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Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale D.L. 353/2003 (conv. in L.27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, DCB UDINE.
Mensile - n.4, anno III
APRILE 2011
Spedizione in abbonamento postale D.L. 27/02/2004 n° 46, art. 1,
comma 1, DCB UDINE - Filiale di Udine Ferrovia
Tariffa R.O.C. (iscritti al registro operatori comunicazione) ex Tabella B
LA SICUREZZA PRIMA DI TUTTO
L’alpinista Nives Meroi,
testimonial del Festival della
Sicurezza tra la Gente
aprile 11
1
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ingrid>COPYWRITER
2
aprile 11
WE LOVE MONDAYS
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3
4
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Editoriale
Perché il Festival
“SiCUREZZA TRA LA GENTE”
Dal 4 al 17 aprile avrà luogo a Udine il
Festival “SiCUREZZA TRA LA GENTE”, di
cui Realtà Industriale si occupa in questo
numero con l’intervista all’alpinista Nives
Meroi, testimonial della manifestazione, e
con il focus.
E’ un avvenimento un po’ inusuale nel
panorama degli eventi normalmente dedicati alla sicurezza,
ma che si inquadra
molto bene nell’attività che Confindustria Udine da
sempre svolge su
queste tematiche.
CGIL, CISL, UIL e UGL, dalle Direzioni
provinciali del lavoro e dell’INAIL della provincia di Udine, dall’Università degli Studi
di Udine, dall’Ufficio scolastico provinciale,
dal Comando provinciale dei Vigili del Fuoco e dagli Ordini e Collegi professionali, è
stata data attuazione attraverso due linee
di intervento: la costruzione di un sito web
che costituisce un Centro di documenta-
Infatti per la prima
volta i destinatari
non sono soltanto
le aziende e i loro
addetti a tutti i livelli
(dal Datore di lavoro ai lavoratori) o
gli studenti (i futuri
lavoratori), bensì “la
gente”.
Nel proporre lo
sviluppo del Festival
“SiCUREZZA TRA
LA GENTE” agli altri
soggetti sottoscrittori del protocollo d’intesa sulla “Promozione
della cultura della sicurezza nei luoghi di
lavoro ed in ambito scolastico” ed alle
altre Associazioni di categoria, si aveva
ben preciso l’obiettivo di effettuare questo
ulteriore passo e cioè di portare la cultura
della sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro
all’attenzione della cittadinanza, in altre parole la “cultura della sicurezza tra la gente”:
dalle fabbriche e dalle scuole alla “piazza”.
Al protocollo di intesa, sottoscritto nel settembre 2004 da Confindustria Udine, dalle
Aziende sanitarie della provincia di Udine,
dalle Organizzazioni sindacali provinciali
zione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e
un’attività di promozione della cultura della
sicurezza nei confronti degli allievi degli
istituti scolastici della provincia di Udine.
Il sito (www.sicurezzalavoro.fvg.it) è uno
strumento molto utilizzato da soggetti
pubblici e privati coinvolti in attività inerenti
la sicurezza, in quanto contiene le notizie,
la legislazione, la giurisprudenza, le buone
prassi più aggiornate in materia.
studenti ogni anno provenienti da istituti
scolastici di istruzione secondaria sia di
secondo che di primo grado.
Nel delineare, nel corso dell’ultimo decennio, questa evoluzione nell’attività di Confindustria Udine su queste tematiche, si è
creduto nel principio che tanto più efficace
è la sicurezza in fabbrica quanto più essa
viene a far parte
dell’educazione
in senso ampio
del cittadino
a
Giallo
partire dalla10%M
fami100%Y
glia, dalla scuola
e dalla vita di
ogni giorno.
Porpora
E’ questo un
50%C
principio ormai
100%M
considerato5%Y
qualificante delle
attività che voNero
gliano conseguire
50%C
risultati di lunga
30%M
durata in queste
30%Y
materie così
deli-Nero
100%K
cate e difficili da
gestire concretaArancione
mente per 70%M
le di100%Y
verse implicazioni
di carattere tecnico, psicologico
e comportamentale. L’azione deve necessariamente spostarsi dall’esclusivo livello
tecnico anche a quello culturale.
L’iniziativa “SiCUREZZA TRA LA GENTE”
rappresenta pertanto lo snodo evolutivo
dell’azione sinora svolta nella consapevolezza che la sicurezza deve costituire una
componente integrante della cultura civica.
Francesco Gibertini,
Servizio Sicurezza
Confindustria Udine
L’attività nel mondo della scuola, che prosegue ormai da cinque anni, coinvolge in
attività informative e culturali circa 2.000
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5
n. 04
11
NIVES MEROI:
Nives Meroi
“L’obiettivo prioritario è sempre
stato quello di tornare a casa
per continuare a godere ancora
a lungo della gioia delle scalate”
Luigino Pozzo (foto Michele Zuccato)
Realtà Industriale
Registrazione Tribunale di Udine
n. 24/99
Direttore Responsabile
Alfredo Longo
e-mail: [email protected]
Società Editrice
Confindustria Udine
Largo Carlo Melzi, 2
33100 Udine, tel. 0432 2761
A questo numero
hanno collaborato
Arianna Arizzi, Antonella Bassi,
Lodovica Bulian, Carla Ciampalini,
Alessandra Cicero, Paola Del Degan,
Massimo De Liva, Marco Di Blas,
Sara Fantuz, Alessandro Fanutti,
Livia Gori, Gino Grillo, Mauro
Filippo Grillone, Ezio Lugnani, Carlo
Tomaso Parmegiani, Franco Rosso,
Paolo Tarabocchia, Margherita
Timeus, Annamaria Tuan
per Gruppo Giovani
Imprenditori:
Enrico Accettola (presidente), Matteo
Di Giusto, Nicola Pinatto
Impaginazione
arCube - studio associato
34100 Trieste
e-mail: [email protected]
Fotoservizi
Foto: Alessio Buldrin, Anteprima,
Diego Gasperi
Concessionaria per la pubblicità
Scripta Manent srl
via Pier Paolo Pasolini 2/A
33040 Pradamano (UD)
tel. 0432 505900
e-mail: [email protected]
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aprile 11
APRI LE 2011 CONTENUTI
08 Intervista
NIVES MEROI
La sicurezza prima di tutto
45 Regione
Parola d’ordine:
accompagnare la ripresa!
12 Focus
Sicurezza tra la gente
Il programma del Festival
La sicurezza riguarda tutti
46 Obiettivo Montagna
DIEMME LEGNO
48 Obiettivo Austria
Privatizzare o non privatizzare
20 Aziende Flash
24 Aziende
SANGALLI VETRO PORTO NOGARO
STRATEX
50 Obiettivo NordEst
TRENTINO ALTO ADIGE
La strada delle riforme coinvolge
istituzioni e giustizia
52 Obiettivo Internazionalizzazione
Collaborazione rinnovata tra Finest e
Confindustria Udine
SERENI ORIZZONTI
PARTNER ASSOCIATES
28 Botta & Risposta
Niveo Paravano - Idrotermica
Buttrio Srl
53 Iniziativa
SAF:
autisti e azienda uniti per la solidarietà!
30 Commento
Priorità per la politica industriale
54 Formazione
Generazione Digitale per INSIEL
Bassa Friulana:
l’importanza dell’istruzione tecnica
32 Economia
Centro Studi Confindustria
57 Giovani e società
36 Trasporti
Gasolio, quanto mi costi!
58 Friuli Innovazione
Nasce il Centro di Eccellenza
sulla Simulazione
37 Alimentari e bevande
Seminario sulla sicurezza
alimentare
59 Ente Friuli nel mondo
38 Edilizia
INU premia
Il piano regolatore di Tavagnacco
60 Università di Udine
39 Formazione
Programma corsi marzo 2011
64 Vignetta
40 WEB
66 L’opinione
A proposito di... sicurezza sul lavoro
62 Libri
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aprile 11
7
Economia
Intervista
NIVES MEROI
La sicurezza prima di tutto
E’ una delle alpiniste più famose al mondo. Nata nella bergamasca 49 anni fa, ma residente
da oltre vent’anni in Friuli dove ha conosciuto e sposato Romano Benet, Nives Meroi è una
delle quattro donne ad aver scalato undici dei quattordici “ottomila” presenti sul pianeta e una
delle due ad averlo fatto senza l’aiuto di portatori d’alta quota e senza bombole d’ossigeno. In
teoria è ancora in corsa per essere la prima donna a conquistare tutte le 14 mega-vette senza
ausili esterni (davanti a lei nella speciale gara c’è la sola austriaca Gerlinde Kaltenbrunner che
è a quota 13. Ci sono poi due donne che hanno scalato tutte le 14 cime, ma con aiuti esterni),
ma la gara non sembra interessarla particolarmente. Per lei, infatti, sono più importanti la
sicurezza e un rapporto “puro” con la montagna. Tant’è che nell’estate 2009 Nives Meroi ha
abbandonato il tentativo di scalata dell’Annapurna per le condizioni proibitive della neve e il
tentativo di scalata del Kangchenjunga per prestare soccorso al marito, in difficoltà tra il campo
3 e il campo 4 della montagna. Inoltre nello stesso periodo ha dichiarato all’Ansa: “Il fatto che
l’alpinismo himalayano femminile sia diventato una corsa con come unico obiettivo il risultato,
mi ha fatto decidere di non giocare più”.
Proprio la sua capacità di mettere al primo posto la sicurezza ha indotto Confindustria Udine
ha chiederle di essere testimonial del Festival “Sicurezza tra la gente” che si svolgerà in città dal
4 al 17 aprile prossimi. Nives Meroi ha accettato la proposta con entusiasmo e nell’intervista
che segue ce ne ha spiegato il motivo.
Signora Meroi, cosa l’ha spinta a
prestarsi come testimonial di un festival sulla sicurezza?
Il fatto che ho sempre considerato la sicurezza un aspetto fondamentale del mio
lavoro e di tutti i lavori. L’invito mi è arrivato
da Confindustria Udine e parteciperò al
festival con un mio intervento nel quale
spiegherò come, con mio marito Romano,
abbiamo sempre praticato questa attività
pericolosa puntando, prima ancora che al
raggiungimento dell’obiettivo, a tornare a
casa sani e salvi.
In tal senso le è capitato di dover
rinunciare alla conquista del suo
8
aprile 11
dodicesimo “ottomila” per prestare
soccorso a suo marito che era in difficoltà...
E’ vero, ma non è stata l’unica occasione
in cui è successo qualcosa di simile. Quando si salgono le montagne, particolarmente quelle che raggiungono altezze superiori
a quelle normalmente sopportabili dal corpo umano senza l’aiuto di bombole d’ossigeno, situazioni di quel genere capitano
di frequente. Proprio in quei momenti è
necessario saper scegliere se assumersi un
rischio eccessivo per raggiungere la cima o
se non sia meglio rinunciare per portare a
casa la pelle.
La sicurezza, dunque, non è solo un
fatto di regole e di mezzi tecnici, ma
anche di scelte individuali?
Certo! E’, infatti, ovvio che l’alpinismo
(come talvolta il lavoro) ti pone spesso
davanti alla scelta fra il raggiungimento
dell’obiettivo e la limitazione al minimo
possibile del pericolo. Nel nostro caso,
non sempre l’obiettivo della sicurezza è
condiviso da tutti e ci sono alpinisti che si
espongono a notevoli rischi pur di arrivare
in cima. Noi l’abbiamo sempre pensata diversamente e il nostro obiettivo prioritario
è sempre stato quello di tornare a casa per
continuare a godere ancora a lungo della
gioia delle scalate.
Economia
Intervista
possa andare ad ogni età anche se con
percorsi diversi.
Nella pratica dell’alpinismo ci sono
differenze fra maschi e femmine?
Certamente ci sono differenze di tipo fisiologico. I maschi sono tendenzialmente più
forti fisicamente e le donne per raggiungere gli stessi obiettivi devono utilizzare
altre caratteristiche che spesso possiedono
più dei maschi quali la determinazione
mentale.
C’è, poi, generalmente un approccio psicologico diverso che è determinato dalla differente educazione che di solito riceviamo
fra maschi e femmine. In questo senso,
però, è difficile generalizzare perché ognuno va in montagna sulla base delle proprie
personalissime motivazioni.
Nives Meroi con il marito Romano Benet
Sicurezza, però, vuol dire anche
preparazione adeguata. Nel vostro
caso, tutto ciò come si traduce?
Dobbiamo partire dal presupposto che
l’organismo umano già oltre i quattromila
metri comincia ad andare in difficoltà e
quando si superano gli ottomila, se non si
ha l’ausilio delle bombole d’ossigeno, ogni
singolo movimento diventa terribilmente
faticoso. La zona sopra gli ottomila viene
chiamata la “zona della morte” perché ci si
può rimanere solo per poche ore, dopo di
che l’organismo subisce una degenerazione così repentina che si rischiano edemi
polmonari e cerebrali, congelamenti, sfinimenti. Sono problemi che vanno tenuti
molto ben presenti quando si prepara
un’ascesa di quel tipo, soprattutto se,
come facciamo io e Romano, si intende affrontarla senza l’aiuto degli sherpa e delle
bombole. Noi cerchiamo sempre di salire
nella maniera più leggera possibile, per essere più veloci possibile e, quindi, riuscire
a raggiungere la cima e tornare indietro in
un tempo limitato.
Per fare tutto questo la preparazione
fisica, come dice mio marito, “dura una
vita”. Quella logistica un tempo richiedeva
parecchi mesi, oggi, grazie anche all’esperienza accumulata, è molto più veloce.
Rimane, comunque, il fatto che bisogna
rimanere almeno una ventina di giorni al
campo base (di solito fra i 4 e 5 mila metri) per l’acclimatamento.
La vostra scelta “purista”, vi fa valutare chi sale con l’aiuto di bombole
e sherpa una sorta di “alpinista di
secondo livello”?
Assolutamente no! Ciascuno, premesso il
rispetto per sé stessi, per le persone con
le quali si collabora e per i luoghi che si
frequentano, ha il diritto di salire le montagne come vuole. Certo è, però, che se si
è in cima all’Everest con le bombole e con
l’aiuto dei portatori, da un punto di vista
fisiologico, prima ancora che di “stile di salita”, ciò equivale a essere mille o duemila
metri più in basso senza ausili.
Quindi le vostre prestazioni, oltre ad
avere un’indubbia valenza sportiva,
sono anche utili alla ricerca medica?
Si, perché l’alta quota è un laboratorio privilegiato per studiare l’organismo e l’essere
umano in diversi suoi aspetti. Per questo
noi abbiamo collaborato con l’Università
di Udine in studi, fra i quali uno dei più
importanti è stato quello sulla neocitolisi
che è un fenomeno che si sviluppa negli
alpinisti quando scendono dall’alta quota,
negli astronauti quando rientrano a terra,
ma soprattutto negli ammalati cronici di
reni sottoposti a dialisi. Contiamo, quindi,
che quello studio possa contribuire a chiarire una parte di questa patologia che può
colpire ciascuno di noi.
Esistono limiti d’età per praticare
l’alpinismo d’alta quota?
Per assurdo in alta quota reagiscono peggio gli organismi più giovani. Sono, quindi,
avvantaggiati gli organismi più “stagionati”,
anche se magari non proprio i novantenni.
Penso, comunque, che in montagna si
Gli aspetti psicologici contano molto
durante una salita a un “ottomila”?
Sicuramente sì, perché, come dicevo, a
quelle quote ogni passo è una fatica mortale e, quindi, oltre all’allenamento fisico,
conta molto la preparazione psicologica ad
affrontare simili difficoltà.
Oltre che fungere da “laboratori
semoventi” per la medicina, durante
le vostre ascese testate anche materiali per alcune aziende industriali?
Noi abbiamo uno sponsor che produce abbigliamento tecnico con il quale abbiamo
sempre avuto un rapporto ottimo, sia perché non ci ha mai chiesto di raggiungere
la cima (fatto che ha un’indubbia valenza
promozionale per gli sponsor, nda) anche
a costo di rinunciare alla sicurezza, sia
perché abbiamo sempre avuto una grande
collaborazione per ricercare e testare i
migliori materiali da utilizzare in condizioni
estreme. Pur non capendo nulla di come si
amministra un’azienda, speriamo, dunque,
di aver contribuito al miglioramento continuo della qualità dei prodotti del nostro
sponsor. Più in generale tutti i materiali che
utilizziamo sono sottoposti a condizioni
estreme e devono essere scelti con estrema cura. Basti dire che bisogna stare attenti a scegliere corde di colori chiari e che
riflettano maggiormente la luce, perché
così si scaldano di meno e non sciolgono
la neve intorno quando la temperatura si
alza e, quindi, si evita il rischio che al successivo calo di temperatura restino inglobate nel ghiaccio che si forma.
Cosa, oltre alle difficoltà di respirazione e alle temperature, rende
aprile 11
9
Economia
Intervista
particolarmente affascinante per
un alpinista gli “ottomila”, rispetto
alle pareti più difficili delle Alpi o di
altre catene montuose?
Sicuramente l’alta quota è affascinante di
per sé, ma le montagne dell’Himalaya danno anche la possibilità di unire la passione
per la montagna a quella per il viaggio.
Una spedizione a un “ottomila”, infatti,
dura generalmente un paio di mesi e questo tipo di viaggio lento dà la possibilità
di conoscere davvero altri modi di vivere,
altre culture. Viaggiando così lentamente
si riscopre l’importanza dei particolari, nei
quali spesso si nasconde la realtà della
vita.
tano più all’apparenza che alla sostanza.
Per questi modelli conta il raggiungimento
dell’obiettivo a tutti i costi al di là dei mezzi
usati, della professionali e anche dell’etica.
Inoltre lo sviluppo tecnologico degli ultimi
anni ha reso più facile il raggiungimento
di queste vette al punto che se una volta
si arrivava in Himalaya solo dopo aver accumulato una lunga esperienza alpinistica,
oggi c’è gente che comincia a praticare
l’alpinismo salendo l’Everest. Questo, può,
finire per aprire le porte di simili imprese
alpinistiche a persone impreparate o,
addirittura, intimamente disinteressate a
quello che stanno facendo e a quello che
la montagna ti può insegnare.
La pressione mediatica alla quale è
sottoposto l’alpinismo d’alta quota,
può spingere qualche suo collega
ad andare oltre i propri limiti o ad
assumersi rischi eccessivi pur di apparire?
L’attenzione mediatica nei confronti
dell’alpinismo d’alta quota c’è sempre
stata, almeno sin dai tempi di Bonatti o di
Messner. L’alpinismo, però, è sempre stato
figlio del suo tempo e adesso la vita di
ogni giorno ci presenta modelli che pun-
Mi sta dicendo che ci sono persone che di fronte alla meraviglia di
quelle vette e all’emozione di quelle
altezze possano rimanere indifferenti, arrivare lì senza aver capito
nulla?
Purtroppo si. Lo dimostra il fatto che vengono sempre di più saltate tutte le tappe
che precedono una spedizione sull’Everest.
Ossia ci sono una serie di spedizioni commerciali grazie alle quali si arriva in elicottero al campo base, allestito da qualcun altro
10
aprile 11
e una volta effettuata la salita si scappa via
come se si scappasse dall’inferno. Si considerano, dunque, inutili perdite di tempo le
tappe intermedie che invece dovrebbero
essere fondamentali. Purtroppo per chi fa
così l’unico obiettivo è il raggiungimento
della cima e non l’esperienza.
Questo modo di fare “alpinismo”
comporta anche rischi per la sicurezza?
In realtà non molti, perché tutti lavorano
con le bombole e tutto è organizzato con
un servizio impeccabile, che ti spiega tutto
(anche come mettere i ramponi!) dove
ogni cliente ha due portatori a disposizione, il che ha consentito di far salire
sull’Everest ragazzi giovanissimi, persone
molto anziane o anche una coniglietta di
Playboy.
Cosa si può fare per combattere
questo alpinismo “massificato” che
rischia di diventare poco serio?
La massificazione, purtroppo, riguarda gli
aspetti della vita di ogni giorno, ma c’è
sempre il modo di evitarla o starne fuori.
Per fare un esempio legato all’alpinismo
d’alta quota, basta pensare che l’Everest in
Economia
Intervista
circa cinquant’anni è stato salito da oltre
5mila persone (delle quali, però, poco più
di un centinaio si sono arrampicate senza
ossigeno), per contro il K2 nello stesso
lasso di tempo è stato scalato da non più
di trecento persone. Insomma l’Everest
è la vetrina dove vanno in molti, anche
incompetenti, solo per poter dire di esserci
stati, ma non tutti gli
“ottomila” sono così.
Sicuramente va chiarito che la montagna
non è un parco giochi
o un folcloristico posto
di divertimento, ma
un luogo dove si può
imparare ad avvicinare
culture diverse e a conoscere sé stessi. Agli
alpinisti “dinosauri”
come noi, comunque,
rimane sempre la possibilità di “girare l’angolo”, uscendo, come
capita anche sulle Alpi,
dai circuiti turistici più
battuti per ritrovare il
vero spirito della montagna e vivere esperienze uniche.
Questo turismo di
massa sull’Everest
ha almeno effetti
economici positivi
per la vita e il benessere delle popolazioni locali?
Certamente si, perché
comporta un indotto
di lavoro anche per
quelle zone. Non bisogna, però, trascurare il
fatto che questo fenomeno rischia di avere
sia effetti negativi sulle
tradizioni culturali e gli
stili di vita della gente
del luogo, sia di dirottare molte persone
dalla fondamentale economia di sostentamento agricola e artigianale esistente, a
una mono-economia legata solo al commercio e al servizio per i turisti. Se da una
parte, quindi, è giusto che le popolazioni
di quei luoghi abbiano un’opportunità di
migliorare il proprio tenore di vita, dall’altro
bisognerebbe fare in modo che il turismo
avesse un impatto meno brutale.
Dal punto di vista alpinistico, le no-
stre Alpi anche se non raggiungono
altezze vertiginose, sono comunque
interessanti?
Le Alpi Giulie sono rimaste per lungo
tempo nascoste e dimenticate rispetto al
resto della catena alpina, sia per motivi
geografici, sia per motivi storici, ma sono
sicuramente montagne importanti.
quindi, non sono in grado di indicare quale
sarà il prossimo obiettivo.
Che consigli si sente di dare a un
giovane che volesse approcciare
l’alpinismo?
Di appoggiarsi a uno dei tanti buoni corsi
che vengono organizzati, di ricordarsi che
la passione è fondamenIl K2
tale e di tenere sempre
ben presente l’importanza della sicurezza.
Che cosa le ha insegnato la montagna che pensa non
avrebbe potuto imparare altrimenti?
La montagna mi ha insegnato, mi ha imposto
di imparare, a muover
un passo per volta con
pazienza e con umiltà.
Sono insegnamenti che
servono nella vita di
ogni giorno.
E’ per questo che
in un mondo che va
sempre più veloce,
voi alpinisti puri vi
sentite un po’ “dinosauri”?
Prima ho parlato di noi
come “dinosauri” perché pensavo ai modelli
che spesso ci vengono
proposti dalla società
attuale e che non corrispondono a quello in
cui noi crediamo. Penso,
però, che esista una
maggioranza silenziosa
che la vede come noi.
Per noi sono state un punto di riferimento fondamentale per imparare a salire le
montagne con una consapevole autonomia sia fisica sia fisiologica.
Quali sono gli obiettivi suoi e di suo
marito per il futuro?
Adesso siamo ancora fermi per qualche
tempo in attesa che Romano si rimetta
completamente, poi ripartiremo. Abbiamo
diversi sogni e progetti, ma la decisione la
prendiamo sempre all’ultimo momento e,
In conclusione, che
cos’è per lei l’alpinismo?
Una passione che ho cominciato a praticare sulle Alpi Giulie, sulle montagne di casa,
e per il quale ho percorso un cammino,
passo dopo passo, sino ad arrivare agli
“ottomila”. Penso che in fondo l’alpinismo
sia un gioco, ma intenso nel senso più
importante in cui lo intendono i bambini,
cioè un modo per esplorare il mondo che
ci circonda.
C.P.
aprile 11
11
LE GIORNATE DELLA SICUREZZA
a UDINE dal 4 al 17 Aprile 2011
ORE 10.00 fino alle ORE 12.00
SCUOLA MEDIA “A. MANZONI”
Visite guidate al cantiere
della ristrutturazione
A cura dell’Amministrazione Comunale di Udine
PROGRAMMA
ORE 11.00_CASA CAVAZZINI
Incontro a tema:
Amianto negli ambienti di vita e di lavoro
A cura delle Aziende per i Servizi Sanitari
Lunedì 4 Aprile
ORE 10.30 _SALA AJACE
ORE 14.30 fino alle ORE 16.30
SCUOLA MEDIA “A. MANZONI”
Visite guidate al cantiere
della ristrutturazione
ORE 14.30 fino alle ORE 16.30
SCUOLA MEDIA “A. MANZONI”
Visite guidate al cantiere
della ristrutturazione
Inaugurazione ufficiale
della manifestazione
A cura dell’Amministrazione Comunale di Udine
A cura dell’Amministrazione Comunale di Udine
A seguire
CASA CAVAZZINI
ORE 17.00 _PALAZZO TORRIANI
Seminario: EdMOSIS BEST Practices –
ORE 16.30 _CASA CAVAZZINI
Incontro a tema:
a cura del Consorzio per lo Sviluppo Industriale
della Zona dell’Aussa Corno
A cura delle Aziende per i Servizi Sanitari
Vernissage della mostra fotografica
NO! Contro il dramma degli infortuni
sul lavoro *
A cura di ANMIL, in collaborazione con INAIL
Postazione del Comando Provinciale
Vigili del Fuoco di Udine *
* INGRESSO GRATUITO
Tutti i giorni ore 10.30_12.30 - 16.00_19.00
Sabato 16 Aprile ore 10.30_19.00
Domenica 17 Aprile ore 10.30_16.00
ORE 14.30 fino alle ORE 16.30
SCUOLA MEDIA “A. MANZONI”
Visite guidate al cantiere
della ristrutturazione
A cura dell’Amministrazione Comunale di Udine
ORE 17.00 _CASA CAVAZZINI
Seminario:
La donna nell’impresa ed il rischio da
stress: il ben essere è possibile?
A cura di Confcommercio Udine
Martedì 5 Aprile
ORE 11.00_CASA CAVAZZINI
Incontro a tema:
mobilità e sicurezza integrata sostenibile
Giovedì 7 Aprile
ORE 11.00_CASA CAVAZZINI
Incontro a tema: TBE/Zecche
A cura delle Aziende per i Servizi Sanitari
ORE 14.30 _PALAZZO TORRIANI
Donna e lavoro
A cura delle Aziende per i Servizi Sanitari
ORE 17.00 _PALAZZO TORRIANI
Seminario:
A cura di Confartigianato Udine e Polo626
A cura di Confartigianato Udine e Naturalpe
ORE 16.00 _PALAZZO TORRIANI
Seminario:
ORE 14.00 _CASA CAVAZZINI
Seminario:
Introduzione all’Educazione Alimentare:
conoscere per mangiare sicuri
Iniziativa riservata agli insegnanti
delle scuole secondarie di primo grado
della Provincia di Udine
A cura di Confindustria Udine, Ordine dei Tecnologi
Alimentari del Friuli Venezia Giulia, Direzione
Scolastica Regionale
A cura delle Aziende per i Servizi Sanitari
ORE 16.30 _CASA CAVAZZINI
Incontro a tema:
Corso di formazione per addetti antincendio
Iniziativa riservata agli enti
e alle associazioni no profit
A cura di Manpower
ORE 14.30 _PALAZZO TORRIANI
A cura di Manpower
ORE 9.00 _CASA CAVAZZINI
ORE 11.00_PIAZZA LIBERTÀ
ORE 16.30 _CASA CAVAZZINI
Incontro a tema:
Corso base sulla salute e sicurezza
nei luoghi di lavoro
Iniziativa riservata ai candidati a lavori
in somministrazione
Sabato 9 Aprile
Corso base sulla salute e sicurezza
nei luoghi di lavoro
Iniziativa riservata ai candidati a lavori
in somministrazione
A cura delle Aziende per i Servizi Sanitari
Alcol, salute e sicurezza
Inquinamento elettromagnetico
Infortuni domestici
Venerdì 8 Aprile
ORE 9.00_12.00
AZIENDA AGRARIA UNIVERSITARIA
“A. SERVADEI”
Funi… così, Funi… colà
Dimostrazioni sull’utilizzo dei DPI
per lavori in quota
Una casa a prova di bimbo
A cura di Confartigianato Udine e GIOECA
Domenica 10 Aprile
ORE 9.00 _CASA CAVAZZINI
Corso di formazione per addetti
antincendio
Iniziativa riservata agli enti e
alle associazioni no profit
A cura di Confartigianato Udine e Polo626
ORE 10.30 _CINEMA VISIONARIO
Proiezione del film: Paul, Mick e gli altri
A cura di CEC Udine - INGRESSO GRATUITO
ORE 16.00 _PIAZZA LIBERTÀ
Funi… così, Funi… colà
Dimostrazioni sull’utilizzo dei DPI
per lavori in quota
Sicurezza in campo: la gestione
della sicurezza in agricoltura
A cura di Confartigianato Udine e Naturalpe
Dimostrazioni in campo:
Lunedì 11 Aprile
Dimostrazioni tecnico pratiche su come
operare in sicurezza nelle attività di
taglio, potatura, giardinaggio
ORE 9.00
SALONE DEL CASTELLO DI UDINE
A cura di: Università degli Studi di Udine - Centro
SPRINT, Dipartimento di Scienze Agrarie
ed Ambientali, C.R.I.T.A.
A cura delle Organizzazioni Sindacali dei lavoratori
A cura di Confindustria Udine
ORE 14.00_18.30
Seminario:
Mercoledì 6 Aprile
Dalla valutazione alla gestione del rischio:
coltivare la sicurezza in agricoltura
ORE 10.00 fino alle ORE 12.00
SCUOLA MEDIA “A. MANZONI”
Comunicare la sicurezza: come
comunicare e promuovere la cultura
e gli strumenti per la prevenzione dei
rischi in tutti gli ambiti della vita civile
ORE 10.00 fino alle ORE 12.00
SCUOLA MEDIA “A. MANZONI”
Visite guidate al cantiere
della ristrutturazione
A cura dell’Amministrazione Comunale di Udine
ORE 11.00_CASA CAVAZZINI
Incontro a tema: Alcol e lavoro
A cura delle Aziende per i Servizi Sanitari
aprile 11
12
A cura di: Università degli Studi di Udine – Centro
SPRINT, Dipartimento di Scienze Agrarie ed
Ambientali, C.R.I.T.A.
In collaborazione con INAIL Direzione Regionale
FVG ed Aziende per i Servizi Sanitari
ORE 9.30 _PALAZZO TORRIANI
Seminario:
Sicurezza stradale: antincendio
e sicurezza nei tunnel
A cura di FINCO, ANISA, GSA e OLOS
Seminario:
La sottovalutazione dei rischi fa male
Visite guidate al cantiere
della ristrutturazione
A cura dell’Amministrazione Comunale di Udine
ORE 11.00_CASA CAVAZZINI
Seminario:
La sicurezza nella filiera alimentare
dei prodotti artigianali
A cura di Confartigianato Udine e Polo626
ORE 14.30 fino alle ORE 16.30
SCUOLA MEDIA “A. MANZONI”
Visite guidate al cantiere
della ristrutturazione
A cura dell’Amministrazione Comunale di Udine
ORE 15.00 _PALAZZO TORRIANI
Seminario:
Qualità, sicurezza, ambiente:
Chimica vittima o protagonista?
A cura di Confindustria Udine
ORE 16.00 _API UDINE
Seminario:
La sicurezza basata sul comportamento:
metodi per la gestione della sicurezza
basati sul miglioramento dei
comportamenti critici
A cura di API Udine
Martedì 12 Aprile
ORE 10.00 _AUDITORIUM ZANON
Ocjo – La sicurezza un bene comune.
Costruiamola insieme
Iniziativa rivolta agli studenti degli Istituti
scolastici secondari di secondo grado
A cura del progetto “Per la cultura della sicurezza”
ORE 11.00_CASA CAVAZZINI
Incontro a tema:
La prevenzione delle cadute negli anziani
A cura delle Aziende per i Servizi Sanitari
ORE 16.30 _CASA CAVAZZINI
Incontro a tema:
Ritardo evitabile nelle malattie
cardiovascolari
A cura delle Aziende per i Servizi Sanitari
Mercoledì 13 Aprile
ORE 9.00 _UNIVERSITÀ DI UDINE
Lezione/Seminario:
Sicurezza sul lavoro: il cantiere giuridico
A cura dell’Università degli Studi di Udine –
Dipartimento di Scienze Giuridiche
ORE 10.00_ API UDINE
Seminario: Sicurezza: l’efficacia
esimente nelle imprese del modello di
organizzazione, gestione e controllo ai
sensi del D.Lgs. 231/2001
A cura di API Udine
ORE 10.00 fino alle ORE 12.00
SCUOLA MEDIA “A. MANZONI”
Visite guidate al cantiere
della ristrutturazione
A cura dell’Amministrazione Comunale di Udine
ORE 10.30 _COLLEGIO DEI PERITI INDUSTRIALI
E DEI PERITI INDUSTRIALI LAUREATI
DELLA PROVINCIA DI UDINE
Presentazione dell’opuscolo:
La responsabilità del committente
nella sicurezza del cantiere
A cura di CISC Comitato Interprofessionale
Sicurezza Cantieri della Provincia di Udine
ORE 14.30 fino alle ORE 16.30
SCUOLA MEDIA “A. MANZONI”
Visite guidate al cantiere
della ristrutturazione
A cura dell’Amministrazione Comunale di Udine
ORE 16.00 _PALAZZO TORRIANI
Seminario:
Per la cultura della sicurezza,
dai luoghi di lavoro all’ambiente di casa,
alla scuola, alla strada
A cura di Confindustria Udine
Giovedì 14 Aprile
ORE9.30
ORE 10.00_19.00
LOGGIA DEL LIONELLO e VIA CAVOUR
SALA CONVEGNI FONDAZIONE CRUP
Punti informativi e incontri con la gente
Seminario:
Immigrazione e sicurezza: tante
lingue e tante culture, ma la sicurezza
è un bene comune
ORE 10.00_19.00
PIAZZA LIBERTÀ e
PIAZZETTA DEL LIONELLO
A cura delle Aziende per i Servizi Sanitari e di RUE
Risorse Umane Europa
Dimostrazioni di interventi di salvataggio
ed esposizione di mezzi di soccorso
ORE10.00_ API UDINE
Seminario:
ORE 10.00_19.00_ ANTISALA AJACE
Mostra fotografica:
A cura di API Udine
A cura dell’Amministrazione Comunale di Udine
e dell’Istituto Statale d’Arte “G. Sello”
ORE16.00 _PALAZZO TORRIANI
Presentazione del libro:
ORE 14.00 _CASA CAVAZZINI
Seminario:
La norma OHSAS 18001 e la certificazione
dei modelli di gestione della sicurezza
Fâ modon a Buje: creps, fors, grices
di Laura Nicoloso e Andrea Cattarino
Guida la tua sicurezza
La segnaletica di sicurezza
A cura dell’Associazione Culturale “el tomât”
A cura di IAL FVG in collaborazione con
Confartigianato Udine e UCAI
ORE17.00 _AUDITORIUM CEFS
Seminario:
ORE 15.00_ SALA AJACE
Seminario:
Sicuri e competenti… imparando:
la formazione obbligatoria
nel settore edile
A cura di CEFS Centro Edile per la Formazione
e la Sicurezza
Venerdì 15 Aprile
ORE10.00 fino alle ORE 12.00
SCUOLA MEDIA “A. MANZONI”
Visite guidate al cantiere
della ristrutturazione
A cura dell’Amministrazione Comunale di Udine
ORE11.30 _CINEMA VISIONARIO
Testimonianza:
Nives Meroi e Romano Benet campioni di
sicurezza – Sfide impossibili in montagna
A cura di Confindustria Udine e Fondazione CRUP
Esposizione di dispositivi di protezione
individuali ed attrezzature per la
sicurezza
A cura di Confindustria Udine e di CEFS
ORE14.30 fino alle ORE 16.30
SCUOLA MEDIA “A. MANZONI”
Visite guidate al cantiere
della ristrutturazione
A cura dell’Amministrazione Comunale di Udine
ORE15.00 _UNIVERSITÀ DI UDINE
Seminario:
Gestione della sicurezza antincendio:
problematiche, criticità e soluzioni
Per una prevenzione efficace
contro gli incidenti domestici
A cura delle Organizzazioni
Sindacali dei lavoratori
ORE 16.00 _PIAZZA LIBERTÀ
Funi… così, Funi… colà
Dimostrazioni sull’utilizzo dei DPI
per lavori in quota
A cura di Confartigianato Udine e Naturalpe
ORE 17.30_ SALA AJACE
Casa Shock
Cabaret sulla sicurezza con i Trigeminus
A cura di INAIL FVG
Domenica 17 Aprile
ORE 9.00 _PIAZZA LIBERTÀ
Corso di formazione per addetti
antincendio
Iniziativa riservata agli enti
e alle associazioni no profit
A cura di Confartigianato Udine e Polo626
ORE 10.00_16.00
LOGGIA DEL LIONELLO e VIA CAVOUR
Punti informativi e incontri con la gente
ORE 10.00_16.00
PIAZZA LIBERTÀ e
PIAZZETTA DEL LIONELLO
Dimostrazioni di interventi di salvataggio
ed esposizione di mezzi di soccorso
ORE 10.00_16.00_ ANTISALA AJACE
Mostra fotografica:
A cura di: Università degli Studi di Udine Centro SPRINT
In collaborazione con:
Comando Provinciale Vigili del Fuoco di Udine,
INAIL Direzione Regionale FVG,
Collegio dei Periti Industriali di Udine,
Ordine degli Ingegneri di Udine
A cura dell’Amministrazione Comunale di Udine
e dell’Istituto Statale d’Arte “G. Sello”
ORE15.30 _CASA CAVAZZINI
Seminario:
A cura di CEC Udine - INGRESSO GRATUITO
I costi della non sicurezza e gli aspetti
premiali nella riduzione degli infortuni
A cura di CEFS Centro Edile per la Formazione
e la Sicurezza
Sabato 16 Aprile
ORE9.00 _CASA CAVAZZINI
Corso di formazione per addetti
antincendio
Iniziativa riservata agli enti
e alle associazioni no profit
A cura di Confartigianato Udine e Polo626
Guida la tua sicurezza
ORE 10.30 _CINEMA VISIONARIO
Proiezione del film:
La classe operaia va in paradiso
ORE 11.00_SALA AJACE
Rappresentazione Palio Studentesco
La palazzina di via Improvvidenza
626 e dintorni
A cura dell’Istituto Magistrale “C. Percoto”
ORE 15.30 _CASA CAVAZZINI
Seminario:
Dai fichi secchi al San Daniele:
un viaggio curioso nella conservazione
degli alimenti
A cura di Confartigianato Udine e A.S.A. Srl
aprile 11
13
A seguire degustazione gratuita di gelato artigianale
Focus
Sicurezza tra la Gente
La sicurezza
riguarda tutti
Una scintilla che accende tutta la città, un
imperativo etico che scuote le coscienze: la
sicurezza approda nelle piazze. Oltrepassa i
confini delle fabbriche, entra nelle case, nelle
scuole, si riversa sulle strade, tra la gente,
divenendo parte integrante della nostra vita
quotidiana. Sono oltre sessanta le manifestazioni tra incontri, dimostrazioni, testimonianze e spettacoli che si articoleranno a Udine
dal 4 al 17 aprile, per una cultura della sicurezza a 360 gradi.
Il Festival della Sicurezza tra la Gente rappresenta un passo in avanti decisivo nel
percorso di “promozione della cultura della
sicurezza nei luoghi di lavoro e in ambito
scolastico”, avviato nel settembre 2004 sulla
base di un protocollo di intesa sottoscritto da
Confindustria Udine, dalle Aziende Sanitarie
della provincia di Udine, dalle Organizzazioni
sindacali provinciali, dalle Direzioni provinciali del lavoro e dell’INAIL di Udine e successivamente esteso all’Università degli Studi
di Udine, all’Ufficio scolastico provinciale, al
Comando provinciale dei Vigili del Fuoco e
agli ordini professionali.
Diffondere una cultura della sicurezza a tutti
i livelli portandola nelle piazze è il principio
guida del Festival, che testimonia l’importanza stessa del dibattito, della riflessione e del
confronto.
Realtà Industriale ha approfondito i diversi
punti di vista delle parti coinvolte all’iniziativa, rilevando tra le diverse opinioni un
denominatore comune: sicurezza come
forma mentis, necessità di un approccio non
esclusivamente settoriale e dogmatico, una
diffusione a partire dalle scuole, dai giovani
e dalle famiglie, insieme alla condivisione
di uno spirito di miglioramento, affinché la
sicurezza diventi sempre più conoscenza,
consapevolezza e responsabilità.
ADRIANO LUCI
presidente
CONFINDUSTRIA UDINE
“Sicurezza: da problema a
opportunità”
“La sicurezza è un fenomeno culturale, che
riguarda tutto il tessuto sociale - spiega il presidente Luci -. Tutti ne siamo coinvolti, senza
distinzioni. Confindustria ha svolto un ruolo
14
aprile 11
normali ma che nascondono un potenziale
risvolto pericoloso” precisa Luci, e sottolinea
la necessità di “accelerare su questi temi,
non possiamo procedere con ritmi normali.
Evitiamo di parlarne con ipocrisia e invece
approfondiamo le nostre conoscenze con
spirito di miglioramento, per non incorrere in
danni non solo umani, ma anche economici
e sociali ”.
Adriano Luci
foto Alessio Buldrin
da protagonista nella realizzazione di questa
iniziativa, poiché siamo consapevoli che è un
tema che ci riguarda da vicino. Molti pensano
che la sicurezza sia appannaggio solo delle
industrie, invece coinvolge direttamente tutti
noi come individui nei nostri gesti quotidiani,
spesso potenzialmente pericolosi. Attraverso
iniziative come questa ci teniamo a diffondere la consapevolezza che la sicurezza non è
solo industriale e lavorativa, ma umana. Questo Festival porta la cultura della sicurezza tra
la gente, a contatto con le famiglie; è da qui
che si deve partire. Parlarne e confrontarsi a
tutti i livelli è fondamentale per raggiungere
traguardi e soluzioni innovative”. Vivendola
anche dall’interno, lo sguardo dell’imprenditore Luci trova nella sicurezza non solo una
norma da rispettare, ma anche una preziosa
opportunità: “Spesso da un problema può
nascere un’opportunità - afferma infatti - perché in azienda sicurezza significa anche efficienza. L’approfondimento delle conoscenze
e la ricerca delle migliori soluzioni in materia
di sicurezza incidono positivamente su tutti i
fattori della produzione”. A questo proposito
Luci evidenzia che “sicurezza è prevenzione e
formazione. A livello aziendale facciamo corsi
costanti e riunioni specifiche in cui la prevenzione è al centro dell’attenzione e delle decisioni aziendali perché evita i danni e ottimizza le soluzioni industriali attraverso efficienza
e risparmio”. È d’obbligo non abbassare mai
la guardia, perché “se i progressi ci sono stati,
c’è ancora molta strada da fare; non sono poche per esempio le pubblicità di aziende che
mettono in scena situazioni apparentemente
FURIO HONSELL
sindaco
COMUNE DI UDINE
“La sicurezza è un risultato
da raggiungere in modo
condiviso e partecipato”
Furio Honsell
Sicurezza non è solo “adempimento normativo” per “Noi del Comune di Udine”; la sicurezza è il centro di gravità a partire dal quale
organizziamo il nostro sistema di gestione sia
delle attività interne, sia dei servizi offerti ai
cittadini. La sicurezza per “Noi del comune di
Udine” è un risultato da raggiungere in modo
condiviso e partecipato.
Parlare di sicurezza sul lavoro, in casa, o in
strada vuol dire parlare di civiltà, di qualità
della vita, di dignità. Ma la sicurezza è anche
un settore ancora purtroppo poco sviluppato
dove ci sono tantissime opportunità professionali per i giovani.
Oggi si parla di sicurezza solamente, purtroppo, quando ci sono incidenti drammatici. Un
Festival della Sicurezza è invece un’occasione
completamente diversa e molto più efficace
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15
Focus
Sicurezza tra la Gente
di presa di coscienza di una problematica,
attraverso la conoscenza e l’approfondimento. È un’occasione di promozione di comportamenti virtuosi, ma anche di meraviglia di
quanto si potrebbe fare per migliorare la vita
di tutti e purtroppo, spesso per superficialità
o ignoranza, viene invece fatto solo superficialmente.
Un Festival della Sicurezza è un momento di
grande crescita civile e i miei complimenti
vanno a tutti gli enti che vi hanno collaborato
e a tutti gli operatori che vi hanno contribuito, per il Comune di Udine all’ingegner Luigi
Fantini e al geometra Maurizio Tonetti. Sono
orgoglioso come sindaco che tanti luoghi
di Udine piazze ed edifici siano stati messi
a disposizione dal mio Comune per questo
Festival e sono felice che quanto da tempo i
tecnici del Comune di Udine fanno in materia
di sicurezza venga riconosciuto e apprezzato.
PAOLA PERABÒ
responsabile Risorse
Umane
ABS UDINE
“Le aziende che non si
pongono il problema della
sicurezza significa che hanno un problema di sicurezza”
Paola Perabò
Paola Perabò illustra la centralità che un’industria siderurgica come ABS assegna
all’elemento sicurezza, tale da coinvolgere
l’intero ciclo produttivo: “La sicurezza conta
tanto quanto la produttività, l’efficienza, la
qualità e la tutela dell’ambiente; non c’è
produzione senza sicurezza”. Infatti, nel
2003 ABS ha attivato “Infortuni Zero”, un
progetto che mira all’eccellenza dei sistemi
di sicurezza dell’azienda, grazie al quale
sono crollati vertiginosamente gli indici di
16
aprile 11
infortuni: “E’ un progetto che ha dato grandi
risultati, i numeri e i fatti parlano da soli.
E’ un progetto in continua evoluzione e
prevede un intervento su più fronti, perché
la sicurezza non è solo in fabbrica, non è
solo formazione, o solo prevenzione, o solo
comunicazione, ma è tutte queste cose
insieme”. L’industria dedica alla sicurezza
attenzione massima non solo al suo interno,
ma esige dalle ditte esterne i medesimi
standard: “E’ importante verificare la sicurezza sui colleghi per garantire la propria.
Recentemente si è svolto in ABS un corso di
formazione sulla sicurezza con i titolari delle
ditte esterne che collaborano con noi. Non
ammettiamo partner che non abbiano una
formazione specifica”. La formazione, inoltre,
deve essere sempre incisiva ed efficace,
poiché “sicurezza è formare e informare il
personale, a ogni livello, per prevenire gli
infortuni. Ogni sei mesi sviluppiamo progetti
nuovi di formazione, perché la mente ha
bisogno di essere costantemente sollecitata
su questi temi, con metodi sempre nuovi
per stimolare lavoratori e dipendenti e renderli davvero consapevoli”.
Esistono, però, ancora delle realtà “arretrate”: “Siamo sempre stati abituati a pensare
alla sicurezza come una questione di fabbrica, senza capire che invece è una realtà
complessa che si estende a tutti gli ambiti
della vita. Ci sono ancora delle frange di lavoratori e di imprese che non si comportano
adeguatamente, sono nicchie che bisogna
individuare e risolvere. Le aziende che non
si pongono il problema della sicurezza significa che hanno un problema di sicurezza al
loro interno”.
Comunicazione come veicolo di una mentalità sicura: “Parlarne è fondamentale, ci
vuole sempre maggiore attenzione da parte
di tutti, in questo il Festival della sicurezza
gioca senza dubbio un ruolo decisivo”.
ROBERTO MURADORE
segretario
CISL UDINE
“Siamo seri e realisti: gli
infortuni sono calati perché
sono calate le ore di lavoro.
C’è ancora molto da fare”
“Questo Festival è frutto di una collaborazione tra tutte le associazioni, ordini professionali e istituzioni coinvolte nel protocollo
per il miglioramento della sicurezza, che è
finalmente posta all’attenzione di tutta la
comunità udinese”. Illustrando le iniziative
del sindacato che si terranno durante il Festival, come “La sottovalutazione dei rischi fa
Roberto Muradore
male” in programma lunedì 11 aprile in Castello, Roberto Muradore individua nella valutazione preventiva dei rischi, il primo passo
per prevenire gli infortuni nelle fabbriche.
“La sicurezza - precisa Muradore - è un habitus mentale, uno stile di vita, che nasce
non dall’imposizione di una norma, ma da
una personale autotutela”. Riprendendo un
concetto caro anche al presidente Luci, il
segretario ribadisce il primato della sicurezza
sui vantaggi economici: “La crisi economica
furibonda che ci ha travolto e da cui non
siamo ancora usciti – precisa - ha trasformato il lavoro in un bene di vitale importanza,
ma l’attenzione alla sicurezza non deve
scemare, non può esserne subordinata”.
E a proposito delle recenti statistiche che
registrano un calo degli infortuni Muradore
afferma: “Non mi convincono. Siamo seri e
realisti: gli infortuni sono calati perché sono
calate le ore di lavoro. Un miglioramento
sicuramente c’è stato, ma troppo ridotto”.
Certo una soluzione unica a un problema
così complesso non esiste, ma la strada da
seguire per il segretario Cisl è quella della
“prevenzione e repressione; certo bisogna
lavorare prevalentemente sulla prevenzione,
ma anche sanzionare chi non rispetta la
legge” e della “collaborazione tra sindacati e
impresa, dove gli organi preposti di vigilanza
devono fungere da supporto per l’azienda,
senza pregiudizi e preconcetti”. Un accenno
anche alla piaga del lavoro in nero: “In Italia
è un problema di dimensioni patologiche.
Sono inimmaginabili le condizioni cui sono
costretti questi lavoratori e gli infortuni non
sono quantificabili. Il lavoro in nero è una
piaga sociale perché non è contabilizzata,
per questo è ingestibile”.
Muradore, infine, spiega la necessità di
considerare la sicurezza come elemento
strutturale: “Sicurezza e autotutela del singolo non sono elementi sovrastrutturali.
La cultura è immateriale, ma questo non è
Focus
Sicurezza tra la Gente
sinonimo di sovrastrutturale. Deve essere
considerata alla stregua degli interventi fisici,
come la messa a norma di un ponte o la
regolarizzazione di una ringhiera pericolosa.
Se all’interno di aziende a norma si verificano lo stesso infortuni, significa che bisogna
cambiare modo di intendere la sicurezza, da
immateriale a fisica”.
BRUZIO BISIGNANO
consulente e
formatore
aziendale
“La sicurezza è il risultato di
convergenze parallele”
to compiuto negli ultimi anni dalla scuola che
“prima aveva dei forti limiti, negli ultimi anni
sono stati superati soprattutto a livello universitario, con l’attivazione di diversi master in
sicurezza sul lavoro”. Come per il presidente
Luci, anche per il consulente “la sicurezza
non deve essere un problema, ma un’opportunità. Per esempio, ABS ha investito molto
in sicurezza con dei risultati immediati, e oggi
è l’azienda del settore con più basso indice
infortunistico d’Italia”. Lo stesso Bisignano ha
proposto la sua lezione spettacolo dal titolo
“appalti un teatro”, nell’ambito dell’iniziativa
formativa voluta da ABS per i “datori di Lavoro delle ditte terze, perché è necessario
formare anche i collaboratori esterni. E poi
tutti i clienti ormai richiedono sicurezza, se si
vuole lavorare in Europa è un requisito fondamentale”.
Per quanto riguarda la situazione in FVG
“siamo sulla strada giusta, abbiamo intuito un
modo diverso di agire e di parlare di sicurezza, la quale deve diventare sempre meno burocrazia e sempre più uno stile di pensiero,
ELDA FERRARI
direttore
regionale INAIL
“La sicurezza è un valore
profondo che permea ogni
ambito della vita”
Bruzio Bisignano (foto Gasperi)
Consulente esperto, formatore aziendale, ma
anche ideatore, protagonista e attore dello
spettacolo “Ocjo: la sicurezza è un bene comune, costruiamola insieme”, Bruzio Bisignano porta al Festival una formula inedita per
parlare di sicurezza, attraverso uno spettacolo
che ironizza su alcuni comportamenti rischiosi nella vita e nel lavoro. “Abbiamo adottato
un nuovo modo di diffondere la sicurezza,
dove non è il pubblico che deve venire da
noi per vedere lo spettacolo, ma siamo noi
che ci rechiamo dagli “spettatori” nelle fabbriche, nelle scuole, nei Comuni”. Un metodo
che si è rivelato molto efficace, grazie alla forte incidenza dei linguaggi artistici, soprattutto
sulla mente dei giovani: “Il teatro, le immagini, le testimonianze, le esperienze realmente
vissute hanno un forte impatto sui giovani.
Parlare di questi temi in modo didattico non
aiuta a sensibilizzarli ”.
Un primo passo avanti nel nostro Paese
in materia di sicurezza è stato fatto grazie
all’adeguamento alle direttive comunitarie
dell’UE: “La formazione è stata notevolmente
incrementata con il Testo Unico, in cui questa
parola compare più di trecento volte, a dimostrazione dell’importanza della partecipazione
attiva dei lavoratori alle conoscenze in materia di sicurezza”. Un ulteriore progresso è sta-
La sicurezza è la mission dell’Inail.
Formazione, informazione, vigilanza e
consulenza alle aziende sono le modalità
operative tramite le quali l’Istituto agisce nella società civile e nel mondo del
lavoro al fine di preservare la salute dei
lavoratori e insieme contribuire alla competitività del Paese.
La sicurezza è formare, investendo in
progetti che coinvolgono gli studenti in
un’elaborazione consapevole dei rischi
collegati al lavoro, come nel caso del progetto “Studenti informati, cittadini sicuri”
e realizzando iniziative che accorciano le
distanze tra le aule e i reparti di produzione come abbiamo fatto in sinergia con
l’Ebiart e l’Anmil. Ma anche sostenere la
ricerca, collaborando con gli Atenei per
preparare professionisti della sicurezza
arricchendo il territorio, ne sono esempi i
progetti Sinersafe, M.A.P.P. e da ultimo il
Dottorato ricerca triennale in Tecnologie
chimiche ed energetiche. Emergenza e
sicurezza in attività complesse presso
l’Università di Udine.
La sicurezza è informare, curando la banca dati Inail sugli infortuni e le malattie
professionali, partecipando a progetti di
studio come flussi informativi - realizzato
in collaborazione con Aziende sanitarie e
Regioni - , condividendo un patrimonio di
conoscenze sul fenomeno infortunistico
e tecnopatico di oltre cento anni. Ma anche promuovere convegni e incontri per
l’approfondimento della normativa tecnica e giuridica sulle materie della salute e
sicurezza nei luoghi di lavoro facendosi
promotori delle migliori best practices e
dell’adozione di “Sistemi di Gestione della Sicurezza sul Lavoro” (SGSL).
Elda Ferrari
La sicurezza è vigilare affinché il minimo
etico di sicurezza sui luoghi di lavori
sia uno standard compreso nella sua
essenza di elemento di competitività e
attuato in tutte le realtà – di ogni dimensione – del territorio; anche promovendo
politiche di incentivazione economica
(oscillazione del tasso, bandi di finanziamento ISI) e di consulenza alle imprese.
La sicurezza è conoscere il territorio con
cui ci si confronta. Valorizzando le peculiarità dei quattro territori provinciali con
progetti mirati, realizzati in sinergia con le
Istituzioni e le Parti sociali.
In parole semplici, la sicurezza è non farsi
male mentre si lavora, non cadere costruendo, non rimanere schiacciati sotto
un trattore, non infortunarsi per non aver
compreso un segnale di sicurezza, non
scivolare per essersi dimenticati di indossare le scarpe antinfortunistiche. Così
come sicurezza è non avere incidenti
stradali per non aver rispettato la segnaletica, non cadere inciampando sul tappeto
del bagno, non finire all’ospedale per non
aver usato il casco mentre si scia. Ma tutto questo lo possiamo ottenere solo se
concepiamo la sicurezza come un valore
profondo che permea ogni ambito della
nostra vita rendendo ciascuno di noi attore e garante della propria salute.
aprile 11
17
Orizzonti
Focus Sicurezza tra la Gente
frutto di convergenze parallele tra istituzioni,
associazioni di categoria, imprese, lavoratori e
imprenditori”.
STEFANO GRIMAZ
direttore
CENTRO DI RICERCA
SPRINT - UNIVERSITÀ
DEGLI STUDI DI UDINE
“Un approccio esclusivamente dogmatico non può
funzionare, bisogna parlarne con competenza”
Stefano Grimaz
Il centro di ricerca Sprint ricopre un ruolo
di riferimento tecnico scientifico in materia
di sicurezza e protezione dai rischi incidenti
di origine naturale e tecnologica, elabora
strumenti innovativi per la prevenzione, ma
anche soluzioni per la gestione delle emergenze. “Il ruolo dell’Università è di supporto
e trasferimento delle conoscenze avanzate in
materia di sicurezza”. Più specificatamente, il
Centro Sprint funge da tramite tra il mondo
accademico e il territorio per “contaminare”
con le conoscenze più all’avanguardia chi
opera nel’ambito della sicurezza. “La nostra
mission - spiega il prof. Grimaz - è di fungere
da interfaccia di dialogo tra conoscenze e
mondo applicativo, coniugando i bisogni e
le esigenze di quest’ultimo con i progressi
scientifici ottenuti”. Un’attività, quella del
centro di ricerca, nata inizialmente per rispondere a esigenze interne, ma successivamente
estesa agli addetti ai lavori e divenuta preziosa consulente di Enti e istituzioni pubbliche e
private in materia di prevenzione e ripristino
delle condizioni di sicurezza a seguito di
eventi incidentali. Oggi la sicurezza fa parte
della formazione curriculare dei futuri laureati:
“Fondamentale è investire nelle nuove gene-
18
aprile 11
razioni, diffondere la cultura della sicurezza
a tutti i livelli, tra coloro che saranno i futuri
manager, amministratori, o semplicemente
genitori”. “La sicurezza non deve essere
percepita solo come norma - continua il
professore - ma essere strettamente legata a
una auto responsabilizzazione e all’orgoglio di
diffonderla”.
Per il ricercatore la strada da seguire per il
futuro è colmare il gap esistente tra mondo
universitario, già da anni attivo in merito,
e mondo esterno, “perseguendo, come fa
questo Festival, un tentativo di penetrazione
a tutti livelli. Iniziative come questa devono
scuotere la sensibilità della gente e suscitare
momenti di riflessione consapevole”. Infatti
ciò che differenzia i due mondi è proprio l’approccio distinto al problema: “Mentre l’Università guarda alla sicurezza come un tema
da analizzare, conoscere, capire, e risolvere, il
resto della realtà sociale lo vede invece come
norma rigida. Un approccio esclusivamente
dogmatico non può funzionare, bisogna parlarne, affrontandolo in modo sereno ma con
le giuste competenze. Non deve prevalere la
paura della multa, quanto piuttosto una responsabilità e una consapevolezza trasversali.
Noi come centro di ricerca contribuiamo in
modo attivo in questo, siamo di supporto a
Enti e istituzioni come Inail e Asl, fornendo
loro strumenti di lavoro per affrontare problemi e risolverli”.
CLAUDIA ZULIANI
direttrice
dipartimento di
PREVENZIONE ASL
UDINE
“La sicurezza, una qualità
innata che deve arrivare
alle scuole”
“L’Osservatorio del Dipartimento di Prevenzione dell’Asl di Udine svolge importanti indagini
nel campo della medicina, del lavoro, degli
infortuni domestici e stradali, dell’alimentazione, promuovendo la sicurezza in tutti gli
ambiti della vita e coinvolgendo diverse fasce
d’età. In particolare, la sezione organizzativa
‘Prevenzione e sicurezza degli ambienti di
lavoro’ svolge un’attività di informazione e
assistenza in merito all’igiene e alla sicurezza
degli ambienti di lavoro” precisa la direttrice
Claudia Zuliani.
“Il festival è un’iniziativa lodevole, anche perché dal punto di vista organizzativo è molto
complessa, saranno due settimane dense di
appuntamenti, in cui sono coinvolti tutti gli
Enti e le istituzioni della provincia e questo
è molto importante. Parlare di sicurezza e
Massima attenzione
ai messaggi
È importante che anche gli organi di informazione facciano la loro parte: adottare la cultura della sicurezza significa
non abbassare mai la guardia e prestare
massima attenzione a ogni dettaglio,
anche alle fotografie che utilizziamo a
corredo degli articoli. La stessa Realtà
Industriale, che molto spesso affronta
temi riguardanti la sicurezza negli ambienti di lavoro, ha diffuso nell’ultimo
numero (pag 48) un messaggio sbagliato, lasciandosi scappare la pubblicazione
di un’immagine relativa a due lavoratori
edili all’opera senza guanti, di cui uno
a torso nudo. E’ bene ricordare, invece,
che i muratori sono obbligati ad adottare
misure specifiche di prevenzione quali
elmetto, tuta e guanti, per non incorrere
in infortuni facilmente evitabili.
Claudia Zuliani
diffonderla è una missione comune” spiega
la direttrice. Ma, soprattutto, la cultura della
sicurezza “deve arrivare alle scuole, il cui ruolo educativo è fondamentale per infondere
nei giovani che saranno i futuri lavoratori una
cultura della sicurezza che si sviluppi in tutti
gli aspetti della vita. Le iniziative scolastiche in
merito non devono essere episodi sporadici
nati dalla singolare sensibilità di qualche insegnante, ma devono rientrare in un progetto
ampio e a lungo termine, affinché la sicurezza divenga una qualità innata, propria di tutti
i cittadini, che indirizzi i comportamenti verso
la salvaguardia di noi stessi e degli altri”.
Lodovica Bulian
Udine 4 - 17 Aprile 2011
LE GIORNATE DELLA SICUREZZA
Evento coordinato da
Con la collaborazione di
Con il sostegno di
AGCI
Associazione
Generale
Cooperative
Italiane
Confederazione
Italiana Agricoltori
della Provincia
di Udine
ASSOCIAZIONE COOPERATIVE FRIULANE - U D I N E
UDINE
Azienda dei
Servizi Sanitari
N.3 Alto Friuli
Azienda dei
Servizi Sanitari
N.4 Medio Friuli
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
AZIENDA PER I SERVIZI SANITARI N. 5
BASSA FRIULANA
ING
Collegio dei Geometri
e dei Geometri Laureati
della Provincia di Udine
ASSOCIAZIONE DEGLI INGEGNERI
DELLA PROVINCIA DI UDINE
COLLEGIO DEI PERITI INDUSTRIALI
E DEI PERITI INDUSTRIALI LAUREATI
DELLA PROVINCIA DI UDINE
Comando
Provinciale
Vigili del Fuoco
Udine
Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Ufficio Scolastico Regionale per il Friuli Venezia Giulia
Direzione Generale
Con il patrocinio di
REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA
Main Sponsor
Sponsor
SEZIONE REGIONALE DEL FRIULI-VENEZIA GIULIA
Consulta il programma completo
www.sicurezzalavoro.fvg.it
aprile 11
19
Economia
Aziende flash
Un premio
internazionale
per la NB FACTORY
Il 2011 è sicuramente un anno già da ricordare per la NB Factory di Buttrio, che dopo
i numerosi riconoscimenti nazionali in occasione della Fiera specializzata Smau Milano
e Smau Business nel 2010, guadagna un
riconoscimento internazionale: il “Partner to
Partner Collaboration Award of the Year” durante il Partner Summit 2011 di Cisco a New
Orleans, dal 28 febbraio al 3 marzo.
Leader mondiale nella fornitura di soluzioni
di rete, Cisco collabora a livello globale con
le migliori aziende di Information & Communication Tecnology per la diffusione dei
propri prodotti sul territorio, ed è da sempre
partner di NB Factory. In occasione del
summit Cisco di New Orleans, NB Factory
ha visto riconoscere il proprio impegno nelle
attività orientate alla massima ottimizzazione
e potenziamento delle risorse dei propri
clienti. Il Premio, come è stato sottolineato
da Jodi Botifoll, Vice Presidente Cisco per
l’area Europa e Mediterraneo, sottolinea
come NB Factory nelle proprie scelte strategiche possa essere considerata Best Practice per gli alti livelli di servizio raggiunti e gli
standard applicati.
Luca Turco,
socio fondatore di
NB Factory
Luca Turco, socio fondatore di NB Factory,
ha commentato il riconoscimento con parole di estrema soddisfazione sottolineando
come “ogni risultato raggiunto sia la conseguenza di un lavoro di squadra che ha visto
coinvolti NB Factory con il proprio team
tecnico, il committente e Cisco nel raggiungimento di un obiettivo comune”.
SELTZ cala il tris d’assi
dell’implementazione dei servizi e dello
staff.
Nel comparto turistico Seltz ha definito un
importante accordo di collaborazione per
la gestione dell’attività di ufficio stampa
di prodotto e istituzionale sul mercato italiano per Novasol, multinazionale danese
che costituisce la prima realtà europea
nel settore degli affitti turistici e delle case
vacanza. L’attività di comunicazione per il
marchio scandinavo, rappresentato in dodici Paesi europei, sarà orientata ai media
del settore viaggi e turismo e alle testate
generaliste, maschili e femminili.
Enrico Accettola
Dal settore turistico a quello dell’edilizia
passando per l’high-tech, l’arredo-casa e i
serramenti. L’inizio del 2011 di Seltz, divisione ufficio stampa e relazioni pubbliche
dell’agenzia di comunicazione udinese
Emporio Adv, fra i player emergenti del
settore a livello nazionale, si apre all’insegna della crescita del parco clienti e
20
aprile 11
Accanto alle conferme da parte di clienti
storici per Seltz, operanti prevalentemente a livello internazionale nel settore
arredamento, i primi due mesi del 2011
registrano l’incarico per la gestione dell’ufficio stampa istituzionale e di prodotto per
Pilosio, storica società friulana produttrice
di attrezzature per il mondo dell’edilizia
e costruzioni che si appresta a celebrare
i cinquant’anni di presenza sul mercato.
Ultima, in ordine temporale, è invece la
partnership siglata fra l’agenzia di p.r. udinese e Card-Tech, azienda impegnata nello
sviluppo di dispositivi mobile innovativi che
STRATEX è volata
ad Ecobuild
Stratex, l’azienda friulana specializzata nella
realizzazione di architetture in legno lamellare
e nella progettazione e costruzione di case in
legno, ha partecipato ad Ecobuild 2011, la fiera
internazionale dedicata al design, all’edilizia ecosostenibile e alle energie rinnovabili svoltasi a
Londra dal 1° al 3 marzo.
L’azienda ha contribuito alla realizzazione di Water Nest, la “main attraction” del Padiglione Italiano, voluta dalla Camera di Commercio Italiana
di Londra, grazie alla collaborazione con l’Associazione Italiana Progettisti d’Interni del nord est
e con il contributo della Regione Veneto.
Stratex ha realizzato la struttura principale
dell’installazione, tutta intesa a valorizzare
l’acqua come il bene più prezioso messo a
disposizione dalla Natura e fonte primaria della
sostenibilità.
“Water Nest” è il nido d’acqua che rappresenta
la sostenibilità ambientale: tutti i materiali utilizzati, infatti, sono ecocompatibili, i colori scelti
evocano tinte naturali e sono prodotti nel rispetto dell’ambiente. All’interno si sviluppa un percorso attraverso elementi architettonici, rifiniture
d’interni, arredamento di design e soluzioni tecnologiche per la domotica che si richiamano ad
un concetto di lusso in simbiosi con l’efficienza
ed il risparmio energetico.
Concetti cari all’Italian Style e fatti propri anche
dalla Stratex che nel 2011 ha deciso di potenziare il suo impegno nella produzione di residenze
abitative ecosostenibili e di design.
si propone di rivoluzionare il mondo della
sicurezza dei dati tramite l’ausilio di tecnologie di rilevazione biometrica, come la
scansione dell’impronta digitale, per la gestione delle relazioni con i media di settore
e corporate a livello nazionale ed estero.
I nuovi incarichi nel settore dell’ufficio
stampa e relazioni pubbliche confermano
il trend di crescita dell’agenzia Emporio
Adv, che sulla scia delle recenti acquisizioni ha introdotto importanti professionalità
e servizi aggiuntivi. “Abbiamo elevato in
modo significativo la qualità della nostra
offerta nel settore delle media relations
focalizzandoci su tre precise aree di intervento, ovvero il consolidamento dei rapporti con le testate di settore dei maggiori
gruppi editoriali italiani, il rafforzamento
della comunicazione di tipo istituzionale
ed economico-finanziaria e l’implementazione di strumenti di altissimo livello
per comunicare al meglio con la stampa
internazionale” afferma il presidente della
società Enrico Accettola.
marzo
aprile 11
15
21
Economia
Aziende flash
Diamo spazio a
SUNTRACKER,
l’inseguitore solare
Si chiama SUNTRACKER il prodotto innovativo di questo mese ed è un in sistema
elettronico che, applicato alle vele di un
parco fotovoltaico, consente loro di “inseguire” il sole per ottenere la massima resa
dell’impianto.
Utilizzando particolari algoritmi basati sulle
effemeridi, viene modificata l’inclinazione
dei pannelli solari al continuo variare della
posizione del sole nell’arco delle singole
giornate, massimizzando così l’efficienza
dell’apparecchiatura.
Grazie alla trasmissione dei dati relativi alla
produzione di energia ad un server web, il
sistema consente il monitoraggio degli inseguitori da remoto, anche via SMS, oltre che
la selezione dei parametri di acquisizione
dell’energia e la diagnostica di sistema.
Inoltre il software applicato dispone di una
memoria che permette di realizzare un datalogger degli eventi più significativi.
SUNTRACKER è ideato e prodotto dall’azienda Microfox Srl di Campoformido, da oltre
vent’anni in prima linea nella produzione di
elettronica industriale su misura, che si è
aggiudicata “Lo Spazio delle Idee” per il periodo che va dal 21 marzo al 24 aprile.
Chiunque potrà quindi vedere il pannello
dimostratore esposto in questi giorni a
palazzo Torriani e per gli interessati verrà
organizzato un incontro di approfondimento
tecnico sulle caratteristiche e le potenzialità
di SUNTRACKER, la cui data sarà comunicata successivamente.
Si rinnova l’appuntamento al prossimo mese
dove un altro esempio di eccellenza dell’industria udinese brillerà sotto la consueta
lampadina de “Lo spazio delle Idee”.
Numeri da primato per il
“Mercatino Internazionale della Bontà”
Si è svolta domenica 13 marzo al Città Fiera di Torreano di Martignacco il Mercatino
Internazionale della Bontà, l’iniziativa che
invita i bambini e i ragazzi italiani, austriaci,
croati e sloveni, a diventare, per un giorno,
imprenditori etici.
Oltre 900 sono stati i bambini partecipanti,
in rappresentanza di 38 istituti scolastici e
più di 100 insegnanti e genitori ad accompagnarli. Sono 2.800 gli euro soldi raccolti
in favore di Operation Smile, grazie ai quali
l’Associazione potrà completare il proprio
progetto in India, restituendo salute e dignità ad altri 20 bambini afflitti da gravi malformazioni facciali. Anche quest’anno la scuola
dell’infanzia “S. Caterina” di Pasian di Prato
si riconferma come la scuola che raccoglie
più fondi, con un contributo di 290 euro
interamente devoluti all’Associazione.
Quattordici le scuole che si sono esibite
nel corso della manifestazione con canti e
balli popolari, tradizionali e anche moderni,
Riconoscimento europeo
per TECHNO SEED
Techno Seed, l’incubatore ICT di Udine, ha
ricevuto, mercoledì 16 marzo, un ulteriore
riconoscimento internazionale a Bruxelles,
nell’ambito dell’evento conclusivo del progetto ACHIEVE MORE.
Già annoverato nell’elenco delle realtà eccellenti dal Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, Techno Seed era
nato nel 2005 come progetto finanziato dal
Ministero delle Attività Produttive. Promosso
da Friuli Innovazione insieme a Università
di Udine e IRES FVG, oggi Techno Seed è
di fatto diventato il servizio a supporto della
creazione d’impresa di Friuli Innovazione. In
questi anni ha dato vita a 18 nuove imprese
ad alto contenuto tecnologico in Friuli Venezia
Giulia ed è considerato tra i migliori esempi
del nordest.
22
aprile 11
Il riconoscimento, questa volta, gli viene attribuito da ACHIEVE MORE, una rete di oltre 70
incubatori di imprese, cluster e investitori del
settore ICT (Information & Communication
Technologies) dislocati in 28 paesi, europei
e non, di cui Techno Seed fa parte. Nata
nel 2008, la rete ACHIEVE MORE ha finora
messo in contatto centinaia di professionisti
del supporto all’impresa e all’innovazione, ha
dato vita a una community online e una serie
di altre iniziative con l’obiettivo di creare un
circolo virtuoso attraverso l’identificazione e lo
scambio delle cosiddette buone prassi per il
supporto dell’imprenditorialità.
A ritirare il premio per Techno Seed sono
stati Elisa Micelli e Claudia Baracchini di Friuli
Innovazione che hanno seguito l’iniziativa sin
dall’inizio.
dando vita ad un momento di spettacolo,
aggregazione, festa, davvero unico.
Il “Mercatino Internazionale della Bontà - A
Scuola di Impresa Etica”, al suo ottavo anno
di vita, è un progetto educativo - promosso
dal Centro Commerciale Città Fiera con il sostegno di un prestigioso network di soggetti
pubblici e privati, sia italiani che stranieri, a
favore di Operation Smile Onlus.
Anche quest’anno a tutti coloro che hanno
aderito all’iniziativa è stata offerta la possibilità di affittare un piccolo spazio, presso il
Centro Commerciale Città Fiera di Torreano
di Martignacco (Udine), per mettere in mostra e vendere la propria merce: giochi inutilizzati, libri già letti, fumetti, soprammobili,
colori, raccolte di figurine, oppure semplici
manufatti artistici come calendari, vasellame, ceramiche, segnaposto, quadri, piccole
sculture, creazioni in legno e in pelle, ecc...
Bambini e ragazzi vestono quindi per un
giorno i panni di “imprenditori etici”: il 70%
del ricavato della vendita rimane al possessore degli articoli venduti, mentre il 30%,
insieme con i 10 euro necessari per affittare
il banchetto, viene devoluto alla Fondazione
Operation Smile.
C’è un altro modo di velocizzare il business.
Benvenuti in Vertek Canon Business Center,
lo specialista in apparecchiature, soluzioni digitali
e sistemi avanzati nell’output, document e network management
che permettono di raggiungere i massimi livelli di efficienza
incrementando la produttività aziendale.
Benvenuti nell’era del business ad alta velocità.
Vertek S.r.l. Via Cotonificio, 45 . Feletto Umberto, Tavagnacco (Ud) . t. 0432 688005 . f. 0432 575516 . [email protected] . www.vertekcenter.it
aprile 11
23
Economia
Aziende
SANGALLI VETRO
ai blocchi di partenza
Il Friuli si arricchirà in primavera di una
nuova azienda di eccellenza sul territorio: la
Sangalli Vetro Porto Nogaro SpA.
Ed il Comitato di Presidenza di Confindustria
Udine, nel suo programma di visite alle
imprese di eccellenza della provincia, non
ci ha pensato due volte a fare tappa in
Aussa Corno al nuovo stabilimento della
Sangalli che avvierà la produzione di vetro
float, una volta terminata la scrupolosa fase
di collaudo; mentre la produzione di vetro
stratificato è già avviata.
Accolti dall’amministratore delegato Giorgio
Sangalli, la delegazione confindustriale
– guidata dal presidente Adriano Luci, e
composta pure dai vice-presidenti Enrico
Accettola, Marco Bruseschi e Federico
Gollino e dal direttore Ezio Lugnani - ha
potuto toccare con mano l’avanguardia
tecnologica del nuovo impianto, frutto di un
investimento di 135 milioni di euro.
“L’insediamento del Gruppo Sangalli
conferma l’attrattività della zona industriale
dell’Aussa Corno. La visita ci ha lasciato a
bocca aperta non solo per le tecnologie
applicate ma anche per la cura al minimo
dettaglio e per l’ecosostenibilità del progetto
– è stato il commento del presidente
Luci-. Mi piace anche ricordare che questo
progetto è partito sotto la Giunta Illy per poi
essere perfezionato e completato sotto la
Giunta Tondo: ciò dimostra che quando c’è
volontà e senso di responsabilità le cose si
possono fare...e bene!”.
Dal canto suo, Giorgio Sangalli ha illustrato
al Comitato di Presidenza di Confindustria
Udine la strategia, sottesa all’investimento,
di realizzare a San Giorgio un nuovo
stabilimento di produzione di vetro float
da affiancare, in una logica di sistema,
allo stabilimento del Gruppo ubicato a
Manfredonia ed il cui start-up risale al
maggio del 2002.
Il progetto consentirà così alla Sangalli di
incrementare la quantità complessiva di
vetro float da offrire sul mercato, di ampliare
la gamma dei prodotti, di ottimizzare la
copertura territoriale, in modo da ottenere
un risparmio dei costi di trasporto sui clienti
italiani ed esteri.
Tra Manfredonia e San Giorgio di Nogaro, il
Gruppo disporrà di una capacità produttiva
di 400mila tonnellate all’anno, circa un terzo
della capacità produttiva installata in Italia. In
Aussa Corno si produrrà anche vetro extra
chiaro e spessori non fattibili nell’impianto
di Mafrendonia; una elevata percentuale
della quantità totale di vetro di base sarà
successivamente trasformata in vetro di
sicurezza antisfondamento, in vetro speciale
per l’abbattimento dell’inquinamento
acustico e in vetro coatizzato per il risparmio
energetico.
La Vetreria Sangalli di San Giorgio strategica per aggredire mercati in crescita
come Slovenia, Croazia, Bosnia, Austria e
Ungheria, oltre a quello della Germania
meridionale – avrà ricadute positive pure
sull’occupazione. Vi troveranno impiego
quest’anno 2011 circa 150 persone (di cui
già 100 sono, a rotazione, in questi giorni
a Manfredonia per attività di formazione),
che saliranno a 200 quando, nel 2012,
verrà costruito pure il nuovo impianto di
coatizzazione.
Per costruire in diciassette mesi l’imponente
struttura di San Giorgio di Nogaro, la cui
sola linea produttiva è lunga circa 700
metri, hanno collaborato 120 imprese
esterne con una presenza media giornaliera
di 300/350 persone in cantiere. Mai un
incidente o un contenzioso o un ritardo. Per
la realizzazione di rilevanti impianti, quali ad
esempio il forno fusorio, i silos, buona parte
delle opere edili, per l’impiantistica e varie
attrezzature la Sangalli ha dato la preferenza
ad aziende del Friuli Venezia Giulia.
La visita del Comitato di Presidenza di Confindustria Udine
alla Sangalli Vetro Porto Nogaro
24
aprile 11
Alfredo Longo
Economia
Aziende
STRATEX
inaugura il nuovo stabilimento
La sede di Palazzolo dello Stella della Stratex
Design ricercato, contemporaneo e
minimalista, materiali all’avanguardia, una
combinazione vincente di arte e tecnologia
che guarda allo stesso orizzonte: eco
sostenibilità. Tutto questo è Stratex Living,
la nuova linea produttiva di case in legno
bio sostenibili che sabato 12 marzo ha
inaugurato il suo nuovo stabilimento a
Palazzolo dello Stella, alla presenza del
presidente di Confindustria Udine, Adriano
Luci, e del Presidente della Regione, Renzo
Tondo. Un capannone a perdita d’occhio:
15 mila metri quadrati coperti, 100 mila
di superficie scoperta e due impianti
fotovoltaici della capacità di un Megawatt
ciascuno, ospitano una produzione
completamente automatizzata in grado di
garantire una capacità produttiva annua
di 100 case, e una seconda dedicata
esclusivamente a Xpanel, l’innovativo
pannello in legno strutturale di grandi
dimensioni brevettato dall’azienda, in corsa
per il prestigioso Compasso d’oro 2011.
Un sentimento di profondo attaccamento
alle radici familiari dell’azienda scandisce le
parole di Nicola Plazzotta, titolare di Stratex
Spa, mentre spiega che “questo non è
un trasferimento, ma un potenziamento”
Seduti (da sinistra) Nicola, Filippo Leonardo e
Osvaldo Plazzotta. In pedi (da sin) Niccolò e
Francesco Plazzotta
e precisa che la storica fabbrica di Sutrio,
nel cuore della Carnia, “rimarrà la sede
legale della società e continuerà la sua
attività specifica nella produzione di travi
in legno lamellare”. La sensibilità verso le
problematiche ambientali che da sempre
contraddistingue la filosofia dell’azienda,
si converte così in un impegno concreto
verso la eco sostenibilità: “La nostra
mission è diventare costruttori generali per
consegnare sul mercato prodotti innovativi
chiavi in mano” spiega Plazzotta. La scelta
di percorrere la strada non convenzionale
della bioedilizia risale all’intuito lungimirante
dell’imprenditore friulano che ha saputo
scorgere le potenzialità di questo settore,
facendo dell’innovazione, dell’ecologia e
del design la stella polare dello sviluppo
aziendale: “Il piano industriale della
Stratex punta alla diversificazione delle
linee produttive. Il mercato delle case in
legno è un comparto in crescita, in cui
possiamo giocare un ruolo da protagonisti
a patto di dimostrare attenzione anche
alla sensibilità dei clienti verso il design
e verso la capacità di inserire le opere in
contesti urbani e paesaggistici armoniosi”.
Architettura, design e paesaggio, infatti,
sono perfettamente integrati dal genio
artistico di Carlo Colombo, architetto di
fama internazionale che da cinque anni è
la prestigiosa firma delle creazioni Stratex
Living: “Questa collaborazione testimonia
come un architetto italiano si possa legare
con successo a un’azienda che fa tecnologia
- afferma Colombo – all’interno della
quale io opero in modo del tutto naturale,
sviluppando progetti legati al mio linguaggio
stilistico, senza vincoli o limiti tecnici. Cinque
anni fa non ci credeva nessuno, adesso
in tutto il mondo si parla di design ed eco
sostenibilità come il futuro dell’edilizia”.
Esempio di ottimismo, reazione e
determinazione, il poderoso investimento è
anche uno stimolo alla ripresa economica
del nostro territorio: “Il futuro non ce lo
regala nessuno, ma l’esempio della Stratex
dimostra che credendo e scommettendo
sull’innovazione, i risultati si ottengono – ha
sottolineato Adriano Luci -. Inoltre, chi mi
conosce sa che prediligo le imprese dove
dietro c’è una famiglia: un volto, un’anima,
un nome, danno alle cose tutt’altro sapore”.
Il presidente di Confindustria Udine
ha poi colto l’occasione per esprimere
la sua fiducia “nell’avviato processo di
modernizzazione dell’apparato regionale,
una necessità irrinunciabile affinché i
progetti imprenditoriali come questo trovino
nella Regione un vero supporto”.
Da parte sua la Regione, agevolandone
gli investimenti, si è dimostrata sensibile
alla spinta avanguardistica di aziende
come la Stratex: “Sono stati stanziati per la
prima volta 15 milioni di euro a sostegno
dell’edilizia ecocompatibile – ha affermato
Renzo Tondo -. Il primo intervento del
nuovo presidente della Friulia, Edi Snaidero,
è stato proprio in favore della Stratex,
un’azienda che testimonia la forza dei nostri
imprenditori che da sempre si rimboccano
le maniche alla ricerca di profili innovativi”.
“Meno carte e più produttività- annuncia poi
Tondo- una semplificazione della burocrazia
per rispondere alle esigenze delle imprese in
tempi più brevi”.
Con l’apertura del nuovo stabilimento,
che darà lavoro a circa un’ottantina di
addetti, la vicina comunità di Palazzolo
dello Stella guarda da oggi con più serenità
alla prospettiva occupazionale: “Oggi è
l’inizio della ripresa occupazionale nella
Bassa friulana, voltiamo pagina, dalla crisi al
rilancio produttivo – ha dichiarato il sindaco
Mario Bordin - abbiamo fatto il possibile
e l’impossibile per non perdere questa
opportunità”.
Approdata solo da qualche anno
nell’universo ancora inesplorato
dell’architettura ecosostenibile, la
produzione Stratex Living brilla già di luce
propria. Un’eccellenza raggiunta in tempi
record grazie alla “fiducia nelle potenzialità
della tecnologia – ha spiegato Angela
Maffione Plazzotta, amministratore delegato
-. Abbiamo sempre investito in macchinari
all’avanguardia, prima nel legno lamellare
e adesso nell’edilizia eco sostenibile, per
raggiungere in entrambi i settori standard
di massima qualità”. Una famiglia che della
propria azienda ha fatto una ragione di
vita, che con il coraggio di scelte innovative
ha trasformato la crisi in opportunità di
sviluppo: “Nonostante il momento delicato,
abbiamo deciso di investire subito, per
trovarci preparati quando la crisi finirà”.
L.B.
aprile 11
25
Economia
Aziende
I sereni orizzonti di
SERENI ORIZZONTI
La sede della Sereni Orizzonti
Che il settore della costruzione e della
gestione di realtà residenziali per terza età
e disabilità sia, in un Paese demograficamente attempato come l’Italia, un terreno
fertile, è un dato che non stupisce di certo.
E che ha una palese riprova nell’esempio
consolidato della Sereni Orizzonti, holding
operativa di un gruppo di società impegnate in questo ambito, nata ad Udine nel
1996 e – nei suoi 14 anni di attività – allargatasi in tutto il Centro Nord Italia.
Per mezzo di diversi strumenti operativi
(dal project financing in collaborazione
con le amministrazioni comunali, fino alle
iniziative di investimenti dirette), la Sereni
Orizzonti Spa vanta al momento oltre 20
milioni di euro investiti in nuove realizzazioni, in particolare le due nuove case di riposo, una a Borgoticino (Piemonte, provincia
di Novara) e una, pronta per settembre, a
Vinovo (Torino).
Per quanto riguarda la nostra Regione, nove
sono al momento le strutture attive, cui
vanno ora ad aggiungersi una ad Aviano
(nell’ambito di un progetto sperimentale)
ed una ad Aiello del Friuli, dove verrà realizzata una residenza protetta da 120 posti.
Un particolare impegno, relativo alle nuove
26
aprile 11
strutture, è quello di realizzazioni pensate e
progettate con elevati standard architettonici e domotici, eventualmente in grado di
sperimentare soluzioni basate sulla building
automation e su sensori biomedici in grado
di garantire un numero elevato di servizi.
Pur mantenendo ben presente il core business delle residenze, nel tempo Sereni
Orizzonti ha anche sviluppato attività in
campo immobiliare, in quello della ristorazione e in progetti pubblico-privato per la
gestione di attività socio-sanitarie.
Un percorso che ha portato la società –
fondata da Massimo Blasoni e Giorgio
Zucchini – ad attestare la propria presenza
in ben 5 regioni, con ben 25 strutture tra
quelle attive e quelle in construzione (9
in Piemonte, 2 in Lombardia, 2 in Liguria,
1 in Emilia Romagna e 11 in Friuli Venezia
Giulia). Numeri consistenti che trovano
conferma nei dati di bilancio: per il 2010 (a
carte non chiuse, ma su stime previsionali)
si evidenzia infatti un trend di crescita relativo sia al fatturato (+25% rispetto al 2009),
che per gli utili (+30% rispetto al milione
200 mila euro dell’anno precedente).
Margherita Timeus
SERENI
ORIZZONTI
raddoppia in
Liguria
E’ notizia recente quella di un’ennesima assegnazione che premia la holding friulana Sereni Orizzonti, facendola approdare così al considerevole
traguardo di 25 strutture allestite o in
fase di allestimento nel Nord Italia.
La Spa udinese ha infatti vinto la gara
di concessione per la gestione della
residenza per anziani di Spotorno, in
provincia di Savona - bando indetto
dall’Azienda Pubblica di Servizi alla
Persona “Opera Pia Siccardi – Berninzoni”, riguardava la gestione globale della Residenza Protetta “Maria
Siccardi”, per un valore complessivo
di 15 milioni di euro. Acquisizione
che di fatto raddoppia la presenza di
Sereni Orizzonti in Liguria, in quanto
Spatorno andrà ad affiancarsi alla
struttura di Busalla.
La residenza di Spotorno, in particolare, è costituita da una struttura socioassistenziale residenziale, per un
totale di 63 posti letto, a disposizione
di anziani autosufficienti, parzialmente autosufficienti e ospiti psichiatrici
stabilizzati.
Con questo successo, la Sereni Orizzonti porta a due il numero di case
di riposo gestite in Liguria (la prima è
la struttura di Busalla). Acquisizione
che di fatto raddoppia la presenza A
questo si aggiunge l’acquisizione in
proprietà per 5 milioni di euro della
struttura Rapella a Piverone (Biella),
che porta a 9 il numero delle residenze gestite in terra piemontese
dalla società friulana.
La casa di risposo di Spotorno è una
struttura socio-assistenziale residenziale che dispone di 63 posti letto
complessivi e può ospitare anziani
non autosufficienti, parzialmente
autosufficienti e ospiti psichiatrici
stabilizzati.
Di recente acquisizione è poi anche
la proprietà (per 5 milioni di euro)
della struttura Rapella a Piverone
(Biella), nona in terra piemontese, in
grado di accogliere 76 anziani autosufficienti (senza nucleo specifico per
disabili).
Economia
Aziende
PARTNER ASSOCIATES:
l’informatica che avanza
“Partner Associates è una società informatica
fatta da persone: bisogna capirne e coniugarne le esigenze, integrarle e non disperderle”.
A ricordare che l’anima di un’azienda risiede
nelle persone che la costituiscono è Daniele
Fogliarini, socio del Gruppo Partner Associates
S.p.a., specializzato nell’Information Technology, in attività di consulenze personalizzate,
oltre che di sviluppo, integrazione, gestione
dei sistemi e dei processi che variano dai servizi per le imprese al supporto nella gestione
operativa e della rete. Nata in principio per
rispondere alle esigenze del settore
Finance di banche e assicurazioni,
la società, in seguito a essenziali
acquisizioni, ha allargato notevolmente il suo raggio d’azione, sviluppando competenze specifiche per
Industria, Pubblica Amministrazione,
Sanità e Telecomunicazioni, grazie
a una vasta rete di società specializzate come Sysnet, Tex-in, Kyklos,
Gruppo InIT, diffuse su tutto il territorio nazionale. Negli ultimi anni,
inoltre, PA ha avviato un importante
processo di internazionalizzazione,
estendendosi anche ai mercati
dell’Est Europa, dell’Asia e della Turchia. Oggi la società di Tavagnacco
vanta oltre 500 risorse a disposizione e 30 milioni di fatturato, ed
è stata recentemente insignita del
prestigioso 54º posto della speciale
classifica di Europe’s 500 che ha
premiato le 500 aziende d’eccellenza in Europa per l’anno 2010:
“Questo premio è un riconoscimento dell’esperienza e professionalità
che da oltre dieci anni PA mette al
servizio di aziende e istituzioni in
Italia e nel mondo- spiega Daniele
Fogliarini- la vision dell’azienda mira
all’eccellenza in determinati mercati
attraverso competenze specifiche”.
Un’azienda friulana di nascita, ma
estera di adozione: il 40% del fatturato di PA proviene dal settore banche e assicurazioni, un mercato che sin dai primi anni
di attività ha costretto il gruppo a valicare i
confini del territorio friulano: “Operando direttamente con i centri elettronici delle banche e
delle assicurazioni, non con le filiali, abbiamo
dovuto necessariamente uscire dalla regione,
essendo questa priva di sedi informatiche
centrali; dunque, a parte Allianz di Trieste, i
nostri clienti sono tutti extra-territoriali. Tuttavia
soprattutto per essere presenti in un mercato
così importante. È senz’altro una sfida, ma
sono sempre di più i clienti italiani in Cina,
è un mercato dalle potenzialità enormi, da
circa 35.000 prospect”. All’estero Partner
Associates si avvale dell’appoggio di partner
locali, essenziali per la conoscenza e il contatto con realtà straniere complesse, al fine di
insediarvisi dall’interno ed essere percepita a
sua volta come “locale” dai clienti: “All’estero
ci avvaliamo dell’aiuto della Commissione
Europea - spiega Fogliarini - che ci mette in
contatto con le varie associazioni di
categoria, fondamentali per avviare
relazioni e partnership con le aziende del posto”. La forza di Partner Associates nel mondo risiede secondo
Fogliarini nella “mentalità italiana: è
più aperta alle soluzioni, fantasiosa,
dinamica e soprattutto capace di
risolvere i problemi”.
Dopo un brillante 2010 la società
friulana mira quest’anno a consolidare i risultati ottenuti, mentre le
nuove frontiere si aprono ai “sistemi
CMR (Costumer Relationship Managment); è maturato nelle imprese
il bisogno di gestire sempre meglio
il rapporto con la propria clientela
e migliorare la penetrazione commerciale sulla clientela potenziale”.
Inoltre, “i sistemi ERP entreranno a
far parte integrante delle aziende
medio piccole in quanto risolvono
e ottimizzano i processi aziendali
con notevoli risparmi e permettono
un reale controllo di gestione che è
diventato necessario nel post-crisi”.
Le scelte e le acquisizioni fatte dal
gruppo negli ultimi anni testimoniano un piano strategico dinamico e
lungimirante: “nel 2009 abbiamo
acquisito una importante realtà, il
Gruppo INIT, molto attivo nella UniDaniele Fogliarini
fied Communication convinti che la
convergenza dei sistemi di comunicazione sarà una forte necessità dei prossimi
il consolidamento del Gruppo nei settori Inanni. Le imprese hanno sempre più bisogno
dustria e Telco”. Particolare successo stanno
registrando i prodotti PA nell’industria tessile e di essere in contatto con i loro dipendenti,
clienti, fornitori, impianti produttivi dislocati
dell’abbigliamento; infatti Tex-in, specializzata
anche in regioni remote, attraverso un utilizzo
nella fornitura di innovativi sistemi CAD/CAM
sempre maggiore di servizi di messaggistica,
di disegno dei tessuti, si è da poco estesa
telepresenza, webconference, telefonia VoIP”.
anche al mercato cinese: “Negli ultimi tempi
abbiamo allargato la nostra presenza alla Cina e a Hong Kong per dare supporto alle azienL.B.
de italiane che si installano in quell’area, ma
negli ultimi due anni siamo ritornati ad approcciare il mercato industriale friulano”.
La straordinaria crescita registrata da PA negli
ultimi anni è indice della diffusione trasversale dei suoi prodotti e della versatilità di
un’azienda che, grazie a un modello di società
a rete, è giunta a ricoprire i più diversi settori:
“Un’azienda cresce se riesce a occupare più
mercati possibile. Dal 2007, con l’acquisizione
di Met Sviluppo, ci siamo rivolti alla Sanità e
alla Pubblica Amministrazione, mentre negli
ultimi due anni abbiamo portato a termine
aprile 11
27
Economia
Botta & Risposta
Niveo Paravano
Idrotermica Buttrio srl
Niveo Paravano
Che cosa vuol dire
essere un imprenditore?
Avere l’entusiasmo, l’intuizione e la forza di
credere nei propri progetti e di impegnarsi a
realizzarli. Purtroppo, oggi, l’imprenditore è
apprezzato dal mercato e non dal legislatore.
Cos’è l’etica per un imprenditore?
Un fatto importantissimo perché c’è bisogno
di più serietà e meno pirateria.
Quali sono le principali difficoltà nel
fare impresa oggi?
Nel nostro caso la burocrazia. Le faccio un
esempio: la dichiarazione di conformità degli
impianti che una volta era un “foglio”, oggi è
composto da qualche etto di carta con disegni, progetti e quant’altro.
Dov’è il problema?
Nel fatto che noi installatori siamo obbligati
a rilasciarla gratuitamente anche se il cliente
non ha pagato il lavoro. Bisognerebbe introdurre una norma per cui contestualmente
alla consegna della dichiarazione di conformità, deve essere onorato il conto dei lavori.
Come stanno andando le cose nel vostro settore, si sente la crisi?
Certamente, settori come le costruzioni civili
e industriali sono in sofferenza, però stiamo
registrando un cambio di tendenza che ci fa
ben sperare per il futuro.
Com’è la situazione dei pagamenti?
Notiamo sofferenza e mancanza di rispetto
delle scadenze contrattuali.
Questo in particolare nelle aziende che
hanno grossi impegni finanziari (mutui e
leasing).
In che senso?
Nel senso che se uno non vuole pagare, può
farlo impunemente, tanto nessuno tutela i
creditori. Solo con i rinvii delle eventuali cause che uno dovesse intentare, trascorrono
parecchi anni. Eppure sarebbe abbastanza
semplice risolvere la situazione.
Come?
Dando la possibilità ai giudici di obbligare
chi non paga un lavoro eseguito, sulla base
28
aprile 11
di qualche contestazione (che spesso sono
pretestuose), a versare nelle mani del giudice una somma pari al pagamento contestato
fino alla decisione della causa. Sono convinto che così si risolverebbe almeno il 50%
delle cause azionando una corretta equità
finanziaria.
Vuol dire che molti contestano a bella
posta l’esecuzione dei lavori, pur di
non pagare?
Esatto. Purtroppo è un fenomeno molto
diffuso.
La crisi in edilizia nella nostra provincia dipende anche dal fatto che si è
costruito troppo?
Certo. In provincia di Udine dopo il terremoto si è costruito molto. Ci sono molti immobili invenduti e sfitti.
Come se ne può uscire?
Credo che nei prossimi anni si potrà crescere
soprattutto grazie alle manutenzioni e agli
adeguamenti degli impianti civili e industriali
e in particolare allo sviluppo delle energie
alternative che stanno già creando una positiva ricaduta. Come “gruppo” già nell’anno
2003 abbiamo costituito la ditta Gesman Srg
per soddisfare questi settori che riteniamo
fondamentali.
Per fare tutto ciò, cosa servirebbe?
Che ci fossero incentivi adeguati da parte
della Regione e/o dello Stato, che si chiarisse ai cittadini quanto un buon isolamento
termico può consentire di risparmiare, che il
governo anzichè ridurre, incentivi le energie
rinnovabili che sono fra i pochi settori in
crescita.
L’internazionalizzazione nel vostro
settore può essere una prospettiva?
No, perché ogni Paese ha le sue normative
e le sue logiche costruttive per cui è molto
difficile inserirsi in un mercato che non si conosce. E’ più facile espandersi in altre regioni
italiane. D’altra parte non si vedono neanche
concorrenti esteri che cerchino di entrare sul
nostro mercato.
E le aggregazioni?
Purtroppo in Friuli sono molto difficili, perché
non c’è spirito cooperativo. E’ più facile crescere attraverso le acquisizioni.
Le banche aiutano le imprese?
Noi non abbiamo lamentele al riguardo: se
un’azienda è seria, trova ascolto.
La crisi ha fatto aumentare il numero
delle persone che cercano un lavoro
da voi?
Abbiamo avuto diverse richieste.
Si trova personale qualificato?
Gli stagisti che ci arrivano dagli Ipsia sono
abbastanza preparati, ma hanno bisogno di
altri cinque anni di formazione in azienda,
dopo di che spesso se ne vanno per mettersi in proprio, lasciando gli imprenditori con
le pive nel sacco. Noi, per fortuna, abbiamo
dipendenti che sono in azienda da molti
anni dando continuità al progetto Idrotermica
Buttrio Srl.
L’evasione fiscale è un reato da punire
o una forma di difesa da una tassazione eccessiva?
E’ sicuramente un reato, però mi chiedo
come definire l’eccessiva pressione fiscale .
Un personaggio del passato del quale
l’Italia avrebbe bisogno oggi?
Spadolini, per il suo progressismo ponderato.
Un personaggio del presente del quale potremmo fare a meno?
Coloro i quali vantano solo diritti e non conoscono alcun dovere.
C.P.
IDROTERMICA
BUTTRIO Srl
I dati
Anno di fondazione: 1966
Sedi Operative:
Via dell’artigianato, 29 – 33042 Buttrio; Via
dell’Istria, 135/1 – 34100 Trieste:
Gesman srl – Via dell’artigianato,
6 – 33042 Buttrio
Fatturato: 7 milioni di euro
Dipendenti: 35 Idrotermica Srl + 6 Gesman Srl
Attività: Installazione di impianti di
condizionamento e riscaldamento.
Manutenzioni con la Gesman.
Sito internet: www.idrotermicabuttrio.it
Email: [email protected]
ARR
service
vice
La Qualità Elevata
carrelli elevatori
aprile 11
29
Economia
Commento
Priorità
per la politica industriale
Si rafforza nel mercato comunitario il peso di Francia
La produzione ha ripreso dopo il raffreddamento della seconda metà dello scorso anno
ma resta il forte il divario rispetto ai livelli
precrisi. Le imprese legate all’export mostrano dinamiche migliori rispetto a quelle che
operano sul mercato interno dove pesa la
debolezza della domanda.
Il quadro non si è stabilizzato e bisogna abituarsi a convivere con l’incertezza. Ed anche
la realtà provinciale non sfugge a questo
andamento. La situazione non è quella del
30
aprile 11
2009 ma il recupero è segmentato con settori, in primis l’edilizia e quello dei materiali
da costruzione, che stanno arretrando. Pesa
la scarsa dinamica dell’occupazione e l’incidenza dei lavoratori interessati dagli ammortizzatori sociali.
Sono ora disponibili i dati completi sugli
indicatori socio-economici per il 2010 e,
quindi, è possibile contare su un quadro di
riferimento più preciso che conferma come
l’anno trascorso sia stato contrassegnato da
un tendenziale recupero non omogeneo con
la permanenza di situazioni critiche sul piano
dell’occupazione ancorchè le assunzioni nel
manifatturiero siano riprese.
I flussi di importazione ed esportazione confermano la forte asimmetria già rilevata nella
dinamica, le importazioni sono cresciute del
42,9%, da 2.023 milioni di euro a 2.891, le
esportazioni dell’8,4%, da 4.414 milioni di
euro a 4.783.
L’impennata delle importazioni rappresenta
un dato positivo in quanto riguarda materie
prime e semilavorati impiegati dalle industrie
di trasformazione dalla siderurgia al legno,
dalla meccanica alla chimica, dall’elettronica
alla carta e cartone, segnalando il riavvio delle attività dopo il calo del 2009.
Infatti i principali prodotti di importazione
sono rappresentati da prodotti della metallurgia, 822 milioni di euro con un incremento del 50% ed una incidenza sul totale pari
al 28,4%, rifiuti comprendenti prodotti destinati al recupero (in particolare rottami, scarti
di legno e carta), 435 milioni di euro con un
incremento del 129% ed una quota pari al
15% del totale, prodotti chimici di base, 266
milioni di euro che incorporano un incremento del 42% e rappresentano una quota
del 9% del totale, componenti elettronici,
120 milioni di euro cresciuti di otto volte
con una incidenza sul totale del 4%, pasta
carta, 83 milioni di euro in presenza di una
aumento del 41% per una quota sul totale
del 3%.
Questi beni rappresentano il 60% delle
importazioni provenienti per il 55% del
valore dai paesi dell’Unione europea a 27
(in particolare Germania che resta il primo
paese da cui il Friuli importa (18% del totale
dell’import), Francia, Belgio, Paesi Bassi ed
Austria), per il 29% da paesi europei non
UE (in particolare Ucraina, secondo paese di
importazione (13% dell’import), e Russia),
per il 4% dalla Cina.
Quanto alle esportazioni il principale “prodotto” è costituito dalle altre macchine per impieghi speciali, macchine per la metallurgia e
robot industriali in particolare, in valore 1.092
milioni di euro con un incremento dell’8%;
seguono i prodotti della siderurgia, 795
milioni di euro cresciuti del 42%, ed i mobili,
461 milioni di euro in calo del 2,3% riferito
alla prima parte dell’anno mentre il secondo
Economia
Commento
esportazioni verso gli Stati Uniti (da 191 a
175 milioni di euro, -16,3%).
Quindi il mercato comunitario ha mostrato
di riprendersi mentre nuove opportunità
sono state colte tra i paesi dell’area del Mediterraneo e tra quelli dell’America centro
meridionale, segno di un rinnovato dinamismo del manifatturiero che si riscontra
anche tra i dati del mercato del lavoro.
Infatti se le assunzioni nel 2010 in provincia di Udine sono cresciute del 2,7%, da
79.389 unità a 81.543, il contributo più
significativo l’ha stimolato il manifatturiero le
cui assunzioni si sono rafforzate del 28,2%,
da 10.185 a 13.057 (mentre i servizi hanno
ceduto lo 0,9%, da 59.563 a 59.050, e le
costruzioni il 4,8%, da 4.824 a 4.592).
Lo stesso rapporto tra assunzioni e cessazioni nel manifatturiero è nettamente migliorato, da 0,70 a 0,95.
Le industrie, quindi, hanno mostrato di sa...e Germania
per reagire. Quelle che si sono innovate ed
aperte ai mercati sono riuscite, con i neces43%, 6,2% sul totale.
semestre ha mostrato un leggero recupero.
sari riposizionamenti, a mantenere se non
Cresce anche la quota dei paesi europei non a rafforzare il proprio grado di competitività.
Al quarto posto si collocano le altre macchiUE, da 676 a 838 milioni di euro, + 22,4%, E possono guardare con maggiore fiducia al
ne di impiego generale (caldaie, apparecchi
il 17,7% del totale, grazie all’espansione delle futuro nonostante le incertezze che permandi sollevamento, impianti per la refrigerazione e la ventilazione), 323 milioni di euro che esportazioni in Turchia che diventa il terzo
gono.
risentono di un calo del 16%; al quinto i pro- paese di esportazione (da 140 a 337 milioL’impegno di queste aziende non può e
dotto chimici, 173 milioni con un incremento ni di euro, + 141%, il 7% del totale) ed in
non deve restare isolato. La competitività
Ucraina (da 26 a 50 milioni di euro, + 94%) è certamente un problema delle imprese
del 20%; al sesto i prodotti di materie plamentre i flussi verso la Russia si riposizionastiche, 167 milioni di euro con una crescita
che va affrontato al loro interno investendo
dell’8,5% mentre al settimo si inseriscono gli no (da 178 a 166 milioni di euro, - 7%).
nell’innovazione e nell’efficienza come si sta
Perdono peso invece le esportazioni verso
apparecchi di illuminazione, 122 milioni di
facendo. Senza che questo trovi poi riscontro
l’Asia ,da 768 a 635 milioni di euro, - 17,3%: nelle politiche industriali, a livello nazionale,
euro per un incremento del 16%.
cala l’India, da 130 a 102 milioni di euro,
In crescita risultano l’alimentare, 172 milioni
in attesa di riforma e, a livello regionale, claudi euro + 22%, il legno e prodotti in legno, - 21%, si riposizionano i paesi del Sudest
dicanti per il congelamento dei due principali
asiatico, da 64 a 53 milioni di euro, - 17%,
79 milioni di euro + 44%, carta e prodotti
strumenti di intervento, sviluppo competitivo
sale invece la Cina, da 103 a 117 milioni di
di carta, 46 milioni di euro + 9,8%.
e ricerca ed innovazione.
euro, + 14%. ll Medio Oriente registra una
Nella meccanica a fronte del calo dei proMa è indispensabile che il contesto in cui
flessione pari a – 22%, da 371 a 288 milioni operano le imprese sia altrettanto competitidotti in metallo, 372 milioni di euro – 21%,
corrisponde la tenuta del comparto dei mac- di euro: scendono Emirati Arabi Uniti del
vo, coerente cioè con le esigenze di sviluppo
57%, da 117 a 51 milioni di euro, il Kuwait
chinari ed apparecchiature, 1.655 milioni +
delle imprese, che significa una logistica fun1,5%, e la crescita dei prodotti di elettronica, dell’87%, da 56 a 7 milioni di euro, e l’Iran,
zionante, un sistema formativo ed educativo
da 48 a 29 milioni di euro, - 39%, mentre
99 milioni di euro + 43%, e degli apparecfinalizzato a “produrre” professionalità e comrecupera l’Arabia Saudita, + 68%, da 59 a
chi di illuminazione (come da indicazione
petenze impiegabili nel mondo lavorativo,
98 milioni di euro che non riesce comunque procedure amministrative attente alla tempesopra).
Sul piano della distribuzione geografica rileva ad invertire la tendenza nettamente riflessiva. stività ed alla logica del risultato, liberalizzail consolidamento delle esportazioni nell’area In crescita risultano poi le esportazioni verso zioni che rompano le logiche regressive dei
l’Africa Settentrionale, da 267 a 290 milioni
dell’Unione europea a 27 (2.552 milioni di
mercati protetti.
di euro, + 8,6%, grazie in particolare all’Egit- Se è innegabile l’impegno dell’amministraeuro in valore con un incremento dell’11%,
il 54% del totale) e la tenuta di quelle verso to, da 116 a 155 milioni di euro, + 34%, ed
zione regionale nelle politiche di coesione
l’area extracomunitaria (2.169 milioni di euro alla Libia, da 54 a 66 milioni di euro, + 23%. sociale che hanno consentito di “tenere” i
Distonico l’andamento dei flussi verso le
con un incremento del 4,7%).
livelli occupazionali grazie alla gestione reAmeriche: si rafforzano l’area dell’America
Nel mercato comunitario si rafforza il peso
sponsabile degli ammortizzatori sociali, nella
centro meridionale, da 92 158 milioni di
di Germania e Francia, i primi due paesi di
realizzazione delle grandi infrastrutture, nelle
euro, + 73%, per impulso del Brasile, +
esportazione, la Germania cresce del 18%,
azioni di semplificazione, resta l’esigenza di
da 585 a 693 milioni di euro, 15% del totale 139%, da 22 a 53 milioni di euro, e del
una coerente “politica” industriale.
Messico, + 440%, da 11 a 61 milioni di
dell’export, la Francia si rafforza da 377 mieuro; in flessione l’area dell’America settenlioni di euro a 433, + 15%, 9,2% sul totale;
Ezio Lugnani
trionale, da 207 a 193 milioni di euro, - 7%,
l’Austria si colloca al quarto posto, da 203 a
per effetto del ridimensionamento delle
290 milioni di euro con un incremento del
aprile 11
31
Economia
Centro Studi Confindustria
Prosegue il recupero
dell’attività in febbraio: +0,3%
=Il CSC rileva un aumento della produzione
industriale dello 0,3% in febbraio su
gennaio, quando si era avuta una variazione
di +0,7% su dicembre1. Sulla base delle
indicazioni fornite a consuntivo dalle
aziende, la dinamica in gennaio è stata
rivista al rialzo dal +0,5% indicato nella
stima preliminare.
=Il livello di attività rimane inferiore del
16,7% rispetto al picco pre-crisi (aprile
2008), avendo recuperato il 12,3% dai
minimi di marzo 2009.
=La produzione media giornaliera è
cresciuta in febbraio del 4,3% rispetto a
dodici mesi prima. In gennaio il progresso
annuo era stato del 4,4%.
=Le aziende che lavorano su commessa
segnalano in febbraio un incremento del
volume degli ordini dell’1,2% su gennaio
e del 3,4% su febbraio 2010. In gennaio
erano aumentati del 2,6% su dicembre e
del 4,7% annuo.
=L’attività industriale nel primo trimestre
del 2011 ha ora una crescita congiunturale
acquisita dell’1,5%, dopo il -0,2% del quarto
del 2010 che aveva interrotto un recupero
in corso da cinque trimestri. In febbraio
le indagini sul manifatturiero puntano a
ulteriori progressi. In quella ISTAT i giudizi
sugli ordini sono migliorati (saldo a -18,
da -19), specie gli esteri (saldo a -11, da
-16), e sono rimaste elevate le attese di
produzione e ordini. Particolarmente positive
le indicazioni che provengono dal sondaggio
PMI: forte crescita degli ordini totali (indice
a 59,7, da
57,6), grazie ai massimi storici dei ritmi di
aumento di quelli esteri (62,5, da 58,8),
soprattutto nei mercati dell’eurozona; scorte
in netto calo e produzione in aumento al
passo più veloce da quattrodici anni (64,1,
da 60,2); il PMI complessivo è salito a 59,0,
top da undici anni.
=Su questo quadro agiranno gli effetti dei
bruschi rincari del petrolio.
INDAGINE RAPIDA CSC (a)
(variazioni % tendenziali, salvo diversa indicazione)
2011
Indice
grezzo
Indice corretto per i giorni lavorativi
Grezzo
Ordinativi
Destagionalizzato (b)
(differenza giorni
rispetto
all’anno
precedente)
Livello
(2005=100)
Var %
congiunturale
Gennaio
7,6
4,4
(+1)
89,9
0,7
4,7
Febbraio
4,3
4,3
(0)
90,2
0,3
3,4
La scomparsa di
Rosario Messina
(a) L’indagine viene effettuata mensilmente su un panel di 380 imprese medio-grandi, in termini
di fatturato, rappresentative dell’industria in senso stretto.
(b) L’inserimento di due nuovi dati nella serie grezza modifica tutta la serie storica degli indici
destagionalizzati. Ciò spiega eventuali discordanze rispetto ai livelli dell’indice destagionalizzato
diffusi dall’Istat.
Fonte: Indagine Rapida CSC, Febbraio 2011
Rosario Messina
Nota metodologica:
Nel mese di riferimento
dell’indagine viene chiesto
alle imprese di calcolare,
a consuntivo, la variazione
tendenziale della produzione
grezza del mese precedente e di
formulare una previsione della
variazione tendenziale della
produzione grezza del mese
in corso. Questa variazione
può essere rivista nell’indagine
successiva, quando lo stesso
mese è chiesto nuovamente, ma
a consuntivo.
32
aprile 11
Il presidente di Confindustria, Emma Marcegalia,
a nome di tutto il sistema confindustriale, ha
espresso profonda commozione per l’improvvisa
scomparsa di Rosario Messina, presidente di
Federlegno-Arrredo e insigne imprenditore.
“Messina – ha dichiarato la presidente - era un
industriale di straordinarie capacità e intuizione,
che viveva con forte passione ed affetto la vita
associativa, nella quale lascia un grande vuoto:
mancherà la sua esperienza e l’autorevolezza
con cui ha sempre difeso e sostenuto le
posizioni delle imprese del legno, del mobile e
TECNOLOGIE E INFRASTRUTTURE
PER LE VOSTRE COMUNICAZIONI
aprile 11
33
34
aprile 11
aprile 11
35
Associazione
Trasporti
Gasolio,
quanto mi costi!
Enrico Rosina (foto Gasperi)
Il continuo incremento del prezzo del
gasolio che si sta registrando nelle
ultime settimane a causa delle vicende
internazionali, sta mettendo a dura prova
i conti economici sia delle imprese di
trasporto merci su strada che di viaggiatori.
Il caro gasolio nazionale è ancor più sentito
tra le imprese vettoriali del Friuli-Venezia
Giulia in quanto esse risentono della
concorrenza che viene esercitata sulle
nostre strade, sia nel campo delle merci che
in quello del trasporto passeggeri turistico,
dalle imprese della vicina Slovenia, dove i
prezzi dei carburanti sono più stabili e più
convenienti che in Italia.
Basti pensare che da settembre 2010
ad oggi, il prezzo del gasolio in Italia è
aumentato di circa il 18%, mentre in
Slovenia solo del 5%, nonostante il costo
del barile di petrolio sia uguale per tutti sui
mercati internazionali.
Enrico Rosina, capogruppo trasporti e
logistica di Confindustria Udine, auspica
che a livello comunitario ci possa essere
una armonizzazione della tassazione
sui carburanti, le cosiddette accise,
proprio per evitare disparità tra Stati
confinanti e siccome l’economia italiana è
essenzialmente basata sul trasporto merci
su strada, ogni aumento del carburante non
può che influire negativamente anche su
di essa, per non parlare della crisi sempre
più drammatica degli autotrasportatori
merci regionali soffocati da una concorrenza
straniera dell’est basata su variabili esterne
non controllabili nella gestione aziendale.
Anche Silvano Barbiero, Presidente dell’Anav
FVG, l’associazione confindustriale che
raggruppa le imprese di autobus, è sulla
medesima linea e lamenta come il mercato
delle gite in autobus in regione sia sempre
36
aprile 11
più in difficoltà per la concorrenza esercitata
dai vettori sloveni, che godono di vantaggi
basati esclusivamente su minori costi
di esercizio che impediscono una sana
competizione legata alla qualità del servizio.
Come tale, sia Rosina che Barbiero
auspicano che il Governo italiano possa
far sentire la sua voce a livello di Unione
europea, dove proprio in queste settimane
si stanno discutendo le nuove norme
comunitarie in tema di tassazione minima
sui carburanti, al fine di riequilibrare o
quantomeno ridurre una situazione di
crescente difficoltà delle imprese vettoriali
italiane, tra le quali proprio quelle del
Friuli-Venezia Giulia risultano essere le
più danneggiate in assoluto a fronte della
vicinanza con la Slovenia.
Alessandro Fanutti,
Area Economia d’Impresa
Confindustria Udine
Prezzi Medi Nazionali Mensili del 2010
GASOLIO AUTO
Mese
Prezzo
Industriale
Iva
Accisa
Prezzo
al Consumo
Gennaio
531,37
190,87
423,00
1.145,25
Febbraio
528,94
190,38
423,00
1.142,32
Marzo
568,32
198,26
423,00
1.189,58
Aprile
590,19
202,64
423,00
1.215,83
Maggio
611,34
206,87
423,00
1.241,21
Giugno
607,25
206,05
423,00
1.236,30
Luglio
589,76
202,55
423,00
1.215,31
Agosto
586,53
201,91
423,00
1.211,44
Settembre
591,32
202,86
423,00
1.217,18
Ottobre
594,89
203,58
423,00
1.221,46
Novembre
612,70
207,14
423,00
1.242,84
Dicembre
648,99
214,40
423,00
1.286,38
Prezzi Medi Nazionali Mensili del 2011
GASOLIO AUTO
I valori indicati sono espressi in Euro per 1000 litri.
Mese
Prezzo
Industriale
Iva
Accisa
Prezzo
al Consumo
Gennaio
683,78
221,36
423,00
1.328,14
Febbraio
703,05
225,21
423,00
1.351,26
Associazione
Alimentari e bevande
Seminario
sulla sicurezza alimentare
Maria Chiara Ferrarese, Cristian Vida e Dario Dongo (foto Gasperi)
“Anticipiamo le regole e prepariamoci
ad offrire informazioni utili e trasparenti
ai consumatori. È un’opportunità che
abbiamo per valorizzare meglio i nostri
prodotti e per promuovere con maggiore
incisività il Made in Friuli nel mondo”
- questo il consiglio che Cristian Vida,
capogruppo Alimentari e Bevande di
Confindustria Udine, ha rivolto agli
imprenditori del settore agroalimentare
che hanno partecipato al seminario
sul tema: “Sicurezza alimentare: stato
dell’arte, regole cogenti e nuovo schema
di certificazione FSSC 22000”, promosso
dall’Associazione in collaborazione con
Federalimentare Servizi.
Il convegno, che ha avuto luogo a
palazzo Torriani mercoledì 9 marzo, ha
registrato come sempre un significativo
numero di presenze contando su oltre
70 imprenditori appartenenti non solo
al Gruppo della territoriale udinese, ma
anche a quello della provincia di Gorizia,
di Pordenone e di Trieste. L’invito è stato
esteso ed accolto di buon grado anche
da parte del comandante dei NAS di
Udine e dall’Ordine dei tecnologi FVG.
Segnali questi di riscontro sulla natura e
l’importanza delle tematiche affrontate.
Consolidata ed attesa la partecipazione
da parte dell’avvocato Dongo,
responsabile delle Politiche Regolative di
Federalimentare Servizi, che ha offerto una
ricca panoramica della normativa attuale,
sottolineando come l’Unione Europea
abbia adottato una strategia globale di
intervento per garantire cibi sani e sicuri
lungo tutta la filiera, predisponendo un
controllo integrato e abbandonando
l’approccio settoriale e verticale.
Grande attenzione è stata rivolta alle
informazioni al consumatore sui prodotti
alimentari, in particolare per ciò che
attiene le novità in materia di etichettatura.
“È attualmente in seconda lettura per
essere approvato entro il secondo
semestre del 2011 – ha ricordato Dongo
– un regolamento UE che introdurrà
l’obbligo di informazione nutrizionale su
tutti i prodotti, salvo rare eccezioni. Le
regole saranno applicate progressivamente,
ma è bene prenderne confidenza sin da
subito in particolare per quelle imprese
che intendono creare nuove ricette volte a
migliorare gli apporti nutrizionali”. L’altra importante novità attesa per il 2011
è quella poi in materia di indicazione di
origine. Si presume infatti che l’indicazione
obbligatoria di origine verrà estesa via via a
tutti i prodotti di origine agricola, nonché ai
loro derivati.
La parte conclusiva del Seminario ha poi
visto la trattazione del nuovo standard
FSSC 22000, attraverso una sezione
di approfondimento sulle certificazioni
volontarie curata dalla dottoressa Maria
Chiara Ferrarese, Responsabile Direzione
Food e Near Food di CSQA, organismo di
certificazione indipendente.
Il focus si è incentrato proprio sulla “Food
Safety System Certification”, certificazione
volontaria di sistema destinata in modo
specifico alle imprese della trasformazione
alimentare che consente di attuare un
Sistema Aziendale di Gestione della
Sicurezza in grado di definire tutti i
pericoli che “ragionevolmente” possono
manifestarsi lungo la filiera, tenendo in
considerazione i processi di lavoro.
“Questo schema di certificazione” – ha
evidenziato la dottoressa Ferrarese –
“costituisce il risultato di un progetto
avviato dalla CIAA (Confederation of Food
and Drink Industries of the European
Union) con il contributo di Federalimentare
e il sostegno di alcuni grandi gruppi
dell’Industria alimentare, ed è infatti
riconosciuto dalla grande distribuzione
organizzata in tutto il mondo, quindi non
solo in Europa, ma anche in Giappone,
Cina, Usa… ponendosi come idonea
alternativa alle certificazioni (IFS e BRC)
che oggi vengono richieste dalle catene di
distribuzioni europee”. Sicurezza alimentare a 360° dunque:
consapevolezza della qualità igienicosanitaria, nutrizionale e organolettica degli
alimenti, e della qualità ambientale dei
processi di produzione, trasformazione,
preparazione e consumo dei cibi.
Gli atti del seminario ed una selezione di
articoli di interesse trasversale sul tema
sono disponibili sul sito dell’Associazione:
www.confindustria.ud.it alla voce Atti dei
Convegni.
Arrivederci al prossimo anno!
Arianna Arizzi
Area Organizzazione Marketing e Sviluppo
Confindustria Udine aprile 11
37
Associazione
Edilizia INU premia
il piano regolatore di Tavagnacco
Mario Pezzetta, Bruna Cigalotto e Giorgio Dri (foto Gasperi)
Interesse e partecipazione fra un pubblico di
professionisti e amministratori ha riscontrato
l’incontro che si è svolto nella Sala Ance
di Confindustria di Udine, organizzato dalla
sezione Friuli Venezia Giulia dell’Istituto
Nazionale di Urbanistica. Al centro
dell’iniziativa è stata messa la “Variante
generale al vigente P.R.G.C. del Comune
di Tavagnacco e del Regolamento edilizio”,
redatta dallo studio Architetti Cigalotto e
Santoro associati.
Gli onori di casa sono stati fatti dal dottor
Aurelio Di Giovanna, responsabile dell’ufficio
Edilizia di Confindustria Udine, che ha
presentato il nuovo spazio riservato ai
convegni, ricavato dalla ristrutturazione di
quella che per tanti anni è stato il “Museo
della Città”, ed ha manifestato l’interesse dei
costruttori edili per ogni iniziativa che possa
rappresentare un’opportunità di lavoro per
la categoria, ivi compresa la pianificazione
territoriale e le varianti urbanistiche.
La finalità dell’incontro è stata illustrata dal
presidente dell’INU regionale, architetto
Giorgio Dri, che ha ricordato il prestigioso
primo premio assegnato al Piano regolatore
di Tavagnacco nel concorso nazionale
promosso dall’Istituto di Urbanistica,
in collaborazione con il Ministero
dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e
del Mare, indetto per sensibilizzare i cittadini
e le pubbliche amministrazioni verso un
uso responsabile e intelligente dell’energia,
38
aprile 11
nell’ambito della “Campagna Sustainable
Energy Europe” coordinata dalla Comunità
Europea. Il riconoscimento ha premiato
il lavoro di Tavagnacco per come sono
state affrontate le tematiche energetiche
e ambientali a scala sovracomunale e per
come nel regolamento edilizio sono stati
assunti obiettivi rilevanti in materia di fonti
energetiche rinnovabili.
L’architetto Dri ha posto anche l’accento
sulla sfida che gli amministratori di
Tavagnacco, nell’impostare uno dei
documenti più significativi (il piano
urbanistico regolatore) di un comune,
hanno lanciato ai propri cittadini: redigere
un piano non più orientato verso la
massima espansione degli insediamenti
(residenziali, commerciali, produttivi) ma
un piano attento alla qualità del paesaggio
edificato e dell’ambiente.
Ha annunciato poi altre prossime
collaborazioni con l’Associazione dei
costruttori edili su temi che coinvolgono sia i
progettisti che gli imprenditori: risanamento
ambientale, dissesto idrogeologico e rischio
idraulico.
Una delle due progettiste della Variante
generale, l’architetto Paola Cigalotto, ha
catturato l’attenzione dei presenti con
la illustrazione del lavoro svolto, che
ha preso avvio dalla riflessione (indotta
dall’amministrazione di Tavagnacco che
ha scelto i progettisti del nuovo piano
rispettando gli esiti di un concorso a inviti)
su quale sia la strumentazione urbanistica
più efficace per conseguire la più elevata
integrazione tra sviluppo economico, qualità
insediativa e sostenibilità ambientale.
«Tavagnacco non è una città, non è una
periferia di Udine, non è neppure un paese
vissuto con modi metropolitani. Tavagnacco
e le sue frazioni sono luoghi di forte
caratterizzazione identitaria.» Su questo
principi, ampiamente illustrati e presentati
nei numerosissimi incontri avuti con la
popolazione, da un lato si è sviluppata la
ricerca sulle modalità di riorganizzare il
territorio comunale (a partire dalla riscoperta
del rapporto dialettico tra città, paesaggi
rurali, spazi della dispersione insediativa), e
dall’altra si è posta attenzione all’intreccio
che, nei piani urbanistici, coinvolge il
progetto, l’innovazione tecnologica e la
sostenibilità.
È seguita poi l’illustrazione del piano
regolatore inteso come “progetto di
paesaggio”. Nella variante urbanistica di
Tavagnacco le relative strategie hanno
coinvolto un progetto del “verde” a più
dimensioni: il “verde per l’ambiente”, il
“verde da vedere”, il “verde da vivere”. A
ciascuno di questi temi il piano ha fornito
una risposta significativa, considerando
i contenuti di un territorio antropizzato
compreso tra il Torre e il Cormor,
considerando la valenza paesaggistica delle
risorse locali, valorizzando il sistema del
patrimonio di aree verdi pubbliche.
Nella parte finale dell’intervento l’architetto
Cigalotto e la collega Santoro hanno ripreso
i contenuti del regolamento edilizio per
quanto concerne la sua declinazione a
favore del risparmio energetico. Le norme
fissate nel regolamento sono finalizzate a
dare contenuti operativi alla esigenza di
“qualità edilizia” che non sempre hanno
adeguata considerazione fra gli urbanisti. Lo
sforzo fatto a Tavagnacco è stato quello di
ancorare il rispetto normativo al criterio della
praticabilità delle proposte, nella prospettiva
che il parametro qualitativo non sia correlato
unicamente alla sostenibilità ambientale
ma trovi corrette applicazioni nel progetto
dell’involucro edilizio, nella definizione degli
spazi esterni, nella considerazione delle
relazioni tra residenza e servizi e attrezzature
pubbliche.
Associazione
FORMINDUSTRIA:
Successo nella
formazione finanziata
alla portata di tutte le
aziende
Con il 2010 si è consolidata l’attività di supporto
alle aziende per l’organizzazione di piani formativi
realizzata da Formindustria, l’ente di formazione
di Confindustria Friuli Venezia Giulia. Nel triennio
2007-2010 l’utilizzo da parte delle aziende aderenti
a Fondimpresa e Fondirigenti del finanziamento
disponibile sul proprio conto formazione è
aumentato in misura significativa e progressiva,
attestandosi tra il 2009 e 2010 su un +135%.
Notevole anche l’aumento del volume complessivo
di attività formative svolte da Formindustria:
contando le ore di formazione realizzate, si registra
un aumento nell’ultimo anno del 40% in generale
(siamo a quasi 11.000 ore nel 2010) e dell’80%
sulle sole ore organizzate con i finanziamenti del
conto formazione Fondimpresa (quasi 6.000 ore
nel 2010).
Questi numeri testimoniano il successo che lo
strumento sta ottenendo: finalmente una modalità
di fare formazione finanziata per i propri dipendenti
di facile accesso per tutte le aziende, con molte e
diverse opportunità per le imprese piccole e medie
o per le aziende in cig, che consente di ottenere
vantaggiosi contributi aggiuntivi.
Formindustria ha offerto il suo servizio fin dal
2007, partendo con il primo piano aziendale della
regione e raggiungendo quindi nel 2010 la quota
totale di oltre 200 piani aziendali presentati e
finanziati con successo per conto delle aziende
clienti.
Oltre a questo, Formindustria gestisce anche
importanti piani formativi di tipo territoriale
e settoriale finanziati dal conto di sistema
Fondimpresa, un’ulteriore porta di accesso
alla formazione finanziata per tutte le aziende
associate.
Corsi di Formazione
Confindustria Udine
APRILE 2011
Acquisti
28 e 29 aprile
Piano strategico degli acquisti
Commercio Estero
1° aprile
I nuovi Incoterms nei contratti internazionali di compravendita
Direttive Comunitarie
4 aprile
Sicurezza del macchinario – Norme
tecniche – Principi generali di progettazione
Economica
Qualità
13, 14 e 15 aprile
Valutatori interni di sistemi di gestione ambientale (VISGA)
Risorse Umane
1° aprile
Sviluppare le competenze nelle organizzazioni – Skill Management
Sicurezza
11 aprile
Addetti al primo soccorso in azienda
(Aziende gruppo B E C del D.M.
388/2003
20 e 21 aprile
La contabilità industriale per il controllo e la riduzione dei costi
19 aprile
Addetti al primo soccorso – Aggiornamento
Informatica
28 aprile
La responsabilità civile e penale in
materia di sicurezza sul lavoro
4 e 5 aprile
Come farsi trovare da Google – Livello avanzato
12 e 14 aprile
Microsoft Excel 2007 Avanzato
Legale
7 aprile
Modelli gestionali di tutela per il
D.Lgs 231/2001 sulla responsabilità
amministrativa delle società - Aspetti
pratici e casi esemplificativi
14 aprile
Modelli gestionali di tutela per il
D.Lgs 231/2001 sulla responsabilità
amministrativa delle società - Modalità di prevenzione per le classi di
reati presupposto – Truffa in danno
dello Stato
21 aprile
Modelli gestionali di tutela per il
D.Lgs 231/2001 sulla responsabilità
amministrativa delle società - Modalità di prevenzione per le classi di
reati presupposto - Reati societari e
abusi di mercato
Momento d’aula del corso Pagamenti
internzionali, assicurazione e smobilizzo dei crediti
all’export (Foto Gasperi)
Formazione
28 aprile
Modelli gestionali di tutela per il
D.Lgs 231/2001 sulla responsabilità
amministrativa delle società - Modalità di prevenzione per le classi di
reati presupposto – Omicidio colposo o lesioni gravi commesse con
violazione di norme sulla tutela della
salute e sicurezza sul lavoro
Percorsi
finanziabili
Fondimpresa
Economica
6 aprile
Controllare e ridurre i costi aziendali
da concordare
Sviluppo di competenze nella
gestione economico-finanziaria
dell’azienda
Lingue straniere
da concordare
English at work
da concordare
Le francais des affaires
da concordare
Deutsch am arbeitsplatz
Management
da concordare
Coaching room
Produzione
Dall’8 aprile
Corso base “operation”
Vendite
Dall’11 aprile
Sales Master – Tecniche avanzate di
vendita
aprile 11
39
Associazione
Web
g
RELAZIONI INDUSTRIALI
E AFFARI SOCIALI
= - Ccnl metalmeccanici – Procedure controllo e calcolo assenze per malattia
= - CCNL Metalmeccanici – Trattamento
economico festività straordinaria del 17 marzo
2011 - Ex festività del 4 novembre –
Decreto legge n. 5 del 22 febbraio 2011
= - Festività del 17 marzo 2011
– Trattamento economico
= - Ampliamento dello sgravio sui premi
di risultato corrisposti nel 2009
– Conguaglio entro il 16 maggio p.v. Messaggio
INPS n. 4972 del 25.02.2011
= - Ccnl Gomma e Plastica – Trattamento
economico festività straordinaria del 17 marzo
2011 - Ex festività del 4 novembre –
Decreto legge n. 5 del 22 febbraio 2011
= - CCNL Legno – Trattamento economico
festività straordinaria del 17 marzo 2011 Ex festività del 4 novembre – Decreto legge
n. 5 del 22 febbraio 2011
= - Ccnl Industria Alimentare – Trattamento
economico festività straordinaria del 17
marzo 2011 - Ex festività del 4 novembre
– Decreto legge n. 5 del 22 febbraio
2011
= - Autoliquidazione 2010 - 2011 –
Differimento al 16 giugno per il versamento
dei premi assicurativi da parte delle
imprese di autotrasporto merci in conto
terzi – Nota Inail del 3 marzo 2011
= - Indagine promossa dal Sistema Confindustria sul mercato del lavoro nel
2010 - settore tessile abbigliamento moda
= - Disponibilità di alcuni profili professionali. Applicabilità regime contributivo per i
lavoratori assunti dalle liste di mobilità
= - Indagine promossa dal Sistema
Confindustria sul mercato del lavoro
nel 2010
FISCALE
= - Soggetti Ias: regole di determinazione del
reddito
= - In rete il modello per i dati sui 730-4:
invio entro il 31 marzo anche per i datori di
lavoro già coinvolti nel 2010
= - Pignoramento presso terzi con ritenuta
al 20%: nuove istruzioni
= - Convegno gratuito: il modello 730/2011
= - Leasing immobiliare:
l’imposta sostitutiva si versa online
= - Rimborsi Iva per contribuenti virtuosi:
nel calcolo del limite anche i versamenti Inps
= - Corso “Il calcolo delle imposte: tutte le
novità IRES e IRAP per le imprese”
ECONOMIA E FINANZA
= - Telemarketing: le regole del Garante per
l’utilizzo dei dati degli abbonati
= - Fabbricati in vendita o in affitto
g
40
aprile 11
News da Internet su
www.confindustria.ud.it
TRASPORTI
= - Trasporto merci pericolose – ADR 2011
– Trasporti di quantità in esenzione parziale
= - Autotrasporto merci in conto terzi
– Rapporti tra vettori e committenti
– Cancellazione sanzioni per mancata
indicazione costo carburante in fattura
– Legge n. 10/11
= - Sicurezza stradale – Obbligo luci diurne
veicoli leggeri di nuova omologazione
= - Autotrasporto merci in conto terzi
– Indici di costo carburante ai fini dei contratti
stipulati in forma verbale – Aggiornamento
febbraio 2011
COMMERCIO ESTERO
= - Fiere -Internazionale di Mostar - 5-9
aprile 2011
= - Zimbabwe – Restrizioni commerciali
- Grecia – Missione economica – Atene 2829 aprile 2011
= - Fiere – Internazionale di Algeri
– 1-6 giugno 2011
= - Fiere – Hannover Messe 2011 ed incontri
bilaterali – Hannover 4-8 aprile 2011
= - Perù – Riduzione dazi import
= - Israele – Ilsi Biomed 2011 – Manifestazione
settore biotecnologie ed attrezzature
medicali – Tel Aviv 23-25 maggio 2011
= - India – Missione economica settore
automotive – New Delhi 18-21 aprile 2011
= - Libia – Restrizioni commerciali – Regolamento
(CE) n. 204/11
= - Brasile – Missione economica per eventi
sportivi – San Paolo 16-19 maggio 2011
TECNOLOGIE
= - Convenzioni - Rinnovo convenzione con
Cogito Srl per la conservazione degli access
log di sistema a norma del D.Lgs 196/03
INTERNAZIONALIZZAZIONE
= - Fiera Agroalimentare e Bevande Anuga
(Colonia, 8-12 ottobre 2011). Progetto di
partecipazione collettiva con Camera di com
mercio di Udine ed Api e riunione operativa
= - Azienda serba ricerca macchinario per
produzione pellet
= - Normativa tecnicaImpianti di
riscaldamento ad acqua calda Aggiornamento Raccolta R 2009 - Prime
indicazioni sulla compilazione
della denuncia
g
EDILIZIA
= - Notiziario Ance Fvg n. 7/2011
= - Notiziario Ance Fvg n. 8/2011
= - CEFS - Corso per operatori perforazione
“Palancole”
= - Regolamento di attuazione del
codice dei contratti pubblici –
Commento dell’Ance
ORGANIZZAZIONE,
MARKETING E SVILUPPO
= - Alitalia – Promozione Carnet Roma-Milano
e Carnet Italia – Small Business Kit gratuita
fino al 31 marzo
= - Convenzioni – Confindustria – Gruppo
Metis - Convenzioni – Confindustria – Qui!
Group
= - Convenzione – Confindustria – ENI
= - Hertz – Novità promozione # 1 Club Gold
gratis un anno con il Touring Club a tutti i
nuovi iscritti
QUALITA’
= - Uninotizie n° 04 del 28/02/2011
AMBIENTE
= - Albo Gestori Ambientali: variazione parco
autoveicoli sottoposti al SISTRI
= - Emission trading – dichiarazione della CO2
emessa nel 2010 entro il 31 marzo
RISORSE UMANE
= - La Vetrina di Unimpiego - I profili della
settimana
g
SICUREZZA SUL LAVORO
= - Sollevamento di persone con
attrezzature non progettate a tal
fine - Chiarimenti della Commmissione Con
sultiva sul “carattere di eccezionalità”
= - Gas tossici - Domanda di ammissione agli
esami per ottenere il certificato di idoneità
all’impiego entro il 13 maggio 2011
NORMATIVA TECNICA
= - Patentino di abilitazione alla conduzio
ne di impianti termici - Precisazioni
ministeriali in merito ai corsi e agli esami di
abilitazione (Circolare n. 4/11)
Istruzioni per l’uso...
=
=
=
=
=
Per consultare le notizie riportate in questa
pagina
Collegarsi al sito Internet dell’Associazione www.
confindustria.ud.it
Selezionare alla voce “Ricerca“ nell’archivio della
sezione “News”
Inserire la password riservata alle imprese
associate
Inserire le informazioni richieste (in particolare
titolo e servizio di emissione) per attivare il
motore di ricerca Cliccare “cerca”
Associazione
Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria Udine
GIOVANI IMPRENDITORI:
il momento della svolta
di Enrico Accettola
presidente del gruppo Giovani Imprenditori di
Confindustria Udine
Lo scorso 17 marzo il nostro Paese si è
fermato per festeggiare i 150 anni della
proclamazione dell’Unità d’Italia. Una unità
che, ancora oggi, a distanza di un secolo e
mezzo, fatica a concretizzarsi sotto vari punti
di vista, da quello sociale e culturale con i
campanilismi e i provincialismi tipici italiani
fino alle tematiche che più ci interessano in
questo contesto, ovvero quelle legate alla
sfera economico-imprenditoriale. Quello
che più mi preme sottolineare, rimarcando
la straordinaria importanza della ricorrenza,
è l’aspetto simbolico della celebrazione
dei 150 anni in una fase economica
particolarmente delicata per il nostro Paese.
Una celebrazione che ricorre in un
momento fondamentale per la storia della
giovane imprenditoria italiana, in piena
campagna elettorale per la nomina del
presidente nazionale del gruppo giovani
di Confindustria in sostituzione della
uscente Federica Guidi, programmato il
29 aprile prossimo. Da una parte Jacopo
Morelli, industriale fiorentino di 35 anni, già
vicepresidente nazionale del gruppo giovani
di Confindustria con delega all’economia e
alla finanza, cui va il mio appoggio come
quello delle tre territoriali del Friuli Venezia
Giulia e della presidente regionale Arianna
Bellan, e dall’altra Davide Canavesio,
quarantenne imprenditore piemontese. Al
di là dei nomi e delle scelte di parte, quello
che più voglio sottolineare è la validità dei
contenuti del programmi dei contendenti,
estremamente pragmatici e critici verso il
sistema attuale e portatori, a mio avviso, di
una netta inversione di tendenza per dare
il là a un progetto che porti noi giovani
imprenditori a essere protagonisti nello
scenario economico nazionale e non solo. In
questi anni la giovane imprenditoria friulana,
e più in generale italiana, ha sempre cercato
di farsi interprete di questo scenario in
continua evoluzione, anche negli ultimi
periodi connotati da una forte turbolenza. Il
cambio di marcia che dobbiamo contribuire
a dare in ambito regionale e a livello
centrale deve passare necessariamente per
un ringiovanimento della classe dirigente,
spesso troppo statica e caratterizzata da
mancanza di quel coraggio, di quella spinta
all’innovazione e della freschezza che noi
Enrico Accettola
giovani, cuore pensante di Confindustria,
siamo in grado di offrire.
Ruolo centrale nel processo di
modernizzazione del sistema deve essere
la valorizzazione del capitale umano. Come
ho avuto modo di sottolineare già nel
numero precedente di Realtà Industriale,
è assolutamente fondamentale ripartire
dai giovani talenti professionali e dalla loro
voglia di fare impresa. Ad essi deve essere
rivolta un’attenzione speciale, in primis
tramite la creazione di un contesto sociale
e normativo che li valorizzi dal punto di
vista lavorativo ed economico. A chi vuole
avviare una propria impresa, vanno inoltre
garantite regole chiare e semplici, lontane
dalla burocrazia e dalla pressione fiscale che
ostacola ogni possibilità di fare impresa in
modo competitivo. Coraggio imprenditoriale,
competitività e meritocrazia dunque. Ma
anche massima attenzione al rapporto fra
sistema formativo e mondo imprenditoriale.
A tale proposito, in linea con il concetto
secondo il quale il futuro di un Paese inizia
dai banchi di scuola, è necessario favorire
il collegamento fra due mondi che sono
ancora troppo distanti.
Ricette pronte per favorire lo sviluppo
del sistema imprenditoriale ahimé non
ce ne sono, tuttavia lavorare sui giovani
rappresenta senz’altro un aspetto strategico
non solo in ottica di un rinnovamento della
classe dirigente, più al passo con i tempi
e con i mutamenti sociale ed economici
imposti dalla globalizzazione, ma anche
del cambio generazionale all’interno delle
aziende, fatto molto sentito nella nostra
regione, caratterizzata da un tessuto
imprenditoriale a forte impronta familiare.
Ed è proprio a livello locale che va messo
in atto un processo di diffusione di una
cultura imprenditoriale basata sui concetti
sopra elencati, per la creazione di una
nuova generazione di imprenditori in grado
di comprendere appieno le criticità della
fase economica attuale e di rispondere
con adeguati interventi per contribuire
alla ripresa della competitività del sistema,
uno su tutti la capacità di aggregarsi
e fare squadra per aggredire i mercati
internazionali.
aprile 11
41
AGENDA
Associazione
Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria Udine
gli appuntamenti
dei Giovani
Imprenditori
YOUNG
future for you
= Convegno G.I.
Nord Est
Data: 19 marzo 2011
Luogo: Cortina
= Consiglio Centrale
Data: 25 marzo 2011
Ore: 10.00
Luogo: Roma
= ConFiera - Giovani idee a
confronto
Data: 2 aprile 2011
Ore: 9.00 - 19.00
Luogo: Fiera di Udine
Note: www.confiera.it
= Workshop: Devolution e
Federalismo fiscale
Data: 2 aprile 2011
Ore: 11.00
Luogo: Fiera di Udine
= Workshop :
Internazionalizzazione,
aggregazione, innovazione
Nelle sale del Centro Congressi di Udine Fiere
si è svolta la manifestazione “Young - Future for
You” dedicata agli studenti e a tutti coloro che
stanno cercando di orientarsi per intraprendere
un percorso di studio e di lavoro.
La manifestazione è giunta alla 5° edizione con la
partecipazione di oltre 3.000 studenti dell’ultimo
anno degli Istituti Superiori di Udine e Gorizia. Il
gruppo rapporti scuola–imprese dei giovani industriali è stato presente con Work-Shop dedicati
all’auto-imprenditorialità.
Abbiamo coinvolto gli studenti stimolando il loro
interesse verso la tematica a noi imprenditori
adesso più cara: “Fare impresa” in un difficile
momento di mercato mondiale.
E’ stata inoltre evidenziata la difficoltà del pas-
saggio generazionale in azienda e l’importanza
dell’innovazione.
Come relatore sono stato chiamato a raccontare
la mia storia iniziata a diciannove anni nella piccola azienda artigianale di famiglia che, nel corso
degli anni ho trasformato insieme a mio padre
e mia sorella Barbara in quella che adesso è la
“Pinatto Jr srl”, un’azienda innovativa, dinamica,
in grado di capire ed assecondare le esigenze dei
nuovi mercati.
Gli studenti presenti si sono rivelati molto interessati e partecipi ed hanno formulato domande
mirate riguardo alla possibilità di fare impresa al
giorno d’oggi.
Questa esperienza, sia come capogruppo e
come imprenditore, mi sta arricchendo sia dal
punto di vista umano che da quello professionale.
Sicuramente riguardo alla manifestazione del
prossimo anno come gruppo cercheremo di sviluppare le varie tematiche sollevate dagli istituti
presenti, cercando di soddisfare sia le esigenze
di noi imprenditori che degli stessi alunni. Vorrei
ringraziare per la presenza alla manifestazione
come Gruppo scuola il VicePresidente dei giovani
industriali Vanin e i nostri collaboratori Filacorda,
Potocco e Di Fonzo che hanno avuto un ruolo
fondamentale per la riuscita del work-shop.
Nicola Pinatto
42
aprile 11
Data: 2 aprile 2011
Ore: 15.00
Luogo: Fiera di Udine
= Consiglio Nazionale G.I.
Data: 29 aprile 2011
Ore: 10.00
Luogo: Roma
= Seminario di
preparazione alla missione
in Sud Africa
Data: maggio 2011
Luogo: Palazzo Torriani
= Convegno su confronto
sistemi di gestione
Organizzazioni economiche/
sindacali
Data: maggio 2011
Ore: 17.30
Luogo: Palazzo Torriani
= Missione all’estero:
Sud Africa
Data: 28 maggio - 4 giugno 2011
Programma e modalità di adesione in
allegato
= Corso “Dalla maschera al
volto – cambiare restando
se stessi”
Data: 7 e 8 luglio 2011
Associazione
Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria Udine
NONOSTANTE TUTTO
… IMPRESA!
- XXIII Meeting GI Cortina Il made in italy nel nuovo mondo:
nuovi mercati, nuovi prodotti, nuove tecnologie
I Giovani di Confindustria si sono ritrovati
il 18 e 19 marzo 2011 a Cortina per il
consueto appuntamento organizzato nella
splendida cornice di Cortina.
Nonostante le difficoltà dei mercati, le
difficoltà della politica, le incertezze, poche
regole e troppe leggi, la crisi dei valori,
nonostante tutto...l’impresa va. È con queste
parole che i quattro presidenti regionali
delle 4 regioni organizzatrici hanno aperto
il convegno affidando il proprio intervento
ad un video per presentare la situazione
economica, politica e sociale del nostro
Paese.
Nelle due tavole rotonde, che sono seguite,
si è potuto capire ancora una volta come
sia forte l’appello del mondo imprenditoriale
e ancor di più dei Giovani Imprenditori
affinché il nostro amato Paese possa
finalmente cambiare passo. Rischiamo di
retrocedere in poco tempo a uno degli
ultimi paesi d’Europa se non ci diamo delle
regole nuove e se non ci lasciamo indietro
tutta una serie di meccanismi burocratici e
mentali schiavi di un mondo che in realtà
non c’è più.
Il mondo è cambiato, lo sa bene Lualdi –
presidente Lima Corporate – invitato del
Friuli Venezia Giulia alla prima tavola rotonda
quando ha descritto le difficoltà che incontra
e ha incontrato lavorando e investendo in
Italia e le differenze con il resto del mondo.
Per Luca Antonini una strada c’è per
invertire il trend negativo e la fuga sia di
aziende che di cervelli dall’Italia verso pesi
più attraenti dal punto di vista economico,
e cioè attuare finalmente il federalismo per
tagliare gli sprechi, reperire quindi risorse
e responsabilizzare tutti a cominciare
dall’apparato pubblico.
“Non si può più aspettare tempo - ha
evidenziato nel suo intervento Antonio
Costato, vicepresidente di Confindustria -.
Se il resto del mondo va al galoppo l’Italia
è ferma al palo e chi può farlo deve subito
applicare il federalismo soprattutto per
tagliare i costi inutili nelle regioni, anche
se ciò costerà anni di sacrifici per tutti, ma
quello che deve assolutamente migliorare è
l’efficienza, per chi non ci riuscirà, cartellino
rosso e commissariamento”.
La presidente Guidi ha lanciato un segnale
di speranza quando ha citato il suo centro
di ricerca di Rovereto, che dice, funziona
benissimo e dimostra che in Italia laddove
si vuole e ci sono le possibilità si può fare
ancora impresa a livello mondiale anche se
è sempre più difficile. Una grande riflessione
poi deve essere fatta sulle regole di entrata
del mercato del lavoro ma anche in uscita,
“non vogliamo stravolgere l’art. 18 – ha
detto la Presidente - ma serve un percorso
nuovo che dia più libertà ad entrambe le
parti”.
Matteo Di Giusto
aprile 11
43
Orizzonti
Regione
Parola d’ordine:
accompagnare la ripresa!
Dopo due anni difficili, le imprese, dalla fine
del 2010, stanno ricominciando ad investire.
Ad affermarlo è l’assessore alle attività produttive Federica Seganti che ricorda come
la Regione, per accompagnare la ripresa in
Friuli Venezia Giulia, abbia semplificato le
procedure ed erogato risorse aggiuntive a
tutti i Fondi di Rotazione sia per il consolidamento che per gli investimenti. Si tratta di
35 milioni in più suddivisi tra FRIE - Fondo di
Rotazione per l’Industria - (15 milioni) FRIA
- Fondo di Rotazione per l’Artigianato - (10
milioni) e FRICTS - Fondo di Rotazione per il
Commercio, Turismo e Servizi - (10 milioni)
che si accompagnano ad una manovra sulle
scadenze che ha spostato da 10 a 15 anni
il rientro per i finanziamenti FRIE con riferimento agli investimenti immobiliari e avviato
l’iter regolamentare per allungare la durata
massima dai 36 ai 60 mesi del canale agevolativo della legge regionale 23/2001 relativa ai finanziamenti per attività quali acquisto
scorte, rinnovo macchinari, consulenze.
Per le aziende aumentano intanto anche
le possibilità di accesso ai finanziamenti
erogati dal FRIE e destinati all’acquisizione e
alla realizzazione di impianti di produzione
di energia elettrica che non siano destinati esclusivamente all’autoconsumo. Lo
stabilisce la Giunta regionale che ha recepito
le nuove direttive in base alle quali è stata
ammessa a finanziamento la realizzazione di
impianti con potenza nominale non superiore a 1 megawatt. I mutui erogati copriranno
fino al 70% della spesa ammissibile, saranno ammortizzabili nel periodo massimo di
10 anni e vi avranno accesso le imprese che
non abbiano già beneficiato di un finanziamento del FRIE destinato ai medesimi
fini. Saranno finanziabili anche gli impianti di
produzione di energia elettrica alimentati da
biomasse, prodotti agricoli e biogas, purché
gli imprenditori beneficiari abbiano sede
operativa in regione e forniscano il prodotto
che alimenta l’impianto di produzione di
energia.
Per favorire l’internazionalizzazione integrata
del tessuto produttivo regionale, verrà costituito dall’Assessorato alle Attività produttive,
un gruppo di lavoro che riunirà attorno a
un tavolo, Finest, Informest, Unioncamere, Distretti industriali, Confindustria, API,
44
aprile 11
Federica Seganti
Artigiani, Terziario e le Fiere della regione.
Il progetto che coinvolge 183 aziende, è
nato immaginando che in regione la ripresa
sarebbe passata soprattutto attraverso la
domanda estera.
Risorse per 7 milioni di euro vengono assegnate dall’esecutivo alle quattro Province di
Gorizia, Pordenone, Trieste ed Udine per la
progettazione e la realizzazione di interventi
sulla viabilità e sugli edifici scolastici. Si tratta
di contributi straordinari pluriennali che sulla
base delle richieste pervenute alla Regione
saranno così ripartite: 3,08 milioni di euro
alla Provincia di Udine, 1,855 a quella di
Pordenone, 1,435 a Trieste e 630 mila euro
a Gorizia. Tra le opere finanziate nel settore
scuola sono interessati gli istituti udinesi
Deganutti e Sello, il Marchesini di Sacile e
gli edifici triestini Nautico e Carli. In campo
stradale, invece, sarà possibile realizzare il
ponte girevole in località Boscat, in comune
di Grado, la pista ciclabile lungo la strada
provinciale 15 , l’adeguamento del ponte sul
torrente Rosandra, a San Dorligo della Valle,
la manutenzione delle barriere stradali sulla
provinciale 38, la sistemazione dell’incrocio
tra strade provinciali nel territorio di Pre-
mariacco, la costruzione della rotatoria nel
comune di Colloredo di Montalbano, nonché la messa in sicurezza di alcune strade
nell’area montana della provincia friulana.
La Giunta approva in marzo anche la
delibera relativa all’aggiornamento dei valori
inventariali relativi ai beni rientranti nel patrimonio di proprietà della Regione. L’operazione si inquadra in un disegno programmatico
che mira all’adeguamento del valore delle
ricchezze immobiliari della Regione non
solo al costo della vita, ma anche ai prezzi di
mercato dando una più certa e maggiore solidità all’ente sotto il profilo patrimoniale. Di
fatto, la massa inventariale finora esaminata
ha un valore stimato di circa 710 milioni di
euro. Il Consiglio regionale dice si alla legge
sulle telecomunicazioni che si propone di
codificare, in maniera organica, nel rispetto
delle competenze legislative statali e regionali, la radio diffusione televisiva e sonora, la
telefonia mobile e le infrastrutture in banda
larga, che sono i tre settori cardine delle
telecomunicazioni.
Carla Ciampalini
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109 - udine
11
45
Orizzonti
Obiettivo Montagna
DIEMME LEGNO:
la nuova generazione del legno
Obiettivi: cambio generazionale, vivere in
montagna e produrre case in legno a chilometri zero. Così Vittorio e Lorenza Di Marco,
fratello e sorella titolari della Diemme Legno
s.n.c. di Pontebba (localita’ La Dobbie) introducono l’ingresso in azienda degli eredi
Marco, Giovanni ed Elena che, conseguite
le lauree in ingegneria, comunicazione e
architettura, si apprestano a dare ulteriore
impulso all’impresa di famiglia. La nuova
generazione proseguirà quindi idealmente
l’opera del bisnonno Emilio che diede il via
alla segheria a Pontebba agli inizi del ‘900,
dopo un periodo quale boscaiolo in Romania, dei suoi figli Guerrino e Attilio sino
agli attuali titolari che nel 1992 realizzarono
una linea per la produzione di travi lamellari
incollate, garantendo l’intero processo di
filiera.
La mission di Diemme Legno diventò da
allora il progettare e costruire edifici con
strutture e tetti in legno di alta qualità per
uso residenziale, aziendale e per servizi
pubblici.
Con il suo impianto di produzione di legno
lamellare incollato, decollato nel 1995,
l’azienda si è dedicata alle più svariate realizzazioni nell’ambito dell’edilizia civile e residenziale, riscontrando apprezzamenti per
la qualità del prodotto e per le innovative
soluzioni tecniche adottate.
Nell’ultimo trentennio l’impiego del legno
strutturale nell’edilizia ha registrato un trend
46
aprile 11
di crescita continuo, con una grossa accelerazione nell’ultimo decennio, prima della
crisi del 2008. Questo grazie all’introduzione sul mercato del legno ingegnerizzato
(tipicamente legno lamellare incollato) che,
per la bellezza delle grandi realizzazioni e
per l’affidabilità delle prestazioni, ha conquistato il pubblico e i tecnici progettisti.
Con la spiccata propensione all’innovazione,
la Diemme Legno è stata, in Friuli, fra le
protagoniste di questo successo, grazie alla
sua notevole cultura e conoscenza della
materia lignea. Il vero asso nella manica è
stato, nel campo del legno strutturale, il legno lamellare a strati incrociati, conosciuto
come “X-LAM”. Una novità nel campo delle
costruzioni: questa tecnica permette di ordire pareti e solai in moderni edifici in legno
ad alta efficienza energetica, soddisfacendo
le norme di sicurezza antincendio, antisismiche, oltre che essere di lunga durata e
facile manutenzione. Un’innovazione con-
sacrata alla recente fiera BAU di Monaco in
Germania dove il padiglione espositivo del
X-LAM è stato il più gettonato. Un prodotto,
l’X-LAM, proveniente dall’Austria, che la Diemme Legno ha incrementato con migliori
prestazioni termico-igrometriche sperimentate con il Dipartimento di ingegneria civile
dell’Università degli Studi di Udine. Grazie
all’entrata in azienda della quarta generazione con Marco Giovanni ed Elena con
le loro specifiche competenze, l’azienda
ha raggiunto in breve la certificazione ISO
9000, la marcatura CE del legno lamellare
e del legno massiccio e soprattutto, entrando nel Gotha delle prime dieci aziende
produttrici a fregiarsi di questo marchio in
Italia, il benestare tecnico europeo ETA (CE
pending). Ad oggi l’impresa di Pontebba,
che si presta ad investire nuove risorse per
una più accentuata prefabbricazione degli
edifici, rimane attenta alle nuove sfide che
attendono il settore edilizio, prima fra tutte
la sostenibilità ambientale.
A tale riguardo rammentiamo una tesi di
laurea discussa al Politecnico di Milano
presentata all’ultima edizione di Made di
Milano che ha dimostrato come un pannello X-LAM prodotto dalla Diemme Legno,
grazie alla filiera corta a chilometri zero,
presenti un costo energetico di produzione
fino a sei volte minore di eguali pannelli
costruito in Austria o Germania. “Questi
dati ci inducono a proseguire nell’investire
in montagna con il prodotto locale “legno”,
che crea disoccupazione in zone disagiate
e contribuisce alla tenuta ed al presidio del
territorio”.
Non manca un accenno alle nuove risoluzioni che politica locale e regionale dovrebbero intraprendere per eliminare la troppa
burocrazia per le piccole medie aziende
che operano in montagna. “Confidiamo che
la nostra ostinazione risvegli, prima o poi,
l’attenzione della politica locale e regionale,
perché, con opportune sinergie fra pubblico e privato, il comparto del legno può
rappresentare ancora una opportunità per
l’economia, e di conseguenza, per la vita in
montagna”.
Gino Grillo
aprile 11
47
Orizzonti
Obiettivo Austria
Privatizzare o non privatizzare:
questo è il dilemma
“Mehr Privat, weniger Staat”. Più privato,
meno Stato. Era questo lo slogan – che fa
rima anche in tedesco – in voga qualche
anno fa, quando l’Austria andava privatizzando le sue industrie. Avevano incominciato negli anni ’90 i governi di “große
Koalition” guidati dal cancelliere Franz Vranitzky; avevano proseguito dopo il 2000
quelli di centro destra, con il cancelliere
Wolfgang Schüßel. Poi la corsa alla vendita
dei “gioielli” di famiglia si è fermata, anche
perché i pezzi più pregiati, tra cui gli stabilimenti siderurgici della Voest Alpine, ormai
erano stati ceduti e rimanevano – rimangono – soltanto le briciole.
Negli ultimi due anni è sembrato quasi
che si sia fatto dietro front. Lo Stato, che
negli anni ’90 si era liberato di tutte le
banche pubbliche (dal Credit Anstalt a
Bank Austria, oggi controllata dall’italiana
Unicredit), è ridiventato padrone di due
banche: la Kommunalbank e Hypo Group
Alpe Adria. Non si è trattato però di un
ritorno al passato, ma di una necessità: la
nazionalizzazione si è resa necessaria, perché altrimenti entrambe sarebbero fallite,
con ripercussioni esiziali sul sistema finanziario austriaco. Un’eccezione, dunque,
lungo un percorso su cui non si può tornare indietro. Tant’è vero che l’obiettivo è di
rimettere sul mercato le due banche non
appena saranno state risanate e si troverà
qualcuno disposto a comprarle.
In questi giorni in Austria si è tornato a
parlare di privatizzazioni, con riferimento
a quel che è rimasto dell’argenteria di famiglia. Il dibattito è stato innescato da Karl
Aiginger, direttore del Wirtschaftsforschung
Institut (Wifo), uno dei due più autorevoli
istituti di ricerche economiche del Paese.
In una intervista al “Kurier”, Aiginger ha
auspicato “una intelligente privatizzazione
parziale” delle aziende rimaste allo Stato.
Il ricavato procurerebbe risorse da investire nelle scuole, negli asili, nell’ambiente,
senza aumentare le tasse e senza quindi
produrre altra stagnazione nell’economia.
L’Övp (partito popolare), che ha fatto suo
il motto “mehr Privat, weniger Staat”, ha
subito preso la palla al balzo per tirare fuori
dal cassetto il suo piano di privatizzazioni.
E nell’Övp c’è anche chi ha fatto qualche
conto di ciò che ancora resterebbe da
vendere. Vi sono aziende nel cui capi-
48
aprile 11
tale lo Stato è direttamente presente e
altre dove lo è attraverso la holding Öiag
(Österreichische Industrieholding Aktiengesellschaft), che ricorda il nostro Iri. Queste
ultime sono in effetti tre: Telekom Austria
(telefonia), Post Ag (servizi postali), Omv
(petrolio). L’Öiag ha già ceduto in passato
parte del capitale e attualmente conserva
il 28,4% di Telekom, il 52,8 di Post e il
31,5 di Omv.
Quando Aiginger parla di “privatizzazione
parziale” lo fa a ragion veduta. Intende
una privatizzazione che conservi allo Stato
il 25% più una azione del capitale, quota
che consente di avere un voto determinante nel consiglio di amministrazione e
in assemblea su tutti gli atti di straordinaria
amministrazione. Se delle tre società menzionate lo Stato austriaco conservasse il
25%, vendendo tutto il resto alle attuali
quotazioni di borsa, incasserebbe 1,2 miliardi di euro.
Poi ci sono le società del primo gruppo,
cui lo Stato partecipa in prima persona.
Sono soprattutto (ma non solo) società
del settore energetico, molte delle quali
distribuite sul territorio austriaco. Per
esempio la Kelag (Kärnten Elektrizität
Aktiengesellschaft), società produttrice e
distributrice di elettricità in Carinzia, cui lo
Stato partecipa con una quota del 63,9%.
Un’altra è il Verbund (partecipazione dello
Stato: 51,0%), presente sull’intero territorio
nazionale e persino all’estero (è sua una
delle società di distribuzione di elettricità
operante a Milano, costituita dopo la liberalizzazione dei mercati).
Altre società di questo genere sono l’Energie Oö (Alta Austria), Energie St (Stiria),
Salzburg Ag (Salisburghese), Vbg Illwerke
(Vorarlberg), Tiwag (Tirolo), Wien Energie (Vienna). Nelle ultime due lo Stato è
azionista unico. Sono società che operano
nel campo energetico a 360 gradi. Wien
Energie, per esempio, gestisce anche lo
smaltimento dei rifiuti di Vienna, riuscendo
a produrre corrente elettrica e calore (teleriscaldamento) nei tre inceneritori esistenti
nella capitale. Qualora lo Stato decidesse
di ridurre al 25% la partecipazione alle
società regionali, cedendo tutto il resto,
potrebbe ricavare 6,7 miliardi di euro, cui
si aggiungerebbe 1,2 miliardi dalla vendita
del Verbund.
Le partecipazioni pubbliche non si limitano
qui, ma toccano altri settori. Uno dei più
importanti, per esempio, è quello delle
Foreste federali, al 100% dello Stato, il cui
valore è stimato in 8 miliardi 547 milioni di
euro. Complessivamente il “tesoro” dello
Stato austriaco, tra società partecipate direttamente o attraverso l’Öiag, ammonta a
oltre 19 miliardi.
Semplice privatizzare? Mica tanto. Mentre
l’Öiag può mettere sul mercato anche domani le sue tre società, lo Stato non può
fare la stessa cosa per le partecipazioni
dirette. La legge richiede il voto di due
terzi del Parlamento per ridurre la partecipazione sotto il 50% e l’attuale “große
Koalition” da sola non arriva a tanto. Ma,
quand’anche disponesse di due terzi dei
voti, un simile passo sarebbe impossibile.
Anche in questo settore, come in quasi
tutti gli altri (scuola, sanità, difesa ecc.), i
socialdemocratici la pensano in maniera
diametralmente opposta. Per essi lo slogan
“mehr Privat, weniger Staat” andrebbe
rovesciato.
Marco Di Blas
afiche risma
aprile 11
49
Orizzonti
Obiettivo NordEst
TRENTINO ALTO ADIGE
La strada delle riforme coinvolge istituzioni e giustizia
Dal 1° gennaio 2011 il Trentino si sviluppa
su nuovi enti territoriali: i Comprensori lasciano il posto alle Comunità di Valle che,
come prevede la legge di riforma istituzionale numero 3 del 2006 ridisegnano il volto della provincia autonoma. Con una serie
di decreti firmati alla fine del 2010 dal presidente Lorenzo Dellai sono state trasferite
alle Comunità Valsugana e Tesino, Valle di
Sole, Alto Garda e Ledro e al Comun General de Fascia le funzioni già esercitate dai rispettivi Comprensori a titolo di delega dalla
Provincia: si tratta, dunque, di competenze
trasferite in modo pieno. Contestualmente
sono stati soppressi i relativi Comprensori.
Le competenze trasferite sono quelle in
materia di assistenza scolastica, compresi i
servizi residenziali per studenti e altri interventi di tipo sociale riconducibili al diritto
allo studio; assistenza e beneficenza pubblica, compresi i servizi socio-assistenziali;
edilizia abitativa pubblica e sovvenzionata.
Inoltre le Comunità esercitano le funzioni e
i compiti ad esse direttamente attribuite da
specifiche leggi di settore e in particolare
le competenze in materia di pianificazione
urbanistica.
Proprio il piano sociale e il piano urbanistico
territoriale di Comunità sono gli strumenti
principali con cui le Comunità andranno ad
incidere sulle scelte di sviluppo dei rispettivi
50
aprile 11
territori.
“Siamo in una fase di grande impegno e
intenso lavoro - ha dichiarato il presidente
Lorenzo Dellai - I prossimi mesi saranno
decisivi per vedere se la scommessa che
abbiamo fatto sulla riforma della nostra
autonomia sia stata o meno vincente”.
In queste settimane si è aperta la fase
programmatica ed attuativa della riforma:
“Dobbiamo rendere operative le Comunità
di valle per dare piena attuazione alla Riforma - ha chiarito l’assessore all’urbanistica,
enti locali e personale Mauro Gilmozzi - e
lo possiamo fare solo con un grande senso
di responsabilità, con la capacità di fare
rete, di programmare e con una formazione
condivisa”.
Il primo passaggio comporta la trasformazione da un sistema “ad isole” a un sistema
“a rete”, che si basa sulla semplificazione
della burocrazia e l’abbattimento dei costi
dell’apparato pubblico. Quindi si passerà
alla programmazione. In questo senso il
Protocollo d’intesa per la finanza locale
2011 demanda ad una serie di atti la definizione di alcuni aspetti e istituti di fondamentale importanza per gli enti locali e per
l’avvio delle Comunità. Ad esempio, per il
servizio pubblico locale di nido d’infanzia
il Protocollo ha definito la necessità di una
riorganizzazione sulla base di ambiti territoriali ottimali che dovrà in particolare garantire maggiore equità all’utenza, oltre che
perseguire obiettivi di miglioramento del
servizio in termini di efficienza e di efficacia
gestionale anche attraverso la valorizzazione
delle migliori esperienze organizzative e gestionali già presenti nei comuni.
A questa riforma, si affianca lo sforzo per
migliorare la gestione amministrativa degli Uffici giudiziari del Trentino Alto Adige
perseguito attraverso un accordo di programma fra il Ministero della Giustizia e la
Regione. Si tratta della prosecuzione di una
collaborazione già in essere da alcuni anni;
il nuovo accordo prevede che la Regione,
al fine di garantire la funzionalità degli Uffici
giudiziari del distretto di Trento, provveda a
distaccare fino a 25 unità di personale regionale presso gli stessi Uffici giudiziari, 5 in
più rispetto al precedente accordo. La Regione, inoltre, si impegna a fornire le risorse
materiali necessarie al funzionamento degli
Uffici giudiziari, come il materiale di cancelleria, stampati speciali, carta, materiale di
consumo informatico, attrezzature tecniche
ed informatiche e relativi servizi di manutenzione, software e strumenti di studio e
documentazione. Gli oneri relativi al personale ed ai mezzi forniti agli Uffici giudiziari,
così come le spese sostenute dalla Regione
per il funzionamento dei 22 Uffici del giudice di pace presenti in Trentino-Alto Adige,
sono totalmente a carico della Regione.
Lorenzo Dellai
Livia Gori
GIÀ A CASA?
IO PARTO DA RONCHI!
nuov
voli ! i
M il A n
GEno o linate
vA
aprile 11
51
Orizzonti
Obiettivo Internazionalizzazione
Collaborazione rinnovata
tra FINEST e CONFINDUSTRIA UDINE
Incontro operativo tra il Presidente di Finest, Renato Pujatti,
ed il Presidente di Confindustria Udine, Adriano Luci
L’incontro a palazzoTorriani tra Adriano Luci e Renato Pujatti
(foto Gasperi)
Verificare le strategie comuni nel campo
dell’internazionalizzazione, mettere insieme competenze e risorse, individuare
programmi concreti per lo sviluppo della
presenza di piccole e medie imprese nei
Fari puntati su Kragujevac
52
aprile 11
mercati strategici dell’Europa centro e sud
orientale, sono le linee operative su cui
hanno concordato il Presidente di Finest,
Renato Pujatti, ed il Presidente di Confindustria Udine, Adriano Luci, nel corso di un
recente incontro finalizzato a rafforzare la
reciproca collaborazione.
Il Presidente Luci ha sottolineato come
la presenza sui mercati internazionali sia
determinante per lo sviluppo delle imprese, in particolare di quelle di più limitate
dimensioni, quando il mercato interno
non cresce. Finest rappresenta un punto di riferimento non solo regionale per
impostare azioni comuni di penetrazione
commerciale e di cooperazione industriale
verso i Paesi di maggiore interesse per le
imprese del triveneto. Uno strumento di
sostegno concreto verso quei Paesi su cui
si indirizzano le ambizioni espansive delle
imprese del triveneto e su cui Confindustria Udine promuove attivamente sinergie
e sistemi di relazione, primi fra tutti, come
ha osservato Marco Bruseschi, Delegato
all’internazionalizzazione di Confindustria
Udine, Serbia, Albania e Russia.
Pujatti ha evidenziato la presenza operativa
di Finest su questi mercati: in Serbia, ai
primi posti in termini di investimenti negli
ultimi 3 anni, la Società si è attivata per
essere presente a Kragujevac e costituire
degli accordi quadro con le istituzioni locali, con l’obiettivo di supportare le imprese
del triveneto per l’indotto Fiat; ha sviluppato in Albania 13 operazioni, per un importo
superiore ai 2 milioni di euro; possiede
un importante know how sul mercato
russo, tanto da guidare, nel giugno 2011,
una missione economico-istituzionale e
culturale volta a individuare le opportunità
di investimento produttivo nelle diverse
regioni del vasto Paese, con il supporto fattivo del neo-Ambasciatore italiano a Mosca
Zanardi Landi, di origini friulane e pertanto
molto vicino alle iniziative promosse da
Finest e dai suoi soci.
E’ stato confermato nel corso dell’incontro
il comune impegno per favorire lo sviluppo
di strategie integrate a favore delle aziende
del triveneto presenti sui mercati internazionali. Come ha illustrato Paolo Perin,
Responsabile Marketing di Finest, lo Sportello regionale SPRINT, attivo dal 2002,
costituisce una importante risorsa di coordinamento tra i diversi enti deputati all’internazionalizzazione. Nei prossimi mesi lo
Sportello assumerà una maggiore valenza
di direzione strategica, al fine di sviluppare
sinergie moltiplicatrici di opportunità per le
aziende del territorio.
L’incontro si è concluso con l’impegno
a mantenere alta la collaborazione tra
Confindustria Udine e Finest, sviluppando
concretamente la comune presenza a Kragujevac, Serbia, dove i due enti offriranno
assistenza tecnica, istituzionale e finanziaria alle imprese impegnate nel settore
dell’automotive.
E.L.
Orizzonti
Iniziativa
SAF:
autisti e azienda uniti
per la solidarietà!
Un microDONO tramite la busta paga dei dipendenti ... e
l’azienda raddoppia!
Silvano Barbiero,
presidente Autoservizi SAF
Fvg e
Rudy Battilana,
vice-presiente
dell’associazione Casa Mia
Da gennaio scorso la busta paga dei
dipendenti dell’Autoservizi F.V.G. SpA
– SAF ha una voce in più: Operazione
microDONO.
L’azienda, grazie al supporto dell’Associazione di promozione sociale animaimpresa, impegnata sul territorio
nella diffusione della responsabilità
sociale d’impresa, ha proposto ai propri dipendenti di attuare per l’intero
anno 2011 una raccolta fondi a favore dell’Associazione CASA MIA Onlus
attraverso la formula del microDONO
in busta paga (www.microdono.org).
L’operazione rappresenta per l’azienda un’importante iniziativa di solidarietà che vede nella coesione aziendale e nell’impegno per un progetto
specifico del territorio due punti di forza che daranno un grande sostegno
ad una buona causa.
Abbiamo intervistato Silvano Barbiero,
presidente dell’azienda, per saperne
di più.
Presidente Barbiero, come si inserisce il concetto di CSR - Corporate
Social Responsibility nella vostra
azienda?
La CSR è molto importante per noi. Ogni
anno vengono effettuati investimenti in
materia di CSR con particolare riferimento
all’ambiente, alla comunità, ai dipendenti e
alla sicurezza, in linea con gli obiettivi dettati
dal gruppo inglese ARRIVA, ora acquistato
dal colosso Deutsche Bahn, di cui SAF fa
parte.
Perchè avete scelto di aderire
all’Operazione microDONO proposta
da animaimpresa?
Consideriamo microDONO una formula
innovativa di raccolta fondi. In azienda
arrivano richieste di contributo da parte di
numerose organizzazioni, anche di livello
nazionale, ma microDONO ci ha positivamente colpito per tre aspetti:
la possibilità di coinvolgere in prima persona i dipendenti che scelgono, in forma
totalmente volontaria, l’importo della donazione (€ 1, € 3, € 5, o altro importo) cui
rinunciare mensilmente nella loro busta
paga. Anche 1 euro al mese, moltiplicato
per tutti i dipendenti, può fare la differenza
se convogliato interamente ad un progetto
no profit, specialmente quando, come in
questo caso, l’azienda interviene a raddoppiare la somma versata; l’attenzione al territorio: ogni giorno i nostri bus percorrono il
territorio regionale verso il quale nutriamo
una particolare sensibilità. Poter contribuire
a sostenere l’attività meritoria svolta da
un’Associazione locale rientra perfettamen-
te negli obiettivi aziendali; il concetto di
poco ma spesso: microDONO si basa su
piccole somme, accessibili al donatore, ma
che per l’Associazione destinataria fanno
la differenza, soprattutto in termini di quotidianità.
L’Associazione CASA MIA Onlus è impegnata nella realizzazione e nella
gestione di strutture di accoglienza
presso gli ospedali di Udine e di
Trieste, idonee all’ospitalità di malati di gravi patologie o che abbiano
subito importanti interventi chirurgici, e dei loro familiari. Perchè avete
scelto di sostenere questa realtà?
CASA MIA Onlus, oltre alla gestione delle
strutture esistenti che già comportano
un grande impegno, si sta attivando per
realizzare ulteriori strutture di accoglienza
a Udine, presso l’Ospedale Civile e presso
l’Ospedale Gervasutta. Sostenere tale iniziativa, tramite il microDONO, permetterà
all’azienda e ai dipendenti di poter seguire
l’iter progettuale e di toccare con mano i
futuri sviluppi.
Come hanno risposto i vostri dipendenti?
Direi che c’è stata una buona adesione.
A gennaio abbiamo raccolto le prime 104
adesioni, mentre a marzo se ne sono
aggiunte altre 40. Considerando quanto
versato dai dipendenti, cui va sommato un
eguale importo versato dall’azienda, arriviamo ad una media di €1.200,00 al mese,
interamente destinati all’Associazione CASA
MIA Onlus. A breve abbiamo in programma
un incontro in azienda tra i nostri dipendenti ed i referenti dell’associazione. Sarà
importante al fine di far conoscere meglio
l’attività meritoria svolta da quest’ultima grazie all’impegno dei suoi volontari.
Sempre più spesso si sente dire che
l’azienda non può avere come unica vocazione il solo profitto ma che
deve occuparsi anche della sostenibilità della sua azione sia al suo interno che verso l’esterno. Cosa pensa di
questa affermazione?
L’azienda ha prima di tutto il compito di
rispettare le aspettative degli azionisti. SAF,
per la particolare attività di servizio pubblico
e sociale che svolge, ha una particolare
attenzione nei confronti dei propri stakeholders, dimostrata dalle azioni di responsabilità sociale che svolge da anni. Consideriamo
il comportamento responsabile ed il business due aspetti sinergici ed integrati nella
gestione aziendale, fondamentali per la
nostra crescita.
Annamaria Tuan
aprile 11
53
Orizzonti
Formazione
Generazione Digitale
per INSIEL
Federico Morello, Fulvio Sbroiavacca, Valter Santarossa e Daniela Moretto
“Essendo Insiel una società della Regione,
ha anche una mission sociale: si chiama
Generazione Digitale”.
Sono le parole usate dal presidente di
Insiel S.p.a., Valter Santarossa, per illustrare
l’iniziativa che ha aperto a metà marzo
le porte dell’azienda regionale a oltre
40 studenti provenienti dalle classi IV
dei licei scientifici e degli istituti tecnici
e commerciali del Fvg. “E’ un progetto
cui teniamo molto: i giovani sono i più
forti consumatori di informatica e questo
progetto li porta dietro le quinte, facendo
loro vivere per tre giorni la realtà interna
di Insiel e la sua attività” ha spiegato il
presidente. Infatti, gli studenti che hanno
partecipato all’iniziativa sono stati divisi
in due gruppi in corrispondenza di due
sessioni di tre giornate ciascuna, la prima
dal 14 al 16 marzo, la seconda dal 21 al
23. Gli alunni hanno potuto così conoscere
i vantaggi dell’informatica, gli utilizzi nella
vita quotidiana, ma anche la complessità
delle infrastrutture che ne sono alla base.
La formazione degli studenti è avvenuta,
inoltre, in modo interattivo: infatti, grazie
all’attivazione di una community su
Facebook i ragazzi hanno avuto la possibilità
di conversare tra loro e con i tecnici di
Insiel in tempo reale “diventando addirittura
collaboratori e co-autori dei progetti Insiel, di
nuovi software o di nuove idee nell’ambito
dei servizi on-line” ha precisato Santarossa.
54
aprile 11
Generazione Digitale si è già svolta nella sua
edizione sperimentale, perciò denominata
numero zero, lo scorso settembre, il cui
grande successo ne ha resa necessaria
una nuova. Protagonista da studente ma
anche collaboratore al perfezionamento
dell’iniziativa è stato il sedicenne Federico
Morello: “Da tempo perseguo l’obiettivo
di sconfiggere il digital divide culturale;
oggi i giovani sempre prima approcciano la
tecnologia, ma c’è una distinzione netta tra
fruizione convulsiva e fruizione consapevole.
Grazie all’iniziativa di Insiel, si può giungere
a una conoscenza più approfondita del
settore e a una consapevolezza diversa
nell’uso personale della tecnologia” ha detto
lo studente.
Durante la tre giorni, i ragazzi hanno
visitato la sala macchine della sede Insiel
a Trieste, dove si trovano i server regionali;
conosceranno inoltre i progetti sulla sanità,
la carta regionale dei servizi, il progetto
Ermes per la diffusione della banda larga e
quello sulla conservazione documentale.
“E’ un progetto di ampio respiro- spiega
il Direttore Insiel Fulvio Sbroiavaccache punta ad ampliare le conoscenze
informatiche dei ragazzi. L’efficacia e
l’efficienza della pubblica amministrazione
verranno misurate sempre più dai cittadini
e molti gesti quotidiani, dal fare benzina al
richiedere una ricetta medica, hanno dietro
di sé un’anima tecnologica che garantisce
e supporta un corretto rapporto tra cittadini
e Pubblica Amministrazione. Conoscere
quest’anima diventa molto importante per
comprendere i processi che stanno alla base
dei cambiamenti dettati dall’informatica
nel quotidiano”. Gli studenti saranno i
futuri cittadini e fruitori dei servizi pubblici,
avranno parte attiva nella realizzazione dei
progetti Insiel: “E’ molto impegnativo per
un’azienda far toccare dal vivo la realtà
quotidiana- ha precisato il Direttore- ma
riteniamo che sia formativo anche per noi;
per migliorare sempre di più i rapporti con
i cittadini, è necessario creare nuovi servizi
on-line e coloro che parteciperanno a
Generazione Digitale agevoleranno questi
progetti”.
Grazie alla ricaduta positiva sulle
conoscenze informatiche degli studenti,
l’iniziativa ha ricevuto il patrocinio dell’Ufficio
Scolastico Regionale: “I nostri giovani sono
nei fatti la generazione digitale, il loro è un
mondo diverso da quello della generazione
che li ha preceduti, dei loro genitori. Tuttavia
questo evento coinvolge anche i ragazzi
che per motivi diversi sono più lontani dalle
nuove tecnologie. L’informatica è un mondo
complesso e affascinante e deve essere
approcciato con consapevolezza sempre
maggiore. Il successo di questa iniziativa
conferma quanto i giovani vogliano toccare
con mano questo mondo, al di là del loro pc
di casa” ha spiegato Daniela Moratto, vice
direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale per
il Fvg.
A testimonianza del suo alto valore
formativo, Generazione Digitale ha registrato
richieste di partecipazione molto superiori
alle aspettative: “Non siamo riusciti ad
accontentare tutti, ma non escludiamo
di affiancare a queste due sessioni una
terza- ha concluso il Presidente Santarossaquesto è un progetto che riguarda i giovani,
ma l’obiettivo di Insiel è abbattere il digital
divide verso tutti”. Questo, infatti, è il fine di
Ermes, progetto appena avviato dalla società
regionale, che prevede l’apertura di punti di
accesso ai servizi innovativi in diversi comuni
della regione, mettendo così a disposizione
le nuove tecnologie anche nelle aree
periferiche che ne sono sprovviste.
L.B.
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ORDINE DEGLI ARCHITETTI
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aprile 11
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Orizzonti
Formazione
Bassa Friulana:
l’importanza dell’istruzione
tecnica
In Italia sono circa 110mila i tecnici di cui le imprese
manifatturiere necessitano per continuare ad essere
competitive. Anche nella Bassa friulana le aziende
manifatturiere fanno fatica a reperire periti tecnici,
fondamentali per la crescita d’impresa
Alberto Toffolutti
Stante l’assoluta rilevanza della tematica,
sabato 12 marzo nella Sala Consiliare del
Comune di San Giorgio di Nogaro è stata
organizzata una tavola rotonda dove i rappresentanti del mondo imprenditoriale, formativo e politico si sono confrontati sul binomio
formazione ed attività industriale.
Marzio Serena, direttore Consorzio
Aussa Corno: “Il Consorzio Aussa Corno
mette a disposizione delle aziende 1.400 ettari di zona industriale. Al momento sono insediate un centinaio di imprese che occupano complessivamente 2.500 persone. Inoltre
stimiamo in circa 1.500 gli addetti impiegati
nelle aziende che lavorano nell’indotto. Dal
Nord Europa e dal Medio Oriente ci guardano con interesse per compiere degli investimenti produttivi. E’ evidente che nella scelta
conta anche il capitale umano che le aziende
possono reperire nella Bassa friulana. I periti
chimici, meccanici, elettronici dell’automazione ed elettromeccanici rappresentano i profili
tecnici di cui le aziende insediate nella zona
industriale Aussa Corno necessitano prevalentemente”.
Aldo Durì, dirigente scolastico dell’ISIS
Malignani di Cervignano del Friuli:
“Segnalo la diminuzione degli iscritti all’ITI
Malignani di Cervignano e San Giorgio di
Nogaro. Imputo tale calo ad alcuni fattori in
particolare. Da una parte, l’ITI Malignani resta
56
aprile 11
un istituto i cui iscritti sono per la stragrande
maggioranza di sesso maschile. La componente femminile è nettamente minoritaria.
Se la quota di ragazze crescesse anche l’ITI
potrebbe vantare un aumento delle iscrizioni.
In aggiunta a ciò, sottolineo un diffuso pregiudizio nei confronti del lavoro nelle aziende
manifatturiere a cui viene associato lo sfruttamento, la fatica fisica, la miseria, la subordinazione e l’alienazione. Come se l’ambiente
di fabbrica fosse ancora quello del XIX secolo.
Inoltre, i giovani posticipano l’ingresso nel
mondo del lavoro e puntano a farsi mantenere il più a lungo possibile dai genitori.
Infine, ritengo che il sistema dei trasporti nella Bassa friulana sia inadeguato per favorire
il trasferimento degli studenti a Cervignano
ed a San Giorgio di Nogaro. In conclusione,
auspico che gli operatori economici forniscano agli istituti tecnici le indicazioni su quali
ambiti formativi implementare. Credo che i
luoghi di lavoro in futuro dovranno diventare
luoghi di formazione e che i giovani debbano
andare a scuola in azienda. In questo senso
l’iniziativa “Fabbricando” è stata un’iniziativa
geniale della Danieli di Buttrio”.
Andrea Lazzarini, Comitato delle imprese insediate della Zona Industriale
Andrea Lazzarini
Aussa Corno: Inviterei a considerare con
pragmatismo il contesto in cui viviamo. La
Bassa Friulana è un’area ad alta vocazione
manifatturiera che si trova oggi a guardare
con preoccupazione al costante calo delle
iscrizioni agli Istituti Tecnici e Professionali
locali nonostante l’ancora elevata offerta da
parte delle imprese insediate di profili tecnici, soprattutto nel campo della meccanica,
dell’elettrotecnica, della chimica, del biologico e delle biotecnologie. Le imprese hanno
bisogno di periti per crescere e per restare
competitive. Il tecnico in un’azienda è un
conduttore d’impianto e col tempo può diventare un commerciale in grado di ottenere
commesse e collaborare ulteriormente allo
sviluppo dell’organizzazione manifatturiera
in cui opera. Ritengo fondamentale che un
maggior numero di ragazze si iscrivano presso gli istituti tecnici”.
Alberto Toffolutti, vice presidente Confindustria Udine: “le imprese insediate
presso il polo di San Giorgio di Nogaro costituiscono un esempio virtuoso di sviluppo
industriale. La mancanza di personale con
una formazione tecnica è un problema serio
che può minare il comparto manifatturiero
in quanto le attività di progettazione e di
costruzione dei prodotti si basano anche
sulla figura professionale dei periti. Alla pari
del dirigente scolastico Durì, penso che la
carenza di periti sia da imputare al rifiuto del
lavoro manuale. Credo che i capi officina, i
carpentieri, etc. debbano andare orgogliosi
della professione che svolgono esattamente
come i commercialisti, i notai, gli avvocati,
etc. E spero che i tecnici e gli operai invitino
i propri figli a seguire la medesima carriera
professionale, perchè devono essere fieri del
fatto che col proprio lavoro hanno contribuito
allo sviluppo economico-industriale del Friuli.
Confindustria Udine con l’iniziativa di Fabbriche Aperte sta cercando da oltre un decennio di diffondere presso i ragazzi delle scuole
medie e superiori del Friuli la cultura d’impresa e l’importanza dell’istruzione tecnica.
Le scuole devono sostenere la formazione
dei giovani in campo tecnico, informatico e
linguistico perchè costituiscono i requisiti fondamentali per essere assunti in azienda”.
Roberto Molinaro, assessore regionale all’Istruzione, università, ricerca:
“Cercheremo di migliorare l’orientamento
scolastico in modo da favorire quegli indirizzi formativi che permettano ai giovani di
intraprendere una soddisfacente carriera
professionale, supportata da concrete possibilità occupazionali fornite dalle imprese
del territorio. Infine, cercheremo di favorire
la concentrazione, sul territorio friulano, di
poli d’istruzione d’eccellenza. Come quello
dell’ISIS Malignani”.
M.D.L.
Orizzonti
Giovani e società
La formazione e l’apprendimento
sul posto di lavoro
In questo numero della rubrica emerge chiaramente come la formazione scolastica ed
universitaria siano un elemento fondamentale per favorire l’inserimento dei giovani nel
tessuto produttivo friulano
A dimostrazione dell’importanza della formazione tecnica presso le imprese manifatturiere friulane, si riportano i casi di tre ragazzi
i quali, benché non laureati, sono da tempo
assunti con un contratto a tempo determinato.
Giovanni, 24 anni - diventato perito elettrotecnico al Malignani nel 2006 – ha trovato
subito impiego presso un’azienda di circa
20 dipendenti che realizza pannelli solari.
“Mi occupo dell’installazione e
della manutenzione di pannelli
fotovoltaici. Se continuo di
questo passo, credo che diverrò
capo-cantiere. Il lavoro manuale
mi piace, mi sento portato per
il mestiere di cantierista. E’ di
mio gradimento anche l’aspetto
relazionale che questo impiego
comporta. Non sono andato
all’università; mi sono concentrato subito su un lavoro che, per
quanto fisicamente faticoso, mi
sta dando soddisfazioni”.
Pure Ivan, come Giovanni, non
si è laureato. “Nel 2002 ho
conseguito la maturità presso il
Ceconi di Udine. Già nel luglio di
quell’anno ho iniziato a spedire
il mio curriculum vitae ad alcune
aziende; dopo qualche mese,
un’impresa di servizi mi ha
assunto per due anni a tempo
determinato. Mi occupavo di
redigere i manuali della qualità
e dei procedimenti di certificazione. Purtroppo non mi hanno
rinnovato il contratto, ma intanto ho acquisito
delle capacità e non è stato complicato
trovare un’ azienda interessata al mio profilo.
Ora sono assunto a tempo indeterminato in
un’impresa chimica come responsabile della
qualità dei prodotti e dei processi”.
Esattamente come Giovanni anche Matteo,
dopo il diploma di geometra, conseguito nel
2009, si è iscritto all’Università. “Ho frequentato i corsi di Architettura a Venezia, ma dopo
un anno e mezzo – spiega Matteo - sono
stato contattato da un’azienda metalmeccanica friulana di medie dimensioni. Dopo che
mi hanno offerto uno stipendio fisso ed un
incarico nell’ufficio tecnico ho trovato opportuno mettermi in gioco ed ho accettato la
proposta di impiego. Lavoro da circa sei mesi
e mi rendo conto che un’azienda ha tanto
da insegnarti. I suggerimenti dei colleghi, il
dialogo coi clienti, lo studio dei disegni già
svolti e la fatica di elaborare nuove soluzioni
rappresentano un patrimonio di conoscenze
importante, molto diverso dall’apprendimento passivo e dal nozionismo in cui mi sono
imbattuto spesso a scuola ed all’università.
A 21 anni mi dico soddisfatto della scelta
professionale che ho intrapreso”.
Daniela, rispetto ai ragazzi ascoltati
precedentemente, dopo il diploma presso
l’istituto tecnico-commerciale, si è iscritta
ad economia aziendale ed ha conseguito
la laurea specialistica. “Dopo la triennale ho
avuto la forte tentazione di cercarmi subito
un impiego in banca o presso un’impresa.
Poi ho pensato che se non portavo subito a
casa anche la laurea specialistica, difficilmente tra alcuni anni – mentre stavo lavorando
– ce l’avrei fatta. Ora, a 26 anni, lavoro a
tempo determinato presso un’assicurazione.
Non è un mestiere facile: cercare clienti
e consolidare quelli già nel portafoglio è
assai dispendioso in termini di tempo e di
pazienza. Ma credo che questo sia uno degli
aspetti più appassionanti del lavoro che mi
sono scelta”.
Elena – 27 anni - dopo la laurea in statistica
ha trovato subito lavoro in una grande azienda manifatturiera friulana, nella gestione dei
sistemi informativi. “Moltissimi elementi gli
ho acquisiti svolgendo i compiti – sempre
più impegnativi e responsabilizzanti – che il
mio capo ufficio mi ha man a mano affidato.
Ho compiuto passi da gigante
nella reportistica ed ora riesco a
svolgere parecchie analisi sulla
redditività aziendale. Non nascondo che l’aspetto gestionale mi
ha a tal punto coinvolto che ho
iniziato a prendere in considerazione l’ipotesi di andare a lavorare in un’impresa che si occupa di
consulenza aziendale”.
“Quando al termine delle scuole
medie – racconta Luca, 25
anni - ho dovuto scegliere quale
scuola superiore frequentare non
ho avuto dubbi: il Malignani. Mio
padre possedeva una piccola
ditta che compiva lavorazioni
metal-meccaniche; diventando
perito meccanico ero convinto
di poter dare il mio contributo
alla gestione ed allo sviluppo
dell’azienda di famiglia. Dopo
il diploma nel 2005, a 19 anni
sono entrato nell’impresa paterna. Tutto è andato bene fino agli
inizi del 2009 quando la crisi ha
spazzato via, in pochi mesi, la ditta.
Sul momento l’impatto – anche emotivo della vicenda – è stato durissimo. Mio padre è
andato in quiescenza perché aveva raggiunto l’età pensionabile. Io mi sono guardato
in giro. Fortunatamente il titolo di studi e
l’esperienza accumulata in azienda mi hanno
agevolato nel trovare un’impresa interessata
ad assumermi. Da due anni sono impiegato
nel reparto produzione di una ditta che opera
nel settore meccanico; con molta umiltà
sto imparando dal punto di vista tecnico e
gestionale il più possibile perché un giorno
vorrei essere pure io imprenditore”.
Massimo De Liva
aprile 11
57
Orizzonti
Friuli Innovazione
Nasce il Centro di Eccellenza
sulla Simulazione
Il taglio del nastro - l’Assessore Molinaro e Diego Minen
Nasce in Friuli Venezia Giulia il Centro di Eccellenza sulla Simulazione, inaugurato giovedì
10 marzo a Tavagnacco alla presenza dell’Assessore regionale all’Istruzione, Università e
Ricerca Roberto Molinaro. Il nuovo Centro,
frutto della collaborazione tra VI-grade Srl,
società italotedesca leader a livello mondiale
nello sviluppo di tecnologie di prototipazione
virtuale e Friuli Innovazione, è studiato per
dar vita ad un polo altamente specializzato
nel settore delle tecnologie di prototipazione
virtuale e testing, con possibili applicazioni in
tutti i settori industriali.
“Un esempio di concretizzazione delle politiche volte a favorire l’innovazione tecnologica”, ha detto l’assessore Molinaro, presente
al taglio del nastro insieme con le altre autorità: il vice presidente della Provincia di Udine
Fabio Marchetti, il sindaco di Udine Furio
Honsell, il sindaco di Tavagnacco Mario Pezzetta, il presidente di Friuli Innovazione Sergio
Cecotti e il direttore Fabio Feruglio, e Michele
Morgante, delegato del Rettore dell’Università
Una immagine del Driving Simulator
58
aprile 11
di Udine per la ricerca e il trasferimento tecnologico.
“La collaborazione tra Friuli Innovazione e
VI-grade nasce all’inizio del 2007 – ricorda il
direttore di Friuli Innovazione Fabio Feruglio allora VI-grade era un’impresa praticamente
start up, ma con competenze, soluzioni e
relazioni di business internazionali, in un settore di nicchia, con straordinarie potenzialità
e completamente sconosciuta in Friuli. Abbiamo visto con largo anticipo quello che oggi
è sotto gli occhi di tutti e abbiamo avuto la
possibilità di realizzare insieme alcuni progetti
di ricerca e di sviluppo competitivo grazie agli
strumenti regionali che sostengono la ricerca
e l’innovazione (bandi legge 26/2005 e legge 4/2005). Continuiamo a sostenere con
convinzione lo sviluppo del Centro di Eccellenza sulla Simulazione perché è un settore
tecnologicamente avanzato e rappresenta
una concreta opportunità per il territorio, ovvero per la ricerca multidisciplinare (informatica, ingegneria, medicina) e per le imprese”.
Il nuovo Centro di Eccellenza contiene tre
“Driving Simulator” (simulatori di guida), di
cui due su piattaforma fissa e uno su piattaforma mobile. Quest’ultimo è un prototipo
per ora unico al mondo ma destinato a
essere prodotto in serie ed è stato messo a
punto da VI-grade Srl grazie anche a un cofinanziamento regionale a valere sulla LR 4/05
ottenuto con il supporto di Friuli Innovazione.
Lo sviluppo del progetto, durato due anni,
ha coinvolto numerose aziende high-tech
del territorio e non. Il simulatore contiene
un posto di guida altamente realistico (dotato di sedile, volante, freno, acceleratore,
frizione, cambio) che consente di testare
le proprie capacità di guida all’interno di
uno scenario virtuale altamente immersivo:
il tipo di veicolo, la strada, le condizioni
meteo e di traffico sono “simulate” da un
sistema virtuale in grado di riprodurre con
grande accuratezza le condizioni reali.
Pensato per applicazioni nei settori dell’ingegneria del veicolo e dell’automobilismo
sportivo, il sistema è destinato a rivoluzionare
anche il settore della sicurezza stradale. “In
questo senso un primo obiettivo sarebbe
quello di renderlo strumento complementare
a ciò che viene insegnato nelle autoscuole”
spiega Diego Minen, ingegnere, direttore
tecnico, VI-grade. Ma in cantiere c’è anche
un’iniziativa senza precedenti in Italia, ovvero
la creazione una scuola guida sicura e sportiva virtuale per “addestrare” chiunque a stare
al volante anche nelle situazioni più critiche.
“Utilizzando il simulatore si può guidare in
condizioni di scarsa visibilità, bassa aderenza,
o trovarsi di fronte a ostacoli improvvisi: lo
scenario è virtuale ma le percezioni visiva,
acustica e di movimento sono assolutamente
reali – spiega Minen – il veicolo reagisce ai
comandi del guidatore come farebbe nella
realtà, e ciò distingue il sistema fortemente
da un videogame. Ovviamente si possono
provare e riprovare le manovre fino a quando
non si è in grado di condurre correttamente
il mezzo nelle condizioni di emergenza che
vengono ricreate”.
Altri interessanti risultati potrebbero essere
ottenuti, secondo Minen, simulando la guida in condizioni di alterazione sensoriale o
semplice distrazione. “Il sistema è in grado
di ritardare artificialmente gli impulsi dati ai
comandi dal guidatore sobrio, per fargli capire cosa succederebbe qualora si mettesse
alla guida dopo aver bevuto un bicchiere di
troppo o aver fatto uso di sostanze stupefacenti. A parte questi estremi, anche semplicemente sperimentare ciò che succederebbe
in condizioni di pericolo quando contemporaneamente si utilizza il telefono cellulare
potrebbe far capire a chi lo fa che il perché
non dovrebbe. A questo proposito stiamo lavorando con alcuni psicologi e neurofisiologi
per mettere a punto il sistema sulla base di
misurazioni cliniche. Creare impressioni di
pericolo molto realistiche potrebbe aiutare
tutti a comportarsi in modo più consapevole,
nella realtà troppo spesso si pensa che gli
incidenti succedano solo agli altri”. Il “Driving
Simulator” in questo ultimo caso diventerebbe strumento essenziale, dal momento che
nella realtà tali situazioni non sono assolutamente sperimentabili.
Orizzonti
Ente Friuli nel mondo
SLOVACCHIA,
tante opportunita’ personali
e per le imprese
di Paola Del Degan
ma del project finance, dell’export finance
eccetera. Il sistema offre assolutamente
tutte le tipologie creditizie esistenti nei paesi
occidentali con alcune variazioni in base al
sistema giuridico locale e alla struttura del
business locale.
Mirco Ribis fa parte di quella nuova classe dirigente che anni fa ha
deciso di intraprendere una nuova strada professionale, al di fuori
dei confini nazionali, trasferendosi in Slovacchia. La scelta, nel suo
caso, è nata grazie alle prime opportunità lavorative venutesi a
creare nel centro dell’Europa nei primi anni ‘90. Oggi grazie a un
sistema informativo più intenso e all’allargamento dell’Europa verso
est, i giovani vedono in questi paesi emergenti, una possibile meta
dove poter realizzare i propri sogni allargando gli orizzonti personali
e professionali.
Ci sono aiuti statali o europei agli investimenti?
Si, il governo Slovacco da molti anni ha
istituito varie forme di aiuto; tax holiday, finanziamenti alla formazione e altro. L’Europa,
come per gli altri paesi dell’unione europea,
ha erogato ed eroga tuttora una serie di fondi
europei a supporto dell’impresa slovacca.
Alcuni enti sovrannazionali, come la Banca
Europea per gli investimenti, ha creato una
serie di finanziamenti agevolati per le piccole
e medie imprese per progetti particolari, ad
esempio fondi per la realizzazione di progetti
nel settore delle energie rinnovabili.
Perché proprio la Slovacchia, che opportunità maggiori può offrire rispetto ad altre nazioni europee?
La scelta di trasferirmi in Slovacchia è scaturita dopo una analisi delle opportunità, considerando la posizione strategica del paese, le
dimensioni di un`economia a misura d’uomo,
una sorta di vicinanza alla mentalità italiana e
diciamo anche a una similitudine embrionale
con la friulanità.
A proposito cos’è per lei la ‘’friulanità’’
e come può aiutare i corregionali che
cercano di affermarsi professionalmente al di fuori della piccola patria?
La friulanità consiste nell’appartenere a un
gruppo etnico, è essere fiero delle proprie
origini. E’ anche sinonimo di serietà, correttezza e semplicità. Poche parole, tanti fatti
con la stima riconosciuta e confermata in
tutto il mondo.
Di cosa si occupa?
Sono dirigente in una banca slovacca di
proprietà austriaca e sono responsabile della
divisione “financial institution’’. Nei precedenti 15 anni, mi sono occupato della gestione
delle imprese italiane che internazionalizzavano investendo in Slovacchia.
Che caratteristiche ha il sistema bancario dell’Europa dell’Est?
Il sistema bancario del Centro Est Europa ha
avuto uno sviluppo verticale rapido grazie
alle sempre più numerose privatizzazioni. Le
maggiori banche commerciali di proprietà
dello stato sono state privatizzate in pochi
anni trasformando completamente il settore
bancario creando competitività e mercato in
un sistema economico giovane e dinamico.
Il tutto chiaramente sotto il pieno controllo
delle rispettive banche nazionali con la supervisione della banca centrale europea. Un
sistema che ha dimostrato, anche durante la
crisi economica mondiale, di essere solido e
maturo per affrontare le principali sfide economiche globali.
Mirco Ribis
Molti giovani mi contattano
chiedendomi come fare per
poter iniziare un’esperienza
simile alla mia. Un primo
passo consiste nell’avvicinarsi
al sistema di camere di
commercio italiane miste
(Assocamere estero), alle
associazioni di imprese
italiane segnalando la propria
disponibilità ad andare
all’estero e, sicuramente,
studiare un paio di lingue
straniere.
Finanziariamente come vengono supportate le aziende da parte delle banche slovacche?
Gli istituti di credito in Slovacchia sostengono
le imprese sia nel breve sia nel medio lungo
termine. A seconda della tipologia si possono
anche impostare gli investimenti con il siste-
Quali difficoltà ha incontrato e quali
le soddisfazioni?
Le maggiori difficoltà sono state la distanza
dai propri cari e dai propri affetti, il dover
cambiare le proprie abitudini e le proprie
comodità consolidate. Le soddisfazioni professionali sono state notevoli visto l’enorme
sviluppo economico di questo paese; basti
pensare che prima della crisi la Slovacchia
aveva una crescita del PIL del 10% su base
annua e anche per il 2010 la crescita del PIL
si aggira sul 4%.
Prossimi traguardi professionali?
La mia crescita professionale è iniziata molti
anni fa e la considero un viaggio con ancora
molta strada da percorrere. I miei traguardi
futuri sono di fatto la mia più grande motivazione attraverso i quali alimento la mia voglia
di sapere e di crescita.
Qual è la sua relazione attuale col
Friuli?
La mia relazione con il Friuli nell’ultimo periodo sta diventando più istituzionale. I contatti
con le imprese si stanno allargando a un
maggiore contatto con enti quali l’Ente Friuli
nel Mondo, Confcommercio, Confartigianato,
Regione, Camera di commercio.
Mirco Paolo Ribis
Head of Financial Institution Department Tatra Banka a.s.
Indirizzo: Hodzovo nam. 3 / P.O.Box 42
SR 850 05, Bratislava.
Tel: + 421-2-5919 1846
Fax: + 421-2-5919 1878
Cellulare: + 421 903 789802
E-mail: [email protected]
Sito web: http://www.tatrabanka.sk
aprile 11
59
Orizzonti
Università di Udine
Inaugurato l’anno accademico
2010/2011
politico importante – ha sottolineato Compagno –, ovvero il riconoscimento esplicito
della necessità di avviare processi di perequazione tra Atenei, laddove il finanziamento statale crea delle storiche disparità. Un
risultato ottenuto grazie al legislatore, ma
anche grazie a un diverso, corretto, solido
e maturo rapporto di cooperazione con
l’università di Trieste”. Sull’avvio della riforma
con la Legge 240/2010, il rettore ha invece
rimarcato come “alle grandi novità normative, che vogliamo vedere come un veicolo di
introduzione di alcuni necessari processi di
ammodernamento del sistema, non si sono
accompagnate novità significative nel rapporto Stato-Università, fondato su direttive
spesso tra loro in contrasto e di ritardo sui
processi di comunicazione. Se vogliamo che
l’ammodernamento invocato dalla legge sia
credibile, è necessario che le azioni ministeriali conseguenti siano coerenti nei tempi e
nei contenuto e quindi credibili”.
Al centro il Magnifico Rettore Cristiana Compagno
“Costituire reti federate di università del
Nordest ed europee, attraverso una forte
cooperazione tra le Università dell’area
Alpino-Adriatica, che interessi, in particolare,
i livelli più alti di educazione universitaria e
post-universitaria, come i Master e i Dottorati di ricerca”. Così il rettore dell’Università
di Udine, Cristiana Compagno, in occasione,
lunedì 14 marzo, dell’inaugurazione del
XXXIII anno accademico dell’ateneo friulano,
ha delineato la via capace di “dare un futuro
ai nostri piccoli atenei e aprire spazi inesplorati di azione comune anche ai nostri territori, disegnando nuove reti di cooperazione
interuniversitaria a cavallo di Paesi e culture”.
Una via che è anche “un modo – ha sottolineato il rettore, rimarcando il valore storico e
fondativo dell’Unità d’Italia per il Paese – per
rileggere e interpretare, anche nelle aree più
problematiche della nuova Europa, la stessa
idea federativa che accompagnava il Risorgimento italiano”.
La cerimonia di inaugurazione dell’anno
accademico 2010/2011 si è infatti aperta a
Udine con l’inno nazionale. “Un modo – ha
detto Compagno – per ribadire come l’Università sia luogo e strumento attraverso cui
affermare e riaffermare nella storia i valori di
democrazia, libertà, autonomia e pluralismo
60
aprile 11
nell’unità. Il Risorgimento è stato ed è per
l’Italia un evento fondativo della sua storia
contemporanea”, in cui i giovani universitari
di allora “ebbero un ruolo forte e decisivo –
ha ricordato Compagno – e da cui nacque
anche l’imprinting delle Università italiane:
dall’ideale, che rappresenta ancor oggi uno
dei contributi più grandi che l’Italia ha dato
al mondo, di nazione unita nelle sue diversità e nelle sue autonomie territoriali”. Su
queste radici, oggi, «l’Italia e le sue Università – ha affermato Compagno – possono e
devono riprendersi una posizione nel mondo. È in questo disegno ampio ma fondato,
in questa dialettica tra storia profonda e
cammino futuro che si deve collocare l’Università di Udine”.
L’inaugurazione dell’anno accademico è occasione di incontro con la propria comunità
di riferimento, per tracciare bilanci e delineare le azioni future. Il rettore ha dunque
ripercorso i principali interventi messi in atto
in un anno di governo d’ateneo.
Situazione generale
La legge regionale 97 di riforma per il
finanziamento del sistema universitario recentemente varata “contiene un passaggio
Sviluppo nonostante i
tagli
Nello spazio di due anni l’Ateneo “ha iniziato
e portato a termine – ha sottolineato Compagno - un processo di ammodernamento
e ulteriore qualificazione a livello nazionale
e internazionale, raggiungendo risultati straordinari, seppur a risorse calanti. Siamo stati
adempienti rispetto agli obiettivi di crescita
e rinnovamento, entro il rigore della spesa.
Non altrettanto il nostro Stato. Alle riforme
non sono corrisposte risorse, e i meccanismi premiali introdotti non sono in grado
di dispiegare i loro effetti incentivanti in un
regime di finanziamenti drammaticamente
calanti”.
Situazione finanziaria
Ottimi i risultati di bilancio ottenuti dall’Ateneo, che ha raggiunto la stabilità finanziaria
“con il completamento del piano di recupero – ha annunciato il rettore – del disavanzo
dell’amministrazione centrale che, con
l’approvazione del bilancio consuntivo 2010,
sarà completamente riassorbito, con due
anni di anticipo rispetto agli obiettivi concor-
Orizzonti
Università di Udine
dati con il Miur a fine 2008”. A fronte di una
riduzione di Ffo di 2,2 milioni di euro, negli
esercizi finanziari 2009 e 2010 l’Ateneo ha
migliorato di 5,4 milioni i risultati di bilancio.
Sul fronte dei finanziamenti, nel 2010 il
Ffo assegnato è stato di circa 75 milioni di
euro, cioè di -2,2 milioni rispetto al 2009.
Grazie agli ottimi risultati della didattica e
della ricerca, la riduzione è stata, tuttavia,
minore (pari al 2,8%) rispetto alla riduzione
di sistema (pari al 3,7%). Nei finanziamenti
basati sui risultati, Udine si colloca stabilmente tra le prime dieci università italiane
e quarta nel Nordest. Nel 2010 il rapporto
tra Ffo assegnato in base alla valutazione
e Ffo complessivo è stato pari, per Udine,
all’11,8% rispetto al dato medio di sistema
dell’10%. “Il paradosso – ha evidenziato
Compagno – è che questi risultato riescono
esclusivamente a limitare i devastanti effetti
derivanti dalla progressiva riduzione dei finanziamenti statali”.
Ricerca e
internazionalizzazione
Per quanto riguarda la ricerca, il numero
di pubblicazioni scientifiche dei ricercatori
udinesi presenti nella banca dati Web of
Science, che seleziona a livello mondiale
pubblicazioni a elevati standard di qualità,
è crescente negli anni, con un incremento stimato dal 2008 al 2010 del 7,6%. In
aumento anche la riconoscibilità delle pubblicazioni a livello internazionale, cioè il numero di citazioni, con incremento in tre anni
del 19,8%. Cresce il numero degli studenti
che fanno esperienze formative all’estero
(+74,5% in un anno) ed è in aumento la
mobilità studentesca internazionale in entrata (173 studenti lo scorso anno e 216 nel
primo semestre del nuovo anno) e in uscita
(350 studenti lo scorso anno). Sette sono
i corsi che rilasciano doppio titolo internazionale, 2 di laurea triennale (Viticoltura ed
enologia e Conservazione dei beni culturali)
e 5 di laurea magistrale (Dams cinema,
Comunicazione multimediale e tecnologie
dell’informazione, Letteratura austriaca
del corso in Lingue e letterature europee;
dall’anno accademico 2011/2012, Ingegneria elettronica e Informatica).
Organizzazione ed
edilizia
I processi di riorganizzazione hanno riguardato l’avvio ufficiale a gennaio dei 14 Dipartimenti dell’Ateneo, frutto della disattivazione e riaggregazione dei precedenti 28 e
della conseguente ricollocazione di 900 persone. È stata avviata la riorganizzazione delle
biblioteche in 4 grandi poli. Entro l’estate
sarà completata la riorganizzazione dell’amministrazione centrale, ed entro fine anno
sarà attuato il passaggio al nuovo sistema
contabile di tipo economico patrimoniale e
analitica a supporto di una gestione orientata a logiche di budget e controllo direzionale. Dal lato dell’edilizia si è conclusa la forte
intensificazione del processo di polarizzazione della attività didattiche e di ricerca nei 4
poli umanistico, scientifico, medico, economico e giuridico. Tra i maggiori interventi in
fase di progettazione, le ristrutturazioni della
ex chiesa di S. Lucia e dell’ex scuola “Maria
Bambina” in via Mantica, di palazzo Garzolini di Toppo Wassermann in via Gemona,
dell’ex edificio del collegio Renati in via Tomadini, e, in tutti e 4 i poli, la realizzazione
di nuovi spazi per laboratori e aule.
Auspici e azioni future
Alla luce del fatto che “siamo oggi – ha detto il rettore - un organismo sostanzialmente
sano, pronto a ripartire anche nell’applicazione della nuova legge, ma che rischia
di rimanere fermo se privo di risorse da
investire per nuovi progetti e per affrontare
nuove sfide», Compagno ha annunciato
che «intendiamo recuperare il sottofinanziamento cronico, che ci vessa e umilia, per
metter in sicurezza i settori più esposti agli
effetti dei tagli e per ricominciare a investire
in modo deciso nella ricerca e nella qualità
della didattica, nell’interesse della scienza
e della ricerca e per il benessere di tutta la
comunità friulana”. Compagno ha indicato
la via: “Dovremo puntare, con le università
più proattive del Paese, su un meccanismo
di finanziamento non più basato sulla spesa
storica, ma sul rapporto tra risorse impiegate
e risultati ottenuti nella gestione, nella didattica e nelle ricerca”, abbandonando “l’attuale
meccanismo della spesa storica basato
sui costi standard, perverso per le risorse
pubbliche, in quanto crea inflazione in una
spirale viziosa - perché chi spende di più, di
più ha -, e profondamente ingiusto dal punto di vista etico e sociale, non premiando
merito, impegno, competenza, capacità di
reazione”. Un nuovo sistema “che richiede
strumenti di misurazione e di valutazione
della efficacia e della qualità nella ricerca e
nella didattica e dell’efficienza gestionale”.
Il Presidente della
Regione
Dal canto suo, Renzo Tondo ha rimarcato
la vicinanza della Regione all’Università di
Udine, “in questa stagione di cambiamenti e
di incertezze che, tuttavia, può essere anche
una opportunità di miglioramento. In queste
situazioni – ha detto Tondo - la qualità delle
persone sono la risorsa che fa la differenza e
di queste risorse è costituita oggi l’università
di Udine, ateneo che ha saputo con determinazione e lungimiranza intraprendere un
positivo percorso di riorganizzazione, riconosciuto, oggi, dai risultati che l’Ateneo ha
raggiunto”. L’Autonomia dell’Università “è un
principio inderogabile – ha detto Tondo –
che, tuttavia, non può essere disgiunto dalla
responsabilità, anche in considerazione del
ruolo dell’università di motore dello sviluppo
territoriale, in particolare in tempi di crisi”.
In questo processo “anche la Regione è
coinvolta – ha affermato il governatore -, e
la nuova legge regionale di finanziamento
al sistema universitario, varata all’unanimità,
intende essere uno strumento nuovo, che,
tra gli obiettivi strategici, intende accentuare
il ruolo del Friuli Venezia Giulia nell’ambito
della conoscenza e premiare l’eccellenza”.
Dunque, per la Regione è una priorità sostenere alta formazione ed eccellenze nella
didattica e nella ricerca, e “la nuova legge
approvata per il finanziamento complessivo
alle università prevede – ha ricordato Tondo
- un aumento del 25% delle risorse stanziate per gli anni 2012 e 2013”. In particolare,
rispetto ai 4,6 milioni l’anno di euro stanziati
per tutte le università della regione nel 2011,
siamo passati – ha spiegato il Presidente - a
6,2 milioni per ciascuna annualità nel 2012
e nel 2013.
Fiorella Kostoris
La cerimonia di inaugurazione si è chiusa
con l’intervento della professoressa Fiorella
Kostoris, tra i sei componenti di nomina ministeriale della neocostituita Agenzia nazionale per la valutazione dell’università e della
ricerca (Anvur), economista tra i massimi
esperti europei nel campo della valutazione,
docente di Economia politica dell’Università
“La Sapienza” di Roma. Kostoris si è detta
lieta di partecipare all’inaugurazione del
nuovo anno accademico dell’università di
Udine, “Ateneo che ritengo esemplare – ha
affermato – tra gli atenei di più recente
istituzione”. In merito alla valutazione delle
università “premiare il merito in maniera
trasparente – ha affermato – è un atto volto
ad accrescere l’equità e, insieme, l’efficienza,
e contribuisce sia all’etica, sia allo sviluppo.
Dare onore al merito è efficiente, perché la
nostra società, nel riconoscere e incentivare
i più capaci, promuove una più elevata dinamica culturale, economica e sociale”.
aprile 11
61
IL LIBRO
DEL MESE
Orizzonti
Libri
Altre letture
consigliate
Luigi Lombardi
GUIDA
PRATICA PER
L’ESPORTATORE
Franco Angeli
Pagg.: 512
Euro 49,00
Con un mercato interno sempre più asfittico,
per molte aziende italiane la ricerca di nuovi
mercati nei quali esportare i propri prodotti
rimane l’unica ancora di salvezza. Se, però,
per le grandi aziende italiane l’esportazione è
sempre stata un’abitudine, per la stragrande
maggioranza delle pmi (che sono il 92%
delle imprese italiane) è stata spesso
considerata un’attività residuale: si esportava
solo ciò che non si riusciva a vendere sul
mercato interno. Oggi che, volenti o nolenti,
la musica è cambiata, molte pmi non hanno
al proprio interno le competenze adatte
ad approcciare e sviluppare correttamente
l’export, ciò anche perché nelle scuole
italiane difficilmente si preparano esperti nel
settore dell’esportazione. Può, allora, essere
molto utile questo volume che in modo
chiaro ed esaustivo chiarisce tutti gli aspetti
che devono essere curati per esportare al
meglio: dai motivi per cui si esporta agli
studi preliminari del mercato sul quale si
vuole sbarcare, dall’organizzazione del canale
distributivo alle formalità doganali, passando
per i trasporti, i finanziamenti, le assicurazioni,
le normative, gli incentivi.
Stefano Scabbio –
Luigi Tivelli
LA FORMULA
Come passare
dallo Stato
gassoso allo Stato
solido.
Rubettino
Pagg.: 124
Euro 10,00
Ci sono alcuni nodi irrisolti che qualsiasi
politico serio italiano dovrebbe cercare di
risolvere se vuole aiutare questo Paese a
uscire dalla melma in cui si è cacciato. In
questo agile e interessante libello, gli autori
individuano le sei questioni fondamentali
alle quali bisogna metter mano: la riforma
istituzionale, la pubblica amministrazione,
l’etica pubblica e la qualità, la questione
sociale e giovanile, la concorrenza, l’assenza
di meritocrazia. Scabbio e Tivelli, non si
limitano all’individuazione dei mali del Paese
(peraltro ben noti ai più), ma propongono
62
aprile 11
anche una “formula” per cercare di risolverli
che, forse non sarà esaustiva, ma senz’altro
può costituire un’ottima base di partenza
per una discussione seria. Le proposte
degli autori sono tutto sommato semplici
e riassunte in poche pagine (si va, ad
esempio, dall’effettiva attuazione dell’articolo
‘39 della Costituzione sulla personalità
giuridica dei sindacati alla riforma degli
articoli “socialisteggianti” da 41 a 47 della
Costituzione, dall’obbligo del concorso per
l’accesso agli uffici pubblici al divieto di un
cumulo eccessivo di cariche e degli incarichi
a vita, fino alla riforma di orientamento e
formazione professionale), il problema è
capire se si troverà qualcuno disposto a
tentare di applicarle.
Ryszard Kapuscinski
CRISTO CON IL
FUCILE IN SPALLA
Feltrinelli
Pagg.: 186
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Feltrinelli pubblica per la prima volta in
Italia questa raccolta di scritti di del grande
Ryszard Kapuscinski uscita in Polonia nel
1975 (!). La raccolta è dedicata ai ribelli
di mezzo mondo, dai palestinesi a quelli
del Mozambico, passando per i partigiani
che negli anni ‘70 del secolo scorso
combattevano le dittature diversi Paesi del
Sud America. Ancora una volta, leggendola,
si scopre la notevole capacità di osservazione
nonché l’incredibile capacità di raccontare gli
avvenimenti del grande giornalista polacco.
Nel testo è palese la simpatia dell’autore per
i vari movimenti guerriglieri di quegli anni,
anche se si intuisce che parte di quello che
scriveva (come i giudizi pesantissimi sulla
politica statunitense) era probabilmente
anche dovuto al fatto che lavorava per
l’agenzia di stampa polacca e, quindi, per un
Paese sottoposto a una dittatura comunista.
Ciò non ostante si vede anche tutta la sua
libertà e autonomia di pensiero quando,
pur sostenendo a spada tratta la causa dei
palestinesi (che era appoggiata da tutto il
blocco comunista...) non trascura di mettere
in luce anche le ragioni degli ebrei-israeliani.
Giuseppe Fiorenza
UN VIAGGIO
LUNGO 35 ANNI
11 MESI 29
GIORNI
Edizioni Angolo
Manzoni
Pagg.: 283
Euro 15,00
Giovanni La Torre
LA COMODA
MENZOGNA
Il dibattito sulla crisi
globale
edizioni Dedalo
Pagg.: 176
Euro 16,00
Quali sono state le spiegazioni date dagli
economisti alla crisi che ha colpito il pianeta
negli ultimi tre anni? E’ questo il tema
affrontato da questo libro del collaboratore
della Fondazione Critica Liberale e
dell’omonima rivista, Giovanni La Torre. E’,
insomma, la prima volta che qualcuno scrive
un libro non per spiegare la crisi, ma per
vedere come è stata spiegata finora. Dal titolo
del volume si evince chiaramente come la
pensa l’autore: la spiegazione prevalente che
ci è stata data finora, ovvero, che sia stata tutta
colpa della finanza e delle sue speculazioni,
è una comoda menzogna. Una bugia che
tende a coprire le manchevolezze del sistema
economico-industriale, nonché la crescente
disuguaglianza delle società avanzate dove
molti “ricchi” invece che investire nelle
imprese, proprie o altrui, preferiscono cercare
guadagni finanziari, alimentando “bolle” che
prima o poi scoppiano. Una tesi, scomoda,
quella sostenuta dall’autore attraverso la critica
alle spiegazioni della crisi avanzate dai più noti
commentatori ed economisti, ma che può
indurre a riflettere ulteriormente sui motivi al
fondo di una crisi che, anche per la sua durata
sempre maggiore, non si presta a essere
decifrata facilmente.
Ci sono molte opere che hanno raccontato
l’emigrazione italiana dal Sud al Nord, ma
probabilmente questa di Giuseppe Fiorenza,
calabrese trapiantato a Torino, è la prima
che affronta il tema del ritorno dal Nord al
Sud alla ricerca delle proprie origini e lo fa
dopo una vita vissuta quasi divisi in due:
piemontese e integrato di fatto, calabrese e
spaesato nell’anima. Nonostante la lettura
non sia sempre facile sia per il frequente
utilizzo del dialetto calabrese, sia per i salti di
piano dalla realtà al mondo onirico, il libro è
complessivamente piacevole e interessante
soprattutto per chi ha vissuto esperienze
simili, ma anche per chi voglia capire cosa
si cela nell’anima di ogni emigrato. Angolo
Manzoni lo propone nella sua stampa a
grandi caratteri che continua a essere un
segno di civiltà nei confronti di tutti i lettori e
non solo degli ipovedenti.
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63
AGRODOLCE
64
aprile 11
di Paolo Tarabocchia
aprile 11
65
L’Opinione
A proposito di...
sicurezza sul lavoro
di Mauro Filippo Grillone
Mettiamola così, guardando solo al taccuino: la sicurezza sul posto di lavoro è un
affare. Per tutti. Per convincersene, basta
guardare al “Rapporto Italia 2010” elaborato dall’Eurispes e che – ancorché basandosi su dati relativi al 2008 – fornisce un’idea
del costo sociale ed economico dell’insicurezza. Nel 2008 – rileva l’Eurispes – gli incidenti sul lavoro sono stati circa 875mila,
37 ogni mille occupati, con
costi economici e sociali
che hanno superato i 43,8
miliardi di euro, pari a circa
il 2,8% del Pil italiano di
quell’anno. Se al costo degli
infortuni sul lavoro si aggiunge quello relativo all’altro
ambito dell’insicurezza a più
elevato impatto economico
e sociale – quello degli incidenti stradali (quasi 219mila,
con oltre 310mila feriti e più
di 4.700 morti), quantificabile in 28,8 miliardi di euro nel
2008 - si ottiene un costo
economico-sociale di oltre
72,6 miliardi di euro. Ovvero, il 4,6% del Pil nazionale.
Per dare un’idea dell’ordine
di grandezza del fenomeno,
gioverà ricordare che la manovra correttiva
statale per il 2010-2012 punta ad ottenere
risparmi strutturali per 24 miliardi di euro.
Vale a dire, un terzo di quanto speso per
infortuni ed incidenti nel solo 2008.
Negli ultimi tempi, complice il dilagare della crisi internazionale che ha visto pesanti
effetti sull’occupazione e il nascere di altre,
nuove emergenze sociali, il tema della sicurezza è stato relegato un po’ in secondo
piano. E ciò, nonostante il fenomeno non
sia scomparso. I primi dati Inail relativi al
2010 dicono che in Italia gli infortuni sul lavoro sono stati oltre 466mila, in lievissimo
calo rispetto all’anno precedente (-1,9%)
e quelli con esito mortale sono stati 980
con una diminuzione del 6,9%). I dati,
66
aprile 11
ancorché positivi - e salutati con soddisfazione dall’Inail, che sottolinea come per
la prima volta dopo 60 anni si sia giunti
sotto la soglia delle mille unità di morti
sul lavoro – invitano però ad una certa
prudenza interpretativa e paiono indubbiamente “viziati” dall’impatto della crisi sui
settori dell’edilizia e manifatturiero, con
un forte ricorso agli ammortizzatori sociali
e un minor numero di ore lavorate. Non
a caso, sempre l’Inail rileva come il calo
dei casi di infortuni mortali sia rilevante
nei settori dell’industria (-8,6%, da 487
a 445) e in particolare in quello delle costruzioni (-10,5%, da 229 a 205). Sempre
nell’industria – rileva ancora l’Istat – il calo
degli infortuni è stato del 6,1%, ma è stato
altresì accompagnato da una perdita di
posti di lavoro che è stata pari al 2,9%. E
che il trend barometricamente “tendente
al bello” degli infortuni non sia dovuto
esclusivamente ad un cambiamento di
mentalità, più attento alle risorse umane,
è dimostrato dal fatto che nel settore dei
servizi – che, nel complesso, ha risentito
meno della crisi rispetto al manifatturiero
– si è registrato invece un aumento degli
infortuni (passati da 441mila a 446.750,
+1,3%), ancorché con una diminuzione
di quelli con esito mortale (da 438 a 420,
-4,1%).
Insomma, quello che sembra trasparire
dai dati Istat, è che il miglioramento della
situazione sul fronte della sicurezza del
lavoro resti solo in parte legato a fattori
congiunturali. Ben vengano,
allora, tutte quelle iniziative (e tra queste anche
il festival della “Sicurezza
tra la gente”) che mirano
a promuovere una più
profonda consapevolezza dell’importanza della
sicurezza, intesa come
elemento centrale della
vita di tutti i giorni e non
solo sul lavoro. Perché
se è vero che non è
giusto morire di lavoro,
è anche vero che dopo
molti, troppi infortuni,
non essere morti non
significa automaticamente
sentirsi vivi. E i costi che
(foto Gasperi)
la società deve sostenere
non possono essere ridotti
solo alla quantificazione del mero danno
“materiale” o di valutazione degli sprechi in
termini di punti percentuali di Pil (sprechi
che, se evitati, potrebbero portare a una
riduzione della pressione fiscale o ad un
miglioramento del welfare, ad esempio…),
ma si devono considerare pure altri aspetti
fondamentali: le risorse che vengono
sprecate, la qualità della vita in molti casi
irrimediabilmente compromessa, le conseguenze che si abbattono su nuclei familiari
ed intere comunità. In ogni caso, i costi
della sicurezza (o della mancata sicurezza)
li paga sempre la collettività. Teniamone
conto, anche quando pensiamo alla sicurezza solamente in termini di “taccuino”.
Se non avessimo usato il pannello Solyndra
questo impianto da 400 Kwp
non si sarebbe potuto realizzare
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Realtà Industriale Aprile 2011