IN CASO DI MANCATO RECAPITO DA RESTITUIRE AD ANIMAL’S EMERGENCY IN Via Darwin 31 Trezzano sul Naviglio
CORRIERE DEI CUCCIOLI N° 4 - ESTATE Autunno 2012 - POSTE ITALIANE SPA - SPED. IN A.P - D.L 353/2003 (CONV. IN LOMBARDIA 27/02/2004 N 46) ART. 1 COMMA 2-LO/MI
Tr i m e s t r a l e d i i n f o r m a z i o n e d a l l a p a r t e d e g l i a n i m a l i e d e l l a n a t u r a - E s t a t e A u t u n n o 2 0 1 2 n u m e r o 4
C’ERA UNA VOLTA
L
’
Casa dolce casa
Anche oggi è un giorno sereno nella città di Canilandia se pur non proprio tranquillo.
I lavori di restauro della casa del nostro amico sono ormai iniziati e non
si sa quando termineranno.
Otto ha un solo modo per cavarsela: chiedere aiuto a Penelope.
«Ciao Miss Penelope, come stai? ...Avrei un grande favore da
chiederti» le si rivolge cauto l'amico «mi ospiteresti per qualche
giorno a casa tua? Sai, da me ci sono i bulldog muratori che
stanno ristrutturando casa»
«Volentieri. Vedrai, ci divertiremo un sacco!» asserisce con
entusiasmo «Ascolteremo il nuovo disco dei Brickdogs, ci
smalteremo le unghie e ci faremo i boccoli... Non vedo
l'ora!»
“Ma questa è un po' suonata...” pensa Otto “Io sono
un maschietto, non mi smalto le unghie!”.
La giornata trascorre serena, in giro per le verdi
colline.
Al calar del sole i due amici fanno ritorno a casa
e, per Otto, arriva il momento di vedere per la
prima volta l'interno della casetta
di Penelope.
Appena varcata la soglia di casa,
il nostro amico si ferma,
aggrotta le sopracciglia
ed esclama: «E tu
questa la chiami
casa?
Sembra
un'enorme bomboniera».
Pareti rosa con fiorellini gialli,
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tanti voluminosi cuscini colorati, tutti a forma di cuore, morbidi tappeti bianchi e merletti come tende.
“Roba da femminuccia” pensa rassegnato Otto.
«Quante storie!» sbuffa Miss Penelope «A me piace così... Oh,
lasciamo perdere. Piuttosto, aiutami a fare la messa in piega».
Tra un bigodino e un po' di musica, la serata passa velocemente.
E' l'ora della nanna. Mentre sta per addormentarsi Otto, il cane bassotto, ricorda la sua amata casetta e pensa che non vede l'ora di tornarci.
L'indomani i due, freschi di messa in piega, ripartono per una nuova
giornata all'insegna del divertimento.
Da lontano, il nostro amico intravede la sua dimora ancora in fase di
ristrutturazione e un po' triste pensa: “Speriamo sia pronta in fretta...”.
Una settimana dopo, Otto e Miss Penelope sono in casa a ballare la breakdance quando suona il campanello.
Penelope, aprendo la porta, si trova davanti il capo dei bulldog che
domanda: «Vorrei parlare con il signor Otto per favore. E' qui?»
«Sì, sì! Ci sono!» scodinzola con frenesia «I lavori sono finiti?»
«E' tutto a posto. Può tornare a casa quando vuole».
Otto, raggiante più che mai, saluta, ringrazia l'amica e se ne va.
Arrivato a casa decide immediatamente di fare una torta per Miss
Penelope che è stata davvero gentile e disponibile.
Il dolce è pronto ma ormai è sera, è ora di coricarsi.
Otto, felice, pensa ai bei giorni passati e alla sorpresa che domani farà
a Miss Penelope portandole la torta di ossi glassata.
Appoggiato al morbido cuscino blu, sbadiglia e pensa: “Casa dolce
casa, quanto mi sei mancata! Che bello essere di nuovo qui”.
Si parte........... Finalmente dopo tutti i benestari, controlli e burocrazie varie il canile o
meglio il can - gattile di Trezzano sul
Naviglio, come lo chiamano i volontari, è
operativo.
Nella struttura sono presenti tre tipologie di
ricoveri: il canile rifugio; la struttura zoofila;
editoriale
la pensione. Nel canile rifugio vengono ospitati quei cani o gatti dei comuni convenzionati con la struttura, già passati dal canile
sanitario, dieci giorni d'osservazione, in attesa che il padrone si faccia vivo, cosa molto
rara, o di adozione. Il canile rifugio NON può
ritirare direttamente animali trovati vaganti
sul territorio.
La struttura zoofila accoglie quei pelosetti
che l'Associazione ha deciso di aiutare, per
cui cani, gatti, conigli e qualsiasi altro animale recuperato dai volontari.
La pensione o come lo chiamiamo noi il
reparto ospiti, accoglie, contro un'offerta
minima, quegli animali che non possono
seguire i propri amici a due zampe in diverse occasioni.
Il can-gattile sarà gestito da uno staff di otto
persone ed esattamente, un direttore, un vice
direttore, un responsabile cani, un responsabile gatti, un vice responsabile gatti, un
responsabile lagomorfi, mustelidi e roditori,
una segretaria e un direttore sanitario, inoltre vi sono i volontari che secondo la propria
disponibilità e ai turni prestabiliti saranno
presenti in canile.
La sfida sarà di non ritenere il canile un
luogo dove un animale debba fermarsi a vita
ma solo una stazione di transito in attesa di
una nuova famiglia.
Morale
Essere ospitati da un amico gentile e premuroso fa piacere a tutti ma
non c'è niente di meglio che stare a casa propria, insieme ai nostri famigliari, i nostri giochi e con le nostre abitudini.
LA SEDE DELL’ASSOCIAZIONE DAL MESE DI MAGGIO 2012 E’ IN VIA DARWIN, 31 TREZZANO SUL NAVIGLIO
3
S
O
M
M
A
R
I
O
C’era una volta di Silvia Bellavite
casa dolce casa pag ...............................................2-3
Editoriale di Gaetano Ussia ...........................pag. 2-3
Un amico speciale di Giuditta Croce
la tartaruga animale antico ...............................pag.5
News di Paola Tresoldi
Noi e loro ..........................................................pag. 6Wow che notizie i..............................................pag. 7
Diamo una mano al pianeta di Gabriele Porattii
terra, acqua, aria, fuoco - speciale aria terra
Il fuoco e la leggenda di Icaro......................pag. 8-9
Oro nero............................................................pag.10
LA REDAZIONE
Estate autunno 2012
Direzione: Via Darwin 31 Trezzano sul Naviglio
Sede legale e operativa: Via Darwin 31 Trezzano sul
Naviglio
Stampa: La Serigrafica s.r.l. Via Toscanelli, 26 - 20090
Buccinasco
Distribuzione: Poste Italiane
Direttore Editoriale: Gaetano Ussia
Direttore: Francesca Giuditta Croce
Vice direttore: Raffaella Gallo
Impaginazione: New mouse creatività digitale
Hanno collaborato a questo numero:
G. Ussia, G. Croce, R. Gallo, S. Bellavite, P. Tresoldi, G.
Porrati, M. Ricco, E. Valsecchi, E. Barbieri, C. Longobardi
Alimentazione del cane di Raffaella Galloi
Allergie e intolleranze.....................................pag. 11
Gli animali ci sgridano Fonte consumo consapevolei
Prodotti di cosmesi: ma i test sugli animali
servono? ......................................Pag. 12-13
Operazione zampa amica
ecco come....................................................pag.14-15
Lo specchio della vita di Gaetano Ussia
Contenimento randagismo ...........................pag. 22
Abbandono degli animali
in estate di Elena Valsecchi .............................pag. 23
Consigli pratici per i nostri amici di Raffaella Galloi
Abituare il cane al nuovo ambiente..............pag. 24
Speciale adozioni di Elisabetta Barbierii
Gatti 2012........................................................pag. 25
Medicina alternativa
Come difendersi dalla zanzara
nostra amica nemica .....................................pag. 26
Filariosi: cosa, come e quando pag. .....................27
Posta di Giuditta Crocei
Le nostre domande per i nostri compagni
E le nostre domande .....................................pag. 28
La tartaruga, animale antico
La tartaruga è fra gli animali più antichi del
mondo. È apparsa circa 220 milioni di anni fa.
Ne esistono tante specie e alcune diventano
grandissime. È un animale pacifico e intelligente, sa riconoscere chi le dà il cibo e con il tempo
arriva da sola all’appuntamento con la pappa,
ma fai attenzione: se non sta bene in un luogo,
non ci pensa due volte e fugge via. La tartaruga
è ricoperta da un guscio robusto e colorato chiamato corazza, la parte superiore si chiama carapace, quella inferiore piastrone. Il suo musetto
finisce con una specie di becco, simile a quello
degli uccelli, e ha la testa retrattile, se sparisce
nella corazza non la vedi più.
Una curiosità che ti permette di conoscerla
meglio ogni anello sulla corazza indica un periodo della sua vita che può essere così longevo da
raggiugere, per la tartaruga di terra i 120 anni
mentre per quella di acqua solo i 20 anni.
Comunque gli anni le hanno regalato intelligenza e discrezione che possiamo trovare come
caratteristiche in tutte le tartarughe che possono
assumere svariate dimensioni e diversi colori
Testuggine o tartaruga! Si può chiamare “testuggine” quella di terra, “tartaruga” quella di
acqua.
HA BISOGNO DI..
Elenco delle convenzioni per gli associati pag. 17
Vivere informati di Michela Riccoi
Vengo anch’io ...........................................pag. 18- 19
Viaggiare con il cuore e con un’anima
insieme alla natura di Giuditta Croce
Sangue e arena................................................pag. 20
Questo è davvero il colmo ............................pag. 21
UN AMICO SPECIALE
PER LA TESTUGGINE:
Se vive in giardino, recintalo, altrimenti scappa,
mettici una casetta. Arreda il suo nido con piante, rocce, tronchi, legnetti. Se invece vive in casa
procurati un TERRARIO: una vasca grande con
il fondo ricoperto di terra, sabbia e sassolini, trucioli di cartone o carta.
"Abbandono Estivo"
Mi hai insegnato ad attenderti, paziente,
quando andavamo insieme per le spese:
così aspettavo, seduto fuor dall'uscio poiché fuori era scritto
che lì non potevo entrare
Abbiam giocato anche, più volte, a nascondino:
ma ti trovavo sempre (ho naso fino); ma quando la pallina
anche ieri m'hai tirato, perché non l'hai ripresa e te ne sei andato?
Che strano, il posto dove m'hai lasciato la strada è dritta,
non c'è il panettiere, né c'è il lattaio,
neppure il salumiere e non capisco neanche
perché mai ci siamo andati in auto, a far spese.
Ora, comprendo, sarai indaffarato o qualche impedimento t'ha bloccato;
ma io son stanco qui di rimanere, il sole è caldo, ho sete, vorrei bere...
Sono già stanco pure d'abbaiare il sole picchia, mi par di morire,
in lungo e in largo, sulla strada ho cercato:
con ansia e affanno, tracce tue non ho trovato.
Perché non torni ad abbracciarmi?
Le coccole mi mancano, più ancora della pappa.
Beh, sai cosa ti dico? Io, come sempre,
me ne starò buono qui e ti aspetto... AMICO.
(Luciana Bianchi Cavalleri)
UN MONDO DI COLORI
Nel mondo ci sono tra le 15.00 e le 20.000
specie di farfalle. Sono insetti magnifici che
si nutrono principalmente del nettare dei
fiori e in questo modo favoriscono l’impollinazione, trasportando il polline anche per
lunghe distanze. Il loro habitat però è in
pericolo. I territori più a rischio appartengono a governi poveri, ai quali enormi problemi politici e sociali non permettono di
dedicarsi alle questioni ambientali. Cosa
fare allora per salvare le farfalle?
Un’iniziativa utilissima che non tutti, conoscono sono le “Case delle Farfalle”, strutture sparse in tutto il mondo in cui possiamo
andare a vedere, vive e integrate in riproduzioni fedeli dei loro ambienti naturali,
migliaia di splendide farfalle. Due strutture
di questo genere ci sono anche in Italia: la
casa delle Farfalle di Bordano (Udine) e
l’Oasi delle Farfalle di Milano.
La Casa delle Farfalle comprende, otre a
MENÙ CARNIVORO:
lombrichi, insetti, pesci, crostacei e molluschi,
fegato, carne macinata.
CIBI PROIBITI:
carne, latticini, farinacei, salumi, banane.
IMPORTANTE:
lasciare sempre, una scodella con dell’acqua: ha
bisogno di bere molto.
PER LA TARTARUGA:
Vive nell’ACQUATERRARIO: una vasca ricoperta, di ghiaia e acqua, con una terrazza dove
giocare e mangiare. Nel suo habitat possiamo
mettere: piante, rametti, pezzetti di sughero,
come colline, su cui arrampicarsi.
CHE COSA MANGIA?
La tartaruga è molto ghiotta ma è bene darle la
quantità di cibo giusta, agli stessi orari e preferibilmente nello stesso posto.
Quella di terra è erbivora, quella di acqua è
ghiotta anche di carne e pesce, ma non disdegna
frutta e verdura. In generale la giusta quantità di
cibo per la tartaruga è pari alle dimensioni della
sua testa.
ABITUDINI
Quando le giornate si accorciano e la temperatura scende, la tartaruga va in letargo: dorme
tantissimo, fino a primavera. Prima di mettersi a
nanna sta un po’ a digiuno: dormire a stomaco
pieno non fa bene a nessuno!
COME MANEGGIARLA:
Nonostante la corazza, la tartaruga non è così
robusta. Afferrala fra il pollice e l’indice, sotto e
sopra il suo corpo come fosse un panino.
Attenzione a non farla cadere!
S.O.S VETERINARIO SE:
NON MANGIA, HA LA PELLE SECCA HA
FERITE, GONFIORI O PARASSITI RESPIRA
MALE, SI MUOVE CON DIFFICOLTA’, CAMBIA COLORE.
MENÙ VEGETARIANO:
insalata, cicorie, radicchi, trifoglio, zucchine,
carote, pomodori, frutta.
AMICI PER TANTO TEMPO
L’amicizia con una tartaruga può essere di lunga
data e molte volte si crea un feeling speciale con
i bambini curiosi di scoprire il mondo attraverso gli occhi della loro lenta amica ma riflessiva e
tenace.
mille metri quadrati di serre climatizzate,
diverse mostre tematiche, un giardino
esterno per le farfalle locali e un centro
didattico con laboratori, aree video e 8
postazioni interattive per giocare, imparare
e confrontarsi su ciò che si è appreso.
Migliaia di farfalle, libere di volare, ci
accompagnano lungo un percorso che ci
farà visitare l’Amazzonia, le ricche foreste
pluviali asiatiche e le misteriose giungle
africane. Oltre alle splendide farfalle, il
centro ospita centinaia di piante e animali
che, con le loro storie, ci rivelano i più
avvincenti “segreti” della natura! Le farfalle ospitate nelle case delle farfalle di tutto il
mondo provengono da allevamenti distribuiti in vari paesi tropicali.
Visitare una casa delle farfalle permette alle
butterfly-farm di esistere e rappresenta un
concreto aiuto per le foreste e gli uomini
che vi abitano. Cosa aspettiamo a dare il
nostro contributo visitandone una? L’Oasi
delle Farfalle di
Milano è un angolo
di foresta pluviale
tropicale in cui volano centinaia di farfalle
multicolori e si possono ammirare piante e
animali spettacolari. Il
percorso si sviluppa su
circa 200 metri quadrati coperti. AI suo
interno potremo visitare anche l’esposizione naturalistica “Mimetismo, l’Arte
dell’Inganno”, nella quale il visitatore potrà
mettersi alla prova, cercando di individuare bizzarri animali mimetici, così simili
all’ambiente circostante da rappresentare
una vera sfida! L’oasi inoltre ospita centinaia di farfalle, libere di volare in un ambiente di foresta pluviale rigorosamente ricreato, e diversi esemplari di insetti esclusivi,
come il gigantesco scarabeo rinoceronte
malese e la mantide foglia.
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NOI E LORO
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generosità e alle dolcezza delle
grandi gruppi, da cui
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escludono i maschi, per occupa
assecondare ogni loro richiesta.
6
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Negli USA i Vigili del fuoco hanno preso
come mascotte dei cani di razza dalmata
Perché in passato tali cani correvano accanto ai cavalli che
trainavano i carri antincendio mordendone le zampe per
spronarli e favorendo lo sgombro delle vie.
Dopo l’avvento dei camion e delle sirene il legame con i dalmata si è conservato a livello simbolico
che notizie
Un futuro gigante
sura quasi un metro.
Il piccolo di anaconda mi
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Da adulto potrà superare
iare un caimano intero!
Che record!
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Che strano papà
Mamma ippocampo affida le uova al papà, che le tiene in una
tasca del proprio ventre.
Così, dopo la schiusa i piccoli ippocampi escono dalla pancia
del papà.
Un appetito imp
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L’elefantino inizial
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All’età di un anno
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Infatti esse
E’ dura essere una tigre
E’ raro che più di due cuccioli sopravvivano fino all’età adulta:
i meno forti muoiono di malattia, di fame o per una ferita di
caccia.
7
DIAMO UNA MANO
A L P I A N E TA
SOS 4 elementi: terra acqua, aria, fuoco.
Il fuoco e la leggenda di Icaro
Il nostro rapporto con l’energia prevede una continua crescita della sua
domanda: il progresso viene confuso
con la voracità e futilità dei consumi,
e l’economia ignora i costi dei danni
collaterali che vengono prodotti. È
indispensabile attuare una rapida
transizione alle energie rinnovabili
per contenere le conseguenze dei cambiamenti climatici: tuttavia, un’abbondanza di energia pulita non risolverebbe comunque i nostri problemi di
sostenibilità.
ENERGIA PER MODIFICARE
Il nostro Sistema Solare si è formato circa
4 miliardi e mezzo di anni fa, molto probabilmente da una nube gassosa che ha
iniziato ad addensarsi e quindi a ruotare,
generando un nucleo centrale contenente
la quasi totalità della massa, ed una serie
di piccoli corpi intorno che si sono poi trasformati negli attuali pianeti. Il Sole, centro del nostro Sistema, è una stella nana
nella quale si sviluppa un processo di
fusione nucleare autoregolata: significa
8
che la quantità di energia emessa è stabile
nel tempo. Grazie a questa emissione controllata, noi umani e tutte le altre creature che abitano il pianeta abbiamo le condizioni adatte per poterci vivere. Fra 5
miliardi di anni circa, tutto l’idrogeno presente sul sole si sarà trasformato in elio, la
fusione nucleare si spegnerà, e la stella
diventerà una gigante rossa, che prima si
espanderà, inghiottendo i pianeti più vicini come la Terra, e poi diventerà una nana
bianca, che gradatamente andrà man
mano a spegnersi.
L’esistenza del sole, e la sua modalità di
rilasciare energia, è una delle tante con-
cause favorevoli che in un periodo da due
a quattro miliardi di anni fa hanno contribuito alla nascita della vita sulla Terra:
grazie alla formazione di un’atmosfera, il
calore in arrivo ha potuto essere imprigionato, permettendo di stabilire e mantenere una giusta temperatura; le piante, attraverso il processo di fotosintesi, hanno
cominciato a produrre le sostanze nutritive che stanno alla base della complessa
catena alimentare che vi poggia sopra,
mentre le differenze di temperatura sulla
superficie hanno originato i venti, le
nuvole e la pioggia che alimentano il
grande ciclo dell’acqua, ed hanno anche
fatto nascere le correnti marine.
Le creature viventi presenti sul pianeta si
sono fatte bastare tutto questo: la loro esistenza si è basata sull’energia proveniente
dal sole, mentre la loro tattica di sopravvivenza è stata quella di sfruttare le loro
risorse per migliorare le capacità di adattamento all’ambiente circostante. Circa
duecentomila anni fa, con derivazione dai
primati, si è perfezionata la specie Homo
Sapiens: i suoi appartenenti hanno scelto
una strategia completamente diversa, che
consiste nell’utilizzare le risorse della specie per modificare l’ambiente circostante.
Per compiere queste trasformazioni, che
sono state sempre più radicali ed hanno
subito un’evoluzione drastica negli ultimi
due secoli, Homo Sapiens è andato man
mano alla ricerca di fonti di energia
aggiuntive rispetto a quella muscolare
proveniente dal suo naturale metabolismo: fuoco, energia da trazione animale,
vento, energia idraulica, sfruttamento
della geotermia, poi uso massiccio dei
combustibili fossili, ed anche fissione
nucleare. Questa ricerca affannosa di
quantità di energia sempre crescenti, e le
conseguenti trasformazioni dell’ambiente
che grazie al reperimento di questa energia sono state messe in atto, hanno alterato degli equilibri naturali molto delicati.
Non c’è alcun dubbio che dobbiamo velocissimamente affrancarci dall’uso dei
combustibili fossili, allo scopo di generare
energia più pulita di quella che oggi
impieghiamo: non deve sembrare tuttavia
che i nostri problemi possano essere risolti soltanto con questo. Infatti, nonostante
tutti i miglioramenti tecnologici, il nostro
modello produttivo continua ad essere
primitivo ed intrinsecamente imperfetto:
esso preleva della materia dall’ambiente, e
a seguito di processi più o meno complessi, la trasforma anche solo parzialmente in
un rifiuto, che oltre ad essere spesso dan-
noso per la salute, ha il difetto di non
poter più essere riutilizzato. Anche
ammettendo che possiamo uscire indenni
dai gravi problemi derivanti dai cambiamenti climatici che abbiamo indotto, l’altro nostro problema è l’intensità della produzione che sostiene la nostra attuale economia, interamente basata sui consumi.
Un’ampia disponibilità di energia pulita e
a basso costo non porrebbe freno ai processi produttivi, e tutto il sistema si arresterebbe comunque nel giro di poco, per
totale esaurimento delle risorse terrestri.
Non è quindi il reperimento di grandi
quantità di energia che può salvare il
nostro modello dal collasso: la strada è
quella di imparare a ridurre gli sprechi e
migliorare l’efficienza, contenendo i consumi, che non dovrebbero crescere ma
viceversa diminuire.
FINESTRE CHE SI APRONO, FINESTRE CHE
SI RICHIUDONO
Nel momento in cui l’umanità ha iniziato
ad utilizzare i combustibili fossili, nella
fattispecie il petrolio, si è aperta una finestra su un enorme serbatoio di energia:
abbiamo avuto accesso ad un concentrato
di sole derivante dalla somma dei contributi accumulati su un arco temporale di
un centinaio di milioni di anni. Possiamo
pensare ad un salvadanaio nel quale ogni
giorno il sole ha continuato ad aggiungere
dei nuovi risparmi. Noi abbiamo trovato
sottoterra questo salvadanaio, lo abbiamo
rotto, e abbiamo cominciato ad attingere
energia dall’enorme capitale che giaceva
accantonato. Il motivo per cui ha potuto
generarsi e crescere molto rapidamente la
nostra moderna economia è stato il rapporto estremamente favorevole tra un bassissimo costo iniziale di estrazione e di raffinazione del combustibile ed una enorme
potenza disponibile: ognuno degli 86
milioni di barili di petrolio che il mondo
consuma ogni giorno contiene un’energia
equivalente a 25.000 ore-uomo di lavoro;
secondo i normali orari in vigore, significa 10 anni di attività di una persona.
Grazie a questo patrimonio energetico
siamo stati in grado di muovere ogni giorno, a costi assolutamente irrisori, un
numero spropositato di automobili, autotreni, navi ed aerei: la produzione di
merci ed oggetti ha raggiunto dei ritmi
impensabili, i modelli consumistici si sono
propagati dall’occidente ai paesi con economie emergenti, e in soli 50 anni la
popolazione del pianeta è più che raddoppiata. È stata una vera pacchia, per il
tempo che è durata: ora però le estrazioni
e le raffinazioni più facili sono terminate,
il costo del carburante comincia a salire, e
visto che ci troviamo in un mercato mondiale strettissimamente legato al petrolio,
tutte le logiche produttive ed economiche
stanno iniziando a cambiare. È finito il
tempo della potenza fossile a buon mercato, ma noi non vogliamo prenderne atto:
di petrolio ce n’è ancora, ma ora la finestra non è più spalancata come prima.
Purtroppo, non solo l’economia ma anche
la cultura contemporanea non sono assolutamente pronte a concepire gli elementi
di straordinarietà e di non riproducibilità
che hanno contraddistinto il periodo storico che abbiamo recentemente vissuto, e
che ora si sta man mano concludendo.
LA MOSSA IMPREVISTA
Il petrolio deriva da foreste e residui organici sedimentati e progressivamente sprofondati, che grazie a particolari condizioni
di pressione e di temperatura hanno potuto trasformarsi nel prezioso oro nero: con
questo processo estremamente lento, la
natura ha spostato delle ingenti quantità
di carbonio dal suolo al sottosuolo.
Estraendo il petrolio dal terreno e bruciandolo, noi abbiamo spostato di nuovo
in superficie il carbonio, che combinandosi con l’ossigeno, ha generato dell’anidride
carbonica. Questo gas, che è naturalmente presente in atmosfera, svolge delle funzioni analoghe al tetto di una serra che
imprigiona all’interno di essa il calore
solare. A partire dall’inizio della rivoluzione industriale, le concentrazioni di anidri-
de carbonica in atmosfera hanno cominciato velocemente ad aumentare: il tetto
della serra terrestre ha iniziato ad ispessirsi e la temperatura media del pianeta è
gradualmente salita. A peggiorare la situazione hanno pesantemente contribuito le
selvagge deforestazioni con le quali per
scopi commerciali non solo abbiamo
distrutto degli habitat naturali essenziali,
ma abbiamo fatto scomparire l’effetto
mitigante delle piante, che concorrono a
mantenere costante il livello di anidride
carbonica.
Qualcuno potrebbe pensare che l’elemento determinante di questo processo sia
stata la quantità del nostro ritrasferimento
di carbonio in superficie. Invece non è
così. La Terra, senza provocare alcun
danno, sposta continuamente tra i vari
comparti terrestri (suolo, oceani, atmosfera) delle quantità di carbonio ben più
grandi di quelle che noi abbiamo mosso: si
tratta tuttavia di movimenti previsti, che
fanno parte delle dinamiche naturali terrestri. Ciò che ha fatto sbilanciare il sistema è stata la repentinità e l’imprevedibilità della nostra azione: in pratica, il pianeta non si aspettava che avvenisse questo
evento. Possiamo rappresentare la cosa in
questo modo: abbiamo una grande vasca
nella quale dei grossi rubinetti versano
massicce quantità di acqua.
Nel contempo, altrettanti scarichi la smaltiscono, creando una condizione controllata di equilibrio. La vasca è piena fino
all’orlo, ma da essa non tracima fuori
nemmeno una goccia perchè i flussi sono
perfettamente bilanciati. Arriva un’omino,
che ha in mano una brocca d’acqua: senza
alcun preavviso la versa nella vasca. Con
quel contributo pur piccolo, il nostro protagonista provoca la tracimazione, perchè
il gesto repentino (per i tempi terrestri,
poche decine di anni sono eventi istantantei) non era stato previsto dal sistema, che
non ha avuto il tempo di reagire, e di mettere in gioco dei meccanismi di riequilibrio.
9
PANE E ORO NERO
All’inizio degli anni ’60 si è avviato un
processo che viene definito rivoluzione
verde: il petrolio ha cominciato ad essere
utilizzato in agricoltura come sostituto
delle braccia umane e della forza di trazione animale; l’uso capillare di trattori,
mietitrebbie, e in generale di macchine
agricole ha consentito l’esodo verso le
città delle popolazioni che vivevano in
zone rurali; l’occupazione si è spostata dai
campi all’industria. Grazie alla petrolchimica, sono stati prodotti i fertilizzanti e i
pesticidi che insieme all’impiego massiccio della meccanizzazione hanno fatto
aumentare la produttività agricola di due
volte e mezzo rispetto ai metodi di coltivazione tradizionali. Questo aumento di resa
ha consentito di produrre il cibo per poter
nutrire i 7 miliardi di persone che oggi
abitano il pianeta. Putroppo, l’attuale
modello economico ha fallito completamente gli obiettivi di redistribuzione della
ricchezza, perchè più di un miliardo di
persone vive sotto la soglia di povertà:
significa che il denaro che queste guadagnano non è sufficiente a comperare il
cibo di cui necessitano per sopravvivere.
La rivoluzione verde, comunque, ci ha
resi totalmente dipendenti dal petrolio,
anche sotto il profilo alimentare: ad oggi
in ciascuna caloria alimentare che assumiamo ci sono circa 10 calorie di combustibile fossile che risultano indispensabili
per produrla. Il problema che dovremo
affrontare con il progressivo aumento di
costo del petrolio è enorme: allo stato dell’arte non ci sono modi per poter sintetizzare artificialmente i componenti con cui
si producono i fertilizzanti, e la trazione
elettrica non è pronta a muovere quei
trattori e quelle mietitrebbie che sostituiscono le braccia. Il risultato è che il costo
del cibo aumenterà di conseguenza a
quello del petrolio, allargando ulteriormente il numero di persone che non possono permettersi di acquistarlo. Gli stessi
combustibili fossili sui quali si è fondata la
produzione agricola a partire dalla rivoluzione verde sono quelli che hanno innescato il fenomeno dei cambiamenti climatici: in tutto il mondo sono in atto fenome10
ni di desertificazione, le precipitazioni
violente ed improvvise che derivano dalle
estremizzazioni dei fenomeni causano
altrettanti danni, per cui la resa delle coltivazioni è già oggi in calo. Questo scenario inquietante non smuove tuttavia le
coscienze, perchè non stiamo mettendo in
atto dei veri cambiamenti: continuiamo a
dare per scontato che le cose straordinarie
che il tesoro sepolto ci ha permesso di fare
possano protrarsi per sempre.
LA TEMPESTA PERFETTA
Le economie continuano a basarsi sulla
crescita continua, ignorando che la finitezza fisica del nostro pianeta non permette di realizzarla. Grazie alle riserve di sole
che abbiamo trovato sottoterra siamo riusciti ad aumentare la produzione industriale e alimentare, popolando il pianeta
di individui che fin dalla nascita devono
trasformarsi in voraci consumatori onde
poter sostenere l’economia: nello stesso
tempo questi distruttori esauriscono anche
le risorse del pianeta, ma questo fatto non
viene considerato. Il tesoro energetico
non è ancora terminato, ma il suo sfruttamento diventa man mano più gravoso:
questo inconveniente sta mettendo in crisi
un sistema economico che si è basato sull’uso sfrenato di energia a basso costo. La
stessa energia che ci è parsa così economica ha poi rivelato di avere un costo
alquanto salato, pagato sotto forma di alterazioni climatiche che ora causano crescenti disastri, e rendono il pianeta sempre più inabitabile ed improduttivo a fini
alimentari. Data la progressiva diminuzione di resa del suolo, dato il prezzo crescente del combustibile che ci permette di
sfruttarlo, il buonsenso suggerirebbe di
preservare la terra, che noi invece continuiamo inarrestabilmente a cementificare: in Italia, 70 ettari di territorio spariscono ogni giorno sotto l’asfalto e il cemento.
La carne è un alimento a bassissima resa,
a parità di terreno coltivato può nutrire
circa un decimo delle persone che una
dieta vegetariana permetterebbe di sostenere; inoltre consuma moltissima acqua,
ed è la principale responsabile delle deforestazioni, che a loro volta incidono sul
riscaldamento globale e sull’esaurimento
degli ecosistemi. Ciò nonostante, in tutto il
mondo i consumi di carne sono in aumento. Incuranti di tutto questo, stiamo destinando sempre più suolo alle coltivazioni
che producono biocarburanti: ci preoccupiamo di dare cibo alle macchine, delle
quali non possiamo più fare a meno, come
nei films di fantascienza che vedono la vittoria dei robot sugli umani. Ora anche i
voli di linea, le portaerei ed i mezzi mili-
tari stanno progressivamente convertendosi all’uso di questi combustibili, perchè
la produzione di greggio convenzionale è
in declino; diamo per scontato che lo status quo deve restare inalterato e cerchiamo di supplire al deficit attraverso delle
forme alternative con le quali, per strade
traverse, poterci procurare quel combustibile di cui siamo totalmente dipendenti:
peccato che per fare un pieno di biocarburante di prima generazione ad un’autovettura dobbiamo utilizzare una quantità di
cibo che potrebbe sfamare una persona
per un anno. Nel caso di biocarburanti per
aviazione, il bilancio è molto più sfavorevole, a scapito naturalmente degli umani.
ALIMENTAZIONE DEL CANE
Allergie e intolleranze
invece, la gravità dei sintomi è strettamente correlata alla quantità dell’ingrediente
ingerito: maggiore è la quantità, maggiormente visibile/grave sarà la reazione.
Nel cane solitamente l’allergia e/o l’intolleranza sono legate soltanto al cibo, in particolare all’assunzione di carni bovine, frumento, mais, prodotti caseari, uova, soia.
I sintomi principali che possiamo riscontrare, soprattutto con l’aiuto di una visita
veterinaria, sono molteplici.
A livello cutaneo possiamo riscontrare
prurito, irritazioni/lesioni nell’orecchio,
sul collo o nella zona perianale, oltre a
congiuntiviti e lacrimazioni.
ALI DI CERA CHE STANNO PER
SCIOGLIERSI
Una concentrazione di anidride carbonica
pari oggi a 395 parti per milione in continua inarrestabile crescita, contro le 280
parti per milione stabili dell’epoca preindustriale. Quasi un grado di innalzamento della temperatura media del pianeta nell’ultimo secolo. La completa fusione
estiva dell’artico ormai alle porte. Un
panorama politico nel quale i paesi in via
di sviluppo accusano quelli industrializzati di non voler assumere impegni, mentre
quelli industrializzati accetterebbero di
farlo se i paesi in via di sviluppo e le
nuove economie facessero altrettanto. Il
Protocollo di Kyoto, unico accordo vincolante sottoscritto dalla comunità internazionale, va in scadenza senza che esista la
volontà di siglarne dei nuovi: un vuoto
normativo che non ha precedenti nella
storia delle Nazioni Unite. Questo è il quadro del nostro volo: forse Homo Sapiens,
prima di trasformare il mondo così radicalmente, avrebbe dovuto pensare un pò
meglio se quello che stava facendo era
realizzabile.
Gabriele Porrati
Coordinatore del Progetto Cambiamo
www.cambiamo.org
Tutti i proprietari di animali domestici, al
momento dell’adozione, si chiedono se sia
opportuno alimentare l’animale in modo
“casalingo” oppure “industriale”, tralasciando però l’informazione riguardo i cibi
che davvero fanno male al cane.
Indipendentemente dal tipo di preparazione del pasto, è opportuno sapere che alcuni alimenti presenti nelle nostre case possono essere davvero rischiosi, perché mal
tollerati dall’apparato digerente canino,
che è prevalentemente carnivoro.
Gli alimenti dannosi più comuni sono
il cioccolato, eccessive quantità di
vegetali, uva, uvetta, funghi, aglio,
cipolle, porri, the, caffè, alcolici, prodotti contenenti xilitolo (ad es. caramelle), sale eccessivo.
Oltre a ciò, non bisogna dimenticare
che nell’arco della vita del cane possono sorgere delle allergie e/o delle
intolleranze a particolari cibi, con
conseguenti reazioni, anche gravi,
sull’intero organismo.
Sia l’allergia che l’intolleranza ad un
alimento consistono nella incapacità
dell’organismo di accettare una
determinata sostanza assunta;
la differenza tra le due cose è
che l’allergia provoca una reazione del sistema immunitario, mentre la seconda no.
Entrambe possono avere conseguenze visibili ad occhio nudo, come flatulenza, pelo
opaco, infezioni od infiammazioni cutanee, oltre a malfunzionamenti dell’apparato digerente.
Nel caso dell’allergia, indipendentemente
dalla quantità, la sostanza immessa viene
ritenuta “pericolosa” dal corpo e scaturisce un meccanismo immunitario in grado
di contrastarla.
Quando si ha un’intolleranza alimentare,
Per quanto riguarda l’apparato gastrointestinale/urogenitale spesso i sintomi
sono molto dolorosi e stressanti per l’animale, come vomito, diarrea, coliti, singhiozzi, cistiti, gonfiore addominale. A
volte le allergie e le intolleranze possono
avere risvolti gravi sul sistema nervoso:
iperattività, crisi epilettiche, affaticamento
precoce, sbalzi tempestivi d’umore.
Tutte le razze canine possono essere soggette a queste patologie ma è bene sapere
che alcune sono geneticamente più predisposte rispetto ad altre, quindi è opportuno avere per loro un occhio di riguardo.
Queste razze sono il Pastore Tedesco, il
Chow Chow, lo Sharpei, il Bassotto, il
Dalmata, il Labrador e il Golden
Retriever, il Boxer, il Cocker
Spaniel, il Westhighland White
Terrier ed il Setter Irlandese.
Prevenire è possibile, assicurandoci di
alimentare il nostro cane in maniera
corretta ed equilibrata, abbastanza
varia (ma non troppo), chiedendo
sempre il consiglio del veterinario
al momento dell’adozione, durante
le successive età evolutive e in
concomitanza di cambiamenti
fisici (come la sterilizzazione o
un’operazione chirurgica).
Se non abbiamo il tempo sufficiente per preparare pasti completi
a casa, possiamo tranquillamente
fornirci nei negozi, in quanto oggigiorno esistono aziende competenti che
producono pasti ipoallergenici facilmente digeribili e adatti a tutti i tipi di
cane.
11
GLI ANIMALI CI SGRIDANO
La questione della sperimentazione preventiva, che la legge impone per immettere in commercio un prodotto cosmetico, è una materia ben più complessa di quanto possa apparire a prima vista.
È necessario definire cosa si intende per "prodotto cosmetico", quali siano i test su animali specifici per gli ingredienti dei prodotti
cosmetici e quali invece vengano eseguiti comunque (sia che l'ingrediente venga usato nei cosmetici o meno), che cosa impone la
legge a riguardo, cosa significa la dicitura "cruelty-free" apposta sui prodotti cosmetici e quali siano le ditte che sono veramente
cruelty-free.
In breve, possiamo dire che l'etichetta
apposta sul prodotto non ha alcun valore
(simbolo del coniglietto, scritta "crueltyfree", ecc.) perché si riferisce solitamente
al prodotto finito, mentre il problema
sono i test su animali per i singoli ingredienti che compongono il prodotto finito.
Se si vuole andare sul sicuro, occorre
comprare SOLO i prodotti delle ditte indicate nella "lista delle ditte cruelty-free".
QUALI SONO I TEST DI TOSSICITÀ
Quando una nuova sostanza chimica deve
essere messa in commercio, essa deve
essere sottoposta a una serie di test detti
"regolatori" (cioè obbligatori per legge)
per attestare la sua sicurezza per i consumatori. Tali test, detti "test di base", sono
raggruppabili in queste categorie:
1. Tossicità acuta (misura l'effetto di alte
dosi della sostanza in un'unica somministrazione);
2. Mutagenesi (la capacità della sostanza
sotto test di far mutare le cellule dell'organismo);
3. Tossicità ripetuta (dosi più basse per
periodi di tempo più lunghi; qui sono
compresi anche i test di "tossicità cronica", che, se eseguiti su animali, vengono
svolti per tutta la durata della vita dell'animale);
4. Tossicità riproduttiva o teratogenicità
(la capacità della sostanza di creare difetti
nella prole).
I dati per queste categorie di "effetti della
sostanza" devono essere resi disponibili
per qualsiasi nuova sostanza chimica. Va
notato che ognuna di queste categorie
comprende vari tipi di test, non uno solo.
Per quelle sostanze chimiche che verranno poi usate come ingredienti nei prodotti cosmetici sono inoltre obbligatori altri
test più specifici, che ricadono in queste
categorie:
A. Irritazione della pelle;
B. Corrosione della pelle;
C. Fototossicità (interazione con la luce e
conseguenti effetti tossici);
12
D. Fotoirritazione (interazione con la luce
e conseguenti effetti irritanti);
E. Assorbimento percutaneo (azione di
penetrazione nell'organismo);
F. Irritazione dell'occhio.
Infine, ci sono dei test che sono specifici
per i farmaci, MA alcuni di questi vanno
eseguiti anche per gli ingredienti dei
cosmetici, perché un cosmetico è definito
tale solo se ha un'azione locale (pelle,
occhio, ecc.). Se può invece reagire con
l'organismo ed essere metabolizzato, è
scientificamente da considerare un farmaco, anche se poi viene venduto come
cosmetico. Dipende quindi dal tipo di
ingrediente: un ingrediente ad alta penetrazione entrerà in contatto con organi
interni e quindi subirà anche i test per farmaci, un ingrediente a bassa penetrazione
solo quelli per cosmetici. Quindi varia da
caso a caso (circa nel 50% dei casi sono
necessari test specifici per farmaci).
I test comuni per farmaci e cosmetici, ma
non eseguiti invece per le altre sostanze
chimiche, sono i test di tossicocinetica, che
servono per capire come la sostanza raggiunga le cellule e gli organi e causi eventuali danni biologici.
Oltre a tutto questo esistono poi i test del
prodotto finito, quindi non del singolo
ingrediente, ma del composto formato da
vari ingredienti.
CHE COSA È ATTUALMENTE VIETATO
NELL'UE E DA QUANDO
Fino a non molti anni fa, praticamente
tutti questi test venivano eseguiti su animali: si tratta di test invasivi, dolorosi, e
che terminano con la morte dell'animale
(che muore a causa del test o perché viene
ucciso dopo il test). Gli animali usati erano
soprattutto conigli e roditori.
Grazie a una battaglia durata decenni ed
ancora in corso, oggi una parte di questi
test non viene più eseguita su animali e,
almeno in Europa, sono vigenti dei veri e
propri divieti di test su animali relativa-
mente alle varie categorie sopra citate.
Vediamo quali sono i divieti in vigore.
Dal 2004 sono vietati i test su animali del
prodotto finito (quindi il singolo shampoo,
crema, trucco, ecc.).
Dal marzo 2009 sono stati vietati una
cospicua serie di test su animali per gli
ingredienti nel caso in cui l'ingrediente sia
usato per la produzione di cosmetici. Il
divieto prevede che non si possano usare
animali per questi test all'interno dell'UE
e non si possano vendere all'interno
dell'UE dei cosmetici che usino ingredienti sottoposti a test su animali, anche se i
test sono stati eseguiti fuori dell'UE (quindi divieto di test e divieto di vendita).
Tali test sono in parte dei test di base, in
parte test specifici per i cosmetici. Quelli
vietati sono i test di base che abbiamo
numerato con 1 e 2 (tossicità acuta e
mutagenesi), e TUTTI i test specifici per i
cosmetici, quelli che abbiamo indicato
con a-f.
Il dossier pubblicato il 13 settembre 2011
dalla Commissione Europea spiega però
che questi test ad oggi sono solo parzialmente coperti da metodi alternativi convalidati e che quindi rimangono ancora
delle aree grigie per le quali metodi alternativi senza animali legalmente validi non
esistono.
Le aree ad oggi coperte sono tutti i test
specifici tranne l'ultimo, cioè a-e, mentre
il punto f (irritazione dell'occhio) è solo
parzialmente coperto. Per quanto riguarda i test di base 1 e 2, essi sono coperti
solo parzialmente.
Cosa significa questo, nella pratica?
Significa che se una nuova sostanza chimica dovrà essere usata come ingrediente in
un cosmetico, il produttore dell'ingrediente NON POTRA' eseguire su animali i test
di base 1 e 2 e tutti i test specifici a-f.
Il produttore presenterà quindi alla commissione incaricata di valutare la sicurez-
za dell'ingrediente i dati di cui è in possesso dai suoi test senza animali.
Se la commissione valuterà tali dati sufficienti, l'ingrediente potrà
essere usato, altrimenti no.
Viceversa, se l'ingrediente sarà usato per altri prodotti, non cosmetici, i test che verranno fatti saranno sicuramente quelli senza animali già convalidati per i punti 1 e 2 (tossicità acuta e mutagenesi), perché, ove sono disponibili test alternativi, è obbligatorio
usarli; però, sempre all'interno di queste aree, saranno in generale eseguiti anche test su animali, per tutti gli aspetti non ancora
coperti da quelli alternativi. Ogni nuovo test di base validato andrà
a sostituire uno o più test su animali, e lo sviluppo di tali alternative sarà incentivato proprio dalla necessità di averle disponibili
per gli ingredienti cosmetici.
Come spiega il comunicato della Commissione Europea, negli ultimi 20 anni l'UE ha erogato 200 milioni di euro di contributi per
lo sviluppo di tali metodi alternativi.
Oltre all'ECVAM, l'istituto europeo per la convalida dei metodi
alternativi, nel 2005 è stata anche creata la Partnership Europea
per gli Approcci Alternativi ai Test su Animali (EPAA), che riunisce la Commissione Europea e varie federazioni dell'industria e del
commercio.
Sono anche state stabilite partnership con gli USA, il Giappone e il
Canada che hanno portato alla Cooperazione Internazionale sui
Test Alternativi (ICATM).
CHE COSA SARA’ VIETATO
IN FUTURO E DA QUANDO
Ma non solo: anche i test specifici per i farmaci, quelli di tossicociRIMANGONO DUNQUE ESCLUSI DAL DIVIETO DEL 2009:
- COME TEST DI BASE:
netica, trarranno vantaggio dai nuovi metodi sviluppati per i cosmeTOSSICITÀ RIPETUTA (COMPRESA TOSSICITÀ CRONICA), tici, aspetto estremamente importante per salvare animali.
TOSSICITÀ RIPRODUTTIVA O TERATOGENICITÀ;
- COME TEST SPECIFICI PER COSMETICI PIÙ FARMACI: I TEST SU ANIMALI SERVONO?
TOSSICOCINETICA.
Per finire, qualche parola sull'utilità dei test su animali. Può lasciaPer questi test la data fissata per il divieto nel campo della cosmesi
è del 2013. Tale data è in pericolo, perché non sono ancora stati sviluppati e convalidati metodi alternativi. Nei dossier citati viene
infatti affermato che, nel caso migliore, serviranno ancora 2-3 anni
per sviluppare i metodi mancanti, e altri 2-5 anni per convalidarli
da un punto di vista legale, quindi serviranno ancora altri 4-8 anni,
sempre nella migliore delle ipotesi. Quindi si parla di 2015-2019.
La scadenza del 2013 che per ora rimane fissata ha spinto la
Commissione Europea a lanciare una iniziativa di ricerca del valore di 25 milioni di euro, chiamata "Verso la sostituzione dei test di
tossicità ripetuta per la valutazione della sicurezza". A gennaio 2011
sono dunque stati avviati 7 nuovi progetti di ricerca che hanno lo
scopo di porre le basi per futuri test di sicurezza con un più alto
valore predittivo, più veloci e meno costosi dei test su animali. Al
progetto parteciperanno 70 realtà europee: università, istituti di
ricerca pubblica, e industria. La Associazione Cosmetica Europea
(Colipa) si è impegnata ad aggiungere altri 25 milioni di euro al progetto.
Rimane il fatto che entro il 2013 tali test non saranno pronti. Cosa
accadrà, dunque, verrà fatta slittare la data? Per ora, nel dossier del
13 settembre 2011 la Commissione non si sbilancia e prende tempo,
affermando: "Molti metodi alternativi sono in fase di sviluppo ed
esiste un potenziale per delle strategia di sostituzione almeno parziale. La Commissione Europea sta attualmente valutando l'impatto
dell'implementazione del divieto totale di commercializzazione
entro il 2013 e sulla base di tale valutazione deciderà se emettere
una proposta in relazione al divieto. La Commissione annuncerà la
sua decisione finale entro la fine del 2011".
La spinta allo sviluppo di metodi alternativi in queste aree ancora
non coperte è molto importante perché ogni nuovo metodo convalidato sarà valido anche per tutti gli altri settori, non solo quello
cosmetico, quindi ogni nuova sostanza chimica che dovrà essere sottoposta ai test di base, userà i test alternativi sviluppati per gli ingredienti cosmetici.
re perplessi il fatto che per valutare la sicurezza di una sostanza non
esistano metodi alternativi senza animali. Cosa significa, dunque,
che i test su animali servono? No, significa solo che ad oggi la legge
prevede che i risultati di certi tipi di test debbano essere disponibili, e che finora tali test sono stati fatti su animali.
Ma questi test su animali non sono MAI stati sottoposti ad alcun
meccanismo di convalida, come è invece obbligatorio per i metodi
alternativi. Si fanno solo "per tradizione" e perché la legge lo prevede, non perché i dati che da essi risultano siano effettivamente sensati e utili.
Ma il processo di sostituzione è ormai avviato, e se anche serviranno ancora anni, almeno si vedono dei progressi man mano che il
tempo passa.
CONCLUSIONE
Per riassumere, occorre dunque tenere ben presenti questi 2 fatti:
1. che ogni sviluppo di metodi alternativi per i "test cosmetici" ha
ripercussioni su TUTTO il settore dei test di tossicità e quindi salva
moltissimi animali, in tutto il mondo; questa è una cosa GRANDIOSA e importantissima;
2. che la battaglia non è ancora finita, perché oggi dei settori ancora molto vasti di sperimentazione animale rimangono non solo
ammessi, ma obbligatori, e che FORSE questi verranno vietati (per
i soli test cosmetici) nel 2013, ma per ora non lo sono, e la data non
è ancora certa.
Maggiore sarà la pressione a mantenere questa data e a non volere
cosmetici con ingredienti testati su animali, maggiore sarà la possibilità di sviluppare più in fretta metodi alternatvi, che poi saranno
validi per TUTTI i campi, per tutte le sostanze chimiche e anche per
i farmaci, non solo per i cosmetici.
Questi due aspetti ci fanno capire quanto sia importante continuare
la battaglia contro i test cosmetici, sia come consumatori, continuando a comprare prodotti che non incrementino i test su animali, sia
come attivisti, divulgando la corretta informazione sul tema.
13
Con il patrocinio del
Comune di Milano
ANIMALS EMERGENCY si avvale esclusivamente dell'autofinanziamento e della collaborazione di volontari. Lo scopo principale di ANIMALS EMERGENCY è quello di
poter aiutare gli animali e tutte quelle persone che, per proprio conto, a proprie spese
e senza nessun ausilio si occupano di loro, fare rispettare i diritti degli animali ed affermare la loro tutela in ogni luogo. L'impegno di ANIMALS EMERGENCY si articolerà
quindi su una serie di importanti tematiche: A Trezzano sul Naviglio, nell’ottobre 2003,
si è costituita, grazie all’idea ed alla buona volontà di diverse persone, l’associazione
“ANIMALS EMERGENCY”, associazione no-profit che si avvale esclusivamente dell’autofinanziamento e della collaborazione di volontari. Essa lavora al fine di promuovere e sostenere attività a tutela degli animali e dei loro diritti aiutando contemporaneamente ed in modo concreto le persone ed i rifugi che accolgono cani e gatti in difficoltà, abbandonati o maltrattati. E’ e sarà un lavoro durissimo, siamo solo agli inizi di
un percorso infinito: di animali bisognosi e disperati ne esistono tantissimi!! Il sogno è
di arrivare davvero lontano, l’entusiasmo non manca, ci auguriamo di trovare tanti altri
volontari disponibili ad aiutarci a realizzare i nostri obiettivi. Tutto questo partendo
dalla considerazione che una società non può dirsi del tutto civile se non avrà imparato ed applicato il massimo rispetto nei confronti degli animali.
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10% di sconto per tutti gli associati sulle portate del menù alla
carta
GIARDINERIE
Viridea di Cusago e Rho
Concederà la vendita a prezzi agevolati: sconto 10% sui prodotti destinati agli animali, sconto 20% sugli altri articoli, previo presentazione della tessera dell’Associazione debitamente
compilata in ogni sua parte
N.b. Lo sconto sarà applicato alle seguenti
condizioni:
•
•
Ai soli possessori del tesserino
Esclusivamente previa presentazione alle casse, prima
dell’emissione dello scontrino, della tessera di
•
•
riconoscimento (vedi al piede del documento),
Senza distinzione alcuna di periodo, reparto o
categoria merceologica.
Senza distinzione alcuna circa le modalità di
pagamento (assegni, carte di credito, contanti,
bancomat.)
Lo sconto di cui all’accordo non potrà essere applicata nei
seguenti casi:
• In mancanza della presentazione della tessera
dell’Associazione,
• Su articoli già in “promozione di periodo”, scontati o in
fine serie, che sono tuttavia sempre evidenziati da
appositi cartelli,
• Sui servizi accessori che Viridea offre alla propria
clientela, quali a titolo di esempio: finanziamenti,
consegne a domicilio, preventivi, consulenze, corsi ecc.
TAVOLI INFORMATIVI
E MANIFESTAZIONI
DOVE SAREMO
PRESENTI
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DOVE CI PUOI TROVARE CON TAVOLI
INFORMATIVI SU RANDAGISMO , STERILIZZAZIONI E
TUTTI GLI ALTRI ARGOMENTI ANIMALISTI
Giardineria VIRIDEA di Cusago (Milano)
22 e 23 Settembre – 27 e 28 Ottobre – 10 e 11 Novembre
29 e 30 dicembre
Giardineria VIRIDEA di Rho (Milano)
29 e 30 Settembre – 24 e 25 Novembre
Giardineria BOTANIC Rozzano (Milano)
15 e 16 Settembre – 20 e 21 Ottobre – 17 e 18 Novembre
15, 16, 22, 23 e 24 Dicembre
Peet Zone – Cesano Boscone (Milano)
8 Settembre - 6 Ottobre - 3 Novembre - 1 Dicembre
*** se vuoi venirci a trovare chiedi la
conferma della presenza al 3335480749
17
V I V E R E I N F O R M AT I
SE VIAGGI IN TRENO
ECCO IL MANUALE PER
GODERSI UNA...VACANZA DA
CANI
Ecco alcuni consigli utili per una vacanza
serena insieme al nostro amico peloso.
Esistono posti dove trascorrere le nostre
vacanze con il cane (purché educato e tenuto sotto controllo): case vacanze e strutture
per i viaggiatori con i cani.
Si raccomanda a chi viaggia con il cane di
osservare le regole di rispetto dei viaggiatori,
quindi portare con sé museruola ed evitare
di lasciare il cane libero in prossimità di altri
ospiti.
Il cane può viaggiare sul sedile posteriore
dell’auto, purché non costituisca pericolo alla
guida; infatti esistono in commercio guinzagli corti da assicurare alla cintura del sedile
posteriore.
Fate anche attenzione alla temperatura dell’abitacolo, munitevi eventualmente di tendine parasole e, in caso di sosta, non lasciate
MAI il cane in macchina al sole.
E’ preferibile far viaggiare il vostro amico a
digiuno, o, al massimo, farlo mangiare tre ore
prima della partenza. Ricordate di avere
18
sempre a portata di mano una bottiglia di
acqua fresca e la sua ciotola, e in caso il
vostro cane soffra di questo inconveniente,
portate con voi le pastigliette contro il mal
d’auto, parlandone sempre prima con il suo
veterinario.
COSA METTERE NELLA
VALIGIA DI FIDO
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Le sue ciotole
La sua brandina
Sacchettini igienici
Museruola e guinzaglio
Asciugamano tutto per lui
Spazzola e shampoo
I suoi giochini
Il suo cibo
Kit di pronto soccorso
(antiparassitario, antibiotico, anti
dolorifico), e, in caso di vacanze in
montagna, munirsi di siero anti
vipere.
Puoi trasportare gratuitamente cani di piccola taglia, nella prima e nella seconda classe di
tutte le categorie di treni.
Puoi trasportare cani di qualsiasi taglia su
treni Intercity, Intercity notte ed Espressi.
Puoi trasportare un solo cane di qualsiasi
taglia, provvisto di museruola e guinzaglio,
sia in prima che in seconda classe, acquistando un biglietto di seconda classe alla tariffa
prevista per il treno utilizzato ridotta del 50%
(senza l’importo della prenotazione).
Carrozze a cuccette, vetture comfort, vagoni
letto, vetture Excelsior ed Excelsior E4.
Puoi trasportare un cane di qualsiasi taglia,
acquistando un biglietto alla tariffa ordinaria
n. 1/Espressi di seconda classe ridotta del
50% (senza l’importo della prenotazione). E’
inoltre sempre richiesto l’acquisto dell’intero
compartimento. Fuori dal compartimento
devi tenere il cane al guinzaglio e munito di
museruola.
In nessun caso gli animali ammessi nelle carrozze possono occupare posti destinati ai
viaggiatori e qualora rechino disturbo agli
altri viaggiatori, su indicazione del personale
del treno, sarai tenuto ad occupare altro
posto disponibile o a scendere dal treno.
Per trasportare i cani, con eccezione del cane
guida per non vedenti, è necessario il certificato di iscrizione all’anagrafe canina (o “passaporto” del cane per i viaggiatori provenienti dall’estero), da esibire durante il viaggio ad
ogni richiesta del personale e al momento
dell’acquisto del biglietto dell’animale, ove
previsto.
Devi sempre provvedere alla sorveglianza
dell’animale e sei responsabile di tutti i danni
eventualmente recati.
Irregolarità nel trasporto degli animali.
Se risulti sprovvisto del biglietto per l’animale sarai tenuto al pagamento dell’importo
dovuto maggiorato di una soprattassa.
La stessa regolarizzazione ti verrà applicata
se l’animale non è ammesso al trasporto o se
non hai il certificato di iscrizione all’anagrafe canina e dovrai comunque scendere alla
prima stazione di fermata del treno.
NAVE
Le navi da crociera difficilmente accettano la
presenza di cani di grossa taglia; d'altronde
questa soluzione non ci sembra assolutamente consigliabile.
DOCUMENTI UTILI
AEREO
•
•
I viaggi con gli animali in aereo, variano da
compagnia a compagnia.
Libretto sanitario aggiornato
Passaporto europeo in caso di
vacanza all’estero
VEDIAMO LA NOSTRA ALITALIA COSA OFFRE
Non vuoi separarti dal tuo cane nemmeno durante le vacanze? Alitalia
dà il benvenuto a bordo anche a loro! Ecco tutto quello che c’è da sapere per un volo in piena regola.
Per viaggiare negli stati membri dell’Unione Europea, i cani devono
essere muniti di:
•
un passaporto rilasciato da un veterinario, che
riporti le vaccinazioni e lo stato di
salute dell’animale
•
un tatuaggio leggibile o un
sistema elettronico di identificazione
(transponder)
RICORDA INOLTRE CHE:
•
gli animali di età inferiore ai
3 mesi, quindi non ancora sottoposti al
vaccino antirabbia, non possono viaggiare in Europa
•
per l’ingresso in Svezia è obbligatorio anche il trattamento
antiparassitario contro echinococco e zecche
•
nel Regno Unito e in Irlanda non è consentito il trasporto di
animali nè a bordo, né in stiva, né come merce
•
in alcuni paesi vigono divieti o limitazioni all’introduzione di
alcune specie animali
•
il trasporto di cani guida per passeggeri non vedenti e/o non
udenti è gratuito e senza limiti di peso.
Poiché il servizio non è disponibile su tutti gli aeromobili e le
dimensioni massime imbarcabili variano a seconda dell'aeromobile utilizzato, è importante informarsi in anticipo contattando il
Numero Unico 06 2222.
IL PASSAPORTO EUROPEO
Dal primo ottobre scorso è obbligatorio il passaporto europeo per cani, gatti e furetti al seguito.
Dopo la proroga concessa la scorsa estate dall'Ue, quindi,
entra nel vivo l'applicazione del Regolamento n. 998 del
Parlamento Europeo.
Le nuove norme si riferiscono ai movimenti degli animali
da compagnia tra gli Stati europei o in entrata da Paesi
terzi. Sono esclusi i
movimenti finalizzati
alla vendita o al trasferimento di proprietà degli animali.
Lo speciale passaporto per animali
domestici consente
l'identificazione
dell'animale e del
suo proprietario.
Il documento riporta tutte le
pratiche veterinarie effettuate, il numero identificativo del microchip e altre informazioni. Se i microchip
utilizzati non fossero conformi agli standard ISO 11784 o
ISO 11785, i proprietari dovranno portare con sé il documento di lettura. L'uso del microchip al posto del tatuaggio
diventerà obbligatorio in tutti i Paesi europei fra otto anni.
Le autorità del Regno Unito, dell'Irlanda, della Svezia e di
Malta richiedono inoltre che per i prossimi cinque anni i
passaporti riportino la trascrizione delle analisi per gli
anticorpi della rabbia.
uesta prova sierologica dovrà essere effettuata almeno sei
mesi prima della partenza per il Regno Unito, per l'Irlanda
o per Malta e almeno 120 giorni prima della partenza per
la Svezia.
VACCINAZIONI E PROTEZIONI
Indipendentemente dalla meta (Italia o estero), è comunque importante proteggere il cane dalla potenziale aggressione di agenti patogeni
nuovi presenti in zone
geografiche diverse.
Si può procedere ad
una vaccinazione, alla
somministrazione di
farmaci che impediscono l’attecchimento
dell’infezione e all’osservazione di rigorose
norme igieniche.
Il Ministero della
Salute consiglia sempre la vaccinazione antirabbica e segnala che in Sardegna è molto diffuso l’echinococco, un particolare tipo di tenia. Si può proteggere il
cane somministrando soltanto carni cotte e, al ritorno dal soggiorno, è
meglio effettuare una visita di controllo e l’esame delle feci.
Inoltre il Ministero della Salute informa che in tutto il bacino del
Mediterraneo (per l’Italia – zone come la Versilia e tutta la riviera
Ligure, Sardegna, Argentario, Isola d’Elba, Sicilia, e altre regioni del
sud) il pericolo è rappresentato dal pappatacio, un insetto che può trasmettere la leishmaniosi.
In tali zone, è preferibile non far dormire il cane all’aperto durante la
notte e distribuire antiparassitari sul pelo. Infine, nel nord Italia o
comunque in territori umidi e pianeggianti come la Pianura Padana,
bisogna proteggere il cane dalla filariosi cardiopolmonare, una malattia diffusa e pericolosa che si può prevenire somministrando al cane
specifiche compresse. (fonte ANMVI)
SUGGERIMENTO
Munitevi di medaglietta di riconoscimento con nome del cane e vostro
numero telefonico, e, volendo esagerare, anche una recente foto del
vostro amico, per cautelarvi in caso di smarrimento.
TUTTO PRONTO? BUONA VACANZA, SI
PARTE!!!!!!!!
Michela
5 COSE DA EVITARE IN VACANZA
Le soste sotto il solo e sulla sabbia infuocata non sono amate dai
nostri quattro zampe, quindi per loro sono preferibili la penombra
e la frescura. Il rischio è anche fisico, in quanto cani e gatti sudano,
se non pochissimo e dai cuscinetti plantari, per cui il colpo di calore da afa è in agguato. ;
Corse e giochi nelle ore più calde per lo stesso motivo descritto
sopra.
L’ ALTITUDINE
Portare Fido e Micia, se affetti da problemi cardiaci, in zone montane al di sopra dei 2000 metri può peggiorare i loro disturbi di cuore.
I
BAGNI DI MARE
Fido, può non amare l’acqua, anche se alcune razze l’adorano.
Forzandolo lo spaventiamo e corriamo il rischio di procurargli
un’otite.
L E “ABLUZIONI ”
nei torrenti di montagna, perché l’acqua particolarmente gelida può
farlo ammalare.
19
SANGUE E ARENA
Anche quest’anno parecchi turisti sono senz’altro andati a
trascorrere le vacanze in Spagna.
Probabilmente anche qualche lettore o lettrice di “Voci”.
Ci auguriamo, ovviamente, che nessuno sia andato a vedere la corrida.
Se però qualcuno ha avuto la disgraziatissima idea di assistere a questo indegno spettacolo che anche il giornale spagnolo “El Pais” ha condannato definendolo “per cafoni e
sottosviluppati”, cercheremo con queste brevi note di far
conoscere la verità sulla corrida, tutto quello che non si
vede, tutto quello che si nasconde sotto l’ambiente di festa.
L’ALLEVAMENTO
I tori sono allevati selettivamente per garantire un sacrificio
spettacolare. Nell’allevamento il toro se ne sta docile e sicuro insieme alla sua compagnia.
Quando però viene separato dagli altri e si ritrova da solo,
scattano in lui l’insicurezza e l’istinto di difesa. Pesa quattro
o cinque quintali quando viene portato alla corrida.
PRIMA DELLO SPETTACOLO: LE TORTURE
Il toro è un animale mansueto: quando entra nell’arena è
solo terrorizzato per le torture subite.
Prima della corrida, infatti, viene messo in un cassone oscuro e tenuto prigioniero senza mangiare e senza bere. Viene
ripetutamente colpito con sacchi di sabbia e tavole; i suoi
occhi sono riempiti di vaselina e le zampe cosparse di trementina per impedirgli di stare fermo; infine gli viene infilata della stoppia nella gola e nelle narici per rendere più
difficile la respirazione.
Il toro entra nell’arena con una lama già conficcata nel
dorso, con un nastro in cima (lo spettatore vede solo il
nastro) e, come altre operazioni, ha lo scopo di straziare
l’animale per farlo apparire feroce.
LA CORRIDA
Il programma inizia con la sfilata nell’arena di tre toreri:
ogni torero ucciderà due tori.
Dietro i toreri ci sono le squadre: tre banderilleros e due
picadores a cavallo; ogni membro della squadra è preordinato per infliggere un tipo specifico di tortura per demolire
l’animale… in modo che il torero non corra rischi!
Il toro, trasportato in un cassone, appena fatto uscire, corre
nell’arena: il povero animale crede di aver riacquistato la
libertà… poi comincia la paura.
Due picadores entrano nell’arena a cavallo: uno di loro
affonda la lancia nella schiena del toro spingendo con tutta
la sua forza, spezzandogli i muscoli del collo e delle spalle.
I picadores feriscono così il toro due volte ciascuno, fino a
che l’animale ha difficoltà ad alzare la testa.
Una volta usciti dall’arena i picadores, è il turno degli impavidi banderilleros, ciascuno munito di un paio di arpioni
chiamati “banderillas”, con punte dentate lunghi sette centimetri.
Questi si precipitano verso l’animale cercando di conficcare
gli arpioni nei muscoli delle spalle: sgorga altro sangue che
arrossa l’arena.
Ora il toro, sfinito, deve affrontare l’esecuzione: il torero
deve conficcare la spada in mezzo alle scapole in modo da
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trapassargli il cuore. Questa spada è lunga un metro.
Accade che raramente la morte, che in questo caso è una
vera liberazione, sia rapida.
Dopo vari tentativi la spada colpisce i polmoni e affonda nel
corpo del toro che comincia a vomitare sangue: i suoi polmoni ne sono pieni, soffoca e crolla.
Per assicurarsi della sua morte un assistente lo accoltella
alla base del cranio, per spezzare la colonna vertebrale. E,
come ultimo segno di disprezzo, il torero (maledetto!!!!)
ripulisce la daga insanguinata sul pelo del toro; si inchina
davanti alla folla mentre la sua vittima è trascinata via agonizzante da una pariglia di muli.
Ancora vivo, gli vengono tagliate coda e orecchie, macabri
trofei di un’ingiusta vittoria.
Alla fine, viene macellato.
Anche i cavalli vengono utilizzati nello “spettacolo”: servono a tenere alti i picadores.
I poveri animali vengono obbligati ad avvicinarsi al toro,
dopo aver loro bendato gli occhi e riempito di cotone le
orecchie. I loro riflessi sono intorpiditi dalla morfina e per
farli muovere si colpiscono sulla testa con un bastone. Non
si sente mai nitrire perché hanno le corde vocali tagliate.
Pur essendo ricoperti da un materassino, vengono facilmente incornati dai tori: accade quindi che i cavalli vengano
sventrati, ma dopo essere stati allontanati e ricuciti alla
meglio, vengono riportati nell’arena.
Siamo sicuri che dopo aver letto tutto questo orrore, NESSUNO, nessuno sano di mente, abbia più voglia di andare a
vedere questo raccapricciante spettacolo che incrementa la
cosiddetta “mafia taurina”, una oscena lobby che gode di
validi appoggi politici e di cospicui finanziamenti.
Purtroppo, i viaggi turistici nella Spagna, di solito, includono la visita alla Plaza de Toros e anche se frequentemente i
turisti reagiscono con disgusto all’efferatezza ed alla violenza, alla vista e all’odore del sangue, lasciando anzitempo
l’arena per non recarvisi mai più, essi avranno contribuito a
finanziarne la violenza e la vergogna.
Nel 1980 l’UNESCO dichiarava: “La tauromachia, terribile
e venale arte del torturare ed uccidere animali in pubblico
seguendo regole definite, è causa di traumi in adulti e bambini sensibili.
Contribuisce a peggiorare le condizioni dei nevrotici attratti da questo genere di spettacoli, snatura il rapporto uomoanimale, si pone come affronto alla morale, all’istruzione,
alla scienza ed alla cultura.
Diciamo allora, tutti insieme, a gran voce:
QU ESTO È DAV VE RO
IL COLMO!
In questo Paese di barbari non ci si accontenta di non mettere fine
all'ignominia del "Toro de la Vega", oggi, se un improvviso scoppio di buon senso non ci mette una pezza, il governo regionale
della Castiglia La Mancia autorizzerà il ritorno di una pratica
retriva e selvaggia: il "Lanceo de jabalí a caballo" (ovvero la caccia al cinghiale a cavallo con la lancia). La proposta viene da un
certo Enrique del Águila, fondatore del "Club Internacional del
Lanceo", che a quanto pare, si è precipitato a promuovere battute
di caccia con lancia al cinghiale in una riserva di Toledo. Che esistano individui sanguinari come il tal Del Águila è triste; che la
legge lo consenta è agghiacciante. Non credo di essere settaria e
avevo pensato che il Partito Popolare sarebbe stato un partito conservatore, democratico e civile; nei fatti è arrivato a estremi involutivi e di abiezione francamente angoscianti. Il Partito Popolare
sta accompagnando la Spagna in un nuovo Medio Evo. Cosa dobbiamo aspettarci come prossima mossa? I servi della gleba? Non
siamo lontani.
Sicuramente diranno che lo fanno per far girare i soldi. Che raggiro! Qualcuno pensa davvero che proiettare quest'immagine
arcaica e crudele del nostro paese farà si che il resto del mondo ci
prenda sul serio? Lo scorso anno un programma televisivo italiano ha trasmesso un servizio raccapricciante sulle perreras spagnole, che nella stragrande maggioranza dei casi sopprimono i cani e
spesso con metodi crudeli, un folle massacro di cui in Spagna nessuno parla. La risonanza è stata tale che in Italia hanno annullato
migliaia di viaggi nel nostro Paese e la questione non ha mai smesso di fare notizia: l'11 agosto partirà da Torino un gruppo di ciclisti che arriveranno a Siviglia il 22 proprio per protestare contro il
maltrattamento animale in Spagna. In altre parole il "lanceo" non
farà che appannare ulteriormente il nostro prestigio e le nostre
entrate.
“NO ALLA CORRIDA! NO AD UNA SPAGNA
CRUDELE!!!!!”
GAETANO USSIA (NINO)
PRESIDENTE ANIMAL'S EMERGENCY ONLUS
Via Puecher 18 - 20083 GAGGIANO (MI)
TEL 3335480749 FAX: 02700514675
Sito: www.animalsemergency.com e-mail:
[email protected]
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LO SPECCHIO DELLA VITA
Contenimento randagismo
Quello che, a mio avviso,
manca alle persone
che segnalano cani
o gatti pseudovaganti, è soprattutto, una corretta
informazione.
Occorre prestare
molta attenzione prima di
asserire che
un cane è
abbandonato:
vi
sono persone irresponsabili
che hanno l’abitudine di
far passeggiare il proprio amico a
quattro zampe non tenendolo al guinzaglio
(obbligo di legge) o aprendo il cancello affinché il cane scorrazzi poi liberamente per percorsi che, a loro dire, conosce benissimo (tanto poi torna a casa da solo).
Entrambe sono situazioni pericolose perché può incrociare un
altro cane libero e può accadere che i due si aggrediscano oppure
che per qualche imprevisto il cane scappi in mezzo alla strada e sia
investito, anche provocando un incidente.
Da ultimo, ma non per importanza, non tutte le persone che si
incontrano sono ben disposte nei confronti degli animali: se, oltretutto, il cane è di taglia grande o appartiene ad una razza ritenuta
pericolosa, la paura regna sovrana.
Tra pochi mesi inizieranno le partenze per le vacanze e sicuramente qualcuno avrà dei problemi pelosi che potrebbero
impedire delle “buone vacanze tranquille”: per questo vorrei
spiegare cosa vuol dire liberarsi dei pelosetti a quattro zampe
e lo faccio con quanto ha scritto un mio carissimo amico.
“Abbandonare un animale significa condannarlo quasi sempre ad una
morte certa e crudele. Se l’animale vittima dell’egoismo umano non
viene investito da un’auto, muore di stenti, oppure, nel migliore dei
casi, viene rinchiuso in un canile o in un gattile.
Nessun rispetto e nessuna giustificazione per chi trova il coraggio di
liberarsi di un animale dopo averlo “utilizzato” per svariati motivi…
un regalo che dopo un certo periodo risulta poco gradito, un compagno finchè non ci si sente più soli, un gioco per bimbi che presto ne
vorranno uno nuovo, l’animale può essere tutto e niente per chi non
riesce a dare il giusto valore e rispetto alla vita degli altri.
Il randagismo è dimostrazione di inciviltà, è una piaga sociale che
deve smettere di esistere.
Basta poco per evitare che la situazione peggiori: buon senso e responsabilità.
Un cucciolo adottato entra in una famiglia per non uscirne più, questo è da tenere sempre presente prima di prendere qualsiasi decisio-
22
COSA FARE SE...INCONTRI UN ANIMALE VAGANTE
Innanzitutto non creare situazioni di pericolo per te o per l’animale. Osserva lo stato del pelo, delle zampe e il comportamento: se
un cane gira nervosamente annusando continuamente è perché
non sa dove andare, se invece va deciso sa benissimo cosa fare.
Non rincorrere l’animale e tieniti a debita distanza.
Informati se per caso appartiene a qualcuno che abita in zona e lo
lascia libero di girare.
Se la ricerca non dovesse avere successo, dopo aver valutato i pericoli che può correre rimanendo in quella zona, poiché il responsabile degli animali presenti sul territorio comunale è il Sindaco,
contatta la Polizia Locale che ha tra i suoi compiti istituzionali
anche quello di intervenire in caso di animali vaganti; se ciò non
fosse possibile, contatta le altre Forze dell’ordine che sono tenute
ad intervenire. Il mancato intervento può costituire reato per
omissione di atti d’ufficio.
Segui l’animale a distanza sino all’arrivo della pattuglia che provvederà a richiedere l’intervento degli operatori preposti al recupero dello stesso. Contatta un’Associazione per la protezione degli
animali e comunicale l’accaduto, descrivendo minuziosamente
l’animale. Metti i cartelli con l’indicazione del ritrovamento, avvisa i veterinari della zona e se ti è possibile informati dove il cane
è stato portato.
ABBANDONO DEGLI
A N I M A L I I N E S TAT E
Abbandonare gli animali: ogni estate sulle strade italiane lo
stesso copione, triste e tragico, un fenomeno di inciviltà
davanti al quale ogni persona con naturale senso civico e
morale inorridisce, incredula.
Nonostante le numerose e preventive campagne pubblicitarie con
obbiettivo di sensibilizzare la popolazione, il fenomeno tende a peggiorare: sempre più spesso in estate i canili e i centri di accoglienza per gli animali si riempiono di cani, ma anche gatti, tartarughe,
animali esotici, accalappiati per le strade, spesso in condizioni fisiche e psicologiche tragiche. Le segnalazioni da parte di comuni cittadini ai centri per la tutela degli animali sono tantissime, sempre
più numerose, ma purtroppo le denunce per abbandono di animali sono poche, pochissime rispetto al numero degli abbandonati. Il
fenomeno è oggetto di ricerca anche a causa dei numerosi, spesso
gravi incidenti stradali che l'abbandono degli animali provoca.
Come è possibile una correlazione tra tentativo di sensibilizzare la
popolazione tramite campagne pubblicitarie informative e aumento dei casi di abbandono? Dove va a finire la disponibilità, l'amore,
la sensibilità dell'essere umano, disposto in altre occasioni a fare
sacrifici per il suo amico quadrupede?
Se ci si sofferma a riflettere sui messaggi espliciti delle campagne
contro l'abbandono emerge che tutti hanno un significato immediato negativo, già dal nome "campagna contro l'abbandono": si presuppone che il fenomeno sia in qualche modo naturale (in quanto
esiste), ma sarebbe più corretto (e sensato) fare una campagna estiva incentrata sui luoghi di villeggiatura che ospitano anche gli animali, perchè naturale il fatto che avendo un animale ed essendoci
le vacanze l'uomo provveda a portarlo con sé, invece di pensare a
come non abbandonarlo!!!!
Concentrarsi su un obiettivo positivo funziona meglio che localizzarsi su un risultato negativo da evitare.
"NON ABBANDONARE", "INCIVILE SEI TU CHE ABBANDONI", "LA
BESTIA SEI TU": frasi che riportano alla colpevolizzazione senza
minimamente esaltare il privilegio e la gioia che l'uomo ha di vivere con un animale, il senso di arricchimento, di responsabilità che
ne consegue.
Sarebbe allora più utile e probabilmente avrebbe un effetto positivo passare un altro tipo di messaggio nelle campagne estive, in
modo tale da sottolineare la grande occasione che ogni persona può
sperimentare convivendo con un animale.
DA NON FARE:
caricare l’animale in macchina e portarselo via, se è della zona ed
ha un padrone la cosa diventa tragica in quanto si preclude ogni
possibilità di ritorno a casa.
Nino (Gaetano Ussia)
Presidente di Animal’s Emergency Onlus
ne. Nessuna giustificazione per chi non riesce a comprendere che al
pari di un essere umano, i nostri compagni pelosi hanno diritto ad
una casa e a tutto l’affetto che possiamo loro dare ogni giorno, in ogni
stagione! Un impegno, su questo non si discute, per questo è indispensabile riflettere prima di lasciarsi trasportare da un immaturo entusiasmo che potrebbe trasformarsi in una ingiusta ed insensata tragedia.”
Ogni volta che rileggo il pezzo mi viene la pelle d’oca. Penso alla stagione estiva che si avvicina e alle telefonate che l’Associazione riceverà per improvvise allergie o per impedimenti di qualsiasi tipo ma così
gravi da dover lasciare il pelosetto che, sino a qualche giorno prima,
era la gioia della vita delle persone che telefonano.
Comunque il nostro telefono, (3335480749), sarà sempre pronto
per vedere di consigliare al meglio.
MI RACCOMANDO NON LASCIATE I VOSTRI ANIMALI
PER STRADA molte volte poi tocca a noi volontari raccoglierli MORTI o FERITI e sicuramente loro non meritano una fine
così miserrima.
Nino (Gaetano Ussia)
Presidente di Animal’s Emergency Onlus
23
A B I T UA R E I L C A N E A L
N U OVO A M B I E N T E
ABITUARE IL CANE A NUOVI
AMBIENTI
Quando decidiamo di adottare un animale
domestico, oltre a premunirci di tutti gli
oggetti necessari (cuccia, ciotole, alimenti,
strumenti per la passeggiata e un giochino),
dobbiamo ricordarci di preparare in anticipo
l’ambiente che accoglierà il nuovo arrivato in
famiglia.
Per “preparare l’ambiente” si intende pensare anticipatamente dove verrà posizionata la
cuccia e gli altri oggetti, quali saranno le aree
accessibili all’animale e se sono presenti in
casa o in giardino elementi che potrebbero
risultare pericolosi, o che non vogliamo assolutamente che siano alla sua portata.
Esattamente come si accoglie un neonato,
anche per gli animali, in particolare il cane e
il gatto, esistono degli accorgimenti che possono rivelarsi indispensabili per la sicurezza
e la serenità di tutta la famiglia.
Le prese elettriche sono molto pericolose se
pensiamo che la maggior parte dei cuccioli
viene adottata in una fase in cui il morsicchiamento è l’attività principale della giornata; i nostri indumenti, i giochi dei bambini,
tappeti cuscini rappresentano un pericolo
altrettanto grande, in quanto possono essere
strappati e inghiottiti. E’ opportuno fare
attenzione anche ai prodotti per l’igiene
lasciati sul bordo della vasca, alla carta igienica, alle candele sul tavolino in sala.
Insomma, agli occhi di un cucciolo ogni
oggetto, per noi banale, può diventare un
gioco e, successivamente, un pericolo.
Non si può rimandare questa “pulizia preliminare” a quando l’animale è già stato portato in casa, sarebbe troppo tardi; in pochissimi minuti un cane è in grado di registrare
odori e, anche se vi sembrerà occupato semplicemente ad esplorare il nuovo ambiente, è
probabile che invece si stia facendo una chiara mappatura mentale degli spazi e degli
oggetti che successivamente andrà a prendere. Oltre a spostare/eliminare gli oggetti o
potenzialmente ingeribili, o anche soltanto
preziosi per noi, è utile decidere per tempo
in quali stanze il pet potrà entrare e in quali
no. Un cane che viene preso in allevamento,
adottato in canile o ceduto da un privato può
avere un periodo di shock anche lungo
(qualche ora) ma tendenzialmente, una volta
lasciato solo, andrà a perlustrare l’ambiente
che lo circonda. Se per i primi giorni gli è
permesso entrare in tutte le stanze, non
sarebbe coerente ne corretto impedirgli in
24
futuro di farlo. Pertanto, facendogli trovare le
porte delle stanze inaccessibili chiuse fin dal
primo giorno nella nuova casa, poniamo i
fondamentali mattoni di fiducia e coerenza
che saranno poi alla base della relazione con
l’animale.
L’ideale sarebbe montare dei cancelletti
appositi sulle soglie: in questo modo il cane
non può entrare nelle stanze ma può altresì
osservarci e sentirsi sicuro, senza vedersi
chiudere una porta in faccia.
Una volta prese queste decisioni gestionali
importanti, è preferibile posizionare gli
oggetti comprati , sempre prima che arrivi in
casa il nuovo amico a quattro zampe.
Spesso si commette “l’errore” di adottare un
animale e poi andare insieme al negozio, per
procurarsi tutto; una volta tornati all’abitazione si osserva il cucciolo e solitamente si
posiziona la cuccia in un luogo ben visibile,
come il salotto o l’ingresso.
Il cane, sentendosi troppo osservato, rifiuta
quel luogo e ne sceglie da solo un altro, più
appartato. C’è chi non se ne accorge e non
sposta la cuccia, mentre altri assecondano la
scelta dell’animale. Entrambi i comportamenti possono avere conseguenze a lungo
termine, vediamo quali.
Innanzitutto, così come noi desideriamo
avere una camera tutta per noi, la maggior
parte degli animali domestici ha lo stesso
bisogno. Essere considerati “animali da compagnia” non vuol dire che debbano esserlo
sempre, tutto il giorno; ognuno ha il diritto di
avere a disposizione uno spazio proprio,
tranquillo e sicuro, nel quale rifugiarsi quando la situazione in casa è caotica o semplicemente quando ci si vuole riposare. E’
impensabile che un cane o un gatto abbia
piacere di dormire vicino al televisore o sotto
il divano, col rischio di essere calpestato!
L’esigenza inappagata di un posticino sicuro
lo portano a scegliersene un altro, solitamente talmente appartato da non essere visibile o
raggiungibile (dietro una pianta, sotto un
tavolino) o addirittura pericoloso (dietro una
porta). Non dimentichiamo che, quando un
cane sceglie un luogo dal quale sono ben
visibili porte e spostamenti, probabilmente
svilupperà una motivazione protettiva, di
guardia. Se un Pinscher riposa in una cuccia
posizionata vicino all ingresso, nel corridoio
o nel salotto, non stupiamoci quando abbaia
furiosamente ad ogni persona che entra in
casa: lui è il guardiano della famiglia e dalla
sua “postazione” osserva tutto.
La situazione è diversa se, invece, un cane
che viene accolto nell’abitazione ha poche
responsabilità, ovvero ha pochi ambienti da
esplorare e non deve scegliersi un luogo dove
riposare perché quello previsto dagli umani è
idoneo e adeguato; ciò vuol dire ridurre fortemente lo stress del nuovo arrivato.
La cuccia, il tappetino o la copertina (a
seconda del tipo di cane e della nostra comodità) va posizionata in un posto lontano da
fonti di umidità o calore come portefinestre
o caloriferi, non in prossimità di porte o aree
di passaggio, dove sia possibile riposarsi
senza essere sopraffatti dal rumore e dalle
voci familiari. Inoltre bisogna considerare la
cuccia del cane come un oggetto intoccabile,
specialmente dai bambini. Oltre alla cuccia si
posiziona prima dell’arrivo anche la ciotola
dell acqua, mentre quella del cibo va riposta
ad ogni pasto altrimenti possiamo creare
inappetenza, perché il cane viene abituato a
mangiare quanto vuole. Tutti questi accorgimenti si possono prendere ogni qualvolta
abbiamo la necessità di cambiare abitazione
o andare in vacanza .
Molte persone abbandonano il proprio cane
perché pensano che, portandolo in albergo,
in appartamento o in campeggio, darebbe
fastidio alle altre persone. Ovviamente un
cane a suo agio con l’ambiente che lo circonda non crea problemi, non abbaia, non
distrugge, non marca il territorio per autodifesa. Quando entrate in un nuovo ambiente,
come ad esempio una stanza d’albergo, chiedete ad un familiare di intrattenere il cane
per qualche minuto, in modo da avere il
tempo di controllare se sono presenti oggetti
pericolosi, posizionare la cuccia nel luogo
più rassicurante possibile, oltre all acqua e ai
giochi preferiti. Tutto ciò renderà piacevole
la stanza agli occhi del quattrozampe che
così, dopo un periodo di ambientazione che
dovrà durare qualche ora, potrà essere
lasciato solo a riposare, mentre noi prendiamo il sole in spiaggia.
Gallo Raffaella
S P E C I A L E A D OZ I O N I
G AT T I 2 0 12
e si è innamorata del mio musetto, mi ha voluta con tutto il suo cuore
e mi ha anche fatto trovare una bellissima sorpresa: un fratellone tutto
nuovo con cui giocare e crescere! Ora sono felice, accudita, amata.
La mia storia a lieto fine spero che sia di buon auspicio per tutti quei
piccolini che, come me, credevano di non avere possibilità.
Sappiate, cari miei compagni felini, che esistono angeli che ci possono
dare una chance di una vita felice e che ci possono far conoscere il
calore e l'amore: si chiamano VOLONTARI!!
Grazie a loro io ho trovato una famiglia e grazie a loro tanti di voi
avranno la stessa opportunità.
LA STORIA DI BRICHINO ED OBELIX
Brichino, un dolce panterino appena svezzato, è stato salvato dallo
schiacciamento nei macchinari dell'immondizia grazie ad un signore
dal cuore buono che lo ha accolto nella sua abitazione, dove vive anche
l'anziana gatta di famiglia; quest’ultima, purtroppo, non ha accolto
bene il piccolo Brichino, poichè fino a quel momento è stata la regina
indiscussa di casa e non è stata felice di ritrovarsi una peste iperattiva
che la importunasse continuamente.
Conseguenze per la povera miciona: sindrome da stress con perdita di
pelo a ciuffi e assenza di appetito.
Soluzione? Brichino deve trovare assolutamente una nuova casa.
Ecco allora che i volontari di Animal’s Emergency intervengono e
Brichino trova una famiglia meravigliosa che gli dà tutto l'amore che
un cucciolo simpatico e vivace merita.
Ma a Brichino manca una compagnia con cui giocare.
Come fare? Beh, i volontari hanno sempre la soluzione giusta!
Ci si ricorda del piccolo Obelix, il più grosso di una cucciolata salvata
da un cassonetto (un po' come Brichino): subito si pensa che possa
diventare "fratello ideale" per Brichino.
Obelix, che ora si chiama Eddie, è stato accolto dalla sua nuova famiglia con immensa gioia... e Brichino, rinominato Johnny, si è trasformato da scatenato cucciolo a fratello maggiore dolce e premuroso.
Johnny accudisce, educa e insegna al fratellino, con immensa pazienza e attenzione, tutto ciò che un cucciolo deve sapere.
Ora la famiglia è al completo, tutti felicemente insieme in un ambiente pieno di amore, cure e coccole!
Grazie ad Antonella e Giulia questi due piccolini hanno ora una vita
felice!
LA STORIA DI MIA. MIAO A TUTTI!
Mi chiamo Mia ed ecco la mia storia.
Non so come sia successo ma, ad un certo punta della mia brevissima
vita, mi sono ritrovata con il mio fratellino dentro ad un cespuglio, a
bordo strada. Eravamo soli, affamati, stanchi e spaventati.
Siamo rimasti lì per giorni, prima che una persona buona ci trovasse e
ci raccogliesse mettendoci al sicuro.
Abbiamo patito tantissimo la fame e gli stenti, il caldo, la solitudine.
Chissà la nostra mamma dov'è finita, forse portata sul ponte dell'arcobaleno da una di quelle macchine velocissime che passavano sempre
in fianco al cespuglio, chissà.
Ci hanno portati dal veterinario. Il mio fratellino era troppo debole e
provato, mi ha lasciata dopo una notte in clinica. Proprio quando eravamo finalmente al sicuro, lui non ce l'ha fatta e io mi sono trovata sola.
Poi il miracolo: una dolce signora di nome Simona ha visto la mia foto
L’ENTRATA DI MIA NELLA MIA VITA
E NEL MIO CUORE
Il mio nome è Simona, ho 49 anni e vivo a Milano con Macchia,
il mio coinquilino bianco e nero di 4 anni e mezzo. Purtroppo
però il 22 aprile scorso è salita in cielo Minou, l’altra mia coinquilina di 10 anni, sempre bianca e nera, e così io e Macchia ci siamo
sentiti orfani e molto tristi. Per questo abbiamo sentito la necessità di trovare un’altra amica e, per nostra fortuna, esattamente 4
settimane fa è arrivata la piccola Mia, 2 mesi, anche lei bianca e
nera come tutti gli altri membri della mia famigliola che hanno
abitato in questa casa prima di lei. Mia è stata per noi un dono del
cielo, siamo convinti che è Minou che, vedendoci così tristi e
abbattuti, ce l’ha mandata con la sua benedizione e per questo
non finiremo mai di ringraziarla.
La piccola Mia ha l’argento vivo addosso, è allegra, vivacissima e
giocherellona ma nello stesso tempo è anche dolcissima, affettuosa e tanto coccolona. Adesso, grazie a Mia, questa casa è di nuovo
piena di gioia, di amore e di risate. Io e Macchia non siamo più
soli, siamo di nuovo una famiglia felice.
Per questo ringraziamo con affetto Betty e tutta l’Associazione,
senza la quale la piccola Mia non sarebbe mai entrata nella nostra
famiglia e nel nostro cuore.
Simona Dara e Macchia
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MEDICINA
A LT E R N AT I V A
Essere svegliati nel cuore della notte dal
ronzio di una zanzara e dal fastidio provocato dalla sua puntura non è piacevole.
Inizia una battaglia con cuscini e giornali
che avrà termine solo quando l'intruso
sarà stato eliminato. Ma la vera guerra
contro le zanzare, l'unica che può ridurre
il loro numero in circolazione, dovrebbe
iniziare prima dell'estate e continuare
durante tutta la stagione calda: bisogna
impedire la creazione di ambienti favorevoli al loro sviluppo durante tutto il ciclo
biologico. Questo significa eliminare qualsiasi traccia di acqua stagnante che sia in
terrazzo o nella grondaia. Come si sviluppano. Spiega il professore Luciano Suss,
direttore dell'Istituto di Entomologia
Agraria dell'Università di Milano: "Volando
la zanzara può facilmente arrivare a coprire una distanza di 500 metri dal punto
dove si è sviluppata, per esempio, in un
sottovaso. Arrivata a destinazione deporrà
tante uova che in poche settimane diventeranno altrettante zanzare. Così gli insetti si
diffondono su tutto il territorio. La lotta
sia chimica che con metodi naturali deve
combattere contro le larve e contro le zanzare adulte è necessaria, ma non è sufficiente a rallentare la loro proliferazione".
Infatti in abbinamento alla campagna di
disinfestazione organizzata a Milano dal
settore ambiente del Comune, e condotta
dalle Usl della città, è stato distribuito in
molti luoghi pubblici un opuscolo con i
consigli da seguire per ridurre la moltiplicazione delle zanzare. Sebbene il grosso
del lavoro spetti al Comune e alle ditte specializzate, molto possono fare i responsabili degli edifici e, anche, i singoli cittadini.
Basti pensare che una sola zanzara, se
trova l'ambiente adatto, può dare origine,
in pochi mesi, a moltissimi esemplari. Così
questi piccoli "vampiri" possono moltiplicarsi in maniera consistente e procurare
sonni agitati. Le zanzare che circolano in
Italia appartengono a 67 specie (le ultime
due sono state scoperte solo pochi mesi fa).
Ci sono le diurne e le notturne, le frequentatrici abituali delle aree urbane e quelle
che preferiscono la campagna o il mare.
Acquattate nell’erba troppo cresciuta di
parchi e giardini, attaccano quando il sole
è caldo e gli umani sono distratti e indifesi. Le loro uova, disseminate nei luoghi più
improbabili, capaci di resistere un anno
intero all’asciutto e al gelo, a contatto con
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la prima occasionale pozza d’acqua, ricordo di un temporale o raccolta in un sottovaso, si schiudono.
Subdole e invincibili, le zanzare insieme
alle zanzare tigre guidano l’esercito degli
insetti che stanno invadendo le città così
gli esperti sono concordi nel metterle al
primo posto tra le emergenze dell’entomologia urbana ma anche tra quelle sanitarie,
perché potenziali vettori di malanni alieni
per il mondo occidentale, dalla febbre gialla al Chikungunya. Sola difesa, repellenti
al posto della crema di bellezza. «Se non
vogliamo essere sopraffatti, dobbiamo tornare noi alla natura, smettere di vivere con
il mito del condizionatore d’estate e del
troppo caldo d’inverno. Per gli insetti le
nostre case rappresentano l’eterna primavera», dice Luciano Suss, docente alla
facoltà di Agraria di Milano e autore del
libro “Gli intrusi dedicato agli insetti urbani infestanti”.
Per sfuggire alle punture, precisa l’esperto
Dott. Suss esistono decine di sistemi ma,
anche adottando tutti gli accorgimenti del
caso, capita a tutti di essere punti. I tre fattori decisivi che le attirano sulla preda
sono l'odore, il sudore e la temperatura del
corpo. Responsabili delle fastidiose punture sono le femmine che, prima di colpire,
scelgono la vittima con cura. Lo schema è
sempre lo stesso: la zanzara si posa sulla
pelle e inserisce il pungiglione attraverso
la cute; quando intercetta un capillare inocula a più riprese la saliva e aspira il sangue. La reazione è quasi immediata: i
capillari si dilatano per effetto dell'istamina, i globuli bianchi cominciano a contrastare le sostanze iniettate, e nell'arco di un
minuto si forma un piccolo gonfiore
(pomfo) rosso.
Ecco le regole per evitare le punture delle
zanzare e di altri insetti. Di sera indossare
abiti chiari o bianchi. Svolgere le attività'
sportive prima del tramonto (il sudore attira le zanzare). Utilizzare moderatamente i
deodoranti, i profumi, le lacche e altri
cosmetici profumati perché gli odori attirano gli insetti. Evitare le passeggiate lungo
la riva dei fiumi e dei corsi d'acqua e anche
gli ambienti umidi. A volte però bisogna
adottare contromisure migliori per sventare gli "attacchi" ed evitare anche le fastidiose irritazioni.
Fornelletti con piastrine o liquido e spirali
sono efficaci, ma è opportuno usarli con
un adeguato ricambio d'aria. Per i bambini sotto i due anni è consigliabile ricorrere
alle zanzariere. Riguardo le armi contro i
voli notturni è ben noto agli addetti ai
lavori che gli apparecchietti ad ultrasuoni
non tengono lontane le zanzare ma anche
i vasi di gerani, lavanda e basilico sul balcone contribuiscono solo in parte a tenere
lontane le zanzare. Infatti le sostanze
repellenti, si liberano solo quando i petali
o le foglie vengono schiacciate o tagliate. Il
rimedio "naturale" davvero convincente
sono le zanzariere, tra l'altro l'unico consigliato per i bambini sotto i due anni. Per
gli adulti ci sono altri sistemi, che sprigionano insetticidi a base di piretro naturale o
sintetico. Vediamo i più utilizzati. Piastrine
e liquidi. I dispositivi elettrici che utilizzano piastrine imbevute di insetticida oppure cartucce con del liquido a base di insetticida sono i più utilizzati. I "fornelletti"
con le piastrine garantiscono una buona
copertura per 4 – 5 ore. Questi apparecchietti funzionano bene, ma alla gente non
piace l'idea di respirare l'aria arricchita
con sostanze a base di piretro. Questa
paura è giustificata solo quando i sistemi
vengono impiegati in modo scorretto. Gli
esperti sono concordi nel considerare il
livello di tossicità trascurabile, ma bisogna
rispettare alcuni accorgimenti. "Il vero
segreto" spiega il professor Luciano Suss,
direttore dell'Istituto di Entomologia
Agraria dell'Università di Milano" e sistemare il fornelletto non all'interno del locale, ma nelle immediate vicinanze della
finestra. Solo così l'insetticida crea una
barriera e il ricambio dell'aria é assicurato". Spirali. Meglio note come "zampironi", sono considerate il sistema ideale
quando si sta in giardino, in terrazza o,
comunque, nei posti dove non c'è elettricità. Il funzionamento é assicurato dall'abbinamento di due elementi: il fumo e l'insetticida, entrambi poco graditi dagli insetti.
Non ci sono problemi di tossicità, visto che
si usano all'aria aperta. Bombolette spray.
Gli spray funzionano ma prima di rientrare nella stanza, e' consigliabile aerare bene
per 15 - 20 minuti. Per impedire il ritorno
degli insetti bisogna, comunque, utilizzare
una piastrina o un diffusore liquido.
Lampade. Le lampade attiniche che emanano una luce color violetto sono poco
selettive. Tra le centinaia di vittime, le zanzare sono una minoranza; molte sfuggono.
Soluzioni repellenti. Le creme da spalmare sulla pelle sono una buona soluzione,
ma una parte del principio attivo viene
assorbita, per cui vanno usate solo quando
e' necessario ed e' meglio non impiegarle
sui bambini sotto i 2 anni. I preparati a
base di oli essenziali di geranio e di citronella hanno un'efficacia inferiore, ma
anche una tossicità più bassa.
Comunque non bisogna trascurare i rime-
di che arrivano dalla natura, usando un
preparato omeopatico durante la stagione
calda si possono ridurre gli effetti delle
punture. Non solo, in caso di necessità, ci
aiuta anche l'orto: usando un po' di buon
senso si può limitare moltissimo il disagio
provocato da zanzare, ragni, vespe e altri
animaletti simili. Per le punture delle zanzare esiste un rimedio omeopatico "preventivo" (Ledum palustre 200 CH) che va
preso ogni venti - trenta giorni, da giugno
fino alla fine della stagione calda; così si
avvertono in misura molto minore gli
effetti irritanti. Un vecchio metodo è quello di mettere subito sulla zona della puntura un po' di saliva: la ptialina in essa con-
tenuta riduce l'effetto del veleno dell'insetto. Pomodoro e cipolla. Chi avesse dei
pomodori nell'orto può stropicciare due
foglie nella area dove è stato punto, oppure può usare localmente una toccatura di
succo di cipolla (ottenuto tritandola).
Omeopatia. Chi non conosce ancora
l'omeopatia potrebbe "sperimentarla" con
efficacia portando con se' in vacanza un
tubo di Apis mellifica 5 CH e di Ledum
palustre 5 CH. Se ne prendono in contemporanea 3 granuli dell'uno e 3 dell'altro,
sia immediatamente dopo la puntura, sia
per altre 3 - 4 volte in giornata. Così facendo, si possono vedere ridotti dolori e gonfiori anche molto intensi in modo rapido.
In questa stagione noi e i nostri amici animali siamo spesso vittime delle punture di vari insetti, dalla fastidiosa zanzara alle più temibili vespe
e affini. Ecco qui una piccola guida su sintomi e segni, e quando è importante recarsi subito dal veterinario.
Le zanzare pungono facilmente le zone glabre o con pelo meno folto (testa, tronco, addome, interno coscia) determinando i tipici piccoli pomfi,
spesso pruriginosi, che portano l'animale a grattarsi fino a crearsi piccole lesioni. Non bisogna assolutamente allarmarsi, ma tenere pulite le
lesioni con un disinfettante e, in caso di prurito intenso, utilizzare prodotti dermatologici con azione lenitiva ed antinfiammatoria, avendo sempre l'accortezza che il nostro animale non vada a leccarlo. Ricordatevi sempre l’importanza della prevenzione della filariosi cardiopolmonare
nel cane e nel gatto e della protezione dai flebotomi per la Leishmaniosi canina! Devono sicuramente suscitare tutta la nostra attenzione le
punture di insetti come api, vespe e calabroni. Innanzitutto controllate che non sia rimasto in sede il pungiglione, in caso contrario asportatelo, in seguito utilizzate degli stick pronti all'uso a base di ammoniaca o delle pomate a base di cortisone sulla puntura. A questo punto, monitorate l'animale nelle ore successive. Anche i nostri pets possono andare incontro a reazioni allergiche o anafilattiche, con abbattimento, edema,
difficoltà respiratorie o vomito. In questi casi, portatelo dal vostro veterinario di fiducia o nell'ambulatorio veterinario più vicino per le terapie
adeguate.
Dr.ssa Gioia Zurrida
FILARIOSI: COSA, COME, QUANDO.
Iniziamo col dire cos’è realmente questa malattia che da un po’ di anni se ne sente parlare sempre più frequentemente.
La filariosi cardiopolmonare è un’infestazione provocata da un parassita interno che in forma larvale viene trasferito dalla
zanzara al cane con una puntura. La larva iniettata, lunga meno di un millimetro, in pochi mesi cresce e, attraverso il sangue, raggiunge il cuore e i grossi vasi attorno ad esso. Il parassita adulto, che può raggiungere anche una lunghezza di 15-20
centimetri, è in grado di generare altre larve e, annidandosi nel cuore e di conseguenza avvolgendolo, rende difficoltosa l’attività cardiaca del cane e la circolazione sanguigna.
Essendo questa una trasmissione legata alla presenza delle zanzare, si consiglia di fare il test all’inizio della stagione primaverile e, se negativo, iniziare la prevenzione che durerà fino a tardo autunno.
Non esiste un vaccino per la filariosi pertanto la profilassi da effettuare consiste nella somministrazione di compresse per i
mesi necessari o in una più “semplice” iniezione che agisce per l’intero anno.
E’ corretto dire che la prevenzione non mette in salvo i nostri pelosi al 100% per questo il veterinario consiglia di effettuare
il test del sangue ogni tre anni e, nelle zone ad alto rischio come alcune aree venete, ogni anno.
Vi sono zone d’Italia, poi, come l’arco Alpino dove la filaria non è presente ma se si viaggia con il proprio cane anche nelle
zone cosiddette endemiche, ovvero dove la malattia è presente, sarebbe sempre meglio far fare la profilassi.
Purtroppo questa malattia esterna i propri sintomi in maniera lenta e, spesso, quando si vedono i primi segnali può essere già
troppo tardi, perciò non sottovalutate mai i benefici della prevenzione.
Tosse, affaticamento, spossatezza, difficoltà respiratoria e inappetenza possono essere alcuni dei sintomi della filariosi cardiopolmonare ma per qualsiasi dubbio il mio consiglio spassionato è di rivolgersi sempre al veterinario. Questo non solo per
malattie gravi ma anche per semplici banalità che trascurate possono portare a problematiche più serie.
E’ vero, il nostro cane non parla ma è abbastanza osservarlo con costante attenzione, nei suoi comportamenti e nelle sue deiezioni anche, e potremmo accorgerci se c’è qualcosa che non va. Dopotutto è il nostro fedele amico e abbiamo il dovere di
mantenerlo sano e in salute.
Un animale sano è un animale felice.
Aiutiamo i nostri affettuosissimi amici a quattro zampe a stare bene… staremo meglio anche noi.
Silvia Bellavite
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POSTA
SHAMPOO CANINO CURATIVO
Se il cane è sano è bene lavarlo solo se serve con prodotti specifici adatti alla sua razza.
Gli shampoo curativi si utilizzano in presenza di parassiti, quando sono
presenti infezioni batteriche della cute o con diffusione di funghi e
miceti. Il lavaggio non sostituisce la cura ma è un valido aiuto in quanto accelera l’azione dei farmaci e riduce
il rischio di contatto. Fare due trattamenti ne migliora l’assorbimento: il
primo per rimuovere eventuali scaglie e
reidratare la pelle secca. Con il secondo
si permette ai principi attivi contenuti
nello shampoo di essere assorbiti profondamente.
In genere occorre far agire il farmaco
per dieci minuti prima di sciacquare in
modo accurato così da impedire al cane
di ingerire i residui di farmaco rimasto
sulla pella.
HO VISTO LA PUBBLICITA’ DI ALCUNI SHAMPOO CURATIVI E DOVREI USARLI ANCH’IO PER
IL MIO CANE INVECE DI PORTARLO DAL TOELETTATORE?
ESISTONO DEGLI SHAMPOO CURATIVI MA VANNO
USATI SU CONSIGLIO DEL VETERINARIO
Ci sono in commercio degli Shampoo che aiutano nella cura di vari
problemi ma devono essere consigliati dal veterinario per adattarsi al
meglio alle esigenze del nostro amico. Esistono infatti prodotti diversi
per problemi specifici e non è consigliabile usarli senza le indicazioni
di un medico. Se il cane è sano va benissimo andare dal toelettatore o
lavarlo (solo serve davvero !) con un prodotto per cani adatto alla sua
razza. Gli shampoo curativi, invece, vengono impiegati principalmente in tre situazioni: presenza di parassiti, infezioni batteriche della cute
o diffusione di funghi o miceti. In nessuno di questi casi il lavaggio
sostituisce la cura ma è sicuramente un aiuto per risolvere i problemi.
Per esempio in caso di infezioni batteriche o fungine l’uso di uno shampoo specifico è una buona “terapia di supporto”, accelerando l’azione
dei farmaci che vengono dati al cane e riducendo il rischio di contagio
per chi vi entra in contatto.
IL VETERINARIO MI HA PRESCRITTO UNO
SHAMPO CURATIVO PER IL MIO CANE E MI HA
DETTO DI APPLICARLO DUE VOLTE A LAVAGGIO.
PERCHE’?
SPESSO I LAVAGGI CON SHAMPOO CURATIVI SI
FANNO IN DUE FASI PER MIGLIORARNE L’ASSORBIMENTO
Gli shampoo medicali di oggi hanno formulazioni avanzate che per-
mettono ai loro principi attivi di agire per un periodo prolungato. È
però importante usarli sempre sotto stretto controllo veterinario e
seguendo le sue indicazioni specifiche. In genere, comunque, lo shampoo si applica una prima volta per rimuovere eventuali scaglie e croste
o reidratare la pelle secca. Possiamo usarlo in un’area specifica del
corpo se c’è un problema locale o, nel caso di una patologia generalizzata, su tutta la pelle. La seconda applicazione sulla pelle pulita consente ai principi attivi contenuti nello shampoo di essere assorbiti più
profondamente ed efficacemente. Nella maggior parte dei casi è necessario lasciare agire questi farmaci per una decina di minuti prima di
sciacquarli con abbondante acqua tiepida. Il risciacquo deve essere
fatto in modo accurato per evitare che il cane possa ingerire residui di
farmaco rimasti sulla pelle. Questo tipo di terapia di solito si fa più volte
la settimana per almeno due settimane.
TRATTAMENTI PER CAPELLI
Alla fine dell’estate spesso ci troviamo i capelli opachi che si spezzano
facilmente e con le doppie punte. E’ importante un trattamento con
una detersione delicata, un impacco ristrutturante e trattamenti su
misura per renderli vitali e luminosi.
L’idratazione dei
capelli li rende morbidi e contrasta l’aggressività dei fattori
esterni.
L’acqua contenuta
nelle lamelle del
loro strato piu esterno preserva l’integrità e l’elasticità. Lo
shampoo deve contenere detergenti
delicati in modo da
rimuovere lo sporco
senza aggredire la
cuticola del capello.
Occorre alternare
shampoo specifici,
quelli per combattere l’eccesso di sebo o la forfora, con prodotti più
delicati.
Detergere con delicatezza, senza aggrovigliarli, pettinarli dopo l’applicazione di balsamo, un prodotto importante per favorire la coesione
delle squame della cuticola, aiuta il capello a ritrovare uniformità che
garantisce elasticità e la resistenza.
Occorre un impacco ristrutturante-addolcente una volta al mese con
olio di mandarle dolci o di oliva: in posa su capelli asciutti per 30’
prima dello shampoo. A causa dell’inquinamento di fumo e sole che
aggrediscono i capelli perché ne accelerano la disidratazione depositandosi in superficie, è utile applicare prima dell’asciugatura schiume
e fluidi a base di silicone che depositano sulla lunghezza una pellicola
protettiva che li rende più resistenti.
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