IL MONDO
CAPOVOLTO
Inculturare il messaggio evangelico
Teologia Africana a servizio della Missione
Riconciliazione come strategia pastorale
di Giulio ALBANESE
C
ome ricorderanno certamente i lettori del nostro mensile diocesano,
nell’ottobre dello scorso anno si è svolta a Roma la Seconda Assemblea Speciale
per l’Africa del Sinodo dei
Vescovi. In quella circostanza,
abbiamo avuto modo di conoscere e apprezzare la grande vitalità della Chiesa Africana. E mentre siamo in attesa
della pubblicazione, da parte
di Benedetto XVI, dell’Esortazione Apostolica che illustrerà i risultati del discernimento sinodale, è utile riflettere sul cammino che la
teologia africana ha compiuto in questi anni. Stiamo parlando di una realtà relativamente giovane se si
prescinde dal contributo impresso nei primi secoli del Cristianesimo da personaggi del
calibro di Agostino, Cipriano
o Tertualliano. Stando ai resoconti pubblicati dalle riviste
missionarie italiane, il primo
dibattito pubblico sulla
possibilità di una vera e
propria inculturazione del
messaggio evangelico in
Africa si svolse a Kinshasa
(ex Congo Belga) nel 1960
presso la Facoltà teologica
dell’allora Università di Lovanium. Fu una sorta di primigenia ispiratio che nasceva
dall’esigenza di africanizzare le Chiese locali dopo
secoli di colonialismo.
Un’istanza di cui si fece portavoce l’allora monsignor Joseph-Albert Malula, padre
conciliare al Vaticano II, creato poi cardinale da Paolo VI
nel 1969. Un segno evidente
che la teologia africana partiva col piede giusto grazie all’empatia tra un vescovo illuminato come Malula e gli
agenti pastorali, soprattutto
laici. Si trattò dell’inizio di un
cammino che, da allora, si è
aperto, gradualmente, ai temi della ministerialità, della
liberazione e dell’ecumenismo. E mentre oggi in Europa il tentativo dei teologi è
quello di ridare un senso
comprensibile alla nozione di
cristianesimo come religio vera puntando ugualmente sull’ortoprassia e sull’ortodossia,
in Africa l’istanza viene
espressa in termini meno teoretici ma pregnanti. Come rileva padre Francesco Pierli,
ex superiore generale dei
missionari comboniani, se la
chiesa vuole essere un credibile agente di cambiamento nella società contemporanea deve saper
offrire una migliore comprensione del rapporto
che esiste tra il mistero di
Dio, il male e la responsabilità umana. In effetti il rischio di un sincretismo religioso tra elementi biblici e
aspetti delle religioni tradizionali (animismo) è sempre
in agguato, come peraltro riferito nell’aula sinodale dove
si sono uditi riferimenti al
fatto che molti africani partecipano alla messa il mattino
per poi recarsi nel pomeriggio dall’uomo del sacro tradizionale. Se da una parte non
c’è motivo di scandalizzarsi,
dall’altra la sfida esige gran-
de vigilanza. A questo riguardo, in molti circoli teologici si
avverte il bisogno istintivo di coniugare Spirito e
Vita, resistendo al tremendo
mistero del male, con la grazia di Dio e un impegno fattivo, accettando le proprie responsabilità. Non sorprende
pertanto che nelle 57 Propositiones del recente Sinodo
Africano, accanto a precise
analisi sociali, denunce profetiche e proposte concrete di
natura economica e politica,
la parola preghiera ricorra
ben 14 volte. Oggi in un’istituzione cattolica prestigiosa
quale l’Istituto di Social Ministry del Tangaza College di
Nairobi si tende sempre più a
fare dell’analisi sociale un
aspetto costitutivo della riflessione teologica, mirando
a una vera inculturazione anche della dottrina sociale della chiesa. Occorre prendere
atto che l’attuale congiuntura economica ha penalizzato
non poco le chiese locali africane e gli stessi teologi. E cosa dire di coloro che vivono
in aree di crisi dove la conflittualità ha seminato morte e
distruzione? Non è un caso se
uno dei temi più richiesti dagli studenti africani presenti
negli “atenei teologici” romani per le loro tesi sia la riconciliazione, intesa proprio come strategia “pastorale” della Chiesa in
Paesi lacerati dalla guerra
e come profezia e speranza
per quei popoli. Una cosa è
certa: come scrive Antoine
Babe dell’École théologique
Saint Cyprien di Yaoundé: È
tempo che i teologi africani
abbiano l’audacia di creare
delle opere e strutture per la
trasformazione di questo
continente ferito che continua a soffrire. Intanto l’attesa di un’Africa che sia rinnovata, grazie anche all’accoglienza coraggiosa della Buona Novella che salva, rimane
viva in tante comunità, sia
nelle foreste tropicali sia nei
grandi centri urbani. La liberazione, quella vera, è ancora tutta da raggiungere.
Anno XI, n. 5 - Maggio 2010
mensile della comunità Ecclesiale
N. di registrazione 276 del 7.2.2000
presso il Tribunale di Frosinone.
DIRETTORE:
Raffaele Tarice
IN REDAZIONE:
Claudia Fantini
Per inviare articoli:
Claudia Fantini Via Sanità, 22 03011
Alatri - Tel. 348.3002082
e-mail: [email protected]
RESPONSABILE DISTRIBUZIONE
Bruno Calicchia
AMMINISTRATORE
Giovanni Straccamore
HANNO COLLABORATO:
Giulio Albanese, Sabrina Atturo,
Marcello Coretti, Luigi Crescenzi,
Paolo Fiorenza, Raniero Marucci,
Daniele Rodolico,
EDITORE
Diocesi di Anagni-Alatri
FOTOCOMPOSIZIONE E STAMPA
Tipografia Editrice Frusinate srl
Frosinone
ANNO XI N.
5
APRILE 2010
Spedizione in a.p. art. 2 comma 20c legge 662/96 filiale Frosinone - Spedito il 22 Aprile 2010 - www.diocesianagnialatri.it
a l l ’ii n t e r n o . . .
Visita Pastorale
alla parrocchia
Tecchiena-Castello
Pag. 3
FOTO
NOTIZIA
7 Aprile 2010
F e s t a d i S. S i s t o
ad Alatri
Speciale
Genitori...
Missione
impossibile!
Pagg. 6-7
I giovani e il loro
progetto di vita
Pag. 9
Q
uando quarant’anni
fa il professor Leonard Kleinrock riuscì
a collegare tra loro due
computer nacque l’Arpanet, quella che doveva essere una rete di difesa dell’esercito statunitense. Ma solo nel 1991 il governo statunitense “liberò” la rete,
rendendola disponibile a
tutti. Oggi, ribattezzata Internet, quella stessa rete
collega assieme qualcosa
come 2 miliardi di computer. E quel semplice click, diciamolo con franchezza, ha
cambiato il mondo più di
qualsiasi altra rivoluzione.
Per la Chiesa questa meravigliosa invenzione tecnica
ha una connotazione positiva, anche se da sempre ne
condanna gli abusi, e come
tutti i mezzi di comunicazione sociale ne riconosce
l’importanza nella storia
dell’umanità. Internet ha rivoluzionato il commercio,
l’educazione, la politica, il
giornalismo, i rapporti internazionali e culturali… in
altre parole ha cambiato
PRIMO PIANO
La rivoluzione di Internet
PER COMUNICARE... IL VANGELO
non solo il modo in cui le
persone comunicano, ma
anche il modo in cui esse
interpretano la propria vita. È per questo che la Chiesa non può che continuare,
in questo mondo virtuale
che è il web, quello che ha
fatto instancabilmente in
questi duemila anni: comunicare… il Vangelo. Perché
non possiamo dimenticare
quello che già diceva Paolo
VI: «le recenti invenzioni
offrono all’uomo nuove
modalità di incontro con la
verità evangelica» (Communio et progressio), e che,
come ricordava Giovanni
Paolo II, «non basta, quindi,
usarli per diffondere il messaggio cristiano e il Magistero della Chiesa, ma oc-
corre integrare il messaggio
stesso in questa “nuova cultura” creata dalla comunicazione moderna» (Redemptoris missio). Certo
dobbiamo anche avere la
percezione esatta dei limiti
che la rete impone anche al
Vangelo: «Sebbene la realtà
virtuale del ciberspazio non
possa sostituire una comunità interpersonale autentica o la realtà dei Sacramenti e della Liturgia o l’annuncio diretto e immediato del
Vangelo, può completarli,
spingere le persone a vivere
più pienamente la fede e
arricchire la vita religiosa
dei fruitori» (Pontificio
Consiglio delle Comunicazioni Sociali, La Chiesa e internet). E allora bisogna es-
sere creativi, convinti che
come cristiani non possiamo permetterci di restare
lontano dalle nuove tecnologie, utilizzandone le potenzialità sempre al servizio
di Dio e dell’uomo. È con
questo spirito che anche
noi ci prepariamo a partecipare a “Testimoni digitali”,
il convegno che si terrà proprio questo mese a Roma, e
che ha già raggiunto numeri importanti: 1200 persone
provenienti dalle 227 diocesi italiane, e che si concluderà con l’incontro di papa
Benedetto XVI con 8 mila
operatori della comunicazione e della cultura delle
36 mila parrocchie italiane.
Raffaele Tarice
2
100 NOTIZIE
Anche per il 2010, l’Ufficio Diocesano Pellegrinaggi, propone, a quanti sentono di voler fare un viaggio all’insegna
della Fede, alcuni itinerari nei Santuari di Fatima, Lourdes,
Terra Santa... Alcune date:
- Fatima (Aereo)
15- 18 luglio 2010
- Lourdes (Aereo) 16-19 agosto 2010
23-27 agosto 2010
21-28 agosto 2010 (per i giovani è
- Lourdes (Nave)
prevista una quota di euro 540,00 )
- Lourdes (Treno)
22-28 agosto 2010
- Lourdes (Aereo) 7-11 ottobre 2010
- Terra Santa
27-Dicembre 2010
/3-Gennaio-2011
- Si segnala inoltre la possibilità di un pellegrinaggio a Torino nei giorni 19 e 20 aprile prossimi, in occasione dell’Ostensione della Sacra Sindone (POSTI LIMITATI).
Per i programmi e i costi dei suddetti Pellegrinaggi, e
per quelli illustrati sul catalogo 2010 dell’Opera Romana Pellegrinaggi, contattare l’ufficio ai recapiti
sotto indicati o inviando una e-mail
Per scaricare il catalogo 2010 dell’O. R. P. cliccare sul
link www.josp.com/pdf/catORP2010.pdf
- Ancora un invito: per chi fosse interessato, il 13 maggio
pv, giornata Mondiale del Pellegrino, nonché anniversario
della prima apparizione di Fatima e ricorrenza dell’attentato all’amato Papa Giovanni Paolo II, l’Opera Romana Pellegrinaggi, è lieta di invitare quanti vorranno partecipare, a
vivere una giornata di festa e di preghiera. Sede dell’evento sarà la città di Roma.
(Spese a carico dell’organizzazione).
abato 10 aprile, presso la Collegiata di
Santa Maria Maggiore in
Alatri, è stata celebrata
una santa messa in suffragio di Don Giuseppe
Capone. Gli elementi del
Perosi Ensemble, nel caro
ricordo di Don Giuseppe,
hanno esseguito musiche
di Praglia, di Miserachs,
di Perosi, di Toro, di Casciolini, di Tavoni; all’organo, David Toro. La data scelta dal Perosi Ensemble
cade, non a caso, a pochi giorni dall’anniversario della scomparsa di Giovanni
Paolo II. Dando seguito al desiderio di Don Giuseppe, il suo organo è stato
donato, infatti, alla Basilica di S. Pietro in Vaticano e si trova ora
collocato nelle grotte vaticane, come si può vedere dalla foto: il secondo
arco sulla sinistra è la tomba di Giovanni Paolo II; sulla destra c’è la tomba di
San Pietro e più a destra, ad un decina di metri, il luogo dove ebbe la sua prima sepoltura il pontefice Sisto, settimo papa, Patrono di Alatri. Al termine della celebrazione, ai presenti è stato fatto dono dei discorsi pronunciati in
occasione delle esequie e del trigesimo di Don Capone; il volumetto è a disposizione, per chi lo desideri, anche nei giorni a seguire, presso la chiesa di S.
Maria Maggiore e presso l’Antica Stamperia di Ornello Tofani”.
S
2010
ALLA CARA ELENA
PELLEGRINAGGI 2010
“Beato chi trova in Te la sua Forza e decide nel suo
cuore il santo Viaggio” (Sal 84)
Maggio
100 NOTIZIE
I
l Signore bussa e chiama i suoi figli a seguirlo. Domenica 14
marzo 2010 è venuta a mancare all’affetto dei sui cari Elena Saurini, responsabile del Gruppo di Preghiera San Pio
da Pietrelcina “Divina Misericordia” di Anagni. Da oltre un
anno segnata da una terribile e devastante malattia, continuamente ricoverata in ospedale e soggetta a terribili chemioterapie, non ha voluto però lasciare i suoi compiti e doveri
di mamma e di cristiana impegnata.
Aveva Padre Pio nel cuore, viveva intensamente questa sua
appartenenza al Santo, soprattutto in questa atroce sofferenza, sapendo pienamente e coscientemente di averlo imitato
anche sulla Via del Calvario, quella Via prediletta che ci indica
Gesù per conformarci pienamente alla sua volontà. Operatrice instancabile nella Caritas, donna di fede convinta ed animatrice di numerosi gruppi di Preghiera di San Pio, fino a raggiungere da qualche anno meritatamente la responsabilità di
un gruppo numeroso e fervente quale è appunto quello della
“Divina Misericordia” di Anagni.
È morta tra le braccia del marito Fernando, un uomo che ha
amato e condiviso pienamente Elena e che ha sperato fino all’ultimo di vederla guarita.
Il rito funebre si è svolto il 16 marzo, nella Chiesa di S. Andrea
in Anagni, presieduto dal parroco don Bruno Durante, dai sacerdoti Padre Vincenzo Galli (Coordinatore dei gruppi di San
Pio di Anagni-Alatri), don Antonio Castagnacci e padre Jack,
animatore del gruppo neocatecumeni. Una presenza massiccia di fedeli, tra i quali tutti i rappresentanti dei 22 gruppi di
San Pio presenti nella nostra Diocesi e altri della Diocesi di
Velletri-Segni, che hanno reso il giusto omaggio e ringraziamento a questa donna di grande fede. Don Pietro Bongiovanni, coordinatore regionale dei Gruppi di San Pio, impossibilitato a presenziare, ha voluto far sentire la sua calorosa
presenza con un commosso telegramma.
Un’altra anima pia che ci ha lasciato, un’altra anima pia ha
raggiunto la Pace nella vera vita. Ora la preghiamo affinché ci
assista nel nostro cammino di preparazione all’incontro definitivo con il Cristo Risorto. Grazie cara Elena, la tua preziosa
presenza sia sempre vicino a noi.
L ’A
AGENDA
MAGGIO
Sabato 1 maggio
Vallepietra, ore 10.00
APERTURA SANTUARIO
DELLA SANTISSIMA
TRINITA’
S. Messa presieduta dal
Vescovo
Giovedì 20 maggio
Fiuggi, Centro pastorale,
ore 9.00
TERZO GIOVEDI’
DEL CLERO
Rel. P. Angelo Brusco,
Camilliano
Domenica 2
Sabato 8 maggio
VISITA PASTORALE A VICO
NEL LAZIO
Sabato 22 maggio
Cattedrale, ore 21.00
VEGLIA DI PENTECOSTE
Domenica 9 - Domenica
16 maggio
VISITA PASTORALE NELLE
PARROCCHIE DI MOLE,
LAGUCCIO , S. EMIDIO E
PIGNANO (ALATRI)
Sabato 29 maggio
Santuario di Vallepietra,
ore 19.00
SOLENNITA’ DELLA SS.
TRINITA’
S. Messa presieduta dal
Vescovo
Anno XI
Numero 5
C
LA CATTEDRA
arissimo Don Renzo,
la parrocchia di
Maria SS. Regina, a
Tecchiena-Castello, conta 1475 abitanti e 450 famiglie circa. Si presenta
come una realtà viva, ben
organizzata, fatta di gente pratica, a cui difetta,
forse, un pizzico di spiritualità; anche se, da questo punto di vista, soprattutto per la presenza continua delle Suore ASC, la
situazione migliora a vista
d’occhio. Come spirito organizzativo, la gente di
Tecchiena-Castello non è
seconda a nessuno. Oltretutto la comunità ha la
fortuna di avere una chiesa parrocchiale abbastanza recente (1995) e un
buon numero di locali di
ministero pastorale, oltre
beninteso ad un’area, sia
intorno alla chiesa che
nella zona sottostante, di
discreta larghezza e di
ampio respiro.
L’identità e lo scopo della
parrocchia è quello di comunicare i beni della salvezza, cioè il Vangelo nella forma della Parola, dei
Sacramenti e del ServizioTestimonianza. Chi la guida, come Te, ha il carisma
della comunione nella corresponsabilità e dell’animazione dei carismi, suscitandoli e scoprendoli, motivandoli, incoraggiandoli,
indirizzandoli al bene e alla crescita di tutti. Mi è
sembrato, nel dialogo che
ha fatto seguito alle mie
parole, che l’esigenza di
essere indirizzati e guidati
sia molto presente nel
gruppo degli animatori. E’
fondamentale riportare al
centro della vita comunitaria la Parola. Quella che
era prima la funzione della Messa quotidiana attribuiamola ora alla Parola,
che deve essere più presente nei giorni feriali.
Inoltre, chi si sente pienamente appartenente alla
parrocchia deve diventare
DEL VESCOVO
VISITA PASTORALE
Maria SS. Regina
(Tecchiena - Castello)
24-30 gennaio 2010
un punto di riferimento accogliente, plausibile, umano insieme al parroco – per tutti coloro che si avvicinano.
Una parrocchia dal volto umano, in cui chi si avvicina sente il respiro delle sue speranze, è quello di cui abbiamo
più bisogno oggi e questo attraverso la mediazione di chi
guida e di chi lo affianca nella corresponsabilità.
Una fetta importante della Visita (due mattinate e oltre)
è stata dedicata all’incontro con i malati e anziani nelle
loro famiglie. Una visita bella, gradita e attesa, importante per le persone più preziose della comunità di Maria SS.
Regina. Tra gli incontri più sprizzanti simpatia e cordialità
metto quello con i giovani, nella serata di martedì 26 gennaio e quello con le famiglie dei ragazzi del catechismo e
le coppie di sposi che fanno un cammino interparrocchiale.
L’incontro con i giovani è stato sorprendente per il numero dei partecipanti e per la loro attenzione. E la sorpresa
non è stata solo la mia. Una sola domanda, quella sulla
scoperta della mia vocazione, mi ha dato l’occasione di
parlare della libertà e delle scelte di vita, e della grande
fortuna di far coincidere il proprio sogno con il sogno che
Dio ha su di noi. Prima della simpatica cena finale ho chiesto agli adulti presenti (Suore comprese) di essere più disponibili a pensare e inventare a favore dei giovani. Come
ho chiesto agli stessi di far presenti agli adulti le loro esigenze perché possano servirli meglio.
L’incontro con le famiglie della parrocchia e le coppie di
sposi del cammino interparrocchiale ha visto la presenza
di una settantina di persone. Dopo una breve parola di
presentazione Tua e di Suor Carmela, ho parlato della vocazione, della consacrazione e della missione dei coniugi;
della crisi della famiglia e dei compiti delle famiglie cristiane oggi; della grazia dell’educazione dei figli, carisma
tipico solo degli sposi; della fatica di trasmettere la vita,
che non consiste solo in un fatto fisico, biologico. Ho insistito molto sull’educazione alla fede nelle prime età (0-8
anni), un momento nevralgico per la struttura della personalità umana e cristiana. Nell’incontro con i ragazzi del
catechismo di Scuola Media ho parlato dell’amicizia con
Gesù come realtà che riassume tutta la vita cristiana (anche la Messa della Domenica). In quello con i ragazzi della
Scuola Elementare ho dovuto rispondere a domande non
tanto semplici: sulla vocazione personale, sulla morte di
Gesù, sulla realtà della sua risurrezione. All’inizio di tutti
e due gli incontri le catechiste avevano avuto modo di
presentare i gruppi e le loro attività.
Nel raccontare le due settimane e nel passare in rassegna
3
le varie iniziative già ho
avuto modo di fare delle
valutazioni e offrire dei
suggerimenti. Cerco di
raccoglierli nei termini che
seguono.
La formazione delle persone, dei singoli cristiani come degli animatori, è fondamentale. Come è fondamentale restituire alla Parola di Dio il primato che
merita. Mi sembra importante un incontro sulla Parola della Domenica, settimanale o quindicinale, per
gli “addetti ai lavori” di
tutte e due le parrocchie.
Come mi sembra importante proseguire il cammino di crescita degli animatori della catechesi, della
Caritas e del gruppo di famiglie a livello interparrocchiale. Caro don Renzo
Ti ringrazio, soprattutto,
per avermi accompagnato
in queste due settimane in
cui abbiamo parlato molto
e ci siamo sicuramente conosciuti di più.
Affido il Tuo lavoro, quello delle Suore e dei Tuoi
Collaboratori, l’impegno
delle Famiglie nell’educare all’intercessione di S.
Valentino, di S. Bruno e,
soprattutto, a quella di
Maria SS. Regina, vera serva del Signore che, percorrendo la via dell’obbedienza alla Parola, è diventata modello di ascolto, autentica testimone di
speranza, Signora degli
angeli e dei santi, esempio
di fede sotto la Croce.
Invoco da Lei, per Voi e
per tutti Noi, che il Vangelo diventi norma e forza
ispiratrice di ogni nostra
scelta; che il nostro servizio all’uomo e al mondo
sia il frutto di una obbedienza gioiosa, di una gratuità senza misura, di un
cuore pieno di tenerezza e
di speranza. Un abbraccio
a Te per tutti.
Anagni, 2 febbraio 2010
Festa della Presentazione del Signore
+ Lorenzo Loppa
VITA DI
4
COMUNITA
,
Maggio
2010
Furto, spaccio, corruzione, malavita organizzata
La legge del
più forte
“Educare alla Legalità”
Basta alla morale fai-da-te: è tempo di scuole di moralità
di Raniero MARUCCI
“S
e mancano chiare e
legittime regole di
convivenza, oppure
se queste non sono applicate, la forza tende a prevalere
sulla giustizia, l’arbitrio sul
diritto, con la conseguenza
che la libertà è messa a rischio fino a scomparire. La
“legalità”, ossia il rispetto e
la pratica delle leggi, costituisce perciò una condizione
fondamentale perché vi siano libertà, giustizia e pace
tra gli uomini”.
Queste parole risalgono a
quasi venti anni fa e fanno
parte del documento “Educare alla legalità” della
commissione CEI Giustizia
e Pace. Eppure suonano ancora fortemente contemporanee forse perché purtroppo da allora la situazione
non è cambiata. Del resto
ognuno di noi ha quasi certamente avuto esperienza di
illegalità. Probabilmente la
forma di illegalità che conosciamo più direttamente è
quella dei furti nelle abitazioni; le cronache dei quotidiani locali ce ne parlano
tutti i giorni tanto che oramai non fanno quasi più notizia. Purtroppo vediamo che
i reati legati al consumo e allo spaccio di droghe sono
anche loro in aumento. E poi
c’è tutto un mondo sommerso di infiltrazione della
malavita organizzata nei
settori economico-finanziari, nel riciclaggio del denaro sporco, nell’usura. Il Lazio, e la nostra provincia,
non sono più un’isola felice,
se mai lo sono stati, ma condividono oramai la sorte di
molte altre regioni d’Italia,
da sempre indicate come
preda della malavita, malavita che sembra saper approfittare anche della crisi economica per investire il proprio denaro in attività commerciali e immobiliari. Passando dal livello locale al livello nazionale forse il fenomeno più appariscente è la
prepotente ricomparsa dei
fenomeni di corruzione a
livello politico e imprenditoriale, tanto che da più
parti si tende a parlare di
nuova “Tangentopoli” a ricordo delle inchieste che circa venti anni fa portarono
all’arresto di numerosi politici e al crollo di diversi partiti,
anche se esistono profonde
differenze tra ieri e oggi. Infatti, il sociologo De Rita in
una recente intervista ad
“Avvenire” rileva che mentre all’epoca della prima Tangentopoli i soldi raccolti illegalmente servivano soprattutto per mantenere gli apparati di partito oggi sembra
non esserci alcun obiettivo
politico dietro la corruzione
ma solamente un interesse
personale. Con lui sembra
concordare anche l’ex ministro Pisanu che sul “Corriere
della Sera” parla di “interesse privato e arricchimento
personale”. Sta venendo meno il concetto di bene comune a spese dell’interesse personale. De Rita parla di morale fai-da-te e di soggettivizzazione esasperata dei
comportamenti. Tante persone ritengono soggettive le
norme morali e quelle giuridiche. Così non c’è più re-
gola, ma solo un giudizio
personale (e spesso di comodo) sulla regola soprattutto in assenza di modelli di
comportamento e di “scuole
di moralità” come possono
esserlo stati in passato, pur
con tutti i loro limiti, i partiti
e altre associazioni. Ridiventare scuole di moralità, di
partecipazione, di impegno, di ricerca del bene
comune dovrebbe essere
una caratteristica delle
nostre parrocchie, delle
nostre associazioni, dei
movimenti per i prossimi anni; la sfida dell’emergenza
educativa dovrà passare anche attraverso percorsi di
educazione alla legalità da
progettare e realizzare magari anche insieme alle altre
realtà educative.
L’Affido allunga la vita”
Accade a Milano… ma potrebbe arrivare anche da noi
L
o slogan promozionale è pronto, la campagna - manifesti, opuscoli, passaggi radio e
tv - partirà tra qualche settimana. Adotta un anziano, l’invito del Comune di Milano. Meglio: prendilo in affido, curalo a distanza. In cambio c’è un bonus mensile in denaro, duecento euro di media per ogni famiglia «volontaria». Il meccanismo è semplice. Gli assistenti sociali individuano il bisogno, mentre gli uffici del Comune si occupano di raccogliere le domande delle famiglie. Poi scatta la fase della selezione. Colloqui,
test psicologici, un primo periodo di prova. L’«adozione» arriva solo alla fine, quando
la famiglia incontra e fa conoscenza del «suo» anziano. L’impegno non è codificato,
però è costante, quotidiano. C’è il pranzo con la famiglia «adottiva», ma ci sono soprattutto le occasioni di svago. Il parrucchiere, ma anche un cinema, un teatro. «L’anziano è per natura diffidente, non è sempre così semplice», mettono in guardia i responsabili del servizio. Questa notizia non poteva che arrivare da un grande centro urbano in cui i legami parentali si sono già sciolti o spezzati da tempo. La domanda che ci
poniamo è: quando questa misura verrà adottata anche da noi? A Milano l’affido
esiste da una decina d’anni. Oggi coinvolge non più di trenta over 80 in tutta la
città. Ora si punta a triplicare. D’altra parte gli anziani aumentano e uno su tre vive in
condizioni di solitudine. Ma chi rimane a casa e non viene ricoverato in ospizio ha un’aspettativa di vita più lunga.
Anno XI
Numero 5
VITA DI
COMUNITA
,
5
A Piglio a marzo tre giorni dell’AC per incontrare Dio
Leggeri nel
vento dello
Spirito
Esercizi spirituali
di Sabrina ATTURO
I
n una situazione di “deserto” e di “silenzio”
dagli uomini e dalle cose quella che oltre 40 persone dell’Azione Cattolica
e di altri gruppi ecclesiali
hanno vissuto il 19-20-21
marzo a Piglio, presso il
Convento di S. Lorenzo,
guidati da don Bruno Durante, con la preziosa presenza di don Giuseppe
Ghirelli, suor Debora e
Carlotta (Suore Apostoline). Persone, uomini e
donne, giovani e adulti
che in modo semplice e
fraterno hanno alimentato il loro desiderio di Dio,
desiderio di ascoltarLo,
desiderio di donarsi a Lui
sintonizzandosi sulla Parola, in cammino verso un
desiderio grande: percorrere il cammino di santità
a cui tutti, in forza del
Battesimo, siamo chiamati, perché senza desideri
nulla si muove, nulla si
crea, nulla accade! Non è
mancato nulla: lectio,
istruzioni, lodi, vespri,
adorazioni eucaristiche,
celebrazioni, meditazioni,
confessioni, accompagnamenti spirituali… per ritornare generosi ai combattimenti della vita, per
ritornare testimoni gioiosi
e credibili di Cristo nei
luoghi e sulle strade della
vita.
Saliti sul monte (Convento
San Lorenzo) per incontra-
Lo, fatta esperienza del
Suo sguardo, del Suo
Amore, delle Sue parole,
vissuta la gioia dell’incontro con l’Unico grande
Maestro di vita si è tentati
di “fare le tende” e restare con Lui sul monte, ma
la logica del Suo Amore
chiede di più, chiede il
magis, non si accontenta
della mediocrità… è un
Padre che ama e per questo non trattiene ma lancia nel mondo i suoi amati
figli con una missione specifica: portare l’Amore, la
speranza, la gioia dell’incontro con Lui OVUNQUE:
in famiglia, nel lavoro, nei
bar, nel condomino, nella
parrocchia, nella piazza
per infiammare la vita ordinaria
rendendola
“straordinaria” (questa la
santità laicale!
•••
CONTRIBUTI dei
partecipanti
“Leggeri nel vento”. Vivere è abbandonarsi, come
un gabbiano all’ebbrezza
del vento, vento dello Spirito Santo. Aiutami a farmi guidare da Te per essere tuo compagno di volo.
Elena
Grazie Signore per il dono
degli esercizi, tempo pre-
zioso per stare con Te. Roberta
Ciò che ci ha colpito in
maniera profonda è stato
capire che se apparteniamo a Dio, se ci abbandoniamo completamente alla Sua azione, se ci lasciamo guidare da Lui facendoci “rapire” dal Suo
amore formiamo con Lui
un solo spirito. Questa
consapevolezza ci ha ricaricati, siamo rientrati a casa pronti per affrontare di
nuovo la vita di tutti i
giorni. Paola e Diana
Esercizi spirituali: occasione per trovare la serenità
interiore; nel silenzio si
può ascoltare di più Dio.
Luciana
Anche quest’anno ho seguito il Signore, sono salita con Lui sulla montagna
per stare in Sua compagnia e pregare: “che bello
Signore stare qui, monterei la mia tenda accanto a
te, ma non mi chiedi questo ma di tornare a valle
carica dell’Amore che nutri per me, che mi permetti di assaporare ogni volta… grazie per l’esperienza di comunione fraterna
vissuta agli Esericizi”. Rita
Soli davanti a Dio! Noi
tutti Eliseo, don Bruno,
Elia. È stata forte la testi-
monianza di don Bruno,
parola di Dio vissuta. Il Silenzio, la compagnia di
Cristo Eucarestia ha illuminato la mia storia. Pietro
Consiglio a tutti gli esercizi spirituali perché davvero sono esperienze esclusive che arricchiscono l’anima e che danno la possibilità di stare profondamente a contatto con il Signore!!! Roberta
Gli esercizi spirituali sono
una preziosa occasione
per stare “cuore a cuore”
con Dio, offrono momenti
per entrare in se stessi e
gustare con occhi nuovi la
Parola di Dio, tutto questo amabilmente guidati e
assistiti. Può essere faticoso fare spazio in sé, lasciare tacere lo scorrere continuo di preoccupazioni e
pensieri, ma la Sua è una
voce che parla come
“brezza leggera”. A chi
come me non è mai tranquillo, ma si domanda
sempre il come, il perché
e rimugina sulla propria
inadeguatezza, queste parole sono proprio quello
che ci vuole, perciò « scegli Me, amami così come
sei, perché Io ti amo
già…non preoccuparti di
nient’altro, Io sono con
te! » Grazie! Valeria
a
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fsgòdfàùòfd
Genitori...
Missione
impossibile!
di don Marcello CORETTI
“… la comunità cristiana promuova per i genitori occasioni di incontro e di riflessione sui problemi
pedagogici, coinvolgendo persone esperte nell’ambito
educativo e valorizzando sia l’apporto dei Consultori familiari, sia l’esperienza maturata in associazioni di genitori e di famiglie. Si tratta, cioè, di mettere in atto veri e
propri itinerari formativi o “scuole” per i genitori, aiutandoli e sostenendoli con il confronto con l’esperienza
altrui, con il consiglio intelligente e competente, con
l’approfondimento specifico di alcune tematiche particolari, così che diventino sempre più capaci di dare ai figli un’educazione pienamente umana e cristiana.” (Direttorio di Pastorale familiare n. 110).
Questa indicazione autorevole del Direttorio ha trovato applicazione nell’iniziativa promossa dal nostro Consultorio familiare diocesano “Salvatore Mucaria”, attuata nella sede stessa del
Consultorio in Fiuggi, con un percorso di 10 incontri a cadenza
quindicinale, iniziato l’11 ottobre 2009 e conclusosi il 7 marzo
2010. Il percorso ha visto impegnate stabilmente 8 famiglie
con figli in età della prima infanzia e adolescenti, provenienti
da Anagni, Fiuggi, Piglio e Torre Cajetani.
Per farne un bilancio non ci è sembrata cosa migliore
che dare voce agli stessi partecipanti. Ed ecco alcune
delle loro testimonianze:
pesso capita di essere presi dallo sconforto e dal dubbio
circa la validità di quello che uno sta facendo, ma quando questo capita nel ruolo di genitori è ancora più drammatico, perché le nostre eventuali scelte errate non si riflettono solo sulle nostre persone, ma investono anche quegli esseri indifesi di cui il Signore ci ha fatto dono. Così di fronte alle reazioni di ira di uno dei nostri figli, spesso ci è capitato di chiederci
ma dove stiamo sbagliando? Ecco questa è stata una delle
principali motivazioni per cui abbiamo deciso immediatamente di partecipare al corso per genitori organizzato dalla nostra
diocesi, presso il Consultorio di Fiuggi. Il confronto con gli altri
genitori, i lavori di gruppo e soprattutto l’aiuto degli esperti
(psicologi volontari presso il Consultario) sono stati determinanti, abbiamo avuto modo di rinfrescarci le idee su alcuni
concetti che generalmente uno dà per scontati, ma che in
realtà forse omette di applicare in concreto, come le tecniche
“S
dell’ascolto o il non emettere giudizi nelle risposte. Ad esempio in casa capitava ogni mattina di dover litigare con uno dei
nostri figli perché nonostante il freddo usciva senza indossare
il cappello. Generalmente la nostra reazione era quella di obbligarlo in tal senso, con il risultato di lasciarci angustiati e lui
appena possibile si toglieva il cappello e lo nascondeva dentro
lo zaino. Proponendo questa situazione durante il corso, le
esperte ci consigliavano di provare a chiedergli i motivi e trovare una soluzione che potesse andar bene per entrambi. Effettivamente questa soluzione, che potrebbe sembrare banale, ma in realtà non lo è affatto, si è dimostrata risolutiva.
Abbiamo infatti scoperto che nostro figlio non voleva più indossare i cappelli a disposizione perché li riteneva per “bambini piccoli” e noi non avevamo minimamente inteso il problema. Non avevamo capito che dietro al suo rifiuto c’era in
realtà il problema di essere preso in giro dagli altri, e tutto si è
risolto facendogli scegliere un cappello secondo lui idoneo alla
sua età. Capita, infatti, che ciò che viene a mancare spesso in
casa, a causa della carenza di tempo a disposizione da dedicare ai figli, dopo una giornata di lavoro, è proprio il dialogo.
Noi pensiamo di conoscere i nostri figli e di sapere cosa loro
pensano anche senza che loro ce lo dicono, e questo ci porta a
commettere l’errore di non costruire un rapporto solido basato sul dialogo. Il corso è finito e, noi e le altre coppie che lo abbiamo seguito, ci auguriamo di riprendere in futuro un altro
cammino insieme.
Claudia e Gian Piero
rito di titubanza verso chi ci avrebbe aiutato in questo compito
così arduo dell’educazione dei nostri figli, ma, dopo aver ascoltato gli operatori che ci hanno guidato, abbiamo cominciato a
cercare di capire ciò che si era fatto, ciò che si doveva fare e ciò
che si poteva cambiare; tutto questo è avvenuto nella maniera
più spontanea possibile, ascoltando e confrontandoci con gli
altri genitori che, senza rendersene conto ci hanno arricchito
con le loro esperienze vissute, e, senza rendercene conto, di
domenica in domenica, si stava comunque formando un
“gruppo” nel quale ci si poteva esprimere liberamente e scaricare le ansie e le paure che ogni giorno ci accompagnano. Di
grandissimo aiuto sono stati gli operatori, psicologi, psicoterapeuti ecc. che sempre ci hanno guidato e riportato nei giusti
ranghi facendoci riscoprire il rapporto di coppia, la comunicazione e le relazioni con i nostri figli facendoci fare anche “mea
culpa” al momento giusto. Gli argomenti trattati sono stati
tanti, ma tantissimi ancora andrebbero affrontati, per il momento ci siamo fermati qui e speriamo che la nostra esperienza sia di stimolo ad altri genitori che come noi amano e temono per i propri figli, e che decidano di farsi questo bellissimo
regalo!
Enrico e Mara
Q
S
i è da poco concluso il corso per genitori “genitori missione
impossibile” e ci ritroviamo ora a fare qualche riflessione
sulle nostre sensazioni. La nostra partecipazione al corso è stata del tutto casuale, per caso mio marito ha preso in parrocchia il volantino di presentazione con tanto di orari e argomenti trattati, mi ha chiesto se mi sarebbe piaciuto partecipare, ed io, solo per non dire di no, ho accettato un po’ scettica,
perché avendo due figli, rispettivamente di 11 e 14 anni, mi
sentivo comunque tagliata fuori dal processo educativo presentato da questi incontri. Diciamo questo per far capire lo spi-
uando ci hanno detto che presso il Consultorio di Fiuggi
era stato organizzato un corso per genitori, io e mia moglie, dopo averci pensato un po’, ci siamo detti: “perché no!”.
Forse consci del fatto che non è sempre facile relazionarci con i
nostri due figli, una femminuccia di 7 anni e un maschietto di
4: due personalità e due caratteri estremamente diversi. Forse
anche la preoccupazione di non saper rispondere in modo
adeguato alle loro esigenze o, viceversa, di essere troppo lesti
e celeri nel soddisfarle. Forse, almeno per me, il timore di essere visto dai miei figli come un padre-padrone, troppo rigido, o
un padre-amico, seconda soluzione che non condivido. Ora
che questo percorso è finito, due ordini di pensieri ricorrono
nelle nostre menti: il dispiacere per la fine del corso e la speranza che l’anno prossimo venga riproposto, magari approfondendo per esempio il periodo dell’adolescenza. Il corso è stato
davvero positivo. Non avrei mai pensato che delle coppie di
genitori, conosciutesi durante gli incontri, con molta umiltà,
sotto la guida attenta delle psicologhe del consultorio, si mettessero in gioco raccontando al gruppo le proprie esperienze,
facendo trasparire emozioni vere... Confrontarsi con altri genitori è stato veramente utile. Abbiamo capito che il mestiere di
genitore non può essere insegnato da nessuno, ma qualcuno
può fornirci degli utili strumenti per affrontare le possibili situazioni critiche che potrebbero presentarsi. Pensando ai pomeriggi delle domeniche dedicate al corso (2 ore ogni 2 settimane per dieci incontri) mi viene in mente quello che mia figlia ha detto una domenica a pranzo alla zia: “Oggi andiamo
a Fiuggi ad un incontro noioso, ma per fortuna che ci sono le
ragazze che fanno divertire noi bambini e ci fanno fare tanti
lavoretti”. Quando mi è stato riferito ciò, a distanza di giorni,
ho pensato che forse per me e per i miei figli questo corso è
stato un vero investimento per l’economia del rapporto genitori-figli; non sono diventato un genitore modello, ma adesso
ci penso sempre due volte prima di attuare un determinato
comportamento con i miei figli. Prima del corso davo per scontato che quando io dicevo loro qualcosa i piccoli mi “capissero
al volo”. Ora, invece, cerco di immedesimarmi in loro e vedere
come quello che io dico viene da loro recepito: molte volte
provo a cambiare il modo ed il tono della comunicazione.
Questo corso ha permesso a me e a mia moglie di parlare e
confrontarci sul nostro rapporto con i figli, sul modo di essere
genitori: troppo rigido io, permissiva mia moglie. Questo corso
ci ha fatto bene.
Meri e Luigi
8
VITA DI
COMUNITA
,
Maggio
2010
Grande soddisfazione per gli organizzatori del Coro Ernico
I vincitori del premio
“Il Miracolo
della Vita”
Sono state presentate quasi 250 foto
di Luigi CRESCENZI
I
l concorso bandito per il
secondo anno consecutivo dal Coro Ernico di Alatri, nell’ambito delle celebrazioni del Miracolo dell’Ostia Incarnata, è stato un
successo. Tema di quest’anno era “Tutto è meraviglioso per chi sa meravigliarsi”. Si sono cimentati
nella descrizione fotografica del Miracolo della Vita
in molti.
Per la sezione Gruppi sono
state presentate 58 foto,
perla Sezione Singoli sono
state presentate 170 foto.
La giuria era composta da
don Cristoforo D’Amico,
rappresentante Diocesi
Anagni-Alatri; Antonio
Agostini, rappresentante
Ass.to Cultura Alatri; Franco Mastracco, rappresentante Associazione artistica
A.C.T.A., Picchi Giorgio, Circolo fotografico Pentaprisma Ferentino, e Nazareno
Culicelli, rappresentante
Coro Ernico di Alatri. La
Giuria all’unanimità ha assegnato il 1° Premio Sezione gruppi all’Istituto
Magistrale di Alatri “LUIGI
PIETROBONO” per “Arco di
rose”. Un arco di rose, recitava la motivazione, fa da
cornice ad un paesaggio
bucolico e fa venire in
mente gli scenografici archi
floreali messi in opera per
festeggiare matrimoni,
battesimi, festività sacre e
profane. Un inno alla vita!
Il 2° Premio Sezione
gruppi è andato alla Scuola Cattolica Liceo “LEONIANO” di Anagni, classe V
ginnasio per l’opera “Speranza” perché è di buona
qualità e riprende un paesaggio plumbeo tanto da
far dubitare, volutamente,
se la foto sia a colori o
bianco/nero. Il territorio
sottostante, continua la
motivazione, è ugualmente incolore e scuro, eccetto
una piccola porzione di esso rischiarata da due tenui
raggi solari che sembrano
voler dire: - non disperate,
anche nei momenti più bui
la vita ha motivo di essere
apprezzata.
Il 3° Premio Sezione
gruppi alla scuola primaria
“S. MARIA DE MATTIAS”
classe V per “Tramonto”.
Nell’assegnare il premio a
questo gruppo la giuria ha
tenuto conto del fatto che
è stata prodotta da bambini in età scolare. Anche se
manca un poco la tecnica,
non manca la creatività. La
foto premiata evoca spazi
siderali e una linea di monti che si stagliano all’orizzonte neri come la pece.
Però…, però un puntino luminoso, che timido emerge
dal fondo scuro dei monti,
toglie ogni dubbio: lì c’è
un’abitazione, ci sono affetti, gioia, dolore, lì c’è la
vita!
Nella categoria singoli il 1°
premio è andato ad
ALEXANDER
ROBERT
BROWN per “L’incontro”, il
2° premio a FABIANA
SCAPPATICCI per “la neve
ingioiella e nutre la vita” e
il 3° premio a GIGLIOLA
MONTARSO per “Nutrire
d’amore”.
Il premio “Don Giuseppe
Capone” è andato all’Istituto comprensivo “EGNAZIO DANTI” per “La rosa di
Gerico”.
Mentre il premio Giuria
Popolare “Francesco
Bricca” è andato a STEFANO GIZZI per “Sorpresa”
con 52 voti.
Giovanissimi di Piglio in gemellaggio con la diocesi di Teramo-Atri
ACI in movimento
a cura dell’A.C. di Piglio
V
erso... nuovi orizzonti, questo, lo slogan della II Giornata Passaggi, organizzata dall’Azione Cattolica dei Ragazzi della Diocesi di Teramo-Atri. Giornata che ha offerto lo spunto per un bel gemellaggio tra la loro realtà e i gruppi 12/14 dell’Azione Cattolica interparrocchiale di Piglio, coinvolgendo circa 120 tra ragazzi ed educatori.
L’incontro si è svolto domenica 21 marzo, nei locali della parrocchia di San Giovanni Battista,
ed ha visto protagonisti non solo gli adolescenti ma anche tutte e due le comunità parrocchiali (che si sono attivate per accogliere nel migliore dei modi gli amici abruzzesi) e soprattutto don Giacomo e Michele che vivono all’interno della comunità Nuovi Orizzonti fondata
da Chiara Amirante nel 1991, dove centinaia di giovani hanno potuto ritrovare se stessi alla
luce dell’amore di Cristo.
L’incontro con Nuovi Orizzonti è stato il perno di tutta la giornata: i ragazzi hanno prima affrontato “teoricamente” il tema del perdono per poi comprenderlo e “toccarlo” veramente
con la testimonianza di don Giacomo e Michele. L’incontro ha permesso ai ragazzi di comprendere che ormai non sono più bambini ma adolescenti, che hanno sempre più il diritto di
vivere la propria vita, stando attenti però a tutte le insidie che si possono incontrare lungo la
via e ha dato loro un forte messaggio di speranza, proprio tramite le parole di Gesù, che ha
detto: “Neanche io ti condanno; va e d’ora in poi non peccare più”.
Anno XI
Numero 5
VITA DI
COMUNITA
,
9
I 25 anni della Giornata Mondiale della Gioventù
Contro il pessimismo
della crisi: i giovani e
il loro progetto di vita
Il Santo Padre affinché i giovani non si scoraggino
di Daniele RODOLICO
C
olpiscono. Gli insegnamenti di Gesù rimangono sempre attuali nella loro universalità, mantenendo una tale
forza che difficilmente si
riesce a non rimanerne
colpiti. Marco ci racconta
che, più di duemila anni
fa, un tale, corso incontro
a Gesù, lo fermò e gli
chiese “Maestro buono,
cosa devo fare per avere
in eredità la vita eterna?”
(Mc 10,17). Pur rispettando i comandamenti, questi non se la sente di dare
tutti i suoi averi ai poveri
e seguire Gesù, ottenendo, così, un tesoro in cielo.
Quelle righe del Vangelo,
cariche di un messaggio
ancor più importante per
la nostra società odierna,
imprimono subito grande
speranza. Ed è forse proprio per questo che la do-
manda posta a Gesù è stata scelta come tema per
l’anniversario dei venticinque anni della Giornata
Mondiale della Gioventù.
Era il 1985 (proclamato
dall’ONU Anno Internazionale della Gioventù)
quando Giovanni Paolo II
istituì questo evento, sulla
scia di altri incontri degli
anni precedenti. Nella prima edizione del 1986 si rivolge ai giovani di tutto il
mondo con la lettera “Siate pronti a testimoniare la
speranza che è in voi”. La
prossima GMG si terrà a
Madrid nel 2011, ma, come accade negli anni alterni in cui la Giornata
non si tiene all’estero, il
Papa ha desiderato incontrare a livello diocesano i
giovani del Lazio e di molte altre diocesi d’Italia.
L’incontro si è tenuto il 25
marzo, di sera, in Piazza
San Pietro, seguito dalla
RAI che lo ha trasmesso il
27 marzo sul primo canale
nazionale.
Circa 70.000 giovani hanno partecipato all’incontro, giungendo in Piazza
San Pietro, gremita sin
dalle prime ore del pomeriggio, e riunitisi per
ascoltare il messaggio del
Santo Padre. Numerosissimi i giovani della Diocesi
di Anagni-Alatri che hanno preso parte all’evento,
in particolare si sono recati a Roma tutti gli studenti della Scuola Diocesana.
Inoltre, ospiti di questo
speciale appuntamento
sono stati giovani cantanti, attori, seminaristi che
verranno ordinati a breve
e tanti altri testimoni delle edizioni precedenti della GMG.
Dopo l’intervento del Cardinal Vicario della Diocesi
di Roma, Mons. Vallini,
Benedetto XVI ha risposto
alle domande di alcuni ragazzi rispetto all’essenzialità di possedere un progetto di vita e aspirare alla vita eterna. Per realizzare tutto ciò è necessario
seguire Gesù e fare dei
Comandamenti i nostri
punti di riferimento basilari: solo così si realizzano
le prospettive infinite della felicità e dell’amore.
Per ritrovare fiducia in sé
stessi e negli altri, bisogna
scegliere quale percorso
intraprendere nella vita,
interrogarsi e lasciarsi guidare verso la felicità seguendo i progetti che Dio
ha per ciascuno di noi,
non trascurando le Sue
chiamate che, spesso, finiscono per essere evitate. Il
Pontefice ha esortato i
giovani ad aprire le porte
della loro vita a Dio.
Bombardati quotidianamente da visioni mediatiche distorte che incutono
negativismo nella gente e
indotti sempre di più a
perdere di vista gli orizzonti della nostra esistenza, queste parole sono
una linfa per la nostra società: se anche la gioventù si sente inetta e
spettatrice della propria
vita non si può auspicare
nulla per il futuro dal
quale, come avrebbe detto Seneca, siamo meno dipendenti se abbiamo in
pugno il presente, nel
quale cercare la rotta da
seguire per giungere ai
porti migliori. La Giornata
Mondiale della Gioventù
e le parole del Santo Padre suscitano la volontà di
riprendere in mano le redini della propria esistenza e fare qualcosa di costruttivo per la società.
Maggio
10
2010
Cult
Attualità
FORMAZIONE
oti favorevoli 219 contro 212, un vantaggio minimo, ma che
V
vale una pagina di storia: dopo una maratona interminabile,
dopo mille polemiche, ritardi e colpi di scena, la Camera, sotto la
CARTA GIOVANI
DELLA
REGIONE LAZIO
RIFORMA SANITARIA
IN AMERICA
È
partita la campagna di
tesseramento 2010 della
Carta Giovani della Regione Lazio, che complessivamente offre ai giovani titolari
under 30 e più precisamente
di età compresa tra i 14 e i 29
anni, residenti o domiciliati, oltre 1.100 convenzioni nei
settori della cultura, dello
sport e del tempo libero in
tutto il territorio laziale. La
carta Giovani è gratuita e
può essere ritirata presso la
Provincia o il Comune e il
Comune di residenza. Per ritirarla basta presentare un documento valido e una fototessera. Per i minorenni è indispensabile la presenza di
un genitore. La Carta Giovani
offre un aiuto concreto a tutte le ragazze e i ragazzi nei
settori della cultura, del divertimento, della formazione, dello sport e del turismo,
non solo in Italia ma anche in
altri 41 Paesi europei. Gli
esempi che si possono fare
sull’uso della carta sono: dallo sconto sul biglietto d’ingresso nei musei alle riduzioni sui concerti, dalle agevolazioni per i corsi di lingue offerti dai migliori istituti del
Lazio alle riduzioni nelle quote di iscrizione nelle palestre.
Per informazioni: www.cartagiovani.it - tel. 06.64960345.
Inoltre, per favorire la partecipazione a colloqui di lavoro, selezioni, attività di volontariato, stage in Italia e
nei paesi europei, corsi di
lingua, i giovani hanno a disposizione un contributo a titolo di rimborso delle spese
di viaggio fino ad euro
350,00.
guida inflessibile di Nancy Pelosi, ha finalmente passato la riforma
sanitaria in America. «Dopo quasi cento anni di parole e di frustrazioni, dopo dieci anni di tentativi e un anno di battaglie, il Congresso degli Stati Uniti ha dichiarato che i lavoratori americani, le
famiglie e le piccole imprese avranno una sicurezza: né malattie
né incidenti metteranno a rischio i sogni cui hanno dedicato una
vita» Obama ha ricordato che questa vittoria è venuta contro coloro che fino all’ultimo non ci credevano, contro gli interessi speciali e contro le lobby: «Siamo al di sopra della politica, siamo al di
là della paura e siamo ancora in grado di lavorare per la gente:
oggi è il momento del cambiamento». Non ci si è arrivati facilmente. L’aula, divisa, caratterizzata fino a pochi minuti prima da
un confronto teso coi repubblicani su certe normative procedurali,
è esplosa in un’ovazione: «Yes we can», hanno urlato i deputati
democratici. Poco dopo la Camera ha anche approvato gli emendamenti che saranno inviati al Senato. Quando il passaggio del
progetto di riforma è diventato irrevocabile Nancy Pelosi, il Presidente della Camera, ha battuto il grande martello dal podio, e ha
annunciato raggiante: «La legge è passata». L’America avrà
un’assicurazione sanitaria per 32 milioni di americani che
oggi non sono coperti. Bambini con malattie congenite che non
potevano essere assicurati avranno le cure adatte. Lavoratori che
rischiavano di perdere l’assicurazione medica cambiando posto
non correranno più quel rischio. Questo per dire che la riforma ha
un respiro molto più vasto del semplice allargamento di una base
di assicurati, ma toccherà letteralmente tutti gli americani.
SAN SISTO 2010
C ultura A rte M usica L etteratura S cienza S port C inema T eatro
11
Anno XI
Numero 5
tur@
SCUOLA
CULTURA
S
iamo giunti - con l’articolo di oggi - al cuore della Genesi,
a quel punto qualificante dell’opera di Dio che è la creazione dell’umanità. Punto qualificante ma anche il più irriso
dagli scettici, con Dio che crea l’uomo dall’argilla e la donna
da una costola dell’uomo. Irrisione che nasce da una profonda
ignoranza del testo da parte dei critici e, diciamolo pure, da
una scarsa attenzione che vi è stata data nella catechesi all’interno della Chiesa (ma questo vale per tutte le problematiche
interpretative sollevate dalla Genesi).
Intanto i termini: il fatto che l’uomo sia tratto dall’argilla, indica la sua materialità, l’essere cioè legato alla terra. Il termine “adamah” indica l’argilla, la terra e, dunque, “adam” è
l’uomo nella sua carnalità e fisicità ed essendo un termine
generico indica l’umanità nel suo insieme.
Dio crea l’uomo-umanità, l’umanità delle origini personificata
in Adamo. La creazione dall’argilla – elemento usato dai vasai
ed adatto alla lavorazione manuale – indica anche l’attenzione e la cura con cui Dio crea. Ma il punto più alto è toccato
dall’atto creativo vero e proprio che è quello spirituale, perché è quello che fa la differenza tra l’uomo e gli altri esseri viventi. A questo “adam” fatto di argilla Dio dona lo spirito di vita “nishmah” (soffiare – respirare) o “ruah” (vento)
che indica lo Spirito di Dio nel suo agire: questo termine non
indica l’anima (concetto greco – dunque posteriore – e non
ebraico) ma la coscienza, che indica la spiritualità dell’uomo
che gli permette di entrare in relazione con Dio e con gli altri.
Per questo motivo – con forte simbolismo – lo spirito di Dio
viene donato prima della creazione della donna, altrimenti la
relazione non sarebbe stata possibile. L’uomo è dunque legato a Dio ed alla terra, e questo elemento fondamentale caratterizza la sua grandezza ma anche il rischio insito nelle sue
scelte.
La creazione della donna dalla costola di Adamo indica la
completezza dell’umanità nel suo essere maschile e femminile, tanto che con espressione forse poco sottolineata la Bibbia
dice che Dio crea l’uomo (l’umanità) a sua immagine, maschio
e femmina “la” creò (riferito all’umanità). Più precisamente
“Dio creò l’umanità (‘Elohim bara ha ‘adam) a sua immagine
(selem), a immagine di Dio la creò (‘oto bara); maschio e femmina li creò (‘otam bara). Già il termine “costola” indica –
in alcune lingue semite – la “vita” e la “femminilità”, e
questo starebbe ancora di più a confermare che la completezza della creazione è nella unità-dualità uomo-donna non nel
senso di dipendenza ma di completamento. Non esiste dunque l’uomo se non in astratto: nel concreto esistono l’uomo e
la donna uniti in “una sola carne” (Gn 2,24).
Nel prossimo articolo parleremo del concetto suggestivo di
paradiso terrestre con tutte le implicazioni storiche e simboliche in esso presenti.
5 - continua -
FEDE E RAGIONE - 5
GENESI - Creazione
dell’uomo
di Paolo FIORENZA
SCAMBIO
CULTURALE CON LA
REPUBBLICA CECA
di Claudia FANTINI
F
ra un mese i ragazzi della
scuola cattolica ospiteranno i loro coetanei della Repubblica Ceca per completare lo scambio culturale iniziato lo scorso anno. Allora i
nostri andarono per dieci
giorni i nella cittadina di
Horice per conoscere gli usi
e costumi di questo popolo
situato al centro dell’Europa
con il quale però siamo poco entrati in contatto. Durante il nostro soggiorno,
infatti, non poco ci hanno
stupito le loro abitudini e i
loro costumi: indossano le
pantofole a scuola, dopo 45
minuti di lezione fanno una
pausa di dieci minuti, cenano alle sei di pomeriggio,
offrono crisantemi come regali e per i funerali organizzano una festa che dura fino a notte fonda. Ma, in
realtà, più che le differenze
sono state le similitudini a
colpirci e l’affetto con il
quale ci hanno accolto.
Quest’anno speriamo di essere all’altezza della loro
ospitalità: anche loro verranno stupiti dal nostro modo di vivere: dalle nostre
lunghe ore di lezione (dalle
8,20 alle 13,30 con una sola
pausa di dieci minuti), dalla
nostra pasta asciutta servita
come primo piatto e non
come contorno come si usa
da loro, dalla nostra pizza...
ma speriamo soprattutto
che vengano stupiti dalla
amicizia che sapremo dare
loro e dalla disponibilità. Visiteremo le nostre zone ciociare, ma andremo anche al
mare (così lontano dai loro
confini), a Roma e a Napoli.
C ultura A rte M usica L etteratura S cienza S port C inema T eatro
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Teologia Africana a servizio della Missione - Diocesi di Anagni