Rassegna Stampa
Mercoledì 06 febbraio 2013
Rassegna Stampa realizzata da SIFA Srl
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Rassegna del 06 febbraio 2013
ASL BRESCIA
Avvenire
32
7
SEQUESTRATI 500 CHILI DI PESCE IMPORTATO PRIVO DI DOCUMENTI SULLA
TRACCIABILITÀ
PESCE SCADUTO SEQUESTRATI CINQUE QUINTALI
Il Giorno
Bergamo_brescia
Il Giornale Di Brescia
B.ras.
2
16
MEZZA TONNELLATA DI PESCE AVARIATO SOTTO SEQUESTRO
Simone Bottura
3
Bresciaoggi
10
OXY.GEN.LAB: IL TAR RIGETTA IL RICORSO CONTRO L'ASL
Silvana Salvadaori
5
Bresciaoggi
20
LA GUARDIA COSTIERA INCASTRA I GROSSISTI DEL PESCE SCADUTO
Mp
6
Corriere Della Sera (bs) 6
1
CONTROLLI DELLA GUARDIA COSTIERA PESCE AVARIATO E SENZA ETICHETTE:
SEQUESTRATI CINQUE QUINTALI
7
SANITÀ LOMBARDIA
Ilsole24oresanita
15
A SPASSO PER BRESCIA IN CERCA DI SALUTE
Il Giorno
Bergamo_brescia
Bresciaoggi
8
SICUREZZA E LAVORO, 700MILA EURO SUL PIATTO
10
SICUREZZA NEI CANTIERI, C'È IL NUOVO PROTOCOLLO
Corriere Della Sera (bs) 7
CINQUE PERCORSI PER FARE SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO
8
Federica Pacella
10
11
Thomas Bendinelli
12
Sequestrati 500 chili di pesce importato
privo di documenti sulla tracciabilità
BRESCIA. Centinaia di chili di pesce "fuori legge" sequestrati, sanzioni
per decine di migliaia di euro. Sono alcuni dai numeri che riassumono le
operazioni condotte dai militari della Capitaneria di porto-guardia
costiera di Venezia: hanno puntato l'attenzione su aziende alimentari de!
Bresciano,con l'obiettivo ài contrastare la vendita illegale di prodotti ittici
a danno degli operatori economici in regola,oltre che dei consumatori.
L'attività, effettuata in collaborazione con il servizio veterinario dell'AsI di
Brescia, in particolare ha messo nel mirino due grossisti extracomunitari:
all'interno dei loro locali (celle frigorifere e banchi vendita) sono stati
rinvenuti prodotti ìttici importati dall'Oriente scaduti e privi della
documentazione della rintracciabilità e dell'etichettatura di legge.
Complessivamente sono state contestate sanzioni amministrative per
35 mi la euro e posti sotto sequestro 500 kg di pesce. Inoltre, sono stati
controllati alcuni esercizi della grande distribuzione: contestate infrazioni
amministrative per circa 3Qmì!a euro per mancanza di informazioni sulla
tracciabilità. Due bliz che confermano l'attenzione della Guardia costiera
a tutela del consumatore. In particolare i controlli sono più intensi in
questo momento di crisi, «nel quale l'acquirente è attratto dall'acquisto di
prodotti ittici immessi sul mercato a prezzi concorrenziali», ma che
possono risultare pericolosi per la salute. (C.Guerr.)
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ASL BRESCIA
Pag. 1
Operazione in sinergia
fra Guardia Costiera e Asl
BRESCIA
Pesce scaduto
Sequestrati
cinque quintali
;ÌRDIA
iìlERA
- BRESCIA -
PESCE scaduto, senza etichette né documenti obbligatori per ricostruirne la
tracciabilità. In tutto cinque
quintali di prodotti ittici. Ècco il bilancio di un'operazione della Guardia costiera di
Venezia che in collaborazione con il servizio veterinario
dell'Asl di Brescia, ha passato al setaccio alcune aziende
alimentari della provincia.
Nel mirino, due ingrossi gestiti da immigrati asiatici nel
primo hinterland. I militari
li hanno localizzati ripercorrendo a ritroso la filiera, dopo il sequestro di merce non
a norma scoperta nei depositi di alcuni rivenditori nel
Trevigiano.
La perquisizione di banchi
vendita e celle frigorifere dei
grossisti nella provincia bresciana, ha portato alla luce
pesce scaduto, o senza etichette regolamentari. In questo caso illeciti amministrativi, la contravvenzione a norme italiane e europee, non tali da configurare un reato. I
due dovranno pagare 35mila
euro di sanzioni. Al vaglio
della Guardia costiera anche
una serie di supermercati in-
ASL BRESCIA
dividuati sempre in provincia - sulle località vige riserbo - che commercializzavano prodotti irregolari, ancora sotto il profilo della
tracciabilità. Per i titolari in
arrivo sanzioni per 30mila
euro.
L'attenzione della Guardia
costiera è più che mai alta in
tempi di crisi, fanno sapere i
militari dal Comando di Venenzia, quando il consumatore è attirato da prezzi concorrenziali. Ma l'affare non di rado cela un rischio per la salute. A riprova, un altro ingente sequestro di pesce fuorilegge messo a segno sul Basso
Garda a fine 2012. In quella
circostanza fu tolta dal mercato mezza tonnellata di prodotti avariati. A metterli in
commercio, rivenditori bresciani, che furono denunciati.
B. Ras.
Pag. 2
Mezza tonnellata
di pesce avariato
sotto sequestro
Blitz della Guardia Costiera nell'hinterland
di Brescia: nel mirino un ingrosso cinese
Nella rete... degli inquirenti
• Dopo poche settimane da un
ingente sequestro di pesce avariato
nella zona del Garda, la Guardia
Costiera è tornata ad operare nel
Bresciano per un analogo blitz: mezza
tonnellata di pescato e derivati
risultati fuori norma sono finiti nella
rete... degli investigatori
SECONDO CASO
Da dicembre
già due volte
gli investigatori
hanno fermato
ingenti
quantitativi
di merce avariata
• Vendevano pesce avariato, non più adatto al consumo. Gli uomini della Guardia
Costiera ne hanno trovata
una mezza tonnellata. Ben
cinque quintali, 500 kg tra
prodotti secchi derivati dalla
lavorazione del pesce risultati scaduti da tempo e prodotti
congelati privi di etichetta e,
dunque, carenti dal punto di
vista della tracciabilità imposta dalla legge.
Tutto è ovviamente finito sotto sequestro. È il risultato dell'operazione effettuata lo
scorso fine settimana dalla Capitaneria di Porto di
Venezia in collaborazione con il
servizio veterinario dell'Asl di Brescia.
Gli uomini della
Guardia Costiera,
impegnati a contrastare la
vendita illegale di prodotti ittici irregolari a danno degli operatori economici in regola e
dei consumatori finali, hanno passato al setaccio alcune
ASL BRESCIA
aziende alimentari del Bresciano. A finire nei guai i titolari - due cittadini extracomunitari di origine asiatica - di
una rivendita all'ingrosso situata nell'hinterland cittadino.
All'interno della struttura finita nel mirino degli investigatori, «sono stati rinvenuti spiega la Capitaneria di Porto
in un comunicato -nelle celle
frigorifere e nei banchi vendita prodotti ittici importati dall'Oriente scaduti e privi della
regolare documentazione obbligatoria ai fini della prevista
rintracciabilità, che consentisse Dertanto di ricostruire
l'intera filiera». Gran parte
dei prodotti fuorilegge individuati dalla Guardia Costiera
sono risultati privi dell'indispensabile etichettatura. Al-
Pag. 3
tri prodotti, invece, avevano
la regolare etichetta; peccato,
però, che si trattasse di merce
ormai scaduta, che avrebbe
potuto mettere a repentaglio
la salute pubblica.
In tutto, come detto, sono stati posti sotto sequestro circa
cinque quintali di
prodotti
ittici.
Non solo: ai grossisti asiatici sono state contestate sanzioni amministrative per un totale
di circa 35mila eu-
ro.
Quello messo a segno, si tratta del secondo grande sequestro di pesce
fuorilegge effettuato nel bresciano
nel giro di poco più di un mese, dopo quello avvenuto a fine 2012 nel basso Garda: allora fu requisita una tonnellata
di prodotto non in regola. Nel
mirino dei recenti controlli
sono finiti anche alcuni supermercati, dove la Guardia
Costiera ha rilevato infrazio-
ASL BRESCIA
ni per mancanza delle informazioni sulla tracciabilità
previste dalla legge. Anche in
questo caso sono scattate le
multe, per un totale di circa
30milaeuro. "I controlli - assicurano alla Capitaneria di
Porto - sono più intensi in
questo momento di crisi economica, nel quale l'acquirente è attratto dall'acquisto di
prodotti immessi sul mercato a prezzi concorrenziali, ma
spesso pericolosi per la salute'
Simone Bottura
Pag. 4
TRIBUNALE. «Non in regola» è il laboratorio
Oxy.gen.lab: il Tar
rigetta il ricorso
contro FAsl
La sentenza di giugno
è un punto fermo, ma per
i giudici amministrativi
era già stata soddisfatta
Silvana Salvador*!
Secondo il Tribunale amministrativo regionale, l'Asl di Brescia ha già dato esecuzione alla sentenza del giugno scorso
favorevole ad Oxy.Gen Lab. È
stato quest'ultimo, invece, a
non risultare in regola con i requisiti al momento della stipula del contratto e quindi a ritardarne la firma, arrivata a fine
novembre.
PERQUESTO MOTIVO il Tar h a r i -
gettato il ricorso del laboratorio di analisi mediche che ha
portato Asl e Regione nell'aula giudiziaria di via Zima per
ottenere l'ottemperanza della
sentenza in cui gli è stato riconosciuto il diritto a all'accordo
contrattuale per l'erogazione
di prestazioni di medicina specialistica in regime di convenzione e, di conseguenza, partecipare alla spartizione del budget annuale per le strutture
private accreditate. La sentenza pronunciata a giugno resta
un punto fermo, ma secondo i
giudici amministrativi l'Asl
bresciana aveva già provveduto ad attuarla, sebbene il laboratorio di analisi non abbia
mairicevutoun euro di risarcimento delle prestazioni.
Il 25 luglio dell'anno scorso,
l'azienda sanitaria aveva disposto un'ispezione per verificare le prestazioni erogate e il
personale sanitario impiegato
da Oxy.Gen Lab. In quell'occasione erano staterilevatealcune irregolarità, sottolineate
anche dalla Regione. Sebbene
Oxy.Gen non partecipasse fino a quel momento alla divisione del budget fissato annualmente proprio dalla Regione perle prestazioni erogate in regime di convenzione, risultava a tutti gli effetti struttura accreditata e come tale doveva comportarsi.
Le irregolarità rilevate hanno fatto slittare la firma del
contratto, comunque arrivata
il 27 novembre. Ma in quella
data non si era trovato l'accordo per l'assegnazione del residuo budget 2012: Oxy.Gen ha
rifiutato i 210mila euro offerti
dall'Asl. «L'Amministrazione
risulta aver ottemperato ai
propri obblighi, dovendosi imputare la mancata sottoscrizione del contratto alla carenza
dei presupposti per l'accreditamento a carico della ricorrente» recita la sentenza. Non solo: «Ogni questione attinente
alla determinazione della quota di budget per l'anno 2013
esula dall'ambito della presente causa». La partita dei soldi,
quindi, resta aperta.»
ASL BRESCIA
Pag. 5
IL BLITZ. Sequestrata mezza tonnellata
La Guardia costiera
incastra i grossisti
del pesce scaduto
I controlli fanno scattare sanzioni
anche nella grande distribuzione
Il personale della Guardia costiera impegnato nei controlli
C'era il pesce scaduto e quello
senza documentazione. In tutto mezza tonnellata sequestrata dagli uomini della Capitaneria di porto della Guardia costiera di Venezia. Il blitz è avvenuto in provincia, nell'ambito
di controlli in alcune aziende
alimentari per contrastare la
vendita illegale di prodotti ittici.
AL CENTRO delle attenzioni della Guardia costiera sono finiti
soprattutto due grossisti stranieri che avevano importato
prodotti ittici dall'Oriente. Dagli accertamenti è emerso che
350 chili di prodotti erano sca-
duti mentre altri 150 erano
commestibili, ma privi della
documentazione prevista dalla legge. Nel primo caso si è
proceduto alla distruzione,
nel secondo è stato disposto
che si proceda al rispetto delle
formalità previste dalla normativa vigente. Ai controlli ha
preso parte anche il servizio veterinario dell'Asl di Brescia.
Sono state elevate sanzioni
per 35 mila euro. Altre sanzioni, per 30 mila euro, sono state
date ad alcuni esercizi della
grande distribuzione per mancanza delle informazioni sulla
tracciabilità. • M.P.
ASL BRESCIA
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Dirrerenziala,hMDanorìj!queComiini m^aHi tona
A Si
Pag. 6
Controlli della Guardia Costiera
Pesce avariato e senza etichette: sequestrati cinque quintali
Mal conservato, scaduto, in molti casi
privo dei documenti necessari a
indicarne la provenienza, anche se
alla fine che fosse importato
dall'Oriente non è rimasto un segreto.
E per fortuna quel pesce non è finito
in tavola. Perché gli uomini della
Guardia Costiera di Venezia, al lavoro
nel Bresciano ne hanno sequestrati
cinque quintali. Tutti fuori legge. E
intercettati nell'hinterland, da uno dei
due grossisti stranieri sottoposti a
controllo. Al lavoro anche l'Asl, per
controllare i banchi vendita e le celle
frigorifere. E il conto è stato piuttosto
salato: i tecnici hanno riscontrato
irregolarità per 35 mila euro di
sanzioni. Insomma, in uno di questi
ingrossi il pesce pare che non solo il
pesce fosse scaduto, ma che non
presentasse le carte indispensabili per
ricostruirne la filiera in modo preciso.
Ma non è finita. Nel mirino della
Guardia Costiera e dell'Azienda
sanitaria locale sono finiti anche
alcuni supermercati, sempre
nell'hinterland bresciano. E anche in
questo caso a galla è venuta una serie
ASL BRESCIA
di «lacune» nell'iter di tracciabilità
della merce in vendita. Che vale 30
mila euro di multe. Pensare che
l'obiettivo dei controlli era proprio
«contrastare la vendita illegale di
prodotti ittici a danno degli operatori
economici in regola e dei
consumatori finali». E non finisce qui:
è nei momenti di crisi — quando il
consumatore va a caccia del prezzo
stracciato, ignaro del fatto che possa
nascondere un rischio per la salute —
che i controlli sono dietro l'angolo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Pag. 7
U N PROGETTO DELL'UNIVERSITÀ PER PROMUOVERE STILI D I V I T A S A N I
A spasso per Brescia in cerca di salute
DI SERGIO PECORELLI * E ARTEMIO CARRA **
0BIE1 IV05.000PASSI
fi
La copertina dell'opuscolo
TTniversità degli Studi
\ \ \J di Brescia - Il ritratto
della salute» è il primo progetto europeo per la promozione
della salute nei luoghi di studio e lavoro. L'iniziativa che coinvolge più di 15.000
studenti, 564 docenti e i 538
membri del personale tecnico-amministrativo - è partita
il 1° settembre 2012 e terminerà, nella versione pilota, a
marzo 2013, per poi riprendere con una seconda fase dal
1° aprile 2013, allargandosi
ad altre realtà nazionali. Il
progetto è nato con il fondamentale supporto del Centro
universitario sportivo (Cus)
di Brescia. Si tratta di un'idea
unica nel suo genere, perché
permette di ottenere risultati
concretamente misurabili. Il
tutto, grazie a un educational
grant, completamente a costo
zero per l'Università.
In questo periodo duro per
la Sanità italiana, sottoposta
ancora una volta a tagli, diventa fondamentale sensibilizzare soprattutto i più giovani
su stili di vita salutari. Un'alimentazione bilanciata e una
costante attività Fisica rappresentano i pilastri del sistema.
Secondo l'Oms, infatti, lasciando l'auto in garage si
possono risparmiare circa
700 euro all'anno. Di questi,
400 sono direttamente legati
al costo del carburante e della
manutenzione del veicolo. A
questa cifra vanno aggiunti i
300 euro che ciascuno sborsa
per
curare
i
cittadini
"ammalati" di pigrizia. La sedentarietà
provoca
ben
600.000 decessi l'anno in Europa e rappresenta una delle
dieci cause principali di mortalità e disabilità nel mondo.
Vogliamo provare a invertire questa tendenza. Il nostro
obiettivo è rendere l'Ateneo
un luogo in cui avere cura del
corpo, oltre che della mente.
Purtroppo, il 40% degli under
25 italiani non pratica movimento a sufficienza. Un terzo
degli adulti è completamente
sedentario. Il risultato è che
nel nostro Paese vivono circa
6 milioni di obesi, il 10% della popolazione. È evidente come l'Università debba diventare un luogo di formazione
anche in questo settore. Gli
eventi e le iniziative messi in
atto durante questi mesi stanno accompagnando la vita
d'Ateneo. Il primo appuntamento ufficiale è stato il seminario di lancio che, il primo
ottobre scorso, ha coinvolto
Maurizio Casasco, presidente della Federazione medico
sportiva italiana (Fmsi), le
più alte rappresentanze istituzionali locali e il nostro importante testimonial: Andrea
SANITÀ LOMBARDIA
Pi rio, calciatore bresciano
bandiera della Nazionale. Sono stati distribuiti a studenti e
personale universitario i kit
della salute, con strumenti utili per valutare il proprio benessere: un contapassi, un metro per misurare il girovita,
istruzioni per calcolare l'Indice di massa corporea. Stiamo
organizzando "Serate della salute", con esperti che discutono con i cittadini.
Numerose anche le pubblicazioni. La prima ha coniugato i benefìci del movimento
fisico con il gusto della storia. "Obiettivo 5.000 passi:
come vivere meglio e godersi
la città" è infatti il titolo dell'opuscolo che contiene, oltre
a consigli su sport e alimentazione, otto percorsi per le vie
cittadine. La lunghezza di
ogni percorso rappresenta la
distanza minima da coprire
ogni giorno per allontanare il
rischio di malattie, anche gravi, come è ormai dimostrato
da tempo. Questi percorsi sono
al
centro
delle
"passeggiate di salute" organizzate in questi mesi: eventi
aperti a tutti in cui è possibile, grazie anche al supporto di
una guida, conoscere meglio
la città passeggiando. Questa
idea è entrata poi nel network
nazionale di "Città per camminare": 32 percorsi su tutto
il territorio nazionale ideati
per diffondere la cultura del
centro urbano a misura d'uomo, presentati a novembre
2012 in un convegno al Coni.
È ormai pronto anche il secondo booklet, incentrato in maniera specifica sull'attività fisica a tutte le età, che ha Pirlo
protagonista.
L'Ateneo, da sempre in prima linea per la sperimentazione tecnologica, sta lanciando
anche l'app per smartphone
dedicata a questo argomento.
Un menù interattivo permetterà di registrare gli alimenti
consumati. Per ogni portata
verranno evidenziati i nutrien-
Pag. 8
ti assunti e il fabbisogno calorico. Forte anche l'integrazione con i social network. Inoltre, è presente anche una sezione, in collaborazione con
il Cus, dedicata all'attività fisica e ai consigli su come
praticarla al meglio, con 34
video di esercizi.
Un progetto simile si presta a diventare anche un'indagine osservazionale. Abbiamo già raccolto oltre mille
sondaggi, per analizzare abitudini e stili di vita della popolazione universitaria: i risultati
verranno presentati a marzo.
Il lancio di questo progetto ha
coinciso con i primi 30 anni
dell'Università, chiusi il 21
gennaio 2013, ed è diventato
un'occasione unica per celebrare in maniera adeguata tale anniversario. Tutto si svolge in collaborazione con "Il
ritratto della salute", prima
iniziativa italiana dedicata alla medicina dei sani, patrocinata dalla presidenza del Consiglio, dal Coni e il cui coordinamento scientifico è affidato
a Healthy Foundation, associazione di promozione sociale senza scopo di lucro nata
nel novembre 2012. Proprio
SANITÀ LOMBARDIA
con Healthy Foundation abbiamo avviato progetti di sensibilizzazione dal respiro nazionale, rivolti ai più giovani,
fornendo loro strumenti pratici per imparare a muoversi di
più e a mangiare sano. Siamo
quindi i driver di un'idea che
sta "facendo sistema".
* Rettore dell'Università
di Brescia
Presidente
di Healthy Foundation
* * Vicepresidente
Centro universitario sportivo
rtaiiano (Cusi)
O RIPRODUZIONE RISERVATA
Pag. 9
L'ACCORDO LO SCORSO ANNO 33 DECESSI: 12 FUORI PROVINICIA, 21 NEL BRESCIANO
Sicurezza e lavoro, 700mila euro sul piatto
Protocollo triennale con Inerii capofila per arginare una piaga
Nicola
Guerrieri
di FEDERICA PACEliA
- BRESCIA -
IN TRE ANNI le aziende edili
iscritte alla Cassa assitenziale paritetica di Brescia sono calate da
4.000 a 2.900, ma gli infortuni sul
lavoro continuano ad essere allarmanti. Anzi, proprio con la crisi,
le aziende tagliano le spese inutili
e, nel calderone dei costi da abbattere, finiscono spesso anche quelli per la sicurezza. Il dato consolidato di infortuni denunciati
all'Indi nel 2011 è di 17.317, di
cui 1.432 verificati in edilizia e
299 a danno di lavoratori stranieri; 20 gli infortuni mortali di cui
5 nel settore edile, in aumento rispetto ai 2 del 2010.
Per conoscere il dato consolidato
del 2012 bisognerà aspettare luglio, ma intanto i sindacati rivelano che nell'anno appena concluso
sono morti 12 operai bresciani in
cantieri edili fuori provincia,
mentre nel Bresciano gli infortuni mortali sono stati 21. «Insomma, non bisogna abbassare la
guardia», spiega il direttore della
sede Inail di Brescia Nicola Guerrieri, che ieri ha firmato il nuovo
protocollo triennale per l'attivazione di iniziative per la sicurezza
TREND POSITIVO
Per Assocostruttori
infortuni in calo del 33%
dal 2009 al 2011
in edilizia insieme a Provincia di
SANITÀ LOMBARDIA
Brescia, Università degli Studi di
Brescia, Collegio dei Costruttori
Edili, Feneal-Uil, Filca-Cisl, Fillea Cgil, Cassa Assistenziale Paritetica Edile di Brescia, Scuola Edile Bresciana e Comitato Paritetico Territoriale di Brescia e Provincia per l'Edilizia.
Il nuovo protocollo, che prevede
un investimento di 700mila euro,
di cui il 50% coperto proprio da
Inail (30mila euro dalla Provincia), prevede corsi di formazione,
seminari tecnici del sabato, assistenza per le aziende che vogliano
procedere all'implementazione di
sistemi di sicurezza e conferenze
di cantiere.
Nel triennio appena concluso, sono state 2.400 le persone che hanno seguito i corsi di formazione,
ottenendo una certificazione, e
ben 4.400 quelle che hanno frequentato i seminari tecnici del sabato. «Dal 2009 al 2011, a noi risulta una riduzione del 33% degli
infortuni nei cantieri edili - spiega Giuliano Campana, presidente
del Collegio dei Costruttori - ad
ogni modo, è importate continuare in questa opera di tutela».«In
questi anni si è già fatto molto conclude l'assessore provinciale
al lavoro Giorgio Bontempi - ma
potremo essere soddisfatti solo
quando arriveremo a zero infortuni sul lavoro».
Pag. 10
L'INTESA. Piano triennale sottoscritto con l'approvazione dell'lnail
Sicurezza nei cantieri
c'è il nuovo protocollo
Non solo prevenzione,
anche la formazione
ha una importanza
centrale nell'accordo
Nonostante tutto, è stato rinnovato. I tempi difficili per gli
enti, la congiuntura estremamente negativa per il settore
non hanno impedito la sottoscrizione di un protocollo
triennale che prosegue l'impegno dei tre anni precendenti
per la sicurezza nei cantieri. Figurano in calce l'Inail, che finanzia la metà dei 700mila euro stanziati, la Provincia, assessorato al Lavoro di Giorgio
Bontempi che stanzia 30mila Nicola Guerrieri (Inail), Giorgio Bontempi e Daniele Marioli FOTOLIVE
euro, il Dipartimento di Ingegneria dell'università, il Collead avere cali drastici. Nicola
L'edilizia
gio costruttori, la Cassa edile,
Guerrieri, direttore di Inail,
la Scuola edile, il Comitato pafornisce i numeri ufficiali, che
in un triennio
ritetico territoriale, le tre sigle
sono del 2011. Su 17.317infortusindacali di categoria, tutti a
ni nel Bresciano, 1432 hanno
ha perso
dare un loro contributo, in riinteressato addetti al matto1.100 imprese:
sorse o attività. L'Inail, ad
ne; coinvolti 299 stranieri che
esempio, ha anche un sistema
sono il 52 percento dellatotalida
4
mila
di incentivi e di detrazioni per
tà della manodopera. Su 20 inle imprese che si adoperano
fortuni mortali, sempre nel
a 2 mila e 900
perlasicurezzae che aderisco2011,5 si sono verificati in edilino al progetto. La riduzione
zia. Nel 2012, secondo stime
dei premi per le attive da almenon ufficializzate, sarebbero
Nell'ultimo anno state 3 le vittime nel Bresciano due anni può arrivare al 10
percento.
no, su 21 complessive, ma, sesu 20 incidenti
condo Roberto Bocchio di Filca-cisl (presente ieri alla firma
L'EDILIZIA è martoriata, con le
mortali
con Ibrahim Niane di Filleaimprese calate da 4mila a
sono cinque
Cgil bresciana e Donato Bian2900 in un triennio, con gli addella Cgil carmina, con Rafdetti diminuiti del 35 percenquelli verificatisi chi
faele Merigo di Feneal-Uil), ne
to ma gli incidenti, pur fra dati
vanno aggiunte 12 per incidendiscordanti, non accennano
nell'edilizia
SANITÀ LOMBARDIA
ti fuori provincia. «Abbiamo
ottenuto importanti risultati,
come l'obbligatorietà di un
corso di sedici ore alla Scuola
edile per i neo assunti, ma un
altro problema è rappresentato dall'età pensionabile innalzata di cinque anni» dicono i
tre sindacalisti.
DI FRONTE alle cifre pesanti,
tutti i firmatari non hanno potuto che rimarcare la necessità di proseguire la battaglia,
con una sinergia così allargata. «E nostro è un lavoro pericoloso, occorre insistere, creare cultura in noi e nei lavoratori» ha detto per tutti il leader
dei costreuttori Giuliano Campana. Nel frattempo riprenderanno i «Seminari del sabato»
che in tre anni hanno coinvolto 4400 persone, fra cui molti
professionisti, e i corsi per datori e lavoratori che ne hanno
coinvolte 2200. Si faranno, in
aggiunta, le «Conferenze di
cantiere», capillari in tutto il
territorio. L'università, come
spiegato dal professor Angelo
Ciribini e dal professor Daniele Marioli, dopo aver chiuso il
master con 12 diplomi, mantella il suo corso sulla sicurezza per gli studenti di Ingegneria civile e studierà un gioco di
ruolo tramite riproduzioni virtuali della vita nei cantieri,
mentre esercitazioni pratiche
verranno svolte nella Scuola
edile. Si sta anche studiando
l'utilizzo delle radio-frequenze per il monitoraggio in tempo reale della posizione dei lavoratori. Infine una nuova proposta è il supporto, direttamente sul campo, per le aziende che vogliano avviare o implementare un sistema di gestione della sicurezza, «MI.BI
© RIPRODUZICNERISERVATA
Pag. 11
In Provincia la firma del protocollo
Cinque percorsi
per fare sicurezza
sui luoghi di lavoro
Seminari tecnici, formazione ad hoc per le imprese,
assistenza al sistema di gestione della sicurezza,
conferenze di cantiere e giochi di ruolo di simulazione.
Sono i cinque percorsi per fare prevenzione nell'edilizia
oggetto del protocollo d'intesa per la sicurezza sottoscritto
ieri nella sede dell'assessorato provinciale al Lavoro da
Provincia, sindacati, costruttori, enti bilaterali, università e
Inail. Tanti attori intorno al tavolo, nella convinzione che
solo lavorando insieme si può provare a ridurre la piaga
degli incidenti sul lavoro. «Il rinnovo del protocollo è
importante — afferma l'assessore al Lavoro Giorgio
Bontempi —. Sulla sicurezza nei cantieri è stato fatto
molto, ma il problema resta e potremo dirci soddisfatti
solo al punto zero». Quel punto è ancora lontano: nel
2011, stando agli ultimi dati certificati dall'Inail, nel
Bresciano gli infortuni sul lavoro sono stati 17.317, dei
quali 1.432 in edilizia. Dei 20 incidenti mortali, un quarto
si è verificato nei cantieri. L'Inail, oltre a finanziare in
modo consistente (mettendo la metà dei 700 mila euro
complessivi) i progetti oggetto del protocollo sottoscritto
ieri, da tempo garantisce assistenza alle imprese
nell'accesso ai benefici (riduzione dei premi da pagare) per
chi migliora gli standard di sicurezza e le sostiene
nell'accesso ai bandi. «Il settore dell'edilizia è in crisi da
tempo — ha ricordato ieri il direttore dell'Inail di Brescia
Nicola Guerrieri —, ed è elevato il rischio che la sicurezza
possa diventare per alcuni una spesa da tagliare».
L'impegno, insomma, deve essere aggiuntivo. I dati sulla
crisi del settore sono sconfortanti: in pochi anni gli iscritti
alla Cassa edile sono diminuiti di un terzo (da 18.600 a 12
mila) e si sono dimezzati rispetto a nove anni fa. La metà
degli addetti è immigrata (è questo non aiuta la diffusione
della cultura della sicurezza) e la dimensione media di
impresa (passate da 4 mila a 2.900 in un triennio) è
inferiore alle cinque unità: «La frammentazione del settore
è un altro dei problemi — osserva Giuliano Campana,
presidente del Collegio dei costruttori edili — e di sicuro è
importante fare sinergia e aumentare la dimensione delle
imprese». Richieste al futuro governo? «Rimettere mano
alla questione fiscale nel settore — afferma Campana —:
oramai raggiungiamo una tassazione del 70 percento. Che
ci vengano tolte le rimanenze, perché in questo momento
paghiamo l'Imu come seconda casa sugli immobili
invenduti. E poi incentivi per l'acquisto delle prime case,
per l'efficienza energetica e sull'antisismica». Il 2013?
«Vedremo, certo le premesse non sono delle migliori».
SANITÀ LOMBARDIA
Thomas Bendinelli
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