SANTUARIO
CUORE
IMMACOLATO
DI MARIA
L’ECO DE LA ROSSA
PERIODICO BIMESTRALE
D’INFORMAZIONE E CULTURA
Anno LVII - 2010 - N. 1 bim. - 02/02/2010
Sped. in abbonamento postale - art. 2 comma 20/C legge 662/96 filiale di Ancona
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il periodico
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intestato Parroco
Santuario Cuore Immacolato
di Maria
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(Ancona)
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Via A. Moro, 4
w w w. e c o d e l l a r o s s a . i t
Messaggio del Papa per la Giornata Mondiale
della Pace
Custodisci il Creato
All’inizio del nuovo anno,
desidero rivolgere i più fervidi
auguri di pace a tutte le comunità
cristiane, ai responsabili delle
Nazioni, agli uomini e alle donne
di buona volontà del mondo intero. Per questa 43° Giornata
Mondiale della Pace ho scelto il
tema: Se vuoi coltivare la pace,
custodisci il creato. Il rispetto del
creato riveste grande rilevanza,
anche perché "la creazione è l’inizio e il fondamento di tutte le
opere di Dio" e la sua salvaguardia diventa oggi essenziale per la
pacifica convivenza dell’umanità.
Se, infatti, a causa della crudeltà
dell’uomo sull’uomo, numerose
sono le minacce che incombono
sulla pace e sull’autentico sviluppo umano integrale – guerre, conflitti internazionali e regionali, atti
terroristici e violazioni dei diritti
umani – non meno preoccupanti
sono le minacce originate dalla
noncuranza – se non addirittura
dall’abuso – nei confronti della
terra e dei beni naturali che Dio ha
elargito. Per tale motivo è indispensabile che l’umanità rinnovi e
rafforzi "quell’alleanza tra essere
umano e ambiente, che deve essere specchio dell’amore creatore di
Dio, dal quale proveniamo e verso
il quale siamo in cammino"
…..Vent’anni or sono, il Papa
Giovanni Paolo II, dedicando il
Messaggio
della
Giornata
Mondiale della Pace al tema
“Pace con Dio creatore, pace con
tutto il creato”, richiamava l’attenzione sulla relazione che noi, in
quanto creature di Dio, abbiamo
con l’universo che ci circonda. "Si
avverte ai nostri giorni – scriveva
– la crescente consapevolezza che
la pace mondiale sia minacciata...
anche dalla mancanza del dovuto
sono, in fondo, anche crisi morali
collegate tra di loro. Esse obbligano a riprogettare il comune cammino degli uomini. Obbligano, in
particolare, a un modo di vivere
improntato alla sobrietà e alla
solidarietà, con nuove regole e
forme di impegno, puntando con
fiducia e coraggio sulle esperienze
positive compiute e rigettando con
decisione quelle negative. Solo
così l’attuale crisi diventa occasione di discernimento e di nuova
progettualità … Purtroppo, si deve
constatare che una moltitudine di
persone, in diversi Paesi e regioni
del pianeta, sperimenta crescenti
difficoltà a causa della negligenza
o del rifiuto, da parte di tanti, di
esercitare un governo responsabile sull’ambiente. Il Concilio
Ecumenico Vaticano II ha ricordato che "Dio ha destinato la terra e
tutto quello che essa contiene
all’uso di tutti gli uomini e di tutti
i popoli". L’eredità del creato
appartiene, pertanto, all’intera
umanità. Sembra infatti urgente la
conquista di una leale solidarietà
inter-generazionale. La solidarietà universale, ch’è un fatto e per
noi un beneficio, è altresì un dovere. Si tratta di una responsabilità
che le generazioni presenti hanno
nei confronti di quelle future, una
responsabilità che appartiene
anche ai singoli Stati e alla
Comunità internazionale". Oltre
ad una leale solidarietà inter-generazionale, va ribadita l’urgente
necessità morale di una rinnovata
solidarietà intra-generazionale,
specialmente nei rapporti tra i
Paesi in via di sviluppo e quelli
altamente industrializzati: "La
comunità internazionale ha il
compito imprescindibile di trovare le strade istituzionali per disci-
rispetto per la natura". E aggiungeva che la coscienza ecologica
"non deve essere mortificata, ma
anzi favorita, in modo che si sviluppi e maturi, trovando adeguata
espressione in programmi ed iniziative concrete". Come rimanere
indifferenti di fronte alle problematiche che derivano da fenomeni
quali i cambiamenti climatici, la
desertificazione, il degrado e la
perdita di produttività di vaste
aree agricole, l’inquinamento dei
fiumi e delle falde acquifere, la
perdita della biodiversità, l’aumento di eventi naturali estremi, il
disboscamento delle aree equatoriali e tropicali? Come trascurare
il crescente fenomeno dei cosiddetti "profughi ambientali": persone che, a causa del degrado dell’ambiente in cui vivono, lo devono lasciare – spesso insieme ai
loro beni – per affrontare i pericoli e le incognite di uno spostamento forzato? Come non reagire di
fronte ai conflitti già in atto e a
quelli potenziali legati all’accesso
alle risorse naturali? Sono tutte
questioni che hanno un profondo
impatto sull’esercizio dei diritti
umani, come ad esempio il diritto
alla vita, all’alimentazione, alla
salute, allo sviluppo… L’umanità
ha bisogno di un profondo rinnovamento culturale; ha bisogno di
riscoprire quei valori che costituiscono il solido fondamento su cui
costruire un futuro migliore per
tutti. Le situazioni di crisi, che
attualmente sta attraversando –
siano esse di carattere economico,
alimentare, ambientale o sociale –
plinare lo sfruttamento delle risorse non rinnovabili, con la partecipazione anche dei Paesi poveri, in
modo da pianificare insieme il
futuro" …Per guidare l’umanità
verso una gestione complessivamente sostenibile dell’ambiente e
delle risorse del pianeta, l’uomo è
chiamato a impiegare la sua intelligenza nel campo della ricerca
scientifica e tecnologica e nell’applicazione delle scoperte che da
questa derivano. Tante sono oggi
le opportunità scientifiche e i
potenziali percorsi innovativi, grazie ai quali è possibile fornire
soluzioni soddisfacenti ed armoniose alla relazione tra l’uomo e
l’ambiente. Ad esempio, occorre
incoraggiare le ricerche volte ad
individuare le modalità più efficaci per sfruttare la grande potenzialità dell’energia solare. Altrettanta
attenzione va poi rivolta alla questione ormai planetaria dell’acqua
ed al sistema idrogeologico globale, il cui ciclo riveste una primaria
importanza per la vita sulla terra e
la cui stabilità rischia di essere
fortemente minacciata dai cambiamenti climatici. È necessario,
insomma, uscire dalla logica del
mero consumo per promuovere
forme di produzione agricola e
industriale rispettose dell’ordine
della creazione e soddisfacenti per
i bisogni primari di tutti…Appare
sempre più chiaramente che il
tema del degrado ambientale chiama in causa i comportamenti di
ognuno di noi, gli stili di vita e i
Segue a pag. 8
Padre Matteo Ricci: ponte
tra Oriente e Occidente
L’11 maggio del 1610 moriva
a Pechino Padre Matteo Ricci,
missionario gesuita nato a
Macerata il 6 ottobre 1552. A 400
anni dalla morte, non solo la sua
diocesi di origine, ma la Chiesa
tutta celebra solennemente quest’uomo eccezionale che ha saputo tessere in maniera mirabile il
dialogo tra Occidente e Oriente,
tra la cultura cristiana e quella
cinese, giungendo ad essere stimato ed apprezzato, per le sue
poliedriche capacità, in quel
mondo fino ad allora completamente chiuso ad ogni contatto
esterno.
Scienziato e teologo, missionario e matematico, diplomatico e
studioso della civiltà cinese (sinologo): queste in sintesi le attività
di Matteo Ricci, uno dei più grandi missionari che riuscì a penetrare nella Cina per portarvi il
Vangelo di Cristo. Non è martire
né (per ora) santo, ma ha realizzato un autentico miracolo, facendo
incontrare due tra le più grandi
civiltà del mondo. Di lui è stato
scritto” Se l’Occidente ha scoperto la Cina con Marco Polo, i
Cinesi
hanno
scoperto
l’Occidente grazie a Matteo
Ricci, uomo del Rinascimento,
latore del Cristianesimo e della
scienza moderna”. Non portò in
Europa i tesori dell’Oriente ma
per la prima volta portò alla Cina
i tesori dell’Occidente, ad iniziare
dalla sua vita, spesa per 28 anni,
interamente in Cina per farsi
“cinese con i cinesi”.
Questa, brevemente, la parabola della sua esistenza: nato dunque, primo di 13 figli, da nobile
famiglia a Macerata, lì inizia i
suoi studi nella scuola dei Gesuiti,
mentre aiuta nella farmacia del
padre che lo vuole avvocato. Per
questo, all’età di 16 anni, viene
mandato a Roma all’Università
della Sapienza: non tornerà più
nella sua terra d’origine. Ma nella
capitale rimane affascinato dalle
attività e dalla formazione dei
Gesuiti, nel cui ordine entra, nel
1571, contro il volere del padre.
Com’è tipico di questi religiosi,
Matteo studierà, oltre che teologia, molte discipline umanistiche
e scientifiche, in particolare la
matematica, assecondato dalle
sue doti non comuni. Intanto
matura nel suo cuore la vocazione
missionaria: i superiori accolgono
il suo desiderio e lo inviano in
Oriente. Parte da Genova per
Coimbra, in Portogallo, pronto a
lasciare per sempre l’Europa. A
quel tempo i viaggi in mare duravano mesi: insieme a 13 compagni gesuiti, il 24 marzo 1578,
salpa da Lisbona e dopo 6 mesi di
navigazione arriva a Goa in India,
dove il 26 luglio 1580 viene ordinato sacerdote. Due anni dopo gli
viene chiesto di passare in Cina:
P. Matteo approda a Macao, allora colonia portoghese, ed inizia a
studiare il cinese, che in breve
imparerà perfettamente, favorito
da una memoria straordinaria. Si
racconta che più tardi durante una
conversazione con degli studenti
si fa scrivere 500 caratteri sconnessi tra loro e dopo una sola lettura riesce a ripeterli prima in fila
e poi a rovescio. Successivamente
passa a Sciaochim dove fonda la
prima residenza missionaria,
accolto benevolmente dal governatore e riscuotendo la stima dei
sapienti e dei “mandarini” (alti
funzionari civili e militari) per la
sua scienza. Tutto comincia con la
presentazione di una sua opera,
un orologio a ruote “che sonava
per se stesso ad ogni hora, cosa
molto bella, mai vista e mai udita
in Cina”. Nel 1584 P. Ricci celebra in questa città i primi battesimi. Una decina di anni dopo inizia a vestire alla maniera dei letterati cinesi (cosa inimmaginabile
per un europeo di allora), con
abito lungo di seta deponendo l’umile abito dei bonzi, vestito finora: secondo il suo metodo di evangelizzazione è convinto che
occorre far conoscere il Vangelo a
partire dalle classi dirigenti ed
dalle persone di cultura: questo
renderà più facile la conversione
del popolo. Nello stesso periodo
pubblica il Catechismo in cinese
dal titolo “ Vera dottrina del
Signore del Cielo”, nome scelto
da P. Matteo per indicare Dio in
lingua cinese; il suo catechismo
infatti aveva il chiaro intento di
conciliare il Confucianesimo, dottrina ufficiale dell’impero cinese,
con il Cristianesimo. Volendo dialogare alla pari con i letterati cinesi e presentare con autorevolezza
la dottrina cristiana capisce che
deve diventare conoscitore di
Confucio, che i cinesi non consideravano un dio, ma un grande
pensatore. Così studiò a fondo i
testi di Confucio di cui tradusse in
latino i “Quattro libri”. Si rende
conto che tale dottrina contiene
dei valori naturali buoni, che possono essere grandemente arricchiti dalla rivelazione cristiana.
Come scrive il gesuita P. Sorge “
Il Ricci, immedesimandosi nella
cultura cinese, vi colse i semi del
Cristianesimo e si impegnò a
spiegare ai cinesi che il Vangelo
di Gesù non era estraneo alla loro
cultura e accettarlo non comportava una rinuncia al proprio patrimonio culturale ma un arricchimento ed un progresso umano e
spirituale. E’ questo un metodo di
evangelizzazione che ha anticipato di alcuni secoli il cammino
pastorale della Chiesa di oggi”.
Tale metodo tuttavia procurò al
missionario non poche avversità
sia da parte del buddisti e taoisti,
che egli contrastava vigorosamente e sia da altri missionari cattolici, che ritenevano la sua opera
evangelizzatrice, poco coraggiosa
e portatrice di un cristianesimo
non genuino e con scarse conversioni. Egli difendeva la bontà
del suo metodo di “inculturazione”, quello cioè di incarnare il
cristianesimo nella cultura cinese
e scriveva “Io stimo più questo,
che aver fatto diecimila cristiani
in più”.
Il sogno di Matteo Ricci è arrivare al cuore della Cina, nella
capitale Pechino, “città proibita”
in cui vive l’Imperatore Wan-Li.
Dopo due tentativi falliti, il 27
gennaio 1601 viene accolto dall’imperatore in persona, stupito
dei doni europei ( quadri sacri,
monete, clessidre, orologi…) che
il missionario gli aveva fatto pervenire alcuni mesi prima. In particolare rimane ammirato della
carta del globo terrestre, disegnata dallo stesso Ricci. Gliene ordinerà una ristampa e 12 copie per
sé. Così i Cinesi, per la prima
volta, scoprirono l’esistenza di
nuovi Paesi. In premio, gli fu dato
il permesso di risiedere a Pechino,
cosa eccezionale, anzi ricevette
dall’imperatore stesso una rendita
fissa: rimarrà a Pechino per circa
10 anni: “Con lui per la prima
volta il cristianesimo ottiene la
cittadinanza in Cina”. Il 1610,
ultimo suo anno di vita, ottiene il
permesso di celebrare in pubblico
e di costruire una chiesa pubblica
cristiana. Durante la Quaresima,
come sempre faceva, riceve la
visita di migliaia di mandarini, ai
quali, benché con grande fatica
per le precarie condizioni di salute, ricambia la visita nelle loro
Segue a pag. 8
Sobrietà quaresimale
La ricorrenza annuale della
santa Quaresima è per il cristiano coerente un salutare
richiamo all’obbligo di rompere con il peccato:”Se diciamo
di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non
è in noi” (1 Giov. 1,8). Al giorno di oggi la stragrande maggioranza dei cristiani ripudia
decisamente, sia pure con uno
scetticismo garbato, ogni e
qualsiasi imputazione di ingenita e connaturale peccaminosità, principalmente perché,
paragonando il proprio comportamento a quello delle
masse, ha potuto riconoscersi
“normale”, e in quanto tale,
non un cittadino iniquo, tanto
meno degno di forca. Eppure
la S. Scrittura ci dimostra con
chiarezza non meno indubbia
quanto fatidica, quanto sia
illusorio tale atteggiamento:
“Ogni intento del cuore umano
è incline al male fin dalla adolescenza” (Gen 8,21). Nel limitato spazio concesso al presente artico, si cercherà di analizzare e scandagliare una sola
circostanza della vita quanto
mai atta ad istigare ai peccati
di vario genere, una tentazione
cioè, che certamente non sarà
considerata tale dalla maggioranza delle persone che leggeranno queste righe, motivo per
cui è da ritenersi ancora più
pericolosa ed insidiosa. Si tratta dell’uso delle bevande alcoliche, uso cioè non proibito da
legge alcuna, né quella civile né
quella ecclesiastica, tanto
meno dalla legge naturale.
Anzi nella vita sociale moderna, specie quella condotta nei
paesi cosiddetti ”occidentali” o
comunque “industrializzati”,
le bevande alcoliche sono pressoché onnipresenti, largamente
offerte e consumate e sostanze
piacevoli rinfrescanti e ristorative come sono, adibite non
raramente a guisa di lubrificanti, perfettamente in grado
di diminuire in maniera notevole l’attrito nervoso che emerge talvolta nei rapporti sociali
ed interpersonali. Indiscusso è
che le bibite contenenti alcol
rilassano il sistema nervoso,
distendono la muscolatura e
infondono in tutto l’organismo
uno spiccato senso di blando
refrigerio e perfino di euforia,
durevole e aumentabile secondo la quantità dell’alcol ingerito. E’ altrettanto incontrovertibile, tuttavia, che l’alcol indebolisce la volontà, offusca il
giudizio, ottunde le sane inibizioni, frutto dell’educazione
etica; ma mentre al tempo stesso assopisce e azzittisce la
coscienza, lascia così il soggetto in preda alle passioni e
appetiti, orami del tutto sbrigliati, imbizzarriti e pronti a
galoppare
all’impazzata.
Pertanto S. Paolo ci esorta a
mantenere una costante vigilanza e di essere sobri nel vino:
“Non ubriacatevi di vino, che
fa perdere il controllo di
sé”(Ef. 5,18). S Girolamo poi
ritiene particolarmente temibile l’uso dell’alcol nei soggetti
giovani: “Vino e giovinezza:
doppio incendio di voluttà!
Perché aggiungiamo olio alla
fiamma? Perché alimentiamo
il fuoco a un povero corpo che
già brucia?”. Ma l’alcol, lungi
dal limitarsi a fomentare funestamente la concupiscenza,
spalanca altresì le porte all’intera gamma delle sregolatezze
più pericolose quali la superbia, l’ira, l’odio, l’avarizia e
via dicendo, dando luogo in tal
modo a bestemmie, imprecazioni, risse, zuffe, alterchi,
pugnalate e persino uccisioni.
Non è possibile dilungarsi in
considerazioni, quasi tutte
tetre e disastrose, sull’enorme
pericolo che crea per i concittadini, sia pedoni che autisti,
colui che conduce la propria
auto sotto l’influsso dell’alcol.
Non c’è spazio nemmeno per
elencare le potenziali conseguenze deleterie per la propria
salute fisica nel caso dell’abuso
di alcol, conseguenze queste
sapute e risapute, ma non
dovutamente deplorate ed evitate. A scanso di equivoci i lettori, a questo punto, siano
avvertiti che con quanto riportato sopra non si voglia sostenere che gli astemi sino tutti
santi perché immuni dalle tentazioni! Il voler insinuare ciò
sarebbe tanto ridicolo quanto
suggerire che i nostri cimiteri
siano sprovvisti delle spoglie
mortali dei non- fumatori! In
entrambi i casi ossia delle conseguenze dell’abuso dell’alcol e
del tabacco, ci parlano piuttosto le statistiche forniteci dalle
varie ricerche scientifiche e la
saggezza umana derivante
dalle esperienze universali di
vita vissuta. Tirando le somme,
se durante la Quaresima e nell’umile tentativo di preparare
degnamente la propria anima
alla celebrazione dei misteri
pasquali, il cristiano, coerente
almeno se non proprio fervente, si sforzerà ad assoggettarsi
ad un’ autodisciplina alquanto
più rigida di quella solita, vigilando attentamente che l’uso
delle bevande alcoliche non
scivoli mai verso l’abuso, il
suono delle campane pasquale
infonderà in lui una particolare gioia, non soltanto per la vittoria del Redentore sulla
morte eterna e sul peccato, ma
anche per il proprio trionfo
riportato sulla tendenza deprecabile di esagerare nell’uso
degli alcolici. Il Signore conceda tale gioia a tutti!
I parroci
L’ECO DE LA ROSSA
2
1/10
VITA DEL SANTUARIO
Immigrazione in Italia: risorsa o minaccia?
Domenica 24 gennaio a
Serra San Quirico abbiamo
vissuto una giornata dedicata
ai nostri immigrati: da noi non
sono tantissimi, ma costituiscono comunque un buon
nucleo, considerato l’alto
numero delle badanti che
lavorano presso gli anziani. A
cominciare dal mattino, nella
prima messa al Santuario di
Serra Stazione, è stato invitato Don Elvio Sforza, incaricato Migrantes per la nostra
diocesi. La sua presenza è
stata provvidenziale perché
parla ben quattro lingue straniere, imparate nel corso
della sua esperienza di
sacerdote all’estero con gli
immigrati e per la sua recente attività di cappellano sulle
navi da crociera. La celebrazione è stata animata con
preghiere lette da indiani presenti e per tutti abbiamo
ascoltato il “Padre nostro” in
inglese: piccoli passi per
conoscere e conoscersi. Ma
la festa è stata organizzata
per il pomeriggio al Teatro
parrocchiale: ospite d’onore,
come del resto lo scorso
anno,
Padre
Ottavio
Raimondo, comboniano di
Pesaro, che oltre ad una
grande esperienza di missione si occupa specificatamen-
“Se tutti i ragazzi del mondo si dessero la mano ...”
Benedizione pasquale diversa
La benedizione pasquale
delle famiglie (non delle case) è
un momento forte e tradizionale della vita di una parrocchia,
che nel trascorrere del tempo si
è andato caratterizzando in
forme diverse. Per esempio nel
rito ambrosiano (diciamo nella
diocesi di Milano) è tradizionale la visita alle famiglie nel
tempo di Natale. Da noi in passato si faceva, come molti adulti ricordano, quasi sempre nei
giorni precedenti la Pasqua, per
far trovare la casa pulita di fresco e magari anche la tavola
imbandita, al prete che arrivava
con il secchiello dell’acqua
santa e i chierichetti con il cesto
per l’offerta delle uova. Resta
senz’altro significativa la benedizione, in vista della Pasqua,
quasi come una preparazione
della famiglia alla festa centrale
della comunità, tuttavia oggi,
giustamente, si desidera mettere
in rilievo la benedizione, come
prolungamento delle grandi
celebrazioni della Settimana
Santa ed è quindi da preferire la
benedizione “dopo Pasqua”,
perché nell’acqua “nuova”
benedetta nella Veglia pasquale,
con la quale si aspergono i
membri della famiglia, si intende rinnovare la grazia del
Battesimo, che è la nostra partecipazione alla Pasqua del
Signore Gesù. Nel nostro ambito, da quando mi sono state affidate le due Parrocchie di Serra,
ho scelto di alternare questa
visita, realizzandola in ogni
parrocchia, un anno prima ed un
anno dopo Pasqua. Diverse
volte, anche con altri sacerdoti,
mi sono fermato a riflettere sull’utilità di questa iniziativa
pastorale, che indubbiamente ci
consente di entrare in tutte le
famiglie che intendono accoglierci. E talvolta è l’unica
occasione per incontrare qualcuno che magari, come si dice,
non frequenta molto la chiesa.
D’altra parte avverto con chiarezza il limite di una visita,
spesso frettolosa o in orario
poco felice per incontrare tutta
la famiglia. Sono proprio questi
aspetti piuttosto negativi che
quest’anno (almeno come
prova) mi spingono a tentare
un'altra forma, del resto già in
uso in molte parrocchie.
Poiché sono ormai da oltre
14 anni in mezzo a voi, penso
fondamentalmente di conoscere
tutte le famiglie, perciò invece
di passare in tutte le case, mi
propongo di suddividere idealmente la Parrocchia in tante
piccole zone con le quali ritrovarmi ad un’ora opportuna, ad
esempio verso le 19.00, invitando le famiglie a partecipare
nella chiesa parrocchiale alla
celebrazione della S. Messa:
sarà un momento di ascolto
della Parola di Dio, un’ occasione di preghiera e di fraternità. Si
possono pensare, secondo le
esigenze della zona, anche ad
altri orari, prima e dopo cena.
In questa occasione verrà
offerto ad ogni famiglia il ricordo pasquale che quest’anno
sarà costituito da un agevole
opuscolo sulla vita della Beata
Battista Varano, una monaca
clarissa della nostra Diocesi,
che verrà proclamata santa: è la
prima santa diocesana.
Penso di dedicare il mese di
marzo a questo nuovo tipo di
incontro. E per il senso della
benedizione, come prima cercavo di spiegare, al termine della
Veglia pasquale e nelle Messe
del giorno di Pasqua, verrà
distribuita ai capifamiglia una
boccetta di acqua “nuova”
benedetta, insieme ad un formulario, con cui la famiglia
potrà pregare il giorno di
Pasqua prima di mettersi a tavola, benedicendo i suoi membri.
Chi, per validi motivi, volesse ancora la benedizione in
casa, potrà richiederla e concordarla con il parroco.
Una volta organizzato e recapitato nelle vostre case il calendario di questi incontri, ognuno
può farsi ... ”missionario” invitando amici e vicini o ricordando loro l’appuntamento. Vi
saluto con affetto e a presto.
Don Michele
te dei problemi degli immigrati nella Marche. Dopo la consueta presentazione degli
intervenuti che ci hanno raccontato un po’ da dove vengono e perché sono qui in
Italia, padre Ottavio ci ha presentato in video, una serie di
dati statistici sulla immigrazione, che ci hanno piacevolmente sorpreso.
Attualmente gli immigrati
regolari in Italia sono
3.891.295 equivalente al
6,5% della popolazione
nazionale: forse sembrano
molti, ma siamo la nazione
che ne accoglie meno rispetto alla media dei paesi euro-
da una media del 7% fino ad
un massimo del 66% di studenti provenienti dall’estero.
Ecco il motivo dello slogan
che ha caratterizzato questa
giornata: “Il minore migrante
e rifugiato una speranza per il
futuro”. Siamo ormai arrivati
alla terza generazione e tutti
questi ragazzi saranno quindi italiani a tutti gli effetti, una
volta raggiunta la maggiore
età. Questi giovani saranno
una parte importante del
futuro, i figli degli immigrati
contribuiranno all’Italia del
domani. Cifre davvero interessanti per tutti noi, notizie
che a volte non conosciamo,
VITA PARROCCHIALE
Presepio nel Santuario
BATTESIMO
Fabbri Maria Vittoria - 25-12-2009
pei e occidentali. In Canada il
25 % della popolazione è
costituita da immigrati. Quasi
un terzo degli stranieri (28%)
proviene
dagli
stati
dell’Unione Europea ed il
24% da altri stati europei,
quindi il 23% dall’Africa, il
16% dall’Asia e quelli provenienti dal sud America sono
solo una parte minoritaria
(8%). Ma fra le cose interessanti abbiamo scoperto che a
livello di istruzione per quanto riguarda le scuole medie
inferiori siamo da loro superati in percentuale e anche
riguardo all’istruzione superiore ed ai laureati non ci
discostiamo
molto.
Naturalmente gli stranieri qui
in Italia svolgono lavori molto
umili, ma questo non vuol
dire che il loro livello di istruzione sia basso. Dal 2003 ad
oggi sono i bambini e i ragazzi che hanno raddoppiato la
loro presenza; di fatto 1 neonato su 10 è di origine straniera. Nelle scuole passiamo
ma che certamente ci aiutano
a rivedere le opinioni sugli
stranieri che vivono tra noi.
Padre Ottavio ha spiegato
dettagliatamente la situazione in Italia, in modo chiaro e
comprensibile a tutti. La preghiera e poi la merenda
hanno chiuso questa interessante giornata che abbiamo
cercato di vivere come
momento di avvicinamento a
molti visi che incontriamo per
strada, al supermercato, alla
messa della domenica.
Imparare a conoscere l’altro
è senza dubbio un’esperienza difficile, ma molto gratificante, perché ancora una
volta possiamo renderci
conto di quante cose possiamo apprendere da chi viene
da mondi diversi, ma che vive
tante difficoltà. Ed è nostro
dovere aiutarli con comprensione e gioia nel dono del
nostro tempo perché si sentano anche qui a casa propria.
Donata Cattaneo
Riflettiamo!
“Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura, non
amano l’acqua, molti di loro
puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane.
Si costruiscono baracche di
legno e di alluminio nelle periferie delle città, dove vivono
vicini gli uni e gli altri e, quando riescono ad avvicinarsi al
centro, affittano a caro prezzo
appartamenti fatiscenti.
Si presentano di solito in due
e cercano una stanza con uso di
cucina, dopo pochi giorni
diventano quattro, sei, dieci. Tra
loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti.
Molti bambini vengono utilizzati per chieder l’elemosina,
ma sovente davanti alle chiese,
donne vestite di scuro e uomini
quasi sempre anziani invocano
pietà con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai
uniti tra di loro.
Dicono che siano dediti al
furto e, se ostacolati, violenti.
Le nostre donne li evitano non
solo perché sono poco attraenti
e selvatici, ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade
periferiche, quando le donne
tornano dal lavoro.
I nostri governanti hanno
aperto troppo gli ingressi alle
frontiere, ma soprattutto non
hanno saputo selezionare tra
coloro che entrano ne nostro
paese per lavorare, e quelli che
pensano di vivere di espedienti
o addirittura di attività criminali.”
Questo è il ritratto di un
popolo
Chi sono questi qui?
Albanesi?Rumeni? Zingari?
Rom?...
No! Questi sono, secondo
la relazione dell’Ispettorato
per
l’immigrazione
del
Congresso americano nell’ottobre 1912, gli italiani immigrati negli Stati Uniti.
Ogni commento è superfluo…!
Istantanee festose: da NATALE ... a Capodanno
Ballando con la befana
Ricordo di Simonetta
(Dalla Commissione Regionale
Missionaria e Migrantes)
Anagrafe parrocchiale
BATTESIMI
Di Maggio Flavia (12.04) di
Mario e Glenda Gentili; Korie
Michela (26.04) di Michael e
Celestina Korie; Ortolani
Alessio (14.06) di Luciano e
Irene Armas; Cantiani Emma
(20.09) di Fabrizio e Nancy
Luzi; Fabbri Maria Vittoria
(25.12) di Giampiero e
Brocanelli Antonella.
MATRIMONI
Morea Egidio e Madonna
27 dicembre: Festa della famiglia
Rosa (10.08 a S.Donato –TA)
DEFUNTI
Perini Francesco († 04.01);
Brega Giuseppa († 25.02);
Ciriaci Cesare († 06.06);
Sabbatini Anacleto († 02.07);
Scarabotti
Filomena
da
Castelplanio († 31.07); Giorgi
Elda († 28.08); Marinelli Santa
da Firenze († 01.09); Spadini
Gina († 20.09); Mantovani
Vincenzo († 08.12); Cocilova
Maria († 15.12).
Cara mamma, sono trascorsi 2
anni dalla tua scomparsa, ma è
come se tu non te ne fossi mai andata … il suono della tua risata è ancora così forte nel nostro cuore…che
riesci a farti sentire. Nonostante tu
non sia più con noi, nonostante ciò
siamo state fortunata ad avere te
come mamma…così forte così
bella, così speciale. Continui a
rimanere nei nostri pensieri, ogni
minuti della nostra vita…. Ti
vogliamo tanto bene mamma!! Con
tanto affetto le tue care figlie
Samantha e Giusy
Nella Pasqua eterna
MANTOVANI VINCENZO
n. 24-11-1926 † 8-12-2009
COCILOVA MARIA
n. 28-10-1914 † 15-12-2009
L’ECO DE LA ROSSA
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ATTIVITA’ PASTORALI
Alla Casa di Riposo:
Il Natale dei nonni
Avvicinandosi l’atmosfera
natalizia, le classi 1° A e 1° B
della Scuola Secondaria di
primo grado di Serra San
Quirico, hanno deciso di portare gioia e compagnia agli anziani della Casa di Riposo del
paese.
Questa è una delle iniziative
previste dal “Progetto Natale”
dell’istituto comprensivo “Don
Mauro Costantini” volto a valorizzare questo speciale periodo
dell’anno e a coinvolgere gli
alunni in attività in cui sono
protagonisti e dalle quali possono trarre insegnamenti che
arricchiscono il loro percorso
didattico e personale. Nei giorni
di preparazione le professoresse
hanno illustrato agli alunni il
tipo di lavoro da svolgere: ogni
studente doveva scrivere dei
pensieri legati all’importanza
dei nonni, desideri e ricordi
riferiti alla figura dell’anziano,
così fragile ma fondamentale,
tutto ciò inserito nell’atmosfera
del Natale… proprio quella in
cui ci piace pensare che i desideri si avverino! Ogni alunno ha
donato il proprio testo ad un
ospite della Casa di Riposo.
Tutti gli elaborati sono stati raccolti in un fascicolo, arricchito
con disegni, colori e brillantini,
in ricordo del momento vissuto.
Il professore di Educazione
Musicale ha selezionato le canzoni più belle dedicate al
Natale, alla pace, alla speranza
ed in certe mattine per i corridoi
della scuola riecheggiavano
dolcemente le voci dei bambini
che provavano i cori. Martedì
22 dicembre gli alunni delle due
classi erano finalmente pronti
per questa esperienza: si sono
recati a piedi nell’edificio poco
lontano; appena entrati nella
stanza scelta per l’esibizione, i
ragazzi hanno notato la felicità
degli anziani nel vederli, alcuni
erano malati ma comunque
pronti ad ascoltare e sorridere;
poco dopo, lo spettacolo ha
avuto inizio con i canti natalizi
ed i testi che si alternavano.
Successivamente gli alunni
hanno distribuito agli spettatori
i cartoncini colorati con i testi
ed una simpaticissima anziana,
la vicaria Suor Ildefonsa Maria
Biagioli, ha donato loro dei
cioccolatini. Era una nonnina
speciale: visto che è stata maestra d’asilo, si è commossa
vedendo tanta gioventù e ha
fatto un bel discorso sulla vita:
“La vita vola, ragazzi, la vita
vola!”.
Al culmine di tutto ciò la
professoressa Serini, a nome di
tutti, ha donato un pacco pieno
di tante cose buone. Poi i saluti
ed il ritorno a scuola, i ragazzi
erano emozionati e contenti di
aver portato allegria e spensieratezza ed ancora oggi ricordano quelle parole: “La vita vola,
ragazzi…”.
I docenti e gli alunni
Racconti di Natale
L’avvicinarsi del Natale non
può passare sotto silenzio nel
catechismo parrocchiale. Così,
come ormai da vari anni, nel
sabato che precede le vacanze
natalizie, tutte le classi si sono
ritrovate nella chiesa di Serra
Stazione per presentare ai genitori uno spettacolo, preparato con
amoroso impegno dalle catechiste durante le settimane precedenti.
La manifestazione non aveva
certo pretese artistiche, ma l’emozione è sempre tanta: i locali
parrocchiali letteralmente invasi
dai piccoli attori che ripassavano
la loro parte, il coretto che provava i canti per le ultime rifiniture, le catechiste che affannate
correvano qua e là per rispondere
a mille richieste, i vestiti dei
ragazzi da sistemare, le mamme
in ansia la parte loro a dare una
mano per gli ultimi ritocchi, i
papà con macchine fotografiche e
cineprese per immortalare le
“prestazioni” dei figli. Fuori la
neve aveva ricominciato a fioccare dando un ulteriore tocco
all’atmosfera natalizia, ma creando anche qualche preoccupazione. Nonostante tutto la partecipazione è stata notevole e tutti
hanno seguito con attenzione lo
svolgersi delle varie scene preparate dai diversi gruppi: “la storia
di Gesù”, “ il racconto del
Natale”,“il quarto re” …il tutto
arricchito da scene, dialoghi,
canti…Un momento intenso nel
quale i bambini con la loro spontaneità ci hanno aiutato a interiorizzare il mistero della Natività.
Poi nell’adiacente sala teatrale
una semplice merenda, con qualche dolce portato dalle famiglie
ha permesso di trattenerci ancora
a scambiare due parole e a farci
gli auguri, ma sempre con un
occhio alla neve che continuava a
scendere…
Al termine ad ogni ragazzo è
stato consegnato un piccolo pensiero natalizio (una stellina con la
raffigurazione del presepio) e il
salvadanaio di cartone della
“Giornata missionaria dei ragazzi” con l’impegno a non lasciarlo
vuoto, ma a riportarlo nel giorno
dell’Epifania, con i piccoli risparmi che ognuno avrà saputo fare,
affinché si realizzi quanto scritto
nel salvadanaio stesso “I bambini
aiutano i bambini”. Natale dunque diventa festa e impegno perché la gioia di Gesù che nasce sia
diffusa in tutto il mondo e rechi
anche ai più poveri un sorriso.
m.g.
Serra per il Brasile
Un piacevole ... tsunami
E’ stata una ventata di freschezza,di vita, un incontro bello
tra “Alba e Tramonto”. Una casa,
dove, di solito le ospiti camminano a passi lenti, quasi felpati;
dove mai si avverte lo strepito o
il vociare, si trasforma per quasi
due ore in un incontro di festa e
di canti. 30 o poco più le ospiti.
Più di trenta i ragazzi della prima
media, A e B che sono venuti a
dare il “ Buon Natale”; e lo
hanno dato di “ petto e di cuore”.
Sono stati splendidi, anche perché non è un incontro di tutti i
giorni. E con i ragazzi sono stati
meravigliosi gli insegnanti che li
hanno preparati per questo
incontro. I canti? Di sempre…
ma sembravano nuovi per l’atmosfera creata. E poi il dono:
uno scatolone con il panettone, le
caramelle e lo spumante per
l’occasione per tutte le ospiti.
Ascoltando e osservando mi sono
chiesta: perché non organizzare
altri momenti di incontro nel
corso dell’anno? Penso sarebbero momenti di grazia per le persone anziane e anche per la formazione dei ragazzi; perchè nell’incontro tra “ alba e tramonto”
c’è sempre uno scambio, un dare
e avere che è nella natura dell’uomo, nato per la relazione, con
gli uomini suoi simili e con Dio.
Forse il dramma peggiore per
l’uomo moderno è il senso di
solitudine e di insufficienza; la
malattia psichica, dell’anziano. E
infatti aumentano i suicidi, che
ne sono la conseguenza. E allora
ben vengano queste occasioni di
incontro, di solidarietà, di serenità che auguriamo di cuore a
tutte le persone della terza età.
Qualche bel pensiero dei
ragazzi? Eccoli:
Buon Natale a tutti i nonni del
mondo; senza di voi saremmo
persi. Nicola e Jacopo
Nonno Natale, ti prego inonda
tutti i cuori di amore! Diego
Mi piacerebbe che non ci fossero povertà e malattie nel
mondo e neanche più guerre. Sait
Ho sempre pensato ai nonni
come agli Angeli Custodi della
Terra. Letizia
Ci auguriamo che non ci siano
più guerre, dolore e solitudine.
Alessia e Francesca
Buon Natale a tutti i nonni del
mondo. Pietro
Desidero andar bene a scuola,
non litigare con i miei migliori
amici, e avere la famiglia sempre
unita. Elisa
Avere dei nonni è bello perché
ci possono insegnare cose che
non si conoscono e ci fanno capire le cose belle della vita. Marco
Caro nonno Natale, stai vicino
agli anziani così importanti, ma
così fragili. Loro sono la nostra
memoria. Non lasciarli mai soli.
Marco
Suor Tarquini
e le suore di Serra S. Quirico
L’eco dell’incontro di questa
sera, 4 gennaio 2010, è stato
molto forte ed ampio ed ha colpito tanti orecchi, ma soprattutto
molti cuori sensibili. Il tema trattato è per una giusta causa: raccontarci l’esperienza dell’ultima
missione vissuta da cinque nostri
amici a Porto Alegre nel Centro
Sociale Antonio Gianelli Sertao
II, e aggiornare le adozioni a
distanza che sono molte. Sono
presenti una quarantina di amici,
compresi un bel gruppo di giovani, spinti dalla presenza di Marta
che è riuscita, con il suo racconto
emozionato ed emozionante, ad
intenerire il cuore di molti e, chissà , anche a farli partire…Paolo
ha raccontato e fatto vedere visivamente i progressi della favela
in oggetto: ha messo in evidenza
gli sviluppi di ogni anno, ma non
ha trascurato di puntualizzare i
sacrifici che le Gianelline hanno
fatto e stanno facendo, grazie
anche all’aiuto degli amici italia-
ni della Provincia religiosa di
Roma. Un interessante e acceso
dibattito ha chiuso l’incontro a
cui è seguito una festosa agape
fraterna. Ci siamo lasciati con
l’impegno di rivederci, ancora
più numerosi, quando avremmo
la gioia di riabbracciare e avere
tra noi Suor Raquel Pena Pinto.
Quel giorno è arrivato prima del
previsto: infatti approfittando del
soggiorno lavorativo a Roma
viene a trovarci sabato 23 gennaio. Madrine e i padrini dei
bambini, meno fortunati, che le
Suore Gianelline accolgono nel
Centro sociale di Porto Alegre
sono stati felici di salutare colei
che se ne “prende cura”. Ci illustra accuratamente, con l’aiuto di
belle fotografie, gli ultimi aggiornamenti fatti al Centro ed i progetti per un prossimo futuro che
continuano ad essere una sfida
contro tutti e tutto. Le promettiamo che noi ci saremo sempre per
darle una mano, ma piena….
Incontri giovani
DOMENICA 14 MARZO
Pellegrinaggio Vicariale alla Sacra Spina
MARTEDI DELLO SPIRITO
in Quaresima
23 FEBBRAIO
2 - 9 - 16 - 23 MARZO
ore 21.00 c/o Casa di Riposo
INCONTRI SULLA PAROLA DI DIO
A Sasso: Suor Lorella con i giovani
Una giornata particolare
“La buona notizia viaggia
senza passaporto”, questa la
frase che ha caratterizzato i
manifesti per la Giornata
Missionaria dei Ragazzi 2010
celebrata il giorno dell’Epifania in
tutto il mondo. Gesù è la Buona
Notizia, una Parola che annuncia
ad ogni uomo e donna sulla terra
senza discriminazioni di razza ,
cultura o religione, che l’amore e
l’amicizia di Dio sono offerti gratuitamente. Oggi in particolar
modo sono chiamati i giovani a
prendere coscienza della vocazione missionaria della Chiesa, e
del loro compito come forza giovane in prima persona. Viaggiare
non è così semplice, così le
nostre due parrocchie di Serra
San Quirico, riunendosi insieme,
hanno ospitato per la Messa
domenicale
il
missionario
Saveriano Padre Enzo Tonelli,
sia. Non è un cammino facile, ma
padre Enzo, con il suo sorriso ci
ha assicurato che possiamo farcela; partendo da questa domenica per un anno intero possiamo credere nel grande amore di
Dio e donare il nostro tempo ai
fratelli. Il passo è arduo, ma la
lezione ci ha lasciati tutti a bocca
aperta: un regalo che ci cambia
la vita deve essere altrettanto
prezioso.
Diligentemente alla fine i
ragazzi hanno presentato il salvadanaio, consegnato loro prima
delle vacanze, con le offerte
destinate a migliorare la vita di
bambini in difficoltà. Un piccolissimo gesto che però ha contagiato anche gli adulti presenti,
aprendo una finestra su mondi
lontanissimi che però possiamo
portare vicino nel nostro cuore.
Dopo la celebrazione siamo
da poco rientrato dopo oltre vent’
anni in Colombia. Non gli abbiamo chiesto… nessun passaporto, perché il suo sorriso e i suoi
modi tanto famigliari ci hanno
convinto subito. Tanti ragazzi del
catechismo sedevano nelle
prime file e così l’attenzione è
stata rivolta proprio a loro perché
la giornata li chiamava in causa
direttamente. Da poco trascorso
il Natale l’argomento affrontato è
stato il “regalo”. Padre Enzo ci ha
dato uno splendido suggerimento per il prossimo anno: regaliamo e regaliamoci Gesù. E’ un
regalo insolito che non si può
comprare dietro l’angolo, nemmeno nel negozio più alla moda,
dobbiamo cambiare totalmente il
nostro cuore ed imparare ad
amare per poterci donare totalmente. Essere premurosi in famiglia, a scuola, con gli amici fa di
noi doni d’amore, e chi meglio
dei bambini possono dimostrarlo
con la loro spontaneità e fanta-
rimasti per ascoltare la testimonianza missionaria di Padre
Enzo, che ci ha parlato della
gioia negli anni passati in
Colombia. Era stato sempre un
suo grande desiderio partire per
la missione e ne serba un meraviglioso ricordo, specialmente
del rapporto con la gente. In
quell’ambiente tutti volevano
parlare con lui e nonostante le
distanze e le difficoltà per raggiungere le varie chiese riusciva
sempre a ritagliare uno spazio
per parlare, per ascoltare, per
accompagnare quelle comunità,
in particolare i giovani, che
richiedevano costantemente la
sua presenza.
P.Enzo ci lascia queste
domande: quale speranza anima
la nostra esistenza? Quale dono
vogliamo continuare a fare e a
ricevere? Certamente non ci
basterà il 2010 per rispondere. E’
un compito per la vita!
Donata
Appuntamenti
IN QUARESIMA: Incontri, come in Avvento,
di Lectio Divina per Giovani guidati dal nostro Arcivescovo
(ore 21.00)
24 FEBBRAIO, a Camerino (Cattedrale)
3 MARZO, ad Esanatoglia
10 MARZO, a Pievetorina
17 MARZO, all’Abbazia di S. Elena
(Serra San Quirico)
INCONTRI DIOCESANI DEI CRESIMATI
DOMENICA 28 FEBBRAIO pomeriggio
Castello di Lanciano
SABATO 27 MARZO
Insieme ai giovani per la Pasqua a Sarnano
e Festa degli Oratori
Festa per la canonizzazione
19 febbraio ore
21.00 veglia
di preghiera nel monastero di
S. Chiara a
Camerino.
Camilla
Battista:
una
luce
per te! In questo giorno alle ore
12.00 suoneranno a festa le
campane di tutte le chiese e
alle 21.00 vengano accesi lumini sulle finestre di tutte le case
in segno di festa e di gioia per
la notizia della canonizzazione
della Beata Camilla Battista
Varano. Infatti il 19 febbraio
prosssimo, Papa Benedetto
XVI, dopo il consenso della
Congregazione per le Cause dei
Santi, firmerà il decreto di
canonizzazione della Beata.
Il miracolo (necessario perché una persona sia riconosciuta santa della Chiesa universa-
le) che ha permesso la canonizzazione è la improvvisa e scientificamente inspiegabile guarigione della piccola Clelia
Ottavini di Camerino, affetta da
rachitismo.
È questo un evento di
straordinaria importanza,
poiché è la prima canonizzazione che riguarda direttamente
la nostra Diocesi, con una figlia
della nostra terra, pertanto ci
chiede di essere vissuto con
intensità e partecipazione.
Con questa veglia desideriamo dire la nostra gioia per
la santità di Camilla Battista,
attraverso la quale la Chiesa
riconosce in questa donna
un’autentica testimone del
Vangelo. L’invito che vi rivolgiamo è quello di partecipare
perché la tutta diocesi si accenda di gioia in un’esplosione di
luce e di esultanza in questo
giorno di grande festa.
Le Sorelle Povere
di Santa Chiara
L’ECO DE LA ROSSA
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LA VOCE DI SAN QUIRICO
N ATA L E
Il tempo di Natale è stato
caratterizzato anche quest’anno
da varie iniziative, per la cui realizzazione hanno concorso con
generosità varie persone: la
comunità, compreso il parroco, le
ringrazia tutte con affetto, con la
speranza che il numero di persone da ringraziare…cresca sempre
più. Gran parte della “fatica” è
stata ancora spesa per l’allestimento dei presepi, che se non ha
più il fascino medioevale delle
“Copertelle”, resta sempre un
momento religioso, tradizionale e
culturale
significativo.
La
Natività, quest’anno è stata collocata in un locale, gentilmente
concesso sulla piazza, quasi ad
accogliere immediatamente i
visitatori. Molti presepi di varia
provenienza (gran parte di quelli
realizzati da Margherita, quello
dell’Istituto comprensivo e altri
anche internazionali…) sono stati
posti nella chiesa di S.Filippo e in
una stanza della casa parrocchiale.
Interessante poi la partecipata
conferenza tenuta dal prof.
Massaccesi, sulla realtà sociale e
politica della Palestina. Infine il
concerto dei canti natalizi nella
chiesa di S. Quirico ha concluso,
domenica 10 gennaio, le iniziative di Natale, per immergerci con
coraggio nel quotidiano a volte
faticoso ma sempre necessariamente ricco di speranza, perché
“Dio si è fatto uno di noi”.
A
SERRA
Veneriamo la Sacra Spina
DOMENICA 14 MARZO
PELLEGRINAGGIO VICARIALE ALLA SACRA SPINA:
ore 10,30: partenza dal piazzale del K 3
cammino penitenziale verso la chiesa di S. Quirico
ore 11.15: arrivo in chiesa - tempo per le confessioni Solenne concelebrazione
VENERDI 5 - 12 - 19 - 26 MARZO
Ore 9.00: Confessioni
Ore 9,30: S. Messa e venerazione della Sacra Spina
Ore 17,30: Via Crucis
Ore 18,00: S. Messa e venerazione della Sacra Spina
Presepio a S. Quirico (... by Marco and Fiorella)
VENERDI 19 MARZO: 3° venerdì del mese
(oltre agli orari sopra indicati)
alle ore 11.00: Solenne concelebrazione e venerazione
S. Spina
I Papi e la Sacra Spina
(d. Michele)
Tre Papi, per quanto
risulta dalla memoria storica, hanno venerato la
Sacra Spina.
Le prime fonti che attestano la presenza della
reliquia a Serra S. Quirico
sono del XVI secolo e
sono proprio quelle che
attestano la visita di Papa
Paolo III a Serra il 3 ottobre del 1539. Di ritorno da
Loreto con il suo seguito di
cardinali e ambasciatori, il
Papa decise di fermarsi
per una sosta di alcuni
giorni nel nostro paese;
egli sapeva che vi si conservava una sacra Spina
della corona di Cristo, perché era stato precedentemente qui come legato
pontificio della Marca.
Recatosi nella chiesa
madre, presentò egli stesso alla sua corte la reliquia
custodita in un reliquiario.
Dell’avvenimento dà notizia anche la lapide ancora
leggibile nel corridoio d’ingresso del palazzo comunale: “Nel 1539 il 3 ottobre
il SS. Signor nostro Papa
Paolo III si ritrovò nella
Serra con sette Cardinali e
seguito
dagli
Ambasciatori”. Altra visita
papale alla sacra Spina la
Presepi da tutto il mondo
Anniversari di matrimonio
Natività in piazza
Cori natalizi di casa nostra
Vendesi
Presepio dell’Istituto Comprensivo
realizzò circa 3 secoli
dopo, il 18 settembre
1841, Papa Gregorio XVI.
Giunto anche lui in pellegrinaggio da Loreto e non
avendo molto tempo a
motivo di gravi impegni
che lo richiamavano a
Roma, domandò che la
reliquia gli venisse portata
nel Borgo della Stazione,
per ammirarla e venerarla.
Nella chiesina, posta sulla
via Clementina, dedicata
alla Madonna di Loreto, al
suo arrivo il pontefice
baciò la veneranda reliquia, con le sue stesse
mani la presentò poi ai
fedeli che nel frattempo
erano lì accorsi numerosi
per salutare il papa. Il
terzo incontro papale è
dei nostri giorni: il 18
marzo
1991,
Papa
Giovanni Paolo II, venne
in visita alla nostra Diocesi
e l’allora parroco, don
Mauro Costantini, la portò
al palazzo vescovile di
Camerino, perché il Papa
la potesse venerare. Il
manifesto diocesano che
annunciava l’importante
avvenimento
riportava
proprio la foto della sacra
Spina come simbolo della
nostra vicaria.
Caro amico Manlio
La Parrocchia di San Quirico vende:
- due locali ad uso magazzino (categoria catastale C2) di circa 60
mq, siti a Serra San Quirico in via Roma 9, formanti unica unità
immobiliare, ristrutturati;
- due locali ad uso magazzino (cat. Catastale C/2) di circa 60 mq.
suddivisi in due piani, siti a Serra San Quirico in via Roma 7, formanti due unità immobiliari, trasformabili in abitazione, da ristrutturare.
La valutazione del primo lotto è di 24.000 Euro, quella del secondo lotto è di 34.000 Euro. Gli interessati agli acquisti possono inviare una comunicazione scritta alla Parrocchia San Quirico Corso del
Popolo 26, entro il 28 febbraio prossimo. Nel caso vi fossero più
richieste si procederà alla vendita all’asta.
Anagrafe parrocchiale
BATTESIMI
Negro Chiaralucia (15.03) di
Roberto e Federici Roberta;
Pietrini Maria Vittoria (29.03) di
Samuele e Ballarini Michelina;
Pesce Oliveira Lara Maria (17.05)
di Andrea Pesce e Cristina Sosa
Oliveira di Fortaleza (Brasile);
Vennarucci Emma (28.03) di
Roberto e Zaharia Alina; Cimarelli
Filippo (7.06) di Graziano e
Ferracci Romina; Montevecchio
Viola (28.06) di Gabriele e Tian
Yurong di Pechino; Ferracci Elena
(25.07) di Luca e Marvila Sierra di
Monza; Bellocci Jacopo (26.07) di
Fabrizio e Tania Pastori di Serra
De’ Conti; Ortolani Mark e
Matthew (01.11) di Simone e
Casella
Federica;
Piccioni
Michele (08.12) di Eraldo e Lauria
Carmela.
MATRIMONI
Ponzetti Emiliano e Loredana
P. Popa (26.04); Tobia Luca e
Piccioni Gloria (10.05); Panichelli
Cristiano e Valentina Adorisio
(30.05); Abbate Renato M. e
Bernabucci Agnese (06.06);
Lorenzotti Diego A. e Raggi
Claudia (05.07); Maiolatesi
Alessandro e Duca Lucia (29.08).
DEFUNTI
Bucciarelli Sonia († 20.01) da
Roma; Toti Giuseppe († 28.01);
Toti Luciano († 06.02) da Roma;
Pieragostini Quinta († 12.02);
Fava Giancarlo († 12.02);
Maiolatesi Giuliano († 03.03) da
Milano; Papa Pierina (08.04);
Mattiacci Alfredo († 29.04);
Meloni Elvira ved. Biagioli (†
04.05) da Roma; Impiglia Gartano
(† 07.05); Pandolfi Elvira ved.
Ferretti († 17.05) da Belvedere
O.; Boria Alberto († 01.06);
Cuicchi Valentino († 11.06); Brega
Rosa ved. Tisba († 10.06);
Romagnoli Maria Giuseppina
(Pina) († 30.07); Sorci Francesco
(† 16.08) da Roma; Cotica
Giovanna ved. Evangelisti (†
27.08); Luchetta Eugenio (†
01.09); Mazzoli Enzo († 05.09) da
Monterotondo (RM); Pieragostini
Amalia ved. Pietrini († 01.10);
Cantiani Emnrico († 11.10);
Carbini Duilio († 25.10); Paciarotti
Attilio († 01.12); Dottori Maria (†
01.12); Polli Manlio († 13.12);
Brega Anna Maria ved. Impiglia (†
26.12); Brega Ottavio († 31.12).
Amico Manlio, vogliamo ricordarti con simpatia negli incontri delle
lezioni dell’ Università degli Adulti.
Amavi ascoltare , con la voglia di
sapere. Sei stato grande, quando
abbiamo fatto teatro, sapevi interpretare episodi di vita , con la tua cadenza romana, proprio come un vero
attore, intelligente e ironico. Tutti ti
abbiamo voluto bene, ci hai fatto
divertire come bambini. Ora è rima-
sto il posto vuoto in quella seggiola,
vicino a quella della cara Fernanda.
Tutto ciò è molto triste, ci fa meditare, sul senso della vita così fragile.
Siamo impreparati alla chiamata,
imprevedibile dal cielo, che ci lascia
nel rimpianto dei giorni che verranno. Non ti dimenticheremo amico
Manlio ciao ciao.
Manlio, fratello nostro nella fede,
ricevi anche il commosso e grato
pensiero della comunità parrocchiale,
che ti ha visto partecipe in tante iniziative con disponibilità umile e generosa. Poiché il tuo corpo ora riposa
lontano, vogliamo che una lapide ti
ricordi nel nostro camposanto, affinché possiamo più facilmente tenerti
vicino nella mente e nel cuore.
Domenica 14 febbraio, a due mesi
circa dalla tua improvvisa partenza
per la casa del Padre, ti ricorderemo
nella celebrazione delle 11.30 a S.
Quirico, per dirti ancora grazie. S.
Lucia, la cui bella chiesa con tanta
dedizione hai custodito, ti ha accolto
proprio nel giorno della sua festa: il
13 dicembre per te non è stato “il
giorno più corto”, ma il giorno più
luminoso… Arrivederci!
LA PARROCCHIA
torio di Don Bosco a Roma, credo sia
stata tra i più bei ricordi della tua vita.
I giovani per te, come per me in forma
più modesta, sono sempre stati tesori preziosi da custodire. Leggevo nei
tuoi occhi il grande entusiasmo quando ti comunicavamo la date del grest
estivo e del campo scuola…
Scommetto che aspettavi proprio
questa notizia per poter avvicinare i
giovani e cominciare a preparare la
parte sportiva che tanto ti appassionava. Abbiamo condiviso momenti
diversi: ricordo con tanta gioia quando andavamo insieme a fare la spesa
al campo, quanto ci divertivamo a
cercare di far risparmiare la parrocchia...scegliendo però al meglio per
le nostre bocche da sfamare. Ma
quello che io non dimenticherò mai è
la tua grande saggezza, la tua infinita
calma e pazienza; sapevi sempre
come mettere il morso ad un cavallo
recalcitrante come me. Nei momenti
difficili che abbiamo vissuto insieme
sei stato una spalla sicura su cui
appoggiarsi, ascoltare i tuoi consigli
mi faceva sentire la pace nel cuore.
Grazie Manlio: chi ti ha conosciuto
non può dimenticare il bene che hai
voluto a tutti noi. Non rivederti con gli
occhi non significa non ritrovarti nel
cuore, perché sono sicura che tu continui a pensarci e proteggerci vicino a
quel Dio che tu hai sempre amato.
Proprio per la tua profonda fede hai
ricevuto il dono di saper amare il
prossimo, ma oggi possiamo dirti che
anche tutti noi, in silenzio ti abbiamo
voluto un mondo di bene.
S. Lucia, che con tanta dedizione
hai custodito, ti ha accolto proprio nel
giorno della sua festa: il 13 dicembre
per te non è stato “il giorno più corto”,
ma il giorno più luminoso…
Donata
Caro Manlio, la domenica quando
salivo la scalinata per andare alla
Messa a S. Lucia ero sicura di incontrarti. Non eri solo l’ancora di salvezza per l’apertura della Chiesa, ma
anche il nostro punto di riferimento
per la celebrazione domenicale.
Qualche volta la fretta della preparazione ci impediva di salutarti a dovere con il sorriso che invece ti aspettavi, ma non mancava poco dopo il tuo
rimprovero scherzoso di un padre
amorevole. Tanti sono stati i momenti
in cui la tua grande disponibilità e
generosità d’animo sono state compagne nella vita di Serra San Quirico:
non dicevi mai di no ed eri sempre
pronto per ogni cosa. Anche se in
quest’ultimo periodo affiorava un po’
di stanchezza, il tuo spirito sempre
giovane abbatteva ogni ostacolo. I
ragazzi sono stati sempre nel tuo
cuore e la lunga esperienza nell’ora-
UNIVERSITÀ DEGLI ADULTI
POLLI MANLIO
n. 26-10-1928 † 13-12-2009
Caro amico, te ne sei andato, come
il fragore d’un tuono, lasciandoci,
increduli e più soli.
I tuoi amici hai salutato quella sera
nel passare, nelle vie di Serra, com’era
nel tuo stile, gentile, educato.
Grazie caro amico, per la compagnia piacevole, scherzosa operosa e
disponibile verso tutti. Ricordi di giorni passati insieme e che ognuno porterà
dentro di sé. Grazie per il lavoro che hai
dedicato a questa comunità, un esempio da seguire, ciao, ciao caro amico
Manlio.
GLI AMICI
DEL CIRCOLO SOCIALE
Nella Pasqua eterna
BREGA ANNA MARIA
n. 29-5-1923 † 26-12-2009
BREGA OTTAVIO
n. 13-4-1928 † 31-12-2009
MONTESI GIUSEPPA
n. 19-1-1925 † 11-1-2010
PIERAGOSTINI EMILIO
n. 20-3-1925 † 19-1-2010
L’ECO DE LA ROSSA
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L A VO C E D I AVAC E L L I
Notizie di famiglia
Continuano gli incontri
settimanali con la Parola di
Dio: avvengono nei due luoghi ormai da tempo stabiliti.
L’incontro è per tutti coloro
che si dicono cristiani e per i
cercatori del senso della vita.
Ogni MERCOLEDI alle ore
21.
Il presepio che ogni anno
viene allestito in Avacelli
vuole essere un presepio non
solo da vedere ma da guardare: quest’ anno era da
notare la presenza imponente del Calvario con le sue
croci insanguinate e i suoi
soldati di ieri e di oggi, accanto alla grotta della nascita. Si
voleva dire che la scena di un
Dio che si è fatto piccolo e
indifeso è un preludio già
della croce. La sua nascita
rivela un carattere “passionale”; manifesta la sua passione
per l’uomo, che l’ha spinto a
condividere la sua condizione
fino alla morte di croce. Di qui
la presenza nel presepio di
quel corteo di umanità sofferente, che va dalla grotta alla
cima del monte Calvario.
S. Ansovino
Presso la nostra località si
trova la chiesa romanica di S.
Ansovino, testimonianza di arte
romanica. Il suo valore non è da
considerarsi solo artistico ma
anche storico poiché rappresenta
l’incontro tra la cultura longobarda
e
quella
cristiana.
Caratteristica per i suoi capitelli,
affreschi, sinopie e per lo stemma sul portone (croce astile circondata da sei palle e incastonata
in una nicchia sopra la volta a
tutto sesto); nei primi secoli del
2° millennio era punto di riferimento per mercanti e pellegrini,
che passavano per questa antica
via di collegamento tra la costa
adriatica e Roma. Addossata ad
essa c’è una casa colonica ormai
fatiscente e in parte crollata che
mette a rischio anche la stabilità
della chiesa. Il 20 gennaio la RAI
3 –TG MARCHE, anche su sollecitazione e indicazione del sindaco di Arcevia, è venuta a realizzarvi un servizio televisivo, da
inserire in una rubrica che ha lo
scopo di segnalare quei beni artistici delle Marche che rischiano
il degrado e l’abbandono, e che
invece sono da salvaguardare. Il
servizio può essere visto all’interno del programma “Tg
Buongiorno Regione” (RAI 3
ore 19.30 mercoledì 3 o mercoledì 10 febbraio). Continuiamo a
sperare che chi ne possiede la
competenza si muova concretamente per salvare questo “tesoro” del nostro territorio. La parrocchia, quello che doveva e
poteva fare, l’ha fatto.
F. P.
nuovo- se questo è un uomo.Come un rospo a gennaio,che si avvia quando è buio e
nebbia-e torna quando è
nebbia e buio,-che stramazza
a un ciglio di strada.- Odora
di kiwi e arance di Natale, conosce tre lingue e non ne
parla nessuna,-che contende
ai topi la sua cena,-che ha
due ciabatte di scorta,-una
domanda di asilo,-una laurea
di ingegneria,una fotografia,e le nasconde sotto i cartoni,
e dorme sui cartoni della
Rognetta,-sotto un tetto d’amianto, o senza tetto. -Fa il
fuoco con la mondezza, -che
se ne sta al posto suo, -in
nessun posto-e se ne sbuca,
dopo il tiro a segno -“ha sbagliato!”. Certo che ha sbagliato:- l’uomo nero dalla miseria
Appuntamento
con il medico
a cura della Dottoressa EDWIGE RIPANTI
“In principio Dio creò il
cielo e la Terra […]. Egli disse:
le acque brulichino di esseri
viventi, ed uccelli volino sopra
la Terra, davanti al firmamento
del cielo […] . La Terra produca esseri viventi secondo la loro
specie: bestiame, rettili e animali selvatici. Così avvenne.
Dio vide che era cosa buona”
(Sacra Bibbia – Libro della
Genesi). Molti, al cinema,
avranno visto il film “HACHICO”, la storia dell’amore
incondizionato di un magnifico
cane di razza Akita per il suo
padrone, realmente accaduta in
Giappone negli anni ’20. Senza
scendere nei particolari della
vicenda, di alto valore educativo per le persone di ogni età,
questo film è un commovente
inno a quegli abitanti del
CREATO che sono gli animali,
assolutamente
inscindibili,
insieme alla natura, dalla vita,
dalle vicende, dalla storia del
genere umano. Quante persone
ogni giorno godono della compagnia del proprio cane e del
proprio gatto! Quanti volontari
in tutto il mondo se ne prendono cura insieme alle loro disperate vicende. Ognuno può carpire per caso l’assoluta meraviglia di un riccio nel giardino di
casa, di un istrice lungo la strada di campagna, di una tortora,
una palomba, un agile e bruno
scoiattolo; di un cinghiale, sì,
proprio un cinghiale, il vituperato cinghiale che devasta e
distrugge le colture, non certo
per sua colpa. Un animale affamato, con tanti piccoli, costretto dagli uomini in un contesto
ambientale che non gli appartiene, braccato ed ucciso come
avviene nelle nostre campagne.
Il 15 0ttobre 1978, presso la
sede dell’Unesco a Parigi, fu
proclamata la Dichiarazione
Universale dei Diritti degli
Animali, sottoscritta da eminenti scienziati, filosofi, giuristi. Un passaggio storico per la
civiltà umana, il riconoscimento
del rispetto che si deve loro
come il rispetto stesso tra gli
uomini. “Non abbiamo il diritto
di sterminarli o di sfruttarli.
Anch’essi provano paura, smarrimento, dolore, se maltrattati,
sottoposti a crudeltà, abbandonati. Le specie selvagge devono
vivere libere nel proprio
ambiente naturale e riprodursi.
Nessun animale deve essere
usato per il divertimento dell’uomo. Le associazioni di protezione e di salvaguardia devono essere rappresentate a livello
governativo, la legge difenderli
come difende gli uomini”.
La sofferenza inflitta è una
costante in tutti i paesi del
mondo. Si abbandonino i luoghi
comuni e si facciano propri
questi principi: divulgarli,
comunicarli ai piccoli come
parte dell’educazione dell’infanzia. Sono esistenze che
vogliono vivere tra i viventi. Il
loro è il diritto alla vita. Scrisse
Mark Twain (1835-1910): “Se
gli animali potessero parlare, il
cane sarebbe un franco e sincero compagno, ma il gatto avrebbe la vera grazia di non dire mai
una parola di troppo”.
Come ogni anno le associazioni locali si stanno organizzando per promuovere iniziative atte alla valorizzazione del
territorio. Partendo dalla ormai
storica “festa dell’asparago di
montagna” come sempre il
primo maggio , alla suggestiva
“sogno di una notte di mezza
estate” nel mese di giugno, alla
raffinata “degustazione dei prodotti tipici” (fine luglio) fino
allo spazio dedicato alla nostra
piccola biblioteca e alla mostra
“Avacellando” creando un
binomio vincente tra i sapori
dei prodotti locali e la riscoperta delle tradizioni che si sono
tramandate nel corso degli
anni…Non meno importanti gli
appuntamenti con il teatro
(spettacoli “Amata terra mia” e
“Parenti serpenti” da proporre
ad agosto e replicare nei teatri
questo autunno ...).
F. P.
Sei personaggi in cerca d’autore
Se questo è un uomo
Se leggiamo la Bibbia, troviamo che spesso Dio parla
e porta avanti il suo progetto
di salvezza attraverso situazioni storiche e personaggi
ufficialmente “non addetti ai
lavori”. E’ la fantasia creativa
dello Spirito Santo, che riempie tutta la terra, che spesso
gioca “fuori casa”, perché
dentro la “sua casa normale”
(= la Chiesa) ci sono restrizioni, attendismi tattici, paure
di dire parole profetiche, “tiepidezza, come una berretta di
notte”. E’ quello che capita
anche oggi. E allora vale la
pena di accogliere con umiltà
e gioia questa parola, che
Dio- bontà sua- ci manda
attraverso la voce di un profeta “insolito e inatteso”:
“ Di nuovo, considerate di
Piccole news 2010
nera,- del lavoro nero, e da
Milano, e per l’elemosina di
un attenuante - scrivono
grande:NEGRO. - Scartato
da un caporale, -sputato da
un povero cristo locale, -picchiato dai suoi padroni, -braccato dai loro cani, -che invidia
i vostri cani, -che invidia la
galera, -(un buon posto per
impiccarsi ), -che piscia coi
cani, -che azzanna i cani
senza padrone, -che vive tra
un no e un no, -tra un comune commissariato per mafia e un centro di ultima accoglienza. - E quando muore,
una colletta- dei suoi fratelli a
un euro all’ora, -lo rimanda
oltre il mare, oltre il deserto alla sua terra -“a quel
paese!”. Meditate che questo
è stato, -che questo è ora, che
Stato
è
questo.Rileggete i vostri saggetti sul
problema- voi che adottate a
distanza - di sicurezza, in
Congo, in Guatemala, -e scrivete al calduccio, né di qua
né di là, -né bontà, roba da
Caritas, né Brutalità, roba da
affari interni, -tiepidi, come
una berretta di notte, -e distogliete gli occhi da questa che non è una donna, -da
questo che non è un uomo che non ha una donna; - e i
figli, se ha figli, sono distanti.
E pregate di nuovo che i
vostri nati - non torcano il viso
da voi.
Adriano Sofri
da “Repubblica”
Croce Verde
Nuovo
direttivo
Verbale della riunione del
nuovo Consiglio Direttivo
dell’Associazione Volontari
Croce Verde ONLUS di Serra
San Quirico.
Il giorno 25 gennaio 2010
alle ore 2100, presso la sede
dell’Associazione Volontari
Croce Verde ONLUS di Serra
San Quirico, sita in via Martiri
della Libertà n° 8, si è riunito il
gruppo di Soci che, dopo aver
presentato le proprie autocandidature come da regolamento, alle votazioni del 12-122009 sono risultati eletti per la
formazione
del
nuovo
Consiglio Direttivo. La riunione
è stata regolarmente convocata da Emiliano Spaccia in qualità di Presidente uscente.
Sono presenti: Barnes Derek,
Ciriaci Damiano, Evangelisti
Elvio, Masè Maurizio, Massari
Monica, Radicioni Marina,
Rezzi Jessica, Teodori Attilio,
Torbidoni Andrea.
Come stabilito dal regolamento dell’Associazione, la
riunione è presieduta da Elvio
Evangelisti, che nella consultazione elettorale ha ottenuto il
maggior numero di preferenze,
il quale designa Jessica Rezzi
quale segretario verbalizzante.
Nell’ambito della amichevole e lunga conversazione i Soci
elencano una serie di problematiche di non facile soluzione
come la carente disponibilità di
militi nella effettuazione dei
turni, l’elevato costo dei trasporti, l’inadeguatezza operativa della sede, la necessità di
assunzione a maggiori responsabilità
da
parte
dell’Associazione nell’ambito
del sistema sanitario locale. Gli
interventi ribadiscono la piena
consapevolezza dell’importanza del servizio che viene offer-
to dall’Associazione continuamente sul territorio a tutti i cittadini in difficoltà e concordano
nell’effondere tutte le energie
perché l’Associazione continui
a consolidare il proprio ruolo
nell’ambito dei servizi socio
sanitari locali. Dopo aver nominato due scrutatori nelle persone di Barnes Derek e Masè
Maurizio, si passa alla votazione a scrutinio segreto per il rinnovo degli incarichi istituzionali. Dallo scrutinio sono emersi i
seguenti risultati:
Presidente:
Massari
Monica 7 voti, Barnes Derek 1
voto, Teodori Attilio 1 voto;
Vice Presidente: Teodori
Attilio 5 voti, Torbidoni Andrea
3 voti, Rezzi Jessica 1 voto;
Segretario – Tesoriere:
Evangelisti Elvio 7 voti, Barnes
Derek 1 voto, Rezzi Jessica 1
voto.
Risultano pertanto eletti:
Presidente: Massari Monica
Vice Presidente: Teodori
Attilio
Segretario – Tesoriere:
Evangelisti Elvio i quali
dichiarano la loro disponibilità
ad assumere i rispettivi incarichi.
Il Presidente rappresenta
legalmente l’Associazione nei
confronti sia dei Soci che di
tutti i soggetti, esterni, sia fisici
che giuridici. Il Vice Presidente
assume l’incarico della gestione di tutti gli automezzi e degli
apparati radio. Il Segretario
cura i rapporti con le varie
Direzioni Sanitarie delle Zone
Territoriali. Per i rimanenti
Consiglieri vengono proposte
dal Presidente neo eletto
Massari Monica le seguenti
funzioni:
Barnes Derek: responsabile
servizi informatizzati (norme
privacy, fatturazioni);
Il 15 gennaio 2010 c’è stata una
serata inconsueta e interessante, sottratta alle solite serate in casa davanti ad una televisione che spesso
diventa rumore da sottofondo.
Siamo stati invitati in una sala preparata per l’occasione ad ascoltare
alcuni di noi intenti a leggere per il
pubblico romanzi, racconti, saggi,
aforismi e poesie. Questo incontro,
organizzato dalla Biblioteca di
Avacelli ha dato alla serata un sapore diverso e buono. Tutto sommato,
ci voleva proprio! Dovrebbe anzi
essere una necessità. E’ una questione di igiene mentale, di salute, di
libertà. Permettetemi una riflessione
sulla bellezza e necessità di leggere
libri: di leggere esperienze diverse
dalle proprie, espresse da parole
diverse, per poter arrivare alla consapevolezza di sé.
Immersi in un perpetuo rumore
di fondo, che pochi avvertono e che
invece tutti dovrebbero temere,
nonostante la nuova tecnologia
mediatica, viviamo divisi tra un
deficit quotidiano di parole e l’afasia del linguaggio e dei sentimenti e
l’esagerazione retorica. L’eccesso,
l’urlare sono le uniche modalità
espressive per dire cose semplici. La
TV ne è maestra. Le parole perdono
il loro carico di vita, il loro spessore: in tale appiattimento la parte più
grossa la giocano i mass-media che
riducono lo spazio comunicativo
alla…valigia di Charlot: quella da
cui fuoriusciva sempre qualcosa e a
Chaplin non rimaneva che sforbiciare via i lembi che spuntavano fuori.
Il risultato è di rendere incomprensibile ciò che si è prefisso di far capi-
re. Tagli e ritagli: alla fine non resta
niente che parole stanche, buche,
sbrindellate, svolazzanti. Con l’idea
di risparmiare tempo, di velocizzare
la comunicazione con l’illusione di
“introdurre calore”, le parole vengono abbreviate, contratte, semplificate rispetto alla realtà intorno a noi,
che diventa invece più complessa.
Basti pensare all’impiego di abbreviazioni nel linguaggio ,nella comunicazione digitale. Ne rimangono
vittime l’ortografia,il lessico ma
soprattutto la capacità di pensare,di
entrare in relazione –non solo strumentale- con l’altro,con il mondo.
Come antidoto a questa cultura che
porta con sé solitudine,aridità dei
sentimenti,e insostenibile inconsistenza dell’essere, è bello ritornare a
scrivere una lettera ed ad avere
come compagno di vita quotidiana
un libro. Ritornare alla pagina scritta vuol dire rieducarci al silenzio,a
rallentare il tempo per pensare, a
mettersi in contatto col proprio
mondo per coglierne le risonanze
emotive, ad andare oltre la scorza
della realtà della vita del mondo e
succhiarne il succo vitale, a diventare non clienti o consumatori della
storia, ma protagonisti consapevoli;
a diventare esperti di umanità; a
dare spessore e consistenza alle proprie opinioni; a diventare liberi.
Proprio perché crediamo in tutto
questo, qui ad Avacelli abbiamo
osato aprire una biblioteca: riteniamo cosa utile offrire a tutti (anche
dei paesi limitrofi) questa possibilità
di riscoprire la bellezza della lettura.
Ciriaci Damiano: responsabile protezione civile, servizio
civile, politiche giovanili;
Masè Maurizio: responsabile dipendenti, servizi programmati, 118;
Radicioni Marina: coordinatore militi e loro abbigliamento;
Rezzi Jessica: coordinatore
della cellula sanitaria e degli
eventi di rappresentanza con
le altre Associazioni;
Torbidoni Andrea: responsabile formazione e della sede
operativa.
Il neo Presidente Massari
Monica propone di assegnare
la delega alla firma disgiunta
sui conto corrente bancari
operativi al Vice Presidente
Teodori Attilio e al Segretario –
Tesoriere Evangelisti Elvio. Il
Consiglio Direttivo approva
all’unanimità le sopraelencate
proposte del Presidente.
Il Presidente della riunione,
dopo aver augurato a tutti un
buon
lavoro,
alle
ore
23.00dichiara sciolta la seduta.
Letto, approvato, sottoscritto.
Il Segretario
Jessica Rezzi
Il Presidente
Elvio Evangelisti
M. C.
Arance della salute ...
Quanti scelgono
di inviare offerte
con il bollettino
postale, sono pregati di fare il versamento con lo
stesso cognome e
nome indicato nell’indirizzo del giornale.
Direttore responsabile:
Michele Giorgi
Capo Redattore: Donata Cattaneo
Redattori:
Laura Corinaldesi, Teresa Giorgi
Eva-Edvige Martorelli
Lucia Scarabotti
Autorizzazione Tribunale di Ancona
n. 122 dell’8-5-1952
Stampanova - Jesi (AN)
Via Abruzzetti, 12
Telefono (0731) 211639-211694
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L’ECO DE LA ROSSA
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LA VOCE DI MERGO
Cari amici, quando leggerete questa pagina, saremo già all’inizio della Quaresima 2010, tempo quanto mai propizio per una
revisione di vita secondo il Vangelo. Fin dal primo dei quaranta
giorni ci sentiremo invitare insistentemente dalle parole del
Signore e con il segno dell’imposizione delle ceneri: “Ritornate a
me con tutto il cuore” (il profeta Gioele), “Lasciatevi riconciliare
con Dio!” (San Paolo). Noi cercheremo di accogliere l’invito del
Signore con segni di penitenza (digiuno e astinenza; sempre finalizzati a gesti di solidarietà), con una più prolungata preghiera e
più assidua riflessione sulla parola di Dio.
I giorni e gli orari saranno precisati settimana per settimana.
Quest’anno la Benedizione Pasquale delle case e delle Famiglie
sarà effettuata in due tempi: il Paese e la campagna prima di
Pasqua, la zona di Angeli dopo Pasqua, secondo il programma
sotto riportato:
Natale - Epifania
PARROCCHIA
DI S. LORENZO
Tel.
0731/814866
cell. parroco 333 7206497
SERVIZI RELIGIOSI:
- Messe festive
ore 10,00
- ore 11,15
- Messa prefestiva
ore 17,30
1 - Prima di Pasqua (da lunedì 15 marzo a venerdì 26 marzo
2010)
LUNEDI’ 15 MARZO: Santa Maria delle Stelle, Palazzo
Borgiano, Via Panocchia, Via S. Martino, Via Santa Marciana, Via
Castellaro (fino a Chiappa Gino).
MARTEDI’ 16 MARZO: Via Castellaro (da Casini Valentino),
Via Colli, Via Fontisa, Via Ravalle.
MERCOLEDI’ 17 MARZO: Via la Villa.
GIOVEDI’ 18 MARZO: Via Pertini, Via Giovanni XXIII (fino a
Chiacchierini Lanfranco).
VENERDI’ 19 MARZO: Via Giovanni XXII (da Tarascio
Giuseppe), Via C. Battisti (fino a Bravetti Eliana).
LUNEDI’ 22 MARZO: Via C. Battisti (da Castro Carlos Alberto
a Marzoli Luigi).
MARTEDI’ 23 MARZO: Via C. Battisti (da Serini Augusto), Via
Dante Alighieri, Piazza Mazzini, Via delle Mura.
MERCOLEDI’ 24 MARZO: Piazza Leopardi, Piazza San
Lorenzo.
GIOVEDI’ 25 MARZO: Via Roma.
VENERDI’ 26 MARZO: Via Roma.
2 – dopo Pasqua (da mercoledì 7 aprile a lunedì 19 aprile 2010)
MERCOLEDI’ 7 APRILE: Via Verga (da Ciattaglia Anna).
GIOVEDI’ 8 APRILE: Via Matteotti (da Ceccacci a Cesaretti
Enrico).
VENERDI’ 9 APRILE: Via Matteotti (da Dolciotti Stefano a
Marasca G.).
LUNEDI’ 12 APRILE: Via Matteotti (da Gentili Gianni), Via C.
Colombo, Piazza Garibaldi.
MARTEDI’ 13 APRILE: Via Verdi (da Pasquini Ubaldo).
MERCOLEDI’ 14 APRILE: Via Tiziano, Via Leonardo da Vinci
(da Falappa G.)
GIOVEDI’ 15 APRILE: Via R. Sanzio (da Fantini M. a Meloni
E.).
VENERDI’ 16 APRILE: Via R. Sanzio (da Ferretti Primo), Via
Angeli (da Ricci Giuseppe a Starnatori Amedeo).
LUNEDI’ 19 APRILE: Via Angeli (da Rossi Nevio), Via
Montirone.
N. B. – Si osserverà il seguente orario: dalle ore 15,15 alle
20,00.
- Il programma sopra riportato potrebbe subire qualche variazione per cause di forza maggiore: è opportuno informarsi anche
per telefono:
Ab. 0731.814604 – Cell. 333.7206497.
- Le offerte che si usano fare in questa occasione andranno,
come di consueto, nella cassa parrocchiale.
- Il Parroco è disponibile a ritornare nelle case dove non trova
nessuno e a concordare giorno e ora più comodi per la famiglia.
Il catasto nel 1700
Il Natale com’è tradizione, si è festeggiato in
famiglia e nella comunità
parrocchiale. In quest’ultima noi: Debora e Laura
insieme con altre mamme,
abbiamo ideato e preparato alcune attività per rendere più gioiosa l’attesa
della nascita di Gesù.
Abbiamo allestito in
Chiesa con tanto impegno
il presepe, cercando di
riprodurre più fedelmente
possibile il paesaggio
palestinese. Inoltre con i
bambini che frequentano
il catechismo, abbiamo
preparato alcuni canti
natalizi che sono stati eseguiti con amore e semplicità aspettando la Santa
Messa di mezzanotte. I
bambini hanno dimostrato
una grande serietà nell’impegno preso, tanto da
vincere persino il sonno.
Hanno riempito il cuore di
gioia ai numerosi fedeli
presenti: è stato un
momento di unione e
commozione.
I nostri piccoli hanno
animato anche le varie
celebrazioni del periodo
natalizio, in particolare
quella del pomeriggio
dell’Epifania, festa della
Santa Infanzia, in cui
hanno esposto i loro presepi fatti con tanto impegno e fantasia; come premio è stata donata loro
una candela, segno di luce
divina.
Come in passato, anche
quest’anno c’e stato il
concorso dei presepi nelle
varie famiglie della parrocchia e la commissione
istituita per valutare il
migliore (compito piuttosto arduo) ha premiato
come primo quello della
famiglia di Duca Laura,
poi quello di Bravi
Giovanni e terzo il presepe di Corinaldesi Luca.
Nella stessa celebrazione genitori bambini e parrocchiani hanno reso
omaggio
a
Gesù
Bambino. Infine dolci per
tutti, in un contesto di
sana allegria e fratellanza
che fa riscoprire il vero
senso cristiano del Natale,
troppo spesso sopraffatto
dalla superficialità e dal
consumismo.
Debora e Laura
Adozioni a distanza
Anche quest’anno è stata
raggiunta la quota necessaria per mantenere l’impegno
dell’adozione a distanza: l’iniziativa “aggiungi un posto
a tavola a Natale” per i più
bisognosi e cioè i bambini,
ha toccato i nostri cuori e
tanti sono stati i parrocchiani generosi. L’amore che
esprimiamo con l’offerta di
qualche euro giunga ai più
bisognosi, così mettiamo in
E’ stato presentato in occasione della chiusura dell’anno
accademico
dell’Università degli Adulti
della media Vallesina il
volume: I catasti e la proprietà terriera a Mergo nel
1700”. Il volume si articola
principalmente in due parti.
La prima dopo un breve
cenno sulla storia del catasto dai tempi antichi fino al
medioevo, si sofferma sulle
vicende che hanno accompagnato l’introduzione del
catasto moderno a partire
dal ‘700 negli stati italiani e
in particolare nello Stato
Pontificio, di cui viene delineato anche l’ordinamento
amministrativo. Una sintesi
panoramica utile per capire
il funzionamento delle principali istituzioni di governo
e soprattutto delle problematiche e delle finalità che
hanno accompagnato l’introduzione dei catasti
come strumento di conoscenza della realtà agraria
e di controllo fiscale. La
seconda parte, dopo una
breve e sintetica introduzione sulla storia di Mergo,
affronta il tema centrale del
volume, che è quello della
descrizione dei catasti storici locali, partendo da
quelli di Serra San Quirico
e dei suoi castelli. Quindi
ripassa all’analisi e alla
descrizione del catasto di
Mergo dal 1777, di cui fornisce l’elenco dei proprie-
tari, la destinazione culturale dei terreni secondo la
partizione territoriale in
ville. In ognuna delle quali
vengono elencati i toponimi, le case rurali, i patrimoni ecclesiastici e la proprietà comunale. L’analisi è
conclusa da una sintesi
che da il quadro generale
delle proprietà e delle colture da un’appendice dei
documenti. Un’attenzione
particolare viene dedicata
alla toponomastica, con
una serie di notizie che
permette di ricavare sull’esistenza e l’ubicazione
delle chiese più antiche,
degli insediamenti e perfino sulla destinazione colturale di tutte le Ville. La pubblicazione è stata finanziata con risorse di privati
molto sensibili ai temi della
coltura e della valorizzazione territoriale. L’autore ringrazia
pubblicamente
Bondoni di Serra San
Quirico, Donzelli Group di
Angeli di Rosora e Villa
Celeste di Rosora. Per chi
fosse interessato alcune
copie sono disponibili presso i privati che hanno
finanziato la pubblicazione
e presso la Libreria
Cattolica di Jesi, la Libreria
Canonici di Ancona e la
Libreria Lotti di Fabriano.
Per maggiori informazioni,
approfondimenti ed incontri
potete contattare l’autore:
[email protected]
Nato alla grazia
pratica l’insegnamento di
Gesù che è venuto in mezzo
a noi in particolare per portare il “lieto annunzio” ai
poveri. Il sorriso di questi
bimbi che vediamo nelle
foto, ci rincuora. Certi di
vedere il loro volto pieno di
gioia anche in futuro, ringraziamo di cuore tutti coloro
che sono stati tanto generosi.
Rosanna
LORENZO CORINALDESI - 13-12-2009
A Giancarlo Rigucci
Tornata
alla
Pranzo di S. Antonio Abate
Appuntamenti parrocchiali
Casa
PRIMA COMUNIONE - 16 maggio 2010
Chiesa parrocchiale ore 11,15
del
Padre
M. GABRIELA DUCA
n. 25-2-1940 † 6-12-2009
S. CRESIMA - 10 ottobre 2010
Chiesa S. Giovanni Ap. e S. Martino V.
ore 11,15
Volano le rondini,
cadono le foglie,
e la stagione se ne va.
Il tempo passa…
Cambino le cose e la realtà…
Ma tu sarai sempre qua!
Sei con noi sempre:
nella quotidianità,
nei nostri ricordi,
nei nostri pensieri,
nei nostri cuori.
Continueremo a vederti là,
dove ogni giorno
eri abituato a stare.
Sei stato unico,
inimitabile…un grande
che ha fatto la storia
della nostra sala gessi.
Grazie Giancarlo.
Con affetto i tuoi colleghi
L’ECO DE LA ROSSA
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NOTIZIARIO DI CRONACA
Il Natale dei piccoli
“Il Natale dei Piccoli” è una
festa nata da un' idea di Elda
Evangelisti, che è stata accolta
con grande entusiasmo all'interno del Club Juventus Doc
Serra 2008 e della Serrana
A.S.D. 1933. Si è subito cominciato a lavorare sulla prima
bozza e giorno dopo giorno questa iniziativa ha preso sempre
più corpo. Il percorso è stato
abbastanza impegnativo ma
come sono solita dire “volere è
potere” e quindi armati di tanta
buona volontà siamo andati
avanti. Ciò che volevamo era
dare qualcosa a Serra, movimentandola. E chi meglio dei
bambini poteva svolgere questo
compito? I piccoli portano gioia,
allegria, voglia di vivere e con la
loro innocenza riescono sempre
a farci sorridere. Ci ha fatto veramente piacere, nei giorni successivi la manifestazione, essere fermati per strada per ricevere i complimenti per l'organizzazione. Credetemi questa è per
tutti noi che abbiamo lavorato, la
soddisfazione più grande, perché significa che è arrivato a voi
ciò che volevamo e ciò in cui
crediamo: essere tutti uniti in
serenità. Approfitto di questa
occasione per poter ringraziare
tutti coloro che ci hanno soste-
nuto
economicamente
e
manualmente (siete stati davvero molti): l’Amministra-zione
comunale, le maestre della
scuola dell'infanzia che si sono
rese disponibili a collaborare e
tutti i genitori che hanno accompagnato i loro bambini mettendosi in gioco insieme a loro, per
trascorrere un pomeriggio in un
clima natalizio davvero gradevole. Volevamo inoltre rendervi
noto che la raccolta dei fondi
effettuata nell'ambito della festa
e destinata alla Croce Verde
Onlus per l'acquisto del
“Sistema pediatrico di immobilizzazione” ha ottenuto dei buoni
risultati, non riuscendo però a
coprire l'intera spesa. A questo
scopo la Sinistra Ecologia e
Libertà, la Serrana A.S.D. 1933
e il Club Juventus Doc Serra
2008, hanno voluto donare la
restante somma, affinché il progetto andasse a buon fine.
Proprio riallacciandomi a quest'
ultimo pensiero, volevo affermare che indipendentemente dai
colori sportivi o politici ai quali
ognuno di noi appartiene, in ogni
singola persona batte un unico
cuore che crede nel bene e nell'unità del nostro piccolo ma bellissimo paese.
Rita C.
La cucina di Raul
Twirling: grandi progetti per il 2010
Grande successo per il saggio
finale della LG2 Vallesina
Twirling tenutosi il 20.12.09
presso il Palazzetto dello sport di
Moie. La neo società sportiva
sotto la guida dei tecnici
Loredana
Guerro,
Laura
Gramaccioni, Alice Ceccacci e
Marta Brega conta ormai più di
50 iscritte, nonostante sia nata
solo a settembre. Le capacità dei
tecnici, che hanno saputo raggiungere grandi risultati nel corso
della loro decennale attività sono
una garanzia per chiunque voglia
avvicinarsi a questo sport ricco di
stimoli, che solo ora sta iniziando
a uscire dall’anonimato. Uno
spettacolo emozionante, che ha
La LG2 forte dei successi e delle
conferme ottenute finora ha deciso di cimentarsi in una nuova
sfida: aprirsi alle piccole realtà
della Vallesina dove non si praticano sport a causa di numerose
difficoltà. Facendosi carico di
costi non indifferenti la LG2 ha
deciso di aprire scuole di ginnastica e twirling: a giorni prenderà il
via un progetto pilota a Serra San
Quirico. Dopo essere state più
volte contattate da genitori che si
lamentavano che purtroppo nel
paese non c'era mai nulla per le
bambine, la società, grazie alla
disponibilità dei loro tecnici, ha
deciso di intraprendere questo
percorso con ottimismo.
"
coinvolto il pubblico venuto
numeroso ad applaudire gli esercizi eseguiti dalle giovani atlete,
dai 3 ai 14 anni, fino alle ragazze
grandi. Anche un gruppo di ex
atlete, una ventina, si è esibito
durante la manifestazione, divertendosi e facendo divertire, a
dimostrazione che la passione e il
sano spirito sportivo non hanno
età. Complice l’entusiasmo contagioso di Loredana Guerro – colei
che fece conoscere e nascere il
twirling in Vallesina - le venti ex
atlete hanno deciso di proseguire
gli allenamenti e di iscriversi
come Gruppo al campionato
nazionale 2010
insieme a
Michela Molinari che parteciperà
anche come solista. Inoltre atlete
dell’LG2, Alice Ceccacci e Marta
Brega e l'atleta Giulia Pasquini
nella specialità solista i serie A.
Confidiamo" dicono Loredana e
Laura " che le famiglie rispondano al nostro appello di iscrivere le
loro figlie al corso che si svolgerà
nella palestra di Serra San Quirico
paese il martedì e giovedì dalle
16,15 alle 17,15."
Loredana Guerro e Laura
Gramaccioni non possono far
altro che esprimere grande soddisfazione per i risultati fin qui ottenuti, grazie anche alla collaborazione dei genitori delle atlete che
hanno sempre partecipato con
entusiasmo ed in prima persona
alle iniziative della società, dimostrando oltre alla stima nei tecnici
anche un affetto sincero.
Annunciamo quindi questa nostra
nuova avventura a Serra San
Quirico, fiduciose di una risposta
positiva da parte delle amministrazioni e dei cittadini.
Solidarietà a Serra
I Serrani non sono nuovi ad
atti concreti di solidarietà e
oggi sono chiamati a gestire e
risolvere una situazione di
emergenza locale. Una famiglia
di nazionalità indiana, ricongiuntasi da poco tempo, si
trova ad affrontare il grave lutto
della morte del padre, Sarinder
Singh, avvenuta il primo dell’anno. Il giovane trentacinquenne, regolarmente in Italia
da diversi anni e operaio presso la ditta Fileni di Cingoli,
lascia la moglie Kuldeep Kaur,
incinta all’ottavo mese e una
bambina di 9 anni Laveleen. Si
è pensato ad una raccolta di
denaro e ad una “adozione“
(dell’importo individuale di
10,00 euro mensili per una
durata discrezionale da parte
di ogni aderente) che possano
aiutare a sostenere la mamma
e i suoi figli, in quanto non è
possibile che la signora ritorni
al suo paese d’origine. La cifra
raccolta, che speriamo sia congrua alle necessità, verrà versata in un c/c. e gestita con la
più grande trasparenza, Con
essa la famiglia potrà contare
mensilmente su un minimo
contributo economico, atto a
soddisfare le più elementari
esigenze, al quale si aggiungeranno aiuti alimentari e quanto
necessario per superare questo momento di difficoltà. Ci
auspichiamo che, al di là dell’aiuto materiale ed economico,
tutti i Serrani si sentano vicini a
questa signora e ai suoi figli
per rendere il loro futuro meno
difficile. La Comunità Indiana si
è dimostrata molto solidale con
i propri connazionali. Siamo
convinti che, seppur dolorosa,
questa situazione potrebbe
rappresentare un’occasione di
interazione ed integrazione fra
concittadini di varie nazionalità.
L’integrazione, oltre che una
realtà ed una necessità, va
vista come una opportunità di
crescita umana e di sviluppo
sociale. Inoltre, per chi dà
anche un significato religioso
alla propria esistenza, il
comandamento “ama il prossimo tuo come te stesso” vede in
essa la sua concreta e completa applicazione. L’invito a sostenere questa famiglia di “compaesani” può essere fatto prendendo contatti ed effettuando il
proprio contributo presso:
Le Parrocchie di Serra
Paese e di Serra Stazione
“Il Negozietto” e l’Edicola
Cerioni in Piazza della Libertà.
Per maggiori informazioni
sono disponibili i seguenti
recapiti
telefonici
073186004/86774/86254.
Grazie per quanto sarà possibile da parte di ognuno di noi.
Naturalmente l’iniziativa è
aperta
a
tutte
quelle
Associazioni che caratterizzano il nostro tessuto sociale e a
tutti quei cittadini che ritenessero di dare un impegno personale.
Pellegrini nell’Urbe
Biblioteca comunale
Un libro per ritrovare i sapori perduti ...
Un “mito”
“Gattu puzzò, gattu mucciolò...” è, più o meno, una delle
ultime espressioni, tra le più simpatiche, che ci lascia in eredità il
mito del trasporto pubblico serrano, giunto alla meritata pensione.
...e già, pensione..!! E qui, uno
dice: come al solito, ‘sti statali,
vanno in pensione così presto, che
non hanno nemmeno iniziato a
lavorare...guarda com’è giovane!!!...poi però, mi soffermo un
attimo a pensare, mi ricordo che
sono alla soglia degli ‘anta, e mi
tornano in mente i ricordi di bambino, quando alle elementari, insieme agli storici autisti dei pulmini
“Giuà” e “Milio”(la “Guardia”),
iniziava a macinare i suoi primi
chilometri un ragazzotto tutto pepe
che ben presto conquisterà la simpatia di tutti noi bambini.
Negli anni, “Gilbè” a Serra è
diventato un’icona, il simbolo del-
l’autista, una sorta di angelo custode dei piccoli da lui trasportati.
Inoltre, fa un certo effetto sapere
che ha trasportato più o meno regolarmente due generazioni di bimbi,
come nel mio caso: prima me ed
ora mio figlio.
Credo che ognuno di noi conservi nella propria memoria una
serie di immagini e aneddoti
riguardanti Gilberto, consci che il
suo meritato congedo dal mondo
lavorativo coincida con una considerevole perdita per il servizio
comunale.
Da parte mia, ed ho la presunzione di rappresentare la maggioranza dei cittadini serrani, auguro a
te, Gilberto, di goderti nella più
totale serenità questa pensione
facendo finalmente il nonno: il piccolo Nicolas si divertirà di certo
con un nonno così...
Giorgio Perini
Dopo una breve pausa di
fine anno riprende l’apertura
della BIBLIOTECA COMUNALE e del servizio INFORMAGIOVANI con il consueto orario:
LUNEDI’ 12.00 – 14.00 /
15.00 – 18.00, MERCOLEDI’
15.00 – 18.00, GIOVEDI’
15.00 – 18.00, SABATO 10.00
– 13.00.
La Biblioteca, che fa parte
del Sistema Bibliotecario
Locale
della
Comunità
Montana dell’Esino-Frasassi,
offre importanti servizi, forse
non conosciuti da tutti. Gli
utenti, dopo essersi iscritti
(naturalmente è gratuito!),
possono prendere in prestito
fino a tre libri ed hanno un
mese di tempo per leggerli. Si
può leggere, studiare e fare
ricerche anche nella stessa
Biblioteca. E’ attivo lo scambio
di libri interbibliotecario, se il
volume richiesto non è presente a Serra San Quirico. La
maggior parte del materiale
librario è informatizzato e
attraverso
l’indirizzo
http://80.19.92.4/SebinaOpac/
Opac tutti possono accedere
al catalogo collettivo del
Sistema. Per incrementare e
rinnovare il patrimonio della
Biblioteca
periodicamente
vengono acquistate le ultimissime novità editoriali in sintonia con i gusti dei lettori, sempre invitati ad esprimere le
loro preferenze. Non solo…! Il
servizio Infor-magiovani, che
appunto ha lo scopo di informare e di aggiornare gli utenti
sulle novità riguardanti il lavoro, l’orientamento, la formazione, la cultura e il tempo libero,
mette a disposizione un nuovo
PC come postazione informatica per navigare in Internet. In
continuità con il percorso già
fatto, il proposito di questo
nuovo anno è quello di offrire
a un gruppo sempre più
numeroso queste importanti
risorse e diffondere l’amore
per la lettura, per lo studio, per
la ricerca… per la cultura con
un sentito spirito di condivisione.
Per informazioni:
tel 0731 818209
e-mail [email protected]
Marta
Ringraziamento
Gentile redazione dell"Eco
della Rossa", grazie per averci fatto pervenire il giornalino
n. 4 dell’ anno 2009 (andato
perduto nella spedizione
regolare). Pensavo di ritirarlo
alla prossima venuta a Serra,
invece...l'ho trovato con
immenso piacere nella nostra
cassetta postale, appositamente inviatoci dalla redazione. Sono quattro pagine preziose che ci permettono di
non perdere i contatti con ciò
che avviene nel nostro meraviglioso paese e sentirci partecipi, seppure in minima
parte, del vivere quotidiano
che vi si svolge. E' una finestra aperta non solo sui luoghi, ma anche sulle persone
che hanno fatto parte della
nostra vita e per noi, venendo
spesso in paese, luoghi e persone ancora molto presenti e
care. E' stato ancora più piacevole scoprire il sito internet
dell'Eco, scorso con avidità
da cima a fondo e nei minimi
particolari; qualora, in futuro,
andasse perduto un numero
so dove documentarmi anche
se la mia preferenza va alla
copia stampata. Ringrazio
ancora e, insieme alla mia
famiglia, mando a tutti voi gli
auguri più affettuosi di tanta
serenità e salute per il Nuovo
Anno.
Donatella Menchetti Orazi
da Ascoli Piceno
Ancora una volta a Roma.
“Tutte le strade portano a
Roma” afferma un vecchio
detto che vuole esaltare la
grandiosità e l’importanza
della città “Caput mundi”. Non
ci si stanca mai di ammirare e
studiare l’immenso patrimonio storico, artistico, monumentale e religioso della città
eterna. Questa volta noi “pellegrini” di Serra avevamo tre
mete:
la
mostra
di
“Michelangelo architetto” in
Campidoglio, la visita ai presepi e alla Basilica di San
Paolo fuori le mura. Per visitare
la
mostra
di
Michelangelo avevamo una
bravissima guida che ci ha
illustrato, con competenza e
un linguaggio semplice e
comprensibile, gli schizzi, i
disegni, i progetti del grande
artista che, ormai anziano,
non potendosi dedicare alla
scultura e alla pittura, si era
cimentato nella difficile arte
dell’architettura. Abbiamo
ammirato i progetti per la
cupola e la basilica di San
Pietro, di vari mausolei e
sepolcri come quello per il
Papa Giulio II. In seguito
siamo usciti per ammirare la
bellissima
Piazza
del
Campidoglio circondata dai
palazzi sede del Comune di
Roma e di vari musei capitolini, qualcuno cercava di vedere il Sindaco Alemanno, che
non c’era, o la chiesa dove si
era sposato Totti (la vicina
chiesa dell’Ara Coeli). C’era
invece la famosa statua di
Marco Aurelio (una copia) e
le enormi statue di Castore e
Polluce con i loro cavalli e il
guscio d’uovo dietro perché
figli di Giove che si era trasformato in cigno per amare
la bellissima Leda. Anche
questa piazza era stata progettata da Michelangelo: ne
avevamo visto i progetti originali un po’ diversi perchè la
morte dell’artista non ne permise l’attuazione. Dopo una
sguardo fugace alla piccola
cappella
dedicata
alla
Madonna di Loreto protettrice, a Roma, dei panettieri, un
po’ sentimentale è stata la
visita alla chiesa dedicata ai
SS. Quirico e Giulitta. La
chiesa era stata fatta costruire dai serrani che erano emigrati nei secoli antichi e ci
hanno fatto da guida
due…serrani oggi residenti a
Roma. Dentro la chiesa
abbiamo ammirato, oltre alla
mostra permanente dei presepi, un dipinto del martirio
di San Quirico e Santa
Giulitta della scuola di
Caravaggio e una bellissima
vetrata con i due santi.
Dopo aver pranzato, bene,
e chiacchierato, molto, abbiamo fatto un giro (non si sa
bene perché) a Piazza
Navona dove noi “befane”
abbiamo trovato tante bancarelle di “befane” e una
immensa folla….di genitori e
bambini. Saltata per motivi di
tempo la visita a San Pietro,
ci siamo recati nella maestosa basilica di San Paolo fuori
le mura: siamo rimasti a
bocca aperta, era grandiosa,
con la facciata decorata a
mosaici e l’interno immenso
con cinque navate e ottanta
colonne
monolitiche.
Abbiamo assistito alla S.
Messa, con l’accompagnamento di un “modesto” (ed è
un complimento) coro; abbiamo poi pregato, non senza
emozione, davanti al sarcofago dove sono le spoglie di S.
Paolo di circa 2000 anni fa.
C’era anche la catena della
sua prigionia e i resti della
vecchia basilica costruita dai
primi cristiani. Infine il ritorno
a casa, una sosta per una
“contrastata” e povera cena e
nei discorsi della notte il desiderio di ritornare a Roma per
godere di altri meravigliosi
“gioielli” dell’URBE.
Liliana Bernacconi
L’ECO DE LA ROSSA
8
1/10
L A VO C E D I C A S T E L L A R O
BATTESIMO
Na tale con i tuoi ...
Finalmente è Natale! Di
più a Castellaro! Piccolo
borgo sconosciuto, ma mai
dimenticato da Dio che ci
ricolma di “doni spirituali” ed
i bambini sono tutti buoni e
sono i primi a manifestare
la gioia dei doni ricevuti
dall’Alto. E così dopo “l’ubbidienza” ai doveri scolastici e famigliari si dilettano a
costruire il loro presepio,
per rappresentare come in
una foto l’immagine viva di
quel giorno Santo, nel
quale Dio venne ad abitare
tra noi. In compagnia del
caro parroco don Michele
abbiamo fatto visita ad alcune famiglie e scattato le foto
ai loro presepi, tutti collocati nella stanza più importante e frequentata della casa,
corredati dai personaggi
evangelici. Nel presepe di
Matteo abbiamo anche
notato con meraviglia la
presenza di S. Francesco
d’Assisi, per ricordare che
fu proprio lui a Greccio ad
iniziare questa rappresentazione natalizia. Dunque i
nostri ragazzi, seguendo
tale mirabile tradizione francescana, hanno costruito
nella propria casa la nascita di Gesù che è ben accetta a tutta la famiglia e agli
ospiti. Quando mai un
cuore umano, anche il più
indurito, non si è intenerito
al cospetto di un neonato, di
una nuova creatura appena
venuta alla luce! Oggi questa creatura è Dio ! Così si
propone a noi l’Altissimo.
Dunque seguiamo i sentimenti dei nostri bambini e
accettiamo con gioia questa realtà che ogni anno si
rinnova.
Fulvio
Alla Messa di mezzanotte
LOCCIONI MARTINA - 8-12-2009
Anniversari di matrimonio
Befana? Si vede no?
In Quaresima tutti i venerdì
Coro “Voci della montagna” di Domo
Via Crucis
17 Gennaio 2010, festa di
S. Antonio abate, protettore
degli animali, festa molto
sentita a Castellaro, paese
con origini prettamente agricole. Un tempo gli animali
allevati rappresentavano la
parte essenziale e vitale dell’economia agricola, la perdita di un solo capo poteva
significare la miseria. Oggi
non ho visto alla benedizione
il fieno, una volta presente,
non ho visto il solito agnellino
che rappresentava allevatori
e pastori(Salòvatoè), invece
ho visto il superfluo: qualche
cane, dei coniglietti, tutti
assieme non valevano una
cartuccia,commercialmente
intendo.
S. Antonio non sei piu’ di
moda! Sei in serio declino.
Ricordo tanti anni fa c’era un
parroco “di fuori” che non
conosceva la nostra tradizione e vedendo la partecipazione in massa alla festa di S.
Antonio abate si aspettava
un’ulteriore partecipazione il
13 giugno alla festa di S.
Antonio da Padova che invece non ci fu’. Noi per tradizione teniamo anche a S.
Antonio da Padova, tanto che
gli fu’ intitolata una chiesa,
ma S. Antonio abate e’ un’altra cosa. Il parroco indignato
perche’ Antonio da Padova
veniva considerato per tradizione come un comune santo
ci rimprovero’ goffamente tra
grossolane gaffes e disse “ S.
Antonio abate a confronto di
S. Antonio da Padova non
vale un fico secco! Quello
protegge gli animali, quest’altro i bambini”. Messa la cosa
su questo piano, senza dubbio aveva ragione, ma ricordo
che tanta gente compreso
mio padre era furiosa… sto’
prete non capisce niente,oggi
si direbbe straniero che non
sa del nostro passato,le
nostre tradizioni. Circa 15
anni fa’ con Gianfranco
Quattrini don E. ,prete abbastanza turbolento e di azione,
tiro’ fuori la diplomazia , ci
incarico’ di recarci presso il
vescovo per invitarlo alla
festa di S. Antonio e poi a
cena con tutti noi; fu un successone. Ancora rido ripensando che io ero addetto alla
diplomazia, le carte da spendere erano proprio poche.
Passano così gli anni e vennero e nuovi vescovi e nuovi
parroci, il vescovo non fu piu’
invitato o non venne piu’, si
continuo’ col pranzo di
Santanto’. La festa non si
fece piu’il giorno del Santo,
ma la domenica piu’ vicina.
“Santanto’ … quanto ti hanno
confinato in giu’. Il pranzo non
è piu’ conviviale, lo stare
insieme, ma speculazione
bella e buona, stessa spesa
da “Copertelle” o “Pianella” o
rinomati
ristoranti
della
Vallesina. Mi debbo spiegare,
nella qualità di consigliere
natalizie, il 5 gennaio , simpatico
e tradizionale arrivo della befana, che ha distribuito con generosità regali a tutti i bambini
(saranno stati veramente tutti
buoni?), chiedendo asilo, dato il
freddo e…l’età, al calduccio
della chiesa.
VARIE ... VARIE ... VARIE ...
ore 18.00 in Chiesa
S. Antonio e dintorni
Domenica 27 dicembre festa
grande nella chiesa di Castellaro:
sono stati celebrati gli anniversari di matrimonio del 2009 e la
celebrazione è stata arricchita
dai canti eseguiti con bravura dal
Coro “Voci della Montagna” di
Domo. Verso la fine delle feste
L’ a n g o l o d e l l a p o e s i a
Vorrei
Vorrei dentro me, l’allegria d’un bambino,
l’azzurro mare racchiuso in un fiordaliso,
il sole che mi illumini ogni mattino.
Vorrei il volo di rondini,
davanti alla mia finestra,
udire campane tutti i giorni
che suonano a festa.
Vorrei un’armonia di vita
e pace a te donare
e la tristezza, il dolore dai tuoi occhi
far sparire.
Mirella Ortolani
La mente più veloce del tempo
Milioni di anni fa, Dio creò il tempo e l’uomo,
piano piano il cervello umano
prese il sopravvento fino ai nostri giorni.
Una scoperta dopo l’altra,
un susseguirsi di aggiornamenti
che invecchiano il precedente.
L’uomo non si ferma mai…
Arriva al punto di non registrare più.
Il Caos dei nostri giorni…
i prezzi arrivano alle stelle,
baciano il firmamento…dove Dio c’è…
Il giorno arriverà
in cui tutto all’inizio tornerà…
L’uomo pensa, ma Dio decide…
L’acqua dei mari si alzerà
e con grande fatica si sopravviverà…
Da Rosso Di Sera
WW la Befana
Che bella “CIOPRESA” ( come
dice il nostro Claudio) ci hanno
regalato Piergiorgio e Stefania
della Pizzeria “la Capricciosa” di
Sasso….e si, ci hanno invitati tutti a
cena il 6 gennaio e noi abbiamo
accettato più che volentieri visto
che non era la prima volta!! Bravi
veramente gentili. Non si è trattato
solo di pizza, ma balli, canti e alle
18.30…mamma mia, è la Befana,
al buio, mmmmh che paura!!
Abbiamo poi scoperto che, anche
se un po’ bruttina, la Befana è stata
proprio generosa perché ci ha
regalato tante caramelle, dolcetti,
cioccolate…”io (Claudio) l’ho baciata e ribaciata davanti a tutti, tante
volte e sono stato veramente contento anche se sono un timidone!!”.
“Emo cenato e scialato” è il commento di Roberta che non ha perso
tempo a fare occhi dolci a un signo-
re a cena lì vicino con la moglie
“non sono gelosa” le ha detto Roby
per rincuorarla! Che dire: pizza di
ottima qualità a volontà, bevande
gassate, musica…non ci è mancato proprio niente per trascorrere
questa bella serata all’insegna dell’allegria. Grazie, grazie di nuovo da
tutti noi di Rosso di Sera e scusateci, se presi dall’entusiasmo, abbiamo fatto un po’ di confusione!!
Approfittiamo inoltre per ringraziare: Associazione Arcobaleno della
fam. Morelli, PD di Chiaravalle, PD
Serra San Quirico, A.T.G., le signore del Negozietto di Serra Paese, il
Comune di Castelplanio, l’organizzazione dei mercatini del Natale
dell’Oceano e di Rosora, l‘AVIS, la
carrozzeria Donzelli, il coro di Serra
San Quirico e tutti coloro che anonimamente, ci sostengono nelle
nostre iniziative.
Keller Christine
Custodisci il Creato
Matteo Ricci
Segue da pag. 1
pastorale. Disse zio Ulderico ,
una delle anime che si prodigo’ a ricostruire la chiesa ai
tempi …”u prete, pè fa come
je pare, c’ja fattu anchi u consiju pastorale”. Oggi, a qualunque titolo si organizza,
vedo sempre la stessa gente
in cucina, che lavora gratuitamente. Ma se batte cassa la
supposizione, anche lontana,
che qualcuno ci guadagni, è
plausibile. Cari miei sui santi
non si specula e nelle feste a
rotazione si deve lavorare
tutti.
Per il prossimo anno spero
si inviti il Vescovo, che stringa
la mano ai vecchietti, che sia
un momento pastorale e i
volontari in cucina, mi ci
metto anch’io, si dividono le
spese, nell’intento di ostracizzare ed esorcizzare il dio
quattrino.
Giovanni Loccioni
modelli di consumo e di produzione attualmente dominanti, spesso
insostenibili dal punto di vista
sociale, ambientale e finanche
economico. Si rende ormai indispensabile un effettivo cambiamento di mentalità che induca
tutti ad adottare nuovi stili di vita
"nei quali la ricerca del vero, del
bello e del buono e la comunione
con gli altri uomini per una crescita comune siano gli elementi che
determinano le scelte dei consumi, dei risparmi e degli investimenti". Sempre più si deve educare a costruire la pace a partire
dalle scelte di ampio raggio a
livello personale, familiare, comunitario e politico. Tutti siamo
responsabili della protezione e
della cura del creato.
La Chiesa ha una responsabilità per il creato e sente di doverla esercitare, anche in ambito pubblico, per difendere la terra, l’ac-
qua e l’aria, doni di Dio Creatore
per tutti, e, anzitutto, per proteggere l’uomo contro il pericolo
della distruzione di se stesso.
Ecco una sfida urgente da
affrontare con rinnovato e corale
impegno; ecco una provvidenziale
opportunità per consegnare alle
nuove generazioni la prospettiva
di un futuro migliore per tutti. Ne
siano consapevoli i responsabili
delle nazioni e quanti, ad ogni
livello, hanno a cuore le sorti dell’umanità: la salvaguardia del
creato e la realizzazione della
pace sono realtà tra loro intimamente connesse! Per questo, invito tutti i credenti ad elevare la loro
fervida preghiera a Dio, onnipotente Creatore e Padre misericordioso, affinché nel cuore di ogni
uomo e di ogni donna risuoni, sia
accolto e vissuto il pressante
appello: Se vuoi coltivare la pace,
custodisci il creato.
Segue da pag. 1
case. Infatti altro caposaldo della
sua opera evangelizzatrice fu
quello di coltivare l’amicizia con
tanti cinesi, i quali lo incontravano volentieri, gli davano fiducia,
si arricchivano della sua immensa
cultura…P.Matteo aveva composto in cinese, anni prima (1595)
un Trattato sull’amicizia, dove
aveva scritto: “Il mondo senza
amicizia sarebbe come il cielo
senza sole o come un corpo senza
occhi”. Ai cinesi insegnò che Dio
chiama gli uomini con il nome di
amici.
L’11 maggio 1601, Matteo
Ricci muore per sfinimento nella
sua residenza missionaria a
Pechino: non ha ancora compiuto
58 anni, di cui 28 spesi in e per la
Cina, che lo conosceva con il
nome di “Li Madou” (il saggio
d’Occidente) E’ stato il primo non
cinese ad essere sepolto nella
“città proibita”.
Per uno scherzo della storia, il
corpo di Matteo Ricci riposa a
pochi passi dalla scuola che ha
preparato i quadri comunisti cinesi. La sua tomba, nel piccolo
cimitero cristiano, ha resistito a
varie sconvolgimenti rivoluzionari: è ancora lì, onorata dal
popolo e dalle autorità cinesi, che
conoscono Ricci più di noi europei. Nella lapide della sua tomba
è scritto in cinese e latino:
”Italicus maceratensis”. “La
tomba di P. Matteo Ricci ci rammenta il chicco di grano sepolto
nel seno della terra per portare
frutto abbondante. Esso costituisce un appello eloquente sia a
Roma che a Pechino, a riprendere
quel dialogo iniziato 400 anni fa
con tanto amore e tanto successo”.
(Giovannni Paolo II)
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1° bim - L`Eco de la Rossa