Elaborato finale
IUAV CORSO DI PERFEZIONAMENTO POST LAUREAM
azione locale partecipata e sviluppo urbano sostenibile a.a. 2009/2010
Appunti\spunti
Andrea
Lauria
“ Il movimento della farfalla”
“Le condizioni di salute e la qualità della
vita di una popolazione sono in gran
parte influenzate da una combinazione
formata dalla predisposizione genetica,
dalle azioni compiute da individui o
gruppi e da una vasta gamma di fattori
sociali e ambientali cui spesso ci si
riferisce con il nome di determinati
sociali della salute”
Lawrence Grenn
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Indice
3. Introduzione
Il progetto interregionale
all’interno dell’attività del Dipartimento di Prevenzione ULSS20
Il contesto di riferimento
la pianificazione ambientale a Verona
9. Attività motoria e assetto urbano
10. Il progetto in corso
Valutazione delle ricadute sui comportamenti connessi alla frequentazione di
parchi urbani
13. Metodo per la rilevazione e il monitoraggio
SOPARC
(System for Observing Play and Recreation in Communities)
16. Limiti e criticità del progetto in corso
Una prima analisi
17. Proposte di integrazione del progetto in corso
Aree verdi del Comune di Verona, una cartografia
Che cosa ci dovrebbe essere in un parco?
Una possibile attività di azione locale partecipata
“ il movimento della farfalla”
In allegato
•
•
•
una presentazione in power point delle due aree di intervento
una scheda di rilevazione fruizione
una schema del questionario, con intervista telefonica, da sottoporre ai
cittadini (campione valutato dal settore statistica del comune di verona)
2
. Introduzione
Il progetto all’interno dell’attività del Dipartimento di Prevenzione ULSS20
Il Progetto interregionale nel Progetto CCM (Centro Controllo Malattie)
RER “azioni per una vita in salute”
Emilia Romagna | Piemonte | Veneto | Toscana | Marche | Puglia
Il progetto interregionale, tuttora in corso, è iniziato nel 2007, con la parte burocraticoamministrativa, mentre i lavori con le regioni hanno preso avvio nel 2008-2009.
Il progetto è condotto da un gruppo di pilotaggio composto da personale della regione
Emilia Romagna, delle regioni partner, da rappresentanti dell’OMS e dell’associazione
Camina con la collaborazione dei progetti CCM collegati.
Il gruppo di pilotaggio utilizza la “progettazione partecipata “ come modalità di lavoro.
La regione Veneto partecipa attraverso il Dipartimento di Prevenzione dell’ULSS20 di
Verona che, tra l’altro, è promotore e coordina un altro progetto CCM denominato
“Progetto nazionale di promozione dell’attività motoria”.
Inoltre, questa iniziativa di prevenzione rientra nel progetto chiamato “ Ragazzi in
gamba” che mira ad incrementare l’attività fisica quotidiana nella popolazione giovanile.
Per seguire il progetto, il Dipartimento di prevenzione ha predisposto un gruppo di
lavoro interdisciplinare (una psicologa, due laureati in scienze motorie, una dirigente
medico).
Il Comune di Verona condivide gli obiettivi e la proposta del progetto “ Ragazzi in
gamba”del Dipartimento di Prevenzione dell’ULSS20 di Verona.
Il settore Ambiente del Comune collabora direttamente ed è partner del progetto
interregionale.
. Il contesto di riferimento
La pianificazione ambientale a Verona
La struttura urbana e la sua architettura fanno di Verona uno splendido esempio di città
che si è sviluppata progressivamente ed ininterrottamente durante duemila anni,
integrando elementi artistici e monumentali appartenenti a periodi storici diversi, ancora
presenti nel territorio urbano.
Per queste sue caratteristiche, nell’anno 2000 la Città di Verona - intesa come nucleo
storico urbano esteso per quasi 800 ettari - è stata riconosciuta “Patrimonio
dell’umanità” dall’UNESCO.
Per tutelare e valorizzare questo patrimonio, con la precedente amministrazione di
centro sinistra, il Comune di Verona ha pianificato modalità e procedure di intervento
più efficienti e partecipate, a partire da Agenda 21, nella convinzione che l’obiettivo
della sostenibilità vada perseguito operando a tutto campo, con l’indispensabile
apporto dei cittadini.
Il Piano Strategico della Città di Verona, avviato dall’Amministrazione comunale nel
2003, è un processo di democrazia partecipativa che ha determinato una nuova
modalità di governo del territorio coinvolgendo le forze economiche, culturali e sociali
della città nel disegno delle linee di sviluppo e delle azioni di crescita del territorio
veronese fino al 2020.
3
Il piano strategico, strumento che ha anticipato la stesura del PAT, si è rilevato uno
strumento interessante per avviare il lungo percorso di avvicinamento verso la
formulazione del piano (Verona attendeva dal 1975 il piano regolatore generale), ma,
a mio parere, non è riuscito nell’intento di formare ipotesi di intervento condivise con le
parti economiche e sociali della città.
Come prima concretizzazione dell’attività di pianificazione strategica, sono stati avviati
nel 2004, in quella che viene definita la fase d’implementazione del Piano, i cosiddetti
“Progetti Bandiera”, ovvero progetti il cui contenuto è frutto delle indicazioni emerse
dalla condivisione e dalla collaborazione con tutti i portatori di interesse (istituzioni,
associazioni, privati), confluite nel documento programmatico “Verona 2020”: tali
progetti costituiscono la prima fase operativa del Piano Strategico.
Fra i primi Progetti Bandiera avviati, che, nelle intenzioni dell’amministrazione del
Sindaco precedente Paolo Zanotto, dovevano incidere profondamente sul futuro
aspetto della città, ha suscitato attenzione quello denominato il “verde metropolitano”.
Il sistema verde e la rete ecologica
Questione strategica per “Verona città sostenibile” è la realizzazione di un sistema
organico di parchi urbani gestiti e valorizzati che configuri un “sistema verde” intorno
alla città, connesso - attraverso corridoi ecologici - alla cintura agricola e alla collina, in
una rete diffusa nell’area metropolitana e proiettata anche verso le aree limitrofe,
interessando il livello sovracomunale e provinciale.
Si prospetta insomma un sistema in grado di ricucire l’intero patrimonio dell’area
metropolitana, i parchi urbani e periurbani, la collina, le aree a nord (Monti Lessini) e a
ovest (colline moreniche, Lago di Garda, Monte Baldo), nonché di conservare i valori
paesaggistici e costituire una serie di nodi (i parchi) in una rete ecologica proiettata
oltre l’area metropolitana.
Nell’ottica della pianificazione e della gestione delle aree urbane, il verde diviene così
punto focale per valutare il grado di sostenibilità della città.
Con l’istituzione e la fruibilità dei parchi urbani previsti nel PAT (Parco dell’Adige, Parco
delle Mura, Parco della Spianà, Parco della Collina, purtroppo non è inserito il parco
urbano dell’ex scalo merci) aumenterà sensibilmente la disponibilità di verde pubblico
per ogni cittadino, e già questo – per una città storica come Verona, considerando
anche l’espansione delle attività commerciali e produttive – sarebbe un dato rilevante.
Il valore aggiunto rappresentato dalle aree verdi cittadine sarà ancora più evidente nel
momento in cui si potrà attivare una gestione virtuosa delle stesse, coniugando la
realizzazione/gestione dei parchi con la qualità dei servizi offerti ai cittadini e ai turistivisitatori.
Il sistema dei parchi
In questo modo il processo di realizzazione dei parchi nel contesto della rete ecologica
significherebbe anche:
1) recupero di stili e ritmi di vita più sostenibili, con possibili ricadute anche per quanto
riguarda la mobilità e quindi lo stato dell’aria, con la diffusione della rete ciclabile e
dei percorsi ciclopedonali;
2) recupero di valori di socializzazione spesso perduti o di difficile mantenimento in
centro città e nei quartieri;
3) recupero e tutela di attività artigianali tradizionali e promozione dell’agricoltura
biologica con vendita diretta dei prodotti;
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4) più spazio per i bambini, gli anziani e le famiglie, lo sport e la salute (aree gioco
dedicate, percorsi salute, aree sportive, aree ristoro, trekking nei parchi e percorsi
di collegamento);
5) nuove opportunità per un turismo sostenibile e rispettoso, alternativo e benefico
rispetto al carico già eccessivo per il centro città e per i suoi monumenti più noti (il
Parco delle Mura e dei Forti rappresenta una risorsa unica al mondo e
assolutamente distintiva per la nostra città);
6) realizzazione del primo vero parco urbano della città, nell’area dell’ex scalo merci
(una superficie di circa 200.000 mq).
7) nuove attività di ospitalità rurale connessa con le attività e i servizi dei Parchi;
8) possibilità di nuove integrazioni e interazioni tra percorsi storici, monumentali e
naturalistici;
9) più spazio -con Agenda 21- per l’educazione alla città sostenibile, rivolta a tutti,
dalle scuole alle associazioni, con la possibilità – quale risultato più alto – di
divenire un vero e proprio museo a cielo aperto delle buone pratiche e della città
sostenibile.
Già nel 1992, nell’ottica di un riavvicinamento dei cittadini di Verona a questo
straordinario patrimonio, l’Amministrazione Comunale aveva intrapreso un’opera di
valorizzazione del territorio fluviale con la redazione del Piano Ambientale del Parco
dell’Adige, una delle prime esperienze di pianificazione ambientale a livello nazionale.
Il “Verde Metropolitano”
Questi interventi sono stati realizzati nella convinzione che la sostenibilità ambientale di
una città come Verona si può fortemente incrementare con la creazione del “sistema
verde” dell’area metropolitana, comprendente i parchi urbani e le aree tutelate
individuate nel Piano di Assetto del Territorio.
In questo modo si intende ripristinare anche la stretta connessione tra la città e il fiume,
che è parte integrante non solo delle zone naturalistiche a nord e a sud della città, ma
anche del Parco delle Mura e dei Forti.
Tra gli interventi già in corso si devono ricordare la creazione del Bosco al Giarol
Grande, con la messa a dimora di quasi 20.000 piante, e gli altri progetti di
forestazione urbana già approvati e finanziati al Parco Maggiolino a S. Massimo, al
Parco Nord e a Forte Azzano.
Complessivamente saranno messe a dimora quasi 40.000 piante, con l’obiettivo di
mettere a dimora 250.000 piante in 10 anni (un albero per ogni cittadino di Verona)!
Anche le recenti realizzazioni dei parchi urbani di San Michele e di San Giacomo (aree
di circa 40.000mq) rientrano nella convinzione che ogni ATO (area territoriale
omogenea) del territorio comunale deve essere servita da spazi di una certa
dimensione per praticare attività e fruire di ambienti di più ampio respiro, rispetto ai
tradizionali parchi gioco.
Tuttavia manca ancora una chiara mappatura e una cartografia adeguata del “verde a
Verona” con l’indicazione anche delle caratteristiche delle varie zone in modo da
formare una rete che potrebbe essere una base di lettura per tutti i cittadini .
La creazione di questo sistema potrebbe anche favorire le attività previste dalle
normative europee e nazionali sui temi della tutela ambientale, della salvaguardia della
biodiversità e del paesaggio, con la possibilità di un costante monitoraggio degli habitat
protetti, della flora e della fauna, e più in generale degli ecosistemi presenti nel
territorio comunale.
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Il Piano di Assetto del Territorio
Il Piano di Assetto del Territorio (PAT), adottato dal Consiglio Comunale il 24 marzo
2006, delinea la realizzazione di una città che recupera e razionalizza l’utilizzo del
suolo già edificato, ponendo, tra i suoi obiettivi primari, la conservazione e la tutela
delle aree naturali e del paesaggio, confermando ed estendendo le aree comprese nel
Parco dell’Adige e individuando nuovi parchi come quello della collina e delle mura.
La nuova amministrazione ha modificato nell’iter di approvazione del PAT alcuni
passaggi normativi relativi al regime vincolistico delle aree parco, tuttavia rimangono
inalterati i principi che riguardano le aree verdi.
In particolare, le aree verdi, diventano così una sorta di cintura naturale che crea una
relazione “verde” tra il nucleo cittadino e l’area metropolitana.
Il collegamento tra Parco dell’Adige, Parco delle Mura e Parco collinare delle Torricelle
(64,70 km2), come prefigurato nel PAT, risulta così la soluzione migliore per “portare la
natura in città” e favorire la biodiversità, tutelando non solo il patrimonio architettonico
ma anche quello ambientale, oltretutto facilitandone la fruizione come luogo d’incontro
ideale per le iniziative dei diversi portatori di interesse (singoli e gruppi organizzati).
Come già evidenziato, manca un luogo di cerniera, un nuovo parco urbano punto
focale tra la città a nord e quella a sud, che potrebbe essere realizzato nell’area dello
scalo merci di prossima dismissione.
La rete del verde metropolitano può diventare quindi un sistema unitario, ricco di
un’articolata varietà paesaggistica in cui emergono grandi aree di intervento:
a) il “Parco dell'Adige” (8,50 km2), considerando inizialmente tutta l’area che va da
Pescantina fino a S. Giovanni Lupatoto;
b) il “Parco delle Mura e dei Forti” (1,15 km2), che a sua volta è in stretta relazione
non solo con il fiume, ma anche con la cintura dei forti esterni, sia di pianura (a
ovest e a sud della città) che di collina (a nord e a est della città);
c) il “Parco della Collina” (64,70 km2), vasto comprensorio comprendente le Torricelle,
in stretta relazione sia con il Parco delle Mura, per la presenza di innumerevoli
manufatti difensivi (forti) dismessi, che con il confinante Parco Regionale della
Lessinia;
d) il "Parco della Spiana’" (1,15 km2), che seppure modificato a seguito di recenti
edificazioni, potrebbe essere riconsiderato soprattutto in un'ottica di connessione
tra la città consolidata e i quartieri a sud ovest della Fiera, con possibilità di
collegamento diretto con il parco urbano da realizzare nella vicina area dello scalo
ferroviario di futura dismissione;
e) rimane ancora da definire la zona di Verona Sud e l’area dello scalo merci che
sarà oggetto nel corso del 2010 di un piano specifico, il primo piano degli interventi,
e il primo atto significativo di pianificazione urbanistica dell’amministrazione di
Flavio Tosi ;
f) il sistema delle acque composto dal fiume Adige, dai corsi d’acqua minori e dai
canali per l’irrigazione, con l’importante connessione rappresentata dalle piste
ciclabili, pedonali e dalle aree verdi connesse, molte delle quali già ultimate;
g) le aree agricole della zona suburbana (76 km2), particolarmente tutelate dal nuovo
strumento urbanistico, che fanno da tessuto connettivo per la corona verde intorno
alla città.
Complessivamente nel nuovo Piano di Assetto del Territorio vengono sottoposte a
varie forme di tutela aree per circa 150 km2 su una superficie complessiva dell’intero
territorio comunale di quasi 200 km2 .
Il processo di espansione della città ha provocato nei decenni passati grandi
cambiamenti anche a livello naturalistico e socioculturale, ed è plausibile che, anche
nel futuro, sia forte la spinta di fattori come l’urbanizzazione continua, la riduzione degli
spazi per l’agricoltura, l’aumento del degrado nelle zone abbandonate, la pressione
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non indifferente esercitata dalle attività di tempo libero e di turismo nelle zone urbane e
periurbane, i mutamenti dei ritmi cittadini provocati dalle variazioni climatiche e legate
al sempre crescente inquinamento.
La pianificazione urbana deve sempre più tenere conto degli aspetti ambientali e
sociali in un’ottica orientata alla gestione sostenibile del territorio e nello specifico del
verde urbano, inteso non solo come habitat da salvaguardare, ma anche e sempre più
come spazio vitale e di svago per il cittadino e il turista, come indicano le recenti
direttive europee che prevedono un sistema di pianificazione e gestione ambientale per
le città con più di 100.000 abitanti.
Gli interventi vanno pianificati tramite un approccio globale e interdisciplinare, che
permetta un programma di lavoro a lungo termine, e che dia la giusta importanza
anche alla divulgazione, alle forme di partecipazione e di consapevolezza del ruolo che
hanno gli spazi aperti per migliorare il benessere complessivo di una comunità.
Pertanto risulta determinante anche l’efficacia delle istituzioni nel trasmettere in modo
adeguato i messaggi di sensibilizzazione, per rendere più visibili le nuove opportunità
di fruizione.
Il raggiungimento di tali obiettivi richiede un processo gestionale innovativo con la
conoscenza e il costante monitoraggio della risorsa ambientale, per ottenere una
precisa individuazione delle problematiche legate sia alla gestione che alla fruizione del
verde, per poter adottare specifiche modalità d’intervento che consentano la soluzione
delle criticità emerse, e per trasformare Verona in una città sostenibile, luogo del buon
vivere per tutti i cittadini.
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Estensione delle aree verdi tutelate:
2
Parco dell’Adige Nord 3,18 km
2
Parco dell’Adige Sud 5,34 km
2
Parco della Collina
64,72 km
2
Parco delle Mura
1,15 km
2
Parco della Spiana’
1,12 km
2
Parco Equestre
0,61 km
2
Parchi urbani
2,30 km
2
Zone agricole
76,00 km
Territorio Comunale 199,5 km
2
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. Attività motoria e assetto urbano
Molti e ben noti sono gli effetti dell’attività fisica sulle condizioni di salute. Noti sono gli
effetti preventivi nei confronti delle malattie croniche (malattie cardiovascolari, ictus,
diabete, obesità, alcuni tipi di tumori); noto è l’effetto del movimento nel ridurre il rischio
di cadute negli anziani e nell’aumentarne il grado di autonomia; nota ancora è
l’influenza positiva su alcune malattie mentali. In generale l’attività fisica migliora la
qualità della vita ed aumenta la sensazione di benessere. Questi vantaggi possono
essere quantificati, così come i benefici economici per i singoli e per le comunità.
Salute e benessere aumentano all’aumentare dell’attività fisica, e quindi ad una
maggior quantità di movimento corrisponde una riduzione di malattie ed incidenti, con
un andamento del tipo dose–risposta. Per ottenere questi benefici, l’attività non deve
essere necessariamente vigorosa: anche con un’attività moderata è possibile ottenere
grandi vantaggi per la salute.
In quest’ottica, il cammino e la libera fruizione dello spazio aperto rappresentano uno
strumento di salute di estrema importanza. Il camminare è e rimane l’attività più antica
e naturale dell’uomo. Non sorprende dunque che, tra tutte le forme di esercizio fisico,
sia quella preferita dal maggior numero di persone. Questa preferenza si lega a diversi
fattori: possibilità di svolgimento all’aperto; nessun vincolo relativo a luoghi od orari;
nessuna necessità di particolari attrezzature e nessuna richiesta di abilità motorie
specifiche o di elevati livelli di forma fisica. Al contrario, il cammino può rappresentare
un primo passo per il recupero della forma fisica e per la pratica di attività più
impegnative. La spontaneità del gesto può contribuire a superare alcune barriere
all’esercizio come, ad esempio, l’età e le condizioni socioeconomiche.
Il cammino può essere facilmente inserito tra le normali attività della vita quotidiana:
non c’è bisogno di dover ritagliare per esso appositi spazi all’interno della propria
agenda. Il cammino ha ampiamente dimostrato nei fatti la sua efficacia, riuscendo ad
aumentare sensibilmente e rapidamente il livello medio di attività fisica, anche tra gli
strati più sedentari della popolazione. E’ del tutto evidente che la possibilità di
effettuare spostamenti quotidiani in viali alberati o comunque curati e ben tenuti, ma
anche passare del tempo libero in ambienti accoglienti, facilmente accessibili e con più
possibilità di uso, favoriscono l’interesse nella popolazione. Va da sé che spazi verdi e
parchi, se offrono questa serie di caratteristiche, si candidano ad essere luoghi
privilegiati per fare attività fisica e per essere luoghi significativi, che influenzano il
benessere complessivo della comunità. Con altre parole si candidano ad essere
determinanti di salute in ambito urbano.
Nel nostro paese solo un terzo della popolazione dichiara di muoversi a livelli
corrispondenti a quelli raccomandati, un terzo non si muove a sufficienza, ed infine un
altro terzo si dichiara totalmente sedentario. Le persone potenzialmente interessate
sono la maggioranza e sono quelle che possono ricavare i maggiori benefici da una
vita fisicamente più attiva.
L’esistenza di una relazione positiva tra quantità di spazi verdi urbani, stato di salute e
benessere dei cittadini trova conferma in molti studi scientifici.
Ad esempio:
Urban residential environments and senior citizens’ longevity in megacity areas:
the importance of walkable green spaces
Takano T et al. J Epidemiol Community Health. 2002;
9
Gli autori hanno studiato l’associazione tra presenza di aree verdi vicino alla casa
di residenza e la sopravvivenza di 3.144 anziani di Tokio.
Metodi: studio prospettico mediante questionari postali.
La probabilità di sopravvivenza a 5 anni era direttamente proporzionale a
• spazio disponibile per camminare (p<0.01)
• numero di parchi e di strade alberate (p<0.05) vicino al domicilio
• ore di esposizione al sole della casa (p<0.01)
• affermazione di voler continuare a vivere nello stesso quartiere (p<0.01)
Studio su 350.000 pazienti di medici di famiglia olandesi
In 15 delle 24 patologie esaminate la frequenza delle malattie croniche era inferiore
in chi viveva a meno di 1 km di distanza da parchi o aree verdi:
•
•
•
•
•
•
•
Cardiopatia coronarica (angina, infarto)
Disturbi scheletrici (colonna cervicale, lombare), (arto sup: polso, gomito, mano)
Ansia, depressione
Infezioni respiratorie e delle vie urinarie
Cefalea, Vertigini
Diabete
Condizioni patologiche e sintomi non spiegati
La quantità delle aree verdi urbane è infatti positivamente correlato con: riduzione dello
stress e della fatica mentale, migliore salute percepita, riduzione del numero di disturbi
fisici e riduzione del rischio di mortalità. Questa relazione, valida per tutti i gruppi sociali
e per tutte le fasce d’età, tende a rafforzarsi ulteriormente all’interno dei gruppi più
svantaggiati dal punto di vista socioeconomico e nelle fasce più giovani e più anziane
della popolazione. Quanto alla portata, gli effetti di questa relazione sono riscontrabili
entro un raggio di tre chilometri di distanza dall’area verde.
Oltre a rilassare, a offrire refrigerio dal sole, a mitigare lo smog, ad attenuare
l’inquinamento acustico, a favorire i contatti sociali, i giardini di quartiere ed i parchi
urbani rappresentano una grande opportunità per fare attività fisica all’aperto. La
presenza di uno spazio verde vicino alla propria abitazione o vicino al luogo di lavoro
rappresenta un costante invito a muoversi. Allo stesso modo, vedere qualcuno che
cammina o corre in mezzo al verde può far nascere il desiderio di fare altrettanto.
Stando agli studi di settore, a pari intensità, un’attività svolta all’aperto è percepita
come meno faticosa rispetto ad un’analoga attività fatta al chiuso. L’essere all’aria
aperta e in mezzo al verde sembra distogliere l’attenzione dai sintomi della fatica. In
una prospettiva di salute, questo aspetto è davvero importante. Accrescere la fiducia
nelle proprie capacità è un fattore di cruciale importanza per l’adozione di stili di vita più
attivi. In tal senso risulta particolarmente importante una attività di promozione dell’uso
dei parchi che accompagni con una comunicazione efficace e metodi partecipativi
l’importanza di una buona pratiche. Il solo cammino, ad esempio non richiedendo
particolari abilità né particolari livelli di forma, si presta molto bene quale strumento per
aumentare tale fiducia. Unendo tutti questi elementi – possibilità di svolgimento
all’aperto, possibilità di modulare lo sforzo, possibilità di aumentare il senso di
autoefficacia, piacevolezza – si capisce come il cammino rappresenti un elemento
davvero prezioso nel campo della promozione della salute.
. Il Progetto in corso
Valutazione delle ricadute sui comportamenti connessi alla
frequentazione di parchi urbani
Le aree di progetto
Sono state da pochi anni recuperate all’uso di parco due diverse aree del Comune di
Verona con caratteristiche e vocazioni diverse.
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Nel primo caso si tratta di un’area periferica, il “Parco San Giacomo”(in borgo Roma)
inserita in un quartiere densamente abitato (con scarsa presenza di aree verdi e di
servizi ) e con una situazione ambientale alquanto compromessa. L’area di proprietà
pubblica, era originariamente destinata ad interventi edilizi intensivi di iniziativa
pubblica, con un’area marginale destinata a verde. Il cambio d’uso e la conseguente
realizzazione solo dell’area a verde è stata fortemente voluta dai cittadini residenti,
anche con atteggiamenti molto agguerriti e con “iniziative di piazza”.
Il secondo ambito è un ‘area a vocazione naturalistica-agricola, “il Giarol” appartenente
al costituendo “parco sud del fiume Adige” e limitrofa al quartiere, Porto San
Pancrazio., quartiere separato dalla città storica da infrastrutture stradali e ferroviarie
(comunque a poche centinaia di metri dalle mura magistrali che racchiudono il centro
storico). In questo secondo caso la popolazione vive l’area (che deve essere ancora
completamente recuperata) ancora in modo marginale e l’accesso problematico non
agevola la fruizione.
Fruizione dei parchi :
sperimentazione di un metodo per la valutazione in relazione all’attività motoria
Obiettivo :
Nell’ offrire alla popolazione l’opportunità di effettuare attività fisica orientata alla salute,
il progetto in corso vuole elaborare un modello di rilevazione della fruizione stessa che
possa poi essere utilizzato anche in altri contesti e permetta di evidenziare l’interesse
dei cittadini rispetto alle aree verdi.
Questo obiettivo principale si articola attraverso sottogruppi secondari:
•
svolgere un’attività di monitoraggio dell’uso delle aree verdi per la definizione di
aree funzionali e di promozione delle stesse;
•
verificare l’accessibilità dell’area;
•
proporre, da parte dei progettisti, una attività di progettazione del territorio
condivisa con la popolazione, attraverso:
l’adozione di zone o progetti da parte dei cittadini o della comunità locale
(scuole, associazioni, ecc);
favorire alcune attività di partecipazione e di coinvolgimento dei soggetti che
attualmente gestiscono le aree (per il “giarol” la cooperativa 8 marzo, per il
“san Giacomo” la circoscrizione)
•
attraverso la rilevazione delle attività nel parco e la ricerca di coinvolgimento dei
vari attori istituzionali, è prevista una proposta agli assessorati competenti del
comune per implementare le attività nelle aree verdi attraverso un
coinvolgimento maggiore delle istituzioni con i cittadini anche attraverso
processi inclusivi.
Il progetto si articola attraverso alcune azioni
Azioni specifiche:
- ricognizione della accessibilità delle due aree
- ricognizione della conoscenza di queste due aree da parte dei cittadini che
abitano nelle zone limitrofe o di target specifici quali per esempio gli studenti
universitari
- misurazione ex-ante delle presenza nei parchi di fruitori in alcuni momenti
attraverso uno schema di rilevazione
- realizzazione del percorso della salute al Parco Giarol e cartellonistica
informativa sui benefici di salute al Parco San Giacomo
11
-
informazione e coinvolgimento di alcuni portatori di interesse per aumentare la
fruizione delle due aree
misurazione ex post della presenza nei parchi di fruitori in alcuni momenti
attraverso lo schema di rilevazione
rendicontazione finale del progetto agli Enti coinvolti nella pianificazione
territoriale cittadina
azioni da implementare
•
una possibile azione da intraprendere potrebbe essere quella di utilizzare la
tecnica basata sulla spontaneità, la cd. open space technology. Si tratta di un
metodo di confronto tra soggetti istituzionali, gestori delle aree e le associazioni
che più direttamente sono state coinvolte nel progetto per dialogare sulle
conclusioni del progetto in corso. A fronte dell’analisi del monitoraggio e di
alcune riflessioni (potenzialità d’uso delle aree, miglioramento dell’accessibilità
e dei percorsi, ecc.) potrebbe essere interessante mettere a confronto soggetti
apparentemente diffidenti per verificare invece attraverso dei focus groups e la
realizzazione di mappe condivise possibili elementi di condivisione e rilancio del
progetto.
•
realizzare una maggiore collaborazione con il settore Pianificazione e qualità
urbana del comune di verona mediante la realizzazione di una cartografia
adeguata in nella quale si evidenzi il “verde a verona”, primo passo per un vero
Piano del verde della città.
Metodologia:
-
incontri con gli Enti e vari target della popolazione ( giovani-studenti, anziani,
bambini, popolazione in genere),
sondaggio telefonico a campione nel territorio in cui insistono le due aree
questionario agli studenti universitari ex ante ed ex post
osservazione con schema specifico e questionari alla popolazione target
prima delle modifiche
osservazione con schema specifico e questionario alla popolazione target
dopo le modifiche delle infrastrutture.
Si potrà in tal modo offrire agli Enti elementi sufficienti per inserire l’ottica della salute,
e l’alleanza con il sistema sanitario, nella progettazione del territorio.
Attori coinvolti:
ULSS20 Dipartimento Igiene Pubblica, Cdr Ambiente e Strade e Giardini e Statistica
del Comune, Circoscrizioni 5 e7, Cooperativa “ 8 Marzo”, Associazione “Porto Vivo”,
Associazioni studentesche, AGIF, Associazioni Anziani e tutti i gruppi che attualmente
utilizzano Parco San Giacomo.
Tempi:
giugno 2009 –primavera/estate 2010
Costi:
Costi infrastrutturali: 40.000€ realizzazione sentiero della salute, 2.000€ cartellonistica
Giarol ( ass. Porto Vivo) 2000€ cartellonistica Parco San Giacomo
Costi per valutazione: 2000€ sondaggio telefonico, 4.000€ per attività di osservazione
e somministrazione questionario , 500€ per pubblicizzazione
La mancanza di previsione di spesa di un articolato progetto di partecipazione non è
attribuibile alla mancanza di volontà degli attori.
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Alcune osservazioni puntuali sulle due aree di intervento:
“il Giarol”
Obiettivi specifici
•
migliorare l’accesso all’area e la sua conoscenza
•
implementare l’uso del parco e definire zone funzionali
azioni
•
progetto e realizzazione di un nuovo percorso pedonale (percorso salute)
attrezzato per l’esercizio fisico guidato
•
definire una rete di percorsi e zone funzionali insieme alla cooperativa di
gestione e il settore del comune competente tenendo come base di partenza la
bozza di progetto approvata;
•
migliorare i pannelli informativi e la comunicazione all’interno del parco
•
favorire attraverso giornate o incontri tematici la conoscenza e le offerte
dell’area (con il coinvolgimento degli studenti universitari della sede di
veronetta, con il circolo didattico delle scuole di porto san pancrazio, con
l’associazione anziani del porto)
“Parco San Giacomo”
Obiettivi specifici
•
migliorare le connessioni con le altre aree verdi della zona
•
favorire la consapevolezza nei cittadini che fruiscono l’area delle potenzialità
dell’area e dei benefici dell’attività motoria sulla salute
azioni
•
posizionamento di alcuni pannelli informativi
•
proporre un nuovo regolamento di fruizione e gioco che tenda ad esempio a
non escludere le attività di gioco nel prato
. Metodo per la rilevazione e il monitoraggio
SOPARC
(System for Observing Play and Recreation in Communities)
E’ stato preso come metodo di riferimento per la rilevazione e il monitoraggio delle
attività umane nel parco:si tratta di un sistema già testato ed analizzato a livello
internazionale, il metodo SOPARC (System for Observing Play and Recreation in
Communities - Sistema di osservazione del gioco e del tempo libero nella comunità)
Thomas L. McKenzie, Ph.D.
Department of Exercise and Nutritional Sciences
San Diego State University
San Diego, CA 92182
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SOPARC è ideato per ottenere informazioni dirette sull’uso dei parchi nelle comunità,
comprese le caratteristiche dei parchi e dei loro utilizzatori.
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Esso fornisce informazioni sui livelli di attività fisica degli utilizzatori dei parchi, sul tipo
di attività svolta. Inoltre fornisce informazioni sull’accessibilità, l’utilizzabilità,
l’organizzazione e supervisione delle singole aree dei parchi.
Le singole aree vengono dapprima misurate, codificate e rappresentate su carta.
L’attività fisica e le attività ricreative sono positivamente associate con una buona
salute. Le ricerche sulle attività svolte dai frequentatori degli spazi aperti sono state
ostacolate dalla mancanza di uno strumento oggettivo per quantificare l’attività fisica e
le caratteristiche dei partecipanti. In questo ambito le misurazioni sono complicate
perché sia il numero dei partecipanti che i modi e le intensità delle loro attività
cambiano con grande frequenza.
SOPARC si basa su tecniche di campionamento momentanee grazie alle quali
vengono svolte rilevazioni periodiche e sistematiche nelle aree target predeterminate.
Durante le singole rilevazioni l’attività svolta da ciascun individuo viene codificata come
sedentaria, cammino e molto attivo. Inoltre, vengono rilevati il genere, la classe d’età e
gruppo etnico.
Simultaneamente vengono raccolte informazioni sull’ora della rilevazione, sulla
accessibilità dell’area, sull’utilizzabilità dell’area, sulla presenza di supervisori e di
attrezzature, e sulla presenza e classificazione di attività organizzate. In sintesi, è
possibile descrivere il numero di partecipanti, il genere, i livelli e le tipologie di attività, e
stimare l’età ed il gruppo di appartenenza. Lo strumento permette di comparare i livelli
di attività fisica tra diversi ambienti o all’interno del medesimo ambiente in momenti
differenti. La stima del dispendio energetico nelle diverse aree Target all’interno di un
singolo parco può essere calcolata sulla base di costanti validate per ciascun livello di
attività.
Aree di osservazione
Vengono fatte osservazioni dirette nelle Aree Target che rappresentano le postazioni
che possono fornire maggiori probabilità agli utenti di essere fisicamente attivi. Queste
Aree vengono identificate prima dell’inizio delle osservazioni.
Una mappa viene utilizzata per identificare le aree e per definire postazioni standard
per le osservazioni. Ulteriori Target Area possono essere aggiunte dagli osservatori e
aggiunte nel documento.
Nel caso di osservazioni svolte in momenti di grande affollamento o nel caso di aree
altamente utilizzate è possibile suddividere le target areas in più ridotte Subtarget
Areas, in modo da poter svolgere delle misurazioni accurate.
I dati provenienti da queste aree ridotte verranno poi sommati per fornire un valore
medio complessivo per ciascuna Target Area.
PREPARAZIONE DELLE OSSERVAZIONI
1. prima di recarsi sul posto, preparare il materiale necessario che include: orologio da polso
sincronizzato, moduli per la registrazione dei dati, mappa delle target area, penne;
2. arrivare al parco almeno 20 minuti prima dell’inizio dell’ora ufficiale di inizio della codifica.
Ripassare la sequenza di osservazione delle diverse aree. Visitare ciascuna area nella giusta
sequenza e decidere se è necessario suddividere qualche area nelle relative subaree.
CODICI SOPARC E REGISTRAZIONE
DATA
inserire la data gg/mm/aaaa dell’osservazione
ID PARCO
inserire il codice identificativo del parcO
ID OSSERVATORE
inserire il proprio codice identificativo
PERIODO
segnare nella casella appropriata se la rilevazione viene
effettuata di mattina, all’ora di pranzo, nel pomeriggio o la sera
TARGET AREA
segnare il numero corrispondente alla specifica target area,
guardando sulla mappa del parco
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Ricerca BERLIN BEWEGT
Un altro tipo di approccio per rilevare la fruizione di un’area parco è la ricerca effettuata
dall’associazione Berlinbewegt a Berlino all’interno di un parco, il Bornstedter Feld a
Postdam. Si tratta di una inchiesta che in sostanza rileva com’è e come si può
sviluppare un’area parco. Prima della rilevazione è stata effettuata una analisi accurata
dei luoghi e successivamente attraverso delle interviste, con un metodo condiviso con i
soggetti istituzionali, gli enti gestori e i proprietari, è stata rilevata in modo molto
accurata la frequentazione e sviluppata una scala valutativa. Inoltre si è data molta
importanza alle motivazioni della fruizione
Bornstedter Feld Ricerca
BERLINbewegt
Ricerca
Gioco e movimento
Valutazione
zone
Osservazioni
Interviste
Valutazione
Qualità gioco
La rilevazione nelle aree “Giarol” e “San Giacomo”
Nelle due aree parco “Giarol” e “San Giacomo” nel mese di maggio 2010 sono iniziate
le rilevazioni attraverso rilevazioni giornaliere tramite una scheda (vedi allegato).
Preliminarmente sono state definite alcune aree funzionali.
Rilevazione per l’area “giarol”
Non è attualmente possibile suddividere il parco in aree, in quanto risulta parzialmente
fruibile solo l’area a ridosso della fattoria didattica. Sono stati tuttavia individuati
percorsi lineari (utilizzati dalle persone, prevalentemente per passeggiate a piedi, in
bici o per attività di corsa), segnati nella cartina e classificati in relazione alla loro
specificità. Una prima analisi, antecedente la realizzazione del percorso salute,
prevede una rilevazione dell’utenza in una situazione di sostanziale mancanza di
conoscenza dell’area e povertà di attrezzature e aree di svago.
Successivamente alla realizzazione del “percorso salute” attrezzato (individuato nella
mappa dei percorsi con il colore arancio), all’installazione di nuovi pannelli informativi e
all’attivazione di alcune iniziative per conoscere il parco, si potrà procedere ad una
seconda rilevazione, ex post, e verificare le variabili rilevate.
Rilevazione per l’area “San Giacomo”
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In questo parco, la rilevazione tramite scheda presenta una maggiore difficoltà: il parco
è molto vasto, senza punti di accesso definiti, in alcuni momenti della giornata è molto
frequentato, non sono facilmente raffigurabili delle aree funzionali e necessita di una
particolare capacità di lettura dello spazio, per cogliere e rilevare le persone che lo
frequentano.
In questo caso la rilevazione serve maggiormente per avere un dato sulla reale
frequentazione del parco ed un quadro puntuale per attivare forme di maggiore
partecipazione nella frequentazione dei cittadini e maggiore consapevolezza delle
istituzioni.
Anche in questo caso la verifica ex ante ed ex post sarà intervallata da una prevista
installazione di pannelli informativi sui benefici dell’attività fisica nell’area parco.
. Limiti e criticità del progetto in corso
Una prima analisi
Mi sembra molto importante evidenziare lo sforzo che il Dipartimento di Prevenzione
sta compiendo all’interno della strategia regionale. Il Veneto, dal 2002 al 2009 ha
fissato le linee di intervento con il primo e secondo piano Triennale attraverso 20
progetti: Verona è capofila di quello lotta alla sedentarietà.
Il nuovo ruolo della sanità supera le politiche sulla motivazione delle singole persone
atte a modificare i propri comportamenti, e invece aumenta le energie nelle materie
inerenti l’assetto urbano e la pianificazione. Stringere nuove alleanze e favorire un
approccio multidisciplinare credo sia indispensabile per raccogliere le sfide territoriali
del nostro tempo. E’ compito del Dipartimento di Prevenzione evidenziare i
determinanti di salute in ambito urbano, nei quali svolge un ruolo determinante per la
qualità urbana il verde urbano: il verde inteso nelle sue molteplici funzioni, di regolatore
ambientale per gli aspetti microclimatici e di abbattimento degli inquinanti, di facilitatore
delle opportunità di svago, socializzazione e promozione dell’attività motoria, ecc. infine
non da ultimo, aggiungerei il contributo determinante alla realizzazione di angoli felici
nella città. Italo Calvino, nelle Città invisibili, ci esortava a riconoscere in ogni città,
anche la più brutta, un angolo felice.
Renzo Piano, in una riflessione tenuta in occasione della promozione del Piano del
verde di Milano, affermava: Così salveremo le città…costruiamo una cintura verde
come baluardo alla crescita, rinforziamo i parchi urbani, cogliamo ogni occasione di
riconversione per aumentare gli spazi verdi e sfruttiamo ogni occasione per dotare di
alberi le strade , le piazze e i viali. Ho pensato che con gli alberi a Milano si potesse
ricreare quell’equilibro che è il segreto di una città felice.
La difficoltà maggiore, nel rendere operativo il progetto, risulta essere il coordinamento
e la relazione tra i due gruppi di lavoro (ULSS e COMUNE); spesso si opera con
interventi, a mio parere, troppo personalizzati e gli incontri per definire le strategie di
azione si risolvono in una eccessiva semplificazione e superficiale lettura delle
possibilità di azione.
Risulta ancora molto critica la collaborazione con gli enti che attualmente gestiscono le
due aree. Si rileva una sostanziale diffidenza nel costruire una nuova modalità di
gestione e nel condividere un tavolo comune di relazioni e approfondimenti. Forse il
punto debole di questo progetto è la mancanza di un referente politico forte e un
gruppo operativo che, nonostante l’entusiasmo di promuovere “qualcosa di nuovo”,
fatica ad avere una metodo efficace di lavoro. Tuttavia, in questo periodo, si sono
intensificati gli incontri per stabilire una convenzione tra ULSS e COMUNE.
Il tentativo, a fine progetto, è quello di fornire agli assessorati competenti una sorta di
analisi degli usi del parco, ante e post interventi, evidenziando le potenzialità dei
luoghi, la necessità di progettare il verde con modalità non casuali e la necessità di
implementare un sistema a rete. Potrebbe essere una possibile opportunità per fare
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una politica nuova a verona che implementi gli usi, favorisca processi partecipati nella
gestione e progettazione delle aree verdi.
. Proposte di integrazione del progetto in corso
La città di Verona, in una riflessione dell’arch. Giorgio Massignan, è stata
definita come una farfalla: osservandola dall’alto si possono, individuare due
aree urbane distinte, a nord ed a sud (le ali,) legate da un perno (costituito dal
nodo infrastrutturale della stazione e dalla Porta Nuova)
Ho sempre pensato che un progetto troppo chiuso nella sua sperimentazione
limitata alle sole analizzate rimarrebbe una sperimentazione fine a se stessa,
monca. Ritengo invece che bisogna vivere questa esperienza come un collaudo
per stabilire una modalità di lavoro sulla città intera che leghi il movimento,
l’attività fisica con lo spazio verde.
Da qui nasce l’idea ed il titolo del possibile progetto di visione strategica della
città, il movimento della farfalla
Aree verdi del Comune di Verona, una prima cartografia
Al fine di iniziare una possibile e auspicabile riflessione sulle aree verdi a Verona, è
mia intenzione iniziare una non facile collaborazione con il settore Pianificazione e
Qualita’ Urbana del Comune per attivare una prima analisi e valutazione delle aree
verdi.
Propongo di realizzare una cartografia e un quadro conoscitivo adeguato delle aree
verdi fruibili in ambito urbano.
Un lavoro di riferimento per inquadrare la questione è il recente testo La gestione
ecosistemica delle aree verdi urbane: analisi e proposte dell’ISPRA (Istituto Superiore
per la Protezione e la Ricerca Ambientale).
In sostanza, si tratta di superare il pensiero razionalista che ha portato alla definizione
di standard urbanistici fissati in Italia con il DL 1444/68 per attivare invece strumenti per
definire un Piano del verde urbano: una sorta di manifesto nel quale vengono dichiarati
principi e valori, nonché obiettivi e linee guida di intervento per la tutela e la
promozione del verde anche attraverso la partecipazione pubblica.
Soprattutto ritengo prioritario individuare, quale modello di analisi e rilevazione del
verde, gli indicatori di sostenibilità urbana.
Sono diversi i modelli di riferimento quali ad es. il riferimento europeo ECI European
Common indicators, il progetto Urban Audit, l’Agenzia Ambientale europea o per l’Italia,
l’Osservatorio Città sostenibili, ma anche l’ISTAT.
Sostanzialmente questi enti concordano e utilizzano il concetto di “un quarto d’ora di
cammino” per definire l’accessibilità pedonale.
Tabella – Rassegna di indicatori per il verde urbano
INDICATORI DEL VERDE URBANO
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LEGAMBIENTE11
Verde urbano fruibile (parchi e giardini)
“Ecosistema Urbano 2004”
Verde di arredo (cimiteriale, sportivo..)
Parchi e riserve naturali
Aree agricole e boscate
Verde previsto da PRG
ISTAT 2000-2001
Censimento del verde urbano effettuato nell’anno
“Indicatori ambientali urbani”
Adozione del Piano del verde
(dati riferiti solo al verde di gestione
comunale)
Acquisizioni di nuove aree verdi effettuate nell’anno
Scarto tra verde previsto nel P.R.G./abitante e verde
2
realizzato /abitante (m )
Densità di verde urbano (% sulla superficie
comunale)
Disponibilità di verde urbano pro-capite e per
tipologia
UNIONE EUROPEA
Indicatore n. 4: Disponibilità di aree verdi e servizi
Indicatori Comuni Europei
% cittadini a 300 m. da aree verdi pubbliche > 5000
DGXI 1999
m.
2
Indicatore n.9: % di area protetta.
UNIONE EUROPEA
Parte IV Ambiente – Punto 17 “Uso del Suolo”:
Urban Audit
Spazi verdi con accesso pubblico (m /abitante)
2
% di popolazione a 15 min da area verde urbana
% di aree urbane sottoposte a misure speciali
(conserv.)
Densità popolazione (totale popolazione
2
residente/km ).
USA
Relazione Stato dell’Ambiente
Servizi resi dagli ecosistemi naturali (ecosystem
services)
Aree verdi pubbliche per residente
urbano/suburbano.
OMS
Superficie relativa di aree verdi nella città
The Healthy Cities programme
Accesso pubblico alle aree verdi
Nella precedente tabella si notano anche i limiti di tali indicatori: l’accessibilità espressa
in termini di distanza da un’area verde non offre indicazioni circa la facilità con cui la
stessa puo’ essere effettivamente raggiunta.
Inoltre, non basta conoscere la quantità assoluta di verde (in rapporto alla superficie
totale della città) e quella pro-capite in quanto non è detto che il verde sia distribuito
equamente sul territorio.
Soprattutto non esiste uno standard di definizione preciso per determinare l’effettiva
quantità di verde sul territorio comunale. In tal senso un confronto proficuo con i
funzionari del comune potrebbe portare anche ad un ragionamento mirato e strutturato
per la tipicità veronese, non trascurando il lavoro svolto precedentemente per la
redazione del PAT.
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Ad esempio la classificazione proposta dalla città di Torino è utile per definire un
criterio di rappresentazione tipologica:
− verde di vicinato riferito a spazi che hanno un raggio di utenza di 50100m e dimensioni inferiori a 500mq;
− verde di quartiere scuole, orti e giardini che hanno un raggio di utenza
fino a 500 – 1000m e dimensioni comprese fra i 500 e i 5000mq;
− verde cittadino giardini e parchi riferito a spaz che hanno una fruizione
per tutti i cittadini con dimensioni fra i 5000 i 10000 mq;
− parchi a scala territoriale aree verdi estensive urbane o periurbane con
dimensioni maggiori ai 10000mq;
− verde arredo utilizzato nelle infrastrutture della viabilità
−
Potrebbe essere utile partire da queste premesse per iniziare una prima rilevazione
Inquadramento di carattere generale
1. Tavola cartografica con l’individuazione delle aree verdi esistenti
1:20000
Tavola cartografica con l’individuazione di aree verdi con suddivisione in tre
colori
•
•
•
Aree verdi di vicinato – parco giochi fino a mq 500
o (con elenco delle principali strutture presenti e delle possibilità di svago,
gioco, tempo libero)
Aree verdi con vocazione di quartiere –fino a mq 5000
o (elenco delle principali strutture presenti e delle possibilità di svago, gioco,
tempo libero)
Aree verdi di scala urbana – parchi oltre i mq 10000
o (elenco delle principali strutture presenti e delle possibilità di svago, gioco,
tempo libero)
2. Tavola cartografica della mobilità
Verifica dell’accessibilità pedonale con raggi di influenza di “un quarto d’ora di
cammino”
Verifica della ciclabilità, con individuazione dei percorsi in rete con:
•
•
•
l’individuazione di percorsi ciclabili esistenti e di progetto, di eventuali passaggi
pedonali di accesso alle aree, le caratteristiche delle strade (sezioni indicative) in
prossimità degli accessi, la presenza di parcheggi e delle fermate dei bus piu vicine.
Evidenza delle principali distanze espresse in metri lineari dagli accessi ai parchi ad
alcune zone o punti nodali.
Individuazione di nodi critici che ostacolano una continuità dei percorsi e gli
attraversamenti pericolosi.
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Inquadramento locale cartografia in scala adeguata
1:2000
Tavola cartografica con descrizione dei vari accessi
breve descrizione fotografica delle principali caratteristiche degli accessi con evidenza
delle criticità e delle possibili soluzioni per migliorare gli accessi e favorire una mobilità
ciclopedonale – brevi suggerimenti
1:10000
tavole cartografiche tematiche sui parchi ad esempio anche per le aree
“Giarol” e “San Giacomo”
1: 500
• Percorsi interni e relazioni con altre aree verdi e di socialità
• Individuazione Zone funzionali ed evidenza delle attività praticabili Attrezzature
e luoghi presidiati di socialità
• Descrizione Attrezzature per incentivare il movimento
• Scheda delle Principali potenzialità esistenti e di progetto
Che cosa ci dovrebbe essere in un parco?
Una rete
Ritengo che il riordino e la riappropriazione completa (in termini di completa fruibilità)
degli spazi pubblici attraverso la definizione di una rete verde sia una necessità anche
per la città di Verona.
Il verde è un indicatore della qualità urbana: trattiene le polveri sottili, assorbe CO2,
produce ossigeno e raffresca l’ambiente per garantire una città più sana e vitale.
Una rete di percorsi pedonali e ciclabili, che innervi di verde l’intero tessuto urbano (o
comunque alcune sue direttrici principali), determinando sistemi lineari da percorrere in
sicurezza nel verde, può costituire un formidabile determinante ambientale di salute in
ambito urbano. Insomma, con altre parole, per arrivare alle aree parco serve una rete
di mobilità lenta possibilmente attrezzata nel verde
Occorre pensare ad una continuità di percorsi ciclopedonali con punti di contatto con i
nodi di interscambio con fermate importanti del servizio pubblico e parcheggi
scambiatori per le auto: insomma, un sistema che si innerva nel tessuto urbano,
determina direttrici verdi e sicuramente aumenta la % di mobilità sostenibile.
Individuate le principali direttrici di collegamento fra i parchi più importanti con percorsi
ciclopedonali, è determinante intercettare le aree parco minori, i parchi gioco e le
principali aree di socialità o altri luoghi di interesse in modo da collegare il verde in un
sistema a rete che agevoli l’accessibilità ad un servizio di primaria importanza per una
“città sana” (dimentichiamo il termine standard) attraverso spostamenti quotidiani
sostenibili.
La fruizione
Basi per un progetto
In un’area parco, in cui svolgere varie tipologie di attività motoria, la progettazione si
sviluppa attraverso una composizione delle aree che favoriscono diverse modalità di
fruibilità e usi diversi.
E’ importante prevedere:
− zone per attività libere ed altre più attrezzate per sviluppare attività
guidate (ad esempio i “percorsi salute”);
− zone pensate per ospitare anche eventi ad alto afflusso di persone,
− percorsi e aree più riservate per favorire anche attività che necessitano
di concentrazione, tranquillità e un approccio di tipo anche agonistico;
− aree di sosta e di relax;
20
−
−
aree più organizzate per il gioco, pensate per i più piccoli;
aree per sviluppare la creatività, maggiormente autogestite per
l’iniziativa delle persone, come gli orti urbani o i giardini autogestiti;
La definizione di aree funzionali deve comportare un uso di essenze indirizzate a
rafforzare la composizione, ma anche possibilmente movimenti di terra che accentuano
l’uso diversificato delle aree.
Ad esempio i prati vanno progettati differenziando le aree a seconda del grado di
calpestio e di logorio previsto anche al fine di limitare l’apporto energetico dovuto da
irrigazioni, concimazioni e taglio.
Anche altri aspetti non secondari sono utili per qualificare una area verde:
− salvaguardia dei caratteri del paesaggio originario,
− la ricerca di una sostenibilità ambientale delle scelte progettuali
− la gestione ecologica delle trasformazioni.
Per quanto riguarda la mobilità interna è necessario prevedere percorsi differenziati e
pensati, anche in questo caso per usi diversi. Questa preoccupazione progettuale non
deve costituire una sorta di imposizione formale del progettista (anche attraverso la
cura del design, della pavimentazione o altro): l’attenzione per alcuni dettagli può
invece favorire nell’utenza una maggiore piacevolezza nel percorrere ambienti
diversificati e riconoscere anche attraverso piccole differenze le diverse opportunità.
Ad esempio un diverso uso di materiali per la pavimentazione, ma anche larghezze
diverse, maggiore o minore linearità,
inducono nell’utenza una maggiore
consapevolezza circa l’attività che sia più opportuno svolgere (un percorso segnato di
dimensioni medio piccole, nel quale non vi siano soggetti che svolgono attività diverse,
favorisce la corsa individuale rispetto ad ampi viali più favorevoli per passeggiate).
Inoltre è sempre importante prevedere percorsi veloci sia pedonali che ciclabili di
attraversamento del parco per collegare i luoghi principali di accesso al parco.
Una possibile attività di azione locale partecipata
“ il movimento della farfalla”
Per implementare la fase di monitoraggio e soprattutto per favorire una maggiore
conoscenza delle aree verdi da parte dei cittadini anche in termini di potenzialità in
termini di salute (nella frequentazione delle aree verdi), penso sia utile attivare forme
originali di stimolo e di ascolto sul territorio.
A mio parere nel progetto sperimentale di valutazione della fruizione, una modalità di
messa a punto di azioni partecipate può implementare l’uso dei parchi, ridurre le
disuguaglianze sociali e rendere maggiormente consapevoli le istituzioni del ruolo del
verde. Ritengo utile, in questa prima fase, fornire agli enti proponenti un possibile
processo di partecipazione che può essere motivo di riflessione o anche di
sperimentazione a Verona di nuove modalità di progettazione:
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avviare un approccio di comunicazione urbana tramite una tracciabilità del percorso
di avvicinamento al parco attraverso soluzioni creative e di comunicazione urbana.
Potrebbero essere coinvolte con un concorso le scuole, ma anche le associazioni
culturali, i giovani e gruppi anche informali come gli stakeholder.
verificare le aspettative e i bisogni dei cittadini per mantenere un legame con il
territorio, favorire un maggior coinvolgimento e una migliore fruizione,
implementando quanto già avviato con il questionario con modalità più inclusive.
Con le istituzioni, l’avvio di questo progetto dovrebbe essere una base di partenza per
una consapevolezza del ruolo dei parchi e degli spazi verdi in città, per verificare lo
stato di fruizione, gli orari, le regole, i modi di gestione.
Potrebbe essere interessante a termine di questo primo step del progetto allestire una
semplice mostra itinerante nei quartieri (sul verde urbano e i benefici sulla salute dei
suoi fruitori) cogliendo tale opportunità per favorire e sperimentare qualche tecnica di
partecipazione:
−
passeggiate urbane (visita del parco e dei dintorni);
−
“palo di ascolto” all’interno dei quartieri e nei luoghi di socialità
(punto informativo sulla relazione verde/salute, distribuzione di
opuscoli informativi, interviste e questionari, raccolta di proposte);
−
mappe di dialogo - giornata dell’accoglienza delle richieste dei
cittadini da raccogliere in proposte da proporre all’amministrazione
comunale, anche attraverso sistemi simili al “planning for real” o
“action planning” ma in modo semplificato.
A questa prima fase, seguirebbe una parte più operativa, ad esempio con alcuni
laboratori urbani. Credo sia indispensabile coinvolgere almeno in questa fase anche gli
enti gestori e coinvolgerli direttamente:
−
verificare la possibilità di proporre delle “adozioni” di parti del parco o
attivare azioni per incentivare le richieste atte a favorire una attività
fisica diversificate per gruppi sociali (bambini, anziani, giovani,
famiglie, ecc.)
−
informazione e coinvolgimento di alcuni portatori di interesse, gli enti
gestori e le istituzioni per aumentare la fruizione delle due aree
(Circoscrizione, le cooperative di gestione, le associazioni locali
come “emozioni in movimento”, scuole, gruppi locali di promozione,
studenti universitari, ecc.). attraverso tecniche come “Open Space
Technology”.
Infine predisporre una modalità di ritorno ai cittadini delle azioni possibili che
l’amministrazione intende affrontare, anche attraverso una festa conclusiva.
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Principali fonti di informazione utilizzate
Questo paper è la sintesi delle riflessioni emerse negli
incontri del gruppo di lavoro e rappresenta una prima
stesura dei presumibili esiti del progetto stesso.
principale bibliografia di riferimento
−
Ministero della salute e World Health Organization,
Promuovere l’attività fisica e una vita attiva negli ambienti
urbani a cura di E.Peggy – T. Agis Armando Editore – 2007
−
ISPRA, Gestione ecosistemica delle aree verdi urbane: analisi
e proposte a cura di A. Chiesura - 2009
−
Fondazione La Triennale di Milano Green life a cura di M.
Berrini, A. Colognetti – 2010
−
IUAV e ULSS20 Spazi per camminare a cura di A.Barp e
N.Bolla Marsilio editore - 2010
−
Dip.Funzione Pubblica e Presidenza Consiglio dei Ministri A più
voci a cura di L. Bobbio, Manuale Cantieri - 2004
Il logo in copertina è un’ideazione dell’autore, le immagini sono
fotografie realizzate nei parchi dell’area berlinese (Mitte, Kreuzberg,
Moabit).
Le copertine del lavoro berlin bewegt sono state gentilmente
concesse dal prof. Stefan Riegger .
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Elaborato finale Andrea Lauria “ Il movimento della