lavoro
Giornale dell'Organizzazione cristiano-sociale ticinese
25 marzo 2010 - Anno LXXXV - N.5 - CHF 1.00 - G.A.A. 6900 Lugano
pagine 2-3
 Prossimo numero: 15 aprile 2010
Politica
Novità sul mondo
del lavoro dalle
Camere federali
pagina 5
Posta
Cevio salva
il suo ufficio postale
pagina 11
Caritas in
veritate
Spunti
di approfondimento
pagina 11
Buona
Pasqua
a tutti!
pagina 12-13
pagine
11
Ottantacinquesimo
de «il Lavoro»
La nascita della stampa
cristiano-sociale
Redazione Il Lavoro - Via Balestra 19 - 6900 Lugano
Tel. 091 921 15 51 - Fax 091 924 24 71 - [email protected] - www.ocst.com
2
Sindacato  Politica
25 marzo 2010 il Lavoro
Legge sull’assicurazione disoccupazione
Assegni familiari
Una revisione da rispedire al mittente
Sacrosanta un’apertura
agli indipendenti
Meinrado Robbiani
N
on senza scossoni, il parlamento ha
condotto in porto la revisione della
legge federale sull’assicurazione disoccupazione. Sulla sua effettiva messa in vigore grava tuttavia pesantemente la spada di
Damocle del referendum, preannunciato e ora
lanciato da più parti. Anche l’OCST, nell’ambito di travail.suisse, contribuirà alla raccolta
delle firme necessarie.
Una revisione sbilanciata
La revisione persegue il ristabilimento di una
situazione finanziaria equilibrata. L’assicurazione disoccupazione sta infatti accumulando
deficit consistenti non solo nell’odierno periodo di crisi -ciò che sarebbe comprensibile- ma
anche durante le fasi di bonaccia economica.
In occasione dell’ultima revisione era infatti
stato valutato un fabbisogno finanziario che si
è rapidamente rivelato insufficiente.
Il contributo complessivo a carico delle imprese e dei dipendenti era stato ridotto dal 3 al
2 per cento con un taglio presto risultato eccessivo. Questa contrazione era basata su una
previsione di disoccupazione (numero medio
di disoccupati nell’arco di un intero ciclo economico) manifestamente sottostimata.
Il ricupero della stabilità finanziaria avrebbe
dovuto conseguentemente indurre ad una preminente correzione verso l’alto delle entrate.
Ciò non è il caso. Vengono sì ritoccati verso
l’alto i contributi ma si è pure proceduto a decurtare in misura significativa le prestazioni in
favore delle persone disoccupate.
Penalizzazioni urtanti
Il nuovo testo di legge contiene infatti peggioramenti pesanti. Sono segnatamente stati
aumentati i periodi di contribuzione che danno accesso alle prestazioni dell’assicurazione
(per avere diritto a 400 indennità occorrono 18
mesi di contribuzione; per beneficiare di 520
indennità occorrono 24 mesi).
È inoltre stato ridotto il numero di indennità
per i giovani senza obblighi di mantenimento
di figli (fino a 25 anni il diritto è limitato a 200
indennità) e per chi dispone di soli 12 mesi di
contribuzione (non più un diritto a 400 indennità bensì a 260 indennità).
Il periodo di attesa per poter beneficiare delle indennità, oggi fissato indistintamente a 5
giorni, è innalzato fino ad un massimo di 20
giorni a dipendenza del guadagno assicurato.
È pure ridotto il livello delle prestazioni in
caso di guadagno intermedio. Viene anche a
cadere la possibilità di prolungare il diritto alle
indennità nei Cantoni colpiti da una elevata disoccupazione.
Un indirizzo sfasato
Il mondo del lavoro è da anni dissodato da
trasformazioni profonde, che ne hanno ampiamente innalzato il grado di flessibilità e di insicurezza. La stabilità dell’impiego subisce ricor-
È referendum
Firmatelo!
L’OCST, unitamente alle organizzazioni
sindacali che fanno capo in campo nazionale
a travail.suisse, è parte attiva nel lancio del
referendum contro la legge sull’assicurazione disoccupazione varata negli scorsi giorni
dal parlamento.
Darà avvio nei prossimi giorni alla raccolta
delle firme necessarie (50’000 in ambito nazionale). È indispensabile l’attivo sostegno di
tutte le lavoratrici e lavoratori,che invitiamo a
firmare il referendum.
È un atto di solidarietà verso le persone
colpite dalla disoccupazione.
È anche un atto di responsabilità a difesa di
un tassello decisivo della sicurezza sociale
dalla quale dipende la possibilità di preservare un adeguato grado di coesione sociale.
renti minacce e incrinature; i rapporti di lavoro
sono assediati da forme invasive di precarietà.
In un simile contesto, riconducibile alla più
intensa competizione istallatasi tra le imprese
su scala non solo nazionale ma persino mondiale, i lavoratori e le lavoratrici necessitano di
strumenti di sostegno e di accompagnamento
ancora più solidi ed efficaci di quanto poteva
essere necessario nel passato.
È perciò incoerente e sfasato, rispetto all’evoluzione del mercato del lavoro, intaccare i provvedimenti e le prestazioni in favore dei disoccupati. Occorrerebbe semmai potenziarle.
La revisione penalizza d’altronde proprio alcune categorie particolarmente a rischio. I giovani, nelle fasi di crisi occupazionale, incontrano difficoltà acute di accesso al mercato del
lavoro; subiscono oggi un taglio rilevante di
prestazioni. Per uscire dalla disoccupazione,
le persone senza impiego passano sovente
attraverso lo scalino intermedio di occupazioni temporanee e interinali; il relativo guadagno
intermedio è però oggi regolato in maniera più
restrittiva.
I disoccupati più anziani sono maggiormente
esposti al pericolo di ricadute in disoccupazione; le relative indennità esigono perciò un
periodo di contribuzione più prolungato.
Correggere la rotta
L’indirizzo
impresso
dal parlamento alla legge sull’assicurazione disoccupazione va perciò
sensibilmente corretto.
L’OCST è in prima fila
nell’opporsi alla revisione appena adottata. È
necessario sottoporre
al popolo in votazione
questo risultato affinché
venga annullato.
L
a Camera dei Cantoni ha tolto il
veto iniziale all’esame del progetto, elaborato e adottato dal
Consiglio nazionale, che si prefigge di
estendere la legge federale sugli assegni
familiari anche agli indipendenti.
È un obiettivo che l’OCST ha sostenuto
sia sul piano federale per il tramite del
suo Segretario cantonale in Consiglio
nazionale, sia in ambito cantonale in
Gran Consiglio (iniziativa Guidicelli).
Nel dibattito nuovamente svoltosi in
Consiglio nazionale, M. Robbiani ha
inizialmente sottolineato come sussista
oggi una lacuna, in evidente contrasto
con il principio «un figlio - un assegno»
che fonda la legge federale sugli assegni
familiari. Questo principio mira a garantire ad ogni bambino il diritto ad un assegno indipendentemente dallo statuto
dei genitori.
La diversità di trattamento tra salariati
e indipendenti è anche abbondantemente superata dall’evoluzione nel frattempo intervenuta nel mondo del lavoro. La
flessibilità del mercato del lavoro accentua la permeabilità tra lo statuto di
dipendente e quello di indipendente. Si
passa cioè più frequentemente dall’uno
all’altro.
In un numero crescente di casi, soprattutto laddove il passaggio è riconducibile ad una situazione persistente di
disoccupazione, i nuovi indipendenti si
trovano oltretutto sovente in condizioni
di reddito particolarmente modeste.
L’esclusione degli indipendenti dal diritto agli assegni codifica anche una disparità di trattamento. Innanzitutto tra
indipendenti attivi nell’agricoltura, dove
invece esiste da tempo il diritto agli assegni, e indipendenti attivi negli altri settori.
In secondo luogo tra indipendenti il cui
coniuge è occupato come dipendente - e
come tale può accedere agli assegni- e
gli indipendenti il cui coniuge non esercita un’attività lucrativa poiché si dedica
interamente all’educazione dei figli.
È perciò giunto il tempo di ricuperare un ritardo che non ha più ragione di
sussistere. M.R.
Sindacato  Politica
25 marzo 2010 il Lavoro
3
Contro lo scandalo dei salari dei manager
Un passo positivo ma insufficiente
Il Consiglio nazionale, in occasione
della relativa votazione federale, intende sottoporre al popolo non solo l’iniziativa popolare «Contro le retribuzioni
abusive» ma pure un controprogetto
ancora più dettagliato, volto anch’esso
a porre un freno allo scandaloso livello
delle retribuzioni dei manager.
Meinrado Robbiani
P
artendo dal mondo finanziario, la pratica
di retribuzioni faraoniche dei manager
ha subito contagiato anche l’economia
reale e in particolare le imprese quotate in borsa.
L’organizzazione sindacale attiva a livello nazionale travail.suisse, alla quale fa capo anche
l’OCST, attira da anni l’attenzione su questa
deriva rivoltante. Pubblica regolarmente il rapporto tra il livello salariale dei dipendenti e le
retribuzioni dei manager, dal quale emergono
dei dati impressionanti.
Sono infatti in circolazione manager impettiti le cui retribuzioni annue risultano fino a
400 volte superiori a quelle del loro personale.
Queste aberrazioni sono un evidente schiaffo
all’indirizzo della maggior parte della popolazione, che beneficia di introiti appena decorosi
e sovente modesti. Ma non solo. Questi e altri
casi risultano dannosi e pericolosi anche dal
profilo aziendale. Non è infatti più riscontrabile
nessuna relazione comprovata e giustificabile
tra la prestazione lavorativa effettivamente fornita dai manager e le loro retribuzioni.
Le rimunerazioni vanno a collocarsi nell’area
della speculazione piuttosto che in quella di
una corretta controprestazione per l’apporto
fornito. Simili retribuzioni sono d’altronde un
veleno per la stessa cultura delle singole imprese. Impongono valori distorti e fuorvianti;
consacrano anche un distacco sempre più incolmabile tra i dirigenti e il personale.
Il parlamento intende perciò regolare meglio
l’area delle retribuzioni dei manager. Lo fa con
una proposta di adattamento della Costituzione che si colloca nella scia dell’iniziativa popolare già citata, affinandola. La decisione del
parlamento va certamente nella giusta direzione ma rimane tuttavia un passo parziale.
Assegnando agli azionisti il compito di pronunciarsi sui salari dei manager pecca –anche volutamente- di fiducia. È infatti illusorio ritenere di
potere contrastare i salari scandalosi di troppi
manager affidandosi unicamente agli azionisti.
Si dimentica troppo in fretta la fuorviante alleanza di interessi tra azionisti e manager emersa
nel recente passato. Si sorvola anche sul fatto che non pochi azionisti, più che identificarsi
nell’azienda e puntare alla sua solidità duratura,
guardano al profitto immediato svolazzando da
società a società con intenti speculativi.
Il dibattito e l’azione del parlamento, se desiderano andare alla radice del problema, dovranno puntare alla riscoperta del lavoro quale
perno primario di prosperità e al concetto di
responsabilità sociale delle imprese.
Occorre cioè mirare a politiche aziendali e
economiche innestate sulla valorizzazione del
lavoro e non sulla speculazione, con manager
che tornino a qualificarsi per rigore, modestia
e moderazione. Occorre anche riconsiderare
l’inserimento di rappresentanti del personale
nei consigli di amministrazione.
La lettura dell’enciclica «Caritas in veritate»
di Papa Benedetto XVI risulterebbe da questo
profilo particolarmente stimolante. Un effettivo passo verso il superamento delle storture
odierne non potrà infatti che passare attraverso il ricupero dei fondamenti etici e sociali
dell’attività economica.
Tagliando di partecipazione
Concorso fotografico per il Calendario OCST 2011
«La pausa dal lavoro: un momento per stare insieme»
D
opo una anno di pausa, l’OCST torna a lanciare il concorso fotografico
per il Calendario OCST. Quest’anno
il tema prescelto è «La pausa dal lavoro: un
momento per stare insieme» riservato ai lettori
Regolamento del concorso
I dipendenti dell’OCST ed i loro famigliari non
sono ammessi al concorso.
Per partecipare è sufficiente inviare un’immagine mai pubblicata inerente al tema insieme al
tagliando a lato compilato. Le immagini ricevute
non saranno restituite. Ciascun concorrente può
partecipare con un massimo di tre immagini di
cui è autore e titolare dei diritti.
L’autore stesso si preoccuperà di chiedere l’autorizzazione dell’azienda in cui la foto è stata
scattata. Ogni partecipante autorizza la pubblicazione, sia su internet, sia sui mezzi stampa.
Le foto vanno inviate unitamente al tagliando
a lato compilato entro martedì 31 agosto 2010
alla redazione de «il Lavoro», via Balestra 19,
6900 Lugano o via e-mail a: publilavoro@
gmail.com, indicando i dati personali ed il
titolo delle fotografie.
del nostro giornale: la pausa pranzo o la pausa
caffè sono un’occasione privilegiata per instaurare dei rapporti di amicizia con i colleghi...
Le 12 foto più belle verranno pubblicate sul
calendario OCST del 2011 e riceveranno un
premio (1° premio: Fr. 300.-; 2° premio: Fr.
200.-; dal 3° al 12° premio: fr. 100.-).
Partecipate numerosi!
Concorso fotografico «La pausa dal lavoro: un momento per stare insieme»
Cognome
Nome
Indirizzo
Nap
Telefono
Località
e-mail
Partecipo al concorso con la/le foto intitolata/e

La mia partecipazione al concorso è conforme al regolamento (a lato)
Luogo e data
Firma
Compilare e inviare insieme alla fotografia a: Redazione «il Lavoro», Via Balestra 19, 6900 Lugano
4
Info
25 marzo 2010 il Lavoro
Dichiarazione d’imposta 2009
Documentazione necessaria
per la compilazione
P
resso i Segretariati regionali dell’OCST
viene offerto su appuntamento il servizio di compilazione della Dichiarazione d’imposta per le persone fisiche 2009.
Al fine di agevolare il nostro lavoro, v’invitiamo a procurarvi la seguente documentazione.
 Le ricevute dei premi pagati per le assicurazioni vita, infortuni e Cassa malati per il 2009,
nonchè le attestazioni concernenti versamenti
a forme riconosciute di previdenza individuale
vincolata (3° pilastro);
 le fatture per spese di perfezionamento e
riqualifica professionale, come pure le ricevute
per versamenti a enti riconosciuti o per il riscatto di anni di contribuzioni nella previdenza
professionale (2° pilastro);
 dichiarazione bancaria comprovante i debiti privati o ipotecari, con l’indicazione degli
interessi passivi pagati nel 2009;
 eventuali polizze di assicurazione sulla
vita;
 la notifica di tassazione e/o la copia dell’ultima dichiarazione.
Richiedete
un appuntamento
 attestazione riguardante le indennità percepite, se non corrisposte tramite il datore di
lavoro, in caso di: malattia, infortunio, disoccupazione, servizio militare o civile.
Beneficiari di rendite AVS, AI, Infortunio,
LPP (2° pilastro), Cassa pensione, Pensioni
estere
 un cedolino o relativa attestazione della
rendita percepita nell’anno 2009.
Contribuenti con sostanza immobiliare
(casa e/o terreni)
 è necessario conoscere il valore di stima
ufficiale. La relativa documentazione, se non in
possesso, può essere richiesta in Municipio.
Rimborso dell’imposta preventiva
 presentare i libretti di risparmio aggiornati
al 31.12.2009 o la dichiarazione della Banca,
se del caso, del conto corrente postale.
I nostri recapiti
Via S.Balestra 19
6900 Lugano
Tel 091 921 21 04
091 921 21 05
Fax 091 921 21 06
[email protected]
www.ocst.com
Le nostre sedi
Lugano
Amministrazione centrale
Via Serafino Balestra 19,
Biasca
Piazza Centrale
Grono
Massagno
Via San Gottardo 50
Chiasso
Via Bossi 12
Locarno
Tel. 091 751 30 52
Tutti i giorni
dalle 9 alle12.30 e dalle 13.30 alle 17.30
lunedì 29 marzo a Cavergno, Sala multiuso
dalle 9 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 17.30
Lugano
Chiamare C. Tettamanti allo 091 966 00 63
Vacanze montane
...la cassa numero 1
in Ticino
Mendrisio
Via G. Lanz 25
Chiasso
Tel. 091 682 55 01
Colonie Leone XIII
Cassa
disoccupazione
cristiano sociale
OCST...
Locarno
Via della Posta 8
Biasca
Tel. 091 873 01 20
Lu dalle 13.30 alle 18.00
ma-mer-gio tutto il giorno
Ven dalle 9 alle 12.00.
Dal 15 aprile non sarà più possibile prendere
appuntamento il mercoledì mattina e il
venerdì mattina.
Mendrisio
Tel. 091 640 51 11
Lu-mer-gio
dalle 9 alle 11.30 e dalle 14 alle 17.30
Lavoratori salariati
 Il certificato di salario (attività accessoria
compresa) e quello del coniuge se lavora (uno
per ogni datore di lavoro), relativo al 2009.
Bellinzona
Via Magoria 6
Bellinzona
Tel. 091 821 41 51
ma-mer-gio
dalle 9.00 alle 11.30 e dalle 13.30 alle 17.30.
Servizi
Il CAST offre:
 Consulenza nella scelta
della soluzione assicurativa
più adeguata
 Mediazione e assistenza
nei confronti delle compagnie
di assicurazione
A
Sonogno, in Val Verzasca, è ubicata la casa Sant’Angelo, una struttura moderna e ben attrezzata dove
l’OCST da anni organizza turni di vacanza
in colonia. I piccoli ospiti potranno svolgere
numerose attività ludiche e didattiche, fare
escursioni e passeggiate, esprimere la propria
creatività attraverso laboratori e percorsi tematici legati al mondo delle fiabe.
La vacanza è suddivisa in due turni:
 1° turno: dal 3 luglio al 17 luglio;
 2° turno: dal 18 luglio al 1° agosto.
Info: Paola Mauri, responsabile dell’Associazione Centri di Vacanza Leone XIII, via Balestra 19, Lugano, tel. 091 9211551. 
Ricerca di personale
La direzione dell'Associazione
Centri di Vacanza Leone XIII
è alla ricerca di personale:
 didattico (età minima 18 anni) e
 ausiliario
 cuoco
per la colonia estiva di Sonogno, con
bambini dai 6 ai 12 anni.
Sindacato  Attualità
25 marzo 2010 il Lavoro
5
Alla faccia del progetto «Ymago»
Cevio salva il suo ufficio postale dagli assalti della Posta
«La chiusura dell’ufficio non è conforme
all’ordinanza»: lo dice la Commissione
Uffici postali, organo indipendente del
Dipartimento federale dei trasporti e
delle comunicazioni!
Lorenzo Jelmini
D
avide l’ha spuntata su Golia! La
storia si è ripetuta, Davide ha nuovamente sconfitto Golia! In questo
caso è il comune di Cevio che ha interpretato
la parte di Davide mentre Golia, con tutta la
sua boria e supponenza, era ben rappresentato dal Gigante Giallo!
Complimenti!
Vogliamo innanzi tutto esprimere i nostri
complimenti a Cevio, al suo Municipio, al Consiglio Comunale, alla Pretura e soprattutto alla
Popolazione, che si sono opposti con determinazione all’arroganza della direzione della Posta Svizzera la quale, infischiandosi delle necessità di un’intera regione, voleva sopprimere
l’ufficio postale del capoluogo del Distretto di
Vallemaggia.
Una lunga storia
L’iter di questa vicenda ha avuto inizio alcuni anni fa quando da Berna calavano in valle i
manager della Posta, assunti con l’obbiettivo
di far lievitare l’utile aziendale senza curarsi
delle conseguenze sui servizi e sulle condizioni del personale. L’intenzione di questi moderni balivi era quella di imporre anche a Cevio
l’assurdo progetto di ristrutturazione della rete
degli uffici postali denominato «Ymago». L’attività dell’ufficio postale sarebbe passato al locale negozio Coop.
Una decisione che avrebbe portato a un’evidente riduzione delle prestazioni per il Comune
e i suoi abitanti. Una politica, più volte contestata dal nostro sindacato, che penalizza fortemente le popolazioni e le piccole economie
delle regioni periferiche del nostro cantone,
eliminando oltretutto preziose possibilità occupazionali.
La scelta di sopprimere l’ufficio è, peraltro,
assolutamente inutile dal profilo economicoaziendale se si considerano gli importanti utili
che la Posta continua a fare negli ultimi anni.
Opposizione decisa
I guru della ex-regia federale, però, hanno
dovuto fare i conti con l’opposizione della
popolazione e dei suoi rappresentanti politici,
chiaramente espressa con una risoluzione approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale
di Cevio e con la quale si dichiarava guerra al
progetto di smantellamento presentato dalla Posta. Insomma, Cevio proprio non voleva
essere sulla lista dei 500 uffici postali Svizzeri che la direzione aveva deciso di chiudere e
chiedeva alla direzione del Gigante giallo di ri-
tornare sui suoi passi.
Contrario anche il Consiglio di Stato
L’opposizione alla chiusura dell’ufficio postale non si è fermata a Cevio. In seguito ad alcuni atti parlamentari, anche il Consiglio di Stato
con una lettera inviata nel mese di aprile dello
scorso anno, chiedeva al Direttore generale
de La Posta di «soprassedere con la soluzione ipotizzata e di mantenere l’attuale sportello
postale di Cevio» facendo notare «la particolarità del caso di Cevio, capoluogo del Distretto
e sede di organi giudiziari e amministrativi che
richiedono la presenza di un servizio postale
affidabile, che consideri gli obblighi legali di
confidenzialità dettati in particolare dal segreto d’ufficio e dalla protezione dei dati personali
imposti all’Autorità cantonale e per essa ai servizi preposti nei confronti dei destinatari della
propria corrispondenza».
La Posta tira dritto…
Malgrado tutte queste opposizioni e i legittimi argomenti sollevati dai diretti interessanti,
la Posta aveva deciso di proseguire sulla sua
strada. Il 5 novembre, a seguito di un incontro
con il Comune di Cevio, la Posta basandosi unicamente su alcuni dati e senza valutare
questioni di opportunità e di servizio, confermava che l’ufficio postale del capoluogo valmaggese non rientrava nella categoria dei piccoli uffici e dunque era da chiudere. E chi se ne
frega di quello che dicono la popolazione e le
autorità comunali e cantonali!
Ma Cevio non ci sta e si rivolge al DATEC!
Nella seduta di lunedì 9 novembre 2009,
«preso atto della decisione della Posta Svizzera, esaminata la situazione e fatte le valutazioni
del caso, conformemente alle facoltà conces-
L’Ufficio postale di Cevio. Foto: Tipress
se, il Municipio decide di chiedere una verifica
in materia alla speciale Commissione federale
del DATEC».
La Posta non deve chiudere
Ed è stata proprio la Commissione Uffici postali, un organo indipendente del Dipartimento federale dei trasporti e delle comunicazioni
cui spetta il compito di esaminare le decisioni
del «gigante giallo», che si è espressa negativamente in merito alla decisione di chiudere
l’ufficio postale di Cevio. «Nel capoluogo della
Vallemaggia la chiusura dell’ufficio postale e
l’introduzione del servizio a domicilio non garantisce l’accesso alle prestazioni del servizio
universale così come è definito dalla relativa
ordinanza».
Una storia a lieto fine
La Posta di Cevio, dunque, non chiuderà con
piena soddisfazione dell’autorità e della popolazione del comune valmaggese.
Due costatazioni finali. Innanzi tutto duole dover rilevare che l’ufficio postale rimarrà
aperto non per volontà della direzione, che
non ha minimamente voluto sentire le ragioni
della popolazione e delle autorità politiche, ma
perché imposto da un ufficio federale indipendente che ne disapprovava la scelta.
La seconda è relativa al metodo adottato da
Cevio che deve diventare d’esempio per tutti.
Di fronte alla supponenza di manager che non
hanno alcun riguardo verso la popolazione e
l’economia locale, Cevio ha saputo mobilitarsi con tenacia e ragionevolezza e ha potuto
infine far valere i suoi legittimi interessi. Altri
comuni, nel Malcantone per esempio, stanno
percorrendo la stessa strada, l’unica possibile per opporsi a decisioni assurde del Gigante
giallo.
6
Sindacato  Edilizia
25 marzo 2010 il Lavoro
Risposta ad un’interpellanza di Gianni Guidicelli
Il lavoro ridotto nell’edilizia
Il Consiglio di Stato ha recentemente
risposto ad un’interpellanza di Gianni Guidicelli del 28 novembre 2009 sul
tema del lavoro ridotto nell’edilizia.
N
ella vostra interpellanza sollevate
una questione che è già stata affrontata a più riprese lo scorso anno e
che ha già ricevuto diverse rassicurazioni da
parte del Consiglio di Stato.
La presunta rigidità della Sezione del lavoro
nella concessione di indennità per lavoro ridotto
è una questione che non trova riscontro nella realtà. Infatti, negli ultimi 12 mesi sono state concesse indennità per lavoro ridotto a livelli molto
elevati, il nostro Cantone è risultato quello che
ne ha concesse più di tutti gli altri Cantoni.
In 12 mesi sono stati versati quasi 70 milioni
alle aziende ticinesi tramite indennità per lavoro
ridotto, a sostegno delle aziende in difficoltà: ciò
dimostra senza dubbio che le indennità per lavoro ridotto sono il più rapido e consistente ammortizzatore sociale in caso di crisi economica.
Queste indennità hanno riguardato soprattutto l’attività industriale d’esportazione (la prima
a subire in modo massiccio le conseguenze
della crisi), ma nessun ramo economico è rimasto escluso a priori.
Per quanto riguarda più specificatamente il
settore dell’edilizia e dell’artigianato, i dati da
voi richiesti sono i seguenti: da gennaio a dicembre 2009 sono state presentate circa 100
richieste attinenti al settore edile principale o
affini ad esso, circa 30 richieste sono state accolte interamente o parzialmente, 60 respinte
e in una decina di casi le domande sono state
abbandonate.
La trentina di richieste accolte dimostrano
che non vi è alcuna preclusione nei confronti
del settore della costruzione, mentre i motivi
alla base delle 60 richieste respinte sono riconducibili a cause giudicate non straordinarie
e pertanto non indennizzabili, come ad esempio: la mancata delibera di nuovi lavori a causa
della concorrenza da parte di altre aziende; i
ritardi nelle delibere; i ritardi nell’esecuzione di
lavori già acquisiti; l’acquisizione di nuovi lavori che non prendono avvio immediatamente;
impedimenti nell’esecuzione di lavori di natura
legale oppure cali di lavoro troppo modesti per
giustificare il riconoscimento del diritto.
Sono, quelle elencate, tutte situazioni - spesso combinate tra loro - per le quali esiste una
consolidata giurisprudenza. Anche le decisioni contestate, e valutate nel corso del 2009
dall’autorità giudiziaria, sono state essenzial-
mente confermate.
La questione delle limitate indennità concesse per lavoro ridotto in relazione al settore delle
costruzioni va piuttosto ricondotta a quanto da
voi correttamente affermato, cioè che l’edilizia
è stata finora fortunatamente e sostanzialmente risparmiata dalla crisi.
Questo è un dato oggettivo confermato
dall’ultimo notiziario statistico dell’Ufficio cantonale di statistica (USTAT), pubblicato il 9
dicembre scorso, oltre che dall’indagine congiunturale del KOF sul settore delle costruzioni
relativo al IV trimestre 2009 (intitolato: «Stabilità e cospicue riserve di lavoro»). Il medesimo
parere è stato ribadito a più riprese dai responsabili cantonali della Società svizzera degli impresari costruttori. È chiaro che la situazione
di sostanziale - positiva - tenuta del settore,
potrebbe nei prossimi mesi modificarsi.
Se tale fosse il caso, il Consiglio di Stato assicura che le decisioni della Sezione del lavoro
in merito alle indennità per lavoro ridotto ne
terranno conto, conformemente alla Legge ed
alle direttive federali, come fatto finora.
Va da sé che ciò vale anche in riferimento
alla comunicazione della SECO da voi indicata nella quarta domanda della vostra
interpellanza.
Inserzione
Per difendere i tuoi diritti aderisci all'OCST!
L'OCST è firmataria dei contratti collettivi di lavoro in tutte le categorie professionali
Mettiamo a vostra disposizione le nostre
sedi e il nostro personale qualificato per
garantirvi ottimi servizi in diversi campi:
Tutela dei lavoratori
Formazione
L'OCST fornisce gratuitamente agli affiliati assistenza
giuridica e legale in materia di diritto del lavoro, previdenza, assicurazioni sociali e contratti di locazione.
Diversi tipi di formazione disponibili presso il Centro
Formazione Professionale (CFP) dell'OCST:
- Aggiornamento e perfezionamento professionale.
- Corsi di lingue e informatica.
Assistenza agli associati
La consulenza assicurativa dell'OCST (CAST), forte
di una decennale esperienza nella gestione dell'assicurazione malattia offre altre alla consulenza nella
scelta della soluzione assicurativa più adeguata
anche la mediazione nei confronti delle compagnie di
assicurazione. I professionisti del sindacato sono a
vostra disposizione anche per aiutarvi nella compilazione della dichiarazione dei redditi.
Sostegno alla terza età e agli invalidi
Indennità in caso di perdita di lavoro
Servizi alle famiglie
La Cassa di Disoccupazione Cristiano Sociale è la
prima in Ticino per rappresentatività e garantisce
pagamenti giornalieri agli assicurati.
L'Associazione Anziani Pensionati Invalidi (AAPI)
dell'OCST offre assistenza gratuita nei diversi ambiti
delle pratiche amministrative e legali inerenti la
condizione delle persone anziane, combatte contro
la loro emarginazione, creando occasioni di socializzazione per distogliere dalla solitudine.
Presso i nostri centri di vacanza organizziamo colonie estive per far vivere ai vostri figli un'esperienza
unica a prezzi modici.
Sindacato  Attualità
25 marzo 2010 il Lavoro
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al volo dall'eoc
Durante la sua ultima seduta la Commissione paritetica ha esaminato le
richieste sindacali riguardanti il personale del servizio di sterilizzazione
di Biasca, gli assistenti amministrativi e l’applicazione di alcune disposizioni del ROC.
„„
Servizio di sterilizzazione di Biasca
Il personale addetto al servizio di sterilizzazione di Biasca ha chiesto di essere inserito
in classe 5 della scala stipendi (attualmente
è applicata la classe 4). La Commissione
paritetica, dichiarando di non essere competente, ha rinviato la richiesta alle parti. Le
parti discuteranno perciò questa richiesta
nel quadro della trattativa per il rinnovo del
ROC.
Da sinistra: Alberto Cotti, presidente della Supsi, Pietro Ortelli, presidente del sindacato OCST Docenti, Annamaria Gélil, presidente del Movimento della scuola, Mauro Baranzini, professore di economia
all’USI di Lugano.
Sabato 13 marzo si è svolto il convegno «Scuola che cambia. Quale figura professionale per il docente?» organizzato dal Sindacato OCST Docenti per riflettere sul ruolo e la formazione professionale
del docente nella scuola ticinese dopo quarant’anni di riforme, quindici anni di risparmi, un cambiamento generazionale in corso, e la trasformazione dell’ASP in dipartimento della formazione e
dell’apprendimento della Supsi.
Durante il convegno gli interessanti interventi dei relatori hanno portato alla luce temi, problemi e
proposte che verranno trattati in modo approfondito in uno speciale che verrà pubblicato prossimamente su «il Lavoro».
Tagliando
lavoro
Desidero abbonarmi a «il Lavoro»
Il/La sottoscritto/a
Assistenti amministrativi
„„
Gli assistenti amministrativi occupati nei reparti di cura degli ospedali dell’EOC saranno
retribuiti in classe 6-8 del ROC. Lo stipendio
iniziale è quello previsto dalla classe 6 ed
evolverà fino alla classe 8 al più tardi dopo
quattro anni.
„„
Premio di fedeltà (art. 28 ROC)
L’art. 28, cpv. 3 ROC/EOC stabilisce che
«il dipendente può compensare la gratifica
con un corrispondente periodo di congedo,
quattro settimane, previo accordo con la Direzione dell’Istituto e considerate le necessità del servizio. La CPC, accogliendo una
richiesta di maggiore flessibilità nell’applicazione, ha deciso che le quattro settimane
di congedo, su richiesta del dipendente e
compatibilmente con le esigenze di servizio
possono essere dilazionate e godute su un
arco di tempo di 24 mesi.
La CPC concluderà in occasione della prossima seduta la discussione sul riconoscimento dei 13 giorni e mezzo di congedo
festivo (art. 36 ROC) dovuto ai capi reparto
che svolgono turni di lavoro anche durante
il fine settimana o di notte. Il capoverso due
dell’articolo stabilisce, infatti, che solo «per
i servizi che non lavorano a turni valgono le
festività infrasettimanali di calendario».
Cognome
Nome
Sesso:
M
Modifiche
all’ordinanza
della legge sul lavoro
F
Indirizzo
Nap
Città
Telefono
E-mail
 Desidero sottoscrivere un abbonamento a Il Lavoro
al prezzo di CHF 24.- all'anno.
Luogo e data
Compilare e inviare via posta o fax presso il:
Segretariato cantonale
Via Balestra 19, 6900 Lugano
Tel: 091 921 15 51
Fax: 091 923 53 65
Firma
I
l Consiglio federale ha approvato la
revisione dell’ordinanza 2 concernente la legge sul lavoro (OLL 2).
Le nuove disposizioni relative al numero di giorni consecutivi di lavoro, al lavoro
notturno e al servizio di picchetto tengono
conto delle esigenze specifiche del settore
sanitario.
La revisione dell’ordinanza è entrata in vigore il 1. gennaio 2010.
Nei segretariati OCST è disponibile il volantino che spiega la riforma nei particolari.
8
Attualità  Formazione
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25 marzo 2010 il Lavoro
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Deutsch), data da definire, minimo 10 partecipanti, due sere la settimana, 19.00 -22.00, 96
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Deutsch), data da definire, minimo 10 partecipanti, due sere la settimana, 9.00 -12.00, 30
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25 marzo 2010 il Lavoro
Sindacato  Frontalieri
9
Monitoraggio fiscale
Tanto tuonò che (finalmente) piovve
C
on la Circolare 11/E, l’Agenzia delle
Entrate ha finalmente fornito ulteriori
chiarimenti sul monitoraggio fiscale dei lavoratori all’estero e in particolare dei
frontalieri.
Quando sono stati invitati a Roma il 27 gennaio presso l’Agenzia delle Entrate, le organizzazioni sindacali italiane Cisl, Cgil e Uil ed i CAF
avevano giustamente richiesto l’eliminazione
dell’obbligo di monitoraggio del II pilastro.
In quella sede, i colleghi del Centro di Assistenza Fiscale della CISL, avevano inoltre
richiesto l’inclusione nel monitoraggio anche
degli ex frontalieri e dei pensionati, a cui precedentemente era stata invece prospettata la
via dello scudo fiscale.
Finalmente, dopo oltre 40 giorni di attesa,
l’Agenzia delle Entrate ha emanato una nuova
circolare – la 11/E – dove si indica che: i lavoratori all’estero (frontalieri, ex frontalieri e pensionati) possono compilare, entro il 30 aprile
2010 il modulo RW sanando le omissioni relative a questo modulo, nonché le omissioni dichiarative degli interessi derivanti dal c/c estero, anche con riferimento agli anni pregressi,
con una sanzione minima di € 21.
È quindi da considerare positivamente la
possibilità di sanare una posizione irregolare
che si era protratta per diversi anni. Chi sceglierà di non percorrere questa via, si troverà in
posizione di difetto verso la legge italiana.
È inutile negare tuttavia che il protrarsi dell’attesa ha creato troppi disagi ai lavoratori ed
anche alle Organizzazioni Sindacali impegnate, da un lato a chiarire
con i Parlamentari e l’Agenzia delle
Entrate la situazione dei frontalieri
e dall’altro a tenere costantemente
informati i lavoratori mentre i termini di scadenza del monitoraggio si
avvicinavano.
Molti, considerando il gran numero di frontalieri soggetto di sanatoria
e i tempi molto ristretti, prudenzialmente, hanno provveduto alla compilazione della dichiarazione tardiva
e del modulo RW prima dell’emanazione della circolare 11/E.
Questi lavoratori non sono stati
trattati correttamente in questa circolare. Infatti ora si ritrovano in una situazione
stravagante: hanno pagato di più pur essendo
stati più solleciti e diligenti! L’unica loro consolazione è che ora possono evitare le code e
le attese a cui coloro che vogliono mettersi in
regola dovranno sottostare.
La lunga attesa e i cambiamenti introdotti
dall’ultima circolare rispetto alle precedenti
hanno fatto vivere mesi tormentati ai lavoratori
e ai sindacati che avrebbero invece voluto più
chiarezza e puntualità su questioni tanto serie come sono quelle fiscali. L’auspicio è che
non si ripeta più una simile situazione e che
vi sia un’informazione ufficiale più completa
e puntuale. Ma forse siamo nel campo delle
illusioni.
Inserzione
Le prestazioni dell’OCST
Assicurazione per il rimborso
dei casi urgenti di malattia dei frontalieri
Riportiamo l’esperienza di una nostra
associata che ringrazia per l’assicurazione rimborso casi urgenti di malattia,
M
i chiamo Lina B, ho 49 anni, e sono
iscritta da molto tempo all’OCST.
Sono una frontaliera comasca,
lavoro in Svizzera da quasi vent’anni.
Lo scorso settembre ho avuto un malore improvviso sul posto di lavoro. Sono stata subito
soccorsa da una mia collega che ha immediatamente chiamato il 144, e poi sono stata
ricoverata al Pronto Soccorso dell’Ospedale
Italiano di Lugano.
Dopo le prime cure del caso e un ricovero
di circa una settimana sono stata dimessa e
indirizzata al mio medico curante in Italia, dove
tuttora seguo delle terapie per stabilizzare la
pressione. Era proprio quello il problema che
in quel giorno di settembre mi aveva causato
un grosso spavento, e che avrebbe potuto lasciarmi anche delle conseguenze non di poco
conto.
Non sono qui per raccontare la mia malattia,
ma solo per dire il mio grazie a quanto fatto
dall’assicurazione per il rimborso delle spese
per i casi urgenti di malattia dei frontalieri.
Se non fossi stata associata all’OCST avrei
dovuto pagare le spese inerenti il trasporto e il
ricovero d’urgenza in una struttura Svizzera.
Io non mi sono dovuta preoccupare di niente
se non di inviare al mio sindacato le fatture ricevute dalla Croce Verde e dall’ospedale.
Grazie a questa opportunità, per me provvidenziale, non ho speso un centesimo.
Un ringraziamento enorme all’ufficio frontalieri perchè, in mancanza di questa prestazione, oltre al problema della malattia avrei avuto
anche un problema economico non di poco
conto.
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10
Info  Balcani
Pagina a cura di Slavko Bojanic
Dan sjecanja
Progetto «Aza»
Ne ponovilo se!
U
nedjelju 21. marta 2010. godine odrzana je peta tradicionalna kantonalna
manifestacija posvecena sjecanju na
potlacene i diskriminisane narode, na one koji
su postali zrtve zbog svog misljenja, enicke ili
rasne pripadnosti. Ove godine dan sjecanja bio
je posvecen zrtvama rata u Bosni i Hercegovini
15 godina nakon masakra u Srebrenici koja je,
na zalost, postala sinonim stradanja. Ovogodisnja tema postavila je
niz otvorenih pitanja rasne, etnicke i religiozne
prirode, ali i odgovornosti sire medjunarodne
zajednice koja nije bila
sposobna da kanalise i
rijesi razornu balkansku
krizu.
Istovremeno
«Srebrenica» postavlja i
pitanje pomirenja, sposobnosti i volje svih da
se nikada vise i nigdje ne
dogodi nova Srebrenica,
da svako ponese svoje
breme odgovornosti za
sve zlo koje se dogodilo. To je ukratko i poruka
prikazanog filma «Verso
Est» italijanske reziserke Laure Angiuli, koji je
prikazan u prepunoj sali
teatra «Studio Foce» u
Luganu. Ovoj manifesta-
In favore delle donne
straniere
ciji prisustvovali su, i o temi govorili, Gabriele
Gendotti, predsjednik kantonalne vlade, Fulvio
Pezzati predsjednik kantonalne komisije za
integraciju i borbu protiv rasizma, Ambasador
BiH, gospodin Jakob Finci te Ambasador Srbije, gospodin Milan S. Protic.
Posebnu, izuzetno vaznu ulogu imali su udruzenja gradjana sa podrucja BiH i Srbije: «Bosona», «Sveti Sava»-Bellinzona i KUD «Branko
Radicevic» iz Lugana.
Oni su zajednicki pripremili prigodno osvjezenje
za sve goste na manifestaciji.
Kao sto je i u obavjestenju za stampu najavio
predsjednik Komisije za
integraciju, advokat Fulvio Pezzati, Dan sjecanja
nije i niti ce ikada na bilo
koji nacin biti «proces»
ili trazenje odgovornih,
nego samo jedan od nacina da se svako od nas
zamisli nad prosloscu,
da oda postu zrtvama,
da se ne zaboravi ali i
da se izvuku pouke iz
te proslosti kako bi se u
buducnosti izbjegli tragicni dogadjaji. 
Nezavisne Nezavisni stav
Z
abrinjavajuća je činjenica da učenici
sve češće zoru dočekuju na Internetu, ali i to što najveći dio slobodnog
vremena provode u kafićima.
Nakon neprespavane noći, upozoravaju u
školama, često se desi da đaci čak prespavaju i u drugu smjenu. Zanemarićemo malo
kašnjenje na nastavu, ali postavlja se pitanje
koliko su ta djeca sposobna da prate nastavu
i da budu koncentrisana. Na časovima uglavnom prepričavaju dešavanja sa Facebooka,
nastavu ne prate, a školske dnevnike pune negativnim ocjenama. Pored toga, na Internetu
I
l progetto AZA è nato da tre donne, che
provengono da tre «mondi» differenti,
ma che hanno lo stesso scopo, quello
di scoprirsi di conoscersi e di aiutarsi. Il loro
obiettivo è incontrare altre donne con la stessa voglia di fare.
Aza nasce dall’esigenza di poter esprimere
in concreto il pensiero, la creatività, la voglia
di vivere e di condividere con altre donne problematiche quotidiane, che vanno al di là degli
stereotipi di cultura, religione e appartenenza
politica. Gli scopi sono quelli di aiutarsi, creare
un luogo dove confidarsi ed essere ascoltate.
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sensibilizzare le giovani.
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Ogni proposta in calendario sarà pubblicata
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Zaina Gafic Tocchetti, tel. 076 4203663
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Amina Sulser, tel. 079 8118732
[email protected]
KUD «Sveti Sava»
Odrastanje na Internetu
Bojana Divljak
25 marzo 2010 il Lavoro
je dosta negativnih stvari, čak i samoubistva
se najavljuju on line, a dobiti podatke o nekoj
sekti je moguće za tren posla.
Žalosno je to što su mladi fudbalske i
košarkaške lopte zamijenili tastaturama i
miševima, ne u korisne svrhe, i što su nam
igrališta prazna.
Situacija je više nego alarmantna. Pred problemom svi zatvaraju oči i niko ne želi da preuzme određene mjere. Stručnjaci kažu da bi
roditelji trebalo da djeci posvete više pažnje,
dok roditelji pored borbe da zarade novac za
osnovne životne namirnice za to vjerovatno
nemaju vremana. Ipak, trebalo bi svi odrasli
da se zabrinu gdje to i s kim djeca provode
vrijeme, te da se zapitaju zašto u zadimljenim
kafićima troše dvije marke za pivo, kao i zašto
počinju da žive virtuelno do zore.
Zato, nadležni, zapitajte se kako žive i
najljepše godine života provode budući nosioci našeg društva. Možda bi trebalo uvesti
adekvatna savjetovališta u školama jer na mladima svijet ostaje. Moramo im ponuditi nadu u
bolju budućnost.
Poseta Ribarskoj Banji!
K
UD «Sveti Sava» iz Bellinzone za
uskrsnje praznike putuje u Srbiju na
uzvratnu posetu KUD iz Ribarske
Banje. Visegodisnja saradnja ova dva kulturno-umetnicka drustva se nastavlja na obostrano zadovoljstvo. Zelimo im sretan put, a
nakon povratka ocekujemo i njihove fotografije sa ovog zanimljivog gostovanja. 
Attualità Cultura
25 marzo 2010 il Lavoro
Spunti di riflessione alla luce della «Caritas in veritate»
L’azienda è responsabile
della felicità dei suoi dipendenti?
11
Riflessioni sulla Pasqua
Ma chi cerchi?
Antonio Sanna
La felicità si realizza in un
ambito nel quale si dedica
attenzione alle persone e
questo vale anche sul posto
di lavoro. Dal punto di vista etico, un’azienda non si
deve sottrarre.
Prof. Dr. Markus Krienke*
« L’
azienda non è
certo responsabile della felicità dei suoi dipendenti. La felicità la trovino
altrove!» – così disse il direttore di una grande azienda ticinese, durante una conferenza
stampa. Un’affermazione in controtendenza
rispetto ai più recenti sviluppi, si potrebbe
pensare, dato che leggiamo sempre di più dei
programmi «di felicità» attuati nelle medie e
grandi aziende.
Sotto questo titolo molto ambizioso vengono intese le strategie ed i servizi di benessere
per i propri dipendenti: attrezzature negli uffici, palestre, punti relax, asili nido, lavanderie
aziendali, assistenze mediche ecc., fino alla
creazione del ruolo di «direttore della felicità».
Alcune aziende reagiscono in questo modo ai
cambiamenti attuali del mondo lavorativo e al
fatto che il lavoro pervade e determina sempre
di più gli spazi e i ritmi della vita di chi lavora. Siccome richiedono sempre più flessibilità
e presenza, tante medie e grandi aziende riconoscono in questo modo l’esigenza di venire
incontro alle preoccupazioni più personali e apparentemente extra-aziendali del dipendente.
Ed è qui che si innesta il dubbio del direttore
di quella grande azienda ticinese che ho citato
all’inizio: non rendiamo l’azienda qualcosa che
non può e non deve essere, se la carichiamo
del compito di rendere i dipendenti felici? La
soluzione all’effettivo aumento delle aspettative di felicità che i dipendenti
rivolgono all’azienda si limita
ad un investimento in centri
di benessere e in palestre?
Le aziende devono diventare, allora, «aziende di felicità»? Qual è il concetto di
«felicità» che così si viene
ad affermare? L’Enciclica
Caritas in veritate recita nel
paragrafo
sull’economia:
«La convinzione di essere
autosufficiente e di riuscire
a eliminare il male presente
nella storia solo con la propria azione ha indotto l’uomo
a far coincidere la felicità e
la salvezza con forme immanenti di benessere materiale
e di azione sociale» (CV 34).
Ossia in altre parole: nes-
suna strategia e nessun meccanismo che riduce la nostra
felicità ad un concetto materiale
ed organizzabile può veramente
pretendere di realizzarla. L’uomo, appunto, non la realizza
«solo con la propria azione». In
tal modo realizzerebbe una caricatura della felicità, perché in
essa si tratta di un concetto che
non si lascia chiudere dentro la
nostra volontà di organizzare,
pianificare ed assicurare.
La felicità, invece, si riferisce
alla parte spirituale, non materiale dell’uomo.
Quindi è l’individuo che è chiamato a realizzare la sua felicità – e questo compito non lo
può «delegare», né allo Stato, né alla società,
né all’azienda. Allora, il luogo della felicità non
si trova mai in una struttura di organizzazione
aziendale, ma soltanto nell’uomo stesso.
Come risponde allora questo alla domanda
se l’azienda «è responsabile per la felicità dei
dipendenti»? Con l’organizzazione materiale
l’azienda può senz’altro aumentare il benessere delle persone, però non risolverà il problema della «felicità».
Perché la felicità non risiede nella soddisfazione materiale ma nell’appagamento personale e viene realizzata soprattutto da rapporti
interpersonali di attenzione, di dar ascolto, dal
prendere in considerazione i problemi e i desideri altrui.
Un’azienda sarà un luogo non contrario ma a
favore della felicità dei dipendenti non in base
al numero di palestre e di centri benessere, ma
alla qualità dei rapporti personali vissuti.
Non è sempre il nido costruito dall’azienda
che crea la felicità ma spesso semplicemente
l’attenzione e le piccole concessioni rivolte alle
persone con esigenze famigliari.
La «Corporate Social Responsibility» (la responsabilità sociale dell’impresa) non necessariamente si realizza in un reparto
che dedica budget straordinari al problema della «felicità»,
ma piuttosto in un ambito nel
quale si dedica attenzione alle
persone concrete.
Questa è la responsabilità
che l’azienda ha nei confronti dei propri dipendenti che
sono sempre persone, anche
sul posto di lavoro.
E a questa responsabilità
un’azienda eticamente non si
deve sottrarre.
* prof. ass. presso la Facoltà
di Teologia di Lugano; Dir. della Cattedra «Antonio Rosmini»,
prof. invitato presso la Pontificia Università Lateranense.
È
la domanda che Gesù risorto fa
a Maria di Magdala, piangente
e sgomenta davanti alla tomba
vuota.
Era arrivata con altre donne, all’alba,
per venerare con aromi il corpo del «suo
Signore». Lungo la strada, nel buio e in
silenzio un unico timore: le guardie e la
pietra da rimuovere.
Ma ecco l’inaspettato, lo stupore che
paralizza Maria davanti all’ingresso del
luogo dove ha visto deporre il crocifisso:
non ci sono soldati, la pietra è smossa,
nessun corpo all’interno.
«L’hanno portato via» è il primo suo
pensiero.
E lo esterna piangendo ai due angeli
seduti all’interno e poi a Colui che crede
un giardiniere addirittura, sospettando
sia stato questi a trafugarlo gli chiede
dove l’abbia posto che lo andrebbe a
prendere.
Solo quando Gesù la chiama per nome,
Maria si volta verso di Lui ed in ebraico
esclama: - Maestro!
E sarà lei, a una donna, che il Risorto
dirà di andare ad annunciare ai discepoli
la grande novità.
La domanda, non certo di curiosità,
che l’angelo e Gesù rivolgono a chi ha
il volto rigato di lacrime, mi fa tornare
per un momento a quell’altra domanda,
quella drammatica dell’orto del Getsemani: «Chi cercate?».
La risposta «sono io» era l’inizio della
fine di un tempo terreno del Figlio di Dio.
Quando tutti lo cercavano per svariati
motivi, anche intensi, fin dalla nascita:
dai Magi ai pastori, da Erode ai suoi genitori, dai discepoli a chi chiede guarigione e infine da chi vuole catturarlo.
La domanda posta fuori dal sepolcro
invita a vedere il passato come proiezione in un futuro di Fede perché ognuno
di noi orienti la propria ricerca in sintonia
con quella di Chi non è più tra i morti
perché salito al «Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio vostro».
Era il primo giorno della settimana,
quello della nostra Pasqua. 
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Inserto  Gli Ottantacinque anni de «il Lavoro»
25 marzo 2010 il Lavoro
Inserto  Gli Ottantacinque anni de «il Lavoro»
25 marzo 2010 il Lavoro
1894 - 1920
«La nascita della stampa cristiano-sociale. Da «Il Patriota Ticinese» a «il Lavoro»
Alberto Gandolla
«i
l Lavoro» compie quest’anno ottantacinque anni. Niente male, nevvero? Cercheremo, con alcuni speciali, di tracciare la storia di questa ormai lunga
esperienza di stampa cristiano-sociale. Questi
interventi non vogliono costituire un semplice
ricordo storico, cercheranno infatti di offrire un
contributo per ritrovare l’identità storica della
nostra rivista e anche del nostro sindacato.
In effetti è proprio così: il primo numero de Il
Lavoro, organo settimanale dell’Organizzazione Cristiano-Sociale del canton Ticino (a sua
volta appena costituitasi l’anno prima) esce il
9 gennaio 1920, ma già si poteva basare su
una discreta serie di tentativi precedenti.
Tutto il primo periodo dei cristiano-sociali e
della loro stampa è caratterizzato, di fatto, dal
monopolio operaio e sindacale socialista, il cui
movimento si è formato per primo: dopo varie
società operaie e di mutuo soccorso negli anni
Novanta dell’Ottocento si costituiscono le prime federazioni sindacali professionali e i primi
tentativi di creare un partito socialista.
Il Ticino, in via di lenta modernizzazione, è allora percorso da correnti di emigrazione e im-
migrazione e spesso la convivenza fra ticinesi
e stranieri, cioè italiani, non è facile.
Anche se le leghe operaie e agrarie rimangono
limitate nelle dimensioni (poche centinaia di aderenti) e nell’area geografica (Locarnese e Bellinzonese), Don Roggero, vero padre del movimento
cristiano-sociale ticinese, insieme ai suoi collaboratori capisce l’importanza della stampa che
diventa, pur nei limiti dei modesti mezzi disponi-
bili, uno strumento importante di propaganda e
di lotta. Propaganda delle idee cristiano-sociali
(solidarietà, sussidiarietà, ricerca del bene comune), lotta - pur espressa con moderazione - per il
miglioramento delle condizioni degli operai e dei
contadini e della legislazione sociale cantonale;
spesso vi sono dure polemiche con i sindacati
«rossi» e a volte anche considerazioni critiche
verso il mondo padronale cattolico.
28 agosto 1903 - nasce la Lega operaia cattolica di Brione Verzasca
Ha successo la Lega Operaia Cattolica (LOC) istituita a Brione Verzasca il 28 agosto 1903 per gli operai della
pietra della valle.
A destra: l’8 giugno 1941 l’OCST festeggiava i 50 anni della Rerum Novarum,
prima enciclica sociale di papa Leone XIII, con un congresso a Lugano; due
giorni prima era apparso un numero speciale de Il Lavoro, interamente dedicato al tema. Fra le varie illustrazioni si trova un interessante collage di titoli
dei vecchi precedenti giornali cristiano-sociali: si può riconoscere Orizzonti
Nuovi (1903-04), il Bollettino del Bureau Popolare (1906-07), La Gazzetta del
Lavoratore (1907-20) e alcune diverse edizioni de «il Lavoro».
1902 - nasce il Circolo cantonale di studi politico-sociali
A Locarno viene costituito il Circolo cantonale di studi politicosociali per opera di don Luigi Simona (1874-1968) e don Carlo
Roggero (1868-1938).
Il circolo pubblica un paio di numeri della rivista Orizzonti Nuovi,
ma ben presto viene travagliato da una disputa interna: don
Simona sostiene la neutralità del movimento sindacale e don
Roggero invece la necessità di un’organizzazione specificamente
cattolica; la linea vincente, anche a livello nazionale, risulta poi
quest’ultima.
Luglio 1906 - nasce il «Bollettino del Bureau Popolare»
Le leghe operaie e agrarie conoscono una discreta diffusione e dunque don
Roggero fonda nel luglio del 1906 a Locarno un primo piccolo segretariato
operaio stabile, che edita anche il mensile
Bollettino del Bureau Popolare; questa rivista
può essere considerata il primo foglio cattolico
ticinese di carattere esplicitamente operaio e
popolare, con un taglio anche sindacale.
1902 - Primi tentativi di fondare delle Leghe operaie cattoliche
1902 - Nasce la Camera del Lavoro (CdL), che si proclama «neutra» nelle questioni politiche e
confessionali e due anni dopo viene riconosciuta dal governo. Quasi tutti i vari gruppi professionali si
dotano ben presto di un proprio organo di stampa e la stessa CdL sceglie di utilizzare due o tre giornali
come suoi organi ufficiali; la mancanza di un unico giornale sindacale unitario alla lunga risulterà un
fattore negativo per il sindacalismo dell’area socialista.
1894
1896
1894 -1899 Il patriota ticinese
Il primo giornale ticinese che cerca di
ispirarsi alle idee cristiano-sociali e promuovere l’insegnamento sociale della
Chiesa iniziato nel 1891 con l’enciclica
Rerum Novarum è «Il Patriota Ticinese»
(1894-1899), fondato
da Giuseppe Mondada
(1864-1927).
Questo valente avvocato
e giornalista locarnese
tenta di difendere e
promuovere gli interessi
religiosi e materiali del
paese, denunciando per
la prima volta in ambito
cattolico l’esistenza di
una questione sociale
anche in Ticino.
1898
1900
1902
1900 Nasce il partito socialista
1897 -1902 Gli appelli all’azione sociale
del vescovo Molo
In quegli stessi anni a cavallo del
nuovo secolo a più riprese il vescovo
mons. Vincenzo Molo (1833-1904)
in persona, considerando anche i
progressi del socialismo nel nostro
cantone, invita all’azione sociale e
all’istituzione di società operaie, di
mutuo soccorso e di casse rurali
cattoliche. Questi appelli sono colti da
alcune persone e finalmente, anche se
lentamente, il Ticino cattolico prende
coscienza della necessità di impegnarsi, oltre che nel campo politico,
anche in quello economico e sociale.
1904
1906
1908
1910
1905 chiude il Circolo cantonale
di studi politico-sociali
Aprile 1907 - il Bollettino diventa «La
Gazzetta del lavoratore»
Nell’aprile dell’anno successivo il bollettino si rafforza e diventa La Gazzetta del Lavoratore, quindicinale organo
del segretariato e periodico della LOC e della Lega Agraria. Inizialmente la
GdL appare con testata propria ma quale supplemento di Cronaca ticinese
(1900-26), settimanale locarnese diretto da Alberto Pedrazzini (1852-1930),
editore anche dei vari primi opuscoli cristiano-sociali. Don Roggero resta il
redattore della rivista, con l’aiuto di altre personalità del movimento come
Giovanni Mismirigo (1885-1918) e don Giovanni Snider (1878-1968). Il motto del giornale è «Uno per tutti, tutti per uno», tipico di molti fogli riformisti
del tempo. Anche il taglio della rivista risente del popolarismo interclassista
cattolico del tempo e rifiuta certo la lotta di classe socialista.
Dopo la nascita della Confederazione Sindacale Cristiano-Nazionale (CNG)
inizia ad apparire la pagina «I sindacati cristiano-sociali», organo di lingua
italiana dei sindacati omonimi della Svizzera, rivolto agli operai ticinesi e
anche agli operai italiani residenti nel nostro paese.
1912
16 novembre 1919 - Nasce l’OCST
D
urante il 1919 i dirigenti cristiano-sociali, incoraggiati dal
vescovo Bacciarini, si muovono nella direzione di fondare
un unico sindacato cantonale che possa riunire le varie
nascenti federazioni e le vecchie leghe: il 18 maggio a Bellinzona
vi è il primo congresso cantonale del movimento e il 16 novembre i
delegati approvano gli statuti della nuova organizzazione;
nasce l’OCST, che decide subito di dotarsi di un nuovo giornale.
1914
1916
1918
1920
1914 - 1918 Prima Guerra Mondiale
Novembre 1918 - Sciopero generale
La prima guerra mondiale peggiora ed esaspera poi la situazione sociale anche in Svizzera; la tensione esplode nello sciopero generale
del novembre 1918, guidato da dirigenti sindacalisti socialisti.
Per i cristiano-sociali questo avvenimento è traumatico: le rivendicazioni operaie sono in pratica quasi tutte condivise, ma è l’aspetto
politico, «rivoluzionario» (in Russia era ormai cominciata la guerra
civile) che spaventa e che fa determinare la decisione di non
collaborare allo sciopero, scelta che fa aumentare la polemica con le
forze operaie di sinistra.
1918 - Nasce il Gruppo cristiano-sociale di Bellinzona e dintorni
Si capisce che il taglio mutualistico delle LOC è superato e ci
vogliono dei veri sindacati di categoria; nel 1918 è fondato il
«Gruppo cristiano-sociale di Bellinzona e dintorni» e diventa piuttosto
importante l’attività della sezione bellinzonese dei ferrovieri, guidata
dal giovane Francesco Masina, futuro dirigente del sindacato.
9 gennaio 1920
Nasce «il Lavoro»
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Info  Attualità
25 marzo 2010 il Lavoro
Lingue e culture
Nuove aziende
Corsi per ragazzi di origine spagnola
L
a Federazione del movimento associativo spagnolo in svizzera (FEMAES), in
collaborazione con la Confederazione
europea delle associazioni spagnole di padri
di famiglia e le sue organizzazioni nazionali
in Germania, Belgio e Francia, organizza una
campagna promozionale di iscrizioni per il corso 2010 - 2011.
Anche in Tcino, a breve, partiranno dei corsi
dedicati all’insegnamento della lingua e cultura spagnola per i ragazzi dai 7 ai 18 anni con
origini spagnole.
Si tratta di corsi organizzati e finanziati (quindi gratis) da molti anni dal Ministero spagnolo
dell’educazione in tutta la Svizzera, ed in Ticino in collaborazione con il DECS.
Una bella opportunità da prendere al volo.
Info
www.educacion.es/exterior/ch
Il termine di iscrizione è previsto per il 31 marzo 2010.
Agrupación del lengua y cultura españolas di Zurigo
Tel 044 32 16 608.
Sig. Rocher 091 751 18 68
I. Ginesta Corti 079 39 32 783.
Formazione
Dirigente del traffico ferroviario
L
e Ferrovie federali svizzere (FFS)
sono alla ricerca di giovani da inserire nell’organico del nuovo Centro
d’esercizio che sorgerà a Pollegio.
Al concorso possono partecipare giovani
(minimo 18 anni, massimo 30) che hanno conseguito un attestato di fine apprendistato e/o
di maturità.
Gli interessati dovranno avere familiarità con
A Balerna la Orphea SA
L’
azienda Orphea SA, specializzata
nella realizzazione di un prodotto
antitarme naturale, dopo un periodo di attività a Milano ora si è spostata nel
Mendrisiotto.
Nello stabilimento di Balerna vengono prodotti sacchettini e confezioni per armadi, cassetti e guardaroba, oltre a spray per contrastare l’atttacco delle tarme. Tutte le lavorazioni
sono sviluppate salvaguardando l’ambiente di
lavoro e i dipendenti, tutte le fasi della lavorazione sono a basso inquinamento ambientale
ed acustico. 
A Stabio la Iboco SA
E
ntro maggio la Iboco SA, controllata
svizzera del Gruppo Industriale Bocchiotti di Genova dovrebbe insediarsi
nella piana del Gaggiolo.
L’azienda che si occupa di canalizzazione in
plastica PVC per uso elettrico prospetta l’impiego di una trentina di operai e di una settantina di dipendenti amministrativi.
L’arrivo di questa nuova azienda, che si trasferisce dalla Liguria nella regione del Mendrisiotto è sicuramente una bella boccata d’ossigeno per l’economia della regione, che negli
ultimi tempi dava segni di stallo. 
il lavoro allo schermo ed essere disponibili a
orari di lavoro irregolari (anche nei fine settimana).
La scadenza del concorso è fissata a venerdì
9 aprile.
L’istruzione dura 12 mesi, al termine i dirigenti saranno insediati nel nuovo centro nazionale
«Periscopio» all’uscita sud della galleria AlpTransit. 
Fatevi un bel regalo!
Un libro molto ben scritto che è lo specchio del suo autore: divertente, pieno di spirito e nello stesso tempo intelligente e profondo. «In quanto handicappato nessuno in verità ha mai preteso nulla da me. Sono sempre e soltanto io
che devo sfidare me stesso, così da spostare man mano l’asticella di un centimetro più in su come fa l’atleta nel salto
in alto. E a me viene più facile saltar di cervello perchè la mia patologia ostacola l’allenamento fisico massiccio»
Il ricavato andrà alla Fondazione Romulus per sostenere finanziariamente il fabbisogno di quelle cure terapeutiche che non vengono coperte dalle casse malati e dalle assicurazioni sociali.
Verrà inoltre istituita una borsa di studio a favore di disabili che desiderano frequentare le scuole
superiori.
Spasticoide
di Romolo Pignone
Desidero ricevere n.
copie del libro «Spasticoide», Ed. Ritter, 174 pagine, 25 fr. o 17€
Nome
Cognome
Indirizzo
Nap
Città
Compilare e inviare a: Redazione Il Lavoro, Via Balestra 19, 6900 Lugano, Fax 091 924 24 71
Info Attualità
25 marzo 2010 il Lavoro
Rassegna cinematografica
Sacrifico quaresimale
Più giustizia nel commercio
I
l numero di persone che al mondo soffrono la fame è giunto a un miliardo.
Molte famiglie al Sud sono costrette a
spendere tutto ciò che guadagnano per acquistare generi alimentari, mentre nei paesi industrializzati i costi per l’alimentazione diventano
sempre meno se confrontati all’insieme delle
spese.
Fra le cause di questa situazione vi è anche l’ingiustizia del commercio internazionale: regole commerciali ingiuste, speculazioni
e interventi illeciti nella politica agricola sono
all’ordine del giorno. Tramite la fluttuazione dei
prezzi e lo sfruttamento del commercio d’in-
termediazione si danneggiano le strutture economiche dei paesi del Sud e, di conseguenza,
le basi vitali di milioni di esseri umani.
Come fondatori di numerose iniziative del
commercio equo, Pane per tutti e Sacrificio
Quaresimale si impegnano per un commercio
mondiale che rispetti i diritti umani, che sia sostenibile dal punto di vista ambientale e che
contribuisca ad eliminare la povertà. La Campagna «Più giustizia nel commercio» invita tutti ad agire: tramite le nostre scelte a livello di
consumi possiamo indicare quale via il commercio debba seguire. 
Kovive
Vuoi essere una famiglia ospitante?
L’ente svizzero di aiuto all’infanzia Kovive opera a favore di bambini socialmente sfavoriti. Le famiglie monoparentali e quelle con più di tre figli sono
maggiormente a rischio di povertà.
I bambini ne soffrono più di tutti. Si
cercano famiglie ospitanti che durante l’estate offrano una casa a bambini
svantaggiati. Per la Svizzera Italiana
occorrono 50 nuove famiglie ospitanti.
I
bambini da ospitare provengono dalla
Svizzera, dalla Germania e dalla Francia.
Al loro primo collocamento la loro età
varia da 4 a 11 anni. Il progetto prevede che
i bambini possano, nella misura del possibile, trascorrere le vacanze sempre nella stessa famiglia. Per accogliere un bambino non
è necessario organizzare attività particolari o
Info
Gemma Fuchs, Bironico, tel. 0919462857
Angela de Camilli, Minusio, Tel. 0786903636
Kovive, Lucerna, tel. 0412492090
www.kovive.ch, [email protected]
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mettergli a disposizione una stanza propria o
molti giocattoli. Quello che conta è, integrare
il bambino nella vita di famiglia, dedicargli del
tempo, avere per lui delle attenzioni e mostrargli affetto.
Chi accoglie un bambino ospite, offre un
aiuto diretto e molto personale. Il bambino
ospite significherà un arricchimento per tutta
la famiglia. Anche i figli della famiglia ospitante ne traggono un beneficio. Kovive prepara
accuratamente le sue famiglie ospitanti per il
loro nuovo compito. Inoltre una rete di famiglie
ospitanti esperte assicura il sostegno in ogni
regione. Quali famiglie ospitanti, Kovive prende in considerazione famiglie con figli, coppie
con figli adulti, coppie senza figli e pensionati.
Sarete anche voi una famiglia ospitante, la
prossima estate? Ecco le date: 09.07 – 02.08
o 01.08 – 19.08. 
Lavoro, non lavoro
I
l Circolo Acli di Lugano e le Acli Ticino
presentano una rassegna cinematografica per riflettere sulle conseguenze dell’instabilità del lavoro con un accento particolare
sui lavoratori colpiti da fenomeni diffusi di delocalizzazione, tagli, ristrutturazioni aziendali ed
esclusione. Le proiezioni saranno introdotte da
esponenti del mondo sindacale ed economico,
critici cinematografici e giornalisti.
Tutte le serate si svolgeranno il martedì presso la Sala multiuso Centro Labor in Via Simen 9 a Lugano con inizio alle 19.00 e ingresso libero
 13 aprile, Paul, Mick e gli altri
di Ken Loach - Gran Bretagna, 2001
con la partecipazione di G. Valerio, giornalista,
M. Rossi, già capo della Divisione azione sociale del Canton Ticino, G. Scolari, sindacalista dell’OCST.
Sheffield, 1995. Paul, Mick e gli altri lavorano per le ferrovie inglesi e sono una squadra
affiatata. Ma la privatizzazione che avanza rimette in discussione quei diritti che sembravano consolidati.
 20 aprile, Cacciatore di teste
di Constantin Costa Gavras - Francia, 2005
con la partecipazione di D. Ambrosioni, giornalista, C. Marrazzi, professore di economia,
Fra M. Dotta, frate cappuccino.
L’ascesa di un serial killer sociale ovvero le
conseguenze della competizione sfrenata. Il
titolo originale è le couperet, che è semplicemente la mannaia. La mannaia che cade spietatamente su chi lavora in un’azienda quando
qualcuno decide la ristrutturazione, che significa mandar via più gente possibile.
 27 aprile, Risorse umane
di Laurent Cantet - Francia, 1999
con la partecipazione di M. Morace, critico
cinematografico, S. Toppi, economista, A. Lepori, ricercatrice alla SUPSI.
Da poco laureatosi a Parigi in economia
aziendale, il giovane Frank torna nella natia
cittadina della Normandia. Qui lo aspetta uno
stage dirigenziale nella fabbrica dove ormai da
trent’anni il padre Jean Claude lavora come
operaio. Una sera Frank si siede per caso al
computer del dirigente Chambonne e vede già
pronta una lettera di licenziamento da inviare
ad un certo numero di operai, tra i quali suo
padre. Dopo una violenta discussione con la
direzione decide di esporla sulla porta di ingresso.
 4 maggio, Mi piace lavorare (Mobbing)
di Francesca Comencini - Italia, 2003
con la partecipazione di G. Buscaglia, critico cinematografico, M. Zucchi, critico cinematografico.
L’azienda in cui lavora Anna, segretaria di
terzo livello, è stata comprata da una multinazionale. Il giorno della festa aziendale è l’unica
fra tutti gli impiegati a non essere salutata dal
nuovo direttore del personale. Un incidente
banale, o forse solo una dimenticanza? Questo piccolo avvenimento è il primo segno di un
processo che diventerà un vero calvario.
Età d'argento, a cura dell’Associazione Anziani Pensionati Invalidi
25 marzo 2010 il Lavoro
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I-
O
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T
AAPI
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A
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L’editoriale
Torna la
croce Svizzera
Giacomo Falconi*
G
razie on.
Consigliere Federale. La croce svizzera è
tornata sul petto della
maglia della squadra
nazionale di calcio.
Sono convinto che il suo intervento,
menzionato nella sua risposta del 7
agosto 2009, è stato determinante.
Lei è riuscito a far anteporre i valori
della Patria agli interessi commerciali,
ha richiamato l’importanza della salvaguardia della nostra identità.
A nome dell’Associazione AAPI e interpretando pure i sentimenti di numerosi cittadine e cittadini, la ringrazio e
e le porgo, on. Consigliere federale, i
più cordiali saluti.
Mi ero rivolto all’on. Ueli Maurer il 25
giugno 2009 a nome dell’AAPI (precedentemente ad altri due Consiglieri federali, ma senza esito) richiamando il doveroso rispetto nei confronti delle origini e
dei valori patriottici del popolo svizzero e
in difesa della nostra identità.
Esprimevo così il mio disappunto:
«togliere l’emblema nazionale dal petto e relegarlo ai calzini è un’offesa per
il popolo svizzero, significa denigrare
la nostra bandiera, mancare di rispetto
alle nostre radici. Durante le Assemblee del suo partito la bandiera svizzera la vedo (con grande piacere) esposta in alto, sopra
il palco, non sulle sedie».
Nella riposta del 7 agosto
2009, l’on. Maurer scrive:
«… più chiaramente si nominano i problemi, tanto
più facilmente e rapidamente è possibile risolverli. Ha la mia parola».
Contento quindi di quanto
successo porto volentieri a
conoscenza di tutti i soci la
doverosa lettera di ringraziamento inviata al Consigliere Federale. 
*Presidente cantonale AAPI
Pasqua
Testimoni credibili
don Angelo Mojoli*
C
arissimi, la Rissurezione è il punto
centrale della fede
cristiana.
Lo afferma l’apostolo Paolo:
«Se il Cristo non è risuscitato,
vana è la nostra fede» (1Cor.
15,17).
Il cristiano allora è non solo colui che
crede in Dio e in Gesù Cristo, è uno
che crede in Gesù e ne diventa testimone.
Quando l’alba del terzo giorno le
donne vanno con gli aromi al sepolcro per imbalsamare il corpo di Gesù,
l’Angelo, davanti alla tomba annuncia:
«È risorto, non è qui… ora andate e
dite ai suoi discepoli e a Pietro che Lui
vi precede…» (Mc. 16,7).
«… Maria, va dai miei fratelli e dì
loro….» Così anche lei, Maddalena, gli
occhi ancora riarsi dal gran piangere,
trasale di gioia e corre a dire che l’ha
visto il suo Signore.
Andate… dite… Va a dire. Ieri, oggi,
sempre, per ogni cristiano, questa è la
consegna della Pasqua.
La missione comincia con l’annuncio
della Risurrezione.È il Cristo Risorto,
ripieno della gloria di Dio, che con-
duce al Padre e ci ricolma di
Spirito santo.
Ma l’annuncio non basta. Ci
vogliono i testimoni credibili:
gente che vive l’esperienza
pasquale dell’incontro con la
persona di Cristo e la riversa
nella vita di ogni giorno, in
gesti concreti di misericordia e di amore. «Se vi lasciate guidare dallo Spirito- dice Paolo- non siete
più sotto la legge e compirete le opere
dello Spirito».
Il frutto dello Spirito è: amore, gioia,
pace, pazienza, benevolenza, bontà,
fedeltà, mitezza, perdono (Gal. 5,22).
Sono segni della vita nuova che Cristo, con la sua morte e risurrezione,
ha riversato in noi.
Nel mondo oggi, gli uomini, alla ricerca di un senso per la vita e di chi
colmi il vuoto dei loro fallimenti e delle
loro paure, hanno particolarmente bisogno di questi «segni» per disporsi
ad accogliere il messaggio pasquale
della speranza.
Cristo mia speranza, è risorto: alleluia. Alleluia.
È l’augurio pasquale che, con animo
di sacerdote ad amico, formulo a tutti
e a ciascuno in particolare. 
*Assistente spirituale AAPI
L'AAPI su Radio Fiume Ticino
La trasmissione «EVERGREEN» va in onda sulle frequenze
di radio Fiume Ticino ogni mercoledì alle 18:50 (con replica
alla domenica alle 8.00) .
Le frequenze sono:
Bellinzona, Blenio, Leventina e Riviera:
Locarnese e Vallemaggia:
Luganese: Grigioni italiano: 90.6
100.5 e 107.1
100.0
93.0
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Età d'argento, a cura dell’Associazione Anziani Pensionati Invalidi
AAPI
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A
A
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25 marzo 2010 il Lavoro
L’approfondimento
Che cos’è la felicità
Indra Heidi Kestenholz-Minotti
«C
arpe diem», diceva
Orazio. Oggi una ricerca conferma l’importanza di cogliere l’attimo, perché la
felicità non dura e prima o poi tocca farci i conti. Ma niente paura, tutto passa.
Il sorriso perduto si ritroverebbe dopo
pochi anni. Sulla giostra della vita vale
l’adagio, «il tempo guarisce ogni ferita».
Ma che cos’è esattamente la felicità?
Questo sentimento così desiderato ma
così inafferrabile, che ci corteggia e ci
delude, che ci sorride e, un momento
dopo, è già svanito? I dizionari danno
definizioni come: «Stato di perfetto benessere, di perfetta gioia»; «Avere tutto
ciò che si può desiderare, essere totalmente soddisfatti»; «Avere contentezza
d’animo»; «Godere di uno stato piacevole, essere contenti della propria condizione». Ma tutto questo non ci aiuta a
capire «come si fa» per essere felici.
Secondo il filosofo Bertrand Russel
basta collezionare conchiglie per essere felici, per lo scrittore Alphonse
Karr, «La felicità è fatta delle sventure
evitate». Il critico Ugo Ojetti pensa che
la felicità non è altro che «un modo di
vedere». «La vera felicità costa poco:
se è cara, non è di buona qualità», sostiene Chateaubriand, ma per Dostoevskij «La più grande felicità è conoscere le cause dell’infelicità». Secondo
Aristotele «il saggio non aspira alla felicità ma all’assenza di sofferenza» e
per Epicuro, «il segreto sta nel punto
di equilibrio tra piacere e dolore».
Secondo una ricerca, la nostra forza
di volontà conta molto poco e la felicità è un qualcosa che, indipendentemente dalle esperienze che affrontiamo, torna a farci visita, mantenendosi
a livelli costanti nel corso della vita.
Abbiamo un «termostato» della felicità
nella nostra mente cioè un meccanismo
di sopravvivenza insito nel cervello, capace di assestare l’umore intorno a livelli di «gioia ponderata» nel corso degli
anni. Esso ci mantiene di base sempre
allo stesso livello di benessere facendo
rientrare nel giro di poco tempo gli sbalzi in positivo e quelli in negativo.
La felicità sembra farsi beffe di età,
sesso, soldi, aspetto fisico o livello
d’istruzione. Molti pensano che il bello
della vita siano la giovinezza, il denaro, la fama, il potere sociale, la bellezza e tendiamo ad identificare la felicità
con le nostre carenze e necessità. Altri credono che essere felici significhi
stare bene, vivere tutto ciò a cui si attribuisce un significato positivo. Questa è «felicità come benessere».
Non sono i fattori esteriori quelli che
definiscono quel grado di soddisfazione soggettiva che chiamiamo felicità.
È evidente che si ha bisogno di un minimo d’affettività, salute e denaro per
sentirsi bene, ma numerosi studi hanno dimostrato come, superati certi limiti, all’aumento di ciascun fattore non
corrisponde un incremento proporzionale della soddisfazione esistenziale. Immagine, potere, denaro, divertimento, consumo, riconoscimento,
sono carote che ci mettono davanti
agli occhi per manipolarci meglio.
La felicità non proviene dall’«avere»
ma dall’«essere». 
Luganese
 Giovedì 25 marzo, ore 14.30 Salone OCST Lugano, Conferenza:
«Ipertensione e malattie collegate».
 Giovedì 15 aprile, ore 14.15, salone OCST, v. Balestra 19 a Lugano,
pomeriggio ricreativo organizzato dalla pro Senectute, il «Gruppo danza
Pettirosso di Savosa» farà una dimostrazione di danze tipiche di diversi
paesi imparate durante i corsi. Al termine merenda e due giri di tombola.
Giovedì 29 aprile, gita a Tirano,
Passo del Bernina, St. Moritz, col trenino rosso del Bernina. Costo fr. 80.
Iscrizioni: tel. 091 9102021 entro il 7.4.
Mendrisiotto
Martedì 30 marzo, ore 14.30 Via
Crucis Chiesa Parrocchiale S. Croce,
Vacallo, presiede don Simone. Segue rinfresco al Centro Sociale.
Giovedì 8 aprile, ore 15, Coro
sezionale, Casa Anziani La Quiete,
Mendrisio.
Martedì 20 aprile, ore 14.30 Pellegrinaggio alla chiesa S. Maria dei
Miracoli a Morbio Inf., S. Messa
presieduta da don Claudio Mottini.
Segue rinfresco offerto all’Oratorio. Iscrizioni: entro il 13.4, tel. 091
6405111.
Martedì 18 e mercoledì 19 maggio,
Gita in Vallese, visita abbazia a St.
Maurice e città di Sion. Ci sono ancora alcuni posti. Tel. 091 6405111.
Tre Valli
 Giovedì 8 aprile, visita base RegaFalconeria Locarno. Pranzo ristorante
Centro, Tenero, rappresentazione rapaci. Costo: fr. 50, non soci fr. 65. Iscrizioni: entro il 31.3, tel. 091 8730120.
 Dal 9 all’11 settembre, Gita a
Camogli-Portofino-S.Margherita Ligure, ingresso San Fruttuoso. Costo: fr. 685 tutto compreso. (singola
fr. 65). Tel. 091 8730120.
Agenda
Bellinzonese
Venerdì 26 marzo e venerdì 9 aprile, ore 14, Coro, presso Vita Serena
a Giubiasco.
Venerdì 16 aprile, Conferenza:
«Come ascoltare il nostro corpo»
(prima parte), ore 14, Vita Serena a
Giubiasco.
Locarnese
Giovedì 29 aprile, Gita al Monastero di Torba (VA) e rovine romane
di Castelseprio. Pranzo ristorante Il
Refettorio, all’interno del Monastero.
Costo fr. 65 non soci fr. 75. Iscrizioni:
entro il 18 aprile, tel. 091 7513052.
 Gita in ALSAZIA (Colmar-Strasburgo ecc...) e Friburgo (D)di 4 giorni, dal 26 al 29 maggio, in torpedone
GT, hotel in centro Colmar. Costo
tutto compreso (escluse bibite ai pasti) fr. 900, non soci fr. 950 (suppl.
singola fr. 160). Iscrizioni: entro il 30
aprile, tel. 091 7513052.
Età d'argento, a cura dell’Associazione Anziani Pensionati Invalidi
25 marzo 2010 il Lavoro
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permette di organizzare destinazioni
con esercizi sicuri, che concedono
condizioni favorevoli, con la sicurezza
di un trattamento che soddisfa i par-
tecipanti. La qualità degli alberghi e la
preparazione del personale accompagnatore sono di ottimo livello.
Nei limiti delle nostre possibilità cerchiamo di tenere conto dei desideri
personali di chi aderisce, consapevoli che la persona anziana chiede
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è sempre a vostra disposizione per
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dal 14 al 21 novembre 2010 (7 notti)
25 marzo 2010 il Lavoro
Pagina a cura di Angela Carlucci* - Sindacato Interprofessionale
19
Costruiamo un'Europa per tutti
L’Europa unisce le forze per combattere
la povertà e l’esclusione sociale
Quasi 84 milioni di cittadini europei
sono esposti al rischio povertà, e vivono nell’insicurezza. Vivere in povertà
può comportare una serie di problemi,
dalla mancanza del denaro necessario
a procurarsi cibo e vestiario, al vivere in
alloggi inadeguati o addirittura ad essere dei senzatetto. La povertà significa essere costretti a uno stile di vita
limitato, che può portare all’esclusione
sociale. Ispirandosi alla solidarietà, suo
principio fondamentale, l’Unione europea ha intrapreso un’azione coordinata
con i propri Stati membri per fare del
2010 l’Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale.
G
li obiettivi chiave mirano ad aumentare la consapevolezza dei cittadini
nei confronti di queste problematiche e a rinnovare l’impegno politico dell’UE e
dei suoi Stati membri rispetto alla lotta alla povertà e all’esclusione sociale. Il principio guida
dell’Anno europeo 2010 è quello di dare voce
alle persone vittime della povertà e dell’esclusione sociale e di ispirare un coinvolgimento
diretto dei cittadini europei e degli altri attori.
L’Anno europeo mira inoltre a mettere in discussione gli stereotipi e la percezione collettiva della povertà. Abbracciando i principi
europei di solidarietà e collaborazione, il 2010
rappresenta un appello ad affrontare in modo
deciso le cause della povertà, per garantire a
tutti i cittadini la possibilità di svolgere appieno
la propria parte nella società.
Per l’Europa quella della povertà è una definizione relativa, in base alla quale una persona vive in condizioni di povertà se non ha
accesso a beni e servizi che le altre persone
nella società considerano normali, garantiti.
C’è poi un altro modo di analizzare il problema,
secondo il quale la soglia di povertà riguarda
le persone che vivono al di sotto del 60% del
reddito medio. In base a ciò i dati ci dicono
che ci sono circa 80 milioni di persone in Europa che vivono in condizioni di povertà. Si tratta
di un numero enorme, che è rimasto costante
nella popolazione europea nel corso degli ultimi anni. Sappiamo inoltre che l’attuale crisi
contribuisce ad aumentare il fenomeno della
povertà e che negli ultimi 20-30 anni il livello
di ineguaglianza è aumentato drasticamente in
tutto il mondo e anche nei Paesi europei.
Quali sono le persone a rischio di povertà e
quali iniziative sono state intraprese?
Può succedere a chiunque di ritrovarsi in povertà in una fase della propria vita. Ma alcuni
gruppi sono maggiormente a rischio: le famiglie con bambini, soprattutto le famiglie nume-
rose e i genitori soli, gli anziani, i disabili e gli
immigrati. In tutte le categorie, le donne sono
più vulnerabili degli uomini. La povertà colpisce le persone su numerosi fronti che sono
strettamente connessi all’esclusione sociale.
Oltre ai problemi noti, come alloggi inadeguati
o mancanza di alloggio, le persone che vivono
in povertà devono subire:
 Cattiva salute e accesso limitato all’assistenza sanitaria
 Accesso limitato a istruzione, formazione
e attività ricreative
 Esclusione finanziaria e sovraindebitamento
 Accesso limitato alla tecnologia moderna,
come ad esempio Internet.
Per affrontare queste ed altre problematiche
ad esse correlate, l’UE fornisce un quadro per
sostenere gli Stati membri nello sviluppo di
priorità e strategie. Pur tenendo conto della
natura multidimensionale della povertà, il quadro dedica particolare attenzione ai seguenti
obiettivi:
 Eliminare la povertà infantile e la povertà
all’interno delle famiglie
 Facilitare l’accesso al mercato del lavoro,
all’istruzione e alla formazione
 Sconfiggere la discriminazione e affrontare
gli aspetti della povertà legati a genere ed età
 Combattere l’esclusione finanziaria e il sovraindebitamento
 Opporsi all’inadeguatezza degli alloggi o al
mancato accesso a un alloggio
 Promuovere l’inclusione sociale dei gruppi
più vulnerabili.
Commissione europea e partner sociali uniti nella lotta
Le organizzazioni della società civile e i partner sociali si uniranno ai paesi partecipanti e
alla Commissione europea per promuovere
una serie di attività nel corso di tutto il 2010.
Verranno organizzati vari eventi a livello nazionale e locale in tutti gli Stati membri, nonché in
Norvegia e in Islanda. Le attività comprende-
ranno campagne di sensibilizzazione, gruppi di
lavoro e seminari di informazione nelle scuole.
Verranno prodotti film, riviste ed altri materiali
informativi per far comprendere ai cittadini sotto quali forme la povertà e l’esclusione sociale colpiscono la loro comunità, e per rendere
maggiormente consapevoli dei propri diritti le
persone direttamente colpite dalla povertà e
dall’esclusione sociale.
Anche la CES impegnata contro la povertà
La povertà e l’esclusione sociale sono mali
ancora radicati nell’Ue e la crisi ha reso la situazione ancora peggiore, per questo la Confederazione europea dei sindacati (Ces) ha reso
noto che prenderà parte attivamente all’Anno
europeo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale. «La Strategia di Lisbona ha fallito
nello sradicare la povertà in Europa, uno degli
obiettivi definiti per il 2010» sostiene la Ces,
secondo cui una forte mobilitazione e un impegno deciso sono più che mai necessari per
combattere la povertà e devono avvenire su
due fronti: quello della protezione sociale e
quello dell’occupazione. «Combattere la povertà non vuol dire solo trovare dei rimedi ma
anche intervenire in anticipo rinforzando e migliorando il sistema di protezione sociale. Vuol
dire anche fornire un salario dignitoso a tutti
indipendentemente dalla loro situazione sociale, professionale e personale. Vuol dire anche
sviluppare servizi sociali e sanitari di qualità
e finanziariamente accessibili per tutti» ha dichiarato Józef Niemiec, segretario confederale
della Ces. I sindacati europei lavoreranno con
gli attori della società civile europea e intendono utilizzare l’opportunità di questa campagna
per includere le loro iniziative nel processo di
mobilitazione per l’occupazione. 
*Politiche sindacali internazionali
Politiche sociali e migratorie
Syna – sindacato interprofessionale
20
Sindacato Interprofessionale - Pagina a cura di Angela M. Carlucci
25 marzo 2010 il Lavoro
4a revisione della legge sull’assicurazione contro la disoccupazione (LADI)
Syna dice NO alla riduzione
delle prestazioni in piena crisi
Il Consiglio degli Stati ha eliminato le
ultime divergenze nella legge sull’assicurazione contro la disoccupazione.
Ne risultano pesanti riduzioni delle prestazioni. Il sindacato Syna condanna
una decisione così irresponsabile in un
momento di forte disoccupazione. Allo
stesso tempo, il Parlamento non è riuscito a varare una manovra di risanamento seria per riempire il buco plurimiliardario del fondo dell’assicurazione
contro la disoccupazione. Syna lancerà pertanto il referendum contro la 4a
revisione della LADI.
A
ttualmente in Svizzera si contano
173.000 persone senza lavoro, il cui
numero salirà a 200.000 entro la fine
dell’anno. Proprio nel bel mezzo di una crisi occupazionale particolarmente profonda
e lunga, il Parlamento ha deciso di decurtare
le prestazioni. Ancora una volta vengono punite le persone sbagliate. La sicurezza sociale
viene ulteriormente minata a scapito dei diretti
interessati, mentre i manager avidi, proprio coloro che sono all’origine della crisi economica
mondiale, la passano di nuovo liscia. Il sindacato Syna rifiuta con vigore questo comportamento irresponsabile.
Riduzione massiccia e irresponsabile delle
prestazioni
- Diminuisce il numero delle indennità giornaliere mentre aumenta il periodo di contribuzione. Per 400 indennità giornaliere saranno ora
necessari 18 mesi di contribuzione, per 260
indennità giornaliere 12 mesi di contribuzione.
Questi tagli colpiscono soprattutto le persone che non hanno un rapporto di lavoro fisso.
Proprio i lavoratori più precari vengono così
doppiamente penalizzati con la riduzione delle
prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione.
- Si squalifica lo strumento del guadagno
intermedio poiché i versamenti di compensazione non vengono più presi in considerazione
Foto: Raffaello Martinaglia
all’inizio di un nuovo termine quadro. L’assicurazione contro la disoccupazione si tira così
la zappa sui piedi: si indebolisce infatti un
prezioso strumento per mantenere l’attrattiva
occupazionale dei disoccupati e, in generale,
si diminuisce l’appetibilità del guadagno intermedio.
- Si penalizzano senza motivo i giovani: il numero delle indennità giornaliere viene ridotto
a 260, il periodo di attesa al termine della formazione viene prolungato e le condizioni per
rifiutare un’occupazione diventano molto più
severe. Queste decisioni sconsiderate sono
demotivanti per i giovani e precludono loro le
prospettive sul mercato del lavoro, con ripercussioni terribili per lo sviluppo di tutta la nostra economia.
- Si elimina la possibilità di aumentare il numero di indennità giornaliere a 520 per le regioni particolarmente colpite dalla disoccupazione. Questo taglio è totalmente inopportuno.
L’attuale crisi mostra chiaramente l'utilità di un
tale strumento. Nei cantoni che lo hanno utilizzato ha permesso di alleviare l’impatto della
crisi economica e di evitare ondate di disoccupati non aventi più diritto alle indennità.
- Visto l’attuale indebitamento di ben 6 miliardi di franchi e il crescente disavanzo previsto
per i prossimi anni, le proposte di finanziamento e risanamento del fondo dell’assicurazione contro la disoccupazione sono veramente
poco serie. Le misure di risanamento durano
fino al 2028. Un periodo così lungo per il rimborso del debito incoraggia a ridurre ulteriormente le prestazioni.
Syna dice NO a nuovi tagli nel nostro sistema
di sicurezza sociale, mentre i manager conti-
nuano a distribuirsi spudoratamente i loro bonus. Diciamo basta! Per questo motivo, Syna
lancia il referendum contro la revisione della
legge sull’assicurazione contro la disoccupazione. 
Info:
Kurt Regotz, Presidente Syna
Cellulare 079 617 62 94
[email protected]
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25 marzo 2010 il Lavoro
21
Pagina a cura di Rogério Sampaio - Sindacato Interprofessionale
Revisão 4 da Lei do Seguro Desemprego (LADI)
Syna dizer não à redução do desempenho em uma crise
H
oje, o Conselho de Estado, suprimiu
as divergências que subsistem na
legislação sobre seguro-desemprego. Isso resulta em uma redução substancial
no seguro de desemprego. O sindicato Syna
condena, uma decisão irresponsável num momento de elevado desemprego. Ao mesmo
tempo, o Parlamento não conseguiu aprovar
medidas sérias, para consolidar a o buraco
Multi-Bilionário do Fundo de seguro-desemprego. Syna irá lançar um referendo contra a
revisão 4 do( LADI.)
Na Suíça, há 173.000 pessoas sem emprego, cujo número irá aumentar para 200.000
até ao final do ano. Mesmo no meio de uma
crise do emprego, especialmente profundo e
de longo prazo, o Parlamento decidiu reduzir
as prestações. Uma vez mais, são penalizadas
as pessoas erradas. A segurança social é ainda mais prejudicada em detrimento das partes
interessadas, enquanto os gestores gananciosos, as mesmas pessoas que causam a crise
económica mundial, mantêm-se novamente
ilesas. O sindicato Syna rejeita vigorosamente
esse comportamento irresponsável.
Redução maciça de benefícios é irresponsável
- Diminuir o número de indemnização diária,
enquanto aumenta o período de contribuição.
Para ter direito a 400 dias de subsídios terá
agora que ter 18 meses de contribuições, para
260 dias se subsídios passam a ser necessários 12 meses de contribuições. Estes cortes afectam principalmente as pessoas que
não têm um emprego estável. Precisamente
os trabalhadores precários são assim duplamente penalizados pela redução dos benefícios de seguro desemprego.
- O ganho intermédio fica desqualificado, as
indemnizações compensatórias não são mais
consideradas no início de um novo quadro. O
seguro-desemprego, dá um tiro no pé: enfraquece-lhe uma ferramenta valiosa para manter
a atractividade de emprego dos desempregados e, em geral, diminui à atractividade do
ganho intermédio.
- É penalizar os jovens sem nenhuma razão:
o número de diárias é reduzido para 260, o
período de espera no final da formação é
estendido e as condições de rejeição de um
trabalho torna-se muito mais grave. Estas decisões são imprudentes desmotivador para os
jovens, dificultando as suas perspectivas no
mercado de trabalho, com consequências desastrosas para o desenvolvimento de toda a
nossa economia.
- Elimina a possibilidade de aumentar o número de indemnizações diárias de 520 para
as regiões particularmente afectadas pelo desemprego. Este corte é totalmente inadequa-
do. A crise actual mostra claramente a utilidade de tal instrumento. Nos cantões que o têm
utilizado contribuíram para atenuar o impacto
da crise económica e evitar que as ondas de
desempregados deixem de ter mais direito a
qualquer indemnização.
- Dado o actual nível de endividamento superior a 6 biliões de francos suíços, e o défice de
crescimento para os próximos anos, as propostas de financiamento e de reorganização
do Fundo de seguro-desemprego são muito
duvidosas. As medidas de saneamento durarão até 2028. Um período tão longo para pagamento da dívida , encorajam a reduzir ainda
mais as prestações.
Syna diz NÃO a novos cortes no nosso sistema de segurança social, enquanto o Manager
continuam a distribuir descaradamente seus
bónus. Nós dizemos basta! Por esta razão,
Syna lança o referendo contra a revisão da lei
sobre seguro-desemprego. 
Mais informações:
Kurt Regotz, presidente Syna
Mobile 079 617 62 94
[email protected]
Pintores e Estucador 2010
Acordo colectivo de trabalho para a Suíça (sem Zurich City)
 Duração do CCL de 1 de Abril de 2009, 31
de Março de 2012
 O problema foi resolvido por si só aumentam salários nos termos do artigo. 9.4.1 CCT
«compensação automática do custo de vida».
 O índice do 9 ,5 do CCT não mudou e tivemos um aumento de preço igual a zero.
 Os empregadores disseram que não poderiam conceder um ajustamento dos salários
reais, de modo que mesmo o salário mínimo
para 2010 permanecem inalterados.
 Novo 1 dia extra de férias de 2010 + 1 dia
extra à partir de 2011.
 O tempo de trabalho anual de horas de
trabalho 2080 horas, média diária de 8 horas.
 Compensação de horas extras até o final
de Abril.
 Trabalhadores a partir de 20 anos de idade
4 semanas de férias (20 dias). Trabalhadores
com 50 anos de idade 5 semanas férias (25
dias). Aprendizes menores de 20 anos de idade 5 semanas de férias (25 dias).
 Escolha dos subsídios do almoço duas variantes: Taxa fixa de CHF 262.- por mês (para 12) ou
Máx. CHF 20 .- mediante apresentação
do recibo (restaurante, cafetaria, snack)
 Contribuição
Formação (dedução
Gimafonds
para
qualificados e não
qualificados
CHF
23.- por mês (CHF
276.- por ano). Formação
(dedução
Gimafonds) aprendizes CHF 17.- por
mês (CHF 204.- por
ano).
 Contribuição
profissional é contabilizado com a quota sindical so para
os membros Syna.
Participa
TU! 
também
Pintores
Salário mínimo para 2010
Estucador
mensal
por hora
mensal
por hora
V Chefes de equipa
5424.–
31.15
5635.– 32.50
A Trabalhadores qualificados
c/certificado
4731.–
27.30
4946.– 28.55
B Trabalhadores qualificados
4372.–
25.20
4545.– 26.20
1° ano de emprego
3902.–
22.50
4012.-
2° ano de emprego
4184.–
24.15
4344.– 25.05
1° ano posto3996.–
tirocinio
23.05
4157.– 24.-
Trabalhadores 2° ano posto4231.–
jovens
tirocinio
24.40
4391.– 25.35
3° ano posto4495.–
tirocinio
25.95
4710.– 27.15
23.15
C Manual
22
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XX montatore binari, esperto. Tel. 079 8496648.
XX autista pat. C/E grande esperienza. Tel. +39 338
4141016.
XX assistente anziani esperta, full o part-time,
zona Luganese. Tel. +39 3384918848.
XX custode d'immobili, disponibile full o part-time.
Tel. 091 6092090.
XX esperto coordinatore/responsabile reparto
solidi/liquidi in azienda farmaceutica, ev. altre mansioni. Tel. +39 3472543172.
XX magazziniere, settore alimentari o altro, esperto, con patente muletto. Tel. 079 2517599.
XX badante, pulizie, case anziani, alberghi, esperta,
baby sitting, zona Luganese. Tel. 0767089329.
XX collaboratrice familiare fissa o a ore. Tel. +39
333 6727603.
XX ricostruzione unghie in gel, ragazza esperta,
zona Mendrisiotto. Tel. 077 4032449.
XX operaio polivalente, 37enne, referenze, ottima
manualità, pat. B, o autista. Tel. +39 3476945283.
XX impiegata/centralinista, 1962, zona Luganese/Bellinzonese/Mendrisiotto. Buone conoscenze
PC, I/F/D, esperita, referenze. [email protected]
XX operaio, magazziniere esperto. Patente carrelli elvatori, disponibile turni. Tel. +39 3346150519.
XX signora tuttofare, aiuto cucina in ristorante
scolastico, badante o commessa. Zona Luganese. Tel. 079 4412223.
XX aiuto domiciliare anziani o in istituti privati. Infermiera CRS, esperta, affidabile, tel. 078 6946808.
XX operaio fabbrica venditore, buon Ingl e F. Ottima informatica.Tel. +39 328 7376980.
XX 36enne, laureata, buon inglese e PC, comunicativa e professionale, pluriennale esperienza impiegatizia front-back office, tel. +39 3471959246.
XX vetraio esperto, aiuto metalcostruttore, posa ser-
ramenti. Luganese, M'siotto. Tel. +39 3336133827.
XX laurea scienze economiche e sociali, esperienza
amministrativa e contabile, buona conoscenza F/E,
discreto D, buona conoscenza office, al 50%, tempo
indeterminato. Tel. 076 3232803.
XX segretaria/contabile al 50% (2.5 giorni settimanali), esperta. Lingue: I/F/D, inglese scolastico, zona
Luganese. [email protected]
XX giardiniere, manutenzione o muratore, esperto. Tel. 076 3033276. [email protected]
XX signora per pulizie o stiro, part-time, zona
Chiasso. Tel. +39 346 6761589.
XX elettronico elettricista, 28 anni, esperienza,
zona Sottoceneri. Tel. 076 2841498.
XX baby sitter, assistenza anziani notte, pulizie,
esperienza infermiera CRS. Tel. 079 6976361.
XX barman, cameriere o lavapiatti. Tel. 091
6466610 - 0788252937.
XX custode, autista, fattorino, magazziniere,
zona Sottoceneri. Tel. 076 5944239.
XX ragazzo 22 anni, amante fotografia e video, ottimo ingl. Tel. 0916825501 OCST Chiasso.
XX segretaria, aiuto-contabile, 50%, buone conoscenze PC. I/F/D discreto, zona Luganese. Tel.
078 3232803.
XX cameriere sala o barman, esperto, lingue nazionali + ingl.Permesso, [email protected]
XX disponente traffici, esperto, trilingue. Tel. +39
348 9303275.
XX giovane aiuto pasticciere o panettiere, zona
Mendrisiotto. Tel. +39 347 4526076.
XX coll. domestica, con esperienza, per 1 giorno o
2 a settimana, zona Luganese. Tel. 079 2049666.
XX cameriera da sala, caffetteria, 39 anni, con
esperienza. Permesso. Tel. +39 3342958800.
XX badante esperta, compagnia anziani, basso Ceresio e Mendrisiotto. Tel. 091 6305277.
XX meccanico, patente B, conoscenze Windows, office e mac. mail:[email protected] tel. +393771149823.
XX CH, laurea economia e comm., lavoro contabileamministrativo part-time, zona Chiasso. F e Ingl.
Esperta. Tel.+39 3386035091.
XX fotografo esperto ripresa fotografica e postproduzione, collabor. con fotografi, giornali, case
editrici, agenzie pubblicitarie. Tel. 079 753 41 25.
XX operaio esperto e affidabile, disponibile ai tre turni, patente carrelli elevatori. Tel. +39 0332 333673.
XX contabile, bilanci, IVA, salari, inglese, esperienza
pluriennale, M'siotto e Luganese. Tel. 0772551132.
XX domestica esperta, zona Luganese, disponibile
al mattino. Tel. +39 349 3123311.
XX cuoco o aiuto cuoco, zona Sottoceneri. tel.
078 3128988.
XX domestica, impresa pulizie, badante di giorno, operaia. Tel. +39 3349606143.
XX infermiera professionale, 15 anni esperienza
in Ticino, tel. +39 3481333248.
XX fattorino per consegne, tel. +39 3333750006.
XX pizzaiolo zona Bellinzonese. Tel. 076 5875171.
XX geometra, esperienza cantieri CH, buona conoscenza Autocad, Archicad, Office, 3D, Photoshop.
Tel. +39 3494711657.
XX signora, CH, esperta pulizia case private, zona
Medio Vedeggio.Tel.091 9500640;079 5407128.
XX venditore qualificato esperto, zona Sottoceneri,
ev. part-time. Lingue nazionali + inglese, informatica. Tel. 079 3788544.
XX magazziniere, autista, fattorino, ragioniere,
AS400, patente C, referenze. Tel. +39 3934642418.
XX infermiera CRS, esperta. Tel. +393339904199,
[email protected]
XX badante esperta. Tel. +39 3881916014
Giornale Aperto
25 marzo 2010 il Lavoro
23
Le Domande dei Lettori
Tempo di dichiarazioni fiscali, cosa fare?
Sono un pensionato italiano, ormai da 40
anni domiciliato in Svizzera. Ho ricevuto in
questi giorni una busta dall’INPS italiano, con
inseriti una serie di documenti che, mi sembra
di avere capito, sono da compilare e spedire.
Nella lettera di accompagnamento viene indicato che devo indicare il reddito della rendita
svizzera: cosa devo fare?
Antonio G., Lamone
Carissimo Antonio,
in effetti l’INPS sta inviando a tutti i pensionati una serie di documenti, tra i quali vi sono
due formulari che devono essere ritornati: si
tratta del modello denominato «RED/EST» ed
il modello delle detrazioni fiscali. Per la compilazione dei formulari ti invitiamo a rivolgerti alle
nostre sedi presenti presso il sindacato OCST
di Mendrisio, Locarno, Bellinzona, Chiasso e
Lamone: i nostri collaboratori provvederanno
alla compilazione e alla trasmissione dei formulari. Per la compilazione degli stessi ci devi
portare la documentazione che utilizzi anche
per la dichiarazione delle imposte svizzera,
in particolare il certificato della rendita AVS
e l’eventuale certificato della rendita erogata dall’assicurazione secondo pilastro, riferiti all’anno 2009, tuo e di tua moglie. Hai la
possibilità di prenotare un appuntamento per
la compilazione telefonando al numero 091
6460701 ed indicando al nostro incaricato la
nostra sede più vicina alla tua abitazione.
In attesa di poterti incontrare, colgo l’occasione per salutarti cordialmente. 
Roberto Crugnola
Inas Cisl - Frontalierato Svizzera
Via G. Lanz 25
6850 Mendrisio
 Sedi:
Mendrisio:
Presso OCST-Via G. Lanz 25
Tel. 091-6405111; Fax 091-6467452
E mail: [email protected]
Locarno:
Presso OCST-Via della Posta
Tel. 091-7513052; Fax 091-7514928
E mail: [email protected]
Chiasso:
Presso OCST-Via Bossi 12/D (3° piano)
Tel. 091-6825501
Lamone:
Presso OCST- Via Sirana Tel. 091-9660063
Bellinzona:
Presso OCST- Via Magoria 4
Centro Cervia Tel. 091-8214151
Santa Maria Maggiore: (VB) Sala Mandamentale
VITA NOSTRA
„„Felicitazioni
• a Damiano Marchi, socio settore Alberghi, e Lara, per
la nascita di Noah, con l’augurio di ogni bene.
• a Milanka, socia settore Ospedali, e a Dusan Stanivukovic, per la nascita di Aleksandar, con l’augurio di un
futuro felice.
• a Salvatore Muraca, socio settore Elettricisti, e alla
moglie Anna, per la nascita di Samuel, al quale auguriamo ogni bene.
• alla famiglia di Giuseppe Matarise, associato, e Rosalba, allietata dalla nascita del piccolo Marco, al quale
facciamo tanti auguri di un futuro sereno.
„„Condoglianze
• alle figlie Gabriella e Susanna con il marito Carlo
Scheggia, socio Dipendenti Stato, ai nipoti e parenti tutti,
per la scomparsa del loro caro congiunto Renato Delmenico di Novaggio.
• ai figli Fulvio, socio segr. Mendrisio, Filippo e Monica,
alla moglie Stefanella, ai parenti tutti, per la scomparsa
del loro caro congiunto Alfonso Pezzati.
• ai figli Mauro Fontana di Bruzella, socio segr. Mendrisio, e Franco, al fratello Fernando, ai famigliari tutti,
per la morte della loro cara congiunta Maria, nata Biffi,
socia AAPI.
• a Tiziana e Anna Zaninelli di Locarno, socie sezione
docenti, per la morte del papà Ermanno.
Editore
Organizzazione cristiano-sociale ticinese
Redazione e amministrazione
Responsabile: Benedetta Rigotti
In redazione: Maurizia Conti
tel. 0919211551 ; fax 0919242471
via Balestra 19, 6900 Lugano
[email protected]
• alla moglie Rita, ai figli Manolo con Raffaella e Martina,
Alessandra con Sascha e Amélie, ai parenti tutti, per la
scomparsa del loro caro congiunto Manuel Luque Cruz,
socio AAPI Bellinzona e per un lungo periodo attivo fiduciario e apprezzato membro del Consiglio Esecutivo e
del comitato della Meccanica. L’OCST tutta si unisce al
cordoglio dei familiari in questo triste momento.
• alla mamma, al fratello, alle sorelle, a Francesco, ai
parenti tutti, per la tragica e prematura scomparsa del
loro caro Daniele Selva di Carlazzo, socio settore Autotrasporti, segretariato Mendrisio.
• alla moglie Bianca, ai figli, al nipote Stefano, socio
segretariato Luganese, per la scomparsa del loro caro
congiunto Franco Visetti di Valsolda.
• al papà Natale, alla mamma Maria Pia, al marito Stefano Bertoni, alla piccola Giada, agli zii Fausto, Eddo e
Alberto e rispettive famiglie, all’affezionata cugina Benedetta Rigotti, responsabile de «il Lavoro», per la prematura scomparsa della loro cara congiunta Germana.
• alla moglie Myriam, ai figli Keo con Paola, socia, Pier
con Silvia, Lisi con Luzio, Demetrio con Veruska, Boris
con Sonia, ai parenti tutti, per la scomparsa del loro caro
congiunto Pietro Zanetti fedelissimo socio e già attivo
presidente dell’AAPI sezione Magliaso, e vice presidente
della sezione del Luganese.
• alle sorelle Edda e Luisa Gerber, alle nipoti Mariella
Gerber, nostra associata, e Carla Donada, ai parenti tutti,
Stampa
Corriere del Ticino Sa
Via Industria, 6933 Muzzano
Pubblicità
Publilavoro Sagl
Via Balestra 19, 6900 Lugano,
tel 0919211551
[email protected]
Tiratura confermata REMP
40'672 copie
per la scomparsa della loro cara congiunta Teresa Pedroni ved. Aldo.
• alla moglie Lucia, ai figli Giampiero e Mauro, e famiglie, ai parenti tutti, per la scomparsa del loro caro
congiunto Mario Petrillo, socio AAPI del Luganese.
• a Luca Silini, socio sezione Banche, segret. Sopraceneri Locarno, per la morte della cara mamma Bruna.
• ai famigliari tutti per la morte della loro cara Wilma
Arnoldi, socia sezione AAPI, segretariato Locarno.
• alla moglie Rita ed alle figlie, per la morte del loro caro
Armando Pura, socio AAPI, segretariato Locarno.
• alla moglie Virginia ed al figlio Emilio, per la morte
del loro caro Gino Donadoni, socio AAPI, segretariato
Locarno.
• a Orazio Cugini, socio AAPI Locarno, ed alla moglie
Graziella, per la morte del suocero rispettivamente
papà, Benedetto Pirovano.
„„In memoria
• a ventun anni dalla scomparsa, 23 marzo 1989, ricordiamo con affetto Natale-Rossi Bertoni, segretario regionale del Luganese e membro della direttiva.
• a dieci anni dalla scomparsa, 20 marzo 2000, ricordiamo con affetto Onorino Calderari, vice segretario di
Mendrisio e presidente cantonale Associazione Centri di
Vacanza Leone XIII.
• a cinque anni dalla scomparsa, 29 marzo 2005 ricordiamo con affetto Gianni Nessi, segretario di Locarno.
Via Balestra 19, 6900 Lugano
Consiglio esecutivo
- Presidente: Romano Rossi
- Vicepresidente: Bruno Ongaro
- Membri:
Carla Albertoli, Fausto Leidi,
Gianfranco Poli, Roberto Poretti,
Enrico Pusterla, Meinrado Robbiani,
Flavio Ugazzi
Segretario cantonale e copresidente
Meinrado Robbiani
Segretario amministrativo
Fausto Leidi
Vicesegretari cantonali
Nando Ceruso, Renato Ricciardi
Segretari regionali
Lugano
Dario Tettamanti
Mendrisio
Alessandro Mecatti
Sopraceneri Paolo Locatelli
Tre Valli
Giancarlo Nicoli
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Da domenica a giovedì
Venerdì e sabato
T
E
+41 91 973 71 11
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12 — 4
12 — 5
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25 marzo 2010