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L'Italia del popolC!
UNO DEGLI OTTOCENTO GALEOTTI
di Giorgio Braccialarghe ~
UE
l'europeismo e la banda comunale dai cui strumenti la
Nona di Beethoven, inno
del vecchio Continente unito, si innalza a scandire i
passi del corteo funebre.
Nella piazza principale
del villaggio breve sosta per
una semplice cerimonia.
Vengo invitato a parlare, assieme al Sindaco e al rapptesentante della Regione Lazio: Gabrielli Panizzi.
Dico: «Siamo tornati a
Ventotene, per rendere l'estremo omaggio ad Altiero
Spinelli. Come l'eroe dei
due mondi, anche lui, eroe
di una nobilissima causa, ha
avuto la sua isola. Il luogo
in cui, meditando sui destini umani, incontrò ed additò la strada del superamento delle contraddizioni po-
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Ad ogni ritorno, Ventotene mi riserba nuove, gradite sorprese. I suoi abitanti,
eccellentemente consigliati e
diretti dal sindaco Beniamino Verde, portano avanti
l'opera di modernizzazione
e abbellimento dell'isola per
cui, già oggi,' turisti intelligenti, in cerca di comodità
e pace, potrebpero farne la
meta delle loro vacanze.
Inutilmente si tenterebbe
di ricostruire il clima e l'ambiente del periodo in cui più
di ottocento politici, sottoposti ad esistenza coatta,
rendevano testimonianza
deUa propria fede.
Si ha quasi pudore di confidare alla curiosità altrui:
«lo ero uno degli ottocento», né ci si stupisce della
inevitabile reazione dell'interlocutore, il quale non sa
nascondere la meraviglia
che il fascismo relegasse gli
oppositori in un luogo così
incantevole.
Non vale la pena di sollecitare ad uno sforzo di fantasia, affinché l'immaginazione ristabilisca le condizioni ·esistenti quando né lo
scorrere del- tempo, né l'operosità degli uomini avevano provveduto alle modificazioni ambientali.
Meglio consolarsi con la
costatazione della maggiore
umanità del nostro popolo·
che, a differenza di quanto
è accaduto ed accade altrove, non spinge mai occasio. ni di prevalenza e prepotenza partigiane oltre determinati limiti, escludenti la ferocia, e riconoscere, nel fascismo, un'aberrazione mitigata da un certo equilibrio.
Ritorno nell'isola per accompagnare le ceneri di Altiero Spinelli. Credo di essere il solo degli ex confinati
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I'D•r1n-\nn14':)
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(dal/aprimapagina)
litiche-economiche-sociali,
responsabili dell'eterno ritorno di Caino e degli squilibri insanabili finché, ad
una razionale impostazione
dei problemi, si antepongano babeliche costruzioni, ·
dettate da sogni impossibili.
Da questo scoglio Altiero
vide, nella unione del vecchio Continent~, il passaggio obbligato alla ambiziosa aspirazione del mondo,
unica ed ospitale dimora di
tutti i figli di donna.
Era la sua, la nostra verità contro la quale si coalizzarono le resistenze dei pigri di mente ed aridi di
cuore.
Che ci abbia lasciato, in
un momento di crisi della
nostra battaglia, ci duole
ma, contemporaneamente,
ARIA DI CRISI
me un loro diritto preminente. Quindi il partito che
aspira alla presidenza del
Consiglio deve fare i conti
anche con la volontà del
Presidente della Repubblica. E la democrazia cristiana, essendo il partito più
forte sulla scena politica,
aspira chiaramente ormai
sia alta Presidenza della Repubblica, sia alla Presidenza del Consiglio.Anche nel
Governo Craxi oggi, come
ieri nel Governo Spadolini,
la democrazia cristiana. ha
posizione dominante: la politica interna è sotto la sua
direzione come la politica
estera e la politica economica con vari altri ministeri
importantissimi che gli danno la assoluta maggioranza
nei Governi diretti da un laico, ma vuole anche la Presidenza del Consiglio, tantn n;ù rh P P. ;n rnrc;:n
11n~
l PO'-
cati ma rivelatori del vero
stato d'animo del partito
dominante. Craxi dice, ed è
vero, che non è scritto da
nessuna parte nella Costituzione che la Presidenza del
Consiglio, come la Presidenza della Repubblica,
spettano al partito maggiore, ma qualsiasi Governo
deve avere il consenso del
Parlamento e nel Parlamento la forza d'ella D.C. è preminente, come è preminente nella composizione
governativa.
Se la democrazia cristiana non vuoi collaborare con
il Governo, il Presidente del
Consiglio diventa una figura scialba ed impotente.
Questa è oggi la situazione.
D'altra parte però la D.C.
non ha come ai tempi di De
Gasperi la maggioranza assoluta. Senza il partito so_: -1! _.,
ci incita a ·profondere maggiori energie, affmché il vessillo da lui inalberato non
·venga più ammainato.
Non gli diciamo: «Addio,
Altiero», perché egli resta
tra noi, non simbolo, bensì
presenza incitatrice per l'oggi e sicurezza per il domani .
da lui e da tutti noi voluto».
Chiti-Batelii osserva, bonariamente, che avrei potuto ricordare aneddoti del
confino e dei confinanti;
particolari della nostra vita
di allora. Gli faccio notare
che sarebbe stata una subdola forma di mettermi in
mostra, nel momento in cui
solo la presenza di Altiero
importava, soprattutto per
me, unico sopravvissuto dei
firmatari del Manifesto di
Ventotene.
mocrazia cristiana ha avuto
fino ad ora larghi consensi
lo deve al fatto che appariva agli elettori come la più
salda trincea opposta al
trionfo del partito comunista. Ricordiamo le grandi
paure del sorpasso che hanno sempre orientato gli elettori. Né la D.C. può sperare che un partito 1aico qualsiasi le faccia da paravento
se vuole ottenere il favore
dei comunisti. Taritomeno
può sperare per questa politica nell'appoggio del partito repubblicano. Glielo ha
sempre concesso ma per una
politica opposta.
Se perdura questo dissidio nel Governo attùale fra
Craxi e De Mita, un dissidio
che scuote il Governo e lo riduce a poco più che un fantasma in un momento così
favorevole per la ripresa
economica, uno scioglimento delle camere dovrebbe es-
tò la strada del superamento delle contraddizioni po-
(dàllaprimapagina)
nostra battaglia, ci duole
ma, contemporaneamente,
ARIA DI CRISI
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me un loro diritto premicati ma rivelatori del vero
nente. Quindi il partito che
stato .d'animo del partito
aspira alla presidenza del
dominante. Craxi dice, ed è
Consiglio deve fare i conti
vero, che non è scritto da
anche con la volontà del
nessuna parte nella CostituPresidente della Repubblizione che la Presidenza del
ca. E la democrazia cristiaConsiglio, come la Presina, essendo il partito più
denza della Repubblica,
forte sulla scena politica,
spettano al partito maggioaspira chiaramente ormai
re, ma qualsiasi Governo
sia alta Presidenza della Redeve avere il consenso del
pubblica, sia alla PresidenParlamento e nel Parlamenza del Consiglio.Anche nel
to la forza aella D.C. è pre'"
Governo Craxi oggi, come
niinente, come è preminenieri nel Governo Spadolini,
te nella composizione
la democrazia cristiana ha
governativa.
posizione domiilante: la poSe la democrazia cristialitica interna è sotto la sua
na non vuoi collaborare con
direzione come la politica
il Governo, il Presidente del
estera e la politica economiConsiglio diventa una figuca con vari altri ministeri
ra scialba ed impotente.
importantissimi che gli danQuesta è oggi la situazione.
no la assoluta maggioranza
D'altra parte però la D .C.
nei Governi diretti da un lainon ha come ai tempi di
co, ma vuole anche la PreGasperi la maggioranza assidenza del Consiglio, tansoluta. Senza il partito soto più che è in corso una legcialista, senza gli altri parge che dovrebbe fissare gli
titi laici non può governare.
attributi del Capo del GoO in qualche modo si allea
verno che non può essere
coi comunisti sfidando i pemai un Capo e nemmeno
ricoli internazionali che querasentare la figura del 1°
sta collaborazione comporMinistro inglese, ma le asta (è di ieri la proposta apsicura una certa premineilr
poggiata dai comunisti alla
za sugli altri Ministri. SemCamera dei Deputati ed apbra alla D.C. di avere avuprovata dalla Camera, delto troppa pazienza nel sopI' assurdo riconoscimento
portare un Governo diretto
ufficiale di Arafat come Cada un laico. Il suo nervosipo del Governo palestinese,
smo per la «anormale» duindipendentemente dalla vorata del Governo Craxi, ha lontà dei palestinesi. E' di
manifestazioni sempre più
sempre, fra i due blocchi, la
evidenti: l'assenteismo, il
preferenza che hanno i co..
sabotaggio delle leggi coi
munisti per il blocco soviefranchi tiratori, la polemica tico). O deve soddisfare le
pubblica contro Craxi. Paraspirazioni dei partiti laici
tecipando al Congresso deJ
suoi alleati. E' già stato promocristiano come ospite il . vato che l'aecordo della
Presidente del Consiglio è
D.C. con il P.C.I. non è
stato accolto da bordate di
redditizio anche dal punto
fischi, certamente maledudi vista elettorale. Se la de-
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t o», né ci si stupisce della
inevitabile reazione dell'interlocutore, il quale non sa
nascondere la meraviglia
che il fascismo relegasse gli
oppositori in un luogo così
incantevole.
N o n vale la pena di sollecitare ad uno sforzo di fantasia, affinché l'immaginazione ristabilisca le condizioni esistenti quando né lo
scorrere der tempo, né l'operosità degli uomini avevano provveduto alle modificazioni ambientali.
Meglio consolarsi con la
costatazione della maggiore
umanità del nostro popolo ·
che, a differenza di quanto
è accaduto ed accade altrove, non spinge mai occasio. ni di prevalenza e prepotenza partigiane oltre determinati limiti, escludenti la ferocia, e riconoscere, nel fascismo, un'aberrazione mitigata da un certo equilibrio.
· Ritorno nell'isola per accompagnare le ceneri di Alti ero Spinelli. Credo di essere il solo degli ex confinati
presente alla cerimonia, ma
v'è Ursula, la magnifica
compagna di Altiero, il fratelle Cerilo, valoroso combattente della Resistenza,
Barbara che non rivedevo
dal tempo in cui era una vispa bimbetta e i cui attuali
commenti giornalistici di
politica internazionale, dimostrano che buon sangue
non mente. V'è la signora
Ada, vedova di Ernesto
Rossi, ricca di ricordi inerenti alle sue visite alla Colonia e alle battaglie antifasciste; vi sono tanti federalisti della seconda generazion~ se così si può dire, da
Maiocchi a Bolis, da Paolini e Chiti Batelli a Solari. ..
Al porto ci attende la cittadinanza di Ventotene, con
le scolaresche inalberanti
simpatici disegni allusivi al-
De
firmatari del Manifesto di
Ventotene.
mocrazia cristiana ha avuto
fino ad ora larghi consensi
lo deve al fatto che appariva agli elettori come la più
salda trincea opposta al
trionfo del partito comunista. Ricordiamo le grandi
paure del sorpasso che hanno sempre orientato gli elettori. Né la D .C. può sperare che un partite laico qualsiasi le faccia da paravento
se .v uole ottenere il félvore \
dei comunisti. Taritomeno
può sperare per questa politica nell'appoggio del partito repubblicano. Glielo ha
sempre concesso ma per una
politica opposta .
Se perdura questo dissidio nel Governo attùale fra
Craxi e De Mita, un dissidio
che scuote il Governo e lo riduce a poco più che un fantasma in un momento così
favorevole per la ripresa
economica, uno scioglimento delle camere dovrebbe essere inevitabile. Nel nostro
sistema antidiluviano la stabilità dei Governi è un fatto eccezionalissimo e quasi
abnormé. Però, siamo giusti, anche Craxi sembra affetto dal complesso di Palazzo Chigi ed alcuni suoi
collaboratori occhieggiano i
comunisti come la sinistra
democristiana. Tutto ciò è
nella logica del sistema dei
partiti concepiti come gruppi di potere anche se si dice
il contrario, trasformati come sono in sette concorrenziali ferocissime.
Basti osservare la scandalosa impotenza ad eleggere
il Consiglio di amministra:.
zio ne della RAI-TV. Oopo
le elezioni siciliane non è affatto esclusa una crisi di Governo che, come sempre,
appare insolubile.
12 -CORBIERE DELLA SERA
EsrrERI ·
.
Sondaggi a sorpresa dopo una settimana di campagna per le elezioni dell'l l 1ugno
L'Alleanza lib-lab.stritolata fra tories e laboristi
La coalizione di Owen e Steel, che perde _colpi sotto la spinta del Labour,' spera ora in un
compromesso nel futuro Parlamento - Le anomalie di un sistema 'che contempla due soli partiti
i Continua~.
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DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES - Seduto sulle rovine di una macchina comunitaria ormai
completamente paralizzata, }l presidente della Commissione europea J acques Delors valuta i tempi e i modi per
aprire una crisi politica che costringa i
12 governi a una seria riflessione sul
futuro della Cee. Un futuro che si
prospetta tutt'altro che roseo.
Dopo il fallimento del progetto di
unione europea lanciato · da Altiero
Spinelli al Parlamento di Strasburgo ,
sponsorizzato da Mitterrand, imposto
da Craxi al vertice di Milano due anni
fa e naufragato poi nell'indifferenza
generale , fu proprio. Delors a farsi
alfiere dell ' «Europa del possibile».
Questa concezione , volutamente gradualista, pragmatica, minimalista, ebbe il suo compimento nella stesura
dell'Atto unico europeo , sottoscritto
dai Dodici a Lussemburgo nel dicembre '85 .
La filosofia dell'Atto unico , di cui
più volte Delors ha rivendicato la paternità, punta su un approccio di tipo
economico. I Dodici si impegnano ad
abolire tutte le barriere interne alla
Comunità per arrivare, entro il 1992,
alla realizzazione di uno «spazio unico
europeo» dove le sovranità nazionali
resteranno intatte m.a il grado di integrazione e di cooperazione sarà portato
al massimo livello possibile . ·
Il bilancio che si può trarre , un anno
e mezzo dopo l'avvio di quel progetto ,
è desolante.
l) L'Atto unico non è stato neppure
ratificato da tutti gli Stati che lo avevano firmato , e non è dunque ancora
entrato in vigore. Martedì prossimo gli
irlandesi andranno alle urne per decidere, con un referendum , se il trattato
sia compatibile o meno con la IÒro
Costituzione neutralista.
2) Il calendario di realizzazione del
mercato unico , chè prevedeva l'adozione di circa 320 decisioni da parte dei
ministri europei, ha già accumulato
ritardi difficilmente recuperabili . Centododici direttive che avrebbero dovuto già essere operanti giacciono a01cora
nei cassetti. Ci sono consigli, come
quello dei ministri dell'Agricoltura ,
che non hanno ancora varato una sola
delle norme previste .
3) Il programma messo a punto dalla
Commissione· per potenziare la cooperazione comunitaria in materia di ricerca è da tempo paralizzato per il veto
·anglo-franco-tedesco. La ricerca dove-
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L'Alleanza è entrata nell'agone
elettorale con un doppio obiettivo:
emergere come la sola seria alternativa ai conservatori e sfruttare la
possibilità di un accordo di coalizione nel caso che nessun partito
riesca ad ottenere la maggioranza
assoluta dei seggi. Fino ad oggi i
tories e i laboristi, almeno nelle
dichiarazioni, non sono pronti al
compromesso ed escludono ipotesi
di coalizione.
E' chiaro che l'Alleanza è pronta a
entrare in coalizione con entrambi i
partiti rivali e che, se è necessario
per governare, sia i tories sia il
Labour cercheranno l'accordo con
Owen e con Steel. In un caso del
genere saranno tempi duri per la
signota Thatcher, una personalità
poco propensa al compromesso.
Nonostante i cattivi presagi dei
sondaggi la grande speranza di un
Parlamento diviso infonde coraggio
ai due David che venderebbero il
loro appoggio a quel partito che
sarà pronto a fare le maggiori concessioni. Vi sono due precedenti
nella storia recente: Heath, come la
Thatcher, non era favorevole ad accordi di coalizione e nemmeno lo
era il laborista Callaghan. Eppure
UE
Tenacia e abilità
Heath si trovò nel febbraio '74 a
cercare l'appoggio dei liberali e Callaghan formò un governo lib-lab.
Un successo, comunque, l'Alle an-.
za lo ha ottenuto. La presenza di
una terza forza sulla scena politica
britannica è ormai un fatto acquisito -e ineliminabile. E' un riconoscimento alla tenacia e all'abilità di
Owen e di Steel. David Owen è un
transfuga del Partito laborista ed è
uno dei fondatori del Partito socialdemocratico, nato nel 1981 con l'intento di conciliare la politica sociale labour con le posizioni ferme dei
tories su difesa e sindacati. L'accordo con i liberali venne in un secondo tempo, quando fu chiara la necessità di creare un'alternativa centrista alle politiche polarizzate dei
due principali partiti. ·
Owen è 1,10 medico che ha preferito dedicarsi alla politica a tempo
pieno. A 38 anni divenne.il ministro
degli Esteri più giovane dai tempi
di Eden. Non nasconde la sua ambizione e la sua arroganza: gli avversari ai Comuni lo hanno battezzato
<< Doctor death» (Dottor morte) per il
tratto arcignò e severo sotto i bei
lineamen ti. In apparenza Steel è
agli antipodi. Preferisce il basso
profilo e nasconde la ferrea determinazione sotto un aspetto da ragazzino invecchiato. Acquisì notorietà
negli anni Sessanta quando, tra lo
scetticismo generale, riuscì a far
passare la legge sull'aborto
I David possiedono forti personalità, ma offrono al pubblico uno
spettacolo di rara armonia. Molti
osservatori, però, sono pronti a
scommettere che le relazioni fra i
due leader e i loro partiti non resisteranno alla tènsione e alla rivalità
quando e se apparirà all'orizzonte
un accordo di coalizione.
AH
Si pensa che una maggiore quantità di attacchi verrà concentrata
sul Partito laborista che fino ad
oggi è stato pressoché ignorato perché dava l'impressione di essere in
declino irreversibile.
Owen e Steel negano di essere
delusi. <<Abbiamo cominciato al 25
per cen to, un livello molto più alto
che all'inizio della campagna dell'83
- h a detto Owen -, vedrete che
usciremo alla dist anza come è successo nelle elezioni suppletive e alle
elezioni generali di quattro anni fa.
Quando la gente risponde agli intervista tori che non sa per chi votare
vuol dire che voterà per l'Alleanza».
L'ottimismo è d'obbligo in questa
non rientra nella ment alità britannica.
L'Alleanza, per il momento, è consapevole che deve arrangiarsi con le
regole di un gioco che non prevede
un terzo incomodo fra due litiganti.
Perciò tenta di attrarre voti dagli
elettori delusi sia dalla signora
Thatcher sia da Kinnock, sapendo
che una differenza di pochi punti
significa guadagnare meno di 50
seggi oppure più di 100 seggi alla
Camera dei Comuni.
EU
Nessuna roccaforte
circostanza, resta il fatto che la delusione comincia a serpeggiare fra
le truppe dell'Alleanza che credevano di essere in grado di vincere la
battaglia per il secondo posto in
termini di voto. Nell'83 i laboristi
avevano ottenuto soltanto il 2,3 per
cento in più dell'Alleanza, ma il
sistema di collegio uninominale
aveva concesso 209 seggi al Labour
e 23 ai rivali. In Gran Bretagna non
vige la rappresentanza proporzionale: nei 650 collegi elettorali il vincitore va in Parlamento e il secondo,
· anche con un voto in meno, rimane
a casa. La maggioranza di·uno, come aveva detto Winston Churchill, è
abbastanza sia alla Camera sia in
un collegio. Il problema dell' Alleanza è che non ha roccaforti tradizionali come i due partiti concorrenti.
La lotta cruciale delle prossime
elezioni è però in termini di voti
perché se l'Alleanza riuscisse a superare i laboristi verrebbe ancor più
alla luce l'anomalia di un sistema
creato per due partiti e non per tre.
Non è un caso che l'Alleanza nel suo
manifesto abbia dato grande spazio
alla riforma costituzionale e non
sorprende, invece, che tories e laboristi guardino alla rappresentanza
proporzionale come a una diavoleria escogitata da avversari in difficoltà. E ' egoismo, certo, ma anche
convinzione che i governi debbano
essere stabili.
<< Il sistema britannico non si
preoccupa della perfetta rappresentanza in Parlamento, ma dell'efficienza del governo - ha detto il
presidente tory Norman Tebbit -.
Avere tutte le sfumature di opinione rappresentate va bene per i dibattiti, ma male per un esecutivo
che deve funzionare al meglio ». La
rappresentanza proporzionale porterebbe a coalizioni permanenti e a
una politica del compromesso che
HA
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
LONDRA - La campagna elettorale non è cominciata bene per i due
David della politica britannica. Il
leader del Partito socialdemocratico David Owen e il leader del Partito liberale David Steel, uniti nella
coalizione centrista chiamata Alleanza, trascorreranno la giornata
di domani ad analizzare le ragioni
di una tendenza al ribasso nei sondaggi d 'opinione.
Appena una settimana fa l'Alleanza lot tava con i laboristi per il
secondo posto e due sondaggi testimoniavano che il sorpasso era avvenuto. Pochi giorni di campagna e la
pubblicazione dei manifesti elettorali hanno cambiato le carte in tavola: i conservatori sono sempre in
testa, ma i laboristi stanno erodendo pian piano il loro vantaggio m~n ­
tre l'Alleanza perde terreno. Il miraggio del secondo posto si allontan a sempre più e i due David cercheranno di correre ai ripari nel periodo che li separa dall'll giugno.
Dentro la notizia
UE
Crisi del centro in Inghilterra
Sabato 23 m aggio 1987
Mino Vigno~o
.. 6 6
OAL·20-5 A~ .. ·
..---••-r~A
Jacques Delors
Comunità europea
Indietro tutta
nella discordia
va essere, nei piani di Delors, uno dei
settori strategici su cui far avanzare 'la
cooperazione europea. Il progetto , che
inizialmente prevedeva lo stanzi amento di dieci miliardi di Ecu .(quindicimila
miliardi di lire) in cinque anni , è stato
progressivamente spolpato fino ad essere ridotto alla metà dell 'importo iniziale. E ancora gli inglesi si ostinano a
·
tenerlo bloccato .
4) Sul piano finanziario le cose vanno di male in peggio. La Commissione,
che istituzionalmente deve chiudere i
suoi bilanci in pareggio , naviga nei
debiti. Il deficit previsto per il1987 è di
7500 miliardi .di lire. Bruxelles ha chiesto agli Stati membri di versarne almeno 2300, adattandosi a far «sparire» gli
altri passivi con artifici contabili. Ma
inglesi, tedeschi e olandesi non vogliono scucire nemmeno una lira.
5) Nel frattempo l'accordo sul siste.ma di finanzi amento della Comunità,
sancito nell'84 e rivelatosi fin d'allora
Rl
insufficiente, è giunto a scadenza. Occorre concordare nuovi criteri, che possibil mente garantisca no alla Commissione entrate sufficienti per far fronte
agli impegni con nessi con l'ampliamento dei suoi compiti. Delors ha proposto
un sistema che penalizzerebbe l'Itali a e
alleggerirebbe Gran Bretagna e Germania. Roma ha dato il suo assenso di
massima. Ma proprio Bonn e Londra
non ne vogliono sentir parlare.
6)- Senza mezzi, senza progetti, senza ambizioni, !'«Europa del possibile»
sembrava essere ridotta alla mera gestione della politica çtgricola. E invece,
nemmeno questo. Partiti con un mese
di ritardo, i negoziati sui prezzi agricoli
si sono trascinati svogliatamen te sino a
oggi . A campagna ormai in iziata, un
accordo sembra ancora lontano. E se i
ministri convocati per domenica non
ri usciranno a fissare i prezzi en tro maggio , dovranno aspettare fin dopo la
metà di giugno in attesa delle elezioni
in Gran Bretagna e in Italia.
Ma già sono molte le voci che auspicano un a «non decisione», che avrebbe
per effetto di rinviare la stangata sui
prezzi agricoli che la Com missione ha
proposto per 1'87-88. Sono ancora una
volta i tedeschi a non voler accettare i
sacrifici che la loro politica della lesina
rende inevitabili. Ma tant'è : in una
Bruxelles sempre p!ù bizantineggiante
la coerenza è una moneta sçarsamente
apprezzata.
Di fronte a questo stato di cose,
all 'interno della Comm issione si è da
tempo coagulato un «partito della crisi», che sollecita Delors a non coprire
più con compromessi di ogni genere le
crescenti inadempienze dei governi. Fino ad ora il preside nte era rimasto
sordo ad ogni invito pur non perdendo
occasione, in qualche conferenza stampa e in qualche discorso davanti al
Parlamen to europeo, di lamentare il
progressivo sfaldarsi del suo progetto.
Ma l'evidente falli mento deii'«Europa del possibile» sembra ora averlo
indotto a più battaglieri consigli . Stando a voci raccolte in ambienti vicini all a
presidenza, Delors, sarebbe ormai deciso ad aprire forma lmente quella crisi
che ha finora tentato in ogni modo di
scongiurare. Lo farà, quasi certamente, in modo da portare la questione
davanti ai capi di Stato e di governo
che si riuniranno a Bruxelles a fine
gi ugno. Ma, osservano in molti , potrebbe essere ormai troppo tardi .
Andrea Bonanni
<< fabbrica della follia» come veniva chiamato prima dell'entrata in vigore della << 180~,
quando contava più di tremila ricoverati.
Un complesso triste e in parte malandato
nei cui padiglioni vivono tuttora 360 persone (altre 800 sona affidate a comunità), a
riprova che «i manicomi non sono mai stati
chiusi». Ciò che più è appar~o drammatico
ai promotori dell'inchiesta è il fenomeno
cosiddetto dei << desaparecidos»: di quei malati, cioè, vittime delle dimissioni selvagge,
gente di cui si è persa ogni traccia.
Nella sola provincia di Torino sarebbero
caos
~
te~pÌdi atte'Sa(fino a sei mesi) per ottenere
dalla Regione il ricovero in case di cura
private o convenzionate. ServiZi pubblici
carenti, dunque, cui <<per fortuna sopperiscono enti di beneficenza e gruppi di volpntariato». <<Come laico - ha sostenuto Pezzana- mi tolgo tanto di cappello dinanzi al
'Cottolengo' dove i malati di mente vengono
trattati come in un albergo. E pensare che
ogni paziente a carico della struttura pubblica costa a Torino qualcosa come sette
milioni al mese ·.
Beppe Rovera
"I~aaaano-re:naen1.e-u ea >Yaer..;;as'é~·;a·ì'i~p~;ii~. -u-;,;;~r~ . CJttaaano
nese ha vinto 2,3 miliardi di lire al
ma di autopunizione incon- Lotto cermanico. La giocata era stata
scia per impedirsi di far ma- fatta tramlte n'agenzia tedesca:
le alle figlie, che lei vedeva
come un ostacolo nella sua
carriera».
- I figli vengono affidati a
-volte a parenti?
REGGIO CALABRIA - Un pre«Alessandra, 12 anni, figlia •
giudicato di 24 anni, Antonino
di una nota terrorista che si Ficara, ha investito e ucciso a Reggio
trova in carcere, vive coi Calabria con la sua auto, lungo la
superstrada, un altro pregiudicato,
nonni ».
Ferito in un agguato
uccide Io sparatore
Alberto Ronchey (per il giornalismo),
Renato Minore (per la letteratura) e
Danilo Mainardi (per la difesa dell'ambiente). La premiazione avverrà
il 30 prossimo a Capri. _
Pregiudicato assassinato
Quattro ordini di cattura
REGGIO CALABRIA - La pro•
cura della Repubblica di Palmi
ha emesso quattro ordini di cattura
Un arresto a Venezia
VENEZIA - Luciano Casoli, vi•
cepresidente della <<Oerlikon Italiana», l'industria d'armi svizzera, è
stato arrestato per r-eticenza dal giudice istruttore del tribunale di Venezia, Carlo Mastelloni, al termine di un
interrogatorio riguardante i rapporti
della «Oerlikon» e il Sid (Servizio
segreto italiano) su una presunta
esportazione d'armi nel Sudafrica
nello stesso luogo. La sosta
vietata costituisce un illecito di natura permanente che
può essere sanzionato uria
sola volta e non più e più
volte nell'arco della stessa
giornata o di più giorni successivi. Il cittadino cioè ha il
diritto di essere multato una
sola volta se la sua vettura
rimasta sempre ferma .
M. A.C.
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Sono
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Dali 'intervento di Altiero
Spinelli al XXXI Congresso
del·Partito Radicale, Firenze,
l Novembre 1985
... Il fatto è che non c'è più, oggi, alcun grande
problema concernente l'economia, la moneta, il
collegamento solidale del nostro sviluppo con
quello dei paesi poveri del mondo, la difesa,
l'ecologia, lo sviluppo scientifico e tecnologico,
l'universalità della cultura, non c'è grande
problema che possa essere affrontato
seriamente con criteri·e con stmmenti
nazionali.:. Ma se le ideologie si riduconocome sono ridotte oggi - a poco più che slogan
per i piccoli militanti, così necessari ai grandi
partiti per le grandi occasioni elettorali, se
prevale il desiderio di andare al potere per
gestirlo così com'·è - sia pure dichiarando che
si vogliono fare altre cose fino al momento in
cui si arriva al governo - quando si arriva al
· governo, si gestisce quel potere.
Voi radicali avete già fatto l'esperienza al
privilegiati della libertà e del benessere
tempo del divorzio dove c'era nel Parlamento,
una maggioranza divorzista. Ma se non ci fosse nell'Ovest del mondo, sono i tre grandi
· problemi di civiltà della nostra epoca. Ai quali
. stati voi con la vostra azione, quella
si aggiunge la distruzione progressiva
maggioranza non si sarebbe mai costituita .
dell'ambiente che stanno realizzando nord,
perché avrebbe trovato altre dieci priorità
sud, est e ovest.
prima di occuparsi del problema del divorzio.
La stessa cosa esiste oggi per l'Europa... Vi
28 Gennaio 1986
dovete fare missionari, dovete andare a fare
questa azione negli altri paesi e soprattutto, io
direi, dando subito una priorità a tre paesi: la
Francia, la Germania e la Spagna ...
... Sappiate dunque assumere quest'azione
portando in essa il vostro fervore ed anche il
vostro grano di follia.
Lettera a Olivier Dupis,
radicale e antimilitru;-ista,
detenuto a Bruxelles per
affermazione di coscienza
"Si, la fame nel Sud del mondo, l'assenza di
diritti nell'Est del mondo, l'egoismo dei
Campagna di infonnazione dei Deputati
Radicali al Pariamento Europeo
e
Pag. 2
l 0 Giugno 1986
L'Italia del popolo
IL GRANDE ARCHITETTO
DELL'EUROPA SI È SPENTO
DA VENTOTENE ALLA STORIA
di Giorgio Braccialarghe
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stesso Spinelli, la mortificazione di dover fare i
conti con una classe dirigente, inguaribilmente
provinciale e, quindi,
nemmeno in grado di
provvedere alla naziohe.
Fu un vero miracolo
per il buon Altiero conservare la propria indipendenza, ma in ogni battaglia, sovente diventata
di retroguardia, la difesa
delle posizioni europeiste,
insidiate dagli idolatri
della sovranità nazionale,
g1i richiedeva defatigante
determinazione e tanta,
tanta pazienza.
Era come se egli additasse le più alte cime alpine e ne pretendesse la
conquista da parte di
omuncoli sofferenti di
vertigini persino in
pianura.
Ciò nonostante non disarmò mai. Pochi giorni
prima di andarsene definitivamente, telefonò a
Strasburgo, ad un collega
della Commissione istituzionale del Parlamento
europeo, di cui era presidente: «Organizzate il lavoro, senza più contare
su di m e».
Accettava stoicamente
la fine del suo viaggio terrestre, con la certezza che
nulla e nessuno poteva,
ormai, ammainare il vessillo attorno al quale il
vecchio continente avrebbe ritrovato, nell'unità, la
sua
missione
civilizzatrice.
AH
tocchi non secondari, apportati dagli stretti collaboratori dei due redattori, per bisogno di precisione. Collaboratori che
avrebbero meritato di essere inclusi in quella placca, come, del resto, U rsula, Gig1iola, Fiorella Spinelli nostri preziosi anelli
di congiungimento con i
nuclei an ti fascisti che andavano sorgendo nelle
città italiane. ~a ciò, detto per inciso, ha poca importanza, specie nel momento in cui Altiero ci lascia e non v'è architetto
della sua taglia a continuarne l'opera.
Un'opera resa più ardua dalle risorte strutture partitiche nazionali
contro le quali avremmo
dovuto premunirei, sin
dal principio.
Li vedevamo risorgere,
attorno a noi, i Partiti po-:
litici travolti dal fascismo
e, ancor prima, dall' alluvione dell'ottobre rosso.
Avremmo dovuto combatterli, come essi ci combattevano; liberare il terreno dalla loro presenza,
se volevamo gettare le
fondamenta della costruzione europea.
Altiero si illuse di piegarli al nostro scopo, di
potersene servire e accadde ciò che doveva succe- ·
dere. Inevitabilmente.
Furono essi, i Partiti,
ad occupare lo spazio nel
quale dovevano manovrare i federalisti europei,
il che comportò, per lo
UE
no proponevamo soluzioni, variazioni, correzioni
dei problemi da affrontare, dando la stura atla
discussione generale; nelle viuzze del villaggio,
nelle quali ci accompagnavamo a determinate
ore della giornata, desiderosi di moto e, più, di
chiarire a noi stessi i dubbi che ci turbavano.
A due a due, misuravamo con i nostri passi,
avanti e.indietro, la piazzetta principale.
Ernesto Rossi dal pizzetto caprigno, mefistofelico e Dino Roberto, Arturo Buleghin ed Enrico
Giussani, Eugenio Colorni e Altiero Spinelli: era
un continuo cambio di
coppie e scambio di idee.
Con Altiero Spinelli, poi,
non ricordo un giorno di
deroga alla nostra abitudine di cadenzare, con
commenti sugli argomenti più vari le nostre
passeggiate.
A Ventotene v'è una
placca che ricorda solo tre
nomi del gruppetto federalista. Ada Rossi si assunse la responsabilità di
averla voluto, lei, così
composta, ma ebbe torto,
perché se è vero che nessuno può togliere la gloria ad Altiero Spinelli ed
Ernesto Rossi di essere gli
indiscussi padri italiani
del federalismo europeo,
non è meno vero che il
~anifesto, portato in
continente da Ursula Spinelli, aveva conosciuto ri-
HA
Mi piace pensare alla
scomparsa di Altiero Spinelli come al r-itiro del seminatore, a fatica compiuta; nel cascinale dove
resterà con se stesso, durante le morte stagioni.
Non lo vedremo più
aggirarsi, premurosamente vigile, perché l'autunno inoltrato e l'inverno
non richiedono l'opera
del coltivatore, ma lungo
i solchi, ben tracciati, la
custodita sementa si
schiuderà affinché, con la
giovane primavera, la vita riprenda a fiorire.
L'abbiamo vissuto assieme il miracolo dell'eterno ritorno, a Ventotene, quando, con l'animo
proiettato al gran sogno
europeo, ci inchinavamo
su di un fazzoletto di terra per costringerla a sopperire alle nostre necessità quotidiane, ed ogni
piccola presenza di verde,
che vedevamo spuntare,
ci gratificava della gloria
di un trionfo.
~etafora per metafora, valeva la pena di gioire degli avari raccolti concessi dall'orticello, in attesa delle più copiose
messi sperate dalla mietitura continentale. Ma,
spesso, gli entusiasmi si
raffreddavano nei silenzi
e nelle astiose incomprensioni di sacerdoti di anacronistiche religioni da
noi superate.
Al nostro invito a costruire il futuro, veniva
· contrapposta la volontà
di riattaccare i cocci del
passato per rappezzarli
ali' uso dell'oggi e del
domani.
Si aveva voglia di impugnare una ramazza e
spazzare via tutto, oppure di appartarsi per lasciare alla incoscienza umana
di forgiarsi ancora delusioni, ancora amare esperienze, tanto simili a quelle per ·cui senso di colpa
e rimorso si tramandavano di generazione in
generazione.
Era sempre Altiero a
richiamarci ali' osservanza del dovere, consistente nel mettere e conservare in moto i meccanismi
ideati, senza preoccuparsi troppo degli intralci opposti dai luddisti del conservatorume ideologico.
Non molti eravamo,
ma quanto attivi! Nella
nostra mensa, ove a tur-
DALLA PRIMA PAGINA
L'INSEGNAMENTO DI
ALTIERO SPINELLI
di Andrea Chiti-Batelli
Il carattere, il pensiero,
l'azione, la capacità di rin. novarsi: questi, credo, sono
i quattro parametri su cui
misurare le qualità di un uomo, e in particolare di un
uomo politico. E così va
esaminata anche la figura di
Altiero Spinelli.
I primi due aspetti sono i
più noti.
Anzitutto, la piantauomo: il giovanissimo militante comunista e antifascista, il quale ha saputo
affrontare la prigione e il
confino- che gli hanno distrutto la giovinezza- senza un cedimento, anche
quando la riflessione e lo
studio gli avevano fatto per-
dere la fede a causa della .
quale era stato imprigionato.
In secondo luogo il pensatore politico: quello che,
dal Manifesto di Ventotene,
in gran parte opera sua, all'ultima intervista sul raid
anti-libico degli Stati Uniti
. ha visto con rigorosa chiarezza e ha tenacemente ridi- ·
mostrato che gli Stati Euro- ·
pei divisi non hanno avvenire; sono, come diceva Einaudi, «polvere senza sostanza»: sì che la stessa battaglia democratica per la libertà e la dignità umana,
che era ieri una battaglia antifascista, è ormai, dal dopoguerra, la battaglia fede-
ralista. L'unità europea questo è il succo del pensiero di Spinelli, non solo non
è un'utopia, ma è certa e anzi si sta già realizzando: resta solo da vedere se sarà
un'unità imperiale, di cui
l'Europa sarà l'oggetto, o
un'unità realizzata da noi,
tramite la quale l'Europa
tornerà padrona del suo
destino.
Viene poi l' uomo d'azione, che ha sempre agito in
rigorosa coerenza con questo lucido e sobrio pensiero,
condividendo con Ernesto
Rossi il disprez:-1, per l'«aria fritta» del bt :· .o europeismo ufficiale c ·.e - sono
seguE: a pag. 6
molto v1cmo a noi, fin
dall'inizio, per la riforma
delle istituzioni repubblicane in senso presidenziale, nettamente contro le
degenerazioni parlamentaristiche e partitocratiche
della nostra Repubblica.
Interprete, anch'egli,
della più genuina tradizione repubblicana e
mazziniana, magari senza
saper/o. Da Mazzini a
Ghisleri i repubblicani.furono sempre contro il
parlamentarismo. Mazzini in Italia fu il pensatore politico che seguì con
simpatia, più che la rivoluzione francese, la rivoluzione repubblicana
americana e divinò l'era
americana. E Crisafulli
come altri grandi costituzionalisti, si comportò
sempre nella nostra battaglia per la riforma istituzionale, ma anche la sua
altissima rinomanza e
competenza non furono
sufficienti a con vincere i
politicanti che guazzano
nella palude di questo sistema. Ed ora anche lui ci
ha ha lasciato soli.
AGOPUNTURA
Secondo il così detto
onorevole Nicolazzi, minisl11 dei Lavori Pubblici, requo canone dovrebbe registrare aumenti da/
cinquanta al duecento per
cento.
Sarà bene che il Comune di Roma cominci a costruire molti ponti sul Tevere, .sotto i quali i pensionati e i lavoratori a
reddito fisso possano trovare albergo.
L'Italia
del
popolo
Direttore responsabile
Giorgio Vltangell
Roma - VIa del Corso 504
Tel. 06/36.19.450
n. 112/81 del16 marzo 1981
Abbonamento annuo L.20.000
Sostenitori
L.SO.OOO
c/c n. 84263003
Fotocomposizione:
PanSystem VIa Marcantonlo
Colonna n. 114 Roma
Stampa Co.La.Graf
·L Europe inachevee
CI'Aitie~ro Spinelli t,~f{6~lÙfVE
7
Le père de I'Europe fédéraliste s'est éteint à Rome
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LA LUTTE D'UNE VIE.
La solitude de trois années
de ,ségrégation cellulàire lui
permet de «découvrir qu'entre
ciel et terre, il y avait plus de
choses que n'en soupçonnaient
la philosophie marxiste et; le
communisme : par exemple,
les malheurs de la liberté, la dé-
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L'Europe, aujourd'hui, ne fait
plus rever. Mais elle aura fait
rever- et plus encore ceuvrerl'infatigable lutteur qu'était Altiero Spinelli jusqu'au terme
d'une destinée tòut entière
. construite autour de l'idéé européenne. Tel un roe dans la
tempete des désillusions, il
nous confiait encore le 24 mài
1984, lorsque «La Libre» avait
fait de lui son «I.nvité du mais» :
- J'accepte un certain sens
tragique de la vie et des entreprises hurpaines, mais je pense
que ies chances de faire l'Europe existent encore parce que
persiste le réflexe de ne pa:; accepter la déchéance. A la limi-
HA
Spinelli s'est éteint, vendredi
matin, dans une clinique romaine.
Avec cet homme de 79 ans
disparait le dernier grand
chantre1de l'Europe fédéraliste.
De cette Europe romantique,
inspirée par un réalisme visionnaire, que la technocratie
moderne, vouée aux compromis plus qu'au souffle qu'inspirent les grands desseins, juge et
rend plus que jamais utopique.
mocratie ignorée par les communistes ... » Sa réflexion le conduit, en 1937, à la rupture avec
les communistes qui, tout à
l'opposé, s'enfonqmt dans le
stalinisme.
Aprè.s treize ans de prison, il
est banni dans les il es Pontines,
havres de liberté dans l'Italie
fasciste («On y pouvait dire tout
ce qu'on voulait sans risquer la
prison puisqu'on y était déJà !»), et y assiste à l'embraseF.ASCISME ET COMMU- ment du monde. La chevauchée
NISME. Pourtant, le ieune Soi- d'abord irrésistible de Hitler
nelli était, au départ, marqué l'amène à penser que les Etats
idéologiquement. Né e n 1907 européens sont vermoulus et
dans une famille socialiste des qu'après la guerre, «il ne fauAbruzzes (soil père poussa l'an- drait pas rebatir les anciennes
ticléricalisme jusqu'à donner à démocraties, mais bien établir
ses enfants des prénoms qui ne une fédération européenne»,
soient pas de saints ... ), il s' enga- une Europe libre et démocratige à l 7 ans dans la jeunesse
communiste. Son antifascisme que. La réflexion prend corps
le conduit dans la clandestinité en juin 41, dans le «manifeste
et lui vaut, à yingt ans, d'etre pour l'Europe libre et unie»,
condamné à ... seize ans d'em- connu aussi sous le nom de
«manifeste de Ventotene».
prisonnement.
te: les crises actuelles le favorisent : elles peuvent aussi susciter d es sursauts...
·
Toute son idéologie se trouve
dans ces propos, fondés sur la
conviction profonde que seule
une Europe de l'homme pour
l'homme pourra sauver de la
déchéance les grandes nations
issues d' Athènes et de Rome. Le
reste, dans son combat politique, n'aura été qu'accessoire ...
AH
UE
'Europe, notre Europe,
vient de perdre sa conscienL
ce, une part de son ame. Altiero
COMBAT ET SCEPTICIS·
ME. En 1943, la chute de Mus-
solini lui fait redécouvrir la liberté et l'action: il fonde aussitot le «Mouvement fédéraliste
européen» qui s'exporte alors
meme que la guerre n'est pas
terminée. C'est en fédéraliste,
pronant la création immédiate.
de structures politiques, qu'il
manifestera, quelques années
plus tard, ses réticences devan
l'ceuvre entreprise par les
«fonctionnalistes» que guide
J e an Monnét.
· Son combat et son scepticisme le vouent à la marginalité :
le premier sur la scène politique italienne (il s'est rapproché
du parti socialiste parce qu'il
était «allié de tous ceux qui faisaient ma politique»), le second
par rapport à la Comrnunauté '
européenne. Il voit en celle-ci
un outil obligatoire quand, en
l ~no. il devient commissaire
européen. A soixante-trois ans,
il cesse d'etre un «sauvage» ; le
combat reste.
~ "'..-di&, - 1
)
.
[t'-·1.r r/ t)f"t
. A Strasbourg, le député n'est
pas de gauche, seulement et totalement eurapéen. En 1980, il
fonde le groupe du «Crocadile»
afin d'amener le Parlement,
toutes tendances confondues, à
assumer une tache réformatr4ce. Ouatre ans plus tard, c'est à
une immense majorité que san
projet de «traité d'Union européenne» est adopté.
COMBAT INACHEVE. Ce
document aurait pu etre la consécration d'un combat pour une
idée. Les gbuvernements européens en ont décidé autrement.
Altiero Spinelli était trop sage
pour s'e n émouvoir durablement, lui q~i disait parfois: «Je
sais bien que l'Eurape n'est pas
nécessaire, l'histoire peut se
passer d'elle. Nos pays peuvent
végéter dans la médiacrité, en
se consolant au souvenir d'un
grand passé et en se laissant
ballatter entre les deux
grands»...
·
Un autre grand d'Europe,
Paul-Henri Spaak, avait intitulé ses mémoires «Combats inachevés» .. Les combats d'Altiero
Spinelli, eux, s'écrivent dans
leur convergence au singulier.
Europe ! Puisse le souvenir de
cet homme de canviction longte:rp.ps éclairer, tel un phare,
ceux qui se lèvéront pour le
poursuivre. Et l'achever. ·
Michel THEVS
LA BOUCLE BOUCLEE.
A~tie~o Spinelli : une lutte d'uné vie pour éviter à I'Europe la
decheance. Comme l'a écrit M. Tindemans, «ce décès constit"!e une dure épreuve pour tous ceux qui ont fait de l'unificatlon européenne le premier devoir politique de la généra·
tion actuelle. (Photo News\
Altiero Spinelli est plus un penseur qu'un organisateur: ce
n'est pas à Bruxelles que ce t
homme peut donner toute sa
mesure. Il songe à la retraite, à
ses mémoires. Les socialistes
songent à lui pour la mairie de
Rom.e. Il décline: ce n'est .pas
scin combat. Par contre, le Parlement européen qui va etre
pour la première fais élu au suffrag~ uni versel direct ...
Le parti cammuniste de Berlinguer saisit la balle. au band.
Le stalinisme est lain et on lui
garantit liberté de vate et de parole : le problème de conscience d'Altiero Spinelli ne dure
qu'une nuil!t ..
L A l(Jif\..S: Q~l,tv"&
1.'•'1.r _ ~-
1)1'
LA MORT D'ALTIERO SPINELLI
Lui, Ulysse ...
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Jusqu' à la fin, Altiero Spinelli aura
lutté pour que la Communauté européenne soit animée par une volonté,
par une politique fondée sur un
concept, aura lutté à contre-courant
pour que les progrès empiriques
soient autre chose que le fruit de
compromis entre des nationalismes.
lntervenant quelques semaines après
celle de Robert Marjolin,qui fut un
architecte, sept ans après celle de
Jean Monnet, le créateur politique
par excellenc_e, la disparition de Spinelli, l'idéologue de I'Europe, ferme
la dernière page d'un chapitre qui
raconte des espoirs déçus, des
enthousiasmes éteints, des peurs
triomphantes.
Il était un parlementaire européen
parmi d' autres et peu connu hors de
son pays dont la classe politique
l' avait mis sur la touche parce qu' en
rien il n'y était notable, qu'il n'en
partageait pas les travers. En ces
dernières années, il s' était fait, dans
une épaisse barbe bianche, la téte de
Marx ou de cet UJys~e le rusé, dont il
avait pris le nom dans la clandestinité des années 1925. Dans sa maison de Sabaudia, entre les anciens
marais Pontins et la Tyrrhénienne, à
une portée de flèche de la grotte du
Circeo où Ulysse avait visité la magicienne Circé, Altiero Spinelli avait
rédigé le bilan de son existence sous
ce titre-programme ironique : « Comment j' ai tenté de de venir sage, moi,
Ulysse. » Seui le premier tome, qui
va jusqu'en 1945, était paru (le
Monde du 29 juillet 1984).
permanent du parti, condamné en
adopter, en septembre 1983, un
1928 à seize ans et huit mois de pripian d'union européenne donnant à
son par le tribuna! spécial fasciste.
l' Assemblée un pouvoir - législatif,
Après trois ans d'isolement à Luc- dans la ligne de ses initiatives répéques, puis Viterbe et Civitavecchia, il
tées. Jusque dans les derniers mois,
est envoyé en résidence forcée dans
il bataillera sans répit pour entrainer
les iles de Ponza et Ventotene.
la commission des affaires institutionnelles, qu'il préside, à briser les
Sa bataille intérieure y est double :
l' approfondissement de sa culture . limitations de pouvoir qu'impose la
règle de l'unanimité.
marxiste s'accompagna d'une remise
en cause de la stratégie du KominMais le passage des générations
tern. Il refuse le stalinisme. Le comité
au pouvoir dans les pays membres
directeur clandestin des internés
de la Communauté accentua la solicommunistes prononce son exclusion
tude d' Altiero Spinelli. Il a toujours
en 1937, ce qui signifte la mise en
été la voix clamant dans le désert,
quarantaine absolue.
mais ceux qui l' entendent encore ne
comprennent plus, faute de souveTransféré à Ventotene en 1939,
nirs et d'expérience, ce qu'il y a de
Altiero Spinelli y travaille avec
nécessaire dans ce prophétisme. Il y
Ernesto Rossi à réfléchir sur l' aprèsa trop d'impulsion d'hérésie chez
guerre : dès 1943, ils parlent de
Spinelli, trop peut-étre de donconstruction européenne, proposant
quichottisme, pour émouvoir ces perun « pouvoir démocratique européen », pour dépasser les nationa- sonnages politiques qui manipulent
les faits immédiats, non les projets.
lismes. Leur « manifeste de VentoSi une vie a pu sembler gorgée de
tene », reposant sur la confiance que
déceptions, n'est-ce pas la sienne 7
l'Europa retrouve la maitrise de son
destin, aboutit au remaniement des
Jusqu' au terme, il a pourtant
vieux concepts : « réactionnaire » ou
voulu et imaginé. Sa patrie méme lui
« progressiste » ne se définissent
a été ingrate, alors qu'il en incarnait
plus par relation à la nature ou au
cette lignée d' esprits la'iques, toudegré du socialisme, mais selon un
jours en opposition, posant ~s
autre type d' ordre, celui du fédéral'Europa le cadre d'une unité paralisme au sens large. Est par excelchevant celle de la nation. Une lignée
lence « réactionnaire » la prédomide conquérants civilisés, d' athées
nance des « passions populaires » mystiques, étrangers à toute rhétoridéferlant dans les nationalismes. Et
que du sentiment, mais généreux et
« progressiste », la structure qui les amicaux à qui croisait leur déterminadépasse.
tion. Un grand ltalien de la méme
trempe qu'lgnazio Silone.
HA
Altiero Spinelli, député
européen (apparenté PCI) et
ancien membre de la Commission de BruxeUes, est mort le
vendredi 23 mai à Rome, à
l'ige de soixante-dix-neuf ans.
(le M onde du 24 mai.)
Le savoir
et le pouvoir
Sous cetta barbe, il y avait eu un
beau masque de séduction, puis une
face de . proconsul de pierre. Mais
toujours un homme seui, ambitieux
d'appartenir à la minorité et de la
conduire. Né au Brésil en 1907, au
hasard de la carrière de son père,
grandi à Rome, il avait été introduit
par ce père aux grands auteurs théoriques du socialisme : Marx, Engels,
Lasa Ile, puis à l' athéisme militant. A
peine agé de dix-sept ans, il adhérait
aux Jeunesses communistes, « agité
parla passion politique de l'action et
du commandement, séduit par une
organisation qui se présente comme
un e/ergé... , décidé à devenir ce que
le fondateur de cet ordre avait appelé
« le révolutionnaire professionnel ».
Les deux faces d'une méme pas-,
sion : fascination du pouvoir et goOt
du savoir, . du franchissement des
bornes de la maitrise, guident son
existence clandestine d' étudiant et
d' organisateur pendant trois ans.
Mais Altiero Spinelli supporta mal les
règles de l'« ordre » auquel il s'est
soumis, il revendique son droit à penser par lui-méme. Avant toute rupture avec le Parti communiste, il est
arreté par hasard, démasqué comme
La hantise de I'Europe
Secrétaire général du Mouvement
fédéraliste européen jusqu' en 1962,
puis délégué général de I'Union européenne des fédéralistes, fondateur et
animateur de l'lnstitut des affaires
internationales de Rome - organisme de réflexion, - Altiero Spinelli
sera chef de cabinet de Pietro Nenni
au ministère des affaires étrangères
en 1969. Episode de participation à
la vie politique, après lequel il devient
membre ·de la Commission des Communautés européennes, chargé -de la
production industrielle et de la
recherche.
Il accepte, en juin 1976, d' étre
présenté aux législatives comme
indépendant sur les listes communistes, renouant ainsi, après cinquanta ans, avec l'ami de sa jeunesse, puis l' advers'aire féroce de
toute sa vie, Giorgio Amandola, l'un
des principaux dirigeants du PCI,
auquel Spinelli lui-méme l'avait
amené. Il s' en explique alors (le
Monde du 18 mai 1976) par deux
motifs : la conviction que les communistes italiens « ont changé, révisé
beaucoup de leurs concepts, désacralisé leur histoire (.. J, pensent leur
action en termes de participation
démocratique ». Et, d'aut re part,
l' espoir de contribuer à un gouvernement de gauche fort en ltalie qui
mette en piace « une politique de
réformes structurelles », ouverte sur
l'Europa, « instrument de transformation des structures sociales ».
A Rome comme, plus tard, au Parlement de Strasbourg, Altiero Spinelli
est assez seui, dans le no man's land
des concepts qui l'inspirent. Il fait
JACQUES NOBÉCOURT.
ROMA MAZZINIANA
TRIMESTRALE DELL'ASSOCIAZIONE MAZZINIANA ITALIANA -
ANNO V - N. 3-4
SEZIONE DI ROMA
LUG.-DIC. 1986
UE
Segue in seconda pagina
HA
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AH
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HA
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I socialisti del secolo scorso ritenevano che il giorno in cui tutti
gli stati fossero diventati socialisti l'unificazione sarebbe stata automatica, mentre i /iberisti riteneva che l'unificazione si sarebbe
fatta ·solo dopo che fossero stati eliminati gli ostacoli alla liberazion,e degli scambi. Anche Mazzini cascçt. in un idolum analogo,
illudendosi che alla liberazione delle singole patrie sarebbe successa, ipso facto se non ipso jure, anche l'unificazione europetf; che
lui non chiama sovranazionale, ma il concetto era lo stesso.
Questi ultimi decenni di difficile parto europeo ci stanno invece dimostrando che di automatico non c'è proprio niente!
L 'Europa unita potrà essere socialista o liberista, a seconda di
come la vorranno i suoi elettori, ma i veri ostacoli che s'incontrano sul cammino della sua unificazione sono di altra natura.
L'ostacolo principale, infatti, è la resistenza che oppone lo stato
nazionale, voluto a suo tempo proprio da Mazzini, a cedere
quella parte di sovranità, senza della quale nessuna costruzione
di tipo statua/e, che sia in qualche modo superiore allo stato
stesso, sarebbe mai possibile.
Ognuno è in larga misura schiavo del proprio ambiente e
noi dobbiamo valutare l'opera di Mazzini collocandola appunto
nel suo tempo, che era quello del risveglio delle nazi?nali~à~ I~
prezzo che si doveva pa~are per questo era che la nazz,on:altta st
sarebbe poi concretata m una forma statua/e. Mazztm questo
l'aveva previsto, sapendo che ci voleva l'unità dello stato per
sancire l'unità politica ed economica di un popolo già storicamente caratterizzato da una certa unità culturale.
La sua battaglia fondamentale fu quella per la libertà, perché
egli contrapponeva l'Europa dei popoli all'Europa dei tiranni,
cioè l'Europa della libertà alla Europa dell'assolutismo dei principi, della Santa Alleanza metternichiana. . .
Io sento Mazzini soprattutto come uomo dt azzone, ma naturalmente non metto in dubbio che sia stato pure un grande uomo di pensiero, perché basta leggere anche solo la centesima parte dei suoi libri, come ho fatto io, per rendersene conto! Però ho
l'impressione che Mazzini teorizzasse soltanto nella misura in
cui lo ritenesse indispensabile per raggiungere, grazie all'azione,
i fini che gli stavano più a cuore. Non era il teorico che credesse
al valore della teoria per sé stessa, come può essere stato per
esempio il caso di un Kant, o di tutti i filosofi di ogni tempo,
che mettevano il loro pensiero su carta e poi magari dicevano:
forse qualcuno leggerà e ne trarrà le conseguenze che s'impongono sul piano morale e dell'azione.
In Mazzini l'unità tra pensiero e azione era così viva che
l'elaborazione teorica poteva anche essere dilazionata (lasciando
per esempio una pagina incompiuta, sicuro che poi ci sarebbe
AH
Mazzini e la missione storica
dell'Europa
stato un «mazziniano» per completarla); ma il terreno dell'azione, quello gli bruciava dentro perché era legato a contingenze
storiche che lui, uomo estremamente concreto, (dissento nettamente dall'opinione corrente di un Mazzini astrattamente utopista), non voleva che gli sfuggissero di mano senza aver prima
tentato tutto il tentabile per adattarle al suo disegno. Quindi
soffriva terribilmente di ogni rinvio e dello stesso incerto procedere delle cose.
L 'intuizione che egli ebbe della «Giovine Europa» è la pagina mazziniana che più ci viene spontaneo di citare oggi, non
solo perché ne è da poco trascorso il 150esimo anniversario, ma
anche perché l'Europa è sempre più tragicamente necessaria, pur
restando allo stato dei fatti, più o meno una bella chimera.
Dobbiamo veder/a però criticamente, questa «Giovine Europa» non tanto perché è nata da una breve riunione di poche
persone (che, con tutte le loro buone intenzioni, non hanno spostato il mondo) quanto perché il concetto stesso di «Giovine Europa», come la concepiva Mazzin i, non comportava l 'associazione di un gruppo internazionale di uomini il cui compito fosse
direttamente quello di creare l'unità europea (questa è la diffe-
Per un normale avvicendamento di responsabilità a seguito dei recenti cambiamenti intervenuti dopo il convegno di Catania negli organigrammi dell'AML Luciano
Bolis e Claudio Corduas lasciano con questo numero «Roma mazziniana» e rivolgono a tutti i lettori un affettuoso
grazie per l'attenzione prestata, in condizioni non facili
ma sempre sostenuti dalla solidarietà degli amici.
Al seguito del Congresso nazionale di Catania del
maggio scorso in sostituzione del rimpianto Giuseppe
Tramarollo, l'on. Michele Cifarelli è stato eletto presidente nazionale dell'Associazione Mazziniana Italiana, nell'assemblea nazionale svoltasi a Senigallia.
Roma Mazziniana che annovera Cifarelli tra i membri del proprio Comitato di Direzione gli rivolge
voti augurali.
Agli incarichi di vice-presidenti sono stati eletti il
prof. Giulio Cavazza di Bologna, la prof.ssa Maria
Pia Roggero di Milano, il prof. Mario Sipala di Catania, il dott. Gennaro Zanélli di N apoli.
Il presidente uscente dott. Antonio Fussi è stato
eletto presidente onorario.
Storia e scuola
un Convegno AMI
Or è un anno, Arturo Colombo scriveva che Tramarollo, riproponendoci ogni volta la fertile vitalità della lezione mazziniana, ci
costringeva a prendere atto che mai come adesso ogni questione politica è e non può essere altro che una questione morale. Sotto questo aspetto, «la sua insistenza (quasi monotona eppure intrepida), a
favore di una riforma della scuola, coerente, non demagogica né stupidamente permissiva, continua a valere, come drastica presa di posizione, contro chi non capisce, e finge di ignorare, che senza crescita
civile e culturale ogni sviluppo democratico è bloccato, anzi risulta
addirittura impossibile».
In questo spirito, l'A.M. I. ha appuntato la sua attenzione sulla disciplina portante della crescita culturale, la storia, come conoscenza
delle proprie radici, conoscenza indispensabile per confrontarsi con
le realtà sociali e con le trasformazioni del presente, nonché con le
premonizioni dell'avvenire.
Segue in seconda pagina
1
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renza sos~nziale tra la sua «Giovine Europa» e il nostro tentativo qi oggi, èhe risale al tempo della Resistenza, di rimettere in
piedi questo vecchio continente realizzandoné l'unità), ma che
invece s'impegnavano a compiere, ciascuno nel proprio paese,
analoghe rivoluzioni nazionali.
L 'unità si riscontrava sul piano morale e nel motivo ideale che
tutti ugualmente ispirava: questa è la grande novità, il grande
merito dell'iniziativa mazziniana, anche se in realtà non era
concepito, direttamente in funzione della realizzazione di una costruzione politica europea quale l'intendiamo noi oggi. Ci troviamo infatti in una sit~zione storica in cui il problema dell'Europa si presenta con una urgenza tutta particolare, che richiama alla memoria il concetto eminentemente religioso di «missione» che
Mazzini in quel tempo attribuiva all'Italia. Bisognerebbe infatti
che, mazzinianamente, la nostra Italia di oggi, che lo è così poco,
trovasse in sè la forza per una mobilitazione popolare che ci facesse uscire dal! 'attuale pericolosa situazione di ristagno.
,
Abbiamo dei parlamentari europei che· hanno elaborato
nell'84 quello che si potrebbe senz'altro definire un nuovo progetto di costituzione europea, ma alla fine non si ha avuto il coraggio di imboccare la via rivoluzionaria delle costituzioni ottocentesche, e così si aspetta che i governi, che hanno il potere in
mano e sono tanto poco disposti a cederlo, si mettano d'accordo
per dare corso a quella soluzione; che per una volta è una proposta non elaborata da diplomatici, bensì da rappresentanti del
popolo e quindi, sostanzialmente, dal popolo stesso.
Basterebbe che un governo facesse propria questa proposta e a
sua volta la proponesse con fermezza agli altri perché sul piano
giuridico questo iato, tra l'attuale livello puramente consultivo
del Parlamento europeo e il livello deliberante che si richiede invece per la ratifica da parte degli stati interessati, fosse superato,
e perché la proposta del Parlamento Europeo diventasse automaticamente materia di trattato tra stati.
Uno stato, infatti, ha sempre il potere di proporre ad altri
stati un testo opportunamente concepito e formulato che, appunto se vi è accordo, acquista forza di trattato e impegna quindi
tutti gli stati firmatar.i ad accettarne il contenuto. Se c'è uno
stato che prende l'iniziativa, è probabile che altri stati lo seguano sulla stessa strada. Io credo alla missione storica dell'Italia
profetizzata da Mazzini un secolo e mezzo fa e mi auguro che
questa vocazione possa ora, anche tradursi in realtà.
UE
Segue dalla prima pagina
Sull'argomento, noi della Mazziniana abbiamo organizzato un
convegno a Roma, il 17 dicembre scorso, presso l'I~tituto dell'Enciclopedia Italiana. n carattere culturale dell'Associazione ci aveva fatto impostare l'incontro non come ennesima faida politica tra partiti,
bensì, invitando persone di ogni provenienza, come un incontro di
storici e di insegnanti, alcuni dei quali sono anche dei parlamentari,
angosciati di fronte al generale e progressivo depauperamento dei valori culturali ed etici nella società dei giovani, di cui la scuola è la
massima responsabile.
n merito dell'organizzazione va soprattutto a Rosario Romeo,
ma anche al generoso prodigarsi di Giuliana Limiti, Giancarlo Tartaglia e Paola Cecchini.
Abbiamo ascoltato le relazioni degli storici Rosario Romeo, Rosario Villari e Giuseppe Talamo, seguite, nell'ordine, dagli interventi
dei professori: Sen. Valitutti, On. Galasso, Ungari, Sen. Scoppola,
Prini, Gatto, Compagna, Arnaldi, Sen. Ulianich, Limiti, Preside
D'Achille e Masini.
n dibattito - quasi un tema con variazioni - ha accomunate tutti, anche se in diversa misura e con diverse angolazioni, in un vivacissimo dissenso riguardo le proposte ministeriali. Ma sono emersi
interessanti giudizi su alcuni gravi temi di fondo: Rer esempio, sul
ruolo della scuola stessa, giacché non detiene piu il monopolio
dell'informazione e va perdendo anche quello della formazione critica, oppure sull'opportunità di elevare il limite della scuola dell'obbligo al sedicesimo anno di età per ciascun cittadino, al fine di adeguarsi ai livelli europei, non senza difficoltà di carattere geografico
(Nord-Sud, città-campagna) e di carattere legislativo, rispetto alle
norme vigenti sul lavoro minorile, che sarebbero da modificare. Perplessità anche sulla struttura del biennio progettato: continuazione
della Scuola Media e anticamera della Secondaria superiore, insegnamento unico, appiattito, oppure a differenti segmenti, secondo le
tendenze dei singoli allievi, emerse alla fine del preced~nte triennio,
tenendo anche conto delle future occasioni di lavoro? E emerso poi,
confessato amaramente dagli stessi parlamentari presenti (lo ripetiamo, tutti professori), un giudizio assolutamente negativo sulle capacità e sugli strumenti della classe politica, per varare una qualsiasi riforma. n che, assieme alla crisi della stessa storiografica, incalzata dal
progresso tecnico, dai mass-media, ecc., rende possibili confusioni di
linguaggio e colpi di mano, non sempre ingenui e tecnici, come vorrebbero parere.
Dalla· complessa discussione, l'A.M.!. si propone di pubblicare
quanto prima gli atti.
.
Molte e rilevanti le presenze in sala, dove, come ha scritto scherzandone il cronista del Messaggero, «era schierata la generazione di
ferro dell'Istituto Croce, ed era ricomposto il dissidio tra l'ala crociana e quella gramsciana dello storicismo italiano, con adesioni cattoliche e gentiliane». Vi erano, tra gli altri: il Ministro e storico Giovanni Spadolini, il Presidente dell'Accademia dei Licei Francesco Gabrieli, il Direttore dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana Vincenza
Cappelletti, il Direttore dell'Istituto degli alti Studi filosofici di Napoli Tullio Gregory, il Direttore dell'Enciclopedia giuridica Bruno
Paradisi, il Presidente della Fondazione Nenni Giuseppe Tamburrano, il Prof. Andrea Giardina dell'Istituto Gramsci, gli storici Paolo
Daffinà, Emilia Morelli, D'Aquino, Sen. Augusto Del Noce e Nicola Tranfaglia, l'Ispettore Aldo Lo Schiavo del Ministero P.I. e Mario
Errice della Presidenza del Consiglio, gli amici Oronzo Reale, Gennaro Zannelli, Ada Rossi e Nicola Romualdi; i professori Luisa La
Malfa, On. Laura Fincate, Gianna Vernola, Lydia Storoni, On. Guglielmo Castagnetti, Gigliola Corduas. E ancora: Oscar Giannino,
Paolo Bonetti, Stefano Foli, Domenico Russo Rossi, Giuliano Tarlontano e tanti altri storici e sopratutto Presidi, professori e operatori della Scuola secondaria, di cui è impossibile decifrare le firme, apposte nel registro all'ingresso della Sala Igea.
.
I Senatori Franco Ferri e Giovanni Ferrara, i professori Luigi Firpo, Luciano Canfora, Guglielmo Negri, Corrado Maltese, Maria
Grazia Mara, Vincenzo Piano Mortari e parecchi altri hanno aderito
allo spirito del convegno, pur non potendo essere presenti.
.
Ma sopratutto uno storico insigne di area cattolica, Gabriele De
Rosa, invitato da noi troppo tardi, a causa di un disguido, ci ha scritto una lettera esemplare, sottolineando che l'essere <<Cattolico» non
c'en~ra niente in questioni che riguardano la formazione e l'avvenire
delle nuove ~enerazioni, alle quali dovrebbero affidarsi le sorti della
nostra societa. <<Condivido» - egli dice - non solo le vostre perplessità, ma lo sdegno per i colpi di maglio, obliqui e diretti, che si indiri:z;zano contro quel che resta di una grande tradizione storicoumanistica della scuola>>. E, denunciando <<lo squallore della preparazione degli studenti delle materie storiche, depauperate dall'abbaglio
di una sociologia da strapazzo», si domanda - esattamente come noi
-se non sia giunto il momento di radunare intellettuali di ogni parte, che denuncino <<senza tante deferenze il pauroso declassamento
della nostra scuola>>. '
AH
Mazzini ·e la mtsstone storica dell'Europa
l. b.
Storia e scuola ....
Segue dalla prima pagina
Abbiamo preso spunto da un documento del Ministero della P .L,
nel quale dando per scontata l'istituzione di un nuovo biennio
dell'obbligo, dopo la Scuola Media, si avanzano proposte dettagliate
per l'insegnamento della storia ai ragazzi tra i 14 e i 16 anni. Tali
programmi abbandonano l'informazione storica generale secondo
coordinate cronologiche e adottano un sistema tematico, con scelte
suggerite di volta in volta da predilezioni, avvenimenti, o anche da
interessi degli allievi. Abbandonate storia antica e storia medioevale,
sfiorata quella moderna e privilegiata quella contemporanea, questi
temi possono spaziare, mutuando da antropologia, economica, sociologia e psicologia, per tutto lo scibilè (dalla storia della matematica
alla teologia, dall'organizzazione dei trasporti. alla storia dell'arte,
con riferimento anche a culture extra-europee).
Le fonti per un simile insegnamento non possono che rintracciarsi, in ordine alfabetico, in un dizionario enciclopedico, ma gli estensori del documento ritengono, così facendo, di dare ai giovanissimi
allievi l'abitudine al «pensare secondo relazioni» e fornire loro <<in
contesto simulato» quel metodo dì ricerca scientifica, cui si approda
faticosamente, per la prima volta, con la tesi di laurea. n tutto, in
due ore settimanali, mentre altre ·tre ore sono previste per l'educazione civica, giuridica ed economica.
2
Michele Cifarelli
Ancora la sua voce
EU
La _que~tione d~ll'~nsegnamento della religione nella scuola
pubbhca nmane d1 v1va attualità a tre mesi ormai dall'inizione dell'anno scolastico.
Dobbiamo affermare con forza che l'attuazione pratica
della. nuova norm~tiva si è_ rilevat~ pressoché inapplicabile
per 1l caos generalizzato e msanab1le che ha determinato e
per le molte garanzie costituzionali e civili che rischia di infrangere.
E dobbiamo altresì denunciare il fatto che la risoluzione
parlamentare del 16 gennaio che aveva fissato un accettabile
punto di equilibrio e di mediazione fra le spinte diverse è stata sistematicamente trascurata e violata dalle circolari attuative del Ministro Falcucci.
~a: conseguenza è che oggi i problemi si sono tutti aggravati nspetto ad un anno fa.
Al momento in cui siamo infatti non è stata definita la
materia o le materie alterna_tive alla religione e sull'argomento regn~ ~~a grande_ confu~wne. L~ sc~lta degli insegnamenti
~ternat1v1 e ~tata aff1data a1 collegh1 de1 docenti (in molti casi
nsulta non s1a stata neppure compiuta) e la loro realizzazione avviene utilizzando gli insegnanti nelle ore libere, prescindendo com~letamente d~l~ lo~o specifiche competenze. Vi
sono ~tate d altr~ parte d1fflcolta ad assumere supplenti per le
matene alternative e solo nel corso della discussione sul bil~ncio dello Stato per 1'87 è stato possibile inserire una voce
d1 sl?esa che cons~nta. la nomina di supplenti.
S1 tratta tuttavia d1 una soluzione non idonea: non si può
pensare che la materia alternativa possa risolvere in toto i
pro?.lemi di chi non si avv_ale, né si può risolvere il problema
dell msegnamento alternativo facendo ricorso, anche sul piano ?~Ha scelta dei docenti, ad interventi improvvisati e disorgamcl.
In ultimo è di questi giorni l'invio alle scuole della scheda
di val?tazione dove c<?mpare soltanto la voce religione senza
menziOne della matena ·alternativa, a dimostrazione dell'importanza che, dal primo momento, il Ministro ha attribuito
ad essa e a riprova della concezione discriminatoria alla quale
continua ad ispirarsi.
Da tutto questo derivanò casi talvolta drammatici e sempre co~un9ue preoccupanti che vengono segnalati da ogni
parte d ltal1a, soprattutto nelle elementari.
Questo quadro complessivo di confusione ha di fatto
svuotato di ogni significato il momento della scelta se avval:~si o m_eno dell'in~egnamento della religione. È avvenuto
c~o, che s1. voleya ev1t~e con ~a mozione del 16 gennaio, e
c10e c~e _s1_ offnsse agh stu?entl e alle famiglie una scelta del
t~tto fltt1z1.a fra ~na matena ben definita ed una ipotesi vaga
d1 occupaziOne d1 tempo scolastico.
. Si _è. insomma prodott~ quella gerarchia di qualità fra ora
d1 :el~gw~e e ora. alternativa che apre la strada a forme di discnmma~wne ne1 cofl:fron~i delle minoranze e di chi, a qualunque ~1~olo, ha dec1so d1 non avvalersi dell'insegnamento
della :ehgw_ne. Per tutti questi motivi il gruppo repubblicano
ha ch1esto, 1l 22 ottobre scorso che la commissione istruzione
d~lla Camera s~olga un:in~agine conoscitiva sull'intera questiOne, con particolare nfenmento alla mozione parlamentare
di gennaio.
.
·
·
Sulla base di questa indagine sarà possibile avere anche un
quad:o dei probl_emi posti d~l'applicazione dell'intesa, problemi c_h~, s1 bad1 bene, non nguardano soltanto i laici e delle mod1f1che che eventualmente si renderà necessario appor·
tare.
Ci_ò ch_e stà ~ccadendo in questi giorni consiglia infatti
una nfless10ne d1 fondo: una questione che l'intesa non ha in
nessun modo risolto.
Assodato che la. religio~e non è più materia obbligatoria,
e su questo non m1 pare Vl possano essere obiezioni, occorre
UE
di Gugliemo Castagnetti
sciogl~ere il nodo della sua reale natura: o è un insegnamento facoltativo, che lo Stato deve garantire a chi ne fa richiesta comunque fuori dall' ora:i<? norm~e, o è opzionale e allora o~cor­
re che da parte. ~el mm1st_ero s1 definisca, accanto all'insegna~ento della rehgwne, un ms~gnamento alternativo, unico, va!ldo p~r tutte le scuole pubbhche e per ogni ordine e grado di
1struzwne, su!la base ~el quale formare e selezionare i docenti.
Del resto e bene ncor_d~re. che l'~rdinamento vigente e lo
stesso sens_o cor:nune, ~d1la d1 ma~ne obbligatorie, facoltative o~, opzwnal1 ~o n ~1esce ad es~ogitare alt:o di pr~ticabile.
Cw ~he non Sl puo accettare e lo stato d1 confusiOne e di
«afl:archla» ?ggi ~sistente, con l'iniziativa lasciata ai singoli istit~u .. U~a ~1tu~z10ne ~he crea, nel peggiore dei casi, occasione
d1 .d1sc:lmmaz1one ne1 confronti delle minoranze, nel migliore
d~1 cas1, una «concorrenza» fra l'insegnamento della religione e
l'mseg~a~ento. delle mate:ie più svariate e inadeguate, senza
garanz1e ?1dat~1che e? ob~1ett1vi formativi di alcun genere.
Una s1tuazwne, ncord1amolo, che determina un ulteriore
scadimen.to di_ immag~ne della scuola pubblica. Occorre, ripet?, una. npesswne sena che l'indagine parlamentare può favonre. C1 s1 rende perfettamente conto delle difficoltà che l'attu~zi<;m.e dell'intes~.pone sul lato pratico, ma la questione di
P.nnc1p10 legat.a all ,ms~gna~ento ,della religione e al relativo
nspet~o del!a hbe:ta d1 coscienza e troppo importante perché
non s1 facc1a ogm sforzo per affermarla concretamente nella
quotidiana attività della nostra scuola. .
AH
Insegnamento della religione
e libertà di coscienza
Religione, problema di coscienza
HA
EU
AH
UE
HA
di Mario Bergamo
. •.. La_
religion_e è un problema di coscienza. La coscienza è
d1 comumcare co~ altre, an~~e in manifestazioni pubbhche o aperte al pubbhco. La rehgwne dello Stato è di non
averne nes~~na, s~condo i principii del laicismo integrale. Ma
al fatto. rehgwso e dovuto 1l massimo rispetto, quale si addice
ad o~~l ~lement.are o supe:iore manifestazione dello spirito.
Le c1v1lta non s1 negano: s1 superano. n nuovo Stato e al di
sopra delle chiese non tanto perché le neghi quanto perché
veramente le supera: e nell'ordine reale, e, per ciò che gli è
proprio, nell'ordine ideale.
.
. Sul Colos~eo rom~no splenda perpetua la Croce, simbolo
d1 volontà d1 redenzwne e di vita della civiltà d'Occidente e
simbolo dell'unità del genere umano.
n regime amministrativo, a parte le autonomie locali è
~nico; c.ome ~nico è il regime sociale, a parte le associazi~ni
smdacal1 previste ~alla leg~e e, sempre dirette, protette o vigil~te. dal potere soc1ale. Umco e dunque lo stato, unica la condizione delle persone. n Corcordato fra l'Italia e la Santa Sede non ha dunque più senso.
l tratt~ti so_n? .espressione di volontà bilaterale. Non sono
dunque nsolv1b1h che per accordo bilaterale, salvo annullamento come sanzione all'inadempienza. E se la clausola del
rebus sic stantibus è sempre sottintesa, altrettanto è vero che
lo Stato ha perpetuità di vita e che un regime eredita da un
~tro. E che infine il diritto nazionale ha suo temperamento
1~ un altro, come ogni altro; è temperato dal diritto internaZIOnale o dalla superiore necessità obbiettiva. Perciò il trattato c~e costituisce la Città del Vaticano può, nella sostanza,
essere mantenuto. Ma la Città del Vaticano non è uno Stato
nello Stato. Come la sua funzione è innegabilmente sui gene~s, anc~e la s.ua natura ~iuridica è sui generis: la Città del Va~lcano e _considerata, agh effetti eventuali ·del diritto pubblico
mternazwnale, come una creazione del diritto interno italiano.
. Tutte in_distintamente le opere d'arte custodite nel territono del Vaucano sono considerate immobili per destinazione
e inalienabili.
(Mario Bergamo, Laicismo integrale, A.M.I., T orino, 1968,
p. 48)
h~era
3
Gli ordinamenti economici e sociali dell'avvenire non possono essere disegnati in anticipo; non possono essere uniformi per tutti i paesi e per tutti i
popoli; nè imposti dall'alto. Saranno quelli che risulteranno dalla elaborazione lenta o rapida, a seconda del grado di civiltà del popolo, e saranno relativi alle attitudini, alle inclinazioni, alle aspirazioni delle popolazioni. Principii direttivi sono i seguenti: la negazione d'ogni monopolio dei beni economici, l'affermazione del diritto del lavoratore a conseguire intero il frutto
del proprio lavoro; l'affermazione del diritto di ogni uomo a disporre di
mezzi economici essenziali per il proprio sviluppo in conseguenza del diritto di proprjetà derivante dal lavoro, della proprietà mezzo a tramutare l'aniDopo il 2 giugno 1946 il Partito Repubblicano prese il suo posto nell'Assemmale in uomo; l'affermazione della legge naturale così formulata da Mazzini:
blea Costituente, partecipò alla formazione del primo governo della Repubbli<<chi non lavora non ha diritto alla vita>>.
ca, e formulò il programma di azione immediata che può dirsi riassunto iri due
Queste idee derivano da Romagnosi, da Mazzini, da Cattaneo, da Ferrari,
punti: concorso attivo alla preparazione del progetto di Costituzione della Reda Bovio, da Ghisleri. S'inquadrano nella cornice delle concezioni socialistipubblica; collaborazione con gli altri partiti per la soluzione dei gravi problemi
che? :E: stato sostenuto. Sono, invece, e piuttosto, sulla linea delle teorie sineconomici, sociali dell'ora.
dacaliste e libertarie? Si può ammetterlo. Quali rapporti hanno col liberaliSi intenderà con quali principi quel partito procedeva nell'opera sua, se ne
smo? Ne sono visibili molti . A ogni modo queste sono le idee della scuola
comprenderanno gli atteggiamenti, tenendo presenti le idee che-professava e le fi repubblicana italiana.
nalità verso le quali spingeva il Paese, leggendo le seguenti pagine di Giovanni
Per queste idee si nega soprattutto che il mondo camminerà secondo le
Conti:
ipotesi le congetture e le previsioni di pensatori, e per queste idee, che ammettono tutti gli svolgimenti tutti gli esperimenti e tutte le soluzioni sponta<<Non siamo nè ideologi, nè romantici . Siamo cultori di un repubblicanenee dei problemi sociali, si nega la partecipazione a forme di lotta infeconde
simo fortemente deciso intorno ad alcuni principii politici e sociali; agile e
e spiegabili soltanto dalla cieca accettazione di alcuni dogmi, quello, tra gli
pronto a negare o ad ammettere idee e pensieri germinati nella vita, mutevoaltri, della lotta di classe, in contrasto parziale o totale con la realtà, nella
le se non nelle sue radici profonde, nelle espressioni esterne; di un repubbliquale il profilo netto della lotta non si può scorgere e nella quale sono possicanesimo positivo e pratico indagatore di fatti, negatore di apriorismi e di
bili forme di azione efficace per la soluzione dei problemi sociali. Non si nepredeterminazioni sociologiche; poco incline a generalizzazioni e piuttosto
ga, come fatto della storia, la lotta di classe, o, meglio la lotta delle classi e
relativista; sospettoso della psuedo scienza, e di «sistemi filosofici» frutto di
tanto meno si nega nella fase storica attuale, ma la lotta non si assume come
fallibili fatiche e spesso di esaltazioni soggettive. Siamo cultori di un repubmezzo di attacco dell'organizzazione dei lavoratori, perché in democrazia
blicanesimo riferito alla realtà fino al rifiuto di dottrine e di programmi
(Repubblica) gli strumenti della sovranità popolare sono, essi, i mezzi per il
politico-sociali universali ed eguali per tutti i popoli e per tutti i Paesi del
riconoscimento di tutti i diritti e per l'attuazione delle riforme, delle innoglobo; ma non schiavi della realtà fino alla negazione dei contributi della invazioni e trasformazioni necessarie a raggiungere la finalità dell'emancipatelligenza e della volontà alla storia umana.
zione dei lavorato'ri. Non lotta, adunque, ma azione di classe per soluzioni
Separiamo la politica, intesa in senso ampio, dalla filosofia, perché le prelegislative e politiche dei problemi sociali.
messe filosofiche di un programma politico-sociale possono essere diverse; e
Per una efficiente e feconda azione bisogna pure rifiutarsi di ridurre la viperché riteniamo che la politica deve essere una attività pratica per il ragta dei partiti alla eterna, vuota, debilitante fatica delle diagnosi sociali secongiungimento di un fine concreto, non un'eterna fatica per la scoperta delle
do questo o quel sistema filosofico o sociologico, e, peggio ancora, alla fatica
cause d'un movimento, e per la determinazione dei motivi e dei moventi di
delle previsioni e alla creazione ... anticipata del futuro sociale.
quello.
Importa, invece, che le finalità siano chiare, che i principii siano ben deCrediamo invece che la politica sia cieca senza la luce della storia, che sia
terminati, che i programmi e i metodi di azione e di lotta siano positivi e praincerta senza i contributi della esperienza.
tici per attuazioni non illusorie. [ ... ] Quanto all'azione, in questa prima fase
Il fatto economico suscita nella vita sociale insopprimibili esigenze di giudella Repubblica, ecco una dichiarazione di centri dirigenti:
stizia e di civiltà. Questi problemi di giustizia e di civiltà non si risolvono
<<Il partito repubblicano vuoi essere oggi, un partito riformatore di tutta
con la poesia e con la morale, nè si risolvono senza il concorso della volontà
la struttura politica e della vita economica e sociale del paese. Esso vuole
della intelligenza e della forza degli uomini. Volontà, intelligenza e forza
edificare uno Stato non più oppressore, ma liberatore degli individui e della
possono essere vittoriose su un solo terreno: quello politico: là sono gli ordicollettività; e vuole perciò la smobilitazione del vecchio Stato monarchico
namenti statali, le leggi, le armi; là l'interesse economico tenta, prova, sperimenta nuove forme sociali e trova le vie della soluzione. A noi non riesce di · accentratore, burocratico, militarista, feudale, la costituzione di un ordinamento nel quale il Comune e la Regione svolgano la loro opera amministracapovolgere questa visione della realtà. In essa ci confermiamo per la dimotiva provvedendo a sè, liberati dalla incompetenza e dalla cieca dominazione
strativa esperienza del tempo nostro.
del potere centrale. Propugna la libertà nell'economia; vuole la formazione,
Individualisti e libertari, cediamo all'idea dello Stato quanto è necessario
l'incremento, lo sviluppo della piccola proprietà, un grande sviluppo della
per non negarlo e per attribuirgli funzione di tutela e di educazione, mentre
vita rurale. La vita delle industrie deve essere vita propria, non vita artificiale
affidiamo all'associazione il coordinamento delle libere volontà, degli interesa carico dello Stato, a detrimento dell'economia nazionale e a danno
si concordanti, delle forze omogenee della vita sociale tendenti al proprio
dell'agricoltura, dell'artigianato e della collettività.
sviluppo e all'affermazione vittoriosa di sè: «libertà e associazione». Respin<<La scuola deve avere un'organizzazione per la quale l'analfabetismo non
sia più una delle vergogne nazionali. La cultura si diffonda, l'alta cultura
giamo, soprattutto, la teoria dello Stato capitalista, sostituito al capitalismo
ponga l'Italia, ancora una volta, al posto che ha tènuto nei momenti gloriosi
privato, perché lo Stato agisce con la sua burocrazia e il lavoratore continua
della sua storia.
ad essere il salariato che vogliamo abolire, creando il piccolo proprietario, o
<<Il partito è nel movimento sociale ed ispira gli operai e i contadini miliil libero produttore nella cooperativa o sindacato assuntore di produzione e
tanti nelle sue associazioni. Pro{'ugnatore dell'unità dell'azione dei lavoratodi servizi sociali.
ri, il partito sostiene la necessita di un indirizzo sindacale diverso da quello
La democrazia nello Stato, nel costume, nella educazione individuale è
attuale. Il movimento non deve esasperare la lotta di classe e risolversi in un
mezzo positivo e concreto ed è metodo di elaborazione e di soluzione dei propermanente conflitto, in aspra, spesso dolorosa e non realizzatrice azione di
blemi sociali ed economici.
attacco e di resistenza. Il movimento sociale deve essere diretto alla trasforLa democrazia darà alla giustizia e alla civiltà risultati tanto maggiori
mazione dell'organizzazione economica sociale della produzione per appliquanto maggiore sarà lo sviluppo dell'associazione- cioè dell'organizzaziocazione di compartecipazioni e del cooperativismo. La conquista delle conne delle classi e delle categorie sociali.
dizioni materiali, (casa, terra, strumenti di lavoro) la liberazione dal bisogno,
La democrazia si realizza nella repubblica. La repubblica a sistema parladevono essere scopi. immediati dell'azione repubblicana».
mentare interpreta la sovranità popolare; la repubblica federale e a democra<<La riforma sociale ha da essere veramente potente, non ha da confinarsi
· nei limiti meramente politici, ma diffusa a tutti i rami dell'edificio sociale,
zia diretta è la sovranità del popolo in funzione, senza limitazioni e senza
deve introdurre vita, equilibrio, armonia in ogni molla, in ogni parte oggi
interferenze deviatrici: ed è questa, la forma che noi vagheggiamo.
sconnessa e isolata».
Con questi pensieri consideriamo i movimenti sociali.
Le moltitudini oppresse per l'ingiustizia economica debbono essere orga(Giovanni Conti, I partiti politici in Italia, Casa Editrice Italiana, Roma,
nizzate sul terreno politico al fine della loro redenzione economica-sociale.
1953, p. 52 ss.).
I 40 anm della Repubblica
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1946: Conti e la Costituente
Sped. abb. post. gr. IV, 70%
ROMA MAZZINIANA
Direzione e Redazione: Via Tomacelli, 146 - Se. A, int. 13 -
00186 Roma - cc/p n. 68012004
Direttore Responsabile: Luciano Bolis
Vice Direttore: Claudio Corduas
Comitato di Direzione: Michele Cifarelli, Massimo Scioscioli,
Giancarlo Tartaglia, Paolo Ungari
Autorizz. del Trib. di Roma n. 366/82 dell'8-11-82
Stampa: Tipografia G.E.R. - Via Carlo Maratta, 2-b- Roma
4
·~-----------------------------------------------------------------
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AKS wri tes:
Two aspects of Al tiero Spinelli 's character which
were important far his political contributions and achievements,
including his half-century of work far European unity (discussed
in your obituary of 24 May), may be worth recording.
First, the
exceptional warmth of his sympathetic personali ty - abundantly
clear to all in his wide circle cf friends - helped him te
establish
political
connections
across
narrow
political
boundaries.
He could resign from the Italian Communist Party
after criticising it in the severest terms, and still be asked by
that party to stand, on his own terms,
as an independent
candidate, with their electoral support, in both the European and
the Italian parliaments.
And despite his clear left-wing
' leanings and connections, Spinelli could develop particularly
' close and warm relations with many British Conservative MEPs, and
get their help in the formulation and adoption cf European
Parliament's Draft Treaty on European Union, which has one of the
major achievements of the last few years cf his life.
Spinelli
spanned many political spectrums, and the attractiveness cf his
unusuall y generous and car ing personal i ty helped him in this
achievement.
Second,
the
independence cf approach, which
characterized Altiero Spinelli, made it possible far him te value
and draw upon the European liberal political traditions, despite
.his ea rl y dedication te, and continued involvement with, Marxist
thinking.
I t may be of special interest te Br i tish . readers te
note that he was deeply influenced by British political and
economie writers,
including the federalist
school
in this
country.
In formulating his ideas about European federalism
during 1939-41, Spinelli drew extensively an the writings of such
au thors as Bever idge
Lothian
Robbins and Wootton.
In fa et,
Spinelli also translated into Italian Lionel Robbins's Economie
Causes of War for publication by Einaudi.
The unusual nature of
Altiero Spinelli's political influence and success cannot be
fully understood without
taking note of his extraordinary
personali ty and intellectual independence
both cf which were
political as well as personal assets.
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r-o.-Ooj"'
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CARTEBLANCHE
~Dublin:
l'!?lr;ure de la vérité I
~. A.~C·\1
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TOUJOURS LE CIEL
:J~~~
par Altiero SPINELLI (*)
E lundi, à Dublin, les
chefs d'Etat et de gouvernement des Dix
trouveront sur leur table la
réponse du comité Dooge.
C
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proposé la réforme, constate
que la réalisation de ces réformes exige qu'une conférence in tergou vernemen tale
soit convoquée sans trop de
délais pour négocier un projet
de traité d'Union européenne
basée sur l'acquis communautaire, sur la déclaration
de Stuttgart, sur les suggestions contenues dans le rapport, et s'inspirant de l'esprit
et de la méthode du projet
voté par le Parlement européen.
L'engagement au respect de
cet esprit et de cette méthode
est la clé de voute du rapport.
Si ce préalable n'était pas
maintenu à Dublin, les mots
« Union européenne » seraient des flatus vocis et
pourraient etre remplis de
n'importe guoi, meme de rien.
AH
UE
HA
S'ils tranchent, à l'unanimité ou à la majorité, un nouveau chapitre de la construction européenne s'ouvrira,
dont la réalisation dépassera
nécessairement le cadre du
comité Dooge. Si les chefs ne
tranchent pas, s'ils invitent le
comité à poursuivre ses pourparlers, celui-ci travaillera
Dieu sait combien de temps,
mais il s'enlisera dans les memes sables qui ont englouti
les bonnes intentions initiales
de Genscher et Colombo. Probablement, dans quelques
mois, ces chefs s'apercevraient qu'ils ont raté une
autre occasion historique.
UE
Le rapport du comité est dit
par ses auteurs « intérimaire », mais il serait difficile
d'en imaginer un plus « final ». Sur un point crucial le
comité n'a pas atteint l'unanimité, mais la réflexion ultérieure ne lui incombe plus; ce
sont les chefs du Conseil européen qui doivent décider.
L 'heure de la vérité européenne a sonné pour eux.
HA
EU
Le rapport, après avoir reconnu la valeur de l'acquis et
souligné la nécessité d'aller
au-delà de cet acquis en réalisant une véritable union économico-monétaire et en commençant à développer une véritable politique commune
des relations internationales,
de la sécurité et de la défense,
et après avoir constaté les fai:..
blesses et les défauts des institutions actuelles et en avoir
L y a de nombreuses années,
l'écrivain Maurice Druon, répondant à une enquete sur la
prévision de l'avenir, déclara
qu'il en avait eu la révélation en
haute Egypte, (i.evant les temples
et les tombeaux élevés par une
civilisation fondée en grande
partie sur le mouvement des astres. Et il ajouta: « Les temples
d' Egypte san t des livres de pierre. L'astrologie est une science
occultée, mais non occulte. ,
Maurice Druon expliqua eneore que la première fois qu'il consulta une astrologue, ce fut une
Autrichienne habitant Rome .
C'était à la fin de 1947. Celle-ci
lui annonça une configuration
astrale bénéfique pour le 6 décembre 1948. Ce jour-là, Druon
reçut le prix Goncourt pour Les
Grandes Familles.
Cette anecdote nous est contée,
avec bien 'd'autres choses, par
JacqueUne Aimé dans son Almanach astrologique pour 1985
(Philippe Lebaud éditeur). L'auteur rapporte que, lors du lancement du paquebot Normandie,
un astrologue remarqua que ce
navire prenait la mer sous des
astres maléfiques; le navire brida
dans le port de New York.
Une grave question : l'Apocalypse surviendra-t-elle en l'an
2000 ? Coi'ncidence : le 11 aout
1999 se produira une éclipse totale du soleil. Mais c'est un évé·n ement purement astronomique.
Mm• Jacqueline Aimé est rassurante : pas de fin du monde en
perspective. Du point de vue astrologique, le ciel est tout à fait
bénéfique, tant en 1999 qu'en l'an
Suite en deuxième page.
(•) Président de la Commission institutionnelle du Parlement européen, initiateur du projet de traité pour une Union
0
~~~oEfxne~efé~~f:r lg~4~X"n~1e~a~:::;b~!
ita lien d e la Commission européenne,
M. Spinelli siège au Parlement européen
en tant qu 'a pparenté communiste.
Le ntillion atteint pour
la Saint-Nicolas du Soir
Merci. Grace à vous tous,.nous avons atteint aujourd'hui le cap de
ce million qui, chaque année, nous semble si lointain. Et pourtant,
votre générosité, une fois de plus, n'a pas été prise en défaut.
Saint-Nicolas passera jeudi chez les enfants sages. Chez les plus
démunis, chez les personnes agées, isolées, il séra là également, grace à
vous. Il vous reste quelque jours pour participer à notre opération de
solidarité. Rappelons que :
,
- Les dons en espèces et en nature sont reçus exèlusivement au
département des Relat10ns publiques du Soir, étage A, rue Royale, 112
- 1000 Bruxelles. Les objets usagés ne sont pas acceptés.
- On peut également verser au compte de chèque postaux 0000014232-70, en spécifiant bien sur le versement: « Pour la SaintNicolas>>.
Nous publions la septième liste de souscription en septième page.
2000.
Enfin, notre astrologue rappelle que le président Mitterrand est
du signe du Scorpion, camme
Tibère, Erasme, Voltaire, Luther,
de Gaulle, Picasso, Albert Camus, Alain Delon, etc.
Elle dit que les astres n'ont_pas
été favorables au Président en
1984, mais que son énergie fortement marquée par Pluton lui
donne une incroyable force psychique. Pour lui, la rose au poing
serait magnétique !
LANCELOT.
LES LANGUES : LE C.L.L.
Communiquez, parlez, en petits
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(90
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MESDAMES, MESSIEURS,
LA PASSION DE L'EUROPE, IL FALLAI T QU' ALTI ERO · ... . · · .,..,
l
l
.
,.;,
.
E~ROPÉEN",
AH
LE "MANIFESTE FEDERALISTE
UE
SPINELLI L'EUT CHEVILLÉE AU CORPS _POUR ÉCRIRE DÈS 1941,
DE LA GEOLE Où L'AVAIT
-.r...
EU
ENFERMÉ LE FASCISME. IL FALLAIT AUSSI - DE LA GRANDEUR D'AME
--·
· ;"~
HA
ET DU COURAGE. POURFONDER PEU APRÈS SA LIBÉRATION EN 1943, LE
AH
UE
"MOUVEMENT FÉDÉRALISTE EUROPÉEN " AU MOMENT MEME Où IL
HA
EU
S'ENGAGEAIT DANS LA RÉSISTANCE À MILAN.
l'EUROPE, À LAQUELLE IL ALLAIT CONSACRER UNE
GRANDE PARTIE DE SA VIE, ALTIERO SPINELLI EN A EU D'EMBLÉE
UNE VISION ACHEVÉE ET AMBITIEUSE. MAIS DE L'AUDACE, IL N'Y
EN A JAMAIS TROP POUR L'EUROPE.
ET QUAND BIEN MEME, FAUTE DU CONSENTEMENT NECESSAIRE
2.
AU SEIN DE LA
COMMUNAUTÉ~
IL FAUDRAIT S'EN TENIR
À
UNE
APPROCHE PLUS PRAGMATIQUE QUE CELLE QU'IL A
PRÉCONISÉE~
ALTIERO SPINELLI AURA CONTRIBUÉ PUlSSAMMENT
À
UE
L'OEUVRE
DÉCUES~
HOMMAGE~
.--
JE SONGE AUX
... -...
AU TEMPS PERDU, MAIS JE . PENSE SURTOUT AU
HA
ESPÉRANCE
EN RENDANT CET
EU
AUJOURD'HUI~
AH
COMMUNE,
NOU~ESJ
INCONCEVABLES
AH
UE
. CHEMIN PAR COURU ET AUX SCLIDARITÉS
NAGU~RE
ENCORE AUX PEUPLES DÉCHIRÉS PAR LA GUERRE.
HA
EU
PRÉSERVER ET RENDRE IRRÉVERSIBLE L'ACQUIS DES
POLITIQUES
À
L'UNION
COMMUNES~
MONÉTAIRE~
FAIRE L'EUROPE DES
ACHEVER LE GRAND MARCHÉ
ASSURER L'INDÉPENDANCE
CITOYENS~
L'UNION POLITIQUE DE
INTÉRIEUR~
ALLER
TECHNOLOGIQUE~
ET NE JAMAIS PERDRE DE VUE
L'EUROPE~
TEL EST LE CHEMIN
À
SUIVRE.
3.
CE SERA LE PLUS BEL HOMMAGE
MESSIEURS)
À
RENDRE) MESDAMES ET
A ALTIERO SPINELLI. NOUS LE DEVONS A LA JEUNESSE
HA
EU
AH
UE
HA
EU
AH
UE
DE L'EUROPE.
-- --:.
L 'Europa ricorda
Altiero SpineUi
profeta deO'unità
di GIORGIO RUFFOLO
E MAI un giorno l'Europa
diventerà un Soggetto e un
Potere politico, essa avrà avuto
In Alti ero Splnelli- che rlcor·
diamo nel trlgeslmo della sua
morte- il suo più appassiona·
to e lucido profeta. Nella sua
vita Intrepida, l'unitA dell'Europa non ~ mal stata un mito,
ma sempre un progetto, con·
cretamente e tenacemente per·
seguito, dall941, anno del Ma·
nifesto di Ventotene, scritto
con Ernesto Roul, fino al glor·
no della sua morte. Quel progetto si radicava In una conce·
zlone generale della politica
moderna: il federalismo. E
quella vialone si alimentava
alla oorgente di un UJtUUlaimo
ricco di ragione e di pau ione. Il
progetto europeo era nato illl'inlzlo della guerra- dalla
convinzione che la •civiltà del·
la libertà• non potesse ormai
più affidarsi alle promesse del·
le ideologie, ma oolo ad una ra·
dica! e Innovazione delle l.stitu·
zlonl politiche, che avrebbe
permesso alle forze dell' economia e della democrazia di sgor·
gare In un nuovo vuto alveo
·federale•. Lo Stato-nazione
dell'Europa moderna, fattore
di progresso prodll{!ooo dell'
economia capitalistica e della
ben cosciente delle tremende
difficoltA dell 'innovazione e
dell'investimento politico. Ma
anche della semplice verltA,
che il realismo sta nel riconoscere la natura del problemi
per adeguarvlooluzionl e azioni ; e non nel ridume la com·
prerulone al raggio delle soluzioni convenzionalmente pra·
ticabili. La difficoltA di opera·
re
non
legittima
la
rassegnazione.
E qui si Incontra il fonda·
mento etico della sua azione
politica. Nel suo bellissimo li·
bro autobiografico (lo, Ulisse)
egli confessa che la terulone
tra la politica, tutta tesa al po·
tere, e gli ideali umanlsticl della civiltà e della verità, lo ha
tentato più volte all' abbandono della politica. Ma la co tua·
pevolezza che dalla politica di·
pende la ooluzione al problemi
ii! libertà e di giustizia, che tra·
vagliano U genere umano, lo
ha sempre distolto da questa
tentazione, e ricondotto all'
Impegno. Il federalismo ha
HA
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AH
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HA
EU
AH
UE
S
~:::::::i~i:;ae~~~~~~:
ridicoli e micidiali lruleme.
Non si trattava, dunque, di
conquistare il potere del vec·
chio Stato, ma di costruire un
nuovo potere oovranazlonale.
Nel dopoguerra Il •quadro•
è drasticamente mutato. Ecosl
la fonna-non l'essenza-del
progeuo europeo di Splnell l.
Al milltarlsmo nazionalista degli Stati, gonfi di iibr/s, di un'
Europa dominatrice, è succe·
duta la pacifica Integrazione
economica di un'Europa poli·
tlcamente subalterna, mas.!m·
pre organizzata nelle fonne
anacronistiche dello Stato na·
zlonale oovrano. Splnelli Indica l limiti e l rischi di questo
nuovo assetto europeo: a) l'In·
tegrazlone economica, contra·
riamente al disegno •funziona·
lista• di Jean Monnet, non genera l'unità politica; b) la ma.n·
canza dell'unità politica frena ,
a lungo andare, le stesse potenzialità economiche europee; c)
Il silenzio politico dell'Europa
crea un vuoto pericolooo per la
pacé del mondo: un mondo nel
quale, a sua volta, la sempre
maggiore Integrazione economica e tecnologica, non controbilanciata dalla cooperazione
politica, determina un fonni·
dabtle deficit di controllo.
federalismo non è, per
dunque, soltanto
Iun LSpinelll,
problema europeo. E' lo
schema politico adatto a forni·
re una risposta alla più alta sfl·
da del nostro tempo: la sfida
dell'lnterdlpendenz.a. Il defl·
cl! di controllomlnaccla,lnfat·
!1, di provocare conseguenze
disastrose, a livello mond!ale,
su almeno tre fronti: quello
ecologico (la minaccia all'ecosfera) quello militare (la mi·
naccla nucleare), quello demografico (la minaccia del
~ proletariato esterno" di tre
miliardi di uomini In via di
raddoppio) . Non sembra proprio che vi sarà salvezza per Il
mondo se questi processi non
verranno disciplinati da qual·
che forma di governo mondla·
le.
Utopia? Splnelll era tutto
tranne che un utopista. Era
1
:-:,:.~~~~~tlr.~~v;s~rt~ ~~
mini contrapposti, l'etica e il
:c?r.:!:::U~bfv~C:t!
della politica. Gli ha IX'rmesoo
di accordare Macliiavelli e
Kant. DI oiirire alla •civiltA
della libertà· la salda lnfra·
struttura di un grande potere
democratico.
TimAVIA, dietro questo suo Impegno, come lui
E
stesso dice, ·diurno•, Altlero
Splnelli rivela nel suo libro l
travagli del peruiero • no!!ur·
no• : le angosce esistenziali della notte e dell'alba. La ricchez·
za del dubbio. Le passioni della
violenza e dell amore. Quel
•caos• , da cui lo spirito trae
ogni volta Il coraggio per rin·
novare •la tensione alla luce •.
In queste contraddizioni ric·
che di uinanltà ritroviamo l'
Immagine indimenticabile di
Altlero: Il suo realismo, spinto
flnoallimltidell 'utuzlapolitl·
ca; Il suo Idealismo app&Mionato. In queste contraddizioni
stava il suo carattere: la sua lm·
pazienza, la sua generosità, la
sua Inquietudine. Talvolta,
parlando con lui, oppure se·
guendo Il suo pasoo concitato,
Il suo slt\Jlll'rlo sempre In cerca
di qualche ostacolo con eu'
confrontarsi, di qualche resi·
stenza da Infrangere, di qual·
che stupidità da confondere,
nel meandri di quel Parlamento europeo che, nel momenti di
san:astico sconforto Altlero
gratificava di un epiteto sfer·
z.ante -Il Parlatolo- talvolta
~~~~~~~~a ~ebaru::'d~~~:::
In quel Labirinto di favelle di·
vene e di ciclopiche frivolezze.,
ortofrutticole, questo Odisseo
non avrebbe mal trovato la sua ·
ltaca. Ma era poi veramente la
fine del percorso che gli lnt•·
ressa va? O Il percorso stesso?
Semftre nel suo libro, Alti ero
1
~l'~'h~ ~~~· a ~t:ri::'df~;;'a~
quella di Melster Eckart: •Se si
chiedesse ad un uomo: perché
operi le tue opere, e se egli ri·
spandesse direttamente, dovrebbe dire: opero per operare•.
In questa febbre di •vivere
edificando• sta la generosa
~,randezza di questo Ulisse moderno, figura anomala In un
mondosovraffollatodaaba!lni
gulcciardlnlanl.
--
---\--- ----
VITA E ~10l\'J'E
DI UN PROFE'fA
HA
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AH
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HA
EU
AH
UE
SI.)JJ~l~I__;Ll:
«Come ho tentato di diventare saggio»:
l'autobiografia di Spinelli è la storia del come
e perché, per sua e nostra fortuna, saggio egli non è
Hventato se per saggezza si intende olimpico distacco
dalle basse cose degli uomini. Sulla sua barba da
trofeta fino all'ultimo giorno ha brillato uno sguardo
che esprimeva la volontà creativa del rivoluzionario
;ero che vuole abbattere perché sa che cosa edificare
.~ --:
'
'
.
·""---
· . -~j . .
.
manifestazione di p e nsier o di Alti e ro Sp in e lli è
apparsa su Thema . ed è una int er v i<;ta relativa a ll':ìrrello
L 'ultima
lan c iato da un gruppo di militanti della sin is tra it~li ana r~: r ~-,~.
un 'a zione comune rivolta a dare un a ppo rt o di idee e di
.
pro poste alla definizione di una politica della si ni stra
curopL' ~t
·_
e all 'e laborazione di una piattafo rma programmatica com un .: . ~
Spine,lli approvava l'iniziativa . Tra i rilie v i che eg li fé-lceva cc ~'''-:
n 'è uno che mette conto di r ico rd a re: la mancata autocritic a
.
per le posizioni prese in anni più o meno remoti nt i con front i ~del problema europeo . N o n e r a un ri con o sci ment o che q: li .
chie'd ev a della validità delle sue antiche rag io ni c del ruolo di g·
profeta . di pioniere c di capo c he eg li aveva a\'uto twlla [
battaglia per l'Europa . Quel ru o lo eg li sapeva di aver lo 1'
conquistato e il suo viril e o rgog li o di romhat t ente no n è m.ti
scaduto nella vanità. L 'au tocr it ica. per lui . in quc<;tu ca'-.\l.
aveva il se ns o di un' ope razione di v ; t~to r e~ p i ro c hL' imm c tl L''''-'
AH
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egli anni tra le due guerre propo siti e conati
N
federali sti ci si erano espre ssi in più paesi . Il
«Manifesto » di R oss i e Spinelli segna nella storia
dell'europe ismo un a fase nuova. La prima ragione
sta nel fatto ch e esso cala in una si t uazione- quella
della guerra- segnata dalla : risi dello Stato nazionale nelle sue strutture portanti m a anche nell 'etica che
vi si connett e: per la prima volta nella storia dell'Europa mo derna le linee dei fronti non coincidono con
quelle dell e front ie re, pass an o all ' interno di ciascun
paese di videndo fa scisti e antifascisti . In tutto il
mond o d e ll a Re siste nz a - ivi co mpresa la Germania
nazista - si accendono con una spo nt a ne ità e una
contempo raneità impressionanti focol a i di europeismo fed e rali st ico . Gli uo mini di Ventotene sono i
primi , ma no n i soli . Il lo ro testo è fo rse il p iù
org a nico e il più tra scinante, ma l'ethos politico è
dovunque lo stesso .
La second a ra gi on e è ch e da questo mom e nto il
federalismo cessa d ' essere vagheggi a ment <> illumina to di dottrinari dell a politi ..;a o di po litici aperti
all'utopismo per diventare programma di azione
politica immediata. Gli Stati Uniti d ' Europa vann o
costru iti subito sulle ro vine della gu c rr<1 , grazie
all'iniziativa auda ce di una minoranza rivoluzionaria
- di ferro come i bo lsce vichi dell'ottohre rosso -
AH
UE
che conquisti al proprio disegno le grandi «famiglie
politiche>• europee e per esse le grandi masse popolari , e crei il fatto compiuto prima che il fronte della
conservazione, arroccato intorno agli Stati nazionali
o a quanto ne resta, possa ricostituirsi e restaurare il
vecchio sistema che ha già dato all ' Europa e al
mondo due guerre disastrose.
L'ipotesi risulterà fallace . Errore veniale, commentava Spinelli: anche il Vangelo è concepito nello
spirito di chi crede imminente la fine del mondo;
anche Marx è convinto che la nascita della società dei
liberi e degli eguali sia scritta a scadenza breve nel
libro del destino umano. Ha ricevuto però conferma
dai fatti l' intuizione che il sistema degli Stati nazionali ottocenteschi è entrato in Europa, con la seconda
guerra mondiale, in una fase di crisi che non ne
consente più la restaurazione integrale e che pone
all 'ordine del giorno il problema del nuovo assetto da
dare all ' Europa.
EU
HA
nella cultura politica italiana- e non solo italianai temi di natura etica ,- storica, dottrinale, giuridica,
politica , dei quali l'europeismo si è alimentato e ai
quali egli, stesso per poco meno di mezzo secolo ha
dato un contributo di idee e di esperienze che attende
ancora in larga misura di essere scoperto fuori degli
ambienti del federalismo militante.
L'idea degli Stati Uniti d ' Europa nacque nell ' isola
di Ventotene tra il 1940 e il 1941 dalla collaborazione
di tre giovani antifascisti, tutti e tre in varia misura
eretici rispetto alle correnti ideali e politiche dalle
quali avevano preso le mosse : Eugenio Colorni,
socialista, filosofo , amico di Leibniz più che di Marx;
Ernesto Rossi , liberale, allievo d i Luigi Einaudi e
figlio prediletto di Gaetano Salvemini ; Spinelli , comunista a sedici anni , galeotto a venti, temperamen to rigore e stile di rivoluzionario professionale ,
espulso dal Partito comunista pe r il suo rigetto deciso ·
della dottrina e della pratica dello stalinismo .
Il primo impulso venne loro dalla scoperta di un
vecchio opuscolo di Einaudi che dalla serrata critica
dell'idea e del fatt o della Società delle nazioni
deduceva la nece ssità storica di un ordinamento
federali stico dell'Europa . Era stato poi lo stesso
Einaudi a far pervenire a Rossi i classi ci del pensiero
federali stico . Nacque così, nel momento più buio
della gu e rra, il <<Manifesto di Ventotene ».
E'
da qui che la richiesta di Spinelli di un'autocritica delle sinistre trae la sua ragion d ' essere in
sede storica e, insiem e, la sua legittimità e la sua
validità in sede politica . Quello che egl i chiede alle
sinistre non è il pentit o riconoscimento degli errori
commessi , ma un ripensamento critico e collettivo di
tutti i termini de l problema , senza di che anche
l'azio ne continu e rà a rim a nere discontinua e incerta ,
micidialmente lenta rispetto al ritmo frenetico e
vorticoso con cui si muovono le cose .
In altra occasione ho parlato io stesso , a proposito
delle m aggiori rappresentanze storiche del movim e nto ope ra io europeo, quella socialista e quella comuni sta, di due internazionalismi sbagliati , anche se con
segno radicalmente diverso . Il socialismo democrati co, nato e rimasto europeo, si è affacciato sulla scena
della storia agitando la bandiera di un internazionali sm o sin ceram e nte e nobilmente pacifi sta , andato in
fr a ntumi di fronte allo scoppio dell a prima guerra
m o ndi ale.
No n fu sua colpa l'esse re rim as to soverchiato d a
un a coali zione dì forz e troppo po tenti pe rché fo sse
possibil e o pporvisi con successo . Fu una care nza non
ave r ca la to dur ante la guerra, e soprattutto d o po la
gu e rra , il pro pri o internazionalismo nella realtà eu ropea per tent a re di d a re una propria impronta all a
pace : le più disastrose sconfitte sono quelle ch e
segu o no batt agli e non date . Fu sua carenza non ave re
id e n ti ficato pe r tempo nel fascismo un fenomen o
tendenzialmente europeo , l'avervi contrapposto una
barriera verbale e cartacea di buoni sentimenti ,
l'avervi opposto un pacifismo remissivo e passivo che
non salvò l'onore e non evitò la guerra . E stata sua
carenz a , dopo la seconda guerra mond iale , l'e ssere
!~
~:-'· :..
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certamente vero che fatti nuovi si sono verificati
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e si vanno verificando. Fermenti vitali si manifestano in tutto il movimento socialista internazionale.
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I comunisti italiani, per parte loro, si dichiarano
solennemente parte integrante della sinistra europea.
Ma gli effetti della mancata autocritica - in altri
termini di una revisione storicamente e geograficamente unitaria delle drammatiche e contraddittorie
esperienze della sinistra europea in tutte le sue
componenti- restano e diventano fattori di organica
debolezza nell'azione politica . Esiste tra cultura
storica e cultura politica un nesso inscindibile che si
rompe quando il processo di ripensamento critico si
interrompe, per cui la storia diventa filologia, i
fermenti vitali della tradizione diventano inerti, la
politica scade nel pragmatismo del vivere alla giornata, teorizzando alla brava il fatto compiuto.
Perciò quello che Spinelli ci ha chiesto è un'operaLione culturale che sia anche riscoperta e immissione
nel circolo della cultura politica del ricchissimo
patrimonio ideale dell'europeismo democratico e
federalistico, dei motivi storici e dottrinali di critica
dello Stato nazionale, dei motivi etici di rigetto della
ragion di Stato, dei motivi politici di rifiuto della
politica di potenza, dei motivi teorici della necessità
del superamento di un marxismo che la socialdemocrazia ha privato del suo nerbo dialettico, che il
comunismo ha cristallizzato nel dogmatismo: tutta
una problematica nei cui confronti la cultura di
sinistra in Italia ha eretto un muro finora senza
brecce. La tradizione federalista, nonostante l'i mpegno tenace e costante dei suoi militanti, è rimasta
racchiusa nel suo ghetto . Eletto da un grande partito
popolare e di massa, il ·Partito comunista, Spinelli ne
ha ricevuto moderato sostegno nella sua battaglia, vi
è rimasto rispettato sulla sua tetragona indipendenza, ma idealmente e politicamente iso lato .
Chi vorrà dare a Spinelli una risposta di opere nor.
avrà vita facile. La cultura ufficiale dei partiti nor
ama il nuovo: si nutre di «pastoni» e di dibattiti
televisivi. La figura dell'intellettuale militante è di·
ventata anacronistica: il gusto per la scoperta intellet·
tuale creatrice di fatti politici appartiene a una faune
che si va sempre più diradando.
Ci sarebbe da rimanere scoraggiati se non Sl
pensasse a quei giovani che, in un'isola di deportazio·
ne mentre rlnghilterra era sola a resistere alla furia
nazista, concepivano il loro atto di fede nell'avvenire
libero dei popoli d'Europa, che redigevano il !ore
appello mentre l'orda nazista dilagava, senza incon ·
trare ostacoli nella steppa russa.
La lunga battaglia iniziata allora è oggi a un punte
critico . Ma le avanguardie decise a darla esistono .
sono collegate tra loro, si sentono interpreti di uné
necessità storica, sono cariche di un potenziale d i
sviluppo che, ove la volontà non manchi, potd
acquistare una forza irresistibile .
Spinelli ha dato per titolo alla sua autobiografia
«Come ho tentato di diventare saggio». È la stori2
del come e del perché, per sua e per nostra fortuna .
saggio egli non è diventato se per saggezza si intende
olimpico distacco dalle basse cose degli uomini. Sullé:
sua barba da profeta fino all'ultimo giorno ha brillate
uno sguardo che esprimeva la volontà creativa de
rivoluzionario vero che vuole abbattere perché sa che
cosa edificare .
L'autocritica che egli ci ha chiesto è concepita i~
questo spirito : i ruderi di una vecchia cultura sono d2
abbattere perché abbiamo · già tutte le esperienze
ideali e pratiche per costruirne una nuova.
EU
apparso privo di ogni idea costruttiva circa l'avvenire
del continente, l'essere andato a rimorchio del processo di integrazione promosso da altre forze, l'essere ancora oggi incerto e diviso rispetto al problema
delru'nità politica dell'Europa, con motivazioni che
nella maggior parte dei casi oscillano tra il provincialismo e il massimalismo, mentre l'internazionalismo
si effonde solo in apprezzabili ma impotenti attestati
di solidarietà con tutti i perseguitati e gli affamati
della terra. È esistito invece - e sarebbe il caso di
dire purtroppo- un incisivo, monolitico internazionalismo comunista, che si è espresso tutto e solo nella
fedeltà ferrea ai dogmi del partito-guida e dello
Stato-guida, nel culto di Stalin, nell'accettazione
acritica di tutte le aberrazioni ideali e pratiche dello
stalinismo .
L 'idt!cJ dt!gli Sw ti U11itt d'Europa nacque nell 'isola di Vt!ntoterr~ t n
i/1940 e il JC).J! dalla co llaborazione di tre giovani antifascisti : il
socialiJicJ Eu;.:enio Co/orni, illihaa/e ErneJtV Rossi e il comunista
err:tico Altiero Spirrelli .
Sut•rtl ,. n..ff, · f 'll l.(tll< ' f' r<'<'l'l lnrti u lcu n~ /u fo dd / ' •<rlume!lltJrt'
~uropt!"
DIBET~~:: D~
DEL COMITATO DI
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~~ONE DI ' ' COMUNI D'E U ROPA,,
R0l\IA MA.ZZL.~I.ÀJ..~A,,
''L'AVVENIRE nE'GLI EUROPEI,, E DI
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TEJL. ( 06 ) 450.00.74
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r4R. L~ri:4'lt·~ Rdff ~~~~~!~-~~
A un anne di 4istanza dalla ecemparea-à(;;Altiere Spinelli,
alcuni suei &miei superstiti, alcuni seguaci delle sue idee e
vecchi oempa~ di uaa pluridee«nnale letta quetidiana per 11
federali eme e l' :iurepa tmi'k hanne senti te imperiese 11 bieegne
di
teetia..niar~
permanen~ del
~
v~ziene che la
eta uaa nueva iniziatiT& ctncreta1 nen sele la
lere affette vere• l'uemt ma anche la lere cen- ·
)
ceneeeenza del sue peneiere e la centinuazi ae
4ella sua e pera peeeane ancera eerTire a pertare avanti il pre-
UE
cesee di uaificazi•••• cui egli ha date, da Yive,un oeei impertante impulee.
AH
L'inisiati•a ceapie ecgi la sua priaa tappa oea la creasieae di un Ietit~te che da lui pr.ade il neme, cen le scepe
i i arl.lupparne e divulgarne il pensi ere, prelunctande cee l. la
~~
~
EU
aemeria 4ei 1'vgru4i aeri ti 1 che eli eene stati ~•l• da ul tiiÌÌi'
~""""'t"'t.
universalmente riceneaciutii,f aa che 4e'Yrebbere iave-ee este-
!
AH
UE
HA
dersi all'intere arc• ..!t~:~-: sua vita.
In priae pia.ae ..A.ev:iame la Regi•ne La~i•, cen la sua Giuata e il ~e Ceneiglie, ma in partioelare l'amice !anizzi, che
si treva persenalmente nell'invidiabile eituaziene di peter
eeeere ctnsiderate insieme un eapeaente della Regiene e un
cenYintieeime assertere, eltreoh' prefende ceneecitere, 4egli
i4eali spinellian1.
HA
EU
Il neme • 1 1 aEiene 41 Spinelli resteranne perb sempre l t -
gati a quelle eperdute angele di Eurepa che si chiama Ventete-
~dcc..\~·~~
ne, d•ve egli ha tras e•ree, pur nella setfer•n&a di tempiAcalamiteai, gli anni feree pi~ feraci 4ella sua lunga eeisten~
e deYe la pietà della famiglia e degli amici censente era alle sue apeglie l'ultime ripese. Il Sindace Verde, che di quel
./
peritde ermai l(lnta.nt ceneerva w•tepa Wl vive ricerde, ne '
il naturale custede, che una velta di più ringraziame per la
sua presieea aeaisten.a.
In tale ce~pagnia, i fed eralisti, che di Altiere si een~n•
.u n pb oeat i tigli spirituali e, ae nen tosse presuntue-
s e dirle, anche gli eredi, eentene più di chiunque il priYi-
l
•
- 2 -
legie e il devere 41 seguirne l'esempi• e in qualche misura prelungarne anche l'influenza. Per queste essi sene qui eggi, rappresentati nella persena del vice segretarie pref. Mentani,
benemerite premetere 4ell'impresa,
~
del segretarie generale
Al'berte Ma~~ ceme devrebbere esserlo eeprattutte
dal presidente Albertini, che mi ba pregate di sestituirle
~ef,
EU
AH
UE
quale sue vice, perch~ tndispest•.
L'epera di Sptaelli, per le stesse caratterietiehe della
sua cesi avventuresa esperien~, risulta inseparabile dalla
sua pere•na. Riuscirebbe quindi ardue a chi vi parla nen farvi esplicite riferimente, nen gik secende la rigeresa inqua1.14
dratura crenelegica in ~ia~ae periedi fendamentali 4'impegne
HA
per l'Eurepa che le stesse Altiere ci ha fissate in una delle sue •ltime pagi ne autebiegrafiche, apparentemente scarne
ma se•pre cesi ricche 4i linfa vitale, bensi per il significate generale di una vita interamente censacrata all'ideale
AH
UE
che l• stesse ha cencerse a far nascere, oesi da identifica~­
si ermai nell'epiniene dei più.
"Spinelli uguale federalism• uguale Venteteae"~ ~ ermei
diventate un assiema! Eppure peohi ceme lui sapevane mestrar~~te.~.
si staccati dal preprie passate sterice, in qualche caeeAgìeriese. Aveva certe cescienza di esserne figlie, ma un figlie
che centinuamente supera.a il padre• cieb se stesse. Cesi da
Ventetene a Milane, deve nel '43 fendb il Mevimente Federalista eur•pee, a Rema, da deTe per anni le diresse, a Bruxelles,
deve partecipb a quelle che avr~• velute censiderare il priuv-e- ~ C.~--u.t tA"h' ~ ..(... "-~ ~,..,~_.,~~ t~"'•'4-- .J
"l..-t~~
me gevern• eurepe.J\ra Stra sbUrgl, da deve peti§ infine p&PlàH &c, Jee
ufficialmente al pepele eurepee che le aveva elette: ta~te tu~
HA
EU
l
tappe di une stesse viaggie . in cui cercava senza s•sta gli
s pa zi necessari per farsi strada ·ed imperre le preprie idee.
,/
La prima velta che le sentii parlare di guste d~'~
. suei primerdi fu ,a,Funte a Ventetene, quande vi ci recamme
un~
~h~~~
•el '71- un gruppette di •fedelissimiierganizzate
.
- 3 da Ruta- per ricerdare i trent'anni del Manifeste.
~i ~
9ael
àire eh e Hon me ne aveva ~ai parlate prima, pur nella diutur-
na cellaberaziene a Rema degli anni '50. Ceme neppure avrebbe
parlate di altre sue esperien~e.pregnanti ceme il Cengresee del pepele eurepee, cui si dedicb ~~ra gli anni
~
• 50 e '60.
t\~~t:r
Sele sul ~fiftire, sec•nde la testimenianza di Paelini, indulse talvelta cen naturale cempiacimente, !erse anche tinte
t«A-r...;::
UE
~
di auteirenia, nel ricerdare i melteplici
~•sa!
di
ric~nesci-
mente ehe gli venivane eP.mai cenferiti in varie parti d'Eure-
AH
6..~l««A· ~
pa (lauree h neris causa ed altri titeli •ft•rifiei), che gli
permettevane di vedere per un istante, cen gli ecchi degli al-
EU
tri, il menumente che era ermai diventate, che !erse si cempiaceva nell'intime di accestare al difficile eserdie
della~
HA
Università, che era stata precipuamente la galera.
Ci ha lasciate melti scritti,
perch~
per lui - ceme per
AH
UE
Mazzini (che pur nen amaTa, ma cui per qualche verso, senza
velerle,finiva cen l'assemigliare) - i l pensiere e l'aziene
precedevane sempre cengiunti, perch' le stesse scrivere era
~
aziene, ceme angÀe scrivere delle preprie azieni era ..--
P" pensiere.
L'letitute racceglie una grande eredità, cui cerriepender~ un lavere dure ma esaltante: sul piane mepale~ intel' un naturale e,direi
lettuale, perch~ esse devrà cestituire
1
ebbligato punte di riferiment• per chiunque veglia varcare
la seglia del federalisme per dar manferte a questa nestra
vacillante Europa; ma anche pratice e, in certe sense, ad~~~o...
dirittura materiale per la gran mele dei decumenti - eggiAfn
(!_(.!..:t:,
l
qQalehe mede, cimeli - che saranne cestantemente efferti alla
sua esservazi•ne, in fraterna cet?-giun~iene d'intenti cen la
lendaziene che perta il mie neme e che qui fermalmente rappreeenteo
In altra sede più accencia, nei federalieti abbiame già
HA
EU
;
---~----·-----------------·---------
..
- 4 fermulate a n•i eteesi la premessa di assumere il ctmpite che
la ntatra ••eeieaza cellettiva ci assegna, secend• le stesse
precise indicazitni lasciateci da Altiere, quasi ptstume testamente pelitiee: 11 mandate cestituente che sette la spinta
pepelare, da nei stessi suscitata e premessa, i geverni nen
sancirà la tante
<:.9').y'
~clamata
UE
petranne indefinit~ente
tardare a ricenesoere al Parlamen__...
to eurepee perch~ le asselva nell'interesse cengiunte di tut'
ti gli eurepei, che avranne cesi quella Carta che sela ne
-Qparele!- unità di destine.
AH
Qui rinneviame l'impegne, cen la pa rticelare aceentuaziene, impestaci dalle circestanze, di una c•neideraziene e
di un affette persenal~ che, per essere anche in queste case,
~
il
~o-\-.IL
tJ.:._ ~
l~gatel\,che/\abbiame
ricevute e grandi earanne senza dub-
HA
e~
EU
ceme suel? dirsi, alla mieura dell'ueme, nen petranne ahe essere anohAessi straerdinariamente grandi, ceme grande ~ di per
bie anche lè difficelt~, in tutti i campi, che il neenate
Istitute devrà affrentare.
Ma ceme prefeticamente vaticinava il Manifeste sepra ricerdat~in una presa eccezienalmente ferte quante il caratte~(t.J~Q,
re del sue redettere, "la via da percerrere nen ~ facile, n'
sicura," e nei le eappiame ermai, "ma deve eseere percersa e
le sarà!".
AH
UE
.
HA
EU
l
- - - - - -- - -
r-------------------------------,
la morte
D ~a Repubblica
sabato 24 maggio
-----~--
1~86
Stava preparando un seminario sull'unità del
Vecchio continente ed esortava Strasburgo a
mobilitare l'opinione pubblica per la Rifonna
di~pinelli
AH
UE
il n pn appello alla Cee
EU
<fi:testamento politjco
dal nostro corrispondente FRANCO PAPITTO
non sempre disinteressata corsa
generale verso l'europeismo più
intransigente. Tirare i remi in
barca non per rinunciare, verbo
inesistente nel vocabolario spinelliano, ma per ricominciare
meglio. Ricordo che lo incontrai
alla bouvette. del Parlamento,
qualche minuto dopo il suo di. scorso, e gli dissi una frase infelice che per un attimo gli fece socchiudere gli occhi vivacissimi.
ceDi fronte ad un discorso come il
tuo - gli dissi - un giornalista
·' dovrebbe rifiutarsi di scrivere». ·
· Intendevo, e glielo spiegai subito
per chiarire l'equivoco, che un
. discorso come quello doveva es.sere pubblicato e basta, senza
chiosarlo o tentare di riassumerlo. Era nello stesso tempo bello e
suggestivo, ardito nell' indicazione degli obiettivi a lungo termine
ma estremamente concreto nei
suggerimenti tattici. Il più bel discorso che mi sia mai capitato di
ascoltare. Son cose che ho già
scritto allora e che non sono dettate oggi dall'emozione. Era fatto
così Altiero Spinelli: fantasioso e
audace nelle strategie, estremamente flessibile nella tattica.
Ne parlavo ieri con Carlo Ripa
di Meana che nell'ultimo anno e
mezzo è stato suo interlocutore
privilegiato nella Commissione
Cee. E Ripa mi confermava la cap~cità di questo sognatore di dedicarsi minuziosamente a preparare l'intendenza e la logistica.
Nel suo progetto per il prossimo
mese c'era anche l'utilizzazione
della Commissione europea
come pungolo nei confronti dei
governi. Non si limitava ad elaborare le.grandi architetture ma
preparava ~uziosamente anche il cantiere. Così aveva deciso
HA
EU
AH
UE
HA
:BRUXELLES -Alla fine della sua idea di dare alle prossime
settimana sc.o rsa aveva ancora
elezioni europee un carattere ·
fissato appuntamenti a Bruxel- . «referendario e costituente» per
les~ Doveva essere qui ieri pomecostruire dal basso quello che i
riggio per completare l'organizgoverni non sono stati capaci di
fare.
.
,
zazione di un «seminario sui r,roblemi dell'unità politica dell EuEra così, Altiero Spinelli, semropa» che avrebbe dovutp pre prontQ · a ricominciare ma
svolgersi dal 13 al 15 giugno. E
sempre il più lucido nel capire
stato così fino all'ultimo, finché
quando bisognava tirare i remi in
le forze glielo hanno consentito,
oarca. Come nel febbraio scorso,
sempre pronto a ricomi.:1ciare la quando tutti si.s:hiedevano in Itatessitura di questa cc tela di Pell{::lia se firmaré o meno i mini-ac- .
'lope» dell'unità europea.
cordiconiqualisieracqnclusala
Diceva, stavolta, nell'appello
trattativa fra i Docijci per il rilan-•
·inviato a decine.di intellettuali e
cio della Cee. Nessuno voleva essere.meno euròpeista di Spinelli"
uomini politici per invitarli al
«suo» seminario: ccL'esperienza . e tutti si illudevano di poter tirare
fatta sinora dimostra che ogni
per le lunghe un negoziato già irtentativo di riforma fatto dal Parrim~abìlmente fulitcj>. , ·
·
lamento europeo può aver sue-·
césso solo attraverso un'ampia
mobilitazione dell'opinione pubblica. Per realizzare questa mobilitazione, è necessario avviare
delpescotore
un'opera profonda di convinzio. ne sUlle ragioni e gli interessi di
Si levò a oarlare nell'emiciclo
accelerare la costruzione eurodi Strasburgo e raccontò la favopea e di rendere'più effic~ce l'imlahemingwayanadel vecchio pepegno delle istanze democrati- scatore che ha catturato la più
che nazionali e in particolare dei
grande preda della sua vita, ma
parlamenti nazionali».
che rietra in porto con la lisca,
. Spinelli aveva avvertito negli ·perché gli sqUali han tutto divoultimi tempi una certa stanchezrato durante il viaggio di ritorno.
za fra i suoi colleghi di Strasbur- · Il Parlamento era come il vecgo, quasi come se si fossero scot- chio i>escatore ed il suo «progetto
tatileditadopol'ultimabattaglia
di Trattato per l'Unione euroconclusasi con l'adozione di ri- · pea» come il grande pesce. Pastocchi non fondamentali al Tratsato attraverso i mari agitati di
tato di Roma che ha istituito la
due vertici europei, il grande peComunità. Puntava sempre sul
sce si era ridotto ad una lisca. Ma
Parlamento per rilanciare il di- stiamo rientranqo in porto, avbattito ma voleva ·confortarlo vertiva Spinelli. E ora di tirare i
con una mobilitazione più amremi in barca e prepararsi ad
pia. Ci sarebbe riuscito, come
uscire di nuovo in mare aperto
tante battaglie è riuscito a conforti dell'esperienza già fatta.
durre nello scetticismo dei più.
Era una grande lezione di reaGià in Parlamento era passata la . li~mo politico in quei giorni di
di piazzare Virgilio Dastoli, il suo
ottimo assistente parlamentare,
in un posto strategico nella strut- ·
tura burocratica della Commissione. Ed ancora sabato scorso,
· mentre già la voce gli si era spezzata, concordava gTI ultimi dettagli dell' «operazione Dastoli».
L'impegno
per l'Italia
; Un episodio minore, ·certaniente, ma che è utile citare pro- '
prio perché smentisce la favola di
uno Spinelli sognatore astratto
che alcuni accreditano ancora.
Ricordo, dei suoi anni alla Commissione Cee, il furore visionario ·
con il quale caldeggiò l'adesione
della Grecia ma anche la minuziosa concretezza con la quale
fiancheggiò da Bruxelles, nel '74
e '75, gli sforzi del governo italiano per affrontare la crisi economica di quegli anni. E dalla Cee
vennero a Roma presti~ massicci, sostegno alla politica economica, autorizzazioni a limitare
gli scambi con gli altri paesi. Ricordoancoraconquantacompetenza gettò le basi della politica
industriale che fu poi continuata
dai suoi successori e raggiunse l'
apice con Etienne Davignon. Oppure la costanza con la quale
riuscì a far entrare la Cgil fra le
organizzazioni sindacali consul- .
tate abitualmente dalla Commis- ·
·sione europea. Sì, un grande sognatore Altiero Spinelli, ma anche concreto fin,nei dettagli minori. Tanto grande, .in tutto, da
non avere eredi' nel Parlamento
di Strasburgo che oggi lo piange
unanime.
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Altiero Spinelli fonds - Historical Archives of the European Union