IN CASO DI MANCATO RECAPITO DA RESTITUIRE AD ANIMAL’S EMERGENCY IN Via Darwin 31 Trezzano sul Naviglio CORRIERE DEI CUCCIOLI N° 4 - ESTATE Autunno 2012 - POSTE ITALIANE SPA - SPED. IN A.P - D.L 353/2003 (CONV. IN LOMBARDIA 27/02/2004 N 46) ART. 1 COMMA 2-LO/MI Tr i m e s t r a l e d i i n f o r m a z i o n e d a l l a p a r t e d e g l i a n i m a l i e d e l l a n a t u r a - E s t a t e A u t u n n o 2 0 1 2 n u m e r o 4 C’ERA UNA VOLTA L ’ Casa dolce casa Anche oggi è un giorno sereno nella città di Canilandia se pur non proprio tranquillo. I lavori di restauro della casa del nostro amico sono ormai iniziati e non si sa quando termineranno. Otto ha un solo modo per cavarsela: chiedere aiuto a Penelope. «Ciao Miss Penelope, come stai? ...Avrei un grande favore da chiederti» le si rivolge cauto l'amico «mi ospiteresti per qualche giorno a casa tua? Sai, da me ci sono i bulldog muratori che stanno ristrutturando casa» «Volentieri. Vedrai, ci divertiremo un sacco!» asserisce con entusiasmo «Ascolteremo il nuovo disco dei Brickdogs, ci smalteremo le unghie e ci faremo i boccoli... Non vedo l'ora!» “Ma questa è un po' suonata...” pensa Otto “Io sono un maschietto, non mi smalto le unghie!”. La giornata trascorre serena, in giro per le verdi colline. Al calar del sole i due amici fanno ritorno a casa e, per Otto, arriva il momento di vedere per la prima volta l'interno della casetta di Penelope. Appena varcata la soglia di casa, il nostro amico si ferma, aggrotta le sopracciglia ed esclama: «E tu questa la chiami casa? Sembra un'enorme bomboniera». Pareti rosa con fiorellini gialli, 22 tanti voluminosi cuscini colorati, tutti a forma di cuore, morbidi tappeti bianchi e merletti come tende. “Roba da femminuccia” pensa rassegnato Otto. «Quante storie!» sbuffa Miss Penelope «A me piace così... Oh, lasciamo perdere. Piuttosto, aiutami a fare la messa in piega». Tra un bigodino e un po' di musica, la serata passa velocemente. E' l'ora della nanna. Mentre sta per addormentarsi Otto, il cane bassotto, ricorda la sua amata casetta e pensa che non vede l'ora di tornarci. L'indomani i due, freschi di messa in piega, ripartono per una nuova giornata all'insegna del divertimento. Da lontano, il nostro amico intravede la sua dimora ancora in fase di ristrutturazione e un po' triste pensa: “Speriamo sia pronta in fretta...”. Una settimana dopo, Otto e Miss Penelope sono in casa a ballare la breakdance quando suona il campanello. Penelope, aprendo la porta, si trova davanti il capo dei bulldog che domanda: «Vorrei parlare con il signor Otto per favore. E' qui?» «Sì, sì! Ci sono!» scodinzola con frenesia «I lavori sono finiti?» «E' tutto a posto. Può tornare a casa quando vuole». Otto, raggiante più che mai, saluta, ringrazia l'amica e se ne va. Arrivato a casa decide immediatamente di fare una torta per Miss Penelope che è stata davvero gentile e disponibile. Il dolce è pronto ma ormai è sera, è ora di coricarsi. Otto, felice, pensa ai bei giorni passati e alla sorpresa che domani farà a Miss Penelope portandole la torta di ossi glassata. Appoggiato al morbido cuscino blu, sbadiglia e pensa: “Casa dolce casa, quanto mi sei mancata! Che bello essere di nuovo qui”. Si parte........... Finalmente dopo tutti i benestari, controlli e burocrazie varie il canile o meglio il can - gattile di Trezzano sul Naviglio, come lo chiamano i volontari, è operativo. Nella struttura sono presenti tre tipologie di ricoveri: il canile rifugio; la struttura zoofila; editoriale la pensione. Nel canile rifugio vengono ospitati quei cani o gatti dei comuni convenzionati con la struttura, già passati dal canile sanitario, dieci giorni d'osservazione, in attesa che il padrone si faccia vivo, cosa molto rara, o di adozione. Il canile rifugio NON può ritirare direttamente animali trovati vaganti sul territorio. La struttura zoofila accoglie quei pelosetti che l'Associazione ha deciso di aiutare, per cui cani, gatti, conigli e qualsiasi altro animale recuperato dai volontari. La pensione o come lo chiamiamo noi il reparto ospiti, accoglie, contro un'offerta minima, quegli animali che non possono seguire i propri amici a due zampe in diverse occasioni. Il can-gattile sarà gestito da uno staff di otto persone ed esattamente, un direttore, un vice direttore, un responsabile cani, un responsabile gatti, un vice responsabile gatti, un responsabile lagomorfi, mustelidi e roditori, una segretaria e un direttore sanitario, inoltre vi sono i volontari che secondo la propria disponibilità e ai turni prestabiliti saranno presenti in canile. La sfida sarà di non ritenere il canile un luogo dove un animale debba fermarsi a vita ma solo una stazione di transito in attesa di una nuova famiglia. Morale Essere ospitati da un amico gentile e premuroso fa piacere a tutti ma non c'è niente di meglio che stare a casa propria, insieme ai nostri famigliari, i nostri giochi e con le nostre abitudini. LA SEDE DELL’ASSOCIAZIONE DAL MESE DI MAGGIO 2012 E’ IN VIA DARWIN, 31 TREZZANO SUL NAVIGLIO 3 S O M M A R I O C’era una volta di Silvia Bellavite casa dolce casa pag ...............................................2-3 Editoriale di Gaetano Ussia ...........................pag. 2-3 Un amico speciale di Giuditta Croce la tartaruga animale antico ...............................pag.5 News di Paola Tresoldi Noi e loro ..........................................................pag. 6Wow che notizie i..............................................pag. 7 Diamo una mano al pianeta di Gabriele Porattii terra, acqua, aria, fuoco - speciale aria terra Il fuoco e la leggenda di Icaro......................pag. 8-9 Oro nero............................................................pag.10 LA REDAZIONE Estate autunno 2012 Direzione: Via Darwin 31 Trezzano sul Naviglio Sede legale e operativa: Via Darwin 31 Trezzano sul Naviglio Stampa: La Serigrafica s.r.l. Via Toscanelli, 26 - 20090 Buccinasco Distribuzione: Poste Italiane Direttore Editoriale: Gaetano Ussia Direttore: Francesca Giuditta Croce Vice direttore: Raffaella Gallo Impaginazione: New mouse creatività digitale Hanno collaborato a questo numero: G. Ussia, G. Croce, R. Gallo, S. Bellavite, P. Tresoldi, G. Porrati, M. Ricco, E. Valsecchi, E. Barbieri, C. Longobardi Alimentazione del cane di Raffaella Galloi Allergie e intolleranze.....................................pag. 11 Gli animali ci sgridano Fonte consumo consapevolei Prodotti di cosmesi: ma i test sugli animali servono? ......................................Pag. 12-13 Operazione zampa amica ecco come....................................................pag.14-15 Lo specchio della vita di Gaetano Ussia Contenimento randagismo ...........................pag. 22 Abbandono degli animali in estate di Elena Valsecchi .............................pag. 23 Consigli pratici per i nostri amici di Raffaella Galloi Abituare il cane al nuovo ambiente..............pag. 24 Speciale adozioni di Elisabetta Barbierii Gatti 2012........................................................pag. 25 Medicina alternativa Come difendersi dalla zanzara nostra amica nemica .....................................pag. 26 Filariosi: cosa, come e quando pag. .....................27 Posta di Giuditta Crocei Le nostre domande per i nostri compagni E le nostre domande .....................................pag. 28 La tartaruga, animale antico La tartaruga è fra gli animali più antichi del mondo. È apparsa circa 220 milioni di anni fa. Ne esistono tante specie e alcune diventano grandissime. È un animale pacifico e intelligente, sa riconoscere chi le dà il cibo e con il tempo arriva da sola all’appuntamento con la pappa, ma fai attenzione: se non sta bene in un luogo, non ci pensa due volte e fugge via. La tartaruga è ricoperta da un guscio robusto e colorato chiamato corazza, la parte superiore si chiama carapace, quella inferiore piastrone. Il suo musetto finisce con una specie di becco, simile a quello degli uccelli, e ha la testa retrattile, se sparisce nella corazza non la vedi più. Una curiosità che ti permette di conoscerla meglio ogni anello sulla corazza indica un periodo della sua vita che può essere così longevo da raggiugere, per la tartaruga di terra i 120 anni mentre per quella di acqua solo i 20 anni. Comunque gli anni le hanno regalato intelligenza e discrezione che possiamo trovare come caratteristiche in tutte le tartarughe che possono assumere svariate dimensioni e diversi colori Testuggine o tartaruga! Si può chiamare “testuggine” quella di terra, “tartaruga” quella di acqua. HA BISOGNO DI.. Elenco delle convenzioni per gli associati pag. 17 Vivere informati di Michela Riccoi Vengo anch’io ...........................................pag. 18- 19 Viaggiare con il cuore e con un’anima insieme alla natura di Giuditta Croce Sangue e arena................................................pag. 20 Questo è davvero il colmo ............................pag. 21 UN AMICO SPECIALE PER LA TESTUGGINE: Se vive in giardino, recintalo, altrimenti scappa, mettici una casetta. Arreda il suo nido con piante, rocce, tronchi, legnetti. Se invece vive in casa procurati un TERRARIO: una vasca grande con il fondo ricoperto di terra, sabbia e sassolini, trucioli di cartone o carta. "Abbandono Estivo" Mi hai insegnato ad attenderti, paziente, quando andavamo insieme per le spese: così aspettavo, seduto fuor dall'uscio poiché fuori era scritto che lì non potevo entrare Abbiam giocato anche, più volte, a nascondino: ma ti trovavo sempre (ho naso fino); ma quando la pallina anche ieri m'hai tirato, perché non l'hai ripresa e te ne sei andato? Che strano, il posto dove m'hai lasciato la strada è dritta, non c'è il panettiere, né c'è il lattaio, neppure il salumiere e non capisco neanche perché mai ci siamo andati in auto, a far spese. Ora, comprendo, sarai indaffarato o qualche impedimento t'ha bloccato; ma io son stanco qui di rimanere, il sole è caldo, ho sete, vorrei bere... Sono già stanco pure d'abbaiare il sole picchia, mi par di morire, in lungo e in largo, sulla strada ho cercato: con ansia e affanno, tracce tue non ho trovato. Perché non torni ad abbracciarmi? Le coccole mi mancano, più ancora della pappa. Beh, sai cosa ti dico? Io, come sempre, me ne starò buono qui e ti aspetto... AMICO. (Luciana Bianchi Cavalleri) UN MONDO DI COLORI Nel mondo ci sono tra le 15.00 e le 20.000 specie di farfalle. Sono insetti magnifici che si nutrono principalmente del nettare dei fiori e in questo modo favoriscono l’impollinazione, trasportando il polline anche per lunghe distanze. Il loro habitat però è in pericolo. I territori più a rischio appartengono a governi poveri, ai quali enormi problemi politici e sociali non permettono di dedicarsi alle questioni ambientali. Cosa fare allora per salvare le farfalle? Un’iniziativa utilissima che non tutti, conoscono sono le “Case delle Farfalle”, strutture sparse in tutto il mondo in cui possiamo andare a vedere, vive e integrate in riproduzioni fedeli dei loro ambienti naturali, migliaia di splendide farfalle. Due strutture di questo genere ci sono anche in Italia: la casa delle Farfalle di Bordano (Udine) e l’Oasi delle Farfalle di Milano. La Casa delle Farfalle comprende, otre a MENÙ CARNIVORO: lombrichi, insetti, pesci, crostacei e molluschi, fegato, carne macinata. CIBI PROIBITI: carne, latticini, farinacei, salumi, banane. IMPORTANTE: lasciare sempre, una scodella con dell’acqua: ha bisogno di bere molto. PER LA TARTARUGA: Vive nell’ACQUATERRARIO: una vasca ricoperta, di ghiaia e acqua, con una terrazza dove giocare e mangiare. Nel suo habitat possiamo mettere: piante, rametti, pezzetti di sughero, come colline, su cui arrampicarsi. CHE COSA MANGIA? La tartaruga è molto ghiotta ma è bene darle la quantità di cibo giusta, agli stessi orari e preferibilmente nello stesso posto. Quella di terra è erbivora, quella di acqua è ghiotta anche di carne e pesce, ma non disdegna frutta e verdura. In generale la giusta quantità di cibo per la tartaruga è pari alle dimensioni della sua testa. ABITUDINI Quando le giornate si accorciano e la temperatura scende, la tartaruga va in letargo: dorme tantissimo, fino a primavera. Prima di mettersi a nanna sta un po’ a digiuno: dormire a stomaco pieno non fa bene a nessuno! COME MANEGGIARLA: Nonostante la corazza, la tartaruga non è così robusta. Afferrala fra il pollice e l’indice, sotto e sopra il suo corpo come fosse un panino. Attenzione a non farla cadere! S.O.S VETERINARIO SE: NON MANGIA, HA LA PELLE SECCA HA FERITE, GONFIORI O PARASSITI RESPIRA MALE, SI MUOVE CON DIFFICOLTA’, CAMBIA COLORE. MENÙ VEGETARIANO: insalata, cicorie, radicchi, trifoglio, zucchine, carote, pomodori, frutta. AMICI PER TANTO TEMPO L’amicizia con una tartaruga può essere di lunga data e molte volte si crea un feeling speciale con i bambini curiosi di scoprire il mondo attraverso gli occhi della loro lenta amica ma riflessiva e tenace. mille metri quadrati di serre climatizzate, diverse mostre tematiche, un giardino esterno per le farfalle locali e un centro didattico con laboratori, aree video e 8 postazioni interattive per giocare, imparare e confrontarsi su ciò che si è appreso. Migliaia di farfalle, libere di volare, ci accompagnano lungo un percorso che ci farà visitare l’Amazzonia, le ricche foreste pluviali asiatiche e le misteriose giungle africane. Oltre alle splendide farfalle, il centro ospita centinaia di piante e animali che, con le loro storie, ci rivelano i più avvincenti “segreti” della natura! Le farfalle ospitate nelle case delle farfalle di tutto il mondo provengono da allevamenti distribuiti in vari paesi tropicali. Visitare una casa delle farfalle permette alle butterfly-farm di esistere e rappresenta un concreto aiuto per le foreste e gli uomini che vi abitano. Cosa aspettiamo a dare il nostro contributo visitandone una? L’Oasi delle Farfalle di Milano è un angolo di foresta pluviale tropicale in cui volano centinaia di farfalle multicolori e si possono ammirare piante e animali spettacolari. Il percorso si sviluppa su circa 200 metri quadrati coperti. AI suo interno potremo visitare anche l’esposizione naturalistica “Mimetismo, l’Arte dell’Inganno”, nella quale il visitatore potrà mettersi alla prova, cercando di individuare bizzarri animali mimetici, così simili all’ambiente circostante da rappresentare una vera sfida! L’oasi inoltre ospita centinaia di farfalle, libere di volare in un ambiente di foresta pluviale rigorosamente ricreato, e diversi esemplari di insetti esclusivi, come il gigantesco scarabeo rinoceronte malese e la mantide foglia. 5 NOI E LORO WOW news bini? eno ossa dei bam al masm o nn ha ti ul ad Gli ne ha sa. L’uomo adulto a 350 os la crescita? Il bambino ha circ r strada durante pe e rs pe no so Si ne ossa di simo 200. e, con gli anni alcu ch é tto fa il : no un osso più Sicuramente ono per formare isc un si ni sio en l cranio piccole dim a che l’ossatura de ov pr a i, at on ne i tanella” sulla grande. Cosi la cosiddetta “fon o nn ha si, ar ld sa ulto risulta deve ancora il cranio di un ad e fin la Al . sta te . sommità della insieme e bloccate ccole ossa saldate bola. di an m la è i formato da 26 pi di muovers ce pa ca e o at od , ha L’unico osso sn dio dell’anatomia rò, grazie allo stu pe to a. ul Ev ad a o o m uo am L’ da Ad osa costola ceduta recuperato la fam Si sente freddo dopo aver fatto la doccia? Il corpo disperde continuam ente energia termica, cioè cal ore. Quando è bagnato dopo la doccia ne consuma ancora di più perché la pelle tenta di far asc iugare l’acqua utilizzando molta energia. La trasforma zione di un liquido (l’acqua) in un gas l’aria si chiama evapor azione. Dopo aver fatto la doc cia, o comunque quando si è bagnati, si avverte un brivid o di freddo perché l’acqua, nell’ev aporare, assorbe il calore del corpo. L’ elefantino viziato iale degli animali con criteri Se vogliamo valutare la vita soc olo di elefante nonostante umani possiamo dire che il picc “caratterino” e spesso si I’aspetto mansueto, ha il suo bel . Gli etologi danno la colpa alla comporta in modo capriccioso femmine. Le quali si uniscono generosità e alle dolcezza delle grandi gruppi, da cui in branchi numerosi e formano rsi della cura dei piccoli e per escludono i maschi, per occupa assecondare ogni loro richiesta. 6 Il sole scott a? Il sole e un’i mmensa pal la di fuoco, ni di gas. Nel alimentata d punto più ce a combustio ntrale si svil che raggiun up ge i 15 milio ni di gradi. M pa una temperatura cie del sole a al è molto men o calda, quas l’esterno, la superfiCome mai su i seimila grad lla terra non i. subiamo le rature tanto conseguenze alte? di tempeE’ merito del la distanza ch e ci separa d chilometri) al so e, soprattutt o , d ell’atmosfera le (150 milioni di tivo. che fa da filt ro protet- osa? i colore r lore spento, un bianco i d o n o s i co er od I fenicott fenicotteri sono di un o crescono diventan he ati i del cibo c nto quand Appena n stro. Solta li distingue. Merito ia g ri dei g l a che te ghiotti: n so e tendente n te rm in la o e ic vivace i sono part retti e i granchi. quel rosa gni e di cu a st li gambe g e n metà fra i trovano a i, ss ro i stace piccoli cro Negli USA i Vigili del fuoco hanno preso come mascotte dei cani di razza dalmata Perché in passato tali cani correvano accanto ai cavalli che trainavano i carri antincendio mordendone le zampe per spronarli e favorendo lo sgombro delle vie. Dopo l’avvento dei camion e delle sirene il legame con i dalmata si è conservato a livello simbolico che notizie Un futuro gigante sura quasi un metro. Il piccolo di anaconda mi ogli 8 metri e riuscirà a ing Da adulto potrà superare iare un caimano intero! Che record! Quando si ri zza sulle zam pe per la pri lo di giraffa ma volta il p misura già 2 iccometri! E’ il cucciolo di animale p iù alto del m La mamma ondo. misura più di 4 metri e raggiungono le giraffe più i 6 metri: po grandi trebbero spil un balcone uccare le pia al secondo p nte di iano Che strano papà Mamma ippocampo affida le uova al papà, che le tiene in una tasca del proprio ventre. Così, dopo la schiusa i piccoli ippocampi escono dalla pancia del papà. Un appetito imp ress ionante! L’elefantino inizial mente si nutre so ltanto del latte de mamma. lla Può bere 10 litri al giorno: è come se prendesse 40 bi All’età di un anno beron! comincia a mangi are erba, ma cont poppare il latte fin inua a o a 4 o 5 anni i come rescanti ec diventeranno grand f in r ie h c più i fenn Orec cuccioli d sì scovare ie di no co celli. Le orecch ro mamma! Potran rtole o uc e c ie! lu lo , ri a o ll e it o le orecch oli rod rs c quelle d e v ic p ra : tt e a d e le pre oriesc facilmente calore del corpo fu atizzatore. il : o c tt come lim e Non è tu h c n a o n servo Infatti esse E’ dura essere una tigre E’ raro che più di due cuccioli sopravvivano fino all’età adulta: i meno forti muoiono di malattia, di fame o per una ferita di caccia. 7 DIAMO UNA MANO A L P I A N E TA SOS 4 elementi: terra acqua, aria, fuoco. Il fuoco e la leggenda di Icaro Il nostro rapporto con l’energia prevede una continua crescita della sua domanda: il progresso viene confuso con la voracità e futilità dei consumi, e l’economia ignora i costi dei danni collaterali che vengono prodotti. È indispensabile attuare una rapida transizione alle energie rinnovabili per contenere le conseguenze dei cambiamenti climatici: tuttavia, un’abbondanza di energia pulita non risolverebbe comunque i nostri problemi di sostenibilità. ENERGIA PER MODIFICARE Il nostro Sistema Solare si è formato circa 4 miliardi e mezzo di anni fa, molto probabilmente da una nube gassosa che ha iniziato ad addensarsi e quindi a ruotare, generando un nucleo centrale contenente la quasi totalità della massa, ed una serie di piccoli corpi intorno che si sono poi trasformati negli attuali pianeti. Il Sole, centro del nostro Sistema, è una stella nana nella quale si sviluppa un processo di fusione nucleare autoregolata: significa 8 che la quantità di energia emessa è stabile nel tempo. Grazie a questa emissione controllata, noi umani e tutte le altre creature che abitano il pianeta abbiamo le condizioni adatte per poterci vivere. Fra 5 miliardi di anni circa, tutto l’idrogeno presente sul sole si sarà trasformato in elio, la fusione nucleare si spegnerà, e la stella diventerà una gigante rossa, che prima si espanderà, inghiottendo i pianeti più vicini come la Terra, e poi diventerà una nana bianca, che gradatamente andrà man mano a spegnersi. L’esistenza del sole, e la sua modalità di rilasciare energia, è una delle tante con- cause favorevoli che in un periodo da due a quattro miliardi di anni fa hanno contribuito alla nascita della vita sulla Terra: grazie alla formazione di un’atmosfera, il calore in arrivo ha potuto essere imprigionato, permettendo di stabilire e mantenere una giusta temperatura; le piante, attraverso il processo di fotosintesi, hanno cominciato a produrre le sostanze nutritive che stanno alla base della complessa catena alimentare che vi poggia sopra, mentre le differenze di temperatura sulla superficie hanno originato i venti, le nuvole e la pioggia che alimentano il grande ciclo dell’acqua, ed hanno anche fatto nascere le correnti marine. Le creature viventi presenti sul pianeta si sono fatte bastare tutto questo: la loro esistenza si è basata sull’energia proveniente dal sole, mentre la loro tattica di sopravvivenza è stata quella di sfruttare le loro risorse per migliorare le capacità di adattamento all’ambiente circostante. Circa duecentomila anni fa, con derivazione dai primati, si è perfezionata la specie Homo Sapiens: i suoi appartenenti hanno scelto una strategia completamente diversa, che consiste nell’utilizzare le risorse della specie per modificare l’ambiente circostante. Per compiere queste trasformazioni, che sono state sempre più radicali ed hanno subito un’evoluzione drastica negli ultimi due secoli, Homo Sapiens è andato man mano alla ricerca di fonti di energia aggiuntive rispetto a quella muscolare proveniente dal suo naturale metabolismo: fuoco, energia da trazione animale, vento, energia idraulica, sfruttamento della geotermia, poi uso massiccio dei combustibili fossili, ed anche fissione nucleare. Questa ricerca affannosa di quantità di energia sempre crescenti, e le conseguenti trasformazioni dell’ambiente che grazie al reperimento di questa energia sono state messe in atto, hanno alterato degli equilibri naturali molto delicati. Non c’è alcun dubbio che dobbiamo velocissimamente affrancarci dall’uso dei combustibili fossili, allo scopo di generare energia più pulita di quella che oggi impieghiamo: non deve sembrare tuttavia che i nostri problemi possano essere risolti soltanto con questo. Infatti, nonostante tutti i miglioramenti tecnologici, il nostro modello produttivo continua ad essere primitivo ed intrinsecamente imperfetto: esso preleva della materia dall’ambiente, e a seguito di processi più o meno complessi, la trasforma anche solo parzialmente in un rifiuto, che oltre ad essere spesso dan- noso per la salute, ha il difetto di non poter più essere riutilizzato. Anche ammettendo che possiamo uscire indenni dai gravi problemi derivanti dai cambiamenti climatici che abbiamo indotto, l’altro nostro problema è l’intensità della produzione che sostiene la nostra attuale economia, interamente basata sui consumi. Un’ampia disponibilità di energia pulita e a basso costo non porrebbe freno ai processi produttivi, e tutto il sistema si arresterebbe comunque nel giro di poco, per totale esaurimento delle risorse terrestri. Non è quindi il reperimento di grandi quantità di energia che può salvare il nostro modello dal collasso: la strada è quella di imparare a ridurre gli sprechi e migliorare l’efficienza, contenendo i consumi, che non dovrebbero crescere ma viceversa diminuire. FINESTRE CHE SI APRONO, FINESTRE CHE SI RICHIUDONO Nel momento in cui l’umanità ha iniziato ad utilizzare i combustibili fossili, nella fattispecie il petrolio, si è aperta una finestra su un enorme serbatoio di energia: abbiamo avuto accesso ad un concentrato di sole derivante dalla somma dei contributi accumulati su un arco temporale di un centinaio di milioni di anni. Possiamo pensare ad un salvadanaio nel quale ogni giorno il sole ha continuato ad aggiungere dei nuovi risparmi. Noi abbiamo trovato sottoterra questo salvadanaio, lo abbiamo rotto, e abbiamo cominciato ad attingere energia dall’enorme capitale che giaceva accantonato. Il motivo per cui ha potuto generarsi e crescere molto rapidamente la nostra moderna economia è stato il rapporto estremamente favorevole tra un bassissimo costo iniziale di estrazione e di raffinazione del combustibile ed una enorme potenza disponibile: ognuno degli 86 milioni di barili di petrolio che il mondo consuma ogni giorno contiene un’energia equivalente a 25.000 ore-uomo di lavoro; secondo i normali orari in vigore, significa 10 anni di attività di una persona. Grazie a questo patrimonio energetico siamo stati in grado di muovere ogni giorno, a costi assolutamente irrisori, un numero spropositato di automobili, autotreni, navi ed aerei: la produzione di merci ed oggetti ha raggiunto dei ritmi impensabili, i modelli consumistici si sono propagati dall’occidente ai paesi con economie emergenti, e in soli 50 anni la popolazione del pianeta è più che raddoppiata. È stata una vera pacchia, per il tempo che è durata: ora però le estrazioni e le raffinazioni più facili sono terminate, il costo del carburante comincia a salire, e visto che ci troviamo in un mercato mondiale strettissimamente legato al petrolio, tutte le logiche produttive ed economiche stanno iniziando a cambiare. È finito il tempo della potenza fossile a buon mercato, ma noi non vogliamo prenderne atto: di petrolio ce n’è ancora, ma ora la finestra non è più spalancata come prima. Purtroppo, non solo l’economia ma anche la cultura contemporanea non sono assolutamente pronte a concepire gli elementi di straordinarietà e di non riproducibilità che hanno contraddistinto il periodo storico che abbiamo recentemente vissuto, e che ora si sta man mano concludendo. LA MOSSA IMPREVISTA Il petrolio deriva da foreste e residui organici sedimentati e progressivamente sprofondati, che grazie a particolari condizioni di pressione e di temperatura hanno potuto trasformarsi nel prezioso oro nero: con questo processo estremamente lento, la natura ha spostato delle ingenti quantità di carbonio dal suolo al sottosuolo. Estraendo il petrolio dal terreno e bruciandolo, noi abbiamo spostato di nuovo in superficie il carbonio, che combinandosi con l’ossigeno, ha generato dell’anidride carbonica. Questo gas, che è naturalmente presente in atmosfera, svolge delle funzioni analoghe al tetto di una serra che imprigiona all’interno di essa il calore solare. A partire dall’inizio della rivoluzione industriale, le concentrazioni di anidri- de carbonica in atmosfera hanno cominciato velocemente ad aumentare: il tetto della serra terrestre ha iniziato ad ispessirsi e la temperatura media del pianeta è gradualmente salita. A peggiorare la situazione hanno pesantemente contribuito le selvagge deforestazioni con le quali per scopi commerciali non solo abbiamo distrutto degli habitat naturali essenziali, ma abbiamo fatto scomparire l’effetto mitigante delle piante, che concorrono a mantenere costante il livello di anidride carbonica. Qualcuno potrebbe pensare che l’elemento determinante di questo processo sia stata la quantità del nostro ritrasferimento di carbonio in superficie. Invece non è così. La Terra, senza provocare alcun danno, sposta continuamente tra i vari comparti terrestri (suolo, oceani, atmosfera) delle quantità di carbonio ben più grandi di quelle che noi abbiamo mosso: si tratta tuttavia di movimenti previsti, che fanno parte delle dinamiche naturali terrestri. Ciò che ha fatto sbilanciare il sistema è stata la repentinità e l’imprevedibilità della nostra azione: in pratica, il pianeta non si aspettava che avvenisse questo evento. Possiamo rappresentare la cosa in questo modo: abbiamo una grande vasca nella quale dei grossi rubinetti versano massicce quantità di acqua. Nel contempo, altrettanti scarichi la smaltiscono, creando una condizione controllata di equilibrio. La vasca è piena fino all’orlo, ma da essa non tracima fuori nemmeno una goccia perchè i flussi sono perfettamente bilanciati. Arriva un’omino, che ha in mano una brocca d’acqua: senza alcun preavviso la versa nella vasca. Con quel contributo pur piccolo, il nostro protagonista provoca la tracimazione, perchè il gesto repentino (per i tempi terrestri, poche decine di anni sono eventi istantantei) non era stato previsto dal sistema, che non ha avuto il tempo di reagire, e di mettere in gioco dei meccanismi di riequilibrio. 9 PANE E ORO NERO All’inizio degli anni ’60 si è avviato un processo che viene definito rivoluzione verde: il petrolio ha cominciato ad essere utilizzato in agricoltura come sostituto delle braccia umane e della forza di trazione animale; l’uso capillare di trattori, mietitrebbie, e in generale di macchine agricole ha consentito l’esodo verso le città delle popolazioni che vivevano in zone rurali; l’occupazione si è spostata dai campi all’industria. Grazie alla petrolchimica, sono stati prodotti i fertilizzanti e i pesticidi che insieme all’impiego massiccio della meccanizzazione hanno fatto aumentare la produttività agricola di due volte e mezzo rispetto ai metodi di coltivazione tradizionali. Questo aumento di resa ha consentito di produrre il cibo per poter nutrire i 7 miliardi di persone che oggi abitano il pianeta. Putroppo, l’attuale modello economico ha fallito completamente gli obiettivi di redistribuzione della ricchezza, perchè più di un miliardo di persone vive sotto la soglia di povertà: significa che il denaro che queste guadagnano non è sufficiente a comperare il cibo di cui necessitano per sopravvivere. La rivoluzione verde, comunque, ci ha resi totalmente dipendenti dal petrolio, anche sotto il profilo alimentare: ad oggi in ciascuna caloria alimentare che assumiamo ci sono circa 10 calorie di combustibile fossile che risultano indispensabili per produrla. Il problema che dovremo affrontare con il progressivo aumento di costo del petrolio è enorme: allo stato dell’arte non ci sono modi per poter sintetizzare artificialmente i componenti con cui si producono i fertilizzanti, e la trazione elettrica non è pronta a muovere quei trattori e quelle mietitrebbie che sostituiscono le braccia. Il risultato è che il costo del cibo aumenterà di conseguenza a quello del petrolio, allargando ulteriormente il numero di persone che non possono permettersi di acquistarlo. Gli stessi combustibili fossili sui quali si è fondata la produzione agricola a partire dalla rivoluzione verde sono quelli che hanno innescato il fenomeno dei cambiamenti climatici: in tutto il mondo sono in atto fenome10 ni di desertificazione, le precipitazioni violente ed improvvise che derivano dalle estremizzazioni dei fenomeni causano altrettanti danni, per cui la resa delle coltivazioni è già oggi in calo. Questo scenario inquietante non smuove tuttavia le coscienze, perchè non stiamo mettendo in atto dei veri cambiamenti: continuiamo a dare per scontato che le cose straordinarie che il tesoro sepolto ci ha permesso di fare possano protrarsi per sempre. LA TEMPESTA PERFETTA Le economie continuano a basarsi sulla crescita continua, ignorando che la finitezza fisica del nostro pianeta non permette di realizzarla. Grazie alle riserve di sole che abbiamo trovato sottoterra siamo riusciti ad aumentare la produzione industriale e alimentare, popolando il pianeta di individui che fin dalla nascita devono trasformarsi in voraci consumatori onde poter sostenere l’economia: nello stesso tempo questi distruttori esauriscono anche le risorse del pianeta, ma questo fatto non viene considerato. Il tesoro energetico non è ancora terminato, ma il suo sfruttamento diventa man mano più gravoso: questo inconveniente sta mettendo in crisi un sistema economico che si è basato sull’uso sfrenato di energia a basso costo. La stessa energia che ci è parsa così economica ha poi rivelato di avere un costo alquanto salato, pagato sotto forma di alterazioni climatiche che ora causano crescenti disastri, e rendono il pianeta sempre più inabitabile ed improduttivo a fini alimentari. Data la progressiva diminuzione di resa del suolo, dato il prezzo crescente del combustibile che ci permette di sfruttarlo, il buonsenso suggerirebbe di preservare la terra, che noi invece continuiamo inarrestabilmente a cementificare: in Italia, 70 ettari di territorio spariscono ogni giorno sotto l’asfalto e il cemento. La carne è un alimento a bassissima resa, a parità di terreno coltivato può nutrire circa un decimo delle persone che una dieta vegetariana permetterebbe di sostenere; inoltre consuma moltissima acqua, ed è la principale responsabile delle deforestazioni, che a loro volta incidono sul riscaldamento globale e sull’esaurimento degli ecosistemi. Ciò nonostante, in tutto il mondo i consumi di carne sono in aumento. Incuranti di tutto questo, stiamo destinando sempre più suolo alle coltivazioni che producono biocarburanti: ci preoccupiamo di dare cibo alle macchine, delle quali non possiamo più fare a meno, come nei films di fantascienza che vedono la vittoria dei robot sugli umani. Ora anche i voli di linea, le portaerei ed i mezzi mili- tari stanno progressivamente convertendosi all’uso di questi combustibili, perchè la produzione di greggio convenzionale è in declino; diamo per scontato che lo status quo deve restare inalterato e cerchiamo di supplire al deficit attraverso delle forme alternative con le quali, per strade traverse, poterci procurare quel combustibile di cui siamo totalmente dipendenti: peccato che per fare un pieno di biocarburante di prima generazione ad un’autovettura dobbiamo utilizzare una quantità di cibo che potrebbe sfamare una persona per un anno. Nel caso di biocarburanti per aviazione, il bilancio è molto più sfavorevole, a scapito naturalmente degli umani. ALIMENTAZIONE DEL CANE Allergie e intolleranze invece, la gravità dei sintomi è strettamente correlata alla quantità dell’ingrediente ingerito: maggiore è la quantità, maggiormente visibile/grave sarà la reazione. Nel cane solitamente l’allergia e/o l’intolleranza sono legate soltanto al cibo, in particolare all’assunzione di carni bovine, frumento, mais, prodotti caseari, uova, soia. I sintomi principali che possiamo riscontrare, soprattutto con l’aiuto di una visita veterinaria, sono molteplici. A livello cutaneo possiamo riscontrare prurito, irritazioni/lesioni nell’orecchio, sul collo o nella zona perianale, oltre a congiuntiviti e lacrimazioni. ALI DI CERA CHE STANNO PER SCIOGLIERSI Una concentrazione di anidride carbonica pari oggi a 395 parti per milione in continua inarrestabile crescita, contro le 280 parti per milione stabili dell’epoca preindustriale. Quasi un grado di innalzamento della temperatura media del pianeta nell’ultimo secolo. La completa fusione estiva dell’artico ormai alle porte. Un panorama politico nel quale i paesi in via di sviluppo accusano quelli industrializzati di non voler assumere impegni, mentre quelli industrializzati accetterebbero di farlo se i paesi in via di sviluppo e le nuove economie facessero altrettanto. Il Protocollo di Kyoto, unico accordo vincolante sottoscritto dalla comunità internazionale, va in scadenza senza che esista la volontà di siglarne dei nuovi: un vuoto normativo che non ha precedenti nella storia delle Nazioni Unite. Questo è il quadro del nostro volo: forse Homo Sapiens, prima di trasformare il mondo così radicalmente, avrebbe dovuto pensare un pò meglio se quello che stava facendo era realizzabile. Gabriele Porrati Coordinatore del Progetto Cambiamo www.cambiamo.org Tutti i proprietari di animali domestici, al momento dell’adozione, si chiedono se sia opportuno alimentare l’animale in modo “casalingo” oppure “industriale”, tralasciando però l’informazione riguardo i cibi che davvero fanno male al cane. Indipendentemente dal tipo di preparazione del pasto, è opportuno sapere che alcuni alimenti presenti nelle nostre case possono essere davvero rischiosi, perché mal tollerati dall’apparato digerente canino, che è prevalentemente carnivoro. Gli alimenti dannosi più comuni sono il cioccolato, eccessive quantità di vegetali, uva, uvetta, funghi, aglio, cipolle, porri, the, caffè, alcolici, prodotti contenenti xilitolo (ad es. caramelle), sale eccessivo. Oltre a ciò, non bisogna dimenticare che nell’arco della vita del cane possono sorgere delle allergie e/o delle intolleranze a particolari cibi, con conseguenti reazioni, anche gravi, sull’intero organismo. Sia l’allergia che l’intolleranza ad un alimento consistono nella incapacità dell’organismo di accettare una determinata sostanza assunta; la differenza tra le due cose è che l’allergia provoca una reazione del sistema immunitario, mentre la seconda no. Entrambe possono avere conseguenze visibili ad occhio nudo, come flatulenza, pelo opaco, infezioni od infiammazioni cutanee, oltre a malfunzionamenti dell’apparato digerente. Nel caso dell’allergia, indipendentemente dalla quantità, la sostanza immessa viene ritenuta “pericolosa” dal corpo e scaturisce un meccanismo immunitario in grado di contrastarla. Quando si ha un’intolleranza alimentare, Per quanto riguarda l’apparato gastrointestinale/urogenitale spesso i sintomi sono molto dolorosi e stressanti per l’animale, come vomito, diarrea, coliti, singhiozzi, cistiti, gonfiore addominale. A volte le allergie e le intolleranze possono avere risvolti gravi sul sistema nervoso: iperattività, crisi epilettiche, affaticamento precoce, sbalzi tempestivi d’umore. Tutte le razze canine possono essere soggette a queste patologie ma è bene sapere che alcune sono geneticamente più predisposte rispetto ad altre, quindi è opportuno avere per loro un occhio di riguardo. Queste razze sono il Pastore Tedesco, il Chow Chow, lo Sharpei, il Bassotto, il Dalmata, il Labrador e il Golden Retriever, il Boxer, il Cocker Spaniel, il Westhighland White Terrier ed il Setter Irlandese. Prevenire è possibile, assicurandoci di alimentare il nostro cane in maniera corretta ed equilibrata, abbastanza varia (ma non troppo), chiedendo sempre il consiglio del veterinario al momento dell’adozione, durante le successive età evolutive e in concomitanza di cambiamenti fisici (come la sterilizzazione o un’operazione chirurgica). Se non abbiamo il tempo sufficiente per preparare pasti completi a casa, possiamo tranquillamente fornirci nei negozi, in quanto oggigiorno esistono aziende competenti che producono pasti ipoallergenici facilmente digeribili e adatti a tutti i tipi di cane. 11 GLI ANIMALI CI SGRIDANO La questione della sperimentazione preventiva, che la legge impone per immettere in commercio un prodotto cosmetico, è una materia ben più complessa di quanto possa apparire a prima vista. È necessario definire cosa si intende per "prodotto cosmetico", quali siano i test su animali specifici per gli ingredienti dei prodotti cosmetici e quali invece vengano eseguiti comunque (sia che l'ingrediente venga usato nei cosmetici o meno), che cosa impone la legge a riguardo, cosa significa la dicitura "cruelty-free" apposta sui prodotti cosmetici e quali siano le ditte che sono veramente cruelty-free. In breve, possiamo dire che l'etichetta apposta sul prodotto non ha alcun valore (simbolo del coniglietto, scritta "crueltyfree", ecc.) perché si riferisce solitamente al prodotto finito, mentre il problema sono i test su animali per i singoli ingredienti che compongono il prodotto finito. Se si vuole andare sul sicuro, occorre comprare SOLO i prodotti delle ditte indicate nella "lista delle ditte cruelty-free". QUALI SONO I TEST DI TOSSICITÀ Quando una nuova sostanza chimica deve essere messa in commercio, essa deve essere sottoposta a una serie di test detti "regolatori" (cioè obbligatori per legge) per attestare la sua sicurezza per i consumatori. Tali test, detti "test di base", sono raggruppabili in queste categorie: 1. Tossicità acuta (misura l'effetto di alte dosi della sostanza in un'unica somministrazione); 2. Mutagenesi (la capacità della sostanza sotto test di far mutare le cellule dell'organismo); 3. Tossicità ripetuta (dosi più basse per periodi di tempo più lunghi; qui sono compresi anche i test di "tossicità cronica", che, se eseguiti su animali, vengono svolti per tutta la durata della vita dell'animale); 4. Tossicità riproduttiva o teratogenicità (la capacità della sostanza di creare difetti nella prole). I dati per queste categorie di "effetti della sostanza" devono essere resi disponibili per qualsiasi nuova sostanza chimica. Va notato che ognuna di queste categorie comprende vari tipi di test, non uno solo. Per quelle sostanze chimiche che verranno poi usate come ingredienti nei prodotti cosmetici sono inoltre obbligatori altri test più specifici, che ricadono in queste categorie: A. Irritazione della pelle; B. Corrosione della pelle; C. Fototossicità (interazione con la luce e conseguenti effetti tossici); 12 D. Fotoirritazione (interazione con la luce e conseguenti effetti irritanti); E. Assorbimento percutaneo (azione di penetrazione nell'organismo); F. Irritazione dell'occhio. Infine, ci sono dei test che sono specifici per i farmaci, MA alcuni di questi vanno eseguiti anche per gli ingredienti dei cosmetici, perché un cosmetico è definito tale solo se ha un'azione locale (pelle, occhio, ecc.). Se può invece reagire con l'organismo ed essere metabolizzato, è scientificamente da considerare un farmaco, anche se poi viene venduto come cosmetico. Dipende quindi dal tipo di ingrediente: un ingrediente ad alta penetrazione entrerà in contatto con organi interni e quindi subirà anche i test per farmaci, un ingrediente a bassa penetrazione solo quelli per cosmetici. Quindi varia da caso a caso (circa nel 50% dei casi sono necessari test specifici per farmaci). I test comuni per farmaci e cosmetici, ma non eseguiti invece per le altre sostanze chimiche, sono i test di tossicocinetica, che servono per capire come la sostanza raggiunga le cellule e gli organi e causi eventuali danni biologici. Oltre a tutto questo esistono poi i test del prodotto finito, quindi non del singolo ingrediente, ma del composto formato da vari ingredienti. CHE COSA È ATTUALMENTE VIETATO NELL'UE E DA QUANDO Fino a non molti anni fa, praticamente tutti questi test venivano eseguiti su animali: si tratta di test invasivi, dolorosi, e che terminano con la morte dell'animale (che muore a causa del test o perché viene ucciso dopo il test). Gli animali usati erano soprattutto conigli e roditori. Grazie a una battaglia durata decenni ed ancora in corso, oggi una parte di questi test non viene più eseguita su animali e, almeno in Europa, sono vigenti dei veri e propri divieti di test su animali relativa- mente alle varie categorie sopra citate. Vediamo quali sono i divieti in vigore. Dal 2004 sono vietati i test su animali del prodotto finito (quindi il singolo shampoo, crema, trucco, ecc.). Dal marzo 2009 sono stati vietati una cospicua serie di test su animali per gli ingredienti nel caso in cui l'ingrediente sia usato per la produzione di cosmetici. Il divieto prevede che non si possano usare animali per questi test all'interno dell'UE e non si possano vendere all'interno dell'UE dei cosmetici che usino ingredienti sottoposti a test su animali, anche se i test sono stati eseguiti fuori dell'UE (quindi divieto di test e divieto di vendita). Tali test sono in parte dei test di base, in parte test specifici per i cosmetici. Quelli vietati sono i test di base che abbiamo numerato con 1 e 2 (tossicità acuta e mutagenesi), e TUTTI i test specifici per i cosmetici, quelli che abbiamo indicato con a-f. Il dossier pubblicato il 13 settembre 2011 dalla Commissione Europea spiega però che questi test ad oggi sono solo parzialmente coperti da metodi alternativi convalidati e che quindi rimangono ancora delle aree grigie per le quali metodi alternativi senza animali legalmente validi non esistono. Le aree ad oggi coperte sono tutti i test specifici tranne l'ultimo, cioè a-e, mentre il punto f (irritazione dell'occhio) è solo parzialmente coperto. Per quanto riguarda i test di base 1 e 2, essi sono coperti solo parzialmente. Cosa significa questo, nella pratica? Significa che se una nuova sostanza chimica dovrà essere usata come ingrediente in un cosmetico, il produttore dell'ingrediente NON POTRA' eseguire su animali i test di base 1 e 2 e tutti i test specifici a-f. Il produttore presenterà quindi alla commissione incaricata di valutare la sicurez- za dell'ingrediente i dati di cui è in possesso dai suoi test senza animali. Se la commissione valuterà tali dati sufficienti, l'ingrediente potrà essere usato, altrimenti no. Viceversa, se l'ingrediente sarà usato per altri prodotti, non cosmetici, i test che verranno fatti saranno sicuramente quelli senza animali già convalidati per i punti 1 e 2 (tossicità acuta e mutagenesi), perché, ove sono disponibili test alternativi, è obbligatorio usarli; però, sempre all'interno di queste aree, saranno in generale eseguiti anche test su animali, per tutti gli aspetti non ancora coperti da quelli alternativi. Ogni nuovo test di base validato andrà a sostituire uno o più test su animali, e lo sviluppo di tali alternative sarà incentivato proprio dalla necessità di averle disponibili per gli ingredienti cosmetici. Come spiega il comunicato della Commissione Europea, negli ultimi 20 anni l'UE ha erogato 200 milioni di euro di contributi per lo sviluppo di tali metodi alternativi. Oltre all'ECVAM, l'istituto europeo per la convalida dei metodi alternativi, nel 2005 è stata anche creata la Partnership Europea per gli Approcci Alternativi ai Test su Animali (EPAA), che riunisce la Commissione Europea e varie federazioni dell'industria e del commercio. Sono anche state stabilite partnership con gli USA, il Giappone e il Canada che hanno portato alla Cooperazione Internazionale sui Test Alternativi (ICATM). CHE COSA SARA’ VIETATO IN FUTURO E DA QUANDO Ma non solo: anche i test specifici per i farmaci, quelli di tossicociRIMANGONO DUNQUE ESCLUSI DAL DIVIETO DEL 2009: - COME TEST DI BASE: netica, trarranno vantaggio dai nuovi metodi sviluppati per i cosmeTOSSICITÀ RIPETUTA (COMPRESA TOSSICITÀ CRONICA), tici, aspetto estremamente importante per salvare animali. TOSSICITÀ RIPRODUTTIVA O TERATOGENICITÀ; - COME TEST SPECIFICI PER COSMETICI PIÙ FARMACI: I TEST SU ANIMALI SERVONO? TOSSICOCINETICA. Per finire, qualche parola sull'utilità dei test su animali. Può lasciaPer questi test la data fissata per il divieto nel campo della cosmesi è del 2013. Tale data è in pericolo, perché non sono ancora stati sviluppati e convalidati metodi alternativi. Nei dossier citati viene infatti affermato che, nel caso migliore, serviranno ancora 2-3 anni per sviluppare i metodi mancanti, e altri 2-5 anni per convalidarli da un punto di vista legale, quindi serviranno ancora altri 4-8 anni, sempre nella migliore delle ipotesi. Quindi si parla di 2015-2019. La scadenza del 2013 che per ora rimane fissata ha spinto la Commissione Europea a lanciare una iniziativa di ricerca del valore di 25 milioni di euro, chiamata "Verso la sostituzione dei test di tossicità ripetuta per la valutazione della sicurezza". A gennaio 2011 sono dunque stati avviati 7 nuovi progetti di ricerca che hanno lo scopo di porre le basi per futuri test di sicurezza con un più alto valore predittivo, più veloci e meno costosi dei test su animali. Al progetto parteciperanno 70 realtà europee: università, istituti di ricerca pubblica, e industria. La Associazione Cosmetica Europea (Colipa) si è impegnata ad aggiungere altri 25 milioni di euro al progetto. Rimane il fatto che entro il 2013 tali test non saranno pronti. Cosa accadrà, dunque, verrà fatta slittare la data? Per ora, nel dossier del 13 settembre 2011 la Commissione non si sbilancia e prende tempo, affermando: "Molti metodi alternativi sono in fase di sviluppo ed esiste un potenziale per delle strategia di sostituzione almeno parziale. La Commissione Europea sta attualmente valutando l'impatto dell'implementazione del divieto totale di commercializzazione entro il 2013 e sulla base di tale valutazione deciderà se emettere una proposta in relazione al divieto. La Commissione annuncerà la sua decisione finale entro la fine del 2011". La spinta allo sviluppo di metodi alternativi in queste aree ancora non coperte è molto importante perché ogni nuovo metodo convalidato sarà valido anche per tutti gli altri settori, non solo quello cosmetico, quindi ogni nuova sostanza chimica che dovrà essere sottoposta ai test di base, userà i test alternativi sviluppati per gli ingredienti cosmetici. re perplessi il fatto che per valutare la sicurezza di una sostanza non esistano metodi alternativi senza animali. Cosa significa, dunque, che i test su animali servono? No, significa solo che ad oggi la legge prevede che i risultati di certi tipi di test debbano essere disponibili, e che finora tali test sono stati fatti su animali. Ma questi test su animali non sono MAI stati sottoposti ad alcun meccanismo di convalida, come è invece obbligatorio per i metodi alternativi. Si fanno solo "per tradizione" e perché la legge lo prevede, non perché i dati che da essi risultano siano effettivamente sensati e utili. Ma il processo di sostituzione è ormai avviato, e se anche serviranno ancora anni, almeno si vedono dei progressi man mano che il tempo passa. CONCLUSIONE Per riassumere, occorre dunque tenere ben presenti questi 2 fatti: 1. che ogni sviluppo di metodi alternativi per i "test cosmetici" ha ripercussioni su TUTTO il settore dei test di tossicità e quindi salva moltissimi animali, in tutto il mondo; questa è una cosa GRANDIOSA e importantissima; 2. che la battaglia non è ancora finita, perché oggi dei settori ancora molto vasti di sperimentazione animale rimangono non solo ammessi, ma obbligatori, e che FORSE questi verranno vietati (per i soli test cosmetici) nel 2013, ma per ora non lo sono, e la data non è ancora certa. Maggiore sarà la pressione a mantenere questa data e a non volere cosmetici con ingredienti testati su animali, maggiore sarà la possibilità di sviluppare più in fretta metodi alternatvi, che poi saranno validi per TUTTI i campi, per tutte le sostanze chimiche e anche per i farmaci, non solo per i cosmetici. Questi due aspetti ci fanno capire quanto sia importante continuare la battaglia contro i test cosmetici, sia come consumatori, continuando a comprare prodotti che non incrementino i test su animali, sia come attivisti, divulgando la corretta informazione sul tema. 13 Con il patrocinio del Comune di Milano ANIMALS EMERGENCY si avvale esclusivamente dell'autofinanziamento e della collaborazione di volontari. Lo scopo principale di ANIMALS EMERGENCY è quello di poter aiutare gli animali e tutte quelle persone che, per proprio conto, a proprie spese e senza nessun ausilio si occupano di loro, fare rispettare i diritti degli animali ed affermare la loro tutela in ogni luogo. L'impegno di ANIMALS EMERGENCY si articolerà quindi su una serie di importanti tematiche: A Trezzano sul Naviglio, nell’ottobre 2003, si è costituita, grazie all’idea ed alla buona volontà di diverse persone, l’associazione “ANIMALS EMERGENCY”, associazione no-profit che si avvale esclusivamente dell’autofinanziamento e della collaborazione di volontari. Essa lavora al fine di promuovere e sostenere attività a tutela degli animali e dei loro diritti aiutando contemporaneamente ed in modo concreto le persone ed i rifugi che accolgono cani e gatti in difficoltà, abbandonati o maltrattati. E’ e sarà un lavoro durissimo, siamo solo agli inizi di un percorso infinito: di animali bisognosi e disperati ne esistono tantissimi!! Il sogno è di arrivare davvero lontano, l’entusiasmo non manca, ci auguriamo di trovare tanti altri volontari disponibili ad aiutarci a realizzare i nostri obiettivi. Tutto questo partendo dalla considerazione che una società non può dirsi del tutto civile se non avrà imparato ed applicato il massimo rispetto nei confronti degli animali. OPERAZIONE ZAMPA AMICA. ecco come... ADESIONE Ritieni l'idea valida? Vuoi partecipare alla sua realizzazione? Puoi partecipare attivamente contattandoci Puoi sostenerla versando un’offerta sul c/c postale n. 49286701 intestato ad ANIMAL’S EMERGENCY Puoi associarti versando la quota annuale tramite c/c postale e inviando il modulo di adesione che puoi stampare Onlus Via Darwin 31 - Trezzano sun Naviglio (MI) tel. 0283428736 - Cell. 333.54.80.749 - Fax: 02700514675 cod. fisc. 97360750158 E-Mail : [email protected] Sito: www.animalsemergency.com MODULO DI ADESIONE COGNOME .......................................................................NOME.......................................................................... INDIRIZZO .............................................................................................................................................................. CAP ........................COMUNE..............................PROVINCIA .............................................................................. TELEFONO ........................................................CELL............................................................................................ E-MAIL .................................................................................................................................................................... DATA DI NASCITA ...............................................PROFESSIONE.......................................................................... DISPOSTO A COLLABORARE q NO q SI’ DATA ..............................................................................FIRMA .............................................................................. q q Decide di (barrare la casella corrispondente): associarsi a ANIMAL’S EMERGENCY rinnovare la quota associativa a ANIMAL’S EMERGENCY ORDINARIO SOSTENITORE VITALIZIO Quote associative (barrare la casella corrispondente): q 15 Euro q 50 Euro q 250 Euro Compila il modulo in tutte le sue parti Versa la quota corrispondente sul ccp n° 49286701 intestato a: ANIMAL’S EMERGENCY Invia modulo e ricevuta di versamento a: ANIMAL’S EMERGENCY Via Puecher 18 20083 Gaggiano (MI) ! Vi informiamo che ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. 196/03, i dati personali saranno trattati in ottemperanza al Codice Privacy anche con l’ausilio di mezzi elettronici per le sole finalità in oggetto. Per esercitare i diritti previsti dall’art. 7 del Codice Privacy, l’interessato dovrà rivolgere richiesta scritta indirizzata a: Animal’s Emergency, Via Puecher 18 – 20083 Gaggiano (MI). ELENCO DELLE CONVENZIONI STIPULATE DALL’ASSOCIAZIONE A FAVORE DEGLI ADERENTI per usufruire degli sconti è necessario che sia stata versata la quota annuale di adesione VETERINARI Ambulatorio Veterinario Procaccini – Milano Via Procaccini 68 – tel. 0237649000 Ambulatorio Veterinario Santa Rita – Milano Via Binda 33 – tel. 0297382078 Ambulatorio Veterinario Lattuada dr. Carolina - Rosate (MI) Viale delle Rimembranze 28 - tel. 02 90834406 Ambulatorio Veterinario Sacchi dr. Alfredo – Trezzano sul Naviglio (MI) Via Benedetto Croce 25 – tel. 02 4455888 Ambulatorio Veterinario LAMBRATE Francioni Dr. Giorgio /Macchi Dssa Clara – Milano Via Bertolazzi 10 – tel. 0294558725 Reperibilità notturna e festiva 3348265742 CLINICA VETERINARIA San Vittore Ceriani Dr. Alessio – San Vittore Olona (MI) Via Sempione 102 – tel. 0331 1770510 "OSPEDALE VETERINARIO TIMAVO di Barbara D'Orta" Milano Via Timavo, 31 - Tel & Fax 02 667 19 031 PRONTO INTERVENTO ANIMALI ESOTICI servizio di pronto soccorso per animali esotici a domicilio e presso le strutture referenti solo notturno (20:00 - 7:00) e festivo in Milano tel 3275736266 RISTORANTI Pomodoro & Basilico Viale Italia 31 - Corsico 20094 Tel. 0245119487 Cell. 3496404013 10% di sconto per tutti gli associati sulle portate del menù alla carta GIARDINERIE Viridea di Cusago e Rho Concederà la vendita a prezzi agevolati: sconto 10% sui prodotti destinati agli animali, sconto 20% sugli altri articoli, previo presentazione della tessera dell’Associazione debitamente compilata in ogni sua parte N.b. Lo sconto sarà applicato alle seguenti condizioni: • • Ai soli possessori del tesserino Esclusivamente previa presentazione alle casse, prima dell’emissione dello scontrino, della tessera di • • riconoscimento (vedi al piede del documento), Senza distinzione alcuna di periodo, reparto o categoria merceologica. Senza distinzione alcuna circa le modalità di pagamento (assegni, carte di credito, contanti, bancomat.) Lo sconto di cui all’accordo non potrà essere applicata nei seguenti casi: • In mancanza della presentazione della tessera dell’Associazione, • Su articoli già in “promozione di periodo”, scontati o in fine serie, che sono tuttavia sempre evidenziati da appositi cartelli, • Sui servizi accessori che Viridea offre alla propria clientela, quali a titolo di esempio: finanziamenti, consegne a domicilio, preventivi, consulenze, corsi ecc. TAVOLI INFORMATIVI E MANIFESTAZIONI DOVE SAREMO PRESENTI E CCO DOVE CI PUOI TROVARE CON TAVOLI INFORMATIVI SU RANDAGISMO , STERILIZZAZIONI E TUTTI GLI ALTRI ARGOMENTI ANIMALISTI Giardineria VIRIDEA di Cusago (Milano) 22 e 23 Settembre – 27 e 28 Ottobre – 10 e 11 Novembre 29 e 30 dicembre Giardineria VIRIDEA di Rho (Milano) 29 e 30 Settembre – 24 e 25 Novembre Giardineria BOTANIC Rozzano (Milano) 15 e 16 Settembre – 20 e 21 Ottobre – 17 e 18 Novembre 15, 16, 22, 23 e 24 Dicembre Peet Zone – Cesano Boscone (Milano) 8 Settembre - 6 Ottobre - 3 Novembre - 1 Dicembre *** se vuoi venirci a trovare chiedi la conferma della presenza al 3335480749 17 V I V E R E I N F O R M AT I SE VIAGGI IN TRENO ECCO IL MANUALE PER GODERSI UNA...VACANZA DA CANI Ecco alcuni consigli utili per una vacanza serena insieme al nostro amico peloso. Esistono posti dove trascorrere le nostre vacanze con il cane (purché educato e tenuto sotto controllo): case vacanze e strutture per i viaggiatori con i cani. Si raccomanda a chi viaggia con il cane di osservare le regole di rispetto dei viaggiatori, quindi portare con sé museruola ed evitare di lasciare il cane libero in prossimità di altri ospiti. Il cane può viaggiare sul sedile posteriore dell’auto, purché non costituisca pericolo alla guida; infatti esistono in commercio guinzagli corti da assicurare alla cintura del sedile posteriore. Fate anche attenzione alla temperatura dell’abitacolo, munitevi eventualmente di tendine parasole e, in caso di sosta, non lasciate MAI il cane in macchina al sole. E’ preferibile far viaggiare il vostro amico a digiuno, o, al massimo, farlo mangiare tre ore prima della partenza. Ricordate di avere 18 sempre a portata di mano una bottiglia di acqua fresca e la sua ciotola, e in caso il vostro cane soffra di questo inconveniente, portate con voi le pastigliette contro il mal d’auto, parlandone sempre prima con il suo veterinario. COSA METTERE NELLA VALIGIA DI FIDO • • • • • • • • • Le sue ciotole La sua brandina Sacchettini igienici Museruola e guinzaglio Asciugamano tutto per lui Spazzola e shampoo I suoi giochini Il suo cibo Kit di pronto soccorso (antiparassitario, antibiotico, anti dolorifico), e, in caso di vacanze in montagna, munirsi di siero anti vipere. Puoi trasportare gratuitamente cani di piccola taglia, nella prima e nella seconda classe di tutte le categorie di treni. Puoi trasportare cani di qualsiasi taglia su treni Intercity, Intercity notte ed Espressi. Puoi trasportare un solo cane di qualsiasi taglia, provvisto di museruola e guinzaglio, sia in prima che in seconda classe, acquistando un biglietto di seconda classe alla tariffa prevista per il treno utilizzato ridotta del 50% (senza l’importo della prenotazione). Carrozze a cuccette, vetture comfort, vagoni letto, vetture Excelsior ed Excelsior E4. Puoi trasportare un cane di qualsiasi taglia, acquistando un biglietto alla tariffa ordinaria n. 1/Espressi di seconda classe ridotta del 50% (senza l’importo della prenotazione). E’ inoltre sempre richiesto l’acquisto dell’intero compartimento. Fuori dal compartimento devi tenere il cane al guinzaglio e munito di museruola. In nessun caso gli animali ammessi nelle carrozze possono occupare posti destinati ai viaggiatori e qualora rechino disturbo agli altri viaggiatori, su indicazione del personale del treno, sarai tenuto ad occupare altro posto disponibile o a scendere dal treno. Per trasportare i cani, con eccezione del cane guida per non vedenti, è necessario il certificato di iscrizione all’anagrafe canina (o “passaporto” del cane per i viaggiatori provenienti dall’estero), da esibire durante il viaggio ad ogni richiesta del personale e al momento dell’acquisto del biglietto dell’animale, ove previsto. Devi sempre provvedere alla sorveglianza dell’animale e sei responsabile di tutti i danni eventualmente recati. Irregolarità nel trasporto degli animali. Se risulti sprovvisto del biglietto per l’animale sarai tenuto al pagamento dell’importo dovuto maggiorato di una soprattassa. La stessa regolarizzazione ti verrà applicata se l’animale non è ammesso al trasporto o se non hai il certificato di iscrizione all’anagrafe canina e dovrai comunque scendere alla prima stazione di fermata del treno. NAVE Le navi da crociera difficilmente accettano la presenza di cani di grossa taglia; d'altronde questa soluzione non ci sembra assolutamente consigliabile. DOCUMENTI UTILI AEREO • • I viaggi con gli animali in aereo, variano da compagnia a compagnia. Libretto sanitario aggiornato Passaporto europeo in caso di vacanza all’estero VEDIAMO LA NOSTRA ALITALIA COSA OFFRE Non vuoi separarti dal tuo cane nemmeno durante le vacanze? Alitalia dà il benvenuto a bordo anche a loro! Ecco tutto quello che c’è da sapere per un volo in piena regola. Per viaggiare negli stati membri dell’Unione Europea, i cani devono essere muniti di: • un passaporto rilasciato da un veterinario, che riporti le vaccinazioni e lo stato di salute dell’animale • un tatuaggio leggibile o un sistema elettronico di identificazione (transponder) RICORDA INOLTRE CHE: • gli animali di età inferiore ai 3 mesi, quindi non ancora sottoposti al vaccino antirabbia, non possono viaggiare in Europa • per l’ingresso in Svezia è obbligatorio anche il trattamento antiparassitario contro echinococco e zecche • nel Regno Unito e in Irlanda non è consentito il trasporto di animali nè a bordo, né in stiva, né come merce • in alcuni paesi vigono divieti o limitazioni all’introduzione di alcune specie animali • il trasporto di cani guida per passeggeri non vedenti e/o non udenti è gratuito e senza limiti di peso. Poiché il servizio non è disponibile su tutti gli aeromobili e le dimensioni massime imbarcabili variano a seconda dell'aeromobile utilizzato, è importante informarsi in anticipo contattando il Numero Unico 06 2222. IL PASSAPORTO EUROPEO Dal primo ottobre scorso è obbligatorio il passaporto europeo per cani, gatti e furetti al seguito. Dopo la proroga concessa la scorsa estate dall'Ue, quindi, entra nel vivo l'applicazione del Regolamento n. 998 del Parlamento Europeo. Le nuove norme si riferiscono ai movimenti degli animali da compagnia tra gli Stati europei o in entrata da Paesi terzi. Sono esclusi i movimenti finalizzati alla vendita o al trasferimento di proprietà degli animali. Lo speciale passaporto per animali domestici consente l'identificazione dell'animale e del suo proprietario. Il documento riporta tutte le pratiche veterinarie effettuate, il numero identificativo del microchip e altre informazioni. Se i microchip utilizzati non fossero conformi agli standard ISO 11784 o ISO 11785, i proprietari dovranno portare con sé il documento di lettura. L'uso del microchip al posto del tatuaggio diventerà obbligatorio in tutti i Paesi europei fra otto anni. Le autorità del Regno Unito, dell'Irlanda, della Svezia e di Malta richiedono inoltre che per i prossimi cinque anni i passaporti riportino la trascrizione delle analisi per gli anticorpi della rabbia. uesta prova sierologica dovrà essere effettuata almeno sei mesi prima della partenza per il Regno Unito, per l'Irlanda o per Malta e almeno 120 giorni prima della partenza per la Svezia. VACCINAZIONI E PROTEZIONI Indipendentemente dalla meta (Italia o estero), è comunque importante proteggere il cane dalla potenziale aggressione di agenti patogeni nuovi presenti in zone geografiche diverse. Si può procedere ad una vaccinazione, alla somministrazione di farmaci che impediscono l’attecchimento dell’infezione e all’osservazione di rigorose norme igieniche. Il Ministero della Salute consiglia sempre la vaccinazione antirabbica e segnala che in Sardegna è molto diffuso l’echinococco, un particolare tipo di tenia. Si può proteggere il cane somministrando soltanto carni cotte e, al ritorno dal soggiorno, è meglio effettuare una visita di controllo e l’esame delle feci. Inoltre il Ministero della Salute informa che in tutto il bacino del Mediterraneo (per l’Italia – zone come la Versilia e tutta la riviera Ligure, Sardegna, Argentario, Isola d’Elba, Sicilia, e altre regioni del sud) il pericolo è rappresentato dal pappatacio, un insetto che può trasmettere la leishmaniosi. In tali zone, è preferibile non far dormire il cane all’aperto durante la notte e distribuire antiparassitari sul pelo. Infine, nel nord Italia o comunque in territori umidi e pianeggianti come la Pianura Padana, bisogna proteggere il cane dalla filariosi cardiopolmonare, una malattia diffusa e pericolosa che si può prevenire somministrando al cane specifiche compresse. (fonte ANMVI) SUGGERIMENTO Munitevi di medaglietta di riconoscimento con nome del cane e vostro numero telefonico, e, volendo esagerare, anche una recente foto del vostro amico, per cautelarvi in caso di smarrimento. TUTTO PRONTO? BUONA VACANZA, SI PARTE!!!!!!!! Michela 5 COSE DA EVITARE IN VACANZA Le soste sotto il solo e sulla sabbia infuocata non sono amate dai nostri quattro zampe, quindi per loro sono preferibili la penombra e la frescura. Il rischio è anche fisico, in quanto cani e gatti sudano, se non pochissimo e dai cuscinetti plantari, per cui il colpo di calore da afa è in agguato. ; Corse e giochi nelle ore più calde per lo stesso motivo descritto sopra. L’ ALTITUDINE Portare Fido e Micia, se affetti da problemi cardiaci, in zone montane al di sopra dei 2000 metri può peggiorare i loro disturbi di cuore. I BAGNI DI MARE Fido, può non amare l’acqua, anche se alcune razze l’adorano. Forzandolo lo spaventiamo e corriamo il rischio di procurargli un’otite. L E “ABLUZIONI ” nei torrenti di montagna, perché l’acqua particolarmente gelida può farlo ammalare. 19 SANGUE E ARENA Anche quest’anno parecchi turisti sono senz’altro andati a trascorrere le vacanze in Spagna. Probabilmente anche qualche lettore o lettrice di “Voci”. Ci auguriamo, ovviamente, che nessuno sia andato a vedere la corrida. Se però qualcuno ha avuto la disgraziatissima idea di assistere a questo indegno spettacolo che anche il giornale spagnolo “El Pais” ha condannato definendolo “per cafoni e sottosviluppati”, cercheremo con queste brevi note di far conoscere la verità sulla corrida, tutto quello che non si vede, tutto quello che si nasconde sotto l’ambiente di festa. L’ALLEVAMENTO I tori sono allevati selettivamente per garantire un sacrificio spettacolare. Nell’allevamento il toro se ne sta docile e sicuro insieme alla sua compagnia. Quando però viene separato dagli altri e si ritrova da solo, scattano in lui l’insicurezza e l’istinto di difesa. Pesa quattro o cinque quintali quando viene portato alla corrida. PRIMA DELLO SPETTACOLO: LE TORTURE Il toro è un animale mansueto: quando entra nell’arena è solo terrorizzato per le torture subite. Prima della corrida, infatti, viene messo in un cassone oscuro e tenuto prigioniero senza mangiare e senza bere. Viene ripetutamente colpito con sacchi di sabbia e tavole; i suoi occhi sono riempiti di vaselina e le zampe cosparse di trementina per impedirgli di stare fermo; infine gli viene infilata della stoppia nella gola e nelle narici per rendere più difficile la respirazione. Il toro entra nell’arena con una lama già conficcata nel dorso, con un nastro in cima (lo spettatore vede solo il nastro) e, come altre operazioni, ha lo scopo di straziare l’animale per farlo apparire feroce. LA CORRIDA Il programma inizia con la sfilata nell’arena di tre toreri: ogni torero ucciderà due tori. Dietro i toreri ci sono le squadre: tre banderilleros e due picadores a cavallo; ogni membro della squadra è preordinato per infliggere un tipo specifico di tortura per demolire l’animale… in modo che il torero non corra rischi! Il toro, trasportato in un cassone, appena fatto uscire, corre nell’arena: il povero animale crede di aver riacquistato la libertà… poi comincia la paura. Due picadores entrano nell’arena a cavallo: uno di loro affonda la lancia nella schiena del toro spingendo con tutta la sua forza, spezzandogli i muscoli del collo e delle spalle. I picadores feriscono così il toro due volte ciascuno, fino a che l’animale ha difficoltà ad alzare la testa. Una volta usciti dall’arena i picadores, è il turno degli impavidi banderilleros, ciascuno munito di un paio di arpioni chiamati “banderillas”, con punte dentate lunghi sette centimetri. Questi si precipitano verso l’animale cercando di conficcare gli arpioni nei muscoli delle spalle: sgorga altro sangue che arrossa l’arena. Ora il toro, sfinito, deve affrontare l’esecuzione: il torero deve conficcare la spada in mezzo alle scapole in modo da 20 trapassargli il cuore. Questa spada è lunga un metro. Accade che raramente la morte, che in questo caso è una vera liberazione, sia rapida. Dopo vari tentativi la spada colpisce i polmoni e affonda nel corpo del toro che comincia a vomitare sangue: i suoi polmoni ne sono pieni, soffoca e crolla. Per assicurarsi della sua morte un assistente lo accoltella alla base del cranio, per spezzare la colonna vertebrale. E, come ultimo segno di disprezzo, il torero (maledetto!!!!) ripulisce la daga insanguinata sul pelo del toro; si inchina davanti alla folla mentre la sua vittima è trascinata via agonizzante da una pariglia di muli. Ancora vivo, gli vengono tagliate coda e orecchie, macabri trofei di un’ingiusta vittoria. Alla fine, viene macellato. Anche i cavalli vengono utilizzati nello “spettacolo”: servono a tenere alti i picadores. I poveri animali vengono obbligati ad avvicinarsi al toro, dopo aver loro bendato gli occhi e riempito di cotone le orecchie. I loro riflessi sono intorpiditi dalla morfina e per farli muovere si colpiscono sulla testa con un bastone. Non si sente mai nitrire perché hanno le corde vocali tagliate. Pur essendo ricoperti da un materassino, vengono facilmente incornati dai tori: accade quindi che i cavalli vengano sventrati, ma dopo essere stati allontanati e ricuciti alla meglio, vengono riportati nell’arena. Siamo sicuri che dopo aver letto tutto questo orrore, NESSUNO, nessuno sano di mente, abbia più voglia di andare a vedere questo raccapricciante spettacolo che incrementa la cosiddetta “mafia taurina”, una oscena lobby che gode di validi appoggi politici e di cospicui finanziamenti. Purtroppo, i viaggi turistici nella Spagna, di solito, includono la visita alla Plaza de Toros e anche se frequentemente i turisti reagiscono con disgusto all’efferatezza ed alla violenza, alla vista e all’odore del sangue, lasciando anzitempo l’arena per non recarvisi mai più, essi avranno contribuito a finanziarne la violenza e la vergogna. Nel 1980 l’UNESCO dichiarava: “La tauromachia, terribile e venale arte del torturare ed uccidere animali in pubblico seguendo regole definite, è causa di traumi in adulti e bambini sensibili. Contribuisce a peggiorare le condizioni dei nevrotici attratti da questo genere di spettacoli, snatura il rapporto uomoanimale, si pone come affronto alla morale, all’istruzione, alla scienza ed alla cultura. Diciamo allora, tutti insieme, a gran voce: QU ESTO È DAV VE RO IL COLMO! In questo Paese di barbari non ci si accontenta di non mettere fine all'ignominia del "Toro de la Vega", oggi, se un improvviso scoppio di buon senso non ci mette una pezza, il governo regionale della Castiglia La Mancia autorizzerà il ritorno di una pratica retriva e selvaggia: il "Lanceo de jabalí a caballo" (ovvero la caccia al cinghiale a cavallo con la lancia). La proposta viene da un certo Enrique del Águila, fondatore del "Club Internacional del Lanceo", che a quanto pare, si è precipitato a promuovere battute di caccia con lancia al cinghiale in una riserva di Toledo. Che esistano individui sanguinari come il tal Del Águila è triste; che la legge lo consenta è agghiacciante. Non credo di essere settaria e avevo pensato che il Partito Popolare sarebbe stato un partito conservatore, democratico e civile; nei fatti è arrivato a estremi involutivi e di abiezione francamente angoscianti. Il Partito Popolare sta accompagnando la Spagna in un nuovo Medio Evo. Cosa dobbiamo aspettarci come prossima mossa? I servi della gleba? Non siamo lontani. Sicuramente diranno che lo fanno per far girare i soldi. Che raggiro! Qualcuno pensa davvero che proiettare quest'immagine arcaica e crudele del nostro paese farà si che il resto del mondo ci prenda sul serio? Lo scorso anno un programma televisivo italiano ha trasmesso un servizio raccapricciante sulle perreras spagnole, che nella stragrande maggioranza dei casi sopprimono i cani e spesso con metodi crudeli, un folle massacro di cui in Spagna nessuno parla. La risonanza è stata tale che in Italia hanno annullato migliaia di viaggi nel nostro Paese e la questione non ha mai smesso di fare notizia: l'11 agosto partirà da Torino un gruppo di ciclisti che arriveranno a Siviglia il 22 proprio per protestare contro il maltrattamento animale in Spagna. In altre parole il "lanceo" non farà che appannare ulteriormente il nostro prestigio e le nostre entrate. “NO ALLA CORRIDA! NO AD UNA SPAGNA CRUDELE!!!!!” GAETANO USSIA (NINO) PRESIDENTE ANIMAL'S EMERGENCY ONLUS Via Puecher 18 - 20083 GAGGIANO (MI) TEL 3335480749 FAX: 02700514675 Sito: www.animalsemergency.com e-mail: [email protected] 21 LO SPECCHIO DELLA VITA Contenimento randagismo Quello che, a mio avviso, manca alle persone che segnalano cani o gatti pseudovaganti, è soprattutto, una corretta informazione. Occorre prestare molta attenzione prima di asserire che un cane è abbandonato: vi sono persone irresponsabili che hanno l’abitudine di far passeggiare il proprio amico a quattro zampe non tenendolo al guinzaglio (obbligo di legge) o aprendo il cancello affinché il cane scorrazzi poi liberamente per percorsi che, a loro dire, conosce benissimo (tanto poi torna a casa da solo). Entrambe sono situazioni pericolose perché può incrociare un altro cane libero e può accadere che i due si aggrediscano oppure che per qualche imprevisto il cane scappi in mezzo alla strada e sia investito, anche provocando un incidente. Da ultimo, ma non per importanza, non tutte le persone che si incontrano sono ben disposte nei confronti degli animali: se, oltretutto, il cane è di taglia grande o appartiene ad una razza ritenuta pericolosa, la paura regna sovrana. Tra pochi mesi inizieranno le partenze per le vacanze e sicuramente qualcuno avrà dei problemi pelosi che potrebbero impedire delle “buone vacanze tranquille”: per questo vorrei spiegare cosa vuol dire liberarsi dei pelosetti a quattro zampe e lo faccio con quanto ha scritto un mio carissimo amico. “Abbandonare un animale significa condannarlo quasi sempre ad una morte certa e crudele. Se l’animale vittima dell’egoismo umano non viene investito da un’auto, muore di stenti, oppure, nel migliore dei casi, viene rinchiuso in un canile o in un gattile. Nessun rispetto e nessuna giustificazione per chi trova il coraggio di liberarsi di un animale dopo averlo “utilizzato” per svariati motivi… un regalo che dopo un certo periodo risulta poco gradito, un compagno finchè non ci si sente più soli, un gioco per bimbi che presto ne vorranno uno nuovo, l’animale può essere tutto e niente per chi non riesce a dare il giusto valore e rispetto alla vita degli altri. Il randagismo è dimostrazione di inciviltà, è una piaga sociale che deve smettere di esistere. Basta poco per evitare che la situazione peggiori: buon senso e responsabilità. Un cucciolo adottato entra in una famiglia per non uscirne più, questo è da tenere sempre presente prima di prendere qualsiasi decisio- 22 COSA FARE SE...INCONTRI UN ANIMALE VAGANTE Innanzitutto non creare situazioni di pericolo per te o per l’animale. Osserva lo stato del pelo, delle zampe e il comportamento: se un cane gira nervosamente annusando continuamente è perché non sa dove andare, se invece va deciso sa benissimo cosa fare. Non rincorrere l’animale e tieniti a debita distanza. Informati se per caso appartiene a qualcuno che abita in zona e lo lascia libero di girare. Se la ricerca non dovesse avere successo, dopo aver valutato i pericoli che può correre rimanendo in quella zona, poiché il responsabile degli animali presenti sul territorio comunale è il Sindaco, contatta la Polizia Locale che ha tra i suoi compiti istituzionali anche quello di intervenire in caso di animali vaganti; se ciò non fosse possibile, contatta le altre Forze dell’ordine che sono tenute ad intervenire. Il mancato intervento può costituire reato per omissione di atti d’ufficio. Segui l’animale a distanza sino all’arrivo della pattuglia che provvederà a richiedere l’intervento degli operatori preposti al recupero dello stesso. Contatta un’Associazione per la protezione degli animali e comunicale l’accaduto, descrivendo minuziosamente l’animale. Metti i cartelli con l’indicazione del ritrovamento, avvisa i veterinari della zona e se ti è possibile informati dove il cane è stato portato. ABBANDONO DEGLI A N I M A L I I N E S TAT E Abbandonare gli animali: ogni estate sulle strade italiane lo stesso copione, triste e tragico, un fenomeno di inciviltà davanti al quale ogni persona con naturale senso civico e morale inorridisce, incredula. Nonostante le numerose e preventive campagne pubblicitarie con obbiettivo di sensibilizzare la popolazione, il fenomeno tende a peggiorare: sempre più spesso in estate i canili e i centri di accoglienza per gli animali si riempiono di cani, ma anche gatti, tartarughe, animali esotici, accalappiati per le strade, spesso in condizioni fisiche e psicologiche tragiche. Le segnalazioni da parte di comuni cittadini ai centri per la tutela degli animali sono tantissime, sempre più numerose, ma purtroppo le denunce per abbandono di animali sono poche, pochissime rispetto al numero degli abbandonati. Il fenomeno è oggetto di ricerca anche a causa dei numerosi, spesso gravi incidenti stradali che l'abbandono degli animali provoca. Come è possibile una correlazione tra tentativo di sensibilizzare la popolazione tramite campagne pubblicitarie informative e aumento dei casi di abbandono? Dove va a finire la disponibilità, l'amore, la sensibilità dell'essere umano, disposto in altre occasioni a fare sacrifici per il suo amico quadrupede? Se ci si sofferma a riflettere sui messaggi espliciti delle campagne contro l'abbandono emerge che tutti hanno un significato immediato negativo, già dal nome "campagna contro l'abbandono": si presuppone che il fenomeno sia in qualche modo naturale (in quanto esiste), ma sarebbe più corretto (e sensato) fare una campagna estiva incentrata sui luoghi di villeggiatura che ospitano anche gli animali, perchè naturale il fatto che avendo un animale ed essendoci le vacanze l'uomo provveda a portarlo con sé, invece di pensare a come non abbandonarlo!!!! Concentrarsi su un obiettivo positivo funziona meglio che localizzarsi su un risultato negativo da evitare. "NON ABBANDONARE", "INCIVILE SEI TU CHE ABBANDONI", "LA BESTIA SEI TU": frasi che riportano alla colpevolizzazione senza minimamente esaltare il privilegio e la gioia che l'uomo ha di vivere con un animale, il senso di arricchimento, di responsabilità che ne consegue. Sarebbe allora più utile e probabilmente avrebbe un effetto positivo passare un altro tipo di messaggio nelle campagne estive, in modo tale da sottolineare la grande occasione che ogni persona può sperimentare convivendo con un animale. DA NON FARE: caricare l’animale in macchina e portarselo via, se è della zona ed ha un padrone la cosa diventa tragica in quanto si preclude ogni possibilità di ritorno a casa. Nino (Gaetano Ussia) Presidente di Animal’s Emergency Onlus ne. Nessuna giustificazione per chi non riesce a comprendere che al pari di un essere umano, i nostri compagni pelosi hanno diritto ad una casa e a tutto l’affetto che possiamo loro dare ogni giorno, in ogni stagione! Un impegno, su questo non si discute, per questo è indispensabile riflettere prima di lasciarsi trasportare da un immaturo entusiasmo che potrebbe trasformarsi in una ingiusta ed insensata tragedia.” Ogni volta che rileggo il pezzo mi viene la pelle d’oca. Penso alla stagione estiva che si avvicina e alle telefonate che l’Associazione riceverà per improvvise allergie o per impedimenti di qualsiasi tipo ma così gravi da dover lasciare il pelosetto che, sino a qualche giorno prima, era la gioia della vita delle persone che telefonano. Comunque il nostro telefono, (3335480749), sarà sempre pronto per vedere di consigliare al meglio. MI RACCOMANDO NON LASCIATE I VOSTRI ANIMALI PER STRADA molte volte poi tocca a noi volontari raccoglierli MORTI o FERITI e sicuramente loro non meritano una fine così miserrima. Nino (Gaetano Ussia) Presidente di Animal’s Emergency Onlus 23 A B I T UA R E I L C A N E A L N U OVO A M B I E N T E ABITUARE IL CANE A NUOVI AMBIENTI Quando decidiamo di adottare un animale domestico, oltre a premunirci di tutti gli oggetti necessari (cuccia, ciotole, alimenti, strumenti per la passeggiata e un giochino), dobbiamo ricordarci di preparare in anticipo l’ambiente che accoglierà il nuovo arrivato in famiglia. Per “preparare l’ambiente” si intende pensare anticipatamente dove verrà posizionata la cuccia e gli altri oggetti, quali saranno le aree accessibili all’animale e se sono presenti in casa o in giardino elementi che potrebbero risultare pericolosi, o che non vogliamo assolutamente che siano alla sua portata. Esattamente come si accoglie un neonato, anche per gli animali, in particolare il cane e il gatto, esistono degli accorgimenti che possono rivelarsi indispensabili per la sicurezza e la serenità di tutta la famiglia. Le prese elettriche sono molto pericolose se pensiamo che la maggior parte dei cuccioli viene adottata in una fase in cui il morsicchiamento è l’attività principale della giornata; i nostri indumenti, i giochi dei bambini, tappeti cuscini rappresentano un pericolo altrettanto grande, in quanto possono essere strappati e inghiottiti. E’ opportuno fare attenzione anche ai prodotti per l’igiene lasciati sul bordo della vasca, alla carta igienica, alle candele sul tavolino in sala. Insomma, agli occhi di un cucciolo ogni oggetto, per noi banale, può diventare un gioco e, successivamente, un pericolo. Non si può rimandare questa “pulizia preliminare” a quando l’animale è già stato portato in casa, sarebbe troppo tardi; in pochissimi minuti un cane è in grado di registrare odori e, anche se vi sembrerà occupato semplicemente ad esplorare il nuovo ambiente, è probabile che invece si stia facendo una chiara mappatura mentale degli spazi e degli oggetti che successivamente andrà a prendere. Oltre a spostare/eliminare gli oggetti o potenzialmente ingeribili, o anche soltanto preziosi per noi, è utile decidere per tempo in quali stanze il pet potrà entrare e in quali no. Un cane che viene preso in allevamento, adottato in canile o ceduto da un privato può avere un periodo di shock anche lungo (qualche ora) ma tendenzialmente, una volta lasciato solo, andrà a perlustrare l’ambiente che lo circonda. Se per i primi giorni gli è permesso entrare in tutte le stanze, non sarebbe coerente ne corretto impedirgli in 24 futuro di farlo. Pertanto, facendogli trovare le porte delle stanze inaccessibili chiuse fin dal primo giorno nella nuova casa, poniamo i fondamentali mattoni di fiducia e coerenza che saranno poi alla base della relazione con l’animale. L’ideale sarebbe montare dei cancelletti appositi sulle soglie: in questo modo il cane non può entrare nelle stanze ma può altresì osservarci e sentirsi sicuro, senza vedersi chiudere una porta in faccia. Una volta prese queste decisioni gestionali importanti, è preferibile posizionare gli oggetti comprati , sempre prima che arrivi in casa il nuovo amico a quattro zampe. Spesso si commette “l’errore” di adottare un animale e poi andare insieme al negozio, per procurarsi tutto; una volta tornati all’abitazione si osserva il cucciolo e solitamente si posiziona la cuccia in un luogo ben visibile, come il salotto o l’ingresso. Il cane, sentendosi troppo osservato, rifiuta quel luogo e ne sceglie da solo un altro, più appartato. C’è chi non se ne accorge e non sposta la cuccia, mentre altri assecondano la scelta dell’animale. Entrambi i comportamenti possono avere conseguenze a lungo termine, vediamo quali. Innanzitutto, così come noi desideriamo avere una camera tutta per noi, la maggior parte degli animali domestici ha lo stesso bisogno. Essere considerati “animali da compagnia” non vuol dire che debbano esserlo sempre, tutto il giorno; ognuno ha il diritto di avere a disposizione uno spazio proprio, tranquillo e sicuro, nel quale rifugiarsi quando la situazione in casa è caotica o semplicemente quando ci si vuole riposare. E’ impensabile che un cane o un gatto abbia piacere di dormire vicino al televisore o sotto il divano, col rischio di essere calpestato! L’esigenza inappagata di un posticino sicuro lo portano a scegliersene un altro, solitamente talmente appartato da non essere visibile o raggiungibile (dietro una pianta, sotto un tavolino) o addirittura pericoloso (dietro una porta). Non dimentichiamo che, quando un cane sceglie un luogo dal quale sono ben visibili porte e spostamenti, probabilmente svilupperà una motivazione protettiva, di guardia. Se un Pinscher riposa in una cuccia posizionata vicino all ingresso, nel corridoio o nel salotto, non stupiamoci quando abbaia furiosamente ad ogni persona che entra in casa: lui è il guardiano della famiglia e dalla sua “postazione” osserva tutto. La situazione è diversa se, invece, un cane che viene accolto nell’abitazione ha poche responsabilità, ovvero ha pochi ambienti da esplorare e non deve scegliersi un luogo dove riposare perché quello previsto dagli umani è idoneo e adeguato; ciò vuol dire ridurre fortemente lo stress del nuovo arrivato. La cuccia, il tappetino o la copertina (a seconda del tipo di cane e della nostra comodità) va posizionata in un posto lontano da fonti di umidità o calore come portefinestre o caloriferi, non in prossimità di porte o aree di passaggio, dove sia possibile riposarsi senza essere sopraffatti dal rumore e dalle voci familiari. Inoltre bisogna considerare la cuccia del cane come un oggetto intoccabile, specialmente dai bambini. Oltre alla cuccia si posiziona prima dell’arrivo anche la ciotola dell acqua, mentre quella del cibo va riposta ad ogni pasto altrimenti possiamo creare inappetenza, perché il cane viene abituato a mangiare quanto vuole. Tutti questi accorgimenti si possono prendere ogni qualvolta abbiamo la necessità di cambiare abitazione o andare in vacanza . Molte persone abbandonano il proprio cane perché pensano che, portandolo in albergo, in appartamento o in campeggio, darebbe fastidio alle altre persone. Ovviamente un cane a suo agio con l’ambiente che lo circonda non crea problemi, non abbaia, non distrugge, non marca il territorio per autodifesa. Quando entrate in un nuovo ambiente, come ad esempio una stanza d’albergo, chiedete ad un familiare di intrattenere il cane per qualche minuto, in modo da avere il tempo di controllare se sono presenti oggetti pericolosi, posizionare la cuccia nel luogo più rassicurante possibile, oltre all acqua e ai giochi preferiti. Tutto ciò renderà piacevole la stanza agli occhi del quattrozampe che così, dopo un periodo di ambientazione che dovrà durare qualche ora, potrà essere lasciato solo a riposare, mentre noi prendiamo il sole in spiaggia. Gallo Raffaella S P E C I A L E A D OZ I O N I G AT T I 2 0 12 e si è innamorata del mio musetto, mi ha voluta con tutto il suo cuore e mi ha anche fatto trovare una bellissima sorpresa: un fratellone tutto nuovo con cui giocare e crescere! Ora sono felice, accudita, amata. La mia storia a lieto fine spero che sia di buon auspicio per tutti quei piccolini che, come me, credevano di non avere possibilità. Sappiate, cari miei compagni felini, che esistono angeli che ci possono dare una chance di una vita felice e che ci possono far conoscere il calore e l'amore: si chiamano VOLONTARI!! Grazie a loro io ho trovato una famiglia e grazie a loro tanti di voi avranno la stessa opportunità. LA STORIA DI BRICHINO ED OBELIX Brichino, un dolce panterino appena svezzato, è stato salvato dallo schiacciamento nei macchinari dell'immondizia grazie ad un signore dal cuore buono che lo ha accolto nella sua abitazione, dove vive anche l'anziana gatta di famiglia; quest’ultima, purtroppo, non ha accolto bene il piccolo Brichino, poichè fino a quel momento è stata la regina indiscussa di casa e non è stata felice di ritrovarsi una peste iperattiva che la importunasse continuamente. Conseguenze per la povera miciona: sindrome da stress con perdita di pelo a ciuffi e assenza di appetito. Soluzione? Brichino deve trovare assolutamente una nuova casa. Ecco allora che i volontari di Animal’s Emergency intervengono e Brichino trova una famiglia meravigliosa che gli dà tutto l'amore che un cucciolo simpatico e vivace merita. Ma a Brichino manca una compagnia con cui giocare. Come fare? Beh, i volontari hanno sempre la soluzione giusta! Ci si ricorda del piccolo Obelix, il più grosso di una cucciolata salvata da un cassonetto (un po' come Brichino): subito si pensa che possa diventare "fratello ideale" per Brichino. Obelix, che ora si chiama Eddie, è stato accolto dalla sua nuova famiglia con immensa gioia... e Brichino, rinominato Johnny, si è trasformato da scatenato cucciolo a fratello maggiore dolce e premuroso. Johnny accudisce, educa e insegna al fratellino, con immensa pazienza e attenzione, tutto ciò che un cucciolo deve sapere. Ora la famiglia è al completo, tutti felicemente insieme in un ambiente pieno di amore, cure e coccole! Grazie ad Antonella e Giulia questi due piccolini hanno ora una vita felice! LA STORIA DI MIA. MIAO A TUTTI! Mi chiamo Mia ed ecco la mia storia. Non so come sia successo ma, ad un certo punta della mia brevissima vita, mi sono ritrovata con il mio fratellino dentro ad un cespuglio, a bordo strada. Eravamo soli, affamati, stanchi e spaventati. Siamo rimasti lì per giorni, prima che una persona buona ci trovasse e ci raccogliesse mettendoci al sicuro. Abbiamo patito tantissimo la fame e gli stenti, il caldo, la solitudine. Chissà la nostra mamma dov'è finita, forse portata sul ponte dell'arcobaleno da una di quelle macchine velocissime che passavano sempre in fianco al cespuglio, chissà. Ci hanno portati dal veterinario. Il mio fratellino era troppo debole e provato, mi ha lasciata dopo una notte in clinica. Proprio quando eravamo finalmente al sicuro, lui non ce l'ha fatta e io mi sono trovata sola. Poi il miracolo: una dolce signora di nome Simona ha visto la mia foto L’ENTRATA DI MIA NELLA MIA VITA E NEL MIO CUORE Il mio nome è Simona, ho 49 anni e vivo a Milano con Macchia, il mio coinquilino bianco e nero di 4 anni e mezzo. Purtroppo però il 22 aprile scorso è salita in cielo Minou, l’altra mia coinquilina di 10 anni, sempre bianca e nera, e così io e Macchia ci siamo sentiti orfani e molto tristi. Per questo abbiamo sentito la necessità di trovare un’altra amica e, per nostra fortuna, esattamente 4 settimane fa è arrivata la piccola Mia, 2 mesi, anche lei bianca e nera come tutti gli altri membri della mia famigliola che hanno abitato in questa casa prima di lei. Mia è stata per noi un dono del cielo, siamo convinti che è Minou che, vedendoci così tristi e abbattuti, ce l’ha mandata con la sua benedizione e per questo non finiremo mai di ringraziarla. La piccola Mia ha l’argento vivo addosso, è allegra, vivacissima e giocherellona ma nello stesso tempo è anche dolcissima, affettuosa e tanto coccolona. Adesso, grazie a Mia, questa casa è di nuovo piena di gioia, di amore e di risate. Io e Macchia non siamo più soli, siamo di nuovo una famiglia felice. Per questo ringraziamo con affetto Betty e tutta l’Associazione, senza la quale la piccola Mia non sarebbe mai entrata nella nostra famiglia e nel nostro cuore. Simona Dara e Macchia 25 MEDICINA A LT E R N AT I V A Essere svegliati nel cuore della notte dal ronzio di una zanzara e dal fastidio provocato dalla sua puntura non è piacevole. Inizia una battaglia con cuscini e giornali che avrà termine solo quando l'intruso sarà stato eliminato. Ma la vera guerra contro le zanzare, l'unica che può ridurre il loro numero in circolazione, dovrebbe iniziare prima dell'estate e continuare durante tutta la stagione calda: bisogna impedire la creazione di ambienti favorevoli al loro sviluppo durante tutto il ciclo biologico. Questo significa eliminare qualsiasi traccia di acqua stagnante che sia in terrazzo o nella grondaia. Come si sviluppano. Spiega il professore Luciano Suss, direttore dell'Istituto di Entomologia Agraria dell'Università di Milano: "Volando la zanzara può facilmente arrivare a coprire una distanza di 500 metri dal punto dove si è sviluppata, per esempio, in un sottovaso. Arrivata a destinazione deporrà tante uova che in poche settimane diventeranno altrettante zanzare. Così gli insetti si diffondono su tutto il territorio. La lotta sia chimica che con metodi naturali deve combattere contro le larve e contro le zanzare adulte è necessaria, ma non è sufficiente a rallentare la loro proliferazione". Infatti in abbinamento alla campagna di disinfestazione organizzata a Milano dal settore ambiente del Comune, e condotta dalle Usl della città, è stato distribuito in molti luoghi pubblici un opuscolo con i consigli da seguire per ridurre la moltiplicazione delle zanzare. Sebbene il grosso del lavoro spetti al Comune e alle ditte specializzate, molto possono fare i responsabili degli edifici e, anche, i singoli cittadini. Basti pensare che una sola zanzara, se trova l'ambiente adatto, può dare origine, in pochi mesi, a moltissimi esemplari. Così questi piccoli "vampiri" possono moltiplicarsi in maniera consistente e procurare sonni agitati. Le zanzare che circolano in Italia appartengono a 67 specie (le ultime due sono state scoperte solo pochi mesi fa). Ci sono le diurne e le notturne, le frequentatrici abituali delle aree urbane e quelle che preferiscono la campagna o il mare. Acquattate nell’erba troppo cresciuta di parchi e giardini, attaccano quando il sole è caldo e gli umani sono distratti e indifesi. Le loro uova, disseminate nei luoghi più improbabili, capaci di resistere un anno intero all’asciutto e al gelo, a contatto con 26 la prima occasionale pozza d’acqua, ricordo di un temporale o raccolta in un sottovaso, si schiudono. Subdole e invincibili, le zanzare insieme alle zanzare tigre guidano l’esercito degli insetti che stanno invadendo le città così gli esperti sono concordi nel metterle al primo posto tra le emergenze dell’entomologia urbana ma anche tra quelle sanitarie, perché potenziali vettori di malanni alieni per il mondo occidentale, dalla febbre gialla al Chikungunya. Sola difesa, repellenti al posto della crema di bellezza. «Se non vogliamo essere sopraffatti, dobbiamo tornare noi alla natura, smettere di vivere con il mito del condizionatore d’estate e del troppo caldo d’inverno. Per gli insetti le nostre case rappresentano l’eterna primavera», dice Luciano Suss, docente alla facoltà di Agraria di Milano e autore del libro “Gli intrusi dedicato agli insetti urbani infestanti”. Per sfuggire alle punture, precisa l’esperto Dott. Suss esistono decine di sistemi ma, anche adottando tutti gli accorgimenti del caso, capita a tutti di essere punti. I tre fattori decisivi che le attirano sulla preda sono l'odore, il sudore e la temperatura del corpo. Responsabili delle fastidiose punture sono le femmine che, prima di colpire, scelgono la vittima con cura. Lo schema è sempre lo stesso: la zanzara si posa sulla pelle e inserisce il pungiglione attraverso la cute; quando intercetta un capillare inocula a più riprese la saliva e aspira il sangue. La reazione è quasi immediata: i capillari si dilatano per effetto dell'istamina, i globuli bianchi cominciano a contrastare le sostanze iniettate, e nell'arco di un minuto si forma un piccolo gonfiore (pomfo) rosso. Ecco le regole per evitare le punture delle zanzare e di altri insetti. Di sera indossare abiti chiari o bianchi. Svolgere le attività' sportive prima del tramonto (il sudore attira le zanzare). Utilizzare moderatamente i deodoranti, i profumi, le lacche e altri cosmetici profumati perché gli odori attirano gli insetti. Evitare le passeggiate lungo la riva dei fiumi e dei corsi d'acqua e anche gli ambienti umidi. A volte però bisogna adottare contromisure migliori per sventare gli "attacchi" ed evitare anche le fastidiose irritazioni. Fornelletti con piastrine o liquido e spirali sono efficaci, ma è opportuno usarli con un adeguato ricambio d'aria. Per i bambini sotto i due anni è consigliabile ricorrere alle zanzariere. Riguardo le armi contro i voli notturni è ben noto agli addetti ai lavori che gli apparecchietti ad ultrasuoni non tengono lontane le zanzare ma anche i vasi di gerani, lavanda e basilico sul balcone contribuiscono solo in parte a tenere lontane le zanzare. Infatti le sostanze repellenti, si liberano solo quando i petali o le foglie vengono schiacciate o tagliate. Il rimedio "naturale" davvero convincente sono le zanzariere, tra l'altro l'unico consigliato per i bambini sotto i due anni. Per gli adulti ci sono altri sistemi, che sprigionano insetticidi a base di piretro naturale o sintetico. Vediamo i più utilizzati. Piastrine e liquidi. I dispositivi elettrici che utilizzano piastrine imbevute di insetticida oppure cartucce con del liquido a base di insetticida sono i più utilizzati. I "fornelletti" con le piastrine garantiscono una buona copertura per 4 – 5 ore. Questi apparecchietti funzionano bene, ma alla gente non piace l'idea di respirare l'aria arricchita con sostanze a base di piretro. Questa paura è giustificata solo quando i sistemi vengono impiegati in modo scorretto. Gli esperti sono concordi nel considerare il livello di tossicità trascurabile, ma bisogna rispettare alcuni accorgimenti. "Il vero segreto" spiega il professor Luciano Suss, direttore dell'Istituto di Entomologia Agraria dell'Università di Milano" e sistemare il fornelletto non all'interno del locale, ma nelle immediate vicinanze della finestra. Solo così l'insetticida crea una barriera e il ricambio dell'aria é assicurato". Spirali. Meglio note come "zampironi", sono considerate il sistema ideale quando si sta in giardino, in terrazza o, comunque, nei posti dove non c'è elettricità. Il funzionamento é assicurato dall'abbinamento di due elementi: il fumo e l'insetticida, entrambi poco graditi dagli insetti. Non ci sono problemi di tossicità, visto che si usano all'aria aperta. Bombolette spray. Gli spray funzionano ma prima di rientrare nella stanza, e' consigliabile aerare bene per 15 - 20 minuti. Per impedire il ritorno degli insetti bisogna, comunque, utilizzare una piastrina o un diffusore liquido. Lampade. Le lampade attiniche che emanano una luce color violetto sono poco selettive. Tra le centinaia di vittime, le zanzare sono una minoranza; molte sfuggono. Soluzioni repellenti. Le creme da spalmare sulla pelle sono una buona soluzione, ma una parte del principio attivo viene assorbita, per cui vanno usate solo quando e' necessario ed e' meglio non impiegarle sui bambini sotto i 2 anni. I preparati a base di oli essenziali di geranio e di citronella hanno un'efficacia inferiore, ma anche una tossicità più bassa. Comunque non bisogna trascurare i rime- di che arrivano dalla natura, usando un preparato omeopatico durante la stagione calda si possono ridurre gli effetti delle punture. Non solo, in caso di necessità, ci aiuta anche l'orto: usando un po' di buon senso si può limitare moltissimo il disagio provocato da zanzare, ragni, vespe e altri animaletti simili. Per le punture delle zanzare esiste un rimedio omeopatico "preventivo" (Ledum palustre 200 CH) che va preso ogni venti - trenta giorni, da giugno fino alla fine della stagione calda; così si avvertono in misura molto minore gli effetti irritanti. Un vecchio metodo è quello di mettere subito sulla zona della puntura un po' di saliva: la ptialina in essa con- tenuta riduce l'effetto del veleno dell'insetto. Pomodoro e cipolla. Chi avesse dei pomodori nell'orto può stropicciare due foglie nella area dove è stato punto, oppure può usare localmente una toccatura di succo di cipolla (ottenuto tritandola). Omeopatia. Chi non conosce ancora l'omeopatia potrebbe "sperimentarla" con efficacia portando con se' in vacanza un tubo di Apis mellifica 5 CH e di Ledum palustre 5 CH. Se ne prendono in contemporanea 3 granuli dell'uno e 3 dell'altro, sia immediatamente dopo la puntura, sia per altre 3 - 4 volte in giornata. Così facendo, si possono vedere ridotti dolori e gonfiori anche molto intensi in modo rapido. In questa stagione noi e i nostri amici animali siamo spesso vittime delle punture di vari insetti, dalla fastidiosa zanzara alle più temibili vespe e affini. Ecco qui una piccola guida su sintomi e segni, e quando è importante recarsi subito dal veterinario. Le zanzare pungono facilmente le zone glabre o con pelo meno folto (testa, tronco, addome, interno coscia) determinando i tipici piccoli pomfi, spesso pruriginosi, che portano l'animale a grattarsi fino a crearsi piccole lesioni. Non bisogna assolutamente allarmarsi, ma tenere pulite le lesioni con un disinfettante e, in caso di prurito intenso, utilizzare prodotti dermatologici con azione lenitiva ed antinfiammatoria, avendo sempre l'accortezza che il nostro animale non vada a leccarlo. Ricordatevi sempre l’importanza della prevenzione della filariosi cardiopolmonare nel cane e nel gatto e della protezione dai flebotomi per la Leishmaniosi canina! Devono sicuramente suscitare tutta la nostra attenzione le punture di insetti come api, vespe e calabroni. Innanzitutto controllate che non sia rimasto in sede il pungiglione, in caso contrario asportatelo, in seguito utilizzate degli stick pronti all'uso a base di ammoniaca o delle pomate a base di cortisone sulla puntura. A questo punto, monitorate l'animale nelle ore successive. Anche i nostri pets possono andare incontro a reazioni allergiche o anafilattiche, con abbattimento, edema, difficoltà respiratorie o vomito. In questi casi, portatelo dal vostro veterinario di fiducia o nell'ambulatorio veterinario più vicino per le terapie adeguate. Dr.ssa Gioia Zurrida FILARIOSI: COSA, COME, QUANDO. Iniziamo col dire cos’è realmente questa malattia che da un po’ di anni se ne sente parlare sempre più frequentemente. La filariosi cardiopolmonare è un’infestazione provocata da un parassita interno che in forma larvale viene trasferito dalla zanzara al cane con una puntura. La larva iniettata, lunga meno di un millimetro, in pochi mesi cresce e, attraverso il sangue, raggiunge il cuore e i grossi vasi attorno ad esso. Il parassita adulto, che può raggiungere anche una lunghezza di 15-20 centimetri, è in grado di generare altre larve e, annidandosi nel cuore e di conseguenza avvolgendolo, rende difficoltosa l’attività cardiaca del cane e la circolazione sanguigna. Essendo questa una trasmissione legata alla presenza delle zanzare, si consiglia di fare il test all’inizio della stagione primaverile e, se negativo, iniziare la prevenzione che durerà fino a tardo autunno. Non esiste un vaccino per la filariosi pertanto la profilassi da effettuare consiste nella somministrazione di compresse per i mesi necessari o in una più “semplice” iniezione che agisce per l’intero anno. E’ corretto dire che la prevenzione non mette in salvo i nostri pelosi al 100% per questo il veterinario consiglia di effettuare il test del sangue ogni tre anni e, nelle zone ad alto rischio come alcune aree venete, ogni anno. Vi sono zone d’Italia, poi, come l’arco Alpino dove la filaria non è presente ma se si viaggia con il proprio cane anche nelle zone cosiddette endemiche, ovvero dove la malattia è presente, sarebbe sempre meglio far fare la profilassi. Purtroppo questa malattia esterna i propri sintomi in maniera lenta e, spesso, quando si vedono i primi segnali può essere già troppo tardi, perciò non sottovalutate mai i benefici della prevenzione. Tosse, affaticamento, spossatezza, difficoltà respiratoria e inappetenza possono essere alcuni dei sintomi della filariosi cardiopolmonare ma per qualsiasi dubbio il mio consiglio spassionato è di rivolgersi sempre al veterinario. Questo non solo per malattie gravi ma anche per semplici banalità che trascurate possono portare a problematiche più serie. E’ vero, il nostro cane non parla ma è abbastanza osservarlo con costante attenzione, nei suoi comportamenti e nelle sue deiezioni anche, e potremmo accorgerci se c’è qualcosa che non va. Dopotutto è il nostro fedele amico e abbiamo il dovere di mantenerlo sano e in salute. Un animale sano è un animale felice. Aiutiamo i nostri affettuosissimi amici a quattro zampe a stare bene… staremo meglio anche noi. Silvia Bellavite 27 POSTA SHAMPOO CANINO CURATIVO Se il cane è sano è bene lavarlo solo se serve con prodotti specifici adatti alla sua razza. Gli shampoo curativi si utilizzano in presenza di parassiti, quando sono presenti infezioni batteriche della cute o con diffusione di funghi e miceti. Il lavaggio non sostituisce la cura ma è un valido aiuto in quanto accelera l’azione dei farmaci e riduce il rischio di contatto. Fare due trattamenti ne migliora l’assorbimento: il primo per rimuovere eventuali scaglie e reidratare la pelle secca. Con il secondo si permette ai principi attivi contenuti nello shampoo di essere assorbiti profondamente. In genere occorre far agire il farmaco per dieci minuti prima di sciacquare in modo accurato così da impedire al cane di ingerire i residui di farmaco rimasto sulla pella. HO VISTO LA PUBBLICITA’ DI ALCUNI SHAMPOO CURATIVI E DOVREI USARLI ANCH’IO PER IL MIO CANE INVECE DI PORTARLO DAL TOELETTATORE? ESISTONO DEGLI SHAMPOO CURATIVI MA VANNO USATI SU CONSIGLIO DEL VETERINARIO Ci sono in commercio degli Shampoo che aiutano nella cura di vari problemi ma devono essere consigliati dal veterinario per adattarsi al meglio alle esigenze del nostro amico. Esistono infatti prodotti diversi per problemi specifici e non è consigliabile usarli senza le indicazioni di un medico. Se il cane è sano va benissimo andare dal toelettatore o lavarlo (solo serve davvero !) con un prodotto per cani adatto alla sua razza. Gli shampoo curativi, invece, vengono impiegati principalmente in tre situazioni: presenza di parassiti, infezioni batteriche della cute o diffusione di funghi o miceti. In nessuno di questi casi il lavaggio sostituisce la cura ma è sicuramente un aiuto per risolvere i problemi. Per esempio in caso di infezioni batteriche o fungine l’uso di uno shampoo specifico è una buona “terapia di supporto”, accelerando l’azione dei farmaci che vengono dati al cane e riducendo il rischio di contagio per chi vi entra in contatto. IL VETERINARIO MI HA PRESCRITTO UNO SHAMPO CURATIVO PER IL MIO CANE E MI HA DETTO DI APPLICARLO DUE VOLTE A LAVAGGIO. PERCHE’? SPESSO I LAVAGGI CON SHAMPOO CURATIVI SI FANNO IN DUE FASI PER MIGLIORARNE L’ASSORBIMENTO Gli shampoo medicali di oggi hanno formulazioni avanzate che per- mettono ai loro principi attivi di agire per un periodo prolungato. È però importante usarli sempre sotto stretto controllo veterinario e seguendo le sue indicazioni specifiche. In genere, comunque, lo shampoo si applica una prima volta per rimuovere eventuali scaglie e croste o reidratare la pelle secca. Possiamo usarlo in un’area specifica del corpo se c’è un problema locale o, nel caso di una patologia generalizzata, su tutta la pelle. La seconda applicazione sulla pelle pulita consente ai principi attivi contenuti nello shampoo di essere assorbiti più profondamente ed efficacemente. Nella maggior parte dei casi è necessario lasciare agire questi farmaci per una decina di minuti prima di sciacquarli con abbondante acqua tiepida. Il risciacquo deve essere fatto in modo accurato per evitare che il cane possa ingerire residui di farmaco rimasti sulla pelle. Questo tipo di terapia di solito si fa più volte la settimana per almeno due settimane. TRATTAMENTI PER CAPELLI Alla fine dell’estate spesso ci troviamo i capelli opachi che si spezzano facilmente e con le doppie punte. E’ importante un trattamento con una detersione delicata, un impacco ristrutturante e trattamenti su misura per renderli vitali e luminosi. L’idratazione dei capelli li rende morbidi e contrasta l’aggressività dei fattori esterni. L’acqua contenuta nelle lamelle del loro strato piu esterno preserva l’integrità e l’elasticità. Lo shampoo deve contenere detergenti delicati in modo da rimuovere lo sporco senza aggredire la cuticola del capello. Occorre alternare shampoo specifici, quelli per combattere l’eccesso di sebo o la forfora, con prodotti più delicati. Detergere con delicatezza, senza aggrovigliarli, pettinarli dopo l’applicazione di balsamo, un prodotto importante per favorire la coesione delle squame della cuticola, aiuta il capello a ritrovare uniformità che garantisce elasticità e la resistenza. Occorre un impacco ristrutturante-addolcente una volta al mese con olio di mandarle dolci o di oliva: in posa su capelli asciutti per 30’ prima dello shampoo. A causa dell’inquinamento di fumo e sole che aggrediscono i capelli perché ne accelerano la disidratazione depositandosi in superficie, è utile applicare prima dell’asciugatura schiume e fluidi a base di silicone che depositano sulla lunghezza una pellicola protettiva che li rende più resistenti.