MARZO 2016 N°2 IN PRIMA PAGINA: INTERVISTA A RENZO CASTELLI, FONDATORE DELL’ULISSE È ARRIVATA L’ALTERNANZA SCUOLA LAVORO! QUO VADO? IL NUOVO FILM DI CHECCO ZALONE MA NON SAPPIAMO COSA SIA… THE FOURTH YEAR IS COMING: HIGH SCHOOL ABROAD L’Ulisse Intervista a Renzo Castelli: l’Ulisse (Dini!) tra passato e presente di Clara Irene Becuzzi In onore della rifondazione dell’Ulisse, storico giornalino del liceo Dini, come non coinvolgere Renzo Castelli, redattore di questa pubblicazione nei primi anni Cinquanta nonché scrittore di numerosi libri e giornalista di importanti quotidiani come Il Sole 24-Ore, Paese Sera, La Stampa e La Nazione? A sessant’anni di distanza Castelli ci racconta di ciò che fu il Liceo Scientifico Ulisse Dini, che da sempre è all’insegna del rigore e della severità, negli anni nei quali lui era studente. Quali sono le principali differenze fra il Liceo di allora e quello di oggi? La scuola era ancora legata all’epoca del libro Cuore; le femmine portavano il grembiule nero e nelle classi i banchi erano divisi in modo tale che le ragazze stessero in una metà dell’aula e i maschi nell’altra. Mi accorsi che le cose stavano cambiando all’ultimo anno poichè arrivarono due professori che adottarono metodi di insegnamento alternativi rispetto ai precedenti. Credo che questo sia stato il principio di una grande svolta che avrebbe contraddistinto il liceo negli anni successivi. Anche la vita delle persone stava subendo una grande trasformazione in quel periodo: i modi di !1 MARZO 2016 N°2 comunicare, in seguito al diffondersi della televisione nelle case, erano cambiati. Lei ha fatto menzione di due professori dai metodi, per così dire, “inusuali”. A quali metodi si riferisce? La cosa che ricordo con maggior piacere ancora oggi è che invitarono la classe ad andare a teatro. Per noi era una cosa assolutamente nuova. Vidi il mio primo spettacolo teatrale in quinta liceo con altri compagni di classe: si trattava dell’Otello, interpretato da Vittorio Gassman e da Salvo Randone. Non solo fu per tutti noi una grande emozione ma si trattò anche della prima volta in cui ci veniva proposta dai professori una realtà che andava oltre la scuola. Come nacque il giornale Ulisse? Fu la nostra professoressa di italiano, Anna Maria Ghelardi, a proporci l’idea di un giornalino scolastico. Era il 1952. Anche se il riferimento al liceo sembra evidente, ci sono altre motivazioni per cui fu scelto proprio quel nome per il giornalino? Ulisse, protagonista dell’Odissea, è ben rappresentato, nel canto XXVI dell’Inferno della Divina Commedia, dalla frase ‘fatti non foste a viver come bruti/ ma per seguir virtute e canoscenza’. L’Ulisse-personaggio viaggiava soprattuto per scoprire il mondo e l’Ulisse-giornalino aveva l’aspirazione di seguire questo ideale. Come veniva realizzato il giornale? Ognuno proponeva un articolo. Una volta che la professoressa aveva scelto gli articoli idonei alla pubblicazione, questi venivano scritti a macchina usando la carta carbone per crearne quattro o cinque copie. Il giornalino incontrò le prime modifiche in quest’ambito pochi anni dopo, quando il preside Lamberto Naldini decise di introdurre una stamperia all’interno dell’edificio scolastico; anche qui il processo di produzione aveva tempi lunghi ma non era più una questione di carta carbone. In cosa consistevano le nuove procedure? Bisognava comporre tutte le parole assemblando le lettere prese una a una da un grande tabulato. Con un rullo si passava poi l’inchiostro sulle lettere e !2 MARZO 2016 N°2 in seguito queste venivano pressate su un foglio bianco. Occorrevano circa tre o quattro ore per la realizzazione di una pagina. Quali insegnamenti ha tratto facendo parte della redazione dell’Ulisse? Anche se fu un’esperienza legata a un periodo relativamente breve della mia vita, l’Ulisse rappresentò per me la scoperta della passione e della bellezza dello scrivere e del comporre attraverso il capire e il creare determinate situazioni. Nel suo nuovo libro 1000 facce conosciute lei, oltre a riportare alcuni personaggi della città di Pisa e del suo passato, scrive anche a proposito di alcune figure degli anni della scuola e dell’Ulisse… E’ così, grazie per avermelo ricordato. Il breve racconto inserito in quel libro dimostra quanto peso abbia avuto allora l’Ulisse nella mia vita. La sua esperienza nel campo del giornalismo è molto estesa e vorrei farle una domanda più specifica relativamente al suo mestiere: l’obiettività, nello scrivere un articolo, esiste? Sussiste un “limite di opinione” che ogni giornalista non dovrebbe oltrepassare nell’esprimere dei concetti? A parte i casi di evidente malafede o di strumentalizzazione delle notizie, l’obiettività dev’essere la caratteristica principale di un buon giornalista. Naturalmente ciò che lui considera ‘obiettivo’ proverrà da fonti che ritiene attendibili. Ma di quel suo racconto altri potranno avere un’idea del tutto differente. La risposta finale quindi è questa: anche se il giornalista cerca di essere imparziale e realistico, sta al lettore fidarsi di lui. Il Tempo di Sundus Khalil Spesso ci ritroviamo a parlare del tempo che scorre, una nozione che usiamo costantemente nella nostra quotidianità. Il tempo che coincide con la nostra stessa esistenza. Vorremmo riuscire a manovrarlo, essere padroni di esso, poterlo mandare avanti e indietro per accelerarlo o per ritardarlo. Vorremmo addirittura riuscire a fermarlo. !3 MARZO 2016 N°2 Il Tempo suddivide la nostra vita in un susseguirsi di anni, mesi, settimane, giorni, ore, minuti e secondi. Non è mai abbastanza, ne richiediamo sempre di più: più tempo per agire, capire, pensare.. A Lui conferiamo le colpe delle nostre sconfitte, dei nostri fallimenti, di progetti inconclusi. Molte volte tentiamo di intraprendere lotte contro di esso. Ma una domanda mi sorge spontanea: perché 'contro' e non 'con'? L'alleanza potrebbe risultare molto più fruttuosa. Jean Améry, uno scrittore austriaco ritiene che il tempio abbia due volti: nemico perché ci conduce alla morte, perché è incontrollabile; amico perché ci conduce verso l'amore, la bellezza, la gioia. Dunque, siamo a noi a decidere come viverlo. Non si tratta certo di una scelta banale, al contrario richiede coraggio, impegno e fatica. Probabilmente uno degli aspetti a nuocerci, è la nostra negatività, la nostra propensione a vivere a fianco al tormento, all'angoscia e all'ansia. Un modo per provare a cominciare a vivere serenamente sarebbe quello di collegare il tempo alla speranza. Evitare di pensare continuamente solo a ciò che faremo nel futuro o a ciò che avremmo potuto fare nel passato, di evadere dall'oggi cercando di rifugiarci nello ieri o nel domani. Ciò che invece potremmo fare è godere e vivere pienamente gli attimi del presente e non colmarli con inutili considerazioni. Noi scorriamo insieme al tempo e spesso questo ci sfugge. Fenomeno “Quo Vado?” di Vincenzo Lovisi Il film Quo vado?, ultima fatica del comico Checco Zalone e del regista Gennaro Nunziante, è davvero una commedia da record: grande successo al botteghino, plauso del pubblico, critici ed opinionisti i quali non fanno altro che parlare di questa pellicola e del suo protagonista. Addirittura la politica ha deciso di accostarsi a questo successo, da Renzi che si dichiara fan !4 MARZO 2016 N°2 sfegatato dell'attore, a Salvini che nominerebbe Checco ministro della cultura. Insomma, Checco Zalone ed il suo ultimo film sono sulla bocca di tutti e ognuno ne ha dato un giudizio; ma quali sono le cause di un tale successo? Sicuramente il riuscitissimo processo di marketing del produttore Valsecchi, capace di spingere tanti italiani al cinema durante le feste, nonché il lavoro che Luca Medici, in arte Checco Zalone, ha fatto sulla sua immagine pubblica, apparendo di rado in televisione e rifiutando categoricamente di prender parte a pubblicità o sponsorizzazioni. Questo però giustifica solo in parte questo grande apprezzamento, il quale sarebbe scemato se il film stesso fosse stato un flop clamoroso. Analizzando il film con un occhio puramente cinematografico, però, Quo vado? non è un prodotto perfetto, ma un film praticamente diviso in capitoli a seconda della location, in ognuno dei quali, con determinati argomenti, si sviluppa una microtrama che va poi a ricollegarsi ad un'esile trama centrale, la quale si conclude con un finale piuttosto scontato. Eppure, nonostante tutto, il pubblico in sala ride di gusto. E se il vero punto di forza di questa commedia risiedesse proprio nella risata che essa stessa suscita nel pubblico? Ma, soprattutto, di cosa si ride? Riflettiamoci: se si esamina il lavoro di Zalone e Nunziante con attenzione, è evidente come il film passi al setaccio tutte le paure e le nevrosi del nostro tempo: il sogno del posto fisso e l'incertezza sul futuro, l'ambientarsi in una comunità straniera, il complesso di inferiorità che si prova per i paesi nordeuropei, il dialogo con diverse religioni ed etnie, lo scardinamento della famiglia tradizionale e dei relativi ruoli interni, fino a giungere, seppur velatamente, ad un confronto tra legalità e moralità. Su tutte queste tematiche Zalone non dà un giudizio, ma fa un lavoro più sottile, seppur all'apparenza banale: esorcizza tutto quanto attraverso la risata. È chiaro ora il grande successo di questa pellicola, nonché il suo vero intento: Quo vado? vuole coinvolgere il pubblico italiano attraverso il superamento dei problemi di tutti i giorni, riuscendoci egregiamente. È la prima volta che Checco punta così in alto: se infatti esaminiamo le sue precedenti pellicole, da Cado dalle nubi a Sole a catinelle, vediamo come !5 MARZO 2016 N°2 Quo vado? sia l'opera più matura e universale da lui interpretata. Nelle prime due pellicole, infatti, assistiamo a dei protagonisti che incarnano la gioventù italiana, ragazzi pieni di speranze e dai pochi mezzi che, usciti dalla loro realtà provinciale, devono confrontarsi con vicende più grandi di loro e alle quali non sono preparati. Solo con Sole a catinelle Checco Zalone raggiunge il pubblico più adulto, interpretando un padre che, afflitto da problemi economici, cerca di mantenersi un eroe agli occhi del figlio. Quo vado?, invece, fa quel passo in più che si rivela vincente, riuscendo a sintetizzare tutte le frustrazioni e le incongruenze della nostra attuale società e sdrammatizzandole in un solo colpo. Durante la visione del film nessuno può dirsi escluso, ma ognuno si riconosce in una vicenda o in un personaggio che lo aiuta a ridere delle proprie sventure. L'effetto che si crea in sala è una sorta di terapia di gruppo che sembra ricalcare l'effetto cercato dagli antichi Greci con la catarsi, quel processo di purificazione che, attraverso il genere della tragedia, aiutava il popolo a mettersi difronte all'orrore umano e a superarlo. A questo punto, non mi sembra di esagerare nel definire Quo vado? capolavoro dei nostri tempi, commedia ad ampio raggio comunicativo che solo Checco Zalone poteva portare sullo schermo, ovvero un uomo che sente e vive la modernità, nonché individuo capace di farsi portavoce di un'era. C'è però da fare un'ulteriore riflessione: se già dubito che questa commedia possa rivolgersi ad un pubblico estero, ritengo che molta della sua fruibilità andrà persa col tempo. In futuro, chiunque si avvicinerà a questa pellicola ne godrà solo in minima parte e, probabilmente, non potrà comprendere il perché di un tale apprezzamento quando fece capolino nelle sale cinematografiche. Perdendo progressivamente ciò che lo rende speciale, Quo vado? diverrà forse non più di una fonte storica, una commedia qualunque ritraente lo spaccato di un'Italia che non esiste più. Juventus-Napoli: la sfida! di Lorenzo Franco Il calcio italiano di alto livello è ancora vivo! Ebbene sì possiamo dirlo, perché un campionato di Serie A così aperto non lo si vedeva da tempo. Ci eravamo ormai abituati allo stra-potere juventino; dopo 4 scudetti consecutivi sembrava che anche il 5° sarebbe stato una semplice formalità per la squadra di Allegri, anche perché in !6 MARZO 2016 N°2 pochi si sarebbero aspettati una Inter così caparbia (o se vogliamo fortunata), che si è affidata ad una squadra molto muscolare e meno tecnica, una Fiorentina che nonostante qualche passo falso di tanto in tanto, si è dimostrata un gruppo abbastanza coeso e in grado di stabilirsi fin da subito in alto nella classifica, una Roma che comunque è sempre lì tra le prime cinque da 3 anni e soprattutto un Napoli così. La squadra partenopea si è dimostrata la vera sorpresa del torneo. Il club aveva concluso la passata stagione con tutti gli obiettivi prefissati falliti: Champions League sfumata all'ultima giornata, Europa League persa ad un passo dalla finale e Coppa Italia salutata in semi-finale. Il noto allenatore Benitez, che abbandona la barca che affonda e nonostante una stagione deludente viene chiamato dal Real Madrid, è sostituito da Maurizio Sarri, uomo di provincia affermatosi per una buona salvezza raggiunta con un grande Empoli. Il nuovo tecnico inizia da subito a lavorare con la squadra (praticamente la stessa dell'anno passato) cercando di fare il Socrate della situazione: prova a far tirar fuori il meglio a dei giocatori molto criticati fino a pochi mesi prima. Al ritiro estivo si presenta poi (per ultimo ovviamente) la stella della squadra Gonzalo Higuain, reduce da un finale di stagione deludentissimo, condito da un errore fatale dal dischetto anche nella finale di Coppa America (persa dall'Argentina in favore del Cile). Inaspettatamente tra il tecnico e il bomber si instaura da subito una grande intesa, e il giocatore ritrova fiducia in se stesso. Higuain e il Napoli iniziano il campionato più forti che mai sorprendendo tutti di giornata in giornata. La Juventus invece comincia la stagione in maniera sorprendentemente non positiva: diversi pareggi, non moltissime vittorie e qualche sconfitta! Al primo scontro diretto tra Napoli e Juventus è la squadra azzurra che arriva in forma migliore, e lo dimostra sul campo con un 2-1 firmato Insigne/Higuain che fa esplodere di gioia un'intera città. Il Napoli continua la sua galoppata con pochi passi falsi e con un Higuain incontenibile che finalmente si mostra in tutta la sua forza segnando con una media impressionante di 1 goal a partita! I napoletani sono campioni d'inverno. La Juve, trovata la formazione ideale, con Mandzukic e Dybala davanti, esce dal tunnel della crisi iniziale e inizia a vincere, vincere e ancora vincere! La squadra di Allegri raggiunge un record !7 MARZO 2016 N°2 impressionante di successi consecutivi: 15. Il quindicesimo lo trova proprio contro il Napoli nel secondo scontro diretto a Torino il 13/02/2016. Tutta Europa praticamente segue il match, poiché la squadra di Sarri è a +2 sui bianconeri e con una vittoria si porterebbe addirittura a +5 e metterebbe una seria ipoteca sullo scudetto, e dopotutto anche un pareggio darebbe respiro agli azzurri. Invece no, la Juve la spunta in un match tesissimo. La partita è chiusa da entrambe le parti: poche sono le occasioni vere da gol. All'88° minuto Zaza (attaccante bianconero) lascia partire un bolide dal limite dell'area che batte il portiere del Napoli, complice una decisiva deviazione involontaria di Raul Albiol (difensore). Il fato ha deciso così, la Juventus ha vinto, aiutata sicuramente anche da tanta buona sorte, perché oltre al gol deviato all'ultimo, nel vivo del match il difensore Bonucci era riuscito a deviare in maniera apparentemente impossibile e utopica un pallone catapultato in area da Hisay per Higuain, al quale sarebbe bastato toccarlo per gonfiare la rete superando Buffon. Con questa vittoria la Juventus conquista la vetta della classifica sorpassando il Napoli per un punto. Nonostante la sconfitta nel match che poteva essere quasi decisivo la squadra un tempo di Diego Maradona, ha ancora chances per giocarsela e riagganciare la testa, anche se perdere una partita così può lasciare un'amarezza indelebile. Nella giornata successiva al match di Torino la Juventus ha una partita apparentemente più semplice di quella del Napoli: ci sono Bologna-Juventus e Napoli-Milan. La Juve nell'anticipo del venerdì (inconsueto e figlio di un sistema un po' malato) pareggia 0-0 e il Napoli nel posticipo del lunedì ha nuovamente la possibilità di tornare primo in caso di vittoria; non va così. Il Napoli attacca e trova il goal ma poco dopo vede svanire il vantaggio grazie al goal rossonero di Bonaventura. Finisce 1-1 e la delusione è grande, perché comunque la squadra ha attaccato colpendo anche un palo nel secondo tempo; ma il Milan, squadra in miglioramento rispetto al girone d'andata, non ha concesso molti spazi, riuscendo a far sparire dal campo Higuain che non vede un pallone. Le distanze in vetta non cambiano tra Juve e Napoli, ma adesso gli azzurri non solo devono pensare a come cercare di scavalcare i bianconeri, adesso devono anche guardarsi le spalle: la Roma dopo il cambio di allenatore, nonostante lo scandalo legato alle proteste di Totti che non viene mai fatto giocare, si sta riportando ai vertici e la Fiorentina si è ripresa dopo un periodo un po' grigio. La ripresa di queste due squadre insidia soprattutto il Napoli che ha lottato fin ora con forza e coraggio ma con i soliti 11 giocatori, che non hanno avuto mai tregua a causa dei pochi sostituti di cui dispone la squadra. La Juventus da questo punto di vista è molto più attrezzata, infatti dispone di ottimi rincalzi per qualsiasi ruolo e ha quasi problemi di abbondanza. Con questa classifica, ci apprestiamo a seguire questo intenso finale di stagione, con vari interrogativi. Chi vincerà lo scudetto? Ce la farà il Napoli a tenere il passo della Juve o schianterà presto? E chi retrocederà? (già, perché ogni anno la vera lotta è quella per non andare in Serie B, visto che in vetta domina la Juve da un lustro). Tutti questi dubbi ci verranno rimossi solo al termine di questo emozionante campionato! !8 MARZO 2016 N°2 La pirateria digitale è un bene di Vincenzo Lovisi È giusto combattere la pirateria digitale? Sì, perché danneggia i creatori di contenuti e le industrie che li finanziano. Questa, con ogni probabilità, è la risposta che dareste, voi lettori, alla domanda sopraccitata. Ma è possibile dare un giudizio così assoluto su questo tipo di crimine? Lawrence Lessig, giurista di origini americane, ha dato, tra i vari argomenti trattati, un nuovo punto di vista su questa faccenda nel suo libro Cultura Libera ed è da questa idea che nasce il seguente articolo, il quale obiettivo è quello di far riflettere invece sul bene che la pirateria del web può fare agli utenti e alle industrie stesse. Prima di cominciare, va detto che Internet è una tecnologia nuova ed in pieno progresso e, come la storia ci insegna, ad ogni grande cambiamento tecnologico, ne consegue un adeguamento delle leggi. Tale adeguamento è inizialmente molto duro, infatti i pionieri delle nuove tecnologie spesso vanno contro le leggi vigenti, ma si è sempre riusciti a favorire il processo di modernizzazione. Così, per esempio, negli USA si è cambiata la legge riguardante la proprietà privata con l'avvento degli aerei, la quale prevedeva in precedenza che al proprietario spettasse, non solo la terra, ma anche il cielo sovrastante il suo territorio catalogando, di conseguenza, chiunque utilizzasse le strade del cielo come un vero e proprio fuorilegge. In questa maniera sono andate sviluppandosi anche le vie con cui comunichiamo e condividiamo i contenuti multimediali di ogni sorta, dalla radio alla televisione, passando per il cinema. Con la venuta del web e della pirateria digitale la storia si ripete, ma in maniera più complessa di quel che sembra, rendendo superficiale lo schierarsi ciecamente contro di loro, se non addirittura controproducente. Il problema nasce dall'utilizzo che gli utenti fanno dei contenuti illegalmente caricati e condivisi sulla rete. Facciamo un esempio: nel 2002, la Recording Industry Association of America (RIAA) riportava una diminuzione delle vendite dei CD pari all'8,9%, nonché un calo delle entrate che toccava il !9 MARZO 2016 N°2 6,7%. Tale insuccesso rispetto all'anno precedente portò la RIAA ad individuare nella pirateria l'artefice del decremento delle vendite. Ammesso che essa abbia ragione, e probabilmente è così, questi dati pongono un'altra interessante domanda: se sulla rete sono presenti i contenuti in forma gratuita, come mai la vendita dei CD è diminuita solo del 6,7%? Una risposta semplice, ma plausibile, potrebbe essere che, in ogni caso, i fan di un determinato artista preferiscano retribuire il loro idolo del lavoro svolto, comprando un disco o una versione digitale legale dei loro brani preferiti. Questo però non è ancora sufficiente. Ciò che la RIAA e forse anche voi lettori ignorate sono le potenzialità dello streaming illegale. Che sia un film o un album di successo ciò che gli utenti fruiscono online senza pagare, l'utilizzo che si fa di tali contenuti è variegato. Restando sul tema della musica, un utilizzo del tutto legale di contenuti caricati senza permesso è dato dal decadimento dei diritti di copyright su un'opera, portando un brano a non poter essere più prodotto o reperibile nei negozi, anche online. Le case discografiche, avendo rinunciato al commercio di quei contenuti, non perde alcun guadagno dall'uso indiscriminato dell'utente online, rendendo tale processo legittimo nonché accumunabile alla vendita di dischi usati, con l'eccezione che al rivenditore rimane in ogni caso una copia del file che ha condiviso. Un altro esempio di uso legale della condivisione digitale può avvenire quando un autore decide di rendere disponibile un'anteprima della sua nuova opera, permettendo al cliente di decidere o meno se effettuare l'acquisto della sua ultima fatica, una scelta di marketing pari agli assaggi gratuiti ai supermercati. Ma arrivando al nocciolo della questione, ovvero quando si oltrepassa la legalità: anche qui, dopo un'attenta analisi, troviamo esempi di come la pirateria aiuti il mercato. Poniamo, per esempio, che un amico vi inoltri via mail una copia illegale di un CD che non volevate acquistare. Spinti dalla curiosità o dall'insistenza della vostra amicizia, lo ascoltate e, con vostra sorpresa, vi ci appassionate. Ciò vi spingerà non solo ad acquistare una copia legale del disco, ma anche a recuperare i precedenti e vi trasformerà in un nuovo fan per il cantante a cui, inizialmente, era stata rubata una copia del suo lavoro. Stesso discorso può essere fatto col cinema: in molte piccole città, alcuni film non escono nelle sale e, passata l'euforia per quella pellicola, si passa al nuovo film del momento, non acquistando alcun biglietto; oppure, a !1 0 MARZO 2016 N°2 fronte di altre uscite interessanti, si decide di scartare quel determinato film per vederne altri. Utilizzando gli streaming o i download illegali, però, si può godere comunque della pellicola e magari, attraverso un post online, si può spingere chi ha la possibilità di vederlo in sala ad andare al cinema. In ultima analisi, si può aggiungere il fenomeno delle scanlation, più comunemente conosciute come scan, ovvero la scannerizzazione illegale dei fumetti e la loro condivisione sul web. Con esse, spinti dal pensiero della loro gratuità, vi potete appassionare ad una storia e, a quel punto, comprarne delle copie cartacee, oppure potete beneficiare di un'opera i cui diritti non sono ancora stati acquistati in Italia, andando perciò ad infoltire il numero di compratori di una prossima nuova pubblicazione. Detto questo, non va dimenticato neanche l'utilizzo che gli utenti più creativi possono fare con i contenuti illegali, ovvero un rimaneggiamento artistico che contribuisce a pubblicizzare il prodotto di partenza. È palese ora come la pirateria, in un certo senso, aiuti il mercato che dovrebbe danneggiare. Possiamo forse, a questo punto, giustificarla del tutto se non accostare la condivisione online al prestito, per ipotesi, di un libro ad un amico? No, perché sebbene il principio sia quasi lo stesso, rimangono delle differenze tali da rendere la pirateria comunque un male, come l'utilizzo potenzialmente infinito che l'utente può fare di un file illegale, nonché il guadagno che i siti di file-sharing traggono attraverso le pubblicità. E in ogni caso, non viviamo nel mondo delle favole, chi sostituisce l'acquisto di un'opera con la pirateria c'è, è innegabile, e ciò determina una perdita per chi ne detiene il copyright. Ritenere, però, una battaglia totale verso la pirateria la soluzione al problema dopo tutto ciò che è stato dimostrato è, ancora una volta, un errore perché andrebbe, di fatto, ad inibire un mezzo di comunicazione veloce e comodo, il quale ha già dimostrato il suo grande potenziale anche per la fruizione legale dei contenuti multimediali. La legge deve perciò, ancora una volta, adattarsi alle nuove tecnologie e non distruggere i pirati informatici, bensì favorire entrambe le parti, raggiungendo finalmente l'equilibrio che porta al progresso di una rivoluzione. Ed in questo senso la legge ha già garantito un tale percorso, infatti, senza smentire la sua storia, ha concesso la nascita di streaming online legali come Spotify o Netflix (del quale si è parlato nella scorsa pubblicazione). Quindi, !1 1 MARZO 2016 N°2 ponendo nuovamente la domanda, è giusto combattere la pirateria digitale? Forse. Cyberbullismo di Matilde Tizzani Tutto ciò che viene postato su internet resta per sempre. Anche gli insulti, anche le offese, le beffe più pesanti. E questo può fare veramente male, soprattutto nella delicata stagione dell'adolescenza. Quando si parla di cyberbullismo si fa riferimento a prepotenze virtuali che possono essere persino in continuità o aggiuntive alle offese offline, da differenziarsi da un semplice scherzo o un litigio. Rispetto al bullismo tradizionale nella vita reale, l'uso dei mezzi elettronici conferisce al cyberbullismo alcune caratteristiche proprie: Anonimato del molestatore: in realtà, questo anonimato è illusorio: ogni comunicazione elettronica lascia pur sempre delle tracce. Per la vittima, però, è difficile risalire da sola al proprio molestatore; Assenza di limiti spaziotemporali: mentre il bullismo tradizionale avviene di solito in luoghi e momenti specifici (ad esempio in contesto scolastico), il cyberbullismo investe la vittima ogni volta che si collega al mezzo elettronico utilizzato dal cyberbullo (WhatsApp, Facebook, Twitter, blogs, etc.). Il profilo psicologico del cyberbullo poi mette in luce una mania del controllo, attraverso il quale egli tenta di mettersi in mostra: è uno sgrammaticato sociale, non conosce le regole del viver comune e dello stare in contatto con le persone. È una persona immatura dal punto di vista affettivo, che presenta un’incapacità di gestione delle emozioni come il senso di colpa o la vergogna. É facile attirare la sua attenzione se ci si veste in modo insolito, se si ha un colore della pelle diverso . Nei criteri di elezione della vittima infatti, la “diversità”, nelle sue varie declinazioni, gioca un ruolo non secondario, insieme all’orientamento politico o religioso. In genere compie azioni di prepotenza per ottenere popolarità all’interno di un gruppo, per divertimento o semplicemente per noia. !1 2 MARZO 2016 N°2 Gli esiti di tali molestie sono, com'è possibile immaginare a fronte di tale stigma, l'erosione di qualsivoglia volontà di aggregazione ed il conseguente isolamento, implicando a sua volta danni psicologici non indifferenti, come la depressione o, nei casi peggiori, ideazioni e intenzioni suicide.. È fondamentale che la scuola e la famiglia aiutino i ragazzi a sviluppare una consapevolezza sul fenomeno del bullismo e del cyberbullismo e aiutino a non sottovalutare gli effetti negativi che ne conseguono. High school abroad di Alice Petrillo The fourth year is coming? Are you really into in an international adventure? Do you like the idea of studying abroad? If you want, you will be an exchange student! You'll have the opportunity to live in a new country, studying in a local high school , without losing a school year in Italy. You're greeted by a volunteer host family and you will have an experience that will help you to expand your horizons. It will be a year of great personal growth and truly unique and unforgettable memories! Speak English as good as you speak Italian: here is a goal that you reach with a High School Year Abroad. With this program you will experience the daily life of the United States, Ireland or Britain. Along with native English speaking children, you will study new subjects as American History, English Literature, Public Speaking and you will participate in sports and school activities such as drama, cheerleading or hurling. Some organizations that deal with this experience are: Intercultura, ESL, EF, Web, You Abroad and sts-education. Here is a table where there are pros and cons of this experience: • know and experience everyday life in a foreign country, like a true citizen of the chosen country; • learn a foreign language in depth, almost like a native speaker; • fit into a new family, sharing each other's customs, traditions and cultures; !1 3 MARZO 2016 N°2 • learn a different school system, actively participating in the local school, highlighting and appreciating its uniqueness; • compare and accept cultural differences, rules and traditions, making them part of your personal luggage, to see the world from another angle; • test yourself in an unfamiliar environment, far from your certainties, experiencing a new reality, relying mainly on your own resources; • find out how your peers live and create bonds of friendship with them, accepting their diversity; • understand that an immersive experience in the Exchange Program will change your future; • you have some recovery exams to be readmitted in your Italian school; • to miss your parents and you friends. È arrivata l’alternanza scuola-lavoro di Francesco Fiorini Con la legge n. 107 del 15 Luglio 2015 è stato introdotto un nuovo progetto nel programma dell’istruzione scolastica italiana. Si chiama “alternanza scuola-lavoro” ed intende fornire agli studenti delle scuole superiori, oltre alle conoscenze teoriche apprese in classe, anche le competenze necessarie per entrare senza indugio nel mondo del lavoro, alternando ore di formazione didattica ad ore trascorse in aziende pubbliche o private. La finalità è quella di ridurre al minimo lo scollegamento tra il mondo scolastico e la realtà occupazionale, caratteristico, purtroppo, dell’esperienza italiana, che rende più difficile l’inserimento dei giovani nell’ambiente lavorativo, una volta terminato il ciclo degli studi. L’alternanza intende integrare i sistemi dell’istruzione, della formazione e del lavoro, attraverso una collaborazione produttiva tra i diversi ambiti, con la finalità di creare un luogo dedicato all’apprendimento, in cui i ragazzi siano in grado di imparare concretamente gli !1 4 MARZO 2016 N°2 strumenti del “mestiere” in modo responsabile e autonomo. Se per i giovani rappresenta un’opportunità di crescita e di inserimento futuro nel mercato del lavoro, per le aziende si tratta di investire strategicamente in capitale umano ma anche di accreditarsi come enti formativi. Le fonti di finanziamento derivano per la quasi totalità dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (MIUR). Il progetto è rivolto a tutti i ragazzi del secondo biennio e dell’ultimo anno delle scuole superiori, e si articola in 400 ore per gli Istituti Tecnici e in 200 ore per i Licei. Qui al liceo scientifico Ulisse Dini il corso dovrebbe iniziare nel periodo estivo alla fine del corrente anno scolastico. I percorsi formativi saranno resi possibili da apposite convezioni stipulate dalle istituzioni scolastiche con la camera di commercio, industria, artigianato ed agricoltura, con imprese ed enti del settore terziario pubblico e privato che siano disposti ad ospitare gli studenti per il periodo dell’apprendimento, previa presentazione al preside della scuola di un programma del corso. L’istituzione scolastica dovrà fare un’attenta ed accurata valutazione dello spazio educativo offerto. Dopo questa fase di indagine, le scuole individueranno le realtà produttive con le quali poter avviare collaborazioni concrete: queste assumeranno la forma sia di accordi ad ampio raggio, a valenza pluriennale, sia di pattuizioni operative per la realizzazione di percorsi individuali. L’istituzione scolastica, con la collaborazione del tutor esterno designato dalla struttura ospitante, dovrà poi valutare il percorso di alternanza effettuato da ogni singolo studente e certificare le competenze dal medesimo acquisite. Alla fine del corso verranno rilasciati attestati di frequenza e crediti formativi per il percorso scolastico e per il conseguimento del diploma. Il problema principale del corso “alternanza scuola lavoro” riguarda i Licei, perché Istituti tecnici e professionali hanno un rapporto privilegiato con fabbriche ed aziende, interessate a coinvolgere gli studenti da, eventualmente, inserire nel prosieguo nel proprio entourage. I Licei dovranno probabilmente rivolgersi ad istituzioni alternative, meno preparate e meno interessate ad accogliere i ragazzi nella loro esperienza lavorativa. !1 5 MARZO 2016 N°2 Il carnevale ieri ed oggi di Laura Barsuglia Il Carnevale è la festa più allegra dell’anno; è il periodo che precede la quaresima e si conclude il martedì grasso, il giorno prima del mercoledì delle ceneri il primo giorno di Quaresima. A noi il Carnevale sembra una festa fatta apposta per i bambini: in realtà le origini del Carnevale risalgono alle feste pagane di età romana, dove venivano usate le maschere per scacciare gli spiriti maligni. Con il cristianesimo questi riti persero il carattere magico e rituale che avevano rimanendo delle semplici forme di divertimento popolare. Durante il periodo medievale e rinascimentale i festeggiamenti in occasione del Carnevale furono introdotti anche nelle corti europee, dove assunsero forme più raffinate legate soprattutto al teatro, alla danza e alla musica. Oggi il Carnevale viene festeggiato in tutto il mondo con feste mascherate, danze, sfilate di carri allegorici ed anche con qualche scherzo: è un occasione di divertimento. In ogni città questi festeggiamenti si sono sviluppati in modi e con tradizioni diverse. In Italia la regione con il più alto numero di manifestazioni è la Puglia, i più famosi sono il Carnevale di Putignano e il Carnevale di Manfredonia. Altre manifestazioni, la cui fama travalica anche i confini nazionali attirando centinaia di turisti sono: il sontuoso ed elegante Carnevale di Venezia la cui maschera ufficiale è Arlecchino; il floreale Carnevale di Sanremo; il Carnevale siciliano di Acireale; il Carnevale di Ivrea, dove avviene la famosa “battaglia delle arance”; lo scherzoso Carnevale di Viareggio con l’allegro Burlamacco e la sua inseparabile compagnia Ondina, le maschere ufficiali. Quest’ultimo si trova molto vicino a noi ed ogni anno ci coinvolge con la sua allegria e con i suoi enormi carri allegorici che sfilano sul lungo mare !1 6 MARZO 2016 N°2 viareggino preceduti da bellissime e coloratissime sfilate a piedi. Sui carri troneggiano enormi caricature di cartapesta di personaggi famosi dello spettacolo o della politica i cui tratti somatici vengono accentuati rendendoli simili a delle caricature; a volte, però, i carri vengono usati per denunciare dei problemi del nostro mondo anche se viene tutto mascherato da un velo di ironia e di gioco: in fondo questo è il carnevale della satira. La rosa bianca di Stefano Ceccanti L'inizio dell'anno è contraddistinto da una data importante: il 27 gennaio. In questo giorno, ormai più di settanta anni fa, le truppe sovietiche scoprirono ad Auschwitz, in Polonia, uno dei campi di concentramento del regime nazista. I sovietici liberarono i pochi superstiti. L'apertura dei cancelli di Auschwitz mostrò al mondo l'orrore del genocidio nazista. Tuttora ci è difficile immaginare fino in fondo il dolore arrecato al popolo ebraico. E il giorno della memoria serve proprio a ricordarci gli errori fatti. Il giorno della memoria è un ammonimento, che serve per non farci commettere gli errori di allora, quando mancava un aspetto fondamentale per la convivenza nel mondo: il rispetto. Il nazismo consisteva infatti nel sentirsi superiori agli altri, nel credere di avere maggiori diritti rispetto agli altri. Visti i recenti avvenimenti questa convinzione sembra purtroppo rimasta. Tuttavia, se ora si condanna il nazismo e ciò che esso promuoveva (almeno teoricamente) è anche grazie al fatto che già allora c'era qualcuno che lo combatteva. La Rosa Bianca era un gruppo di studenti che fra il 1942 ed il 1943 si oppose al regime nazista in Germania. Questi studenti pubblicarono sei opuscoli con i quali intendevano sensibilizzare la popolazione tedesca affinché opponesse resistenza passiva al regime nazista. L'atto compiuto da questi ragazzi, seppur non noto a molti, rappresentò una delle più importanti forme di ribellione all'atrocità nazista. I membri della Rosa Bianca, guidati dai fratelli Sophie e Hans Scholl, furono uccisi perché !1 7 MARZO 2016 N°2 contrari alla tirannide imposta dal governo di Hitler: essi desideravano un' Europa basata sui principi di tolleranza e giustizia, in cui tutti potessero avere pari diritti. Principi che dovrebbero valere anche adesso, nella realtà in cui siamo inseriti, nella speranza di evitare gli errori del passato, in modo che l'intervento di persone come i ragazzi della Rosa Bianca non sia stato inutile. Ad occhi aperti di Gaia Egizzo Forse c'è fin troppa ipocrisia nelle parole delle persone che rivendicano l'uguaglianza e la giustizia per tutti. Forse bisognerebbe guardare al di là delle parole messe in fila su un giornale. Forse, nella vita, dovremmo riuscire ad aprire gli occhi e vedere con consapevolezza ciò che ci accade intorno. Daniel Santucci, 18 anni, è stato picchiato da alcuni ragazzi un'ennesima volta dopo varie offese, qui a Pisa. Perché? Per il suo orientamento sessuale. È solo uno dei tanti episodi di violenza con cui abbiamo a che fare tutti i giorni. Pestaggi, stupri, risse. E mentre noi ci preoccupiamo di mandare avanti la nostra vita, c'è qualcuno che pensa a distruggere quella degli altri. Nulla è più triste di vedere un essere umano picchiarne un altro, senza un briciolo di umanità, con la risata in viso. E allora non siamo più degni di essere definiti “umani”, “umani” nel suo senso più profondo. Noi, con le bende sugli occhi andiamo avanti, crediamo che episodi del genere non ci debbano scalfire, non essendo diretti interessati. Ma alla fine chi ne esce sconfitto non è solo la vittima,ma l'umanità intera. Un'umanità che ha perso la dignità. È pur vero che molte persone si battono ogni giorno per garantire a tutti rispetto, diritti. Suonano bene queste due parole, ma fin quando conviviamo con la violenza ed il sopruso, sono contenitori vuoti. Ovviamente, molti sono i discorsi e le riflessioni che troviamo al giorno d'oggi in merito alla violenza fisica. Ma se pensiamo adesso alla cosiddetta "violenza verbale"? Persone che sputano veleno dalla bocca, parole dure, taglienti come una lama di un coltello, che si incidono nella mente della vittima, che formalmente non si può considerare tale. Vittima? Di quale violenza? Non si è vittime se non si portano i segni evidenti sulla pelle di un sopruso. Ecco perché le parole sono un'arma così potente. Anche loro ti segnano, ma dentro. Dove nessuno può vedere. E allora ci chiediamo, Verba volant? No. Verba absumunt. Consumano, distruggono. !1 8 MARZO 2016 N°2 Ma allora non sarebbe meglio smettere di parlare? Non comunicare nessuna emozione a parole? Non condividere i nostri pensieri con nessuno? Ovviamente no. Basterebbe fare in modo che le parole non siano un'arma, ma un mezzo. Basterebbe utilizzare la forza che impieghiamo per ferire gli altri, per costruire un mondo migliore. Un mondo dove non si sentono più notizie di stupri o soprusi. Un mondo dove tutti sono consapevoli del luogo in cui vivono. Continueremo ad avere gli occhi bendati, o finalmente li apriremo? #Sudokone !1 9 MARZO 2016 N°2 LA REDAZIONE Caporedattori: Giacomo Castellani, Alice Petrillo Impaginazione: Alessio Cipolli, Giacomo Castellani Redattori: Clara Irene Becuzzi, Francesco Fiorini, Gaia Egizzo, Matilde Tizzani, Stefano Ceccanti, Sundus Khalil, Lorenzo Franco, Laura Barsuglia, Vincenso Lovisi. Hanno partecipato: Pietro Gizzi, Gaia Egizzo, Alessandro Celandroni, Diletta Lelli, Marco Vignudelli, Margherita Mordini, Martina Mughini, Martina Carrara, Edoardo Salutini, Serena D’Angelo. !2 0