n. 2 - luglio 2005
12
Il cittadino, quando ha bisogno di assistenza, deve trovare in Ospedale, una accoglienza cordiale ed “umana “
anche perché in quel momento si presenta in una temporanea condizione di inferiorità e
di debolezza psico-fisica e
pertanto chi lavora in sanità
dovrebbe rapportarsi con il paziente nel modo più “cordiale” possibile. È quindi auspicabile un miglioramento del
rapporto medico/paziente che
una progressiva burocratizzazione hanno nel corso degli
anni deteriorato, a fronte di
un indiscutibile miglioramento tecnologico, molto utile ma non sempre sufficiente
da solo a far apprezzare la sanità all'utente. È pur vero che
la criticità della carenza cronica di personale e di spazi
idonei che garantiscano la privacy e la necessità di dare al
paziente sempre più tecnologia in tempi sempre più ridotti
portano a carichi di lavoro
sempre maggiori a scapito del
dialogo e del “contatto” con il
paziente, ma talvolta, affinché, si mantenga un corretto
rapporto tra personale sanitario e paziente sarebbe sufficiente un po' di educazione e
di professionalità da parte di
medici ed infermieri. È nostro dovere fare in modo che
il paziente riceva il massimo
dell'attenzione, del rispetto e
della comunicazione intesa
anche come informazione
adeguata.
A questo proposito mi pare
giusto volgere l'attenzione alla U.O. di Medicina Interna
per le Cure Intermedie di cui
sono stato nominato direttore
da poco tempo, considerata la
delicata funzione a cui è preposta e cioè di assistere quei
pazienti, spesso affetti da pluripatologia che, superata la fase acuta della malattia, risultano stabilizzati clinicamente, ma che necessitano ancora
di una fase di osservazione e
continuità terapeutica e riabilitativa e pertanto non sono ancora dimissibili a causa delle
loro condizioni di salute e/o, a
volte, sociali, ma ancora bisognosi di osservazione ed assistenza in strutture non ad alto
contenuto tecnologico.
Diagnostica
Il cittadino deve trovare in Ospedale
un’accoglienza cordiale e «umana»
Quale rapporto fra
operatore sanitario
e paziente?
Rodolfo Tassara
Direttore U.O. Medicina Interna per Cure Intermedie
Ospedale «San Paolo» Savona
Spesso è proprio questo il cardine del discorso che ormai
spesso non teniamo in giusto
conto, che per il paziente, in
un alta percentuale di casi, è
molto più utile un “cordiale e
calmo” colloquio che una procedura tecnologica di avanguardia pur fondamentale per
compiere diagnosi brillanti.
L'attivazione ed il potenziamento delle Cure Intermedie
dovrebbero inoltre migliorare
la comunicazione ed i rapporti con i cittadini e le loro famiglie attraverso una risposta
più modulata sui bisogni ed
aiutare a risolvere le problematiche dei familiari.
Una particolare attenzione è
stata posta alle note informative sulle modalità di gestione
del reparto sia attraverso comunicazioni scritte appesa
nella bacheca del reparto che
attraverso un foglio informativo che viene consegnato ai
pazienti al momento del loro
ingresso in Medicina Interna
per le Cure Intermedie, ove si
segnala il personale medico
ed infermieristico che seguirà
il paziente ed al quale potranno rivolgersi, gli orari di visita, di colloquio con i medici,
il diritto, per gli over 75 ad
avere una assistenza continuativa, la necessità di non rimanere nelle stanze di degenza durante gli orari di visita,
le cose necessarie al paziente
durante il ricovero, le procedure per il consenso informato, etc. Al momento delle dimissione è prevista la consegna di un cartellino di dimissione completo dei referti degli esami eseguiti, della tera-
pia da effettuare a domicilio (
con la consegna dei farmaci
necessari per i primi giorni di
terapia o con le ricette per acquistare i farmaci in farmacia,
in attesa che il medico di famiglia possa prescrivere la prosecuzione di cura ) e dei controlli da effettuare in seguito.
Si cerca di facilitare inoltre il
più possibile la prescrizione
dei farmaci per la terapia antalgica, problema non sempre
affrontato in modo ottimale in
passato e, che anche le ultime
modifiche legislative hanno
cercato di migliorare.
Particolare attenzione viene
posta al delicato momento del
consenso informato per poter
eseguire procedure diagnostiche o terapeutiche, che non deve essere semplicemente la
raccolta di una firma in fondo
ad un foglio ma una “esauriente e comprensibile chiacchierata“ che porti il paziente,
eventualmente con l'aiuto dei
familiari, a comprendere chiaramente ciò che gli è stato proposto per poter esprimere il
suo parere.
L'aspetto riabilitativo è valutato attentamente in quanto
cardine di un reparto come
questo ed a tale proposito si
cerca di ottenere la massima
collaborazione da parte dei fisiatri e dei fisioterapisti ed in
carenza di questi da parte di
tutto il personale infermieristico.
Per quanto riguarda l'igiene
del paziente credo che
l'impegno del personale infermieristico sia già al massimo, e che sarebbe auspicabile, per poter fare di meglio, un
Sanità Notizie
aumento degli organici infermieristici in tutti i reparti medici.
Il vitto per quanto accettabile,
credo sia sicuramente migliorabile e bisognerebbe riuscire
a poter portare su scala più ampia le iniziative che sono state
prese già in altri reparti, più
piccoli, dove i pazienti ricevono piatti caldi cucinati da
cuochi, magari non ancora famosi ma esperti e vogliosi di
far bene.
Per migliorare il confort alberghiero e per favorire
“l'orientamento” del paziente
le stanze della U.O. Medicina
Interna per le Cure Intermedie sono state ridipinte con colori pastello ( esperienza che
avevo già fatto ad Albenga ).
Mi preme ricordare inoltre
che grazie alla sensibilità del
proprietario della Ditta Stereopiù di Savona che ci ha donato due televisori, si potrà migliorare la permanenza in
ospedale dei nostri pazienti
certi che, la televisione, oltre
ad una funzione di passatempo possa avere anche una funzione riabilitativa e di stimolo
psichico.
Inoltre, non potendo usufruire di stanze singole, abbiamo
cercato di migliorare ulteriormente l'aspetto della privacy,
specie per i pazienti più gravi
che necessitano cure ed igiene della persona più frequentemente, utilizzando delle tende che fungono da divisori tra
i letti, in modo da poter “isolare”, almeno temporaneamente, il paziente.
Mi piace, al termine di questa
chiacchierata, finire con una
frase del grande clinico D.
Campanacci, che ho visto
scritta in uno studio medico e
che ho con piacere fatto mia:
Mio padre auscultava posando l'orecchio sul petto del paziente, direttamente;
io ausculto con lo stetoscopio, ad una ventina di centimetri;
mio figlio ausculta con il fonendoscopio ad un metro e
più.
Ebbene, questo allontanarsi
dal malato è per me il segnale
del vero pericolo che minaccia la medicina moderna: che
perda di vista l'uomo.
Inaugurazione
Sanità Notizie
La realizzazione del progetto
relativo alla nuova sede consultoriale di via Chiappino
29 è stata attuata attraverso la
concessione in uso trentennale all'A.S.L. 2 Savonese da
parte del Comune di Savona
di un'area di proprietà comunale sita in Savona via
Chiappino (superficie = mq.
783) con destinazione esclusiva dell'immobile a consultorio familiare e servizi annessi .
Dal 23 giugno scorso il Consultorio familiare
di via Chiappino 29 è aperto all’utenza.
Nella nuova sede
sono presenti
25 operatori
La realizzazione di questo progetto è stata
possibile per il concorso del Comune di Savona,
della nostra ASL e della
Fondazione «A. De Mari»
La copertura finanziaria
dell'intervento di realizzazione del progetto stimata
per un ammontare complessivo di Euro 750.000,00 è
stata garantita attraverso:
Un finanziamento di Euro
650.000,00 concesso dalla
Regione Liguria all'ASL 2
(fondi finalizzati assegnati
alla Regione Liguria con
Del. C.I.P.E. del 06.05.98 destinati alla realizzazione
di interventi di ristrutturazione/attivazione di consultori familiari)
Un integrazione finanziaria di Euro 100.000,00 da
parte dell'ASL 2 per il completamento del progetto e
gli arredi
L'U.O. Assistenza Consultoriale ha usufruito inoltre di
un contributo di Euro
60.000,00 da parte della Fondazione “A. De Mari”
CA.RI.SA finalizzato
all'acquisto di dotazione tecnologica e strumentale per
gli interventi di prevenzione
e riabilitazione (area ostetricia - ginecologica e riabilitativa)
Nella sede di Via Chiappino
29 confluiscono le attività
che prioritariamente competono all'U.O. Assistenza Consultoriale:
Consultorio Pediatrico (Pediatria consultoriale - Pediatria di comunità Sostegno all'allattamento materno Consulenze di puericultura)
Consultorio OstetricoGinecologico (OstetriciaGinecologia consultoriale
n. 2 - luglio 2005
Il bacino di utenza è rappresentato:
dalla popolazione residente nel Savonese (per le attività consultoriali di base)
dalla popolazione residente nei quattro Ambiti
dell'ASL 2 per quelle attività che, vista la loro specificità, hanno una valenza
territoriale sovra ambito
(Servizio di Neuropsicopatologia dell' Età Evolutiva Servizio di Colposcopia
Centro malattie a trasmissione sessuale)
Paola Pregliasco
Direttore Dipartimento Assistenza Socio Sanitaria e Riabilitazione
e Direttore Unità Operativa Assistenza Consultoriale
ORARIO DI APERTURA
Dal lunedì al venerdì, con
orari specifici per le varie
aree di attività.
Area Pediatrica e Ginecologica - Tel. 019 263091 - 019
263775
U.O.S. Riabilitazione Età
Evolutiva - Tel. 019 263626 019 264295
Da sinistra: Claudio Montaldo, Assessore alla Sanità della Regione
Liguria, Lorena Rambaudi, Assessore ai Servizi Sociali del Comune di
Savona, Luciano Pasquale, Presidente della Fondazione «A. De Mari»
della Cassa di Risparmio di Savona.
- Servizio di Colposcopia Centro Malattie a Trasmissione Sessuale )
Consulenza Psicologica
Consulenza Sociale
Struttura Semplice di Neuropsicopatologia Età Evolutiva
(Responsabile Dr. ssa Maria Josè Baldizzone)
Corsi di Massaggio del
bambino (Infant Massage)
Corsi di Preparazione alla
nascita
Corsi di Riabilitazione del
perineo
Corsi di Rilassamento corporeo
Corsi per Neo Genitori
Nella sede sono presenti circa 35 operatori consultoriali,
che operano in maniera integrata tra loro ed in rete sia
con le altre Unità Operative
dell'ASL 2 che con Enti, Servizi ed Agenzie esterne:
Pediatri
Ginecologi
Neuropsichiatri Infantili
Psicologi
Assistenti Sociali
Assistenti Sanitari
Ostetriche
Educatori
Terapisti della Riabilitazione Età Evolutiva (logopedisti-psicomotricisti)
Amministrativi
Sono stati anche predisposti
spazi e attrezzature finalizzate a momenti formativi e di supervisione per gli operatori
MODALITÀ
DI
ACCESSO
Comuni a
tutte le sedi consultoriali
Prioritariamente su appuntamento (preso di persona
o telefonicamente) in modo da favorire anche
l'inquadramento del bisogno e il percorso da suggerire
Senza vincoli di residenza,
domicilio, appartenenza ad
altre ASL o altra nazionalità
Senza necessità di impegnativa medica da parte del
medico curante o altro specialista
Senza pagamento di ticket
sanitario, trattandosi di prestazioni a carattere preventivo
13
n. 2 - luglio 2005
Introduzione
Il Centro, inaugurato nel
maggio del 2002 presso il Padiglione “P. C. Racamier”
all'interno dell'Ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, è
dotato di due Sedi Ambulatoriali una presso l'Ospedale
San Paolo di Savona e l'altra
presso l'Ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, un Day
Hospital con 4 letti con un accoglienza di un massimo di 8
pazienti, un Reparto di degenza di 8 letti di riabilitazione psichiatrico ospedaliera,
in grado di effettuare ricoveri
fino a tre mesi di durata.
Il Centro opera in stretta collaborazione con le equipes
territoriali, psichiatriche e
materno infantile, con i Medici di famiglie con le altre
strutture del Dipartimento.
L'equipe curante è formata
dagli psichiatri dr. P. F. Cerro
e dr.ssa Selene Cammarata,
dallo psicologo dr. P. Moretti, dal medico internista, specialista in Scienza dell’alimentazione dr.ssa M. Falchero, dalla caposala B. Finocchio; direttore del Centro
è il dr. A M. Ferro. Operano
inoltre infermieri ed educatori professionali con esperienza pluriennale nella cura
e nella riabilitazione delle patologie psichiche.
L'approccio terapeutico è
multidisciplinare ed è caratterizzato, come negli altri ambiti del nostro intervento psichiatrico, da progetti di cura
attenti agli aspetti biopsicosociali del disagio psichico.
Sperimentazione
A tre anni dall’apertura del centro per la cura
dei ragazzi con anoressia e bulimia
Lavoro a pieno regime
al padiglione «Racamier»
di «Santa Corona» anche
con pazienti di altre regioni
Il Progetto di «alimentazione meccanica»
affidato al Centro alberghiero di Celle Ligure»
Pier Fabrizio Cerro
Dirigente Medico Responsabile Struttura Semplice
Disturbi Adolescenza e Comportamento Alimentare
di Natura Psichica (CDA)
Dipartimento di Salute Mentale
Direttore: Antonio Maria Ferro
Amedeo Modigliani: «Margherita seduta, in fianco» (particolare);
1916; olio su tela; cm 73x50. New York, Collezione N.H. Abrams.
Sanità Notizie
presentino difficoltà o comportamenti sintomatici per
rendere possibile la tecnica
dell'alimentazione meccanica. Essa prevede la regola, paradossale, del divieto di parlare di cibo. I pazienti vengono incoraggiati a mangiare
meccanicamente e a considerare il cibo come una medicina.
Dalla data di apertura il Centro ha lavorato a pieno regime con la massima occupazione dei posti letto disponibili sia in regime di ricovero
sulle 24 ore che in regime di
Day Hospital. Il bacino di
utenza si è andato via via sempre più allargando verso utenti provenienti da altre ASL
della Regione Liguria e da altre Regioni italiane.
A titolo sperimentale è stato
attivato un progetto, con decorrenza 9 maggio 2005, di
collaborazione tra l'ASL 2 Savonese ed il Centro di Formazione Turistico Alberghiero
“Miretti” di Celle Ligure che
prevede la fornitura dei due
pasti ospedalieri ai nostri degenti del CDA ed APO (Assistenza Psichiatrica Ospedaliera), progetto che ha come
finalità sia la piena applicazione di quanto dettato dalla
tecnica dell'ali-mentazione
meccanica che prevede precisione e rigore nella preparazione dei pasti che per favorire forme di integrazione tra
i giovani siano essi fornitori
(allievi dell'alberghiero) che
fruitori (pazienti del CDA) di
un servizio.
Indicazioni al ricovero
14
- grave ed inarrestabile perdita di peso con BMI ( Indice di massa Corporea ) <
15 o perdita di peso > 1,5
kg a settimana per un mese
- problemi medici non gestibili ambulatoriamente
- comorbidità psichiatrica
- scarsa risposta alla terapia
ambulatoriale
- necessità di separare il paziente dalla famiglia
Gli operatori assistono al pasto con atteggiamento non
giudicante ma fermo, intervenendo ogni qualvolta si
Il Padiglione Racamier dell’ASL2 all’interno dell’Ospedale «Santa Corona» di Pietra Ligure.
Sperimentazione
Sanità Notizie
CENTRO PER LA CURA DEI DISTURBI DEL
COMPORTAMENTO ALIMENTARE
n. 2 - luglio 2005
DAY HOSPITAL
Anno 2003
RICOVERI ANNO 2003:
Numero ammissioni
Numero ricoveri
Numero dimissioni
57
65
57
Pazienti ricoverati
Res.ASL
Res.altre ASL
Res. Extra regionali
Totale
maschi
1
1
2
Giornate di degenza
Degenza media
N° medio giornaliero ricoveri
2636
40,5
14,5
RICOVERI ANNO 2004:
Numero ammissioni
Numero ricoveri
Numero dimissioni
57
65
57
Pazienti ricoverati
Res.ASL
Res.altre ASL
Res. Extra regionali
Totale
maschi
1
1
2
Giornate di degenza
Degenza media
N° medio giornaliero ricoveri
2734
42,1
15
femmine
24
11
12
47
totale
25
11
13
49
Totale pazienti trattati
Totale pazienti nuovi
80
23
Totale ammissioni
Totale dimissioni
80
80
di cui 3 maschi
di cui 1 maschio
e 77 femmine
e 22 femmine
di cui 6 maschi
di cui 3 maschi
e 84 femmine
e 42 femmine
di cui 0 maschi
di cui 0 maschi
e 31 femmine
e 22 femmine
Totale giornate di apertura 299
Presenza media giornaliera 4,7
Durata media Dh
17,5
Anno 2004
femmine
12
16
13
41
totale
13
17
13
43
maschi
0
1
1
Giornate di degenza
Degenza media
N° medio giornaliero ricoveri
525
29,2
2,9
90
45
Totale ammissioni
Totale dimissioni
90
89
Totale giornate di apertura 303
Presenza media giornaliera 4,2
Durata media Dh
14
Anno 2005 sino al 9 maggio
RICOVERI ANNO 2005 sino al 6 maggio :
Numero ammissioni
10
Numero ricoveri
18
Numero dimissioni
18
Pazienti ricoverati
Res.ASL
Res.altre ASL
Res. Extra regionali
Totale
Totale pazienti trattati
Totale pazienti nuovi
femmine
2
3
1
6
totale
2
4
1
7
Totale pazienti trattati
Totale pazienti nuovi
31
22
Totale ammissioni
Totale dimissioni
30
30
Totale giornate di apertura 77
Presenza media giornaliera 3,6
Durata media Dh
8,8 (in parte ancora in corso)
CENTRO PER LA CURA DEI DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE
Padiglione Racamier
c/o A. O. Santa Corona - Pietra Ligure tel. 019 62 35 028
tel. 019 62 35 021 (segreteria) - 019 62 35 028 (reparto)
Responsabile Struttura Semplice
Disturbi Adolescenza e Comportamento Alimentare di Natura Psichica ( CDA )
Pier Fabrizio CERRO
Dipartimento Salute Mentale - Direttore: Antonio Maria FERRO
15
n. 2 - luglio 2005
Indagine epidemiologica
1 - Introduzione
Uno dei più rilevanti problemi di salute che interessano l'età evolutiva è
rappresentato attualmente
dall'incre-mento costante del numero di bambini obesi. I dati epidemiologici ci dimostrano infatti come in
Italia la presenza sia passata in età
scolare dall'1.6 % del 1951, al 12.5
% del 1986, all' 11-20% del 19891993. Studi più recenti stimano le attuali frequenze di sovrappeso e obesità in età scolare del 16.5% e del
6.9% nei maschi, del 13.7% e del
3.6% nelle femmine. L'obesità è clinicamente caratterizzata da un eccesso di tessuto adiposo; il suo ormai certo legame con un aumento di
rischio per le malattie cardiovascolari ne rende necessari la prevenzione e il trattamento.
Ricordiamo infatti che il rischio per
un bambino obeso di diventare un
adulto obeso aumenta con l'età e che
circa il 40 % dei bambini obesi è destinato ad essere obeso nell'età adulta; tale percentuale sale al 70% per
gli adolescenti obesi (1).
Le basi scientifiche per inquadrare
organicamente la tematica relativa
agli aspetti dell'accrescimento ponderale possono essere riferite schematicamente ai 4 livelli di prevenzione e diagnosi precoce e possono così essere sinteticamente indicati:
primo livello: potenziamento di fattori utili alla salute. Ciò può essere
ottenuto aumentando i fattori di difesa dell'organismo nei confronti di
possibili aggressioni di origine sia ambientale che comportamentale
mediante adeguati interventi di educazione sanitaria e con la ricerca
dei livelli nutrizionali ottimali;
secondo livello: allontanamento e/o correzione dei fattori causali e/o
di rischio; si realizza con interventi rivolti in due direzioni:
a) sull'ambiente, con il fine di eliminare o ridurre la presenza di fattori
potenzialmente nocivi
B) sull'uomo, con il fine di evidenziare o correggere le abitudini di vita o di comportamento inadeguato;
terzo livello: selezione e trattamento degli stati e/o condizioni di rischio, realizzabile mediante l'individuazione e la correzione delle condizioni di predisposizione o degli stati di pre-malattia;
quarto livello: accertamento diagnostico precoce o prevenzione secondaria; si realizza con l'indivi-duazione di alterazioni patologiche in
fase iniziale, asintomatiche o paucisintomatiche, e con il loro tempestivo trattamento, al fine di ottenere la guarigione oppure di limitarne
la progressione migliorando la prognosi e quindi dilatando la sopravvivenza.
16
Sulla base della schematica indicazione dei quattro livelli dell'intervento
preventivo, è possibile individuare il contributo che gli strumenti di valutazione e terapia dietologica possono recare.
Al primo livello di prevenzione la dietologia, può concorrere fornendo
una indicazione del modello individuale di crescita staturale e di una serie di indicatori per la crescita ponderale che consentano al medico e alla
famiglia di orientarsi su un obiettivo di salute rappresentato da un armonioso sviluppo staturo-ponderale, capace di esprimere tutte le potenzialità genetiche e al contempo sfuggire alle ben note condizioni di rischio legato alle carenze e oggi, soprattutto, agli eccessi alimentari.
Il secondo livello di prevenzione, intimamente connesso al terzo, è quello che vede le tecniche dietologiche applicate sia all'eliminazione dei
principali fattori di rischio alimentare, soprattutto nella ristorazione collettiva, sia alla valutazione del rischio individuale, più o meno grave e alla sua correzione. Strumenti propri di questo livello di intervento sono
rappresentati dagli standard di crescita e dalla valutazione nutrizionale individuale.
Ricordando come, nei paesi a più elevato tenore socio-economico,
l'obesità essenziale rappresenti il principale problema nutrizionale e come, prolungandosi con discreta frequenza nell'età adulta, diventi un im-
Sanità Notizie
portante fattore di rischio di malattie
dismetaboliche aumentando la probabilità di morte precoce, la valutazione nutrizionale può fornire la base per un intervento di prevenzione
ancora una volta imperniata
sull'educazione sanitaria individuale.
Il quarto livello di prevenzione tende a coincidere con un primo livello
clinico che si esprime nella diagnosi
precoce di una condizione che sia
possibile già ascrivere al campo della patologia.
In questa area una vasta letteratura
scientifica ha, negli ultimi anni, evidenziato alcune problematiche di
particolare rilevanza epidemiologica e sociale che interessano il quadro dell'obesità essenziale.
In realtà, la differenziazione fra terzo e quarto livello assume più un carattere teorico che pratico, in quanto
detta condizione individua comunque un gruppo di soggetti nei confronti dei quali è prioritaria
l'adozione di interventi correttivi
che in certa misura sono ascrivibili
sia all'area della prevenzione che a
quella della diagnosi e cura.
L'obesità essenziale, infatti, in questo periodo della vita, può determinare soprattutto forme di disadattamento psicologico e sociale (2), sedentarietà, minor tendenza alla socializzazione con i coetanei e minor
rendimento scolastico.
La noia è spesso presente nello stato d'animo di questi ragazzi nei quali,
secondo Brunch, è presente come disturbo principale, l'inattività. Tutte
condizioni di disagio o già ascrivibili alla morbilità. Inoltre essa configura un fattore di rischio a lungo termine e per questo il suo trattamento ha
grande valore preventivo.
Il secondo livello clinico infine investe decisamente l'area specialistica
ospedaliera e comprende il completamento dell'iter diagnostico e il trattamento terapeutico dei casi più complessi, sostanzialmente riconducibili alle obesità non essenziali.
2 - L'organizzazione degli interventi
Al fine di mettere in atto strategie di intervento adeguati alla prevenzione
e al trattamento dell'obesità infantile e dei fattori di rischio ad esse collegati, nell'ambito del Dipartimento di Assistenza Socio sanitaria e Riabilitazione dell'A.S.L.2 “savonese”, abbiamo proposto e realizzato, a partire
dal marzo 2002, un servizio di tipo sperimentale che schematicamente
può così essere descritto: un Centro messo direttamente a disposizione
dall'organiz-zazione distrettuale ed in grado di costituire un filtro/canale
di accesso nei confronti delle strutture specialistiche ospedaliere più complesse. (Fig. 1)
Il modello organizzativo proposto si fonda sul presupposto che fra
l'opera del pediatra consultoriale ed il pediatra di base, da un lato, e
l'organiz-zazione specialistico-ospedaliera, in grado di intervenire sulle
patologie del bambino, dall'altra, si collochi una fascia di bisogni che richiede una organizzazione sanitaria un poco più complessa di quella di
base, in grado di interagire e dialogare con quella più strettamente specialistico-curativa del secondo livello.
La struttura che abbiamo sperimentalmente attivato si propone di intervenire in questo spazio per offrire una gamma di prestazioni specialisti-
VARIE SEDI DISTRETTUALI
Fig. 1
CENTRO DI DIETOLOGIA INFANTILE
STRUTTURE SPECIALISTICHE OSPEDALIERE DI II LIVELLO
Indagine epidemiologica
Sanità Notizie
che tra il primo e il secondo livello, rivolta alla prevenzione e alla diagnosi precoce dei principali disturbi dell'accre-scimento. Con la presente relazione analizziamo il primo biennio di esperienza i cui risultati sono già
stati parzialmente anticipati in un precedente contributo (3).
n. 2 - luglio 2005
4 - Risultati
La tabella 5 mostra le diagnosi formulate dopo 12 mesi (valori medi) di
trattamento del gruppo di piccoli pazienti.
Tabella 5 - Diagnosi del trattamento del gruppo dopo 12 mesi.
3 - Materiali i Metodi
In 22 mesi di attività del Centro, sono stati osservati per la prima volta
172 bambini, distribuiti, per età, sesso, e luogo di provenienza, come riportato nelle tabelle 1 e 1 bis.
La tabella 2 mostra la distribuzione per fasce di età e per sesso dei soggetti afferenti al Centro.
La tabella 3 mostra la diagnosi effettiva delle prime visite più la valutazione nutrizionale, distribuite per sesso.
Complessivamente le visite sono state 931, di cui 476 effettuate presso
l'ambulatorio di Savona e 455 presso l'ambulatorio di Varazze.
Tabella 1 e 1bis - Distribuzione per età, sesso e provenienza dei soggetti
trattati nei periodo marzo 2002-dicembre 2003.
Tabella 1
Maschi
Femmine
Totale
Ambulat. Savona
42
50
92
Ambulat. Varazze
32
48
80
Totale
74
98
172
Tabella 1 bis
Maschi
Femmine
Totale
Proven. ASL2
68
85
153
Proven. altre ASL
6
13
19
Totale
74
98
172
Tabella 2 - Distribuzione per fasce di età e per sesso dei soggetti afferenti
al Centro.
Fasce di età
Maschi
Femmine
Totale
3-6 anni
15
13
28
6-12 anni
45
61
106
12-15 anni
10
18
28
15-18 anni
4
6
10
Totale
74
98
172
Tabella 3 - Diagnosi effettiva delle prime visite, più valutazione
nutrizionale, distribuite per sesso.
Diagnosi
Maschi
Femmine
Totale
Normopeso
11
9
20
Sovrappeso
34
50
84
Obeso
29
39
68
Totale
74
98
172
Sotto il profilo dell'organizzazione del lavoro il protocollo operativo del
Centro prevede due sedute settimanali di tre ore circa.
Le prime visite e le relative valutazioni nutrizionali richiedono mediamente un'ora di tempo, i successivi controlli trenta minuti.
L'ottimizzazione del follow-up , secondo la letteratura internazionale,
prevede un controllo ogni mese. Per i tempi dedicati all'attività del Centro e per la numerosità della casistica, l'attuale nostra organizzazione prevede un controllo ogni due mesi.
La valutazione delle condizioni dei soggetti esaminati è stata inizialmente effettuata utilizzando i percentili di BMI (body mass index) di Rolland-Cachera (4).
A partire dal settembre del 2003 sono stati utilizzati gli Indici di Massa
Corporea (BMI) espressi in percentili di Cole (5).
Tutti i dati riportati sono stati rivalutati secondo quest'ultima metodologia e sono pertanto confrontabili.
I bambini sono stati trattati con approccio educativo e/o dietologico in accordo con le indicazioni della SINUPE (6) modulate in relazione del singolo caso.
Diagnosi
Maschi
Femmine
drop-out
sovrappeso ? normopeso
sovrappeso ? sovrappeso
obesi ? normopeso
obesi ? sovrappeso
obesi ? obesi
normopeso ? normopeso
21
2
12
0
9
12
18
36
7
18
4
6
16
11
Totale
74
98
Come è possibile osservare, il drop-out (cioè il mancato ritorno del paziente) rappresenta, per i maschi, il 28% del totale dei soggetti, e per le
femmine il 36 %.
Per l'intero campione la percentuale totale è del 33.1%, non lontano dal
valore di 32.1% indicato da alcuni studi italiani (7,8).
Questo livello è comunque da noi considerato migliorabile con lo sviluppo dell'attività del Centro, anche tramite la destinazione delle risorse occorrenti per migliorare l'attività informatica e la comunicazione con
l'esterno.
Sul totale di 39 soggetti in sovrappeso che hanno seguito il programma di
trattamento, il 23% è rientrato nella categoria normopeso; questo risultato è però molto più significativo però per le femmine, nelle quali abbiamo ottenuto il 28% di successi rispetto ai maschi, nei quali i successi sono stati solo del 14%.
Sul totale di 47 soggetti obesi trattati, i miglioramenti sono stati complessivamente il 48.7%; un ottimo risultato sia nelle femmine (38.5% di successi) che nei maschi (42.9% di successi).
Essendo il periodo considerato breve rispetto alla tempistica del trattamento, molti di questi risultati sono suscettibili di revisione a distanza di
tempo, anche perché la maggior parte dei soggetti considerati è tuttora in
trattamento.
5-Conclusioni
Al termine della prima fase di attivazione del progetto di prevenzione dei
fattori di rischio nutrizionale costruito intorno al Centro di Dietologia infantile dell'ASL2 savonese, è possibile affermare che il nostro esperimento ha avuto successo.
Le dimensioni considerevoli dell'attività che si è sviluppata corrisponde,
con tutta evidenza, ad un oggettivo bisogno della popolazione interessata
che ha trovato adeguata risposta dell'offerta di prestazione del Centro.
L'efficacia dell'intervento è direttamente misurabile con le percentuali di
successo sopra riportate.
Nel futuro continueremo a lavorare per rendere ancora più efficace
l'intervento e rispondere ancora meglio ai bisogni dei bambini.
Bibliografia
1. Scaglioni S. Nutrizione clinica in pediatria. Mc Graw-Hill, 2000.
2. Stunkard et al. Current views on obesity. Am J Med 100: 230-6, 1996.
3. Fontana C, Pregliasco P. Analisi di attività del Centro di I livello di Dietologia infantile di Varazze ASL2 Savona. “Milanopediatria 2002: nutrizione, genetica, ambiente”: 229-30, 2002.
4. Rolland-Cachera MF et al. Adiposity indices in children. Am J Clin
Nutr 36: 178-84, 1992.
5. Cole TJ et al. Establishing a standard definition for child overweight
and obesity worldwith: international survey. BMJ 320: 1240-3, 2000.
6. Scaglioni S. et al. Rivista italiana di pediatria (J P I) 27: 275-9, 2001.
7. Pinelli et al. J Ped End Metab 12: suppl 3: 795-9, 1999.
8. Aicardi G et al. Risultati a tre anni di un programma di trattamento cognitivo comportamentale dell'obesità infantile. “Milanopediatria 2004:
nutrizione, genetica, ambiente per l'educazione alla salute”, 2004.
17
Operazione «Legno sicuro»
n. 2 - luglio 2005
18
E' sempre più evidente, e non solo
per le ridotte risorse disponibili,
che per raggiungere obiettivi di
prevenzione è necessario intervenire in modo programmato e organizzato; la metodologia ormai
maggiormente consolidata anche
a livello nazionale è quella del
“piano mirato” in un comparto produttivo o su un rischio specifico
presente in più settori. Seguendo
queste indicazioni l'U.O. Psal della nostra ASL ha realizzato una iniziativa programmata di controllo
delle condizioni di lavoro nel settore produttivo delle lavorazioni
del legno nel periodo 2003-2004:
motivi della scelta sono stati in particolare il recente recepimento di
normative europee in materia di
igiene del lavoro riferite all'impiego di agenti chimici e cancerogeni, tra i quali è individuata la polvere di legno duro (D.Lgs 66/
2000 e D.Lgs 25/2002 quali integrazioni al D.Lgs 626/94) e gli indici infortunistici tipici del settore
quale dato nazionale, da verificare
nelle realtà della nostra provincia.
Determinante per la realizzazione
del piano è stata la disponibilità
presso il servizio degli archivi contenuti nei “nuovi flussi informativi” trasmessi dall'Inail nell'ambito
del protocollo d'intesa InailIspesl-Regioni.
Infatti l'archivio aziende Inail contiene l'elenco con relativi indirizzi
di tutte le aziende site nel territorio della provincia di Savona operanti in questo specifico settore.
Inoltre i dati in esso contenuti, relativi a tipologia delle lavorazioni,
numero di addetti, indici infortunistici, integrati con le informazioni già disponibili presso il servizio, hanno reso possibile predisporre un elenco di ditte in ordine
di priorità ai fini dell'individuazione delle singole aziende da sottoporre a controllo.
Il piano prevedeva un percorso in
più fasi, come illustrato nella tabella. Una prima fase è stata dedicata alla raccolta di documentazione, predisposizione di schede
per la acquisizione delle informazioni e di materiali informativi.
Successivamente il programma di
lavoro è stato illustrato alle parti
sociali per svolgere appieno
l'attività di informazione e assistenza che il D.Lgs 626/94 ha assegnato alle Asl. A questo punto sono stati effettuati gli accertamenti
nelle aziende nel corso dei quali
sono stati presi in considerazione
molti aspetti: quelli documentali,
quelli relativi all'organizza-zione
del sistema prevenzionistico
aziendale, quelli concernenti la sicurezza delle macchine e degli impianti, quelli igienistici e della sorveglianza sanitaria, attivando
provvedimenti sanzionatori quando se ne sono ravvisati gli estremi.
Sanità Notizie
Realizzata una iniziativa programmata
di controllo delle condizioni di lavoro
nel comparto produttivo nel periodo 2003-2004
Situazione complessivamente
«dignitosa» in 38 aziende
controllate con 292 addetti
Paola Oreste
Direttore U.O. Prevenzione e Sicurezza
ambienti di lavoro (PSAL) e
Direttore Dipartimento di Prevenzione
Da un primo elenco di 284 aziende comprendenti tutte quelle appartenenti ai codici Istat in esame,
tramite selezioni successive in
funzione di alcuni criteri, quali dimensioni, presenza di lavoratori
dipendenti e loro numero (le ditte
senza dipendenti sono escluse dalle norme in questione), dati infortunistici, tipologia produttiva,
ecc, si è arrivati a determinare un
campione di n. 38 ditte per un totale di 292 addetti che sono state oggetto di controllo, numero peraltro compatibile con le risorse del
servizio. In sintesi si può dire che
è stata rilevata una realtà dignitosa: solo n. 6 aziende hanno presentato irregolarità tali da essere
sanzionate, in altre 19 le condizioni iniziali non erano soddisfacenti, ma alla fine dell'intervento la si-
tuazione è decisamente migliorata, in altre 6 sono tuttora in corso
migliorie (gli adeguamenti richiedevano un maggior tempo di realizzazione) e nelle restanti 16 la situazione era positiva fin
dall'inizio.
Come si può vedere dalle tabelle
anche la sorveglianza sanitaria per
i lavoratori esposti a rischi lavorativi (255 sul totale dei dipendenti),
in prevalenza rischio chimico, rumore e polveri, viene effettuata in
modo soddisfacente: per 30 lavoratori il giudizio di idoneità contiene prescrizioni e per 6 lavoratori sono prescritte limitazioni delle
mansioni. In quasi tutti i protocolli sanitari i medici competenti hanno saggiamente previsto un controllo O.R.L. biennale finalizzato
alla diagnosi precoce di patologie
P I A N O L E G N O 2003 - 2004
300
sorv
tot sorv
ditte
tot ditte
250
200
150
100
neoplastiche in relazione
all'inalazione di polveri di legni
duri. In pochi casi tuttavia se ne è
avuto riscontro, certo un fatto non
positivo: si precisa tuttavia che tutte le aziende all'oggi sono dotate
di validi impianti di aspirazione,
tali da limitare a pochi casi particolari l'obbligo di dispositivi di
protezione personale (D.P.I.), quali maschere. Sarà cura del nostro
servizio verificare successivamente anche questo aspetto che si
riferisce ad un possibile rischio
professionale in periodi precedenti.
Si può pertanto ragionevolmente
ritenere che, a progetto concluso,
le aziende che operano in provincia di Savona nel settore del legno
con l'ausilio di personale dipendente, presentino condizioni di lavoro adeguate e conformi alla normativa per quanto concerne
l'igiene e la sicurezza.
È stato inoltre possibile verificare
che alcuni dati Inail non corrispondevano a quanto riscontrato
nel corso dell'indagine: si provvederà al termine dell'iniziativa a comunicare le variazioni all'Istituto,
come peraltro previsto dal protocollo d'intesa stesso, con le modalità che si concorderanno, e nello
spirito di collaborazione che da diversi anni contraddistingue i rapporti con questo insostituibile ente.
PIANO LEGNO 2003-2004
Percorso
Predisposizione materiale
Informativo sui rischi di settore
Schede di rilevazione dati
Censimento aziende e loro
selezione in base ai
seguenti criteri:
Dimensioni
Frequenza infortuni
Notizie relative specifiche
Seminario interno preparatorio
Presentazione materiali
Discussione schede
Valutazione aziende
Definizione incarichi
Dirigenti
Tecnici
Amministrativi
Incontri preliminari
Unione industriali
Associazioni di categoria
Organizzazioni Sindacali
50
0
2003
2004
Soggetti a sorveglianza sanitaria
Ditte
Sopralluoghi
2003
162
16
2004
90
22
Totale
252
38
Raccolta e inserimento dati
Valutazioni conclusive
16
6
19
6
38
19
TOTALI K
TOTALI Z
TOTALI Y
TOTALI X
TOTALI
(6)
120
(1)
48
(10)
151
1
37
===
38
(3)
27
===
(19)
292
34
4
===
38
38
36
2
29
6
4
===
===
===
35
33
3
1
1
===
===
===
===
18
17
36
35
2
1
===
[1]
35
1
1
3
29
2
5
4
35
2
1
22
3
12
1
35
2
1
11
32
20
=== ====
===
===
20
Biennio 2003-2004
=== === === === 124 (203) 23 === (255) === 726 === === ===
PIANO LEGNO - SINTESI dei RISULTATI
N ° A Z IE N D E
T o ta le A d d e tti ( d i
c u i a p p r .)
N o m in a R S P P
N o m in a M C
N o m in a R L S
N o m . A d d . A I,
E M , P .S O C C .
V a lu ta z io n e
R is c h i 6 2 6
V a lu ta z io n e
R.
R u m o re
E s p o s ti: 8 0 ÷ 8 5 8 5 ÷ 9 0 ,
> 9 0 dbA
V a l.
R .C h im .e
P o lv .( n ° e s p .)
In fo r tu n i 2 0 0 0 , 0 1 ,
02.
C o n fo r m ità
im p .
L .4 6 /9 0
S o r v . S a n ita r . ( n °
la v o r a to r i) [M P ]
D o c u m e n ta z .
A n tin c e n d io
C o n fo r m ità
m a c c h in e ( n ° )
F o r m a z io n e
e
in fo r m a z io n e
A s p e tti g e n e r a li
F o r n itu r a D P I
N ° s a n z io n i
TO TALI
Sanità Notizie
n. 2 - luglio 2005
Operazione «Legno sicuro»
Operazione «Legno sicuro»
n. 2 - luglio 2005
PRESCRIZIONI IMPARTITE
DAL
MEDICO COMPETENTE
LIMITAZIONI IMPOSTE
DAL
MEDICO COMPETENTE
PRESCRIZIONI
DPI vie
acustiche
DPI vie aeree
21-2003
4-2004
2-2003
2-2004
DPI vie
aeree
21
4
25
2
2
4
2003
2004
Totale
LIMITAZIONI
occhiali
occhiali
1
1
ESCLUSIONE
TURNI
MMC
1-2003
1-2004
PRESCRIZIONI DPI vie
acustiche
Sanità Notizie
Totale
30
ABITUDINE AL FUMO DEI
LAVORATORI
LIMITAZIONE
MMC
2003
2004
Totale
4
4
Esclusione turni
Totale
1
1
4
1
5
MMC: esclusione da mansioni che comportino la movimentazione manuale dei carichi
ANZIANITÀ LAVORATIVA
< 5aa
5-20 aa
> 20
si
no
ex
4%
14%
38%
42%
48%
54%
20
FUMO
%
Totale
SI
42.22
100
NO
53.33
EX FUMATORI
4.44
ANZ. LAVORATIVA
% lavoratori
Totale
< 5 aa 5-20 aa
48
38
100
> 20
14
Sanità Notizie
In ossequio a una tradizione ormai consolidata da ventitrè precedenti edizioni, all'incarico conferitoci permanentemente dalla
Società italiana di chirurgia della mano e alla richiesta del mondo scientifico ed accademico, anche quest'anno abbiamo organizzato, con il supporto della
Fondazione Savonese per gli
Studi sulla Mano, del suo nuovo
Presidente Rag. Fancello e del
suo Consiglio direttivo, il “Corso propedeutico di chirurgia e
riabilitazione della mano”, nella
settimana dal 22 al 28 maggio
2005.
Il Corso si regge sul continuo aggiornamento dei medici del Centro Regionale di Chirurgia della
mano, che mira a formare nuove
leve di chirurghi esperti nella disciplina, costituendo pertanto
un momento di forte impegno
scientifico per il personale medico ed infermieristico delle Divisioni e dei Servizi dell'Ospedale.
La nostra ASL si è fatta carico,
fin dall'inizio di questa esperienza, di una serie di impegni di carattere economico e logistico
che hanno consentito in modo significativo lo svolgimento della
stessa.
Le esperienze maturate nel Centro Regionale di Chirurgia della
mano del nostro Ospedale, da
tempo all'avanguardia in campo
italiano e internazionale, in questa disciplina, vengono esposte
nel corso in forma propedeutica
per avvicinare gli iscritti a questa importante branca della chirurgia.
Un importante riconoscimento
è giunto dal Ministero della Salute che ha assegnato al nostro Corso per i medici e per i fisioterapisti 30 crediti formativi e, per gli
infermieri professionali operanti in Unità Operativa di Chirurgia della Mano, vera novità di
questa edizione del Corso, ben
34.
Il Corso ha avuto la durata di una
settimana, dal 22 al 28 maggio
2005 e le iscrizioni sono state un
centinaio tra medici, fisioterapisti e infermieri professionali.
Il principale obiettivo è stato costituito dall'insegnamento della
corretta metodologia di base nel
trattamento delle lesioni della
mano, con particolare attenzione per l'urgenza, onde evitare i
danni provocati da un approccio
inadeguato, danni che compaiono ancora in una percentuale
troppo rilevante.
Le lezioni si sono tenute dalle
n. 2 - luglio 2005
Igor Rossello
Direttore Centro Regionale di Chirurgia della Mano
Ospedale «San Paolo» - Savona
Il tavolo della Presidenza: da sinistra prof. Renzo Mantero, dott. Claudio Balbi,
dott. Luciano Pasquale (Presidente Fondazione De Mari), prof. Francesco
Franchin (Direttore Clinica Ortopedica Università di Genova nonché Presidente
del Corso, prof. Mario Igor Rossello, rag. Nazzario Fancello (Presidente della A'
Campanassa e della Fondazione savonese per gli Studi sulla mano).
ore 8.30 alle ore 14 e dalle ore 15
alle ore 19. Da segnalare, oltre alle lezioni tenute dagli specialisti
dell'O-spedale San Paolo, le lezioni magistrali di alcuni docenti provenienti dalle più prestigiose Scuole italiane: Ceruso e
D'Arienzo (Firenze), Morelli
(Legnano), Luchetti (Rimini),
Passaretti (Napoli) e Santolini
(Genova). Quest'anno ha partecipato anche il celebre dottor Dominique Le Viet, professore di
Chirurgia ortopedica e chirurgo
della mano presso la Clinica Jouvenet a Parigi.
Nelle ore pomeridiane per i fisioterapisti partecipanti sono state tenute lezioni pratiche di confezione tutori, ortesi e altri apparecchi riabilitativi presentati, oltre che dai fisioterapisti del Servizio della nostra ASL, anche da
Dominique Thomas, insegnante
del Centre grenoblois de réeducation de la main et du membre
superieur, mentre i medici, oltre
a seguire le lezioni teoriche, hanno potuto prendere parte ad esercitazioni guidate di microchirurgia su parti di animale non vivente.
Nella serata di venerdì 27 maggio è stata offerta la tradizionale
cena di commiato a base di piatti
locali per far conoscere la cucina ligure agli iscritti giunti da tutte le regioni italiane, cena che anche quest'anno si è svolta nella
Piazzetta d'Alaggio alla Vecchia
Darsena e che è stata allietata dalle musiche del complesso musicale “Il Triangolo”.
Sabato 28 maggio, dopo l'esame
finale, sono stati consegnati gli
attestati ai partecipanti.
Le lezioni sono state precedute,
alle ore 17 di domenica 22 maggio, presso la Fortezza del Priamar, Sala della Sibilla, dall'inaugurazione durante la quale il
prof. Mario Igor Rossello ha presentato il Corso e l'attività svolta
nell'ultimo anno dal Centro Regionale di Chirurgia della Mano,
le autorità hanno porto il loro
benvenuto ai partecipanti ed al
pubblico che, da tradizione, è stato foltissimo.
Il prof. Renzo Mantero ha presentato una conversazione dal titolo “Il gesto del silenzio”.
A seguire un concerto dei Maestri Carlo Aonzo (mandolino) e
Mauro Castellano (pianoforte)
che hanno eseguito musiche di
Calace, Munier e Kaufman.
Un cocktail, offerto a tutti gli intervenuti sugli spalti della Fortezza, ha concluso la giornata
inaugurale.
21
n. 2 - luglio 2005
L'asl n 2 Savonese - Dipartimento per le Dipendenze UO SERT, l’U.O. Malattie
infettive dell'ospedale S. Paolo di Savona in collaborazione con CLPS (Coordinamento ligure persone sieropositive gruppo Arianna)
per celebrare la giornata
mondiale dell' AIDS ha organizzato le seguenti iniziative :
1 - manifesto celebrativo (I°
dicembre 2004)
2 - mostra di manifesti, locandine, magliette e gadget
provenienti da tutto il mondo che si è tenuta a Savona
dal 30 novembre al 4 dicembre 2004 presso l'atrio
del Comune di Savona con
apertura dalle ore 16.00 alle
ore 19.00
3 - Attività educazionale
con studenti dell'Istituto Secondario Superiore Mazzini-Pancaldo-Martini di Savona con la collaborazione
degli insegnanti cosi strutturata:
Solidarietà Socio-Sanitaria
Riflessioni puntuali a conclusione della
Giornata Mondiale dell’AIDS a Savona
Dati epidemiologici
interventi e solidarietà
dal «San Paolo», dal SERT
e dal Gruppo Arianna
Nell’ultimo decennio sensibile calo dei malati
nella nostra provincia
Francesca Romani
Direttore Dipartimento per le Dipendenze ASL2 savonese
Marco Anselmo
Direttore U.O. Malattie Infettive Ospedale San Paolo
Marco e Anna Bussadori
CLPS Gruppo Arianna
A) lezioni inerenti la campagna per la lotta contro l'
AIDS
B) studio da parte dei ragazzi di bozzetti relativi
all'argomento
C) confronto con gli elaboratori dei bozzetti e gli organizzatori della manifestazione contro l'AIDS
D) elaborazione definitiva
dei manifesti
Sanità Notizie
E) allestimento nell'atrio
del Comune di Savona dei
manifesti.
4 - Conferenza stampa con
la presentazione della manifestazione presso la sala
Rossa del Comune di Savona martedì 30 novembre
ore10.30
5 - Il 1 dicembre 2004 incontro dibattito con gli studenti presso il L'Istituto Secondario Superiore Mazzini - Pancaldo - Liceo Artistico Arturo Martini di Savona.
Si ringrazia per la collaborazione agli interventi nelle
Scuole e all'allestimento della Mostra:
Giacchello D., Delfino L.,
Conio N., Spolitu B. - U.O.
SerT ASL2 savonese;
Gaetano e Antonella CLPS Gruppo Arianna;
Boero M., Gay M., Gargano
A. Liceo Art. A. Martini.
U.O. MALATTIE INFETTIVE OSPEDALE «SAN PAOLO» SAVONA
22
I DATI EPIDEMIOLOGICI SULLE NUOVE
INFEZIONI HIV CORRELATE ANNO 2004
DATI EPIDEMIOLOGICI LIGURI
LA SITUAZIONE A SAVONA
• I dati epidemiologici mondiali ci riportano scenari estremamente gravi in particolare in continenti dove l'infezione HIV e
la conseguente malattia AIDS (sindrome da immunodeficienza acquisita ) hanno una espansione esponenziale dovuta soprattutto alla totale mancanza di informazione e di controllo
della infezione trasmessa per via sessuale e verticale.
• La situazione nell’America del nord ed in Europa dove le terapie antivirali sono aperte a tutti è decisamente diversa, è stato
possibile attraverso l'efficacia delle terapie ridurre drasticamente la letalità e cronicizzare la malattia.
• Mentre la prevenzione ha funzionato nel diminuire le nuove
infezioni in particolare nei comportamenti a rischio che riguardano i tossicodipendenti e gli omosessuali abbiamo riscontrato in questi ultimi anni un discreto incremento nella trasmissione eterosessuale.
• In particolare i nuovi soggetti infetti arrivano alla diagnosi
contemporanea di infezione HIV ed AIDS.
• Ecco quindi che si ripropone come estremamente rilevante
una nuova campagna di prevenzione rivolta a tutta la popolazione sessualmente attiva ed in particolare ai giovani andando
a riproporre nelle scuole iniziative di educazione e formazione
in tema di infezione da HIV.
• Dal 1989, anno della prima notifica a Savona, sono stati segnalati
dall'U.O. Malattie Infettive dell'ospedale San Paolo di Savona 219
casi di AIDS, di cui circa il 40% vivente, su un totale di 2809 di tutta la nostra regione
• Sensibile è stato il decremento dei casi di AIDS nel savonese passando dai circa 32/anno del 1995 ai 5/anno del 2004
• L'incidenza della provincia di Savona è la seconda in Liguria con
3.5 casi x 100.000 abitanti
• In Liguria circa il 70% dei casi di AIDS è rappresentato da popolazione maschile dato confermato anche nella casistica savonese.
• Per quel che riguarda i comportamenti a rischio si è progressivamente ridotta la componente di AIDS tra i tossicodipendenti attualmente < 70%, nel savonese questa situazione è ancora più sbilanciata per il contagio eterosessuale con circa il 40 % dei casi
• Un ultimo dato epidemiologicamente rilevante è il numero di nuove infezioni riscontrate nel 2004, a Savona 13 nuovi casi di positività al virus HIV che rappresenta circa il 6.5% dell'intera casistica.
• Tra queste infezioni 3 casi si sono manifestati all'esordio già in
stato di AIDS , il 69% di queste nuove infezioni e' stato contratto attraverso rapporto sessuale.
•Ben il 53% dei nuovi pazienti HIV positivi ha effettuato casualmente il test per la ricerca degli anticorpi anti HIV.
Solidarietà Socio-Sanitaria
Sanità Notizie
n. 2 - luglio 2005
Il SERT e l’infezione da HIV
NOTIFICHE DI AIDS 1989-2004
MALATTIE INFETTIVE SAVONA
35
30
25
20
15
10
5
0
89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99
0
1
2
3
4
AIDS IN LIGURIA
DATI EPIDEMIOLOGICI
120
100
80
F
M
60
40
20
0
89
90 91
92 93
94 95 96
97
98 99
1
0
2
AIDS DATI EPIDEMIOLOGICI
MALATTIE INFETTIVE SAVONA
120
100
80
F
60
M
40
20
0
89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99
0
1
2
3
4
AIDS-DISTRIBUZIONE PER
CATEGORIA DI ESPOSIZIONE
MALATTIE INFETTIVE SAVONA
120
100
80
60
SEX
TD
40
20
0
89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 0
1
2
3
4
Il Ser.T. Servizio per le Tossicodipendenze, dell'ASL 2, ha come
compiti la prevenzione, cura e riabilitazione delle dipendenze patologiche e delle malattie ad esse correlate, tra cui l'infezione da
HIV. Pertanto il Ser.T. da quando è stato istituito, nel 1995, ha collaborato con i Reparti di Malattie Infettive degli Ospedali e con
gli Enti di Volontariato impegnati in questo campo.
Presso il Ser.T. di Savona opera un' Infettivologa che svolge attività di profilassi aspecifica, specifica e di consulenza in relazione
alle patologie correlate all'uso di sostanze. Inoltre, partecipa
all'attività ambulatoriale dell'U.O. Malattie Infettive San Paolo di
Savona.
Dal 1997 è stato attivato il Progetto di Assistenza Domiciliare per
pazienti affetti da AIDS, residenti sul territorio dell'ASL 2 Savonese. Tale progetto ha coinvolto i Reparti di Malattie Infettive degli Ospedali di Savona e Santa Corona e il Servizio per le tossicodipendenze.
Nelle attività di prevenzione del Ser.T. rivolte alla scuola, ai centri
di aggregazione giovanile e alla collettività i nostri operatori incontrano i giovani e gli adulti significativi ( genitori, insegnanti,
educatori ) e cercano di sensibilizzare, informare, evidenziare i
comportamenti a rischio relativi al problema dell'infezione da
HIV.
Le Comunità terapeutiche per tossicodipendenti presenti sul nostro territorio ( Loppa di Cairo M.tte, Centro Accoglienza di Millesimo e Buon Pastore di Varazze), insieme al Ser.T. costituiscono
il Dipartimento per le Dipendenze.
Queste strutture collaborano all'attività di prevenzione e
all'assistenza e riabilitazione di pazienti affetti da HIV.
23
n. 2 - luglio 2005
Il Coordinamento Ligure Persone Sieropositive
è un'asso-ciazione di volontariato, onlus, nata
nel 1989 da un gruppo di
persone sieropositive;
dal 1994 è iscritta al Registro del Volontariato
della Regione Liguria.
Gli scopi statutari riguardano l'informazione, la prevenzione e
la sensibilizzazione riguardo il virus HIV /
AIDS. I servizi sono
completamente anonimi
e gratuiti.
Le nostre attività principali sono: centralino telefonico per ottenere informazioni complete ed
affidabili sulle diverse
modalità di contagio del
virus HIV e sulle varie
strutture sanitarie a cui rivolgersi in caso di bisogno; counselling individuale e riservato su appuntamento; aiuto nel disbrigo di pratiche burocratiche (pensioni, borse
lavoro, ecc.); incontri
nelle scuole con studenti
ed insegnati; segnalazioni e denunce di carenze assistenziali e di
eventuali discriminazioni; organizzazione di
eventi pubblici; mostra
itinerante; sportello di
prima accoglienza c/o
l'Ambulatorio di Malattie Infettive dell'Ospedale S. Paolo di Savona.
Quest'ultimo servizio è
realizzato in stretta collaborazione con il Reparto di Malattie Infettive e con il Ser.T. della
ASL 2 “Savonese”.
24
L'AIDS è una malattia
che colpisce prevalentemente i giovani ed è for-
Solidarietà Socio-Sanitaria
Sanità Notizie
COORDINAMENTO LIGURE
PERSONE SIEROPOSITIVE GRUPPO ARIANNA
Manifesto realizzato dagli studenti del Liceo Artistico A. Martini di Savona in occasione del 1 dicembre 2004, giornata mondiale contro l’AIDS.
se per questo che in tutto
il mondo sono nate associazioni per affrontarla
in maniera decisiva. In
molti Stati autorità pubbliche e associazioni di
volontariato si sono mobilitate contro quella che
all'inizio sembrava essere la malattia dei gay e
dei tossicodipendenti
(due categorie di persone con problematiche
specifiche) ma che in realtà ha colpito indistintamente tutta la popolazione. In mancanza di una
cura definitiva o di un
vaccino, la prevenzione
resta infatti alla base della lotta all'infe-zione da
HIV. Essa deve basarsi
su una corretta informa-
zione rivolta in primo luogo alle persone con
comportamenti a rischio.
In questo senso, il manifesto affisso per strada o
sui mezzi pubblici è stato
uno dei supporti principali per le campagne di
informazione e prevenzione succedutesi in tutti
questi anni.
Il CLPS ha così avuto
l'idea di raccogliere nel
tempo i manifesti
sull'AIDS prodotti nei
vari Paesi, allo scopo di
verificare e valutare come le diverse culture abbiano influito sulla comunicazione visuale
adottata per prevenire la
diffusione di una medesima malattia. Si può co-
sì scoprire, ad esempio,
che i paesi del Nord Europa sono molto più aperti e con minori tabù sessuali dell'Italia, mentre
la Spagna - che pure è
una nazione connotata
da una forte cultura cattolica - ha affrontato in
maniera diretta e simpatica i temi dell'uso del
profilattico e della solidarietà nei confronti delle persone sieropositive.
In conclusione, al di là
delle differenze nel modulare il messaggio,
quello che si può dire
con certezza è che tutti
hanno posto in campo
un forte impegno comunicativo, dalla Cina alla
Germania, dal Sud Africa al Venezuela, perché
l'obiettivo è comune e
unisce in una catena invisibile ma reale tutti gli
sforzi compiuti per affrontare nel modo migliore la lotta contro
l'AIDS.
L'iniziativa, nata nel giugno 1995, ha portato finora alla raccolta e
all'esposizione di una
grande quantità di materiale informativo proveniente da oltre 50 associazioni attive in ogni
parte del mondo. Attualmente la mostra è composta da oltre 220 poster, magliette, cartoline
ed una grande quantità
di opuscoli e gadget.
In questi anni la mostra è
stata allestita a Genova,
Rapallo, Trani, Verona,
Torino, Milano e Savona.
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