24 ore
Domenica 6 novembre 2011
Soriano. Numerosi attestati di solidarietà dalle istituzioni. Ai domiciliari i due fratelli assalitori
Il sindaco convoca i dipendenti
Dopo l’aggressione Bartone denuncia: «Nessun lavoratore dell’ente è intervenuto»
di NANDO SCARMOZZINO
SORIANO - Tra ansie non del
tutto scomparse e riflessioni.
Così il sindaco di Soriano,
Francesco Bartone, architetto, ha trascorso la giornata
successiva a quella dell'aggressione di venerdì mattina,
subita nel suo ufficio nei locali
del Comune ad opera di due
fratelli, Salvatore e Francesco
Fusca, che con metodi discutibili hanno reclamato l'assegnazione di alcuni loculi al cimitero comunale. Le ansie,
ovviamente, Bartone le accomuna ai continui flash cui da
due giorni è sottoposta la sua
mente, dopo avere vissuto attimi drammatici, steso sul pavimento mentre - stando a
quanto denunciato ai carabinieri - i due germani lo colpivano ripetutamente con calci
e pugni. Le riflessioni scaturiscono, invece, da una situazione quasi paradossale, per
non dire grottesca, trattandosi non solo del sindaco di Soriano ma di un uomo che sta
gridando aiuto con tutte le sue
forze. Bartone non si è visto
soccorrere da alcuno degli impiegati del Comune presenti a
quell’ora - circa le 10 - negli uffici. Se non fosse riuscito a dimenarsi e divincolarsi, mentre si rompeva un vaso in quella stanza della paura, da solo,
per poi precipitarsi sempre
solitario nell’Ufficio Protocollo e comporre il numero dei
militari dell'Arma, non riesce
ancora adesso ad immaginare quale sarebbe stato l'epilogo di quella sorta di spedizione punitiva, perpetrata nonostante - come Bartone ha tenuto ad evidenziare - avesse cercato, qualche attimo prima,
nell’Ufficio Tecnico di ricondurre alla ragione i due Fusca. Un episodio nell’episodio,
che ha generato tanta amarezza e delusione nel sindaco.
«Non me lo sarei mai aspettato - è stato il suo amaro commento -. Ritengo di essere stato finora un sindaco comprensivo, disponibile al dialogo,
che solidarizza con tutti i dipendenti, ma non solo». Ecco
perché domani Bartone, non
considerando i dieci giorni di
prognosi riconosciutigli dai
medici del Pronto Soccorso
subito dopo l’aggressione, ha
deciso di tornare al lavoro incontrando in Comune tutti gli
impiegati. Un faccia a faccia
necessario. «Intendo capire»
ha ulteriormente dichiarato.
Intanto, ieri sono arrivati
attestati di solidarietà al sindaco da tutte le forze dell'ordine dei comandi provinciali e
regionali, dal prefetto di Vibo
Luisa Latella, dal presidente
Il sindaco Francesco Bartone
del Consiglio Regionale Francesco Talarico, da un lungo
elenco di intellettuali e docenti del mondo accademico anche di fuori regione (Bartone è
un politico amante dell’arte:
durante l’anno nella sala consiliare, da lui ristrutturata, e
tra le rovine dell'antico convento di San Domenico vanno
in scena numerosi eventi culturali), a tanti sindaci del Vibonese (Spilinga, Gerocarne,
Sorianello e Vibo, Franco Bar-
balace, Rocco Catania, Sergio
Cannatelli e Nicola D'Agostino), dal consigliere provinciale Carmine Mangiardi. Hanno esternato il loro punto di vista i consiglieri di maggioranza e l’ordine degli architetti di Vibo. I primi con un manifesto: «condannano il vile gesto perpetrato alla persona
del sindaco, all'istituzione e
alla comunità di Soriano. Invitiamo i cittadini ele forze sane ad emarginare e condan-
nare con fermezza ogni forma
di violenza, perché fatti così
gravi, come quello commesso
nei confronti di personale appartenente all'Arma dei Carabinieri, non accadano più».
Tesa ad evidenziare l’azione di
rilancio del territorio intrapresa da Bartone,la solidarietà dell’ordine degli architetti
firmata dal presidente Fabio
Foti che ha espresso «solidarietà all'architetto Bartone,
un esempio sempre più da seguire nella nostra provincia
che sta dando lustro anche alla nostra categoria professionale e alla comunità». In serata un gruppo di 15 bambini ha
fatto visita al sindaco portandogli in dono una torta.
Sull’altro fronte, i due fratelli, si trovano ai domiciliari
in considerazione delle gravi
condizioni di salute in cui da
giorni versa il padre. Le accuse a loro carico rimangono di
oltraggio e violenza a pubblico ufficiale e dovranno risponderne durante il processo per direttissima che si svolgerà lunedì e in cui Bartone si
è già costituito parte civile. La
vicenda sarebbe scaturita da
un equivoco sull’assegnazione ad altri inizialmente di un
epigeo, al posto di due loculi
destinati allatumulazione dei
genitori deidue fratelli,originari del luogo, ma residenti a
Roma, tornati per il 2 novembre per stare vicino al padre
gravemente ammalato. Realtà non ignorata da Bartone
che l’ha voluto comunque rappresentare ai carabinieri.
IL CASO
Corbelli: «A rischio il centro neonatale»
CATANZARO – Il leader del movimento
Diritti Civili, Franco Corbelli, denuncia
«la gravissima e pericolosa situazione del
Centro regionale di screening neonatale
per la totale carenza di personale, il rischio che corrono i 16 mila bambini che
nascono ogni anno in Calabria e che vengono sottoposti agli esami previsti», rende noto «un accorato appello che gli è stato
rivolto dal responsabile di questa struttura, il prof. Giuseppe Parlato», e chiede al
Presidente della Regione e Commissario
alla sanità calabrese, Giuseppe Scopelliti,
un «intervento immediato per prevenire e
scongiurare danni irreversibili e possibili tragedie, per malattie non diagnosticate in tempo nei bambini. Il responsabile
del Centro regionale screening neonatale, Giuseppe Parlato, del quale mi ero già
occupato negli anni scorsi, mi ha telefonato per informarmi della drammatica e
non più sostenibile situazione in cui si
trova ed è costretto ad operare il Centro
per la assoluta carenza di personale. A
questo proposito il prof. Parlato –afferma
Corbelli – ha anche presentato una apposita denuncia alla Procura della Repubblica di Catanzaro, ma ad oggi senza alcun risultato. Il Centro screening regionale per la Calabria che ogni anno si occupa e controlla 16 mila bambini (tanti ne
nascono mediamente in Calabria) può
contare soltanto su due dirigenti Biologi
di ruolo e un addetto (precario da oltre 10
anni) alla segreteria con compiti di registrazione, stampa dei risultati, corrispondenza con i centri nascita della regione, verifica delle spedizioni. Questo personale (assolutamente insufficiente) deve assicurare la presenza e la massima efficienza del Centro regionale, tutti i giorni, 12 mesi all’anno. La paura e il terrore
del direttore del Centro e delle pochissime
persone che vi lavorano è l’errore che inevitabilmente può succedere per la totale
mancanza di personale, che può compromettere in modo irreversibile la salute e la
stessa vita di un bambino».
Si cerca di fare luce sull’attentato a Mittiga
Il sindaco di Bovalino
«Attendo tranquillo
l’esito delle indagini»
di DOMENICO AGOSTINI
BOVALINO - «Sono tranquillo, ha detto il sindaco
Mittiga perché ho l'animo
sereno. Ho messo in discussione le mie posizioni
all'interno della società:
scuola, famiglia e politica
amministrativa, e mi sento l'anima in pace. Quello
che si può fare per il bene
comune è stato fatto e si
continua a farlo con dignità e trasparenza. Certo,
nella vita anche un gesto o
una parola possono essere
fraintesi ma non credo che
si possa giungere a tanto.
Ho messo a disposizione
degli inquirenti la mia
persona e offerto la mia
piena collaborazione perché venga fatta chiarezza
sulla questione che dal
punto di vista umano mi
ha turbato ma in coscienza debbo dire che sono sereno e in giornata sono andato, come sempre, nel
mio appezzamento di terreno per verificare i lavori
di raccolta delle olive. Ringrazio Sua Eccellenza il
Prefetto Varratta, il Questore dott. Carmelo Casabona, il Presidente della
Provincia Giuseppe Raffa
i consiglieri comunali di
Bovalino e tutti quelli che
hanno telefonato o fatto
pervenire messaggi di affetto, amicizia e solidarietà».
Per quanto riguarda le
indagini, il Dirigente capo
del Commissariato di Polizia di Bovalino Giovanni
Arcidiacono ed il suo team
investigativo, sono impegnati a dare un nome all'esecutore dell'atto intimidatorio ai danni del sindaco Mittiga consumato la
notte del 3 novembre che
ha dato fuoco a materassi e
coperte al primo piano della sua casa rurale situata
nel fondo valle della contrada “Biviera”. Sul fatto
doloso non ci sono più
dubbi anche perché chi ha
provveduto materialmente ad appiccare il fuoco lo
ha fatto con la consapevolezza di non provocare un
Tommaso Mittiga
vero e proprio incendio. I
materassi ed i cuscini, infatti, sono stati ammassati al centro di ciascuna
stanza da letto e le finestre
non sono state aperte. Una
circostanza questa che
spiegherebbe la volontà di
non causare molti danni
all'abitazione. Del resto, se
avessero voluto agire con
più spirito distruttivo,
non sarebbe stato difficile
dare alle fiamme i mobili
che insistono nella cucina
al piano terra. Di questo
gli investigatori sono certi anche perché chi ha preparato l'atto criminoso ha
operato in tutta tranquillità, nonostante all'esterno ci fosse una grossa lampada che illumina l'incrocio a fondo valle.
Chi è penetrato nell'abitazione non ha avuto bisogno di scavalcare il cancello bensì si è servito di un
“ingresso” dalla lunga recinzione che insiste per
circa duecento metri lungo la stradella oppure dalla parte opposto del podere. Comunque non dalla
strada principale e non in
prossimità della plafoniera. Un atto intimidatorio
che provoca tensione all'interno del consiglio comunale anche se tutti,
maggioranza ed opposizione, hanno dato solidarietà al sindaco, condannando la vile aggressione
al sindaco ed a tutta la città.
Consegnato un blocco di lavori: riguarda due snodi cruciali. A Rosarno ci sarà la rampa verso il porto di Gioia Tauro
A3, per la terza volta si mette mano al tratto Lametino
di ANDREA GUALTIERI
Code per
i lavori
su un tratto
dell’autostrada
Salerno-Reggio
PER la terza volta si prova a
mettere mano al tratto lametino della Salerno-Reggio
Calabria. L’Anas ha reso infatti noto di aver consegnato
i lavori per l’ammodernamento di due tratti dell’A3.
Uno è quello relativo allo
svincolo di Rosarno. E quando i lavori saranno ultimati
dovrebbe risultare migliorato il collegamento dell’autostrada con il Porto di Gioia
Tauro e con la strada di grande comunicazione Jonio-Tirreno, che collega la
piana di Gioia Tauro a Marina di Gioiosa
Jonica e che si sviluppa a partire dall’attuale svincolo autostradale. L’intervento, che comprende anche la realizzazione delle rampe di collegamento con la città di Rosarno, secondo quanto assicurano i vertici dell’Anas sarà completato nei
primi mesi del 2013. «Il 23 luglio 2010 –
ha affermato il presidente del consiglio
di amministrazione di Anas, Pietro
Ciucci – l'appalto è stato oggetto di una
prima aggiudicazione e, dopo un lungo
contenzioso, è stato finalmente possibile
aggiudicare i lavori all’associazione
temporanea di imprese Futura-Comeba.
L’importo complessivo dei lavori ammonta a oltre 9 milioni di euro».
Ma è il secondo lotto, quello di undici
chilometri che si trova tutto nella provincia di Catanzaro tra lo svincolo di Lamezia Terme e il ponte sul torrente Randace, ad attirare l’attenzione visti i precedenti fallimenti e le inchieste sui tentativi di ingerenza della ’ndrangheta. È infatti la terza volta che si prova a mettere
mano al tratto autostradale che comprende lo svincolo di Lamezia e si snoda a
sud, verso Pizzo. Attualmente, quella
porzione di strada presenta un’immagine desolante, con la carreggiata nord abbandonata e coperta dalle erbacce e quel-
la sud lungo la quale transitano i veicoli
a doppio senso di marcia sulle due corsie,
in un viaggio che scorre in parallelo di
fianco a un cantiere fermo ormai da un
decennio.Èlo stessoCiucciaricostruire
le date della vicenda. «L'appalto –ha spiegato il numero uno dell’Anas –è stato oggetto di una prima rescissione contrattuale l’8 gennaio
2002 ed è stato riprogettato
successivamente e riaffidato. Purtroppo il 18 gennaio
2008 l’appalto è stato oggetto di una nuova rescissione
contrattuale a causa di gravi
inadempienze della seconda
impresa affidataria. Con la
nuova aggiudicazione dello scorso mese
di ottobre i lavori, che sono stati affidati
all’associazione temporanea di imprese
Carena spae Sposatocostruzioni srl,potranno finalmente riprendere».
Sono compresi nell’intervento la costruzione del viadotto Amato lungo 164
metri, del viadotto Turrina di 64 metri e
di altre opere minori, oltre a un importante intervento di riqualificazione delle
opereidrauliche chesi inseriscononella
piana lametina. Soprattutto, però, con
questi lavori che avranno un costo complessivo di oltre 96 milioni di euro, si
metterà mano allo svincolo
di Lamezia Terme, snodo delicatissimo perché collega
l’arteria autostradale con
l’aeroporto e la superstrada
che porta alla città di Catanzaro. Un ganglio vitale che in
caso di intoppi rischierebbe
di paralizzare un’area cruciale della regione. «Sarà
completato nel novembre del 2013» assicura Ciucci, che riferendosi anche all’altro snodo di Rosarno afferma che «la
consegna di questi lavori è un ulteriore
passo avanti nel completamento della
costruzione della nuova autostrada Salerno-Reggio Calabria».
Nel Catanzarese
già due ditte
hanno rescisso
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12 Calabria
24 ore
Domenica 6 novembre 2011
“Pecunia non olet”. Sei gli indagati tra imprenditori e vertici dell’ufficio del commissario
Dopo i conti tolti sigilli a società
La Procura sblocca alcune aziende: escluse Enertech, Magazzini e Gavioli spa
di TERESA ALOI
CATANZARO - A settembre
scorso, il dissequestrodi alcuni conti correnti e ora, a distanza di oltre un mese quello
relativo a gran parte delle società sequestrate nell'agosto
scorso nell'ambitodell'inchiesta “Pecunia non olet”che ruota attorno ad un giro di evasione fiscale che sarebbe stato
messo in atto da alcuni imprenditori che operano nel
settore dello smaltimento dei
rifiuti.
Il provvedimento di dissequestro, emesso dal sostituto
procuratore Carlo Villani riguarda tutte le aziende ad
esclusione della società Enertech, che gestisce la discarica
inlocalitàAlli diCatanzaro;la
“Magazzini generali” e la “Gavioli spa”.
La decisione di sbloccare alcune somme a società intestate a Stefano Gavioli (i sigilli sono stati tolti dai conti correnti
intestati alla “Vezzani spa”, alla “Team spa”, alla “Enerambiente spa”, alla “Slia spa”, alla
“Sirma spa”, alla “Sir spa” ed
alla “Enertech spa”), l'imprenditore veneziano indagato insieme agli imprenditori
Loris Zerbin e Giovanni Faggiano, l'assessore all'Ambiente della Regione Calabria
Francesco Pugliano, nella
sua qualità di ex sub commissario per l'emergenza, il commissario per l'emergenza ambientale, Graziano Melandri,
ed un funzionario dell'ufficio
regionale, Domenico Richichi, era stata adottata in accoglimento parziale di una
istanza presentata dai legali
di Gavioli e alla luce della considerazione delle dimissioni
presentate dall'imprenditore
veneziano da ogni carica rivestita in seno alle stesse società.
Un provvedimento adottato
dalla Procura catanzarese dopo l'autorizzazione ad effettuare tutti i pagamenti necessari per il funzionamento dell'impianto di smaltimento dei
rifiuti di Alli (in particolare
era stato dato l'ok al pagamento di stipendi, utenze e di tutte
Ma l’ente di governo esclude un intervento in deroga
Traversa contro Melandri
«Alli chiusa per un atto»
di SAVERIO PUCCIO
La discarica di Alli a Catanzaro
quelle spese necessarie al regolare funzionamento della
discarica). Subito dopo, era il
28 settembre, i giudici del tribunale del Riesame avevano
respinto i ricorsi presentati
dai legali degli indagati che
avevano chiesto la revoca del
provvedimento di sequestro
di tutti i beni per un valore
complessivo di oltre 90 milioni di euro ancora posti sotto
sequestro dai militari della
Guardia di finanza. In sostanza i giudici avevano “sposato”
la tesi del pm che aveva sostenuto con forza la bontà dell'impianto accusatorio nonché la solidità degli elementi a
carico degli indagati.
Stando all'accusa i tre imprenditori avrebbero evaso il
fisco con un sistema di società
costituite come delle scatole
cinesi, e nonostante i debiti
con l'erario sarebbero riusciti
a percepire i fondi dall'ufficio
del commissario per l'emergenza ambientale in Calabria.
Secondo le risultanze investigative che, hanno portato
al sequestro di beni per 90 milionidi euroi treimprenditori
Iniziativa il prossimo 12 novembre
Rifiuti, “Mo’ basta”
Crotone scende
ancora in piazza
so simbolico scelto per ragdi GIULIA TASSONE
giungere piazza della ResiCROTONE - Scende in piaz- stenza dalla discarica di fariza la rete di difesa del territo- na di Trappeto. Lì, di fronte
rio Franco Nisticò il prossi- al palazzo comunale, si susmo 12 novembre. Per scrive- seguiranno gli interventi
re fine al commissariamen- dei partecipanti. L'iniziativa
to del ciclo rifiuti in Cala- è stata presentata in conferenza stampa iebria. E per rivenri mattina, presdicare una geso la sede dell'asstione pubblica e
sociazione. Porpartecipata dello
tavoce delle mostesso. Contro le
tivazioni che vi
politiche di intesono alla base Firesse delle multilippo Sestito, che
nazionali e la
in
un'attenta
proliferazione
analisi dei 14 andelle ecomafie.
ni di commissaDa tutta la regioriamento dei rine sono già state
fiuti in Calabria
confermate
le
ne ha denunciaadesioni di movito "lo sperpero di
menti e associadenaro pubblico,
zioni attive nelle Il sindaco Vallone
l'inadeguatezza
varie realtà a difesa dell'ambiente. Anche al- del modello basato solo dicuni sindaci della provincia, scariche e inceneritori, la
tra cui Peppino Vallone del stretta dipendenza della ficapoluogo, hanno risposto gura del commissario alla
al'appello. La manifestazio- politica e ad ad interessi di
ne rientra nella campagna parte, che ne trasformano il
di mobilitazione "Mo basta" profilo in una sorta di prelanciata dalla rete in occa- stanome del potere in carisione dei referendum sul- ca". Il corteo partirà alle 10 e
l'acqua e il nucleare. Lo slo- 30 e coinvolgerà anche gli
gan campeggerà nel percor- studenti delle scuole.
avrebbero ceduto i rami di
azienda ed i crediti vantati da
alcune loro società a nuove
aziende sempre riconducibili
a loro per la gestione di impianti di smaltimento in varie
città italiane fino a costituire,
nel 2010 la società Enertech.
Un meccanismo che, a leggere
le carte, permetteva di evadere
sistematicamente l'imposizione tributaria e, successivamente, ad eludere le pretese
erariali mediante la sottrazione fraudolenta delle partite attive patrimoniali della società
debitrice, destinata così ad un
inevitabile procedura fallimentare. «Sottrazione fraudolenta di beni e denaro al pagamento delle imposte» la
contestazione mossa a vario
titolo ai sei indagati e lunghissimo l'elenco dei beni oggetto
del provvedimento di sequestro preventivo tra cui mezzi
ed attrezzature delle società, e
vari mobili ed immobili, compresi beni personali di Gavioli
come la villa a Cortina D'Ampezzo del valore di non meno
di 10 milioni, una barca a vela
da diporto, auto di pregio.
CATANZARO - C'è un'emergenza irrisolta, che dura ormai da mesi e che rischia di
degenerare definitivamente. E ci sono da un lato le scelte degli enti coinvolti, e dall'altro l'attesaper l'evolversi
delle vicende giudiziarie
che ruotano intorno alla discarica di Alli. In questo
contesto, il sindaco di Catanzaro, Michele Traversa,
ha lanciato l'ennesimo allarme, passando il cerino acceso in mano all'Ufficio del
commissario per l'emergenza rifiuti. «L'impianto di
trattamento di Alli - ha scritto Traversa in una nota - è
ora in condizione di smaltire
100 tonnellate di rifiuti al
giorno. Ci era stato assicurato dal commissario, generale Melandri, che entro la
fine di questa settimana sarebbe stato possibile conferire i rifiuti raccolti in città.
Invece dobbiamo registrare
un dietrofront da parte dell'Ufficio, che non ha rilasciato le autorizzazioni necessarie per fare ripartire l'attività
dell'impianto».
Ma
dall’Ufficio del commissario trapela una posizione
più complessa, secondo la
quale un atto in deroga non
sarebbe possibile, con Alli
che non è in grado nemmeno di effettuare il monitoraggio radioattivo sui rifiuti.
Il primo cittadino, dal
canto suo, interviene mentre l'intera provincia di Catanzaro è ancora dirottata
tra le discariche di Pianopoli
e Lamezia Terme, con lunghe file, nessuna corsia pre-
Il sindaco Michele Traversa
ferenziale, costi esorbitanti
per i trasporti e disagi nella
raccolta. Ed ancora, due incognite rispetto a queste
due discariche: a Pianopoli
c'è l'incubo maltempo, con la
pioggia che potrebbe portare alla chiusura; a Lamezia
Terme c'è la consapevolezza
che la struttura è al limite
della capienza. Per questo,
Traversa rilancia, chiedendo l'intervento del presidente Giuseppe Scopelliti: «Non
possiamo accettare che, a
causa di intoppi di natura
burocratica, la città venga
lasciata in una situazione di
autentica emergenza ambientale. Molte strade sono
piene di rifiuti, e nei prossimi giorni la situazione è destinata a peggiorare notevolmente. Si tratta peraltro incalza - di una situazione
rispetto alla quale l'Amministrazione comunale non
ha competenza, eppure stiamo collaborando in maniera
assidua con il custode giudiziario».
Scoperto su un marciapiede a Cosenza
Ordigno artigianale
trovato in centro
Proprio il custode, afferma ancora Traversa, «ha
chiesto all'Ufficio del commissario le autorizzazioni
per la riapertura dell'impianto per i rifiuti solidi urbani per 100 tonnellate al
giorno e per il trasporto a
smaltimento del sovvallo
che deve essere garantito
nel quantitativo di 80 tonnellate al giorno. Grazie anche all'interventodel prefetto Reppucci è stato risolto il
problema dello smaltimento del percolato, con lo svuotamento di una vasca di raccolta, e soprattutto è stata ripristinata la possibilità di
far conferire rifiuti con il
completo svuotamento della fossa di accumulo».
Ed allora cosa serve? Secondo il primo cittadino «è
sufficiente, per far ripartire
l'impianto, ottenere l'autorizzazione integrata ambientale (Aia) da parte dell'assessorato regionale all'Ambiente o un'apposita ordinanza da parte del commissario». Per il sindaco:
«L'avvio dell'attività dell'impianto si fa ancora più urgente, in vista del prossimo
fermo tecnico legato alla verifica, prevista per il 10 novembre, dello stato di consistenza al fine della rescissione del contratto con Enertech, il che comporterà inevitabilmente nuovi disagi.
Per questo non siamo più disposti a pazientare, ma pretendiamo un intervento immediato da parte dell'Ufficio
del commissario e del Governo regionale - conclude Traversa - anche per il problema
dell'avvio dei lavori di ampliamento della discarica».
Jonadi. Quest’oggi
Raduno
regionale
dei diaconi
permanenti
di ANTONIO MORCAVALLO
di FRANCESCO RIDOLFI
COSENZA - Un ordigno artigianale è stato scoperto ieri
mattina su un marciapiedi a
Cosenza. La bomba fatta in casa è stata rinvenuta a piazza
Europa, tra le cabine del telefono e la fermata del pullman.
Una circostanza questa, vista
anche l’assenza di attività
commerciali nelle immediate
vicinanze, che ha fatto scattare un complesso dispositivo
di controllo. Oltre alla Squadra Volante e agli investigatori della Mobile, che solitamente intervengono nei ritrovamenti dei “messaggi”
intimidatori, sono infatti accorsi sul posto gli agenti della
Digos. E questo anche perché
sarebbe del tutto esclusa la pista della criminalità organizzata. L’ordigno rivenuto a
piazza Europa, infatti, è risultato realizzato in un contenitore di latta. All’interno
della polvere utilizzata come
fertilizzate ed altamente
esplosiva, una volta mischiata col gasolio, numerosi bulloni e quattro proiettili a salve
per pistola. Il tutto collegato
con una miccia realizzata con
del cotone. Con l’esplosione
JONADI - E’ previsto per la
giornata di oggi il XII convegno regionale dei diaconi
permanenti.A darnenotizia,
il responsabile dell’ufficio comunicazioni della diocesi di
Mileto-Nicotera-Tropea, don
Gaetano Currà attraverso
una nota diffusa alla stampa.
Il convegno si terrà presso la
parrocchia diGesù Salvatore
a Vena di Ionadi ed è promosso dal Coordinamento regionale del diaconato della Conferenza episcopale calabra.
Saranno presenti«sacerdoti,
delegati diocesani, candidati
al diaconato, diaconi e le loro
spose, religiosi e laici provenienti dalle diocesi calabresi». Il tema dell’incontro è
“Diaconi educati al servizio
della vita buona del vangelo
per il bene della società calabrese: un’agenda di speranza
per il cammino del diaconato
nelle chiese di Calabria”. Sono previsti gli interventi di
donFrancesco Sicari,rettore
del seminario di Mileto, Enzo
Petrolino, responsabile del
coordinamento regionale e
don Antonino Pangallo, delegato regionale della Caritas.
L’ordigno
dell’ordigno, proprio l’inserimento dei bulloni di metallo e
dei proiettili, avrebbe allargato notevolmente il raggio
distruttivo. Il lancio degli oggetti che sarebbe scaturito
dalla deflagrazione, avrebbe
potuto procurare molti più
danni, e feriti, di un semplice
ordigno.
Sul posto, come detto, sono
accorsi Digos, Mobile e Volante della Questura di Cosenza, ma anche gli artificieri del Comando provinciale
dell’Arma. Una volta delimi-
tata l’area, grazie anche
all’intervento della Polizia
municipale, le forze dell’ordine hanno provveduto alla verifica della bomba e alla sua
rimozione in sicurezza. Sul
rinvenimento dell’ordigno
indaga ora la Squadra Mobile, coordinata dal vicequestore aggiunto Fabio Ciccimarra. Vista la fattura dell’ordigno, secondo gli investigatori, sarebbe esclusa la pista
della criminalità organizzata. Così come è esclusa la matrice estorsiva.
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Gazzetta del Sud Domenica 6 Novembre 2011
Calabria
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SANT’ONOFRIO Il gravissimo atto intimidatorio è avvenuto l’altra notte in località “Badioti” ai danni di Pietro Lopreiato. Mille le piante di circa 7 anni recise
Vasto uliveto distrutto a colpi di motosega
La coltura alimentava il progetto di speranza della cooperativa “Talità Kum” fondata da giovani e sacerdoti
Lino Fresca
Consegnati gli appalti per la nuova A3
SANT’ONOFRIO
“Raso” al suolo un uliveto di 7
anni. Mille le piante tagliate
con l’intento di “uccidere” un
progetto di speranza realizzato con grandi sacrifici dall’imprenditore agricolo Pietro Lopreiato, 45 anni, originario di
Sant’Onofrio ma residente a
San Gregorio d’Ippona, piccola centro della provincia di Vibo Valentia. Nell’iniziativa imprenditoriale coinvolta anche
la cooperativa sociale Talità
Kum che ha il compito di imbottigliare e commercializzare
l’olio extravergine prodotto
con metodo biologico.
Il gravissimo atto intimidatorio è avvenuto l’altra notte
in località “Badioti” di
Sant’Onofrio, uno dei centri a
più alta densità mafiosa della
provincia di Vibo Valentia, salito agli onori della cronaca
per fatti di sangue e intimidazioni ad imprenditori che operano nella zona.
Ad agire con estrema determinazione mani spietate che
con l’ausilio di più motoseghe
hanno “raso” al suolo l’uliveto
che rappresentava il punto di
forza dell’azienda agricola
specializzata nella produzione
di olio extravergine di alta
qualità.
Ieri mattina ad accorgersi
per primo della “strage” di ulivi lo stesso proprietario che ha
immediatamente allertato i
carabinieri del comando provinciale di Vibo Valentia i quali sono immediatamente intervenuti in località “Badioti”. I
militari dell’Arma, dopo aver
espletato i rilievi del caso, hanno prontamente avviato le indagini per risalire agli autori
della vile intimidazione che ha
“raso” al suolo un impianto
olivicolo che dava sostentamento economico ai ragazzi
della cooperativa sociale Talità Kum (Fanciulla io di dico di
alzarti), promossa, fra gli altri,
dai parroci di Stefanaconi e
San Nicola Da Crissa, don Salvatore Santaguida e don Domenico Muscari, due sacerdoti
di frontiera che vivono a stretto contatto dei giovani della
Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea.
Della piccola società, che si
prefigge di gestire direttamente anche i beni confiscati alla
‘ndrangheta, fanno parte Giovanni Pileggi (presidente),
Francesco Chiarella, Maria Teresa Galati, Stefano Mandarano e Lino Muscari.
Non è la prima volta che
l’azienda agricola di Pietro Lopreiato viene presa di mira dagli “ambasciatori” del criminalità. In passato in altri appezzamenti di terreno di sua proprietà sono stati tagliati altre
migliaia di piante. Anche in
quell’occasione
il
danno
Tra Rosarno e Lamezia
l’Anas dà il via a lavori
per 105 milioni di euro
REGGIO CALABRIA . Sull'auto-
Le piante d’ulivo recise nel terreno di località Badioti di proprietà dell’imprenditore agricolo Pietro Lopreiato
In sintesi
Sulla grave intimidazione sono in corso indagini da parte dei carabinieri
all’azienda è stato ingente.
L’impianto preso di mira l’altra
notte è di circa 3 ettari. Complessivamente supera i 50mila
metri quadrati. Non è la prima
volta che la criminalità organizzata colpisce così duramente il territorio di Sant’Onofrio,
tra i più martoriati della proDon Domenico
Muscari
parroco
di San Nicola
da Crissa
Don Salvatore
Santaguida
parroco
di Stefanaconi
sede della Coop.
vincia di Vibo Valentia. In altre
situazioni, per affermare la
legge del più forte, le cosche
hanno usato bombe e benzina,
armi, purtroppo, che sono in
grado di piegare anche il più
coraggioso degli imprenditori.
Il
taglio
dell’uliveto
all’azienda agricola Lopreiato,
ha suscitato grande clamore
nella comunità ecclesiale vibonese, perchè è direttamente
coinvolta una cooperativa sociale in cui sono inseriti direttamente due sacerdoti di coraggio che conoscono bisogni
e aspettative dei giovani. «La
cooperativa – si legge nel suo
statuto – nasce dall’incrocio
dei cammini spirituali e di vita
di un gruppo di giovani del
territorio vibonese che hanno
deciso di mettere a frutto le
proprie personali esperienze e
risorse formative, intellettuali
e di fede, qui e non altrove. Un
incontro che ha generato subito dinamismo, azione e che
chiede risposte ai troppi interrogativi scaturiti dall’analisi
della realtà in cui si vive, dai
problemi del territorio alle
possibili vie d’uscita».
Immediata la reazione di
don Domenico Muscari, tra i
promotori dell’iniziativa il
quale ha detto che quanto accaduto è un fatto gravissimo.
«A caldo posso soltanto dire
che sono molto dispiaciuto.
Certamente andremo avanti
con il nostro progetto. Dobbiamo capire se si voleva colpire
la nostra cooperativa sociale»
Raso al suolo l’altra notte
in località “Badioti” di
Sant’Onofrio, piccolo
centro alle porte di Vibo
Valentia, un uliveto di
sette anni in piena produzione. L’impianto di
olivicoltura, di proprietà
dell’imprenditore agricolo Pietro Lopreiato, 45
anni, originario di
Sant’Onofrio ma residente a San Gregorio d’Ippona, dava sostentamento economico anche a diversi giovani della cooperativa sociale Talità
Kum fondata, tra gli altri,
dai parroci di Stefanaconi e San Nicola Da Crissa, don Salvatore Santaguida e don Domenico
Muscari.
strada A3 Salerno-Reggio Calabria sono stati consegnati
dall’Anas i lavori per la costruzione del nuovo svincolo di
Rosarno al km 383,000, in provincia di Reggio Calabria e del
lotto compreso tra lo svincolo
di Lamezia Terme (km
320,164) e il ponte sul torrente Randace (km 331,400), in
provincia di Catanzaro.
«La consegna di questi lavori – ha dichiarato l’amministratore di Anas Pietro Ciucci – è
un ulteriore passo avanti nel
completamento della costruzione della nuova autostrada
Salerno-Reggio Calabria».
Con il nuovo svincolo di Rosarno migliorerà il collegamento della nuova A3 Salerno-Reggio Calabria con il porto di Gioia Tauro e con la Strada di Grande Comunicazione
Jonio-Tirreno, che si sviluppa
proprio in prossimità del vecchio svincolo. L’intervento,
che comprende anche la realizzazione delle rampe di collegamento con il Porto di Gioia
Tauro, con la città di Rosarno e
con la Strada di Grande Comunicazione Jonio-Tirreno, sarà
completato nei primi mesi del
2013. «Il 23 luglio 2010 – ha
continuato Ciucci – l’appalto è
stato oggetto di una prima aggiudicazione e, dopo un lungo
contenzioso, è stato finalmente possibile aggiudicare i lavori all’associazione temporanea
di imprese Futura-Comeba.
L’importo complessivo dei lavori ammonta a oltre nove milioni.
La seconda consegna interessa la costruzione di 11 km di
nuova autostrada tra lo svincolo di Lamezia Terme e il ponte
sul torrente Randace. L’intervento, che comprende anche il
completamento dello svincolo
di Lamezia Terme, collegamento fondamentale per raggiungere l’aeroporto e il capoluogo Catanzaro, sarà completato nel novembre del 2013.
«L’appalto – ha spiegato
Ciucci – è stato oggetto di una
prima rescissione contrattuale
l’8 gennaio 2002 ed è stato riprogettato successivamente e
riaffidato. Purtroppo il 18 gennaio 2008 l’appalto è stato oggetto di una nuova rescissione
contrattuale a causa di gravi
inadempienze della seconda
impresa affidataria. Con la
nuova aggiudicazione dello
Piero Ciucci,
amministratore
delegato
dell’Anas, ha
dato l’annuncio
scorso mese di ottobre i lavori
che sono stati affidati all’associazione temporanea di imprese Carena S.p.A. e Sposato costruzioni S.r.l., potranno finalmente riprendere».
Sono compresi nell’intervento la costruzione del viadotto Amato lungo 164 metri,
del viadotto Turrina di 64 metri e di altre opere minori nonchè un importante intervento
di riqualificazione delle opere
idrauliche che si inseriscono
nella Piana di Lamezia Terme.
L’importo complessivo dei lavori ammonta a oltre 96 milioni di euro.(p.g.)
Sulla gravissima intimidazione, che ha provocato danni ingenti, indagano i carabinieri del comando provinciale di Vibo Valentia. Non è la prima volta che l’azienda
agricola finisce nel mirino della criminalità. In
passato altre centinaia di
piante di ulivo sono state
tagliate con lo stesso metodo.
Don Muscari , tra i fondatori della cooperativa
Talità Kum, ha detto che
l’attività agricola andrà
avanti.
Lo svincolo di Lamezia sarà interessato ai lavori dell’Anas
VILLA S. G. Un 48enne preso dalla polizia
Il dott. Luigi Familiari, presidente nazionale della Sied, spiega l’importanza della prevenzione
Stava cedendo la droga
sul lungomare Cenide
Al via la campagna “un’endoscopia per la vita”
VILLA SAN GIOVANNI. Arrestato
ieri mattina Paolo Calabrò, 48 anni, accusato di detenzione ai fini
dello spaccio di sostanze stupefacenti. A far scattare le manette ai
polsi dell’australiano di nascita e
villese di residenza, gli agenti del
locale commissariato di Polizia,
diretto dal vice questore aggiunto
Gregorio Marchese. I poliziotti
hanno sorpreso Calabrò sul lungomare Cenide mentre stava cedendo della droga a un tossicodipendente del posto. L’arrestato,
su disposizione del pm di turno
della Procura di Reggio, è stato
accompagnato in Questura a Reggio in attesa del rito direttissimo.
Si tratta del secondo arresto negli
ultimi tre giorni, sempre compiuto dagli agenti del commissariato
villese, e sempre nell’ambito delle
operazioni di controllo del territorio a scopo preventivo. Un controllo importante in un posto di
transito qual è il comune in riva
allo Stretto, perché qui avviene il
passaggio della droga da e per la
Sicilia. E in città anche il livello di
allarme è davvero molto alto, soprattutto tra le giovanissime generazioni.(g.c.)
Cristina Cortese
REGGIO CALABRIA
La Sied (società italiana di endoscopia digestiva) vuole sensibilizzare i cittadini sul ruolo
dell’endoscopia nella prevenzione del cancro del tubo digerente. Da domani a sabato ci sarà la campagna promozionale,
con lo slogan un’endoscopia per la
vita significa che un’endoscopia
può davvero salvare la vita.
«L’iniziativa – spiega il presidente della Sied, prof. Luigi Familiari – nasce dalla constatazione che c’è confusione sulla prevenzione del cancro dell’appara-
to digerente: vengono effettuate tante indagini inutili con grande spreco di risorse. Ogni anno
in Italia ci sono 37.000 nuovi cancri del colon e circa 17.000 morti
della stessa patologia che potrebbero essere evitate».
– Attraverso l’endoscopia digestiva?
«È una disciplina medica che,
con l’ausilio di endoscopi, attraverso le vie naturali del corpo
umano, permette l’esplorazione
visiva di tutto il tubo digerente,
delle vie biliari e del pancreas e
permette anche di intervenire.
Per esempio, il cancro del colon
quasi sempre deriva da un poli-
Luigi Familiari
po che crescendo degenera, ma
se è diagnosticato un momento
prima, può essere escisso con
l’endoscopia, risolvendo il problema. Per fare diagnosi precoci
è previsto un programma di
screening, che è partito in tutte
le regioni del centro-nord ormai
da 4-5 anni, mentre in quelle del
Sud, compresa la nostra, è iniziato a macchia di leopardo. Il programma è rivolto a tutti i soggetti over 50 che dovrebbero effettuare una ricerca del sangue occulto nelle feci e se questo risulta positivo, l’endoscopia si rende necessaria per andare a cercare la lesione responsabile del
micro sanguinamento».
– Che prevede la campagna?
«Un opuscolo spiega in quali
casi va effettuata un’endoscopia e viene distribuito a 10.000
medici di base. L’opuscolo, redatto sulle linee guida dell’American society of gastrointestinal endoscopy, vuole essere strumento
di rapida consultazione per ricordarsi quando occorra un esame endoscopico di prevenzione
del cancro digestivo, quando vada eseguito e quando ripetuto. È
attivo un sito www.unendoscopiaperlavita.it su cui si trova l’indirizzo di tutti i centri di endoscopia censiti dalla Sied».
Gazzetta del Sud Domenica 6 Novembre 2011
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Vibo - Provincia
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SORIANO Dopo l’aggressione di cui è rimasto vittima nella giornata di venerdì
Il sindaco Bartone va avanti
«Nessuna deroga alla legalità»
Solidarietà da Regione, Sel, parrocchia e Ordine degli architetti
Lino Fresca
SORIANO
«Continuerò ad andare avanti
nel rispetto della legalità. Anche a costo di prendere altre
botte, su questo fronte, non ci
sarà alcuna deroga. Ogni decisione della giunta deve essere
alla luce del sole. Non si possono tutelare gli interessi di pochi. Chi amministra deve pensare al bene di tutti».
È quanto affermato ieri mattina il sindaco di Soriano Francesco Bartone durante l’incontro del gruppo di maggioranza
riunitosi in fretta e furia per
stigmatizzare
la
gravità
dell’episodio di violenza di cui
è stato vittima. All’incontro era
presente, fra gli altri, il presidente del consiglio comunale
Angelo Sorace il quale, a nome
di tutto il gruppo di maggioranza, ha invitato il primo cittadino a proseguire con l’entusiasmo di sempre la sua attività amministrativa. «Di fronte
alla violenza – ha sottolineato
Sorace – non si indietreggia.
Anzi si deve andare avanti con
maggiore coraggio. Il rispetto
della legalità viene prima di
ogni altra cosa».
Forte della vicinanza dei cittadini e dei suoi più stretti collaboratori, il primo cittadino,
ha ribadito il suo impegno a intensificare al sua azione amministrativa per migliorare la
qualità di vita dei sorianesi.
«Sono tanti – ha ribadito – i
progetti da realizzare. Non saranno queste cose a interrompere un progetto di cambiamento voluto dai cittadini».
Al sindaco per tutta la giornata di ieri è arrivata la solidarietà del presidente del consi-
Il consigliere provinciale Barbara Citton e Fabio Foti hanno
espresso piena e incondizionata solidarietà a nome di Sel e
dell’Ordine provinciale degli architetti al sindaco Francesco
Bartone (foto in alto)
SORIANO Scatta denuncia per quattro minori tra i 14 e i 16 anni
Sasso contro l’auto dei Carabinieri
«Volevamo far colpo sulle ragazze»
SORIANO. Sono stati quattro ragazzi, tutti minorenni, a lanciare il sasso contro l’auto dei Carabinieri. A queste conclusioni sono giunte le indagini, chiuse a
tempo di record, condotte dagli
stessi militari della Compagnia
di Serra San Bruno. I ragazzi
hanno un’età compresa tra i 14 e
i 16 anni e con il gesto, secondo
quanto hanno riferito dopo
l’identificazione ai Carabinieri,
speravano di acquistare maggiore considerazione tra i coetanei e, in particolare, tra le ragazze del paese.
La motivazione pare agghiacciante, anche perché hanno
messo realmente a rischio l’incolumità dei militari che stava-
no eseguendo il loro lavoro per
garantire a tutti i cittadini di poter vivere in maniera serena il
ponte di Ognissanti.
L’episodio si è infatti verificato la sera del primo novembre.
La gazzella dei Carabinieri era
ferma nei pressi del vecchio carcere quando è stata colpita
all’altezza del cofano anteriore.
I militari erano da poco scesi dal
mezzo e hanno udito in modo
distinto il sasso infrangersi sulla
vettura.
Secondo la ricostruzione effettuata dai Carabinieri, i quattro ragazzi erano nel centro di
Soriano, seduti su una panchina, quando, forse vinti dalla
noia, hanno notato la gazzella
Pronta risposta dei Carabinieri
glio regionale Francesco Talarico, del consigliere provinciale Barbara Citton (SeL) e del
parroco di Soriano, don Pino
Sergi. Quest’ultimo gli ha assicurato la preghiera di tutta la
comunità ecclesiale che si è
detta molto preoccupata per
quanto accaduto.
Attestati di stima e di vicinanza al sindaco Bartone sono
stati espressa anche dal presidente dell’ordine degli architetti Fabio Foti il quale ha affermato. «L’architetto Bartone
sta diventando sempre più un
esempio da seguire nella nostra provincia connotando la
sua esperienza amministrativa
con atti i grandi valore politico
all’insegna del rispetto delle
regole democratiche e della
valorizzazione del patrimonio
artistico trasformando in pochi
anni Soriano in città giardino e
città d’arte meta ormai di flussi
importanti di turismo culturale. L’attività – ha continuato –
portata avanti con amore e
passione dal sindaco Bartone
in questi anni a Soriano, puntando anche sulla valorizzazione del paesaggio e sulla ricerca della qualità dell’architettura, sono la dimostrazione
concreta che una nuova generazione di amministratori si
sta imponendo e che un altro
modello fi sviluppo per il nostro territorio è possibile. Al
primo cittadino – ha concluso
– che sta dando lustro alla nostra categoria professionale e
alla nostra comunità va il nostro affetto e il nostro sostegno
affinchè continui con la sua
esperienza nella direzione intrapresa nel’interesse dei sortianesi e della provincia di Vibo Valentia».
impegnata nel servizio di pattuglia. A quel punto, hanno preso
una pietra del peso di circa un
chilogrammo, e si sono appostati su uno slargo collocato in posizione sopraelevata rispetto alla strada. Uno dei quattro ha
quindi lanciato il sasso che è
piombato sull’auto dall’altezza
di circa venti metri. I Carabinieri sono rimasti illesi e, nonostante il grande spavento, hanno subito iniziato le indagini per
identificare il quartetto. L’auto è
rimasta danneggiata nella parte
anteriore. Le conseguenze per i
militari potevano essere ben più
gravi qualora l’impatto del sasso
fosse stato sul parabrezza.
Ora i quattro ragazzi sono
stati identificati e denunciati alla Procura dei minori con l’accusa di danneggiamento aggravato. Le famiglie di alcuni dei ragazzi, secondo quanto reso noto
dai Carabinieri, sono ritenute
vicine ad ambienti della ‘ndrangheta. In breve
TROPEA
VALLELONGA
SAN NICOLA DA CRISSA
SORIANELLO
Quattro studenti
sorpresi a rubare
Festa di San Martino
in piazza Monserrato
Omaggio ai Caduti
della guerra 1915-18
Minoranza al lavoro
in condizioni difficili
Quattro studenti, di età
compresa tra i 12 e i 14
anni, sono stati denunciati
alla Procura dei minori di
Catanzaro con l’accusa di
furto. Avevano preso di mira – secondo quanto accertato dai Carabinieri – le attrezzature da pesca sulle
barche ancorate nel porto di
Tropea. A sorprenderli sono
stati i Carabinieri della
Compagnia di Tropea, diretti dal capitano Francesco Di
Pinto durante una perlustrazione sulle banchine del
porto.
Venerdì spazio alla festa di
San Martino, organizzata
dalla Pro loco di cui è presidente Patrizia Campisi. Le
manifestazioni avranno inizio alle 15 e avranno come
teatro piazza Monserrato. Il
sindaco, Abdon Servello, ha
disposto la chiusura al traffico della piazza (nella parte compresa tra viale dei
Mille e via Cesare Battisti) e
il divieto di sosta sino al
termine dei festeggiamenti.
Il traffico veicolare sarà deviato su via Roma e su largo
dei Monaci.
Una lapide, che sarà collocata sul muro del vecchio
cimitero, renderà omaggio a
quanti, partiti da San Nicola
da Crissa, sono caduti nei
combattimenti della Prima
guerra mondiale. L’iniziativa è stata varata dall’amministrazione del sindaco
Pasquale Fera, in occasione
dei 150 anni dell’Unità
d’Italia. La lapide sarà realizzata in marmo di Carrara
e recherà incisi nomi dei 54
Caduti. Per questo intervento, l’amministrazione ha
stanziato 7500 euro.
Il consigliere di minoranza
Teresa Alessandria denuncia ancora una volta le difficoltà nell’espletare il proprio mandato. «Mi è stata
tolta – ah dichiarato – la
possibilità di sedermi negli
uffici comunali quando mi
reco per visionare gli atti
che ritengo utili e necessari
all’espletamento del mio
mandato». Anche per questo motivo il consigliere
Alessandria, cui nei giorni
scorsi è stata bruciata l’auto, ha rifiutato la solidarietà
manifestatagli dal sindaco.
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