PROVINCIA DI CAGLIARI
PROVINCIA DE CASTEDDU
RASSEGNA STAMPA 9 OTTOBRE
Taccuino avvenimenti
Provincia di Cagliari
Cronaca e politica regionale
Scuola e istruzione
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La rassegna stampa è stata ultimata alle ore 7.10.
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AGI
TACCUINO AVVENIMENTI DI OGGI
- CAGLIARI - Ospedale Microcitemico, via Jenner - ore 8.30 - Convegno sul tema 'Lo screening
neonatale esteso delle malattie metaboliche ereditarie e la spettrometria di massa tandem in
medicina di laboratorio'.
- CAGLIARI - Consiglio regionale, sala stampa - ore 10 - Conferenza stampa dei consiglieri Uras,
Salis, Capelli e Zuncheddu sui controlli della Corte di Conti negli atti degli enti locali.
- CAGLIARI - Consiglio regionale - ore 10.30 - Riunioni Commissioni consiliari: Sanità (ore
10.30), Bilancio (ore 11), Industria (ore 11), Cultura (ore 12).
- SASSARI - Sala conferenze Palazzo Ducale - ore 10.30 - Conferenza stampa di presentazione
della Stagione di prosa 2012-2013, organizzata dal Cedac Sardegna.
- CAGLIARI - Hotel Mediterraneo - ore 10.30 - Conferenza stampa di Coldiretti, Cia e
Confagricoltura su vertenza comparto suinicolo.
- CAGLIARI - ex sala Giunta del Comune - ore 11 - Conferenza stampa di presentazione della VII
Giornata dello Sport Paralimpico, che si terrà giovedì 11 ottobre a Pirri.
- CAGLIARI - Assessorato regionale Trasporti - ore 12 - Riunione Regione-Enac-Compagnie
Aeree su nuova continuità territoriale.
- CAGLIARI - Davanti Teatro Lirico - ore 12 - Presidio e conferenza stampa dei sindacati su
proteste per nomina nuovo sovrintendente.
- SASSARI - Aula magna Università - ore 15 - Presentazione dei bandi Por Fesr Sardegna 20072013, pubblicati da Sardegna Ricerche, per la creazione e il consolidamento di imprese innovative.
- CAGLIARI - Consiglio regionale, via Roma - ore 16 - Riprendono i lavori del Consiglio
regionale.
- CAGLIARI - ex Facoltà giurisprudenza, via Nicolodi - ore 16 - Seminario sul tema 'Strategie e
strumenti per il percorso universitario: le difficolta' di apprendimento e i diritti degli studentì,
organizzato dall'Ufficio disabilità della Direzione didattica e orientamento, e dalla Facoltà di
scienze economiche, giuridiche e politiche dell'Università di Cagliari.
- CAGLIARI - Palazzo Civico - ore 17 - Riunione del Consiglio comunale.
- CAGLIARI-PIRRI - Sala consiliare,v. Riva Villasanta 3- ore 17- Riunione del Consiglio della
Municipalità di Pirri.
- CAGLIARI - Ordine dei Medici, via dei Carroz 14 - ore 18 - Serata in ricordo di Attilio Maccioni,
promossa dall'Ordine dei Medici della provincia di Cagliari.
- PORTO TORRES - sala Filippo Canu, corso V.Emanuele -ore 18.30- Assemblea della Consulta
Rivoluzionaria. Partecipa anche l'Irs (Indipendentzia Repubrica de Sardigna). (ANSA).
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ANSA
TEATRO LIRICO: PROTESTA CONTINUA, DOMANI OCCUPAZIONE SEDE?
E IN CONSIGLIO PROVINCIALE CAGLIARI INTERROGAZIONE DEL PD
CAGLIARI
(ANSA) - CAGLIARI, 8 OTT - Sindacati e dipendenti del Teatro Lirico ancora sul piede di guerra
per la nomina del Soprintendente Marcella Crivellenti: potrebbe scattare domani il via
all'occupazione di una parte della struttura di via Sant'Alenixedda. E intanto approda tra i banchi del
Consiglio provinciale la protesta dei dipendenti del Lirico di Cagliari. Il consigliere del Pd
Emanuele Armeni, nella seduta odierna, ha rivolto un'interrogazione all'assessore alla Cultura,
Francesco Siciliano. "Stiamo seguendo - ha risposto Siciliano - l'evoluzione della situazione del
Teatro lirico, la realtà culturale più importante dell'isola e tra le più rilevanti a livello nazionale. In
generale, sarebbe utile un incontro con il Comune di Cagliari per progettare delle politiche culturali
condivise e, da questo punto di vista, l'ente lirico è un punto fondamentale su cui ragionare assieme.
Dobbiamo tenere in debita considerazione - ha proseguito - la protesta dei dipendenti perché 350
lavoratori in agitazione rappresentano un fatto importante. Peraltro, poiché la Provincia non è nel
consiglio di amministrazione dell'ente, può essere un utile interlocutore". Nella replica, Armeni ha
rilanciato il ruolo di mediazione che la Provincia può assumere nella vicenda. (ANSA).
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CASTEDDU ONLINE
Teatro Lirico, la Provincia sta con i lavoratori. Siluro di Siciliano a Zedda:
"Una protesta che non si può ignorare"
8/10/2012
17:07di Maurizio Bistrusso
Approda tra i banchi del consiglio provinciale la protesta dei dipendenti del teatro lirico di Cagliari.
Se ne è fatto portavoce Emanuele Armeni (Pd) che, nella seduta odierna dell'assemblea, ha rivolto
un'interrogazione all'assessore alla Cultura, Francesco Siciliano e ha chiesto “cosa sta succedendo al
Lirico in relazione non tanto alla nomina del nuovo Sovrintendente, quanto alla situazione dei
lavoratori che protestano da giorni”.
“Stiamo seguendo – ha risposto Siciliano – l'evoluzione della situazione del teatro lirico, la realtà
culturale più importante dell'isola e tra le più rilevanti a livello nazionale. In generale, sarebbe utile
un incontro con il Comune di Cagliari per progettare delle politiche culturali condivise e, da questo
punto di vista, l'ente lirico è un punto fondamentale su cui ragionare assieme. Dobbiamo tenere in
debita considerazione – ha proseguito – la protesta dei dipendenti perché 350 lavoratori in
agitazione rappresentano un fatto importante. Peraltro, poiché la Provincia non è nel consiglio di
amministrazione dell'ente, può essere un utile interlocutore”.
Nella replica, Armeni ha rilanciato il ruolo di mediazione che la Provincia può assumere nella
vicenda.
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SARDEGNA OGGI
In Provincia la vertenza Teatro Lirico, parla Siciliano: "progettare
politiche culturali condivise"
A Cagliari tiene banco la nomina di Marcella Crivellenti alla carica di sovrintendente del Teatro
Lirico. In Consiglio provinciale invece si pensa ai lavoratori, in stato di agitazione dopo la scelta di
Zedda. Interrogazione di Emanuele Armeni(Pd). La risposta dell'assessore alla Cultura: "Utile un
incontro con il Comune".
CAGLIARI - Approda tra i banchi del consiglio provinciale la protesta dei dipendenti del teatro
lirico di Cagliari. Se ne è fatto portavoce Emanuele Armeni (Pd) che, nella seduta odierna
dell'assemblea, ha rivolto un'interrogazione all'assessore alla Cultura, Francesco Siciliano e ha
chiesto “cosa sta succedendo al Lirico in relazione non tanto alla nomina del nuovo Sovrintendente,
quanto alla situazione dei lavoratori che protestano da giorni”.
“Stiamo seguendo – ha risposto Siciliano – l'evoluzione della situazione del teatro lirico, la realtà
culturale più importante dell'isola e tra le più rilevanti a livello nazionale. In generale, sarebbe utile
un incontro con il Comune di Cagliari per progettare delle politiche culturali condivise e, da questo
punto di vista, l'ente lirico è un punto fondamentale su cui ragionare assieme. Dobbiamo tenere in
debita considerazione – ha proseguito – la protesta dei dipendenti perché 350 lavoratori in
agitazione rappresentano un fatto importante. Peraltro, poiché la Provincia non è nel consiglio di
amministrazione dell'ente, può essere un utile interlocutore”.
Nella replica, Armeni ha rilanciato il ruolo di mediazione che la Provincia può assumere nella
vicenda.
Ultimo aggiornamento: 08-10-2012 17:28
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LA NUOVA
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LA PROTESTA
Lirico, presidio e occupazione «per la salvezza del teatro»
CAGLIARI Il presidio del teatro lirico comincia questa mattina a mezzogiorno in punto nel piazzale
di fronte all’ingresso. Subito dopo i lavoratori saliranno fino al quinto piano dell’edificio, dove si
trovano gli uffici della sovrintendenza. Il tempo di realizzare un’occupazione simbolica, cui seguirà
una conferenza stampa. La fase uno della protesta contro la nomina di Marcella Crivellenti si
chiuderà in mattinata, attorno alle 14. Ma resterà lo stato di agitazione del personale, che i sindacati
hanno formalizzato ieri insieme alla comunicazione della manifestazione pubblica in prefettura.
Come dire che la protesta andrà avanti in giorni e forma ancora da definire. I sindacati hanno
precisato in una nota trasmessa anche al Cda della Fondazione che «l’atteggiamento che li ispira è
mirato solo alla ricerca del confronto, atto a migliorare le condizioni di lavoro dei lavoratori e delle
lavoratrici e alla salvezza della Fondazione». Intanto, dopo il richiamo lanciato dall’Usb alla
politica che osserva in silenzio quanto sta accadendo in via Sant’Alenixedda, qualcosa sembra
muoversi: il consigliere provinciale Emanuele Armeni (Pd) ha rivolto un’interrogazione
all’assessore alla cultura Francesco Siciliano sulla situazione del Lirico. Siciliano ha auspicato un
incontro con il Comune «per progettare politiche culturali condivise» e ha confermato che «si deve
tenere in debita considerazione la protesta dei dipendenti del teatro lirico». Curioso osservare che
Siciliano era uno dei candidati più accreditati alla sovrintendenza, sostenuto da una parte del Pd e
anche da esponenti del centrodestra. Prudente la posizione della presidente della Provincia, Angela
Quaquero: «Massimo rispetto e considerazione per la legittima protesta dei lavoratori del teatro - ha
detto - ma non intendo entrare nel merito della questione perché la Provincia non ha alcuna
competenza sulla Fondazione. E’ giusto che gli enti locali dialoghino e in questo caso anche sulle
politiche culturali - ha detto ancora Angela Quaquero - ma nel rispetto delle competenze
istituzionali». (m.l)
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LA NUOVA
pag. 6
L’isola prepara la marcia della pace
Domenica la manifestazione tra Gesturi e Laconi. Ci sarà anche Rossella Urru
di Alfredo Franchini CAGLIARI Nella Sardegna martoriata dalla mancanza di lavoro e di futuro, si
prepara la nuova marcia della pace che si terrà domenica. Una manifestazione quasi paradigmatica:
ci saranno i minatori del Sulcis, i pastori, i precari, coloro che soffrono la condizione drammatica
dell’isola, assieme ai pacifisti, ai sindacati e agli amministratori comunali. Uno spaccatto
rappresentativo dell’attuale situazione eocnomica della Sardegna. Siamo arrivati all’11^ edizione
della marcia, organizzata dalla Tavola sarda della Pace con i comuni di Gesturi e di Laconi.
L’iniziativa è stata presentata dal sindaco di Laconi, Paolo Pisu, dal segretario della Css, Giacomo
Meloni, da Mariella Cao di “Gettiamo le basi” e da Franco Uda dell’Arci. «Il collante che tiene
insieme realtà apparentemente distanti – hanno spiegato gli organizzatori – è la richiesta di pace,
lavoro, giustizia sociale, dignità». «Questa è la bella scommessa della tavola sarda – hanno detto
ancora i promotori dell’iniziativa –, un luogo dove ricondurre le singole appartenenze a un livello
più alto e sintetizzare posizioni diverse. Guardiamo con attenzione alle questioni internazionali, ma
affrontiamo il tema della pace dandone un’accezione locale, guardando dentro le questioni della
nostra terra, partendo dalla liberazione dalla colonizzazione militare». Lo scorso anno la marcia
della pace si era chiusa con il pensiero a Rossella Urru, allora ancora prigioniera in Algeria.
«Abbiamo invitato Rossella a partecipare, speriamo che possa esserci, lei opera davvero in missione
di pace in luoghi di guerra», ha detto il sindaco di Laconi, Paolo Pisu. E Rossella quasi sicuramente
ci sarà. La battaglia per la pace, i temi del lavoro e della giustizia sociale, la lotta contro
l’inquinamento e la verità sulle malattie belliche. Ma anche un momento di gioia per il felice rientro
nell’isola di Rossella Urru, sono i temi dominanti della manifestazione. Rossella dovrebbe essere
presente almeno per un saluto e per ricambiare l’affetto. La marcia si sviluppa in un percorso di 7
chilometri con un pranzo sociale che si terrà a metà strada a Crastu e due momenti di dibattito a
Gesturi sul tema «La pace, realismo di un’utopia» con i contributi del leader della Cgil regionale,
Enzo Costa, la presidente della Provincia di Cagliari, Angela Quaquero e Giampiero Pinna,
presidente della Consulta di associazioni per il Parco geominerario. Sarà infine Laconi, nel
pomeriggio, il luogo in cui protagonisti saranno minatori, precari, pastori, pacifisti, rappresentanti
dei sindacati. «Le battaglie per la pace si intrecciano con i temi del lavoro che non c’è, il dramma
dei giovani costretti a emigrare per trovare una occupazione», hanno sottolineato il sindaco di
Laconi e il presidente regionale dell’Arci, Franco Uda. Ma sarà anche l’occasione - nelle parole di
Giacomo Meloni - per sottolineare le pecche di un governo regionale che non risponde alle esigenze
dei sardi. O per lanciare l’ennesimo grido contro radar e basi di guerra, ha aggiunto Mariella Cao,
portavoce di Gettiamo le basi: «Siamo preoccupati per l’isolamento che sta subendo la Procura di
Lanusei - ha detto - da quando ha deciso di rompere con le sue inchieste il silenzio sulla verità sulle
malattie belliche». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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UNIONE SARDA
pag. 25
PROVINCIA, CONCORSO DI POESIA
Con il contributo dell'assessorato alla Cultura della provincia di Cagliari è indetto il concorso
“CartaBianca Poesia””. La partecipazione è riservata ad autori, italiani e stranieri, residenti in
Sardegna. Ogni autore può partecipare inviando una sola poesia inedita (per inedita si intende una
pubblicazione mai pubblicata o comunque premiata /segnalata in altri concorsi) in lingua italiana.
La partecipazione è completamente gratuita: la giuria è composta da Roberto Alba (scrittore), Mario
Faticoni (attore e regista teatrale), Romina Fiore (insegnante di lettere), Paolo Kalb (segretario
Vo.S.M. Onlus), Dario Maiore (editore Taphros), Luisa Perinu (insegnante di lettere associazione
MieleAmaro), Alessandra Raggio (giornalista L'Unione sarda). La direzione artistica a cura di
Fabrizio Manca Nicoletti. Le opere devono essere inviate entro il 24 dicembre.
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UNIONE SARDA
pag. 3
«Alitalia, voli fuorilegge»
Esposto di Pili alla magistratura e alla Corte dei conti: da giugno il vettore gestisce i
collegamenti per l'Isola senza autorizzazioni
Volano liberi, come gabbiani: che non hanno bisogno di autorizzazioni per atterraggi e decolli.
Peccato però che siano aerei Alitalia, e per quelli servirebbe qualche formalità in più. Ma non c'è,
non da parte dell'Enac, dice il deputato Pdl Mauro Pili: che denuncia un «far west dei cieli» con
compagnie che operano «fuorilegge».
IN PROCURA La denuncia non è solo mediatica: ieri, dopo aver mostrato ai giornalisti i documenti
(tra cui alcune comunicazioni interne all'Ente per l'aviazione civile), Pili ha consegnato il dossier
alla procura della Repubblica di Cagliari e alla Corte dei conti. Sostiene che ci sono responsabilità
«amministrative, penali ed erariali»: l'Alitalia rischierebbe sanzioni milionarie per decolli e
atterraggi senza l'assegnazione degli slot (fasce orarie) dall'Enac. Ma ci sono anche, aggiunge il
parlamentare, «complici istituzionali che coprono i soprusi dei vettori sui sardi».
I FATTI Chi vuole gestire le rotte tra la Sardegna e gli scali di Roma e Milano deve accettare, per
via della continuità territoriale, i cosiddetti oneri di pubblico servizio: cioè determinate condizioni
relative a tariffe, frequenze e orari.
Dal 31 maggio il regime è in proroga, in attesa di un nuovo bando che assegni i collegamenti. Le
compagnie volano applicando le regole del passato. Ma anche per la proroga dovrebbero accettare i
famosi oneri. Non avendolo fatto, sottolinea Pili, si sentono libere di cancellare e modificare voli.
Ma non hanno potuto ricevere dall'Enac gli slot per decolli e atterraggi nell'Isola.
I DOCUMENTI Il perno della ricostruzione sono i carteggi dell'Enac, avuti dal deputato sardo con
un accesso agli atti. La lettera più importante è del direttore sviluppo economico, Fabio Marchiandi,
che il 4 giugno scrive a vari soggetti (tra cui la direzione del Trasporto aereo) che «non si ha notizia
di alcuna accettazione» degli oneri da parte delle compagnie, e tale «situazione di incertezza non
consente all'Enac di procedere all'assegnazione degli slot».
I vettori, aggiunge, «stanno comunque effettuando i voli» ma «senza la dovuta autorizzazione»,
violando «l'articolo 807 del Codice della navigazione»: per cui decolli e atterraggi sono subordinati
all'assegnazione della banda oraria . Secondo Marchiandi, le compagnie sono perciò soggette
«all'applicazione delle sanzioni pecuniarie» previste, pari a 100mila euro.
SUPERMULTA Meridiana ha poi firmato. Alitalia no, «e da giugno - riprende Pili - ha effettuato su
Cagliari 2.340 voli»: se ciascuno fosse punito, pagherebbe a 234 milioni. Invece non è stata
sanzionata, protesta Pili: ra un dovere di vari organi statali, ma «è gravissimo anche il silenzio della
Regione, che sapeva tutto». Le lettere dell'Enac, in effetti, sono indirizzate anche all'assessore ai
Trasporti Christian Solinas.
RISCHIO CAOS Sul tema, il deputato rivolge pure un'interrogazione al ministro Passera,
segnalando come un'anomalia gli incontri tra soggetti istituzionali e compagnie, in vista del nuovo
bando per la continuità. Teme che «lo si scriva in base alle esigenze di Alitalia e Meridiana,
escludendo determinati soggetti». Come i vettori low cost.
Il leader dei Riformatori Michele Cossa avverte che «la soluzione dei trasporti aerei non passa certo
per l'affidamento a Ryanair delle rotte in continuità territoriale». Ma Pili teme che dal 27 ottobre,
scadenza della proroga, si crei - anche per effetto delle «compagnie che condizionano e ricattano a
tutti i livelli» - una nuova «anarchia nei cieli, mai vista negli ultimi dieci anni».
Giuseppe Meloni
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UNIONE SARDA
pag. 5
Cresce il dibattito sul futuro del partito azzurro, aperto dal confronto tra Murgia e Cicu
«Serve un vero rinnovamento»
Saiu, dei giovani Pdl: non si può essere parlamentari a vita
Il dibattito sul futuro del Pdl, aperto in Sardegna dalle dichiarazioni del deputato nuorese Bruno
Murgia, continua a restare vivo. E sempre da Nuoro, dove il coordinatore regionale
dell'associazione Giovane Italia-Giovani Pdl Sardegna Pierluigi Saiu è anche capogruppo degli
azzurri in Comune, arriva un'altra pietra nello stagno: «In questo momento abbiamo bisogno di
facce nuove e coraggio - dice - il coraggio di dire, per esempio, che una classe dirigente, anche in
Sardegna e nel Pdl, è arrivata al capolinea e va mandata in pensione. Il coraggio di dire che alle
prossime elezioni vogliamo vedere facce nuove e che cambiare nome al partito non basta, se poi
quello è un modo per lasciare le cose così come stanno. C'è bisogno di far entrare aria fresca anche
nelle stanze di casa nostra. Un progetto di rinnovamento serio non può che passare per un ricambio
autentico». Dal coordinatore dei giovani del Pdl arriva una difesa del partito, nel quale sarebbero
presenti molte energie positive: «Sono tante le persone per bene che con gente come Fiorito non
hanno nulla a che fare. Penso ai giovani che, in anni di militanza, hanno offerto un impegno leale e
incondizionato. Penso a quegli amministratori locali che con fatica combattono tutti i giorni per
difendere quello in cui credono. Penso a chi non si è mai tirato indietro, a chi ci ha creduto e non ha
mai mollato. Da lì bisogna ripartire. Da un movimento nuovo, guidato da forze fresche».
Un presupposto che porta Saiu a mettere sul tavolo una proposta destinata a far discutere: «Si può
servire un'idea anche senza avere una poltrona - conclude - e allora chi è in Parlamento da vent'anni
deve fare un passo indietro. E noi dobbiamo avere il coraggio di pretenderlo, di pretendere pulizia a
casa nostra. Se vogliamo essere credibili dobbiamo avere il coraggio di cambiare, a cominciare da
chi sta seduto su una poltrona da troppo tempo».
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UNIONE SARDA
pag. 6
Guerra alla vecchia guardia
Presentato il comitato per Matteo Renzi: «Scegliamo la novità»
Chi si aspettava l'affondo, all'insegna della rottamazione, è rimasto deluso. La prima uscita ufficiale
del comitato cagliaritano a sostegno di Matteo Renzi, per le primarie del centrosinistra, è all'insegna
del fair play e delle proposte. Ieri il comitato ha posto le basi per una campagna elettorale «corretta
ma anche determinata a raggiungere il rinnovamento» all'interno del Pd. «Vogliamo il
cambiamento», ha sottolineato Emanuele Armeni, consigliere provinciale, «siamo per una
rottamazione gentile, che affianchi le nuove generazioni a chi ha esperienza politica». A sostegno di
Renzi anche il consigliere regionale Chicco Porcu.
CAMBIAMENTO La parola d'ordine è rinnovamento. Attraverso «i numerosi comitati che possono
contribuire a portare nuove idee. È sufficiente aderire iscrivendosi al sito matteorenzi.it», ha
spiegato Giuseppe Frau, vicepresidente provinciale del Pd, sicuro che «tutti debbano essere
protagonisti del cambio di passo. Rottamare non è riferito alle persone ma a un vecchio modo di
fare politica». Ma il confronto non si basa solo sul pensionamento della vecchia classe politica:
«Proponiamo una nostra idea di Italia», ha detto Moreno Pisano, «su questa idea abbiamo
l'ambizione di vincere le primarie e poi governare il Paese». Più caustico Chicco Porcu: «Se Renzi
vince, anche le liste dei candidati rispecchieranno la sua idea politica. Parlare di rottamazione non è
negativo: in ogni Paese occidentale una classe politica che perde si ritira e lascia il posto al
rinnovamento che nel caso di Renzi è accompagnato anche da un programma».
SOLI CONTRO TUTTI Sebbene le primarie siano una consultazione senza nemici dichiarati, il
rischio di superare il limite, che conduce a una lotta senza esclusione di colpi, è concreto: «Stanno
avvelenando i pozzi», ha detto Armeni, «certe dichiarazioni dei big del partito lo confermano. Non
abbiamo paura di essere soli e nemmeno di perdere».
Matteo Sau
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UNIONE SARDA
pag. 6
Le scelte dei big del partito
Sabatini: più uniti nel Pd E la veltroniana Pes si schiera con Bersani
Il campo dei sostenitori sardi di Pier Luigi Bersani si arricchisce della componente veltroniana, o
perlomeno della sua esponente più in vista: il deputato del Pd Caterina Pes. «L'assemblea nazionale
di sabato - conferma la parlamentare oristanese - ha finalmente riaperto il dialogo e il confronto sui
temi, tralasciando la pericolosa deriva dei personalismi. È stato il momento, per me, di sciogliere le
ultime riserve e fidarmi del senso di appartenenza e comunità che il segretario mi trasmette».
LA SCELTA Secondo Pes, «Bersani è la persona giusta per accompagnare il Pd nel cammino verso
un rinnovamento che non è però l'umiliazione o la messa al bando con disonore di chi ha fatto la
storia del Pd». Voler «ragionare con le coscienze di tutti» è «l'atteggiamento giusto di un segretario
e di un premier: guardare al futuro con la consapevolezza e il rispetto del proprio passato,
perseguendo il bene del Paese intero. È il momento di iniziare a parlare di Italia, finalmente, e dei
temi che ci stanno più a cuore: lavoro, uguaglianza, scuola, ambiente, diritti civili».
L'AUSPICIO Franco Sabatini, vicepresidente della commissione Bilancio del Consiglio regionale,
ribadisce il sostegno a Bersani e spera che le primarie ricompattino il Pd in Sardegna. «Il segretario
nazionale - spiega - mi convince soprattutto per un duplice atto di generosità. Prima ha rinunciato a
Palazzo Chigi per sostenere Monti e fare il bene del Paese; poi ha accettato la sfida delle primarie,
cambiando lo statuto del partito».
E sabato «ha lavorato per allargare la partecipazione». Sabatini, vicino all'area popolare di Tore
Ladu e Paolo Fadda, è convinto che «questa sarà l'occasione per superare alcuni problemi di
gestione a livello nazionale e regionale, superando vecchi schemi e creando le condizioni per cui
ognuno, nel Pd, si senta a casa propria». Cosa non sempre avvenuta in passato, «ma le primarie
saranno l'occasione per andare oltre queste difficoltà, e riavvicinare i cittadini alla politica con
proposte innovative». (g. m.)
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LA NUOVA
pag. 4
I sindacati: «Sanità, tagli rischiosi»
Oggi il ddl sulla rete ospedaliera ritorna in Consiglio: maggioranza blindata
CAGLIARI Il disegno di legge “taglia posti letto” negli ospedale ritorna oggi all’esame del
Consiglio regionale e in serata potrebbe essere votato. La sua è stata però una vigilia tormentata su
più fronti: sindacale e politico. Il no di Cgil, Cisl e Uil. Quello che si sapeva è diventato ufficiale
ieri al termine dell’incontro fra l’assessore alla sanità Simona De Francisci e i segretari regionali
Oriana Putzolu (Cisl), Marianora De Biase (Cgil) e Terenzio Calledda (Uil). La conferma delle
critiche al decreto è stata sintetizzata nel documento firmato dai tre sindacati: «Non va bene il
metodo usato e non condividiamo il testo neanche nel merito – si legge – Al di là della contestabile
convocazione tardiva delle forze sociali su un argomento sensibile come quello sanitario, è forte il
rischio che la rete ospedaliera sia stravolta attraverso frettolosi tagli ragionieristici senza che a
monte ci sia stata una programmazione regionale condivisa dai territori. Oggi si fa fronte a
un’emergenza, il decreto del governo sul risparmi urgenti nella sanità, ma è comunque inaccettabile
il ritardo accumulato finora visto che il problema era noto da tempo». Il sindacato, come detto,
contesta anche la sostanza del disegno di legge: «È grave – continua il comunicato – che sia affidato
ai soli direttori generali delle Asl il compito di tagliare e che gli stessi manager siano chiamati a
ridurre i posti letto solo secondo parametri numerici assolutamente inadeguati a interpretare i reali
bisogni dei cittadini. Col pericolo evidente di un’offerta sanitaria alla fine disomogenea e senza
alternative reali sul territorio». Dunque, i sindacati dal vertice sono usciti insoddisfatti, anche se
nella serata di ieri c’è stata un’apertura dell’assessore: «Non appena sarà approvata – scrive Simona
De Francisci – la proposta sarà portata all’attenzione delle forze sociali e avviata subito una
discussione, territorio per territorio, sulle singole esigenze. Nel frattempo, la giunta solleciterà i
direttori generali a sentire le organizzazioni sindacali periferiche, perché raccolgano le vari e istanze
in via preliminare». L’assessore si è dichiarato disponibile anche presentare nuovi emendamenti che
tengano conto delle istanze presentate da Cgil, Cisl e Uil. Sarà questa una promessa difficile da
mantenere: il centrodestra pare si sia ritrovato in queste ore intorno a un testo sì corretto ma
blindato. Maggioranza militarizzata. Sulla carta il dibattito di questa sera, in Consiglio, è annunciato
come tempestoso e lungo proprio per l’alto numero di emendamenti presentati, sono 111, nel
tentativo di correggere all’ultimo momento il testo licenziato dalla Settima commissione. Ma non
sarà così. Una novantina di emendamenti (chiedono tutti l’abrogazione del disegno di legge: è
illegittimo, dicono Pd, Sel e Idv) sono stati presentati dall’opposizione e dunque sono destinati a
essere impallinati dalla maggioranza, a meno che un sempre possibile voto segreto non renda palesi
malumori di parte del centrodestra. Diciotto emendamenti sono della giunta, che avrebbe assorbito
nelle sue modifiche dell’ultim’ora gran parte delle osservazioni di chi nell’alleanza finora è apparso
critico e indeciso sul da farsi. È il caso dei Riformatori: ritornati fedeli e che infatti non hanno
presentato correzioni e dunque sembrano aver abbandonato l’aventino su cui erano saliti invece in
commissione con la bocciatura di alcuni articoli. Un altro emendamento è stato depositato dall’ex
relatore di maggioranza Giorgio Locci del Pdl sostituito all’ultimo momento da un altro pidiellino,
Renato Lai, e anche questa correzione volante potrebbe essere letta come un possibile risarcimento
danni. In altre parole, il centrodestra si è ricompattato nel giro di pochi giorni e la ritrovata unità
sarebbe stata ottenuta da chi fino adesso ha lavorato con l’abilità e la pazienza dell’esperto
correttore di bozze, per evitare l’incubo accennato di troppi franchi tiratori. Questa sera si saprà se
l’operazione taglia e cuci resisterà agli strappi, oppure è stata frettolosa. La «rete» – stando alle
indiscrezioni – dovrebbe tenere: è questa la sicurezza dimostrata ieri dallo staff dell’assessore De
Francisci, che però in aula sarà lasciata sola dal suo presidente, Ugo Cappellacci, volato a
Bruxelles. Il Pd, con Francesca Barracciu, ha subito criticato la compattezza in stato d’emergenza
della maggioranza: «È il risultato solo di spartizioni e ricatti» (ua)
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UNIONE SARDA
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Aiuti alle zone franche urbane: il Governo taglia fuori la Sardegna
Le aree di Cagliari, Quartu e Iglesias rischiano di perdere 13 milioni
Dov'è finita la Sardegna? Tra le regioni che potranno beneficiare delle agevolazioni destinate alle
imprese delle “Zone franche urbane” l'Isola non c'è. Ad escluderla è stato il Governo che, nel
Decreto Crescita varato venerdì, destina gli incentivi solo alle regioni svantaggiate dell'Obiettivo
Convergenza. “Gruppo” a cui non appartiene la Sardegna (fuori dall'Obiettivo 1 dal 2007), ormai
entrata a far parte di un nuovo regime di aiuti (Obiettivo competitività). Ad accorgersi
dell'esclusione è Confartigianato che, con una lettera a Regione e parlamentari sardi, fa rimbalzare
l'allarme da Cagliari a Roma chiedendo un intervento riparatore in sede di conversione in legge del
decreto, che ora va al Senato. «Bisogna intervenire per modificare la norma».
LE CONSEGUENZE Quanto l'esclusione pesi sulle imprese sarde lo si capisce analizzando i
vantaggi che verrebbero a perdere. Ci sono in ballo incentivi fiscali (l'esenzione dalle imposte sui
redditi, dall'Irap e l'esonero dal versamento dei contributi previdenziali) ma anche soldi, tanto più
utili in un momento di forte crisi di liquidità e di stretta creditizia da parte delle banche. Ben 13,2
milioni di euro erano stati già destinati alle tre uniche zone franche urbane riconosciute dal Cipe in
Sardegna: quella di Cagliari (Sant'Elia), Quartu (Is Arenas) e Iglesias (Centro storico e Serra
Perdosa). Nonostante gli impegni, però, l'esecutivo aveva poi congelato i finanziamenti e reso
inutile tutti i progetti fino allora messi a punto. Ora il Governo Monti ha riaperto il discorso,
resuscitando le zone franche urbane e le relative agevolazioni per le imprese nel Decreto Crescita.
Di fatto, con i nuovi parametri legati all'Obiettivo Convergenza, delle 22 Zfu riconosciute nel 2008
in tutta Italia dal Cipe si salvano solo quelle di quattro regioni, Sicilia, Campania, Puglia e Calabria.
La Sardegna resta fuori dalla partita, con l'esclusione delle tre zone franche già riconosciute e di
altre 8 in lizza (Carbonia, Assemini, Sassari, Nuoro, Olbia, Selargius, Alghero, Nuoro), potenziali
destinatarie di nuovi finanziamenti.
IL REGIME Le zone franche urbane sono disciplinate dalla legge 296 del 2006. Si tratta di un
regime di aiuto, considerato compatibile con le norme sulla concorrenza dell'Ue, avviato con una
dotazione iniziale di 100 milioni di euro. Con questi soldi erano state selezionate 22 Zfu nelle quali
favorire lo sviluppo imprenditoriale e l'occupazione. «Obiettivi - spiega Filippo Spanu, segretario
regionale di Confartigianato - che avevano convinto le amministrazioni comunali a sottoscrivere un
protocollo d'intesa con il Governo Berlusconi nell'ottobre 2009. Un'operazione sepolta dal ministro
Tremonti, anche se il processo amministrativo è rimasto vivo, con le zone già selezionate, così
come i finanziamenti». Un regime di aiuti automatico che consentirebbe alle imprese, e in
particolare a quelle artigiane, di ricevere i finanziamenti a tamburo battente, senza incorrere nei
limiti e negli ostacoli di spesa che intralciano molti fondi regionali ed europei. «È quello che serve
alle nostre imprese», evidenzia Confartigianato, «strumenti di incentivi meno intensi ma che
permettano di spendere in fretta i soldi dando risposte immediate all'occupazione».
Carla Raggio
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UNIONE SARDA
pag. 19
Tv private
Vertenza Sardegna Uno, domani un sit-in
«Nonostante i ripetuti solleciti e la proclamazione di una prima giornata di sciopero», l'editore di
Sardegna Uno Tv, Giorgio Mazzella, «continua da mesi a non pagare gli stipendi». Lo sostengono,
in una nota, i lavoratori di Sardegna Uno, che domani, alle 10,30, terranno un sit-in di protesta
davanti alla Banca di Credito Sardo, in viale Bonaria.
A febbraio, spiega la nota, «azienda e lavoratori hanno sottoscritto un contratto di solidarietà» con
tagli pesanti «sulle retribuzioni di tutti i dipendenti». L'azienda «potrà risparmiare in un anno oltre
400 mila euro». Sacrificio «che permetterà alla tv di chiudere in pareggio il bilancio 2012 per stessa
ammissione dell'amministratore con i sindacati». Peraltro «la Regione ha avviato un piano per la
formazione che garantirà all'emittente ulteriori risorse. Tuttavia «i lavoratori lamentano il mancato
pagamento di tre mensilità. L'editore ha giustificato il mancato incasso dei contributi statali da parte
dell'azienda (2 milioni di euro). Da parte sua però nessuna indicazione sui tempi e le modalità di
pagamento degli stipendi arretrati».
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LA NUOVA
pag. 20
Lo stagno di Capoterra vandalizzato
Gli ambientalisti denunciano la rovina dei percorsi realizzati con i fondi dell’Ue e i rischi di
nuove aggressioni urbanistiche
CAGLIARI Cagliari è stata scelta come “location” di una pubblicità nazionale sulla compatibilità
tra vivere cittadino e ambiente naturale con una bella immagine dei fenicotteri nello stagno e sullo
sfondo palazzi e strade (di Quartu). Sempre Cagliari città è segnata sulle mappe del turismo
ambientalista europeo per la straordinaria vicinanza di due lagune naturali come Molentargius e
Santa Gilla, ma questo non convince nessuno a svoltare nella gestione dei due ecosistemi. Stavolta
si parla di Santa Gilla, Gruppo di intervento giuridico e Amici della Terra segnalano l’abbandono
della laguna, con un elenco di situazioni sotto gli occhi di tutti. Gli ecologisti hanno inviato una
segnalazione a varie entità, procura della Repubblica compresa, perché gli atti di vandalismo e la
vigilanza nulla sul ramo capoterrese dello stagno riguardano una zona ampiamente finanziata dalla
mano pubblica (europea) perché venissero salvaguardate le specieanimali e vegetali che formano
l’ecosistema e perché se ne rendesse agevole la visita attraverso percorsi a zero impatto ambientale.
Invece Gruppo di intervento giuridico e Amici della Terra hanno accertato che le auto entrano
indisturbate nella laguna e percorrono gli argini dei fiumi, hanno fotografato le discariche a cielo
aperto che si formano di continuo, hanno annotato la devastazione dei percorsi naturalistici. Le
canne di protezione divelte, la recinzione è un colabrodo, le postazioni di ricezione sono distrutte,
l’altana per l’avvistamento dell’avifauna è stata quasi annientata. Lo stagno diCapoterra è stato
oggetto di un finanziamento col progetto Life Natura di Santa Gilla, quasi 3 milioni di euro sono
stati erogati dall’Unione europea in favore del consorzio intercomunale proprio per questo progetto.
Del consorzio, costituito apposta per mandare avanti il progetto, fanno tuttora parte Cagliari come
capofila, Assemini, Elmas e Capoterra. Minacce all’ecosistema della laguna secondo gli
ambientalisti sono contenute anche nel piano urbanistico comunale di Capoterra «da analizzare con
attenzione – scrivono nella nota diramata – visti i reiterati tentativi di pesante urbanizzazione delle
sponde dello stagno e del rio Santa Lucia che lo alimenta». In passato le due associazioni sono
ricorse anche alle vie legali perché le lottizzazioni nascenti sulle sponde del rio Santa Lucia
venissero fatte arretrate come era necessario anche per prevenire le tragedie che poi sono
immancabilmente avvenute quando nel 2008 ci fu la disastrosa alluvione nella quale la natura si
riprese tutti gli spazi che erano stati tolti dalle lottizzazioni San Girolamo e Torre degli Ulivi.
Secondo gli ecologistici è il momento di risollevare il livello di guardia.
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UNIONE SARDA
pag. 30
CAPOTERRA. Parla lo psicologo che assiste i pazienti colpiti dalla tragedia
L'alluvione resta un incubo
Lo Giudice: «La sciagura ha cambiato le persone»
Sono passati quattro anni ma per molti abitanti di Capoterra è come se l'alluvione si fosse abbattuta
sulle loro vite solo ieri. Quando guardano una pozzanghera per strada, i bambini entrano nel panico.
Per i loro genitori, il bollettino meteo è diventato il vangelo. L'alluvione che ha colpito Capoterra il
22 ottobre del 2008 ha cambiato per sempre la vita di centinaia di persone. Mobili, animali
domestici, oggetti, fotografie che compongono un puzzle di ricordi, spazzati via e poi sepolti sotto
un mare di fango: ogni volta che da queste parti comincia a piovere, quegli istanti terribili
riaffiorano dalla memoria. Gaetano Lo Giudice, psicologo, vive a rio San Girolamo. Prima
dell'alluvione si occupava dei problemi che affliggono i bambini, ma dopo quel maledetto 22
ottobre, si è specializzato in psicologia dell'emergenza, per aiutare chi, come lui, aveva vissuto
un'esperienza così drammatica. Sono trascorsi quattro anni ma nel suo studio della Residenza del
Sole, una decina di pazienti si sottopone ancora alle sedute per superare quel trauma. L'estate è il
periodo dove lottare contro i propri "demoni" non sembra impossibile, i primi cieli scuri d'autunno,
invece, li riportano a bussare alla porta dello psicologo.
L'ANALISI «Chi ha vissuto sulla propria pelle il dramma dell'alluvione non ha avuto modo di
rendersi conto di quello che gli stava accadendo, perché era troppo impegnato a salvarsi la vita e
non ha quindi metabolizzato l'accaduto», spiega Gaetano Lo Giudice. «Questo ha quindi nascosto
un problema psicologico che si è poi puntualmente presentato a distanza di qualche tempo da
quell'evento. Le persone coinvolte direttamente o indirettamente da quella catastrofe, accusano
turbe psichiche che si presentano in due fasi differenti. La prima provoca un disturbo acuto da
stress, che si manifesta entro il primo mese dall'evento e causa tachicardia, sudorazione, tremore, la
visione di flashback, e talvolta porta il soggetto a pensare che si è trattato solo di un incubo. La
seconda fase, invece, si presenta dopo il primo mese e genera disturbi post traumatici da stress. Chi
ne soffre, evita situazioni e discorsi che riguardano l'alluvione, evita i posti che gli ricordano quello
che è accaduto. Questo tipo di trauma rischia di trascinarselo dietro tutta la vita, specie se il
territorio in cui vivono, continua a rappresentare una minaccia per la loro incolumità».
SPECIALISTI L'alluvione e la mancanza in Sardegna di una squadra di psicologi di primo
soccorso, in grado di intervenire per limitare i danni futuri, hanno causato danni che non si possono
quantificare, perché spesso chi combatte con quel trauma non ne parla con uno specialista. «Questa
sciagura ha cambiato le persone», dice Lo Giudice. «Conosco tanta gente che alle prime piogge si
rifugia in soffitta o addirittura abbandona la propria casa. Le ferite di molti residenti non si
rimargineranno mai. In un certo senso il passato è stato azzerato». Ivan Murgana
Il sindaco Dessì: «I rischi restano ancora elevati»
Qualcosa è stato fatto, parecchio è quello che ancora resta da fare. Il quarto anniversario
dell'alluvione si avvicina. Il sindaco, Francesco Dessì, ricorda i lavori realizzati per migliorare
l'assetto idrogeologico del territorio, e sottolinea la necessità di interventi tempestivi per evitare
altre tragedie. Quali opere sono state realizzate? «Nel tratto del rio Masone Ollastu che attraversa la
Statale», dice Dessì, «abbiamo abbassato i tubi d'acqua grezza diretti alla Saras che facevano da
barriera e, grazie al Consorzio di Bonifica, messo in sicurezza i canali di guardia del paese. A
dicembre sarà consegnato il ponte di Poggio dei Pini. Mancano però gli interventi principali.
Parliamo di lavori già appaltati, di vitale importanza. L'allargamento del letto del rio San Girolamo,
sino al tratto che attraversa Frutti d'Oro, è un intervento che non può aspettare oltre». Quali sono
oggi i pericoli che corre il territorio? «Oggi esiste un piano di emergenza, ma se si dovesse
verificare un evento eccezionale, i rischi sarebbero elevati». (i.m.)
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UNIONE SARDA
pag. 3
Manifestazione nazionale il 12 ottobre contro i tagli sull'Istruzione della spending review
Scuola “bocciata”: studenti in piazza
Edifici insicuri e pericolanti, aule fatiscenti, banchi e sedie rotte. Libri di testo sempre più cari
(circa 300 euro all'anno), così come i trasporti per raggiungere gli istituti (200 euro per un
abbonamento all'autobus). Scuola “bocciata” da 76 mila liceali sardi: Cagliari (piazza Repubblica
alle 9) e Oristano (piazza Roma alle 9, 30) saranno i punti nevralgici della manifestazione
nazionale, il 12 ottobre, in cui gli studenti diranno «no» ai tagli su cultura e istruzione previsti dalla
spending review.
DIRITTO ALLO STUDIO E lo striscione «Vendesi scuola pubblica», piazzato, ieri, davanti al
Conservatorio di musica “Pierluigi da Palestrina” di Cagliari (scelta non casuale visto che proprio in
mattinata l'istituto ha inaugurato l'anno scolastico), la dice lunga sul malcontento degli studenti
delle scuole superiori dell'Isola.
L'associazione studentesca “Unione degli studi” ha rivendicato in piazza Ennio Porrino il diritto allo
studio, «che deve essere garantito come sancito dalla Costituzione», ha puntualizzato Giacomo
Dessì, coordinatore regionale dell'associazione: «L'Istruzione è un bene comune, ci aspettiamo che
a difenderlo scenda in piazza tutta la società civile». Sul fenomeno della dispersione scolastica
nell'Isola, Dessì, maglietta rossa (su cui c'è scritta una canzone di De Andrè) e jeans, snocciola dati
poco incoraggianti: «Il 23% degli studenti abbandona gli studi con 18 mila ragazzi che finiscono in
strada o entrano a far parte della criminalità organizzata». Sul banco degli imputati dell'“Unione
degli studi” ci finiscono scuola digitale e Regione: «Sono stati stanziati più di 100 milioni di euro
per la scuola digitale - tuona Dessì -. Mentre lì in Regione nessuno si preoccupa dei libri in
comodato d'uso gratuito».
LA SPISA Replica il vicepresidente della Giunta Giorgio La Spisa, intervenuto all'inaugurazione
dell'anno scolastico: «Sono per la precisione 119 e servono per migliorare la preparazione dei nostri
studenti. Il prossimo passo è promuovere la formazione regionale». Gli studenti del liceo scientifico
“Pacinotti” chiedono una palestra migliore. «Hanno ragione - ammette la Prof. di educazione fisica
- i campi sportivi della sede in via Liguria sono ammuffiti». Giacomo Floris, piercing al naso,
studente di grafica pubblicitaria all'“Azuni”, si lamenta dei computer rotti. «A scuola - confessa una
studentessa - manca il gesso per scrivere sulla lavagna e gli insegnanti non sono granché».
Il direttore dell'Ufficio scolastico regionale Enrico Tocco scuote la testa: «La scuola sarda è ben
rappresentata da insegnanti preparati». E minimizza l'allarme sul tasso di dispersione: «È fermo a
23, 4% mentre 10 anni fa superava il 30». (r.f.)
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LA NUOVA
pag. 2
Scuola e università, studenti in rivolta
Domani sit-in sotto il palazzo del consiglio regionale, manifestazioni e iniziative di lotta in
tutta la Sardegna da nord a sud
di Pier Giorgio Pinna SASSARI Scuola e università rischiano il kappaò. Si diffonde il malessere e,
per non finire al tappeto, gli studenti di tutta l'isola rilanciano la mobilitazione. Domani il
movimento UniCa 2.0 organizzerà un sit-in sotto il palazzo del consiglio regionale. Sempre a
Cagliari e a Oristano, per venerdì, sono previste manifestazioni dei ragazzi delle superiori. Squilli di
rivolta cominciano a sentirsi a Nuoro, Olbia, Alghero, Sassari. Nel capoluogo barbaricino continua
la ribellione contro la crisi delle sedi accademiche gemmate. Nello stesso ateneo di Sassari non
cessano le contestazioni per gli aumenti delle tasse e dei costi-mensa, oltre che per i tagli dei
finanziamenti statali. Crescono le preoccupazioni per il futuro di Erasmus. E in molti istituti
scolastici _ dalla Gallura sino alle Barbagie e al Goceano _ si succedono scioperi, cortei, marce,
ribellioni aperte. A volte per situazioni derivate da contrasti con le direzioni. Altre per il
sovraffollamento delle aule o per le sforbiciate alle classi. Altre volte ancora per le carenze
strutturali degli edifici e la mancanza di adeguate misure di sicurezza. Se qualche giorno fa gli
studenti e i professori dell'ateneo di Nuoro hanno convocato lezioni all'aperto per denunciare
l'assenza di una continuità economica che assicuri prospettive certe ai loro corsi di laurea, nella
sede-madre di Sassari gli iscritti nei 13 nuovi dipartimenti nati dalla rivoluzione Gelmini vivono tra
mille ansie. Il perché lo chiarisce Gabriele Casu, nell'università turritana presidente del Consiglio
degli studenti: «Le tariffe nazionali per l'Ersu sono quasi raddoppiate e le tasse d'iscrizione
nonostante le smentite delle autorità accademiche sono aumentata del 20,67%: la matematica non è
un'opinione e sui numeri non si può giocare, dato che a pagare siamo noi». «Per questi e altri motivi
parteciperemo con una delegazione alle iniziative cagliaritane e stiamo organizzando le nostre nel
territorio», fa sapere Casu . «Nei prossimi giorni ci riuniremo per definire il programma esatto delle
manifestazioni _ spiega Camilla Sotgiu, che rappresenta i colleghi di Lettere _ Non c'è tempo da
perdere e per capirlo basta fare un esempio: ogni pasto alla mensa, con la fascia di reddito
maggiore, costa 4,5 euro per gli studenti meritevoli e 5,5 per i non meritevoli: se si tagliano i fondi
all'Ersu, qualcuno deve sopperire e quel qualcuno siamo noi». Critico Gian Mirko Ruiu, che a
Scienze politiche rappresenta gli studenti sassaresi nel corso in Scienza dell'amministrazione.
«Come se non fossero sufficienti i guai locali, da Bruxelles arriva questa tegola sulle prospettive di
Erasmus _ dice _ Se è vero che l'ateneo di Sassari ha garantito la copertura per il periodo 20122013, è altrettanto vero che l'unico progetto d'integrazione giovanile efficiente e moderno concepito
su scala europea un domani potrà venire messo in pericolo dai buchi lasciati dagli Stati membri».
«Perché non ritoccano altre voci di bilancio, a partire da quelle sugli armamenti, anziché intaccare
gli stanziamenti sull'istruzione?», si chiede Ruiu. Che aggiunge: «In realtà stiamo pagando le scelte
della politica classista legata alla Riforma Gelmini, che l'attuale ministro Profumo si è ben guardato
dal correggere: e allora a noi non rimane che reagire per fare in modo che gli investimenti sulla
formazione siano di nuovi incentivati». Dopo gli ultimi scontri, nessuno parla più di corpo a corpo,
ma la contrapposizione sarà dura. Le domande senza risposta agitano i sonni dei ragazzi di tante
scuole. A Villacidro ci sono proteste contro il caro-bus e il rischio alluvioni nelle nuove sedi. Al
Tecnico per ragionieri di Sassari quasi un'insurrezione: centinaia di studenti in piazza, accuse di
rigidità nell'applicazione dei regolamenti, padri e madri che chiedono sostegno addirittura alla
polizia per tenere le assemblee. «Solidarietà e adesione da parte nostra alle mobilitazioni appena
proclamate: altre seguiranno nel nordovest dell'isola promosse dalla Rete delle scuole nelle
prossime settimane, quando verrà completato il ricambio dei rappresentanti, tutti da rieleggere»,
sostiene Davide Marceddu, a Sassari ex dirigente regionale della Consulta sarda che si occupa dei
guai segnalati alle superiori. E Massimiliano Lampis, iscritto allo Scientifico di Sorgono e delegato
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dell’Unione studenti Barbagia-Mandrolisai, rincara la dose: «I nostri istituti cadono a pezzi con
crolli e intonaco che viene giù in continuazione _ osserva _ Intanto i pendolari devono vedersela
con i continui rincari degli abbonamenti». «Grazie alle nostre rivendicazioni almeno il Convitto, a
Sorgono, è stato riaperto e 43 nostri compagni hanno ricominciato a respirare, ma la lotta non si
ferma qui: ecco perché con la Cgil stiamo organizzando un pullman che venerdì ci porterà alla
manifestazione di Cagliari», conclude con estrema fermezza Lampis. Mentre la rivolta corre su
Facebook e si moltiplicano le pagine del "Libro bianco" sulle carenze nell'edilizia scolastica in
Sardegna, il disagio dei ragazzi s'incrocia con quello dei loro prof. Queste sono settimane di
passione, soprattutto per i precari. Tanti sperano nel maxi-concorso per gli insegnanti appena
bandito dal Miur, che però dovrebbe assegnare all’isola solo poche centinaia di cattedre e non certo
riuscire a risolvere il dramma della disoccupazione dei docenti. Nel frattempo, per supportare la
preparazione in vista delle prove pre-selettive, crescono le idee editoriali, con l'immissione sul
mercato di opuscoli e guide destinate a migliorare i successi nei test. Invece, attentissimi al futuro
che li attende già oggi in ateneo, sono gli universitari cagliaritani. «Non siamo tornati a sorridere,
caro presidente», scrivono al governatore, Ugo Cappellacci. Per il momento, protestano per i servizi
insufficienti, per le carenze delle mense e degli alloggi. «Pretendiamo che aumentiate il fondo
destinato alle borse di studio e che l'importo rispetti quantomeno la soglia minima nazionale», è la
richiesta. La stessa che domani, come l’uppercut disperato di chi è pressato alle corde, sarà ripetuta
in via Roma con i megafoni. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
«L’isola non ha subito ridimensionamenti»
il direttore regionale enrico tocco
«La dispersione scolastica rimane un problema ma è calata, gli edifici sono tutto sommato
confortevoli mentre il numero degli insegnati è, di fatto, rimasto stabile». È, in estrema sintesi, la
risposta alle accuse del direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Enrico Tocco (foto), secondo il
quale «quest’anno la Sardegna non ha subito ridimensionamenti o tagli nella scuola». Tocco,
parlando con i giornalisti a margine dell’inaugurazione dell’anno scolastico, ha risposto punto per
punto alle contestazioni degli studenti che venerdì manifesteranno a Cagliari e Oristano.
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LA NUOVA
pag. 2
«La protesta riparte da Cagliari e Oristano»
Venerdì mobilitazione in coincidenza con i cortei nazionali, ragazzi in piazza insieme con la
Flc Cgil
di Bettina Camedda CAGLIARI A difesa della scuola pubblica gli studenti di tutta Italia si
preparano a scendere di nuovo in piazza questo venerdì. Due gli appuntamenti in Sardegna: a
Cagliari si terrà la mobilitazione regionale con un corteo che alle 9 partirà da piazza Repubblica.
Mentre un’altra protesta locale è prevista a Oristano, in piazza Roma. Già avviati i preparativi, con
pullman provenienti da Isili e Sorgono. Un’azione doverosa secondo l’Unione degli studenti medi
perché «nonostante in questi 8 anni si siano susseguiti 4 ministri l’istruzione continua a essere
considerata sempre uno spreco da tagliare, un apparato da riformare». L’Unione degli studenti teme
l’approvazione del disegno legge 953 (Norme per l'autogoverno delle istituzioni scolastiche statali,
ex legge Aprea). Che – sostengono i ragazzi – «sancisce l’ingresso dei privati nelle scuole». Ma
soprattutto chiede una «legge nazionale sul diritto allo studio che garantisca a tutti borse di studio,
un reddito per i soggetti in formazione, misure per l’integrazione e formazione permanente». Una
scuola insomma a misura di studente e democratica con «un nuovo piano per l’edilizia, una
didattica alternativa, referendum tra i giovani, valutazione narrativa, commissioni paritetiche
studenti-docenti». In piazza con gli studenti la Flc Cgil che per venerdì invita docenti, personale Ata
e dirigenti ad astenersi dal lavoro perché «sono tante le cose che non vanno». A partire dai tagli ai
finanziamenti: la Cgil parla di altri 200milioni sottratti all’Istruzione. «Continua il disinteresse
verso la situazione di precarietà della scuola, non abbiamo la stabilizzazione dei precari e il nuovo
concorso è solo inutile e costoso – denuncia Peppino Loddo, segretario regionale della Flc –
Insieme agli studenti rivendichiamo i il diritto al lavoro e a retribuzioni adeguate». E in riferimento
agli scontri avvenuti durante le manifestazioni del 4 ottobre aggiunge: «Sono amareggiato per le
cariche della polizia e i manganelli. Certo i violenti vanno fermati, ma pensare che gli studenti
possano essere considerati tali mi pare fuori misura». Uno striscione provocatorio, ieri, davanti al
Conservatorio con la scritta rossa «Vendesi scuola pubblica». E Giacomo Dessì, coordinatore
regionale dell’Unione studentesca, spiega: «Con la scusa della spending review si nega sempre di
più il diritto alla studio. La Regione non finanzierà l’acquisto di libri per il comodato gratuito alle
superiori. Ha deciso di spendere 300 milioni per la ricerca, fondi che potrebbero garantire invece i
testi per i prossimi 15 anni a tutti i ragazzi delle superiori». La scommessa della scuola digitale per
ora non convince: «Si spendono 100 milioni, ma non è possibile - dice Dessì - nemmeno fare
l’iscrizione on line. Ci servono, è vero, tecnologia e tablet, ma per il momento dobbiamo fare i conti
con scuole a rischio e non a norma».
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rassegna stampa 9 ottobre