^—11, ^^
L.
"&CJOJW<\ \'\^\
HARVARD UNIVERSITY
LIBRARY
OF THE
MUSEUM OF COMPARATIVE ZOOLOQY
^
\
APR
1 1 1
1;
1899
iiiiiiiiiiiiiiiiiiMiiiiiiiiiiiiiiniiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiinniiimiiimiiiiiiinmiiiiiinninimiii
Maggio-Giugno 1898.
Fascicolo LIII-LIV.
BOLLETTINO DELLE SEDUTE
DELLA
ACCADEMIA GIOENIA
DI
SCIENZE NATURALI
IN
CATANIA
col
RESOCONTO DELLE SEDUTE ORDINARIE E STRAORDINARIE
memorie
e sunto delle
(
in esse presentate.
NUOVA SERIE
)
CATANIA
TIPOGRAFIA DI
ijiiin.i
iiiiuiiiiiinmiiiiiiiniiiiiii
imim
i
C.
OALÀTOLA
iiiiiiiiniiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
INDICE DELLE MATERIE
CONTENUTE NEL PRESENTE FASCICOLO
Rendiconti Accademici
^'orbale dell' adunanza del 22
pag.
maggio 1898
Note presentate
—
OsserA'azioni sull' assorbimento atmosferico della luce
A. Bieco.
fatte nell' Osservatorio etneo e nell'Osservatorio di Catania dai profes-
Prof.
sori G. Miiller e P.
—
Kempf
.........
........
.......
Anemografo semplice
Guzzanii.
Sulla idrofobia degli ovini e dei bovini
Prof. E. Dì Maiici.
al consumo del latte e suoi derivati
C.
Elenco dei
—
libri iierveuuti in
del dì 22
in rapporto
cambio e in dono, presentati nella seduta del
maggio 1898
-
.
»
Rendiconti Accademici
Verbale deU' adunanza del 26 giugno 1898
»
11
Note presentate
—
Sull' azione fisiologica di un preparato organico di
Prof. A. CajìpurelU.
nua-curio della formola C^*^ H^^"' O*^ N^ Hg e della sua applicazione terapica
Kiccrclie sullo sviluppo del Goiigylus ocellaius
Prof. Pio Mìigaszini.
.............
—
*Forsk
—
—
.
.
.
.
12
19
22
.
27
»
»
Terremoto etneo del 14 maggio 1898
»
Anomalie della gravità nelle regioni etnee
Dimostrazione del nucleo dell' emasia nei mammiferi,
»
mediante nuovi metodi (con esposizione dei preparati)
Prof. A. Bieco.
Pìof. A. Eiceò.
Prof. A. Pctrone.
.
—
.
12
.
Sunti di Memorie
G. Grassi
lene
G. Ch'assi
G. Grassi
e
e
e
—
.............
—
—
...........
—
—
.............
Sopra
C. Maselli.
G. Paiano.
A. Motta.
alcuni derivati
clorurati
del
triossimeti-
»
SuUa sofisticazione dell' essenza di limone.
Sulla formola di costititzioue àeW csametilen-tetram-
viina (urotroiiiua)
Doli.
G. Ciifore.
48 ore
G. Alonzo.
mentali
di
Boti.
Anomalia del canale midollare
di
un embrione
dell'
idrossUammina sul rene.
33
34
di pollo
»
Azione
31
Ricerche
36
speri-
Elenco dei libri pervenuti in cambio e in dono, presentati nella seduta del
»
dì 26 giugno 1898
36
37
APR
Fascicolo LIII-LIV.
Maggio-Giugno 1898.
ACCADIIA
Seduta
Presidente
22
del
ff.
Segretario
-
dlOENIA
Maggio
1898.
Prof. A.
— Prof.
Ricco
G. P. Grimaldi.
Sono presenti i Soci effettivi Ricco, Cafìci, Berretta, Ardini,
Ronsisvalle, Mingazzini, Ricciardi, Grimaldi e parecchi Soci corrispondenti.
Letto e approvato
il
seduta del
il
processo verbale della seduta precedente
comunica il risultato della votazione fatta nella
20 Marzo per le elezioni dei Soci, in seguito alla quale
Presidente
ff.
furono nominati
:
a) Soci effettivi
in sosti-
per la sezione di Scienze natui-ali
tuzione dei Soci Tornabene e Condorelli defunti, e Grassi nominato Socio onorario in seguito all' allontanamento di residenza
:
1.
(<iià
Riicciirini
itrof.
Piisciiiale. (lirottoi(> «l.irorto l'.otaiiico drlla U. l'iiivcrsità
Socio coiTisjioiKh'iitf).
din-tton-
2.
Miiif^a/.zini
prof,
3.
D'Almudo
prof. (Jiusciìpc,
l'iiivorsità
b)
matiche
1.
<l.'ll'
Istituto ZooIo^mco «Iella
«liiottoio
«Iella
Soci effettivi per la Sezione
di
in sostituzione dei Soci Zurria
li.
l'ili
|{ic«-iar«li
Clinica
\l.
l'iiivorsità.
«Idia
psichiatrica
K".
Socio corrispoii<k'iite).
Aii<ln-occi ])rof.
tica «Iella
li.
(ji;iil
l'io,
Amcri^^o, direttore del
Scienze
ed
Laboratorio
di
mate-
tisiche e
Amato
defunti
("liiniica
:
faniiacoi-
versità.
prof.
Lcoiianlo,
l'n-side «Id
K.
Istituto t«'«iiico
fettivo divenuto Socio corrispondente per allontaiiHiuento
«li
(
«ria
residenza).
Socio ef-
,
_
Soci corrispondenti
e)
2
-
:
1.
Valenti prof. Oinlio, direttore dell'Istituto anatomico della
2.
Majorana
R.
Univer-
sità.
dott.
Quirino, assistente
Istituto fisico di
Segretario comunica le lettere di
Il
nuovi
Roma.
ringraziamento dei Soci
eletti.
Comunica pure che inviarono
dendo
lo
scambio con
cìiaftlichen
tanical
gli
Gesellschaft
Garden
di S.*
le
Atti
le
pubblicazioni, richie-
loro
Accademia, la NaturwissenBautzen ed il Missouri Bo-
dell'
di
« Isis »
Louis (Stati Uniti d'America).
Si passa quindi allo
reca
all'
svolgimento
seguenti comunicazioni
Prof. A. Ricco.—
dell'
ordine del giorno
che
:
SuW assorbimento
atmosferico della luce os-
Etna dai Professori Mailer e Kempf.
Anemografo semplice presentata dal socio
servato in Catania e sulV
C. GrUZZANTi.
prof.
—
(
A. Ricco),
Prof. E. Di Mattei. —Sulla idrofobia degli
consumo del latte e suoi derivati.
oviìii e dei
bovini
in rapporto al
In seguito viene tolta la seduta.
NOTE
Prof. A. Ricco.- OSSERVAZIONI SULL'ASSORBIMENTO
ATMOSFERICO DELLA LUCE FATTE NELL'OSSERVATORIO
ETNEO E NELL' OSSERVATORIO DI CATANIA DAI PROFF.
C. MÙLLER E P. KEMPF.
La cognizione
le radiazioni è di
del coefficente d' assorbimento atmosferico per
grande importanza nella fìsica cosmica, men-
tre poi sono grandi le difficoltà per giungervi.
lori trovati dai diversi autori,
La
varietà dei va-
e l'obbiezione fatta di recente alla
da persona cosi competente come il Laugley
dovrebbe tener conto della diversa qualità dei
raggi che attraversano 1' atmosfera, dimostrano 1' incertezza che
ancora esiste su questo argomento.
Si può determinare il detto coefficente per due vie
misuteoria di Laplace
secondo cui
si
:
,
r intensità delle radiazioni di un astro a diverse
laudo
pari»'
sfera
viene assorbita nel
('ili'
oppure misurare
;
servato i)resso
attraverso ratiiio-
tra{?itto verticale
la detta intensità
per lo stesso astro, os-
Zenit in due stazioni di altezza^ molto diversa
il
dall'assorbimento
due stazioni, dedurre
e dalla differenza d'intensità, ossia
d(Mlo sti-ato d'aria frapposto alle
inento esercitato da tutta
(ili
([Hello
1'
esei-citato
l'assoi'bi-
amostera.
come stazioni l'Osservatorio Etneo e
danno una differenza d'altezza di 2870'".
strumenti adoi^erati furono due fotometria cuneo di veAA.
(li
(ili
ti-o
altezze
rieavare la
sull'ori/.zonte, e dalla vai'iazione dell'intensità stessa
scelsero
(1)
C'atania che
^q-jjiio.
(Ili
osservatori e gli strumenti
zioni per eliminare
scambiarono nelle due
si
influenza dell'equazione
1'
sta-
personale e della
differenza degli strumenti.
Secondo il primo metodo gli AA. osservarono una stessa stella
da presso all'orizzonte tino allo zenit, confrontandola colla polare:
(la <;i osservazioni, ciascuna formata di 4 confronti, fatte
sull'Etna risulta un ottimo accordo colla teoria di Laplace, la quale
da ciò ha una importante conferma: ed
sione per quella
cima e per
p
Da
a 79'" sul
dell'
= OMO
e
p
= 0.8'òò
:
113 osseivazioni
allo stesso
coetfìciente di trasmis-
con quelli trovati prima dagli xVA. sul Sàntis
valori coincidenti
ed a Potsdam
il
l'intera atsmosfera è:
simultanee
fatte sulle
stesse
stelle
ed
modo in Catania sul terrazzo presso la grande cupola
mare hanno ottenuto per coefficiente di trasmissione
,
atmosfera
Catania
in
:
j)
= 0.108
valore singolarmente piccolo: fatto che
do che nel tempo delle osservazioni
gli
AA. spiegano
vi fosse
ritenen-
molta polvere
so-
pra Catania.
Confrontando
(1)
H(I.
XI.
(piesto valore
l'ul»l>lic:itioiM^ii
('iilcrninliiiniicii
A\HjrntcUt ini/ di
iti
Aiina
«les
quello trovato per
Asti'ophysikaliai'lieu
ìiher di
iiiid
con
in
Oltscrviitoriuiii
Abnorblioii dvs Stentcniichfs
Catania.
in
/u
1'
inteia
rots<l:iiii
dir Atmosphtin-
_
-
4
sull' Etna, risulterebbe secondo la teoria di Laplace
che una stella zenitale appai-isce sull' Etna più lucida che in Catania per circa 1|4 di grandezza.
Seguendo anche il secondo metodo di determinazione del
coefficiente in discorso, gli AA. hanno osservato 13 gruppi di 5
atmosfera
stelle
,
ognuno, passanti presso
zenit: in ciascuna sera
il
si
misu-
rava lo splendore di 6 gruppi, ossia di 30 stelle, in ognuna delle
due stazioni simultaneamente: in tutto si sono fatte 980 puntate
a ciascuno dei due fotometri.
Risultò r intensità luminosa delle stelle osservate sull' Etna
0.53 di grandezza maggiore che in Catania.
Con questo valore dell' assorbimento dello strato d' aria fra
due stazioni, calcolando
si ha
le
il
coefficiente di trasmissione dell'in-
tera atmosfera
0.185
P
valore troppo piccolo, certamente per la coudizione anormale in
cui si trovava 1' aria di Catania, per cui veniva esagerato l'as-
sorbimento dello strato interposto fra le due stazioni.
Supponendo che sopra Catania vi fosse una nube stazionaria
di polvere dello spessore di 600 m. e del diametro di 4000 m.
,
gli
AA. hanno
calcolata la perdita di luce che risulta attraverso
due stazioni:
tutta l'atmosfera ed attraverso lo strato
fra le
secondo valore, espresso in grandezze di
stelle, oscilla nelle di-
verse sere fra 0.48 e
1.09, e
dà
in
colle osservazioni zenitali dirette
mente che
alla supposta
venienti per produrre
Dunque
il
1'
,
il
media 0.53, come fu trovato
coincidenza che prova sola-
nube furono assegnate dimensioni coneffetto osservato.
disaccordo fra
i
valori della perdita di luce nello
due stazioni ottenuti colle osservazioni
secondo i due metodi dipende dallo stato anormale in cui si trovava r atmosfera di Catania nel tempo delle osservazioni.
Per questa circostanza gli AA. non poterono conseguire lo
ma ciò non deve distoscopo principale della loro spedizione
strato interposto fra le
:
prova
ha insegnato quanto segue
Per la stazione inferiore
gliere dal ritentare la
;
e
per questo caso la spedizione
:
si
debbono
evitai-e
i
grandi centri
abitati:
5
—
preferisca l'altezza di alcune centinaia di meti'i, mal-
si
si perita nella diftorenza d' altezza delle due
due stazioni debbono poter comunicare direttamente,
grado die con ciò
stazioni
;
le
teley:i'aficamente o telefonicamente. Si prefei'isca all' estate la
mavera
o
autunno, <iuaiido
l'
nettano
le pioj,'-^ne
1'
j^ii-
atmosf(;ra dalla
polvere: ciò conipalibilmente colla viabilità alla
supe-
stazione
riore.
È
necessario che
le
osservazioni
si
facciano sistematicamente
modo
per serie i)rolun^Mte, in due stazioni oi-^'-anizzatc bene ed in
duraturo.
Le presenti osservazioni hanno
che per
la superiorità
sferico
ha
la
poi
dimostrato evidentemente
determinazione
dell'
metodo fotometrico applicato
il
as.sorbimento atmo-
alle stelle di notte sui
metodi piroeliometrici ed attinometrici, applicati
no
;
ta,
perchè nella notte
perchè nel giorno
l'
calor solare produce
il
al sole di gior-
atmosfera è più regolarmente costituiascensione di va-
l'
un aumento dell'assorbimento atmosferico nelle ore meridiane e pomeridiane, specialmente notevole
pori la quale è
nelle alte
toli
causa
di
montagne: come
si
risconti'a nelle osservazioni di
e nelle nostre suH' Etuii ed in quelle di Rizzo sul
Inoltre durante
giorno T atmosfera
il
zione del sole rifiette calore, e così
agli strumenti di misura,
Quanto
smissione
y)
= 0,830
AA. per
il
Bar-
Rosa.
specialmente nella
dica degli oggetti
che tutto è causa
al valore trovato dagli
di tutta
è
il
,
si
M.*'^'
dire-
vicini
di eri'ore.
coefficiente di tra-
l'atmosfera colle osservazioni fatt^ sull'Etna,
maggiore
di quelli ottenuti
da noi
sull'
Etna stesso
con osservazioni attinometriche e dal Bartoli con osservazioni
anche questo
piroeliometriche: probabilmente
fatto
dimostra
la
miglior condizione dell' aria nella notte che nel giorno.
Riguardo
i)0i
al
valore del detto coefficiente trovato dagli
per Catania 0.708 è invece di
da noi
coli'
A A.
molto inferiore a quello ottenuto
Attinometro e dal Bartoli a Villa Zuccaro col piroche alla stessa altitudine delTOsservatorio. Bi-
eliometi'o, presso
sogna dunque concludere che nelle
almeno
in quelle nelle quali
sia stata assai
poco trasparente
occhio allora, e spcs.so
si
notti
osservarono
vede
:
in
estive
AA.
in
generale od
Catania l'aria
cosa che del resto si vedeva ad
gli
in
ogni estate: potrebbesi spiegare
-
6
-
questa sing-olarità ammettendo uno strato di polvere sospesa nel-
r aria della
città,
come hanno
sta polvere nella sera
fatto gli
AA., e ritenendo che quecampi e dalle
sia sollevata e portata dai
sulla città dalla brezza di terra che è secca,
vie
di giorno
la brezza
polvere dalla
città,
umida
che è
mare
di
mentre invece
cadere e scacci
feccia
Altrimenti sarebbe inesplicabile come la trasparenza
Catania minore che
la
mare.
in riva al
dell' a-
Potsdam, per quanto questa città
in una
sìa felicemente collocata su di una altura verdeggiante
regione ove non mancano le pioggie estive che purgano 1' aria
ma che pur sempre trovasi uell' Europa settentrionale, in un paese eminentemente industriale, ove 1' aria è ingombra dai fumi e
vapori delle numerose officine.
ria sia in
in
,
,
- ANEMOGRAFO
GuzzANTi
C.
SEMPLICE
-
Quando
nel
1883 cominciai le osservazioni meteorologiche in questo Osservatorio,
le di
da
me
fondato,
io
non avevo ricevuto
dall' Ufficio
Centra-
Meteorologia e Geodinamica l'anemoscopio indicante
rezione del vento
,
la di-
elemento tanto interessante a studiarsi.
Divisai quindi di costruirne
uno abbastanza economico con
mezzi miei propri.
Però non volli accontentarmi
di
avere un apparecchio che
indicasse soltanto la direzione del vento al momento dell'osservazione che spesso
sizioni, onde,
non era
quello dominante. Tentai diverse
senza cadere nei
e costosi, ottenere su
un
rato per molte ore nella
soliti
dispo-
anemografi molto complicati
foglio di carta le
tracce del vento spi-
medesima direzione
e cosi conoscere
vento dominante fra un'osservazione e l'altra e
i
successivi
il
cam-
biamenti.
Fra
i
tanii esperimenti fatti, a
chio che chiamai
«
me
Anemografo semplice
parve riescito l'apparec»
per distinguerlo da un
altro più complicato con sistema d' orologeria e perciò più costoso,
che descriverò in altra nota.
/.'
tutte le sue parti prÌM(;ipali o
AiH'iiioi/ni/n semplice in
in'lhi
irlio
iKiiiili'iiKila
movimento
o nella trasmissione del
mo-
è quasi
identico a (|n<dlo costruito dai fratelli iii-assarr e distribuito, all'itìcio C'enti'ale alle stazioni
cuni anni addietio, dall'
Italiana, però
s<'L;iia
mio
ha
Come
m
drante
del
si
«'
che è
vede dalla
fissata al
A
muro
(pirllo
H;;ura
l'asse
porta sotto la mensoletta
gli
traccia
che
ci
1'
(parte superiore)
osservatorio
vento che ha
,
,
sostiene
B della banderuola, alla cui estremità
peso P per tenerlo in una certa ten-
il
essendo l'asse formato di vari pezzi
,
tlel
interessa conoscere.
una meiisoil
quaotto venti principali. Dal centro
1-'
entro
,
su cui sono segnati
quadrante passa
sione
carta la
su un fo^^lietto di
spirato per molte ore,
letta
,
cioè a trasmissione
libera.
.
All'altezza di
pochi centimetri
una lancetta L o indice che
V
si
dtdla rete
detto, in questo, un semplice indice
vento che spira al inomeììto delV osservazione, mentre col
il
si
come sopra ho
fissa in
direzione
vento che spira come
i
,
dal quadrante
l'asse porta
per mezzo della vite di
pressione
opposta alla banderuola per segnare
il
comuni aneraoscopi.
Più sotto vi ha r altro indice I imperniato su
un
pezzo
li-
bero p e fissato sull'asse dall'altra vite di pressione V.
Quest' indice è formato da una vite che fa da asse alla rotella r la quale vi scorre facilmente e va avanti e indietro a
seconda del movimento che imprime ad essa la banderuola esposta
al vento.
Sulla rotella r posa
leggermente un
cilindretto di legno e
,
pure imper-
coperto di panno, girevole sul proprio asse a che è
niato sul pezzo p. Sul cilindro viene spalmato dell' inchiostro di
anilina od oleoso bleu e quindi la rotella girando, viene intinta
da queir inchiostro e lascia una traccia sul quadrante» o meglio
su un foglietto di carta che viene giornalmente cambiato. Sulla
precedentemente preparata sono state stampate le medesime divisioni e le lettere del (piadrante indicanti
venti prin-
carta
,
i
cipali {V. la parte inferiore della figura
1).
La
traccia o linea
sul suo asse,
sempre
lo,
ma una
ro,
di poter
mina
-
8
dalla rotella scrivente che
segnata
come sopra
si
e cosi
si
il
si
scorg-e subito
sempre
quale è
il
inferiore della figura l* rappresenta
giorno
gira
circo-
quando il vento è leggiepunto da dove essa comincia e dove tersaprà anche il giro che fa il vento. Però quando
col girar della banderuola la rotella va avanti e
vedere
indietro parecchie volte calcando
il
forma un
spirale e quindi permette,
questo è forte,
ra e così
è detto, non
11
sul
punto da dove spi(La parte
vento dominante.
il
foglietto
febbraio del corrente anno, in cui
di carta
il
levato
vento
domi-
nante è ESE).
L' apparecchio così semplice, fu ritenuto utilissimo dal Compianto Padre Denza che mi incoraggiò a costruirlo. Molti altri
che in seguito visitarono Y Osservatorio lo trovarono di pratica
utilità, molto più perchè il mio sistema può facilmente applicarsi,
con una spesa da 5 a 6 lire, a tutti gli attuali anemoscopi della
rete italiana.
Ci4 mi ha incoraggiato a pubblicarlo, sperando di contribuire
modesto mio lavoro allo studio di un elemento tanto interessante in meteorologia e quindi anche per 1' Agricoltura.
col
Prof. E. Di Mattei - SULLA IDROFOBIA DEGLI OVINI
BOVINI IN RAPPORTO AL CONSUMO DEL LATTE
DEI
E
E SUOI DERIVATI (1).
(1)
Questa nota sarà pubblicata in nn prossimo fascicolo.
Elenco
dei
libri
pervenuti
nella
seduta
in
del
di
cambio
22
e
in
maggio
dono,
presentati
1898.
ITALIA
A<;ireale
irt.
Bologna
i(ì.
— Acc. Dafnica di
e arti — Atti. Voi. V.
— Acc. degli Zelanti — Atti. N. S. Voi. Vili
— Acc. delle scienze dell' Ist. — Rend. N. S. Voi.
— Soc. med.-cliir. — BoU. Ser. 7^ Voi. IX
se.
lett.
2.
3.
Il
1-2.
-
9
-
— Sor. cMloiimlo;:.
—
Ann. XX IX 4.
—
Ann. XII
.\.c.
arti — Atti. Voi. XXIX.
I,u<-fa — K. Al.',
Mossiiia — \vv. pfloritaiia — Atti. Ann. XII.
Voi. XXXI 5-8.
8f. o U'tt. —
Ist. lomb.
-MiliUio —
— Holl. Ann. XII r-5.
(Jiizzanti
.Mirteo — Oasorvat. nietoor.-^eoil.
speriin. a<rrario — Voi. XXX 9.
.M<Ml<>iia — Lo
sf.
mat. — Kcn»l. Sor. 3' Voi. IV 2-4.
Napoli — K. Afe.
— Atti. Ann. LI 6.
— K. Xi'c.
— An-li. di ostetr. o {jincrol. — Ann. V I-i.
l'alenilo — (Jiornale sciontilico — Ann. V 3-4.
—
ifficno — Holl. N. S. Ann.
id.
Periijfia — A<c. nicd.-chir. — Atti « K.-nd. Voi. IX
Lincei — Rcnd. CI. Se. Jh. mal. e
Sor. 5" Voi,
Koiiia — K. Acc.
Firen/o
it:il.
<ù>liova
liir.li.
l'.(.ll.
Itoli.
n.r.li,:i
K'.
se.
,li
5.
l.-tt.
»«
S.^r.
U'rn.I.
«li
\{.
L''
-
*
.«ita/iuni
(Irllo
tisi.'.
«•
in.-.l.-rhir.
i(l.
1(1.
Sol',
.sicil.
I
ti'
i.
1.
iial.
(It'i
1
'
soni.
—
n.cdi.a —
Ann. XXIV
— K. Coniit.
d'Italia — Boll. Sor. 3' Voi. Vili
—
— Soc.
Sor. 3' V(d. XI 3-5.
id.
—
rom.
zool. — Holl. Voi. VI 5-6.
id.
nat. — Ann. X\
Siena —
5-4.
Ao.-.
soionzo — Ani
XXXIII 1-6.
Torino —
—
Aoc. di niodicinii — (Jiorn. Ann. LXl
id.
Valle di l'oinpei —
K'osario o la nnova l'onipoi — Ann. X
di so. lott. o arti — Atti Sor. 7' V.d.
Veiie/ia —
id.
VII
5-1.).
lìoll.
A.-.-,
K'.
I.
jifol.
id.
jrooj,'!-.
So,-,
L'iv.
j.or
it.il.
.li
4.
ital.
15<dl.
st.
;:li
III
s.-.
\i,\.
<Iollo
il.
ìi.
3.
Il
lì.
Ist.
\.ii.
\'
1-6.
IX
4-6.
KSTKKO
— El iustmotor — An. XIV 10-12.
— K. K. Pronss. nietoorol. Inst, — Krgoh. Oow. Hooli.
— Sitziingbor. u. Aldiandl.
Hailtzcii — Xaturw. GesoU.
Isis
Bonn — Natiirhist. Voroiu — VorhaiuU. Jbg. LIV^ 2.
— Niedorrhein. G090II. — Sitzungber. 1897 2.
llruxelles — Ao. roy. do uicdioino — Hall. Sor.
Voi. XII 2-3.
— Mi'in. cour. Voi. XV
— Revno do rimivorsit.^ — Ann. Ili 7-8.
id.
Cambrldure Mass. — Harvard Coli. Mas. of comj). :oul. — Hall. Voi.
A;ruascalientcs
Ilerlin
ls;t.")-!tO.
18!lti-i»7.
»
«
id.
!'•
2.
XXXII 1-2.
Uresden— Xatnrw.
Froibnru:
Haarlem
Sor.
i.
—
2^-'
IL
—
e
Isis
»— Sitzanj^h.-r.
Xatarf. Gosell.
—
Her.
Maat.sob, dor wotton.scb.
Holl.
Voi.
(lesoli,
I
4-3.
H.l.
—
Aldian.U.
n.
X
Jnl.-.l.'o.
XXXI
6.
IS'.tT.
1-5.
.\roli.
nidori,
dosso, ox,
et
nat.
—
Hermannstadt
Laiis<aiiue
—
—
Siobcublirg. Verein
Soc. vaud. dos se.
iiat.
-
10
Naturw,
fiir
—
—
Verli.aiidl.
Bull. Scr. 4» Voi.
Bd. XLVI,
XXXIII
126.
— Soc. roy. des sciouces — Mém. Sér; 2° Voi. XX.
London — Roy. Soc. — Proceed. Voi. LXII 386-388, LXIII 389-395.
— Yoar-book 1896-97
— Mera, y rev. Toni. X 5-12.
Antonio Alzate
Mexico — Soc. cieut.
Minneapolis^ Mìnn. — Geol. and nat. hist. Survey of Minnesota — Alinn.
Liège
i.
«
Stndics.
»
— Mus. uacional — An. Tom. II
— Missouri Botauical Garden — Ann. Rep. Ili 1892.
Stockholm — K. Sveuska ventenskaps Akaderaieus Haudligar — Bd. XXIX
Topeka — Kansas Acad. of scieuce — Trans. Voi. XV.
Wien — K. K. Geol. Reiclisaustalt — Verhandl. .Jhrg. 1898
Montevideo
St.
hot.
BuU. IX 10-12.
8.
Louis
1-5.
3-6.
DONI DI OPUSCOLI
Cozzolino T.
—
Resoconto della sezione otologica
internazionale di
Eie
—
Mosca
—
— Un
Ricordo, part. V.
Giuffrida Buggeri V.
—
XII
del
Congrosso medico
Firenze 1898.
Ragusa 1896.
nuovo carattere pitecoide
in
13 crani di alienati
Reggio Emilia 1898.
—
id.
V ideazione popolare
Il
valore j)SÌcologico dell' indovinello. Un' inchiesta sul-
—
Roma
1898.
— Acireale 1897.
— Fenomeni tellurici a Fiumecaldo presso
— Sismoscopio a dischetto con orologio — Modena 1898.
id.
— Voi. V e VII.
Galilei G. — Opere (pubbl. a cura del Ministero della P.
Mascari A. — Sulla frequenza e distribuzione in latitudine delle macchie sola-
Gnzzanti
iVIineo
C.
I.)
ri
osservate nell' Osservatorio di Catania nel 1886.
Motta Coco A.
—
Contributo alla etiologia delle febbri
d' origine intestinale
Napoli 1898.
—
i(l.
testinali
—
Il
coli bacillo e
Milano
i
cocchi piogeni nell'etiologia delle febbri in-
1*^98.
G. P. G.
Seduta
Presiih'nfc
//".
Segretario
Sono
l)arolli,
|ir(>s(Mili
l-'icliora,
Miiiirazziiii.
i
del
26
Giugno.
-
Prof. A. RlCCÒ
—
Prof.
(I.
V.
(\K\y\\\An
Soci effettivi Kieeò, Ardini, Roiisisvalle, Cap-
Felotti. Peiinacehietti, Petrone, (Ìrassi-Cristaldi,
Ricciardi, Andreocci, Grimaldi e parecchi Soci corri-
S])l)lKl('IltÌ.
si
Letto e approvato il processo verbale della seduta precedente
passa allo svolgimento dell'ordine del giorno che reca le se-
guenti comunicazioni
:
Pkok. a. C\VVk\iE\AA -Sull'azione fisiologica di
organico di mercurio della /or mola Q^' IP'^ 0^ N- Ilg
tin
e
preparato
della
sua
applicazione terapica.
Prof.
P.
Minc;az/im-
Ricerche sullo sviluppo del
Gongylus
oceUatus Forsk.
Prof. A. Ricco— Terremoto Etneo del 14 maggio 1898.
Prof. A. Ricco — Anomalie della gravità nella regione Etnea.
Prof. A. Petrone — Dimostrazione del nucleo dell' emasia dei
ma in ini feri,
mediante nuovi metodi (con esposizione dei preparati).
G. Grassi e C.
Maselli
-
-
Su
alcuni
derivati
clorurati del
friossinietilene.
G. (JRASSI e G.
Patank
-- Sulla sofisticazione dell' essenza di
limone.
G. Grassi e A. Motta — Sulla esametilen-tetrammina.
DOTT. G. Cv^TORY.— Anomalia del canale midollare di un embrione di pollo di 48 ore (presentata dal socio Mingazzini).
DOTT. G. k\,Oìs'AO— Azione dell' Idrossilammina sul rene.
In seguito viene tolta la seduta.
12
NOTE
Prof. A.
to orgatiico di
OAPFARFihhl— Sull'azione
mercurio della forinola
applicazione terapica
Prof.
Pio
C"
fisiologica di
IP^
0''
Hg
N'
un preparae della sua
(1).
Mingazzini.
- RICERCHE SULLO
SVILUPPO
DEL GONGYLUS OCELLATUS FORSK.
Ho impreso
piuttosto
comune
a studiare
lo
sviluppo
in Sicilici, cioè
il
di
un Rettile viviparo
Gongylus ocellatus sul quale
Legge fece l'anno scorso un lavoro
sullo stesso soggetto
sta specie, affine per molteplici caratteri alla Seps chalcides
compresa come questa nell'ordine
tordine dei Brevilinguia, ha un periodo
anzi,
dei Sauriani e
di gestazione
il
Que-
(2),
,
ed
nel sotdella
du-
minore di quello della
Seps, nella quale il detto periodo, come ho potuto constatai'e
è di circa 65 giorni. Il periodo della gravidanza nel Gongylus
decorre dai primi di maggio alla seconda metà di giugno, e,
naturalmente, come nella ISeps, si hanno delle piccole oscillazioni, dovute sopratutto alla media della temperatura ed a quella
rata di circa 45 giorni, cioè alquanto
,
della località nella quale gli individui si trovano. Le femmine
gravide nel primo periodo dello sviluppo degli embrioni, hanno
loro movimenti sono tuttavia
il corpo alquanto ingrossato, ma
i
ined allora non è facile distinguerle dai maschi
vece verso gli ultimi tempi della gravidanza si mostrano notevolmente grosse, si muovono piuttosto lentamente, e, nei giorni
che di poco precedono il parto sono straordinariamente ingros-
assai agili
sate,
;
hanno movimenti
lentissimi ed anzi spesso
si
mantengono
immobili per molte ore; soltanto se vengono eccitate fanno qualche brusco movimento, trascinandosi pesantemente col corpo, al
quale fanno un debole appoggio le gambe poco sviluppate. Esse
(1)
Questa nota sarà pubblicata in uu prossimo fascicolo.
(2)
Sulla disposizione degli annessi fetali nel Gongylus ocellatus
Acc. Medica
Roma, Anno XXII,
4-5, 1897.
;
in
:
Bull.
pDii.iuo
(l.i
2 a
'_'()
\:^
ma
(Miiliiioiii,
in
da otto a
mia lieve diftrovato una ditìerenza
ne
m<'(lia
liaiiiio
dudifi iijriialnKMite distiihuiLi nei due oviilotti ocoii
ferenza numerica fra entrambi; di rado
iio
notevole e soltanto in due casi un ovidotto era },'ravido e l'altro
privo di embrioni. In (jualclie caso fra
lti|i|)avan.)
avveniva
(li'l
vitello nutritivo,
la
l'iubrioni adiacenti,
come
embrioni che
si
svi-
(iei'omposizione, sia del corpo dell' embrione, sia
i-iii
vivi
^'li
normalint-nie ne ho trovato uno die era morto ed in
ma
esso non produceva alcun disturbo agli
([uali
i
si
mostravano
così
ben conformati e
Le
quelli lontani o quelli dell' ovidotto dell' altro lato.
•sse relazioni
osservano nella Seps.
si
primi dieci giorni dello
Mentre nella <Seps chalcides dopo
^viluppo embrionale già si cominciano a notare su un area dciminata (mediana) della vescicola del ftilso amnios o sierosa di
\
Baer delle piccole pieghettature dirette nel senso del maggior
i
'
.
diametro dell'evo e coperte da epitelio differenziato, corrispondenti ad insenature che si formano su una superficie eguale
nella faccia intei'na della parete dell'ovidotto, venendosi cosi a
produrre una placenta primordiale; nel Gongylus ocellafus, concordemente a quanto ha stabilito il Legge, tanto al principio
dello svilujìpo, come nello sviluppo avanzato, quanto anche alla
la superficie del
corion e quella corrispon-
line della
gravidanza,
dente
ovidotto non presentano alcuna formazione consimile,
nell'
M'l»l)ene tanto l'ovo
^-imiii
<
ii>n(j!jlu!i
a>sai
1
ocdlatus
minore
andamento
tico in tutte
;/!/lus
quanto l'ovidotto del
il
i-apporto che
di quello
si
stabilisce fra
che esiste nella Seps e nella Vipera sebbene
queste specie.
membrana aUiuanto
r ova della Seps
,
Va
soltanto notato che l'ovo del Gon-
momenti
dello sviluppo ò avvolto
sebbene negli ulteriori stadi embrionali essa
volume che
si
jiioduee
zione dell' embrione^ ed infine
Goììijìjlus.
da una
più spessa e resistente di quella che involge
\iene dapjìi'ima ad assottigliarsi molti.ssimo per
Nel
Dunque nel
madre e feto è
òVyj.v.
della evoluzione embrionale sia assolutamente iden-
ocellafus nei primi
lerevole di
siano allatto
Goiii/i/lus
per forma e costituzione a quelli della
come anche
si
nidl'ovo
1'
aumento con-
durante l'evolu-
rompe.
nella Seps, le
ova che
nell'ovidotto presentano un fallo caratteristico, cioè
si
trovano
esse
sono
—
14
—
ugualmente lungo 1' ovidotto e questo orientamento
un certo interesse per stabilire i rapporti fisiologici esistenti fra l'embrione e la madre. Considerando l'uovo
di questi animali nello stadio medio di sviluppo, noi possiamo
distinguere in esso due emisferi, uno nel quale sta 1' embrione ractutte orientate
ha un
significato di
chiuso dall' amnios e dalla sierosa,
lo nutritivo
contenuto entro
embrionali delle ova
retti
da uno
di
il
1'
altro
ove
si
trova
il
vitel-
gli emisferi
sacco vitellino. Tutti
sono sempre dioccupano sempre la
determinata, come ha già notato il
uno
stesso ovidotto
stesso lato e nei vari ovidotti
stessa situazione.
Essa
è
Legge, dal decorso dell'arteria genitale posta entro la plica peritoneale dell' ovidotto, al quale manda dai due lati numerosi rami
simmetrici. Tutti gli emisferi embrionali sia del Gongylus,
come
della Seps, sono volti -verso l'arteria genitale e disposti simmetri-
camente
rispetto
essa, cioè sono situati in
ad
modo che facendo
passare per essa un piano perpendicolare alla superficie dell'evo,
esso divide
1'
emisfero
embrionale
in
due
parti uguali.
Questa
disposizione che nella Seps favorisce, all'epoca della gravidanza,
numerosi vasi nella parete dell'ovidotto là ove
manda le prime ramificazioni ed ove appunto si
svolge la placenta materna, esistendo anche nel Gongylus, ove una
tale placenta non si forma, ma ove vi ha soltanto corrispondenza
fra le ramificazioni dei vasi allantoidei con quelle dell'arteria
la
formazione
di
l'arteria genitale
genitale fa pensare subito
come anche
in quest'ultima specie, ben-
ché non vi sia una differenziazione della mucosa dell' ovidotto
corrispondente ad una simile del chorion, pur tuttavia esiste un
rapporto funzionale tra la madre e 1' embrione cioè fra i vasi
,
dell'arteria
genitale e quelli provenienti dalle ramificazioni dei
Quindi se nel Gongylus non vi è una
tessuti
mazione differenziata alla quale prendono parte
vasi allantoidei.
i
è tuttavia corrispondenza
vascolare
simile a
quella
for,
vi
della Seps
che spiega in qual modo gli embrioni racchiusi nell'ovidotto materno possano respirare. In ogni modo però la Seps presenta per
questo riguardo un
organizzazione molto più
elevata di
quella
non solo essa ha la formazione placentare
differenziata, che non esiste nel Gongylus, ma nei punti ove la
placenta si forma, 1' arteria genitale all' epoca della gravidanza
del Gongylus, poiché
—
dopo
atixitizzaiìo
normali
([iielli
—
vasi che
iiimuTosi vasi in tMirrispondeiiza nella placenta,
rtMiii:i
si
15
dell'
mentre
parto,
il
nel (ìoìujylus
dell'ovidotto {gravido ed abbiano un
niitìeazioni
,
vi
i
rami
sottili di
gravido siano alquanto più
ovidotto non
pure non
sebbene
minor numero
di ra-
neoformazione vascolare cosi
ha una
importante come quella che si verilica nella .S'e/w. Dunque sia per
tessuti fetali e
la vascolarizzazione, come per l'adattamento dei
materni corrispondenti, il Gongylus rappresenta uno stadio molto
più primordiale di quello della Seps.
A causa di (piesti minori rapporti
che ha 1' embrione del
coU'or^Muismo Miaterno, riesce a prima vista difficile
come 1' accrescimento dell' embrione facendosi
a comprendere
soltanto a spese del vitello nutritivo dell' ovo e non essendovi
si abbia invece un
fra madre e feto che uno scambio gassoso
(Jongillus
,
,
notevole
accrescimento
nell'ovidotto.
sviluppo contenuto
ingrandimento notevole
seguenti dati numerici tratti da
dell'evo in via
Per rendersi conto
di
dell'
basterà considerare i
pochi stadi ijriucipali dell'evoluzione del Gongylus.
di esso
Area
liiii;io
,
Noonato
(Irll'ovo fin. 1,1
Hiaiii.
min. cui. 0,X
Diani.
iiiajiji.
>
\\
»
»
»
»
1,2
>
»
»
1,2
>
22
»
»
.
»
1,4
»
»
»
1,2
.SU
»
»
»
>
1,7
»
»
»
1,5
56
»
>
»
»
2,9
»
3
»
1,5
nr.-rmiiiativa luniia iimi. S
Kmliriont'
»
:>
»
»
85.
corrispondente aumento di volume si nota anche nella
Seps ove però l' ovo fecondato ha dimensioni assai minori cioè
Un
è circa la metà di quello del Gongylus specie.
Quando gli embrioni sono assai sviluppati allora
1'
ovidotto
allunga notevolmente ed occupa anche la parte
che
anteriore della cavità del corpo della madre: l'intestino si trova
strozzato quasi tra gli ovidotti così rigonfi, i polmoni sono anli
contiene
si
ch'essi piuttosto ridotti in
Quando
la
madre
volume ed
è prossima al
il
parto
fegato viene
trova collo stomaco vuoto.
L' aumento notevolissimo che si nota nelle ova che
spesso
spostato.
mangia poco o nulla
e
si
si
vanno
-
16
-
sviluppando è dovuto alla formazione
fino dai primi
dell'
aranios che raggiunge
tempi dello sviluppo una dimensione considere-
vole: esso forma al disopra dell'embrione un emisfero di ugual
diametro a quello del vitello e man mano che l'embrione cresce
anche la formazione dell'aninios cresce corrispondentemente. Poco dopo la formazione dell'amnios il vitello nutritivo, che dapprima occupava quasi tutto il volume dell' ovo ed anzi ad esso
era dovuta la forma totale di questo, assume la forma di una
semisfera, formando così 1' emisfero vitellino dell' ovo stesso e
quindi siccome per circa la metà dell' evoluzione embrionale, lo
embrione consuma una piccolissima quantità di vitello nutritivo,
ne viene di conseguenza che 1' ovo raggiunge presto il doppio
del volume primitivo, avendo un emisfero costituito dalla sola
formazione amniotica e l'altro da quasi tutto il vitello, che formava il volume totale dell'evo primitivo. Dopo la prima metà
della gravidanza il vitello viene gradatamente riassorbito
ma
allora il volume dell'evo cresce sin perchè 1' amnios va ad occupare il posto lasciato dal vitello sia per il considerevole aumento dell' embrione che negli ultimi giorni della gravidanza
cresce rapidamente in grossezza ed in lunghezza, avvolgendosi
variamente sopra sé stesso. Infine va notato che il vitello racchiuso entro il sacco vitellino e il sacco vitellino stesso non
scompariscono del tutto alla fine della gravidanza, ma negli
,
ultimi
momenti
chiuso entro
il
di
questa
le pareti
il
sacco vitellino, assai ridotto, viene
dell'addome, e anche nel neonato
residuo del sacco vitellino entro
corto peduncolo
all'intestino.
La
1'
addome
posizione
,
si
trova
attaccato per un
dell'inserzione
del
in
non è assolutamente costante
due neonati ho trovato che nell' uno il sacco vitellino era attaccato all' intestino ad una distanza di mm. 6 dal retto ed in un
altro di mm. 12, mentre le dimensioni di questo sacco vitellino,
che ha una forma sferica, era sensibilmente uguale, cioè in uno
aveva un diametro di mm. 3 ed in un altro di mm. 2.
E degno d'interesse menzionare il comportamento dell'amnios durante lo sviluppo del Gongylus. L' amnios infatti non raggiunge in questa specie come nel pollo e nei Mammiferi uno svi-
sacco vitellino nell' intestino
luppo considerevole estendendosi fino dai primordi della sua
:
for-
inazione tutto
all'
-
17
intorno (h^ll'ovo.
ma
limita a svolgersi sol-
si
mia metà cioè dalla parte in cui ricoiJi'e reml)rionc
come fa noi
e non va ad avvolirore anche il sacco vitellino
pollo sino dal 7" ^norno. Questo sacco vitellino viene invaso lateralmente dalla formazione amniotica soltanto per un piccolo
iamo
(la
,
mar^nne laterale e
tratto del suo
supei-iore del sacco vitellino e
si
poi
su|)erficie
sulla
ripiejifa
si
arresta ai margini del cordone
ombelicale. Con questo particolare comportamento è facile
prendere come
due metà
facilità le
dell'
sepai-ando da un lato
il
ovo
,
rovo
la
e
l'amniotica,
dall' altro
e
stanno strettamente applicate, e
di tajj;liare
la seriosa di
similmente a (pianto succede nella
infatti
e in
il
cor-
Legge, che cioè
il
i
Seps
V allontoide
svolge
si
vasi che si ramificano
da esso hanno origine
sierosa di Von Baer, come può facilmente constatarsi quanmetà amniotica siasi staccata da quella vitellina. Si nota
normalmente
la
pren-
precocemente e che vasi delVon Baer sono dati dalle vene ombelicali. Invece
nel (iongylus l'allantoide sparisca
do
si
una parte dal-
1'
cordone ombodicale.
lo non posso confermare quanto asseiisce
nella
embrione
1'
precauzione, quando
a fresco, di staccare con delicatezza
l'altra, poiché
to
vitellina
cioè la
sacco vitellino
racchiuso nel suo amnios avendo
de
com-
possa nella media dello sviluppo distaccare con
si
che
i)ai-te
i
e
i
vasi allantoidei
si
su[)eriormente
dirigono in parte
inferiormente con un vaso che poi
ripiega,
si
si
rami-
va anch'esso nella parte superiore. Questi vasi allantoidei
sono comi)letamente indiiiendenti dai vasi vitellini che in numero
fica e
(li
il
portaiio in basso e
ciii(|ue o sei si
mi sonili
jxilo
paralleli,
si
molto anastomizzati
ramificano assai con ra-
inferiore dell'evo. Essi ramificansi sul
nico che insieme
all'
entoderma avvolge il sacco
la massima parte
ultimo rimane scoperto dui*ante
embrionale
e
altro che negli
ridotto
di
non
che vanno ver.so
mesoderma sitlaiic-
fra loro
viene
ultimi
vitellino.
dell'
Questo
evoluzione
ricoperto dalla formazione amniotica
momenti
ad un piccolo sacchetto
della gravidanza eioè (piando è
di
ó-G
mm.
di
diaineiio,
in
via
essere assorbito e racchiuso nella cavità addominale dell'em-
brione, ove dura,
come
già ho detto, anche
quando
il
feto è uscito
dal seno materno, nel neonato cioè, nel (piale è ridotto ad
una ve-
scicola di 2-3
mm.
fetali del Gongijlus
di
18
~
diametro. Così
differisce
lo
schema
delle
membrane
considerevolmente da quello delle
stesse formazioni degli Uccelli e dei
Mammiferi
nei quali l'am-
nios avvolge fino dalle prime epoche dello sviluppo
il
sacco vi-
tellino.
Lo sviluppo
dei Rettili vivipari e specialmente
1'
osservazio-
ne delle condizioni nelle quali avviene il parto tanto nel Gongylus
quanto nella Seps, mostrano che la fine della gravidanza in questi
animali succede quando 1' embrione ha assorbito quasi tutto il
vitello nutritivo contenuto nel sacco vitellino, similmente a quanto
succede per l'uscita dall'ovo dei neonati dei Rettili ovipari e
degli Uccelli.
I
Gongylus sebbene simili per colorito e altre
neonati del
particolarità agli adulti, ne differiscono tuttavia per qualche carattere, fra cui il più importante è quello della lunghezza della
coda rispetto alla lunghezza del corpo. Così le misure da me eseguite mi hanno dimostrato che i neonati di questa specie hanno
una coda relativamente assai più lunga di quella degli adulti.
Per
il
confronto ho scelto la distanza fra
steriori e per la
coda
gli arti anteriori e po-
la distanza fra gli arti posteriori e
della coda risultandone
i
seguenti rapporti
1'
apice
:
Neonati (Media) Lungh. corpo cm. 2, 8 Lungh. coda 4, 5. La
coda è quasi il doppio del corpo.
Adulti (Media) Lungh. corpo cm. 8,8 Lungh. coda 7. La co-
da è circa uguale
al corpo.
-
)
cominciata allo
in (\-itaiiÌ!i hi scossilo
avvertita (juasi da
tutti
al)itaiiti
^''li
strumenti
sismumetroirrafo (pendolo luufro
massima
Aiu-Ik;
il
MAGGIO
14
produsse scricchiolio delle
:
di
dell'
2')™,
Osservatorio
di
:
:}0(3
;
fu re-
nel
frrande
Kf?.
ingran-
una am-
NE-SW.
ha dato una
ove notasi una debole componente verticale,
sismometrof^rafo a lastra
bella ie«-istrazione,
massa
150,
millim. nella componente
;');">
1898.
ostata
47" ed
4;").™
durò ciica 8™, ed ebbe
dim<Mito VJJì) la rcfristrazione
]iicz/,a
5.''
tremolio dei vetri, rumore dei soi)ramobili
,
da parecchi
irisirato
-
Hi(rò-TEHHKMOT( ETNEO DEL
Prof. A.
iiupalcatiuc
10
alfuraicata
al principio della scossa.
hanno dato
pendoli sismosTatici
I
dei complicati diajrrammi,
con j)revalenza manifesta delle oscillazioni N-8.
Anche nel puteometro
tempo del terremoto.
si
ebbe un trattino corrispondente
Parecchi sismoscopì avvisatori sci^nalarono pure
al
la scossa.
Air Osservatorio
Etneo il terremoto fu indicato da due sismoscopì e dall' arresto di un orologio il cui pendolo, pesante 10
Kg., oscillava E-W: indicando con ciò pure una scossa circa della
direzione N-S.
Xeir Osservatorio
tutti
^li
di
Mineo
da quasi
la scossa fu registrata
strumenti ed avvertita da quasi tutte
le
persone
:
i
galli
cantarono al momento del terremoto.
II
terremoto fu segiialato in tutte
etnee, con
massimo a
SW e
minimo a
stazioni sismiche circum-
le
NE
si
Etna. Le direzioni
una carta geografica
dell'
indicate dalle varie stazioni tracciate su di
incontrano in discreto numero sul versante
Il
SW
vulcano.
del
terremoto produsse lesioni nei fabbricati solo nel detto ver-
sante,
da Belpasso ed Adernò, che
In Belpaa.so furono
Adernò
si
ebbe solo
diruto Castello
la
lesionate
caduta
io
ho visitato appositamente.
solo
di
alcune vecchie case
qualche pietra
noli'
in
;
antico e
normanno.
In Paterno vi
sono leggere
vecchi. Nella chiesa
di S.
chiave dell'arco maggiore
fratture
Barbara
il
si
in
parecchi
cui piano ò diretto N-S, e
ture nelle volte a nicchie della cappella a destra.
staccata al(|uanto
all'
infuori
verso
W.
fabbricati
è prodotta la frattura in
La
due
facciata
fratsi
è
.
Nella chiesa di
S.
ga frattura attraverso
le
-
20
Francesco
di
Paola
la volta col piano
si
una lun-
è prodotta
E-W,
interessante anche
Dal campanile sono cadute due pigne delle
a circa 4™ di distanza^
pareti laterali.
,
NW
quali una fu lanciata nella direzione
nel cadere dall'altezza di circa 25™.
Nelle Maccalube non ho riscontrato alcun che di nuovo.
A
Maria di Licodia sono danneggiate quasi
S.
20 sono diroccate parzialmente
,
4 totalmente
tutte le case,
le 5 o
:
6
cisterne
non furono lesionate e neppure serbatoi d' acqua per
r inaffiamento. Nella Casa comunale, antico convento di costruzione poco buona, si hanno moltissime e gravi lesioni le maggiori nei muri diretti N-S
la facciata si è staccata
strapiombando verso S, indicando oscillazione N-S.
Nel gabinetto del Segretario vi sono anche fratture oi'izzontali che indicano moto sussultorio.
Nelhi stau/cetta dell'orologio
del paese
i
:
,
;
vi
si
sono guasti rilevanti
è
formato sulle
b^^.
:
l'orologio,
il
cui pendolo oscillava
E-W,
40"^
Nella scuola maschile vi sono fratture nelle 4 mura, più grandi in quelli
diretti
N-S
scuola femminile vi
:
ve ne
è
anche una
orizzontale.
sono molte gravi lesioni
Nella
ed
il
frontone è
Nella chiesa parrocchiale, vicina al Municipio,
il
tetto è ca-
,
spostato verso Noi'd.
duto sulla volta a centine, che per ora
La
stazione della ferrovia circumetnea ha molte lesioni.
Si è
timeti'i,
il
lo sostiene.
prodotta una frattura lunga circa 5^% larga pochi
nella strada
presso
cen-
fonte pubblico, luogo ove affiora
il
basalto; un'altra frattura è apparsa nel terreno del cortile di
casa Furnari.
acqua del detto fonte
L'
della scossa,
La
ma
s'
scossa fu fortissima
:
intorbidò e diminuì al
momento
come prima.
poi ritornò
i
vecchi del paese dicono che fu an-
che più violenta di quella memorabile del 12 gennaio 1848.
Il Sindaco Sig. Leonardi che stava in piedi, udì prima borbottare
il
cane, poi
poi fu sbattuto
udito
il
si
movimento sussultorio,
movimento ondulatorio. Ha
sentì sollevare dal
contro la porta dal
rombo, come rumore
di carro pesante.
—
l'I
scossa
coiiradiiii (liroiio clic priiiKi della
I
drizzarono
Non
inarcarono
oivcclii ed
^li
la
alcun danno alle i)ersonc
vi fu
<^\\
asini
C(\
i
ma
,
^i-ando jjanico per
cui tutti fufr^Miono all'aperto, e molti nelle notti successive
dormirono
A
non
in casa.
lUujaliia, boi'j^ata
a
XW
di S.
Maria
in alto sul
jieudio dell' Ktiia, vi è circa
sionate, di cui
una ([uarantina i,n'<vvamente
pili
muli
coda.
di Licodia,
metà
,
tre
ed a 400°*
delle case le-
sono rovinate
parzialmente: IO cisterne sono state rotte e l'acqua si è dispersa. Molti muri di cinta a secco sono caduti parzialmente, dannejifi^iando le viti.
Nella chiesa parrocchiale è rotto
che ha
il
piano
NE-SW
:
trave e nella finestra è rotto
NE-SW
piano
;
in
chiave
1'
arco maj^^nore,
nella porta d' ingresso è rotto
1'
angolo superiore,
1'
archi-
entrambi nel
molte lesioni nella camera del Cappellano: tegole
del tetto smosse, cosicché passa la luce.
Sotto a Ragalna si hanno danni anche maggioii, nelle contrade Con fa rei la, Piano della Vite e Malaterra. Nella parte sui)eriore di Ragalna i danni sono minori, pei'ò nella contrada Capreria sono caduti molti
muri di cinta o
una casa.
di sostegno, e nella
regione
."^lìaradrappo è rovinata
-j- delle case lesionate. Nella Casa
due ambienti attigui è rotta lungo
r imposta, indicando uno spostamento della facciata principale
In Biancavilla vi è circa
Comunale
la volta reale di
verso Sud.
Nella chiesa parrocchiale la facciata
l)ortandosi a
vi
Sud: nelle due cappelle
è distacco delle pareti
stato
il
di
fondo
congegno della soneria
si
è staccata dalla volta
laterali all'altare
maggiore
ed altre fratture. Si è gua-
dell'orologio, ed è sconquassato
il
pilastro che lo regge.
Nella chiesa del Rosario
!•
lunette di
le
due
si
è rotto
l'
arcone sopra l'ingresso
finestre respianti AV.
Nella casa del Capo Ufficio Telegrafico sono
muri
Il
N-S
di
due ambienti
terremoto
in
Biamavilla
diretti
fu misto,
mollo forte ed aumentò
i
i
quattro
fortissimo, lungo, pre-
ceduto da rombo come un rumore sordo: anclie
fu
rotti
attigui.
la
scossa del
dauiii prodotti dalla prima.
7''
A
da
22
-
Centuripe la scossa delle 5". 45'" fa leg:gera, non avvertita
tutti.
Risulta pertanto che
il
centro del
terremoto fu a
di Licodia poiché l'intensità degli effetti
direzione
attoi'iio
S.
va diminuendo
Maria
in
ogni
quel paese.
Dunque si tratta di un terremoto etneo, ma eccentrico, poiché r intensità va diminuendo da S. Maria di Licodia a Ragalna, all' Osservatorio Etneo, cioè verso il centro del vulcano.
Questo poi non ha dato alcun indizio d' attività singolare
,
terremoto; persisteva, come persiste tuttora nel
cratere centrale la debole eruzione di lava incandescente da alcuni punti delle pareti interne. L' emissione di fumo, era allora
in relazione col
ed é ancora generalmente assai scarsa.
Alle 1^.
'ò^
maggio vi fu un'altra scosgeneralmente nelle medesime stazioni
dello stesso giorno 14
sa non forte, avvertita
dei versanti dell'Etna, eccettuato
l'orientale: fu registrata an-
che neir Osservatorio di Mineo.
Si possono forse considerare come repliche dello stesso terremoto le scosse sempre più leggiere del 22, 24, 29 maggio, avvertite nei versanti
Prof. A. Ricco.
medesimi
dell'
Etna.
- ANOMALIE DELLA GRAVITÀ NELLE
REGIONI ETNEE.
Fin dal 1884
il
prof.
H. Faye, l'illustre decano degli astro-
nomi francesi proponeva di fare delle determinazioni astronomiche della latitudine a Nord ed a Sud dell' Etna, e delle deper ricavarterminazioni della longitudine ad Est ed a Ovest
,
,
confronto colle coordinate geodetiche le deviaziole quali avrebbero indicato se sotto il
ni del filo a piombo
vulcano vi sia un vuoto corrispondente alla massa delle lave
eruttate. Noi abbiamo dato un principio di attuazione a questo
ne mediante
il
,
determinando coli' aiuto del prof. T. Zona le dette
coordinate per Catania e per V Oss. Etneo ma si tratta di operazioni lunghe, laboriose e dispendiose. Intanto le numerose ed
progetto
,
:
importanti determinazioni della intensità della gravità relativa
fatta dalla
jiaiiiiit
|iiió
1.
lì.
23
-
^[aiiiia Aiistiiaca col ix-iiddl»)
diiiuistrato r\\r con <|iH'sto iiiirahilr
rapidamente
aiiivai'c
importante nella
alla cotinizioiie di
tisica terrestre,
ma
ancora
non solo
si
elemento cosi
un
da
clic esistono
delle notevoli ditì'erenze nella t'orza di
a hio^^o
Stonicck
voii
di
nmii'iitu,
si
luoj^o
dipen-
gravit;'i,
denti da ditìerenze nella costituzione della scorza terrestre.
Io
pensai quindi che doveva essere di j?i-ande interesse
re simili determinazioni in Sicilia, nella
rejrioni
Calabria,
rità,
che
Ne
dove per-
spesso tormentate da terremoti e da eruzioni,
tanto è probabile che la scorza terrestre presenti
fa-
il
nelle Eolie,
singola-
delle
pendolo potrebbe rivelare.
il
proposta al Direttore
feci
Meteo-
dell' Ufficio Centi-ale di
Geodinamica, prof. P. Tacchini,
caldamente e procurò i mezzi per eseguire
rologia e
il
le
l'appoggiò
quale
esperienze intanto
nelle regioni Etnee, e pensò inoltre di chiedere in prestito
parato pendolare
all' Ufficio
che
Fola,
Idrografico di
1'
l'ap-
accordò
cortesemente.
Ottenni poi dal Ministero delle poste e telegrafi
cazione telegrafica diretta dell' Osservatorio con
servazione muniti di telegrafo, cosicché
volte al giorno coli' orologio
normale
potei
dell'
i
la
comuni-
luoghi
d' os-
confrontare
Osservatorio
gli
due
oro-
logi e cronometri che portavo con me per la determinazione della
durata dell'oscillazione dei pendoli. All'Osservatorio Etneo ed
alla Cantoniera meteorico alpina, ove non esisteva la comunica-
zione telegrafica, nò la telefonica (che
si
tentò
si
sta ora
impiantando),
trasmissione del tempo dall' Osservatorio di
lo
Catania
mediante due eliotropii a grande specchio, costruiti del nostro meccanico Capra, ma ciò non riusci in causa
delle nubi fra Catania e 1' Etna, frequenti per la stagione invernale in cui furono fatte le esperienze, e bisognò nelle due dette
con segnali
ottici,
stazioni fare la determinazione del
tempo con
osservazioni
del
sole al sestante.
L'apparato pendolare, prestato dal Direttore dell'Istituto idro-
Kalmar, si compone di
una serie di 3 pendoli che l)attono assai prossimamente il
mezzo secondo; del loro sostegno, di un ingegnoso apparato per
grafico di Fola, contr'ammiraglio A. von
di
osservare
l'
istante (Udle coinci<lciizc delle oscillazioni dei
di'tti
-
24
-
pendoli con quelle di un orologio elettrico; di quest'oiologio, e di
altri accessori.
Per ogni pendolo
si
è
determinato per
tervallo di 60 coincidenze,
e contiene quindi circa
lo
meno
quale è della durata
il
2X60X35=4200
10 volte l'indi
oscillazioni
,
circa 35™
per regola
poi la serie dei tre pendoli è stata esservata due volte. Fatta la
la riduzione ad amcorrezione per 1' andamento dell' orologio
,
piezza infinitesima delle oscillazioni, a temperatura zero del pendolo
,
a densità zero dell'aria, dalle medie delle durate dell' osformola la gravità relativa della
cillazioni si ricava colla nota
stazione
,
conoscendo la detta durata media
e
l'
intensità della
forza di gravità in Fola.
Tutto
personale dell'Osservatorio ha preso parte a questo
il
lavoro nel seguente
Ricco
—
Mascari
modo
:
Osservazioni di lìendolo
—
e.
calcolo delle ossercazìoni.
Trasmissione telegrafica ed ottica
dei
segnali
di
tempo.
Sa\J A— Determinazione del tempo e dell' andameìito degli orologi.
Determinazione della quote medie del terreno
Arcidiacono
—
circostante alle stazioni.
Trincali
—
Assistenza alle osservazioni di pendolo e ripetizio-
ne dei relativi calcoli per controllo.
La gravità osservata si riduce al livello
del
mare ed
allo
sferoide terrestre liscio, eliminando Finfiuenza dell'attrazione dovuta alle masse di roccie sottostanti e sovrastanti alla stazione
come pure tenendo conto
masse d'acqua vicine
della
minor attrazione esercitata dalle
ad egual volume
alla stazione, in confronto
di roccia.
La
differenza fra la gravità così ridotta e la gravità teorica,
cioè quale sarebbe nello sferoide liscio ed
tuito neir interno,
Come
si
vede
eccesso di gravità,
no trovato
dà l'anomalia
di
uniformemente
costi-
gravità nella stazione.
nell' unita tabella, in tutte le 16 stazioni v' è
il
che corrisponde a ciò che in generale han-
gli Ufficiali della
sulari e marittime, e
come
Marina austriaca per le stazioni inanche al Faye , collo studio
risultò
delle deviazioni della verticale.
Lungo
il
littorale
da Catania a Messina
1'
eccesso di gravità
è air iiiiiiva
r eccesso
(ii
-
2:')
unità del ciuiiìto decimale: intorno
\\)0
dimimiisce
sentitamente, sempre
molto
cratere centrale, riducendusi a sole
l'
all'
Etua
più verso
il
unità del iV decimale al-
2()
Oss. Etneo.
Nella Valle del Bove la diminuzione è più
forte e
si
esten-
de verso Giarre, tino al livello del mare.
Neil' ammasso basaltico che forma M.te Lauro non ha luogo
la
detta dimiinizione
gravità è circa
:
come
in
in
Mineo, al piede occidentale delmonte, la
Catania ed a Buccheri, presso la cima,
invece un maggior eccesso, cioè di 174 delle dette unità.
Nella stazione Ali vi è un sensibile minimo relativo della
pravità, poiché 1' eccesso ivi è solo di 103 unità del 5*^ decimale
vi è
mentre nel resto del
come
litorale,
disse è circa di 150; ed in
si
sono indizi di singolare attività endogena, come sorgenti
termali e minerali, e la costituzione geologica e geognostica della scorza terrestre vi è cosi complicata, da indicare che questo
Ali,
vi
luogo fu sede di singolari sconvolgimenti.
Abbiamo dunque una notevole coincidenza delle anomalie
della gravità con quella della scorza terrestre.
Il
difetto relativo di
gi-aviià all'
Etna indicherebbe
vulcano un vuoto o mancanza di materie della scorza
una roccia di
ammettere sotto
quale necessariamentfì deve presen-
corrispondente a più che 1000 m. di
densità
2.
b,
mancanza che non
un grande vulcano attivo,
il
è
spessore
difficile
di
di
circolazione
vuoti, per la
tare spazi e canali
sotto al
teri'estre,
dei
lluidi
che
lo
animano.
È
notevole
ammasso
il
con M.te Lauro, che essendo un
contrapposto
basaltico, compatto,
da rc^mote epoche
senta iieir interno quei vuoti che
non pre-
inerte,
necessariamente debbono
esi-
stere .sotto r Etna.
Il
vuoto sotto
l'
Etna, che
in
parte
rilevante
compensa
la
massa soprastante del vulcano insieme alla distanza e forse
anche coli' attrazione opposta di M.te Lauro spiegano come in
Catania non vi sia deviazione del (ilo a piombo dalla verticale
verso r Etna, malgrado I' enorme massa attraente di questo.
,
,
,
Nella seguente tabelletta, che dà
cola dilìerenza fra
i
valori
di
due
i
^'.s•,
principali risultati, la pic-
trovati
per Catania
al
-
26
-
dipende da
principio ed alla fine di questa serio di osservazioni,
dei pendoli tStenieck, che sempre ha
una progressiva alterazione
luogo col tempo.
Se ne terrà conto alla fine di tutte
STAZIONI
le
osservazioni
(1).
-
27
-
DIMOSTKA/TONK DEL NUCLB:0 DEI^
Pi(.f. A. Pr.TiJoNK.
EMASIA NEI MAMMIFERI MEDIANTE NUOVI METODI
1/
,
(con esposizione dei preparati).
L' Autore dice, che se egli pr(\seiita per la G" volta ad Accademie scientifiche questo argomento, lo fa per l'importanza
dello stesso, e perchè ha potuto con nuovi mezzi confermare più
evidentemente tutto quello che aveva esposto e pubblicato sinora in proposito. Esporrà in poche parole le sue ultime ricerche,
il
cui risultato
si
potrà apprezzare nei preparati
messi al
pub-
esame: il lavoro per esteso sarà pubblicato fra breve altrove, non consentendolo il bilancio di quest'anno dell'Accademia Gioeuia.
Egli ha impiegato 2 nuove fissazioni sul sangue modificato
blico
dal liquido iodo-iodurato, fissando ulteriormente o nella soluzio-
ne osmica, ovvero nella soluzione tannica. In
ambo
i
casi la
fis-
sazione è perfetta e riesce bene la colorazione semplice e doppia
coir acido osiuico risalta a preferenza la costituzione filare della
:
ciomatina nucleare: coll'acido tamiico risalta spesso l'apparente
membrana
nucleare, la quale
massa cromatica
si
si
tinge coi colori acidi, mentre la
colora coi basici.
Questi risultati ha ottenuto immergendo
gue cavati
i
preparati di san-
quando sono ancora umidi.
Ma siccome, lungo questi studii, aveva potuto ripetutamente
osservare, che ai bordi delle lastrine, ove le emasie erano ben
fissate dall' incipiente essiccamento si avevano delle a|)])arenze
molto nitide, con una doppia colorazione delle più belli'
come
si può osservare nei preparati esposti, mentre al di là dei bordi
nel liquido di Lugol,
,
lo straterello
va
in
modo
l'isultati
ancora umido, pur mostrando
la struttura,
cosi spiccato la doppia colorazione
poco soddisfacenti sperimentato
direttamente all'aria dietro
il
1'
non da-
dopo avere con
essiccamento iniziale
;
distacco dei due covi-oggetti, è ar-
rivato finalmente ad ottenere quella fissazione desiderata facen-
do restare
ra
i
2 covroggetti collo straterello di sangue nella came-
umida per 20 a 24 ore
riuscita in quei tratti
mergendo dopo per 24 ore
lueste già
si
allora la fissazione ordinariamente è
:
ove non
vi è
essiccamento completo: im-
nella soluzione tannica le 2 lastrine
staccano doi)o
i)ochi
minuti anche spontaneamente
,
:
ciascuna porta
to,
lo straterello
-
28
ben modificato, perfettamente
e capace delle colorazioni più nitide
come
,
si
fissa-
ad
è abituati
ottenere negli altri tessuti.
L' Autore ha potuto inoltre fare uno studio sistematico del
sangue embrionale, cavato immediatamente dal vivo, ed assoggettandolo a tutti questi mezzi si è servito anche dell'estrazione
semplice, essiccamento e fissazione alla Nikiforoff, ovvero nell' acido osmico. Dal sangue di embrione di cavia a diverso stadio di
sviluppo, ha potuto seguire il passaggio del nucleo embrionale
:
emasie apparentemente prive
(nei gigantoblasti), in quello delle
nucleo (nei normoblasti)
lavoro per esteso: pel
momento
contenuto cellulare
nucleo gradatamente
il
di
ciò sarà esposto nei suoi particolari nel
:
fa rilevare,
che col crescere del
ne è
si comprime
,
spremuto il succo (carioenchilema) e resta soltanto la sostanza
cromatica (carioplasma), come risalta facendo il paragone delle
diverse emasie dopo praticata la colorazione nucleare. Il nucleo
compresso e spremuto, colla sostanza cromatica ammassata (non
sgregata e sparpagliata), poco per volta è inglobato
,
completamente nascosto dal contenuto cellulare
infine
coverto ed
:
solo
con
mezzi adatti che diradano il contenuto emoglobinico, senza affatto
diversi gradi di azione
alterare l'emasia, si possono seguire
del reagente sino a che è messo in evidenza non soltanto la soi
stanza
filare del
protoplasma,
ma
anche
la
sostanza cromatica
del nucleo.
Dopo
ciò
r Autore che ha avuto occasione
recchie volte questi preparati a vari colleghi
Valenti ed al Di Mattai,
i
quali lo
di
,
mostrare pa-
specialmente al
confortarono con
le
parole
più cortesi, anzi invitavano V Autore a mostrare o almeno
man-
dare altrove qualcuno di questi preparati, invita i colleghi presenti, dopo r esame dei preparati esposti , a voler dare il loro
avviso F Autore spedirà alcuni preparati a qualche collega lon:
tano, augurandosi cosi che poco per volta
coscienza generale far stabilire
crede
si
possa più mettere
il
i
fatti potessero nella
nuovo trovato
in discussione
,
,
salvo
il
quale
non
nel valore a
dargli.
Soltanto dopo che
re
il
il
mondo
avrà potuto confermaAutore potrà con più lena e
scientifico
risultato delle sue ricerche,
1'
serenità
a questa stessa
ic
iiell'
le
i)iiI)l»liiMi«'
in cilici iiucciiioio
einasia,
:
altre sulla incdoiiiiiiaiit*' pi-cscn/a (Id Il'ITo
(iiuiiidu ej^li
Accademia
si
aniiiinziò nei
nuovo
(jiiesto
.Marzo
'Jl
passato
fatto di eliiinica nuclea-
dubitò da (iiialcuno, che tacendo calcolo del-
l'esistenza del ferro nell' emoglobina, in (luelT apparente nucleo,
potendo essere emo>,^lubina coartata dai
casse di più
:
dopo
i
era permesso fare tale obbiezione, die
esposti sarebbe
di tecnica
reaj.'-enti,
il
ferro vi spic-
neanche allora
fatti
o^jLfi dopo
lavori i)ubblicati dall' Autore
rip(.'terla
un errore condannato dai
i
priiicipii
fondamentali
microscopica.
DISCUSSIONE
Il
i)r()l".
Min^azzini
,
dopo avere esaminato
sentati dal prof. Pctrone, fa la se^niente
trovato
le
preparazioni molto interessanti per
ta
la
pre-
il
peculiare
ha
com-
Mammiferi
adulti,
metodi speciali del prof. Petrone. Sopratutto
egli no-
portamento presentato dai
trattati coi
pivparati
i
dichiarazione: egli
g-lobuli rossi
dei
doppia colorazione, specifica e costante
ottenuta
,
sui
j,^lo-
L'apparenza del preparato potrebbe a prima vista far
supporre che quel corpicciuolo speciale, diversamente colorato dal
resto del globulo (^che si presenta colla forma quasi inalterata),
fosse anche un residuo di sostanza nucleare o il nucleo stesso
lidotto o degenerato, come è stato trovato anche per altri elementi che si credevano attatto privi di nucleo (cellule dello sti'ato ci»rneo dell' epidermide, Kolliker). Però si potrebbe anche sup])0]re che una tale apparenza fosse data dal metodo di prepai'abuli rossi.
zione speciale adoperato.
santissima, non
si
Una
tale questione
,
del
resto
interes-
può decidere senza una lunga ed accurata
ri-
cerca.
Il
l»rof.
lire
prof. Valenti si associa
pienamente alla dichiarazione del
si po.ssa con certezza stabi-
Mingazzirii, ritenendo che non
che
il
corpicciuolo osservato nei globuli rossi dei
Mammiferi
completo e funzionante, pi'ima elle in esso sia chiaramente dimostrata la speciale struttura del nucleo (filamento cromatico). Ritiene che sarebbe mollo utile, i)er decidere sulla (luostione
di osservare se
dal prof. P(!trone, vi rappresenti
il
loro nucleo
,
-
30
forme di passaggio esistano
emasie embrionali.
delle
fra quel
ed
corpicciuolo
i
nu-
clei delle
prof.
Il
Petrone ringrazia
i
Colleghi
Mingazzini e Valenti
per le benevoli parole. Fortunatamente il fatto non si nega più,
né più si sospetta che quel nocciuolo fosse ammasso di emoglobina^, e
neanco coartazione della ritenuta massa residuale del
nucleo sparpagliata, ciò che sarà estesamente dimostrato nel lavoro per esteso, specialmente collo studio del sangue embrionale.
che
Al prof. Mingazzini deve ricordare che egli ha già accennato,
il nucleo nei normoblasti è ridotto perchè spremuto dal suo
Non può però ritenere che sia un nucleo degenerato, o anche morto, (per ripetere la sua espressione), perchè i nuclei morti,
come le cellule morte nell' organismo vivente (processo di neanche necrobiosi degenerativa) perdono la proprietà di
crosi
succo.
,
tingersi elettivamente
con
i
colori nucleari, e ciò è contro
il
fat-
saranno perciò nuclei compressi, vecchi, ma vivi: lo strato
corneo più esterno, 1' essiccato, è realmente morto si potrà con
to
:
:
reagenti far riapparire in parte la figura
nucleare
rida a questo la proprietà di colorarsi in
modo
non
,
ma
elettivo
:
non
in
si
que-
ovvero è diffusa.
apprezzamento
che si potrebbe
anche trattare di un' apparenza dovuta al metodo di preparazione il prof. Mingazzini quando avrà la cortesia di leggere i
suoi lavori precedenti troverà, che il metodo impiegato non alnemmeno i leucociti e poi si vede
tera gli altri tessuti vivi
che le emasie non solo sono ben rispettate, come lo stesso Collega ha fatto rilevare, ma risulta nel modo migliore anche il reticolo protoplasmatico che prima era nascosto. E poi un metodo
di preparazione qualunque esso sia, anche il peggiore, non può
assolutamente dare delle proprietà chimiche che non si sieno mai
avute,
che sieno definitivamente perdute.
Al collega prof. Valenti deve rispondere, che egli non ha
mai ammesso che il nucleo dei normoblasti sia completo e funzionante, così come si ha nel nucleo dei gigantoblasti
V è invece un nucleo compresso allo stato di riposo, e si potrebbe dire di un riposo letargico, che probabilmente in certe coudizioni
sto caso la colorazione
Non può neanco
si
dividere
ottiene,
1'
,
:
,
,
:
-
cessa
pei'
dar
liio^ro
a
viv
:u
iMaiiircsta/.i..iii
atlivr
{.cilìiio
mi-
<li
Kioordci inoltro ohe hi striirtnra (ilare della massa eromaosinica;
è eliiara, principalineutc adopei-aiido la •_'' tissazioiie
tosi.
tic-iv
soltanto non
si
apprezza bene quando
s'
impie{?a
1'
acido tannico
massa nucleare, e fa risaltare la sua apparente
meml)rana. Ed intìne, 1' importanza dejifli stadii di passa}?gio nelegli la
del tatto
la vita embrionale i)el giusto apprezzamento
studio,
(livide pienamente, tanto da avei- iniziato da mesi questo
fornito il matedi cui in parte il prof. Valenti stesso gliene ha
che coarta
la
,
liale
:
come ha accemiato, crede
ed egli,
conclusioni positive
di essere
arrivato a
anche su questo argomento.
SUNTO DI MEMORIE
G. GiiAs.si E e. Maselli-SOPRA ALCUNI DERIVATI
CLORURATI DEL TRIOSSIMETILENE.
1' azione degli acidi formico ed aceche ordinariamente si separa dalla soluzione acquosa concentrata di aldeide formica (formalina).
(ìli
hanno provato
autori
tico sul triossimetilene
Se «[uesto prodotto viene trattato cogli acidi suddetti anidri,
scioglie, lentamente a freddo e molto più presto con lieve
vi si
riscaldamento; dalle determinazioni crioscopiche
soluzioia.'
si
genera
acetica o formica
diluite subisce
risultò
che
composto dimolecolare della formola (CII2 O}-
il
iu
una dissociazione
La soluzione formica, relativamente concentrata,
e
.
distilla
qua-
dà un liquido senza colore; da cui, mediante
rartVeddamento a-8'\ si .separa una sostanza solida, bianca, granulosa che, lavata e seccata fra carta, fonde a 9;V senza decom-
si
tutta a 102°, e
posizione.
La soluzione
104", eccetto le
el)ollizione
s'
freddamento
acetica, invece, distilla quasi tutta fra 103«, ó e
ultime
poizioni, per le quali la
innalza tino a quella
si
dell'
temperatura
acido acetico. Col
separa una sostanza V)ianca,
amorfa, che
di
raf-
puriti-
-
-
32
cata ed asciuttata convenientemente, fonde a 107° e fornisce dati
formola C3 He O3.H2O, ovvero
analitici corrispondenti alla
HO.CH2.0.CH2.0.CH2.0H
come poterono dimostrare
determinazione della
colla
grandez-
za molecolare, tanto col metodo crioscopico, quanto mediante la
densità di vapore.
Per azione dell' acido cloridrico gassoso e secco sopiva quecomposto, sospeso nell'acido acetico al 95 per cento, si sostituiscono i due ossidrili rispettivamente con un atomo di cloro
sto
e
diclorometilale-simnie-
o
perviene al diclorotriossimetilene
si
trico
CI.CH2.O.CH2.O.CH2.CI.
:
Questo non è
poiché
il
11
solo prodotto
che
genera nella reazione
si
,
dicloro-triossimetilene per V azione additiva dell' acido
cloridrico, subisce la seguente
decomposizione
-
CH.,
.
/OH
/OH
yO.CK..Cl
CH,_
\o
:
^
.^
-^CH,
2CH,
\0H
\ci
01
HCl
/CI
+H,0.
CH,
\0H
La separazione
dei
due prodotti
si
può effettuare mediante
la distillazione frazionata in corrente di acido cloridrico
;
infatti
diclorotriossimetilene bolle a 102'^-104o mentre la metilencloridrina bolle a 160o-170^
il
Facendo arrivare
1'
simetilene, contenuto in
fina
,
il
una storta riscaldata
prodotto della reazione
verso 130°
si
ottiene
1'
perviene invece
all'
varia colla
in
bagno
di paraf-
temperatura.
Così
,
etere di-cloro-metilico-simmetrico del Re-
gnault (CH2C1.0.CH2.C1
si
acido cloridrico gassoso e secco sul trios-
),
ed elevando la temperatura sino a 180°
alcool monocloro-metilico del
Losekann.
Questo speciale comportamento del triossimetilene
temperature non solo dimostra
il
alle varie
diverso grado di dissociabilità,
111.1
orìVe aiK'lic
delti |)r()dotti
^'laiuli
dei sud-
(|iiaiilità
brevi' tempo; la (|ual cosa non avN'ieiiL' coi ine-
in
\od\ finora sui,^y:eriti
L'
picparaiv
iiKv.zo di
il
-
33
dai diversi autoii.
(i. (ìkassi e (I. l'ATANÈ--Sl'LLA SOFISTK'AZKLN'K DELESSB]NZA DI LI.MONP]. — Gli autori in ([uesta Memoria fan-
no rilevare, con
bilità del
1'
metodo
appog'j^^io di
numerose esperienze,
di Soldaini e liertè,
secondo cui
1'
inattendi-
può ricono-
si
scere l'adulterazione di un'essenza per mezzo dei dati torniti dal
potere rotatorio diretto e di quello delle sue poi"zioni distillate.
Anche
il
metodo
di
Mancuso Lima
,
fondato
sulla determi-
nazione del potere rotatoiio delle essenze, prima e dopo
tamento con
bisolfito sodico, è stato trovato
trat-
il
non rispondente
allo
scopo.
Un
indizio,
secondo
g'ii
autori,
si
potrebbe
avere
pu-
sulla
una essenza quando si tratta con un miscuglio di alcool
airSO^o, ed acido nitrico (D=1.25) nelle proporzioni di otto
parti di essenza, due di acido nitrico ed una di alcool.
Nel caso di un' essenza impura per aggiunta di essenza di
rezza d'
trementina,
lo strato inferiore, costituito
alcoolico, su cui galleggia
1'
dal
miscuglio
essenza in esame,
si
nitrico-
mantiene
tra-
sparente e colorato persistentemente in giallo chiaro.
Invece se l'essenza è pura, questo strato inferiore
bida e dopo circa 24 ore assume una colorazione
fa
s'
bruna
intor-
che
si
sempre più intensa.
Però fanno osservare che questo metodo non presenta
la de-
siderata attendibilità per un esiguo percentuale di essenza di tre-
mentina aggiunta.
Hanno
cercato di trar profitto del differente comi)ortameiito
presentato dal nitroso-limonene e dal nitroso-pinene
,
i
(inali
si
possono preparare dai rispettivi nitroso-cloruri.
Il
nitroso-limonene, di fatti,
si
scioglie
concentrato, trasformandosi nel carvon
si
neir acido
mentre
il
solforico
nitroso-pinene
che subisca alcuna trasformamediante aggiunta di acqua.
scioglie nello stesso acido senza
zione, e riprecii)ita inalterato
;
-
Ma tale metodo potè essere
un percentuale non inferiore al
Meglio
Il
1)
Hi6
.NO.CI+
H,N.
CqH^.N-.N.CI-^-
C'o
Q
^5
di facile preparazione.
,
due seguenti
le
=
C\^
^5
.
.Y^,
H^^
_}_
^,
=
C'è
^r,
•
-^
:
fasi
+
:
^
C^ H-,
^'
''-''
•
cloruro di diazo-benzolo
pinene
anilina
nitroso-cloruro di pinene
2)
offerte
le reazioni differenziali
nitroso-cloruro di pinene, trattato con anilina, conduce al-
ammido-azo-benzolo, secondo
Tio
con
profìtto, solo
dieci.
dai nitroso-cloruri di limonene e pinene
l'
con
utilizzato,
prestano allo scopo
si
-
34
N •C(,H^. NH.^ + HCl
ammido-azo-benzolo
Il
nitroso-cloruro di limonene, invece, nelle stesse condizioni,
una miscela
fornisce
di cz—
Cio
5^6
p—
e
,
.
formola
nitrol-anilidi della
NO NH
.
.
:
C^H~^.
L' ammido-azo-benzolo, inoltre, trattato con acido cloridrico,
dà luogo
corrispondente cloridrato di colore rosso.
al
Sicché, trattando la soluzione con questo acido,
si
ottiene,
nel caso d' un' essenza impura per la presenza anche di piccola
quantità di pinene
(1
ed anche
'/2
'^ìo),
una colorazione rosea
ca-
ratteristica.
G. Grassi e A. Motta - SULLA FORMOLA DI COSTITUZIONE BELL' ESAMETILEN-TETIiAiìIMIN A (UROTROPINA).
Gli autori passano in
numero
rassegna
di chimici per stabilire la
l'
esametilen-tetrammina che
l'
ammoniaca
lare,
quanto
si
i
vari
lavori
in quello di polimero; e
mancanza
Infatti Trillat e
formola
di
N
all'
Fayollat
il
disaccordo
applicazione di un metodo anali-
dell'
sottopone la base
monomoleco-
fanno rilevare
tico rigoroso nello studio dei prodotti di riduzione
si
che
si
ottengono
azione dell' idrogeno nascente.
propongono
di sostituire
Boutlerow
^N
N
^
\N
(
(
(
CHa )2
CH2 )2 con
CH2 )2
da buon
genera sempre per azione del-
sull'aldeide formica, tanto allo stato
esistente per la
quando
fatti
formola di costituzione del-
/N = CH2
quest' altra
:
CH2
\N = GII2
1'
antica
COMIC proilotlo
iia
clic si j^ciìcni
che
avere solo
fallo di
sul
t'oiHl;iii(l(i->i
solamente della
CMI.'
trimetil-aniniiiia
(H.
(Il-
prietà
per cui ritiene
:
meglio delle altre
modo
suo
il
come Cambier
eli-'
Xx/
ai.,
e Brochet
suddette formole, perchè non spieg-ano
le
Dch'pine asserisce
contrario
:
\-n/
Altri, poi,
nioiK^mclilaiiiiiii-
liiivciiula la
di liduzioiic; al
la seiruente forniola
ia|)i>resenti
-
35
di scissione.
non
,
il
ritcng:ono esatte
complesso delle pro-
esametilen-tetrammina e preferiscono
dell'
da Losekann
sefTuata in precedenza
la
formola as-
:
N^ CH2 - N = CH2
\ CH2 - N -- CHo
insistendo
attribuiscono un gran valore
quanto che Fiòchi ha dimostrato che
conduce
scaldato con aldeide formica
ricordare che non
nel
ai prodotti di riduzione, in
ammonio
ammoniache sostituite.
ili autori hanno
dapprima dimostrato
solfato di
il
alle
•
nelle (juali
svilui)i»o di
me
,
si
sono messi per
effettuare la
anidride carbonica,
la
quale
,
che, nelle condizioni
riduzione, non
si
ha
devesi considerare co-
indice dell'andamento della reazione di Fiochi; e in secondo
luogo che non è vero che
si
generi esclusivamente la raonometi-
lammina,
la trimetilammina
ma tutte e due le basi contemporaneamente.
Questo risultato implicitamente esclude la reazione di Fiochi,
dappoiché avrebbero dovuto rinvenire la contemporanea presen;
za della
la
mono—, di— e trimetilammina,
formola proposta dal Losekann,
una ulteriore conferma mercè
con
gli
alogeni.
lo
la
e rende inoltre attendibile
quale, del resto, meriterebbe
studio dei prodotti di addizione
Dott. G.
DI
36
-
CUTORE-ANOMALIA DEL CANALE MIDOLLARE
DI POLLO DI 48 ORE.
UN EMBRIONE
L' A. ha eseguito un accurato studio sopi-a un' anomalia da
lui riscontrata in
malia
si
un embrione
abnorme sviluppo
di pollo
pareti
delle
quale ano-
di 48 ore, la
dorso-addominale e consiste in un
trova nella regione
del
canale midollare ed in una
perforazione multipla del medesimo per opera di numerosi setti
ectodermici formatisi nella cavità primitiva semplice
formazioni
La
altre
mal-
menhanno molte conoscenze a causa della
detta anomalia meritava di esser illustrata perchè
tre su altre
loro
:
riscontrano negli org-ani vicini.
si
anomalie
si
magg-iore frequenza di quella descritta dall' A.
,
su questa
aveva finora che un' indicazione sommaria del
Dareste su un embrione integro ed un' altra, alquanto più estesa
ma non molto accurata, dell'Oellacber su un embrione sezionato.
invece non
si
Dott. G. Alonzo-AZIONE DELL' 1DR08SILAMMINA SUL
ERNE. RICERCHE SPERIMENTALI.
L' A. ha voluto
l'
studiare
Idrossilamraina, alle quali
alterazioni
le
renali prodotte dal-
nessuno avea rivolta
direttamente
r osservazione. Produce nei coiiig-li un avvelenamento acuto ed
uno cronico secondo le dosi ed il modo di somministrazione della
sostanza. La nefrite annunziata già dell'esame dell' urina dei
conigli avvelenati,
in alcuni punti si
si mostra chiara all'esame istologico. Mentre
vede semplicemente un aspetto granulare del
protoplasma delle cellule epiteliali dei tuboli, in altri la degenerazione è andata tant' oltre da distruggere addirittura 1' epitelio e lasciare la parete ispessita. In altri preparati si osserva
il
lume canalicolare pieno
di
detrito
qua
protoplasmatico con
Qua
dei
vedono delle
infiltrazioni infiammatorie e dei canalicoli occlusi da essudato.
Sono anche notevoli dalle emorragie che infarciscono delle
nuclei sparsi irregolarmente
aree più o
meno grandi
Nei casi cronici
si
e
là.
e là
si
di tessuto.
nota
l'
iperplasia del connettivo.
-
Elenco
dei
pervenuti
libri
seduta
nella
-
37
cambio
in
del
dono,
in
e
giugno
26
di
presentati
1898.
ITALIA
Aciroale
—
—
La
Ilari
—
Aco. degli Zelanti
medica
l'iijflia
—
X.
Atti.
Ami.
\"I
S.
Vili
Voi.
5.
i.
— Ateneo — Atti. Voi. XIII.
—
med.-chir. — Boli. Ser. 7' Voi. IX
— Ist. googr. militane — Elem.
dei punti
Ituliu — Triaìujolaziouì
14 della Carla
Iter^CaillO
Boloi^iia
.Soc.
Firenze
4.
ijvodet.
roiitrniiti
di
r/'
zi,
—
Milano
K.
—
—
Modena
ì(l.
Soe.
—
Palermo
—
—
—
e
naturalisti
.sporini.
—
—
scioutifico
Keud. Ser. 2' Voi.
Meni. Ser. 3' Voi. X\'
agrarie
Osserv. uioteoroL
— Giornale
— Soe.
—
—
—
—
Ann.
Ann.
V
—
Rend.
CI.
XXXI
\dl.
Boll. Ser.
per la storia patria
K. Aec. dei Liucei
2''
Voi.
V
5.
i.
XXXI
X\I
Aec. poutf.
«lei
1-2.
XVII
12,
XVIII
5-4.
5.
—
Areh. X. S. Ann. XXII
se. Jis.
mal.
r
nuovi Lincei— Atti Ann. LI
ilal.
;«(/.— Ser.
.">'
51.
\'ol.
5.
:;'
2,
id.
i.
ital.
1{.
id.
ital.
se.
4.
il.
Ist.
e
9-10.
IO.
Soe. geogr.
IS
{Abruz-
i.
— Boll. Ser. Voi. XI 6.
— Mem. Voi. VII Vili
— Soe. gool.
— Boll. Voi. XVII 1-2.
Siena —
Ace. dei Fisioeritici — Atti. Ser. IV Voi. VIII-IX.
— Riv.
di
nat. — Ann. XVIII 5-6.
Torino — K. Aec. di medicina — Gioru. Ann. LXI
Tonczia —
ven. di
e arti — Atti. Sor. V Vtd. IX
Verona — Aec. d' agr. arti e eoinm. — Mem. Ser.
Voi. LXXIll
i<l.
ff.
Lazio).
Aich. di ostetr. e giuecol.
1" seni.
id.
.lei
sicil.
i«I.
Roma
Molise
loml». di se. e lett.
Le stazioni
—
Moncalieri
Napoli
Ist.
iici
1" ordine
se.
l.-tt.
r>'
7.
1-2.
\II
—
—
—
—
Bruxelles
i(l_
id.
id.
Revue de
—
l'uuiversité
-
Auu.
Ili 9.
Soc, belge de geol. de lialeoiit. et
—
Soc. eutomol. de Belgiqiie
—
Soc. raalac. de Belgique
Cambridge Mass.
XXXI
38
—
Harvard
XXXII
7,
2.
se.
Soc. géol. de
—
—
—
Lit.
Belgique— Auu.
—
Roy. Soc.
—
—
—
id.
—
Washington
—
and phylos. Soc.
—
U.
Voi.
Proc. Ser.
—
XXII
Coni. géol.
geol.
—
—
XXIII
3,
3,
XXIV
i.
VII
i.
Voi. XLII.
1897
2, 4,
i.
1897
3,
1-2.
— Bull. Sér. 5^ Voi. VI
— Meni. Sér. 8e Voi. V
Bull. Voi.
Mém.
Survey
2i'
Proc. Year 1896
Ac. imp. des sciences
S.
3*=
BuU. Auu. 1896
Ac. of uat. sciences
Pétersbourg
Ser.
Proc. Voi. LXIII 394-396-
Soc. imp. des Naturai.
Phìladelpllia
St.
4,
Sclirift.
Mancliester
Moscoii
XXVIII
— Senk. uaturf. Gesell. — Abhaudl. Bd. XXIV
— K. phyeik.-iikou. Gesell. —
Jhrg. XXXVIII.
— Soc. vaud. dea nat. — Bull. Sér 4^ Voi. XXXIII 127.
Lausauue
Loudou
i.
3-4-
Konìgsberg
—
XI
1-2,
Ann. Voi. XXVIII-XXIX, XXXI.
Miis. of comp. cot>7.— Bull. Voi.
Coli.
Frankfurt a/M.
Lìèg-e
X
d'IiydroL— Bull. Voi.
Ami. Voi. XLI.
Voi.
XV
4-5,
3-4.
6-9.
XIV
5.
— Bull. N. 135-148.
— Monogr. Voi. XXV-XXVIII.
— Rep. Year XVII 3^
— Verliandl. Jlirg 1898 7-8.
.
^ieu
—
K. K. Geol. Reiclisaustalt
DONI DI OPUSCOLI
Cozzolino V.
—
L' acqua ossigenata nei lenti processi catarrali
dio e in quelli atrofizzanti della
Inferrerà
— Su
— Sulla
(t.
Moscato P.
«
La
città
dell'
orecchio
me-
mucosa naso-faringo-laringea— Firenze 1898.
morta
»
di G.
d'Annunzio
— Messina
1898.
infezione chinica nella infezione tifoide e nella leucemia
—
Milano 1898.
Omboni
G.
—
Il
Gabinetto di geologìa della
R. Università
di
Padova
dova 1898.
G. P. G.
—
Pa-
Il
J
3
2044 093 290 138