Servizio e-government RAFVG
e CRC Friuli Venezia Giulia
Il progetto ImpresaFuturo: un modello di
relazione con l’utenza efficace e misurabile–
Roma, 12 maggio 2005
Roma, 12 maggio 2005
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Le origini: il progetto Enterprise
Il progetto Enterprise nasce da CCIAA e Comune di
Pordenone per fornire funzioni di SUAP al territorio.
Ha aggregato i 51 comuni della provincia di Pordenone in
un unico modello organizzativo e funzionale.
Ha trovato apprezzamento a livello nazionale, ottenendo il
cofinanziamento tra i progetti di e-government della
prima fase, e a livello europeo risultando finalista
dell’Europe Awards 2003 della Commissione Europea.
Il progetto è in esercizio dal dicembre 2001 e attualmente
conta più di 3200 pratiche gestite (di cui il 37%
complesse), per oltre l’80% con esito positivo ed
entro il limite dei 90 giorni.
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Da Enterprise a ImpresaFuturo
La Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ha
adottato la soluzione ImpresaFuturo per i
servizi di SUAP e marketing territoriale.
ImpresaFuturo integra le funzioni di Enterprise
con quelle di interoperabilità del protocollo
informatico e gestione documentale di Protoint
(Insiel SpA), cofinanziato anch’esso nella 1^
fase di e-government.
IF è un progetto di riuso, che prevede l’integrazione
tra Enterprise e Protoint sull’intero territorio
regionale e su altri territori, così come previsto
dalla 2^ fase di e-government.
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L’apporto della Regione
La Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ha
elaborato un piano di deployment che prevede
l’adozione di ImpresaFuturo su tutto il territorio
regionale entro il 2006.
Finalità del progetto è creare, attraverso un’azione
di sistema, un nuovo rapporto tra la PA del Friuli
Venezia Giulia e le imprese che operano o
vogliono operare in regione, per offrire
condizioni di maggiore competitività garantendo
uniformità territoriale e di opportunità.
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L’apporto della Regione (2)
Da Enterprise a ImpresaFuturo, l’obiettivo era quello
di implementare ulteriormente le funzionalità
della soluzione attraverso:
•
la gestione delle variabili territoriali, che
permette di profilare l’istanza degli utenti sugli
enti competenti per territorio;
•
la profilazione territoriale dei contenuti della
banca dati dei procedimenti;
•
la versione multilingua del software, anche per
sostenere possibili estensioni transfrontaliere
del progetto.
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I passi fatti…
Ad oggi il progetto è operante su:
•
I 51 comuni della provincia di Pordenone
•
“Città Mandamento” di Monfalcone (nove
Comuni nell’ambito territoriale del
monfalconese)
•
Sei Comuni dell’area del Distretto industriale
alimentare di San Daniele del Friuli.
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…e quelli da fare
Il piano per il completamento della diffusione sul
territorio regionale prevede le seguenti attività
entro il 2006:
•
passaggio definitivo dei Comuni della provincia
di Pordenone dal progetto Enterprise al progetto
regionale ImpresaFuturo;
•
estensione del progetto alla Provincia di Udine,
compresa l’integrazione definitiva con il
Distretto di San Daniele;
•
estensione del progetto alla Provincia di Trieste.
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Focalizzarsi sull’utenza
Problema: uno dei principali ostacoli all’applicazione di
sportello unico in Italia nasce da una barriera
culturale tra imprese e cittadini da una parte, PA
dall’altra. Le imprese e i cittadini ragionano sulla base
delle proprie specifiche esigenze, mentre la PA agisce
sulla base dei procedimenti amministrativi. Spesso
entrambi operano in modo autoreferenziale.
Soluzione: un sistema di Front End focalizzato sui bisogni
dell’utente. Il sistema, basato su una innovativa
metodologia organizzativa, individua con precisione,
attraverso un “sistema esperto” di domande, i
procedimenti connessi con una specifica esigenza.
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Le soluzioni di ImpresaFuturo
1.
2.
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4.
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6.
Mantenere un modello unico di front-end
Definire aggregazioni territoriali ottimali per
massa critica e qualità
Impiegare l’approccio del procedimento unico
ed evitare l’approccio monocellulare ai
procedimenti
Sfruttare estensivamente il modello
organizzativo e metodologico elaborato
Definire strumenti di misurazione e
quantificazione di
obiettivi/risultati/scostamenti
Evitare la complessità tecnologica fine a se
stessa
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Benefici delle aggregazioni territoriali
•
•
•
•
•
•
•
uniformazione della metodologia, dei
procedimenti e della documentazione
omogeneità di relazioni, attraverso un sistema
unico di convenzioni e regolamenti
economie di scala
eliminazione del “digital divide” per i centri di
più piccola dimensione
simultaneità negli aggiornamenti
centralità dei servizi
pari opportunità per gli utenti-imprese sotto il
profilo della qualità dei servizi e per gli
operatori SUAP sotto il profilo professionale
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Definire le aggregazioni territoriali
1.
2.
3.
4.
un Comune di medie o grandi dimensioni;
un Comune di medie o grandi dimensioni a capo di
una aggregazione formata dai Comuni
immediatamente confinanti (conurbazione);
una aggregazione sub-provinciale;
una aggregazione provinciale.
I “moduli” territoriali 3) e 4) possono avere come
riferimento un Comune capofila, una Comunità
Montana o una Unione di Comuni. Tali aggregazioni
possono anche far riferimento ad un ente
“strumentale” quale la locale CCIAA oppure consorzi
industriali, distretti, ecc…
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Misurare i risultati
Il progetto Enterprise-ImpresaFuturo viene
monitorato mensilmente attraverso la
rilevazione e l’analisi dei seguenti dati:
•
totale delle pratiche inserite,
•
totale pratiche aperte,
•
totale pratiche chiuse (per differenza),
•
totale pratiche che coinvolgono Enti Terzi,
•
totale pratiche chiuse entro 90 gg,
•
totale pratiche chiuse oltre 90 gg,
•
totale pratiche chiuse con esito positivo.
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Alcuni risultati percepibili
•
•
•
•
•
Drastico abbattimento dei tempi di chiusura di
pratiche coinvolgenti Enti esterni (es. VVFF, ASL)
Diminuzione dei costi per i professionisti che
supportano le transazioni SUAP e che possono
girare tali risparmi al cliente finale
Diminuzione del tempo medio di elaborazionepratica da 120 a 40/50 gg, con 150 anni/uomo
risparmiati solo in prov. di Pordenone
Le istanze presentate in via elettronica sono
meno soggette a errori
Gli Enti aderenti a IF si impegnano a rispondere
in tempi certi
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Alcune problematiche ancora da risolvere
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•
Potenziare la capacità delle reti nelle zone
periferiche (Digital Divide)
Motivare al cambiamento i funzionari degli Enti
più lontani
Superare la mentalità della localizzazione degli
addetti
Diffondere l’abitudine alla firma digitale, anche
nei professionisti
Rilanciare la legislazione nazionale di
riferimento (soprattutto sul Responsabile SUAP)
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