SANTUARIO CUORE IMMACOLATO DI MARIA L’ECO DE LA ROSSA PERIODICO BIMESTRALE D’INFORMAZIONE E CULTURA Anno LVII - 2010 - N. 1 bim. - 02/02/2010 Sped. in abbonamento postale - art. 2 comma 20/C legge 662/96 filiale di Ancona Contributi per sostenere il periodico CCP n. 14236608 intestato Parroco Santuario Cuore Immacolato di Maria 60049 Serra San Quirico Staz. (Ancona) Tel. (0731) 86030 Via A. Moro, 4 w w w. e c o d e l l a r o s s a . i t Messaggio del Papa per la Giornata Mondiale della Pace Custodisci il Creato All’inizio del nuovo anno, desidero rivolgere i più fervidi auguri di pace a tutte le comunità cristiane, ai responsabili delle Nazioni, agli uomini e alle donne di buona volontà del mondo intero. Per questa 43° Giornata Mondiale della Pace ho scelto il tema: Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato. Il rispetto del creato riveste grande rilevanza, anche perché "la creazione è l’inizio e il fondamento di tutte le opere di Dio" e la sua salvaguardia diventa oggi essenziale per la pacifica convivenza dell’umanità. Se, infatti, a causa della crudeltà dell’uomo sull’uomo, numerose sono le minacce che incombono sulla pace e sull’autentico sviluppo umano integrale – guerre, conflitti internazionali e regionali, atti terroristici e violazioni dei diritti umani – non meno preoccupanti sono le minacce originate dalla noncuranza – se non addirittura dall’abuso – nei confronti della terra e dei beni naturali che Dio ha elargito. Per tale motivo è indispensabile che l’umanità rinnovi e rafforzi "quell’alleanza tra essere umano e ambiente, che deve essere specchio dell’amore creatore di Dio, dal quale proveniamo e verso il quale siamo in cammino" …..Vent’anni or sono, il Papa Giovanni Paolo II, dedicando il Messaggio della Giornata Mondiale della Pace al tema “Pace con Dio creatore, pace con tutto il creato”, richiamava l’attenzione sulla relazione che noi, in quanto creature di Dio, abbiamo con l’universo che ci circonda. "Si avverte ai nostri giorni – scriveva – la crescente consapevolezza che la pace mondiale sia minacciata... anche dalla mancanza del dovuto sono, in fondo, anche crisi morali collegate tra di loro. Esse obbligano a riprogettare il comune cammino degli uomini. Obbligano, in particolare, a un modo di vivere improntato alla sobrietà e alla solidarietà, con nuove regole e forme di impegno, puntando con fiducia e coraggio sulle esperienze positive compiute e rigettando con decisione quelle negative. Solo così l’attuale crisi diventa occasione di discernimento e di nuova progettualità … Purtroppo, si deve constatare che una moltitudine di persone, in diversi Paesi e regioni del pianeta, sperimenta crescenti difficoltà a causa della negligenza o del rifiuto, da parte di tanti, di esercitare un governo responsabile sull’ambiente. Il Concilio Ecumenico Vaticano II ha ricordato che "Dio ha destinato la terra e tutto quello che essa contiene all’uso di tutti gli uomini e di tutti i popoli". L’eredità del creato appartiene, pertanto, all’intera umanità. Sembra infatti urgente la conquista di una leale solidarietà inter-generazionale. La solidarietà universale, ch’è un fatto e per noi un beneficio, è altresì un dovere. Si tratta di una responsabilità che le generazioni presenti hanno nei confronti di quelle future, una responsabilità che appartiene anche ai singoli Stati e alla Comunità internazionale". Oltre ad una leale solidarietà inter-generazionale, va ribadita l’urgente necessità morale di una rinnovata solidarietà intra-generazionale, specialmente nei rapporti tra i Paesi in via di sviluppo e quelli altamente industrializzati: "La comunità internazionale ha il compito imprescindibile di trovare le strade istituzionali per disci- rispetto per la natura". E aggiungeva che la coscienza ecologica "non deve essere mortificata, ma anzi favorita, in modo che si sviluppi e maturi, trovando adeguata espressione in programmi ed iniziative concrete". Come rimanere indifferenti di fronte alle problematiche che derivano da fenomeni quali i cambiamenti climatici, la desertificazione, il degrado e la perdita di produttività di vaste aree agricole, l’inquinamento dei fiumi e delle falde acquifere, la perdita della biodiversità, l’aumento di eventi naturali estremi, il disboscamento delle aree equatoriali e tropicali? Come trascurare il crescente fenomeno dei cosiddetti "profughi ambientali": persone che, a causa del degrado dell’ambiente in cui vivono, lo devono lasciare – spesso insieme ai loro beni – per affrontare i pericoli e le incognite di uno spostamento forzato? Come non reagire di fronte ai conflitti già in atto e a quelli potenziali legati all’accesso alle risorse naturali? Sono tutte questioni che hanno un profondo impatto sull’esercizio dei diritti umani, come ad esempio il diritto alla vita, all’alimentazione, alla salute, allo sviluppo… L’umanità ha bisogno di un profondo rinnovamento culturale; ha bisogno di riscoprire quei valori che costituiscono il solido fondamento su cui costruire un futuro migliore per tutti. Le situazioni di crisi, che attualmente sta attraversando – siano esse di carattere economico, alimentare, ambientale o sociale – plinare lo sfruttamento delle risorse non rinnovabili, con la partecipazione anche dei Paesi poveri, in modo da pianificare insieme il futuro" …Per guidare l’umanità verso una gestione complessivamente sostenibile dell’ambiente e delle risorse del pianeta, l’uomo è chiamato a impiegare la sua intelligenza nel campo della ricerca scientifica e tecnologica e nell’applicazione delle scoperte che da questa derivano. Tante sono oggi le opportunità scientifiche e i potenziali percorsi innovativi, grazie ai quali è possibile fornire soluzioni soddisfacenti ed armoniose alla relazione tra l’uomo e l’ambiente. Ad esempio, occorre incoraggiare le ricerche volte ad individuare le modalità più efficaci per sfruttare la grande potenzialità dell’energia solare. Altrettanta attenzione va poi rivolta alla questione ormai planetaria dell’acqua ed al sistema idrogeologico globale, il cui ciclo riveste una primaria importanza per la vita sulla terra e la cui stabilità rischia di essere fortemente minacciata dai cambiamenti climatici. È necessario, insomma, uscire dalla logica del mero consumo per promuovere forme di produzione agricola e industriale rispettose dell’ordine della creazione e soddisfacenti per i bisogni primari di tutti…Appare sempre più chiaramente che il tema del degrado ambientale chiama in causa i comportamenti di ognuno di noi, gli stili di vita e i Segue a pag. 8 Padre Matteo Ricci: ponte tra Oriente e Occidente L’11 maggio del 1610 moriva a Pechino Padre Matteo Ricci, missionario gesuita nato a Macerata il 6 ottobre 1552. A 400 anni dalla morte, non solo la sua diocesi di origine, ma la Chiesa tutta celebra solennemente quest’uomo eccezionale che ha saputo tessere in maniera mirabile il dialogo tra Occidente e Oriente, tra la cultura cristiana e quella cinese, giungendo ad essere stimato ed apprezzato, per le sue poliedriche capacità, in quel mondo fino ad allora completamente chiuso ad ogni contatto esterno. Scienziato e teologo, missionario e matematico, diplomatico e studioso della civiltà cinese (sinologo): queste in sintesi le attività di Matteo Ricci, uno dei più grandi missionari che riuscì a penetrare nella Cina per portarvi il Vangelo di Cristo. Non è martire né (per ora) santo, ma ha realizzato un autentico miracolo, facendo incontrare due tra le più grandi civiltà del mondo. Di lui è stato scritto” Se l’Occidente ha scoperto la Cina con Marco Polo, i Cinesi hanno scoperto l’Occidente grazie a Matteo Ricci, uomo del Rinascimento, latore del Cristianesimo e della scienza moderna”. Non portò in Europa i tesori dell’Oriente ma per la prima volta portò alla Cina i tesori dell’Occidente, ad iniziare dalla sua vita, spesa per 28 anni, interamente in Cina per farsi “cinese con i cinesi”. Questa, brevemente, la parabola della sua esistenza: nato dunque, primo di 13 figli, da nobile famiglia a Macerata, lì inizia i suoi studi nella scuola dei Gesuiti, mentre aiuta nella farmacia del padre che lo vuole avvocato. Per questo, all’età di 16 anni, viene mandato a Roma all’Università della Sapienza: non tornerà più nella sua terra d’origine. Ma nella capitale rimane affascinato dalle attività e dalla formazione dei Gesuiti, nel cui ordine entra, nel 1571, contro il volere del padre. Com’è tipico di questi religiosi, Matteo studierà, oltre che teologia, molte discipline umanistiche e scientifiche, in particolare la matematica, assecondato dalle sue doti non comuni. Intanto matura nel suo cuore la vocazione missionaria: i superiori accolgono il suo desiderio e lo inviano in Oriente. Parte da Genova per Coimbra, in Portogallo, pronto a lasciare per sempre l’Europa. A quel tempo i viaggi in mare duravano mesi: insieme a 13 compagni gesuiti, il 24 marzo 1578, salpa da Lisbona e dopo 6 mesi di navigazione arriva a Goa in India, dove il 26 luglio 1580 viene ordinato sacerdote. Due anni dopo gli viene chiesto di passare in Cina: P. Matteo approda a Macao, allora colonia portoghese, ed inizia a studiare il cinese, che in breve imparerà perfettamente, favorito da una memoria straordinaria. Si racconta che più tardi durante una conversazione con degli studenti si fa scrivere 500 caratteri sconnessi tra loro e dopo una sola lettura riesce a ripeterli prima in fila e poi a rovescio. Successivamente passa a Sciaochim dove fonda la prima residenza missionaria, accolto benevolmente dal governatore e riscuotendo la stima dei sapienti e dei “mandarini” (alti funzionari civili e militari) per la sua scienza. Tutto comincia con la presentazione di una sua opera, un orologio a ruote “che sonava per se stesso ad ogni hora, cosa molto bella, mai vista e mai udita in Cina”. Nel 1584 P. Ricci celebra in questa città i primi battesimi. Una decina di anni dopo inizia a vestire alla maniera dei letterati cinesi (cosa inimmaginabile per un europeo di allora), con abito lungo di seta deponendo l’umile abito dei bonzi, vestito finora: secondo il suo metodo di evangelizzazione è convinto che occorre far conoscere il Vangelo a partire dalle classi dirigenti ed dalle persone di cultura: questo renderà più facile la conversione del popolo. Nello stesso periodo pubblica il Catechismo in cinese dal titolo “ Vera dottrina del Signore del Cielo”, nome scelto da P. Matteo per indicare Dio in lingua cinese; il suo catechismo infatti aveva il chiaro intento di conciliare il Confucianesimo, dottrina ufficiale dell’impero cinese, con il Cristianesimo. Volendo dialogare alla pari con i letterati cinesi e presentare con autorevolezza la dottrina cristiana capisce che deve diventare conoscitore di Confucio, che i cinesi non consideravano un dio, ma un grande pensatore. Così studiò a fondo i testi di Confucio di cui tradusse in latino i “Quattro libri”. Si rende conto che tale dottrina contiene dei valori naturali buoni, che possono essere grandemente arricchiti dalla rivelazione cristiana. Come scrive il gesuita P. Sorge “ Il Ricci, immedesimandosi nella cultura cinese, vi colse i semi del Cristianesimo e si impegnò a spiegare ai cinesi che il Vangelo di Gesù non era estraneo alla loro cultura e accettarlo non comportava una rinuncia al proprio patrimonio culturale ma un arricchimento ed un progresso umano e spirituale. E’ questo un metodo di evangelizzazione che ha anticipato di alcuni secoli il cammino pastorale della Chiesa di oggi”. Tale metodo tuttavia procurò al missionario non poche avversità sia da parte del buddisti e taoisti, che egli contrastava vigorosamente e sia da altri missionari cattolici, che ritenevano la sua opera evangelizzatrice, poco coraggiosa e portatrice di un cristianesimo non genuino e con scarse conversioni. Egli difendeva la bontà del suo metodo di “inculturazione”, quello cioè di incarnare il cristianesimo nella cultura cinese e scriveva “Io stimo più questo, che aver fatto diecimila cristiani in più”. Il sogno di Matteo Ricci è arrivare al cuore della Cina, nella capitale Pechino, “città proibita” in cui vive l’Imperatore Wan-Li. Dopo due tentativi falliti, il 27 gennaio 1601 viene accolto dall’imperatore in persona, stupito dei doni europei ( quadri sacri, monete, clessidre, orologi…) che il missionario gli aveva fatto pervenire alcuni mesi prima. In particolare rimane ammirato della carta del globo terrestre, disegnata dallo stesso Ricci. Gliene ordinerà una ristampa e 12 copie per sé. Così i Cinesi, per la prima volta, scoprirono l’esistenza di nuovi Paesi. In premio, gli fu dato il permesso di risiedere a Pechino, cosa eccezionale, anzi ricevette dall’imperatore stesso una rendita fissa: rimarrà a Pechino per circa 10 anni: “Con lui per la prima volta il cristianesimo ottiene la cittadinanza in Cina”. Il 1610, ultimo suo anno di vita, ottiene il permesso di celebrare in pubblico e di costruire una chiesa pubblica cristiana. Durante la Quaresima, come sempre faceva, riceve la visita di migliaia di mandarini, ai quali, benché con grande fatica per le precarie condizioni di salute, ricambia la visita nelle loro Segue a pag. 8 Sobrietà quaresimale La ricorrenza annuale della santa Quaresima è per il cristiano coerente un salutare richiamo all’obbligo di rompere con il peccato:”Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi” (1 Giov. 1,8). Al giorno di oggi la stragrande maggioranza dei cristiani ripudia decisamente, sia pure con uno scetticismo garbato, ogni e qualsiasi imputazione di ingenita e connaturale peccaminosità, principalmente perché, paragonando il proprio comportamento a quello delle masse, ha potuto riconoscersi “normale”, e in quanto tale, non un cittadino iniquo, tanto meno degno di forca. Eppure la S. Scrittura ci dimostra con chiarezza non meno indubbia quanto fatidica, quanto sia illusorio tale atteggiamento: “Ogni intento del cuore umano è incline al male fin dalla adolescenza” (Gen 8,21). Nel limitato spazio concesso al presente artico, si cercherà di analizzare e scandagliare una sola circostanza della vita quanto mai atta ad istigare ai peccati di vario genere, una tentazione cioè, che certamente non sarà considerata tale dalla maggioranza delle persone che leggeranno queste righe, motivo per cui è da ritenersi ancora più pericolosa ed insidiosa. Si tratta dell’uso delle bevande alcoliche, uso cioè non proibito da legge alcuna, né quella civile né quella ecclesiastica, tanto meno dalla legge naturale. Anzi nella vita sociale moderna, specie quella condotta nei paesi cosiddetti ”occidentali” o comunque “industrializzati”, le bevande alcoliche sono pressoché onnipresenti, largamente offerte e consumate e sostanze piacevoli rinfrescanti e ristorative come sono, adibite non raramente a guisa di lubrificanti, perfettamente in grado di diminuire in maniera notevole l’attrito nervoso che emerge talvolta nei rapporti sociali ed interpersonali. Indiscusso è che le bibite contenenti alcol rilassano il sistema nervoso, distendono la muscolatura e infondono in tutto l’organismo uno spiccato senso di blando refrigerio e perfino di euforia, durevole e aumentabile secondo la quantità dell’alcol ingerito. E’ altrettanto incontrovertibile, tuttavia, che l’alcol indebolisce la volontà, offusca il giudizio, ottunde le sane inibizioni, frutto dell’educazione etica; ma mentre al tempo stesso assopisce e azzittisce la coscienza, lascia così il soggetto in preda alle passioni e appetiti, orami del tutto sbrigliati, imbizzarriti e pronti a galoppare all’impazzata. Pertanto S. Paolo ci esorta a mantenere una costante vigilanza e di essere sobri nel vino: “Non ubriacatevi di vino, che fa perdere il controllo di sé”(Ef. 5,18). S Girolamo poi ritiene particolarmente temibile l’uso dell’alcol nei soggetti giovani: “Vino e giovinezza: doppio incendio di voluttà! Perché aggiungiamo olio alla fiamma? Perché alimentiamo il fuoco a un povero corpo che già brucia?”. Ma l’alcol, lungi dal limitarsi a fomentare funestamente la concupiscenza, spalanca altresì le porte all’intera gamma delle sregolatezze più pericolose quali la superbia, l’ira, l’odio, l’avarizia e via dicendo, dando luogo in tal modo a bestemmie, imprecazioni, risse, zuffe, alterchi, pugnalate e persino uccisioni. Non è possibile dilungarsi in considerazioni, quasi tutte tetre e disastrose, sull’enorme pericolo che crea per i concittadini, sia pedoni che autisti, colui che conduce la propria auto sotto l’influsso dell’alcol. Non c’è spazio nemmeno per elencare le potenziali conseguenze deleterie per la propria salute fisica nel caso dell’abuso di alcol, conseguenze queste sapute e risapute, ma non dovutamente deplorate ed evitate. A scanso di equivoci i lettori, a questo punto, siano avvertiti che con quanto riportato sopra non si voglia sostenere che gli astemi sino tutti santi perché immuni dalle tentazioni! Il voler insinuare ciò sarebbe tanto ridicolo quanto suggerire che i nostri cimiteri siano sprovvisti delle spoglie mortali dei non- fumatori! In entrambi i casi ossia delle conseguenze dell’abuso dell’alcol e del tabacco, ci parlano piuttosto le statistiche forniteci dalle varie ricerche scientifiche e la saggezza umana derivante dalle esperienze universali di vita vissuta. Tirando le somme, se durante la Quaresima e nell’umile tentativo di preparare degnamente la propria anima alla celebrazione dei misteri pasquali, il cristiano, coerente almeno se non proprio fervente, si sforzerà ad assoggettarsi ad un’ autodisciplina alquanto più rigida di quella solita, vigilando attentamente che l’uso delle bevande alcoliche non scivoli mai verso l’abuso, il suono delle campane pasquale infonderà in lui una particolare gioia, non soltanto per la vittoria del Redentore sulla morte eterna e sul peccato, ma anche per il proprio trionfo riportato sulla tendenza deprecabile di esagerare nell’uso degli alcolici. Il Signore conceda tale gioia a tutti! I parroci L’ECO DE LA ROSSA 2 1/10 VITA DEL SANTUARIO Immigrazione in Italia: risorsa o minaccia? Domenica 24 gennaio a Serra San Quirico abbiamo vissuto una giornata dedicata ai nostri immigrati: da noi non sono tantissimi, ma costituiscono comunque un buon nucleo, considerato l’alto numero delle badanti che lavorano presso gli anziani. A cominciare dal mattino, nella prima messa al Santuario di Serra Stazione, è stato invitato Don Elvio Sforza, incaricato Migrantes per la nostra diocesi. La sua presenza è stata provvidenziale perché parla ben quattro lingue straniere, imparate nel corso della sua esperienza di sacerdote all’estero con gli immigrati e per la sua recente attività di cappellano sulle navi da crociera. La celebrazione è stata animata con preghiere lette da indiani presenti e per tutti abbiamo ascoltato il “Padre nostro” in inglese: piccoli passi per conoscere e conoscersi. Ma la festa è stata organizzata per il pomeriggio al Teatro parrocchiale: ospite d’onore, come del resto lo scorso anno, Padre Ottavio Raimondo, comboniano di Pesaro, che oltre ad una grande esperienza di missione si occupa specificatamen- “Se tutti i ragazzi del mondo si dessero la mano ...” Benedizione pasquale diversa La benedizione pasquale delle famiglie (non delle case) è un momento forte e tradizionale della vita di una parrocchia, che nel trascorrere del tempo si è andato caratterizzando in forme diverse. Per esempio nel rito ambrosiano (diciamo nella diocesi di Milano) è tradizionale la visita alle famiglie nel tempo di Natale. Da noi in passato si faceva, come molti adulti ricordano, quasi sempre nei giorni precedenti la Pasqua, per far trovare la casa pulita di fresco e magari anche la tavola imbandita, al prete che arrivava con il secchiello dell’acqua santa e i chierichetti con il cesto per l’offerta delle uova. Resta senz’altro significativa la benedizione, in vista della Pasqua, quasi come una preparazione della famiglia alla festa centrale della comunità, tuttavia oggi, giustamente, si desidera mettere in rilievo la benedizione, come prolungamento delle grandi celebrazioni della Settimana Santa ed è quindi da preferire la benedizione “dopo Pasqua”, perché nell’acqua “nuova” benedetta nella Veglia pasquale, con la quale si aspergono i membri della famiglia, si intende rinnovare la grazia del Battesimo, che è la nostra partecipazione alla Pasqua del Signore Gesù. Nel nostro ambito, da quando mi sono state affidate le due Parrocchie di Serra, ho scelto di alternare questa visita, realizzandola in ogni parrocchia, un anno prima ed un anno dopo Pasqua. Diverse volte, anche con altri sacerdoti, mi sono fermato a riflettere sull’utilità di questa iniziativa pastorale, che indubbiamente ci consente di entrare in tutte le famiglie che intendono accoglierci. E talvolta è l’unica occasione per incontrare qualcuno che magari, come si dice, non frequenta molto la chiesa. D’altra parte avverto con chiarezza il limite di una visita, spesso frettolosa o in orario poco felice per incontrare tutta la famiglia. Sono proprio questi aspetti piuttosto negativi che quest’anno (almeno come prova) mi spingono a tentare un'altra forma, del resto già in uso in molte parrocchie. Poiché sono ormai da oltre 14 anni in mezzo a voi, penso fondamentalmente di conoscere tutte le famiglie, perciò invece di passare in tutte le case, mi propongo di suddividere idealmente la Parrocchia in tante piccole zone con le quali ritrovarmi ad un’ora opportuna, ad esempio verso le 19.00, invitando le famiglie a partecipare nella chiesa parrocchiale alla celebrazione della S. Messa: sarà un momento di ascolto della Parola di Dio, un’ occasione di preghiera e di fraternità. Si possono pensare, secondo le esigenze della zona, anche ad altri orari, prima e dopo cena. In questa occasione verrà offerto ad ogni famiglia il ricordo pasquale che quest’anno sarà costituito da un agevole opuscolo sulla vita della Beata Battista Varano, una monaca clarissa della nostra Diocesi, che verrà proclamata santa: è la prima santa diocesana. Penso di dedicare il mese di marzo a questo nuovo tipo di incontro. E per il senso della benedizione, come prima cercavo di spiegare, al termine della Veglia pasquale e nelle Messe del giorno di Pasqua, verrà distribuita ai capifamiglia una boccetta di acqua “nuova” benedetta, insieme ad un formulario, con cui la famiglia potrà pregare il giorno di Pasqua prima di mettersi a tavola, benedicendo i suoi membri. Chi, per validi motivi, volesse ancora la benedizione in casa, potrà richiederla e concordarla con il parroco. Una volta organizzato e recapitato nelle vostre case il calendario di questi incontri, ognuno può farsi ... ”missionario” invitando amici e vicini o ricordando loro l’appuntamento. Vi saluto con affetto e a presto. Don Michele te dei problemi degli immigrati nella Marche. Dopo la consueta presentazione degli intervenuti che ci hanno raccontato un po’ da dove vengono e perché sono qui in Italia, padre Ottavio ci ha presentato in video, una serie di dati statistici sulla immigrazione, che ci hanno piacevolmente sorpreso. Attualmente gli immigrati regolari in Italia sono 3.891.295 equivalente al 6,5% della popolazione nazionale: forse sembrano molti, ma siamo la nazione che ne accoglie meno rispetto alla media dei paesi euro- da una media del 7% fino ad un massimo del 66% di studenti provenienti dall’estero. Ecco il motivo dello slogan che ha caratterizzato questa giornata: “Il minore migrante e rifugiato una speranza per il futuro”. Siamo ormai arrivati alla terza generazione e tutti questi ragazzi saranno quindi italiani a tutti gli effetti, una volta raggiunta la maggiore età. Questi giovani saranno una parte importante del futuro, i figli degli immigrati contribuiranno all’Italia del domani. Cifre davvero interessanti per tutti noi, notizie che a volte non conosciamo, VITA PARROCCHIALE Presepio nel Santuario BATTESIMO Fabbri Maria Vittoria - 25-12-2009 pei e occidentali. In Canada il 25 % della popolazione è costituita da immigrati. Quasi un terzo degli stranieri (28%) proviene dagli stati dell’Unione Europea ed il 24% da altri stati europei, quindi il 23% dall’Africa, il 16% dall’Asia e quelli provenienti dal sud America sono solo una parte minoritaria (8%). Ma fra le cose interessanti abbiamo scoperto che a livello di istruzione per quanto riguarda le scuole medie inferiori siamo da loro superati in percentuale e anche riguardo all’istruzione superiore ed ai laureati non ci discostiamo molto. Naturalmente gli stranieri qui in Italia svolgono lavori molto umili, ma questo non vuol dire che il loro livello di istruzione sia basso. Dal 2003 ad oggi sono i bambini e i ragazzi che hanno raddoppiato la loro presenza; di fatto 1 neonato su 10 è di origine straniera. Nelle scuole passiamo ma che certamente ci aiutano a rivedere le opinioni sugli stranieri che vivono tra noi. Padre Ottavio ha spiegato dettagliatamente la situazione in Italia, in modo chiaro e comprensibile a tutti. La preghiera e poi la merenda hanno chiuso questa interessante giornata che abbiamo cercato di vivere come momento di avvicinamento a molti visi che incontriamo per strada, al supermercato, alla messa della domenica. Imparare a conoscere l’altro è senza dubbio un’esperienza difficile, ma molto gratificante, perché ancora una volta possiamo renderci conto di quante cose possiamo apprendere da chi viene da mondi diversi, ma che vive tante difficoltà. Ed è nostro dovere aiutarli con comprensione e gioia nel dono del nostro tempo perché si sentano anche qui a casa propria. Donata Cattaneo Riflettiamo! “Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura, non amano l’acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno e di alluminio nelle periferie delle città, dove vivono vicini gli uni e gli altri e, quando riescono ad avvicinarsi al centro, affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina, dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chieder l’elemosina, ma sovente davanti alle chiese, donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché sono poco attraenti e selvatici, ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche, quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere, ma soprattutto non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano ne nostro paese per lavorare, e quelli che pensano di vivere di espedienti o addirittura di attività criminali.” Questo è il ritratto di un popolo Chi sono questi qui? Albanesi?Rumeni? Zingari? Rom?... No! Questi sono, secondo la relazione dell’Ispettorato per l’immigrazione del Congresso americano nell’ottobre 1912, gli italiani immigrati negli Stati Uniti. Ogni commento è superfluo…! Istantanee festose: da NATALE ... a Capodanno Ballando con la befana Ricordo di Simonetta (Dalla Commissione Regionale Missionaria e Migrantes) Anagrafe parrocchiale BATTESIMI Di Maggio Flavia (12.04) di Mario e Glenda Gentili; Korie Michela (26.04) di Michael e Celestina Korie; Ortolani Alessio (14.06) di Luciano e Irene Armas; Cantiani Emma (20.09) di Fabrizio e Nancy Luzi; Fabbri Maria Vittoria (25.12) di Giampiero e Brocanelli Antonella. MATRIMONI Morea Egidio e Madonna 27 dicembre: Festa della famiglia Rosa (10.08 a S.Donato –TA) DEFUNTI Perini Francesco († 04.01); Brega Giuseppa († 25.02); Ciriaci Cesare († 06.06); Sabbatini Anacleto († 02.07); Scarabotti Filomena da Castelplanio († 31.07); Giorgi Elda († 28.08); Marinelli Santa da Firenze († 01.09); Spadini Gina († 20.09); Mantovani Vincenzo († 08.12); Cocilova Maria († 15.12). Cara mamma, sono trascorsi 2 anni dalla tua scomparsa, ma è come se tu non te ne fossi mai andata … il suono della tua risata è ancora così forte nel nostro cuore…che riesci a farti sentire. Nonostante tu non sia più con noi, nonostante ciò siamo state fortunata ad avere te come mamma…così forte così bella, così speciale. Continui a rimanere nei nostri pensieri, ogni minuti della nostra vita…. Ti vogliamo tanto bene mamma!! Con tanto affetto le tue care figlie Samantha e Giusy Nella Pasqua eterna MANTOVANI VINCENZO n. 24-11-1926 † 8-12-2009 COCILOVA MARIA n. 28-10-1914 † 15-12-2009 L’ECO DE LA ROSSA 1/10 3 ATTIVITA’ PASTORALI Alla Casa di Riposo: Il Natale dei nonni Avvicinandosi l’atmosfera natalizia, le classi 1° A e 1° B della Scuola Secondaria di primo grado di Serra San Quirico, hanno deciso di portare gioia e compagnia agli anziani della Casa di Riposo del paese. Questa è una delle iniziative previste dal “Progetto Natale” dell’istituto comprensivo “Don Mauro Costantini” volto a valorizzare questo speciale periodo dell’anno e a coinvolgere gli alunni in attività in cui sono protagonisti e dalle quali possono trarre insegnamenti che arricchiscono il loro percorso didattico e personale. Nei giorni di preparazione le professoresse hanno illustrato agli alunni il tipo di lavoro da svolgere: ogni studente doveva scrivere dei pensieri legati all’importanza dei nonni, desideri e ricordi riferiti alla figura dell’anziano, così fragile ma fondamentale, tutto ciò inserito nell’atmosfera del Natale… proprio quella in cui ci piace pensare che i desideri si avverino! Ogni alunno ha donato il proprio testo ad un ospite della Casa di Riposo. Tutti gli elaborati sono stati raccolti in un fascicolo, arricchito con disegni, colori e brillantini, in ricordo del momento vissuto. Il professore di Educazione Musicale ha selezionato le canzoni più belle dedicate al Natale, alla pace, alla speranza ed in certe mattine per i corridoi della scuola riecheggiavano dolcemente le voci dei bambini che provavano i cori. Martedì 22 dicembre gli alunni delle due classi erano finalmente pronti per questa esperienza: si sono recati a piedi nell’edificio poco lontano; appena entrati nella stanza scelta per l’esibizione, i ragazzi hanno notato la felicità degli anziani nel vederli, alcuni erano malati ma comunque pronti ad ascoltare e sorridere; poco dopo, lo spettacolo ha avuto inizio con i canti natalizi ed i testi che si alternavano. Successivamente gli alunni hanno distribuito agli spettatori i cartoncini colorati con i testi ed una simpaticissima anziana, la vicaria Suor Ildefonsa Maria Biagioli, ha donato loro dei cioccolatini. Era una nonnina speciale: visto che è stata maestra d’asilo, si è commossa vedendo tanta gioventù e ha fatto un bel discorso sulla vita: “La vita vola, ragazzi, la vita vola!”. Al culmine di tutto ciò la professoressa Serini, a nome di tutti, ha donato un pacco pieno di tante cose buone. Poi i saluti ed il ritorno a scuola, i ragazzi erano emozionati e contenti di aver portato allegria e spensieratezza ed ancora oggi ricordano quelle parole: “La vita vola, ragazzi…”. I docenti e gli alunni Racconti di Natale L’avvicinarsi del Natale non può passare sotto silenzio nel catechismo parrocchiale. Così, come ormai da vari anni, nel sabato che precede le vacanze natalizie, tutte le classi si sono ritrovate nella chiesa di Serra Stazione per presentare ai genitori uno spettacolo, preparato con amoroso impegno dalle catechiste durante le settimane precedenti. La manifestazione non aveva certo pretese artistiche, ma l’emozione è sempre tanta: i locali parrocchiali letteralmente invasi dai piccoli attori che ripassavano la loro parte, il coretto che provava i canti per le ultime rifiniture, le catechiste che affannate correvano qua e là per rispondere a mille richieste, i vestiti dei ragazzi da sistemare, le mamme in ansia la parte loro a dare una mano per gli ultimi ritocchi, i papà con macchine fotografiche e cineprese per immortalare le “prestazioni” dei figli. Fuori la neve aveva ricominciato a fioccare dando un ulteriore tocco all’atmosfera natalizia, ma creando anche qualche preoccupazione. Nonostante tutto la partecipazione è stata notevole e tutti hanno seguito con attenzione lo svolgersi delle varie scene preparate dai diversi gruppi: “la storia di Gesù”, “ il racconto del Natale”,“il quarto re” …il tutto arricchito da scene, dialoghi, canti…Un momento intenso nel quale i bambini con la loro spontaneità ci hanno aiutato a interiorizzare il mistero della Natività. Poi nell’adiacente sala teatrale una semplice merenda, con qualche dolce portato dalle famiglie ha permesso di trattenerci ancora a scambiare due parole e a farci gli auguri, ma sempre con un occhio alla neve che continuava a scendere… Al termine ad ogni ragazzo è stato consegnato un piccolo pensiero natalizio (una stellina con la raffigurazione del presepio) e il salvadanaio di cartone della “Giornata missionaria dei ragazzi” con l’impegno a non lasciarlo vuoto, ma a riportarlo nel giorno dell’Epifania, con i piccoli risparmi che ognuno avrà saputo fare, affinché si realizzi quanto scritto nel salvadanaio stesso “I bambini aiutano i bambini”. Natale dunque diventa festa e impegno perché la gioia di Gesù che nasce sia diffusa in tutto il mondo e rechi anche ai più poveri un sorriso. m.g. Serra per il Brasile Un piacevole ... tsunami E’ stata una ventata di freschezza,di vita, un incontro bello tra “Alba e Tramonto”. Una casa, dove, di solito le ospiti camminano a passi lenti, quasi felpati; dove mai si avverte lo strepito o il vociare, si trasforma per quasi due ore in un incontro di festa e di canti. 30 o poco più le ospiti. Più di trenta i ragazzi della prima media, A e B che sono venuti a dare il “ Buon Natale”; e lo hanno dato di “ petto e di cuore”. Sono stati splendidi, anche perché non è un incontro di tutti i giorni. E con i ragazzi sono stati meravigliosi gli insegnanti che li hanno preparati per questo incontro. I canti? Di sempre… ma sembravano nuovi per l’atmosfera creata. E poi il dono: uno scatolone con il panettone, le caramelle e lo spumante per l’occasione per tutte le ospiti. Ascoltando e osservando mi sono chiesta: perché non organizzare altri momenti di incontro nel corso dell’anno? Penso sarebbero momenti di grazia per le persone anziane e anche per la formazione dei ragazzi; perchè nell’incontro tra “ alba e tramonto” c’è sempre uno scambio, un dare e avere che è nella natura dell’uomo, nato per la relazione, con gli uomini suoi simili e con Dio. Forse il dramma peggiore per l’uomo moderno è il senso di solitudine e di insufficienza; la malattia psichica, dell’anziano. E infatti aumentano i suicidi, che ne sono la conseguenza. E allora ben vengano queste occasioni di incontro, di solidarietà, di serenità che auguriamo di cuore a tutte le persone della terza età. Qualche bel pensiero dei ragazzi? Eccoli: Buon Natale a tutti i nonni del mondo; senza di voi saremmo persi. Nicola e Jacopo Nonno Natale, ti prego inonda tutti i cuori di amore! Diego Mi piacerebbe che non ci fossero povertà e malattie nel mondo e neanche più guerre. Sait Ho sempre pensato ai nonni come agli Angeli Custodi della Terra. Letizia Ci auguriamo che non ci siano più guerre, dolore e solitudine. Alessia e Francesca Buon Natale a tutti i nonni del mondo. Pietro Desidero andar bene a scuola, non litigare con i miei migliori amici, e avere la famiglia sempre unita. Elisa Avere dei nonni è bello perché ci possono insegnare cose che non si conoscono e ci fanno capire le cose belle della vita. Marco Caro nonno Natale, stai vicino agli anziani così importanti, ma così fragili. Loro sono la nostra memoria. Non lasciarli mai soli. Marco Suor Tarquini e le suore di Serra S. Quirico L’eco dell’incontro di questa sera, 4 gennaio 2010, è stato molto forte ed ampio ed ha colpito tanti orecchi, ma soprattutto molti cuori sensibili. Il tema trattato è per una giusta causa: raccontarci l’esperienza dell’ultima missione vissuta da cinque nostri amici a Porto Alegre nel Centro Sociale Antonio Gianelli Sertao II, e aggiornare le adozioni a distanza che sono molte. Sono presenti una quarantina di amici, compresi un bel gruppo di giovani, spinti dalla presenza di Marta che è riuscita, con il suo racconto emozionato ed emozionante, ad intenerire il cuore di molti e, chissà , anche a farli partire…Paolo ha raccontato e fatto vedere visivamente i progressi della favela in oggetto: ha messo in evidenza gli sviluppi di ogni anno, ma non ha trascurato di puntualizzare i sacrifici che le Gianelline hanno fatto e stanno facendo, grazie anche all’aiuto degli amici italia- ni della Provincia religiosa di Roma. Un interessante e acceso dibattito ha chiuso l’incontro a cui è seguito una festosa agape fraterna. Ci siamo lasciati con l’impegno di rivederci, ancora più numerosi, quando avremmo la gioia di riabbracciare e avere tra noi Suor Raquel Pena Pinto. Quel giorno è arrivato prima del previsto: infatti approfittando del soggiorno lavorativo a Roma viene a trovarci sabato 23 gennaio. Madrine e i padrini dei bambini, meno fortunati, che le Suore Gianelline accolgono nel Centro sociale di Porto Alegre sono stati felici di salutare colei che se ne “prende cura”. Ci illustra accuratamente, con l’aiuto di belle fotografie, gli ultimi aggiornamenti fatti al Centro ed i progetti per un prossimo futuro che continuano ad essere una sfida contro tutti e tutto. Le promettiamo che noi ci saremo sempre per darle una mano, ma piena…. Incontri giovani DOMENICA 14 MARZO Pellegrinaggio Vicariale alla Sacra Spina MARTEDI DELLO SPIRITO in Quaresima 23 FEBBRAIO 2 - 9 - 16 - 23 MARZO ore 21.00 c/o Casa di Riposo INCONTRI SULLA PAROLA DI DIO A Sasso: Suor Lorella con i giovani Una giornata particolare “La buona notizia viaggia senza passaporto”, questa la frase che ha caratterizzato i manifesti per la Giornata Missionaria dei Ragazzi 2010 celebrata il giorno dell’Epifania in tutto il mondo. Gesù è la Buona Notizia, una Parola che annuncia ad ogni uomo e donna sulla terra senza discriminazioni di razza , cultura o religione, che l’amore e l’amicizia di Dio sono offerti gratuitamente. Oggi in particolar modo sono chiamati i giovani a prendere coscienza della vocazione missionaria della Chiesa, e del loro compito come forza giovane in prima persona. Viaggiare non è così semplice, così le nostre due parrocchie di Serra San Quirico, riunendosi insieme, hanno ospitato per la Messa domenicale il missionario Saveriano Padre Enzo Tonelli, sia. Non è un cammino facile, ma padre Enzo, con il suo sorriso ci ha assicurato che possiamo farcela; partendo da questa domenica per un anno intero possiamo credere nel grande amore di Dio e donare il nostro tempo ai fratelli. Il passo è arduo, ma la lezione ci ha lasciati tutti a bocca aperta: un regalo che ci cambia la vita deve essere altrettanto prezioso. Diligentemente alla fine i ragazzi hanno presentato il salvadanaio, consegnato loro prima delle vacanze, con le offerte destinate a migliorare la vita di bambini in difficoltà. Un piccolissimo gesto che però ha contagiato anche gli adulti presenti, aprendo una finestra su mondi lontanissimi che però possiamo portare vicino nel nostro cuore. Dopo la celebrazione siamo da poco rientrato dopo oltre vent’ anni in Colombia. Non gli abbiamo chiesto… nessun passaporto, perché il suo sorriso e i suoi modi tanto famigliari ci hanno convinto subito. Tanti ragazzi del catechismo sedevano nelle prime file e così l’attenzione è stata rivolta proprio a loro perché la giornata li chiamava in causa direttamente. Da poco trascorso il Natale l’argomento affrontato è stato il “regalo”. Padre Enzo ci ha dato uno splendido suggerimento per il prossimo anno: regaliamo e regaliamoci Gesù. E’ un regalo insolito che non si può comprare dietro l’angolo, nemmeno nel negozio più alla moda, dobbiamo cambiare totalmente il nostro cuore ed imparare ad amare per poterci donare totalmente. Essere premurosi in famiglia, a scuola, con gli amici fa di noi doni d’amore, e chi meglio dei bambini possono dimostrarlo con la loro spontaneità e fanta- rimasti per ascoltare la testimonianza missionaria di Padre Enzo, che ci ha parlato della gioia negli anni passati in Colombia. Era stato sempre un suo grande desiderio partire per la missione e ne serba un meraviglioso ricordo, specialmente del rapporto con la gente. In quell’ambiente tutti volevano parlare con lui e nonostante le distanze e le difficoltà per raggiungere le varie chiese riusciva sempre a ritagliare uno spazio per parlare, per ascoltare, per accompagnare quelle comunità, in particolare i giovani, che richiedevano costantemente la sua presenza. P.Enzo ci lascia queste domande: quale speranza anima la nostra esistenza? Quale dono vogliamo continuare a fare e a ricevere? Certamente non ci basterà il 2010 per rispondere. E’ un compito per la vita! Donata Appuntamenti IN QUARESIMA: Incontri, come in Avvento, di Lectio Divina per Giovani guidati dal nostro Arcivescovo (ore 21.00) 24 FEBBRAIO, a Camerino (Cattedrale) 3 MARZO, ad Esanatoglia 10 MARZO, a Pievetorina 17 MARZO, all’Abbazia di S. Elena (Serra San Quirico) INCONTRI DIOCESANI DEI CRESIMATI DOMENICA 28 FEBBRAIO pomeriggio Castello di Lanciano SABATO 27 MARZO Insieme ai giovani per la Pasqua a Sarnano e Festa degli Oratori Festa per la canonizzazione 19 febbraio ore 21.00 veglia di preghiera nel monastero di S. Chiara a Camerino. Camilla Battista: una luce per te! In questo giorno alle ore 12.00 suoneranno a festa le campane di tutte le chiese e alle 21.00 vengano accesi lumini sulle finestre di tutte le case in segno di festa e di gioia per la notizia della canonizzazione della Beata Camilla Battista Varano. Infatti il 19 febbraio prosssimo, Papa Benedetto XVI, dopo il consenso della Congregazione per le Cause dei Santi, firmerà il decreto di canonizzazione della Beata. Il miracolo (necessario perché una persona sia riconosciuta santa della Chiesa universa- le) che ha permesso la canonizzazione è la improvvisa e scientificamente inspiegabile guarigione della piccola Clelia Ottavini di Camerino, affetta da rachitismo. È questo un evento di straordinaria importanza, poiché è la prima canonizzazione che riguarda direttamente la nostra Diocesi, con una figlia della nostra terra, pertanto ci chiede di essere vissuto con intensità e partecipazione. Con questa veglia desideriamo dire la nostra gioia per la santità di Camilla Battista, attraverso la quale la Chiesa riconosce in questa donna un’autentica testimone del Vangelo. L’invito che vi rivolgiamo è quello di partecipare perché la tutta diocesi si accenda di gioia in un’esplosione di luce e di esultanza in questo giorno di grande festa. Le Sorelle Povere di Santa Chiara L’ECO DE LA ROSSA 4 1/10 LA VOCE DI SAN QUIRICO N ATA L E Il tempo di Natale è stato caratterizzato anche quest’anno da varie iniziative, per la cui realizzazione hanno concorso con generosità varie persone: la comunità, compreso il parroco, le ringrazia tutte con affetto, con la speranza che il numero di persone da ringraziare…cresca sempre più. Gran parte della “fatica” è stata ancora spesa per l’allestimento dei presepi, che se non ha più il fascino medioevale delle “Copertelle”, resta sempre un momento religioso, tradizionale e culturale significativo. La Natività, quest’anno è stata collocata in un locale, gentilmente concesso sulla piazza, quasi ad accogliere immediatamente i visitatori. Molti presepi di varia provenienza (gran parte di quelli realizzati da Margherita, quello dell’Istituto comprensivo e altri anche internazionali…) sono stati posti nella chiesa di S.Filippo e in una stanza della casa parrocchiale. Interessante poi la partecipata conferenza tenuta dal prof. Massaccesi, sulla realtà sociale e politica della Palestina. Infine il concerto dei canti natalizi nella chiesa di S. Quirico ha concluso, domenica 10 gennaio, le iniziative di Natale, per immergerci con coraggio nel quotidiano a volte faticoso ma sempre necessariamente ricco di speranza, perché “Dio si è fatto uno di noi”. A SERRA Veneriamo la Sacra Spina DOMENICA 14 MARZO PELLEGRINAGGIO VICARIALE ALLA SACRA SPINA: ore 10,30: partenza dal piazzale del K 3 cammino penitenziale verso la chiesa di S. Quirico ore 11.15: arrivo in chiesa - tempo per le confessioni Solenne concelebrazione VENERDI 5 - 12 - 19 - 26 MARZO Ore 9.00: Confessioni Ore 9,30: S. Messa e venerazione della Sacra Spina Ore 17,30: Via Crucis Ore 18,00: S. Messa e venerazione della Sacra Spina Presepio a S. Quirico (... by Marco and Fiorella) VENERDI 19 MARZO: 3° venerdì del mese (oltre agli orari sopra indicati) alle ore 11.00: Solenne concelebrazione e venerazione S. Spina I Papi e la Sacra Spina (d. Michele) Tre Papi, per quanto risulta dalla memoria storica, hanno venerato la Sacra Spina. Le prime fonti che attestano la presenza della reliquia a Serra S. Quirico sono del XVI secolo e sono proprio quelle che attestano la visita di Papa Paolo III a Serra il 3 ottobre del 1539. Di ritorno da Loreto con il suo seguito di cardinali e ambasciatori, il Papa decise di fermarsi per una sosta di alcuni giorni nel nostro paese; egli sapeva che vi si conservava una sacra Spina della corona di Cristo, perché era stato precedentemente qui come legato pontificio della Marca. Recatosi nella chiesa madre, presentò egli stesso alla sua corte la reliquia custodita in un reliquiario. Dell’avvenimento dà notizia anche la lapide ancora leggibile nel corridoio d’ingresso del palazzo comunale: “Nel 1539 il 3 ottobre il SS. Signor nostro Papa Paolo III si ritrovò nella Serra con sette Cardinali e seguito dagli Ambasciatori”. Altra visita papale alla sacra Spina la Presepi da tutto il mondo Anniversari di matrimonio Natività in piazza Cori natalizi di casa nostra Vendesi Presepio dell’Istituto Comprensivo realizzò circa 3 secoli dopo, il 18 settembre 1841, Papa Gregorio XVI. Giunto anche lui in pellegrinaggio da Loreto e non avendo molto tempo a motivo di gravi impegni che lo richiamavano a Roma, domandò che la reliquia gli venisse portata nel Borgo della Stazione, per ammirarla e venerarla. Nella chiesina, posta sulla via Clementina, dedicata alla Madonna di Loreto, al suo arrivo il pontefice baciò la veneranda reliquia, con le sue stesse mani la presentò poi ai fedeli che nel frattempo erano lì accorsi numerosi per salutare il papa. Il terzo incontro papale è dei nostri giorni: il 18 marzo 1991, Papa Giovanni Paolo II, venne in visita alla nostra Diocesi e l’allora parroco, don Mauro Costantini, la portò al palazzo vescovile di Camerino, perché il Papa la potesse venerare. Il manifesto diocesano che annunciava l’importante avvenimento riportava proprio la foto della sacra Spina come simbolo della nostra vicaria. Caro amico Manlio La Parrocchia di San Quirico vende: - due locali ad uso magazzino (categoria catastale C2) di circa 60 mq, siti a Serra San Quirico in via Roma 9, formanti unica unità immobiliare, ristrutturati; - due locali ad uso magazzino (cat. Catastale C/2) di circa 60 mq. suddivisi in due piani, siti a Serra San Quirico in via Roma 7, formanti due unità immobiliari, trasformabili in abitazione, da ristrutturare. La valutazione del primo lotto è di 24.000 Euro, quella del secondo lotto è di 34.000 Euro. Gli interessati agli acquisti possono inviare una comunicazione scritta alla Parrocchia San Quirico Corso del Popolo 26, entro il 28 febbraio prossimo. Nel caso vi fossero più richieste si procederà alla vendita all’asta. Anagrafe parrocchiale BATTESIMI Negro Chiaralucia (15.03) di Roberto e Federici Roberta; Pietrini Maria Vittoria (29.03) di Samuele e Ballarini Michelina; Pesce Oliveira Lara Maria (17.05) di Andrea Pesce e Cristina Sosa Oliveira di Fortaleza (Brasile); Vennarucci Emma (28.03) di Roberto e Zaharia Alina; Cimarelli Filippo (7.06) di Graziano e Ferracci Romina; Montevecchio Viola (28.06) di Gabriele e Tian Yurong di Pechino; Ferracci Elena (25.07) di Luca e Marvila Sierra di Monza; Bellocci Jacopo (26.07) di Fabrizio e Tania Pastori di Serra De’ Conti; Ortolani Mark e Matthew (01.11) di Simone e Casella Federica; Piccioni Michele (08.12) di Eraldo e Lauria Carmela. MATRIMONI Ponzetti Emiliano e Loredana P. Popa (26.04); Tobia Luca e Piccioni Gloria (10.05); Panichelli Cristiano e Valentina Adorisio (30.05); Abbate Renato M. e Bernabucci Agnese (06.06); Lorenzotti Diego A. e Raggi Claudia (05.07); Maiolatesi Alessandro e Duca Lucia (29.08). DEFUNTI Bucciarelli Sonia († 20.01) da Roma; Toti Giuseppe († 28.01); Toti Luciano († 06.02) da Roma; Pieragostini Quinta († 12.02); Fava Giancarlo († 12.02); Maiolatesi Giuliano († 03.03) da Milano; Papa Pierina (08.04); Mattiacci Alfredo († 29.04); Meloni Elvira ved. Biagioli († 04.05) da Roma; Impiglia Gartano († 07.05); Pandolfi Elvira ved. Ferretti († 17.05) da Belvedere O.; Boria Alberto († 01.06); Cuicchi Valentino († 11.06); Brega Rosa ved. Tisba († 10.06); Romagnoli Maria Giuseppina (Pina) († 30.07); Sorci Francesco († 16.08) da Roma; Cotica Giovanna ved. Evangelisti († 27.08); Luchetta Eugenio († 01.09); Mazzoli Enzo († 05.09) da Monterotondo (RM); Pieragostini Amalia ved. Pietrini († 01.10); Cantiani Emnrico († 11.10); Carbini Duilio († 25.10); Paciarotti Attilio († 01.12); Dottori Maria († 01.12); Polli Manlio († 13.12); Brega Anna Maria ved. Impiglia († 26.12); Brega Ottavio († 31.12). Amico Manlio, vogliamo ricordarti con simpatia negli incontri delle lezioni dell’ Università degli Adulti. Amavi ascoltare , con la voglia di sapere. Sei stato grande, quando abbiamo fatto teatro, sapevi interpretare episodi di vita , con la tua cadenza romana, proprio come un vero attore, intelligente e ironico. Tutti ti abbiamo voluto bene, ci hai fatto divertire come bambini. Ora è rima- sto il posto vuoto in quella seggiola, vicino a quella della cara Fernanda. Tutto ciò è molto triste, ci fa meditare, sul senso della vita così fragile. Siamo impreparati alla chiamata, imprevedibile dal cielo, che ci lascia nel rimpianto dei giorni che verranno. Non ti dimenticheremo amico Manlio ciao ciao. Manlio, fratello nostro nella fede, ricevi anche il commosso e grato pensiero della comunità parrocchiale, che ti ha visto partecipe in tante iniziative con disponibilità umile e generosa. Poiché il tuo corpo ora riposa lontano, vogliamo che una lapide ti ricordi nel nostro camposanto, affinché possiamo più facilmente tenerti vicino nella mente e nel cuore. Domenica 14 febbraio, a due mesi circa dalla tua improvvisa partenza per la casa del Padre, ti ricorderemo nella celebrazione delle 11.30 a S. Quirico, per dirti ancora grazie. S. Lucia, la cui bella chiesa con tanta dedizione hai custodito, ti ha accolto proprio nel giorno della sua festa: il 13 dicembre per te non è stato “il giorno più corto”, ma il giorno più luminoso… Arrivederci! LA PARROCCHIA torio di Don Bosco a Roma, credo sia stata tra i più bei ricordi della tua vita. I giovani per te, come per me in forma più modesta, sono sempre stati tesori preziosi da custodire. Leggevo nei tuoi occhi il grande entusiasmo quando ti comunicavamo la date del grest estivo e del campo scuola… Scommetto che aspettavi proprio questa notizia per poter avvicinare i giovani e cominciare a preparare la parte sportiva che tanto ti appassionava. Abbiamo condiviso momenti diversi: ricordo con tanta gioia quando andavamo insieme a fare la spesa al campo, quanto ci divertivamo a cercare di far risparmiare la parrocchia...scegliendo però al meglio per le nostre bocche da sfamare. Ma quello che io non dimenticherò mai è la tua grande saggezza, la tua infinita calma e pazienza; sapevi sempre come mettere il morso ad un cavallo recalcitrante come me. Nei momenti difficili che abbiamo vissuto insieme sei stato una spalla sicura su cui appoggiarsi, ascoltare i tuoi consigli mi faceva sentire la pace nel cuore. Grazie Manlio: chi ti ha conosciuto non può dimenticare il bene che hai voluto a tutti noi. Non rivederti con gli occhi non significa non ritrovarti nel cuore, perché sono sicura che tu continui a pensarci e proteggerci vicino a quel Dio che tu hai sempre amato. Proprio per la tua profonda fede hai ricevuto il dono di saper amare il prossimo, ma oggi possiamo dirti che anche tutti noi, in silenzio ti abbiamo voluto un mondo di bene. S. Lucia, che con tanta dedizione hai custodito, ti ha accolto proprio nel giorno della sua festa: il 13 dicembre per te non è stato “il giorno più corto”, ma il giorno più luminoso… Donata Caro Manlio, la domenica quando salivo la scalinata per andare alla Messa a S. Lucia ero sicura di incontrarti. Non eri solo l’ancora di salvezza per l’apertura della Chiesa, ma anche il nostro punto di riferimento per la celebrazione domenicale. Qualche volta la fretta della preparazione ci impediva di salutarti a dovere con il sorriso che invece ti aspettavi, ma non mancava poco dopo il tuo rimprovero scherzoso di un padre amorevole. Tanti sono stati i momenti in cui la tua grande disponibilità e generosità d’animo sono state compagne nella vita di Serra San Quirico: non dicevi mai di no ed eri sempre pronto per ogni cosa. Anche se in quest’ultimo periodo affiorava un po’ di stanchezza, il tuo spirito sempre giovane abbatteva ogni ostacolo. I ragazzi sono stati sempre nel tuo cuore e la lunga esperienza nell’ora- UNIVERSITÀ DEGLI ADULTI POLLI MANLIO n. 26-10-1928 † 13-12-2009 Caro amico, te ne sei andato, come il fragore d’un tuono, lasciandoci, increduli e più soli. I tuoi amici hai salutato quella sera nel passare, nelle vie di Serra, com’era nel tuo stile, gentile, educato. Grazie caro amico, per la compagnia piacevole, scherzosa operosa e disponibile verso tutti. Ricordi di giorni passati insieme e che ognuno porterà dentro di sé. Grazie per il lavoro che hai dedicato a questa comunità, un esempio da seguire, ciao, ciao caro amico Manlio. GLI AMICI DEL CIRCOLO SOCIALE Nella Pasqua eterna BREGA ANNA MARIA n. 29-5-1923 † 26-12-2009 BREGA OTTAVIO n. 13-4-1928 † 31-12-2009 MONTESI GIUSEPPA n. 19-1-1925 † 11-1-2010 PIERAGOSTINI EMILIO n. 20-3-1925 † 19-1-2010 L’ECO DE LA ROSSA 1/10 5 L A VO C E D I AVAC E L L I Notizie di famiglia Continuano gli incontri settimanali con la Parola di Dio: avvengono nei due luoghi ormai da tempo stabiliti. L’incontro è per tutti coloro che si dicono cristiani e per i cercatori del senso della vita. Ogni MERCOLEDI alle ore 21. Il presepio che ogni anno viene allestito in Avacelli vuole essere un presepio non solo da vedere ma da guardare: quest’ anno era da notare la presenza imponente del Calvario con le sue croci insanguinate e i suoi soldati di ieri e di oggi, accanto alla grotta della nascita. Si voleva dire che la scena di un Dio che si è fatto piccolo e indifeso è un preludio già della croce. La sua nascita rivela un carattere “passionale”; manifesta la sua passione per l’uomo, che l’ha spinto a condividere la sua condizione fino alla morte di croce. Di qui la presenza nel presepio di quel corteo di umanità sofferente, che va dalla grotta alla cima del monte Calvario. S. Ansovino Presso la nostra località si trova la chiesa romanica di S. Ansovino, testimonianza di arte romanica. Il suo valore non è da considerarsi solo artistico ma anche storico poiché rappresenta l’incontro tra la cultura longobarda e quella cristiana. Caratteristica per i suoi capitelli, affreschi, sinopie e per lo stemma sul portone (croce astile circondata da sei palle e incastonata in una nicchia sopra la volta a tutto sesto); nei primi secoli del 2° millennio era punto di riferimento per mercanti e pellegrini, che passavano per questa antica via di collegamento tra la costa adriatica e Roma. Addossata ad essa c’è una casa colonica ormai fatiscente e in parte crollata che mette a rischio anche la stabilità della chiesa. Il 20 gennaio la RAI 3 –TG MARCHE, anche su sollecitazione e indicazione del sindaco di Arcevia, è venuta a realizzarvi un servizio televisivo, da inserire in una rubrica che ha lo scopo di segnalare quei beni artistici delle Marche che rischiano il degrado e l’abbandono, e che invece sono da salvaguardare. Il servizio può essere visto all’interno del programma “Tg Buongiorno Regione” (RAI 3 ore 19.30 mercoledì 3 o mercoledì 10 febbraio). Continuiamo a sperare che chi ne possiede la competenza si muova concretamente per salvare questo “tesoro” del nostro territorio. La parrocchia, quello che doveva e poteva fare, l’ha fatto. F. P. nuovo- se questo è un uomo.Come un rospo a gennaio,che si avvia quando è buio e nebbia-e torna quando è nebbia e buio,-che stramazza a un ciglio di strada.- Odora di kiwi e arance di Natale, conosce tre lingue e non ne parla nessuna,-che contende ai topi la sua cena,-che ha due ciabatte di scorta,-una domanda di asilo,-una laurea di ingegneria,una fotografia,e le nasconde sotto i cartoni, e dorme sui cartoni della Rognetta,-sotto un tetto d’amianto, o senza tetto. -Fa il fuoco con la mondezza, -che se ne sta al posto suo, -in nessun posto-e se ne sbuca, dopo il tiro a segno -“ha sbagliato!”. Certo che ha sbagliato:- l’uomo nero dalla miseria Appuntamento con il medico a cura della Dottoressa EDWIGE RIPANTI “In principio Dio creò il cielo e la Terra […]. Egli disse: le acque brulichino di esseri viventi, ed uccelli volino sopra la Terra, davanti al firmamento del cielo […] . La Terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e animali selvatici. Così avvenne. Dio vide che era cosa buona” (Sacra Bibbia – Libro della Genesi). Molti, al cinema, avranno visto il film “HACHICO”, la storia dell’amore incondizionato di un magnifico cane di razza Akita per il suo padrone, realmente accaduta in Giappone negli anni ’20. Senza scendere nei particolari della vicenda, di alto valore educativo per le persone di ogni età, questo film è un commovente inno a quegli abitanti del CREATO che sono gli animali, assolutamente inscindibili, insieme alla natura, dalla vita, dalle vicende, dalla storia del genere umano. Quante persone ogni giorno godono della compagnia del proprio cane e del proprio gatto! Quanti volontari in tutto il mondo se ne prendono cura insieme alle loro disperate vicende. Ognuno può carpire per caso l’assoluta meraviglia di un riccio nel giardino di casa, di un istrice lungo la strada di campagna, di una tortora, una palomba, un agile e bruno scoiattolo; di un cinghiale, sì, proprio un cinghiale, il vituperato cinghiale che devasta e distrugge le colture, non certo per sua colpa. Un animale affamato, con tanti piccoli, costretto dagli uomini in un contesto ambientale che non gli appartiene, braccato ed ucciso come avviene nelle nostre campagne. Il 15 0ttobre 1978, presso la sede dell’Unesco a Parigi, fu proclamata la Dichiarazione Universale dei Diritti degli Animali, sottoscritta da eminenti scienziati, filosofi, giuristi. Un passaggio storico per la civiltà umana, il riconoscimento del rispetto che si deve loro come il rispetto stesso tra gli uomini. “Non abbiamo il diritto di sterminarli o di sfruttarli. Anch’essi provano paura, smarrimento, dolore, se maltrattati, sottoposti a crudeltà, abbandonati. Le specie selvagge devono vivere libere nel proprio ambiente naturale e riprodursi. Nessun animale deve essere usato per il divertimento dell’uomo. Le associazioni di protezione e di salvaguardia devono essere rappresentate a livello governativo, la legge difenderli come difende gli uomini”. La sofferenza inflitta è una costante in tutti i paesi del mondo. Si abbandonino i luoghi comuni e si facciano propri questi principi: divulgarli, comunicarli ai piccoli come parte dell’educazione dell’infanzia. Sono esistenze che vogliono vivere tra i viventi. Il loro è il diritto alla vita. Scrisse Mark Twain (1835-1910): “Se gli animali potessero parlare, il cane sarebbe un franco e sincero compagno, ma il gatto avrebbe la vera grazia di non dire mai una parola di troppo”. Come ogni anno le associazioni locali si stanno organizzando per promuovere iniziative atte alla valorizzazione del territorio. Partendo dalla ormai storica “festa dell’asparago di montagna” come sempre il primo maggio , alla suggestiva “sogno di una notte di mezza estate” nel mese di giugno, alla raffinata “degustazione dei prodotti tipici” (fine luglio) fino allo spazio dedicato alla nostra piccola biblioteca e alla mostra “Avacellando” creando un binomio vincente tra i sapori dei prodotti locali e la riscoperta delle tradizioni che si sono tramandate nel corso degli anni…Non meno importanti gli appuntamenti con il teatro (spettacoli “Amata terra mia” e “Parenti serpenti” da proporre ad agosto e replicare nei teatri questo autunno ...). F. P. Sei personaggi in cerca d’autore Se questo è un uomo Se leggiamo la Bibbia, troviamo che spesso Dio parla e porta avanti il suo progetto di salvezza attraverso situazioni storiche e personaggi ufficialmente “non addetti ai lavori”. E’ la fantasia creativa dello Spirito Santo, che riempie tutta la terra, che spesso gioca “fuori casa”, perché dentro la “sua casa normale” (= la Chiesa) ci sono restrizioni, attendismi tattici, paure di dire parole profetiche, “tiepidezza, come una berretta di notte”. E’ quello che capita anche oggi. E allora vale la pena di accogliere con umiltà e gioia questa parola, che Dio- bontà sua- ci manda attraverso la voce di un profeta “insolito e inatteso”: “ Di nuovo, considerate di Piccole news 2010 nera,- del lavoro nero, e da Milano, e per l’elemosina di un attenuante - scrivono grande:NEGRO. - Scartato da un caporale, -sputato da un povero cristo locale, -picchiato dai suoi padroni, -braccato dai loro cani, -che invidia i vostri cani, -che invidia la galera, -(un buon posto per impiccarsi ), -che piscia coi cani, -che azzanna i cani senza padrone, -che vive tra un no e un no, -tra un comune commissariato per mafia e un centro di ultima accoglienza. - E quando muore, una colletta- dei suoi fratelli a un euro all’ora, -lo rimanda oltre il mare, oltre il deserto alla sua terra -“a quel paese!”. Meditate che questo è stato, -che questo è ora, che Stato è questo.Rileggete i vostri saggetti sul problema- voi che adottate a distanza - di sicurezza, in Congo, in Guatemala, -e scrivete al calduccio, né di qua né di là, -né bontà, roba da Caritas, né Brutalità, roba da affari interni, -tiepidi, come una berretta di notte, -e distogliete gli occhi da questa che non è una donna, -da questo che non è un uomo che non ha una donna; - e i figli, se ha figli, sono distanti. E pregate di nuovo che i vostri nati - non torcano il viso da voi. Adriano Sofri da “Repubblica” Croce Verde Nuovo direttivo Verbale della riunione del nuovo Consiglio Direttivo dell’Associazione Volontari Croce Verde ONLUS di Serra San Quirico. Il giorno 25 gennaio 2010 alle ore 2100, presso la sede dell’Associazione Volontari Croce Verde ONLUS di Serra San Quirico, sita in via Martiri della Libertà n° 8, si è riunito il gruppo di Soci che, dopo aver presentato le proprie autocandidature come da regolamento, alle votazioni del 12-122009 sono risultati eletti per la formazione del nuovo Consiglio Direttivo. La riunione è stata regolarmente convocata da Emiliano Spaccia in qualità di Presidente uscente. Sono presenti: Barnes Derek, Ciriaci Damiano, Evangelisti Elvio, Masè Maurizio, Massari Monica, Radicioni Marina, Rezzi Jessica, Teodori Attilio, Torbidoni Andrea. Come stabilito dal regolamento dell’Associazione, la riunione è presieduta da Elvio Evangelisti, che nella consultazione elettorale ha ottenuto il maggior numero di preferenze, il quale designa Jessica Rezzi quale segretario verbalizzante. Nell’ambito della amichevole e lunga conversazione i Soci elencano una serie di problematiche di non facile soluzione come la carente disponibilità di militi nella effettuazione dei turni, l’elevato costo dei trasporti, l’inadeguatezza operativa della sede, la necessità di assunzione a maggiori responsabilità da parte dell’Associazione nell’ambito del sistema sanitario locale. Gli interventi ribadiscono la piena consapevolezza dell’importanza del servizio che viene offer- to dall’Associazione continuamente sul territorio a tutti i cittadini in difficoltà e concordano nell’effondere tutte le energie perché l’Associazione continui a consolidare il proprio ruolo nell’ambito dei servizi socio sanitari locali. Dopo aver nominato due scrutatori nelle persone di Barnes Derek e Masè Maurizio, si passa alla votazione a scrutinio segreto per il rinnovo degli incarichi istituzionali. Dallo scrutinio sono emersi i seguenti risultati: Presidente: Massari Monica 7 voti, Barnes Derek 1 voto, Teodori Attilio 1 voto; Vice Presidente: Teodori Attilio 5 voti, Torbidoni Andrea 3 voti, Rezzi Jessica 1 voto; Segretario – Tesoriere: Evangelisti Elvio 7 voti, Barnes Derek 1 voto, Rezzi Jessica 1 voto. Risultano pertanto eletti: Presidente: Massari Monica Vice Presidente: Teodori Attilio Segretario – Tesoriere: Evangelisti Elvio i quali dichiarano la loro disponibilità ad assumere i rispettivi incarichi. Il Presidente rappresenta legalmente l’Associazione nei confronti sia dei Soci che di tutti i soggetti, esterni, sia fisici che giuridici. Il Vice Presidente assume l’incarico della gestione di tutti gli automezzi e degli apparati radio. Il Segretario cura i rapporti con le varie Direzioni Sanitarie delle Zone Territoriali. Per i rimanenti Consiglieri vengono proposte dal Presidente neo eletto Massari Monica le seguenti funzioni: Barnes Derek: responsabile servizi informatizzati (norme privacy, fatturazioni); Il 15 gennaio 2010 c’è stata una serata inconsueta e interessante, sottratta alle solite serate in casa davanti ad una televisione che spesso diventa rumore da sottofondo. Siamo stati invitati in una sala preparata per l’occasione ad ascoltare alcuni di noi intenti a leggere per il pubblico romanzi, racconti, saggi, aforismi e poesie. Questo incontro, organizzato dalla Biblioteca di Avacelli ha dato alla serata un sapore diverso e buono. Tutto sommato, ci voleva proprio! Dovrebbe anzi essere una necessità. E’ una questione di igiene mentale, di salute, di libertà. Permettetemi una riflessione sulla bellezza e necessità di leggere libri: di leggere esperienze diverse dalle proprie, espresse da parole diverse, per poter arrivare alla consapevolezza di sé. Immersi in un perpetuo rumore di fondo, che pochi avvertono e che invece tutti dovrebbero temere, nonostante la nuova tecnologia mediatica, viviamo divisi tra un deficit quotidiano di parole e l’afasia del linguaggio e dei sentimenti e l’esagerazione retorica. L’eccesso, l’urlare sono le uniche modalità espressive per dire cose semplici. La TV ne è maestra. Le parole perdono il loro carico di vita, il loro spessore: in tale appiattimento la parte più grossa la giocano i mass-media che riducono lo spazio comunicativo alla…valigia di Charlot: quella da cui fuoriusciva sempre qualcosa e a Chaplin non rimaneva che sforbiciare via i lembi che spuntavano fuori. Il risultato è di rendere incomprensibile ciò che si è prefisso di far capi- re. Tagli e ritagli: alla fine non resta niente che parole stanche, buche, sbrindellate, svolazzanti. Con l’idea di risparmiare tempo, di velocizzare la comunicazione con l’illusione di “introdurre calore”, le parole vengono abbreviate, contratte, semplificate rispetto alla realtà intorno a noi, che diventa invece più complessa. Basti pensare all’impiego di abbreviazioni nel linguaggio ,nella comunicazione digitale. Ne rimangono vittime l’ortografia,il lessico ma soprattutto la capacità di pensare,di entrare in relazione –non solo strumentale- con l’altro,con il mondo. Come antidoto a questa cultura che porta con sé solitudine,aridità dei sentimenti,e insostenibile inconsistenza dell’essere, è bello ritornare a scrivere una lettera ed ad avere come compagno di vita quotidiana un libro. Ritornare alla pagina scritta vuol dire rieducarci al silenzio,a rallentare il tempo per pensare, a mettersi in contatto col proprio mondo per coglierne le risonanze emotive, ad andare oltre la scorza della realtà della vita del mondo e succhiarne il succo vitale, a diventare non clienti o consumatori della storia, ma protagonisti consapevoli; a diventare esperti di umanità; a dare spessore e consistenza alle proprie opinioni; a diventare liberi. Proprio perché crediamo in tutto questo, qui ad Avacelli abbiamo osato aprire una biblioteca: riteniamo cosa utile offrire a tutti (anche dei paesi limitrofi) questa possibilità di riscoprire la bellezza della lettura. Ciriaci Damiano: responsabile protezione civile, servizio civile, politiche giovanili; Masè Maurizio: responsabile dipendenti, servizi programmati, 118; Radicioni Marina: coordinatore militi e loro abbigliamento; Rezzi Jessica: coordinatore della cellula sanitaria e degli eventi di rappresentanza con le altre Associazioni; Torbidoni Andrea: responsabile formazione e della sede operativa. Il neo Presidente Massari Monica propone di assegnare la delega alla firma disgiunta sui conto corrente bancari operativi al Vice Presidente Teodori Attilio e al Segretario – Tesoriere Evangelisti Elvio. Il Consiglio Direttivo approva all’unanimità le sopraelencate proposte del Presidente. Il Presidente della riunione, dopo aver augurato a tutti un buon lavoro, alle ore 23.00dichiara sciolta la seduta. Letto, approvato, sottoscritto. Il Segretario Jessica Rezzi Il Presidente Elvio Evangelisti M. C. Arance della salute ... Quanti scelgono di inviare offerte con il bollettino postale, sono pregati di fare il versamento con lo stesso cognome e nome indicato nell’indirizzo del giornale. Direttore responsabile: Michele Giorgi Capo Redattore: Donata Cattaneo Redattori: Laura Corinaldesi, Teresa Giorgi Eva-Edvige Martorelli Lucia Scarabotti Autorizzazione Tribunale di Ancona n. 122 dell’8-5-1952 Stampanova - Jesi (AN) Via Abruzzetti, 12 Telefono (0731) 211639-211694 Fax (0731) 211694 L’ECO DE LA ROSSA 6 1/10 LA VOCE DI MERGO Cari amici, quando leggerete questa pagina, saremo già all’inizio della Quaresima 2010, tempo quanto mai propizio per una revisione di vita secondo il Vangelo. Fin dal primo dei quaranta giorni ci sentiremo invitare insistentemente dalle parole del Signore e con il segno dell’imposizione delle ceneri: “Ritornate a me con tutto il cuore” (il profeta Gioele), “Lasciatevi riconciliare con Dio!” (San Paolo). Noi cercheremo di accogliere l’invito del Signore con segni di penitenza (digiuno e astinenza; sempre finalizzati a gesti di solidarietà), con una più prolungata preghiera e più assidua riflessione sulla parola di Dio. I giorni e gli orari saranno precisati settimana per settimana. Quest’anno la Benedizione Pasquale delle case e delle Famiglie sarà effettuata in due tempi: il Paese e la campagna prima di Pasqua, la zona di Angeli dopo Pasqua, secondo il programma sotto riportato: Natale - Epifania PARROCCHIA DI S. LORENZO Tel. 0731/814866 cell. parroco 333 7206497 SERVIZI RELIGIOSI: - Messe festive ore 10,00 - ore 11,15 - Messa prefestiva ore 17,30 1 - Prima di Pasqua (da lunedì 15 marzo a venerdì 26 marzo 2010) LUNEDI’ 15 MARZO: Santa Maria delle Stelle, Palazzo Borgiano, Via Panocchia, Via S. Martino, Via Santa Marciana, Via Castellaro (fino a Chiappa Gino). MARTEDI’ 16 MARZO: Via Castellaro (da Casini Valentino), Via Colli, Via Fontisa, Via Ravalle. MERCOLEDI’ 17 MARZO: Via la Villa. GIOVEDI’ 18 MARZO: Via Pertini, Via Giovanni XXIII (fino a Chiacchierini Lanfranco). VENERDI’ 19 MARZO: Via Giovanni XXII (da Tarascio Giuseppe), Via C. Battisti (fino a Bravetti Eliana). LUNEDI’ 22 MARZO: Via C. Battisti (da Castro Carlos Alberto a Marzoli Luigi). MARTEDI’ 23 MARZO: Via C. Battisti (da Serini Augusto), Via Dante Alighieri, Piazza Mazzini, Via delle Mura. MERCOLEDI’ 24 MARZO: Piazza Leopardi, Piazza San Lorenzo. GIOVEDI’ 25 MARZO: Via Roma. VENERDI’ 26 MARZO: Via Roma. 2 – dopo Pasqua (da mercoledì 7 aprile a lunedì 19 aprile 2010) MERCOLEDI’ 7 APRILE: Via Verga (da Ciattaglia Anna). GIOVEDI’ 8 APRILE: Via Matteotti (da Ceccacci a Cesaretti Enrico). VENERDI’ 9 APRILE: Via Matteotti (da Dolciotti Stefano a Marasca G.). LUNEDI’ 12 APRILE: Via Matteotti (da Gentili Gianni), Via C. Colombo, Piazza Garibaldi. MARTEDI’ 13 APRILE: Via Verdi (da Pasquini Ubaldo). MERCOLEDI’ 14 APRILE: Via Tiziano, Via Leonardo da Vinci (da Falappa G.) GIOVEDI’ 15 APRILE: Via R. Sanzio (da Fantini M. a Meloni E.). VENERDI’ 16 APRILE: Via R. Sanzio (da Ferretti Primo), Via Angeli (da Ricci Giuseppe a Starnatori Amedeo). LUNEDI’ 19 APRILE: Via Angeli (da Rossi Nevio), Via Montirone. N. B. – Si osserverà il seguente orario: dalle ore 15,15 alle 20,00. - Il programma sopra riportato potrebbe subire qualche variazione per cause di forza maggiore: è opportuno informarsi anche per telefono: Ab. 0731.814604 – Cell. 333.7206497. - Le offerte che si usano fare in questa occasione andranno, come di consueto, nella cassa parrocchiale. - Il Parroco è disponibile a ritornare nelle case dove non trova nessuno e a concordare giorno e ora più comodi per la famiglia. Il catasto nel 1700 Il Natale com’è tradizione, si è festeggiato in famiglia e nella comunità parrocchiale. In quest’ultima noi: Debora e Laura insieme con altre mamme, abbiamo ideato e preparato alcune attività per rendere più gioiosa l’attesa della nascita di Gesù. Abbiamo allestito in Chiesa con tanto impegno il presepe, cercando di riprodurre più fedelmente possibile il paesaggio palestinese. Inoltre con i bambini che frequentano il catechismo, abbiamo preparato alcuni canti natalizi che sono stati eseguiti con amore e semplicità aspettando la Santa Messa di mezzanotte. I bambini hanno dimostrato una grande serietà nell’impegno preso, tanto da vincere persino il sonno. Hanno riempito il cuore di gioia ai numerosi fedeli presenti: è stato un momento di unione e commozione. I nostri piccoli hanno animato anche le varie celebrazioni del periodo natalizio, in particolare quella del pomeriggio dell’Epifania, festa della Santa Infanzia, in cui hanno esposto i loro presepi fatti con tanto impegno e fantasia; come premio è stata donata loro una candela, segno di luce divina. Come in passato, anche quest’anno c’e stato il concorso dei presepi nelle varie famiglie della parrocchia e la commissione istituita per valutare il migliore (compito piuttosto arduo) ha premiato come primo quello della famiglia di Duca Laura, poi quello di Bravi Giovanni e terzo il presepe di Corinaldesi Luca. Nella stessa celebrazione genitori bambini e parrocchiani hanno reso omaggio a Gesù Bambino. Infine dolci per tutti, in un contesto di sana allegria e fratellanza che fa riscoprire il vero senso cristiano del Natale, troppo spesso sopraffatto dalla superficialità e dal consumismo. Debora e Laura Adozioni a distanza Anche quest’anno è stata raggiunta la quota necessaria per mantenere l’impegno dell’adozione a distanza: l’iniziativa “aggiungi un posto a tavola a Natale” per i più bisognosi e cioè i bambini, ha toccato i nostri cuori e tanti sono stati i parrocchiani generosi. L’amore che esprimiamo con l’offerta di qualche euro giunga ai più bisognosi, così mettiamo in E’ stato presentato in occasione della chiusura dell’anno accademico dell’Università degli Adulti della media Vallesina il volume: I catasti e la proprietà terriera a Mergo nel 1700”. Il volume si articola principalmente in due parti. La prima dopo un breve cenno sulla storia del catasto dai tempi antichi fino al medioevo, si sofferma sulle vicende che hanno accompagnato l’introduzione del catasto moderno a partire dal ‘700 negli stati italiani e in particolare nello Stato Pontificio, di cui viene delineato anche l’ordinamento amministrativo. Una sintesi panoramica utile per capire il funzionamento delle principali istituzioni di governo e soprattutto delle problematiche e delle finalità che hanno accompagnato l’introduzione dei catasti come strumento di conoscenza della realtà agraria e di controllo fiscale. La seconda parte, dopo una breve e sintetica introduzione sulla storia di Mergo, affronta il tema centrale del volume, che è quello della descrizione dei catasti storici locali, partendo da quelli di Serra San Quirico e dei suoi castelli. Quindi ripassa all’analisi e alla descrizione del catasto di Mergo dal 1777, di cui fornisce l’elenco dei proprie- tari, la destinazione culturale dei terreni secondo la partizione territoriale in ville. In ognuna delle quali vengono elencati i toponimi, le case rurali, i patrimoni ecclesiastici e la proprietà comunale. L’analisi è conclusa da una sintesi che da il quadro generale delle proprietà e delle colture da un’appendice dei documenti. Un’attenzione particolare viene dedicata alla toponomastica, con una serie di notizie che permette di ricavare sull’esistenza e l’ubicazione delle chiese più antiche, degli insediamenti e perfino sulla destinazione colturale di tutte le Ville. La pubblicazione è stata finanziata con risorse di privati molto sensibili ai temi della coltura e della valorizzazione territoriale. L’autore ringrazia pubblicamente Bondoni di Serra San Quirico, Donzelli Group di Angeli di Rosora e Villa Celeste di Rosora. Per chi fosse interessato alcune copie sono disponibili presso i privati che hanno finanziato la pubblicazione e presso la Libreria Cattolica di Jesi, la Libreria Canonici di Ancona e la Libreria Lotti di Fabriano. Per maggiori informazioni, approfondimenti ed incontri potete contattare l’autore: [email protected] Nato alla grazia pratica l’insegnamento di Gesù che è venuto in mezzo a noi in particolare per portare il “lieto annunzio” ai poveri. Il sorriso di questi bimbi che vediamo nelle foto, ci rincuora. Certi di vedere il loro volto pieno di gioia anche in futuro, ringraziamo di cuore tutti coloro che sono stati tanto generosi. Rosanna LORENZO CORINALDESI - 13-12-2009 A Giancarlo Rigucci Tornata alla Pranzo di S. Antonio Abate Appuntamenti parrocchiali Casa PRIMA COMUNIONE - 16 maggio 2010 Chiesa parrocchiale ore 11,15 del Padre M. GABRIELA DUCA n. 25-2-1940 † 6-12-2009 S. CRESIMA - 10 ottobre 2010 Chiesa S. Giovanni Ap. e S. Martino V. ore 11,15 Volano le rondini, cadono le foglie, e la stagione se ne va. Il tempo passa… Cambino le cose e la realtà… Ma tu sarai sempre qua! Sei con noi sempre: nella quotidianità, nei nostri ricordi, nei nostri pensieri, nei nostri cuori. Continueremo a vederti là, dove ogni giorno eri abituato a stare. Sei stato unico, inimitabile…un grande che ha fatto la storia della nostra sala gessi. Grazie Giancarlo. Con affetto i tuoi colleghi L’ECO DE LA ROSSA 1/10 7 NOTIZIARIO DI CRONACA Il Natale dei piccoli “Il Natale dei Piccoli” è una festa nata da un' idea di Elda Evangelisti, che è stata accolta con grande entusiasmo all'interno del Club Juventus Doc Serra 2008 e della Serrana A.S.D. 1933. Si è subito cominciato a lavorare sulla prima bozza e giorno dopo giorno questa iniziativa ha preso sempre più corpo. Il percorso è stato abbastanza impegnativo ma come sono solita dire “volere è potere” e quindi armati di tanta buona volontà siamo andati avanti. Ciò che volevamo era dare qualcosa a Serra, movimentandola. E chi meglio dei bambini poteva svolgere questo compito? I piccoli portano gioia, allegria, voglia di vivere e con la loro innocenza riescono sempre a farci sorridere. Ci ha fatto veramente piacere, nei giorni successivi la manifestazione, essere fermati per strada per ricevere i complimenti per l'organizzazione. Credetemi questa è per tutti noi che abbiamo lavorato, la soddisfazione più grande, perché significa che è arrivato a voi ciò che volevamo e ciò in cui crediamo: essere tutti uniti in serenità. Approfitto di questa occasione per poter ringraziare tutti coloro che ci hanno soste- nuto economicamente e manualmente (siete stati davvero molti): l’Amministra-zione comunale, le maestre della scuola dell'infanzia che si sono rese disponibili a collaborare e tutti i genitori che hanno accompagnato i loro bambini mettendosi in gioco insieme a loro, per trascorrere un pomeriggio in un clima natalizio davvero gradevole. Volevamo inoltre rendervi noto che la raccolta dei fondi effettuata nell'ambito della festa e destinata alla Croce Verde Onlus per l'acquisto del “Sistema pediatrico di immobilizzazione” ha ottenuto dei buoni risultati, non riuscendo però a coprire l'intera spesa. A questo scopo la Sinistra Ecologia e Libertà, la Serrana A.S.D. 1933 e il Club Juventus Doc Serra 2008, hanno voluto donare la restante somma, affinché il progetto andasse a buon fine. Proprio riallacciandomi a quest' ultimo pensiero, volevo affermare che indipendentemente dai colori sportivi o politici ai quali ognuno di noi appartiene, in ogni singola persona batte un unico cuore che crede nel bene e nell'unità del nostro piccolo ma bellissimo paese. Rita C. La cucina di Raul Twirling: grandi progetti per il 2010 Grande successo per il saggio finale della LG2 Vallesina Twirling tenutosi il 20.12.09 presso il Palazzetto dello sport di Moie. La neo società sportiva sotto la guida dei tecnici Loredana Guerro, Laura Gramaccioni, Alice Ceccacci e Marta Brega conta ormai più di 50 iscritte, nonostante sia nata solo a settembre. Le capacità dei tecnici, che hanno saputo raggiungere grandi risultati nel corso della loro decennale attività sono una garanzia per chiunque voglia avvicinarsi a questo sport ricco di stimoli, che solo ora sta iniziando a uscire dall’anonimato. Uno spettacolo emozionante, che ha La LG2 forte dei successi e delle conferme ottenute finora ha deciso di cimentarsi in una nuova sfida: aprirsi alle piccole realtà della Vallesina dove non si praticano sport a causa di numerose difficoltà. Facendosi carico di costi non indifferenti la LG2 ha deciso di aprire scuole di ginnastica e twirling: a giorni prenderà il via un progetto pilota a Serra San Quirico. Dopo essere state più volte contattate da genitori che si lamentavano che purtroppo nel paese non c'era mai nulla per le bambine, la società, grazie alla disponibilità dei loro tecnici, ha deciso di intraprendere questo percorso con ottimismo. " coinvolto il pubblico venuto numeroso ad applaudire gli esercizi eseguiti dalle giovani atlete, dai 3 ai 14 anni, fino alle ragazze grandi. Anche un gruppo di ex atlete, una ventina, si è esibito durante la manifestazione, divertendosi e facendo divertire, a dimostrazione che la passione e il sano spirito sportivo non hanno età. Complice l’entusiasmo contagioso di Loredana Guerro – colei che fece conoscere e nascere il twirling in Vallesina - le venti ex atlete hanno deciso di proseguire gli allenamenti e di iscriversi come Gruppo al campionato nazionale 2010 insieme a Michela Molinari che parteciperà anche come solista. Inoltre atlete dell’LG2, Alice Ceccacci e Marta Brega e l'atleta Giulia Pasquini nella specialità solista i serie A. Confidiamo" dicono Loredana e Laura " che le famiglie rispondano al nostro appello di iscrivere le loro figlie al corso che si svolgerà nella palestra di Serra San Quirico paese il martedì e giovedì dalle 16,15 alle 17,15." Loredana Guerro e Laura Gramaccioni non possono far altro che esprimere grande soddisfazione per i risultati fin qui ottenuti, grazie anche alla collaborazione dei genitori delle atlete che hanno sempre partecipato con entusiasmo ed in prima persona alle iniziative della società, dimostrando oltre alla stima nei tecnici anche un affetto sincero. Annunciamo quindi questa nostra nuova avventura a Serra San Quirico, fiduciose di una risposta positiva da parte delle amministrazioni e dei cittadini. Solidarietà a Serra I Serrani non sono nuovi ad atti concreti di solidarietà e oggi sono chiamati a gestire e risolvere una situazione di emergenza locale. Una famiglia di nazionalità indiana, ricongiuntasi da poco tempo, si trova ad affrontare il grave lutto della morte del padre, Sarinder Singh, avvenuta il primo dell’anno. Il giovane trentacinquenne, regolarmente in Italia da diversi anni e operaio presso la ditta Fileni di Cingoli, lascia la moglie Kuldeep Kaur, incinta all’ottavo mese e una bambina di 9 anni Laveleen. Si è pensato ad una raccolta di denaro e ad una “adozione“ (dell’importo individuale di 10,00 euro mensili per una durata discrezionale da parte di ogni aderente) che possano aiutare a sostenere la mamma e i suoi figli, in quanto non è possibile che la signora ritorni al suo paese d’origine. La cifra raccolta, che speriamo sia congrua alle necessità, verrà versata in un c/c. e gestita con la più grande trasparenza, Con essa la famiglia potrà contare mensilmente su un minimo contributo economico, atto a soddisfare le più elementari esigenze, al quale si aggiungeranno aiuti alimentari e quanto necessario per superare questo momento di difficoltà. Ci auspichiamo che, al di là dell’aiuto materiale ed economico, tutti i Serrani si sentano vicini a questa signora e ai suoi figli per rendere il loro futuro meno difficile. La Comunità Indiana si è dimostrata molto solidale con i propri connazionali. Siamo convinti che, seppur dolorosa, questa situazione potrebbe rappresentare un’occasione di interazione ed integrazione fra concittadini di varie nazionalità. L’integrazione, oltre che una realtà ed una necessità, va vista come una opportunità di crescita umana e di sviluppo sociale. Inoltre, per chi dà anche un significato religioso alla propria esistenza, il comandamento “ama il prossimo tuo come te stesso” vede in essa la sua concreta e completa applicazione. L’invito a sostenere questa famiglia di “compaesani” può essere fatto prendendo contatti ed effettuando il proprio contributo presso: Le Parrocchie di Serra Paese e di Serra Stazione “Il Negozietto” e l’Edicola Cerioni in Piazza della Libertà. Per maggiori informazioni sono disponibili i seguenti recapiti telefonici 073186004/86774/86254. Grazie per quanto sarà possibile da parte di ognuno di noi. Naturalmente l’iniziativa è aperta a tutte quelle Associazioni che caratterizzano il nostro tessuto sociale e a tutti quei cittadini che ritenessero di dare un impegno personale. Pellegrini nell’Urbe Biblioteca comunale Un libro per ritrovare i sapori perduti ... Un “mito” “Gattu puzzò, gattu mucciolò...” è, più o meno, una delle ultime espressioni, tra le più simpatiche, che ci lascia in eredità il mito del trasporto pubblico serrano, giunto alla meritata pensione. ...e già, pensione..!! E qui, uno dice: come al solito, ‘sti statali, vanno in pensione così presto, che non hanno nemmeno iniziato a lavorare...guarda com’è giovane!!!...poi però, mi soffermo un attimo a pensare, mi ricordo che sono alla soglia degli ‘anta, e mi tornano in mente i ricordi di bambino, quando alle elementari, insieme agli storici autisti dei pulmini “Giuà” e “Milio”(la “Guardia”), iniziava a macinare i suoi primi chilometri un ragazzotto tutto pepe che ben presto conquisterà la simpatia di tutti noi bambini. Negli anni, “Gilbè” a Serra è diventato un’icona, il simbolo del- l’autista, una sorta di angelo custode dei piccoli da lui trasportati. Inoltre, fa un certo effetto sapere che ha trasportato più o meno regolarmente due generazioni di bimbi, come nel mio caso: prima me ed ora mio figlio. Credo che ognuno di noi conservi nella propria memoria una serie di immagini e aneddoti riguardanti Gilberto, consci che il suo meritato congedo dal mondo lavorativo coincida con una considerevole perdita per il servizio comunale. Da parte mia, ed ho la presunzione di rappresentare la maggioranza dei cittadini serrani, auguro a te, Gilberto, di goderti nella più totale serenità questa pensione facendo finalmente il nonno: il piccolo Nicolas si divertirà di certo con un nonno così... Giorgio Perini Dopo una breve pausa di fine anno riprende l’apertura della BIBLIOTECA COMUNALE e del servizio INFORMAGIOVANI con il consueto orario: LUNEDI’ 12.00 – 14.00 / 15.00 – 18.00, MERCOLEDI’ 15.00 – 18.00, GIOVEDI’ 15.00 – 18.00, SABATO 10.00 – 13.00. La Biblioteca, che fa parte del Sistema Bibliotecario Locale della Comunità Montana dell’Esino-Frasassi, offre importanti servizi, forse non conosciuti da tutti. Gli utenti, dopo essersi iscritti (naturalmente è gratuito!), possono prendere in prestito fino a tre libri ed hanno un mese di tempo per leggerli. Si può leggere, studiare e fare ricerche anche nella stessa Biblioteca. E’ attivo lo scambio di libri interbibliotecario, se il volume richiesto non è presente a Serra San Quirico. La maggior parte del materiale librario è informatizzato e attraverso l’indirizzo http://80.19.92.4/SebinaOpac/ Opac tutti possono accedere al catalogo collettivo del Sistema. Per incrementare e rinnovare il patrimonio della Biblioteca periodicamente vengono acquistate le ultimissime novità editoriali in sintonia con i gusti dei lettori, sempre invitati ad esprimere le loro preferenze. Non solo…! Il servizio Infor-magiovani, che appunto ha lo scopo di informare e di aggiornare gli utenti sulle novità riguardanti il lavoro, l’orientamento, la formazione, la cultura e il tempo libero, mette a disposizione un nuovo PC come postazione informatica per navigare in Internet. In continuità con il percorso già fatto, il proposito di questo nuovo anno è quello di offrire a un gruppo sempre più numeroso queste importanti risorse e diffondere l’amore per la lettura, per lo studio, per la ricerca… per la cultura con un sentito spirito di condivisione. Per informazioni: tel 0731 818209 e-mail [email protected] Marta Ringraziamento Gentile redazione dell"Eco della Rossa", grazie per averci fatto pervenire il giornalino n. 4 dell’ anno 2009 (andato perduto nella spedizione regolare). Pensavo di ritirarlo alla prossima venuta a Serra, invece...l'ho trovato con immenso piacere nella nostra cassetta postale, appositamente inviatoci dalla redazione. Sono quattro pagine preziose che ci permettono di non perdere i contatti con ciò che avviene nel nostro meraviglioso paese e sentirci partecipi, seppure in minima parte, del vivere quotidiano che vi si svolge. E' una finestra aperta non solo sui luoghi, ma anche sulle persone che hanno fatto parte della nostra vita e per noi, venendo spesso in paese, luoghi e persone ancora molto presenti e care. E' stato ancora più piacevole scoprire il sito internet dell'Eco, scorso con avidità da cima a fondo e nei minimi particolari; qualora, in futuro, andasse perduto un numero so dove documentarmi anche se la mia preferenza va alla copia stampata. Ringrazio ancora e, insieme alla mia famiglia, mando a tutti voi gli auguri più affettuosi di tanta serenità e salute per il Nuovo Anno. Donatella Menchetti Orazi da Ascoli Piceno Ancora una volta a Roma. “Tutte le strade portano a Roma” afferma un vecchio detto che vuole esaltare la grandiosità e l’importanza della città “Caput mundi”. Non ci si stanca mai di ammirare e studiare l’immenso patrimonio storico, artistico, monumentale e religioso della città eterna. Questa volta noi “pellegrini” di Serra avevamo tre mete: la mostra di “Michelangelo architetto” in Campidoglio, la visita ai presepi e alla Basilica di San Paolo fuori le mura. Per visitare la mostra di Michelangelo avevamo una bravissima guida che ci ha illustrato, con competenza e un linguaggio semplice e comprensibile, gli schizzi, i disegni, i progetti del grande artista che, ormai anziano, non potendosi dedicare alla scultura e alla pittura, si era cimentato nella difficile arte dell’architettura. Abbiamo ammirato i progetti per la cupola e la basilica di San Pietro, di vari mausolei e sepolcri come quello per il Papa Giulio II. In seguito siamo usciti per ammirare la bellissima Piazza del Campidoglio circondata dai palazzi sede del Comune di Roma e di vari musei capitolini, qualcuno cercava di vedere il Sindaco Alemanno, che non c’era, o la chiesa dove si era sposato Totti (la vicina chiesa dell’Ara Coeli). C’era invece la famosa statua di Marco Aurelio (una copia) e le enormi statue di Castore e Polluce con i loro cavalli e il guscio d’uovo dietro perché figli di Giove che si era trasformato in cigno per amare la bellissima Leda. Anche questa piazza era stata progettata da Michelangelo: ne avevamo visto i progetti originali un po’ diversi perchè la morte dell’artista non ne permise l’attuazione. Dopo una sguardo fugace alla piccola cappella dedicata alla Madonna di Loreto protettrice, a Roma, dei panettieri, un po’ sentimentale è stata la visita alla chiesa dedicata ai SS. Quirico e Giulitta. La chiesa era stata fatta costruire dai serrani che erano emigrati nei secoli antichi e ci hanno fatto da guida due…serrani oggi residenti a Roma. Dentro la chiesa abbiamo ammirato, oltre alla mostra permanente dei presepi, un dipinto del martirio di San Quirico e Santa Giulitta della scuola di Caravaggio e una bellissima vetrata con i due santi. Dopo aver pranzato, bene, e chiacchierato, molto, abbiamo fatto un giro (non si sa bene perché) a Piazza Navona dove noi “befane” abbiamo trovato tante bancarelle di “befane” e una immensa folla….di genitori e bambini. Saltata per motivi di tempo la visita a San Pietro, ci siamo recati nella maestosa basilica di San Paolo fuori le mura: siamo rimasti a bocca aperta, era grandiosa, con la facciata decorata a mosaici e l’interno immenso con cinque navate e ottanta colonne monolitiche. Abbiamo assistito alla S. Messa, con l’accompagnamento di un “modesto” (ed è un complimento) coro; abbiamo poi pregato, non senza emozione, davanti al sarcofago dove sono le spoglie di S. Paolo di circa 2000 anni fa. C’era anche la catena della sua prigionia e i resti della vecchia basilica costruita dai primi cristiani. Infine il ritorno a casa, una sosta per una “contrastata” e povera cena e nei discorsi della notte il desiderio di ritornare a Roma per godere di altri meravigliosi “gioielli” dell’URBE. Liliana Bernacconi L’ECO DE LA ROSSA 8 1/10 L A VO C E D I C A S T E L L A R O BATTESIMO Na tale con i tuoi ... Finalmente è Natale! Di più a Castellaro! Piccolo borgo sconosciuto, ma mai dimenticato da Dio che ci ricolma di “doni spirituali” ed i bambini sono tutti buoni e sono i primi a manifestare la gioia dei doni ricevuti dall’Alto. E così dopo “l’ubbidienza” ai doveri scolastici e famigliari si dilettano a costruire il loro presepio, per rappresentare come in una foto l’immagine viva di quel giorno Santo, nel quale Dio venne ad abitare tra noi. In compagnia del caro parroco don Michele abbiamo fatto visita ad alcune famiglie e scattato le foto ai loro presepi, tutti collocati nella stanza più importante e frequentata della casa, corredati dai personaggi evangelici. Nel presepe di Matteo abbiamo anche notato con meraviglia la presenza di S. Francesco d’Assisi, per ricordare che fu proprio lui a Greccio ad iniziare questa rappresentazione natalizia. Dunque i nostri ragazzi, seguendo tale mirabile tradizione francescana, hanno costruito nella propria casa la nascita di Gesù che è ben accetta a tutta la famiglia e agli ospiti. Quando mai un cuore umano, anche il più indurito, non si è intenerito al cospetto di un neonato, di una nuova creatura appena venuta alla luce! Oggi questa creatura è Dio ! Così si propone a noi l’Altissimo. Dunque seguiamo i sentimenti dei nostri bambini e accettiamo con gioia questa realtà che ogni anno si rinnova. Fulvio Alla Messa di mezzanotte LOCCIONI MARTINA - 8-12-2009 Anniversari di matrimonio Befana? Si vede no? In Quaresima tutti i venerdì Coro “Voci della montagna” di Domo Via Crucis 17 Gennaio 2010, festa di S. Antonio abate, protettore degli animali, festa molto sentita a Castellaro, paese con origini prettamente agricole. Un tempo gli animali allevati rappresentavano la parte essenziale e vitale dell’economia agricola, la perdita di un solo capo poteva significare la miseria. Oggi non ho visto alla benedizione il fieno, una volta presente, non ho visto il solito agnellino che rappresentava allevatori e pastori(Salòvatoè), invece ho visto il superfluo: qualche cane, dei coniglietti, tutti assieme non valevano una cartuccia,commercialmente intendo. S. Antonio non sei piu’ di moda! Sei in serio declino. Ricordo tanti anni fa c’era un parroco “di fuori” che non conosceva la nostra tradizione e vedendo la partecipazione in massa alla festa di S. Antonio abate si aspettava un’ulteriore partecipazione il 13 giugno alla festa di S. Antonio da Padova che invece non ci fu’. Noi per tradizione teniamo anche a S. Antonio da Padova, tanto che gli fu’ intitolata una chiesa, ma S. Antonio abate e’ un’altra cosa. Il parroco indignato perche’ Antonio da Padova veniva considerato per tradizione come un comune santo ci rimprovero’ goffamente tra grossolane gaffes e disse “ S. Antonio abate a confronto di S. Antonio da Padova non vale un fico secco! Quello protegge gli animali, quest’altro i bambini”. Messa la cosa su questo piano, senza dubbio aveva ragione, ma ricordo che tanta gente compreso mio padre era furiosa… sto’ prete non capisce niente,oggi si direbbe straniero che non sa del nostro passato,le nostre tradizioni. Circa 15 anni fa’ con Gianfranco Quattrini don E. ,prete abbastanza turbolento e di azione, tiro’ fuori la diplomazia , ci incarico’ di recarci presso il vescovo per invitarlo alla festa di S. Antonio e poi a cena con tutti noi; fu un successone. Ancora rido ripensando che io ero addetto alla diplomazia, le carte da spendere erano proprio poche. Passano così gli anni e vennero e nuovi vescovi e nuovi parroci, il vescovo non fu piu’ invitato o non venne piu’, si continuo’ col pranzo di Santanto’. La festa non si fece piu’il giorno del Santo, ma la domenica piu’ vicina. “Santanto’ … quanto ti hanno confinato in giu’. Il pranzo non è piu’ conviviale, lo stare insieme, ma speculazione bella e buona, stessa spesa da “Copertelle” o “Pianella” o rinomati ristoranti della Vallesina. Mi debbo spiegare, nella qualità di consigliere natalizie, il 5 gennaio , simpatico e tradizionale arrivo della befana, che ha distribuito con generosità regali a tutti i bambini (saranno stati veramente tutti buoni?), chiedendo asilo, dato il freddo e…l’età, al calduccio della chiesa. VARIE ... VARIE ... VARIE ... ore 18.00 in Chiesa S. Antonio e dintorni Domenica 27 dicembre festa grande nella chiesa di Castellaro: sono stati celebrati gli anniversari di matrimonio del 2009 e la celebrazione è stata arricchita dai canti eseguiti con bravura dal Coro “Voci della Montagna” di Domo. Verso la fine delle feste L’ a n g o l o d e l l a p o e s i a Vorrei Vorrei dentro me, l’allegria d’un bambino, l’azzurro mare racchiuso in un fiordaliso, il sole che mi illumini ogni mattino. Vorrei il volo di rondini, davanti alla mia finestra, udire campane tutti i giorni che suonano a festa. Vorrei un’armonia di vita e pace a te donare e la tristezza, il dolore dai tuoi occhi far sparire. Mirella Ortolani La mente più veloce del tempo Milioni di anni fa, Dio creò il tempo e l’uomo, piano piano il cervello umano prese il sopravvento fino ai nostri giorni. Una scoperta dopo l’altra, un susseguirsi di aggiornamenti che invecchiano il precedente. L’uomo non si ferma mai… Arriva al punto di non registrare più. Il Caos dei nostri giorni… i prezzi arrivano alle stelle, baciano il firmamento…dove Dio c’è… Il giorno arriverà in cui tutto all’inizio tornerà… L’uomo pensa, ma Dio decide… L’acqua dei mari si alzerà e con grande fatica si sopravviverà… Da Rosso Di Sera WW la Befana Che bella “CIOPRESA” ( come dice il nostro Claudio) ci hanno regalato Piergiorgio e Stefania della Pizzeria “la Capricciosa” di Sasso….e si, ci hanno invitati tutti a cena il 6 gennaio e noi abbiamo accettato più che volentieri visto che non era la prima volta!! Bravi veramente gentili. Non si è trattato solo di pizza, ma balli, canti e alle 18.30…mamma mia, è la Befana, al buio, mmmmh che paura!! Abbiamo poi scoperto che, anche se un po’ bruttina, la Befana è stata proprio generosa perché ci ha regalato tante caramelle, dolcetti, cioccolate…”io (Claudio) l’ho baciata e ribaciata davanti a tutti, tante volte e sono stato veramente contento anche se sono un timidone!!”. “Emo cenato e scialato” è il commento di Roberta che non ha perso tempo a fare occhi dolci a un signo- re a cena lì vicino con la moglie “non sono gelosa” le ha detto Roby per rincuorarla! Che dire: pizza di ottima qualità a volontà, bevande gassate, musica…non ci è mancato proprio niente per trascorrere questa bella serata all’insegna dell’allegria. Grazie, grazie di nuovo da tutti noi di Rosso di Sera e scusateci, se presi dall’entusiasmo, abbiamo fatto un po’ di confusione!! Approfittiamo inoltre per ringraziare: Associazione Arcobaleno della fam. Morelli, PD di Chiaravalle, PD Serra San Quirico, A.T.G., le signore del Negozietto di Serra Paese, il Comune di Castelplanio, l’organizzazione dei mercatini del Natale dell’Oceano e di Rosora, l‘AVIS, la carrozzeria Donzelli, il coro di Serra San Quirico e tutti coloro che anonimamente, ci sostengono nelle nostre iniziative. Keller Christine Custodisci il Creato Matteo Ricci Segue da pag. 1 pastorale. Disse zio Ulderico , una delle anime che si prodigo’ a ricostruire la chiesa ai tempi …”u prete, pè fa come je pare, c’ja fattu anchi u consiju pastorale”. Oggi, a qualunque titolo si organizza, vedo sempre la stessa gente in cucina, che lavora gratuitamente. Ma se batte cassa la supposizione, anche lontana, che qualcuno ci guadagni, è plausibile. Cari miei sui santi non si specula e nelle feste a rotazione si deve lavorare tutti. Per il prossimo anno spero si inviti il Vescovo, che stringa la mano ai vecchietti, che sia un momento pastorale e i volontari in cucina, mi ci metto anch’io, si dividono le spese, nell’intento di ostracizzare ed esorcizzare il dio quattrino. Giovanni Loccioni modelli di consumo e di produzione attualmente dominanti, spesso insostenibili dal punto di vista sociale, ambientale e finanche economico. Si rende ormai indispensabile un effettivo cambiamento di mentalità che induca tutti ad adottare nuovi stili di vita "nei quali la ricerca del vero, del bello e del buono e la comunione con gli altri uomini per una crescita comune siano gli elementi che determinano le scelte dei consumi, dei risparmi e degli investimenti". Sempre più si deve educare a costruire la pace a partire dalle scelte di ampio raggio a livello personale, familiare, comunitario e politico. Tutti siamo responsabili della protezione e della cura del creato. La Chiesa ha una responsabilità per il creato e sente di doverla esercitare, anche in ambito pubblico, per difendere la terra, l’ac- qua e l’aria, doni di Dio Creatore per tutti, e, anzitutto, per proteggere l’uomo contro il pericolo della distruzione di se stesso. Ecco una sfida urgente da affrontare con rinnovato e corale impegno; ecco una provvidenziale opportunità per consegnare alle nuove generazioni la prospettiva di un futuro migliore per tutti. Ne siano consapevoli i responsabili delle nazioni e quanti, ad ogni livello, hanno a cuore le sorti dell’umanità: la salvaguardia del creato e la realizzazione della pace sono realtà tra loro intimamente connesse! Per questo, invito tutti i credenti ad elevare la loro fervida preghiera a Dio, onnipotente Creatore e Padre misericordioso, affinché nel cuore di ogni uomo e di ogni donna risuoni, sia accolto e vissuto il pressante appello: Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato. Segue da pag. 1 case. Infatti altro caposaldo della sua opera evangelizzatrice fu quello di coltivare l’amicizia con tanti cinesi, i quali lo incontravano volentieri, gli davano fiducia, si arricchivano della sua immensa cultura…P.Matteo aveva composto in cinese, anni prima (1595) un Trattato sull’amicizia, dove aveva scritto: “Il mondo senza amicizia sarebbe come il cielo senza sole o come un corpo senza occhi”. Ai cinesi insegnò che Dio chiama gli uomini con il nome di amici. L’11 maggio 1601, Matteo Ricci muore per sfinimento nella sua residenza missionaria a Pechino: non ha ancora compiuto 58 anni, di cui 28 spesi in e per la Cina, che lo conosceva con il nome di “Li Madou” (il saggio d’Occidente) E’ stato il primo non cinese ad essere sepolto nella “città proibita”. Per uno scherzo della storia, il corpo di Matteo Ricci riposa a pochi passi dalla scuola che ha preparato i quadri comunisti cinesi. La sua tomba, nel piccolo cimitero cristiano, ha resistito a varie sconvolgimenti rivoluzionari: è ancora lì, onorata dal popolo e dalle autorità cinesi, che conoscono Ricci più di noi europei. Nella lapide della sua tomba è scritto in cinese e latino: ”Italicus maceratensis”. “La tomba di P. Matteo Ricci ci rammenta il chicco di grano sepolto nel seno della terra per portare frutto abbondante. Esso costituisce un appello eloquente sia a Roma che a Pechino, a riprendere quel dialogo iniziato 400 anni fa con tanto amore e tanto successo”. (Giovannni Paolo II)