Supporto al tirocinio Federica Viganò (Libera Università di Bolzano) Outline • • • Procedure di attivazione del tirocinio Documentazione presente sul sito Scelta dell’organizzazione presso cui fare il tirocinio Pertinenza dell’esperienza di tirocinio con il corso di laurea Entrare nel mondo del lavoro Gestione del tempo (elementi di Project management) Gestione delle responsabilità Autovalutazione e relazione finale Obiettivi formativi legati all’esperienza pratica e autovalutazione delle competenze acquisite Relazione finale • Q&A Procedure di attivazione del tirocinio Il tirocinio nel Corso di laurea in Scienze della Comunicazione e Cultura: • tirocinio obbligatorio dal secondo anno • un’esperienza diretta all'interno di diverse realtà lavorative e professionali, sia a livello locale che all’estero. • un totale di 300 ore di tirocinio devono essere svolte nel corso del secondo (a scelta terzo) anno accademico. • le 15 ore di preparazione possono essere sottratte al monte ore • l’esperienza di tirocinio, deve quindi essere combinata con le lezioni all’università, per le quali non vige l'obbligo di frequenza. • Possibilità di svolgere il tirocinio d’estate (pianificazione del calendario di tirocinio sono responsabilità del tirocinante. La pianificazione del calendario di svolgimento del tirocinio con l’azienda fa comunque parte del percorso di organizzazione dell’esperienza. • Dopo aver concluso il tirocinio obbligatorio è possibile programmare anche un tirocinio facoltativo che può essere svolto anche dopo il conseguimento della laurea. Procedure di attivazione del tirocinio • servizio tirocini & placement promuove e coordina l’incontro tra gli studenti e i laureati e il mondo del lavoro, si occupa della gestione amministrativa dei tirocini, coordina le offerte di lavoro part-time e stagionale, oltre ad organizzare visite in aziende ed istituzioni, per permettere agli studenti e ai laureati di entrare in contatto con diversi ambiti professionali.. • banca dati offerte di tirocinio e di lavoro, contiene una lista di organizzazioni disponibili per effettuare il tirocinio tra aziende private, non profit, istituzioni culturali, associazioni, altri enti. Riconoscimento lavoro • Esperienze di lavoro pregresse Viene valutata la possibilità, per studenti lavoratori, di proporre dei progetti che riguardano l’attività lavorativa da loro svolta, tale opzione necessita di una pianificazione accurata e prevede l’approvazione da parte della Commissione di Tirocinio. • Nel caso specifico si chiederà allo studente di sviluppare una proposta di progetto che miri ad una connessione tra il lavoro accademico e l’attività svolta nel proprio posto di lavoro. Domande di tirocinio • Definire una proposta di progetto da presentare alla Commissione di Tirocinio. • Elaborazione dei progetti sulla base delle attitudini/degli interessi personali. È quindi necessario che gli studenti prendano contatto con l’organizzazione prescelta per esplorare le reali possibilità all’interno della struttura. • Per quanto concerne la presentazione delle domande, ci saranno almeno tre scadenze. Tuttavia è a discrezione degli studenti anche una presentazione delle domande in anticipo sui termini prefissati. Nel caso di tirocini all’estero la presentazione delle domande in tempo utile (almeno 6 mesi in anticipo) è, invece, essenziale. Supporto e tutoraggio • Tutor Universitario/Supervisore Universitario L’intero processo di tirocinio prevede la presenza sia di una persona di riferimento all’interno dell’università che nell’azienda ospitante. • Tutor aziendale E’ previsto che nell’organizzazione ospitante venga individuato un responsabile/tutor di tirocinio che potrà accompagnarvi nell’esperienza lavorativa • Lavoro di preparazione – strutturazione dei progetti Modalità di strutturazione dei progetti di tirocinio, indicatori relativi alle competenze personali e tecnico-specifiche che si vogliono sviluppare durante il tirocinio. I progetti elaborati in questa fase preparatoria potranno poi essere condivisi con il tutor aziendale e con quello accademico per verificare il raggiungimento degli obiettivi. Tale documento servirà come base per la relazione finale. Documentazione presente online http://www.unibz.it/it/education/progs/bachelor/scie ncesculture/internships/documentation.html Mondo del lavoro= mondo organizzato • Organizzazione: dal greco ὅργανον -organon- strumento • Insieme di persone che si uniscono formalmente per perseguire obiettivi comuni. • Organizzazione e sistema • Flusso delle informazioni e rapporti tra le persone • Finalità dell´organizzazione, dipende dalla sua tipologia (profit, not for profit, onlus, associazione) • Strumenti e procedure che l'organizzazione adotta • Mission, vision, obiettivi, azioni • Management Mondo del lavoro= mondo organizzato • Principio strumentale: processi di perseguimento degli obiettivi organizzativi seguono un iter predeterminato in base alla razionalitá strumentale; • Principio di non conflitto: riconoscimento delle norme e dei ruoli nell´organizzazione che segnano una differenza fuori/dentro • Principio gerarchico: le organizzazioni istituiscono ruoli che corrispondono alla distribuzione delle responsabilitá (organigrammi- funzionigrammi) • L'organizzazione è composta da: • Attori: persone, animali o cose; si suddividono in staff e line a seconda del ruolo che ricoprono; • Struttura sociale: verticale con un vertice responsabile e una struttura gerarchica piramidale; orizzontale con diverse funzioni poste sullo stesso piano e con meccanismi di decisioni alargati. • Tecnologia: insieme di mezzi e risorse per la trasformazione degli input in output; • Fine (mission): rappresentazione degli obiettivi desiderati; • Ambiente (setting): il contesto in cui l'organizzazione svolge la sua attività e anche l’insieme di elementi esterni che condizionano tale organizzazione. Mondo del lavoro= mondo organizzato • Rispetto della tempistica (Time management) • Uso delle risorse umane, finanziarie, fisiche • Raggiungimento degli obiettivi e della mission Organigrammi e tipologie Management definition Management is a universal phenomenon. It is a very popular and widely used term. All organizations - business, political, cultural or social are involved in management because it is the management which helps and directs the various efforts towards a definite purpose. According to Harold Koontz, “Management is an art of getting things done through and with the people in formally organized groups. It is an art of creating an environment in which people can perform and individuals and can cooperate towards attainment of group goals”. According to F.W. Taylor, “Management is an art of knowing what to do, when to do and see that it is done in the best and cheapest way”. Management as purposive economic activity Management is a purposive activity. It is something that directs group efforts towards the attainment of certain pre - determined goals. It is the process of working with and through others to effectively achieve the goals of the organization, by efficiently using limited resources in the changing world. Of course, these goals may vary from one enterprise to another. E.g.: For one enterprise it may be launching of new products by conducting market surveys and for other it may be profit maximization by minimizing cost. Attention to costs and economic perspective. Team Management Management involves creating an internal environment: It is the management which puts into use the various factors of production. Therefore, it is the responsibility of management to create such conditions which are conducive to maximum efforts so that people are able to perform their task efficiently and effectively. It includes ensuring availability of raw materials, determination of wages and salaries, formulation of rules & regulations etc. Attention to TEAM and people management Therefore, we can say that good management includes both being effective and efficient. Being effective means doing the appropriate task i.e, fitting the square pegs in square holes and round pegs in round holes. Being efficient means doing the task correctly, at least possible cost with minimum wastage of resources. What does an organization do? 1.Informational activities - In the functioning of business enterprise, the manager constantly has to receive and give information orally or in written. A communication link has to be maintained with subordinates as well as superiors for effective functioning of an enterprise. 2.Decisional activities - Practically all types of managerial activities are based on one or the other types of decisions. Therefore, managers are continuously involved in decisions of different kinds since the decision made by one manager becomes the basis of action to be taken by other managers. (E.g. Sales Manager is deciding the media & content of advertising). 3.Inter-personal activities - Management involves achieving goals through people. Therefore, managers have to interact with superiors as well as the subordinates. They must maintain good relations with them. The inter-personal activities include with the sub-ordinates and taking care of the problem. (E.g. Bonuses to be given to the sub-ordinates). Mission • The mission of an organisation can be defined as the raison d’etre, or the guiding principle of an organization. • The worth to give clear definition of the mission is linked to the opportunity to recall the basic value, the optimal behavior to be undertaken by the people collaborating with the organisation. • • • • • The mission statement corresponds to a brief and clear description of the distinctive points. It can be identified through some guiding questions: What is our creative vision? What are the opportunities that we want to develop? What are the needs we want to satisfy? (goals) What we do and how? (activities) What are our values? (values) Vision • • • • • If the mission should be a clear and brief description of the main aim of an organisation, the vision, often overlapping with the mission, should express more deeply the following issues: What do we do? How do we do it? For whom do we do it? What do we do? This question should not be answered in terms of what is physically delivered to customers, but by the real and/or psychological needs that are fulfilled when customers buy your products or services. Tipologie di organizzazione • imprese private • imprese non profit (onlus) •Organizzazioni di Volontariato •Associazioni di Promozione Sociale •Organizzazioni non Lucrative di Utilità Sociale (Onlus) • Cooperative sociali •Associazioni Sportive Dilettantistiche •Associazioni Culturali •Organizzazioni Non Governative •Comitati •Fondazioni Tipologie di organizzazione • o o o • o o o • Organizzazioni di secondo livello i sindacati, le associazioni dei datori di lavoro le associazioni di categoria Istituzioni culturali Musei (pubblici, privati) Gallerie teatri Pubblica amministrazione Criteri descrittivi della mission-vision • • • • • • • • Fare profitto Fare utilitá sociale Diffondere informazioni, rappresentare Creare conoscenza, apprendimento Distribuire finanziamenti Sensibilizzare, fare animazione culturale Amministrare la cosa pubblica Rispettare i diritti e disciplinare i doveri dei cittadini Scegliere un´organizzazione • • • • • • • In base alla mission In base agli obiettivi «aziendali» In base a ciò che vi consente di imparare In base all´ambiente di lavoro e alla tipologia di persone In base ai vostri valori per conoscere un´organizzazione complessa Per provarvi in situazione di «prestazione lavorativa» The project management triangle (iron triangle) The project management triangle/golden rule •Traditionally, three main constraints have been listed as "scope," "time," and "cost". •These are also referred to as the "Project Management Triangle," where each side represents a constraint. •One side of the triangle cannot be changed without affecting the others. A further refinement of the constraints separates product "quality" or "performance" from scope, and turns quality into a fourth constraint. The project management triangle •The time constraint refers to the amount of time available to complete a project. •The cost constraint refers to the budgeted amount available for the project. •The scope constraint refers to what must be done to produce the project's end result. •These three constraints are often competing constraints: increased scope typically means increased time and increased cost, a tight time constraint could mean increased costs and reduced scope, and a tight budget could mean increased time and reduced scope. Gannt charts Gantt charts are excellent models for scheduling and for budgeting, and for reporting and presenting and communicating project plans and progress easily and quickly, but as a rule Gantt Charts are not as good as a Critical Path Analysis Flow Diagram for identifying and showing interdependent factors, or for 'mapping' a plan from and/or into all of its detailed causal or contributing elements. How can you build a Gannt: You can construct a Gantt Chart using MSExcel or a similar spreadsheet. Every activity has a separate line. Create a time-line for the duration of the project (the breakfast example shows minutes, but normally you would use weeks, or for very big long-term projects, months). You can colour code the time blocks to denote type of activity . You can schedule review and insert break points. Gannt charts At the end of each line you can show as many cost columns for the activities as you need. A Gantt chart like this can be used to keep track of progress for each activity and how the costs are running. You can move the time blocks around to report on actuals versus planned, and to re-schedule, and to create new plan updates. Gantt Charts are probably the most flexible and useful of all project management tools, but remember they do not very easily or obviously show the importance and inter-dependence of related parallel activities, and they won't obviously show the necessity to complete one task before another can begin, as a Critical Path Analysis will do, so you may need both tools, especially at the planning stage, and almost certainly for large complex projects. See chart on the web Gannt charts Autovalutazione e relazione finale • Il tirocinio formativo è la relazione instaurata tra un datore di lavoro e il soggetto (tirocinante) al fine di permettere a quest’ultimo di acquisire nozioni circa un’attività lavorativa, a scopi formativi o di orientamento professionale • Il tirocinio mira a conseguire tre obiettivi: l’acquisizione da parte degli studenti di una conoscenza concreta del mondo produttivo; la possibilità di verificare sul campo le proprie attitudini e le proprie scelte; l’acquisizione di capacità comportamentali e tecniche specifiche. Il tirocinio dal punto di vista dell’azienda ospitante • può assegnare allo studente lo svolgimento di tutte le attività che nelle normali situazioni di lavoro vengono rimandate per mancanza di tempo o di risorse dedicate, ad esempio, realizzazione di progetti di ricerca o di marketing, creazione di banche dati e archivi cartacei o elettronici, supporto operativo al responsabile di funzione; • può considerare il periodo di tirocinio come un’opportunità estremamente utile per selezionare possibili candidati all’assunzione, attraverso la valutazione delle conoscenze tecniche, delle abilità e delle competenze relazionali dimostrate dai tirocinanti; Il tirocinio dal punto di vista dell’azienda ospitante • può cogliere nel tirocinio un’occasione straordinaria per attingere al potenziale ancora intatto di innovazione, creatività e motivazione presente nei giovani ancora inseriti nell’ambiente formativo, contribuendo, al contempo, ad una efficace azione culturale di integrazione e scambio con il mondo formativo. Il tirocinio dal punto di vista dello studente Nella prospettiva degli studenti o dei giovani che hanno da poco ultimato il loro percorso di studi, il tirocinio rappresenti un momento molto significativo per la propria formazione personale e professionale: • il tirocinante si trova di fronte ad una preziosa opportunità per arricchire il bagaglio culturale e per mettersi alla prova nel settore professionale in cui desidera inserirsi • entrare in azienda e seguire quotidianamente le attività svolte permette di arricchire e integrare le tre sfere della conoscenza: il “sapere”, il “saper fare” e il “saper essere”. Il tirocinio dal punto di vista dello studente • Il mondo del lavoro infatti, oggi più che in passato, richiede figure professionali dotate non solo di conoscenze teoriche specialistiche, ma anche di concrete abilità pratiche e caratteristiche di personalità ben delineate; • il tirocinio non è solo un momento formativo, ma anche un percorso di orientamento personale che può aiutare ad acquisire una maggiore consapevolezza delle proprie potenzialità, dei propri limiti e delle aspettative di inserimento lavorativo; • il tirocinio può trasformarsi in un efficace trampolino di lancio nel mondo del lavoro. Gli obiettivi di autovalutazione e di crescita Scelta dell’organizzazione • Quali sono i valori dell’organizzazione che ho scelto • Quali sono i miei valori • Ho verificato un match o un mismatch a livello di valori Tipologia di attivitá svolta • Funzione (marketing, vendite, ottimizzazione comunicazione, Redazione di materiale informativo, Redazione di opuscoli o di newsletter…) • Responsabilitá assunta dal tirocinante (rispetto dei tempi, deadline, puntualitá) Gli obiettivi di autovalutazione e di crescita Tipologia di attivitá svolta • Diversificazione dei compiti • Rotazione delle mansioni • Competenze richieste Domande • Quali sono le tipicitá del compito che mi è stato assegnato • Quali sono le caratteristiche richieste a me in termini di competenze e di skill Gli obiettivi di autovalutazione e di crescita Crescita personale • Aspettative • Acquisizione di nuove conoscenze e abilità, rapporto tra aspettative e risultati, coerenza con il progetto professionale personale e con gli obiettivi del Progetto Formativo • Percezione dei limiti dell´organizzazione (clima aziendale, rapporti interni, distribuzione delle responsabilità, rispetto delle tempistiche) Gli obiettivi di autovalutazione e di crescita Vocazione • Valutazione dell’ambito lavorativo prescelto in base ai risultati ottenuti in termini di: Atteggiamento positivo dello studente Atteggiamento e feedback positivo del gruppo in cui si è svolto il tirocinio Facilitá ed entusiasmo nello svolgimento dei compiti richiesti Fatica e scarsa comprensione delle finalitá dei compiti richiesti Osservazione generale dell’organizzazione e della sua articolazione generale Gli obiettivi di autovalutazione e di crescita Vocazione • Osservazione di altri compiti/funzioni nell’organizzazione che vi hanno interessato o attratto • Contato e interazione con persone all’interno dell’organizzazione che vi hanno stimolato/interessato • Competenze che sentite di avere o che reputate di dover sviluppare maggiormente perché comprendete che fanno parte di un determinato ruolo/mansione Valutazione del tutor aziendale • Il tutor accademico e il tutor aziendale hanno il compito di valutare l´esito del percorso di tirocinio dello studente. • Non c’è una votazione, ma è importante verificare l’acquisizione di alcuni obiettivi formativi che si muovono tra l’autovalutazione, che lo studente stesso puó fare tenendo presente alcuni obiettivi che fanno parte della propria crescita personale e della capacità di riconoscere la propria attitudine lavorativa, e la valutazione che i tutor forniscono, tenendo presente alcuni aspetti importanti nel luogo di lavoro. Valutazione del tutor aziendale • • • • • • • • Capacitá di lavoro in gruppo Puntualitá Precisione nell´esecuzione delle mansioni Livello di autonomia Impegno e interesse dimostrato per l’attivitá Affidabilitá Competenze generali Capacitá di comunicazione