L’Ambiente se t tembre 2010 | N. 39 per gli Europei Rivista a cura della Direzione Generale Ambiente Il programma LIFE aiuta le farfalle e le libellule Editoriale 2 In questo numero di L'Ambiente per gli Europei si vedrà che lo strumento legislativo non è l'unico mezzo a disposizione per far avanzare l'agenda dello sviluppo sostenibile. Sarà dato rilievo ai progetti più lungimiranti, alle iniziative politiche locali, ai progressi tecnologici e alla crescente armonizzazione tra gli interessi economici aziendali e la responsabilità nei confronti dell'ambiente. Quando si devono fissare norme di base comuni volte a garantire la salute dell'uomo e a tutelare l'ambiente in una comunità plurale come l'Unione europea, ovviamente non si può prescindere dalla legislazione. Ma sempre più spesso si intraprendono strade alter native per conseguire uno stesso obiettivo. Alcune di esse sono frutto delle politiche europee, come il pro gramma LIFE che da quasi 20 anni sostiene progetti finalizzati alla conservazione della natura e alla tutela ambientale nell'UE. Il contributo fornito da queste iniziative è apprezzato non solo a livello locale, ma è riconosciuto anche in un contesto più ampio, come dimostra l'introduzione dei premi LIFE «Best of the Best» di quest'anno. Il settore privato, grazie alla sua vitalità e alle sue risorse, svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo di processi e di prodotti innovativi rispettosi dell'ambiente. Il valore del suo contributo è stato riconosciuto fin dal 1987 con l'istituzione dei premi europei per l'ambiente rivolti alle imprese «European Business Awards for the Environment». Le autorità locali sono responsabili della fornitura di vari servizi primari che sono essenziali nella vita di tutti i giorni. Il premio Capitale verde europea evidenzia come la sostenibilità ambien tale sia, al pari dei costi, un fattore determinante da considerare nella fornitura di tali servizi. Altre iniziative sono state intraprese dal Forum sul commercio al dettaglio, progetto sostenuto dalla Commissione e portato avanti dagli stessi aderenti. Fra queste spicca la recente adozione del codice per le aziende attente alla sostenibilità ambientale. Nessuno degli esempi illustrati in questo numero sono dettati da mero altruismo, bensì da buone ragioni ambientali, economi che e di ordine pratico. Questi esempi mostrano cosa è possibile realizzare e intendono incoraggiare la comunità a manifestare uno spirito di iniziativa e un impegno analoghi. L’Ambiente per gli Europei ec.europa.eu/environment/news/efe/index.htm INFORMAZIONI EDITORIALI L’Ambiente per gli Europei è una rivista con frequenza trimestrale pubblicata dalla Direzione Generale Ambiente della Commissione europea. E’ disponibile in bulgaro, spagnolo, ceco, tedesco, estone, greco, inglese, francese, italiano, lituano, polacco, portoghese e rumeno. Abbonamento gratuito. È possibile abbonarsi compilando il modulo all’interno della rivista o on-line all’indirizzo: ec.europa.eu/environment/ mailingregistration/main/mailing_reg.cfm Caporedattore: Róbert Konrád Coordinatore: Jonathan Murphy Per maggiori informazioni rivolgersi all’unità Comunicazione: http://ec.europa.eu/environment/env-informa/ Informazioni e documenti: http://ec.europa.eu/environment/env-informa/ Sito web de L’Ambiente per gli Europei: http://ec.europa.eu/environment/news/efe/index.htm Indice 03 Verso una riduzione del 30 % delle emissioni di gas serra 04 Nuovi allarmi dalla Lista rossa 06 Gli obiettivi del programma LIFE per le specie minacciate della Lista rossa 07 Uso efficiente delle risorse: sono necessarie nuove abitudini alimentari ed energetiche 08 Il programma di monitoraggio globale e i benefici per l'ambiente 09 Il settore del commercio al dettaglio s'impegna in pratiche ambientali sostenibili L’EUROPA AMBIENTALE ON-LINE Desiderate sapere cosa fa l’Unione europea per tutelare l’ambiente, cosa si intende per prodotto della politica integrata e come avere i requisiti per ottenere il marchio comunitario di qualità ecologica Ecolabel? Per ulteriori informazioni, consultate il sito web della DG Ambiente: http://ec.europa.eu/environment/index_it.htm AVVISO LEGALE Né la Commissione europea, né le persone che agiscono in suo nome sono responsabili per l’uso che può essere fatto delle informazioni contenute nella presente pubblicazione e per gli eventuali errori che sussistessero nonostante l’impegno dedicato alla stesura e alla verifica della pubblicazione. Stampato su carta riciclata che ha ricevuto il marchio comunitario di qualità ecologica Ecolabel per la carta grafica (ec.europa.eu/environment/ecolabel) Lussemburgo: Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea, 2010 ISSN 1563-4191 © Unione europea, 2010 © Illustrazioni: Laurent Durieux Riproduzione autorizzata con citazione della fonte. Si proibisce la riproduzione delle immagini. Printed in Belgium 10 Premi LIFE Best of the Best: l'eccellenza nelle pratiche ambientali 12 Crescita verde e indicatori economici 13 Imprese ecologiche in aumento 14 Premio Capitale verde europea: un'accesa competizione 15 Nuove pubblicazioni / Agenda 16 Notizie in breve C am b iamento climatico 3 T Verso una riduzione del 30 % delle emissioni di gas serra L'Unione europea è disposta a modificare l'attuale obiettivo di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra fissato al 20 % e di innalzarlo al 30 %, purché le altre grandi econo mie contribuiscano in modo equo nell'ambito di un accordo globale sul cambiamento climatico. Tuttavia, manca ancora un accordo in tal senso. Per sollecitare un dibattito di qualità su vasta scala, la Commissione europea ha presentato un'analisi dei costi, dei benefici e delle eventuali opzioni che mostra che l'obiettivo del 30 % è realizzabile. Nel 2008, la stima dei costi per l'attuazione del pacchetto sull'energia e i cambiamenti climatici era di 70 miliardi di euro l'anno fino al 2020. Questa cifra è diminuita di un terzo e oggi è pari a 48 miliardi di euro. Per raggiungere l'obiettivo di riduzione del 30 %, sarebbero necessari 81 miliardi di euro l'anno (pari allo 0,54 % del PIL) fino al 2020. A fronte di costi di investimento più elevati, questo nuovo e più ambizioso obiettivo porterebbe notevoli benefici. Sarebbe infatti possibile incentivare l'innovazione, rafforzare la sicurezza energetica europea, tagliare la spesa dell'UE per l'importazione di energia di circa 40 miliardi di euro l'anno, ridurre l'inquinamento atmosferico e favorire il raggiungimento a lungo termine degli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra tagliando le emissioni dell'80-95 % rispetto al 1990. Per ridurre le emissioni del 30 %, si potrebbero attuare diverse misure come diminuire il numero di quote messe all'asta con il sistema di scambio delle emissioni, oppure stabilire delle norme che promuovano una maggiore efficienza energetica, un uso oculato delle imposte nazionali sulle emissioni di carbonio e un finanziamento regionale europeo orientato verso investimenti verdi. © Shutterstock La crisi economica attuale ha inciso in vario modo sui piani di riduzione delle emissioni dell'UE. Il rallentamento della crescita economica, unito all'aumento dei prezzi dell'energia, ha ridotto i costi previsti per il conseguimento degli obiettivi fissati due anni fa. Tuttavia, la crisi ha posto enormi ostacoli per gli investimenti pubblici e privati, in particolare nel settore dello sviluppo di tecnologie a basse emissioni di carbonio, e ha comportato un calo del costo del carbonio nell'UE, considerato il principale stimolo per investire in modernizzazione e innovazione. Al tempo stesso, l'analisi della Commissione riconosce la criticità della situazione in cui versano le industrie ad alto consumo energetico sul piano della concorrenza, che potrebbe indurle a trasferire le attività fuori dal territorio dell'UE qualora i rischi di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio si rivelassero troppo onerosi. La Commis sione ritiene che le misure vigenti, ossia le quote gratuite e l'accesso ai crediti internazionali, sono giustificate e non devono essere modificate. Concorrenza internazionale Qualsiasi decisione dei responsabili europei in merito al rafforzamento del nuovo obiettivo deve tener conto degli sviluppi nelle altre parti del mondo. Nonostante i negoziati internazionali sulla riduzione delle emissioni possano procedere a rilento, la concorrenza europea continuerà a puntare sui prodotti ad alto rendimento energetico e sulle energie rinnovabili. L'Unione europea è ancora all'avanguardia in molti settori dello sviluppo di tecnologie verdi. Tuttavia, altri paesi stanno accorciando le distanze, sebbene nel 2008 il contributo dell'UE ai nuovi investimenti globali nelle energie rinnovabili e nell'efficienza energetica abbia superato il 40 %. Secondo l'indagine del 2010 «Renewable Energy Attractiveness Index», gli Stati Uniti e la Cina sono i paesi che offrono le migliori opportunità di investimento nelle energie rinnovabili. R ivi s t a a cura d ella Dire z i o ne G enerale A m b ien t e ● N. 3 9 Come messo in evidenza dalla strategia UE 2020, l'Europa rischia di perdere il suo primato se non interviene. Deve fare di più per incentivare l'innovazione. L'analisi della Commissione evidenzia la necessità di trovare un giusto equilibrio: obiettivi eccessivamente ambiziosi sulle emissioni di gas a effetto serra potrebbero incidere negativamente sull'occupazione, ma non averne potrebbe significare meno posti di lavoro in futuro. Per saperne di più http://ec.europa.eu/environment/ climat/future_action_com.htm T 4 L ista rossa T Nuovi allarmi dalla Lista rossa Secondo l'allarme lanciato dall'ultima Lista rossa europea per le specie a rischio, il 9 % delle farfalle, il 14 % delle libellule e l'11 % dei coleotteri saproxilici, che dipendono da legname in decomposizione sono a rischio di estinzione in tutto il continente europeo. Questi dati contengono validi spunti per i responsabili politici e saranno utili per valutare come migliorare le attuali misure di conservazione. Ecologisti e responsabili politici potranno basarsi su dati attendibili per definire e valutare i progressi dei singoli obiettivi e per determinare l’impatto di investimenti specifici e di scelte politiche diverse. Le Liste rosse costituiscono un utile strumento complementare alle misure previste nella direttiva europea Habitat, che prevede validi criteri di valutazione per stabilire in quale stato si trovano le specie contemplate dalla legislazione. Le farfalle Complessivamente, il 9 % delle farfalle è minacciato di estinzione in tutta Europa, mentre il 10 % è classificato nella categoria delle specie «quasi a rischio». Il rapporto mostra che, mentre più della metà delle specie è stabile e il 4 % è in aumento, quasi un terzo (31 %) della popolazione di farfalle è in declino. Le specie più esposte si trovano in Europa meridionale, dove i loro habitat stanno scomparendo a causa di cambiamenti nelle pratiche agricole come un'agricoltura più intensiva o l'abbandono del terreno che viene lasciato in balia di una vegetazione incolta. Il rapporto della Lista rossa evidenzia la necessità di intervenire con urgenza per fermare tale declino. Il rapporto esorta a una tutela e una gestione corretta degli habitat strategici per le farfalle, raccomanda piani di azione mirati alle specie e programmi di monitoraggio (in corso solo in alcuni paesi) e migliori politiche di gestione del suolo, inclusa la politica agricola comune dell'UE che sarà presto sottoposta a revisione. Le libellule In Europa, circa il 15 % delle libellule è minacciato e un ulteriore 11 % è stato classificato come specie quasi a rischio. Comples sivamente, quasi un quarto (24 %) delle popolazioni di libellule europee è in declino, il 10 % è in aumento, mentre è stabile circa la metà delle specie. Le libellule più minacciate si trovano nel sud Europa, in particolare a sud della penisola balcanica, a Creta e nella Penisola Iberica, dove la concomitanza di estati secche e calde e di uno sfruttamento sempre più intensivo delle risorse idriche per esigenze umane e agricole sta impoverendo i loro habitat naturali. L'inquinamento idrico e la costruzione di dighe, bacini e canali non fanno che aggravare la situazione. Tra il 1960 e il 1980 numerose specie si sono estinte in vaste zone. Da allora, una migliore gestione delle risorse idriche e una minore eutrofizzazione hanno influito positivamente sulle popolazioni di libellule. L'UICN, l’Unione internazionale per la conservazione della natura, chiede piani di azione speciali per le specie più minacciate, © Unione europea Le informazioni e le valutazioni fornite dalle Liste rosse offrono un quadro incisivo dello stato di salute di diverse specie e costituiscono una base di riferimento su cui misurare i cambiamenti futuri. Questo è estremamente importante per poter sviluppare una nuova strategia finalizzata ad arginare la perdita di biodiversità. © Unione europea L ista rossa 5 Progetto per la Lista rossa Europea Le Liste rosse valutano lo stato di salute di circa 6 000 specie europee, identificano quelle a rischio di estinzione e avvertono i responsabili politici della necessità di un'adeguata azione correttiva. Le Liste rosse riguardano mammiferi, rettili, anfibi, pesci di acqua dolce, farfalle, libellule e determinati gruppi di coleotteri, molluschi e piante vascolari. programmi di conservazione su larga scala per i sistemi fluviali al fine di conciliare le priorità di conservazione con lo sviluppo economico e agricolo e con una migliore gestione di risaie e bacini per la piscicoltura. I coleotteri saproxilici In totale, sono a rischio in tutta Europa 46 specie di questo tipo di coleottero, pari quasi all'11 %, e altre 56 specie (13 %) sono considerate quasi a rischio. Sui coleotteri saproxilici ci sono meno dati a disposizione rispetto alle farfalle o alle libellule, ma dalla Lista rossa emerge che quasi il 14 % di queste specie è in declino, circa il 27 % è stabile e solo il 2 % è in aumento. Gli andamenti demografici delle restanti 249 specie non sono noti. Questi particolari coleotteri, che svolgono un ruolo fondamentale nel riciclo dei nutrienti, sono diffusi in Francia, Germania, Slovacchia ed Europa meridionale. La loro esistenza è minacciata dal disboscamento, dalla raccolta di legname, dalla riduzione degli alberi in decomposizione (il loro habitat principale) e dalla tendenza sempre più diffusa di piantare nuove generazioni di alberi. Il rapporto ha messo in evidenza la necessità di sensibilizzare gli addetti al campo della tutela ambientale sull'importanza dell'invecchiamento degli alberi e della decomposizione del legno. In particolare, mette in guardia contro l'abbattimento dei vecchi alberi per falsi motivi di sicurezza nelle zone pesantemente sfruttate dall'uomo. L'auspicio dell'UICN è che si tenga conto di tali considerazioni durante la prossima revisione delle attuali liste allegate alla direttiva Habitat T e alla Convenzione di Berna. Per saperne di più http://ec.europa.eu/environment/nature/ conservation/species/redlist/index_en.htm R ivi s t a a cura d ella Dire z i o ne G enerale A m b ien t e ● N. 3 9 Le Liste sono compilate secondo criteri ben stabiliti dall'Unione internazionale per la conservazione della natura, un ente composto da organi governativi e non governativi e da singoli esperti. La Commissione europea ha affidato all'UICN il compito di elaborare le liste per l'intera Europa (circa 40 paesi) e per i 27 Stati membri dell'UE. Oltre agli ultimi tre rapporti, sono state già condotte delle valutazioni esaustive sullo stato dei mammiferi, dei rettili e degli anfibi. Le Liste rosse europee per molluschi, pesci di acqua dolce e piante vascolari saranno pubblicate all'inizio del 2011. 6 L ista rossa T Gli obiettivi del programma LIFE per le specie minacciate della Lista rossa Nell'ambito del programma LIFE sono state intraprese diverse misure a tutela delle specie minacciate elencate nella Lista rossa europea. Dal 2000, i progetti LIFE si sono occupati, direttamente o indirettamente, della salvaguardia di dieci specie minacciate di farfalle; fra queste, oggetto di maggiore attenzione è la fritillaria di palude (Euphydryas aurinia). © Shutterstock Le farfalle prosperano nei prati aperti, per questo gli interventi di conservazione più significativi sono stati rivolti al risanamento e alla gestione degli habitat, e alla tutela di habitat specifici per determinate specie di farfalle. Ad esempio, nel Regno Unito è attivo un progetto sulla prateria calcarea per tutelare la fritillaria di palude. In Polonia, un progetto ha riguardato il risanamento di un estuario, importante per la vita di otto diverse specie di farfalle. Analogamente, nell'ambito di un progetto italiano, sono stati individuati prati e pascoli per la tutela di varie specie, tra cui l'erebia dei ghiacciai (Erebia christi). Altri progetti LIFE hanno previsto interventi mirati a ricollegare habitat specifici, in particolare gli areali di riproduzione per specie di farfalle endemiche. Anche le libellule sono state oggetto di particolare attenzione nei progetti LIFE. In Germania, un progetto ha introdotto un programma di tutela per alcune specie minacciate quali l'agrion di Mercurio (Coenagrion mercuriale), e una specie di libellula leucorrhinia a grande torace (Leucorrhinia pectoralis). Altri progetti finalizzati alla protezione delle libellule hanno realizzato il ripristino di zone umide o di corridoi fluviali. Rientrano fra questi un progetto per il fiume sloveno Mura e un progetto per la gestione delle zone umide lungo il Golfo di Finlandia. In Germania, la tutela delle libellule ha ispirato molti altri progetti che hanno potenziato le vie navigabili, ottimizzando i corsi d'acqua dove vive il gonfo serpentino (Ophiogomphus cecilia), ripristinando i ruscelli per le specie dei cordulegaster anellati (Cordulegaster boltonii) e bidentati (Cordulegaster bidentata), oltre a risanare la Valle superiore del Meno per favorire alcune specie di libellule, come il gonfo serpentino (Ophiogomphus cecilia). I coleotteri del legno in decomposizione Nell'ambito del programma LIFE sono stati realizzati progetti volti a migliorare lo stato di conservazione dei coleotteri saproxilici e in particolare dello scarabeo eremita (Osmoderma eremita), specie prioritaria le cui larve crescono in tronchi cavi, soprattutto di quercia. Un progetto spagnolo tuttora in corso punta a migliorare le competenze e le tecniche di gestione degli habitat degli scarabei eremiti e della rosalia delle Alpi (Rosalia alpina), allo scopo di creare una rete europea di habitat forestali adeguati. Ulteriori progetti sono finalizzati al miglioramento degli habitat per gli scarabei eremiti con interventi di decespugliazione e potatura di arbusti e alberi a foglie larghe e caduche, con l'impianto di nuovi alberelli di quercia per ristabilire l'habitat nel lungo termine T e il trapianto di altre querce. Per saperne di più http://ec.europa.eu/environment/ life/index.htm R a p p orto di val u tazione dell ' U N E P 7 T Uso efficiente delle risorse: sono necessarie nuove abitudini alimentari ed energetiche Il nuovo rapporto dell'UNEP sottolinea l'importanza di un cambiamento radicale delle nostre abitudini alimentari ed energetiche e dei benefici concreti che ne deriverebbero in termini economici, sociali e ambientali. I risultati del rapporto saranno inseriti nella tabella di marcia sull'uso efficiente delle risorse attualmente allo studio della Commissione. Le pratiche odierne usate nel settore agricolo e dei combustibili fossili sono fonte di inquinamento, recano danni consistenti all'ecosistema, esauriscono le riserve di acqua dolce e contribuiscono all'aumento delle malattie e del tasso di mortalità. Secondo il rapporto, occorre scindere la crescita economica dall'impatto ambientale degli schemi di produzione e di consumo di questi settori. Secondo i dati contenuti nel rapporto, la produzione agricola mondiale consuma il 70 % dell'acqua dolce disponibile e sfrutta solo il 38 % del suolo terrestre totale. Senza cambiamenti significativi nelle abitudini alimentari, tali dati sono destinati a crescere, poiché gli standard di vita migliorano e sempre più persone possono permettersi di mangiare carne. Ne consegue una maggiore richiesta di terreni per coltivare soia che servirà a nutrire il bestiame. Sul versante dei combustibili fossili, tra i principali consumatori troviamo le aziende per la fornitura di energia elettrica, le industrie ad alto rendimento energetico, il riscaldamento domestico e i trasporti. La produzione e il consumo di tali combustibili sono la causa principale dei danni all'ambiente. Anche il settore metallurgico ha un notevole impatto sull'ambiente, soprattutto per via dello sfruttamento delle miniere e delle attività di estrazione e affinazione, che richiedono un forte consumo di energia e possono essere fonte di inquinamento del suolo, dell'acqua e dell'aria. Secondo il gruppo intergovernativo dell'UNEP, è indispensabile separare l'impatto ambientale dalla crescita economica. Il gruppo sostiene inoltre che gli incentivi fiscali, comprese le tasse, e maggiori investimenti nell'innovazione potrebbero accelerare questa tendenza e potrebbero compiersi progressi concreti a livello dei singoli nuclei familiari. © Shutterstock Secondo l'ultimo rapporto* stilato dal Gruppo intergovernativo di esperti per la gestione delle risorse sostenibili del programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente (UNEP), l'energia ricavata da combustibili fossili, l'agricoltura, in particolare l'allevamento di animali da latte e da carne e il settore metallurgico rappresentano le tre minacce principali per le risorse del pianeta. Uso efficiente delle risorse: una priorità europea La promozione dell'uso efficiente delle risorse rappresenta una delle grandi priorità della Commissione europea. Questo obiettivo è incluso nelle sette iniziative faro adottate dai leader europei a giugno nell'ambito della strategia UE 2020. Lo scopo è quello di «scindere la crescita economica dall'uso delle risorse, sostenere il passaggio verso un'economia a basse emissioni di carbonio, incrementare l'uso di fonti di energia rinnovabile, modernizzare il settore dei trasporti e promuovere l'efficienza energetica». Tale obiettivo generale è stato integrato in tutte le politiche europee, in particolare quelle in materia di energia, ed è presente nel pacchetto sull'energia e i cambiamenti climatici, adottato due anni fa, e nella politica agricola comune, che sarà presto oggetto di revisione. R ivi s t a a cura d ella Dire z i o ne G enerale A m b ien t e ● N. 3 9 Una task force della DG Ambiente sull'uso efficiente delle risorse sta analizzando le misure che tutti gli attori della società – istituzioni europee, governi nazionali, regioni, settore privato e singoli cittadini – possono adottare per migliorare il quadro attuale. L'analisi si baserà sui risultati emersi dal rapporto UNEP e per il prossimo anno si attendono le nuove proposte politiche della Commissione. T Versione integrale del rapporto sul sito http://www.unep.org/resourcepanel/ documents/pdf/PriorityProductsAnd Materials_Report_Full.pdf * Impatti ambientali del consumo e della produzione: principali prodotti e materiali. 8 GMES T Il programma di monitoraggio globale e i benefici per l'ambiente L'iniziativa di Monitoraggio globale per l'ambiente e la sicurezza (GMES) diventando un programma operativo a tutti gli effetti inizia una nuova fase. Il suo sistema di monitoraggio e previsione meteorologica del pianeta fornirà dati essenziali per i responsabili delle politiche ambientali, i ricercatori e le autorità, nonché informazioni precise sull'ambiente destinate ai cittadini. Durante la recente eruzione del vulcano Eyjafjallajokull in Islanda, GMES ha tracciato l'estensione della nube di ceneri vulcaniche, offrendo immagini dettagliate. I servizi GMES sono stati richiesti in seguito al terremoto che ha devastato Haiti, dove l'assenza di mappe stradali rallentava gli interventi di soccorso sul campo, nonché durante le recenti inondazioni in Polonia e in Francia. Il servizio di monitoraggio delle fuoriuscite di petrolio, gestito dall'Agenzia europea per la sicurezza marittima, rileva appunto le perdite di petrolio dalle navi in mare. La modellazione GMES per l'inquinamento atmosferico in Europa aiuta a prevedere, ad esempio in città come Parigi, le aree in cui i livelli di inquinamento atmosferico rischiano di diventare pericolosi, così da avvertire i cittadini in anticipo. La Direzione generale per l'Ambiente si avvarrà sempre più dei servizi GMES e dei suoi dati per dimostrare la necessità di intervenire per tutelare la biodiversità, migliorare la qualità dell'aria e proteggere i mari aperti. In attesa che il programma funzioni a pieno regime, i responsabili per le politiche ambientali europee stanno esaminando come sfruttare al meglio i servizi offerti dal nuovo sistema. Gli investimenti nel GMES saranno utili anche nell’elaborazione delle priorità politiche future in materia di acqua, aria e uso efficiente delle risorse. Per individuare tutte le possibili opportunità, la DG Ambiente intende coinvolgere © Shutterstock Già oggi i dati forniti da GMES contribuiscono a migliorare la qualità di vita dei cittadini europei. Questo sistema porta anche alla luce nuovi aspetti sulla vita dell'ambiente, aiuta a contrastare il cambiamento climatico e si rivela utile nelle operazioni di primo soccorso in seguito a disastri naturali come terremoti o grandi inondazioni. i potenziali fruitori a livello nazionale e locale oltre alle agenzie e alle istituzioni europee. Possono usufruire dei servizi del programma GMES le autorità e gli organi nazionali, fra cui le agenzie competenti per la tutela ambientale e la sanità, nonché i settori del commercio e dell'industria (in particolare le piccole e medie imprese), che potrebbero fornire servizi a valle. Il programma GMES promette di offrire completo e libero accesso ai suoi dati, in modo da non escludere nessuno. Sei obiettivi prioritari Il nuovo programma GMES, che sarà avviato nel 2011, prevede sei priorità, di cui tre sono rivolti al monitoraggio della Terra, in particolare degli aspetti ambientali del suolo, dei mari e dell'atmosfera. La quarta priorità riguarda il cambiamento climatico, mentre le ultime due sono si concentrano sugli interventi di primo soccorso in caso di inondazioni, incendi, terremoti, crisi umanitarie e problemi legati alla sicurezza, quali la sorveglianza marittima e i controlli alle frontiere. Il programma GMES raccoglie dati dallo spazio attraverso i satelliti, dall'aria mediante strumenti installati a bordo di aerei e da terra con stazioni di misurazione e vari tipi di sensori. Il programma è parte di un quadro politico spaziale europeo più ampio in cui si inserisce anche Galileo, una sorta di versione più moderna del GPS. Sebbene GMES potrà essere utilizzato a livello mondiale, il suo obiettivo principale sarà il continente europeo. Uno dei principali vantaggi per i responsabili politici sarà la capacità del sistema di fornire un'ampia visione di insieme costituendo una base per analisi e osservazioni più dettagliate a livello locale. Il programma GMES costituirà un ulteriore strumento di grande valore a disposizione di coloro che lavorano per migliorare l'ambiente in Europa T e nel mondo. Per saperne di più http://ec.europa.eu/gmes/index_en.htm C ommercio al dettaglio 9 T Il settore del commercio al dettaglio s'impegna in pratiche ambientali sostenibili Il settore del commercio al dettaglio rappresenta il 13 % del PIL dell'Unione europea. Ridurre il suo impatto ambientale sarebbe un notevole contributo nel conseguimento di obiettivi di sviluppo sostenibile più ampi. Inoltre, questo settore si trova in una posizione ideale per sensibilizzare i consumatori sulle conseguenze delle loro scelte nel lungo termine. A distanza di un anno, 17 aziende e 9 federazioni hanno dimostrato un grande impegno per raggiungere questo obiettivo, sottoscrivendo a giugno un codice per le aziende attente alla sostenibilità ambientale, con la promessa di intervenire in sei ambiti. Ai sensi del codice, i firmatari accettano di promuovere una produzione e un approvvigionamento più sostenibili per l'ambiente, di migliorare le prestazioni ambientali degli impianti e del parco macchine per la distribuzione, di fornire informazioni più precise ai clienti sul consumo sostenibile e infine, di riferire regolarmente sui progressi compiuti sulla base degli impegni assunti. Il codice prevede per ciascuna sezione una serie di misure possibili, dalla promozione dei prodotti ecologici all'ammodernamento degli impianti di illuminazione nei magazzini. Sir Terry Leahy, amministratore delegato di Tesco e presidente del European Retail Round Table, e Rainhardt von Leoprechting, vicepresidente di Metro Group e presidente di EuroCommerce, hanno presentato il codice in occasione del primo vertice annuale del Forum sul commercio al dettaglio. Commentando l'iniziativa, Sir Terry Leahy ha affermato: «A un anno di distanza dall'avvio del Programma di azione per l'ambiente rivolto ai venditori al dettaglio, siamo orgogliosi dei significativi e numerosi progressi realizzati: abbiamo rinnovato i nostri magazzini, i nostri sistemi di distribuzione, tutto grazie alla collaborazione con i fornitori, le ONG aderenti e, ovviamente, la clientela». Il Commissario per l'Ambiente Janez Potočnik, durante il suo intervento di plauso verso gli impegni assunti da questo settore, ha esortato a essere più ambiziosi nell'infor mazione dei clienti. «Attraverso la scelta e il corretto utilizzo nelle proprie case di prodotti più efficienti, i consumatori svolgono un ruolo importante nel conseguimento dell'obiettivo per un uso efficiente delle risorse. Il settore del commercio ha una posizione ottimale per orientare le scelte dei consumatori», ha dichiarato alla conferenza. Forum sul commercio al dettaglio Il Forum consiste in un programma triennale lanciato dalla Commissione nel marzo 2009 per riunire i diversi operatori della catena di distribuzione, dai produttori ai venditori al dettaglio, alle organizzazioni non governative. Esso rappresenta un'opportunità unica per i diversi attori economici per analizzare problemi trasversali che solitamente non R ivi s t a a cura d ella Dire z i o ne G enerale A m b ien t e ● N. 3 9 © Shutterstock Creato nel 2009, il Forum sul commercio al dettaglio riunisce la Commissione, le aziende più innovative e la società civile al fine di studiare nuove strategie per promuovere una produzione e un consumo sostenibili all'interno di questo settore. sono trattati nelle riunioni più settoriali e specializzate. Oltre alla conferenza annuale, il programma del Forum prevede quattro incontri annuali per affrontare temi specifici. Questi incontri finora hanno riguardato l'ottimizzazione della logistica e dei trasporti, la comunicazione e il marketing, il legno da costruzione, l'analisi del ciclo di vita dei prodotti di uso quotidiano e l'impronta di carbonio dei magazzini. Dalle discussioni del gruppo di lavoro sono emerse delle raccomandazioni destinate ai venditori al dettaglio, ai responsabili politici e alle altre T parti interessate. Per saperne di più http://ec.europa.eu/environment/ industry/retail/index_en.htm 10 PREMI LIFE T Premi LIFE Best of the Best: l'eccellenza nelle pratiche ambientali In occasione della Settimana verde 2010 tenutasi a Bruxelles, sono state organizzate due cerimonie speciali per l'assegnazione dei premi per le categorie Miglior progetto LIFE Natura & Biodiversità 2009-2010 e Miglior progetto LIFE Ambiente 2008-2009. Creato nel 1992, LIFE è uno strumento finanziario europeo che sostiene i progetti relativi alla conservazione della natura e alla tutela ambientale nell'Unione europea. T RIOLO (LIFE03 NAT/P/000013) P Portogallo. Questo progetto ha migliorato notevolmente l'habitat del ciuffolotto delle Azzorre nella zona protetta di Pico da Vara/Ribeira do Guilherme. Sono stati osservati segnali estremamente positivi nel ripristino della vege tazione locale, insieme a un aumento delle popolazioni delle specie contemplate nel progetto. T S cottish salmon (LIFE04 NAT/ GB/000250) Regno Unito, definito come «il solo e il più importante progetto mai attuato in Scozia per la conservazione del salmone». Grazie alla rimozione di 25 ostacoli è stato creato un habitat di 150 km che consente in parte ai salmoni l'accesso a otto sistemi fluviali per molti anni impenetrabili a questa specie. T T iroler Lech (LIFE00 NAT/A/007053) Austria, è un progetto finalizzato alla tutela delle specie di libellule e anfibi a rischio di estinzione nei paesaggi selvatici lambiti dal fiume Lech in Tirolo. In seguito a interventi di allargamento, il fiume Lech ha riacquistato gran parte del vecchio letto fluviale nelle zone protette coperte dal progetto. T eidmoos (LIFE03 NAT/A/000010) W Austria. Questo progetto ha migliorato le condizioni delle specie a rischio nella zona di protezione speciale per gli uccelli di Weidmoos grazie al risanamento dell'habitat attraverso vari interventi, fra cui la chiusura dei canali di scolo e la costruzione di dighe. Inoltre, per permettere di mantenere le misure per la conservazione avviate durante il progetto sono stati redatti vari piani di gestione. © Unione europea I premi Miglior progetto LIFE Natura e «Miglior progetto LIFE Ambiente» ricompensano i progetti che hanno ottenuto i migliori risultati nel periodo preso in esame. Istituiti per mettere in evidenza il contributo significativo apportato dai progetti LIFE nel miglioramento delle conoscenze, nella condivisione delle pratiche migliori e nello scambio delle competenze, questi premi attribuiscono al contempo un riconoscimento al grande impatto che le valide iniziative volte alla conservazione e alla tutela ambientale hanno a livello locale, nazionale e internazionale. Best of the Best In entrambe le categorie sono stati inizialmente selezionati 23 progetti per il premio Miglior progetto. Gli Stati membri hanno in seguito scelto cinque progetti per ciascuna categoria dal titolo Best of the Best. Di seguito sono elencati in ordine alfabetico i progetti Best of the Best per la categoria LIFE-Natura: T innekulle (LIFE02 NAT/S/008484) K Svezia, progetto che ha messo in atto una serie di interventi efficaci volti al ripristino e alla conservazione di habitat prioritari su un altopiano montuoso. Circa 600 ettari di prati e pascoli naturali sono stati riportati a uno stato di conservazione favorevole. 11 © Unione europea PREMI LIFE I progetti Best of the Best per la categoria LIFE-Ambiente: T T T ASHYCAT (LIFE06 ENV/F/000125) B Francia, progetto coordinato da una PMI francese specializzata nel riciclo delle batterie usate e nella rigenerazione dei metalli ricavati dai rifiuti industriali. Il progetto mette in atto processi idro e pirometallurgici complessi su scala industriale per cercare di offrire un'alternativa concreta, pulita e a lungo termine allo scarto dei catalizzatori usati. E nviFriendly (LIFE05 ENV/GR/000245) Grecia. Questo progetto prevede l’uso di tecnologie volte a ridurre l'inquinamento agricolo del fiume Evrotas nella prefettura di Laconia. L'uso di tali tecnologie dovrebbe convincere gli olivicoltori locali ad adottare pratiche agricole a basso costo rispettose dell'ambiente, che possono essere facilmente diffuse anche in altri paesi del Mediterraneo. VD (LIFE05 ENV/D/000207) Germania, H è un progetto che ha realizzato un metodo redditizio e sostenibile per la discagliatura di prodotti in acciaio mediante un getto d'acqua ad altissima pressione. Secondo quanto riferito dal beneficiario del progetto, sono in corso trattative con alcuni dei principali attori sul mercato nell'ottica di distribuire le tecnologie del progetto HVD su scala mondiale. A breve sarà aperto in Germania un nuovo impianto che utilizza tale tecnologia. T icrophilox (LIFE05 ENV/E/000319) M Spagna, ha dimostrato che le micro turbine per la produzione di energia possono usare biogas con una concentrazione di metano pari solo al 31 % (invece del 40 %). L'applicazione è particolarmente adatta per le piccole discariche o per quelle allo stadio iniziale o finale del proprio ciclo di vita. T ET (LIFE06 ENV/NL/000167) Paesi W Bassi. Questo progetto olandese ha sviluppato un trattamento efficace delle acque reflue e degli effluenti. Il Rijnland District Water Control Board ha già applicato il processo in due impianti per il trattamento delle acque reflue (nord Leiden e nord Alphen), e si prevede che altri impianti di trattamento e altri organi per la gestione delle acque nei Paesi Bassi si serviranno di questa tecnologia. Dal 1992, LIFE ha cofinanziato ben 3 115 progetti e stanziato circa 2 miliardi di euro T a favore della tutela ambientale. I premi LIFE-Natura sono stati presentati da Angelo Salsi, Capo Unità LIFE Natura presso la Commissione europea, mentre i premi LIFE-Ambiente sono stati presentati da Hervé Martin, Capo Unità LIFE Ambiente ed ecoinnovazione presso la Commissione europea. Entrambi hanno elogiato l'alto livello dei progetti vincitori ed evidenziato l'eccellente lavoro svolto dai primi dieci progetti in classifica. L'uso efficiente delle risorse, l'efficienza idrica e la gestione dei rifiuti e dell'acqua hanno caratterizzato fortemente i progetti selezionati quest'anno e continueranno a essere obiettivi prioritari ai fini del cofinanziamento LIFE+. R ivi s t a a cura d ella Dire z i o ne G enerale A m b ien t e ● N. 3 9 Per saperne di più http://ec.europa.eu/environment/ life/index.htm 12 O L T R E I L P I L T Crescita verde e indicatori economici Il prodotto interno lordo è il tradizionale indicatore usato per misurare le prestazioni economiche. Tuttavia, il PIL non è un indicatore attendibile per valutare i principali rischi e gli sviluppi nel lungo termine, due aspetti che in futuro saranno alla base della salute del pianeta e del benessere dell'uomo. Nell'ambito dell'obiettivo a lungo termine che mira a guardare oltre il PIL, la Commissione ha proposto una serie di idee per misurare la crescita economica verde. Il mondo sta consumando le sue risorse naturali finite con una rapidità enorme. Oltre il 60 % degli ecosistemi mondiali è gravemente deteriorato o eccessivamente sfruttato. Di fronte a questo scenario, è indispensabile allineare gli interessi ambientali a quelli economici. A tale scopo, è necessario comprendere pienamente la nostra dipendenza dalle risorse naturali e le conseguenze dal comportamento umano sull'ambiente. Il PIL da solo non basta. Questo indicatore è in grado di misurare a quale velocità gira il motore, ma non dove si sta dirigendo la macchina o quanta benzina c'è nel serbatoio. Se consideriamo la riduzione del capitale naturale come un reddito, e non come una perdita, il PIL dei paesi che stanno riducendo le proprie ricchezze naturali sarà ben superiore rispetto a quello di altri paesi. Una tale valutazione dei beni in declino non sarebbe ammissibile per i revisori di un'azienda. Per affrontare tale incongruenza, nel 2007 la Commissione ha lanciato l'iniziativa Oltre il PIL. L'ultima proposta, presentata quest'anno, suggerisce l'introduzione di conti economici ambientali integrati che possano agevolare i responsabili politici nella valutazione della crescita economica verde. Questi conti andrebbero ad aggiungersi ai conti nazionali monetari ordinari, fornendo statistiche specifiche sull'energia, le emissioni atmosferiche e il consumo di risorse, con lo scopo di fornire un quadro più fedele dello stato effettivo dell'economia. Di conseguenza, i responsabili politici disporrebbero di un ritratto più accurato del reale impatto delle politiche vigenti. Nuovi strumenti di misurazione Secondo le proposte della Commissione, gli Stati membri dovranno raccogliere ogni anno dati relativi a tre aree cruciali: emissioni atmosferiche (compresi i gas a effetto serra), flussi di materiali e tasse ambientali. I dati potrebbero anche comprendere attività e prodotti quali beni e servizi ambientali e altre transazioni legate alla gestione delle risorse. Una conoscenza più approfondita delle risorse naturali europee dovrebbe stimolare interventi volti a garantire la sicurezza futura dell'Europa. Molti Stati membri hanno già raccolto questi dati, ma dati completi di tutto il territorio europeo offrirebbero un quadro più coerente dello stato dell'economia e dell'ambiente europei. Secondo la Commissione è necessario raccogliere solo pochi dati aggiuntivi, evitando così di gravare eccessivamente sulle aziende. I risultati garantirebbero, infatti, analisi integrate dei fenomeni economici, ambientali e dei relativi fenomeni sociali, creando una base di conoscenze più solida a supporto delle politiche. L'integrazione di conti ambientali nei tradizionali metodi di misurazione delle economie nazionali non avrebbe fermato la contrazione del credito. Tuttavia, ponendo l'accento sulla necessità di sfruttare le risorse naturali finite in modo sostenibile, il nuovo sistema contribuirebbe a evitare una crisi potenzialmente T più grave. Per saperne di più http://www.beyond-gdp.eu IMPRESE ECOLOGICHE 13 T Imprese ecologiche in aumento Quest'anno un numero record di 141 aziende di 24 paesi ha concorso ai premi europei per l'ambiente rivolti alle imprese. I vincitori di ciascuna delle quattro categorie, provenienti da Regno Unito, Belgio, Germania e Spagna, sono stati proclamati all'inizio di giugno durante la Settimana verde. Fra i partecipanti di quest'anno c'erano sia piccole imprese sia grandi operatori internazionali provenienti dagli Stati membri dell'UE e dai paesi candidati. Come ha affermato il Commissario per l'Ambiente Janez Potočnik durante la cerimonia di premiazione: «Questo dimostra che tutti i settori e tutte le imprese, piccole o grandi che siano, si rendono conto delle sfide ambientali odierne». Premio per la gestione Per Chris Britton, amministratore delegato del gruppo Findus, il premio testimonia che il logo Fish for Life non è solo un'etichetta applicata sui prodotti dell'azienda destinata al consumatore, ma rappresenta «un programma impegnativo e vario a favore di un effettivo miglioramento nella sostenibilità della pesca». © Unione europea Istituiti nel 1987, questi premi riconoscono il contributo speciale che le aziende europee svolgono a favore dello sviluppo sostenibile attraverso l'innovazione, la vitalità economica, l'attenzione agli aspetti ambientali e la responsabilità sociale. Premio per la cooperazione internazionale Ferrovial, società spagnola nel settore delle infrastrutture mondiali, ha vinto il premio dedicato allo sviluppo di partenariati internazionali che attraverso la condivisione di conoscenze e tecnologie favoriscono una crescita sostenibile nei paesi in via di sviluppo. Nel 2006 è stato lanciato Fish for Life, un programma che ha lo scopo di incentivare la sostenibilità a lungo termine del settore dei prodotti alimentari ittici. Oggi è parte integrante delle operazioni del gruppo Findus nell'Europa continentale. Il programma prevede una serie di criteri dettagliati e una severa procedura di valutazione al fine di assicurare che la pesca sia svolta in modo responsabile (la qualità dei prodotti è garantita dal logo del programma). Ferrovial collabora con l'organizzazione non-governativa African Medical and Research Foundation nel progetto Maji ni Uhai (L’acqua è vita) per fornire acqua potabile a oltre 50 000 persone nella regione di Serengeti, in Tanzania. Il progetto, inte ramente finanziato dalla società spagnola, prevede la costruzione di impianti sanitari e la promozione di corrette pratiche igieniche. Mentre annunciava il vincitore, la giuria ha sottolineato che l'iniziativa «fissa un punto di riferimento per una gestione responsabile della pesca in quanto promuove e diffonde le migliori pratiche a livello locale e internazionale, e crea un forte coinvolgimento nel personale e nelle altre parti interessate». La giuria ha elogiato il progetto per la cooperazione innovativa e lo sviluppo di infrastrutture a lungo termine e poiché rappresenta un esempio positivo di responsabilità sociale dell'azienda. Iñigo Meirás, amministratore delegato di Ferrovial, ha spiegato che l'iniziativa era in linea con R ivi s t a a cura d ella Dire z i o ne G enerale A m b ien t e ● N. 3 9 gli obiettivi di sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite, sottoscritti dalla società nel 2002. «Due di questi obiettivi prevedono il coinvolgimento delle aziende nella lotta alla povertà e l'instaurazione di un partenariato per lo sviluppo a livello mondiale», ha dichiarato Meirás. Gli altri vincitori Nel prossimo numero di L'Ambiente per gli Europei saranno forniti maggiori dettagli sulle aziende che hanno vinto il premio europeo per l'ambiente nelle restanti cate gorie. La società belga EnergyICT ha vinto il premio per la categoria Prodotti, mentre le aziende tedesche Zenergy Power GmbH e Bültmann GmbH si sono aggiudicate T il primo posto per la categoria Processi. Per saperne di più http://ec.europa.eu/environment/ awards/index_en.htm 14 Premio C a p itale verde e u ro p ea T Premio Capitale verde europea: un'accesa competizione Sei città di dimensioni molto diverse si contendono il prestigioso premio Capitale verde europea, ereditando lo scettro da Stoccolma, che ha ottenuto il titolo per l'anno in corso, e da Amburgo, che lo avrà nel 2011. Le città vincitrici per il 2012 e il 2013 saranno annunciate a Stoccolma il 20-22 ottobre. Capitali verdi europee finaliste per il 2012 e 2013 T Barcellona, Spagna (1,6 milioni di abitanti) T Malmö, Svezia (286 000 abitanti) T Nantes, Francia (590 000 abitanti) Il premio Capitale verde europea viene assegnato ogni anno a una città, non per forza una capitale, impegnata in prima fila nello sviluppo di soluzioni per una vita urbana rispettosa dell'ambiente, modello da imitare per le altre città. da rappresentanti della Commissione europea, dell'Agenzia europea dell'ambiente, ICLEI – governi locali per la sostenibilità, Ufficio del Patto dei Sindaci, Ufficio europeo dell'ambiente e Comitato delle regioni. Il premio è stato istituito nel 2006 grazie all'iniziativa di 15 città europee e dell'Associazione delle città estoni. L'idea è nata dal fatto che oggi quattro europei su cinque vivono in città più o meno grandi. Le aree urbane pongono oggi le principali sfide ambientali, ed è loro dovere affrontarle con impegno e servendosi dell'innovazione. Obiettivi del premio Un organo internazionale ha selezionato le sei città finaliste da una rosa di 17 candidati sulla base di più di dieci criteri ambientali, quali il contributo locale alla lotta contro il cambiamento climatico mondiale, il trasporto locale, le aree urbane verdi, l'uso sostenibile del suolo, la natura e la biodiversità, la qualità dell'aria locale, l'inquinamento acustico, la produzione e la gestione dei rifiuti, il consumo di acqua, il trattamento delle acque reflue e la gestione ambientale della municipalità. T Norimberga, Germania (495 000 abitanti) T Reykjavík, Islanda (120 000 abitanti) T Vitoria-Gasteiz, Spagna (240 000 abitanti) Le sei città scelte per la finale hanno già indicato le iniziative che intraprenderanno in futuro e quali sono invece le misure avviate per informare i cittadini delle loro attività. Durante l'estate avranno fornito alla commissione di valutazione ulteriori dati. La raccomandazione della commissione di valutazione sarà sottoposta alla giuria per il verdetto finale. La giuria è composta Il premio ha tre obiettivi principali: riconoscere le città all'avanguardia nella tutela ambientale; incoraggiare le città ad adottare obiettivi di sviluppo sostenibile e ambientale ambiziosi e a lungo termine; infine, essere di esempio in modo da favorire la condivisione delle pratiche e delle esperienze migliori. Le città europee si differenziano enormemente per dimensioni, priorità, risorse e sfide. Condividere esperienze concrete sulle iniziative ambientali più avanzate può migliorare gli standard in tutta Europa. Il premio Capitale verde europea non è solo fonte di orgoglio civile per la città vincitrice, ma attraverso il rispetto dei criteri per ottenere una migliore qualità di aria, acqua e suolo, trasporti pubblici migliori e aree verdi più estese afferma la vittoria dei cittaT dini stessi e dell'ambiente. Per saperne di più Premio Capitale verde europea: www.europeangreencapital.eu Conferenza Capitale verde europea 2010, Stoccolma, 20-22 ottobre: http://stockholm.se/egcc PUBB L I C A Z I O N I Nuove pubblicazioni Agenda «La speranza dei Kayakos» Le illustrazioni di questo divertente e colorato libro per bambini descrivono le minacce cui sono sottoposte le foreste pluviali tropicali del mondo: l'incessante domanda di legno e terreni non fa che trasformarle in deserti color marrone. Il contrasto fra la sterilità del luogo dove abitavano i Kayakos prima dell'arrivo delle ruspe, e la ricchezza dei nuovi dintorni, nel cuore della foresta, è visto attraverso gli occhi di un bambino che va in città. Il bambino torna a casa deciso a lottare per cambiare le abitudini delle persone. Una storia semplice e ben raccontata. T Disponibile in 22 lingue dell'UE. http://bookshop.europa.eu/is-bin/INTERSHOP.enfinity/WFS/EU-BookshopSite/en_GB/-/EUR/ViewPublication-Start?PublicationKey=KH3109252 «La fabbrica della vita. Perché la biodiversità del suolo è tanto importante» Questo opuscolo riassume le scoperte raccolte nel rapporto di un esperto pubblicato nel 2010 dal titolo: «Biodiversità del suolo: funzioni, minacce e strumenti per i legislatori». L'opuscolo spiega, attraverso illustrazioni e immagini, perché il suolo è letteralmente la fabbrica della vita. I suoi operai sono i microrganismi, i grandi e i piccoli invertebrati, i piccoli mammiferi e le radici delle piante che lavorano negli strati profondi e oscuri del suolo cioè sotto i prati, i campi, le foreste e gli spazi verdi nelle città. Ma questa fabbrica è in una situazione critica. L'opuscolo chiarisce al lettore l'importanza del suolo, le minacce cui è sottoposto e le misure da adottare per contrastarle. Disponibile in inglese e italiano (prossiT mamente in francese, tedesco, spagnolo e polacco). http://ec.europa.eu/environment/soil/factory_life.htm «LIFE building up Europe’s green infrastructure» I progetti LIFE Natura e LIFE Ambiente già da tempo contribuiscono allo sviluppo delle infrastrutture verdi europee, soprattutto a livello locale o regionale. Adesso è il momento di valutare le conoscenze acquisite grazie a questi progetti e di definire le linee generali di una strategia per le infrastrutture verdi, che dovrà occuparsi della frammentazione del paesaggio, migliorare la resilienza della biodiversità e degli ecosistemi ed essere al passo con il cambiamento climatico e la pianificazione del territorio. L'opuscolo, oltre a mettere in rilievo i progetti LIFE, le buone pratiche e le soluzioni innovative adottate, mostra come costruire e sostenere le infrastrutture verdi. Disponibile T solo in inglese. ttp://ec.europa.eu/environment/life/publications/lifepublications/ h lifefocus/nat.htm#green Scheda informativa sui beni e sui servizi ecosistemici Oltre alla versione originale in inglese, adesso è disponibile in 22 lingue dell'UE. T http://ec.europa.eu/environment/pubs/factsheets.htm Salvo diversamente indicato, le pubblicazioni sono disponibili gratuitamente presso la libreria dell’UE collegandosi al sito web bookshop.europa.eu oppure presso il Centro informazioni (BU-9 0/11), DG Ambiente, Commissione europea, B-1049 Bruxelles, Belgio. R ivi s t a a cura d ella Dire z i o ne G enerale A m b ien t e 15 ● N. 3 9 Suolo, cambiamento climatico e biodiversità: a che punto siamo? 23-24 settembre 2010, Bruxelles La Direzione generale Ambiente della Commissione europea e il Centro di Ricerca presenzieranno questa conferenza di alto livello. Saranno presentati rapporti sulle ultime scoperte scientifiche riguardanti temi come la quantità di carbonio immagazzinata nei suoli europei e l'importanza della biodiversità del suolo negli ecosistemi. È prevista una tavola rotonda dove saranno presentati e discussi due studi, Biodiversità del suolo: funzioni, minacce e strumenti per i legislatori e Atlante europeo della bio T diversità del suolo. http://ec.europa.eu/environment/soil/ biodiversity_conference.htm Green Work(s)! 12-13 ottobre 2010, Bruges La conferenza esaminerà il valore delle infrastrutture e degli investimenti verdi nella qualità della vita nelle città, i metodi di misurazione della qualità economica degli spazi verdi e come il paesaggio locale possa rappresentare il quadro per la progettazione integrata T delle aree periurbane. http://www.vlm.be/algemeen/diensten/ Internationale_samenwerking/ conference1010/Pages/default.aspx KH-AD-09-039-IT-C T Notizie in breve In seguito al disastro ambientale nel Golfo del Messico, la Commissione europea è in stretto contatto con le aziende che si occupano dell'estrazione di gas e petrolio per capire se sia necessario modificare la legislazione. Durante un primo incontro avvenuto l'11 maggio, la Commissione ha chiesto alle aziende di specificare le misure di sicurezza adottate. Le risposte sono state discusse durante un secondo incontro tenutosi a metà luglio. Dopo aver esaminato i risultati, in autunno la Commissione avanzerà nuove proposte legislative e politiche qualora emergessero eventuali lacune. Consultazione pubblica: analisi dell'impatto ambientale La Commissione sta effettuando un sondaggio sulle procedure di valutazione dell'impatto ambientale (VIA) dell'Unione adottate 25 anni fa. Attualmente, la qualità delle procedure dipende dai singoli Stati membri. La Commissione intende dunque capire come armonizzarle all'interno dell'UE. La consultazione, che si chiuderà il 24 settembre 2010, accoglie con favore i suggerimenti di tutti, singoli cittadini, organizzazioni e altre parti interessate. I risultati saranno inseriti nella revisione che la Commissione presenterà il prossimo anno. Le procedure VIA sono state concepite per assicurare che si tenga conto delle ripercussioni sull'ambiente derivate dalle decisioni in materia di infrastrutture, prima che queste ultime vengano realizzate. Il questionario è stato redatto in tutte le 22 lingue dell'UE http://ec.europa.eu/ environment/consultations/ eia.htm Acque di balneazione: la qualità resta alta © iStock © Shutterstock onsultazioni sulla C sicurezza delle piatta forme di gas e petrolio L'ultimo rapporto annuale sulle acque di balneazione stilato dalla Commissione europea e dall'Agenzia europea dell'ambiente conferma che, in complesso, sono stati raggiunti alti livelli di qualità. Viene messo in rilievo che il 96 % delle aree di balneazione costiere e il 90 % dei laghi e dei fiumi interni soddisfano i requisiti minimi previsti per lo scorso anno. Annualmente vengono monitorate ben 20 000 aree di balneazione, di cui i due terzi si affacciano sul mare. Solo il 2 % delle acque di balneazione costiere sono chiuse ai nuotatori. Per saperne di più http://ec.europa.eu/ environment/water/ water-bathing/ report_2010.html ia libera alla V commercializzazione delle piante selvatiche I governi europei hanno aderito alla proposta della Commissione che autorizza la vendita di alcuni tipi di semi di piante selvatiche da habitat protetti. Sarà consentita in particolare la commercializzazione di «semi misti per la conservazione» che le autorità possono usare per fini paesaggistici, di giardinaggio di specie selvatiche e risanamento dell' habitat. Finora non era stato possibile vendere tali sementi poiché non soddisfacevano tutti i requisiti di commercializzazione previsti dall'UE. Oggi la loro vendita è esentata da tali norme consentendo ai cittadini di arricchire la biodiversità europea. Per saperne di più http://ec.europa.eu/food/ plant/propagation/ index_en.htm