Rassegna Stampa Mercoledì 06 febbraio 2013 Rassegna Stampa realizzata da SIFA Srl Servizi Integrati Finalizzati alle Aziende 20129 Milano – Via Mameli, 11 Tel. 0243990431 – Fax 0245409587 Rassegna del 06 febbraio 2013 ASL BRESCIA Avvenire 32 7 SEQUESTRATI 500 CHILI DI PESCE IMPORTATO PRIVO DI DOCUMENTI SULLA TRACCIABILITÀ PESCE SCADUTO SEQUESTRATI CINQUE QUINTALI Il Giorno Bergamo_brescia Il Giornale Di Brescia B.ras. 2 16 MEZZA TONNELLATA DI PESCE AVARIATO SOTTO SEQUESTRO Simone Bottura 3 Bresciaoggi 10 OXY.GEN.LAB: IL TAR RIGETTA IL RICORSO CONTRO L'ASL Silvana Salvadaori 5 Bresciaoggi 20 LA GUARDIA COSTIERA INCASTRA I GROSSISTI DEL PESCE SCADUTO Mp 6 Corriere Della Sera (bs) 6 1 CONTROLLI DELLA GUARDIA COSTIERA PESCE AVARIATO E SENZA ETICHETTE: SEQUESTRATI CINQUE QUINTALI 7 SANITÀ LOMBARDIA Ilsole24oresanita 15 A SPASSO PER BRESCIA IN CERCA DI SALUTE Il Giorno Bergamo_brescia Bresciaoggi 8 SICUREZZA E LAVORO, 700MILA EURO SUL PIATTO 10 SICUREZZA NEI CANTIERI, C'È IL NUOVO PROTOCOLLO Corriere Della Sera (bs) 7 CINQUE PERCORSI PER FARE SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO 8 Federica Pacella 10 11 Thomas Bendinelli 12 Sequestrati 500 chili di pesce importato privo di documenti sulla tracciabilità BRESCIA. Centinaia di chili di pesce "fuori legge" sequestrati, sanzioni per decine di migliaia di euro. Sono alcuni dai numeri che riassumono le operazioni condotte dai militari della Capitaneria di porto-guardia costiera di Venezia: hanno puntato l'attenzione su aziende alimentari de! Bresciano,con l'obiettivo ài contrastare la vendita illegale di prodotti ittici a danno degli operatori economici in regola,oltre che dei consumatori. L'attività, effettuata in collaborazione con il servizio veterinario dell'AsI di Brescia, in particolare ha messo nel mirino due grossisti extracomunitari: all'interno dei loro locali (celle frigorifere e banchi vendita) sono stati rinvenuti prodotti ìttici importati dall'Oriente scaduti e privi della documentazione della rintracciabilità e dell'etichettatura di legge. Complessivamente sono state contestate sanzioni amministrative per 35 mi la euro e posti sotto sequestro 500 kg di pesce. Inoltre, sono stati controllati alcuni esercizi della grande distribuzione: contestate infrazioni amministrative per circa 3Qmì!a euro per mancanza di informazioni sulla tracciabilità. Due bliz che confermano l'attenzione della Guardia costiera a tutela del consumatore. In particolare i controlli sono più intensi in questo momento di crisi, «nel quale l'acquirente è attratto dall'acquisto di prodotti ittici immessi sul mercato a prezzi concorrenziali», ma che possono risultare pericolosi per la salute. (C.Guerr.) i> i-8>ssi*3ì>ì-:tfi;: i ^ JSV ASL BRESCIA Pag. 1 Operazione in sinergia fra Guardia Costiera e Asl BRESCIA Pesce scaduto Sequestrati cinque quintali ;ÌRDIA iìlERA - BRESCIA - PESCE scaduto, senza etichette né documenti obbligatori per ricostruirne la tracciabilità. In tutto cinque quintali di prodotti ittici. Ècco il bilancio di un'operazione della Guardia costiera di Venezia che in collaborazione con il servizio veterinario dell'Asl di Brescia, ha passato al setaccio alcune aziende alimentari della provincia. Nel mirino, due ingrossi gestiti da immigrati asiatici nel primo hinterland. I militari li hanno localizzati ripercorrendo a ritroso la filiera, dopo il sequestro di merce non a norma scoperta nei depositi di alcuni rivenditori nel Trevigiano. La perquisizione di banchi vendita e celle frigorifere dei grossisti nella provincia bresciana, ha portato alla luce pesce scaduto, o senza etichette regolamentari. In questo caso illeciti amministrativi, la contravvenzione a norme italiane e europee, non tali da configurare un reato. I due dovranno pagare 35mila euro di sanzioni. Al vaglio della Guardia costiera anche una serie di supermercati in- ASL BRESCIA dividuati sempre in provincia - sulle località vige riserbo - che commercializzavano prodotti irregolari, ancora sotto il profilo della tracciabilità. Per i titolari in arrivo sanzioni per 30mila euro. L'attenzione della Guardia costiera è più che mai alta in tempi di crisi, fanno sapere i militari dal Comando di Venenzia, quando il consumatore è attirato da prezzi concorrenziali. Ma l'affare non di rado cela un rischio per la salute. A riprova, un altro ingente sequestro di pesce fuorilegge messo a segno sul Basso Garda a fine 2012. In quella circostanza fu tolta dal mercato mezza tonnellata di prodotti avariati. A metterli in commercio, rivenditori bresciani, che furono denunciati. B. Ras. Pag. 2 Mezza tonnellata di pesce avariato sotto sequestro Blitz della Guardia Costiera nell'hinterland di Brescia: nel mirino un ingrosso cinese Nella rete... degli inquirenti • Dopo poche settimane da un ingente sequestro di pesce avariato nella zona del Garda, la Guardia Costiera è tornata ad operare nel Bresciano per un analogo blitz: mezza tonnellata di pescato e derivati risultati fuori norma sono finiti nella rete... degli investigatori SECONDO CASO Da dicembre già due volte gli investigatori hanno fermato ingenti quantitativi di merce avariata • Vendevano pesce avariato, non più adatto al consumo. Gli uomini della Guardia Costiera ne hanno trovata una mezza tonnellata. Ben cinque quintali, 500 kg tra prodotti secchi derivati dalla lavorazione del pesce risultati scaduti da tempo e prodotti congelati privi di etichetta e, dunque, carenti dal punto di vista della tracciabilità imposta dalla legge. Tutto è ovviamente finito sotto sequestro. È il risultato dell'operazione effettuata lo scorso fine settimana dalla Capitaneria di Porto di Venezia in collaborazione con il servizio veterinario dell'Asl di Brescia. Gli uomini della Guardia Costiera, impegnati a contrastare la vendita illegale di prodotti ittici irregolari a danno degli operatori economici in regola e dei consumatori finali, hanno passato al setaccio alcune ASL BRESCIA aziende alimentari del Bresciano. A finire nei guai i titolari - due cittadini extracomunitari di origine asiatica - di una rivendita all'ingrosso situata nell'hinterland cittadino. All'interno della struttura finita nel mirino degli investigatori, «sono stati rinvenuti spiega la Capitaneria di Porto in un comunicato -nelle celle frigorifere e nei banchi vendita prodotti ittici importati dall'Oriente scaduti e privi della regolare documentazione obbligatoria ai fini della prevista rintracciabilità, che consentisse Dertanto di ricostruire l'intera filiera». Gran parte dei prodotti fuorilegge individuati dalla Guardia Costiera sono risultati privi dell'indispensabile etichettatura. Al- Pag. 3 tri prodotti, invece, avevano la regolare etichetta; peccato, però, che si trattasse di merce ormai scaduta, che avrebbe potuto mettere a repentaglio la salute pubblica. In tutto, come detto, sono stati posti sotto sequestro circa cinque quintali di prodotti ittici. Non solo: ai grossisti asiatici sono state contestate sanzioni amministrative per un totale di circa 35mila eu- ro. Quello messo a segno, si tratta del secondo grande sequestro di pesce fuorilegge effettuato nel bresciano nel giro di poco più di un mese, dopo quello avvenuto a fine 2012 nel basso Garda: allora fu requisita una tonnellata di prodotto non in regola. Nel mirino dei recenti controlli sono finiti anche alcuni supermercati, dove la Guardia Costiera ha rilevato infrazio- ASL BRESCIA ni per mancanza delle informazioni sulla tracciabilità previste dalla legge. Anche in questo caso sono scattate le multe, per un totale di circa 30milaeuro. "I controlli - assicurano alla Capitaneria di Porto - sono più intensi in questo momento di crisi economica, nel quale l'acquirente è attratto dall'acquisto di prodotti immessi sul mercato a prezzi concorrenziali, ma spesso pericolosi per la salute' Simone Bottura Pag. 4 TRIBUNALE. «Non in regola» è il laboratorio Oxy.gen.lab: il Tar rigetta il ricorso contro FAsl La sentenza di giugno è un punto fermo, ma per i giudici amministrativi era già stata soddisfatta Silvana Salvador*! Secondo il Tribunale amministrativo regionale, l'Asl di Brescia ha già dato esecuzione alla sentenza del giugno scorso favorevole ad Oxy.Gen Lab. È stato quest'ultimo, invece, a non risultare in regola con i requisiti al momento della stipula del contratto e quindi a ritardarne la firma, arrivata a fine novembre. PERQUESTO MOTIVO il Tar h a r i - gettato il ricorso del laboratorio di analisi mediche che ha portato Asl e Regione nell'aula giudiziaria di via Zima per ottenere l'ottemperanza della sentenza in cui gli è stato riconosciuto il diritto a all'accordo contrattuale per l'erogazione di prestazioni di medicina specialistica in regime di convenzione e, di conseguenza, partecipare alla spartizione del budget annuale per le strutture private accreditate. La sentenza pronunciata a giugno resta un punto fermo, ma secondo i giudici amministrativi l'Asl bresciana aveva già provveduto ad attuarla, sebbene il laboratorio di analisi non abbia mairicevutoun euro di risarcimento delle prestazioni. Il 25 luglio dell'anno scorso, l'azienda sanitaria aveva disposto un'ispezione per verificare le prestazioni erogate e il personale sanitario impiegato da Oxy.Gen Lab. In quell'occasione erano staterilevatealcune irregolarità, sottolineate anche dalla Regione. Sebbene Oxy.Gen non partecipasse fino a quel momento alla divisione del budget fissato annualmente proprio dalla Regione perle prestazioni erogate in regime di convenzione, risultava a tutti gli effetti struttura accreditata e come tale doveva comportarsi. Le irregolarità rilevate hanno fatto slittare la firma del contratto, comunque arrivata il 27 novembre. Ma in quella data non si era trovato l'accordo per l'assegnazione del residuo budget 2012: Oxy.Gen ha rifiutato i 210mila euro offerti dall'Asl. «L'Amministrazione risulta aver ottemperato ai propri obblighi, dovendosi imputare la mancata sottoscrizione del contratto alla carenza dei presupposti per l'accreditamento a carico della ricorrente» recita la sentenza. Non solo: «Ogni questione attinente alla determinazione della quota di budget per l'anno 2013 esula dall'ambito della presente causa». La partita dei soldi, quindi, resta aperta.» ASL BRESCIA Pag. 5 IL BLITZ. Sequestrata mezza tonnellata La Guardia costiera incastra i grossisti del pesce scaduto I controlli fanno scattare sanzioni anche nella grande distribuzione Il personale della Guardia costiera impegnato nei controlli C'era il pesce scaduto e quello senza documentazione. In tutto mezza tonnellata sequestrata dagli uomini della Capitaneria di porto della Guardia costiera di Venezia. Il blitz è avvenuto in provincia, nell'ambito di controlli in alcune aziende alimentari per contrastare la vendita illegale di prodotti ittici. AL CENTRO delle attenzioni della Guardia costiera sono finiti soprattutto due grossisti stranieri che avevano importato prodotti ittici dall'Oriente. Dagli accertamenti è emerso che 350 chili di prodotti erano sca- duti mentre altri 150 erano commestibili, ma privi della documentazione prevista dalla legge. Nel primo caso si è proceduto alla distruzione, nel secondo è stato disposto che si proceda al rispetto delle formalità previste dalla normativa vigente. Ai controlli ha preso parte anche il servizio veterinario dell'Asl di Brescia. Sono state elevate sanzioni per 35 mila euro. Altre sanzioni, per 30 mila euro, sono state date ad alcuni esercizi della grande distribuzione per mancanza delle informazioni sulla tracciabilità. • M.P. ASL BRESCIA © RIPRODUZIONE RISERVATA Dirrerenziala,hMDanorìj!queComiini m^aHi tona A Si Pag. 6 Controlli della Guardia Costiera Pesce avariato e senza etichette: sequestrati cinque quintali Mal conservato, scaduto, in molti casi privo dei documenti necessari a indicarne la provenienza, anche se alla fine che fosse importato dall'Oriente non è rimasto un segreto. E per fortuna quel pesce non è finito in tavola. Perché gli uomini della Guardia Costiera di Venezia, al lavoro nel Bresciano ne hanno sequestrati cinque quintali. Tutti fuori legge. E intercettati nell'hinterland, da uno dei due grossisti stranieri sottoposti a controllo. Al lavoro anche l'Asl, per controllare i banchi vendita e le celle frigorifere. E il conto è stato piuttosto salato: i tecnici hanno riscontrato irregolarità per 35 mila euro di sanzioni. Insomma, in uno di questi ingrossi il pesce pare che non solo il pesce fosse scaduto, ma che non presentasse le carte indispensabili per ricostruirne la filiera in modo preciso. Ma non è finita. Nel mirino della Guardia Costiera e dell'Azienda sanitaria locale sono finiti anche alcuni supermercati, sempre nell'hinterland bresciano. E anche in questo caso a galla è venuta una serie ASL BRESCIA di «lacune» nell'iter di tracciabilità della merce in vendita. Che vale 30 mila euro di multe. Pensare che l'obiettivo dei controlli era proprio «contrastare la vendita illegale di prodotti ittici a danno degli operatori economici in regola e dei consumatori finali». E non finisce qui: è nei momenti di crisi — quando il consumatore va a caccia del prezzo stracciato, ignaro del fatto che possa nascondere un rischio per la salute — che i controlli sono dietro l'angolo. © RIPRODUZIONE RISERVATA Pag. 7 U N PROGETTO DELL'UNIVERSITÀ PER PROMUOVERE STILI D I V I T A S A N I A spasso per Brescia in cerca di salute DI SERGIO PECORELLI * E ARTEMIO CARRA ** 0BIE1 IV05.000PASSI fi La copertina dell'opuscolo TTniversità degli Studi \ \ \J di Brescia - Il ritratto della salute» è il primo progetto europeo per la promozione della salute nei luoghi di studio e lavoro. L'iniziativa che coinvolge più di 15.000 studenti, 564 docenti e i 538 membri del personale tecnico-amministrativo - è partita il 1° settembre 2012 e terminerà, nella versione pilota, a marzo 2013, per poi riprendere con una seconda fase dal 1° aprile 2013, allargandosi ad altre realtà nazionali. Il progetto è nato con il fondamentale supporto del Centro universitario sportivo (Cus) di Brescia. Si tratta di un'idea unica nel suo genere, perché permette di ottenere risultati concretamente misurabili. Il tutto, grazie a un educational grant, completamente a costo zero per l'Università. In questo periodo duro per la Sanità italiana, sottoposta ancora una volta a tagli, diventa fondamentale sensibilizzare soprattutto i più giovani su stili di vita salutari. Un'alimentazione bilanciata e una costante attività Fisica rappresentano i pilastri del sistema. Secondo l'Oms, infatti, lasciando l'auto in garage si possono risparmiare circa 700 euro all'anno. Di questi, 400 sono direttamente legati al costo del carburante e della manutenzione del veicolo. A questa cifra vanno aggiunti i 300 euro che ciascuno sborsa per curare i cittadini "ammalati" di pigrizia. La sedentarietà provoca ben 600.000 decessi l'anno in Europa e rappresenta una delle dieci cause principali di mortalità e disabilità nel mondo. Vogliamo provare a invertire questa tendenza. Il nostro obiettivo è rendere l'Ateneo un luogo in cui avere cura del corpo, oltre che della mente. Purtroppo, il 40% degli under 25 italiani non pratica movimento a sufficienza. Un terzo degli adulti è completamente sedentario. Il risultato è che nel nostro Paese vivono circa 6 milioni di obesi, il 10% della popolazione. È evidente come l'Università debba diventare un luogo di formazione anche in questo settore. Gli eventi e le iniziative messi in atto durante questi mesi stanno accompagnando la vita d'Ateneo. Il primo appuntamento ufficiale è stato il seminario di lancio che, il primo ottobre scorso, ha coinvolto Maurizio Casasco, presidente della Federazione medico sportiva italiana (Fmsi), le più alte rappresentanze istituzionali locali e il nostro importante testimonial: Andrea SANITÀ LOMBARDIA Pi rio, calciatore bresciano bandiera della Nazionale. Sono stati distribuiti a studenti e personale universitario i kit della salute, con strumenti utili per valutare il proprio benessere: un contapassi, un metro per misurare il girovita, istruzioni per calcolare l'Indice di massa corporea. Stiamo organizzando "Serate della salute", con esperti che discutono con i cittadini. Numerose anche le pubblicazioni. La prima ha coniugato i benefìci del movimento fisico con il gusto della storia. "Obiettivo 5.000 passi: come vivere meglio e godersi la città" è infatti il titolo dell'opuscolo che contiene, oltre a consigli su sport e alimentazione, otto percorsi per le vie cittadine. La lunghezza di ogni percorso rappresenta la distanza minima da coprire ogni giorno per allontanare il rischio di malattie, anche gravi, come è ormai dimostrato da tempo. Questi percorsi sono al centro delle "passeggiate di salute" organizzate in questi mesi: eventi aperti a tutti in cui è possibile, grazie anche al supporto di una guida, conoscere meglio la città passeggiando. Questa idea è entrata poi nel network nazionale di "Città per camminare": 32 percorsi su tutto il territorio nazionale ideati per diffondere la cultura del centro urbano a misura d'uomo, presentati a novembre 2012 in un convegno al Coni. È ormai pronto anche il secondo booklet, incentrato in maniera specifica sull'attività fisica a tutte le età, che ha Pirlo protagonista. L'Ateneo, da sempre in prima linea per la sperimentazione tecnologica, sta lanciando anche l'app per smartphone dedicata a questo argomento. Un menù interattivo permetterà di registrare gli alimenti consumati. Per ogni portata verranno evidenziati i nutrien- Pag. 8 ti assunti e il fabbisogno calorico. Forte anche l'integrazione con i social network. Inoltre, è presente anche una sezione, in collaborazione con il Cus, dedicata all'attività fisica e ai consigli su come praticarla al meglio, con 34 video di esercizi. Un progetto simile si presta a diventare anche un'indagine osservazionale. Abbiamo già raccolto oltre mille sondaggi, per analizzare abitudini e stili di vita della popolazione universitaria: i risultati verranno presentati a marzo. Il lancio di questo progetto ha coinciso con i primi 30 anni dell'Università, chiusi il 21 gennaio 2013, ed è diventato un'occasione unica per celebrare in maniera adeguata tale anniversario. Tutto si svolge in collaborazione con "Il ritratto della salute", prima iniziativa italiana dedicata alla medicina dei sani, patrocinata dalla presidenza del Consiglio, dal Coni e il cui coordinamento scientifico è affidato a Healthy Foundation, associazione di promozione sociale senza scopo di lucro nata nel novembre 2012. Proprio SANITÀ LOMBARDIA con Healthy Foundation abbiamo avviato progetti di sensibilizzazione dal respiro nazionale, rivolti ai più giovani, fornendo loro strumenti pratici per imparare a muoversi di più e a mangiare sano. Siamo quindi i driver di un'idea che sta "facendo sistema". * Rettore dell'Università di Brescia Presidente di Healthy Foundation * * Vicepresidente Centro universitario sportivo rtaiiano (Cusi) O RIPRODUZIONE RISERVATA Pag. 9 L'ACCORDO LO SCORSO ANNO 33 DECESSI: 12 FUORI PROVINICIA, 21 NEL BRESCIANO Sicurezza e lavoro, 700mila euro sul piatto Protocollo triennale con Inerii capofila per arginare una piaga Nicola Guerrieri di FEDERICA PACEliA - BRESCIA - IN TRE ANNI le aziende edili iscritte alla Cassa assitenziale paritetica di Brescia sono calate da 4.000 a 2.900, ma gli infortuni sul lavoro continuano ad essere allarmanti. Anzi, proprio con la crisi, le aziende tagliano le spese inutili e, nel calderone dei costi da abbattere, finiscono spesso anche quelli per la sicurezza. Il dato consolidato di infortuni denunciati all'Indi nel 2011 è di 17.317, di cui 1.432 verificati in edilizia e 299 a danno di lavoratori stranieri; 20 gli infortuni mortali di cui 5 nel settore edile, in aumento rispetto ai 2 del 2010. Per conoscere il dato consolidato del 2012 bisognerà aspettare luglio, ma intanto i sindacati rivelano che nell'anno appena concluso sono morti 12 operai bresciani in cantieri edili fuori provincia, mentre nel Bresciano gli infortuni mortali sono stati 21. «Insomma, non bisogna abbassare la guardia», spiega il direttore della sede Inail di Brescia Nicola Guerrieri, che ieri ha firmato il nuovo protocollo triennale per l'attivazione di iniziative per la sicurezza TREND POSITIVO Per Assocostruttori infortuni in calo del 33% dal 2009 al 2011 in edilizia insieme a Provincia di SANITÀ LOMBARDIA Brescia, Università degli Studi di Brescia, Collegio dei Costruttori Edili, Feneal-Uil, Filca-Cisl, Fillea Cgil, Cassa Assistenziale Paritetica Edile di Brescia, Scuola Edile Bresciana e Comitato Paritetico Territoriale di Brescia e Provincia per l'Edilizia. Il nuovo protocollo, che prevede un investimento di 700mila euro, di cui il 50% coperto proprio da Inail (30mila euro dalla Provincia), prevede corsi di formazione, seminari tecnici del sabato, assistenza per le aziende che vogliano procedere all'implementazione di sistemi di sicurezza e conferenze di cantiere. Nel triennio appena concluso, sono state 2.400 le persone che hanno seguito i corsi di formazione, ottenendo una certificazione, e ben 4.400 quelle che hanno frequentato i seminari tecnici del sabato. «Dal 2009 al 2011, a noi risulta una riduzione del 33% degli infortuni nei cantieri edili - spiega Giuliano Campana, presidente del Collegio dei Costruttori - ad ogni modo, è importate continuare in questa opera di tutela».«In questi anni si è già fatto molto conclude l'assessore provinciale al lavoro Giorgio Bontempi - ma potremo essere soddisfatti solo quando arriveremo a zero infortuni sul lavoro». Pag. 10 L'INTESA. Piano triennale sottoscritto con l'approvazione dell'lnail Sicurezza nei cantieri c'è il nuovo protocollo Non solo prevenzione, anche la formazione ha una importanza centrale nell'accordo Nonostante tutto, è stato rinnovato. I tempi difficili per gli enti, la congiuntura estremamente negativa per il settore non hanno impedito la sottoscrizione di un protocollo triennale che prosegue l'impegno dei tre anni precendenti per la sicurezza nei cantieri. Figurano in calce l'Inail, che finanzia la metà dei 700mila euro stanziati, la Provincia, assessorato al Lavoro di Giorgio Bontempi che stanzia 30mila Nicola Guerrieri (Inail), Giorgio Bontempi e Daniele Marioli FOTOLIVE euro, il Dipartimento di Ingegneria dell'università, il Collead avere cali drastici. Nicola L'edilizia gio costruttori, la Cassa edile, Guerrieri, direttore di Inail, la Scuola edile, il Comitato pafornisce i numeri ufficiali, che in un triennio ritetico territoriale, le tre sigle sono del 2011. Su 17.317infortusindacali di categoria, tutti a ni nel Bresciano, 1432 hanno ha perso dare un loro contributo, in riinteressato addetti al matto1.100 imprese: sorse o attività. L'Inail, ad ne; coinvolti 299 stranieri che esempio, ha anche un sistema sono il 52 percento dellatotalida 4 mila di incentivi e di detrazioni per tà della manodopera. Su 20 inle imprese che si adoperano fortuni mortali, sempre nel a 2 mila e 900 perlasicurezzae che aderisco2011,5 si sono verificati in edilino al progetto. La riduzione zia. Nel 2012, secondo stime dei premi per le attive da almenon ufficializzate, sarebbero Nell'ultimo anno state 3 le vittime nel Bresciano due anni può arrivare al 10 percento. no, su 21 complessive, ma, sesu 20 incidenti condo Roberto Bocchio di Filca-cisl (presente ieri alla firma L'EDILIZIA è martoriata, con le mortali con Ibrahim Niane di Filleaimprese calate da 4mila a sono cinque Cgil bresciana e Donato Bian2900 in un triennio, con gli addella Cgil carmina, con Rafdetti diminuiti del 35 percenquelli verificatisi chi faele Merigo di Feneal-Uil), ne to ma gli incidenti, pur fra dati vanno aggiunte 12 per incidendiscordanti, non accennano nell'edilizia SANITÀ LOMBARDIA ti fuori provincia. «Abbiamo ottenuto importanti risultati, come l'obbligatorietà di un corso di sedici ore alla Scuola edile per i neo assunti, ma un altro problema è rappresentato dall'età pensionabile innalzata di cinque anni» dicono i tre sindacalisti. DI FRONTE alle cifre pesanti, tutti i firmatari non hanno potuto che rimarcare la necessità di proseguire la battaglia, con una sinergia così allargata. «E nostro è un lavoro pericoloso, occorre insistere, creare cultura in noi e nei lavoratori» ha detto per tutti il leader dei costreuttori Giuliano Campana. Nel frattempo riprenderanno i «Seminari del sabato» che in tre anni hanno coinvolto 4400 persone, fra cui molti professionisti, e i corsi per datori e lavoratori che ne hanno coinvolte 2200. Si faranno, in aggiunta, le «Conferenze di cantiere», capillari in tutto il territorio. L'università, come spiegato dal professor Angelo Ciribini e dal professor Daniele Marioli, dopo aver chiuso il master con 12 diplomi, mantella il suo corso sulla sicurezza per gli studenti di Ingegneria civile e studierà un gioco di ruolo tramite riproduzioni virtuali della vita nei cantieri, mentre esercitazioni pratiche verranno svolte nella Scuola edile. Si sta anche studiando l'utilizzo delle radio-frequenze per il monitoraggio in tempo reale della posizione dei lavoratori. Infine una nuova proposta è il supporto, direttamente sul campo, per le aziende che vogliano avviare o implementare un sistema di gestione della sicurezza, «MI.BI © RIPRODUZICNERISERVATA Pag. 11 In Provincia la firma del protocollo Cinque percorsi per fare sicurezza sui luoghi di lavoro Seminari tecnici, formazione ad hoc per le imprese, assistenza al sistema di gestione della sicurezza, conferenze di cantiere e giochi di ruolo di simulazione. Sono i cinque percorsi per fare prevenzione nell'edilizia oggetto del protocollo d'intesa per la sicurezza sottoscritto ieri nella sede dell'assessorato provinciale al Lavoro da Provincia, sindacati, costruttori, enti bilaterali, università e Inail. Tanti attori intorno al tavolo, nella convinzione che solo lavorando insieme si può provare a ridurre la piaga degli incidenti sul lavoro. «Il rinnovo del protocollo è importante — afferma l'assessore al Lavoro Giorgio Bontempi —. Sulla sicurezza nei cantieri è stato fatto molto, ma il problema resta e potremo dirci soddisfatti solo al punto zero». Quel punto è ancora lontano: nel 2011, stando agli ultimi dati certificati dall'Inail, nel Bresciano gli infortuni sul lavoro sono stati 17.317, dei quali 1.432 in edilizia. Dei 20 incidenti mortali, un quarto si è verificato nei cantieri. L'Inail, oltre a finanziare in modo consistente (mettendo la metà dei 700 mila euro complessivi) i progetti oggetto del protocollo sottoscritto ieri, da tempo garantisce assistenza alle imprese nell'accesso ai benefici (riduzione dei premi da pagare) per chi migliora gli standard di sicurezza e le sostiene nell'accesso ai bandi. «Il settore dell'edilizia è in crisi da tempo — ha ricordato ieri il direttore dell'Inail di Brescia Nicola Guerrieri —, ed è elevato il rischio che la sicurezza possa diventare per alcuni una spesa da tagliare». L'impegno, insomma, deve essere aggiuntivo. I dati sulla crisi del settore sono sconfortanti: in pochi anni gli iscritti alla Cassa edile sono diminuiti di un terzo (da 18.600 a 12 mila) e si sono dimezzati rispetto a nove anni fa. La metà degli addetti è immigrata (è questo non aiuta la diffusione della cultura della sicurezza) e la dimensione media di impresa (passate da 4 mila a 2.900 in un triennio) è inferiore alle cinque unità: «La frammentazione del settore è un altro dei problemi — osserva Giuliano Campana, presidente del Collegio dei costruttori edili — e di sicuro è importante fare sinergia e aumentare la dimensione delle imprese». Richieste al futuro governo? «Rimettere mano alla questione fiscale nel settore — afferma Campana —: oramai raggiungiamo una tassazione del 70 percento. Che ci vengano tolte le rimanenze, perché in questo momento paghiamo l'Imu come seconda casa sugli immobili invenduti. E poi incentivi per l'acquisto delle prime case, per l'efficienza energetica e sull'antisismica». Il 2013? «Vedremo, certo le premesse non sono delle migliori». SANITÀ LOMBARDIA Thomas Bendinelli © RIPRODUZIONE RISERVATA Pag. 12