Regione Friuli Venezia Giulia
Isola Picchi s.r.l.
Calle dell’Annunziata n. 10 - Latisana (UD)
RICHIESTA CONCESSIONE ACQUA PER
USO GEOTERMICO “ISOLA PICCHI 2”
COMUNE DI LATISANA - (Foglio 33 - mapp. 7)
Ricerca effettuata con Decreto Regionale n. 2178 SGEO1 – UMGPR/98 del 28
settembre 2012
AI
SENSI D.LGS. 11 FEBBRAIO 2010, N. 22 - RIASSETTO DELLA
NORMATIVA IN MATERIA DI RICERCA E COLTIVAZIONE DELLE RISORSE
GEOTERMICHE, A NORMA DELL'ARTICOLO 27, COMMA 28, DELLA L. 23
LUGLIO 2009, N. 99
STUDIO di IMPATTO AMBIENTALE
SINTESI NON TECNICA
Dott. Geol. Pietro Zangheri
Dott. Agr. Bruna Basso
Giugno 2013
Studio Tecnico Zangheri & Basso
Pietro Zangheri – Geologo
Bruna Basso – Agronomo
Via Tripoli, 2 – 35141 PADOVA
Tel./fax 049/8723397 – e-mail [email protected]
www.progettazioneambientale.it
Isola Picchi s.r.l.
Richiesta di concessione di acqua per uso geotermico – “Isola Picchi 2”
Studio Impatto Ambientale – Sintesi non tecnica
INDICE
PREMESSA .................................................................................................................... 5
ITER TECNICO-AMMINISTRATIVO ...................................................................... 6
INQUADRAMENTO NORMATIVO .......................................................................... 8
INQUADRAMENTO GEOGRAFICO E PROGETTUALE ..................................... 9
QUADRO DI RIFERIMENTO PROGETTUALE ................................................... 11
CARATTERISTICHE DEL POZZO - TECNICA DI PERFORAZIONE ....................................... 11
Tratto 0-400 m........................................................................................................ 11
Tratto 420-534 m.................................................................................................... 12
COMPLETAMENTO DEL POZZO ..................................................................................... 12
UTILIZZO PREVISTO DELLE ACQUE ............................................................................... 12
QUADRO DI RIFERIMENTO AMBIENTALE ...................................................... 15
NOTA METODOLOGICA ................................................................................................ 15
ATMOSFERA ................................................................................................................ 15
AMBIENTE IDRICO SUPERFICIALE ................................................................................. 15
SUOLO, SOTTOSUOLO ED ACQUE SOTTERRANEE .......................................................... 16
Inquadramento geologico ed idrogeologico........................................................... 16
Caratteristiche geologiche locali ........................................................................... 17
Caratterizzazione idrogeologica – Risultati delle prove di pozzo.......................... 17
Qualità delle acque sotterranee ............................................................................. 17
Caratteristiche dell’acquifero ............................................................................. 17
Caratteristiche locali delle acque........................................................................ 18
Conducibilità elettrica......................................................................................... 18
Temperatura ........................................................................................................... 18
Interferenze previste a scala locale (intorno del pozzo)......................................... 18
Effetti sul bilancio idrogeologico ........................................................................... 19
Subsidenza .............................................................................................................. 19
Confronto con le indicazioni per l’utilizzo sostenibile contenute negli studi della
Regione Friuli Venezia Giulia................................................................................ 19
Sintesi della valutazione ......................................................................................... 21
VEGETAZIONE, FLORA, FAUNA ED ECOSISTEMI E VALUTAZIONE DI INCIDENZA
AMBIENTALE................................................................................................................ 22
SALUTE PUBBLICA ....................................................................................................... 24
CLIMA ACUSTICO ......................................................................................................... 24
PAESAGGIO .................................................................................................................. 24
CRITERI DI VALUTAZIONE COMPLESSIVA ..................................................................... 25
SCHEMA IMPATTI......................................................................................................... 26
VALUTAZIONE CONCLUSIVA .............................................................................. 27
MITIGAZIONI............................................................................................................. 28
MONITORAGGIO ...................................................................................................... 28
CONCLUSIONI ........................................................................................................... 29
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INDICE DELLE FIGURE
FIGURA 1 – INQUADRAMENTO DELL’AREA SU IMMAGINE ZENITALE (FONTE: GOOGLE
EARTH)...................................................................................................................... 9
FIGURA 2 – DELIMITAZIONE DELL’AREA. ........................................................................ 10
FIGURA 3 – SITI DI RETE NATURA 2000 RICADENTI IN REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA
IN UN LARGO INTORNO DELL’AREA DI RICERCA. ...................................................... 22
FIGURA 4 – QUADRO D'UNIONE DEI SIC E ZPS, RICADENTI IN REGIONE VENETO, IN UN
LARGO INTORNO DEL POZZO AD USO GEOTERMICO. ................................................. 23
FIGURA 5 – TESTA POZZO CON MANOMETRO E MISURATO DI PORTATA INSTALLATI. ....... 28
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Scheda tecnica riassuntiva
Composizione del gruppo di lavoro
Nome ed indirizzo del proponente:
Isola Picchi s.r.l.
Calle dell’Annunziata, 10 – Latisana (UD)
P.I. 02535220301
Estensori Studio Impatto Ambientale:
DOTT. AGR. BRUNA BASSO
(Studio Tecnico Zangheri & Basso)
Via Tripoli, 2 - 35141 Padova
Tel./Fax: 049 8723397
E-mail: [email protected]
DOTT. GEOL. PIETRO ZANGHERI
(Studio Tecnico Zangheri & Basso)
Via Tripoli, 2 - 35141 Padova
Tel./Fax: 049 8723397
E-mail: [email protected]
Descrizione delle opere in progetto
Descrizione dell’intervento:
Richiesta di concessione di acque per uso
geotermico (quantità: 3 l/s)
Localizzazione cartografica:
CTR “108091 – Aprilia Marittima” e “108052 –
Pertegada”
Principali riferimenti normativi:
D.Lgs. 152/2006 e s.m.i.
L.R. 43/1990
Amministrazioni territorialmente interessate
Comuni:
Latisana
Province:
Udine
Regione:
Friuli Venezia Giulia
Parchi:
Nessuno
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Premessa
Il presente documento concerne l’istanza della società Isola Picchi S.r.l. con
sede legale a Latisana in Calle dell’Annunziata, 10 - P.I. 02535220301, relativa ad una
domanda di concessione di acque per uso geotermico. La portata d’acqua richiesta è
di 3 l/s.
L'area oggetto dell'intervento è collocata in comune di Latisana – località Isola
Picchi.
L’area è delimitata nella Figura 2 “Planimetria individuazione area” (su base
CTR 1:5.000), con l’individuazione dei punti di riferimento (georeferenziati).
Catastalmente ricade nel Foglio 33 – Mappali 7, 8 e 9, di proprietà della ditta
“Isola Picchi srl” e si colloca in zona agricola.
Per quanto riguarda la pianificazione di settore, in quest'area, non si hanno
strumenti specificatamente destinati alle risorse minerali e termali.
Secondo il vigente P.R.G. del Comune di Latisana l’area di ricerca ricade in
Zona E4 – zona di recupero paesaggistico ed ambientale destinata a parco agricolo.
E’ sottoposta ai seguenti vincoli:
1
-
vincolo paesaggistico (è già stata sottoposta alla procedura di autorizzazione
paesaggistica)
-
area fluviale (Progetto di Piano Stralcio per l'assetto idrogeologico – PAI - dei
bacini dei fiumi Isonzo, Tagliamento, Piave, Brenta-Bacchiglione. Adozione
della 1° variante e delle corrispondenti misure di salvaguardia1 - in fase di
ricerca si è già verificata la compatibilità dell’intervento con il PAI).
Adottato con delibera del Comitato Istituzionale n.4 del 19 giugno 2007 (Gazzetta Ufficiale n.233 del
6 ottobre 2007).
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Iter tecnico-amministrativo
L’iter seguito dalla pratica vede sostanzialmente tre momenti significativi:
-
22 agosto 2011: il sig. Basso Franco (residente in Viale Aprilia
Marittima, 11 - Latisana) in qualità di legale rappresentante della
società agricola a responsabilità limitata “Isola Picchi” con sede a
Latisana via Calle dell’Annunziata, 10 – P. IVA: 02497250304 –
presenta domanda per il rilascio del permesso di ricerca di risorse
geotermiche da denominarsi “Isola Picchi 2” in comune di Latisana
(UD) ai sensi del D. Lgs 22/2010, su una superficie di Kmq 0,2773
individuata dal Foglio 33, mappale n.7 del Comune di Latisana.
-
11 luglio 2011: - Decreto del Direttore Centrale Ambiente, Energie e
Politiche per la montagna SVIA/1347/SCR/1007: il progetto riguardante
il permesso di ricerca non è da assoggettare alla procedura di
valutazione di impatto ambientale di cui alla L.R. 43/1990 e risulta
compatibile con l’ambiente con prescrizioni.
Dopo incontri, richieste di pareri agli Enti preposti, di chiarimenti al proponente,
indizione e di Conferenze interne di Servizi:
-
10 luglio 2012: - Conferenza di Servizi che si esprime
favorevolmente sull’istanza e sulla documentazione del
proponente Isola Picchi srl subordinatamente al recepimento
delle sotto riportate prescrizioni:
“
1. dovranno essere adottate tutte le tecniche per evitare
contaminazione del suolo da parte dei fanghi di perforazione.
una
2. dovrà essere eseguita un’analisi fisico – chimica della risorsa prelevata.
3. il prelievo della risorsa geotermica ai fini dell’attività di ricerca dovrà
essere monitorato e quantificato mediante apposito contatore; dovranno
altresì essere installati alla testa del pozzo un termometro, un
manometro e una derivazione chiusa con saracinesca per il prelievo dei
campioni e l’esecuzione di controlli sul giacimento. Tutti i relativi dati
riassuntivi
dovranno
essere
resi
disponibili
a
richiesta
dell’Ammnistrazione regionale.
4. in fase di prove di portata il proponente dovrà monitorare la pressione
del pozzo denominato “Isola Picchi” esistente a circa 100 m dal sito
previsto per il pozzo in oggetto al fine di verificare l’eventuale
interferenza tra i due pozzi.
5. al termine dei lavori di ricerca il prelievo dei fluidi del pozzo dovrà essere
interrotto.
“
- Decreto Regionale n. 2178 SGEO1 – UMGPR/98 del 28
settembre 2012: alla società agricola a responsabilità
limitata “Isola Picchi” è rilasciato il permesso di ricerca
mineraria di risorse geotermiche “Isola Picchi 2” in
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comune di Latisana (UD) per la durata di quattro anni
dalla data del decreto.
Le indagini svolte in base al permesso di ricerca sopra indicato hanno dato
esito positivo come documentato dalla relazione “risultati della ricerca”, datata 30
marzo 2013, e contenente: schema tecnico dell’opera - profilo geologico del foro giornale di sonda – test idrogeologici – analisi chimica delle acque.
Al termine della procedura di VIA si procederà alla domanda di concessione per
la stessa portata indicata nel permesso di ricerca (3 l/s).
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Inquadramento normativo
La concessione viene considerata soggetta a “Valutazione di Impatto
Ambientale” (normata dal D.Lgs. 152/2006 e s.m.i.) in quanto il progetto ricade
nell’allegato III tra i Progetti di competenza delle regioni e delle province autonome di
Trento e di Bolzano al punto u.
u) Attività di coltivazione sulla terraferma delle sostanze minerali di miniera di
cui all'art. 2, comma 2 del R.D. 29 luglio 1927, n. 1443.
Tra le sostanze elencate dall'art.2 punto e) del R.D. 1443/1927 vi sono anche le
“acque minerali e termali”.
In sintesi, la richiesta di concessione è soggetta alla procedura di Valutazione di
Impatto Ambientale ai sensi della “Direttiva 85/337/CEE del Consiglio del 27 giugno
1985, concernente la valutazione di impatto ambientale di determinati progetti pubblici
e privati”, come modificata ed integrata con la direttiva 97/11/CE del Consiglio del 3
marzo 1997 e con la direttiva 2003/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
26 maggio 2003. La presente procedura obbedisce inoltre ai principi ed ai disposti di
cui al D.lgs n. 152, del 3 aprile 2006, come modificato dal Decreto legislativo n. 4 del
16.01.2008 correttivo e pubblicato sulla GU n. 24 del 29 gennaio 2008 e dal D.Lgs. 128
del 29 giugno 2010, pubblicato sulla GU n. 186 del 11 agosto 2010.
A livello regionale si fa inoltre riferimento alla L.R. 43/1990.
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Inquadramento geografico e progettuale
Il pozzo ad uso geotermico ricade in località Isola Picchi, in comune di Latisana
(UD). L’area si colloca all’interno della nota anomalia geotermica della bassa pianura
del Tagliamento.
In località Isola Picchi la ricerca effettuata ha verificato la presenza di acque,
con temperatura alla bocca pozzo di 44°C, utilizzabili a scopo geotermico.
La seguente immagine individua la località Isola Picchi mentre nella successiva
si riporta la delimitazione dell'area di ricerca che coinciderà con l’area di concessione.
Figura 1 – Inquadramento dell’area su immagine zenitale (Fonte: Google Earth).
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Figura 2 – Delimitazione dell’area.
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Quadro di riferimento progettuale
La domanda di concessione prevede l’utilizzo di acque per uso geotermico per
3 l/s (portata media) a servizio dell’azienda agricola Isola Picchi srl, prelevati dal pozzo
realizzato in base al permesso di ricerca “Isola Picchi 2”.
L’utilizzo razionale di una risorsa rinnovabile quale quella geotermica comporta
dei noti vantaggi ambientali che vanno dal risparmio di fonti fossili, alla mancata
emissione di anidride carbonica.
Nel caso specifico il pozzo andrà a servizio di due edifici da 600 m3 in classe
energetica “B”.
Tali noti vantaggi ambientali, nel caso specifico, sono stati considerati
unitamente ad un utilizzo sostenibile per quanto riguarda l’equilibrio idrogeologico e la
compatibilità geologica dell’intervento.
In particolare per quanto riguarda l’equilibrio idrogeologico si esclude qualsiasi
prelievo a perdere, si prevede un efficiente utilizzo del salto termico ed un uso
secondario (a valle del salto termico) delle acque estratte per scopo non pregiato
(irriguo).
Per quanto riguarda la compatibilità geologica dell’intervento le modalità
progettuali e costruttive applicate prevedono tutte quelle buone regole dell’arte che
vanno dalla cementazione degli strati permeabili non oggetto di emungimento.
Caratteristiche del pozzo - Tecnica di perforazione
Il pozzo in esame è stato realizzato dalla Ditta Botti Elio Impresa Perforazione
Pozzi, Via G. Marconi n. 45/2 – Adria (RO), con la Direzione Lavori dello scrivente.
Come da programma di perforazione presentato, si distingue la metodologia
utilizzata nel tratto 0-400 m di profondità (acquiferi “freddi”) da quella utilizzata nel tratto
400-573 m.
Lo schema costruttivo è riportato in allegato 1.
Il pozzo è telescopico è risulta ristretto nel diametro a partire dai 400 m di
profondità. L’intera perforazione è stata eseguita senza utilizzo di bentonite od altre
sostanze.
E’ stata eseguita dapprima la cementazione della parte caratterizzata da
acquiferi freddi (o a basso termalismo) che risulta isolata da quella sottostante e quindi
non vi è possibilità di mescolamento tra acquiferi sottostanti e sovrastanti i 400 metri.
L'intero pozzo a fini di una maggiore durabilità delle opere è stato realizzato in
acciaio inox.
Tratto 0-400 m
Caratteristiche della perforazione:
perforazione a circolazione diretta senza uso di bentonite o polimeri (ad
“acqua chiara”);
cementazione esterna della camicia in PVC PN10 (con funzioni
protettive) di diametro 315 mm da 0 a 60 m;
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cementazione esterna della camicia in acciaio inox AISI 304 con
diametro esterno da 6” da 0 a 400 m.
Tratto 420-534 m
Caratteristiche della perforazione:
proseguimento della perforazione a circolazione diretta senza utilizzo di
bentonite (ad “acqua chiara”);
cementazione ed immissione ghiaino calibrato;
completamento del pozzo con colonna in acciaio inox AISI 304 con
diametro da 4” e filtri a spirale continua (“Jonhson”) - slot 0,25;
verifica tramite log.
Completamento del pozzo
Il pozzo, come da progetto, è stato realizzato con una tubazione da 6” fino ad
una profondità di 400 metri ed una successiva riduzione a 4” in acciaio Inox con
giunture saldate.
Il materiale scelto presenta quindi elevate caratteristiche sia di durabilità che di
compatibilità ambientale.
Si è inoltre previsto un avampozzo in PVC di diametro 315 mm nei primi 34
metri, intestato in argilla, al fine di garantire protezione dalla corrosione della parte più
sommitale del pozzo (la più esposta a fenomeni di questo tipo). Inoltre l'avampozzo ha
permesso migliori condizioni di sicurezza in cantiere.
Come risulta dal giornale di sonda, la perforazione dei primi 400 metri è stata
seguita dalla cementazione della tubazione cieca in acciaio inox di 6”.
Solo una volta cementato il primo tratto si è proceduto alla perforazione del
tratto finale, completato con tubazione in acciaio inox da 4”.
I filtri ø114 mm in acciao inox mm tipo Johnson (slot 0,25) sono stati posti:
-
da 427,00 a 433,00 m
-
da 547,00 a 559,00 m
Il drenaggio è stato realizzato con ghiaino calibrato.
Nelle pagine successive si riportano lo schema tecnico dell’opera ed la
stratigrafia geologica.
Utilizzo previsto delle acque
Come indicato nella relazione relativa al permesso di ricerca l’utilizzo delle
acque prelevate è a servizio della proprietà della azienda agricola “Isola Picchi” che
dispone di due unità abitative e di un’estensione coltivata di circa 7 ettari.
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Schema tecnico
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Profilo geologico
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Quadro di riferimento ambientale
Nota metodologica
Il presente studio di impatto ambientale è strutturato prevedendo un’analisi di
tutte le componenti ambientali normalmente oggetto di valutazione in uno studio di
impatto.
La peculiarità del “progetto” (una concessione per acque ad uso geotermico da
derivare, tramite pozzo, dal sottosuolo) fa si che lo studio si focalizzi con particolare
dettaglio sulla componente “suolo, sottosuolo ed acqua sotterranea”.
Si precisa che essendo il pozzo già stato realizzato viene valutata la fase di
esercizio ovvero quella di utilizzo della georisorsa. Non sono infatti previste nuove
opere di perforazione.
Atmosfera
L’utilizzo delle acque termali (risorsa rinnovabile) permette di evitare le
emissioni date dall’equivalente utilizzo di fonti fossili. Infatti la fonte geotermica,
laddove la natura la rende acccessibile in quanto aree ad “anomalia geotermica”, come
nel sito in esame, ha notevoli possibilità di contribuire in misura significativa alla
diminuzione dell’impiego delle fonti fossili e quindi di diminuire le emissioni di CO2.
Nel caso specifico, risulta che la combustione di un metro cubo di metano
(potere calorifico circa 32 MJ) fornisce un quantitativo di energia pari a quello
teoricamente ricavabile, (con un salto termico di 25 °C) da 100 litri di acque ad uso
geotermico.
Considerando che la combustione di un metro cubo di metano comporta
l’emissione di 2 kg di CO2, ne consegue che l’utilizzo di cento litri di acqua ad uso
geotermico porta ad un equivalente risparmio di emissioni.
Considerando combustibili con emissioni più elevate rispetto al metano (ad es.
gasolio), le emissioni (sia di CO2 che di altri gas) evitate risultano ancora più
consistenti.
Risulta evidente (ed anche ovvio) che la sostituzione di fonti energetiche fossili
con l’utilizzo di acque a scopo geotermico, comporta impatti positivi.
In sintesi l’impatto risulta positivo.
LIVELLO DI IMPATTO ATTESO: – POSITIVO
Ambiente idrico superficiale
La profondità a cui si è eseguita la ricerca è di circa 600 m (573 m), ed ha
intercettato la falda “H” ed “I” così come definita negli studi pregressi. Le falde
localizzate a questo livello del sottosuolo risultano confinate e prive di collegamenti,
lungo la verticale, con la superficie.
Esiste un collegamento, seppur indiretto e con tempi lunghi, tra le acque
sotterranee oggetto della ricerca e le acque superficiali, in quanto le falde confinate
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sono collegate con le falde non confinate dell'alta pianura che ne rappresenta l'area di
alimentazione.
In sintesi il collegamento tra alta e media pianura garantisce l'alimentazione
delle falde confinate della media-bassa pianura.
LIVELLO DI IMPATTO ATTESO: TRASCURABILE
Suolo, sottosuolo ed acque sotterranee
Il progetto prevede la richiesta di concessione per una portata di acqua
sotterranea ad uso geotermico di 3 l/s.
Si effettuerà quindi una valutazione quantitativa dell'effetto sul sistema
idrogeologico dell'estrazione di questa quantità d'acqua.
Inquadramento geologico ed idrogeologico
L'area è caratterizzata da una serie di acquiferi confinati e sovrapposti.
Sulla base degli studi esistenti è possibile definire una suddivisione in acquiferi
ed una prima caratterizzazione degli stessi. Va precisato che questa suddivisione è
riferita ad una scala regionale e quindi la suddivisione in falde va considerata una
schematizzazione e va tenuto presente che tali falde non possono essere considerate
dei livelli ad andamento tabulare ma strutture sedimentarie complesse che non sono
presenti uniformemente nell’intera area.
Gli studi effettuati dalla Regione Friuli Venezia Giulia hanno permesso di
definire e analizzare gli 11 sistemi di acquiferi già noti dalla letteratura (contraddistinti
dalle lettere da A ad M) di cui 7 sistemi geotermici (da E ad M).
Nel sistema multifalde della bassa pianura friulana, le falde che risultano di
maggiore interesse sono la “H” e la “I”2, presente a profondità comprese tra i 480 ed i
560 m, in quanto termale e dotata di elevata continuità e spessore. Dalla rielaborazione
dei dati stratigrafici esistenti risulta uno spessore medio di circa 20 metri nell’intorno
dell’area di ricerca.
L’acquifero “I”, in coincidenza con la fascia di anomalia termica legata all’alto
strutturale di Cesarolo, acquista caratteri di termalità. E’ presente in pressoché l’intero
territorio ed in collegamento con l’area di acquifero indifferenziato (area di ricarica)
posto a monte. Si tratta di un elemento di particolare rilevanza ai fini dell’utilizzo.
Infatti, le caratteristiche di continuità dell’acquifero e di collegamento all’area di
alimentazione con l’acquifero indifferenziato sono elementi di garanzia di rinnovabilità
della risorsa e quindi di possibilità di utilizzo nel tempo. Grazie alla presenza di
numerosi pozzi è possibile definirne, le principali caratteristiche.
Il gradiente idraulico ha valori maggiori nella parte nord (area a gradiente
geotermico normale), mentre nell’area della risorsa geotermica tende a diminuire.
Il valore medio è di 1,3 per mille nell’area più a Nord, mentre nell’area della
risorsa geotermica tende ad annullarsi.
2
“ottava” e “nona falda”, nei corrispondenti studi in Regione Veneto.
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Caratteristiche geologiche locali
In fase di perforazione, si è rilevata la stratigrafia e si è campionato il cutting
(normalmente ogni 10 metri di perforazione e comunque ad ogni cambio litologico).
La stratigrafia è caratterizzata da una prevalenza di litotipi a bassa permeabilità
e sono assenti le ghiaie.
Nel tratto sottostante i 400 metri di profondità si hanno due livelli permeabili. Il
primo tra 426,00 e 434,00 metri ed il secondo tra 540,00 e 559,00 m.
Caratterizzazione idrogeologica – Risultati delle prove di
pozzo
Successivamente al completamento del pozzo, alla pulizia ed al log televisivo di
verifica, si sono svolte prove di emungimento finalizzate alla caratterizzazione
dell’insieme “acquifero-opera di captazione” e per verificare l’efficienza del sistema
acquifero-pozzo e la portata ottimale, del pozzo stesso
Durante le prove è stato monitorato il pozzo “Isola Picchi”. La prova a lunga
durata risulta quindi svolta in configurazione “pozzo-piezometro”, il che permette il
calcolo dei parametri idrogeologici (trasmissività e storage).
La prova è stata eseguita misurando inizialmente il livello statico rispetto alla
bocca-pozzo, quindi misurando i livelli dinamici in fase di discesa ai diversi gradini di
portata, che è stata fatta variare agendo sulla saracinesca della pompa provvisoria. In
pratica si sono misurati i diversi livelli dinamici ai diversi valori di portata.
Al termine della prova la pompa è stata smontata (il pozzo è attualmente privo
di pompa ed è quindi impossibile qualsiasi erogazione).
Dalla prove risulta che il pozzo alle diverse portate si muove lungo la curva
relativa alle perdite legate all’acquifero e alla relazione opera-terreno. Essendo la
portata di picco prevista in progetto prossima a quella del terzo gradino (3 l/s), risulta
che in fase di esercizio il pozzo non raggiungerà mai la portata critica neppure con la
portata di picco.
Dalla prova di pozzo è possibile calcolare l’efficienza in funzione della portata.
Si osserva che per la portata di progetto (3 l/s) si hanno elevati valori di
efficienza, superiore al 85%. L’efficienza si mantiene ampiamente accettabile anche
nel caso della portata massima di prova (efficienza pari al 75% con una portata di oltre
6 l/s).
In pratica quindi le “perdite di pozzo” sono trascurabili.
In definitiva le prove dimostrano la corretta realizzazione dell’opera di
captazione ed il corretto dimensionamento del prelievo previsto.
Qualità delle acque sotterranee
Caratteristiche dell’acquifero
Gli studi pregressi permettono definizione generale della qualità delle acque. In
particolare dati geochimici sono disponibili in vari studi realizzati dalla Regione Friuli
Venezia Giulia e sintetizzati nell’opuscolo “le acque calde della Pianura Friulana”.
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Richiesta di concessione di acqua per uso geotermico – “Isola Picchi 2”
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Sempre gli studi della Regione Friuli Venezia Giulia indicano le acque prelevate
nel pozzo esistente ad Isola Picchi come “acque a tendenza solfato-clorurato-alcalina”,
le quali sono “fortemente arricchite in ioni Cl, Na, Mg e SO4 e nel diagramma di Piper
si trovano tra il settore 2 (solfato-clururato-alcaline) ed il settore 3 (bicarbonato
alcaline). Queste acque caratterizzano l’insieme dei pozzi profondi ubicati presso la
località di Aprilia Marittima, in Comune di Marano Lagunare: Thalos, Safi, Zoo,
IsolaPicchi e UMGP/050. I campioni sono caratterizzati da conducibilità più alta,
compresa tra 1500 e 3000 µS/cm, e tenori in Na+ e Cl al di sopra della media riferibile
alle acque bicarbonatiche. Sono proprio questi elementi che, insieme all’HCO3--,
contribuiscono all’elevata conducibilità elettrica specifica.”
Sempre secondo gli studi regionali queste acque a tendenza solfato-cloruratoalcaline sono caratterizzate da tempi di residenza molto lunghi.
Caratteristiche locali delle acque
Successivamente alle prove di portata è stato prelevato un campione di acqua
sotterranea ed avviato ad analisi.
Essendo successivo alle prove di portata ed alla eliminazione delle deboli
quantità di gas inizialmente presenti, il campione risulta rappresentativo dell’acquifero.
L’analisi conferma le caratteristiche note da altre analisi svolte in passato in
pozzi limitrofi.
Conducibilità elettrica
Si osserva come in coincidenza con l’anomalia geotermica vi siano valori più
elevati di conducibilità elettrica che, presso Isola Picchi superano i 1500 microS/cm.
Complessivamente, considerata la profondità e l’elevato grado di confinamento
degli acquiferi, si ha una bassissima vulnerabilità in relazione al grado di protezione
geologica presente.
Tale dato è in generale un elemento che permette di escludere la presenza di
inquinanti chimici nelle acque sotterranee e di purezza microbiologica.
Durante le prove, la temperatura e la conducibilità elettrica dell’acqua si sono
mantenute pressoché costanti.
La conducibilità elettrica si attesta a 1.600 µS/cm.
I valori misurati confermano i valori attesi in fase di progetto.
Temperatura
Dato lo scopo per uso geotermico, di grande interesse risulta la conoscenza
della temperatura nel sottosuolo. L’area si inserisce all’interno dell’anomalia
geotermica del basso Tagliamento. Qui siamo in presenza di un gradiente geotermico
anomalo che porta le temperature delle acque sotterranee fino a circa 50°C ad una
profondità di circa 500 m.
L’area si colloca sull’asse dell’anomalia geotermica e le temperature attese
sulla base degli studi della Regione Friuli e della Provincia di Venezia sono superiori ai
40°C.
La temperatura misurata in fase di prova di pompaggio è di 44°C.
Interferenze previste a scala locale (intorno del pozzo)
Il decreto 28 settembre 2012, n. 2178 di rilascio di permesso di ricerca di
risorse geotermiche in comune di Latisana (UD) denominato “Isola Picchi 2, prevede
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che in fase di prove di portata il proponente dovrà monitorare la pressione del pozzo
denominato “isola picchi” esistente a circa 100 m dal sito previsto per il pozzo in
oggetto, al fine di verificare l'eventuale interferenza dei due pozzi”.
Si tratta quindi di quantificare l'interferenza e di valutare se tale interferenza può
essere limitativa dell'utilizzo del pozzo esistente che risulta di proprietà del comune di
Latisana ed è costruito con criteri di pozzo “domestico” (3”).
Le verifiche sia teoriche che sperimentali eseguite, confermano che l’influenza
del nuovo pozzo “Isola Picchi 2” sul pozzo esistente “Isola Picchi”, alle portate di
progetto, è trascurabile.
In pratica il cono di influenza, anche in relazione alla bassa portata, tende ad
annullarsi in un’area che è ancora interna a quella dell’Isola Picchi srl.
In relazione ad un raggio di influenza così modesto si può ritenere trascurabile
l’effetto anche rispetto al pozzo già presente ed autorizzato nella località Isola Picchi.
Effetti sul bilancio idrogeologico
Nel complesso la portata di cui si prevede l’utilizzo, anche in ragione della
trasmissività della falda ed in relazione alle caratteristiche idrogeologiche
dell’acquifero, è modesta e soprattutto non sono previsti “usi” a perdere come
attualmente avviene per molti pozzi artesiani3.
Si premette fin da ora che, in caso di ottenimento della concessione, non sarà
presente alcuna “portata a perdere”.
Subsidenza
Relativamente al tema della subsidenza si cita quanto indicato negli studi della
Regione Friuli Venezia Giulia.
“E’ importante sottolineare come il maggior contributo alla subsidenza indotta
da emungimento nella Bassa Pianura friulana è causato dai pozzi che pescano negli
acquiferi più superficiali.
Questi acquiferi sono più comprimibili, sono sfruttati da un più grande numero di
pozzi e sono quelli da cui l’acqua è emunta da molti più anni. In conclusione, obiettivo
primario dovrà essere il controllo dello sfruttamento del sistema di acquiferi più
superficiale.”4
Nel caso in esame, si sottolinea anche la portata nel complesso modesta
prevista dal progetto.
Confronto con le indicazioni per l’utilizzo sostenibile
contenute negli studi della Regione Friuli Venezia Giulia
La Regione Friuli Venezia Giulia ha sviluppato negli anni una serie di studi
finalizzati all’utilizzo sostenibile delle risorse geotermiche del bassa pianura del
Tagliamento.
3
4
Gli studi esistenti indicano che nell’attuale utilizzo della risorsa termale del Portogruarese la portata
prelevata è in percentuali considerevoli (almeno il 50%) inutilizzata o mal utilizzata.
AA.VV. (2008) - Le acque calde della pianura friulana - Realizzazione della Carta GeologicoTecnica della Risorsa Geotermica Regionale e definizione delle Linee Guida per il suo utilizzo.
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Direzione Generale Ambiente e Lavori Pubblici – Servizio
Geologico.
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Riprendendo quanto riportato nello studio pubblicato in sintesi nel 2008, si
confrontano le analisi e le scelte progettuali effettuate con le principali indicazioni
derivanti da tali studi.
Il confronto è effettuata sinteticamente nella seguente tabella, dove si evidenzia
come l’intervento sia coerente con tali criteri.
Tabella 1 – Confronto sintetico tra previsioni di progetto e Linee Guida della Regione Friuli
Venezia Giulia
Criterio
Previsioni di progetto
Raggio di azione di ciascun pozzo funzione
della portata, delle caratteristiche
dell’acquifero (T, S) e della ricarica
La portata di progetto comporta un raggio di
influenza (ca. 100 m) sostanzialmente limitato
all’area di concessione richiesta
Il raggio di influenza del pozzo non interferisce con
altre opere di captazione autorizzate, compreso il
pozzo già autorizzato nell’Isola Picchi
La portata richiesta in concessione appare
L’abbassamento sostenibile del carico
2
compatibile
con la portata estrabile per km indicata
idraulico sul pozzo e su quelli adiacenti, per
dagli studi della Regione Friuli Venezia Giulia che,
opera degli emungimenti complessivi
2
per l’acquifero “I+L”, è pari a 10,9 l/s Km
La portata di progetto è compatibile con il bilancio
idrogeologico della falda
La portata prelevata sarà oggetto di monitoraggio
così come la piezometrica del pozzo
L’attenta progettazione ed esecuzione della
perforazione, dei rivestimenti e della
impermeabilizzazione, la presenza delle
saracinesche, nonché la determinazione dei
parametri idraulici dell’acquifero sfruttato,
sono fattori critici e cruciali ai fini di uno
sfruttamento razionale e della salvaguardia
della risorsa
Il progetto del pozzo prevede metodologie di
perforazione e completamento atte a minimizzare
l’interferenza sull’ambiente geologico:
avampozzo in PVC nei primi 100 m di
protezione del pozzo (prevenzione possibili
interconnessioni con le falde superficiali)
cementazione del primo tratto di colonna
(0-400 m)
cementazione del secondo tratto di colonna
in tutte le parti non interessate dai filtri Jonhson
in fase di perforazione è prevista
l’assistenza geologica in continuo per la verifica dei
terreni attraversati e la Direzione Lavori Geologici
finalizzati alla corretta costruzione del pozzo in
relazione alle condizioni geologiche effettivamente
riscontrate in cantiere
sono previsti specifici test idrogeologici in
sito, per la parametrizzazione dell’acquifero
Eliminazione degli sprechi
Totale assenza di prelievi “a perdere”.
E’ previsto il monitoraggio delle portate
effettivamente prelevate, tramite un contatore alla
fonte.
Aumento dell'efficienza energetica
Verrà utilizzata sia l’acqua prelevata che l’energia
contenuta sfruttando ampiamente il salto termico
disponibile
Si precisa, come già più volte indicato nei documenti pregressi che le linee
guida della Regione Friuli Venezia-Giulia “I sistemi acquiferi geotermici plio-quaternari
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e miocenici della fascia litorale possono essere destinati ad utilizzi geotermici indiretti
preferibilmente con re-immissione dei reflui in strato, in particolare quelli che sono più
prossimi alla linea di costa ove si potrebbe favorire l’intrusione di acque marine salate.”
Nel caso specifico, considerata anche la bassa portata, appare scarsamente
attuabile la scelta della costruzione di un doppio pozzo, uno dei quali destinati alla
reimmissione.
Si preferisce usare ampiamente il salto termico disponibile e quindi utilizzare le
acque per l’irrigazione degli ampi spazi verdi che circondano le due unità abitative da
600 m3.
Infatti le acque, seppur con una conducibilità elettrica presumibilmente
leggermente elevata, appaiono idonee ad un uso secondario di tipo irriguo.
Ciò nel complesso garantisce un corretto uso della risorsa idrica e termica.
Sintesi della valutazione
Sulla base dei dati esposti si valuta, per la componente “suolo, sottosuolo ed
acque sotterranee”, un impatto basso o trascurabile.
LIVELLO DI IMPATTO ATTESO: BASSO-TRASCURABILE
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Vegetazione, flora, fauna ed ecosistemi e valutazione di
incidenza ambientale
L’area è esterna ai siti (SIC e ZPS) della Rete Natura 2000, ricadenti sia in
Regione Friuli Venezia Giulia (Figura 3) che in Regione Veneto (Figura 4). Il sito della
Rete Natura 2000 più prossimo è “Laguna di Marano e Grado” (ad una distanza
minima di circa 2 km).
Figura 3 – Siti di Rete Natura 2000 ricadenti in Regione Friuli Venezia Giulia in un largo intorno
dell’area di ricerca.
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Figura 4 – Quadro d'unione dei SIC e ZPS, ricadenti in Regione Veneto, in un largo intorno del
pozzo ad uso geotermico.
·
SIC/ZPS 3250006 Bosco di Lison
·
ZPS 3250012 Ambiti fluviali del Reghena e del Lemene - cave di Cinto Caomaggiore
·
SIC IT3250044 Fiumi Reghena e Lemene - canale Taglio e rogge limitrofe - cave di Cinto
Caomaggiore
·
SIC IT3250013 Laguna del mort e pinete di Eraclea
·
SIC IT3250033 Laguna di Caorle
·
ZPS IT3250040 Foce del Tagliamento
·
ZPS IT3250041 Valle Vecchia – Zumelle - Valli di Bibione
·
ZPS IT3250042 Valli Zignago – Perera – Franchetti – Nova
In generale, le attività di utilizzo di acque per suo geotermico non prevedono
interferenze con le componenti ambientali “vegetazione, flora, fauna ed ecosistemi”.
Si tratta di un utilizzo di una risorsa rinnovabile che non prevede emissioni di
tipo acustico ed in atmosfera (anzi quest’ultime sono evitate grazie all’uso geotermico
dell’acqua con un conseguente impatto positivo).
E’ possibile affermare che con ragionevole certezza scientifica, si può escludere
il verificarsi di effetti significativi negativi sui siti Natura 2000.
LIVELLO DI IMPATTO ATTESO: POSITIVO
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Salute pubblica
Il capitolo Salute pubblica è finalizzato a “verificare le conseguenze dirette ed
indirette delle opere e del loro esercizio con gli standard ed i criteri per la prevenzione
dei rischi riguardanti la salute umana a breve, medio e lungo periodo.”
Si valuta che l'attività prevista non comporti alcun rischio per la salute pubblica.
Indirettamente l’uso della risorsa geotermica, comportando un impatto positivo
sull’atmosfera, comporta un impatto positivo anche per la salute pubblica
LIVELLO DI IMPATTO ATTESO: NULLO
Clima acustico
Il pozzo ricade in zona agricola. L’utilizzo dell’acqua avviene tramite un
elettropompa sommersa.
Le emissioni acustiche si possono ritenere nulle.
LIVELLO DI IMPATTO ATTESO: NULLO
Paesaggio
L’area è soggetta a vincolo paesaggistico. L’attività di costruzione del pozzo è
già stata sottoposta ad autorizzazione paesaggistica dall’Ente competente (comune di
Latisana).
LIVELLO DI IMPATTO ATTESO: NULLO
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Criteri di valutazione complessiva
Si intendono per criteri di valutazione le opzioni di giudizio utilizzate nella
trattazione della significatività degli impatti potenzialmente generati dall’opera in
progetto.
Il modello generale di giudizio usato nella presente relazione è basato
sull’applicazione di una serie di criteri parziali di varia natura di seguito schematizzati:
•
i principi di un corretto rapporto con l’ambiente dell’intervento previsto;
•
le caratteristiche tecniche in rapporto alle componenti ambientali
coinvolte;
•
la individuazione delle componenti ambientali sensibili del sito
interessato dalla realizzazione del progetto;
•
la stima il più possibile oggettiva della tipologia ed entità delle
perturbazioni attese.
L’approccio metodologico seguito è fondato sul parere esperto degli specialisti
di settore.
Le valutazioni settoriali sono poi state tradotte in semplici matrici di
corrispondenza, atte ad esprimere ed a riassumere graficamente la significatività delle
relazioni tra le differenti categorie di elementi ambientali considerati e le fonti di
pressione potenzialmente generate dalla realizzazione del progetto.
Dato che il progetto in esame è limitato all’utilizzo di un pozzo ad uso
geotermico per una portata di 3 l/s, si è scelto di utilizzare una matrice riassuntiva
particolarmente semplice.
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Occupazione aree
Modifiche idrogeologiche
-
Immissioni in acqua
Disturbo diretto di flora e fauna
Rumori e vibrazioni
Emissioni in atmosfera
+
Traffico veicolare
LEGENDA
Impatto
Negativo alto
Negativo medio
Negativo basso
Livello
----
Trascurabile o nullo
positivo
+
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+
Paesaggio
Clima acustico
Salute pubblica
Ecosistemi
Fauna
Vegetazione
Acque superficiali
Atmosfera
Fattori di pressione
Suolo, sottosuolo ed
acque sotterranee
Schema Impatti
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Valutazione conclusiva
Si riporta uno schema riassuntivo della analisi eseguita.
Matrice riassuntiva
Caratteristiche del progetto
Concessione di acque per uso geotermico
(portata media 3 l/s)
Cumulo con altri progetti
No
Utilizzazione di risorse naturali
Utilizzo di acqua per scopo geotermico che
permetterà il risparmio di fonti fossili e le
relative emissioni in atmosfera
Produzione di rifiuti
No
Inquinamento e disturbi ambientali
Da nulli a trascurabili
Rischi di incidenti
--LOCALIZZAZIONE DEL PROGETTO
Utilizzo attuale del territorio
Area agricola
Ricchezza relativa, qualità e capacità di Le falde oggetto di ricerca sono in
collegamento con le falde dell'alta pianura e
rigenerazione delle risorse naturali
quindi dotate di ricarica naturale
della zona
Capacità di carico dell’ambiente
naturale con particolare riferimento
alle seguenti zone:
a. zone umide
e. zone classificate in base alle
direttive 79/409/CEE e 92/43/CEE
Il progetto non interferisce con le
componenti naturalistiche dei siti
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Mitigazioni
Date le caratteristiche dell'intervento si ritiene che non si necessiti di elementi di
mitigazione.
Monitoraggio
In fase di esercizio il monitoraggio sarà relativo ai parametri portata prelevata e
temperatura. Il pozzo è anche dotato di un manometro per la misura della pressione a
testa pozzo.
Periodicamente si misurerà il livello piezometrico.
Figura 5 – Testa pozzo con manometro e misurato di portata installati.
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Conclusioni
La richiesta di concessione d’uso di acque ad uso geotermico è finalizzata
all’utilizzo di una risorsa energetica rinnovabile.
Se da una parte risultano evidente i vantaggi ambientali dell’utilizzo di una
risorsa rinnovabile (come il già citato risparmio di fonti energetiche fossili e di emissioni
di anidride carbonica), dall’altra, l’utilizzo deve considerare:
-
la compatibilità geologica;
-
la minimizzazione delle interferenze con altre opere di captazione;
-
l’equilibrio idrogeologico del bacino in cui si inserisce il prelievo previsto con
una portata di 3 l/s.
Le verifiche sperimentali svolte hanno dimostrato che la portata di progetto è
compatibile con le caratteristiche dell’acquifero, in coerenza con i numerosi dati
idrogeologici raccolti negli ultimi anni su queste aree, che evidenziano che:
-
il reservoir che alloggia il solo acquifero “I” ha un volume di oltre un miliardo di
metri cubi;
-
l’acquifero è dotato di alimentazione;
-
l’anomalia termica deriva dal calore contenuto nelle strutture geologiche
sottostanti (“dorsale di Cesarolo”), dovuto ad una circolazione idrica profonda
con risalita rapida delle acque in coincidenza con importanti strutture tettoniche;
di conseguenza il flusso idrico in arrivo negli acquiferi quaternari viene
riscaldato dalle formazioni terziarie sottostanti;
-
per quanto riguarda la portata, si nota, per confronto, che i numerosi pozzi da 23”, presenti in zona sulla stessa falda, forniscono senza pompa (“portata
fluente”) una portata di 1-2 l/s. Peraltro questa portata risulta frequentemente
lasciata “a perdere”, depauperando inutilmente l’acquifero sia da un punto di
vista piezometrico che di contenuto energetico.
Per quanto riguarda il pozzo già presente ad Isola Picchi, la valutazione del
raggio di influenza indica un effetto trascurabile (nettamente inferiore alle oscillazioni
naturali della falda) e quindi una piena compatibiltà dell’intervento.
In sintesi, le analisi e le valutazioni condotte inducono ad escludere impatti
ambientali significativi legati all’intervento in oggetto (concessione d’uso di “acque ad
uso geotermico”).
Giugno 2013
Dott. Geol. Pietro Zangheri
Dott. Agr. Bruna Basso
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