LA DIVERSITA’ COGNITIVA COME RISORSA Pluralità di approcci e di rappresentazioni della conoscenza Rita Minello “Mi dispiace di dover contraddire il Corvo: il burattino è sempre vivo; ma se per disgrazia non fosse vivo, allora sarebbe segno che è morto davvero!". Esistono molti modi per rappresentare conoscenze acquisite: si tratta di modalità significative ai fini della comprensione dei problemi, i diversi punti di vista sono in grado di rivelare un fenomeno sotto una luce nuova. I programmi di ricerca sugli stili di pensiero sono molteplici, tutti in ambito cognitivista. Si basano su un assunto fondamentale: i modelli formativi che non si orientano allo sviluppo di un sistema integrato di padronanze emotive e cognitive contestualizzate non sono in grado di assicurare stabilità nel tempo alle abilità metacognitive apprese. Anche chi insegna è portatore di una propria modalità cognitiva privilegiata. E questa, a) va ad influire implicitamente sul suo metodo di insegnamento b) va ad intrecciarsi con la varietà di stili cognitivi presenti nel gruppo-classe Conseguenza: il docente valorizza maggiormente quegli allievi che utilizzano uno stile cognitivo simile al proprio, e sottovaluta le capacità dei restanti allievi. (situazione di conflitto cognitivo) Ciò può accadere soprattutto se l’insegnante, non essendo consapevole delle proprie preferenze, confonde la discordanza tra lo stile che lui richiede e quello adottato da alcuni suoi allievi con una mancanza di capacità da parte di questi ultimi. E tale circostanza sembra, infatti, essere anche alla base di tanti insuccessi o abbandoni scolastici • Gardner e altre tendenze più recenti della ricerca psico-pedagogica (Margiotta) sostengono l’esistenza di una pluralità di talenti, ciascuno dei quali si esplica in contesti d’uso e di conoscenza a loro volta modellati diversamente; e, soprattutto, sostengono che ciascun individuo sia geneticamente orientato verso l’esercizio ottimale di una determinata forma di intelligenza, mentre sarebbe portato ad esercitare le altre ad un livello soltanto funzionale. Stili = propensioni nell’uso delle personali abilità e non si possono confondere con queste ultime; in questo senso, non si può affermare che uno stile sia migliore di un altro, ma soltanto che è diverso. Modi di apprendere e comportamenti di stile Sistematico Intuitivo Procede per piccoli passi; considera tutte le variabili del problema; costruisce l’ipotesi in itinere. Coglie, capta il nocciolo del problema; formula un’ipotesi e poi procede alla sua conferma attraverso l’analisi dei dati. Analitico Percepisce e si rappresenta, in una situazione, prima di tutto i dettagli, i singoli elementi. Globale Percepisce e si rappresenta la situazione nella sua totalità, nell’insieme degli elementi (“vede la foresta piuttosto che gli alberi”). Rifle Affronta il compito passo dopo passo e prende decisioni ponderando ssivo minuziosamente i diversi risvolti. Impul Affronta con rapidità il compito; prende decisioni “di getto” sulla base sivo delle informazioni essenziali. Verb ale Impara “per parole”; è attento alle spiegazioni orali; prende appunti; studia ripetendo ad alta voce; impara facilmente poesie e testi scritti. Visua Impara “per immagini”; ricorda i concetti se associati a schemi; usa molto il colore per sottolineare o evidenziare; ricorda il testo in base le alla disposizione dei capitoli, paragrafi, titoli. Conv erge nte Diver gente Affronta il problema con procedure note; utilizza schemi consolidati anche per situazioni nuove; considera nelle questioni solo gli aspetti usuali, tangibili e certi. Cerca di trovare nuove soluzioni anche a problemi già risolti; tende a ristrutturare i propri schemi cognitivi per far fronte ai cambiamenti; valorizza gli aspetti marginali e inusuali. Ma se di propensioni si tratta, non va ignorato il fatto che i diversi stili sono tutti compresenti, sia pure in grado diverso, nel nostro repertorio cognitivocomportamentale. Infatti la ricerca psicologica in questo campo non solo ha rilevato l’esistenza di tali variazioni individuali, ma ha anche constatato che l’uso costante di determinate strategie è correlato in modo significativo con la possibilità di successo o insuccesso nell’affrontare compiti cognitivi (Sternberg). •non sempre l’uso privilegiato di una determinata modalità cognitiva si rivela adeguato a risolvere qualsiasi situazione di problem-solving in cui il soggetto si viene a trovare; •la personale naturale propensione all’uso di una determinata strategia si potrà porre potenzialmente come vincolo o come risorsa nell’affrontare prima, e risolvere poi, il problema specifico. Ciò sta ad indicare che la caratterizzazione individuale nelle preferenze ci pone in condizioni favorevoli per alcuni compiti cognitivi, mentre per altri costituisce quanto meno una condizione di “svantaggio” nell’uso efficace delle nostre abilità. • Sternberg: lo stile di pensiero può essere: • • • • • • • • • • • • • in relazione al contesto: interno: lavoro individuale esterno: lavoro di gruppo in relazione ai metodi: globale: problemi astratti e vasti analitico: problemi concreti e particolari in relazione alla motivazione: monarchico: focalizzato su un solo obiettivo gerarchico: focalizzato su più obiettivi ordinati, gerarchizzati oligarchico: focalizzato su più obiettivi non gerarchizzati anarchico: approccio casuale ai problemi in relazione alla tradizione del sapere: esecutivo: ama mantenersi nella scia delle costruzioni del sapere già delineate • giudiziario: si pone come istanza critica delle costruzioni del sapere già delineate • legislativo: si propone la costruzione di nuovi saperi • Fondamentale è, nell’ambito delle neuroscienze, la ricerca di Gardner (1987) sulle menti plurali: • INTELLIGENZA LINGUISTICA (come quella dei poeti); • INTELLIGENZA LOGICO-MATEMATICA (come quella degli scienziati); • INTELLIGENZA MUSICALE (come quella dei compositori); • INTELLIGENZA SPAZIALE (come quella degli scultori o dei piloti di aereo); • INTELLIGENZA CORPOREO-CINESTETICA (come quella degli atleti o delle danzatrici); • INTELLIGENZA INTERPERSONALE (come quella dei commercianti o degli insegnanti); • INTELLIGENZA INTRAPERSONALE (come quella delle persone che conoscono molto bene se stesse e con se stesse hanno un buon rapporto). A queste sette intelligenze, ne ho successivamente aggiunta un'ottava, che ho chiamato "INTELLIGENZA NATURALISTICA", riferita alla capacità di riconoscere e trattare piante, animali e altre parti dell'ambiente naturale. •L'intelligenza "contestualizzata" •L'intelligenza "distribuita" IL VALORE DELLA DIVERSITA' • La diversità è un valore certamente poco stimato in una pratica didattica fondata sulla omogeneizzazione e oggettivazione dell'apprendimento. Esistono diversità di culture, ed in questo senso è più che mai sentita oggi nella scuola l'esigenza di una vera educazione all'intercultura. Ma esistono anche altre forme di diversità, come quelle neurofisiologiche che si presentano nella forma di ritardi mentali o altro. Laboratorio di Ricerca Educativa sulle intelligenze Il programma è costruito intorno a dei percorsi che rappresentano paradigmi cognitivi tipici di diverse situazioni comunicative. Questi percorsi sono rappresentati da vere e proprie strade: •“Via della Pazienza”, dove si procede attraverso tentativi per prova ed errore •“Via del Ragionamento”, dove bisogna mettere in campo le proprie capacità logiche •“Via della Fantasia”, in cui l’intuizione è l’arma più importante. • L’operare all’interno dei tre paradigmi cognitivi, nella costruzione del proprio percorso esplorativo, tende a stimolare l’integrazione di diversi tipi d’intelligenza, e dunque diversi modi di costruire l’informazione: • • • • • • • • PENSIERO ASSOCIATIVO PENSIERO ANALOGICO PENSIERO VISIVO PENSIERO METAFORICO PENSIERO DIVERGENTE PENSIERO SINTETICO PENSIERO CORRELAZIONALE PENSIERO SOGGETTIVO Stile di apprendimento l'approccio generale e preferito all'apprendimento da parte di una persona, il suo modo tipico e stabile di percepire, elaborare, immagazzinare e recuperare le informazioni. Lo stile è relativamente indipendente dal contesto e dal contenuto trattato e condiziona la scelta e l'uso di strategie di apprendimento. Gli stili sono stati descritti in molti modi: ad esempio, come modalità sensoriali (visivo / uditivo / cinestetico), come modalità cognitive (analitico / sistematico / riflessivo oppure globale / intuitivo / impulsivo), come tratti di personalità (introverso o estroverso, cauto o disponibile al rischio, individuale o di gruppo). Strategia visiva • - ciascuno immagina nella sua mente ciò che gli viene mostrato, o ciò che egli stesso si rappresenta (strategia autovisiva) riguardo ad esseri, ad azioni, a situazioni felici; Strategia uditiva • - ciascuno forma una rappresentazione di ciò che gli viene raccontato, o che egli stesso descrive (strategia auto-uditiva) riguardo ad esseri, ad azioni, a situazioni felici. Stile di insegnamento l'approccio generale e preferito all'insegnamento; condiziona la scelta e l'uso di strategie di insegnamento. E' influenzato sia dal proprio personale stile di apprendimento, sia dalle proprie convinzioni e atteggiamenti, risultato anche di esperienze pregresse. Quanto più è versatile, tanto più può venire incontro alla varietà di stili di apprendimento presenti in un gruppo/classe. Strategie di apprendimento le operazioni, i passi, le azioni specifiche e concrete messe in atto da uno studente per facilitare l'acquisizione, la memorizzazione, il recupero e l'uso delle informazioni, e per rendere così l'apprendimento più facile, veloce, piacevole, autodiretto, efficace e trasferibile a nuove situazioni: ad esempio, utilizzare le illustrazioni di un libro per comprendere meglio il testo, fare "mente locale" sull'argomento prima di ascoltare o leggere qualcosa, sfruttare le occasioni di pratica linguistica fornite da programmi televisivi, riviste, Internet. Strategie di insegnamento le operazioni, i passi, le azioni specifiche e concrete messe in atto da un insegnante per gestire i compiti di apprendimento: ad esempio, utilizzare in modo selettivo la lavagna durante una lezione frontale, formare gruppi di lavoro tra gli studenti, fare emergere contributi, formulare un problema • L’approccio I.D.E.E. consigliato da L. Mariani all’insegnante rispettoso degli stili cognitivi: • I ♠ INTEGRATO (STRATEGIE + CONVINZIONI + ATTEGGIAMENTI) • D ♣ DIAGNOSTICO • E ♥ ESPERENZIALE • E ♦ ESPLICITO ATTIVAZIONE DIRETTA DELLE STRATEGIE (ESPERIENZA + RIFLESSIONE) •PROPOSTE, NON IMPOSTE •FORTE ELEMENTO DI GUIDA E SOSTEGNO •FORNIRE ESEMPI E MODELLI PRIMA DELL’ESECUZIONE DEL COMPITO •FAR VALUTARE L’EFFICACIA A CALDO, SUBITO DOPO L’ESECUZIONE •CREARE CONSAPEVOLEZZA DEI PROPRI PUNTI DI FORZA E DI DEBOLEZZA •SE CONOSCO LE REGOLE DEL GIOCO, POSO SFORZARMI DI GIOCARE MEGLIO E MAGARI DI VINCERE • Alcune semplici strategie da utilizzare sempre nell’insegnamento • parlare più lentamente: infatti lo studente che impara attraverso una strategia "auto-uditiva" non può assimilare quanto ascolta se non lo ripete a se stesso con parole sue; • pause "strutturanti" ogni dieci minuti; infatti chi impara attraverso strategie "visive" deve riorganizzare i propri appunti, attraverso colori, sottolineature, frecce; chi impara attraverso strategie "uditive" deve ridire al suo compagno di banco ciò che ha appena ascoltato per impararlo; • un piano di lavoro dato sin dall'inizio alla lavagna, per quelli che hanno bisogno di anticipare sinteticamente, di avere una visione globale; • alternare alla lavagna luminosa il piano di lavoro complessivo con schemi, diagrammi, ecc., e il dettaglio delle singole parti, per coloro che amano visualizzare un pensiero, o andare dal generale al particolare; • fissare con lo sguardo l'uno o l'altro degli allievi, per coloro che hanno bisogno di un "ancoraggio affettivo" per mantenere viva l'attenzione; • riformulazione parziale o totale da parte degli allievi nel corso o alla fine della lezione, per coloro che non riescono ad assimilare se non traducono nel "loro" linguaggio il discorso di un altro (riformulazione scritta o orale, a se stessi, a un compagno, al professore, alla classe). Attraverso la variazione dei tipi di esercizi. Attivare un’alternanza: •di lavori individuali, in piccoli gruppi o a classe riunita; •di sequenze fortemente guidate e di lavori autonomi; •della comunicazione puramente passiva (l'insegnante che parla) e dell'interazione sociale tra pari; •della esposizione di allievi chiamati dall'insegnante o volontari, in modo strutturato o spontaneo; •di supporti scritti, orali, audio-visivi, informatici; •di attività in classe, al di fuori della scuola; •di studi concentrati o diluiti nel tempo; •di approcci analitici o sintetici, induttivi o deduttivi, ecc. Per esempio, in una discussione guidata, si favoriscono gli impulsivi o i riflessivi? Dipende dalla maniera in cui l'insegnante gestisce i dibattiti: •1) Se dà la parola al primo che la chiede, gli allievi dialogano tra loro a botta e risposta. Il "professore-animatore" privilegia la vivacità delle battute e la successione tonica delle risposte... •2) Il professore pone una domanda: ciascuno in silenzio riflette, scrive la propria risposta, e soltanto dopo legge alla classe e sviluppa ciò che ha annotato - allora probabilmente non sono più le stesse persone che intervengono... CONCLUSIONE Alimentare l'intelligenza Umanizzare l'intelligenza Educare il pensiero Per coinvolgere la maggior parte degli allievi bisogna variare le regole del gioco: risposte immediate o differite, orali o scritte, volontarie o su chiamata da parte dell'insegnante...