POSTE ITALIANE SPA - SPEDIZIONE IN A.P. D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N. 46) ART. 1 COMMA 1, DCB TRENTO RIVISTA PER AMMINISTRATORI E DIPENDENTI DELLA COOPERAZIONE TRENTINA www.cooperazionetrentina.it . carta ecologica n ° 2 - febbraio 2 0 1 2 Cooperative, il fenomeno delle produzione e lavoro 6 CARLO ZINI Lavoro alla (dura) prova della crisi 12 MAURO MAGATTI Serve un’alleanza innovativa EX ITALCEMENTI Firmato l’accordo di cessione >17 FONDAZIONE CR TRENTO Giovani di talento premiati >19 BUONE PRASSI La spesa? Arriva a casa >23 CASSA RURALE DI TRENTO, FILIALE DI CANOVA. Progettiamo e arrediamo spazi di lavoro su misura delle vostre esigenze, proponendo soluzioni sempre innovative, funzionali e di grande impatto estetico. 2 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 6 - G I U G N O 2 0 1 0 n ° 2 - febbraio 2 0 1 2 EDITORIALE CULTURA COOPERATIVA 03 Storie di impresa Cooperatori, promuoviamo l'Autonomia IN PRIMO PIANO 04-07 Cooperative, il fenomeno delle produzioni lavoro: Negli ultimi dieci anni il settore ha più che raddoppiato soci, lavoratori, giro d’affari e utile. Le sfide del prossimo decennio: le dimensioni, la capitalizzazione. Intervista al portavoce del coordinamento nazionale dell’Aci Carlo Zini. 08-09 Autonomia: L’appello di Lorenzo Dellai ai cooperatori trentini: “Difendiamo la nostra identità” Periodico della Federazione Trentina della Cooperazione Trento, Via Segantini, 10 - Tel. 0461.898111 www.cooperazionetrentina.it [email protected] Direttore responsabile Walter Liber Coordinatrice Dirce Pradella Comitato di Redazione Corrado Corradini, Franco de Battaglia, Carlo Dellasega, Silvia De Vogli, Michele Dorigatti, Cesare Dossi, Egidio Formilan, Cristina Galassi, Walter Liber, Diego Nart, Sara Perugini, Dirce Pradella, Bernardino Santoni, Paolo Tonelli, Vincenzo Visetti. Hanno collaborato Carlo Borzaga, Paola Pedergnana, Silvia De Vogli, Michele Dorigatti, Umberto Folena e Alberto Ianes. Progettazione grafica Cooperativa ARCHIMEDE - www.archimede.nu Stampa tipografica Cooperativa Nuove Arti Grafiche Abbonamenti 10-13 Anno internazionale della cooperazione: Il programma delle iniziative trentine e l’intervista a Mauro Magatti che dice: serve un’alleanza innovativa. Racconti 28 Marisa Baldi: E’ cambiato tutto. Oggi per avere i soldi bisogna pagarli” La riforma 32 Luci e ombre della riforma socio-sanitaria C’è del nuovo 34 La tv cooperativa in Valsugana Buone prassi 35 Carcere: non solo detenzione Scuola 36 37 Giornalismo cooperativo a scuola Il liceo della cooperazione Finestra sul mondo 38 Tutti pazzi per la Cooperazione Trentina Arte idee territorio NEWSCOOP 15 16 17 18 19 Maestri cooperatori all’ottava edizione Car sharing in Federazione Ex Italcementi, firmato l’accordo con la Provincia Agraria di Riva e Valli del Sarca insieme La Fondazione CR Trento premia i giovani di talento 20 Vuoi immagini in anteprima? Broadcaster.it 21 Legname di qualità all’asta 22 Calendari cooperativi 2012 23 La spesa? Arriva a casa 24 Facchini Verdi: fedeltà premiata 25 Cet, depuratori con il bollino 26 Sad, da vent’anni a servizio della persona 8 27 Coopsei, il futuro si chiama domotica 10 41 La Maternità di Moggioli a Cles Libri 42 43 Tutti per uno...uno per tutti Emanuele L. OPINIONI Idee per il futuro 45 Credito, attenzione alla ‘taglia’ Economia 46 Come rilanciare la crescita? Orizzonti 47 Per chi a bordo c’è, per chi ci sarà La porta aperta 48 Poste, Cisl e cooperative 28 32 Costo singola copia: € 3 Abbonamento annuale (11 numeri): € 30 Abbonamento semestrale (5 numeri): € 15 Promozione 2010 Paga i primi 10 abbonamenti a prezzo pieno (30 euro, fermo da molti anni) e i restanti solo la metà. Autorizzazione del Tribunale Civile e Penale di Trento n. 26 Registro stampa di data 09.10.1950 L’appello: difendiamo la nostra identità Più cooperative per migliorare il mondo Oggi per avere soldi bisogna pagarli Luci e ombre della riforma sociosanitaria Le banche si chiudono in difesa? Cooperfidi opera dal 1980 a favore della Cooperazione e dell’Agricoltura del Trentino. Eroga garanzie, che agevolano l’accesso al credito bancario, aiutando i Soci a reperire i finanziamenti alle migliori condizioni di mercato. Possono associarsi Cooperative di ogni settore e Aziende Agricole, con sede in Trentino. se sei socio, sei TrAnquillo. Trento, via Vannetti 1 www. cooperfidi.it tel. 0461260417 Apertura al pubblico lunedì / venerdì 8.30 - 12.30 e 14.30 - 17.00. Gradito l’appuntamento. EDITORIALE Cooperatori, promuoviamo l’Autonomia La situazione di grande difficoltà economica e politica, dentro la quale si dibatte anche l’Italia, insieme alla qualità non certo brillante di una quota consistente della politica nazionale e a una crescente superficialità di certa stampa non lascia ben sperare circa la possibilità che i necessari confronti e le discussioni, intorno a qualsiasi tema, possano avvenire in clima disteso e approfonditamente. In questo quadro il pesante attacco alla Speciale Autonomia del Trentino, risponde a una esigenza vecchia come il mondo ed è anche ottuso. Vecchia perché, nelle difficoltà, la ricerca e la individuazione del nemico (sempre esterno) convoglia rabbia e risentimenti generici verso un obiettivo “straniero” e comunque allontana il rischio che qualcuno individui le problematiche autentiche da affrontare. Ciò potrebbe causare imbarazzo e responsabilità pesanti di chi ha governato e gestito quelle realtà. Ottuso perché non si pone minimamente il problema di “imparare” o di dedurre, da esperienze virtuose, quei modelli che potrebbero rivelarsi applicabili anche in contesti diversi ed essere vincenti. La verità è che il progetto dell’autonomismo e del vero federalismo, auspicato fin dalla metà dell’ottocento da filoni culturali e politici democratici e antifascisti, è, per il momento, fallito soprattutto perché, per imporsi, avrebbe avuto bisogno di alta cultura e di grande credibilità dei suoi sostenitori. Ci troviamo allora nella situazione dell’invidiato. Gli invidianti non cercano di diventare come te, fanno di tutto per farti diventare come loro. Quindi dobbiamo tutti avere chiaro che quello che sta quasi quotidianamente avvenendo non è “lotta ai privilegi” ma è forsennato quanto sgangherato attacco a una cultura che viene da lontano. E’ “offesa” davanti allo “scandalo” di un sistema di vita, di autogoverno e di produzione originali e ancora sani. Certo non esenti da giuste critiche che abbiamo il dovere di saper ascoltare e valutare sempre, per migliorare rimanendo aperti al mondo, come siamo sempre stati. La posta in gioco è altissima! L’Autonomia è elemento intrinseco della Cooperazione Trentina parte delle “ragioni” che l’hanno fatta nascere e fondamentale impegno politico del suo fondatore. I cooperatori trentini si indignano e sapranno quindi reagire a una campagna che, tra l’altro, dipinge agli occhi di tutti gli italiani un Trentino che non c’è. Chiediamo ai trentini di avere insieme a noi un sussulto ragionato di orgoglio. Le generazioni che ci hanno preceduto hanno lottato con forza per statuire la nostra Autonomia. Essa non ci è stata regalata. E’ punto di arrivo e contemporaneamente di continua partenza di un processo antichissimo che ha forgiato via via le nostre regole di convivenza comunitaria, le nostre istituzioni e la loro articolazione caratterizzata dalla partecipazione diretta delle persone, i nostri usi e i nostri costumi. Tutto ciò ha fatto si che il Trentino, insieme al Sud Tirolo, diventasse quel laboratorio che ancora oggi è. Un esempio dinamico di ricerca politica e sociale tesa al meglio. Solo il riferimento alla qualità del welfare, alla coesione sociale, ai modi del confronto fra segmenti della società organizzati, alla condivisione, danno la cifra della qualità che ci avvolge. Certo tutto ciò non deve esimere alcuno, ovviamente anche non trentino, dal diritto e dal dovere del confronto e anche del conflitto. Ma che esso avvenga dentro le coordinate civili, culturali e istituzionali della “Comunità Autonoma Trentina e Sud Tirolese”. Anche sotto questo aspetto esprimiamo una duplice preoccupazione: da una parte che il numero di trentini che conoscono le ragioni, l’evoluzione e l’organizzazione dell’Autonomia sia in calo drastico e dall’altra che, ciò che dovrebbe riguardare la mobilitazione di un’intera comunità, si riduca invece a delega passiva alle Istituzioni affinché siano solo esse a condurre lo scontro o la trattativa, a tenere alto il livello della nostra civiltà, quasi fosse unicamente “questione della politica”. La Cooperazione Trentina contrasterà questa situazione in tutte le sedi dove potrà farlo incominciando dall’incentivare la Scuola di Comunità che insieme alle ACLI trentine e al Consorzio dei Comuni da alcuni anni porta avanti come scuola di “politica e di civismo” di cui c’è enorme bisogno. Pensiamo che questo bisogno debba diventare consapevolezza a ogni livello. Va analizzato tutto ciò che si può fare nella scuola per educare all’Autonomia. Va presa in considerazione l’idea di individuare uno strumento, meglio se già esistente, che possa diventare il promotore di una grande campagna trentennale di rialfabetizzazione di tutti noi intorno alla filosofia, alla storia, alla pratica e alla impalcatura istituzionale dell’Autonomia. Ma questo bisogno si deve soprattutto tradurre in ulteriore impegno civico delle singole persone. Nella nostra vita di cooperatori siamo abituati ad assumere responsabilità. Sommiamo anche questo nuovo obbligo: oltre che promotori di Cooperazione, promotori di Autonomia. 3 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 2 - f ebbraio 2 0 1 2 IN PRIMO PIANO Produzione il settore a Un convegno organizzato dal Consorzio Lavoro Ambiente per riflettere sui cambiamenti e sugli scenari che si prospettano per il settore Il settore si presenta molto patrimonializzato, con una crescita nel decennio che supera il 370%, arrivando a circa 122 milioni. Quasi triplicato anche il giro d’affari, passato da 120 a quasi 300 milioni. Negli anni circa la metà del fatturato è stato destinato alla copertura dei costi del lavoro, testimoniando l'impegno e l'interesse costante delle cooperative verso i propri addetti. Gli ultimi tre anni di crisi sono costati salati anche al Trentino, con circa 200 imprese fallite e poco meno di 12mila persone senza lavoro (9.100 disoccupati e 2.600 cassaintegrati). Rispetto agli anni precedenti, si registra un raddoppio delle chiusure aziendali: nel 2008 erano state 34, nel triennio precedente un centinaio. Questo tipo di andamento non trova conferme studiando i dati del decennio 2000-2010 delle cooperative di produzione, lavoro e servizi associate al Consorzio Lavoro Ambiente, che nei giorni scorsi hanno riunito i soci a convegno. Si è trattato di un’importante occasione per riflettere e dibattere sui cambiamenti nel mondo del lavoro e sul ruolo della cooperazione di questo comparto nel garantire occupazione, anche in relazione agli scenari economici che si prospettano, con l’intervento di ospiti molto qualificati, come Carlo Zini, presidente dell’Associazione nazionale delle cooperative di produzione e lavoro e coordinatore dell’Alleanza Cooperativa Italiana per il settore (ne riferiamo nell’intervista alle pagine seguenti). Un incontro che ha risposto all’invito del Patto di Sistema ad un maggiore coinvolgimento dei soci, al di là della classica occasione offerta dall’assemblea annuale. Exploit grandi opere La spinta sull’acceleratore è arrivata nel luglio del 2002, con la firma dell’accordo di collaborazione con il Consorzio Cooperative Costruzioni di Bologna, per la realizzazione di grandi opere. Un colosso da 300 cooperative socie, 20mila addetti, 6 miliardi di euro di giro d’affari che ha offerto al sistema trentino know how e strumenti per essere più incisivo nei settori delle costruzioni, dei trasporti, dei servizi sia in ambito pubblico che privato. Non solo. Con questo accordo si sono stabilite anche le linee d’azione per iniziative in project financing e per gli appalti in global service. Rientrano sotto a questo cappello appalti come la circonvallazione di Imer e Mezzano (9,5 milioni, 3 anni di lavoro), il servizio di sanificazione ambientale delle strutture ospedaliere dell’Azienda dei servizi sanitari (10 milioni all’anno per 6 anni), il primo intervento sullo studentato (380 posti letto in project financing), il teleriscaldamento nel Primiero (30 milioni), i 90 appartamenti a Melta e la ‘cittadella dei giovani’, il centro che sta nascendo a San Bartolameo, a ridosso dell’area universitaria per sport, musica e tempo libero. Oltre 85 mila metri cubi di volume per un costo complessivo di 35 milioni di euro. Il progetto è stato sviluppato da STS Trentino Engineering, la società di progettazione controllata da Consorzio Lavoro Ambiente. Il Consorzio trentino ha affidato i lavori di costruzione alle cooperative socie CLE di Bolzano e BTD Servizi Primiero, procurando quindi un indotto interno di grande portata. All’opera stanno lavorando anche altre cooperative Teniamo al lavoro Il numero di dipendenti di questo comparto della cooperazione trentina è passato nel decennio in esame da 2.300 a 4.550, riuscendo a mantenere il trend positivo di crescita anche nell’ultimo triennio, e quindi dimostrando un andamento anticiclico rispetto alla congiuntura e ai dati riportati qualche riga sopra. Certo, ci sono stati casi dolorosi di chiusura, ma sono stati reintegrati da altre nuove assunzioni e hanno comunque portato ad un saldo positivo. 4 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 2 - f ebbraio 2 0 1 2 IN PRIMO PIANO | il fenomeno delle coop di produzione e lavoro e l avoro, anticiclico socie, specializzate nei vari settori (scavi, fondazioni speciali, impianti, verde, eccetera). E' quanto prevede il bando di gara pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea. La scadenza per la presentazione dell'offerta è il 20 giugno 2012. Entro fine anno ci sarà l'aggiudicazione dei lavori, che dovranno essere ultimati entro la fine del 2016. Per arrivare con un’offerta interessante a questo appuntamento, la cooperazione trentina dovrà organizzarsi, confrontarsi, mettere in fila competenze e capacità. Una sfida per i mesi a venire (d.p.). La prossima scommessa: il Not “La scommessa per il futuro, riguardo alle grandi opere – spiega il presidente di CLA Renzo Cescato – appartiene al nuovo polo ospedaliero di Trento, appalto da 300 milioni di euro di cui 160 a carico della Provincia e la quota restante a compartecipazione privata”. Un appalto che comprende anche la gestione della struttura, con i relativi servizi, per un periodo di 30 anni. Tempo di lettura: 4’10’’ 5 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 2 - f ebbraio 2 0 1 2 IN PRIMO PIANO Lavoro alla (dura) prova della crisi Intervista a Carlo Zini, presidente dell’Associazione nazionale cooperative di produzione lavoro Legacoop e da poco nominato coordinatore settoriale dell’Alleanza Cooperativa Italiana, intervenuto al convegno del Consorzio Lavoro Ambiente di Dirce Pradella Presidente, quali sono gli effetti della crisi nel settore delle cooperative di produzione e lavoro? Negli ultimi due anni abbiamo registrato una sostanziale stabilità del giro d’affari che ha consentito la difesa dei livelli occupazionali. Grazie alle consistenti fette di utile messe a riserva indivisibile - il 90% nelle costruzioni e il 75% nelle coop industriali - la dotazione patrimoniale raggiunge il 35% del volume d’affari, determinando un’indubbia solidità delle imprese. Questi dati vanno però già messi in preoccupante discussione nel 2011. Che risultati propongono le prime stime? Una contrazione del 9,5% dei ricavi e una reddittività in decisa frenata al meno 7%, con problemi finanziari acuiti. Tutto questo porterà ad una diminuzione dei livelli occupazionali stimata al 2% su cui inciderà negativamente anche l’effetto perverso dell’accresciuta fiscalità. Siamo in un momento veramente problematico. Qual è la maggiore preoccupazione? Riguarda la capacità delle cooperative di sopportare questa lunga crisi e mantenere intatte le proprie strutture produttive, l’occupazione, ma anche gli assetti patrimoniali. E’ un obiettivo difficile. Abbiamo attivato gli strumenti di sostegno del movimento, ma non possono bastare, perché la caduta della domanda è senza precedenti. Stiamo resistendo meglio di altri; e questo è già un bel risultato, ma dobbiamo sforzarci di cogliere questo momento per riorganizzarci, migliorare efficienza e competitività, partecipare a progetti comuni, fare massa critica. L’obiettivo delle cooperative resta quello di distinguersi per la qualità del lavoro che sono in grado di offrire ai soci. Quali interventi normativi sul lavoro potrebbero essere utili per le cooperative? Rinnovare le normative per renderle più coerenti con l’attuale fase di sviluppo economico è necessario, ma in uno spirito di rinnovata coesione sociale, evitando grossolane semplificazioni, prima fra tutte quella commessa dal Governo Berlusconi, ovvero di considerare la difesa dei diritti dei lavoratori ciò che rende difficile la creazione di nuovi posti di lavoro e quindi il freno dello sviluppo. Questo è falso. Bisogna riformare gli assetti della contrattazione collettiva e rinnovare i sistemi contrattuali. Quali le riforme, concretamente? 300 tavoli contrattuali sono troppi: occorre cominciare a unificarli e semplificarli. Tenendo conto che la flessibilità con è una condizione normativa introdotta da Treu, ma un’esigenza strutturale del sistema imprenditoriale per poter essere competitivo. Ma la flessibilità è nei geni della cooperazione: fin dalle sue origini, così come in questa fase di crisi, i soci prestano lavoro extra e non retribuito pur di evadere gli ordini, contando sul secondo livello di contrattazione per riempire di contenuti queste esigenze. Quali sono gli strumenti a disposizione delle cooperative per rivitalizzare il rapporto con i soci lavoratori? Le difficoltà economiche di oggi portano ad una contrazione degli utili che incide sulla possibilità delle cooperative di valorizzare l’istituto del ristorno. Per questo è necessario approfondire la forma assunta dallo scambio mutualistico fra socio e cooperativa, per arricchirlo ed evitare che la distinzione tra socio e lavoratore si assottigli sempre più. Calato il ristorno, quindi, cosa resta? Anzitutto bisogna considerare nel loro insieme tutti gli strumenti che, oltre al ristorno, possono fornire un vantaggio al socio lavoratore senza compromettere la sostenibilità economica della cooperativa, ragionando in termini di ‘mix di strumenti’, definiti ad hoc da ciascuna cooperativa, per coniugare sviluppo e scambio mutualistico. Dobbiamo riscoprire strumenti di mutualità interna, per esempio per la previdenza o l’assistenza. Nella CMB, per esempio, i soci lavoratori lasciano in cooperativa una mensilità all’anno e poi, quando vanno in pensione, ritirano un capitale che mediamente si aggira sui 55mila euro. La cooperativa può così giocare un ruolo di crescita in termini di sicurezza sociale dei propri soci, controbilanciando in parte i crescenti elementi di insicurezza che si stanno diffondendo. In terzo luogo favorire la cooperazione tra settori all’interno del movimento, sfruttando la varietà di espe- 6 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 2 - f ebbraio 2 0 1 2 IN PRIMO PIANO | il fenomeno delle coop di produzione e lavoro Carlo ZINI Carlo Zini, presidente di Ancpl Legacoop, l’associazione a cui aderiscono 852 cooperative e 5 consorzi nei settori delle costruzioni, dell'industria e della progettazione, che esprimono un fatturato consolidato di 12,5 miliardi di euro: il 40% proviene dalle cooperative industriali. Il comparto offre un buon lavoro perché stabile nella sua quasi totalità a 36.650 addetti, di cui 24.500 soci lavoratori. Circa il 70% del valore aggiunto prodotto viene destinato al costo del lavoro, testimoniando l'impegno e l'interesse costante delle cooperative verso i propri addetti. rienze presenti per la cura della persona, la formazione, la casa. E poi agire sulla leva della capitalizzazione delle imprese. un contratto di rete d’impresa che consolidi alleanze territoriali tra imprese cooperative, costituendo un interlocutore locale di dimensioni adeguate. In queste alleanze debbono trovare spazio investimenti per la ricerca e l’innovazione, obiettivo tipico delle reti d’impresa. Ma ci sono anche altri strumenti. Nel settore industriale, per esempio, molte cooperative stanno costruendo percorsi condivisi a livello di filiera per mettere a sistema le competenze e le risorse, partorendo progetti concreti, come quello di realizzate una fabbrica di pannelli fotovoltaici. In che senso la capitalizzazione delle cooperative può essere ‘leva’? Per rafforzare il patto associativo interno alle cooperative è necessaria una maggiore assunzione di responsabilità da parte dei soci lavoratori, chiamati a contribuire alla capitalizzazione delle imprese, condizione necessaria per un buon sviluppo da una parte ma anche presupposto per una maggiore fidelizzazione e una partecipazione attiva. Il capitale investito dai soci nella cooperativa, oltre che particolarmente apprezzata dal mercato, può favorire anche un processo di autogestione veramente compiuto. La cooperazione è una forma d’impresa che attrae ancora? Sì. Essa dà risposta non solo a tante crisi aziendali, ma anche a casi di ricambio generazionale in imprese famigliari destinate altrimenti alla chiusura. La crisi ha significato per il nostro settore anche la nascita di nuova cooperazione: negli ultimi 36 mesi sono nate 50 nuove cooperative, molte delle quali derivate da imprese in crisi rilevate dai lavoratori. La crisi si combatte aumentando le dimensioni delle cooperative? Ogni cooperativa, per restare impresa e svilupparsi, deve porsi il problema delle dimensioni. Sul panorama nazionale c’è molta vivacità in questo senso. Pensiamo alla fusione tra Consorzio Cooperative Costruttori e Consorzio Ravennate che ha portato al rafforzamento del ruolo di riferimento dell’intero sistema della produzione e lavoro. E’ stata poi costituita la prima concessionaria autostradale del mondo cooperativo, Holcoa, di cui fanno parte CCC, CBM, CMC, Unieco e le principali realtà finanziarie come Unipol e Cooperare. Nel settore delle costruzioni sono partite operazioni di integrazione in diversi territori. Cosa cercano i nuovi cooperatori? Nella forma cooperativa possono trovare la continuità occupazionale attraverso la creazione di percorsi e scelte condivisi. Tre queste nuove imprese stiamo assistendo a un proliferare di nuovi mestieri e a soluzioni organizzative innovative. Le esperienze più recenti mostrano la tendenza ad organizzare in forma cooperativa nuove tipologie di lavoro, non più codificabili nell’ambito delle professioni conosciute ma che sempre più spesso tendono a partire dalle competenze possedute dai singoli attorno alle quali viene costituita un’offerta originale di servizi. Quali gli esempi più significativi? Forse il caso più avanzato è quello della fusione di tre importanti cooperative della Basilicata, che ha portato alla nascita di un nuovo soggetto imprenditoriale. In Lombardia e Calabria, invece, si sta ipotizzando Tempo di lettura: 6’20’’ 7 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 2 - f ebbraio 2 0 1 2 IN PRIMO PIANO Difendiamo la nostra identità Pubblichiamo l’appello di Lorenzo Dellai presidente della Provincia autonoma di Trento ai cooperatori trentini durante il suo intervento al Consiglio di amministrazione della Federazione, mentre lancia gli ‘Stati generali dell’Autonomia’. “ E' arrivato il momento di un ampio confronto sul tema fondante dell'Autonomia. Un confronto che deve coinvolgere tutti i cittadini, perché l'Autonomia è patrimonio di tutti. Non si tratta di rispondere a pressioni mediatiche, che pure ci sono; non si tratta - soltanto - di chiarificare i nostri rapporti con il Governo e con le altre Regioni d'Italia, posto che la natura, il significato e le caratteristiche dell'Autonoma speciale del Trentino sono un patrimonio di tutto il Paese. Quale che sia il nome che daremo a questi "Stati generali dell'Autonomia", dovremo coinvolgere anche chi ci descrive senza conoscerci, fidandosi delle soffiate di qualche "utile idiota". E dobbiamo rivolgerci a chi invece ci conosce bene e sa di poter contare su di noi, ai nostri partner nelle tante iniziative di solidarietà internazionale, agli studenti, ai ricercatori e ai professori universitari che arrivano da tutto il mondo, ai protagonisti della cultura. Dobbiamo rivolgerci a chi coltiva idee di rinnovamento per tutto il Paese e che guarda ai tanti laboratori e ai tanti cantieri che abbiamo aperto in questi anni. Dobbiamo dare l'idea, insomma, che l'Autonomia non è una congettura istituzionale, non è un privilegio né una regalia, ma un grande sogno collettivo, che abbiamo ereditato e che vogliamo passare alle future generazioni. Siamo preoccupati per il futuro Nutriamo fondate preoccupazioni per il futuro. In questo momento vediamo intrecciarsi tre sfide complesse alle quali possiamo e dobbiamo rispondere. La prima è di natura politico istituzionale. Il Trentino rappresenta in questo contesto di crisi ciò che l'Italia vorrebbe essere e non ce la fa ad essere. Una terra di legalità e coesione sociale, uscita dalla povertà e oggi stabilmente ai vertici delle classifiche per benessere e qualità della vita. Siamo un esempio riuscito e ammirato nel mondo di autogoverno, quando l'Italia esprime ancora oggi il massimo del centralismo. Pensiamo ai lombardi e ai veneti, che sentono parlare da 15 anni di federalismo, e non hanno ottenuto nulla. Tutto questo convive con una grande crisi dello Stato nazionale. Siamo di fronte alla sostanziale paralisi di tutte le riforme dello Stato. Prevale la logica delle misure di razionalizzazione che vengono messe in pratica dopo il fallimento della politica, per salvare il salvabile. Questo insieme davvero pericoloso non può reggere a lungo senza produrre gravi lacerazioni nel tessuto istituzionale e sociale, come stiamo vedendo anche in questi giorni. In certi casi, avere un nemico "esterno" aiuta. Serve un minimo di consenso ed allora ecco che si ricorre al capro espiatorio, ecco che ci si scaglia contro i "privilegiati". Dobbiamo contrastare con forza questa pericolosa deriva, nell'interesse nostro ma anche nell'interesse più generale di tutto il Paese, perché non è su queste basi che si costruirà un'Italia rinnovata, coesa, aperta all'Europa, fiduciosa nel futuro. La seconda sfida riguarda il mutamento degli scenari economici. La recessione produce effetti che riguardano anche il Trentino, pur con dati migliori rispetto alla media nazionale. Il Trentino ha elaborato le sue risposte e i suoi anticorpi. Deve crederci, e deve lavorare con ancora maggiore coesione e unità di intenti. Infine l'aspetto valoriale e civile. Ad essere a rischio è un intero sistema di valori, oggi più esposto alla frammentazione, all'egoismo, all'invidia. C'è di che essere preoccupati di quanto sta avvenendo in Sicilia ma ormai anche in altre regioni italiane, dove il filo conduttore delle rivendicazioni non è una richiesta 8 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 2 - f ebbraio 2 0 1 2 IN PRIMO PIANO | autonomia di maggiore equità ma l'esaltazione della paura e del corporativismo. Di nuovo, il Trentino ha moltissimo da dire. Perché il nostro modello di relazioni sociali fa perno sulla solidarietà (anche intergenerazionale), sulla responsabilità individuale e collettiva, sull'onestà e la trasparenza, ed ancora, sulla valorizzazione dei giovani, sulla condivisione delle scelte e degli obiettivi nei luoghi di lavoro, sulla tutela della famiglia, su un accorto mix pubblico-privato. I campanelli d’allarme Di che cosa ha bisogno il Trentino, oggi? Anzitutto di ancora maggiore unità, di partecipazione, di capacità di concentrarsi ancora più intensamente sulle cose che contano di più. Avverto, accanto alle tante cose positive di cui ho parlato, campanelli d'allarme fortissimi, in parti importanti della nostra comunità. Si dice ad esempio che ci sono troppi Comuni e poi si vuole demolire l'unico tentativo serio di accorparli, senza svilirli, che è quello delle Comunità di valle. Nessuno dice che il costo delle Comunità è lo 0,003 per cento del nostro bilancio provinciale. Si vuole forse tornare al tempo dei sindaci con il cappello in mano? Prendiamo anche l'università, un "gioiello" dell'Autonomia del Trentino: si tenta forse di distruggere la riforma per paura di mettere in discussione equilibri interni o di dover dire come si usano le risorse? Ed ancora, la cooperazione: c'è o non c'è una attitudine emergente dell'opinione pubblica a scaricare contro di essa attacchi mai visti, come se qualcuno godesse nel vedere insorgere problemi? Certo, si saranno commessi degli errori, ma dove è in atto uno sforzo concreto per risanare non vediamo coagularsi l'auspicata solidarietà, semmai la gara a chi le spara più grosse. Vediamo all'opera, insomma, una vera e propria filiera della demolizione, che va affrontata senza tentennamenti, anche con la giusta e motivata indignazione da parte dei cittadini, di coloro che non vogliono assecondare questo "gioco al massacro". L’agenda di lavoro Ci sono alcuni terreni sui quali lavorare, e che porremo anche al centro della più ampia riflessione sul futuro dell'Autonomia che realizzeremo di qui a breve. Innanzitutto, i rapporti con lo Stato. Iniziamo ai primi di febbraio incontrando il presidente Monti: il nostro obiettivo è naturalmente rafforzare l'Autonomia. Affronteremo gli oneri finanziari che ci vengono richiesti - e ai quali mai ci siamo sottratti - con l'obiettivo di avere in cambio più forti responsabilità specie in campo fiscale. Il secondo punto è quello del rafforzamento del nostro rapporto con Bolzano ed Innsbruck; è fondamentale per noi l'aggancio all'Euroregione, in una prospettiva di sempre più forte proiezione del Trentino anche a livello europeo. Terzo punto, la nostra politica economica: dobbiamo internazionalizzarci e allo stesso tempo proseguire sul cammino dell'innovazione, della nuova edilizia, delle nuove tecnologie così come ribadire una politica fiscale che alleggerisca il peso su famiglie e imprese. Quarto punto: dobbiamo riprendere in mano il grande progetto per una migliore qualità sociale. Il 27 febbraio è previsto un incontro su questo tema perché sentiamo l'esigenza di essere laboratorio. Abbiamo già sentito il ministro competente: il Trentino, sul terreno del welfare, sta già sperimentando politiche a cui il Governo stesso guarda con attenzione. Infine la riforma della pubblica amministrazione, che è già in atto, da tempo. Le Comunità di valle sono operative, hanno competenze precise. Così come ricordo la ristrutturazione della struttura provinciale, il suo snellimento, alla ricerca di efficienza e razionalizzazione delle risorse. tato: pensiamo al Tirolo, o alla lingua minoritaria in Alto Adige, con fortissimi elementi di coesione e identificazione. Il Trentino ha avuto un percorso più difficile, senza il collante etnico e linguistico esistente altrove. Siamo un lembo di cultura istituzionale mitteleuropea all'interno di un modello statale sabaudopiemontese. Dunque per noi la coesione attorno all'Autonomia è più difficile. Dobbiamo conquistare terreno giorno dopo giorno. Ma è l'unica strada percorribile, l'unico futuro possibile. Quello che conduce a una Comunità autonoma. Per tutte queste ragioni, come già detto, organizzeremo entro marzo un percorso condiviso - anche con il sostegno del mondo della Cooperazione - che chiamiamo provvisoriamente "Stati generali dell'Autonomia". Dobbiamo materializzare quello che è, a tutti gli effetti, un grande sogno collettivo, che necessita del contributo di tutte le componenti della nostra società e di tutti coloro che l'Autonomia la conoscono davvero, l'apprezzano, e vogliono contribuire a farla crescere ancora. ” di Lorenzo Dellai Tempo di lettura: 7’15’’ Verso gli Stati generali Infine, occorre dirlo: per noi a volte è "oggettivamente" difficile trasmettere all'esterno i valori l'Autonomia. Ci misuriamo con comunità che hanno storicamente con essa un approccio facili- Il presidente della Provincia Lorenzo Dellai ha partecipato all’ultima riunione del Consiglio di amministrazione della Federazione Trentina della Cooperazione 9 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 2 - f ebbraio 2 0 1 2 IN PRIMO PIANO Più cooperative per migliorare il mondo Appuntamento il 9 e 10 marzo a Riva del Garda per una due giorni di iniziative, convegni e incontri in occasione dell’Anno internazionale della cooperazione di Dirce Pradella La cooperazione è uno dei maggiori datori di lavoro del mondo: con 100 milioni di dipendenti, conta il 20% di occupati in più delle multinazionali. Ci sono tre volte più soci di cooperative (1 miliardo) che azionisti (328 milioni). Ma non è (solo) per questi numeri che l’Onu ha deciso di indicare il 2012 come l’anno internazionale della cooperazione. L’obiettivo, infatti, è quello di mettere in evidenza il contributo delle cooperative ad uno sviluppo socio economico basato su un approccio democratico e partecipativo, e su principi come la parità tra individui, la cura della comunità. “Le cooperative – spiega Ban Ki-moon, segretario generale dell’Onu – ricordano alla comunità internazionale che è possibile coniugare la produttività con la responsabilità sociale”. Il tema dell’anno internazionale delle cooperative chiarisce meglio l’obiettivo: ‘imprese cooperative costruite un mondo migliore’. Una sorta di appello, reso ancor più vivo e attuale con la morsa della 10 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 2 - f ebbraio 2 0 1 2 IN PRIMO PIANO | crisi, per creare, migliorare e proteggere il reddito e il lavoro dei soci, contribuendo alla riduzione della povertà e delle disuguaglianze. “Il modello cooperativo – aggiunge Pauline Green, presidente dell’Alleanza cooperativa internazionale – è la scelta migliore e offre le basi per un modo più sostenibile di fare attività imprenditoriale rispetto ai modelli capitalistici tradizionali. Ciò che distingue le cooperative, siano esse di piccoli agricoltori o grandi entità di proprietà dei consumatori, condividono i valori di democrazia, solidarietà, uguaglianza, self-help e auto-responsabilità, creando imprese al servizio dell’interesse più ampio rispetto alla massimizzazione del profitto per pochi”. Un quinto dei soci in India Le 300 maggiori cooperative al mondo hanno un volume di affari equivalente al Prodotto interno lordo del Canada, tra le prime 10 economie al mondo. In India si contano 242 milioni di soci, 160 in Cina e 120 in America. L’Unione Europea può contare su 160 mila cooperative, che compongono una base sociale di oltre 120 milioni di persone, offrendo un impiego stabile a più di 5 milioni di lavoratori. Oltre 13 milioni di inglesi sono soci di circa 5 mila aziende cooperative; 1 abitante su 5 è al governo di un’impresa cooperativa. Ci sono tre paesi in Europa dove più della metà della popolazione è socia di cooperativa: Irlanda (70%), Finlandia (60%) e Austria (59%). L’Italia vanta uno dei movimenti cooperativi più dinamici del mondo, sia per articolazione che per presenza: 43.000 cooperative. L’Alleanza delle Cooperative italiane unisce 12 milioni di soci, offre lavoro a 1,2 milioni di persone e raggiunge un fatturato di 127 miliardi; rappresenta il 12,9% degli sportelli bancari, il 30% del consumo e della distribuzione, il 50% dell’agroalimentare made in Italy e il 90% della cooperazione sociale. Si stima che l’economia cooperativa contribuisca per l’8% alla creazione del Pil. Marzo: le iniziative trentine Anche in Trentino si stanno organizzando serate, convegni, momenti di approfondimento per diffondere la conoscenza della cooperazione e i suoi benefici. Il momento clou sarà l’evento organizzato dalla Federazione per il 9 e 10 marzo a Riva del Garda (vedi programma nell’infografica). La mattina sarà interamente dedicata alla didattica, ovvero alla presentazione dei percorsi di conoscenza e di avvicinamento alla cooperazione degli studenti trentini. Partecipando all’evento si potranno sentire le riflessioni dei principali esperti nazionali di cooperazione: 2012 anno della cooperazione Stefano Zamagni, Pier Luigi Sacco, Leonardo Becchetti, Mauro Magatti (anticipiamo un’intervista nelle due pagine seguenti), Giulio Sapelli, Pierluigi Celli e i trentini Gianfranco Cerea, Andrea Leonardi e Carlo Borzaga. A questo incontro si aggiunge la proposta di Euricse, ICA e Alleanza delle Cooperative Italiane, che hanno organizzato per il 15-16 marzo a Venezia. All'interno dell'Anno internazionale, la due giorni costituirà uno dei momenti più importanti di confronto tra esperti internazionali sulle tematiche dello sviluppo e della diffusione della cooperativa. Hanno già confermato la loro presenza Romano Prodi, che parlerà dei “Mutamenti degli scenari mondiali” e Partha Dasgupta, docente di economia dell'Università di Cambridge, che esporrà le “Nuove frontiere della cooperazione nell'economia”. Introdurranno gli incontri Carlo Borzaga, Pauline Green, presidente di ICA e Luigi Marino, presidente dell'Alleanza delle cooperative italiane. In occasione dell’Anno internazionale, Euricse sta portando avanti altri progetti fondamentali per la comprensione e la diffusione della conoscenza del mondo cooperativo: stories.coop, la prima iniziativa globale online ideata per le cooperative e le loro storie, che presenta quotidianamente racconti di cooperazione per condividere soluzioni efficaci a problemi e aumentare la consapevolezza del grande pubblico ai temi della cooperazione; Global300, progetto di ricerca incentrato sul miglioramento degli indici di misurazione del successo delle imprese cooperative nel mondo. Tempo di lettura: 4’30’’ Il sondaggio La ‘carovana della cooperazione’, flash mob (incontri organizzati con il tam tam web), premi a chi si distingue, giochi cooperativi e il ‘cooperative day’. Sono originali le idee che i soci del movimento hanno proposto rispondendo al sondaggio su www.cooperazionetrentina.it che interrogava su cosa si potrebbe fare qui in Trentino per celebrare l’anno internazionale della cooperazione. “Sarebbe simpatico – risponde un internauta – organizzare un "flash mob" con gruppi di cooperatori in tutti i paesi del Trentino: stesso giorno, stessa ora, stesso "spettacolo". Un evento così potrebbe porre l’attenzione sulla presenza capillare, l'essere sistema, il potenziale di creatività e vivacità”. Un altro socio propone di organizzare percorsi per i figli di soci e soci giovani (in piccoli gruppi con simulazioni, giochi di ruolo). Una sorta di "carovana della cooperazione", che si muova in tutte le valli. Oppure premiare chi si distingue positivamente, per iniziative e coerenza, con l’obiettivo di creare emulazione. 11 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 2 - f ebbraio 2 0 1 2 IN PRIMO PIANO Magatti: serve un’alleanza innovativa Intervista al preside di Sociologia dell'Università Cattolica, che sarà uno dei protagonisti della due giorni di Riva del Garda (9-10 marzo) in occasione dell’anno internazionale della cooperazione. di Umberto Folena Dall’infarto all’alleanza. «Nel 2008 è stato colpito il cuore del sistema, Wall Street. Non un semplice malanno, ma un vero e proprio infarto cardiaco. La guarigione, smettendola di andare ciascuno per conto proprio, ciascuno chiuso nel bozzolo dei propri tornaconto individuali, consiste in un’alleanza: nella comunità, nelle relazioni, nei legami. Che generano valori e storia. Questa è la modernità: la capacità di costruire alleanze». Mauro Magatti analizza così la crisi, con realismo ma senza disfattismo, anzi con l’ottimismo di chi crede, però, che i cambiamenti non si aspettano semplicemente, non ci piovono sul capo da sé, ma si producono operando. Professore, che cos’è accaduto dunque nel 2008? E che cosa sta accadendo ancora adesso? Il modello ha subito un infarto. Non un semplice malanno, ma un vero e proprio infarto, perché è stato colpito il cuore del sistema finanziario globale, quella Wall Street dove agiscono le principali agenzie societarie e finanziarie, là dove letteralmente venivano pompate le risorse finanziarie necessarie affinché il sistema stesse in piedi. Modello, sistema… A che cosa si riferisce? Nel 2008, occorre che tutti ne prendiamo atto, si chiude un ciclo storico durato una trentina d’anni. Che cosa stia nascendo al posto suo, ancora non possiamo saperlo. Ma che qualcosa si sia chiuso, è certo. Da un lato sono stati anni positivi, con una grande crescita economica, un’espansione del benessere, un aumento delle libertà individuali… ma con qualche slegatura. Tutta questa libertà ha comportato anche effetti negativi su famiglia, territorio, fedeltà alle istituzioni. La fede cieca nella tecnica, come sistema capace di autoregolarsi e fare da sé, ha fatto sì che tutto ciò che non entrava in quella logica soffrisse, fino ad essere travolto. A lei non sembra piacere questo particolare concetto di libertà affermatosi dagli anni Settanta in poi… In quei trent’anni, si è affermata un’antropologia che definisce l’uomo come volontà di potenza: ciascuno deve poter essere libero di fare quel che vuole, e quante più possibilità ha ogni singola persona, tanto più è libera. L’interesse personale e l’individuo occupano il centro; comunità, soggetti collettivi e valori, quali la solidarietà e l’altruismo, vengono messi ai margini. Ognuno insegue le proprie individuali opportuni12 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 2 - f ebbraio 2 0 1 2 tà; e si fa fatica a trovare due persone che, insieme, riescano a condividere qualcosa per più di cinque minuti, perché occorre avere un obiettivo sempre nuovo da perseguire. Tutti siamo più liberi; ma, proprio perché più liberi, facciamo fatica ad andare d’accordo l’uno con l’altro, anche semplicemente a volerci bene. Fatto sta che l’individuo, abbacinato dalla propria volontà di potenza e da una crescita ritenuta senza limiti, si becca l’infarto. A quel punto come reagisce? In questi casi, le reazioni possibili sono tre. La prima è di chi si ritiene finito e cade in un profondo stato depressivo che gli impedisce qualsiasi azione; la seconda è di chi torna a condurre esattamente la vita di prima, esponendosi a nuovi serissimi rischi; la terza è di chi comprende che l’infarto è stato determinato da uno stile di vita scorretto ed è stato un segnale, un invito a cambiare. Quindi? Quindi, è l’intero modello di sviluppo che va corretto. E come? Chiudere con un’antropologia basata semplicemente sulla volontà di potenza. Noi siamo anche fragilità, e rimuoverla significa negare la realtà. Rimuovendo la nostra fragilità, ren- IN PRIMO PIANO | diamo il mondo disumano. Se pensiamo che essere liberi significhi esserlo ciascuno per conto proprio, creiamo il deserto. Invece, la nostra stessa individualità è intessuta dell’altro. La critica all’individualismo esasperato e la costruzione di un nuovo modello economico nascono da un recupero profondo e deciso dell’idea di persona. Una persona che vive in relazione e vive di relazioni. Una persona che in famiglia, nella società, a scuola, al lavoro, in politica è al centro di una rete comunitaria. È questa l’alleanza? Ed è la cooperazione, in qualche modo, una forma di “alleanza”? Alleanze, ossia legami e rapporti. Il rischio è quello di alleanze chiuse, difensive e auto protettive, L’opportunità sta nelle alleanze aperte. La cooperazione può esserlo. Può avere un grande futuro, ma solo se saprà giocarselo in forma innovativa. La cooperazione è condannata ai microsistemi, a restare piccola di fronte ai colossi economici? Non è detto. Anzi! L’impresa e l’agire economico sono attraversati da una crisi di legittimazione. Il futuro appartiene a un pensiero pluralistico dell’economia, che non sia centrato unicamente sull’impresa. Nella pluralità la cooperazione, con il suo non concentrarsi sul profitto, può ritagliarsi un ruolo molto importante. Il 2012 come “anno della cooperazione” va ricon- 2012 anno della cooperazione dotto solo alla fatale ritualità delle ricorrenze o, senza retorica, può essere un’opportunità da giocare fino in fondo? Certo, l’indizione degli “anni internazionali” ha un’origine rituale, ma nel nostro caso è una fortunata coincidenza, un’occasione da sfruttare. Perché la cooperazione è un aspetto dell’alleanza, mette al centro la comunità e i legami, rompe il vecchio schema individualistico. Però… Però? Deve saper essere alleanza aperta, valorizzando i legami non per chiudersi ma, al contrario, per restare nei circuiti internazionali e diventare interessante per tutti, generando valori collettivi. Le comunità che sanno proporsi, e andare oltre se stesse, sono le vere comunità moderne. Direi: alleanza e innovazione. Il futuro, per me, appartiene alle relazioni industriali fondate su un rapporto onesto tra capitale e lavoro, su soggetti che producono valori. Così la cooperazione: radicata nella storia sì, ma per produrre una nuova storia. Tempo di lettura: 4’50’’ Chi è Mauro Magatti Sociologo ed economista, 50 anni, Mauro Magatti si è laureato con lode in Discipline economiche sociali (Des) all'Università Bocconi di Milano nel 1984 e ha conseguito il PhD in Social Sciences a Canterbury, in Gran Bretagna, nel 1991. Ricercatore universitario dal 1994 presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università Cattolica di Milano, dal 2002 è professore ordinario in Sociologia generale e dal 2006 è preside della Facoltà di Sociologia. Ha insegnato anche a Edimburgo, Canterbury, Parigi e Buenos Aires. Tra i suoi libri più recenti: Libertà immaginaria. Le illusioni del capitalismo tecno-nichilista (Feltrinelli, 2009) e L’io globale. Dinamiche della socialità contemporanea, (con Chiara Giaccardi, Laterza, 2006). Di imminente pubblicazione, con Feltrinelli, La grande contrazione. I fallimenti della libertà e le vie del suo riscatto. 13 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 2 - f ebbraio 2 0 1 2 ‘‘ L’essere parte di un grande sistema rende capaci di capire le esigenze e di fornire le soluzioni migliori ‰ Carte Valori ‰ Agende & Calendari ‰ Contrattualistica ‰ Modulistica Operativa ‰ Promozionale ‰ Trasparenza Bancaria allo Sportello ‰ Campagne di comunicazione ‰ Archiviazione ottica e fisica ‰ Dato Variabile - Print on demand ‰ E-commerce Ciscra: tutto a misura di BCC Via S. Michele, 36 - 45020 Villanova del Ghebbo (RO) - Tel. 0425 651111 www.ciscra.com - [email protected] NEWSCOOP Maestri cooperatori all’ottava edizione E’ un’interessante opportunità per valorizzare la cultura cooperativa di chi nella veste di presidente, amministratore, sindaco, dirigente e quadro deve assumere decisioni. Già dalla prima edizione, il percorso formativo per l’ottenimento del titolo di “Maestro Cooperatore”, organizzato per la Cooperazione Trentina da Formazione Lavoro, ha raccolto grande apprezzamento per contenuti molto qualificati e per una didattica capace di vivacizzare le lezioni frontali d’aula con l’interazione diretta dei partecipanti sollecitati a socializzare le reciproche esperienze. Quest’anno la proposta si arricchisce di una novità. Il progetto è articolato in due fasi: dopo aver acquisito le conoscenze alla base della cultura cooperativa si sperimenteranno concretamente nella “prassi cooperativa”. Il percorso “Cultura cooperativa” permetterà di approfondire il significato dell’essere cooperativa nel mondo di oggi; si soffermerà sulla storia e sul modello di impresa cooperativa, sui suoi principi e valori, sugli orientamenti strategici e sull’integrazione con la realtà locale: il via in gennaio, chiusura a giugno. Incontri settimanali, il martedì sera, dalle 17.30 alle 21.30. Il segmento “Prassi cooperativa” (partenza il prossimo autunno) nasce da una consapevolezza. Oggi è determinante iniziare un processo di costruzione di modelli appropriati alla crescita e sviluppo delle imprese cooperative mettendo in pratica gli apprendimenti nelle situazioni di lavoro. E’ rivolto a chi ha frequentato le lezioni di “Cultura cooperativa” e anche alle persone che hanno conseguito l’attestato di “Maestro Cooperatore” negli anni scorsi. La partecipazione è gratuita grazie al sostegno della Provincia Autonoma di Trento e della Federazione Trentina della Cooperazione. Nella Per approfondimenti foto i premiati della www.formazione-lavoro.net settima edizione. Condividi la tua storia cooperativa Euricse, in collaborazione con ICA, ha lanciato la campagna digitale online Stories.coop, un diario virtuale che raccoglie per ogni giorno del 2012 esperienze cooperative da tutto il mondo. Stories.coop si affida al potere coinvolgente dei racconti di esperienze vissute, problemi affrontati e soddisfazioni raggiunte per tracciare un ritratto della cooperazione. Un modo diverso per dimostrare al mondo che il modello cooperativo funziona, adattandosi a Paesi e culture diversi, e che la sua ricetta per sconfiggere povertà e disuguaglianze ha radici semplici ma innovative. Condividi la tua storia – scritta, filmata o fotografata – in lingua inglese per poter raggiungere tutti gli angoli del pianeta, e diventare uno dei 366 esempi selezionati per far conoscere la cultura cooperativa nel mondo. Per i curiosi sono già online le prime storie: si parla del cioccolato prodotto da una cooperativa di 45.000 coltivatori di cacao in Ghana; si raccontano le vite delle donne marocchine organizzate in cooperativa per lavorare il prezioso olio d’Argan anche contro le limitazioni del lavoro femminile; oppure si può leggere la vicenda del paesino montano del Canada dove un gruppo di sciatori si è associato per acquistare gli impianti sciistici e riportare turiPer approfondimenti smo in un’area economicamente www.stories.coop depressa. 15 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 2 - f ebbraio 2 0 1 2 NEWSCOOP CAR SHARING A TRENTO 42 soci 13 vetture 8 punti prelievo Car sharing in Federazione le sedi delle cooperative in tutto il Trentino. Nel 2010 hanno percorso poco meno di 600 mila chilometri. Il car sharing è il servizio che prevede l’uso collettivo di un parco auto messo a disposizione ad un gruppo di utenti che le usano grazie ad un sistema di prenotazione e ad un costo proporzionale all’utilizzo. In questo modo l’azienda (ma possono iscriversi anche privati) risparmia sui rimborsi chilometrici e sulle assicurazioni, e l’ambiente beneficia dal punto di vista dell’inquinamento. La cooperativa conta 42 soci di cui 28 persone fisiche e 14 persone giuridiche. Con quello di via Segantini sono diventati 8 i punti di prelievo disponibili per gli utenti del Comune di Trento. Sono inoltre in arrivo le auto per Rovereto, dove il car sharing partirà entro il mese di marzo. Sono due e di colore rosso: una Seat Ibiza e una Fiat 500. Occupano altrettanti posti macchina della Federazione e sono pronte a partire per raggiungere le località del Trentino a servizio delle cooperative. Sono le autovetture proposte dalla cooperativa Car Sharing Trentino, di cui l’ente di via Segantini è diventato socio e utente. Sostituiscono in gran parte le vetture private usate dai collaboratori che per ragioni di lavoro si spostano in maniera saltuaria. La Cooperazione Trentina ha infatti adottato modalità innovative e a basso impatto ambientale per gestire l’intera mobilità professionale dei dipendenti, molti dei quali svolgono il proprio lavoro di consulenza o revisione presso Per approfondimenti www.carsharing.tn.it Fotovoltaico, risultati super Ha compiuto un anno l’impianto fotovoltaico realizzato dalla Cooperativa Sei per la Federazione, portando alla luce risultati di efficacia ed efficienza superiori alle aspettative: 72mila Kwh prodotti contro i 68mila preventivati. Vuoi per le scarse piogge del 2011, vuoi per la tecnologia di alto livello utilizzata (l’abbinamento di un prodotto particolarmente indicato per i tetti piani e di un altro che garantisce elevatissimi rendimenti), l’impianto ha contribuito ad una diminuzione del 40% circa del consumo di energia elettrica, con conseguente forte calo delle emissioni inquinanti. All’ingresso della Federazione, sull’Ip-tv (lo schermo muto vicino alla reception) si può vedere il picco del momento, la produzione totale dell’impianto e le mancate immissioni di anidride carbonica nell’aria. In memoria Silvio Rigatti raggiunto il meritato pensionamento nel 2000 dopo essere stato riferimento prezioso per soci e clienti in particolare dei paesi di Revò, Cagnò e Romallo tradizionale bacino di utenza di questo istituto. Era persona molto riservata e discreta, caratteristica fondamentale e particolarmente apprezzata per chi opera nel mondo del credito e del risparmio. Anche i suoi collaboratori lo porteranno sempre nel cuore. Ha trascorso un quarto di secolo della sua vita professionale nel credito cooperativo. Silvio Rigatti era persona conosciuta, stimata e apprezzata in valle di Non in particolare nella zona della cosiddetta Terza Sponda. Direttore della Cassa Rurale di Revò (dove aveva iniziato a lavorare nel 1974), ha legato il suo nome e la sua esperienza a questa banca di comunità. Aveva 16 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 2 - f ebbraio 2 0 1 2 NEWSCOOP 30,3 mln valore dell’area Piedicastello 13,5 mln valore dell’ex Dogana 10,8 mln valore del Rettorato 6 mln conguaglio (per oneri demolizione e bonifica) Ex Italcementi, firmato l’accordo con la Provincia Con la firma del contratto preliminare – avvenuta il mese scorso davanti al notaio Paolo Piccoli – si avvia a definizione la complessa procedura di cessione da parte della Piedicastello spa alla Patrimonio del Trentino spa (della Provincia Autonoma) dell’area ex Italcementi (53 mila metri quadri), attraverso la parziale permuta con il complesso ex Dogana in via Segantini e l’immobile Rettorato in via Belenzani, adiacente la sede della Cassa Rurale di Trento. L’accordo è stato sottoscritto tra i legali rappresentanti della Piedicastello, nella persona del presidente Diego Schelfi, e della Patrimonio del Trentino, nella persona del presidente Claudio Bortolotti. La Provincia autonoma, attraverso la Patrimonio del Trentino, in cambio dei circa 53.000 mq e dei tre condomini della Piedicastello, cederà il terreno ex Dogana in via Segantini e l’immobile Rettorato, più un conguaglio. Tocca alla Piedicastello l’onere della demolizione e della bonifica dell’intera area industriale Italcementi, che si può già quantificare in circa 4 milioni di euro, e che vanno a diminuire il valore di stima stabilito in 30.293.500, portandolo quindi a circa 26 milioni. Sarà demolito anche il cosiddetto “sigaro”, recentemente liberato da vincoli con voto del Consiglio comunale. Lo stesso dovrà fare la Patrimonio per la sola area ex Dogana. L’operazione si svolgerà in due fasi principali: la prima è quella di fine anno, con la cessione degli immobili ad uso abitativo (tre condomini) adiacenti l’area industriale. La seconda fase si concluderà non appena terminati i lavori di demolizione e bonifica, e comunque entro il 30 giugno 2013, quando le parti si ritroveranno dal notaio per la definitiva chiusura dell’operazione. Piedicastello trasferirà a Patrimonio del Trentino la proprietà E’ nata Interporto Servizi Doganali La cooperazione sostiene le esportazioni trentine. E lo fa diventando socia della nuova Interporto Servizi Doganali. La percentuale di partecipazione della Federazione è del 20%. Amministratore unico è Giuseppe Detomas a capo di Interbrennero. La nuova società è destinata a diventare un prezioso riferimento per le realtà cooperative che contano mercati all’estero. In particolare, le società del settore vitivinicolo e ortofrutticolo. Vino, mele e piccoli frutti avranno così la possibilità di contare su un partner in più. Nuovo e affidabile. dell’area, e a sua volta Patrimonio del Trentino trasferirà a Piedicastello la proprietà del compendio ex Dogana e del Rettorato. Quest’ultimo, in particolare, sarà disponibile alla data del 31 dicembre 2013. 17 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 2 - f ebbraio 2 0 1 2 NEWSCOOP AGRARIA DI RIVA 1926 anno di fondazione 20 collaboratori 7 mila quintali di olive prodotte 32 mila quintali di uve Agraria di Riva e Valli del Sarca insieme Siamo di fronte ad un grande e positivo cambiamento nel modo di immaginare la cooperazione: l’accordo tra Agraria Riva del Garda e Valli del Sarca crea sinergia tra le due realtà ed unisce le forze per migliorare e specializzare le proprie offerte a favore dei soci, dei contadini e dei consumatori. I presidenti dell’Agraria Giorgio Planchenstainer (a sinistra nella foto) e di Valli del Sarca Rodolfo Brocchetti (al centro) hanno dimostrato piena consapevolezza in questo nell’illustrare l’accordo: da gennaio 2012 Agraria non svolge più l’attività di vendita di scorte agrarie. Sarà concentrata negli spazi della consorella di Pietramurata. Valli del Sarca dispone di uno spazio commerciale all’interno dell’Agraria di Riva per mele, kiwi e susine di Dro, coltivate e prodotte dai propri soci. La collaborazione produrrà occasioni di risparmio per i soci e valorizzazione delle produzioni locali. Agraria si dedicherà in modo esclusivo alla vendita di olio, vino e prodotti tipici, più che raddoppiando l’attuale spazio di vendita dedicato, che occuperà 700 metri quadrati. “Abbiamo l’ambizione di Agraria Riva del Garda: Fatturato: 7 milioni di euro. Soci: 350 Anno di fondazione: 1926. Quantità prodotti (olio e uva): 39 mila quintali Valli del Sarca: Fatturato: 16 milioni di euro Soci: 650 Anno di fondazione: 2003 Quantità prodotti (mele, kiwi, susine): 214 mila quintali Per approfondimenti: www.agririva.it diventare la vetrina sul lago di Garda dei prodotti del nostro territorio” spiega il direttore di Agraria, Massimo Fia. Valli del Sarca potenzierà l’offerta di prodotti e servizi a favore degli agricoltori (concimi, fitosanitari, mezzi tecnici agricoli) all’interno dei propri negozi. “E’ opportuno ottimizzare i processi di acquisto e di promozione, migliorando, da un lato i margini, e, dall’altro, la competitività a favore dei soci - hanno detto congiuntamente i presidenti -. Per il successo dell’alleanza e dell’attività commerciale futura è indispensabile qualificare ulteriormente le politiche di marketing, immagine, visibilità e merchandising”. Saranno favorite le azioni di co-marketing a favore di soci e clienti di entrambe le realtà: Valli del Sarca promuoverà iniziative commerciali e promozionali a beneficio di soci e clienti di Agraria Riva del Garda e viceversa, in ragione del fatto che una buona parte di agricoltori sono soci di entrambe le cooperative. Inoltre il bacino di utenza è praticamente identico. La scelta di presentare l’accordo alla casa della Cooperazione Trentina, in via Segantini a Trento, ha assunto un forte significato simbolico. Si è voluta sottolineare la valenza intercooperativa di questo progetto, definito dal presidente Diego Schelfi “un passo positivo in direzione del rafforzamento del sistema cooperativo”. Un ulteriore rafforzamento del progetto potrà arrivare dal coinvolgimento, allo studio, delle altre cooperative della zona: Copag di Dasindo e Consorzio ortofrutticolo Val di Gresta. Olio cooperativo a Villa Margon Partnership tra Locanda Margon e Agraria di Riva all’insegna del gusto e della cucina di gran classe. La cooperativa agricola è fornitore ufficiale di olio di oliva e prodotti derivati (patè, ecc.) del ristorante di Ravina. Lo chef di Villa Margon, Alfio Ghezzi, ha scelto per i suoi piatti “Uliva 1111” la selezione delle selezioni di olio di oliva extravergine del Garda Trentino. 18 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 2 - f ebbraio 2 0 1 2 NEWSCOOP FONDAZIONE CR TRENTO 2008 anno di fondazione 2009 acquisizione Clm Bell (scuola per l’insegnamento delle lingue straniere) 60.000 euro borse di studio La Fondazione CR Trento premia i giovani di talento “Il tuo sogno diventa realtà”. È lo slogan scelto dalla Fondazione Cassa Rurale di Trento per il concorso borse di studio rivolto ai giovani laureati impegnati in percorsi di alta formazione in Italia e all’estero. Nel biennio 2010-2011 il sogno è diventato realtà per quattro studenti trentini, ognuno dei quali si è aggiudicato una borsa di studio del valore di 15 mila euro. Tre le aree individuate per i riconoscimenti: tecnicoscientifica, economico-giuridica, umanistico-letteraria. La selezione delle domande è stata curata da un comitato scientifico composto da Diego Schelfi, presidente della Federazione, dai docenti universitari Maria Gemma Pompei e Carlo Borzaga e dal giornalista Alberto Faustini, direttore del quotidiano Trentino. Le borse di studio dell’edizione 2011 sono state assegnate a Marica Tamanini e Stefano Anzellotti. La selezione dei due premiati è avvenuta all’interno di 21 domande. La consegna delle borse di studio ai due studenti trentini è avvenuta nel corso di una cerimonia che si è tenuta nella sala consiglio della Cassa Rurale di Trento. Giorgio Fracalossi, presidente della Rurale e della Fondazione, ha sottolineato l’attenzione particolare riservata dalle due istituzioni ai giovani. “La Cassa Rurale - ha detto - ha un ruolo che va oltre la sua dimensione di banca. Le borse di studio premiano studenti impegnati in percorsi formativi di eccellenza”. Nei laboratori di Gb e Usa Sono impegnati in attività di ricerca all’estero i due vincitori delle borse di studio 2011. Marica Tamanini, 23 anni, dopo la laurea in scienze internazionali e diplomatiche all’Università di Trieste, ha iniziato a frequentare un corso di specializzazione in diritto internazionale criminale e di guerra all’Università di Edimburgo. Già individuato il tema della tesi finale: i Balcani e il tribunale sulla ex Jugoslavia. L’aspettativa di Marica è quella di poter spendere professionalmente le competenze acquisite con il master operando in una delle corti internazionali di giustizia o come consulente legale per un’organizzazione internazionale, sia pubblica che non governativa. Indirizzo tecnologico, invece, per l’attività di ricerca di Stefano Anzellotti che, con il supporto della Fondazione Cassa Rurale di Trento, sta frequentando alla prestigiosa Per approfondimenti www.fondazionecassaruraleditrento.it Il futuro me lo gestisco io I giovani soci della Cassa Rurale di Trento guardano al loro domani e cercano di dare risposta ad alcuni interrogativi della loro età. Nello specifico: “Cosa significa essere un libero professionista? Perché investire i risparmi in un fondo pensione? Come posso avere una casa tutta per me? Ho un’idea: come posso realizzarla? Che finanziamento mi conviene chiedere?”. A questi temi importanti e sentiti dalla base sociale giovane è dedicato il ciclo di incontri informativi organizzati dall’Associazione Giovani della Cassa Rurale, con la collaborazione di Acli Trentine e Trentino Sviluppo. Il calendario ha preso il via il 19 gennaio. Conclusione il 1° marzo. 19 C O O P E R A Z I O N E Harward University di Cambridge nel Massachussets un dottorato sui meccanismi neurali del riconoscimento degli oggetti. Il campo di studio di Anzellotti ha dei potenziali risvolti pratici molto significativi. Nel caso, ad esempio, di pazienti con lesioni cerebrali o malattie neurodegenerative diverrebbe importante comprendere cosa succede quando i meccanismi di riconoscimento smettono di funzionare per poter individuare appropriate procedure di riabilitazione. L’ambiente in cui Stefano svolge il suo lavoro è ricco di stimoli: “Ad Harvard - osserva - circolano molte idee e le persone sono molto appassionate a quello che fanno. Professori e studenti provengono da tutto il mondo e danno vita ad un ambiente dove si mescolano molte culture e tradizioni”. T R E N T I N A n ° 2 - f ebbraio 2 0 1 2 NEWSCOOP “ Essere giovani vuol dire tenere aperto l’oblò della speranza, anche quando il mare è cattivo e il cielo si è stancato di essere azzurro. ” Bob Dylan Vuoi immagini in anteprima? Broadcaster.it Vedere le immagini di un avvenimento o ascoltare un’intervista prima che venga mandata in onda da telegiornali e siti web, senza tagli né filtri, è un’opportunità alla portata di tutti grazie a Broadcaster.it, il nuovo strumento di cui si è dotato l’ufficio stampa della Federazione Trentina della Cooperazione. Si tratta di un sito web, gestito in collaborazione con la cooperativa Sirio film, attraverso il quale l’ufficio stampa mette a disposizione B orse Per approfondimenti www.broadcaster.it/cooperazionetrentina delle redazioni giornalistiche immagini e interviste registrate in occasione di eventi e conferenze stampa. Un servizio in più a disposizione dei professionisti della comunicazione, che possono facilmente accedere a contenuti multimediali utili per il loro lavoro, ma anche una finestra accessibile a tutti i soci della Cooperazione che possono vedere in anteprima le interviste ai protagonisti e le immagini degli eventi in programma. di studio Grigno Fondo Otto laureati, 9 diplomati alle superiori e 20 diplomati alle medie. A cui si aggiungono 16 studenti che hanno trascorso un periodo di studio all’estero per migliorare le proprie competenze linguistiche e 19 tra bambini e ragazzi che si sono appassionati alla lettura. Sono i 72 giovani premiati dalla Cassa Rurale Bassa Valsugana, che ha assegnato delle borse di studio agli studenti meritevoli della propria comunità. “È un appuntamento dedicato sia agli studenti ma anche ai genitori - ha osservato il presidente Silvio Stefani - Sappiamo quanto sia importante far sentire il sostegno al proprio figlio durante gli anni di scuola in particolare nei momenti meno facili. Il nostro appuntamento diventa una festa tra amici, in quello spirito familiare che ben si lega alla cooperazione”. Sono stati 59 gli studenti premiati dalla Cassa Rurale Novella e Alta Anaunia, dalla licenza media alla laurea specialistica. “Scegliamo uno degli ultimi giorni dell’anno e il Palanaunia di Fondo – è stato osservato dai responsabili dell’istituto di credito cooperativo – per contare su una location adeguata e per augurare un anno ricco di cose belle agli studenti e al pubblico sempre numeroso”. Alessandro Bertagnolli, il presidente della Cassa Rurale, ha premiato i giovani. Non solo premi. Ad arricchire l’appuntamento sono stati lo spettacolo di Lucio Gardin la musica della band “Tengobanco”. San Michele I protagonisti del mondo agricolo di domani oggi sono giovani studenti. Alcuni tra loro sono stati premiati dalla Fondazione Edmund Mach per i risultati del loro percorso. Tra i partner dei riconoscimenti anche la Cooperazione Trentina. Il premio dell’ente di via Segantini è stato assegnato a Francesco Iagher (lavorazioni zootecniche), Andrea Comai (produzioni Vegetali - viticolo), Fabio Gottardi (produzioni Vegetali - frutticolo) della Formazione professionale. A consegnare i premi il direttore della Federazione Carlo Dellasega (nella foto con i ragazzi). 20 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 2 - f ebbraio 2 0 1 2 NEWSCOOP “ Interroghiamoci se don Guetti non fosse presuntuoso a voler dare un contributo sostanziale per risolvere i problemi sociali del Trentino partendo con una modesta cooperativa in un piccolo paese del Bleggio? Eppure sappiamo quanto il suo esempio e la sua tenacia siano stati elementi che hanno rinnovato l’economia trentina. La sua intraprendenza, motivata dalla carità cristiana, ha così vinto sulla passività e tanta parte di quella che era un’utopia è divenuta realtà. ” Dall'omelia di mons. Luigi Bressan, Arcivescovo di Trento - Epifania 2012 Legname di qualità all’asta Giovedì 1 marzo, ad ore 11, avrà luogo una vendita di legname trentino di pregio, un appuntamento atteso dagli operatori del settore, anche d’Oltralpe, ma soprattutto da artigiani ed artisti che potranno acquistare materiale pregiato per la propria attività. Mentre nelle aste ordinarie i lotti vengono valutati complessivamente e possono essere eterogenei nella composizione, in questo caso sarà possibile acquistare microlotti molto omogenei, costituiti da legname con caratteristiche esclusive. Una prassi, questa, molto diffusa in Paesi dalla lunga tradizione forestale, come ad esempio l’Austria, ma un’assoluta novità per il Trentino. L’evento è realizzato in collaborazione con la Federazione provinciale degli Allevatori, che metterà a disposizione il piazzale della sede di via delle Bettine dalla Camera di Commercio di Trento. L’obiettivo è quello di valorizzare un prodotto del territorio conosciuto in tutto il mondo. Il regolamento della vendita si trova sul sito www.legnotrentino.it nella sezione “Bandi e gare”. per l’esposizione dei tronchi in vendita. L’iniziativa si colloca nell’ambito dei programmi comuni di valorizzazione e di commercializzazione del legno locale, sottoscritti dal Servizio foreste e fauna della Provincia autonoma di Trento e i n breve Auguri in musica L’armonia non manca Nella notte stellata, una giovane stella della musica ha augurato buone festività ai soci della Cassa Rurale di Isera. Sono state le note suonate dalla pianista Anna Kravtchenko ad avvicinare tutti alla magica atmosfera delle festività di fine anno. Il concerto ha proposto le musiche di Schubert, Schumann, Liszt, Tchaikovsky, Rachmanivov. Esecuzioni al pianoforte che sono state seguite in religioso silenzio dal pubblico di soci. “Un concerto – ha detto il presidente Fabiano Conzatti – che ha anche offerto la possibilità di ammirare, a restauro ultimato, gli interni della Chiesa di Isera”. Non solo musica ma anche vernissage per il presepio dell’artista Felix Deflorian e per l’opera di Mastro7. Armonia: elemento fondamentale della musica, parte positiva dello spirito che fa stare bene insieme e contribuisce a far stare bene le comunità. La Cassa Rurale Pinetana Fornace e Seregnano lo dimostra da quindici anni con “Natale in armonia”. Quest’anno la proposta è stata arricchita dalla voce della cantante lirica Juliana Coli, brasiliana ma figlia di trentini emigrati in Sudamerica, componente del coro “la Sorgente”, uno dei tredici gruppi impegnati nel calendario di concerti. Cross con Gellindo Imparare il risparmio divertendosi. Per gli alunni delle scuole elementari di Borgo, Castelnuovo, Samone e Scurelle è stato 21 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 2 - f ebbraio 2 0 1 2 possibile grazie a una bella idea della Cassa Rurale Olle-Samone-Scurelle. Lo ha fatto avvalendosi di “Gellindo Ghiandedoro”, il simpatico scoiattolo testimonial di Risparmiolandia. Il personaggio di Michele Comite, ha proposto brevi spettacoli sul tema del risparmio che hanno polarizzato l’attenzione dei giovani spettatori. Risparmio non solo finanziario ma anche energetico e ambientale. Note per Natale "L'Elisir d'Amore" di Gaetano Donizetti: è stata l’opera lirica scelta dalla Cassa Rurale di Pergine per augurare buon Natale ai soci. La serata è stata organizzata in collaborazione con gli "Amici della musica di Pergine". Iniziativa simile per l’Epifania con un concerto molto apprezzato con musiche di Strauss. NEWSCOOP “ Vista dai giovani la vita è un avvenire infinitamente lungo. Vista dai vecchi un passato molto breve. ” Arthur Schopenhauer CALENDARI 2012 E’ tutto dedicato al risparmio il calendario 2012 realizzato dalla Cassa Rurale Bassa Valsugana. O meglio, realizzato dai bambini delle classi 4° e 5° delle scuole elementari che hanno partecipato alle iniziative proposte dalla banca per la giornata del risparmio. Ai piccoli artisti è stato chiesto, infatti, di interpretare con un disegno il tema dell’iniziativa nelle sue diverse forme. Sono nate così una serie di immagini dedicate al risparmio non solo di denaro, ma anche di risorse energetiche e ambientali. E i lavori più belli sono stati raccolti in un calendario, che è stato donato a soci e clienti. Dedicata all’arte anche la seconda proposta della Cassa, che ha raccolto in un calendario le opere che hanno vinto il concorso di pittura “I sensi della terra”, organizzato dall’istituto per valorizzare la creatività e le doti degli artisti della zona. Pinzolo con il Brenta (2) 4 Le Dolomiti di Brenta, le montagne più belle del mondo. E’ il calendario 2012 della Famiglia Cooperativa di Pinzolo. Dodici immagini per altrettante emozioni fotografiche: dalla Bocca di Brenta al Castelletto Inferiore, dalla Bocca di Tuckett al Crozzon di Brenta, dal Campanil Basso a Cima d’Ambiez. Foto di: Andrea Bonapace, Carmelo Genetin, Emanuele Bonapace, Ermanno Salvaterra, Marco Valenti, Ornello Binelli, Silvano Bonapace. Ledro, tra fiori e animali (3) La flora e la fauna della zona ledrense e altogardesana caratterizzano il calendario 2012 della Cassa Rurale di Ledro. Le immagini sono state curate dal Circolo Fotoamatori, appassionati della fotografia diventata arte perché hanno saputo catturare, con l’abilità di chi padroneggia l’obiettivo in maniera invidiabile, gli elementi distintivi del patrimonio naturale delle località dove di credito cooperativo agisce nella quotidianità. Mori-Val di Gresta e le erbe (4) “Erbe del Trentino” è il calendario 2012 della Cassa Rurale Mori-Val di Gresta. “La flora non è solo bella - è stato spiegato - Le erbe possono essere usate in cucina, nella 2 1 Bassa Valsugana e l’arte (1) 5 farmacopea, nella cosmesi: è la nostra tradizione. Come facevano i nostri avi, possono essere utilizzate, ma con la nuova consapevolezza della fragilità dell'ambiente e il rispetto che solo la scienza e la conoscenza possono garantire. Il calendario rappresenta un anello di congiunzione fra scienza, cultura, storia, economia”. La mia Trento (5) Tredici immagini fotografiche (dodici mesi più la copertina) di altrettanti soci e clienti della Cassa Rurale di Trento che hanno partecipato alla terza 22 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 2 3 - f ebbraio 2 0 1 2 edizione del concorso fotografico della banca della città. E’ il calendario 2012. Tema: la mia Trento. Sguardi ed emozioni sulla vita di quartiere e sobborghi della città. Trecento le foto selezionate. Le migliori tredici accompagneranno lo scorrere dei giorni dei trentini del capoluogo. NEWSCOOP 109 soci 343 mln vendite lorde 2,3 mln utile Sait (dati 2010) La spesa? Arriva a casa Coop Trentino e cooperativa sociale “La Casa” hanno unito le forze, a Rovereto, per consegnare gratuitamente la spesa a domicilio. E’ la risposta a un bisogno discusso con l’Assessorato comunale alle politiche sociali; un’iniziativa di alto livello che valorizza la funzione sociale della cooperazione di consumo. I destinatari sono persone ultrasessantacinquenni senza “contorno” familiare, famiglie monoparentali, nuclei familiari con figlio in condizioni di disagio che si trovano impossibilitati ad uscire di casa. Sait partecipa con il supermercato di viale Trento a Rovereto. “Abbiamo assecondato l’iniziativa perché ha una forte connotazione sociale ed è in linea con il nostro patrimonio valoriale – ha osservato Renato Dalpalù, presidente di Sait –. Viene incontro alle esigenze di un’utenza disagiata. Inoltre dimostra che, la funzione sociale, non viene espressa unicamente nei territori marginali ma anche nei centri maggiori”. La persona telefona al centralino della cooperativa “La Casa” dalle ore 10 alle 12. Comunica il proprio indirizzo, il numero di telefono e l'elenco dei prodotti da acquistare. Consegna: dalle ore 14 alle 15.30. La spesa minima richiesta: 25 euro. Il servizio di consegna è gratuito. Per pagare i propri acquisti: bancomat, carta di credito e “Carta in Cooperazione” ovviamente se abilitata al pagamento. Il consumo per l’arte L’arte dell’Istituto d’Arte di Trento e Rovereto, si è messa in mostra per un’iniziativa benefica. Gli insegnanti hanno messo a frutto la loro sensibilità e il loro estro artistico e hanno realizzato una ventina di opere esposte in tre appuntamenti. Il primo è stato ospitato alla sede del Sait, il Consorzio delle cooperative di consumo, partner dell’iniziativa a favore dell’associazione “Don Milani” di Gioiosa Jonica. Nei mesi di febbraio e marzo seguiranno le altre due mostre. La prima al “Liceo Artistico Vittoria” in via Zambra a Trento. La seconda all’aula “Mimismagia” del Liceo Artistico Fortunato Depero in via della Terra a Rovereto. Famiglia Cooperativa per la Fibrosi Cistica “Il Villaggio di Natale” è il titolo del libro (una fiaba per i più piccini scritta da Loreta Ioriatti) messo in vendita in tutti i negozi della cooperazione di consumo (Famiglia Cooperativa, Coop Trentino e Liberty). Un’idea regalo per due buone azioni: la prima rivolta ai bambini, la seconda a un progetto scientifico dell’Associazione Trentina per la Fibrosi Cistica. L’iniziativa è stata promossa al punto vendita “Coop Trentino” di piazza Lodron a Trento alla presenza di Francesco Moser, testimonial dell’Associazione Trentina Fibrosi Cistica. Per un paio d’ore soci e clienti della cooperazione di consumo hanno potuto saperne di più sull’associazione, acquistare il libro per un dono che aiuta la ricerca, e scambiare alcune considerazioni con il plurivittorioso del ciclismo italiano. 23 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 2 - f ebbraio 2 0 1 2 NEWSCOOP 20 soci 5 collaboratori 1,9 mln fatturato 22 automezzi FACCHINI VERDI Facchini Verdi: fedeltà premiata Partecipare è stato semplice: dal 30 marzo al 25 novembre chi usufruiva di un servizio di trasloco, trasporto o movimentazione della cooperativa Facchini Verdi partecipava al concorso. Dopo aver compilato il coupon numerato e aver conservato il tagliando con il numero ha atteso l’estrazione dei tagliandi. L’atto finale si è tenuto a Trento, alla sede della Facchini Verdi. Il montepremi è stato di tremila euro. Buoni spesa della cooperazione di consumo trentina: Ettore Rizza di Pomarolo (1000 euro), Elio Festi per Crea Francesca srl di Rovereto (750 euro), Domenico Blaiotta di Varese (500 euro). Gli altri 15 sorteggiati hanno vinto un buono per una cena (ognuno 50 euro). Ci sono molti buoni motivi per scegliere i servizi dei “Facchini Verdi”. Per 18 clienti di questa cooperativa ce n’è stato uno in più, perché sono stati sorteggiati ed hanno vinto uno dei “buoni spesa” o dei “buoni cena” da utilizzare nei negozi della cooperazione di consumo trentina (Famiglia Cooperativa, Coop Trentino, Supermercati Trentini) e al Ristorante “l’Altro” a Trento sud. Iniziativa nel segno dell’intercooperazione considerati i due partner, Sait e Risto 3, del concorso “Trasloca con noi… e ti trasportiamo la spesa” e “Trasloca con noi… e ti trasportiamo a cena”. La premiazione ha registrato la presenza dei presidenti delle tre realtà che hanno reso possibile questa idea: Enzo Martini (Facchini Verdi), Renato Dalpalù (Sait) e Sergio Vigliotti (Risto 3). Allo “Scarabocchio” da Pergine e Lavis Il nido d’infanzia “Scarabocchio” di Trento, in corso Buonarroti, gestito dalla cooperativa Città Futura, ha riaperto i battenti dopo una pausa di un anno. Dal settembre 2005 all’agosto 2010 lo “Scarabocchio” aveva funzionato come nido interaziendale al servizio dei dipendenti della Federazione Trentina della Cooperazione, di Cassa Centrale Banca e di altri soggetti cooperativi. La ripresa dell’attività è avvenuta grazie ad un accordo tra Città Futura e i Comuni di Pergine e Lavis, che si sono riservati i 17 posti a disposizione. Lo Scarabocchio è l’unico nido privato sul territorio provinciale ad avere ottenuto dalla Provincia l’accreditamento, provvedimento che lo parifica ai nidi pubblici e lo rende finanziabile dalla Provincia stessa se gestito in convenzione con un Comune. L’accreditamento è stato riconosciuto dopo avere verificato che il nido rispetta sotto tutti i profili i requisiti richiesti per le strutture pubbliche, standard dimensionali, orario e qualifiche degli educatori, innanzitutto. La convenzione avrà la durata di un anno poiché l’attivazione del servizio è avvenuta a titolo sperimentale. 24 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 2 - f ebbraio 2 0 1 2 NEWSCOOP CET 24 soci 150 collaboratori 10 mln fatturato 4,5 mln patrimonio netto CET, depuratori con il bollino La gestione dei depuratori delle acque del Trentino orientale ha ottenuto un’importante certificazione del sistema integrato qualità, sicurezza e ambiente. Si tratta di un risultato di grande valore, unico in Trentino, che attesta che la gestione dei depuratori pubblici viene portata avanti dalla cooperativa CET tramite la società consortile D.OR. con processi che mirano ad ottenere e mantenere nel tempo il minore impatto possibile sull’ambiente. Di più: attestano che l’ambiente di lavoro in cui operano gli addetti è sicuro, e che l’occhio è attento a contenere i rifiuti e a risparmiare sui consumi. Un impegno che si è concluso con l’intervento di verifica dell’ente internazionale di certificazione Bureau Veritas Italia, che ha rilasciato la conformità del Sistema Integrato Qualità-SicurezzaAmbiente, nel rispetto delle norme volontarie ISO 9001, ISO 14001 e OHSAS 18001. Una certificazione unica nel suo genere in Trentino. La cooperativa ha una storia più che ventennale di rapporti con il territorio trentino, dove esercita un ruolo di presidio e controllo presso gli impianti di depurazione civile. Troviamo CET presso gli impianti a servizio dei centri urbani maggiori, ma anche nelle aree più periferiche, dove più delicato è il rapporto tra le attività umane e l’ambiente. Negli anni CET ha allargato i propri servizi, anche nella depurazione industriale e nell’offerta di Musica per l’Anffas Natale: tempo di gioia ma anche occasione per un gesto di attenzione concreta verso gli altri. E’ stato così per il concerto di beneficenza “Auguri di Natale in jazz” all’Auditorium di Tione. Quanto ricavato è stato devoluto ad Anffas Trentino Onlus. I brani sono stati proposti da tre maestri musicisti: gestione integrata delle acque per le amministrazioni locali. L’ultima gara d’appalto, avviatasi con il gennaio 2010, ha visto la cooperativa presieduta da Luca Laffi e diretta da Angiola Brida protagonista nei Raggruppamenti che sono stati riconfermati nella gestione delle acque reflue sui tre bacini del Trentino. Determinante per l’aggiudicazione è stato l’impegno di attuare misure tecniche, tecnologiche e organizzative per ottenere miglioramenti nella gestione e nel processo depurativo. La cooperativa ha quindi implementato tecnologie per ridurre la produzione di fanghi, risparmiare energia e diminuire i nutrienti (azoto e fosforo) scaricati nei corsi d’acqua ed ha introdotto poi un Sistema di Gestione Integrato, che in precedenza non esisteva. Per approfondimenti www.cet.coop Natale con fantasia Paolo Alderighi al pianoforte, Roberto Piccoli al contrabbasso, Nicola Stranieri alla batteria. A loro ne è aggiunto un quarto che ha indossato i panni di ospite d’onore: Aurore Voilque (violino e voce). Tra gli sponsor la Cassa Rurale Adamello Brenta e Scuola Musicale Giudicarie. Vivere il Natale nella sua dimensione relazionale ed educativa. L’idea è della cooperativa Progetto 92. Le attività proposte, rivolte a bambini dai 3 ai 10 anni, sono state affidate a operatori esperti, formati al lavoro educativo e nelle tecniche di animazione. I pomeriggi sono stati caratterizzati dalle letture di fiabe, dalle attività manuali, da giochi ma anche dall’arte creativa per dare la possibilità a ciascun bambino di esprimere il proprio “senso” del Natale con l’uso di tecniche pittoriche. 25 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 2 - f ebbraio 2 0 1 2 NEWSCOOP SAD 57 soci 61 collaboratori 3,2 mln fatturato Sad, da vent’anni a servizio della persona Per il suo ventesimo anno di attività la cooperativa Sad ha presentato lo spettacolo “I vol meterne la badante, porco ciccio!!!”. Un modo semplice per divertire ma che, vista la delicatezza dell’argomento e della tipologia di servizio di questa realtà, ha colpito gli animi delle persone. A dare ulteriore valore è stata la partecipazione attiva dei soci e dei collaboratori di Sad (protagonisti della rappresentazione teatrale) e la presenza di molti utenti che beneficiano del servizio della cooperativa. La cornice dell’evento è stata affidata al primo presidente Lorenzo Roccabruna, a Diego Agostini che ne ha raccolto il testimone nel 2008 e alla presidente di oggi, Daniela Bottura. A loro il compito di ripercorrere i primi vent’anni di attività. L’evento ha registrato la presenza del giornalista Alberto Faustini, direttore del quotidiano Trentino, dell’assessore e monitoraggio (sistematico, documentato e obiettivo). Un ruolo significativo è affidato anche alla formazione intesa come crescita personale e come miglioramento professionale. provinciale Ugo Rossi, del sindaco di Trento, Alessandro Andreatta, e di Paolo Tonelli, assistente del presidente della Cooperazione Trentina, Diego Schelfi. Un po’ tutti hanno ricordato come, il sistema cooperativo, sia l’elemento cardine e peculiare del territorio Trentino. L’occasione ha offerto lo spunto per evidenziare l’anima e i valori di trasparenza, correttezza, responsabilità, rispetto e fiducia della cooperativa Sad nell’agire quotidiano. “Lo scopo principale del nostro agire – hanno spiegato i vertici - è aiutare e sostenere le persone bisognose nel proprio ambiente di vita rappresentato dalla famiglia, dagli amici, dai vicini, dalla sua cultura”. Ispirandosi a questi principi, la cooperativa ha sviluppato un progetto orientato a realizzare servizi diversi con professionalità e passione. Il livello qualitativo dei servizi offerti si lega alla loro peculiarità, strutturazione, gestione SOLIDARIETA’ INTERNAZIONALE Bomba al consorzio di Bregantini Cooperazione per Haiti Il consorzio sociale Goel nella Locride, promosso da mons. Giancarlo Bregantini e cresciuto anche grazie all’impegno della Cooperazione Trentina, è stato vittima all’inizio di gennaio dell’ennesimo episodio violento di intimidazione. Davanti all’ingresso della sede di Caulonia è stata fatta esplodere una bomba che ha causato notevoli danni. Il locale doveva essere adibito a ristorante multietnico nel quale avrebbero trovato lavoro immigrati e rifugiati politici. A nome di tutti i cooperatori trentini, il presidente Diego Schelfi ha inviato un messaggio di solidarietà: “Ancora una volta venite pesantemente intimiditi e colpiti per l’impegno sociale che avete saputo e sapete esprimere nella realtà difficile di Calabria. Solo attraverso l’educazione è ipotizzabile un contenimento o l’inizio della contrazione della criminalizzazione di interi territori. Vi manifestiamo la vicinanza della cooperazione trentina e vi diciamo che, nella misura delle nostre possibilità concrete, non smetteremo di agire al vostro fianco”. La solidarietà trentina non viene meno quando si spengono i riflettori dei media. A due anni dal terremoto, Haiti continua a versare in una situazione drammatica. Dal Tavolo che era stato istituito dalla Provincia di Trento e dall'Assessorato alla solidarietà internazionale, e attorno al quale siede anche la Cooperazione Trentina, sono nate iniziative che continuano nel tempo. Una di esse verrà realizzata nei prossimi mesi dai Nuvola: un villaggio per gli orfani nella capitale Port au Prince, a cui il terremoto ha assestato un colpo mortale. Gli orfani ospitati saranno una novantina: fino ad oggi hanno vissuto nelle tende allestite dalla Protezione civile nazionale, ma ora si rende necessario creare una struttura più stabile. 26 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 2 - f ebbraio 2 0 1 2 CULTURA COOPERATIVA | storie di impresa Coop Sei, il futuro si chiama domotica Flavio Parolari, presidente di Coop Sei Assieme a tanta neve l’inverno ’86-’87 portò sull’Alto Garda la cooperativa Coop Sei (Servizi e Impianti). “L’idea di partenza era fantasiosa e un po’ incosciente”, ricorda l’attuale presidente Flavio Parolari. “Pensavamo di occuparci di un po’ di tutto, senza una specializzazione: dalle manutenzioni al verde, dalla tinteggiatura agli impianti elettrici. Eravamo spinti da una forte volontà di lavorare insieme”. La prima sede è una cantina nel centro di Dro. I soci sono 9, di cui 4 lavoratori. La società aderisce a Legacoop. Si comincia realizzando impianti elettrici e curando il verde. La prima commessa nel verde arriva dalla Hurth, ma dura poco. Ben presto l’attività si concentra sul settore elettrico. “In quel campo - dice Parolari - non c’era molta concorrenza e l’edilizia tirava. Noi eravamo bravi e avevamo passione per il nostro lavoro”. Nel 1992, “con un po’ di follia” (sono parole del presidente), Coop Sei investe una cifra importante (1,3 miliardi di lire) nell’acquisto di un capannone di oltre mille metri quadrati nella zona artigianale di Dro. La struttura accoglie gli uffici, il magazzino e il punto vendita. Gli affari vanno bene e la cooperativa si espande fino al 1997, quando cominciano i problemi, che sono paradossalmente problemi di troppa crescita. “Di pari passo con il fatturato - spiega Parolari - non erano cresciute le persone. I bilanci erano positivi, il lavoro non mancava, ma tra soci e amministratori erano venuti meno il dialogo e la fiducia. Siamo entrati in crisi di stimoli e motivazioni”. Molti dei soci-lavoratori lasciano la cooperativa. La base sociale passa da 14 a 5 componenti e deve essere reintegrata. “Proviamo ad andare avanti cercando di far crescere i nuovi, mi sono detto dopo essere stato eletto presidente, nel 1998”, ricorda Parolari. Ci vuole un po’, ma alla fine il clima in cooperativa torna sereno. “Quell’esperienza mi ha insegnato - commenta il presidente - che è necessario coinvolgere le persone e motivarle sulla base di obiettivi comuni. Le regole poi devono essere chiare e uguali per tutti e i comportamenti trasparenti”. Coop Sei conta oggi 25 lavoratori, tra soci e dipendenti. “Abbiamo ricostituito un bel gruppo e siamo diventati una delle maggiori imprese nel campo degli impianti elettrici dell’Alto Garda. Ora mi sento tranquillo, anche se bisogna ancora migliorare e crescere”, dice Parolari. Negli ultimi anni il fatturato è cresciuto con le commesse per impianti fotovoltaici. Coop Sei fornisce gli impianti “chiavi in mano”, seguendo tutte le fasi, dalla progettazione all’installazione. Sono di Coop Sei i tetti fotovoltaici della Federazione e del Cla. Parolari sottolinea la necessità di una maggiore intercooperazione: “Qualche cooperativa ha realizzato l’impianto e non ci ha interpellato nemmeno per un preventivo”. Il fotovoltaico produce circa un terzo del giro d’affari, che nel 2010 è ammontato a 3,3 milioni. Al fatturato hanno poi concorso gli impianti elettrici (1,2 milioni), il negozio all’ingrosso e dettaglio (350 mila) e il Progettone (500 mila). Nel 2012 Coop Sei fungerà da riferimento per l’inserimento in attività del Progettone di 32 ultra 50enni in mobilità. Il futuro si chiama domotica e porta con sé una rivoluzione nel fare impianti. Coop Sei è pronta e ha già evidenziato le sue competenze in questo nuovo settore partecipando alla realizzazione della nuova scuola di Romarzollo di Arco, con un progetto risultato vincitore al concorso italiano per l’efficienza. Nelle aule l’illuminazione è regolata da sensori che tengono conto della luce naturale. Anche le tende parasole sono comandate da sensori. “Per qualificare ulteriormente il nostro lavoro, oltre ad investire nella formazione e nell’aggiornamento del nostro personale, intendiamo assumere dei laureati”, conclude Parolari (c.c.). Tempo di lettura: 3’15’’ 27 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 2 - f ebbraio 2 0 1 2 CULTURA COOPERATIVA E’ cambiato tutto: oggi per avere soldi bisogna pagarli La cassa rurale come una famiglia. Papà Narciso, il fratello Roberto, le sorelle Marisa e Graziella, tutti al lavoro. Insieme, fra Ospedaletto, Grigno e Tezze di Marisa Baldi “Certo che siamo socie della Cassa Rurale Bassa Valsugana, dopo averci lavorato una vita! Adesso Ospedaletto, Grigno e Tezze si sono unificate. È un’unica cassa rurale e si è estesa anche nel Veneto, oltre il vecchio confine. Ma fino a non molti anni fa erano tre casse distinte, anche se noi sempre le “sentivamo insieme”, un po’ come fossero la nostra famiglia: di papà Narciso, di nostro fratello Roberto, di noi due sorelle, io Marisa e Graziella, che siamo andate avanti, nel lavoro e nella vita insieme, ed ora viviamo qui a Ospedaletto. Sì, non ci siamo sposate. Ora vien quasi da sorridere, ma davvero per tanti anni è stata la cooperazione la nostra casa, la nostra famiglia. Assorbiva tutti i momenti. Il papà ad esempio, con tutto quello che aveva da fare, lo vedevamo ben poco. Anche da piccole, se volevamo salutarlo, andavamo alla cassa rurale”. “Un tempo poteva essere socio di una cassa rurale solo il capofamiglia, oggi è consentito anche ai singoli individui. Così siamo“socie” anche noi. Ma come sono cambiate le nostre banche di paese! Che differenza. Non dico nulla, per carità, non ci lamentiamo certo, le “casse”, coinvolgono, fanno anche comunità, aiutano chi lavora, ma è cambiato il mondo . Oggi per avere i soldi bisogna pagarli. Proprio così. Un tempo si mettevano i soldi alla cassa rurale come risparmio e qualche interesse si portava a casa, per le piccole spese, per i bisogni. Oggi danno così poco che a mettere i soldi sul conto corrente e a non spenderli, si perdono. Mica tanto, ma un pezzetto alla volta, qualche euro al mese se ne va. Meglio nel materasso? Non dico questo, ma se penso a quanto abbiamo tribolato, come esaminavamo in controluce i bilanci di fine anno per vedere se si poteva ricavare qualche lira in più da destinare alla famiglie. Oggi c’è tanto personale nelle casse rurali e le paghe sono alte. Il papà, il nostro papà, Narciso, che iniziò a lavorare per la Cassa Rurale di Ospedaletto nel 1926, non aveva uno stipendio fisso. Prendeva qualcosa a seconda di come andava “il mercato” si direbbe oggi. Era una persona seria, riservata, si spostava sempre in bicicletta. Anche quando doveva veni- re a Trento, alla Federazione, prendeva la bicicletta. Era affidabile. Ha sempre lavorato per quello che la Cassa poteva dargli. Lui allora faceva il sacrestano a Ospedaletto, in Valsugana, e si occupava anche del caseificio sociale, la cassa rurale non andava troppo bene e gli dissero “Prendila tu”. E lui la prese. Fece un buon lavoro. Nel 1936 la Federazione gli affidò anche la Cassa Rurale di Tezze che aveva problemi. C’era la crisi anche allora, tanta gente emigrava, i soldi erano pochi. Dava fiducia il papà Narciso, anche a noi bambine. E allora lo chiamavano. Nel 1936 avevo quattro anni, ero piccolina per capire, ma vedevo che il papà aveva sempre da fare. C’ero io, Marisa, poi c’era mia sorella Graziella, adesso facciamo la vita delle pensionate, ma siamo attive, curiamo l’orto, ci occupiamo di volontariato… Ma allora, quando poi siamo diventate più grandi aiutavamo il papà. Nel 1946 al papà dettero anche Grigno, e non ce la faceva più. Così, qualche anno dopo, nel 1957, propose di assumere mio fratello Roberto a Tezze. Lui avrebbe tenuto Ospedaletto e Grigno, ma avrebbe anche aiutato Roberto. Non era nepotismo, era una promessa. Non c’erano ragionieri, papà era stimato, sapeva tenere i conti e noi l’aiutavamo. E ci preparavamo. Cooperavamo fra di 28 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 2 - f ebbraio 2 0 1 2 CULTURA COOPERATIVA | racconti Da sinistra Graziella, Marisa e Narciso Baldi. noi. Eravamo una sorta di squadra di pronto intervento, o una sorta di piccolo studio professionale, se si preferisce usare una definizion e più moderna. Quando uno non ce la faceva, o si ammalava, subentrava l’altro. Ci sostituivamo anche con i riposi, con le ferie. Non occorreva chiamare sostituti o supplenti da fuori. Se Roberto faceva un riposo a Tezze, quel giorno lo sostituiva Graziella da Grigno. Era un sistema a “costo zero”. A me piaceva, ed anche a Roberto e Graziella, il mondo della “rurale”, con i contatti umani che si potevano avere, con il contribuire a risolvere situazioni anche difficili. Fu nel 1966 che Graziella venne assunta a Grigno e nel 1967 io venni assunta a Ospedaletto. Io un lavoro ce l’avevo già, e buono. Lavoravo a Trento alla Coldiretti. Ero responsabile del Movimento Femminile. Partecipavo spesso a Roma alle assemblee e alle riunioni del movimento nazionale, qualcuno suggeriva anche di “mandarmi a Roma”. No, non mi sono mai pentita di non aver fatto la scelta romana, però il “movimento” mi piaceva. Per alcuni anni lo seguii part-time. Lavoravo in banca dal lunedì al venerdì, poi i fine settimane e la domenica giravo nelle assemblee nelle città italiane. Ma il lunedì mattina alle 8 ero sempre allo sportello, puntuale. Non ho nostalgia per Roma, mi piaceva di più cercare di fare il nostro dovere nel Trentino, aiutare chi ne aveva bisogno, stare al servizio della gente. Ci portavamo anche il lavoro a casa quando chiudevano gli uffici, preparavamo le carte a chi chiedeva la pensione. C’erano moltissime richieste allora. Bisognava anche essere rigorosi, molto. Quando si presentavano i “furbetti” li fermavamo. Un giorno venne su dal Veneto un tale che si dichiarava imprenditore e voleva impiantare, in Bassa Valsugana, un capannone. Parlava bene, ci diceva cosa avrebbe fatto, i progetti, aveva bisogno di soldi per il capannone. Aprì un conto corrente, aveva cambiali. Gli dissi: “Guardi che se non ha i soldi passo tutto all’ufficiale giudiziario”! “Ma si figuri, stia tranquilla, solo un po’ di pazienza”! Poi arrivarono i protesti ed io ci andai davvero dall’ufficiale giudiziario. Bisogna stare attenti soprattutto nelle zone a scavalco. Ci sono mentalità anche diverse. Vengono su attratti dal Trentino, dall’autonomia, cercano i soldi dove li trovano… Però non abbiamo mai avuto grossi problemi”. Il papà è morto nel 1988, a novant’anni. Anche mio fratello Roberto non c’è più. Il papà ha fatto 40 anni a Ospedaletto, 20 a Grigno e 20 a Tezze. Io ho smesso di lavorare nel 1992. Vacanze non ne ho quasi mai fatto, ma alcuni bei viaggi, dopo essere andata in pensione sì. Sono andata un paio di volte anche in America. Ora con Graziella curiamo la nostra casa e ci spartiamo i compiti, come una volta: io faccio la cuoca e lei, per così dire la cameriera! Io cucino, lei sparecchia. Ci ridiamo sopra insieme”. Tempo di lettura: 5’20’’ Scritto da Franco de Battaglia 29 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 2 - f ebbraio 2 0 1 2 CULTURA COOPERATIVA | storie di impresa Nuovi sconti per le cooperative Essere socio della Cooperazione Trentina conviene, scopri tutti i vantaggi: www.cooperazionetrentina.it - [email protected] - 0461.898701 / 702 30 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 2 - f ebbraio 2 0 1 2 CULTURA COOPERATIVA | storie di impresa Auto Telefonia fissa Sconti dall’11 al 26% per l’acquisto di Seat, Volkswagen, Audi e Skoda a seconda del modello. Per Bmw supera il 20%. Vantaggi resi possibili grazie agli accordi con Dorigoni Auto di Trento e Bmw Italia. Info: Per Seat, VW, Audi, Skoda: 335/269062 Per Bmw: 348/4055794 Gestione del personale Sconti sulle telefonate dal fisso grazie all’accordo con ICN Italia che garantisce tariffe convenienti, soprattutto nelle telefonate verso l’estero, dove il risparmio raggiunge anche il 50%. Info: Per ICN Italia: 0461/923630 e 335/6389219 Telefonia mobile e rete unica Sconti medi del 30% per le telefonate da cellulare grazie alla convenzione con Vodafone Business. L’accordo prevede anche ribassi su molti altri servizi, come apparecchi, accessori e altro. Info: 049/7805246, 346/1488120 o 049/7805123, 348/0089168 Sconti tra il 30 e il 45% per l’acquisto di sistemi per migliorare e automatizzare la gestione del personale. E’ possibile scegliere tra due pacchetti, a seconda del numero di dipendenti, che comprendono software e terminali di rilevazione presenze Zucchetti e una serie di servizi correlati, grazie all’accordo con Deltaservizi. Info: 348/0177458 Buoni pasto Stampanti e fotocopiatrici Sconti sull’acquisto o noleggio di sistemi multifunzione a colori e in bianco/ nero, grazie all’accordo con Konica Minolta e Xerox. Info: Per Konica Minolta: 339/2092390 Per Xerox: 0461/950898 o 338/7651828 Sconti mensili e ribasso sul valore della tessera. Questi i vantaggi della convenzione con Bluticket, che offre alle cooperative la possibilità di scegliere il valore, le regole di utilizzo e il circuito di locali entro cui i dipendenti potranno usare il buono. Info: 02/3454191 Luce e gas Sistemi telefonici VoIP Sconti sull’acquisto di sistemi VoIP grazie all’accordo con‘Telefonia AltoAdige’. Le soluzioni proposte si integrano con i centralini esistenti, così come alla rete Gsm ed ai sistemi Wifi e danno la possibilità di collegare più sedi utilizzando la rete dati preesistente, abbattendo i costi di chiamata. Info: 348/4258353 Affrancatrici e imbustatrici Sconti su luce e gas per le cooperative socie della Federazione. Un’offerta alla quale hanno già aderito oltre 230 associate, per un totale di 25 GWh, a dimostrazione della convenienza delle tariffe proposte. Info: 0461/362225 Sconti dal 10 al 30% per l’acquisto o noleggio di sistemi per affrancare e imbustare corrispondenza e comunicazioni varie grazie all’accordo firmato dalla Federazione con Pitney Bowes. Info: 02/950091 o 340/1783394 31 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 2 - f ebbraio 2 0 1 2 CULTURA COOPERATIVA Luci e ombre della riforma socio-sanitaria di Silvia DeVogli La riforma istituzionale con il passaggio di competenze alle Comunità di valle e la riforma socio-sanitaria toccano centinaia di organizzazioni non profit che da decenni operano nell'ambito dei servizi educativi, di cura e assistenza. Ma soprattutto impattano sulla vita di tutti i cittadini, in particolare su quella delle persone che vivono, temporaneamente e in modo permanente, in situazioni di fragilità e disagio. E' proprio per questo che le cooperative sociali di Consolida, Federazione Trentina della Cooperazione, Coordinamento enti lp.35, CNCA Trentino e tutte le altre organizzazioni del Terzo Settore hanno organizzato l'incontro "La solidarietà in assemblea. Gli enti del privato sociale insieme per il nuovo welfare trentino". “Siamo reduci da decenni di ricchezza di risorse e da un clima di piena sintonia con l’ente pubblico – ha spiegato Silvano Deavi, presidente di Consolida – tanto che alla fine molti servizi venivano dati per scontati. Poi la situazione, complice la crisi, è cambiata." Il Terzo Settore trentino è composto da organizzazioni con storie e forme giuridiche diverse (dalle coop sociali alle associazioni, alle comunità di accoglienza), ma - spiega Deavi - “c'è un dato che ci accomuna: la finalità del nostro lavoro. Operiamo per il benessere della comunità a partire dai più fragili. Fino ad oggi ognuno si è mosso singolarmente, ma d’ora in poi non sarà più così. Il clima di incertezza e le difficoltà che abbiamo di fronte sono diventate opportunità per confrontarsi e costruire proposte condivise da presentare alle istituzioni". Tempi stretti e poche informazioni "La riforma socio-sanitaria - ha affermato Deavi - parte dalla necessità, che condividiamo pienamente, di razionalizzare il sistema dei servizi sociali e sanitari a fronte di una crescente complessità e diversificazione di bisogni e alla contestuale diminuzione delle risorse complessivamente disponibili. La questione è come questo principio prende forma concretamente". La legge 16 del 2010, che prevede l'integrazione tra servizi sociali e sanitari, è solo l'ultimo atto di una serie di riforme complesse e articolate. Il quadro ricostruito dal Terzo Settore in assemblea, se pur non definitivo, presenta luci ed ombre. In particolare sono emerse in modo trasversale negli interventi dei relatori due criticità: la mancanza di informazioni chiare e i tempi estremamente ridotti che rendono difficile il coinvolgimento e la partecipazione non solo delle organizzazioni, ma degli stessi cittadini. Si rischiano quindi letture dei bisogni non corrette o incomplete con quanto ne consegue in termini di pianificazione dei servizi. Così 32 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 2 - f ebbraio 2 0 1 2 Francesco Betalli della cooperativa Grazie alla Vita, parlando dei Piani sociali di Comunità (gli strumenti che contengono la pianificazione degli interventi sociali a livello locale) ha affermato come sia ancora prematuro fare una valutazione generale, perché la maggior parte è ancora in fase di elaborazione. Fra gli aspetti positivi emerge comunque il protagonismo che il Terzo Settore ha agito a livello locale e l’opportunità di far conoscere la complessità delle politiche sociali sui territori. Fra gli aspetti negativi, invece, la mancanza di informazioni utili a svolgere il lavoro e la scarsità di tempo a disposizione per approfondire questioni e raccogliere i bisogni. Il nodo della riclassificazione Poco il tempo anche per definire in modo condiviso le modalità di autorizzazione al funzionamento, accreditamento degli enti e affidamento dei servizi rispetto ai quali la riforma socio-sanitaria rimanda alla Legge provinciale sulle politiche sociali del 2007. “Il Tavolo Welfare – ha affermato Mauro CULTURA COOPERATIVA | la riforma Tommasini di CNCA– è nato ad aprile scorso su richiesta del Terzo Settore per discutere i regolamenti attuativi e finora ha lavorato bene, ma ha affrontato solo alcuni dei temi in agenda; serve perciò che il dibattito rimanga aperto.” Per quanto riguarda più nello specifico l'integrazione socio-sanitaria, la legge 16 del 2010 prevede una profonda riorganizzazione del sistema con lo spostamento di moltissimi servizi dal comparto sociale a quello sanitario. "Non sono però chiari - ha spiegato Stefano Maines della Federazione - i criteri con cui è stata compiuta questa riclassificazione: organizzazioni che fanno servizi analoghi si ritrovano ad essere state valutate diversamente. Ma ciò che preoccupa realmente le organizzazioni è cosa concretamente significhi afferire al comparto sanitario dal un punto di vista di erogazione dei servizi, di presa in carico degli utenti, di stipulazione dei contratti. Non possiamo dire né che sarà meglio, né peggio. Certo è che le poche organizzazioni che già hanno sperimentato il passaggio hanno registrato un irrigidimento delle procedure, una minore flessibilità nella costruzione e gestione dei progetti individualizzati per gli utenti. Il Terzo Settore non si oppone alla riforma, ma chiede di partecipare alla sua costruzione e realizzazione" Per quanto riguarda più nello specifico l'integrazione sanitaria regolata dalla legge 16 del 2011 Angelo Prandini, rappresentante del terzo settore nel Comitato provinciale per la programmazione sociale, ha fatto invece il punto sui livelli essenziali delle prestazioni: “spesso questo concetto viene frainteso. Non significa, infatti, che ogni territorio debba offrire tutti i servizi, piuttosto che ogni cittadino abbia la possibilità di accedervi. Ha aggiunto poi che i bisogni di un territorio si rilevano con l’ascolto delle comunità e non basta misurare il numero di accessi ad un determinato servizio; il dato rischia, infatti, di tagliare fuori proprio le persone più fragili che spesso, per le loro difficoltà, non riescono neppure ad accedervi. La proposta: un interlocutore unico “Vogliamo far sentire la nostra presenza non solo per difendere le persone che lavorano nelle organizzazioni sociali, ma soprattutto per aiutarci ed aiutare i cittadini a capire ciò che sta succedendo – ha spiegato Deavi –. Vogliamo coinvolgere le persone in questa operazione di cambiamento, dare voce alla gente per capire se le modifiche in atto corrispondono a un effettivo miglioramento dei servizi.” Per raggiungere questo obiettivo le organizzazioni hanno deciso di costituire un organo di rappresentanza che porti proposte condivise alle istituzioni rispetto all’attuazione di una riforma del welfare basata su una lettura dal basso dei bisogni dei cittadini. Per affrontare invece la scarsità di informazioni e la mancanza di chiarezza, il Terzo Settore unito ha deciso di continuare a condividere dati, saperi e competenze non solo attraverso incontri in assemblea, ma anche tramite una piattaforma virtuale, dove tutti (anche soggetti non appartenenti al privato sociale ma coinvolti nelle attività) possano trovare documentazione. Tempo di lettura: 5’50’’ 33 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 2 - f ebbraio 2 0 1 2 Relatori al convegno sulla riforma socio-sanitaria: Da destra Francesco Betalli della cooperativa Grazie alla Vita, Silvano Deavi, presidente di Consolida e Mauro Tommasini di CNCA. CULTURA COOPERATIVA | c’è del nuovo La tv cooperativa in Valsugana Un aspetto, più di altri, lega Valsugana Tv alla cooperazione trentina. La nuova realtà televisiva è fatta dalla gente, per la gente. A questo se ne aggiunge un altro. Ed è legato all’editore: la Cooperativa Senza Barriere di Scurelle. Vedere Valsugana tv è facile: basta sintonizzare il proprio apparecchio televisivo sul canale 638 del digitale terrestre. E’ una tv aperta a tutti: giovani, anziani ma anche diversamente abili hanno la possibilità di diventare comunicatori. “Senza particolare formalismi – viene precisato – possono dire la loro anche in lingua dialettale nel rispetto della territorialità di questa emittente”. Ma Valsugana Tv non è racchiusa all’interno degli stretti confini valligiani. Guarda oltre, fuori dalla propria comunità di riferimento con lo spazio televisivo “Oltre la Valsugana”. E’ sufficiente il titolo della trasmissione per far capire che le porte sono aperte, le telecamere e i microfoni sono pronti ad accendersi per dare voce e visibilità al mondo del volontariato trentino e non solo. A loro viene richiesto di autoprodurre dei format che, poi verranno trasmessi, gratuitamente. “E’ una tv che esce dai canoni consueti, non vuole imitare il modello standardizzato delle emittenti televisive locali e nazionali – spiegano i responsabili - Essendo espressione del volontariato sociale guarda ai contenuti comunicativi anche per le persone socialmente svantaggiate, senza rispondere a logiche esclusivamente commerciali”. Una risorsa fondamentale per Valsugana Tv è il volontariato che permette, nella quotidianità, di trasformare tante belle idee in realtà. Non ha finalità di lucro ma per trasmettere ha bisogno anche di risorse economiche per finanziare i costi di gestione. Ciascuno, a seconda delle possibilità del proprio portafoglio, può dare il proprio contributo. Per saperne di più è sufficiente collegarsi al sito internet di Valsugana Tv e lì si troveranno le indicazioni per fare il proprio versamento. Il volontariato non è slegato alla qualità del prodotto informativo. La redazione è formata da persone che hanno familiarità con penna e microfono (anche se non sono professionisti) ma anche dimestichezza con le attrezzature tecniche. Questo consente di confezionare un pacchetto informativo destinato a soddisfare le aspettative di anziani, bambini, diversamente abili. Chi, sostanzialmente, rappresenta il cuore del pubblico di Valsugana Tv. La realtà è giovane. Presentazione ufficiale nel dicembre scorso alla presenza, tra gli altri, di Carlo Dellasega, direttore generale della Cooperazione Trentina che si è complimentato con i responsabili per la creazione di questo nuovo canale che va ad arricchire il panorama informativo del nostro territorio. Valsugana Tv ha tutta l’intenzione di radicarsi sempre di più nelle case dei valsuganotti e dei trentini. Per questo è impegnata a potenziare lo staff di collaboratori con nuovi reporter, corrispondenti, operatori di ripresa. Chi fosse interessato può inviare un messaggio di posta elettronica a [email protected] oppure telefonare allo 0461/780165 o al numero 338/6438110 (d.n.). Tempo di lettura: 2’35’’ 34 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 2 - f ebbraio 2 0 1 2 CULTURA COOPERATIVA | buone prassi Carcere: non solo detenzione “Anche se leggere è spesso un atto solitario, in realtà coinvolge tutti. Non è un’azione staccata dagli altri o da sé, perché è soprattutto un modo di trovare qualcosa che già ci appartiene”. E’ questa la citazione che accoglie chi entra ora nella biblioteca della Casa Circondariale di Trento. Appesa da un detenuto al termine del percorso formativo “Bibliotecarcere”, testimonia il cammino da poco terminato dei sette allievi che ne sono stati protagonisti. La biblioteca, per eccellenza il luogo del sapere e della cultura, ha ospitato un corso realizzato da Consolida in collaborazione con la Casa Circondariale di Trento e finanziato dal Fondo Sociale Europeo. Un progetto innovativo che ha avuto come obiettivo principale quello di provare a rendere la biblioteca uno spazio generativo di benessere per chi vive tutto o parte del proprio tempo dentro le mura del carcere. L’obiettivo della prima parte del corso di promuovere la lettura, riorganizzare il patrimonio librario esistente e creare una procedura di catalogazione, è stato perseguito grazie al contributo del Servizio Bibliotecario Trentino. I detenuti hanno lo stesso diritto degli altri cittadini ad avere accesso all’informazione, pertanto la biblioteca carceraria ha la responsabilità di raccogliere e mettere a disposizione l’informazione nonché di stimolare lo sviluppo intellettuale sociale e culturale dei detenuti incoraggiando al suo interno un clima di libertà intellettuale, curiosità e responsabilità. Per questo contribuire alla formazione del profilo di “Addetto alla biblioteca” ha signifi- cato soprattutto lavorare sull’acquisizione di consapevolezza. Dei propri bisogni culturali in primis e di quelli degli altri detenuti o potenziali utenti poi. Un lavoro di riflessione, di ascolto e di attenzione, supportato da metodologie didattiche interattive e da numerose esercitazioni che ha permesso ai detenuti di elaborare uno strumento di rilevazione dei bisogni di lettura di tutte le persone che gravitano intorno alla Casa Circondariale e successivamente di personalizzare e riempire di senso la biblioteca, trasformandola nel centro nevralgico di uno spazio, il carcere, per il resto neutro e uguale a se stesso. L’analisi del patrimonio esistente e la valutazione dei dati di frequenza e prestito, hanno permesso di sviluppare alcune proposte per un potenziamento qualitativo del servizio di biblioteca; nonché la riorganizzazione di alcuni scaffali con suggerimenti di lettura, informazioni di comunità (opuscoli e manuali per la pianificazione preliminare alla scar35 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 2 - f ebbraio 2 0 1 2 cerazione e la ricerca del lavoro). Il tentativo di aprire canali di comunicazione tra “dentro” e “fuori” il carcere, per promuovere la cultura dell’inclusione e l’educazione alla legalità, è stato invece il fine della seconda parte del percorso, centrata sulla rappresentazione della vita in carcere – oggetto di stereotipi e pregiudizi – passo imprescindibile per un avvicinamento alla comunità. L’utilizzo di linguaggi e strumenti diversi nonché di collaborazioni ormai consolidate – come quella con Radio Dolomiti – hanno portato alla realizzazione di un programma radiofonico e ad un prototipo di visita del carcere da proporre agli studenti delle scuole superiori. Un'esperienza che, attraverso le narrazioni e i pannelli illustrativi realizzati dai detenuti, possa essere occasione di riflessione sui valori di libertà e legalità (p.p.). Tempo di lettura: 2’55’’ CULTURA COOPERATIVA Giornalismo cooperativo a scuola Redazioni giornalistiche che lavorano con metodo cooperativo: ne sono già nate quattro nelle scuole trentine che hanno realizzato il primo numero della loro rivista. E si contano casi editoriali che registrano alla prima uscita una tiratura di oltre 200 copie. Il tutto nasce dal corso “Giornalismo cooperativo in classe”, organizzato per gli insegnanti dall’Ufficio di educazione cooperativa della Federazione Trentina della Cooperazione, che ha fornito il supporto alle classi, oltre che per la costituzione delle Associazioni cooperative scolastiche, anche per l’organizzazione delle redazioni giornalistiche. Ogni classe ha infatti ricevuto una formazione mirata sulla scrittura giornalistica, sull’analisi critica delle notizie prodotte dal “mondo degli adulti”, Le copertine dei due notiziari realizzati in seguito al corso formativo ma soprattutto sulla realizzazione professio‘giornalismo cooperativo in classe’. nale di un vero e propria giornale gestito in forma cooperativa con tanto di redazioni tematiche, responsabili di redazione e tipografi. Grazie al lavoro svolto in questi mesi, i piccoli soci hanno imparato, tra l’altro, a comprendere i processi di creazione e trattamento delle notizie. Competenze utili non solo per acquisire le conoscenze di base dell’attività giornalistica, ma soprattutto per sviluppare la capacità di leggere e guardare le informazioni con occhio critico, premessa fondamentale per una cittadinanza attiva. Inoltre, hanno potuto imparare a gestire un’attività complessa, come quella di una redazione giornalista, attraverso il metodo cooperativo. Tutti i neonati giornali cooperativi hanno puntato su temi di grande attualità e importanza strutturandosi in redazioni tematiche specifiche, fra cui: una “redazione scientifica” che si occupa di temi legati all’am- biente, all’ecologia, alla sostenibilità, ma anche alle nuove tecnologie. Una “redazione intercultura” per approfondire la conoscenza delle culture e delle tradizioni di altri Paesi, una “redazione attualità” in cui discutere i temi più importanti del momento. E c’è perfino una redazione dedicata al “Mondo Cooperativo”, che si prefigge l’obiettivo di conoscere la storia e i valori della cooperazione in Trentino, nonché le attività promosse dalle cooperative sul territorio grazie anche alla collaborazione dell’Ufficio stampa della Federazione. Quattro le redazioni già costituite e i lettori hanno risposto in maniera molto positiva alle prime uscite: il primo numero di “Zambanovità”, realizzato ai bambini e bambine della IV della scuola elementare di Zambana, ad esempio, è stato distribuito in più di 200 copie. Anche la prima edizione di “4 Erre”, la rivista dell’Acs “Aiutino” della scuola elementare Crispi di Trento, è andata letteralmente a ruba in occasione della vendita organizzata al consueto mercatino di Natale. Le cinque classi dell’Acs “del Cuore”, della scuola elementare di Zivignago, hanno invece scelto di distribuire il loro prodotto editoriale on line, raccogliendo le email dei loro lettori, ai quali hanno spedito il link da cui accedere comodamente al loro giornale. Iniziativa che si è trasformata in una vera e propria compagna abbonamenti. Lavori in corso, o sarebbe meglio dire rotative in movimento anche nelle due Acs delle classi II della scuola media dell’Istituto Gardascuola, che stanno lavorando in perfetta sinergia per poter presentare al meglio il proprio “prodotto editoriale” alla comunità dell’Alto Garda entro marzo (s.p.). Tempo di lettura: 2’55’’ 36 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 2 - f ebbraio 2 0 1 2 CULTURA COOPERATIVA | scuola Il liceo della cooperazione riscrive la carta dei valori Potrebbero chiamarlo “liceo della cooperazione”. Il “Filzi” di Rovereto ha una chiara caratterizzazione cooperativa. In particolare, nel biennio dell’indirizzo economico-sociale all’interno delle ore a disposizione della scuola, due alla settimana sono riservate al laboratorio di cooperazione. Direttamente collegati alla cooperazione sono anche i laboratori di scrittura e statistica. “Il cardine dell’insegnamento nel biennio - sottolinea la preside Marta Ober - è la cooperazione. Le discipline fanno riferimento ad esperienze concrete. Chi meglio della cooperazione riassume aspetti economici e sociali?” La cooperazione si impara al “Filzi” nelle ore di lezione in classe, attraverso le visite alle cooperative del territorio, praticando l’esperienza delle Acs. Il progetto è coordinato da Marina Pancheri della Federazione. “Lavorare in equipe è una delle grandi competenze indicate nel modello di curriculum vitae europeo”, spiega la preside. “Il nostro progetto sulla cooperazione ci pone al passo con quello che l’Europa richiede”. “La nostra ambizione - precisa Ober - è quella di preparare degli studenti che dopo il diploma saranno in grado di inserirsi in maniera esperta negli ambiti cooperativi”. Attento all’innovazione, il “Filzi” ha introdotto dall’inizio dell’anno scolastico per i ragazzi della seconda A un approccio didattico molto tecnologico. Ciascun studente è stato dotato di un computer che dialoga con la lavagna interattiva su cui lavora l’insegnante. Prendere appunti e fare esercizi risulta più comodo e veloce e, aspetto ecologico non secondario, si rispar- mia carta. A partire dal prossimo anno si pensa di sostituire qualche libro di testo con l’ebook (il libro elettronico), a vantaggio anche del peso della cartella. Sempre all’interno della seconda A continuerà nei prossimi mesi il lavoro di riscrittura della “Carta dei valori della Cooperazione Trentina” con un linguaggio accessibile ai bambini. Il progetto è portato avanti con gli alunni delle elementari “Regina Elena” e nasce per favorire la comprensione degli importanti contenuti della “Carta” anche da parte dei bambini, che potranno adottare il testo semplificato del documento per le loro Acs. A conclusione del lavoro, i ragazzi delle “Filzi” intendono far stampare la “Carta dei valori” nella versione junior. Per finanziare la spesa saranno usati i ricavi dei mercatini allestiti durante le udienze e i proventi dell’attività di baby sitting a favore dei genitori impegnati nei colloqui con i docenti (c.c.). Tempo di lettura: 2’10’’ La preside del Filzi di Rovereto Marta Ober parla agli studenti Un convegno Sulla “terza cultura” A fine marzo, dal 29 al 31, il liceo “Filzi” organizzerà per conto della “Rete dei licei delle scienze umane” il convegno: “Un nuovo dialogo tra umanisti e scienziati”. Ogni anno la Rete, che è composta da 43 scuole distribuite su tutto il territorio nazionale, promuove un convegno progettato da uno dei licei che ne fanno parte. Per il 2012 il compito è stato assegnato al “Filzi”. Si tratta di un importante riconoscimento. Nei diversi momenti del convegno, che alternerà relazioni, lavori di gruppo e tavole rotonde, sarà approfondito il tema della “terza cultura”, che nasce dall’intreccio tra la cultura umanistica e quella scientifica. “Sarà un’occasione - afferma la dirigente Marta Ober - per favorire il confronto su un argomento di grande attualità in un periodo di profondi cambiamenti che riguardano ambiti fondamentali della conoscenza umana”. 37 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 2 - f ebbraio 2 0 1 2 CULTURA COOPERATIVA Tutti pazzi per la Cooperazione Trentina di Diego Nart Il modello della Cooperazione Trentina attrae visitatori provenienti da tutti cinque i continenti, come viene dimostrato dalle molte delegazioni ospitate negli ultimi mesi dalla Federazione e dalle associate. Il Trentino cooperativo come vetrina di un sistema apprezzato di imprese, di cui in molti desiderano saperne di più, grazie ad un ciclo di visite organizzato dall'ufficio studi e intercooperazione. Polonia Due le delegazioni: Owop - Banking Training and Consulting Center - Centro per la formazione dirigenti pubblici e del settore privato; Voivodato di Opole. Entrambe interessate ad approfondire la conoscenza delle cooperative di lavoro sociali servizio e abitazione. In particolare: meccanismi e strategie di sostenibilità finanziaria ed economica delle imprese sociali, la capacità di fare rete del sistema cooperativo trentino a sostegno dell’economia sociale attraverso le Casse Rurali, i fondi mutualistici e gli strumenti legislativi e fiscali definiti della Provincia di Trento. Il tour ha portato a incontrare cooperativa Samuele, Archè, Eliodoro, Spes, Consorzio Lavoro Ambiente, Consolida, Promocoop e Cooperfidi. Palestina Gruppo formato da rappresentanti di Parc (Ong palestinese) e di Ucasc, Unione delle cooperative di risparmio e credito formate da sole donne. Da ventisette anni l’Organizzazione Non Governativa è riferimento per gli agricoltori di questa nazione. In questa direzione va anche la creazione, alcuni anni fa, di “Reef for finance” impegnata nel settore della microfinanza per garantire prestiti agli agricoltori e alle persone in situazioni di bisogno. La visita si è concentrata in particolare sulla conoscenza del sistema delle Casse Rurali Trentine. L’intenzione è di concentrare le attività di credito all’interno di una realtà più strutturata “come una banca di credito cooperativo”. Mozambico Il gruppo era formato da rappresentanti del mondo delle istituzioni ma anche da amministratori pubblici con incarichi assessorili. La delegazione è stata ospite in occasione del decimo anniversario di collaborazione con il Trentino. Incontri con rappresentanti di Casse Rurali, Consorzio Val di Gresta, Famiglie Cooperative e Azienda per il Turismo Valsugana. E’ stato mostrato molto interesse per il modello cooperativo, presente in Mozambico prima della guerra civile in particolare in agricoltura. Negli incontri sul territorio si sono definite ipotesi di collaborazione. dalla Palestina Cina Anche i cinesi sono interessati alla Cooperazione Trentina. Il settore vino e il credito cooperativo sono i più gettonati. Obiettivo: conoscere la filiera della vite e del vino e la tecnologia innovativa espressa da Cavit e dalle cantine socie. Altrettanto stimolante il mondo del credito cooperativo ritenuto adatto allo sviluppo delle piccole aziende e formula bancaria fortemente legata al territorio. El Guabo Una visita per conoscere, confrontarsi e gettare le basi perché, le banane solidali, possano essere commercializzate in quantità maggiore nella rete di vendita della 38 C O O P E R A Z I O N E dalla Polonia T R E N T I N A n ° 2 - f ebbraio 2 0 1 2 dal Mozambico dalla Cina CULTURA COOPERATIVA | finestra sul mondo dalla Romania dall'Uganda cooperazione di consumo trentina. L’obiettivo ha caratterizzato la visita al Sait di una delegazione di produttori soci della cooperativa “El Guabo”. Un confronto tra i due anelli posti all’estremità della catena: chi produce e chi commercializza. L’intenzione è di aumentare la percentuale di “banana solidale” proposta al consumatore. Attualmente è del 20%. Si vorrebbe portarla al 35%. Allevatori, Centro Alpenseme, Consorzio Ortofrutticolo Val di Gresta, Concast Trentingrana che ha messo a disposizione un macchinario per il confezionamento del latte. Colombia Due amministratrici del Comune di Medellin hanno dedicato i loro giorni di visita a Risto 3 ma anche alle cooperative sociali, alle botteghe del commercio equo solidale. La loro volontà, soddisfatta, era di apprendere le caratteristiche tecnico organizzative e le strategie manageriali delle cooperative per mutuarne il modello in terra colombiana e poter far nascere così realtà utili a fronteggiare, in modo concreto, situazioni di particolare bisogno. Romania dalla Colombia Trenta discendenti di trentini emigrati in Romania alla fine del secolo scorso sono stati guidati da Maurizio Passerotti, console onorario di Romania per il Trentino Alto Adige, alla scoperta delle zone di origine dei loro genitori. Occasione per fare un viaggio a ritroso nel tempo (in particolare in valle di Fiemme) ma anche per visitare alcune realtà di primaria importanza del tessuto sociale ed economico come la Cooperazione Trentina. Brasile Dal Sudamerica e, precisamente, da Rio Grande do Sul sono stati accolti una trentina di esponenti della Banca Cooperativa Sicredi. Hanno voluto conoscere il ruolo di assistenza e consulenza svolto dalla Federazione alle cooperative di primo grado. Uganda dal Brasile Il settore della cooperazione agricola ha caratterizzato il focus del gruppo di tecnici agricoli ugandesi e responsabili di un progetto sostenuto dall’Assessorato alla solidarietà internazionale della Provincia di Trento. Hanno conosciuto gli elementi organizzativi del settore agricolo. In particolare: Caseificio di Cavalese, cooperativa Sant’Orsola, Federazione Provinciale Tempo di lettura: 4’15’’ 39 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 2 - f ebbraio 2 0 1 2 CULTURA COOPERATIVA | arte idee territorio La Maternità di Moggioli a Cles La Cassa Rurale di Tuenno-Val di Non prosegue con le sue iniziative di arte e di cultura. Un dipinto che affronta le sfide del vivere Si è chiusa il 14 gennaio (molti avrebbero desiderato qualche giorno in più, tanto la proposta espositiva era bella e importante) la mostra di 32 opere di 13 artisti trentini del Novecento, allestita a Cles della Cassa Rurale di Tuenno-Val di Non. Il presidente Luigi Cristoforetti è stato fra i primi a sostenere l’iniziativa pittorica, che è ormai una tradizione (per i residenti e per i turisti ospiti in Anaunia e Val di Sole durante il periodo natalizio) ma è anche la conferma del ruolo crescente di Cles quale centro culturale, e non solo economico, per tutto il Trentino. I curatori, il gallerista Camillo Fedrizzi e Nicoletta Tamanini, hanno svolto un’opera paziente e meritoria, andando a scovare alcuni capolavori nascosti dell’arte trentina del Novecento (Moggioli, Prati, Bonazza, Gabari, Pancheri, Lasta, il grande e ingiustamente dimenticato Guido Polo) che non si trovano nei musei. I collezionisti privati non li mostrano facilmente, con il rischio che poi vadano dispersi. Ne è uscita un’“antologica” che, adeguatamente completata, potrebbe costituire il nucleo di una “permanente” della pittura trentina del Novecento. La mostra ha anche confermato quanto siano importanti, per la crescita complessiva di una comunità, le “ricadute” sul territorio delle casse rurali. Ma ha anche evidenziato come l’arte sia non compiacimento estetico, ma stimolo ad affrontare i problemi dell’oggi. La “Maternità” di Moggioli, uno dei dipinti più belli della rassegna, esprime infatti non solo la tenerezza di una madre per il suo bambino, ma la sfida vera, sociale e politica più urgente che il Trentino e l’Italia devono affrontare, se vogliono dare significato (umano, ma anche economico) al loro futuro. Perché la crisi vera – di sfiducia, di mancata speranza – non viene dagli “spread” della finanza, ma da un mancato amore che porta ad una costante denatalità. L’Italia è il paese dove si nasce meno al mondo, e il Trentino una delle regioni dove si nasce meno in Italia. Un bambino su cinque è poi figlio di immigrati. Ma il dato più preoccupante è che il 30 per cento dei giovani dichiara di non volere figli. Sono dati che si commentano da sé, ma sollevano una domanda: ha ancora senso parlare di sviluppo, di autonomia? Ecco a cosa serve un quadro. Non a dire “che bello”. Ma a pensare cos’è la vita. (f.d.b.). Tempo di lettura: 2’ 41 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 2 - f ebbraio 2 0 1 2 CULTURA COOPERATIVA | libri Tutti per uno...uno per tutti E’ disponibile in formato “flip book” l’atteso libretto didattico “Tutti per uno…uno per tutti” edito in occasione dei 120 anni della Cooperazione Trentina, che racconta in modo simpatico e su misura per i ragazzi la vita e le iniziative di don Lorenzo Guetti. Il libro, consultabile sul sito internet www.coopeduca.it e dalla pagina Facebook della Cooperazione Trentina è stato realizzato dalla Federazione in collaborazione con l’Ecomuseo della Judicaria. Il progetto nasce da un’idea di Iva Berasi, ed è stato scritto in forma di racconto dalla scrittrice per bambini Alessandra Sartori, corredato da immagini, foto, aneddoti pensati con un ritmo intenso e coinvolgente. La scelta di pubblicare il sussidio in questo formato innovativo, permetterà agli studenti e ai loro insegnanti di sfogliarlo on-line, di leggerlo e commentarlo in classe anche attraverso la LIM (la lavagna interattiva) e di stampare, con un occhio rivolto all’ecologia, solo le copie strettamente necessarie. Tempo lettura: 50" Autore Titolo Prezzo: Pagine Alessandra Sartori Tutti per uno...uno per tutti scaricabile gratuitamente 28 Il credito cooperativo Affronta il tema del credito cooperativo da tutti punti di vista il manuale edito dal Mulino e curato dal professore Alessandro Carretta: c’è l’analisi storica, curata da Pietro Cafaro, di diritto, approfondita dal trentino Emanuele Cusa, economica con Stefano Zamagni e dell’organizzazione con Domenico Bodega. Un volume scientifico completo ed importante, con oltre 770 pagine e la presentazione introduttiva del presidente di Federcasse Alessandro Azzi. Un libro che non vuole essere un semplice esercizio accademico, ma un progetto di formazione Autore Alessandro Carretta e altri Titolo Il credito cooperativo idenditaria. Tempo lettura: 35’’ Prezzo: Pagine 52 E 772 Scrivere il futuro Ha come obiettivo quello di fornire delle istruzioni semplici e pratiche per creare e far crescere gruppi di giovani soci nelle casse rurali e banche di credito cooperativo l’agile volume edito da Ecra (la casa editrice della cooperazione nazionale di credito) nella collana Strumenti pocket. Un libro tratto dell’esperienza di gruppi di giovani soci che stanno portando la loro vitalità e il loro entusiasmo all’interno delle banche, che in loro hanno creduto incoraggiandoli ed indirizzandoli. Servono energie giovani per guardare con speranza a un domani che non sarà identico al passato. Tempo lettura: 35’’ Autore Titolo Prezzo: Pagine vari Scrivere il futuro 9E 73 42 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 2 - f ebbraio 2 0 1 2 CULTURA COOPERATIVA | libri Emanuele L. di Michele Dorigatti* Quello che vi presentiamo non è un saggio scientifico, ma una biografia romanzata di Emanuele Lanzerotti (1872-1955), uno dei padri della cooperazione trentina. A restituirci, in forma narrativa, la sua avvincente vita è Mariagrazia Sironi, la nipote. Che con passione, gratitudine e curiosità ricostruisce, pescando dai ricordi di famiglia, la poliedrica figura del nonno, di cui quest’anno ricorrono i 140 anni dalla nascita. Lanzerotti nasce a Romeno nel 1872 da una famiglia benestante. Studia a Trento, poi al Politecnico di Graz, si trasferisce a Vienna, effervescente capitale dell’Impero austro-ungarico, dove si laurea in filosofia e teologia, e infine a Innsbruck, dove frequenta la facoltà di ingegneria industriale. Rientrato in Trentino, non perde un secondo di tempo: c’è da risollevare le sorti di un territorio che si dibatte fra isolamento politico, arretratezza culturale, crisi economiche, pratiche usuraie, flussi emigratori. Come don Lorenzo Guetti, è simile il punto di partenza: sono i bisogni della gente più umile, non la ricerca del profitto, a costituire la bussola dell’azione sociale e riformatrice. La formula cooperativa sarà la chiave di volta per restituire dignità e futuro ai contadini trentini. L’ingegnere coglie al volo l’importanza dell’acqua, e si adopera per la costituzione delle prime cooperative di utenza, i consorzi elettrici. Nel 1900 la luce elettrica fa il suo ingresso in 17 comuni della Val di Non, tra lo stupore della gente. Favorisce la nascita di piccole manifatture e di officine elettromeccaniche, inaugurando una tradizione industriale ancora oggi viva e distintiva. Ma la sua passione cooperativa contagerà a 360 gradi ogni settore dell’economia locale: lo troviamo fra i promotori di casse rurali e di famiglie cooperative, e nel 1899 tra i fondatori del SAIT. “L’indipendenza economica crea lavoro e libera dalla povertà e dall’emigrazione”, sentenzia Lanzerotti per bocca della nipote. Egli intravede, con grande lungimiranza, un futuro “turistico” per la sua terra, la Val di Non e le Dolomiti. Luoghi di grande bellezza, ma scomodi da raggiungere: il carretto deve al più presto essere sostituito dalle carrozze. Si impegna perciò nella progettazione di una ampia rete elettrica ferroviaria di alta montagna, con l’ambizione di collegare il Trentino al Regno d’Italia, alla Svizzera e alla Baviera. Il suo sogno di una “ferrovia transaplina orientale”, lunga 300 chilometri, sarà interrotto solo dai venti della prima guerra mondiale, che opporrà austriaci e italiani. Farà tuttavia tempo a vedere nel 1909 inaugurata e in funzione la ferrovia Dermulo-FondoMendola, che nel 1934 verrà letteralmente smontata e trasportata in Eritrea… Come politico, Lanzerotti, eletto deputato a Vienna nel 1907 e successivamente alla Dieta di Innsbruck, si è battuto per l’indipendenza del Trentino. Ricercato a causa delle sue posizioni irredentiste dagli austriaci e condannato a morte per alto tradimento e aiuto al nemico (italiano), riparerà a Genova, scampando così la sorte occorsa all’amico Cesare Battisti. Il suo scranno alla Dieta sarà preso da Alcide De Gasperi. Anche noi lo ricordiamo volentieri, citando alcune delle parole cui si sentiva più legato: “Date, date, bisogna dare per ricevere, riceverete dalla collettività”. Per il Trentino, per la cooperazione (fu presidente del Sait, vice-presidente della Federazione dei Consorzi cooperativi, direttore della nostra rivista) e per la gente Lanzerotti ha dato molto, spendendo un’intera vita, tra alterne fortune, personali e professionali; non sappiano se abbia ricevuto altrettanto. Ma questo è un compito che affidiamo volentieri agli storici. Utilissime e puntuali, a questo fine, le note biografiche di Renzo Tommasi, che chiudono (o che aprono) la vicenda di “Emanuele L. Il fascino dell’essere insieme”. Tempo di lettura: 3’15’’ * Ufficio studi e intercooperazione della Federazione Trentina della Cooperazione 43 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 2 - f ebbraio 2 0 1 2 PUNTO VENDITA ILLUMINAZIONE IMPIANTI FOTOVOLTAICI IMPIANTI ELETTRICI CIVILI E INDUSTRIALI Coop S.E.I. - DRO - Località Matoni, 1 tel. 0464 504603 - negozio 0464 544549 [email protected] - www.coopsei.com OPINIONI IDEE PER IL FUTURO Credito, attenzione alla ‘taglia’ di Alberto Ianes* La crisi economico-finanziaria è molto grave. Ne percepiamo l’impatto, ne seguiamo l’evoluzione. Anche in Trentino: i licenziati iscritti nelle liste di mobilità stanno aumentando; famiglie e imprese faticano sempre più a pagare i mutui. Come se ne esce? Il ritornello è sempre lo stesso: va bene mettere in sicurezza i conti pubblici e il rigore finanziario, ma senza crescita economica e occupazione non si va molto lontani. Ciò significa agire a livello macro, di governo centrale, facendo riforme di struttura, liberalizzazioni, lotta all’evasione e, forse – ma non se ne parla più – introducendo una patrimoniale di scopo, per prendere le risorse laddove ci sono (nei grandi patrimoni, nelle grosse rendite) e iniettarle, secondo un’ottica keynesiana, sul sistema produttivo, favorendo il sostegno della domanda. Ma la crescita si incentiva anche con azioni micro, a partire da un rilancio dell’accesso al credito. Il tema oggi non è solo a che tasso avere un prestito, ma, addirittura, riuscire ad ottenerlo. È vero che nel 2011 i prestiti sono aumentati, ma le banche sono più caute, soprattutto in qualche settore come il mattone, dove i rubinetti sono praticamente chiusi. Quando il prestito viene concesso, lo spread applicato è elevato. Colpa delle banche? E, in Trentino, soprattutto delle Casse Rurali, che detengono una quota di mercato elevata? Non proprio. Infatti, in quest’ultimo anno, i prestiti concessi dalle Rurali sono cresciuti. Il tasto dolente è che il rapporto impieghi-raccolta diretta sfiora ormai il 100%, che significa che per ogni euro raccolto, un euro viene prestato. C’è quindi, com’è noto, un problema serio di liquidità. Il credito cooperativo trentino si interroga e pensa alle linee guida che gli consentano di affrontare il problema. Le voci che si rincorrono sembrano orientate ad agire su un mix di misure, che prevedono un programma di aggregazione tra Casse e l’accentramento di alcuni servizi presso la Federazione. Entrambe le azioni sono rivolte a razionalizzare e a contenere costi. Con il rischio, nel caso delle fusioni, di recuperare posizioni sul versante dell’ottimizzazione dei costi, e di perderlo su quello molto prezioso, per una Cassa, della partecipazione e del legame con il proprio territorio. Ottimo perciò rafforzare i servizi gestiti a livello di sistema, o tra alcune Casse, per portare avanti strategie comuni, pur preservando l’autonomia, di cda e di governance, e conciliare così razionalizzazione e legame con il territorio. Sarei più prudente invece nel proporre un progetto spinto di fusioni. In alcuni casi l’accorpamento può essere utile, ma non deve essere imposto dall’alto, va concertato e condiviso con la base sociale e le comunità coinvolte. D’altra parte già ora, con le fusioni, qualche Cassa è andata un po’ oltre alle dimensioni “gestibili” e ha sconfinato il territorio di appartenenza. 45 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 2 - f ebbraio 2 0 1 2 Uno dei punti di forza delle Casse è quello di essere prima di tutto banche di relazione, dove, al di là delle ipoteche, delle garanzie, conta soprattutto il rapporto di fiducia. Va bene allora agire sul contenimento dei costi, ma bisogna valorizzare ciò che di più prezioso - e di competitivo - conserva il credito cooperativo: la capacità di generare fiducia. Considerando che quella che stiamo vivendo è, anche, una crisi di questo tipo. Verrebbe da dire, quindi, che organizzazioni relazionali come le cooperative possono fare molto contro la crisi. A patto che sappiano agire non solo sul versante del contenimento dei costi, ma su quello, altrettanto importante, del recupero di fiducia. E questo recupero passa, necessariamente, per una maggiore consapevolezza del significato di socio: né solo correntista né semplice cliente, ma micro-banchiere. Ovvero com-proprietario della propria Cassa. Un modo per rinsaldare le fila, avvicinare il socio alla propria Rurale, e così anche i suoi risparmi, a dispetto di investimenti più redditizi e attraenti. Per puro amore di patria. Mission impossible? Per cominciare non accorpiamo troppo, non allentiamo il legame con il territorio e favoriamo la partecipazione. Insomma, scegliamo bene la “taglia”. * Responsabile del Centro sulla Storia dell’economia Cooperativa (CeSC), Fondazione Museo storico del Trentino ([email protected]) Tempo di lettura: 3'25'' OPINIONI ECONOMIA Come rilanciare la crescita? La necessità di riportare l’economia italiana su un percorso di crescita è ormai condivisa da tutte le forze economiche e sociali. Non è tuttavia ancora del tutto chiaro come. Il governo si appresta ad agire su tre fronti: modifiche in senso più concorrenziale degli assetti di diversi settori, dai trasporti alle libere professioni, rilancio di alcune grandi opere infrastrutturali e sostegno alle imprese, soprattutto agendo sui costi delle materie prime, dei servizi e del lavoro. Tutte misure necessarie, ma non di facile realizzazione e da sole probabilmente insufficienti. E’ vero che le liberalizzazioni dovrebbero garantire una crescita di qualche punto percentuale nei prossimi anni (più di dieci punti secondo stime della Banca d’Italia) e che una politica a favore delle imprese potrebbe rilanciare o almeno consolidare l’occupazione in alcuni settori, ma non si può non ricordare che una parte almeno di questa crescita è destinata a compensare le conseguenze deflattive della manovre realizzate nel corso del 2011. Si può fare di più. In particolare agendo lungo due direzioni, che rientrano tra le azioni possibili anche di un governo con poche risorse a disposizione. La prima direzione è quella di aprire all’azione dei privati settori che sono ancora considerati di competenza pubblica, ma solo virtuale perché in realtà molte amministrazioni pubbliche non hanno la volontà, la capacità o le risorse per metterne a frutto le potenzialità. E’ il caso in particolare del settore della cultura e dell’utilizzo a fini produttivi dell’enorme patrimonio culturale di cui il paese dispone e che potrebbe essere concesso in uso a imprese private interessate a gestirlo secondo logiche almeno in parte commerciali. Ma è anche il caso di molti servizi alla persona e alla famiglia, come l’asilo nido e il doposcuola che molte amministrazioni locali continuano a ritenere di loro esclusiva competenza pur non riuscendo a garantire una adeguata soddisfazione della domanda. E questo accade ancora e nonostante in questi ultimi vent’anni il terzo settore, e in particolare la cooperazione sociale, abbiano dimostrato che una gestione di tipo privatistico è non solo possibile ma anche più efficiente e spesso più efficace di quella pubblica. La seconda direzione è quella della creazione di un apposito strumento pubblico o, meglio ancora, misto pubblico-privato a sostegno dell’avvio di nuove imprese soprattutto in settori nuovi, come quelli sopra ricordati, magari poco profittevoli e quindi poco attraenti per gli imprenditori tradizionali ma di sicuro interesse per quelle forme di impresa, come la cooperativa, che non hanno per obiettivo il profitto, ma la fornitura del servizio e la creazione di occupazione. Ma lo stesso fondo potrebbe servire anche per accrescere l’impatto sulla crescita delle liberalizzazioni in programma che richiedono anche una diversa organizzazione imprenditoriale delle attività interessate. Come ha dimostrato l’esperienza della cooperazione sociale, le risorse necessarie all’avvio di queste iniziative sono relativamente modeste e sono diversi i soggetti che potrebbero partecipare alla costituzione di un simile fondo. In questa direzione stanno muovendosi altri paesi europei e la stessa commissione europea. In Italia potrebbe essere il mondo della cooperazione a farsi carico della proposta. Tempo di lettura: 2’55’’ * professore alla Facoltà di economia dell’Università di Trento e presidente di Euricse 46 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 2 - f ebbraio 2 0 1 2 [email protected] di Carlo Borzaga * OPINIONI ORIZZONTI Per chi a bordo c’è, per chi ci sarà di Umberto Folena «Vada a bordo, cazzo!». Il capitano di fregata Gregorio Maria De Luca, della Capitaneria di porto di Livorno, a Francesco Schettino, comandante della nave da crociera Concordia. «Quando ci vuole ci vuole. Ci sono espressioni che, pur usurate dalla quotidianità, conservano una loro volgarità di fondo. Ma, in circostanze come queste, quando l’intontito comandante della Concordia sembra non rendersi conto del disastro che ha combinato, assumono persino un che di nobile, quali fossero l’ultima risorsa della disperazione». Aldo Grasso, Corriere della sera, 18 gennaio. La pretesa di dire qualcosa di originale su un argomento sul quale tutti gli italiani dotati di parola (di pensiero forse è eccessivo…) si sono ampiamente misurati sa di temerario. E forse è temerario pure cercare di rispondere a una domanda che potrà apparire bizzarra: quel «Get on Board, Damn it!» (preferiamo qui la traduzione dei tg americani) ha qualcosa da insegnare alla cooperazione? E allora, cercando di essere inusuali, non consumiamo pallottole per impallinare Schettino, ampiamente condannato dall’opinione pubblica ben prima del tribunale di fronte al quale dovrà presentarsi, massacrato da giornali e giornalisti la cui furia nell’accanirsi sul comandante codardo («Maramaldo, tu uccidi un uomo morto!») non sa di coraggio ma di banale raccolta del consenso popolare, secondo la ferrea legge del giornalismo demagogico, cinico e vile: dai in pasto il mostro al pubblico, scrivi sempre e soltanto quel che la gente vuole leggere, capitalizza i consensi. Un pensiero, uno solo, magari va rivolto al solito italianuzzo furbastro che in poche ore ha messo in circolazione le t-shirt con le quattro parole (l’hashtag, in gergo) di De Falco, facendo soldi su una tragedia: avrebbe il coraggio di regalarne una ai parenti di un morto? E poi: le cooperative sono tutte on board? Il problema infatti è Schettino, ma prima di lui è il sistema capace di affidare una enorme responsabilità a chi non se ne è mostrato all’altezza. Sotto accusa è la responsabilità di chi ha il compito di affidare responsabilità. Il manovratore ha sbagliato, ma chi l’ha messo sul ponte di comando? Altro che Master and Commander… La Marina di Sua Maestà Britannica sapeva selezionare i suoi comandanti… Bounty a parte, s’intende, perché il sistema perfetto non esiste. La cooperazione sa selezionare i suoi comandanti? Quali criteri adotta quando deve assegnare a qualcuno un ponte di comando? 47 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 2 - f ebbraio 2 0 1 2 A volte i più capaci, intelligenti, creativi, autorevoli sono anche i meno docili. Rispettano le gerarchie ma non sanno essere né sudditi né gregari. Ovvio, altrimenti non sarebbero dei leader. A volte, però, li vogliamo così: comandanti e gregari assieme, protagonisti e comprimari nello stesso tempo. Ma non è possibile… Siamo capaci di affidare un ruolo di responsabilità a chi sappiamo che un giorno, in libertà, potrebbe dirci di no? Potrebbe contraddirci? Siamo capaci di fare il bene della cooperativa, risolvendole un problema, anche a rischio di crearcelo a noi, un piccolo problema? Forse nel Trentino non c’è l’equivalente di una Concordia. Forse non basta la decisione di un secondo a far affondare un’azienda. Per fortuna. Ma la vicenda della nave orgogliosa e persino arrogante – abbattuta da un “sasso” come un qualsiasi biblico Golia, proprio come il Titanic fu abbattuto da un “cubetto di ghiaccio” – ci invita a ripensare alle nostre leadership, ai criteri con cui scegliamo i comandanti, alla responsabilità a cui tutti prima o poi siamo chiamati. Tempo di lettura: 3’ [email protected] OPINIONI LA PORTA APERTA Poste, cisl e Cooperative di Franco de Battaglia Se si potesse suggerire un buon proposito per il 2012 che inizia, un anno decisivo perché – come ha constatato il Rettore dell’Università di Trento Davide Bassi – quella che stiamo attraversando non è una crisi economica, ma una crisi di sistema, e richiede quindi che i comportamenti, prima che gli investimenti, mutino, dovrebbe essere di promuovere un pacato, ma urgente incontro di chiarimento fra il sindacato Cisl e i vertici della Cooperazione. Mi hanno molto colpito, infatti, al di là della cosa in sé, ma come segno della crisi (non solo di linguaggio) di tutto il “sistema trentino” le dichiarazioni del segretario provinciale della Cisl Lorenzo Pomini a proposito dell’ultima chiusura di otto sportelli postali periferici. E’ una chiusura che si aggiunge a disservizi postali ormai endemici e gravi. Solo i treni sono peggio. Le dichiarazioni (vedi “Trentino” del 14 gennaio) portano il titolo “La giunta finora immobile per tutelare il sistema rurali”. Nell’articolo si adombra che la Provincia non abbia voluto rivendicare competenze sulle Poste non perché interessata ad altri, più interessanti settori (strade, istruzione…) ma per tutelare il sistema delle casse rurali dal momento che (si sa, ma non si dice) da tempo il “business” principale delle Poste ha cessato di essere il recapito della corrispondenza, ed è diventato invece la raccolta del denaro nei suoi diffusi sportelli. Il giornale scrive: “Il sospetto di Pomini è chiaro, che si preferisca, tenere in piedi il sistema della cooperazione (tanto più interessante per la Provincia in termini elettorali, ma non solo, basta pensare agli ultimi affari come l’Italcementi) rispetto alla soluzione del problema dei disservizi postali”. Ora sull’importanza del servizio postale ha ragione Pomini: è fondamentale non solo per recapitare lettere e pacchi, ma per il controllo sociale del territorio. E’ civiltà, ma anche sicurezza. Un portalettere conosce le strade e i condomini meglio dei cara- binieri. L’autonomia è in crisi anche perché sono venuti a mancare i presìdi del territorio: parroci, medici, maestri… Sono rimaste le cooperative, le casse rurali. Allora però sembra davvero una misera guerra fra poveri accusare la cooperazione. Da un lato non è forse male se il risparmio dei trentini va alle casse rurali (che lo reinvestono sul territorio) invece che ai Bancoposta che lo dirottano verso altre destinazioni, dall’altro come fa un sindacato responsabile come la Cisl a banalizzare la funzione cooperativa, quando proprio da essa dipende la tenuta della parte più difficile dell’economia trentina, quando senza cooperazione la montagna sì, sarebbe spopolata, come nelle vicine province e non sostenuta nelle produzioni contro cui si accanisce il mercato. Sull’Italcementi poi si possono dire molte cose, ma se errori ci sono stati, essi sono stati commessi per impedire che quell’area strategica finisse in mano a gruppi affaristi, che non mancano, né dentro né fuori il Trentino. Sul servizio postale, piuttosto, la Cooperazione dovrebbe essere coinvolta, sostenendo più diffusi “sportelli polifunzionali”, affidati a un gestore, comprensivi di servizio postale, o incentivando cooperative di recapito. E’una frontiera urgente e Pomini ha fatto bene a sollevarla. Ma non sarebbe male se Cooperazione e Sindacato su questi temi si confrontassero direttamente. Per non gettare via il bambino con l’acqua sporca. Perché non fare un confronto diretto invece che polemiche a distanza? Tempo lettura: 2’55’’ [email protected] 48 C O O P E R A Z I O N E T R E N T I N A n ° 2 - f ebbraio 2 0 1 2 MARKETING SAIT ANNO INTERNAZIONALE DELLA COOPERAZIONE 2012 International Year of Cooperatives La figura del volontario è molto presente anche all’interno delle cooperative, in particolare nel settore dei servizi alla persona. Nei laboratori sociali che accolgono soggetti con handicap, nelle attività a favore degli anziani e dei minori, ma anche nel commercio solidale, i volontari svolgono un ruolo importante. RI A T N O L O V I D UNA TERRA Sono tantissimi gli abitanti del Trentino che praticano attività di volontariato. Secondo una ricerca condotta dalla Provincia Autonoma nel 2010, sono oltre 5 mila le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale che operano sul nostro territorio nei diversi ambiti della vita civile. Una risorsa preziosa per il Trentino e la sua gente.