LASCUOLA VAATEATRO SPETTACOLI PER LE SCUOLE LA CITTÀ DEL TEATRO · CASCINA TEATRO ROSSINI · PONTASSERCHIO 1 illustrazione di copertina: Daria Palotti 2 Il teatro – nel suo essere territorio prediletto di creazione, capace di generare altre ipotesi esistenziali e narrazioni di mondi possibili – stimola la fantasia, ma anche le competenze relazionali (come la conoscenza reciproca, la condivisione degli spazi, la cooperazione). La scuola va a teatro, allora, per offrire agli studenti strumenti di decodifica esistenziale attraverso la frequentazione di un luogo acceso, illuminante, capace di ascoltare il mondo e i nuovi bisogni delle persone. Vogliamo pensare al teatro non come ad una “attività riempitivo”, ma come ad una parte integrante della scuola contemporanea, scuola aperta a tutti quei linguaggi che possono sostenerla nel difficile compito di formare e di far emergere i talenti dei giovani. Con il piacere e il divertimento ogni apprendimento si fisserà nell’esperienza e nella memoria, costruendo veri e propri cammini di emancipazione sulle basi solide di un confronto che esalta il valore delle differenze e delle storie di ognuno. Anche quest’anno mettiamoci in gioco, senza paure facciamo nascere insieme nuove idee. Queste sì, metteranno in crisi la crisi e ci accompagneranno in un futuro migliore: quello che proprio le nuove generazioni avranno costruito. Donatella Diamanti Direzione artistica Fondazione Sipario Toscana Onlus/La Città del Teatro Il palcoscenico come spazio della formazione, della crescita e del confronto. La Città del Teatro mantiene l’impegno sul teatro per i ragazzi e per le scuole anche per la prossima stagione. Da venti anni il nostro spazio scenico punta su un lavoro costante per l’innovazione. Un programma di spettacoli, prodotti a Cascina o scelti per il nostro pubblico, che possa essere vicino alle nuove generazioni. In teatro l’esperienza artistica può divenire esperienza collettiva e il gesto teatrale, diretto, non ripetibile e non mediato, può essere gesto di valore formativo. Tra l’apertura e la chiusura del sipario l’opportunità di capire la realtà in una maniera diversa e, per molti bambini e ragazzi, inconsueta. Un modo per far crescere sia in termini di comunità che individualmente. Michelangelo Betti Presidente Fondazione Sipario Toscana Onlus/La Città del Teatro 3 LA SCUOLA VA A TEATRO 2013-2014 4 Scuola dell’infanzia ■ 12-13 febbraio 2014 ■ 6-7-8 novembre 2013 Teatro Gioco Vita Teatro Stabile di Innovazione Fondazione Sipario Toscana onlus Teatro Stabile di Innovazione La Città del Teatro – Cascina Anita E la mosca Cane Blu La Città del Teatro - Cascina ■ 24 febbraio 2014 ■ 11 novembre 2013 Il brutto anatroccolo Teatro Evento Luna e GNAC Teatro Teatro Rossini – Pontasserchio La Città del Teatro - Cascina ■ 13-14 marzo 2014 PAM! Parole a matita Scuola primaria e scuola secondaria di primo grado ■ 23-24 ottobre 2013 Fondazione Sipario Toscana onlus Teatro Stabile di Innovazione Principessa La Città del Teatro – Cascina dai 12 anni ■ 29-30-31 OTTOBRE 2013 Fondazione Sipario Toscana onlus Teatro Stabile di Innovazione ■ 18-19 novembre 2013 Fondazione Sipario Toscana onlus Teatro Stabile di Innovazione Accademia Perduta Teatro Stabile d’Arte Contemporanea La Città del Teatro - Cascina La Città del Teatro - Cascina 6-10 anni ■ 1-2 aprile 2014 ■ 16-17 dicembre 2013 Il bosco delle storie La Città del Teatro – Cascina ■ 22-23 gennaio 2014 Giallo Mare Minimal Teatro Perché piangi? Teatro Rossini – Pontasserchio ■ 29-30 gennaio 2014 Fondazione Sipario Toscana Onlus Teatro Stabile di Innovazione Il mio nome è Fantastica omaggio a Gianni Rodari La Città del Teatro – Cascina Gioco! Fondazione Sipario Toscana onlus Teatro Stabile di Innovazione Anita E la mosca La Città del Teatro – Cascina ■ 13-14 maggio 2014 Fondazione Sipario Toscana onlus Teatro Stabile di Innovazione Anita E la mosca Teatro Rossini – Pontasserchio NON SONO STATO IO Factory Compagnia Transadriatica e Compagnia Elektra Cenerentola La Città del Teatro – Cascina 6-10 anni ■ 14-15 gennaio 2014 Dottor Bostik / Unoteatro Sarebbe bello… La Città del Teatro – Cascina 6-10 anni inizio spettacoli ore 10.00 ■ 27-28 gennaio 2014 ■ 18-19-20 febbraio 2014 ■ 20-21-22 marzo 2014 Nonsoloteatro Fondazione Sipario Toscana Onlus Teatro Stabile di Innovazione La Città del Teatro – Cascina da 11 anni La Peggiore Storia semiseria sui bisogni dell’adolescenza, a tempo di pioggia e musica Fondazione Sipario Toscana onlus Teatro Stabile di Innovazione ■ 3 febbraio 2014 La Città del Teatro – Cascina dai 12 anni La Città del Teatro - Cascina 7-13 anni ■ 25-26 febbraio 2014 ■ 25-26 marzo 2014 Fondazione Sipario Toscana onlus Teatro Stabile di Innovazione Teatro Popolare d’Arte NON SONO STATO IO Marcovaldo di Italo Calvino ■ 4-5 febbraio 2014 La Città del Teatro – Cascina 6-10 anni La Città del Teatro – Cascina 8-13 anni AIDA Teatro Stabile di Innovazione ■ 4-5 marzo 2014 ■ 8-9 aprile 2014 Teatro del Buratto Teatro Stabile di Innovazione Fondazione Sipario Toscana onlus Teatro Stabile di Innovazione Branco di scuola Una semplice storia di bullismo Teatro Pirata Premiata Ditta Scintilla Il Carrozzone delle Meraviglie Teatro Rossini – Pontasserchio 5-10 anni La pace Teatro Rossini – Pontasserchio 8-13 anni ■ 12-13 febbraio 2014 Teatro Gioco Vita Teatro Stabile di Innovazione Non aver paura ovvero la Lavapaure La Città del Teatro - Cascina 6-10 anni Cane Blu ■ 13-14 marzo 2014 La Città del Teatro – Cascina 3-7 anni Fondazione Sipario Toscana onlus Teatro Stabile di Innovazione Io Femmina, e tu? Breviario comico-poetico sugli stereotipi di genere NON SONO STATO IO Teatro Rossini – Pontasserchio 6-10 anni ■ 15 aprile 2014 Fondazione Sipario Toscana onlus Teatro Stabile di Innovazione Gioco! Mammatrigna da un’idea di Letizia Pardi La Città del Teatro - Cascina 3-8 anni Teatro Rossini – Pontasserchio 6-10 anni 5 6 Insegnanti in palcoscenico: un laboratorio per tutto l’anno Laboratorio rivolto a tutti gli insegnanti che partecipano alla rassegna La scuola va a teatro. D opo la grande partecipazione e lo straordinario esito finale dello scorso anno, prosegue l’esperienza di un laboratorio finalizzato a sperimentare in prima persona un processo di messa in scena di uno spettacolo attraversandone le fasi fondamentali che vanno dalla scelta del testo alla riscrittura creativa per la scena, passando dal lavoro d’attore, la progettazione dello spazio scenico, la regia per arrivare infine allo spettacolo. Un percorso utile a comprendere il valore dell’esperienza teatrale come momento di conoscenza e esercizio su se stessi e in grado anche di incidere nel personale itinerario educativo, sperimentando diverse tecniche e tipologie di approccio al teatro e riflettendo sulla possibile traduzione nel lavoro in classe di ciò che si è appreso. A cura di Fabrizio Cassanelli (attore e regista), Donatella Diamanti (scrittrice e drammaturga), Letizia Pardi (attrice e regista). Sono previsti circa 20 incontri e un esito finale aperto al pubblico. Il laboratorio sarà attivato con un numero minimo di 12 iscritti fino a un numero max di 20. Gli incontri e il laboratorio verranno realizzati presso La Città del Teatro tra gennaio e maggio 2014 secondo un calendario da concordare successivamente con i partecipanti. Le domande di partecipazione ai percorsi formativi e ai laboratori dovranno pervenire entro il 29 Novembre. Per informazioni sulle modalità di partecipazione Ornella Pampana [email protected] tel. 050.3142344 Foto di Manuela de Rosa Il Teatro del Fare Proposte di formazione per insegnanti G li insegnanti che partecipano alla rassegna La scuola va a Teatro avranno la possibilità di fruire gratuitamente di uno o più percorsi formativi fra quelli sotto elencati e legati alla visione delle produzioni della Fondazione Sipario Toscana. I percorsi, a cura di Fabrizio Cassanelli e Donatella Diamanti e tutti di natura pratico-teorica, sono finalizzati a favorire lo sviluppo delle risorse e delle abilità espressive individuali e a fornire agli insegnanti indicazioni utili a progettare interventi in classe in cui il teatro sia strumento di mediazione educativa, relazione, confronto e cooperazione. Fatti una storia Quattro incontri di due ore ciascuno dedicati alla composizione delle storie e alle tecniche della narrazione attraverso l’uso del gioco teatrale, riservati agli insegnanti che partecipano alla visione di uno tra i seguenti spettacoli: Il mio nome è Fantastica, Gioco!, Non sono stato io, Anita e la Mosca. Noi siamo i giovani Quattro incontri di due ore ciascuno volti a analizzare la rappresentazione degli adolescenti nella cronaca e nelle opere di finzione e riservati agli insegnanti che partecipano alla visione di uno tra i seguenti spettacoli: Principessa kualunkue Kosa accada, La Peggiore. A che ruolo giochiamo? Quattro incontri di due ore sugli stereotipi di genere e i pregiudizi che ne derivano, riservati agli insegnanti che partecipano alla visione di uno tra i seguenti spettacoli Mammatrigna, Io femmina, e tu? Ogni percorso sarà attivato con un numero minimo di 6 iscritti fino a un numero max di 15 iscritti. 7 ■ 23-24 8 ottobre 2013 La Città del Teatro Cascina Fondazione Sipario Toscana Onlus Teatro Stabile di Innovazione - Cascina (Pi) Principessa kualunkue kosa accada di Guido Castiglia, con Letizia Pardi, regia Fabrizio Cassanelli, Guido Castiglia video Valentina Grigò, Luigi Fusaro, voce ragazzina Irene Taglioni luci e fonica Maurizio Coroni / Marco Bagnai / Giovanni Berti, allestimento Luigi Di Giorno Q uasi per caso, per una semplice curiosità materna, la protagonista di questa storia si avventura tra i blog, le chat e i social network frequentate dai ragazzini e dalle ragazzine di sua figlia tredicenne. In questo viaggio virtuale scopre un mondo a lei sconosciuto, un mondo dove l’esibizione e l’offerta del corpo femminile è pratica comune anche tra le giovanissime. Per un banale equivoco, sarà portata a credere che anche sua figlia sia caduta nella terribile trappola della “seduzione a pagamento” e un impulso istintivo a punirla ritenendola senza dubbio responsabile di comportamenti volgari e deprecabili, impedirà qualsiasi possibilità di dialogo e spiegazione tra loro. Il confronto arriverà dopo due interminabili giorni durante i quali la figlia rimarrà barricata nella sua stanza ad affidare lo sconforto alle pagine del suo blog e la madre proverà a chiedersi e a cercare di capire in che cosa ha sbagliato. “Principessa” è la storia di uno scontro/incontro, è la piccola grande storia di un contatto affettivo tra due galassie spesso lontane: quella dei genitori e quella dei figli. Molteplici i temi attraversati dallo spettacolo Il rapporto di fiducia tra genitori e figli e nell’amicizia tra pari. L’influenza dei media nella creazione e trasmissione degli stereotipi di genere La spinta al consumismo compulsivo in contrapposizione ai reali bisogni della persona. Le nuove tecnologie e le trasformazioni della comunicazione. spettacolo collegato a Il Teatro del Fare - proposte di formazione per insegnanti Tecnica Tecnica: teatro d’attore ■ Età consigliata: dai 12 anni ■ 29-30-31 OTTOBRE 2013 · 25-26 FEBBRAIO 2014 La Città del Teatro Cascina ■ 8-9 APRILE 2014 Teatro Rossini Pontasserchio NON SONO STATO IO di Tommaso Triolo e Matteo Visconti, coordinamento drammaturgico Donatella Diamanti con Francesca Pompeo, regia Letizia Pardi F rancesco è un bambino giudizioso, corretto, tranquillo, creativo. Le sue parole, così come le sue mani, creano mondi. Francesco è un tipo curioso. Molto curioso. Non gli piace affatto fermarsi sulla superficie delle cose, ma tuffarsi in profondità e superare la prima impressione. Ora le mani di Francesco stanno creando qualcosa di grandioso, un’opera superlativa e inimmaginabile perfino per lui: un rifugio segreto. Sì, ma non un rifugio segreto qualunque: un posto che sia in grado di ospitare e nascondere Luca, la sua infinita energia e la sua famosa cattiveria. E non è un’opera facile. Luca è un tipo tosto, uno di quei bambini terribili di cui perfino qualche adulto ha paura. Luca è scontroso e dispettoso. Luca è creativo a suo modo, ne inventa una più del diavolo. Luca arriva là dove nessuno osa arrivare e sbaglia sapendo di sbagliare. È per questo che tutti accusano Luca di essere l’unico colpevole del “fattaccio”. Eppure qualcosa proprio non torna. Che davvero sia stato ancora Luca? Francesco non sa perché, ma ne dubita. Ma soprattutto, cosa è successo di preciso? Le fasi della costruzione del rifugio corrispondono alla fasi di una indagine di questo fantomatico e incredibile “fatto” che pare aver sconvolto l’intera comunità che ruota attorno alla classe di Luca e Francesco. I compagni, i genitori, i bidelli, i maestri, sono tutti toccati dalla vicenda e non tardano a far sentire la propria versione dei fatti, con delle vere e proprie intrusioni nel mondo di Francesco. Ogni pezzo del rifugio è un tassello di storia, fino alla rivelazione del “fattaccio” e del suo colpevole. spettacolo collegato a Il Teatro del Fare - proposte di formazione per insegnanti Tecnica: teatro d’attore ■ Età consigliata: 6-10 anni 9 WOODLEYWONDERWORKS Fondazione Sipario Toscana Onlus Teatro Stabile di Innovazione - Cascina (Pi) ■ 6-7-8 novembre 2013 · 1-2 aprile 2014 La Città ■ 13-14 maggio 2014 Teatro Rossini Pontasserchio disegno di Daria Palotti e Luca Di Napoli 10 del Teatro Cascina Fondazione Sipario Toscana Onlus Teatro Stabile di Innovazione - Cascina (Pi) Anita E la mosca da un’idea di Chiara Pistoia e Sandro Sandri una creazione di Ilaria Fontanelli, Daria Palotti, Chiara Pistoia, Sandro Sandri Francesco Serretti, con Chiara Pistoia, testi Sandro Sandri, scene Daria Palotti assistenza alla regia Francesco Serretti, regia Ilaria Fontanelli, supervisione Donatella Diamanti U n letto e una stanza d’orfanotrofio. Una bambina. Una valigia, il sogno di viaggiare e il desiderio di trovare una famiglia. Anita e Mosca aspettano; nell’attesa giocano, si annoiano, si scontrano con regole e punizioni; litigano, piangono e tentano abbracci. Anita e Mosca fantasticano di genitori improbabili, di storie non raccontate e di carezze mancate. “Anita e la Mosca” è uno spettacolo sulla sopravvivenza, sull’amicizia, sul desiderio di essere accolti, sulla paura di essere rifiutati e sulla capacità di molte bambine e bambini di trasformare un ostacolo in una possibilità, dando vita ad amici immaginari. È stimato che entro il 2015, il numero di bambine e bambini affidati agli orfanotrofi si aggirerà intorno ai 400 milioni. Purtroppo l’adozione è una compravendita, tanto più probabile quanto più i bambini sono piccoli e sani. In genere, i bambini di 7 anni come Anita vengono difficilmente affidati, quindi costretti a vivere in contesti inadeguati fino alla maggiore età. Adottare un bambino o una bambina significa sopratutto rispettare i suoi diritti e i suoi sogni. È impegno di tutti, istituzioni e società civile, garantire ad ogni bambino il diritto di crescere in una famiglia. spettacolo collegato a Il Teatro del Fare - proposte di formazione per insegnanti Tecnica: teatro d’attore, danza e ombre ■ scuola dell’infanzia ■ 11 novembre 2013 La Città del Teatro Cascina Luna e GNAC Teatro - Bergamo PAM! Parole a matita con Michele Eynard, Barbara Menegardo e Federica Molteni collaborazione artistica Aurelia Pini, disegni Michele Eynard C he cosa è una C? Un cane, una culla o una cuccia? E una P? Un pesce? Una palla? O tutti e due? Adele e Berta si ritrovano magicamente catapultate all’interno del libro che contiene tutte le parole: il vocabolario. Berta vorrebbe scappare, Adele invece vuole esplorare quello strano universo. Che gran scompiglio però! La grande mano che conosce i segreti dei segni mette in movimento lettere e parole, che prendono forme e significati inattesi e fantastici. Filastrocche e giochi di parole fanno scoprire alle due ragazze che le parole sono veicolo di fantasia ed emozioni. Torneranno nella realtà cambiate, ricche di una nuova amicizia. I disegni dal vivo proiettati su un grande schermo affascinano e incuriosiscono i più piccoli, accompagnandoli dentro le storie, per imparare a leggere e scrivere attraverso un teatro fatto di immagini. Un piccolo omaggio a Munari, a Rodari e ai grandi maestri che hanno reso la nostra infanzia un piccolo mondo poetico. Lo spettacolo si presenta come un percorso di avvicinamento alla lettura e alla scrittura. All’inizio è presentato un mondo dove le letterine dell’alfabeto sono in piena libertà, come un caos. Le lettere, con la loro forma, suggeriscono luoghi (un prato, una caverna), animali (un bruco, una farfalla, un cane) o oggetti (una culla). Seguendo le protagoniste, i bambini attraversano un mondo in cui le lettere cominciano ad avere un significato, ad unirsi tra loro in sillabe e piccole parole, hanno suoni riconoscibili e familiari. Alla fine del viaggio i bambini tornano a casa con la curiosità e la voglia di aprire un libro e provare a continuare quel gioco vissuto a teatro. Tecnica: teatro d’attore, disegni dal vivo e ombre ■ scuola dell’infanzia 11 ■ 18-19 12 novembre 2013 La Città del Teatro Cascina Accademia Perduta Teatro Stabile d’Arte Contemporanea - Ravenna Il bosco delle storie di Claudio Casadio e Giampiero Pizzol con Maurizio Casali, Mariolina Coppola, Alessandra Tomassini, regia Claudio Casadio E siste, in qualche angolo del mondo, un bosco incantato dove nessun essere umano è mai entrato? Se quel posto si trova da qualche parte, chi di noi non vorrebbe dare uno sguardo a quel luogo misterioso? Ed ecco che con la magia del teatro ci troviamo trasportati proprio nel cuore del bosco, oltrepassando il confine tra fantasia e realtà. Lo gnomo Muschietto, esperto di erbe e radici, mostra ai bambini la sua casa scavata all’interno di un albero secolare e rivela i verdi segreti delle piante. È primavera e gli abitanti del bosco si danno appuntamento proprio ai piedi del vecchio albero: un balbettante e saltellante coniglio, un pettirosso birichino, il folletto Karbolicchio che vive sottoterra, una gazza informatissima su tutti gli avvenimenti passati e presenti, una vanitosa civetta dagli occhi d’oro. Tutti raccontano storie, cantano e fanno festa mentre Muschietto prepara rimedi e pozioni magiche. Tra loro c’è anche un lupo bugiardo, ladro e ingordo che escogita sempre mille inganni per rubare cibo dovunque ne fiuti l’odore. Ma quando il bosco sarà in pericolo per l’arrivo degli umani che con potenti macchine scavatrici vogliono distruggere tutto per costruire strade e città, sarà proprio il buon vecchio lupo con il suo coraggio a salvare tutti. Il mondo delle fiabe confina qui con il mondo della natura. Folletti, gnomi o animaletti, ci mostrano attraverso i loro racconti, le grandi meraviglie di cui è composto l’ambiente in cui viviamo. Tecnica: teatro d’attore con musica e canzoni dal vivo ■ scuola dell’infanzia ■ 16-17 dicembre 2013 La Città del Teatro Cascina Factory Compagnia Transadriatica Compagnia Elektra - Lecce Cenerentola con Mariliana Bergamo, Antonio Miccoli, Francesca Nuzzo, Serena Rollo, Fabio Tinella drammaturgia e regia di Tonio De Nitto, costumi di Lapi Lou, sarta Carla Alemanno scene Piero Andrea Pati, luci di Davide Arsenio, coreografie di Annamaria De Filippi U na rilettura contemporanea della celebre fiaba classica. Una madre pronta a tutto, due figlie plagiate e un principe imbranato: il mondo va a rotoli, eppure lo spazio per un riscatto c`è, e si esprime teatralmente in un mix energico di teatro e danza. Al tempo della nostra storia Cenerentola viveva, orfana, confinata a far la serva in casa propria per la sua nuova mamma matrigna e per le sorelle goffe e culone. Al tempo della nostra storia c’era anche un principe, timido e impacciato, che non era mai uscito dal regno e per farlo accasare ai regnanti non era restato che organizzargli una festa, un ballo, anzi due, forse tre. Al tempo della nostra storia tutto era praticamente come oggi. Invidie e gelosie all’interno del nucleo familiare, ma anche un mondo, che presto può rivelarsi diverso da com’è o come dovrebbe essere, un mondo dove madri spregiudicate sono disposte a tutto pur di “arraffare” tutto quello che si può e che non si può ottenere, manipolando le figlie come marionette per raggiungere i propri fini. Un mondo di figlie ammaestrate, viziate e sorde nel comprendere e accettare l’altro, non l’altro lontano… quello che non si conosce, ma l’altro in casa propria, la sorella(stra) più piccola, senza cipolle ai piedi, leggera e morbida come una piuma. È la storia di un incontro, di un riscatto, di un ritrovarsi, di un capirsi anche con una lingua, quella della danza, che è fatta di parole che, per essere dette, non hanno bisogno della voce. Lo spettacolo nasce dall’incontro della compagnia teatrale Factory con la compagnia di danza Elektra con la voglia di costruire assieme una nuova avventura che esplori un linguaggio nuovo per entrambe. Tecnica: teatro d’attore e danza ■ Età consigliata: 6-10 anni 13 ■ 14-15 14 gennaio 2014 La Città del Teatro Cascina Dottor Bostik / Unoteatro - Torino Sarebbe bello… Spettacolo per narratrice e oggetti animati. Liberamente ispirato a “Bisognerà” di Thierry Lenain e Olivier Tallec con Monica Bonetto, Raffaele Arru e le marionette del Dottor Bostik, testo e regia di Monica Bonetto e Dino Arru, collaborazione alla regia Stefano Dell’Accio, scene di Raffaele Arru L ontano dal Mondo c’è un isola, e sull’isola un Bambino: da quello strano luogo, dove si immagina stiano tutti i bimbi prima di nascere, il piccolo osserva tutto con attenzione, impara a conoscere il luogo in cui andrà ad abitare, cerca di capire ciò che accade e perché accade, e riflette. Vede la bellezza della natura, delle foreste, del mare, del cielo; ma vede anche come l’uomo sia in grado di distruggere, inquinare, accaparrarsi la ricchezza costringendo altri alla povertà e alla fame; vede guerre e ingiustizie, prepotenza e infelicità. E pensa che non va bene, che non è giusto. E che sarebbe bello fare qualcosa perché il mondo diventasse un posto splendido in cui vale la pena di vivere. Immagina come si potrebbe far finire la guerra, la siccità, la carestia; come si potrebbe pulire il mare, far nascere nuove foreste, sconfiggere le lacrime. Immagina soluzioni che hanno in sé la magia e la poesia di uno sguardo bambino. E infine, dopo aver visto, pensato e immaginato, decide di nascere. È il viaggio di un bambino, un viaggio fatto di cose che si osservano, di pensieri semplici che prendono forma, un peregrinare stando fermi in un luogo magico da cui tutti arriviamo senza sapere bene dove sia. È una storia di speranza proiettata al futuro, perché per migliorare le cose c’è bisogno che qualcuno nasca, cresca e decida di cambiare veramente il mondo. Tecnica: teatro d’attore e di figura ■ Età consigliata: 6-10 anni ■ 22-23 gennaio 2014 Teatro Rossini Pontasserchio Giallo Mare Minimal Teatro - Empoli (Fi) Perché piangi? con Vania Pucci, progetto e drammaturgia Vania Pucci, regia Vania Pucci e Lucio Diana immagini Lucio Diana, animazioni multimediali Ines Cattabriga, tecnico Saverio Bartoli C’ era una volta una bambina che piangeva, piangeva, piangeva… niente la consolava! Tanto che le sue lacrime formarono uno stagno di lacrime dove lei cadde e con lei tanti buffi animali… aveva pianto troppo e se non voleva affogare doveva imparare a nuotare in quel mare di lacrime… Una bambola che cade, si rotola, viene sgridata, ricade e soprattutto piange... è il pretesto per un dialogo tra madre e figlia, una tappa di educazione sentimentale per parlare di lacrime, lacrime per ferite sulla pelle e per ferite dentro l’animo, lacrime per la zuppa di cipolle e lacrime di gioia... un mare di lacrime dove quasi affogare o solo nuotare… Protagonisti una bambola, un’attrice e un artista che disegna il mondo intorno a loro. Tecnica: attore e immagini ■ scuola dell’infanzia 15 ■ 27-28 16 gennaio 2014 La Città del Teatro Cascina Nonsoloteatro/Unoteatro - Torino Branco di scuola Una semplice storia di bullismo di e con Guido Castiglia tratto dal racconto A trecento KM all’ora di Guido Castiglia È la storia di un fratello e una sorella che, in maniera diversa, sono stretti nella morsa del bullismo reale e discriminante, che vede nel più debole una preda da aggredire, un bullismo costante e latente e, a volte, apparentemente innocuo ma psicologicamente devastante. Il racconto, come indica il sottotitolo “una semplice storia di bullismo”, non riconduce a fatti clamorosi di spettacolari vandalismi, né di violenze degne di stuntman cinematografici. La storia narra, con un linguaggio contemporaneo ironico e, a tratti esilarante, di un tradimento intimo e di un disagio crescente, perpetrato, in modo costante e latente, tra i ragazzi e le ragazze di una scuola. Fatti che, lontani dai clamori del richiamo mediatico, minano, in primis, la dignità umana. Menzione Giocateatro 2011 Vetrina di teatro per le nuove generazioni Per aver saputo affrontare una tematica d’urgenza in modo originale e sapendo stimolare la riflessione nei ragazzi. Premio Eolo Award 2012 per la migliore drammaturgia per i giovani Perché lo spettacolo, attraverso una narrazione ben costruita tra ironia e commozione, racconta una storia di bullismo utilizzando con accortezza un linguaggio contemporaneo che entra direttamente nel vissuto dei ragazzi richiamandone le caratterizzazioni e i tic, senza mai però parodiarne le movenze. In questo modo essi si riconoscono perfettamente in ciò che vedono sul palco e possono, con immediatezza, ragionare sul concetto di dignità che può essere ferita anche da piccoli gesti ma che può essere anche recuperata con altrettanti piccoli gesti di condivisione. Tecnica: teatro d’attore ■ Età consigliata: da 11 anni ■ 29-30 gennaio 2014 La Città del Teatro Cascina Fondazione Sipario Toscana Onlus Teatro Stabile di Innovazione - Cascina (PI) Il mio nome è Fantastica omaggio a Gianni Rodari a cura di Fabrizio Cassanelli, Serena Gatti, Letizia Pardi, con Serena Gatti, scene e costumi Rosanna Monti, luci Marcello D’Agostino, realizzazione scene Luigi Di Giorno tecnici di scena Marco Bagnai / Maurizio Coroni I n scena una bizzarra creatura in continua metamorfosi, appare e scompare dalla sua piccola casa–quinta variopinta. Si perde, si ritrova, si riperde. È curiosa, lunatica, poetica,fragile, magica, diversa. Il suo nome è Fantastica e dal niente, tra incanto e realtà, costruisce,inventa e scopre strane cose. Un cappotto che cammina,un cappello che diventa l’albero dei perché, un altro che serve the con i biscotti, una città fantastica in miniatura, un mare pieno di barchette colorate. Fantastica gioca e giocando scopre, tenta l’immaginazione, si tuffa nel mondo con stupore e le accadono meraviglie. Perché il cammino del fantasticare si percorre così, con lo stupore, quando dal niente può nascere tutto, quando dal semplice nasce l’immenso. Lo spettacolo è un viaggio nel mondo del fantastico, nell’invenzione del linguaggio, del suono, del segno, un continuo esperimento. Un omaggio a Gianni Rodari, un grande maestro e inventore, che sempre ci incanta con l’arte antica di dire parole, tentare, riprovare, capire cose nuove. La originale rielaborazione drammaturgica trae spunto da tutta la sua vastissima produzione rivolta all’infanzia, in particolare dalle Filastrocche, dalle Poesie, dal Libro dei perché e dall’applicazione della “fantastica” rodariana. Giochi e invenzioni di parole, sensi e non sensi, microstorie, oggetti animati, evocazioni di paesaggi, si susseguono tra stupori e meraviglie stimolando la fantasia, la creatività e suscitando ipotesi,domande e curiosità nei bambini e nelle bambine. spettacolo collegato a Il Teatro del Fare-proposte di formazione per insegnanti Tecnica: teatro d’attore ■ scuola dell’infanzia 17 ■3 18 febbraio 2014 Teatro Rossini Pontasserchio Teatro Pirata - Iesi Premiata Ditta Scintilla Il Carrozzone delle Meraviglie con Silvano Fiordelmondo, Francesco Mattioni, ideazione e regia Teatro Pirata con la collaborazione di Piero Guerriero, scene Marina Montelli, musiche Lorenzo Soda I Fratelli Scintilla, due abili ciarlatani, allestiranno il carrozzone delle meraviglie davanti i vostri occhi per mostrarvi le loro improbabili invenzioni. Assisterete alla mirabolante storia del primo Uomo Cannone, toccherete con mano la Barba della Donna Barbuta, vedrete l’Uomo Invisibile. I due ambulanti racconteranno la vita di questi “esseri particolari” unici per nascita o per scelta, i loro sentimenti, le loro difficoltà, la loro ricerca di realizzazione. Tutto ciò avviene come per magia. Sarà vero o falso, finzione o realtà? Ma il teatro è il luogo dove tutto è possibile. Certo è così fantastico che si può anche dubitare circa la veridicità delle storie che vengono raccontate, ma il modo particolare con cui i Fratelli Mario e Vittorio Scintilla le illustrano ci fa credere alla fine che tutto possa essere accaduto veramente. Si tratta di un racconto pieno di ironia e di ritmo dove gli attori vengono di volta in volta affiancati da burattini, pupazzi, oggetti ed effetti speciali. Il filo conduttore dello spettacolo è la forza dell’immaginazione e la sua capacità di farci credere possibile anche ciò che sappiamo essere non vero. Dall’altra la ricerca di realizzazione di tre individui particolari, protagonisti delle storie che vengono raccontate, che troveranno la loro strada a partire proprio dall’accettazione della loro “unicità”. Tecnica: teatro d’attore e di figura ■ Età consigliata: 5 - 10 anni ■ 4-5 febbraio 2014 Teatro Rossini Pontasserchio AIDA Teatro Stabile d’Innovazione - Verona La pace di Andrea de Manincor e Lorenzo Bassotto, con Lorenzo Bassotto, Roberto Macchi regia di Lorenzo Bassotto, disegno luci Alberto Costantini, tecnico audio luci Matteo Pozzobon I due protagonisti (che per caso si chiamano Achille ed Ettore) giocano ‘alla Pace’. Si sono prefissati un’ardita missione: recuperare nello spazio e nel tempo di guerre che hanno macchiato il nostro passato e lacerano il nostro presente gli ingredienti del mitico cocktail Pace, così denominato in quanto frutto dell’abilità di un esperto amico barman di nome Antonio Pace. Ma Pace è la presenza-assenza a partire dalla quale i nostri eroi si mettono in caccia di ingredienti dai nomi esotici, bellissimi: Speranza, Ricordo, Estratto di Solidarietà e Fratellanza, Amicizia fra i Popoli… Che sia un gioco è chiaro fin dall’inizio: è una sorta di complice patto che pubblico ed attori stipulano all’inizio. Tuttavia è proprio attraverso la dimensione del gioco che i due cercano e recuperano alcuni degli elementi utili a ‘fare la Pace’. Perché la Pace si fa, proprio come si fa il teatro, il cinema, o il pane: è un concetto legato alla prassi, all’agire pratico e morale dell’uomo. E così sulla scena volutamente sono usati materiali di recupero, perché per giocare al teatro basta poco: sbattiuova, macinini, vecchie radio, carcassa di frigorifero, tendaggi per docce, bottiglie, bicchieri… Oggetti da comporre o che compongono una scena, oggetti che rimandano al nostro quotidiano, nel quale è tragicamente più usuale e visibile, in senso mediatico e giornalistico del termine, l’effetto della guerra che della pace. Liberamente ispirato all’omonimo testo di Aristofane, antichissimo ed originale manifesto per una pacificazione del conflitto tra ateniesi e spartani. Tecnica: teatro d’attore ■ Età consigliata: 8-13 anni 19 ■ ■ 12-13 20 febbraio 2014 La Città del Teatro Cascina Teatro Gioco Vita Teatro Stabile di Innovazione - Piacenza Cane Blu Da Chien Bleu di Nadja con Daria Pascal Attolini, Deniz Azhar Azari, adattamento teatrale Nicola Lusuardi regia Fabrizio Montecchi, scene Nicoletta Garioni, Fabrizio Montecchi sagome Federica Ferrari, Nicoletta Garioni (dai disegni di Nadja) Q uale bambino non ha mai sognato d’avere un cane che dorme con lui, che veglia su di lui e lo protegge? Cane Blu non è un cane come gli altri. Arriva da un dove che non si sa dov’è e da un tempo che sembra senza tempo. Questo lo rende libero, potente e misterioso. Ma Cane Blu è anche docile e mansueto e questo ne fa il protettore, l’amico, il confidente di Carlotta. Tra Cane Blu e la bambina nasce un’amicizia segreta, fatta soprattutto di silenzi e tenerezze, interrotta solo dalla madre che, una volta scoperto il legame tra i due, impedisce alla bambina di accoglierlo e di frequentarlo. Ma Cane Blu continua a vegliare su Carlotta e nel momento del pericolo la salva, difendendola dall’attacco dello Spirito del bosco nel quale la bambina si era persa. Questa storia, all’apparenza semplice e lineare, è in realtà pervasa da qualcosa di grande e misterioso che la rende ricca di pathos e di tensione. Cane Blu ci racconta l’universo più intimo e contrastato del bambino e del “fantastico” che si fa presenza quotidiana, che s’insinua nelle nostre vite e ci accompagna in momenti importanti della nostra esistenza. Con questa produzione Teatro Gioco Vita continua il suo viaggio nel mondo del libro illustrato per bambini scegliendo un’autrice connotata per l’originalità dei suoi temi e delle sue illustrazioni. L’opera di Nadja rappresenta sicuramente un’ulteriore occasione per evolvere il proprio linguaggio delle ombre e sviluppare nuove forme rappresentative ed espressive per il pubblico dei più piccoli. Tecnica: teatro d’ombre e teatro d’attore ■ Età consigliata: 3-7 anni ■ scuola dell’infanzia ■ 18-19-20 febbraio 2014 La Città del Teatro Cascina Fondazione Sipario Toscana Onlus Teatro Stabile di Innovazione - Cascina (Pi) La Peggiore Storia semiseria sui bisogni dell’adolescenza, a tempo di pioggia e musica di Sofia Assirelli, Mirko Cetrangolo, Cristiano Testa, coordinamento drammaturgico Donatella Diamanti, con Valentina Grigò e Linda Caridi/Sena Lippi, regia Fabrizio Cassanelli, scene Fabrizio Cassanelli, realizzazione scene Luigi Di Giorno e Alberto Giorgetti, disegno luci Maurizio Coroni S ena ha 16 anni. Valentina uno in più. Sena vive in una bella casa con la sua famiglia. Valentina vive in una casa famiglia. Da Sena tutti si aspettano solo e sempre qualcosa di buono. Da Valentina nessuno si aspetta niente ed è meglio starne alla larga. È il direttore della casa famiglia che l’ha detto: di tutte quelle che sono passate da lì, lei è senza dubbio la peggiore. Un bel giorno, un giorno che piove come Dio la manda, Sena e Valentina prendono i loro zaini e se ne vanno; una non sa dove, l’altra lo sa fin troppo bene. E va a finire che si incontrano. La Peggiore è la storia di un incontro casuale eppure importantissimo fra due adolescenti: una etichettata come difficile, l’altra in difficoltà senza che nessuno se ne accorga. Unite dalle diverse fragilità che hanno nello stare al mondo, finiscono per scegliersi e insieme intraprendere un viaggio che le cambierà profondamente. I bisogni degli adolescenti sono i veri protagonisti di questa storia: esserci, fare, pensare, essere se stessi, farcela, riuscire. Sena e Valentina, nonostante condizioni di vita profondamente diverse, provano in fondo gli stessi desideri: essere ascoltate ed accettate per come si è, diventare adulti, trovare la propria strada. Collaterali allo spettacolo, si realizzano progetti educativi, eventi nazionali, incontri pubblici, laboratori con studenti, insegnanti, genitori e operatori del sociale, per approfondimenti riferiti a: Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza - Azioni per il benessere e la salute dei giovani in ambito scolastico. La Peggiore ha ottenuto il patrocinio di: UNICEF – Comitato Pisa / PROVINCIA DI PISA / CONFERENZA DEI SINDACI - ZONA EDUCATIVA Area Pisana / SOCIETÀ DELLA SALUTE spettacolo collegato a Il Teatro del Fare-proposte di formazione per insegnanti Tecnica: teatro d’attore ■ Età consigliata: dai 12 anni 21 ■ 24 22 febbraio 2014 Teatro Rossini Pontasserchio Teatro Evento - Vignola (Mo) Il brutto anatroccolo con Cristina Bartolini e Tzvetelina Tzvetkova, testo e regia Sergio Galassi scene e costumi Vittorio Marangoni, musiche Pëtr Il’ič Čajkovskij N ello stagno, dietro la casa del contadino, mamma anatra e i suoi piccoli sguazzano sull’acqua, ma il povero, brutto anatroccolo, l’ultimo nato, é disperso e disprezzato da tutti, al punto da essere costretto ad andarsene per il mondo. Ma il mondo non é tenero con chi sembra diverso e, soprattutto, non sa, o non può, difendersi. Succede, a volte, di sentirsi brutti anatroccoli e di desiderare intensamente di essere, invece, splendidi cigni: tutte le volte che i compagni non ti fanno giocare con loro o quando ti prendono in giro e tu sei costretto a startene lì, in un angolo... ma prima o poi... Per sopravvivere a chi non lo voleva, il brutto anatroccolo ha dovuto allontanarsi dal suo mondo, ma, alla fine, grazie alla sua tenacia, ritroverà l’identità che gli altri volevano negargli. L’immagine del cigno che si stacca in volo dalla terra, per abbandonare bassezze e meschinità, è l’esemplificazione poetica del primato degli ultimi. Con il succedersi delle vicende la scena si popola di oggetti che diventano personaggi, campi, fattorie, cielo, stagno, sole, etc. I numerosi passaggi di luci disegnano i diversi spazi ed evocano le diverse situazioni. I costumi della protagonista colorano il passare delle stagioni, mentre le musiche di Čajkovskij rendono più emozionanti i momenti salienti della fiaba di Andersen. Tecnica: teatro d’attore e pupazzi ■ scuola dell’infanzia ■ 4-5 marzo 2014 La Città del Teatro Cascina Teatro del Buratto Teatro Stabile di Innovazione - Milano Non aver paura ovvero la Lavapaure di Mario Bianchi e Renata Coluccini, con Elisa Canfora, Renata Coluccini, Stefano Panzeri regia Renata Coluccini in collaborazione con Marco Di Stefano, scene Marco Muzzolon L aggiù, in fondo c’è una luce, forse è una casa, la luce fa meno paura del buio, ma se nella casa c’è una strega? E se invece di una strega ci fosse una donna che lava via le paure? Sarebbe bellissimo che come lo sporco la paura potesse andare via con l’acqua. Ma tu, hai mai provato la paura, quella vera, che non mangi e non dormi più? Che il cuore sta per scoppiare e la bocca non riesce ad urlare? Che ti entra dentro e la porti ovunque vai? Da dove entra la paura, dalla testa, dalle orecchie, dagli occhi? E poi dove sta? Qual è la geografia della paura? E quando hai paura cosa fai? Bevi un bicchiere d’acqua? Metti la testa sotto il cuscino? Strizzi gli occhi? Urli? Stai in silenzio? Canti una canzone pensi alla nonna? Sarebbe proprio bellissimo che come lo sporco la paura potesse andare via con l’acqua. Due fratelli con il loro fardello di paure incontrano la lavapaure, e in questo incontro le paure prendono corpo in storie antiche e moderne, si materializzano e diventando “cose”, si possono finalmente gettare via. Esiste una donna che conosce un’erba, erba lavandaia o siderite o stregonia. Lei prende quest’erba la fa bollire e poi ti lava, ma solo nei giorni senza la r, e sempre con un movimento all’ingiù… e se c’è la paura l’acqua diventa soda, fa una ragnatela. Esistono ancora oggi, in alcune zone della Toscana, donne che lavano la paura e lo fanno a grandi e piccini. Lo spettacolo prende spunto dall’esistenza di queste “maghe” per mettere in scena storie di paure archetipiche, attuali o indotte, perché è importante riconoscerle, valutarle e infine lavarle via. Tecnica: teatro d’attore ■ Età consigliata: 6-10 anni 23 ■ ■ 13-14 24 marzo 2014 La Città del Teatro Cascina Fondazione Sipario Toscana Onlus Teatro Stabile di Innovazione - Cascina (Pi) Gioco! Liberamente ispirato al racconto La palla e la bambola che non è ancora stato scritto di Fabrizio Cassanelli e Guido Castiglia, con Chiara Pistoia e Federico Raffaelli regia Fabrizio Cassanelli, voce narrante Letizia Pardi, video Valentina Grigò musiche originali Sergio Taglioni, luci Maurizio Coroni, realizzazione scene Luigi Di Giorno L a palla e la bambola sono il binomio fantastico di questa storia, un binomio comune conosciuto da ogni bambino. Chiara gioca. Gioca da sola a “far finta di”. Gioca con il suo corpo, con le parole e con la fantasia a diventare un albero, una giostra, un treno, un cavallo, un coccodrillo, una pizza e tante altre cose ancora fino a scoprire che il gioco che più le piace fare è giocare ad essere una bambola. Ma anche per una bambola giocare da sola non è molto divertente, ecco allora che una timida palla rossa compare magicamente a farle compagnia. Chiara pensa che sarebbe bello giocare con la palla, ma ora che è diventata una bambola non è mica tanto facile. Ma il gioco trasforma, il gioco aiuta a superare gli ostacoli, anche quelli più difficili. Ecco che allora La Bambola e La Palla diventano a poco a poco amiche inseparabili e insieme scoprono che da gioco… nasce gioco. Un gioco rotondo, senza spigoli, un gioco che rotola… come una palla. Un efficace manuale poetico visivo ed emozionale sul rapporto tra bimbo e gioco dove molti linguaggi (danza, parola, immagine, musica) si intersecano per stimolare la fantasia del piccolo spettatore, educandolo anche alla bellezza e alla molteplicità delle varie forme che accompagnano la vita. Eolo ragazzi. Consulenza Pedagogica di Roberto Farnè Direttore, dipartimento Scienze dell’educazione Università di Bologna, “Metodologie e tecniche del gioco e dell’animazione” spettacolo collegato a Il Teatro del Fare-proposte di formazione per insegnanti Tecnica: teatro d’attore e video ■ Età consigliata: 3-8 anni ■ scuola dell’infanzia ■ 20-21-22 MARZO 2014 La Città del Teatro Cascina Fondazione Sipario Toscana Onlus Teatro Stabile di Innovazione – Cascina (PI) Io Femmina, e tu? Breviario comico-poetico sugli stereotipi di genere di Fabrizio Cassanelli, con Federico Raffaelli, Laura Rossi, regia Letizia Pardi Francesca Pompeo, collaborazione drammaturgica Francesca Talozzi scene Fabrizio Cassanelli realizzazione scene Luigi Di Giorno, luci Maurizio Coroni U n ring colorato, guantoni, sgabelli e asciugamani. Un maschio e una femmina. E una domanda: io femmina, e tu? Che sarebbe anche potuta essere: io maschio, e tu? Ma forse le femmine sono più curiose. O è uno stereotipo? Una coppia che si allena e, allenandosi, sperimenta energia, forza, sveltezza, furbizia, gioco e scherzo e con il mettersi alla prova cerca qualche risposta: uguali? Simili? Differenti? Ma che vuol dire? Che importanza ha? Nessuno vince, nessuno perde. Ma l’allenamento continua. Uno scambio continuo di ruoli e di corpi che scherzano, si travestono e condividono i ricordi dell’infanzia cercando di liberare i desideri di quando erano bambini. L’allenamento fisico diventa allenamento alla vita e soprattutto allenamento a capire quanto l’essere differenti sia ricchezza e fonte di relazioni rispettose e prive di sopruso. Scoprire il valore della differenza significa liberare le proprie personalità e rendersi consapevoli delle proprie specificità. Alla fine i protagonisti dello spettacolo capiranno di essere Laura e Federico in quanto tali e non perché appartenenti all’uno o all’altro sesso. Non è meglio essere maschi o femmine: l’importante è essere quello che si è. Ironia e poesia sono i mezzi con i quali Io femmina, e tu? si immerge, senza protezione, nel mondo degli stereotipi legati al genere e all’identità femminile e maschile lanciando una sfida ai grandi e ai piccoli. Quella di montare su un ring non per vincere ma per imparare ad affrontarsi e confrontarsi attraverso un gioco di continue scoperte e stupori. spettacolo collegato a il Teatro del Fare-proposte di formazione per insegnanti Tecnica: teatro d’attore ■ Età consigliata: 7-13 anni 25 ■ 25-26 26 marzo 2014 La Città del Teatro Cascina Teatro Popolare d’Arte - Bucine (Ar) Marcovaldo di Italo Calvino con Marco Natalucci, Gianna Deidda e Roberto Caccavo, regia di Gianfranco Pedullà musiche originali di Jonathan Faralli, scene di Claudio Pini, sand art di Fatmir Mura M arcovaldo è sicuramente una delle più riuscite invenzioni di maschera contemporanea, buffa e malinconica, ingenua e ambigua. In mezzo alla città di cemento e asfalto Marcovaldo va in cerca della natura. È un animo semplice, delicato, capace di osservare le foglie e i fiori dell’aiola di una piazza mentre intorno il traffico si blocca in un ingorgo assordante e aggressivo. Come dice Calvino, questo Marcovaldo ha uno sguardo poco adatto alla città; non gli interessano i cartelli pubblicitari, i segnali, i semafori, le insegne luminose ma il passaggio delle stagioni, i residui segni che la natura lascia in città. Marcovaldo - diviso fra una famiglia numerosa e un lavoro alienante in fabbrica - rappresenta un diverso modo di vedere la vita. Un modo di vivere non omologato nei ritmi non frenetici e nei pensieri non indotti (e in questo leggiamo un’implicita valorizzazione delle diversità e della libertà individuale). I vari episodi ci mostrano Marcovaldo in bizzarre ferie in città su una panchina o sotto la neve a cercare legna nel bosco adiacente l’autostrada, o a inseguire un piccione, o a perdersi al supermercato confuso fra le troppe offerte e la misera capacità d’acquisto, fino a assumere le vesti di un improbabile Babbo Natale che distribuisce doni ai bambini della città. Utilizzo della sand art (l’arte di manipolare e trasformare in figure animate la sabbia) Tecnica: teatro d’attore e teatro di figura ■ Età consigliata: 8-13 anni 15 aprile 2014 Teatro Rossini Pontasserchio Fondazione Sipario Toscana Onlus Teatro Stabile di Innovazione - Cascina (Pi) Mammatrigna da un’idea di Letizia Pardi di e con Letizia Pardi e Francesca Pompeo, scene e maschere Daria Palotti realizzazione scene Luigi Di Giorno, luci Maurizio Coroni M ammatrigna è un viaggio nel mondo delle mamme e dei loro comportamenti. Una sorta di inventario, tra il reale e il fantastico, dei possibili modi in cui si può diventare e fare la mamma. Una scanzonata galleria di ritratti teneri e graffianti, ironici e malinconici, dove ogni bambino potrà riconoscere un pezzetto di sé e un pezzetto della propria mamma. Dalla mamma coccolosa e appiccicosa, alla mamma manesca e prepotente; da quella criticona e giudicante, a quella sempre pronta a incoraggiare e rassicurare. Mamme superorganizzate e super efficienti che si muovono come robot o mamme sempre stanche che non hanno mai tempo per giocare. E che dire invece delle matrigne? Lo spettacolo non rinuncia ad un’incursione nel mondo delle fiabe per contrapporre ai famosi personaggi crudeli e gelosi, una figura di matrigna moderna, affettuosa e accogliente. Altro elemento fantastico e di grande suggestione visiva sono le scene dedicate al mondo animale, rappresentate attraverso l’utilizzo di grandi maschere di mamme animali alle prese con i propri cuccioli. Ma forse l’elemento più importante dello spettacolo è quello che ci racconta di come, quello di mamma non sia un ruolo infallibile e di come e quante volte le mamme possono sbagliare, paradossalmente, a volte, anche per troppo amore. Per cui è corretto quel comportamento che riconosce l’errore (di mamma o di altra figura educativa) e si traduce in quella meravigliosa capacità di chiedere scusa. Premio Padova - Amici di Emanuele Luzzati - XXXI Festival Nazionale del Teatro per i ragazzi di Padova 2012 spettacolo collegato a Il Teatro del Fare-proposte di formazione per insegnanti Tecnica: teatro d’attore ■ Età consigliata: 6-10 anni 27 COME SI PARTECIPA 28 Apertura prenotazioni 16 settembre 2013 Gli/le insegnanti sono invitat* a partecipare all’incontro di presentazione del cartellone di teatro scuola e dell’offerta formativa che si terrà venerdì 13 settembre alle ore 17.30 a la Città del Teatro di Cascina. Per prenotare gli spettacoli del cartellone è necessario compilare la scheda a fianco ed inviarla via fax o tramite email entro il 25 ottobre 2013 a La Città del Teatro. Tutte le scuole del territorio provinciale pisano possono partecipare liberamente alla visione degli spettacoli, previa la suddetta prenotazione, essendo abolita la quota associativa a carico dei Comuni. Le prenotazioni saranno accolte in ordine di arrivo fino ad esaurimento posti. Il costo del biglietto è 5,50 euro per ogni alunno. Ci rendiamo disponibili a consegnare un ingresso omaggio ai bambini che segnaleranno situazioni di difficoltà economica e, ovviamente, agli insegnanti prenotati. Gli insegnanti dovranno attendere la conferma di accettazione delle richieste di prenotazione inoltrate: sarà a cura dell’ufficio programmazione del teatro confermare le suddette richieste per posta o tramite contatto telefonico. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare l’ufficio programmazione dal lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 13.30 Emiliana Quilici Ufficio programmazione Fondazione Sipario Toscana Onlus La Città del Teatro Tel. 050.744298 – 744400 Fax 050.744233 [email protected] Inizio spettacoli ore 10.00 Il programma è disponibile anche sul sito www.lacittadelteatro.it DA FOTOCOPIARE DA FOTOCOPIARE SCHEDA DI PRENOTAZIONE INVIARE DAL 15 SETTEMBRE 2012 SCHEDA DI PRENOTAZIONE INVIARE DAL 16 settembre 2013 NOME E INDIRIZZO DELLA SCUOLA ...................................................................................................................... ...................................................................................................................... TEL..............................................FAX........................................................... email............................................................................................................. SPETTACOLI SCELTI TITOLO.......................................................................................................... DATA...........................................ALUNNI N°............................................... CLASSE/I.................................INSEGNANTI N°.......................................... ISTITUTO COMPRENSIVO ...................................................................................................................... ...................................................................................................................... TEL..............................................FAX........................................................... email............................................................................................................. TITOLO.......................................................................................................... DATA...........................................ALUNNI N°............................................... CLASSE/I.................................INSEGNANTI N°.......................................... NOME INSEGNANTE DI RIFERIMENTO ...................................................................................................................... ...................................................................................................................... TEL..............................................FAX........................................................... email............................................................................................................. n.b. gli insegnanti dovranno attendere conferma che le prenotazioni effettuate siano state accolte in base alla disponibilità dei posti. Tale conferma sarà trasmessa dall’ufficio programmazione del teatro. Le scuole dovranno arrivare a teatro almeno un quarto d’ora prima dell’inizio dello spettacolo. Al fine di consentire un regolare svolgimento del programma si raccomanda la puntualità. Non è garantito l’accesso in sala oltre i 15 minuti di ritardo. TITOLO.......................................................................................................... DATA...........................................ALUNNI N°............................................... CLASSE/I.................................INSEGNANTI N°.......................................... TITOLO.......................................................................................................... DATA...........................................ALUNNI N°............................................... CLASSE/I.................................INSEGNANTI N°.......................................... TITOLO.......................................................................................................... DATA...........................................ALUNNI N°............................................... CLASSE/I.................................INSEGNANTI N°.......................................... 29 hanno diritto: Carta dei diritti התאמה של המבנה לקבוצות הגיל השונות ספרית המאפשרת להם נגישות לתרבות ציבורית נרחבת-מערכת בית שכן לכל הילדים יש את הזכות לחוות תרבות ואמנות, ללא קשר למצבם החברתי או הכלכלי,נצל את ההזדמנות לקחת חלק ביוזמות התרבות והאומנות בעיר שלהם הצג תרבות הדוגלת בשונות פרויקטים של אומנות ותרבות המעוצבים בהתחשבות והתאמה ליכולות השונות שלהם צור שילוב באמצעות זמינות ושיתוף של מורשת תרבותית ואמנותית בקהילה בה הם חיים,אם הם מהגרים ובמרכזי תרבות ומופעים אחרים ביחד עם חבריהם לכיתה, בתי קולנוע, ספריות, תיאטראות,בקר במוזיאונים אשר יכולים לתמוך ולתת ערך מוסף לתפיסותיהם, והמגשרים הנדרשים,חווה את האומנות והתרבות בהנחייתם של המורים שתף את משפחותיהם בהנאה מחוויית האומנות שכן רק על ידי שילוב קבוע ועקבי ניתן לפתח תרבות חיים עשירה,צור מערכת משתלבת בין בית הספר למרכזי האומנות והתרבות " כ"יחיד" ולא כ"צרכן, עם אומנות ותרבות,בנה קשר רגיש ומתואם "התנסה בשפות האומנות והפוך אותן ל"ידע בסיסי 예술문화에 관한 어린이들의 권리 헌장 לילדים יש את הזכות אמנת זכויות הילדים לתרבות ואמנות La Carta è nata da un gruppo di lavoro promosso da La Baracca - Testoni Ragazzi che ha coinvolto insegnanti, educatori, dirigenti scolastici e genitori. - un sito web (cartadeidiritti.testoniragazzi.it) dove trovano spazio i contenuti e in cui è possibile sottoscrivere la Carta, e una pagina specifica su facebook (carta dei diritti dei bambini all’arte e alla cultura). אמנות חזותית ומולטימדיה, קולנוע, שירה, ספרות, ריקוד, מוסיקה, תיאטרון:נגישות לאומנות על כל סוגיה Teksti i te drejtave te femijeve per artin dhe kulturen Nyilatkozat a gyermekek művészethez és kultúrához való jogáról הייה חלק מהתהליכים היצירתיים המזינים את האינטליגנציה הרגשית שלהם ובכך עזור להם לפתח רגישויות ויכולות הרמונית : ألطفال لهم الحق Povelja o pravima djece na umjetnost i kulturu Lapsen oikeuksien julistus - oikeus taiteeseen ja kulttuuriin من اجل وثيقة لحقوق الطفولة للفن والثقافة Charta der Rechte des Kindes auf Kunst und Kultur " من " المعارف الساسي�ة1بتجربة الشكال الفن�ية باعتبارها هي أيضا Конвенция بتطو�رالذكاء الجسمي واللفظي والبداعي عن طريق الفن ребенка на искусство и بالتمتع مع العائلة بهذه التجربة الفني�ة Carta dos Direitos das Crianças à Arte e à Cultura Χάρτα των Δικαιωμάτων του Παιδιού για την Τέχνη και τον Πολιτισμό Listina o otrokovih pravicah do umetnosti in kulture بأن يشاركوا في العمال الفن�ية التي تغذي ذكائهم العاطفي وتساعدهم على تنمية الحساس والقدرات بطريقة متناسقة أن يعاملوا "كمستهلكين" بل"كأعضاء منتجين" قادرين وحسساسينпо دونправам بأن يحتك�وا بالفن والثقافة Povelja Dečijih Prava u Kulturi i Umetnosti 儿童艺术及文化权力宪章 charte des droits des enfants à l’art et à la culture مع مراعات أعمارهم المختلفة، من أجلهم من قبل مهنيين محترفين0 أنتجت خصيصا، بالتمت�ع بأعمال فني�ة قي�مة 利権の供子るけおに化文と術芸 Erklæring om børns ret til kunst og kultur ( وفنون استعراضي�ة ودعائي�ة )مولتيمديا، وسينما, وشعر, وأدب, ورقص, وموسقى, من مسرح: بالتقرب من الفن بكل أشكاله Lii lou niou yoonal la ci aqq ak yelleeffi gone ci mou kharagne ci dara ba man koo def ak ci lii di mbiri aada कला और संःकृ ित पर बच्चों के अिधकारों का चाटर् र لمعرفة مايقدمه لهم المجتمع والتعايش معه، سواء مع العائلة أو مع المدرسة, والثقافية للمدينة بالمداومة على المراكز الفنية культуру कला के ूत्येक रूप तक पहुँ च सकें: िथएटर, संगीत, नृत्य, सािहत्य, किवता, िफल्म, दृँयकला और मल्टीमीिडया التناضج المستمر يمكنه منح ثقافة حي�ة وفع�الة0 لن�ه حصرا،بأن يكون لهم نظام متكامل بين المدرسة والهيئات الفني�ة والثقافي�ة ( خلل حياتهم المدرسي�ة وفي فترة الطفولة الولى )فترة ما قبل المدرسة، ومن غير انقطاع، بالمشاركة بشكل متواصل في الندوات الفنية والدبي�ة कला की िविभन्न भाषाओं का अनुभव कर सकें, क्योंिक कला बच्चों के िलए "आवँयक िशक्षा' होती है बच्चों का अिधकार है िक वे: 1 2 بالترد�د على المتاحف والمسارح واالمكتبات والسينمات وغيرها من أماكن الثقافة والعروض المسرحية مع رفاقهم في المدرسة उस कलात्मक ूिबया का भाग बन सकें जो उनके भावनात्मक ज्ञान को बढ़ावा दे सके और उनकी संवेदनशीलता एवं योग्यता कला के साथ अपने संबध ं के माध्यम से अपनी बुिद्ध, अपना अथर्िवज्ञान और अपनी िचह्न-मान्यता िवकिसत कर सकें को िवकिसत कर सके Carta Drepturilor Copiilor لكل النتماءات ولكل الصولQ مع مراعات،بتلقي تعاليم علماني�ة Karta praw dziecka do sztuki i kultury 3 उच्च कोटी की उन कलात्मक ूःतुितयों का आनंद ले सकें जो उनके िलए िवशेष रूप से पेशेवर कलाकारों द्वारा उनकी आयु की ओर िवशेष ध्यान दे ते हु ए किल्पत की गई हों طريق التعر�ف والتبادل للتراث الفن�ي والثقافي في المجتمع الذي يعيشون فيه عن،المهاجرين إذا كانوا من،بالندماج la Artă şi Cultură تكون مدخل حقيقي للتوصل إلى ثقافة واسعة وعام�ةQبمتابعة مدرسة التي تأخذ بعين العتبار مختلف المهارات، بالمشاركة في المشاريع الفنية والثقافي�ة أنشأت ونظ�مت لستقبالهم مع مراعات اختلف أعمارهم، بأن يكون لهم أماكن خاص�ة بهم بإمكانية المشاركة بالعروض الفني�ة والثقافي�ة في المدينة التي يعيشون فيها بغض باعتبارهم وسطاء ضروريين من أجل دعم وتشجيع تصوراتهم،بتجربة خبرات فني�ة وثقافي�ة مصطحبين من قبل مدرسيهم ذاتهم नगर के कला और सांःकृ ितक संःथानों में अपने पिरवार के या अपने ःकूल के द्वारा भाग ले सकें कलात्मक एवं सांःकृ ितक घटनाओं में िनयिमत रूप से सिम्मिलत हो सकें - यह सब बमरिहत भाव से नहीं बिल्क िनयिमत रूप कला और संःकृ ित के साथ संबध ं रख सकें - बच्चे कला के "माहक" न बनें, बिल्क उनका आचार िजम्मेदार और संवेदनशील व्यिक्तओं की तरह हो से उनकी ःकूल की आयु के पहले और दौरान हो सके कला के अनुभव को अपने पिरवार के साथ बाँट सकें हो सकता है िवद्यालयों तथा इन संःथानों के मध्य एक सुदृढ़ संबध ं का जन्म हो, क्योंिक केवल इसी भाव से एक िदलचःप संःकृ ित का सूयोर्दय Deklaration för barns rätt till konst och kultur 4 5 6 7 8 10 अनुभव-अनुवादक का रूप ले सकेंगे कलात्मक और सांःकृ ितक कायर्बमों का अनुभव अपने िशक्षकों की उपिःथित में कर सकें - इस ूकार िशक्षक अपने छाऽों के िलए अक्सर अपने सहपािठयों े साथ महालयों, पुःतकालयों, और संःकृ ितي�ةक े अन्य ःथानों का आनंदعن ले النظر सकें والثقافة الفنकمن ر�بसंبالتق الحقिथयेلهمटरों,الطفال ن� كلिसने لम، ाओं والقتصادي�ة الجتماع اأوضاعهم एक ऐसे धमर्िनरपेक्ष वातावरण में बड़े हो सकें जहाँ ूत्येक मनुंय के व्यिक्तत्व एवं अंतर का सम्मान हो 11 परदे शवािसयों की कला और संःकृ ित की िशक्षा के माध्यम से अपने ज्ञान का िवकास कर सकें एवं उनसे एकता का संबंध बना पाएँ अपने कौशल्य और अपनी आयु के अनुसार िवशेष रूप से िनिमर्त कीए गए कलात्मक एवं सांःकृ ितक कायर्बमों का अनुभव कर सकें यह जन्मिसद्ध अिधकार होना चािहए। उन ःथलों का उपयोग कर सकें जो ख़ास तौर से उनकी आयु अनुसार उन्ही के िलए किल्पत िकए गए हों एसी पाठशालाओं में पढ़ सके जो उनके िलए कला और संःकृ ित के जगत के ूवेश द्वार बन सकें अपने नगर की कलात्मक एवं सांःकृ ितक गितिविधयों का आनंद ले सकें एवं उनसे लाभ उठा सकें, क्योंिक संसार के हर बच्चे का 12 13 14 15 16 17 18 ÇOCUKLARIN SANATSAL VE KÜLTÜREL HAKLARI BİLDİRGESİ Charter van de rechten van het kind ten aanzien van kunst en cultuur Carta de los derechos de los niños al arte y a la cultura 10) ad avere un sistema integrato tra scuola e istituzioni artistiche e culturali, perché solo un’osmosi continua può offrire una cultura viva; 11) a frequentare musei, teatri, biblioteche, cinema e altri luoghi di cultura e spettacolo, insieme ai propri compagni di scuola; 12) a vivere esperienze artistiche e culturali accompagnati dai propri insegnanti, quali mediatori necessari per sostenere e valorizzare le loro percezioni; 13) a una cultura laica, nel rispetto di ogni identità e differenza; 14) all’integrazione, se migranti, attraverso la conoscenza e la condivisione del patrimonio artistico e culturale della comunità in cui vivono; 15) a progetti artistici e culturali pensati nella considerazione delle diverse abilità; 16) a luoghi ideati e strutturati per accoglierli nelle loro diverse età; 17) a frequentare una scuola che sia reale via d’accesso a una cultura diffusa e pubblica; 18) a poter partecipare alle proposte artistiche e culturali della città indipendentemente dalle condizioni sociali ed economiche di appartenenza, perché tutti i bambini hanno diritto all’arte e alla cultura. בתקופת הגן והבית ספר שלהם, על בסיס קבוע ולא באקראיות,השתתף באירועי אומנות ותרבות Charter of Children’s Rights to Art and Culture 9 1) ad avvicinarsi all’arte, in tutte le sue forme: teatro, musica, danza, letteratura, poesia, cipare, attraverso il rapporto con le arti, l’intelligenza corporea, ca e iconica nema, arti visuali e multimediali; di prodotti artistici di qualità, creati per loro appositamente 2) a sperimentare i linguaggi artistici in quanto ionisti, nel rispetto delle diverse età anch’essi fondamentali; e un rapporto con l’arte saperi e la cultura senza essere trattati sumatori”, ma da “soggetti” competenti e sensibili 3) a essere parte di processi artistici che nuntare le istituzioni artistiche e culturali della città, sia con la famiglia la loro intelligenza emotiva e li aiutino la scuola, trano per scoprire e vivere ciò che il territorio offre ecipare a eventi artistici e culturali con continuità, a sviluppare in modo armonico sensibilità e saltuariamente, durante la loro vita scolastica e prescolastica competenze; ondividere con la famiglia il piacere di un’esperienza artistica 4) a sviluppare, attraverso il rapporto con le ere un sistema integrato tra scuola e istituzioni artistiche e culturali, é solo un’osmosi può offrire una cultura viva arti, continua l’intelligenza corporea, semantica e icofrequentare musei, teatri, biblioteche, cinema e altri luoghi di cultura nica; spettacolo, insieme ai propri compagni di scuola 5) a godere di prodotti artistici di qualità, creati re esperienze artistiche e culturali accompagnati dai propri insegnanti, mediatori necessari perappositamente sostenere e valorizzare loro percezioni per loro dale professionisti, nel cultura laica, nel rispetto di ogni identità e differenza rispetto delle diverse età; l’integrazione, se migranti, attraverso la conoscenza e la condivisione 6) artistico ad avere un rapporto con inl’arte e la cultura el patrimonio e culturale della comunità cui vivono trattati da consumatori etti artistici senza e culturaliessere pensati nella considerazione delle diverse ma abilitàda e sensibili; oghi ideatisoggetti e strutturaticompetenti per accoglierli nelle loro diverse età 7) achefrequentare le istituzioni artistiche culre una scuola sia reale via d’accesso a una cultura diffusa eepubblica turali città, sia econ la famiglia er partecipare alle della proposte artistiche culturali della città che con la ndentemente dalle condizioni sociali ed economiche di appartenenza, scuola, per scoprire vivere ciò che il territorio é tutti i bambini hanno diritto all’arte eealla cultura offre; 8) a partecipare a eventi artistici e culturali con continuità, e non saltuariamente, durante la loro vita scolastica e prescolastica; 9) a condividere con la famiglia il piacere di un’esperienza artistica; ssere parte di processi artistici che nutrano la loro intelligenza emotiva e utino a sviluppare, in modo armonico, sensibilità e competenze במטרה לגלות ולחוות מה יש לאזור להציע עבורם, עם המשפחה ועם בית הספר,בקר במרכזי התרבות והאומנות בעיר dei bambini all’arte e alla cultura 30 תהנה מיצירות אומנות איכותיות אשר עוצבו במיוחד על ידי מקצוענים עבור כל קבוצת גיל I bambini hanno diritto: mentare i linguaggi artistici in quanto anch’essi “saperi fondamentali” הסימבולית והקוגניטיבית שלהם,פתח את האינטליגנציה הפיזית, דרך הקשר שלהם עם האומנות si all’arte, in tutte le sue forme: ca, danza, letteratura, poesia, cinema, arti visuali e multimediali Prenotazioni e informazioni spettacoli EMILIANA QUILICI Ufficio programmazione Tel. 050.744298 Fax 050.744233 [email protected] Iscrizione e informazioni laboratori insegnanti ORNELLA PAMPANA Ufficio formazione Tel. 050.3142344 [email protected] LA CITTÀ DEL TEATRO Via Toscoromagnola 656 Cascina (PI) Tel. 050.744400 www.lacittadelteatro.it [email protected] TEATRO ROSSINI P.zza Togliatti 1 Pontasserchio (San Giuliano Terme - PI) Tel. 050.861499 (attivo solo nei matinée) Nessun albero è stato abbattuto per stampare questo opuscolo (print su carta ecologica) CONTATTI LA SCUOLA VA A TEATRO SPETTACOLI PER LE SCUOLE Con il sostegno di Regione Toscana Comune di S. Giuliano Terme Comune di Cascina ArtEventBook Comunicazione 20132014