2015
1
Dicembre
PER SAPERNE DI PIU’……..
ISTITUTO COMPRENSIVO
L. STURZO - SAPPUSI
01/12/2015
1
2
3 DICEMBRE
Giornata internazionale delle persone
con disabilità
Dal 1993, quando Comunità Europea e Nazioni
Unite congiuntamento istituirono questa Giornata
mondiale, il 3 dicembre è un giorno di riflessione per
tutti: non solo per i disabili, fisici e mentali, ma
anche per le loro famiglie, gli operatori, i
professionisti che operano nel sociale e la società
civile.Ma disabilità fa ancora troppo spesso rima con
esclusione
sociale.
Infrastrutture
inadeguate,
pregiudizi, servizi sociali carenti, sono vere e proprie condanne per chi è
disabile. Settore pubblico, settore sociale e operatori sociali sono invitati a
riflettere proprio su tale aspetto; occorrono scelte politiche ed investimenti
economici per garantire il rispetto del pieno inserimento sociale, professionale
ed educativo dei portatori di handicap.Il 10% della popolazione mondiale è
disabile. dal 2006, laConvenzione Onu dei diritti delle persone
disabili riconosce come "Tutte le persone con disabilità hanno il diritto di
essere libere da discriminazione nel godere dei loro diritti". L'attenzione, in
particolare, è posta sul rapporto tra persona disabile e ambiente circostante,
nella convinzione che "la disabilità risiede nella società, non nella persona".
Cosa fare oggi?
Rispetta sempre la segnaletica stradale a favore delle persone disabili!
Eileen Giron Batres
Se la disabilità è un problema di cultura e di risorse nei paesi ricchi del
mondo, essa diventa una vera e propria emergenza negli stati
poveri dove alle precarie condizioni di vita di chi ha handicap fisici e
psichici si aggiunge una legislazione poco attenta a tali questioni.
Ancora più significativo è dunque il lavoro di attivisti come Eileen
Giron Batres, fondatrice di una cooperativa (AGOCIPRI) che dal 1981
opera in El Salvador per il lavoro, l’inserimento sociale e la formazione di portatori di
handicap. La cooperativa, formata da soli disabili, si regge economicamente con la produzione e la
vendita di ceramiche artigianali (distribuite con la rete del commercio equo e solidale) garantendo
uno stipendio, e quindi l’assistenza sanitaria, a persone che altrimenti finirebbero ai margini della
società. Eileen Giron Batres è attiva anche a livello culturale per modificare la mentalità
dominante (e quindi le norme di legge) che vedeva con fastidio queste problematiche, tenendo
conferenze in Salvador e in molti altri paesi, e offrendo la sua sensibilità ed esperienza. Il suo
impegno è una testimonianza concreta che i disabili non solo possono integrarsi pienamente ma che
danno un valore aggiunto alla comunità con uno sguardo diverso sul presente e sul futuro.
3
Marsala celebra la “Giornata Internazionale delle Persone con
Disabilità 2015”
“Migliorare l’Accessibilità delle Città, maggiore acquisizione di dati sulla disabilità, favorire
l’inclusione delle persone con disabilità “invisibili” – sono questi le tematiche che saranno affrontate nel
corso della “Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità 2015″ che verrà celebrata, a livello
mondiale, il prossimo 3 dicembre e che ha come tema centrale “Questione di inclusione: accesso e
empowerment per le persone con tutte le abilità”.
E proprio in questa ottica, anche la Città di Marsala intende sensibilizzare la cittadinanza sull’inclusione e la
non discriminazione delle persone con disabilità. Ciò attraverso una iniziativa che si terrà alle ore 10,30 –
presso il Complesso Monumentale S. Pietro.
La giornata Internazionale delle persone con Disabilità è stata istituita nel 1981, Anno Internazionale delle
Persone Disabili, per promuovere una più diffusa e approfondita conoscenza sui temi della disabilità, per
sostenere la piena inclusione delle persone diversamente abili in ogni ambito della vita e per
allontanare ogni forma di discriminazione e violenza. Dal luglio del 1993, il 3 dicembre è diventato
anche Giornata Europea delle Persone con Disabilità, come voluto dalla Commissione Europea, in
accordo con le Nazioni Unite.
4
5 DICEMBRE
Giornata internazionale del volontariato
Il nono paese più popolato al mondo, quasi 200 milioni di persone, un giro d’affari di oltre 400
miliardi di dollari: stiamo parlando del volontariato. Il ruolo
dei volontari nelle società moderne di tutto il mondo abbraccia
oggi un numero sempre maggiore di ambiti: dall’assistenza
ai disabili a quella domiciliare agli anziani, dal lavoro nelle
comunità per i tossicodipendenti a quello nelle periferie
degradate
delle
metropoli,
dall’educazione
dei
minori
in
difficoltà al lavoro con i malati di mente. Ma anche la
protezione
dell’ambiente
e
del
patrimonio
artistico,
la
promozione del dialogo interreligioso e interculturale, l’integrazione degli immigrati, la tutela
dell’occupazione. Quello dei volontari è un “esercito” che riguarda giovani e meno giovani, occupati
e
disoccupati,
appartenenti
a
differenti
etnie
e
credo
religiosi.
Essi
sono
espressione
dell’abbattimento quotidiano di barriere sociali, etniche, religiose e persino politiche. La
valorizzazione del lavoro volontario è oggetto di riflessione durante questa Giornata mondiale,
istituita dall’UNV, l’agenzia delle Nazioni Unite per il volontariato. L’obiettivo della Giornata è
quello
di
promuovere
il
moltiplicarsi
dell’attività
svolta
nei
diversi
paesi
dai
volontari
e sensibilizzare in questo senso i governi ed i popoli. In Italia i rapporti tra lo Stato e il mondo del
volontariato sono regolati dalla legge 266/91 secondo cui “la Repubblica italiana riconosce il
valore sociale e la funzione dell’attività di volontariato come espressione di partecipazione,
solidarietà e pluralismo”.
Cosa fare oggi?
Diventa volontario! Informati presso il Centro Servizi Volontariato più vicino!
Magodonga Mahlangu
La valenza sociale e politica del grande mondo del volontariato e delle
organizzazioni non governative si coglie soprattutto là dove gli organismi
statali non esistono o sono guidati da regimi autoritari. Le persone che
animano questi movimenti e associazioni sono spesso campioni nascosti dei
diritti umani, poco conosciuti dalla stampa internazionale, ma che
comunque sostengono la speranza di interi popoli. È il caso di Magodonga
Mahlangu, leader di una possibile rinascita dello Zimbabwe e fondatrice
del Woza(Women of Zimbabwe Arise) un movimento che lotta per la
democrazia e i diritti umani nel tormentato paese africano, a partire
dall’azione delle donne nelle comunità locali. Fondato nel 2003 Woza in
pochi anni ha raccolto più di 70 mila adesioni diffondendosi velocemente
in città e in campagna: questi numeri hanno spaventato il regime di Mugabe
che ha proceduto ad arresti di massa, a pestaggi senza scrupoli che hanno coinvolto anche
Magodonga Mahlangu, fermata varie volte in questi anni da autorità sempre più repressive. Ma nulla
sembra fermare il suo movimento di rinascita.
5
6 Dicembre
Da schiavi a bambini
Fame e infame. Furono i termini usati in un gioco di
parole promosso da una campagna di qualche anno fa
contro il turismo sessuale verso i minori. Situazioni di
fame, miseria e povertà, sono terreno fertile per
il reclutamento di giovanissimi bambini spinti alla
prostituzione; infame, invece, è colui che sfrutta tale
situazione di miseria per l’appagamento dei propri istinti animali. Il mercato del sesso minorile è
uno dei business più proficui per le organizzazioni criminali, assieme a droga e armi. Si tratta di
una vera e propria forma di schiavitù che coinvolge ogni ora 130 bambini e adolescenti in tutto il
mondo. Lo sfruttamento sessuale commerciale dei minori riduce le giovani vittime non solo ad
oggetto sessuale, come nella pedofilia, ma anche ad oggetto commerciale, come appunto
nella schiavitù. I bambini, rapiti o comprati dalle mafie direttamente dalle famiglie, diventano
vittime sia delle violenze degli sfruttatori sia dei turisti sessuali che mettono a rischio il loro sviluppo
fisico e psicologico, con probabilità altissime di contrarre malattie come l’AIDS. Numerose
organizzazioni lavorano per proteggere i minori da questo sfruttamento, promuovendo progetti di
prevenzione e di recupero psico-sociale, campagne di informazione e sensibilizzazione sul
fenomeno, azione di monitoraggio e promozione di apposite leggi.
Kek Galabru
Protagonista di molteplici iniziative in vari ambiti di promozione
sociale e democratica, intransigente e coraggiosa attivista per i diritti
umani nei momenti più tragici della vita del suo paese, Kek Galabru
(1942) è una delle figure più note e amate della Cambogia.
Diventata una delle prime donne medico del paese, esercita la
professione dal 1968 al 1971, anno in cui viene esiliata a seguito
dell’avvento del regime dei Khmer rossi. Dall’estero si impegna per la
resistenza e nel 1988 è protagonista dei negoziati che 3 anni dopo metteranno fine a una lunga
guerra
civile,
preparando
le
condizioni
per
la
rinascita
democratica
della
Cambogia.
In
collaborazione con le Nazioni Unite, Galabru fonda nel 1991 la Lega cambogiana per la
promozione e la difesa dei diritti umani (LICADHO), che ha giocato un ruolo decisivo nella
transizione
politica
di
quegli
anni.
Successivamente
l’organizzazione
si
è
concentrata
sull’emarginazione sociale che colpisce i bambini e che rende la Cambogia uno dei paesi con più alta
mortalità infantile. In particolare Galabru e il suo staff di volontari si batte contro lo sfruttamento
sessuale dei minori, da parte di cambogiani e di turisti occidentali: la grande povertà favorisce la
“vendita” di bambini a scopo di prostituzione. Negli anni LICADHO ha salvato molti di questi
bambini, promuovendo l’adozione di leggi più severe contro gli sfruttatori.
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10 dicembre 2015
Giornata internazionale per i diritti degli animali
Diverse sono le modalità. Chi adotta una dieta vegetariana o vegana, chi
evita di acquistare indumenti, cosmetici o farmaceutici che contengono
sottoprodotti di origine animale, chi intraprende azioni di boicottaggio e
sensibilizzazione contro pratiche e compagnie che non rispettano i diritti
degli animali. Sono molte le armi a disposizione di coloro che si
dichiarano animalisti. Ed opposte le filosofie. Tra chi accetta che gli
uomini utilizzino gli animali per cibarsi, nella ricerca scientifica, per vestirsi
e per l'intrattenimento e chi si riconosce in posizioni più intransigenti di
completa opposizione alle inutili sofferenze e soprusi nei confronti di ogni
animale. Anche se molti paesi hanno oggi leggi contro la crudeltà o il maltrattamento delle bestie
resta però difficile trovare un esplicito riferimento a veri e propri "diritti" degli animali.
La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Animale, proclamata nel 1978 a Parigi dall’Unesco,
è un documento importante perché, sebbene privo di valore giuridico, indica una strada per il
riconoscimento e la tutela dei diritti dell'animale considerato non in relazione al possesso, all'affetto
o all'utile ecologico dell'uomo, ma come soggetto portatore d' interessi vitali.
Il 10 dicembre del 1948 l'Assemblea delle Nazioni Unite redige la Dichiarazione Universale dei
Diritti Umani, in essa viene dichiarato che il rispetto e la dignità per ogni essere umano devono
essere le basi fondamentali per la libertà, la giustizia e la pace nel mondo.
Alcuni anni fa persone, gruppi ed organizzazioni hanno iniziato a chiedere che tutto questo
fosse esteso anche agli animali, e per questo il 10 dicembre è diventata la Giornata
Internazionale per i Diritti Animali, un momento storico ed un'opportunità per ricordare
alla società che la libertà, la giustizia ed il rispetto sono valori fondamentali per ogni singolo
individuo, a prescindere dalla razza, il genere, la posizione sociale o la specie.
Cosa fare oggi?
Libera il tuo armadio da pellicce e pelli di animali. Vesti solidale!
David McTaggart
Quando la difesa dei diritti degli animali è congiunta ad un impegno ecologico
globale, allora essa diventa un servizio per l’uomo. È il caso di David McTaggart
(1932-2001), fondatore e per lunghi anni direttore di Greenpeace,
sportivo, imprenditore, amante del mare e della terra. Canadese di nascita, dopo
una giovinezza che lo vede protagonista in alcune discipline sportive, diventò un
imprenditore di successo negli Stati Uniti e poi in Nuova Zelanda, da cui si
dedicò a partire dagli anni ’70 alla battaglia ambientalista con la piccola
“barca corsara” di Greenpeace, iniziata contro i test atomici francesi nel Pacifico. Dal 1975 al 1991
guidò l’organizzazione nella lotta contro la nuclearizzazione degli atolli, contro il massacro
indiscriminato di foche e balene, per la tutela ambientale dell’Antartico e in moltissime altre
iniziative in tutto il mondo. Negli ultimi anni di vita David McTaggart si ritirò a vita privata in una
tenuta nella campagna dell’Umbria per coltivare le olive: li morì improvvisamente a causa di un
incidente stradale, dopo aver vissuto tra i pericoli del mare.
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Giornata mondiale dei diritti umani
Il 10 dicembre 1948, in un contesto storico d'instabilità e distruzione, alla fine della
seconda guerra mondiale, la Commissione per i
diritti umani del Consiglio Economico e
Sociale dell’Onu, presieduta dalla vedova del
presidente
Roosevelt,
Eleanor,
scrisse
la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
Per la prima volta nella storia dell'umanità vennero
stabiliti in un documento scritto i diritti e le libertà
appartenenti a ciascun essere umano. Il concetto
di umanità che emerge dalla dichiarazione va al di
là delle nazioni, dei popoli, delle etnie, delle
minoranze. I diritti umani sono, quindi, quei
diritti che appartengono a tutte le persone della terra. Definiti come
diritti fondamentali (diritti
alle
libertà
civili,
politiche,
sociali
ed
economiche), universali (valgono appunto per tutti, senza distinzioni), inviolabili
(nessuno
può
esserne
privato), indisponibili(nessuno
può
rinunciare
ad
essi), indivisibili e interdipendenti (non esiste gerarchia tra essi). L’adozione della
Dichiarazione Universale rappresentò un evento epocale. Oggi, essa rimane una delle
parti costitutive dell'identità stessa delle Nazioni Unite e costituisce il fondamento
dell’agire di numerose organizzazioni internazionali e non governative. Dopo oltre 60
anni dalla firma della Dichiarazione, i contenuti della stessa rimangono quanto mai
attuali, così come attuale deve rimanere losforzo collettivo contro ogni violazione
dei diritti umani in qualsiasi parte del mondo.
Vaclav Havel
Il rispetto dei diritti umani è la condizione fondamentale per garantire la libertà
umana e il sistema democratico: la cultura e la politica, l’impegno personale e il
coraggio intellettuale sono sostegno e alimento per una mai finita battaglia per un
mondo più umano. La figura di Vaclav Havel (1936), ultimo presidente della
Cecoslovacchia e primo della Repubblica Ceca, testimonia il nesso inscindibile
tra la democrazia e il bisogno più profondo della persona, quello di poter esprimere la
propria libertà vivendo in istituzioni giuste. Nato a Praga da una famiglia di imprenditori, con
l’avvento del regime comunista nel 1948 subisce molti impedimenti nella sua carriera scolastica ma
riesce ugualmente a laurearsi in una facoltà tecnica, cominciando nel 1960 a lavorare come
macchinista in un teatro. Qui scopre la sua vocazione di drammaturgo e scrittore che lo
faranno diventare uno dei più importanti intellettuali europei. La sua dissidenza al regime inizia nel
marzo 1968 con una presa di posizione del mondo culturale in favore della Primavera di Praga: fino
al 1989, tra periodi di galera, iniziative di resistenza (ricordiamo il documento Charta 77), attività
di scrittore, guida il movimento democratico. Diventa il leader del paese nella transizione e nella
pacifica separazione con la Slovacchia. Europeista convinto, vincitore di numerosi premi, uomo
sensibile all’arte e alle nuove tendenze, Havel può essere ancora il punto di riferimento di una
cultura occidentale protesa al futuro
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Terra Madre Day – 12 Dicembre
Terra madre è un progetto nato a difesa del buon cibo e
delle culture locali di fronte alla crescente omogeneizzazione
imposta dalle moderne logiche di produzione, distribuzione e
consumo del prodotto cibo. Facendo leva sul concetto di
“buono, giusto e pulito”, il progetto si rivolge a reti di tutto
il mondo formate da contadini, consumatori, studenti, istituti
di
formazione,
chef
e
cuochi,
enti
di
ricerca
agricola,
organizzazioni non governative, che a vario titolo hanno a che
fare con il settore agro-alimentare.
Terra Madre Day costituisce una delle più grandi manifestazioni globali per celebrare il consumo
locale e la sostenibilità del cibo.
La Giornata è impostata su sette principi fondamentali: accesso ad un cibo buono, sano e giusto;
protezione della biodiversità agricola e alimentare; adozione di una produzione alimentare di
piccola scala; sovranità alimentare per tutti i popoli della terra; conoscenza delle lingue, delle
tradizioni e della terra; produzione alimentare responsabile verso l’ambiente; commercio equo e
solidale.
Cosa fare oggi?
Inventa una tua ricetta utilizzando solo prodotti di stagione ed a km 0!
Franca Dendena
Il
12
dicembre
1969
una
bomba
nella
sede
della
Banca
nazionale
dell'agricoltura a Milano causò 17 morti e 80 feriti: passò alla storia
comestrage di Piazza Fontana, l'inizio della strategia della tensione e del
terrorismo. In ogni strage, in ogni omicidio si uccidono non solo le vittime ma
anche i parenti, gli amici: è questo il caso di Franca Dendena (1952-2010) che
quel giorno perse il padre. Da allora, ancora adolescente, si prodigò affinché
venisse fatta giustizia, seguendo tutti i (sette) processi relativi alla strage,
mantenendo la memoria, presiedendo l'associazione delle vittime. La sua
battaglia per la verità storica e giudiziariafu aspra e dolorosa: un'attività
di impegno democratico che dovette affrontare molte difficoltà e disillusioni, l'ultima delle quali
fu l'assoluzione in Cassazione, nel 2009, dei principali indagati, già condannati all'ergastolo nei
gradi precedenti. Franca Dendena era una persona normale, con una vita normale che però si è
trovata in prima linea nella difesa dello Stato di diritto, testimoniando che soltanto con l'impegno
dei singoli si può mantenere un'accettabile grado di democrazia.
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15 Dicembre
A braccia aperte
Un compleanno, una cena, un momento assieme, un augurio
per natale o capodanno. Sono piccoli gesti che in molti casi
hanno un significato enorme. Soprattutto per coloro che
subiscono
forme
di esclusione
sociale e
vengono emarginati, discriminati e non hanno un lavoro.
Ce ne sono molti in Italia, con la disoccupazione salita al 12%
e con oltre 10 milioni di poveri. Numeri in crescita, complice
anche la crisi economica.Nella società moderna sembra esserci
spazio solo per chi produce o per chi consuma, per chi ha un lavoro ben retribuito ed una posizione
sociale. Agli altri spetta una sorta di cittadinanza di serie B. I mezzi d'informazione e gli appelli
dei politici raccontano di un paese rialzatosi dalla crisi economica mondiale. Questo perché le grandi
banche sono state salvate e le industrie dell’automobile hanno in parte ripreso. Ma gli utili di
bilancio non coincidono con le migliaia di persone che hanno perso il lavoro e non arrivano a fine
mese. La campagna “A braccia aperte” si rivolge ai poveri, disoccupati,immigrati, clandestini, soli
che hanno bisogno di un gesto d’affetto e di sentirsi parte della società. Incontrarli per una cena
comunitaria o per lo scambio degli auguri sotto natale, è un gesto contro l’emarginazione, la
discriminazione l’abbattimento di luoghi comuni e pregiudizi.
Cosa fare oggi?
Segnati in agenda un giorno a settimana per incontrare una persona a te cara e
che è sola.
Cathleen Caron
Lo spostamento di milioni di persone in tutto il mondo in cerca di
migliori condizioni di vita è un fenomeno che segna indelebilmente il
processo di globalizzazione. Affrontare le questioni connesse alle
ondate migratorie richiede dunque un approccio globale. È
questa l’esperienza di Cathleen Caron, donna avvocato americana,
che, mentre procedeva in una brillante carriera nelle migliori università statunitensi, si prodigava in
varie iniziative umanitarie. Così la ritroviamo per tre anni in Guatemala per assistere gli avvocati
impegnati a tutelare i lavoratori più poveri; poi in Florida per seguire una vittoriosa causa collettiva
di migranti nel settore agricolo; infine a Timor est per coordinare l’azione governativa contro il
traffico di esseri umani. Nel 2006 Cathleen Caron fonda l’organizzazione Global Workers Justice
Alliance con la quale cerca di fornire assistenza legale ai migranti cercando di spingere anche per
una legislazione che tuteli maggiormente i loro diritti.
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18 Dicembre
Giornata internazionale dei migranti
Le migrazioni, genti o interi popoli che lasciano la loro terra in
cerca di maggiori opportunità altrove, hanno sempre fatto parte
della storia dell’umanità. Nella preistoria, nel medioevo,
nell’età moderna, i flussi migratori sono una costante del genere
umano, in ogni parte del mondo. Oggi, complice da una parte il
progresso di alcune aree del pianeta e dall’altra l’intensificarsi
di nuove
guerre, disastri
naturali e
violazioni
dei diritti
umani nei sud del mondo, il fenomeno migratorio interessa maggiormente la direttrice sud-nord. Le
società del nuovo millennio sono sempre più multietniche e globalizzate. Nella sola Europa
vivono 65 milioni di immigrati, l’8,8% della popolazione. Chi osteggia questo fenomeno punta sulla
diffusione di un sentimento di paura e disprezzo nei confronti dell’immigrato e le politiche
interne ai paesi europei riflettono spesso tale sentimento. I decreti di espulsione verso i Rom in
Francia, il respingimento degli immigrati provenienti dal Nord Africa in Spagna e la segnalazione dei
clandestini bisognosi di cure mediche in Italia, vanno senz’altro in questa direzione. La Giornata
Internazionale dei Migranti, istituita dalle Nazioni Unite, mira, al contrario, a richiamare i
singoli governi al rispetto dei diritti fondamentali degli immigrati, così come al riconoscimento del
reale contributo di questi ultimi allo sviluppo economico dei paesi destinatari.
Che fare oggi?
Organizza una cena multietnica.
Saperi e sapori dal mondo.
Anis Hidayah
Il flusso di migranti in cerca di lavoro che dal sudest asiatico conduce ai
paesi della penisola arabica è imponente e inquietante. La cronaca degli
ultimi anni ci riporta notizie di maltrattamenti e persino di condanne a morte,
anche per reati minori, di lavoratori indonesiani immigrati in Arabia Saudita.
Nella lotta per la difesa dei diritti di queste persone, in patria e all’estero, è in
prima linea Anis Hidayah (1974) fondatrice e direttrice di Migrant Care, un’associazione che dal
2004 si occupa dell’assistenza legale ai migranti, della sensibilizzazione dell’opinione pubblica a
questi temi, della denuncia degli abusi. Nata nel est dell’isola di Giava, fin da studentessa Anis
Hidayah viene a contatto con le precarie condizioni di vita dei lavoratori immigrati da altre isole o
dall’estero e si convince di dover fare qualcosa: in poco tempo le sue attività, soprattutto in favore
delle donne e delle famiglie più povere, si moltiplicano costringendola a lasciare gli studi universitari
di giurisprudenza. Ma sul campo diventa “l’avvocato dei migranti” e una delle attiviste più note
dell’Indonesia, premiata anche da Human Rights Watch.
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20 Dicembre
Giornata internazionale della solidarietà umana
La Dichiarazione del Millennio identifica la solidarietà
umana come uno dei valori fondamentali universali che
dovrebbero
essere
alla base
delle
relazioni
tra
i
popoli nel XXI secolo. Le sfide globali dovrebbero cioè
essere
affrontate
in
modo
che
i
costi
ed
i
benefici
sianoequamente divisi tra tutti i paesi della terra. Troppo
spesso, nei fatti, il progresso di una porzione di pianeta si
basa
sulle
sfortune
dell’altra
parte.
La Giornata
internazionale della solidarietà richiama la necessità di
agire
congiuntamente,
tra
Stati
e
tra
comunità,
nell’affrontare le grandi questioni globali, come la lotta
all’HIV,
la
lotta
di emergenze o
al terrorismo e
disastro
la
naturale.
risposta
Secondo
in
caso
leNazioni
Unite, lo sforzo messo in atto da governi e cittadini in risposta allo Tsunami che ha devastato la
Thailandia nel 2004, è uno straordinario esempio di solidarietà umana. Ma la solidarietà non è
solo una questione di Stati e governi. Tra cittadini dello stesso paese, della stessa comunità, essere
solidale significa elevare le relazioni ad arma contro la povertà, l’emarginazione.
Cosa fare oggi?
Diventa amico di un anziano della casa di riposo a te più vicina
Alice Tepper Marlin
Nata in New Jersey nel 1944, dopo essersi brillantemente laureata in economia
con specializzazione in gestione aziendale, Alice Tepper Marlin comincia una
veloce carriera di analista e consulente. Nel 1968 un fondo pensione di Boston le
chiede di stilare una lista delle principali aziende coinvolte nel supporto logistico
alla
guerra
in
Vietnam:
6
mesi
dopo fonda
il
Council
on
economic
priorities (CEP), un centro indipendente di studi e di servizi – il primo degli Stati Uniti – volto a
sostenere, indicare priorità, analizzare le attività delle aziende soprattutto nel campo della sicurezza
ambientale, alimentare e energetica. Ben presto il suo campo di azione si allarga al campo del commercio
equo, della finanza etica e dello stile sostenibile nei consumi. Con il libroShopping for a better world,
una guida per i consumatori pubblicata nel 1986, Alice Tepper Marlin diventa una voce nota e ascoltata
nel campo di una solidarietà positiva perché declinata al futuro e fondata sull’innovazione globale degli
stili di vita: la costruzione di un mondo solidale nasce prima di tutto da un cambio di mentalità nei
consumi individuali, nelle priorità degli investimenti, negli interventi statali. Nel 2001 il CEP si trasforma
nel Social accountability international (SAI), un’organizzazione per la tutela dei lavoratori a livello
globale e per la promozione di progetti di sviluppo.
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21 Dicembre
Meno carne
Quasi un miliardo di persone soffre la fame o è affetta
damalnutrizione. Il problema non risiede certamente
nella mancanza di risorse. Basti pensare come la
maggior parte dei raccolti di mais e soia coltivati viene
utilizzata per nutrire bestiame, maiali e galline. Secondo
la FAO (Food
and
Agricolture
Organization),
le
terre
destinate all’allevamento del bestiame costituiscono il 30%
delle superfici terrestri emerse non ricoperte da ghiacci.
Nel Brasile, ogni cinque mesi vengono distrutte 1250 miglia quadrate di foreste, per far spazio ai
pascoli e nutrire gli animali da carne. Negli Stati Uniti, circa tre quarti dei problemi legati alla qualità
dell’acqua, sono causati dallaproduzione di carne. Produrre carne comporta il consumo di un
elevatissimo numero di risorse e questa attività è responsabile di un quinto delle emissioni di
gas serra del pianeta. Più di tutte le automobili, le moto e gli altri mezzi di trasporto messi
assieme. Come dire, un maiale da macello inquina più di un fuoristrada. Si tratta, nella maggior
parte dei casi, di produzioni industriali e di larghissima scala, vere e proprie catene di montaggio
della carne, che richiedono grandi quantità di energia, inquinano le acque, generano emissioni di
gas serra, provocano disboscamenti. La domanda globale di carne è cresciuta a dismisura negli
ultimi anni, sulla scia di un benessere crescente. La campagna Meno Carne vuole sensibilizzare
sulla necessità di ridurne il consumo: si tratta, in fin dei conti, di rispettare tanto gli animali quanto
il nostro ambiente.
Shirley McGreal
Lo studio delle specie viventi e un adeguato rapporto con la natura sono
condizioni necessarie per un futuro sostenibile: se poi ci si avvicina ad animali
con i quali si possono intrecciare relazioni, tutto il proprio stile di vita
cambia, dall’alimentazione (si mangerà sempre di meno carne) al rapporto con
le altre persone. È questo il caso di Shirley McGreal, animalista e
ambientalista,fondatrice nel 1973 della Lega internazionale per la
protezione dei primati (IPPL) con cui, nel corso dei decenni, ha lavorato per
la sensibilizzazione dei cittadini su questo tema e per la creazione di aree
naturali protette, in tutto il mondo. Nata e cresciuta in Inghilterra, dove aveva
intrapreso gli studi per diventare insegnante, durante un viaggio in Thailandia,
all’inizio degli anni ’70, è colpita dal trattamento riservato alle piccole scimmie che venivano
vendute: da allora sarà questo il suo campo di attività. Shirley McGreal vive dal 1977 negli Stati
Uniti in mezzo auna riserva naturale per primati, da lei istituita nella Carolina del sud. Insignita
di numerosi premi internazionali, è oggi una delle animaliste più note del mondo.
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23 Dicembre
+ divertimento - guerra
Ci sono ragazzini abili a calciare un pallone, agili a suonare
una chitarra, veloci nelle gare d’atletica. Ce ne sono altri,
molti, imbattibili nell’imbracciare un fucile e lanciare una
bomba a mano. Bambini per i quali gli unici giocattoli a
disposizione
sono
cosiddetti minori
sempre
soldato,
state
che
le armi.
vivono
in
Sono
prima
i
linea
gli orrori della guerra. Strappati alle loro famiglie sin da
piccoli, drogati e costretti a combattere non solo nei gruppi di
guerriglieri ma anche, in certi casi, in eserciti regolari. Sono oltre 300.000 secondo le Ong; molti di
più, secondo altre organizzazioni internazionali. L’utilizzo dei minori soldato rappresenta la più grave
violazione deidiritti umani dell’infanzia. I bambini hanno il vantaggio di imparare in fretta ed
obbedire di più. Molti vengono sfruttati: arruolati come soldati, altri come spie, altri ancora come
Kamikaze. E poi cuochi, magazzinieri, facchini. Le bambine, solitamente, vengono sessualmente
sfruttate dai soldati di rango più elevato. + divertimento - guerra, vuole significare che il campo
giochi dei bambini non può essere il campo di battaglia. I loro giocattoli non possono essere fucili e
kalasnikov. Di diverso avviso sembra essere il Ministero dell’Istruzione italiano, che ha approvato
nelle scuole il corso formativo “Allenati per la vita”. Il corso prevede l’utilizzo di pistole d’aria
compressa, per avvicinare i giovanissimi alle forze armate. Non esattamente la maniera migliore per
educare i giovanissimi ad una cultura che ripudia armi e guerra.
Abubacar Sultan
La guerra civile in Mozambico (1985-1992) fu caratterizzata da
sporadici scontri tra eserciti regolari ma da un coinvolgimento senza
precedenti di persone comuni, di donne inermi, di bambini senza
colpa. Verso la fine del 1987 l’UNICEF stimò che250 mila bambini
erano orfani o comunque separati dalle famiglie: un numero
impressionante a cui si aggiungevano le cifre, mai precisamente
stimate, dei minori soldato, abituati alla morte e a uccidere. È in
questo quadro che cominciò ad operare Abubacar Sultan (1964)
che, mentre studiava per diventare insegnante, venne a contatto
con la tragica realtà di una guerra che aveva lasciato sul campo milioni di morti e di feriti nel corpo
e nell’anima. Nel 1988, in collaborazione con l’organizzazione americana Save the children, diede il
primo soccorso ai bambini anche andandoli fisicamente a cercare negli angoli più sperduti e
pericolosi del paese. Al termine del conflitto, Abubacar Sultan lanciò il progetto Wona Sanona,
uno dei primi tentativi in Africa di riabilitazione dei traumatizzati dalla guerra: un’azione innovativa
per migliorare i diritti e la qualità della vita dei bambini offrendo loro la concreta speranza di un
futuro di pace.
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24 Dicembre
A Natale regala dignità
Nella notte tra il 24 ed il 25 dicembre dell’anno zero, una famiglia
povera diede alla luce un bambino, chiamato Gesù. I ricchi della
terra, tre Re Magi arrivati da oriente, resero omaggio al bambino
portandogli dei doni. Questo dovrebbe essere lo spirito del
Natale: un gesto verso chi ha di meno. Troppo spesso il Natale ha perso il suo significato
autentico di ricorrenza religiosa e di solidarietà verso il prossimo, diventando per molti una festa
commerciale. La corsa al regalo sta soppiantando la riflessione su ciò che è accaduto la Notte
Santa. Nei nord del mondo il superfluo la fa da padrona mentre nei Sud si fa ancora festa per il
necessario. Ciò non vuol dire rinunciare a scambiarsi un dono, ci mancherebbe. Già le nostre
relazioni più sfilacciate, però vi potrebbe essere una via d’uscita altra. Attraverso l’iniziativa “A
natale regala dignità”, Altromercato propone una serie di prodotti del commercio equo e
solidale, come cesti alimentari, cosmetici e artigianato. Questi prodotti hanno in comune il
rispetto dei diritti umani e dell’ambiente. Regalano dignità sia a chi li riceve che a chi li
produce. Il commercio equo rappresenta infatti un contributo alla promozione delle diversità ed un
gesto di solidarietà nei conforti dei piccoli produttori del sud del mondo.
Cosa fare oggi?
Regala dignità. Vai alla più vicina Bottega del Mondo
Enrique Dussel
Filosofo, teologo e scrittore argentino, Enrique Dussel (1934) è il
principale esponente della “filosofia della liberazione”, un pensiero
che critica la prospettiva eurocentrica aprendo all’alterità dei popoli
del mondo e al loro positivo apporto per una nuova civiltà globale.
Dopo aver studiato filosofia e teologia in Spagna, Francia e
Germania, per 3 anni fece la scelta radicale di lavorare come
carpentiere a Nazarethin grande povertà. Tornato in Argentina nei
primi anni ’70, nel 1973 sfugge a un attentato di paramilitari
favorevoli alla dittatura che gli devasta la casa: ripara così in
Messico dove insegna fino ad oggi all’università della capitale. Noto
a livello mondiale per le sue pubblicazioni e per i suoi dialoghi con i maggiori pensatori
contemporanei, Dussel propone una pista di ricerca, che coinvolge anche la politica e
l’economia, capace di fondarsi sui diritti di libertà dei popoli oppressi e su un pensiero
plurale basato però sull’etica condivisa per una giustizia concreta proprio perché
riguarda i poveri.
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NATALE IN SICILIA
Il Natale in Sicilia, oltre a conservare i tratti delle feste religiose (celebrazioni nelle chiese,
novene notturne, allestimento dei tradizionali presepi) esprime la sua vitalità di festa del
fuoco soprattutto nei centri montani, dove, nella notte del 24, Luminari e zucchi (cioè i
tradizionali falò) vengono accesi quasi a riscaldare il Bambin Gesù.
In alcune zone quest'uso è accompagnato dai suoni e dai canti degli zampognari che
attendono la messa notturna insieme con chi, curioso o devoto, si è operato per
costruire la grande catasta di legna da ardere.
Abbondanti libagioni sono consumate durante la veglia fino all'alba, mentre gruppi di
giovani provvedono ad organizzare grandi grigliate di carne con le stesse braci dei falò.
Nella provincia di Caltanissetta sono diverse le zone dove vengono allestiti presepi di varie dimensioni o
viventi. Gli amanti delle figuredde si adoperano per rispolverare le antiche produzioni artigianali che
rappresentano il lavoro della cultura agropastorale siciliana.
A Caltagirone, ogni anno, dai primi giorni del mese, si rinnova la mostra del presepe nelle sue varie forme.
Nella provincia di Palermo, sulle Madonie, si continuano ad accendere luminarie la sera della vigilia di
Natale; questa tradizione si ripete, ad esempio, a Isnello e a Collesano.
In passato il crepitio dei falò era accompagnato dalle note delle ciaramedde(strumenti a fiato) che venivano
suonate dai cosiddetti ciaramiddari: a differenza dei cantastorie, questi ultimi eseguivano la novena davanti
a piccoli altari sui quali veniva allestito il presepe, alla base di una rappresentazione della Sacra Famiglia.
Si era soliti addobbare l'altarino con alloro, agrumi e fiori illuminandolo con le fiammelle di nove candele.
Secondo quanto riporta Pitrè in "Spettacoli e feste" la tradizione delle novene natalizie celebrava i nove
giorni che precedevano quello della nascita di Gesù Bambino.
Le ninnaredde venivano intonate dai cantastorie girovagando per le case dei paesi, fin dal 1867: "…molti
palermitani ricorderanno ancora il piacere sentito in quella specie di dormiveglia, quando svegliati da un
dolce suono si rimane incerti della realtà di esso"
Il cambiamento naturale che le tradizioni hanno conosciuto nel tempo, ha fatto sì che alcuni usi si
perdessero; tuttavia, ancora oggi vige l'uso di allestire il presepe.
Il Natale è la festa cristiana più importante e più sentita, sia perché ci ricorda la nascita di Gesù, luce
dell’umanità, sia perché la famiglia si riunisce come da tradizione.
Ovunque, a casa, per le strade, a scuola, si respira un’atmosfera molto speciale.
Sin dall’antichità’ sono state tramandate usanze che caratterizzano questo grande evento. E così, ogni
Natale, quasi in tutte le case, si rinnova la tradizione di allestire il Presepio e addobbare l’abete.
In Sicilia, la consuetudine di rappresentare la nascita di Gesù, mediante l’uso di statuine, si diffuse a partire
dal XV secolo, all’interno delle chiese e poi, via via, nelle case dei nobili, dove le stesse venivano prodotte
con l’uso del corallo.
Nel periodo barocco e rococò vennero adoperati vari materiali: avorio, madreperla, alabastro, conchiglie,
ecc…
Fu nell’ottocento che il presepio cominciò ad essere allestito nelle case delle famiglie meno abbienti. I
“pastura” vennero realizzati con l’argilla, il fiume con la “pannedda” (carta stagnola) le colline e le
montagne con la carta “tinciuta” e il “suvaru”.
I più importanti maestri produttori di statuine di argilla, su cui veniva modellata la forma dei vestiti e che
rappresentavano scene di vita quotidiana, furono Giacomo Bongiovanni e Giuseppe Vaccaio.
A Catania e provincia, si possono visitare numerosi presepi tra cui uno, in particolare, del settecento è
caratterizzato da personaggi realizzati da un impasto detto “pastiglia”.
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Anche ad Acireale, in una grotta lavica, si può ammirare un presepio dello stesso periodo i cui personaggi, a
grandezza naturale, con visi di cera molto espressivi, indossano costumi di stoffa.
A Caltagirone, le statuine dei presepi tradizionali erano lavorati con la ceramica o scolpiti su legno, mentre
le moderne sono create con il cotone, il fil di ferro, ecc.
A Trapani e provincia, oggi, uno dei materiali più usato per la realizzazione del PRESEPIO è il corallo;a Erice
(TP) in passato si usava addobbare rami di mirto e di nocciolo, oggi, nel rispetto della tradizione, viene
organizzata ogni anno la manifestazione “La Zampogna d’oro” che raduna zampognari provenienti da ogni
parte del Paese.
E’ tradizione, in Sicilia, preparare per le feste natalizie piatti tipici:
a Catania, la sera della vigilia, si mangiano: le scacciate ripiene di broccoli o spinaci, tuma, olive, acciughe
ecc…, baccalà fritto, “rocculi affucati”, frutta di stagione e secca, panettone, ecc…
Nella zona del palermitano, un piatto tipico natalizio è lo “sfincione” ripieno di formaggio, sarde, cipolla e
olio. Tra i dolci, molto conosciuti e apprezzati sono: la “cubaita” preparata col miele, mandorle o noci e
sesamo; “’u cucciddatu” ripieno di trito di fichi secchi, mandorle, pinoli, uva passa, noci e buccia d’arancia
candita; il torrone; i “nucatoli”, biscotti ripieni di mandorle e pistacchi al profumo di cannella, i “mustazzoli”
ripieni di fichi secchi , mandorle e vino cotto.
Altro ancora offre la tradizione culinaria natalizia siciliana, ma le preparazioni succitate sono le più
popolari.
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27 Dicembre
Scambiamo il mondo!
Scambiare per cambiare. Cambiare, innanzitutto, le regole del
commercio internazionale che condannano
alla fame un
miliardo di individui mentre un altro miliardo produce cibo in
sovrappiù. Ancora. Cambiare le nostre abitudini di consumo,
preferendo
prodotti
di
stagione
provenienti
da
agricolture biologiche, acquistando le quantità di cibo che ci
servono veramente, senza lasciare che questo scada e debba
essere gettato. Cambiare, più in generale, il rapporto tra uomo e cibo, una relazione basata sì sul
gusto ed il piacere di mangiare, ma anche sul rispetto dei produttori, dell’ambiente e di noi stessi.
L’iniziativa Scambiamo il Mondo invita a vedere il mondo del cibo da nuove prospettive e
sostenere buone pratiche per migliorarlo. Dietro ad ogni piatto che si consuma esistono infatti
saperi antichi e storie di uomini e luoghi. Scambiare vecchie abitudini con le nuove, come ad
esempio provare nuove ricette con prodotti del commercio equo e solidale, invitare a cena un
cittadino straniero cucinando assieme a lui, può essere un arricchimento interiore, un sentirsi meno
soli ma soprattutto un allargamento dei propri orizzonti.
Cosa fare oggi?
Impara una ricetta per ogni continente!
Lester Pearson
Quando la politica è capace di cambiare positivamente la realtà: questo
potrebbe essere il sottotitolo di una biografia di Lester Pearson (18971972), studioso, diplomatico presso le Nazioni Unite, primo ministro del
Canada. Nato a Toronto, dopo aver completato gli studi universitari in
storia (intervallati dalla partecipazione alla prima guerra mondiale), dal
1925 cominciò a insegnare all’università della sua città, impegnandosi
anche a livello diplomatico. Nel dopoguerra questa fu la sua attività
principale: durante la crisi di Suez del 1957 Pearson riuscì a condurre in
porto le trattative di pace, creando per la prima volta la Forza di
emergenza delle Nazioni Unite, premessa ad ogni azione di peacekeeping.
Per questo venne insignito del Premio Nobel per la pace. Come primo
ministro del Canada dal 1963 al 1968, pur con un governo di minoranza, mise in campo riforme che
segnano ancora oggi il paese: il bilinguismo, il piano federale di sanità pubblica e di previdenza, la
riduzione dell’orario di lavoro a 40 ore settimanali. Con questi provvedimenti Pearson fece del
Canada un modello per tutto il continente.
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29 Dicembre
Porta la sporta!
Non solo pane, carne, frutta e verdura. Andando al supermercato, è
difficile tornare a casa senza della plastica. Prima di tutto, quella dei
sacchetti della spesa. Ma anche quella che confeziona i prodotti stessi,
venduti sugli scaffali. Plastica che poi verrà gettata e dispersa
nell’ambiente sotto forma di rifiuti. Si calcola che la sua produzione
assorba l’8% della produzione mondiale di petrolio, con 240 milioni di
tonnellate
prodotte
ogni
anno.
Il
96%
della
plastica
non
viene
riciclato, deturpando ed inquinando l’ambiente per centinaia di
anni. Il sacchetto di plastica è infatti uno dei rifiuti che più comunemente
si trovano dispersi nel pianeta. Essi uccidono ogni anno oltre
centomila animali: mammiferi marini, tartarughe, uccelli, che li scambiano per cibo o vi
rimangono intrappolati. A contribuire a questo deturpamento, sicuramente la cultura dell’usa e
getta. Quasi la metà della quantità di plastica prodotta annualmente viene impiegata per
produrre articoli monouso o imballaggi che vengono buttati entro l'anno. Per invertire questa
tendenza, esistono campagne che invitano a portarsi il sacchetto, di stoffa, da casa, evitando
così di farsi dare i sacchetti di plastica al supermercato. Le campagne sensibilizzano anche aziende,
scuole e pubbliche istituzioni all’utilizzo di prodotto biodegradabili.
Cosa fare oggi?
Scegli i prodotti confezionati in contenitori di vetro o di metallo ed evita le
monodosi.
Mary Dann
Il 29 dicembre 1890 a Wounded Knee si consumò la più tragica strage di indiani
Sioux perpetrata dall’esercito americano. Ma la conquista delle terre indiane non
avvenne soltanto mediante la violenza e le armi ma anche con la violazione dei
trattati stipulati dal governo stesso con le varie tribù che popolavano le grandi
praterie. È il caso del trattato di Ruby Valley che, nel 1868, assegnava alla Nazione
degli Shoshoni occidentali il 90 % dell’attuale Nevada e altri territori. Ma questo
accordo venne subito dimenticato. Mary Dann (1923?-2005), discendente diretta dei Shoshoni, nel
corso degli anni ’70 del XX secolo, guidò un movimento popolare volto a fare riconoscere al governo
americano la validità del trattato. Inoltre, proprio nella zona indiana, dal 1951 al 1990, vennero
effettuati test atomici atmosferici: la battaglia di Dann divenne anche una lotta ambientalista per
tutelare, per quanto possibile, il loro tradizionale stile di vita. Se le battaglie legali portarono a una
postuma vittoria indiana, almeno sul piano del diritto, Mary Dann insieme alla sorella Corrie
riuscirono a vivere sempre nel loro ranch cercando di far sussistere la Nazione indiana.
19
31 Dicembre
Io non voglio il falso
Una borsetta contraffatta, un dvd pirata, un abito copiato
attirano perché sono molto simili ai prodotti originali ma
costano decisamente meno. Dietro tutto questo, però, ci
sono organizzazioni criminali,sfruttamento del lavoro
minorile, contrabbandi, soppressione dei diritti.
Comprare un prodotto contraffatto, alimenta tutto questo. Ed i
soldi spesi non finiscono, come forse si può pensare, al venditore, spesso extracomunitario, che
forse ci fa anche un po’ pena. Ogni euro speso in acquisti di questo genere arricchisce mafie e
contrabbandieri.
Non solo. Il mercato del falso contribuisce a gravi perdite di competitività dei sistemi
produttivi regolari, danneggiando sia l’erario che le aziende, proprietari e lavoratori. Senza
contare che, i prodotti contraffatti in molti casi non rispondo ai criteri di sicurezza per i consumatori.
La contraffazione rappresenta inoltre una violazione del diritto di proprietà intellettuale ed
industriale, scoraggiando creatività e competitività. Tutto ciò disincentiva l’innovazione e, alla
lunga, si ripercuote sulla qualità dei prodotti offerti e sulla stabilità dei mercati. Ecco perché è
importante non alimentare il mercato del falso. Significa favorire la legalità, la creatività, la qualità e
la sicurezza di produttori e consumatori. Oltre che mettere un bastone tra le ruote a mafiosi,
sfruttatori e criminali.
Cosa fare oggi?
Compra solo prodotti certificati e pretendi sempre lo scontrino fiscale!
Tenzin Gyatso (XIV Dalai Lama)
Concludiamo l’anno con una figura che rappresenta le difficoltà e le
speranze del nostro tempo: Tenzin Gyatso (1935), leader spirituale del
buddhismo tibetano, premio Nobel per la pace nel 1989, fino al 2011
guida politica suprema dei tibetani ormai in esilio da più di 50 anni,
perseguitato e minacciato dalla Cina, continua a scegliere la via del
dialogo e della nonviolenza. Riconosciuto in tenera età come la
“reincarnazione” del XIII Dalai Lama viene intronizzato nel 1950 quando
il Tibet è già occupato. Costretto all’esilio nel 1959, da allora vive in
India a Dharamsala insieme con più di 100 mila tibetani. Nel corso dei
decenni Tenzin Gyatso ha rimarcato la sua posizione politica che non ha
come obbiettivo il raggiungimento dell’indipendenza dalla Cina ma soltanto la tutela dell’autonomia
e della specificità del Tibet. Ma per ora la situazione sta peggiorando. Noto in tutto il mondo anche
per la sua saggezza e per la sua proposta etica basata sulla compassione verso tutti gli esseri
viventi, il Dalai Lama è uno dei testimoni di libertà del nostro tempo.
WWW.UNIMONDO.IT
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Opuscolo realizzato da Giovanna Torre
Funzione strumentale area 2
Buon Natale
ARRIVEDERCI AL PROSSIMO NUMERO!
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Questo opuscolo vuole essere solo un piccolo contributo per segnalare ai colleghi del nostro
Istituto avvenimenti e articoli di interesse umano, culturale e sociale ed una sitografia utile per il
nostro lavoro.
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per saperne di piu`…….. - Istituto Comprensivo Luigi Sturzo