www.confindustria.ud.it Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale D.L. 353/2003 (conv. in L.27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, DCB UDINE. Mensile - n.4, anno III APRILE 2011 Spedizione in abbonamento postale D.L. 27/02/2004 n° 46, art. 1, comma 1, DCB UDINE - Filiale di Udine Ferrovia Tariffa R.O.C. (iscritti al registro operatori comunicazione) ex Tabella B LA SICUREZZA PRIMA DI TUTTO L’alpinista Nives Meroi, testimonial del Festival della Sicurezza tra la Gente aprile 11 1 gabriele>GRAPHIC DESIGNER marco>MULTIMEDIA DEVELOPER ingrid>COPYWRITER 2 aprile 11 WE LOVE MONDAYS Nella foto sopra, tre persone dello staff di Emporio ADV, agenzia di marketing e comunicazione integrata, impegnate a trovare nuove soluzioni creative e comunicative. Potando si impara ad essere sintetici, rastrellando ad essere profondi, tagliando a mantenere i costi. Perché la comunicazione è ovunque. (EMPORIO ADV IS: MARKETING_ADVERTISING_WEB_EVENTS_PRESS OFFICE) Scopritelo su www.emporioadv.it PH. G. ANTONIALI info _ t +39 0432 546996 aprile 11 3 4 aprile 11 Editoriale Perché il Festival “SiCUREZZA TRA LA GENTE” Dal 4 al 17 aprile avrà luogo a Udine il Festival “SiCUREZZA TRA LA GENTE”, di cui Realtà Industriale si occupa in questo numero con l’intervista all’alpinista Nives Meroi, testimonial della manifestazione, e con il focus. E’ un avvenimento un po’ inusuale nel panorama degli eventi normalmente dedicati alla sicurezza, ma che si inquadra molto bene nell’attività che Confindustria Udine da sempre svolge su queste tematiche. CGIL, CISL, UIL e UGL, dalle Direzioni provinciali del lavoro e dell’INAIL della provincia di Udine, dall’Università degli Studi di Udine, dall’Ufficio scolastico provinciale, dal Comando provinciale dei Vigili del Fuoco e dagli Ordini e Collegi professionali, è stata data attuazione attraverso due linee di intervento: la costruzione di un sito web che costituisce un Centro di documenta- Infatti per la prima volta i destinatari non sono soltanto le aziende e i loro addetti a tutti i livelli (dal Datore di lavoro ai lavoratori) o gli studenti (i futuri lavoratori), bensì “la gente”. Nel proporre lo sviluppo del Festival “SiCUREZZA TRA LA GENTE” agli altri soggetti sottoscrittori del protocollo d’intesa sulla “Promozione della cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro ed in ambito scolastico” ed alle altre Associazioni di categoria, si aveva ben preciso l’obiettivo di effettuare questo ulteriore passo e cioè di portare la cultura della sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro all’attenzione della cittadinanza, in altre parole la “cultura della sicurezza tra la gente”: dalle fabbriche e dalle scuole alla “piazza”. Al protocollo di intesa, sottoscritto nel settembre 2004 da Confindustria Udine, dalle Aziende sanitarie della provincia di Udine, dalle Organizzazioni sindacali provinciali zione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e un’attività di promozione della cultura della sicurezza nei confronti degli allievi degli istituti scolastici della provincia di Udine. Il sito (www.sicurezzalavoro.fvg.it) è uno strumento molto utilizzato da soggetti pubblici e privati coinvolti in attività inerenti la sicurezza, in quanto contiene le notizie, la legislazione, la giurisprudenza, le buone prassi più aggiornate in materia. studenti ogni anno provenienti da istituti scolastici di istruzione secondaria sia di secondo che di primo grado. Nel delineare, nel corso dell’ultimo decennio, questa evoluzione nell’attività di Confindustria Udine su queste tematiche, si è creduto nel principio che tanto più efficace è la sicurezza in fabbrica quanto più essa viene a far parte dell’educazione in senso ampio del cittadino a Giallo partire dalla10%M fami100%Y glia, dalla scuola e dalla vita di ogni giorno. Porpora E’ questo un 50%C principio ormai 100%M considerato5%Y qualificante delle attività che voNero gliano conseguire 50%C risultati di lunga 30%M durata in queste 30%Y materie così deli-Nero 100%K cate e difficili da gestire concretaArancione mente per 70%M le di100%Y verse implicazioni di carattere tecnico, psicologico e comportamentale. L’azione deve necessariamente spostarsi dall’esclusivo livello tecnico anche a quello culturale. L’iniziativa “SiCUREZZA TRA LA GENTE” rappresenta pertanto lo snodo evolutivo dell’azione sinora svolta nella consapevolezza che la sicurezza deve costituire una componente integrante della cultura civica. Francesco Gibertini, Servizio Sicurezza Confindustria Udine L’attività nel mondo della scuola, che prosegue ormai da cinque anni, coinvolge in attività informative e culturali circa 2.000 aprile 11 5 n. 04 11 NIVES MEROI: Nives Meroi “L’obiettivo prioritario è sempre stato quello di tornare a casa per continuare a godere ancora a lungo della gioia delle scalate” Luigino Pozzo (foto Michele Zuccato) Realtà Industriale Registrazione Tribunale di Udine n. 24/99 Direttore Responsabile Alfredo Longo e-mail: [email protected] Società Editrice Confindustria Udine Largo Carlo Melzi, 2 33100 Udine, tel. 0432 2761 A questo numero hanno collaborato Arianna Arizzi, Antonella Bassi, Lodovica Bulian, Carla Ciampalini, Alessandra Cicero, Paola Del Degan, Massimo De Liva, Marco Di Blas, Sara Fantuz, Alessandro Fanutti, Livia Gori, Gino Grillo, Mauro Filippo Grillone, Ezio Lugnani, Carlo Tomaso Parmegiani, Franco Rosso, Paolo Tarabocchia, Margherita Timeus, Annamaria Tuan per Gruppo Giovani Imprenditori: Enrico Accettola (presidente), Matteo Di Giusto, Nicola Pinatto Impaginazione arCube - studio associato 34100 Trieste e-mail: [email protected] Fotoservizi Foto: Alessio Buldrin, Anteprima, Diego Gasperi Concessionaria per la pubblicità Scripta Manent srl via Pier Paolo Pasolini 2/A 33040 Pradamano (UD) tel. 0432 505900 e-mail: [email protected] 6 aprile 11 APRI LE 2011 CONTENUTI 08 Intervista NIVES MEROI La sicurezza prima di tutto 45 Regione Parola d’ordine: accompagnare la ripresa! 12 Focus Sicurezza tra la gente Il programma del Festival La sicurezza riguarda tutti 46 Obiettivo Montagna DIEMME LEGNO 48 Obiettivo Austria Privatizzare o non privatizzare 20 Aziende Flash 24 Aziende SANGALLI VETRO PORTO NOGARO STRATEX 50 Obiettivo NordEst TRENTINO ALTO ADIGE La strada delle riforme coinvolge istituzioni e giustizia 52 Obiettivo Internazionalizzazione Collaborazione rinnovata tra Finest e Confindustria Udine SERENI ORIZZONTI PARTNER ASSOCIATES 28 Botta & Risposta Niveo Paravano - Idrotermica Buttrio Srl 53 Iniziativa SAF: autisti e azienda uniti per la solidarietà! 30 Commento Priorità per la politica industriale 54 Formazione Generazione Digitale per INSIEL Bassa Friulana: l’importanza dell’istruzione tecnica 32 Economia Centro Studi Confindustria 57 Giovani e società 36 Trasporti Gasolio, quanto mi costi! 58 Friuli Innovazione Nasce il Centro di Eccellenza sulla Simulazione 37 Alimentari e bevande Seminario sulla sicurezza alimentare 59 Ente Friuli nel mondo 38 Edilizia INU premia Il piano regolatore di Tavagnacco 60 Università di Udine 39 Formazione Programma corsi marzo 2011 64 Vignetta 40 WEB 66 L’opinione A proposito di... sicurezza sul lavoro 62 Libri www.confindustria.ud.it aprile 11 7 Economia Intervista NIVES MEROI La sicurezza prima di tutto E’ una delle alpiniste più famose al mondo. Nata nella bergamasca 49 anni fa, ma residente da oltre vent’anni in Friuli dove ha conosciuto e sposato Romano Benet, Nives Meroi è una delle quattro donne ad aver scalato undici dei quattordici “ottomila” presenti sul pianeta e una delle due ad averlo fatto senza l’aiuto di portatori d’alta quota e senza bombole d’ossigeno. In teoria è ancora in corsa per essere la prima donna a conquistare tutte le 14 mega-vette senza ausili esterni (davanti a lei nella speciale gara c’è la sola austriaca Gerlinde Kaltenbrunner che è a quota 13. Ci sono poi due donne che hanno scalato tutte le 14 cime, ma con aiuti esterni), ma la gara non sembra interessarla particolarmente. Per lei, infatti, sono più importanti la sicurezza e un rapporto “puro” con la montagna. Tant’è che nell’estate 2009 Nives Meroi ha abbandonato il tentativo di scalata dell’Annapurna per le condizioni proibitive della neve e il tentativo di scalata del Kangchenjunga per prestare soccorso al marito, in difficoltà tra il campo 3 e il campo 4 della montagna. Inoltre nello stesso periodo ha dichiarato all’Ansa: “Il fatto che l’alpinismo himalayano femminile sia diventato una corsa con come unico obiettivo il risultato, mi ha fatto decidere di non giocare più”. Proprio la sua capacità di mettere al primo posto la sicurezza ha indotto Confindustria Udine ha chiederle di essere testimonial del Festival “Sicurezza tra la gente” che si svolgerà in città dal 4 al 17 aprile prossimi. Nives Meroi ha accettato la proposta con entusiasmo e nell’intervista che segue ce ne ha spiegato il motivo. Signora Meroi, cosa l’ha spinta a prestarsi come testimonial di un festival sulla sicurezza? Il fatto che ho sempre considerato la sicurezza un aspetto fondamentale del mio lavoro e di tutti i lavori. L’invito mi è arrivato da Confindustria Udine e parteciperò al festival con un mio intervento nel quale spiegherò come, con mio marito Romano, abbiamo sempre praticato questa attività pericolosa puntando, prima ancora che al raggiungimento dell’obiettivo, a tornare a casa sani e salvi. In tal senso le è capitato di dover rinunciare alla conquista del suo 8 aprile 11 dodicesimo “ottomila” per prestare soccorso a suo marito che era in difficoltà... E’ vero, ma non è stata l’unica occasione in cui è successo qualcosa di simile. Quando si salgono le montagne, particolarmente quelle che raggiungono altezze superiori a quelle normalmente sopportabili dal corpo umano senza l’aiuto di bombole d’ossigeno, situazioni di quel genere capitano di frequente. Proprio in quei momenti è necessario saper scegliere se assumersi un rischio eccessivo per raggiungere la cima o se non sia meglio rinunciare per portare a casa la pelle. La sicurezza, dunque, non è solo un fatto di regole e di mezzi tecnici, ma anche di scelte individuali? Certo! E’, infatti, ovvio che l’alpinismo (come talvolta il lavoro) ti pone spesso davanti alla scelta fra il raggiungimento dell’obiettivo e la limitazione al minimo possibile del pericolo. Nel nostro caso, non sempre l’obiettivo della sicurezza è condiviso da tutti e ci sono alpinisti che si espongono a notevoli rischi pur di arrivare in cima. Noi l’abbiamo sempre pensata diversamente e il nostro obiettivo prioritario è sempre stato quello di tornare a casa per continuare a godere ancora a lungo della gioia delle scalate. Economia Intervista possa andare ad ogni età anche se con percorsi diversi. Nella pratica dell’alpinismo ci sono differenze fra maschi e femmine? Certamente ci sono differenze di tipo fisiologico. I maschi sono tendenzialmente più forti fisicamente e le donne per raggiungere gli stessi obiettivi devono utilizzare altre caratteristiche che spesso possiedono più dei maschi quali la determinazione mentale. C’è, poi, generalmente un approccio psicologico diverso che è determinato dalla differente educazione che di solito riceviamo fra maschi e femmine. In questo senso, però, è difficile generalizzare perché ognuno va in montagna sulla base delle proprie personalissime motivazioni. Nives Meroi con il marito Romano Benet Sicurezza, però, vuol dire anche preparazione adeguata. Nel vostro caso, tutto ciò come si traduce? Dobbiamo partire dal presupposto che l’organismo umano già oltre i quattromila metri comincia ad andare in difficoltà e quando si superano gli ottomila, se non si ha l’ausilio delle bombole d’ossigeno, ogni singolo movimento diventa terribilmente faticoso. La zona sopra gli ottomila viene chiamata la “zona della morte” perché ci si può rimanere solo per poche ore, dopo di che l’organismo subisce una degenerazione così repentina che si rischiano edemi polmonari e cerebrali, congelamenti, sfinimenti. Sono problemi che vanno tenuti molto ben presenti quando si prepara un’ascesa di quel tipo, soprattutto se, come facciamo io e Romano, si intende affrontarla senza l’aiuto degli sherpa e delle bombole. Noi cerchiamo sempre di salire nella maniera più leggera possibile, per essere più veloci possibile e, quindi, riuscire a raggiungere la cima e tornare indietro in un tempo limitato. Per fare tutto questo la preparazione fisica, come dice mio marito, “dura una vita”. Quella logistica un tempo richiedeva parecchi mesi, oggi, grazie anche all’esperienza accumulata, è molto più veloce. Rimane, comunque, il fatto che bisogna rimanere almeno una ventina di giorni al campo base (di solito fra i 4 e 5 mila metri) per l’acclimatamento. La vostra scelta “purista”, vi fa valutare chi sale con l’aiuto di bombole e sherpa una sorta di “alpinista di secondo livello”? Assolutamente no! Ciascuno, premesso il rispetto per sé stessi, per le persone con le quali si collabora e per i luoghi che si frequentano, ha il diritto di salire le montagne come vuole. Certo è, però, che se si è in cima all’Everest con le bombole e con l’aiuto dei portatori, da un punto di vista fisiologico, prima ancora che di “stile di salita”, ciò equivale a essere mille o duemila metri più in basso senza ausili. Quindi le vostre prestazioni, oltre ad avere un’indubbia valenza sportiva, sono anche utili alla ricerca medica? Si, perché l’alta quota è un laboratorio privilegiato per studiare l’organismo e l’essere umano in diversi suoi aspetti. Per questo noi abbiamo collaborato con l’Università di Udine in studi, fra i quali uno dei più importanti è stato quello sulla neocitolisi che è un fenomeno che si sviluppa negli alpinisti quando scendono dall’alta quota, negli astronauti quando rientrano a terra, ma soprattutto negli ammalati cronici di reni sottoposti a dialisi. Contiamo, quindi, che quello studio possa contribuire a chiarire una parte di questa patologia che può colpire ciascuno di noi. Esistono limiti d’età per praticare l’alpinismo d’alta quota? Per assurdo in alta quota reagiscono peggio gli organismi più giovani. Sono, quindi, avvantaggiati gli organismi più “stagionati”, anche se magari non proprio i novantenni. Penso, comunque, che in montagna si Gli aspetti psicologici contano molto durante una salita a un “ottomila”? Sicuramente sì, perché, come dicevo, a quelle quote ogni passo è una fatica mortale e, quindi, oltre all’allenamento fisico, conta molto la preparazione psicologica ad affrontare simili difficoltà. Oltre che fungere da “laboratori semoventi” per la medicina, durante le vostre ascese testate anche materiali per alcune aziende industriali? Noi abbiamo uno sponsor che produce abbigliamento tecnico con il quale abbiamo sempre avuto un rapporto ottimo, sia perché non ci ha mai chiesto di raggiungere la cima (fatto che ha un’indubbia valenza promozionale per gli sponsor, nda) anche a costo di rinunciare alla sicurezza, sia perché abbiamo sempre avuto una grande collaborazione per ricercare e testare i migliori materiali da utilizzare in condizioni estreme. Pur non capendo nulla di come si amministra un’azienda, speriamo, dunque, di aver contribuito al miglioramento continuo della qualità dei prodotti del nostro sponsor. Più in generale tutti i materiali che utilizziamo sono sottoposti a condizioni estreme e devono essere scelti con estrema cura. Basti dire che bisogna stare attenti a scegliere corde di colori chiari e che riflettano maggiormente la luce, perché così si scaldano di meno e non sciolgono la neve intorno quando la temperatura si alza e, quindi, si evita il rischio che al successivo calo di temperatura restino inglobate nel ghiaccio che si forma. Cosa, oltre alle difficoltà di respirazione e alle temperature, rende aprile 11 9 Economia Intervista particolarmente affascinante per un alpinista gli “ottomila”, rispetto alle pareti più difficili delle Alpi o di altre catene montuose? Sicuramente l’alta quota è affascinante di per sé, ma le montagne dell’Himalaya danno anche la possibilità di unire la passione per la montagna a quella per il viaggio. Una spedizione a un “ottomila”, infatti, dura generalmente un paio di mesi e questo tipo di viaggio lento dà la possibilità di conoscere davvero altri modi di vivere, altre culture. Viaggiando così lentamente si riscopre l’importanza dei particolari, nei quali spesso si nasconde la realtà della vita. tano più all’apparenza che alla sostanza. Per questi modelli conta il raggiungimento dell’obiettivo a tutti i costi al di là dei mezzi usati, della professionali e anche dell’etica. Inoltre lo sviluppo tecnologico degli ultimi anni ha reso più facile il raggiungimento di queste vette al punto che se una volta si arrivava in Himalaya solo dopo aver accumulato una lunga esperienza alpinistica, oggi c’è gente che comincia a praticare l’alpinismo salendo l’Everest. Questo, può, finire per aprire le porte di simili imprese alpinistiche a persone impreparate o, addirittura, intimamente disinteressate a quello che stanno facendo e a quello che la montagna ti può insegnare. La pressione mediatica alla quale è sottoposto l’alpinismo d’alta quota, può spingere qualche suo collega ad andare oltre i propri limiti o ad assumersi rischi eccessivi pur di apparire? L’attenzione mediatica nei confronti dell’alpinismo d’alta quota c’è sempre stata, almeno sin dai tempi di Bonatti o di Messner. L’alpinismo, però, è sempre stato figlio del suo tempo e adesso la vita di ogni giorno ci presenta modelli che pun- Mi sta dicendo che ci sono persone che di fronte alla meraviglia di quelle vette e all’emozione di quelle altezze possano rimanere indifferenti, arrivare lì senza aver capito nulla? Purtroppo si. Lo dimostra il fatto che vengono sempre di più saltate tutte le tappe che precedono una spedizione sull’Everest. Ossia ci sono una serie di spedizioni commerciali grazie alle quali si arriva in elicottero al campo base, allestito da qualcun altro 10 aprile 11 e una volta effettuata la salita si scappa via come se si scappasse dall’inferno. Si considerano, dunque, inutili perdite di tempo le tappe intermedie che invece dovrebbero essere fondamentali. Purtroppo per chi fa così l’unico obiettivo è il raggiungimento della cima e non l’esperienza. Questo modo di fare “alpinismo” comporta anche rischi per la sicurezza? In realtà non molti, perché tutti lavorano con le bombole e tutto è organizzato con un servizio impeccabile, che ti spiega tutto (anche come mettere i ramponi!) dove ogni cliente ha due portatori a disposizione, il che ha consentito di far salire sull’Everest ragazzi giovanissimi, persone molto anziane o anche una coniglietta di Playboy. Cosa si può fare per combattere questo alpinismo “massificato” che rischia di diventare poco serio? La massificazione, purtroppo, riguarda gli aspetti della vita di ogni giorno, ma c’è sempre il modo di evitarla o starne fuori. Per fare un esempio legato all’alpinismo d’alta quota, basta pensare che l’Everest in Economia Intervista circa cinquant’anni è stato salito da oltre 5mila persone (delle quali, però, poco più di un centinaio si sono arrampicate senza ossigeno), per contro il K2 nello stesso lasso di tempo è stato scalato da non più di trecento persone. Insomma l’Everest è la vetrina dove vanno in molti, anche incompetenti, solo per poter dire di esserci stati, ma non tutti gli “ottomila” sono così. Sicuramente va chiarito che la montagna non è un parco giochi o un folcloristico posto di divertimento, ma un luogo dove si può imparare ad avvicinare culture diverse e a conoscere sé stessi. Agli alpinisti “dinosauri” come noi, comunque, rimane sempre la possibilità di “girare l’angolo”, uscendo, come capita anche sulle Alpi, dai circuiti turistici più battuti per ritrovare il vero spirito della montagna e vivere esperienze uniche. Questo turismo di massa sull’Everest ha almeno effetti economici positivi per la vita e il benessere delle popolazioni locali? Certamente si, perché comporta un indotto di lavoro anche per quelle zone. Non bisogna, però, trascurare il fatto che questo fenomeno rischia di avere sia effetti negativi sulle tradizioni culturali e gli stili di vita della gente del luogo, sia di dirottare molte persone dalla fondamentale economia di sostentamento agricola e artigianale esistente, a una mono-economia legata solo al commercio e al servizio per i turisti. Se da una parte, quindi, è giusto che le popolazioni di quei luoghi abbiano un’opportunità di migliorare il proprio tenore di vita, dall’altro bisognerebbe fare in modo che il turismo avesse un impatto meno brutale. Dal punto di vista alpinistico, le no- stre Alpi anche se non raggiungono altezze vertiginose, sono comunque interessanti? Le Alpi Giulie sono rimaste per lungo tempo nascoste e dimenticate rispetto al resto della catena alpina, sia per motivi geografici, sia per motivi storici, ma sono sicuramente montagne importanti. quindi, non sono in grado di indicare quale sarà il prossimo obiettivo. Che consigli si sente di dare a un giovane che volesse approcciare l’alpinismo? Di appoggiarsi a uno dei tanti buoni corsi che vengono organizzati, di ricordarsi che la passione è fondamenIl K2 tale e di tenere sempre ben presente l’importanza della sicurezza. Che cosa le ha insegnato la montagna che pensa non avrebbe potuto imparare altrimenti? La montagna mi ha insegnato, mi ha imposto di imparare, a muover un passo per volta con pazienza e con umiltà. Sono insegnamenti che servono nella vita di ogni giorno. E’ per questo che in un mondo che va sempre più veloce, voi alpinisti puri vi sentite un po’ “dinosauri”? Prima ho parlato di noi come “dinosauri” perché pensavo ai modelli che spesso ci vengono proposti dalla società attuale e che non corrispondono a quello in cui noi crediamo. Penso, però, che esista una maggioranza silenziosa che la vede come noi. Per noi sono state un punto di riferimento fondamentale per imparare a salire le montagne con una consapevole autonomia sia fisica sia fisiologica. Quali sono gli obiettivi suoi e di suo marito per il futuro? Adesso siamo ancora fermi per qualche tempo in attesa che Romano si rimetta completamente, poi ripartiremo. Abbiamo diversi sogni e progetti, ma la decisione la prendiamo sempre all’ultimo momento e, In conclusione, che cos’è per lei l’alpinismo? Una passione che ho cominciato a praticare sulle Alpi Giulie, sulle montagne di casa, e per il quale ho percorso un cammino, passo dopo passo, sino ad arrivare agli “ottomila”. Penso che in fondo l’alpinismo sia un gioco, ma intenso nel senso più importante in cui lo intendono i bambini, cioè un modo per esplorare il mondo che ci circonda. C.P. aprile 11 11 LE GIORNATE DELLA SICUREZZA a UDINE dal 4 al 17 Aprile 2011 ORE 10.00 fino alle ORE 12.00 SCUOLA MEDIA “A. MANZONI” Visite guidate al cantiere della ristrutturazione A cura dell’Amministrazione Comunale di Udine PROGRAMMA ORE 11.00_CASA CAVAZZINI Incontro a tema: Amianto negli ambienti di vita e di lavoro A cura delle Aziende per i Servizi Sanitari Lunedì 4 Aprile ORE 10.30 _SALA AJACE ORE 14.30 fino alle ORE 16.30 SCUOLA MEDIA “A. MANZONI” Visite guidate al cantiere della ristrutturazione ORE 14.30 fino alle ORE 16.30 SCUOLA MEDIA “A. MANZONI” Visite guidate al cantiere della ristrutturazione Inaugurazione ufficiale della manifestazione A cura dell’Amministrazione Comunale di Udine A cura dell’Amministrazione Comunale di Udine A seguire CASA CAVAZZINI ORE 17.00 _PALAZZO TORRIANI Seminario: EdMOSIS BEST Practices – ORE 16.30 _CASA CAVAZZINI Incontro a tema: a cura del Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Zona dell’Aussa Corno A cura delle Aziende per i Servizi Sanitari Vernissage della mostra fotografica NO! Contro il dramma degli infortuni sul lavoro * A cura di ANMIL, in collaborazione con INAIL Postazione del Comando Provinciale Vigili del Fuoco di Udine * * INGRESSO GRATUITO Tutti i giorni ore 10.30_12.30 - 16.00_19.00 Sabato 16 Aprile ore 10.30_19.00 Domenica 17 Aprile ore 10.30_16.00 ORE 14.30 fino alle ORE 16.30 SCUOLA MEDIA “A. MANZONI” Visite guidate al cantiere della ristrutturazione A cura dell’Amministrazione Comunale di Udine ORE 17.00 _CASA CAVAZZINI Seminario: La donna nell’impresa ed il rischio da stress: il ben essere è possibile? A cura di Confcommercio Udine Martedì 5 Aprile ORE 11.00_CASA CAVAZZINI Incontro a tema: mobilità e sicurezza integrata sostenibile Giovedì 7 Aprile ORE 11.00_CASA CAVAZZINI Incontro a tema: TBE/Zecche A cura delle Aziende per i Servizi Sanitari ORE 14.30 _PALAZZO TORRIANI Donna e lavoro A cura delle Aziende per i Servizi Sanitari ORE 17.00 _PALAZZO TORRIANI Seminario: A cura di Confartigianato Udine e Polo626 A cura di Confartigianato Udine e Naturalpe ORE 16.00 _PALAZZO TORRIANI Seminario: ORE 14.00 _CASA CAVAZZINI Seminario: Introduzione all’Educazione Alimentare: conoscere per mangiare sicuri Iniziativa riservata agli insegnanti delle scuole secondarie di primo grado della Provincia di Udine A cura di Confindustria Udine, Ordine dei Tecnologi Alimentari del Friuli Venezia Giulia, Direzione Scolastica Regionale A cura delle Aziende per i Servizi Sanitari ORE 16.30 _CASA CAVAZZINI Incontro a tema: Corso di formazione per addetti antincendio Iniziativa riservata agli enti e alle associazioni no profit A cura di Manpower ORE 14.30 _PALAZZO TORRIANI A cura di Manpower ORE 9.00 _CASA CAVAZZINI ORE 11.00_PIAZZA LIBERTÀ ORE 16.30 _CASA CAVAZZINI Incontro a tema: Corso base sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro Iniziativa riservata ai candidati a lavori in somministrazione Sabato 9 Aprile Corso base sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro Iniziativa riservata ai candidati a lavori in somministrazione A cura delle Aziende per i Servizi Sanitari Alcol, salute e sicurezza Inquinamento elettromagnetico Infortuni domestici Venerdì 8 Aprile ORE 9.00_12.00 AZIENDA AGRARIA UNIVERSITARIA “A. SERVADEI” Funi… così, Funi… colà Dimostrazioni sull’utilizzo dei DPI per lavori in quota Una casa a prova di bimbo A cura di Confartigianato Udine e GIOECA Domenica 10 Aprile ORE 9.00 _CASA CAVAZZINI Corso di formazione per addetti antincendio Iniziativa riservata agli enti e alle associazioni no profit A cura di Confartigianato Udine e Polo626 ORE 10.30 _CINEMA VISIONARIO Proiezione del film: Paul, Mick e gli altri A cura di CEC Udine - INGRESSO GRATUITO ORE 16.00 _PIAZZA LIBERTÀ Funi… così, Funi… colà Dimostrazioni sull’utilizzo dei DPI per lavori in quota Sicurezza in campo: la gestione della sicurezza in agricoltura A cura di Confartigianato Udine e Naturalpe Dimostrazioni in campo: Lunedì 11 Aprile Dimostrazioni tecnico pratiche su come operare in sicurezza nelle attività di taglio, potatura, giardinaggio ORE 9.00 SALONE DEL CASTELLO DI UDINE A cura di: Università degli Studi di Udine - Centro SPRINT, Dipartimento di Scienze Agrarie ed Ambientali, C.R.I.T.A. A cura delle Organizzazioni Sindacali dei lavoratori A cura di Confindustria Udine ORE 14.00_18.30 Seminario: Mercoledì 6 Aprile Dalla valutazione alla gestione del rischio: coltivare la sicurezza in agricoltura ORE 10.00 fino alle ORE 12.00 SCUOLA MEDIA “A. MANZONI” Comunicare la sicurezza: come comunicare e promuovere la cultura e gli strumenti per la prevenzione dei rischi in tutti gli ambiti della vita civile ORE 10.00 fino alle ORE 12.00 SCUOLA MEDIA “A. MANZONI” Visite guidate al cantiere della ristrutturazione A cura dell’Amministrazione Comunale di Udine ORE 11.00_CASA CAVAZZINI Incontro a tema: Alcol e lavoro A cura delle Aziende per i Servizi Sanitari aprile 11 12 A cura di: Università degli Studi di Udine – Centro SPRINT, Dipartimento di Scienze Agrarie ed Ambientali, C.R.I.T.A. In collaborazione con INAIL Direzione Regionale FVG ed Aziende per i Servizi Sanitari ORE 9.30 _PALAZZO TORRIANI Seminario: Sicurezza stradale: antincendio e sicurezza nei tunnel A cura di FINCO, ANISA, GSA e OLOS Seminario: La sottovalutazione dei rischi fa male Visite guidate al cantiere della ristrutturazione A cura dell’Amministrazione Comunale di Udine ORE 11.00_CASA CAVAZZINI Seminario: La sicurezza nella filiera alimentare dei prodotti artigianali A cura di Confartigianato Udine e Polo626 ORE 14.30 fino alle ORE 16.30 SCUOLA MEDIA “A. MANZONI” Visite guidate al cantiere della ristrutturazione A cura dell’Amministrazione Comunale di Udine ORE 15.00 _PALAZZO TORRIANI Seminario: Qualità, sicurezza, ambiente: Chimica vittima o protagonista? A cura di Confindustria Udine ORE 16.00 _API UDINE Seminario: La sicurezza basata sul comportamento: metodi per la gestione della sicurezza basati sul miglioramento dei comportamenti critici A cura di API Udine Martedì 12 Aprile ORE 10.00 _AUDITORIUM ZANON Ocjo – La sicurezza un bene comune. Costruiamola insieme Iniziativa rivolta agli studenti degli Istituti scolastici secondari di secondo grado A cura del progetto “Per la cultura della sicurezza” ORE 11.00_CASA CAVAZZINI Incontro a tema: La prevenzione delle cadute negli anziani A cura delle Aziende per i Servizi Sanitari ORE 16.30 _CASA CAVAZZINI Incontro a tema: Ritardo evitabile nelle malattie cardiovascolari A cura delle Aziende per i Servizi Sanitari Mercoledì 13 Aprile ORE 9.00 _UNIVERSITÀ DI UDINE Lezione/Seminario: Sicurezza sul lavoro: il cantiere giuridico A cura dell’Università degli Studi di Udine – Dipartimento di Scienze Giuridiche ORE 10.00_ API UDINE Seminario: Sicurezza: l’efficacia esimente nelle imprese del modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D.Lgs. 231/2001 A cura di API Udine ORE 10.00 fino alle ORE 12.00 SCUOLA MEDIA “A. MANZONI” Visite guidate al cantiere della ristrutturazione A cura dell’Amministrazione Comunale di Udine ORE 10.30 _COLLEGIO DEI PERITI INDUSTRIALI E DEI PERITI INDUSTRIALI LAUREATI DELLA PROVINCIA DI UDINE Presentazione dell’opuscolo: La responsabilità del committente nella sicurezza del cantiere A cura di CISC Comitato Interprofessionale Sicurezza Cantieri della Provincia di Udine ORE 14.30 fino alle ORE 16.30 SCUOLA MEDIA “A. MANZONI” Visite guidate al cantiere della ristrutturazione A cura dell’Amministrazione Comunale di Udine ORE 16.00 _PALAZZO TORRIANI Seminario: Per la cultura della sicurezza, dai luoghi di lavoro all’ambiente di casa, alla scuola, alla strada A cura di Confindustria Udine Giovedì 14 Aprile ORE9.30 ORE 10.00_19.00 LOGGIA DEL LIONELLO e VIA CAVOUR SALA CONVEGNI FONDAZIONE CRUP Punti informativi e incontri con la gente Seminario: Immigrazione e sicurezza: tante lingue e tante culture, ma la sicurezza è un bene comune ORE 10.00_19.00 PIAZZA LIBERTÀ e PIAZZETTA DEL LIONELLO A cura delle Aziende per i Servizi Sanitari e di RUE Risorse Umane Europa Dimostrazioni di interventi di salvataggio ed esposizione di mezzi di soccorso ORE10.00_ API UDINE Seminario: ORE 10.00_19.00_ ANTISALA AJACE Mostra fotografica: A cura di API Udine A cura dell’Amministrazione Comunale di Udine e dell’Istituto Statale d’Arte “G. Sello” ORE16.00 _PALAZZO TORRIANI Presentazione del libro: ORE 14.00 _CASA CAVAZZINI Seminario: La norma OHSAS 18001 e la certificazione dei modelli di gestione della sicurezza Fâ modon a Buje: creps, fors, grices di Laura Nicoloso e Andrea Cattarino Guida la tua sicurezza La segnaletica di sicurezza A cura dell’Associazione Culturale “el tomât” A cura di IAL FVG in collaborazione con Confartigianato Udine e UCAI ORE17.00 _AUDITORIUM CEFS Seminario: ORE 15.00_ SALA AJACE Seminario: Sicuri e competenti… imparando: la formazione obbligatoria nel settore edile A cura di CEFS Centro Edile per la Formazione e la Sicurezza Venerdì 15 Aprile ORE10.00 fino alle ORE 12.00 SCUOLA MEDIA “A. MANZONI” Visite guidate al cantiere della ristrutturazione A cura dell’Amministrazione Comunale di Udine ORE11.30 _CINEMA VISIONARIO Testimonianza: Nives Meroi e Romano Benet campioni di sicurezza – Sfide impossibili in montagna A cura di Confindustria Udine e Fondazione CRUP Esposizione di dispositivi di protezione individuali ed attrezzature per la sicurezza A cura di Confindustria Udine e di CEFS ORE14.30 fino alle ORE 16.30 SCUOLA MEDIA “A. MANZONI” Visite guidate al cantiere della ristrutturazione A cura dell’Amministrazione Comunale di Udine ORE15.00 _UNIVERSITÀ DI UDINE Seminario: Gestione della sicurezza antincendio: problematiche, criticità e soluzioni Per una prevenzione efficace contro gli incidenti domestici A cura delle Organizzazioni Sindacali dei lavoratori ORE 16.00 _PIAZZA LIBERTÀ Funi… così, Funi… colà Dimostrazioni sull’utilizzo dei DPI per lavori in quota A cura di Confartigianato Udine e Naturalpe ORE 17.30_ SALA AJACE Casa Shock Cabaret sulla sicurezza con i Trigeminus A cura di INAIL FVG Domenica 17 Aprile ORE 9.00 _PIAZZA LIBERTÀ Corso di formazione per addetti antincendio Iniziativa riservata agli enti e alle associazioni no profit A cura di Confartigianato Udine e Polo626 ORE 10.00_16.00 LOGGIA DEL LIONELLO e VIA CAVOUR Punti informativi e incontri con la gente ORE 10.00_16.00 PIAZZA LIBERTÀ e PIAZZETTA DEL LIONELLO Dimostrazioni di interventi di salvataggio ed esposizione di mezzi di soccorso ORE 10.00_16.00_ ANTISALA AJACE Mostra fotografica: A cura di: Università degli Studi di Udine Centro SPRINT In collaborazione con: Comando Provinciale Vigili del Fuoco di Udine, INAIL Direzione Regionale FVG, Collegio dei Periti Industriali di Udine, Ordine degli Ingegneri di Udine A cura dell’Amministrazione Comunale di Udine e dell’Istituto Statale d’Arte “G. Sello” ORE15.30 _CASA CAVAZZINI Seminario: A cura di CEC Udine - INGRESSO GRATUITO I costi della non sicurezza e gli aspetti premiali nella riduzione degli infortuni A cura di CEFS Centro Edile per la Formazione e la Sicurezza Sabato 16 Aprile ORE9.00 _CASA CAVAZZINI Corso di formazione per addetti antincendio Iniziativa riservata agli enti e alle associazioni no profit A cura di Confartigianato Udine e Polo626 Guida la tua sicurezza ORE 10.30 _CINEMA VISIONARIO Proiezione del film: La classe operaia va in paradiso ORE 11.00_SALA AJACE Rappresentazione Palio Studentesco La palazzina di via Improvvidenza 626 e dintorni A cura dell’Istituto Magistrale “C. Percoto” ORE 15.30 _CASA CAVAZZINI Seminario: Dai fichi secchi al San Daniele: un viaggio curioso nella conservazione degli alimenti A cura di Confartigianato Udine e A.S.A. Srl aprile 11 13 A seguire degustazione gratuita di gelato artigianale Focus Sicurezza tra la Gente La sicurezza riguarda tutti Una scintilla che accende tutta la città, un imperativo etico che scuote le coscienze: la sicurezza approda nelle piazze. Oltrepassa i confini delle fabbriche, entra nelle case, nelle scuole, si riversa sulle strade, tra la gente, divenendo parte integrante della nostra vita quotidiana. Sono oltre sessanta le manifestazioni tra incontri, dimostrazioni, testimonianze e spettacoli che si articoleranno a Udine dal 4 al 17 aprile, per una cultura della sicurezza a 360 gradi. Il Festival della Sicurezza tra la Gente rappresenta un passo in avanti decisivo nel percorso di “promozione della cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro e in ambito scolastico”, avviato nel settembre 2004 sulla base di un protocollo di intesa sottoscritto da Confindustria Udine, dalle Aziende Sanitarie della provincia di Udine, dalle Organizzazioni sindacali provinciali, dalle Direzioni provinciali del lavoro e dell’INAIL di Udine e successivamente esteso all’Università degli Studi di Udine, all’Ufficio scolastico provinciale, al Comando provinciale dei Vigili del Fuoco e agli ordini professionali. Diffondere una cultura della sicurezza a tutti i livelli portandola nelle piazze è il principio guida del Festival, che testimonia l’importanza stessa del dibattito, della riflessione e del confronto. Realtà Industriale ha approfondito i diversi punti di vista delle parti coinvolte all’iniziativa, rilevando tra le diverse opinioni un denominatore comune: sicurezza come forma mentis, necessità di un approccio non esclusivamente settoriale e dogmatico, una diffusione a partire dalle scuole, dai giovani e dalle famiglie, insieme alla condivisione di uno spirito di miglioramento, affinché la sicurezza diventi sempre più conoscenza, consapevolezza e responsabilità. ADRIANO LUCI presidente CONFINDUSTRIA UDINE “Sicurezza: da problema a opportunità” “La sicurezza è un fenomeno culturale, che riguarda tutto il tessuto sociale - spiega il presidente Luci -. Tutti ne siamo coinvolti, senza distinzioni. Confindustria ha svolto un ruolo 14 aprile 11 normali ma che nascondono un potenziale risvolto pericoloso” precisa Luci, e sottolinea la necessità di “accelerare su questi temi, non possiamo procedere con ritmi normali. Evitiamo di parlarne con ipocrisia e invece approfondiamo le nostre conoscenze con spirito di miglioramento, per non incorrere in danni non solo umani, ma anche economici e sociali ”. Adriano Luci foto Alessio Buldrin da protagonista nella realizzazione di questa iniziativa, poiché siamo consapevoli che è un tema che ci riguarda da vicino. Molti pensano che la sicurezza sia appannaggio solo delle industrie, invece coinvolge direttamente tutti noi come individui nei nostri gesti quotidiani, spesso potenzialmente pericolosi. Attraverso iniziative come questa ci teniamo a diffondere la consapevolezza che la sicurezza non è solo industriale e lavorativa, ma umana. Questo Festival porta la cultura della sicurezza tra la gente, a contatto con le famiglie; è da qui che si deve partire. Parlarne e confrontarsi a tutti i livelli è fondamentale per raggiungere traguardi e soluzioni innovative”. Vivendola anche dall’interno, lo sguardo dell’imprenditore Luci trova nella sicurezza non solo una norma da rispettare, ma anche una preziosa opportunità: “Spesso da un problema può nascere un’opportunità - afferma infatti - perché in azienda sicurezza significa anche efficienza. L’approfondimento delle conoscenze e la ricerca delle migliori soluzioni in materia di sicurezza incidono positivamente su tutti i fattori della produzione”. A questo proposito Luci evidenzia che “sicurezza è prevenzione e formazione. A livello aziendale facciamo corsi costanti e riunioni specifiche in cui la prevenzione è al centro dell’attenzione e delle decisioni aziendali perché evita i danni e ottimizza le soluzioni industriali attraverso efficienza e risparmio”. È d’obbligo non abbassare mai la guardia, perché “se i progressi ci sono stati, c’è ancora molta strada da fare; non sono poche per esempio le pubblicità di aziende che mettono in scena situazioni apparentemente FURIO HONSELL sindaco COMUNE DI UDINE “La sicurezza è un risultato da raggiungere in modo condiviso e partecipato” Furio Honsell Sicurezza non è solo “adempimento normativo” per “Noi del Comune di Udine”; la sicurezza è il centro di gravità a partire dal quale organizziamo il nostro sistema di gestione sia delle attività interne, sia dei servizi offerti ai cittadini. La sicurezza per “Noi del comune di Udine” è un risultato da raggiungere in modo condiviso e partecipato. Parlare di sicurezza sul lavoro, in casa, o in strada vuol dire parlare di civiltà, di qualità della vita, di dignità. Ma la sicurezza è anche un settore ancora purtroppo poco sviluppato dove ci sono tantissime opportunità professionali per i giovani. Oggi si parla di sicurezza solamente, purtroppo, quando ci sono incidenti drammatici. Un Festival della Sicurezza è invece un’occasione completamente diversa e molto più efficace CONQUISTA IL MERCATO SLOVENO CON 62 ANNI di trasmissioni di alta qualità 53 MILA ascolti sulla Slovenia Ovest* *(radiometrjia 2010) CONCESSIONARIA ESCLUSIVA 800-328 500 [email protected] 11 15 Focus Sicurezza tra la Gente di presa di coscienza di una problematica, attraverso la conoscenza e l’approfondimento. È un’occasione di promozione di comportamenti virtuosi, ma anche di meraviglia di quanto si potrebbe fare per migliorare la vita di tutti e purtroppo, spesso per superficialità o ignoranza, viene invece fatto solo superficialmente. Un Festival della Sicurezza è un momento di grande crescita civile e i miei complimenti vanno a tutti gli enti che vi hanno collaborato e a tutti gli operatori che vi hanno contribuito, per il Comune di Udine all’ingegner Luigi Fantini e al geometra Maurizio Tonetti. Sono orgoglioso come sindaco che tanti luoghi di Udine piazze ed edifici siano stati messi a disposizione dal mio Comune per questo Festival e sono felice che quanto da tempo i tecnici del Comune di Udine fanno in materia di sicurezza venga riconosciuto e apprezzato. PAOLA PERABÒ responsabile Risorse Umane ABS UDINE “Le aziende che non si pongono il problema della sicurezza significa che hanno un problema di sicurezza” Paola Perabò Paola Perabò illustra la centralità che un’industria siderurgica come ABS assegna all’elemento sicurezza, tale da coinvolgere l’intero ciclo produttivo: “La sicurezza conta tanto quanto la produttività, l’efficienza, la qualità e la tutela dell’ambiente; non c’è produzione senza sicurezza”. Infatti, nel 2003 ABS ha attivato “Infortuni Zero”, un progetto che mira all’eccellenza dei sistemi di sicurezza dell’azienda, grazie al quale sono crollati vertiginosamente gli indici di 16 aprile 11 infortuni: “E’ un progetto che ha dato grandi risultati, i numeri e i fatti parlano da soli. E’ un progetto in continua evoluzione e prevede un intervento su più fronti, perché la sicurezza non è solo in fabbrica, non è solo formazione, o solo prevenzione, o solo comunicazione, ma è tutte queste cose insieme”. L’industria dedica alla sicurezza attenzione massima non solo al suo interno, ma esige dalle ditte esterne i medesimi standard: “E’ importante verificare la sicurezza sui colleghi per garantire la propria. Recentemente si è svolto in ABS un corso di formazione sulla sicurezza con i titolari delle ditte esterne che collaborano con noi. Non ammettiamo partner che non abbiano una formazione specifica”. La formazione, inoltre, deve essere sempre incisiva ed efficace, poiché “sicurezza è formare e informare il personale, a ogni livello, per prevenire gli infortuni. Ogni sei mesi sviluppiamo progetti nuovi di formazione, perché la mente ha bisogno di essere costantemente sollecitata su questi temi, con metodi sempre nuovi per stimolare lavoratori e dipendenti e renderli davvero consapevoli”. Esistono, però, ancora delle realtà “arretrate”: “Siamo sempre stati abituati a pensare alla sicurezza come una questione di fabbrica, senza capire che invece è una realtà complessa che si estende a tutti gli ambiti della vita. Ci sono ancora delle frange di lavoratori e di imprese che non si comportano adeguatamente, sono nicchie che bisogna individuare e risolvere. Le aziende che non si pongono il problema della sicurezza significa che hanno un problema di sicurezza al loro interno”. Comunicazione come veicolo di una mentalità sicura: “Parlarne è fondamentale, ci vuole sempre maggiore attenzione da parte di tutti, in questo il Festival della sicurezza gioca senza dubbio un ruolo decisivo”. ROBERTO MURADORE segretario CISL UDINE “Siamo seri e realisti: gli infortuni sono calati perché sono calate le ore di lavoro. C’è ancora molto da fare” “Questo Festival è frutto di una collaborazione tra tutte le associazioni, ordini professionali e istituzioni coinvolte nel protocollo per il miglioramento della sicurezza, che è finalmente posta all’attenzione di tutta la comunità udinese”. Illustrando le iniziative del sindacato che si terranno durante il Festival, come “La sottovalutazione dei rischi fa Roberto Muradore male” in programma lunedì 11 aprile in Castello, Roberto Muradore individua nella valutazione preventiva dei rischi, il primo passo per prevenire gli infortuni nelle fabbriche. “La sicurezza - precisa Muradore - è un habitus mentale, uno stile di vita, che nasce non dall’imposizione di una norma, ma da una personale autotutela”. Riprendendo un concetto caro anche al presidente Luci, il segretario ribadisce il primato della sicurezza sui vantaggi economici: “La crisi economica furibonda che ci ha travolto e da cui non siamo ancora usciti – precisa - ha trasformato il lavoro in un bene di vitale importanza, ma l’attenzione alla sicurezza non deve scemare, non può esserne subordinata”. E a proposito delle recenti statistiche che registrano un calo degli infortuni Muradore afferma: “Non mi convincono. Siamo seri e realisti: gli infortuni sono calati perché sono calate le ore di lavoro. Un miglioramento sicuramente c’è stato, ma troppo ridotto”. Certo una soluzione unica a un problema così complesso non esiste, ma la strada da seguire per il segretario Cisl è quella della “prevenzione e repressione; certo bisogna lavorare prevalentemente sulla prevenzione, ma anche sanzionare chi non rispetta la legge” e della “collaborazione tra sindacati e impresa, dove gli organi preposti di vigilanza devono fungere da supporto per l’azienda, senza pregiudizi e preconcetti”. Un accenno anche alla piaga del lavoro in nero: “In Italia è un problema di dimensioni patologiche. Sono inimmaginabili le condizioni cui sono costretti questi lavoratori e gli infortuni non sono quantificabili. Il lavoro in nero è una piaga sociale perché non è contabilizzata, per questo è ingestibile”. Muradore, infine, spiega la necessità di considerare la sicurezza come elemento strutturale: “Sicurezza e autotutela del singolo non sono elementi sovrastrutturali. La cultura è immateriale, ma questo non è Focus Sicurezza tra la Gente sinonimo di sovrastrutturale. Deve essere considerata alla stregua degli interventi fisici, come la messa a norma di un ponte o la regolarizzazione di una ringhiera pericolosa. Se all’interno di aziende a norma si verificano lo stesso infortuni, significa che bisogna cambiare modo di intendere la sicurezza, da immateriale a fisica”. BRUZIO BISIGNANO consulente e formatore aziendale “La sicurezza è il risultato di convergenze parallele” to compiuto negli ultimi anni dalla scuola che “prima aveva dei forti limiti, negli ultimi anni sono stati superati soprattutto a livello universitario, con l’attivazione di diversi master in sicurezza sul lavoro”. Come per il presidente Luci, anche per il consulente “la sicurezza non deve essere un problema, ma un’opportunità. Per esempio, ABS ha investito molto in sicurezza con dei risultati immediati, e oggi è l’azienda del settore con più basso indice infortunistico d’Italia”. Lo stesso Bisignano ha proposto la sua lezione spettacolo dal titolo “appalti un teatro”, nell’ambito dell’iniziativa formativa voluta da ABS per i “datori di Lavoro delle ditte terze, perché è necessario formare anche i collaboratori esterni. E poi tutti i clienti ormai richiedono sicurezza, se si vuole lavorare in Europa è un requisito fondamentale”. Per quanto riguarda la situazione in FVG “siamo sulla strada giusta, abbiamo intuito un modo diverso di agire e di parlare di sicurezza, la quale deve diventare sempre meno burocrazia e sempre più uno stile di pensiero, ELDA FERRARI direttore regionale INAIL “La sicurezza è un valore profondo che permea ogni ambito della vita” Bruzio Bisignano (foto Gasperi) Consulente esperto, formatore aziendale, ma anche ideatore, protagonista e attore dello spettacolo “Ocjo: la sicurezza è un bene comune, costruiamola insieme”, Bruzio Bisignano porta al Festival una formula inedita per parlare di sicurezza, attraverso uno spettacolo che ironizza su alcuni comportamenti rischiosi nella vita e nel lavoro. “Abbiamo adottato un nuovo modo di diffondere la sicurezza, dove non è il pubblico che deve venire da noi per vedere lo spettacolo, ma siamo noi che ci rechiamo dagli “spettatori” nelle fabbriche, nelle scuole, nei Comuni”. Un metodo che si è rivelato molto efficace, grazie alla forte incidenza dei linguaggi artistici, soprattutto sulla mente dei giovani: “Il teatro, le immagini, le testimonianze, le esperienze realmente vissute hanno un forte impatto sui giovani. Parlare di questi temi in modo didattico non aiuta a sensibilizzarli ”. Un primo passo avanti nel nostro Paese in materia di sicurezza è stato fatto grazie all’adeguamento alle direttive comunitarie dell’UE: “La formazione è stata notevolmente incrementata con il Testo Unico, in cui questa parola compare più di trecento volte, a dimostrazione dell’importanza della partecipazione attiva dei lavoratori alle conoscenze in materia di sicurezza”. Un ulteriore progresso è sta- La sicurezza è la mission dell’Inail. Formazione, informazione, vigilanza e consulenza alle aziende sono le modalità operative tramite le quali l’Istituto agisce nella società civile e nel mondo del lavoro al fine di preservare la salute dei lavoratori e insieme contribuire alla competitività del Paese. La sicurezza è formare, investendo in progetti che coinvolgono gli studenti in un’elaborazione consapevole dei rischi collegati al lavoro, come nel caso del progetto “Studenti informati, cittadini sicuri” e realizzando iniziative che accorciano le distanze tra le aule e i reparti di produzione come abbiamo fatto in sinergia con l’Ebiart e l’Anmil. Ma anche sostenere la ricerca, collaborando con gli Atenei per preparare professionisti della sicurezza arricchendo il territorio, ne sono esempi i progetti Sinersafe, M.A.P.P. e da ultimo il Dottorato ricerca triennale in Tecnologie chimiche ed energetiche. Emergenza e sicurezza in attività complesse presso l’Università di Udine. La sicurezza è informare, curando la banca dati Inail sugli infortuni e le malattie professionali, partecipando a progetti di studio come flussi informativi - realizzato in collaborazione con Aziende sanitarie e Regioni - , condividendo un patrimonio di conoscenze sul fenomeno infortunistico e tecnopatico di oltre cento anni. Ma anche promuovere convegni e incontri per l’approfondimento della normativa tecnica e giuridica sulle materie della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro facendosi promotori delle migliori best practices e dell’adozione di “Sistemi di Gestione della Sicurezza sul Lavoro” (SGSL). Elda Ferrari La sicurezza è vigilare affinché il minimo etico di sicurezza sui luoghi di lavori sia uno standard compreso nella sua essenza di elemento di competitività e attuato in tutte le realtà – di ogni dimensione – del territorio; anche promovendo politiche di incentivazione economica (oscillazione del tasso, bandi di finanziamento ISI) e di consulenza alle imprese. La sicurezza è conoscere il territorio con cui ci si confronta. Valorizzando le peculiarità dei quattro territori provinciali con progetti mirati, realizzati in sinergia con le Istituzioni e le Parti sociali. In parole semplici, la sicurezza è non farsi male mentre si lavora, non cadere costruendo, non rimanere schiacciati sotto un trattore, non infortunarsi per non aver compreso un segnale di sicurezza, non scivolare per essersi dimenticati di indossare le scarpe antinfortunistiche. Così come sicurezza è non avere incidenti stradali per non aver rispettato la segnaletica, non cadere inciampando sul tappeto del bagno, non finire all’ospedale per non aver usato il casco mentre si scia. Ma tutto questo lo possiamo ottenere solo se concepiamo la sicurezza come un valore profondo che permea ogni ambito della nostra vita rendendo ciascuno di noi attore e garante della propria salute. aprile 11 17 Orizzonti Focus Sicurezza tra la Gente frutto di convergenze parallele tra istituzioni, associazioni di categoria, imprese, lavoratori e imprenditori”. STEFANO GRIMAZ direttore CENTRO DI RICERCA SPRINT - UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI UDINE “Un approccio esclusivamente dogmatico non può funzionare, bisogna parlarne con competenza” Stefano Grimaz Il centro di ricerca Sprint ricopre un ruolo di riferimento tecnico scientifico in materia di sicurezza e protezione dai rischi incidenti di origine naturale e tecnologica, elabora strumenti innovativi per la prevenzione, ma anche soluzioni per la gestione delle emergenze. “Il ruolo dell’Università è di supporto e trasferimento delle conoscenze avanzate in materia di sicurezza”. Più specificatamente, il Centro Sprint funge da tramite tra il mondo accademico e il territorio per “contaminare” con le conoscenze più all’avanguardia chi opera nel’ambito della sicurezza. “La nostra mission - spiega il prof. Grimaz - è di fungere da interfaccia di dialogo tra conoscenze e mondo applicativo, coniugando i bisogni e le esigenze di quest’ultimo con i progressi scientifici ottenuti”. Un’attività, quella del centro di ricerca, nata inizialmente per rispondere a esigenze interne, ma successivamente estesa agli addetti ai lavori e divenuta preziosa consulente di Enti e istituzioni pubbliche e private in materia di prevenzione e ripristino delle condizioni di sicurezza a seguito di eventi incidentali. Oggi la sicurezza fa parte della formazione curriculare dei futuri laureati: “Fondamentale è investire nelle nuove gene- 18 aprile 11 razioni, diffondere la cultura della sicurezza a tutti i livelli, tra coloro che saranno i futuri manager, amministratori, o semplicemente genitori”. “La sicurezza non deve essere percepita solo come norma - continua il professore - ma essere strettamente legata a una auto responsabilizzazione e all’orgoglio di diffonderla”. Per il ricercatore la strada da seguire per il futuro è colmare il gap esistente tra mondo universitario, già da anni attivo in merito, e mondo esterno, “perseguendo, come fa questo Festival, un tentativo di penetrazione a tutti livelli. Iniziative come questa devono scuotere la sensibilità della gente e suscitare momenti di riflessione consapevole”. Infatti ciò che differenzia i due mondi è proprio l’approccio distinto al problema: “Mentre l’Università guarda alla sicurezza come un tema da analizzare, conoscere, capire, e risolvere, il resto della realtà sociale lo vede invece come norma rigida. Un approccio esclusivamente dogmatico non può funzionare, bisogna parlarne, affrontandolo in modo sereno ma con le giuste competenze. Non deve prevalere la paura della multa, quanto piuttosto una responsabilità e una consapevolezza trasversali. Noi come centro di ricerca contribuiamo in modo attivo in questo, siamo di supporto a Enti e istituzioni come Inail e Asl, fornendo loro strumenti di lavoro per affrontare problemi e risolverli”. CLAUDIA ZULIANI direttrice dipartimento di PREVENZIONE ASL UDINE “La sicurezza, una qualità innata che deve arrivare alle scuole” “L’Osservatorio del Dipartimento di Prevenzione dell’Asl di Udine svolge importanti indagini nel campo della medicina, del lavoro, degli infortuni domestici e stradali, dell’alimentazione, promuovendo la sicurezza in tutti gli ambiti della vita e coinvolgendo diverse fasce d’età. In particolare, la sezione organizzativa ‘Prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro’ svolge un’attività di informazione e assistenza in merito all’igiene e alla sicurezza degli ambienti di lavoro” precisa la direttrice Claudia Zuliani. “Il festival è un’iniziativa lodevole, anche perché dal punto di vista organizzativo è molto complessa, saranno due settimane dense di appuntamenti, in cui sono coinvolti tutti gli Enti e le istituzioni della provincia e questo è molto importante. Parlare di sicurezza e Massima attenzione ai messaggi È importante che anche gli organi di informazione facciano la loro parte: adottare la cultura della sicurezza significa non abbassare mai la guardia e prestare massima attenzione a ogni dettaglio, anche alle fotografie che utilizziamo a corredo degli articoli. La stessa Realtà Industriale, che molto spesso affronta temi riguardanti la sicurezza negli ambienti di lavoro, ha diffuso nell’ultimo numero (pag 48) un messaggio sbagliato, lasciandosi scappare la pubblicazione di un’immagine relativa a due lavoratori edili all’opera senza guanti, di cui uno a torso nudo. E’ bene ricordare, invece, che i muratori sono obbligati ad adottare misure specifiche di prevenzione quali elmetto, tuta e guanti, per non incorrere in infortuni facilmente evitabili. Claudia Zuliani diffonderla è una missione comune” spiega la direttrice. Ma, soprattutto, la cultura della sicurezza “deve arrivare alle scuole, il cui ruolo educativo è fondamentale per infondere nei giovani che saranno i futuri lavoratori una cultura della sicurezza che si sviluppi in tutti gli aspetti della vita. Le iniziative scolastiche in merito non devono essere episodi sporadici nati dalla singolare sensibilità di qualche insegnante, ma devono rientrare in un progetto ampio e a lungo termine, affinché la sicurezza divenga una qualità innata, propria di tutti i cittadini, che indirizzi i comportamenti verso la salvaguardia di noi stessi e degli altri”. Lodovica Bulian Udine 4 - 17 Aprile 2011 LE GIORNATE DELLA SICUREZZA Evento coordinato da Con la collaborazione di Con il sostegno di AGCI Associazione Generale Cooperative Italiane Confederazione Italiana Agricoltori della Provincia di Udine ASSOCIAZIONE COOPERATIVE FRIULANE - U D I N E UDINE Azienda dei Servizi Sanitari N.3 Alto Friuli Azienda dei Servizi Sanitari N.4 Medio Friuli Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia AZIENDA PER I SERVIZI SANITARI N. 5 BASSA FRIULANA ING Collegio dei Geometri e dei Geometri Laureati della Provincia di Udine ASSOCIAZIONE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI UDINE COLLEGIO DEI PERITI INDUSTRIALI E DEI PERITI INDUSTRIALI LAUREATI DELLA PROVINCIA DI UDINE Comando Provinciale Vigili del Fuoco Udine Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Ufficio Scolastico Regionale per il Friuli Venezia Giulia Direzione Generale Con il patrocinio di REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA Main Sponsor Sponsor SEZIONE REGIONALE DEL FRIULI-VENEZIA GIULIA Consulta il programma completo www.sicurezzalavoro.fvg.it aprile 11 19 Economia Aziende flash Un premio internazionale per la NB FACTORY Il 2011 è sicuramente un anno già da ricordare per la NB Factory di Buttrio, che dopo i numerosi riconoscimenti nazionali in occasione della Fiera specializzata Smau Milano e Smau Business nel 2010, guadagna un riconoscimento internazionale: il “Partner to Partner Collaboration Award of the Year” durante il Partner Summit 2011 di Cisco a New Orleans, dal 28 febbraio al 3 marzo. Leader mondiale nella fornitura di soluzioni di rete, Cisco collabora a livello globale con le migliori aziende di Information & Communication Tecnology per la diffusione dei propri prodotti sul territorio, ed è da sempre partner di NB Factory. In occasione del summit Cisco di New Orleans, NB Factory ha visto riconoscere il proprio impegno nelle attività orientate alla massima ottimizzazione e potenziamento delle risorse dei propri clienti. Il Premio, come è stato sottolineato da Jodi Botifoll, Vice Presidente Cisco per l’area Europa e Mediterraneo, sottolinea come NB Factory nelle proprie scelte strategiche possa essere considerata Best Practice per gli alti livelli di servizio raggiunti e gli standard applicati. Luca Turco, socio fondatore di NB Factory Luca Turco, socio fondatore di NB Factory, ha commentato il riconoscimento con parole di estrema soddisfazione sottolineando come “ogni risultato raggiunto sia la conseguenza di un lavoro di squadra che ha visto coinvolti NB Factory con il proprio team tecnico, il committente e Cisco nel raggiungimento di un obiettivo comune”. SELTZ cala il tris d’assi dell’implementazione dei servizi e dello staff. Nel comparto turistico Seltz ha definito un importante accordo di collaborazione per la gestione dell’attività di ufficio stampa di prodotto e istituzionale sul mercato italiano per Novasol, multinazionale danese che costituisce la prima realtà europea nel settore degli affitti turistici e delle case vacanza. L’attività di comunicazione per il marchio scandinavo, rappresentato in dodici Paesi europei, sarà orientata ai media del settore viaggi e turismo e alle testate generaliste, maschili e femminili. Enrico Accettola Dal settore turistico a quello dell’edilizia passando per l’high-tech, l’arredo-casa e i serramenti. L’inizio del 2011 di Seltz, divisione ufficio stampa e relazioni pubbliche dell’agenzia di comunicazione udinese Emporio Adv, fra i player emergenti del settore a livello nazionale, si apre all’insegna della crescita del parco clienti e 20 aprile 11 Accanto alle conferme da parte di clienti storici per Seltz, operanti prevalentemente a livello internazionale nel settore arredamento, i primi due mesi del 2011 registrano l’incarico per la gestione dell’ufficio stampa istituzionale e di prodotto per Pilosio, storica società friulana produttrice di attrezzature per il mondo dell’edilizia e costruzioni che si appresta a celebrare i cinquant’anni di presenza sul mercato. Ultima, in ordine temporale, è invece la partnership siglata fra l’agenzia di p.r. udinese e Card-Tech, azienda impegnata nello sviluppo di dispositivi mobile innovativi che STRATEX è volata ad Ecobuild Stratex, l’azienda friulana specializzata nella realizzazione di architetture in legno lamellare e nella progettazione e costruzione di case in legno, ha partecipato ad Ecobuild 2011, la fiera internazionale dedicata al design, all’edilizia ecosostenibile e alle energie rinnovabili svoltasi a Londra dal 1° al 3 marzo. L’azienda ha contribuito alla realizzazione di Water Nest, la “main attraction” del Padiglione Italiano, voluta dalla Camera di Commercio Italiana di Londra, grazie alla collaborazione con l’Associazione Italiana Progettisti d’Interni del nord est e con il contributo della Regione Veneto. Stratex ha realizzato la struttura principale dell’installazione, tutta intesa a valorizzare l’acqua come il bene più prezioso messo a disposizione dalla Natura e fonte primaria della sostenibilità. “Water Nest” è il nido d’acqua che rappresenta la sostenibilità ambientale: tutti i materiali utilizzati, infatti, sono ecocompatibili, i colori scelti evocano tinte naturali e sono prodotti nel rispetto dell’ambiente. All’interno si sviluppa un percorso attraverso elementi architettonici, rifiniture d’interni, arredamento di design e soluzioni tecnologiche per la domotica che si richiamano ad un concetto di lusso in simbiosi con l’efficienza ed il risparmio energetico. Concetti cari all’Italian Style e fatti propri anche dalla Stratex che nel 2011 ha deciso di potenziare il suo impegno nella produzione di residenze abitative ecosostenibili e di design. si propone di rivoluzionare il mondo della sicurezza dei dati tramite l’ausilio di tecnologie di rilevazione biometrica, come la scansione dell’impronta digitale, per la gestione delle relazioni con i media di settore e corporate a livello nazionale ed estero. I nuovi incarichi nel settore dell’ufficio stampa e relazioni pubbliche confermano il trend di crescita dell’agenzia Emporio Adv, che sulla scia delle recenti acquisizioni ha introdotto importanti professionalità e servizi aggiuntivi. “Abbiamo elevato in modo significativo la qualità della nostra offerta nel settore delle media relations focalizzandoci su tre precise aree di intervento, ovvero il consolidamento dei rapporti con le testate di settore dei maggiori gruppi editoriali italiani, il rafforzamento della comunicazione di tipo istituzionale ed economico-finanziaria e l’implementazione di strumenti di altissimo livello per comunicare al meglio con la stampa internazionale” afferma il presidente della società Enrico Accettola. marzo aprile 11 15 21 Economia Aziende flash Diamo spazio a SUNTRACKER, l’inseguitore solare Si chiama SUNTRACKER il prodotto innovativo di questo mese ed è un in sistema elettronico che, applicato alle vele di un parco fotovoltaico, consente loro di “inseguire” il sole per ottenere la massima resa dell’impianto. Utilizzando particolari algoritmi basati sulle effemeridi, viene modificata l’inclinazione dei pannelli solari al continuo variare della posizione del sole nell’arco delle singole giornate, massimizzando così l’efficienza dell’apparecchiatura. Grazie alla trasmissione dei dati relativi alla produzione di energia ad un server web, il sistema consente il monitoraggio degli inseguitori da remoto, anche via SMS, oltre che la selezione dei parametri di acquisizione dell’energia e la diagnostica di sistema. Inoltre il software applicato dispone di una memoria che permette di realizzare un datalogger degli eventi più significativi. SUNTRACKER è ideato e prodotto dall’azienda Microfox Srl di Campoformido, da oltre vent’anni in prima linea nella produzione di elettronica industriale su misura, che si è aggiudicata “Lo Spazio delle Idee” per il periodo che va dal 21 marzo al 24 aprile. Chiunque potrà quindi vedere il pannello dimostratore esposto in questi giorni a palazzo Torriani e per gli interessati verrà organizzato un incontro di approfondimento tecnico sulle caratteristiche e le potenzialità di SUNTRACKER, la cui data sarà comunicata successivamente. Si rinnova l’appuntamento al prossimo mese dove un altro esempio di eccellenza dell’industria udinese brillerà sotto la consueta lampadina de “Lo spazio delle Idee”. Numeri da primato per il “Mercatino Internazionale della Bontà” Si è svolta domenica 13 marzo al Città Fiera di Torreano di Martignacco il Mercatino Internazionale della Bontà, l’iniziativa che invita i bambini e i ragazzi italiani, austriaci, croati e sloveni, a diventare, per un giorno, imprenditori etici. Oltre 900 sono stati i bambini partecipanti, in rappresentanza di 38 istituti scolastici e più di 100 insegnanti e genitori ad accompagnarli. Sono 2.800 gli euro soldi raccolti in favore di Operation Smile, grazie ai quali l’Associazione potrà completare il proprio progetto in India, restituendo salute e dignità ad altri 20 bambini afflitti da gravi malformazioni facciali. Anche quest’anno la scuola dell’infanzia “S. Caterina” di Pasian di Prato si riconferma come la scuola che raccoglie più fondi, con un contributo di 290 euro interamente devoluti all’Associazione. Quattordici le scuole che si sono esibite nel corso della manifestazione con canti e balli popolari, tradizionali e anche moderni, Riconoscimento europeo per TECHNO SEED Techno Seed, l’incubatore ICT di Udine, ha ricevuto, mercoledì 16 marzo, un ulteriore riconoscimento internazionale a Bruxelles, nell’ambito dell’evento conclusivo del progetto ACHIEVE MORE. Già annoverato nell’elenco delle realtà eccellenti dal Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, Techno Seed era nato nel 2005 come progetto finanziato dal Ministero delle Attività Produttive. Promosso da Friuli Innovazione insieme a Università di Udine e IRES FVG, oggi Techno Seed è di fatto diventato il servizio a supporto della creazione d’impresa di Friuli Innovazione. In questi anni ha dato vita a 18 nuove imprese ad alto contenuto tecnologico in Friuli Venezia Giulia ed è considerato tra i migliori esempi del nordest. 22 aprile 11 Il riconoscimento, questa volta, gli viene attribuito da ACHIEVE MORE, una rete di oltre 70 incubatori di imprese, cluster e investitori del settore ICT (Information & Communication Technologies) dislocati in 28 paesi, europei e non, di cui Techno Seed fa parte. Nata nel 2008, la rete ACHIEVE MORE ha finora messo in contatto centinaia di professionisti del supporto all’impresa e all’innovazione, ha dato vita a una community online e una serie di altre iniziative con l’obiettivo di creare un circolo virtuoso attraverso l’identificazione e lo scambio delle cosiddette buone prassi per il supporto dell’imprenditorialità. A ritirare il premio per Techno Seed sono stati Elisa Micelli e Claudia Baracchini di Friuli Innovazione che hanno seguito l’iniziativa sin dall’inizio. dando vita ad un momento di spettacolo, aggregazione, festa, davvero unico. Il “Mercatino Internazionale della Bontà - A Scuola di Impresa Etica”, al suo ottavo anno di vita, è un progetto educativo - promosso dal Centro Commerciale Città Fiera con il sostegno di un prestigioso network di soggetti pubblici e privati, sia italiani che stranieri, a favore di Operation Smile Onlus. Anche quest’anno a tutti coloro che hanno aderito all’iniziativa è stata offerta la possibilità di affittare un piccolo spazio, presso il Centro Commerciale Città Fiera di Torreano di Martignacco (Udine), per mettere in mostra e vendere la propria merce: giochi inutilizzati, libri già letti, fumetti, soprammobili, colori, raccolte di figurine, oppure semplici manufatti artistici come calendari, vasellame, ceramiche, segnaposto, quadri, piccole sculture, creazioni in legno e in pelle, ecc... Bambini e ragazzi vestono quindi per un giorno i panni di “imprenditori etici”: il 70% del ricavato della vendita rimane al possessore degli articoli venduti, mentre il 30%, insieme con i 10 euro necessari per affittare il banchetto, viene devoluto alla Fondazione Operation Smile. C’è un altro modo di velocizzare il business. Benvenuti in Vertek Canon Business Center, lo specialista in apparecchiature, soluzioni digitali e sistemi avanzati nell’output, document e network management che permettono di raggiungere i massimi livelli di efficienza incrementando la produttività aziendale. Benvenuti nell’era del business ad alta velocità. Vertek S.r.l. Via Cotonificio, 45 . Feletto Umberto, Tavagnacco (Ud) . t. 0432 688005 . f. 0432 575516 . [email protected] . www.vertekcenter.it aprile 11 23 Economia Aziende SANGALLI VETRO ai blocchi di partenza Il Friuli si arricchirà in primavera di una nuova azienda di eccellenza sul territorio: la Sangalli Vetro Porto Nogaro SpA. Ed il Comitato di Presidenza di Confindustria Udine, nel suo programma di visite alle imprese di eccellenza della provincia, non ci ha pensato due volte a fare tappa in Aussa Corno al nuovo stabilimento della Sangalli che avvierà la produzione di vetro float, una volta terminata la scrupolosa fase di collaudo; mentre la produzione di vetro stratificato è già avviata. Accolti dall’amministratore delegato Giorgio Sangalli, la delegazione confindustriale – guidata dal presidente Adriano Luci, e composta pure dai vice-presidenti Enrico Accettola, Marco Bruseschi e Federico Gollino e dal direttore Ezio Lugnani - ha potuto toccare con mano l’avanguardia tecnologica del nuovo impianto, frutto di un investimento di 135 milioni di euro. “L’insediamento del Gruppo Sangalli conferma l’attrattività della zona industriale dell’Aussa Corno. La visita ci ha lasciato a bocca aperta non solo per le tecnologie applicate ma anche per la cura al minimo dettaglio e per l’ecosostenibilità del progetto – è stato il commento del presidente Luci-. Mi piace anche ricordare che questo progetto è partito sotto la Giunta Illy per poi essere perfezionato e completato sotto la Giunta Tondo: ciò dimostra che quando c’è volontà e senso di responsabilità le cose si possono fare...e bene!”. Dal canto suo, Giorgio Sangalli ha illustrato al Comitato di Presidenza di Confindustria Udine la strategia, sottesa all’investimento, di realizzare a San Giorgio un nuovo stabilimento di produzione di vetro float da affiancare, in una logica di sistema, allo stabilimento del Gruppo ubicato a Manfredonia ed il cui start-up risale al maggio del 2002. Il progetto consentirà così alla Sangalli di incrementare la quantità complessiva di vetro float da offrire sul mercato, di ampliare la gamma dei prodotti, di ottimizzare la copertura territoriale, in modo da ottenere un risparmio dei costi di trasporto sui clienti italiani ed esteri. Tra Manfredonia e San Giorgio di Nogaro, il Gruppo disporrà di una capacità produttiva di 400mila tonnellate all’anno, circa un terzo della capacità produttiva installata in Italia. In Aussa Corno si produrrà anche vetro extra chiaro e spessori non fattibili nell’impianto di Mafrendonia; una elevata percentuale della quantità totale di vetro di base sarà successivamente trasformata in vetro di sicurezza antisfondamento, in vetro speciale per l’abbattimento dell’inquinamento acustico e in vetro coatizzato per il risparmio energetico. La Vetreria Sangalli di San Giorgio strategica per aggredire mercati in crescita come Slovenia, Croazia, Bosnia, Austria e Ungheria, oltre a quello della Germania meridionale – avrà ricadute positive pure sull’occupazione. Vi troveranno impiego quest’anno 2011 circa 150 persone (di cui già 100 sono, a rotazione, in questi giorni a Manfredonia per attività di formazione), che saliranno a 200 quando, nel 2012, verrà costruito pure il nuovo impianto di coatizzazione. Per costruire in diciassette mesi l’imponente struttura di San Giorgio di Nogaro, la cui sola linea produttiva è lunga circa 700 metri, hanno collaborato 120 imprese esterne con una presenza media giornaliera di 300/350 persone in cantiere. Mai un incidente o un contenzioso o un ritardo. Per la realizzazione di rilevanti impianti, quali ad esempio il forno fusorio, i silos, buona parte delle opere edili, per l’impiantistica e varie attrezzature la Sangalli ha dato la preferenza ad aziende del Friuli Venezia Giulia. La visita del Comitato di Presidenza di Confindustria Udine alla Sangalli Vetro Porto Nogaro 24 aprile 11 Alfredo Longo Economia Aziende STRATEX inaugura il nuovo stabilimento La sede di Palazzolo dello Stella della Stratex Design ricercato, contemporaneo e minimalista, materiali all’avanguardia, una combinazione vincente di arte e tecnologia che guarda allo stesso orizzonte: eco sostenibilità. Tutto questo è Stratex Living, la nuova linea produttiva di case in legno bio sostenibili che sabato 12 marzo ha inaugurato il suo nuovo stabilimento a Palazzolo dello Stella, alla presenza del presidente di Confindustria Udine, Adriano Luci, e del Presidente della Regione, Renzo Tondo. Un capannone a perdita d’occhio: 15 mila metri quadrati coperti, 100 mila di superficie scoperta e due impianti fotovoltaici della capacità di un Megawatt ciascuno, ospitano una produzione completamente automatizzata in grado di garantire una capacità produttiva annua di 100 case, e una seconda dedicata esclusivamente a Xpanel, l’innovativo pannello in legno strutturale di grandi dimensioni brevettato dall’azienda, in corsa per il prestigioso Compasso d’oro 2011. Un sentimento di profondo attaccamento alle radici familiari dell’azienda scandisce le parole di Nicola Plazzotta, titolare di Stratex Spa, mentre spiega che “questo non è un trasferimento, ma un potenziamento” Seduti (da sinistra) Nicola, Filippo Leonardo e Osvaldo Plazzotta. In pedi (da sin) Niccolò e Francesco Plazzotta e precisa che la storica fabbrica di Sutrio, nel cuore della Carnia, “rimarrà la sede legale della società e continuerà la sua attività specifica nella produzione di travi in legno lamellare”. La sensibilità verso le problematiche ambientali che da sempre contraddistingue la filosofia dell’azienda, si converte così in un impegno concreto verso la eco sostenibilità: “La nostra mission è diventare costruttori generali per consegnare sul mercato prodotti innovativi chiavi in mano” spiega Plazzotta. La scelta di percorrere la strada non convenzionale della bioedilizia risale all’intuito lungimirante dell’imprenditore friulano che ha saputo scorgere le potenzialità di questo settore, facendo dell’innovazione, dell’ecologia e del design la stella polare dello sviluppo aziendale: “Il piano industriale della Stratex punta alla diversificazione delle linee produttive. Il mercato delle case in legno è un comparto in crescita, in cui possiamo giocare un ruolo da protagonisti a patto di dimostrare attenzione anche alla sensibilità dei clienti verso il design e verso la capacità di inserire le opere in contesti urbani e paesaggistici armoniosi”. Architettura, design e paesaggio, infatti, sono perfettamente integrati dal genio artistico di Carlo Colombo, architetto di fama internazionale che da cinque anni è la prestigiosa firma delle creazioni Stratex Living: “Questa collaborazione testimonia come un architetto italiano si possa legare con successo a un’azienda che fa tecnologia - afferma Colombo – all’interno della quale io opero in modo del tutto naturale, sviluppando progetti legati al mio linguaggio stilistico, senza vincoli o limiti tecnici. Cinque anni fa non ci credeva nessuno, adesso in tutto il mondo si parla di design ed eco sostenibilità come il futuro dell’edilizia”. Esempio di ottimismo, reazione e determinazione, il poderoso investimento è anche uno stimolo alla ripresa economica del nostro territorio: “Il futuro non ce lo regala nessuno, ma l’esempio della Stratex dimostra che credendo e scommettendo sull’innovazione, i risultati si ottengono – ha sottolineato Adriano Luci -. Inoltre, chi mi conosce sa che prediligo le imprese dove dietro c’è una famiglia: un volto, un’anima, un nome, danno alle cose tutt’altro sapore”. Il presidente di Confindustria Udine ha poi colto l’occasione per esprimere la sua fiducia “nell’avviato processo di modernizzazione dell’apparato regionale, una necessità irrinunciabile affinché i progetti imprenditoriali come questo trovino nella Regione un vero supporto”. Da parte sua la Regione, agevolandone gli investimenti, si è dimostrata sensibile alla spinta avanguardistica di aziende come la Stratex: “Sono stati stanziati per la prima volta 15 milioni di euro a sostegno dell’edilizia ecocompatibile – ha affermato Renzo Tondo -. Il primo intervento del nuovo presidente della Friulia, Edi Snaidero, è stato proprio in favore della Stratex, un’azienda che testimonia la forza dei nostri imprenditori che da sempre si rimboccano le maniche alla ricerca di profili innovativi”. “Meno carte e più produttività- annuncia poi Tondo- una semplificazione della burocrazia per rispondere alle esigenze delle imprese in tempi più brevi”. Con l’apertura del nuovo stabilimento, che darà lavoro a circa un’ottantina di addetti, la vicina comunità di Palazzolo dello Stella guarda da oggi con più serenità alla prospettiva occupazionale: “Oggi è l’inizio della ripresa occupazionale nella Bassa friulana, voltiamo pagina, dalla crisi al rilancio produttivo – ha dichiarato il sindaco Mario Bordin - abbiamo fatto il possibile e l’impossibile per non perdere questa opportunità”. Approdata solo da qualche anno nell’universo ancora inesplorato dell’architettura ecosostenibile, la produzione Stratex Living brilla già di luce propria. Un’eccellenza raggiunta in tempi record grazie alla “fiducia nelle potenzialità della tecnologia – ha spiegato Angela Maffione Plazzotta, amministratore delegato -. Abbiamo sempre investito in macchinari all’avanguardia, prima nel legno lamellare e adesso nell’edilizia eco sostenibile, per raggiungere in entrambi i settori standard di massima qualità”. Una famiglia che della propria azienda ha fatto una ragione di vita, che con il coraggio di scelte innovative ha trasformato la crisi in opportunità di sviluppo: “Nonostante il momento delicato, abbiamo deciso di investire subito, per trovarci preparati quando la crisi finirà”. L.B. aprile 11 25 Economia Aziende I sereni orizzonti di SERENI ORIZZONTI La sede della Sereni Orizzonti Che il settore della costruzione e della gestione di realtà residenziali per terza età e disabilità sia, in un Paese demograficamente attempato come l’Italia, un terreno fertile, è un dato che non stupisce di certo. E che ha una palese riprova nell’esempio consolidato della Sereni Orizzonti, holding operativa di un gruppo di società impegnate in questo ambito, nata ad Udine nel 1996 e – nei suoi 14 anni di attività – allargatasi in tutto il Centro Nord Italia. Per mezzo di diversi strumenti operativi (dal project financing in collaborazione con le amministrazioni comunali, fino alle iniziative di investimenti dirette), la Sereni Orizzonti Spa vanta al momento oltre 20 milioni di euro investiti in nuove realizzazioni, in particolare le due nuove case di riposo, una a Borgoticino (Piemonte, provincia di Novara) e una, pronta per settembre, a Vinovo (Torino). Per quanto riguarda la nostra Regione, nove sono al momento le strutture attive, cui vanno ora ad aggiungersi una ad Aviano (nell’ambito di un progetto sperimentale) ed una ad Aiello del Friuli, dove verrà realizzata una residenza protetta da 120 posti. Un particolare impegno, relativo alle nuove 26 aprile 11 strutture, è quello di realizzazioni pensate e progettate con elevati standard architettonici e domotici, eventualmente in grado di sperimentare soluzioni basate sulla building automation e su sensori biomedici in grado di garantire un numero elevato di servizi. Pur mantenendo ben presente il core business delle residenze, nel tempo Sereni Orizzonti ha anche sviluppato attività in campo immobiliare, in quello della ristorazione e in progetti pubblico-privato per la gestione di attività socio-sanitarie. Un percorso che ha portato la società – fondata da Massimo Blasoni e Giorgio Zucchini – ad attestare la propria presenza in ben 5 regioni, con ben 25 strutture tra quelle attive e quelle in construzione (9 in Piemonte, 2 in Lombardia, 2 in Liguria, 1 in Emilia Romagna e 11 in Friuli Venezia Giulia). Numeri consistenti che trovano conferma nei dati di bilancio: per il 2010 (a carte non chiuse, ma su stime previsionali) si evidenzia infatti un trend di crescita relativo sia al fatturato (+25% rispetto al 2009), che per gli utili (+30% rispetto al milione 200 mila euro dell’anno precedente). Margherita Timeus SERENI ORIZZONTI raddoppia in Liguria E’ notizia recente quella di un’ennesima assegnazione che premia la holding friulana Sereni Orizzonti, facendola approdare così al considerevole traguardo di 25 strutture allestite o in fase di allestimento nel Nord Italia. La Spa udinese ha infatti vinto la gara di concessione per la gestione della residenza per anziani di Spotorno, in provincia di Savona - bando indetto dall’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona “Opera Pia Siccardi – Berninzoni”, riguardava la gestione globale della Residenza Protetta “Maria Siccardi”, per un valore complessivo di 15 milioni di euro. Acquisizione che di fatto raddoppia la presenza di Sereni Orizzonti in Liguria, in quanto Spatorno andrà ad affiancarsi alla struttura di Busalla. La residenza di Spotorno, in particolare, è costituita da una struttura socioassistenziale residenziale, per un totale di 63 posti letto, a disposizione di anziani autosufficienti, parzialmente autosufficienti e ospiti psichiatrici stabilizzati. Con questo successo, la Sereni Orizzonti porta a due il numero di case di riposo gestite in Liguria (la prima è la struttura di Busalla). Acquisizione che di fatto raddoppia la presenza A questo si aggiunge l’acquisizione in proprietà per 5 milioni di euro della struttura Rapella a Piverone (Biella), che porta a 9 il numero delle residenze gestite in terra piemontese dalla società friulana. La casa di risposo di Spotorno è una struttura socio-assistenziale residenziale che dispone di 63 posti letto complessivi e può ospitare anziani non autosufficienti, parzialmente autosufficienti e ospiti psichiatrici stabilizzati. Di recente acquisizione è poi anche la proprietà (per 5 milioni di euro) della struttura Rapella a Piverone (Biella), nona in terra piemontese, in grado di accogliere 76 anziani autosufficienti (senza nucleo specifico per disabili). Economia Aziende PARTNER ASSOCIATES: l’informatica che avanza “Partner Associates è una società informatica fatta da persone: bisogna capirne e coniugarne le esigenze, integrarle e non disperderle”. A ricordare che l’anima di un’azienda risiede nelle persone che la costituiscono è Daniele Fogliarini, socio del Gruppo Partner Associates S.p.a., specializzato nell’Information Technology, in attività di consulenze personalizzate, oltre che di sviluppo, integrazione, gestione dei sistemi e dei processi che variano dai servizi per le imprese al supporto nella gestione operativa e della rete. Nata in principio per rispondere alle esigenze del settore Finance di banche e assicurazioni, la società, in seguito a essenziali acquisizioni, ha allargato notevolmente il suo raggio d’azione, sviluppando competenze specifiche per Industria, Pubblica Amministrazione, Sanità e Telecomunicazioni, grazie a una vasta rete di società specializzate come Sysnet, Tex-in, Kyklos, Gruppo InIT, diffuse su tutto il territorio nazionale. Negli ultimi anni, inoltre, PA ha avviato un importante processo di internazionalizzazione, estendendosi anche ai mercati dell’Est Europa, dell’Asia e della Turchia. Oggi la società di Tavagnacco vanta oltre 500 risorse a disposizione e 30 milioni di fatturato, ed è stata recentemente insignita del prestigioso 54º posto della speciale classifica di Europe’s 500 che ha premiato le 500 aziende d’eccellenza in Europa per l’anno 2010: “Questo premio è un riconoscimento dell’esperienza e professionalità che da oltre dieci anni PA mette al servizio di aziende e istituzioni in Italia e nel mondo- spiega Daniele Fogliarini- la vision dell’azienda mira all’eccellenza in determinati mercati attraverso competenze specifiche”. Un’azienda friulana di nascita, ma estera di adozione: il 40% del fatturato di PA proviene dal settore banche e assicurazioni, un mercato che sin dai primi anni di attività ha costretto il gruppo a valicare i confini del territorio friulano: “Operando direttamente con i centri elettronici delle banche e delle assicurazioni, non con le filiali, abbiamo dovuto necessariamente uscire dalla regione, essendo questa priva di sedi informatiche centrali; dunque, a parte Allianz di Trieste, i nostri clienti sono tutti extra-territoriali. Tuttavia soprattutto per essere presenti in un mercato così importante. È senz’altro una sfida, ma sono sempre di più i clienti italiani in Cina, è un mercato dalle potenzialità enormi, da circa 35.000 prospect”. All’estero Partner Associates si avvale dell’appoggio di partner locali, essenziali per la conoscenza e il contatto con realtà straniere complesse, al fine di insediarvisi dall’interno ed essere percepita a sua volta come “locale” dai clienti: “All’estero ci avvaliamo dell’aiuto della Commissione Europea - spiega Fogliarini - che ci mette in contatto con le varie associazioni di categoria, fondamentali per avviare relazioni e partnership con le aziende del posto”. La forza di Partner Associates nel mondo risiede secondo Fogliarini nella “mentalità italiana: è più aperta alle soluzioni, fantasiosa, dinamica e soprattutto capace di risolvere i problemi”. Dopo un brillante 2010 la società friulana mira quest’anno a consolidare i risultati ottenuti, mentre le nuove frontiere si aprono ai “sistemi CMR (Costumer Relationship Managment); è maturato nelle imprese il bisogno di gestire sempre meglio il rapporto con la propria clientela e migliorare la penetrazione commerciale sulla clientela potenziale”. Inoltre, “i sistemi ERP entreranno a far parte integrante delle aziende medio piccole in quanto risolvono e ottimizzano i processi aziendali con notevoli risparmi e permettono un reale controllo di gestione che è diventato necessario nel post-crisi”. Le scelte e le acquisizioni fatte dal gruppo negli ultimi anni testimoniano un piano strategico dinamico e lungimirante: “nel 2009 abbiamo acquisito una importante realtà, il Gruppo INIT, molto attivo nella UniDaniele Fogliarini fied Communication convinti che la convergenza dei sistemi di comunicazione sarà una forte necessità dei prossimi il consolidamento del Gruppo nei settori Inanni. Le imprese hanno sempre più bisogno dustria e Telco”. Particolare successo stanno registrando i prodotti PA nell’industria tessile e di essere in contatto con i loro dipendenti, clienti, fornitori, impianti produttivi dislocati dell’abbigliamento; infatti Tex-in, specializzata anche in regioni remote, attraverso un utilizzo nella fornitura di innovativi sistemi CAD/CAM sempre maggiore di servizi di messaggistica, di disegno dei tessuti, si è da poco estesa telepresenza, webconference, telefonia VoIP”. anche al mercato cinese: “Negli ultimi tempi abbiamo allargato la nostra presenza alla Cina e a Hong Kong per dare supporto alle azienL.B. de italiane che si installano in quell’area, ma negli ultimi due anni siamo ritornati ad approcciare il mercato industriale friulano”. La straordinaria crescita registrata da PA negli ultimi anni è indice della diffusione trasversale dei suoi prodotti e della versatilità di un’azienda che, grazie a un modello di società a rete, è giunta a ricoprire i più diversi settori: “Un’azienda cresce se riesce a occupare più mercati possibile. Dal 2007, con l’acquisizione di Met Sviluppo, ci siamo rivolti alla Sanità e alla Pubblica Amministrazione, mentre negli ultimi due anni abbiamo portato a termine aprile 11 27 Economia Botta & Risposta Niveo Paravano Idrotermica Buttrio srl Niveo Paravano Che cosa vuol dire essere un imprenditore? Avere l’entusiasmo, l’intuizione e la forza di credere nei propri progetti e di impegnarsi a realizzarli. Purtroppo, oggi, l’imprenditore è apprezzato dal mercato e non dal legislatore. Cos’è l’etica per un imprenditore? Un fatto importantissimo perché c’è bisogno di più serietà e meno pirateria. Quali sono le principali difficoltà nel fare impresa oggi? Nel nostro caso la burocrazia. Le faccio un esempio: la dichiarazione di conformità degli impianti che una volta era un “foglio”, oggi è composto da qualche etto di carta con disegni, progetti e quant’altro. Dov’è il problema? Nel fatto che noi installatori siamo obbligati a rilasciarla gratuitamente anche se il cliente non ha pagato il lavoro. Bisognerebbe introdurre una norma per cui contestualmente alla consegna della dichiarazione di conformità, deve essere onorato il conto dei lavori. Come stanno andando le cose nel vostro settore, si sente la crisi? Certamente, settori come le costruzioni civili e industriali sono in sofferenza, però stiamo registrando un cambio di tendenza che ci fa ben sperare per il futuro. Com’è la situazione dei pagamenti? Notiamo sofferenza e mancanza di rispetto delle scadenze contrattuali. Questo in particolare nelle aziende che hanno grossi impegni finanziari (mutui e leasing). In che senso? Nel senso che se uno non vuole pagare, può farlo impunemente, tanto nessuno tutela i creditori. Solo con i rinvii delle eventuali cause che uno dovesse intentare, trascorrono parecchi anni. Eppure sarebbe abbastanza semplice risolvere la situazione. Come? Dando la possibilità ai giudici di obbligare chi non paga un lavoro eseguito, sulla base 28 aprile 11 di qualche contestazione (che spesso sono pretestuose), a versare nelle mani del giudice una somma pari al pagamento contestato fino alla decisione della causa. Sono convinto che così si risolverebbe almeno il 50% delle cause azionando una corretta equità finanziaria. Vuol dire che molti contestano a bella posta l’esecuzione dei lavori, pur di non pagare? Esatto. Purtroppo è un fenomeno molto diffuso. La crisi in edilizia nella nostra provincia dipende anche dal fatto che si è costruito troppo? Certo. In provincia di Udine dopo il terremoto si è costruito molto. Ci sono molti immobili invenduti e sfitti. Come se ne può uscire? Credo che nei prossimi anni si potrà crescere soprattutto grazie alle manutenzioni e agli adeguamenti degli impianti civili e industriali e in particolare allo sviluppo delle energie alternative che stanno già creando una positiva ricaduta. Come “gruppo” già nell’anno 2003 abbiamo costituito la ditta Gesman Srg per soddisfare questi settori che riteniamo fondamentali. Per fare tutto ciò, cosa servirebbe? Che ci fossero incentivi adeguati da parte della Regione e/o dello Stato, che si chiarisse ai cittadini quanto un buon isolamento termico può consentire di risparmiare, che il governo anzichè ridurre, incentivi le energie rinnovabili che sono fra i pochi settori in crescita. L’internazionalizzazione nel vostro settore può essere una prospettiva? No, perché ogni Paese ha le sue normative e le sue logiche costruttive per cui è molto difficile inserirsi in un mercato che non si conosce. E’ più facile espandersi in altre regioni italiane. D’altra parte non si vedono neanche concorrenti esteri che cerchino di entrare sul nostro mercato. E le aggregazioni? Purtroppo in Friuli sono molto difficili, perché non c’è spirito cooperativo. E’ più facile crescere attraverso le acquisizioni. Le banche aiutano le imprese? Noi non abbiamo lamentele al riguardo: se un’azienda è seria, trova ascolto. La crisi ha fatto aumentare il numero delle persone che cercano un lavoro da voi? Abbiamo avuto diverse richieste. Si trova personale qualificato? Gli stagisti che ci arrivano dagli Ipsia sono abbastanza preparati, ma hanno bisogno di altri cinque anni di formazione in azienda, dopo di che spesso se ne vanno per mettersi in proprio, lasciando gli imprenditori con le pive nel sacco. Noi, per fortuna, abbiamo dipendenti che sono in azienda da molti anni dando continuità al progetto Idrotermica Buttrio Srl. L’evasione fiscale è un reato da punire o una forma di difesa da una tassazione eccessiva? E’ sicuramente un reato, però mi chiedo come definire l’eccessiva pressione fiscale . Un personaggio del passato del quale l’Italia avrebbe bisogno oggi? Spadolini, per il suo progressismo ponderato. Un personaggio del presente del quale potremmo fare a meno? Coloro i quali vantano solo diritti e non conoscono alcun dovere. C.P. IDROTERMICA BUTTRIO Srl I dati Anno di fondazione: 1966 Sedi Operative: Via dell’artigianato, 29 – 33042 Buttrio; Via dell’Istria, 135/1 – 34100 Trieste: Gesman srl – Via dell’artigianato, 6 – 33042 Buttrio Fatturato: 7 milioni di euro Dipendenti: 35 Idrotermica Srl + 6 Gesman Srl Attività: Installazione di impianti di condizionamento e riscaldamento. Manutenzioni con la Gesman. Sito internet: www.idrotermicabuttrio.it Email: [email protected] ARR service vice La Qualità Elevata carrelli elevatori aprile 11 29 Economia Commento Priorità per la politica industriale Si rafforza nel mercato comunitario il peso di Francia La produzione ha ripreso dopo il raffreddamento della seconda metà dello scorso anno ma resta il forte il divario rispetto ai livelli precrisi. Le imprese legate all’export mostrano dinamiche migliori rispetto a quelle che operano sul mercato interno dove pesa la debolezza della domanda. Il quadro non si è stabilizzato e bisogna abituarsi a convivere con l’incertezza. Ed anche la realtà provinciale non sfugge a questo andamento. La situazione non è quella del 30 aprile 11 2009 ma il recupero è segmentato con settori, in primis l’edilizia e quello dei materiali da costruzione, che stanno arretrando. Pesa la scarsa dinamica dell’occupazione e l’incidenza dei lavoratori interessati dagli ammortizzatori sociali. Sono ora disponibili i dati completi sugli indicatori socio-economici per il 2010 e, quindi, è possibile contare su un quadro di riferimento più preciso che conferma come l’anno trascorso sia stato contrassegnato da un tendenziale recupero non omogeneo con la permanenza di situazioni critiche sul piano dell’occupazione ancorchè le assunzioni nel manifatturiero siano riprese. I flussi di importazione ed esportazione confermano la forte asimmetria già rilevata nella dinamica, le importazioni sono cresciute del 42,9%, da 2.023 milioni di euro a 2.891, le esportazioni dell’8,4%, da 4.414 milioni di euro a 4.783. L’impennata delle importazioni rappresenta un dato positivo in quanto riguarda materie prime e semilavorati impiegati dalle industrie di trasformazione dalla siderurgia al legno, dalla meccanica alla chimica, dall’elettronica alla carta e cartone, segnalando il riavvio delle attività dopo il calo del 2009. Infatti i principali prodotti di importazione sono rappresentati da prodotti della metallurgia, 822 milioni di euro con un incremento del 50% ed una incidenza sul totale pari al 28,4%, rifiuti comprendenti prodotti destinati al recupero (in particolare rottami, scarti di legno e carta), 435 milioni di euro con un incremento del 129% ed una quota pari al 15% del totale, prodotti chimici di base, 266 milioni di euro che incorporano un incremento del 42% e rappresentano una quota del 9% del totale, componenti elettronici, 120 milioni di euro cresciuti di otto volte con una incidenza sul totale del 4%, pasta carta, 83 milioni di euro in presenza di una aumento del 41% per una quota sul totale del 3%. Questi beni rappresentano il 60% delle importazioni provenienti per il 55% del valore dai paesi dell’Unione europea a 27 (in particolare Germania che resta il primo paese da cui il Friuli importa (18% del totale dell’import), Francia, Belgio, Paesi Bassi ed Austria), per il 29% da paesi europei non UE (in particolare Ucraina, secondo paese di importazione (13% dell’import), e Russia), per il 4% dalla Cina. Quanto alle esportazioni il principale “prodotto” è costituito dalle altre macchine per impieghi speciali, macchine per la metallurgia e robot industriali in particolare, in valore 1.092 milioni di euro con un incremento dell’8%; seguono i prodotti della siderurgia, 795 milioni di euro cresciuti del 42%, ed i mobili, 461 milioni di euro in calo del 2,3% riferito alla prima parte dell’anno mentre il secondo Economia Commento esportazioni verso gli Stati Uniti (da 191 a 175 milioni di euro, -16,3%). Quindi il mercato comunitario ha mostrato di riprendersi mentre nuove opportunità sono state colte tra i paesi dell’area del Mediterraneo e tra quelli dell’America centro meridionale, segno di un rinnovato dinamismo del manifatturiero che si riscontra anche tra i dati del mercato del lavoro. Infatti se le assunzioni nel 2010 in provincia di Udine sono cresciute del 2,7%, da 79.389 unità a 81.543, il contributo più significativo l’ha stimolato il manifatturiero le cui assunzioni si sono rafforzate del 28,2%, da 10.185 a 13.057 (mentre i servizi hanno ceduto lo 0,9%, da 59.563 a 59.050, e le costruzioni il 4,8%, da 4.824 a 4.592). Lo stesso rapporto tra assunzioni e cessazioni nel manifatturiero è nettamente migliorato, da 0,70 a 0,95. Le industrie, quindi, hanno mostrato di sa...e Germania per reagire. Quelle che si sono innovate ed aperte ai mercati sono riuscite, con i neces43%, 6,2% sul totale. semestre ha mostrato un leggero recupero. sari riposizionamenti, a mantenere se non Cresce anche la quota dei paesi europei non a rafforzare il proprio grado di competitività. Al quarto posto si collocano le altre macchiUE, da 676 a 838 milioni di euro, + 22,4%, E possono guardare con maggiore fiducia al ne di impiego generale (caldaie, apparecchi il 17,7% del totale, grazie all’espansione delle futuro nonostante le incertezze che permandi sollevamento, impianti per la refrigerazione e la ventilazione), 323 milioni di euro che esportazioni in Turchia che diventa il terzo gono. risentono di un calo del 16%; al quinto i pro- paese di esportazione (da 140 a 337 milioL’impegno di queste aziende non può e dotto chimici, 173 milioni con un incremento ni di euro, + 141%, il 7% del totale) ed in non deve restare isolato. La competitività Ucraina (da 26 a 50 milioni di euro, + 94%) è certamente un problema delle imprese del 20%; al sesto i prodotti di materie plamentre i flussi verso la Russia si riposizionastiche, 167 milioni di euro con una crescita che va affrontato al loro interno investendo dell’8,5% mentre al settimo si inseriscono gli no (da 178 a 166 milioni di euro, - 7%). nell’innovazione e nell’efficienza come si sta Perdono peso invece le esportazioni verso apparecchi di illuminazione, 122 milioni di facendo. Senza che questo trovi poi riscontro l’Asia ,da 768 a 635 milioni di euro, - 17,3%: nelle politiche industriali, a livello nazionale, euro per un incremento del 16%. cala l’India, da 130 a 102 milioni di euro, In crescita risultano l’alimentare, 172 milioni in attesa di riforma e, a livello regionale, claudi euro + 22%, il legno e prodotti in legno, - 21%, si riposizionano i paesi del Sudest dicanti per il congelamento dei due principali asiatico, da 64 a 53 milioni di euro, - 17%, 79 milioni di euro + 44%, carta e prodotti strumenti di intervento, sviluppo competitivo sale invece la Cina, da 103 a 117 milioni di di carta, 46 milioni di euro + 9,8%. e ricerca ed innovazione. euro, + 14%. ll Medio Oriente registra una Nella meccanica a fronte del calo dei proMa è indispensabile che il contesto in cui flessione pari a – 22%, da 371 a 288 milioni operano le imprese sia altrettanto competitidotti in metallo, 372 milioni di euro – 21%, corrisponde la tenuta del comparto dei mac- di euro: scendono Emirati Arabi Uniti del vo, coerente cioè con le esigenze di sviluppo 57%, da 117 a 51 milioni di euro, il Kuwait chinari ed apparecchiature, 1.655 milioni + delle imprese, che significa una logistica fun1,5%, e la crescita dei prodotti di elettronica, dell’87%, da 56 a 7 milioni di euro, e l’Iran, zionante, un sistema formativo ed educativo da 48 a 29 milioni di euro, - 39%, mentre 99 milioni di euro + 43%, e degli apparecfinalizzato a “produrre” professionalità e comrecupera l’Arabia Saudita, + 68%, da 59 a chi di illuminazione (come da indicazione petenze impiegabili nel mondo lavorativo, 98 milioni di euro che non riesce comunque procedure amministrative attente alla tempesopra). Sul piano della distribuzione geografica rileva ad invertire la tendenza nettamente riflessiva. stività ed alla logica del risultato, liberalizzail consolidamento delle esportazioni nell’area In crescita risultano poi le esportazioni verso zioni che rompano le logiche regressive dei l’Africa Settentrionale, da 267 a 290 milioni dell’Unione europea a 27 (2.552 milioni di mercati protetti. di euro, + 8,6%, grazie in particolare all’Egit- Se è innegabile l’impegno dell’amministraeuro in valore con un incremento dell’11%, il 54% del totale) e la tenuta di quelle verso to, da 116 a 155 milioni di euro, + 34%, ed zione regionale nelle politiche di coesione l’area extracomunitaria (2.169 milioni di euro alla Libia, da 54 a 66 milioni di euro, + 23%. sociale che hanno consentito di “tenere” i Distonico l’andamento dei flussi verso le con un incremento del 4,7%). livelli occupazionali grazie alla gestione reAmeriche: si rafforzano l’area dell’America Nel mercato comunitario si rafforza il peso sponsabile degli ammortizzatori sociali, nella centro meridionale, da 92 158 milioni di di Germania e Francia, i primi due paesi di realizzazione delle grandi infrastrutture, nelle euro, + 73%, per impulso del Brasile, + esportazione, la Germania cresce del 18%, azioni di semplificazione, resta l’esigenza di da 585 a 693 milioni di euro, 15% del totale 139%, da 22 a 53 milioni di euro, e del una coerente “politica” industriale. Messico, + 440%, da 11 a 61 milioni di dell’export, la Francia si rafforza da 377 mieuro; in flessione l’area dell’America settenlioni di euro a 433, + 15%, 9,2% sul totale; Ezio Lugnani trionale, da 207 a 193 milioni di euro, - 7%, l’Austria si colloca al quarto posto, da 203 a per effetto del ridimensionamento delle 290 milioni di euro con un incremento del aprile 11 31 Economia Centro Studi Confindustria Prosegue il recupero dell’attività in febbraio: +0,3% =Il CSC rileva un aumento della produzione industriale dello 0,3% in febbraio su gennaio, quando si era avuta una variazione di +0,7% su dicembre1. Sulla base delle indicazioni fornite a consuntivo dalle aziende, la dinamica in gennaio è stata rivista al rialzo dal +0,5% indicato nella stima preliminare. =Il livello di attività rimane inferiore del 16,7% rispetto al picco pre-crisi (aprile 2008), avendo recuperato il 12,3% dai minimi di marzo 2009. =La produzione media giornaliera è cresciuta in febbraio del 4,3% rispetto a dodici mesi prima. In gennaio il progresso annuo era stato del 4,4%. =Le aziende che lavorano su commessa segnalano in febbraio un incremento del volume degli ordini dell’1,2% su gennaio e del 3,4% su febbraio 2010. In gennaio erano aumentati del 2,6% su dicembre e del 4,7% annuo. =L’attività industriale nel primo trimestre del 2011 ha ora una crescita congiunturale acquisita dell’1,5%, dopo il -0,2% del quarto del 2010 che aveva interrotto un recupero in corso da cinque trimestri. In febbraio le indagini sul manifatturiero puntano a ulteriori progressi. In quella ISTAT i giudizi sugli ordini sono migliorati (saldo a -18, da -19), specie gli esteri (saldo a -11, da -16), e sono rimaste elevate le attese di produzione e ordini. Particolarmente positive le indicazioni che provengono dal sondaggio PMI: forte crescita degli ordini totali (indice a 59,7, da 57,6), grazie ai massimi storici dei ritmi di aumento di quelli esteri (62,5, da 58,8), soprattutto nei mercati dell’eurozona; scorte in netto calo e produzione in aumento al passo più veloce da quattrodici anni (64,1, da 60,2); il PMI complessivo è salito a 59,0, top da undici anni. =Su questo quadro agiranno gli effetti dei bruschi rincari del petrolio. INDAGINE RAPIDA CSC (a) (variazioni % tendenziali, salvo diversa indicazione) 2011 Indice grezzo Indice corretto per i giorni lavorativi Grezzo Ordinativi Destagionalizzato (b) (differenza giorni rispetto all’anno precedente) Livello (2005=100) Var % congiunturale Gennaio 7,6 4,4 (+1) 89,9 0,7 4,7 Febbraio 4,3 4,3 (0) 90,2 0,3 3,4 La scomparsa di Rosario Messina (a) L’indagine viene effettuata mensilmente su un panel di 380 imprese medio-grandi, in termini di fatturato, rappresentative dell’industria in senso stretto. (b) L’inserimento di due nuovi dati nella serie grezza modifica tutta la serie storica degli indici destagionalizzati. Ciò spiega eventuali discordanze rispetto ai livelli dell’indice destagionalizzato diffusi dall’Istat. Fonte: Indagine Rapida CSC, Febbraio 2011 Rosario Messina Nota metodologica: Nel mese di riferimento dell’indagine viene chiesto alle imprese di calcolare, a consuntivo, la variazione tendenziale della produzione grezza del mese precedente e di formulare una previsione della variazione tendenziale della produzione grezza del mese in corso. Questa variazione può essere rivista nell’indagine successiva, quando lo stesso mese è chiesto nuovamente, ma a consuntivo. 32 aprile 11 Il presidente di Confindustria, Emma Marcegalia, a nome di tutto il sistema confindustriale, ha espresso profonda commozione per l’improvvisa scomparsa di Rosario Messina, presidente di Federlegno-Arrredo e insigne imprenditore. “Messina – ha dichiarato la presidente - era un industriale di straordinarie capacità e intuizione, che viveva con forte passione ed affetto la vita associativa, nella quale lascia un grande vuoto: mancherà la sua esperienza e l’autorevolezza con cui ha sempre difeso e sostenuto le posizioni delle imprese del legno, del mobile e TECNOLOGIE E INFRASTRUTTURE PER LE VOSTRE COMUNICAZIONI aprile 11 33 34 aprile 11 aprile 11 35 Associazione Trasporti Gasolio, quanto mi costi! Enrico Rosina (foto Gasperi) Il continuo incremento del prezzo del gasolio che si sta registrando nelle ultime settimane a causa delle vicende internazionali, sta mettendo a dura prova i conti economici sia delle imprese di trasporto merci su strada che di viaggiatori. Il caro gasolio nazionale è ancor più sentito tra le imprese vettoriali del Friuli-Venezia Giulia in quanto esse risentono della concorrenza che viene esercitata sulle nostre strade, sia nel campo delle merci che in quello del trasporto passeggeri turistico, dalle imprese della vicina Slovenia, dove i prezzi dei carburanti sono più stabili e più convenienti che in Italia. Basti pensare che da settembre 2010 ad oggi, il prezzo del gasolio in Italia è aumentato di circa il 18%, mentre in Slovenia solo del 5%, nonostante il costo del barile di petrolio sia uguale per tutti sui mercati internazionali. Enrico Rosina, capogruppo trasporti e logistica di Confindustria Udine, auspica che a livello comunitario ci possa essere una armonizzazione della tassazione sui carburanti, le cosiddette accise, proprio per evitare disparità tra Stati confinanti e siccome l’economia italiana è essenzialmente basata sul trasporto merci su strada, ogni aumento del carburante non può che influire negativamente anche su di essa, per non parlare della crisi sempre più drammatica degli autotrasportatori merci regionali soffocati da una concorrenza straniera dell’est basata su variabili esterne non controllabili nella gestione aziendale. Anche Silvano Barbiero, Presidente dell’Anav FVG, l’associazione confindustriale che raggruppa le imprese di autobus, è sulla medesima linea e lamenta come il mercato delle gite in autobus in regione sia sempre 36 aprile 11 più in difficoltà per la concorrenza esercitata dai vettori sloveni, che godono di vantaggi basati esclusivamente su minori costi di esercizio che impediscono una sana competizione legata alla qualità del servizio. Come tale, sia Rosina che Barbiero auspicano che il Governo italiano possa far sentire la sua voce a livello di Unione europea, dove proprio in queste settimane si stanno discutendo le nuove norme comunitarie in tema di tassazione minima sui carburanti, al fine di riequilibrare o quantomeno ridurre una situazione di crescente difficoltà delle imprese vettoriali italiane, tra le quali proprio quelle del Friuli-Venezia Giulia risultano essere le più danneggiate in assoluto a fronte della vicinanza con la Slovenia. Alessandro Fanutti, Area Economia d’Impresa Confindustria Udine Prezzi Medi Nazionali Mensili del 2010 GASOLIO AUTO Mese Prezzo Industriale Iva Accisa Prezzo al Consumo Gennaio 531,37 190,87 423,00 1.145,25 Febbraio 528,94 190,38 423,00 1.142,32 Marzo 568,32 198,26 423,00 1.189,58 Aprile 590,19 202,64 423,00 1.215,83 Maggio 611,34 206,87 423,00 1.241,21 Giugno 607,25 206,05 423,00 1.236,30 Luglio 589,76 202,55 423,00 1.215,31 Agosto 586,53 201,91 423,00 1.211,44 Settembre 591,32 202,86 423,00 1.217,18 Ottobre 594,89 203,58 423,00 1.221,46 Novembre 612,70 207,14 423,00 1.242,84 Dicembre 648,99 214,40 423,00 1.286,38 Prezzi Medi Nazionali Mensili del 2011 GASOLIO AUTO I valori indicati sono espressi in Euro per 1000 litri. Mese Prezzo Industriale Iva Accisa Prezzo al Consumo Gennaio 683,78 221,36 423,00 1.328,14 Febbraio 703,05 225,21 423,00 1.351,26 Associazione Alimentari e bevande Seminario sulla sicurezza alimentare Maria Chiara Ferrarese, Cristian Vida e Dario Dongo (foto Gasperi) “Anticipiamo le regole e prepariamoci ad offrire informazioni utili e trasparenti ai consumatori. È un’opportunità che abbiamo per valorizzare meglio i nostri prodotti e per promuovere con maggiore incisività il Made in Friuli nel mondo” - questo il consiglio che Cristian Vida, capogruppo Alimentari e Bevande di Confindustria Udine, ha rivolto agli imprenditori del settore agroalimentare che hanno partecipato al seminario sul tema: “Sicurezza alimentare: stato dell’arte, regole cogenti e nuovo schema di certificazione FSSC 22000”, promosso dall’Associazione in collaborazione con Federalimentare Servizi. Il convegno, che ha avuto luogo a palazzo Torriani mercoledì 9 marzo, ha registrato come sempre un significativo numero di presenze contando su oltre 70 imprenditori appartenenti non solo al Gruppo della territoriale udinese, ma anche a quello della provincia di Gorizia, di Pordenone e di Trieste. L’invito è stato esteso ed accolto di buon grado anche da parte del comandante dei NAS di Udine e dall’Ordine dei tecnologi FVG. Segnali questi di riscontro sulla natura e l’importanza delle tematiche affrontate. Consolidata ed attesa la partecipazione da parte dell’avvocato Dongo, responsabile delle Politiche Regolative di Federalimentare Servizi, che ha offerto una ricca panoramica della normativa attuale, sottolineando come l’Unione Europea abbia adottato una strategia globale di intervento per garantire cibi sani e sicuri lungo tutta la filiera, predisponendo un controllo integrato e abbandonando l’approccio settoriale e verticale. Grande attenzione è stata rivolta alle informazioni al consumatore sui prodotti alimentari, in particolare per ciò che attiene le novità in materia di etichettatura. “È attualmente in seconda lettura per essere approvato entro il secondo semestre del 2011 – ha ricordato Dongo – un regolamento UE che introdurrà l’obbligo di informazione nutrizionale su tutti i prodotti, salvo rare eccezioni. Le regole saranno applicate progressivamente, ma è bene prenderne confidenza sin da subito in particolare per quelle imprese che intendono creare nuove ricette volte a migliorare gli apporti nutrizionali”. L’altra importante novità attesa per il 2011 è quella poi in materia di indicazione di origine. Si presume infatti che l’indicazione obbligatoria di origine verrà estesa via via a tutti i prodotti di origine agricola, nonché ai loro derivati. La parte conclusiva del Seminario ha poi visto la trattazione del nuovo standard FSSC 22000, attraverso una sezione di approfondimento sulle certificazioni volontarie curata dalla dottoressa Maria Chiara Ferrarese, Responsabile Direzione Food e Near Food di CSQA, organismo di certificazione indipendente. Il focus si è incentrato proprio sulla “Food Safety System Certification”, certificazione volontaria di sistema destinata in modo specifico alle imprese della trasformazione alimentare che consente di attuare un Sistema Aziendale di Gestione della Sicurezza in grado di definire tutti i pericoli che “ragionevolmente” possono manifestarsi lungo la filiera, tenendo in considerazione i processi di lavoro. “Questo schema di certificazione” – ha evidenziato la dottoressa Ferrarese – “costituisce il risultato di un progetto avviato dalla CIAA (Confederation of Food and Drink Industries of the European Union) con il contributo di Federalimentare e il sostegno di alcuni grandi gruppi dell’Industria alimentare, ed è infatti riconosciuto dalla grande distribuzione organizzata in tutto il mondo, quindi non solo in Europa, ma anche in Giappone, Cina, Usa… ponendosi come idonea alternativa alle certificazioni (IFS e BRC) che oggi vengono richieste dalle catene di distribuzioni europee”. Sicurezza alimentare a 360° dunque: consapevolezza della qualità igienicosanitaria, nutrizionale e organolettica degli alimenti, e della qualità ambientale dei processi di produzione, trasformazione, preparazione e consumo dei cibi. Gli atti del seminario ed una selezione di articoli di interesse trasversale sul tema sono disponibili sul sito dell’Associazione: www.confindustria.ud.it alla voce Atti dei Convegni. Arrivederci al prossimo anno! Arianna Arizzi Area Organizzazione Marketing e Sviluppo Confindustria Udine aprile 11 37 Associazione Edilizia INU premia il piano regolatore di Tavagnacco Mario Pezzetta, Bruna Cigalotto e Giorgio Dri (foto Gasperi) Interesse e partecipazione fra un pubblico di professionisti e amministratori ha riscontrato l’incontro che si è svolto nella Sala Ance di Confindustria di Udine, organizzato dalla sezione Friuli Venezia Giulia dell’Istituto Nazionale di Urbanistica. Al centro dell’iniziativa è stata messa la “Variante generale al vigente P.R.G.C. del Comune di Tavagnacco e del Regolamento edilizio”, redatta dallo studio Architetti Cigalotto e Santoro associati. Gli onori di casa sono stati fatti dal dottor Aurelio Di Giovanna, responsabile dell’ufficio Edilizia di Confindustria Udine, che ha presentato il nuovo spazio riservato ai convegni, ricavato dalla ristrutturazione di quella che per tanti anni è stato il “Museo della Città”, ed ha manifestato l’interesse dei costruttori edili per ogni iniziativa che possa rappresentare un’opportunità di lavoro per la categoria, ivi compresa la pianificazione territoriale e le varianti urbanistiche. La finalità dell’incontro è stata illustrata dal presidente dell’INU regionale, architetto Giorgio Dri, che ha ricordato il prestigioso primo premio assegnato al Piano regolatore di Tavagnacco nel concorso nazionale promosso dall’Istituto di Urbanistica, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, indetto per sensibilizzare i cittadini e le pubbliche amministrazioni verso un uso responsabile e intelligente dell’energia, 38 aprile 11 nell’ambito della “Campagna Sustainable Energy Europe” coordinata dalla Comunità Europea. Il riconoscimento ha premiato il lavoro di Tavagnacco per come sono state affrontate le tematiche energetiche e ambientali a scala sovracomunale e per come nel regolamento edilizio sono stati assunti obiettivi rilevanti in materia di fonti energetiche rinnovabili. L’architetto Dri ha posto anche l’accento sulla sfida che gli amministratori di Tavagnacco, nell’impostare uno dei documenti più significativi (il piano urbanistico regolatore) di un comune, hanno lanciato ai propri cittadini: redigere un piano non più orientato verso la massima espansione degli insediamenti (residenziali, commerciali, produttivi) ma un piano attento alla qualità del paesaggio edificato e dell’ambiente. Ha annunciato poi altre prossime collaborazioni con l’Associazione dei costruttori edili su temi che coinvolgono sia i progettisti che gli imprenditori: risanamento ambientale, dissesto idrogeologico e rischio idraulico. Una delle due progettiste della Variante generale, l’architetto Paola Cigalotto, ha catturato l’attenzione dei presenti con la illustrazione del lavoro svolto, che ha preso avvio dalla riflessione (indotta dall’amministrazione di Tavagnacco che ha scelto i progettisti del nuovo piano rispettando gli esiti di un concorso a inviti) su quale sia la strumentazione urbanistica più efficace per conseguire la più elevata integrazione tra sviluppo economico, qualità insediativa e sostenibilità ambientale. «Tavagnacco non è una città, non è una periferia di Udine, non è neppure un paese vissuto con modi metropolitani. Tavagnacco e le sue frazioni sono luoghi di forte caratterizzazione identitaria.» Su questo principi, ampiamente illustrati e presentati nei numerosissimi incontri avuti con la popolazione, da un lato si è sviluppata la ricerca sulle modalità di riorganizzare il territorio comunale (a partire dalla riscoperta del rapporto dialettico tra città, paesaggi rurali, spazi della dispersione insediativa), e dall’altra si è posta attenzione all’intreccio che, nei piani urbanistici, coinvolge il progetto, l’innovazione tecnologica e la sostenibilità. È seguita poi l’illustrazione del piano regolatore inteso come “progetto di paesaggio”. Nella variante urbanistica di Tavagnacco le relative strategie hanno coinvolto un progetto del “verde” a più dimensioni: il “verde per l’ambiente”, il “verde da vedere”, il “verde da vivere”. A ciascuno di questi temi il piano ha fornito una risposta significativa, considerando i contenuti di un territorio antropizzato compreso tra il Torre e il Cormor, considerando la valenza paesaggistica delle risorse locali, valorizzando il sistema del patrimonio di aree verdi pubbliche. Nella parte finale dell’intervento l’architetto Cigalotto e la collega Santoro hanno ripreso i contenuti del regolamento edilizio per quanto concerne la sua declinazione a favore del risparmio energetico. Le norme fissate nel regolamento sono finalizzate a dare contenuti operativi alla esigenza di “qualità edilizia” che non sempre hanno adeguata considerazione fra gli urbanisti. Lo sforzo fatto a Tavagnacco è stato quello di ancorare il rispetto normativo al criterio della praticabilità delle proposte, nella prospettiva che il parametro qualitativo non sia correlato unicamente alla sostenibilità ambientale ma trovi corrette applicazioni nel progetto dell’involucro edilizio, nella definizione degli spazi esterni, nella considerazione delle relazioni tra residenza e servizi e attrezzature pubbliche. Associazione FORMINDUSTRIA: Successo nella formazione finanziata alla portata di tutte le aziende Con il 2010 si è consolidata l’attività di supporto alle aziende per l’organizzazione di piani formativi realizzata da Formindustria, l’ente di formazione di Confindustria Friuli Venezia Giulia. Nel triennio 2007-2010 l’utilizzo da parte delle aziende aderenti a Fondimpresa e Fondirigenti del finanziamento disponibile sul proprio conto formazione è aumentato in misura significativa e progressiva, attestandosi tra il 2009 e 2010 su un +135%. Notevole anche l’aumento del volume complessivo di attività formative svolte da Formindustria: contando le ore di formazione realizzate, si registra un aumento nell’ultimo anno del 40% in generale (siamo a quasi 11.000 ore nel 2010) e dell’80% sulle sole ore organizzate con i finanziamenti del conto formazione Fondimpresa (quasi 6.000 ore nel 2010). Questi numeri testimoniano il successo che lo strumento sta ottenendo: finalmente una modalità di fare formazione finanziata per i propri dipendenti di facile accesso per tutte le aziende, con molte e diverse opportunità per le imprese piccole e medie o per le aziende in cig, che consente di ottenere vantaggiosi contributi aggiuntivi. Formindustria ha offerto il suo servizio fin dal 2007, partendo con il primo piano aziendale della regione e raggiungendo quindi nel 2010 la quota totale di oltre 200 piani aziendali presentati e finanziati con successo per conto delle aziende clienti. Oltre a questo, Formindustria gestisce anche importanti piani formativi di tipo territoriale e settoriale finanziati dal conto di sistema Fondimpresa, un’ulteriore porta di accesso alla formazione finanziata per tutte le aziende associate. Corsi di Formazione Confindustria Udine APRILE 2011 Acquisti 28 e 29 aprile Piano strategico degli acquisti Commercio Estero 1° aprile I nuovi Incoterms nei contratti internazionali di compravendita Direttive Comunitarie 4 aprile Sicurezza del macchinario – Norme tecniche – Principi generali di progettazione Economica Qualità 13, 14 e 15 aprile Valutatori interni di sistemi di gestione ambientale (VISGA) Risorse Umane 1° aprile Sviluppare le competenze nelle organizzazioni – Skill Management Sicurezza 11 aprile Addetti al primo soccorso in azienda (Aziende gruppo B E C del D.M. 388/2003 20 e 21 aprile La contabilità industriale per il controllo e la riduzione dei costi 19 aprile Addetti al primo soccorso – Aggiornamento Informatica 28 aprile La responsabilità civile e penale in materia di sicurezza sul lavoro 4 e 5 aprile Come farsi trovare da Google – Livello avanzato 12 e 14 aprile Microsoft Excel 2007 Avanzato Legale 7 aprile Modelli gestionali di tutela per il D.Lgs 231/2001 sulla responsabilità amministrativa delle società - Aspetti pratici e casi esemplificativi 14 aprile Modelli gestionali di tutela per il D.Lgs 231/2001 sulla responsabilità amministrativa delle società - Modalità di prevenzione per le classi di reati presupposto – Truffa in danno dello Stato 21 aprile Modelli gestionali di tutela per il D.Lgs 231/2001 sulla responsabilità amministrativa delle società - Modalità di prevenzione per le classi di reati presupposto - Reati societari e abusi di mercato Momento d’aula del corso Pagamenti internzionali, assicurazione e smobilizzo dei crediti all’export (Foto Gasperi) Formazione 28 aprile Modelli gestionali di tutela per il D.Lgs 231/2001 sulla responsabilità amministrativa delle società - Modalità di prevenzione per le classi di reati presupposto – Omicidio colposo o lesioni gravi commesse con violazione di norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro Percorsi finanziabili Fondimpresa Economica 6 aprile Controllare e ridurre i costi aziendali da concordare Sviluppo di competenze nella gestione economico-finanziaria dell’azienda Lingue straniere da concordare English at work da concordare Le francais des affaires da concordare Deutsch am arbeitsplatz Management da concordare Coaching room Produzione Dall’8 aprile Corso base “operation” Vendite Dall’11 aprile Sales Master – Tecniche avanzate di vendita aprile 11 39 Associazione Web g RELAZIONI INDUSTRIALI E AFFARI SOCIALI = - Ccnl metalmeccanici – Procedure controllo e calcolo assenze per malattia = - CCNL Metalmeccanici – Trattamento economico festività straordinaria del 17 marzo 2011 - Ex festività del 4 novembre – Decreto legge n. 5 del 22 febbraio 2011 = - Festività del 17 marzo 2011 – Trattamento economico = - Ampliamento dello sgravio sui premi di risultato corrisposti nel 2009 – Conguaglio entro il 16 maggio p.v. Messaggio INPS n. 4972 del 25.02.2011 = - Ccnl Gomma e Plastica – Trattamento economico festività straordinaria del 17 marzo 2011 - Ex festività del 4 novembre – Decreto legge n. 5 del 22 febbraio 2011 = - CCNL Legno – Trattamento economico festività straordinaria del 17 marzo 2011 Ex festività del 4 novembre – Decreto legge n. 5 del 22 febbraio 2011 = - Ccnl Industria Alimentare – Trattamento economico festività straordinaria del 17 marzo 2011 - Ex festività del 4 novembre – Decreto legge n. 5 del 22 febbraio 2011 = - Autoliquidazione 2010 - 2011 – Differimento al 16 giugno per il versamento dei premi assicurativi da parte delle imprese di autotrasporto merci in conto terzi – Nota Inail del 3 marzo 2011 = - Indagine promossa dal Sistema Confindustria sul mercato del lavoro nel 2010 - settore tessile abbigliamento moda = - Disponibilità di alcuni profili professionali. Applicabilità regime contributivo per i lavoratori assunti dalle liste di mobilità = - Indagine promossa dal Sistema Confindustria sul mercato del lavoro nel 2010 FISCALE = - Soggetti Ias: regole di determinazione del reddito = - In rete il modello per i dati sui 730-4: invio entro il 31 marzo anche per i datori di lavoro già coinvolti nel 2010 = - Pignoramento presso terzi con ritenuta al 20%: nuove istruzioni = - Convegno gratuito: il modello 730/2011 = - Leasing immobiliare: l’imposta sostitutiva si versa online = - Rimborsi Iva per contribuenti virtuosi: nel calcolo del limite anche i versamenti Inps = - Corso “Il calcolo delle imposte: tutte le novità IRES e IRAP per le imprese” ECONOMIA E FINANZA = - Telemarketing: le regole del Garante per l’utilizzo dei dati degli abbonati = - Fabbricati in vendita o in affitto g 40 aprile 11 News da Internet su www.confindustria.ud.it TRASPORTI = - Trasporto merci pericolose – ADR 2011 – Trasporti di quantità in esenzione parziale = - Autotrasporto merci in conto terzi – Rapporti tra vettori e committenti – Cancellazione sanzioni per mancata indicazione costo carburante in fattura – Legge n. 10/11 = - Sicurezza stradale – Obbligo luci diurne veicoli leggeri di nuova omologazione = - Autotrasporto merci in conto terzi – Indici di costo carburante ai fini dei contratti stipulati in forma verbale – Aggiornamento febbraio 2011 COMMERCIO ESTERO = - Fiere -Internazionale di Mostar - 5-9 aprile 2011 = - Zimbabwe – Restrizioni commerciali - Grecia – Missione economica – Atene 2829 aprile 2011 = - Fiere – Internazionale di Algeri – 1-6 giugno 2011 = - Fiere – Hannover Messe 2011 ed incontri bilaterali – Hannover 4-8 aprile 2011 = - Perù – Riduzione dazi import = - Israele – Ilsi Biomed 2011 – Manifestazione settore biotecnologie ed attrezzature medicali – Tel Aviv 23-25 maggio 2011 = - India – Missione economica settore automotive – New Delhi 18-21 aprile 2011 = - Libia – Restrizioni commerciali – Regolamento (CE) n. 204/11 = - Brasile – Missione economica per eventi sportivi – San Paolo 16-19 maggio 2011 TECNOLOGIE = - Convenzioni - Rinnovo convenzione con Cogito Srl per la conservazione degli access log di sistema a norma del D.Lgs 196/03 INTERNAZIONALIZZAZIONE = - Fiera Agroalimentare e Bevande Anuga (Colonia, 8-12 ottobre 2011). Progetto di partecipazione collettiva con Camera di com mercio di Udine ed Api e riunione operativa = - Azienda serba ricerca macchinario per produzione pellet = - Normativa tecnicaImpianti di riscaldamento ad acqua calda Aggiornamento Raccolta R 2009 - Prime indicazioni sulla compilazione della denuncia g EDILIZIA = - Notiziario Ance Fvg n. 7/2011 = - Notiziario Ance Fvg n. 8/2011 = - CEFS - Corso per operatori perforazione “Palancole” = - Regolamento di attuazione del codice dei contratti pubblici – Commento dell’Ance ORGANIZZAZIONE, MARKETING E SVILUPPO = - Alitalia – Promozione Carnet Roma-Milano e Carnet Italia – Small Business Kit gratuita fino al 31 marzo = - Convenzioni – Confindustria – Gruppo Metis - Convenzioni – Confindustria – Qui! Group = - Convenzione – Confindustria – ENI = - Hertz – Novità promozione # 1 Club Gold gratis un anno con il Touring Club a tutti i nuovi iscritti QUALITA’ = - Uninotizie n° 04 del 28/02/2011 AMBIENTE = - Albo Gestori Ambientali: variazione parco autoveicoli sottoposti al SISTRI = - Emission trading – dichiarazione della CO2 emessa nel 2010 entro il 31 marzo RISORSE UMANE = - La Vetrina di Unimpiego - I profili della settimana g SICUREZZA SUL LAVORO = - Sollevamento di persone con attrezzature non progettate a tal fine - Chiarimenti della Commmissione Con sultiva sul “carattere di eccezionalità” = - Gas tossici - Domanda di ammissione agli esami per ottenere il certificato di idoneità all’impiego entro il 13 maggio 2011 NORMATIVA TECNICA = - Patentino di abilitazione alla conduzio ne di impianti termici - Precisazioni ministeriali in merito ai corsi e agli esami di abilitazione (Circolare n. 4/11) Istruzioni per l’uso... = = = = = Per consultare le notizie riportate in questa pagina Collegarsi al sito Internet dell’Associazione www. confindustria.ud.it Selezionare alla voce “Ricerca“ nell’archivio della sezione “News” Inserire la password riservata alle imprese associate Inserire le informazioni richieste (in particolare titolo e servizio di emissione) per attivare il motore di ricerca Cliccare “cerca” Associazione Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria Udine GIOVANI IMPRENDITORI: il momento della svolta di Enrico Accettola presidente del gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Udine Lo scorso 17 marzo il nostro Paese si è fermato per festeggiare i 150 anni della proclamazione dell’Unità d’Italia. Una unità che, ancora oggi, a distanza di un secolo e mezzo, fatica a concretizzarsi sotto vari punti di vista, da quello sociale e culturale con i campanilismi e i provincialismi tipici italiani fino alle tematiche che più ci interessano in questo contesto, ovvero quelle legate alla sfera economico-imprenditoriale. Quello che più mi preme sottolineare, rimarcando la straordinaria importanza della ricorrenza, è l’aspetto simbolico della celebrazione dei 150 anni in una fase economica particolarmente delicata per il nostro Paese. Una celebrazione che ricorre in un momento fondamentale per la storia della giovane imprenditoria italiana, in piena campagna elettorale per la nomina del presidente nazionale del gruppo giovani di Confindustria in sostituzione della uscente Federica Guidi, programmato il 29 aprile prossimo. Da una parte Jacopo Morelli, industriale fiorentino di 35 anni, già vicepresidente nazionale del gruppo giovani di Confindustria con delega all’economia e alla finanza, cui va il mio appoggio come quello delle tre territoriali del Friuli Venezia Giulia e della presidente regionale Arianna Bellan, e dall’altra Davide Canavesio, quarantenne imprenditore piemontese. Al di là dei nomi e delle scelte di parte, quello che più voglio sottolineare è la validità dei contenuti del programmi dei contendenti, estremamente pragmatici e critici verso il sistema attuale e portatori, a mio avviso, di una netta inversione di tendenza per dare il là a un progetto che porti noi giovani imprenditori a essere protagonisti nello scenario economico nazionale e non solo. In questi anni la giovane imprenditoria friulana, e più in generale italiana, ha sempre cercato di farsi interprete di questo scenario in continua evoluzione, anche negli ultimi periodi connotati da una forte turbolenza. Il cambio di marcia che dobbiamo contribuire a dare in ambito regionale e a livello centrale deve passare necessariamente per un ringiovanimento della classe dirigente, spesso troppo statica e caratterizzata da mancanza di quel coraggio, di quella spinta all’innovazione e della freschezza che noi Enrico Accettola giovani, cuore pensante di Confindustria, siamo in grado di offrire. Ruolo centrale nel processo di modernizzazione del sistema deve essere la valorizzazione del capitale umano. Come ho avuto modo di sottolineare già nel numero precedente di Realtà Industriale, è assolutamente fondamentale ripartire dai giovani talenti professionali e dalla loro voglia di fare impresa. Ad essi deve essere rivolta un’attenzione speciale, in primis tramite la creazione di un contesto sociale e normativo che li valorizzi dal punto di vista lavorativo ed economico. A chi vuole avviare una propria impresa, vanno inoltre garantite regole chiare e semplici, lontane dalla burocrazia e dalla pressione fiscale che ostacola ogni possibilità di fare impresa in modo competitivo. Coraggio imprenditoriale, competitività e meritocrazia dunque. Ma anche massima attenzione al rapporto fra sistema formativo e mondo imprenditoriale. A tale proposito, in linea con il concetto secondo il quale il futuro di un Paese inizia dai banchi di scuola, è necessario favorire il collegamento fra due mondi che sono ancora troppo distanti. Ricette pronte per favorire lo sviluppo del sistema imprenditoriale ahimé non ce ne sono, tuttavia lavorare sui giovani rappresenta senz’altro un aspetto strategico non solo in ottica di un rinnovamento della classe dirigente, più al passo con i tempi e con i mutamenti sociale ed economici imposti dalla globalizzazione, ma anche del cambio generazionale all’interno delle aziende, fatto molto sentito nella nostra regione, caratterizzata da un tessuto imprenditoriale a forte impronta familiare. Ed è proprio a livello locale che va messo in atto un processo di diffusione di una cultura imprenditoriale basata sui concetti sopra elencati, per la creazione di una nuova generazione di imprenditori in grado di comprendere appieno le criticità della fase economica attuale e di rispondere con adeguati interventi per contribuire alla ripresa della competitività del sistema, uno su tutti la capacità di aggregarsi e fare squadra per aggredire i mercati internazionali. aprile 11 41 AGENDA Associazione Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria Udine gli appuntamenti dei Giovani Imprenditori YOUNG future for you = Convegno G.I. Nord Est Data: 19 marzo 2011 Luogo: Cortina = Consiglio Centrale Data: 25 marzo 2011 Ore: 10.00 Luogo: Roma = ConFiera - Giovani idee a confronto Data: 2 aprile 2011 Ore: 9.00 - 19.00 Luogo: Fiera di Udine Note: www.confiera.it = Workshop: Devolution e Federalismo fiscale Data: 2 aprile 2011 Ore: 11.00 Luogo: Fiera di Udine = Workshop : Internazionalizzazione, aggregazione, innovazione Nelle sale del Centro Congressi di Udine Fiere si è svolta la manifestazione “Young - Future for You” dedicata agli studenti e a tutti coloro che stanno cercando di orientarsi per intraprendere un percorso di studio e di lavoro. La manifestazione è giunta alla 5° edizione con la partecipazione di oltre 3.000 studenti dell’ultimo anno degli Istituti Superiori di Udine e Gorizia. Il gruppo rapporti scuola–imprese dei giovani industriali è stato presente con Work-Shop dedicati all’auto-imprenditorialità. Abbiamo coinvolto gli studenti stimolando il loro interesse verso la tematica a noi imprenditori adesso più cara: “Fare impresa” in un difficile momento di mercato mondiale. E’ stata inoltre evidenziata la difficoltà del pas- saggio generazionale in azienda e l’importanza dell’innovazione. Come relatore sono stato chiamato a raccontare la mia storia iniziata a diciannove anni nella piccola azienda artigianale di famiglia che, nel corso degli anni ho trasformato insieme a mio padre e mia sorella Barbara in quella che adesso è la “Pinatto Jr srl”, un’azienda innovativa, dinamica, in grado di capire ed assecondare le esigenze dei nuovi mercati. Gli studenti presenti si sono rivelati molto interessati e partecipi ed hanno formulato domande mirate riguardo alla possibilità di fare impresa al giorno d’oggi. Questa esperienza, sia come capogruppo e come imprenditore, mi sta arricchendo sia dal punto di vista umano che da quello professionale. Sicuramente riguardo alla manifestazione del prossimo anno come gruppo cercheremo di sviluppare le varie tematiche sollevate dagli istituti presenti, cercando di soddisfare sia le esigenze di noi imprenditori che degli stessi alunni. Vorrei ringraziare per la presenza alla manifestazione come Gruppo scuola il VicePresidente dei giovani industriali Vanin e i nostri collaboratori Filacorda, Potocco e Di Fonzo che hanno avuto un ruolo fondamentale per la riuscita del work-shop. Nicola Pinatto 42 aprile 11 Data: 2 aprile 2011 Ore: 15.00 Luogo: Fiera di Udine = Consiglio Nazionale G.I. Data: 29 aprile 2011 Ore: 10.00 Luogo: Roma = Seminario di preparazione alla missione in Sud Africa Data: maggio 2011 Luogo: Palazzo Torriani = Convegno su confronto sistemi di gestione Organizzazioni economiche/ sindacali Data: maggio 2011 Ore: 17.30 Luogo: Palazzo Torriani = Missione all’estero: Sud Africa Data: 28 maggio - 4 giugno 2011 Programma e modalità di adesione in allegato = Corso “Dalla maschera al volto – cambiare restando se stessi” Data: 7 e 8 luglio 2011 Associazione Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria Udine NONOSTANTE TUTTO … IMPRESA! - XXIII Meeting GI Cortina Il made in italy nel nuovo mondo: nuovi mercati, nuovi prodotti, nuove tecnologie I Giovani di Confindustria si sono ritrovati il 18 e 19 marzo 2011 a Cortina per il consueto appuntamento organizzato nella splendida cornice di Cortina. Nonostante le difficoltà dei mercati, le difficoltà della politica, le incertezze, poche regole e troppe leggi, la crisi dei valori, nonostante tutto...l’impresa va. È con queste parole che i quattro presidenti regionali delle 4 regioni organizzatrici hanno aperto il convegno affidando il proprio intervento ad un video per presentare la situazione economica, politica e sociale del nostro Paese. Nelle due tavole rotonde, che sono seguite, si è potuto capire ancora una volta come sia forte l’appello del mondo imprenditoriale e ancor di più dei Giovani Imprenditori affinché il nostro amato Paese possa finalmente cambiare passo. Rischiamo di retrocedere in poco tempo a uno degli ultimi paesi d’Europa se non ci diamo delle regole nuove e se non ci lasciamo indietro tutta una serie di meccanismi burocratici e mentali schiavi di un mondo che in realtà non c’è più. Il mondo è cambiato, lo sa bene Lualdi – presidente Lima Corporate – invitato del Friuli Venezia Giulia alla prima tavola rotonda quando ha descritto le difficoltà che incontra e ha incontrato lavorando e investendo in Italia e le differenze con il resto del mondo. Per Luca Antonini una strada c’è per invertire il trend negativo e la fuga sia di aziende che di cervelli dall’Italia verso pesi più attraenti dal punto di vista economico, e cioè attuare finalmente il federalismo per tagliare gli sprechi, reperire quindi risorse e responsabilizzare tutti a cominciare dall’apparato pubblico. “Non si può più aspettare tempo - ha evidenziato nel suo intervento Antonio Costato, vicepresidente di Confindustria -. Se il resto del mondo va al galoppo l’Italia è ferma al palo e chi può farlo deve subito applicare il federalismo soprattutto per tagliare i costi inutili nelle regioni, anche se ciò costerà anni di sacrifici per tutti, ma quello che deve assolutamente migliorare è l’efficienza, per chi non ci riuscirà, cartellino rosso e commissariamento”. La presidente Guidi ha lanciato un segnale di speranza quando ha citato il suo centro di ricerca di Rovereto, che dice, funziona benissimo e dimostra che in Italia laddove si vuole e ci sono le possibilità si può fare ancora impresa a livello mondiale anche se è sempre più difficile. Una grande riflessione poi deve essere fatta sulle regole di entrata del mercato del lavoro ma anche in uscita, “non vogliamo stravolgere l’art. 18 – ha detto la Presidente - ma serve un percorso nuovo che dia più libertà ad entrambe le parti”. Matteo Di Giusto aprile 11 43 Orizzonti Regione Parola d’ordine: accompagnare la ripresa! Dopo due anni difficili, le imprese, dalla fine del 2010, stanno ricominciando ad investire. Ad affermarlo è l’assessore alle attività produttive Federica Seganti che ricorda come la Regione, per accompagnare la ripresa in Friuli Venezia Giulia, abbia semplificato le procedure ed erogato risorse aggiuntive a tutti i Fondi di Rotazione sia per il consolidamento che per gli investimenti. Si tratta di 35 milioni in più suddivisi tra FRIE - Fondo di Rotazione per l’Industria - (15 milioni) FRIA - Fondo di Rotazione per l’Artigianato - (10 milioni) e FRICTS - Fondo di Rotazione per il Commercio, Turismo e Servizi - (10 milioni) che si accompagnano ad una manovra sulle scadenze che ha spostato da 10 a 15 anni il rientro per i finanziamenti FRIE con riferimento agli investimenti immobiliari e avviato l’iter regolamentare per allungare la durata massima dai 36 ai 60 mesi del canale agevolativo della legge regionale 23/2001 relativa ai finanziamenti per attività quali acquisto scorte, rinnovo macchinari, consulenze. Per le aziende aumentano intanto anche le possibilità di accesso ai finanziamenti erogati dal FRIE e destinati all’acquisizione e alla realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica che non siano destinati esclusivamente all’autoconsumo. Lo stabilisce la Giunta regionale che ha recepito le nuove direttive in base alle quali è stata ammessa a finanziamento la realizzazione di impianti con potenza nominale non superiore a 1 megawatt. I mutui erogati copriranno fino al 70% della spesa ammissibile, saranno ammortizzabili nel periodo massimo di 10 anni e vi avranno accesso le imprese che non abbiano già beneficiato di un finanziamento del FRIE destinato ai medesimi fini. Saranno finanziabili anche gli impianti di produzione di energia elettrica alimentati da biomasse, prodotti agricoli e biogas, purché gli imprenditori beneficiari abbiano sede operativa in regione e forniscano il prodotto che alimenta l’impianto di produzione di energia. Per favorire l’internazionalizzazione integrata del tessuto produttivo regionale, verrà costituito dall’Assessorato alle Attività produttive, un gruppo di lavoro che riunirà attorno a un tavolo, Finest, Informest, Unioncamere, Distretti industriali, Confindustria, API, 44 aprile 11 Federica Seganti Artigiani, Terziario e le Fiere della regione. Il progetto che coinvolge 183 aziende, è nato immaginando che in regione la ripresa sarebbe passata soprattutto attraverso la domanda estera. Risorse per 7 milioni di euro vengono assegnate dall’esecutivo alle quattro Province di Gorizia, Pordenone, Trieste ed Udine per la progettazione e la realizzazione di interventi sulla viabilità e sugli edifici scolastici. Si tratta di contributi straordinari pluriennali che sulla base delle richieste pervenute alla Regione saranno così ripartite: 3,08 milioni di euro alla Provincia di Udine, 1,855 a quella di Pordenone, 1,435 a Trieste e 630 mila euro a Gorizia. Tra le opere finanziate nel settore scuola sono interessati gli istituti udinesi Deganutti e Sello, il Marchesini di Sacile e gli edifici triestini Nautico e Carli. In campo stradale, invece, sarà possibile realizzare il ponte girevole in località Boscat, in comune di Grado, la pista ciclabile lungo la strada provinciale 15 , l’adeguamento del ponte sul torrente Rosandra, a San Dorligo della Valle, la manutenzione delle barriere stradali sulla provinciale 38, la sistemazione dell’incrocio tra strade provinciali nel territorio di Pre- mariacco, la costruzione della rotatoria nel comune di Colloredo di Montalbano, nonché la messa in sicurezza di alcune strade nell’area montana della provincia friulana. La Giunta approva in marzo anche la delibera relativa all’aggiornamento dei valori inventariali relativi ai beni rientranti nel patrimonio di proprietà della Regione. L’operazione si inquadra in un disegno programmatico che mira all’adeguamento del valore delle ricchezze immobiliari della Regione non solo al costo della vita, ma anche ai prezzi di mercato dando una più certa e maggiore solidità all’ente sotto il profilo patrimoniale. Di fatto, la massa inventariale finora esaminata ha un valore stimato di circa 710 milioni di euro. Il Consiglio regionale dice si alla legge sulle telecomunicazioni che si propone di codificare, in maniera organica, nel rispetto delle competenze legislative statali e regionali, la radio diffusione televisiva e sonora, la telefonia mobile e le infrastrutture in banda larga, che sono i tre settori cardine delle telecomunicazioni. Carla Ciampalini il tuo business non è più un rompicapo www.arcube.it / [email protected] / 0432 17 16 054 / viale aprile trieste 109 - udine 11 45 Orizzonti Obiettivo Montagna DIEMME LEGNO: la nuova generazione del legno Obiettivi: cambio generazionale, vivere in montagna e produrre case in legno a chilometri zero. Così Vittorio e Lorenza Di Marco, fratello e sorella titolari della Diemme Legno s.n.c. di Pontebba (localita’ La Dobbie) introducono l’ingresso in azienda degli eredi Marco, Giovanni ed Elena che, conseguite le lauree in ingegneria, comunicazione e architettura, si apprestano a dare ulteriore impulso all’impresa di famiglia. La nuova generazione proseguirà quindi idealmente l’opera del bisnonno Emilio che diede il via alla segheria a Pontebba agli inizi del ‘900, dopo un periodo quale boscaiolo in Romania, dei suoi figli Guerrino e Attilio sino agli attuali titolari che nel 1992 realizzarono una linea per la produzione di travi lamellari incollate, garantendo l’intero processo di filiera. La mission di Diemme Legno diventò da allora il progettare e costruire edifici con strutture e tetti in legno di alta qualità per uso residenziale, aziendale e per servizi pubblici. Con il suo impianto di produzione di legno lamellare incollato, decollato nel 1995, l’azienda si è dedicata alle più svariate realizzazioni nell’ambito dell’edilizia civile e residenziale, riscontrando apprezzamenti per la qualità del prodotto e per le innovative soluzioni tecniche adottate. Nell’ultimo trentennio l’impiego del legno strutturale nell’edilizia ha registrato un trend 46 aprile 11 di crescita continuo, con una grossa accelerazione nell’ultimo decennio, prima della crisi del 2008. Questo grazie all’introduzione sul mercato del legno ingegnerizzato (tipicamente legno lamellare incollato) che, per la bellezza delle grandi realizzazioni e per l’affidabilità delle prestazioni, ha conquistato il pubblico e i tecnici progettisti. Con la spiccata propensione all’innovazione, la Diemme Legno è stata, in Friuli, fra le protagoniste di questo successo, grazie alla sua notevole cultura e conoscenza della materia lignea. Il vero asso nella manica è stato, nel campo del legno strutturale, il legno lamellare a strati incrociati, conosciuto come “X-LAM”. Una novità nel campo delle costruzioni: questa tecnica permette di ordire pareti e solai in moderni edifici in legno ad alta efficienza energetica, soddisfacendo le norme di sicurezza antincendio, antisismiche, oltre che essere di lunga durata e facile manutenzione. Un’innovazione con- sacrata alla recente fiera BAU di Monaco in Germania dove il padiglione espositivo del X-LAM è stato il più gettonato. Un prodotto, l’X-LAM, proveniente dall’Austria, che la Diemme Legno ha incrementato con migliori prestazioni termico-igrometriche sperimentate con il Dipartimento di ingegneria civile dell’Università degli Studi di Udine. Grazie all’entrata in azienda della quarta generazione con Marco Giovanni ed Elena con le loro specifiche competenze, l’azienda ha raggiunto in breve la certificazione ISO 9000, la marcatura CE del legno lamellare e del legno massiccio e soprattutto, entrando nel Gotha delle prime dieci aziende produttrici a fregiarsi di questo marchio in Italia, il benestare tecnico europeo ETA (CE pending). Ad oggi l’impresa di Pontebba, che si presta ad investire nuove risorse per una più accentuata prefabbricazione degli edifici, rimane attenta alle nuove sfide che attendono il settore edilizio, prima fra tutte la sostenibilità ambientale. A tale riguardo rammentiamo una tesi di laurea discussa al Politecnico di Milano presentata all’ultima edizione di Made di Milano che ha dimostrato come un pannello X-LAM prodotto dalla Diemme Legno, grazie alla filiera corta a chilometri zero, presenti un costo energetico di produzione fino a sei volte minore di eguali pannelli costruito in Austria o Germania. “Questi dati ci inducono a proseguire nell’investire in montagna con il prodotto locale “legno”, che crea disoccupazione in zone disagiate e contribuisce alla tenuta ed al presidio del territorio”. Non manca un accenno alle nuove risoluzioni che politica locale e regionale dovrebbero intraprendere per eliminare la troppa burocrazia per le piccole medie aziende che operano in montagna. “Confidiamo che la nostra ostinazione risvegli, prima o poi, l’attenzione della politica locale e regionale, perché, con opportune sinergie fra pubblico e privato, il comparto del legno può rappresentare ancora una opportunità per l’economia, e di conseguenza, per la vita in montagna”. Gino Grillo aprile 11 47 Orizzonti Obiettivo Austria Privatizzare o non privatizzare: questo è il dilemma “Mehr Privat, weniger Staat”. Più privato, meno Stato. Era questo lo slogan – che fa rima anche in tedesco – in voga qualche anno fa, quando l’Austria andava privatizzando le sue industrie. Avevano incominciato negli anni ’90 i governi di “große Koalition” guidati dal cancelliere Franz Vranitzky; avevano proseguito dopo il 2000 quelli di centro destra, con il cancelliere Wolfgang Schüßel. Poi la corsa alla vendita dei “gioielli” di famiglia si è fermata, anche perché i pezzi più pregiati, tra cui gli stabilimenti siderurgici della Voest Alpine, ormai erano stati ceduti e rimanevano – rimangono – soltanto le briciole. Negli ultimi due anni è sembrato quasi che si sia fatto dietro front. Lo Stato, che negli anni ’90 si era liberato di tutte le banche pubbliche (dal Credit Anstalt a Bank Austria, oggi controllata dall’italiana Unicredit), è ridiventato padrone di due banche: la Kommunalbank e Hypo Group Alpe Adria. Non si è trattato però di un ritorno al passato, ma di una necessità: la nazionalizzazione si è resa necessaria, perché altrimenti entrambe sarebbero fallite, con ripercussioni esiziali sul sistema finanziario austriaco. Un’eccezione, dunque, lungo un percorso su cui non si può tornare indietro. Tant’è vero che l’obiettivo è di rimettere sul mercato le due banche non appena saranno state risanate e si troverà qualcuno disposto a comprarle. In questi giorni in Austria si è tornato a parlare di privatizzazioni, con riferimento a quel che è rimasto dell’argenteria di famiglia. Il dibattito è stato innescato da Karl Aiginger, direttore del Wirtschaftsforschung Institut (Wifo), uno dei due più autorevoli istituti di ricerche economiche del Paese. In una intervista al “Kurier”, Aiginger ha auspicato “una intelligente privatizzazione parziale” delle aziende rimaste allo Stato. Il ricavato procurerebbe risorse da investire nelle scuole, negli asili, nell’ambiente, senza aumentare le tasse e senza quindi produrre altra stagnazione nell’economia. L’Övp (partito popolare), che ha fatto suo il motto “mehr Privat, weniger Staat”, ha subito preso la palla al balzo per tirare fuori dal cassetto il suo piano di privatizzazioni. E nell’Övp c’è anche chi ha fatto qualche conto di ciò che ancora resterebbe da vendere. Vi sono aziende nel cui capi- 48 aprile 11 tale lo Stato è direttamente presente e altre dove lo è attraverso la holding Öiag (Österreichische Industrieholding Aktiengesellschaft), che ricorda il nostro Iri. Queste ultime sono in effetti tre: Telekom Austria (telefonia), Post Ag (servizi postali), Omv (petrolio). L’Öiag ha già ceduto in passato parte del capitale e attualmente conserva il 28,4% di Telekom, il 52,8 di Post e il 31,5 di Omv. Quando Aiginger parla di “privatizzazione parziale” lo fa a ragion veduta. Intende una privatizzazione che conservi allo Stato il 25% più una azione del capitale, quota che consente di avere un voto determinante nel consiglio di amministrazione e in assemblea su tutti gli atti di straordinaria amministrazione. Se delle tre società menzionate lo Stato austriaco conservasse il 25%, vendendo tutto il resto alle attuali quotazioni di borsa, incasserebbe 1,2 miliardi di euro. Poi ci sono le società del primo gruppo, cui lo Stato partecipa in prima persona. Sono soprattutto (ma non solo) società del settore energetico, molte delle quali distribuite sul territorio austriaco. Per esempio la Kelag (Kärnten Elektrizität Aktiengesellschaft), società produttrice e distributrice di elettricità in Carinzia, cui lo Stato partecipa con una quota del 63,9%. Un’altra è il Verbund (partecipazione dello Stato: 51,0%), presente sull’intero territorio nazionale e persino all’estero (è sua una delle società di distribuzione di elettricità operante a Milano, costituita dopo la liberalizzazione dei mercati). Altre società di questo genere sono l’Energie Oö (Alta Austria), Energie St (Stiria), Salzburg Ag (Salisburghese), Vbg Illwerke (Vorarlberg), Tiwag (Tirolo), Wien Energie (Vienna). Nelle ultime due lo Stato è azionista unico. Sono società che operano nel campo energetico a 360 gradi. Wien Energie, per esempio, gestisce anche lo smaltimento dei rifiuti di Vienna, riuscendo a produrre corrente elettrica e calore (teleriscaldamento) nei tre inceneritori esistenti nella capitale. Qualora lo Stato decidesse di ridurre al 25% la partecipazione alle società regionali, cedendo tutto il resto, potrebbe ricavare 6,7 miliardi di euro, cui si aggiungerebbe 1,2 miliardi dalla vendita del Verbund. Le partecipazioni pubbliche non si limitano qui, ma toccano altri settori. Uno dei più importanti, per esempio, è quello delle Foreste federali, al 100% dello Stato, il cui valore è stimato in 8 miliardi 547 milioni di euro. Complessivamente il “tesoro” dello Stato austriaco, tra società partecipate direttamente o attraverso l’Öiag, ammonta a oltre 19 miliardi. Semplice privatizzare? Mica tanto. Mentre l’Öiag può mettere sul mercato anche domani le sue tre società, lo Stato non può fare la stessa cosa per le partecipazioni dirette. La legge richiede il voto di due terzi del Parlamento per ridurre la partecipazione sotto il 50% e l’attuale “große Koalition” da sola non arriva a tanto. Ma, quand’anche disponesse di due terzi dei voti, un simile passo sarebbe impossibile. Anche in questo settore, come in quasi tutti gli altri (scuola, sanità, difesa ecc.), i socialdemocratici la pensano in maniera diametralmente opposta. Per essi lo slogan “mehr Privat, weniger Staat” andrebbe rovesciato. Marco Di Blas afiche risma aprile 11 49 Orizzonti Obiettivo NordEst TRENTINO ALTO ADIGE La strada delle riforme coinvolge istituzioni e giustizia Dal 1° gennaio 2011 il Trentino si sviluppa su nuovi enti territoriali: i Comprensori lasciano il posto alle Comunità di Valle che, come prevede la legge di riforma istituzionale numero 3 del 2006 ridisegnano il volto della provincia autonoma. Con una serie di decreti firmati alla fine del 2010 dal presidente Lorenzo Dellai sono state trasferite alle Comunità Valsugana e Tesino, Valle di Sole, Alto Garda e Ledro e al Comun General de Fascia le funzioni già esercitate dai rispettivi Comprensori a titolo di delega dalla Provincia: si tratta, dunque, di competenze trasferite in modo pieno. Contestualmente sono stati soppressi i relativi Comprensori. Le competenze trasferite sono quelle in materia di assistenza scolastica, compresi i servizi residenziali per studenti e altri interventi di tipo sociale riconducibili al diritto allo studio; assistenza e beneficenza pubblica, compresi i servizi socio-assistenziali; edilizia abitativa pubblica e sovvenzionata. Inoltre le Comunità esercitano le funzioni e i compiti ad esse direttamente attribuite da specifiche leggi di settore e in particolare le competenze in materia di pianificazione urbanistica. Proprio il piano sociale e il piano urbanistico territoriale di Comunità sono gli strumenti principali con cui le Comunità andranno ad incidere sulle scelte di sviluppo dei rispettivi 50 aprile 11 territori. “Siamo in una fase di grande impegno e intenso lavoro - ha dichiarato il presidente Lorenzo Dellai - I prossimi mesi saranno decisivi per vedere se la scommessa che abbiamo fatto sulla riforma della nostra autonomia sia stata o meno vincente”. In queste settimane si è aperta la fase programmatica ed attuativa della riforma: “Dobbiamo rendere operative le Comunità di valle per dare piena attuazione alla Riforma - ha chiarito l’assessore all’urbanistica, enti locali e personale Mauro Gilmozzi - e lo possiamo fare solo con un grande senso di responsabilità, con la capacità di fare rete, di programmare e con una formazione condivisa”. Il primo passaggio comporta la trasformazione da un sistema “ad isole” a un sistema “a rete”, che si basa sulla semplificazione della burocrazia e l’abbattimento dei costi dell’apparato pubblico. Quindi si passerà alla programmazione. In questo senso il Protocollo d’intesa per la finanza locale 2011 demanda ad una serie di atti la definizione di alcuni aspetti e istituti di fondamentale importanza per gli enti locali e per l’avvio delle Comunità. Ad esempio, per il servizio pubblico locale di nido d’infanzia il Protocollo ha definito la necessità di una riorganizzazione sulla base di ambiti territoriali ottimali che dovrà in particolare garantire maggiore equità all’utenza, oltre che perseguire obiettivi di miglioramento del servizio in termini di efficienza e di efficacia gestionale anche attraverso la valorizzazione delle migliori esperienze organizzative e gestionali già presenti nei comuni. A questa riforma, si affianca lo sforzo per migliorare la gestione amministrativa degli Uffici giudiziari del Trentino Alto Adige perseguito attraverso un accordo di programma fra il Ministero della Giustizia e la Regione. Si tratta della prosecuzione di una collaborazione già in essere da alcuni anni; il nuovo accordo prevede che la Regione, al fine di garantire la funzionalità degli Uffici giudiziari del distretto di Trento, provveda a distaccare fino a 25 unità di personale regionale presso gli stessi Uffici giudiziari, 5 in più rispetto al precedente accordo. La Regione, inoltre, si impegna a fornire le risorse materiali necessarie al funzionamento degli Uffici giudiziari, come il materiale di cancelleria, stampati speciali, carta, materiale di consumo informatico, attrezzature tecniche ed informatiche e relativi servizi di manutenzione, software e strumenti di studio e documentazione. Gli oneri relativi al personale ed ai mezzi forniti agli Uffici giudiziari, così come le spese sostenute dalla Regione per il funzionamento dei 22 Uffici del giudice di pace presenti in Trentino-Alto Adige, sono totalmente a carico della Regione. Lorenzo Dellai Livia Gori GIÀ A CASA? IO PARTO DA RONCHI! nuov voli ! i M il A n GEno o linate vA aprile 11 51 Orizzonti Obiettivo Internazionalizzazione Collaborazione rinnovata tra FINEST e CONFINDUSTRIA UDINE Incontro operativo tra il Presidente di Finest, Renato Pujatti, ed il Presidente di Confindustria Udine, Adriano Luci L’incontro a palazzoTorriani tra Adriano Luci e Renato Pujatti (foto Gasperi) Verificare le strategie comuni nel campo dell’internazionalizzazione, mettere insieme competenze e risorse, individuare programmi concreti per lo sviluppo della presenza di piccole e medie imprese nei Fari puntati su Kragujevac 52 aprile 11 mercati strategici dell’Europa centro e sud orientale, sono le linee operative su cui hanno concordato il Presidente di Finest, Renato Pujatti, ed il Presidente di Confindustria Udine, Adriano Luci, nel corso di un recente incontro finalizzato a rafforzare la reciproca collaborazione. Il Presidente Luci ha sottolineato come la presenza sui mercati internazionali sia determinante per lo sviluppo delle imprese, in particolare di quelle di più limitate dimensioni, quando il mercato interno non cresce. Finest rappresenta un punto di riferimento non solo regionale per impostare azioni comuni di penetrazione commerciale e di cooperazione industriale verso i Paesi di maggiore interesse per le imprese del triveneto. Uno strumento di sostegno concreto verso quei Paesi su cui si indirizzano le ambizioni espansive delle imprese del triveneto e su cui Confindustria Udine promuove attivamente sinergie e sistemi di relazione, primi fra tutti, come ha osservato Marco Bruseschi, Delegato all’internazionalizzazione di Confindustria Udine, Serbia, Albania e Russia. Pujatti ha evidenziato la presenza operativa di Finest su questi mercati: in Serbia, ai primi posti in termini di investimenti negli ultimi 3 anni, la Società si è attivata per essere presente a Kragujevac e costituire degli accordi quadro con le istituzioni locali, con l’obiettivo di supportare le imprese del triveneto per l’indotto Fiat; ha sviluppato in Albania 13 operazioni, per un importo superiore ai 2 milioni di euro; possiede un importante know how sul mercato russo, tanto da guidare, nel giugno 2011, una missione economico-istituzionale e culturale volta a individuare le opportunità di investimento produttivo nelle diverse regioni del vasto Paese, con il supporto fattivo del neo-Ambasciatore italiano a Mosca Zanardi Landi, di origini friulane e pertanto molto vicino alle iniziative promosse da Finest e dai suoi soci. E’ stato confermato nel corso dell’incontro il comune impegno per favorire lo sviluppo di strategie integrate a favore delle aziende del triveneto presenti sui mercati internazionali. Come ha illustrato Paolo Perin, Responsabile Marketing di Finest, lo Sportello regionale SPRINT, attivo dal 2002, costituisce una importante risorsa di coordinamento tra i diversi enti deputati all’internazionalizzazione. Nei prossimi mesi lo Sportello assumerà una maggiore valenza di direzione strategica, al fine di sviluppare sinergie moltiplicatrici di opportunità per le aziende del territorio. L’incontro si è concluso con l’impegno a mantenere alta la collaborazione tra Confindustria Udine e Finest, sviluppando concretamente la comune presenza a Kragujevac, Serbia, dove i due enti offriranno assistenza tecnica, istituzionale e finanziaria alle imprese impegnate nel settore dell’automotive. E.L. Orizzonti Iniziativa SAF: autisti e azienda uniti per la solidarietà! Un microDONO tramite la busta paga dei dipendenti ... e l’azienda raddoppia! Silvano Barbiero, presidente Autoservizi SAF Fvg e Rudy Battilana, vice-presiente dell’associazione Casa Mia Da gennaio scorso la busta paga dei dipendenti dell’Autoservizi F.V.G. SpA – SAF ha una voce in più: Operazione microDONO. L’azienda, grazie al supporto dell’Associazione di promozione sociale animaimpresa, impegnata sul territorio nella diffusione della responsabilità sociale d’impresa, ha proposto ai propri dipendenti di attuare per l’intero anno 2011 una raccolta fondi a favore dell’Associazione CASA MIA Onlus attraverso la formula del microDONO in busta paga (www.microdono.org). L’operazione rappresenta per l’azienda un’importante iniziativa di solidarietà che vede nella coesione aziendale e nell’impegno per un progetto specifico del territorio due punti di forza che daranno un grande sostegno ad una buona causa. Abbiamo intervistato Silvano Barbiero, presidente dell’azienda, per saperne di più. Presidente Barbiero, come si inserisce il concetto di CSR - Corporate Social Responsibility nella vostra azienda? La CSR è molto importante per noi. Ogni anno vengono effettuati investimenti in materia di CSR con particolare riferimento all’ambiente, alla comunità, ai dipendenti e alla sicurezza, in linea con gli obiettivi dettati dal gruppo inglese ARRIVA, ora acquistato dal colosso Deutsche Bahn, di cui SAF fa parte. Perchè avete scelto di aderire all’Operazione microDONO proposta da animaimpresa? Consideriamo microDONO una formula innovativa di raccolta fondi. In azienda arrivano richieste di contributo da parte di numerose organizzazioni, anche di livello nazionale, ma microDONO ci ha positivamente colpito per tre aspetti: la possibilità di coinvolgere in prima persona i dipendenti che scelgono, in forma totalmente volontaria, l’importo della donazione (€ 1, € 3, € 5, o altro importo) cui rinunciare mensilmente nella loro busta paga. Anche 1 euro al mese, moltiplicato per tutti i dipendenti, può fare la differenza se convogliato interamente ad un progetto no profit, specialmente quando, come in questo caso, l’azienda interviene a raddoppiare la somma versata; l’attenzione al territorio: ogni giorno i nostri bus percorrono il territorio regionale verso il quale nutriamo una particolare sensibilità. Poter contribuire a sostenere l’attività meritoria svolta da un’Associazione locale rientra perfettamen- te negli obiettivi aziendali; il concetto di poco ma spesso: microDONO si basa su piccole somme, accessibili al donatore, ma che per l’Associazione destinataria fanno la differenza, soprattutto in termini di quotidianità. L’Associazione CASA MIA Onlus è impegnata nella realizzazione e nella gestione di strutture di accoglienza presso gli ospedali di Udine e di Trieste, idonee all’ospitalità di malati di gravi patologie o che abbiano subito importanti interventi chirurgici, e dei loro familiari. Perchè avete scelto di sostenere questa realtà? CASA MIA Onlus, oltre alla gestione delle strutture esistenti che già comportano un grande impegno, si sta attivando per realizzare ulteriori strutture di accoglienza a Udine, presso l’Ospedale Civile e presso l’Ospedale Gervasutta. Sostenere tale iniziativa, tramite il microDONO, permetterà all’azienda e ai dipendenti di poter seguire l’iter progettuale e di toccare con mano i futuri sviluppi. Come hanno risposto i vostri dipendenti? Direi che c’è stata una buona adesione. A gennaio abbiamo raccolto le prime 104 adesioni, mentre a marzo se ne sono aggiunte altre 40. Considerando quanto versato dai dipendenti, cui va sommato un eguale importo versato dall’azienda, arriviamo ad una media di €1.200,00 al mese, interamente destinati all’Associazione CASA MIA Onlus. A breve abbiamo in programma un incontro in azienda tra i nostri dipendenti ed i referenti dell’associazione. Sarà importante al fine di far conoscere meglio l’attività meritoria svolta da quest’ultima grazie all’impegno dei suoi volontari. Sempre più spesso si sente dire che l’azienda non può avere come unica vocazione il solo profitto ma che deve occuparsi anche della sostenibilità della sua azione sia al suo interno che verso l’esterno. Cosa pensa di questa affermazione? L’azienda ha prima di tutto il compito di rispettare le aspettative degli azionisti. SAF, per la particolare attività di servizio pubblico e sociale che svolge, ha una particolare attenzione nei confronti dei propri stakeholders, dimostrata dalle azioni di responsabilità sociale che svolge da anni. Consideriamo il comportamento responsabile ed il business due aspetti sinergici ed integrati nella gestione aziendale, fondamentali per la nostra crescita. Annamaria Tuan aprile 11 53 Orizzonti Formazione Generazione Digitale per INSIEL Federico Morello, Fulvio Sbroiavacca, Valter Santarossa e Daniela Moretto “Essendo Insiel una società della Regione, ha anche una mission sociale: si chiama Generazione Digitale”. Sono le parole usate dal presidente di Insiel S.p.a., Valter Santarossa, per illustrare l’iniziativa che ha aperto a metà marzo le porte dell’azienda regionale a oltre 40 studenti provenienti dalle classi IV dei licei scientifici e degli istituti tecnici e commerciali del Fvg. “E’ un progetto cui teniamo molto: i giovani sono i più forti consumatori di informatica e questo progetto li porta dietro le quinte, facendo loro vivere per tre giorni la realtà interna di Insiel e la sua attività” ha spiegato il presidente. Infatti, gli studenti che hanno partecipato all’iniziativa sono stati divisi in due gruppi in corrispondenza di due sessioni di tre giornate ciascuna, la prima dal 14 al 16 marzo, la seconda dal 21 al 23. Gli alunni hanno potuto così conoscere i vantaggi dell’informatica, gli utilizzi nella vita quotidiana, ma anche la complessità delle infrastrutture che ne sono alla base. La formazione degli studenti è avvenuta, inoltre, in modo interattivo: infatti, grazie all’attivazione di una community su Facebook i ragazzi hanno avuto la possibilità di conversare tra loro e con i tecnici di Insiel in tempo reale “diventando addirittura collaboratori e co-autori dei progetti Insiel, di nuovi software o di nuove idee nell’ambito dei servizi on-line” ha precisato Santarossa. 54 aprile 11 Generazione Digitale si è già svolta nella sua edizione sperimentale, perciò denominata numero zero, lo scorso settembre, il cui grande successo ne ha resa necessaria una nuova. Protagonista da studente ma anche collaboratore al perfezionamento dell’iniziativa è stato il sedicenne Federico Morello: “Da tempo perseguo l’obiettivo di sconfiggere il digital divide culturale; oggi i giovani sempre prima approcciano la tecnologia, ma c’è una distinzione netta tra fruizione convulsiva e fruizione consapevole. Grazie all’iniziativa di Insiel, si può giungere a una conoscenza più approfondita del settore e a una consapevolezza diversa nell’uso personale della tecnologia” ha detto lo studente. Durante la tre giorni, i ragazzi hanno visitato la sala macchine della sede Insiel a Trieste, dove si trovano i server regionali; conosceranno inoltre i progetti sulla sanità, la carta regionale dei servizi, il progetto Ermes per la diffusione della banda larga e quello sulla conservazione documentale. “E’ un progetto di ampio respiro- spiega il Direttore Insiel Fulvio Sbroiavaccache punta ad ampliare le conoscenze informatiche dei ragazzi. L’efficacia e l’efficienza della pubblica amministrazione verranno misurate sempre più dai cittadini e molti gesti quotidiani, dal fare benzina al richiedere una ricetta medica, hanno dietro di sé un’anima tecnologica che garantisce e supporta un corretto rapporto tra cittadini e Pubblica Amministrazione. Conoscere quest’anima diventa molto importante per comprendere i processi che stanno alla base dei cambiamenti dettati dall’informatica nel quotidiano”. Gli studenti saranno i futuri cittadini e fruitori dei servizi pubblici, avranno parte attiva nella realizzazione dei progetti Insiel: “E’ molto impegnativo per un’azienda far toccare dal vivo la realtà quotidiana- ha precisato il Direttore- ma riteniamo che sia formativo anche per noi; per migliorare sempre di più i rapporti con i cittadini, è necessario creare nuovi servizi on-line e coloro che parteciperanno a Generazione Digitale agevoleranno questi progetti”. Grazie alla ricaduta positiva sulle conoscenze informatiche degli studenti, l’iniziativa ha ricevuto il patrocinio dell’Ufficio Scolastico Regionale: “I nostri giovani sono nei fatti la generazione digitale, il loro è un mondo diverso da quello della generazione che li ha preceduti, dei loro genitori. Tuttavia questo evento coinvolge anche i ragazzi che per motivi diversi sono più lontani dalle nuove tecnologie. L’informatica è un mondo complesso e affascinante e deve essere approcciato con consapevolezza sempre maggiore. Il successo di questa iniziativa conferma quanto i giovani vogliano toccare con mano questo mondo, al di là del loro pc di casa” ha spiegato Daniela Moratto, vice direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Fvg. A testimonianza del suo alto valore formativo, Generazione Digitale ha registrato richieste di partecipazione molto superiori alle aspettative: “Non siamo riusciti ad accontentare tutti, ma non escludiamo di affiancare a queste due sessioni una terza- ha concluso il Presidente Santarossaquesto è un progetto che riguarda i giovani, ma l’obiettivo di Insiel è abbattere il digital divide verso tutti”. Questo, infatti, è il fine di Ermes, progetto appena avviato dalla società regionale, che prevede l’apertura di punti di accesso ai servizi innovativi in diversi comuni della regione, mettendo così a disposizione le nuove tecnologie anche nelle aree periferiche che ne sono sprovviste. L.B. TI APRE LE PORTE ALLE RIVISTE UFFICIALI DI ORDINE DEGLI ARCHITETTI ASSOCIAZIONE PICCOLE E MEDIE INDUSTRIE CONFCOMMERCIO CONFAGRICOLTURA CNA COLLEGIO DEI GEOMETRI E A CONCESSIONARIA ESCLUSIVA PER LA PUBBLICITA’ [email protected] phone aprile 11 + 39 043250590055 Orizzonti Formazione Bassa Friulana: l’importanza dell’istruzione tecnica In Italia sono circa 110mila i tecnici di cui le imprese manifatturiere necessitano per continuare ad essere competitive. Anche nella Bassa friulana le aziende manifatturiere fanno fatica a reperire periti tecnici, fondamentali per la crescita d’impresa Alberto Toffolutti Stante l’assoluta rilevanza della tematica, sabato 12 marzo nella Sala Consiliare del Comune di San Giorgio di Nogaro è stata organizzata una tavola rotonda dove i rappresentanti del mondo imprenditoriale, formativo e politico si sono confrontati sul binomio formazione ed attività industriale. Marzio Serena, direttore Consorzio Aussa Corno: “Il Consorzio Aussa Corno mette a disposizione delle aziende 1.400 ettari di zona industriale. Al momento sono insediate un centinaio di imprese che occupano complessivamente 2.500 persone. Inoltre stimiamo in circa 1.500 gli addetti impiegati nelle aziende che lavorano nell’indotto. Dal Nord Europa e dal Medio Oriente ci guardano con interesse per compiere degli investimenti produttivi. E’ evidente che nella scelta conta anche il capitale umano che le aziende possono reperire nella Bassa friulana. I periti chimici, meccanici, elettronici dell’automazione ed elettromeccanici rappresentano i profili tecnici di cui le aziende insediate nella zona industriale Aussa Corno necessitano prevalentemente”. Aldo Durì, dirigente scolastico dell’ISIS Malignani di Cervignano del Friuli: “Segnalo la diminuzione degli iscritti all’ITI Malignani di Cervignano e San Giorgio di Nogaro. Imputo tale calo ad alcuni fattori in particolare. Da una parte, l’ITI Malignani resta 56 aprile 11 un istituto i cui iscritti sono per la stragrande maggioranza di sesso maschile. La componente femminile è nettamente minoritaria. Se la quota di ragazze crescesse anche l’ITI potrebbe vantare un aumento delle iscrizioni. In aggiunta a ciò, sottolineo un diffuso pregiudizio nei confronti del lavoro nelle aziende manifatturiere a cui viene associato lo sfruttamento, la fatica fisica, la miseria, la subordinazione e l’alienazione. Come se l’ambiente di fabbrica fosse ancora quello del XIX secolo. Inoltre, i giovani posticipano l’ingresso nel mondo del lavoro e puntano a farsi mantenere il più a lungo possibile dai genitori. Infine, ritengo che il sistema dei trasporti nella Bassa friulana sia inadeguato per favorire il trasferimento degli studenti a Cervignano ed a San Giorgio di Nogaro. In conclusione, auspico che gli operatori economici forniscano agli istituti tecnici le indicazioni su quali ambiti formativi implementare. Credo che i luoghi di lavoro in futuro dovranno diventare luoghi di formazione e che i giovani debbano andare a scuola in azienda. In questo senso l’iniziativa “Fabbricando” è stata un’iniziativa geniale della Danieli di Buttrio”. Andrea Lazzarini, Comitato delle imprese insediate della Zona Industriale Andrea Lazzarini Aussa Corno: Inviterei a considerare con pragmatismo il contesto in cui viviamo. La Bassa Friulana è un’area ad alta vocazione manifatturiera che si trova oggi a guardare con preoccupazione al costante calo delle iscrizioni agli Istituti Tecnici e Professionali locali nonostante l’ancora elevata offerta da parte delle imprese insediate di profili tecnici, soprattutto nel campo della meccanica, dell’elettrotecnica, della chimica, del biologico e delle biotecnologie. Le imprese hanno bisogno di periti per crescere e per restare competitive. Il tecnico in un’azienda è un conduttore d’impianto e col tempo può diventare un commerciale in grado di ottenere commesse e collaborare ulteriormente allo sviluppo dell’organizzazione manifatturiera in cui opera. Ritengo fondamentale che un maggior numero di ragazze si iscrivano presso gli istituti tecnici”. Alberto Toffolutti, vice presidente Confindustria Udine: “le imprese insediate presso il polo di San Giorgio di Nogaro costituiscono un esempio virtuoso di sviluppo industriale. La mancanza di personale con una formazione tecnica è un problema serio che può minare il comparto manifatturiero in quanto le attività di progettazione e di costruzione dei prodotti si basano anche sulla figura professionale dei periti. Alla pari del dirigente scolastico Durì, penso che la carenza di periti sia da imputare al rifiuto del lavoro manuale. Credo che i capi officina, i carpentieri, etc. debbano andare orgogliosi della professione che svolgono esattamente come i commercialisti, i notai, gli avvocati, etc. E spero che i tecnici e gli operai invitino i propri figli a seguire la medesima carriera professionale, perchè devono essere fieri del fatto che col proprio lavoro hanno contribuito allo sviluppo economico-industriale del Friuli. Confindustria Udine con l’iniziativa di Fabbriche Aperte sta cercando da oltre un decennio di diffondere presso i ragazzi delle scuole medie e superiori del Friuli la cultura d’impresa e l’importanza dell’istruzione tecnica. Le scuole devono sostenere la formazione dei giovani in campo tecnico, informatico e linguistico perchè costituiscono i requisiti fondamentali per essere assunti in azienda”. Roberto Molinaro, assessore regionale all’Istruzione, università, ricerca: “Cercheremo di migliorare l’orientamento scolastico in modo da favorire quegli indirizzi formativi che permettano ai giovani di intraprendere una soddisfacente carriera professionale, supportata da concrete possibilità occupazionali fornite dalle imprese del territorio. Infine, cercheremo di favorire la concentrazione, sul territorio friulano, di poli d’istruzione d’eccellenza. Come quello dell’ISIS Malignani”. M.D.L. Orizzonti Giovani e società La formazione e l’apprendimento sul posto di lavoro In questo numero della rubrica emerge chiaramente come la formazione scolastica ed universitaria siano un elemento fondamentale per favorire l’inserimento dei giovani nel tessuto produttivo friulano A dimostrazione dell’importanza della formazione tecnica presso le imprese manifatturiere friulane, si riportano i casi di tre ragazzi i quali, benché non laureati, sono da tempo assunti con un contratto a tempo determinato. Giovanni, 24 anni - diventato perito elettrotecnico al Malignani nel 2006 – ha trovato subito impiego presso un’azienda di circa 20 dipendenti che realizza pannelli solari. “Mi occupo dell’installazione e della manutenzione di pannelli fotovoltaici. Se continuo di questo passo, credo che diverrò capo-cantiere. Il lavoro manuale mi piace, mi sento portato per il mestiere di cantierista. E’ di mio gradimento anche l’aspetto relazionale che questo impiego comporta. Non sono andato all’università; mi sono concentrato subito su un lavoro che, per quanto fisicamente faticoso, mi sta dando soddisfazioni”. Pure Ivan, come Giovanni, non si è laureato. “Nel 2002 ho conseguito la maturità presso il Ceconi di Udine. Già nel luglio di quell’anno ho iniziato a spedire il mio curriculum vitae ad alcune aziende; dopo qualche mese, un’impresa di servizi mi ha assunto per due anni a tempo determinato. Mi occupavo di redigere i manuali della qualità e dei procedimenti di certificazione. Purtroppo non mi hanno rinnovato il contratto, ma intanto ho acquisito delle capacità e non è stato complicato trovare un’ azienda interessata al mio profilo. Ora sono assunto a tempo indeterminato in un’impresa chimica come responsabile della qualità dei prodotti e dei processi”. Esattamente come Giovanni anche Matteo, dopo il diploma di geometra, conseguito nel 2009, si è iscritto all’Università. “Ho frequentato i corsi di Architettura a Venezia, ma dopo un anno e mezzo – spiega Matteo - sono stato contattato da un’azienda metalmeccanica friulana di medie dimensioni. Dopo che mi hanno offerto uno stipendio fisso ed un incarico nell’ufficio tecnico ho trovato opportuno mettermi in gioco ed ho accettato la proposta di impiego. Lavoro da circa sei mesi e mi rendo conto che un’azienda ha tanto da insegnarti. I suggerimenti dei colleghi, il dialogo coi clienti, lo studio dei disegni già svolti e la fatica di elaborare nuove soluzioni rappresentano un patrimonio di conoscenze importante, molto diverso dall’apprendimento passivo e dal nozionismo in cui mi sono imbattuto spesso a scuola ed all’università. A 21 anni mi dico soddisfatto della scelta professionale che ho intrapreso”. Daniela, rispetto ai ragazzi ascoltati precedentemente, dopo il diploma presso l’istituto tecnico-commerciale, si è iscritta ad economia aziendale ed ha conseguito la laurea specialistica. “Dopo la triennale ho avuto la forte tentazione di cercarmi subito un impiego in banca o presso un’impresa. Poi ho pensato che se non portavo subito a casa anche la laurea specialistica, difficilmente tra alcuni anni – mentre stavo lavorando – ce l’avrei fatta. Ora, a 26 anni, lavoro a tempo determinato presso un’assicurazione. Non è un mestiere facile: cercare clienti e consolidare quelli già nel portafoglio è assai dispendioso in termini di tempo e di pazienza. Ma credo che questo sia uno degli aspetti più appassionanti del lavoro che mi sono scelta”. Elena – 27 anni - dopo la laurea in statistica ha trovato subito lavoro in una grande azienda manifatturiera friulana, nella gestione dei sistemi informativi. “Moltissimi elementi gli ho acquisiti svolgendo i compiti – sempre più impegnativi e responsabilizzanti – che il mio capo ufficio mi ha man a mano affidato. Ho compiuto passi da gigante nella reportistica ed ora riesco a svolgere parecchie analisi sulla redditività aziendale. Non nascondo che l’aspetto gestionale mi ha a tal punto coinvolto che ho iniziato a prendere in considerazione l’ipotesi di andare a lavorare in un’impresa che si occupa di consulenza aziendale”. “Quando al termine delle scuole medie – racconta Luca, 25 anni - ho dovuto scegliere quale scuola superiore frequentare non ho avuto dubbi: il Malignani. Mio padre possedeva una piccola ditta che compiva lavorazioni metal-meccaniche; diventando perito meccanico ero convinto di poter dare il mio contributo alla gestione ed allo sviluppo dell’azienda di famiglia. Dopo il diploma nel 2005, a 19 anni sono entrato nell’impresa paterna. Tutto è andato bene fino agli inizi del 2009 quando la crisi ha spazzato via, in pochi mesi, la ditta. Sul momento l’impatto – anche emotivo della vicenda – è stato durissimo. Mio padre è andato in quiescenza perché aveva raggiunto l’età pensionabile. Io mi sono guardato in giro. Fortunatamente il titolo di studi e l’esperienza accumulata in azienda mi hanno agevolato nel trovare un’impresa interessata ad assumermi. Da due anni sono impiegato nel reparto produzione di una ditta che opera nel settore meccanico; con molta umiltà sto imparando dal punto di vista tecnico e gestionale il più possibile perché un giorno vorrei essere pure io imprenditore”. Massimo De Liva aprile 11 57 Orizzonti Friuli Innovazione Nasce il Centro di Eccellenza sulla Simulazione Il taglio del nastro - l’Assessore Molinaro e Diego Minen Nasce in Friuli Venezia Giulia il Centro di Eccellenza sulla Simulazione, inaugurato giovedì 10 marzo a Tavagnacco alla presenza dell’Assessore regionale all’Istruzione, Università e Ricerca Roberto Molinaro. Il nuovo Centro, frutto della collaborazione tra VI-grade Srl, società italotedesca leader a livello mondiale nello sviluppo di tecnologie di prototipazione virtuale e Friuli Innovazione, è studiato per dar vita ad un polo altamente specializzato nel settore delle tecnologie di prototipazione virtuale e testing, con possibili applicazioni in tutti i settori industriali. “Un esempio di concretizzazione delle politiche volte a favorire l’innovazione tecnologica”, ha detto l’assessore Molinaro, presente al taglio del nastro insieme con le altre autorità: il vice presidente della Provincia di Udine Fabio Marchetti, il sindaco di Udine Furio Honsell, il sindaco di Tavagnacco Mario Pezzetta, il presidente di Friuli Innovazione Sergio Cecotti e il direttore Fabio Feruglio, e Michele Morgante, delegato del Rettore dell’Università Una immagine del Driving Simulator 58 aprile 11 di Udine per la ricerca e il trasferimento tecnologico. “La collaborazione tra Friuli Innovazione e VI-grade nasce all’inizio del 2007 – ricorda il direttore di Friuli Innovazione Fabio Feruglio allora VI-grade era un’impresa praticamente start up, ma con competenze, soluzioni e relazioni di business internazionali, in un settore di nicchia, con straordinarie potenzialità e completamente sconosciuta in Friuli. Abbiamo visto con largo anticipo quello che oggi è sotto gli occhi di tutti e abbiamo avuto la possibilità di realizzare insieme alcuni progetti di ricerca e di sviluppo competitivo grazie agli strumenti regionali che sostengono la ricerca e l’innovazione (bandi legge 26/2005 e legge 4/2005). Continuiamo a sostenere con convinzione lo sviluppo del Centro di Eccellenza sulla Simulazione perché è un settore tecnologicamente avanzato e rappresenta una concreta opportunità per il territorio, ovvero per la ricerca multidisciplinare (informatica, ingegneria, medicina) e per le imprese”. Il nuovo Centro di Eccellenza contiene tre “Driving Simulator” (simulatori di guida), di cui due su piattaforma fissa e uno su piattaforma mobile. Quest’ultimo è un prototipo per ora unico al mondo ma destinato a essere prodotto in serie ed è stato messo a punto da VI-grade Srl grazie anche a un cofinanziamento regionale a valere sulla LR 4/05 ottenuto con il supporto di Friuli Innovazione. Lo sviluppo del progetto, durato due anni, ha coinvolto numerose aziende high-tech del territorio e non. Il simulatore contiene un posto di guida altamente realistico (dotato di sedile, volante, freno, acceleratore, frizione, cambio) che consente di testare le proprie capacità di guida all’interno di uno scenario virtuale altamente immersivo: il tipo di veicolo, la strada, le condizioni meteo e di traffico sono “simulate” da un sistema virtuale in grado di riprodurre con grande accuratezza le condizioni reali. Pensato per applicazioni nei settori dell’ingegneria del veicolo e dell’automobilismo sportivo, il sistema è destinato a rivoluzionare anche il settore della sicurezza stradale. “In questo senso un primo obiettivo sarebbe quello di renderlo strumento complementare a ciò che viene insegnato nelle autoscuole” spiega Diego Minen, ingegnere, direttore tecnico, VI-grade. Ma in cantiere c’è anche un’iniziativa senza precedenti in Italia, ovvero la creazione una scuola guida sicura e sportiva virtuale per “addestrare” chiunque a stare al volante anche nelle situazioni più critiche. “Utilizzando il simulatore si può guidare in condizioni di scarsa visibilità, bassa aderenza, o trovarsi di fronte a ostacoli improvvisi: lo scenario è virtuale ma le percezioni visiva, acustica e di movimento sono assolutamente reali – spiega Minen – il veicolo reagisce ai comandi del guidatore come farebbe nella realtà, e ciò distingue il sistema fortemente da un videogame. Ovviamente si possono provare e riprovare le manovre fino a quando non si è in grado di condurre correttamente il mezzo nelle condizioni di emergenza che vengono ricreate”. Altri interessanti risultati potrebbero essere ottenuti, secondo Minen, simulando la guida in condizioni di alterazione sensoriale o semplice distrazione. “Il sistema è in grado di ritardare artificialmente gli impulsi dati ai comandi dal guidatore sobrio, per fargli capire cosa succederebbe qualora si mettesse alla guida dopo aver bevuto un bicchiere di troppo o aver fatto uso di sostanze stupefacenti. A parte questi estremi, anche semplicemente sperimentare ciò che succederebbe in condizioni di pericolo quando contemporaneamente si utilizza il telefono cellulare potrebbe far capire a chi lo fa che il perché non dovrebbe. A questo proposito stiamo lavorando con alcuni psicologi e neurofisiologi per mettere a punto il sistema sulla base di misurazioni cliniche. Creare impressioni di pericolo molto realistiche potrebbe aiutare tutti a comportarsi in modo più consapevole, nella realtà troppo spesso si pensa che gli incidenti succedano solo agli altri”. Il “Driving Simulator” in questo ultimo caso diventerebbe strumento essenziale, dal momento che nella realtà tali situazioni non sono assolutamente sperimentabili. Orizzonti Ente Friuli nel mondo SLOVACCHIA, tante opportunita’ personali e per le imprese di Paola Del Degan ma del project finance, dell’export finance eccetera. Il sistema offre assolutamente tutte le tipologie creditizie esistenti nei paesi occidentali con alcune variazioni in base al sistema giuridico locale e alla struttura del business locale. Mirco Ribis fa parte di quella nuova classe dirigente che anni fa ha deciso di intraprendere una nuova strada professionale, al di fuori dei confini nazionali, trasferendosi in Slovacchia. La scelta, nel suo caso, è nata grazie alle prime opportunità lavorative venutesi a creare nel centro dell’Europa nei primi anni ‘90. Oggi grazie a un sistema informativo più intenso e all’allargamento dell’Europa verso est, i giovani vedono in questi paesi emergenti, una possibile meta dove poter realizzare i propri sogni allargando gli orizzonti personali e professionali. Ci sono aiuti statali o europei agli investimenti? Si, il governo Slovacco da molti anni ha istituito varie forme di aiuto; tax holiday, finanziamenti alla formazione e altro. L’Europa, come per gli altri paesi dell’unione europea, ha erogato ed eroga tuttora una serie di fondi europei a supporto dell’impresa slovacca. Alcuni enti sovrannazionali, come la Banca Europea per gli investimenti, ha creato una serie di finanziamenti agevolati per le piccole e medie imprese per progetti particolari, ad esempio fondi per la realizzazione di progetti nel settore delle energie rinnovabili. Perché proprio la Slovacchia, che opportunità maggiori può offrire rispetto ad altre nazioni europee? La scelta di trasferirmi in Slovacchia è scaturita dopo una analisi delle opportunità, considerando la posizione strategica del paese, le dimensioni di un`economia a misura d’uomo, una sorta di vicinanza alla mentalità italiana e diciamo anche a una similitudine embrionale con la friulanità. A proposito cos’è per lei la ‘’friulanità’’ e come può aiutare i corregionali che cercano di affermarsi professionalmente al di fuori della piccola patria? La friulanità consiste nell’appartenere a un gruppo etnico, è essere fiero delle proprie origini. E’ anche sinonimo di serietà, correttezza e semplicità. Poche parole, tanti fatti con la stima riconosciuta e confermata in tutto il mondo. Di cosa si occupa? Sono dirigente in una banca slovacca di proprietà austriaca e sono responsabile della divisione “financial institution’’. Nei precedenti 15 anni, mi sono occupato della gestione delle imprese italiane che internazionalizzavano investendo in Slovacchia. Che caratteristiche ha il sistema bancario dell’Europa dell’Est? Il sistema bancario del Centro Est Europa ha avuto uno sviluppo verticale rapido grazie alle sempre più numerose privatizzazioni. Le maggiori banche commerciali di proprietà dello stato sono state privatizzate in pochi anni trasformando completamente il settore bancario creando competitività e mercato in un sistema economico giovane e dinamico. Il tutto chiaramente sotto il pieno controllo delle rispettive banche nazionali con la supervisione della banca centrale europea. Un sistema che ha dimostrato, anche durante la crisi economica mondiale, di essere solido e maturo per affrontare le principali sfide economiche globali. Mirco Ribis Molti giovani mi contattano chiedendomi come fare per poter iniziare un’esperienza simile alla mia. Un primo passo consiste nell’avvicinarsi al sistema di camere di commercio italiane miste (Assocamere estero), alle associazioni di imprese italiane segnalando la propria disponibilità ad andare all’estero e, sicuramente, studiare un paio di lingue straniere. Finanziariamente come vengono supportate le aziende da parte delle banche slovacche? Gli istituti di credito in Slovacchia sostengono le imprese sia nel breve sia nel medio lungo termine. A seconda della tipologia si possono anche impostare gli investimenti con il siste- Quali difficoltà ha incontrato e quali le soddisfazioni? Le maggiori difficoltà sono state la distanza dai propri cari e dai propri affetti, il dover cambiare le proprie abitudini e le proprie comodità consolidate. Le soddisfazioni professionali sono state notevoli visto l’enorme sviluppo economico di questo paese; basti pensare che prima della crisi la Slovacchia aveva una crescita del PIL del 10% su base annua e anche per il 2010 la crescita del PIL si aggira sul 4%. Prossimi traguardi professionali? La mia crescita professionale è iniziata molti anni fa e la considero un viaggio con ancora molta strada da percorrere. I miei traguardi futuri sono di fatto la mia più grande motivazione attraverso i quali alimento la mia voglia di sapere e di crescita. Qual è la sua relazione attuale col Friuli? La mia relazione con il Friuli nell’ultimo periodo sta diventando più istituzionale. I contatti con le imprese si stanno allargando a un maggiore contatto con enti quali l’Ente Friuli nel Mondo, Confcommercio, Confartigianato, Regione, Camera di commercio. Mirco Paolo Ribis Head of Financial Institution Department Tatra Banka a.s. Indirizzo: Hodzovo nam. 3 / P.O.Box 42 SR 850 05, Bratislava. Tel: + 421-2-5919 1846 Fax: + 421-2-5919 1878 Cellulare: + 421 903 789802 E-mail: [email protected] Sito web: http://www.tatrabanka.sk aprile 11 59 Orizzonti Università di Udine Inaugurato l’anno accademico 2010/2011 politico importante – ha sottolineato Compagno –, ovvero il riconoscimento esplicito della necessità di avviare processi di perequazione tra Atenei, laddove il finanziamento statale crea delle storiche disparità. Un risultato ottenuto grazie al legislatore, ma anche grazie a un diverso, corretto, solido e maturo rapporto di cooperazione con l’università di Trieste”. Sull’avvio della riforma con la Legge 240/2010, il rettore ha invece rimarcato come “alle grandi novità normative, che vogliamo vedere come un veicolo di introduzione di alcuni necessari processi di ammodernamento del sistema, non si sono accompagnate novità significative nel rapporto Stato-Università, fondato su direttive spesso tra loro in contrasto e di ritardo sui processi di comunicazione. Se vogliamo che l’ammodernamento invocato dalla legge sia credibile, è necessario che le azioni ministeriali conseguenti siano coerenti nei tempi e nei contenuto e quindi credibili”. Al centro il Magnifico Rettore Cristiana Compagno “Costituire reti federate di università del Nordest ed europee, attraverso una forte cooperazione tra le Università dell’area Alpino-Adriatica, che interessi, in particolare, i livelli più alti di educazione universitaria e post-universitaria, come i Master e i Dottorati di ricerca”. Così il rettore dell’Università di Udine, Cristiana Compagno, in occasione, lunedì 14 marzo, dell’inaugurazione del XXXIII anno accademico dell’ateneo friulano, ha delineato la via capace di “dare un futuro ai nostri piccoli atenei e aprire spazi inesplorati di azione comune anche ai nostri territori, disegnando nuove reti di cooperazione interuniversitaria a cavallo di Paesi e culture”. Una via che è anche “un modo – ha sottolineato il rettore, rimarcando il valore storico e fondativo dell’Unità d’Italia per il Paese – per rileggere e interpretare, anche nelle aree più problematiche della nuova Europa, la stessa idea federativa che accompagnava il Risorgimento italiano”. La cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2010/2011 si è infatti aperta a Udine con l’inno nazionale. “Un modo – ha detto Compagno – per ribadire come l’Università sia luogo e strumento attraverso cui affermare e riaffermare nella storia i valori di democrazia, libertà, autonomia e pluralismo 60 aprile 11 nell’unità. Il Risorgimento è stato ed è per l’Italia un evento fondativo della sua storia contemporanea”, in cui i giovani universitari di allora “ebbero un ruolo forte e decisivo – ha ricordato Compagno – e da cui nacque anche l’imprinting delle Università italiane: dall’ideale, che rappresenta ancor oggi uno dei contributi più grandi che l’Italia ha dato al mondo, di nazione unita nelle sue diversità e nelle sue autonomie territoriali”. Su queste radici, oggi, «l’Italia e le sue Università – ha affermato Compagno – possono e devono riprendersi una posizione nel mondo. È in questo disegno ampio ma fondato, in questa dialettica tra storia profonda e cammino futuro che si deve collocare l’Università di Udine”. L’inaugurazione dell’anno accademico è occasione di incontro con la propria comunità di riferimento, per tracciare bilanci e delineare le azioni future. Il rettore ha dunque ripercorso i principali interventi messi in atto in un anno di governo d’ateneo. Situazione generale La legge regionale 97 di riforma per il finanziamento del sistema universitario recentemente varata “contiene un passaggio Sviluppo nonostante i tagli Nello spazio di due anni l’Ateneo “ha iniziato e portato a termine – ha sottolineato Compagno - un processo di ammodernamento e ulteriore qualificazione a livello nazionale e internazionale, raggiungendo risultati straordinari, seppur a risorse calanti. Siamo stati adempienti rispetto agli obiettivi di crescita e rinnovamento, entro il rigore della spesa. Non altrettanto il nostro Stato. Alle riforme non sono corrisposte risorse, e i meccanismi premiali introdotti non sono in grado di dispiegare i loro effetti incentivanti in un regime di finanziamenti drammaticamente calanti”. Situazione finanziaria Ottimi i risultati di bilancio ottenuti dall’Ateneo, che ha raggiunto la stabilità finanziaria “con il completamento del piano di recupero – ha annunciato il rettore – del disavanzo dell’amministrazione centrale che, con l’approvazione del bilancio consuntivo 2010, sarà completamente riassorbito, con due anni di anticipo rispetto agli obiettivi concor- Orizzonti Università di Udine dati con il Miur a fine 2008”. A fronte di una riduzione di Ffo di 2,2 milioni di euro, negli esercizi finanziari 2009 e 2010 l’Ateneo ha migliorato di 5,4 milioni i risultati di bilancio. Sul fronte dei finanziamenti, nel 2010 il Ffo assegnato è stato di circa 75 milioni di euro, cioè di -2,2 milioni rispetto al 2009. Grazie agli ottimi risultati della didattica e della ricerca, la riduzione è stata, tuttavia, minore (pari al 2,8%) rispetto alla riduzione di sistema (pari al 3,7%). Nei finanziamenti basati sui risultati, Udine si colloca stabilmente tra le prime dieci università italiane e quarta nel Nordest. Nel 2010 il rapporto tra Ffo assegnato in base alla valutazione e Ffo complessivo è stato pari, per Udine, all’11,8% rispetto al dato medio di sistema dell’10%. “Il paradosso – ha evidenziato Compagno – è che questi risultato riescono esclusivamente a limitare i devastanti effetti derivanti dalla progressiva riduzione dei finanziamenti statali”. Ricerca e internazionalizzazione Per quanto riguarda la ricerca, il numero di pubblicazioni scientifiche dei ricercatori udinesi presenti nella banca dati Web of Science, che seleziona a livello mondiale pubblicazioni a elevati standard di qualità, è crescente negli anni, con un incremento stimato dal 2008 al 2010 del 7,6%. In aumento anche la riconoscibilità delle pubblicazioni a livello internazionale, cioè il numero di citazioni, con incremento in tre anni del 19,8%. Cresce il numero degli studenti che fanno esperienze formative all’estero (+74,5% in un anno) ed è in aumento la mobilità studentesca internazionale in entrata (173 studenti lo scorso anno e 216 nel primo semestre del nuovo anno) e in uscita (350 studenti lo scorso anno). Sette sono i corsi che rilasciano doppio titolo internazionale, 2 di laurea triennale (Viticoltura ed enologia e Conservazione dei beni culturali) e 5 di laurea magistrale (Dams cinema, Comunicazione multimediale e tecnologie dell’informazione, Letteratura austriaca del corso in Lingue e letterature europee; dall’anno accademico 2011/2012, Ingegneria elettronica e Informatica). Organizzazione ed edilizia I processi di riorganizzazione hanno riguardato l’avvio ufficiale a gennaio dei 14 Dipartimenti dell’Ateneo, frutto della disattivazione e riaggregazione dei precedenti 28 e della conseguente ricollocazione di 900 persone. È stata avviata la riorganizzazione delle biblioteche in 4 grandi poli. Entro l’estate sarà completata la riorganizzazione dell’amministrazione centrale, ed entro fine anno sarà attuato il passaggio al nuovo sistema contabile di tipo economico patrimoniale e analitica a supporto di una gestione orientata a logiche di budget e controllo direzionale. Dal lato dell’edilizia si è conclusa la forte intensificazione del processo di polarizzazione della attività didattiche e di ricerca nei 4 poli umanistico, scientifico, medico, economico e giuridico. Tra i maggiori interventi in fase di progettazione, le ristrutturazioni della ex chiesa di S. Lucia e dell’ex scuola “Maria Bambina” in via Mantica, di palazzo Garzolini di Toppo Wassermann in via Gemona, dell’ex edificio del collegio Renati in via Tomadini, e, in tutti e 4 i poli, la realizzazione di nuovi spazi per laboratori e aule. Auspici e azioni future Alla luce del fatto che “siamo oggi – ha detto il rettore - un organismo sostanzialmente sano, pronto a ripartire anche nell’applicazione della nuova legge, ma che rischia di rimanere fermo se privo di risorse da investire per nuovi progetti e per affrontare nuove sfide», Compagno ha annunciato che «intendiamo recuperare il sottofinanziamento cronico, che ci vessa e umilia, per metter in sicurezza i settori più esposti agli effetti dei tagli e per ricominciare a investire in modo deciso nella ricerca e nella qualità della didattica, nell’interesse della scienza e della ricerca e per il benessere di tutta la comunità friulana”. Compagno ha indicato la via: “Dovremo puntare, con le università più proattive del Paese, su un meccanismo di finanziamento non più basato sulla spesa storica, ma sul rapporto tra risorse impiegate e risultati ottenuti nella gestione, nella didattica e nelle ricerca”, abbandonando “l’attuale meccanismo della spesa storica basato sui costi standard, perverso per le risorse pubbliche, in quanto crea inflazione in una spirale viziosa - perché chi spende di più, di più ha -, e profondamente ingiusto dal punto di vista etico e sociale, non premiando merito, impegno, competenza, capacità di reazione”. Un nuovo sistema “che richiede strumenti di misurazione e di valutazione della efficacia e della qualità nella ricerca e nella didattica e dell’efficienza gestionale”. Il Presidente della Regione Dal canto suo, Renzo Tondo ha rimarcato la vicinanza della Regione all’Università di Udine, “in questa stagione di cambiamenti e di incertezze che, tuttavia, può essere anche una opportunità di miglioramento. In queste situazioni – ha detto Tondo - la qualità delle persone sono la risorsa che fa la differenza e di queste risorse è costituita oggi l’università di Udine, ateneo che ha saputo con determinazione e lungimiranza intraprendere un positivo percorso di riorganizzazione, riconosciuto, oggi, dai risultati che l’Ateneo ha raggiunto”. L’Autonomia dell’Università “è un principio inderogabile – ha detto Tondo – che, tuttavia, non può essere disgiunto dalla responsabilità, anche in considerazione del ruolo dell’università di motore dello sviluppo territoriale, in particolare in tempi di crisi”. In questo processo “anche la Regione è coinvolta – ha affermato il governatore -, e la nuova legge regionale di finanziamento al sistema universitario, varata all’unanimità, intende essere uno strumento nuovo, che, tra gli obiettivi strategici, intende accentuare il ruolo del Friuli Venezia Giulia nell’ambito della conoscenza e premiare l’eccellenza”. Dunque, per la Regione è una priorità sostenere alta formazione ed eccellenze nella didattica e nella ricerca, e “la nuova legge approvata per il finanziamento complessivo alle università prevede – ha ricordato Tondo - un aumento del 25% delle risorse stanziate per gli anni 2012 e 2013”. In particolare, rispetto ai 4,6 milioni l’anno di euro stanziati per tutte le università della regione nel 2011, siamo passati – ha spiegato il Presidente - a 6,2 milioni per ciascuna annualità nel 2012 e nel 2013. Fiorella Kostoris La cerimonia di inaugurazione si è chiusa con l’intervento della professoressa Fiorella Kostoris, tra i sei componenti di nomina ministeriale della neocostituita Agenzia nazionale per la valutazione dell’università e della ricerca (Anvur), economista tra i massimi esperti europei nel campo della valutazione, docente di Economia politica dell’Università “La Sapienza” di Roma. Kostoris si è detta lieta di partecipare all’inaugurazione del nuovo anno accademico dell’università di Udine, “Ateneo che ritengo esemplare – ha affermato – tra gli atenei di più recente istituzione”. In merito alla valutazione delle università “premiare il merito in maniera trasparente – ha affermato – è un atto volto ad accrescere l’equità e, insieme, l’efficienza, e contribuisce sia all’etica, sia allo sviluppo. Dare onore al merito è efficiente, perché la nostra società, nel riconoscere e incentivare i più capaci, promuove una più elevata dinamica culturale, economica e sociale”. aprile 11 61 IL LIBRO DEL MESE Orizzonti Libri Altre letture consigliate Luigi Lombardi GUIDA PRATICA PER L’ESPORTATORE Franco Angeli Pagg.: 512 Euro 49,00 Con un mercato interno sempre più asfittico, per molte aziende italiane la ricerca di nuovi mercati nei quali esportare i propri prodotti rimane l’unica ancora di salvezza. Se, però, per le grandi aziende italiane l’esportazione è sempre stata un’abitudine, per la stragrande maggioranza delle pmi (che sono il 92% delle imprese italiane) è stata spesso considerata un’attività residuale: si esportava solo ciò che non si riusciva a vendere sul mercato interno. Oggi che, volenti o nolenti, la musica è cambiata, molte pmi non hanno al proprio interno le competenze adatte ad approcciare e sviluppare correttamente l’export, ciò anche perché nelle scuole italiane difficilmente si preparano esperti nel settore dell’esportazione. Può, allora, essere molto utile questo volume che in modo chiaro ed esaustivo chiarisce tutti gli aspetti che devono essere curati per esportare al meglio: dai motivi per cui si esporta agli studi preliminari del mercato sul quale si vuole sbarcare, dall’organizzazione del canale distributivo alle formalità doganali, passando per i trasporti, i finanziamenti, le assicurazioni, le normative, gli incentivi. Stefano Scabbio – Luigi Tivelli LA FORMULA Come passare dallo Stato gassoso allo Stato solido. Rubettino Pagg.: 124 Euro 10,00 Ci sono alcuni nodi irrisolti che qualsiasi politico serio italiano dovrebbe cercare di risolvere se vuole aiutare questo Paese a uscire dalla melma in cui si è cacciato. In questo agile e interessante libello, gli autori individuano le sei questioni fondamentali alle quali bisogna metter mano: la riforma istituzionale, la pubblica amministrazione, l’etica pubblica e la qualità, la questione sociale e giovanile, la concorrenza, l’assenza di meritocrazia. Scabbio e Tivelli, non si limitano all’individuazione dei mali del Paese (peraltro ben noti ai più), ma propongono 62 aprile 11 anche una “formula” per cercare di risolverli che, forse non sarà esaustiva, ma senz’altro può costituire un’ottima base di partenza per una discussione seria. Le proposte degli autori sono tutto sommato semplici e riassunte in poche pagine (si va, ad esempio, dall’effettiva attuazione dell’articolo ‘39 della Costituzione sulla personalità giuridica dei sindacati alla riforma degli articoli “socialisteggianti” da 41 a 47 della Costituzione, dall’obbligo del concorso per l’accesso agli uffici pubblici al divieto di un cumulo eccessivo di cariche e degli incarichi a vita, fino alla riforma di orientamento e formazione professionale), il problema è capire se si troverà qualcuno disposto a tentare di applicarle. Ryszard Kapuscinski CRISTO CON IL FUCILE IN SPALLA Feltrinelli Pagg.: 186 Euro 15,00 Feltrinelli pubblica per la prima volta in Italia questa raccolta di scritti di del grande Ryszard Kapuscinski uscita in Polonia nel 1975 (!). La raccolta è dedicata ai ribelli di mezzo mondo, dai palestinesi a quelli del Mozambico, passando per i partigiani che negli anni ‘70 del secolo scorso combattevano le dittature diversi Paesi del Sud America. Ancora una volta, leggendola, si scopre la notevole capacità di osservazione nonché l’incredibile capacità di raccontare gli avvenimenti del grande giornalista polacco. Nel testo è palese la simpatia dell’autore per i vari movimenti guerriglieri di quegli anni, anche se si intuisce che parte di quello che scriveva (come i giudizi pesantissimi sulla politica statunitense) era probabilmente anche dovuto al fatto che lavorava per l’agenzia di stampa polacca e, quindi, per un Paese sottoposto a una dittatura comunista. Ciò non ostante si vede anche tutta la sua libertà e autonomia di pensiero quando, pur sostenendo a spada tratta la causa dei palestinesi (che era appoggiata da tutto il blocco comunista...) non trascura di mettere in luce anche le ragioni degli ebrei-israeliani. Giuseppe Fiorenza UN VIAGGIO LUNGO 35 ANNI 11 MESI 29 GIORNI Edizioni Angolo Manzoni Pagg.: 283 Euro 15,00 Giovanni La Torre LA COMODA MENZOGNA Il dibattito sulla crisi globale edizioni Dedalo Pagg.: 176 Euro 16,00 Quali sono state le spiegazioni date dagli economisti alla crisi che ha colpito il pianeta negli ultimi tre anni? E’ questo il tema affrontato da questo libro del collaboratore della Fondazione Critica Liberale e dell’omonima rivista, Giovanni La Torre. E’, insomma, la prima volta che qualcuno scrive un libro non per spiegare la crisi, ma per vedere come è stata spiegata finora. Dal titolo del volume si evince chiaramente come la pensa l’autore: la spiegazione prevalente che ci è stata data finora, ovvero, che sia stata tutta colpa della finanza e delle sue speculazioni, è una comoda menzogna. Una bugia che tende a coprire le manchevolezze del sistema economico-industriale, nonché la crescente disuguaglianza delle società avanzate dove molti “ricchi” invece che investire nelle imprese, proprie o altrui, preferiscono cercare guadagni finanziari, alimentando “bolle” che prima o poi scoppiano. Una tesi, scomoda, quella sostenuta dall’autore attraverso la critica alle spiegazioni della crisi avanzate dai più noti commentatori ed economisti, ma che può indurre a riflettere ulteriormente sui motivi al fondo di una crisi che, anche per la sua durata sempre maggiore, non si presta a essere decifrata facilmente. Ci sono molte opere che hanno raccontato l’emigrazione italiana dal Sud al Nord, ma probabilmente questa di Giuseppe Fiorenza, calabrese trapiantato a Torino, è la prima che affronta il tema del ritorno dal Nord al Sud alla ricerca delle proprie origini e lo fa dopo una vita vissuta quasi divisi in due: piemontese e integrato di fatto, calabrese e spaesato nell’anima. Nonostante la lettura non sia sempre facile sia per il frequente utilizzo del dialetto calabrese, sia per i salti di piano dalla realtà al mondo onirico, il libro è complessivamente piacevole e interessante soprattutto per chi ha vissuto esperienze simili, ma anche per chi voglia capire cosa si cela nell’anima di ogni emigrato. Angolo Manzoni lo propone nella sua stampa a grandi caratteri che continua a essere un segno di civiltà nei confronti di tutti i lettori e non solo degli ipovedenti. ONDULATI ED IMBALLAGGI DEL FRIULI Per dare la giusta visibilità e far crescere la tua azienda La Ondulati ed Imballaggi del Friuli è un’azienda specializzata nella produzione di imballaggi in cartone ondulato di ogni tipo e dimensione, in grado di offrire alla Clientela soluzioni innovative mirate alla riduzione e alla semplificazione del packaging garantendo professionalità ed efficienza. 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Nel 2008 – rileva l’Eurispes – gli incidenti sul lavoro sono stati circa 875mila, 37 ogni mille occupati, con costi economici e sociali che hanno superato i 43,8 miliardi di euro, pari a circa il 2,8% del Pil italiano di quell’anno. Se al costo degli infortuni sul lavoro si aggiunge quello relativo all’altro ambito dell’insicurezza a più elevato impatto economico e sociale – quello degli incidenti stradali (quasi 219mila, con oltre 310mila feriti e più di 4.700 morti), quantificabile in 28,8 miliardi di euro nel 2008 - si ottiene un costo economico-sociale di oltre 72,6 miliardi di euro. Ovvero, il 4,6% del Pil nazionale. Per dare un’idea dell’ordine di grandezza del fenomeno, gioverà ricordare che la manovra correttiva statale per il 2010-2012 punta ad ottenere risparmi strutturali per 24 miliardi di euro. Vale a dire, un terzo di quanto speso per infortuni ed incidenti nel solo 2008. Negli ultimi tempi, complice il dilagare della crisi internazionale che ha visto pesanti effetti sull’occupazione e il nascere di altre, nuove emergenze sociali, il tema della sicurezza è stato relegato un po’ in secondo piano. E ciò, nonostante il fenomeno non sia scomparso. I primi dati Inail relativi al 2010 dicono che in Italia gli infortuni sul lavoro sono stati oltre 466mila, in lievissimo calo rispetto all’anno precedente (-1,9%) e quelli con esito mortale sono stati 980 con una diminuzione del 6,9%). I dati, 66 aprile 11 ancorché positivi - e salutati con soddisfazione dall’Inail, che sottolinea come per la prima volta dopo 60 anni si sia giunti sotto la soglia delle mille unità di morti sul lavoro – invitano però ad una certa prudenza interpretativa e paiono indubbiamente “viziati” dall’impatto della crisi sui settori dell’edilizia e manifatturiero, con un forte ricorso agli ammortizzatori sociali e un minor numero di ore lavorate. Non a caso, sempre l’Inail rileva come il calo dei casi di infortuni mortali sia rilevante nei settori dell’industria (-8,6%, da 487 a 445) e in particolare in quello delle costruzioni (-10,5%, da 229 a 205). Sempre nell’industria – rileva ancora l’Istat – il calo degli infortuni è stato del 6,1%, ma è stato altresì accompagnato da una perdita di posti di lavoro che è stata pari al 2,9%. E che il trend barometricamente “tendente al bello” degli infortuni non sia dovuto esclusivamente ad un cambiamento di mentalità, più attento alle risorse umane, è dimostrato dal fatto che nel settore dei servizi – che, nel complesso, ha risentito meno della crisi rispetto al manifatturiero – si è registrato invece un aumento degli infortuni (passati da 441mila a 446.750, +1,3%), ancorché con una diminuzione di quelli con esito mortale (da 438 a 420, -4,1%). Insomma, quello che sembra trasparire dai dati Istat, è che il miglioramento della situazione sul fronte della sicurezza del lavoro resti solo in parte legato a fattori congiunturali. Ben vengano, allora, tutte quelle iniziative (e tra queste anche il festival della “Sicurezza tra la gente”) che mirano a promuovere una più profonda consapevolezza dell’importanza della sicurezza, intesa come elemento centrale della vita di tutti i giorni e non solo sul lavoro. Perché se è vero che non è giusto morire di lavoro, è anche vero che dopo molti, troppi infortuni, non essere morti non significa automaticamente sentirsi vivi. E i costi che (foto Gasperi) la società deve sostenere non possono essere ridotti solo alla quantificazione del mero danno “materiale” o di valutazione degli sprechi in termini di punti percentuali di Pil (sprechi che, se evitati, potrebbero portare a una riduzione della pressione fiscale o ad un miglioramento del welfare, ad esempio…), ma si devono considerare pure altri aspetti fondamentali: le risorse che vengono sprecate, la qualità della vita in molti casi irrimediabilmente compromessa, le conseguenze che si abbattono su nuclei familiari ed intere comunità. In ogni caso, i costi della sicurezza (o della mancata sicurezza) li paga sempre la collettività. Teniamone conto, anche quando pensiamo alla sicurezza solamente in termini di “taccuino”. Se non avessimo usato il pannello Solyndra questo impianto da 400 Kwp non si sarebbe potuto realizzare dal 1982 fornitura di pacchetto completo di impianti elettrici termoidraulici e di climatizzazione ed ora a energia zero via Nazionale 60/2 Pradamano (UD) 0432670296 www.noninoimpianti.it aprile 11 67 esclusivamente i vostri. Studio, preparazione e deposito di domande di brevetto. Sorveglianza relativa ai brevetti pubblicati. Assistenza nella progettazione di nuovi dispositivi in presenza di titoli brevettuali conflittuali. Valutazione della proteggibilità di marchi, loghi, nomi, sigle o di altri segni grafici. Studio, preparazione e deposito di domande di modelli in Italia ed all’estero. Assistenza tecnica e tecnico legale in vertenze per contraffazione di brevetti, modelli e marchi. Corsi aziendali di formazione inerenti i temi della proprietà industriale. Intellectual Property Office 68 GLP S.r.l. 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