ANNO III N. 9 Poste Italiane SPA - Sped. Abb. Postale DL 353/2003 (conv. INL. 27/02/2004, nª 46) ART.1 comma 1 DCB ROMA • Aprile - Giugno 2009 P E R I O D I C O D E L L A F A I T A F E D E R C A M P I N G TURISMO ITALIANO DATI E TENDENZE DAL RAPPORTO MERCURY CAMPANIA, UN S.O.S PER SALVARE L’OPEN AIR SPORT IN CAMPING, CE N’È PER TUTTI I GUSTI ANNO III N. 9 Maurizio Vianello CAMPING MANAGEMENT :EDITORIALE A gli inizi di luglio il Senato della Repubblica ha, finalmente e definitivamente, approvato il testo del disegno di legge recante “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”, all’interno del quale è contenuta un’importante norma per il settore dell’open air. Infatti, con la nuova statuizione è consentito alle imprese italiane di utilizzare nelle strutture turistico-ricettive all’aperto, le installazioni e i rimessaggi dei mezzi mobili di pernottamento, anche se collocati permanentemente, purché ottemperino alle specifiche condizioni strutturali e di mobilità stabilite dagli ordinamenti regionali, senza costituire in alcun caso attività rilevanti ai fini urbanistici, edilizi e paesaggistici. La Federazione si è molto spesa ed im- pegnata per il conseguimento di questo risultato che, con buon motivo, può considerarsi raggiunto grazie soprattutto all’impegno di FAITA FederCamping. Chi è nel nostro settore sa bene quanto sia fondamentale per le imprese poter diversificare l’offerta ed evitare i contenziosi giudiziari. Fino a prima della data di entrata in vigore della norma, entrambe le cose erano inconciliabili e molte imprese oscillavano dalla inerzia imprenditoriale alla lotta dispendiosa e frustrante in ogni sede e grado giudiziario. Dunque, potremo lasciarci alle spalle questa stagione e cominciare serenamente a programmare la riqualificazione della nostra offerta con uno strumento in più. continua a pag. 6 FAITA FEDERCAMPING Via Properzio, 5 00193 Roma tel. 06 32111043 - fax 06 3200830 www. faita.it Autorizzazione del Tribunale di Roma n. 363/2006 del 29/09/2006 Direttore responsabile: Salvatore Vingiani Redazione: Nicolcarlo Genovese Pietro Licciardi Andrea Spezzigu Segreteria di redazione: Annamaria Meogrossi Produzione e pubblicità: Contatto Comunicazione e Marketing s.r.l. L.go O. Zuccarini, 9 - 00149 Roma Tel. 06 55590898 - Fax 06 55179532 cell. 3355774176 Progetto grafico: Emilio Procopio [email protected] Impaginazione: Format Roma s.r.l. Stampa: Arti Grafiche srl - Pomezia Finito di stampare Agosto 2009 CAMPING MANAGEMENT :SOMMARIO 5 IN CAMPANIA L’OPEN AIR È AL LUMICINO 24 LE VERDURE PROTAGONISTE Di Alessandro Circiello Di Pietro Licciardi 8 GARGANO MON AMOUR Di Pietro Licciardi 11 IN CAMPING SPORT PER TUTTI I GUSTI Di Ilaria Morini 13 IL POLSO DEL TURISMO ITALIANO 19 DALLA DISABILITÀ AI BISOGNI Di Roberto Vitali 22 GUIDA PRATICA PER I CAMPING, NUOVA EDIZIONE 25 IL PUNTEGGIO DI QUALITÀ DI GOOGLE Di Cristian Capizzi 28 LA RATEAZIONE DELLE CARTELLE DI PAGAMENTO Di Maurizio Fantaccione 30 VACANZE COI FIOCCHI SENZA CELLULARE IMPRESE IN RETE CON START CAMPING MANAGEMENT :PAROLE ATTORNO AL FUOCO IN CAMPANIA L’OPEN AIR E’ AL LUMICINO di Pietro Licciardi DISINTERESSE DELLA POLITICA, CRISI ECONOMICA E POCA PROMOZIONE DELLA REGIONE RISCHIANO DI DARE IL COLPO DI GRAZIA AD UN SETTORE GIÀ IN CRISI P rosegue il nostro viaggio per conoscere attraverso la viva voce dei presidenti regionali della FAITA le vicissitudini di un settore così importante per il nostro turismo. Questa volta ascoltiamo il presidente della FederCamping campana, Domenico Iannazzone, proprietario di un camping sulla costiera Cilentana: un magnifico susseguirsi di spiagge, scogliere, golfi e insenature che va da Paestum a Sapri; circa 20 comuni sul cui territorio sorgono 90 campeggi con circa 45.000 posti letto; quasi un terzo dell’intera disponibilità regionale: 133 campeggi e 41 villaggi. Ebbene, il quadro che viene fuori dalla nostra chiacchierata è desolante e soprattutto risulta evidente l’enorme distanza che separa la politica da questa realtà imprenditoriale. Secondo Iannazzone l’open air in Campania è fermo, da quasi vent’anni, nella pressoché completa impossibilità di adeguare le proprie strut- Domenico Iannazzone ture e la propria offerta. Già negli anni Novanta infatti gli stessi proprietari e gestori di camping dettero incarico al professore Felice Vertulo, dell’Università di Perugia, di realizzare uno studio di settore, nel quale fu perfettamente colto l’evolversi di un mercato che già aveva abbandonato lo schema classico della tenda o della roulotte, posizionata per periodi più o meno lunghi in aree attrezzate per il classico campeggio, un po’ spartano e con servizi abbastanza lontani dagli standard alberghieri. Tutte le sollecitazioni e i campanelli di allarme sono rimasti inascoltati e ancora oggi per adeguare o riconvertire una struttura passano anni prima di ottenere le autorizzazioni necessarie. «Noi campeggiatori siamo l’ultimissima ruota del carro», lamenta sconsolato il presidente della FAITA campana «e nonostante siamo una delle principali realtà ricettive regionali abbiamo ottenuto ancora meno degli agriturismi». Il motivo? Sempre secondo Iannazzone gli agriturismi hanno avuto la fortuna di aver avuto dalla loro un ministro che ha voluto dimostrare di aver fatto qualcosa per gli agricoltori, anche se poi anziché essere uno strumento per consentire a chi coltiva la terra di in- 5 CAMPING MANAGEMENT :PAROLE ATTORNO AL FUOCO tegrare il proprio reddito hanno finito per diventare un benefit per l’apertura di hotel e ristoranti sotto le mentite spoglie di aziende agricole. All’obiezione che forse la FAITA, la quale associa quasi il 90% dei camping italiani, ha qualche difficoltà nel fare lobbying il nostro presidente risponde sicuro: «Il nostro è un settore giovane, che ha non più di quarant’anni di vita, pertanto è difficile fare fronte comune; tanto più che sul territorio è facile assistere a piccole guerre di competenza che finiscono per danneggiare un po’ tutti. Pensi che in Campania non abbiamo ancora una rappresentanza di Confturismo. Il nostro attuale presidente, Maurizio Vianello, ha svolto un grandissimo lavoro durante il suo mandato ma sono ancora troppo pochi i presidenti regionali disposti ad affiancarlo nelle sue battaglie. E da un certo punto di vista non posso dar loro torto. A volte sembra di sbattere contro un muro di gomma. Come in Campania, dove per la politica noi neppure esistiamo». Iannazzone non esagera; l’elenco delle iniziative e dei progetti presentati da lui stesso e a nome della FAITA regionale è lungo ma nessuno è stato promosso, finanziato e finanche preso in considerazione da Regione, Province o Comuni. A Bassolino, quando era ancora sindaco di Napoli, fu proposto di creare 6000 posti letto in un’area in cerca di riqualificazione come Bagnoli; una manna per una città d’arte come Napoli, meta di milioni di turisti l’anno e che non ha alcuna struttura ri- cettiva open air entro l’area urbana. Per di più tutto ciò avrebbe comportato la creazione di 800 posti di lavoro; non male per una città sempre affamata di occupazione. Un altro progetto prevedeva la riconversione tra Paestum e Sapri di 30 campeggi, su 90, che sarebbero dovuti diventare villaggi turistici: 7-800 nuovi occupati e una offerta aggiuntiva di 12 mila posti letto che avrebbe forse potuto rappresentare una svolta per il turismo regionale, in grado di presentarsi sui mercati internazionali con una offerta adeguata. Entrambe le proposte sono state ignorate. Difficile capirne i motivi, anche se il presidente della FAITA campana è perentorio: «Purtroppo i nostri politici si sciacquano volentieri la bocca con concetti come sviluppo e turismo, ignorando completamente chi lavora e campa sull’accoglienza. Lo sa che cosa ha fatto per prima cosa il neoeletto assessore regionale? Ha sostituito i presidenti degli Enti provinciali per il turismo. Ha capito? Gli Ept sono stati aboliti poco dopo che è stato abolito il ministero per il turismo ma noi in Campania li abbiamo ancora, perché i politici trombati andavano a finire su quelle poltrone e non hanno mai voluto mollare la presa… e le relative risorse». Inutile chiedere come è stata gestita la promozione turistica in questa regione prima che nascesse l’Agenzia segue da pag. 3 CAMPING MANAGEMENT :EDITORIALE Ovviamente si tratterà di un percorso lungo ed articolato ma avere un punto fermo di partenza è un vantaggio che le imprese non possono e non debbono trascurare e la Federazione intende con esso avviare un ciclo virtuoso che coinvolga il maggior numero di imprenditori quale strumento di rilancio del settore. Nei prossimi mesi, sarà nostra cura impostare il programma di diffusione delle linee guida più idonee a favorire 6 il riposizionamento dell’offerta armonizzandolo con i criteri di sostenibilità, economicità, efficienza ed accessibilità che hanno costituito i nostri riferimenti nell’ultimo decennio. Dunque, l’estate 2009, nonostante le nuvole basse della crisi economica che la minacciano, può consentirci qualche elemento di ottimismo. Per questo, è con particolare soddisfazione che auguro, a noi tutti, buon lavoro. nazionale per il turismo, ma anche adesso che l’Enit ha promesso di riprendere in mano la promozione del brand Italia Iannazzone è scettico: «Con tutto il rispetto per l’onorevole Brambilla e per Matteo Marzotto, possiamo andare ancora avanti mettendo a capo delle principali istituzioni pubbliche che si occupano di turismo persone che provengono da tutt’altra parte? Perché mai ci si ostina a non dare ascolto a noi imprenditori turistici?». E qui si apre un altro triste capitolo per i gestori di camping e strutture open air della Campania e non solo. Il signor Iannazzone infatti fa notare che un camping del Cilento, aperto al massimo 4 mesi l’anno, paga le stesse tasse di un camping padano, a poche centinaia di chilometri dal confine con Austria, Francia e Germania, paesi che hanno praticamente “inventato” il turismo all’aria aperta e i cui turisti riempiono quelle stes- se strutture per 8 o 9 mesi l’anno. A questo si aggiunge il fatto che in Italia non esiste una politica sociale per il turismo. Le famiglie monoreddito, quelle che fino agli anni ’80 rappresentavano la principale fonte di guadagno per i camping, infatti si sono praticamente estinte e al loro posto ci sono solo i giovani, che grazie ad internet vanno all’estero dove spendono meno, e gli anziani che per lo più preferiscono rimanere a casa pensando a salvare quei pochi risparmi che hanno. Facile intuire che di questo passo sarà la fine per la maggior parte dei camping. Insomma, se la politica locale, quella che dovrebbe essere più vicina ai cittadini e alle imprese del territorio, va per proprio conto anche quella nazionale non sembra essere da meno. E questo nonostante il Presidente del Consiglio abbia più volte ribadito di voler far in modo che almeno il 20% del nostro Pil nei prossimi anni sia generato proprio dal turismo. Intanto in Campania ancora brucia la ferita profondissima della spazzatura nelle strade di Napoli e delle discariche abusive di veleni da cui è derivato un danno di immagine tale da togliere il sonno a qualunque mago della promozione e della comunicazione. Figuriamoci quanto ancora peserà tutto ciò sul turismo in mancanza di un coordinamento tra le diverse agenzie di promozione (Regione, Apt, Province…) e con le magre risorse, oltretutto impiegate male, stanziate per promuovere un settore pur vitale per l’economia regionale. Tra l’altro, come ironicamente osserva il presidente della FAITA campana, pochissimi sanno dov’è il Cilento e non pochi stranieri – ma anche qualche italiano – telefonano al suo camping convinti di doversi recare in Calabria. In attesa che qualcosa cambi in Campania i proprietari di camping continuano a fare da soli. Soprattutto sul fronte della formazione, dove con Confcommercio la FAITA è stata la prima a mettere in campo iniziative per la formazione continua dei lavoratori. Inoltre, da vent’anni si fanno anche corsi per l’inserimento dei disoccupati e anche qui con scarsissime risorse pubbliche, nonostante anche in questa regione siano stati elargiti a chiunque e a occhi chiusi milioni di euro che alla fine non hanno prodotto nessun nuovo impiego… Purtroppo Domenico Iannazzone prevede per lui e per tanti suoi colleghi un futuro molto, molto amaro: «Non so ancora come facciamo a tirare avanti. Non ti danno niente e prendono tutto e in queste condizioni è facile capire che non si può durare ancora per molto. Tanti imprenditori se la stanno vedendo molto brutta e la crisi gli sta dando il colpo di grazia. In piena stagione ci sono strutture che lavorano al 30% delle proprie capacità e questo mette in pericolo tanti posti di lavoro…». Quello che gli amministratori pubblici sembrano ignorare è che il turismo all’aria aperta produce il 33% dell’intero turismo regionale con un incremento del 16% nell’ultimo decennio e il crollo di questo settore si trasformerebbe in una valanga di incalcolabili proporzioni per l’indotto e l’occupazione. Invece di correre ai ripari e offrire una qualche ciambella di salvataggio il settore è ancora regolamentato da una legge del 1997 e a dieci anni di distanza la maggior parte dei comuni campani non ha ancora provveduto ai piani particolareggiati di esecuzione per destinare le aree già in uso alle attività turistiche. Il che è tutto dire. ■ 7 CAMPING MANAGEMENT :PAROLE ATTORNO AL FUOCO GARGANO MON AMOUR di Pietro Licciardi INTERVISTA A DANTE OTTOLINI, UN CREMONESE TRAPIANTATO A PESCHICI D ante Ottolini gestisce l’Holiday Village nei pressi di Peschici, in uno dei punti più belli e suggestivi del Gargano. Lui, che è nato e vissuto per diversi anni a Cremona, è arrivato in Puglia quasi per caso, nel 1967, per fare il barman all’Hotel Gusmay. È ritornato l’anno successivo ma questa volta per rimanere. Tra un cocktail e un frappè aveva infatti conosciuto una ragazza del posto, che avrebbe sposato nel 1969. Ma il signor Ottolini aveva preso anche un’altra importante decisione: da quel momento in poi sarebbe stato il turismo la sua vocazione e la sua professione. Per cinque anni ha gestito così un bar con alcune camere, La Punta, e poi un albergo, il Solemar, nella baia di San Nicola di Peschici, dove è rimasto nove anni. Nel 1983 ha aperto invece il Villaggio Hotel Mira, che ha portato avanti fino al 1995. Già qualche anno prima aveva acquistato con un socio il Villaggio camping Holiday e contemporaneamente, dal 1996 al 2001 ha gestito l’Hotel Gusmay di Manacore, frazione di Peschici. Lo stesso hotel nel quale quasi trent’anni prima era stato barman. Dal 2002 si dedica con tutta la famiglia alla conduzione dell’ Holiday. 8 Lei ha aperto un camping in uno dei luoghi più belli della nostra Penisola; gestirlo e mandarlo avanti deve essere una passeggiata… «È vero, il mio campeggio è in una delle più belle baie del Gargano ed essendo abituato a gestire alberghi e villaggi, anche di una certa importanza in zona, devo dire che per me è quasi un divertimento. Inoltre la famiglia mi dà una bella mano: mia figlia, che mi ha dato due stupende nipotine, e mio figlio trentenne hanno come me esperienza di gestioni alberghiere, e poi conosciamo francese, inglese e te- desco il che ci aiuta non poco con la clientela estera». La sua è stata una lunga movimentata carriera. Come ha visto trasformarsi il modo di “vivere” il campeggio? «Diciamo che io sono nato come albergatore e solo adesso sto imparando a fare il gestore di campeggio. Ad ogni modo, posso dire che ormai sono passati i tempi in cui bastava aprire le porte e limitarsi a fornire vitto, alloggio e qualche altro servizio. Le richieste che ci arrivano dai clienti sono sempre più numerose e preci- se: dagli orari dei treni, ai tragitti migliori, alle linee di navigazione… Dobbiamo essere in grado di fornire in ogni momento risposte e anche nelle reception dei campeggi ci devono essere persone dotate di professionalità, che sanno trasformarsi all’occorrenza in agenti di viaggio, in amministratori, in manager». Quali sono i rapporti tra voi proprietari e gestori di camping e gli amministratori locali? C’è da parte loro la volontà di sostenere e promuovere il turismo all’aria aperta o magari vorrebbero puntare su un altro tipo di turismo? «L’amministrazione comunale di Vieste a suo tempo ha adottato la legge regionale n. 3 per la qualificazione dei campeggi, che secondo me è stata una scelta oculata, in quanto ci ha dato possibilità di realizzare strutture in muratura: residence, bungalow e nuovi alberghi. Per fortuna sembra che la politica locale si renda abbastanza conto delle nostre esigenze. Ormai, infatti, la percentuale di occupazione delle piazzole si sta sempre più riducendo, anche in campeggi come il mio che essendo proprio sul mare sono in una posizione “privilegiata”; occorre pertanto modificare tempestivamente la struttura delle nostre aree se vogliamo riuscire a stare sul mercato». A proposito della capacità di competere, come pensa dovrà evolversi la sua attività per non cedere clientela a paesi come Croazia, Slovenia e Grecia dove, in fatto di mare e bellezze naturali, non scherzano? «Per quanto mi riguarda, oltre a puntare sulla professionalità, che deve sempre essere la più alta possibile, cercherò di migliorare i servizi. Ho in mente di fare una piscina con acqua di mare, idromassaggi e anche una vasca semicoperta per le basse stagioni, in modo da poter fare il bagno anche nei giorni di pioggia. Spero che le varie amministrazioni mi diano le concessioni necessarie. Purtroppo ogni volta che si deve fare una miglioria in azienda si va sempre a scontrarsi con obiezioni ambientaliste di ogni gene- Vede nei suoi colleghi la capacità di aggiornarsi, di adeguare le proprie strutture al mercato oppure c’è una certa propensione a vivere di “rendita”, nel senso che comunque questi luoghi sono unici e ci sarà sempre qualcuno disposto a trascorrere qui le sue vacanze... «Per la verità giudico gli imprenditori di Vieste più che coraggiosi, perché stanno comunque investendo nelle loro aziende, nonostante le difficoltà create dalle banche» LE RICHIESTE DEI CLIENTI SONO SEMPRE PIÙ PRECISE re. Perché non ci si vuole rendere conto che siamo proprio noi imprenditori i primi a voler tutelare l’ambiente? In fondo sono proprio le bellezze naturali di questo territorio la nostra principale fonte di reddito». Secondo lei sul Gargano c’è ancora spazio per incrementare il turismo all’aria aperta? E a quali condizioni? «Secondo me, almeno per il momento, non c’è molto spazio per incrementare il turismo all’aria aperta. Come dicevo prima, la percentuale di occupazione delle piazzole si sta sempre più riducendo, inoltre il nostro è un turi- smo fortemente stagionale. Nella bassa stagione, che qui è Maggio-Giugno e Settembre-Ottobre, sono per lo più le persone già in pensione ad andare in campeggio e siccome il nostro bacino di utenza è tedesco e austriaco la distanza è tale che a volte si rinuncia a venire sul Gargano» In che modo sta promovendo la sua struttura sul mercato nazionale e internazionale? «La nostra promozione passa attraverso il Consorzio Gargano Mare e il nostro strumento principale è Internet, che anche in futuro sarà il veicolo più usato per promuovere le nostre strutture» Ritiene che le diverse istituzioni pubbliche (assessorati di Regione, Provincia, Comuni, Apt e finanche Enit – Agenzia) offrano un adeguato supporto per la promozione del vostro territorio e del vostro settore? «Credo che quello che veramente manca in Italia sia la collaborazione fra le varie istituzioni pubbliche e questo sicuramente è causa di grande dispersione di risorse. Basti pensare che solo da poco tempo è stato ripristinato un ministero del turismo». Che cosa chiederebbe alle istituzioni per poter espandere la vostra attività e dunque far aumentare la quota di Pil generata dal turismo nella sua Regione? «Il Gargano si dovrebbe dotare di una strada che colleghi ad anello tutto il promontorio, per facilitare la circolazione che adesso avviene lungo una strada costiera con parecchie curve e a tratti abbastanza ripida. Inoltre credo saremo presto obbligati a pensare ad un aeroporto turistico, dove magari far atterrare qualche compagnia low cost. Mi sembrano due interventi minimi se vogliamo sperare di incrementare il Pil della zona» ■ 9 CAMPING MANAGEMENT :VACANZE E BENESSERE IN CAMPING SPORT PER TUTTI I GUSTI di Ilaria Morini NON SOLO UN PASSATEMPO MA UN VERO E PROPRIO SERVIZIO PER ARRICCHIRE LA VACANZA E FIDELIZZARE GLI OSPITI. LA SCELTA È AMPIA E LE STRUTTURE SONO SEMPRE PIÙ ATTREZZATE. F erie all’aria aperta e sport, un binomio quasi inscindibile. Tutti, in un modo o nell’altro praticano qualche attività sportiva in vacanza, vuoi per riempire il molto tempo libero, vuoi per “rimettersi in moto” dopo la pausa forzata di un lavoro sedentario o magari per fare qualcosa di nuovo e di diverso, mai provato prima. Se poi si sceglie di trascorrere qualche giorno in un camping vuol dire che c’è anche un minimo di predisposizione alla vita attiva, se non proprio “avventurosa”; anche perché, ormai, a scegliere i campeggi sempre più simili a villaggi dotati di ogni comfort non sono più soltanto quegli “eterni boy scout” tutto tenda e sacco a pelo. Ecco così che anche in questo campo le strutture ricettive en plein air si sono dovute adeguare e, al posto di poche e talvolta improvvisate attrezzature, hanno messo su palestre, piscine, veri e propri centri ippici o di addestramento e praticamente tutte le discipline, vecchie e nuove, da svolgere all’aria aperta. Anzi, in non pochi casi, è proprio la possibilità di offrire ai propri ospiti istruttori e strutture di buon livello che fa salire il gradimento e il numero delle prenotazioni; soprattutto quando il contesto naturale in cui si trova il camping-villaggio è particolarmente adatto. E poi, chissà… quanti dei nostri, piccoli e grandi, campioni sportivi hanno deciso di dedicarsi alla loro disciplina proprio dopo aver appreso i primi rudimenti dello sport in occasione di una vacanza in campeggio? Fare una panoramica di tutti gli sport all’aria aperta praticati nei camping della Penisola è impossibile, come è 11 CAMPING MANAGEMENT :VACANZE E BENESSERE impossibile elencare i servizi che i vari camping mettono a disposizione degli sportivi, sopratutto quelli per i quali la piazzola per la tenda o il caravan non è un luogo di vacanza ma soltanto il campo base tra una uscita (in mountain bike, trekking, su roccia…) e l’altra. Ormai la piscina, i campi da tennis, pallavolo, calcio o calcetto, solo per citare gli sport più “scontati” per chi va in vacanza, sono da anni un accessorio irrinunciabile per quasi tutti i campeggi. Ma si è affermata un’ampia scelta anche per le discipline più impegnative e “moderne”, con tanto di servizi accessori. Il camping Al Porto di Torbole sul Garda, ad esempio, mette a disposizione dei propri ospiti personale preparato, info point con materiale per organizzare le uscite in windsurf, vela, o raggiungere i migliori percorsi in montagna, la possibilità di lavare ed asciugare l’abbigliamento tecnico e un deposito per attrezzature sportive con mini officina. Il Family Wellnes Camping Al Sole di Val di Ledro (Tn) in più offre bici e mountain bike oltre ad un servizio di bike wash. Proprio le strutture ricettive nella zona del Garda hanno dato vita ad un apposito marchio: Sport friends, che garantisce ai cultori dei vari sport una serie di servizi come quelli appena elencati, oltre alla possibilità di avere colazione a buffet con angolo vitaminico, contenitori per packet lunch e piccolo buffet pomeridiano dolce e salato col quale ripristinare le energie spese una volta rientrati dalla propria attività. Non si contano poi i campeggi alpini e dolomitici che, come il Dolomiti Camping 12 NEI CAMPING SI È AFFERMATA UN’AMPIA SCELTA ANCHE PER LE DISCIPLINE PIÙ IMPEGNATIVE E MODERNE Village in Val di Sole, organizzano corsi e percorsi di rafting, canoa e hidrospeed: nuotate tra le tumultuose acque dei torrenti alpini, con personale specializzato e noleggio dell’attrezzatura. E se al Nord sono naturalmente gli sport di montagna ad andare per la maggiore, sulle coste del Centro e del Sud prevalgono gli sport marini. Il campeggio Molino a Fuoco di Cecina (Li) dispone ad esempio di attracco per le imbarcazioni dei clienti, che nelle vicinanze trovano scuola di surf e catamarano. Una simpatica eccezione è il Free Time di Marina di Bibbona (Li), che ha al suo interno due laghetti di acqua dolce per la pesca sportiva. Nelle isole, come Sardegna ed Elba, ovviamente “spopola” l’immersione subacquea; con, anche in questo caso, numerose strutture ricettive che hanno tra i propri “optional” vere e proprie scuole di sub. Si sta facendo strada anche il diving, immersioni con bombole lungo percorsi prestabiliti alla scoperta della fauna e delle attrazioni sottomarine. E poi c’è tutto il resto… Al Girasole Club di Figline Valdarno (Fi), immerso tra le dolci colline del Chianti, gli ospiti trovano una palestra e soprattutto un maneggio, presenza quasi fissa per le tante strutture che sorgono nelle nostre magnifiche aree dell’entroterra. Al camping Desiderio, nel Cilento, si fa tra l’altro parapendio, al Camping Vil- lage Adria in provincia di Ravenna troviamo un “classico” ma ancora in gran voga: il tiro con l’arco. Non mancano anche quelle che sono senz’altro delle curiosità, come la pista di hockey al Camping Florenz di Lido degli Scacchi (Fe), uno sport poco praticato in Italia ma abbastanza conosciuto nel nord Europa e che, comunque, ha qui un terreno di gara, grazie ad una struttura polifunzionale capace di ospitare 8 discipline su una unica superficie di poco più di 600 metri quadrati con erba sintetica, realizzata in legno e alluminio. Insomma, dotare il proprio camping di idonee attrezzature sportive si sta rivelando un ottimo affare, non solo perché consente di adeguare anche in questo settore l’offerta ad un pubblico sempre più attento – anche in vacanza – alla propria forma fisica ma anche perché in questo modo si attirano giovani e giovanissimi sempre più recalcitranti a seguire mamma e papà in quelle che sono le “loro” vacanze. Ma soprattutto, quando la scelta di attrezzarsi per una determinata disciplina è dettata da un serio studio di marketing, può essere che si riesca a centrare il non disprezzabile risultato di incrementare i propri affari attirando appassionati di quello sport e di fidelizzare la clientela, dato che qualcuno sicuramente vorrà tornare per completare o perfezionare il proprio training sportivo. ■ CAMPING MANAGEMENT :ECONOMIA E TURISMO IL POLSO DEL TURISMO ITALIANO PUBBLICATA LA XVI EDIZIONE DEL RAPPORTO MERCURY, SECONDO CUI È REALISTICO PREVEDERE CHE ENTRO POCHI ANNI IL TURISMO POSSA INCIDERE FINO AL 20% NEL PIL NAZIONALE L a Francia non è il primo paese turistico del mondo, le classifiche proposte ogni anno dal World Economic Forum non sono attendibili ed è realistico attendersi un aumento dell’incidenza del turismo sul Pil nazionale fino al 20%, come auspicato dall’attuale Predidente del Consiglio. Sono questi alcuni dei “capitoli” affrontati dalla XVI edizione del Rapporto sul turismo italiano, edito da Mercury e curato da Emilio Becheri, presentata il 29 luglio scorso presso la sede dell’ABI di Roma. Alla presentazione hanno partecipato: l’onorevole Pier Luigi Mantini, Presidente dell’Osservatorio Parlamentare per il Turi- smo, Matteo Marzotto, Presidente Enit-Agenzia Nazionale del Turismo, Bernabò Bocca, Presidente Confturismo-Confcommercio, Armando Peres, Consigliere del Ministro del Turismo, Claudio Albonetti, Presidente Assoturismo-Confesercenti, e Elena David, Presidente Aica – Federturismo Confindustria. Come chiarito in apertura della presentazione, anche se al momento della chiusura del rapporto, nel Marzo 2009, non erano ancora disponibili i dati definitivi Istat 2008 sul movimento turistico, le statistiche riportate hanno una valenza strutturale e restano comunque valide per più anni, perché le tendenze del turismo cambiano lentamente e quasi impercettibilmente di anno in anno, mentre troppo spesso si pone l’attenzione sul dato dell’ultimo momento senza cogliere le derive di lungo periodo. Il Rapporto sul turismo italiano al contrario cerca anche questa volta di offrire uno sguardo ampio sul comparto. 13 CAMPING MANAGEMENT :ECONOMIA E TURISMO LE DUE GEOGRAFIE DELL’OSPITALITÀ. ■ La prima considerazione è che nel Paese esistono due “geografie dell’ospitalità”: una geografia ufficiale riferita alle strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere, le cui statistiche del movimento sono diffuse dall’Istat, e una geografia non rilevata, relativa alle abitazioni per vacanza (le cosiddette “seconde case”), la quale rappresenta nella realtà la parte più rilevante del fenomeno turistico. Alcune fonti non ufficiali permettono di avere un’idea approssimativa del movimento delle seconde case attraverso indagini campionarie. Secondo il rapporto è solo utilizzando tutte le fonti, ufficiali e non, che si determina una valutazione veritiera del movimento turistico in Italia e, infatti, le due “geografie” rilasciano due quadri diversi, addirittura opposti nel caso del Mezzogiorno. In base ai dati Istat, il Mezzogiorno si colloca al terzo posto fra le quattro macroaree nelle quali tradizionalmente si suddivide l’Italia, mentre le stime del movimento delle abitazioni per vacanza lo collocano invece al primo posto. In parole povere: per ogni turista rilevato ufficialmente ne esistono circa 5 che “non appaiono”. Le letture possibili, sempre secondo il Rapporto Mercury, sono diverse: 1) esiste una quota di sommerso sul fronte dei dati ufficiali; 2) per le case vacanza non esiste obbligo di registrazione dei pernottamenti, come teoricamente si verificava fino al 1989 attraverso la rilevazione dell’imposta di soggiorno; 3) in una destinazione esiste un movimento non rilevato che implica la diffusione sul territorio di una notevole quantità di servizi sul piano dei trasporti, della gestione dell’accoglienza, di pubblici esercizi e di una serie di ser- vizi complementari di rilievo, con importanti ricadute sui sistemi economici locali; 4) il fenomeno delle “seconde case” è diversamente caratterizzato a seconda delle aree e delle singole destinazioni; 5) la maggiore incidenza delle abitazioni per vacanza può essere interpretata come una minore strutturazione ed organizzazione del mercato imprenditoriale. LA SEPARAZIONE TRA NORD E SUD ■ In base alle statistiche ufficiali emer- gerebbe in modo inequivocabile che il Mezzogiorno non riesce ad attrarre i turisti stranieri; ha poco appeal anche per i turisti italiani delle altre regioni e presenta il paradosso della estrema stagionalità: clima migliore ma una maggiore concentrazione delle vacanze. Tenuto conto di ciò sul piano delle politiche del turismo, le potenziali linee strategiche di sviluppo per “avvicinare” il Mezzogiorno potrebbero essere le seguenti: a) la valorizzazione delle politiche comunitarie in chiave turistica; b) la modernizzazione della intermedia- 14 zione turistica, spingendo le agenzie di viaggi ad adeguarsi ai cambiamenti imposti dalle nuove tecnologie; c) una comunicazione per la promozione mirata ed orientata alla commercializzazione dei vari target e delle varie segmentazioni. In tal senso occorre che le istituzioni cessino di impostare politiche ed azioni autoreferenziali. Nel Mezzogiorno, inoltre, la movimentazione business è assai meno rilevante e ciò spiega anche la ridotta attenzione che storicamente l’Alitalia, prevalentemente orientata al mercato nazionale business, ha dato al comparto vacanziero del nostro Sud. Il recupero del Mezzogiorno deve, dunque, passare anche attraverso la valorizzazione del comparto business e derivati. In ogni caso, il trasporto aereo è decisivo e la diffusione delle linee low cost orientate anche al turista indipendente offre una grande opportunità che alcune destinazioni stanno cogliendo. Infine, il ponte sullo Stretto di Messina, al di là di tutte le polemiche, potrebbe rappresentare una grande opportunità; simile a quanto si è verificato con il ponte sull’Oresund che unisce Svezia e Danimarca. COMBATTERE DIVERSI LUOGHI COMUNI ■ Secondo il Rapporto sul turismo italiano occorre combattere alcuni luoghi comuni, come quello che assegna alla Francia il ruolo di primo paese turistico del mondo, complice il ruolo svolto da alcune istituzioni sopranazionali – il riferimento è alla classifica UNWTO – le quali diffondono statistiche relative all’Italia non attendibili. Secondo il Rapporto Mercury, la graduatoria di The Travel &Tourism Competitiveness, proposta dal World Economic Forum (WEF), pone l’Italia 28ma con 4,84 punti, dopo Cipro (4,87), Malta (4,86), Estonia (4,85) e Belgio (4,84), mentre la Svizzera (5,63) che negli ultimi anni ha visto una grave crisi del turismo è prima, seguita da Austria (5,43), Germania (5,41), Australia 8,53. Si tratterebbe, però, di una classifica approssimativa e non omo- UNA NOVITÀ NEL RAPPORTO genea, senza alcuna relazione con l’appeal turistico dei vari paesi, come evidenzierebbero le varie indagini di mercato internazionale. Ne è una prova il Country Brand Index 2008 che colloca l’Italia al quarto posto nel mondo ed al primo in Europa. Una ulteriore prova è che, sempre in base a una classifica WEF, la prima città svizzera fra le top cinquanta nel mondo in termini di arrivi di turisti internazionali è Zurigo in 55ma posizione (circa 1,4 milioni di arrivi), mentre Roma è in ottava posizione, Venezia in 28ma, Milano in 42ma e Firenze in 46ma. Altro luogo comune da sfatare è che l’Italia possiede “solo” un terzo dei beni culturali del mondo. L’equivoco deriva dal fatto che circa un ventennio fa l’Unesco destinò per un anno un terzo delle proprie risorse finanziarie all’Italia mentre in realtà possediamo il 60% dei beni artisticoculturali. ■ L’industria del turismo è un fenomeno complesso che nel 2008, tenendo conto anche della utilizzazione delle abitazioni per vacanza, ha determinato circa 1,3 miliardi di pernottamenti suddivisi fra incoming (26%), componente domestica (55%) ed outgoing (19%), secondo quanto risulta da stime effettuate tenendo conto di diverse fonti. Quest’anno il Rapporto di Mercury contiene una novità rispetto al precedente, considerando anche il fenomeno delle abitazioni per vacanza (Tab. 1). Il grado di copertura delle statistiche ufficiali rispetto al movimento complessivamente stimato comprensivo delle abitazioni per vacanza risulta di circa il 37%. PERNOTTAMENTI NELLA RICETTIVITÀ UFFICIALE E NELLE SECONDE CASE. IL MOVIMENTO DI ITALIANI IN ITALIA E ALL’ESTERO - ANNO 2008 QUOTE ITALIANI in Italia ITALIANI all’estero 679.437 1,0 242.746 - 0,7 VAR % ITALIANI STRANIERI in Italia in Italia VAR % 679.437 1,0 333.817 - 0,5 TOTALE pernottamenti Italiani in Italia Italiani all’astero 922.183 73,7 26,3 pern. in Italia Italiani in Italia Stranieri in Italia 1.013.254 67,1 32,9 (Italia+estero) Totale pernottamenti italiani 100 0,5 TOTALE (italiani+stranieri) Totale pernottamenti in Italia 100 - 1,1 Fonte: Istat, Banca d’Italia e stime Mercury 15 CAMPING MANAGEMENT :ECONOMIA E TURISMO TURISMO, IL “NON SETTORE” PIÙ RILEVANTE ■ Nel 2007 il valore aggiunto atti- Il valore sarebbe ancora maggiore fi- italiano, quindi, non è irrealistica l’afvato direttamente dai consumi turistici in Italia è stato pari a 47.707 milioni di euro, con un incremento del 3% rispetto al 2006. Se si sommano anche gli effetti indiretti, i livelli di valore aggiunto attivati dalla domanda turistica totale nel 2007 salgono a 73.547 milioni di euro, ripartiti per il 33,6% al turismo internazionale e per il restante 66,4% al turismo domestico. Il valore aggiunto determinato dal comparto del turismo è pari al 4,8% di tutto il valore aggiunto prodotto nel Paese. Inoltre, considerando il comparto allargato dei viaggi e del turismo secondo la definizione del World Travel and Tourism Council, che include anche le spese del governo per il comparto, le spese per investimenti, le spese effettuate in Italia per viaggi all’estero (outgoing) dei residenti, l’incidenza della domanda turistica sul Pil raggiunge l’11,3%. no a superare il 15% del Pil, se si considerassero anche le spese infrastrutturali, le costruzioni e altre attività per la quota di competenza del turismo. Secondo il Rapporto sul turismo fermazione del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, di voler arrivare in pochi anni a far incidere il comparto del turismo fino al 20% del Pil totale del Paese. LA TEORIA DEI DUE MERCATI ■ Nel Rapporto è, inoltre, sviluppata la teoria per la quale esiste un mercato immaginario autoreferenziale (delle istituzioni) ed uno reale (degli operatori). Ciò farebbe si che vengano organizzate in Italia troppe fiere, borse e manifestazioni, con ottica quasi esclusivamente incoming, quando in realtà il mercato è strutturalmente outgoing. Inoltre vi è uno stacco fra il momento della promozione e quello della commercializzazione mentre esiste una predilezione delle configurazioni amministrativo-territoriali, con prodotti regionali che non esistono. Sempre secondo il Rapporto, l’errata percezione del mercato sarebbe anche la causa di una frammentazione della promozione fra regioni e altri enti locali con conseguente spreco di risorse e la mancanza di una vera promozione nazionale. ALTRI PUNTI DEBOLI SONO: 1) il ritardo con il quale si dispone delle statistiche ufficiali sul turismo; 2) il diverso strumento di rilevazione utilizzato dagli operatori, che hanno come riferimento le camere delle loro strutture ricettive ed il loro tasso di utilizzazione, mentre le statistiche ufficiali disponibili fanno riferimento ai posti letto; 3) la mancata rilevazione del fenomeno delle abitazioni per vacanza; 4) il ruolo inconsistente dei Sistemi turistici locali, che non hanno alcun riscontro operativo; 5) la difficile sensibilizzazione del mercato alle certificazioni di qualità aziendali ed ambientali; 6) la costruzione di itinerari che non hanno riscontro nella realtà perché manca il momento della commercializzazione; 7) le diverse carte (del turismo, del- la sostenibilità, del turista consapevole ecc.) che non hanno una effettiva valenza operativa; 8) l’esistenza di numerosi protocolli d’intesa locali, nazionali e internazionali che spesso, più che un punto di partenza per svolgere le conseguenti attività, hanno rappresentato solo un punto di arrivo e di visibilità piuttosto che l’avvio di un programma; 9) la diversa regolamentazione delle classificazioni della ricettività e la diversa classificazione istituzionale degli esercizi extralberghieri rispetto alle classificazioni del mercato. Anche la vicenda Alitalia sarebbe, almeno in parte, l’effetto della separazione esistente fra mercato reale e istituzioni e il primo problema da affrontare dovrebbe pertanto essere quello di una governance del turismo e determinare un cambiamento di atteggiamento nelle istituzioni. 17 CAMPING MANAGEMENT :ECONOMIA E TURISMO IL PARADOSSO DELLE STATISTICHE UFFICIALI ■ Un altro problema rilevato dal Rapporto è il ritardo con il quale sono pubblicati i dati definitivi Istat, che oggi è superiore a trent’anni fa, quando le statistiche Istat erano rilasciate nella prima metà dell’anno. I ritardi sarebbero imputabili a vari fattori tra cui le modalità di raccolta dati presso gli uffici competenti, peraltro diversi da regione a regione. L’abolizione degli Enti provinciali del turismo, avvenuta con la Legge quadro del 1983, ha lasciato un vuoto mai riempito con la conseguenza, ad esempio, che la Provincia di Avellino non rileva, almeno fino al 2007, alcuna presenza in campo extralberghiero nonostante realizzi propri cataloghi, depliant e siti internet ove sono ampiamente pubblicizzati B&B, agriturismi e appartamenti per vacanze. In ogni caso la tendenza per il nostro turismo è di un grande sviluppo del settore. Come rileva il Rapporto, se nel periodo 2007-2017 l’evoluzione del turismo nazionale si mantenesse ad un ritmo analogo a quello avuto nel decennio 1997-2007 (tasso medio annuo di sviluppo delle presenze di circa il 2,6%), fra dieci anni si supererebbero i 480 milioni di presenze e nel 2020 i 520 milioni. Probabilmente il vero problema che 18 affronterà il turismo del nostro paese non sarà mantenere lo stesso tasso di incremento della movimentazione straniera, quanto, piuttosto, aumentare con gli stessi tassi la clientela nazionale, molto attratta dalle destinazioni mediterranee ma anche da quelle a lungo raggio. In una vision 2020 si verificheranno ulteriori periodi di difficoltà congiunturali, ma tendenzialmente il movi- mento turistico mondiale (domestico e internazionale), in termini di presenze, aumenterà ad un tasso superiore al 4%. L’Italia potrebbe crescere a ritmi leggermente inferiori, ma ciò non deve destare eccessive preoccupazioni, perché i ritmi di sviluppo previsti sarebbero già sufficienti a fare del comparto il settore economico più rilevante della economia nazionale. UNA NUOVA LOGICA DI MERCATO ■ Attenzione invece alla grande diffusione di Internet e delle agenzie di viaggio on line, che non rappresentano nuovi strumenti, ma hanno introdotto una nuova logica del mercato. Il mondo dei viaggi organizzati fino ai primi anni duemila è stato, infatti, dominato dagli operatori dei paesi origine dei flussi e non da quelli dei paesi di destinazione. La legge della dominanza dell’outgoing sull’incoming tuttavia comincia ora a non essere più così ferrea, proprio per l’avvento di Internet e la scoperta delle offerte locali e personalizzate. Nell’attuale contesto evolutivo l’intermediazione turistica sta, quindi, vivendo una evoluzione verso una figura ibrida: i tour operator (grossisti) stanno caratterizzandosi sempre più come momento commerciale attraverso le vendite dirette su Internet, con offerte componibili; gli agenti di viaggio (dettaglianti) si stanno organizzando in modo da configurarsi sempre più anche con una connotazione di tour operator, sempre secondo un processo favorito da Internet, e dalla diffusione delle reti o network. La rete telematica è la grande novità degli ultimi anni del sistema europeo ed italiano delle agenzie e le reti di agenzie, con un proprio ufficio centrale, consentono di agire in modo più competitivo nella organizzazione dell’offerta e nella promozione. La diffusione delle reti da un lato ha favorito il superamento della diffidenza verso le vendite on line, dall’altro ha favorito la diffusione delle vendite e delle agenzie in nuovi contesti come i grandi centri commerciali. È in corso anche lo sviluppo delle OLTA (On Line Travel Agencies), che non hanno punti vendita materiali e che operano con efficacia nel modo virtuale. Tenuto conto dei rapidi cambiamenti tecnologici, tuttavia, l’uso dei pacchetti turistici continua ad avere un grande ruolo nelle scelte del turista. CAMPING MANAGEMENT :TURISMO ACCESSIBILE DALLA DISABILITÀ AI BISOGNI di Roberto Vitali PEBA È IL NUOVO STRUMENTO CHE VILLAGE 4 ALL METTE A DISPOSIZIONE DELLE STRUTTURE PER AIUTARLE A MIGLIORARE LA PROPRIA ACCOGLIENZA ATTRAVERSO UNA “REALE” ACCESSIBILITÀ. T roppo spesso si riduce il concetto di “turismo accessibile” alla possibilità di usufruire di un bagno per disabili o di una passerella che si inoltra nella spiaggia, ma il turismo accessibile è ben altro: è ascoltare i propri clienti, sviluppare per loro nuove proposte, nuovi servizi, fare attenzione ai particolari; in poche parole significa “fare accoglienza”. Per poter operare in questo settore non è sufficiente scrivere sui propri depliant di “essere accessibili”. È capitato recentemente di visitare posti descritti come “accessibili” e trovare gradini per entrare in bagno, servizi con qualità, estetica e materiale scadenti. L’accessibilità di un campeggio o di un villaggio non è una operazione che si può compiere in una notte, con un colpo di bacchetta magica. Ci sono proprietari di campeggi che vorrebbero aderire al network Village for all ma dicono di non avere una struttura adatta per il particolare target. Niente di più sbagliato! L’accessibilità per tutti non esiste, ma con una buona programmazione e con professionalità si può ottenere moltissimo da qualsiasi struttura. Purtroppo, a promuovere il giusto concetto di accessibilità non aiuta l’ormai onnipresente logo dell’omino in carrozzina. Dobbiamo, infatti, smettere di pensare che i disabili siano una categoria standard; sono prima di tutto persone e quindi ognuno con gusti, capacità, risorse e cultura proprie. Soprattutto, ciascuno, a seconda del proprio handicap, sa compiere determinate azioni; per questo solo una chiara e completa informazione sulle strutture e sui servizi, associata ad una buona formazione e ad una buona accessibilità, è il miglior strumento per “fare accoglienza”. Il pubblico pensa che l’accessibilità, con la relativa licenza ad esporre il logo della carrozzina, sia certificata da una qualche amministrazione pubblica. In realtà si tratta di una semplice autocertificazione: le strutture ricettive, quando comunicano i prezzi alla Provincia, devono barrare anche una serie di caselle per identificare i servizi a disposizione dei clienti. L’accessibilità è una di queste, e solitamente è collocata tra “si accettano animali” e “servizio di baby sitting”. L’esperienza ci dice che chi spunta la casella dell’accessibilità lo fa in buona fede ma secondo diverse interpretazioni; c’è chi intende: “sono disponibile a ricevere clienti disabili”, chi invece sottintende: “sono in regola con la legge (me lo ha detto l’ufficio tecnico che l’ha fatto vedere all’Unità Sanitaria Locale)”, 19 CAMPING MANAGEMENT :TURISMO ACCESSIBILE oppure: “sono disponibile ad aiutare, anche se non sono del tutto accessibile”. Come abbiamo già detto in precedenti articoli, un campeggio o villaggio spesso viene dichiarato accessibile se ha almeno un bagno “per disabili”, di quelli in stile ospedaliero con maniglioni e sanitari “speciali”. Ma non è certo questo che fa sentire il cliente con handicap a casa propria. Per sfuggire da questi meccanismi l’associazione Village for all ha proposto una innovazione a livello culturale: passare dalle disabilità ai bisogni. Una famiglia con bambini piccoli in passeggino ha delle esigenze che sono molto simili a quelle di una persona che utilizza una sedia a rotelle per muoversi, così una passerella per la spiaggia è una soluzione ideale per le mamme che devono trascinarsi il passeggino carico di tutto ciò che serve al proprio bambino ma lo è anche per una persona in carrozzina. Se poi le passerelle, oltre ad andare dall’ingresso dello stabilimento al bagnasciuga, si sviluppano anche lateralmente per arrivare a servire le file di ombrelloni più lontane ho dato un buon servizio a tanta gente, senza creare qualcosa di specifico come una spiaggia dedicata ai soli disabili. Ricordiamoci che i ghetti non piacciono a nessuno, serve invece una accessibilità trasparente e, soprattutto, lontana da quella immagine “da ospedale”, così triste e deprimente. Continuando a sviluppare il nostro concetto di “accoglienza”, è necessario sottolineare che il rispetto della normativa non è sufficiente, perché se un cliente si trova davanti a una rampa con pendenza dell’8% e si lamenta di non riuscire a superarla autonomamente non si può certo rispondere “questo è ciò che la legge prevede”. È necessario, invece, saper andare oltre, analizzando e capendo i bisogni concreti così da scoprire che se la norma prevede rampe con inclinazione massima dell’8%, chi utilizza una carrozzina e non ha un ottimo controllo del tronco tende a rovesciarsi già con una pendenza del 6%; in tal caso conviene dotare la propria struttura di rampe che non 20 L’ACCESSIBILITÀ È IL RISULTATO DI UNA PROGRAMMAZZIONE E PIANIFICAZIONE COSTANTE DELLE PROPRIE ATTIVITÀ superano il 5%. Per chiarire bene cosa significa realizzare strutture accessibili applicando il concetto dell’accoglienza, vediamo l’esempio di Unionlido Vacanze, camping a quattro stelle con impianti moderni e ben curati, praticamente una piccola cittadina con ogni servizio immaginabile per la vacanza all’aria aperta. In questa situazione è veramente complesso parlare di accessibilità senza avere uno strumento di pianificazione che consenta di programmare e avere sempre sotto controllo tutti gli interventi. Ecco l’importanza del Peba (Piano di eliminazione delle barriere architettoniche), nuovo strumento che Village for all, in collaborazione con lo Studio ADR di Leris Fantini, ha messo a punto. Si tratta di un sistema per individuare le barriere architettoniche, con un software che serve a “ricordare” ai tecnici i lavori da fare per migliorare l’accessibilità quando si eseguono opere di manutenzione e ammodernamento generali con il fine di migliorare la struttura. In questo modo l’abbattimento delle barriere archi- tettoniche sarà realizzato ogni volta che si programmano degli interventi di qualsiasi genere. Questo software dà la possibilità di lavorare sul miglioramento della struttura in base alle esigenze del cliente consentendo differenti tipologie di ricerca degli interventi: v a seconda del budget si può fare una ricerca degli interventi necessari in base alla disponibilità economica; v per una zona/servizio in caso di trasformazione o interventi complessivi su tutto un servizio o un’area si possono individuare tutti gli interventi necessari; v ordini di priorità che sono: 1. la sicurezza, 2. il miglioramento dell’accessibilità complessiva 3. il comfort generale del cliente. Per tutti gli interventi previsti la scheda di riepilogo prevede: v una foto con mappa, per identificare il problema e la posizione; v una ipotesi di soluzione con rispettivo disegno tecnico e misure, per assistere i tecnici durante il lavoro; v una stima dell’importo del lavoro. Questa veloce sintesi è per illustrare anche ai non addetti ai lavori come l’accessibilità non si inventa da un giorno all’altro, magari per il solo fatto di averlo scritto in un catalogo, ma è il risultato di una programmazione e una pianificazione costante delle proprie attività. Il Peba è, appunto, lo strumento che aiuta le aziende a migliorare la qualità della propria struttura ottimizzando gli investimenti e mantenendone al contempo un monitoraggio costante. Bisogna, infine, ricordare che una buona struttura non è sufficiente a garantire ospitalità senza personale in grado di tradurre in azioni il significato della parola accoglienza. E questo lo si ottiene con la formazione costante. Giova ricordare che a Unionlido Vacanze Village for all ha realizzato corsi di formazione ad oltre 80 persone che, con ruoli e compiti diversi, sono in grado di dare valore agli sforzi dell’azienda per garantire l’accessibilità delle proprie strutture a tutti i clienti. ■ CAMPING MANAGEMENT :LIBRERIA GUIDA PRATICA PER I CAMPING, NUOVA EDIZIONE PRONTO A FINE ANNO IL MANUALE AGGIORNATO DA FAITA PER I GESTORI DEGLI IMPIANTI RICETTIVI I l turismo è sempre più la nuova frontiera dell’economia nazionale, in grado di creare occupazione ed investimenti produttivi anche e nonostante la crisi globale che affligge oramai tutti i continenti. Un ruolo impegnativo, ma che, certamente, può essere giocato a condizione di essere in grado di proporsi al mercato con idee e prodotti capaci di far conquistare nuovi spazi. Rispetto a questa affermazione, molti obietteranno che per innovare è necessario fare investimenti costosi in attrezzature e promozione. Spesso, invece, è sufficiente migliorare quello che già si sta facendo, magari svolgendo o incrementando alcune attività in apparenza non direttamente collegate alla creazione di nuovi fatturati. Purtroppo, quasi mai, ci si sofferma a calcolare quanto tempo e quante opportunità si sono perse per non essere stati in grado di interpretare il mercato e adeguare il servizio alle reali esigenze del cliente. Da anni tra gli addetti ai lavori si parla di opportunità sfumate e di mercati non sfruttati, eppure le risorse da valorizzare ci sono ma, ciò che in Ita- 22 lia manca, è la consapevolezza che la competitività ormai non si calcola più in base alla quantità dei musei o di bandiere azzurre che sventolano sulle spiagge, ma attraverso la capacità di interpretare il mercato e di essere costantemente orientati alla soddisfazione del cliente in termini di efficacia nell’erogazione del servizio e di efficienza nella gestione economica dell’impresa. In altre parole, una destinazione non è un prodotto qualsiasi e un prodotto non è una somma di elementi, ma la loro combinazione e integrazione secondo leggi e regole che cambiano continuamente seguendo anche, perché no?, le mode del momento. Gestione d’impresa, quindi, è anche la capacità di sperimentare nuove vie o di reinterpretare quelle vecchie con occhi nuovi e informati e la capacità di esprimere sempre la qualità come elemento portante delle proprie proposte al mercato. Qualità: forse uno dei termini più usati nel linguaggio degli imprenditori e dei manager, ma allo stesso tempo anche il più ambiguo ed il meno definito. Per alcuni “qualità” è semplicemente un lavoro ben fatto, per altri è la certificazione, cioè la conformità a norme, quindi una forma di garanzia del rispetto di un certo numero di procedure. In realtà la definizione in parte sfugge ad una generalizzazione, anche perché la qualità è spesso un esercizio produttivo quotidiano e va creata in base alle condizioni in cui si trovano i protagonisti. È però evidente che questo esercizio può essere realizzato soltanto in un contesto certo, in cui i riferimenti gestionali e giuridici per il gestore dell’impresa e per i suoi principali collaboratori siano chiari e conosciuti. È proprio questa l’esigenza cui vuole andare incontro la nuova edizione aggiornata della Guida pratica per la gestione delle imprese ricettive all’aria aperta che FAITA ha realizzato anni fa. Il manuale, che sarà pubblicato entro la fine dell’anno, intende essere uno strumento operativo in cui si potranno trovare risposte alle possibili domande che un gestore di impianti ricettivi dovrà porsi nello svolgimento delle attività produttive. La guida esamina le diverse normative pubblicate ed applicate nelle regioni italiane in modo tale da mettere in evidenza gli elementi comuni e quelli che, invece, si discostano dal quadro generale di regolamentazione. La forma di illustrazione degli argomenti prescelta è quella della LA RISPOSTA ALLE DOMANDE DI CHI È ALLE PRESE CON LA GESTIONE QUOTIDIANA: DAI PROBLEMI DI PRIVACY ALLA MANUTENZIONE DELLE AREE VERDI manualistica specifica settoriale, in cui viene dato il dovuto risalto al “come fare” piuttosto che agli approfondimenti teorici. L’obiettivo è quello di fornire delle risposte, in termini operativi, a possibili domande e dubbi che possono scaturire nella gestione giornaliera. I temi affrontati sono quindi di diversa natura e riguardano, fra gli altri: v i problemi che derivano dalla ne- cessità di essere delle aziende ecocompatibili; v la necessità di garantire la privacy dei propri clienti; v la piantumazione e la gestione di aree verdi; v l’Haccp, la cui conoscenza è assolutamente indispensabile a tutti coloro che operano nell’ambito della trasformazione dei cibi crudi; v i problemi che derivano dalla ne- cessità di garantire l’accessibilità per tutti agli impianti e agli spazi dell’impresa ricettiva; v le norme che regolano i rapporti di lavoro con particolare riferimento alle norme sulla sicurezza sui luoghi di lavoro; v le procedure di classificazione. Come è evidente, il manuale intende essere il principale strumento di riferimento per coloro che sono chiamati alla conduzione aziendale e che, nella loro attività, dovranno cercare di contemperare le esigenze della gestione con i diritti che i soggetti aziendali, in primo luogo i lavoratori ed i consumatori finali, possono avanzare nei confronti della struttura. È possibile prenotare fin da ora copia della guida facendo inserire la propria richiesta nel data base di prenotazione. L’inserimento nell’elenco dei potenziali acquirenti non si configura in alcun modo come acquisto ma ha valore solamente indicativo e ai fini statistici. ■ 23 CAMPING MANAGEMENT :CUCINARE D’ESTATE LE VERDURE PROTAGONISTE E state, caldo, vita all’aria aperta… Il periodo estivo è forse il momento dell’anno in cui, in fatto di cibo, è facile fare qualche strappo alla regola ma anche quello in cui occorre fare più attenzione alla dieta per meglio sopportare i rigori del clima e anche per massimizzare i benefici influssi sulla salute di una vacanza all’insegna del relax. È così che proprio in estate si fanno largo i piatti vegetariani: per tutti i gusti e con i più disparati ingredienti, da quelli più aristocratici come funghi e tartufi, a quelli più modesti come peperoni, melanzane e cipolle. Per renderli appetibili e anche ricercati (non necessariamente ci si deve limitare allo spartano pinzimonio in occasione di un barbecue all’aperto o in camping) basta seguire poche regole. Espongo quindi una mia personale “filosofia” in materia, cominciando dal giusto approccio che occorre avere per gli ortaggi, i quali possono essere protagonisti di piatti importanti, si pensi agli asparagi e ad alcuni vegetali quali funghi e tartufi. Ma altre ri- di Alessandro Circiello (Chef)* INGREDIENTI “POVERI” PER PIATTI “NOBILI”, ANCHE IN VACANZA. I CONSIGLI DELLO CHEF cette richiedono componenti più modesti, ampliamente utilizzati nella cucina popolare. In tutti i casi vale sempre il discorso di dare il massimo risalto al sapore, senza cedere alla tentazione di eseguire ricette troppo “barocche”, che finirebbero per storpiare la fragranza che ci si aspetta da una preparazione vegetariana. Non avrebbe quindi senso cucinare verdure con ingredienti che ne coprono il sapore, o con salse pesanti che ne deprimono il gusto. Per lo stesso motivo (esaltare il sapore) è sempre meglio fare attenzione a scegliere sempre verdure di stagione: piatti a base di melanzane, peperoni e pomodori in estate o legumi novelli con le ver- dure a foglia in primavera. Se ci atteniamo a questi due principi, rispetto del sapore originario e abbinamento in base alla stagione, avremo le condizioni per ottenere un piatto correttamente concepito. Si potrebbe obiettare che in questo modo resta poco spazio per l’estro e la fantasia. Ciò potrebbe essere vero se la culinaria non disponesse di tecniche anche raffinate capaci di trasformare le materie prime. Volete un esempio? Ecco la mia ricetta: purea di fagioli borlotti con erbe, che sintetizza benissimo quanto fin qui detto. Se si volesse eseguire la stessa ricetta con i fagiolini secchi, avremmo un aumento di sapore al quale corrisponderebbe però una minor freschezza. Ma torniamo a noi. Questo piatto ricorda la “cicoria e fave pugliese”, per questo si potrebbe definire un piatto tradizionale al quale ho però pensato di dare una veste nuova, pur rispettandone i sapori. Riguardo l’esecuzione, la purea viene stampata in una forma in modo che si fermi a mò di tortino. Inoltre giova l’uso del setaccio attraverso cui trattenere le bucce frantumate, evitando non solo la fastidiosa sensazione che possono dare durante la masticazione, ma anche per alleggerire la preparazione stessa rendendola più digeribile. ■ *Lo chef Alessandro Circiello è coordinatore della Federazione Italiana Cuochi regione Lazio) www.alessandrocirciello.com LE RICETTE ZUPPA DI FAGIOLI ED ERBE AROMATICHE Ingredienti per 4 persone: fagioli g. 500; timo, erba cipollina, basilico, aneto, prezzemolo q.b.; sedano g. 40; carote g. 40; cipolla g. 40; guanciale g. 50; ghiaccio g.150; olio extra vergine d’oliva e sale q.b. Preparazione: tenere a mollo i fagioli in acqua fredda, dorarli in casseruola con olio, guanciale, sedano, carote e cipolle, cuocere con brodo vegetale, a fine cottura frullare ¾ del composto, unire un pesto di erbe ottenuto pestando le erbe con olio e ghiaccio per non farle ossidare . 24 ZUPPA DI CICORIA CON FAVE Ingredienti per 4 persone: cicoria g. 600; cipolla g. 30; carote g. 30; sedano g.30; alloro 1 foglia; fave fresche sgusciate g. 300; pomodoro fresco g. 300; timo q.b.; vino bianco 1 bicchiere; olio extra vergine d’oliva e sale q.b. Preparazione: ottenere un fondo con il sedano , le carote e la cipolla tritata finemente, unire l’olio e l’alloro, dorare leggermente e unire la cicoria precedentemente bollita in acqua , dorare, bagnare con vino bianco, lasciare evaporare poi unire le fave, unire del brodo vegetale o acqua a cottura ultimata frullare ¾ della zuppa, servire con crostini di pane e timo. CAMPING MANAGEMENT :ATTUALITA’ IL PUNTEGGIO DI QUALITÀ DI GOOGLE di Cristian Capizzi LA RETE PUÒ SEMBRARE UN SERVIZIO SEMPLICE DA UTILIZZARE MA SE GESTITA DA INESPERTI PUÒ RIVELARSI UNO STRUMENTO MOLTO COSTOSO E POCO EFFICACE I nternet sta cambiando. O forse sarebbe meglio dire che sta cambiando l’utenza di Internet. Gli utenti sono diventati più “maturi” e capaci di usare il Web per scegliere e decidere i propri acquisti e le proprie vacanze. L’utente che deve pianificare un viaggio o una vacanza parte da Internet e dai motori di ricerca. Diamo dei dati sull’utilizzo dei motori di ricerca in modo da avere una visione chiara sul come e dove fare pubblicità. Riportiamo nella tabella i dati 2008 relativi alle ricerche effettuate da Nielsen NetRatings e SEMS, da dove risulta in maniera eloquente che Google oggi rappre- senta l’86% di tutte le ricerche fatte on line. Molti gestori e responsabili marketing di campeggi e villaggi hanno investito nella realizzazione di siti Internet per pubblicizzare la propria struttura. Siti che però risultano essere inutili se non sono “indicizzati” sui motori di ricerca o, comunque, se non sono reperibili in base alle ricerche degli utenti. Uno strumento molto interessante e molto utile è Google Adwords il servizio a pagamento di Pay per click di Google. Di cosa stiamo parlando? Ecco la spiegazione di Wikipedia, la più consultata enciclopedia della rete: «Il pay per click (PPC) è una modalità di acquisto e pagamento della pubblicità online; l’inserzionista paga una tariffa unitaria in proporzione ai click (clickthrough rate), ovvero solo quando un utente clicca effettivamente sull’annuncio pubblicitario. I vantaggi di questa forma di pubblicità sono numerosi e permettono di ottimizzare al massimo gli investimenti. Un esempio di pubblicità pay per click è rappresentato dal keyword advertising, cioè annunci sponsorizzati che compaiono a lato dei risultati “puri” dei motori di ricerca. Questa tipologia pubblicitaria sta riscuotendo un grande successo a livello mondiale e che come ogni grande suc- 25 cesso della rete è soggetto ad abusi. Infatti sono molti i siti web che incentivano i propri visitatori, oppure utenti registrati al sito stesso, a cliccare su questi annunci in modo da trarne profitto abusivamente. Nonostante questi abusi la pubblicità Pay Per Click continua a crescere e quindi a funzionare, grazie soprattutto ai programmatori che lottano creando sistemi anti truffa». Google Adwords, però, può essere molto costoso se realizzato da mani poco esperte. In alcuni casi il rischio è dato dal fatto che i costi del click possono diventare molto alti (circa 1euro a click), con dei risultati molto al di sotto dei dati sperati ed, in alcuni casi, addirittura nulli. È indispensabile avere sotto controllo la propria strategia di web marketing ponendosi poche ma utili domande: cosa vogliamo ottenere dalla campagna? Qual è il target di riferimento (geografico e socio-demografico)? Che tipo di conversioni vogliamo ottenere? Quanto siamo disposti a spendere per una conversione? Dopo aver risposto a queste domande è necessario definire le campagne. Come definirle? Nicholas Fox director, product management, AD Quality di Google ha dettato il “credo” di Google sul PPC : «Desideriamo che i nostri utenti apprezzino gli annunci». Per rispettare questo “credo” le campagne PPC vengono gestite da Google con il punteggio di qualità; I COSTI DEL CLICK POSSONO DIVENTARE MOLTO ALTI ovvero il costo del click per una determinata keyword non è determinato solo dalla concorrenza di una determinata keyword ma da una formula che tiene conto del CPC massimo (costo per click massimo) e del punteggio di qualità. Come è definita la qualità dell’annuncio? La qualità è elevata se l’annuncio contiene testo estremamente pertinente alla query di ricerca dell’utente; se l’annuncio descrive accuratamente il servizio offerto; se l’annuncio indirizza ad una pagina di destinazione pertinente e ben strutturata. MOTORE Google Virgilio ricerca - Alice Search Libero ricerca Yahoo!Search MSN Search Altavista Tiscali Search Bloo.it Tuttogratis Ricerca Il Pinguino Information.com Lycos Europe Search Nel caso in cui il punteggio di qualità fosse estremamente basso, avremmo bisogno di avere un CPC massimo elevato per risultare nelle posizioni più alte. È probabile quindi che, in caso di campagne con punteggi di qualità più bassi rispetto a un nostro concorrente ma con CPC massimo più alto, il nostro annuncio venga pubblicato con costi molto alti ma in posizioni secondarie. Proprio per questi motivi, è importante strutturare al meglio un annuncio dedicando una buona attenzione ai proprio obiettivi ed al proprio budget di spesa. APR. 05 MAR. 06 MAR. 07 MAR. 08 59% 23,3% 16,8% 11,1% 25,1% 6% 3,5% 3,4% 2,5% 2,3% 2,3% 67,8% 16,2% 17% 12,5% 21,5% 5,4% 2,8% 1,7% 2,3% - 71,2% 18,1% 13,2% 11,4% 17,9% 3,2% 1,6% 3,3% 1,6% - 86% 5% 3% 4% 1% 27 CAMPING MANAGEMENT :RUBRICA FISCALE LA RATEAZIONE DELLE CARTELLE DI PAGAMENTO di Maurizio Fantaccione IL PRESUPPOSTO INDISPENSABILE PER OTTENERE LA RATEAZIONE È LA “TEMPORANEA SITUAZIONE DI OBIETTIVA DIFFICOLTÀ”. C ome noto, è attribuita alle società del Gruppo Equitalia la competenza a rateizzare il pagamento delle somme iscritte a ruolo dagli organi statali, dalle agenzie istituite dallo Stato, dagli Enti pubblici previdenziali e dagli altri enti creditori che affidano a Equitalia la riscossione a mezzo ruolo. Equitalia, nelle ipotesi di “temporanea situazione di obiettiva difficoltà”, cioè quando ci si trovi nella impossibilità di pagare il debito iscritto a ruolo in un’unica soluzione, può rateizzare il pagamento del debito fino a un massimo di 72 rate mensili (6 anni). Affinché si possa chiedere la rateazione occorre che essa riguardi tutte le somme iscritte a ruolo e l’importo della rata non può essere inferiore a Euro 100. Importante rilevare che per le somme iscritte a ruolo dall’Inps il debito può essere rateizzato sia dagli agenti della riscossione sia dagli uffici dell’Istituto stesso: sta al contribuente verificare l’ipotesi preferibile. Alcuni enti locali hanno mantenuto in proprio la facoltà di concedere la rateazione del debito. La richiesta di rateazione può essere presentata direttamente agli sportelli o a mezzo posta all’agente della riscossione competente per territorio che ha emesso la cartella di pagamento. I moduli per richiedere la rateazione sono diversificati in base alla tipologia di soggetto richiedente e in relazione all’importo dovuto. I moduli si possono scaricare dal sito di Equitalia www.equitaliaspa.it o prelevare presso gli sportelli della stessa. Con la Direttiva del 14 gennaio scorso, Equitalia muove i primi passi di approccio verso l’attuale congiuntura economico-finanziaria che condiziona non poco la liquidità dell’intero sistema produttivo: lo fa con un timido accenno che, tuttavia, lascia ben sperare per la progressiva risoluzione di non pochi casi in cui l’attività di riscossione dei tributi rappresenta un grave pregiudizio alla prosecuzione dell’attività economica. Da tale timida apertura è emerso un quadro per la concessione della rateazione che migliora le condizioni di accesso. 28 Come noto agli addetti ai lavori, nella direttiva n. DSR/NC/20081017 del 13 maggio 2008 si è chiarito che l’esistenza della situazione di obiettiva difficoltà deve essere valutata sulla base della capacità del debitore iscritto a ruolo di assolvere ai debiti di prossima scadenza con i mezzi di cui dispone. A tale scopo Equitalia ha deciso le seguenti casistiche e modalità di concessione della rateazione. RATEAZIONE PER PERSONE FISICHE E PERSONE GIURIDICHE CON DEBITO FINO A 5.000,00 EURO In questi casi è sufficiente presentare una semplice richiesta motivata ed il pagamento del debito può essere così rateizzato: v fino a E 2.000: 18 rate; v da E 2.000 a 3.500: 24 rate; v da E 3.500 a 5.000: 36 rate. RATEAZIONE PER PERSONE FISICHE E DITTE INDIVIDUALI CON DEBITO SUPERIORE A 5.000,00 EURO Per le persone fisiche, tale capacità deve essere esaminata utilizzando la metodologia che prende in considerazione: v l’entità del debito (calcolata considerando le somme iscritte a ruolo residue senza computare gli interessi di mora, gli aggi, le spese esecutive ed i diritti di notifica della cartella), v l’I.S.E.E. (Indicatore Situazione Economica Equivalente) del nucleo familiare dello stesso debitore. RATEAZIONE PER SOCIETÀ DI PERSONE E PERSONE GIURIDICHE CON DEBITO SUPERIORE A 5.000,00 EURO La domanda dovrà essere accompagnata, se pure in forme differenziate e/o semplificate, dalla documentazione relativa alla situazione economico finanziaria e da un prospetto relativo al valore di due parametri (Indice di Liquidità e c.d. Indice Alfa), finalizzati a valutare la sussistenza del requisito della temporanea situazione di obiettiva difficoltà. Nelle direttive n. DSR/NC/2008/017 del 13 maggio 2008, n. DSR/NC/2008/025 del 1° luglio 2008 e n. DSR/NC/2008/036 del 6 ottobre 2008, sono state individuate le condizioni al ricorrere delle quali i predetti soggetti possono accedere al beneficio della rateazione: v Condizione preliminare per concedere la rateazione è l’indice di liquidità inferiore ad 1: Indice di liquidità = Liquidità differittà + liquidità corrente Passivo corrente v Numero di rate in funzione dell’indice alfa che deve es- sere maggiore di 4: Indice alfa = Debito complessivo Valore della produzione x100 Relativamente a tale ultimo indice era stato previsto che la rateazione doveva essere concessa soltanto se il relativo valore era superiore a 3 e nei limiti del numero massimo di rate di seguito indicato: v per Alfa compreso tra 3 e 3,5: massimo 12 rate; v per Alfa compreso tra 3,6 e 4: massimo 18 rate; v per Alfa compreso tra 4,1 e 6: massimo 36 rate; v per Alfa compreso tra 6,1 e 8: massimo 48 rate; v per Alfa compreso tra 8,1 e 10: massimo 60 rate; v per Alfa superiore a 10: massimo 72 rate. RATEAZIONE DI DEBITI CARATTERIZZATI DA COOBBLIGAZIONE Nel caso di debiti iscritti a ruolo caratterizzati da un vincolo di coobbligazione solidale tra persone fisiche (i.e., a titolo meramente esemplificativo, eredi coobbligati in solido a seguito di successione mortis causa) ai fini della rateazione, dovrà essere considerata la situazione economico-sociale di uno solo dei coobbligati in solido, da valutare attraverso l’I.S.E.E. del suo nucleo familiare. In effetti, l’ipotesi alternativa di acquisire l’I.S.E.E. di tutti i coobbligati non appare praticabile, in quanto: v il caso in cui soltanto uno o alcuni dei coobbligati siano disponibili ad assolvere integralmente, sia pur in forma rateale, l’obbligazione, il vincolo dell’obbligo di presentazione dell’I.S.E.E. anche degli altri coobbligati potrebbe produrre l’effetto di impedire, in concreto, l’ammissione al beneficio della dilazione e pregiudicare così, paradossalmente, la posizione dei contribuenti che intendono effettuare il pagamento del debito ma ai quali i condebitori non sono disponibili a consegnare la documentazione relativa al proprio I.S.E.E.; v comunque, considerato che I’I.S.E.E. è un indice del- la capacità reddituale e patrimoniale del singolo nucleo familiare, risulterebbe improponibile sotto il profilo logico procedere ad una sommatoria dei valori Pertanto, nel caso di soggetti coobbligati solidalmente per il pagamento dell’obbligazione iscritta a ruolo, dovrà essere allegata all’istanza di rateazione la certificazione dell’I.S.E.E. soltanto di uno di essi e dovrete verificare sulla base dell’I.S.E.E. risultante da tale certificazione se ricorrono le condizioni per concedere la rateazione. RATEAZIONE DEGLI INTERESSI DI MORA E DEGLI AGGI DI RISCOSSIONE Con la direttiva n. DSR/NC/2008/012 del 27 marzo 2008, è stato precisato che, nell’ipotesi di concessione del beneficio della rateazione, nella prima rata del piano di ammortamento, il debitore deve versare in unica soluzione l’importo degli interessi di mora, degli aggi, delle spese per le procedure di riscossione coattiva e dei diritti di notifica della cartella. Ciò premesso, tenuto conto delle numerose segnalazioni che evidenziano una situazione di diffusa difficoltà nel sostenere l’onere finanziario in tal modo gravante sulla prima rata ed acquisito in materia il conforme parere dell’Agenzia delle Entrate e dell’I.N.P.S., per l’avvenire Equitalia ha deciso che debbono essere rateizzati anche gli interessi di mora ed i compensi di riscossione. Resta, invece, fermo che dovranno essere integralmente ricompresi nella prima rata i diritti di notifica della cartella e le spese per le procedure di riscossione coattiva, in quanto si tratta del recupero di costi già sostenuti dall’agente della riscossione. ■ AVVERTENZE v In caso di mancato pagamento della prima rata o, successivamente, di due rate, il contribuente decade dal beneficio della rateazione. v Per ottenere la rateazione non è più necessario presentare garanzie v Sul sito www. equitaliaspa.it nella sezione “i servizi per il cittadino e le imprese/Rateazioni/Calcolo” è presente il calcolatore on line, un simulatore che permette di conoscere il numero massimo di rate che l’Agente della riscossione potrà concedere e il loro importo. v Capitolo a parte meritano le Istanze di rateazione presentate da associazioni riconosciute, associazioni non riconosciute, fondazioni non bancarie (ad eccezione delle fondazioni liriche), comitati, enti ecclesiastici e consorzi per il coordinamento della produzione e degli scambi. v Per tali soggetti si rinvia alla direttiva di Equitalia. 29 CAMPING MANAGEMENT :FAITA INFORMA VACANZE COI FIOCCHI, SENZA CELLULARE ANCHE LA FAITA PARTECIPA ALLA CAMPAGNA SULLA SICUREZZA E IL BUON SENSO SULLE STRADE C hi usa il telefono cellulare mentre guida rischia di causare incidenti, come fosse ubriaco. Contro questa pericolosa abitudine si concentra la campagna per la sicurezza stradale “Vacanze coi fiocchi”, che accompagnerà gli automobilisti per tutto il periodo estivo. In campo sono scesi Piero Angela, Diego Abatantuono e tanti altri personaggi, che hanno offerto la loro immagine mentre il Presidente della Repubblica ha concesso il proprio “alto patronato”. Anche la FAITA FederCamping ha dato il suo contributo all’iniziativa, tenuto conto del gran numero di roulotte e camper in circolazione sulle strade e autostrade del nostro Bel Paese. Perché è proprio il “telefonino” a salire sul banco degli imputati? Lo spiega Franco Taggi dell’Istituto Superiore di Sanità, tra i maggiori esperti di sicurezza stradale in Italia. «In pratica è come guidare ubriachi», afferma l’esperto, «poiché si valutano peggio le distanze e si reagisce meno prontamente ai cambi di velocità di chi precede, si tende ad usare meno il retrovisore e i tempi di reazione si allungano». Il messaggio che deve arrivare agli automobilisti dunque è: “Spegni il cellulare, accendi la prudenza” ed è proprio questo lo slogan diffuso in moltissime città italiane attraverso centinaia di migliaia di libretti con i mes- IMPRESE IN RETE CON START PROSEGUE LO SVILUPPO DELL’AREA INTRANET RISERVATA ALLE IMPRESE ASSOCIATE ALLA FAITA-FEDERCAMPING. S tart, la piattaforma telematica realizzata dalla Faita, con la collaborazione ed il supporto della Creatiweb S.r.l. continua a svilupparsi con l’obiettivo di fornire un adeguato supporto alle imprese del settore nella gestione aziendale, favorendo la condivisione d’informazioni fra associazioni regionali ed associati, fornendo inoltre efficaci strumenti di produttività e comunicazione. Attraverso la piattaforma vengono messe a disposizione informazioni e servizi utili alle attività di gestione e comunicazione delle imprese con la 30 possibilità per gli utenti di interagire con una vera e propria Intranet, composta ed alimentata da tre soggetti principali: v la Federazione nazionale; v le associazioni regionali; All’interno dell’area Intranet è possibile utilizzare e consultare: v strumenti per la comunicazione con le associazioni regionali; v strumenti per la comunicazione con la Federazione nazionale; v banche dati di norme e leggi; v circolari e documenti pubblicati dal- saggi dei personaggi famosi, vignette dei più noti disegnatori, attori e giornalisti. Il 25 luglio, uno dei giorni clou dell’esodo estivo, in numerose piazze e caselli autostradali rappresentanti delle istituzioni e vip dello spettacolo hanno distribuito personalmente gli opuscoli, assieme alle migliaia di volontari che hanno offerto il proprio contributo, augurando buon viaggio ai vacanzieri. La campagna è promossa a livello nazionale dal Centro Antartide di Bologna con la collaborazione dell’Osservatorio per l’Educazione Stradale e la Sicurezza della Regione Emilia-Romagna. Per ulteriori informazioni: www.vacanzecoifiocchi.it. ■ la Federazione nazionale e dalle associazioni regionali; v news ed altre informazioni utili. La piattaforma, attraverso alcuni strumenti dedicati, offre inoltre alle strutture turistico ricettive all’aria aperta, la possibilità di comunicare con la propria associazione regionale in modo veloce, dinamico ed efficiente. L’attivazione e l’accesso all’area www.faitastart.it, che ricordiamo essere un servizio totalmente gratuito e riservato alle sole imprese associate, è consentito previa compilazione dei moduli di regolamentazione del servizio da richiedere direttamente alla propria associazione regionale. A tal proposito, si invitano le imprese che ancora non utilizzano il sistema, a contattare la propria associazione regionale per procedere alla richiesta dell’attivazione degli accessi.