Quando decidemmo di organizzare un Premio Nazionale dedicato alla Madonna del Ponte, Regina del Popolo Frentano, volendo coinvolgere i vari artisti a riflettere e creare opere ad Ella dedicate, non avremmo mai potuto immaginare che l’iniziativa riscuotesse così ampi consensi. Dopo la prima edizione del 2008 dedicata al canto ed aperta sia ai solisti che ai gruppi corali che hanno proposto composizioni inedite ed originali dedicate alla Patrona della Città di Lanciano, quest’anno è stata la volta della poesia. Nella sezione “Adulti” tanti i poeti o aspiranti tali partecipanti, da ogni angolo d’Italia, con le proprie liriche dedicate alla Vergine la cui lettura offre momenti di riflessione e anche di commozione. Toccanti anche le poesie della sezione “Giovani” composte dalle classi delle scuole elementari e medie della diocesi di Lanciano-Ortona, dove la fantasia dei più piccoli si incarna in una fede schietta e sincera. Pertanto, il compito della Giuria Esaminatrice, che ringraziamo per il lavoro svolto, è stato veramente difficile nel dover selezionare, a norma del Regolamento, le poesie finaliste per le due sezioni in concorso che riportiamo nel presente opuscolo. Leggerle con attenzione e, soprattutto, con il cuore, giova alla mente ed allo spirito, aiutandoci a conoscere, riflettere e meditare sulla Vergine Madre, Regina del Popolo Frentano. Per noi organizzatori, possiamo dire che la manifestazione si conclude qui. Non ci importa più di tanto sapere quale sia la poesia vincitrice; ci interessa di più il fatto di aver vinto noi una scommessa: quella di promuovere la storia, la tradizione e la devozione alla Madre di Dio, venerata con il titolo di “Madonna del Ponte, Regina del Popolo Frentano”, attraverso il coinvolgimento delle varie espressioni artistiche, partendo dal canto per poi approdare quest’anno alla poesia e, a Dio piacendo, continuando con la pittura, la scultura, la danza, la narrativa, ecc. Un grazie particolare va rivolto ai tanti sponsor che hanno reso possibile questa manifestazione: il loro contributo è stato veramente prezioso ed indispensabile, considerato che possiamo contare solo sulle nostre umili forze. L’augurio è che questo Premio possa crescere sempre più, incarnandosi nel panorama culturale della nostra Città, magari grazie anche al contributo degli Enti pubblici che, finora, pur se coinvolti e sollecitati, sono stati a guardare. IL CONSIGLIO DIRETTIVO 2 Chi siamo L’Associazione Culturale “Il Ponte” nasce a Lanciano (CH) nel maggio 1982, dedicandosi prevalentemente all’attività teatrale che porta avanti spaziando nella messa in scena di opere in vernacolo abruzzese, testi sacri e Uomo e Galantuomo di Edoardo De Filippo commedie musicali. Tra le produzioni di teatro dialettale ricordiamo: Queste è lu tempe de mo’ di Leonello Marino (1983), Ammèn, commedia dialettale musicale di Dino Potenza (1997), Lu medeche de le pazze di Eduardo Scarpetta (1998), Uomo e galantuomo di Eduardo De Filippo (2002), La gatta nere di Carmine Marino (2005), I due gemelli di Stefano Angelucci Marino (2006), La matassa di Carmine Marino (2008). Particolare attenzione viene dedicata anche al teatro sacro con la produzione di spettacoli come Scusi, lei ci crede ai miracoli? commedia musicale di Renato Biagioli e Alessandro Aliscioni (1991), La Gattanera di Carmine Marino Processo a Gesù di Diego Fabbri (1994), Il sogno di Giuseppe musical di Pietro Castellacci e Giampaolo Belardinelli (2000), Maria di Nazareth di Antonio Sapienza su musiche originali di Aurelio Marino (2007), L’Atteso di Daniele Ricci. In quest’ambito è da ricordare anche la Sacra Rappresentazione del Presepe Vivente, organizzata a partire dal 1987 nel quartiere storico di Lancianovecchia, manifestazione che ancora oggi, nella solennità dell’Epifania, rappresenta uno degli appuntamenti più apprezzati e partecipati in città. Tanti sono anche i riconoscimenti in ambito teatrale assegnati all’Associazione Culturale “Il Ponte”: premio per la migliore regia e migliore impianto scenotecnico alla commedia Ammèn, premio al migliore attore protagonista ed al migliore attore caratterista per la commedia Uomo e galantuomo nell’ambito rispettivamente della III ed VIII Rassegna Teatro Dialettale “Silvana Baroni Ricciardi” del Teatro Marrucino di Chieti; la commedia La gatta nera vince il premio per il 3 migliore attore protagonista e per il più giovane attore nell’ambito del II Rassegna di Teatro Dialettale “Premio Città di Pineto”, mentre al III Festival “Premio Maschera d’Oro - Città di Lanciano” riceve il premio per la migliore scenografia, mentre lo spettacolo I due gemelli, che nel luglio 2006 ha inaugurato il Festival dei Teatri d’Arte Mediterranei di Formia (LT), riceve il premio per i migliori costumi nella IV edizione sempre della rassegna lancianese ed il premio per la migliore regia alla II Rassegna di Teatro Dialettale “Monti Gemelli” di Civitella del Tronto. L’ultima produzione teatrale La matassa I due gemelli di Stefano Angelucci Marino rappresenta un vero successo e riconoscimento per l’Associazione: premio al migliore attore protagonista alla IV Rassegna “Premio Città di Pineto”, premi alla migliore regia, migliore scenografia e vincitrice della Rassegna di Civitella del Tronto, nonché vincitrice assoluta della Rassegna “Monti Gemelli” di Civitella del Tronto e Campli; vincitrice della Rassegna di Teatro Dialettale “Premio Drago d’Oro - Città di Atessa”. Dal 2006 l’Associazione avvia la collaborazione con una realtà professionistica teatrale Il sogno di Giuseppe di P. Castellacci e G. Belardinelli quale il Teatro del Sangro, diretto da Stefano Angelucci Marino che porta alla nascita del Teatro Studio di Lanciano, uno spazio teatrale inaugurato il 4 febbraio 2009 a Lanciano dove si fa non solo spettacolo, ma anche attività formativa teatrale mediante i Corsi della Scuola di Teatro, i laboratori, gli stage e tanti altri momenti culturali. Nel 2008 l’Associazione indice la prima edizione del Premio Nazionale “Madonna del Ponte, Regina del Popolo Frentano”, un’iniziativa che si propone di interessare ogni anno una espressione artistica alla storia, tradizione e devozione alla Patrona della Città di Lanciano e della Chiesa Frentana. L’edizione 2008 è stata dedicata al canto, nelle due sezioni per “solisti” 4 e “gruppi corali”, mentre l’edizione 2009 è dedicata alla poesia, con una sezione “adulti” e una sezione “giovani” riservata alle classi delle Scuole elementari, medie inferiori e superiori ubicate nel territorio della Diocesi di Lanciano-Ortona. 22 anni di Presepe Vivente 5 Poesie finaliste della SEZIONE ADULTI 7 CASO GIOVANNI Nato a Roccapiemonte (SA) il 10 novembre 1943, risiede a Siano (SA). Laureato in giurisprudenza presso l’Università di Salerno, ha svolto la professione di Ufficiale dell’Esercito (in congedo da Colonnello) ed è stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. È vincitore di primo premio in numerosi concorsi nazionali. È presente in numerose antologie. Al suo attivo annovera le seguenti raccolte, tutte vincitrici di primo premio con pubblicazione in concorsi per sillogi inedite: Il cuore della terra, premio “Calabria” 1979; Simile dissimile, premio “Apudmontem” 1980; Questo significato di noi, premio “Città di Bolzano” 1983; Viaggio oltre l’anima, premio “Libero De Libero” 2000; Tra silenzi e urli del cuore, premio “Il Golfo” 2001; Ahmed e Shimon poeti, premio “Venilia” 2001; Dove la terra chiama, premio “Penisola Sorrentina” 2007. Ha pubblicato, inoltre, nel 2001, Gli spiriti amanti, per i quaderni di Artepresente, medaglia d’oro all’Aeclanum 2002. È del marzo 2004 la raccolta dal titolo I versi della luna (1° Premio Città di San Fele). Nel settembre 2007 è uscita, per i tipi della Ibiskos di Alessandra Ulivieri, la silloge Se per poco mi ascolti (1° Premio Laurentum; 1° Premio “Natale-Città di Tremestieri Etneo - 1° Premio Tra Secchia e Panaro 1° Premio Don Luigi Di Liegro - 1° Premio “Anna Osti”). È del febbraio 2009 la sua ultima raccolta Per assonanze e dissonanze, Bastogi Editrice in Foggia. È Accademico Benemerito dell’Accademia Universale “Guglielmo Marconi” di Scienze, Lettere ed Arte, nonché di altre prestigiose Accademie culturali. È membro della giuria del Premio Nazionale “Apudmontem” per il libro edito. Dirige Il Labirinto, rivista di cultura enigmistica, rivolta agli esperti del settore. 8 Rosa mistica Polittico Mariano I È pietra di dolore il tuo cammino, o Madre crocefissa, stilla d’alba sul Golgota schiantato. Il piede è l’erba al passo dell’Agnello, il labbro è grido del cuore flagellato. Ah le tue mani che non riesco a prendere, i tuoi occhi venti d’antiche arsure inafferrabili! Il giorno ha l’acqua e il dubbio di Pilato, la sera ha il gallo e il canto disperato. Non più trafitto è il fianco del tuo Figlio, Madre di pena, strada degli afflitti. Nelle tue spade il sangue del perdono. La notte ha scialli di coltelli e stelle sulle tue spalle. O Madre Addolorata, avvinta al legno insanguinato, Madre ferita in ogni carne, in ogni fiato, or ti preghiamo. Accoglici al tuo amore, ombre di niente, noi, sogni straziati. 9 II E mi farò silenzio al tuo fulgore, sussurro d’erba al gioco della luna, quando la notte avrà venti di fuoco e i lirici del cuore inventeranno violini d’infinito. O Madre, avrai rugiade d’universi tra i capelli e dentro gli occhi il mare dell’altrove. Il tempo fermerà il suo passo, come il bianco pellegrino della sera. È come se volgesse alla tua barca l’anima mia in vortici di brezza, spora sospesa nell’immane enigma che avvolge abissi e cosmi e rende parte di Dio. Attenderò il tuo sorriso, sarà il segnale perché allunghi il passo al varco ignoto, o Madre tenerissima, dolcissima Signora dell’Aurora, Rosa di Luce fiammeggiante e pura. 10 III Madre, ecco tuo figlio, lascia che venga con bisacce di vento alla tua casa di gigli e di silenzi. Rosa mistica, rosa nell’alba dell’umano andare, asciuga gli occhi al pellegrino. Siamo fili di niente che la vita intesse ai pleniluni d’una luna esausta che scioglie il pianto del suo lungo viaggio. Porta del cielo, casa del ristoro, casa santa e lucente, attesa dolce d’una stella speranza alla sua sera. Dalla soglia del tempo a noi sorridi come la madre, quando ci porgeva alla prim’alba il giorno del suo pane. Come semi noi siamo alla tua mano, lune d’agosto che trascina il vento al soffrire dei giorni. O Madre afflitta, tra le tue braccia il Cristo crocefisso sanguina ancora. Triste è la terra dell’esilio, e fredda. Ma tu conforta, o Madre del Carmelo, il passo stanco dei dimenticati. 11 IV Dolce il silenzio della notte chiara, luna d’agosto seminata a grano, nel cielo di Lanciano passa l’ala dell’angelo di Dio. Si specchia il mare nel ventaglio d’argento degli ulivi assorti in una specola di luce come in preghiera. Per le balze antiche tralci di rossi grappoli e i dorati tremori tra le pergole fuggenti. I grilli han mille cose da cantare. La Vergine del Ponte ci sorride come una dolce mamma, in una spola di nuvole fiammanti. Ed il suo passo percorre la contrada in un solenne cammino senza tempo, tra le case e il fiume delle stelle. L’ora è pace per le colline bisbiglianti in ombra, intenso il finocchietto sulle labbra odora come spirito selvatico di questa terra santa, che mi colma l’anima inzuccherata d’echi e cieli. 12 V Come pensarti, Madre, in tanto affanno, come vederti eterna nella luce che accende il cielo, come immaginarti nella rosa che sboccia dal sorriso di Dio? Com’era dolce la tua voce quando accoglievi l’alba alla tua soglia, com’era bella la tua fronte altera su cui posava petali fulgenti il sole che saliva alle colline dove l’ulivo bisbigliava aulenti versi d’amore. Chissà se è ancora giorno di perdono. Non siamo che papaveri nel vento, formiche che trascinano fuscelli da un capo all’altro della loro vita. Ma tu accompagna il passo dei dolenti fino all’ultimo fuoco che consuma e ci fa vivi agli occhi dell’eterno. 13 ROBERTA CUCINI Nasce il 24 gennaio 1958 in Toscana, nella cittadina di Colle di Val d’Elsa, in provincia di Siena, dove attualmente vive. Avvocato (civilista e penalista), specializzata in diritto di famiglia e dei minori, iscritta all’Associazione Italiana Mediatori Sistemici (AIMS) come mediatore familiare, da sempre ha amato e coltivato le arti in genere (canto, pittura, scrittura, teatro). Ha partecipato a diversi concorsi di poesia e di pittura e, per puro diletto, scrive anche testi per canzoni. Alcune sue poesie sono state pubblicate nell’Antologia del Premio Letterario Age Bassi-Castiraga Vidardo 2005 edita da Montedit nella Collana “Le schegge d’oro”. 14 Mi vestirò di te Occhi persi nel vuoto Mani affannose che scavano Voci imprigionate da pietre di dolore Voci come la mia Lacrime che bagnano la polvere Corpi violentati da una tempesta di macerie Vite sommerse in un attimo infinito Vite come la mia Rimango appesa al ricordo della tua piccola mano che cercava la pienezza del mio seno con l’una e offriva con l’altra ricovero ad un uccellino, pronto a volare Oggi sei Tu figlio mio che hai spiccato il volo Mi aggrappo con la mia fragile fede a Te o Madonna del Ponte dispensatrice di conforto e di salvezza. Confortami, salvami, lenisci le mie ferite La pienezza del Tuo Amore mi avvolgerà come ombra e sarà riparo della mia anima. Nel giorno e nella notte. Del Tuo sorriso mi vestirò Della Tua forza mi vestirò Sarò fiore che vince la calamità. E non avrò più paura. 15 DE FELICIBUS FLOREDANA È nata e risiede ad Atri (TE), dove svolge la sua professione di insegnante elementare. Ama dipingere e scrivere poesie: due passioni attraverso le quali estrinseca i suoi pensieri in un connubio di pennellate e versi. L’affascina tutto ciò che è arte, intesa come espressione viva e autentica dei sentimenti che scaturiscono dalla sensibilità e dalla sfera più intima dell’artista. Ha partecipato, di recente a concorsi nazionali e internazionali di poesia e narrativa, riscuotendo costanti e lusinghieri riconoscimenti. Alcune sue liriche sono state inserite in volumi antologici, editi da Aletti-Orizzonti Editori, dalla Casa editrice Il Filo, da Montedit, da Albus, da Nicola Calabria Editore, ed altri suoi testi compaiono in antologie e riviste di premi letterari, nelle cui competizioni si è spesso classificata al primo posto (Bussolengo, Adria, Val d’Arno, Teramo, Minturno, Chieti, Pistoia, Cosenza, ecc...) o nella terna di eccellenza. A settembre 2009 uscirà il suo primo libro, una raccolta di liriche dal titolo I confini dell’ombra. 16 Preghiera Madre, il mio grido è inascoltato! E queste perle di dolore arresi sgorgano dagli occhi e si frangono veloci lungo i passi del mio tempo. Le riconosco queste stille di tormento una ad una solcano il mio volto attraversandone i contorni, sono ombre che rincorrono il crepuscolo dei miei giorni! Madre di speranza, a te affido il mio grido inascoltato, alle tue lacrime di sassi e polvere ai tuoi sguardi occultati e per troppo tempo dimenticati. Madre di luce, a te affido il mio ultimo cammino, al perso labirinto dei tuoi passi fermi nello spazio di un solo arco, a te che dal buio ora brilli di un nuovo fulgore, al mio sguardo, che di te or s’indora. Madre mamma donna, il mio cuore fragile è tuo avvolgilo nella regale tenerezza di un abbraccio e trasmuta il mio corpo greve in ali di falena, dammi quella forza pura che non appartiene al mondo. Madre, ti guardo ai miei occhi è ancora ignoto il grido della rosa inascoltata al vento, ed io a te smarrita torno a redimere l’abisso dei miei giorni, a sciogliere la scorza di dolore che ha indurito la mia ombra. Dammi la mano e attraversiamo il ponte accompagnami all’altra sponda dove Lui splende più del sole e lieve diventa ogni mio passo di dolore. 17 MARICLA DI DIO MORGANO Figlia d’arte, fino all’età di tredici anni, segue la famiglia nella compagnia di prosa dei genitori, la cui origine, risale al Settecento. Alla morte del padre la compagnia si scioglie. Vive diversi anni a Roma. Giovanissima, vince i primi concorsi letterari. Dopo un lungo periodo durante il quale si sposa e si occupa prevalentemente della famiglia e del lavoro, riprende a scrivere nel 1997 classificandosi ai primi posti in numerosi e prestigiosi Premi Letterari. Tra i maggiori riconoscimenti ricordiamo nel 2007 il primo premio “Il Camaleonte - Città di Chieri” per il romanzo inedito L’isola, premiato alla Fiera del Libro di Torino ed il primo premio al Concorso Italo-spagnolo “Le nuove Muse” di Aprilia con la lirica Altri cieli. Nel 2008 raccoglie numerosi primi premi ai Concorsi Letterari “Fiur’lini” di Aja (Olanda), “La nuova Spezia”, “Tre Ville di Treviglio” “Cavallari di Pizzoli”, “Città di Marostica”, ed altri ancora. Il 2009 invece la vede vincitrice del Premio “Europa Donna” di Milano e di altri Concorsi come “Terra D’Agavi”, “Iris di Firenze”, “Gli Assi di Torino”, “L’isola dei versi”, “Città di Vico del Gargano”. 18 Davanti alla Madonna del Ponte La pietra nuda parlava d’infinito e parlava il vento tra coni discordi di roccia e l’umiltà d’un tronco vuoto assuefatto al ricordo Parlava d’infinito anche il giorno in cui la stessa vita pareva aver smesso come un abito liso la sua strada d’intralci e bagordi Accadeva ieri Il vuoto dei giorni apriva un cerchio abulico di cose aggrovigliate a niente Pensavo di chiuderlo, quel vuoto e farne cenere di campi e d’aria Tu, Madonna di grazie nella roccia serena attendevi e sapevi già dell’innocenza del tempo ritrovato Così, nella luce di un'alba pasquale s'annunciò il prodigio dissolvendo quel disordine d'affanni Dal cuore estirpai la spina e lasciai il margine di tempo usato male e troppo Ha profumo di vita oggi la mia rosa per te. 19 DI IORIO ROSANNA Nasce a Chieti ed attualmente vive ed opera a Cepagatti (PE). Nel 2002 pubblica il suo primo volume Oltre lo sguardo al quale fanno seguito altre raccolte nel 2005 e 2008. Dal 2003 partecipa a concorsi letterari, conseguendo ottimi riconoscimenti, tra i quali anche una segnalazione al Premio Internazionale “Edizioni Il Filo” di Roma (2003). Tanti i primi premi ricevuti: Premio Histonium di Vasto (CH), Premio Hombres di Pereto (AQ), Premio Elena Sprecacenere di Pescara, Premio Internazionale Città di Vignola (MO). Ad essi si aggiungono altri premi ricevuti in diversi concorsi nazionali ed internazionali, nonché segnalazioni, premi speciali e menzioni d’onore. 20 In questo giorno Eccomi, torno a te, come succede ad ogni anima ingrata. Torno a te nell’ora del dolore, l’ora della debolezza. E ti imploro con affetto: Dammi la tua pienezza immacolata. Giacciono folle ai piedi tuoi. Sarai certo affannata da tanto dolore, da tanto pentimento, tanti figli che tornano alla casa del Signore. Un’ombra cupa grava sulla folla. E ne esclude una parte, l’assottiglia. L’ombra è il dubbio, l’ingenerosità. La paura di credere, il delirio di una vita reclusa senza te. La tua statua di legno bianca e azzurra senza smeraldi, senza vanità, che non è cosa tua ma solo nostra ci illumina e ci annienta di dolcezze: Madre dei muratori, Madre degli assassini. Madre di tutti noi; Madre di Cristo. Di chi prega e di chi non sa pregare. Madre per noi, penultima tappa della preghiera. Per chiedere una grazia, tornare a Primavera. 21 Madre che tutto puoi, fammi sentire nella tua carezza il conforto per quelle notti buie dove mi fa paura anche l’amore. Ridammi la dolcezza della Grazia che promettevi quando in altri tempi una voce a me cara - che ora vive sempre dentro il mio cuore - mi spronava a baciare i tuoi piedi benedetti. Per i miei occhi puri di bambina la tua bellezza allora era assoluta. Alata la Speranza. Certi giorni per me la sofferenza buca anche il sole, il sudore mi copre la bocca e i capelli diventano gelo. Ed impotente non riesco a disperdere la nebbia che offusca il fiore del biancospino. Del sogno, oltre la pallida finestra. Allora cerco di entrare nel tuo silenzio. Nel Mistero che celi oltre quel velo di dolcezza che avvolge il tuo dolore e del quale non ti spogli mai. E ti chiamo. E ti chiamo. E non rispondi. Fammi un cenno per dirmi che son tua. 22 Ecco, lo vedo; è qua: un luminoso e vivido candido arcobaleno si è acceso nel tuo cielo. Adesso so che sei sempre con me. Ed io con te, Regina dei Frentani. Tu mi vorrai, io ti vorrò. Saremo una sola finestra illuminata. 23 ALESSIO VITTORIO DI MECO Nasce a Lanciano nel 1951, dove attualmente vive e lavora. Oltre allo sport, si dedica anche alla poesia, passione che si è concretizza grazie alla pubblicazione di quattro volumi di poesia e prosa editi dalla Casa Editrice Orient Express di Castelfrentano (Ch). I suoi componimenti, nati dalla grave perdita nel marzo 2005 del figlio Marcello di 17 anni, rappresentano le espressioni d’amore-rabbia-costernazione che attraversano l’animo di un genitore nell’impossibilità di recuperare le affettività non esternate per incuria o continui rinvii e la necessità di affidare alla fede la soluzione al riempimento degli spazi lasciati vuoti. 24 Alla Madonna del Ponte Regina, che di gloria ammanti il mondo e tutti inviti al gusto e alla sapienza, irradia le coscienze oltre il tempo col frutto del tuo bene sempre in fiore. Staglia l’effigie che s’inebria al sole, vedetta dell’amore al largo spiazzo, ove traccia d’onor dei figli fieri, posta la pietra a rimembrar le gesta. Infondi in ogni petto la saggezza di rimanere, ogn’ora, all’asta avvinti, com’edera sul muro della vita e per la vita stessa aver riguardo. Nulla reclami in cambio di dolcezza che ci trasporta e lega alla famiglia. Al pari d’un amico che non finge e accanto ti rimane, oltre misura. Vien dalla Fonte l’acqua cristallina, che sete acquieta e fresca è la speranza; di Te, adorata in cielo, v’è certezza e spirito rischiara al Tuo splendore. Tu doni al suol frentano ed ai natìi, la padronanza d’un sentore antico: sollievo e vanto d’essere congiunti, che in altri lidi non vi è sostanza. Presenza fine per il devoto, il giusto e ancor più prodiga con l’indifferente, stendi il tuo manto, d’estasi e rinnovo, per un cammino che non teme sosta. Orgoglio del credente in ogni luogo e nostalgia per l’esule lontano, contieni nel tuo grembo i nostri affanni e l’anima riempirci di candore. Il ponte che ti regge e che sorreggi, è simbolo d’un regno che ha memoria, dimora eterna d’amore e comunanza per quanti han mosso, quì, il primo passo. Ave Maria, raggiante d’ogni Grazia, Amica e Madre, dell’osservante e l’empio, accogli con clemenza i figli tuoi, serbali con Te... per non lasciarli più. 25 GALILEA BENITO Nato in Calabria nel 1944, vive a Roma dal 1984, dopo 16 anni trascorsi a New York. Fondatore negli USA del massimo Premio letterario in lingua italiana assieme ad amici sindacalisti e professori universitari, è stato Membro della Federazione Mondiale della Stampa Italiana all'Estero nonché redattore della "Parola del Popolo" di Chicago, ritenuta una delle più qualificate Riviste politico-culturali italo-americane del secolo scorso anche dalla Fondazione Agnelli. Incluso in decine di antologie e riviste letterarie, studiato in alcune scuole, le sue poesie sono state tradotte in inglese, francese, russo, spagnolo e latino. Dal 1975 ad oggi ha pubblicato ben 12 raccolte di poesie e ricevuto numerosi primi premi letterari, l’ultimo dei quali il 13 settembre 2009 come vincitore della VI edizione del Premio nazionale di poesia in dialetto “Ischitella-Pietro Giannone” 2009 con la raccolta inedita in dialetto calabrese Ju nenti (Quel niente). 26 Di te, Madre sublime Dalle guance alle calde meraviglie della terra, in quei Tuoi occhi senza confini che aspettano per noi il giorno della luce, anime in salita a sogni brevi scopriamo l’isola dove un solo viaggio è permesso ai naufragi del pensiero. Ma non è sul fiore del sambuco che il poeta sopravvive, Beatae Virginis Puritatis Matris Dei et nostrae, bensì sulla cima del sasso in riva al fiume dove la Tua misericordia permette di catturare pesci arditi nel silenzio della sera. E da questo sterminato spazio, esuli e plebei, monaci e carovanieri, attendono i confini della notte per svelare le tue rose immacolate ai corpi agganciati al filo spinato delle guerre, alle donne mutilate dalle tante migrazioni sui battelli. Ma tu, Madre sublime, testimonianza d’ogni nostro torto, offri ancora questi fardelli a Colui che tutto può e nella notte riconta per misericordia i nuovi corpi. Anxanum è cuore di dispersi e di memorie e dai muri curvi di Diocleziano l’allodola risale la collina per offrirTi l’altro di noi, l’incapacità di trasmettere perdono a chi ci insulta, la paura di stare vicini alla smorfia dei lebbrosi di Teresa. Eppure, in tanta solitudine di cielo, sul Ponte fanciulle in vesti bianche aspettano di passare le acque dei ruscelli e in grazia congiungersi agli altri che Ti attendono per portare luce negli occhi dei morenti. Così, quando l’orma Tua celeste renderà invisibile ogni altro sandalo, di Te la sorgente sazierà anche i fiori del deserto, scrosciando nuovi inni di vita nelle terre dei morti. 27 SANGIOVANNI PAOLO Nasce a Napoli il 6 maggio 1939. Ha svolto studi fondamentalmente a carattere tecnico. Dall’inizio degli anni Sessanta partecipa ai concorsi letterari prevalentemente per la poesia. Ha vinto una quantità rilevante di concorsi per la poesia inedita, tra i quali l’affermazione nell’edizione 1969 del Premio Lanciano (fra i giurati Mario Stefanile e Biagio Marin), e nel 2004 il Premio “Lago Gerundo” di Paullo (Mi). Tali affermazioni gli hanno permesso, fra l’altro, la pubblicazione di 22 raccolte di liriche. Ha anche concorso per la poesia dialettale componendo opere in napoletano, vincendo anche in questo campo i più noti premi nazionali. Si diletta anche a scrivere per il teatro e la saggistica. 28 Il ritorno Preghiera di un non credente alla Madonna del Ponte Mamma ci infiocchettava tutti e quattro. Ci dava qualche soldo per le sedie - talvolta anche per l’obolo al questuante e ci mandava in chiesa a scongiurare la Madonnina che ci desse il Bene. La Vergine era sotto una campana di vetro contornata da santini, foto di gente morta o di malati. Raccomandati a Lei per l’altra Pace, Nei primi tempi anch’io mi soffermavo a pregare in silenzio così come ci avevano insegnato dalle suore. La mia però non era una studiata fede da acculturati ma il presagio di un ragazzo che mentre si accresceva perdeva pezzi per la via. Finchè poi tutto non decadde e fu scordato. Fummo in tanti. Sollecitati da richiami oscuri noi dimenticammo di quando con la colla di farina le cappelle alla Vergine sul muro e la carta velina facevamo del balconcino, in gara col compagno di giochi del balcone dirimpetto. Vivere ci confonde,ci disperde. Prigionieri di questo dormiveglia ci arrabattiamo. Spesso non sappiamo cosa bisogna o non bisogna fare. 29 Abbandonammo i nostri cuori dentro una borsa in un angolo di strada. Ma nell’animo vibra ogni passaggio, oggi con nostalgia, di quell’ idillio con la Vergine dalla veste azzurra e bianca e il volto mite e misterioso. Tu che mi ascolti,tu abiti vicino al santuario della Venerata Madonnina del Ponte,Tu la tua Lucente Madonnina ce l’ hai già. Ed andrai spesso come da bambina, immagino a cercarla a casa sua. Tu non avrai barato nel frattempo come è accaduto a me-Tu avrai strappato un duraturo silenzioso accordo con la Madre di tutte le vittorie e regina del Popolo Frentano. Ti immagino il mattino della festa o nelle sere del Mese Mariano arrivare tremante al santuario. Rinfrancarti nel cono d’ombra della tua Madonna e pregare. E poi pregare. E poi pregare.Per tutta la vita. Perché è questo che noi dobbiamo fare. Noi che siamo la polvere del mondo. Ed anch’ io prego.Dopo tanta assenza, tanto silenzio io prego come te. C’è un vuoto nel mio cuore da riempire, un posto più non occupato che mi chiama. E mi ricorda verdi cose. Io che non so pregare perché l’ho dimenticato,prego nel cammino 30 come un analfabeta che non ha gli strumenti per leggere ma grida la sua attesa e la sua disperazione; prego per te tutte le sere per la tua salute minacciata. E piango la mia carta di imbarco ora scaduta che mi fa indegno di chiedere grazie. Anche se non conosco le parole delle preghiere ho il cuore che si affaccia nella purezza dell’infanzia. E torna nel tempio di Maria Della Mercede là,nella piazza di Montecalvario. E ride e piange. E prega come te. 31 SOTTILI MONICA Nasce a Livorno il 18 agosto 1959 e, nel tempo libero, si diletta a scrivere canzoni e poesie. Soddisfa la sua passione per il canto partecipando, da 12 anni, alla Corale San Bartolomeo di Colle di Val d'Elsa, gruppo canoro che nel settembre 2008 è stato ammesso alla finale della prima edizione del Premio Nazionale “Madonna del Ponte, Regina del Popolo Frentano” con il brano A Lei, del quale ha scritto il testo. 32 La Madonna del Ponte Furon coperte le tue vesti, celati il volto e lo sguardo. Un ponte ti nascose alla cieca furia, all'animo codardo. Mille e mille i giorni, mille e mille i venti che nel fango trascinarono gli uomini e i loro tormenti. Un tempo senza sole. Un tempo senza il tuo cuore che illumina la vita e con forza frantuma il dolore. Buia della tua assenza la terra esplode lacerata. Un boato e un fremito. Fragore. Abisso e rovine di una natura disperata. Il cielo è quasi polvere, son dilaniati i suoli. Tra le rocce emerge un chiarore. Per tutti gli uomini che sono soli. Un volto sacro e soave si alza nel suo splendore. Tu Madre perduta e sempre amata, di questo popolo sei di nuovo calore. 33 Poesie Finaliste della SEZIONE GIOVANI Scuole elementari 35 Alla Stella Misericordiosa Cara Madonna del Ponte, con il tuo volto risplendi in cielo, sul capo porti un candido velo. Per proteggerti ti abbiamo nascosta gioiosa Sotto un vicolo frondoso della Pietrosa. Oh Madonnina sempre adorata dopo anni ritrovata, gli iconoclasti ti hanno odiata, ma da noi sei stata sempre amata. Oh Madre Nostra con il tuo cuore ricco di bontà, a noi lancianesi hai reso tanta felicità. Tu sei la nostra dolce salvezza Ci hai protetto con una miracolosa carezza. Madre celeste che ci guardi da lassù, vorremmo stare sempre con te in quel cielo blu. SCUOLA ELEMENTARE OLMO DI RICCIO - LANCIANO CLASSE V SEZ. A - Insegnante: FESTA Michele 37 Dolce Madonna del Ponte Oh dolce Madonna del Ponte, Regina della nostra città, vorremmo chiederti dei piaceri con umiltà: proteggi i nonni e tutti gli anziani, che con il loro esempio ci insegnano il domani. Agli operai regala i tuoi sorrisi perché passino in fretta questi giorni di crisi. Aiuta chi poco o nulla più ha: né famiglia, né una casa, né serenità. Sii vicina agli artigiani, che ti hanno costruita con le loro mani. Oh patrona di Lanciano ti promettiamo la lode e l’amore del popolo frentano. SCUOLA PRIMARIA “PRINCIPE DI PIEMONTE” - LANCIANO CLASSE IV SEZ. B - Insegnante: DI MARCO Domenica 38 La Madonna del Ponte Mia cara Madonnina della pace sei regina, nei Tuoi occhi brilla l’amore come in quelli di Gesù Nostro Signore. Tutti quanti Ti adoriamo, tanto bene Ti vogliamo, con la Tua delicatezza e la Tua bellezza ci inviti alla gentilezza. La Tua immagine di bontà dà a noi forza e volontà. Il Tuo viso ci emoziona e a tutti perdona. Tu aiuti i bisognosi avendo misericordia dei loro volti pietosi. A Te rivolgiamo una preghiera ogni mattina e sera. Tu sei la mamma di tutto il mondo che sembra un grande girotondo. Tu che abiti sopra un ponticello, Tu che sei così bella, Tu che sei Maria Mediatrice di tutte le grazie donaci la speranza e guidaci nell’alleanza. Il sedici settembre Ti festeggiamo e la Tua statua baciamo per ringraziarTi del Tuo amore e del Tuo calore. Cara Madonnina, nostra santa patrona, noi Ti veneriamo e Ti ringraziamo. Madonna del Ponte con il Tuo cuore d’oro proteggi le Tue genti e dona loro cuori contenti. SCUOLA PRIMARIA “PRINCIPE DI PIEMONTE” - LANCIANO CLASSE IV SEZ. A - Insegnante: DI MARCO Domenica 39 Preghiera di un bambino O Madonnina mia, Signora del Ponte, Regina del popolo frentano, orgoglio della mia città, veglia su di me, bambino. Fa’ che io sia puro, come Te, tenero come il tuo frutto, Gesù, generoso come il tuo abbraccio, sincero come il tuo sguardo, sereno come il tuo sorriso. Avvolgimi con il tuo celestiale mantello: fa’ che io sia sempre sotto la Tua infinita protezione ed abbia da Te tanta benedizione. SCUOLA ELEMENTARE “EROI OTTOBRINI” - LANCIANO CLASSE IV SEZ. B - Insegnante: D’ONOFRIO M. Cecilia 40 Regina dei frentani Scegliesti nel passato La Tua dimora, il Ponte, ed ora svetti, maestosa, sul Tuo adorato Tempio come una bianca colomba dalle ali tese e aperte, annunciatrice di pace. Illumini la notte della città con la tua aureola luminosa e vigili da pericoli e miserie come un attento guardiano. Fieri, i Tuoi figli Ti onorano con immensa commozione. Fieri, Ti celebrano con riti e ridenti festeggiamenti, perché materna è la Tua bontà, infinita è la Tua gratitudine. SCUOLA ELEMENTARE “EROI OTTOBRINI” - LANCIANO CLASSE IV SEZ. A - Insegnante: D’ONOFRIO M. Cecilia 41 Poesie Finaliste della SEZIONE GIOVANI Scuole medie 43 I COLORI DI MARIA BIANCO come l’acqua pura AZZURRO come il mare profondo GIALLO come la candida luce del sole ROSSO come l’energia dell’amore VERDE come la speranza per il mondo ROSA come il profumo dei fiori VIOLA come il volo di una farfalla Maria è il gioiello splendente Nella sconfinata bellezza dell’universo. SCUOLA MEDIA “G. MAZZINI” - LANCIANO CLASSE I SEZ. B - Insegnanti: Luciana Di Lorenzo - Beatrice Salvatore 44 LU CORE DI LA MADONNE La Madonne de lu Ponte è belle come nu fiore; da la veste celeste come lu ciele! A cumparì e scumparì sopr’a lu ponte nu’ lancianesi li chiameme Madonne de lu Ponte! Gran Madre e Reggine, come na mamme in attese di li proprie fije che seme tutte nu! Nu ogne anne ti uffreme in processione li carre piene di dune, segne d’amore, pè salutà la mamme de Lanciane! A settembre a la festa te ti pregheme nghè tutte lu core picchè ci prutigge e ci assiste! Madonna me, sii sempre ne lu core me! SCUOLA MEDIA “G. MAZZINI” - LANCIANO CLASSE I SEZ. F - Insegnanti: Lucilla Nativio e Luciana Di Lorenzo 45 MADONNA DEL PONTE, TU SEI… MADRE Ti chiediamo... un futuro deciso, sicuro, in questa terra frentana un pensiero libero e puro. Un sostegno su cui contare, poter un domani ancora sperare. Vivere ed essere amati, lavorare ma non essere sfruttati. Una famiglia unita e felice, una casa dove la parola “odio” non si dice. Avere affetto, tranquillità e rispetto. Con la comunicazione la nostra libertà di espressione. Ti abbiamo affidato i nostri desideri, e tu li hai finalmente resi veri. In ogni occasione ci hai sempre compreso, come una madre con il figlio indifeso. La nostra anima ti abbiamo donato, e tu ci hai lautamente ricompensato. Grazie Maria, dal profondo del cuore per il tuo prezioso amore. SCUOLA MEDIA “G. MAZZINI” - LANCIANO CLASSE III SEZ. G - Insegnanti: Luciana Di Lorenzo - Maria Sciarra 46 PROTETTRICE DEI FRENTANI Terra modellata da mani delicate, laboriose e sapienti, simulacro posto in semplice nicchia, proteggi i Frentani da tutti i mali, o Regina Ausiliatrice, dai lineamenti delicati, quali petali di rosa. Tenera Madre, accarezzi il tuo popolo, come fosse Tuo Figlio. Pura e splendida, doni sicurezza al popolo frentano afflitto da problemi che quotidianamente affronta. ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE - CASTEL FRENTANO CLASSE II SEZ: A - Insegnante: Rita Salvitti 47 TROVERAI QUEL CHE È CERTO Se tu bussi... Lei ti aprirà! Maria è Madre generosa e comprensiva: non fermarti, insisti, Lei ti accoglierà. Se tu chiami... Lei ti risponderà! Madonna del Ponte, Lei ti risponderà: non fermarti, chiama, Lei ti capirà. Se tu cerchi... Lei di certo ci sarà! La protettrice di Lanciano ti guiderà: non fermarti, cerca, Lei ti troverà. SCUOLA MEDIA “G. MAZZINI” - LANCIANO CLASSE I SEZ. G - Insegnanti: Maria Sciarra - Luciana Di Lorenzo 48