AREA VIABILITA’ - SERVIZIO PROGETTAZIONE ED ESECUZIONE INTERVENTI VIABILITA’ III
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PIANO DI SICUREZZA – RELAZIONE
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PREMESSA
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UTILIZZATORI DEL PIANO
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1. IDENTIFICAZIONE E DESCRIZIONE DELL’OPERA
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1.1 INDIRIZZO DEL CANTIERE
1.2 CONTESTO AMBIENTALE
1.3 DESCRIZIONE DELL’OPERA
1.4 TIPOLOGIA DI OPERE: VEDERE ELABORATO E. RTG.
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7
7
7
2. INDIVIDUAZIONE DEI SOGGETTI CON COMPITI DI SICUREZZA
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2.1 COMPITI DI SICUREZZA IN RELAZIONE ALLA MANSIONE
2.1.1 FIGURE RESPONSABILI
2.1.1.1 COMMITTENTE E RESPONSABILE DEI LAVORI
2.1.1.2 COORDINATORE PER LA SICUREZZA IN FASE DI PROGETTAZIONE
2.1.1.3 COORDINATORE PER LA SICUREZZA IN FASE DI ESECUZIONE
2.1.1.4 DATORE DI LAVORO
2.1.1.4.1 FORMAZIONE ED INFORMAZIONE DEI LAVORATORI
2.1.1.4.2 NORME DI COMPORTAMENTO PER GLI ADDETTI AI LAVORI
2.1.1.5 DIRETTORE DI CANTIERE
2.1.1.6 TECNICI E OPERATORI DEL CANTIERE
2.2.1.2 RESPONSABILE UNICO DEL PROCEDIMENTO E RESPONSABILE DEI LAVORI
2.2.2 FASE DELLA PROGETTAZIONE
2.2.2.1 PROGETTISTI
2.2.2.3 COORDINATORE PER LA SICUREZZA IN FASE DI PROGETTAZIONE
2.2.3.2 COORDINATORE PER LA SICUREZZA IN FASE DI ESECUZIONE
2.2.3.3 IMPRESA APPALTATRICE
2.2.3.5 DIRETTORE TECNICO DI CANTIERE
2.2.3.6 RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE
2.2.3.7 RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PERLA SICUREZZA
2.2.3.8. MEDICO COMPETENTE
2.2.3.9 ASSISTENTE DI CANTIERE PER L’IMPRESA
2.2.3.10 IMPRESA SUBAFFIDATARIA1
2.2.3.11 DATORE DI LAVORO IMPRESA SUBAFFIDATARIA
2.2.3.12 DIRETTORE TECNICO DI CANTIERE IMPRESA SUBAFFIDATARIA
2.2.3.13 RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE IMPRESA SUBAFFIDATARIA
2.2.3.14 RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA IMPRESA SUBAFFIDATARIA
2.2.3.15 INCARICATI DELLA GESTIONE DELL’EMERGENZA
2.2.3.16 MEDICO COMPETENTE PER L’IMPRESA SUBAFFIDATARIA
2.2.3.17 ASSISTENTE DI CANTIERE PER L’IMPRESA SUBAFFIDATARIA
2.2.3.18 LAVORATORI AUTONOMI
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3. INDIVIDUAZIONE, ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI RELATIVI ALL’AREA E
ALL’ORGANIZZAZIONE DI CANTIERE, ALLE LAVORAZIONI E ALLE LORO INTERFERENZE
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3.1 CARATTERISTICHE DELL’AREA DESTINATA ALL’INTERVENTO
3.2 FATTORI DI RISCHIO AMBIENTALI INTERNI E/O ESTERNI AL CANTIERE
3.2.4 IDENTIFICAZIONE DEI RISCHI AMBIENTALI-FATTORI CLIMATICI E METEOROLOGICI
3.3.2 POLVERI
3.3.3 ALLERGENI
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3.3.4. INTERFERENZE CON LA VIABILITÀ ESTERNA
3.3.6. ELETTROCUZIONE
3.3.7. FATTORI DI RISCHIO CHIMICI
3.3.8. FUMI, VAPORI, GAS, ODORI O ALTRI INQUINANTI AERODISPERSI
4.1 AREE DI CANTIERE
4.2 ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE
4.2.1. IMPIANTO DI CANTIERE - GENERALITÀ
4.2.2. RECINZIONE DI CANTIERE, ACCESSI E SEGNALAZIONI
4.2.2.1 CARTELLONISTI CADI SICUREZZA
4.2.3. SERVIZI IGIENICO-ASSISTENZIALI
4.2.3.1 REFETTORIO E LOCALE RICOVERO
4.2.3.2 SPOGLIATOIO
4.2.3.3 PRESIDI SANITARI
4.2.3.5 PRONTO INTERVENTO (PRONTO SOCCORSO, SALVATAGGIO, ANTINCENDIO E GESTIONE DELL’EMERGENZA)
4.2.4 VIABILITÀ PRINCIPALE DICANTIERE E MODALITÀ DI ACCESSO DEI MEZZI DI FORNITURA DEI MATERIALI
4.2.4.1 PARCHEGGI
4.2.5. IMPIANTO ELETTRICO
4.2.5.1 CARATTERISTICHE E DESCRIZIONE SOMMARIA DELL’IMPIANTO ELETTRICO
4.2.5.2 CONFORMITÀ ALLE NORME DEI COMPONENTI
4.2.5.3 CONSIDERAZIONI FINALI
4.2.6. IMPIANTO D I TERRA ( SISTEMI TT)
4.2.8. PROTEZIONE CONTRO LE SCARICHE ATMOSFERICHE
4.2.9. IMPIANTO IDRICO
4.2.10. IMPIANTO FOGNARIO
4.2.11. DISLOCAZIONE DEGLI IMPIANTI DI CANTIERE
4.2.12. DISLOCAZIONE DELLE AREE DI CARICO E SCARICO
4.2.13. ZONE DI DEPOSITO ATTREZZATURE E DI STOCCAGGIO MATERIALI E DEI RIFIUTI
4.2.13.1 SMALTIMENTO RESIDUI DI LAVORAZIONE
4.2.14. ZONE DI DEPOSITO DEI MATERIALI CON PERICOLO DI INCENDIO ODI ESPLOSIONE
4.2.15. PIANI DI LAVORO (PONTI SU CAVALLETTI)
4.2.16. SCALE PORTATILI
4.2.17. TRABATTELLI
4.2.18. PONTEGGI METALLICI
4.2.19. PROTEZIONE POSTI DI LAVORO
4.2.20. ARGANO DI SOLLEVAMENTO
4.2.21. GRU E AUTOGRU
4.2.22. CESTELLO AEREO
4.3 LAVORAZIONI
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60
5. PRESCRIZIONI OPERATIVE, MISURE PREVENTIVE E PROTETTIVE, D I S P O S I T IV I DI
P RO T E ZI O N E I N D I V I D U A L E I N R I F E R I M E N T O A I N T E R F E R E N Z E T R A L E
L A V O R A ZI O N I
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5.1 CRONOPROGRAMMA DEI LAVORI
5.2 ENTITÀ PRESUNTA DEI CANTIERE ESPRESSA IN UOMINI GIORNO
5.3 INTERFERENZE TRA LAVORAZIONI
5.3.1. PRESCRIZIONI OPERATIVE PER LO SFASAMENTO SPAZIALE E TEMPORALE DI LAVORAZIONI INTERFERENTI
5.3.2.MODALITÀ DI VERIFICA DEL RISPETTO DELLE PRESCRIZIONI OPERATIVE IMPOSTE PER LE LAVORAZIONI
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61
61
INTERFERENTI
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62
5.3.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE ATTI A RIDURRE AL MINIMO I RISCHI INDICATI AL P. TO 5.3.1
6 . M I S U R E DI C O O R D I N A M E N T O RE LA TI VO ALL’USO C O M U N E D I A P P R E S T A M E N T I ,
ATTREZZATURE, INFRASTRUTTURE, MEZZI E SERVIZI DI PROTEZIONE COLLETTIVA DA PARTE DI
PIÙ IMPRESE E LAVORATORI AUTONOMI
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6.1 USO COMUNE DELLE INSTALLAZIONI DEL CANTIERE
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7 . MODALITÀ ORGANIZZATIVE DELLA COOPERAZIONE E DEL COORDINAMENTO, NONCHÉ
DELLA RECIPROCA INFORMAZIONE, FRA I DATORI DI LAVORO E TRA QUESTI ED I LAVORATORI
AUTONOMI
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8. GESTIONE DELLE EMERGENZE
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8.1 PREVENZIONE INCENDI 8.1.1 SOSTANZE INFIAMMABILI
8.1.2 PIANO DI EMERGENZA
8.1.3 MEZZI ANTINCENDIO PER IL CANTIERE
8.1.4 PROCEDURA ANTNCENDIO
8.2 PROCEDURE DI PRIMO SOCCORSO
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64
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9. STIMA DEI COSTI DALLA SICUREZZA
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9.1 COMPUTO METRICO ESTIMATIVO ONERI AGGIUNTIVI DI SICUREZZA
67
10. DOCUMENTI AZIENDALI NEL CANTIERE
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10.2. DOCUMENTI RELATIVI AI LAVORATORI
10.3. DOCUMENTI RELATIVI ALLE IMPRESE SUBAFFIDATARIE (SUBAPPALTATRICI, FORNITORI D’OPERA E NOLI A
CALDO )
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ALLEGATI
ALL 1 : CRONOPROGRAMMA
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Premessa
Il Piano di Sicurezza e di Coordinamento, redatto secondo quanto disposto dal D.Lgs.
81/2008 e s.m.i., ha per oggetto i lavori di COSTRUZIONE DI UN PERCORSO PEDONALE
LUNGO LA SP 209 MOMPANTERO.
Il Piano di Sicurezza e di Coordinamento contiene l’individuazione, l’analisi e la
valutazione dei rischi e le conseguenti procedure esecutive, gli apprestamenti e le attrezzature atte a
garantire, per tutta la durata dei lavori, il rispetto delle norme per la prevenzione degli infortuni e
la tutela della salute dei lavoratori. Il piano contiene inoltre un’analisi dei costi connessi alla
sicurezza.
Il progetto del Piano di Sicurezza e di Coordinamento in esame è costituito da una
relazione tecnica e da prescrizioni operative raccolte in schede tecniche correlate alla complessità
delle opere da eseguire ed alle eventuali fasi critiche del processo di costruzione.
Entro trenta giorni dall’aggiudicazione, e comunque prima della consegna dei lavori, l’impresa
redigerà e consegnerà al Committente:
•
•
eventuali proposte integrative al Piano di sicurezza e di coordinamento (P.S.C.);
il piano operativo di sicurezza (P.O.S.) per quanto attiene alle proprie scelte autonome e relative
responsabilità nell’organizzazione del cantiere e nell’esecuzione dei lavori, da considerarsi come piano
complementare di dettaglio del Piano di sicurezza e di coordinamento.
Il Datore di lavoro di ogni singola impresa, anche familiare o con meno di 10 addetti,
operante a qualsiasi titolo nel cantiere, deve redigere e sottopone alla verifica del Coordinatore per
la sicurezza in fase di esecuzione, almeno 10 giorni prima dell’inizio dei rispettivi lavori, il proprio
piano operativo di sicurezza riferito al singolo cantiere interessato. La mancata presentazione del
piano operativo nel termine sopra indicato comporta l’automatico divieto di operare con tutte le
conseguenze che potranno derivarne in termini di penali per mancato rispetto dei tempi
contrattuali salvo maggiori danni che potranno essere richiesti dal Committente.
Tali piani non potranno essere in contrasto con quanto previsto dal Piano di sicurezza e di
coordinamento e saranno pertanto vagliati da parte del Committente, del Responsabile dei lavori e
del C.P.E., che si riservano di richiedere eventuali modifiche.
Il Piano di Sicurezza e di Coordinamento ed il Piano Operativo di Sicurezza di cui sopra formano
parte integrante del contratto di Appalto. Il direttore di cantiere ed il coordinatore della sicurezza
in fase di esecuzione, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze, vigilano sull’osservanza dei
piani di sicurezza.
Obiettivo del Piano è assicurare una maggiore tutela della integrità fisica dei Lavoratori.
Per la compilazione del Piano sono stati analizzati e presi in esame i procedimenti specifici di
costruzione, le macchine, gli impianti e le attrezzature utilizzate, nonché i materiali impiegati e
l’organizzazione del lavoro previsti dal progetto esecutivo.
Alla stesura del Piano di Sicurezza si è pervenuti attraverso:
• l’analisi particolareggiata della situazione ambientale relativa al sito;
• l’analisi particolareggiata delle possibili interferenze fra il cantiere ed il sito;
l’analisi particolareggiata dei rischi specifici associati alle varie fasi di lavoro da eseguirsi
nel cantiere;
• l’analisi particolareggiata sulla possibilità di interferenza di alcune operazioni svolte dalla stessa
Impresa o da Imprese diverse;
• l’individuazione dei provvedimenti e delle misure di sicurezza da adottare per eliminare i rischi
di pericolo atti alla salvaguardia dell’integrità fisica dei Lavoratori;
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• l’individuazione dei provvedimenti da adottare per il pronto intervento in caso di infortunio;
• l’individuazione dei posti di lavoro per analizzare i fattori ambientali che possono influire sui
posti di lavoro stessi;
• l’individuazione di eventuali provvedimenti di igiene da adottare a tutela della salute dei
Lavoratori.
II presente Piano di sicurezza potrà essere aggiornato o modificato nel corso dello
svolgimento dei lavori, sia per varianti al progetto, sia per sopraggiunte modifiche delle modalità
esecutive relative all’opera in appalto.
Il Piano di Sicurezza sarà fatto proprio e rispettato anche dalle Imprese che presteranno, previa
autorizzazione degli organi/soggetti competenti, la loro opera in subaffidamento. La
responsabilità di informare le imprese subaffidatarieO e di verificarne il rispetto del piano spetta
all’impresa appaltatrice principale dell’opera per quanto di competenza ai sensi di legge.
All’impresa appaltatrice principale spetterà anche la verifica preventiva della conformità dei
P.O.S. delle altre imprese al P.S.C. ed al proprio P.O.S. prima della presentazione degli stessi
P.O.S. al vaglio del C.P.E.. In fase di esecuzione dovrà verificarne il rispetto per quanto di
competenza ai sensi del D. Lgs 626/94.
L’impresa che si aggiudicherà i lavori potrà presentare al Coordinatore per l’esecuzione dei
lavori proposta di integrazione al Piano di Sicurezza ed al Piano di Coordinamento, ove ritenga
di poter meglio garantire la sicurezza nel cantiere sulla base della propria esperienza. In nessun
caso, le eventuali integrazioni potranno giustificare modifiche o adeguamento dei prezzi pattuiti.
Si intende per lavoro in VXEDIILGDPHQWR qualsiasi lavoro eseguito da altra impresa, ovvero
lavoratore autonomo, per l’impresa appaltatrice principale dell’opera, sia in relazione a
regolare contratto di sub spalto, sia in caso di fornitura in opera di materiali, sia in caso di nolo
a caldo di macchinati
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Utilizzatori del piano
Il piano sarà utilizzato:
dai responsabili dell’impresa o delle imprese appaltatrici come guida per applicare le
misure adottate ed effettuare le mansioni di controllo;
dai lavoratori e, in particolar modo, dal o dai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;
dal committente e dal responsabile dei lavori per esercitare il controllo;
dal coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione per l’attuazione del piano;
dal progettista e dal direttore dei lavori come riferimento nell’ambito delle rispettive
competenze;
dalle altre imprese e lavoratori autonomi operanti nel cantiere in veste di
subappaltatori ovvero fornitori in opera di materiali, ovvero noleggiatori a caldo;
dalle Autorità competenti preposte alle verifiche ispettive e di controllo del cantiere.
L’accettazione e la gestione del presente Piano di Sicurezza e Coordinamento, redatto ai
sensi del D.Lgs 81/2008 e s.m.i., la redazione dei Piani operativi di sicurezza e la redazione, per la
parte relativa, dei Piani di sicurezza particolari specificamente richiesti da norme di legge vigente
per determinate lavorazioni, per le imprese appaltatrici, subaffidatarie ed assimilate che opereranno
in cantiere, costituisce adempimento delle norme previste.
Tutti i lavori devono essere eseguiti secondo le regole dell’arte e le prescrizioni della
Direzione dei Lavori, in modo che le opere in progetto rispondano perfettamente alle condizioni
stabilite dal Progetto Esecutivo, dalle prescrizioni tecniche indicate nel Capitolato Speciale d’Appalto e
dalle condizioni stabilite nelle Schede di Lavorazione contenute nel presente Piano di Sicurezza e
Coordinamento.
L’esecuzione dei lavori deve essere coordinata tenendo conto delle possibili interferenze
che possono sorgere dalla contemporaneità di alcune lavorazioni, con la conseguente compresenza
di più imprese. I lavori comporteranno un’attenzione particolare alle interferenze fisiche delle
zone di lavorazione.
Nel Cronoprogramma Generale sono riportate le indicazioni sui tempi previsti per ogni
fase lavorativa. Nel caso in cui la durata effettiva della fase di lavorazione specifica sia
superiore od inferiore a quella indicata prevista, le lavorazioni successive dovranno mantenere
l’ordine indicato. L’esecuzione dei lavori dovrà comunque seguire le indicazioni contenute nel
suddetto Cronoprogramma.
Salvo specifiche prescrizioni contenute nel progetto esecutivo, la ditta appaltatrice ha
facoltà di organizzare l’esecuzione dei lavori nel modo che riterrà più opportuno per darli finiti nel
termine contrattuale, nel pieno rispetto delle indicazioni fornite nel presente Piano di
sicurezza e coordinamento, previsto dal D.Lgs 81/2008 e s.m.i..
L’impresa dovrà inoltre consegnare al Direttore dei Lavori ed al Coordinatore per l’esecuzione
dei lavori la documentazione relativa alle opere previste dal progetto, al fine di completare la
parte ad essi relativa nel fascicolo tecnico, previsto dal D. Lgs. 81/2008 e s.m.i.. Le violazioni del
Piano di sicurezza e coordinamento da parte dell’appaltatore, del concessionario, nonché dei
subappaltatori, fornitori in opera e noli a caldo di macchinari, previa formale costituzione in
mora dell’interessato, costituiscono causa di risoluzione del contratto nei confronti del/i
soggetto/i inadempiente/i.
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1. Identificazione e descrizione dell’opera
1.1 Indirizzo del cantiere
L’accesso al cantiere è previsto direttamente da strada provinciale SP 209.
1.2 Contesto ambientale
Il territorio in cui sono inserite le opere in progetto è il seguente : tratto urbano della s.p. 209 in prossimità di
edifici scolastici.
1.3 Descrizione dell’opera
Ö
Ö
Ö
Ö
Ö
Ö
Ö
Ö
Ö
Le lavorazioni previste consistono principalmente in:
Rimozione cordoli del marciapiede esistente:
rimozione materiale e recupero parte di esso;
cordolatura di tutto il tratto del marciapiede in progetto:
messa in quota dei chiusini esistenti:
formazione del rilevato per la posa di lose in pietra:
posa di lose di pietra:
rifacimento canaletta esistente con la realizzazione di una cunetta alla francese:
rifacimento del manto stradale previa scarifica sul tutto il tratto di intervanto:
Rifacimento segnaletica orizzontale e verticale.
1.4 Tipologia di opere: vedere elaborato E. RTG.
2. Individuazione dei soggetti con compiti di sicurezza
2.1 Compiti di sicurezza in relazione alla mansione
Le imprese ed i lavoratori autonomi presenti in cantiere dovranno operare nel pieno rispetto
delle Norme di Legge e di buona tecnica nonché di quelle previste dal Piano.
L’impresa appaltatrice, senza che ciò possa configurarsi ingerenza nell’organizzazione delle
lavorazioni delle imprese subaffidatariel, dovrà verificare il rispetto della normativa vigente da
parte delle suddette. Qualora dovesse riscontrare inadempienze, detta impresa dovrà adottare
provvedimenti opportuni al fine di garantire la sicurezza di tutti i lavoratori operanti in cantiere
(richiamare al rispetto delle norme citate, richiedere il ripristino immediato delle condizioni di
sicurezza, richiedere l’allontanamento dal luogo di lavoro del lavoratore retrivo, richiedere la
sospensione delle lavorazioni in atto, ecc.).
Nel caso in cui, con l’adozione dei provvedimenti conseguenti al mancato rispetto delle Norme
di Igiene e Sicurezza vigenti dovessero verificarsi ritardi nell’esecuzione dei lavori, ovvero danni
di natura economica, nulla potrà essere chiesto all’Ente appaltante da parte dell’impresa, ed altresì,
nulla potrà essere richiesto dalle imprese subappaltatrici all’impresa appaltatrice. L’Ente
appaltante potrà richiedere il pagamento di eventuali danni subiti oltre all’applicazione delle penali
per ritardata conclusione dei lavori.
2.1.1 Figure responsabili
2.1.1.1 Committente e Responsabile dei lavori
Il committente è il soggetto per conto del quale viene realizzata l’intera opera,
indipendentemente da eventuali frazionamenti della sua realizzazione. Nel caso di appalto di opere
pubbliche è il soggetto titolare del potere decisionale e di spesa relativo alla gestione dell’appalto.
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Egli nomina il responsabile dei
lavori (nomina non obbligatoria) ai fini della progettazione o dell’esecuzione o del controllo
dell’esecuzione dell’opera.
Contestualmente all’affidamento dell’incarico di progettazione, il committente o il
responsabile unico del procedimento designa il Coordinatore per la sicurezza in fase di
progettazione e, prima dell’affidamento dei lavori, designa il Coordinatore per la sicurezza in fase di
esecuzione.
Il committente o il responsabile dei lavori, anche nel caso di affidamento dei lavori ad una sola
impresa deve:
•
•
1
verificare l’idoneità tecnico-professionale delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi in
relazione ai lavori da affidare, anche attraverso l’iscrizione alla Camera di Commercio Industria e
Artigianato;
chiedere alle imprese esecutrici una dichiarazione dell’organico medio annuo, distinto per qualifica,
corredata dagli estremi delle denunce dei lavoratori effettuate all’INPS, all’INAIL e alle Casse Edili,
nonché una dichiarazione relativa al contratto collettivo stipulato dalle organizzazioni sindacali
comparativamente più rappresentative, applicato ai lavoratori dipendenti. Al fine di permettere la
pianificazione dell’esecuzione dei lavori o delle fasi di lavoro che si devono svolgere simultaneamente o
successivamente tra loro in condizioni di sicurezza, il committente o il responsabile dei lavori prevede
nel progetto la durata di tali lavori o fasi di lavoro.
Si intende per lavoro in subaffidamento qualsiasi lavoro eseguito da altra impresa, ovvero lavoratore autonomo, per
l’impresa appaltatrice principale dell’opera, sia in relazione a regolare contratto di subappalto, sia in caso di fornitura
in opera di materiali, sia in caso di nolo a caldo di macchinati
2.1.1.2 Coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione
Durante la progettazione dell’opera, e comunque prima della richiesta di presentazione delle offerte, il
coordinatore per la progettazione deve:
• redigere il Piano di sicurezza e di coordinamento di cui al D. Lgs 81/2008 e s.m.i.;
• predispone il fascicolo (Fascicolo tecnico) di cui al D. Lgs 81/2008 e s.m.i. contenente le
informazioni utili ai fini della prevenzione e protezione dai rischi cui sono esposti i lavoratori
tenendo conto delle specifiche nome di buona tecnica . Il fascicolo è preso in considerazione
all’atto di eventuali lavori successivi sull’opera.
2.1.1.3 Coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione
Durante la realizzazione dell’opera, il coordinatore per l’esecuzione dei lavori provvede a:
•
•
•
•
verificare, con opportune azioni di coordinamento e controllo, l’applicazione, da parte delle
imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi, delle disposizioni loro pertinenti contenute nel
Piano di sicurezza e di coordinamento e la corretta applicazione delle relative procedure di lavoro;
verificare l’idoneità dei Piani operativi di sicurezza (P.O.S.) presentati dalle varie imprese
esecutrici (sia per valutare la validità intrinseca di ciascun piano che per individuare le possibili
interazioni fra i diversi P.O.S. presentati);
adeguare il Piano di sicurezza e di coordinamento e il fascicolo in relazione all’evoluzione dei
lavori e alle eventuali modifiche intervenute, valutando le proposte delle imprese esecutrici
dirette a migliorare la sicurezza in cantiere, nonché verificare che le imprese esecutrici
adeguino, se necessario, i rispettivi Piani operativi di sicurezza;
segnalare al committente o al responsabile dei lavori, previa contestazione scritta alle imprese e
ai lavoratori autonomi operanti in cantiere, le inosservanze alle nome e alle prescrizioni del
Piano di sicurezza e coordinamento, e propone la sospensione dei lavori, l’allontanamento delle
imprese o dei lavoratori autonomi dal cantiere o la risoluzione del contratto. Nel caso il
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•
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committente non adotti alcun provvedimento in merito alla segnalazione, senza fornire
idonea motivazione, il coordinatore per l’esecuzione dei lavori è tenuto a comunicare
l’inadempienza all’ASL territorialmente competente e alla Direzione provinciale del lavoro;
sospendere in caso di pericolo grave e imminente, direttamente riscontrato, le singole
lavorazioni fino alla verifica degli avvenuti adeguamenti effettuati dalle imprese
interessate.
2.1.1.4 Datore di Lavoro
Tutte le attribuzioni conferite al Datore di lavoro dalle Norme vigenti in materia di infortuni ed igiene
sul lavoro saranno svolte dal Legale Rappresentante dell’Azienda ovvero da persona fisica espressamente
individuata nell’azienda.
Operando in piena autonomia egli dovrà:
• redigere il piano operativo di sicurezza, che contenga almeno i seguenti elementi:
a) dati identificativi dell’impresa
•
nominativo datore di lavoro, indirizzo e riferimento telefonico della sede legale e degli uffici di
cantiere;
specifica attività e singole lavorazioni svolte in cantiere dall’impresa e da lavoratori autonomi
subaffidatari;
nominativi addetti primo soccorso, antincendio ed evacuazione dei lavoratori e, comunque, alla
gestione delle emergenze in cantiere, del RLS, aziendale o territoriale, ove eletto o designato;
nominativo RSPP;
nominativo del medico competente;
nominativi del direttore tecnico di cantiere e del capocantiere;
l’elenco e le relative qualifiche dei lavoratori dipendenti dell’impresa e dei lavoratori
autonomi operanti in cantiere per conto della stessa impresa;
b) le specifiche mansioni, inerenti la sicurezza, svolte in cantiere da ogni figura nominata allo
scopo dall’impresa;
c) l’elenco delle imprese esecutrici (subaffidatari, fornitori in opera, noleggiatori a caldo);
d) documentazione inerente l’idoneità lavorativa specifica dei lavoratori impiegati in cantiere
(copia del certificato della visita medica preventiva o documento equivalente firmato dal
medico competente);
e) copia del registro degli infortuni;
f) la descrizione dell’attività di cantiere, delle modalità organizzative e dei turni di lavoro;
g) elenco delle macchine, degli impianti e degli apprestamenti che verranno utilizzati nel cantiere con
descrizione, per ognuno, del livello di sicurezza raggiunto (marchio CE - ad esempio gli
apparecchi di sollevamento non marcati CE devono possedere una autocertificazione del
costruttore che attesti il rispetto di quanto indicato nella C.M. del 31.7.1981, per le betoniere a
bicchiere si farà riferimento alla Circolare Ministeriale 103/80 e così via), libretto di
circolazione del mezzo con le relative revisioni, libretto di istruzioni per l’installazione, l’uso e la
manutenzione - anche in estratto -, dichiarazioni di rispondenza alle norme tecniche di sicurezza,
verifiche periodiche cui sono soggetti - ad esempio gli elevatori a cavalletto con portata
superiore a 200 kg. devono essere muniti di libretto di omologazione e sono soggetti a verifica
con scadenza annuale da parte dell’organo di controllo preposto). Per il rischio elettrico verrà
richiesto all’impresa di fornire copia delle denunce e delle certificazioni obbligatorie;
h) progetto del ponteggio (quando necessario);
i) disegno esecutivo ponteggi;
l) l’elenco delle sostanze e preparati pericolosi utilizzati nel cantiere con le relative schede di
sicurezza;
m) l’esito del rapporto di valutazione del rumore (art. 40 D. Lgs 277/91);
n) l’individuazione delle misure preventive e protettive, integrative rispetto a quelle contenute
nel
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P.S.C., adottate in relazione ai rischi connessi alle proprie lavorazioni in cantiere; m)le procedure
complementari e di dettaglio richieste dal P.S.C.;
o) 1’ elenco dei dispositivi di protezione individuale forniti ai lavoratori occupati in cantiere;
p) la documentazione in merito all’informazione ed alla formazione fornite ai lavoratori occupati in
•
cantiere (copia dei verbali delle riunioni di formazione e informazione e copia degli attestati
dei corsi di formazione);
q) dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico di cantiere e copia della lettera di invio
all’ISPESL e all’ASL o all’ARPA o allo Sportello Unico;
r) eventuale altra documentazione di sicurezza richiesta dalla norma (es. disegno esecutivo e
progetto del ponteggio, programma delle demolizioni, piano dei lavori di demolizione o di
rimozione dell’amianto, ecc.).
Predispone un elenco del proprio personale che opererà in cantiere, compilando
un’apposita modulistica finalizzata all’individuazione del personale autorizzato ad operare nel
cantiere stesso, per mezzo di tessere personali di riconoscimento (badge). La modulistica
sarà fornita dal Committente o dal Responsabile dei Lavori e dovrà essere restituita compilata
contestualmente al P.O.S. L’impresa appaltatrice principale è responsabile del rispetto di questa
disposizione da parte dei propri subappaltatori l.
Sviluppare esaurienti indagini di mercato in coerenza al programma dei lavori e delle esigenze
del cantiere, per le acquisizioni di materiali e per l’affidamento dei lavori in subappalto nel pieno
rispetto delle vigenti normative.
• Assicurare la costante applicazione delle Leggi, Regolamenti, provvedimenti e prassi che
salvaguardino l’igiene del lavoro.
• Assicurare la costante applicazione delle Leggi, Regolamenti, provvedimenti espressi in materia
antinfortunistica, adottando ogni misura d’urgenza, ivi compresa la sospensione del lavoro.
• Controllare macchine, attrezzature e impianti che rientrano nella propria sfera di influenza, nel
caso in cui tali macchine, attrezzature e impianti non risultassero idonei, egli dovrà far apportare
le necessarie modifiche ovvero rifiutarne l’installazione, ovvero disporne la rimozione.
•
•
•
•
•
•
Procedere alla valutazione del rumore durante il lavoro. L’art. 40 del D. Lgs 277/91 nel
prescrivere al datore di lavoro di procedere alla valutazione del rumore durante il lavoro esige
che sia redatta una relazione sulla pericolosità ambientale del posto di lavoro da parte di
personale competente e, quindi, non autorizza il datore di lavoro a sostituire la propria alla
valutazione di personale competente. Non è altresì consentito che il datore di lavoro
autocertifichi che l’ambiente di lavoro abbia rumorosità tanto bassa da essere trascurabile
[Lepd < 80 dB(A)]. Anche tale attestazione deve essere fatta da un tecnico competente. Il
tecnico competente deve essere riconosciuto dalla Regione ove risiede per operare sul territorio
nazionale (Sentenza n. 851 del 22 gennaio 1999, Corte di Cassazione Penale-Sezione III
riguardante sicurezza e igiene del lavoro).
Curare l’approvvigionamento, l’uso e la costante efficienza dei mezzi di protezione previsti dalle
Leggi.
Curare le condizioni di rimozione dei materiali pericolosi, previo, se necessario,
coordinamento con il committente o il responsabile dei lavori.
• Curare che lo stoccaggio e l’evacuazione dei detriti e delle macerie avvengano correttamente.
Vigilare sui Preposti, perché svolgano le necessarie attività di controllo e vigilanza nella
propria sfera di influenza.
Mettere a disposizione del rappresentante per la sicurezza dei lavoratori copia del piano di
sicurezza e di coordinamento e del piano operativo di sicurezza almeno dieci giorni prima
dell’inizio dei lavori. Il rappresentante per la sicurezza attesterà per iscritto la presa visione del
piano di sicurezza e del piano operativo.
• Prima dell’accettazione del piano di sicurezza e di coordinamento consulta il rappresentante per la
sicurezza dei lavoratori e gli fornisce eventuali chiarimenti sul contenuto. Il rappresentante per la
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sicurezza può formulare proposte al riguardo.
Qualora nei luoghi dove si svolgeranno le attività affidategli operino altre Imprese, ovvero
Lavoratori autonomi, egli dovrà:
•
•
tenersi costantemente informato sulle operazioni svolte da questi dipendenti, Imprese o Lavoratori
autonomi, al fine di adottare ogni misura che eviti i pericoli derivanti dallo svolgimento delle pratiche
lavorative del loro settore;
rendere edotte predette Imprese, attraverso i loro Rappresentanti in sito, ed i Lavoratori autonomi dei
rischi specifici presenti nei luoghi in cui essi operano.
2.1.1.4.1 Formazione ed informazione dei lavoratori
Oltre alle modalità esecutive specifiche delle lavorazioni a cui saranno addetti, i lavoratori
presenti nel cantiere dovranno essere adeguatamente formati ed informati sulla sicurezza del
cantiere, ed in modo particolare sui pericoli che li vedranno direttamente coinvolti. Il
principale elemento formativo ed informativo sulla sicurezza sarà il presente Piano di sicurezza e
di coordinamento, con tutte le integrazioni qualora si rendessero necessarie per lavorazioni
particolari oltre ai P.O.S. delle singole aziende.
I Lavoratori saranno formati ed informati, in modo costante, sul corretto uso dei dispositivi di
protezione individuale -DPI.
I Lavoratori saranno istruiti in modo adeguato alla conoscenza ed all’uso della segnaletica di
sicurezza.
I Lavoratori saranno opportunamente informati sull’eventuale uso, che sarà comunque ridotto
al minimo quando non sarà possibile eliminarlo altrimenti, di sostanze tossiche e nocive
valutando attentamente le schede tecniche e tossicologiche fornite dal produttore e le schede
contenenti le composizioni dei prodotti disponibili presso l’ASL.
I Lavoratori saranno opportunamente informati sui problemi e sui rischi derivanti
dall’esposizione al rumore del cantiere.
Gli oneri della formazione ed informazione dirette ai lavoratori, spettano al datore di lavoro. In
caso di presenza contemporanea di più imprese i vari datori di lavoro dovranno occuparsi anche
di informare i propri dipendenti sui rischi derivanti dalle attività delle altre imprese. Spetta
all’impresa appaltatrice delle opere la verifica dell’attuazione delle presenti disposizioni da
parte dei propri subappaltatori e fornitori in opera.
2.1.1.4.2 Norme di comportamento per gli addetti ai lavori
Sarà compito del Direttore di Cantiere istruire i Lavoratori (dipendenti e subappaltatori) sul
comportamento da adottare durante l’attività lavorativa nel cantiere in oggetto e verificare
l’osservanza delle norme comportamentali.
Di seguito si riportano le principali misure di prevenzione ed istruzioni per gli addetti:
mantenere l’ordine nel cantiere e sul posto di lavoro (es. eliminare dai luoghi di passaggio tutti
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gli ostacoli che possono causare cadute, ferite...);
usare passaggi sicuri anziché tentare pericolosi equilibrismi;
non usare indumenti che possano essere afferrati da organi in moto;
non sottostare agli apparecchi di sollevamento;
non trasportare carichi ingombranti con modalità che possano causare danni a terzi;
non destinare le macchine ad usi non appropriati;
non spostare ponti mobili con persone sopra;
non utilizzare attrezzature o macchinari del cui uso non si è esperti;
evitare posizioni di lavoro non ergonomiche (es. non sollevare un corpo pesante con la schiena
curva);
adottare corrette misure di igiene personale e usare mezzi di pulizia adeguati;
non usare mai attrezzature in cattivo stato di conservazione;
rifiutarsi di svolgere lavori senza la necessaria attrezzatura e senza che siano state adottate
tutte le misure di sicurezza;
in caso di incidente sul lavoro, la persona che assiste all’incidente o che per prima si rende
conto dell’accaduto deve chiamare immediatamente l’incaricato per il primo soccorso
fornendo le informazioni necessarie.
2.1.1.5 Direttore di cantiere
Spetterà al Direttore di cantiere far osservare ogni disposizione di Legge di competenza dell’impresa ed
ogni provvedimento delle Autorità ed in particolare del Direttore dei Lavori e del Coordinatore per
l’esecuzione, interessanti o comunque incidenti sulla esecuzione delle opere e sulla smobilitazione del
cantiere, ed in particolare le disposizioni ed i provvedimenti riguardanti la prevenzione degli infortuni, la
disciplina del rapporto di lavoro, l’igiene del lavoro. Parimenti egli dovrà osservare e far osservare nel
cantiere le prescrizioni del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro e gli accordi locali integrativi
del medesimo. Dovrà inoltre provvedere al puntuale adempimento di tutte le Norme in materia di
tutela ambientale, curando in particolare, il corretto trattamento e smaltimento dei rifiuti prodotti. E’
diffidato dal contravvenire alla Legge 251/1982 e s.m.i., evitando così di conferire di sua iniziativa qualsiasi
incarico a terzi per l’esecuzione di qualsiasi genere di lavoro comunque connesso con l’opera in oggetto.
A tal fine dovrà anche vietare l’inizio di prestazioni non ancora autorizzate dall’Ente Appaltante.
Il Direttore di cantiere avrà il dovere di non permettere l’inizio di prestazioni di terzi, i quali non abbiano
nominato, per iscritto, un proprio Responsabile della fase lavorativa cui saranno addetti. Inoltre avrà il
dovere di verificare che non operino in cantiere soggetti non autorizzati e quindi non muniti della tessera
di riconoscimento (badge) che dovrà essere sempre tenuta in evidenza dall’interessato. Chi non
esporrà il proprio badge dovrà essere allontanato dal cantiere da parte del Direttore di cantiere (ovvero da
parte di un suo preposto). Il badge recherà nome, cognome, fotografia dell’interessato, nominativo e
timbro dell’impresa, qualifica, numero di matricola , contratto di riferimento, firma di approvazione
del Responsabile Lavori e del C.P.E.
Dovrà adottare ogni misura suggerita dall’esperienza professionale, dalla diligenza e dalla prudenza che
apparirà necessaria ed opportuna per prevenire danni a persone o cose compreso i terzi estranei al
cantiere e le loro cose, sia in conseguenza dell’esecuzione delle opere o in conseguenza al loro uso fino a
quando non ne sia stata fatta consegna al Committente, sia in conseguenza alla smobilitazione del cantiere.
Dovrà inoltre:
• organizzare il lavoro nella maniera più idonea all’assolvimento di tufi i compiti affidatigli e nel rispetto
•
•
•
•
•
del presente piano;
comunicare per iscritto con congruo anticipo (minimo sette giorni) al Committente ovvero al
responsabile dei lavori tutti i dati relativi a nuove imprese o lavoratori autonomi ai fini della notifica
prevista dall’art. 11 del D. Lgs 81/2008 e s.m.i.;
assumere manodopera;
stabilire le mansioni dei collaboratori del cantiere;
rifiutare i materiali non idonei ed allontanare le persone non autorizzate;
controllare e far controllare l’efficienza, la conformità alle prescrizioni di Legge e la sicurezza delle
macchine e delle attrezzature impiegate o da impiegare;
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•
•
•
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noleggiare macchine operatrici a freddo o con operatore;
sospendere, quando necessario, ovvero su richiesta del Direttore dei lavori o del Coordinatore per
l’esecuzione, l’utilizzo di macchine ed attrezzature;
sospendere, quando necessario, ovvero su richiesta del Direttore dei lavori o del Coordinatore per
l’esecuzione, l’attività lavorativa.
II Direttore di cantiere sarà ritenuto personalmente responsabile di ogni conseguenza dannosa
che potrà derivare dalla sua inosservanza del presente mansionario. Egli potrà delegare ad un
Preposto l’attuazione di specifici compiti, ferma restando la sua responsabilità sul controllo
dell’operato degli stessi.
2.1.1.6 Tecnici e Operatori del cantiere
Fra questi si annovereranno i Preposti e cioè i Capi Cantiere, gli Assistenti Edili, i Capi Squadra, le cui
responsabilità nell’attività svolta derivano dagli obblighi imposti dalla normativa vigente.
La qualifica di Preposto sarà attribuita a chiunque si troverà in una situazione di supremazia tale da
porlo in condizioni di dirigere l’attività lavorativa di alcuni Operai soggetti ai suoi ordini. Questi soggetti
svolgeranno nell’ambito del Cantiere le funzioni delegate loro dal Dirigente nel rispetto delle vigenti
disposizioni in materia di prevenzione.
Essi in particolare dovranno, su specifica delega del Direttore di cantiere:
• attuare le misure di sicurezza previste dal presente piano, dal piano operativo e dalle vigenti
Norme di prevenzione infortuni ed igiene del lavoro;
• rendere edotti i lavoratori subordinati dei rischi specifici cui sono esposti ed informarli delle
loro responsabilità civili e penali;
• curare l’affissione nel cantiere delle principali Norme di prevenzione degli infortuni;
• curare l’affissione nel Cantiere della cartellonistica di sicurezza;
accertarsi che i lavoratori osservino le Norme di sicurezza previste dal presente piano e dal
documento di valutazione del rischio aziendale ed usino i Dispositivi di Protezione Individuale DPI messi a loro disposizione;
• verificare se nelle varie fasi di lavoro si manifestano i rischi contemplati nelle schede di
lavorazione allegate al Piano di sicurezza e coordinamento e adottare immediatamente le misure
di prevenzione richieste dalla particolarità dell’intervento;
• richiedere l’intervento dei superiori qualora si manifestassero nuove esigenze;
• tenere aggiornatala scheda relativa alle imprese e lavoratori autonomi presenti in cantiere;
• tenere aggiornata la scheda di consegna ai Lavoratori dei Dispositivi di Protezione Individuale DPI;
• tenere aggiornate le schede di materiali, attrezzature e macchinari presenti in cantiere.
•
allontanare dal cantiere i soggetti non autorizzati (senza tesserino di riconoscimento esposto).
2.1.1.7 Lavoratori
I Lavoratori la cui responsabilità nell’attività svolta deriva dagli obblighi imposti dal D. Lgs
81/2008, dovranno attenersi alle disposizioni date dal Direttore di cantiere e dai suoi Preposti.
Essi in particolare dovranno:
• osservare oltre alle Norme di buona tecnica, le misure disposte dal datore di lavoro ai fini della
sicurezza individuale e collettiva;
• usare con cura i Dispositivi di Protezione Individuale - DPI e gli altri mezzi di protezione
predisposti e/o forniti dal datore di lavoro;
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• segnalare immediatamente al Datore di lavoro, al Dirigente, od ai Preposti, le deficienze dei
dispositivi e dei mezzi di sicurezza e di protezione, nonché le altre eventuali condizioni di pericolo
di cui venissero a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di urgenza e nell’ambito delle
loro competenze e possibilità, per eliminare o ridurre dette deficienze o pericoli;
• non rimuovere o modificare i dispositivi e gli altri mezzi di sicurezza e di protezione senza averne
ottenuta l’autorizzazione;
• non compiere, di propria iniziativa, operazioni o manovre che non siano di loro competenza e
che possano compromettere la sicurezza propria o di altre persone;
• segnalare con immediatezza, salvo impedimento per cause di forza maggiore, al proprio Datore
di lavoro o ai propri superiori gli infortuni, comprese le lesioni di piccola entità, loro occorse
durante il lavoro;
• espone il proprio tesserino di riconoscimento in cantiere.
2.1.1.8 Lavoratori autonomi
I lavoratori autonomi hanno l’obbligo di:
•
•
utilizzare le attrezzature di lavoro in conformità alle disposizioni cui del decreto legislativo n. 81/2008;
utilizzare i dispositivi di protezione individuale conformemente a quanto previsto dal decreto
legislativo n. 81/2008;
adeguarsi alle indicazioni fornite dal Coordinatore per l’esecuzione dei lavori, ai fini della sicurezza;
compilare la documentazione relativa al rilascio del tesserino di riconoscimento;
esporre il proprio tesserino di riconoscimento in cantiere.
•
•
•
2.2 Individuazione dei soggetti con compiti di sicurezza
Oltre che per i soggetti, di cui al D. Lgs 81/2008, vengono riportati anche i dati dei progettisti,
del Direttore dei Lavori, del Responsabile del procedimento (ove diverso dal Responsabile dei
Lavori) in quanto coinvolti nell’attività di progettazione e di costruzione, la cui conoscenza può
risultare utile dal punto di vista pratico.
Si specifica che i dati non indicati dovranno essere riportati al momento in cui saranno noti
da parte del Direttore di cantiere o di un suo preposto. Egli integrerà l’anagrafica, sulla copia del
presente Piano che verrà tenuta in cantiere, con eventuali altri dati relativi ai vari soggetti che man
mano verranno coinvolti nelle attività di cantiere. E’ possibile integrare il presente piano anche con
documenti contenenti analoghi dati (vedi documentazione dei P.O.S.).
E’ fatto espresso divieto di entrare in cantiere a persone che non dipendano da imprese o
lavoratori autonomi notificati all’A.S.L./Ufficio Provinciale competente, i cui dati devono essere
riportati nel piano (in alternativa, può essere inserita la copia dei documenti).
Sono considerate imprese esecutrici tutte le imprese operanti in cantiere ad eccezione
delle imprese che semplicemente forniscono il materiale in cantiere senza partecipare in alcun
modo al processo produttivo.
L’impresa appaltatrice dovrà comunicare al Committente ogni nuovo ingresso in cantiere,
non meno di dieci giorni prima che ciò avvenga, facendo nel contempo recapitare al C.P.E. copia del
Piano Operativo di Sicurezza delle nuove imprese. Nel caso in cui l’impresa appaltatrice non
riceva copia della notifica relativa nonché l’approvazione scritta del P.O.S., non potrà comunque
far operare tale soggetto in cantiere.
Alla comunicazione l’impresa appaltatrice dovrà altresì allegare copia del certificato
d’iscrizione alla Camera di Commercio Industria e Artigianato (o Albo Artigiani), gli estremi delle
denunce dei lavoratori all’INPS, all’INAIL ed alle Casse Edili, l’indicazione dei contratti collettivi
applicati ai lavoratori dipendenti con una dichiarazione in merito al rispetto degli obblighi
assicurativi e previdenziali previsti dalla legge e dai contratti, l’organico medio annuo distinto per
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qualifica.
I dati riportati verranno utilizzati per la notifica agli organi di vigilanza e per la compilazione del
cartello di cantiere.
Ogni lavoratore dovrà essere identificabile con tesserino (badge), in vista, su cui sarà riportato,
oltre alla fotografia, il nome dell’azienda, il nome ed il cognome del lavoratore stesso
qualifica, numero di matricola , contratto di riferimento, firma di approvazione del
Responsabile dei Lavori e del C.P.E..
Chiunque non esponga il proprio tesserino dovrà essere allontanato dal cantiere da parte del
Direttore di cantiere ovvero da un suo preposto.
2.2.1
Dati generali 2.2.1.1 Committente
Ente/Società
PROVINCIA DI TORINO NELLA PERSONA DI:
Cognome:
Ing TIZZANI
Nome:
Matteo
Domicilio:
Provincia di Torino-Area Viabilità-Servizio Progettazione ed esecuzione
interventi viabilità III -Corso Inghilterra, 7 10138 Torino
Natura dell’opera
SP 209 DI MOMPANTERO. LAVORI DI COSTRUZIONE DI UN PERCORSO
PEDONALE LUNGO LA SP 209 MOMPANTERO
Indirizzo di cantiere Comune di Susa
2.2.1.2 Responsabile unico del procedimento e Responsabile dei lavori
Cognome:
Ing TIZZANI
Nome:
Matteo
Domicilio:
Provincia di Torino-Area Viabilità-Servizio Progettazione ed esecuzione
interventi viabilità III -Corso Inghilterra, 7 10138 Torino
Natura dell’opera
SP 209 DI MOMPANTERO. LAVORI DI COSTRUZIONE DI UN PERCORSO
PEDONALE LUNGO LA SP 209 MOMPANTERO
Indirizzo di cantiere Comune di Susa
Data presunta dell’inizio dei lavori: maggio 2014
Importo presunto dei lavori: € 80.000,00
Numero massimo previsto di lavoratori impiegati contemporaneamente in cantiere: 6
Numero previsto di imprese e lavoratori autonomi sul cantiere:1
2.2.2 Fase della progettazione
2.2.2.1 Progettisti
Cognome:
Nome:
Domicilio:
geom. LA TORRE
Emanuele
Provincia di Torino-Area Viabilità –Servizio Progettazione ed esecuzione
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SP 209
Recapito tel./fax:
PIANO DI SICUREZZA – RELAZIONE
interventi viabilità III- Corso Inghilterra, 7 10138 Torino
0118616408 – fax 0118614483
2.2.2.3 Coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione
Cognome:
Ing TIZZANI
Nome:
Matteo
Domicilio:
Provincia di Torino-Area Viabilità-Servizio Progettazione ed esecuzione
interventi viabilità III -Corso Inghilterra, 7 10138 Torino
Recapito tel./fax:
0118616514 – fax 0118614483
2.2.3
Fase dell’esecuzione 2.2.3.1 Direttore lavori
Cognome:
Nome:
Domicilio:
Recapito tel./fax:
geom. LA TORRE
Emanuele
Provincia di Torino-Area Viabilità –Servizio Progettazione ed esecuzione
interventi viabilità III- Corso Inghilterra, 7 10138 Torino
0118616408 – fax 0118614483
2.2.3.2 Coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione
Cognome:
Ing TIZZANI
Nome:
Matteo
Domicilio:
Provincia di Torino-Area Viabilità-Servizio Progettazione ed esecuzione
interventi viabilità III -Corso Inghilterra, 7 10138 Torino
Recapito tel./fax:
0118616514 – fax 0118614483
2.2.3.3 Impresa appaltatrice
Ragione Sociale: Indirizzo Sede: Recapito tel./fax:
2.2.3.4
Datore di lavoro
Cognome: Nome:
Residenza: Recapito tel./fax:
2.2.3.5 Direttore tecnico di cantiere
Cognome: Nome:
Residenza: Recapito tel./fax:
2.2.3.6 Responsabile del servizio di prevenzione e protezione
Cognome: Nome:
Residenza: Recapito tel./fax:
2.2.3.7 Rappresentante dei lavoratori perla sicurezza
Cognome: Nome:
Residenza: Recapito tel./fax:
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2.2.3.8. Medico competente
Cognome: Nome:
Residenza: Recapito tel./fax:
2.2.3.9 Assistente di cantiere per l’impresa
Cognome: Nome:
Residenza: Recapito tel./fax:
2.2.3.10 Impresa subaffidataria1
Subappalto opere: Impresa subaffidataria: Ragione Sociale: Indirizzo Sede: Recapito tel./fax:
Si intende per lavoro in snbaftidamento qualsiasi lavoro eseguito da altra impresa, ovvero lavoratore
autonomo, per l’impresa appaltatrice principale dell’opera, sia in relazione a regolare contratto di subappalto, sia in caso di
fornitura in opera di materiali, sia in caso di nolo a caldo di macchinari
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2.2.3.11 Datore di lavoro impresa subaffidataria
Cognome:
Nome:
Residenza: Recapito
tel./fax:
2.2.3.12 Direttore tecnico di cantiere impresa subaffidataria
Cognome:
Nome:
Residenza: Recapito
tel./fax:
2.2.3.13 Responsabile del servizio di prevenzione e protezione impresa subaffidataria
Cognome:
Nome:
Residenza: Recapito
tel./fax:
2.2.3.14 Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza impresa subaffidataria
Cognome:
Nome:
Residenza: Recapito
tel./fax:
2.2.3.15 Incaricati della gestione dell’emergenza
Cognome:
Nome:
Residenza: Recapito
tel./fax:
2.2.3.16 Medico competente per l’impresa subaffidataria
Cognome:
Nome:
Residenza: Recapito
tel./fax:
2.2.3.17 Assistente di cantiere per l’impresa subaffidataria
Cognome:
Nome:
Residenza: Recapito
tel./fax:
2.2.3.18 Lavoratori autonomi
Cognome:
Nome:
Residenza: Recapito
tel./fax:
Pagina
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3. Individuazione, analisi e valutazione dei rischi relativi all’area e all’organizzazione di cantiere,
alle lavorazioni e alle loro interferenze
In relazione alle caratteristiche dell’ambiente ed alla natura dei lavori, sono adottati provvedimenti per la
protezione contro i rischi prevedibili per danni ai lavoratori impegnati in cantiere e per danni all’ambiente.
Tali rischi sono da ricercarsi sia all’interno del cantiere, sia in relazione alla posizione delle aree di lavorazione ed
al raggio di intervento dei macchinari utilizzati, sia più in generale in relazione all’influenza delle lavorazioni
previste in cantiere e del cantiere stesso nei confronti dell’ambiente esterno.
3.1 Caratteristiche dell’area destinata all’intervento
Il territorio in cui si inserisce l’intervento è prettamente urbano, caratterizzato dalla presenza di areee
produttive/artigianali e da una sede scolastica.
3.2 Fattori di rischio ambientali interni e/o esterni al cantiere
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N°
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SITUAZIONE ESISTENTE
NELL’AREA DI INTERVENTO
Struttura fisica /chimica
IDENTIFICAZIONE DEI
RISCHI INDOTTI
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INTERVENTI / PROCEDURE
Struttura orografica
Territorio pianeggiante con presenza
di un corso d’acqua (v.si elaborati
di progetto)
Struttura geofisica
Zona 4
3.2.1 IDENTIFICAZIONE DEI RISCHI AMBIENTALI-NATURA DEL TERRENO
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Vegetazione presente
I
2
Presenza di infrastrutture
Strade
I
Strada SP 209
Strade comunali
Interferenza certa nei momenti di
ingresso e uscita dal cantiere fisso e
dalla viabilità di cantiere.
L’impresa dovrà predispone la
segnaletica di
segnalazione dell’immissione degli
automezzi pesanti sulla viabilità.
La viabilità sulle strade
sarà mantenuta in efficienza e
utilizzate durante i lavori dalle
maestranze del cantiere. L’impresa
dovrà pertanto predispone la
segnaletica di sicurezza atta a
segnalare le aree di lavorazione e
l’immissione degli automezzi sulla
viabilità.
L’impresa dovrà richiedere le
ordinanze di chiusura al traffico, da
cui saranno esclusi gli abitanti ed i
frontisti, ai quali dovrà essere
sempre garantito l’accesso. Per
fare
ciò l’impresa dovrà attuare una
programmazione che preveda
almeno un accesso o intervenendo
su tratti di argine differenti o
parzializzando l’argine in fase di
realizzazione.
Nel caso di attraversamenti di scavi
in trincea si potranno utilizzare
plance di acciaio di adeguate
dimensioni.
I : All’interno dell’area di cantiere
E : All’esterno dell’area di cantiere
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3.2.2 IDENTIFICAZIONE DEI RISCHI AMBIENTALI - IMPIANTI PREESISTENTI
N°
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LQVHGHGLSURJHWWD]LRQHSRWUDQQR
HVVHUHULVROWHDOPRPHQWRGHOOD
UHDOL]]D]LRQHGHOOHRSHUHLQDFFRUGR
FRQLO&3(HOD'/
(
5HWHDFTXHGRWWR
5HWHDFTXHGRWWRGHLFRPXQLGL)RUQR ,
&VH5LYDUDH%XVDQR
(OLPLQD]LRQHLQWHUIHUHQ]HJLjDWWLYDWD
GDHQWLJHVWRUL
(
AREA VIABILITA’ - SERVIZIO PROGETTAZIONE ED ESECUZIONE INTERVENTI VIABILITA’ III
_____________________________________________________________________________________________________________________________
SP 209
4
5
6
Reti fognarie
Presenti
I
E
Rete gas
Rete distribuzione gas e relativi
I
gruppi di misura, riduttori e sfiati
Impianti telefonici
(aerei/interrati)
Linee aeree e sotterranee
Pagina
PIANO DI SICUREZZA – RELAZIONE
23
Eventuali interferenze non rilevate
in sede di progettazione potranno
essere risolte a1 momento della
realizzazione delle opere, in accordo
con il C.P.E. e la D.L.
(OLPLQD]LRQHLQWHUIHUHQ]HGDHQWL
JHVWRUL
E
Eventuali interferenze non rilevate
in sede di progettazione potranno
essere risolte a1 momento della
realizzazione delle opere, in accordo
con il C.P.E. e la D.L.
I
(OLPLQD]LRQHLQWHUIHUHQ]HGDHQWL
JHVWRUL
E
7
Pozzi
I
E
8
Reticolo irriguo
I
E
I : All’interno dell’area di cantiere
E : All’esterno dell’area di cantiere
Sarà cura dell’impresa appaltatrice, prima dell’inizio dei lavori, eseguire sopralluoghi e rilievi per
definire l’esattezza dei tratti del tracciato interferenti con le lavorazioni e l’eventuale presenza di
altre reti non identificate. Gli esiti dei sopralluoghi ed i rilievi dovranno essere
AREA VIABILITA’ - SERVIZIO PROGETTAZIONE ED ESECUZIONE INTERVENTI VIABILITA’ III
_____________________________________________________________________________________________________________________________
SP 209
Pagina
PIANO DI SICUREZZA – RELAZIONE
24
comunicati al C.P.E. al fine di concordare eventuali ulteriori procedure e misure di sicurezza da
adottare oltre a quelle già indicate nel presente P.S.C.
3.2.3IDENTIFICAZIONE DEI RISCHI AMBIENTALI-PREESISTENZE
N°
6,78$=,21((6,67(17($/
&2172512
,'(17,),&$=,21('(,
5,6&+,,1'277,
,17(59(17,352&('85(
3UHVHQ]DGLDOWULFDQWLHUL
1RQSUHVHQWL
,
(
3UHVHQ]DGLDWWLYLWjSHULFRORVH
,
1HVVXQD
(
3UHVHQ]D GLHGLILFLHRVWUXWWXUH DGLDFHQWL
,
$WWLYLWjSURGXWWLYHDUWLJLDQDOL
FRPPHUFLDOL
$ELWD]LRQLUHVLGHQ]LDOL
6FXROH
(
5LVFKLRLQWHUIHUHQ]HYHLFROL
AREA VIABILITA’ - SERVIZIO PROGETTAZIONE ED ESECUZIONE INTERVENTI VIABILITA’ III
_____________________________________________________________________________________________________________________________
SP 209
Pagina
PIANO DI SICUREZZA – RELAZIONE
25
3UHVHQ]DGLDJHQWLLQTXLQDQWL
LQ TXLQDPHQWRGHOWHUUHQR
1RQSUHVHQWH
,
(
LQTXLQDPHQWRDWPRVIHULFR
1RQSUHVHQWH
,
(
LQTXLQDPHQWRDFXVWLFR
1RQSUHVHQWH
,
(
,$OO·LQWHUQRGHOO·DUHDGLFDQWLHUH
($OO·HVWHUQRGHOO·DUHDGLFDQWLHUH
3.2.4 IDENTIFICAZIONE DEI RISCHI AMBIENTALI-FATTORI CLIMATICI E
METEOROLOGICI
N°
6,78$=,21((6,67(17($/
&2172512
,'(17,),&$=,21('(,
5,6&+,,1'277,
,17(59(17,352&('85(
)RUWLHVFXUVLRQLWHUPLFKH
1RQSUHYLVWH
,
(
,
&ROSRGLFDORUH
'HYH
HVVHUH
LPSHGLWR
OR
VYROJLPHQWR
GL
DWWLYLWj
FKH
FRPSRUWLQR
O·HVSRVL]LRQH
D
WHPSHUDWXUHWURSSRHOHYDWHSHUJOL
DGGHWWL5LFRUUHUHDOODURWD]LRQH
GHJOLDGGHWWLFRQO·DEELJOLDPHQWR
DGHJXDWRHFRQLGLVSRVLWLYLGL
SURWH]LRQHLQGLYLGXDOL
$OWH WHPSH U D WXUH 7HPSHUDWXUHHOHYDWH
7XIILLPDWHULDOLGRYUDQQRLQROWUH
HVVHUHDGDWWLDOOHWHPSHUDWXUHH
FDUDWWHULVWLFKHFOLPDWLFKHVWDJLRQDOL
DQFKHFRQDJJLXQWDGLDGGLWLYLFKH
SHUPHWWDQRXQDUHJRODUHPHVVDLQ
RSHUD
%DVVHWHPSHUDWXUH
5DIIUHGGDPHQWR
'HYH
HVVHUH
LPSHGLWR
OR
VYROJLPHQWR
GL
DWWLYLWj
FKH
FRPSRUWLQR
O·HVSRVL]LRQH
D
WHPSHUDWXUHWURSSRULJLGHSHUJOL
DGGHWWL&RQVLGHUDWDODWLSRORJLD
,
AREA VIABILITA’ - SERVIZIO PROGETTAZIONE ED ESECUZIONE INTERVENTI VIABILITA’ III
_____________________________________________________________________________________________________________________________
SP 209
PIANO DI SICUREZZA – RELAZIONE
Pagina
26
delle lavorazioni, da svolgere
all’aperto, sarà necessario ricorrere
alla rotazione degli addetti, con
l’abbigliamento adeguato e con i
dispositivi di protezione individuali.
7HPSHUDWXUH0
Tuffi i materiali dovranno inoltre
essere adatti alle temperature e
caratteristiche climatiche stagionali,
anche con aggiunta di additivi che
permettano una regolare messa in
opera
E
4
Presenza di venti
In presenza di forte vento (velocità
> 60 km/h) dovranno essere sospesi
i lavori su ponteggi e la
movimentazione di materiali con
autogru.
I
E
5
Pioggia
I
Forti precipitazioni
In presenza di forti precipitazioni, le
lavorazioni
dovranno
essere
interrotte per il tempo necessario,
previa messa in sicurezza del
cantiere.
Prima della ripresa dei lavori,
occorrerà verificare, in particolare,
lo stato di conservazione delle
armature degli scavi, dei ponteggi,
l’eventuale presenza di acqua negli
scavi ricorrendo al prosciugamento
della stessa, e comunque di tuffi gli
apprestamenti
antinfortunistici
allestiti.
Forti precipitazioni
In presenza di forti precipitazioni, le
lavorazioni
dovranno
essere
interrotte per il tempo necessario,
previa messa in sicurezza del
cantiere.
Prima della ripresa dei lavori,
occorrerà verificare, in particolare,
lo stato di conservazione delle
armature degli scavi, dei ponteggi,
delle piste di servizio, e comunque
di
tuffi
gli
apprestamenti
antinfortunistici allestiti.
E
6
Neve
I
I : All’interno dell’area di cantiere
E : All’esterno dell’area di cantiere
AREA VIABILITA’ - SERVIZIO PROGETTAZIONE ED ESECUZIONE INTERVENTI VIABILITA’ III
_____________________________________________________________________________________________________________________________
SP 209
Pagina
PIANO DI SICUREZZA – RELAZIONE
27
Il cronoprogramma dei lavori tiene conto dei periodi di interruzione delle lavorazioni per
avverse condizioni atmosferiche, restano esclusi eventi atmosferici di tipo eccezionale e quindi non
prevedibili.
3.3 Identificazione dei rischi che le lavorazioni comportano per l’area circostante
3.3.1.
Rumore
Il D. Lgs 277/91 prevede specifiche finalità per proteggere i lavoratori contro i rischi per l’udito derivanti
dall’esposizione al rumore durante le lavorazioni.
L’Impresa Appaltatrice deve procedere alla valutazione del rumore per identificare i luoghi ed
i lavoratori ai quali debbano applicarsi le norme contenute nel decreto per attuare le relative
misure preventive e protettive. A seguito della valutazione essa dovrà redigere un rapporto nel quale
vengono indicati i risultati della valutazione e le modalità (strumenti utilizzati, metodi, periodicità,
ecc.) con le quali essa è stata eseguita. Tale rapporto dovrà essere tenuto a disposizione dell’organo di
vigilanza.
In fase esecutiva, il C.P.E. potrà eventualmente prescrivere l’adozione di misure preventive e
protettive aggiuntive.
In base alla natura dei lavori ed alle principali lavorazioni previste, per quanto riguarda il
rumore prodotto dalle apparecchiature e dai macchinari utilizzati, si prevede che i livelli di
rumorosità Leq,m [dB(A)] cui sono esposti i gruppi omogenei di lavoratori individuati siano i seguenti:
COSTRUZIONI STRADALI IN GENERE
NUOVE COSTRUZIONI
87
Sbancamento e formazione cassonetto
20,0%
84
Movimentazione terra per rilevato
30,0%
85
Formazione fondo stradale
10,0%
87
Stabilizzo e compattatura
15,0%
88
Formazione manto bituminoso (tout venant)
15,0%
87
Formazione manto bituminoso (strato usura)
10,0%
88
NUOVE COSTRUZIONI – OPERE D’ARTE
Scavo di fondazione
Struttura in c.a. per opere d’arte in genere
85
5,0%
86
95,0%
84
RIFACIMENTO MANTI
88
Fresatura
30,0%
90
Demolizione manto
35,0%
87
Formazione manto bituminoso (tout venant)
20,0%
86
Formazione manto bituminoso (strato usura)
15,0%
86
AREA VIABILITA’ - SERVIZIO PROGETTAZIONE ED ESECUZIONE INTERVENTI VIABILITA’ III
_____________________________________________________________________________________________________________________________
SP 209
Pagina
PIANO DI SICUREZZA – RELAZIONE
CANALIZZAZIONI
COSTRUZIONE E MANUTENZIONE
87
Installazione cantiere
5,0%
77
Taglio manto stradale
10,0%
94
Scavo con armatura
35,0%
85
Posa manufatti
10,0%
80
Getti
10,0%
85
Reinterri
10,0%
85
Formazione manto bituminoso
20,0%
86
FOGNATURE POZZI E GALLERIE
COSTRUZIONE FOGNATURE POZZI
89
Installazione cantiere
2,0%
77
Demolizione manto
5,0%
96
Scavo
45,0%
89
Armatura e getto
15,0%
85
Montaggio
10,0%
84
ATTIVITA’ DI SPECIALIZZAZIONE
DEMOLIZIONI MECCANIZZATE
85
Demolizioni meccanizzate
50,0%
87
Trasporto materiale
50,0%
80
IMPERMEABILIZZAZIONI
86
Confezione e stesura asfalto
50,0%
84
Posa guaine
50,0%
87
POSA PREFABBRICATI IN C.A.
Posa in opera di prefabbricati in c.a.
79
100,0%
79
Posa ferro
30,0%
74
Getti
30,0%
87
Disarmo e movimentazione
20,0%
74
28
AREA VIABILITA’ - SERVIZIO PROGETTAZIONE ED ESECUZIONE INTERVENTI VIABILITA’ III
_____________________________________________________________________________________________________________________________
SP 209
UFFICIO DI CANTIERE
PIANO DI SICUREZZA – RELAZIONE
Pagina
68
Livello minimo
65
Livello massimo
69
RUMORE DI FONDO
(pause tecniche, spostamenti, manutenzioni,
fisiologico, ecc.)
CANTIERE STRADALE
68
In presenza di traffico locale
70
In assenza di traffico locale
59
Gruppi omogenei di lavoratori
AUTOBETONIERA - AUTISTA
84
COSTRUZIONI EDILI IN GENERE
80
NUOVE COSTRUZIONI
78
Fondazioni e struttura piani interrati
77
Struttura in c.a.
80
CANALIZZAZIONI
86
COSTRUZIONI E MANUTENZIONI
86
Getti
86
FOGNATURE, POZZI E GALLERIE
86
COSTRUZIONE FOGNATURE (GALLERIE)
86
Getti
86
COSTRUZIONI STRADALI IN GENERE
89
NUOVE COSTRUZIONI (OPERE D’ARTE)
89
Struttura in c.a. per opere d’arte in genere
89
AUTOCARRO - AUTISTA
78
COSTRUZIONI EDILI IN GENERE
78
NUOVE COSTRUZIONI
78
Scavi di sbancamento
78
Montaggio e smontaggio ponteggi
78
COSTRUZIONI STRADALI IN GENERE
NUOVE COSTRUZIONI
80
79
29
AREA VIABILITA’ - SERVIZIO PROGETTAZIONE ED ESECUZIONE INTERVENTI VIABILITA’ III
_____________________________________________________________________________________________________________________________
SP 209
PIANO DI SICUREZZA – RELAZIONE
Pagina
Scavo e formazione cassonetto
82
Movimentazione terra per rilevato
78
Formazione fondo stradale
83
Stabilizzo e compattatura
79
Formazione manto bituminoso (tout venant)
70
Formazione manto bituminoso (strato usura)
69
RIPRISTINI STRADALI
78
Demolizione manto
76
Formazione manto bituminoso (tout venant)
78
Formazione manto bituminoso (strato usura)
80
CANALIZZAZIONI
80
COSTRUZIONI O MANUTENZIONI
78
Scavi oppure scavi con armatura
77
Posa manufatti
77
Reinterri
80
Formazione manto bituminoso (tout venant)
77
Formazione manto bituminoso (strato usura)
77
COSTRUZIONI STRADALI IN GENERE
82
NUOVE COSTRUZIONI (OPERE D’ARTE)
82
Scavi di fondazione
84
Struttura in c.a. per opere d’arte
77
CANALIZZAZIONI
80
COSTRUZIONE E MANUTENZIONE
80
Posa manufatti
80
ATTIVITA’ DI SPECIALIZZAZIONE
86
CONFEZIONE PREFABBRICATI
83
Disarmo e movimentazione
83
COSTRUZIONI STRADALI IN GENERE
77
NUOVE COSTRUZIONI (OPERE D’ARTE)
77
Strutture in c.a. per opere d’arte in genere
77
30
AREA VIABILITA’ - SERVIZIO PROGETTAZIONE ED ESECUZIONE INTERVENTI VIABILITA’ III
_____________________________________________________________________________________________________________________________
SP 209
PIANO DI SICUREZZA – RELAZIONE
Pagina
AUTOPOMPA - ADDETTO
89
COSTRUZIONI EDILI IN GENERE
89
NUOVE COSTRUZIONI (OPERE D’ARTE)
89
Strutture in c.a. per opere d’arte in genere
89
CANNELLO - ADDETTO
87
ATTIVITA’ DI SPECIALIZZAZIONE
87
IMPERMEABILIZZAZIONI
87
Guaine
87
ESCAVATORE - OPERATORE
87
COSTRUZIONI EDILI IN GENERE
88
NUOVE COSTRUZIONI
77
Scavi di sbancamento
89
Scavi di fondazione
82
Opere esterne
88
COSTRUZIONI STRADALI IN GENERE
85
NUOVE COSTRUZIONI
83
Sbancamento e formazione cassonetto
82
Movimentazione terra per rilevato
83
RIFACIMENTO MANTI
87
Demolizione manto
87
CANALIZZAZIONI
85
COSTRUZIONI E MANUTENZIONI
85
Scavi
85
Scavi con armatura
85
Posa manufatti
84
GRADER - OPERATORE
90
COSTRUZIONI STRADALI IN GENERE
90
NUOVE COSTRUZIONI
90
Formazione fondo stradale
90
Stabilizzato e compattatura
89
MACCHINA PER VERNICIATURE STRADALI - OPERATORE
90
ATTIVITA’ DI SPECIALIZZAZIONE
90
31
AREA VIABILITA’ - SERVIZIO PROGETTAZIONE ED ESECUZIONE INTERVENTI VIABILITA’ III
_____________________________________________________________________________________________________________________________
SP 209
PIANO DI SICUREZZA – RELAZIONE
Pagina
VERNICIATURA INDUSTRIALE
90
Segnalazioni stradali
90
MARTELLO PNEUMATICO - ADDETTO
101
COSTRUZIONI STRADALI IN GENERE
99
RIPRISTINI STRADALI
99
Rifacimento manto
99
CANALIZZAZIONI
99
COSTRUZIONI E MANUTENZIONI
99
Taglio manto stradale
99
MULETTO - OPERATORE
88
COSTRUZIONI STRADALI IN GENERE
88
NUOVE COSTRUZIONI (OPERE D’ARTE)
88
Struttura in c.a. per opere d’arte
88
PALA MECCANICA - OPERATORE
88
COSTRUZIONI EDILI IN GENERE
87
NUOVE COSTRUZIONI
88
Scavi di sbancamento
90
Opere esterne e sistemazione area
83
COSTRUZIONI STRADALI IN GENERE
88
NUOVE COSTRUZIONI
87
Sbancamento e formazione cassonetto
84
Movimentazione terra per rilevato
90
Formazione fondo stradale
81
Stabilizzo e compattatura
85
RIFACIMENTO MANTI
88
Demolizione manto
88
CANALIZZAZIONI
COSTRUZIONI E MANUTENZIONI
85
85
32
AREA VIABILITA’ - SERVIZIO PROGETTAZIONE ED ESECUZIONE INTERVENTI VIABILITA’ III
_____________________________________________________________________________________________________________________________
SP 209
PIANO DI SICUREZZA – RELAZIONE
Reinterri
Pagina
85
ATTIVITA’ DI SPECIALIZZAZIONE
90
DEMOLIZIONI
90
Carico materiale
90
PRECONFEFIONE CALCESTRUZZI
89
Approvvigionamento inerti
89
POMPA CLS - ADDETTO
87
COSTRUZIONI EDILI IN GENERE
97
NUOVE COSTRUZIONI
95
Fondazioni e strutture piani interrati
73
Struttura in c.a.
84
ATTIVITA’ DI SPECIALIZZAZIONE
89
CONFEZIONE E PREPARAZIONE C.A.
89
Getti
89
RIFINITRICE - OPERATORE
COSTRUZIONI STRADALI IN GENERE
89
89
NUOVE COSTRUZIONI
89
Formazione manto bituminoso (tout venant)
89
Formazione manto bituminoso (strato di usura)
89
RULLO COMPRESSORE – OPERATORE
COSTRUZIONI STRADALI IN GENERE
91
93
NUOVE COSTRUZIONI
96
Movimentazione terra per rilevato
98
Formazione fondo stradale
97
Stabilizzo e compattatura
98
Formazione manto bituminoso (tout venant)
90
Formazione manto bituminoso (strato di usura)
86
SEGA CIRCOLARE - ADDETTO
96
COSTRUZIONI EDILI IN GENERE
96
NUOVE COSTRUZIONI
94
33
AREA VIABILITA’ - SERVIZIO PROGETTAZIONE ED ESECUZIONE INTERVENTI VIABILITA’ III
_____________________________________________________________________________________________________________________________
SP 209
PIANO DI SICUREZZA – RELAZIONE
Pagina
Fondazioni e struttura piani interrati
95
Struttura in c.a.
90
TRANCIAFERRO E PIEGAFERRO - ADDETTO
80
COSTRUZIONI EDILI IN GENERE
80
NUOVE COSTRUZIONI
80
Struttura in c.a.
80
UTENSILI ELETTRICI - ADDETTO
106
COSTRUZIONI EDILI IN GENERE
106
NUOVE COSTRUZIONI
106
Impianti
102
Opere esterne
107
VIBRATORE - ADDETTO
81
COSTRUZIONI EDILI IN GENERE
81
NUOVE COSTRUZIONI
81
Struttura in c.a.
81
34
AREA VIABILITA’ - SERVIZIO PROGETTAZIONE ED ESECUZIONE INTERVENTI VIABILITA’ III
_____________________________________________________________________________________________________________________________
SP 209
PIANO DI SICUREZZA – RELAZIONE
Pagina
35
Tale valutazione deriva dalle schede di valutazione del Comitato Paritetico Territoriale di Torino
In tal caso l’impresa esecutrice dei lavori ha l’obbligo di informare (obbligo per valori compresi
fra 80 e 85 decibel) i lavoratori ovvero i loro rappresentanti, su:
•
•
•
•
•
•
•
Se
rischi derivanti all’udito dall’esposizione al rumore;
misure adottate in applicazione del decreto;
misure di protezione alle quali i lavoratori debbono conformarsi;
funzioni dei mezzi personali di protezione;
circostanze nelle quali è previsto l’uso di tali mezzi e loro modalità di utilizzo;
significato e molo del controllo sanitario;
risultati e significato della valutazione.
il lavoratore ne fa richiesta ed il medico competente ne conferma l’opportunità, anche al
fine di individuare eventuali effetti extrauditivi, il lavoratore stesso deve essere sottoposto a
opportuno controllo sanitario.
Il datore di lavoro dell’impresa, oltre ad informare deve formare i lavoratori (obbligo per valori
compresi fra 85 e 90 decibel) su:
• uso corretto dei mezzi personali di protezione;
• uso corretto degli utensili, delle macchine e delle apparecchiature per ridurre al minimo i rischi
per l’udito.
Inoltre deve fornire ai lavoratori mezzi personali di protezione scelti, consultando i lavoratori o i
loro rappresentanti, badando che tali mezzi siano adatti al singolo lavoratore e alle sue condizioni
di lavoro, nonché alla sua sicurezza e salute. I lavoratori devono essere sensibilizzati sull’uso dei
mezzi personali loro forniti. Tutti i lavoratori così esposti, indipendentemente dai mezzi
personali di protezione, devono essere sottoposti al controllo sanitario.
Tale controllo comprende:
• una visita medica preventiva, con esame della funzione uditiva, per accertare l’assenza di
controindicazioni al lavoro specifico;
• una visita di controllo, con esame della funzione uditiva, effettuata non oltre un anno dopo la visita
preventiva per controllare lo stato di salute dei lavoratori ed esprimere il giudizio di idoneità;
• visite mediche periodiche successive, a frequenza stabilita dal medico competente, comunque
non oltre i due anni.
Sempre secondo le schede ed i dati riportati nella ricerca del C.P.T. di Torino, i livelli di
esposizione personale Lep [dB(A)] dei gruppi omogenei definiti rapportando i livelli di
esposizione medi equivalenti Leq,m [dB(A)], ai tempi di effettiva esposizione al rumore (in questa
fase ovviamente solo stimata) sono i seguenti:
Natura dell’opera: COSTRUZIONI EDILI IN GENERE
Tipologia:
NUOVE COSTRUZIONI
Gruppo omogeneo: RESPONSABILE TECNICO DI CANTIERE/ASSISTENTE TECNICO DI CANTIERE (GENERICO)
ATTIVITA’
MEDIA ENERGETICA
Leq dB (A)
Attività di ufficio
68
Installazione cantiere
77
Scavi di sbancamento
83
Scavi di fondazione
79
Fondazioni e strutture piani interrati
84
Struttura in c.a.
83
Copertura
78
Montaggio e smontaggio ponteggi
78
Opere esterne
79
Natura dell’opera: COSTRUZIONI STRADALI IN GENERE
Tipologia:
NUOVE COSTRUZIONI/RIPRISTINI STRADALI
Gruppo omogeneo: RESPONSABILE TECNICO DI CANTIERE/ASSISTENTE TECNICO DI CANTIERE (GENERICO)
ATTIVITA’
MEDIA ENERGETICA
Leq dB (A)
Attività di ufficio
68
Installazione cantiere
77
Scavi di sbancamento e formazione cassonetto
84
Movimentazione terra per rilevato
85
Formazione fondo stradale
87
Stesura stabilizzato e compattatura
88
Formazione manto bituminoso (tout venant)
84 - 87
Formazione manto bituminoso (strato usura)
83 - 88
Lavori di finitura (opere esterne)
64 - 79
Rifilatura manto
94
Demolizione manto
85
Natura dell’opera: COSTRUZIONI EDILI IN GENERE
Tipologia:
NUOVE COSTRUZIONI
Gruppo omogeneo: CAPO SQUADRA (INSTALLAZIONE CANTIERE E SCAVI)
ATTIVITA’
MEDIA ENERGETICA
Leq dB (A)
Installazione cantiere
77
Scavi di sbancamento
83
Scavi di fondazione
79
Natura dell’opera: COSTRUZIONI EDILI IN GENERE
Tipologia:
NUOVE COSTRUZIONI
Gruppo omogeneo: CAPO SQUADRA (PONTEGGI)
Montaggio e smontaggio ponteggi
78
AREA VIABILITA’ - SERVIZIO PROGETTAZIONE ED ESECUZIONE INTERVENTI VIABILITA’ III
_____________________________________________________________________________________________________________________________
SP 209
Pagina
PIANO DI SICUREZZA – RELAZIONE
Natura dell’opera: COSTRUZIONI EDILI IN GENERE
Tipologia:
NUOVE COSTRUZIONI
Gruppo omogeneo: CAPO SQUADRA (FONDAZIONI E STRUTTURE IN C.A.)
Fondazioni e struttura piani interrati
84
Struttura in c.a.
83
Natura dell’opera: COSTRUZIONI EDILI IN GENERE
Tipologia:
NUOVE COSTRUZIONI
Gruppo omogeneo: CAPO SQUADRA (IMPIANTI)
Preparazione materiali con utensili vari
Scanalatura e foratura murature
88
87 - 97
Posa tubature
76
Natura dell’opera: COSTRUZIONI EDILI IN GENERE
Tipologia:
NUOVE COSTRUZIONI
Gruppo omogeneo: CAPO SQUADRA (OPERE ESTERNE)
Movimentazione materiale
79
Posa pavimenti esterni
84
Manti impermeabilizzanti
86
Formazione cordoli e manufatti
79
Opere varie di sistemazione aree verdi e pulizia
79
Natura dell’opera: COSTRUZIONI STRADALI IN GENERE
Tipologia:
NUOVE COSTRUZIONI
Gruppo omogeneo: CAPO SQUADRA FORMAZIONE MANTO
Stesura manto
87
Rullatura
88
Natura dell’opera: COSTRUZIONI EDILI IN GENERE/COSTRUZIONI STRADALI IN GENERE
Tipologia:
NUOVE COSTRUZIONI
Gruppo omogeneo: ESCAVATORISTA
ATTIVITA’
MEDIA ENERGETICA
Leq dB (A)
Utilizzo escavatore (costruzioni edili)
87
Utilizzo escavatore (costruzioni stradali)
83
Utilizzo escavatore (opere d’arte)
87
Natura dell’opera: COSTRUZIONI EDILI IN GENERE/COSTRUZIONI STRADALI IN GENERE
Tipologia:
NUOVE COSTRUZIONI
Gruppo omogeneo: PALISTA
37
AREA VIABILITA’ - SERVIZIO PROGETTAZIONE ED ESECUZIONE INTERVENTI VIABILITA’ III
_____________________________________________________________________________________________________________________________
SP 209
Pagina
PIANO DI SICUREZZA – RELAZIONE
ATTIVITA’
MEDIA ENERGETICA
Leq dB (A)
Utilizzo pala (costruzioni edili)
88
Utilizzo pala (costruzioni stradali)
86
Utilizzo pala (opere d’arte)
88
Natura dell’opera: COSTRUZIONI EDILI IN GENERE/COSTRUZIONI STRADALI IN GENERE
Tipologia:
NUOVE COSTRUZIONI
Gruppo omogeneo: AUTISTA AUTOCARRO
ATTIVITA’
MEDIA ENERGETICA
Leq dB (A)
Utilizzo autocarro (costruzioni edili)
78
Utilizzo autocarro (costruzioni stradali)
79
Utilizzo autocarro carico e scarico (opere d’arte)
84
Natura dell’opera: COSTRUZIONI STRADALI IN GENERE
Tipologia:
NUOVE COSTRUZIONI
Gruppo omogeneo: ADDETTO RULLO COMPRESSORE
ATTIVITA’
Utilizzo rullo
MEDIA ENERGETICA
Leq dB (A)
96
Natura dell’opera: COSTRUZIONI STRADALI IN GENERE
Tipologia:
NUOVE COSTRUZIONI
Gruppo omogeneo: ADDETTO GRADER
ATTIVITA’
Utilizzo grader
MEDIA ENERGETICA
Leq dB (A)
90
Natura dell’opera: COSTRUZIONI STRADALI IN GENERE
Tipologia:
NUOVE COSTRUZIONI
Gruppo omogeneo: ADDETTO RIFINITRICE
ATTIVITA’
Utilizzo rifinitrice
MEDIA ENERGETICA
Leq dB (A)
89
Natura dell’opera: COSTRUZIONI STRADALI IN GENERE
Tipologia:
RIPRISTINI STRADALI
Gruppo omogeneo: ADDETTO TAGLIASFALTO A MARTELLO
ATTIVITA’
MEDIA ENERGETICA
Leq dB (A)
38
AREA VIABILITA’ - SERVIZIO PROGETTAZIONE ED ESECUZIONE INTERVENTI VIABILITA’ III
_____________________________________________________________________________________________________________________________
SP 209
Pagina
PIANO DI SICUREZZA – RELAZIONE
Utilizzo macchina
97
Natura dell’opera: COSTRUZIONI STRADALI IN GENERE
Tipologia:
RIPRISTINI STRADALI
Gruppo omogeneo: ADDETTO TAGLIASFALTO A DISCO
ATTIVITA’
Utilizzo tagliasfalto a disco
MEDIA ENERGETICA
Leq dB (A)
103
Natura dell’opera: COSTRUZIONI EDILI IN GENERE
Tipologia:
NUOVE COSTRUZIONI
Gruppo omogeneo: DUMPERISTA
ATTIVITA’
MEDIA ENERGETICA
Leq dB (A)
Utilizzo dumper
88
Carico e scarico manuale
79
Natura dell’opera: COSTRUZIONI EDILI IN GENERE/COSTRUZIONI STRADALI IN GENERE
Tipologia:
NUOVE COSTRUZIONI
Gruppo omogeneo: AUTISTA AUTOBETONIERA
ATTIVITA’
MEDIA ENERGETICA
Leq dB (A)
Carico
84
Trasporto
78
Scarico
78
Getto, fuori cabina (opere d’arte)
89
Natura dell’opera: COSTRUZIONI EDILI IN GENERE/COSTRUZIONI STRADALI IN GENERE
Tipologia:
NUOVE COSTRUZIONI
Gruppo omogeneo: AUTISTA – OPERATORE AUTOPOMPA CLS.
ATTIVITA’
Spostamento/Movimentazione automezzo
MEDIA ENERGETICA
Leq dB (A)
78 - 79
Pompaggio
81
Getto (opere d’arte)
89
Natura dell’opera: ATTIVITA’ DI SPECIALIZZAZIONE
Tipologia:
FONDAZIONI SPECIALI (MICROPLALI)
Gruppo omogeneo: ADDETTO (TRIVELLA) MACCHINA MICROPALI
39
AREA VIABILITA’ - SERVIZIO PROGETTAZIONE ED ESECUZIONE INTERVENTI VIABILITA’ III
_____________________________________________________________________________________________________________________________
SP 209
Pagina
PIANO DI SICUREZZA – RELAZIONE
ATTIVITA’
MEDIA ENERGETICA
Leq dB (A)
Utilizzo macchina
88
Manutenzione e pause tecniche
68
Natura dell’opera: COSTRUZIONI EDILI IN GENERE
Tipologia:
NUOVE COSTRUZIONI
Gruppo omogeneo: CARPENTIERE
ATTIVITA’
MEDIA ENERGETICA
Leq dB (A)
Fondazioni e strutture piani interrati
84
Strutture in c.a. in elevazione
83
Utilizzo sega circolare
93
Montaggio e smontaggio ponteggi
78
Natura dell’opera: COSTRUZIONI EDILI IN GENERE
Tipologia:
NUOVE COSTRUZIONI
Gruppo omogeneo: OPERAIO COMUNE POLIVALENTE
ATTIVITA’
MEDIA ENERGETICA
Leq dB (A)
Installazione cantiere
77
Scavo di fondazione
79
Confezione malta
82
Demolizioni parziali e scarico macerie
86
Assistenza impiantisti
97
Assistenza murature
79
Pulizia cantiere
64
Natura dell’opera: COSTRUZIONI EDILI IN GENERE
Tipologia:
RISTRUTTURAZIONI
Gruppo omogeneo: OPERATORE MEZZI MECCANICI (SOLLEVAMENTO E TRASPORTO)
ATTIVITA’
MEDIA ENERGETICA
Leq dB (A)
Utilizzo dumper
88
Utilizzo carrello elevatore
88
Elevatore telescopico
86
Natura dell’opera: COSTRUZIONI EDILI IN GENERE
Tipologia:
NUOVE COSTRUZIONI
Gruppo omogeneo: OPERAIO COMUNE (PONTEGGIATORE)
ATTIVITA’
MEDIA ENERGETICA
40
AREA VIABILITA’ - SERVIZIO PROGETTAZIONE ED ESECUZIONE INTERVENTI VIABILITA’ III
_____________________________________________________________________________________________________________________________
SP 209
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PIANO DI SICUREZZA – RELAZIONE
41
Leq dB (A)
Movimentazione materiale
77
Preassemblaggio elementi ponteggio
78
3.3.2 Polveri
Le lavorazioni previste, in particolare quelle relative alla movimentazione di terra ed inerti
comporterà l’esposizione alle polveri prodotte. Le imprese dovranno pertanto provvedere alla
costante bagnatura del terreno durante le operazioni di scavo e di realizzazione dell’argine.
Gli addetti ai lavori e coloro che opereranno o anche solo transiteranno nelle vicinanze
delle zone polverose dovranno dispone di DPI specifici (maschera per le vie respiratorie). Sarà
cura del datore di lavoro dell’impresa esecutrice scegliere DPI adeguati al tipo di lavorazione.
L’impresa dovrà operare un monitoraggio continuo per evitare l’esposizione di persone non
addette e quindi non dotate di specifici D.P.L.
3.3.3 Allergeni
Tra le sostanze da impiegare, alcune sono capaci di azioni allergizzanti (riniti, congiuntiviti,
dermatite allergiche da contatto). I fattori favorenti l’azione allergizzante sono: brusche variazioni di
temperatura, azione disidratante e lipolitica dei solventi e dei leganti, presenza di sostanze vasoattive.
La sorveglianza sanitaria va attivata in presenza di sintomi sospetti anche in considerazione dei
fattori personali di predisposizione a contrarie questi tipi di affezione. In tinti i casi occorre evitare il
contatto diretto di parti del corpo con materiali resinosi, polverulenti, liquidi, aerosoli e con prodotti
chimici in genere, utilizzando adeguati dispositivi di protezione individuale e indumenti da lavoro.
Ogni sostanza deve essere manipolata e conservata in cantiere secondo quanto prescritto nella
specifica scheda tecnica di sicurezza. Le schede di sicurezza di tutti i materiali impiegati dovranno
essere oggetto dei Piani operativi di sicurezza delle imprese esecutrici.
Le imprese esecutrici interessate dovranno operare un monitoraggio continuo per
evitare l’esposizione di persone non addette e quindi non dotate di specifici D.P.L.
3.3.4. Interferenze con la viabilità esterna
Si prevedono interferenze con la viabilità ordinaria legate alla presenza di un discreto
volume di traffico e di un notevole numero di automezzi pesanti .
La stazione appaltante comunicherà pertanto a tutti i soggetti interessati tale indicazione,
che verrà quindi ripresa nei documenti contrattuali e progettuali ed in particolare nei vari P.O.S.
L’impresa dovrà in generale porre massima attenzione al traffico presente sulla SP 13 e sulla
Sp 42, cercando di operare limitando le interferenze dei mezzi di cantiere con la viabilità
ordinaria ed eseguendo le rotatorie in fasi ben definite.
Nel caso di attraversamenti di scavi in trincea si potranno utilizzare plance di acciaio di adeguate
dimensioni.
La segnaletica di cantiere dovrà essere conforme alle norme di legge vigenti.
3.3.5.
Interferenze con la viabilità interna
Uno dei rischi maggiori è il rischio di investimento che corrono gli operatori, in
particolare i pedoni, in presenza di un gran numero di mezzi pesanti sia di passaggio che in
AREA VIABILITA’ - SERVIZIO PROGETTAZIONE ED ESECUZIONE INTERVENTI VIABILITA’ III
_____________________________________________________________________________________________________________________________
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PIANO DI SICUREZZA – RELAZIONE
42
manovra. A tal fine si prevede che tutti i mezzi pesanti (autocarri e macchine operatrici) siano
dotati di segnalatori ottici ed acustici che si inseriscano automaticamente con l’innesto della
retromarcia.
E’ inoltre fatto divieto di muoversi in retromarcia per le macchine operatrici con cabina di guida
in grado di ruotare di 360 0.
Tenendo conto che non sarà possibile separare in modo completo la viabilità di cantiere veicolare
da quella pedonale, dovrà in particolare essere posta la massima vigilanza e garantita apposita
informazione agli autisti dei mezzi di cantiere per impedire il superamento del limite di velocità
di 10 Km/h (la velocità dovrà essere regolata da apposita cartellonistica - fig. II 50, Art. 116 del
Nuovo Regolamento di esecuzione e di attuazione del Nuovo Codice della Strada). Il limite
dovrà essere imposto in tutte le aree di cantiere e lungo le piste di servizio.
I pedoni dovranno transitare prevalentemente lungo le recinzioni di cantiere e delle aree di
lavorazione per non interferire con la viabilità veicolare.
Le vie di transito del cantiere non devono essere ingombrate da materiali che ostacolano la
normale circolazione. I materiali infatti, sia quelli da impiegare che quelli provenienti da scavi e/o
dalle lavorazioni previste dovranno essere depositati in apposite aree, scelte in base alla posizione
delle aree di intervento, alla stabilità del terreno (i depositi vanno effettuati lontano dai cigli
degli scavi) e alla pericolosità dei materiali stessi (combustibili, vernici, solventi e simili devono
essere tenuti lontani da fonti di calore e chiusi entro contenitori).
3.3.6. Elettrocuzione
Dovranno essere adottati provvedimenti atti ad evitare il rischio di elettrocuzione. In particolare:
i tracciati di linee elettriche interrate che interessano le aree di intervento (di
alimentazione del cantiere e/o preesistenti) dovranno essere rilevati e segnalati in
superficie indicando la relativa profondità;
le linee di alimentazione elettrica del cantiere dovranno essere di tipo aereo ovvero interrate;
sono proibiti lavori a meno di 5 metri dalle linee elettriche aeree, anche se a bassa tensione.
In caso di condizioni operative più sfavorevoli, con distanze da linee aeree inferiori a
5 metri è necessario ricorrere all’isolamento dei cavi (es. entro tubazioni isolanti), per
linee a bassa tensione, alla schermatura ovvero allo spostamento, per linee a media
tensione, e in ogni caso alla posa di idonea cartellonistica di sicurezza (Pericolo! Linea
aerea in tensione);
le linee di alimentazione delle macchine di cantiere devono essere protette da interruttore
magnetotermico;
i cavi di alimentazione o prese mobili (prolunghe) devono essere del tipo flessibile
(H07RN-F o tipo equivalente) e non devono attraversare luoghi di passaggio veicolari e
pedonali;
AREA VIABILITA’ - SERVIZIO PROGETTAZIONE ED ESECUZIONE INTERVENTI VIABILITA’ III
_____________________________________________________________________________________________________________________________
SP 209
PIANO DI SICUREZZA – RELAZIONE
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43
i cavi di alimentazione del cantiere devono essere protetti contro i danni meccanici quali
usura e tranciamento (adozione di tubi resistenti, disposizione delle linee ad idonea
altezza);
verificare che i motori elettrici delle macchine impiegate siano provvisti della targhetta
di identificazione delle loro caratteristiche.
AREA VIABILITA’ - SERVIZIO PROGETTAZIONE ED ESECUZIONE INTERVENTI VIABILITA’ III
_____________________________________________________________________________________________________________________________
SP 209
PIANO DI SICUREZZA – RELAZIONE
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44
3.3.7. Fattori di rischio chimici
Durante i lavori di disboscamento e di rimozione della vegetazione erbacea potrà
essere
necessario trattare chimicamente gli apparati radicali, con prodotti diserbanti.
La scelta dei prodotti deve essere effettuata verificando principalmente:
• le proprietà pericolose dell’agente chimico contenuto nei prodotti, cioè
consultando le
indicazioni riportate nelle schede di sicurezza e nelle etichetta delle sostanze e dei
preparati, ai sensi del D. Lgs 52/97 e D. Lgs 285/98. In particolare, sono da ricercare le
indicazioni come le frasi di rischio e la simbologia connessa alle proprietà dell’agente
chimico come la tossicità, l’infiammabilità, ecc.;
• le informazioni sulla salute e sicurezza contenute nelle etichette e nelle schede
di sicurezza;
•
il livello, il tipo e la durata dell’esposizione all’agente chimico, tenendo soprattutto presente sotto
quale forma l’agente manifesta la sua pericolosità (per inalazione, per contatto o per
ingestione);
I prodotti diserbanti dovranno presentare basso grado di tossicità, essere poco solubili in acqua
(basso indice di dilavamento) ed esenti da proprietà corrosive. Detti prodotti dovranno essere
somministrati direttamente nelle piante interessate e non diffusi sul terreno affinché l’azione
risulti ben localizzata e non minacci le piante e le coltivazioni limitrofe non trattate (v.si
capitolato speciale di appalto).
Sarà obbligo dell’Appaltatore fornire una dettagliata descrizione circa le modalità, le quantità e
il tipo di prodotto da utilizzare che dovrà essere approvata da D.L. e C.P.E. Inoltre, le schede di
sicurezza di tutti i prodotti impiegati dovranno essere oggetto dei Piani operativi di sicurezza delle
imprese esecutrici.
Le imprese esecutrici interessate dovranno operare un monitoraggio continuo per evitare
l’esposizione di persone non addette e quindi non dotate di specifici D.P.L.
3.3.8. Fumi, vapori, gas, odori o altri inquinanti aerodispersi
Nei lavori a caldo con bitumi, catrami, asfalto e simili devono essere adottate misure contro i
rischi di: traboccamento delle masse calde dagli apparecchi di riscaldamento e dai recipienti per
il trasporto, incendio, ustione, diffusione di vapori pericolosi o nocivi. I trasportatori, i
vagli, le tramogge, gli scarichi dei forni di essiccamento del pietrisco devono essere costruiti o
protetti in modo da evitare la produzione e la diffusione di polveri e vapori oltre i limiti
ammessi. L’aria uscente dall’apparecchiatura deve essere guidata in modo da evitare che
investa posti di lavoro.
4. Scelte progettuali ed organizzative, procedure, misure preventive e protettive
AREA VIABILITA’ - SERVIZIO PROGETTAZIONE ED ESECUZIONE INTERVENTI VIABILITA’ III
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SP 209
PIANO DI SICUREZZA – RELAZIONE
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4.1 Aree di cantiere
Sono previste quattro aree di cantiere, in corrispondenza delle relative intersezioni esistenti da sistemare a
rotatoria, lungo la SP 42.
Il cantiere di tipo fisso basi logistiche, verrà ubicato in prossimità dell’ intersezione tra la Sp 13 e la SP 42
Sui cantieri delle rotatorie nei comuni di Rivara e Forno C.se, verrà posizionato esclusivamente un servizio
igienico chimico
4.2 Organizzazione del cantiere
L’installazione e l’organizzazione del cantiere in oggetto dovrà essere predisposta in modo razionale e nel
rispetto delle norme vigenti, conformemente alla tipologia del cantiere stesso ed in modo da garantire un
ambiente di lavoro tecnicamente sicuro ed igienico.
Per il costante mantenimento in condizioni di sicurezza delle attrezzature e degli impianti del cantiere,
l’impresa appaltatrice dovrà incaricare uno dei propri operai per effettuare verifiche giornaliere degli
stessi. Sono inoltre previste verifiche periodiche degli impianti elettrici e di terra del cantiere da parte di un
elettricista abilitato.
Le verifiche di cui sopra verranno compiute da personale individuato nominalmente che ne attesterà
l’avvenuta esecuzione. Tutte le verifiche verranno effettuate sotto la responsabilità del Direttore di
cantiere ovvero di un suo preposto.
4.2.1. Impianto di cantiere - generalità
Nell’allegato grafico è riportato lo schema relativo all’organizzazione del cantiere che tiene conto della
successione delle fasi di lavoro pianificate (v.si Cronoprogramma generale).
4.2.2. Recinzione di cantiere, accessi e segnalazioni
Le recinzioni delle aree di cantiere fisso sono previste con grigliate metallico sostenuto da pali infissi nel
terreno.
In generale la recinzione di cantiere deve avere ovunque altezza non inferiore a 2 m ed essere sempre
continua, racchiudendo tutte le installazioni di cantiere.
Tutte le zone di intervento dovranno essere segnalate con rete in plastica – new-iersej in plastica e
idonea cartellonistica di sicurezza. Per l’individuazione delle zone di intervento si veda lo schema dei
cantieri come riportato su allegato grafico.
AREA VIABILITA’ - SERVIZIO PROGETTAZIONE ED ESECUZIONE INTERVENTI VIABILITA’ III
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PIANO DI SICUREZZA – RELAZIONE
46
4.2.2.1 Cartellonisti cadi sicurezza
Il cartello di identificazione del cantiere, che dovrà essere conforme alla circolare del Ministero
dei Lavori Pubblici n° 1729/UL del 1° giugno 1990, dovrà essere collocato in maniera ben visibile
nelle immediate vicinanze dell’ingresso di cantiere, entro cinque giorni dalla consegna dei
lavori. Il cartello verrà installato in prossimità dell’ingresso principale di cantiere.
Si ricorda che l’apposizione del cartello di cantiere è obbligatoria per legge.
La cartellonistica di sicurezza, prevenzione, antincendio ed igiene deve essere conforme a
quanto previsto dal D. Lgs 493/96 e dalla normativa dell’UNI in cui vengono indicate colorazioni,
forme geometriche, dimensioni e simboli di tutti i cartelli di prevenzione. Questi si distinguono in
cartelli
di: sicurezza,
divieto,
avvertimento,
prescrizione,
salvataggio,
informazione e
complementari.
I cartelli possono essere obbligatori o facoltativi. L’esposizione dei primi deriva da una
precisa richiesta normativa, quella dei secondi è un completamento aggiuntivo di chiarimento di
una situazione lavorativa. E’ buona regola applicare il cartello dov’è necessario.
In cantiere sono da prevedersi, in genere, i seguenti cartelli:
all’ingresso di aree rischiose: divieto di accesso ai non addetti, obbligo d’uso dei DPI prescritti per le
attività previste;
in prossimità dei quadri elettrici e delle linee elettriche aeree: cartello di avvertimento tensione elettrica
pericolosa, di divieto di spegnere con acqua;
presso i ponteggi: cartelli di divieto di gettare materiali dall’alto e di salire e scendere dai ponteggi
senza l’uso della scala;
in prossimità di macchine: cartelli di divieto di pulire e lubrificare con gli organi in moto, divieto di
effettuare manutenzioni con organi in moto, divieto di rimuovere i dispositivi di protezione e di
sicurezza, divieto di avvicinarsi alle macchine con scarpe, cravatta e abiti svolazzanti, cartelli sulle
norme di sicurezza d’uso delle macchine (sega circolare, betoniera);
in tutti i luoghi in cui può esserci pericolo di incendio (depositi di bombole, di solventi e vernici, di
lubrificanti): divieto di usare fiamme libere.
4.2.3. Servizi igienico-assistenziali
I servizi igienico assistenziali saranno commisurati al numero degli addetti ai lavori che potrebbero averne
necessità contemporaneamente. Il numero massimo presunto di lavoratori impiegati contemporaneamente
è pari a 8 addetti circa.
Pertanto, si ritiene opportuna la posa in opera dei seguenti monoblocchi prefabbricati come indicato
nell’elaborato grafico - allegato :
n.l o più ad uso spogliatoio - locale pronto soccorso – refettorio - servizi igienici per
una superficie complessiva di mq 12 circa;
AREA VIABILITA’ - SERVIZIO PROGETTAZIONE ED ESECUZIONE INTERVENTI VIABILITA’ III
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SP 209
PIANO DI SICUREZZA – RELAZIONE
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n. 1 uso deposito attrezzi.
n. 1 servizio igienico chimico per cantiere , escluso quello di Busano dove è
previsto il cantiere fisso.
Di seguito si riportano le dotazioni minime di cui i servizi igienico-assistenziali dovranno dispone.
In particolare:
monoblocchi coibentati per spogliatoio e refettorio
plafoniera interna 60W completa di interruttore;
plafoniera esterna 60W completa di interruttore;
presa di corrente 10/16° bivalente, interruttore magnetotermico differenziale 16°;
scatola di derivazione per allacciamento esterno;
dispersore di terra (collegato alla rete di terra del cantiere e dell’edificio);
tavolo e sedie per monoblocco refettorio;
armadietti 2 posti e sedie per monoblocco spogliatoio.
monoblocco coibentato per servizi igienici
plafoniere interne 60W complete di interruttore di accensione;
interruttore magnetotermico differenziale 16°;
scatola di derivazione per allacciamento esterno;
dispersore di tersa (collegato alla rete di tersa del cantiere e dell’edificio).
Spetterà comunque all’impresa verificare, nella fase esecutiva dei lavori, il soddisfacimento dei
seguenti requisiti di legge:
nei luoghi di lavoro deve essere messa a disposizione dei lavoratori acqua in
quantità sufficiente tanto per uso potabile che per lavarsi;
per la provvista, la conservazione e la distribuzione dell’acqua devono osservarsi le norme
igieniche atte ad evitare l’inquinamento ed il diffondersi di malattie;
docce e lavabi saranno dotati di acqua corrente calda e fredda, di mezzi detergenti e per
asciugarsi; le prime devono essere individuali e riscaldate nella stagione fredda; per i
lavabi si adotta il criterio orientativo che ne prevede 1 ogni 5 lavoratori;
i locali adibiti a spogliatoi devono essere convenientemente arredati, illuminati,
aerati e riscaldati durante la stagione fredda;
i lavoratori dovranno dispone, in prossimità dei luoghi di lavoro, di locali speciali
dotati di un numero sufficiente di gabinetti e lavabi con acqua corrente, calda se
necessario, dotati di mezzi detergenti e per asciugarsi; almeno un gabinetto è
sempre d’obbligo. In linea di massima ci si atterrà alle indicazioni di ingegneria
sanitaria; un criterio orientativo è di 1 ogni trenta persone occupate per turno di
lavoro ;
le installazioni e gli arredi destinati agli spogliatoi, ai bagni, alle latrine, ed in genere
ai servizi di igiene e di benessere per i lavoratori, devono essere mantenuti in
stato di scrupolosa pulizia .
AREA VIABILITA’ - SERVIZIO PROGETTAZIONE ED ESECUZIONE INTERVENTI VIABILITA’ III
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SP 209
PIANO DI SICUREZZA – RELAZIONE
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4.2.3.1 Refettorio e locale ricovero
I pasti potranno essere consumati nella baracca di cantiere appositamente prevista. Il refettorio dovrà
essere arredato con sedili, tavoli e scaldavivande in numero commisurato al numero di addetti
impiegati contemporaneamente in cantiere. Il locale potrà svolgere funzione di ricovero e riposo.
Le installazioni e gli arredi destinati al refettorio dovranno essere tenuti in stato di scrupolosa
manutenzione e pulizia a cura dell’impresa appaltatrice.
E’ ammesso che l’impresa concordi con le maestranze l’utilizzo di mense convenzionate e
gratuite per i lavoratori, ma dovrà in ogni caso sempre garantire la disponibilità di un locale di
ricovero delle dimensioni e per il numero di addetti indicato.
4.2.3.2 Spogliatoio
Lo spogliatoio dovrà essere arredato con armadietti personali a due settori interni: una parte destinata
agli indumenti da lavoro, l’altra per quelli privati. Il locale dovrà essere mantenuto in stato di
scrupolosa pulizia a cura dell’impresa appaltatrice dei lavori.
Le installazioni e gli arredi destinati allo spogliatoio dovranno essere tenuti in stato di scrupolosa
manutenzione e pulizia a cura dell’impresa appaltatrice.
4.2.3.3 Presidi sanitari
Nei cantieri fissi dovranno essere tenuti a disposizione dei lavoratori:
• una cassetta di pronto soccorso contenente i presidi sanitari indispensabili per prestare le prime ed
•
immediate cure ai lavoratori feriti o colpiti da malore improvviso, il cui contenuto è elencato nelle
pagine seguenti;
una tabella riportante i nominativi, i numeri telefonici e gli indirizzi dei posti ed organizzazioni di
pronto intervento per i diversi casi di emergenza o normale assistenza, oltre alle istruzioni per il
raggiungimento del cantiere da parte dei mezzi di soccorso.
La collocazione dei servizi per il primo pronto soccorso sarà resa nota ai lavoratori e segnalata
in modo visibile con appositi cartelli.
In caso di incidenti gravi dovrà essere richiesto il soccorso da parte degli ospedali della zona ed
in particolare, dell’ospedale C.T.O. di Torino, specializzato in traumatologia e ustioni.
Contenuto della cassetta di pronto soccorso
La cassetta di pronto soccorso concernente norme generali per l’igiene del lavoro, deve
contenere almeno:
1. un tubetto di sapone in polvere;
2. una bottiglia da gr. 500 di alcool denaturato;
3. una boccetta da gr. 25 di tintura di iodio;
4. una bottiglia da gr. 100 di acqua ossigenata ovvero 5 dosi di sostanze per la preparazione
estemporanea, con ciascuna dose di gr. 20 di acqua ossigenata a 12 volumi;
5. cinque dosi, per un litro ciascuna, di ipoclorico di calcio stabilizzato per la preparazione
di liquido Carrel-Dakin;
6. un astuccio contenente gr. 15 di preparato antibiotico-sulfamidico stabilizzato in polvere;
7. un preparato antiustione;
8. due fialette da cc. 2 di ammoniaca;
9. due fialette di canfora, due di sparteina, due di caffeina, due di morfina, due di adrenalina;
AREA VIABILITA’ - SERVIZIO PROGETTAZIONE ED ESECUZIONE INTERVENTI VIABILITA’ III
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SP 209
PIANO DI SICUREZZA – RELAZIONE
10. tre fialette di preparato emostatico;
11. due rotoli di cerotto adesivo da m 1 x cm 5;
12. quattro bende di garza idrofila da m 5 x cm 5, due da m 5 x cm 7 e due da m 5
x cm 12;
13. cinque buste da 25 compresse e dieci buste da 5 compresse di garza idrofila
sterilizzata da cm 10 x 10;
14. cinque pacchetti da gr. 50 di cotone idrofilo;
15. quattro tele di garza idrofila da m 1 x m 1;
16. sei spille di sicurezza;
17. un paio di forbici rette, due pinze da medicazione, un bisturi retto;
18. un laccio emostatico di gomma;
19. due siringhe per iniezioni da cc. 2 e da cc. 10 con 10 aghi di numerazione
diversa;
20. un ebollitore per sterilizzare i ferri e le siringhe e gli altri presidi chirurgici;
21. un fornellino od una lampada ad alcool;
22. una bacinella di metallo smaltato o di materia plastica
disinfettabile;
23. due paia di diversa forma e lunghezza di stecche per fratture;
24. istruzioni sul modo di usare i presidi suddetti e di prestare i primi
soccors n attesa del medico;
4.2.3.5 Pronto intervento (pronto soccorso, salvataggio, antincendio e gestione
dell’emergenza)
In cantiere dovranno essere esposti avvisi riportanti i nominativi degli
incaricati e gli indirizzi dei posti ed organizzazioni di pronto intervento per i
diversi casi di emergenza o normale assistenza. Alcuni lavoratori dovranno
essere addestrati e formati sul comportamento da tenere nei primi soccorsi.
Si riportano qui di seguito alcuni numeri di telefono utili in situazioni di
emergenza, che devono essere riportati sull’avviso esposto in cantiere:
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AREA VIABILITA’ - SERVIZIO PROGETTAZIONE ED ESECUZIONE INTERVENTI VIABILITA’ III
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SP 209
PIANO DI SICUREZZA – RELAZIONE
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4.2.4 Viabilità principale dicantiere e modalità di accesso dei mezzi di fornitura dei materiali
Viabilità e accessi cantiere
L’accesso al cantiere fisso avverrà dalla SP 209. Gli apprestamenti, le attrezzature e i
depositi di cantiere sono stati posizionati lungo il perimetro della recinzione in modo da lasciare un
ampio spazio nella zona centrale del cantiere per consentire le manovre dei mezzi. Dette manovre
dovranno sempre essere eseguite con l’ausilio di un addetto a terra per segnalare eventuali ostacoli o
pericoli agli autisti.
Viabilità e accessi zone GLintervento
Al fine di evitare interferenze tra viabilità ordinaria e viabilità di cantiere, si ritiene
necessario limitare il transito veicolare ai soli residenti e ai titolari di attività (terreni, ecc.). Pertanto,
prima dell’inizio dei lavori, la stazione appaltante dovrà richiedere alle autorità competenti i permessi
necessari per chiudere le strade interpoderali al traffico ordinario.
L’accessibilità alle abitazioni e alle attività esistenti dovrà sempre essere garantita. In
generale, nell’organizzazione delle lavorazioni occorrerà tenere conto della possibilità di garantire
percorsi di accesso alternativi, procedendo per tratte di intervento. Le tratte di intervento e la
viabilità alternativa dovranno essere concordate con la Direzione Lavori ed il Coordinatore in
fase di esecuzione nonché essere oggetto dei Piani operativi di sicurezza delle imprese esecutrici.
Qualora non vi sia la possibilità di garantire percorsi di viabilità alternativa si dovrà procedere, a
seconda delle situazioni, nel seguente modo:
•
•
parzializzazione della sezione di intervento, lasciando parte della carreggiata per il transito veicolare;
realizzazione di percorsi provvisori con opere provvisionali, guadi temporanei, ecc..
Le modalità di intervento dovranno in ogni caso essere concordate durante le riunioni preliminari
di coordinamento nella fase esecutiva dei lavori.
In situazioni di emergenza, dovrà essere possibile ripristinare con tempestività la viabilità
per i mezzi di soccorso. A tal fine, in presenza di scavi aperti in corrispondenza di accessi di
abitazioni e attività ovvero sulle strade, dovranno essere tenute a disposizione plance carrabili e
passerelle da posizionare sugli stessi nei casi di necessità.
Le piste dovranno essere costantemente mantenute in perfetto stato di conservazione
(rullatura, ecc.) richiudendo buche o dislivelli creatisi con il passaggio di mezzi d’opera e/o in
conseguenza di precipitazioni atmosferiche.
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All’interno dalle aree di cantiere fisso e lungo le piste di servizio le imprese dovranno pone la
massima vigilanza e garantire apposita informazione agli autisti dei mezzi (fornitori,
maestranze impiegate in cantiere, ecc.) per impedire interferenze pericolose di viabilità.
Gli automezzi di cantiere non dovranno superare il limite di velocità di 10 Km/h regolata da
apposita cartellonistica-fig. II 50, Art116 del Nuovo Regolamento di esecuzione e di attuazione
del Nuovo Codice della Strada -.
Il cartello indicante il limite di velocità dovrà essere posto all’ingresso del cantiere fisso e lungo le
piste di servizio.
Le imprese fornitrici di materiali dovranno essere accompagnate all’interno del cantiere dal
direttore di cantiere ovvero da un suo preposto e dovranno effettuare le operazioni di
carico/scarico nelle zone indicate dallo stesso direttore o preposto.
4.2.4.1 Parcheggi
Il parcheggio dei mezzi di trasporto personali quali le automobili, le motociclette e le
biciclette degli addetti ai lavori o dei visitatori autorizzati del cantiere, è previsto in prossimità
degli ingressi di cantiere, mentre all’interno potranno entrare solo i mezzi d’opera autorizzati.
4.2.5. Impianto elettrico
L’impianto elettrico dei cantieri fissi - lotto 1 e lotto 2 - sarà costituito da:
quadro generale, da posizionare in prossimità del punto di fornitura di energia
elettrica;
quadri di zona, alimentati dal quadro generale per mezzo di linee interrate e/o aeree
che
correranno lungo il perimetro della recinzione, a servizio delle baracche (servizi igienico
assistenziali) e delle aree di lavorazione;
quadri prese, afferenti ai quadri di zona a servizio delle aree di lavorazione (officine,
ecc.);
fari posati su palo per l’illuminazione;
gruppo elettrogeno per l’illuminazione di emergenza.
L’alimentazione elettrica dei cantieri potrà avvenire derivando una linea elettrica dalla rete che
alimenta la cascina più vicina agli stessi.
Prima dell’inizio dei lavori, le imprese appaltatrici dovranno contattare il gestore del servizio
per richiedere i permessi necessari e concordare con lo stesso le modalità per l’allacciamento ed il
prelievo di energia da tale rete.
Nelle zone di intervento sarà necessario avere a disposizione fari di illuminazione autoalimentati
per l’illuminazione puntuale delle aree di lavorazione.
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In generale, le linee aeree dovranno essere realizzate lungo le recinzioni, a lato dei percorsi
veicolari evitando il più possibile attraversamenti in modo da non sottopone i cavi a
danneggiamento meccanico in conseguenza del transito dei mezzi d’opera. In caso di
attraversamenti, i cavi dovranno essere interrati e protetti entro canaline metalliche.
Il sostegno dei cavi aerei è previsto con tesata in acciaio.
Ogni lavoratore inoltre dovrà essere munito di torcia portatile.
L’impresa potrà propone soluzioni più convenienti ed allo stesso tempo sicure per i propri
dipendenti ed il personale operante in cantiere. Ogni soluzione dovrà comunque essere
concordata preventivamente con la Direzione Lavori ed il Coordinatore per la sicurezza in
fase di esecuzione e non dovrà comportare aggravio di costi per la stazione appaltante.
Il dimensionamento dell’impianto e la sua esecuzione, in rapporto ai macchinari previsti,
avverrà a carico dell’impresa.
4.2.5.1 Caratteristiche e descrizione sommaria dell’impianto elettrico
L’impianto elettrico di cantiere deve essere realizzato utilizzando quadri principali e secondari costruiti
in serie per cantieri (ASC), muniti di targa indelebile indicante il nome del costruttore e la conformità
alle norme CEI 17.13/4 “Prescrizioni particolari per apparecchiature di cantiere”.
Tutti i componenti dell’impianto elettrico devono avere grado di protezione minimo IP43, ad
eccezione delle prese a spina di tipo mobile (volanti), che devono avere grado di protezione 1P67
(protette contro l’immersione) e degli apparecchi illuminanti, che devono avere un grado di protezione
IP55.
Le prese a spina devono essere del tipo protetto da interruttore differenziale con
corrente differenziale non superiore a 30 mA. (CEI 64.8/7 art. 704.471 e CEI 17.13/4 art. 9.5.2).
Nei quadri elettrici dovrà essere prevista almeno una protezione magnetotermica ogni 6
prese.
Ad evitare che il circuito sia richiuso intempestivamente durante l’esecuzione di lavori
elettrici o per manutenzione di apparecchi e impianti, gli interruttori generali di quadro saranno
del tipo bloccabile in posizione di aperto o alloggiati entro quadri con chiusura a chiave (CEI
64.8/ 4 art. 462.2 e CEI 64.8/7 art. 704 537).
Tutti i quadri devono essere dotati di un dispositivo di interruzione generale di emergenza.
Perle linee si devono utilizzare cavi del tipo:
•
•
N1VV-KoFG7RoFG7OR per la posa fissa e interrata;
H07RN-F o FG1K 450/750 V o FG1OK 450/750 V per posa mobile.
I cantieri presentano diverse utenze elettriche quali piegaferri, trancia ferri, troncatrici, utensili
portatili e da banco, impastatrici, impianto di illuminazione, servizi igienico-assistenziali, ecc.. In
base alle potenze di targa di tali utenze, l’impresa determinerà la potenza contrattuale necessaria
per le lavorazioni. La potenza prelevabile non può superare del 10% quella contrattuale.
Subito a valle del gruppo di misura dovrà essere installato l’interruttore generale, del
tipo automatico differenziale, che dovrà essere posto entro un contenitore con chiusura a chiave.
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Nei pressi dell’interruttore generale verrà installato il quadro generale. Ogni linea di
alimentazione dei quadri secondari sarà dotata di proprio interruttore omnipolare.
Le linee di alimentazione dei quadri dovranno essere dimensionate tenendo conto della
potenza che devono trasmettere e della caduta di tensione ammessa al tratto considerato.
4.2.5.2 Conformità alle norme dei componenti
Tutti i componenti elettrici utilizzati devono essere a regola d’arte (L. 186/68) e idonei
all’ambiente d’installazione (art.7, L.46/90 ).
Il materiale elettrico soggetto alla direttiva bassa tensione, utilizzato per l’installazione
dell’impianto elettrico di cantiere, deve essere marcato CE, per il materiale elettrico non soggetto
alla direttiva bassa tensione, ad esempio le prese a spina, l’installatore porrà ricorrere a
prodotti con marchio di conformità alle norme, ad esempio dell’Istituto Italiano del Marchio di
Qualità (IMQ).
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4.2.5.3 Considerazioni finali
L’impianto elettrico di cantiere dovrà essere realizzato conformemente alle norme CEI ed in particolare
dovranno attenersi alle raccomandazioni della norma CEI 64-8/7.
Si ricorda che gli impianti elettrici di cantiere non sono soggetti a progettazione obbligatoria, secondo
quanto previsto dalla Legge n. 46/90 art 12, comma 2. L’installatore è in ogni caso tenuto al rilascio
della dichiarazione di conformità integrata dalla relazione contenente le tipologie dei materiali
impiegati, come richiesto dall’art. 9 della stessa legge.
La dichiarazione di conformità dell’impianto dovrà essere tenuta in cantiere a disposizione degli organi
preposti alla vigilanza.
Ai sensi del D.P.R. 462 del 22/10/2001, entro trenta giorni dalla messa in esercizio dell’impianto,
l’impresa appaltatrice principale invia all’ISPESL e all’ASL o all’ARPA territorialmente competente
o allo Sportello Unico per le attività produttive (se attivato), copia della dichiarazione di conformità
dell’impianto.
4.2.6. Impianto di terra (sistemi TT)
Il cantiere dovrà essere dotato di impianto di terra. L’impianto di terra è costituito principalmente da:
dispersori;
nodo (o collettore) principale di terra;
conduttori di protezione;
conduttori equipotenziali principali.
4.2.8. Protezione contro le scariche atmosferiche
Non richiesta.
L’impresa dovrà comunque verificare che l’impiantistica di cantiere da loro prevista nel P.O.S.
non richieda la realizzazione di un impianto di captazione scariche atmosferiche.
4.2.9. Impianto idrico
Gli impianti idrici di cantiere potranno essere allacciati alla rete acquedotto del Comune di SUSA.
Le imprese appaltatrici dovranno, prima di iniziare i lavori, richiedere i permessi necessari al gestore del
servizio e concordare con lo stesso le modalità esecutive per l’allacciamento e
l’approvvigionamento.
4.2.10. Impianto fognario
Considerata l’assenza della rete fognaria comunale nelle vicinanze del cantiere, lo smaltimento dei liquami
reflui potrà essere effettuato realizzando una fossa di decantazione per cantiere. I liquami dovranno essere
prelevati periodicamente e trasporti in impianti di smaltimento autorizzati.
I serbatoi dovranno essere vuotati periodicamente in impianti di smaltimento autorizzati.
4.2.11. Dislocazione degli impianti di cantiere
La dislocazione degli impianti di cantiere è riportata negli elaborati grafici.
4.2.12. Dislocazione delle aree di carico e scarico
Le operazioni di carico/scarico dei materiali verranno effettuate in prossimità delle zone di
deposito individuate negli schemi di cantiere.
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4.2.13. Zone di deposito attrezzature e di stoccaggio materiali e dei rifiuti
I materiali e le attrezzature dovranno essere depositati esclusivamente all’interno dei cantieri, nelle aree di
deposito e nelle baracche appositamente previste.
Particolare attenzione dovrà essere posta nell’approntare le aree di stoccaggio dei
manufatti prefabbricati. L’area deve essere idonea a sopportare il transito e la manovra dei mezzi di
trasporto e di sollevamento ed il peso dei manufatti. La stessa preparazione deve essere estesa a tutto il
percorso stabilito per il transito degli automezzi dai depositi di cantiere alle zone di posa (manufatti di
regolazione). Il deposito dei manufatti non deve mai essere effettuato direttamente sul terreno, ma
con l’interposizione, a cura della ditta di montaggio, di traversi di distribuzione dei carichi che
garantiscano le migliori condizioni di sicurezza e di stabilità. Tenendo conto, del possibile cedimento
del suolo, i manufatti pesanti, ed in particolare quelli con rapporto altezza/larghezza elevato,
devono essere controventati mediante dispositivi adatti a garantire la stabilità di ogni singolo
pezzo a prescindere da quelli vicini. Sarà necessario predispone delle tavole o spessori tra un
manufatto e l’altro in caso di sovrapposizione. Sono vietate le cataste in prossimità di scavi e su
linee/condutture interrate.
In ogni caso, il deposito di materiali in cataste, pile, mucchi dovrà essere effettuato in
modo razionale, evitando quanto più possibile le interferenze con le zone di lavorazione e le
strutture del ponteggio. L’altezza delle cataste non porrà eccedere l’altezza di m 1,50.
Per la movimentazione manuale dei carichi dovranno essere utilizzati mezzi ausiliari quali
carrelli, carriole, ecc. atti ad evitare o ridurre il peso ed il relativo sforzo richiesto per il
sollevamento. Le operazioni di trasporto e/o sollevamento di pesi limitati potranno essere eseguite dal
singolo operatore, quelle relative ad elementi di peso superiore a 30 kg richiedono l’intervento di
due o più operatori.
4.2.13.1 Smaltimento residui di lavorazione
I rifiuti prodotti nei cantieri dovranno essere smaltiti secondo quanto previsto dalla
normativa vigente e secondo le modalità stabilite contrattualmente.
Per i rifiuti prodotti si dovranno prevedere contenitori per la raccolta onde evitarne lo
spargimento in cantiere. I contenitori dovranno essere predisposti in numero adeguato per
effettuare
la
raccolta
differenziata
dei
materiali
da
smaltire.
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Durante i lavori si prevede la produzione di materiali di risulta divario tipo che richiederanno
ognuno uno specifico sistema di smaltimento:
materiale derivante da disboscamento e decespugliamento da smaltire in impianti autorizzati,
previa raccolta in tramogge/cassoni posizionati in prossimità delle aree di lavorazione e/o di
cantiere fisso e successivo trasporto in discarica con vettore autorizzato;
materiale derivante da scavi da smaltire in impianti autorizzati, previa raccolta su autocarro
autorizzato al trasporto finale in discarica;
materiale cementizio derivante dalla realizzazione e/o demolizione di opere in c.a. (residui di malte,
calcestruzzo esimili), da smaltire in impianti autorizzati, previa raccolta in tramogge/cassoni
posizionati in prossimità delle aree di lavorazione e/o di cantiere fisso e successivo
trasporto/smaltimento con vettore autorizzato;
materiali plastici derivanti da imballaggi, geotessuti e simili da smaltire in impianti
autorizzati, previa raccolta in tramogge/cassoni posizionati in prossimità delle aree di lavorazione
e/o di cantiere fisso e successivo trasporto in discarica con vettore autorizzato;
materiale ferroso derivante dalla realizzazione e/o demolizione di opere in c.a. (residui di ferri di
armatura, elementi metallici in genere), da smaltire in impianti autorizzati, previa raccolta in
tramogge/cassoni posizionati in prossimità delle aree di lavorazione e/o di cantiere fisso e
successivo trasporto/smaltimento con vettore autorizzato;
materiale a base di prodotti bituminosi derivante dalla demolizione e/o realizzazione di strade,
da smaltire in impianti autorizzati, previa raccolta in tramogge/cassoni posizionati in prossimità
delle aree di lavorazione e/o di cantiere fisso e successivo trasporto/smaltimento con vettore
autorizzato.
4.2.14. Zone di deposito dei materiali con pericolo di incendio odi esplosione
In entrambi i cantieri fissi sarà possibile depositare materiale con pericolo di incendio (combustibili) o
esplosione (bombole di gas compresso) solo in quantitativi limitati al fabbisogno giornaliero.
Depositi di bombole di gas
L’uso di attrezzature a fiamma comporterà la necessità di tenere bombole di gas in cantiere. Il
deposito dovrà essere effettuato:
lontano da fonti di calore;
separando le bombole piene da quelle vuote, segnalandone le caratteristiche con appositi
cartelli visibili;
vincolando le bombole alle apposite rastrelliere in posizione verticale;
verificando il buon funzionamento delle valvole,
predisponendo nelle vicinanze mezzi di estinzione adeguati (estintori a polvere, sabbia);
istituendo idonea segnaletica di prescrizione e sicurezza nelle immediate vicinanze del
deposito;
affiggendo i numeri telefonici relativi al pronto intervento da attivare in caso di necessità
(devono inoltre essere noti a tutti i lavoratori i nominativi degli incaricati alla gestione delle
emergenze del cantiere).
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Deposito e distribuzione di combustibile
I depositi di materiali combustibili quali carburanti o minerali, ecc. dovranno essere effettuati
tendo conto delle seguenti misure di sicurezza:
vietare la presenza di fonti di calore nei pressi del deposito ed espone una
adeguata segnaletica di prescrizione e sicurezza;
tenere il materiale combustibile in cisterne chiuse;
predispone nelle vicinanze mezzi di estinzione adeguati (estintori a polvere,
sabbia) e verificarne periodicamente l’efficienza;
affiggere i numeri telefonici relativi al pronto intervento da attivare in caso di
necessità (devono inoltre essere noti a tutti i lavoratori i nominativi degli incaricati alla
gestione delle emergenze del cantiere).
4.2.15. Piani di lavoro (ponti su cavalletti)
Date le caratteristiche dell’opera da realizzare non si prevede l’uso di piani di lavoro cosiddetti ponti su
cavalletti.
4.2.16. Scale portatili
Le scale portatili devono essere costruite con materiale adatto, avere dimensioni proporzionate all’uso e le
seguenti caratteristiche:
i pioli devono essere privi di nodi e fissati mediante incastro, e in prossimità dei
due pioli estremi devono essere applicati tiranti in ferro;
tutte le scale devono sporgere di almeno m 1 oltre il piano di arrivo;
devono essere provviste di dispositivi antisdrucciolo e ganci di trattenuta o
appoggi antisdruciolevolì;
se la lunghezza è eccessiva è opportuno inserire una controventatura a metà
circa della scala;
le scale usate per l’accesso ai vari piani dei ponteggi e delle impalcature non
devono essere poste l’una in prosecuzione dell’altra;
le scale che collegano stabilmente due ponti devono essere provviste sul lato
esterno, se presente, di un corrimano-parapetto.
Non è consentito l’uso delle scale a compasso in zone di lavorazione che non presentino un
livellamento adeguato del piano di appoggio della scala stessa.
4.2.17. Trabattelli
Nei lavori da eseguire con piano di calpestio ad un’altezza superiore a metri 2,00 dovranno essere adottati,
seguendo lo sviluppo dei lavori stessi, adeguate precauzioni atte ad eliminare i pericoli di caduta dall’alto
di persone e cose.
Potranno essere utilizzati ponti su mote, trabattelli, conformi alla norma vigente.
Le caratteristiche costruttive dei trabattelli dovranno essere:
altezza massima di m 15, dal piano di appoggio all’ultimo ripiano di lavoro (i
ponteggi con altezza superiori a m 6 dovranno essere muniti di piedi stabilizzatori);
ruote metalliche con diametro almeno pari a cm 20 e larghezza della fascia non
inferiore a cm 5, dotate di un meccanismo di bloccaggio;
dispositivo (livella o pendolo) alla base del ponteggio per il controllo della
orizzontalità della base;
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blocco all’innesto verticale fra due elementi del ponteggio per impedime lo sfilo. Il blocco di
diagonali e correnti deve essere tale da impedirne lo sfilo accidentale;
piani di lavoro e passaggio continui con coefficiente non minore di 4 rispetto alla rottura, ben
ancorati ai correnti di appoggio, protetti con parapetti normali e fermapiede alto 20 cm. Sono
ammesse botole di passaggio purché richiudibili con coperchio praticabile;
le scale di accesso con inclinazione superiore a 75° andranno protette con paraschiena di
sicurezza, a meno che non si adotti un dispositivo anticaduta da collegare alla cintura di
sicurezza. Le scale con inclinazione inferiore a 75° dovranno avere gradini piani ed essere
protette verso il vuoto;
sull’elemento di base dovrà trovare applicazione una targhetta riportante i seguenti dati:
altezza massima, portata massima, numero massimo di piani di lavoro, numero delle
persone ammesse per ogni piano di lavoro, anno di costruzione, numero di fabbrica, ditta
costruttrice, divieto di avvicinarsi a meno di m 5 da linee elettriche (sia in fase di lavoro che di
spostamento), avvertenze d’uso, montaggio e smontaggio.
Sotto il profilo delle norme d’uso dei ponteggi mobili sarà estremamente importante:
rispettare le prescrizioni fornite dal costruttore;
verificare il buon stato degli elementi, degli incastri, dei collegamenti, di eventuali snodi;
livellare la base di appoggio del ponteggio per ottenere la perfetta verticalità;
montare il ponte mobile in tutte le sue parti, con tutte le sue componenti;
usare i ripiani in dotazione e non impalcati di fortuna;
predispone sotto il piano di lavoro a non più di m 2,50 un regolare sottoponte;
bloccare le mote durante lo stazionamento;
non effettuare spostamenti con persone sopra;
fissare stabilmente il ponteggio mobile alle facciate in caso di lavorazione in facciata, secondo
le modalità previste dal costruttore (in genere per altezze superiori a m 3,60).
4.2.18. Ponteggi metallici
Si specifica che per l’impiego di ponteggi metallici fissi, l’impresa deve farsi rilasciare dal fabbricante
la copia conforme dell’Autorizzazione Ministeriale, delle istruzioni per le prove di carico, il montaggio,
l’impiego e lo smontaggio del ponteggio, e degli schemi-tipo di ponteggio (con l’indicazione dei
massimi sovraccarichi, di altezza dei ponteggi e di larghezza degli impalcati per i quali non sussiste
l’obbligo di calcolo per ogni singola applicazione).
In cantiere deve essere tenuta ed esibita, a richiesta degli organi di vigilanza, copia dell’attestazione di
conformità (art. 30 del D.P.R. 164/56) e copia del disegno esecutivo. Le eventuali modifiche al ponteggio,
che devono essere riportate sul disegno esecutivo, devono restare nell’ambito dello schema-tipo che ha
giustificato l’astensione dall’obbligo del calcolo.
A protezione della caduta di cose ed oggetti dal ponteggio, all’altezza di m 3 da terra deve essere
sistemato su di esso un impalcato, detto mantovana parasassi. La mantovana deve essere costituita da un
robusto intavolato inclinato - spessore minimo delle tavole cm 4 - avente l’estremità superiore verso
l’esterno. Questa deve essere montata per tutta l’estensione dell’impalcato di lavoro,
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escluso lo spazio necessario al passaggio dei materiali movimentati con gli apparecchi di sollevamento.
4.2.19. Protezione posti di lavoro
I posti di lavoro e di passaggio dovranno essere opportunamente protetti con mezzi tecnici o misure
cautelative dal pericolo di caduta o di investimento da parte di materiali o mezzi in dipendenza dell’attività
lavorativa svolta.
Nelle immediate vicinanze dei ponteggi e del posto di caricamento e sollevamento dei materiali, i
luoghi dove vengono impastati calcestruzzi e malte o eseguite altre operazioni a carattere continuativo
(officine di cantiere), si deve costruire un solido impalcato sovrastante ad altezza non maggiore di m 3
da terra, a protezione contro la caduta di materiale (v.si schema di cantiere).
4.2.20. Argano di sollevamento
Di seguito si riportano le principali misure di sicurezza per l’eventuale impiego e utilizzo di argani di
sollevamento sui ponteggi (art. 42, D.P.R. 164/56):
l’argano dovrà essere rigidamente connesso al ponteggio con telaio di sospensione, a discesa
autofrenante e fornito di dispositivo di arresto;
sull’argano deve essere fissata in posizione visibile una targhetta metallica indicante il
carico massimo utile, la casa costruttrice, l’anno di costruzione ed il numero di matricola;
sul perimetro del posto di manovra dovrà essere installato un parapetto regolamentare;
prima dell’uso si dovrà verificare l’integrità delle parti elettriche visibili, la funzionalità
della pulsantiera, l’efficienza del fine corsa superiore e del freno per la discesa del carico;
prima dell’uso occorrerà transennare a terra l’area di tiro;
durante l’uso dovrà essere sempre verificata la corretta imbracatura dei carichi e la perfetta
chiusura della sicura del gancio;
la fune dell’argano non deve essere utilizzata per imbracare il carico;
in caso di cattivo funzionamento, quanto riscontrato dovrà essere segnalato tempestivamente al
responsabile del cantiere;
l’operatore a terra non dovrà sostare sotto il carico;
dopo l’uso l’argano dovrà essere scollegato elettricamente e bloccato sul fine corsa interno della
rotaia.
4.2.21. Gru e Autogru
Per la realizzazione dei manufatti, è previsto l’uso di autogru, in particolare per la movimentazione e la
posa degli elementi in c.a. prefabbricati .
L’autogru dovrà corrispondere alle specifiche contrattuali, essere approvata dal D.L. e dal C.P.E. nonché
essere regolarmente collaudata e verificata.
Durante il posizionamento nelle zone di intervento è necessaria la presenza del direttore di cantiere ovvero
di un suo preposto che sorvegli le manovre e dia le indicazioni all’operatore.
In caso di forte vento, in particolare quando la velocità supera i 60 km/h, le attività di movimentazione dei
carichi dovranno essere sospese.
Durante l’uso dell’apparecchio di sollevamento, in generale, va posta particolare attenzione alle possibili
interferenze presenti nell’ambiente circostante.
Occorrerà:
a) verificare la distanza da linee elettriche aeree che possono interferire con le manovre (Cm 5);
b) controllare che le piste di servizio siano state approntate per sopportare il peso ed il transito del
macchinario;
c) ampliare con apposite plance la superficie di appoggio degli stabilizzatori;
d) operare all’interno dell’area di lavorazione adeguatamente delimitata;
e) segnalare le manovre con girofaro e segnalazione acustica;
f) evitare durante la movimentazione del carico i posti di lavoro e/o di passaggio;
g) attenersi alle segnalazioni del preposto per procedere con la manovra;
h) eseguire le operazioni di sollevamento e scarico con le fieni in posizione verticale;
i) illuminare a sufficienza le zone di lavoro con i dispositivi ottici in condizioni di scarsa
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illuminazione naturale;
j) segnalare al preposto eventuali malfilnzionamenti o situazioni di pericolo;
k) non lasciare nessun carico sospeso dopo l’uso;
l) posizionare correttamente la macchina raccogliendo il braccio telescopico ed azionando il freno di
stazionamento al termine dell’attività lavorativa.
4.2.22. Cestello aereo
Per la realizzazione degli impianti elettrici aerei dei cantieri fissi potrà essere necessario l’uso di
cestelli aerei porta operatore.
Durante le attività occorrerà:
segnalare l’attività del mezzo col girofaro;
l’area sottostante la zona operativa del cestello deve essere opportunamente
delimitata;
controllare i percorsi e le aree di manovra approntando gli eventuali
rafforzamenti;
adeguare la velocità ai limiti stabiliti in cantiere e transitare a passo d’uomo in
prossimità dei posti di lavoro;
richiedere l’aiuto di personale a terra per eseguire le manovre in spazi ristretti o
quando la visibilità è incompleta;
salire e scendere solo con la piattaforma in posizione di riposo;
utilizzare le cinture di sicurezza, da collegare agli appositi attacchi, per esigenze
operative particolari.
4.3 Lavorazioni
Le lavorazioni previste per la realizzazione dell’opera sono trattate nel dettaglio nell’allegato 1 Schede di lavorazione- e nell’allegato 2-Schede di dettaglio delle sottofasi di lavorazione.
5. Prescrizioni operative, misure preventive e protettive, dispositivi di protezione
i ndi vid ual e i n riferi men to a in terf erenze tra l e la v o ra zioni
5.1 Cronoprogramma dei lavori
Il cronoprogramma dei lavori è suddiviso in quattro sottocantieri, la durata complessiva dei lavori è di 180
giorni – vedi cronoprogramma inserino alla fine del presente documento
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5.2 Entità presunta dei cantiere espressa in uomini giorno
Il numero di uomini giorno stimato è pari a 720.
5.3 Interferenze tra lavorazioni
5.3.1. Prescrizioni operative per lo sfasamento spaziale e temporale di lavorazioni interferenti
Le prescrizioni operative per lo sfasamento spazio-temporale di lavorazioni interferenti sono alla base del
cronoprogramma dei lavori.
I lavori dovranno essere eseguiti per fasi, che dovranno essere definite nei piani operativi di sicurezza delle
imprese esecutrici e concordate con il/i Coordinatore/i in fase di esecuzione, nelle riunioni preliminari ai
lavori stessi.
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5.3.2.Modalità di verifica del rispetto delle prescrizioni operative imposte per le lavorazioni interferenti
Il presente P.S.C. prevede la pianificazione di un certo numero di riunioni di
coordinamento con le imprese esecutrici in determinati momenti dell’esecuzione dell’opera, come
meglio evidenziato sul cronoprogramma. Ulteriori riunioni, che terranno conto delle lavorazioni e dei
pericoli ad esse legati, verranno programmate nella fase esecutiva dei lavori da parte del C.P.E..
Prima di iniziare una fase di lavoro, dovranno essere concordate le modalità esecutive, anche
in relazione al P.O.S. dell’impresa esecutrice della specifica lavorazione, e le relative misure di
sicurezza da adottare. Le modalità esecutive concordate potranno richiedere un aggiornamento del
suddetto P.O.S.
Prima di consegnare il P.O.S. deve essere fatta una riunione preliminare di coordinamento ed il
verbale deve essere allegato al P.O.S..
5.3.3. Dispositivi di protezione individuale atti a ridurre al minimo i rischi indicati al p. to 5.3.1
Tenendo conto che le dotazioni standard di ogni lavoratore prevedono casco, tuta, scarpe,
occhiali, otoprotettori, mascherine, stivali, non si ritengono necessari D.P.I. aggiuntivi per lavorazioni
interferenti.
6. M i s u r e di co o rd i n a men to relativo all’uso c o m u n e d i a p p r e s t a m e n t i , attrezzature,
infrastrutture, mezzi e servizi di protezione collettiva da parte di p i ù i mp r e s e e l a v o r a t o r i
autonomi
6.1 Uso comune delle installazioni del cantiere
Spetterà all’impresa appaltatrice dell’opera l’organizzazione del cantiere e la
predisposizione di servizi igienico-assistenziali in numero sufficiente per tutti i lavoratori, dipendenti
sia propri che di subappaltatori autorizzati (ovvero fornitori in opera) od autonomi, presenti in
cantiere.
Le imprese subappaltatrici avranno facoltà di predispone in cantiere ulteriori servizi, aree
di deposito, aree di lavorazione di tipo fisso (officine) compatibilmente con gli spazi disponibili
nell’area, previa autorizzazione da parte dell’impresa appaltatrice e del coordinatore per
l’esecuzione, da valutare nelle riunioni di coordinamento in cantiere.
Sarà inoltre compito dell’impresa appaltatrice verificare periodicamente lo stato di
conservazione e provvedere, in caso di necessità, alla ripristino delle condizioni di sicurezza di
attrezzature, piste di servizio, impianti, ecc., con particolare riferimento ai ponteggi per le opere
d’arte, in quanto saranno utilizzati da più persone data la presenza di più imprese e lavoratori
autonomi.
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PIANO DI SICUREZZA – RELAZIONE
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63
7. Modalità organizzative della cooperazione e del coordinamento, nonché della reciproca
informazione, fra i datori di lavoro e tra questi ed i lavoratori a u t o n o m i
La cooperazione ed il coordinamento, nonché la reciproca informazione, tra i datori di lavoro e tra questi e i
lavoratori autonomi, sarà organizzata mediante le riunioni di coordinamento preliminari prima di ogni fase di
lavoro (v.si Cronoprogramma).
8. Gestione delle emergenze
Si forniscono le procedure comportamentali da seguire in caso di pericolo grave e immediato, consistenti
essenzialmente nella designazione e assegnazione dei compiti da svolgere in caso di emergenza e in controlli preventivi.
Nei piani operativi di sicurezza delle imprese esecutrici dovranno essere riportati i nominativi delle persone
addette alla gestione delle emergenze.
Il personale operante nella struttura dovrà conoscere le procedure e gli incarichi a ciascuno assegnati per
comportarsi positivamente al verificarsi di una emergenza.
Compiti e procedure generali:
il direttore di cantiere ovvero il preposto (capo cantiere) è l’incaricato che dovrà dare l’ordine
di evacuazione in caso di pericolo grave e immediato;
il direttore di cantiere ovvero il preposto (capo cantiere), una volta dato il segnale di evacuazione,
provvederà a chiamare telefonicamente i soccorsi;
gli operai presenti nel cantiere, al segnale di evacuazione, metteranno in sicurezza le
attrezzature e si allontaneranno dal posto di lavoro verso un luogo più sicuro;
direttore di cantiere ovvero il preposto (capo cantiere), giornalmente, verificherà che i luoghi
di lavoro, le attrezzature, la segnaletica rimangano corrispondenti alla normativa vigente,
segnalando le anomalie e provvedendo a sostituzione, adeguamento e posizionamento degli
apprestamenti di sicurezza.
8.1 Prevenzione incendi 8.1.1 Sostanze infiammabili
Al fine di ridurre al minimo le occasioni di incendio in cantiere, sarà necessario provvedere ad
utilizzare quantitativi strettamente necessari all’attività giornaliera di sostanze infiammabili. Si fa
particolare riferimento a vernici, collanti, solventi, ecc..
Ogni prodotto deve essere accompagnato dalla scheda tecnica di sicurezza con l’indicazione delle
misure di sicurezza da adottare in caso di incendio, per la manipolazione ed il magazzinaggio in
cantiere. In ogni caso, dette sostanze non possono essere depositate in cantiere in quantità superiore a
500 Kg.
Dovranno inoltre essere eliminati giornalmente gli scarti infiammabili delle lavorazioni.
Non dovranno essere utilizzate fiamme libere nelle vicinanze di materiali combustibili o
sostanze infiammabili, e se necessario, occorrerà procedere all’allontanamento delle stesse ovvero, nel
caso non sia possibile, alla predisposizione di schermi resistenti al fuoco. In cantiere dovranno
tenersi idonei presidi antincendio.
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PIANO DI SICUREZZA – RELAZIONE
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64
8.1.2 Piano di emergenza
Le imprese dovranno fornire le schede di sicurezza dei materiali infiammabili e combustibili su
cui saranno indicate le misure di prevenzione. Dovranno inoltre essere in possesso dei mezzi ed
attrezzature per far fronte alle emergenze determinate dalle proprie lavorazioni, con
particolare riferimento alla dotazione di idonei estintori.
In caso di allarme tutti i lavoratori saranno radunati in un apposito spazio sicuro. Il Direttore di
cantiere o persona da questi preposta provvederà al controllo della presenza di tutti i lavoratori,
verificando le eventuali assenze.
Il Direttore di cantiere, o persona da lui appositamente delegata, provvederà inoltre alla chiamata
dei Vigili del Fuoco, fornendo tutte le indicazioni necessarie per la precisazione del tipo di
intervento necessario.
Sarà a cura degli incaricati della gestione dell’emergenza, debitamente individuati, l’uso degli
estintori provando a fronteggiare l’incendio o la causa di rischio.
I lavoratori si asterranno dal lavoro sino alla risoluzione completa dell’emergenza, coadiuvando,
se del caso, gli addetti all’emergenza stessa.
8.1.3 Mezzi antincendio per il cantiere
Nel cantiere dovranno essere inoltre disponibili e opportunamente segnalati i seguenti mezzi
antincendio:
n. 1 estintore per ogni baracca (servizi igienico-assistenziali e depositi);
n. 1 estintore per ogni officina allestita nelle aree di cantiere fisso.
I mezzi antincendio dovranno essere mantenuti in efficiente stato di conservazione, saranno
controllati da personale esperto (una volta ogni sei mesi) e avranno istruzioni perfettamente
leggibili.
Prima di iniziare i lavori l’impresa appaltatrice dovrà concordare con gli incaricati alla gestione
delle emergenze le procedure da seguire in caso di incendio.
Gli spazi antistanti i mezzi di estinzione dovranno essere sempre sgombri. I mezzi stessi non
dovranno essere rimossi o spostati senza adeguata informazione al Direttore di cantiere, il quale
dovrà essere tempestivamente informato in caso di utilizzo anche parziale delle attrezzature di
soccorso. Dovrà essere disponibile un adeguato numero di persone addette alla gestione
dell’emergenza che abbia frequentato apposito corso, ai sensi del D. Lgs 626/94.
8.1.4 Procedura antncendio
Non appena si rileva un focolaio di incendio occorre attenersi alle seguenti regole
fondamentali.
Compito di tutti sarà:
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SP 209
PIANO DI SICUREZZA – RELAZIONE
mantenere la calma;
avvisare ed allontanare immediatamente tutte le persone che si trovano nelle vicinanze
dell’incendio o del focolaio;
richiedere l’intervento dei Vigili del Fuoco (numero telefonico 115);
avvisare le persone incaricate di attuare la procedura antincendio.
Sarà invece compito dei soli addetti alle procedure antincendio:
accertarsi che non ci sia nessuno in pericolo;
verificare che tutto il personale sia fuori dal raggio di propagazione del fuoco;
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azionare i dispositivi antincendio mobili secondo i principi appresi al corso antincendio;
circoscrivere l’incendio ed allontanare (se possibile) eventuale materiale infiammabile o
macchinario che potrebbe essere raggiunto dalle fiamme.
Ad incendio domato assicurarsi che non vi siano focolai occulti, e non avvicinarsi alla zona
dell’incendio fino a quando non vi è la certezza dello scongiurato pericolo.
La ripresa dell’esercizio deve essere attuata dopo verifica da parte del capo cantiere
dell’efficienza degli impianti e delle macchine.
Per richiedere l’intervento dei Vigili del Fuoco occorre comunicare:
1. nome dell’impresa del cantiere richiedente;
2. indirizzo preciso del cantiere richiedente;
3. telefono del cantiere richiedente (o di un telefono cellulare);
4. tipo di incendio;
5. presenza di persone in pericolo;
6. locale o zona interessata all’incendio;
7. materiale che brucia;
8. nome di chi sta chiamando;
9. farsi dire il nome di chi risponde;
10. notare l’ora esatta della chiamata;
11. predispone tutto l’occorrente per l’ingresso dei mezzi di soccorso in cantiere.
8.2 Procedure di primo soccorso
Per il primo soccorso di eventuali infortunati e per il primo intervento, per modeste necessità, il
personale dovrà avere a disposizione il pacchetto di medicazione.
Il cantiere in questione è, inoltre, ubicato in vicinanza di posti pubblici permanenti di pronto
soccorso ed in caso di necessità si dovrà fare ricorso ad essi, avendo il personale i relativi
numeri di telefono ed indirizzi, con la possibilità di una rapida richiesta di pronto intervento.
In ogni caso, tutti gli addetti ai lavori, in particolar modo gli addetti al primo soccorso, si
atterranno quanto più possibile alle indicazioni ricevute durante la formazione effettuata dal
medico competente aziendale.
Si ricordano alcune regole comportamentali da osservare in caso di infortunio per non peggiorare
la situazione dell’infortunato:
come qualsiasi altro evento di pericolo e di emergenza, mantenere la calma e non compiere
atti precipitosi;
se non ci si ritiene all’altezza della situazione è bene non agire, ma adoperarsi ad avvisare i
colleghi, facendosi carico di provvedere a tutte quelle manovre utili come ad esempio la
richiesta di un’ambulanza o la predisposizione di un adeguato mezzo di trasporto per il
trasferimento di un ferito in ospedale, ecc.;
se la persona che si appresta al Primo Soccorso non riesce o non è in grado d’individuare le
lesioni e di valutare la gravità delle stesse, deve lasciare il ferito nel posto in cui si
trova, avendo cura di metterlo in posizione distesa. Qualora sull’infortunato gravano altri
rischi come la possibile caduta di materiale, tavole, impalcatura, ecc. o l’allagamento, o il
propagarsi di un incendio, l’infortunato va spostato con una manovra di trascinamento
che può avvenire facendo presa e tirando per i piedi o sotto i cavi ascellari;
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i curiosi vanno prontamente allontanati, questo per non peggiorare 1’ equilibrio psichico e
per non sottrarre aria all’infortunato;
se la persona colpita è cosciente, si deve chiedere quali dolori avverte e dopo aver valutato
l’entità e riscontrato la sua capacità d’effettuare movimenti in modo agevole bisogna
accompagnarlo al presidio sanitario più vicino (ospedale o pronto soccorso).
Quando l’infortunato è in stato di incoscienza occorre:
accertarsi dell’esistenza dei segni vitali: respirazione e battito del cuore;
valutare le lesioni sulla persona a terra;
non somministrare nessuna bevanda se non espressamente prevista;
coprire il ferito per mantenere inalterata la temperatura corporea;
se il ferito alterna fasi di coscienza a fasi di incoscienza o torpore ed abbattimento, bisogna
incitarlo con frasi di conforto, ecc..
In caso di infortunio, non si deve mai:
spostare bruscamente il ferito;
muoverlo se si sospetta una lesione alla colonna vertebrale;
usare il laccio quando il sanguinamento può essere controllato con semplice
bendaggio;
disinfettare una ferita senza guanti sterili, contenuti nella cassetta di pronto
soccorso; far rientrare i visceri nell’addome in presenza di sventramento;
togliere un oggetto che sia penetrato in una qualsiasi parte del corpo.
Occorre tenere presente la seguente sequenza operativa:
1. respirazione artificiale;
2. massaggio cardiaco esterno;
3. controllo emorragia;
4. prime cure dello shock, delle ferite, delle ustioni, delle fratture, ecc.;
5. organizzare il trasporto in ospedale.
9. Stima dei costi dalla sicurezza
9.1 Computo metrico estimativo oneri aggiuntivi di sicurezza
L’ammontare degli oneri specifici (aggiuntivi) di sicurezza, calcolato analiticamente, ammonta ad Euro
5.000,00 (vedi computo metrico alla pagina successiva)
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PIANO DI SICUREZZA – RELAZIONE
progr.
descrizione
Recinzione dell’area di cantiere
1
2
3
4
CARTELLONOSTICA DI SICUREZZA Cartello di forma triangolare, fondo giallo
(in osservanza del Regolamento di
attuazione del Codice della strada, fig.II
383-390, 404), in lamiera di acciaio spessore
10/10 mm. Costo d'uso mensile Lato 60 cm,
rifrangenza classe II: n. 12- Cartello di
forma circolare, segnalante divieti o
obblighi (in osservanza del Regolamento di
attuazione del Codice della strada, fig.II 4675), in lamiera di acciaio spessore 10/10
mm. Costo d'uso mensile Diametro 60 cm,
rifrangenza classe II : n. 10
Lampeggiatori sincronizzabili, da
posizionare in serie per effetto sequenziale,
costituito da faro in materiale plastico
antiurto, diametro 230 mm, lampada allo
xeno, funzionamento a batteria (comprese
nella valutazione), dispositivo di
sincronizzazione a fotocellula.-n: 30
Esecuzione di striscia orizzontale (continua
e discontinua), con impiego di vernice
rifrangente e microsfere post-spruzzate,
come indicato nelle Norme Tecniche
specifiche - larghezza cm 15
un. mis.
quantità
pr. unit.
importo
m
200,00
€ 5,00
1.000,00 €
corpo
1,00
€ 1.010,00
1.010,00 €
m
600,00
€ 0,40
240,00 €
cad
50,00
€ 55,00
2.750,00 €
Barriera tipo “New Jersey” in polietilene
rinforzato, sono compresi nel prezzo gli
appositi elementi di giunzione, sempre in
polietilene. Colorato in pasta bianco o rosso
- largh. 40 cm - lungh. 100 cm - altezza 60
cm circa ( da posizionare e spostare sui
singoli sotto-cantieri in funzione delle fasi
realizzative)
Totale
5.000,00 €
68
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PIANO DI SICUREZZA – RELAZIONE
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69
10. Documenti aziendali nel cantiere
Piano di sicurezza e di coordinamento (sottoscritto dall’impresa appaltatrice e da tutti i sub appaltatori e
assimilati nonché dai rispettivi R.L.S.).
Progetto esecutivo delle opere.
Piani operativi di sicurezza (P.O.S.) di tutte le imprese esecutrici, da tenere nella baracca ufficio a cura
del direttore di cantiere.
Si ricorda che i documenti che fanno parte del P.O.S. sono:
a. dati identificativi dell’impresa
nominativo datore di lavoro, indirizzo e riferimento telefonico della sede
legale e degli uffici di cantiere;
specifica attività e singole lavorazioni svolte in cantiere dall’impresa e da
lavoratori autonomi subaffidatari;
nominativi addetti primo soccorso, antincendio ed evacuazione dei lavoratori e,
comunque, alla gestione delle emergenze in cantiere, del RLS, aziendale o
territoriale, ove eletto o designato;
nominativo RSPP;
nominativo del medico competente;
nominativi del direttore tecnico di cantiere e del capocantiere;
l’elenco e le relative qualifiche dei lavoratori dipendenti dell’impresa e dei
lavoratori autonomi operanti in cantiere per conto della stessa impresa;
b. le specifiche mansioni, inerenti la sicurezza, svolte in cantiere da ogni figura nominata
allo scopo dall’impresa;
c. l’elenco delle imprese esecutrici (subaffidatari, fornitori in opera, noleggiatori a
caldo);
d. documentazione inerente l’idoneità lavorativa specifica dei lavoratori impiegati in
cantiere (copia del certificato della visita medica preventiva o documento equivalente
firmato dal medico competente);
e. copia del registro degli infortuni;
f. la descrizione dell’attività di cantiere, delle modalità organizzative e dei turni di lavoro;
g. elenco delle macchine, degli impianti e degli apprestamenti che verranno utilizzati nel
cantiere con descrizione, per ognuno, del livello di sicurezza raggiunto (marchio CE ad esempio gli apparecchi di sollevamento non marcati CE devono possedere una
autocertificazione del costruttore che attesti il rispetto di quanto indicato nella C.M. del
31.7.1981, per le betoniere a bicchiere si farà riferimento alla Circolare Ministeriale
103/80 e così via), libretto di circolazione del mezzo con le relative revisioni, libretto di
istruzioni per l’installazione, l’uso e la manutenzione - anche in estratto -, dichiarazioni
di rispondenza alle norme tecniche di sicurezza, verifiche periodiche cui sono soggetti
ad esempio gli elevatori a cavalletto con portata superiore a 200 kg. devono essere
muniti di libretto di omologazione e sono soggetti a verifica con scadenza annuale da
parte dell’organo di controllo preposto). Per il rischio elettrico verrà richiesto
all’impresa di fornire copia delle denunce e delle certificazioni obbligatorie;
h. progetto del ponteggio (quando necessario);
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i. disegno esecutivo ponteggi;
j. l’elenco delle sostanze e preparati pericolosi utilizzati nel cantiere con le relative schede di
sicurezza;
k. l’esito del rapporto di valutazione del rumore (art. 40 D. Lgs 277/91);
l. l’individuazione delle misure preventive e protettive, integrative rispetto a quelle
contenute nel P.S.C., adottate in relazione ai rischi connessi alle proprie lavorazioni in
cantiere;
m. le procedure complementari e di dettaglio richieste dal P.S.C.;
n. l’elenco dei dispositivi di protezione individuale forniti ai lavoratori occupati in cantiere;
o. la documentazione in merito all’informazione ed alla formazione fornite ai lavoratori
occupati in cantiere (copia dei verbali delle riunioni di formazione e informazione e copia
degli attestati dei corsi di formazione);
p. dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico di cantiere e copia della lettera di
invio all’ISPESL e all’ASL o all’ARPA o allo Sportello Unico;
q. eventuale altra documentazione di sicurezza richiesta dalla norma (es. disegno esecutivo e
progetto del ponteggio, programma delle demolizioni, piano dei lavori di demolizione o di
rimozione dell’amianto, ecc.).
Il direttore di cantiere dell’impresa dovrà inoltre verificare l’esistenza in cantiere dei documenti
riportati nei seguenti paragrafi.
10.1.
Documenti relativi al cantiere (impresa appaltatrice)
Copia libro matricola dei dipendenti;
Cartello di identificazione del cantiere (ai sensi della Circolare del Ministero dei Lavori
Pubblici del 01/06/1990);
Copia notifica preliminare agli organi di vigilanza competenti per territorio prevista dal D. Lgs
81/2008;
Copia integrazioni della notifica preliminare con segnalazione di nuove imprese o integrazione
dei dati della notifica precedente;
Verbale di visita del cantiere da parte del medico competente, ovvero dichiarazione di
esame del piano di sicurezza relativo a cantieri con caratteristiche analoghe.
Verbale di corretto montaggio del ponteggio nelle varie fasi da parte del direttore di cantiere
ovvero di un suo preposto, ai sensi del D. Lgs 359/99.
Verbale di corretto montaggio della gru nelle varie fasi da parte del direttore di cantiere
ovvero di un suo preposto e del Responsabile del Montaggio, ai sensi del D. Lgs. 359/99.
10.2. Documenti relativi ai Lavoratori
. Certificati di idoneità per eventuali lavoratori minorenni.
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10.3. Documenti relativi alle imprese subaffidatarie (subappaltatrici, fornitori d’opera e noli a caldo)
Copia libro matricola;
Documento sottoscritto dall’impresa subaffidataria6 indicante il Rappresentante della sicurezza per i
lavoratori.
10.4.
Documenti relativi a macchine, attrezzature ed impianti
'RFXPHQWD]LRQHUHODWLYDDJOLDSSDUHFFKLGLsollevamento:
libretto di omologazione relativo agli apparecchi di sollevamento ad azione non manuale;
¾ copia della denuncia di installazione per gli apparecchi di sollevamento di portata
superiore ai 200 Kg.;
¾ verifica delle fiuti, riportata sul libretto di omologazione (trimestrale);
¾ verbale di verifica del funzionamento e dello stato di conservazione per gli apparecchi di
sollevamento con portata superiore ai 200 Kg. (annuale).
Documentazione relativa ai ponteggi metallici:
libretto del ponteggio fornito dal fabbricante (copia autorizzazione ministeriale, relazione tecnica, istruzioni di
montaggio, impiego e smontaggio, schemi di montaggio possibile, calcoli di progetto con indicati i sovraccarichi
massimi ammissibili);
¾ disegno esecutivo, relativo alla realtà specifica in cui si sta operando firmato dal Direttore
di cantiere;
¾ progetto esecutivo per ponteggi superiori a 20,00 metri di altezza o aventi configurazioni
complesse firmato da professionista abilitato.
Documentazione relativa agli impianti elettrici del cantiere:
¾
dichiarazione di conformità alle Norme tecniche di sicurezza eseguita dall’impresa installatrice firmata
da persona abilitata (Legge 46/90 Arlt. 9-12) e relative ricevute di invii a ISPESL e ASL o ARPA o
Sportello Unico;
¾ copia degli avvisi inoltrati agli esercenti le linee elettriche, quando si opera ad una distanza
inferiore ai m 5,00 dalle stesse;
¾ documentazione relativa agli impianti di messa a terra e di protezione contro le scariche
atmosferiche
Copia dei documenti e dei libretti di istruzione e manutenzione (con annotazione delle manutenzioni
effettuate), di tutte le attrezzature e macchine presenti nel cantiere.
Tutti i documenti ed i verbali relativi a verifiche, visite, ispezioni effettuate dagli organi competenti preposti ai
controlli.
s Si intende per lavoro in subaftidamento qualsiasi lavoro eseguito da altra impresa, ovvero
lavoratore a tonomo, per l’impresa appaltatrice principale dell’opera, sia in relazione a
regolare contratto di subappalto, sia in caso di fornitura in opera di materiali, sia in caso di
volo a caldo di macchinati
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PIANO DI SICUREZZA – RELAZIONE
Torino, aprile 2014
Il Coordinatore per la Progettazione
Ing. Matteo TIZZANI
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SP 209
PIANO DI SICUREZZA – RELAZIONE
ALLEGATO 1
CRONOPROGRAMMA
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73
FASE 10 rifacimento segnaletica e
sbaraccamrento cantiere
FASE 9 -rifacimento manto stradale
FASE 8 - rifacimento canalette
FASE 7 - posa di lose in pietra
FASE 6 - Formazione di rilevato
FASE 5 - messa in quota di chiusini
FASE 4 - rimozione materiali
FASE 3 - Cordolatura marciapede
FASE 2 - Rimozione cordoli
esistenti esistenti e recupero
materiale
FASE 1 - Installazione cantiere e
modifica viabilità stradale
2
CRONOPROGRAMMA DEI LAVORI -
FASI DI LAVORO / GIORNI SOLARI
5
8
10
5
15
10
11
2
2
AREA VIABILITA’ – SERVIZIO PROGETTAZIONE ED ESECUZIONE INTERVENTI VIABILITA’ III
Sp 209
PIANO DI SICUREZZA – SCHEDE DI LAVORAZIONE
SCHEDE DI LAVORAZIONE
1. Aree di cantiere
1.1 Cantiere fisso
1.2 Cantiere stradale
2. Opere stradali
2.1 Realizzazione marciapiedi
Piano di sicurezza e di coordinamento
Tracciamento dell'area destinata al cantiere fisso
Delimitazione area cantiere
Delimitazione area di cantiere e installazione cartellonistica di sicurezza
Delimitazione aree di deposito scoperte per inerti, ponteggi, tavole, ecc.
1.1
2
2.1
2.2
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
Operazioni preliminari
DESCRIZIONE
1
SOTTOFASE DI
LAVORAZIONE
1.3.1
1.3.1
1.3.1
CODICE SCHEDA
DI RISCHIO
2
2
1
1. Manodopera
2. Materiali
7
7
1 - 4 - 13
14 - 66
4. Macchinari
1 - 4 - 13
14 - 66
1
3. Attrezzature
RISORSE
NOTE
1. Le vie di transito del cantiere non devono essere ingombrate da
materiali che ostacolano la normale circolazione. I materiali infatti, sia
quelli da impiegare che quelli di risulta dalle lavorazioni previste devono
essere depositati in apposite aree, scelte in base alla loro pericolosità
(combustibili, vernici, solventi e simili devono essere tenuti lontani da
fonti di calore e chiusi entro contenitori) alle aree di lavorazione e alle
vie di transito.
2. Il deposito di materiale in cataste, pile e mucchi va sempre effettuato in
modo razionale e tale da evitare crolli o cedimenti pericolosi
3. All'ingresso del cantiere, lungo la recinzione, su baraccamenti, depositi
coperti e scoperti, tettoie per postazioni di lavoro fisse, ecc. devono essere
installati idonei cartelli di sicurezza (segnali di divieto, avvertimento,
prescrizione, salvataggio, antincendio, informazione).
1. La recinzione deve avere altezza non inferiore a m. 2,00. Si prevede la
posa in opera di rete metallica costituita da pannelli in grigliato metallico
con basamenti in calcestruzzo.
2. All'ingresso deve essere installato il cartello di identificazione del
cantiere.
FASE
CRITICA
SP 209
Per l'identificazione della posizione dell'area si vedano gli elaborati
grafici di cantiere
SCHEDA DI LAVORAZIONE N° 1.1 - Organizzazione cantiere fisso
Provincia di Torino - AreaViabilità - Servizio Progettazione ed Esecuzione Interventi Viabilità III
Imbragatura, sollevamento e posizionamento baracche
3.3
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
Predisposizione basi di appoggio per l'alloggiamento delle baracche
3.2
5
1.3.1, 2.1.2,
3 - 6 - 18
2.1.3
5
3. Attrezzature
5 - 35
18
2. Materiali
RISORSE
1.3.1, 2.1.2,
3 - 6 - 18
2.1.3
Fornitura nell'area di cantiere di baracche e arredi ad uso spogliatoio,
1.3.1,
3-6
refettorio, ufficio, servizi igienici
2.3.2, 1.4.3
1. Manodopera
3.1
CODICE SCHEDA
DI RISCHIO
Allestimento servizi igienico-assistenziali
DESCRIZIONE
3
SOTTOFASE DI
LAVORAZIONE
7 - 83
7 - 83
7 - 83
4. Macchinari
NOTE
2. Le installazioni e gli arredi dei baraccamenti devono essere mantenuti
in stato di scrupolosa manutenzione e pulizia a cura del datore di lavoro
- n. 1 o più ad uso deposito per attrezzature e materiali (il deposito
carburanti deve essere dislocato lontano dai servizi igienico assistenziali)
- n. 1 o più - per una sup. minima di m 2 15 - ad uso ufficio
- n. 1 o più - per una sup. minima di m 2 15 - ad uso refettorio. Il locale
deve essere arredato con sedili, tavoli e scaldavivande. Il locale refettorio
può anche svolgere funzione di luogo di ricovero e riposo.
FASE
CRITICA
SP 209
1. Si prevede l'allestimento dei seguenti baraccamenti:
2
- n. 1 o più - per una sup. minima di m 15 - ad uso spogliatoio. Il locale
deve essere attrezzato con sedili, armadietti a due settori interni chiudibili
a chiave: una parte destinata agli indumenti da lavoro, l'altra per quelli
privati. Lo spogliatoio deve essere dotato di almeno di n. 2 docce e n. 2
wc.
SCHEDA DI LAVORAZIONE N° 1.1 - Organizzazione cantiere fisso
Provincia di Torino - AreaViabilità - Servizio Progettazione ed Esecuzione Interventi Viabilità III
1.3.1
1.3.1
1.3.1
Sopralluogo di verifica della corretta installazione dell'impianto di
cantiere, della cartellonistica prevista e della presenza in cantiere di
tutti i documenti previsti dalla normativa in vigore e dal contratto.
Smantellamento dell'area di cantiere, compresa la pulizia finale ed il
ripristino della situazione preesistente, compreso l'eventuale ausilio di
autocarro dotato di ragno ovvero di gru ed il trasporto a discarica del
materiale di risulta
Sopralluogo di verifica del corretto smantellamento del cantiere
secondo le modalità previste in contratto ovvero ripristino della
situazione preesistente in mancanza di contratto.
4
5
6
2-3
1. Manodopera
vari
2. Materiali
vari
3. Attrezzature
RISORSE
7-8
4. Macchinari
L'esito del sopralluogo dovrà essere verbalizzato.
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
E' compito dell'impresa fornire i DPI adeguati alle lavorazioni e farli utilizzare
Tutte le attrezzature dovranno essere installate e mantenute secondo le istruzioni fornite dal fabbricante e sottoposte a verifiche periodiche al fine di controllarne il mantenimento delle condizioni di sicurezza nel
Le macchine (o utensili) dovranno essere scelte ed impiegate nel rispetto delle norme di sicurezza vigenti nonché di quelle particolari previste nelle specifiche tecniche fornite dal produttore
La movimentazione manuale di carichi pesanti (> 30 kg) o ingombranti deve avvenire con l'intervento di più persone al fine di ridurre il peso dei carichi ed il relativo sforzo richiesto per il sollevamento. Inoltre
dovranno essere messe a disposizione degli addetti alla movimentazione manuale idonee attrezzature ausiliarie (trans-pallet, carriole, ecc.)
Verificare che pali, linee elettriche, ecc. non interferiscano con le operazioni in cantiere ed in particolare con gli sbracci dei macchinari impiegati
FASE
CRITICA
SP 209
1. Al termine dei lavori dovrà essere ripristinato lo stato dei luoghi
preesistenti e pulite le aree di lavorazione, secondo le modalità indicate
contrattualmente
2. La raccolta dei rifiuti di cantiere dovrà essere differenziata per
tipologia di materiale, secondo quanto previsto dalla normativa vigente in
2. In caso di esito negativo non potranno essere iniziate le lavorazioni.
1. L'esito del sopralluogo dovrà essere verbalizzato.
NOTE
Nel corso di una riunione di coordinamento, che si svolgerà prima dell'inizio dei lavori della fase in oggetto, il C.P.E., D.C. e D.L. verificheranno nel dettaglio le modalità esecutive delle operazioni
CODICE SCHEDA
DI RISCHIO
DESCRIZIONE
SOTTOFASE DI
LAVORAZIONE
SCHEDA DI LAVORAZIONE N° 1.1 - Organizzazione cantiere fisso
Provincia di Torino - AreaViabilità - Servizio Progettazione ed Esecuzione Interventi Viabilità III
Servizi igienico-assistenziali
3.3
4
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
Realizzazione segnaletica orizzontale e verticale
3.2
29
2,29
Segnalazione con new jersey delle intersezioni tra viabilità ordinaria e di
1.1.6, 1.3.1
cantiere
3.1
1.1.6, 1.3.1
2
Delimitazione con rete in plastica e apposizione di idonea cartellonistica
1.1.6, 1.3.1
di sicurezza e segnaletica stradale
3
2
2
23,24
25,26
28
1. Manodopera
Organizzazione cantiere stradale in corrispondenza dell'intersezione
con la viabilità esistente
2.2
2.1
Organizzazione cantiere stradale lungo il tracciato in progetto (si
veda schema di cantiere)
Delimitazione con rete in plastica sostenuta da paletti metallici ovvero di
1.1.6, 1.3.1
legno
Segnalazione con new jersey delle intersezioni tra viabilità ordinaria e di
1.1.6, 1.3.1
cantiere
1.1
2
Verifica preliminare della presenza di linee elettriche aeree, reti interrate
(acquedotto, elettrica, telefonica, ecc), alberi e quant'altro possa 1.1.6, 1.3.1
interferire con i lavori
CODICE SCHEDA
DI RISCHIO
Operazioni preliminari
DESCRIZIONE
2. Materiali
67
7,14
14,32,65
7,14
7,13,14,35,
47
3. Attrezzature
RISORSE
5,7
5,7
5,7,42
7
7,42
4. Macchinari
NOTE
Le imprese usufruiranno dei servizi igienico assistenziali allestiti
nell'area di cantiere fisso
Lungo la recinzione dovranno essere installate lanterne omologate per
segnalare la presenza del cantiere
2. Durante i lavori il personale addetto dovrà essere dotato di indumenti
ad alta visibilità.
1. Per la razionalizzazione del traffico occorrerà installare la
cartellonistica stradale necessaria per segnalare al traffico veicolare le
modifiche della viabilità.
FASE
CRITICA
SP 42 - Rotatorie di Forno C.se - Rivara - Busano
Lungo il tracciato della sede stradale in progetto sono presenti servizi
che non dovrebbero interferire in quanto già oggetto di spostamento a
cura degli enti gestori. L'impresa deve comunque accertarsi che gli
interventi da parte dei gestori dei servizi siano stati eseguiti e che le
rispettive reti non interferiscano ancora con le attività di cantiere.
SCHEDA DI LAVORAZIONE N° 1.2 - Organizzazione cantiere stradale
1
SOTTOFASE DI
LAVORAZIONE
Provincia di Torino - Area Viabilità - Servizio Progettazione ed Esecuzione Interventi Viabilità III
Installazione impianto semaforico
Installazione frusta luminosa
Deviazione traffico sulle rotatorie realizzate
Verniciatura segnaletica stradale orizzontale
Installazione guardrails e segnaletica verticale
Segnalazione linee elettriche e telefoniche aeree
Posa bandelle segnaletiche ovvero schermature su linee elettriche aeree
Lavaggio pneumatici per gli automezzi di cantiere che si immettono
sulla viabilità ordinaria
Sopralluogo di verifica della corretta installazione dell'impianto di
cantiere, della cartellonistica prevista e della presenza in cantiere di
tutti i documenti previsti dalla normativa in vigore e dal contratto.
5.1
5.2
6
6.1
6.2
7
7.1
8
9
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
Impianto di segnalazione e illuminazione cantieri stradali
DESCRIZIONE
1.1.6
5, 2.1.9
1.1.6,
2.1.57
1.1.6,
2.1.57
1.1.6
1.1.6
CODICE SCHEDA
DI RISCHIO
3
29,30
29
3,29
3,29
1. Manodopera
f.6,ad.1
f.8
2. Materiali
35,70
7,24,
25,52
53
68,69
3. Attrezzature
RISORSE
75
42
85
5,7
5,7
4. Macchinari
NOTE
2. In caso di esito negativo non potranno essere iniziate le lavorazioni.
Si dovranno predisporre delle aree per il lavaggio pneumatici in
corrispondenza dell'immissione degli automezzi di cantiere, dall'area di
cantiere sulla viabilità ordinaria. Tali aree verranno eventualmente
attrezzate con idropulitrici da utilizzare in caso di presenza di fango sulle
piste di servizio.
1. L'esito del sopralluogo dovrà essere verbalizzato.
Per evitare il contatto diretto con linee elettriche aeree sovrastanti aree
di cantiere e passaggi utilizzati da mezzi mobili come le autogrù, occorre
predisporre adeguati dispositivi di segnalazione e protezione in
corrispondenza delle stesse. Le misure di protezione devono essere
concordate prima dell'inizio dei lavori con gli enti gestori del servizio.
Per linee in bassa tensione, occorre applicare un idoneo isolamento e
bandelle segnaletiche sulle stesse, per linee in media tensione occorre
schermare la linea o il suo spostamento
Una volta deviato il traffico si dovranno comunque mantenere tutte le
predisposizioni di sicurezza allestite in precedenza durante i lavori
(recinzioni, new jersey), che verranno utilizzate in caso di immissione dei
mezzi pesanti nella rotonda dalle aree di cantiere circostanti.
2. Per il costante mantenimento in condizioni di sicurezza degli impianti
di segnalazione e illuminazione stradale, l’impresa appaltatrice dovrà
incaricare uno dei propri operai per verificarne giornalmente il
funzionamento
FASE
CRITICA
SP 42 - Rotatorie di Forno C.se - Rivara - Busano
1. L'alimentazione della segnaletica stradale luminosa e dell'impianto
semaforico sarà effettuata tramite batteria tampone ovvero generatore
autonomo
SCHEDA DI LAVORAZIONE N° 1.2 - Organizzazione cantiere stradale
5
SOTTOFASE DI
LAVORAZIONE
Provincia di Torino - Area Viabilità - Servizio Progettazione ed Esecuzione Interventi Viabilità III
1.1.6
1.1.6
Smantellamento, dell'area di cantiere, compresa la pulizia finale ed il
ripristino della situazione preesistente, compreso l'eventuale ausilio di
autocarro dotato di ragno ovvero di gru ed il trasporto a discarica del
materiale di risulta
Sopralluogo di verifica del corretto smantellamento del cantiere
secondo le modalità previste in contratto ovvero ripristino della
situazione preesistente in mancanza di contratto.
10
11
vari
1. Manodopera
vari
2. Materiali
vari
3. Attrezzature
RISORSE
7,8
4. Macchinari
L'esito del sopralluogo dovrà essere verbalizzato.
1. Al termine dei lavori dovrà essere ripristinato lo stato dei luoghi
preesistenti e pulite le aree di lavorazione, secondo le modalità indicate
contrattualmente
2. La raccolta dei rifiuti di cantiere dovrà essere differenziata per
tipologia di materiale, secondo quanto previsto dalla normativa vigente
NOTE
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
E' compito dell'impresa fornire i DPI adeguati alle lavorazioni e farli utilizzare
Tutte le attrezzature dovranno essere installate e mantenute secondo le istruzioni fornite dal fabbricante e sottoposte a verifiche periodiche al fine di controllarne il mantenimento delle condizioni di sicurezza nel
Le macchine (o utensili) dovranno essere scelte ed impiegate nel rispetto delle norme di sicurezza vigenti nonché di quelle particolari previste nelle specifiche tecniche fornite dal produttore
La movimentazione manuale di carichi pesanti (> 30 kg) o ingombranti deve avvenire con l'intervento di più persone al fine di ridurre il peso dei carichi ed il relativo sforzo richiesto per il sollevamento. Inoltre
dovranno essere messe a disposizione degli addetti alla movimentazione manuale idonee attrezzature ausiliarie (trans-pallet, carriole, ecc.)
Verificare che pali, linee elettriche, ecc. non interferiscano con le operazioni in cantiere ed in particolare con gli sbracci dei macchinari impiegati
FASE
CRITICA
SP 42 - Rotatorie di Forno C.se - Rivara - Busano
Nel corso di una riunione di coordinamento, che si svolgerà prima dell'inizio dei lavori della fase in oggetto, il C.P.E., D.C. e D.L. verificheranno nel dettaglio le modalità esecutive delle operazioni
CODICE SCHEDA
DI RISCHIO
DESCRIZIONE
SCHEDA DI LAVORAZIONE N° 1.2 - Organizzazione cantiere stradale
SOTTOFASE DI
LAVORAZIONE
Provincia di Torino - Area Viabilità - Servizio Progettazione ed Esecuzione Interventi Viabilità III
19
2
19
19
14,19
19
1
1
2,19
varie
1. Manodopera
ai.1,ai.2
2. Materiali
1
1
7,13,47
3. Attrezzature
RISORSE
24,28
7,8
24,28
23,28
7,23,24,2
8
4. Macchinari
L'area di intervento dovrà essere interdetta mediante recinzione e
cartellonistica di sicurezza.
NOTE
Piano di sicurezza e coordinamento
Verificare che ostacoli fissi di qualsiasi natura (linee elettriche, alberi, ecc.) non interferiscano con le attività di cantiere
Nel corso di una riunione di coordinamento, che si svolgerà prima dell'inizio dei lavori della fase in oggetto, il C.P.E., il D.C. ed il D.L. verificheranno nel dettaglio le modalità esecutive delle operazioni
2.6
2.7
3
2.5
2.4
2.3
Marciapiede.
Tracciamenti
1.1.4
Verifica tracciamento
1.1.4
Trasporto e posizionamento nell'area di delimitazione cantiere stradale,
delle macchine operatrici (autocarri, escavatori, ecc.…) necessarie per la
2.1.2
realizzazione delle cordolature e dei marciapiedi
Esecuzione eventuali scavi e tagli pavimentazione
1.1.1,1.1.4
1.1.1,
Posa cordolature e marmette o cubetti
1.1.4,
2.1.19
Rifinitura e riempimento tergo cordoli
1.1.4, 2.2.8
Pulizia generale dell'area di intervento
1.1.4, 2.1.2
1.1.6
Rimozione del cantiere mobile e della relativa segnaletica
2
2.1
2.2
1.1.6
CODICE SCHEDA
DI RISCHIO
Allestimento cantiere mobile
Operazioni preliminari
Sopralluogo preliminare dell'area di intervento al fine di accertarsi che
non vi siano ostacoli fissi, sottoservizi o quant'altro non identificato che
DESCRIZIONE
SCHEDA DI LAVORAZIONE N° 2.1 - Realizzazione di cordolature e marciapiedi
1.2
1.1
1
SOTTOFASE DI
LAVORAZIONE
Provincia di Torino - Area Viabilità - Servizio Progettazione ed Esecuzione Interventi Viabilità III
FASE
CRITICA
]
SP 209
AREA VIABILITA’ – SERVIZIO PROGETTAZIONE ED ESECUZIONE INTERVENTI VIABILITA’ III
SP209
PIANO DI SICUREZZA – SCHEDE DI LAVORAZIONE
SCHEDE DI LAVORAZIONE
LEGENDA RISORSE
1. Manodopera
2. Materiali
3. Attrezzature
4. Macchinari
Piano di sicurezza e di coordinamento
Squadra di tracciatori topografi
Squadra di muratori
Squadra specializzata nella realizzazione di impianti elettrici
Squadra di pontatori (ponteggi e castelli di servizio in legno o in ferro)
Squadra specializzata in opere in c.a.
Squadra di carpentieri (carpenteria in legno e ferro)
Squadra di ferraioli
Squadra specializzata nella realizzazione di impermeabilizzazioni
Squadra di falegnami
Squadra specializzata nel montaggio gru
Squadra specializzata nel montaggio di elementi prefabbricati portanti in c.a. e similari (plinti, colonne, travi, pareti, coperture, rampe di scale, ecc.)
Squadra specializzata nel montaggio di elementi prefabbricati portanti in ferro e similari (travi, colonne, rampe di scale, ecc.)
Squadra di segnalatori stradali
Squadra specializzata nella realizzazione di sedi e/o corpi stradali, movimenti terra e scavi
Squadra specializzata nell'esecuzione di selciati con pietre squadrate, ciotoli e porfido
Squadra specializzata nella sistemazione di aree verdi, piantumazioni, giardini
Squadra specializzata nella realizzazione di opere in pietra
Squadra di installatori box prefabbricati per baraccamenti di cantiere
Squadra specializzata in opere di sistemazioni esterne, conglomerati bituminosi e segnaletica generale.
Fornitori e installatori di macchinari
Squadra specializzata nel montaggio di carri di varo
Squadra di forestali
Squadra acquedotto municipale
Squadra ENEL
Squadra ITALGAS - SNAM
Squadra TELECOM
Squadra specializzata nella realizzazione di impianti di illuminazione (montaggio e smontaggio linee, pali, torri-faro, corpi illuminanti, ecc…)
Squadra SMAT
Squadra specializzata nella realizzazione di segnaletica stradale orizzontale e verticale.
Squadra specializzata nella posa e nella rimozione di barriere di sicurezza stradale.
DESCRIZIONE
Piano di sicurezza e di coordinamento
I lavoratori devono essere dotati di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) relativi alle specifiche lavorazioni oltreché della dotazione standard indicata nella Relazione Tecnica del presente
Piano di sicurezza e di coordinamento
Le squadre sono generalmente formate da n.1 caposquadra e da n. 2 operai con particolare competenza nello svolgimento della propria mansione
Le squadre sono dotate delle attrezzature e dei macchinari individuali necessari allo svolgimento della propria attività specifica
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
NUMERO
SCHEDE DI LAVORAZIONE - LEGENDA RISORSE: 1. MANODOPERA
Provincia di Torino - Area Viabilità - Servizio Progettazione ed Esecuzione Interventi Viabilità III
SP 209
Piano di sicurezza e di coordinamento
f.1
f.2
f.3
f.4
f.5
f.6
f.7
f.8
g.1
g.2
g.3
e.3
e.2
e.1
d.3
d.4
d.5
d.6
d.7
d.8
d.2
c.2
c.3
c.4
c.5
c.6
d.1
c.1
a.1
a.2
a.3
b.1
b.2
NUMERO
DESCRIZIONE
SCHEDE DI LAVORAZIONE - LEGENDA RISORSE: 2. MATERIALI
Materiali di fiume e di cava - inerti: sabbia, ghiaia, pietrisco, ciottoli (per selciato), misto granulare stabilizzato (per strade), terra stabilizzata, ecc.
Materiali di fiume e di cava: ciottoloni per riempimento gabbioni, drenaggi e vespai
Materiali di fiume e di cava: massi ciclopici per difese idrauliche
Materiali per la realizzazione di solai - laterizi: fondelli, copriferri, tavelle, tavelloni e blocchi
Materiali per la realizzazione di solette in calcestruzzo alleggerito: argilla espansa
Materiali per manti impermeabili bituminosi posati a freddo: vernici bituminose, primer bituminoso a solvente, emulsione bituminosa in pasta, mastice bituminoso, guaina liquida elastomero
bituminosa, ecc.
Materiali per manti impermeabili bituminosi posati a caldo: catrame liquido, bitume raffinato, fogli di cartonfeltro bitumati, membrane bituminose, ecc.
Materiali per manti impermeabili bituminosi in rotoli: guaine armate e non armate
Materiali per manti impermeabili sintetici: fogli in PVC, teli in elastomeri termoplastici, feltri in "tessuto non tessuto" in poliestere per strati separatori, ecc.
Materiali per manti impermeabili sintetici da stendere: resina poliuretanica armata, lega di poliolefine armata con fibre di vetro, ecc.
Materiali per la posa di impermeabilizzazioni in PVC: solventi, ecc.
Materiali per opere stradali - fondazioni per sedi viarie e pedonali: misto granulare anidro (sabbia e cittoli), calcestruzzo (sedi pedonali)
Materiali per opere stradali - pavimentazioni per sedi viarie e pedonali: misto granulare bitumato per strato di base (tout venant), conglomerato bituminoso per strato di collegamento (binder),
malta bituminosa per strato di usura, asfalto colato, ecc.
Materiali per opere stradali - pavimentazioni per sedi viarie e pedonali: cubetti di porfido, cubetti di granito, masselli di pietra, ecc.
Materiali per opere stradali - pavimentazioni per aree esterne: quadrotti prefabbricati di cemento, marmette autobloccanti in cls., ecc.
Materiali per opere stradali - pavimentazioni ed elementi di completamento sedi viarie e pedonali: lastre, guide, fasce per scivoli e cordoli per marciapiedi in pietra, cordoli prefabbricati in cls.
Materiali per opere stradali: guard-rail, cartellonistica stradale
Materiali per opere stradali - barriere spartitraffico: elementi prefabbricati in c.a.
Materiali per opere stradali - segnaletica orizzontale: vernici speciali
Materiali per opere stradali idrauliche e fognature - canalizzazioni in calcestruzzo vibropressato: tubi e pezzi speciali, pozzetti in cemento armato prefabbricato, tegoloni ad uso scarico acqua
dalle scarpate, ecc.
Materiali per opere stradali idrauliche e fognature - canalizzazioni in PVC: tubi e pezzi speciali
Materiali per opere stradali idrauliche e fognature - elementi di completamento prefabbricati (ghisa, acciaio, cls.): pozzetti prefabbricati per scarico acque piovane, coppelle in cls., caditoie
stradali, chiusini, griglie, gradini e pianerottoli, ecc.
Materiale per la realizzazione di impianti elettrici: tubi in PVC pesante autoestinguente, canaline, cavi, interruttori, frutti, scatole di derivazione, prese, ecc.
Materiale per la realizzazione di impianti elettrici: quadri elettrici
Materiale per la realizzazione di impianti elettrici: corpi illuminanti
Materiale per la realizzazione di impianti diffusione sonora: altoparlanti e accessori impianto
Materiale per la realizzazione di impianti elettrici: canaline metalliche
Materiale per la realizzazione di impianti elettrici: sacchetti termo espandenti
Materiale per la realizzazione di impianti elettrici, telefonici, ecc. interrati: pozzetti in cls. ispezionabili, bauletti di protezione
Materiale per la realizzazione di impianti elettrici a bassissima tensione: telecamere, citofoni, ecc.
Materiali per la realizzazione dell'impianto elettrico di cantiere: cavi di alimentazione, interruttori, trasformatori, corpi illuminanti
Materiali per la realizzazione dell'impianto elettrico di cantiere: quadri generale e secondari, gruppi di continuità
Materiali per la realizzazione dell'impianto elettrico di cantiere: pali per linee aeree e di illuminazione
Provincia di Torino - Area Viabilità - Servizio Progettazione ed Esecuzione Interventi Viabilità III
SP 209
Materiali per opere da lattoniere - metallici e in PVC: canali di gronda, converse, scossaline, cicogne, tubi pluviali, bocchettoni, parafoglie, ganci fermaneve, braccioli per pluviali, ecc.
Materiali per la posa di lattonerie: sigillanti, catramina, ecc.
Materiali per opere da falegname - serramenti: legname sagomato per cornici, chiambrane, davanzali, intelaiature per controsoffitti e simili, serramenti comprensivi dei relativi vetri per finestre,
porte-balcone, invetriate, gelosie, porte, ecc.
Materiali per opere da falegname - coperture: legname in travi, travetti, tavole e simili, ecc.
Materiali per opere da fabbro - carpenteria metallica (lavorazione saldata): carpenteria per orditura solai e tetti, capriate, pilastri, tralicci e simili
Materiali per opere da fabbro - carpenteria metallica (lavorazione chiodata o bullonata): carpenteria per orditura solai e tetti, capriate, pilastri, tralicci e simili
Materiali per opere da fabbro - carpenteria metallica di piccole dimensioni: profilati e sostegni per controsoffittature, inferriate, parapetti, corrimano, guide, ecc.
Materiali per opere da fabbro - serramenti: intelaiature metalliche per velari, lucernai, invetriate e pannellature di facciate continue, porte antincendio, serramenti comprensivi dei relativi vetri
per finestre, porte-balcone, ecc.
Materiali per opere da fabbro: elementi prefabbricati metallici per scale, soppalchi, ecc.
Materiali per opere da fabbro: lucernari prefabbricati
Materiali per opere da fabbro: carpenteria per piccoli lavori non di serie: travi isolate, opere di rinforzo, passerelle pedonali, ecc. (lavorazione chiodata)
Materiali accessori per porte e serramenti: rigetti d'acqua con gocciolatoio, cerniere, maniglie, maniglione antipanico per porte di sicurezza, guide di scorrimento, ecc.
Materiali per opere da giardinaggio: terra da coltivo, sementi, concimi, diserbanti, membrana antiradice, ecc
Materiali per opere da giardinaggio: piante
Materiali leganti miscelati con acqua: malta cementizia, malta di calce, ecc.
Materiali leganti a base di resine
Materiali per intonaci e rasatura superfici: grassello, scagliola, additivi
Materiali per il trattamento delle casserature: resine sintetiche in solvente, olii disarmanti, ecc.
Materiali per il calcestruzzo - additivi: acceleranti, aeranti, plasticizzanti, impermeabilizzanti, ritardanti, riduttori dell'acqua d'impasto, ecc.
Materiali preformati e non per la formazione e la sigillatura di giunti di dilatazione
Materiale di risulta proveniente dagli scavi in genere
n.1
n.2
o.2
p.1
p.2
p.3
p.4
p.5
p.6
p.7
q.1
r.1
r.2
s.1
s.2
s.3
t.1
u.1
v.1
w.1
Piano di sicurezza e di coordinamento
o.1
Materiali per la realizzazione dell'impianto di terra: dispersori, puntazza, ecc.
Materiali per la realizzazione dell'impianto di terra: conduttore giallo-verde
Materiali per la realizzazione di impianti di rilevazione fumi e antintrusione: rilevatori, centralina, cavi, ecc.
Materiali per impianto idrico: tubi in acciaio zincato, tubi tipo geberit, curve, raccordi e pezzi speciali, rubinetteria, ecc.
Materiali per impianto idrico - sigillanti: silicone, mastici, ecc.
Materiali per impianto idrico - sanitari: lavabo, bidet, ecc.
Materiali per impianto idrico: pozzetti prefabbricati ispezionabili
Materiali per armatura strutture in c.a.: barre e staffe in acciaio ad aderenza migliorata, barre in ferro zincato trafilato, rete elettrosaldata, ecc.
Materiali di consumo per saldatura - elettrica: elettrodi di materiale vario
Materiali di consumo per saldatura - ossiacetilenica: bombole di gas
Materiale metallico per fissaggio: chiodi, viti, tasselli, rivetti, bulloni, supporti per l'alloggiamento di pavimentazioni galleggianti in conglomerato cementizio, staffe, zanche, ecc.
DESCRIZIONE
SCHEDE DI LAVORAZIONE - LEGENDA RISORSE: 2. MATERIALI
h.1
h.2
i.1
j.1
j.2
j.3
j.4
k.1
l.1
l.2
m.1
NUMERO
Provincia di Torino - Area Viabilità - Servizio Progettazione ed Esecuzione Interventi Viabilità III
SP 209
Piano di sicurezza e di coordinamento
x.1
x.2
x.3
x.4
x.4
x.6
y.1
y.2
z.1
NUMERO
DESCRIZIONE
SCHEDE DI LAVORAZIONE - LEGENDA RISORSE: 2. MATERIALI
Materiale di risulta costituito da laterizi, cls., malta
Materiale di risulta costituito da elementi metallici
Materiale di risulta costituito da legname
Materiale di risulta costituito da vernici, solventi, ecc.
Materiale di risulta costituito da materie plastiche
Materiale di risulta costituito da conglomerati bituminosi
Elementi in c.a. prefabbricati - strutture: travi, pilasri, ecc.
Elementi in c.a. prefabbricati - opere di completamento: gronda, cordoli porta pannelli, telai per serramenti, ecc.
Barriere antirumore stradali costituite da struttura metallica e pannelli fonoassorbenti
Provincia di Torino - Area Viabilità - Servizio Progettazione ed Esecuzione Interventi Viabilità III
SP 209
DESCRIZIONE
Attrezzature per picchettamento: picchetti, filo a nastro, rotella metrica, ecc.
Attrezzatura per la setacciatura di inerti
Attrezzatura per la verifica della stabilità delle strutture: flessimetro, ecc.
Bandella in plastica per segnalazione area di intervento
Baracche di cantiere, compresa la base di appoggio, arredi, ecc.
Barriere protettive e fonoassorbenti
Barriere stradali tipo New Jersey in materiale plastico
Cannello ad aria calda
Cannello per guaina
Cannello per saldatura ossiacetilenica
Cannello speciale per la fiammatura di superfici
Cardatrice e spruzzatrice per l'applicazione di fibre minerali isolanti (rivestimenti isolanti, antincendio, anticondensa, ecc.)
Cartello di identificazione cantiere
Cartellonistica di sicurezza
Carrello manuale (trans-pallets) per la movimentazione di materiali in cantiere
Carriola per la movimentazione di materiali in cantiere
Carrucola a mano
Casserature in legname per getti di strutture in cemento armato
Casserature metalliche per getti di strutture in cemento armato
Casseratura metallica prefabbricata regolabile a mezzo di pistoni idraulici o ad aria compressa, per scavi in trincea
Casseratura metallica prefabbricata regolabile ad aria compressa, per scavi in trincea
Contenitori specifici per materiale da stoccare in cantiere e/o da smaltire
Cavalletti da ponte
Cavalletti dotati di traversina regolamentare a strisce bianche e rosse per segnalazione lavori in corso
Coni spartitraffico
Estintore portatile ovvero carrellato del tipo omologato , adeguato al tipo di materiale da spegnere
Fasce e funi di imbracatura con ganci
Impianto allarme per ponteggi, completa di centralina, segnalatori, sensori, ecc.
Impianto elettrico di cantiere, completo di : quadro generale, quadri di zona, quadri prese, cavi, tubi, corpi illuminanti, impianto di terra ecc.
Impianto idrico di cantiere, completo di tubazioni, valvole raccordi, rubinetti, ecc.
Impianto telefonico di cantiere, completo di allacciamento, cavi, tubi, apparecchio telefonico, suoneria esterma
Lanterna omologata a luce rossa o gialla per segnale d'ingombro, alimentata con accumulatore
Piano di sicurezza e di coordinamento
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NUMERO
SCHEDE DI LAVORAZIONE - LEGENDA RISORSE: 3. ATTREZZATURE
Provincia di Torino - Area Viabilità - Servizio Progettazione ed Esecuzione Interventi Viabilità III
SP 209
Lastre in lamiera grecata con tubolari metallici per recinzione di cantiere
Pale e badili per la movimentazione di materiali sciolti effettuata manualmente
Pali, puntoni, travi, travetti, barotti, tavole, tavoloni per puntellamenti e opere provvisionali di cantiere (steccati di cantiere, passerelle, protezioni verso il vuoto, impalcati di protezione per
macchine di cantiere, ecc.)
Pompa per intonaco
Pistola per verniciatura a spruzzo
Pistola sparachiodi
Plance metalliche (passerelle carrabili)
Pompa per disarmante
Ponteggio tubolare a tubo e giunto completo di tavole per la formazione di piani di lavoro, mantovane e parapetti regolamentari, scale
Ponteggio tubolare a telai prefabbricati completo di tavole per la formazione di piani di lavoro, mantovane e parapetti regolamentari, scale
Ponte su ruote (trabattello)
Puntelli metallici telescopici
Quadrilatero per delimitare e segnalare i lavori in corso nei pozzi interrati
Radio per collegamento squadre di lavorazione
Rete in plastica e tubolari metallici per recinzione di cantiere
Reti di protezione anticaduta
Rivettatrice
Scale doppie, scale ad elementi innestati
Scala di servizio a pioli verticali provvista di gabbia di protezione e di dispositivo di ancoraggio (per lavori in pozzi di servizio fognatura)
Segnaletica stradale
Semafori automatici con comando a distanza
Tavole marciavanti
Tavole per piani di lavoro
Telone impermeabile di protezione
Tramoggia per la raccolta del materiale di risulta dalle lavorazioni
Transenne per cantieri stradali dotate di luce rossa o gialla ad intermittenza, verniciate a strisce regolamentari bianche e rosse
Tubi di convogliamento materiali per ponteggi
Ventose per la movimentazione di vetri e cristalli
Verricello compreso il telaio
Transenne metalliche ad incastro
Attrezzatura antinfortunistica per montaggio prefabbricati: cavi e paletti d'acciaio
Chiavi dinamometriche
Rete metallica elettrosaldata sostenuta da montanti di legno ovvero metallici
Pannelli in grigliato metallico con sostegni laterali dotati di basamento in cls.
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Piano di sicurezza e di coordinamento
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DESCRIZIONE
NUMERO
SCHEDE DI LAVORAZIONE - LEGENDA RISORSE: 3. ATTREZZATURE
Provincia di Torino - Area Viabilità - Servizio Progettazione ed Esecuzione Interventi Viabilità III
SP 209
Bande rumorose
Lampeggiatori, frusta lampeggiante
Apparecchiatura per alimentare lampeggiatori di profondità, frusta lampeggiante
Bandelle segnaletiche per linee elettriche aeree
Ponteggio strutturale
DESCRIZIONE
Piano di sicurezza e di coordinamento
Tutte le attrezzature devono essere utilizzate secondo le specifiche indicate dal costruttore sul relativo libretto di manutenzione e/o d'uso
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NUMERO
SCHEDE DI LAVORAZIONE - LEGENDA RISORSE: 3. ATTREZZATURE
Provincia di Torino - Area Viabilità - Servizio Progettazione ed Esecuzione Interventi Viabilità III
SP 209
DESCRIZIONE
Argano di sollevamento (portata minima Kg 120)
Autobetoniera fino a 2 mc per uso interno al cantiere
Autobetoniera da 6 mc omologata per uso stradale
Autobetoniera munita di canaletta, ovvero di pompa
Autocarro leggero
Autocarro con cassone ribaltabile
Autocarro con gru
Autocarro con cassone ribaltabile e dotato di ragno
Autocarro con cestello portaoperatore (omologata per ospitare almeno due persone oltre alle relative attrezzature)
Autogru
Autogru da 80 tonn. (per montaggio elementi prefabbricati di 10-15 tonn.)
Avvitatore elettrico
Battipalo
Battipiastrelle
Betoniera elettrica
Bocciardatrice
Canal jet
Carotatrice
Carrello elevatore sviluppabile
Carro di perforazione
Cesoie elettriche
Cesoie pneumatiche (per taglio alberi)
Clipper (sega circolare a pendolo)
Compattatore a piatto vibrante
Compressore
Decespugliatore a motore
Dumper
Escavatore con benna frontale
Escavatore con martello demolitore
Flessibile con dischi ed utensili vari
Furgone
Grader o livellatrice
Piano di sicurezza e di coordinamento
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SCHEDE DI LAVORAZIONE - LEGENDA RISORSE: 4. MACCHINARI
Provincia di Torino - Area Viabilità - Servizio Progettazione ed Esecuzione Interventi Viabilità III
SP 209
DESCRIZIONE
Gru a torre
Gru automontante
Gruppo elettrogeno
Idropulitrice
Impastatrice
Levigatrice
Lucidatrice per pavimentazioni in marmo
Macchine operatrici speciali per la preparazione, la lavorazione e la miscelazione di asfalto ed inerti
Martello demolitore elettrico
Martello demolitore pneumatico
Molazza
Montacarichi
Montascale
Motopompa
Motosega
Nastro trasportatore
Pala meccanica
Perforatrice su supporto
Piegaferri
Pompa idrica con autobotte
Pompa per calcestruzzo per getti superiori a 10 mc
Pompa per spritz beton
Ponteggio elettrico autosollevante ad innesti, ancorabile alla parete, con piano di lavoro
Puliscitavole
Rifinitrice
Rullo compressore
Sabbiatrice
Saldatrice elettrica
Scanalatrice per muri e intonaci
Scarificatrice
Sega a disco diamantato
Sega a nastro
Sega circolare
Seghetto alternativo
Spruzzatrice elettrica
Piano di sicurezza e di coordinamento
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SCHEDE DI LAVORAZIONE - LEGENDA RISORSE: 4. MACCHINARI
Provincia di Torino - Area Viabilità - Servizio Progettazione ed Esecuzione Interventi Viabilità III
SP 209
DESCRIZIONE
Tagliapiastrelle
Tagliasfalto a disco (disco diamantato)
Tranciaferri, troncatrice
Trapano elettrico
Trapano a colonna
Vibratore ad immersione
Vibrofinitrice per stesa di conglomerati bituminosi
Piattaforma aerea, cestello aereo
Smerigliatrice
Piastra vibrante
Bobcat dotato di idoneo accessorio (pinza idraulica, martello demolitore, benna frontale, pallets, ecc.)
Pianza oleodinamica radiocomandata
Miniescavatore
Pala leggera
Livellatrice ad elica
Autocarro articolato
Muletto
Macchina per verniciatura stradale
Macchina trivellatrice
Macchina per il Jet Grouting
Fioretto
Piano di sicurezza e di coordinamento
Le macchine immesse sul mercato dopo l'entrata in vigore del D.P.R. 459/96 (21.09.1996) sono in regola (marchio CE e libretto d'uso e manutenzione); per quelle immesse sul mercato prima di
tale data si applica l'art. 11 comma 1 del D.P.R. 459/96
Tutti i macchinari dovranno essere utilizzati e mantenuti secondo le specifiche indicate dal costruttore sul relativo libretto d'uso e/o manutenzione
Le macchine prevedono sempre la presenza dell'autista/operatore
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NUMERO
SCHEDE DI LAVORAZIONE - LEGENDA RISORSE: 4. MACCHINARI
Provincia di Torino - Area Viabilità - Servizio Progettazione ed Esecuzione Interventi Viabilità III
SP 209
AREA VIABILITA’- SERVIZIO PROGETTAZIONE ED ESECUZIONE INTERVENTI VIABILITA’ III
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PIANO DI SICUREZZA – SCHEDE BIBLIOGARFICHE
SCHEDE BIBLIOGRAFICHE DI RIFERIMENTO
1.1 Luoghi, locali e posti di lavoro - Attività di cantiere
1.1.1 SCAVI E MOVIMENTO TERRA
ATTIVITA’ CONTEMPLATE
• valutazione ambientale: vegetale, colturale, archeologico, urbano, geo morfologico
• ispezioni ricerca sottosuolo
• preparazione, delimitazione e sgombero area
• esercizio impianti aggottamento
• predisposizione paratie sostegno contro terra ed opere di carpenteria per la messa in opera
• predisposizione, ancoraggio e posa di passerelle, parapetti e andatoie provvisorie
• movimento macchine operatrici
• deposito provvisorio materiali di scavo
• carico e rimozione materiali di scavo
• interventi con attrezzi manuali per regolarizzazione superficie di scavo e pulizia
Tutte le attività di scavo comportano la verifica preventiva da parte di un responsabile di area
direttiva, l’organizzazione e la sorveglianza dei lavori da parte di responsabili di area
gestionale; la squadra operativa tipo può comportare la presenza, anche concomitante di:
capo squadra, carpentiere, operaio comune polivalente, operatori di macchina e mezzi di
trasporto.
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
• D.P.R. 547/55
• D.P.R. 303/56
• D.P.R. 164/56
• D.P.R. 320/56
• D. L.gs 277/91
• D. L.gs 626/94
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI
PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• cadute dall’alto
• seppellimento, sprofondamento
• urti, colpi, impatti, compressioni
• scivolamenti, cadute a livello
• elettrici
• rumore
• caduta materiale dall’alto
• annegamento (in presenza di corsi d’acqua o canalizzazioni)
• investimento (da parte dei mezzi meccanici)
• polveri, fibre (prodotti durante lo scavo)
• infezioni da microrganismi (in ambienti insalubri)
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
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PIANO DI SICUREZZA – SCHEDE BIBLIOGARFICHE
PRINCIPALI MISURE DI PREVENZIONE
1. CADUTE DALL’ALTO
Le perdite di stabilità dell’equilibrio di persone che possono comportare cadute da un piano
di lavoro ad un altro posto a quota inferiore (di norma con dislivello maggiore di 2 metri),
devono essere impedite con misure di prevenzione, generalmente costituite da parapetti di
trattenuta applicati a tutti i lati liberi di travi, impalcature, piattaforme, ripiani, balconi,
passerelle e luoghi di lavoro o di passaggio sopraelevati.
Qualora risulti impossibile l’applicazione di tali protezioni devono essere adottate misure
collettive o personali atte ad arrestare con il minore danno possibile le cadute. A seconda dei
casi possono essere utilizzate: superfici di arresto costituite da tavole in legno o materiali
semirigidi; reti o superfici di arresto molto deformabili; dispositivi di protezione individuale
di trattenuta o di arresto.
Lo spazio corrispondente al percorso di eventuale caduta deve essere reso preventivamente
libero da ostacoli capaci di interferire con le persone in caduta, causandogli danni o
modificandone la traiettoria.
2. SEPPELLIMENTO - SPROFONDAMENTO
I lavori di scavo all’aperto o in sotterraneo, con mezzi manuali o meccanici, devono essere
preceduti da un accertamento delle condizioni del terreno e delle opere eventualmente
esistenti nella zona interessata. Devono essere adottate tecniche di scavo adatte alle
circostanze che garantiscano anche la stabilita degli edifici, delle opere preesistenti e delle loro
fondazioni.
Gli scavi devono essere realizzati e armati come richiesto dalla natura del terreno,
dall’inclinazione delle pareti e dalle altre circostanze influenti sulla stabilità ed in modo da
impedire slittamenti, frane, crolli e da resistere a spinte pericolose, causate anche da piogge,
infiltrazioni, cicli di gelo e disgelo.
La messa in opera manuale o meccanica delle armature deve di regola seguire
immediatamente l’operazione di scavo. Devono essere predisposti percorsi e mezzi per il
sicuro accesso ai posti di lavoro e per il rapido allontanamento in caso di emergenza. La
presenza di scavi aperti deve essere in tutti i casi adeguatamente segnalata.
Sul ciglio degli scavi devono essere vietati i depositi di materiali, l’installazione di macchine
pesanti o fonti di vibrazioni e urti, il passaggio e la sosta di veicoli.
3. URTI - COLPI - IMPATTI - COMPRESSIONI
Le attività che richiedono sforzi fisici violenti e/o repentini devono essere eliminate o ridotte
anche attraverso l’impiego di attrezzature idonee alla mansione. Gli utensili, gli attrezzi e gli
apparecchi per l’impiego manuale devono essere tenuti in buono stato di conservazione ed
efficienza e quando non utilizzati devono essere tenuti in condizioni di equilibrio stabile (es.
riposti in contenitori o assicurati al corpo dell’addetto) e non devono ingombrare posti di
passaggio o di lavoro. I depositi di materiali in cataste, pile e mucchi devono essere organizzati
in modo da evitare crolli o cedimenti e permettere una sicura e agevole movimentazione.
6. SCIVOLAMENTI - CADUTE A LIVELLO
I percorsi per la movimentazione dei carichi ed il dislocamento dei depositi devono essere
scelti in modo da evitare quanto più possibile le interferenze con zone in cui si trovano
persone.
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PIANO DI SICUREZZA – SCHEDE BIBLIOGARFICHE
I percorsi pedonali interni al cantiere devono sempre essere mantenuti sgombri da
attrezzature, materiali, macerie o altro capace di ostacolare il cammino degli operatori. Tutti
gli addetti devono indossare calzature idonee. Per ogni postazione di lavoro è necessario
individuare la via di fuga più vicina.
Deve altresì provvedersi per il sicuro accesso ai posti di lavoro in piano, in elevazione e in
profondità. Le vie d’accesso al cantiere e quelle corrispondenti ai percorsi interni devono
essere illuminate secondo le necessità diurne e notturne.
9. ELETTRICI
Prima di iniziare le attività deve essere effettuata una ricognizione dei luoghi dei lavori al fine
di individuare la eventuale esistenza di linee elettriche aeree o interrate e stabilire le idonee
precauzioni per evitare possibili contatti diretti o indiretti con elementi in tensione.
I percorsi e la profondità delle linee interrate o in cunicolo in tensione devono essere rilevati e
segnalati in superficie quando interessano direttamente la zona di lavoro. Devono essere
altresì formulate apposite e dettagliate istruzioni scritte per i preposti e gli addetti ai lavori in
prossimità di linee elettriche.
La scelta degli impianti e delle attrezzature elettriche per le attività edili deve essere effettuata
in funzione dello specifico ambiente di lavoro, verificandone la conformità alle norme di
Legge e di buona tecnica.
L’impianto elettrico di cantiere deve essere sempre progettato e deve essere redatto in forma
scritta nei casi previsti dalla Legge; l’esecuzione, la manutenzione e la riparazione dello stesso
deve essere effettuata da personale qualificato.
11. RUMORE
Nell’acquisto di nuove attrezzature occorre prestare particolare attenzione alla silenziosità
d’uso. Le attrezzature devono essere correttamente mantenute e utilizzate, in conformità alle
indicazioni del fabbricante, al fine di limitarne la rumorosità eccessiva. Durante il
funzionamento gli schermi e le paratie delle attrezzature devono essere mantenute chiuse e
dovranno essere evitati i rumori inutili. Quando il rumore di una lavorazione o di una
attrezzatura non può essere eliminato o ridotto, si devono porre in essere protezioni collettive
quali la delimitazione dell’area interessata e/o la posa in opera di schermature supplementari
della fonte di rumore. Se la rumorosità non è diversamente abbattibile è necessario adottare i
dispositivi di protezione individuali conformi a quanto indicato nel rapporto di valutazione
del rumore e prevedere la rotazione degli addetti alle mansioni rumorose.
13. CADUTA DI MATERIALE DALL’ALTO
Le perdite di stabilità incontrollate dell’equilibrio di masse materiali in posizione ferma o nel
corso di maneggio e trasporto manuale o meccanico ed i conseguenti moti di crollo,
scorrimento, caduta inclinata su pendii o verticale nel vuoto devono, di regola, essere impediti
mediante la corretta sistemazione delle masse o attraverso l’adozione di misure atte a
trattenere i corpi in relazione alla loro natura, forma e peso.
Gli effetti dannosi conseguenti alla possibile caduta di masse materiali su persone o cose
devono essere eliminati mediante dispositivi rigidi o elastici di arresto aventi robustezza,
forme e dimensioni proporzionate alle caratteristiche dei corpi in caduta.
Quando i dispositivi di trattenuta o di arresto risultino mancanti o insufficienti, deve essere
impedito l’accesso involontario alle zone di prevedibile caduta, segnalando convenientemente
la natura del pericolo. Tutti gli addetti devono comunque fare uso dell’elmetto di protezione
personale.
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PIANO DI SICUREZZA – SCHEDE BIBLIOGARFICHE
14. ANNEGAMENTO
Nelle attività in presenza di corsi o bacini d’acqua devono essere prese misure per evitare
l’annegamento accidentale.
I lavori superficiali o di escavazione nel letto o in prossimità di corsi o bacini d’acqua o in
condizioni simili devono essere programmati tenendo conto delle variazioni del livello
dell’acqua, prevedendo mezzi per la rapida evacuazione. Deve essere approntato un
programma di pronto intervento per il salvataggio delle persone sorprese da irruzioni
d’acqua o cadute in acqua e previste le attrezzature necessarie. Le persone esposte a tale
rischio devono indossare giubbotti insommergibili.
Gli esposti al rischio, gli incaricati degli interventi di emergenza e tutti gli addetti al cantiere
devono essere informati e formati sul comportamento da tenere e addestrati in funzione dei
relativi compiti.
15. INVESTIMENTO
Per l’accesso al cantiere degli addetti ai lavori e dei mezzi di lavoro devono essere predisposti
percorsi sicuri. Deve essere comunque sempre impedito l’accesso di estranei alle zone di
lavoro.
All’interno del cantiere la circolazione degli automezzi e delle macchine semoventi deve essere
regolata con norme il più possibile simili a quelle della circolazione sulle strade pubbliche e la
velocità deve essere limitata a seconda delle caratteristiche e condizioni dei percorsi e dei
mezzi.
Per l’accesso degli addetti ai rispettivi luoghi di lavoro devono essere approntati percorsi
sicuri e, quando necessario, separati da quelli dei mezzi meccanici.
Le vie d’accesso al cantiere e quelle corrispondenti ai percorsi interni devono essere illuminate
secondo le necessità diurne o notturne e mantenute costantemente in condizioni soddisfacenti.
31. POLVERI - FIBRE
Nelle lavorazioni che prevedono l’impiego di materiali in grana minuta o in polvere oppure
fibrosi e nei lavori che comportano l’emissione di polveri o fibre dei materiali lavorati, la
produzione e/o la diffusione delle stesse deve essere ridotta al minimo utilizzando tecniche e
attrezzature idonee.
Le polveri e le fibre captate e quelle depositatesi, se dannose, devono essere sollecitamente
raccolte ed eliminate con i mezzi e gli accorgimenti richiesti dalla loro natura.
Qualora la quantità di polveri o fibre presenti superi i limiti tollerati e comunque nelle
operazioni di raccolta ed allontanamento di quantità importanti delle stesse, devono essere
forniti ed utilizzati indumenti di lavoro e DPI idonei alle attività ed eventualmente, ove
richiesto, il personale interessato deve essere sottoposto a sorveglianza sanitaria.
53. INFEZIONI DA MICRORGANISMI
Prima dell’inizio dei lavori di bonifica deve essere eseguito un esame della zona e devono
essere assunte informazioni per accertare la natura e l’entità dei rischi presenti nell’ambiente
e l’esistenza di eventuali malattie endemiche.
Sulla base dei dati particolari rilevati e di quelli generali per lavori di bonifica, deve essere
approntato un programma tecnico-sanitario con la determinazione delle misure da adottare in
ordine di priorità per la sicurezza e l’igiene degli addetti nei posti di lavoro e nelle
installazioni igienico assistenziali, da divulgare nell’ambito delle attività di informazione e
formazione.
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PIANO DI SICUREZZA – SCHEDE BIBLIOGARFICHE
Quando si fa uso di mezzi chimici per l’eliminazione di insetti o altro, si devono seguire le
indicazioni dei produttori. L’applicazione deve essere effettuata solamente da persone ben
istruite e protette. La zona trattata deve essere segnalata con le indicazioni di pericolo e di
divieto di accesso fino alla scadenza del periodo di tempo indicato. Gli addetti devono essere
sottoposti a sorveglianza sanitaria e devono utilizzare indumenti protettivi e DPI appropriati.
ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
Qualunque lavoro di scavo deve essere preceduto da una analisi geotecnica del terreno che in
relazione alle caratteristiche del lavoro dovrà portare a determinarne i fattori di stabilità. Di
tale perizia si deve fare riferimento nel piano di sicurezza eventualmente redatto, ove del caso,
producendone la relazione in allegato.
Splateamento e sbancamento
A mano
• negli scavi a mano le pareti devono avere una inclinazione tale da impedire
franamenti
• quando la parete del fronte di attacco supera metri 1,50 è vietato lo scalzamento
manuale della base per provocare il franamento della parete
• in tali casi è consigliabile procedere dall’alto verso il basso con sistema a gradini
Con mezzi meccanici
• le persone non devono sostare o transitare o comunque essere presenti nel campo di
azione dell’escavatore, né alla base o sul ciglio del fronte di attacco
• le persone non devono accedere al ciglio superiore del fronte di scavo: la zona
pericolosa sarà delimitata con barriere mobili o segnalata con opportuni cartelli
• il ciglio superiore deve essere pulito e spianato
• le pareti devono essere controllate per eliminare le irregolarità ed evitare eventuali
distacchi di blocchi (disgaggio)
• prima di accedere alla base della parete di scavo accertarsi del completamento dei
lavori, armature comprese, quando previste
• si deve sempre fare uso del casco di protezione
• a scavo ultimato le barriere mobili sul ciglio superiore saranno sostituite con
regolari parapetti atti ad impedire la caduta di persone e cose a fondo scavo
• i mezzi meccanici non dovranno mai avvicinarsi al ciglio dello scavo
• non devono essere effettuati depositi, anche se momentanei, in prossimità del ciglio
dello scavo
E’ BUONA NORMA ARRETRARE CONVENIENTEMENTE I PARAPETTI AL FINE DI
EVITARE SIA I DEPOSITI CHE IL TRANSITO DEI MEZZI MECCANICI.
Trincee
• il pericolo è dovuto alla ristrettezza della sezione di scavo, per cui anche una piccola
frana o distacco di un blocco possono provocare gravi infortuni. Perciò, quando lo
scavo supera i metri 1,50 di profondità, le pareti verticali delle trincee devono essere
convenientemente armate
• le pareti inclinate devono avere pendenza di sicurezza
• non armare pareti inclinate con sbadacchi orizzontali poiché i puntelli ed i traversi
possono slittare verso l’alto, per effetto della spinta del terreno
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PIANO DI SICUREZZA – SCHEDE BIBLIOGARFICHE
• l’attraversamento delle trincee e degli scavi in genere deve essere realizzato
mediante passerelle larghe almeno cm. 60 se destinate al passaggio pedonale ed
almeno cm. 120 se destinate al trasporto di materiale, munite sui due lati di
parapetto con fasce fermapiede
Pozzi
• anche relativamente ai pozzi, quando lo scavo supera i m.1,50, le pareti devono
essere convenientemente armate
• nei pozzi a carattere permanente il rivestimento (anelli metallici od in cemento
armato, ecc.) può essere applicato direttamente sostituendo l’armatura, purché non
siano lasciati spazi vuoti fra anelli e terreno
• la bocca deve essere recintata con robusto parapetto e deve essere completamente
chiusa durante le pause di lavoro
• si deve rigorosamente evitare ogni deposito di materiale nelle adiacenze della bocca
del pozzo
• per il trasporto in verticale dei materiali si devono impiegare contenitori appositi e
ganci di sicurezza
• per l’accesso devono essere utilizzate scale convenientemente disposte
• è vietato salire e scendere utilizzando le funi degli apparecchi di sollevamento dei
materiali. Il trasporto di persone con mezzi meccanici può essere effettuato solo
utilizzando mezzi idonei, quali ad esempio le sedie sospese, dotate di cinghie di
trattenuta, purché gli organi di sospensione offrano adeguate garanzie
• è indispensabile l’impiego del casco di protezione
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
• casco
• guanti
• protettore auricolare
• calzature di sicurezza
• maschere per la protezione delle vie respiratorie
• indumenti ad alta visibilità
PROCEDURE DI EMERGENZA
• franamenti delle pareti
• nel caso di franamenti delle pareti è necessario attuare le procedure di emergenza
che comprendono: l’evacuazione dei lavoratori dallo scavo, la definizione della zona
di influenza della frana, l’intervento eventuale delle squadre di soccorso interne e/o
esterne, la programmazione degli interventi tecnici necessari per rimettere in
sicurezza lo scavo
• allagamento dello scavo
• nel caso di allagamento dello scavo dovuto a circostanze naturali o allo
straripamento di corsi d’acqua limitrofi o da infiltrazioni di condutture in pressione
e necessario attuare le procedure di emergenza che comprendono l’evacuazione dei
lavoratori dallo scavo, la delimitazione dell’area “a rischio” anche di smottamenti
conseguenti, l’intervento eventuale delle squadre di soccorso esterne e/o interne,
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
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l’attivazione immediata di idonei sistemi di deflusso delle acque. La ripresa dei
lavori dovrà essere condizionata da una valutazione delle superfici di scavo e dalla
messa in atto di procedure o sistemi protettivi per garantirne la stabilità
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SCHEDE BIBLIOGRAFICHE DI RIFERIMENTO
1.1 Luoghi, locali e posti di lavoro - Attività di cantiere
1.1.2 FONDAZIONI
ATTIVITA’ CONTEMPLATE
• preparazione, delimitazione e sgombero area
• tracciamenti
• predisposizione letto d’appoggio
• movimento macchine operatrici ed impianti di sollevamento
• preparazione e posa casserature
• approvvigionamento, lavorazione e posa ferro
• getto calcestruzzo
• sorveglianza e controllo della presa
• disarmo delle casserature
• ripristino viabilità e pulizia
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
• D.P.R. 547/55
• D.P.R. 303/56
• D.P.R. 164/56
• D. L.gs 277/91
• D. L.gs 626/94
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI
PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• cadute dall’alto (all’interno degli scavi)
• seppellimento, sprofondamento
• urti, colpi, impatti, compressioni
• punture, tagli, abrasioni
• vibrazioni
• scivolamenti, cadute a livello
• elettrici
• rumore
• cesoiamento, stritolamento
• caduta materiale dall’alto
• annegamento (in presenza di corsi d’acqua o canalizzazioni)
• investimento (da parte di mezzi meccanici)
• movimentazione manuale dei carichi
• polveri, fibre
• getti, schizzi
• allergeni
PRINCIPALI MISURE DI PREVENZIONE
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1. CADUTE DALL’ALTO
Le perdite di stabilità dell’equilibrio di persone che possono comportare cadute da un piano
di lavoro ad un altro posto a quota inferiore (di norma con dislivello maggiore di 2 metri),
devono essere impedite con misure di prevenzione, generalmente costituite da parapetti di
trattenuta applicati a tutti i lati liberi di travi, impalcature, piattaforme, ripiani, balconi,
passerelle e luoghi di lavoro o di passaggio sopraelevati. Qualora risulti impossibile
l’applicazione di tali protezioni devono essere adottate misure collettive o personali atte ad
arrestare con il minore danno possibile le cadute. A seconda dei casi possono essere utilizzate:
superfici di arresto costituite da tavole in legno o materiali semirigidi; reti o superfici di
arresto molto deformabili; dispositivi di protezione individuale di trattenuta o di arresto. Lo
spazio corrispondente al percorso di eventuale caduta deve essere reso preventivamente libero
da ostacoli capaci di interferire con le persone in caduta, causandogli danni o modificandone
la traiettoria.
2. SEPPELLIMENTO - SPROFONDAMENTO
I lavori di scavo all’aperto o in sotterraneo, con mezzi manuali o meccanici, devono essere
preceduti da un accertamento delle condizioni del terreno e delle opere eventualmente
esistenti nella zona interessata. Devono essere adottate tecniche di scavo adatte alle
circostanze che garantiscano anche la stabilita degli edifici, delle opere preesistenti e delle loro
fondazioni.
Gli scavi devono essere realizzati e armati come richiesto dalla natura del terreno,
dall’inclinazione delle pareti e dalle altre circostanze influenti sulla stabilità ed in modo da
impedire slittamenti, frane, crolli e da resistere a spinte pericolose, causate anche da piogge,
infiltrazioni, cicli di gelo e disgelo.
La messa in opera manuale o meccanica delle armature deve di regola seguire
immediatamente l’operazione di scavo. Devono essere predisposti percorsi e mezzi per il
sicuro accesso ai posti di lavoro e per il rapido allontanamento in caso di emergenza. La
presenza di scavi aperti deve essere in tutti i casi adeguatamente segnalata.
Sul ciglio degli scavi devono essere vietati i depositi di materiali, l’installazione di macchine
pesanti o fonti di vibrazioni e urti, il passaggio e la sosta di veicoli.
3. URTI - COLPI - IMPATTI - COMPRESSIONI
Le attività che richiedono sforzi fisici violenti e/o repentini devono essere eliminate o ridotte
anche attraverso l’impiego di attrezzature idonee alla mansione. Gli utensili, gli attrezzi e gli
apparecchi per l’impiego manuale devono essere tenuti in buono stato di conservazione ed
efficienza e quando non utilizzati devono essere tenuti in condizioni di equilibrio stabile (es.
riposti in contenitori o assicurati al corpo dell’addetto) e non devono ingombrare posti di
passaggio o di lavoro. I depositi di materiali in cataste, pile e mucchi devono essere organizzati
in modo da evitare crolli o cedimenti e permettere una sicura e agevole movimentazione.
4. PUNTURE - TAGLI - ABRASIONI
Deve essere evitato il contatto del corpo dell’operatore con elementi taglienti o pungenti o
comunque capaci di procurare lesioni.
Tutti gli organi lavoratori delle apparecchiature devono essere protetti contro i contatti
accidentali.
Dove non sia possibile eliminare il pericolo o non siano sufficienti le protezioni collettive
(delimitazione delle aree a rischio), devono essere impiegati i DPI idonei alla mansione
(calzature di sicurezza, guanti, grembiuli di protezioni, schermi, occhiali, etc.).
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5. VIBRAZIONI
Qualora non sia possibile evitare l’utilizzo diretto di utensili ed attrezzature comunque capaci
di trasmettere vibrazioni al corpo dell’operatore, queste ultime devono essere dotate di tutte le
soluzioni tecniche più efficaci per la protezione dei lavoratori (es.: manici antivibrazioni,
dispositivi di smorzamento, etc.) ed essere mantenute in stato di perfetta efficienza. I
lavoratori addetti devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria e deve essere valutata
l’opportunità di adottare la rotazione tra gli operatori.
6. SCIVOLAMENTI - CADUTE A LIVELLO
I percorsi per la movimentazione dei carichi ed il dislocamento dei depositi devono essere
scelti in modo da evitare quanto più possibile le interferenze con zone in cui si trovano
persone.
I percorsi pedonali interni al cantiere devono sempre essere mantenuti sgombri da
attrezzature, materiali, macerie o altro capace di ostacolare il cammino degli operatori. Tutti
gli addetti devono indossare calzature idonee. Per ogni postazione di lavoro è necessario
individuare la via di fuga più vicina. Deve altresì provvedersi per il sicuro accesso ai posti di
lavoro in piano, in elevazione e in profondità. Le vie d’accesso al cantiere e quelle
corrispondenti ai percorsi interni devono essere illuminate secondo le necessità diurne e
notturne.
9. ELETTRICI
Prima di iniziare le attività deve essere effettuata una ricognizione dei luoghi dei lavori al fine
di individuare la eventuale esistenza di linee elettriche aeree o interrate e stabilire le idonee
precauzioni per evitare possibili contatti diretti o indiretti con elementi in tensione.
I percorsi e la profondità delle linee interrate o in cunicolo in tensione devono essere rilevati e
segnalati in superficie quando interessano direttamente la zona di lavoro. Devono essere
altresì formulate apposite e dettagliate istruzioni scritte per i preposti e gli addetti ai lavori in
prossimità di linee elettriche.
La scelta degli impianti e delle attrezzature elettriche per le attività edili deve essere effettuata
in funzione dello specifico ambiente di lavoro, verificandone la conformità alle norme di
Legge e di buona tecnica. L’impianto elettrico di cantiere deve essere sempre progettato e
deve essere redatto in forma scritta nei casi previsti dalla Legge; l’esecuzione, la
manutenzione e la riparazione dello stesso deve essere effettuata da personale qualificato.
11. RUMORE
Nell’acquisto di nuove attrezzature occorre prestare particolare attenzione alla silenziosità
d’uso. Le attrezzature devono essere correttamente mantenute e utilizzate, in conformità alle
indicazioni del fabbricante, al fine di limitarne la rumorosità eccessiva. Durante il
funzionamento gli schermi e le paratie delle attrezzature devono essere mantenute chiuse e
dovranno essere evitati i rumori inutili. Quando il rumore di una lavorazione o di una
attrezzatura non può essere eliminato o ridotto, si devono porre in essere protezioni collettive
quali la delimitazione dell’area interessata e/o la posa in opera di schermature supplementari
della fonte di rumore. Se la rumorosità non è diversamente abbattibile è necessario adottare i
dispositivi di protezione individuali conformi a quanto indicato nel rapporto di valutazione
del rumore e prevedere la rotazione degli addetti alle mansioni rumorose.
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12. CESOIAMENTO - STRITOLAMENTO
Il cesoiamento e lo stritolamento di persone tra parti mobili di macchine e parti fisse delle
medesime o di opere, strutture provvisionali o altro, deve essere impedito limitando con mezzi
materiali il percorso delle parti mobili o segregando stabilmente la zona pericolosa. Qualora
ciò non risulti possibile deve essere installata una segnaletica appropriata e devono essere
osservate opportune distanze di rispetto; ove del caso devono essere disposti comandi di
arresto di emergenza in corrispondenza dei punti di potenziale pericolo.
13. CADUTA DI MATERIALE DALL’ALTO
Le perdite di stabilità incontrollate dell’equilibrio di masse materiali in posizione ferma o nel
corso di maneggio e trasporto manuale o meccanico ed i conseguenti moti di crollo,
scorrimento, caduta inclinata su pendii o verticale nel vuoto devono, di regola, essere impediti
mediante la corretta sistemazione delle masse o attraverso l’adozione di misure atte a
trattenere i corpi in relazione alla loro natura, forma e peso.
Gli effetti dannosi conseguenti alla possibile caduta di masse materiali su persone o cose
devono essere eliminati mediante dispositivi rigidi o elastici di arresto aventi robustezza,
forme e dimensioni proporzionate alle caratteristiche dei corpi in caduta.
Quando i dispositivi di trattenuta o di arresto risultino mancanti o insufficienti, deve essere
impedito l’accesso involontario alle zone di prevedibile caduta, segnalando convenientemente
la natura del pericolo. Tutti gli addetti devono comunque fare uso dell’elmetto di protezione
personale.
14. ANNEGAMENTO
Nelle attività in presenza di corsi o bacini d’acqua devono essere prese misure per evitare
l’annegamento accidentale.
I lavori superficiali o di escavazione nel letto o in prossimità di corsi o bacini d’acqua o in
condizioni simili devono essere programmati tenendo conto delle variazioni del livello
dell’acqua, prevedendo mezzi per la rapida evacuazione. Deve essere approntato un
programma di pronto intervento per il salvataggio delle persone sorprese da irruzioni
d’acqua o cadute in acqua e previste le attrezzature necessarie. Le persone esposte a tale
rischio devono indossare giubbotti insommergibili.
Gli esposti al rischio, gli incaricati degli interventi di emergenza e tutti gli addetti al cantiere
devono essere informati e formati sul comportamento da tenere e addestrati in funzione dei
relativi compiti.
15. INVESTIMENTO
Per l’accesso al cantiere degli addetti ai lavori e dei mezzi di lavoro devono essere predisposti
percorsi sicuri. Deve essere comunque sempre impedito l’accesso di estranei alle zone di
lavoro.
All’interno del cantiere la circolazione degli automezzi e delle macchine semoventi deve essere
regolata con norme il più possibile simili a quelle della circolazione sulle strade pubbliche e la
velocità deve essere limitata a seconda delle caratteristiche e condizioni dei percorsi e dei
mezzi.
Per l’accesso degli addetti ai rispettivi luoghi di lavoro devono essere approntati percorsi
sicuri e, quando necessario, separati da quelli dei mezzi meccanici.
Le vie d’accesso al cantiere e quelle corrispondenti ai percorsi interni devono essere illuminate
secondo le necessità diurne o notturne e mantenute costantemente in condizioni soddisfacenti.
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16. MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI
La movimentazione manuale dei carichi deve essere ridotta al minimo e razionalizzata al fine
di non richiedere un eccessivo impegno fisico del personale addetto.
In ogni caso è opportuno ricorrere ad accorgimenti quali la movimentazione ausiliaria o la
ripartizione del carico. Il carico da movimentare deve essere facilmente afferrabile e non deve
presentare caratteristiche tali da provocare lesioni al corpo dell’operatore, anche in funzione
della tipologia della lavorazione.
In relazione alle caratteristiche ed entità dei carichi, l’attività di movimentazione manuale
deve essere preceduta ed accompagnata da una adeguata azione di informazione e
formazione, previo accertamento, per attività non sporadiche, delle condizioni di salute degli
addetti.
31. POLVERI - FIBRE
Nelle lavorazioni che prevedono l’impiego di materiali in grana minuta o in polvere oppure
fibrosi e nei lavori che comportano l’emissione di polveri o fibre dei materiali lavorati, la
produzione e/o la diffusione delle stesse deve essere ridotta al minimo utilizzando tecniche e
attrezzature idonee.
Le polveri e le fibre captate e quelle depositatesi, se dannose, devono essere sollecitamente
raccolte ed eliminate con i mezzi e gli accorgimenti richiesti dalla loro natura.
Qualora la quantità di polveri o fibre presenti superi i limiti tollerati e comunque nelle
operazioni di raccolta ed allontanamento di quantità importanti delle stesse, devono essere
forniti ed utilizzati indumenti di lavoro e DPI idonei alle attività ed eventualmente, ove
richiesto, il personale interessato deve essere sottoposto a sorveglianza sanitaria.
35. GETTI - SCHIZZI
Nei lavori a freddo e a caldo, eseguiti a mano o con apparecchi, con materiali, sostanze e
prodotti che danno luogo a getti e schizzi dannosi per la salute devono essere adottati
provvedimenti atti ad impedirne la propagazione nell’ambiente di lavoro, circoscrivendo la
zona di intervento. Gli addetti devono indossare adeguati indumenti di lavoro e utilizzare i
DPI necessari.
52. ALLERGENI
Tra le sostanze utilizzate in edilizia, alcune sono capaci di azioni allergizzanti (riniti,
congiuntiviti, dermatiti allergiche da contatto). I fattori favorenti l’azione allergizzante sono:
brusche variazioni di temperatura, azione disidratante e lipolitica dei solventi e dei leganti,
presenza di sostanze vasoattive. La sorveglianza sanitaria va attivata in presenza di sintomi
sospetti anche in considerazione dei fattori personali di predisposizione a contrarre questi tipi
di affezione. In tutti i casi occorre evitare il contatto diretto di parti del corpo con materiali
resinosi, polverulenti, liquidi, aerosoli e con prodotti chimici in genere, utilizzando indumenti
da lavoro e DPI appropriati (guanti, maschere, occhiali etc.).
ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
• verificare la scarpata di scavo prima di iniziare i lavori di fondazione in prossimità della
medesima; pulire il bordo superiore dello scavo
• usare scale a mano legate e che superino di almeno m. 1 il piano superiore di arrivo per
l’accesso al fondo scavo
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• per gli attraversamenti degli scavi aperti utilizzare passerelle provviste da ambo i lati di
normali parapetti
• non depositare materiale che ostacoli la normale circolare
• fare attenzione agli ostacoli fissi pericolosi. Uno di questi è rappresentato dai ferri di
ripresa del cemento armato emergenti dal piano di lavoro
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
• casco
• guanti
• otoprotettori
• calzature di sicurezza
• maschere per la protezione delle vie respiratorie
• indumenti protettivi
PROCEDURE DI EMERGENZA
• franamenti delle pareti
• nel caso di franamenti delle pareti è necessario attuare le procedure di emergenza
che comprendono: l’evacuazione dei lavoratori dallo scavo, la definizione della zona
di influenza della frana, l’intervento eventuale delle squadre di soccorso interne e/o
esterne, la programmazione degli interventi tecnici necessari per rimettere in
sicurezza lo scavo
• allagamento dello scavo
• nel caso di allagamento dello scavo dovuto a circostanze naturali o allo
straripamento di corsi d’acqua limitrofi o da infiltrazioni di condutture in pressione
e necessario attuare le procedure di emergenza che comprendono l’evacuazione dei
lavoratori dallo scavo, la delimitazione dell’area “a rischio” anche di smottamenti
conseguenti, l’intervento eventuale delle squadre di soccorso esterne e/o interne,
l’attivazione immediata di idonei sistemi di deflusso delle acque. La ripresa dei
lavori dovrà essere condizionata da una valutazione delle superfici di scavo e dalla
messa in atto di procedure o sistemi protettivi per garantirne la stabilità
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SCHEDE BIBLIOGRAFICHE DI RIFERIMENTO
1.1 Luoghi, locali e posti di lavoro - Attività di cantiere
1.1.3 STRUTTURE IN C.A.
ATTIVITA’ CONTEMPLATE
• preparazione delimitazione e sgombero area
• movimento macchine operatrici
• taglio, demolizione, scanalatura calcestruzzo
• formazione ponteggi, piattaforme e piani di lavoro
• preparazione e posa casserature
• approvvigionamento, lavorazione e posa ferro
• protezione botole e asole
• getto calcestruzzo
• sorveglianza e controllo della presa
• disarmo delle casserature
• ripristino viabilità
• pulizia e movimentazione delle casserature
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
• D.P.R. 547/55
• D.P.R. 303/56
• D.P.R. 164/56
• Circolari Ministeriali 15/80 e 13/82
• D. L.gs 277/91
• D. L.gs 626/94
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI
PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• caduta dall’alto
• urti, colpi, impatti, compressioni
• punture, tagli, abrasioni
• vibrazioni
• scivolamenti, cadute a livello
• elettrici
• rumore
• caduta materiale dall’alto
• investimento (da parte dei mezzi meccanici)
• movimentazione manuale dei carichi
• polveri, fibre
• getti, schizzi
• allergeni
• olii minerali e derivati
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PRINCIPALI MISURE DI PREVENZIONE
1. CADUTE DALL’ALTO
Le perdite di stabilità dell’equilibrio di persone che possono comportare cadute da un piano
di lavoro ad un altro posto a quota inferiore (di norma con dislivello maggiore di 2 metri),
devono essere impedite con misure di prevenzione, generalmente costituite da parapetti di
trattenuta applicati a tutti i lati liberi di travi, impalcature, piattaforme, ripiani, balconi,
passerelle e luoghi di lavoro o di passaggio sopraelevati. Qualora risulti impossibile
l’applicazione di tali protezioni devono essere adottate misure collettive o personali atte ad
arrestare con il minore danno possibile le cadute. A seconda dei casi possono essere utilizzate:
superfici di arresto costituite da tavole in legno o materiali semirigidi; reti o superfici di
arresto molto deformabili; dispositivi di protezione individuale di trattenuta o di arresto. Lo
spazio corrispondente al percorso di eventuale caduta deve essere reso preventivamente libero
da ostacoli capaci di interferire con le persone in caduta, causandogli danni o modificandone
la traiettoria.
3. URTI - COLPI - IMPATTI - COMPRESSIONI
Le attività che richiedono sforzi fisici violenti e/o repentini devono essere eliminate o ridotte
anche attraverso l’impiego di attrezzature idonee alla mansione. Gli utensili, gli attrezzi e gli
apparecchi per l’impiego manuale devono essere tenuti in buono stato di conservazione ed
efficienza e quando non utilizzati devono essere tenuti in condizioni di equilibrio stabile (es.
riposti in contenitori o assicurati al corpo dell’addetto) e non devono ingombrare posti di
passaggio o di lavoro. I depositi di materiali in cataste, pile e mucchi devono essere organizzati
in modo da evitare crolli o cedimenti e permettere una sicura e agevole movimentazione.
4. PUNTURE - TAGLI - ABRASIONI
Deve essere evitato il contatto del corpo dell’operatore con elementi taglienti o pungenti o
comunque capaci di procurare lesioni.
Tutti gli organi lavoratori delle apparecchiature devono essere protetti contro i contatti
accidentali.
Dove non sia possibile eliminare il pericolo o non siano sufficienti le protezioni collettive
(delimitazione delle aree a rischio), devono essere impiegati i DPI idonei alla mansione
(calzature di sicurezza, guanti, grembiuli di protezioni, schermi, occhiali, etc.).
5. VIBRAZIONI
Qualora non sia possibile evitare l’utilizzo diretto di utensili ed attrezzature comunque capaci
di trasmettere vibrazioni al corpo dell’operatore, queste ultime devono essere dotate di tutte le
soluzioni tecniche più efficaci per la protezione dei lavoratori (es.: manici antivibrazioni,
dispositivi di smorzamento, etc.) ed essere mantenute in stato di perfetta efficienza. I
lavoratori addetti devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria e deve essere valutata
l’opportunità di adottare la rotazione tra gli operatori.
6. SCIVOLAMENTI - CADUTE A LIVELLO
I percorsi per la movimentazione dei carichi ed il dislocamento dei depositi devono essere
scelti in modo da evitare quanto più possibile le interferenze con zone in cui si trovano
persone.
I percorsi pedonali interni al cantiere devono sempre essere mantenuti sgombri da
attrezzature, materiali, macerie o altro capace di ostacolare il cammino degli operatori. Tutti
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gli addetti devono indossare calzature idonee. Per ogni postazione di lavoro è necessario
individuare la via di fuga più vicina. Deve altresì provvedersi per il sicuro accesso ai posti di
lavoro in piano, in elevazione e in profondità. Le vie d’accesso al cantiere e quelle
corrispondenti ai percorsi interni devono essere illuminate secondo le necessità diurne e
notturne.
9. ELETTRICI
Prima di iniziare le attività deve essere effettuata una ricognizione dei luoghi dei lavori al fine
di individuare la eventuale esistenza di linee elettriche aeree o interrate e stabilire le idonee
precauzioni per evitare possibili contatti diretti o indiretti con elementi in tensione.
I percorsi e la profondità delle linee interrate o in cunicolo in tensione devono essere rilevati e
segnalati in superficie quando interessano direttamente la zona di lavoro. Devono essere
altresì formulate apposite e dettagliate istruzioni scritte per i preposti e gli addetti ai lavori in
prossimità di linee elettriche.
La scelta degli impianti e delle attrezzature elettriche per le attività edili deve essere effettuata
in funzione dello specifico ambiente di lavoro, verificandone la conformità alle norme di
Legge e di buona tecnica. L’impianto elettrico di cantiere deve essere sempre progettato e
deve essere redatto in forma scritta nei casi previsti dalla Legge; l’esecuzione, la
manutenzione e la riparazione dello stesso deve essere effettuata da personale qualificato.
11. RUMORE
Nell’acquisto di nuove attrezzature occorre prestare particolare attenzione alla silenziosità
d’uso. Le attrezzature devono essere correttamente mantenute e utilizzate, in conformità alle
indicazioni del fabbricante, al fine di limitarne la rumorosità eccessiva. Durante il
funzionamento gli schermi e le paratie delle attrezzature devono essere mantenute chiuse e
dovranno essere evitati i rumori inutili. Quando il rumore di una lavorazione o di una
attrezzatura non può essere eliminato o ridotto, si devono porre in essere protezioni collettive
quali la delimitazione dell’area interessata e/o la posa in opera di schermature supplementari
della fonte di rumore. Se la rumorosità non è diversamente abbattibile è necessario adottare i
dispositivi di protezione individuali conformi a quanto indicato nel rapporto di valutazione
del rumore e prevedere la rotazione degli addetti alle mansioni rumorose.
12. CESOIAMENTO - STRITOLAMENTO
Il cesoiamento e lo stritolamento di persone tra parti mobili di macchine e parti fisse delle
medesime o di opere, strutture provvisionali o altro, deve essere impedito limitando con mezzi
materiali il percorso delle parti mobili o segregando stabilmente la zona pericolosa. Qualora
ciò non risulti possibile deve essere installata una segnaletica appropriata e devono essere
osservate opportune distanze di rispetto; ove del caso devono essere disposti comandi di
arresto di emergenza in corrispondenza dei punti di potenziale pericolo.
13. CADUTA DI MATERIALE DALL’ALTO
Le perdite di stabilità incontrollate dell’equilibrio di masse materiali in posizione ferma o nel
corso di maneggio e trasporto manuale o meccanico ed i conseguenti moti di crollo,
scorrimento, caduta inclinata su pendii o verticale nel vuoto devono, di regola, essere impediti
mediante la corretta sistemazione delle masse o attraverso l’adozione di misure atte a
trattenere i corpi in relazione alla loro natura, forma e peso.
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Gli effetti dannosi conseguenti alla possibile caduta di masse materiali su persone o cose
devono essere eliminati mediante dispositivi rigidi o elastici di arresto aventi robustezza,
forme e dimensioni proporzionate alle caratteristiche dei corpi in caduta.
Quando i dispositivi di trattenuta o di arresto risultino mancanti o insufficienti, deve essere
impedito l’accesso involontario alle zone di prevedibile caduta, segnalando convenientemente
la natura del pericolo. Tutti gli addetti devono comunque fare uso dell’elmetto di protezione
personale.
15. INVESTIMENTO
Per l’accesso al cantiere degli addetti ai lavori e dei mezzi di lavoro devono essere predisposti
percorsi sicuri. Deve essere comunque sempre impedito l’accesso di estranei alle zone di
lavoro.
All’interno del cantiere la circolazione degli automezzi e delle macchine semoventi deve essere
regolata con norme il più possibile simili a quelle della circolazione sulle strade pubbliche e la
velocità deve essere limitata a seconda delle caratteristiche e condizioni dei percorsi e dei
mezzi.
Per l’accesso degli addetti ai rispettivi luoghi di lavoro devono essere approntati percorsi
sicuri e, quando necessario, separati da quelli dei mezzi meccanici.
Le vie d’accesso al cantiere e quelle corrispondenti ai percorsi interni devono essere illuminate
secondo le necessità diurne o notturne e mantenute costantemente in condizioni soddisfacenti.
16. MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI
La movimentazione manuale dei carichi deve essere ridotta al minimo e razionalizzata al fine
di non richiedere un eccessivo impegno fisico del personale addetto.
In ogni caso è opportuno ricorrere ad accorgimenti quali la movimentazione ausiliata o la
ripartizione del carico. Il carico da movimentare deve essere facilmente afferrabile e non deve
presentare caratteristiche tali da provocare lesioni al corpo dell’operatore, anche in funzione
della tipologia della lavorazione.
In relazione alle caratteristiche ed entità dei carichi, l’attività di movimentazione manuale
deve essere preceduta ed accompagnata da una adeguata azione di informazione e
formazione, previo accertamento, per attività non sporadiche, delle condizioni di salute degli
addetti.
31. POLVERI - FIBRE
Nelle lavorazioni che prevedono l’impiego di materiali in grana minuta o in polvere oppure
fibrosi e nei lavori che comportano l’emissione di polveri o fibre dei materiali lavorati, la
produzione e/o la diffusione delle stesse deve essere ridotta al minimo utilizzando tecniche e
attrezzature idonee.
Le polveri e le fibre captate e quelle depositatesi, se dannose, devono essere sollecitamente
raccolte ed eliminate con i mezzi e gli accorgimenti richiesti dalla loro natura.
Qualora la quantità di polveri o fibre presenti superi i limiti tollerati e comunque nelle
operazioni di raccolta ed allontanamento di quantità importanti delle stesse, devono essere
forniti ed utilizzati indumenti di lavoro e DPI idonei alle attività ed eventualmente, ove
richiesto, il personale interessato deve essere sottoposto a sorveglianza sanitaria.
35. GETTI - SCHIZZI
Nei lavori a freddo e a caldo, eseguiti a mano o con apparecchi, con materiali, sostanze e
prodotti che danno luogo a getti e schizzi dannosi per la salute devono essere adottati
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
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provvedimenti atti ad impedirne la propagazione nell’ambiente di lavoro, circoscrivendo la
zona di intervento. Gli addetti devono indossare adeguati indumenti di lavoro e utilizzare i
DPI necessari.
52. ALLERGENI
Tra le sostanze utilizzate in edilizia, alcune sono capaci di azioni allergizzanti (riniti,
congiuntiviti, dermatiti allergiche da contatto). I fattori favorenti l’azione allergizzante sono:
brusche variazioni di temperatura, azione disidratante e lipolitica dei solventi e dei leganti,
presenza di sostanze vasoattive. La sorveglianza sanitaria va attivata in presenza di sintomi
sospetti anche in considerazione dei fattori personali di predisposizione a contrarre questi tipi
di affezione. In tutti i casi occorre evitare il contatto diretto di parti del corpo con materiali
resinosi, polverulenti, liquidi, aerosoli e con prodotti chimici in genere, utilizzando indumenti
da lavoro e DPI appropriati (guanti, maschere, occhiali etc.).
55. OLI MINERALI E DERIVATI
Nelle attività che richiedono l’impiego di oli minerali o derivati (es. stesura del disarmante
sulle casseforme, attività di manutenzione attrezzature e impianti) devono essere attivate le
misure necessarie per impedire il contatto diretto degli stessi con la pelle dell’operatore.
Occorre altresì impedire la formazione di aerosoli durante le fasi di lavorazione utilizzando
attrezzature idonee. Gli addetti devono costantemente indossare indumenti protettivi,
utilizzare i DPI ed essere sottoposti a sorveglianza sanitaria.
ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
• le scale a mano, se in legno, devono avere i pioli incastrati nei montanti e devono essere
provviste di tiranti sotto i due pioli estremi
• è vietato utilizzare scale a mano improvvisate in cantiere, con tavole chiodate sui montanti
• le scale che presentano pioli rotti od altre anomalie non devono essere utilizzate
• le scale a mano in ferro sono ammesse, purché integre e provviste di dispositivi
antisdrucciolevoli
• le scale a mano, durante l’uso, devono essere fissate in modo da evitare pericolosi
sbandamenti o oscillazioni accentuate, oppure essere tenute al piede da altra persona
• per le operazioni di getto dei pilastri è necessario utilizzare appositi trabattelli, provvisti di
regolare parapetto e che offrano garanzie di stabilità
• è vietato arrampicarsi lungo i casseri e sostare con i piedi sulle “cravatte” o su tavole
disposte fra i tiranti, per eseguire le operazioni di getto
• nei punti non protetti dai ponteggi esterni occorre approntare passerelle di circolazione e
parapetti
• le passerelle e i parapetti possono anche essere realizzati assieme con le casseforme (ad
esempio: per le travi orizzontali)
• dove non si può fare a meno di passare sui forati dei solai, occorre disporre almeno un paio
di tavole affiancate
• le armature devono essere fatte seguendo scrupolosamente gli schemi, curando la
verticalità dei puntelli, il loro ordine, la ripartizione del carico al piede, il fissaggio degli
elementi fra loro, la corretta registrazione
• non appena completate le casseforme, prima delle operazioni di preparazione del solaio
(posa forati dei solai, posa del ferro) e del getto, si deve provvedere a proteggere con
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regolari parapetti i margini aperti dei solai stessi, a meno che non siano già predisposti i
ponteggi al piano
maturato il getto, l’asportazione dei puntelli e delle casseforme va effettuato gradatamente
va impedito che tavole e pezzi di legno cadano sui posti di passaggio, mediante sbarramenti
od altri opportuni accorgimenti
questa è una delle operazioni in cantiere che più richiede l’uso del casco da parte degli
addetti
la zona di disarmo deve essere convenientemente sbarrata al fine di evitare l’accesso ai non
addetti alle operazioni
particolare cura deve essere posta nella pulizia del solaio dopo il disarmo; le tavole devono
essere pulite dai chiodi e le “mascelle” raccolte in appositi gabbioni
il disarmo è la fase ove maggiore è il rischio di puntura i piedi, quindi devono essere
utilizzate le calzature di sicurezza
le aperture lasciate nei solai per scopi diversi devono essere protette al momento stesso del
disarmo al fine di evitare la caduta di persone attraverso le medesime
le rampe scale devono essere protette con parapetti fin dalla fase di armatura, i parapetti
devono essere poi rifatti subito dopo il disarmo e mantenuti fino alla posa in opera delle
ringhiere
coloro che operano a terra o comunque ad un livello inferiore al piano di carpenteria sono
esposti al rischio di caduta di materiale dall’alto. Pertanto devono fare sempre uso di casco
per la protezione del capo
inoltre le zone di transito e di accesso devono essere delimitate e protette con robusti
impalcati (parasassi)
durante le operazioni di disarmo dei solai nessun operaio deve accedere nella zona ove tale
disarmo è in corso
in tale zona di operazioni non si deve accedere fino a quando non sono terminate le
operazioni di pulizia e riordino, al fine di evitare di inciampare nel materiale, di ferirsi con
chiodi, etc.
giunti alla prima soletta, prima di innalzare le casseforme per i successivi pilastri è
necessario costruire il ponteggio al piano raggiunto e così di seguito piano per piano
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
• casco
• guanti
• otoprotettori
• calzature di sicurezza
• maschere per la protezione delle vie respiratorie
• indumenti protettivi
PROCEDURE DI EMERGENZA
• collassi delle strutture durante la fase di getto del calcestruzzo o durante il disarmo delle
carpenterie
• durante queste fasi è indispensabile la presenza di un preposto con specifica
competenza in materia al fine di valutare prontamente la presenza di eventuali
sintomi di crolli o cedimenti repentini delle strutture e di disporre i conseguenti
interventi di rinforzo delle armature provvisorie o l’evacuazione immediata delle
zona pericolosa
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SCHEDE BIBLIOGRAFICHE DI RIFERIMENTO
1.1 Luoghi, locali e posti di lavoro - Attività di cantiere
1.1.4 MURATURE, INTONACI, IMPIANTI E FINITURE
ATTIVITA’ CONTEMPLATE
• valutazione ambientale: vegetale, colturale, urbano, geomorfologico
• preparazione, delimitazione e sgombero area
• tracciamenti
• predisposizione letto d’appoggio
• movimento macchine operatrici ed impianti di sollevamento
• formazione ponteggi, piattaforme e piani di lavoro
• taglio, demolizione, scanalatura calcestruzzo e murature
• protezione botole e asole
• approvvigionamento e trasporto interno materiali
• posa laterizi/pietre
• stesura malte, polveri, vernici
• pulizia e movimentazione dei residui
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
• D.P.R. 547/55
• D.P.R. 303/56
• D.P.R. 164/56
• D. L.gs 277/91
• D. L.gs 626/94
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI
PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• cadute dall’alto
• urti, colpi, impatti, compressioni
• punture, tagli, abrasioni
• vibrazioni
• scivolamenti, cadute a livello
• elettrici
• rumore
• cesoiamento, stritolamento
• caduta materiale dall’alto
• movimentazione manuale dei carichi
• polveri, fibre
• getti, schizzi
• gas, vapori
• allergeni
PRINCIPALI MISURE DI PREVENZIONE
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1. CADUTE DALL’ALTO
Le perdite di stabilità dell’equilibrio di persone che possono comportare cadute da un piano
di lavoro ad un altro posto a quota inferiore (di norma con dislivello maggiore di 2 metri),
devono essere impedite con misure di prevenzione, generalmente costituite da parapetti di
trattenuta applicati a tutti i lati liberi di travi, impalcature, piattaforme, ripiani, balconi,
passerelle e luoghi di lavoro o di passaggio sopraelevati. Qualora risulti impossibile
l’applicazione di tali protezioni devono essere adottate misure collettive o personali atte ad
arrestare con il minore danno possibile le cadute. A seconda dei casi possono essere utilizzate:
superfici di arresto costituite da tavole in legno o materiali semirigidi; reti o superfici di
arresto molto deformabili; dispositivi di protezione individuale di trattenuta o di arresto. Lo
spazio corrispondente al percorso di eventuale caduta deve essere reso preventivamente libero
da ostacoli capaci di interferire con le persone in caduta, causandogli danni o modificandone
la traiettoria.
3. URTI - COLPI - IMPATTI - COMPRESSIONI
Le attività che richiedono sforzi fisici violenti e/o repentini devono essere eliminate o ridotte
anche attraverso l’impiego di attrezzature idonee alla mansione. Gli utensili, gli attrezzi e gli
apparecchi per l’impiego manuale devono essere tenuti in buono stato di conservazione ed
efficienza e quando non utilizzati devono essere tenuti in condizioni di equilibrio stabile (es.
riposti in contenitori o assicurati al corpo dell’addetto) e non devono ingombrare posti di
passaggio o di lavoro. I depositi di materiali in cataste, pile e mucchi devono essere organizzati
in modo da evitare crolli o cedimenti e permettere una sicura e agevole movimentazione.
4. PUNTURE - TAGLI - ABRASIONI
Deve essere evitato il contatto del corpo dell’operatore con elementi taglienti o pungenti o
comunque capaci di procurare lesioni.
Tutti gli organi lavoratori delle apparecchiature devono essere protetti contro i contatti
accidentali.
Dove non sia possibile eliminare il pericolo o non siano sufficienti le protezioni collettive
(delimitazione delle aree a rischio), devono essere impiegati i DPI idonei alla mansione
(calzature di sicurezza, guanti, grembiuli di protezioni, schermi, occhiali, etc.).
5. VIBRAZIONI
Qualora non sia possibile evitare l’utilizzo diretto di utensili ed attrezzature comunque capaci
di trasmettere vibrazioni al corpo dell’operatore, queste ultime devono essere dotate di tutte le
soluzioni tecniche più efficaci per la protezione dei lavoratori (es.: manici antivibrazioni,
dispositivi di smorzamento, etc.) ed essere mantenute in stato di perfetta efficienza. I
lavoratori addetti devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria e deve essere valutata
l’opportunità di adottare la rotazione tra gli operatori.
6. SCIVOLAMENTI - CADUTE A LIVELLO
I percorsi per la movimentazione dei carichi ed il dislocamento dei depositi devono essere
scelti in modo da evitare quanto più possibile le interferenze con zone in cui si trovano
persone.
I percorsi pedonali interni al cantiere devono sempre essere mantenuti sgombri da
attrezzature, materiali, macerie o altro capace di ostacolare il cammino degli operatori. Tutti
gli addetti devono indossare calzature idonee. Per ogni postazione di lavoro è necessario
individuare la via di fuga più vicina. Deve altresì provvedersi per il sicuro accesso ai posti di
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lavoro in piano, in elevazione e in profondità. Le vie d’accesso al cantiere e quelle
corrispondenti ai percorsi interni devono essere illuminate secondo le necessità diurne e
notturne.
9. ELETTRICI
Prima di iniziare le attività deve essere effettuata una ricognizione dei luoghi dei lavori al fine
di individuare la eventuale esistenza di linee elettriche aeree o interrate e stabilire le idonee
precauzioni per evitare possibili contatti diretti o indiretti con elementi in tensione.
I percorsi e la profondità delle linee interrate o in cunicolo in tensione devono essere rilevati e
segnalati in superficie quando interessano direttamente la zona di lavoro. Devono essere
altresì formulate apposite e dettagliate istruzioni scritte per i preposti e gli addetti ai lavori in
prossimità di linee elettriche.
La scelta degli impianti e delle attrezzature elettriche per le attività edili deve essere effettuata
in funzione dello specifico ambiente di lavoro, verificandone la conformità alle norme di
Legge e di buona tecnica. L’impianto elettrico di cantiere deve essere sempre progettato e
deve essere redatto in forma scritta nei casi previsti dalla Legge; l’esecuzione, la
manutenzione e la riparazione dello stesso deve essere effettuata da personale qualificato.
11. RUMORE
Nell’acquisto di nuove attrezzature occorre prestare particolare attenzione alla silenziosità
d’uso. Le attrezzature devono essere correttamente mantenute e utilizzate, in conformità alle
indicazioni del fabbricante, al fine di limitarne la rumorosità eccessiva. Durante il
funzionamento gli schermi e le paratie delle attrezzature devono essere mantenute chiuse e
dovranno essere evitati i rumori inutili. Quando il rumore di una lavorazione o di una
attrezzatura non può essere eliminato o ridotto, si devono porre in essere protezioni collettive
quali la delimitazione dell’area interessata e/o la posa in opera di schermature supplementari
della fonte di rumore. Se la rumorosità non è diversamente abbattibile è necessario adottare i
dispositivi di protezione individuali conformi a quanto indicato nel rapporto di valutazione
del rumore e prevedere la rotazione degli addetti alle mansioni rumorose.
12. CESOIAMENTO - STRITOLAMENTO
Il cesoiamento e lo stritolamento di persone tra parti mobili di macchine e parti fisse delle
medesime o di opere, strutture provvisionali o altro, deve essere impedito limitando con mezzi
materiali il percorso delle parti mobili o segregando stabilmente la zona pericolosa. Qualora
ciò non risulti possibile deve essere installata una segnaletica appropriata e devono essere
osservate opportune distanze di rispetto; ove del caso devono essere disposti comandi di
arresto di emergenza in corrispondenza dei punti di potenziale pericolo.
13. CADUTA DI MATERIALE DALL’ALTO
Le perdite di stabilità incontrollate dell’equilibrio di masse materiali in posizione ferma o nel
corso di maneggio e trasporto manuale o meccanico ed i conseguenti moti di crollo,
scorrimento, caduta inclinata su pendii o verticale nel vuoto devono, di regola, essere impediti
mediante la corretta sistemazione delle masse o attraverso l’adozione di misure atte a
trattenere i corpi in relazione alla loro natura, forma e peso.
Gli effetti dannosi conseguenti alla possibile caduta di masse materiali su persone o cose
devono essere eliminati mediante dispositivi rigidi o elastici di arresto aventi robustezza,
forme e dimensioni proporzionate alle caratteristiche dei corpi in caduta.
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Quando i dispositivi di trattenuta o di arresto risultino mancanti o insufficienti, deve essere
impedito l’accesso involontario alle zone di prevedibile caduta, segnalando convenientemente
la natura del pericolo. Tutti gli addetti devono comunque fare uso dell’elmetto di protezione
personale.
16. MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI
La movimentazione manuale dei carichi deve essere ridotta al minimo e razionalizzata al fine
di non richiedere un eccessivo impegno fisico del personale addetto.
In ogni caso è opportuno ricorrere ad accorgimenti quali la movimentazione ausiliata o la
ripartizione del carico. Il carico da movimentare deve essere facilmente afferrabile e non deve
presentare caratteristiche tali da provocare lesioni al corpo dell’operatore, anche in funzione
della tipologia della lavorazione.
In relazione alle caratteristiche ed entità dei carichi, l’attività di movimentazione manuale
deve essere preceduta ed accompagnata da una adeguata azione di informazione e
formazione, previo accertamento, per attività non sporadiche, delle condizioni di salute degli
addetti.
31. POLVERI - FIBRE
Nelle lavorazioni che prevedono l’impiego di materiali in grana minuta o in polvere oppure
fibrosi e nei lavori che comportano l’emissione di polveri o fibre dei materiali lavorati, la
produzione e/o la diffusione delle stesse deve essere ridotta al minimo utilizzando tecniche e
attrezzature idonee.
Le polveri e le fibre captate e quelle depositatesi, se dannose, devono essere sollecitamente
raccolte ed eliminate con i mezzi e gli accorgimenti richiesti dalla loro natura.
Qualora la quantità di polveri o fibre presenti superi i limiti tollerati e comunque nelle
operazioni di raccolta ed allontanamento di quantità importanti delle stesse, devono essere
forniti ed utilizzati indumenti di lavoro e DPI idonei alle attività ed eventualmente, ove
richiesto, il personale interessato deve essere sottoposto a sorveglianza sanitaria.
35. GETTI - SCHIZZI
Nei lavori a freddo e a caldo, eseguiti a mano o con apparecchi, con materiali, sostanze e
prodotti che danno luogo a getti e schizzi dannosi per la salute devono essere adottati
provvedimenti atti ad impedirne la propagazione nell’ambiente di lavoro, circoscrivendo la
zona di intervento. Gli addetti devono indossare adeguati indumenti di lavoro e utilizzare i
DPI necessari.
36. GAS - VAPORI
Nei lavori a freddo o a caldo, eseguiti a mano o con apparecchi, con materiali, sostanze e
prodotti che possono dar luogo, da soli o in combinazione, a sviluppo di gas, vapori, nebbie,
aerosol e simili, dannosi alla salute, devono essere adottati provvedimenti atti a impedire che
la concentrazione di inquinanti nell’aria superi il valore massimo tollerato indicato nelle
norme vigenti. La diminuzione della concentrazione può anche essere ottenuta con mezzi di
ventilazione generale o con mezzi di aspirazione localizzata seguita da abbattimento.
In ambienti confinati deve essere effettuato il controllo del tenore di ossigeno, procedendo
all’insufflamento di aria pura secondo le necessità riscontrate o utilizzando i DPI adeguati
all’agente. Deve comunque essere organizzato il rapido deflusso del personale per i casi di
emergenza.
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Qualora sia accertata o sia da temere la presenza o la possibilità di produzione di gas tossici o
asfissianti o la irrespirabilità dell’aria ambiente e non sia possibile assicurare una efficace
aerazione ed una completa bonifica, gli addetti ai lavori devono essere provvisti di idonei
respiratori dotati di sufficiente autonomia. Deve inoltre sempre essere garantito il continuo
collegamento con persone all’esterno in grado di intervenire prontamente nei casi di
emergenza.
52. ALLERGENI
Tra le sostanze utilizzate in edilizia, alcune sono capaci di azioni allergizzanti (riniti,
congiuntiviti, dermatiti allergiche da contatto). I fattori favorenti l’azione allergizzante sono:
brusche variazioni di temperatura, azione disidratante e lipolitica dei solventi e dei leganti,
presenza di sostanze vasoattive. La sorveglianza sanitaria va attivata in presenza di sintomi
sospetti anche in considerazione dei fattori personali di predisposizione a contrarre questi tipi
di affezione. In tutti i casi occorre evitare il contatto diretto di parti del corpo con materiali
resinosi, polverulenti, liquidi, aerosoli e con prodotti chimici in genere, utilizzando indumenti
da lavoro e DPI appropriati (guanti, maschere, occhiali etc.).
ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
• verificare l’integrità degli impalcati e dei parapetti dei ponteggi prima di ogni inizio di
attività sui medesimi. Per molte cause potrebbero essere stati danneggiati o manomessi (ad
esempio durante il disarmo delle strutture, per eseguire la messa a piombo, etc.)
• evitare di rimuovere le tavole dei ponteggi esterni anche se, in quel punto, i lavori sono stati
completati
• evitare di utilizzare tavole dei ponteggi esterni, rimuovendole dai medesimi, per costruire i
ponti su cavalletti
• prima di eseguire qualunque manomissione ricordate sempre che se per voi può non
costituire un pericolo perché siete a conoscenza di quella situazione (avendola creata), la
stessa situazione diventa un pericolo grave per i vostri compagni di lavoro che non ne sono
informati
• quando per esigenze di lavoro alcune opere provvisionali devono essere manomesse o
rimosse, appena ultimate quelle lavorazioni è indispensabile ripristinare le protezioni,
comunque sempre prima di abbandonare quel luogo di lavoro
• evitare i depositi di laterizi sui ponteggi esterni; quelli consentiti, necessari per l’andamento
del lavoro, non devono eccedere in altezza la tavola fermapiede
• i depositi momentanei devono consentire la agevole esecuzione delle manovre e dei
movimenti necessari per lo svolgimento del lavoro
• non sovraccaricare i ponti di servizio per lo scarico dei materiali che non devono diventare
dei depositi. Il materiale scaricato deve essere ritirato al più presto sui solai, comunque
sempre prima di effettuare un nuovo scarico
• tenere sgombri gli impalcati dei ponteggi e le zone di passaggio da materiali ed attrezzature
non più in uso
• eseguire la pulizia dei posti di lavoro e di passaggio, accumulando il materiale di risulta per
poterlo calare a terra convenientemente raccolto o imbragato
• non gettare materiale dall’alto
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• per la realizzazione delle murature, degli intonaci e delle finiture esterne, non sono
sufficienti i ponti al piano dei solai; è necessario costruire dei ponti intermedi (mezze
pontate), poiché non è consentito utilizzare i ponti su cavalletti sui ponteggi esterni
• i ponti intermedi devono essere costruiti con i medesimi criteri adottati per i ponti al piano
dei solai, con intavolati e parapetti regolari
• all’interno della costruzione sono utilizzati ponti su cavalletti. La loro costruzione deve
risultare sempre appropriata anche quando, per l’esecuzione di lavori di finitura, il loro
utilizzo è limitato nel tempo (lavoro di breve durata)
• i tavoloni da m. 4 di lunghezza devono poggiare sempre su tre cavalletti e devono essere
almeno in numero di 4, ben accostati fra loro, fissati ai cavalletti e con la parte a sbalzo non
eccedente i cm 20
• molte volte, specie nei lavori di finitura, vengono impiegati ponti su ruote (trabattelli).
Spesso il loro impiego non è corretto, pertanto è necessario ricordare che, anche se la
durata dei lavori è limitata a pochi minuti, bisogna rispettare le regole di sicurezza ed in
particolare:
• l’altezza del trabattello deve essere quella prevista dal fabbricante, senza l’impiego di
sovrastrutture
• le ruote devono essere bloccate
• l’impalcato deve essere completo e fissato agli appoggi
• i parapetti devono essere di altezza regolare (almeno m. 1), presenti sui quattro lati e
completi di tavole fermapiede
• per l’accesso alle “mezze pontate”, ai ponti su cavalletti, ai trabattelli, devono essere
utilizzate regolari scale a mano, non quelle confezionate in cantiere, come è abitudine di
molti
• le scale a mano devono avere altezza tale da superare di almeno m. 1 il piano di arrivo,
essere provviste di dispositivi antisdrucciolevoli, essere legate o fissate in modo da non
ribaltarsi e, quando sono disposte verso la parte esterna del ponteggio, devono essere
provviste di protezione (parapetto)
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
• casco
• guanti
• otoprotettori
• calzature di sicurezza
• maschere per la protezione delle vie respiratorie
• indumenti protettivi
PROCEDURE DI EMERGENZA
• evacuazione del cantiere in caso di emergenza
• per ogni postazione di lavoro è necessario individuare una “via di fuga”, da
mantenere sgombra da ostacoli o impedimenti, che il personale potrà utilizzare per
la normale circolazione ed in caso di emergenza. Nel caso di lavorazioni in edifici su
più scale è opportuno organizzare il lavoro in modo che una scala (anche esterna)
rimanga comunque percorribile in caso di necessità
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SCHEDE BIBLIOGRAFICHE DI RIFERIMENTO
1.1 Luoghi, locali e posti di lavoro - Attività di cantiere
1.1.6 LAVORI STRADALI
ATTIVITA’ CONTEMPLATE
• valutazione ambientale: vegetale, colturale, archeologico, urbano, geomorfologico
• ispezione ricerca sottosuolo
• preparazione, delimitazione e sgombero area
• movimento autocarri e macchine operatrici
• formazione rilevati, cassonetti e costipatura
• preparazione fondo
• fornitura del conglomerato bituminoso
• stesura manto con vibrofinitrice
• rullaggio
• finitura manuale
• fornitura e posa attrezzature di servizio (marciapiedi, illuminazione, paletti, guardrails,
etc.)
• verniciatura segnaletica orizzontale
• rimozione delle delimitazioni ed apertura al traffico
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
• D.P.R. 547/55
• D.P.R. 303/56
• D.P.R. 164/56
• D. L.gs 277/91
• D. L.gs 626/94
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI
PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• urti, colpi, impatti, compressioni
• vibrazioni
• scivolamenti, cadute a livello
• calore, fiamme, esplosione
• elettrici
• rumore
• cesoiamento, stritolamento
• investimento (da parte di mezzi meccanici)
• movimentazione manuale dei carichi
• polveri, fibre
• catrame, fumo
• infezioni da microrganismi (in ambiente insalubre)
• olii minerali e derivati
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PRINCIPALI MISURE DI PREVENZIONE
3. URTI - COLPI - IMPATTI - COMPRESSIONI
Le attività che richiedono sforzi fisici violenti e/o repentini devono essere eliminate o ridotte
anche attraverso l’impiego di attrezzature idonee alla mansione. Gli utensili, gli attrezzi e gli
apparecchi per l’impiego manuale devono essere tenuti in buono stato di conservazione ed
efficienza e quando non utilizzati devono essere tenuti in condizioni di equilibrio stabile (es.
riposti in contenitori o assicurati al corpo dell’addetto) e non devono ingombrare posti di
passaggio o di lavoro. I depositi di materiali in cataste, pile e mucchi devono essere organizzati
in modo da evitare crolli o cedimenti e permettere una sicura e agevole movimentazione.
5. VIBRAZIONI
Qualora non sia possibile evitare l’utilizzo diretto di utensili ed attrezzature comunque capaci
di trasmettere vibrazioni al corpo dell’operatore, queste ultime devono essere dotate di tutte le
soluzioni tecniche più efficaci per la protezione dei lavoratori (es.: manici antivibrazioni,
dispositivi di smorzamento, etc.) ed essere mantenute in stato di perfetta efficienza. I
lavoratori addetti devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria e deve essere valutata
l’opportunità di adottare la rotazione tra gli operatori.
6. SCIVOLAMENTI - CADUTE A LIVELLO
I percorsi per la movimentazione dei carichi ed il dislocamento dei depositi devono essere
scelti in modo da evitare quanto più possibile le interferenze con zone in cui si trovano
persone.
I percorsi pedonali interni al cantiere devono sempre essere mantenuti sgombri da
attrezzature, materiali, macerie o altro capace di ostacolare il cammino degli operatori. Tutti
gli addetti devono indossare calzature idonee. Per ogni postazione di lavoro è necessario
individuare la via di fuga più vicina. Deve altresì provvedersi per il sicuro accesso ai posti di
lavoro in piano, in elevazione e in profondità. Le vie d’accesso al cantiere e quelle
corrispondenti ai percorsi interni devono essere illuminate secondo le necessità diurne e
notturne.
7. CALORE - FIAMME - ESPLOSIONE
Nei lavori effettuati in presenza di materiali, sostanze o prodotti infiammabili, esplosivi o
combustibili, devono essere adottate le misure atte ad impedire i rischi conseguenti. In
particolare:
• le attrezzature e gli impianti devono essere di tipo idoneo all’ambiente in cui si deve
operare;
• le macchine, i motori e le fonti di calore eventualmente preesistenti negli ambienti devono
essere tenute inattive; gli impianti elettrici preesistenti devono essere messi fuori tensione;
• non devono essere contemporaneamente eseguiti altri lavori suscettibili di innescare
esplosioni od incendi, né introdotte fiamme libere o corpi caldi;
• gli addetti devono portare calzature ed indumenti che non consentano l’accumulo di
cariche elettrostatiche o la produzione di scintille e devono astenersi dal fumare;
• nelle immediate vicinanze devono essere predisposti estintori idonei per la classe di
incendio prevedibile;
• all’ingresso degli ambienti o alla periferie delle zone interessate dai lavori devono essere
poste scritte e segnali ricordanti il pericolo.
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PIANO DI SICUREZZA – SCHEDE BIBLIOGARFICHE
Nei lavori a caldo con bitumi, catrami, asfalto e simili devono essere adottate misure contro i
rischi di: traboccamento delle masse calde dagli apparecchi di riscaldamento e dai recipienti
per il trasporto; incendio; ustione.
Durante le operazioni di taglio e saldatura deve essere impedita la diffusione di particelle di
metallo incandescente al fine di evitare ustioni e focolai di incendio. Gli addetti devono fare
uso degli idonei dispositivi di protezione individuali.
9. ELETTRICI
Prima di iniziare le attività deve essere effettuata una ricognizione dei luoghi dei lavori al fine
di individuare la eventuale esistenza di linee elettriche aeree o interrate e stabilire le idonee
precauzioni per evitare possibili contatti diretti o indiretti con elementi in tensione.
I percorsi e la profondità delle linee interrate o in cunicolo in tensione devono essere rilevati e
segnalati in superficie quando interessano direttamente la zona di lavoro. Devono essere
altresì formulate apposite e dettagliate istruzioni scritte per i preposti e gli addetti ai lavori in
prossimità di linee elettriche.
La scelta degli impianti e delle attrezzature elettriche per le attività edili deve essere effettuata
in funzione dello specifico ambiente di lavoro, verificandone la conformità alle norme di
Legge e di buona tecnica. L’impianto elettrico di cantiere deve essere sempre progettato e
deve essere redatto in forma scritta nei casi previsti dalla Legge; l’esecuzione, la
manutenzione e la riparazione dello stesso deve essere effettuata da personale qualificato.
11. RUMORE
Nell’acquisto di nuove attrezzature occorre prestare particolare attenzione alla silenziosità
d’uso. Le attrezzature devono essere correttamente mantenute e utilizzate, in conformità alle
indicazioni del fabbricante, al fine di limitarne la rumorosità eccessiva. Durante il
funzionamento gli schermi e le paratie delle attrezzature devono essere mantenute chiuse e
dovranno essere evitati i rumori inutili. Quando il rumore di una lavorazione o di una
attrezzatura non può essere eliminato o ridotto, si devono porre in essere protezioni collettive
quali la delimitazione dell’area interessata e/o la posa in opera di schermature supplementari
della fonte di rumore. Se la rumorosità non è diversamente abbattibile è necessario adottare i
dispositivi di protezione individuali conformi a quanto indicato nel rapporto di valutazione
del rumore e prevedere la rotazione degli addetti alle mansioni rumorose.
12. CESOIAMENTO - STRITOLAMENTO
Il cesoiamento e lo stritolamento di persone tra parti mobili di macchine e parti fisse delle
medesime o di opere, strutture provvisionali o altro, deve essere impedito limitando con mezzi
materiali il percorso delle parti mobili o segregando stabilmente la zona pericolosa. Qualora
ciò non risulti possibile deve essere installata una segnaletica appropriata e devono essere
osservate opportune distanze di rispetto; ove del caso devono essere disposti comandi di
arresto di emergenza in corrispondenza dei punti di potenziale pericolo.
15. INVESTIMENTO
Per l’accesso al cantiere degli addetti ai lavori e dei mezzi di lavoro devono essere predisposti
percorsi sicuri. Deve essere comunque sempre impedito l’accesso di estranei alle zone di
lavoro.
All’interno del cantiere la circolazione degli automezzi e delle macchine semoventi deve essere
regolata con norme il più possibile simili a quelle della circolazione sulle strade pubbliche e la
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velocità deve essere limitata a seconda delle caratteristiche e condizioni dei percorsi e dei
mezzi.
Per l’accesso degli addetti ai rispettivi luoghi di lavoro devono essere approntati percorsi
sicuri e, quando necessario, separati da quelli dei mezzi meccanici.
Le vie d’accesso al cantiere e quelle corrispondenti ai percorsi interni devono essere illuminate
secondo le necessità diurne o notturne e mantenute costantemente in condizioni soddisfacenti.
16. MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI
La movimentazione manuale dei carichi deve essere ridotta al minimo e razionalizzata al fine
di non richiedere un eccessivo impegno fisico del personale addetto.
In ogni caso è opportuno ricorrere ad accorgimenti quali la movimentazione ausiliata o la
ripartizione del carico. Il carico da movimentare deve essere facilmente afferrabile e non deve
presentare caratteristiche tali da provocare lesioni al corpo dell’operatore, anche in funzione
della tipologia della lavorazione.
In relazione alle caratteristiche ed entità dei carichi, l’attività di movimentazione manuale
deve essere preceduta ed accompagnata da una adeguata azione di informazione e
formazione, previo accertamento, per attività non sporadiche, delle condizioni di salute degli
addetti.
31. POLVERI - FIBRE
Nelle lavorazioni che prevedono l’impiego di materiali in grana minuta o in polvere oppure
fibrosi e nei lavori che comportano l’emissione di polveri o fibre dei materiali lavorati, la
produzione e/o la diffusione delle stesse deve essere ridotta al minimo utilizzando tecniche e
attrezzature idonee.
Le polveri e le fibre captate e quelle depositatesi, se dannose, devono essere sollecitamente
raccolte ed eliminate con i mezzi e gli accorgimenti richiesti dalla loro natura.
Qualora la quantità di polveri o fibre presenti superi i limiti tollerati e comunque nelle
operazioni di raccolta ed allontanamento di quantità importanti delle stesse, devono essere
forniti ed utilizzati indumenti di lavoro e DPI idonei alle attività ed eventualmente, ove
richiesto, il personale interessato deve essere sottoposto a sorveglianza sanitaria.
51. CATRAME - FUMO
Nei lavori a caldo con bitumi, catrami, asfalto e simili devono essere adottate misure contro i
rischi di: traboccamento delle masse calde dagli apparecchi di riscaldamento e dai recipienti
per il trasporto; incendio; ustione; diffusione di vapori pericolosi o nocivi.
I trasportatori, i vagli, le tramogge, gli scarichi dei forni di essiccamento del pietrisco devono
essere costruiti o protetti in modo da evitare la produzione e la diffusione di polveri e vapori
oltre i limiti ammessi. L’aria uscente dall’apparecchiatura deve essere guidata in modo da
evitare che investa posti di lavoro.
Gli addetti allo spargimento manuale devono fare uso di occhiali o schemi facciali, guanti,
scarpe e indumenti di protezione. Tutti gli addetti devono comunque utilizzare i DPI per la
protezione delle vie respiratorie ed essere sottoposti a sorveglianza sanitaria.
53. INFEZIONI DA MICRORGANISMI
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PIANO DI SICUREZZA – SCHEDE BIBLIOGARFICHE
Prima dell’inizio dei lavori di bonifica deve essere eseguito un esame della zona e devono
essere assunte informazioni per accertare la natura e l’entità dei rischi presenti nell’ambiente
e l’esistenza di eventuali malattie endemiche.
Sulla base dei dati particolari rilevati e di quelli generali per lavori di bonifica, deve essere
approntato un programma tecnico-sanitario con la determinazione delle misure da adottare in
ordine di priorità per la sicurezza e l’igiene degli addetti nei posti di lavoro e nelle
installazioni igienico assistenziali, da divulgare nell’ambito delle attività di informazione e
formazione.
Quando si fa uso di mezzi chimici per l’eliminazione di insetti o altro, si devono seguire le
indicazioni dei produttori. L’applicazione deve essere effettuata solamente da persone ben
istruite e protette. La zona trattata deve essere segnalata con le indicazioni di pericolo e di
divieto di accesso fino alla scadenza del periodo di tempo indicato. Gli addetti devono essere
sottoposti a sorveglianza sanitaria e devono utilizzare indumenti protettivi e DPI appropriati.
55. OLI MINERALI E DERIVATI
Nelle attività che richiedono l’impiego di oli minerali o derivati (es. stesura del disarmante
sulle casseforme, attività di manutenzione attrezzature e impianti) devono essere attivate le
misure necessarie per impedire il contatto diretto degli stessi con la pelle dell’operatore.
Occorre altresì impedire la formazione di aerosoli durante le fasi di lavorazione utilizzando
attrezzature idonee. Gli addetti devono costantemente indossare indumenti protettivi,
utilizzare i DPI ed essere sottoposti a sorveglianza sanitaria.
ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
• tutti gli addetti devono rispettare la segnaletica di cantiere e le indicazioni eventualmente
fornite dai preposti in merito alla circolazione dei mezzi e delle attrezzature nell’area di
lavoro
• quando le lavorazioni interessano tratti di strada aperti al traffico, prima dell’inizio dei
lavori, occorre delimitare in maniera ben visibile la zona di lavorazione, comprensiva delle
aree di manovra delle macchine operatrici; peraltro tutti i lavoratori devono indossare
indumenti ad alta visibilità
• tutti gli addetti a terra devono tenersi lontani dalle attrezzature in funzione, possibilmente
sotto il controllo visivo dell’operatore
• nelle zone di stesura del manto bituminoso devono restare solo gli addetti strettamente
necessari alla lavorazione; nelle stesse zone è fatto divieto di fumare, mangiare e bere
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
• casco o copricapo
• guanti
• otoprotettori
• calzature di sicurezza (anche con suola termica)
• maschere per la protezione delle vie respiratorie
• indumenti protettivi
• indumenti ad alta visibilità
PROCEDURE DI EMERGENZA
• nelle lavorazioni che richiedono l’impiego di fiamme libere ed a bordo delle macchine è
opportuno tenere a portata di mano un estintore
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• per le attività che si svolgono a notevole distanza dal più vicino centro di Pronto Soccorso è
necessario prevedere idonei sistemi di comunicazione per contattare direttamente i Centri
di trasporto di emergenza (es. Elisoccorso)
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SCHEDE BIBLIOGRAFICHE DI RIFERIMENTO
1.2 Luoghi, locali e posti di lavoro - Opere Provvisionali
1.2.5 PARAPETTI
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
• D.P.R. 547/55 artt. 10, 16, 23, 26, 27, 193, 213, 242
• D.P.R. 164/56 artt. 4, 6, 24, 29, 56, 68, 69
• Circolare Ministero del Lavoro 15/80
• Circolare Ministero del Lavoro 13/82
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI
PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• cadute dall’alto
• caduta materiale dall’alto
CARATTERISTICHE DI SICUREZZA
• devono essere allestiti con buon materiale e a regola d’arte, risultare idonei allo scopo, ed
essere conservati in efficienza per l’intera durata del lavoro
• il parapetto regolare può essere costituito da:
• un corrente superiore, collocato all’altezza minima di m 1 dal piano di calpestio, e
da una tavola fermapiede, aderente al piano di camminamento, di altezza variabile,
ma tale da non lasciare uno spazio vuoto, fra sé e il mancorrente superiore,
maggiore di cm 60
• un corrente superiore, collocato all’altezza minima di m 1 dal piano di calpestio, una
tavola fermapiede, aderente al piano di camminamento, alta non meno di cm 20 ed
un corrente intermedio che non lasci uno spazio libero, fra la tavola fermapiede ed il
corrente superiore, maggiore di cm 60
MISURE DI PREVENZIONE
• vanno previsti per evitare la caduta nel vuoto di persone e materiale
• sia i correnti che la tavola fermapiede devono essere applicati dalla parte interna dei
montanti o degli appoggi sia quando fanno parte dell’impalcato di un ponteggio che in
qualunque altro caso
• piani, piazzole, castelli di tiro e attrezzature varie possono presentare parapetti realizzati
con caratteristiche geometriche e dimensionali diverse
• il parapetto con fermapiede va anche applicato sul lato corto, terminale, dell’impalcato,
procedendo alla cosiddetta “intestatura” del ponte
• il parapetto con fermapiede va previsto sul lato del ponteggio verso la costruzione quando
il distacco da essa superi i cm 20 e non sia possibile realizzare un piano di calpestio esterno,
poggiante su traversi a sbalzo, verso l’opera stessa
• il parapetto con fermapiede va previsto ai bordi delle solette che siano a più di m 2 di
altezza
• il parapetto con fermapiede va previsto ai bordi degli scavi che siano a più di m 2 di altezza
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• il parapetto con fermapiede va previsto nei tratti prospicienti il vuoto di viottoli e scale con
gradini ricavate nel terreno o nella roccia quando si superino i m 2 di dislivello
• è considerata equivalente al parapetto qualsiasi altra protezione - quale muro, parete
piena, ringhiera, lastra, grigliato, balaustrata e simili - in grado di garantire prestazioni di
sicurezza contro la caduta verso i lati aperti non inferiori a quelle richieste per un
parapetto normale
ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
• verificare la presenza del parapetto di protezione dove necessario
• verificare la stabilità, la completezza e gli aspetti dimensionali del parapetto di protezione,
con particolare riguardo alla consistenza strutturale ed al corretto fissaggio, ottenuto in
modo da poter resistere alle sollecitazioni nell’insieme ed in ogni sua parte, tenuto conto
delle condizioni ambientali e della sua specifica funzione
• non modificare né, tanto meno, eliminare un parapetto
• segnalare al responsabile del cantiere eventuali non rispondenze a quanto indicato
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
• elmetto
• calzature di sicurezza
• guanti
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SCHEDE BIBLIOGRAFICHE DI RIFERIMENTO
1.2 Luoghi, locali e posti di lavoro - Opere Provvisionali
1.2.8 PONTI SU RUOTE
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
• D.P.R. 547/55 art. 25
• D.P.R. 164/56 artt. 30, 52
• Circolare Ministero del Lavoro 24/82
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI
PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• caduta dall’alto
• caduta materiale dall’alto
CARATTERISTICHE DI SICUREZZA
• i ponti a torre su ruote vanno realizzati a regola d’arte, utilizzando buon materiale,
risultare idonei allo scopo ed essere mantenuti in efficienza per l’intera durata del lavoro
• la stabilità deve essere garantita anche senza la disattivazione delle ruote - prescindendo
dal fatto che il ponte sia o meno ad elementi innestati - fino all’altezza e per l’uso cui
possono essere adibiti
• nel caso in cui invece la stabilità non sia assicurata contemporaneamente alla mobilità vale a dire non è necessario disattivare le ruote per garantire l’equilibrio del ponte rientrano nella disciplina relativa alla autorizzazione ministeriale, essendo assimilabili ai
ponteggi metallici fissi
• devono avere una base sufficientemente ampia da resistere, con largo margine di sicurezza,
ai carichi ed alle oscillazioni cui possono essere sottoposti durante gli spostamenti o per
colpi di vento ed in modo che non possano essere ribaltati
• l’altezza massima consentita è di m 15, dal piano di appoggio all’ultimo piano di lavoro
• per quanto riguarda la portata, non possono essere previsti carichi inferiori a quelli di
norma indicati per i ponteggi metallici destinati ai lavori di costruzione
• i ponti debbono essere usati esclusivamente per l’altezza per cui sono costruiti, senza
aggiunte di sovrastrutture
• sull’elemento di base deve trovare spazio una targa riportante i dati e le caratteristiche
salienti del ponte, nonché le indicazioni di sicurezza e d’uso di cui tenere conto
MISURE DI PREVENZIONE
• i ponti con altezza superiore a m 6 vanno corredati con piedi stabilizzatori
• il piano di scorrimento delle ruote deve risultare compatto e livellato
• le ruote devono essere metalliche, con diametro non inferiore a cm 20 e larghezza almeno
pari a cm 5, corredate di meccanismo di bloccaggio. Col ponte in opera devono risultare
sempre bloccate dalle due parti con idonei cunei o con stabilizzatori
• il ponte va corredato alla base di dispositivo per il controllo dell’orizzontalità
• per impedirne lo sfilo va previsto un blocco all’innesto degli elementi verticali, correnti e
diagonali
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PIANO DI SICUREZZA – SCHEDE BIBLIOGARFICHE
• l’impalcato deve essere completo e ben fissato sugli appoggi
• il parapetto di protezione che perimetra il piano di lavoro deve essere regolamentare e
corredato sui quattro lati di tavola fermapiede alta almeno cm 20
• per l’accesso ai vari piani di calpestio devono essere utilizzate scale a mano regolamentari.
Se presentano una inclinazione superiore a 75° vanno protette con paraschiena, salvo
adottare un dispositivo anticaduta da collegare alla cintura di sicurezza
• per l’accesso sono consentite botole di passaggio, purché richiudibili con coperchio
praticabile
• all’esterno e per altezze considerevoli, i ponti vanno ancorati alla costruzione almeno ogni
due piani
ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
• verificare che il ponte su ruote sia realmente tale e non rientri nel regime imposto dalla
autorizzazione ministeriale
• rispettare con scrupolo le prescrizioni e le indicazioni fornite dal costruttore
• verificare il buon stato di elementi, incastri, collegamenti
• montare il ponte in tutte le parti, con tutte le componenti
• accertare la perfetta planarità e verticalità della struttura e, se il caso, ripartire il carico del
ponte sul terreno con tavoloni
• verificare l’efficacia del blocco ruote
• usare i ripiani in dotazione e non impalcati di fortuna
• predisporre sempre sotto il piano di lavoro un regolare sottoponte a non più di m 2,50
• verificare che non si trovino linee elettriche aeree a distanza inferiore a m 5
• non installare sul ponte apparecchi di sollevamento
• non effettuare spostamenti con persone sopra
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
• elmetto
• calzature di sicurezza
• guanti
• cintura di sicurezza
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SCHEDE BIBLIOGRAFICHE DI RIFERIMENTO
1.2 Luoghi, locali e posti di lavoro - Opere Provvisionali
1.2.11 PONTEGGI METALLICI
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
• D.P.R. 164/56 artt. 30, 31, 32, 33, 34, 35, 36, 37, 38
• Circolare Ministero del Lavoro 13/82
• Circolare Ministero del Lavoro 149/85
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI
PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• cadute dall’alto
• punture, tagli, abrasioni
• scivolamenti, cadute a livello
• elettrici
• caduta materiale dall’alto
• movimentazione manuale dei carichi
CARATTERISTICHE DI SICUREZZA
• i ponteggi metallici, siano essi a tubi e giunti o ad elementi prefabbricati, devono essere
allestiti a regola d’arte, secondo le indicazioni del costruttore, con materiale autorizzato, ed
essere conservati in efficienza per l’intera durata del lavoro
• possono essere impiegati solo se muniti della autorizzazione ministeriale
• possono essere impiegati, senza documentazioni aggiuntive alla autorizzazione ministeriale,
per le situazioni previste dall’autorizzazione stessa e per le quali la stabilità della struttura
è assicurata, vale a dire strutture:
• alte fino a m 20 dal piano di appoggio delle basette all’estradosso del piano di lavoro
più alto
• conformi agli schemi-tipo riportati nella autorizzazione
• comprendenti un numero complessivo di impalcati non superiore a quello previsto
negli schemi-tipo
• con gli ancoraggi conformi a quelli previsti nella autorizzazione e in ragione di
almeno uno ogni mq 22
• con sovraccarico complessivo non superiore a quello considerato nella verifica di
stabilità
• con i collegamenti bloccati mediante l’attivazione dei dispositivi di sicurezza
• i ponteggi che non rispondono anche ad una soltanto delle precedenti condizioni non
garantiscono il livello di sicurezza presupposto nella autorizzazione ministeriale e devono
pertanto essere giustificati da una documentazione di calcolo e da un disegno esecutivo
aggiuntivi redatti da un ingegnere o architetto iscritto all’albo professionale
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PIANO DI SICUREZZA – SCHEDE BIBLIOGARFICHE
• nel caso di ponteggio misto - unione di prefabbricato e tubi e giunti - se la cosa non è
esplicitamente prevista dalla autorizzazione ministeriale è necessaria la documentazione di
calcolo aggiuntiva
• anche l’installazione sul ponteggio di tabelloni pubblicitari, teloni e reti obbliga alla
elaborazione della documentazione di calcolo aggiuntiva
• le eventuali modifiche al ponteggio devono restare nell’ambito dello schema-tipo che
giustifica l’esenzione dall’obbligo del calcolo
• quando non sussiste l’obbligo del calcolo, schemi-tipo e disegno esecutivo possono essere
vistati dal responsabile di cantiere
• tutti gli elementi metallici costituenti il ponteggio devono avere un carico di sicurezza non
inferiore a quello indicato nella autorizzazione ministeriale
• tutti gli elementi metallici del ponteggio devono portare impressi, a rilievo o ad incisione, il
nome o il marchio del fabbricante
MISURE DI PREVENZIONE
• il ponteggio, unitamente a tutte le altre misure necessarie ad eliminare i pericoli di caduta
di persone e cose, va previsto nei lavori eseguiti ad un’altezza superiore ai due metri
• in relazione ai luoghi ed allo spazio disponibile è importante valutare quale sia il tipo di
ponteggio da utilizzare che meglio si adatta
• il montaggio e lo smontaggio devono essere eseguiti da personale pratico ed idoneo, dotato
di dispositivi personali di protezione, rispettando quanto indicato nella autorizzazione
ministeriale e sotto la diretta sorveglianza di un preposto ai lavori
• costituendo, nel suo insieme, una vera e propria struttura complessa, il ponteggio deve
avere un piano di appoggio solido e di adeguata resistenza, mezzi di collegamento efficaci,
ancoraggi sufficienti, possedere una piena stabilità
• distanze, disposizioni e reciproche relazioni fra le componenti il ponteggio devono
rispettare le indicazioni del costruttore che compaiono sulla autorizzazione ministeriale
• gli impalcati, siano essi realizzati in tavole di legno che con tavole metalliche o di materiale
diverso, devono essere messi in opera secondo quanto indicato nella autorizzazione
ministeriale e in modo completo (per altre informazioni si rimanda alle schede “intavolati”,
“parapetti”, “parasassi”)
• sopra i ponti di servizio è vietato qualsiasi deposito, salvo quello temporaneo dei materiali e
degli attrezzi in uso, la cui presenza non deve intralciare i movimenti e le manovre
necessarie per l’andamento del lavoro ed il cui peso deve essere sempre inferiore a quello
previsto dal grado di resistenza del ponteggio
• gli impalcati e i ponti di servizio devono avere un sottoponte di sicurezza, costruito come il
ponte, a distanza non superiore a m 2,50. Esso ha la funzione di trattenere persone o
materiali che possono cadere dal ponte soprastante in caso di rottura di una tavola
• l’impalcato del ponteggio va corredato di una chiara indicazione in merito alle condizioni
di carico massimo ammissibile
• il ponteggio metallico va protetto contro le scariche atmosferiche mediante apposite calate e
spandenti a terra
• per i ponteggi metallici valgono, per quanto applicabili, le disposizioni relative ai ponteggi
in legno
• oltre ai ponteggi, anche le altre opere provvisionali costituite da elementi metallici o di
notevole importanza e complessità in rapporto alle dimensioni ed ai sovraccarichi devono
essere erette in base ad un progetto comprendente calcolo e disegno esecutivo
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ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
• verificare che il ponteggio venga realizzato dove necessario
• verificare che venga conservato in buone condizioni di manutenzione, che la protezione
contro gli agenti nocivi esterni sia efficace e che il marchio del costruttore si mantenga
rintracciabile e decifrabile
• appurarne stabilità e integrità ad intervalli periodici, dopo violente perturbazioni
atmosferiche o prolungata interruzione della attività
• procedere ad un controllo più accurato quando si prende in carico un cantiere già avviato,
con il ponteggio già installato o in fase di completamento
• accedere ai vari piani del ponteggio in modo comodo e sicuro. Se avviene, come d’uso,
tramite scale portatili, queste devono essere intrinsecamente sicure e, inoltre, essere:
vincolate, non in prosecuzione una dell’altra, sporgere di almeno un metro dal piano di
arrivo, protette se poste verso la parte esterna del ponteggio
• non salire o scendere lungo gli elementi del ponteggio
• evitare di correre o saltare sugli intavolati del ponteggio
• evitare di gettare dall’alto materiali di qualsiasi genere o elementi metallici del ponteggio
• abbandonare il ponteggio in presenza di un forte vento
• controllare che in cantiere siano conservate tutte le documentazioni tecniche necessarie e
richieste relative all’installazione del ponteggio metallico
• verificare che gli elementi del ponteggio ancora ritenuti idonei al reimpiego siano tenuti
separati dal materiale non più utilizzabile
• segnalare al responsabile del cantiere eventuali non rispondenze a quanto indicato
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
• elmetto
• guanti
• calzature di sicurezza
• cintura di sicurezza
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
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SCHEDE BIBLIOGRAFICHE DI RIFERIMENTO
1.2 Luoghi, locali e posti di lavoro - Opere Provvisionali
1.2.12 PROTEZIONI APERTURE VERSO IL VUOTO
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
• D.P.R. 547/55 art. 10
• D.P.R. 164/56 artt. 68, 69
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI
PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• cadute dall’alto
• caduta materiale dall’alto
CARATTERISTICHE DI SICUREZZA
• le protezioni devono essere allestite a regola d’arte utilizzando buon materiale; risultare
idonee allo scopo ed essere conservate in efficienza per l’intera durata del lavoro
• le aperture nei muri prospicienti il vuoto o vani che abbiano una profondità superiore a m
0,50 devono essere munite di normale parapetto con tavola fermapiede oppure essere
convenientemente sbarrate (per le caratteristiche ed i valori dimensionali propri del
parapetto di protezione si rimanda alla scheda “parapetti”)
MISURE DI PREVENZIONE
• sono predisposte per evitare la caduta di persone e la precipitazione di cose e materiale nel
vuoto
• vanno applicate nei casi tipici di: balconi, pianerottoli, vani finestra, vani ascensore e casi
simili
• la necessità della protezione permane e, anzi, si fa tanto più grande quando, col graduale
aumento delle dimensioni delle aperture verso il vuoto, diminuiscono quelle dei muri, fino a
ridursi ai soli pilastri come avviene nelle costruzioni in c.a. e metalliche, oppure fino a
scomparire come avviene sul ciglio di coperture piane
• nel caso delle scale i parapetti provvisori di protezione vanno tenuti in opera, fissati
rigidamente a strutture resistenti, fino all’installazione definitiva di ringhiere ed al
completamento della muratura
ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
• verificare la presenza efficace delle protezioni alle aperture verso il vuoto tutto dove
necessario
• non rimuovere, senza qualificata motivazione, le protezioni
• segnalare al responsabile di cantiere eventuali non rispondenze a quanto indicato
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
• elmetto
• calzature di sicurezza
• guanti
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
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PIANO DI SICUREZZA – SCHEDE BIBLIOGARFICHE
• cintura di sicurezza
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
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SCHEDE BIBLIOGRAFICHE DI RIFERIMENTO
1.3 Luoghi, locali e posti di lavoro - Organizzazione del cantiere
1.3.1 INSTALLAZIONE CANTIERE
Quando si installa un cantiere, la prima cosa da fare è valutare il cantiere in termini di
organizzazione generale. Ciò significa, in relazione al tipo ed all’entità, considerare ad
esempio: il periodo in cui si svolgeranno i lavori, la durata prevista, il numero massimo
ipotizzabile di addetti, la necessità di predisporre logisticamente il sito in modo da garantire
un ambiente di lavoro non solo tecnicamente sicuro e igienico, ma anche il più possibile
confortevole.
ATTIVITA’ CONTEMPLATE
• caratteristiche dei lavori e localizzazione
impianti
• delimitazione dell’area
• tabella informativa
• emissioni inquinanti
• accessi al cantiere
• percorsi interni, rampe e viottoli
• parcheggi
• uffici
• depositi di materiali
•
•
•
•
•
•
•
•
•
servizi igienico assistenziali
acqua
docce e lavabi
gabinetti
spogliatoio
refettorio e locale ricovero
dormitori
presidi sanitari
pulizia
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
• DPR 547/55
• DPR 303/56
• DPR 164/56
• D.Lgs. 277/91
• D.Lgs. 626/94
PRINCIPALI MISURE DI PREVENZIONE E DI IGIENE
Caratteristiche dei lavori e localizzazione degli impianti
• è sempre necessaria una disamina tecnica preventiva sulla situazione dell'area rispetto a:
attraversamenti di linee elettriche aeree o di cavi sotterranei, fognature, acquedotti
(prendendo immediati accordi con le società ed aziende esercenti le reti al fine di mettere in
atto le misure di sicurezza necessarie prima di dare inizio ai lavori), aspetti idrologici
(sorgenti, acque superficiali), gallerie, presenza di eventuali servitù a favore di altri fondi
confinanti, notizie sulla climatologia, vale a dire pericolo di frane, smottamenti, rischi di
valanghe, comportamento dei venti dominanti.
Delimitazione dell’area
• al fine di identificare nel modo più chiaro l'area dei lavori è necessario recintare il cantiere
lungo tutto il suo perimetro. La recinzione impedisce l'accesso agli estranei e segnala in
modo inequivocabile la zona dei lavori. Deve essere costituita con delimitazioni robuste e
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durature corredate da richiami di divieto e pericolo. La necessità della perimetrazione
viene richiamata anche dai regolamenti edilizi locali.
• quando sia previsto, il passaggio o lo stazionamento di terzi in prossimità di zone di lavoro
elevate di pertinenza al cantiere, si devono adottare misure per impedire che la caduta
accidentale di oggetti e materiali costituisca pericolo. Recinzioni, sbarramenti, protezioni,
segnalazioni e avvisi devono essere mantenuti in buone condizioni e resi ben visibili.
Tabella informativa
• l'obbligo dell'esibizione del cartello di cantiere è determinato essenzialmente da norma di
carattere urbanistico. Deve essere collocato in sito ben visibile e contenere tutte le
indicazioni necessarie a qualificare il cantiere. Cartello e sistema di sostegno devono essere
realizzati con materiali di adeguata resistenza e aspetto decoroso. Anche nella legge n. 47/85
si richiama la necessità dell'apposizione del cartello di cantiere, facendo obbligo agli istituti
di controllo di segnalare le inottemperanze sia riguardo le caratteristiche dell’opera che dei
soggetti interessati.
Emissioni inquinanti
• qualunque emissione provenga dal cantiere nei confronti dell'ambiente esterno dovrà
essere valutata al fine di limitarne gli effetti negativi. Nei riguardi delle emissioni di rumore
si ricorda la necessità del rispetto del D.P.C.M. del 1 marzo 1991, relativo appunto ai limiti
massimi di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nell'ambiente esterno, con
riguardo alle attività cosiddette temporanee quali sono, a pieno diritto, i cantieri edili. Nel
caso di riscontrato o prevedibile superamento dei valori diurni e notturni massimi
ammissibili, è fatta concessione di richiedere deroga al Sindaco. Questi, sentito l'organo
tecnico competente della USL, concede tale deroga, assodato che tutto quanto necessario
all'abbattimento delle emissioni sia stato messo in opera (rispetto D.Lgs. 277) e, se il caso,
condizionando le attività disturbanti in momenti ed orari prestabiliti.
Accessi al cantiere
• le vie di accesso al cantiere richiedono un’indagine preliminare che permetta la giusta
scelta dei mezzi da usare per il trasporto dei materiali necessari alla costruzione o di quelli
di risulta. Quando sono previsti notevoli movimenti di terra diviene importante anche la
scelta delle zone di scarico. Non da trascurare, quando è il caso, il problema delle modalità
di trasporto delle maestranze locali dai centri abitati e il trasferimento degli operai
all’interno dei grandi ed estesi cantieri.
• la dislocazione degli accessi al cantiere è per forza di cose vincolata alla viabilità esterna ed
alla percorribilità interna. Sovente comporta esigenze, oltre che di recinzione, di personale
addetto al controllo ed alla vigilanza. Le vie di accesso al cantiere e quelle corrispondenti ai
percorsi interni devono essere illuminate secondo le necessità diurne e notturne.
Percorsi interni, rampe e viottoli
• le varie zone in cui si articola un cantiere e in modo particolare le zone di lavoro, impianti,
depositi, uffici non devono interferire fra loro ed essere collegate mediante itinerari il più
possibile lineari. Se nei cantieri piccoli subentra il problema, sempre nemico della
sicurezza, degli spazi ristretti, in quelli più grandi, specie per quelli che si sviluppano in
estensione, i percorsi lunghi richiedono uno studio apposito in cui sono implicati fattori di
economicità, praticità e, per l’appunto, sicurezza.
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• le vie di transito vanno mantenute curate e non devono essere ingombrate da materiali che
ostacolano la normale circolazione. Il traffico pesante va incanalato lontano dai margini di
scavo, dagli elementi di base di ponteggi e impalcature e, in linea di principio, da tutti i
punti pericolosi. Quando necessario bisogna imporre limiti di velocità e creare passaggi
separati per i soli pedoni. In questi casi si può ricorrere a sbarramenti, convogliamenti,
cartellonistica ben visibile, segnalazioni luminose e acustiche, semafori, indicatori di
pericolo. La segnaletica adottata deve essere conforme a quella prevista dalla circolazione
stradale.
• le rampe di accesso al fondo degli scavi devono avere una carreggiata solida atta a resistere
al transito dei mezzi di trasporto di cui è previsto l’impiego ed una pendenza adeguata alla
possibilità dei mezzi stessi.
• la larghezza delle rampe deve consentire un franco di almeno cm. 70 oltre la sagoma di
ingombro dei veicoli; qualora nei tratti lunghi il franco venga limitato su di un solo lato,
lungo l'altro lato devono essere realizzate nicchie o piazzole di rifugio ad intervalli non
superiori a 20 m.
• i viottoli e le scale con gradini ricavati nel terreno devono essere muniti di parapetto sui lati
verso il vuoto; le alzate dei gradini, ove occorra, devono essere trattenute con tavole e
paletti robusti.
• accessi e percorsi assumono particolare riguardo nelle demolizioni nel corso delle quali
sbarramenti, deviazioni e segnalazioni devono sempre mantenersi efficienti e visibili e,
quando il caso, sotto la costante sorveglianza di un addetto.
• il transito sotto ponti sospesi, ponti a sbalzo, scale aeree e simili deve essere impedito con
barriere o protetto con l'adozione di misure o cautele adeguate.
Parcheggi
• un’attenta organizzazione prevede, ove tecnicamente possibile, anche la soluzione del
problema dei parcheggi degli automezzi e dei mezzi di trasporto personali quali biciclette,
motociclette, automobili di addetti o visitatori autorizzati.
Uffici
• vanno ubicati in modo opportuno, con una sistemazione razionale per il normale accesso
del personale e del pubblico. E' buona norma, per questo motivo, tenerli lontani dalle zone
operative più intense.
Depositi di materiali
• la individuazione dei depositi è subordinata ai percorsi, alla eventuale pericolosità dei
materiali (combustibili, gas compressi, vernici...), ai problemi di stabilità (non predisporre,
ad esempio, depositi di materiali sul ciglio degli scavi ed accatastamenti eccessivi in
altezza).
• il deposito di materiale in cataste, pile, mucchi va sempre effettuato in modo razionale e
tale da evitare crolli o cedimenti pericolosi.
• è opportuno allestire i depositi di materiali - così come le eventuali lavorazioni - che
possono costituire pericolo in zone appartate del cantiere e delimitate in modo conveniente.
Servizi igienico assistenziali
• l'entità dei servizi varia a seconda dei casi (dimensioni del cantiere, numero degli addetti
contemporaneamente impiegati). Inoltre, è in diretta dipendenza al soddisfacimento delle
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esigenze igieniche ed alla necessità di realizzare quelle condizioni di benessere e dignità
personale indispensabili per ogni lavoratore.
• poiché l'attività edile rientra pienamente fra quelle che il legislatore considera esposte a
materie insudicianti o in ambienti polverosi, qualunque sia il numero degli addetti, i servizi
igienico-assistenziali (docce, lavabi, gabinetti, spogliatoi, refettorio, locale di riposo,
eventuali dormitori) sono indispensabili. Essi debbono essere ricavati in baracche
opportunamente coibentate, illuminate, aerate, riscaldate durante la stagione fredda e
comunque previste e costruite per questo uso.
Acqua
• deve essere messa a disposizione dei lavoratori in quantità sufficiente, tanto per uso
potabile che per lavarsi. Per la provvista, la conservazione, la distribuzione ed il consumo
devono osservarsi le norme igieniche atte ad evitarne l'inquinamento e ad impedire la
diffusione delle malattie. L’acqua da bere, quindi, deve essere distribuita in recipienti
chiusi o bicchieri di carta onde evitare che qualcuno accosti la bocca se la distribuzione
dovesse avvenire tramite tubazioni o rubinetti.
Docce e lavabi
• docce sufficienti ed appropriate devono essere messe a disposizione dei lavoratori per
potersi lavare appena terminato l'orario di lavoro. Docce, lavabi e spogliatoi devono
comunque comunicare facilmente fra loro. I locali devono avere dimensioni sufficienti per
permettere a ciascun lavoratore di rivestirsi senza impacci e in condizioni appropriate di
igiene.
• docce e lavabi vanno dotati di acqua corrente calda e fredda, di mezzi detergenti e per
asciugarsi. Le prime devono essere individuali e riscaldate nella stagione fredda. Per
quanto riguarda il numero dei lavabi, un criterio orientativo è di 1 ogni 5 dipendenti
occupati per turno.
Gabinetti
• i lavoratori devono disporre in prossimità dei posti di lavoro, dei locali di riposo, di locali
speciali dotati di un numero sufficiente di gabinetti e di lavabi, con acqua corrente, calda se
necessario, dotati di mezzi detergenti e per asciugarsi.
• almeno una latrina è sempre d'obbligo. In linea di massima, attenendosi alle indicazioni
della ingegneria sanitaria, ne va predisposta una ogni 30 persone occupate per turno.
Spogliatoio
• locali appositamente destinati a spogliatoi devono essere messi a disposizione dei lavoratori.
Devono essere convenientemente arredati, avere una capacità sufficiente, essere
possibilmente vicini al luogo di lavoro, aerati, illuminati, ben difesi dalle intemperie,
riscaldati durante la stagione fredda e muniti di sedili.
• devono, inoltre, essere attrezzati con armadietti a due settori interni chiudibili a chiave:
una parte destinata agli indumenti da lavoro, l’altra per quelli privati.
Refettorio e locale ricovero
• deve essere predisposto un refettorio, composto da uno o più ambienti a seconda delle
necessità, arredato con sedili e tavoli. Andrà illuminato, aerato e riscaldato nella stagione
fredda. Il pavimento non deve essere polveroso e le pareti imbiancate.
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• deve essere previsto il mezzo per conservare in adatti posti fissi le vivande dei lavoratori,
per riscaldarle e per lavare recipienti e stoviglie.
• è vietato l’uso di vino, birra ed altre bevande alcoliche salvo l’assunzione di modiche
quantità di vino e birra in refettorio durante l’orario dei pasti.
• il locale refettorio può anche svolgere la funzione di luogo di ricovero e riposo, dove gli
addetti possono trovare rifugio durante le intemperie o nei momenti di riposo. Se il locale
ricovero è distinto dal refettorio deve essere illuminato, aerato, ammobiliato con tavolo e
sedili con schienale e riscaldato nella stagione fredda. Nei locali di riposo si devono adottare
misure adeguate per la protezione dei non fumatori contro gli inconvenienti del fumo.
Dormitori
• quando necessario, devono essere predisposti dormitori, capaci di ospitare e proteggere
efficacemente i lavoratori contro gli agenti atmosferici.
• i dormitori si distinguono in: a) stabili; b) di fortuna; c) temporanei:
a) stabili: devono possedere tutti i requisiti di abitabilità prescritti per le case di abitazione
ed avere l'arredamento necessario rispondente alle esigenze dell'igiene (come nel caso di
impianti fissi di betonaggio, cave e impianti di estrazione, magazzini, ecc.).
b) di fortuna: nel caso di lavori di breve durata (15 giorni di stagione fredda o 30 nelle
altre) il dormitorio può anche essere ottenuto con costruzioni di fortuna (baracche di
legno o altro) a condizione che siano ben difese dall’umidità del suolo e dagli agenti
atmosferici.
c) temporanei: per lavori superiori nel tempo a quanto indicato a proposito dei dormitori
di fortuna, gli apprestamenti devono essere realizzati in modo congruo e rispondere alle
seguenti condizioni: distacco dal suolo, onde evitare fenomeni di umidità; costruzione
eseguita a regola d’arte; protezione dagli agenti esterni (coibentazione); riscaldamento
durante la stagione fredda: aperture munite di una buona chiusura e sufficienti per
ottenere una valida ventilazione; lampade per l’illuminazione notturna; difesa delle
aperture contro la penetrazione di insetti alati nelle zone acquitrinose.
• a ciascun lavoratore spetta un letto o una branda corredati con materasso o saccone,
cuscino, lenzuola, federe e coperte sufficienti e inoltre un sedile, un attaccapanni ed una
mensolina.
• lo spazio pro capite a disposizione non deve essere inferiore a mq. 3,50. Non sono consentiti
letti sovrapposti (del tipo a castello).
• in stretta vicinanza del dormitorio, se non addirittura facenti corpo unico con esso, devono
installarsi convenienti locali ad uso di cucina e refettorio, gabinetti, docce e tutto quanto
necessario a livello di servizio al fine della pulizia e dell'igiene personale.
Presidi sanitari
• se il cantiere è lontano dai posti pubblici permanenti di pronto soccorso va prevista una
camera di medicazione. Essa risulta obbligatoria qualora le attività presentino rischi di
scoppio, asfissia, infezione o avvelenamento e quando l'impresa occupi più di 50 addetti
soggetti all'obbligo delle visite mediche preventive e periodiche.
• negli altri casi è sufficiente tenere la cassetta del pronto soccorso se nel cantiere sono
occupati più di 50 addetti; in quelli di modesta entità basta il pacchetto di meditazione.
Cassetta e pacchetto di medicazione devono contenere quanto indicato e previsto dalla
norma.
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Pulizia
• le installazioni e gli arredi destinati ai refettori, agli spogliatoi, ai bagni, alle latrine, ai
dormitori ed in genere ai servizi di igiene e di benessere per i lavoratori devono essere
mantenuti in stato di scrupolosa manutenzione e pulizia a cura del datore di lavoro. A loro
volta, i lavoratori devono usare con cura e proprietà i locali, le installazioni, gli impianti e
gli arredi destinati ai servizi.
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SCHEDE BIBLIOGRAFICHE DI RIFERIMENTO
1.4 Luoghi, locali e posti di lavoro - Attività fisse
1.4.3 OFFICINA
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
• D.Lgs. 459/96
• D.Lgs. 626/94
• D.Lgs. 277/91
• DPR 547/55
• DPR 164/56
• DPR 303/56
• NORME CEI
•
•
•
•
•
•
Legge 186/68
DM 689/59
Legge 46/90
DPR 412/93
DPR 915/82
DM 392/96
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI
PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• cadute dall’alto
• cesoiamento
• urti, colpi, impatti, compressioni
• caduta di materiale dall’alto
• punture, tagli, abrasioni
• investimento
• scivolamenti, cadute a livello
• movimentazione manuale dei carichi
• elettrici
• polveri, fibre
• radiazioni non ionizzanti (affaticamento
• gas, vapori
degli occhi)
• allergeni
• rumore
• olii minerali e derivati
IMPIANTO ELETTRICO
• gli impianti devono essere costruiti o adeguati secondo le norme di buona tecnica come
previsto dalla Legge 46/90, la quale prevede inoltre la dichiarazione di conformità, la
descrizione dei materiali ed il progetto.
• rispondono alle norme di buona tecnica gli impianti realizzati secondo le norme CEI.
• gli adempimenti di Legge prevedono inoltre l’omologazione e le verifiche periodiche per
l’impianto di messa a terra.
• ulteriori informazioni e istruzioni per gli addetti sono contenute nella scheda bibliografica
di riferimento n. 5 elettricità.
IMPIANTO DI RISCALDAMENTO
• gli impianti devono essere costruiti o adeguati secondo le norme di buona tecnica come
previsto dalla Legge 46/90, la quale prevede inoltre la dichiarazione di conformità, la
descrizione dei materiali ed il progetto.
• gli adempimenti di legge prevedono le verifiche annuali dell’impianto di riscaldamento da
affidare ad una ditta abilitata.
• la ditta incaricata degli interventi di cui sopra provvederà a registrare gli esiti delle
operazioni, ordinarie e straordinarie, sul libretto dell’impianto.
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• per ulteriori chiarimenti consultare l’analogo capitolo della scheda bibliografica di
riferimento n. 1.4.1 ufficio.
AMBIENTE
Porte, portoni, cancelli
• i portoni ed i cancelli a funzionamento elettromeccanico devono possedere i necessari
dispositivi di sicurezza che ne regolano il movimento ed in particolare:
− fotocellula interna ed esterna;
− costole elettropneumatiche;
− limitatore di coppia: tale dispositivo di limitazione di velocità del motore è alternativo
alle costole elettropneumatiche;
− superficie continua liscia o a rete con maglie 10x10 mm. sia sull’anta mobile che nelle
eventuali parti fisse del telaio;
− segnale luminoso giallo;
− dispositivo per l’azionamento manuale d’emergenza.
− dispositivo contro la caduta dell’anta per ante appese a scorrimento orizzontale.
• i portoni ed i cancelli a funzionamento manuale devono avere i seguenti requisiti di
sicurezza:
− dispositivo contro la fuoriuscita della guida o dispositivo di sospensione di sicurezza per
le ante appese;
− dispositivo salvamano in presenza di rientranze o sporgenze lungo lo scorrimento
orizzontale dell’anta.
• nel locale officina deve esserci almeno 1 porta di larghezza non inferiore a cm. 90
facilmente apribile verso l’esterno la cui apertura non deve essere impedita da portoni o
cancelli. Le eventuali porte a spinta (attraverso le quali avviene il passaggio di carrelli)
devono essere trasparenti; nei pressi di tali aperture corre l’obbligo di esporre adeguata
segnaletica.
Finestre
• i dispositivi di apertura delle finestre non devono costituire pericolo per l’operatore. Le
ante aperte devono poter raggiungere una posizione tale da non intralciare i passaggi o
costituire pericolo d’altro genere.
• il numero e le dimensioni delle aperture deve consentire un sufficiente ricambio d’aria ed
una sufficiente illuminazione naturale.
• le superfici vetrate orizzontali (lucernari) devono essere costituite da materiale infrangibile
o da vetri di sicurezza protetti da reti metalliche a maglia fitta.
Circolazione pedonale
• i percorsi pedonali devono avere una larghezza non inferiore ai 60 cm., devono essere
segnalati con striscia gialla continua sul pavimento antisdrucciolevole e mantenuti liberi da
ostacoli . Tali percorsi devono essere previsti a distanza di sicurezza da attrezzature e posti
di lavoro.
• le fosse d’ispezione devono essere efficacemente segnalate nei momenti in cui non sia
possibile proteggerle adeguatamente. Quando non sono utilizzate occorre munirle di
parapetto o coprirle con impalcati robusti.
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Deposito materiali
• gli accatastamenti dei materiali devono avvenire in aree previste. La loro altezza deve
essere limitata e proporzionata al tipo di materiale. Il deposito di materiale instabile
(materiale tondeggiante) deve essere contenuto con idonei mezzi.
• i fusti di olio devono essere ubicati in aree appartate e ben aerate lontane da fonti di calore;
sotto i contenitori occorre sistemare una vasca di capacità sufficiente a contenere
l’eventuale fuoriuscita dell’olio.
Deposito bombole
• qualora le attività di saldatura e taglio termico siano saltuarie tanto da limitare al minimo
l’impiego di bombole di gas (ossigeno acetilene propano), è sufficiente posizionarle
sull’apposito carrello portabombole; eventuali bombole di ricambio o bombole vuote,
vanno collocate in un’area appositamente destinata, completa di dispositivi che ne
consentano fissaggio in posizione verticale. Per ulteriori chiarimenti consultare le schede
bibliografiche di riferimento: 1.4.2 magazzino voce “deposito materiali”, n. 2.3.1 deposito
bombole di gas compresso, n. 2.2.3 cannello per saldatura ossiacetilenica e n. 7 esplosioneincendio.
Fattori ambientali
• la temperatura e l’umidità dei locali devono essere mantenuti entro i limiti del benessere.
Nel caso che l’aerazione naturale non sia sufficiente, bisogna adottare un adeguato
impianto di aerazione forzata.
• l’impianto di climatizzazione deve essere orientato in maniera tale da non provocare
correnti d’aria fastidiose ai posti di lavoro.
• verificare il livello di esposizione personale al rumore dei lavoratori in base al D.Lgs.
277/91. Per ulteriori chiarimenti consultare la scheda bibliografica di riferimento n. 12
relativa al rischio rumore.
Ufficio, officina
• nelle officine in cui è presente un ufficio le caratteristiche di sicurezza per quanto riguarda
gli impianti, gli arredi, gli elementi costruttivi e le attrezzature di lavoro, devono
rispondere alle indicazioni esaminate nella scheda bibliografica di riferimento n. 1.4.1
ufficio.
Servizi officina
• nelle officine in cui è impiegato personale fisso occorre adibire appositi locali ad uso
spogliatoio convenientemente arredati con sedili ed armadietti ed idonei servizi igienici; gli
stessi devono essere ben illuminati aerati e riscaldati nella stagione fredda. I servizi igienici
devono essere provvisti di acqua calda e fredda e di mezzi detergenti e per asciugarsi.
• le docce messe a disposizione dei lavoratori devono essere provviste di acqua calda e
fredda, mezzi detergenti e per asciugarsi, le docce devono inoltre poter comunicare
agevolmente con lo spogliatoio.
• i locali destinati ad uso refettorio devono essere muniti di sedili e tavoli, ben illuminati,
aerati e riscaldati nella stagione fredda; le pareti devono essere intonacate ed imbiancate.
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ARREDI
Scaffali
• gli scaffali devono essere ben fissati e vanno rese note le portate dei singoli ripiani.
• l’utilizzo degli scaffali deve risultare agevole e sicuro anche riguardo l’impiego di eventuali
accessori (scale, sgabelli, ecc.).
• per ulteriori chiarimenti consultare la scheda bibliografica di riferimento n. 2.3.3 scaffali.
ILLUMINAZIONE
• l’impianto di illuminazione deve garantire un’adeguata visibilità in tutte le aree
dell’officina.
• è necessario installare, presso i posti di lavoro fissi, un’illuminazione localizzata per
potenziare l’impianto generale; presso le macchine occorre raggiungere i 200 lux di
illuminamento.
• qualora le attività svolte siano tali da richiedere una continua illuminazione dell’ambiente,
l’impianto va integrato con un sistema di illuminazione sussidiaria che intervenga
automaticamente in caso di mancanza di energia elettrica, in ogni caso va prevista
l’illuminazione di emergenza che garantisca una potenza di 5 lux presso le vie di fuga e
porte di uscita. Per ulteriori chiarimenti consultare la scheda bibliografica di riferimento n.
6 illuminazione.
PREVENZIONE INCENDI
• verificare che l’attività svolta non sia soggetta a certificato prevenzione incendi (CPI), o
accertare la presenza della documentazione prevista.
• dislocare nei punti più opportuni gli appositi mezzi di estinzione.
• esporre adeguate istruzioni per il personale.
• per ulteriori chiarimenti consultare la scheda bibliografica di riferimento n. 7 esplosioneincendio.
PRONTO SOCCORSO
• è necessario predisporre i presidi sanitari di primo intervento e designare una persona
incaricata al primo soccorso; inoltre nel locale destinato ad ospitare presidi sanitari è
opportuno esporre i numeri telefonici dei servizi esterni di soccorso
ATTREZZATURA
Apparecchi di sollevamento
• gli apparecchi di sollevamento, non a mano, di portata superiore ai 200 kg. devono essere
omologati dall’ISPESL e verificati annualmente dalla USL.
• devono rispondere alle norme di buona tecnica e possedere il marchio CE (apparecchiature
di nuova costruzione). Per ulteriori chiarimenti consultare le schede bibliografiche di
riferimento relative agli apparecchi di sollevamento e n. 1.4.2 magazzino alla voce
apparecchi di sollevamento.
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Utensili elettrici
• le attrezzature elettriche portatili di nuova costruzione devono possedere la marcatura CE;
inoltre devono possedere i requisiti di sicurezza specifici previsti dalle norme di buona
tecnica ed essere dotati di spina tipo CEI 23-12 con grado di protezione minimo IP44.
• verificare che siano munite di collegamento elettrico a terra o che posseggano la doppia
protezione.
Impianto aria centralizzato
• il compressore e l’eventuale serbatoio d’aria compressa devono rispondere ai requisiti
costruttivi dettati dalla Legge; per quest’ultimo occorre inoltre accertare ove prevista,
l’omologazione da parte dell’ISPESL e le visite periodiche da parte della USL.
• per ulteriori chiarimenti consultare la scheda bibliografica di riferimento n. 2.3.5 impianto
centralizzato aria compressa.
ATTIVITA’
Operazioni di saldatura
• le bombole utilizzate per la saldatura o il taglio ossiacetilenico devono essere assicurate
contro gli spostamenti per mezzo di un carrello portabombole o di un dispositivo di
ancoraggio fisso.
• la saldatrice elettrica deve rispondere ai requisiti delle attrezzature portatili già descritte.
• deve essere installato un idoneo impianto di aspirazione dei fumi.
• gli addetti alla saldatura elettrica devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria ai sensi
del DPR 303/56.
• il personale abilitato a queste lavorazioni deve essere formato anche per mezzo di cartelli,
relativamente alle norme di sicurezza per l’uso delle attrezzature ed all’uso dei necessari
DPI. Per ulteriori chiarimenti consultare le schede bibliografiche di riferimento n. 2.2.3
cannello per saldatura ossiacetilenica e n. 2.2.20 saldatrice elettrica.
Disossidazione e verniciatura di piccole superfici
• consegnare ai lavoratori i D.P.I. necessari ed istruirli sul loro impiego.
• formare adeguatamente gli addetti sui rischi e sulle misure di sicurezza da adottare per
queste lavorazioni.
• eseguire le operazioni di disossidazione e verniciatura possibilmente nelle aree esterne;
quando ciò non risulti possibile, predisporre un adeguato impianto di aspirazione.
Macchine fisse
• i posti di lavoro presso le macchine fisse devono consentire all’operatore un movimento
agevole; le macchine devono rispondere ai requisiti di sicurezza previsti dalle norme
vigienti ed essere installate correttamente. Gli addetti devono ricevere una completa
formazione sull’uso delle stesse.
• adeguati cartelli riguardanti le indicazioni da osservare per l’uso e la manutenzione vanno
esposti nei pressi delle macchine.
• gli addetti devono essere forniti dei necessari DPI ed essere opportunamente formati
sull’uso degli stessi.
• per ulteriori chiarimenti consultare le schede bibliografiche di riferimento delle macchine
interessate.
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Movimentazione manuale dei carichi
• tali attività devono essere regolamentate per ridurre al minimo lo sforzo fisico, rispettando
le indicazioni del D.Lgs. 626.
• per ulteriori chiarimenti consultare la scheda bibliografica di riferimento n. 9
movimentazione manuale dei carichi.
Pulizia
• verificare che le attrezzature di lavoro utilizzate (scale doppie, utensili elettrici, utensili
manuali) siano a norma e periodicamente controllate.
• fornire ai lavoratori addetti informazioni sulle procedure di lavoro, sulle precauzioni da
adottare nell’uso dei prodotti di pulizia.
• consegnare ai lavoratori addetti i DPI necessari e istruirli sul loro impiego.
• il deposito dei prodotti per la pulizia deve essere situato in un luogo destinato allo scopo e
accessibile solo agli addetti.
• quando l’attività di pulizia è affidata a personale esterno è necessario fornire ai lavoratori
addetti informazioni dettagliate sui rischi presenti nell’ambiente dove dovranno svolgere la
loro attività.
RIFIUTI
• i rifiuti prodotti, regolarmente registrati, vanno stoccati in appositi contenitori per la
raccolta differenziata in attesa di regolare trasporto e smaltimento finale in discarica,
rispettando la normativa vigente.
• le operazioni di stoccaggio e smaltimento degli olii esausti sono regolamentate dal DPR
915/82 e dal DM 392/96 che prevedono in particolare:
− i depositi adibiti a stoccaggio e alla movimentazione degli olii esausti, delle emulsioni
oleose e dei filtri usati, devono essere ubicati in zone che permettano l’agevole manovra
degli automezzi utilizzati per il prelievo e trasporto; le aree adibite al deposito devono
essere delimitate con una recinzione di altezza minima di 2,50 m..
− i serbatoi fuori terra devono essere fissati efficacemente. Devono essere in acciaio e
contenuti in un bacino delimitato da un muro in calcestruzzo; la capacità di
contenimento deve essere pari a quella del serbatoio.
− se vi sono più serbatoi in uno stesso bacino è sufficiente che la capacità di contenimento
sia pari ad 1/3 della capacità totale dei serbatoi.
− le pavimentazioni dei bacini, dei serbatoi, delle aree di travaso e deposito devono essere
in calcestruzzo trattato superficialmente con prodotti resistenti agli olii minerali. Le
pendenze dei pavimenti devono garantire il deflusso di eventuali colaticci verso canalette
di drenaggio o pozzetti di raccolta.
Il detentore del deposito deve istituire un apposito registro di carico e scarico dove risulti
l’iscrizione al consorzio di smaltimento, l’origine dell’olio esausto, il quantitativo e i dati
relativi alla ditta incaricata della raccolta e smaltimento.
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SCHEDE BIBLIOGRAFICHE DI RIFERIMENTO
2.1 Attrezzature di lavoro - Macchine
2.1.1 AUTOBETONIERA
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
• D.P.R. 547/55
• D.P.R. 164/56
• D.P.R. 303/56
• D. L.gs 626/94
• Direttiva Macchine CEE 392/89
• Codice e Disposizioni di Circolazione Stradale
• Circolare Ministero del Lavoro 103/80
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI
PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• urti, colpi, impatti, compressioni
• olii minerali e derivati
• cesoiamento, stritolamento
• allergeni
• caduta materiale dall’alto
• caduta dall’alto
• scivolamenti, cadute a livello
• incendio
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL’USO:
• verificare l’efficienza delle luci, dei dispositivi di segnalazione acustici e luminosi
• garantire la visibilità del posto di guida
• verificare accuratamente l’efficienza dei dispositivi frenanti e di tutti i comandi di guida
• verificare l’efficienza dei comandi del tamburo
• controllare l’efficienza della protezione della catena di trasmissione e delle relative ruote
dentate
• verificare l’efficienza delle protezioni degli organi in movimento
• verificare l’efficienza della scaletta e dell’eventuale dispositivo di blocco in posizione di
riposo
• verificare l’integrità delle tubazioni dell’impianto oleodinamico (con benna di
scaricamento)
• controllare che i percorsi in cantiere siano adeguati per la stabilità del mezzo
DURANTE L’USO:
• segnalare l’operatività del mezzo col girofaro in area di cantiere
• adeguare la velocità ai limiti stabiliti in cantiere e transitare a passo d’uomo in prossimità
dei posti di lavoro
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
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• richiedere l’aiuto di personale a terra per eseguire le manovre in spazi ristretti o quando la
visibilità è incompleta
• non transitare o stazionare in prossimità del bordo degli scavi
• durante gli spostamenti e lo scarico tenere fermo il canale
• tenersi a distanza di sicurezza durante le manovre di avvicinamento ed allontanamento
della benna
• durante il trasporto bloccare il canale
• durante i rifornimenti di carburante spegnere il motore e non fumare
• pulire accuratamente il tamburo, la tramoggia ed il canale
• segnalare tempestivamente eventuali gravi guasti
DOPO L’USO:
• eseguire le operazioni di revisione e manutenzione necessarie al reimpiego, con particolare
riguardo ai pneumatici ed i freni, segnalando eventuali anomalie
• pulire convenientemente il mezzo curando gli organi di comando
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
• guanti
• calzature di sicurezza
• elmetto
• indumenti protettivi (tute)
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SCHEDE BIBLIOGRAFICHE DI RIFERIMENTO
2.1 Attrezzature di lavoro - Macchine
2.1.2 AUTOCARRO
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
• D.P.R. 547/55
• D. L.gs 626/94
• Direttiva Macchine CEE 392/89
• Codice e Disposizioni di Circolazione Stradale
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI
PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• urti, colpi, impatti, compressioni
• olii minerali e derivati
• cesoiamento, stritolamento
• incendio
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL’USO:
• verificare accuratamente l’efficienza dei dispositivi frenanti e di tutti i comandi in genere
• verificare l’efficienza delle luci, dei dispositivi di segnalazione acustici e luminosi
• garantire la visibilità del posto di guida
• controllare che i percorsi in cantiere siano adeguati per la stabilità del mezzo
DURANTE L’USO:
• segnalare l’operatività del mezzo col girofaro in area di cantiere
• non trasportare persone all’interno del cassone
• adeguare la velocità ai limiti stabiliti in cantiere e transitare a passo d’uomo in prossimità
dei posti di lavoro
• richiedere l’aiuto di personale a terra per eseguire le manovre in spazi ristretti o quando la
visibilità è incompleta
• non azionare il ribaltabile con il mezzo in posizione inclinata
• non superare la portata massima
• non superare l’ingombro massimo
• posizionare e fissare adeguatamente il carico in modo che risulti ben distribuito e che non
possa subire spostamenti durante il trasporto
• non caricare materiale sfuso oltre l’altezza delle sponde
• assicurarsi della corretta chiusura delle sponde
• durante i rifornimenti di carburante spegnere il motore e non fumare
• segnalare tempestivamente eventuali gravi guasti
DOPO L’USO:
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• eseguire le operazioni di revisione e manutenzione necessarie al reimpiego, con particolare
riguardo per i pneumatici e freni, segnalando eventuali anomalie
• pulire convenientemente il mezzo curando gli organi di comando
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
• guanti
• calzature di sicurezza
• elmetto
• indumenti protettivi (tute)
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SCHEDE BIBLIOGRAFICHE DI RIFERIMENTO
2.1 Attrezzature di lavoro - Macchine
2.1.3 AUTOGRU
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
• D.P.R. 547/55
• D.P.R. 303/56
• D. L.gs 626/94
• D. L.gs 277/91
• Direttiva Macchine CEE 392/89
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI
PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• contatto con linee elettriche aeree
• urti, colpi, impatti, compressioni
• punture, tagli, abrasioni
• rumore
• olii minerali e derivati
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL’USO:
• verificare che nella zona di lavoro non vi siano linee elettriche aeree che possano interferire
con le manovre
• controllare i percorsi e le aree di manovra, approntando gli eventuali rafforzamenti
• verificare l’efficienza dei comandi
• ampliare con apposite plance la superficie di appoggio degli stabilizzatori
• verificare che la macchina sia posizionata in modo da lasciare lo spazio sufficiente per il
passaggio pedonale o delimitare la zona d’intervento
DURANTE L’USO:
• segnalare l’operatività del mezzo col girofaro
• preavvisare l’inizio delle manovre con apposita segnalazione acustica
• attenersi alle segnalazioni per procedere con le manovre
• evitare, nella movimentazione del carico, posti di lavoro e/o di passaggio
• eseguire le operazioni di sollevamento e scarico con le funi in posizione verticale
• illuminare a sufficienza le zone per il lavoro notturno con i dispositivi ottici
• segnalare tempestivamente eventuali malfunzionamenti o situazioni pericolose
• non compiere su organi in movimento operazioni di manutenzione
• mantenere i comandi puliti da grasso, olio, etc.
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DOPO L’USO:
• non lasciare nessun carico sospeso
• posizionare correttamente la macchina raccogliendo il braccio telescopico ed azionando il
freno di stazionamento
• eseguire le operazioni di revisione e manutenzione necessarie al reimpiego della macchina a
motori spenti
• nelle operazioni di manutenzione attenersi alle indicazioni del libretto della macchina
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
• guanti
• calzature di sicurezza
• elmetto
• otoprotettori
• indumenti protettivi (tute)
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SCHEDE BIBLIOGRAFICHE DI RIFERIMENTO
2.1 Attrezzature di lavoro - Macchine
2.1.9 CARRELLO ELEVATORE SVILUPPABILE
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
• D.P.R. 547/55
• D.P.R. 303/56
• D. L.gs 626/94
• Direttiva Macchine CEE 392/89
• Codice e Disposizioni di Circolazione Stradale
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI
PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• contatto con linee elettriche aeree
• ribaltamento
• caduta materiale dall’alto
• olii minerali e derivati
• incendio
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL’USO:
• verificare che nella zona di lavoro non vi siano linee elettriche aeree che possano interferire
con le manovre
• controllare i percorsi e le aree di manovra approntando gli eventuali rafforzamenti
• verificare che l’avvisatore acustico, il segnalatore di retromarcia ed il girofaro siano
regolarmente funzionanti
• garantire la visibilità del posto di guida
DURANTE L’USO:
• segnalare l’operatività del mezzo col girofaro
• chiudere gli sportelli della cabina
• non attivare il braccio durante gli spostamenti e mantenere basse le forche
• posizionare correttamente il carico sulle forche adeguandone l’assetto col variare del
percorso
• non ammettere a bordo della macchina altre persone
• mantenere sgombra e pulita la cabina
• effettuare i depositi in maniera stabile
• non apportare modifiche agli organi di comando e lavoro
• eseguire il rifornimento di carburante a motore spento e non fumare
• segnalare tempestivamente eventuali malfunzionamenti o situazioni pericolose
• richiedere l’aiuto di personale a terra per eseguire le manovre in spazi ristretti o quando la
visibilità è incompleta
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
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PIANO DI SICUREZZA – SCHEDE BIBLIOGARFICHE
• adeguare la velocità ai limiti stabiliti in cantiere e transitare a passo d’uomo in prossimità
dei posti di lavoro
DOPO L’USO:
• non lasciare carichi in posizione elevata
• posizionare correttamente il mezzo, abbassando le forche a terra, raccogliendo il braccio
telescopico ed azionando il freno di stazionamento
• eseguire le operazioni di manutenzione e pulizia a motore spento, secondo le indicazioni del
libretto
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
• guanti
• calzature di sicurezza
• elmetto
• indumenti protettivi (tute)
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
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SCHEDE BIBLIOGRAFICHE DI RIFERIMENTO
2.1 Attrezzature di lavoro - Macchine
2.1.63 COMPATTATORE A PIATTO VIBRANTE
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
• D.P.R. 547/55
• D.P.R. 303/56
• Direttiva Macchine CEE 392/89
• D. L.gs 277/91
• D. L.gs 626/94
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI
PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• vibrazioni
• rumore
• gas
• incendio
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL’USO:
• verificare la consistenza dell’area da compattare
• verificare l’efficienza dei comandi
• verificare l’efficienza dell’involucro coprimotore
• verificare l’efficienza del carter della cinghia di trasmissione
DURANTE L’USO:
• non lasciare la macchina in moto senza sorveglianza
• non utilizzare la macchina in ambienti chiusi e poco ventilati
• durante il rifornimento di carburante spegnere il motore e non fumare
• segnalare tempestivamente eventuali malfunzionamenti
DOPO L’USO:
• chiudere il rubinetto della benzina
• eseguire le operazioni di revisione e manutenzione necessarie al reimpiego della macchina a
motore spento
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
• guanti
• calzature di sicurezza
• otoprotettori
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SCHEDE BIBLIOGRAFICHE DI RIFERIMENTO
2.1 Attrezzature di lavoro - Macchine
2.1.15 COMPRESSORE D’ARIA
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
• D.P.R. 547/55
• D.P.R. 303/56
• D. L.gs 277/91
• D. L.gs 626/94
• Direttiva Macchine CEE 392/89
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI
PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• rumore
• gas
• olii minerali e derivati
• incendio
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL’USO:
• posizionare la macchina in luoghi sufficientemente areati
• sistemare in posizione stabile il compressore
• allontanare dalla macchina materiali infiammabili
• verificare la funzionalità della strumentazione
• controllare l’integrità dell’isolamento acustico
• verificare l’efficienza del filtro di trattenuta per acqua e particelle d’olio
• verificare l’efficienza del filtro dell’aria aspirata
• verificare le connessioni dei tubi
DURANTE L’USO:
• aprire il rubinetto dell’aria prima dell’accensione e mantenerlo aperto fino al
raggiungimento dello stato di regime del motore
• tenere sotto controllo i manometri
• non rimuovere gli sportelli del vano motore
• effettuare i rifornimenti di carburante a motore spento e non fumare
• segnalare tempestivamente eventuali malfunzionamenti
DOPO L’USO:
• spegnere il motore e scaricare il serbatoio dell’aria
• eseguire le operazioni di revisione e manutenzione necessarie al reimpiego della macchina a
motore spento
• nelle operazioni di manutenzione attenersi alle indicazioni del libretto della macchina
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
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guanti
calzature di sicurezza
elmetto
otoprotettori
indumenti protettivi (tute)
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SCHEDE BIBLIOGRAFICHE DI RIFERIMENTO
2.1 Attrezzature di lavoro - Macchine
2.1.18 ESCAVATORE
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
• D.P.R. 547/55
• D.P.R. 303/56
• Direttiva Macchine CEE 392/89
• D. L.gs 277/91
• D. L.gs 626/94
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI
PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• urti, colpi, impatti, compressioni
• contatto con linee elettriche aeree
• vibrazioni
• scivolamenti, cadute a livello
• rumore
• olii minerali e derivati
• ribaltamento
• incendio
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL’USO:
• verificare che nella zona di lavoro non vi siano linee elettriche che possano interferire con
le manovre
• controllare i percorsi e le aree di lavoro approntando gli eventuali rafforzamenti
• controllare l’efficienza dei comandi
• verificare l’efficienza dei gruppi ottici per le lavorazioni in mancanza di illuminazione
• verificare che l’avvisatore acustico e il girofaro siano regolarmente funzionanti
• controllare la chiusura di tutti gli sportelli del vano motore
• garantire la visibilità del posto di manovra
• verificare l’integrità dei tubi flessibili e dell’impianto oleodinamico in genere
DURANTE L’USO:
• segnalare l’operatività del mezzo col girofaro
• chiudere gli sportelli della cabina
• usare gli stabilizzatori, ove presenti
• non ammettere a bordo della macchina altre persone
• nelle fasi di inattività tenere a distanza di sicurezza il braccio dai lavoratori
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
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PIANO DI SICUREZZA – SCHEDE BIBLIOGARFICHE
• per le interruzioni momentanee di lavoro, prima di scendere dal mezzo, azionare il
dispositivo di blocco dei comandi
• mantenere sgombra e pulita la cabina
• richiedere l’aiuto di personale a terra per eseguire le manovre in spazi ristretti o quando la
visibilità è incompleta
• durante i rifornimenti di carburante spegnere il motore e non fumare
• segnalare tempestivamente eventuali gravi anomalie
DOPO L’USO:
• pulire gli organi di comando da grasso, olio, etc.
• posizionare correttamente la macchina, abbassando la benna a terra, inserendo il blocco
comandi ed azionando il freno di stazionamento
• eseguire le operazioni di revisione e manutenzione seguendo le indicazioni del libretto e
segnalando eventuali guasti
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
• calzature di sicurezza
• guanti
• indumenti protettivi (tute)
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
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SCHEDE BIBLIOGRAFICHE DI RIFERIMENTO
2.1 Attrezzature di lavoro - Macchine
2.1.19 ESCAVATORE CON MARTELLO DEMOLITORE
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
• D.P.R. 547/55
• D.P.R. 303/56
• Direttiva Macchine CEE 392/89
• D. L.gs 277/91
• D. L.gs 626/94
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI
PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• urti, colpi, impatti, compressioni
• vibrazioni
• scivolamenti, cadute a livello
• contatto con linee elettriche aeree
• rumore
• olii minerali e derivati
• ribaltamento
• incendio
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL’USO:
• verificare che nella zona di lavoro non vi siano linee elettriche che possano interferire con
le manovre
• controllare i percorsi e le aree di manovra approntando gli eventuali rafforzamenti
• verificare l’efficienza dei comandi
• verificare l’efficienza dei gruppi ottici per le lavorazioni in mancanza di illuminazione
• verificare che l’avvisatore acustico e il girofaro siano regolarmente funzionanti
• controllare la chiusura di tutti gli sportelli del vano motore
• garantire la visibilità del posto di guida
• verificare l’integrità dei tubi flessibili e dell’impianto oleodinamico in genere
• controllare l’efficienza dell’attacco del martello e delle connessioni dei tubi
• delimitare la zona a livello di rumorosità elevato
DURANTE L’USO:
• segnalare l’operatività del mezzo col girofaro
• non ammettere a bordo della macchina altre persone
• chiudere gli sportelli della cabina
• utilizzare gli stabilizzatori ove presenti
• mantenere sgombra e pulita la cabina
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
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PIANO DI SICUREZZA – SCHEDE BIBLIOGARFICHE
• mantenere stabile il mezzo durante la demolizione
• nelle fasi inattive tenere a distanza di sicurezza il braccio dai lavoratori
• per le interruzioni momentanee di lavoro, prima di scendere dal mezzo azionare il
dispositivo di blocco dei comandi
• durante i rifornimenti di carburante spegnere il motore e non fumare
• segnalare tempestivamente eventuali gravi anomalie
DOPO L’USO:
• posizionare correttamente la macchina abbassando il braccio a terra, azionando il blocco
comandi ed il freno di stazionamento
• pulire gli organi di comando da grasso, olio, etc.
• eseguire le operazioni di revisione e manutenzione seguendo le indicazioni del libretto,
segnalando eventuali guasti
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
• calzature di sicurezza
• otoprotettori
• guanti
• elmetto
• indumenti protettivi (tute)
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
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PIANO DI SICUREZZA – SCHEDE BIBLIOGARFICHE
SCHEDE BIBLIOGRAFICHE DI RIFERIMENTO
2.1 Attrezzature di lavoro - Macchine
2.1.23 GRADER
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
• D.P.R. 547/55
• D.P.R. 303/56
• Direttiva macchine CEE 392/89
• D. L.gs 277/91
• D. L.gs 626/94
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI
PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• vibrazioni
• scivolamenti, cadute a livello
• rumore
• polveri
• olii minerali e derivati
• ribaltamento
• incendio
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL’USO:
• garantire la visibilità del posto di guida
• verificare che l’avvisatore acustico, il segnalatore di retromarcia ed il girofaro siano
regolarmente funzionanti
• verificare l’integrità dei tubi flessibili e dell’impianto oleodinamico in genere
• controllare la chiusura di tutti gli sportelli del vano motore
DURANTE L’USO:
• segnalare l’operatività del mezzo col girofaro
• mantenere sgombra e pulita la cabina
• non ammettere a bordo della macchina altre persone
• chiudere gli sportelli della cabina
• adeguare la velocità ai limiti stabiliti in cantiere e transitare a passo d’uomo in prossimità
dei posti di lavoro
• durante i rifornimenti di carburante spegnere il motore e non fumare
• segnalare tempestivamente eventuali gravi anomalie
DOPO L’USO:
• posizionare correttamente la macchina abbassando la lama e azionando il freno di
stazionamento
• pulire gli organi di comando da grasso, olio, etc.
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
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PIANO DI SICUREZZA – SCHEDE BIBLIOGARFICHE
• eseguire le operazioni di revisione e manutenzione seguendo le indicazioni del libretto,
segnalando eventuali guasti
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
• calzature di sicurezza
• copricapo
• guanti
• otoprotettori
• indumenti protettivi (tute)
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
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PIANO DI SICUREZZA – SCHEDE BIBLIOGARFICHE
SCHEDE BIBLIOGRAFICHE DI RIFERIMENTO
2.1 Attrezzature di lavoro - Macchine
2.1.24 GRU
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
• D.P.R. 547/55
• Direttiva Macchine CEE 392/89
• D. L.gs 626/94
• Circolare Ministero del Lavoro 12.09.84 (gru interferenti)
• Norme CEI
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI
PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• caduta dall’alto
• elettrici
• contatto con linee elettriche aeree
• caduta materiale dall’alto
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL’USO:
• verificare l’assenza di strutture fisse e/o linee elettriche aeree che possano interferire con la
rotazione
• controllare la stabilità della base d’appoggio
• verificare l’efficienza della protezione della zavorra (rotazione bassa)
• verificare la chiusura dello sportello del quadro
• controllare che le vie di corsa della gru siano libere
• sbloccare i tenaglioni di ancoraggio alle rotaie
• verificare l’efficienza dei fine corsa elettrici e meccanici, di salita, discesa e traslazioni
• verificare la presenza del carter al tamburo
• verificare l’efficienza della pulsantiera
• verificare il corretto avvolgimento della fune di sollevamento
• verificare l’efficienza della sicura del gancio
• verificare l’efficienza del freno della rotazione
• controllare l’ordine di servizio relativo alle manovre ed alle segnalazioni da effettuare nel
caso sussista una situazione di interferenza pianificata con altre gru
DURANTE L’USO:
• manovrare la gru da una postazione sicura o dalla cabina
• avvisare l’inizio della manovra col segnalatore acustico
• attenersi alle portate indicate dai cartelli
• eseguire con gradualità le manovre
• durante lo spostamento dei carichi evitare le aree di lavoro ed i passaggi
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
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PIANO DI SICUREZZA – SCHEDE BIBLIOGARFICHE
• non eseguire tiri di materiale imbracati o contenuti scorrettamente
• durante le pause di lavoro ancorare la gru con i tenaglioni e scollegarla elettricamente
• segnalare tempestivamente eventuali anomalie
DOPO L’USO:
• rialzare il gancio ed avvicinarlo alla torre
• scollegare elettricamente la gru
• ancorare la gru alle rotaie con i tenaglioni
MANUTENZIONE
• verificare trimestralmente le funi
• verificare lo stato d’usura delle parti in movimento
• controllare i freni dei motori e di rotazione
• ingrassare pulegge, tamburo e ralla
• verificare il livello dell’olio nei riduttori
• verificare il serraggio dei bulloni della struttura
• controllare l’integrità dei conduttori di terra contro le scariche atmosferiche
• verificare la taratura del limitatore di carico
• verificare il parallelismo e la complanarità dei binari
• controllare l’efficienza dell’avvolgicavo e della canaletta di protezione
• utilizzare l’imbracatura di sicurezza con doppia fune di trattenuta per gli interventi di
manutenzione fuori dalle protezioni fisse
• segnalare eventuali anomalie
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
• calzature di sicurezza
• elmetto
• guanti
• cintura di sicurezza
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
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SCHEDE BIBLIOGRAFICHE DI RIFERIMENTO
2.1 Attrezzature di lavoro - Macchine
2.1.25 GRUPPO ELETTROGENO
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
• D.P.R. 547/55
• D.P.R. 303/56
• Direttiva Macchine CEE 392/89
• D. L.gs 277/91
• D. L.gs 626/94
• Norme CEI
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI
PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• elettrici
• rumore
• gas
• olii minerali e derivati
• incendio
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL’USO:
• non installare in ambienti chiusi e poco ventilati
• collegare all’impianto di messa a terra il gruppo elettrogeno
• distanziare il gruppo elettrogeno dai posti di lavoro
• verificare il funzionamento dell’interruttore di comando e di protezione
• verificare l’efficienza della strumentazione
DURANTE L’USO:
• non aprire o rimuovere gli sportelli
• per i gruppi elettrogeni privi di interruttore di protezione, alimentare gli utilizzatori
interponendo un quadro elettrico a norma
• eseguire il rifornimento di carburante a motore spento e non fumare
• segnalare tempestivamente gravi anomalie
DOPO L’USO:
• staccare l’interruttore e spegnere il motore
• eseguire le operazioni di manutenzione e revisione a motore spento, segnalando eventuali
anomalie
• per le operazioni di manutenzione attenersi alle indicazioni del libretto
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
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DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
• calzature di sicurezza
• guanti
• otoprotettori
• indumenti protettivi (tute)
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
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SCHEDE BIBLIOGRAFICHE DI RIFERIMENTO
2.1 Attrezzature di lavoro - Macchine
2.1.67 JET GROUTING
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
• D.P.R. 547/55
• D.P.R. 303/56
• D. L.gs 277/91
• D. L.gs 626/94
• Direttiva Macchine CEE 392/89
• Norme CEI
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI
PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• urti, colpi, impatti, compressioni
• scivolamenti, cadute a livello
• getti, schizzi
• elettrici
• movimentazione manuale dei carichi
• contatto con linee elettriche aeree
• rumore
• olii minerali e derivati
• allergeni
• incendio
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL’USO:
• controllare la consistenza e la pendenza dei percorsi
• controllare le aree di lavoro, approntando gli eventuali rafforzamenti
• verificare l’assenza di linee elettriche aeree che possano interferire con le manovre
• non installare la motopompa in ambienti chiusi e poco ventilati
• verificare la presenza degli impianti di messa a terra relativi ai silos ed all’impianto di
alimentazione
• verificare la presenza dei carter degli organi in movimento
• stabilizzare opportunamente la sonda di perforazione
• stoccare adeguatamente le aste su appositi cavalletti
• nella posa della tubazione ad alta pressione, evitare i transiti o proteggerla
• verificare la pulizia e la lubrificazione della valvola di scarico
• controllare l’efficienza dei comandi e del dispositivo di emergenza
• controllare l’efficienza e la qualità dei tubi flessibili
• controllare l’efficienza del tronchetto di sicurezza (fusibile idraulico)
• controllare l’efficienza del manometro del tubo ad alta pressione
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
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DURANTE L’USO:
• mantenere costante il collegamento con l’operatore a terra
• mantenere pulito il piano di lavoro ed i comandi
• non indossare indumenti con parti svolazzanti
• serrare correttamente le aste e controllare costantemente i cavi ed i punti di attacco
• eseguire gli spostamenti dell’albero porta aste ad aste ferme
• eseguire gradualmente tutte le manovre
• durante gli spostamenti abbassare l’apparato di perforazione
• utilizzare idonea attrezzatura per raggiungere la parte alta dell’apparato di perforazione
• illuminare adeguatamente l’area di lavoro
• in caso di otturazione degli ugelli provvedere all’arresto della pompa ed all’apertura della
valvola di scarico
• eseguire il rifornimento di carburante a motore spento e non fumare (motopompa)
DOPO L’USO:
• eseguire le operazioni di revisione, manutenzione e pulizia necessarie al reimpiego
dell’apparecchiatura, fermando il motore e scaricando l’impianto
• le operazioni di manutenzione principali sono:
• sostituzione, in caso di evidente usura o di impiego molto prolungato, di rubinetti,
giunti e valvole di sicurezza
• lavaggio ed ingrassaggio dell’albero porta aste
• smontaggio, pulizia ed ingrassaggio delle valvole di scarico pressione
• smontaggio e preparazione del portaugelli
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
• guanti
• calzature di sicurezza
• elmetto
• occhiali
• otoprotettori
• indumenti protettivi (tute)
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SCHEDE BIBLIOGRAFICHE DI RIFERIMENTO
2.1 Attrezzature di lavoro - Macchine
2.1.38 PALA MECCANICA
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
• D.P.R. 547/55
• D.P.R. 303/56
• D. L.gs 626/94
• Direttiva Macchine CEE 392/89
• Codice e Disposizioni di Circolazione Stradale
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI
PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• vibrazioni
• scivolamenti, cadute a livello
• rumore
• polveri
• olii minerali e derivati
• ribaltamento
• incendio
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL’USO:
• garantire la visibilità del posto di manovra (mezzi con cabina)
• verificare l’efficienza dei gruppi ottici per le lavorazioni in mancanza di illuminazione
• controllare l’efficienza dei comandi
• verificare che l’avvisatore acustico, il segnalatore di retromarcia ed il girofaro siano
regolarmente funzionanti
• controllare la chiusura degli sportelli del vano motore
• verificare l’integrità dei tubi flessibili e dell’impianto oleodinamico in genere
• controllare i percorsi e le aree di lavoro verificando le condizioni di stabilità per il mezzo
DURANTE L’USO:
• segnalare l’operatività del mezzo col girofaro
• non ammettere a bordo della macchina altre persone
• non utilizzare la benna per sollevare o trasportare persone
• trasportare il carico con la benna abbassata
• non caricare materiale sfuso sporgente dalla benna
• adeguare la velocità ai limiti stabiliti in cantiere ed in prossimità dei posti di lavoro
transitare a passo d’uomo
• mantenere sgombro e pulito il posto di guida
• durante i rifornimenti di carburante spegnere il motore e non fumare
• segnalare eventuali gravi anomalie
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DOPO L’USO:
• posizionare correttamente la macchina, abbassando la benna a terra e azionando il freno di
stazionamento
• pulire gli organi di comando da grasso, olio, etc.
• pulire convenientemente il mezzo
• eseguire le operazioni di revisione e manutenzione seguendo le indicazioni del libretto e
segnalando eventuali guasti
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
• guanti
• calzature di sicurezza
• copricapo
• otoprotettori
• indumenti protettivi (tute)
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
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SCHEDE BIBLIOGRAFICHE DI RIFERIMENTO
2.1 Attrezzature di lavoro - Macchine
2.1.66 PERFORATRICE SU SUPPORTO
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
• D.P.R. 547/55
• D.P.R. 303/56
• D.P.R. 320/56
• Direttiva Macchine CEE 392/89
• D. L.gs 277/91
• D. L.gs 626/94
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI
PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• cadute a livello
• rumore
• vibrazioni
• proiezione schegge e materiale
• polveri
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL’USO:
• verificare le connessioni tra i tubi di alimentazione e la macchina
• verificare l’efficienza del dispositivo di comando
• verificare l’efficienza della cuffia antirumore
• segnalare la zona esposta a livello di rumorosità elevato
DURANTE L’USO:
• non intralciare i passaggi con le tubazioni
• fissare adeguatamente il supporto
• impugnare saldamente la macchina
• adottare una posizione di lavoro stabile
• perforare ad umido o con captazione delle polveri
• interrompere le alimentazioni nelle pause di lavoro e scaricare l’aria residua del
perforatore
• segnalare tempestivamente eventuali malfunzionamenti
DOPO L’USO:
• interrompere le alimentazioni di aria e acqua
• disattivare il compressore e scaricarlo
• scaricare e scollegare i tubi controllandone l’integrità
• mantenere in perfetta efficienza la macchina curandone la pulizia
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DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
• guanti
• calzature o stivali di sicurezza
• otoprotettori
• occhiali
• elmetto
• indumenti protettivi (tute)
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SCHEDE BIBLIOGRAFICHE DI RIFERIMENTO
2.1 Attrezzature di lavoro - Macchine
2.1.39 PIEGAFERRO
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
• D.P.R. 547/55
• D.P.R. 164/56
• D. L.gs 626/94
• Direttiva Macchine CEE 392/89
• Norme CEI
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI
PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• punture, tagli, abrasioni
• elettrici
• urti, colpi, impatti, compressioni
• scivolamenti, cadute a livello
• cesoiamento, stritolamento
• caduta materiale dall’alto
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL’USO:
• verificare l’integrità dei collegamenti elettrici e di quelli di messa a terra visibili
• verificare l’integrità delle protezioni e dei ripari alle morsettiere ed il buon funzionamento
degli interruttori elettrici di azionamento e di manovra
• verificare la disposizione dei cavi di alimentazione affinché non intralcino i posti di lavoro,
i passaggi e non siano soggetti a danneggiamenti meccanici da parte del materiale da
lavorare e lavorato
• verificare la presenza delle protezioni agli organi di trasmissione (pulegge, cinghie,
ingranaggi, ecc.)
• verificare la presenza delle protezioni agli organi di manovra ed il buon funzionamento dei
pulsanti e dei dispositivi di arresto
DURANTE L’USO:
• tenere le mani distanti dagli organi lavoratori della macchina
• gli addetti devono fare uso del casco di protezione, trattandosi di posti di carico e scarico di
materiali oltreché di posti fissi di lavoro, per i quali può essere richiesta la tettoia
sovrastante
• verificare la presenza della tettoia di protezione del posto di lavoro (dove necessario)
DOPO L’USO:
• aprire (togliere corrente) l’interruttore generale al quadro
• verificare l’integrità dei conduttori di alimentazione e di messa a terra visibili
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
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PIANO DI SICUREZZA – SCHEDE BIBLIOGARFICHE
• verificare che il materiale lavorato o da lavorare non sia accidentalmente venuto ad
interferire sui conduttori medesimi
• pulire la macchina da eventuali residui di materiale
• se del caso provvedere alla registrazione e lubrificazione della macchina
• segnalare le eventuali anomalie al responsabile del cantiere
• lasciare tutto in perfetto ordine in modo tale che, alla ripresa del lavoro, chiunque possa
intraprendere o proseguire la vostra attività senza pericoli
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
• guanti
• calzature di sicurezza
• elmetto
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SCHEDE BIBLIOGRAFICHE DI RIFERIMENTO
2.1 Attrezzature di lavoro - Macchine
2.1.40 POMPA PER C.L.S.
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
• D.P.R. 547/55
• D.P.R. 303/56
• D. L.gs 626/94
• Direttiva Macchine CEE 392/89
• Codice e Disposizioni di Circolazione Stradale
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI
PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• allergeni
• getti, schizzi
• scivolamenti, cadute a livello
• contatto con linee elettriche aeree
• olii minerali e derivati
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL’USO:
• verificare accuratamente l’efficienza dei dispositivi frenanti e di tutti i comandi in genere
• verificare l’efficienza delle luci, dei dispositivi acustici e luminosi
• garantire la visibilità del posto di guida
• verificare l’efficienza della pulsantiera
• verificare l’efficienza delle protezioni degli organi di trasmissione
• verificare l’assenza di linee elettriche aeree che possano interferire con le manovre
• controllare che i percorsi in cantiere siano adeguati per la visibilità del mezzo
• posizionare il mezzo utilizzando gli stabilizzatori
DURANTE L’USO:
• segnalare l’operatività del mezzo col girofaro in area di cantiere
• non rimuovere la griglia di protezione sulla vasca
• dirigere le manovre di avvicinamento dell’autobetoniera alla pompa
• segnalare eventuali gravi malfunzionamenti
DOPO L’USO:
• pulire convenientemente la vasca e la tubazione
• eseguire le operazioni di manutenzione e revisione necessarie al reimpiego, segnalando
eventuali anomalie
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
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DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
• guanti
• calzature di sicurezza
• elmetto
• indumenti protettivi (tute)
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
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SCHEDE BIBLIOGRAFICHE DI RIFERIMENTO
2.1 Attrezzature di lavoro - Macchine
2.1.41 PULISCITAVOLE
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
• D.P.R. 547/55
• D. L.gs 626/94
• Direttiva Macchine CEE 392/89
• Norme CEI
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI
PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• elettrici
• punture, tagli, abrasioni
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL’USO:
• verificare l’integrità del cavo e della spina di alimentazione
• controllare l’efficienza del dispositivo di comando
• posizionare stabilmente la macchina
• controllare la chiusura dello sportello di accesso agli organi lavoratori
DURANTE L’USO:
• non intralciare i passaggi con il cavo elettrico e/o proteggerlo da eventuali danneggiamenti
• non effettuare rimozioni di materiale utilizzando attrezzi con la macchina in funzione
• non pulire tavole di piccola taglia
• mantenere sgombra l’area di lavoro
DOPO L’USO:
• scollegare elettricamente la macchina
• eseguire le operazioni di revisione e pulizia a macchina ferma
• segnalare eventuali guasti
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
• guanti
• calzature di sicurezza
• elmetto
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
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SCHEDE BIBLIOGRAFICHE DI RIFERIMENTO
2.1 Attrezzature di lavoro - Macchine
2.1.42 RIFINITRICE
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
• D.P.R. 547/55
• D.P.R. 303/56
• D. L.gs 277/91
• D. L.gs 626/94
• Direttiva Macchine CEE 392/89
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI
PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• calore, fiamme
• incendio, scoppio
• catrame, fumo
• rumore
• cesoiamento, stritolamento
• olii minerali e derivati
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL’USO:
• verificare l’efficienza dei comandi sul posto di guida e sulla pedana posteriore
• verificare l’efficienza dei dispositivi ottici
• verificare l’efficienza delle connessioni dell’impianto oleodinamico
• verificare l’efficienza del riduttore di pressione, dell’eventuale manometro e delle
connessioni tra tubazioni, bruciatori e bombole
• segnalare adeguatamente l’area di lavoro, deviando il traffico stradale a distanza di
sicurezza
DURANTE L’USO:
• segnalare eventuali gravi guasti
• per gli addetti:
• non interporre nessun attrezzo per eventuali rimozioni nel vano coclea
• tenersi a distanza di sicurezza dai bruciatori
• tenersi a distanza di sicurezza dai fianchi di contenimento
DOPO L’USO:
• spegnere i bruciatori e chiudere il rubinetto della bombola
• posizionare correttamente il mezzo azionando il freno di stazionamento
• provvedere ad una accurata pulizia
• eseguire le operazioni di revisione e manutenzione attenendosi alle indicazioni del libretto
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
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DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
• guanti
• calzature di sicurezza
• copricapo
• indumenti protettivi (tute)
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
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SCHEDE BIBLIOGRAFICHE DI RIFERIMENTO
2.1 Attrezzature di lavoro - Macchine
2.1.43 RULLO COMPRESSORE
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
• D.P.R. 547/55
• D.P.R. 303/56
• D. L.gs 626/94
• D. L.gs 277/91
• Direttiva Macchine CEE 392/89
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI
PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• vibrazioni
• rumore
• olii minerali e derivati
• ribaltamento
• incendio
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL’USO:
• controllare i percorsi e le aree di manovra verificando le condizioni di stabilità per il mezzo
• verificare la possibilità di inserire l’eventuale azione vibrante
• controllare l’efficienza dei comandi
• verificare l’efficienza dei gruppi ottici per le lavorazioni con scarsa illuminazione
• verificare che l’avvisatore acustico ed il girofaro siano funzionanti
DURANTE L’USO:
• segnalare l’operatività del mezzo col girofaro
• adeguare la velocità ai limiti stabiliti in cantiere e transitare a passo d’uomo in prossimità
dei posti di lavoro
• non ammettere a bordo della macchina altre persone
• mantenere sgombro e pulito il posto di guida
• durante i rifornimenti di carburante spegnere il motore e non fumare
• segnalare tempestivamente gravi anomalie o situazioni pericolose
DOPO L’USO:
• pulire gli organi di comando da grasso, olio, etc.
• eseguire le operazioni di revisione e manutenzione seguendo le indicazioni del libretto,
segnalando eventuali guasti
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
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DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
• guanti
• calzature di sicurezza
• copricapo
• otoprotettori
• indumenti protettivi (tute)
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
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SCHEDE BIBLIOGRAFICHE DI RIFERIMENTO
2.1 Attrezzature di lavoro - Macchine
2.1.51 TESATURA FERRI C.A.P.
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
• D.P.R. 547/55
• D.P.R. 303/56
• Direttiva Macchine CEE 392/89
• D. L.gs 626/94
• Norme CEI
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI
PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• punture, tagli, abrasioni
• urti, colpi, impatti, compressioni
• getti, schizzi
• proiezione di materiali
• elettrici
• olii minerali e derivati
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL’USO:
• delimitare l’area operativa
• verificare l’efficienza delle tubazioni e delle connessioni tra pompa e martinetti
• verificare l’efficienza della strumentazione e dei comandi
• verificare l’efficienza degli interruttori e dei collegamenti elettrici
• verificare il corretto serraggio dei trefoli nella parte opposta alla tesatura
• predisporre opportuni schermi protettivi per la fase di tesatura
DURANTE L’USO:
• non sostare nella zona antistante alla macchina ed in genere nell’area intorno al cassero
durante la tesatura
• attenersi alle istruzioni del responsabile per la sequenza di tesatura
• controllare costantemente la strumentazione fino al raggiungimento della tensione
prestabilita
• accertarsi del corretto bloccaggio dei trefoli prima di rimuovere i martinetti idraulici
• diminuire gradualmente la spinta del martinetto
DOPO L’USO:
• scollegare elettricamente la macchina
• lasciare l’apparecchiatura in perfetta efficienza curandone la pulizia e la manutenzione,
segnalando eventuali anomalie
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
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PIANO DI SICUREZZA – SCHEDE BIBLIOGARFICHE
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
• elmetto
• calzature di sicurezza
• guanti
• visiera
• indumenti protettivi (tute)
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
______________________________________________________________________________________________________________________
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SCHEDE BIBLIOGRAFICHE DI RIFERIMENTO
2.1 Attrezzature di lavoro - Macchine
2.1.55 TRIVELLATRICE
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
• D.P.R. 547/55
• D.P.R. 303/56
• D. L.gs 626/94
• D. L.gs 277/91
• Direttiva Macchine CEE 392/89
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI
PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• contatto con linee elettriche aeree
• urti, colpi, impatti, compressioni
• vibrazioni
• scivolamenti, cadute a livello
• rumore
• cesoiamento, stritolamento
• caduta materiale dall’alto
• olii minerali e derivati
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL’USO:
• verificare l’assenza di linee elettriche aeree che possano interferire con l’attività della
macchina
• controllare i percorsi e le aree di manovra approntando gli eventuali rafforzamenti
• stabilizzare efficacemente la macchina
• verificare l’efficienza del sistema di aggancio della trivella
• verificare l’efficienza delle protezioni del tamburo di sollevamento
• segnalare l’area operativa esposta a livello di rumorosità elevata
DURANTE L’USO:
• delimitare l’area circostante la trivella
• mantenere puliti gli organi di comando da grasso, olio, etc.
• segnalare tempestivamente eventuali malfunzionamenti o situazioni pericolose
DOPO L’USO:
• posizionare correttamente la macchina senza lasciare l’utensile in sospensione
• eseguire le operazioni di revisione e manutenzione necessarie al reimpiego della macchina a
motori spenti
• nelle operazioni di manutenzione attenersi alle indicazioni del libretto
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
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PIANO DI SICUREZZA – SCHEDE BIBLIOGARFICHE
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
• elmetto
• calzature di sicurezza
• otoprotettori
• indumenti protettivi (tute)
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
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PIANO DI SICUREZZA – SCHEDE BIBLIOGARFICHE
SCHEDE BIBLIOGRAFICHE DI RIFERIMENTO
2.1 Attrezzature di lavoro - Macchine
2.1.57 VERNICIATURA SEGNALETICA STRADALE
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
• D.P.R. 547/55
• D.P.R. 303/56
• Direttiva Macchine CEE 392/89
• D. L.gs 277/91
• D. L.gs 626/94
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI
PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• rumore
• gas, vapori
• investimento
• allergeni
• nebbie
• incendio
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL’USO:
• verificare l’efficienza dei dispositivi di comando e di controllo
• verificare l’efficienza del carter della puleggia e della cinghia
• segnalare efficacemente l’area di lavoro
DURANTE L’USO:
• durante il rifornimento di carburante spegnere il motore e non fumare
• non utilizzare la macchina in ambienti chiusi e poco ventilati
• segnalare tempestivamente eventuali malfunzionamenti
DOPO L’USO:
• chiudere il rubinetto della benzina
• lasciare sempre la macchina in perfetta efficienza, curandone la pulizia e l’eventuale
manutenzione
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
• copricapo
• calzature di sicurezza
• guanti
• maschera a filtri
• otoprotettori
• indumenti protettivi (tute)
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
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SCHEDE BIBLIOGRAFICHE DI RIFERIMENTO
2.2 Attrezzature di lavoro - Utensili
2.2.23 AVVITATORE ELETTRICO
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
• D.P.R. 547/55
• D. L.gs 626/94
• Direttiva Macchine CEE 392/89
• Norme CEI
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI
PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• elettrici
• urti, colpi, impatti, compressioni
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL’USO:
• utilizzare solo utensili a doppio isolamento (220V), o utensili alimentati a bassissima
tensione di sicurezza (50V), comunque non collegati elettricamente a terra
• controllare l’integrità dei cavi e della spina d’alimentazione
• verificare la funzionalità dell’utensile
• verificare che l’utensile sia di conformazione adatta
DURANTE L’USO:
• non intralciare i passaggi con il cavo di alimentazione
• interrompere l’alimentazione elettrica nelle pause di lavoro
• segnalare eventuali malfunzionamenti
DOPO L’USO:
• scollegare elettricamente l’utensile
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
• guanti
• calzature di sicurezza
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
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SCHEDE BIBLIOGRAFICHE DI RIFERIMENTO
2.2 Attrezzature di lavoro - Utensili
2.2.2 CANNELLO PER GUAINA
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
• D.P.R. 547/55
• D.P.R. 303/56
• D. L.gs 626/94
• D. L.gs 277/91
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI
PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• calore, fiamme
• incendio, scoppio
• gas, vapori
• rumore
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL’USO:
• verificare l’integrità dei tubi in gomma e le connessioni tra bombola e cannello
• verificare la funzionalità del riduttore di pressione
DURANTE L’USO:
• allontanare eventuali materiali infiammabili
• evitare di usare la fiamma libera in corrispondenza del tubo e della bombola del gas
• tenere la bombola nei pressi del posto di lavoro ma lontano da fonti di calore
• tenere la bombola in posizione verticale
• nelle pause di lavoro, spegnere la fiamma e chiudere l’afflusso del gas
• è opportuno tenere un estintore sul posto di lavoro
DOPO L’USO:
• spegnere la fiamma chiudendo le valvole d’afflusso del gas
• riporre la bombola nel deposito di cantiere
• segnalare malfunzionamenti
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
• guanti
• calzature di sicurezza
• maschera a filtri
• otoprotettori
• indumenti protettivi (tute)
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
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SCHEDE BIBLIOGRAFICHE DI RIFERIMENTO
2.2 Attrezzature di lavoro - Utensili
2.2.8 MARTELLO DEMOLITORE PNEUMATICO
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
• D.P.R. 547/55
• D.P.R. 303/56
• D. L.gs 277/91
• D. L.gs 626/94
• Direttiva Macchine CEE 392/89
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI
PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• urti, colpi, impatti, compressioni
• rumore
• polvere
• vibrazioni
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL’USO:
• verificare la presenza e l’efficienza della cuffia antirumore
• verificare l’efficienza del dispositivo di comando
• controllare le connessioni tra tubi di alimentazione ed utensile
• segnalare la zona esposta a livello di rumorosità elevato
DURANTE L’USO:
• impugnare saldamente l’utensile
• eseguire il lavoro in condizioni di stabilità adeguata
• utilizzare il martello senza forzature
• evitare turni di lavoro prolungati e continui
• interrompere l’afflusso dell’aria nelle pause di lavoro e scaricare la tubazione
• segnalare tempestivamente eventuali malfunzionamenti
DOPO L’USO:
• disattivare il compressore e scaricare il serbatoio dell’aria
• scollegare i tubi di alimentazione dell’aria
• controllare l’integrità dei tubi di adduzione dell’aria
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
• guanti
• occhiali o visiera
• calzature di sicurezza
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
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•
•
•
•
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mascherina antipolvere
otoprotettori
elmetto
indumenti protettivi (tuta)
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SCHEDE BIBLIOGRAFICHE DI RIFERIMENTO
2.2 Attrezzature di lavoro - Utensili
2.2.20 SALDATRICE ELETTRICA
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
• D.P.R. 547/55
• D.P.R. 303/56
• D. L.gs 626/94
• Direttiva Macchine CEE 392/89
• Norme CEI
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI
PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• elettrico
• gas, vapori
• radiazioni (non ionizzanti)
• calore
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL’USO:
• verificare l’integrità dei cavi e della spina di alimentazione
• verificare l’integrità della pinza portaelettrodo
• non effettuare operazioni di saldatura in presenza di materiali infiammabili
DURANTE L’USO:
• non intralciare i passaggi con il cavo di alimentazione
• allontanare il personale non addetto alle operazioni di saldatura
• nelle pause di lavoro interrompere l’alimentazione elettrica
• in caso di lavorazione in ambienti confinati, predisporre un adeguato sistema di
aspirazione fumi e/o di ventilazione
DOPO L’USO:
• staccare il collegamento elettrico della macchina
• segnalare eventuali malfunzionamenti
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
• guanti
• calzature di sicurezza
• elmetto
• maschera
• gambali e grembiule protettivo
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SCHEDE BIBLIOGRAFICHE DI RIFERIMENTO
2.2 Attrezzature di lavoro - Utensili
2.2.18 UTENSILI A MANO
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
• D.P.R. 547/55
• D. L.gs 626/94
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI
PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• urti, colpi, impatti, compressioni
• punture, tagli, abrasioni
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL’USO:
• controllare che l’utensile non sia deteriorato
• sostituire i manici che presentino incrinature o scheggiature
• verificare il corretto fissaggio del manico
• selezionare il tipo di utensile adeguato all’impiego
• per punte e scalpelli utilizzare idonei paracolpi ed eliminare le sbavature dalle
impugnature
DURANTE L’USO:
• impugnare saldamente l’utensile
• assumere una posizione corretta e stabile
• distanziare adeguatamente gli altri lavoratori
• non utilizzare in maniera impropria l’utensile
• non abbandonare gli utensili nei passaggi ed assicurarli da una eventuale caduta dall’alto
• utilizzare adeguati contenitori per riporre gli utensili di piccola taglia
DOPO L’USO:
• pulire accuratamente l’utensile
• riporre correttamente gli utensili
• controllare lo stato d’uso dell’utensile
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
• guanti
• elmetto
• calzature di sicurezza
• occhiali
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
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SCHEDE BIBLIOGRAFICHE DI RIFERIMENTO
2.2 Attrezzature di lavoro - Utensili
2.2.19 VIBRATORE ELETTRICO PER CALCESTRUZZO
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
• D.P.R. 547/55
• D.P.R. 303/56
• D. L.gs 626/94
• Direttiva Macchine CEE 392/89
• Norme CEI
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI
PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• vibrazioni
• elettrici
• allergeni
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL’USO:
• verificare l’integrità dei cavi di alimentazione e della spina
• posizionare il trasformatore in un luogo asciutto
DURANTE L’USO:
• proteggere il cavo d’alimentazione
• non mantenere a lungo fuori dal getto l’ago in funzione
• nelle pause di lavoro interrompere l’alimentazione elettrica
DOPO L’USO:
• scollegare elettricamente l’utensile
• pulire accuratamente l’utensile
• segnalare eventuali malfunzionamenti
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
• guanti
• calzature di sicurezza
• elmetto
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
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SCHEDE BIBLIOGRAFICHE DI RIFERIMENTO
2.3 Attrezzature di lavoro - Macchine / Attrezzature
2.3.2 DEPOSITO DI COMBUSTIBILI, OLII E LIQUIDI INFIAMMABILI
ATTIVITA’ INTERESSATE
• magazzini e officine dove vengono depositati prodotti idrocarburi, infiammabili o
combustibili, olii lubrificanti e idraulici e gas liquefatti
• altri ambienti di lavoro, dove vengono svolte le attività sopra descritte (cantieri temporanei
e mobili)
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
• D.P.R. 547/55
• D.P.R. 302/56
• D.P.R. 320/56
• D.P.R. 689/59
• D.P.R. 524/82
• D.P.R. 577/82
• Legge 966/65
• D. L.gs 626/94
• D.M. 16.02.82
• D.M. 16.03.90 (depositi mobili di carburanti)
• D.M. 31.07.94
• D.M. 16.05.96 n. 392 (recupero olii esausti)
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI
PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• calore, fiamme
• gas, vapori
• olii minerali e derivati
• esplosione, incendio
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
• verificare l’esistenza della documentazione di prevenzione incendi prevista
• scegliere l’ubicazione del deposito e distribuzione di combustibile, considerando un
possibile rischio d’incendio o d’esplosione
• posizionare il deposito in luogo ben ventilato, lontano dai luoghi di lavoro dove vengono
utilizzati combustibili, e da eventuali fonti di calore (fiamme, fucine, stufe, calore solare
intenso e prolungato)
• quando il fabbisogno di combustibile non è particolarmente rilevante (cantieri temporanei
o mobili), si possono utilizzare cisterne posizionate all’esterno, munite di vasca di
contenimento adeguata alla quantità del contenuto rispettando la normativa vigente
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
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• per l’installazione di impianti elettrici d’illuminazione far riferimento alla normativa
relativa ai luoghi e ambienti di lavoro con pericolo di esplosiuone e incendio, evitando
categoricamente impianti improvvisati
• verificare l’esistenza, e l’efficienza dei sistemi di estinzione presenti (idranti, estintori,
ecc...)
• verificare la presenza di idonea segnaletica di prescrizione e sicurezza nelle immediate
vicinanze del deposito
• affiggere i numeri telefonici relativi al pronto intervento da attivare in caso di necessità
MISURE DI EMERGENZA
• il personale addetto, deve essere informato sulla eventuale presenza di situazioni di rischio,
interferenti con l’attività svolta e sui comportamenti da adottare su come affrontare le
eventuali situazioni di emergenza
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
• guanti
• calzature di sicurezza
• abbigliamento protettivo
• elmetto
• autorespiratori
• abbigliamento ignifugo
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SCHEDE BIBLIOGRAFICHE DI RIFERIMENTO
2.4 Attrezzature di lavoro - Dispositivi di protezione individuale
2.4.6 OCCHIALI DI SICUREZZA E VISIERE
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
• D.P.R. 303/56
• D.P.R. 547/55
• D. L.gs 475/92
• D. L.gs 626/94
ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE PER LE QUALI
OCCORRE UTILIZZARE IL DPI
• radiazioni (non ionizzanti)
• getti, schizzi
• polveri, fibre
SCELTA DEL DPI IN FUNZIONE DELL’ATTIVITA’ LAVORATIVA
• l’uso degli occhiali di sicurezza è obbligatorio ogni qualvolta si eseguano lavorazioni che
possono produrre lesioni agli occhi per la proiezione di schegge o corpi estranei
• le lesioni possono essere di tre tipi:
• meccaniche: schegge, trucioli, aria compressa, urti accidentali
• ottiche: irradiazione ultravioletta, luce intensa, raggi laser
• termiche: liquidi caldi, corpi estranei caldi
• gli occhiali devono avere sempre schermi laterali per evitare le proiezioni di materiali o
liquidi di rimbalzo o comunque di provenienza laterale
• per gli addetti all’uso di fiamma libera (saldatura guaina bituminosa, ossitaglio) o alla
saldatura elettrica ad arco voltaico, gli occhiali o lo schermo devono essere di tipo
inattinico, cioè di colore o composizione delle lenti (stratificate) capace di filtrare i raggi
UV (ultravioletti) e IR (infrarossi) capaci di portare lesioni alla cornea e al cristallino, e in
alcuni casi anche la retina
• le lenti degli occhiali devono essere realizzate in vetro o in materiale plastico
(policarbonato)
• verificare che il DPI riporti la marcatura CE, risultando conforme alle norme tecniche
nazionali o di altri Paesi della Comunità Europea
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
• attenersi alle disposizioni e informazioni messe a disposizione dall’azienda sull’uso del DPI
• gli occhiali o la visiera devono essere tenuti ben puliti, consegnati individualmente al
lavoratore e usati ogni qualvolta sia necessario
• segnalare tempestivamente al responsabile di cantiere eventuali anomalie riscontrate
durante l’uso
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
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PIANO DI SICUREZZA – SCHEDE BIBLIOGARFICHE
SCHEDE BIBLIOGRAFICHE DI RIFERIMENTO
5. ELETTRICITÀ
ATTIVITA’ INTERESSATE
Tutte le attività nelle quali vengono utilizzati, o siano comunque attivi, impianti per la
produzione o distribuzione dell’energia elettrica, a qualunque scopo destinata.
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
• D.P.R. 547/55
• D.M. 22/12/58
• D.M. 12/9/59
• Legge 186/68
• Legge 791/77
• D.P.R. 524/82
• Legge 46/90
• D. L.gs 626/94
• Norme CEI (in particolare 64/8 e 81/1)
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL’ATTIVITA’:
• verificare che non esistano elementi della rete di distribuzione dell’energia elettrica che
possano costituire pericolo per le lavorazioni e viceversa. Se del caso, devono essere presi
immediati contatti con l’Ente esercente la rete al fine di individuare e applicare le misure di
sicurezza necessarie (es. segnalazioni, delimitazioni, sbarramenti etc.) prima dell’inizio
delle lavorazioni
• le strutture metalliche dei baraccamenti e delle opere provvisionali, i recipienti e gli
apparecchi metallici di notevoli dimensioni situati all’aperto devono essere collegati
elettricamente a terra in modo da garantire la dispersione delle scariche atmosferiche,
come conseguenza della relazione di calcolo di probabilità prevista dalla normativa vigente
• gli impianti elettrici, di messa a terra ed i dispositivi contro le scariche atmosferiche,
quando necessari, devono essere progettati osservando le norme dei regolamenti di
prevenzione e quelle di buona tecnica riconosciute. Gli impianti sono realizzati, mantenuti e
riparati da ditte e/o persone qualificate. La dichiarazione di conformità degli impianti (con
gli allegati), la richiesta di omologazione dell’impianto di terra e dei dispositivi contro le
scariche atmosferiche sono conservate in cantiere
• prima dell’utilizzo è necessario effettuare una verifica visiva e strumentale delle condizioni
di idoneità delle diverse parti degli impianti e dei singoli dispositivi di sicurezza
DURANTE L’ATTIVITA’:
• tutto il personale non espressamente addetto deve evitare di intervenire su impianti o parti
di impianto sotto tensione
• qualora si presenti una anomalia nell’impianto elettrico è necessario segnalarla
immediatamente al responsabile del cantiere
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
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PIANO DI SICUREZZA – SCHEDE BIBLIOGARFICHE
• il personale non deve compiere, di propria iniziativa, riparazioni o sostituzioni di parti di
impianto elettrico
• disporre con cura i conduttori elettrici, evitando che intralcino i passaggi, che corrano per
terra o che possano comunque essere danneggiati
• verificare sempre l’integrità degli isolamenti prima di impiegare conduttori elettrici per
allacciamenti di macchine od utensili
• l’allacciamento al quadro di utensili, macchine, etc., deve avvenire sulle prese a spina
appositamente predisposte
• non inserire o disinserire macchine o utensili su prese in tensione
• prima di effettuare l’allacciamento verificare che gli interruttori di manovra della
apparecchiatura e quello posto a monte della presa siano “aperti” (macchina ferma e tolta
tensione alla presa)
• se la macchina o l’utensile, allacciati e messi in moto, non funzionano o provocano
l’intervento di una protezione elettrica (valvola, interruttore automatico o differenziale) è
necessario che l’addetto provveda ad informare immediatamente il responsabile del
cantiere senza cercare di risolvere il problema autonomamente
DOPO L’ATTIVITA’:
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
• gli addetti ad interventi su impianti in tensione devono utilizzare se del caso: calzature con
suola isolante e guanti isolanti in lattice
PRONTO SOCCORSO E MISURE DI EMERGENZA
• il corpo umano al passaggio della corrente si riscalda fortemente: ne risultano scottature
esterne o interne, talvolta gravi o addirittura mortali
• l’elettricità altresì produce frequentemente altri effetti: sul cuore (fibrillazioni); sui muscoli
(crampi la cui intensità può essere tanto elevata da provocare slogature di articolazioni e
rotture di ossa); sul sistema nervoso (paralisi)
• gli effetti sono diversi a seconda della qualità e della quantità dell’energia elettrica
trasmessa
• nel caso in cui l’infortunato resti in contatto con un conduttore a bassa tensione non
disattivabile che sia facilmente spostabile, è necessario che quest’ultimo venga allontanato
con un supporto in materiale isolante (non con le mani!), ad es. con una tavola di legno ben
asciutta, eseguendo un movimento rapido e preciso. Se il suolo è bagnato occorre che il
soccorritore si isoli anche da terra ad es. mettendo sotto i piedi una tavola di legno asciutta
• se non è possibile rimuovere il conduttore è necessario spostare l’infortunato. In questo
caso il soccorritore deve:
• controllare che il suo corpo (piedi compresi) siano isolati da terra (suolo o parti di
costruzioni o di impalcature o di macchinari bagnati o metallici)
• isolare bene le mani anche con mezzi di fortuna (es.: maniche della giacca)
• prendere l’infortunato per gli abiti evitando il contatto con parti umide (es.: sotto le
ascelle), possibilmente con una mano sola
• allontanare l’infortunato con una manovra rapida e precisa
• dopo aver provveduto ad isolare l’infortunato è indispensabile ricorrere d’urgenza al
pronto soccorso più vicino, mettendo nel contempo in pratica quanto indicato al riguardo
nel “Manuale del Primo Soccorso nel Cantiere Edile”
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SORVEGLIANZA SANITARIA
• non espressamente prevista
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SCHEDE BIBLIOGRAFICHE DI RIFERIMENTO
9. MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI
ATTIVITA’ INTERESSATE
Tutte le attività che comportano operazioni di trasporto o di sostegno di un carico ad opera di
uno o più lavoratori, comprese le azioni del sollevare, deporre, spingere, tirare, portare o
spostare un carico che, per le loro caratteristiche o in conseguenza delle condizioni
ergonomiche sfavorevoli, comportano tra l’altro rischi di lesioni dorso lombari (per lesioni
dorso lombari si intendono le lesioni a carico delle strutture osteomiotendinee e
nerveovascolari a livello dorso lombare).
I carichi costituiscono un rischio nei casi in cui ricorrano una o più delle seguenti condizioni
(situazioni che spesso contraddistinguono il settore delle costruzioni edili):
• caratteristiche del carico
• troppo pesanti (superiori a 30 Kg.)
• ingombranti o difficili da afferrare
• in equilibrio instabile o con il contenuto che rischia di spostarsi
• collocati in posizione tale per cui devono essere tenuti e maneggiati ad una certa
distanza dal tronco o con una torsione o inclinazione del tronco
• sforzo fisico richiesto
• eccessivo
• effettuato soltanto con un movimento di torsione del tronco
• comporta un movimento brusco del carico
• compiuto con il corpo in posizione instabile
• caratteristiche dell’ambiente di lavoro
• spazio libero, in particolare verticale, insufficiente per lo svolgimento dell’attività
• pavimento ineguale, con rischi di inciampo o scivolamento per le scarpe calzate dal
lavoratore
• posto o ambiente di lavoro che non consentono al lavoratore la movimentazione
manuale di carichi ad una altezza di sicurezza o in buona posizione
• pavimento o piano di lavoro con dislivelli che implicano la movimentazione del
carico a livelli diversi
• pavimento o punto d’appoggio instabili
• temperatura, umidità o circolazione dell’aria inadeguate
• esigenze connesse all’attività
• sforzi fisici che sollecitano in particolare la colonna vertebrale, troppo frequenti o
troppo prolungati
• periodo di riposo fisiologico o di recupero insufficiente
• distanze troppo grandi di sollevamento, di abbassamento o di trasporto
• ritmo imposto da un processo che il lavoratore non può modulare
• fattori individuali di rischio
• inidoneità fisica al compito da svolgere
• indumenti calzature o altri effetti personali inadeguati portati dal lavoratore
• insufficienza o inadeguatezza delle conoscenze o della formazione
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PIANO DI SICUREZZA – SCHEDE BIBLIOGARFICHE
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
• Legge 977/67
• D. L.gs 626/94
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL’ATTIVITA’:
• le lavorazioni devono essere organizzate al fine di ridurre al minimo la movimentazione
manuale dei carichi anche attraverso l’impiego di idonee attrezzature meccaniche per il
trasporto ed il sollevamento
DURANTE L’ATTIVITA’:
• per i carichi che non possono essere movimentati meccanicamente occorre utilizzare
strumenti per la movimentazione ausiliata (carriole, carrelli) e ricorrere ad accorgimenti
organizzativi quali la riduzione del peso del carico e dei cicli di sollevamento e la
ripartizione del carico tra più addetti
• tutti gli addetti devono essere informati e formati in particolar modo su: il peso dei carichi,
il centro di gravita o il lato più pesante, le modalità di lavoro corrette ed i rischi in caso di
inosservanza (cfr. opuscolo “Conoscere per Prevenire - La Movimentazione Manuale dei
Carichi nel Cantiere Edile”)
DOPO L’ATTIVITA’:
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
• guanti
• calzature di sicurezza
PRONTO SOCCORSO E MISURE DI EMERGENZA
• non espressamente previste
SORVEGLIANZA SANITARIA
• la sorveglianza sanitaria è obbligatoria per tutti gli addetti
• la periodicità delle visite mediche è stabilita dal medico competente
Piano di Sicurezza e di Coordinamento
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