InformaMuja
GIUGN
O 200
SPI-CGIL Sindacato Pensionati Italiani Trieste - Distretto Est - Lega di Muggia - via Mazzini, 3/a - Muggia
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(040271086
Intervista all’assessore Edmondo Bussani
Raccolta differenziata
a Muggia: passi avanti?
Domenica 8 febbraio 2009 il
Piccolo riporta una interessante
notizia: a breve il Comune sperimenterà la raccolta dei rifiuti
“porta a porta” presso circa 400
utenze domestiche, distribuirà 100 “composter” e proverà
la raccolta degli olii esausti di
cucina. Obiettivo, avvicinarsi
al 40% di raccolta differenziata
entro l’autunno e sei mesi dopo
a quel 55% che è previsto dalla
legge.
Siamo a fine maggio e pensiamo
sia il momento di una prima verifica.
Assessore Bussani: a che punto siamo?
La risposta non può che essere
articolata. In premessa va detto
che intendiamo procedere con
gradualità, nel rispetto dei diritti
dei cittadini e quindi senza imporre nulla a nessuno, ma creando un forte consenso alla nostra
azione, come dite anche voi
del sindacato: “costruiamo una
cultura al riguardo, posto che
parliamo di ambiente, ecologia,
salute e tasca dei contribuenti”
(vedi l’articolo a fianco, NdR).
Quindi confermate il progetto
annunciato?
Senza dubbio, intendiamo sviluppare il “sistema asporto”. Ma
precisiamo: dopo il travagliato
passaggio della gestione di raccolta da Ecoverde a Italspurghi,
la percentuale della differenziata è salita dal 20 al 29%; ancora
bassa, ma aumenterà rapidamente grazie all’incremento del
numero di cassonetti in città e
con la valorizzazione del Centro
Raccolta di Vignano. Per i rifiuti
più ingombranti abbiamo presentato anche un progetto alla
Provincia, per attivare un servizio gratuito di asporto a chiamata. Così eviteremo anche gli abbandoni in strada, nei boschi …
Ma passerete al “porta a porta”, con i bidoni alle famiglie?
Quanto prima possibile passeremo dalla sperimentazione in atto
con locali pubblici ed esercizi
commerciali a quella a Zindis,
frazione che si presta abbastanza
a questo sistema. In una prima
fase, i bidoni saranno senza quel
chip che consente la pesatura di
quanto conferito da ogni utente e l’addebito in rapporto alla
quantità: è una cosa complicata,
anche a Dolina l’hanno sospesa
viste le notevoli difficoltà nell’informatizzare il meccanismo.
Ai cittadini bisogna dire: il por-
ta a porta richiede forte collaborazione, ma consente alcuni
vantaggi certi: si tengono i contenitori in casa e questo può essere un disagio, ma non c’è più
bisogno di andare in giro con i
sacchetti delle “scovazze” e si
diminuisce la quantità di materiale che si conferisce all’inceneritore triestino, così risparmiando sicuramente qualcosa.
segue a pagina 6
L’assessore Edmondo Bussani
ECOLOGIA, AMBIENTE, SALUTE, MA ANCHE RISPARMIO
Quattro parole chiave, sulle quali abbiamo avviato nel numero precedente una riflessione che dovrà
coinvolgere tutta la cittadinanza. Siamo partiti con una nota relativa all’intenzione del governo
nazionale di avviare la costruzione di centrali nucleari, snobbando le fonti energetiche alternative.
Passiamo oggi ad esaminare la raccolta differenziata, altro tassello decisivo per una corretta
politica ambientale e di tutela della salute, sapendo anche che in regione le discariche esistenti si
stanno esaurendo! Aggiungiamo anche che l’Ente Locale, quale titolare di diritti e doveri in capo
al “benessere della comunità” è tenuto ad avviare concrete azioni formative ed informative, per
responsabilizzare e creare un forte senso civico nel cittadino, il cui impegno è decisivo per la riuscita
dei progetti di impatto ed impegno collettivo.
Ma anche a noi del Sindacato compete svolgere la nostra parte.
Incenerisco, e ci guadagno...
Altro che raccolta differenziata!
L’inceneritore è uno dei fiori all’occhiello della
giunta comunale triestina e del sindaco in prima
persona.
L’assessore Rovis dichiara che:
“… abbiamo la fortuna di disporre di un termovalorizzatore che tra l’altro, producendo energia
dai rifiuti, riduce di circa il 50% il costo dello
smaltimento e abbassa quindi le bollette della
Tarsu … (Il Piccolo, 1.2.08).
Ma se vediamo i costi medi annui dell’asporto
rifiuti in località diverse emerge una sorpresa
molto sgradevole per i triestini:
Gorizia
€ 124
Udine
€ 149
Pordenone € 163
Bologna
€ 175
Bolzano
€ 153
Firenze
€ 131
Genova
€ 175
Milano
€ 195
Roma
€ 219
Torino
€ 179
Trento
€ 156
Monfalcone € 145
Muggia
€ 148
S.Dorligo
€ 160
Trieste:
€ 231 !!!
(Precisiamo trattarsi di dati medi e non perfettamente omogenei. NdR)
Con squisita ironia, l’assessore afferma che, per
questo anno 2009, a Trieste, “… la Tarsu non aumenterà…” (Il Piccolo, 4.2.09). Nel frattempo il
Piccolo (27.2.09) ci informa che un gruppo di 11
cittadini ha fatto causa al Comune per l’aumento
del 27,3% effettuato nel 2007, vincendo in prima
istanza al Consiglio di Stato: l’aumento non era
giustificato né legittimato!
Vediamo ora cosa prescrivono le direttive europee e la legge italiana (Dlgs. 152/06, art. 205):
“… deve essere assicurata una raccolta differenziata di almeno il
35% entro il 31.12.06;
45% entro il 31.12.08;
65% entro il 31.12.12.
Per i comuni inadempienti il costo del conferimento a discariche o inceneritori viene aumentato del 20%.”
E Trieste come va?
Male, anzi, malissimo! Siamo passati appena al
20,25% dal 17% del 2004.
segue a pagina 6
Informa Muja
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GIUGNO 2009
Il gemellaggio dei pensionati di Muggia e Cittanova
Domenica 24 maggio quasi duecento
pensionati hanno festeggiato a Rogovici (Pisino) il 3° anniversario del gemellaggio tra i due sindacati, Spi-Cgil
e Suh.
Dopo una breve passeggiata al Canal
di Leme, sempre affascinante insenatura nel cuore dell’Istria croata, una bella
festa in armonia, in nome dell’amici-
zia che lega da sempre le due cittadine,
unite dalla storia, dagli affetti, dagli
interessi. Ma oggi ancora divise da
confini, una dolorosa separatezza che
pian piano va ricomponendosi; confini
che però tutti vorremmo fossero rapidamente abbattuti.
In questo spirito si sono tenuti gli interventi di saluto, in cui sono affiorati
anche gli eterni problemi dei pensionati: sanità, assistenza, necessità di giuste
retribuzioni e di adeguate pensioni.
Problemi gravi, di forte impatto sulla
vita quotidiana, che trovano nel Gemellaggio momenti di comune confronto, per individuare assieme quelle
risposte che il sindacato può e deve
offrire ai cittadini.
Giardino da rifare?
Non è nostra intenzione strumentalizzare
polemiche tra cittadini: ma quando al fondo
emergono idee per migliorare la vita in città,
pensiamo si possano anche avviare discussioni e confronti. Ecco quindi una questione
ripresa dal Piccolo, sulla quale ci scrive Piero Robba.
La Redazione.
Giardino da rifare?
Gentile sig.ra Lampe, ho letto con interesse
la sua segnalazione su Il Piccolo di domenica 19 aprile u.s. riguardo i “Giardini Europa”
di Muggia che secondo lei “sono da rifare”.
Mi stupisce che una muggesana come Lei
dica che “i muggesani subiscono passivamente quello che le varie amministrazioni
comunali passate hanno propinato di volta
in volta”. Sicuramente l’amministrazione
in carica di allora aveva scelto quel progetto tra altri presentati ritenendolo il miglio-
re. Mi chiedo allora perchè, passati molti
anni, Lei non abbia mai protestato!! Se ne
viene fuori oggi, quando l’amministrazione
comunale in carica ha già comunicato a più
riprese tramite stampa o in varie conferenze, aperte a tutti i cittadini, l’intenzione di
ristrutturare quel giardino per renderlo più
fruibile (come già fatto con quello vicino all’asilo nido comunale). Per quanto riguarda
le critiche all’architettura del giardino non
sono un architetto, nè uno che crea giardini;
quindi non mi pronuncio. Vedo però che Lei
ha capito perfettamente quali sono i confini
tra il bello e il brutto. Farà certo cosa gradita
all’amministrazione comunale informandola
su come si deve fare per rendere i Giardini
Europa più belli.
Per quanto riguarda chi dà da mangiare ai
gatti, lasciando sporco un bene pubblico,
concordo con Lei: rimane un fatto sia di
igiene che di senso civico.
Piero Robba
La costiera muggesana
Il nostro Piero
Robba ci scrive una lunga
lettera, che ci
permettiamo
di sintetizzare, a proposito
della Costiera
muggesana
da Porto San
Rocco al Lazzaretto.
La
Giunta comunale in carica
si è attivata,
ha anche ipotizzato un totale riuso della Caserma, a fini
turistico-culturali, ma i costi sono elevati, per cui è indispensabile che la Regione confermi l’interessamento, a suo
tempo promesso, per consentire l’avvio dei lavori di totale
riqualificazione dell’area, compresa ovviamente la bonifica
di Aquario.
Per questo anno non avremo ancora la valorizzazione turistica e la balneazione, ma per il prossimo anno, chissà …
La speranza è l’ultima a morire!
Ricordiamoci!
Immigrati?
La lezione peggiore e più
pericolosa da trarre da
questa crisi è che essa sia
figlia della globalizzazione e che quindi per evitare una nuova crisi occorra
rendere le nostre comunità
un po’ più chiuse.
Tito Boeri
Lui!
Detesto tutti quelli che
credono alle bugie del
Capo e tutti quelli che apprezzano i suoi comportamenti.
Slogan in voga
negli anni ‘30
Virtuosi
non
si nasce!
Virtuosi non si nasce! Con
questo titolo ammiccante, i comuni di Muggia e
S.Dorligo hanno indetto
due incontri con i cittadini
sul tema del risparmio e
delle risorse energetiche.
Il tema coinvolge la vivibilità nel territorio, quindi
la difesa dell’ambiente e
della salute, ma anche la
tasca dei cittadini.
Infatti si è discusso di nuove tecniche costruttive e di
coibentazione delle case,
di installazione di pannelli
solari, di risparmio energetico ecc., il tutto anche
in relazione al previsto
aumento del costo del petrolio e al suo progressivo
esaurimento (entro 30-40
anni).
Rivolgendosi agli Uffici
comunali oppure all’Ecosportello presso la Provincia, i cittadini potranno ottenere indicazioni riguardo
alle scelte più opportune
rispetto alla propria abitazione, nonché informazioni sui diversi incentivi
pubblici che competono
a chi applica forme di
risparmio energetico o ricorre alle fonti rinnovabili
di energia.
Su questi temi Informamuja ritiene necessario
impegnarsi con sempre
maggiore energia (!), dedicando ampi spazi nel
giornale e negli interventi
sindacali verso le istituzioni pubbliche.
La Redazione
Informa Muja
GIUGNO 2009
3
Aquilinia o Zaule?
Aquilinia intende tornare al vecchio
toponimo “Zaule”.
Gli abitanti, sia quelli appartenenti al
Comune di Muggia che quelli di DolinaSan Dorligo, ribadiscono la loro volontà
di tornare al vecchio nome di Zaule,
abolendo la dizione Aquilinia, imposta nel
1939 dopo la costruzione della Raffineria
Aquila (Regio Decreto 885 del 2.5.39XVII). Diversi sono in Italia comuni e
frazioni che presentano richieste analoghe
(Sabaudia è forse la più evidente!), tendenti
a ripristinare una memoria ancestrale
cancellata dal regime fascista.
Perché Zaule? Zaulis viene indicata dagli
storici già nel 1224 come proveniente dal
ladino Zaulis; viene poi ripetutamente
ripresa in vari documenti, che ripercorrono
storia e vicende di quel territorio,
caratterizzato da mulini e saline, quindi
economicamente rilevante e fonte di
contese tra Trieste, Muggia, Pirano e
Capodistria. Ma anche luogo di battaglie:
350 cavalieri triestini furono sconfitti dai
turchi nel 1471, mentre stessa sorte toccò
nel 1615 alle truppe veneziane ad opera
delle truppe imperiali (la “rotta di Zaule”
nella Guerra di Gradisca). (1)
Chiediamo a Pasquale Turco, referente
del Comitato Promotore della Petizione
Popolare inoltrata al Comune di Muggia
oltre un anno fa, corredata da oltre 300
firme, a che punto è la questione. (2)
“Siamo ancora in attesa di una risposta, cosa
che ci fa pensare a qualche ripensamento o
ad una sua sottovalutazione. Va ricordato
che il nome Zaule non è di origine slava,
cosa che potrebbe risuscitare polemiche
e risentimenti non ancora sopiti, ma di
origine ben più antica, medioevale e
ladina. Ma certo un chiarimento definitivo
si impone, per ridare dignità ad una
toponomastica che non può e non deve
venir strumentalizzata a fini biecamente
politici. Da nessuno!
Per questo, anche l’ipotesi di un referendum
ci pare spropositata ed inutile, per i motivi
suddetti.”
Ma, continua Turco, anche un altro
Comitato di cui faccio parte, quello di
Zaule e Stramare, ha presentato una sua
petizione, sulla quale da tempo attendiamo
risposta. Ecco, sinteticamente, di cosa
si tratta: “Un centro di aggregazione per
giovani ed anziani, nonché una residenza
protetta (nell’ex Caserma della Guardia
di Finanza?), una Chiesa degna di tal
nome con l’annesso luogo di sepoltura,
poi un posteggio antistante la scuola, una
piazza nell’area ex Aquila, illuminazione
pubblica e strisce pedonali dove necessarie,
ripristino delle fontanelle di Zaule e
Stramare, pensiline coperte alle fermate
dell’autobus, ecc. Crediamo anche che
queste petizioni, gestite da gruppi di
cittadini interessati al bene comune,
rappresentino un momento di democrazia
diretta da non sottovalutare, ragion per cui
Il testamento
biologico
Dopo le infuocate giornate che hanno caratterizzato gli ultimi
giorni di Eluana Englaro, le acque si sono placate.
L’urgenza è scomparsa, l’argomento giace nei cassetti della
memoria. Ma non per noi.
In attesa che il Parlamento decida qualcosa, ci permettiamo di
ricordare, senza voler urtare la suscettibilità e la coscienza di
nessuno, che forse sarebbe opportuna una norma che garantisca
ai cittadini la libertà di scelta, confermando il diritto alla salute,
ma senza obbligare nessuno a sottostare a trattamenti sanitari
non voluti.
Costituzione Italiana, art. 32: “… La legge non può in ogni
caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.”
Sappiamo che molte associazioni hanno prodotto dei possibili
“Testamenti Biologici”.
Presso le nostre sedi potrete ottenere maggiori informazioni,
nonché trovare l’elaborato predisposto da “A buon diritto”,
“Luca Coscioni”, Fammiscegliere”.
Abbonati a “Liberetà”!
Un intelligente mensile edito dallo SPI nazionale, con le vignette
di Bobo-Staino e tanti articoli su argomenti che interessano noi
pensionati. Al costo invariato di soli 12€ all’anno, sottoscrivibile
presso le nostre Leghe, dove potrai trovare anche tante informazioni, consigli e suggerimenti su assistenza e sanità, previdenza,
burocrazia varia ecc.
richiediamo per esse rispetto ed attenzione,
compresa una risposta certa.
Il tutto con una riflessione finale: che le
aree dismesse della raffineria, una volta
bonificate, vengano utilizzate nell’interesse
della collettività, tanto dal punto di vista
economico, produttivo ed occupazionale
che da quello della vivibilità e della
fruibilità sociale del territorio da parte
della comunità.”
Ed ora la parola alle istituzioni, cui abbiamo
ritrasmesso il documento-petizione.
A cura di U.G.
Per chi volesse approfondire, è
disponibile presso la nostra sede il testo
completo del lavoro del prof. Franco
Colombo, approvato dalla Commissione
Toponomastica Comunale di Muggia il 14
novembre 2007.
(2)
Spetta ai Comuni, in base alla Legge 267
del 2000 la denominazione di frazioni o
borgate; alla Regione quella dei Comuni.
(1)
…e il Sindaco
risponde!
A seguito del nostro intervento, in punto
veniamo informati dal Sindaco che a breve
sarà convocata un apposita riunione cui
parteciperanno, oltre al Sindaco stesso
ed al Comitato, i membri di Giunta e di
Consiglio particolarmente interessati alle
problematiche di Aquilinia-Zaule.
Esistono ancora scusanti?
Dopo una lunga gestazione durata ben nove anni (anni, non
mesi, NdR), finalmente la Giunta regionale ha emanato il decreto con il quale si individuano le località in cui sono da collocare i cartelli stradali bilingui. Un passaggio chiave per il
riconoscimento dei diritti della comunità slovena. Rimane ora
da darne – e richiederne da parte dei cittadini – la completa e
totale applicazione. Per quanto ci riguarda, siamo disponibili
ad inoltrare richieste che ci venissero rappresentate.
Lo Spi
alla tv
Siamo presenti su
Telefriuli: il mercoledì alle
ore 13.30 e in replica il giovedì alle 12.00.
Telenordest: il martedì alle
ore 19.15 e in replica il mercoledì alle 7.15 (ma non ancora sulla collegata Antenna 3).
Si tratta di due brevi trasmissioni, in cui vengono trattati
temi di attualità, con la partecipazione di responsabili istituzionali e di associazioni che
operano nel territorio. Seguiteci e suggeriteci gli argomenti che vorreste veder trattati!
A proposito
di pensioni
L’INPS ci conferma che la
cosiddetta quattordicesima
mensilità, istituita dal Governo Prodi a sostegno delle pensioni più basse, verrà posta in
pagamento come previsto con
la rata di Luglio.
Ci aspettiamo ora che il Governo in carica la estenda ai
titolari di pensioni medioalte, come richiesto con forza
dai pensionati, anche con le
manifestazioni nazionali del 5
marzo e del 4 aprile a Roma.
4
Informa Muja
GIUGNO 2009
L’ex Lazzaretto Marittimo
di Valle San Bortolo
Il conferimento nel 2008 della cittadinanza
onoraria all’attuale Comando militare
dell’ex caserma di confine ora centro
turistico - ricreativo per le truppe del
Triveneto offre l’occasione per ricordare
brevemente le sue origini come Lazzaretto
marittimo, nome rimasto come toponimo
a quella zona appartenuta al Comune
censuario di Valle San Bortolo (così era
chiamato familiarmente S.Bartolomeo o
Bortolamio) la cui chiesetta ha dato il suo
nome alla valle marina un tempo segnata
presso la Punta Grossa dagli antichi confini
comunali (a Gasel) tra Muggia e Capodistria
e quindi tra Zona A e Zona B, tra Italia e
Jugoslavia e quindi Repubblica di Slovenia
prima della recente sparizione dei confini
tra i due stati.
Era il 1868 quando fu inaugurato il
“Nuovissimo” Lazzaretto di Trieste,
decentrato nel confinante Comune di
Muggia, esattamente un secolo dopo
l’inaugurazione del Lazzaretto Nuovo, o
di Santa Teresa a Roiano (26 luglio 1769),
ed ulteriori decenni dopo la costruzione del
primo lazzaretto moderno, il Lazzaretto
San Carlo poi chiamato vecchio dopo
la costruzione di quello teresiano, la cui
cappella dedicata a San Carlo Borromeo (in
omaggio al sovrano Carlo VI, come pure
quella di Santa Teresa nel Nuovo ricordava
l’imperatrice d’Austria Maria Teresa)
venne consacrata nel 1730 dal vescovo
Luca Delmestri. Il Lazzaretto Vecchio
si trovava presso l’attuale Sacchetta nel
luogo un tempo occupato dalle saline delle
monache benedettine di San Cipriano
(anticamente dette della Cella , il cui
monastero inaugurato nel 1278 dal vescovo
Arlongo de Voitsperch, italianizzato
“dei Visgoni”, lo stesso che nel 1263 era
intervenuto alla solenne consacrazione
del nuovo Duomo di Muggia, venne poi
distrutto nel Trecento dai Veneziani); vicino
c’era il molo che congiungeva la terraferma
con lo scoglio dello Zucco, sede della
Lanterna. La toponomastica triestina attuale
ricorda ancora i due luoghi contumaciali
rispettivamente con via del Lazzaretto
Vecchio (che allora però non esisteva in
quanto quella zona era ancora occupata dal
mare) e rispettivamente, dalle via S.Teresa,
in ricordo della cappella omonima del
Lazzaretto teresiano, e via Tor San Piero,
dalla chiesetta di San Pietro ed antica torre
distrutte per far posto al Nuovo.
Di questo Lazzaretto rimangono il portale
barocco in pietra all’ingresso del Museo
del Mare, un cornicione semicurvo
che fa da cordolo al muro del mercato
all’ingrosso in via Giulio Cesare e la lapide
della sua dedicazione, ora posta sopra il
portale d’ingresso di San Bartolomeo.
La costruzione attuale conserva ancora
all’interno varie altre lapidi, una anche
moderna: i testi di quelle antiche ci sono
pervenuti tramite la pregevole pubblicazione
dello studioso Giovanni Bussolin su questo
Lazzaretto, edita dalla Tipografia del Lloyd
Austro-Ungarico nel 1878, ma in realtà del
1879.
L’opera possiede le vedute e le piante del
Lazzaretto e preziose notizie storiche sulla
costruzione dello stesso che fu velocissima
in quanto iniziata appena il 23 marzo
1867, sulla strada carrozzabile San Rocco
– Punta Sottile, sugli edifici e sulle attività
contumaciali. E’ noto infatti che lo scopo
dei lazzaretti era quello di segregare dalla
comunità gli ammalati di malattie infettive
per impedire il contagio: nel Medio Evo
GIUGNO 2009
di peste e di lebbra, successivamente per
ogni altra malattia infettiva. Le navi con
ammalati o presunti ammalati di malattie
infettive dovevano esporre la famigerata
“bandiera gialla” e venivano dirottate per
la quarantena in questi piccoli villaggi
decentrati, recintati di mura, militarizzati
per impedire qualunque uscita, completi
di cappella, dormitori per i “pazienti” e per
le truppe, sale - mensa, luoghi di ritrovo
e, logicamente, anche di piccoli cimiteri. I
contumaci non solo non potevano uscire ma
perfino la loro posta veniva sterilizzata, tutti
ignorano, ma presto sarà pubblicato un mio
articolo, che nell’Archivio parrocchiale di
Muggia sono conservati due antichi registri
provenienti dai Lazzaretti triestini, riportanti
i nati, i morti ed i matrimoni celebrati
all’interno di queste tre strutture di pena
del passato che hanno visto le sofferenze
dei pochi per la salvezza dei molti. Le
scritturazioni dei morti vanno dal 1759 al
1768 (Lazzaretto S.Carlo), poi dal 1769 al
1821 (S.Teresa) con scritte ed allegati, di cui
l’ultimo è del 1869; il Libro dei Nati va dallo
stesso 1759 1836, quello dei Matrimoni
si ferma al 1828. Dei tre allegati, l’ultimo
del 1869 riporta la richiesta del vescovo al
parroco Carlo Mecchia di far celebrare le
messe festive all’interno della cappella del
Lazzaretto che sappiamo dedicata a Maria
Ausiliatrice. La cappella possiede un altare,
arredi e suppellettili liturgiche provenienti
anch’essi dalla distrutta cappella triestina
dedicata a Santa Teresa d’Avila. I motivi
dell’eliminazione del Lazzaretto triestino
sono noti: la sua collocazione dava fastidio
alla strada ferrata che veniva sempre più
rinforzata al servizio del porto di Trieste,
strategico per l’imperial regio Governo;
come ricorda una lapide all’interno, il
nuovo lazzaretto di San Bartolomeo ebbe
l’onore della visita dello stesso imperatore
Francesco Giuseppe il 19 marzo 1869.
Nel secondo registro sono riportati i nati
ed i morti dal 1837 al 1886 ma i matrimoni
solo fino al 1979. su richiesta del parroco,
dopo una breve polemica con la Direzione
dello Stabilimento contumaciale marittimo,
i due registri vennero consegnati al locale
Archivio parrocchiale il 13 luglio 1898.
il contenuto di questi due Registri e le
numerose lettere allegate che arrivano al
1899 forniranno certamente notizie storiche
preziose sull’attività di questi tre lazzaretti.
Franco Colombo (1. segue)
storico
Informa Muja
5
Affido familiare,
come e perché
I Comuni di Muggia e
di Dolina hanno deciso
di inserire nel Piano di
Zona 2006/2008 il “Progetto affidi” un progetto
innovativo per l’Ambito
dei due comuni, sia rispetto alle politiche locali sia rispetto a quelle
regionali.
Il progetto intende perseguire l’individiazione e la
promozione delle diverse
forme di affido familiare
nel rispetto delle diverse
forme di affido familiare
nel rispetto delle esigenze del bambino e della
sua famiglia, offrendo
un’opportunità alternativa a favore dei minori
attualmente in comunità.
L’affido nasce da una
scelta personale, che si
basa su un sincero sentimento di solidarietà sociale e si può realizzare
solamente grazie all’incontro tra la disponibilità di famiglie o singoli e
l’impegno e la responsabilità pubblica dell’Amministrazione locale.
Grazie alla collaborazione con il privato sociale è
stata quindi avviata una
campagna di sensibilizzazione nei territori di
Muggia e Dolina, finalizzata alla promozione di
una cultura della solidarietà possibile e concretamente realizzabile.
Obiettivo di questo opuscolo e delle altre iniziative sviluppate appositamente per il nostro terri-
torio, è quello di fornire
informazioni precise sull’opportunità dell’affido,
e di contribuire a suscitare e alimentare sentimenti e atteggiamenti
quali
“accoglienza”,
“emozioni”, “disponibilità”.
Abbiamo riportato la
presentazione del “progetto affidi” contenuta
nella guida informativa
sull’affido familiare, curato dal Servizio sociale
dei comuni di Muggia e
di Dolina, con l’intento
di sostenere l’iniziatiava
e di fornire, contestualmente, le informazioni
utili per una ampia divulgazione del progetto.
Bambini infelici, soli,
sfruttati o troppo responsabilizzati,
sono
una cruda realtà che ci
dovrebbe
coinvolgere
emotivamente; purtroppo, siamo costantemente
invitati a distogliere la
nostra attenzione e non
sentire richieste di aiuto,
per non farci distrarre dai
futili o grandi problemi
quotidiani. La strisciante
indifferenza dilaga e trapela dai comportamenti
di massa.
In questa nostra società,
che non riesce affiancare
al cambiamento tecnologico una proporzionale
crescita civile e culturale,
possiamo intraprendere
piccole iniziative quotidiane che possono contribuire al miglioramento
del tessuto sociale. La disponibilità da parte di famiglie o soggetti singoli
ad accogliere ed ospitare
temporaneamente ragazzi minori, selezionati e
segnalati dal Servizio
sociale dei due Comuni,
può concretamente contribuire a migliorare la
nostra società ... senza
dover ricorrere ad azioni
eroiche.
La vicina Slovenia, dove
l’istituto dell’affido risulta già prassi consolidata,
insegna.
Miranda V.
Per ulteriori
informazioni
Comune di Muggia:
Servizio sociale, Sportello unico per minori,
martedì dalle 11.30 alle
13.00; tel. 040/3360362
Comune di Dolina:
Sportello unico per minori, mercoledì dalle
14.30 alle 16.30; tel.
040/8329210
NOTIZIE UTILI
Vuoi che le medicine ti aiutino a Risparmio energetico
Sconti
Il 16 aprile a San Dorligo e il 14 Maggio a sulla bolletta “Rifiuti”
stare meglio, spendendo meno?
I farmaci equivalenti sono un vantaggio per
tutti. Infatti, un farmaco in commercio da
più di 20 anni perde il brevetto, per cui altre
aziende possono produrlo e commercializzarlo con la dizione “equivalente”.
Presso le farmacie è in distribuzione un interessante opuscolo divulgativo, che ognuno
di noi dovrebbe consultare! Anche in Internet: www.agenziafarmaco.it
Muggia si sono tenuti due interessanti incontri organizzati congiuntamente dai due
Comuni sul tema del risparmio energetico.
Data la relativamente scarsa partecipazione
dei cittadini, consigliamo a tutti gli interessati (secondo noi sono molti!) ad informarsi
presso gli uffici comunali oppure consultando: agenda21@com-san-dorligo-della-valle.
regione.fvg.it oppure tel.040.8329231
Ricordiamo a tutti i titolari di “Carta Famiglia” con un reddito ISEE del nucleo
familiare inferiore a 30.000 €, che i due
comuni di Muggia e Dolina hanno riconosciuto un abbuono sul costo del prelievo rifiuti.
Potete avere maggiori informazioni presso
le Leghe dello Spi oppure presso i servizi
comunali.
6
Informa Muja
Raccolta differenziata
a Muggia: passi avanti?
Incenerisco, e ci guadagno...
Altro che raccolta differenziata!
segue dalla prima pagina
segue dalla prima pagina
Ma anche in centro storico i contenitori in appartamento?
Parlavo apposta di consenso e non di imposizione. Chi oggettivamente non ha spazi adeguati in casa, usufruirà del
“suo cassonetto”, ma collocato in alcuni punti della città
(pensiamo a Caliterna, Largo N.Sauro, via Dante).
Apprezziamo convinti, ma sappiamo per esperienza che
bisognerà educare e convincere i cittadini ad una nuova
cultura della gestione rifiuti, come state già facendo per
il risparmio energetico. Così come si sta cominciando
a fare con la drastica riduzione di tanti inutili, costosi
e non ecologici imballaggi: a cominciare da latte, vino
e detersivi, ormai venduti anche sfusi. Sperando che la
cosa prenda piede.
Su questi aspetti, sia quelli positivi e di risparmio, che quelli
che richiedono un piccolo sacrificio, stiamo predisponendo
un apposito opuscolo informativo. Assieme alla Provincia
passeremo ad iniziative nelle scuole, incontri e conferenze
pubbliche per chiarire, spiegare … già un primo appuntamento entro giugno … ci auguriamo di trovare una fattiva ed
intelligente adesione: d’altronde tutto l‘attuale sistema della
società dei consumi, esasperato dalla crisi in atto, richiede
soluzioni più rispettose dell’ambiente che lasceremo ai nostri figli, di limiti allo spreco di risorse e così via. Dobbiamo
rendercene conto e farcene carico, nell’interesse collettivo,
anche se costerà qualche piccolo disagio. Dove è stato attuato, dopo il primo periodo di adattamento, la gente ha capito
e condiviso.
Asssessore, un tarlo ci rode: carta e cartoni, vetro, lattine
e plastica vengono conferiti ad imprese che li riutilizzano. Evidentemente ne ricavano un utile. L’inceneritore
triestino si fa pagare caro. Come tutta la gestione rifiuti,
siamo in presenza di un grande affare. Forse sarebbe il
caso di fare pressione sulla Regione perché emani finalmente il Piano Regionale Rifiuti ed affronti anche questa
questione dei costi e ricavi, visto che alla fine è il cittadino che paga le bollette … salate.
Perfetto. Su questo siamo impegnati a fare chiarezza, nell’interesse di tutti. Una gestione regionale (ma anche più
ampia), consentirebbe sicuramente razionalizzazioni e risparmi. Pensiamo anche, come voi dite, che fare ricerca
per nuovi sistemi di eliminazione rifiuti sia doveroso; in
una cittadina come Muggia, che produce molti residui del
verde, pensiamo anche alle biomasse, alla trasformazione in
terriccio con i composter, a collegarci con i comuni vicini,
di qua e di là del confine per individuare impianti comuni,
ecologicamente compatibili … una grande avventura, che si
scontra anche con forti interessi.
Sicuramente. Trieste ricava lauti introiti dall’inceneritore! Mesi fa a Muggia si ipotizzava di ricercare un sistema
di eliminazione dei rifiuti, senza ricorrere alle discariche
e agli inceneritori. La ricerca sta facendo grandi passi
avanti …
Ci vogliono lavoro, tempo, pazienza, mille attenzioni e nessuna faciloneria: non si può sbagliare!
Allora buon lavoro Assessore Bussani, grazie e ci risentiamo in autunno.
Vediamo qualche altro riferimento: Padova 43,7 (sempre del Gruppo AcegasAps); Gorizia 45,47;
Pordenone 47,33; Udine 32,86.
Ma sono dati al 2007, superati da
miglioramenti talora anche molto
significativi a fine 2008 (Gorizia
annuncia il 63%, Padova il 55!).
Muggia è al 24%, ma con il nuovo appalto per l’asporto dovrebbe
rapidamente migliorare, San Dorligo, che ha adottato giustamente
la raccolta spinta, porta e porta,
ha superato il 40%, Monfalcone il
63%.
(Libera trascrizione redazionale di un lungo colloquio
con l’Assessore, integrata da alcune nostre riflessioni.)
GIUGNO 2009
Ecco quindi smentita clamorosamente dai fatti la politica comunale!
> Non viene praticata la raccolta
differenziata spinta, per cui la
bolletta è condizionata, oltre che
dal numero di componenti del nucleo, soprattutto dalla superficie
dell’abitazione (Tarsu: è una tassa), anziché principalmente dalla
quantità di immondizie realmente
conferita dai singoli nuclei familiari (Tia: è una tariffa).
> Si inviano i rifiuti indifferenziati
(cioè tutto quello che si getta nei
cassonetti) all’inceneritore, per
farlo lavorare a pieno regime e
produrre utili (ma anche fumi, più
o meno nocivi o malsani).
> Ma neppure si riesce a sapere
con esattezza come si selezioni il
materiale conferito e cosa venga
effettivamente bruciato, visto anche che non in tutta la città sono
contemporaneamente presenti le
campane vetro-plastica-lattine. Ed
è questa una richiesta di buon senso, condivisa dal comune, ma non
esaudita.
> Gli utili prodotti dall’inceneritore, derivanti dall’ingiustificata tariffa imposta per il conferimento,
impinguano le casse comunali, ma
sono soprattutto il frutto della
pesante ed iniqua tassa imposta
ai cittadini, che deve venir assolutamente riportata ai valori
medi del resto del paese.
La proposta.
Criticare il comune di Trieste su
questo argomento dovrebbe essere
quasi come lo sparare sulla Croce
Rossa, se non fosse che purtroppo
Hanno collaborato a questo numero:
FRANCO COLOMBO, VLADI FURLAN, UGO PIERRI, PIERO ROBBA,
PASQUALE TURCO, GIORGIO UBONI, MIRANDA VODOPIVEC
i cittadini tacciono, come se non si
trattasse di un indebito prelievo di
denaro dalle loro tasche!
E’ indispensabile
> passare alla raccolta differenziata spinta, possibilmente porta a
porta, almeno laddove le condizioni abitative e stradali lo consentono, realizzando un sistema capace
di misurare le quote individuali
o condominiali di conferimento.
Estendendo e traendo le opportune
conclusioni da sperimentazioni di
quartiere, come quella già avviata
nel comprensorio di Rozzol Melara;;
> introdurre quindi la più equa tariffa TIA in luogo della iniqua tassa TARSU;
> estendere comunque le isole
ecologiche (l’insieme di tutti i cassonetti e campane di vario tipo) a
tutta la città, per consentire ai cittadini di effettuare la prima, fondamentale differenziazione.
Così limitando il costoso conferimento all’inceneritore, vendendo
nel contempo con oculatezza e
trasparenza la differenziata (carte, cartoni, lattine, plastica ecc.)
alle imprese del settore e il servizio di incenerimento alle altre
comunità interessate (sia regionali
che slovene) , per garantire la redditività dell’impianto;
Esistono soluzioni parallele o alternative?
La crisi economica incombente ha
già provveduto a limitare l’uso di
ingombranti e costosi imballaggi
inutili, nonché ad avviare la vendita di diversi prodotti in forma sfusa (latte, vino, detersivi ecc.).
Infine, esistono anche sistemi diversi di eliminazione dei rifiuti.
Sono ancora sperimentali, ma una
grande azienda come AcegasAps
potrebbe avviare una sua ricerca,
contribuendo così alla soluzione di
un problema di interesse generale
nel campo della difesa dell’ambiente e della salute dei cittadini:
ne abbiamo un grande bisogno!
Giorgio Uboni
PS. La materia è molto complessa
e qui ne esponiamo una sintesi.
Per chi fosse interessato ad approfondire, è disponibile il dossier
elaborato dallo SPI CGIL di Trieste, Distretto Est.
Stampa:
Tipografia Arzioni - Trieste
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Raccolta differenziata a Muggia: passi avanti? - Spi-Cgil