User satisfaction Biblioteca 2002 A cura di Maria Teresa Nevigato Introduzione e conclusioni di Carla Papa Si ringrazia l’Ufficio Statistica, nella persona del Dott. Maurizio Himmelmann, per la preziosa collaborazione nell’elaborazione statistica dei dati. 17 luglio 2003 Indice Introduzione 1 Obiettivi dell’indagine 5 Il questionario e la metodologia di indagine 7 I risultati 9 L’utente collettivo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 9 Conoscenza dei servizi e delle risorse informative . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 11 Giudizi sui servizi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14 Conclusioni 21 Appendice 25 Le altre domande . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 25 Il questionario utilizzato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 30 iii Elenco delle tabelle 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 Status . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Con quale ritmo frequenta abitualmente la Biblioteca? . . . . . . . . . . . . . . . Abitualmente accede alla Biblioteca per motivi di . . . . . . . . . . . . . . . . . . Conosce le norme del Regolamento di Biblioteca che disciplinano l’utilizzo dei servizi? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . E’ a conoscenza dell’esistenza della Commissione di Biblioteca e delle sue funzioni istituzionali? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . E’al corrente delle metodologie di ricerca bibliografica dell’OPAC? . . . . . . . . Conosce la pagina web dedicata alle risorse elettroniche? . . . . . . . . . . . . . Il suo ricorso al servizio di reference avviene . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Quanto ritiene utile il servizio di reference? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Esprima il suo giudizio su: . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . A suo giudizio è migliorata la qualità dei servizi negli ultimi due anni? . . . . . In quali dei seguenti servizi riscontra maggiore difficoltà per tipo di sede . . . . . Come valuta la gestione dei seguenti servizi? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . E’ al corrente dell’esistenza sul sito della Scuola della pagina WEB della Biblioteca? Se sı̀, conosce i servizi che in essa sono disponibili agli utenti? . . . . . . . . . . Fa uso della modulistica presente in linea? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Come ritiene le modalità di accesso alle Banche dati della Biblioteca? . . . . . . Qual è il grado di difficoltà nella consultazione delle Banche dati? . . . . . . . . Indichi le metodologie di ricerca che ritiene più problematiche nella consultazione degli archivi on-line: . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Giudizio di efficienza diviso per tipologia di utente . . . . . . . . . . . . . . . . . La consultazione del catalogo in linea è . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Fa uso del catalogo a schede? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Utilizzo dell’interfaccia di ricerca per tipologia di utente . . . . . . . . . . . . . Riterrebbe utile l’organizzazione di un corso metodologico sulla ricerca bibliografica? Riterrebbe utile fare ricerca in un Catalogo Unico delle Biblioteche Pisane? . . . Quale percentuale di dati bibliografici pregressi ritiene di trovare nell’Opac della Biblioteca e in quelle del Sistema Bibliotecario dell’Ateneo Pisano? . . . . . . . . In quali dei seguenti servizi riscontra minore o maggiore difficoltà? . . . . . . . . Dove si svolge abitualmente la Sua attività? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . v 9 11 11 12 12 13 13 14 14 15 15 17 18 25 25 25 26 26 26 26 27 27 27 27 28 28 28 29 Introduzione L’evoluzione dei mezzi di trasferimento-reperimento dell’informazione e la richiesta di una più ampia e puntuale conoscenza hanno prodotto radicali cambiamenti nei settori dell’informazione, particolarmente nei processi per la progettazione, produzione ed erogazione della stessa. Le biblioteche hanno cercato di gestire questo cambiamento storico, sia procedendo alle riqualificazioni professionali, sia ripensando la loro stessa struttura: non soltanto luoghi di conservazione della cultura, ma anche luoghi in cui dare servizi orientati alla domanda. Dunque, di fronte alla necessità di rinnovare le biblioteche sulla base dei più avanzati criteri di management e con il supporto delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione, è necessario che gli operatori del settore dispongano di strumenti più efficaci di interpretazione e di intervento per migliorare la qualità dei servizi e della comunicazione con l’utenza reale e potenziale, individuando nuovi canali e sperimentando metodologie che favoriscano l’interazione con il pubblico a cui la biblioteca si rivolge. Dovendo oggi descrivere la Biblioteca della Scuola Superiore Sant’Anna potremmo sinteticamente definirla “ibrida” (termine da qualche anno entrato nella letteratura professionale): una struttura, cioè, in cui le “nuove” risorse informative digitali e le “tradizionali” risorse a stampa coesistono e sono raccordate al fine di costituire un servizio d’informazione integrato. Scopo della biblioteca ibrida è quello di incoraggiare l’utente a servirsi della migliore fonte d’informazione disponibile, indipendentemente dal suo formato: un modello di biblioteca, dunque, dove la logica destinata a prevalere è quella della molteplicità e pluralità delle fonti e dei supporti, in una strategia che porta ad affermare la centralità dell’utente e delle sue esigenze. La biblioteca ibrida può rappresentare un modello particolarmente adatto alle esigenze della gran parte delle biblioteche italiane, in una situazione in movimento che guarda con interesse ai processi di sviluppo tecnologico, ma che deve fare i conti con una realtà variegata e complessa, che presenta caratteri di transizione, di mediazione e gradualità necessari per spostarsi verso la biblioteca digitale. La nostra attuale biblioteca è il risultato di molteplici trasformazioni che, soprattutto in questi ultimi anni, hanno inciso profondamente nella tipologia e qualità dei servizi. Ecco una breve storia. Nell’anno 1994 parte il progetto Programmare l’innovazione e la qualità della Biblioteca, la cui prima fase si conclude felicemente con l’adozione del sistema di gestione delle biblioteche Aleph 300, la messa in linea del Catalogo della Biblioteca (procedendo anche all’inserimento dei dati bibliografici pregressi) e la gestione informatizzata delle acquisizioni. Il radicale cambiamento nella gestione delle operazioni catalografiche risulterà fondamentale e decisivo per ulteriori sviluppi del progetto. 1 2 Introduzione Nel 1998, il Questionario MURST di rilevazione sulle biblioteche delle università italiane individua un set di indicatori di performance allo scopo di effettuare una prima valutazione dell’efficienza e dell’efficacia dei servizi di biblioteca. Questa raccolta di dati relativi ai servizi ed alle risorse della biblioteca, unitamente all’indagine dei processi di lavoro, ci ha consentito di effettuare una iniziale valutazione del contesto organizzativo e di funzionamento, dimostrandosi un utile strumento di monitoraggio e di programmazione delle attività, oltre che favorire il processo di autovalutazione. Di seguito, si è passati alla progettazione di opportune strategie di intervento, volte al miglioramento della qualità dei servizi. La terza fase del progetto Programmare l’innovazione e la qualità della Biblioteca vede l’avvio nel 2000 e si focalizza in sei aree di intervento: 1. maggior interazione con gli utenti istituzionali (Commissione di Biblioteca); 2. comunicazione e visibilità della biblioteca (materiale informativo a stampa, pagina web, servizio di reference, corsi agli utenti); 3. acquisizione di banche dati on-line (indagine del mercato, contatti con gli editori, adesione a consorzi, ecc.); 4. acquisto del programma di gestione Aleph 500, standard di catalogazione UniMarc (migrazione dei dati bibliografici, personalizzazione del sistema, gestione informatizzata del prestito); 5. sviluppo rapporti con altre biblioteche (protocollo d’intesa con la Regione Toscana per lo sviluppo del prestito interbibliotecario; protocollo d’intesa fra le istituzioni pisane per la costituzione del Sistema Bibliotecario Pisano; organizzazione seminari; realizzazione di MetaOpac di ricerca bibliografica, ecc.); 6. questionario di User Satisfaction, elaborazione statistica dei dati rilevati, valutazione dei risultati. Da alcuni anni, dunque, temi quali il marketing bibliotecario, la misurazione e valutazione della qualità dei servizi, la user satisfaction come obiettivo strategico, la capacità di comunicare, la centralità delle risorse umane nella politica di programmazione e gestione del servizio, hanno per noi assunto interesse primario, nell’obiettivo di una gestione consapevole della nostra biblioteca. Il manuale IFLA Measuring quality è risultato un valido ed agevole strumento “ufficiale” di normativa tecnica di riferimento; queste Linee guida, infatti, ci permettono di analizzare i nostri processi gestionali sulla base di misure non difformi da quelle accreditate in campo internazionale Lo stesso Osservatorio ha istituito un Gruppo di ricerca su misurazione e valutazione delle biblioteche universitarie, che ha già portato a compimento una prima Rilevazione sulle biblioteche delle università italiane. Ma gestire il cambiamento non è facile e comporta molto studio e ricerca, nonché continui confronti con altre realtà. Infatti, la scelta di un servizio da ristrutturare per innalzarne la qualità, passa attraverso l’analisi sequenziale dell’attività, il coinvolgimento del personale e la sua formazione, la valutazione dell’impatto sugli utenti e sull’organizzazione del lavoro. 3 Per concludere, la misurazione d’efficacia che stiamo trattando in questa ricerca ha come oggetto la prestazione, cioè il livello raggiunto dalla biblioteca nel conseguimento dei suoi obiettivi, soprattutto in relazione al bisogno degli utenti . I risultati della misurazione e valutazione, infatti, rileveranno sia i punti di soddisfazione che i punti di debolezza della biblioteca, ovvero le situazioni di scostamento significativo tra le prestazioni rese e gli obiettivi primi del servizio . La metodologia ad oggi seguita ed i risultati ottenuti, contestualizzati agli indicatori di prestazioni ed alle indagini sulla soddisfazione degli utenti, configureranno uno strumento appropriato sia alla gestione del cambiamento che al mantenimento dello standard qualitativo raggiunto. Obiettivi dell’indagine L’obiettivo non è solo quello di promuovere una rilevazione di dati quantitativi ma, principalmente, quello di offrire uno strumento conoscitivo utile sia per la valutazione della realtà esistente, sia per la pianificazione delle attività future e l’orientamento delle risorse disponibili. Una biblioteca che vuole essere aderente alla propria mission, non può fare a meno di misurare i propri risultati su quelle che sono le finalità istituzionali e i “desiderata” della propria utenza. Questo significa monitorare i propri servizi, individuare le potenzialità, rilevare le criticità; elaborare risposte adeguate ai bisogni identificati, in funzione di un progressivo miglioramento della qualità dei servizi erogati. Questa ricognizione si rende ancora più emergente alla luce dei profondi cambiamenti che, passando attraverso i canali della divulgazione e della comunicazione scientifica, hanno finito per incidere sulle tradizionali funzioni della biblioteca: quelle di trasmissione e mediazione dell’informazione. Infatti, la penetrazione delle tecnologie digitali e delle reti telematiche nel mondo accademico hanno fatto sı̀ che l’informazione divenisse una risorsa globale con modalità di fruizione multimediali sempre più sofisticate. Opac, Metaopac, E-journals, Databases entrano a far parte nel linguaggio biblioteconomico corrente e si impongono come modalità di reperimento dell’informazione sempre più prevalente sui tradizionali strumenti di ricerca bibliografica. La molteplicità e varietà di servizi online, dalla digitalizzazione dei documenti alla presenza dei ToC (Table of Contents), agli Abstract ai Full text, ecc., non solo allargano il patrimonio conoscitivo della Biblioteca ma, unificando le fasi classiche della ricerca, del reperimento e della fruizione dei documenti, consentono all’utente finale, on-demand, di soddisfare in pieno l’informazione di cui ha bisogno in quel momento. Tutto ciò suggella un modello di virtual library sempre più corteggiato dall’utente di rete e, sia esso condivisibile o meno, sempre più ineludibile nella programmazione delle attività e nei Piani obiettivi di ogni Sistema bibliotecario. Ma a cambiare non è solo il sistema di reperimento dell’informazione, ma anche l’universo dei soggetti che ruota attorno ad esso. Da un lato il mondo delle biblioteche si globalizza. La condivisione di risorse, gli accessi ai cataloghi unificati, la rete degli scambi interbibliotecari procedono nella direzione di un’integrata rete informativa completa, immediata, multidirezionale. Dall’altro il mercato editoriale si infittisce. Alle tradizionali figure degli editori si affiancano nuove aggregazioni commerciali e culturali che operano allo scopo di offrire pacchetti informativi e documentari aderenti alle esigenze conoscitive e di bilancio dei singoli atenei. Le biblioteche sono indotte a divenire all’occasione Manager dell’informazione per elaborare strategie commerciali e non, al fine di acquisire un plus-valore conoscitivo in un mercato, sı̀ ramificato, ma non sempre concorrenziale. 5 6 Obiettivi dell’indagine Questi processi producono conseguenze ineluttabili: cambia il ruolo del bibliotecario, cambia il rapporto Sistema/utente. La Biblioteca della Scuola Superiore Sant’Anna non si è sottratta a questi processi e si è indirizzata negli ultimi anni lungo un percorso di lavoro mirato all’elaborazione di strumenti di gestione adeguati alle nuove modalità di acquisizione, trattamento e fruizione delle risorse bibliotecarie. La domanda crescente di accesso ai più moderni sistemi di reperimento delle informazioni in rete, la necessità di un aggiornamento tempestivo e vasto sui risultati delle ricerche scientifiche hanno richiesto e richiedono un costante lavoro di innovazione delle procedure e di aggiornamento delle conoscenze. Da qui l’esigenza di un’indagine conoscitiva che vuole essere in primis per gli operatori un’occasione di riflessione sul cambiamento in atto e sulle modalità per gestirlo. Alla base c’è la consapevolezza circa la necessità di monitorare i servizi per permettere alle professionalità di maturare e alle strutture di supportare, adeguatamente, i processi di crescita e di modernizzazione. Il questionario e la metodologia di indagine Lo strumento tecnico utilizzato è stato un questionario proposto a tutte le categorie di utenti interni della nostra Biblioteca. Il questionario è stato organizzato in 30 domande a risposta chiusa, e tre domande a risposta aperta. Le prime riguardano domande strutturate per le quali sono indicate risposte alternative (quesiti a risposta chiusa dicotomica) o multiple (quesiti a risposta chiusa multipla). Le seconde riguardano quesiti che danno all’intervistato la possibilità di rispondere liberamente con espressioni e termini propri. Data la difficoltà di classificazione e codificazione di questo ultimo tipo di domande, abbiamo ritenuto opportuno limitarne l’uso a poche considerazioni di rilievo per la nostra indagine. Il progetto di ricerca si è concretizzato in tre fasi operative: la fase di predisposizione del questionario, la fase di somministrazione e la fase di elaborazione e analisi dei dati. Prima dell’adozione della versione definitiva, è stato effettuato una rilevazione di saggio (sondaggio di collaudo) nei confronti di un numero ristretto di utenti, scelti, casualmente, a testare l’adeguatezza dell’impostazione terminologica e semantica degli items. La distribuzione del questionario è avvenuta nel periodo luglio-ottobre secondo due modalità. Per il personale docente, non docente e per i ricercatori l’inoltro è avvenuto per posta interna; le altre categorie sono state invitate alla compilazione mediante chiamata telefonica diretta (allievi ordinari), o sollecito personale durante le occasioni di contatto in biblioteca1 . In tutti i casi, al fine di richiamare il senso di responsabilità dei respondents, il modello di rilevazione è stato accompagnato da una lettera che illustrava brevemente le finalità che si intendevano conseguire con il progetto di indagine. I questionari restituiti compilati sono stati 145. La raccolta e elaborazione dei dati si è svolta da maggio 2002 a maggio 2003. I dati raccolti sono stati elaborati a livello aggregato, calcolando i valori medi delle singole risposte. Per gli items più significativi si è proceduto alla disaggregazione per tipologie di utenze. L’indagine si è avvalsa di un duplice approccio analitico: quantitativo e qualitativo. E’ doveroso specificare che l’utilizzo di descrittori quantitativi non è stato fatto in funzione del rilevamento di sofisticati indici di qualità dei servizi. Il nostro intento, assai più modesto, è stato quello di rilevare l’assetto organizzativo e il livello di funzionamento di uno specifico contesto 1 Questa modalità distributiva non ha consentito di rilevare coloro che non erano fisicamente raggiungibili in sede al momento della rilevazione. 7 8 Il questionario e la metodologia di indagine bibliotecario in relazione alle mutate condizioni d’essere dell’ambiente “tipico-ideale” di biblioteca. Di conseguenza, la scelta degli indicatori è caduta su quelle variabili suscettibili di misurazione che potessero esprimere il livello di performace dei servizi senza, tuttavia, prescindere dalla peculiarità del campo oggetto di rilevazione. Nondimeno la scelta è avvenuta sulla base delle linee-guida fornite dalla letteratura biblioteconomica sull’argomento e sulla base dei percorsi di ricerca esperiti da altre biblioteche italiane sul campo. Le variabili privilegiate sono state quelle che si prestavano meglio a leggere e a verificare il funzionamento e/o miglioramento della biblioteca in quelle che sono le tradizionali funzioni biblioteconomiche: Lettura/Studio, Ricerca, Informazione. Pertanto i descrittori di tipo logistico (sale di lettura, computers, scaffalature, ecc.) hanno permesso di rilevare la permeabilità o meno della biblioteca alle esigenze elementari, ma non meno essenziali, dell’utente di orientamento e di utilizzo pieno dell’ambiente fisico. Gli strumenti di ricerca disponibili, le risorse bibliografiche e le modalità di impiego, invece hanno permesso di indagare sul versante della disponibilità e dell’accesso al mondo delle informazioni bibliografiche, sia esse su supporto cartaceo e non. In questo aspetto ci siamo soffermati non solo sulla conoscenza delle risorse esistenti ma anche sulle difficoltà o meno di accesso ad esse. Infine, sulla funzione di informazione hanno indagato gli items dedicati al servizio di reference. Il reference, concetto esistente nella terminologia bibliotecaria di lingua inglese già dalla fine del secolo XIX, identifica in generale l’attività, successivamente consolidata e istituzionalizzata in molte realtà bibliotecarie, di assistenza personale all’utente che necessita informazioni. Nella pratica del lavoro bibliotecario quotidiano, esso assume una estensione concettuale più ampia che va dall’assistenza generale agli utenti e dalla guida alla consultazione degli strumenti, alla consulenza individuale alla ricerca e alla predisposizione di materiale bibliografico. Un’attività ineludibile, che permea costantemente il lavoro del bibliotecario e che assume sfumature diverse a seconda della tipologia dell’utente e delle sue esigenze di ricerca nonché dei compiti specifici della struttura bibliotecaria, che le derivano dalla sua natura istituzionale. Il cambiamento non è sempre misurabile con variabili quantificabili. La qualità non si estrinseca soltanto nell’incremento dei servizi erogati o nel miglioramento del loro funzionamento in base al personalistico punto di vista del bibliotecario.La percezione di chi la Biblioteca quotidianamente la vive, il suo grado di soddisfazione per l’ambiente generale di studio e di ricerca, il rapporto tra qualità attesa e percepita, sono indicatori altrettanto importanti del grado di funzionalità e di innovazione della struttura. Rispondono a questo scopo una serie di items destinati a rilevare la valutazione soggettiva e le modalità di rappresentazione da parte degli utenti sia dei servizi e delle risorse, in termini di affidabilità e qualità, sia dei rapporti con gli operatori in termini di cortesia e capacità di assistenza sollecita e personalizzata. La performance nelle espletazione delle tre funzioni biblioteconomiche prima citate scaturisce, a nostro giudizio, dall’incontro tra lo sviluppo delle attività della biblioteca e i desiderata degli utenti. Questo esperimento di indagine vuole essere un tentativo di approssimarci a questo momento dialettico, che auspichiamo sia l’inizio di un confronto costruttivo sempre più intenso e ravvicinato con tutte le componenti della nostra realtà accademica. I risultati Il questionario è stato strutturato in modo che la nostra indagine conoscitiva seguisse tre direttrici analitiche. La prima, relativa all’identificazione del nostro Utente Collettivo, traccia un profilo delle abitudini di studio/ ricerca degli utenti e dei rapporti con la struttura bibliotecaria. La seconda si dispiega più sul versante della conoscenza delle risorse informative e delle eventuali difficoltà di accesso ad esse. La terza, infine, percorre la dimensione della valutazione soggettiva, della percezione dei soggetti circa la qualità e la funzionalità delle attività bibliotecarie, in relazione al riscontro personale ricevuto dal rapporto tra domanda e offerta di servizi. Onde evitare una disomogeneità e discontinuità nell’interpretazione dei dati, presentiamo le distribuzioni statistiche ritenute significative all’analisi delle caratteristiche del nostro collettivo statistico. Si rinvia all’appendice per l’esposizione completa di tutti gli items del questionario. L’utente collettivo La tabella 1 descrive il nostro Universo per distinti sottogruppi di utenti. Il 28% è rappresentato dagli allievi ordinari, il 24% dai ricercatori, il 17% degli allievi perfezionandi. Tabella 1: Status Tipo N. % Allievo Ordinario 40 28,0 Ricercatore 34 24,0 Allievo Perfezionando/Dottorato 25 17,0 Personale Tecnico Amm,vo 15 10,0 Professore 9 6,2 Ex-Allievo 4 2,8 Allievo Master 3 2,1 Altro 14 9,7 Tot 144 100 9 10 I risultati 45 40 35 30 25 20 15 10 5 Altro All. Master Ex-Allievo Professore Pers. Tec. Amm. All. Perf./Dott. Ricercatore All. Ord. 0 La rappresentazione grafica di tale distribuzione non rispecchia l’effettiva adesione alla iniziativa da parte delle specifiche categorie. Sul grado di partecipazione, infatti, influiscono sia la diversa consistenza numerica di ogni classe, sia il tipo di rapporto esistente tra gli utenti e la biblioteca. Da questo ultimo punto di vista, è legittimo ritenere, infatti, che allievi, docenti e ricercatori, essendo i fruitori più diretti e immediati dei servizi bibliotecari, possano sentirsi più partecipi all’iniziativa rispetto a coloro che in biblioteca si recano solo sporadicamente e per specifiche richieste di informazioni (es. dipendenti, ex allievi, contrattisti ecc.). Se rapportiamo il numero dei questionari ricevuti da ogni classe al numero complessivo dei soggetti contattati, rileviamo che il peso relativamente più rilevante nelle risposte proviene dalle categorie dei ricercatori (oltre il 95%) e degli allievi perfezionandi (84%). Seguono gli allievi ordinari (36%) e i professori (22%). In questi ultimi dati non possiamo non rilevare un certa anomalia. Il fatto che gli allievi ordinari siano, fra gli utenti interni, quelli più assidui nella frequentazione della biblioteca poteva indurci a pensare che fossero più sensibili e motivati nel rispondere al questionario. Anche dalla categoria dei docenti ci si aspettava una rappresentatività più alta. Se si esclude la scarsa conoscenza dei servizi, che non dovrebbe, almeno idealmente, riguardare queste classi, si potrebbe individuare una ipotetica ragione di questo comportamento nella scarsa fiducia verso simili esperimenti di sondaggio. Sebbene tale ipotesi non sia suscettibile di verifica in questa sede, sicuramente ci offre inputs interessanti per migliorare eventuali operazioni di rilevazioni future. Il livello di rappresentatività, e quindi di attendibilità, dei dati potrebbe accrescersi, sia sensibilizzando maggiormente i soggetti sull’utilità di tali analisi, sia elaborando modelli sufficientemente esaustivi ma nello stesso tempo di agevole compilazione (per es. questionario elettronico). Per oltre il 60% degli intervistati il ritmo di accesso alla biblioteca è abbastanza frequente (settimanale o quotidiano). La disaggregazione dei dati per tipologia di utenti rileva una presenza più assidua per gli allievi ordinari. Un dato che non sorprende, se si pensa alla natura e al ruolo che la biblioteca assume per gli allievi della Scuola Superiore Sant’Anna. Conoscenza dei servizi e delle risorse informative 11 Tabella 2: Con quale ritmo frequenta abitualmente la Biblioteca? Frequenza N. % Settimanalmente Mensilmente Quotidianamente Altro Tot 62 33 30 17 142 43,7 23,2 21,1 12,0 100 Settimanalmente Mensilmente Giornalmente Altro In un’istituzione di istruzione universitaria a carattere residenziale la centralità della struttura bibliotecaria nella vita quotidiana dell’utente ordinario è un dato indiscutibile. Per chi la biblioteca la vive frequentemente, l’accesso ai servizi fondamentali facenti capo alle tradizionali funzioni biblioteconomiche sopra accenannate - Studio/Lettura, Ricerca, Informazione - è consuetudinario. Tabella 3: Abitualmente accede alla Biblioteca per motivi di Motivo N. % Prestito Ricerca bibliografica Studio/lettura Consultazione periodici Altro 91 69 68 44 8 32,5 24,6 24,3 15,7 2,8 Prestito Ricerca Studio Consultazione Altro Fra essi emerge in particolare il servizio di prestito, a conferma della funzione tradizionale della Biblioteca quale luogo privilegiato per il reperimento del materiale bibliografico, monografico e non. Questa funzione si riflette non solo sull’attività del prestito locale ma anche sul crescente sviluppo che hanno registrato negli ultimi anni i servizi di ILL (prestito interbibliotecario) e di Document Delivery. Favoriti dalla disponibilità dei cataloghi informatizzati nazionali e internazionali e dall’attivazione di sistemi di cooperazione interbibliotecaria, questi servizi rappresentano per gli utenti un richiestissimo strumento di accesso a documenti non facilmente reperibili. Conoscenza dei servizi e delle risorse informative Il livello di conoscenza della Biblioteca dal punto di vista della sua organizzazione istituzionale e normativa non è soddisfacente. Il Regolamento di Biblioteca, che è la fonte normativa che descrive gli organi della biblioteca e disciplina l’utilizzo dei servizi da parte del pubblico, è conosciuto da circa il 61% degli intervistati. Il 33% ne ha una conoscenza approssimativa. Il dato più sconfortante proviene dal quesito posto sulla Commissione di Biblioteca. 12 I risultati Tabella 4: Conosce le norme del Regolamento di Biblioteca che disciplinano l’utilizzo dei servizi? Risposta N. % Si Poco No Molto Tot 87 47 6 2 142 61,3 33,1 4,2 1,4 100 Si Poco No Molto Tabella 5: E’ a conoscenza dell’esistenza della Commissione di Biblioteca e delle sue funzioni istituzionali? Risposta N. % Sı̀ No Tot 69 68 137 50,3 49,7 100 Si No Il 50% è completamente ignaro dell’esistenza dell’organo rappresentativo delle componenti della Scuola, attraverso cui viene decisa la politica di sviluppo delle attività bibliotecarie. Dato su cui riflettere, perché se da una parte rivela la poca attenzione dell’utente alla vita istituzionale della biblioteca, dall’altro denuncia un cattivo funzionamento dei canali di comunicazione tra l’apparato istituzionale e gli utenti. Per questi ultimi la Commissione dovrebbe porsi come interlocutore principale nelle decisioni relative all’incremento dei servizi e alla progettazione degli obiettivi. Analitica è la parte del questionario destinata all’individuazione dei problemi riscontrati nell’accesso ai servizi. Il nostro Utente collettivo utilizza mediamente il catalogo in linea senza grande difficoltà. Come dimostrano le tabelle 14 e 21 (vedi appendice). Solo il 24,8% degli intervistati trova difficoltà nell’utilizzo dell’interfaccia di ricerca. A questo dato tuttavia si oppongono le risposte della tabella 6 che rilevano la scarsa conoscenza delle modalità di interrogazione. Questa incongruenza denota l’esistenza di un approccio elementare e “sufficiente” nei confronti del Catalogo in linea. Le strategie di interrogazione preferite si avvicinano alle modalità di un comune motore di ricerca. Non vengono pienamente impiegate tutte le potenzialità sottese dalla struttura del Catalogo bibliografico elettronico, come le opzioni della ricerca multicampo, multibase, dei filtri, e le possibilità di collegamento a Multiopac e Metaopac2 . E’ doveroso precisare che le segnalazioni raccolte si riferiscono ad un periodo di transizione 2 Il Multi OPAC è un’Interfaccia Web di ricerca che consente di interrogare uno per volta più OPAC associati. Il Meta OPAC è una Interfaccia unica di riferimento che permette di recuperare con una sola query informazioni provenienti da più cataloghi. Conoscenza dei servizi e delle risorse informative 13 Tabella 6: E’al corrente delle metodologie di ricerca bibliografica dell’OPAC? Risposta N. % No Si Tot 73 66 139 52,5 47,5 100 No Si dal vecchio sistema di gestione Aleph 300 al nuovo Aleph 500, ad una fase in cui pertanto anche il Catalogo ha subito un radicale rinnovamento nell’interfaccia WEB e nelle tecniche di ricerca e recupero dell’informazione. Se le risposte sull’approccio all’OPAC hanno risentito dell’inevitabile fase di collaudo, non lo stesso dicasi per il rapporto palesato con le altre risorse elettroniche. Ad una diffusa conoscenza circa l’esistenza della pagina WEB della Biblioteca corrisponde una scarsa frequentazione dei servizi che in essa sono resi disponibili. Tabella 7: Conosce la pagina web dedicata alle risorse elettroniche? Risposta N. % Sı̀ No Poco Molto Tot 57 42 37 7 143 39,9 29,4 25,9 4,9 100 Si No Poco Molto Il 29,4% non conosce la pagina web dedicata alle risorse elettroniche, il 25% la conosce poco. Questo dato è confermato dalle quotidiane esperienze di rapporto con il pubblico. Gli utenti molto spesso ignorano le risorse disponibili e sono disorientati nella scelta degli strumenti da utilizzare per l’acquisizione di specifiche informazioni bibliografiche. La consapevolezza di questa criticità induce a formulare una prima considerazione circa la necessità di potenziare l’attività di comunicazione e di informazione per quanto concerne gli aspetti innovativi dei servizi meno conosciuti dagli utenti. Interessanti sono i risultati emersi in merito al servizio di reference. Il rilevante numero delle “non risposte” e l’incongruenza di alcune affermazioni (il 77% non ricorre al servizio anche se il 70% lo ritiene abbastanza utile) ci inducono a ritenere che ci sia una scarsa conoscenza fra gli utenti sul significato di questo termine. Siamo disposti a riconoscere che, limitatamente a questo item, siamo scivolati sul rischioso campo del tecnicismo, utilizzando un termine che, sebbene identifichi nel gergo biblioteconomico uno specifico servizio bibliotecario, non è molto diffuso nel linguaggio corrente. Il reference identifica un’articolata attività di assistenza svolta dal bibliotecario nei confronti 14 I risultati Tabella 8: Il suo ricorso al servizio di reference avviene Risposta N. % Raramente Frequentemente Spesso Sempre Tot 84 18 6 1 109 77,0 16,5 5,5 0,9 100 Raramente Frequentemente Spesso Sempre Tabella 9: Quanto ritiene utile il servizio di reference? Risposta N. % Abbastanza Poco Del tutto Niente Tot 65 17 9 1 92 70,6 18,5 9,8 1,1 100 Abbastanza Poco Del tutto Niente dell’utente che necessita di informazioni. Essa sottende una molteplicità di funzioni che vanno dalle semplici operazioni di informativa generica e di orientamento all’utilizzo della biblioteca, alle forme più complesse di supporto per la consultazione delle risorse bibliografiche elettroniche, fino ad arrivare alla espletazione della ricerca e al recupero del documento al posto dell’utente. Si tratta di un’attività che, benché implicita a chi accede in biblioteca, richiede un’attenta organizzazione per quanto concerne il personale coinvolto, le fasce orarie predisposte per certi tipi di assistenza, le modalità di svolgimento del servizio stesso. La funzione di informazione avviene non solo direttamente attraverso l’azione quotidiana dell’operatore che interagisce con l’utente, ma anche indirettamente attraverso la predispozionediffusione di materiale informativo e documentario (comunicazioni e-mail, opuscoli, avvisi) e la preparazione di corsi formativi sulla ricerca bibliografica (incontri periodici con specifici gruppi di utenti, presentazioni annuale ai nuovi allievi, esposizioni metodologiche all’interno di corsi accademici). Giudizi sui servizi Enorme importanza abbiamo dato alla dimensione valutativa della nostra indagine. La soddisfazione dell’utente è l’aspetto più problematico per ogni biblioteca orientata all’user satisfaction, dal momento che su tale giudizio incidono non solo variabili oggettive, come il livello di funzionalità dei servizi, la disponibilità di risorse informative sempre aggiornate, la garanzia di supporto tecnico, ecc., ma anche variabili soggettive, non immediatamente rilevabili come la percezione del livello di efficienza, le esigenze personali dell’utente, le sue aspettative e la Giudizi sui servizi 15 sua personalistica concezione di organizzazione dei servizi a prescindere dalla conoscenza delle problematiche interne della biblioteca, del numero di persone che ivi lavorano. Tabella 10: Esprima il suo giudizio su: Ambito Spazi destinati alla consultazione Ambiente di studio Aggiornamento delle collezioni Assistenza svolta dal personale N. Volumi per il prestito Computers per ricerca bibliografica Informativa generale sui servizi Disponibilità risorse elettroniche Cortesia e disponibilità del personale Orario di apertura Servizio di fotoriproduzione Andamento generale dei servizi Insufficiente N. % 11 7,6 5 3,5 12 8,3 1 0,69 11 7,6 26 18,0 22 15,0 16 11,0 1 0,6 11 7,6 16 11,0 5 3,5 Sufficiente N. % 48 33,0 29 2,0 59 41,0 31 22,0 34 24,0 52 36,0 61 42,0 49 34,0 20 14,0 26 18,0 50 35,0 31 22,0 Buono N. % 57 4,0 61 42,0 48 33,0 68 47,0 67 47,0 47 33,0 42 29,0 52 36,0 65 45,0 70 49,0 55 38,0 89 62,0 Ottimo N. % 21 15,0 38 26,0 13 9,0 37 26,0 20 14,0 10 6,9 6 4,2 17 12,0 50 35,0 30 21,0 8 5,6 12 8,3 Circa il 70% delle risposte converge su un giudizio più che positivo in merito all’andamento generale dei servizi. L’opinione è confermata dalle risposte al quesito che invitava ad esprimersi sul miglioramento dei servizi negli ultimi due anni. Tabella 11: A suo giudizio è migliorata la qualità dei servizi negli ultimi due anni? Risposta N. % Sı́ Poco Molto No Tot 61 32 11 9 113 54,0 28,3 9,7 8,0 100 Si Poco Molto No Solo l’8% ritiene che non ci sia stato alcun miglioramento. Tra gli aspetti valutati positivamente (vedi tabella 10) si distinguono in particolare l’orario di apertura continuato, l’assistenza e la cortesia del personale, l’ambiente di studio, l’aggiornamento delle collezioni, il numero massimo di volumi consentiti al prestito. In realtà è doveroso riconoscere che in queste operazioni la Biblioteca si è adoprata per garantire il massimo dei risultati compatibilmente alle risorse disponibili. Negli ultimi anni, processi di programmazione di servizi e di turnazione del personale hanno consentito una fascia oraria di apertura al pubblico, che è la più ampia di quelle garantite dalle altre biblioteche universitarie pisane. Per quanto concerne l’interazione bibliotecario-utente il principio ispiratore è il need oriented model. Il lavoro quotidiano dei bibliotecari è tendenzialmente strutturato in 16 I risultati modo da rendere prioritario sullo svolgimento delle singole mansioni la soddisfazione dei bisogni dell’utente, anche di quelli più elementari. A questa logica della Centralità dell’Utente come fruitore del sistema informativo, si ispirano anche le altre attività della Biblioteca, per alcune in modo più evidente e tangibile all’utente finale, come nel caso della consistente attività di acquisizione e di prestito, meno palesemente per tutte quelle attività, per es., di concertazione istituzionale e non, orientate all’implementazione di servizi innovativi (l’adesione al progetto regionale di prestito interbibliotecario Libri in Rete, il Protocollo d’Intesa per la realizzazione del Sistema Bibliotecario Pisano, gli accordi consortili per l’acquisto di costosissime banche dati, per citarne alcuni). Tra gli aspetti in cui vengono individuati elementi di criticità si segnalano: il numero dei PC attualmente in dotazione per le ricerche degli utenti, l’attività di informazione generale, la disponibilità di risorse elettroniche, il funzionamento del servizio di fotoriproduzione. Un’osservazione è doverosa per le risorse elettroniche. Questo è uno dei campi analitici in cui si evidenzia un atteggiamento ambiguo del nostro Utente Collettivo, difficilmente interpretabile. Infatti, se da un lato, si avanza la proposta di incrementare la presenza di queste risorse nel patrimonio di biblioteca, dall’altra si evince dai risultati del questionario l’esistenza di un gap cognitivo sul panorama dei servizi on-line esistenti. Il discorso sui prodotti online è complesso perché non può prescindere dalla considerazione delle molteplici dinamiche commerciali, editoriali che ne governano i processi di acquisizione e le modalità di fruizione. In questa sede ci interessa sottolineare che, fermo restando l’obbligo morale della biblioteca di allinearsi allo sviluppo di questi nuovi strumenti di accesso all’informazione, il processo di acquisizione è il risultato di un faticoso equilibrio tra il dovere nei confronti del bisogno informativo dell’utente e la necessità di rimanere nei limiti di spesa previsti dal bilancio della Scuola. E’ notorio nell’ambiente bibliotecario come uno degli zoccoli duri, motivo spesso di disputa con gli editori, sia l’alto costo dei contratti di licenza d’uso annui. La negoziazione di accordi contrattuali per questo tipo di licenze non è facile, richiede competenze giuridiche adeguate in materia di diritto contrattuale e capacità negoziali adeguate a trattare con grandi partners commerciali e editoriali, nazionali e internazionali. Sebbene l’adozione di politiche di acquisto consortili sia stata una risposta vincente a questo stato di fatto, non sempre gli obiettivi della cooperazione e della condivisione delle risorse sono facilmente conseguibili. Giudizi sui servizi 17 Tabella 12: In quali dei seguenti servizi riscontra maggiore difficoltà per tipo di sede Item Orario di apertura Informativa generica Contatti con il personale Consultazione materiale bibliografico Assistenza alla ricerca Referenze Ricerca bibliografica su cataloghi Ricerca bibliografica su altre risorse Reperimento volumi Reperimento articoli Aquisizione risorse bibliografiche Sede N. % 4 4,6 3 3,5 1 1,1 0 9 10,9 6 10,2 3 3,8 9 11,8 14 16,6 15 17,8 18 23,1 Pontedera N. % 5 15,1 4 13,3 1 3,1 4 12,9 3 9,0 6 21,5 3 10,0 3 10,0 4 12,9 4 12,9 2 6,8 Gli utenti che operano presso il Polo Sant’Anna Valdera denunciano i disagi nella fruizione dei servizi determinati dalla distanza fisica con la sede centrale La dislocazione dei centri di laboratori presso la sede distaccata di Pontedera comporta evidentemente una serie di problemi all’accesso e al recupero dei documenti da parte degli utenti che vi operano. La biblioteca ha risposto a questo inconveniente promuovendo, limitatamente al proprio campo d’azione, iniziative che, lungi dal porsi come panacea al problema, miravano a far fronte alle situazioni più emergenti: l’organizzazione di incontri in loco per la presentazione dei nuovi servizi, le procedure di inoltro elettronico di certi documenti, la predisposizione di canali esclusivi di messaggistica per raccogliere determinate richieste (rinnovo prestito, document delivery e cosı̀ via) sono esempi di interventi svolti in questa direzione. E’ evidente che il problema permane e richiede una soluzione istituzionale che coinvolge frange dell’amministrazione a più livelli. Una criticità costante percepita dalla maggiorparte degli utenti risiede nell’attività di comunicazione. Se lo sviluppo delle attività della biblioteca e il numero crescente delle richieste esterne ci induce inevitabilmente al potenziamento delle modalità informative, dall’altro lato non possiamo non denunciare una scarsa ricezione dell’utenza ai tentativi finora effettuati dalla biblioteca in questa direzione. Basti pensare all’intensa attività di informazione e di pubblicizzazione effettuata in occasione dell’attivazione delle nuove procedure dei servizi imposta dal software di gestione Aleph 500. Le infinite segnalazioni sulle novità indotte dall’aggiornamento del sistema non hanno avuto il riscontro sperato, in termini di adeguamento e allineamento alle direttive prescritte dalla Direzione di Biblioteca. Tutto ciò ci induce ad una riflessione sulla necessità di pensare e promuovere un nuovo modello di scambio, più dinamico e a doppio senso, che veda i soggetti coinvolti, bibliotecari e utenti, interagire responsabilmente con l’obiettivo di agevolare, ognuno con il proprio ruolo, la ricezione e circolazione dell’informazione. Le attività di gestione interne alla Biblioteca (gestione periodici, gestione prestito, catalogazione, ecc.) godono di un giudizio prevalentemente positivo. 18 I risultati Tabella 13: Come valuta la gestione dei seguenti servizi? Tipo Catalogazione Acquisizione volumi Prestito Periodici Servizi interbibliotecari Servizi online Reference Efficiente N. % 98 80,3 69 56,6 113 92,6 93 76,2 76 62,3 91 74,6 72 59,0 Inefficiente N. % 24 19,7 53 43,4 15 12,3 21 17,2 13 10,7 15 12,3 18 14,8 Le attività che risulta relativamente più deficitarie sono l’attività di acquisizione (43,4% delle risposte) e il servizio di reference. Su questo’ultimo aspetto ci siamo soffermati sopra. Per quanto riguarda l’acquisizione occorre precisare che dall’analisi delle risposte aperte si evince che l’aspetto più problematico è individuato nella tempistica più che nella consistenza. In effetti, l’andamento crescente del valore patrimoniale della biblioteca nel corso degli anni registra un incremento progressivo delle collezioni esistenti, sia esse monografie che seriali. Figura 1: Consistenza patrimoniale al 31/12 (in migliaia di euro) 3000 2500 2000 1500 1000 500 0 1986 1988 1990 1992 1994 1996 1998 2000 2002 Fonte: registri inventariali Per una migliore valutazione della negatività individuata nei tempi di acquisizione avrebbe sicuramente giovato un ulteriore item per rilevare la concezione di tempo congruo da parte degli utenti. Nella pratica quotidiana emergono spesso aspettative (3-10 gg.) che una biblioteca pubblica difficilmente può soddisfare, ma per le quali anche un privato troverebbe difficoltà, visto la tipologia di materiale bibliografico richiesto (molto specialistico e, quindi, in buona parte certo non disponibile presso le librerie); di contro, i libri di testo spesso sono disponibili presso librerie locali che, però, non forniscono il servizio di consegna, non applicano sconti, sono più interessate alla vendita diretta. Da indagini comparative con altre biblioteche, possiamo affermare che le criticità relative agli acquisti sono pressoché comuni; benché l’80% dei nostri risultati siano stimati in una fascia di qualità alta, abbiamo comunque un 20% di operazioni che giudichiamo insoddisfacenti, riduttive del precedente successo e bisognose di interventi. Il problema è di gestione complessa e riguarda molte realtà spesso non controllabili dalla biblioteca, come meglio approfondito nelle conclusioni. Merita però una costante Giudizi sui servizi 19 ed accurata attenzione, perché la tempestività nel fornire i materiali di ricerca e studio rientra nella mission della biblioteca. Conclusioni Per la prima volta è stato intervistato un campione rappresentativo di utenti della Biblioteca Sant’Anna, nell’intento di raccogliere dati esplicativi della user satisfaction sulla qualità dei servizi e, più in generale, sulla visibilità delle attività promosse dalla Biblioteca. Nell’elaborazione statistica di questa nostra indagine sono stati ampiamente commentati gli items del questionario. In questa valutazione conclusiva ci soffermeremo sui temi che si sono particolarmente evidenziati sia per criticità che per risultati oggetto di soddisfazione, affinché le considerazioni di questa trattazione risultino di indirizzo per le programmazioni a venire. Come si può rilevare, il profilo di immagine della nostra biblioteca risulta fondato, da un lato, su un aspetto essenziale - caratteristico delle organizzazioni che producono servizi - costituito dalla capacità relazionale e dalla competenza professionale degli addetti al pubblico e, dall’altro lato, su due variabili tipicamente riferibili a una biblioteca moderna, correttamente intesa come nodo informativo, nella cui valutazione la dimensione del patrimonio posseduto risulta essere una delle variabili rilevanti, ma certo non l’unica. Infatti, risultano determinanti la disponibilità di fonti e di servizi per la ricerca bibliografica unitamente alla possibilità di reperire le opere ed i documenti individuati, ma non posseduti direttamente. La cortesia e la disposizione dei bibliotecari nel soddisfare i desiderata degli utenti (compatibilmente alle risorse umane disponibili) sono oggetto di parere favorevole, a verifica che la logica operativa di need oriented model e di centralità dell’utente, adottata dal personale di biblioteca, è apprezzata dai nostri fruitori. Parimenti, conforta il giudizio largamente positivo espresso dagli Utenti sui servizi primari della Biblioteca e sull’orario di apertura che, unitamente alla chiara percezione della qualità in progetti recentemente attuati, risulta un segnale concreto ed affermativo di risultato. Tale esito è ancora più soddisfacente in quanto l’indagine di user satisfaction è stata proposta in un periodo in cui il nuovo software Aleph500 era in fase sperimentale e, quindi, molte migliorie non erano ancora pienamente percepibili. Infine, in questo settore d’analisi sono stati proposti indicatori di qualità standard (definiti per le rilevazioni qualitative delle biblioteche) e, quindi, l’accreditamento di performance si rivela certamente gratificante. Alcuni disagi, invece, si evincono da altri items di user satisfaction, che suggeriscono riflessioni sia per interventi migliorativi, sia per una più approfondita conoscenza degli argomenti trattati. In particolare: • La sede Polo Sant’Anna Valdera lamenta difficoltà legate alla distanza, con particolare riferimento al servizio di prestito. Molte procedure interne relative alla trasmissione di documenti (richieste, ordini, document delivery, ecc.) sono già state variate e snellite, privilegiando l’invio tramite e-mail, fax, corriere. Per il prestito, va individuato un referente presso la Segreteria amministrativa del Polo che provveda sia alla consegna dei libri, che a rinviare alla biblioteca le 21 22 Conclusioni ricevute di prestito firmate (la firma digitale potrebbe sollevarci da questo onere). Altre operazioni legate al prestito - quale la disponibilità del libro a scaffale, la prenotazione ed il rinnovo - sono possibili collegandosi al nostro Catalogo: l’attivazione è, però, soggetta alla messa in linea di tutti i prestiti, come più volte sollecitato dalla biblioteca, ma ancora disatteso da molti utenti. • I tempi per nuove acquisizioni sono considerati ancora lunghi (43,4% degli intervistati), pur mancando il dato di riferimento sui desiderata. Lo snellimento di tutte le procedure di acquisto della Scuola è allo studio. La biblioteca, consapevole di questa esigenza di “velocità”, dedica molte energie nei rapporti con concessionari ed editori, ma - in quanto biblioteca pubblica che procede a c. 3000 ordini - non può esimersi dal ricercare condizioni di efficienza e di efficacia. Una mediazione, quindi, è necessaria: è certo, infatti, che le modalità di spedizione da parte degli editori, i nostri tempi di pagamento, gli sconti applicati dai concessionari, incidono fortemente sia nel determinare i tempi di consegna che i preventivi di spesa. Non mi dilungo sulla complessità operativa del mondo editoriale, perché, presumo, è nota ai più. Quanto sopra, non per ricercare facili scusanti, ma affinché l’utente sia consapevole della realtà in cui si opera, che implica, inoltre, tutti quegli adempimenti di carattere amministrativo (predisposizione ordine, richiesta di preventivi, impegno, firma del direttore) che interagiscono con altri uffici della Scuola. Il contesto esposto, però, non deve disarmarci nel ricercare condizioni di miglioramento in questo servizio, che noi stessi percepiamo ancora non ottimale in un 20% degli ordinativi. • Risposte contrastanti o addirittura nulle si sono avute a domande attinenti il reference. Poiché questo servizio rappresenta una fase di interazione molto importante e delicata nel rapporto bibliotecario-utente, indugerò in alcuni chiarimenti che, considerata la confusione rilevata sull’argomento, paiono opportuni. Reference Service è l’attività di informazione, assistenza ed orientamento volta a favorire la ricerca, la scelta e l’utilizzazione dei documenti, usando nel modo più conveniente e completo l’insieme delle risorse e dei servizi della biblioteca. Il servizio di reference è un appropriatissimo campo di applicazione di diversi approcci valutativi; difatti la compresenza di elementi quantitativi e qualitativi, l’incidenza del fattore umano, l’importanza degli aspetti d’insieme e di quelli puntuali del servizio suggeriscono e stimolano l’applicazione di metodologie diversificate. Una distinzione metodologica particolarmente appropriata al servizio di reference è quella tra valutazione quantitativa e qualitativa; infatti, ancor più che per altri servizi, in questo caso non è importante sapere soltanto quante richieste sono state gestite e quanto tempo mediamente si è impiegato a rispondere, bensı̀ anche il livello qualitativo, l’aggiornamento, la precisione, l’accuratezza e il grado di esaustività delle risposte fornite. L’altissima interazione con l’utenza - diretta o indiretta - che il servizio richiede, rende essenziale affiancare alle valutazioni oggettive quelle soggettive, fondate sull’approfondimento dei livelli di soddisfazione degli utenti. In era digitale il servizio di reference si avvicina sempre di più all’attività di istruzione agli utenti; cosı̀ dal nostro specifico punto di vista - quello della valutazione - i bibliotecari dovranno acquisire strumenti valutativi nuovi e complementari a quelli tradizionali, che consentano di verificare i risultati raggiunti in questa attività di istruzione bibliografica. L’istruzione all’uso delle risorse bibliografiche per gli utenti può essere formale (ad esempio, uno o più seminari sull’utilizzo delle risorse della biblioteca inseriti nel corso di studi degli studenti universitari) oppure informale (l’attività continua di istruzione da parte dei bibliotecari agli utenti su come cercare informazioni). Dunque, i problemi valutativi posti da questo tipo di attività sono molto peculiari; infatti, la valutazione di un programma di istruzione bibliografica si avvicina moltissimo alla valutazione di un programma educativo, cosicché il piano di riflessione facilmente si sposta nel campo più generale della valutazione dell’istruzione e della 23 didattica, terreno fino a questo momento poco praticato dalla letteratura biblioteconomica sulla valutazione dei servizi. Come già illustrato, questa nostra indagine mirava non solo a rilevare il grado di soddisfazione riferita ai singoli servizi di biblioteca, ma anche a sondare il livello di visibilità della biblioteca all’interno dell’Istituzione (in verità ancora scarsa, soprattutto in raffronto al grado di stima professionale che altre Istituzioni sempre più spesso ci confermano), nonché a cogliere quei segnali, talvolta mascherati da altri disagi, che indicano difficoltà nella comunicazione biblioteca/utente. A conclusione, quali le sfide e le strategie di sviluppo per mettere a disposizione degli Utenti quell’insieme di informazioni strutturato, accessibile e organizzato, che è, appunto, la conoscenza? Sicuramente, una nuova intelligenza biblioteconomica dei problemi e delle situazioni si costruisce anche trasformando le conoscenze dei singoli (bibliotecari, documentalisti, webmaster, ecc.) in una vera e propria “rete conoscitiva”, costruendo comunità trasversali di pratica professionale; facendo quindi leva da un lato sulla fiducia e sullo scambio comunicativo, dall’altro sui sistemi e sugli ambienti digitali. In quasi tutti gli Atenei stanno ormai sorgendo spontaneamente ed in modo del tutto informale vere e proprie comunità di pratica, per esempio tra bibliotecari ed informatici, attorno ai servizi della biblioteca digitale. Inoltre, l’autoapprendimento continuo sta già diventando un po’ dovunque il nuovo ambiente di maturazione della professione bibliotecaria: stiamo assistendo ad un’integrazione feconda del bagaglio professionale di ciascun bibliotecario con le esperienze di altri bibliotecari, con altre professioni, con altre dimensioni organizzative, senza confini geografici. Ma la cultura dell’apprendimento comprende anche gli utenti/clienti, i partners, gli altri interlocutori della biblioteca; l’apprendimento organizzativo serve infatti a incoraggiare la ricerca di stimoli, di idee, di conoscenze, di progetti in grado di modificare il comportamento dell’organizzazione nel suo insieme e di metterla in posizione di vantaggio rispetto alle sfide di servizio che deve affrontare. Dunque, la biblioteca come ambiente e come organizzazione ipertestuale e la biblioteca che apprende rappresentano un orizzonte di valore e di senso; insieme alla “biblioteca digitale”, esse possono aiutarci a descrivere alcuni processi di cambiamento e di innovazione in atto, ma possono aiutarci anche ad immaginare e poi ad attivare l’identità culturale, gli ambienti, le competenze professionali che servono ai bibliotecari nella nuova società dell’informazione e della conoscenza: sempre meno struttura, sempre meno apparato, sempre più tessuto vivo di intelligenza attiva, serie di processi integrati di conoscenza critica e di azione efficace di servizio. In sintesi, una serie di processi continuamente ridefinita nei suoi confini di senso da tutti i soggetti - bibliotecari, co-makers, utenti - che interagiscono tra loro, le danno vita e l’alimentano. Cosı̀ la conoscenza prodotta e condivisa in ambiente bibliotecario si trasforma in ricchezza individuale, organizzativa e sociale insieme. Appendice Le altre domande Tabella 14: E’ al corrente dell’esistenza sul sito della Scuola della pagina WEB della Biblioteca? Risposta N. % Si No Tot 136 8 144 94,0 5,6 100 Si No Tabella 15: Se sı̀, conosce i servizi che in essa sono disponibili agli utenti? Risposta N. % Sı̀ No Tot 92 46 138 66,7 33,3 100 Si No Tabella 16: Fa uso della modulistica presente in linea? Risposta N. % No Sı̀ Tot 117 26 143 81,8 18,2 100 Si 25 No 26 Appendice Tabella 17: Come ritiene le modalità di accesso alle Banche dati della Biblioteca? Risposta N. % Facili Difficili Tot 104 26 130 80,0 20,0 100 Facili Difficili Tabella 18: Qual è il grado di difficoltà nella consultazione delle Banche dati? Risposta N. % Media Nessuna Grande Tot 85 42 5 132 64,4 31,8 3,8 100 Media Nessuna Grande Tabella 19: Indichi le metodologie di ricerca che ritiene più problematiche nella consultazione degli archivi on-line: Tipo N. % Individuazione delle fonti contenenti l’informazione bibliografica Ricerche in più banche dati Navigazione tra dati correlati Ricerca per parola chiave con operatori booleani Links a siti remoti Download dei documenti 25 40 31 19 19 23 17,0 28,0 22,0 13,0 13,0 16,0 Tabella 20: Giudizio di efficienza diviso per tipologia di utente Item Catalogazione Acquisizione volumi Prestito Periodici Servizi interbibliotecari Servizi online Reference Allievi Docenti Altro 82,3 74,7 89,2 72,1 82,9 80,3 74,4 78,9 41,0 90,0 91,1 83,3 89,6 91,7 77,2 76,1 82,6 94,4 95,2 78,9 Le altre domande 27 Tabella 21: La consultazione del catalogo in linea è Risposta N. % Facile Difficile Tot 106 26 132 80,3 19,7 100 Facile Difficile Tabella 22: Fa uso del catalogo a schede? Risposta N. % No Spesso Sempre Tot 121 19 1 141 85,8 13,5 0,7 100 No Spesso Sempre Tabella 23: Utilizzo dell’interfaccia di ricerca per tipologia di utente Utente Sı́ N. 19 7 8 Allievi Docenti Altri No % 27,5 16,6 30,8 N. 50 35 18 % 72,5 83,4 69,2 Tabella 24: Riterrebbe utile l’organizzazione di un corso metodologico sulla ricerca bibliografica? Risposta N. % Sı̀ No Non so Tot 63 40 35 138 45,6 29,0 25,4 100 Si No Non so 28 Appendice Tabella 25: Riterrebbe utile fare ricerca in un Catalogo Unico delle Biblioteche Pisane? Risposta N. % Sı̀ No Tot 121 18 139 87,1 12,9 100 Si No Tabella 26: Quale percentuale di dati bibliografici pregressi ritiene di trovare nell’Opac della Biblioteca e in quelle del Sistema Bibliotecario dell’Ateneo Pisano? Biblioteca Sant’Anna Altre biblioteche Oltre 50% N. % 28 43,7 24 68,6 Inferiore al 50% N. % 36 56,3 11 31,4 Tabella 27: In quali dei seguenti servizi riscontra minore o maggiore difficoltà? Item Orario di apertura Informativa generica Contatti con il personale Consultazione materiale bibliografico Assistenza alla ricerca Referenze Ricerca bibliografica su cataloghi Ricerca bibliografica su altre risorse Reperimento volumi Reperimento articoli Aquisizione risorse bibliografiche Nessuna N. % 73 58,4 67 53,6 94 75,2 64 51,2 65 52,0 47 37,6 56 44,8 59 47,2 63 50,4 46 36,8 43 34,4 Piccola N. % 43 34,4 46 36,8 28 22,4 52 41,6 44 35,2 32 25,6 51 40,8 41 32,8 39 31,2 53 42,4 49 39,2 Grande N. % 9 7,2 8 6,4 2 1,6 4 3,2 12 9,6 12 9,6 7 5,6 12 9,6 19 15,2 19 15,2 21 16,8 Le altre domande 29 Tabella 28: Dove si svolge abitualmente la Sua attività? Sede N. % Sede Centrale Sede di Pontedera Sede di Via Martiri Toscanelli Tot 97 41 3 141 68,7 29,1 2,2 0 100 Centrale Pontedera Via Martiri Toscanelli 30 Appendice Il questionario utilizzato Gent.mo Utente, la Tua Biblioteca sollecita un Tuo intervento attivo e partecipato affinché il processo di innovazione dei suoi servizi possa attestarsi nella direzione dei Tuoi desiderata. In questa fase di transizione da una realtà prevalentemente cartacea ad una realtà in predominanza digitale, risulta essenziale focalizzare l’attenzione sulle relazioni che intervengono fra il bibliotecario e l’Utente nel mutato ambiente delle Biblioteche, sempre più coinvolte nel mondo fluido e cangiante dell’informazione elettronica e delle reti telematiche. L’obiettivo della Biblioteca è capire meglio i bisogni dell’Utente e sollecitare i Suoi suggerimenti, verificare quanto gli sforzi effettuati siano recepiti, misurare i punti di forza e di debolezza del sistema, confrontare l’autopercezione della Biblioteca con la percezione degli Utenti. Rendere la Biblioteca sempre più user-friendly non è un atto unilaterale, anche se, ovviamente, tocca a chi ne ha la gestione diretta, al bibliotecario, compiere il primo passo; è, bensı̀, una situazione che si determina nel momento in cui scatta una reciprocità di rapporti, quando Tu - suo Utente - la senti come qualcosa di amico, qualcosa di cui puoi fidarti, qualcosa di cui disporre, qualcosa per cui vale la pena battersi. Qualcosa che, in fondo, Ti appartiene. La Tua collaborazione è importante. La Tua Biblioteca ne è consapevole . . . e Tu? Grazie, i Tuoi bibliotecari 1) Indichi il Suo status di utente - Docente - Allievo ordinario - Allievo Perfezionando/Dottorando - Allievo Master - Personale tecnico-amministrativo - Ex-allievo - Altro 2) Dove si svolge abitualmente la Sua attività? - Sede centrale della Scuola - Sede distaccata di (specificare) 3) Abitualmente accede alla Biblioteca per motivi di - Studio/lettura - Ricerca bibliografica - Prestito - Consultazione periodici - Altro (specificare) Il questionario utilizzato 4) Con quale ritmo frequenta abitualmente la Biblioteca? - Quotidianamente - Settimanalmente - Mensilmente - Altro 5) Conosce le norme del Regolamento di Biblioteca che disciplinano l’utilizzo dei servizi? - No - Poco - Sı̀ - Molto 6) Quali sono tra i servizi erogati quelli di cui frequentemente fa uso? - Consultazione in sala lettura - Consultazione Cataloghi in linea - Consultazione periodici - Ricerca su Banche dati della Biblioteca - Ricerca su Internet - Prestito - Servizi interbibliotecari - Servizio di fotocopie 7) Esprima il suo giudizio su: - Spazi destinati alla consultazione - Ambiente di studio - Aggiornamento delle collezioni esistenti - Assistenza svolta dal personale bibliotecario - N. volumi consentiti per prestito bibliotecario - Computers destinati alla ricerca bibliografica - Informativa generale sui servizi bibliotecari - Disponibilità di risorse elettroniche - Cortesia e disponibilità del personale addetto - Orario di apertura della biblioteca - Servizio di fotoriproduzione - Andamento generale dei servizi 8) Il reperimento dei volumi sugli scaffali è - Disagevole - Agevole 9) Il reperimento dei periodici sugli scaffali è - Disagevole - Agevole 31 32 Appendice 10) Utilizza il catalogo in linea? - Sı̀ - No 11) Ha trovato difficoltà nell’utilizzo dell’interfaccia di ricerca? - Sı̀ - No 12) E’ al corrente delle metodologie di ricerca bibliografica dell’OPAC? - Sı̀ - No 13) Il Catalogo in linea è - Di difficile consultazione - Di facile consultazione 14) Fa uso del catalogo a schede? - No - Spesso - Sempre 15) E’ al corrente dell’esistenza sul sito della Scuola della pagina WEB della Biblioteca? - Sı̀ - No 16) Se sı̀, conosce i servizi che in essa sono disponibili agli utenti? - Sı̀ - No 17) Fa uso della modulistica presente in linea? - Sı̀ - No 18) Conosce la pagina web dedicata alle risorse elettroniche? - No - Poco - Sı̀ - Molto 19) Come ritiene le modalità di accesso alle Banche dati della Biblioteca? - Difficili - Facili Il questionario utilizzato 20) Qual è il grado di difficoltà nella consultazione delle Banche dati? - Nessuna difficoltà - Media - Grande 21) Indichi le metodologie di ricerca che ritiene più problematiche nella consultazione degli archivi on-line: - Individuazione delle fonti contenenti l’informazione bibliografica - Ricerche in più banche dati - Navigazione tra dati correlati - Ricerca per parola chiave con operatori booleani - Links a siti remoti - Download dei documenti 22) Come valuta la gestione dei seguenti servizi? - Catalogazione - Acquisizione volumi - Prestito - Periodici - Servizi interbibliotecari: ILL, Document Delivery - Servizi online - Reference 23) Il suo ricorso al servizio di reference avviene - Raramente - Frequentemente - Spesso - Sempre 24) Quanto ritiene utile il servizio di reference? - Niente - Poco - Abbastanza - Molto 25) Riterrebbe utile l’organizzazione di un corso metodologico sulla ricerca bibliografica? - Sı̀ - No - Non so 26) A suo giudizio è migliorata la qualità dei servizi negli ultimi due anni? - No - Poco - Sı̀ - Molto 33 34 Appendice 27) Riterrebbe utile fare ricerca in un Catalogo Unico delle Biblioteche Pisane? - Sı̀ - No (La domanda 28 è riservata agli utenti che risiedono nelle sedi decentrat) 28) Quali sono le difficoltà da Lei incontrate nell’utilizzo dei servizi bibliotecari? 29) Quale percentuale di dati bibliografici pregressi ritiene di trovare nell’Opac della Biblioteca e in quelle del Sistema Bibliotecario dell’Ateneo Pisano? - Biblioteca S. Anna : - Altre Biblioteche : 30) In quali dei seguenti servizi riscontra minore o maggiore difficoltà? - Orario di apertura - Informativa generica - Contatti con il personale - Consultazione materiale bibliografico - Assistenza alla ricerca - Reference - Ricerca bibliografica sui cataloghi - Ricerca bibliografica su altre risorse elettroniche - Reperimento volumi - Reperimento articoli - Acquisizione risorse bibliografiche 31) E’ a conoscenza dell’esistenza della Commissione di Biblioteca e delle sue funzioni istituzionali? - Sı̀ - No 32) Quali sono secondo Lei i servizi che presentano maggiori criticità e quali soluzioni si sentirebbe di proporre per ovviare ad esse? 32) Commenti e suggerimenti vari