Quando decidemmo di organizzare un Premio
Nazionale dedicato alla Madonna del Ponte,
Regina del Popolo Frentano, volendo coinvolgere i vari artisti a riflettere e creare opere ad
Ella dedicate, non avremmo mai potuto immaginare che l’iniziativa
riscuotesse così ampi consensi.
Dopo la prima edizione del 2008 dedicata al canto ed aperta sia ai
solisti che ai gruppi corali che hanno proposto composizioni inedite
ed originali dedicate alla Patrona della Città di Lanciano, quest’anno è stata la volta della poesia.
Nella sezione “Adulti” tanti i poeti o aspiranti tali partecipanti, da
ogni angolo d’Italia, con le proprie liriche dedicate alla Vergine la
cui lettura offre momenti di riflessione e anche di commozione.
Toccanti anche le poesie della sezione “Giovani” composte dalle
classi delle scuole elementari e medie della diocesi di Lanciano-Ortona, dove la fantasia dei più piccoli si incarna in una fede schietta
e sincera. Pertanto, il compito della Giuria Esaminatrice, che ringraziamo per il lavoro svolto, è stato veramente difficile nel dover
selezionare, a norma del Regolamento, le poesie finaliste per le due
sezioni in concorso che riportiamo nel presente opuscolo. Leggerle
con attenzione e, soprattutto, con il cuore, giova alla mente ed allo
spirito, aiutandoci a conoscere, riflettere e meditare sulla Vergine
Madre, Regina del Popolo Frentano. Per noi organizzatori, possiamo dire che la manifestazione si conclude qui. Non ci importa
più di tanto sapere quale sia la poesia vincitrice; ci interessa di più
il fatto di aver vinto noi una scommessa: quella di promuovere la
storia, la tradizione e la devozione alla Madre di Dio, venerata con
il titolo di “Madonna del Ponte, Regina del Popolo Frentano”, attraverso il coinvolgimento delle varie espressioni artistiche, partendo dal canto per poi approdare quest’anno alla poesia e, a Dio
piacendo, continuando con la pittura, la scultura, la danza, la narrativa, ecc. Un grazie particolare va rivolto ai tanti sponsor che
hanno reso possibile questa manifestazione: il loro contributo è
stato veramente prezioso ed indispensabile, considerato che possiamo contare solo sulle nostre umili forze.
L’augurio è che questo Premio possa crescere sempre più, incarnandosi nel panorama culturale della nostra Città, magari grazie
anche al contributo degli Enti pubblici che, finora, pur se coinvolti
e sollecitati, sono stati a guardare.
IL CONSIGLIO DIRETTIVO
2
Chi siamo
L’Associazione Culturale “Il
Ponte” nasce a Lanciano (CH)
nel maggio 1982, dedicandosi
prevalentemente all’attività
teatrale che porta avanti
spaziando nella messa in scena
di opere in vernacolo
abruzzese, testi sacri e
Uomo e Galantuomo di Edoardo De Filippo
commedie musicali.
Tra le produzioni di teatro dialettale ricordiamo: Queste è lu tempe de
mo’ di Leonello Marino (1983), Ammèn, commedia dialettale musicale
di Dino Potenza (1997), Lu medeche de le pazze di Eduardo Scarpetta
(1998), Uomo e galantuomo di Eduardo De Filippo (2002), La gatta
nere di Carmine Marino (2005), I due gemelli di Stefano Angelucci
Marino (2006), La matassa di
Carmine Marino (2008).
Particolare attenzione viene
dedicata anche al teatro sacro
con la produzione di spettacoli
come Scusi, lei ci crede ai
miracoli? commedia musicale
di
Renato
Biagioli
e
Alessandro Aliscioni (1991), La Gattanera di Carmine Marino
Processo a Gesù di Diego
Fabbri (1994), Il sogno di Giuseppe musical di Pietro Castellacci e
Giampaolo Belardinelli (2000), Maria di Nazareth di Antonio Sapienza
su musiche originali di Aurelio Marino (2007), L’Atteso di Daniele
Ricci.
In quest’ambito è da ricordare anche la Sacra Rappresentazione del
Presepe Vivente, organizzata a partire dal 1987 nel quartiere storico di
Lancianovecchia, manifestazione che ancora oggi, nella solennità
dell’Epifania, rappresenta uno degli appuntamenti più apprezzati e
partecipati in città.
Tanti sono anche i riconoscimenti in ambito teatrale assegnati
all’Associazione Culturale “Il Ponte”: premio per la migliore regia e
migliore impianto scenotecnico alla commedia Ammèn, premio al
migliore attore protagonista ed al migliore attore caratterista per la
commedia Uomo e galantuomo nell’ambito rispettivamente della III ed
VIII Rassegna Teatro Dialettale “Silvana Baroni Ricciardi” del Teatro
Marrucino di Chieti; la commedia La gatta nera vince il premio per il
3
migliore attore protagonista e per il più
giovane attore nell’ambito del II
Rassegna di Teatro Dialettale “Premio
Città di Pineto”, mentre al III Festival
“Premio Maschera d’Oro - Città di
Lanciano” riceve il premio per la
migliore scenografia, mentre lo
spettacolo I due gemelli, che nel luglio
2006 ha inaugurato il Festival dei Teatri
d’Arte Mediterranei di Formia (LT),
riceve il premio per i migliori costumi
nella IV edizione sempre della rassegna
lancianese ed il premio per la migliore
regia alla II Rassegna di Teatro Dialettale
“Monti Gemelli” di Civitella del Tronto.
L’ultima produzione teatrale La matassa
I due gemelli di Stefano Angelucci Marino
rappresenta un vero successo e
riconoscimento per l’Associazione:
premio al migliore attore protagonista alla IV Rassegna “Premio Città
di Pineto”, premi alla migliore regia, migliore scenografia e vincitrice
della Rassegna di Civitella del Tronto, nonché vincitrice assoluta della
Rassegna “Monti Gemelli” di
Civitella del Tronto e Campli;
vincitrice della Rassegna di
Teatro Dialettale “Premio
Drago d’Oro - Città di
Atessa”.
Dal 2006 l’Associazione avvia
la collaborazione con una
realtà professionistica teatrale
Il sogno di Giuseppe di P. Castellacci e G. Belardinelli
quale il Teatro del Sangro,
diretto da Stefano Angelucci
Marino che porta alla nascita del Teatro Studio di Lanciano, uno spazio
teatrale inaugurato il 4 febbraio 2009 a Lanciano dove si fa non solo
spettacolo, ma anche attività formativa teatrale mediante i Corsi della
Scuola di Teatro, i laboratori, gli stage e tanti altri momenti culturali.
Nel 2008 l’Associazione indice la prima edizione del Premio Nazionale
“Madonna del Ponte, Regina del Popolo Frentano”, un’iniziativa che
si propone di interessare ogni anno una espressione artistica alla storia,
tradizione e devozione alla Patrona della Città di Lanciano e della
Chiesa Frentana.
L’edizione 2008 è stata dedicata al canto, nelle due sezioni per “solisti”
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e “gruppi corali”, mentre l’edizione 2009 è dedicata alla poesia, con
una sezione “adulti” e una sezione “giovani” riservata alle classi delle
Scuole elementari, medie inferiori e superiori ubicate nel territorio della
Diocesi di Lanciano-Ortona.
22 anni di Presepe Vivente
5
Poesie finaliste
della
SEZIONE ADULTI
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CASO GIOVANNI
Nato a Roccapiemonte (SA) il 10 novembre
1943, risiede a Siano (SA).
Laureato in giurisprudenza presso l’Università
di Salerno, ha svolto la professione di Ufficiale
dell’Esercito (in congedo da Colonnello) ed è
stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere
dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
È vincitore di primo premio in numerosi
concorsi nazionali.
È presente in numerose antologie.
Al suo attivo annovera le seguenti raccolte, tutte
vincitrici di primo premio con pubblicazione in concorsi per sillogi
inedite: Il cuore della terra, premio “Calabria” 1979; Simile dissimile,
premio “Apudmontem” 1980; Questo significato di noi, premio “Città
di Bolzano” 1983; Viaggio oltre l’anima, premio “Libero De Libero”
2000; Tra silenzi e urli del cuore, premio “Il Golfo” 2001; Ahmed e
Shimon poeti, premio “Venilia” 2001; Dove la terra chiama, premio
“Penisola Sorrentina” 2007.
Ha pubblicato, inoltre, nel 2001, Gli spiriti amanti, per i quaderni di
Artepresente, medaglia d’oro all’Aeclanum 2002. È del marzo 2004 la
raccolta dal titolo I versi della luna (1° Premio Città di San Fele). Nel
settembre 2007 è uscita, per i tipi della Ibiskos di Alessandra Ulivieri,
la silloge Se per poco mi ascolti (1° Premio Laurentum; 1° Premio
“Natale-Città di Tremestieri Etneo - 1° Premio Tra Secchia e Panaro 1° Premio Don Luigi Di Liegro - 1° Premio “Anna Osti”).
È del febbraio 2009 la sua ultima raccolta Per assonanze e dissonanze,
Bastogi Editrice in Foggia.
È Accademico Benemerito dell’Accademia Universale “Guglielmo
Marconi” di Scienze, Lettere ed Arte, nonché di altre prestigiose
Accademie culturali.
È membro della giuria del Premio Nazionale “Apudmontem” per il
libro edito.
Dirige Il Labirinto, rivista di cultura enigmistica, rivolta agli esperti del
settore.
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Rosa mistica
Polittico Mariano
I
È pietra di dolore il tuo cammino,
o Madre crocefissa, stilla d’alba
sul Golgota schiantato. Il piede è l’erba
al passo dell’Agnello, il labbro è grido
del cuore flagellato.
Ah le tue mani
che non riesco a prendere, i tuoi occhi
venti d’antiche arsure inafferrabili!
Il giorno ha l’acqua e il dubbio di Pilato,
la sera ha il gallo e il canto disperato.
Non più trafitto è il fianco del tuo Figlio,
Madre di pena, strada degli afflitti.
Nelle tue spade il sangue del perdono.
La notte ha scialli di coltelli e stelle
sulle tue spalle.
O Madre Addolorata,
avvinta al legno insanguinato, Madre
ferita in ogni carne, in ogni fiato,
or ti preghiamo. Accoglici al tuo amore,
ombre di niente, noi, sogni straziati.
9
II
E mi farò silenzio al tuo fulgore,
sussurro d’erba al gioco della luna,
quando la notte avrà venti di fuoco
e i lirici del cuore inventeranno
violini d’infinito.
O Madre, avrai
rugiade d’universi tra i capelli
e dentro gli occhi il mare dell’altrove.
Il tempo fermerà il suo passo, come
il bianco pellegrino della sera.
È come se volgesse alla tua barca
l’anima mia in vortici di brezza,
spora sospesa nell’immane enigma
che avvolge abissi e cosmi e rende parte
di Dio.
Attenderò il tuo sorriso,
sarà il segnale perché allunghi il passo
al varco ignoto, o Madre tenerissima,
dolcissima Signora dell’Aurora,
Rosa di Luce fiammeggiante e pura.
10
III
Madre, ecco tuo figlio, lascia che venga
con bisacce di vento alla tua casa
di gigli e di silenzi. Rosa mistica,
rosa nell’alba dell’umano andare,
asciuga gli occhi al pellegrino. Siamo
fili di niente che la vita intesse
ai pleniluni d’una luna esausta
che scioglie il pianto del suo lungo viaggio.
Porta del cielo, casa del ristoro,
casa santa e lucente, attesa dolce
d’una stella speranza alla sua sera.
Dalla soglia del tempo a noi sorridi
come la madre, quando ci porgeva
alla prim’alba il giorno del suo pane.
Come semi noi siamo alla tua mano,
lune d’agosto che trascina il vento
al soffrire dei giorni. O Madre afflitta,
tra le tue braccia il Cristo crocefisso
sanguina ancora.
Triste è la terra dell’esilio, e fredda.
Ma tu conforta, o Madre del Carmelo,
il passo stanco dei dimenticati.
11
IV
Dolce il silenzio della notte chiara,
luna d’agosto seminata a grano,
nel cielo di Lanciano passa l’ala
dell’angelo di Dio.
Si specchia il mare
nel ventaglio d’argento degli ulivi
assorti in una specola di luce
come in preghiera. Per le balze antiche
tralci di rossi grappoli e i dorati
tremori tra le pergole fuggenti.
I grilli han mille cose da cantare.
La Vergine del Ponte ci sorride
come una dolce mamma, in una spola
di nuvole fiammanti. Ed il suo passo
percorre la contrada in un solenne
cammino senza tempo, tra le case
e il fiume delle stelle.
L’ora è pace
per le colline bisbiglianti in ombra,
intenso il finocchietto sulle labbra
odora come spirito selvatico
di questa terra santa, che mi colma
l’anima inzuccherata d’echi e cieli.
12
V
Come pensarti, Madre, in tanto affanno,
come vederti eterna nella luce
che accende il cielo, come immaginarti
nella rosa che sboccia dal sorriso
di Dio?
Com’era dolce la tua voce
quando accoglievi l’alba alla tua soglia,
com’era bella la tua fronte altera
su cui posava petali fulgenti
il sole che saliva alle colline
dove l’ulivo bisbigliava aulenti
versi d’amore.
Chissà se è ancora giorno di perdono.
Non siamo che papaveri nel vento,
formiche che trascinano fuscelli
da un capo all’altro della loro vita.
Ma tu accompagna il passo dei dolenti
fino all’ultimo fuoco che consuma
e ci fa vivi agli occhi dell’eterno.
13
ROBERTA CUCINI
Nasce il 24 gennaio 1958 in Toscana, nella
cittadina di Colle di Val d’Elsa, in provincia di
Siena, dove attualmente vive.
Avvocato (civilista e penalista), specializzata in
diritto di famiglia e dei minori, iscritta
all’Associazione Italiana Mediatori Sistemici
(AIMS) come mediatore familiare, da sempre ha
amato e coltivato le arti in genere (canto, pittura,
scrittura, teatro). Ha partecipato a diversi
concorsi di poesia e di pittura e, per puro diletto, scrive anche testi per
canzoni.
Alcune sue poesie sono state pubblicate nell’Antologia del Premio
Letterario Age Bassi-Castiraga Vidardo 2005 edita da Montedit nella
Collana “Le schegge d’oro”.
14
Mi vestirò di te
Occhi persi nel vuoto
Mani affannose che scavano
Voci imprigionate da pietre di dolore
Voci come la mia
Lacrime che bagnano la polvere
Corpi violentati da una tempesta di macerie
Vite sommerse in un attimo infinito
Vite come la mia
Rimango appesa al ricordo della tua piccola mano
che cercava la pienezza del mio seno con l’una
e offriva con l’altra ricovero ad un uccellino, pronto a volare
Oggi sei Tu figlio mio che hai spiccato il volo
Mi aggrappo con la mia fragile fede a Te
o Madonna del Ponte
dispensatrice di conforto e di salvezza.
Confortami, salvami, lenisci le mie ferite
La pienezza del Tuo Amore
mi avvolgerà come ombra
e sarà riparo della mia anima.
Nel giorno e nella notte.
Del Tuo sorriso mi vestirò
Della Tua forza mi vestirò
Sarò fiore che vince la calamità.
E non avrò più paura.
15
DE FELICIBUS FLOREDANA
È nata e risiede ad Atri (TE), dove svolge la sua
professione di insegnante elementare. Ama
dipingere e scrivere poesie: due passioni
attraverso le quali estrinseca i suoi pensieri in un
connubio di pennellate e versi.
L’affascina tutto ciò che è arte, intesa come
espressione viva e autentica dei sentimenti che
scaturiscono dalla sensibilità e dalla sfera più
intima dell’artista.
Ha partecipato, di recente a concorsi nazionali e
internazionali di poesia e narrativa, riscuotendo
costanti e lusinghieri riconoscimenti.
Alcune sue liriche sono state inserite in volumi antologici, editi da
Aletti-Orizzonti Editori, dalla Casa editrice Il Filo, da Montedit, da
Albus, da Nicola Calabria Editore, ed altri suoi testi compaiono in
antologie e riviste di premi letterari, nelle cui competizioni si è spesso
classificata al primo posto (Bussolengo, Adria, Val d’Arno, Teramo,
Minturno, Chieti, Pistoia, Cosenza, ecc...) o nella terna di eccellenza.
A settembre 2009 uscirà il suo primo libro, una raccolta di liriche dal
titolo I confini dell’ombra.
16
Preghiera
Madre,
il mio grido è inascoltato!
E queste perle di dolore
arresi sgorgano dagli occhi
e si frangono veloci
lungo i passi del mio tempo.
Le riconosco queste stille di tormento
una ad una solcano il mio volto
attraversandone i contorni,
sono ombre che rincorrono
il crepuscolo dei miei giorni!
Madre di speranza,
a te affido il mio grido inascoltato,
alle tue lacrime di sassi e polvere
ai tuoi sguardi occultati
e per troppo tempo dimenticati.
Madre di luce,
a te affido il mio ultimo cammino,
al perso labirinto dei tuoi passi
fermi nello spazio di un solo arco,
a te che dal buio ora brilli
di un nuovo fulgore,
al mio sguardo, che di te or s’indora.
Madre mamma donna,
il mio cuore fragile è tuo
avvolgilo nella regale tenerezza
di un abbraccio
e trasmuta il mio corpo greve in ali di falena,
dammi quella forza pura
che non appartiene al mondo.
Madre, ti guardo
ai miei occhi è ancora ignoto
il grido della rosa
inascoltata al vento,
ed io a te smarrita torno
a redimere l’abisso dei miei giorni,
a sciogliere la scorza di dolore
che ha indurito la mia ombra.
Dammi la mano e attraversiamo il ponte
accompagnami all’altra sponda
dove Lui splende più del sole
e lieve diventa ogni mio passo di dolore.
17
MARICLA DI DIO MORGANO
Figlia d’arte, fino all’età di tredici anni,
segue la famiglia nella compagnia di prosa
dei genitori, la cui origine, risale al
Settecento.
Alla morte del padre la compagnia si
scioglie.
Vive diversi anni a Roma.
Giovanissima, vince i primi concorsi
letterari. Dopo un lungo periodo durante il
quale si sposa e si occupa prevalentemente della famiglia e del
lavoro, riprende a scrivere nel 1997 classificandosi ai primi posti
in numerosi e prestigiosi Premi Letterari.
Tra i maggiori riconoscimenti ricordiamo nel 2007 il primo
premio “Il Camaleonte - Città di Chieri” per il romanzo inedito
L’isola, premiato alla Fiera del Libro di Torino ed il primo premio
al Concorso Italo-spagnolo “Le nuove Muse” di Aprilia con la
lirica Altri cieli.
Nel 2008 raccoglie numerosi primi premi ai Concorsi Letterari
“Fiur’lini” di Aja (Olanda), “La nuova Spezia”, “Tre Ville di
Treviglio” “Cavallari di Pizzoli”, “Città di Marostica”, ed altri
ancora.
Il 2009 invece la vede vincitrice del Premio “Europa Donna” di
Milano e di altri Concorsi come “Terra D’Agavi”, “Iris di
Firenze”, “Gli Assi di Torino”, “L’isola dei versi”, “Città di Vico
del Gargano”.
18
Davanti alla Madonna del Ponte
La pietra nuda parlava d’infinito
e parlava il vento
tra coni discordi di roccia
e l’umiltà d’un tronco vuoto
assuefatto al ricordo
Parlava d’infinito
anche il giorno in cui la stessa vita
pareva aver smesso come un abito liso
la sua strada d’intralci
e bagordi
Accadeva ieri
Il vuoto dei giorni apriva
un cerchio abulico di cose
aggrovigliate a niente
Pensavo di chiuderlo, quel vuoto
e farne cenere di campi e d’aria
Tu, Madonna di grazie
nella roccia serena attendevi
e sapevi già dell’innocenza del tempo
ritrovato
Così, nella luce di un'alba pasquale
s'annunciò il prodigio
dissolvendo quel disordine d'affanni
Dal cuore estirpai la spina
e lasciai il margine
di tempo usato male e troppo
Ha profumo di vita
oggi
la mia rosa per te.
19
DI IORIO ROSANNA
Nasce a Chieti ed attualmente vive ed opera
a Cepagatti (PE).
Nel 2002 pubblica il suo primo volume
Oltre lo sguardo al quale fanno seguito altre
raccolte nel 2005 e 2008.
Dal 2003 partecipa a concorsi letterari,
conseguendo ottimi riconoscimenti, tra i
quali anche una segnalazione al Premio
Internazionale “Edizioni Il Filo” di Roma
(2003).
Tanti i primi premi ricevuti: Premio
Histonium di Vasto (CH), Premio Hombres
di Pereto (AQ), Premio Elena Sprecacenere
di Pescara, Premio Internazionale Città di Vignola (MO).
Ad essi si aggiungono altri premi ricevuti in diversi concorsi
nazionali ed internazionali, nonché segnalazioni, premi speciali
e menzioni d’onore.
20
In questo giorno
Eccomi, torno a te, come succede
ad ogni anima ingrata. Torno a te
nell’ora del dolore, l’ora della
debolezza. E ti imploro con affetto:
Dammi la tua pienezza immacolata.
Giacciono folle ai piedi tuoi. Sarai
certo affannata da tanto dolore,
da tanto pentimento, tanti figli
che tornano alla casa del Signore.
Un’ombra cupa grava sulla folla.
E ne esclude una parte, l’assottiglia.
L’ombra è il dubbio, l’ingenerosità.
La paura di credere, il delirio
di una vita reclusa senza te.
La tua statua di legno bianca e azzurra
senza smeraldi, senza vanità,
che non è cosa tua ma solo nostra
ci illumina e ci annienta di dolcezze:
Madre dei muratori,
Madre degli assassini.
Madre di tutti noi; Madre di Cristo.
Di chi prega e di chi non sa pregare.
Madre per noi, penultima
tappa della preghiera.
Per chiedere una grazia,
tornare a Primavera.
21
Madre che tutto puoi,
fammi sentire nella tua carezza
il conforto per quelle notti buie
dove mi fa paura anche l’amore.
Ridammi la dolcezza della Grazia
che promettevi quando in altri tempi
una voce a me cara - che ora vive
sempre dentro il mio cuore - mi spronava
a baciare i tuoi piedi benedetti.
Per i miei occhi puri di bambina
la tua bellezza allora era assoluta.
Alata la Speranza.
Certi giorni per me la sofferenza
buca anche il sole,
il sudore mi copre la bocca
e i capelli diventano gelo. Ed impotente
non riesco a disperdere la nebbia
che offusca il fiore del biancospino.
Del sogno, oltre la pallida finestra.
Allora cerco di entrare nel tuo silenzio.
Nel Mistero che celi oltre quel velo
di dolcezza che avvolge il tuo dolore
e del quale non ti spogli mai.
E ti chiamo. E ti chiamo. E non rispondi.
Fammi un cenno per dirmi che son tua.
22
Ecco, lo vedo; è qua: un luminoso e vivido
candido arcobaleno si è acceso nel tuo cielo.
Adesso so che sei sempre con me.
Ed io con te, Regina dei Frentani.
Tu mi vorrai, io ti vorrò. Saremo
una sola finestra illuminata.
23
ALESSIO VITTORIO DI MECO
Nasce a Lanciano nel 1951, dove
attualmente vive e lavora.
Oltre allo sport, si dedica anche alla poesia,
passione che si è concretizza grazie alla
pubblicazione di quattro volumi di poesia
e prosa editi dalla Casa Editrice Orient
Express di Castelfrentano (Ch).
I suoi componimenti, nati dalla grave
perdita nel marzo 2005 del figlio Marcello
di 17 anni, rappresentano le espressioni
d’amore-rabbia-costernazione
che
attraversano l’animo di un genitore
nell’impossibilità di recuperare le
affettività non esternate per incuria o continui rinvii e la necessità
di affidare alla fede la soluzione al riempimento degli spazi
lasciati vuoti.
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Alla Madonna del Ponte
Regina, che di gloria ammanti il mondo
e tutti inviti al gusto e alla sapienza,
irradia le coscienze oltre il tempo
col frutto del tuo bene sempre in fiore.
Staglia l’effigie che s’inebria al sole,
vedetta dell’amore al largo spiazzo,
ove traccia d’onor dei figli fieri,
posta la pietra a rimembrar le gesta.
Infondi in ogni petto la saggezza
di rimanere, ogn’ora, all’asta avvinti,
com’edera sul muro della vita
e per la vita stessa aver riguardo.
Nulla reclami in cambio di dolcezza
che ci trasporta e lega alla famiglia.
Al pari d’un amico che non finge
e accanto ti rimane, oltre misura.
Vien dalla Fonte l’acqua cristallina,
che sete acquieta e fresca è la speranza;
di Te, adorata in cielo, v’è certezza
e spirito rischiara al Tuo splendore.
Tu doni al suol frentano ed ai natìi,
la padronanza d’un sentore antico:
sollievo e vanto d’essere congiunti,
che in altri lidi non vi è sostanza.
Presenza fine per il devoto, il giusto
e ancor più prodiga con l’indifferente,
stendi il tuo manto, d’estasi e rinnovo,
per un cammino che non teme sosta.
Orgoglio del credente in ogni luogo
e nostalgia per l’esule lontano,
contieni nel tuo grembo i nostri affanni
e l’anima riempirci di candore.
Il ponte che ti regge e che sorreggi,
è simbolo d’un regno che ha memoria,
dimora eterna d’amore e comunanza
per quanti han mosso, quì, il primo passo.
Ave Maria, raggiante d’ogni Grazia,
Amica e Madre, dell’osservante e l’empio,
accogli con clemenza i figli tuoi,
serbali con Te... per non lasciarli più.
25
GALILEA BENITO
Nato in Calabria nel 1944, vive a Roma
dal 1984, dopo 16 anni trascorsi a New
York.
Fondatore negli USA del massimo
Premio letterario in lingua italiana
assieme ad amici sindacalisti e
professori universitari, è stato
Membro della Federazione Mondiale
della Stampa Italiana all'Estero nonché
redattore della "Parola del Popolo" di
Chicago, ritenuta una delle più
qualificate Riviste politico-culturali
italo-americane del secolo scorso
anche dalla Fondazione Agnelli.
Incluso in decine di antologie e riviste
letterarie, studiato in alcune scuole, le
sue poesie sono state tradotte in inglese, francese, russo,
spagnolo e latino.
Dal 1975 ad oggi ha pubblicato ben 12 raccolte di poesie e
ricevuto numerosi primi premi letterari, l’ultimo dei quali il 13
settembre 2009 come vincitore della VI edizione del Premio
nazionale di poesia in dialetto “Ischitella-Pietro Giannone” 2009
con la raccolta inedita in dialetto calabrese Ju nenti (Quel niente).
26
Di te, Madre sublime
Dalle guance alle calde meraviglie della terra,
in quei Tuoi occhi senza confini che aspettano
per noi il giorno della luce, anime in salita
a sogni brevi scopriamo l’isola dove un solo
viaggio è permesso ai naufragi del pensiero.
Ma non è sul fiore del sambuco che il poeta
sopravvive, Beatae Virginis Puritatis Matris
Dei et nostrae, bensì sulla cima del sasso
in riva al fiume dove la Tua misericordia
permette di catturare pesci arditi nel silenzio
della sera.
E da questo sterminato
spazio, esuli e plebei, monaci e carovanieri,
attendono i confini della notte per svelare
le tue rose immacolate ai corpi agganciati
al filo spinato delle guerre, alle donne mutilate
dalle tante migrazioni sui battelli.
Ma tu, Madre sublime, testimonianza d’ogni
nostro torto, offri ancora questi fardelli
a Colui che tutto può e nella notte
riconta per misericordia i nuovi corpi.
Anxanum è cuore di dispersi e di memorie
e dai muri curvi di Diocleziano l’allodola
risale la collina per offrirTi l’altro di noi,
l’incapacità di trasmettere perdono a chi
ci insulta, la paura di stare vicini
alla smorfia dei lebbrosi di Teresa.
Eppure, in tanta solitudine di cielo,
sul Ponte fanciulle in vesti bianche aspettano
di passare le acque dei ruscelli e in grazia
congiungersi agli altri che Ti attendono
per portare luce negli occhi dei morenti.
Così, quando l’orma Tua celeste renderà
invisibile ogni altro sandalo, di Te la sorgente
sazierà anche i fiori del deserto, scrosciando
nuovi inni di vita nelle terre dei morti.
27
SANGIOVANNI PAOLO
Nasce a Napoli il 6 maggio 1939.
Ha svolto studi fondamentalmente a
carattere tecnico.
Dall’inizio degli anni Sessanta
partecipa ai concorsi letterari
prevalentemente per la poesia. Ha
vinto una quantità rilevante di
concorsi per la poesia inedita, tra i
quali l’affermazione nell’edizione
1969 del Premio Lanciano (fra i giurati
Mario Stefanile e Biagio Marin), e nel
2004 il Premio “Lago Gerundo” di
Paullo (Mi).
Tali affermazioni gli hanno permesso,
fra l’altro, la pubblicazione di 22
raccolte di liriche.
Ha anche concorso per la poesia dialettale componendo opere in
napoletano, vincendo anche in questo campo i più noti premi
nazionali.
Si diletta anche a scrivere per il teatro e la saggistica.
28
Il ritorno
Preghiera di un non credente alla Madonna del Ponte
Mamma ci infiocchettava tutti e quattro.
Ci dava qualche soldo per le sedie
- talvolta anche per l’obolo al questuante e ci mandava in chiesa a scongiurare
la Madonnina che ci desse il Bene.
La Vergine era sotto una campana
di vetro contornata da santini,
foto di gente morta o di malati.
Raccomandati a Lei per l’altra Pace,
Nei primi tempi anch’io mi soffermavo
a pregare in silenzio così come
ci avevano insegnato dalle suore.
La mia però non era una studiata
fede da acculturati ma il presagio
di un ragazzo che mentre si accresceva
perdeva pezzi per la via. Finchè
poi tutto non decadde e fu scordato.
Fummo in tanti.
Sollecitati da
richiami oscuri noi dimenticammo
di quando con la colla di farina
le cappelle alla Vergine sul muro
e la carta velina facevamo
del balconcino, in gara col compagno
di giochi del balcone dirimpetto.
Vivere ci confonde,ci disperde.
Prigionieri di questo dormiveglia
ci arrabattiamo. Spesso non sappiamo
cosa bisogna o non bisogna fare.
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Abbandonammo i nostri cuori dentro
una borsa in un angolo di strada.
Ma nell’animo vibra ogni passaggio,
oggi con nostalgia, di quell’ idillio
con la Vergine dalla veste azzurra
e bianca e il volto mite e misterioso.
Tu che mi ascolti,tu abiti vicino
al santuario della Venerata
Madonnina del Ponte,Tu la tua
Lucente Madonnina ce l’ hai già.
Ed andrai spesso come da bambina,
immagino a cercarla a casa sua.
Tu non avrai barato nel frattempo
come è accaduto a me-Tu avrai strappato
un duraturo silenzioso accordo
con la Madre di tutte le vittorie
e regina del Popolo Frentano.
Ti immagino il mattino della festa
o nelle sere del Mese Mariano
arrivare tremante al santuario.
Rinfrancarti nel cono d’ombra della
tua Madonna e pregare. E poi pregare.
E poi pregare.Per tutta la vita.
Perché è questo che noi dobbiamo fare.
Noi che siamo la polvere del mondo.
Ed anch’ io prego.Dopo tanta assenza,
tanto silenzio io prego come te.
C’è un vuoto nel mio cuore da riempire,
un posto più non occupato che
mi chiama. E mi ricorda verdi cose.
Io che non so pregare perché l’ho
dimenticato,prego nel cammino
30
come un analfabeta che non ha
gli strumenti per leggere ma grida
la sua attesa e la sua disperazione;
prego per te tutte le sere per
la tua salute minacciata. E piango
la mia carta di imbarco ora scaduta
che mi fa indegno di chiedere grazie.
Anche se non conosco le parole
delle preghiere ho il cuore che si affaccia
nella purezza dell’infanzia. E torna
nel tempio di Maria Della Mercede
là,nella piazza di Montecalvario.
E ride e piange. E prega come te.
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SOTTILI MONICA
Nasce a Livorno il 18 agosto 1959 e,
nel tempo libero, si diletta a scrivere
canzoni e poesie.
Soddisfa la sua passione per il canto
partecipando, da 12 anni, alla Corale
San Bartolomeo di Colle di Val d'Elsa,
gruppo canoro che nel settembre 2008
è stato ammesso alla finale della prima
edizione del Premio Nazionale
“Madonna del Ponte, Regina del
Popolo Frentano” con il brano A Lei, del quale ha scritto il testo.
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La Madonna del Ponte
Furon coperte le tue vesti,
celati il volto e lo sguardo.
Un ponte ti nascose
alla cieca furia, all'animo codardo.
Mille e mille i giorni,
mille e mille i venti
che nel fango trascinarono
gli uomini e i loro tormenti.
Un tempo senza sole.
Un tempo senza il tuo cuore
che illumina la vita
e con forza frantuma il dolore.
Buia della tua assenza
la terra esplode lacerata.
Un boato e un fremito. Fragore.
Abisso e rovine di una natura disperata.
Il cielo è quasi polvere,
son dilaniati i suoli.
Tra le rocce emerge un chiarore.
Per tutti gli uomini che sono soli.
Un volto sacro e soave
si alza nel suo splendore.
Tu Madre perduta e sempre amata,
di questo popolo sei di nuovo calore.
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Poesie Finaliste
della
SEZIONE GIOVANI
Scuole elementari
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Alla Stella Misericordiosa
Cara Madonna del Ponte,
con il tuo volto risplendi in cielo,
sul capo porti un candido velo.
Per proteggerti ti abbiamo nascosta gioiosa
Sotto un vicolo frondoso della Pietrosa.
Oh Madonnina sempre adorata
dopo anni ritrovata,
gli iconoclasti ti hanno odiata,
ma da noi sei stata sempre amata.
Oh Madre Nostra con il tuo cuore ricco di bontà,
a noi lancianesi hai reso tanta felicità.
Tu sei la nostra dolce salvezza
Ci hai protetto con una miracolosa carezza.
Madre celeste che ci guardi da lassù,
vorremmo stare sempre con te in quel cielo blu.
SCUOLA ELEMENTARE OLMO DI RICCIO - LANCIANO
CLASSE V SEZ. A - Insegnante: FESTA Michele
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Dolce Madonna del Ponte
Oh dolce Madonna del Ponte,
Regina della nostra città,
vorremmo chiederti dei piaceri con umiltà:
proteggi i nonni e tutti gli anziani,
che con il loro esempio ci insegnano il domani.
Agli operai regala i tuoi sorrisi
perché passino in fretta questi giorni di crisi.
Aiuta chi poco o nulla più ha:
né famiglia, né una casa, né serenità.
Sii vicina agli artigiani,
che ti hanno costruita con le loro mani.
Oh patrona di Lanciano ti promettiamo
la lode e l’amore del popolo frentano.
SCUOLA PRIMARIA “PRINCIPE DI PIEMONTE” - LANCIANO
CLASSE IV SEZ. B - Insegnante: DI MARCO Domenica
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La Madonna del Ponte
Mia cara Madonnina
della pace sei regina,
nei Tuoi occhi brilla l’amore
come in quelli di Gesù Nostro Signore.
Tutti quanti Ti adoriamo,
tanto bene Ti vogliamo,
con la Tua delicatezza
e la Tua bellezza
ci inviti alla gentilezza.
La Tua immagine di bontà
dà a noi forza e volontà.
Il Tuo viso ci emoziona
e a tutti perdona.
Tu aiuti i bisognosi
avendo misericordia
dei loro volti pietosi.
A Te rivolgiamo una preghiera
ogni mattina e sera.
Tu sei la mamma di tutto il mondo
che sembra un grande girotondo.
Tu che abiti sopra un ponticello,
Tu che sei così bella,
Tu che sei Maria Mediatrice
di tutte le grazie
donaci la speranza
e guidaci nell’alleanza.
Il sedici settembre Ti festeggiamo
e la Tua statua baciamo
per ringraziarTi del Tuo amore
e del Tuo calore.
Cara Madonnina, nostra santa patrona,
noi Ti veneriamo
e Ti ringraziamo.
Madonna del Ponte con il Tuo cuore d’oro
proteggi le Tue genti
e dona loro cuori contenti.
SCUOLA PRIMARIA “PRINCIPE DI PIEMONTE” - LANCIANO
CLASSE IV SEZ. A - Insegnante: DI MARCO Domenica
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Preghiera di un bambino
O Madonnina mia,
Signora del Ponte,
Regina del popolo frentano,
orgoglio della mia città,
veglia su di me, bambino.
Fa’ che io sia puro, come Te,
tenero come il tuo frutto, Gesù,
generoso come il tuo abbraccio,
sincero come il tuo sguardo,
sereno come il tuo sorriso.
Avvolgimi con il tuo celestiale mantello:
fa’ che io sia sempre sotto
la Tua infinita protezione
ed abbia da Te tanta benedizione.
SCUOLA ELEMENTARE “EROI OTTOBRINI” - LANCIANO
CLASSE IV SEZ. B - Insegnante: D’ONOFRIO M. Cecilia
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Regina dei frentani
Scegliesti nel passato
La Tua dimora, il Ponte,
ed ora svetti, maestosa,
sul Tuo adorato Tempio
come una bianca colomba
dalle ali tese e aperte,
annunciatrice di pace.
Illumini la notte della città
con la tua aureola luminosa
e vigili da pericoli e miserie
come un attento guardiano.
Fieri, i Tuoi figli Ti onorano
con immensa commozione.
Fieri, Ti celebrano con riti
e ridenti festeggiamenti,
perché materna è la Tua bontà,
infinita è la Tua gratitudine.
SCUOLA ELEMENTARE “EROI OTTOBRINI” - LANCIANO
CLASSE IV SEZ. A - Insegnante: D’ONOFRIO M. Cecilia
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Poesie Finaliste
della
SEZIONE GIOVANI
Scuole medie
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I COLORI DI MARIA
BIANCO come l’acqua pura
AZZURRO come il mare profondo
GIALLO come la candida luce del sole
ROSSO come l’energia dell’amore
VERDE come la speranza per il mondo
ROSA come il profumo dei fiori
VIOLA come il volo di una farfalla
Maria è il gioiello splendente
Nella sconfinata bellezza dell’universo.
SCUOLA MEDIA “G. MAZZINI” - LANCIANO
CLASSE I SEZ. B - Insegnanti: Luciana Di Lorenzo - Beatrice Salvatore
44
LU CORE DI LA MADONNE
La Madonne de lu Ponte
è belle come nu fiore;
da la veste celeste come lu ciele!
A cumparì e scumparì sopr’a lu ponte
nu’ lancianesi li chiameme Madonne de lu Ponte!
Gran Madre e Reggine,
come na mamme in attese di li proprie fije
che seme tutte nu!
Nu ogne anne ti uffreme in processione
li carre piene di dune, segne d’amore,
pè salutà la mamme de Lanciane!
A settembre a la festa te
ti pregheme nghè tutte lu core
picchè ci prutigge e ci assiste!
Madonna me, sii sempre ne lu core me!
SCUOLA MEDIA “G. MAZZINI” - LANCIANO
CLASSE I SEZ. F - Insegnanti: Lucilla Nativio e Luciana Di Lorenzo
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MADONNA DEL PONTE,
TU SEI… MADRE
Ti chiediamo...
un futuro deciso, sicuro,
in questa terra frentana un pensiero libero e puro.
Un sostegno su cui contare,
poter un domani ancora sperare.
Vivere ed essere amati,
lavorare ma non essere sfruttati.
Una famiglia unita e felice,
una casa dove la parola “odio” non si dice.
Avere affetto,
tranquillità e rispetto.
Con la comunicazione
la nostra libertà di espressione.
Ti abbiamo affidato i nostri desideri,
e tu li hai finalmente resi veri.
In ogni occasione ci hai sempre compreso,
come una madre con il figlio indifeso.
La nostra anima ti abbiamo donato,
e tu ci hai lautamente ricompensato.
Grazie Maria, dal profondo del cuore
per il tuo prezioso amore.
SCUOLA MEDIA “G. MAZZINI” - LANCIANO
CLASSE III SEZ. G - Insegnanti: Luciana Di Lorenzo - Maria Sciarra
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PROTETTRICE DEI FRENTANI
Terra modellata
da mani delicate,
laboriose e sapienti,
simulacro
posto in semplice nicchia,
proteggi i Frentani
da tutti i mali,
o Regina Ausiliatrice,
dai lineamenti delicati,
quali petali di rosa.
Tenera Madre,
accarezzi il tuo popolo,
come fosse Tuo Figlio.
Pura e splendida,
doni sicurezza
al popolo frentano
afflitto da problemi
che quotidianamente affronta.
ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE - CASTEL FRENTANO
CLASSE II SEZ: A - Insegnante: Rita Salvitti
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TROVERAI QUEL CHE È CERTO
Se tu bussi... Lei ti aprirà!
Maria è Madre generosa e comprensiva:
non fermarti, insisti, Lei ti accoglierà.
Se tu chiami... Lei ti risponderà!
Madonna del Ponte, Lei ti risponderà:
non fermarti, chiama, Lei ti capirà.
Se tu cerchi... Lei di certo ci sarà!
La protettrice di Lanciano ti guiderà:
non fermarti, cerca, Lei ti troverà.
SCUOLA MEDIA “G. MAZZINI” - LANCIANO
CLASSE I SEZ. G - Insegnanti: Maria Sciarra - Luciana Di Lorenzo
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