FILOSOFIA E FILOSOFIE NELLA
DIVINA COMMEDIA
Premessa: Alle porte del Tempio
Ovvero: cosa c’entro io con Dante?
Parte I: La profanazione del Tempio
Ovvero cosa c’entra Dante con la filosofia?
1
Parte II: Rivelazione
Ovvero: quale filosofia nella Divina
Commedia?
Francesco Scalambrino, Filosofia DC
PREMESSA: ALLE PORTE DEL TEMPIO
OVVERO: COSA C’ENTRO IO CON DANTE?

Francesco Scalambrino, Filosofia DC

“Il canto decimo dell’Inferno”
(Quaderno 4, pp. 516-530)
“Dante è veramente una
transizione: c’è affermazione di
laicismo ma ancora col
linguaggio medievale”
(Quaderno 5, p. 615)
2
PARTE I: LA PROFANAZIONE DEL TEMPIO
OVVERO COSA C’ENTRAVA DANTE CON LA FILOSOFIA?

Laico <> medievale (clericale ): dominio clericale della cultura
Resistenza a diretta divulgazione delle conoscenze teologiche o
filosofiche da parte dei non chierici
 Selezione ed elaborazione di un sapere parziale a uso dei “laici” –
“non chierici”, “illetterati”


•
Francesco Scalambrino, Filosofia DC

“Il frumento è il nutrimento spirituale che viene offerto ai chierici e ai
religiosi. Ma l’orzo, rozzo e pungente, designa la dottrina grossolana che
suggerisce similitudini corporee; deve essere distribuito ai laici come il
foraggio al bestiame”, Alberto Magno (1205 ca – 1280), Commento al profeta
Gioele, c. 11, n. 11)
“I laici sono il popolo ignorante, che deve essere istruito piuttosto che
istruire, guidato piuttosto che guidare […] Dunque sono i chierici che
possiedono la sapienza delle Scritture, mentre i laici si perpetuano
nell’ignoranza”, Corrado di Megenberg (1309-1374), Contra Occam
Graduale affermazione cultura “laica”


La Sacra scrittura, parlando della Chiesa, non esclude mai i laici, ma
ovunque nelle Sacre Scritture la parola «Chiesa» comprende uomini, donne
e laici. […] Come Dio è il Dio dei chierici, così è il Dio dei laici”, Guglielmo
d’Ockham (1280 ca – 1349 ca)
Brunetto Latini (1220 ca – 1294): Tresor (1263-’66): “compilato con sapienza,
come se fosse estratto da tutti gli elementi della filosofia e ridotto in breve
summa” (I, 1)
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PARTE II: RIVELAZIONE
OVVERO: QUALE FILOSOFIA NELLA DIVINA COMMEDIA?
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Dante: momento fondamentale del graduale accesso dei
laici alla filosofia

Divina Commedia:
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
Francesco Scalambrino, Filosofia DC
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Vita Nuova, Convivio, De vulgari eloquentia, De Monarchia,
Questio de aqua et terra
“I cento canti della Commedia sono una summa filosofica e
teologica scritta da un laico e per i laici”, Ruedi Imbach, Dante
…, p. 142
Eclettismo: dilettantismo e sincretismo (B. Nardi, E.
Gilson); scetticismo? (Sapegno: no)
Cicerone, Boezio
Scuola francescana di Santa Croce: filosofia platonico-mistica
Agostino - Pseudo-Dionigi
 Scuola domenicana di Santa Maria Novella: filosofia tomisticoaristotelica
 Aristotelismo arabo–averroistico mediato da Alberto Magno
(suggestioni neoplatoniche della scuola di Chartres)


4
TEMI CENTRALI (PER ME!)
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A) Chiara distinzione tra filosofia e teologia
B) Primato della ragion pratica
(C Rapporto tra arte e filosofia)
Francesco Scalambrino, Filosofia DC
Se in Hegel l’arte – ormai incapace di esprimere l’assoluto –
deve cedere il posto alla religione e questa alla filosofia, si
può affermare che in Dante è la filosofia, ormai incapace di
esprimere la divinità oltre il limite posto da Tommaso, che
deve cedere il posto alla poesia?
 Poetica: “la più bassa tra tutte le scienze” (infima doctrina),
Tommaso, (Summa…, II-II)
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
(D “poesia dell’ineffabile”, o “ineffabilità della poesia”?)

“Infatti vediamo che molte cose nell'intelletto mancano della
corrispondente espressione linguistica; questo suggerisce
abbondantemente Platone nei suoi libri, attraverso metafore:
infatti molte cose vide con la luce dell'intelletto che non seppe
esprimere con linguaggio adeguato.” (Ep. XIII, 29)
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A) Chiara distinzione tra filosofia e teologia
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Beatrice: donna (Vita Nuova), donna-Filosofia (Convivio), donna-Teologia (Paradiso
– Bernardo: misticismo)
Aristotele: identità “Tre sono, di conseguenza, le branche della filosofia
teoretica: la matematica, la fisica e la teologia. Non è dubbio, infatti,
che se mai il divino esiste, esiste in una realtà di quel tipo. E non è
dubbio, anche, che la scienza più alta deve avere come oggetto il genere
più alto di realtà. E mentre le scienze teoretiche sono di gran lunga
preferibili alle altre scienze, questa è, a sua volta, di gran lunga
preferibile alle altre due scienze teoretiche.” (Metafisica, VI, 1)
Bonaventura (1217 ca-1274): la “filosofia” dipende dalla “teologia”


Francesco Scalambrino, Filosofia DC

Filosofia: “Questa Donna fu figlia di Dio, regina di tutto, nobilissima e
bellissima Filosofia”; “E così, in fine di questo secondo trattato, dico e
affermo che la donna di cui m’innamorai appresso lo primo amore fu la
bellissima e onestissima figlio de lo Imperadore de lo universo, a la
quale Pittagora pose nome Filosofia”(Convivio, II 12, 9; II 15.12)
Felicità terrena: phylosophica documenta; felicità eterna: documenta
spiritualia (De Monarchia, III, XV)
“Ogni conoscenza è al servizio della teologia”; “Il pericolo più terribile è ridursi alla
filosofia” (Collatio, II; XIX)
Tommaso: mediazione
Averroè: separazione: teoria della “doppia verità”: ragione, fede
6

Ambiguità di Dante. Averroismo? Forse no, ma…

Inferno Canto IV: Limbo
Poi ch'innalzai un poco più le ciglia,
vidi 'l maestro di color che sanno
seder tra filosofica famiglia.
4.133
4.134
4.135
Tutti lo miran, tutti onor li fanno:
quivi vid'io Socrate e Platone,
che 'nnanzi a li altri più presso li stanno;
4.136
4.137
4.138
Democrito, che 'l mondo a caso pone,
Diogenés, Anassagora e Tale,
Empedoclès, Eraclito e Zenone;
4.139
4.140
4.141
e vidi il buono accoglitor del quale,
Diascoride dico; e vidi Orfeo,
Tulio e Lino e Seneca morale;
4.142
4.143
4.144
Euclide geomètra e Tolomeo,
Ipocràte, Avicenna e Galieno,
Averoìs, che 'l gran comento feo.
Francesco Scalambrino, Filosofia DC
4.130
4.131
4.132
Purgatorio, canto XXV, Lussuriosi, Stazio, origine dell’anima umana:
vegetativa, sensitiva, …
25. 61 Ma come d'animal divegna fante
25. 62 non vedi tu ancor: quest'è tal punto,
25. 63 che più savio di te fé già errante,
25. 64 sì che per sua dottrina fé disgiunto
25. 65 da l'anima il possibile intelletto,
25. 66 perché da lui non vide organo assunto.
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
Canto XIII Paradiso
13. 67 La cera di costoro e chi la duce
13. 68 non sta d'un modo; e però sotto 'l segno
13. 69 ideale poi più e men traluce.
13. 70 Ond'elli avvien ch'un medesimo legno,
13. 71 secondo specie, meglio e peggio frutta;
13. 72 e voi nascete con diverso ingegno.
Francesco Scalambrino, Filosofia DC
13. 73 Se fosse a punto la cera dedutta
13. 74 e fosse il cielo in sua virtù supprema,
13. 75 la luce del suggel parrebbe tutta;
13. 76 ma la natura la dà sempre scema,
13. 77 similemente operando a l'artista
13. 78 ch'a l'abito de l'arte ha man che trema.
13. 79 Però se 'l caldo amor la chiara vista
13. 80 de la prima virtù dispone e segna,
13. 81 tutta la perfezion quivi s'acquista.
13. 82 Così fu fatta già la terra degna
13. 83 di tutta l'animal perfezione;
13. 84 così fu fatta la Vergine pregna;
13. 85 sì ch'io commendo tua oppinione,
13. 86 che l'umana natura mai non fue
13. 87 né fia qual fu in quelle due persone.
(
sapienza di Salomone vs Adamo:
affievolimento della forza divina anche
per l’intelletto individuale?)
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Francesco Scalambrino, Filosofia DC
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Santa Maria Novella - Andrea Bonaiuti - Trionfo di S. Tommaso, XIV sec.
Francesco Scalambrino, Filosofia DC
Benozzo_Gozzoli, San Tommaso 1468-1484, Louvre
10
SIGIERI DI BRABANTE E ULISSE
Paradiso, canto X, Thomàs d’Aquino loda Sigieri di Brabante
10.133 Questi onde a me ritorna il tuo riguardo,
10.134 è 'l lume d'uno spirto che 'n pensieri
10.136 essa è la luce etterna di Sigieri,
10.137 che, leggendo nel Vico de li strami,
10.138 silogizzò invidiosi veri.

Sigieri: il più importante averroista latino condannato nel 1277 dal
vescovo di Parigi; sorvegliato a Roma; ucciso a Orvieto nel 1283.

L’intelletto di tutti gli uomini è uno e identico per tutti
Francesco Scalambrino, Filosofia DC
10.135 gravi a morir li parve venir tardo:
Il mondo è eterno
 Negazione del libero arbitrio


Tommaso <> averroismo (De unitate intellectus)

Paradiso : “superiore conciliazione” (Nardi, Sapegno)?
11
SIGIERI DI BRABANTE E ULISSE 2

Ulisse: Tradizione: Ulisse simbolo del ritorno;

Inferno, canto XXVI
metafisico all’origine (Uno)
"O frati", dissi "che per cento milia
perigli siete giunti a l'occidente,
a questa tanto picciola vigilia
26.115
26.116
26.117
d'i nostri sensi ch'è del rimanente,
non vogliate negar l'esperienza,
di retro al sol, del mondo sanza gente.
26.118
26.119
26.120
Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza''.
o



esperienza, conoscenza come fine (“Sì come dice lo Filosofo nel principio de la
Prima Filosofia, tutti li uomini naturalmente desiderano di sapere.” Convivio)
Ulisse: ragione umana prima dell’Incarnazione che travalica i suoi limiti (Hýbris);
tragedia della ragione “filosofica”: la ragione non può salvarsi da sola;
Virgilio: ragione umana cosciente dei limiti prima dell’Incarnazione
Sigieri: ragione umana cosciente dei limiti dopo l’Incarnazione


Francesco Scalambrino, Filosofia DC
26.112
26.113
26.114
Neoplatonismo: simbolo del ritorno
Consapevolezza della distinzione tra “filosofia” e “teologia”
Purgatorio canto III
3. 37
3. 38
3. 39
State contenti, umana gente, al “quia”;
ché se potuto aveste veder tutto,
mestier non era parturir Maria;
12
B) PRIMATO DELLA RAGION PRATICA

Distanza dall’Aristotele delle scienze teoretiche e valorizzazione
dell’etica (Etica Nicomachea)


Purgatorio Canto XXXII, Beatrice a Dante
32.103
32.104
32.105

Però, in pro del mondo che mal vive,
al carro tieni or li occhi, e quel che vedi,
ritornato di là, fa che tu scrive
“La filosofia non fu cercata in vista di qualche utile, ma per la scienza
filosofica in sé stessa”, Tommaso d'Aquino, XII libros Metaphysicorum, I, 3
Prof.ssa Figarolo: Momigliano: non ci si può rilassare se vi è un
dovere etico da compiere
 Prof.ssa Corsini: “Per questo qualcuno accusa Dante di essere
politicamente un reazionario, oltre che miope. Forse. I have a
dream, direbbe Dante se parlasse inglese e vivesse oggi. Le utopie,
si sa, si nutrono di sogni”.

Francesco Scalambrino, Filosofia DC

“Ma se si considera l’opera sul piano allegorico, il soggetto è l’uomo in quanto,
per meriti o demeriti acquisiti con il libero arbitrio, ha conseguito premi o
punizioni da parte della giustizia divina”;
“L'obiettivo dell'opera e della Cantica potrebbe essere molteplice, ossia
riguardare la realtà immediata e quella futura; ma, tralasciando ogni
sottigliezza, per parlare brevemente, l'obiettivo della Commedia e di questa
cantica consiste nell'allontanare i viventi, durante la loro esistenza, dallo stato
di miseria spirituale, per condurli alla salvezza.” (Epistola XIII, Cangrande,
8;15,)
13
B) PRIMATO DELLA RAGION PRATICA 2
o
Utopia retrospettiva? > Averroismo antropologico



“Dimensione politica dell’intelletto”, collettivo per tutti gli uomini, Inbach, p. 161



Monarchia universale
Kant , Per la pace perpetua (1795): “La politica dice: ‘Siate prudenti come
serpenti’; la morale aggiunge (come condizione limitativa) ‘e semplici come
colombe’. Se questi due precetti non possono coesistere in un unico comando,
sorge veramente un conflitto della politica con la morale; ma se essi devono
andare congiunti, allora l’idea del contrasto è assurda.”
“In vista di questo privilegio, che la filosofia morale possiede rispetto a ogni altro
esercizio di ragione, presso gli antichi s’indicava con il nome di filosofo anche
sempre e soprattutto il moralista” (I. Kant, Critica della Ragion Pura, B 868)
Francesco Scalambrino, Filosofia DC
“È chiaro quindi che la più alta facoltà dell'umanità è la facoltà o potenza
intellettiva. E poiché tale potenza non può essere tutta quanta simultaneamente
tradotta in atto da parte di un solo uomo o di qualcuna di quelle società
particolari suaccennate, occorre necessariamente che nel genere umano vi sia una
moltitudine di uomini, ad opera dei quali quella potenza venga totalmente
attuata, così come è necessaria una moltitudine di cose generabili affinché tutta la
potenza della materia prima sia sempre attuata, altrimenti esisterebbe una
potenza separata [dall'atto], il che è impossibile.
Con tale giudizio concorda Averroè nel commento al De anima. Quella potenza
intellettiva di cui sto parlando non è orientata solo alle forme universali o specie,
ma, per una certa estensione, anche alle forme particolari, per cui si usa dire che
l'intelletto speculativo per estensione diventa pratico e, come tale, ha per fine
l'agire e il fare.” (Monarchia, I, III)
Domenicano Guido Vernani da Rimini: accusa di averroismo per De Monarchia.
XVI sec. Opera all’Indice; 1881, Leone XII rimuove veto

14
Francesco Scalambrino, Filosofia DC
“Ecco, c’è stato un
momento in cui
ho attraversato
una crisi
personale, ma
poi ne sono
venuto fuori.
Mi sentivo
talmente
fortunato di
esserne uscito
con successo
che, se me ne
fosse concessa
la possibilità,
avrei voluto
suonare
soltanto musica
che rendesse
felice la gente”.
Coltrane, p. 25
15
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