«Sonnino con Me in Regione Lazio»
“Insieme per Crescere nel Nostro Territorio”
«Sonnino con Me in Regione Lazio»
INDICE
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Editoriale
L’impegno in Regione Lazio
Proposta di Legge n. 107
Misure di intervento per le Piccole e Medie Imprese Agricole
Sostegno a favore dei produttori di castagne
Interventi in favore di organismi garanzia collettiva dei fidi nel settore
agricolo
Prestiti agevolati a breve termine (cambiale agraria)
Norme per la disciplina delle fattorie didattiche
Disposizioni in materia di agricoltura sociale per le fasce di età più deboli
Promozione del consumo dei prodotti agricoli a km 0
Piano di intervento delle risorse genetiche autoctone di interesse agrario
Al via il pacchetto giovani del PSR 2007/2013
Riqualificazione delle aree agricole nel nuovo Piano Casa
Provvedimenti legislativi utili al rilancio delle micro, piccole e medie
imprese, del commercio e artigianato
Disposizioni per favorire la qualità e la semplificazione della normativa
in materia di PMI
Istituzione dell’elenco regionale Made in Lazio
Internazionalizzazione delle PMI laziali
Lazio 4 Impresa e fondo di rotazione
Commissione Speciale Sicurezza e Prevenzione sui Luoghi di Lavoro
Iniziative in materia di sicurezza sul lavoro
Riforma e riqualificazione dei consultori familiari
Istituzione dell’Osservatorio regionale per la tutela antidiscriminatoria
Istituzione della Giornata regionale per la lotta contro la droga
“Insieme per Crescere nel Nostro Territorio”
INDICE
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Disposizioni per la sensibilizzazione e prevenzione del consumo di sostanze illegali
28 Norme per la prevenzione, diagnosi e cura dell’anoressia
29 Iniziative istituzionali e politiche di contrasto alla violenza sulle donne
30 Iniziative in ricordo delle vittime della mafia e della criminalità organizzata
31 Usura: nuova legge allo studio in Regione
32 Sanità, interrogazione n.87 del 27 luglio 2010
33 Interrogazione n.696 del 17 gennaio 2012
34 Sportelli Agricoli di Zona
34 Impegno per gli imprenditori pontini in occasione del convegno di Unindustria
35 Dai distretti industriali alle reti d’Impresa
36 Stabilizzazione dei Lavoratori Socialmente Utili
36 Settore Scuola
37 Protezione Civile di Terracina
38 Emergenza sicurezza stradale nel Comune di S.S. Cosma e Damiano
38 Sostegno al comparto della pesca, audizione con i pescatori pontini
40 Nuova perimetrazione del Parco Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi
41 Strada Sonninese
42 Civico Cimitero
43 Restauro della Chiesa S. Giovanni Battista
43 Natale nei Lepini
45 Sonnino, elezioni amministrative del 6 e 7 maggio 2012
46 Biografia
47 Seguimi
«Sonnino con Me in Regione Lazio»
INSIEME
PER CRESCERE NEL NOSTRO TERRITORIO
«Sonnino con Me in Regione Lazio»
I
n due anni di importante di lavoro politico e istituzionale speso all’interno delle
Commissioni Consiliari di competenza,
nell’emiciclo del Consiglio Regionale oltre che concretamente sul territorio.
Ed è proprio alla luce dell’importanza che
quest’ultimo anno ha determinato nel mio
percorso di continua crescita politica che ritengo utile, anzi indispensabile, restituire ai
MIEI concittadini una corretta e democratica
informazione, fornendo loro un primo sommario bilancio del lavoro svolto.
I settori nei quali sono impegnata - Agricoltura, Attività produttive, Salute e sicurezza sui
luoghi di lavoro - hanno richiesto un’attenzione costante soprattutto per le difficoltà economiche che interessano la Regione Lazio, al
pari della altre regioni italiane. Problematicità
finanziarie deflagrate negli ultimi mesi a livello nazionale, europeo e mondiale, hanno
costretto a diverse manovre economiche sia
il Governo nazionale che, obtorto collo, la Regione Lazio.
Per gli eletti alla rappresentanza dei cittadini
della Regione Lazio fondamentale, ai fini della conoscenza delle problematiche del territorio, sono le audizioni con le aziende e con le
associazioni, portatrici indiscusse d’interessi
collettivi, sulle quali è stato possibile programmare un lavoro istituzionale importante
per la soluzione di molte criticità rappresentate in tempo reale.
Ho condiviso pienamente l’obiettivo programmatico della commissione sulle attività
produttive di cui sono vicepresidente, unitamente agli indirizzi di Giunta, nel voler “pensare innanzitutto in piccolo”, promuovendo
lo sviluppo del comparto della micro, piccola
e media impresa, sul quale si fonda non solo
l’economia regionale ma allo stesso tempo
quella dell’intero Paese, giocando un ruolo
essenziale non solo in termini di sviluppo, ma
anche di occupazione contribuendovi per l’81
% contro il 67 % della media europea.
È bene sottolineare inoltre che Le PMI in Italia
si attestano su una percentuale del 99,9 % e
che la dimensione della microimpresa ha un
peso preponderante in termini occupazionali
essendo pari al 47 %, superando la media europea del 67 %.
Ma ciò che più di ogni cosa mi preme sottolineare è certamente il mio personale – oltre
che istituzionale - impegno a favore del recupero, della valorizzazione e della tutela di
un settore che considero fondamentale, non
solo per la crescita della nostra economia regionale e che, per svariati motivi, sento molto
vicino: il settore Agricolo.
Lasciato allo stato brado da tutte le precedenti amministrazioni, che l’hanno spesso
relegato con superficialità ai margini dell’interesse istituzionale, il comparto agricolo per
troppo tempo è stato visto come una ruota
di scorta trasformato però, all’occorrenza, in
grande orto da coltivare esclusivamente per
fini elettorali.
Se è vero che l’agricoltura rappresenta un
segmento economico che stenta a decollare
come dovrebbe poiché stretto da mille difficoltà, è pur vero che è ancora capace di reggere, da sola, buona parte del Pil regionale.
Credo che questo sia motivo più che valido
per incentivarlo nell’immediato futuro con
sostegni seri e strutturali.
Il mio impegno istituzionale nasce da queste
necessità, dalla volontà di tutelare gli interessi dei cittadini, di difendere il Bene Comune e
di incoraggiare e promuovere un unico percorso finalizzato alla crescita e all’affermazione di un territorio, il NOSTRO.
On. Gina Cetrone
Consigliere regionale del Lazio (Pdl)
“Insieme per Crescere nel Nostro Territorio”
L’IMPEGNO
IN REGIONE LAZIO
Marzo 2010 - Aprile 2012
R
accontare in poche pagine il lavoro
svolto fino ad oggi in Regione Lazio
e sul territorio di provenienza, è un
difficile esercizio di sintesi.
Proverò a dare organicità e cronologia a
quanto fatto per i cittadini della Regione Lazio, per quelli della Provincia di Latina, dei
Monti Lepini e in particolare per i cittadini di
Sonnino, che il 6 e 7 maggio prossimi mi ve-
dranno candidata al Consiglio comunale con
la lista civica “Nuovo Progetto per Sonnino”.
Di seguito, una parte sostanziale dei provvedimenti legislativi che ho sostenuto in Commissione e in Consiglio regionale, nell’intento
di conferire sostegno ai settori di mia competenza, con l’obiettivo di irrobustire il Pil regionale e per un più equilibrato sviluppo economico e sociale.
«Sonnino con Me in Regione Lazio»
SETTORE AGRICOLTURA
PROPOSTA DI LEGGE N. 107
“DISPOSIZIONI PER IL SOSTEGNO DEI SISTEMI DI QUALITÀ E TRACCIABILITÀ
DEI PRODOTTI AGRICOLI ED AGROALIMENTARI ”
L
a nuova legge regionale sulla tracciabilità dei prodotti, alla quale ho offerto il mio contributo come relatrice di
maggioranza, è l’affermazione culturale della qualità riconosciuta e certificata
dalle eccellenze produttive dei nostri territori.
Incoraggia lo sviluppo di sistemi di qualità e
di tracciabilità dei prodotti agricoli e agroalimentari, introduce e disciplina il marchio
regionale collettivo di qualità a garanzia dell’origine dei prodotti “Made in Lazio”.
La proposta di legge n. 107 incentiva, infatti,
lo sviluppo di sistemi di qualità e di tracciabilità dei prodotti agricoli ed agroalimentari
ed introduce e disciplina il marchio regionale
collettivo di qualità a garanzia dell’origine,
della natura e della qualità e valorizzazione
dei prodotti “Made in Lazio”.
Questo rappresenta un punto molto importante, dal momento che, a causa della globalizzazione, i nostri prodotti hanno risentito
della concorrenza selvaggia operata dai prodotti di provenienza estera, troppo spesso
soggetti a minori controlli.
Come non ricordare i casi della lingua blu,
scrapie, trichinellosi, peste suina e quant’altro. Da queste vicende, il tema della sicurezza
alimentare è balzato al centro dell’attenzione
comunitaria.
Dalla Politica agricola comune (PAC) al pacchetto qualità, al regolamento sull’etichettatura delle carni bovine fino al voto del Parlamento europeo sulle etichette alimentari,
tutti questi provvedimenti hanno l’obiettivo
di insistere sulla sicurezza alimentare e sulla
competitività dei prodotti sui mercati europei
e mondiali.
A livello regionale, finalmente, con l’approvazione di questa legge, si otterrà un marchio di
qualità regionale.
Questo sarà un valore aggiunto che il produt-
tore potrà far valere in un’ottica di promozione del prodotto, che risulterà così più forte di
fronte alla concorrenza di altri.
Tutela per il consumatore quindi e valorizzazione delle nostre eccellenza produttive.
Tra i vari strumenti, la legge prevede dei contributi concessi ai comitati promotori ed associazioni di produttori, che saranno responsabili per la registrazione, supervisione e per
l’utilizzo delle indicazioni geografiche e delle
denominazioni di origine o dei marchi di qualità.
Inoltre, l’introduzione di sistemi di tracciabilità aziendale e di filiera dei prodotti agricoli
ed agroalimentari rappresenta una tutela per
il consumatore, che potrà risalire alla storia
del prodotto finale, a partire dalla sua origine,
dalla materia prima al prodotto finito.
Occorre sottolineare, come tra i disciplinari di
produzione figurano l’impiego di norme a tutela della salute pubblica, del benessere degli
animali e del rispetto dell’ambiente.
Inoltre, anche in qualità di vicepresidente della commissione salute e sicurezza sui luoghi
di lavoro, sono stata assolutamente favorevole sul fatto che il mancato rispetto delle
norme sulla sicurezza, dei contratti collettivi
nazionali e della certificazione antimafia, possano costituire dei casi di revoca o mancata
concessione del marchio.
Altro aspetto importantissimo è quello della sensibilizzazione delle nuove generazioni
verso la tematica del mangiare sano, del nutrirsi in modo equilibrato, contro la tendenza
del cibo di scarsa qualità, consumato in fretta
ed in modo inconsapevole.
Ricordo che la nostra dieta mediterranea
rientra tra i patrimoni immateriali dell’Unesco,
che ha elevato lo stile di vita mediterraneo
ad eccellenza mondiale. Alla luce del criterio
secondo il quale noi siamo ciò che mangiamo, la legge prevede, infatti, degli Interventi
“Insieme per Crescere nel Nostro Territorio”
di educazione alimentare da effettuarsi nei
centri scolastici.
Infine, questa importante legge contempla
anche l’attività di promozione dei prodotti
da effettuarsi anche al di fuori del proprio
territorio, al fine di trasmettere ed infondere
la cultura enogastronomica regionale.
Ebbene, finalmente un provvedimento che
aiuterà le sorti del settore agricolo ed agroa-
limentare, che potranno sopravvivere e crescere solo se si doteranno di strumenti orientati al riconoscimento di quelli che sono i veri
punti di forza del settore e cioè l’avere dei
prodotti eccellenti ed un altrettanto eccellente modo di produrli. La Regione si impegna
a sostenere la Legge n.107 con uno stanziamento pari a 2 milioni di euro per il 2012 e
altri 2 milioni per il 2013.
LEGGE REGIONALE N.2 DEL 16/03/11
“MISURE DI INTERVENTO A FAVORE DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE
AGRICOLE PER LA PREVENZIONE ED E RADICAZIONE DI FITOPATIE E
INFESTAZIONI PARASSITARIE”.
I
l 2011 è stato l’anno della piaga della batteriosi del kiwi, che ha messo in ginocchio tanti agricoltori della provincia di
Latina e l’intero settore produttivo considerato, da sempre, un’eccellenza in Italia.
Sono stati proprio gli agricoltori, insieme alle
associazioni di categoria e agli esponenti del
mondo della ricerca, a metterci in allarme evidenziando, in sede di audizione, la gravità del
fenomeno.
Di fronte allo stato di emergenza, in Commissione Agricoltura, abbiamo stilato una proposta di legge, della quale sono firmataria, per
il Consiglio Regionale tesa a organizzare la
lotta alle fitopatie e alle infestazioni parassitarie del kiwi.
La massima assise regionale, lo scorso 16
marzo 2011, approvava in via definitiva il testo
di legge, che ho relazionato in aula in qualità
di relatrice di maggioranza.
In quella sede ho posto l’accento sullo stato
di crisi in cui versa il comparto agricolo laziale, che arranca affannato da uno status quo
caratterizzato da un’eccessiva burocratizzazione, alti costi di produzione a fronte di bassi
prezzi di vendita e dalla concorrenza dei prodotti di provenienza estera, troppo spesso
soggetti a minori controlli.
Questo quadro, già di per sé drammatico, risulta essere ulteriormente aggravato dal proliferare di patologie ed organismi che attaccano spesso irrimediabilmente le produzioni
vegetali, cosicché i costi di abbattimento ed
estirpazione delle piante gravano sui già penalizzati agricoltori.
La provincia di latina, risulta essere la più col-
pita dal fenomeno del cancro batterico del
Kiwi, la cui superficie coltivata, ammonta a
ben 6.881 ettari.
Il territorio pontino purtroppo non ha subito un danno valutabile unicamente in termini quantitativi. Infatti la batteriosi ha minato
quella che rappresenta una coltura di eccellenza di questo territorio e per la quale ha
ottenuto il marchio I.G.P. e l’area dell’agro
pontino è stata soprannominata la “piccola
Nuova Zelanda.
Lo strumento legislativo messo in atto dispiega la sua efficacia in un’ottica di breve
periodo, prefiggendosi l’ambizioso obiettivo
di dare ossigeno alle aziende agricole laziali, «attraverso lo strumento della concessione di contributi erogati alle piccole e medie
imprese del settore per compensare costi e
perdite causate dalla prevenzione ed eradicazione di fitopatie ed infestazioni parassitarie».
La legge conteneva anche un congruo contributo per gli agricoltori pari a cinque milioni di
euro, ma è con grande rammarico che mi trovo costretta ad esprimere la mia più profonda
delusione – dopo aver lavorato con tanta determinazione a quella legge - nel constatare,
in sede di approvazione del bilancio di previsione 2012, la riduzione degli importi stabiliti.
Il tema batteriosi del kiwi rimane, ad ogni
modo, una priorità sulla quale si ritornerà presto a lavorare affinché la Giunta e l’assessore
preposto possano riconsiderare una diversa
variazione del percorso economico intrapreso.
«Sonnino con Me in Regione Lazio»
MOZIONE N.113 DEL 19/11/2010
“SOSTEGNO A FAVORE DEI PRODUTTORI DI CASTAGNE E MARRONI 2010”
L
a batteriosi del kiwi non è stato, purtroppo, l’unico oggetto del lavoro portato
avanti dalla Commissione Agricoltura
della Regione Lazio.
Il danno provocato dal Cinipide alle coltivazioni
castanicole ha rappresentato un’altra grave questione affrontata e dibattuta nel corso di tavoli tecnici incentrati sulle possibili - e non certo
facili - soluzioni per la lotta a un parassita che
continua a ridurre in cenere tanti castagneti della Regione Lazio. Anche su questo problema la
Commissione Agricoltura ha proposto una mozione urgente, della quale sono firmataria e che
prevede il sostegno a favore dei produttori di
castagne e marroni per la stagione 2010 e che
ancora non è approdata in Consiglio.
La mozione, la cui importanza è stata condivisa
anche da altri miei colleghi, nasce dalla considerazione che il nostro Paese ha la leadership produttiva di castagne e marroni in Europa ed a livello mondiale si classifica al quarto posto dopo
Cina, Corea del sud e Turchia, con ben 34.160
imprese agricole che danno lavoro a circa centomila persone.
Occorre sottolineare che il primato italiano non
è unicamente quantitativo ma anche qualitativo,
ad esempio, come non citare per il Lazio la Castagna di Vallerano DOP.
Proprio nel Lazio il castagno da frutto è presente in oltre 6.000 aziende agricole coprendo, una
superficie di oltre 5. 000 ettari e concentrandosi
maggiormente nel Viterbese e poi a seguire nelle provincie di Rieti, Roma, Frosinone e Latina.
Tuttavia, a fronte di questi dati, l’anno 2010 si è
caratterizzato per un calo della produzione castanicola, talmente brusco che ha fatto registrare un vero e proprio crollo produttivo.
Le stime, infatti, parlano di una produzione ben
al di sotto della media del 40-45 % ed in particolare, per i marroni si parla addirittura di un
raccolto inferiore di oltre il 90 % rispetto alle stagioni standard.
“Insieme per Crescere nel Nostro Territorio”
Le cause di questa situazione, che, di fatto, ha
messo in ginocchio centinaia di famiglie per
le quali la produzione di castagne e marroni
rappresentava l’unica fonte di reddito, vanno
ricercate in primo luogo nella diffusione in
tutta Italia di un insetto killer per il castagno
che è il Dryocosmus kuriphilus, nome scientifico del Cinipide.
Ai danni arrecati da questo insetto, vanno
aggiunte le conseguenze di una stagione meteorologica non certo favorevole, la proliferazione anche di altri parassiti, la distruzione
del sottobosco provocato dall’utilizzo di strumenti non idonei che stanno indurendo il terreno con la conseguente perdita di umidità
utile all’equilibrio naturale dei castagneti ed
infine lo spargimento di prodotti fitosanitari
e pesticidi.
Accanto all’importanza della lotta al Cinipide,
sia attraverso il monitoraggio dell’evoluzione
territoriale della infestazione che la lotta biologica legata ai lanci di Torymus, ad oggi unico antagonista attivo e dell’importanza della
diffusione di una cultura produttiva sempre
più ispirata a principi biologici, si sottolinea il
rilievo di questa Mozione.
La Mozione 113, infatti, impegna la Presidente
Polverini e l’Assessorato competente in materia ad intervenire a sostegno dei produttori di
castagne e marroni penalizzati nella stagione
2010 e ad esaminare le richieste avanzate da
Comuni e Comunità e orientate e dirette ad
istituire un fondo di indennizzo per le aziende
e le famiglie colpite, secondo delle modalità
e dei parametri indicati dall’Assessorato ed
inoltre ad istituire un centro di produzione
dell’insetto antagonista Torymus, ad emanare una direttiva regionale orientata a regolamentare i trattamenti fitosanitari ed infine
ad intensificare i controlli affinchè vengano
rispettate le direttive regionali e le ordinanze
sindacali.
La tutela delle eccellenze produttive passa
quindi anche attraverso il sostegno al comparto, l’intensificazione dei metodi di lotta
alla batteriosi, una regolamentazione più ferrea rispetto all’utilizzo di pesticidi e l’osservanza di normative utili per il settore.
LEGGE NUMERO 3 DEL 18 MARZO 2011
“INTERVENTI IN FAVORE DI ORGANISMI DI GARANZIA COLLETTIVA
DEI FIDI NEL SETTORE AGRICOLO”
È
evidente che il settore agricolo, rispetto ad altri, risulta essere maggiormente esposto ai rischi incontrollabili
dei fenomeni naturali, ma non solo le
sue condizioni infatti sono aggravate da una
concorrenza selvaggia e sleale, legata all’importazione di prodotti provenienti dall’estero
nonché dal fenomeno della “stretta del credito” che viene erogato solo dietro presentazione di garanzie impossibili.
Per superare questa tendenza negativa, in
Consiglio Regionale ho sostenuto l’approvazione di un efficace strumento normativo il
quale contribuisce al ritorno di un più facile
accesso al credito per gli agricoltori.
La legge n. 3 del 18 marzo 2011, sopra citata,
di cui sono stata firmataria e relatrice di maggioranza in seno al Consiglio regionale, pro-
pone, infatti, il sostegno ai Confidi del settore
agricolo che ricoprono il ruolo di prestatori
di garanzie e rappresentano una cerniera tra
banche e imprese.
L’approvazione di questa legge ha previsto lo
stanziamento di 3 milioni di euro per il triennio 2011 e 2013 e rappresenta una grande opportunità per favorire gli investimenti delle
imprese agricole e renderle più competitive
ed al passo con i mercati.
In un momento di forte crisi, in cui i redditi
agricoli calano e il mercato del credito si fa
più restrittivo, l’importanza di questo provvedimento sta proprio nel favorire l’accesso al
credito e nell’affiancare in maniera sinergica
l’attuale sistema di aiuti che giungono al territorio attraverso il Piano di Sviluppo Rurale.
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«Sonnino con Me in Regione Lazio»
MOZIONE N. 98 del 14-10-2010
“PRESTITI AGEVOLATI A BREVE TERMINE (CAMBIALE AGRARIA)”.
L
a Mozione, relativa ai prestiti agevolati
a breve termine per il settore agricolo,
che mi vede firmataria e sostenitrice
e che deve ancora essere discussa in
Consiglio, nasce dalla costatazione delle difficoltà economiche e finanziarie che hanno
interessato e continuano ad interessare gran
parte delle aziende agricole, a seguito della
crisi che si è aperta a partire dal 2008/2009
e che continua ancora oggi ad interessare la
nostra economia regionale e nazionale.
Tra le tante conseguenze e squilibri che questa crisi, che ha origine proprio nell’ingegneria
finanziaria e nel fenomeno della speculazione
sulla liquidità, ha portato con sé, è stato il fenomeno della stretta creditizia operata dagli
istituti finanziari che hanno erogato il denaro
solo sulla base di sempre più ampie garanzie
fornite dalle aziende
La mancanza di liquidità per le aziende agricole pontine e laziali ha rappresentato e continua a rappresentare un grave ostacolo per
lo sviluppo del sistema impresa perché essa
ha significato l’impossibilità di effettuare degli investimenti importanti per l’innovazione,
l’ammodernamento e quindi la crescita della
dimensione aziendale e per far fronte al rischio economico che, date le caratteristiche
intrinseche al settore agricolo, è fortemente
presente proprio in questo segmento dell’economia.
Il rischio è un elemento insito nell’attività
d’impresa stessa, proprio perché non vi è certezza sulle conseguenze delle scelte operate
dall’imprenditore.
Per il settore agricolo, però, c’è un aumento
del fattore di rischio che risiede proprio nel
fatto che l’agricoltura ha una dimensione tipicamente biologica, per cui le così dette
“rese” al termine del ciclo produttivo sono
condizionate da una serie di eventi, talvolta
incontrollabili, come le avversità atmosferiche o i fattori patogeni.
Risulta evidente, dunque, che, di fronte al
sopracitato rischio, una possibile soluzione
risieda proprio nel ricorso al credito, che consente di mitigarne gli effetti negativi.
Tuttavia, in questa fase di grande difficoltà
per il settore agricoltura, anche la possibilità di far fronte a delle situazioni debitorie
nei confronti delle banche è compromessa e
difficile, data la situazione che, di fatto, sta
penalizzando fortemente gli agricoltori che
vivono sulla propria pelle le conseguenze di
un’eccessiva burocratizzazione, alti costi di
produzione a fronte di bassi prezzi di vendita
e dalla concorrenza sleale dei prodotti di provenienza estera soggetti a controlli minori.
Quindi, la possibilità per gli agricoltori di ricorrere a prestiti a tassi agevolati, soprattutto per le piccole aziende, risulta una misura
necessaria ed assolutamente utile per un settore che sta rischiando di rimane ai margini,
con gravi conseguenze per l’intera economia
di una Regione fortemente a vocazione agricola come il Lazio.
Considerato che sui prestiti agevolati e breve
termine la Comunità Europea ha comunicato
che gli aiuti di Stato non erano più erogabili e che la Regione, in deroga, ha continuato
a stabilire il tasso d’interesse coprendone il
differenziale con altri settori e nonostante la
deroga sia scaduta la Regione ha continuato
ad applicarla. Ad oggi, però le banche potrebbero richiedere il rientro di tutti i capitali
con forti ricadute sul mondo agricolo o potrebbero applicare i tassi annuali di sportello,
troppo alti da sopportare per un settore per il
quale è stato chiesto lo stato di crisi.
Da questi presupposti bisogna leggere ed interpretare la portata della Mozione numero
89, voluta e sostenuta da me e da altri miei
colleghi e che mira ad impegnare il Presidente
della Giunta regionale e l’Assessorato competente a far si che venga stipulato un accordo
interbancario tra istituti di credito e la Regione Lazio che preveda il rinnovo collettivo dei
prestiti agevolati a breve termine emessi nel
territorio regionale e che venga garantito un
tasso di esercizio ridotto (4,5-5%) o a trovare
un ulteriore soluzione percorribile in grado di
ridurre i rischi di esposizione debitoria delle
aziende nei confronti degli istituti bancari.
Quindi, in qualità di consigliere regionale e di
membro della commissione agricoltura, ho
voluto aderire a questo strumento legislativo
che di fatto mobilita l’attenzione dei vertici
governativi della Regione Lazio affinchè si
possano attivare dei provvedimenti urgenti
per il settore agricolo, settore che va fortemente sostenuto e rafforzato, in modo tale
che potrà uscire dalla crisi indenne ed arricchito attraverso l’incremento di tutte quelle
potenzialità di cui è ricco.
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“Insieme per Crescere nel Nostro Territorio”
PROPOSTA DI LEGGE N.251 del 27/09/2011
“NORME PER LA DISCIPLINA DELLE FATTORIE DIDATTICHE”
N
el 2011 ho lavorato su tante realtà
imprenditoriali agricole, molte delle
quali hanno saputo investire su una
competitività innovativa che si avvale anche della componente turistica e didattico- divulgativa.
Il mio impegno, in questo senso, si è tradotto
in un contatto diretto con la cellula imprenditoriale del territorio, vero motore dell’economia laziale.
Ho avuto modo di relazionarmi con alcune
realtà all’avanguardia che, con grande professionalità, hanno saputo ‘reinventarsi’ e avvalersi di potenzialità fino ad oggi inespresse
dal settore agricolo.
Penso alla realtà delle Fattorie Didattiche
come quella dell’Ape d’Oro, importante
azienda apistica di Aprilia che, anche in tempo di crisi economica, ha avuto la capacità
di sapersi rinnovare e cogliere tutte le opportunità offerte dal settore, svolgendo una capillare opera di diffusione della conoscenza
del territorio, dei suoi prodotti e del rispetto
dell’ambiente.
Proprio a sostegno di queste realtà imprenditoriali è nata la proposta di legge n.251 che
mira ad avvicinare i ragazzi ad una maggiore
consapevolezza e conoscenza del territorio,
senza che questo si traduca in una perdita di
economicità per il settore agricolo, ma anzi
ne intende potenziare lo sviluppo.
Ancora una volta si torna ad insistere sulla diffusione della cultura di un consumo biologico
e consapevole. Il risultato: un mondo agricolo
non più retaggio del passato, ma interpretato
in una nuova dimensione che interagisce con
la modernità e la contemporaneità degli stili
di vita.
La P.L. 251 dunque mira a promuovere le Fattorie didattiche intese come imprese agricole
in cui l’imprenditore svolge anche attività didattico-culturale a favore degli utenti e delle scuole. Attività utili per la conoscenza del
territorio legato all’agricoltura, ma anche per
la diffusione della cultura del consumo consapevole dei prodotti e l’avvicinamento ai
prodotti biologici.
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«Sonnino con Me in Regione Lazio»
LA PROPOSTA DI LEGGE N. 196 DEL 27.4.2011
“DISPOSIZIONI IN MATERIA DI AGRICOLTURA SOCIALE
PER LE FASCE DI ETÀ PIÙ DEBOLI”
L
a Proposta di Legge n. 196 del
27.4.2011, “Disposizioni in Materia
di agricoltura sociale per le fasce di
età più deboli”, che sarà inclusa in
un Testo Unico e che dovrà passare a breve
all’approvazione della Commissione agricoltura, sottolinea il ruolo multifunzionale dell’agricoltura non più vista solo come risorsa
economico-produttiva ma anche come realtà
capace di dare luogo anche a valori di utilità
pubblica di assoluto rilievo.
Generare benefici per le fasce più deboli della
popolazione ed attivare servizi innovativi che
possono rispondere efficacemente alla crisi
dei tradizionali sistemi di assistenza sociale,
queste le ultime frontiere dello sviluppo delle
potenzialità del sistema agricolo.
Questo ruolo multifunzionale dell’agricoltura,
che interessa le politiche sociali e sanitarie e
che offre un nuovo modello di sviluppo del
territorio, appartiene non solo al senso comune, ma anche ai principali strumenti della
legislazione dell’Unione europea e nazionale.
Un ruolo favorito dalla natura stessa dell’attività agricola e dei valori di cui essa è prima
portatrice e che conduce al concetto di agricoltura sociale: un’iniziativa che, finalizzata al
recupero terapeutico e all’inclusione lavorativa di soggetti a basso potere contrattuale
o a rischio di marginalità, mira a trasformare
l’attività agricola in opportunità di lavoro e di
educazione per le fasce più deboli della società.
Anziani, diversamente abili, minori a rischio,
soggetti con problemi di dipendenze, giovani
disoccupati, sono i destinatari della proposta
di legge della quale ho condiviso ed apprezzato gli obiettivi socioeconomici e lo spirito,
perché sottolinea l’importanza di questa attività primaria, che è per sua natura promotrice di legami tra persone, associazioni, enti
pubblici che intendono condividere percorsi
comuni di crescita e che potenzia l’attività
agricola.
È bene sottolineare comunque che l’integrazione di interventi e servizi di natura sociale nell’azienda agricola multifunzionale non
compromette le finalità imprenditoriali dell’attività stessa che può beneficiare, del più
stretto rapporto con il territorio e delle nuove
relazioni e opportunità di mercato: obiettivi
considerati oggi primari nel contesto attuale
della globalizzazione e della nuova divisione
dell’organizzazione della produzione e dei
mercati perché configurano nuove possibilità di reddito, un nuovo ruolo sociale per il
mondo agricolo e al tempo stesso un nuovo
modello di sviluppo rurale.
Proprio a sostegno di queste realtà imprenditoriali è nata la proposta di legge n.251 che
mira ad avvicinare i ragazzi ad una maggiore
consapevolezza e conoscenza del territorio,
senza che questo si traduca in una perdita di
economicità per il settore agricolo, ma anzi
ne intende potenziare lo sviluppo.
Ancora una volta si torna ad insistere sulla diffusione della cultura di un consumo biologico
e consapevole. Il risultato: un mondo agricolo
non più retaggio del passato, ma interpretato
in una nuova dimensione che interagisce con
la modernità e la contemporaneità degli stili
di vita.
«Ancora una volta si torna ad insistere sulla diffusione
della cultura di un consumo biologico e consapevole.
Il risultato: un mondo agricolo non più retaggio del passato,
ma interpretato in una nuova dimensione che interagisce
con la modernità e la contemporaneità degli stili di vita»
13
“Insieme per Crescere nel Nostro Territorio”
P.L. N. 265 DEL 04 NOVEMBRE 2011 CONCERNENTE
“INTERVENTI PER IL SOSTEGNO E LA PROMOZIONE DELLA FILIERA CORTA”
E P.L. N. 148 DEL 9 FEBBRAIO 2011 SULLA
“PROMOZIONE DEL CONSUMO DEI PRODOTTI AGRICOLI A CHILOMETRO ZERO”
S
i tratta di due importanti proposte che
stanno seguendo l’iter di analisi ed approvazione in seno alla Commissione
Agricoltura, prima di approdare, spero
presto, in Consiglio regionale.
La P.L. n. 265 del 04 novembre 2011 concernente “interventi per il sostegno e la promozione
della filiera corta”, di cui sono proponente, si
prefigge l’importante obiettivo di sostenere e
promuovere la filiera corta dei prodotti agroalimentari, cioè i circuiti brevi di produzione-vendita e dei prodotti forniti direttamente dal produttore o da società.
I vantaggi di tale disciplina riguardano principalmente la tutela della
qualità e sicurezza
dei prodotti, prevalentemente biologici
e di origine locale,
naturali e soprattutto
di stagione.
Ma anche il risparmio
che ne deriva, perché
i prodotti si acquistano direttamente
dai produttori locali
senza doppioni di intermediazione che ne
aumentano il prezzo
in maniera spesso
cospicua. La legge
n.265 indica nel suo
articolato anche le finalità a garanzia dalla filiera
corta, la quale pretende trasparenza sul prezzo
e una maggiore informazione sull’origine e le
caratteristiche del prodotto.
Inoltre, persegue gli obiettivi di: ridurre il numero degli intermediari potenziando i canali
di vendita gestiti direttamente dai produttori,
favorire il consumo di prodotti freschi che conservano inalterate tutte le proprietà nutrizionali,
valorizzare il principio di qualità, incrementare
il reddito degli agricoltori, aumentare la trasparenza del mercato in termini di formazione del
prezzo di vendita dei prodotti, ridurre i prezzi al
consumo, sviluppare il turismo rurale, diminuire
l’impatto ambientale, ridurre gli imballaggi e i
consumi energetici.
Elemento importante: sarà data priorità alle
aziende condotte da donne o da agricoltori di
età inferiore a 40 anni.
La filiera corta made in Lazio è un moderno
progetto diretto allo sviluppo di nuovi stili di
vita e di modelli di consumo responsabile.
Un programma che sarà realizzato congiuntamente con le associazioni e i produttori locali di
ogni singola provincia laziale.
La “filiera corta made in Lazio” sarà infine un ottimo punto di partenza per tentare di realizzare una
economia diversa, anche oltre la grande distribuzione. Per ciascuna annualità 2011, 2012 e 2013 lo
stanziamento è pari a 2.000.000,00 euro.
L’altra rilevante proposta n. 148 sulla “promozione del consumo dei prodotti agricoli a chilometro zero” mira
a valorizzare le produzioni agricole ed
agroalimentari regionali favorendo la commercializzazione ed il
consumo dei prodotti
a chilometro zero, al
fine di garantire la
sostenibilità ambientale, una maggiore
trasparenza sui prezzi
al consumo e un’adeguata informazione
sull’origine e specialità dei prodotti. Tutto
questo attraverso la
garanzia di una ridotta emissione di gas nocivi per l’ambiente,
e la diffusione di certificazioni volontarie sui
prodotti a chilometro zero che permettano la
tracciabilità della filiera di produzione e trasformazione tutta interna al territorio regionale.
Inoltre, attraverso l’incentivazione dell’utilizzo
di prodotti a chilometro zero da parte di gestori
dei servizi di ristorazione collettiva affidati da
enti pubblici, l’incremento della vendita diretta
dei prodotti a chilometro zero, l’istituzione di un
logo regionale contenete la dicitura “Prodotti
agricoli a chilometro zero”, la valorizzazione
dell’utilizzo dei prodotti a chilometro zero presso le attività di ristorazione, ospitalità, somministrazione e vendita di cibi e bevande ed il dare
spazio nel commercio ai prodotti a chilometro
zero. Sono previsti 2 milioni di euro per ciascuna annualità 2011, 2012, 2013.
14
«Sonnino con Me in Regione Lazio»
BIODIVERSITÀ. SCHEMA DI DELIBERA N. 46, PROT. G.R. 188864
(PROPOSTA DELIBERA GIUNTA REGIONALE DEL 28.12.2010 N. 22410)
“LEGGE REGIONALE 1 MARZO 2000, N. 15.
PIANO SETTORIALE DI INTERVENTO PER LA TUTELA DELLE RISORSE
GENETICHE AUTOCTONE DI INTERESSE AGRARIO. TRIENNIO 2011-2013”.
U
n altro provvedimento significativo
approvato in Commissione Agricoltura in data 12/07/11 è relativo allo schema di delibera n. 46, Prot. G.R. 188864
(Proposta delibera Giunta regionale del
28.12.2010 n. 22410) “Legge regionale 1 marzo
2000, n. 15. Piano settoriale di intervento per
la tutela delle risorse genetiche autoctone di
interesse agrario. Triennio 2011-2013”.
Il termine Biodiversità indica la varietà degli
esseri viventi che popolano la Terra e si misura
a livello di geni, di specie, di popolazioni e di
ecosistemi.
La biodiversità è un patrimonio universale per
tutta l’umanità e conservarla deve diventare
una priorità, perché essa garantisce la sopravvivenza della vita sulla Terra. L’uomo, attraverso il proprio agire, non ha il diritto di estinguere specie viventi ma ha il dovere di preservare
l’ambiente e le risorse della Terra per le generazioni future.
In modo particolare, negli ultimi anni, la biodiversità in campo agricolo sia per ciò che
riguarda le specie animali che vegetali risulta
minacciata da:
1) da chi se ne appropria in maniera indiscriminata;
2) dalle produzioni agricole industrializzate
che mirano ad omogeneizzare e standardizzare il prodotto.
In ambito sia internazionale che europeo si
sta insistendo molto sulla conservazione della
biodiversità ed in modo particolare sul tema
della preservazione delle risorse genetiche in
agricoltura e del contrasto della perdita di biodiversità in questo settore.
Per quanto riguarda la biodiversità agricola
in ambito regionale, la legge 15/01/2000, n.
15, all’articolo 6 prevede che ogni triennio si
approvi un Piano di intervento per la conservazione e la valorizzazione della biodiversità
delle specie vegetali e razze animali a rischio
di erosione genetica.
Dai risultati fino ad oggi ottenuti, emerge la
presenza nel Lazio di materiale vegetale ed
animale di alto pregio.
Il Piano per le annualità 2011-2013, per il quale sono stati stanziati 200. 000,00 euro per
ciascuna annualità, prevede la continuazione
delle attività di:
• Ricerca, catalogazione, conservazione e valorizzazione dei Piani degli anni precedenti,
• una corretta e diffusa informazione per gli
operatori e per tutti i soggetti interessati,
• il recupero e la conservazione in situ e in
azienda e la gestione della Rete di conservazione e sicurezza, che ad oggi conta ben 619
aderenti,
• la conservazione ex situ attraverso banche
dati di germoplasma e campi di cataloghi gestiti dall’Arsial,
• la Regione, infine, favorirà la creazione di
consorzi ed altre forme associative tra i soggetti della rete.
15
“Insieme per Crescere nel Nostro Territorio”
AL VIA IL PACCHETTO GIOVANI DEL PSR 2007/2013
F
inalmente, il settore agricolo sarà un
mercato di sbocco al quale i giovani di
età compresa tra i 18 e i 40 anni (non
compiuti) potranno guardare per un
loro effettivo inserimento lavorativo.
In attuazione del Programma di Sviluppo Rurale 2007/2013, infatti, è arrivato il via libera
della Giunta che rende possibile l’impiego di
risorse per favorire il ricambio generazionale,
potenziare la crescita del settore agricolo da
parte dei giovani, che potranno incrementarne la resa essendo previsti degli incentivi per
il loro insediamento e per la promozione dei
loro investimenti aziendali.
Con la delibera n. 368 del 2 settembre 2011 si
prevede lo stanziamento di 20.500.000,00,
che saranno destinati all’insediamento di giovani agricoltori (Pacchetto giovani) per l’utilizzo di servizi di consulenza, l’ammodernamento delle aziende agricole, l’accrescimento
del valore dei prodotti agricoli e forestali, il
miglioramento e la creazione di infrastrutture, il potenziamento di sistemi di qualità alimentare, il sostegno alla polifunzionalità ed
alle produzioni artigianali, l’offerta agrituristica ed le fonti energetiche rinnovabili.
Risulta evidente che lo sforzo operato va nel
senso di concepire l’agricoltura in un modo
del tutto nuovo, che mira all’inserimento di
risorse giovani e, attraverso loro, a rafforzare
tutte le potenzialità intrinseche del settore (si
guardi ad esempio al sostegno alla polifunzionalità). Il tutto operato in un contesto agricolo del tutto innovativo. Si sta concependo,
infatti, un nuovo modo di fare impresa, i
giovani neoimprenditori si avvarranno della
consulenza per potenziare la propria azienda, punteranno all’ammodernamento della
struttura e potranno contare su infrastrutture
efficienti. Così concepito, il settore agricolo
attraverso il “Pacchetto giovani” sarà pronto ad accogliere le giovani leve del mondo
del lavoro, che non dovranno più guardare
all’agricoltura come ad un’attività alquanto
superata.
Vorrei puntare l’accento sulle politiche di genere che, anche attraverso questa misura, si
tende a sostenere ancora una volta. Infatti,
verrà data priorità all’insediamento di giovani
imprenditrici donne.
Non da ultimo, occorre sottolineare l’importanza della misura del potenziamento delle
produzioni artigianali e dei sistemi di qualità
alimentare. Sono fermamente convinta che
la nostra agricoltura, così come quella del resto d’Europa, potrà abbattere la concorrenza
straniera se punterà al raggiungimento di elevati standard di qualità.
16
«Sonnino con Me in Regione Lazio»
LEGGE REGIONALE NUMERO 10 DEL 13 AGOSTO 2011
RIQUALIFICAZIONE DELLE AREE AGRICOLE NEL NUOVO PIANO CASA
I
l mio impegno per il mondo agricolo è
proseguito anche in fase di approvazione del Piano Casa in Consiglio Regionale,
approvato dopo una maratona lunga una
settimana, con tre sedute notturne, con 41 voti
a favore e 22 contrari.
L’iter che ha portato all’approvazione della
legge è stato lungo e non facile, ed ha visto
la minoranza che siede in Consiglio regionale
porsi in modo non sempre collaborativo.Tuttavia, siamo riusciti nell’approvazione di questo
importante testo di legge, del quale condivido
l’applicabilità delle norme per la cosiddetta
Zona Agricola.
Prerogativa che ho difeso fortemente in aula
e che ha prodotto qualche momento di polemica politica.
Nel dibattito è stato mio compito precipuo
riportare alla cruda realtà la romantica visione del territorio agricolo descritta da alcuni
esponenti politici di minoranza, sottolineando
al contrario, le difficoltà riscontrate da sempre
dagli operatori agricoli che devono lottare per
ampliare, ammodernare, razionalizzare la propria residenza, la stalla, il fienile, il deposito per
gli attrezzi.
Il tutto a causa di norme contorte che inficiano
la sopravvivenza operativa delle aziende. Ed è
a queste aree, a questi agricoltori e operatori
che le nuove norme adottate dal Consiglio regionale sono rivolte. Legge, quindi, a beneficio
degli agricoltori della Piana Pontina e di Fondi,
della Valle dell’Amaseno come delle aree collinari dei Lepini, degli Ausoni, degli Aurunci.
Ho voluto sostenere con vigore queste argomentazioni affinchè l’applicabilità delle nuove
norme conferiscano ristoro alla categoria de-
gli imprenditori agricoli, che vedono giorno
dopo giorno crollare la residuale speranza di
migliorare la propria vita e azienda a causa
di una vecchia legislazione (Legge 21) che ha
negato ogni possibilità di rendere migliorie gli
standard abitativi delle loro aziende e costretto molti ad abbandonare le campagne.
La Legge 21, infatti, poco interesse aveva riservato agli interventi sulle strutture produttive, permettendo soltanto un misero aumento
del 10% , che per le realtà economiche della
piccola impresa non bastava neanche all’adeguamento dei servizi essenziali, figuriamoci se
avesse potuto arrecare benefici concreti agli
artigiani e ai piccoli imprenditori, che hanno
sempre sperato di avere la possibilità di potenziare o di razionalizzare la propria impresa.
Ho condiviso, inoltre, l’inadeguatezza della
Legge 21 considerandola poco aderente alle
esigenze reali dei cittadini, per incompletezza
delle norme che hanno lasciato deregolamentato il territorio rurale. Altro fattore critico della Legge 21 era poi rappresentato dalla complessità nella sua operatività, sia interpretativa
sia applicativa.Il Consiglio regionale ha dunque agito verso l’eliminazione di queste negatività, adottando una nuova norma che tenga
effettivamente conto delle esigenze reali degli
imprenditori del settore e dei cittadini in senso
lato. Con l’approvazione del “Piano Casa” ha
semplificato le procedure, rendendole chiare
e di rapida attuazione per il fattivo rilancio
dell’economia, partendo da piccoli interventi
edilizi tesi al miglioramento della primaria necessità rappresentata dalla casa e dall’azienda
in cui gli agricoltori producono il loro reddito.
«Ho voluto sostenere con vigore queste argomentazioni affinchè
l’applicabilità delle nuove norme conferiscano ristoro alla categoria
degli imprenditori agricoli, che vedono giorno dopo giorno crollare la
residuale speranza di migliorare la propria vita e azienda a causa di
una vecchia legislazione (Legge 21) che ha negato ogni possibilità di
rendere migliori gli standard abitativi delle loro aziende e costretto molti
ad abbandonare le campagne»
17
“Insieme per Crescere nel Nostro Territorio”
SETTORE ATTIVITÀ PRODUTTIVE
INTRODUZIONE AI PROVEDDIMENTI LEGISLATIVI UTILI AL RILANCIO DELLE
MICRO, PICCOLE E MEDIE IMPRESE E DEL COMMERCIO ED ARTIGIANATO
I
n qualità di vicepresidente della Commissione Attività Produttive, non posso
che continuare a sostenere il rilancio
delle micro, piccole e medie imprese
della Regione Lazio, settore imbrigliato da
una burocrazia che ne sta soffocando le iniziative mettendo a rischio la sopravvivenza
stessa di migliaia di aziende.
In questi 20 mesi di lavoro, diverse sono state
le iniziative assunte per fronteggiare questo
momento di gravissima congiuntura economica, che vede il commercio e l’artigianato,
settori leader nella nostra Regione, subire gli
effetti di una crisi profonda legata ad un forte
calo dei consumi, alle difficoltà di accesso al
credito, alla mancanza di infrastrutture adeguate, ad un’ eccessiva burocrazia nei rapporti con le istituzioni e a problemi strutturali
che hanno determinato la chiusura di molte
imprese, ormai fuori mercato o interessate da
processi di concentrazione.
A queste problematiche, dobbiamo aggiungere anche il deficit lavorativo che lamenta il
mondo dell’artigianato che più di altri settori,
soffre la scarsità di manodopera qualificata,
aggravata dalla eccessiva onerosità dei costi
e alla quale possiamo rimediare solo dando
piena attuazione (come sarà fatto nel corso
della legislatura), al Testo Unico sull’artigiano
che, per alcuni aspetti di straordinaria importanza, come il mancato avvio delle “botteghe-scuola”, è rimasto inattuato e che deve
essere realizzato al più presto perché considero questo strumento, centrale per lo sviluppo del settore, in quanto, la professionalità
acquisita tramite le botteghe-scuola, avvicinando i giovani ai mestieri, può non solo dare
continuità di impresa alle botteghe artigianali
oltre a rilanciarne la competitività, ma anche
offrire valide opportunità occupazionali.
Alla luce di questo scenario, che ha colpito
duramente il sistema produttivo nel suo complesso ma, in particolare, quello di piccole
dimensioni al dettaglio e i piccoli negozi di
vicinato che animano le nostre città, sin da
subito, in Commissione abbiamo deciso di
dare priorità ad alcuni temi, come:
• il terziario, con la riforma della legge 33 del
1999 sul commercio che verrà esaminata a
breve in commissione proprio perchè deve
essere rivista per adattarla alle nuove dinamiche sociali ed economiche che hanno interessato il nostro tessuto produttivo
• l’industria, con il superamento del sistema
dei distretti industriali verso quello delle “Reti
d’impresa” dirette a valorizzare solo i casi di
eccellenza e il rilancio della internazionalizzazione delle imprese.
«In questi 20 mesi di lavoro, diverse sono state le iniziative assunte per
fronteggiare questo momento di gravissima congiuntura economica, che
vede il commercio e l’artigianato, settori leader nella nostra Regione,
subire gli effetti di una crisi profonda legata ad un forte calo dei consumi,
alle difficoltà di accesso al credito, alla mancanza di infrastrutture
adeguate, ad un’ eccessiva burocrazia nei rapporti con le istituzioni e a
problemi strutturali che hanno determinato la chiusura di molte imprese»
18
«Sonnino con Me in Regione Lazio»
PROVVEDIMENTI APPROVATI
PER IL RILANCIO DELLE MICRO, PICCOLE E MEDIE IMPRESE
E DEL COMMERCIO ED ARTIGIANATO
LEGGE N. 8 DEL 29 LUGLIO 2011
“DISPOSIZIONI PER FAVORIRE LA QUALITÀ E LA SEMPLIFICAZIONE DELLA
NORMATIVA REGIONALE IN MATERIA DI PICCOLA E MEDIA IMPRESA”
C
on voto unanime, abbiamo approvato,
prima in Commissione e poi in Consiglio regionale in data 06/07/2011, la P.L.
n. 134, divenuta Legge n.8 del 29 luglio
2011, concernente “Disposizioni per favorire la
qualità e la semplificazione normativa regionale
in materia di micro, piccola e media impresa”.
Una riforma attesa da anni che stabilisce che tutti i testi normativi regionali aventi riflessi sulle micro e Pmi, siano redatti con disposizioni chiare,
semplici e comprensibili, tenendo ben presente
– fatto nuovo e importante – l’ottica interpretativa degli imprenditori.
Nella redazione dei testi, infatti, dovranno essere consultate anche
le associazioni rappresentative delle piccole
e medie imprese.
Si tratta di una novità
assoluta che si pone
a favore della qualità,
dello snellimento burocratico e semplificazione normativa per la
Micro, Piccola e Media
Impresa.
Il provvedimento contiene disposizioni finalizzate a favorire la comprensibilità dei testi normativi, ai quali devono
fare riferimento le micro, piccole e medie imprese, nonché a diminuire gli oneri amministrativi a
loro carico.
Il tutto seguendo i principi indicati dalla Commissione europea del 25 giugno 2008 (SBA - Small
business act) e del 23 febbraio 2011, recepiti a livello nazionale con la direttiva del Presidente del
Consiglio dei Ministri del 4 maggio 2010.
Per raggiungere gli obiettivi fissati dalla nuova
legge, la Regione Lazio (che è stata la prima regione ad adottare questo strumento) si avvarrà
di due strumenti:
1) l’AIEPI, analisi di impatto economico della regolamentazione in materia di micro, piccole e
medie imprese, effettuata da una struttura di
staff interna all’Assessorato alle attività produttive, che si occuperà di verificare la necessità e
l’opportunità degli interventi normativi in relazione agli effetti economici previsti sulle imprese
destinatarie;
2) la consultazione delle associazioni delle micro,
piccole e medie imprese maggiormente rappresentative a livello regionale, attraverso un Comitato composto da 5 membri nominati dal Presidente della Regione, su
proposta dell’Assessore
competente in materia,
scelti «da un elenco di
soggetti in possesso di
requisiti di comprovata
professionalità ed esperienza nelle materie
economiche, statistiche
e manageriali», fornito
dalle stesse associazioni, offrendo così alle
PMI uno strumento valido sia per affrontare
l’emergenza economica, che per individuare
obiettivi di medio termine in un ottica prevalente
di sviluppo. Sappiamo quanto la burocrazia, con
le sue complicazioni ed onerosità ha sempre
rappresentato un ostacolo allo sviluppo dell’imprenditoria, particolarmente per le micro e piccole imprese che non hanno un gran numero di
dipendenti o addirittura sono auto-impiegate.
L’approvazione di questa legge rappresenta
quindi, un passo decisivo per accrescere la competitività delle piccole e medie imprese ed è un
chiaro segnale per sostenere un settore che,
come già ricordato, rappresenta la spina dorsale
del nostro tessuto produttivo, perché permetterà di rilanciare l’azione dei nostri imprenditori.
19
“Insieme per Crescere nel Nostro Territorio”
LEGGE N. 9 DEL 5 AGOSTO 2011
“ISTITUZIONE DELL’ELENCO REGIONALE MADE NEL LAZIO”.
S
ul versante di una ferrea politica di contrasto agli illeciti e alle frodi in commercio che danneggiano i consumatori e gli
onesti esercenti, ho conferito il mio totale appoggio alla proposta di legge regionale
n. 108 approvata all’unanimità dal Consiglio
Regionale in data 6/07/2011 e divenuta Legge
n. 9 del 5 Agosto 2011.
La legge prevede la registrazione, su base volontaria, da parte delle imprese dei prodotti
del Lazio, sia in forma materiale che immateriale e l’annotazione in tre elenchi distinti:
• “Made in Lazio - tutto Lazio” (prodotti realizzati nel Lazio con materie prime del Lazio);
• “Made in Lazio - realizzato nel Lazio” (prodotti realizzati nel Lazio con materie prime di
provenienza diversa);
• “Made in Lazio - materie prime del Lazio”
(prodotti realizzati altrove con materie prime
del Lazio).
Il tutto, per promuovere la nostra regione e le
sue tipicità, ma anche per assicurare ai consumatori un’informazione adeguata e trasparente sulle imprese e sui prodotti commercializzati.
La Legge ha previsto uno stanziamento,
per l’esercizio finanziario 2011, pari ad euro
50.000,00.
“PIANO TRIENNALE PER LA COOPERAZIONE - ANNUALITÀ 2011-2013”
I
l “Piano triennale per la cooperazione annualità 2011-2013”, è stato approvato
in Consiglio regionale in data 23/11/2011,
con uno stanziamento di 9,08 milioni di
euro, che serviranno a raggiungere gli obiettivi specifici e a predisporre adeguati strumenti
operativi, in grado di accrescere i livelli di occupazione in territori ad economia fragile.
Questo Piano, verrà attuato dalla Giunta, ai
sensi della legge regionale n. 20 del 2003, mediante l’adozione di piani annuali con i quali
verranno individuati gli interventi da realizzare
e le relative coperture finanziarie e servirà a
garantire, attraverso il modello cooperativo,
incentrato su valori etici e solidaristici, la tenuta del PIL della nostra Regione e a sostenere
quelle categorie sociali del mercato del lavoro
come gli immigrati, le donne e i diversamente
abili troppo spesso, colpevolmente, marginalizzati.
Nel Lazio operano circa 8.000 cooperative,
il Piano è quindi finalizzato sia a consolidare
i buoni risultati ottenuti in passato, sia a sostenere le cooperative laziali nell’attuale fase
economica, caratterizzata da uno stato di crisi
e da una forte competizione dei mercati, supportandole nel processo di sviluppo e innovazione.
Tra le novità introdotte:
• gli aspetti legati alla internazionalizzazione
(fondamentale per mantenere competitività e
penetrare sui mercati esteri,
• la formazione
• l’assistenza alle nuove cooperative.
Il Piano approvato fissa gli obiettivi generali e
individua gli strumenti operativi per raggiungerli.
Obiettivi generali:
1) Promozione e diffusione della cultura e dell’imprenditorialità cooperativistica;
2) finalizzazione dei finanziamenti atti a favorire il processo di consolidamento e riqualificazione delle imprese cooperative;
3) disponibilità di adeguate risorse anche al
fine di patrimonializzare le cooperative del
Lazio;
4) visibilità del Movimento cooperativo rivolto
alla promozione di nuove imprese;
5) organizzazione regionale per la cooperazione - Osservatorio;
6) Conferenza programmatica per la cooperazione.
Obiettivi specifici e strumenti operativi:
1) Implementazione del Fondo speciale per la
promozione ed il sostegno alla cooperazione
presso l’Agenzia Sviluppo Lazio;
20
«Sonnino con Me in Regione Lazio»
2) rinnovo della Consulta regionale per la cooperazione;
3) creazione dell’Osservatorio regionale per la
cooperazione;
4) rinnovo del Nucleo di valutazione;
5) creazione dell’Albo regionale delle cooperative.
SCHEMA DI DELIBERA N. 50 DEL 17 MAGGIO 2011
“INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE PMI LAZIALI
APPROVAZIONE DEL PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI DI SOSTEGNO
ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL LAZIO, ANNUALITÀ 2010-2011”
L’
internazionalizzazione rappresenta
un’opportunità di espansione del
mercato in termini di crescita dei
volumi di vendita che si è rivelata
un efficace strumento per ovviare ad una delle
problematiche maggiormente avvertite dalle
imprese: trovarsi di fronte ad una insufficienza
della domanda, anche se non è sempre facile
per le PMI affrontare i mercati esteri.
È quindi vitale, per le nostre PMI, costituire
reti imprenditoriali, puntare sull’indiscusso
vantaggio della qualità del nostro ‘Made in
Italy’, mirare al sostegno delle istituzioni.
Il programma per l’internazionalizzazione,
approvato con unanime consenso dalla Commissione PMI, ha previsto uno stanziamento
di un milione di euro definendo le aree target,
i paesi prioritari e i settori focus su cui intervenire per sostenere l’internazionalizzazione
delle imprese laziali e individuare gli interventi indiretti e diretti, da realizzare attraverso la
società Sviluppo Lazio o direttamente dalle
imprese aggregate, attraverso apposito bando.
Tra gli interventi finanziati che meritano particolare menzione, mi preme sottolineare l’attenzione rivolta alla realizzazione di attività di
promozione del sistema economico produttivo laziale all’estero da realizzarsi attraverso la
partecipazione collettiva regionale ad importanti manifestazioni fieristiche internazionali
e nazionali; l’individuazione di una lista delle
PMI che per parametri quantitativi denotano un alto livello di internazionalizzazione;
l’organizzazione di incontri di business tra
le imprese regionali e le imprese estere per
favorire lo scambio e la creazione di partnership economiche, commerciali e produttive,
l’elaborazione di analisi di mercato, database, studi e ricerche settoriali per la diffusione
della cultura economica e il consolidamento
della presenza sui mercati internazionali.
«Il programma per l’internazionalizzazione, approvato con unanime
consenso dalla Commissione PMI, ha previsto uno stanziamento di un
milione di euro definendo le aree target, i paesi prioritari e i settori focus su
cui intervenire per sostenere l’internazionalizzazione delle imprese laziali
e individuare gli interventi indiretti e diretti, da realizzare attraverso la
società Sviluppo Lazio o direttamente dalle imprese aggregate, attraverso
apposito bando»
21
“Insieme per Crescere nel Nostro Territorio”
“LAZIO 4 IMPRESA” E “FONDO DI ROTAZIONE”
A
lle misure illustrate, è necessario, da
parte mia, ricordare altri importanti
e fondamentali provvedimenti che
sono stati adottati per fronteggiare
le difficoltà delle imprese con scarsa liquidità
e difficoltà di accesso al credito.
In questo senso, meritano particolare menzione le misure che rientrano nel pacchetto
“Lazio 4 Impresa” e il Fondo di Rotazione.
Il Pacchetto Lazio 4 Impresa che prevede 4 azioni concrete, è stato presentato il
23/05/2011 ed è orientato al sostegno del
tessuto imprenditoriale del Lazio.
Con questo strumento la Regione ha voluto:
• Garantire la prosecuzione dei lavori di investimento,
• Ridurre i tempi di incasso dei fornitori,
• Eliminare i costi legati al contenzioso,
• Immettere liquidità nel sistema economico
Nello specifico, la misura prevede:
• Un Fondo di garanzia e una convenzione
con l’Inps per favorire i propri creditori diretti
ed indiretti che intendono regolarizzare i propri debiti contributivi.
Grazie a queste misure, le aziende alle prese
con debiti previdenziali potranno contare su
un intervento diretto della Regione all’Inps,
per una dilazione dell’obbligo contributivo, o
tramite una banca convenzionata per la concessione del finanziamento destinato al pagamento del debito contributivo e potranno
così continuare a lavorare.
Con questi interventi, infatti, le imprese potranno nuovamente disporre del Durc (Documento unico di regolarità contributiva) il cui
rilascio consente loro di partecipare alle gare
e agli appalti pubblici.
• Il Pagamento delle imprese attraverso la
certificazione da parte della Regione dei crediti vantati che permette alle imprese di accedere con un tasso massimo del 3,75% omnicomprensivo di qualsiasi spesa, a un fondo di
22
«Sonnino con Me in Regione Lazio»
rotazione di 500 milioni, costituito con Sace
e i principali istituti di credito, impegnandosi,
in cambio, a rinunciare al contenzioso e agli
interessi che ritengono di vantare nei confronti della Regione.
Il Fondo di Rotazione è lo strumento finanziario che ha previsto uno stanziamento di 25
milioni di euro per il 2011 per favorire l’accesso
al credito, da parte delle Pmi, sotto forma di
finanziamento a tasso agevolato.
L’obiettivo del Fondo, la cui gestione è stata
affidata a Sviluppo Lazio e il cui termine di
scadenza del bando è stato il 30 dicembre
scorso, è stato quello di sostenere le imprese regionali, le micro, piccole e medie imprese, costituite anche in forma cooperativa e in
consorzi (industriali, artigianali, commerciali e
di servizi) che operano nella Regione Lazio attraverso interventi di:
• ampliamento, ricostruzione, riconversione,
riqualificazione e ammodernamento della
struttura produttiva,
• innovazione tecnologica e rafforzamento
della competitività,
• consolidamento della gestione finanziaria,
• internazionalizzazione, sviluppo e consolidamento delle nuove aziende
con un finanziamento che rientra nella fattispecie di mutuo e può coprire fino al 100 per
cento dell’investimento ammissibile (al netto
dell’Iva) per un minimo di 50mila euro ed un
massimo di un milione di euro. Il prestito, della durata massima di 5 anni, è concesso per il
50% a tasso di interesse dello 0,50 % e per il
rimanente 50% a tasso di interesse ordinario,
con copertura di garanzia regionale da parte
di Banca impresa Lazio.
Hanno potuto presentare la domanda, sia le
imprese singole, che le cooperative e i consorzi di imprese di qualsiasi settore produttivo:
industria, artigianato, commercio, servizi, a
condizione di avere la sede operativa nel territorio laziale.
SICUREZZA SUL LAVORO
COMMISSIONE SPECIALE SICUREZZA
E PREVENZIONE DEGLI INFORTUNISUI LUOGHI DI LAVORO
P
rima di essere un consigliere regionale sono un’imprenditrice: questo è il
motivo per il quale considero la sicurezza sul lavoro un tema di primaria
importanza per la tutela di ogni lavoratore.
Per questa semplice - ma fondamentale - ragione ho accettato l’incarico di vicepresidente della Commissione speciale “Sicurezza e
prevenzione degli infortuni sui luoghi di lavoro”, istituita a febbraio 2011.
Sono sempre stata convinta che la ‘cultura
della sicurezza’ sia uno degli indicatori del-
l’evoluzione civile di una società e che, per
realizzarsi, necessita della convergenza di
due piani di riferimento indispensabili: il quadro normativo e una forma mentis aperta e
diffusa.
Partendo da questo convincimento, ho appoggiato le iniziative promosse nell’ambito
della Commissione che, sin dal suo insediamento, si è data l’obiettivo di lavorare seguendo un’impronta squisitamente tecnica e
operativa, per giungere presto alla piena applicazione del Dgls 81/2008.
23
“Insieme per Crescere nel Nostro Territorio”
INIZIATIVE IMPORTANTI IN MATERIA DI SICUREZZA DEL LAVORO
L
e prime iniziative adottate sono state,
tra le altre, il “Numero Unico Europeo
del 112” per le emergenze, capace di
sopperire a una grossolana anomalia
dell’attuale sistema organizzativo del soccorso tecnico-sanitario nazionale rispetto al panorama internazionale.
Il numero di chiamata garantirà la tempestività dei soccorsi, l’efficienza e l’efficacia degli
stessi attraverso il coordinamento tra Ares 118
e Vigili del Fuoco e, quindi, tra soccorso sanitario e soccorso tecnico.
A questa aggiungo il Progetto “Cruscotto
Sicurezza” sui luoghi di lavoro che ho sostenuto con forza, diretto a verificare, attraverso un sistema di monitoraggio sul territorio,
in maniera anonima, il livello di conoscenza
dei datori di lavoro o dei dirigenti pubblici, la
conoscenza delle norme sulla sicurezza e la
salute nei luoghi di lavoro.
Il “Bollino Blu” della sicurezza sui cantieri è
poi una di quelle iniziative premianti per le
imprese edili che rispettano le norme sulla
sicurezza e che si traduce in un’agevolazione
in termini di punteggio nell’eventuale partecipazione a gare pubbliche indette dalla Regione, Province o Comuni laziali.
In seno alla Commissione Speciale abbiamo
terminato il 2011 approvando all’unanimità i
sei macroambiti sui quali intendiamo intervenire nell’immediato.
Tra questi mi preme rimarcare il progetto di
“Comunicazione/Formazione per le Famiglie”, finalizzato a ridurre gli infortuni in ambito domestico al quale si affiancherà una
campagna comunicativa sui fattori di rischio
e, su mia diretta iniziativa, l’organizzazione
di un Convegno sulla sicurezza nel mondo
dell’agricoltura diretto a diffondere le conoscenze tecniche in un settore nel quale il
fenomeno infortunistico presenta una soglia
d’incidenti con postumi permanenti e decessi
rilevanti.
24
«Sonnino con Me in Regione Lazio»
IMPEGNO PER IL SOCIALE
M
i è sembrato, inoltre, doveroso rivolgere l’attenzione ai grandi temi
di politica sociale per i quali sono
firmataria di importanti atti consiliari. Si tratta di argomenti complessi che
ho sempre cercato di affrontare nel rispetto
pieno dei valori alla base del mio impegno e
per i quali continuerò a battermi anche nel
futuro, convinta che queste tematiche non
possono e non devono essere affrontate con
ottiche partitiche o peggio ideologiche, ma
con esclusivo senso civico.
Nello specifico in ambito sociale sono firmataria, tra le altre, delle seguenti proposte di
legge:
PROPOSTA DI LEGGE N. 21 DEL 26 MAGGIO 2010
“RIFORMA E RIQUALIFICAZIONE DEI CONSULTORI FAMILIARI”
C
on questa proposta di legge, che ancora deve essere approvata in Consiglio e della quale sono firmataria, abbiamo voluto dar voce alla profonda
alleanza che esiste tra la donna e la vita. Alleanza a volte straordinariamente coraggiosa, spesso vissuta nel silenzio, troppe volte
sovrastata dal frastuono prodotto da poche
voci ma molto amplificate che, assumendo
posizioni radicalmente contro la vita, si arrogano il diritto di parlare a nome di tutte le
donne.
Convinte che la maternità rappresenti un valore sociale che le istituzioni sono chiamate
a tutelare, si ritiene fondamentale accogliere
e sostenere le donne lasciate sole di fronte
ad una gravidanza difficile, per operare, insieme con loro, una reale tutela della maternità
che garantisca la libertà di non abortire e allo
stesso tempo perseguire tutte quelle iniziative che, a livello legislativo, culturale e di opinione pubblica, siano idonee a promuovere
la tutela della vita nascente. Il ruolo dei consultori familiari sul territorio di appartenenza
va rilanciato e ad essi è affidato il delicato
compito di vigilare sulla famiglia, prevedendo
e prevenendo le situazioni di crisi e sostenendola nel suo intero ciclo vitale: l’accompagnamento ed il sostegno devono esprimersi
“da subito”( a partire dall’aiuto alla coppia a
costruire un “progetto di famiglia”) ed essere costanti e perdurare per l’intero ciclo della
vita familiare.
Operando secondo un approccio interdisciplinare, che interesserà diversi settori
(educativo, giuridico, psicologico, sanitario,
socio-assistenziale) i Consultori devono valorizzare la comunità familiare ed utilizzare le
conoscenze educative, giuridiche, psicologiche sanitarie e socio-assistenziali, in funzione
preventiva del disagio e dell’eventuale crisi.
In connessione con queste ampliate funzioni di competenza dei consultori, la proposta
di legge prevede una nuova composizione
dell’equipe consultoriale, che deve essere obbligatoriamente costituita da professionisti
in possesso di titoli qualificanti. E’ previsto
anche l’inserimento all’interno dei consultori degli esperti di bioetica o di antropologia
della famiglia allo scopo di poter indirizzare
la donna verso una soluzione alternativa e
concreta al dramma dell’aborto.
25
“Insieme per Crescere nel Nostro Territorio”
Infine, per rispondere adeguatamente al
superamento delle cause che inducono la
donna ad abortire, visto che la prima causa
è economica, la proposta di legge prevede
l’istituzione di un fondo comune per la tutela
sociale della maternità, cui i consultori possono attingere, per erogare un assegno di
sostegno mensile per un periodo di un anno,
rinnovabile di anno in anno, fino al raggiungimento del quinto anno del figlio.
P.L. N. 25 DEL 03 GIUGNO 2010
“ISTITUZIONE DELL’OSSERVATORIO REGIONALE
PER LA TUTELA ANTIDISCRIMINATORIA”
L
a Proposta di legge n. 25, della quale
sono firmataria e che deve ancora essere
discussa in seno al Consiglio regionale,
è il risultato dell’attenzione rivolta dalle
Istituzioni regionali verso il tema delle discriminazioni e della promozione delle pari opportunità e rappresenta un passo decisivo per prevenire e contrastare ogni forma di discriminazione:
problematica questa estremamente complessa
che ha assunto un’importanza fondamentale
nell’attuale contesto di forti mutamenti sociali
ed economici e per la quale risulta necessario
intrecciare il più possibile le attività profit e no
profit, il pubblico con il privato, per realizzare
uno stato sociale davvero sussidiario e vicino ai
bisogni dei cittadini e inclusivo di tutti, nessuno
escluso. La P.L. n. 25, in armonia con l’art. 21 della
“Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea” e con l’art 3 della Costituzione Italiana,
intende infatti colmare il vuoto registrato nella
normativa regionale, che non prevede istituzioni o centri che si occupano della prevenzione e del contrasto delle discriminazioni (salvo
quanto previsto dall’art. 26 della legge regionale
n.10/2008 che stabilisce l’istituzione presso l’assessorato alle politiche sociali di un “osservatorio” contro il razzismo e la xenofobia, ad oggi
ancora non operante e per il quale la presente
P.L. nell’art4 ne chiede l’abrogazione) attraverso l’istituzione, presso l’assessorato competente
in materia di politiche sociali, dell’Osservatorio
regionale per la tutela antidiscriminatoria: organismo di garanzia con compiti di prevenzione,
ascolto, informazione e tutela nei confronti delle vittime di discriminazioni per ragioni etniche,
razziali, religiose, di disabilità, di età, di genere o
di orientamento sessuale.
La struttura, per prevenire atteggiamenti discriminatori, assistere le vittime di discriminazione e
monitorare sul territorio il fenomeno, dovrà collaborare con le province, i comuni, l’osservatorio
cittadino di prevenzione e contrasto alle discriminazioni del comune e con quelli presenti negli altri comuni del Lazio, oltre che con l’UNAR
(Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni razziali)
operante presso il Dipartimento per le Pari Opportunità della presidenza del Consiglio.
Tramite l’Osservatorio, la Regione potrà coordinare le reti territoriali, gli sportelli legali e di associazioni che operano sul territorio regionale,
anche attraverso l’istituzione dell’Assemblea regionale per la tutela antidiscriminatoria.
Lo stanziamento previsto dalla legge per ciascuna annualità 2010, 2011, 2012 è pari a 200.000,00
euro.
PROPOSTA DI LEGGE N. 228 DEL 5 LUGLIO 2011
“ISTITUZIONE DELLA GIORNATA REGIONALE
PER LA LOTTA CONTRO LA DROGA”
L
a proposta, della quale sono firmataria e che deve ancora approdare in
Consiglio, testimonia l’attenzione della Regione Lazio, che vuole essere in
prima linea nella lotta alla droga e nella promozione di stili di vita positivi fra i giovani.
L’atto di indirizzo politico sottolinea infatti
l’impegno delle Istituzioni regionali ad intra-
26
«Sonnino con Me in Regione Lazio»
prendere ogni azione utile nel sensibilizzare
maggiormente l’opinione pubblica sugli effetti prodotti dalle sostanze stupefacenti e
sulle terribili conseguenze che queste sono
capaci di produrre nel lungo periodo.
Questo è lo spirito della P.L. n. 228, con la
quale si intende istituire la Giornata regionale per la lotta contro la droga, da celebrarsi
ogni anno il giorno 26 giugno, in concomitanza con la giornata internazionale contro le
tossicodipendenze, per rendere consapevoli
le giovani generazioni delle terribili conseguenze che l’uso di queste sostanze può portare ed anche per combattere la presenza
di una cultura piuttosto diffusa che, in nome
del principio della libertà individuale, vuole
togliere allo Stato e alle Istituzioni la funzione contenitiva che gli è propria, ostacolando
quegli interventi decisi e decisivi, necessari
per prevenire e contenere il fenomeno.
La giornata del Lazio contro la droga dovrà
rappresentare quindi un momento di riflessione e al contempo una piattaforma di lancio di iniziative regionali utili per contrastare
questa preoccupante piaga sociale che coinvolge milioni di cittadini, soprattutto giovani
in età scolastica e adolescenziale con tutte
le conseguenze sociali, sanitarie e giudiziarie
che il suo utilizzo comportano.
Attraverso questo disegno di legge, la Regione Lazio, fungendo da apripista a livello
nazionale su una tematica di fondamentale
importanza, prevede una serie di progetti a
livello territoriale (campagne d’informazione,
convegni, studi e dibattiti) da svolgere durante tutto il corso dell’anno, finalizzati alla
prevenzione del consumo, dello spaccio e del
traffico di sostanze stupefacenti e psicoattive
e alla diffusione della cultura e dell’educazione alla legalità.
Per dare maggiore efficacia a queste iniziative che coinvolgeranno principalmente Scuole, Università e Centri di Aggregazione Giovanili, la Regione Lazio, nella definizione del
programma di attività, si confronterà anche
con gli organismi di rappresentanza giovanile quali: il Forum regionale per le Politiche
Giovanili, il Forum Provinciale per le Politiche
Giovanili, i Consigli comunali dei giovani e le
Comunità giovanili dislocate sull’intero territorio regionale e questi incontri saranno
organizzati dalla Giunta regionale e dal Consiglio senza nuovi o maggiori oneri a carico
della Regione Lazio.
PROPOSTA DI LEGGE N. 278 DEL 7/12/2011
“DISPOSIZIONI PER LA SENSIBILIZZAZIONE E PREVENZIONE DEL CONSUMO
DI SOSTANZE ILLEGALI E DI BEVANDE ALCOLICHE E PER PREVENIRE
L’INCIDENTALITÀ CONNESSA A TALI FENOMENI”
L
a proposta di cui sono firmataria e che
dovrà ancora essere discussa in Consiglio affronta il problema dell’incidentalità connessa al consumo di sostanze
illegali e di bevande alcoliche che diventa ogni
giorno più importante ed urgente.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha, infatti, stimato, che gli incidenti stradali causati
dall’uso di sostanze illegali e dal consumo di
bevande alcoliche è la prima causa di morte
degli individui al di sotto dei 40 anni e tra i
conducenti morti in seguito ad incidenti stradali, i più colpiti sono i giovani, in particolare,
nelle stragi del sabato notte.
Si tratta, come detto, di una vera e propria tragedia collettiva, alla quale le Istituzioni hanno
il dovere di rispondere con attenzione, senso
di responsabilità e con provvedimenti idonei,
concreti e strutturali.
In particolare, tra i compiti stabiliti dallo Statuto Regionale, spetta alla Regione Lazio promuovere il diritto alla vita, la tutela della salute dei propri cittadini e realizzare interventi e
servizi di prevenzione per raggiungere lo sviluppo civile e sociale.
In questa cornice, si inserisce quindi questa
proposta di legge, finalizzata non solo a salvaguardare la salute dei cittadini mediante l’attivazione di interventi diretti alla prevenzione,
ma anche a realizzare un’importante attività
di sensibilizzazione, attraverso capillari campagne informative, sul consumo di sostanze
illegali e di bevande alcoliche, per prevenire
l’incidentalità stradale connessa a tali fenomeni ed educare i giovani ad un divertimento
sano e sicuro.
A questo scopo, la proposta, della quale condivido ed apprezzo le finalità, intende opera-
27
“Insieme per Crescere nel Nostro Territorio”
re una capillare azione informativa rivolta sia
ai giovani, “educandoli” al consumo di quanto viene loro offerto nei locali notturni, sia ai
gestori dei locali stessi che dovranno dotarsi
di apparecchio etilometro e promuovere l’organizzazione di forme di trasporto da e per
i locali.
PROPOSTA DI LEGGE N.164 DEL 28/02/2011
“NORME PER LA PREVENZIONE, DIAGNOSI E CURA DELL’ANORESSIA, DELLA
BULIMIA E DEGLI ALTRI DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE”
L
a proposta di legge, che mi vede firmataria e che dovrà essere ancora
discussa in Consiglio regionale, affronta una problematica in continua
espansione e per la quale la prevenzione e la
cura diventano sempre più di fondamentale
importanza.
Il problema dei disturbi del comportamento
alimentare è diventato, negli ultimi anni, ogni
giorno più importante e urgente: i mezzi di
comunicazione di massa gli dedicano spazi
sempre più ampi, mentre terapeuti e ospedali hanno a che fare con un numero di casi in
continua crescita, tale da indurre gli esperti
del settore a parlare di emergenza e malattia
sociale.
Una malattia che riguarda oggi in Italia circa 2 milioni di persone con un incremento
di incidenza nella popolazione che interessa
sempre più frequentemente soggetti in età
scolare a causa della combinazione di diversi
fattori scatenanti di natura biologica, sociale
e psicologica.
Anche la letteratura scientifica, che si è occupata di disturbi alimentari e di disordini ad
essi correlati ha messo in luce la complessità
di queste patologie che per essere affrontate
necessitano di un approccio multidisciplinare
che solo un efficiente rete di servizi socio-sanitari può garantire, per assicurare informazione
e prima accoglienza ambulatoriale, sostegno
e assistenza in strutture residenziali adeguate,
28
«Sonnino con Me in Regione Lazio»
nelle quali collaborino sistematicamente figure professionali diverse (internisti, nutrizionisti,
psichiatri, psicologi clinici, dietisti).
È ormai infatti scientificamente dimostrato
che non esiste una causa specifica per spiegare la natura e l’insorgenza di queste patologie
e tutti gli studiosi concordano nell’affermare
che per spiegarne l’origine sia necessario ricorrere ad un’ottica “multifattoriale”, cioè ricercare un insieme di fattori che concorrono
all’instaurarsi e al mantenersi del disturbo alimentare del quale esistono inoltre molti livelli
intermedi di patologia, dai confini sfumati,
molto più diffusi delle forme conclamate.
Chi è vittima di queste patologie vive un
rapporto sofferto con la famiglia e con gli altri, ma prima di tutto con se stesso e con la
propria individualità perdendo l’autostima, la
percezione di sé e del mondo circostante.
Si tratta, come detto, di una vera e propria
malattia sociale alla quale non sempre le Istituzioni hanno risposto con attenzione, senso
di responsabilità e con provvedimenti idonei,
concreti e strutturali ed è per questo che sostengo questa proposta di legge finalizzata
non solo a salvaguardare la salute dei cittadini mediante l’attivazione di interventi diretti
alla prevenzione, diagnosi e cura dell’anoressia, della bulimia e degli altri disturbi del
comportamento alimentare, ma anche a realizzare un’importante attività di prevenzione
attraverso capillari campagne informative a
livello scolastico e in collaborazione con le
associazioni delle famiglie.
MOZIONE N. 170 DEL 1/03/2011
“INIZIATIVE ISTITUZIONALI E POLITICHE DI CONTRASTO
ALLA VIOLENZA SULLE DONNE”
L
a mozione approvata in Consiglio regionale e di cui sono firmataria unitamente
alla N. 294 del 16/11/2011 “Istituzione di
un “Anno europeo della lotta alla violenza contro le donne” affrontano una delle problematiche più gravi ed urgenti delle nostre società
democratiche e civili.
Molte donne, infatti, sono sottoposte quotidianamente a quelle che oggi vengono considerate
forme di violenza inaccettabili.
Spesso, però, non se ne rendono conto perché
la sofferenza diventa abitudine e stile di vita:
non si denuncia, ma neppure ci si ribella.
La violenza sulle donne è purtroppo un fenomeno sociale presente in tutti i Paesi e che interessa trasversalmente tutte le classi sociali ed
è un problema mondiale di cui si è preso atto
sin dal 1975, data nella quale il tema è stato ha
dichiarato dall’ONU come il reato più diffuso nel
mondo.
Da allora è stato legittimato come problema politico e sociale che emerge come caratteristica
permanente della storia e si manifesta come paradigma delle varie culture e civiltà, travalicando, come è stato detto, differenze geografiche,
religiose, politiche, tanto da condurre, nel 1999,
con la risoluzione n. 54/134, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite a istituire la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità)
ha reso noti i risultati di uno studio sul fenomeno
della violenza, definendolo generalizzato e diffuso “sia nei Paesi industrializzati che in quelli in
Via di Sviluppo, a Occidente come ad Oriente, a
sud e a nord, nelle aree rurali ed in quelle metropolitane” e ha evidenziato come una donna su
cinque ha subito abusi fisici o sessuali da parte
di un uomo, mentre nel mondo viene uccisa una
donna ogni otto minuti.
Secondo i dati raccolti dall’Istat, relativi alla situazione italiana, circa il 32% delle donne tra i 16
e i 70 anni sono state vittime di violenza, fisica
o sessuale, almeno una volta nella vita, ma solo
una minima percentuale di esse denuncia l’accaduto e ancora meno sono le segnalazioni se
l’autore delle violenze non è il proprio partner.
La Regione Lazio ha affrontato questa emergenza stanziando per il 2011 200.000,00 euro
per istituire, sul territorio centri di accoglienza e case rifugio, capaci di rispondere alle necessità delle donne che si trovano esposte alla
minaccia di ogni forma di violenza o che l’abbiano subita e ha previsto uno stanziamento di
€ 300.000,00 con il bilancio di previsione 2011
per finanziare interventi volti a prevenire e contrastare ogni forma e grado di violenza morale,
fisica e psichica di natura sessuale nei confronti
delle donne, prevedendo in particolare un potenziamento della sicurezza diurna e notturna di
parchi, giardini e luoghi a rischio da realizzare
29
“Insieme per Crescere nel Nostro Territorio”
mediante sistemi aggiornati ed efficaci di illuminazione e controllo; un’attività di sostegno ai
consultori, alle strutture ed alle aziende sanitarie
per la creazione e l’implementazione di centri di
aiuto alle donne; un’attività di carattere formativo-educativo diretta a sensibilizzar l’opinione
pubblica su queste tematiche (in particolare
docenti e genitori) , a prevenire ogni forma di
violenza, a superare degli stereotipi di genere e
ad acquisire maggiore autostima e tecniche di
autodifesa.
In questo contesto si inserisce la presente mozione, approvata all’unanimità, con la quale il
Consiglio regionale vuole confermare l’obiettivo prioritario dell’azione politica della regione
Lazio di prevenire e contrastare tutte le manifestazioni di violenza sulle donne attraverso iniziative concrete di sostegno alle vittime e per la
diffusione di una cultura del rispetto e impegna
il Presidente e la Giunta regionale a proseguire
nelle iniziative istituzionali e politiche di contrasto alle violenze sulle donne attraverso una presenza capillare sui territori dell’Istituzione, che si
realizza con attività di sostegno ai consultori e
alle aziende sanitarie per creare o implementare
centri di aiuto alle donne e per consolidare e potenziare la rete dei centri antiviolenza.
In particolare, la mozione impegna la Presidente
Polverini e la Giunta:
• a potenziare la rete dei centri antiviolenza per
l’assistenza e il sostegno delle donne e dei loro
bambini;
• a sensibilizzare l’opinione pubblica attraverso
campagne informative sul tema della violenza
contro le donne;
• ad informare le donne sulle strutture e i servizi
di prevenzione a disposizione per la loro tutela;
• a pianificare un programma di educazione e
formazione nelle scuole incentrato sul rispetto
della differenza di genere, della persona e dei
diritti umani;
• a predisporre codici etici per l’informazione
per preservare l’immagine e la dignità femminile
da offensive strumentalizzazioni che la riducono
ad esclusivo oggetto di desiderio;
• ad adottare iniziative specifiche per la formazione del personale socio-sanitario delle ASL
affinché sia garantito un approccio specialistico
alle emergenze derivanti dalla violenza contro le
donne;
• a potenziare – conclude la mozione - i servizi di
assistenza delle vittime di violenza e rafforzare il
monitoraggio del fenomeno per verificare l’efficacia delle azioni di contenimento delle molteplici declinazioni della violenza di genere.
L’atto di indirizzo politico ricorda infine, che i
diritti delle donne sono diritti umani ed il loro
rispetto qualifica le società come democratiche
e ne definisce il grado di civiltà, di sviluppo e di
effettiva parità.
MOZIONE N. 246 DEL 21/07/2011
“INIZIATIVE IN RICORDO DELLE VITTIME DELLA MAFIA
E DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA”
C
on questo provvedimento, approvato
all’unanimità e di cui sono firmataria, il
Consiglio Regionale del Lazio ha voluto
rinnovare l’impegno dell’ Istituzione Regionale nella lotta contro la mafia e contro ogni
forma di criminalità organizzata e di violenza.
Il 23 maggio 1992 nell’attentato di Capaci persero la vita Giovanni Falcone, la moglie Francesca
Morvillo e tre uomini della sua scorta.
Il 19 luglio 1992, 57 giorni dopo la strage di Capaci venivano uccisi in un attentato a Palermo,
Paolo Borsellino e cinque uomini della sua scorta.
In memoria del loro sacrificio e vista la persistenza di condizionamenti e infiltrazioni mafiose
in tutto il territorio nazionale ed anche su quello
regionale, il 19 luglio 2011 la Presidenza della Re-
gione Lazio, in collaborazione con la Provincia
di Roma e Roma Capitale ha organizzato una
fiaccolata contro tutte le mafie con l’obiettivo di
sensibilizzare l’opinione pubblica.
Sempre nella stessa giornata, per trasmettere
alle nuove generazioni l’esempio della legalità,
giustizia e vocazione di rispetto e servizio per lo
Stato testimoniato da Giovanni Falcone e Paolo
Borsellino, sono state intitolate loro due residenze universitarie Laziodisu.
Il sacrificio di questi uomini e degli altri Eroi vittime della mafia impone a tutti l’obbligo di non
dimenticare la gravità e il profondo danno sociale prodotto da questa fenomenologia criminale
che, pur avendo perso la ferocia degli anni ’80’90, non è finita, ed è ancora particolarmente
pericolosa soprattutto fra le nuove generazioni
30
«Sonnino con Me in Regione Lazio»
che rappresentano la categoria più a rischio all’interno della quale queste organizzazioni criminali possono penetrare sfruttando situazioni di
disagio sociale e giovanile.
La mafia non è solo un problema di ordine pubblico ma rappresenta la più forte insidia alla
convivenza civile, alla saldezza e credibilità delle
istituzioni e al corretto funzionamento dell’economia.
Commemorare le vittime di mafia significa rinnovare l’impegno, perché il loro sacrificio richiama
tutti noi verso un’azione condivisa di contrasto e
di opposizione alle mafie e alle sue più insidiose forme di aggressione criminale, ma significa
anche proseguire nell’opera di sensibilizzazione,
per mantenere viva nella popolazione ed in par-
ticolare nei più giovani, la consapevolezza che
la mafia e la criminalità organizzata possono e
devono essere sconfitte.
Ed è per questo che la mozione impegna la Presidente della Regione e la Giunta Regionale a
porre all’ingresso della sede della Regione Lazio
una targa commemorativa in ricordo delle vittime della mafia e della criminalità organizzata e
sempre la stessa, impegna il governo regionale
ad indire, in collaborazione con Laziodisu ed il
Forum Regionale per le Politiche Giovanili un
concorso annuale per elaborati, fra gli studenti
delle scuole medie superiori e delle università
del Lazio, la cui premiazione dei vincitori si svolgerà ogni anno, nella ricorrenza dell’attentato di
Capaci.
USURA: NUOVA LEGGE ALLO STUDIO IN REGIONE
I
n Commissione Piccola e Media Impresa
della Regione Lazio abbiamo organizzato un’audizione con le associazioni dei
consumatori, le associazioni e le fondazioni antiracket e antiusura, per una approfondita valutazione della bozza di legge
sull’usura, fenomeno in continua evoluzione,
sommerso e sottostimato, determinato da
una serie di fattori socio-economici e piaga
sociale fortemente estesa sull’intero territorio
regionale, con gravi riflessi all’interno delle
province di Frosinone e Latina.
Per queste ragioni stiamo discutendo una
proposta di legge finalizzata nell’adottare
misure più stringenti per contrastare quest’odioso fenomeno.
Si tratta di un testo che presenta alcune in-
novazioni, tra le quali, il riconoscimento del
danno sociale subito dalle vittime.
La nuova legge antiusura in discussione prevede
l’istituzione di un fondo economico per il finanziamento, gli indennizzi per le famiglie e per le
piccole e medie imprese, gli interventi per favorire la competitività e l’inclusione con il reinserimento nei circuiti finanziari legali dei soggetti
vittime d’usura, azioni di assistenza e tutela alle
vittime e potenziali vittime dell’usura.
La proposta di legge, inoltre, ha ulteriori linee
d’intervento, che riguardano tra l’altro: la promozione e il sostegno dell’associazionismo, le
attività di comunicazione sui servizi offerti alle
famiglie e alle piccole aziende in condizioni di
sovra indebitamento, il sostegno a province e
comuni per progetti di prevenzione.
31
“Insieme per Crescere nel Nostro Territorio”
IL MIO IMPEGNO IN REGIONE LAZIO
PER IL TERRITORIO DELLA PROVINCIA
DI LATINA, PER SONNINO
E LE CITTÀ DEI MONTI LEPINI
I
l mio impegno per il territorio pontino
- che è poi la parte che mi appassiona
e coinvolge maggiormente sia a livello
istituzionale che politico - si traduce nel
costante rapporto di cooperazione con le comunità locali.
Una collaborazione che non si limita ai soli
ambiti di competenze ufficiali ma che com-
prende il sostegno a tutti i temi che mi sono
stati sottoposti finora, alcuni dei quali portati a felice soluzione: sanità, opere pubbliche
incomplete o da sollecitare, problemi legati
al lavoro, riassetto della rete scolastica provinciale, viabilità di competenza regionale e
dell’Amministrazione Provinciale di Latina.
SANITÀ
INTERROGAZIONE N. 87 DEL 27 LUGLIO 2010
P
er quanto riguarda le problematiche
legate alla sanità, ho proposto un’interrogazione a risposta scritta, la n.
87 del 27 luglio 2010, di cui si attende risposta e che reca il carattere di urgenza.
Questa rappresenta uno dei primi impegni
legislativi da me intrapresi a favore delle politiche sanitarie del territorio di cui sono espressione. L’interrogazione afferente alla situazione dell’ospedale San Carlo di Sezze, è stata
sottoposta all’attenzione del Presidente del
Consiglio regionale Mario Abbruzzese proprio
a presidio della difesa del diritto all’assistenza
sanitaria per i cittadini dei monti Lepini, che
potrebbe essere compromessa dalla chiusura
ed il trasferimento dei servizi del citato ospe-
dale, così come stabilito nel Decreto del Presidente della Regione Lazio Renata Polverini
del 48 del 31 maggio 2010 recante il “Piano
degli interventi per la riconduzione dell’offerta ospedaliera per acuti, riabilitazione postacuzie e lungodegenza medica agli standard
previsti dal Patto per la Salute 2010-2012”, nel
quale si prevede che entro il 31.12.2010 si darà
mandato alle ASL territorialmente competenti
di procedere al trasferimento ad altri presidi
pubblici dell’attività “per acuti” attiva, tra gli
altri, presso l’ospedale di Sezze.
L’interrogazione è nata sulla considerazione
dell’utilità della struttura e del principio secondo il quale la razionalizzazione delle risorse deve essere assolutamente compatibile con
32
«Sonnino con Me in Regione Lazio»
l’interesse e le necessità dei cittadini.
È bene sottolineare, infatti che l’ospedale San
Carlo di Sezze svolge le proprie attività nelle
specialità di “geriatria” e di “medicina generale” e che funge anche da padiglione del nosocomio Santa Maria Goretti di Latina grazie
soprattutto al Day Surgery chirurgico, al Day
Hospital, alla presenza dell’università, e ai reparti di chirurgia generale e di oculistica, rivestendo un ruolo strategico nell’offerta sanitaria dei Monti Lepini a beneficio dei cittadini
dell’area Nord della provincia di Latina.
Alla luce dell’assoluta utilità che la struttura riveste per i cittadini, essa non può essere ridotta ad un mero poliambulatorio con strumenti
per la diagnostica e snaturata del suo carattere ospedaliero. Dunque, mediante interrogazione, ho chiesto alla Giunta di verificare l’esigenza di salvaguardare il presidio ospedaliero
di Sezze, evitandone di fatto la chiusura mediante la riconversione in Presidio Territoriale
di Prossimità (PTP).
INTERROGAZIONE N.696 DEL 17/01/2012
S
empre nell’ottica della difesa del diritto
ad un’adeguata assistenza da parte del
malato ho proposto un’altra interrogazione, presentata al Presidente del Consiglio regionale on. Mario Abbruzzese, in data
17/01/2012 e rivolta alla Presidente della Regione. Questa interrogazione nasce dalla rilevazione di un accadimento che attiene in primo luogo al diniego di un diritto di un malato e di cui
si intende conoscere le ragioni ed in secondo
luogo al sospetto da accertare circa l’integrità
dei principi ispiratori che dovrebbero guidare
l’operato della Asl di Frosinone.
Dato il compito della Regione Lazio di presa in
carico delle esigenze dei cittadini e considerato
il mio ruolo di presidio delle politiche sanitarie
regionali e di difesa delle giuste pratiche sanitarie, non ho potuto non farmi interprete del forte disagio vissuto da una signora residente nel
Comune di Cervaro in Provincia di Frosinone
e che si è vista, di fatto, negare i benefici della legge 104 dalla “Commissione medica per
l’accertamento dell’handicap” della provincia
di Frosinone, nonostante la documentazione
di illustri personalità mediche che attestano le
condizioni di forte disagio in cui è costretta a
vivere.
L’aver sollevato questa specifica problematica
vissuta da una singola cittadina comune, credo
che possa servire da esempio all’intera collettività, al fine di realizzare il bene comune.
Credo che sia utile a questo punto ricostruire il
travaglio vissuto dalla signora, che è purtroppo
affetta da una grave patologia e, così come attesta la documentazione rilasciata dalla dottoressa Terribili, è bisognosa di assistenza e cure
mediche da effettuarsi settimanalmente nell’ospedale Agostino Gemelli di Roma, a seguito
di alcune complicanze sul suo stato di salute,
fortemente compromesso da un’operazione
subita nel già citato ospedale e dopo essere
stata sottoposta a chemio e radio terapia.
Ricordo che la documentazione probante in
possesso dalla signora è stata rilasciata dall’ospedale Agostino Gemelli di Roma, struttura
di assoluto rilievo nel contesto sanitario nazionale.
Nonostante tutti questi elementi, la “Commissione medica per l’accertamento dell’handicap” della provincia di Frosinone ha apposto
il proprio diniego, lasciando la signora in uno
stato di assoluta solitudine, resa ancora più insopportabile da quanto proferiva, al momento
del ritiro del referto, un’impiegata della Asl di
Frosinone, espressa in presenza di testimoni,
«… qui se non hai la raccomandazione la 104
non la prendi».
Di fronte alle difficoltà che vive una cittadina
come tanti ho chiesto vivamente alla Presidente Polverini di conoscere le ragioni che sono alla
base del diniego da parte della “Commissione
medica per l’accertamento dell’handicap” della provincia di Frosinone per l’ottenimento dei
benefici previsti dalla legge 104, in secondo
luogo l’accertamento, con gli organi di legge,
se nella ASL di Frosinone ci sia un sistema sorretto dalle raccomandazioni per l’assegnazione
dei benefici previsti dalla legge 104 e, anche
alla luce della nuova documentazione clinica e
delle delicate condizioni psico-fisiche della signora, la possibilità di riconsiderare la decisione adottata dalla Commissione.
33
“Insieme per Crescere nel Nostro Territorio”
SPORTELLI AGRICOLI DI ZONA
U
no dei temi caldi discussi all’interno
delle sedute della Commissione agricoltura, tenutesi all’indomani della
pausa estiva, è stato il futuro degli
Sportelli Agricoli di Zona, sui quali è stata
espressa la volontà dell’assessorato competente in materia di razionalizzarli e ridurli a
soli 5, uno per ogni Provincia.
Al complesso dibattito ho partecipato trasmettendo le mie forti perplessità circa la riduzione in Provincia di Latina degli sportelli
Saz. Mi sono battuta per far valere il principio
secondo il quale la razionalizzazione delle risorse non poteva avvenire ai danni degli agricoltori che avrebbero subito le conseguenza
di una drastica riduzione di uno tra gli organismi al loro servizio.
Grazie al mio manifesto impegno, condiviso da altri colleghi commissari, si è arrivati a
mantenerne attivi 35 di cui 7 a Frosinone, 5 a
Latina, 5 a Rieti, 12 a Roma e 6 a Viterbo.
Nel dettaglio per la Provincia di Latina sono
attivi: Aprilia, Fondi, Formia, Minturno e Terracina.
IMPEGNO PER GLI IMPRENDITORI PONTINI
IN OCCASIONE DEL CONVEGNO DI UNINDUSTRIA
DEL 15 MARZO 2011
I
l 15 marzo 2011 ho presenziato alla prima assemblea pubblica di Unindustria:
l’unione degli industriali delle province
di Roma, Frosinone, Rieti e Viterbo.
Durante l’Assemblea, tenutasi all’interno del
Gran Teatro del Parco a tema “Rainbow MagicLand” di Valmontone, sono intervenuti:
Aurelio Regina Presidente di Unindustria,
Gianni Letta: Sottosegretario alla Presidenza
del Consiglio ed Emma Marcegaglia: Presidente di Confindustria. Ho condiviso a pieno
l’intervento del Sottosegretario Letta, che in
risposta all’esortazione lanciata al Governo
dal presidente Aurelio Regina, ha parlato dell’importanza riconosciuta del “genio italiano”
che ha reso grande la storia imprenditoriale
del nostro Paese, e proprio alla luce della forza di questo fondamentale elemento, egli ha
esortato gli imprenditori ad avere un maggiore slancio per risultare vincenti nella competizione internazionale.
Tuttavia, ho esposto il mio personale rammarico per l’esclusione della Provincia di Latina che rappresenta una realtà importante
in termini economici. Il comparto industriale
pontino contribuisce in modo assolutamente
rilevante alla formazione del Prodotto Interno
Lordo dell’intera Regione Lazio. È importante sottolineare il vitalismo che anima l’attività imprenditoriale dei numerosi industriali
pontini, che difendono strenuamente la competitività dei loro prodotti. Ho voluto infine
ricordare che nella provincia di Latina sono
concentrate delle eccellenti realtà industriali
di assoluto rilievo non solo per il contesto laziale ma anche nazionale.
34
«Sonnino con Me in Regione Lazio»
DAI DISTRETTI INDUSTRIALI
ALLE RETI D’IMPRESA
“D
ai distretti industriali alle reti
d’impresa” è il titolo dell’incontro che si è tenuto nella sala
Mechelli del Consiglio regionale del Lazio, il 5 luglio 2011, organizzato dalla
commissione Piccola e media impresa, commercio e artigianato.
L’incontro - convegno, che ha avuto come
obiettivo la verifica dello stato dell’arte sui distretti industriali a dieci anni di distanza dalla
loro legge istitutiva e su come sviluppare l’impianto di Reti d’impresa al fine di stimolare la
competitività, la ricerca e lo sviluppo.
Il convegno ha segnato la partecipazione dei
rappresentanti di quasi tutte le associazioni
degli imprenditori, degli artigiani e delle cooperative del Lazio, dei maggiori sindacati e i
vertici delle agenzie regionali Sviluppo Lazio,
Filas e Bic.
In apertura dei lavori è stato riconosciuto alla
commissione il buon lavoro svolto per aver
licenziato in tempi stretti strategici provvedimenti come la legge sullo Sba, la quale permetterà di semplificare l’intera normativa di
riferimento a beneficio di una migliore e veloce operatività per le micro, piccole e medie
imprese.
È da questi rilevanti incontri che si possono
e si devono ricercare le ragioni politiche e
amministrative per sostenere maggiormente
il sistema produttivo laziale, e continuare a
mantenere alti i livelli di competitività e occupazione in un momento storico particolarmente difficile per la recessione economica
ancora in evoluzione.
L’attuale rappresentanza politica della Regione Lazio e le organizzazioni industriali della
piccola e medie impresa devono per queste
ragioni rimane uniti per consegnare risposte
certe alle migliaia di aziende e al territorio.
35
“Insieme per Crescere nel Nostro Territorio”
CONTRASTO ALLA PRECARIETÀ
STABILIZZAZIONE DEI LAVORATORI SOCIALMENTE UTILI
N
on perdendo di vista gli obiettivi programmatici, sono riuscita a dirimere
la spinosa e controversa questione
del futuro dei lavoratori socialmente
utili (LSU) dei Comuni della Provincia di Latina, l’unica a non aver ancora provveduto alla
stabilizzazione dei lavoratori.
Una vicenda davvero molto delicata sulla
quale si è prodotta una pubblicistica demagogica che non si è arrestata neanche davanti alla determina dirigenziale del Direttore
Vicario della Direzione Regionale Formazione
e Lavoro, con la quale si statuiva il sostegno
economico agli enti gestori che hanno effettuato le assunzioni o avviato le relative procedure entro il 31/12/2010.
Il mio impegno personale è stato quello di riu-
scire ad ottenere dall’Ente Regionale la citata
delibera di conferma al Piano di sostegno per
la ricollocazione occupazionale di tutti i LSU
e approvare, contestualmente, il piano dei
costi per il triennio 2012-2014. È bene sottolineare che questi provvedimenti sono stati
attivati unicamente per la nostra Provincia,
dietro mia diretta sollecitazione.
È stato un risultato importante che persegue
la strada del contrasto alla precarietà grazie
anche al lavoro sinergico posto in campo con
l’Assessore al Lavoro e alle Politiche Sociali,
Mariella Zezza.
Il mio impegno sta proseguendo nel coinvolgere i Comuni attenti a questa problematica,
nell’accogliere i lavoratori socialmente utili rimasti fuori dalla stabilizzazione.
SETTORE SCUOLA
I
l settore scolastico ha rivestito per me un
ruolo di primaria importanza sin dall’inizio della IX legislatura.
Credo fermamente nell’importanza di addivenire a soluzioni condivise in special modo
in quei settori che investono la famiglia, i minori e i ragazzi.
Mi sono fatta portavoce delle istanze dei vertici del settore scuola della Provincia di Latina
infuse nel nuovo piano di dimensionamento
scolastico dei 33 comuni del territorio pontino, concertato dal Presidente Armando Cusani con i dirigenti scolastici e con le famiglie.
La Regione Lazio ha accolto le giuste sollecitazioni di cui mi sono fatta portatrice e che
sono state risolte anche grazie alla preziosa
collaborazione dell’assessore all’istruzione
Sentinelli.
Una in particolare riguarda il 7° Circolo Didattico Latina che vanta la presenza di 1068 alunni e che, al contrario di quanto temevano la
dirigenza, il corpo docente e i genitori, non è
stato smembrato ma anzi ha potenziato il percorso fiduciario con le migliaia di studenti e le
relative famiglie ad evidente vantaggio della
formazione scolastica ed umana.
Per queste ragioni, pur condividendo la logica
economica che era alla base del dimensionamento, ho accolto l’esigenza espressa dai docenti e dalla dirigente e ho ritenuto doveroso
36
«Sonnino con Me in Regione Lazio»
esaminare con cura le loro proposte, evitando
di caricare la problematica di concetti demagogici e impegnandomi affinché l’assetto scolastico richiesto fosse accolto seguendo solo
un concetto per me fondamentale: dare valore
allo sviluppo umano e culturale che coinvolge
la totalità della persona e non si esaurisce nei
freddi numeri.
In linea con questo principio e in virtù del mio
diretto interessamento, la Giunta Regionale e
l’Ufficio Scolastico Regionale hanno accolto
di buon grado le mie sollecitazioni che hanno condotto all’istituzione di 12 Istituti Comprensivi a Latina e di 4 Istituti Comprensivi a
Formia.
PROTEZIONE CIVILE DI TERRACINA
I
l presidente del 98° Nucleo di Protezione Civile di Terracina dell’Associazione
nazionale Carabinieri, Serafino Pontillo,
mi comunicava ufficialmente ad ottobre scorso i disagi che il gruppo terracinese
stava subendo a causa del mancato rinnovo
dell’autorizzazione a rimanere all’interno della
sede operativa posta in via del Molo. Luogo
che ospitava i soli mezzi tecnici necessari per
svolgere le attività che l’associazione di protezione civile si è conferita per statuto.
Ricordo, che i servizi d’istituto del 98° Nucleo
di Protezione Civile di Terracina dell’Associazione nazionale Carabinieri, sono svolti in favore della popolazione di Terracina, ma anche
per quella di San Felice Circeo, Monte San Biagio, Fondi, Sabaudia.
Da ottobre scorso, quindi, il problema era trovare una nuova e confacente sede all’associazione.
Con il presidente Pontillo e il dirigente regiona-
le compente per materia, abbiamo individuato
nell’immobile dell’ex “Dogana” di Terracina il
luogo giusto per ospitare mezzi e uomini della
benemerita associazione di protezione civile.
Dopo lo sgombero degli occupanti abusivi
dello stabile, definito con un’ordinanza del Sindaco, eseguito dalla Polizia Locale, Carabinieri
e Capitaneria di Porto, la struttura è adesso in
fase di ristrutturazione.
Una volta conclusi gli indispensabili lavori e
redatta in via definitiva l’autorizzazione regionale a occupare lo stabile da parte dell’associazione di protezione civile, la stessa avrà un
presidio permanente di pregio per un tempo
che la Regione Lazio riterrà congruo.
Sarà mia cura continuare a seguire l’iter burocratico in Regione Lazio.
L’autorizzazione sarà rilasciata al presidente
Pontillo, il quale potrà programmare insieme
agli enti territoriali il lavoro da svolgere per
l’imminente stagione balneare.
37
“Insieme per Crescere nel Nostro Territorio”
EMERGENZA SICUREZZA STRADALE
NEL COMUNE DI S.S. COSMA E DAMIANO
A
l grido di allarme lanciatomi dall’amministrazione comunale di Santi Cosma e Damiano, non ho esitato a rispondere prontamente.
Mi sono recata personalmente sul luogo, valutando la pericolosità del costone roccioso
che sovrasta il centro storico del Comune ed
il rischio frana della strada provinciale che
collega il borgo medievale di Ventosa.
Su mia sollecitazione, la Regione Lazio sta
lavorando concretamente alla messa in sicurezza dell’area.
La Pisana ha deciso quindi di farsi carico delle
spese per l’istallazione di reti paramassi sulla parete laterale. Il genio civile di Latina ha
effettuato una serie di campionamenti sull’area che è stata suddivisa in tre punti nei
quali sono stati posizionati dei sensori laser
scanner per definire la qualità e quantità dell’intervento.
A questa seguirà una seconda fase incentrata
sullo sgaggio dei massi movimento e l’installazione di reti di protezione.
Per la realizzazione dell’opera sono riuscita
ad ottenere dalla Regione Lazio un finanziamento di circa 200 mila euro. Ricordo che
l’operazione sarà svolta in sinergia con la Provincia di Latina che ha stanziato ulteriori 400
mila euro per proseguire in una serie di opere
volte al restyling di via Cavour.
SOSTEGNO AL COMPARTO DELLA PESCA
AUDIZIONE CON I PESCATORI PONTINI
I
n qualità di consigliere regionale del
Lazio, espressione del territorio pontino che tra le sue bellezze naturalistiche
vanta una splendida costa, non ho potuto non farmi interprete e portavoce delle gravi difficoltà vissute dal comparto della pesca.
Ho fortemente voluto che in Audizione in
Commissione Agricoltura, che è la sede idonea per l’esposizione delle problematiche vissute dal comparto, prendessero parte coloro
che vivono queste problematiche tutti i giorni
sulla loro pelle e sulle sorti delle loro famiglie,
allo scopo di fare il punto sullo stato dell’arte
della vicenda.
La crisi vissuta dai pescatori pontini e più in
generale dall’intero comparto regionale della
pesca, ha una portata tale per cui si rischia di
arrivare all’estinzione di uno tra gli elementi
caratterizzanti l’economia del mare dell’intera Regione e di tante città, la cui economia
si fonda su questa attività centenaria, che si
tramanda da generazione in generazione.
La recente approvazione in Consiglio regionale dell’importante provvedimento sulla
Tracciabilità dei prodotti agricoli ed agroalimentari, non ha rappresentato per i pescatori
la giusta ed adeguata tutela del comparto,
autorevolmente da loro rappresentato.
Oltre alle insostenibili spese di gestione delle
proprie imbarcazioni, derivanti anche da un
38
«Sonnino con Me in Regione Lazio»
aumento considerevole del prezzo del carburante, ciò che sta mettendo in ginocchio
la pesca è anche la provenienza di pesce da
altre regioni e Stati, che impropriamente ed
illegalmente viene venduto ed acquistato
come prodotto locale.
I pescatori pretendono, giustamente, che il
loro lavoro venga preservato e che si arrivi finalmente ad una completa ed efficace tutela
del pescato della nostra costa.
Sotto accusa è finita la restrizione sulle maglie delle reti da pesca locale da sempre praticato e anche il provvedimento comunitario
sulla licenza a punti, divenuto legge in seguito alla pubblicazione sulla gazzetta ufficiale,
in data 1 febbraio 2012.
Il provvedimento si pone l’obiettivo di contrastare l’illegalità e di premiare i pescatori che
rispettano le regole. Tuttavia, questo provvedimento è stato considerato punitivo verso
un comparto che vive una situazione di grave
crisi.
Credo infatti che accanto al meccanismo di
contrasto all’illegalità, occorre mettere in atto
una seria ed organica politica di sostegno e
riconversione dell’intero comparto.
Inoltre, sottolineo come esista un filo sottile
che lega il destino degli agricoltori e pescatori: il lavoro duro ed usurante ed un riconoscimento pensionistico, purtroppo minimo.
Alla luce di tutto questo, è compito di noi
membri dell’intera commissione agricoltu-
ra, in sinergia con l’Assessorato preposto in
materia, avviare un processo volto al rafforzamento di questo settore. Perché nessun
cittadino della costa vuole vivere la pesca
come un’attività relegata al solo ricordo, ma,
alla luce dei sacrifici di tanti uomini e donne
di mare, occorre intensificare i controlli sul
pesce di provenienza estera ed attivare delle
misure che procedano in tal senso, affinché
non risulti più conveniente procedere all’arresto definitivo dell’attività della pesca ed
alla relativa demolizione delle imbarcazioni,
come incentivato dal premio di arresto definito, ai sensi dei regolamenti CE 1198/2006 /e
498/2007 e del decreto di attuazione. Tutto
questo, con danno gravissimo all’occupazione ed all’economia della Provincia di Latina
e del Lazio.
Alla luce di tutto questo credo che il Bando
per la predisposizione, presentazione e selezione delle proposte di Piano di Sviluppo Locale dei Gruppi di Azione Costiera, per il quale
sono stati stanziati 870, 000 euro, rappresenti una misura utile per il sostegno al mondo
della marineria. Superando l’approccio del
sostegno a breve termine sulle conseguenze
economiche, sociali e ambientali, legate all’esaurimento del patrimonio ittico, esso permette alle comunità che vivono di pesca di
creare nuove e sostenibili fonti di reddito e di
migliorare la loro qualità della vita.
Con questo bando, infatti, si da attuazione
39
“Insieme per Crescere nel Nostro Territorio”
all’Asse IV del Fondo Europeo per la Pesca
(FEP) 2007/2013 orientato alla conservazione ed allo sfruttamento sostenibile delle risorse marine, allo scopo di selezionare i migliori Piani di sviluppo locale presentati dai
Gruppi di Azione Costiera (GAC), espressione
del partenariato tra pubblico e privato ed in
grado di operare secondo un approccio che
proceda dal basso verso l’alto.
A conclusione dell’Audizione svoltasi in Commissione Agricoltura alla quale hanno preso
parte, Angelo Grilli – presidente Coop di Anzio, Fedele Cicatello – presidente Coop di Civitavecchia, Gennaro Del Prete – presidente
Coop di Fiumicino, Damiano Colozzi – presidente Coop di Gaeta, Vincenzo Marigliani
– presidente Coop di Terracina, Antonio Alla
– Consigliere Coop di Terracina, si è deciso di
avviare un tavolo tecnico per arrivare quanto prima al rafforzamento del comparto della
pesca, insistendo sulla competitività del pescato locale.
MOZIONE (EX ART. 30 NUOVO STATUTO
REGIONE LAZIO E 91 REGOLAMENTO
DEL CONSIGLIO REGIONALE)
OGGETTO: PARCO NATURALE REGIONALE
MONTI AUSONI E LAGO DI FONDI.
NUOVA PERIMETRAZIONE
I
l mio impegno sul territorio si sta concretizzando con la predisposizione di un
progetto di mozione, analizzato attraverso tavoli tecnici, sul Parco Naturale
Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi, istituito con L.R. 21/2008, che comprende parte
del territorio dei comuni di Amaseno, Monte
San Biagio, Castro dei Volsci, Pastena, Roccasecca dei Volsci, Sonnino, Terracina, Vallecorsa, Lenola e Fondi.
Con la citata mozione si impegna il Presiden-
te della Regione a promuovere un tavolo di
concertazione con gli Enti Locali interessati,
nonché con l’ATC LT/2, per creare un nuovo
assetto generale dei Parchi al fine di verificarne, sotto il profilo politico, sociale, economico
e scientifico, la nuova perimetrazione, affinché possano realmente incentrare la tutela
esclusivamente alle aree e siti di particolare
valore storico e naturalistico anche attraverso
ipotesi di accorpamento.
40
«Sonnino con Me in Regione Lazio»
IMPEGNO PER SONNINO
STRADA SONNINESE
P
er la sicurezza stradale degli oltre
1200 chilometri di strade provinciali,
l’obiettivo del governo di centro destra della Provincia di Latina, in qualità del Presidente Armando Cusani, è stato
impostato su due direttrici di intervento:
l’umano e l’infrastrutturale.
Con questi presupposti l’Ente ha avviato sostanziali lavori di messa in sicurezza di tante
strade provinciali. Molte delle quali nel recente passato rimaste ai margini degli interessi
degli amministratori pubblici.
Tra gli importanti lavori che si stanno eseguendo per il Comune di Sonnino, c’è la
messa in sicurezza della Strada Provinciale
Sonninese, così come da me fortemente sollecitato, che sta interessando la sistemazione
del suo piano viabile nel tratto compreso tra
il km. 2+600 al km. 3+600 circa. Il primo lotto
di lavori sta prevedendo la rettifica di alcu-
ne curve e l’adeguamento della carreggiata
unica a due corsie di marcia da 3,50 metri
ognuna, al fine di una classificazione della
stessa alla Categoria F1 del D.M. 5 novembre
2001. In altre parole per l’adeguamento della
strada a una categoria superiore, data l’intensità del traffico. L’intervento di allargamento
contempla l’eliminazione degli spuntoni di
roccia e la realizzazione di muri di contenimento del tipo “a faccia-vista”, a monte e a
valle della strada, la realizzazione della nuova
pavimentazione in conglomerato bituminoso,
l’installazione di alcuni tratti di guard-rail e la
realizzazione della segnaletica orizzontale e
verticale nel tratto interessato, per un importo
di 1.000.000,00 di euro. La seconda tranche
prevederà invece la sistemazione del piano
viabile nel tratto compreso tra il km. 1+500 al
km. 2+600 circa. L’intervento consisterà nel
proseguimento dello stralcio delle opere del
41
“Insieme per Crescere nel Nostro Territorio”
I° lotto, quindi nella rettifica di alcune curve
e nell’adeguamento della carreggiata unica
a due corsie di marcia da 3,50 mt. La terza
parte dei lavori, regolerà la realizzazione del
marciapiede lungo la S.P. Sonninese e Consolare II° per 1, 2 km, finalizzati alla messa in sicurezza dei pedoni, alla regimentazione delle
acque meteoriche, nonché all’adeguamento
di alcune intersezioni, in particolare, ricaden-
ti all’interno di nuclei abitativi interferenti le
SS.PP. Sonninese e Consolare II° (Ingresso
al paese, Sonnino Scalo, Capocroce, Frasso,
ecc.). L’importo dei lavori è di 1.100.000,00 di
euro. Infine, l’ultima parte delle opere includerà la realizzazione del II° Lotto di marciapiede
S.P. Sonninese e Consolare II° per km. 1,2 con
le stesse caratteristiche del primo lotto per
un importo dei lavori di 1.100.000,00 di euro.
CIVICO CIMITERO
N
ell’interesse dei cittadini di Sonnino
mi sono fatta promotrice, in accordo
con gli uffici tecnici e finanziari della
Regione Lazio, dei lavori di restyling
del civico cimitero sonninese.
Mi preme informare i cittadini che il finanziamento ottenuto dalla Regione Lazio, pari ad
euro 185. 000, dietro mio interessamento, è
stato diretto alla ricostruzione dei 40 loculi
distrutti dal cedimento del convento, oltre
alla ristrutturazione dell’ufficio del custode,
la realizzazione ex novo di un servizio igienico adatto anche per le persone diversamente abili, il ripristino della igienicità dei luoghi
interessati dal crollo, l’ottimizzazione dei
giardini interni ed esterni al luogo di culto, la
potatura degli alberi che più di qualche problema stanno arrecando.
Lavori di non poco conto, che hanno impegnato una somma importante del bilancio
regionale.
42
«Sonnino con Me in Regione Lazio»
RESTAURO DELLA CHIESA SAN GIOVANNI BATTISTA
P
er la Chiesa di San Giovanni Battista
di Sonnino mi sono fatta promotrice
della sblocco di 93 mila euro da parte della Regione Lazio e quindi della
prosecuzione dei lavori intrapresi illo tempore.
A testimonianza dell’alto valore culturale e
artistico della struttura, mi preme rendere
noto il rinvenimento di una lapide di marmo
datata 1617 con una scritta in Latino che era
celata nell’altare.
La scritta, a una prima analisi del parroco don
Felice Aquino, racconta di un cittadino che ha
voluto lasciare a imperitura memoria la dedi-
cazione delle messe commissionate in suffragio alla sua trapassata anima. Come i cittadini ricorderanno, il finanziamento alla Chiesa
di San Giovanni Battista era stato accordato
dalla Regione Lazio e rientrava in un lungimirante percorso di restauro, ristrutturazione e manutenzione straordinaria degli edifici
di culto di valore artistico e archeologico di
alcune Chiese della Provincia di Latina e del
Lazio. Si sta proseguendo con i lavori per il
rifacimento degli intonaci, la sistemazione del
cassettone di legno, il ripristino dell’impianto elettrico, oltre a restaurare i dipinti ubicati
sotto il tetto.
NATALE NEI LEPINI
L’
anno 2011 ha dato il via al progetto
da me voluto e promosso “Natale
nei Lepini”, un percorso di sostegno all’industria turistica del territorio della provincia di Latina che nell’occasione ha coinvolto le comunità di Priverno,
Sonnino e Maenza.
Natale Lepini nasce dalla volontà di tornare al
significato più autentico del Natale, festività
sacra da condividere insieme.
Convinta dell’importanza di questo principio
ho voluto farmi promotrice di una serie di
eventi che si sono tenuti per le festività natalizie nelle località più suggestive dei monti
Lepini ornate per l’occasione da un grande
albero di Natale, da me allestito nel borgo
medievale di Fossanova e nella piazza di
Maenza.
Priverno, Sonnino, Maenza e Fossanova sono
state la scenografia di manifestazioni che
hanno unito insieme i cittadini di ogni età,
tornando a condividere la gioia del Santo Natale.
L’evento “Arriva Babbo Natale” ha interessato tutte le scuole del comune di Sonnino e il
7° circolo didattico di Latina. L’arrivo di Babbo Natale è stato un passaggio chiave della
manifestazione. Purtroppo, in tempo di profonda crisi vissuta dalle famiglie, Babbo Natale rappresenta per i più piccoli una lucina di
speranza per un futuro migliore.
Inoltre, è importante che i fanciulli tornino a
credere e a riconoscersi nelle figure fiabesche.
Nella società odierna essi crescono troppo
in fretta e spesso il mondo dell’infanzia è dominato da giochi elettronici che inducono all’isolamento, limitandone la fantasia.
In uno tra i centri medievali più belli dei monti
Lepini che è Priverno, città d’arte, si è svolto
l’arrivo di Babbo Natale con gli sbandieratori”. La piazza del comune, nella quale si erge
l’antico palazzo comunale risalente al XIII secolo, è stata la cornice dell’evento che ha voluto catturare l’interesse dei più piccini e degli adulti che si sono lasciati affascinare dalle
acrobazie compiute da un gruppo di grandi
professionisti: gli Sbandieratori del Ducato
Caetani di Sermoneta, che da anni promuovono l’antica arte della bandiera a rievocazione di ataviche battaglie ed ai quali va il mio
più profondo apprezzamento per il loro operato a difesa di un vero e proprio patrimonio
folkloristico-culturale da tramandare.
43
“Insieme per Crescere nel Nostro Territorio”
Eventi come questi stimolano l’immaginario
fantastico dei più piccoli e rappresentano
un’occasione di condivisione e socializzazione.
Anche gli adulti si sono lasciati tentare da un
ritorno al mondo della propria infanzia, rievocando cari ricordi.
La drammatizzazione del Presepe che si è
tenuta nello splendido borgo medievale di
Fossanova e nello splendido centro storico di
Sonnino, è stato tra gli eventi più suggestivi e
densi di significato.
Trovo che negli anni, infatti, si stia perdendo il senso cristiano del Natale ed il Presepe
vivente ha voluto invece riportarlo al centro
dell’attenzione degli spettatori, che hanno
rivissuto il momento sacro e toccante della
nascita di Gesù Bambino, che si è avvalsa di
contesti unici.
La mia attività politica si lega al mio radicato
attaccamento al territorio, alle sua arte, alla
storia ed alle tradizioni ed il mio obiettivo è e
sarà sempre quello di valorizzarlo al meglio,
esaltandone le potenzialità attrattive.
Il ringraziamento più significativo per me è
vedere i cittadini tornare a vivere le piazze,
come è stato durante la sagra delle crespelle
da me organizzata a Maenza per non dimenticare le antiche tradizioni culinarie delle nostre terre.
«La mia attività politica si lega al mio radicato attaccamento al territorio,
alle sua arte, alla storia ed alle tradizioni ed il mio obiettivo è e sarà sempre
quello di valorizzarlo al meglio, esaltandone le potenzialità attrattive»
44
«Sonnino con Me in Regione Lazio»
Sonnino,
elezioni amministrative
del 6 e 7 maggio 2012
P
er la mia inderogabile voglia di impegnarmi, mi candidato alle prossime
amministrative come Consigliere al
Comune di Sonnino nella lista civica
“Nuovo Progetto per Sonnino”.
Un gruppo di uomini e donne guidate dal
candidato a sindaco Lorenzo Magnarelli, che
ha intenzione di cambiare, in meglio, le sorti
della gestione politica e amministrativa della
Nostra Sonnino.
Per il Nostro Paese si può aprire una stagione
nuova, all’insegna della preparazione e della
trasparenza: due assiomi fondamentali per
dimostrare che la politica è ancora in grado di
raccogliere consenso per un progetto d’insieme, capace di realizzare un concreto sviluppo
sociale, culturale ed economico.
‘Politica vuol dire realizzare’, affermava il
grande statista e politico Alcide De Gasperi.
Il mio obiettivo in politica è - e sarà sempre
- quello di operare al servizio del cittadino e
delle comunità locali, per lasciare un segno di
cambiamento quanto più durevole possibile,
capace di guardare al futuro con trasparenza
e spontaneità, realizzando occasioni di sviluppo tangibile, di promozione e valorizzazione per il NOSTRO Territorio.
L’invito – appello che posso rivolgere ai Voi
Concittadini è di sostenere concretante con il
VOTO il cambiamento in corso.
Voi cittadini infatti nel prossimo appuntamento elettorale dovrete sentire profondamente
la responsabilità del vostro voto, che potrà
contribuire a far cambiare il corso della storia
dell’amministrazione comunale sonninese.
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“Insieme per Crescere nel Nostro Territorio”
BIOGRAFIA
G
ina Cetrone nasce a Terracina il 2
maggio del 1971, è sposata ed ha un
figlio.
Terminati gli studi, si dedica alla gestione dell’azienda agricola di famiglia, impegnata da generazioni nella produzione e
commercializzazione di olio extra vergine di
oliva della Cultivar Itrana e per il quale ha ottenuto ambiti riconoscimenti per l’alta qualità
sia in ambito nazionale che internazionale.
Durante la fase di crescita professionale, sente intensificarsi l’interesse per le vicende politiche che coltiva accanto alla gestione contabile e amministrativa dell’azienda di proprietà
del suocero, la cui mission aziendale è la produzione e vendita su scala internazionale di
prodotti in vetro cavo per alimenti.
Per sensibilità e formazione è vicino all’area
politica del centro destra italiano, fino a
quando, nel 1994, si riconoscerà pienamente
nei valori e nel manifesto programmatico del
neonato partito di Silvio Berlusconi: Forza
Italia e in seguito nel Popolo della Libertà.
Al 6 luglio del 2009 risale il suo debutto sulla scena politica. Allora, infatti, si candiderà
come consigliere provinciale di Latina nella
lista del Pdl di Armando Cusani, nei seggi di
Priverno e Roccagorga.
A conclusione della tornata elettorale, il neoeletto Presidente Armando Cusani, le conferirà
la nomina di Delegata Provinciale per la Valorizzazione dei Prodotti Locali, del Marketing
e Promozione Territoriale.
Da quel momento, inizia il suo impegno per la
valorizzazione del territorio e subito dopo le
elezioni, per mantenere vivo il contatto con i
cittadini, aprirà un Punto di ascolto nel comune di Priverno.
Dal 2010 ricopre per il Pdl la carica di Consigliere regionale del Lazio, con l’incarico di
Vicepresidente della Commissione Piccola
e Media Impresa, Commercio e Artigianato,
Vicepresidente della Commissione Speciale
Sicurezza e Prevenzione degli Infortuni sui
Luoghi di Lavoro ed è membro della Commissione Agricoltura.
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