INDICE 4 novembre 2012 IL BALLETTO DELLE PROVINCE DISORIENTA VIVI E MORTI Avvenire Il pasticcio delle buone intenzioni 2 3 Corriere della Sera Sentimenti splendori e miserie 5 Corriere della Sera Parlamento, via alla lunga corsa. Ecco chi è in pole Corriere di Bologna Transizione e rischio caos 7 12 Corriere di Bologna Parma-Piacenza, tutti i numeri 13 Gazzetta di Parma Romagna, la super provincia fa già paura a mezza Emilia Il Resto del Carlino Province, Ferrara resta a galla per spettacoli e disoccupati La Nuova Ferrara Province, Regioni e Comuni Ecco cosa vorrebbero tagliare i politici La Voce di Romagna Cesena E’ nata la Romagna E non tutti se ne sono accorti La Voce di Romagna Rimini 15 17 18 19 5 novembre 2012 Le nozze Reggio-Modena ci fanno diventare 11esimi per il numero di abitanti Il Resto del Carlino Reggio Provincia di Romagna ed ‘eetti collaterali’ 20 21 La Voce di Romagna forlì 6 novembre 2012 Le nozze Reggio-Modena ci fanno diventare 11esimi per il numero di abitanti Il Resto del Carlino Modena Provincia unificata: Simonetta Salieri domani alla facoltà di Giurisprudenza Il Resto del Carlino Modena Per sette assessori il futuro è un rebus 22 24 25 Il Resto del Carlino Ravenna Caccia al ‘triumvirato’ per la Provincia 28 Il Resto del Carlino Rimini Oggi l’udienza della Corte sui ricorsi 29 Libertà Provincia, consiglieri con Draghetti «No all’azzeramento della giunta» Unità edizione Bologna Pagina 1 di 30 30 04/11/2012 pressunE Periodicità: Quotidiano Tiratura: 160.649 Direttore Responsabile: Marco Tarquinio Diffusione: 121.998 IL BALLE O DELLE PROVINCE DISORIENTA VIVI E MORTI n paio di estati fa, mentre ero in vacanza in Basilicata, vennero a trovarmi alcuni amici da Monaco di Baviera. Volevano visitare la terra dove sono nato. Salivamo in auto, programmavamo il navigatore e partivamo. Ogni mattina, sistematicamente, entravamo in un bosco di faggi che culminava sulla cresta di una collina, dove trovavamo la solita masseria desolata e il solito proprietario, una specie di dio barbaro che stava all'aria aperta, a torso nudo, e ci chiedeva strafottente: «Avete seguito il navigatore, non è vero?». Era vero, dovevamo ammetterlo: gira e gira, ogni giorno, quel sofisticato strumento, volta a destra, incrocio a sinistra, ci portava mano per mano sempre da lui, nonostante la meta delle nostre escursioni fosse da tutt'altra parte. Dal tono divertito con cui ci accoglieva, capivamo che non eravamo gli unici a fargli visita, il mattino, e che altri erano stati indirizzati fin lassù, guidati dal satellite. «Che razza di miracolo è questo?», domandava l'amica abituata alla precisione tedesca. Il problema è che i navigatori ti portano con precisione filologica dentro Parigi o Amsterdam, sarebbero capaci di farti sbarcare sulla Luna, ma in Basilicata si incantano, fanno cilecca. Meglio non fidarsi. Oltretutto adesso, con il decreto che riassetta la mappa delle province, la situazione si complica perché emergono gli antichi rancori, le vecchie rivalità, i comuni suonano la tromba e si preparano a cambiare bandiera, a fuggire con gli stendardi chi di qua, chi di là, dove credono di sentirsi meglio valorizzati. E infatti le notizie che arrivano da quei luoghi sono inquietanti: la città di Matera vorrebbe unirsi alla provincia di Bari, la città di Melfi a quella di Brindisi, la città di Venosa bussa alla Puglia per chiedere di essere aggregata, non importa con quale sigla sulle targhe. percorso dove andrà a nascondersi, lo mostra agli avversari, poi lo distrugge. Se gli avversari sono stati bravi a capire, li scoveranno e vinceranno la sfida, altrimenti continueranno a cercare tutta la notte, pur di non rassegnarsi alla sconfitta. Il discorso non cambia se si guarda altrove: i quotidiani registrano casi di insofferenza in Lombardia, in Toscana, in Calabria. Riaffiora l'Italia dei mille municipi, croce e delizia della storia, e che appare l'esatto rovescio della nazione che appena un anno fa ha celebrato la sua unità. Un pisano può appartenere allo stesso comprensorio di un livornese? Mai sia detto. Mi viene in mente un rito che si tramanda dalle mie parti. Il 2 novembre, quando si fa visita ai cimiteri, si lasciano le porte delle cappelle aperte: è per fare uscire i morti, lasciarli liberi di venire in mezzo a noi durante il periodo dell'avvento, trascorrere Natale nella casa dove sono vissuti e poi tornarsene nel loro regno appena dopo Capodanno, la notte della Pasqua Epifania. È un mito che esprime pietà e terrore, che ammalia e spaventa. Quest'anno ho l'impressione che andrà diversamente. Se è vero che il 1° gennaio, in base al decreto legge, le prime a sparire saranno le giunte provinciali, che ne sarà dei morti? Non si confonderanno anche loro, rientrando nei cimiteri? Questo per quanto riguarda i vivi, non parliamo dei morti. Anche loro saranno costretti a cambiare provincia: un lucano che diventa barese o brindisino o foggiano! Migrano da un mondo di sonno a un altro e non sappiamo cosa sogneranno. Non è solo campanilismo. Sotto sotto c'è l'antico tarlo che ossessiona i lucani: il gusto di confondere i cartelli stradali, mescolare le carte della geografia, escogitare un sistema per smarrire la strada, perdersi dentro un fazzoletto di orti e di frutteti come l'ago in un pagliaio. Si comincia da bambini a imparare quest'arte con il gioco della mappa: una squadra disegna per terra il Pagina 2 di 30 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 O RIPRODUZIONE RISERVATA Pagina 4 «Déjà-vu» Oliando il presente è un souvenir pressunE CORRIERE DELLA SERA Fondato ne] 1876 • • 04/11/2012 Periodicità: Quotidiano www.coniere.it Tiratura: 609.785 Direttore Responsabile: Ferruccio De Bortoli Diffusione: 474.395 MMMM:"MMZMM~M"W"ML~M~Z~"\N~C~\rC~N~MtC~\rC~n in timbria, Basilicata e Mouse la sovrapposizione tra i nuovi enti accorpati e le rispettive Regioni Quelle Pro ce tagliate (un pochino Dietro le proteste di campanile il gioco dei partiti, per salvare gli «orti elettorali» zia, sarà prossimamente eseguita alla presenza di una distratta. Sappiamo benissimo che so- e miope classe politica e di quei no passati sette secoli e mezzo cittadini rassegnati a subire l'indalla battaglia di Montaperti degna spoliazione delle identità grande scempio che fece l'Arbia storica, culturale ed umana delcolorata in rosso», scrisse Dan- la provincia di Matera. Si dispente) e da quando un cronista se-- sano postume e ipocrite espresnese raccontò la ferocia con cui sioni di solidarietà». i concittadini affrontarono i fioChe basti sopprimere l'ente rentini: «Invano invocavano es- provinciale per «condannare a si san Zanobi in loro aiuto. Noi li morte» un territorio è ridicolo. macellammo come un beccaio Le province hanno di fatto tre macella le bestie nel venerdì San- competenze vere: le strade proto». Ma se ancora oggi i tifosi vinciali, gli edifici degli istituti del Siena, al derby con la Fioren- superiori (a volte in coabitaziotina, stendono striscioni con ne con le medie di competenza. scritto «a Montaperti c'eravamo comunale: e i conflitti non si anche noi», vale la pena di sorri- contano), la scelta dei siti per le derne però anche di tenerne con- discariche, e si è visto in Campato. nia come ognuna badi al proTanto più in temprio esclusivo intepi come questi in resse. E come spiecui i cittadini fatica- Selezione ga Gianfranco Eabi no a riconoscersi Per imporre nella prefazione a nelle istituzioni co- un taglio selettivo «L'abolizione delle me «loro». E questo Province», a cura di non ovunque è sta- occorrerebbe Silvio Boccalatte, to fatto. Sollevando un consenso ampio «abolire il livello poinutili tensioni alle litico elettivo della quali sono saltati in. Provincia non vorgroppa questo o quel satrapo di rebbe certo dire che dal giorno periferia, decisi a cavalcare il te- successivo nessuno si occupi più di scuole, strade, tutela delma non tanto in difesa dell'«en te provinciale» in quanto tale l'ambiente, promozione del turi(fosse stato salvato il loro e non smo e ripopolamento dei laghi l'altrui potete scommettere che di montagna». Le competenze se ne sarebbero stati zitti e quie- verrebbero spartite un po' alle ti) quanto il loro orti elettorali. Regioni e un po' ai Comuni. FiA Matera, il giorno dei morti, ne. E strillare come fa il sindaco hanno affisso un manifesto lista- di Andria Nicola Giorgino che to a lutto: «Condanna a morte l'abolizione della «Bat», la prodel territorio della provincia di vincia di Barletta, Andria e Trarli Matera. Ne danno il triste annun.- danneggerà «le fasce più deboli cio i suoi figli e nipoti e i cittadi- della popolazione, cui devono ni attivi, i sindaci, i presidenti essere garantiti i servizi essenprovinciali tutti che nel corso ziali» è propaganda per la bottedella sua onorata esistenza in vi- ga elettorale. ta hanno ricoperto tale ruolo. La L'estendersi delle proteste, desoppressione fisica, salvo gra-- stinate a ripercuotersi alle CarneSEGUE DALLA PRIMA IL PASTICCIO DELLE BUONE INTENZIONI di GIAN ANTomo STELLA ' tessi confini, stessi abitanti, stesse montagne, stessi problemi: che senso ha sovrapporre col copia-incolla la Regione Mouse e la neoprovincia i Campobasso-Isernia? E lì che vedi i limiti della. riduzione delle Province. Che rischia di essere un pasticcio mancando l'obiettivo primo: il taglio degli enti intermedi che rendono obesa e lentissima la nostra burocrazia. Sbuffare contro le «rivolte campanilistiche» non porta da nessuna parte. Tutto si può dire tranne che siano una sorpresa. Li Pagina 1 PuMnve tagliate Fin podh,0 Pagina 3 di 30 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 press LinE CORRIERE DELLA SERA Fondato nel 1876 • • m www.coniere.it E quanti puntano a far saltare tutto possono trovare appigli in un mucchio di contraddizioni. Cosa significa, come ha spiegato Anna Maria Cancellieri, che Sondrio e Belluno sono state salvate anche se fuori dai parametri perché «per quelle due popolazioni, scendere ogni volta a valle per recarsi in un ufficio pubblico sarebbe stato un problema» soprattutto con la neve? Se quello fosse il criterio, cosa dovrebbe dire la gente di Santa Teresa di Gallura che per raggiungere Sassari impiega in condizioni normali un paio d'ore? La contraddizione più accecante, però, è quella sulla sovrapposizione tra le province accorpate di Perugia e di Terni, di Potenza e di Matera, di Campobasso e di Isernia che si adageranno nelle rispettive regioni dell'Umbria, della Basilicata e del Molise come un fagiolo nel baccello. Cosa succederà, ad. esempio, nelle conferenze dei servizi che dovrebbero servire a sveltire gli iter burocratici? Ci saranno sia la regione sia la provincia pur rappresentando lo stesso territorio, la stessa popolazione, le stesse problemati che? E daranno un parere a testa? Coincidenti o diversi? Quando nacque la regione autonoma. della Vai d'Aosta la provincia Periodicità: Quotidiano Tiratura: 609.785 Direttore Responsabile: Ferruccio De Bortoli re appena il progetto arriverà in Parlamento, rischia però di mettere a rischio non solo questo o quell'accorpamento ma lo stesso riordino complessivo. A dispetto del fatto che, sulla carta, abbiano via via detto di essere d'accordo (tranne la Lega) un. po' tutti. Compresi storici avversari come Antonio Di Pietro o Silvio Berlusconi, Anna Einocchiaro o Fabrizio Cicchitto. Il guaio è che per imporre un. taglio selettivo, «tu sì e tu no», occorrerebbe un consenso forte e largo che il governo Monti, coi partiti sempre più in fibrillazione come si è visto dai rovesci di venerdì, probabilmente non ha. 04/11/2012 Diffusione: 474.395 preesistente venne soppressa e non passò per la testa a nessuno di tenersi tutte e due gli enti: perché dovrebbero ora sopravvivere quei doppioni? Una delle due: o le province sono indispensabili e allora chi lo pensa deve avere il coraggio di lasciarle dove stanno oppure (come noi crediamo) sono inutili e allora vanno soppresse tutte, con la creazione dove servono delle città metropolitane, il subentro di uffici decentrati regionali e lo smistamento delle competenze. Una scelta difficile? Sicuramente meno che spiegare ai pisani e ai Ilivornesi perché una delle due città deve essere preferita all'altra. «Così com'è è una cosa da pazzi. Un mostriciattolo», sospira Augusto Barbera, il costituzionalista che da anni denuncia l'inutilità di tanti enti soprapposti., «Era meglio la prima idea di Monti, quella di abolirle tutte senza andarsi a impantanare nelle beghe delle gelosie locali. A questo punto, comunque, c'è da sperare che il progetto vada in. porto perché rischiamo davvero che salti tutto un'altra volta. Col risultato che ne riparleremmo chissà quando». Cose già viste. Basti ricordare quando lo stesso Burbera venne invitato a ritirare la proposta di abolire le province presentata alla commissione bicamerale presieduta da NiMe jotti. L'argomento, gli spiegarono, «è di grande interesse ma merita una riflessione ulteriore». Era il 19 ottobre 1993. Rifletti oggi e rifletti domani, son passati due decenni... Gian Antonio Stella RII,RODUZIONE RSERVA -!1, Pagina 1 Quelle PuMnve tagliate un podh,0 Pagina 4 di 30 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 press LinE CORRIERE DELLA SERA Fondato nel 1876 i i m www.coniere.it. 04/11/2012 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 609.785 Direttore Responsabile: Ferruccio De Bortoli Diffusione: 474.395 PARABOLE Splendori e miserie delle Pro Province i,e idealità che hanno fallo l'Italia IMENT SPLENDORI E MISERIE di GIAN ARTURO FI RRARI T I no dei libri più belli %J di Giorgio Bocca, una vasta ricognizione tra. autobiografia e storia, porta il titolo, da lui trovato e voluto, Il provinciale. Un titolo fortunato e felice, perché sotto una superficie diminutiva. l'essere a lato, il non pretendere la ribalta — nasconde la profondità di una appartenenza, la consapevolezza delle proprie radici, Questo sentimento duplice costituisce l'essenza della provincialità, cosa ben diversa dall'orgoglio di campanile, attitudine rurale e propria dì villici non ancora dirozzati. CONTINUA A PAGINA 26 di GIAN ARTURO l'I^ RR RI SEGUE DALLA PRIMA La provincialità è invece una dimensione sofisticata e complessa, riferita, a differenza del villaggio o del paese, a un microcosmo compiuto e articolato e, a differenza della grande città, a una fisionomia marcatamente individuale e non a una aggregazione informe. Derivano da qui la Vicenza di Piovene, la Ferrara di Bassani, lai Rimini di Ielliai. Soprattutto è proprio dei provinciali lasciare con dolore e rimpianto la propria città subendo l'irresistibile attrazione del centro. O, meglio ., dei centri: la Roma antica, dove i flavi, provinciali di Spagna, diventarono imperatori, la Parigi da cui il provinciale Pascal (era di Clemont-Ferranti) mandava a un immaginario provinciale le lettere note appunto come provinciali, o, più modestamente, la Roma di Bassani e Felini, la Milano di Piovene e Bocca. La provincialità è dunque un orizzonte culturale, quasi sempre quello di chi la provincia l'ha già abbandonata, una dimensione della memoria e della ricerca di se stessi più che una realtà fattuale. Per questo non va confusa con il provincialismo, la timida bandiera di chi nella provincia resta più o meno comodamente annidato, un atteggiamento difensivo pronto a tramutarsi in aggressivo quando si senta per qualche verso chiamato in causa, Sia provincialità sia provincialismo appartengono all'ordine della mentalità e hanno dunque un legame assai debole con la concretezza delle Province, con la loro configurazione, con la loro funzione, con la loro storia. Le Province italiane furono costituite dopo l'unità alla confluenza di origini e di intenzioni diverse. Seguendo in parte i confini degli Stati minori preunitari (Lucca); in parte tagliandoli a metà (Parma e Piacenza, Modena e Reggio); in parte riproducendo l'articolazione amministrativa dei maggiori Stati preunitari (Regno di Sardegna, Stato della Chiesa e Regno delle due Sicilie); in parte accorpando territori di diversa provenienza (la Lomellina piemontese aggiunta alla lombarda Pavia). Ma quel che sonrattutto contò fu il modello dei dipartimenti francesi. l neonato Stato nazionale, in un'epoca di comunicazioni lente e difficoltose, con un'economia contadina, aveva assoluta necessità di rendersi presente, di farsi vedere su territori tra loro diversissimi e non intenzionati a una volenterosa convivenza co n. una struttura omogenea, stabile e chiara. La Provincia rappresentò la soluzione a questo problema, riproducendo in scala ridotta la Pagina 1 Pagina 5 di 30 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 press LinE CORRIERE DELLA SERA Fondato nel 1876 i i m www.coniere.it. 04/11/2012 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 609.785 Direttore Responsabile: Ferruccio De Bortoli struttura dello Stato nazionale. Circondato dal contado, il capoluogo (usualmente il centro dei commerci e la residenza sia dell'aristocrazia locale sia della borghesia professionale) divenne una capitale in miniatura. La sede delle forze di polizia (la questura), del tribunale, del carcere, dell'ospedale, della tesoreria, del distretto militare, del provveditorato agli studi, del liceo. E soprattutto, a rappresentare il governo, della prefettura e del prefetto, di fatto un governatore. Ampiamente usato, il prefetto-governatore, soprattutto nell'Italia giolittiana, per governare nel senso più lato e meno ortodosso del termine. Ciò nonostante, l'istituzione Provincia funzionò, non solo nei suo darle sfide, ma anche nel consenso e nell'affezione popolare. Per generazioni di italiani l'unica città conosciuta e verso la quale di fatto gravitavano fu il capoluogo della propria provincia. Per molto tempo si pensarono (e forse continuano a pensarsi) come bresciani o reggiani o senesi più che come lombardi, emiliani o toscani. Forse persino più che come italiani, (pando, con grande ritardo, si diede attuazione alla Costituzione istituendo le Regioni, questo mondo era del tutto tramontato. L'Italia era un Paese industriale, le comunicazioni erano facili, la televisione aveva dato agli italiani comunità di lingua, di costumi e di consumi. Le Province andavano abolite allora, quando avevano già perduto il proprio senso. Anche se bisogna riconoscere che le Regioni non sono mai state amate dal sentimento popolare e che Diffusione: 474.395 la recente e immotivata sottrazione dell'articolo determinativo (perché «regione Lombardia», presidente Foruigoni, e non il rionale «la regione Lombardia»?) non ha loro giovato. Per quale ragione le Province non siano state all'epoca abolite, lo capiscono anche i bambini piccoli, Così come i medesimi bambini capiscono bene perché in tempi recenti e recentissimi si sia anzi provveduto a moltiplicarle, in un grottesco processo di scissione privo di fondamento storico e di ragioni :funzionati. Non è quindi il caso di parlarne. Mentre si deve sottolineare, ahimè, l'occasione oggi perduta con la riformetta degli accorpamenti. Era forse il momento di riconoscere due dati di fatto. Il primo: le Province (quelle antiche) mantengono una loro realtà e vitalità essenzialmente culturale. Va riconosciuta e, se possibile, promossa. Il secondo: it Paese ha bisogno di un ridisegno completo della propria architettura amministrativa e funzionale. Va fatto, prima progettato e poi attuato, prescindendo completamente dalle Province. Discorsi, c'è da temere, inutili in. un Paese che ci si aspetterebbe angosciato dai proprio futuro produttivo, intento a proporre, a criticare, a riflettere sulle rifo,me necessarie alla propria fisica sopravvivenza. E che invece si infiamma, con spirito tra il calcistico e il contradaiolo, al sospetto che venga trasferita nella città vicina l'amministrazione degli edifici scolastici (non delle scuole) o della biblioteca provinciale. C M PRODUZ,), E RISERVA Pagina 1 CORRIERE DELLA S Pagina 6 di 30 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 pressunE 04/11/2012 CORRIERE DI BOLOGNA Direttore Responsabile: Armando Nanni Periodicità: Quotidiano Tiratura: n.d. Diffusione: n.d. Pd e Pd, Lega e Sei: nei partiti locali, in attesa che si chiuda la partita sul Porceilum, partono le manovre El ezioni: chi è in pista, chi lascia Dai sindaci del terremoto agli assessori. È iniziato il totonoini ti PIERPAOLO VEION À „, Ci sono anche il sindaco di Crevalcore Claudio Broglia e l'assessore al Welfare di Bologna Amelia Frascaroli tra i pos sibili futuri candidati al Parlamento. E per qualche volto nuovo che arriva, tanti saranno i nomi noti per cui è giunta l'ora del passo indietro. Molto dipenderà dalla legge elettorale (ora è quasi scontato debba essere il Porcellum) ma intanto i partiti locali hanno cominciato a fare qualche conto: il Pd vuole le primarie anche per Camera e Senato, nel 1Pdl si tenta di arginare un dimezzamento delle poltrone (lasceranno Cazzola e Palmizio). set si prepara a un paio di seggi e nella Lega si scalda Bernardini. • • \ , N• li dipietrìsta Donadì I )-1 «11 cias(-) b'sc)gno di nuove regole A PAGINA 3 Rosno La ribeige d Badarò grillim No Salsa scatenati std eh: ormai è fuori, , lasci quel seggio» A PAUNA 3 k ALLE PAGINE 2 E 3 VeìOrà Pagina 2 Pagina 7 di 30 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 press LinE 04/11/2012 CORRIERE DI BOLOGNA Periodicità: Quotidiano Tiratura: n.d. Direttore Responsabile: Armando Nanni Parlamento, via alla lunga corsa Ecco chi è in pole Molto dipenderà dalla legge elettorale, ma i partiti fanno già i loro calcoli. E i nomi servizi o cure di PIERPAOLO VELONÀ Su un punto, i partiti, sono tutti d'accordo. Prima di definire le candidature per il Parlamento bisognerà capire con quale legge sì andrà a votare alle politiche del 2013. Sotto questo attendismo si nasconde in realtà la consapevolezza che le trattative romane per cambiare la legge elettorale potrebbero concludersi con un nulla di fatto che — sotto sotto metterebbe tutti d'accordo. E così è alta la possibilità che si ritorni al voto con il Porcellum, modificato solo nella parte relativa al premio dì maggioranza. Se resta il Porcellum, il sistema che prevede liste bloccate su base regionale senza preferenze, il Pd intende restituire la parola agli elettori convocando le primarie per scegliere i parlamentari. Lo stesso vorrebbe fare Diffusione: n.d. qualcuno nel Pdl, ma è difficile che la proposta vada a buon fine. Nel clima di incertezza generale, i partiti sanno bene che stavolta non possono sbagliare nella composizione delle liste. L'avvento del governo tecnico ha ulteriormente minato la credibilità della classe politica e gli scandali giudiziari, anche nella nostra regione, hanno fatto il resto. Non si può sbagliare anche perché, stavolta, il Movimento cinque stelle è pronto a fare un solo boccone di delusi e indecisi. E in questo clima che i partiti cercano i candidati. Al quale si chiede di essere «nuovo» (come suggeriscono gli spia doctor) e fedele ai vertici (che non guasta mai). Requisiti che non sempre è facile trovare nella stessa persona. Questi sono i nomi che circolano nelle segreterie della politica bolognese. A R, PRODUZCHE R, SEMTA fl Pd Farà ancora la Dar e del leone. Spuntano Segrè e Venturi Pronti alle primarie (se c'è il Porcellum New entri? Claudio Broglia (sindaco di Crevalcore) e Andrea Segrè Il Pd ha attualmente in regione 2o deputati e i i senatori e farà ancora la parte del leone. Si tratta però di decidere come e a chi assegnare i seggi. Il segretario regionale Stefano Bonaccini ha già detto di voler convocare le primarie per scegliere i parlamentari anche se Roma non si impegnerà in questa direzione. Il segretario provinciale Raffaele Donini spiega che tutto dipende dalla legge elettorale. «Se rimane il Porcellum le primarie si faranno sicuramente e la regia su come artico-. lafie spetterà a Bonaccini — dice Donini Se ci saranno i collegi sarà il territorio a decid.ere con le primarie, ma se si torna alle preferenze le primarie non hanno senso, perché la parola spetterebbe già agli elettori». Alcuni nomi stanno già circolando. Tra le new entry pronte per l'avventura romana, c'è il sindaco di Crevalcore Claudio Broglia, che ha gestito bene l'emergenza del terremoto e si è fatto valere anche sul piano mediatico, Poi Andrea Segrè, preside della Facoltà di Agraria, già sul punto di candidarsi a sindaco di Bologna: e l'amministrativista Luciano Vaudelli. Tra chi aspira a un seggio ci sono anche l'ex segretario provinciale del partito Andrea De Maria e il capogruppo Pd in Comune, Sergio Lo Giudice. Nuove nomination potrebbero arrivare sull'onda lunga della dismissione della Provincia. La giunta cesserà il mandato a fine anno. Ma Donini mette subito in chiaro: «Non si va. in Parlamento perché finisce la Provincia, però in giunta ci sono profili adeguati a quella dimensione». Uno di questi è il vicepresidente Giacomo Venturi. Non la presidente Beatrice Draghetti che dovrà gestire la transizione verso la città metropolitana. Si ricandideranno anche Sandra Zampa, Donata Lenti, Rita Gliedini, Salvatore Vassallo e Gianluea Benamati. Se però i renziani otterranno un buon risultato alle primari, la composizione delle liste non potrà non tenerne conto. RiPRWUZ:ONE RISERVA FA Pagina 2 Pagina 8 di 30 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 04/11/2012 pressunE CORRIERE DI BOLOGNA Periodicità: Quotidiano Tiratura: n.d. Direttore Responsabile: Armando Nanni Diffusione: n.d. Sinistra ecologia e libertà Sull'assessore d sono anche molte riserve Obiettivo due posti. Incognita Amelia In Comune L'assessore Arnea Frascaroli e Cathy La Torre Per Sel si avvicina il momento della verità. Dopo l'azzeramento delle scorse politiche, quando la sinistra fu «espulsa» per la prima volta dal Parlamento, la tornata elettorale del 2013 potrebbe essere l'occasione dei riscatto. Il primo appuntamento per valutare l'appeal della proposta vendoliana sono le primarie per il candidato premier del 25 novembre. Sarà l'occasione per quantificare il «peso» di Nichi Vendola in regione. Se si andrà alle urne con il Porceihim, le previsioni attuali assegnano a Sel non più di due parlamentari in -Rompa. I margini si riducono ulteriormente se passerà l'ipotesi in discussione di collocare in cima al listone bloccato un nome di statura «nazionale», per aumentare il richiamo sugli elettori. Per intenderci uno come Gennaro Miglio-re o Nicola Fratoianni, fedelissimi del go-vernatore pugliese. A questo punto, gli spazi per «gli autoctoni» si restringerebbe ulte- riormente, almeno in termini di eleggibilità. La prassi vendoliana impone che se il numero uno in lista è un uomo, la seconda posizione spetti a una donna. A Bologna, i nomi più in vista sono quelli di Cathy La 'FOR7re, attuale capogruppo di Sel in Comune che vedrebbe molto volentieri l'ipotesi di una candidatura. li secondo alcuni ru mors di area — potrebbe tornare di moda Amelia Frascaroli, assessore nella giunta Merola e sfidante del sindaco alle primarie per il Comune. Sulla Frascaroli però, all'interno di Sel, ci sono diverse riserve. L'idillio della campagna elettorale sembra ormai definitivamente alle spalle. Frascaroli, prodiana della prima ora, non si è mai integrata troppo bene con il partito. Un altro nome è quello dì Milena Naldi, ora presidente del quartiere San Vitale. Questo per restare a Bologna, ma non è detto che le altre province vogliano fermarsi a guardare. RIPR9D1121011E RiSERV,, TA \ Nella del Valor MURA Slivane MUOIANO Antonio Pdl ORAMBILLA Michela Vittoria LIMAI:M:li Noto FOTI Tommm MAllBLIA Ctianceilo GANAGVANI Fable DERNiNt SOVULLi Mummia BARBJERI Ernmemio PIZZOLANTE Sgolo BIAVA Frencre4co BERTOIthil M.M.A ::1.15W3C3 Lega Nord Pd BEFISANI Pier Luigi FRANCESCHN1 Darlo LED23 DAr33b3 MIGLIA:MEGA Maurizio CASTAGNE I I i Piedulgi MOTTA Cani MIGLIOLI Nana VASSALLO Sa:officge MARCiii Meteo ZAMPA 8.3"Edra MARCHIONOLI Massimo FCRUA Di:IATI-i Alessandro ALSONETTI Oal3riaie BELTRANDI Mafto MARCI-110Ni Elica BGANDOUNI Sandro OHJZZONI Manuale 3ENNAAll 5' :1'1>M:tifa; DE MICHEL1Paola ri FUN Olanieca FINI Gianfranco RUS1 Ude Popolo e Territorio lkLESSMDRI DAMEN Patito POLLEOSI Massima &ALLEM GA333 LiBE Mauro MOTTOIA GitAt'anì C.F Pagina 9 di 30 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012 - 2015 Pagina 2 04/11/2012 press LinE CORRIERE DI BOLOGNA Periodicità: Quotidiano Tiratura: n.d. Direttore Responsabile: Armando Nanni .t>«. Diffusione: n.d. M i giovani chiedono a gran voce una consultazione con la base Una pattuglia arso il dimezzamento Volti nuovi Galeazzo Bignarni e Anna Maria Bernini Per il ?di questa tornata elettorale si annuncia tutta in salita L'altra volta andò di lusso: 21 seggi in regione tra Camera e Senato. Stavolta, le previsioni interne al partito parlano di una vera e propria falcidia: se rimarrà il Porcellum, agli azzurri emiliano romagnoli dovrebbero restare appena una decina di seggi. Presentimenti foschi, eppure giustificati dai sondaggi che danno il ?di in caduta libera, senza dimenticare le scissioni che hanno privato il partito di nomi di richiamo (qui furono eletti, per esempio Gianfranco Fini ed Enzo Raisi, fuoriusciti due anni fa con la diaspora che diede vita a Eli). Se sarà confermata l'attuale legge elettorale, come appare probabile, è prevedibile che un numero minore di posti a. disposizione possa scatenare guerre ancora più accese per essere inseriti nel listone regionale. E tutto questo difficilmente favorirà il ricambio. Perché molti nomi storici del partito non. hanno alcuna intenzione di mollare. Si rifalle- no sotto i senatori Filippo Berseli' e Giampaolo Bcttamio, il deputato Fabio Capati" e la. collega. Anna Mariaernini, Bernini, che fu manche ministro negli ultimi scampoli del governo Berlusconi. Si ritireranno invece Giuliano Cazzola, Massimo Paimizio. Il grande tema, a questo punto, è capire come saranno assegnati i seggi. L'ala dei giovani guidata dal consigliere regionale Galeazzo 131gnami chiede a gran voce le primarie, sull'esempio del Pd. Se ci saranno le primarie Bignami potrebbe anche partecipare. Ma sarà Roma ad avere la parola definitiva anche su questo. Il prossimo passaggio, a breve termine, sono le primarie ancora in forse per candidato premien, B termine per presentare le candidature è il 16 novembre e il lavoro è ancora a zero. Se mai ci saranno, le primarie per il candidato premier saranno un momento decisivo per valutare il peso delle cordate interne al partito. a RIPRODUZIONE RISERVATA La Lega Nord Senza alleanze, solo il roporzionale darebbe garanzie Addio Alessandria avanti Bernardini Leader Il consigliere Manes Bernardini e Gianiuca «Basta con le liturgie dei vecchi partiti, se non sappiamo ancora quale sarà la legge elettorale noi di elezioni non parliamo». Parola di Manes Berriardini, consigliere comunale e regionale della Lega Nord, uno dei più stretti collaboratori del leader del Carroccio Roberto Maroni. Il successore di Umberto Bossi ha detto in passato che Roma è un obiettivo secondario, meglio puntare alle regioni del Nord. E però, le prossime elezioni politiche saranno decisive per valutare lo stato di salute del partito dopo lo scandalo di Belsito e il repulisti che ha portato all'azzeramento della classe dirigente legata a Umberto Bossi. La campagna d'autunno in vista delle elezioni è già iniziata. E riparte proprio da BOlogna: l'il novembre, con una manifestazione nazionale e comizio finale a porta Saragozza con Maroni in persona. Difficilmente alle prossime elezioni la Lega riproporrà l'alleanza con il Pdt. Ognuno per conto suo. Nel Carroccio emiliano sanno bene che correndo da soli l'unica speranza per confermare l'attuale numero di parlamentari (sei: due senatori e quattro deputati) è che rimanga il Porcellum; o al massimo che si opti per un bel proporzionale. «Se ci saranno i collegi uninominali per noi è la fine, al massimo prendiamo un seggio a Piacenza», sì mormora nel partito. Visto che però il porcellum potrebbe alla fine fare comodo a tutti, per adesso si ragiona come se le cose non dovessero cambiare. L'intendimento del Carroccio è confermare la nomenclatura attuale, con in testa la senatrice Angela Maravento e Gianittea Pini (n.Cambi leader del Carroccio in regione). Non dovrebbe essere riproposto Angelo Alessignchi, troppo legato all'era-Bossi. Dopo l'escalation delle ultime comunali, ci vorrà però anche un bolognese. E Bernard:mi potrebbe essere la persona ideale. Dovrebbe però lasciare i seggi in Comune e Regione. Si può fare. RIPRODUZIONE RISERVATA Pagina 2 Pagina 10 di 30 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 press LinE 04/11/2012 CORRIERE DI BOLOGNA Direttore Responsabile: Armando Nanni Diffusione: n.d. o i. Com'è ora: gli eletti in Emilia Ramagna lia dei Valo ThPlogru Te ga Nord Periodicità: Quotidiano Tiratura: n.d. Italia dei Valori Lega Nord idi B wsara vC9 aa is idfrP NA ANI I No Ano GRA Mar" itaat er .EPL1 PGNN Olitsana U2s Uy: Abmaina IIA del iMetlIktr, Pagina 2 Pagina 11 di 30 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012 - 2015 press LinE 04/11/2012 CORRIERE DI BOLOGNA Direttore Responsabile: Armando Nanni Periodicità: Quotidiano Tiratura: n.d. Diffusione: n.d. LINTRICATO ADDIO ALLA PROVINCIA r.11.1UNSIZIONE E RISCHIO CAOS fif MASS I J MARZO I tema della chiusura delle provincie e dei relativi malumori però ancora le cronache dei prossimi giorni. Va subito sottolineato che è giusto e doveroso ridurre gli enti di governo. Anzi, a dire il vero, tutto ciò che è «politica» andrebbe diviso per due se non per tre (eliminandone i due terzi): troppi parlamentari, consiglieri regionali, provinciali, comunali. Conflitti di competenze tra enti che non fanno altro che allungare i tempi delle decisioni, ritar dando l'attuazione di progetti essenziali. Da questo punto di vista, l'eliminazione delle provincie, senza un contestuale «dimagrimento» di tutto il resto configura l'operazione «tagli alla politica» come non necessariamente equa e tutto sommato semplice da realizzare. Le province, seppur importanti, sono la cenerentola degli enti locali, non dovendo gestire gli stessi denari delle regioni e non avendo le responsabilità dirette dei sindaci. Nel caso di Bologna, poi, siamo a un bivio importante. Da un lato ci sono ancora molte partite aperte dal lato infrastrutturale (come B Passante nord) e, dall'altro vi è il tema di passaggio a Bologna metropolitana che non pare semplice. Lo spezzatino di competenze che caratterizza la nostra pubblica amministrazione vede la provincia nei mezzo di regioni e comuni e il passaggio a un nuovo regime provocherà certamente lungaggini e ritardi. Forse, la fretta con la quale il governo vuole chiudere il capitolo provincie rischierà di provocare lungaggini ulteriori nel futuro, quando il passaggio delle consegne alla città metropolitana creerà non pochi intoppi. E ancora: è vero che i presidenti di provincia devono curare la tran sizione affiancati da consulenti non meglio identificati. E se si fosse lasciato terminare tutto alla scadenza naturale del mandato? Forse la transizione sarebbe stata gestita con i pieni poteri senza il caos che inevitabilmente si creerà.. Certo, si dirà, ci sono province e province: in alcune aree del paese esse sono veramente inutili, e malgestite. A Bologna le cose sono un po' diverse: la provincia è sempre stata molto attiva e ben gestita. È che non possiamo più permettercela. È un po' come se il governo se la fosse presa con i più deboli, le province, appunto, lasciando i forti al loro posto, ben pasciuti. Non si vedono all'orizzonte riduzioni drastiche dei consigli regionali, del Parlamento (solo a partire dal 2018, pensate un po'), e di tutto quanto è politica. Ma è tutta colpa del governo Monti? No. E la politiCa che ancora non capisce nulla di ciò che sta accadendo: î ritardi al decreto sui tagli ai costi della politica, rivelano come la miopia sia la malattia più grave che colpisce i nostri eletti, a tutti i livelli, Il problema è che i politici usano male i soldi che loro affidiamo: cene false, case acquistate col denaro pubblico, e chi più ne ha più ne metta. E allora, per parafrasare Wittgenstein, il denaro non va lasciato nelle mani di chi non sa spenderlo bene, nel senso di farlo fruttare, per il bene della collettività. Forse, contestualmente ai tagli (sacrosanti) bisognerebbe studiare anche un meccanismo di «merito» per le autonome locali che meglio spendono per le loro comunità, lasciando a bocca asciutta chi butta via le risorse pubbliche in varie amenità. 12g 120 U173 0 NE RISERVALA Pagina 12 di 30 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 Pagina 1 ..CORRIZER,31,1101,1:#01M. press LinE 04/11/2012 GAZZETTA DI PARMA Direttore Responsabile: Giuliano Molossi Periodicità: Quotidiano Tiratura: 45.153 Diffusione: 37.669 Parma Piacenza, tutti i numeri Secondo il «Sole 24 Ore», la nuova «PiPa» farebbe crescere leggermente la percentuale dei senza lavoro: da3,7 a4,2%. Restano buoni gli indicatori di reddito e offerta nel tempo libero Le nuove province? Non solo una questione geografica. Ma anche economica, al di là delle delle «guerre» identitarie tra una città e l'altra. C'è chi ci perde e chi ci guadagna. E' lo spaccato che emerge dalla classifica pubblicata ieri sul «Sole 24 Ore», che prende in considerazione vari indicatori. Parma unita a Piacenza si colloca ancora in buona posizione sui fronti del reddito pro capite, i risparmi e il lavoro. Tuttavia, per quanto riguarda in particolare quest'ultimo aspetto, dovremmo fare qualche passo indietro. La nuova provincia, infatti, secondo l'elaborazione del «Sole» su dati Istat 2011, porterebbe a un leggero aumento del tasso di disoccupazione: da sola, Parma guidava la classifica delle province con il minor tasso di disoccupazione (3,7%), ma l'unione con Piacenza farebbe crescere leggermente la percentuale (4,2%) de costerebbe la «retrocessione» al terzo posto. Una graduatoria generale che non tiene conto delle province autonome, ma che fotografa una situazione di cambiamento soprattutto al Nord, mentre al Sud il quadro appare pili omogeneo e livellato. Piacenza-Parma avrebbe un reddito pro capite di 29.995 curo, piazzandosi all'undicesimo posto su 51 province. Quattordicesima posizione, invece, per quanto riguarda i depositi bancari: 1257,2 euro per abitante. Dai 440mila. circa abitanti attuali della provincia di Parma, si passerà a 731.995, arrivando ai 28esimo posto per popolazione, con 121,2 abitanti per lun.q. Per quanto riguarda il numero di reati, invece, Piacenza-Parma (questa la denominazione ufficiale) si collocherebbe in 32esima posizione, ossia nella seconda metà delle zone più virtuose: 1.395 tra denunce e arresti/fermi ogni 100mila abitanti, contro i 2,008 della maglia nera Reggo Calabria. Anche se, per quanto riguarda questo aspetto, la presenza della criminalità non può certo essere misurato solo in base al numero di denunce presentate. Di buon livello resterebbe, invece, l'offerta per il tempo libero: 8.292,6 spettacoli ogni 1.00mila abitanti in un anno e decimo posto nella classifica generale. E il verde? Eaccorpamento con Piacenza ci piazzerebbe in quattordicesima posizione, con 168 metri quadrati a disposizione per abitante. E ora, referendum piacentino pro Lombardia permettendo, non ci resta che attendere la nuova mappa per verificare le previsioni. 4> Pagina 10 ?nrra Pagina 13 di 30 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012 - 2015 !TI:: numeri 04/11/2012 pressunE GAZZETTA DI PARMA Direttore Responsabile: Giuliano Molossi Periodicità: Quotidiano Tiratura: 45.153 Diffusione: 37.669 Il reddito pro capite annuo Provincia Alessandria - Asti Bergamo Sondrio Irriperia - Savona Reggio Eroina - rwioderia Pavia V: Cef ?A 30.412 Brescia 311,309 Rovigo - Verona 30.165 wmggg Ravenna Farli Gesena - Rr 29.831 IL 29.771 ci Frosinone - Latina Eli Rieti - Viterbo L'Aquila - lerarno Chieti - Pescara Carnpobasso - i S e rnia. Potenza - Matera Ascoli - Fermo Macerata Crennona - Lodi - Mantova li 148 Como - Lecco - Varese Cosenza Padova -Treviso Catanzaro - CroIone Vibo Valentia 16.957 16377 16.527 44C Genova Brindisi - Taranto Livorno - Lucca Massa -Pisa 27.7B4 Napoli Pagina 10 4 " 4 R'. Pagina 14 di 30 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 377:::ti4= press LinE il Resto del Carlino 04/11/2012 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 183.714 Direttore Responsabile: Giovanni Morandi Diffusione: 137.247 Romagna, la super provincia fa già paura a mezza Emilia E parte la corsa per la presidenza: i primi nomi N GIovarall aissonì Akert varlolì- Ca:add BOLOGNA PRIMA bisognerà capire che funzioni avrà e con quale metodo sarà scelto il suo presidente. Di sicuro, però, la nuova Provincia unica di Romagna ha già tutte le carte in regola per dettare legge nel E113.01,0 assetto istituzionale della via Emilia e avere un ruolo molto più incisivo di quanto, fino ad oggi, abbiano avuto le tre province separate di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini. La popolazione (884mila abitanti) la pone al terzo posto della classifica regionale, mentre il Pii 'aggregaIo' (33.896 milioni di curo) le fa superare la città metropolitana di Bologna e la pone nella seconda piazza dietro alla Provincia di Modena e Reggio Emilia. Numeri che dovranno però accompagnarsi a un peso politico e a una capacità di governo e influenza da mettere tutta alla prova. Le 'trattative' per assegnare sede principale e ser- vizi tra i vari capoluoghi è stata segnata da polemiche e accuse reciproche. In attesa di capire, in base alla legge nazionale, quali saranno le reali In nzioni dei nuovi enti in tutta Italia, un accordo di massima in Romagna sembra essere stato già raggiunto: la sede della Provincia unica sarà a Ravenna, come tra l'altro prevede la legge, in quanto città più popolosa; la Prefettura dovrebbe accasarsi a Forlì; la sanità (con il laboratorio di Pievesestina) a Cesena e la sicurezza, intesa come questura, a Rimini. ALTRO aspetto non di poco conto sarà la guida della nuova Provincia. Il preside Elle sarà scelto direttamente dai cittadini, oppure dai consigli comunali? Potrà essere uno dei sindaci dei Comuni capoluogo? Nel dubbio il 'toto nomi' è già partito: tra i papabili i forlive- Pagina 18 Poned la Pagina 15 di 30 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 pressunE il Resto del Carlino 04/11/2012 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 183.714 Direttore Responsabile: Giovanni Morandi Diffusione: 137.247 u si Giancarlo Mazzuca, deputato Pdi, e il sindaco Roberto Balzani, da sempre grandi promotori del progetto della Provincia unica. Cesena risponde con l'ex sindaco Giordano Conti e l'ex assessore regionale alla Sanità, Giovanni Bissoni, mentre Rimini potrebbe puntare sull'ex sindaco Alberto Ravaioli o l'ex presidente di Apt, Giuseppe Chicchi. Ravenna proporrebbe il senatore Pd ed ex primo cittadino, Vidmer Mercatali, o l'attuale questore della Camera (sempre Pd), Gabriele Albonetti. Farli potrebbe puntare anche su Roberto Pinza (ex parlamentare). In questo mare di nomi e proposte una certezza, però, c'è: se per la presidenza si proponesse il nome di Raoul Casadei, meraviglioso interprete dì 'Romagna mia', di sicuro nessuno si scandalizzerebbe. N OVA MAPPA ABITANTI 884 N SUPERFICIE \s 4 369 kmq " FAIL (in milioni di 9 e e accu- Poinem Pa va jt 21, ,, ,à I' g b«."5"S; " Pagina 16 di 30 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 •" press LinE la Nuova Ferrara Direttore Responsabile: Paolo Boldrini 04/11/2012 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 13.462 Diffusione: 9.640 LE CLASSIFICHE DOPO IL RIORDINO Province, Ferrara resta a galla per spettacoli e disoccupati La vecchia Provincia di Ferrara fa la figura della cenerentola a confronto delle nuove super- Province uscite dal riordino voluto dal governo. I dati messi in :fila dal Sole 24 Ore fotografano una realtà lenito naie con più fragilità che punti di forza, anche se bisogna tener conto degli indubbi vantaggi dell'aver conservato l'autonomia: primo tra tutti la possibilità di diventare un polo di aggregazione per realtà confinanti, nel l\4antovano come nei Rodigino. momento, però, Ferrara si piazza nelle prime venti province italiane solo in due delle otto classifiche elaborate dal quotidiano. Una di queste è, tra l'altro, il lavoro, nella quale risulta 18 ° su 51, con un dato però tutto da verificare: un tasso di disoccupazione del 5,9%. In testa a questa classifica ci sono :non a caso Cuneo, Bergamo, Piacenza-panna, Belluno e \licenza. L'altra graduatoria dove restiamo forti, all'il° posto, è il divertimento, misurato in numero di spettacoli ogni 100mila abitanti (In testa la Romagna). Per il resto maluccio la ricchezza (siamo al 28° posto con 26.961 euro pro capite) il verde (30°), numero di abitanti (35°) e la criminalità (38°). Male a sorpresa risparmi (43° con 1.124 curo a testa) e i residenti (46°). Pagina 19 dkrsatea dopo i la tgirattin Pagina 17 di 30 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 E press LinE 04/11/2012 ROMAGNA FORLÌ & CESENA Direttore Responsabile: Franco Fregni Periodicità: Quotidiano Tiratura: n.d. Diffusione: n.d. VOX POPULI CONFCOMMERCIO Province, Regioni e Comuni Ecco cosa vorrebbero tagliare i politici CESENA II pretesto dialettico del riordino istituzionale, tema del Vox populi promosso da Confcommercio cesenate a Teleromagna, è sata l'occasione per un dibattito ad ampio raggio su questa stagione politica di straordinaria precarietà a cui fa da sfondo la terribile crisi economica e la necessità assoluta di alimentare la crescita per i cittadini e le imprese. A dibattere si sono ritrovati il presidente Confcommercio cesenate Corrado Augusto Patrignani, l'on. Sandro Brandolini (Pd); il consigliere regionale Pd Damiano Zoffoli; il segretario provinciale Lega Nord lacopo Morrone; Gianfranco Miro Gori, sindaco di San Mauro Pascoli, Samuele Albonetti, del coordinamento regionale Mar, Alessandro Rondoni, capogruppo Pdl in Vox Populi negli studi di Teleromagna consiglio comunale a Forlì. In collegamento telefonico il sindaco di Piacenza Roberto Reggi. Secondo Brandolini la riorganizzazione istituzionale dovrebbe partire dalle regioni: ne basterebbeo 8-10 e anche i comuni dovrebbero essere più accorpati. No quindi alla Regione Romagna perché già ce ne sono troppe. Per Damiano Zoffoli il prossimo Parlamento dovrà provvedere al dimezzamento dei parlamentari in Camera e Senato. Dovrà essere un governo funzionale al cambiamento, cioè costituente. Zoffoli ha messo in luce che da un sondaggio su Cesena e Forlì è risultato che ben il 40% dei cittadini oggi non si riconosce più in uno schieramento preciso. Per Rondoni le province devono essere abolite tutte. "Occorre una Regione Romagna - ha detto - con facoltà di interloquire con Stato e Bruxelles. La Provincia Romagna invece allontanerà di più la politica dal territorio senza risparmiare sui costi. Serve dunque un referendum sulla Regione Romagna". Referendum a cui si è detto favorevole il sindaco Miro Gori, che pure non è d'accordo sulla Regione Romagna. "Sono a favore del referedum per la Romagna che secondo me i cittadini valuterebbero positivamente, così come stiamo facendo per il Comune unico del Rubicone". L'esponente del Mar ha ribadito la necessità della Regione Romagna per far sì che il territorio romagnolo goda di più delle proprie risorse. Morrone per la Lega ha proposto che il 70% delle risorse locali rimangano ai comuni. Il sindaco di Piacenza ha detto che la riforma delle Province è stata fatta troppo in fretta. Per il presidente Confcommercio Patrignani il vero problema non è il riordino istituzionale delle Province (Confcommercio è dal canto suo favorevole al referendum sulla Regione Romagna), ma il riordino delle tasse e della burocrazia per sostenere le imprese e favorire la crescita. Pagina 19 CESENA .21mW 7,77Nti, Stardasedeimitilizzata costa5milaeuroal mese • Pagina 18 di 30 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 pressunE LAWOCE 04/11/2012 ROMAGNA RIMINI & SAN MARINO Periodicità: Quotidiano Tiratura: n.d. Direttore Responsabile: Franco Fregni Diffusione: n.d. RIORDINO DELLE PROVINCE E' nata la Romagna E non tutti se ne sono accorti di Paolo Gambi 'nata la Romagna. Magari non tutti se ne sono accorti, ma il decreto taglia-provincie del Governo Monti entrato in vigore pochi giorni fa ha avuto anche questo effetto: la Romagna, per la prima volta dai tempi di Napoleone sta per tornare ad esistere anche per lo Stato italiano. Bisogna dire grazie (senza però esagerare) à Governo Monti, che dai palazzi del potere ha servito il piatto dell'accorpamento delle province. Ma bisogna anche dire che il dibattito sul territorio, per quanto in alcuni momenti acceso, ha portato poi alla scelta condivisa di rottamare le tre provincie di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, e di crearne una nuova: la provincia di Romagna. Nel 1845 d'Azeglio attraversò la Romagna e si sentì ispirato a scrivere un opuscolo che ebbe allora un gran successo, "Gli Ultimi casi di Romagna", in cui criticava il metodo delle congiure segrete, che in quei tempi infiammavano la politica romagnola. Direttamente dal Risorgimento qua sono spuntati come funghi nuclei di repubblicani, nel 1881 il romagnolo Andrea Costa aveva già fondato il Partito Socialista Rivoluzionario di Romagna. Qua c'erano Arpinati, Bendazzi, Ettore Muti. Qua c'era Mussolini. Più avanti c'è stato anche Zaccagnini. Qua sono prosperate le cooperative, i nuclei sindacali, e il Pci ha mostrato il suo volto di governo in anni impensabili. Qua la politica è sempre stata una cosa seria, una cosa per cui si sacrificava anche la vita. Però si vede che tutto il sangue versato dai romagnoli per l'Unità d'Italia sapeva troppo di sangiovese per prenderlo sul serio. Infatti lo Stato italiano non ha mai riconosciuto neanche l'esistenza della Romagna. Forse perché, all'inizio, quel sangue versato per il Re F piemontese era sangue repubblicano. Per questo quando si fece l'Italia, questa "razza rozza e fiera, adatta a rinsanguare l'Italia" finì per pigliarle dallo Stato per cui aveva combattuto. E la Romagna venne accorpata agli antichi ducati emiliani, "per stemperare il rivoluzionarismo romagnolo nel moderatismo dei ducati", come si ebbe a dire già allora. E quando, decenni dopo, in sede di Assemblea Costituente si discusse della regione romagnola, l'argomento rimase in sospeso, in attesa di sviluppi dell'impianto regionalistico. E tutto è rimasto nei cassetti di qualche burocrate a Roma. Così la Romagna si è ritrovata nell'Emilia-Romagna, l'unica regione composita rimasta in Italia senza Statuto speciale. Ma c'è di più. Perché in 40 anni di vita la regione Emilia-Romagna non ha mai provveduto, nonostante i molti tentativi e le molte proposte, anche popolari, a delimitare quale fosse il territorio romagnolo e quello emiliano. Risultato: dà punto di vista giuridico, la Romagna sino ad oggi non è neanche esistita. Era al massimo la terra di Raoul Casadei, o il posto dove i turisti vengono a mangiare la piadina in riva à mare. Spesso non è esistita neppure per molti romagnoli, tutti intenti a guardare al proprio piccolo campanile. O a Bologna. Per cui non si può non definire storico il traguardo in cui lo spezzettato territorio romagnolo, per la prima volta dai tempi delle truppe napoleoniche, diventa un ente autonomo, esiste anche per lo Stato. Non era mai successo nell'Italia repubblicana, e neppure in quella monarchica. Resta solo una situazione un po' paradossale: se qualcuno avesse mai detto ai rivoluzionari romagnoli ottocenteschi che avrebbero dovuto dir grazie à governo dei banchieri, probabilmente si sarebbe preso una bella schioppettata. Pagina 38 38 LETTERE & COMMENTI Anche Di Pietro caduto SII una casa Pagina 19 di 30 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 05/11/2012 il Resto del Carlino press LinE REGGIO Periodicità: Quotidiano Tiratura: n.d. Direttore Responsabile: Davide Nitrosi Diffusione: n.d. Le nozze Reggio Modena cif o diventare 1 les per il numero di abitanti Siamo ai vertici anche per reddito e risparmi UNA CORAZZATA. E' questa l'immagine che dà di sè la nuova superprovincia Reggio-Modena voluta dalla «Orma degli enti locali. Ci ritroviamo all'undicesimo posto in Italia per numero di abitanti, al sesto posto per la ricchezza, all'ottavo per i risparmi e al nono per il lavoro. Siamo messi abbastanza bene quanto a numeri di reato: 39esimi su 51 province. A centro classifica per il tempo libero e il verde urbano, l'unico dei dati che è riferito ai soli capoluoghi. Le nuove classifiche sono state pubblicate dal Sole 24 Ore su dati Istat, Istituto Tagliacarne, Bankitalia. Abi e Siae. dato che più impressiona è quello della popolazione, con un milione e 231mila abitanti. Diventiamo la prima provincia dell'Emilia-Romagna, con 114mila abitanti in più della Romagna e 239mila più di Bologna. In compenso, Bologna ha maggiore densità di popolazione: in regione veniamo al secondo posto, prima della Romagna. ANCHE i numeri dell'economia ci mettono in prima fila. Nel reddito pro capite, uniti con Modena, siamo sesti, prima di noi solo Milano-Monza, Bologna, Roma, Bergamo e Sondrio. Piacenza-Parma e Romagna viaggiano all'1 lesina° e l2esimo posto. In rapporto al reddito, siamo meno risparmiatori di altri: ottavi (comunque un ottimo piazzamento), superati da quattro province venete, da Roma, da Grosseto-Siena e Genova che, salvo Roma, stanno tutte dietro Reggio-Modena per la ricchezza. La classifica del lavoro ci colloca al nono posto, battuti in regione da Piacenza-Parma e da Bologna. Interessante, per il lavoro, citare la posizione della nuova provincia Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia, considerati i tanti immigrati a Reggio: la nuova provincia calabrese è quart'ultima, con un tasso del 13,1 di disoccupazione, al 43esimo posto per ricchezza (16.957 euro il reddito pro capite) e 49esima per risparmi (1.095 euro in depositi bancari/abitante). Il numero di reati del 2011 denunciati e di arresti ci pone all'ultimo posto (il migliore) in regione, subito dopo Ferrara. NON ECCELLIAMO in spettacoli. La Romagna è seconda in Italia (dopo Roma). Veniamo battuti da Piacenza-Parma, Ferrara e Bologna. E il verde urbano? Niente di entusiasmante: Reggio e Modena capoluoghi hanno 120 metri quadrati per abitante, contro i 1.169 dei capoluoghi romagnoli (secondi. in Italia), e 48 meno di Piacenza e Parma. rOf IL CONFRONTO ENDIcAToR1 REGGIO PIACENZA : Bo LOGNA -MODENA - PARMA POPOLAZIONE I residenti nella nuova provincia il 28 19 1,231.256 731.995 991.924 241.5 121,2 28i.9 29.995 33.118 1 257 2 1 262 3 DENSITÀ Abitanti x kriVo nel 2011 RICCHEZZA M Reddito pro capite in 30.590 OPTO 12 RISPARMI Deposito bancari in euro per abitanti (2006/10) 1.276,2 LAVORO e Tasso di disoccupazione 5 4,2 4,7 1264 1.395 1.555 5.764.3 8.292,6 a REATI _. Denunce e arresti/tenni ogni 100mila abitanti IA TEMPO LIBERO Spettacoli ogni 100inita abitanti nel 2010 VERDE URBANO _ _._. kletri quadri a disposizione per astante ?n, ......... 126,4 .............. 168,9 Pagina 2 'e,ozrk .1 perll o.ieIera e mrn • 7.896,8 ................ 37,01 Pagina 20 di 30 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 • pressunE I ROMAGNA FORLÌ & CESENA Direttore Responsabile: Franco Fregni 05/11/2012 Periodicità: Quotidiano Tiratura: n.d. Diffusione: n.d. LETTERE AL DIRETTORE Le lettere non devono superare le 30 righe di testo. Non si accettanolettere anonime. L'indirizzo di posta elettronica è [email protected] Provincia di Romagna ed 'effetti collaterali' Caro Direttore, ho letto l'articolo di Paolo Gambi dal titolo: "E' nata la Romagna e non tutti se ne sono accorti". Virtualmente dico io, in quanto la vera Romagna nascerà quando diventerà la 'Romagna Autonoma' e cioè la ventunesima Regione italiana. Gambi afferma che bisogna dire grazie al governo Monti per aver approvato questa normativa, ma lui omette di fare alcune considerazioni che, invece, mi sembrano inevitabili e doverose. Certamente, lo Stato ha ridotto le province per risparmiare denaro pubblico anche se il profitto reale si vedrà nel tempo, poichè le spese inziali per accorpare tanti enti pubblici temo saranno assai consistenti e probabilmente anche i servizi non saranno efficienti al 100% e, almeno inizialmente, produrranno qualche disagio ai cittadini. Ma quando si interviene sulla cartina occorre tener presente un po' di tutto. Ad esempio del campanilismo che potrebbe nascere fra le esistenti Province come sappiamo già, ad esempio, fra i livornesi e i pisani, come dire, fra cane e gatto. Inoltre, il disagio dei cittadini che dimorano sul Montefeltro e si devono recare in un ufficio della Provincia che - nel caso della Romagna - sarà la capitale Ravenna e dovranno sobbarcarsi per una pratica 150 chilometri. Oppure, come ignorare il flusso di persone che verranno a perdere le Città di Forlì o di Rimini con conseguente mancanza di introiti per i parcheggi, per non parlare degli effetti nefasti sugli esercizi pubblici. Impossibile dimenticare anche i disagi per i dipendenti che si dovranno spostare da una città all'altra con le proprie auto dovendo fare tanti chilometri su strade molto frequentate per cui, nel periodo estivo, si possono perdere ore, oppure tanti dovranno traslocare e pagare poi le tasse in quella città. E pure il disagio per la Prefettura, per la Questura e altri enti o anche gli stessi Comuni che hanno in dotazione terreni demaniali o altri beni. Per carità, il governo qualcosa doveva fare per ridurre i costi, ma avrebbe dovuto tener conto anche delle distanze fra grandi Province come Forlì-Cesena e ad esempio Rimini che, come ben sappiamo, ora comprende anche i sette comuni del Montefeltro. Vogliamo sperare che questa unificazione porti ben presto a quel sogno che tutti i romagnoli (o quasi) anelano e cioè veder nascere finalmente la Romagna Autonoma. Cordiali Saluti Albino Orioli (Santarcangelo di Romagna) Pagina 6 6 COMMENTI Fra medicine e placebo L0111,1111) Pagina 21 di 30 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 mai w„ press unE 06/11/2012 il Resto del Carlino MODENA Periodicità: Quotidiano Tiratura: n.d. Direttore Responsabile: Giovanni Morandi Diffusione: n.d. Le nozze Reggio Modena f o diventare 1 i es r il numero di abitanti . Siamo ai vertici anche per reddito e risparmi UNA CORAZZATA. E' questa l'immagine che dà di sè la nuova superprovincia Reggio-Modena voluta dalla riforma degli enti locali. Ci ritroviamo all'undicesimo posto in Italia per numero di abitanti, al sesto posto per la ricchezza, all'ottavo per i risparmi e al nono per il lavoro. Siamo messi abbastanza bene quanto a numeri di reato: 39esimi su 51 province. A centro classifica per il tempo libero e il verde urbano, l'unico dei dati che è riferito ai soli capoluoghi. Le nuove classifiche sono state pubblicate dal Sole 24 Ore su dati Istat, Istituto Tagliacarne, Bankitalia. Abi e Siae. dato che più impressiona è quello della popolazione, con un milione e 231mila abitanti. Diventiamo la prima provincia dell'Emilia-Romagna, con 114mila abitanti in più della Romagna e 239mi1a più di Bologna. In compenso, Bologna ha maggiore densità di popolazione: in regione veniamo al secondo posto, prima della Romagna. ANCHE i numeri dell'economia ci mettono in prima fila. Nel reddito pro capite, uniti con Modena, siamo sesti. prima di noi solo Milano-Monza, Bologna, Roma, Bergamo e Sondrio. Piacenza-Parma e Romagna viaggiano all'i lesimo e 12esimo posto. In rapporto al reddito, siamo meno risparmiatori di altri: ottavi (comunque un ottimo piazzamento), superati da quattro province venete, da Roma, da Grosseto-Siena e Genova che, salvo Roma, stanno tutte dietro Reggio-Modena per la ricchezza. La classifica del lavoro ci colloca al nono posto, battuti in regione da Piacenza-Parma e da Bologna. Interessante, per il lavoro, citare la posizione della nuova provincia Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia, considerali i tanti immigrati a Reggio: la nuova provincia calabrese è quart'ultima, con un tasso del 13,1 di disoccupazione, al 43esimo posto per ricchezza (16.957 euro il reddito pro capite) e 49esima per risparmi (1.095 curo in depositi bancari/abitante). Il numero di reati del 2011 denunciati e di arresti ci pone all'ultimo posto (il migliore) in regione, subito dopo Ferrara. NON ECCELLIAMO in spettacoli. La Romagna è seconda in Italia (dopo Roma). Veniamo battuti da Piacenza-Parma, Ferrara e Bologna. E il verde urbano? Niente di entusiasmante: Reggio e Modena capoluoghi hanno 120 metri quadrati per abitante, contro 1.169 dei capoluoghi romagnoli (secondi in Italia), e 48 meno di Piacenza e Parma. Ora resta il nodo del nome. Secondo l'onorevole Giovanardi del Pdl è tutto già deciso: si segue l'ordine alfabetico, quindi sarà Modena e Reggio Emilia. „ Le -,:onze Re2,21,1,1cdei-a Lnr, er:1 nan.211, d: ituAL Pagina 22 di 30 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 _ il Resto del Carlino pressunE MODENA Direttore Responsabile: Giovanni Morandi 06/11/2012 Periodicità: Quotidiano Tiratura: n.d. Diffusione: n.d. L CONFRONTO INDICATORI POPOLAZIONE I residenti nella nuova provincia REGGIO MODENA PIACENZA PARMA BOLOGNA 11 le 1.231.256 731.995 991.924 247,5 121,2 267,9 ▪ DENSITÀ Abitanti x km/q nel 2011 • RICCHEZZA Reddito pro capite in euro 11 30.590 29.995 ------1 .276,2 1.257,2 33.118 • RISPARMI Deposito bancari in curo per abitanti (2006/10) Q. LAVORO Tasso di disoccupazione 5 4,2 4,7 REATI Denunce e arresti/fermi ogni 100mila abitanti • 1.264 1.395 1.55 5 • TEMPO LIBERO Spettacoli ogni 100mila abitanti nel 2010 • VERDE URBANO -----------------Metri' quadri a disposimne per a hitante 13 5.764,3 8292,6 7.896,8 120,4 68,0 37,0 POPOLAZIONE Da notare che Modena era davanti a Reggio Emilia: uno dei motivi per cui a Modena in tanti volevano che il nome della nostra città precedesse quello di Reggio Pagina 4 Le -,:onze Reg,21,1.1cdeLa Lnr, di,c1L.re !Ioni er .211, d: itmt Pagina 23 di 30 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 • press unE il Resto del Carlino MODENA Direttore Responsabile: Giovanni Morandi Provincia unificata: Simonetta Salieri domani alla facoltà di Giurisprudenza DOMANI alle ore 17,30 nell'aula B della facoltà di Giurisprudenza • via San Geminian.o 3, avrà luogo un'iniziativa aperta al pubblico sul tema «La provincia di Modena e Reggio o di Reggio e Modena: una riforma in corso», con Simonetta Saliera, vice presidente Regione Emilia Romagna e Graziano Pini, docente di Economia Politica. La riforma nazionale delle zioni, così faticosamente avviata, prevede anche la trasformazione delle province in enti di secondo livello, con funzioni riviste e meglio precisate. Essa dovrà riguardare tutte le istituzioni, dall'Ue fino alle circoscrizioni, semplificando, riducendo e precisando. Il territorio di Reggio e Modena sarà quello più ampio e più forte della regione, in grado di competere a livello mondiale. Saranno forniti dati e valutazioni su confini, peso specifico, ruolo e funzioni, e vi sarà spazio per domande ai relatori. Il terna è molto "caldo" sia dal punto di vista economico-giuridico, sia da quello più squisitamente politico sia, infine, da quello più modesto del campanilismo dei territori interessati. Pagina 24 di 30 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 06/11/2012 Periodicità: Quotidiano Tiratura: n.d. Diffusione: n.d. press unE 06/11/2012 il Resto del Carlino RAVENNA Periodicità: Quotidiano Tiratura: n.d. Direttore Responsabile: Giovanni Morandi Diffusione: n.d. Per sette assessori il futuro è un rebus C'è chi si godrà la pensione. E chi si era dimesso proprio per entrare in giunta_ di FRANCESCO MONTI UN MANDATO durato appena un anno e mezzo: e quello dei sette assessori provinciali che salvo modifiche in Parlamento — dovranno fare le valigie entro il primo gennaio. Il decreto legge varato dal governo prevede che le loro funzioni vengano assunte da tre consiglieri provinciali scelt dente dell'ente. I componenti della giunta, quindi, usciranno (ahn no p momento) dalla scena politico-ani min istrativa. Il viceprestdente Gianni Dessi, al centro delle polemiche che Rianno compagnato la nascita della giunta nella primavera" (l'Idv reclamava per se il ruolo di numero due d un dipendente di Nera, attualmente in aspetti condizione per Secondo Valgimigli, dipendert. à autostrade, e Paolo Valenti, insegnante di 044 ria: quest'ultirno, già nel 2004, aveva assuntO' assessore a Faenza (anche quella giunta, corné: vinciate, era guidata da Claudio Casadio ) IL SIPARIO sulla giunta provinciai me una beffi per Eleonora Proni, che sumere l'incarico in piazza dei Cadua era dimessa da vicesindaco di Bagriaeà .vallo: faceva parte della giunta nella tadina della Bassa Romagna fin 2004. «Quando decadrò dalla mia ca rica, semplicemente non sarò più un amministratore pubblico, e prenderò le mie decisioni — taglia corto l'assessore all'istruzione. Per il momento, l'impegno è indirizzato a far sì che il passaggio al nuovo assetto sia il meno traumatico possibile. Uno degli ultimi atti che riguardano le mie deleghe sarà la del ibera sul nuovo assetto dell'offerta formativa». Un altro caso curioso è quello di Mara Roncuzzi, che prima di entrare in carica ha lasciato la sua attività di esperta di ambiente e sicurezza sul lavoro alla ditta Servim. Nessun problema, invece, per Luciano Ronchini, che è in pensione, mentre Francesco Rivola è un impiegato. Ma chi, fra i consiglieri provinciali, dovrà accollarsi le loro deleghe? Per ora il presidente Casadio non si sbilancia, in attesa di eventuali modifiche decise dal Parlamento: «E troppo presto per parlarne dice — preferisco evitare fughe in avanti». 222:2122Zrni NXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX, IL REBUS lresv di Rave en 461 dipendenti sud divisi Rl uve unità rg anizzative Anna Ma l'Italia con raccorternento delle Province Pagina 25 di 30 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 press unE 06/11/2012 il Resto del Carlino RAVENNA Periodicità: Quotidiano Tiratura: n.d. Direttore Responsabile: Giovanni Morandi Diffusione: n.d. DE BIT! VERSOI FORNITORI OLTRE GLI 8 MIL IONI'DI URO ' Ili de biga detta Provincia nei confronti dem" propri fernitéri haa,superatap pii 8 mition^ d" LO Segnata IL consigliere Udc, Olantranco Spadonh *e$ a l t ° m a tei salde dette fatture genera contenziosi, azioni legati e prichieste noa MMcliin e r a rtelvs*s . >k • CLAUDIO CASADIO GIANNI RESSI ELEONORA PRONI PRESIDENTE VICEPRESIDENTE POLITICHE SOCIALI Faentino, già sindaco detta sua città e vicepresidente detta provincia. E dipendente del Monte dei Paschi in aspettativa Ravennate, di 46 anni, è al suo primo incarico di rilievo. In precedenza è stato consigliere comunale. E dipendente di Hera Ha 42 anni ed è ricercatrice storica. Per entrare in Provincia ha lasciato it posto di assessore in Comune a Bagnacavatlo \*: PAOLO VALENTI LUCIANO RONCHINI MARA RONCUZZI AFFARI GENERALI BILANCIO E PATRIMONIO AMBIENTE Faentino, 49 anni, è l'unico confermato detta giunta Giangrandi. Prima era assessore a Faenza. E insegnante E l'unico pensionato detta squadra di Claudio Casadio. Viene da Brisighella, classe '47, ed è dell'Italia dei Valori La titolare dell'Ambiente è La più giovane. Ha 33 anni ed è architetto. Lavora in giunta a tempo pieno, era Libera professionista FRANCESCO RIVOLA SECONDO VALGIMIGLI IMMIGRAZIONE E LAVORO VIABILITÀ E LAVORI PUBBLICI Cinquantacinquenne, di Rioto Terme rappresenta Sinistra ecologia e Ubertà. Di professione è impiegato Lughese, classe 1956, rappresenta FdS. Si è dimesso dalla giunta detta sua città. E in aspettativa dalla Società autostrade l'jiper71■-, e";' ;;:i Pagina 26 di 30 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 17,7, press LinE 06/11/2012 il Resto del Carlino RAVENNA Periodicità: Quotidiano Tiratura: n.d. Diffusione: n.d. Direttore Responsabile: Giovanni Morandi LAURA MANETTA LEONARDO ALLEGRI SETTORE RAGIONERIA SETTORE RAGIONERIA Procedere ad una razionalizzazione è giusto, ma non capiscono che creano un disagio specie verso cittadini Le mie preoccupazioni? Essenzialmente sono due: posto di lavoro e L luogo di lavoro. in merito ci sono ancora troppe incertezze »`. PAROLA DI MINISTRO ATTACCO Al CAMPANILI Il ministro Patroni Griffi, fautore dell'unione delle Province I dipendenti? A marzo decideremo, motti si sposteranno. IL tempo deL negozio o dell'ufficio sotto casa è ormai finito Pagina 2 ".N« vS"." l'.er7■;;;;:i al..e 07.f Pagina 27 di 30 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 I r.r,tv22-:rrzrz,;',.';mrr rrr- press unE il Resto del 06/11/2012 Carlino RIMINI Periodicità: Quotidiano Tiratura: n.d. Direttore Responsabile: Giovanni Morandi Diffusione: n.d. Caccia al tnumvirato' per la Provincia Tre consiglieri dovranno affiancare il presidente Vitali nel percorso verso l'unificazione MENTRE fra oggi e domani la Corte Costituzionale deciderà sui ricorsi di varie province sulla nomina dei futuri presidenti dei 'provincioni' da parte dei consigli comunali e non dal popolo, a Rimini scatta il totonomine. Non quello sulle candidature a guidare la maxi-provincia di Romagna che decollerà dal 2014: qui al momento sono paradossalmente esclusi tre presidenti uscenti - Vitali (Rimini), Casadio (Ravenna) e Bulbi (Forlì-Cesena) - perché non sono consiglieri comunali. Mentre sono candidabili tutti i sindaci, da quelli di Rimini e Riccione, a quelli di Cesena e... Brisighella. Ma il totonomine attuale riguarda la triade che, dal primo gennaio 2013 salvo sorprese, sostituirà i sette assessori che oggi lavorano a tempo pieno (e sono retri buiti), affiancando il presidente Stefitno Vitali nella fase di transizione. Attenzione: fase che vedrà, per l'intero 2013, la Provincia di Rimini (come tutte le altre) mantenere le competenze attuali. Edilizia scolastica, viabilità, formazione, turismo, cultura, università, attività produttive, sport, lavori. pubblici e quant'altro: circa 10 milioni di euro di investimenti su 80 milioni complessivi in bilancio 2013. Insomma, un compito pesantissimo, da Superman, che dovrà sobbarcarsi il terzetto (più Vi- TOTONOM1NE in pole position Gobbi Nanni (Ude), Vitali ildV) Per Mulazzani o Ciotti tali) da pescare tra i consiglieri (il consiglio non decade, a differenza della giunta). Le legge di riordino al momento prevede che prestino opera gratuitamente, di -volontariato. Ma un conto è fare gratis (o quasi) il consigliere, con impegno blando, un conto lavorare a tempo pieno gratis. Nonostante ciò, i 'papabili' non mancano. In primis il capogruppo di maggioran- za (ex segretario Pd) Lino Gobbi, veterano del consiglio. Poi Maurizio Na:n.:n.i (Ude), pure lui navigato. Possibili outsider potrebbero essere Vittoria Vitale (IdV) e Maria Raffaella Guidetti (Pd). Lo stesso Gobbi auspica che uno dei membri della triade sia indicato dall'opposizione, data la delicata fase di transizione istituzionale dell'ente provinciale. Qui in pole position c'è Franca Mulazzani, ma la capogruppo Pdl è oberata dagli impegni lavorativi. In quel caso potrebbe essere l'ex sindaco di Morciano Giorgio Ciotti (Pdl) a racccogliere il testimone. Mario Gradara •••••••••••••••••••••••••••••—.••••• Dra il capogruppo in consiglio provinciale di maggioranza Lino Gobbi, il consigliere V& Maurialc Nanni, l'ex sindaco di Marciano Giorgio Giotti DECIDE LA CONSULTA DALLA CORTE COSTITUZIONALE LA SENTENZA SULLE MODALITÀ DI ELEZIONE DEI FUTURI PRESIDENTI PROVINCIALI Caeia Pagina 28 di 30 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 'Liumvisa:6 ner Frwircia pressunE 06/11/2012 LIBERTÀ Periodicità: Quotidiano QUOTIDIANO DI PIACENZA FONDATO DA ERNESTO PRATI NEL 1883 Direttore Responsabile: Gaetano Rizzuto Tiratura: 32.634 Diffusione: 26.480 Oggi udienza della Corte sui ricorsi Ultima speranza per le Province. «Buio sul futuro dei 6Omila lavoratori e sui servizi» P attesa per oggi l'udienza pubblica della Corte Costituzionale in merito agli otto ricorsi presentati dalle Regioni contro l'articolo 23 della Legge "Salva Italia", in particolare contro le norme che svuotano di funzioni le Province e che prevedono il mutamento del sistema elettorale, con elezioni di secondo grado (quindi non eletti direttamente dal popolo, ma rappresentate da un consiglio dì sindaci). La sentenza è l'ultima speranza degli amministratori di corso Garibaldi che vedono ormai le loro sorti appese a un filo: nel decreto approvato dal consiglio dei ministri nei giorni scorsi, infatti, si parla dello scioglimento delle giunte provinciali da gennaio. II presidente della Provincia, Massimo Trespidi, traghetterà l'ente nella nuova ma dimentica dì occuparsi delle funzioni di quegli enti e di che fine faranno, dei servizi che offrono e di come e se saremo ancora in grado di garantirli. Totalmente assente, anche nelle dichiarazioni del ministro Patroni Grilli, è poi il futuro dei 60mila lavoratori delle Province» ha detto ieri Federico Bozzanca, segretario nazionale dell'Fp Cgil, lanciando l'allarme sul riordino delle Province che, a detta del sindacato dei lavoratori dei servizi di pubblica utilità, «aprirebbe un percorso di mobilità e potenziali esuberi che il Governo Monti starebbe volontariam ente sottacendo. buio totale sotto ogni aspetto, soprattutto su politiche attive del lavoro e formazione professionale». sione, Malate provincia di Piacenza e Parma (il nome di "Piacenza e Parma" compare con quest'ordine nel decreto che è possibile visionare sul sito del Ministero, salvo rivalse parmigiane). Ma la battaglia prosegue, «Il dibattito sul riordino delle Province parla di un'Italia campanilista e priva di coe- Pagina 21 Diciotto milioni inmeno porla sanità placatala uciienza.delIafortesuir!cosi ., Pagina 29 di 30 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 pressunE l'Unità Romagna 06/11/2012 Periodicità: Quotidiano Tiratura: n.d. Direttore Responsabile: Claudio Sardo Diffusione: n.d. Provincia, consiglieri con Draghetti «No all'azzeramento della giunta» BOLOGNA SAMUELE LOMBARDO [email protected] O taglio dell'ente L'azzeramento delle giunte provinciali a partire dall'i gennaio 2013 rischia di «produrre un vuoto amministrativo e istituzionale sul governo dell'area bolognese nella delicata fase di transizione verso la Città metropolitana». 2 il messaggio lanciato all'unanimità dal Consiglio provinciale che, ieri, ha approvato un ordine del giorno promosso da tutti i gruppi presenti a Palazzo Malvezzi, Documento bkmrt.;n a palazzo MMvezzt «Far decadere g assessofl a gennab creerà un vuo ammlnktmtivo». Appeso al wlamenteú UN INVITO AI PARLAMENTARI Il Consiglio provinciale, quindi, «invita i parlamentari bolognesi a farsi interpreti della necessità di modificare il provvedimento del Governo- si legge nell'odg- al fine di assicurare la necessaria continuità amIlliniStrati.Va e istituzionale». La presidente Beatrice Draghetti, intanto, non si arrende all'idea di ritrovarsi nel giro di poche settima-. ne senza assessori. «Spero che questa roba rientri», afferma Draghetti a margine del Consiglio. Ci sono i margini perché ciò accada? «Basterebbe un pò di buonsenso e sono cena che tutti ne abbiano», dice la presidente. La partita, dunque, non è chiusa_ «Guai a pensarlo», chiosa Draghetti, «non deve essere chiusa». Forte di questo spirito, la numero uno di Palazzo Malvezzi assicura che non sta neanche pensando a come mettere in pratica la possibilità, prevista del decreto approvato dal Consiglio dei ministri, di delegare a massimo tre consigliere l'esercizio di funzioni: «Assolutamente», si limita a dire Draghetti. Dai banchi della maggioranza, i bene informati confermano che il tema non è all'ordine del giorno: per il momento, infatti, l'obiettivo è ottenere una modifica del provvedimento del Governo. Nel frattempo, l'unanimità ottenuta dall'ordine del giorno non basta a mascherare le divergenze che agitano il Consiglio provinciale anche su questa partita. 11 testo è «completamente condivisibile», afferma Daniele Marchetti (Lega Nord), ma non si può dimenticare che il Governo che ha deciso l'azzeramento delle Giunte «è appoggiato dalla maggioranza dei partiti che siedono anche in questa sala». Anche Giovanni Venturi (Fds) infila il coltello nella piaga: bene auspicare una correzione del decreto sulle Province, ma bisogna anche sperare che «quanto prima si ritiri la fiducia a questo Governo e si torni al più presto a votare». L'esecutivo guidato da Mario Monti «ha tutta la legittimità di essere all'opera», replica Emanuela Torchi (Pd), «ma la democrazia prevede che se ne possano contestare i prowediEnenti». decreto legge sulle Province «va corretto», aggiunge Giuseppe Sabbioni, ma quello attuale «è un momento in cui bisogna essere particolarmente solidali con il Governo». Pagina 25 - Terremen,,ilentrosinistrabbfidaErRui Pagina 30 di 30 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015