenso ma anche nella sensibilizzazione individuale e collettiva. Per quanto ci riguarda, come amministrazione, partiremo da subito per la definizione di un piano della mobilità che veda nella fase della sua costruzione il coinvolgimento di tutti i soggetti che prima citavo, in primis il consiglio comunale, come attori coprotagonisti, non solo nell’elaborazione ma anche nell’applicazione dello stesso piano che prevederà accanto a una serie di interventi e grandi investimenti infrastrutturali, come la realizzazione della tramvia cittadina e i parcheggi di interscambio (che abbiamo capito che è meglio situarli oltre la circonvallazione e realizzarli in sinergia con i comuni dell’hinterland), la realizzazione di interventi più interni alla città per migliorare la mobilità delle persone, con la realizzazione delle zone 30 e, là dove è possibile, di zone a traffico limitato in vie ad alta densità residenziale, per continuare con la realizzazione di piste ciclabili nonché di tutti quegli interventi possibili per limitare il congestionamento del traffico davanti alle scuole e la messa in sicurezza di strade percorribili da tutti. Ma non solo, anche l’individuazione e l’istituzione del city manager del comune, già previsto negli indirizzi amministrativi, insieme ad una serie di interventi nell’ambito educativo e nella costruzione del piano dei tempi e degli orari della città. Mettere mano alla mobilità è sicuramente complesso e difficile e quindi necessariamente i provvedimenti che si assumono hanno un carattere di sperimentalità da cui devono arrivare riflessioni, aggiustamenti e correzioni. Gli errori si possono commettere, come ha ammesso in una certa intervista anche l’ing. Gelmini. Le critiche, in primo luogo quelle dei cittadini, sono sempre utili e l’amministrazione ha il dovere di ascoltarle e di farne buon uso. Certamente lo sono anche quelle delle forze politiche di minoranza, se al di là del gioco comprensibile delle parti, portano anche idee e progetti, e magari anche qualche autocritica, consigliere Ceci, visto che oggi abbiamo ereditato una città in condizioni di congestionamento per il traffico molto peggiori di quelle che avevamo lasciato nel ‘99. Volevo dirLe, sulla questione delle iniziative che abbiamo intrapreso, che sicuramente alcune sono dell’amministrazione precedente, una in particolare che è la pista ciclabile, però è l’unica. I parchi non li ha inventati l’amministrazione precedente e il fatto di non poter circolare nei parchi in bicicletta l’ha inventato l’amministrazione precedente. I pilomat di via Tasso erano lì da mesi e non sono mai stati attivati, cosa che abbiamo fatto noi. La corsia preferenziale in via Broseta, mi scusi, le avete tolte tutte, figuriamoci se questa l’avete messa voi! Comunque mi auguro che avvenga, nel consiglio comunale che è stato programmato, una seria e produttiva discussione. Grazie. PRESIDENTE: Grazie, assessore Cattaneo. Prima di iniziare la discussione, visto che è ovvio che siamo un po’ tutti stanchi, volevo solo fare l’invito a tutti i consiglieri indistintamente di lasciar parlare il consigliere che in quel momento sta parlando, senza interferire o intervenire. È ovvio che su un argomento per il quale, come si è capito dagli O.d.G., le idee sono diverse, chi non ha intenzione di ascoltare può sempre farsi un giro fuori dall’aula. 9 CONSIGLIERE RAG. BELOTTI: Forse era meglio se avessi parlato prima dell’assessore Cattaneo perché adesso mi sono convinto ancora di più, dopo averla sentita, che le richieste di dimissioni sono sacrosante, perché quello che è stato detto a difesa di questa iniziativa è veramente inconcepibile. Partiamo solo dall’utilità di questa iniziativa. Mercoledì è andata in onda tutta l’incompetenza, l’incapacità e il fanatismo ideologico, anche se l’assessore Cattaneo dice che questa non era una scelta ideologica. Io non ho ancora capito, anzi ho ancora più dubbi, perché avete voluto far vivere una mattinata infernale a tutti i cittadini. È stato utile per capire cosa? Per capire quello, come è stato detto nella relazione dell’assessore Cattaneo, che è scritto in tantissimi studi, da decenni a questa parte, del famigerato, famoso, celebre, ing. Pietro Gelmini. Addirittura, quello che è stato detto sulla provenienza dei veicoli dalla Val Seriana, perché è l’unico caso citato, lo troviamo anche nella relazione sulla tangenziale est. Allora bisognava creare tutto sto casino per ripetere e mettere in pratica quello che c’era scritto in tantissimi studi? Soprattutto poi non sono stati ancora detti i dati dell’inquinamento. Scusi, assessore, può dire solo con un cenno: li avete o non li avete? (Interviene l’assessore Amorino fuori microfono). CONSIGLIERE RAG. BELOTTI: Ecco, lo sapevo! Mi hanno detto che non era stato là nessuno del comune... Ma ci rendiamo conto che avete spacciato tutto ‘sto casino per dire “vogliamo la città più vivibile, vogliamo Copenaghen, vogliamo riportare Copenaghen a Bergamo, vogliamo le biciclette per avere l’aria più pulita” e poi non siete neanche andati a vedere se effettivamente, dal punto di vista dell’aria, c’era stato un risultato positivo. E sapete qual è il risultato? È peggiorativo. Ma non è peggiorativo solo nelle zone della centralina di Seriate, di Lallio, ma perfino anche in quella in via Meucci e in via Garibaldi, che sono all’interno della circonvallazione. Quindi, a maggior ragione, ribadisco, non riesco a capire perché l’assessore, in questo caso Amorino, segretario di Lega Ambiente, uno che va a mettere i lenzuolo bianchi da tutte le parti e mi fa piacere che uno lo ha messo anche stasera addosso, non è andato a vedere i dati relativi all’aria, anche solo per curiosità, per dire “avevamo ragione, voi ignoranti che non capite niente, che siete subito pronti a saltarci addosso. Almeno l’aria era positiva”. Neanche quello! Quindi questa è stata solo una questione politica, non solo ideologica, è stato un gioco all’interno della vostra maggioranza, un gioco da parte di chi è su certe posizioni estreme e vuole farle vedere, vuole farlo rimarcare ai suoi elettori, ha proprio la fretta di far vedere che c’è. Vero, Bertoli? Avete detto fra l’altro, fra le cause, che era un problema di comunicazione. Allora torniamo al punto di 10 prima... assessore, ho letto che “ci sono stati problemi di comunicazione, non siamo riusciti a informare” e tutte queste cose. Avete speso 22.500 euro in volantini e robe varie, altre cose ve le hanno regalate, siete fortunati! Ma attenzione, assessore, non venga a dire “faremo uno sforzo in più sulla comunicazione”, perché ne abbiamo già spesi 183 mila di euro per gli esperti in comunicazione. Se i risultati sono questi, probabilmente alle dimissioni di due assessori dovremmo aggiungerci anche qualcun altro, perché se c’è stato un problema grave è proprio anche quello della comunicazione, non siete riusciti a far passare il messaggio. Studiatevelo quel “proviamoci”, quegli striscioni appesi sul rondò delle valli, che uno per vederlo doveva fare una manovra ad U con il collo. Probabilmente anche quelle stupidate non le avete neanche analizzate, non le avete studiate, avete buttato via i soldi! Quindi sulla comunicazione, il rapporto con i comuni limitrofi... questa non è comunicazione, questo è l’assessore... assessore Anguilla viene chiamato, perché scappa via sempre. Non si è sentita una parola, assessore Sanga, su questa vicenda, e soprattutto in questo O.d.G. c’è una cosa che adesso mi preoccuperò di verificare. L’ho verificata telefonicamente prima, e quindi c’è anche una falsità, se qualche sindaco dell’hinterland non mi ha raccontato cappellate. Ne ho sentiti tre e tutti e tre mi hanno detto che non erano stati opportunamente e precedentemente contattati. Addirittura uno mi dice che è stato convocato in una riunione il 22, il giorno stesso, o forse il giorno prima (non se lo ricordava perché non era andato lui). Quindi mi sapete dire quando avete fatto questo “precedente contatto”? Il 21, forse? Il 20? Cambia tanto... Quindi con i comuni limitrofi, al di là del decalogo in campagna elettorale, dell’assessore alla Grande Bergamo, tanto per fare un po’ di fumo, tanto per parlare, per il coinvolgimento sulla città metropolitana... sindaco, quelle belle interviste che aveva rilasciato a L’eco con le domandine tutte schematiche ci sono, sono qui, quando diceva “coinvolgeremo”, “Veneziani non ha mai voluto farlo, noi lo faremo”. Al primo caso concreto cosa succede? Voi non solo ve ne fregate dei comuni limitrofi ma gli imponente una decisione e gli scaricate addosso anche tutti i danni di questa decisione. Quindi se Lei, sindaco, ha detto che un cartello era un segnale di chiusura, scusi, quello che è stato fatto verso i cittadini bergamaschi che sfortunatamente abitano al di qua della circonvallazione, quindi nell’estrema periferia, (ma sono anche loro lavoratori), o quelli che abitano nell’hinterland perché forse il costo al mq, già altissimo a Seriate, è più economico che in via Locatelli o in centro, non è una discriminazione verso i cittadini? Se fossi stato io l’assessore sapete cosa avrei fatto al posto di blocco? Avrei chiesto la parola d’ordine in bergamasco. Chi non la sapeva dire, indietro, perché vuol dire che non è bergamasco! Allora sì che avremmo discriminato. Fagliela dire a Nappo o a Chiorazzi! Il punto è: vi rendete conto, per questo famigerato “è stata utile”, che erano fogli di carta già presenti nei vostri armadi dell’assessorato, dei danni economici che sono stati provocati da questo blocco ideologico e talebano? Sono stati provocati non solo ai lavoratori della città ma anche a quegli sfigati che si sono trovati a passare sull’asse interurbano o sull’autostrada e che magari a Bergamo non ci dovevano neanche venire. Sei km di coda c’erano in autostrada. Assessore, basta uno che rimane in panne in una qualsiasi via della città, non parliamo di un cantiere, per bloccare a catena tutto, figuriamoci al rondò, quello dell’autostrada. Vi rendete conto di un’altra cosa? Se si esclude il comunicato dei Verdi, arrivato tardi, oppure quello che ha detto l’assessore adesso, io la parola “scuse” non l’ho mai sentita! 11 Quindi anche dopo il comunicato dei DS in cui, arrampicandosi sugli specchi, attaccavano Polo e Lega per quello che hanno fatto, adesso voglio vedere se avete ufficialmente la volontà di scusarvi con la città. Sindaco, sul giornale c’è una fotografia bellissima, dove Lei è sorridente in bicicletta (un po’ goffo a dire la verità) su una pista ciclabile di 50 metri, mentre i suoi vigili sono presi a insulti da parte di cittadini infuriati. Una vigilessa addirittura è stata anche investita. Qualche altro assessore è andato a inaugurare... Voi avete criticato la giunta precedente per il fatto che faceva tante inaugurazioni, tanti tagli dei nastri. Vi rendete conto che siete andati a inaugurare una rastrelliera per bici? Una rastrelliera per bici, 50 euro? Ve la compravo io! Siamo al paradosso, alla demenzialità assoluta. State facendo molto peggio di quelli che c’erano prima… ha ragione presidente! Quindi io chiedo solo una cosa. Questa giunta è in mano veramente ai talebani rossi o anche verdi, però non il verde che dico io! I vari signori su cui anche importanti personaggi e istituzioni della città confidavano dandovi il voto, ovvero i vari Fusi, Anghileri, Grossi (Sanga è un po’ un’anguilla quindi non lo cito) dove sono? Vi fate pestare i piedi e umiliare di fronte ai vostri elettori, da gente che non vede l’ora... È vero che Misiani dice che Bergamo non è Reggio Emilia, ma c’è certa gente che la vuol far diventare Stalingrado o Togliattigrad. Attenzione, il nostro ruolo è anche quello di difendere Bergamo… e chiudo, presidente! PRESIDENTE: Sì, ma darmi ragione e non concludere non mi serve molto! CONSIGLIERE RAG. BELOTTI: Che credibilità avete adesso sulla materia ecologica? CONSIGLIERE SIG. MORGANO: Presidente, posso chiedere di far rispettare i 10 minuti per tutti? Le regole valgono per tutti. Glielo chiedo per cortesia. PRESIDENTE: Consigliere Belotti, concluda. 12 CONSIGLIERE RAG. BELOTTI: Presidente, al “barbetta” glielo consento perché non c’era nei consigli precedenti. Lei sa che è prassi, e c’è qua il presidente del consiglio precedente, che su certi argomenti importanti non si stia lì con il cronometro. Mi sembra che nessuno abbia mai detto niente. Se poi si vuol tagliare anche la voce all’opposizione... PRESIDENTE: No, non sto tagliando nulla. È stato Lei ha dire che avevo ragione e che doveva concludere. CONSIGLIERE RAG. BELOTTI: Visto che è stato detto che non verrà fatto più niente a livello di giorni feriali, me lo auguro perché, sindaco, è stata proprio una catastrofe, dovete però mettervi d’accordo tra Lei e l’assessore perché parla di strategia graduale e che nessuno si deve tirare più indietro… su cosa, su altri blocchi? Questo è importante che si debba sapere subito. Per vostra gioia ho finito. Avete due modi per recuperare credibilità. Primo: come in tutte le cose pagano i responsabili e quindi lasciateli a casa, e guardate che non si è mai visto chiedere le dimissioni di un assessore dopo due mesi, vuol dire che la cosa è proprio grave per doverle chiedere. La seconda cosa, sul city manager, per favore, dopo i vari personaggi e amici che avete nominato, dopo che ci troveremo un segretario generale probabilmente, da quello che si è letto, dei DS.... PRESIDENTE: Stiamo nell’argomento, consigliere. CONSIGLIERE RAG. BELOTTI: Spero che almeno il city manager non sia ancora uno pescato nei vostri partiti, almeno quello. CONSIGLIERE SIG. BERTOLI: Io tranquillizzerei prima di tutto il consigliere Belotti. Credo che quanto questa amministrazione, questo 13 consiglio comunale, la maggioranza del consiglio comunale si giocherà sulla vivibilità di questa città, io spero che lo si inizi a vedere nel giro di pochi mesi quando presenteremo le linee programmatiche in cui saranno indicate le scelte che si vuole fare per il futuro. Io sono fra coloro che ritengono che quella giornata abbia avuto alcuni elementi estremamente positivi e certamente anche alcuni elementi negativi. Le scuse a cui faceva riferimento Belotti, è vero, noi le abbiamo chieste ovviamente a quei cittadini che sono rimasti imbottigliati. È altrettanto vero che siamo convinti che in quel giorno gran parte della città abbia beneficiato in maniera consistente della limitazione del traffico veicolare in città. In quel giorno, Belotti, in quelle due ore, piaccia o non piaccia, sono entrate circa 9 mila auto in meno verso il centro della città. È vero che ci sono stati dei notevoli limiti, che ci sono state delle difficoltà, probabilmente per il sistema viario che noi abbiamo nella nostra città, non avendo organizzato bene l’attestamento di coloro che volevano venire in città da zone più lontane; certamente se si prevedevano con i comuni limitrofi delle zone di parcheggio, con partenze di pullman di attestazione da zone limitrofe e non dai parcheggi strettamente di attestamento intorno alla città, probabilmente il risultato sarebbe stato notevolmente superiore e notevolmente positivo. È vero che molte persone sono rimaste imbottigliate per questa nostra scelta ma è vero che il 21, il giorno prima, migliaia di persone sono rimaste imbottigliate per un semplice incidente sull’autostrada. È vero che è successo tre giorni dopo la stessa e identica cosa e che, quindi, in qualsiasi momento si venga a creare una situazione di difficoltà, sia perché ci sono interventi su una strada sia perché c’è un momentaneo blocco dell’autostrada, Bergamo viene invasa in maniera assolutamente insopportabile da un numero ancora superiore di auto. Allora fare questa esperienza credo che fosse una maniera corretta di rapportarsi con i cittadini, quella di chiamare queste iniziative, invitare i cittadini dicendogli “proviamoci”. Mi sembra che fosse un segnale estremamente positivo, che fosse una maniera di coinvolgimento, una maniera per dire che sta ad ognuno di noi, all’assunzione delle responsabilità di ognuno di noi il fatto che la città possa cambiare, che la città possa diventare vivibile, ed è altrettanto vero che c’è stata una comunicazione estremamente ampia ma che troppo spesso la gente è disattenta, la gente ritiene con furbizia di poter superare i blocchi e quella volta, quel giorno, quella mattina, questo non è stato possibile farlo. Anch’io ritengo che non ci interessi, non debba interessarci riprovare un’esperienza di questo genere, però certamente ci deve interessare la necessità di ridurre in maniera consistente il traffico veicolare nella nostra città. Nel nostro programma elettorale parliamo della riduzione perlomeno del 20% del traffico veicolare nella nostra città. Questo è l’obiettivo minimo che in questi 5 anni ci deve essere, perché anche la riduzione del 20% del traffico veicolare è ancora limitata rispetto ai bisogni di vivibilità e ai rischi di malattie che tutti sappiamo perfettamente esistono quando c’è una presenza del traffico veicolare così ampio nella città. Credo che tutti gli studi da questo punto di vista sulle polveri dimostrino che il rischio di malattie sta crescendo in maniera esponenziale. Bisogna intervenire, non è che ci siano possibilità alternative ed è altrettanto vero che le scuse, come noi le chiediamo a coloro che hanno subito quel giorno ritardi considerevoli ma non drammatici, ritardi che possono esserci a venire in qualsiasi altro giorno della settimana per fattori indipendenti, debbano essere fatte dall’amministrazione precedente per una quantità di scelte che non sono state fatte. 14 Belotti tu non eri responsabile nell’amministrazione precedente, per cui tu sei a posto, ma l’amministrazione precedente non ha fatto assolutamente nulla, non ha risposto minimamente al bisogno di creare una città a misura d’uomo, ha tolto le poche corsie preferenziali che c’erano, il tram-bus che doveva attraversare da est a ovest mi sembra che non sia mai partito, le piste ciclabili non sono andate avanti. Credo che quindi chi debba realmente chiedere scusa a questa città… noi lo chiediamo per una giornata, voi dovete chiederlo per quello che non avete fatto per 5 anni. CONSIGLIERE SIG. MORGANO: Io parto dalle considerazioni che ha fatto il consigliere Belotti - tra l’altro concordo con lui, stranamente però mi domando se si rende conto di quello che ha detto. Lui ha detto che basta mezza macchina in panne, in una qualsiasi tangenziale, in qualsiasi strada, per bloccare tutto. Io sono d’accordo. Il punto è che noi dobbiamo partire proprio dai livelli incredibili di saturazione e di invivibilità a cui nella nostra città, come in tutte le città metropolitane, moderne, occidentali e consumiste, siamo arrivati, perché se non partiamo da questo dato, al di là della polemica, sembra che il traffico, le code, il rumore, le polveri sottili, le morti per tumore, siano un effetto divino oppure colpa dei comunisti, perché quelli sono sempre di solito colpevoli di tutto. Io credo che il problema principale che noi abbiamo sta proprio nel modello di mobilità e quindi io sono molto d’accordo con la proposta che ha avanzato il sindaco, che viene dall’opposizione ma viene anche da noi, su un consiglio comunale aperto alla discussione sul tipo di mobilità che vogliamo avere in città. Se non partiamo però dal dato di invivibilità delle città, che non è stata certo dovuta a quel mercoledì ma che è un dato permanente ormai da anni nella città di Bergamo… dobbiamo partire da qui. Quindi, dicevo, polveri sottili, malattie, invivibilità, code. Anghileri, credo nel primo consiglio comunale che c’è stato, ricordava un fatto che ormai è accettato da tutti ma che è veramente “tafaziano”, cioè vediamo centinaia, migliaia di persone e di automobilisti in coda, e dentro queste macchine c’è una persona sola, che occupano un volume di spazio di chilometri, consumano energia, producono inquinamento che non fa certo parte della qualità della vita. Io partirei da questo dato per analizzare una politica della mobilità che debba sicuramente prevedere dei mezzi alternativi. Questo davvero indipendentemente dal colore e dalle ideologie, ma direi per il bene dei cittadini e per il bene dell’umanità. Se siamo onesti partiamo da qua. Io penso che un errore questa giunta potrebbe averlo commesso e potrebbe rischiare di commetterlo. L’errore in questione è, dal mio punto di vista, duplice: noi diamo l’impressione di non avere le idee chiare e di rimanere a metà del guado. Noi non dobbiamo nemmeno da lontano dare l’impressione, e in questo i giornali cittadini fanno ovviamente la loro parte, di essere quelli che fermano le cose fatte dall’amministrazione precedente, che si limitano a fare questo; noi non dobbiamo dare l’impressione, ad esempio, di limitarci a fermare un’opera oscena e inutile come la tangenziale est. Per esempio, riguardo i cartelli Berghem, io do ragione al consigliere Belotti perché li avrei tolti con una decisione del consiglio comunale e avrei fatto la proposta di togliere la scritta “Berghem” e di aggiungere sotto a Bergamo la scritta “Città che ripudia la guerra”. 15 Perché dico questo? Perché così avremmo dato l’impressione di ciò che non vogliamo e che probabilmente il consigliere Belotti, ma anche altri, legittimamente vogliono, e diamo anche l’idea di ciò che vogliamo. Se noi facciamo questo in tutti i campi, secondo me, facciamo una buona opera verso noi stessi e verso i cittadini. La popolazione di Bergamo ha mandato a casa l’amministrazione precedente. Se l’ha mandata a casa evidentemente ha voluto dare un messaggio, ossia che le cose che l’amministrazione Veneziani ha fatto non sono state gradite, sono state giudicate insufficienti o addirittura sbagliate e chiede a noi di fare non un po’ meno peggio ma di fare diversamente. Allora, rispetto all’argomento in questione che è la mobilità della città di Bergamo, non sono completamente d’accordo con quello che diceva il collega Ongaro, nel senso che non credo che necessariamente le scelte di tipo ecologico siano impopolari oppure non credo che possano avere un’intensità di impopolarità alta. Credo, invece, che se ci limitiamo a disincentivare l’utilizzo della macchina e facciamo soltanto questo, chiaramente incontreremo il dissenso della popolazione bergamasca, e probabilmente nemmeno a torto, nel senso che se tu mi togli la possibilità di utilizzare la macchina e non mi dai una possibilità diversa, chiaramente mi posso anche “incazzare”, quindi dobbiamo proseguire nella giusta strada di una mobilità diversa. Quindi se c’è un errore è proprio quello di dire “abbiamo scherzato”, ma non credo sia questo l’intendimento della giunta, “d’ora in poi non lo faremo più”. Credo che vada bene disincentivare l’uso dell’automobile, del mezzo privato, ma credo che i cittadini vogliano vedere un progetto alternativo, comprensibile e che gli possa dare fiducia. Quindi occorre una politica di abbattimento dei costi dei trasporti, occorrono le corsie preferenziali che, se non ricordo male, una delle poche iniziative sulla viabilità della passata amministrazione è stata proprio quella di toglierle. Le corsie preferenziali servono a dare semplicemente maggiore efficienza, perché se io il biglietto del pullman lo pago molto e in più il pullman rimane imbottigliato nella stessa misura in cui rimangono imbottigliate le macchine, per quale motivo dovrei utilizzare il pullman? Quindi, costo dei trasporti, corsie preferenziali, piste ciclabili, potenziamento dei servizi pubblici collettivi, maggiore frequenza degli autobus, parcheggi di interscambio, tram veloce, pedonalizzazione del centro della città e di Città Alta. Così offriamo delle valide alternative e probabilmente troveremo il grande consenso. Probabilmente all’inizio ci potrà essere anche qualche diffidenza. Abbiamo del tempo, possiamo imbastire delle politiche serie e possiamo far sì che i cittadini si abituino perché non stiamo parlando di Cuba, stiamo parlando di Londra, di Berlino. Non cito né Cuba né Stalingrad. Non per far polemica ma alcune cose sento di doverle dire. Io ciò che ricordo dell’amministrazione precedente sono 4 o 5 fatti. Il primo atto che ha fatto la giunta è stato di quello di togliere la corsia preferenziale, oggi si dichiara favorevole e sono contento. Mi ricordo uno slogan di Veneziani che diceva: “vi hanno fatto comprare la macchina e non ve la fanno utilizzare”, preludendo all’idea di entrare, come diceva Ongaro, quasi in bagno o al gabinetto con l’automobile e mi ricordo anche di una commissione Grande Bergamo, che se non sbaglio era presieduta dal geom. Goggia di AN e che credo si sia riunita tre, quattro o cinque volte in cinque anni. Veramente dobbiamo fare un consiglio comunale per discutere queste cose; lo facciamo con spirito libero 16 e mi auguro anche costruttivo. Due ultime annotazioni, una per il consigliere Ceci, che citava il film Un mercoledì da leoni. Io non l’ho letto come un inno alla giovinezza, ma chi lo ha visto lo ricorda come un film contro la guerra in Vietnam. Rispetto a Stalingrado, io non voglio costruire Stalingrado ma Umberto Bossi più di una volta ha ricordato che Stalingrado ha fermato i nazisti. CONSIGLIERE SIG. PAGANONI: Io sono rammaricato perché non riesco a capire se il centro-destra e la Lega fanno finta o davvero non hanno capito come si risolvono i problemi ambientali. Nei cinque anni precedenti abbiamo proposto delle iniziative per migliorare la qualità dell’ambiente e la vivibilità della città, che non è soltanto l’ambiente ma è anche avere una città con le strade più sicure, dove i bambini possano correre, giocare senza correre il pericolo di venire investiti appena mettono la testa fuori dall’uscio di casa. Non bisogna guardare i dati delle centraline, come Belotti ci rinfaccia di non aver fatto. Non è che se tu chiudi la città un giorno, guardi i risultati delle centraline e sei contento perché sono bassi o sono alti e quindi non devi essere contento. Non è quello il concetto di un ambiente migliore. Ongaro diceva che è una questione di costume, io dico una questione di cultura e non la cambi da un giorno con l’altro. Se tu chiudi al traffico le polveri sottili possono essere alte come il giorno prima, non è quello il concetto. Il concetto è che tu devi impostare una politica della mobilità e della vivibilità della città lunga diversi mesi, diversi anni e che ti porti ad avere alla fine di un mandato amministrativo il risultato che tu vuoi ottenere, quindi una città più vivibile, una città più pulita. Il fatto che chiudendo il 22 settembre l’ozono, il PM 10 sono rimasti uguali non cambia assolutamente nulla. Quello che preoccupa è che il centro-destra questo ancora non lo ha capito. Ogni volta si rispondeva: “Sì, ma il PM 10 rimane uguale”. E chi se ne frega? Certo che se chiudi una volta ogni 3 mesi, una domenica, il centro cittadino che per metà è già chiuso non si risolverà e non si cambierà nulla. Non è quella la politica che deve fare un’amministrazione che vuole migliorare l’ambiente. Non solo chiudere, ma fare una serie di iniziative. Ha citato Morgano prima il giusto slogan che hanno usato Veneziani e l’amministrazione precedente per la campagna elettorale. Ecco, quello va nel senso contrario alla cultura di un miglioramento dell’ambiente e della vivibilità della città. Tu non puoi far credere ai cittadini che risolvere i problemi della città è utilizzare l’auto da casa fino al ristorante o a scuola. Tu devi far capire questo alla gente, non è facile, e non ci riesci con un giorno di informazione. Non è che migliorare l’informazione vuol dire fare, anziché 10 mila, 20 mila volantini. Migliorare l’informazione vuol dire fare un’informazione costante, periodica, su una serie di progetti che l’amministrazione deve portare avanti. Solo così cambierà nell’arco dei tempi la mentalità della gente e farai sì, forse, che nell’arco di qualche mese o di qualche anno la gente non utilizzerà più la macchina per andare da casa sua a dietro l’angolo, alla scuola a portare i figli ma ci andrà a piedi, in bicicletta o utilizzerà i mezzi pubblici. Può essere un piccolo segnale, ma anche togliere una corsia preferenziale lunga 300 metri è un segnale contrario a questo, fare una corsia preferenziale anche soltanto di 50 metri va invece in questo senso. Quindi non diciamo che il 22 settembre è stato un fallimento. Non è stato un fallimento, è stato l’inizio di 17 una politica diversa da quella che l’amministrazione precedente non ha fatto per l’ambiente. Lo hanno detto tutti, lo confermo anch’io e lo diciamo nell’O.d.G, i disagi sono certamente andati al di là delle previsioni e questo anche perché le modalità non erano quelle corrette, ma il concetto era giusto: se vuoi migliorare la vivibilità della città devi muoverti anche in questo senso insieme ad altri. Io vorrei citare adesso due piccole cose dette da chi mi ha preceduto, perché dette da chi era consigliere nella passata amministrazione fanno davvero un po’ ridere. Ceci cita la Grande Bergamo. Morgano ha detto di 4 o 5 commissioni ed è stato buono: la Grande Bergamo si è riunita con la passata amministrazione 2 volte in 5 anni per discutere dell’illuminazione a Natale delle vie di Bergamo. Se lo diceva la Lega ancora ancora, diceva di essere in minoranza… ma detto da chi era in maggioranza e quella commissione non l’ha mai usata in 5 anni, rinfacciare a noi adesso che non la utilizziamo.... veramente bisognerebbe guardare a casa propria prima! La seconda cosa riguarda le rastrelliere: “50 euro glielo do io”. Innanzitutto sono stati messi 230 posti per le biciclette. Ricordate quante ne ha messe la giunta Veneziani? Zero, anzi zero forse no perché ne ha messe una decina nell’ultimo mese dopo tre mesi che insistevo con l’assessore che mi diceva: “No, costano troppo, 2500 euro l’una” e non voleva metterle. Alla fine sono dovuto andare io in magazzino e fargli vedere che ce n’erano alcune, forse non delle più nuove… Questa amministrazione, nel primo mese, ne ha già messe 230. Questo è un incamminarsi verso una cultura diversa. Se tu dici alla gente di utilizzare la bicicletta, fai l’iniziativa La bicicletta con tutti i consiglieri, bella e significativa, ma poi non dai alla gente la possibilità di utilizzare la bicicletta perché non fai le corsie protette per le biciclette, non fai le rastrelliere per le biciclette, blocchi la possibilità alle biciclette di entrare nei parchi con i bambini, non credo che farai molto! È già stato detto anche questo ma lo ripeto perché ci tengo. Si parla di catastrofe del 22 settembre con code di 6 chilometri sull’autostrada. Non nego che ci siano state, ma quello che voi negate è che ci sono tutti i giorni e se non si fa qualcosa rimarranno sempre. Invece bisogna cercare di far qualcosa per evitare questo. La giunta precedente ha solo peggiorato le cose perché non ha fatto nulla per migliorarle. Voi andate da Bergamo a Ponte S. Pietro e a piedi ci si mette meno che in auto, sia ad andare verso Bergamo che ad uscire da Bergamo. Quindi non è che quel giorno è stato catastrofico e tutti gli altri invece tu vai da Bergamo a Ponte S. Pietro in due secondi, le code ci sono comunque anche in autostrada. Tendenzialmente uso il treno, ma quelle poche volte che mi è capitato di utilizzare la macchina o parti alle 5,00 del mattino o hai 40 km di coda. Per cui non diciamo che quel giorno è stato catastrofico rispetto ad altri. Una battuta, so che adesso mi risponderà Baraldi perché interverrà dopo di me. Chiudere la città al traffico non significa soltanto cercare di far scendere la colonnina dell’inquinamento quel giorno ma far capire alla gente che in città si può andare anche senza auto, che è bello andarci in bicicletta. Per cui non era certo molto edificante vedere l’assessore all’ecologia che aveva una macchina sicuramente non inquinante, a metano, però quelle poche volte che ha chiuso al traffico girava per la città con la macchina. Non si dà un bell’esempio. Il concetto di vivibilità vuol dire avere una città vuota dalle auto, non solo per l’inquinamento ma perché si vive bene e si vive più sicuri. Quindi se neanche l’assessore lo aveva capito, era difficile pensare che l’amministrazione precedente potesse fare qualcosa. Noi ci stiamo provando, ci saranno stati degli errori ma io penso che sicuramente alla fine dei 5 anni, se non si arriverà a quel 20% di traffico in meno auspicato nel 18 nostro programma, sicuramente ci andremo vicini e sicuramente più dell’amministrazione precedente faremo per migliorare l’inquinamento ma non solo quello e la vivibilità della nostra città. Grazie. CONSIGLIERE DOTT. TENTORIO: Volevo partire con un’annotazione di carattere politico. La responsabilità di quello che è successo, e secondo noi è proprio responsabilità perché i risultati sono stati oggettivamente pieni di conseguenze negative per la nostra comunità, non sono dell’assessore alla mobilità o all’ecologia ma sono del sindaco e della sua giunta che all’unanimità hanno assunto questa decisione per cui è giusto che tutti se ne assumano le responsabilità. La seconda annotazione, sempre di carattere politico, è che manca una presa d’atto del fallimento di quello che è stato programmato. Il capogruppo dei DS, avv. Ongaro, ribadisce la giustezza della scelta. Secondo me sbaglia pesantemente. In un’intervista il sindaco in sintesi diceva: “Lo rifarei ma non ci saranno bis”. Qualcosa di più hanno detto, e ne do atto, i Verdi e Bertoli, che mi sembra che abbiano riconosciuto che l’esperimento è oggettivamente fallito. È fallito perché era un esperimento sbagliato, un esperimento che non ha coinvolto in un coordinamento doveroso comune, provincia - che non è vero che si è espressa in modo soddisfatto sull’esito della giornata, dopo la stessa in particolare - e i comuni dell’hinterland. È vero che la commissione Grande Bergamo non ha funzionato bene né nella precedente né nell’amministrazione ancora prima. Questa è una realtà ma tutti abbiamo convenuto sul fatto che serva parlare assieme ai comuni dell’hinterland, e secondo noi una commissione Grande Bergamo che funzioni (non che non funzioni) è utile. A che cosa è servita questa giornata, quali sono stati i risultati? Ovviamente è un’illustrazione di parte, ma a me sembra che abbia anche qualche requisito di oggettività. Per chi lavora e studia secondo noi c’è stata mancanza di rispetto e danni. Nessun vantaggio ecologico, e i dati di Belotti sono drammaticamente eloquenti. È stata secondo noi una cambiale politica pagata alla componente verde e di sinistra, per di più con una componente di presunzione nel voler insegnare alla gente come ci si comporta, il che è francamente poco rispettoso. Secondo noi non lo si deve fare più ma bisogna passare a progetti concreti e utili, perché indubbiamente il problema della viabilità, dell’ecologia, della vivibilità, sono temi molto sentiti, assieme alla sicurezza. In altre parti d’Italia, assieme all’occupazione, la viabilità e la vivibilità sono valori assoluti ed è giusto impegnarsi con un progetto serio per vedere di fare qualcosa. Non è il caso forse, parlando di temi così importanti, rinfacciarsi “tu hai fatto di più”, “tu hai fatto ben poco”, “tu non hai fatto niente”, “noi faremo tutto”. Una sola precisazione. Quell’infelice battuta sulle auto che dovevano essere difese, come “Tu che hai comprato l’auto, cosa te l’ha fatto fare se non puoi usarla?”, ridimensioniamola oggettivamente, perché era un manifestino di uno dei partiti della coalizione, che non è entrato in nessun programma elettorale di nessuna forza politica, tanto meno della precedente giunta. Questa è la realtà. Rimane l’infelicità e l’errore sicuro di questo messaggio, che però è oggettivamente privo di un padre forte. Le proposte. Noi riteniamo che bisogna operare in due direzioni: da un lato il rafforzamento del mezzo 19 pubblico, dall’altro alcune grandi opere stradali e i parchi. Rafforzamento del mezzo pubblico: l’ATB negli ultimi 5 anni ha per la prima volta cominciato, dopo decenni, ad aumentare di oltre l’1% il numero dei suoi passeggeri all’anno, con un aumento globale che ha superato il 5%. È poco, si deve fare di più, ma è un segnale importante che non va sottovalutato e che anzi va incrementato. Mi piacerebbe anche conoscere dal sindaco se ha preso delle decisioni riguardo alla presidenza dell’ATB, perché mi risulta che il presidente è stato uno di coloro che hanno condiviso il suo invito di porre a disposizione la carica. Secondo grande tema: il tram veloce Bergamo–Albino. Ne abbiamo già parlato stasera. Su questa grande opera condivisa trasversalmente dall’amministrazione di centro-destra e di centro-sinistra, si gioca sicuramente molta della vivibilità e della viabilità della nostra provincia. Trambus: noi siamo arrivati al progetto e alle opere strutturali, ora sta a voi decidere se farlo o no. Mi piacerebbe sapere se recuperando i ritardi che noi abbiamo accumulato (ma ormai il progetto è, come voi sapete, pronto e le opere infrastrutturali sono state fatte) intendete lanciarlo o accantonarlo. Secondo me è invece un sogno di difficile realizzazione il prolungamento del tram in città, toccando l’ospedale e l’aeroporto: costi enormi e la rigidità del binario mi sembra che rendano quest’opera forse non utile e sicuramente di difficilissima e concreta realizzazione. Secondo tema: opere stradali e parchi. Io confesso che fatico a capire, quando si dice che c’è troppo traffico in città, perché non si debba fare la tangenziale est che secondo gli studi dell’ing. Gelmini esclude dal passaggio nei quartieri della città e dalla circonvallazione circa il 60% del traffico. Il sostenere che una strada non è ecologica perché rovina il terreno secondo me è un errore perché i gravi problemi della nostra regione e della nostra provincia derivano moltissimo anche da una viabilità assolutamente insufficiente. I parcheggi sotto Città Alta: non solo quelli esterni che l’amministrazione penso che vorrà sottoporci con un progetto. Ricordo che è in corso di realizzazione il primo parcheggio sotto Città Alta, 320 posti riservati quasi interamente ai residenti. Ricordo che è nel piano delle opere pubbliche la realizzazione di un altro parcheggio esterno a Città Alta che attraverso un percorso idoneo consentirebbe di arrivare in centro a Città Alta. Piste ciclabili: anch’io che sono appassionato del mezzo a due ruote ritengo che si debba fare di più. Ricordo anche che la scorsa amministrazione ha speso, negli ultimi tre anni, 500 mila euro all’anno. Pochi, ma qualcosa sì. I parchi: tutti sosteniamo che siano una delle grandi realizzazioni che possono cambiare la vita della nostra città. Il nostro sogno, che era scritto nel nostro programma elettorale, parlava di 1 milione di mq. nel quinquennio, da Astino al parco sud, eccetera. E’ una sfida aperta, se la realizzerete ne saremo felici, perché vorrebbe dire che la città ha avuto un miglioramento e anche noi viviamo in questa città. In conclusione, secondo me, bisogna riconoscere che l’esperimento è apparso inutile, dannoso per molti e quindi da non ripetere assolutamente. E’ invece assolutamente indispensabile invece fare un progetto che affronti in modo globale questo tema assai serio, progetto che non può non attestarsi su due punti: il rafforzamento del mezzo pubblico, alcune opere stradali essenziali e altre opere pubbliche quali i parchi. Questo è lo stimolo che mettiamo sul tavolo. L’amministrazione è a voi affidata, vedremo se al di là di queste giornate che lasciano il tempo che trovano, obiettivamente, riuscirete a realizzare un progetto 20 organico, completo, efficace ed utile. CONSIGLIERE RAG. ANGHILERI: Ti ricordi, Tentorio, quando nel ‘76 in quest’aula mi permisi di proporre, con grafici, l’attraversamento sotterraneo di Città Alta per collegare Ponte Secco all’ospedale, il che evitava i 16 semafori che ci sono oggi? In aula quella sera ci mancò poco che mi dicessero che ero diventato matto, mentre la stessa cosa la sta facendo Urbino, l’ha fatta Chieti e Brescia che ha forato il Monte di S. Eufemia. Questo per dire che questa città sconta adesso dei peccati urbanistici gravissimi che mi permetto di dire che anche la passata amministrazione ha avvalorato. Ne cito alcuni. La stazione autolinee doveva andare di là, gli uffici giudiziari, stando alle lobby degli avvocati, sono rimasti in centro attirando traffico e tutti, sinistra e destra, hanno detto: “devono rimanere qui altrimenti alle nostre segretarie fa male un certo soprasella per fare un chilometro in più”. Un’altra questione che dobbiamo chiarire qua dentro è che dobbiamo stabilire se prima difendiamo il diritto alla mobilità o prima il diritto alla salute, perché quando io vedo dai dati del nostro ospedale - ci sono qui dei medici che potrebbero smentirmi – che c’è il 23% di asma in più nei bambini dovuta alle polveri sottili, allora mi domando se lo sanno le mamme che vengono qui, anche sul Sentierone, con la carrozzella. La seconda questione: gli esperimenti. Gli esperimenti, sappiamo tutti che se si chiamano esperimenti vanno incontro a qualcosa che non si può sapere, quindi l’esperimento, che probabilmente si poteva fare meglio, ha questa caratteristica: di non sapere come sarà, altrimenti non è più esperimento è una certezza. L’altra questione è che i comuni vicini a noi si stanno industriando tutti per evitare il traffico di attraversamento. “Ah, ma la città no, eh!” E perché no? Mi viene da dire al consigliere Belotti che in alcune cose ha un colorito puntuale: se noi dovessimo guardare come si comportano i cittadini che vengono dalla provincia il giorno in cui gioca l’Atalanta, dove mettono le macchine, dovrei dire... (Interviene il consigliere Belotti fuori microfono). CONSIGLIERE RAG. ANGHILERI: Siccome abito da quelle parti, ti dico che sul marciapiede completo non passa neanche più un gatto. In ogni caso, se dovessi guardare all’educazione di questi automobilisti, non ci sono display o opuscoli che li inducano a un minimo di rispetto di chi vuole avere il diritto alla mobilità pedonale. Se ti può confortare non sono quelli della curva nord, perché quelli vanno anche a piedi… Signori, guardiamoci in faccia tutti! Abbiamo cementificato, sia la passata amministrazione che la precedente, quei pochi posti dove si poteva fare interscambio. Ve ne cito alcuni, anche minimi. Pensate all’angolo tra Borgo Palazzo e lo sbocco della circonvallazione, 21 dove c’è il ponte: recentemente è stato tirato su un condominio, dove invece poteva esserci un parcheggio multipiano per 1000 macchine. No, si costruisce! Vi dirò di più, e che resti a verbale perché molte volte parlo per il verbale, così dirò come ho fatto con i verbali quando parlavo nel ‘76: guardate che la Reggiani è l’unica possibilità che ha questa città di fare un grande parcheggio di interscambio. Ma vedrete che verranno su i condomini! Allora, dov’è il bene della città? Guardate che anche la storia del parcheggio che si potrebbe fare nella sede INPS, che è lì vuota, vergognosamente vuota, è un esempio di come ogni ente guarda i propri interessi, l’interesse esterno non esiste più. Ci guadagnano le ferrovie, ci guadagna l’INPS, ci guadagna l’amministrazione comunale ma la città ci perde perché nel frattempo si resta lì statici. Poi non abbiamo il coraggio, per esempio, e io lo dico, l’ho già detto e lo ripeto all’assessore alla mobilità... quando vedo che la circonvallazione sale da via Maironi da Ponte, entra da Porta Garibaldi che è strettissima, passa per la Fara, per la Porta S. Agostino e la Galleria Conca d’Oro per andare all’ospedale, vuol dire che noi le circonvallazioni di fatto non siamo in grado di bloccarle, perché anche quello è un segno di come Parma e Bologna hanno fatto piccoli passi, ma seri, per far capire che la città non si attraversa impunemente, quando si vuole e comunque sia. Avete mai visto via Astino voi? La via Astino esce in via Bellini con una strettoia che non ha neanche i marciapiedi, con colonne di macchine perché c’è gente che vuol bypassare tutto. È un altro segnale che lì non si passa. Avete mai visto via Sudorno? Mi sembra di parlare a un consiglio comunale che probabilmente non ha mai visto questi fenomeni. Via Sudorno è un’altra circonvallazione che sale da Fontana per arrivare a Città Alta, scendere e venire a Bergamo, e guardate che sono tutte strade senza marciapiedi. Allora quando si vuol parlare di mobilità bisogna avere anche il coraggio, tutti, di vedere fino a che punto siamo in grado di essere coraggiosi, perché una cosa dobbiamo dirla: questo esperimento fatto adesso ha un senso, fatto sei mesi prima delle elezioni non faceva niente, perché sei mesi prima delle elezioni chiunque governi sta attento – ed è un limite delle amministrazioni di qualsiasi colore – a non turbare gli elettori potenziali. In nome di che cosa? Non del bene della città, ma probabilmente del bene degli schieramenti. L’altra questione riguarda l’ex Cesalpinia che voi avete approvato qua dentro. L’ex Cesalpinia attirerà altre 2 mila macchine al giorno, perché è previsto il centro commerciale, due torri di 30 metri e chi più ne ha più ne metta. Allora questi errori urbanistici si pagano, perché guardate che la città a forza di costruire chiama macchine, perché gli stessi abitanti entrano ed escono. Allora se si vuol continuare così è chiaro che non c’è più nulla da fare se non proprio la saracinesca. Poi, è doloroso dire anche questo, ma i mezzi pubblici… abbiamo il coraggio di dire alla gente che se noi dovessimo mutuare il servizio pubblico, anziché fare entrare le persone uno per macchina dovremmo avere minimo 500 pullman, perché 50 persone alla corsa fanno 2500 persone, non sono mica tante! A questo punto abbiamo noi i soldi per dare alla gente il servizio pubblico che tutti invocano? Non li abbiamo. Se poi facciamo le fermate ogni 150-200 metri in città, ne verranno sempre di meno. Ho chiuso perché il resto lo dirò quando ci sarà la prossima discussione. Grazie. 22 CONSIGLIERE DOTT. MARABINI: Contrariamente al collega Belotti sono del parere che gli assessori non si debbano dimettere per due motivi. Il primo è quello richiamato già da Tentorio perché in effetti sono decisioni della giunta. La giunta è un organo collegiale pertanto le decisioni di un assessore sono le decisioni dell’intero governo, quindi è una responsabilità collegiale del sindaco e di tutti quanti gli assessori. E poi perché, e non è una battuta, a noi conviene! Sono convinto che lavorano per noi. Andando avanti con comportamenti e decisioni di questo genere fanno il gioco dell’opposizione. Quindi restate, vi prego, ai vostri posti! Vorrei parlare innanzitutto di questo carattere europeo dell’iniziativa, che nessuno nega, ma vorrei sapere quante altre città europee o italiane, tra le possibili soluzioni adottabili in funzione di un messaggio da mandare, hanno scelto di chiudere la città nell’orario di maggiore ingresso di studenti e lavoratori, soprattutto se avendo scelto questo orario è stato organizzato così male, come è successo. Intendiamoci, si può sbagliare, è bello ammetterlo, ma qui si è sbagliato e gravemente. A me non consta, e leggo cinque giornali ogni giorno, uno bergamasco e quattro nazionali, che in altre città sia successo il pandemonio che è successo a Bergamo. Nei telegiornali ho sentito citare il discorso della chiusura delle città, però sulla stampa nazionale ho visto solo il caso di Bergamo, non ho visto citate altre città. Quindi vuol dire che qui materia di critica ce n’è, e parecchia. Circa i dati positivi che sarebbero emersi, consentitemi di fare qualche considerazione. Trecento ciclisti in più, grazie anche al bel tempo: su 9 mila macchine che entrano 300 ciclisti non mi sembrano una cosa clamorosa. L’auto collettiva: perché la chiamiamo car pooling? Chiamiamola auto collettiva, per piacere, esiste la possibilità di esprimersi anche in italiano! +40%. Ma da quanto? Da 10 mila sono diventate 14 mila? Da 1000 a 1400 o da 100 a 140? In totale sarebbero meno di 500 persone che hanno raccolto il messaggio, quindi è un fallimento, perché mal comunicato, perché mal recepito o perché rifiutato. Anche questo pone dei problemi. Si tratta di convincerci in maniera diversa, con una certa gradualità. Quindi contesto il fatto della misura scioccante, scelta deliberatamente proprio per mandare un segnale. Alla faccia! In realtà c’è da dire una cosa che non è stata presa in considerazione nel valutare l’impatto di questa decisione. Essendo chiusa solamente un giorno la città, molti che non erano tenuti a una quotidianità della loro presenza hanno rinviato la loro visita a Bergamo, tanto è vero che giovedì e venerdì, come chiunque può testimoniare, la città presentava un traffico abnorme ben superiore a quello già intensissimo, soprattutto giovedì, il che vuol dire che molta gente l’ha recepita in questo modo. Tra l’altro vorrei dire che certamente anche noi siamo favorevoli, caro sindaco, caro assessore Amorino, al traffico pubblico e quindi a contingentare quello privato. Nella mia attività professionale sono stato a Singapore: già 15 anni fa si pagava, ed era contingentato come numero, l’ingresso nel centro e c’erano i cartelli che indicavano quante macchine potevano entrare ancora e in quali parcheggi andare. Lo si fa a Londra, lo si fa altrove, quindi siamo favorevoli, però non con queste modalità. Soprattutto approfitto per fare un rilievo anche all’assessore Amorino che la volta scorsa ha fatto una 23 considerazione circa i parcheggi del teatro tenda che, tanto per cambiare, è inesatta (dico inesatta per usare un’espressione cortese). Non è assolutamente vero. Premesso che il Teatro Donizetti non ha un suo parcheggio, ma la gente ci va regolarmente e giunge anche da fuori, dalla provincia (statisticamente più della metà degli spettatori del Donizetti provengono dalla provincia), al teatro tenda ne sono previsti 123 specifici nella zona del teatro, più ce ne sono circa 80 nelle strade di accesso al teatro, che però comportano molta meno strada a piedi di quanta ne comporti andare dal parcheggio di Piazza della Libertà al Teatro Donizetti. Sono a disposizione, come è sempre stato fatto presente in occasione degli utilizzi del teatro tenda fatti durante la nostra amministrazione, 100 posti auto nel parcheggio dell’ATB che è di fronte, a 100-120 metri a piedi, non di più. Appena accanto ci sono circa 120 posti disponibili su quel prato ben calpestato, utilizzato come parcheggio da professori e allievi dell’istituto professionale. Finalmente 50 metri più in là, dall’altra parte, ci sono circa 80-100 posti disponibili nel parcheggio della Casa dello Sport. Messi insieme fanno 520 posti auto. Moltiplicati per tre, perché non è solamente il numero da voi indicato per entrare in città con la propria auto ma è altresì un coefficiente ritenuto valido in funzione di quanto richiesto da determinati regolamenti per la concessione dell’esercizio di nuove strutture di spettacolo, per le quali è prevista la creazione di posti auto nella misura di 1 posto ogni 3 di spettatori, quindi sono 520 posti auto pari a 1560 spettatori. Il teatro ne contiene 1524. Vorrei aggiungere un ultimo particolare. Avevamo previsto che ci fosse il trasporto gratuito, per quanto riguarda gli spettacoli nelle nostre stagioni, compreso nel biglietto e partendo dal Teatro Donizetti. La gente continua ad andare a teatro al Donizetti e viene trasportata gratuitamente fino a là. Speriamo che lo manteniate e che possa essere fatto. E vengo più specificamente al “mercoledì nero”, ovvero “le ultime parole famose”. Ricordiamo tutti gli slogan elettorali del sindaco Bruni. Primo: “cambiare con saggezza”. Poi leggo sul Corriere che Roberto Bruni dice: “Abbiamo fatto una scommessa spericolata”. Mamma mia, scommessa, per di più spericolata! Questa è la saggezza? Direi proprio di no. Nè “scommessa” né soprattutto “spericolata” sono sinonimi di saggezza. Speriamo che non diventiate matti perché se da saggi fate queste cose, figuriamoci... “Finalmente un sindaco che ascolta”. Chi avete ascoltato? Gli allarmi non erano mancati prima, ci mancherebbe altro, tanto è vero che L’eco ha così commentato: “Una paralisi annunciata”. Lo si sapeva! Non diciamo poi Il Giornale di Bergamo che ha commentato: “Bruni batte il record del caos. Mai la città prima di ieri aveva vissuto una giornata così drammatica”, e non si tratta certamente di organi di informazione che abbiano dimostrato qualche simpatia nei confronti dell’amministrazione precedente. Altro slogan: “Più attenzione alle periferie”, ma nei fatti sono state discriminate pesantemente e duramente penalizzate. Sono state discriminate perché chi abitava in periferia non ha potuto, pur essendo cittadino di Bergamo e pagando le tasse come gli altri, venire dentro la cerchia; duramente penalizzate perché l’inquinamento si è verificato soprattutto in quelle fasce periferiche alle quali era stata promessa maggiore attenzione. Il dialogo con i comuni limitrofi chi lo ha visto? È stato inesistente alla prima occasione. Quindi un’operazione che rappresenta in poche settimane un’ulteriore gaffe di questa amministrazione. Ci voleva poco ad immaginarne le conseguenze, perché voler vedere cosa succede se si blocca il traffico, in questo caso era prevedibile ed era stato previsto, sarebbe come dire: “incendiamo la città per vedere come 24 funzionano i pompieri”. Scusatemi, è un paragone un po’ forzato però rende l’idea. Se sono prevedibili certe conseguenze, non si fa l’atto, non si prende la decisione. Allora questi sono i politici invocati, questo è il ritorno dei politici dopo che eravamo stati sotto la bieca dittatura dei manager per tanto tempo? Io ho l’impressione che a Bergamo qualcuno cominci a rimpiangere i manager. CONSIGLIERE RAG. BARALDI: Dopo tutto quello che è stato detto non so da dove incominciare. È vero, era una giornata nera, annunciata, se n’era parlato più di una volta, non siamo stati ascoltati. Io faccio mio quello che dice il direttore de L’eco. Lui è stato molto chiaro, è una delle prime volte che l’ho apprezzato. Come ho sempre detto, certo la responsabilità principale è della giunta tutta, perché hanno preso una decisione unanime in giunta, però sono certo che chi ha lanciato il primo sasso nello stagno è stato proprio l’assessore Amorino. Lo dice anche il direttore de L’eco: “Il mercoledì senz’auto era stato annunciato dall’assessore all’ecologia Amorino, a mo’ di sfida, già a luglio”. È vero, a mo’ di sfida! Lui ha tenuto duro, evidentemente ha convinto tutti e qualcun altro poi si è preso le responsabilità principali perché sul bacchettone è rimasta l’assessore alla mobilità, che chiaramente credeva in questa forma di esperimento, ma la cosa è stata spinta molto dal sig. Amorino che, come sappiamo tutti, è uno di Lega Ambiente, è un ecologista, un verde di quelli tosti, che ci credono ma sono pericolosi. Sono pericolosi! Lo hanno dimostrato le vostre decisioni. I nostri concittadini sono stati penalizzati in maniera incredibile. Io leggo i giornali della città e qualche altro che mi interessa della Regione Lombardia e non c’era uno che non dicesse peste e corna di questa decisione. Io la mattina, alle 7,10, ero in trincea perché avevo fatto alcuni volantini da dare a quei poveracci che venivano dalla provincia; ero a Monterosso e ho assistito a delle scene incredibili. Intanto al parcheggio di Monterosso, fino alle ore 8,00, c’erano 3 o 4 macchine. Sono partiti 8 pullman (li ho contati, ero lì presente, c’erano i fotografi dei vari giornali che possono testimoniare) e non c’era una persona sopra; sono partiti perché avevano degli orari da rispettare. Poi ne è partito uno con 3 persone e il decimo con una persona; poi a un quarto alle nove me ne sono venuto via perché avevo già capito come andava a finire. Questa è la realtà. Poi c’erano dei cittadini che venivano da Colognola, tra cui un monsignore famoso di cui non posso fare il nome, che doveva salire in Curia. Lui veniva da Colognola; i cittadini dei rioni periferici, al di là della tangenziale, erano a piedi. Alla fiera nuova c’erano i pullman che aspettavano ma nessuno saliva, c’erano una cinquantina di macchine che io ho visto, e questa è la realtà. Quindi non si può dire che è un esperimento riuscito. Posso capire che tutti vorremmo che la città fosse bella, libera, senza automobili, eccetera. Poi la farsa che si continua a portare avanti sul fatto... è vero, le automobili fanno un disastro ecologicamente parlando, ma non mettete mai in pista la faccenda del riscaldamento. Il riscaldamento è la causa principale del PM 10, non sono le automobili. Le automobili sollevano il PM 10 che cade a terra dagli impianti di riscaldamento, tanto è vero - e non ci sono balle che tengano perché io ho tenuto sempre sotto controllo le notizie delle varie centraline – che durante l’estate mai, tranne qualche caso, succede che ci sia 25 PM 10. Non c’è, e perché? Perché non c’è il riscaldamento. Se noi – faccio un esempio impossibile da concretizzare - bagnassimo tutte le notti le strade di tutta la città, in inverno, non ci sarebbe PM 10. Non l’ho detto io, e questa è la realtà. Dopo di che siamo sicuri anche noi che bisogna fare qualche cosa per far sì che questo traffico non sia così incredibile e con molte situazioni penalizzanti, però si possono fare delle scelte e le scelte sono solo quelle, non ce ne sono mica tante di più. Intanto bisogna far sì che almeno i mezzi delle amministrazioni pubbliche, delle società che sono degli enti pubblici, cambino i mezzi, man mano che devono essere cambiati, scegliendo i mezzi ecologici, come avranno fatto alcuni cittadini, e questa è una di quelle cose che porterà dei benefici sicuramente. Secondo, le piste ciclabili famose sono molto interessanti perché effettivamente chi va in bicicletta non fa danni all’ambiente, ma ci sono dei percorsi nel centro della nostra città così difficili da realizzare che non è così semplice. Noi abbiamo messo in pista, per esempio, la pista ciclabile del Morla che arriva a Valbrembo, avevamo messo anche dei finanziamenti non indifferenti, 1 milione di euro questo anno e 500 mila euro l’anno prossimo, per arrivare a fare questa pista, ma non è semplice, bisogna espropriare dei terreni, vicino al Morla ci sono le esondazioni. Così facendo si riuscirà probabilmente pian piano... Poi c’è il fatto che a Bergamo non siamo mai riusciti a fare una galleria e non ho mai capito perché. Ha ragione Anghileri! Pensate che se oggi in questa città dovessimo fare la funicolare di Città Alta, se non ci fosse, non la faremmo, perché noi siamo così: “Forare le Mura? Ma scherzerete!”. Erano più avveduti i nostri bisnonni, non noi. L’attraversamento della città con gallerie: ma ditemi cosa sarebbe ora se, per quelli che vengono dalla Val Brembana e vogliono andare all’ospedale, si fosse fatta una galleria! La galleria è sicuramente la strada, ecologicamente parlando, che dà meno fastidio perché per prima cosa con i mezzi che ci sono oggi ci si mette niente a fare 400-500 metri di galleria. Questa è la realtà! Dopo di che io sono disponibile a fare tutti gli esperimenti che volete, ma facciamo, come dice il direttore de L’eco, meno ideologia e più realismo. Sono d’accordo. CONSIGLIERE SIG. CAPPUCCIO: Non è mia abitudine, poiché non lo ritengo utile, mettere il sale sulla ferita. Non vorrei irritare nessuno dei responsabili. Sono in coscienza consapevole che non è possibile per qualsiasi amministratore dare completa soddisfazione a tutti. Credo tuttavia necessario ribadire e doveroso sottolineare quanto sia indispensabile, nel gestire la res pubblica, non solo agire con saggezza ma soprattutto con tanta, tanta prudenza. Questo modo di agire lo impone la quotidiana realtà delle cose. Di conseguenza, ogni decisione amministrativa deve essere sempre connessa alle diverse esigenze di tutti i cittadini. Ogni decisione amministrativa deve essere improntata a quel realismo che viene richiesto agli amministratori dai bergamaschi. Inviterei perciò la giunta a prenderne atto diligentemente. Purtroppo è capitato che questa amministrazione non è stata in grado di attenersi a semplici regole di buonsenso. A pagare, però, in questa disgraziata occasione, sono stati moltissimi cittadini, lavoratori anche 26 della Grande Bergamo. Si eviti, dunque, in futuro, sperimentando, di irritare così tanti cittadini bergamaschi incazzati neri. Raccomanderei decisamente più impegno con logica e meno superficialità. Sono certo però che la lezione del 22 verrà imparata, spero bene, da tutti gli attuali amministratori della città di Bergamo poiché gli errori, è vero, servono per correggersi ma con intelligenza. CONSIGLIERE ARCH. SANTORO: Sarò breve, come al solito, e dato che sono stato tirato in ballo da alcuni consiglieri (Ceci e Belotti), non posso che confermare, come prima cosa, il pieno appoggio a iniziative del genere, condividendone pienamente le linee e il disegno politico appena delineato dall’assessore competente. Secondo, vorrei rassicurare sempre il consigliere Belotti che su decisioni del genere e altre diverse che seguiranno in questi 5 anni, noi non ci facciamo pestare i piedi da nessuno. Ti voglio rassicurare appunto che anche noi, come partito politico, abbiamo idee chiare sull’ecologia, l’inquinamento e tutto il resto, in merito ai vari problemi ambientali. Per finire, personalmente posso dire che uno dei tanti limiti della precedente giunta è stato quello di non aderire a sperimentazioni del genere, che effettivamente mettono a nudo i veri problemi di cui Bergamo oggi soffre sia dal punto viabilistico che da quello ambientale. Non bisogna aver paura delle sperimentazioni. Serviranno sicuramente a evidenziare positività e negatività che una buona amministrazione deve valutare per un miglioramento continuo della qualità urbana. Quindi l’errore, se di errore si tratta, servirà sicuramente a migliorare questa qualità della vita e questa maggioranza credo che abbia sicuramente le capacità tecniche e culturali per risolvere i punti non positivi emersi da quel 22 settembre. CONSIGLIERE SIG.RA VARINELLI: L’eco di martedì 21 settembre, a proposito dell’incontro tra il sindaco e le associazioni imprenditoriali bergamasche, citava: “Negli ultimi 10 anni il traffico nell’area di Bergamo è aumentato del 20% mentre al casello di Bergamo è aumentato di oltre il 40%. Nelle ore di punta della mattina si muovono sul territorio comunale tra le 135 e le 140 mila persone. Le autovetture in circolazione sulle strade urbane tra le 7,30 e le 9,00 sono 50 mila: una fila lunga quasi 300 km ed un parcheggio di 12,5 ettari”. La mobilità costituisce dunque una delle emergenze con cui fare i conti ora, ed in prospettiva, nei prossimi anni. È noto a tutti che la nostra provincia ormai è ai primi posti per tumori polmonari con esito mortale. Rispetto alla mobilità, scontiamo ritardi di carattere culturale, se guardiamo ai comportamenti dei singoli, di pianificazione urbanistica se guardiamo alle carenze di infrastrutture, di pianificazione dei tempi, se guardiamo la gestione dei servizi e della mobilità urbana. Chiarezza di obiettivi, progettualità concreta e coordinata con tutti i soggetti interessati, coraggio e determinazione con cui porteremo avanti le scelte che, a costo di sembrare inizialmente impopolari, ci permetteranno di restituire ai cittadini tra 5 anni, forse, una città un po’ migliore rispetto a quella che abbiamo 27 ereditato. Che cosa ha evidenziato la giornata del 22 settembre? Né più né meno le conseguenze dei dati riportati sopra. Bergamo ha raggiunto il limite di saturazione rispetto al traffico in entrata. I disagi emersi, che sono stati pesanti e sarebbe assurdo non riconoscerlo, hanno mostrato tutta la debolezza e la fragilità del sistema di cui facciamo parte e da questa presa d’atto dobbiamo partire. C’era bisogno di provare per dimostrarlo, chiudendo al traffico esterno il 22 settembre? Per molti sì. Il 22 settembre L’eco parlava del 50% di favorevoli, fra gli intervistati in merito a questa giornata. Per altri no. Certamente ora tutti abbiamo estremamente chiara la complessità del fenomeno su cui si deve andare a incidere e tutti hanno chiaro che non esiste la possibilità di operare scelte anche minime senza avere dei conseguenti contraccolpi. Come è andata? Tutti sappiamo come è andata: positiva la situazione che si è creata in città; critica la situazione su circonvallazione e autostrada, dove già normalmente e quotidianamente si creano code e intasamenti in certe ore della giornata. Le reazioni degli automobilisti le abbiamo lette tutte sul sito de L’eco. Rispetto alla giornata in sé, c’è stata una carenza di informazione? Se è così, questo ci fa capire che sul fronte dell’informazione non si lavora mai abbastanza. L’eco ha dato la notizia della decisione assunta dalla giunta il 25 agosto e successivamente ha dedicato pagine intere a questa giornata. Ma non tutti leggono L’eco, è vero! Si doveva lavorare maggiormente sul fronte della TV locale e regionale, se non nazionale, ma non tutti guardano la TV, anche questo è vero. Sono stati distribuiti migliaia di depliant ma poi finiscono nella carta straccia, anche questo è vero. Sono stati attivati display ma non tutti li leggono. Se il problema è stata la carenza di informazione, questa giornata ci deve offrire spunti di riflessione per capire dove si è mancato e studiare e mettere in atto in modo ancora più scientifico strategie e modalità capillari con cui arrivare ai singoli cittadini di città e provincia per qualsiasi altra iniziativa. Questo vale per la pubblicizzazione di eventi anche culturali che si andranno a programmare o per informare i cittadini, di Bergamo e non solo, su iniziative o provvedimenti che prenderanno. Se il problema è stata la poca sensibilità e la mancanza di formazione culturale, è chiaro che cambiare le abitudini delle persone, sviluppare una sensibilità e un’attenzione alle problematiche dell’ambiente è un’impresa ardua che dà risultati sui tempi lunghi, che va anche qui progettata capillarmente, coinvolgendo i cittadini di tutte le età. Promuovere una cittadinanza responsabile è un’operazione culturale che dovrà far riflettere non solo gli assessori all’ecologia e alla mobilità ma soprattutto quelli ai servizi educativi, alla cultura, al tempo libero e dovrà attuarsi con forme che non siano esclusivamente convegni per gli addetti ai lavori, dove coinvolgere anche i gruppi, le associazioni e gli enti che hanno attinenza con i problemi del traffico. Dovranno sentirsi coinvolti in questa operazione culturale anche le grandi aziende che hanno sede in città, come le banche e gli uffici pubblici, ad esempio. Non a caso il neo direttore dell’ACI, Barbara Gatti, sottolinea che tra i primi passi da compiere per affrontare il problema del traffico vi è quello di nominare il mobility manager del comune e invitare le aziende che per legge dovrebbero avere l’esperto interno della mobilità affinché lo individuino. Rispetto ai problemi strutturali, molti interventi di cittadini evidenziavano la carenza di parcheggi alla periferia della città. Bergamo è un territorio quasi completamente edificato e se da un lato si deve pensare a regolamentare il traffico, dall’altro va attivato quanto indicato negli indirizzi di governo della città illustrati il 19 28 luglio dal sindaco e solo per fare alcuni esempi: attivazione nuova Tramvia delle Valli, ampliamento reti di trasporto su ferro, realizzazione del trambus, reti di percorsi pedonali e ciclo-pedonali, sperimentazioni graduali supportate da studi sui tempi e sulla mobilità. A questo proposito spiace sottolineare come invece non è stato pubblicizzata un’iniziativa svolta a Palazzo Frizzoni il 22 settembre, durante la quale è stato reso pubblico il progetto “Tempi della famiglia, della scuola e della città” che, tra l’altro, è stata un’iniziativa promossa dall’assessore Nappo su sollecitazione del Consiglio delle Donne, che è stata portata avanti negli ultimi due anni della precedente amministrazione e che mi auguro possa continuare perché in quel tipo di studi si possono trovare poi le indicazioni per operare dei cambi e delle inversioni di rotta sia dal punto di vista strutturale che culturale. Inoltre, a breve termine, sarebbe magari possibile pensare di prolungare la tratta del tram veloce fino alla nuova fiera con parcheggi di interscambio. Non sarebbe poi tanto insensato limitare l’accesso alla città realizzando parcheggi a raso in zone strategiche, per esempio all’uscita dell’autostrada, offrendo servizi di bus navetta che su corsie preferenziali portano velocemente chi proviene da fuori città direttamente in centro. C’è bisogno di forme veloci di collegamento tra la periferia e il centro. Vanno affrontati anche i problemi dei parcheggi in zone che in pochi anni si sono viste invadere le vie residenziali da auto per l’insediamento di nuove strutture e servizi. Penso, per esempio, all’università in via dei Caniana o la nuova Tiraboschi. Pensiamo che ci sia molto da fare, c’è bisogno delle idee e della consapevolezza di tutti rispetto agli scenari che ci attendono. Forse dovremmo tutti porci il problema di quale città stiamo consegnando ai nostri figli. Forse dovremmo chiederci se la comodità dell’auto che usiamo oggi varrà davvero il prezzo in termini di salute che già paghiamo oggi e che pagheranno i nostri figli. CONSIGLIERE RAG. REDONDI: Vedo un certo disinteresse da parte della giunta che, unita, ha dato il via libera a questa magnifica iniziativa. Si capisce che erano talmente stanchi che se ne sono andati o, se no, ad un certo punto se ne sono completamente disinteressati. Sono rimasti i sopravvissuti. Comunque sarò breve anche perché siamo tutti interessati a sentire il sindaco che chiederà scusa alla cittadinanza per quella maledetta giornata del 22, e allora effettivamente non mi conviene dilungarmi ma sentire quello che tutti i cittadini vorrebbero sentire. Si è detto che l’Europa ha chiesto ai cittadini europei e alle città di fare una giornata senz’auto. Ha chiesto, non ha obbligato a chiudere la città come ha fatto Bergamo. A me risulta che l’iniziativa che è stata fatta a Bergamo non l’ha fatta proprio nessuno, cioè hanno fatto delle limitazioni minime o hanno chiesto ai cittadini, com’era logico che chiedessero, di andare in centro città e alle periferie delle città senza la macchina. A Bergamo invece hanno voluto strafare, hanno voluto fare vedere che sono più bravi, che sono più intelligenti degli altri e hanno fatto questa chiusura con le conseguenze che tutti hanno visto. Ebbene, io sono uno di quelli che, partendo da via Mazzini 12 a Bergamo, va verso l’autostrada perché purtroppo quasi tutti i giorni devo prendere l’autostrada per Milano. Generalmente impiego 10 minuti. Anche 29 quella mattina non ho visto il 70% in meno di macchine in centro, tanto è vero che non è che abbia risparmiato molto ad arrivare in via Autostrada. Però, arrivato in via Autostrada, verso la fine, ero fermo, di modo che per arrivare in autostrada ho impiegato 30 minuti. Amorino, io ho inquinato la città. Voi siete responsabili dell’inquinamento che Belotti ha evidenziato prima parlando delle centraline, anche se a Paganoni non interessa un granché, però in effetti personalmente ho inquinato 30 minuti in più. Perciò il risultato quale è stato? Nessuno, è stato il classico fallimento. Vado in autostrada e vedo questa enorme coda al casello e lungo l’autostrada c’erano 4, 5, 6 km di coda alle 8.30 (alle 8.30 quando sono passato io la coda arrivava quasi a Dalmine), con un pericolo enorme per gli automobilisti perché effettivamente tutti frenavano e non capivano più niente, se era un incidente, una coda dovuta a qualcosa che era successo e, dovendo uscire a Bergamo, non sapevano come comportarsi. Perciò voi avete ancora di più creato quella possibilità di incidenti che continuano ad esserci sull’autostrada, congestionata come sappiamo tutti perché mancano alternative a cui il sig. Penati mette i bastoni fra le ruote. Le dichiarazioni della sig.ra Cattaneo che dice che l’iniziativa ha dimostrato che il vero problema è il traffico della città, che congestiona la città, direte che sono la scoperta dell’acqua calda. No, io direi che è la scoperta dell’acqua fredda. L’acqua calda è già un po’ più difficile scoprirla. La soluzione sono i tram e i veri parcheggi di interscambio. Ma è ovvio! Lo abbiamo detto in queste aule per parecchi anni che questo era il problema. Le città europee hanno incominciato 30 anni fa a fare queste iniziative e oggi si trovano in una situazione migliore perché in effetti possono chiedere ai propri cittadini di andare con il tram, con il bus, con la metropolitana, e sono cittadine come Bergamo. Come mai noi non lo abbiamo fatto? Perché ci sono state le scellerate iniziative di tirare via tutto quello che era rotaia. Vi ricordo che Bergamo era collegata con la bergamasca con le famose ferrovie, i tram, che oggi si chiamerebbero veloci. È lì che l’errore è stato fatto. Tutte le altre sono belle parole, sono belle frasi, l’errore è stato fatto dai nostri amministratori negli anni ‘60 e ‘70, perché hanno tolto praticamente tutto quello che era rotaia, per andare a finire sulla questione delle automobili e sapendo chi dovevano foraggiare. Le alternative, come dice il consigliere Morgano, che non lo vedo qui perché diventa sempre più pallido e tra poco sviene per la fame anche lui, sono queste, non ce ne sono altre! Basta andare nelle città dei paesi capitalisti per vedere che queste iniziative sono state fatte, come dicevo prima, tantissimi anni fa. Noi siamo stati purtroppo penalizzati perché effettivamente non c’è la possibilità di avere quei benedetti finanziamenti, che sono stati invece dirottati per altre cose, come sappiamo, soprattutto per le zone del sud. Direte che è la solita storia, ma è la verità. Se non ci sono i finanziamenti che meritavamo come città industriale, come zona strapiena di persone… a questo punto i finanziamenti sono andati per altri motivi a zone completamente diverse. Ecco perché dovremmo batterci tutti assieme per avere i finanziamenti, per avere il famoso federalismo fiscale. Ma per questioni di iniziative di bottega vostra, andate contro anche a questo modo di pensare. Ritornando al fatto che l’assessore Cattaneo ha detto che era un test, io dire proprio che l’assessore Cattaneo questa sera avrebbe dimostrato che andandosi a rileggere i documenti che erano nei vari cassetti dell’assessorato ha trovato le cose scontate che ha detto. Perciò non ci voleva un’iniziativa di questo genere, ci voleva solo la volontà di rileggersi questi documenti che erano nei cassetti ed eventualmente invitare, almeno per ora, la cittadinanza a non andare in macchina 30 e fare tutte quelle altre iniziative che potevano esserci di conseguenza. Se non si fa questo, se non si riesce a fare i tram che dall’estrema periferia, dai paesi, dalle zone tipo Treviglio, Soncino, arrivano a Bergamo, eccetera, non si riuscirà mai a risolvere almeno in parte questo problema. Noi abbiamo a cuore queste iniziative del tram veloce che proviene dalle valli però, ragazzi, bisogna darsi da fare tutti e cercare questi finanziamenti. Bergamo, come ho già dichiarato l’ultima volta, non è mai riuscita ad avere dei finanziamenti europei per progetti di questo genere o altri tipi di progetto di un certo valore. Io sono andato a Dublino, città meravigliosa, che sta costruendo a più non posso, e dalla periferia, dalle zone semi-periferiche e dai paesi vengono a Dublino con i tram veloci, e solo ed esclusivamente con capitali europei. L’Irlanda è il paese che ha sfruttato meglio l’Europa e tutte le strutture le ha create, soprattutto viabilistiche (strade, ferrovie e tutto quanto), solo con capitali europei, non con i capitali dello stato di Irlanda o di Dublino. Questa è una grossa mancanza perché a quanto pare a Bruxelles o nelle altre città dove effettivamente c’è il potere europeo, si parla la lingua romana, perché il romano non sa parlare l’inglese, il francese, eccetera, che sono le lingue che dovrebbero essere usate soprattutto in quei paesi. Ma questo non lo dico io, l’ho sentito in vari convegni, perché arrivano funzionari, dalle zone che abbiamo detto prima, che non sanno le lingue, di modo che si trovano in grosse difficoltà perché non sanno colloquiare. Termino dicendo che occorrerà sicuramente una persona che si intende di traffico, e non lo dico in inglese, occorre la persona che sa di traffico e questa persona dovrebbe sostituire chi non capisce niente di traffico, cioè l’assessore competente. CONSIGLIERE DOTT. ZAVARITT: Io sarò molto breve perché è stato detto tutto e il contrario di tutto, ma voglio però fare una cosa che è molto importante. Io ho fatto l’assessore all’ecologia dal ‘90 al ‘95, so che certe cose sono difficili da proporre, so che per proporre determinati esperimenti... io non lo chiamerei esperimento ma tentativo importante e coraggioso per far cambiare la testa alla gente, perché la gente se non picchia le corna non capirà mai quello che è il suo interesse perché non lo vede, e non lo vede perché non si rende conto che l’inquinamento e il traffico hanno aumentato del 23% la patologia asmatica o comunque la patologia delle vie aeree superiori, in una grande percentuale di bambini. Io ho incominciato a lavorare 36 anni fa, oggi vedo cose di questo genere che allora non vedevo, quindi una ragione ci deve essere. Ci siamo preoccupati dei monumenti che si sgretolavano, ma se noi cerchiamo di capire e ci mettiamo nei polmoni nostri e dei nostri figli, soprattutto dei nostri bambini, è importantissimo fare cose che apparentemente sono delle stupidate o sono delle cose mal fatte e sbagliate, come state dicendo voi al nostro assessore con cui io mi congratulo, alla quale pongo il mio sostegno più grande perché le è costata fatica, ha avuto un grande coraggio e insieme a lei ha avuto un grande coraggio tutta la nostra giunta e su questo non si discute... anche perché se non si passa attraverso queste forme critiche di crisi non si crea cultura, come diceva giustamente l’amico Paganoni. Ormai sono 20-30 anni che si parla di queste cose, che il traffico crea smog, inquinamento, eccetera, ma in 30 anni non è successo niente. Siamo qui a scandalizzarci... con questo voglio dire che ho grande 31 comprensione per coloro che erano in coda, io muoio in coda, però qui ci stiamo scandalizzando per un qualcosa che comunque andava fatto nell’interesse di tutti. Mi fa ridere quando uno viene a dirmi che l’estrema sinistra piuttosto che i verdi... no! Il problema siamo noi, il problema è la nostra qualità di vita, il problema sono i nostri figli e allora questi problemi potevano essere risolti in maniera diversa, sono d’accordo, ma erano le premesse di una Grande Bergamo interessare i paesi vicini, che sono stati interessati ma ai paesi vicini non gliene frega niente di quello che hanno proposto i nostri amministratori. Sapete quanti saranno stati i furboni che dicevano: “Io vado lo stesso, tanto passo ugualmente”, nonostante i depliant, i cartelloni, la radio e non so che cosa? Sicuramente ci sono stati un sacco di furbastri che hanno cercato di sfondare comunque la diga, “tanto ce la faccio lo stesso”. Allora, a questo punto, il discorso fatto non è in funzione di principi ideologici, cara Gallone, a cui ti curo la figlia, peraltro, che mi preoccupa sempre tanto. Non è un problema ideologico, è un problema... Prego? (Interviene un consigliere fuori microfono). CONSIGLIERE DOTT. ZAVARITT: Sì, sono d’accordo, ma sono troppo preso da questo problema grosso per i bambinetti che... Comunque è un discorso di profonda cultura perché se non si arriva a questa cultura anche attraverso mezzi che sicuramente possono avere un aspetto sbagliato ma che però nel complesso della situazione creano le condizioni perché si arrivi a una vera cultura, io credo che questo problema dell’inquinamento, dello smog e tutto quello che è stato trattato oggi ci sarà sempre. A Baraldi devo dire una cosa importante. Alberto Zucchi è un medico dell’ASL di Bergamo che ha fatto una ricerca sull’inquinamento e lui sostiene e lo ha dimostrato che il vero momento inquinante nella nostra esistenza in un sistema urbano è il traffico, non c’è niente da fare, soprattutto negli ultimi periodi in cui il riscaldamento a nafta non c’è più. (Interviene un consigliere fuori microfono) CONSIGLIERE DOTT. ZAVARITT: Non ho detto che è scomparso il riscaldamento a nafta, però anche se il riscaldamento con il gasolio e con il gas ha diminuito l’inquinamento, questo fatto dimostra che è veramente il traffico che frega e il traffico crea le condizioni più importanti e dannose per la salute nostra, in particolare per i giovani polmoni dei nostri neonati, lattanti e avanti di questo passo. Quindi non posso che ringraziare i nostri assessori, Amorino e Cattaneo, e la nostra giunta in generale, per il coraggio che hanno avuto nel sottoporre questo problema, in termini forse un po’ violenti ma è una 32 violenza che a questo punto ci vuole per far capire alla gente quanto è importante fare determinate cose e prendere certe decisioni di ordine politico. Grazie. CONSIGLIERE DOTT. TURCONI: Io non voglio entrare più nel merito della questione, della quale ormai è stato detto tutto e di più. Invece mi preme dire due parole sulle procedure attuate anche con questa decisione e sottolineare come questa giunta in campagna elettorale aveva promesso nelle sue scelte grande democrazia, alto rispetto del consiglio comunale, maggiore coinvolgimento di circoscrizioni, associazioni e quartieri periferici, decisioni e consultazioni allargate ai cittadini, coinvolgimento dei comuni limitrofi. Addirittura era stato ventilato il ribaltamento dell’assise consiliare. Dobbiamo invece prendere amaramente atto che nelle prime tre decisioni che toccavano tutti i cittadini di Bergamo, questa sbandierata democrazia non è stata attuata. Grazie. SINDACO: Signori consiglieri, inizio condividendo un’affermazione fatta dal consigliere Tentorio. La responsabilità, se responsabilità c’è, è una responsabilità collettiva e dell’intera giunta, perché l’intera giunta ha assunto questa decisione. Abbiamo tentato, in occasione dell’adesione alla giornata europea sulla mobilità, di dare un messaggio forte e cioè di indurre tutti a ragionare sull’uso dissennato dell’auto e sulle conseguenze che questo provoca. Questo messaggio non è stato avversato dalla città, che è stata ascoltata. Le organizzazioni imprenditoriali, in un loro documento sulla mobilità che hanno consegnato al sindaco lunedì 20 settembre, hanno, in un apposito capitolo, pur esprimendo perplessità sull’episodicità dell’iniziativa, detto che questa sperimentazione era una sperimentazione che poteva anche essere accolta. Nemmeno le organizzazioni sindacali hanno avanzato obiezioni relativamente a questa giornata, di cui si parlava ormai da quasi un mese sugli organi di stampa. È stato un tentativo che ha presentato luci ed ombre. Le luci sono rappresentate da un’indubbia, e chi lo nega non era evidentemente in città quel giorno, ritrovata vivibilità della città per tutta la giornata del 22 settembre. Abbiamo acquisito dati non altrimenti acquisibili: quelli sulla propensione o meno di entrare in città prima dell’ora solita o dopo l’ora solita, quelli sull’utilizzo dell’auto collettiva o car pooling, chiamatela come vi pare, erano dati che potevano essere acquisiti soltanto attraverso questa sperimentazione. Il messaggio che abbiamo cercato di dare era quello anche di far comprendere come Bergamo sia una città assediata da un traffico esogeno che richiede una risposta in termini complessivi, mentre non possiamo non prendere atto che da parte di troppe amministrazioni contermini si scarichino i problemi sulla città senza considerare le conseguenze negative che sulla città si determinano. Disagi ce ne sono stati, molti e gravi, lo abbiamo ammesso subito, fin dalle mie prime dichiarazioni rilasciate in televisione già nel pomeriggio del 22 settembre. Non ho fatto assolutamente velo al fatto che si 33 erano determinate situazioni di forte e inaspettata criticità. Vi sono stati certamente degli errori gestionali, di cui facciamo ammenda, ma soprattutto dobbiamo amaramente considerare che la comunicazione in questa materia è estremamente difficile. Comunicazione è stata fatta sui mass media, in tutti i modi possibili, eppure la comunicazione non è arrivata e non è stata percepita in modo sufficiente. Altro che deficit di comunicazione, altro che spendere meno in comunicazione. Occorrerà invece porsi il problema della situazione della comunicazione in questa amministrazione. Se vogliamo fare delle politiche che abbiano il consenso dei cittadini, che convincano prima ancora che informino, dobbiamo incentivare la comunicazione. Ma non la comunicazione a beneficio e ad uso e consumo del sindaco o della sua giunta, di questa o di quella parte politica, ma una comunicazione istituzionale che serva a far pervenire messaggi che sono nell’interesse collettivo e per il bene comune. Abbiamo sottovalutato poi una resistenza culturale fortissima nonostante i sondaggi dicessero che il 54% degli interpellati era favorevole a questo esperimento (sondaggio pubblicato su L’eco di Bergamo la mattina stessa di mercoledì 22 settembre), abbiamo sottovalutato le resistenze culturali e psicologiche che vi sono di fronte a questi tentativi di indurre a comportamenti diversi e, mi sia consentito, più saggi, perché le situazioni di crisi si sono verificate non soltanto perché c’era qualcuno disinformato, si sono verificate anche perché troppi cittadini, pur sapendo, hanno ritenuto che quella fosse una barzelletta, che comunque si potesse passare. È andata così, perché in molti posti vi erano macchine con un solo guidatore a bordo, che era perfettamente cognito della situazione. Questo ha provocato disagi anche a coloro che invece si sono messi in regola e che quindi avrebbero avuto la possibilità di entrare in città. Ma io non faccio una colpa a questi cittadini, anche se sono un po’ meravigliato del fatto che nessuno sottolinei questo fenomeno, che c’è stato innegabilmente. Registro solamente un dato che non conoscevamo prima, ed è un dato che ci dimostra come sia lunga la strada da fare per convincere, per persuadere a cambiare tipo di atteggiamento, tipo di comportamento, a capire insomma che l’auto è una bellissima cosa, che è il mezzo di locomozione che probabilmente meglio di ogni altro attualmente garantisce la possibilità di locomozione, la libertà di muoversi, purché non si abbia la pretesa di andare dovunque, in qualsiasi momento della giornata. Bisogna capire che stiamo altrimenti arrivando alla paralisi e bisogna cercare, quindi, di adeguare i comportamenti cercando di differenziare gli orari e cercando di capire che la macchina ad un certo punto deve essere lasciata. È difficile, mi rendo conto, da far capire perché la deriva psicologica e culturale, in me compreso, è invece in un altro senso, ma questo dobbiamo sforzarci di fare tutti. Francamente non riesco a capire come posso far contento il consigliere Ceci e qualcun altro del suo gruppo, perché se non si fa un consiglio comunale per decidere non di rimuovere l’Arlecchino ma soltanto di spostarlo provvisoriamente si alzano alti lai, se il sindaco propone di fare un consiglio comunale sulle questioni della mobilità e dell’ambiente non va bene comunque perché solo alle minoranze sembra possa spettare un’iniziativa di questo genere. Io non credo di avere assolutamente nulla da rimproverarmi sotto il profilo del deficit di democrazia, ho già fatto ammenda di un errore metodologico per quanto riguarda la questione dei cartelli, ma per il resto proprio non ho nulla di cui rimproverarmi. Il consiglio comunale si pronuncerà sulle questioni della politica ambientale. Non è certo su un esperimento di questo tipo che il consiglio comunale doveva essere chiamato a pronunciarsi, così come non 34 doveva pronunciarsi sulla rimozione temporanea dell’Arlecchino, né poteva pronunciarsi su una determinazione dirigenziale in tema di tangenziale est. Questo poi è un assurdo giuridico. Il consiglio comunale ci sarà presto, le nostre proposte in tema di politica della mobilità, in tema dell’ambiente, verranno ulteriormente precisate, sono note, erano contenute nel programma elettorale che è stato portato anche in questo consiglio comunale che l’ha approvato come indirizzi generali di governo ed è un programma elettorale che, qualcuno forse lo dimentica, ha avuto il consenso della maggioranza degli elettori che ci hanno dato fiducia anche a proposito di ricette diverse in tema di mobilità, perché la situazione che noi abbiamo ereditato è una situazione pesantemente ed evidentemente deficitaria, nessuno può seriamente sostenere il contrario. È la situazione di una città in preda ad un traffico caotico e frenetico, una città inquinata, una città assediata ogni giorno da migliaia di auto. Così non si può andare avanti, bisogna cambiare, bisogna trovare le ricette per cambiare, sia ricette di lungo periodo... alcune cose che ho sentito dire qui sono assolutamente condivisibili. La prima che mi viene in mente è quella del consigliere Redondi sul fatto che questa città non ha mai sfruttato i finanziamenti europei. Non credo che però sia colpa di questa giunta o di questa maggioranza, ma forse colpa di chi ci ha preceduto. Dicevo che ci sarà modo di discutere delle ricette a lungo ma anche delle ricette a breve periodo per quanto riguarda alcuni interventi modesti ma che comunque hanno un forte significato dal punto di vista simbolico e che pensiamo di attuare in termini sia di creazione di zone 30 sia in tema di ripristino di corsie preferenziali che di piste ciclabili. Ma non ci poniamo assolutamente in termini (contrariamente a quanto si dice, contrariamente a quanto si scrive, contrariamente a quanto in maniera polemica ma accettabile, lecita, si continua a dire) di necessaria discontinuità. Noi non siamo convinti, ad esempio, del sottopasso della stazione, ma non abbiamo fatto come la giunta Veneziani che di fronte alla passerella approvata dalla giunta Vicentini ha perso tempo per 5 anni. Noi mandiamo avanti l’appalto perché è una soluzione ormai pronta, una soluzione fatta. Il trambus, ma certamente che proseguiamo su quel progetto. Non ci poniamo nella logica di disfare tutto quanto, assolutamente! Portiamo avanti quello che riteniamo utile e convincente o quello che riteniamo, anche se abbiamo delle perplessità, ormai troppo avanti per poter essere fermato. Così non è per la questione della tangenziale est, al di là dei problemi tecnico-giuridici che sono sul tappeto, che sono anche complessi, ma dal punto di vista politico lo abbiamo detto chiaramente alla città, la città ha votato anche su questa cosa, il consiglio comunale ha votato degli indirizzi di governo ove era scritto a chiare lettere “no alla tangenziale est!”, e quindi il consiglio comunale ha già votato su questo punto e comunque voterà ancora, lo porteremo ancora in consiglio. Quello che nella tangenziale est assolutamente non convince, per chi non vuole ascoltare le nostre ragioni, non dico di condividerle ma almeno cercate di percepirle, è un rapporto costi/benefici assolutamente squilibrato: spendere 35 milioni di euro delle sole casse comunali per la tangenziale est, senza il concorso da parte dell’amministrazione provinciale e di nessun altra amministrazione, significa ingessare le nostre risorse, spendere esclusivamente per quest’opera e non avere a disposizione nulla o quasi nulla per altre cose utili alla città. Questo è il punto, e quando discuteremo di tangenziale est, io vorrò vedere anche i consiglieri di AN e di Forza Italia che sostengono con i loro partiti un’amministrazione provinciale che ha detto a chiare lettere di essere contraria alla tangenziale est, se non avvertiranno un lieve senso di contraddizione. Comunque il consiglio comunale lo faremo, lo faremo presto e quello sarà il momento per confrontarsi. 35 Concludo riconfermando la mia piena fiducia all’assessore Cattaneo e all’assessore Amorino. PRESIDENTE: Esaurita la discussione, per dichiarazione di voto? CONSIGLIERE AVV. CECI: Scusi, presidente, la questione è il metodo. Abbiamo sempre fatto dichiarazioni di voto e votazioni separate, altrimenti non si capisce nulla di quello che stiamo facendo. PRESIDENTE: In conferenza dei capigruppo avevamo detto diversamente. Avevamo detto che discussione e dichiarazione di voto erano su tutti gli O.d.G. CONSIGLIERE AVV. CECI: La richiamo ai precedenti univoci di questo consiglio. Quando ci sono tanti O.d.G. non cambia nulla perché le dichiarazioni di voto sono sempre quelle, ma se non si fa dichiarazione di voto e votazioni con gli emendamenti eventuali per ogni singolo O.d.G., non capiamo più nulla e non se ne viene più a capo. Se cambiamo metodo - il rischio, signor presidente, è tutto suo - in questo caso o altri è la confusione totale. Abbiamo sempre adottato questo criterio. Non allunga i tempi, ma è per capire cosa votiamo di volta in volta. PRESIDENTE: Io sono anche pronto ad assumermi i rischi, non ho problemi, però il consiglio comunale è sovrano come sempre. In conferenza dei capigruppo si era detto questo, se poi vogliamo modificare il gioco mentre il gioco è in corso, va tutto bene. CONSIGLIERE SIG. PAGANONI: Io comunque, essendo stato present e per 5 anni al 98% delle sedute, non mi ricordo una volta in cui siano state fatte dichiarazioni di voto separate. Mai una volta! Sempre dichiarazione unica e votazioni 36 separate, ovviamente. (Intervengono vari consiglieri fuori microfono). PRESIDENTE: Allora la prossima conferenza dei capigruppo la registriamo, okay? Siccome non c’è unanimità e il consiglio comunale è sovrano, nonostante qualcuno, a questo punto decida il consiglio comunale. (Interviene un consigliere fuori microfono). PRESIDENTE: …il regolamento, quando uno mi trova articolo e comma, ne parliamo. Comunque non ho nessuna difficoltà. Vogliamo fare dichiarazione di voto per ogni singolo O.d.G.? Tanto, mezz’ora più, mezz’ora meno non ci cambia assolutamente la vita. Comunque nella prossima conferenza dei capigruppo verbalizziamo! Partiamo dall’O.d.G. n. 5, per dichiarazione di voto. CONSIGLIERE DOTT. MARABINI, per dichiarazione di voto: Naturalmente sono favorevole all’approvazione di questo O.d.G. perché contiene le critiche che sono condivise da tutti quanti i partiti della minoranza e che sono state condivise da centinaia di cittadini che hanno assediato il sito internet de L’eco di Bergamo e degli altri mezzi di comunicazione, protestando per i disagi che sono stati creati. Nella circostanza vorrei rispondere al collega Zavaritt che mi sembra avere ripreso un antico concetto per il quale la violenza dovrebbe essere levatrice della storia, e cioè che se non si fa un atto di forza... ho capito male o da parte tua e di qualcun altro è venuta un’indicazione di inevitabilità, di necessità di un atto di forza perché altrimenti la gente “se non sbatte le corna”… (e chi non è cornuto sbatte qualche altra cosa). Sta di fatto che pare che senza questa costrizione, non si possa prendere atto della realtà. Il sindaco si è molto speso per sottolineare la necessità assoluta di ridurre il traffico, migliorare la qualità dell’aria, della vita, eccetera. Per carità, vorrei vedere chi qui sostiene che sia necessario invece aumentare o mantenere questo traffico. Nessuno lo ha mai pensato, nessuno lo dice mai, però cosa succede? Nessuno vuole ostacolare il disegno strategico di ridurre il traffico, ma ciò si ottiene non con decisioni imposte, impopolari, improvvide e causa di questo piccolo disastro che tale è stato presentato, checché ne diciate, da tutta quanta la stampa ed anche dalla stessa ACI come premessa alla dichiarazione che ha fatto il 37 Presidente Polenghi. Però diciamo che i cambi culturali, perché di vera e propria cultura si tratta, circa l’uso corretto del mezzo pubblico o del mezzo privato, non si impongono. Lo si dice, per altri motivi di politica internazionale, in questi mesi e in questi giorni, che non si possono imporre i cambi culturali, che ci vuole pazienza e che vanno favoriti. Benissimo, anche in questo caso dico che non s’impongono i cambi culturali. Sapevamo prima delle conseguenze, erano state dette da tutti. Ripeto, L’eco di Bergamo ha parlato di “paralisi annunciata”, il che vuol dire che era nelle logiche previsioni. Se si vuole fare una politica di diminuzione del trasporto privato e di sviluppo del trasporto pubblico, si deve incominciare a creare le infrastrutture, alcune sono in corso, altre speriamo che vengano sbloccate. Dopo di che si potranno, avendo pronte le alternative, prendere queste decisioni perché le alternative esisteranno. Quando ci sarà il Tram delle Valli, quando si sarà completato un sistema di parcheggi periferici, a questo punto, quando sarà stato ulteriormente potenziato il trasporto cittadino, cosa che è in fase di realizzazione perché l’ATB ha conosciuto un grosso sviluppo non solo di viaggiatori ma anche di ammodernamento di mezzi negli ultimi anni, potranno essere gradualmente prese misure come quella che avete preso, ma che avete preso troppo presto, in modo troppo brutale, in modo che ha provocato quello che tutti quanti abbiamo visto. Per questo motivo annuncio il voto favorevole all’O.d.G. n. 5. CONSIGLIERE RAG. BELOTTI, per dichiarazione di voto: Noi ovviamente ribadiamo quanto espresso precedentemente da tutti e tre i consiglieri. Chiediamo nella fattispecie, riguardo l’O.d.G. n. 5, il nostro, la votazione per punti separati. Ci auguriamo che, visto che già una forza politica ha espresso delle scuse alla città, vengano ratificate ufficialmente dal consiglio. Ci auguriamo che, visto che nessuno lo ha accennato negli interventi né dell’assessore Cattaneo, né di quello del sindaco, né di nessun consigliere di maggioranza, venga rivolta la solidarietà e il ringraziamento agli agenti di polizia municipale e ai volontari, e poi vediamo cosa volete fare sulla Grande Bergamo visto che è emerso in modo chiaro che se ci fosse stata la commissione, se magari fosse stata interpellata o coinvolta in una questione come questa, forse molti dei disagi si sarebbero ridotti. Mi fa specie però che non abbiamo sentito l’assessore Amorino. I motivi li sapete solo voi. PRESIDENTE: Sulla richiesta formulata dal consigliere Belotti per la votazione per parti separate, ricordo che l’art. 60 prevede che sulla richiesta decide il presidente. In caso di opposizione anche di un solo consigliere, decide il consiglio senza discussione. Quindi se non vi è opposizione alla richiesta del consigliere Belotti... 38 CONSIGLIERE AVV. CECI: Ho trovato semplicemente il riferimento normativo relativo alle dichiarazioni di voto e alle votazione separate. E’ l’art. 69, terzo comma, che abbiamo sempre applicato: “L’O.d.G. presentato nel corso della discussione di un determinato argomento” - quindi quando si succedono O.d.G. con lo stesso argomento – “e allo stesso connesso e pertinente, può essere contestualmente discusso”. Questa norma l’abbiamo introdotta per accorpare, quanto meno nella discussione, gli O.d.G. che avevano lo stesso tema e lo stesso argomento. Però, secondo capoverso, “è votato successivamente alla votazione dell’argomento principale, cioè dichiarazione di voto e votazione sono sempre separate e successive all’O.d.G. considerato principale”. Questa è l’interpretazione, e invito gli uffici a fare una verifica, che abbiamo sempre dato alla procedura. PRESIDENTE: Io, sentiti anche gli uffici, cito l’art. 70, se vogliamo stare qua a citare tutto il regolamento, che dice: “Più O.d.G., mozioni, risoluzioni, concernenti il medesimo oggetto o che sono in rapporto di connessione e pertinenza tra di loro possono essere discussi contestualmente. Gli stessi sono posti in votazione separatamente”. Detto qui è un po’ una disquisizione di lana caprina perché non capisco perché uno in dichiarazione di voto non possa dire “voto a favore dell’emendamento 5, contro l’emendamento 6 e a favore dell’emendamento 7”. Era una richiesta anche dei capigruppo di non prolungare oltre ogni limite sopportabile la discussione. Poi, per carità, se vogliamo fare tutte le disquisizioni, facciamole pure. C’è stata una richiesta del consigliere Belotti di votare per parti separate. CONSIGLIERE SIG. PAGANONI: A nome della maggioranza siamo contrari alla votazione per punti separati perché, come tutti sanno ovviamente, anche se si approva uno solo dei punti dell’O.d.G. questo significa approvare anche tutte le premesse che sono inserite nell’O.d.G. in toto. Essendo noi contro molte di queste premesse voteremo contrario alla votazione per punti separati. Grazie. CONSIGLIERE RAG. BELOTTI: Presidente, non siamo ancora in fase di voto, quindi posso presentare un emendamento? PRESIDENTE: Presenti l’emendamento. 39 CONSIGLIERE RAG. BELOTTI: Posso farlo a voce, visto che è una prassi, dopo di che posso anche metterlo per iscritto. L’emendamento prevede lo stralcio di tutte le premesse. Noi stralciamo le premesse di questo O.d.G., quindi chiediamo la votazione per punti separati. PRESIDENTE: Scusate, il consiglio è comunque sovrano, vi ricordo che non è che possiamo riaprire tutta la discussione. Vi è un emendamento del gruppo Lega Nord che prevede di eliminare le premesse e quindi, se non ho capito male, il consigliere Belotti toglie le premesse e chiede comunque la votazione per punti separati. Se nessuno si oppone si vota per parti separate, se un solo consigliere si oppone procediamo alla votazione senza discussione. (Interviene un consigliere fuori microfono dichiarando la contrarietà alla votazione per parti separate). PRESIDENTE: Bene, procediamo allora alla votazione rispetto alla proposta del consigliere Belotti di votare l’O.d.G. n. 5 per parti separate. CONSIGLIERE RAG. BELOTTI: Presidente, io dico solo una cosa. Voi facendo così non è che incentivate il comportamento corretto da parte... (Interviene un consigliere fuori microfono). CONSIGLIERE RAG. BELOTTI: Stavamo parlando di votazione. Hai paura a votare per parti separate? Ci perdi 5 secondi in più. Io questo ve lo dico: nei prossimi consigli aspettatevi di tutto! 40 PRESIDENTE: Lasciamo che sia il consiglio a decidere. Non possiamo minacciare i consiglieri rispetto a quello che votano. Non sono minacce? CONSIGLIERE RAG. BELOTTI: Sono minacce da parte di “chi ride bene chi ride ultimo”. (Escono dall’aula i consiglieri Cappuccio e D’Aloia; al momento della votazione sono presenti n. 31 consiglieri). Poiché nessun altro chiede la parola, il presidente mette in votazione palese la richiesta di votazione dell’O.d.G. per punti separati. Eseguita la votazione, attraverso espressione elettronica del voto, si ha il seguente risultato: n. 1 consigliere astenuto (Bruni), n. 9 voti favorevoli, n. 21 voti contrari (Anghileri, Aversa, Bertoli, Bonalumi, Brembilla, Corrà, Gargano, Girola, Guerini, Invernizzi, Maggioni, Mologni, Morgano, Ongaro, Paganoni, Paparo, Riccardi, Rota, Santoro, Varinelli, Zavaritt). Il presidente proclama l’esito della suddetta votazione, riconosciuto dai presenti, e dichiara che la richiesta di votazioni per punti separati è stata respinta a maggioranza dei votanti. PRESIDENTE: L’O.d.G. che pongo in votazione, su richiesta dei presentatori, non contiene più le premesse perché sono state ritirate direttamente dai presentatori. CONSIGLIERE RAG. BELOTTI: Presento un sub-emendamento... (Interviene il sindaco fuori microfono) 41 CONSIGLIERE RAG. BELOTTI: Sì, sindaco, impara anche tu le regole del consiglio, che è meglio. Va a fare l’avvocato… sì, certo, vedo come avete imparato bene a non far parlare la minoranza! PRESIDENTE: Belotti, non possiamo andare oltre determinate cose. Non mi sembra il caso che Lei dica al sindaco... CONSIGLIERE RAG. BELOTTI: Non è la prima volta che qui si dice (rispettate quello che dite!): “valorizziamo il consiglio comunale”... (Interviene un consigliere fuori microfono) CONSIGLIERE RAG. BELOTTI: Sai quante volte è stata chiesta la votazione per punti separati? Allora, o si rispetta quello che si dice oppure qua ce le diciamo chiare! Portavi le prossime volte le brioches perché qua ogni volta si farà notte, perché se questo è il comportamento vi posso assicurare… se si vuol tenere un consiglio per ore non c’è problema! Adesso sub-emendo il mio emendamento e ripropongo le premesse dell’O.d.G. PRESIDENTE: Pongo in votazione l’O.d.G. così come presentato. Poiché nessun altro chiede la parola, il presidente mette in votazione palese l’O.d.G. urgente presentato dal gruppo consiliare Lega Nord Padania. Eseguita la votazione, attraverso espressione elettronica del voto, si ha il seguente risultato: n. 9 voti favorevoli, n. 22 voti contrari (Anghileri, Aversa, Bertoli, Bonalumi, Brembilla, Bruni, Corrà, Gargano, Girola, 42 Guerini, Invernizzi, Maggioni, Mologni, Morgano, Ongaro, Paganoni, Paparo, Riccardi, Rota, Santoro, Varinelli, Zavaritt). Il presidente proclama l’esito della suddetta votazione, riconosciuto dai presenti, e dichiara che il preindicato O.d.G. è stato respinto a maggioranza di voti. PRESIDENTE: Passiamo all’O.d.G. n. 6. CONSIGLIERE DOTT. TENTORIO, per dichiarazione di voto: Io non ho voluto intervenire prima forzando il regolamento, ma indubbiamente volevo sottolineare l’inutilità della forzatura di negare il voto separato. Come potevo io mantenere fede alle valutazioni che abbiamo fatto quando la parte dispositiva, da un lato, sollecita il sindaco a revocare per manifesta incapacità e incompetenza il mandato all’assessore alla mobilità, cosa che non condividiamo, e invece ad esempio le altre parti, e cioè le scuse alla città, ma soprattutto la solidarietà agli agenti di Polizia e l’istituzione della commissione Grande Bergamo, su cui siamo intervenuti più volte? Non ne faccio un dramma perché poi stiamo parlando di un dettaglio di un O.d.G., però è stata secondo me un’inutile forzatura dei numeri della maggioranza rispetto alla minoranza, rendendo oggettivamente impossibile a noi di votare secondo coscienza. Ribadisco che l’intenzione del mio gruppo non è quella di chiedere le dimissioni dei due assessori; al limite, se dovessi, direi proprio di tutta la giunta. Invece il voto favorevole all’O.d.G. della Lega deriva dalla piena condivisione degli altri tre punti. Approfittando del fatto che ho la parola, così non vi tedio ulteriormente, vi invito a votare a favore dell’O.d.G. da noi sottoscritto perché è praticamente perfetto. CONSIGLIERE RAG. REDONDI, per dichiarazione di voto: Siccome penso la maggior parte di voi non lo abbia letto, se permettete io lo leggo: “Premesso che la recente iniziativa dell’amministrazione di parziale chiusura al traffico della città ha trasformato il “mercoledì verde” in un “mercoledì nero” per moltissimi lavoratori a causa della superficiale modalità con cui è stata attuata”. Tengo a precisare che quelli che voi avete bloccato all’esterno erano tutti lavoratori, la maggior parte erano persone che andavano a lavorare, erano studenti che andavano a studiare ed erano persone che venivano dalle altre province per affari e perciò non sapevano della chiusura della città perché, è evidente, come fa uno di Brescia, Milano o Venezia a sapere tutto? Non avete distribuito i volantini a Milano, Brescia, Venezia, eccetera. Voi dite tanto che i cartelli erano di chiusura ma la città l’avete chiusa voi, mica l’abbiamo chiusa noi. 43 Cartelli significano apertura mentale, invece voi l’avete chiusa. La differenza sostanziale, per dirla a Morgano, è che l’apertura della città vuol dire cultura, non la chiusura per le macchine o cose di questo genere. “L’ecologia e il lavoro sono senza ombra di dubbio due valori fondamentali per la nostra comunità ma, nel caso specifico, si è sacrificato il lavoro senza portare alcun beneficio all’ecologia. Infatti la parziale chiusura al traffico in un giorno infrasettimanale nelle ore di punta non ha portato, come era facile prevedere, alcun miglioramento alle condizioni di vivibilità della popolazione ma ha arrecato solo un inutile disturbo a chi, nell’adempimento del proprio dovere, si ricava al lavoro o allo studio a Bergamo. A ciò si aggiunge la carenza di interventi preordinati con i comuni limitrofi” - e con la Grande Bergamo – “nonché il mancato coinvolgimento anche dei comuni operanti tra la città e le valli, dando corso alla paralisi inevitabile. Considerato, altresì, che rendere più difficoltoso l’esercizio del lavoro e dello studio è una scelta amministrativa assolutamente condannabile che la giunta di Bergamo ha voluto effettuare per esclusivi motivi di principio, s’impegna il sindaco e la giunta a predisporre un piano organico di iniziative” - se sono piani organici come quello dell’altro giorno è meglio che non facciate nessun piano perché altrimenti rimarremmo chiusi per mesi – “che si dimostrino efficaci per l’ambiente” - cosa che non avete fatto perché abbiamo dimostrato che praticamente l’ambiente lo avete inquinato ancora di più - “ma compatibili con la vita dei cittadini” - è difficile che siano compatibili perché in effetti sono rimasti in 9 mila incastrati nel traffico, hanno perso ore di lavoro, ore di studio, e non chiedono al sindaco i danni che hanno subito, ma è evidente che queste persone hanno subito un danno economico dal comune di Bergamo, nella fattispecie dalla giunta tutta unita, che questa sera ormai non è più unita perché se ne sono andati - “evitando per il futuro di ricorrere a provvedimenti sporadici” - saltuari, inventati al momento tanto per fare un po’ di casino – “e assolutamente inutili, anzi dannosi per la serena vita della città. Bergamo 27 settembre 2004”. Sono favorevole a questo O.d.G. CONSIGLIERE RAG. BELOTTI, per dichiarazione di voto: Anch’io voglio fare la dichiarazione di voto perché non concordo con il mio collega consigliere perché, secondo me, non avrebbe dovuto leggere l’O.d.G. Io leggo invece le lettere di qualche cittadino perché do espressione dei cittadini in consiglio comunale, come è giusto che sia. In particolare potrei leggere questo: “Sono un sostenitore della sinistra, un sostenitore delle iniziative contro lo smog e il traffico, compresi i blocchi alla circolazione, ma sono molto deluso dall’operato della giunta in questa occasione. La tangenziale era completamente bloccata. Vorrei sapere perché sono state bloccate anche le uscite in direzione esterna alla città, invece di bloccare solo l’accesso alla città. La tangenziale è già molto trafficata, almeno una volta alla settimana è bloccata o rallentata per qualche incidente. Infierire così sugli automobilisti impossibilitati ad utilizzare i mezzi pubblici… vi sfido ad andare da Albano S. Alessandro fino a Lallio con i mezzi pubblici, portando un bambino all’asilo e l’altro dai nonni a Seriate – mi sembra una cattiveria. Mi aspetto delle scuse pubbliche per il fallimento dell’iniziativa”… questo è uno dei vostri . 44 CONSIGLIERE AVV. CECI: Presidente, chi volesse parlare in aula come sempre è pregato... PRESIDENTE: Sì, consigliere Ceci, ha parlato fino a 10 minuti fa anche Lei. CONSIGLIERE AVV. CECI: No, io in aula, abbia pazienza, sto al mio posto e vedo di non parlare. Se può richiamare, visto che un consigliere glielo fa presente, e come ho sempre fatto io, ed invitare ad uscire dall’aula chi vuole parlare. Le chiedo solo di fare questo invito. PRESIDENTE: Continuo a dirlo e continuo a ribadirlo, però continuo anche a vedere da qui che ci sono tanti consiglieri che continuano a parlare in aula. CONSIGLIERE AVV. CECI: Non si danno le spalle alla presidenza e al sindaco! CONSIGLIERE RAG. BELOTTI: Io chiedo il recupero, arbitro... PRESIDENTE: Ha la parola, consigliere Belotti, quindi.... 45 CONSIGLIERE RAG. BELOTTI: Io chiedo il recupero, perché il quarto uomo mi deve dare almeno due minuti di recupero. PRESIDENTE: Non esasperiamo i termini. CONSIGLIERE RAG. BELOTTI: Era rivolto a Lei, forse non l’ha capito, Maggioni! Non si danno le spalle alla presidenza! CONSIGLIERE AVV. CECI: Problemi di dignità del consiglio, presidente! PRESIDENTE: Consigliere Maggioni, per cortesia, si sposti. Prego, consigliere Belotti. CONSIGLIERE RAG. BELOTTI: Comunque, tornando al vostro elettore, Tommaso Frongia: “Mi aspetto delle scuse pubbliche per il fallimento dell’iniziativa e spero che in futuro siano organizzate meglio, altrimenti la destra e la Lega avranno vita facile alle prossime elezioni”. Poi quei poveri pendolari: “Viene sempre penalizzato chi viene da fuori. I mezzi pubblici non sono sufficienti. Se gli enti pubblici (comune, prefettura, provincia, ufficio delle entrate) fossero esterni alla città forse il problema non ci sarebbe”. Cosa si può leggere? “Bloccata pure la A4. Spero che la giunta si renda conto del forte disagio provocato ai suoi cittadini e a tutti coloro che per lavoro devono entrare in città. Sono riusciti anche a bloccare la problematica A4”. “Era un inferno! Sono contraria e contrariata. La tangenziale stamattina era un inferno. Non so se la qualità dell’aria sia migliorata o piuttosto peggiorata grazie alle emissione delle auto ferme in fila sulla tangenziale”. Qua ce n’è da leggere anche per i prossimi consigli, non lo avete capito? “Il giorno dei furbi. Il primo giorno di questa iniziativa è stata la giornata dei furbi, di quelli che ci hanno provato. Mi auguro che 46 l’amministrazione pubblica continui su questa strada. Allora sì che la seconda volta i parcheggi saranno più pieni e lo stesso i mezzi pubblici, e la terza volta ancor di più, così la gente lo capirà per forza”. “Cartina poco chiara. Ho trovato il volantino e il manifesto illustrativo delle iniziative per la giornata europea senz’auto molto attraente, mentre mi è sembrata poco chiara la cartina con l’indicazione dei blocchi. Al di là dei risultati, positivi o negativi, a seconda della situazione personale, io sono d’accordo su iniziative che ci aiutino tutti a limitare il più possibile l’uso dell’auto e ci spingano a decidere a provarci”. Ho tre minuti, se non sbaglio... PRESIDENTE: No, no, assolutamente. Mi spiace ma Lei non può decidere per conto suo sui tre minuti di recupero, se mi permette. Non può deciderlo Lei, perché c’è stata un’interruzione del consigliere Ceci che è durata 30 secondi. Le do un minuto, però non giochiamo su queste cose, per favore. Basta con i giochi! Basta adesso! CONSIGLIERE RAG. BELOTTI: Voi non vi rendete conto che con i giochi che fate voi situazioni di questo tipo ve le troverete in modo molto pesante a partire dal prossimo consiglio, finché non riuscirete a capire.... vedo che c’è il vero sindaco seduto in giunta... finché non rispettate la dignità di questo consiglio. Se voi avete detto che il consiglio va valorizzato, una semplice richiesta di urgenza, come l’altra volta, o di punti separati questa volta, va rispettata. Quindi dal prossimo consiglio portatevi le brioches, perché situazioni di questo genere ve le troverete ad ogni punto, finché non rispetterete la dignità di tutti i consiglieri comunali, compresi quelli di opposizione. CONSIGLIERE AVV. ONGARO: Io, proprio per rispettare la dignità di questo consiglio, provo a invitare il consigliere Belotti a cessare questo sistematico metodo di provocazione, oltretutto inutile nel merito. Siamo qui a discutere cose importanti e tutti questi piccoli marchingegni sono tesi esclusivamente a offendere l’istituzione, perché quando ci sono delle cose... (Interviene il consigliere Belotti fuori microfono) CONSIGLIERE AVV. ONGARO: Per esempio, anche questo stile, signor Belotti, di interrompere continuamente è lo stile dei leghisti e dei 47 berghemisti. Abbiate pazienza, voi non mettete neanche in condizione di ascoltare le cose serie. Consigliere Tentorio, io ho capito per esempio la distinzione di merito, ma è proprio questo stile che non consente neppure di poter entrare in queste distinzioni di merito su argomenti separati e, davanti all’evidente tentativo costante di ostruzionismo, non possiamo che agire in questo modo respingendo davvero ogni uso strumentale delle pretese democratiche per paralizzare il consiglio. “Porterete le brioches” è davvero un’affermazione di volgarità che io mi auguro che il consigliere Belotti abbandoni. Ci sono delle regole, rispettiamole. Sono stati fatti tre interventi, a cosa servirà tutto questo non lo so, ma impedisce davvero un confronto serio. Io invito davvero anche la maggioranza più ragionevole a impedire questo stile. Grazie. CONSIGLIERE RAG. BELOTTI: Per fatto personale, art. 70. PRESIDENTE: Mi dica per quale motivo. CONSIGLIERE RAG. BELOTTI: Semplicemente per offesa a livello personale, perché ha citato il mio nome in qualità di uno che si comporta in modo ostruzionistico, tipo “da leghista”, in modo spregiativo. Se non è fatto personale.... PRESIDENTE: Scusi, consigliere Belotti, a me pare che sia stato un intervento rientrante nell’ambito di una normale discussione politica. Perché allora, quando Lei dice al sindaco “impara a fare l’avvocato”, credo che anche qui ci potrebbe essere il fatto personale. Così come uno cerca di non stare a guardare tutte le parole, se Lei ci si mette, io interpreto l’art. 54. Votiamo il fatto personale. Lo legga tutto l’art. 54, vada anche oltre la pagina, perché ce né un’altra dietro. CONSIGLIERE RAG. BELOTTI: Scusi, presidente, Le faccio presente che se un consigliere ritiene che non ha neanche diritto al fatto personale ma la decisione è rimessa all’aula, allora neanche questo? 48 PRESIDENTE: Consigliere, io non ce l’ho con nessuno, però l’art. 54, comma 2, recita: “Il consigliere o l’assessore che domanda la parola per fatto personale deve precisarne i motivi. Il presidente decide se il fatto sussiste o meno”, e io Le ho detto che non sussiste. “Se il consigliere o l’assessore insiste anche dopo la pronuncia negativa del presidente, decide il consiglio, senza discussione, con votazione palese”. Secondo me non c’è stato fatto personale, Lei insiste di sì. Sia il consiglio a votare se c’è stato fatto personale o meno. Io devo interpretare il regolamento, non posso fare miracoli. CONSIGLIERE RAG. BELOTTI: Se qui la semplice richiesta, perché fino a stasera non si può dire che ci sia stato un comportamento ostruzionistico e sfido.... forse il consigliere Ongaro è stato più fuori che dentro, non ha assistito al dibattito, come gran parte della giunta... se qualcuno dice che stasera c’è stato un comportamento ostruzionistico, per favore lo dica in modo chiaro. Il comportamento ostruzionistico è nato nel momento in cui un consigliere, legittimamente, con tutti i suoi diritti, chiede una votazione per punti separati e non mi sembra che chiedere una votazione per punti separati sia un comportamento ostruzionistico... forse Lei, consigliere Ongaro, queste cose non le sa. Per favore, partecipi anche Lei ai corsi che ha fatto la presidenza del consiglio, lodevoli corsi, perché questo non è comportamento ostruzionistico e se questa non è un’offesa a livello personale, mi dica Lei, presidente, qual è. Devo rimettermi al voto dell’aula? Perfetto, so benissimo che l’aula dirà che non è un fatto personale. Allora, ditemi voi, che cosa deve fare un consigliere se non può neanche presentare un’urgenza, fatta al mattino per la sera; se presenta un emendamento è un comportamento ostruzionistico, se presenta una richiesta di votazione per punti separati, fatta decine di volte nella passata amministrazione, è un comportamento ostruzionistico. Allora, cosa dobbiamo fare? PRESIDENTE: Non interveniamo tutti, per favore. Consigliere Belotti, io Le ricordo solo, per una questione di metodo, quindi non entro assolutamente nel merito perché non è mio compito, che Lei ha chiesto la votazione per punti separati e l’aula democraticamente ha respinto questa richiesta. Questa è la democrazia! CONSIGLIERE RAG. BELOTTI: Scusi, io democraticamente non posso fare una dichiarazione di voto? E allora? 49 PRESIDENTE: Lei l’ha fatta la dichiarazione di voto, ma non può dire che ci saranno tutte le conseguenze del caso perché non si è rispettata la sua volontà. L’aula democraticamente ha scelto. Ripeto, non entro nel merito. Il metodo è questo, la democrazia. CONSIGLIERE RAG. BELOTTI: La democrazia, caro presidente, prevede che il sottoscritto possa venire, la prossima volta, a fare tutte le dichiarazioni che gli consente il regolamento, a fare tutti gli interventi che gli consente il regolamento, a presentare tutte le decine e centinaia di emendamenti che gli consente il regolamento. Io vi ho detto che se il comportamento da parte vostra è questo, caro consigliere Ongaro, l’ostruzionismo non era prima, è venuto dopo il vostro comportamento.... PRESIDENTE: Consigliere Belotti, se Lei insiste sul fatto personale io procedo con la votazione. Lei mi deve dire se insiste o meno. CONSIGLIERE RAG. BELOTTI: Si, lo ponga in votazione. (Esce dall’aula il consigliere Tentorio; al momento della votazione sono presenti n. 30 consiglieri). Poiché nessun altro chiede la parola, il presidente mette in votazione palese la richiesta del consigliere Belotti di intervenire per fatto personale. Eseguita la votazione, attraverso espressione elettronica del voto, si ha il seguente risultato: n. 2 consiglieri astenuti (Belotti, Riccardi), n. 8 voti favorevoli, n. 20 voti contrari (Anghileri, Aversa, Bonalumi, Brembilla, Bruni, Corrà, Gargano, Girola, Guerini, Invernizzi, Maggioni, Mologni, Morgano, Ongaro, Paganoni, Paparo, Rota, Santoro, Varinelli, Zavaritt). Il presidente proclama l’esito della suddetta votazione, riconosciuto dai presenti, e dichiara che la preindicata richiesta è stata respinta a maggioranza dei votanti. 50 PRESIDENTE: Pongo in votazione l’O.d.G. urgente n. 6 presentato dal gruppo consiliare di AN. (Entra in aula il consigliere Tentorio; al momento della votazione sono presenti n. 31 consiglieri). Poiché nessuno chiede la parola, il presidente mette in votazione palese l’O.d.G. urgente presentato dal gruppo consiliare Alleanza Nazionale. Eseguita la votazione, attraverso espressione elettronica del voto, si ha il seguente risultato: n. 9 voti favorevoli, n. 22 voti contrari (Anghileri, Aversa, Bertoli, Bonalumi, Brembilla, Bruni, Corrà, Gargano, Girola, Guerini, Invernizzi, Maggioni, Mologni, Morgano, Ongaro, Paganoni, Paparo, Riccardi, Rota, Santoro, Varinelli, Zavaritt). Il presidente proclama l’esito della suddetta votazione, riconosciuto dai presenti, e dichiara che il preindicato O.d.G. è stato respinto a maggioranza di voti. PRESIDENTE: Passiamo all’O.d.G. urgente n. 7. Sono pervenuti due emendamenti, uno a firma della consigliera Frosio Roncalli e un altro a firma del capogruppo di Forza Italia, Ceci. Invito la consigliera Frosio Roncalli a presentare l’emendamento. CONSIGLIERE DOTT.SSA FROSIO RONCALLI: L’emendamento che ho presentato su questa risoluzione riguarda la cancellazione di una parte di essa. Condivido il fatto che la responsabilità sia collegiale, della giunta, per quanto riguarda questo fattaccio che Bergamo ha dovuto subire. Lo ritengo giusto, visto e considerato che comunque questa risoluzione nel suo insieme è da noi condivisa, specialmente per quanto riguarda la proposta del sindaco di convocare un apposito consiglio comunale... è una proposta che noi abbiamo fatto quando abbiamo dato il comunicato stampa, quando abbiamo parlato con i giornalisti. È una proposta che il sindaco ha fatto sua volendo convocare un consiglio ad hoc. Oggi votare contro questa risoluzione non ci sembra opportuno. Quindi la richiesta che facciamo è di eliminare la frase: “nel ribadire la sua piena fiducia agli assessori Cattaneo e Amorino”. È ovvio che non 51 possiamo approvare questa frase per quello che ho detto ma, al di là delle persone e al di là di tutto, per il fatto stesso che noi siamo dall’altra parte della barricata, di conseguenza sarebbe veramente assurdo dover approvare questa frase. Un altro emendamento che non ho presentato ma che voglio proporre in questo momento riguarda il 6° capoverso, dove si dice “poco o nulla è stato realizzato in questi ultimi 5 anni”. Direi che se parliamo di “ultimi anni” in generale sicuramente non facciamo un torto a nessuno, anche perché se Bergamo è in queste condizioni non è sicuramente per una gestione limitata agli ultimi anni ma per una gestione, magari non troppo brillante in questo settore, che si protrae da molti anni. PRESIDENTE: Sarebbe utile che il consigliere Ceci presentasse il suo emendamento in modo che siamo al corrente di tutto. CONSIGLIERE AVV. CECI: E’ stato presentato presso la presidenza. La premessa è di ordine procedurale. L’altra volta si è consumata una grave ingiustizia e penso che sia dovuto all’inesperienza di alcuni consiglieri di alcuni gruppi consiliari. Di solito l’urgenza, specialmente quando riguardano fatti del giorno prima o della mattina stessa, non va mai negata perché così si nega la democrazia, ma penso che sul punto abbiamo egregiamente risolto il problema perché in conferenza dei capigruppo si è raggiunto l’accordo di proporre un O.d.G., un’interpellanza, un’interrogazione delle minoranze e una della maggioranza, quindi il problema è superato. Sul secondo punto io invitavo il presidente a verificare, sulle centinaia di O.d.G. che sono stati presentati su argomenti attinenti o collegati, quante volte non ho rigorosamente tenuta separata la discussione collettiva dalle dichiarazioni di voto e dalle votazioni. Quindi per la prossima seduta l’aspetto al varco, con dati alla mano, per vedere quante volte ho fatto una cosa del genere perché questa norma, l’art. 70, è stata fatta proprio dalla nostra amministrazione per snellire i lavori, perché gli O.d.G. vanno rigorosamente discussi e votati separatamente. Per venire incontro alla sintesi dei lavori del consiglio abbiamo permesso una discussione collettiva, mai e poi mai dichiarazioni di voto e votazioni separate. L’aspetto per la prossima seduta. Velocemente sulla votazione per parti separate. La votazione per parti separate serve spesso per distinguere qualche posizione e per trovare l’accordo su alcuni dispositivi degli O.d.G. Concludo sul fatto personale. Due minuti o tre sul fatto personale non si sono mai negati a nessuno. Basta che siano però due o tre minuti. Diventa molto più complesso fare come avete fatto stasera, addirittura una votazione. Vengo all’emendamento. L’emendamento riguarda l’O.d.G. urgente n. 7 presentato da vari gruppi 52 consiliari di maggioranza. È naturalmente provocatorio, però qui bisogna uscire da una contraddizione perché questo sembra un dibattito fra sordi. Da una parte noi non neghiamo che l’iniziativa di sensibilizzare sull’uso dell’auto e sul limitare il traffico sia una buona cosa. Condividiamo perfettamente l’intento della giornata del 22 settembre. Il problema è che è stata sbagliata nettamente l’iniziativa. Siccome non ci siamo capiti su questa tema perché i vari consiglieri a vario titolo hanno detto, per esempio, il consigliere Anghileri: “Questa iniziativa ha un senso”; il consigliere Santoro: “pieno appoggio a questa iniziativa”; l’assessore Cattaneo: “esperimento positivo”; Bertoli: “abbiamo mancato solo nell’organizzazione però abbiamo migliorato il traffico in città”; Ongaro: “ha avuto un valore pedagogico”. Dall’altra parte l’iniziativa di chiudere la città è stata definita come “assurda, demenziale, pazzesca, fallimentare, dannosa, incredibile, mai vista”. Allora pongo all’attenzione del consiglio che cosa? D’accordo sull’iniziativa di sensibilizzare, ma allora propongo una bella cosa: attuare altre iniziative di chiusura al traffico come quella del 22.9.2004. Invito il consiglio a votare su questa aggiunta. E’ un emendamento aggiuntivo. Quindi se siete convinti che questa sia una bella iniziativa, io vi invito esattamente e testualmente a ripeterla perché da una parte “è uscita male, ci scusiamo, non la facciamo più”, oppure l’altra “è andato tutto bene, questa iniziativa va ripetuta”. Bisogna uscire dalla demagogia e dalle contraddizioni. PRESIDENTE: Vorrei solo ricordare che, per carità, nessuno nasce “imparato” e continuo a dirlo, però sono anche ben assistito qui al tavolo della presidenza del consiglio. Comunque sia, venerdì scorso è stato fatto un incontro dei capigruppo, e i capigruppo presenti me ne possono dare atto. Non è certamente colpa mia se il gruppo consiliare di Forza Italia non era presente. C’è un altro emendamento presentato dal consigliere Belotti. Se per cortesia lo vuole illustrare. CONSIGLIERE RAG. BELOTTI: Presidente, non ho capito quello che ha detto Lei. PRESIDENTE: Lei ha presentato un emendamento. 53 CONSIGLIERE RAG. BELOTTI: No, visto che non c’era Forza Italia, non ho capito in che senso. PRESIDENTE: Nel senso che nella conferenza dei capigruppo che si è tenuta venerdì si è parlato ampiamente di questi O.d.G. e ci si era dati una metodologia. Questo è un articolo che la neonata commissione statuto, secondo me, dovrà comunque sistemare, come altri articoli che vanno troppo ad interpretazione. Comunque ne parliamo nella dovuta sede e non a quest’ora. Peraltro l’argomento non è pertinente quindi non posso neanche presentare un O.d.G. collegato. Prego, se mi presenta l’emendamento, per favore. CONSIGLIERE RAG. BELOTTI: Il primo emendamento riguarda il comma 2. Chiediamo che venga stralciato il passaggio dove si dice “... e i sindaci dei comuni limitrofi sono stati opportunamente e precedentemente contattati”, perché io non me la sento di votare il falso. E visto che nessuno nelle repliche ha detto che sono stati contattati, confermo quello che mi hanno detto, cioè che nessuno sapeva niente, salvo una riunione convocata per il 22. Secondo passo, chiedo l’eliminazione del 6° comma, dove mi sembra che sia poco consono, se si vuole avere un voto ampio, dire “poco o nulla è stato realizzato in questi ultimi 5 anni per incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici (corsie preferenziali, eccetera), le due ruote (percorsi ciclabili) e in generale per avviare una nuova cultura che ci permette in un futuro prossimo di vivere in una città più vivibile”. Ricordo che quando è stata fatta la proposta del sindaco Veneziani di chiudere Città Alta, qualcuno che adesso siede in giunta e che aveva anche incarichi cittadini in una segreteria di partito, aveva detto che non bisognava avere freni. Peccato che nei cinque anni precedenti, anzi quattro, mi corregga Misiani, Lei che c’era, nessuno della giunta Vertova-Vicentini si era sognato di mettere in pratica quella cosa, ovvero chiudere Città Alta. Quindi sono due emendamenti che spero qualcuno non consideri ostruzionistici, eccetera. Poi, presidente, sono molto curioso di sapere quali sono i metodi che vuole adottare, quali articoli dello statuto vuol cambiare perché ho la vaga idea che verrà tolta qualche possibilità ai consiglieri... ho la vaga idea, spero di essere smentito! PRESIDENTE: Se mi conoscesse bene saprebbe benissimo che non è così. 54 CONSIGLIERE RAG. BELOTTI: Spero che non si rimetta all’aula anche in quello. La vedo grigia. PRESIDENTE: Sa benissimo che non ho mai fatto delle forzature in questo. L’ultimo emendamento, sempre della consigliera Frosio Roncalli, chiede di sostituire al sesto capoverso le parole ”questi ultimi 5 anni” con le parole “negli ultimi anni”. CONSIGLIERE DOTT. TENTORIO, per dichiarazione di voto: Volevo contestare alcune voci delle premesse, alcune voci del considerato e ribadire l’approvazione della parte finale, cioè della deliberazione. Poi non so come si voterà. Una volta a verbale la storia ne sarà testimone. L’intera impostazione dell’O.d.G., tranne la parte dispositiva finale, non è da me assolutamente condivisa. Quando s’illustra l’informativa che è stata data alla comunità bergamasca, dando quindi un giudizio implicito della stessa, secondo me, si sbaglia. Quando si citava la provincia di Bergamo, esattamente il 27 settembre, non potevate non aver letto le dichiarazioni di Bettoni sul dopo giornata e quindi citare quello che aveva dichiarato prima e non quello che ha dichiarato dopo, che era un giudizio severissimo nei confronti di questa giornata, è sbagliato. Si ribadisce che non era una chiusura a fini ecologici, cioè non serviva a niente a questo fine, ma che serviva a sensibilizzare i bergamaschi, cioè una funzione didattica che mi sembra anche un poco offensiva, cioè “tu, bambino bergamasco, adesso t’insegno io come ti devi comportare”. Non condivido ovviamente la critica nei confronti dei 5 anni precedenti, ma questo rientra nei miei compiti istituzionali. Pensavo peraltro che quando avevo ricordato l’aumento del traffico dell’ATB, la prosecuzione dei lavori del tram veloce, l’avanzamento, seppure in ritardo, della realizzazione del trambus, la proposta della tangenziale est, la realizzazione del primo parcheggio sotto Città Alta, la realizzazione insufficiente, ma pur iniziata, delle piste ciclabili, i parchi realizzati, avessi dato delle indicazioni di alcune iniziative importanti che non hanno risolto un problema, che è un problema di tutto il paese, ma sicuramente ne avevano evidenziato l’esistenza e indicato alcune soluzioni. Le soluzioni sono quelle che mancano fino ad oggi in maniera totale, in questo documento, nelle dichiarazioni del sindaco, secondo me, e poi è anche errato che l’assessore all’ambiente Amorino non abbia ritenuto di intervenire, perché ascoltare il suo parere ci sarebbe stato d’interesse. Dopo tutte queste premesse che non condivido, l’O.d.G. si chiude con “approva la proposta del sindaco di convocare un apposito consiglio comunale per discutere i problemi della mobilità e le future azioni da intraprendere”. E qui va bene. Non so quale sarà il voto più logico: probabilmente, dopo aver ribadito il dissenso totale o comunque 55 molto forte, alle premesse e al considerato, dare il voto favorevole. CONSIGLIERE DOTT. MARABINI: Qui bisogna fare un’operazione di taglio e di aggiunta. I tagli sono già stati presentati da altri colleghi, io vorrei che però ci fossero delle aggiunte nel disposto finale nel quale bisognerebbe, per me, inserire le seguenti espressioni: “Il consiglio comunale impegna il sindaco ad esprimere le scuse sue e della sua giunta alla cittadinanza per i pesanti disagi subiti”. La seconda frase è: “esprime la sua solidarietà e il suo ringraziamento agli agenti della polizia locale ed ai volontari fatti oggetto di insulti e aggressioni”. Io ritengo che questo sia doveroso, siano doverose le scuse e doverosi i ringraziamenti. Sono doverose le scuse perché quando una cittadinanza si esprime in modo così corale, per cui nel rapporto approvazione/dissensi si è 1:200, direi che evidentemente c’è qualcosa che non ha funzionato. La cittadinanza si è sentita offesa, si è sentita discriminata, soprattutto le periferie alle quali era stata promessa in campagna elettorale maggiore vicinanza, maggiore attenzione, si sono sentite discriminate per essere state tenute al di fuori della città e penalizzate per il maggior inquinamento subito per il blocco del traffico proprio nella loro zona. Quindi, con particolare riferimento alle periferie, la cittadinanza si attende un atto importante, nobile: le scuse. Un errore riconosciuto è più positivo, in termini di consenso, a volte, che una cosa fatta bene. Quindi non è un suggerimento, è una considerazione, poi ognuno la può prendere nel peso che ritiene più giusto, però le scuse sono doverose. Doveroso è altrettanto il ringraziamento alle forze dell’ordine che le cronache raccontano, ma abbiamo visto anche la documentazione fotografica, sono state l’incolpevole bersaglio, lo scudo che ha protetto la giunta e il sindaco, dall’ira dei cittadini che, magari non avranno compreso, magari saranno dei retrogradi, saranno delle persone che non sono pronte a capire il verbo, il messaggio, eccetera, ma soprattutto direi che sono persone che non subiscono imposizioni da stato etico e che vorrebbero essere considerate persone ragionevoli alle quali bisogna dare non delle imposizioni ma delle alternative tali alle quali possano aderire per propria scelta e non perché subiscono un’imposizione. Quindi invito a prendere in considerazione, quindi a inserire, questi due emendamenti nella parte dispositiva finale, e adesso consegno il testo relativo. Grazie. Poiché nessun altro chiede la parola, il presidente mette in votazione palese l’emendamento presentato dal consigliere Frosio Roncalli che così recita: - nelle premesse eliminare la seguente frase “…nel ribadire la sua piena fiducia agli assessori Cattaneo (mobilità) e Amorino (ambiente)…” 56 Eseguita la votazione, attraverso espressione elettronica del voto, si ha il seguente risultato: n. 5 consiglieri astenuti (Baraldi, Marabini, Tentorio, Turconi, Veneziani) n. 4 voti favorevoli, n. 22 voti contrari (Anghileri, Aversa, Bertoli, Bonalumi, Brembilla, Bruni, Corrà, Gargano, Girola, Guerini, Invernizzi, Maggioni, Mologni, Morgano, Ongaro, Paganoni, Paparo, Riccardi, Rota, Santoro, Varinelli, Zavaritt). Il presidente proclama l’esito della suddetta votazione, riconosciuto dai presenti, e dichiara che il preindicato emendamento è stato respinto a maggioranza dei votanti. Poiché nessuno chiede la parola, il presidente mette in votazione palese l’emendamento presentato dal consigliere Ceci che così recita: - nel dispositivo inserire il seguente punto “…di attuare altre iniziative di chiusura al traffico infrasettimanale come quella del 22.9.04”. Eseguita la votazione, attraverso espressione elettronica del voto, si ha il seguente risultato: n. 1 consigliere astenuto (Ceci), n. 30 voti contrari (Anghileri, Aversa, Baraldi, Belotti, Bertoli, Bonalumi, Brembilla, Bruni, Corrà, Frosio Roncalli, Gargano, Girola, Guerini, Invernizzi, Maggioni, Marabini, Mologni, Morgano, Ongaro, Paganoni, Paparo, Redondi, Riccardi, Rota, Santoro, Tentorio, Turconi, Varinelli, Veneziani, Zavaritt). Il presidente proclama l’esito della suddetta votazione, riconosciuto dai presenti, e dichiara che il preindicato emendamento è stato respinto ad unanimità dei votanti. PRESIDENTE: Passiamo all’emendamento presentato dal consigliere Belotti che chiede di togliere dal secondo comma la frase “e i sindaci dei comuni limitrofi sono stati opportunamente precedentemente contattati” e di togliere il sesto comma, e cioè “poco o nulla è stato realizzato...”, eccetera. Si proceda alla votazione del primo emendamento. Poiché nessuno chiede la parola, il presidente mette in votazione palese l’emendamento presentato dal consigliere Belotti che così recita: - nelle premesse, al secondo capoverso, eliminare la seguente frase “…e i sindaci dei comuni limitrofi sono stati opportunamente e precedentemente contattati…” 57 Eseguita la votazione, attraverso espressione elettronica del voto, si ha il seguente risultato: n. 9 voti favorevoli, n. 22 voti contrari (Anghileri, Aversa, Bertoli, Bonalumi, Brembilla, Bruni, Corrà, Gargano, Girola, Guerini, Invernizzi, Maggioni, Mologni, Morgano, Ongaro, Paganoni, Paparo, Riccardi, Rota, Santoro, Varinelli, Zavaritt). Il presidente proclama l’esito della suddetta votazione, riconosciuto dai presenti, e dichiara che il preindicato emendamento è stato respinto a maggioranza di voti. Poiché nessuno chiede la parola, il presidente mette in votazione palese l’emendamento presentato dal consigliere Belotti che così recita: - eliminare il sesto capoverso dell’O.d.G. Eseguita la votazione, attraverso espressione elettronica del voto, si ha il seguente risultato: n. 9 voti favorevoli, n. 22 voti contrari (Anghileri, Aversa, Bertoli, Bonalumi, Brembilla, Bruni, Corrà, Gargano, Girola, Guerini, Invernizzi, Maggioni, Mologni, Morgano, Ongaro, Paganoni, Paparo, Riccardi, Rota, Santoro, Varinelli, Zavaritt). Il presidente proclama l’esito della suddetta votazione, riconosciuto dai presenti, e dichiara che il preindicato emendamento è stato respinto a maggioranza di voti. Poiché nessuno chiede la parola, il presidente mette in votazione palese l’emendamento presentato dal consigliere Frosio Roncalli che così recita: - al sesto capoverso dell’O.d.G sostituire le parole “…in questi ultimi cinque anni…” con le parole “negli ultimi anni”. Eseguita la votazione, attraverso espressione elettronica del voto, si ha il seguente risultato: n. 2 consiglieri astenuti (Morgano, Tentorio), n. 8 voti favorevoli, n. 21 voti contrari (Anghileri, Aversa, Bertoli, Bonalumi, Brembilla, Bruni, Corrà, Gargano, Girola, Guerini, Invernizzi, Maggioni, Mologni, Ongaro, Paganoni, Paparo, Riccardi, Rota, Santoro, Varinelli, Zavaritt). Il presidente proclama l’esito della suddetta votazione, riconosciuto dai presenti, e dichiara che il preindicato emendamento è stato respinto a maggioranza dei votanti. 58 PRESIDENTE: Onde non creare inutili discussioni mi pare di capire che l’emendamento presentato dal consigliere Marabini possa essere considerato unico. Chiedo se lo vuol considerare unico o se li vuol votare entrambi. Allora votiamo il primo emendamento, “impegna il Sindaco ad esprimere le scuse sue e della sua Giunta alla cittadinanza per i pesanti disagi subiti”. Poiché nessuno chiede la parola, il presidente mette in votazione palese l’emendamento presentato dal consigliere Marabini che così recita: - nel dispositivo aggiungere il seguente punto: “ impegna il sindaco ad esprimere le scuse sue e della sua giunta alla cittadinanza per i pesanti disagi subiti”. Eseguita la votazione, attraverso espressione elettronica del voto, si ha il seguente risultato: n. 9 voti favorevoli, n. 22 voti contrari (Anghileri, Aversa, Bertoli, Bonalumi, Brembilla, Bruni, Corrà, Gargano, Girola, Guerini, Invernizzi, Maggioni, Mologni, Morgano, Ongaro, Paganoni, Paparo, Riccardi, Rota, Santoro, Varinelli, Zavaritt). Il presidente proclama l’esito della suddetta votazione, riconosciuto dai presenti, e dichiara che il preindicato emendamento è stato respinto a maggioranza di voti. Poiché nessuno chiede la parola, il presidente mette in votazione palese l’emendamento presentato dal consigliere Marabini che così recita: - nel dispositivo aggiungere il seguente punto: “esprime la sua solidarietà e il suo ringraziamento agli agenti della polizia locale e ai volontari fatti oggetto di insulti o aggressioni”. Eseguita la votazione, attraverso espressione elettronica del voto, si ha il seguente risultato: n. 1 consigliere astenuto (Ongaro) n. 27 voti favorevoli, n. 3 voti contrari (Bertoli, Girola, Maggioni). Il presidente proclama l’esito della suddetta votazione, riconosciuto dai presenti, e dichiara che il preindicato emendamento è stato approvato a maggioranza dei votanti. 59 Poiché nessuno chiede la parola, il presidente mette in votazione palese la risoluzione urgente presentata dai gruppi consiliari Lista Bruni, La Margherita, Partito Comunista Rifondazione, L’Aratro, Democratici di Sinistra, Verdi per la pace, Italia dei Valori, modificato in conformità all’emendamento testè approvato. Eseguita la votazione, attraverso espressione elettronica del voto, si ha il seguente risultato: n. 24 voti favorevoli, n. 7 voti contrari (Baraldi, Belotti, Ceci, Frosio Roncalli, Marabini, Redondi, Turconi). Il presidente proclama l’esito della suddetta votazione, riconosciuto dai presenti, e dichiara che la preindicata risoluzione è stata approvata a maggioranza di voti, nel testo allegato. 60 “” IL CONSIGLIO COMUNALE Premesso che: Il 22 settembre 2004, per la prima volta nella sua storia, il comune di Bergamo ha aderito alla “GIORNATA EUROPEA SENZA TRAFFICO”; per l’organizzazione della giornata si è provveduto a stampare numerosi volantini e poster; articoli di presentazione sono stati pubblicati sulla stampa cittadina; i tabelloni luminosi posti agli ingressi della città informavano della chiusura già nei quattro giorni antecedenti la chiusura e i sindaci dei comuni limitrofi sono stati opportunamente e precedentemente contattati; la provincia di Bergamo, pur non aderendo, ha appoggiato l’iniziativa definendola “un esperimento utile anche per verificare se davvero si possono attuare azioni simili organizzate in modo strutturato e stabile nel tempo”; Considerato che: La giornata del 22 settembre 2004 non era una chiusura a fini ecologici, poiché le principali finalità erano quella di sensibilizzare i bergamaschi ad abbandonare l’automobile in favore dei mezzi pubblici e individuare una serie di dati utili per una futura politica di diminuzione del traffico privato; il problema dell’inquinamento a Bergamo, negli ultimi anni, è aumentato in maniera preoccupante, tanto che la nostra città ha avuto una media di 70 giorni di superamento del PM10 all’anno (negli ultimi cinque anni), rispetto ai 35 previsti dall’Unione Europea; poco o nulla è stato realizzato in questi cinque anni per incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici (corsie preferenziali, ecc.), le due ruote (percorsi ciclabili) e in generale per avviare una nuova cultura che ci permetta, in un futuro prossimo, di vivere in una città più vivibile; per “la giornata europea senza traffico” il comune di Bergamo ha individuato ed inaugurato ben 230 nuovi posti bici, i mezzi pubblici sono stati intensificati e la validità del biglietto estesa a tutta la giornata; i parchi sono stati aperti fin dalle 7,30; si è inaugurato il semaforo intelligente e la zona 30 in Valverde – Maironi da ponte; sono stati presentati dei bus di nuova generazione; si è istituita una corsia preferenziale per il trasporto pubblico in via Broseta; è stata posta la prima pietra per la pista ciclabile San Rocco-Loreto; si è messo in funzione il pilomat di via Tasso; si sono organizzati momenti gioco per i bambini nei parchi Goisis e Turani e sono stati realizzati dei punti informativi per i ragazzi in tre sedi circoscrizionali; Sottolineato che: se i disagi sono certamente andati al di là delle previsioni, la giornata di chiusura ha anche ulteriormente evidenziato la criticità del traffico esogeno nella nostra città e la necessità di individuare soluzioni inderogabili per consentire una corretta e organizzata mobilità dei cittadini sul territorio. Nel ribadire la sua piena fiducia agli assessori Cattaneo (mobilità) e Amorino (ambiente) 61 APPROVA La proposta del sindaco di convocare un apposito consiglio comunale per discutere i problemi della mobilità e le future azioni da intraprendere. Esprime la sua solidarietà e il suo ringraziamento agli agenti della polizia locale e ai volontari fatti oggetto di insulti o aggressioni. “” 62 PRESIDENTE: Passiamo all’O.d.G. urgente n. 8 presentato dai gruppi consiliari di Forza Italia, UDC, Lega Nord, AN, Lista Veneziani. CONSIGLIERE AVV. CECI: Prendo atto che per quanto riguarda le votazioni precedenti il consiglio, quasi nella sua interezza, ha deciso di sconfessare la scelta fatta dal sindaco e dalla giunta perché ha votato di non attuare più altre iniziative di chiusura del traffico come quella del 22.9.2004 il che vuol dire, viste le premesse, che questa iniziativa non ha colto nel segno. Quindi se la scelta era collegiale, sindaco e giunta, la maggioranza ha deciso che queste cose non si devono più fare, prendendo chiara e netta posizione di fronte a queste iniziative estemporanee. Il secondo atto è che i Verdi hanno superato la maggioranza perché pubblicamente hanno chiesto scusa a tutti i cittadini dei disagi che hanno creato, mentre la maggioranza biecamente le scuse non le ha porte. Ai vigili mi sembrava doveroso, ed è stata l’unica convergenza di quest’aula. È notte fonda, non entro nel merito di queste considerazioni che potrebbero tenerci impegnati per altro tempo. Il sindaco ha ritenuto questa iniziativa un messaggio forte. Questo messaggio, dico al sindaco, è stato troppo forte! Il sindaco ha detto che ci sono state molte luci e poche ombre. A me sembrava esattamente il contrario: ci sono state tante ombre e pochissime luci. Mi scuso, le luci comunque non le abbiamo viste, neanche quelle poche che ha indicato il sindaco. Traffico esogeno. Sindaco Bruni? Non è il sindaco di Verdello, non è il sindaco di Ponteranica, è il sindaco di un capoluogo di provincia. Cosa vuol dire? Oneri ed onori della grande città. Quante volte abbiamo dibattuto sulla questione del tribunale, degli uffici statali, della camera di commercio? Oneri ed onori! Grosse istituzioni, grossi enti hanno sede nel capoluogo e quindi la mentalità non può essere quella di dire “traffico esogeno”. Il capoluogo è catalizzatore di traffico. Ripetiamo che le iniziative vanno colte altrove per cercare di evitare questo traffico e Lei è sindaco di un capoluogo di provincia. “Disagi tanti”: io aggiungo troppi! Errori gestionali per fortuna ammessi, e gliene do atto. Per fortuna che avete deciso di non ripeterla questa giornata! La comunicazione sicuramente non ha colto nel segno, qualcosa non ha funzionato e condivido pienamente con Lei sulle considerazioni sul perché la comunicazione non ha funzionato. Sulle auto: personalmente ho cercato di fare uno sforzo, di passare dalle quattro ruote alle due ruote, per ora motorizzate. Cercherò di passare a quelle a pedali. È difficile ma ci proviamo tutti quanti. Tangenziale est: non si nasconda dietro la delibera dirigenziale; come ha detto Lei è una scelta politica, l’aveva già indicato in campagna elettorale. Non addossiamola al povero dirigente, anche perché Le ricordo 63 che sono stati fatti dei rilievi ed era stato dato tempo, se non sbaglio fino al 10 ottobre 2004, per eliminare quei rilievi, quei vizi o quei difetti che la progettazione aveva. Invece, tout court, non si è aspettato il 10 ottobre, non si è rimesso mano alla questione e si è fatta una delibera dirigenziale, legittima, ma non nascondiamoci dietro un dito! Concludo quindi dicendo che la maggioranza è sì stata investita nelle elezioni recenti, ma penso che il suo consenso se lo debba guadagnare giorno per giorno, e mercoledì 22 non è stata una giornata felice dal punto di vista del consenso e neanche dell’iniziativa. Quindi l’O.d.G., e non ve lo leggo, ha solo lo scopo di richiamare questa giunta, come ha pubblicato un giornale di Bergamo che fa il suo dovere di giornale e recepisce puntualmente cosa i cittadini pensano: “Meno ideologia, più realismo”. L’O.d.G. vuole richiamare questa giunta alla concretezza di una politica ambientalista fatta di tutta una serie di iniziative, 5 o 6, spero condivisibili, che secondo noi questa giunta deve attuare e, laddove le attuerà, avrà il nostro pieno consenso. CONSIGLIERE RAG. BELOTTI, per dichiarazione di voto: Solo per dichiarare il voto a favore di questo O.d.G. Ovviamente ci preoccuperemo anche di informare i sindaci dei comuni limitrofi di quanto è stato votato stasera. Notiamo con piacere che l’assessore “anguilla” è proprio sgusciato e non si è visto neanche stasera, non ha detto “a” ed è più furbo degli altri. Amorino, io chiudo il mio intervento se tu mi dici solo se avete parlato con i sindaci oppure no. Dopo vi risparmio tre minuti, però toglimi questa soddisfazione, fammi sentire la tua voce. Hai imposto tu la storia della giornata europea come hanno fatto in Albania, in Bulgaria e in quei paesi... mi piacerebbe sapere quante città in Albania hanno chiuso al traffico… Visto che guardavate le statistiche: “107 città hanno aderito”. Mi dica una città dell’Albania che abbia fatto qualcosa. Mi dica solo, assessore, avete sentito i sindaco o no? Così domani posso tranquillamente telefonare a tutti. Risparmio due minuti e sono buono. PRESIDENTE: L’assessore non è obbligato a rispondere. Se l’assessore non interviene pongo in votazione l’O.d.G. urgente n. 8. Si proceda alla votazione. Ricordo che gli emendamenti devono essere presentati per iscritto alla presidenza del consiglio prima che sia dichiarata chiusa la discussione, non in sede di dichiarazione di voto. Stasera è andata così, però io rispetto il regolamento. Poi la commissione statuto farà tutte le proposte che vorrà fare al consiglio per qualsiasi cambiamento. 64 CONSIGLIERE AVV. CECI: Volevo ricordare che lunedì, insieme a Ottavio Rota, abbiamo organizzato la partita di allenamento per non arrivare a Bologna completamente sgonfi. Lunedì, ore 21,00, all’Excelsior. (Esce dall’aula il consigliere Bertoli; al momento della votazione sono presenti n. 30 consiglieri). Poiché nessun altro chiede la parola, il presidente mette in votazione palese l’O.d.G. presentato dai gruppi consiliari Forza Italia, Libertas UDC, Lista Veneziani, Lega Nord Padania, Alleanza Nazionale. Eseguita la votazione, attraverso espressione elettronica del voto, si ha il seguente risultato: n. 9 voti favorevoli, n. 21 contrari (Anghileri, Aversa, Bonalumi, Brembilla, Bruni, Corrà, Gargano, Girola, Guerini, Invernizzi, Maggioni, Mologni, Morgano, Ongaro, Paganoni, Paparo, Riccardi, Rota, Santoro, Varinelli, Zavaritt). Il presidente proclama l’esito della suddetta votazione, riconosciuto dai presenti, e dichiara che il preindicato ordine del giorno è stato respinto a maggioranza di voti. 65