Rassegna del 19/11/2012
INDICE RASSEGNA STAMPA
Rassegna del 19/11/2012
ALTRI ATENEI TOSCANI
Sole 24 Ore
19/11/12 P. 14
Il mutuo dell'ateneo di Siena
Alessandro Balducci
1
MONDO UNIVERSITARIO
Tirreno
18/11/12 P. 19
Vado a costruire la sonda che svelerà i misteri del sole
Franco Angelo
Calotti
2
Corriere Della Sera
18/11/12 P. 18
Scontri polizia-studenti Cancellieri contestata
Mariolina Iossa
4
Corriere Della Sera
18/11/12 P. 18
I timori del ministro «Affrontiamo questo disagio o rischiamo l'estremismo»
Fiorenza Sarzanini
6
Corriere Della Sera
18/11/12 P. 22
Corvo all'Istruzione Due inchieste aperte
Margherita De Bac
8
Corriere Della Sera
19/11/12 P. 6
Incontro Esa a Napoli, l'Europa decide il suo futuro hi-tech
Corriere Della Sera
19/11/12 P. 21
«Arte, ambiente e agricoltura per ripartire»
Renato Mannheimer
10
Corriere Della Sera
19/11/12 P. 28
Il rito conformista delle occupazioni
Giovanni Belardelli
11
Italia Oggi Sette
19/11/12 P. 46
Natura sotto tutela
Filippo Grossi
12
Italia Oggi Sette
19/11/12 P. 46
Corsi & master
Italia Oggi Sette
19/11/12 P. 47
Digital e new media inarrestabili
Italia Oggi Sette
19/11/12 P. 48
I futuri ingegneri fanno apprendistato
Italia Oggi Sette
19/11/12 P. 48
Un mese d'attesa per il primo lavoro
Pietra Scardillo
17
Padania
18/11/12 P. 10
Universitari padani: bocciamo il sistema che promuove solo i diritti del sud
Elisabetta Colombo
18
Repubblica Affari Finanza
19/11/12 P. 49
Università, riforma fatta ma il giudizio è sospeso "ll tempo dirà se è utile"
Massimiliano Di
Pace
20
Repubblica Affari Finanza
19/11/12 P. 50
L'apprendistato non decolla in retromarcia le assunzioni
Vito De Ceglia
22
Repubblica Affari Finanza
19/11/12 P. 50
La tecnologia sposa i mestieri e così nell'Italia dei "saperi"il fulcro sarà ancora artigiano
Bettina Bush
24
Repubblica Affari Finanza
19/11/12 P. 51
Dal green manager al dirigente Asi i master innovano le professioni
Luigi Dell'Olio
25
Repubblica Affari Finanza
19/11/12 P. 60
Con Bocconi e Politecnico Milano scalala top-mondiale delle città universitarie
Stefania Aoi
26
Sole 24 Ore
19/11/12 P. 10
Brevetti, disponibili incentivi per 11 milioni
27
Sole 24 Ore
19/11/12 P. 22
La Lombardia scommette su placement e apprendisti
28
Sole 24 Ore
19/11/12 P. 22
Più link diretti tra scuola e lavoro
Francesca Barbieri
29
Sole 24 Ore
19/11/12 P. 22
Un business game premia le idee d'impresa
Enrico Netti
31
Sole 24 Ore
19/11/12 P. 22
Con il master «Isup»il progetto diventa realtà
Sole 24 Ore
19/11/12 P. 26
Al via start up sociali innovative
Elio Silva
33
Sole 24 Ore - Norme E
Tributi
19/11/12 P. 14
Nelle start up innovative lavoro a tempo fino a 4 anni
Roberto Rocchi,
Alessio Vagnarelli
35
Sole 24 Ore - Nova
18/11/12 P. 45
Più vicina la terapia su misura
Francesca Cerati
38
Sole 24 Ore - Nova
18/11/12 P. 46
Pinze molecolari anti-Alzheimer
Sole 24 Ore - Nova
18/11/12 P. 46
I nanotubi come mezzo di contrasto
Unita`
18/11/12 P. 14
Università, in 70mila per un concorso farsa
Mario Castagna
42
Qn
19/11/12 P. 31
Influenza, è l'ora del vaccino Ai ripari prima di dicembre
Federica Cappelletti
43
Qn
19/11/12 P. 33
Occhi rimodellati con i nuovi laser Per la cornea intervento-lampo in 3D
Enrico Fovanna
46
Tirreno
18/11/12 P. 11
Sla: 100 malati pronti a lasciarsi morire
Corriere Della Sera
18/11/12 P. 46
I neonati si possono salvare anche con l'informazione
Corriere Della Sera
18/11/12 P. 49
Le ostetriche antifumo
51
Corriere Della Sera
18/11/12 P. 51
Statine anticolesterolo, servono ancora a 70 anni?
52
9
13
Robert Hassan
14
16
32
40
41
SANITÀ
Indice Rassegna Stampa
48
Ruggiero Corcella
49
Pagina I
INDICE RASSEGNA STAMPA
Rassegna del 19/11/2012
SEGNALAZIONI
Repubblica
19/11/12 P. 42
Indice Rassegna Stampa
Basta attese inutili ecco la app italiana che elimina le code
Riccardo Luna
53
Pagina II
Il mutuo dell'ateneo di Siena
In relazione al servizio sui conti in
disordine delle università pubblicato
lunedìi2 novembre, nel confermare le
statistiche riportate, vorremmo
precisare che l'indebitamento
dell'Universitàperstranieri di Siena
non deriva da debiti digestione, ma dal
finanziamentoper l'acquisto della
nuova sede unificata nel 2008. Per
questo acquisto l'ateneo ha contratto un
mutuo di 1&135.2o4 euro che genera una
rata annualefissa comprensiva di
interessi pari a 1.203.951 euro. Ciò ha
consentito la dismissione degli affitti
delle diverse sediprecedenti per un
totale di 750.220, oltre alla
realizzazione di economie di scala nella
gestione (per esempio, i costi di
guardianeria sonopassati da2i8176
euro nel2oo7 ultimo anno conpiù sedi,
ai 99.862 della nuova sede nel2ou) e al
rinnovamento di tutta la dotazione e
strumentazione. 11 dato
sull'indebitamento, inoltre, va letto
all'interno dello stato complessivo del
bilancio, che vede l'Universitàper
stranieri di Siena tra leprime in Italia
per capacità di acquisizione di risorse
esterne.
Alessandro Balducci
Direttore Generale Università per stranieri di Siena
Altri atenei toscani
Pagina 1
Vado a costruire la sonda
che svelerà i misteri del sole
Anna Tenerani, giovane astrofisica versiliese, sta per partire per Pasadena
Lavorerà alla Nasa per un importante progetto del Jet Propulsion Laboratory
di Franco Angelo Calotti
1 STAZZEMA
Il sole di Pasadena in California forse non avrà la poesia di
quello del solstizio d'estate sulle Apuane, quando si affaccia
maestoso attraverso il grande
arco del Forato. Ma per Anna
Tenerani, astrofisica spaziale
ventottenne, cresciuta a Volegno, paesino dello stazzemese, quello della grande base
americana della Nasa sarà a
lungo il cielo che dovrà osservare.
Anna, infatti, partirà domattina per gli Stati Uniti per andare a lavorare presso la sede
dell'agenzia spaziale americana a Pasadena, vicino a Los Angeles, dove ha avuto un incarico come astrofisica spaziale.
Per lei si spalancheranno le
porte di uno dei laboratori spaziali che risiedono da sempre
nella fantasia degli studenti di
tutto il mondo e si aprirà un'
avventura professionale che
nella fisica e nella musica ha le
sue radici più profonde.
In California, Anna Tenerani, lavorerà all'interno dell'
equipe coordinata dal prof.
Marco Velli, astrofisico spaziale di fama che è responsabile
del Jet Propulsion Laboratory
della National Aeronautics
and Space Administration di
Pasadena, che si sta dedicando alla costruzione della "Solar Probe Plus", una sonda che
nel 2018 sarà lanciata nello
spazio in orbita intorno al Sole
per scoprire alcuni dei misteri
del nostro astro. La sonda in
particolare cercherà di ricostruire per intero il cammino
delle particelle emesse dal Sole fino alla Terra e cercare di
capire l'origine delle tempeste
magnetiche solari allo scopo
di prevenirle per proteggere i
satelliti che ruotano intorno alla terra e per le potenziali
esplorazioni umane nello spazio interplanetario. E tanto per
capire a che sfida tecnologica,
la giovane astrofisicaversiliese
collaborerà basti dire che "Solar Probe Plus" già a una distanza di 10 raggi solari (più o
meno 7 milioni di km) sarà
esposta a temperature dell'ordine di 6000 gradi, mentre la
strumentazione interna che
misurerà il gas ionizzato emesso dal Sole dovrà lavorare a
temperatura ambiente, e ciò
sarà possibile grazie ad uno
"scudo" termico che funzionerà in virtù del fatto che la sonda dovrà mantenere un moto
al perielio di quasi 200 km/s, il
che ne farà anche l'oggetto più
veloce mai lanciato dall'uomo.
A questo progetto si applicherà anche Anna che come
dicevamo ama gli astri almeno
quanto la musica: infatti nel
settembre del 2009, si è diplomata anche in pianoforte al
Conservatorio "Giacomo Puc-
cirri" di La Spezia, dopo avere
frequentato fin da piccola la
scuola dell'Istituto Musicale di
Forte dei Marmi che l'aveva introdotta agli studi musicali.
Tutto questo, per dire di che fibra è fatta questa ragazza delle
Apuane, poco prima di laurearsi con lode, nello stesso mese, in Scienze Fisiche, presso
l'Università di Pisa, con una tesi che per gli argomenti trattati
è stata premiata, già nel 2010,
dal Comune di Sant'Agnello
(Napoli) nell'ambito del Premio nazionale "Una vita per la
scienza" che la città partenopea dedica ogni anno al proprio illustre concittadino, il fisico Vincenzo Ferraro, quale
migliore tesi di fisica scritta da
un giovane neolaureato e selezionata da una apposita commissione composta da fisici
provenienti da diverse università e centri di ricerca italiani.
Dopo avere conseguito la
laurea specialistica in Scienze
Fisiche all'Università di Pisa,
seguita e aiutata in particolare
da due professori di fisica,
Francesco Pegoraro e Francesco Califano, Anna ha proseguito i propri studi accademici
usufruendo di una borsa di
studio per un dottorato di ricerca triennale presso la prestigiosa università parigina de La
Sorbonne "Pierre et Marie Curie". E a conclusione del triennio, poco meno di un mese fa,
ha presentato e discusso presso la sede del Politecnico di Parigi la propria tesi di dottorato
dal titolo "Studio teorico e osservativo della riconnessione
magnetica veloce nella magnetosfera terrestre" ottenendo il
massimo della valutazione.
Insomma, neanche il tempo
di disfare le valigie e riabbracciare babbo Alberto e manima
Nicoletta ed ecco il volo per
Los Angeles. "Il sole è nuovo
ogni giorno", diceva Eraclito.
E per Anna da Volegno, da domani lo sarà ancor di più.
CORI PRODI IZIONE RISERVATA.
Anna Tenerani
Mondo Universitario
Pagina 2
L'astrofisica spaziale Anna Teneraní che domani partirà per gli Stati Uniti dove lavorerà alla Nasa d i Pasadena , la sede californiana dell'agenzia spaziale americana
Mondo Universitario
Pagina 3
ili Le accuse dei giovani: cariche premeditate. La replica: non volete il dialogo
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Un agente indagato per le botte a un manifestante
ROMA - Fischi, urla, striscioni e slogan. C'era molta
tensione ieri mattina al Palazzetto dello Sport di Rimini per
la «Giornata della legalità»: da
un lato, sul palco, il ministro
dell'Interno Anna Maria Cancellieri, sotto mille e cinquecento studenti che l'hanno
contestata per gli scontri polizia-manifestanti di Roma e di
altre città italiane dei giorni
scorsi. «Vergogna», hanno gridato in tanti, tra gli applausi
di tutti i giovani presenti.
«Stop violenza polizia», ha
incalzato il collettivo Paz, svolgendo uno striscione. Il ministro non riesce a parlare, all'inizio: le forze dell'ordine
raggiungono i ragazzi ma non
accade nulla. Anche il sindaco
di Rimini, Andrea Gnassi, sale
sul palco per placare gli animi, i toni si mantengono civili
anche se tesi, una ragazza sale
sul palco e accusa: «E una vergogna che il ministro che ha
ordinato le cariche contro i
manifestanti, stia qui a parlare di legalità». «Alle manifestazioni - ha proseguito la giovane tra gli applausi - c'è stata una reazione spropositata
fatta di manganellate e lacri-
Mondo Universitario
mogeni sparati ad altezza d'uomo: atti di una violenza inaudita».
«Ma voi lo sapete che cos'è
il fascismo? Che cos'è lo squadrismo», ha ribattuto il ministro alle accuse dei giovani. E,
amareggiata, ha aggiunto più
tardi: «Speravo in un confronto più democratico. Sarebbe
stato bello un dibattito, domande e risposte ma questo
non c'è stato e secondo me
non è molto democratico. Siamo pronti a tutti i confronti
ma in maniera pacata e non
squadrista».
Il ministro Cancellieri ha comunque assicurato che si sta
indagando per verificare che
cosa sia accaduto e come. E
per individuare le responsabilità. C'è già un poliziotto indagato e su altri tre ci sono accertamenti in corso. II poliziotto
indagato, un ispettore del
commissariato Viminale, è
quello che si sarebbe accanito
sul giovane di Belluno Riccardo Masoch, che foto e video
hanno immortalato con il volto sanguinante, fermato e poi
rimesso in libertà dal gip insieme ad altri sette arrestati dopo il corteo. «Arriveremo ai responsabili - ha promesso il
ministro Cancellieri ai giovani
di Rimini - ma ci vorrà del
tempo». Gli studenti hanno
chiesto «l'identificativo», un
numero sul casco dell'agente
per identificarlo, il ministro
ha replicato che «è una cosa
su cui stiamo lavorando ma
che non deve mettere in pericolo l'operatore. Non è così
semplice come sembra. Dobbiamo anche garantire
l'incolumità dei nostri operatori».
I sindacati di polizia reagiscono duramente quando sentono parlare di identificativo
e l'hanno fatto pure stavolta.
«Al ministro Cancellieri vogliamo dire - ribatte il Sap
- che prima di parlare di
identificativi sui caschi degli
agenti bisogna dare reale attuazione alla normativa vigente che vieta alle persone travisate, ovvero con il volto coperto, di partecipare alle manifestazioni. Per questi soggetti
occorre prevedere l'arresto obbligatorio. Chiediamo al Parlamento di approvare norme
speciali che consentano anche
il fermo preventivo dei manifestanti violenti».
Mariolina tossa
C RIPRODUZIONE RISERVATA
Pagina 4
II ministro dell'Interno, Anna
Maria Cancellieri, è stata
contestata da attivisti del
collettivo Paz al Palazzetto dello
Sport di Rimini in occasione
della Giornata della legalità
2
Federica, una giovane del
collettivo, sul palco ha definito
«una vergogna» che il ministro
fosse a Rimini a parlare proprio di
legalità dopo gli scontri dei giorni
scorsi. In molti hanno applaudito
3
«Ma voi lo sapete che cosa sono
il fascismo e lo squadrismo», ha
ribattuto il ministro alle accuse
dei giovani. «Siamo pronti a tutti
i confronti ma in maniera pacata
e non squadrista»
Jstro
dc interno Anna
Maria Cancellieri e i€
presidente della
Regione
Emiiia-Romagna
Vasco Errani al
Palazzetto dello
Sport di Rimini
ascoltano
l'intervento di
Federica, attivista
del collettivo Paz,
sugli scontri dei
manifestanti can la
polizia durante la
,,Giornata della
legalità». Presenti
millecinquecento
studenti e giovani
che hanno
contestato il
ministro per gli
scontri
polizia- manifestanti
di Roma e altre città
dei giorni scarsi
(Ansa/Bove)
Lo striscione
La contestazione
dei giovani
di Rimini davanti
al ministro degli
Interni Anna Maria
Cancellieri. Insieme
allo strisciane sono
state mostrate
anche le foto delle
violenze di Roma
(foto Milestone Media)
Mondo Universitario
Pagina 5
Evitato l'incontro alla Bocconi per non alimentare tensioni
I timori del ministro
«Affrontiamo questo disagio
o rischiamo l'estremismo»
ROMA - Ë il momento
più nero del suo incarico e
non lo nasconde. Il ministro dell'Interno sa bene
che a questo punto la situazione può soltanto peggiorare. «La campagna elettorale
è cominciata, mi aspetto anche di peggio», aveva detto
Anna Maria Cancellieri mercoledì scorso, il giorno delle
manifestazioni che avevano
provocato scontri in tutta
Italia. E ieri sera, al termine
di una giornata segnata dalle contestazioni, ribadisce
che «bisogna fare qualcosa
al più presto, lanciare segnali precisi per affrontare questo disagio sociale che rischia di trasformarsi in qualcosa di ben più grave, molto più estremo».
Dopo l'incontro sulla legalità con gli studenti a Rimini che l'hanno fischiata e
contestata avrebbe dovuto
essere alla Bocconi a Milano, dove era attesa insieme
con il presidente del Consiglio Mario Monti. All'ultimo momento ha preferito
declinare l'invito credendo
che fosse utile a stemperare
il clima, ad evitare nuove
proteste. E invece neanche
questo è servito. La piazza
continua ad essere in fermento, nei prossimi giorni
nuove manifestazioni e altri
cortei sono previsti. La paura è che da qualche parte, all'improvviso, la situazione
degeneri con conseguenze
imprevedibili.
«Dobbiamo combattere
la violenza gratuita - riba-
Mondo Universitario
La responsabile
dell°Interno aveva detto
mercoledì: «La
campagna elettorale è
cominciata, mi aspetto
il peggio»
disce Cancellieri - non possiamo certamente lasciare
spazio a chi crede che gli
agenti siano diventati degli
aguzzini e usi questo come
pretesto per le aggressioni».
Un ragionamento che però tiene conto anche degli
eccessi compiuti dalle forze
dell'ordine, da quei poliziotti che hanno trascinato alcuni ragazzi fuori dal corteo e
hanno continuato a picchiarli con i manganelli
quando erano già a terra e
cercavano di ripararsi dai
colpi.
L'indagine interna è stata
avviata, così come quella
della magistratura. Un agente del commissariato Viminale è già ufficialmente sotto inchiesta, altri potrebbero subire la stessa fine nei
prossimi giorni. Gli accertamenti sono stati affidati alla
Digos, nomi e circostanze
sono già nella prima relazione destinata alla magistratura.
Di fronte all'inchiesta dei
pubblici ministeri, general-
Sospensione
I poliziotti sotto accusa
per aver picchiato
i manifestanti rischiano
il procedimento
disciplinare
e la sospensione
mente si ferma il procedimento disciplinare. Ma questa volta potrebbe essere diverso. I poliziotti indagati
per aver picchiato i manifestanti potrebbero essere
chiamati subito a rispondere anche dal punto di vista
amministrativo dei propri
comportamenti. E rischiare
così la sospensione dal servizio. Una procedura che generalmente si applica soltanto nei casi più gravi. Una
strada che si vorrebbe intraprendere proprio per lanciare un segnale e cercare così
di allentare le tensioni.
Il percorso è accidentato,
i sindacati sono pronti a reagire. Perché è vero che la
tensione è ai massimi livelli, ma sono in molti a ricordare come «un simile iter
non è stato seguito neanche
per i colleghi coinvolti nelle
indagini sul G8 di Genova e
sulle violenze commesse all'interno della scuola Diaz. I
poliziotti in piazza possono
aver sbagliato, ma una sospensione dal servizio sarebbe un precedente gravissimo che rischia di far montare la rivolta dell'intera base».
«La legge - avverte Enzo
Letizia, leader dell'Associazione funzionari di polizia
- impone di aspettare la
sentenza definitiva. Non
vorrei che sull'onda emotiva venissero prese decisioni
affrettate che rischiano di
avere effetti controproducenti e vanno a incidere sulla motivazione del personale».
Una linea che non trova
pienamente d'accordo Claudio Giardullo, segretario del
Silp Cgil, secondo il quale
«ben venga l'avvio di un
procedimento disciplinare
se questo serve a dimostrare che la polizia non ha paura di guardare dentro di sé e
punire chi ha sbagliato.
L'importante è che tutte le
garanzie vengano rispettate: quelle dei cittadini e quelle degli agenti che devono
potersi difendere e soprattutto dimostrare se l'eventuale eccesso non sia in realtà la conseguenza di atti gravi dei manifestanti subiti
prima che le telecamere cominciassero a filmare».
La situazione è complessa, nessuno al Viminale lo
nasconde. Difficile trovare
l'equilibrio. Soprattutto
quando si deve fare i conti
con una piazza che per i prossimi appuntamenti si annuncia ancor più agguerrita.
Fiorenza Sarzaini
Pagina 6
Le denunce
Luglio 2012, un
dossier anonimo
ndirizzato al
ministro
dell'Interno viene
nviato a centinaia
di indirizzi email
dei ministero. Si
denunciano
rregolarità nella
gestione degli
appalti dell'Ufficio
ogistico
Le accuse
II «corvo» accusa
Nicola zzo, al
tempo vicecapo
della polizia, e
Giuseppe
Maddalena, ex
capo dei Logistico
n pensione, di
aver favorito ditte
«amiche». La
Procura di Roma
apre un'inchiesta
Le dimissioni
Nicola zzo,
ndagato anche
dai giudici i Napoli,
il 7 novembre si
dimette
Volti coperti Un «book bloc» affronta un poliziotto in tenuta
antisommossa durante lo sciopero di mercoledì a Roma. II bilancio
è stato di 16 feriti: 14 tra le forze dell'ordine
(Imagoeconomica)
Le nuove no mine
Due giorni
fa Cancellieri
ha deciso
'azzeramento
degli uffici più
compromessi
dalle accuse
del dossier
del «corvo»,
effettuando
nomine di
persone che,
come ha spiegato
il ministro stesso,
«possono ben
rappresentare un
nuovo corso»
Mondo Universitario
Pagina 7
I
Dopo il Vi m inale, un'altra denuncia anoni ma
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I - I-Presunti appalti
gestiti tra amici
«II Fatto Quotidiano» ha ricevuto
un dossier di un centinaio di
pagine che denuncia la «cricca»
di presunti appalti pilotati nella
gestione dei fondi comunitari dei
Miur (6,2 miliardi a fondo
perduto, ai quali si aggiungono
tre miliardi di budget statale e
un miliardo l'anno di fondi
ordinari per gli enti di ricerca)
11
i
I collaboratori
dei due ministri
II «corvo » del Miur indica decine
di aziende che avrebbero
beneficiato di finanziamenti pur
non avendo i requisiti: al
ministero qualcuno avrebbe
offerto la sponda alle truffe.
Sono stati fatti i nomi dei più
stretti collaboratori dell'ex
ministro Mariastella Gelmini e
dei l'attuale, Francesco Profumo
.
verifiche
ROMA - Un altro corvo.
Dopo il Vaticano e il Viminale, una denuncia anonima fa
tremare un altro ministero,
quello di Istruzione, Università e Ricerca, il Miur. Qualcuno, rimasto senza nome, ha
inviato alla redazione de «Il
Fatto quotidiano» un nutrito
dossier zeppo di dettagli su
una presunta banda che agiva all'interno di diversi uffici:
coinvolti dirigenti, collaboratori e consulenti che avrebbero pilotato bandi di gara appositamente creati per far vincere persone o società già decise.
La ricompensa erano tangenti, assunzioni e altri tipi
di favori da parte delle società favorite. Alcune venivano
addirittura ripescate dopo essere state escluse dalla selezione regolare, in quanto non
. .
.
s
possedevano i requisiti richiesti.
L'organizzazione , secondo
l'anonimo, aveva concentrato i suoi interventi in uno dei
settori chiave del ministero,
la direzione generale della Ricerca, uno dei principali centri di spesa del governo. Qui
vengono gestiti una decina di
miliardi fra contributi comunitari, budget statale e fondi
ordinari. Il dossier non risparmia elenchi di personaggi vicini all'ex ministro del Miur
Mariastella Gelmini e all'attuale, Francesco Profumo. Secondo «il Fatto», sulle ditte
«in quota a partiti politici è
piovuta una pioggia di quattrini grazie a meccanismi oliati di corruzione e scambio».
In altre parole , una pratica
ben sperimentata.
Le rivelazioni del corvo so-
no al vaglio dei magistrati
che stanno indagando sulle
truffe con i fondi europei in
diverse regioni italiane. Il ministero dell'Istruzione ha fatto sapere di essere all'oscuro
delle informazioni contenute
nel fascicolo. E ha chiesto al
ragioniere generale dello Stato «l'intervento dei servizi
ispettivi della Finanza pubblica per accertare eventuali anomalie nella gestione dei fondi
nazionali e comunitari degli
ultimi anni».
Ora sembra profilarsi una
vicenda che potrebbe avere
conseguenze molto gravi. Al
Viminale la scoperta di un sistema di appalti con circuiti
preferenziali è costata, tra l'altro, le dimissioni al numero
due della Polizia Nicola Izzo.
Il presidente dei deputati dell'Idv, Antonio Borghesi, ha annunciato di voler presentare
un'interrogazione urgente al
governo per fare luce sul giro
di appalti truccati. Secondo
un alto dirigente del Miur,
Emanuele Fidora, quella fatta
dal corvo sarebbe una denuncia «molto circostanziata», e
dunque sembrerebbe poter
avere una buona credibilità.
Il flusso di denaro del ministero era già finito al centro di altre inchieste.
Margherita De Bac
L'ilinchiliesta
Gli ispettori
del ministero
Il ministero dell'istruzione ha
chiesto al Ragioniere generale
dello Stato «l'intervento dei servizi
ispettivi di finanza pubblica» per
accertare « eventuali anomalie»
nella «gestione dei fondi nazionali
e comunitari degli ultimi anni». È
stata anche avviata «l'analisi delle
procedure interne
all'amministrazione»
Mondo Universitario
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Nove italiani su dieci pensano che siano questi i tre settori su cui puntare anche se ora sono trascurati
«Arte, ambiente e agricoltura per ripartire»
di RENATO MANNHEIMER
protezione dell'ambiente e quella dei
beni artistici e architettonici contano,
a parere dei cittadini, nel dare occupazione, specie in questo periodo difficile. Esprimono questo parere (ritenendo questi settori «molto» o «abbastanza» importanti nel formare nuovi posti di lavoro) percentuali che variano
attorno all'82-83%, con, ancora una
volta, una maggiore accentuazione da
parte dei più giovani, ma anche dei
trentacinque-quarantacinquenni.
Di conseguenza, dovendo scegliere
tra i tre, quello ritenuto prioritario
per l'azione di governo è l'agricoltura:
sempre il51%o - specie i meno giovani e gli operai - dichiara che l'esecutivo dovrebbe concentrarsi maggior-
Sembrano settori molto diversi e
lontani tra loro. E sono invece accomunati da una rilevante importanza
economica e, al tempo stesso, da
un'attenzione talvolta marginale da
parte delle autorità. Si tratta di comparti quali l'agricoltura, la difesa del-
Posti di lavoro
Secondo il 51%
l'agricoltura potrebbe
contribuire «molto» alla
creazione di posti di lavoro
l'ambiente, la cultura e la protezione
di beni artistici e architettonici.
Un recente sondaggio, effettuato
su di un ampio campione rappresentativo della popolazione adulta del nostro Paese, mostra come gli italiani attribuiscano un grande rilievo a tutti e
tre questi ambiti: l'8o-go%o dei cittadini afferma che si tratta di settori «molto» o «abbastanza» importanti. Per il
loro ruolo sociale, ma anche - talvolta specialmente - per il loro contributo all'occupazione.
Da quest'ultimo punto di vista
l'agricoltura appare relativamente
più importante: secondo il 51% degli
italiani essa contribuisce «molto» alla
formazione di posti di lavoro. A costoro va poi aggiunto quel 38% che ritiene comunque che il ruolo di questo
settore nel formare occupazione sia
«abbastanza importante»: nell'insieme, dunque, quasi il go%o degli italiani attribuisce rilievo a questo settore
nel creare posti di lavoro. Non a caso,
risultano, più di altri di questo parere, i più giovani, fino ai 24 anni e, al
tempo stesso, i laureati. Ma anche la
.,
u, >
.
,
Investimento
Per il 96% dei cittadini
l'investimento in questi settori
permette di valorizzare
un patrimonio unico per l'Italia
ne invece che «questi settori, per
quanto importanti non sono tra le
priorità». Insomma, a parere della
quasi totalità (96%) dei cittadini con, ancora una volta, una maggiore
adesione da parte dei più giovani «1'investimento in questi settori permette di proteggere e valorizzare un
patrimonio unico per l'Italia».
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S®Áuf. f U
Agricoltura
Protezione dell'ambiente
Cultura e protezione di beni
artistici e architettonici
Agricoltura
Protezione dell'ambiente
Cultura e protezione di beni
artistici e architettonici
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mente su di essa, mentre la protezione dell'ambiente e quella dei beni artistici ottengono percentuali inferiori,
con però, per quel che riguarda in particolare la difesa della natura, una
maggiore sottolineatura da parte dei
più giovani.
Al di là di queste differenze, tutti e
tre questi settori sono, come si è detto, ritenuti meritevoli di sostegno:
più del go%o degli italiani afferma che
«potrebbero rivelarsi fondamentali
per la ripresa e sono invece ingiustamente trascurat ». E solo il 15% ritie-
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Cultura e protezione
di beni artistici
e architettonici
-8
Tutte
51
Agricoltura
Mondo Universitario
-1
Non sa
Pagina 10
SCUOLA
Il rito confor
o
sta delle occupazioni
di GIOVANNI BELARDELLI
ol cadere delle foglie torna, come
0 (quasi) ogni anno il rito delle occupazioni delle scuole superiori e le
cronache di molte città si riempiono
dei riferimenti ai nomi - nella capitale il Socrate, l'Archimede, il Tasso, il Righi, il
Newton e così via - che indicano gli istituti
occupati. L'appunto un rito, del quale nessuno
si stupisce più. Si è osservato molte volte che
l'occupazione della propria scuola rappresenterebbe quello che gli antropologi chiamano un
rito di passaggio, la cerimonia che segna il trapasso da un'età della vita all'altra; qualcosa di
simile insomma a ciò che sono stati per tanto
tempo la cresima per i cattolici e il Bar Mitzvah
per gli ebrei. In una società come la nostra, passata attraverso un processo di forte secolarizzazione, occupare la scuola sarebbe un sostituto
di riti religiosi che hanno perso ormai d'importanza. Può darsi.
Ma se è così, è anche vero che si tratta di un
rito che torna a riproporsi ogni anno in modo
più stanco, con la diffusione di slogan e obiettivi che riprendono, appena aggiornati, quelli dell'anno precedente: no ai tagli, no ai privati nella
scuola, difendiamo la scuola pubblica. Gli insegnanti non sempre aiutano i ragazzi ad andare.
Mondo Universitario
oltre queste diagnosi un po' (un po' troppo) superficiali. Basta affacciarsi a un corteo o a un'assemblea di docenti per sentire riecheggiare i soliti, stereotipati attacchi contro i tagli alla scuola «per semplici motivi di cassa», come mi è capitato di udire con qualche stupore (come se
non esistesse lo spread e prima ancora il debito
pubblico giunto al 126 % del pil); o contro il pericolo di privatizzare il sistema di istruzione (come se il nostro Paese non soffrisse semmai del
problema opposto, dell'assenza di privati disposti a investire davvero nell a scuola e nell'università). Le occupazioni rischiano insomma di apparire - e forse, ormai, anche di essere - un
grande rito conformista, dove oltretutto si mette in scena una pessima lezione di (anti)democrazia. Da sempre, nella quasi totalità dei casi,
le occupazioni vengono infatti decise da una
minoranza di studenti: questo però non sembra suscitare troppi problemi in un Paese che,
evidentemente, pensa che sono le minoranze a
fare la storia, dalle camicie rosse di Garibaldi
alle camicie nere di Mussolini.
Ma l'aspetto forse più sconcertante, più vacuamente conformista, resta ancora da dire. A
stare alle cronache che si son potute leggere,
in qualche liceo romano una parte degli stessi
genitori ha approvato che gli studenti occupassero la scuola. Come ha riportato venerdì scorso l'edizione romana del Corriere, in uno dei
licei storici della capitale - il Tasso - è avvenuta la seguente scena: la preside ha avvertito
d'urgenza i genitori perché cercassero di dissuadere i loro figli dall'occupare, ma molti hanno fatto esattamente il contrario. In fondo, che
dei ragazzi e delle ragazze, fosse pure per provare il brivido della trasgressione, occupino la
scuola, si può capire. Che i genitori approvino,
che forse approvi anche qualche insegnante
nella speranza che ciò possa fare da cassa di
risonanza alle agitazioni sindacali di questi
giorni, appare invece come un esempio di fuga
dalle proprie - diverse ma egualmente importanti - responsabilità educative.
Qualche settimana fa l'ex deputato Fabio
Mussi giustificò in un'intervista il proprio ritiro dalla politica (anche) in riferimento a ciò
che definiva il complessivo fallimento della
sua generazione. Ecco, nell'immagine di genitori che non si curano di spiegare ai figli che
non si occupa una scuola solo perché lo fanno
tutti, temo ci sia mia conferma di quel fallimento di cui Mussi parlava.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Pagina 11
Al via il master in I 'orld natural herit-age m(, tageínent
A.
lez i one
Pagina a cura
DI FILIPPO GROSSI
ntro il 4 dicembre 2012
è possibile iscriversi alla
prima edizione del master in World natural heritage management organizzato
dalla Tsm, Trentino school of
management, e dalla Provincia
autonoma di Trento attraverso
la Step ( Scuola per il governo
del territorio e del paesaggio) e
in collaborazione con l'università
degli studi di Torino. Il master, che
ha il patrocinio della Fondazione
Dolomiti Unesco, ha l'obiettivo di
fornire agli allievi teorie, metodi
e strumenti innovativi, adatti
alla gestione delle istituzioni e
dei progetti che si occupano della
tutela e della valorizzazione dei
Mondo Universitario
valor i zzare I amb i ente
beni naturali, dell'ambiente e del
paesaggio. L'ambiente, il territorio, il paesaggio e la cultura sono
infatti tra le più importanti questioni del nostro tempo e da come
le affronteremo dipende il futuro
di ognuno e le caratteristiche della vivibilità nelle nostre società.
Per queste ragioni, la capacità di
conservazione e valorizzazione dei
beni naturali assume una nuova
centralità e il master intende promuoverne lo sviluppo . Il corso, che
scatterà il 23 gennaio 2013 per
terminare il 13 dicembre 2013,
è rivolto a manager, funzionari,
studiosi e professionisti di istituzioni e organizzazioni pubbliche e
private interessate alla gestione
dei beni del patrimonio Unesco,
anche se possono essere ammessi
anche giovani laureati in possesso
almeno di laurea triennale che vogliano approfondire le tematiche
della conoscenza e della cultura,
dell'economia e gestione dei beni
naturali. Il percorso si caratterizza per un approccio che privilegia
l'esperienza e la pratica diretta
sul campo e si concretizza nella
scelta di un metodo che supera
la tradizionale formazione d'aula, attraverso la combinazione di
formazione a distanza , di testimonianze di manager e professionisti, di viaggi di studio, di progetti
di ricerca applicata e di stage in
organizzazioni pubbliche e private. Per iscriversi e per avere
maggiori informazioni, consultare
il sito web: www.tsm.tn.it oppure inviare un'email all'indirizzo:
step@tsm .tn.it.
Oc Riprodu,ione riservata
Pagina 12
rispetto ai temi del cloud computing,
della virtualizzazione, web services e
outsourcing di applicazioni software.
Per iscriversi al master, è necessario
consultare il sito web: www.formazione.corep.it o scrivere un email all'indirizzo: formazione@corep. it.
Fino al 30 novembre 2012 è possibile iscriversi all'Executive master in
management delle amministrazioni
pubbliche (Emmap) organizzato da
Sda Bocconi. L'Emmap scatterà il
prossimo 10 dicembre 2012 e consiste
in un percorso formativo biennale,
unico in Italia, che permetterà di
perfezionare le competenze, capacità
e conoscenze, fornendo solidi vantaggi
nella gestione dell'universo della pubblica amministrazione. Attraverso 48
giornate di formazione distribuite in
22 mesi tra aula, distance learning
e attività sul campo per una preparazione manageriale articolata in
corsi fondamentali, elective (opzionali), diagnosi di sistemi aziendali
e progetti individuali, infatti, gli
allievi potranno vivere un'esperienza
intensa e stimolante. Al termine della
frequenza del master verrà rilasciato
dalla Sda Bocconi l'attestato di corso
di perfezionamento. I partecipanti di
Emmap hanno inoltre la possibilità
di frequentare l'International summer school per manager pubblici.
Per iscriversi al master e per avere
maggiori informazioni, consultare il
sito web: www.sdaboeconi.it.
Scadono il 30 novembre 2012 i
termini per iscriversi al master
universitario di I livello in Servizi
software e cloud computing attivato
dalla facoltà di scienze matematiche,
fisiche e naturali dell'università degli
studi di Torino e gestito da Corep. Il
master sarà proposto in modalità
apprendistato ed è riservato
a laureati in possesso dei
titoli di accesso indicati
nel regolamento presente sul sito Corep (www.
formazione. corep. it).
La grande novità del
master riguarda il
fatto che i candidati
selezionati saranno
assunti dalle aziende
aderenti, e con sede
nella regione Piemonte,
prima dell'inizio del master con contratto di apprendistato, ai sensi dell'art. 50 del dlgs
n. 27612003. Il corso, in particolare,
intende completare la preparazione
di professionisti dell'Ict, rendendoli
ancora più capaci di cogliere questa
trasformazione e di renderla operativa nelle aziende private e negli
enti pubblici. Il master si propone di
dare una formazione complementare
Mondo Universitario
Il 15 dicembre 2012 è la data ultima
per iscriversi al master in Conservazione e restauro delle opere d'arte
moderne e contemporanee organizzato da Ied. Le sedi in cui si terrà il
master, in partenza il prossimo
10 gennaio 2012 per una
durata annuale, saranno
l'Accademia di Belle
Arti Aldo Galli di Como e lo Ied di Venezia.
Il corso universitario
di I livello fornisce
gli strumenti per una
corretta conoscenza
della professione del
restauratore, stimolando
l'innovazione e la ricerca
di nuove strategie di intervento nel contemporaneo. In
particolare, intende essere da stimolo
anche per chi già opera nel settore dei
beni culturali offrendo un'opportunità per approfondire le problematiche
in ambito conservativo, orientare
le proprie scelte professionali in un
settore in rapida evoluzione, e per
affinare le proprie conoscenze. Il master si rivolge a professionisti,
laureati nei settori architettura, industrial design,
diplomati delle Scuole
di restauro e d'alta formazione dell'Istituto
superiore di conservazione e restauro, e ai
laureati I livello del
nuovo ordinamento
didattico rientranti
nelle classi di scienze
dei beni culturali e diplomati di Accademia di
belle arti. Per iscriversi al
master e per avere ulteriori
informazioni, consultare il sito
web: www.ied.it.
organizzato dall'università La Sapienza di Roma. Il master, che prenderà avvio il prossimo I ° febbraio
2013 con durata annuale, si propone
di realizzare un percorso formativo
finalizzato a formare figure profes-
sionali che possano operare e
cemente nel campo della previsione,
prevenzione e mitigazione del rischio
idrogeologico. A tal fine vengono
fornite specifiche e approfondite conoscenze sulle tematiche inerenti la
valutazione della pericolosità degli
eventi e la vulnerabilità degli elementi a rischio, integrati alle strategie perla sua mitigazione, fornendo i
necessari aggiornamenti scientifici e
tecnologici anche sotto il profilo della
normativa. In particolare il master si
propone di fornire una preparazione
aggiornata su problemi relativi alla
valutazione e mitigazione del rischio
idrogeologico finalizzata all'allestimento di progetti in stretta relazione
con i documenti di programmazione previsti dalle norme
vigenti e prodotti dalle
Autorità di bacino, nazionali e regionali. L'organizzazione didattica
del masterègestita dal
Consiglio didattico
scientifico a cui a fferi-
scono,principalmente,
docenti e ricercatori
dell'università La Sapienza provenienti da
diverse aree disciplinari
(scienze della terra, ingegneria, architettura, chimica), oltre a rappresentanti di
istituzioni operanti nel campo del
rischio idrogeologico. Per iscriversi
e per avere maggiori informazioni,
consultore il sito web: www.uniromal.it.
C'è tempo fino al 17 dicembre 2012
per iscriversi al master in Analisi e
mitigazione del rischio idrogeologico
Pagina 13
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Cresce de l 2 0 % a ric h i e sta di, p rofili p rofessi onali specia lizz a ti
Pagina a cura
DI ROBERT
SSAN
on un aumento del 20%
della richiesta di profili
professionali specializzati, il settore digital e
new media si conferma in crescita e in controtendenza con l'attuale congiuntura del mercato
del lavoro. Secondo le previsioni,
nel 2013 la domanda potrebbe
crescere ancora del 25%. Sono
questi i dati che emergono dalla ricerca effettuata da Michael
Page, società di ricerca e selezione del personale. «Questo dato,
insieme all'emergere di nuove
figure professionali, conferma
che il settore assume un'importanza sempre più rilevante
nelle aziende: si tratta di un
universo in rapida espansione
dove le aziende richiedono generalmente sempre più figure professionali specializzate
emergenti che solo fino a pochi
anni fa non esistevano», sottolinea Filippo Maggi, direttore
di Michael Page e responsabile della divisione digital&new
media. «È interessante notare
come la crescita registrata non
sia prevista in rallentamento. I
profili più richiesti al momento, secondo il nostro osservatorio
sul mercato del lavoro, risultano
essere il web marketing manager, figure con responsabilità
dello sviluppo delle strategie
di marketing sui nuovi media
(web, mobile, tecnologie digitali), gli e-commerce manager,
i community manager, i publisher manager e infine i chief
technology officer, professionisti
che scelgono le migliori soluzioni tecnologiche e strategiche per
i prodotti aziendali», continua
Filippo Maggi.
Mondo Universitario
Tra gli altri profili richiesti
nel panorama dell'information
technology spiccano dunque
il community manager, l'online project manager e l'online strategie planner. Il primo
gestisce la community online
dell'azienda, monitora la brand
reputation sui principali social
networks e studia le strategie e
le features da implementare per
generare traffico. E una figura
emergente che pratica anche
una forte e costante attività di
blogger con gli utenti interessati. Il ruolo richiede un'avanzata
conoscenza dei principali social
networks e una forte passione
per le community online. Questo
profilo, che percepisce una retribuzione lorda annua intorno ai
40 mila/60 mila euro, riporta
al direttore marketing e la sua
possibile evoluzione è l'online
marketing manager.
Riportando al marketing manager, l'online project manager
invece è il punto di riferimento
per i diversi reparti aziendali
coinvolti nello sviluppo di un
progetto. Il ruolo richiede solide basi tecniche e di marketing
strategico, oltre che forti doti di
time management e capacità di
lavorare per obiettivi. La sua
retribuzione lorda annua è di
40 mila/50 mila euro. L'online
strategie planner, infine, riporta
al responsabile dell'area digital
e si occupa di pianificare le diverse tipologie di campagne di
advertising online. Il suo ruolo
è consulenziale, rivolto all'individuazione della miglior pianificazione digitale in termini
di Roi previsto, oltre che di intermediazione tra advertiser e
concessionarie. Il ruolo richiede una pluriennale esperienza
in ambito media e di account
management. La possibile evoluzione del ruolo è il direttore
marketing. La sua retribuzione
sia aggira tra i 40 mila e i 60
mila euro lordi annui.
«Dato che oggi i social media
continuano a evolversi costantemente», afferma Michele Ficara,
presidente di Assodigitale, «tutte le aziende, avendo compreso
che il presidio sui social media
è quindi fondamentale, tendono
a internalizzare la funzione del
social media manager. Ovviamente i ruoli richiesti sono differenti a seconda delle attività
svolte dall'azienda, per esempio
le aziende rivolte maggiormente alla pubblicità avranno nel
loro organico la figura dell'adv
manager, mentre quelle più
orientate alla comunicazione e
allo storytelling avranno la figura del social media manager,
del community manager ecc.
Prima queste professionalità
erano quasi sempre esterne e
chiamate su commessa, invece
oggi divengono figure centrali
all'interno dell'azienda e spesso hanno funzioni di quadro e
arrivano poi a raggiungere posizioni dirigenziali. Oggi, infatti,
un buon direttore marketing, un
buon direttore commerciale o un
buon responsabile della comunicazione non può non presidiare
l'ambito digitale, che prima era
un di cui, mentre oggi è la prima strada; questo ha rivoluzionato completamente il mercato
delle professionalità», continua
Michele Ficara.
Infine, risultano richiesti dal
mercato anche le figure dell'ecommerce manager e del publisher manager. Il primo, riportando al direttore commerciale o al
direttore generale, è responsabile del canale di vendita online.
Il ruolo richiede l'aver maturato
una solida esperienza nel mondo web con capacità strategicotattiche nella definizione e implementazione di un canale di
vendita complementare a quelli
tradizionali. E necessario possedere forti doti negoziali, oltre che
Pagina 14
precisione e attitudine al problem
solving. La possibile evoluzione
del ruolo è il country manager
o posizioni con responsabilità di
business unit. Lo stipendio minimo è mediamente di. 40 mila euro
annui lordi circa, quello massimo
di 65 mila euro.
Il publisher manager, riportando generalmente al network
publisher manager o al country
manager, gestisce le relazioni
e gli accordi commerciali tra i
publisher pubblicitari/progetti
speciali sugli spazi pubblicitari
dei publisher stessi. Il ruolo richiede una forte conoscenza dei
vari strumenti di advertising
online. La possibile evoluzione
del ruolo è il network publisher
manager o la direzione aziendale. La sua retribuzione lorda
annua è mediamente di circa 40
mila/60 mila euro.
«In tempi caratterizzati da
una crescente complessità, proponiamo soluzioni "easy": ovvero
rendiamo semplice, facile e sostenibile per tutti l'approccio al
mondo della conoscenza», spiega
Enzo Cavazzola, amministratore delegato di Dwi, società che
opera nella gestione anagrafica,
nel marketing e nella comunicazione. «I cambiamenti riguardano quindi anche le professionalità che vengono richieste
dal mercato dell'Information
technology. E ormai lontano il
tempo nel quale programmatori ed analisti rappresentavano
una "casta" un po' esoterica tutta dedita a scrivere con arcani
linguaggi, diagrammi di flusso e
programmi. L'informatica ancora per molti anni rappresenterà
un mercato del lavoro appetibile
e in espansione, una prospettiva
per giovani laureati desiderosi
di applicare le conoscenze acquisite, nel campo delle tecnologie
di Easy-Intelligence e EasyMining. Ingegneri, statistici,
ma anche laureati in scienze
umanistiche hanno ottime prospettive di impiego», aggiunge
Enzo Cavazzola.
Mondo Universitario
Michele Ficara.
Il ruolo richiede l'aver maturato
Pagina 15
Bandi Telecom Italia a Milano e Roma
Iftttttrï ingegneri
do o
frwzo apprendistato
elecom Italia apre le
porte ai giovani talenti.
I laureandi di ingegneria
del politecnico di Milano
e della Sapienza di Roma avranno l'occasione di fare un'importante esperienza professionale,
entrando a far parte dei settori
aziendali più innovativi, grazie al bando per
le selezioni relative al progetto
di Apprendistato
per l'alta formazione che prevede
l'inserimento a livello nazionale di
200 laureandi.
Coloro che supereranno le selezioni potranno alternare la frequenza
alle lezioni in Facoltà a un'esperienza operativa,
direttamente nelle strutture
aziendali coinvolte nella progettazione e gestione delle reti
ultrabroadband di nuova generazione (Ngn e Lte).
Telecom Italia offre un contratto, part-time al 50% e della
durata di 18 mesi, che garantirà la regolare frequenza dei
Mondo Universitario
corsi di laurea al fine di agevolare il conseguimento del titolo
accademico. La società invece
provvederà alla formazione riguardante le tematiche tecnologiche, commerciali e di gestione
d'impresa, articolata in 240 ore
suddivise in più moduli.
Alla scadenza del contrat-
to di apprendistato i migliori
laureati saranno confermati
a tempo indeterminato presso strutture organizzative del
Gruppo Telecom per essere inseriti in ruoli direttivi. Grazie
al progetto di Telecom Italia
sono già più di 100 i ragazzi
inseriti nelle sedi Telecom sul
territorio nazionale.
Pagina 16
mese d ' attesa per il primo lavoro
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Nella «guerra di cervelli» tra diversi Paesi, che cercano di accaparrarsi i migliori
giovani talenti, l'apertura internazionale
diventa fattore di successo per la singola
università. Secondo l'Ocse il numero di
studenti, che si trasferiscono in un altro
paese per la propria istruzione, è cresciuto
da 2 milioni nel 2000 a 4,1 milioni nel 2010.
Ciò comporta una selezione qualitativa tra
i vari atenei sul piano internazionale, che
attraverso i cosiddetti ranking vengono
classificati sul piano della qualità in base
a una serie di parametri. L'università Bocconi da tempo ha accettato la sfida, collocandosi in una posizione di eccellenza, attraendo studenti, ricercatori e docenti da
tutto il mondo. Gli studenti dell'università
milanese che hanno trascorso un periodo
all'estero nel 2012 sono stati 3.300, mentre
1.300 quelli in entrata da altre universi-
Mondo Universitario
tà. Inoltre, tra gli iscritti bocconiani sono
presenti 1.733 stranieri (12% del totale)
provenienti da 80 paesi. In continua crescita sono gli insegnamenti in lingua inglese
(oggi al 60% della didattica dei bienni).
Un dato colpisce per la sua brillantezza:
per il laureato bocconiano solo un mese di
attesa media per il primo lavoro. La Bocconi sembra ben allineata con gli indirizzi
dell'Unione europea che, con la strategia
di Lisbona e con il programma Europa
2020, considera l'università perno centrale
del «triangolo della conoscenza» costituito
da istruzione, ricerca e innovazione, per
dare all'Europa la spinta per crescere. Si
prevede che nel 2020 il 35% della forza
lavoro europea dovrà possedere una qualificazione di livello universitario, che oggi
è pari al 26%.
Pietro Scardillo
Pagina 17
40
40
U niversitari padani: bocciamo
il sistema che promuove
di
Elisabetta
Colombo
L
a politica deve imparare dai giovani;
impegno e concre-
tezza sono le carte
da giocare per essere vincenti, come dimostrano
le lezioni universitarie a
Bergamo, Pavia e Parma,
elezioni nelle quali gli studenti del MUP hanno ottenuto risultati al di sopra
di ogni aspettativa. Il giorno dopo l'euforia per i
successi ottenuti, si fa il
punto sulla situazione
delle Università, sui problemi da affrontare e risolvere, sui motivi che
hanno spinto gli studenti
a dare credito ai rappresentanti del Carroccio.
Il Coordinatore federale
del Movimento Giovani
Padani, Lucio Brignoli, è
convinto che i risultati ottenuti siano la positiva
conseguenza del nuovo
approccio alla politica indicato da Roberto Maroni: «Rinnovamento, concretezza e apertura alla
Mondo Universitario
società civile sono i pilastri del nuovo corso intrapreso dal Carroccio. E
sono fondamentali ad
ogni livello. Anche noi giovani abbiamo seguito
questa strada e i risultati
sono arrivati»
Non ve lo aspettavate,
quindi?
«No, decisamente i ragazzi hanno superato ogni
aspettativa. Per cominciare, va considerato che nelle Università vota il 10 15% degli studenti, quindi
il primo passo da fare è
convincere i giovani a votare. E lo si può fare solo
se si toccano problemi
concreti, se ci si avvicina
davvero alla realtà quotidiana degli studenti.
Penso comunque che anche gli studenti, così come forse tutti i cittadini,
cercano delle risposte.
C'è un vuoto: chi sa colmare quel vuoto è vincente»
Insomma, possiamo dire
che l'università può essere considerato un bel
terreno di prova....
« Direi proprio di sì. Nel
concreto infatti possiamo
dire che anche nell'università vale lo slogan: Prima il Nord. E' la battaglia
politica che porteremo
avanti negli atenei: conoscere l'entità dei finanziamenti e verificare dove
vanno a finire. Anche in
questo ambito infatti la
storia si ripete: le tasse
universitarie al Nord sono
di gran lunga superiori a
quelle delle università del
sud. Questo succede anche perchè le università
del Nord sono le meno
finanziate: Bergamo è la
più sottofinanziata di tutto il Paese, e quindi le
tasse sono più alte. E'
giusto? No, è un copione
che si ripete e anche negli
atenei succede quello
che succede per la Sanità. Il Sud riceve più soldi
ed è tuttavia meno efficiente. E poi c'è il diritto
allo studio: ogni studente
lombardo, per esempio,
paga circa 200 euro in più
di tasse per garantire l'accesso all'università anche a chi non potrebbe
permetterselo, ma questi
soldi non arrivano quasi
mai ai ragazzi lombardi. I
criteri di distribuzione, legati al livello di reddito e
alla distanza della sede
universitaria da casa, di
fatto consentono l'accesso a questi fondi agli stranieri o agli etra-regione.
Così lo studente delle Valli che va a Bergamo
all'Università e che magari è figlio di operai, non
può permettersi un appartamento e deve affrontare un viaggio di 3 ore. Ci
sarebbero dei soldi finalizzati proprio a questo,
ma a loro questi soldi non
arrivano».
Anche Matteo Mognaschi, Coordinatore Federale del MUP Movimento
Universitari Padani, è più
che soddisfatto, soprattutto dello storico risultato di Parma, ed entra
nei dettagli più tecnici.
«Con le elezioni si votano i
rappresentanti nei Consigli di Dipartimento, gli ex
Consigli di Facoltà, e negli
organi centrali, come Cda
e Senato. A Bergamo, dove a in alcune Facoltà abbiamo superato ampiamente il 60% dei voti, siamo presenti anche negli
organi centrali, dove quindi la nostra azione potrà
130
Pagina 18
essere più incisiva, mentre a Pavia e Parma siamo
rappresentati nei Dipartimenti».
Quale sarà il vostro principale obiettivo?
«Noi ci battiamo perchè gli
studenti del Nord abbiamo gli stessi diritti di quelli del Sud e quindi accesso a borse di studio e
alloggi. Questo è un tema
caldo e speriamo di avere
un valido supporto dalla
Regione, una volta che
sarà presieduta da Maroni, ovviamente. Un altro
problema importante è legato al fatto che lo stesso" "pezzo di carta", cioè
lo stesso iter universitario, costa al Nord anche 67 volte di più che al Sud»
Anche le Università, quindi sono uno specchio della realtà?
»Certo, è così, ma forse
qui noi potremo incidere
di più . Finalmente si respira aria nuova e il gran-
Mondo Universitario
de lavoro sul territorio ha
dato i suoi frutti . E' un
segnale molto positivo,
perchè dimostra che, al di
là dei flussi elettorali, se
si lavora bene, sono le
persone quelle che contano. E' stato così a Parma dove è stato eletto un
candidato che è molto
presente sul territorio. La
costanza paga».
I prossimi appuntamenti?
«Il mese prossimo ci saranno le elezioni al Politecnico di Torino. E poi il
grande appuntamento
dell'anno prossimo con le
elezioni del CNSU, Consiglio Nazionale Studenti
Universitari. Si tratta di un
grande sforzo e dovremo
mettere in campo molte
energie, ma questi risultati ci fanno propendere
per una partecipazione attiva e per un messaggio
positivo: non mollare
mai».
Pagina 19
Università, riforma fatta
mail giudizio èsospesó.
"Il tempo dirà se è utile"
Massimiliano Di Pace
COMPLETATA L'ATTUAZIONE
DELLA NORMATIVA GELMINI
COL VARO DEI DIPARTIMENTI
GLIATENEI REGISTRANO
SCRICCHIOLII E INCERTEZZE.
NESSUN EFFETTO SUI COSTI.
A CHIATTRIBUIRE FUNZIONI
CHE ERANO DELLE FACOLTÀ?
Roma
E
ormai completatala riorga-
nizzazione delle università
italiane, sancita dalla riforma Gelmini (legge 240/2010), edintempi
abbastanza rapidi, se si considera
che la sua entrata in vigore è avvenuta a fine gennaio 2011. In sostanza, tutti gli atenei italiani, come confermano dal Miur, hanno
istituito i dipartimenti, che si faranno carico, oltre che delle attività di ricerca, come in precedenza, anche delle attività didattiche,
in passato responsabilità delle facolta. Lanforma
non avrà comunque nessun specifico effetto per gli studenti, come
spiega Carlo
Carraro, rettore
dell'Università
di Venezia Ca'
Foscari: «Il noNella foto
stro ateneo è
Carlo Carraro passato al nuorettore
vo assetto, basadell'Università
to su 8 dipartidi Venezia
menti, già dalCa'Foscari
l'anno accadem i c o
2011/2012, a
partire dal quale
glistudentisisono iscritti direttamente ad un
corso di laurea,
circostanza che
non ha determinato nessun disorientamento, anche perchévi erano degli uffici informativi per aiutare chi si iscriveva all'università».
PerBeniamino Quintieri, preside della facoltà di Economia dell'Università di Roma Tor Vergata,
invece il passaggio alla nuova organizzazione sta crean do qualche
incertezza, come l'attribuzione di
funzioni che erano prima della facoltà: «Servizi comequellidel cen-
Mondo Universitario
tro di calcolo, la biblioteca, la gestione delle aule, Erasmus, itest di
ingresso, non è facile ripartirli trai
3 dipartimentichehanno sostituito la nostra facoltà, tanto che stiamo pensando ad una unità di
coordinamento che se né faccia
carico. Inoltre, i corsi di economia
sono per loro natura interdisciplinari, e quindi per ciascuno ci sarà
un dipartimento che farà da cap ofila, per coordinare le attività didattiche».
C'è anche. chi nutre dubbi sull'utilità della riforma, come il rettore dell'Università del Molise
Giovanni Cannata: «II nostro ateneo è passato alla nuova organizzazione il 1° maggio di quest'anno, per cui in luogo di 8 facoltà e 8
dipartimenti, abbiamo ora 6 dipartimenti, ma•tutto questo non
ha avuto nessun impatto sull'offerta didattica, che è rimasta immutata, né sui servizi agli studenti, quali laristorazione e l'alloggio,
che d'altro canto dipendono dalla
'Regione».
Secondo le persone intervistate
la riforma non avrà di per sé effetni neppure sui costi, che però verranno ridotti per effetto dimisure
previste dalle manovre economiche, che limitano pesantemente
la possibilità di sostituire i docenti andatiin pensione, essendoprevisto che ogni 5 docentipensionati, ne potrà arrivare uno solo, e
questo fino a12014. Viene spontaneo quindi chiedersi le ragioni
pratiche di questa riforma, sebbene il Miur ricordi che l'obiettivo
era il recupero dell'efficienza e
della competitività. «Laspintaper
questo rinnovamento del mondo
accademico italiano era sostanzialmente morale - chiosa Can-
nata-male nostre università già
producevano ottimi laureati, come prova il fenomeno della fuga
dei cervelli, ed anche se alcune
modifiche erano opportune, la rigidità burocratica, come il numero di docenti necessari per costituire un dipartimento, è statafonte di problemi, vistala disomogeneità dimensionale degli atenei
italiani». '
Per Quintieri un giudizio su
questa riforma si potrà dare solo
fra qualche anno, ma aggiunge:
«Alcuni principi ispiratori della
riforma erano sicuramente giusti,
quali la valutazione degli atenei,
per la didattica é la ricerca, come
d'altronde avviene nelmondo anglosassone, male novità sono state così tante che sarà necessario
uñ periodo di assestamento». La
riforma in effetti è stata piuttosto
ampia, come sottolinea Carraro:
«Lariorgaiizzá ionehariguardato molti ambiti, come l'obbligo di
tenere una contabilità economico-patrimoniale, il bilancio unico
di ateneo, la, partecipazione di
soggetti esterni nel Cda dell'università, ed il nuovo sistema di arruolamento dei docenti». Proprio
il 20 novembre scade il termine
perlapresentazione delle domande per la prima edizione dell'Abilitazionescientificanazionale, ossia la nuova procedura perla selezione dei docenti unìversìtarì:
non più concorsi per specifiche
cattedre, ma un'abilitazione a livello nazionale basata su pubblicazioni e titoli (contratti di ricerca
e di insegnamento). Si tratta di
una procedura esclusivamente
ori line, non priva di ostacoli, come lanecessità di riportare prima
nella banca dati Cineca (quella
`per la valutazione dei docenti) le
proprie pubblicazioni, per poi allegare invece nelle pagine web
della domandai testi in pdf (spessodascannerizzare), ediincertezze, derivanti dalla richiesta di dati
piuttosto generici per i titoli, e
l'opzionalità della loro dimostrazione documentale (in virtù del
principio dell'autocertificazione), che potrebbe costringere i
commissari avere e proprie indagini in caso, di verifica dei titoli.
«I meccanismi s ono in effettiun
po' farraginosi- afferma Cannata - ma va vista positivamente la
Pagina 20
circostanza che uno dei 5 commissari sarà un docente straniero». «Nessun sistema è perfetto gli fa eco Carraro- e si spera che
questo sia più efficace, sebbene
l'autonomia decisionale sulle regole di valutazione delle commissioni, istituite per ogni disciplina,
e la libertà delle università di scegliere tra l'attivazione di un concorso per gli abilitati, oppure diassumere il proprio docente interno
che ha ottenuto l'abilitazione,
possano determinare dei rischi».
Questa perplessità è condivisa da
Quintieri, che aggiunge: «C'è il rischio che questa procedura diventi una sorta di sanatoria se l'abilitazione verrà concessa generosamente, e se molte università
assumeranno poi senza concorso
i propri docenti che sono stati abilitati».
® RIPRODUZIONE RISERVATA
La riforma non
avrà comunque
nessun specifico
effetto per gli
studenti. Lo
sostiene , tra gli
altri, Carlo
.
Carraro, rettore
dell'Università di
Venezia
Ca'Foscari
LA CRISI DELL'ELETTRONICA
Aziende che non prevedono assunzioni di giovani laureati; III trim.12 per settore di attività, in %
ELETTRONICO
LARGO CONSUMO
MANIFATTURIERO
EDILE
53,6
SERVIZI
. 50,0
ALIMENTARE
46,3:
LOGISTICA
45,5
METALMECCANICO
CONSULENZA
Mondo Universitario
36,4
w
Pagina 21
L'aDprendistato non decolla
[iomarcia le assmizioni
SONO SOLO IL 39% LE AZIENDE
CHE PENSANO DI RECLUTARE
GIOVANI NEGLI ULTIMI3 MESI
DEL2012 (-21%RISPETrO
ALTRIMESTREPRECEDENTE).
PERCORRADIDIBACHELOR
"I CONTRATTI FORMAZIONE
:LAVORO ERANO MIGLIORI
DELLL'ATTUALE REGIME"
Vito de Ceglia
p
Milano
er chi è fresco dilaurea, ti -
ra una brutta aria. Anzi,
pessima. Sono i numeri a confermarlo: nel quarto trimestre
20121e imprese cheprevedono
di assumere, giovani laureati
sono solo il39%. Un dato significativamente basso rispetto
alle previsioni del terzo trimestre dell'anno (+60%),masimile al dato previsionale dei secondò (+34%). Il dato preoccupante è riportato nell'ultima
analisi realizzata dall'Ufficio
Studi Bachelor che ha condotto la `ricerca su un campione
rappresentativo di aziende
presenti sul territorio italiano.
Rispetto allarilevazioneprecedente, le intenzioni di assunzione delle imprese sono quindi diminuite di 21 punti perceñtuali. E tra le forme contrattuali proposte, l'apprendistato, cioè la "formula" chesecondo il governo avrebbe dovuto.
favorire l'inserimento nel
mondo del lavoro peri giovani,
sembra proprio non decollare.
L'unico significativo rimbalzo
si registra sulla fascia dei cosiddetti "talent" (da 12-24 mesi
dalla laurea): nel quarto trimestre dell'anno, la crescita sì attesterebbe sul 5,7% rispetto
all'1,9% dello stesso periodo
del 2011. Mentre per i neolaureati (0-12 mesi dalla laurea) si
passa dai 3,8% al 4,5%.
«Stiamo parlando di percentuali irrisorie. La realtà è che la
situazione è molto difficile per
chi si laurea. Sicuramente, per
colpa della congiuntura economica che non incentiva le
aziende ad investire sui giovani - spiega Salvatore Corradi,
presidente dì Bachelor-. Ma
anche per colpa di contratti, in
primis quello- delFapprendistato, che fino a questo momento si è dimostrato inutile
perché considerato troppo
Mondo Universitario
complicato per le imprese e
troppo poco'stimolante per i
laureati, che non lo capiscono
e lo giudicano inadatto alle loro necessità. Non solo: prevedo
che l'apprendistato sui laureati continuerà ad incidere poco
anche nel prossimo futuro. Sarebbe stato meglio continuare
con i contratti di formazione
lavoro: quelli sì che avevano
funzionato. Un discorso a parte merita lo stage che di fatto
non tramonta mai, come dimostrano i numeri relativi al
quarto trimestre dell'anno
(74,1% rispetto al 70,3% del
2011). Anche se in questo caso
-puntualizza Corradi- è giusto parlare di un dato dopato:
p erché un laureato può fare solo uno stage, ele aziende preferiscono sostituire il giovane
con un altro stagista piuttosto
che inserirlo nel proprio organico con un contratto. Non-è
un-caso che la domanda di sta-gistisuperil'offerta. Laveritàconclude Corradi-è che si dovrebbe pensare un contratto
ad hoc solo peri laureati considerato che ogni anno ne escono 70miladalle università».
La ricerca sottolinea poi che
la percentuale di aziende che
prevedono nel quarto trimestre l'inserimento di giovani
laureati non è mai stata così
bassa dall'inizio dell'anno: solo la metà di esse effettua previsioni positive. La domanda
dilavoro resterà stagnante fino
alla fine del 2012. Analizzando
nel particolare i dati, emerge
che in totale il 50,3% delle
aziende oggi dichiara che incrementerà il proprio organico con giovani laureati. II
39,8%, invece, non prevede
nuove assunzioni per essi. Ben
il 10% degli intervistati non sa
fare una previsione a questo
proposito: un numero elevato,
soprattutto se paragonato
all'1% del trimestre scorso.
L' 11% degli intervistati prevede perla propria azienda riduzioni o non rinnovi di contratto per giovani laureati (un dato
in calo).Ancoraunavolta sono
molte, il 16%, le.aziende che in
questo momento non sanno
dare valutazioni in merito.
Considerando poi i settori,
emergono significative differenze: quelli con previsioni
nette pìù elevate sono l'energetico e telecomunicazioni (rispettivamente 69,6% e 62,5%).
Quelle più basse sono l'elettronico, il largo consumo e l'alimentare (+0,1%, 1,0%, +9,1%).
Per quanto riguardale riduzioni o il mancato rinnovo di còntratti per giovani laureati, i settorip er iquali siprevede ìl maggior numero di riduzioni sono
quelli alimentare (38,2%), edile (34,3%) ed energetico
(32,2%). All'opposto manifatturiero (91,3%) e largo consumo (80,6%).
®RIPROOIDJONE RISERVATA
Pagina 22
LAUREATI, CHI NON TAGLIA GLI ORGANICI
% di aziende che non prevedono riduzioni o contratti non più
rinnovati a giovani laureati; Ili trim.12 per settore di attività
MANIFATTURIERO
91,3
I
89,5
LARGO CONSUMO
80,6
LOGISTICA
ELETTRICO
74;4
TELECOMUNICAZ.
73,8
CHIMICO
72,5
SERVIZI
, 71,4
METALMECCANICO
70,0
BANCARIO
66,0
III
"L'apprendistato
si è dimostrato
inutile perché
considerato
troppo
complicato per
le imprese e
poco stimolante
peri laureati"
dice Salvatore
Corradi,
presidente di
Bachelor
Mondo Universitario
Pagina 23
La tecnologiasposaimestieri
e così nell'Italia dei "saper."
il fu turo sara ancora artigiano
SUI LAVORIANTICHI CHE RISCHIANO
DI SCOMPARIRE STA SCOMMETTENDO
L'EDIZIONE 2012 DI JOB&ORIENTA
CHE SI TIENEALLAFIERADI VERONA
DAL 22AL 24 NOVEMBRE PROSSIMI
Nella foto
qui sopra
Ettore
Riello,
presidente
della Fiera
di Verona
che dal 22 al
24 novembre
ospiterà
Job&Orienta
Mondo Universitario
cogliere nuove opportunità, arricchendosi di tecnologia e aprendosi alla globalizzazione. Secondo Confartigianato nel
2009 un'impresa artigiana su quattro ha
avuto difficoltà a reperire giovani che volessero imparare un mestiere. Numeri
che non lasciano indifferenti quando la
disoccupazione giovanile è in forte aumento, e su cui si discuterà ampiamente a
Job&Orienta, la mostra convegno incentrata su orientamento, scuola, formazione e lavoro, argomenti cruciali per giovani, e anche docenti, per avvicinare il mondo della scuola con quello dell'impresa.
Due le aree tematiche: una per il mondo dell'istruzione con JobScuola, Jobltinere, JobEducational e Multimediajob,
l'altra per l'università, formazione e lavoro, conle sezioni PianetaUniversità, lavetrina dedicata all'istruzione universitaria,
Arti, mestieri e professioni, e poi TopJob,
BettinaBUSYi
dove esperti di orientamento e formazioMilano ne insegneranno come fare bene un-curSembreràunparadosso, maèproprio
riculumvitae, edarannoalcuniconsiglisu
sui mestieri che rischiano di scom- come affrontare con successo un colloparire che sta scommettendo la 22a ediquio di selezione, su come scegliereilmazione diJob&Orienta alla Fiera di Verona,
ster più adatto, il tutto mentre verranno
dal 22 al 24 novembre. Su quell'antico sa- analizzate le nuove evoluzioni delmercaper fare con le mani che si chiama artigia- to del lavoro, insieme alle figure profesnato e che adesso dovrà scommettere su . sionali più richieste. JobIntemational è
nuove tecnologie e competenze, permetdedicata aistruzione, formazione e occutere insieme quella formula magica fatta, pazione, però all'estero.
da saperemanuale, scientifico, e tecnolol tre giorni di manifestazioni ospiterangico, in grado di svilupparelanuovaintelno un fitto calendario di convegni, semiligenza del fare, lo strumento per far dianari, laboratori, spettacoli, per un coinlogare mondi distanti come quello degli volgimento attivo deivisitatori. Quest'anartigiani con ingegneri, ricercatori, e apri- no giovedì si partirà con la premiazione
re nuove possibilità di sviluppo.
della prima edizione del concorso nazioInsomma il futuro sarà artigiano, pernale "Latuaideaímpresa", e del concorso
ché in mezzo alla tempesta perfetta se è "Le olimpiadi dei mestieri". Venerdì tra i
dìfficiletrovarlavoro, saràpiùfacilecrear- numerosi appuntamenti anche la conlo nel paese apprezzato perla cultura del vention "Genialità italiana: farete scùola e
saper fare manuale. L'artigianato diven- impresa" per aziende, centri di formazioterà una risorsa importante se saprà unire ne, Its e Isituti tecnici e professionali, per
secondario e terziario, servizi e industria, analizzare i fattori di successo della collase saprà guardare avanti senza dimenti- borazione tra scuola e impresa. .
care cultura, tradizione, se sarà capace di
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Pagina 24
Dal green manager al dirigente Asl
' i master innovano le professioni
I FILONI EMERGENTI SONO
RINNOVABILI, SOSTENIBILITÀ
MAANCHE "RIVISITAZIONI"
DI SETTORI TRADIZIONALI.
LA SCUOLA SUPERIORE SANT'ANNA
HA PRESO SPUNTO DAL CONTROLLO
DI CONTI E SERVIZI DELLA SANITÀ
TOSCANA PER VARARE UNA NUOVA
PROPOSTA FORMATIVA. INAZIONE
ANCHE BOCCONI, LUISS E LIUC
Luigi Dell'Olio
Milano
La sostenibilità ambientale e le
energierinnovabili, accanto alrinnovamento deisettoritradizionáli, sono
1 filoni emergentidella f o rmazione p o stlaurea in Italia. Lo dimostra il caso del
master universitario di secondo livello
MeS Management& Sanità della Scuola
Superiore Sant'Anna. Un corso nato come spin-off dell'omonimo laboratorio
che sta monitorando da anni l'efficacia
e la sostenibilità economica del sistema
sanitario regionale toscano, individuando punti di forza e di debolezza nei
conti, ma soprattutto nelle prestazioni e
nella soddisfazione dei cittadini. Un sistema di lavoro risultato efficace, tanto
daessereutilizzato anchepertenere sotto controllo le Aùsl di altre regioni. Da
qui l'idea di dar vita a un master universitario di secondo livello per chi punta a
diventare manager in ambito sanitario,
aperto sia a giovani con elevato potenziale, siaaprofessionistichegiàoperano
nelle aziende del settore. Il corso, che
permette di ottenere fino a 85 crediti
formativi universitari, prevede 800 ore
dilezione, 200 ore traworkshop, lavori di
gruppo e studio individuale, 600 ore di
stage dasvolgere pressò leaziende sanitarie. Durante il percorso formativo, i
partecipanti possono contare su strumenti dicounsellingindividualepermigliorare la comprensione dei propri
punti di forza e delle proprie attitudini e
A giovani che
vogliono avviare
un'impresa si
rivolge un corsi
della Luiss (1),
ai futuri manager
in sanità
la Scuola Superiore
Sant'Anna (2)
di Pisa offre un
master universitario
poter compiere scelte consapevoli riguardo il proprio percorso di carriera.
La Bocconi di Milano organizza un
master di primo livello in Master in
Green Management, Energy and Corporate Social Responsibility, interamente in lingua inglese. Una scelta non
casuale, considerato che i mercati di riferimento del settore mutano velocemente: per esempio, in Italia, che fino a
non più di un anno faerail mercato di Tiferimento alivello mondiale delfotovoltaico, oggi si registra una brusca frenata
mento, 320 ore di stage presso organizzazioni attive nei settori dell'energia e
della sostenibilità, integrate da workshop e testimonianze aziendali.
Sullefacilitazioni all'apertura di nuove aziende innovative si è concentrata
unabuonaparte delle normative piùrecenti in Italia, nella convinzione che
questa sia una delle poche strade praticabili per intercettare la ripresa. In questò filone si inserisce la Luiss con il Led
Center, start up school pensata per supportaregiovani studentilaureandi e lau
reati chevogliono intraprendere un'iniziativa imprenditoriale, sulla base del
proprio talento e delle proprie idee. La
formuladidatticadelLed (dodici incontri complessivi che seguono la formula
week-end per avvicinare anche chi già
svolge attività professionali) prevede un
intreccio costante tra le docenze frontali di carattere teorico e le testimonianze
di esperienze imprenditoriali di rilievo,
oltre a un ampio ricorso a casi di studio,
esercitazioni, analisi di pratiche di successo e a una competizione a squadre
per la formulazione della migliore idea
di business da presentare all'esame di
un advisoryboard della scuola.
Infine, tornando ai business storici
che cercano nuove strade innovative, da
segnalareilmasterMafood, organizzato
allaLiuc di Castellana performare food
manager dotati di competenze trasversali, conl'obiettivo di superare le barriere di competenza che caratterizzano oggile figure tecniche (tecnologi alimentari, chimici, biologi e così) rispetto aquelle manageriali (come marketing, ricerca
e sviluppo e logistica) operantinelsettore. Le lezioni si svolgeranno da gennaio
a ottobre prossimi (una settimana intensiva di aula al mese).
degli investimenti in concomitanza con
il calo degli incentivi pubblici. Questo
mentre altri Paesi, soprattutto quelli
emergentiche inpassato eranó statimeno attenti sui temi della sostenibilità,
stanno avviando piani di incentivazîone. I temi approfonditinel corso delpercorso formativo vanno dalla sostenibilità ai cambiamenticlimatici, dalle energie rinnovabili all'efficienza energetica,
passando per i consumi verdi e lo sviluppo urbano in rispetto dell'ambiente.
Il master prevede 580 ore di insegna-
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RESISTE LA FIDUCIA NELLA UE Dati in
%
Mesi di reimpiego
UE
ITALIA
ITALIA-----14,87
...38,2 34.5 .
sW
REIMPIEGO
NEL MERCATO
Mondo Universitario
ISTITUZIONI
UNIONE
EUROPEA
APL PRIVATE
SINDACATI
Fnnte:66mop
Pagina 25
Con Bocconi ePolitecnico
Milano scalalatop mondiale
delle città universitarie
L'ATENEO GUIDATO DA SIRONI FIGURA
AL46°POSTO NEL QS UNIVESITY
RANIUNG CHE SELEZIONALE MIGLIORI
SCUOLE INTERNAZIONALI.
IL CAPOLUOGO SFIORAI PRIMI VENTI
GRAZIE ANCHE ALL'UNIVERSITÀ
STATALE E ALLA CATTOLICA
StefaniaAoiî
Milano
r. sono tante classifiche che indicano lé migliori università
Nelle foto
Andrea
Sironi (1)
(Bocconi); Giovanni
Azzone (2)
(Politecnico);
Ivano
Dionigi (3)
(Università
di Bologna)
italiane. Ciò che emerge da ognuna
di queste è che la Commerciale Luigi Bocconi è la più prestigiosa del
nostro paese, con una discreta reputazione internazionale. L'ateneo
oggi guidato dal magnifico rettore
Andrea Sironi è a146esimo posto nel
Qsuniversityranking, che seleziona
le migliori scuole del mondo. «Col
suo campus posto al centro del capoluogo lombardo offre unaformazione internazionale e maggiori
possibilità d'accesso al mercato del
lavoro rispetto a qualsiasi altra università dello Stivale. Propone corsi
di laurea e post-laurea in lingua inglese tenuti da un corpo docente intemazionale» si legge nel rapporto
Qs. Stringe accordi bilaterali con
170 università straniere grazie ai
quali duemila studènti ogni anno
partecipano a scambi culturali. Infine supp ortaiproprilaureatinellaricerca di un'occupazione, grazie a
rapporti con aziende di ogni tipo e
dimensione in Italia e all'estero: oggi sono circa 56mila i "bocconiani"
impiegati in tutto il mondo.
_
SelaBocconièstatapromossaanche dalla classifica pubblicata dal
Censis e Repubblica, come migliore
ateneo privato, primo fra le università pubbliche è Bologna. La classifica Censis tiene conto di vari ele-
Mondo Universitario
menti come laproduttività, la didattica, i servizi web, la ricerca, i rapporti con le università straniere. Le
qualità di Bologna sono state riconosciute anche nella classifica Qs,
che la vede duecentesima tra le migliori università al mondo. Come ha
detto il rettore Ivano Dionigi: «Unrisultato sorprendente se si considera
chel'AlmaMater, comelo stesso mirtistero dell'istruzione ha certificato
è sottofinanziata rispetto ad altre
università per 67 milioni di euro».
Fondata nel 1088, quella del capoluogo emiliano, è lapiù anticaistituzione accademica occidentale. In
particolare, l'ateneo è al top per
quanto riguarda le facoltà di Agraria, Psicologia e Scienze politiche.
Propone circa 114 corsi di laurea di
livello, più di 109 programmi dimaster, e più di 112 programmi di dottorato. Ma c'è di più. L'ateneo bolognese offre agli studenti internazionali anche una serie di borse di studio. La classifica Censis premia infine i Politecnici di Torino e di Milano.
Soprattutto quello di Milano, fondato nel 1863, è considerato di particolare prestigio anche da altre
classifiche, grazie ai suoi programmi in lingua inglese che gli consentono diricevere studentiprovenienti da 110 paesi. In tutto oggi ospita
37mila studenti di cui 3200 stranieri. E insieme alla Bocconi rendono
Milano una delle migliori città universitarie al mondo, al 21 esimo posto nella classifica Qs 2012.
Da segnalare tra gli atenei di rilievo tra quelli grandi e medi il Censis
segnala anche Paviae Siena. Mentre
nelle classifiche di Qs. Ecco spuntare la-Sapienza con i suoi Settecento
annidi storia e 145mi1a studenti. La
statale di Milano e la Cattolica.
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Pagina 26
:ll bilancio a un anno dal lancio del bando del ministero
Brevetti, disponibili
incentivi per 11 milioni
L'iniziativa
Le domande completate e quelle ammesse finora al programma Brevetti+
Premi alla
brevettazione
Incentivi
importo valorizzazione
(in curo) brevettuate
Num. domande
presentate
551 1.458.000*
di cui
domande
ammesse al
160
417.000
Importo
(in euro)
514 17.848.538*
71
3.586.942
Totale
domande
presentate
Importo
totale
(in euro)
1.065 19.306.538*
231 , 4.003.942
12/11/2012
(*) Impegno stimato, considerando un tasso di ammissione medio dei 90% peri premi e del 60% per gli
incentivi
Fonte: Mise•Uibm
Rimane aperto, fino ad
esaurimento fondi, il programma "Brevetti+" da 30,5 milioni a
sostegno della competitività e
innovazione delle Pmi, promosso dalla Direzione generale per la lotta alla contraffazione-Uibm del ministero dello
Sviluppo economico e attivato
un anno fa.
In tutto, le domande presentate sono i.o65 per un impegno
stimato di 19,3 milioni. Finora
ne sono state ammesse 231, per
un importo di oltre 4 milioni.
Restano comunque disponibili almeno altri n milioni, che in
parte saranno conquistati dalle Pmi che hanno iniziato, ma
non ancora concluso, la compilazione del form on line per
l'istanza di finanziamento sul
sito di Invitalia.
Il programma si articola in
due linee di intervento: una, rivolta a incrementare il numero
di brevetti nazionali e in parti-
Mondo Universitario
colare la loro estensione
all'estero, l'altra-più consistente - destinata a incentivare la
valorizzazione economica dei
brevetti, per esempio attraverso la realizzazione di un prototip o o di un test di produzione.
Il programma "Brevetti+" è
solo una delle tre azioni promosse dalla Dglc-Uibm del ministero a tutela della proprietà
industriale delle Pmi. Altri 15
milioni sono il plafond delbando "Disegni+", articolato a sua
volta in due linee: una finalizzata a incrementare il numero dei
disegni depositati (5 milioni, di
cui 3,5 ancora disponibili), l'altra per sostenere il miglior impiego dei diritti, incentivando
l'immissione di nuovi prodotti
nel mercato globale (1o milioni, in questo caso già esauriti).
«La risposta delle imprese finora è stata buona», commenta Loredana Gufino, direttore
generale della Direzione per la
lotta alla contraffazione-Ufficio italiano brevetti e marchi
del ministero dello Sviluppo.
«Perlaprimavolta- spiega-finanziamo le imprese affinché
il loro brevetto o l'oggetto del
design diventi un prodotto che
possa essere commercializzato. Le aiutiamo a passare
dall'idea al mercato. L'obiettivo è far utilizzare dalle Pmi in
maniera intelligente gli strumenti di proprietà industriale,
perché questo è il primo passo
nella lotta alla contraffazione,
in particolare all'estero».
Una terza misura è rivolta ai
marchi ed è stata promossa insieme a Unioncamere. Il bando, aperto dal 4 settembre scorso, è finalizzato a offrire agevolazioni per la registrazione di
marchi comunitari e internazionali daparte delle micro, piccole e medie imprese. Il plafond è di 4,5 milioni.
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Nuove misure
LaLombardia
scommette
suplacement
e apprendisti
«Una buona scuola per un
buon lavoro». È in programma
domani l'iniziativa della Regione Lombardia per promuovere
le p artnership tra imprese e sistema di istruzione e iprogettidi alternanza scuola-lavoro. Due le
novità che saranno presentate:
l'apertura di un nuovo bando da
2,3 milioni di euro (1,3 finanziati
dal ministero del Welfare, attraverso il programma Fixo di Italia Lavoro e un milione di fondi
regionali) da assegnare direttamente alle scuole per organizzare servizi di orientamento e di
placement e unbando per portare l'apprendistato professionalizzante nelle ultime due classi
degliistitutisup eriori. Sul primo
fronte, «puntiamo a finanziare
una cinquantina di progetti spiegaValentinaAprea, assessore all'Occupazione, istruzione e
cultura della Regione - privilegiando le reti di scuole». In programma anche ilrifinanziamento dei progetti di apprendistato
editirocinio (i2milionicomplessíví) e il rinnovo dei protocolli
per l'alternanza scuola-lavoro.
Ilconvegno si svolgerà a Milano presso l'Auditorium Piazza
Città di Lombardia i, con inizio
alle ore 430.
Fr. Ba.
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Mondo Universitario
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Istruzione/I. Sono in aumento le reti tra istituti superiori e aziende per favorire l'occupazione dei giovani
Più link diretti tra scuola e lavoro
Duecentomila gli-studenti coinvolti in lOmila stage e progetti pratici
Francesca Barbieri
le imprese italiane faticano a coQuasi 2oomila studenti coin- prire 22mila posti, il 1C/. delle asvolti, lomila percorsi attivati, sunzioni previste per il terzo tri65mila strutture "ospitanti". Il link mestre 2012 (sivedaIl Sole 24 Ore
tra scuola e mondo produttivo _del 15 novembre). Un paradosso
per favorire l'ingresso dei giovani se si considera il tasso di disoccucomincia a funzionare: secondo pazione record tra gli under 25,
l'ultimo monitoraggio del Miur - superiore al35Per cento.
L'alternanza è un mix formatirelativo all'anno scolastico in corso -gli istituti coinvolti irriniziati- vo che permette ai ragazzi che freve di alternanza scuola-lavoro so- quentano gli istituti professionali,
no 2.365, aumentatidel56%nell'ar- ma anche i tecnici e i licei, di svolco di 12 mesi, i "progetti didattici" gere il proprio percorso di istruregistrano una crescita dei 145% e zione realizzando una parte della
i ragazzi interessati sono più che didattica all'interno diun'impresa
raddoppiati (+110%). Un incre- o diun ente, attraverso stage, labomento legato a doppio filo alle no- ratori e altre attività pratiche (le
vità introdotte dal riordino del se- ore d'impegno sono in media io8).
condo ciclo di istruzione, che ha «L'obiettivo - sottolinea Elena
rafforzato l'offerta di tirocini e atti- Ugolini, sottosegretario all'istruzione-è di allargare sempre di più
vità di laboratorio.
I dati - che saranno presentati il numero di giovani che hanno
a Job&Orienta, la fiera dedicata questa opportunità, fino a poterla
a formazione e lavoro, in pro- offrire a tutti. Perché ciò accada,
gramma a Verona da giovedì a occorre la collaborazione di imsabato - si riferiscono ai corsi di- prenditori, tecnici, professionisti
retti ai ragazzi tra i 15 e i 18 anni e artigiani». Nei progetti sono stabasati sull'intreccio tra le scelte te finora coinvolte quasi 4omila
educative della scuola, i fabbiso- aziende (37.810), H 58%i" del totale
gni professionali delle imprese delle strutture ospitanti, 36mila
delterritorio, le personali esigen- private e 2milapubbliche. Tra i s ettori di appartenenzà spiccano alze formative degli studenti.
Tutti progetti messi a punto loggio e ristorazione (27%), maniper risolvere il mismatch di com- fatturiero (19%) e altri servizi
petenze che affligge il nostro mer- (17%). E nel corso di Job&Orienta
cato del lavoro: secondo l'ultimo un focus specifico sarà dedicato
monitoraggio di Unioncamere, proprio ad aziende, centri di for-
Mondo Universitario
mazione e istituti che hanno sperimentato retiperfavorire l'occupazione giovanile e la competitività
delle filiere produttive. Dal polo
automotive abruzzese a quello ligure dell'economia del mare, dal
centro della meccatronica veneto
alla rete della robotica piemontese, sono un centinaio le partnership scuola-impresa mappate da
I
Appuntamento a Verona
Nell'ambito di lob&Orienta, in
programma alla Fiera di Verona
da giovedì a sabato, venerdì 23
novembre (dalle 1o alle 13,30)
si terrà una Convention
dedicata a imprese .e scuole che
hanno sperimentato reti per
favorire l'occupazione giovanile
e la competitività dette fitiere.
http://fair. veronafiere. it/
joborienta/
Confindustria, grazie alla segnalazione di 33 associazioni territoriali e di settore/categoria.
Le reti - triplicate dal2oo6 a oggi, secondo il Miur - sono più solide nel campo della meccanica e
meccatronica(18% deltotale), dell'energiarinnovabile (9%), dell'Ict
(8%) e consulenza (5%). Mentre le
principali forme di intervento si
traducono nella creazione di poli
formativi (32 progetti), Its e istituti
di formazione superiore (16 iniziative), laboratori aperti alle scuole,
parchi scientifici e tecnologici.
Sul fronte formativo, invece,
per la messa a punto dei percorsi
di alternanza scuola-lavoro è in
campo il 44% degli istituti di
scuola superiore: ad aumentare
è il coinvolgimento dei licei, passati dai 337 del 2010-2011 ai 403
del 2011-2012. Gli istituti tecnici
fanno la parte del leone, con 993
scuole "attive" (+7,5%), mentre i
professionali registrano un lieve
calo (-2,5 per cento). Infine, gli
sbocchi dei giovani coinvolti: su
circa 5mila studenti delle classi
quinte che nell'anno scolastico
2009-2oiò hanno partecipato a
unpercorso di alternanza scuolalavoro, oggi oltre il 26% lavora,
secondo il monitoraggio del
Miur, e una quota analoga frequenta l'università.
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Pagina 29
Obiettivo lavoro
IL TREND
Studenti, scuole, enti e percorsi di alternanza per anno scolastico
Studenti
Istituti
== Strutture ospitanti ® Percorsi
06/07
07/08
08/09
10/11
09/10
11/12
1.000.000
100.000
16.150
3.791
1.513
1.000
2 .488
824
934 Jr
3.404
;
3.522
3.991
°
1.305
2.365
1.331
1.518
0
Fonte: Indire-Miur
ALLEANZE SCUOLA-IMPRESA
93
Gli studenti
Le reti scuola -impresa
à il numero di partnership
[ Sono i giovani coinvolti in percorsi
€ di alternanza (7,5% del totale). Le
tra scuole e imprese segnalate
certificazioni ri lasciate al termine
da 33 associazioni confindustriali
(territoriali e di settore/categoria) dei percorsi sono 161.450
Mondo Universitario
Pagina 30
Istruzione/2. Giovedì al via la terza edizione
Un business game
premia le idee d'impresa
Enrico Netti
Scalda i motori la terza
edizione di "Latuaideadimpresa" (le iscrizioni sono ancora aperte), il business game promosso da Sistemi formativi Confindustria (SfC),
Giovani imprenditori e Confindustria con il patrocinio
del Miur, che punta a promuovere il rapporto tra uomini d'azienda e studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Il via il 22 novembre durante la manifestazione "Mani & Ingegno-Migliori si diventa", che si svolgerà
a Verona in occasione della
d'apertura
di
giornata
"Job&Orienta", il salone nazionale dell'orientamento.
Nel corso dei lavori Luigi Serra, presidente di SfC, premierà gli studenti dell'istituto
Enrico Fermi di Cosenza, vincitori nazionali dell'edizione
2011/2012, e presenterà la nuo-
va edizione del gioco. «Cresce il numero delle scuole e
delle associazioni territoriali che supportano il progetto.
In più ci saranno diverse novità - anticipa Serra -. Il prossimo anno assegneremo dei
premi speciali ai progetti più
innovativi e per i vincitori nazionali ci sarà una full immersion formativa».
Il team vincente infatti trascorrerà una "due giorni" di
formazione presso una summer school per apprendere i
segreti utili a presentare al
meglio il proprio progetto a
investitori e venture capital
nell'ambito dell'evento finale
di InnovactionLab, network
di imprese euniversítà che da
quest'anno collabora con il
SfC per sperimentare i miglio-
Mondo Universitario
ri percorsi di valorizzazione
delle nuove idee d'impresa.
«Se riusciranno nel loro intento i ragazzi potranno reàlizzare il loro progetto con capitali veri», sottolinea Serra.
«Vorremmo presentare il
nostro progetto a Verona
con la speranza di attirare
l'attenzione degli imprenditori presenti - dice Francesca Fuorivia, pr e portavoce
del team vincente dell'Istituto Enrico Fermi di Cosenza
-: il nostro obiettivo ora è brevettare l"'Emergency mini
bat", per arrivare poi alla realizzazione del prodotto. Se
c'è del potenziale gli imprenditori ci dovrebbero aiutare
nel concreto». Gli imprenditori in questo business game
mettono a disposizione la loro esperienza. «Durante gli
80 .
%
Istituti tecnici
Nelle due edizioni precedenti
è stato preponderante il peso
degli studenti degli istituti
tecnici. La quota restante è dei
licei scientifici e classici. I
settori affrontati nei progetti
sono green economy (60%),
Ict (20%) e servizi (20%)
Studenti in gara
Nelle tre edizioni si sono
iscritti 2.500 studenti di 150
scuole. Hanno dato il loro
'su pporto 23 associazioni
industrialie300gli
imprenditori votanti
incontri tra team e manager i
ragazzi sono stati attirati dalle spiegazioni e dai modelli
da seguire nel preparare il
business plan», racconta Renato Pastore, presidente di
Confindustria Cosenza, l'associazione territoriale che
ha vinto prima e seconda edizione. Pastore confida che
molti dei progetti sviluppati
possano essere i primi semi
d'impresa.
«Una delle cose che più abbiamo notato è l'entusiasmo
nel condividere concetti e
nozioni tra docenti, manager e studenti - sottolinea
Francesco Berti Riboli, vicepresidente di Confindustria
Genova con delega all'education -. I ragazzi nel team trovano la loro forza e noi dovremmo fare proprio questo
modo di lavorare insieme in
un sistema d'impresa».
C'è una convergenza a cui
guarda Serra: «Tra il mondo
delle aziende e la scuola ci
deve essere un travaso di
esperienze e conoscenze,
perché troviamo docenti preparati e disponibili, ragazzi
creativi e attivi e imprenditori disposti a condividere
l'esperienza». Non manca
l'auspicio che in futuro a partecipare siano altre associazioni datoriali. «Penso, per
esempio, a quelle del commercio e servizi, così "Latuaideadimpresa" potrebbe diventare un progetto per la
crescita del sistema Paese».
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www.tatuaideadimpresa.it
Per iscriversi o avere maggiori
informazioni
Pagina 31
Formazione. L'iniziativa dei «Giovani» di Brescia
Con il master«Isup»
il progetto diventa realtà
Ancora poco meno di un
mese per iscriversi al master Isup (Italian start up)
lanciato dai Giovani imprenditori dall'Associazione industriali di Brescia. Il corso
è destinato a imprenditori o
aspiranti tali, laureati (triennali e magistrali), laureandi
(triennali e magistrali) e diplomati in possesso di una significativa esperienza lavorativa, che potranno sviluppare, gratuitamente, il proprio business plan, da pre-
Mondo Universitario
sentare entro il 14 dicembre
prossimo.
I criteri di valutazione dei
candidati si focalizzano soprattutto sulla validità dei
progetti presentati, dopodiché saranno presi in esame
anche i curricula scolastici e
accademici e le esperienze
di lavoro.
L'attività in aula sarà articolata in moduli dedicati alle problematiche e alle dinamiche legate alla trasformazione di un'idea di business
in attività d'impresa, sviluppando in modo concreto conoscenze, attitudini e competenze specifiche.
Le sessioni d'aula verranno integrate da attività di laboratorio orientate a favorire, grazie all'assistenza di
tutor e coach, lo sviluppotraduzione dell'idea embrionale d'impresa in un'azienda in grado di nascere e svilupparsi.
Le lezioni cominceranno a
febbraio per concludersi a
novembre 2013. Per ulteriori
informazioni e per scaricare
il modulo di candidatura è
possibile consultare il sito Internet www.isup-master.it.
S. L.
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Pagina 32
1e Cresce la tendenza a «mixare» le forme societarie pera rricchi re l'offerta a vantaggio delle comunità
Al via start up sociali i
ovative
In attesa degli incentivi previsti nel Dl sviluppo i13,3% è già operativo
A CU RA DI
Elio Silva
L'innovazione, anche attraverso la creazione di start up, è
l'arma principale in mano all'impresa sociale per contrastare la
crisi che in questo scorcio finale
di 2012 si manifesta con inediti
effetti a tenaglia, per il contestuale calo delle risorse e incremento dei bisogni. Molti segnali, provenienti da fonti diverse,
indicano tutti la stessa direzione di marcia: i processi di innovazione stanno accelerando,
proprio mentre nel Dl 179 sulla
crescita, attualmente all'esame
del Senato, spuntano misure di
agevolazione per le start up innovative, anche negli ambiti di
intervento previsti dalla legislazione sull'impresa sociale.
Un primo indizio del trend in
atto giunge dall'Osservatorio
di settore Isnet, che ha appena
rilasciato una ricerca volta a
monitorare i tassi di dinamicità
e tracciare l'identikit delle start
up sociali. Secondo questa indagine l'u,7% delle realtà censite
ha avviato nell'ultimo anno (tra
fine 2ou e il primo semestre
2012) progetti di start up, dei
quali il 3,3% si è già trasformato
in imprese. «Si tratta prevalentemente - spiega Laura Bongiovanni, presidente dell'Osservatorio Isnet - di consorzi di cooperative sociali, localizzati per
lo più nel Nord Italia, con un
sentiment di andamento economico più positivo e un indice di
innovazione più elevato rispetto al valore medio del campione generale».
«L'imprenditorialità sta diventando una leva dell'innovazione», aggiunge Paolo Venturi, direttore di Aiccon, il Centro
studi per l'economia sociale
che ha organizzato a metà novembre le Giornate di Bertinoro sull'economia civile. «Le
startup hanno sempre più spesso la forza di allargarsi oltre le
tradizionali forme di intervento sociale e generano nuovi modelli di creazione del valore».
«Questi ultimi - aggiunge -possono diventare modelli di business ibridi, nei quali la dimen-
Mondo Universitario
sione sociale e quella economica sono mixate in modo diverso
da quello tradizionale, utilizzando forme giuridiche tipiche del
mondoprofit,per esempio le società di capitali, come veicoli
per una nuova offerta di servizi
perla comunità».
Unmessaggio analogo è giunto anche dall'undicesima convention nazionale del gruppo
cooperativo Cgm, che rappresentalapiù grande rete diimprese sociali inItalia, conunfatturato annuo di 1,3 miliardi di euro,
44.200 occupati, 990 cooperative sociali e 77 consorzi territoriali operativi nei settori del welfare, dei servizi alla persona e
dell'inclusione lavorativa.
«Ci affacciamo al 2013 - spiega la presidente di Cgm, Claudia Fiaschi - confermandola no-
Housingsociale
e sanità leggera
sono i banchi di prova
per le aggregazioni
di nuova concezione
...........................................................................
stra natura di organizzazione capace di creare e conservare lavoro, pur in un contesto di stasi
economica. La vocazione all'innovazione favorisce progetti
che sperimentano nuove forme
digovernance di comunità, e modalità societarie, organizzative
e produttive del tutto inedite. A
oggi abbiamo 65 modelli ibridi
in fase di start up. Queste iniziative hanno comportato investimenti per oltre 54 milioni di euro, pari a114% del nostro totale,
ehanno consentito di avviare attività in ambiti differenti da
quelli tradizionali, come housing sociale, cura e sanità leggera, green economy, turismo sociale, logistica e trasporti». Lo
stesso consorzio Cgm ha dato
avvio nelle scorse settimane a
un osservatorio sul nuovo fenomeno, con l'obiettivo di costruire entro maggio del 2013 una
mappa delle forme e tipologie
delle imprese innovative.
Una terza indagine, resa nota
daAiccon alle Giornate diBertinoro, arricchisce il quadro diulteriori elementi: le imprese socialiprevedono un elevato coinvolgimento del settore non profit nello sviluppo del nuovo welfare e si considerano partner
strategici per la pubblica amministrazione.Iñ questo contesto,
il giudizio sulle società di capitalipromosse da soggetti non profitper costruire unwelfare dicomunità è largamente positivo,
purché siano rispettati il divieto
di distribuzione dei dividendi e
la governane in capo all'organizzazione senza fini di lucro.
Positivo, ma con qualche cautela, il giudizio sulle agevolazioni previste nel decreto "cresci
Italia". «La norma sulle start up
innovative ha una valenza simbolica molto grande - commenta Venturi - perché aggiunge al
modello tradizionale anche quello mutualistico come strumento
capace di creare innovazione sociale ad alto contenuto tecnologico. La norma così delineata è,
però, tutta da attuare sul piano
regolamentare».
Allo stesso modo si attendono dal Parlamento maggiori certezze sull'altra minaccia che incombe sul futuro dell'impresa
sociale, introdotta nel disegno
di legge di stabilità con la previsione di un'aliquotaIvamaggiorata dal 4 al 1o% sulle prestazioni socio-sanitarie ed educative,
non più dal i° gennaio prossimo, come nella proposta originaria, ma dal 2014_ «E di vitale
importanza che nel testo definitivo della legge ci sia un impegno che scongiuri esplicitamente l'aumento dell'Iva - afferma
Giuseppe Guerini, presidente
di Federsolidarietà-Confcoop erative e portavoce dell'Alleanza delle cooperative nel settore
sociale. «L'Unione europea spiega - ha avviato una fase di
consultazione con igoverniproprio su questo argomento e nel
2013 modificherà le aliquote.
Con un rinvio si rinuncia a ogni
possibilità di confronto con gli
uffici comunitari».
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Pagina 33
Ai nastri di partenza
Principali indicatori di tendenza su Ile startup innovative
PROMOSSE LE SOCIETA
OBIETTIVO RIPRESA
I PIONIERI
Giudizio sulle società di capitali
fondate da soggetti non profit
Aspettativa sulla ripresa del ciclo
economico
Start up progettate e realizzate
negli ultimi 12 mesi
Positivo
16%
Tue-Negativo
7 J^ y
8%
Dal secondo
semestre/
del
2013
32%
Positivo, ,.
purché vi sia
un divieto
Positivo, purché
la governance
rimanga a capo
di distribuzione
dei dividendi
34%
Fonte: Aiccon
Mondo Universitario
del soggetto
non profit
Dal 2015 Start up
1% fondate
3,3%
Start up
progettate
11,7%
Dal
primó
semestre
del 2013
42% 48%
19%
Nessuna start up 85%
Fonte: Osservatorio Isnet
Pagina 34
Le deroghe alla regola generale nel Dl 179/2012
Nelle start up innovative
lavoro a tempo fino a 4
La retribuzione
si compone
di una parte fissa
e di una variabile
PAGINA A CURA DI
Roberto Rocchi
Alessio Vagnaretti
v ,-7a Contratti aterminepiùf lessibili nelle start up innovative.
La disciplina delineata dal decreto sviluppo-bis (il Dl 179/2012 in
vigore da12o ottobre eoraall'esamedel Serrato p er laconversione
in legge) introduce novità per il
ricorso, da parte di queste società, ai contratti di lavoro a tempo
determinato, inparziale derogàa
quanto previsto dal decreto legislativo 368/2001 (che ha attuato
in Italia la Direttiva 1999/7o/Ce
sull'accordo quadro per il lavoro
a tempo determinato). Le eccezioni per le start up innovative
potranno trovare applicazione
perquattro anno perilpiùlimitato periodo di tempo previsto
dall'articolo 25 del decreto legge
(tre anni s e la startup è stata costituita entroitreanniprecedenti, e
due anni, se è stata costituita entroi quattro anni precedenti).
La causate
In base al comma2 dell'articolo
28 del Dl 179/2012, la qualifica di
start up innovativa deve intendersi idonea a integrare di per
sé una delle ragioni che consentono il ricorso al contratto a termine. Queste società non dovranno dunque specificare le
«ragioni di carattere tecnico,
Mondo Universitario
produttivo, organizzativo o sostitutivo» che devono normalmente risultare in modo espresso nell'uso dei contratti a termine (fatte salve le fattispecie di
acausalità introdotte dalla legge 92/2012). Sarà, invece, necessario indicare nei contratti a termine stipulati dalle start up innovative che il lavoratore sarà
impiegato nello svolgimento di
attività inerenti o strumentali
all'oggetto sociale.
la circolare 27 del 7 novembre
2012). Nel rispetto della durata
massima del rapporto a termine, le startup innovative non dovranno attendere che trascorra
un intervallo minimo per poter
procedere alla stipulazione di
un nuovo contratto di lavoro a
tempo determinato.
Per quanto non previsto, l'articolo 28 (comma 7), rinvia
espressamente all'impianto
normativo fissato nel Dlgs
368/2ool.Anche i contratti dilavoro a tempo determinato sottoscritti dalle start up innovati-
La durata del contratto
Un'ulteriore novità riguarda la
durata minima del contratto
che nelle start up innovative
non può essere inferiore a sei
mesi. Sulla durata massima, invece, è confermato il termine di
36 mesi, così come previsto, in
termini generali, dall'articolo 4,
comma 1, del Dlgs 368/2001. E
consentito tuttavia alle start up
Causate
innovative di concludere, anche oltre il periodo massimo di
36 mesi, un successivo contratto a termine (che in questi casi e t la ragione di carattere tecnico,
richiederà l'assistenza della Di- produttivo, organizzativo che deve
rezione territoriale del lavoro) giustificare l'apposizione di un
fino al raggiungimento della du- termine al contratto di lavoro. La
rata massima complessiva di ap- riforma del lavoro ha introdotto
plicazione delle nuove disposi- alcune deroghe a quest'obbligo, ad
zioni (quattro anni o il termine esempio peril primo rapporto a
inferiore previsto dall'articolo tempo determinato, di durata non
25, comma 3, del D1179/2oi2).
superiore a 12 mesi, anche
Per i nuovi soggetti societari nell'ambito della
sono eliminati, poi, gli intervalli somministrazione. Per le start up
temporali mimi che devono innovative, il Dl 179/2012 riconosce
generalmente intercorrere nel- una nuova deroga: la motivazione si
l'ipotesi di successione di diver- intende sussistente (e quindi non si
si contratti di lavoro atempo de- richiede di specificare la causate)
terminato, in base all'articolo 5, se il contratto a termine è stipulato
comma3, delDlgs_368/tool (co- da una start up innovativa per lo
me modificato dalla legge svolgimento di attività inerenti o
92/2012 e da ultimo interpreta- strumentali all'oggetto sociale
to dal ministero del Lavoro con della società
ve saranno pertanto destinatari
delle regole sul diritto di precedenza dei lavoratori a termine,
nel caso di assunzione con contratti a tempo indeterminato, e
delle altre previsioni contenute
nel Dlgs 368/2001.
La retribuzione
11 comma7 dell'articolo 28 detta
criteri specifici perla composizione del trattamento retributivo dei lavoratori delle start up
innovative. In particolare, la retribuzione dei dipendenti deve
essere articolata inunaparte fissa, non inferiore al minimo tabellare previsto dai rispettivi
contratti collettivi applicabili, e
in una parte variabile. Quest'ultima si dovrà sostanziare «in
trattamenti collegati all'efficienza o alla redditività dell'impresa, allaproduttività dellavoratore o del gruppo di lavoro, o
ad altri obiettivi o parametri di
rendimento concordati tra le
parti, incluse l'assegnazione di
opzioni per l'acquisto.di quote
o azioni della società e la cessione gratuita delle medesime quote o azioni». La norma dispone
che la retribuzione «è costituita» con le modalità sopra esposte: l'uso dell'indicativo presente orienta l'interpreteverso una
definizione della struttura retributiva che non dovrebbe ammettere soluzioni alternative e
che affida alle componenti variabili della retribuzione un ruolo fondamentale, ulteriormente sostenuto dal riconoscimento delle agevolazioni fiscali e
contributive previste dall'articolo 27 del decreto legge (si veda l'articolo sotto).
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Pagina 35
Il perimetro dei contratti
L'identikit della start up innovativa e degli incubatori che possono applicare le deroghe e le condizioni previste
011 LA FORMA
Spa, Srl, società cooperativa, societas europaea
(residente in italia) non quotate
02 11 REQUISITI
• Maggioranza delle quote o azioni detenute da
persone fisiche
• Costituita e operativa da non più di quattro anni
• Sede in Italia
• Volume della produzione annua (dal 2 annodi
attività) inferiore a 5 milioni di euro
• Non ha distribuito utili
• Oggetto sociale esclusivo: sviluppo, produzione
e commercializzazione di prodotti innovativi ad
alto valore tecnologico
011 LA FORMA .
Spa, Srl, società cooperativa, societas europaea
(residente in italia)
02 11 REQUISITI
• Oggetto sociale: offerta di servizi per sostenere
la nascita e io sviluppo di start-up innovative
• Possesso di strutture, anche immobiliari,
adeguate ad accogliere start-up innovative
(spazi riservati per poter installare attrezzature
di prova, test, verifica o ricerca);
• Possesso di attrezzature adeguate all'attività
delle start-up innovative (sistemi di accesso a
• Non è stata costituita perfusione, scissione o a
seguito di cessione d'azienda o di ramo
d'azienda
• Possesso di almeno uno dei seguenti ulteriori
requisiti:
• Spese per ricerca e sviluppo superiore al 30%
del maggiore tra costo e valpre della produzione;
• Impiego di dipendenti e collaboratori con
dottorato di ricerca o con laurea e almeno 3 anni
di attività in Istituti di ricerca pubblici o privati
maggiore di 1/3 della forza lavoro complessiva;
• Titolari o licenzìatari dì almeno una privativa
industriale relativa a una invenzione industriale
o biotecnologica o a una topografia di prodotto a
semiconduttori o a una varietà vegetale
internet, sale riunioni, macchinari pertest,
prove o prototipi);
• Amministrato o diretto da persona di
riconosciuta competenza in materia d'impresa e
innovazione;
• Disponibilità di una struttura tecnica e di
consulenza manageriale permanente;
• Regolari rapporti di collaborazione con
Università, centri di ricerca, istituzioni
pubbliche e partner finanziari che svolgono
attività e progetti collegati a start up innovative;
• Possesso di adeguata e comprovata esperienza
nell'attività di sostegno a start-up innovative
Il doppio binario tra start up e altre società
Start up innovative
Causale dei contratto: ragioni di carattere
tecnico, produttivo, organizzativo o
sostitutivo per l'apposizione del termine
Non è richiesta
durata non superiore a 12 mesi)
(articolo 1, comma 1, Digs 368/2001)
Durata minima del rapporto a termine
Durata massima del rapporto
a termine
Mondo Universitario
Società non start up innovative
t richiesta (esclusa la deroga
introdotta dalla riforma del lavoro
per il primo contratto a termine, di
6 mesi
Nessun limite
48 mesi
36 mesi
Pagina 36
Strumenti finanziari (comprese le opzioni) e ogni altro diritto o
incentivo che preveda l'attribuzione di strumenti finanziario diritti
similari
............................................................................................................................................................
Start-up innovativa (o incubatore certificato) e società direttamente
controllate
..............................................................
Non concorrenza al reddito di lavoro del valore degli strumenti finanziari
assegnati ai dipendenti, collaboratori e amministratori; esclusione dal
reddito complessivo del valore degli strumenti finanziari ricevuti a fronte
dell'apporto di opere e di servizi o a titolo di compensazione di crediti
. ............................................................................................................................................................
Il reddito di lavoro che deriva dall'assegnazione di strumenti
finanziari agli amministratori, ai dipendenti, o ai collaboratori
continuativi delle start up innovative, non concorre alla formazione
della base imponibile previdenziale
......... ..................................................................................................................................................
Divieto di riacquisto degli strumenti o diritti dalla start up
innovativa o dall'incubatore certificato, dalla società emittente o
da qualsiasi soggetto che direttamente li controlla o ne è
controllato
Si applicano le regole ordinarie. È da chiarire se rientra nelle regole
ordinarie anche il regime di esenzione applicabile alle plusvalenze da
cessione di partecipazione in start up "ordinarie" (articolo 68,
comma 6-bis, del Tuir)
Mondo Universitario
Pagina 37
Pi ù vi c in a
la terapia
su misura
E il modello Harvard,
l'ospedale-laboratorio
che potrebbe essere
importato in Italia
e dare l'opportunità
di trovare cure innovative
di Francesca Cerati
spedali-laboratorio a un pas-
Q
so dai più avanzati centri di
ricerca universitari e dalle
imprese del pharma. t così
che nel quadrilatero di Harvard si trasferiscono i risultati delle sperimentazioni in cure per i pazienti. Soprattutto per la terapia del cancro. Un modello
nuovo, efficiente e sinergico che velocizza
i tempi e che concretizza la cosiddetta medicina personalizzata.
t dunque davvero arrivato il momento
in cui "lettura del Dna, terapia bersaglio e
biotecnologie" da promesse si stanno trasformando in realtà? Sembra di sì, in concomitanza del fatto che il sequenziamento
scende via via di prezzo, la potenza dei
computer cresce così come le informazioni genetiche sulle malattie, ma anche l'industria farmaceutica è pronta a produrre
farmaci su misura, finora appannaggio delle piccole biotech. Forse, perché l'ingranaggio giri a pieno regime, andrebbero riveduti i tempi di approvazione dei farmaci, visto che la loro sintesi sta cambiando e va
veloce. «Non ci può essere alcun ritardo. I
pazienti sono in attesa. Per questo servono
trial più omogenei e ben definiti per quanto riguarda il profilo genetico dei pazienti.
Solo così si può accelerare nella prima fase
degli studi clinici il passaggio di un nuovo
farmaco» commenta Mark C. Fishman,
Mondo Universitario
presidente degli Istituti Novartis per la ricerca biomedica.
Sì, perché la chiave del "modello Harvard" - che ha l'obiettivo di individuare per
ogni paziente i driver genetici della malattia per offrire terapie su misura nel minor
tempo possibile - è proprio questa: selezionare i sottogruppi di pazienti in cui è sicuro che la terapia funzioni. Il modello tradizionale di sviluppo di un farmaco, nel caso
di malattie genetiche, non vale più. E anche la molecola che è attiva nel ao% dei casi
assume tutto un altro valore. C'è da chiedersi quante molecole ci sono nelle library
dei laboratori e delle big pharma che non
hanno superato le fasi iniziali di studio, e
che oggi invece grazie agli screening genetici risulterebbero attive se testate su pazienti selezionati. Lo screening di massa,
insomma, diventa screening genetico e la
terapia generale diventa personale. L'ostacolo, ora, sta proprio nella selezione dei
malati. «La strada è giusta - dice Timothy
Wright, global head of development di Novartis - Il problema sta però nel fatto che il
tumore, nella maggior parte dei casi, è una
malattia multigenetica e non conosciamo
ancora tutte le singole mutazioni».
«Il futuro della ricerca - aggiunge Alessandro Riva, vice presidente dell'area sviluppo oncologica - è quello di sviluppare
combinazioni di farmaci per attaccare le diverse mutazioni genetiche. Ma anche individuare precocemente le resistenze alle
nuove terapie». Ma il modello Harvard funziona anche per come è strutturato e concepito: grandi open space per favorire e facilitare le sinergie dentro e fuori dai laboratori e dalle corsie ospedaliere. Per esempio,
al Dana Farber cancer institute, ospedale
pioniere nelle terapie antitumorali
dell'area di Cambridge dove sorge il Mit,
medici e scienziati s'incontrano nei corri-
doi e coinvolgono il paziente, i parenti e anche gli amici prima di avviare una cura. In
un'atmosfera che tutto sembra tranne che
un ospedale, si offre il miglior trattamento
disponibile e contemporaneamente si sviluppano le terapie del futuro.
La stessa aria - definita sociologia
dell'innovazione - si respira poco distante, al 25o della Massachusetts avenue, quartier generale del Novartis institute for biomedical research (Nibr): una storica fabbrica di caramelle che il colosso svizzero ha
trasformato in un centro di ricerca di nuova concezione, uno spazio open e dinamico in cui non esistono più confini fisici né
scientifici, per facilitare la collaborazione
e lo scambio delle idee e delle conoscenze
tra scienziati. Anche attraverso le più innovative tecnologie, come le lavagne elettroniche intelligenti per comunicare in tempo reale con i colleghi di tutto il mondo. O
acquari per studiare gli zebrafish, creati su
misura per riprodurre le malattie dell'uomo, grazie a nuovi kit di "attrezzi" molecolari che consentono di manipolare in modo ultra preciso il Dna dei pesci. Questo
nuovo approccio viene applicato anche al
Bidmc cancer center dell'Harvard Medical
School, nel laboratorio diretto da Pierpaolo Pandolfi, dove è stata creata una vera e
propria clinica del topo, con tanto di tac,
pet e risonanza magnetica in miniatura.
Continua a pag.46
I test sui topi ingegnerizzati
potrebbero accelerare
i farmaci bersaglio nel cancro
Pagina 38
Più vicina
la terapia
su misura
N
el topo, con cui convidiamo il 95% del patrimonio
genetico, succede tutto
più velocemente che nell'uomo. Ed è positiva questa accelerazione se lo scopo è
quello di essere predittivi - spiega Andrea Lunardi, che lavora nell'équipe di
Pandolfi da tre anni - Con una biopsia e
un sequenziatore siamo in grado non solo di avere una fotografia del profilo genetico del tumore, ma anche di riprodurlo
esattamente nel topo, attraverso l'ingegnerizzazione. A questo punto si testano
le molecole e si vede nell'immediato se
funziona o meno su quella specifica mutazione genetica». In pratica, è come avere
un tuo avatar. «Il che consentirebbe, modificando le attuali regole, di avere la cura
su misura nell'arco di un anno». Il Bidmc
Cancer Center nella figura di Pandolfi ha
manifestato da tempo la disponibilità di
creare in Italia, in collaborazione con le
istituzioni scientifiche e le università (a
cominciare da RomaTorVergata), uncentro di competenza internazionale per la
prevenzione e la cura del cancro, sia attraverso il trasferimento "in continuo" dei risultati delle ricerche in corso ad Harvard
e la loro applicazione immediata nella cura dei pazienti ammalati di cancro, sia attraverso lo sviluppo di progetti comuni di
ricerca che possano costituire anche l'occasione per il rientro di giovani ricercatori italiani oggi all'estero. Un progetto rilanciato e proposto al Cipe anche dal ministro dell'Ambiente Corrado Clini.
Francesca Cerati
``
0 RIPRODUZIONE RISERVATA
Mondo Universitario
Pagina 39
Pinze molecolari
anti-Alzheimer
Pinze molecolari per afferrare e
neutralizzare le proteine che
causano l'Alzheimer. Le hanno
scoperte i ricercatori
dell'Università Cattolica di
Roma-Policlinico Gemelli,
insieme ai colleghi dell'università
della California di Los Angeles. La
molecola a forma di pinza,
chiamata Clroi, avrebbe l'azione
di "pizzicare" le proteine tossiche
che si accumulano nel cervello,
prevenendo e contrastando gli
effetti neurotossici legati
all'accumulo del peptide
beta-amiloide che costituisce le
placche. La nuova molecola
anti-Alzheimer è già risultata
efficace in un modello animale di
malattia e apre la strada a nuove
prospettive terapeutiche perla
principale causa di demenza
nell'uomo. Lo studio è pubblicato
su « Brain».
Mondo Universitario
Pagina 40
nanotubi come
mezzo di contrasto
I nanotubi di carbonio possono
diventare mezzo di contrasto
nelle ecografie. La scoperta,
pubblicata su «Pnas», arriva dal
dipartimento di Chimica e
farmacia dell'Università di
Sassari, ma soprattutto da un
"cervello in fuga" rientrato in
Italia: la biochimica Lucia
Gemma Delogu, 3o anni, che ha
trascorso un lungo periodo alla
1 niversitvof Southern California
a Los Angeles. Dallo studio,
durato circa un anno e mezzo,
emerge che i nanotubi di
carbonio hanno un grande
potenziale ecogeno specialmente
nel cuore, nel fegato e negli
organi dell'addome. La ricerca si
è svolta in collaborazione con
Alberto Bianco, direttore di
ricerca del Cnrs, Centre national
de la recherche scientifique di
Strasburgo, leader internazionale
nel campo delle nanotecnologie.
Mondo Universitario
Pagina 41
Univers
e Le domande
ïn 7Om ila per un. concors o farsa
per l' ilitazione
si chiuderanno
il 20 nove mb re
erosi ricorsi
presentati minano
la validità della futura
prova I veri posti
a disposizione sono
infatti pochissimi
MARIO CASTAGNA
ROMA
Settantamilaottocentotrentuno. Sono
le domande arrivate sul sito che il ministero dell ' Università ha predisposto
per l'abilitazione scientifica nazionale.
Un numero enorme, al di là di ogni
aspettativa , simile al grande numero di
partecipanti al prossimo concorso nazionale della scuola. Segno che esiste
una patologia tutta italiana nei sistemi
di reclutamento dei professori e dei ricercatori nella scuola e nell'università
italiana. Un vero e proprio popolo di
giovani ricercatori e di precari che affolla quotidianamente le aule delle università italiane.
Il numero dei candidati è anche destinato a salire dal momento che la scadenza per la presentazione delle domande è fissata al 20 novembre . Il raggiungimento di questo numero di richieste è stato annunciato durante lo
svolgimento del convegno Al sistema
dell'Università e della Ricerca in Italia» che Roars, rivista telematica dedicata ai temi dell'università e della ricerca
in Italia, ha organizzato per festeggiare il suo primo anno di attività.
La storia di questa rivista è un caso
tutto da raccontare . Nato grazie alla rete di persone , relazioni , esperienze che
hanno animato il movimento anti-Gelmini dell'autunno del 2010 , questo sito
internet è arrivato in pochi mesi a diventare un punto di riferimento per tutti coloro che in Italia si occupano di
questi temi . Un'esperienza di successo
visto che in un solo anno il sito è stato
visitato da quasi due milioni di persone.
Nell'intenzione dei fondatori del sito
c'è sempre stata l 'idea che l'attacco
all'università fosse soprattutto un attacco culturale.
Ora, i redattori di Roars, dopo tante
analisi solo virtuali, hanno deciso di incontrarsi dal vivo per la prima volta
pubblicamente con i loro lettori. L stata l'occasione per fare il punto , a quasi
due anni dall 'approvazione della legge
Gelmini, sull'applicazione di questa riforma e sullo stato di salute dell'università Italiana. La questione che più ha
tenuto banco è stata quella dell'abilitazione scientifica nazionale, il processo
attraverso il quale il ministro Gelmini
aveva pensato di immettere tra le fila
dei docenti universitari migliaia di giovani. Come si diceva prima sono circa
80mila le domande arrivate per conseguire l'abilitazione scientifica nazionale, il processo che la Gelmini aveva pensato per immettere in ruolo migliaia di
giovani professori universitari. Secondo le previsioni di chi è intervenuto al
convegno tutto questo non accadrà.
Due le principali questioni sul tappeto.
La prima riguarda i numerosi ricorsi
che pendono di fronte al Tar del Lazio
che potrebbero inficiare la legittimità
di tutto il processo , qualora venissero
accolti. Se infatti finora era solo il ricorso promosso dall'Associazione Italiana
dei Costi tuzionalisti a mettere a rischio
tutto il processo , oggi si sono aggiunti
quelli di numerose altre società scientifiche nazionali come quella dei matematici.
La seconda questione riguarda il numero dei possibili abilitati. Il processo
di abilitazione , secondo le intenzioni
dell'Anvur , l'agenzia che è a capo di tutto il procedimento , dovrebbe essere un
processo di riconoscimento oggettivo
della qualità dei concorrenti : al superamento di alcuni valori si dovrebbe automaticamente ottenere l'abilitazione
per diventare professore associato. La
maggior parte delle persone ha fatto
richiesta sapendo di poter superare
questi valori piuttosto esigui. Ora le
commissioni che dovranno giudicarli
si troveranno di fronte al dilemma se
abilitare tutti o se imporre una stretta.
Se l'abilitazione sarà concessa a tutti ci
si chiederà a che cosa sia servita la partecipazione all'ennesimo concorso che
promette solo sogni. I veri posti a disposizione infatti saranno poi pochissimi.
Se, al contrario imporranno una
stretta, ci si chiederà perché l'Anvur
sia stata finora impegnata nella definizione di criteri oggettivi e prescrittivi
per poi ridurli ad un ' indicazione di
massima per le commissioni.
Tutto il processo sembra essere destinato a creare l'ennesima promessa
che non potrà essere mantenuta: un
esercito di giovani abilitati, con numerose pubblicazioni alle spalle, che rischia di vedere infranto il loro sogno di
impegnarsi nello sviluppo culturale e
scientifico del nostro Paese. Una grande lotteria e non è strano che ieri un
precario che provava a registrarsi nel
sito internet veniva dirottato su un sito
di scommesse on line. Oggi il problema
informatico è stato risolto ma molti, registrandosi telematicamente, penseranno lo stesso di partecipare ad una
estrazione a premi.
Un momento di un concorso all'hotel Ergife di Roma Foro ANSA
Mondo Universitario
Pagina 42
IrN9
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el vaccino
dicembre
é importan te per chi s
via libera dell'Aifa è necessario sostenere la profilassi - chiarisce il
professor Alberto Mantovani, istituto Humanitas, Milano - se prima c'era preoccupazione per lo
stop precauzionale, ora siamo sollevati dal fatto che gli altri lotti sono stati rilasciati. Inoltre il biologo che guida il centro ricerche di
Siena, Rino Rappuoli, è il più prestigioso vaccinologo vivente».
Federica Cappelletti
« N I EN TE allarmismi o timori,
pensate alla salute. L'attenzione
sui vaccini ha generato fin troppa
paura, mentre dovrebbe essere rassicurante. Una garanzia per la popolazione, la conferma dell'efficacia di controlli che non consentono l'uso di prodotti poco sicuri».
E' il monito di Isabella Donatelli,
direttore del Centro nazionale
Oms per l'influenza. «La vaccinazione, raccomandata seppure facoltativa - afferma la dottoressa
- rimane l'arma più efficace per
cautelarsi e combatterla. Soprattutto per i soggetti più deboli, dove potrebbe diventare letale».
«A questo punto - precisa Walter
Ricciardi, Policlinico Gemelli di
Roma - dobbbiamo partire con
la campagna vaccinale. Anche perché quest'anno l'influenza sarà
forte dal punto di vista sintomatico, e mentre in un soggetto sano
-e di nw1attie cron iche
E' possibile effettuare il vaccino
presso il medico di famiglia, le
Asl, o acquistarlo in farmacia
può passare con una semplice terapia, per malati cronici, diabetici,
cardiopatici, anziani e persone
con difese immunitarie basse è
un rischio da non correre».
VACCI N I rappresentano uno degli strumenti fondamentali in
chiave preventiva, sottolinea Vincenzo Barnaba, presidente della
Società italiana di Immunologia
Clinica e Allergologica. Dopo il
PER CH I SO F FRE di malattie croniche con problemi respiratori,
come la rinite o l'asma - rimarca
Sandra Frateiacci, presidente di
Federasma - la cautela è d'obbligo. Con il vaccino si prevengono
le ricadute, che possono essere
molto pericolose. Un appello viene anche da Antonella Celano di
Apmar, Associazione persone
con malattie reumatiche: rivolgetevi al vostro medico di fiducia.
Puntuale, arriva anche l'appello
di medici di famiglia e pediatri :
«Auspichiamo una copertura vaccinale su almeno l'80 per cento
della popolazione fragile, in particolare malati cronici, anziani e
bambini, sui quali anche un virus
debole può avere conseguenze pe-
A maggior rischio chi soffre
di patologie come diabete
e malattie cardiovascolari
santi - dichiara Claudio Cricelli,
presidente della Simg, Società italiana di medicina generale - . Il
nostro consiglio è ricorrere all'immunizzazione, fino a fine dicembre, termine ultimo indicato dal
Ministero della Salute».
Allora presto: l'influenza arriverà
con le feste di Natale e metterà a
letto dai 4 ai 6 milioni di italiani,
ma per ogni milione di soggetti a
rischio vaccinati in più si riduce
di mille volte la prospettiva di un
ricovero ospedaliero.
Sanità
Pagina 43
S I CUREZZA GARAN TI TA
La partita di vaccini
antifluenzati tolti dalla
distribuzione dall'Aifa
Sul mercato italiano
sono presenti circa 35
vaccini anti - influenzali
non si è mai vista in
farmacia : non avevano
superato i controlli
N el 90% dei casi sono
erogati gratis dalle Asl
e !lai rrQ'!®ri di famiglia
car
da ai posso b
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ai so!3'c'-i(i a í sChi 3
o
Il vaccino contro
l'influenza stagionale
contiene 3 diversi ceppi
del virus, selezionati
dall'Organizzazione
Mondiale del.l.a± ±#;
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!,ori",uné Én
Orecchi e, 4'ßá, gora
i a risch io
e
L'influenza può presentare
sintomi lievi e progredire
senza complicazioni. Ma, al
contrario di altre malattie
virali, può causare problemi
come infiammazioni della
zona di orecchie, naso, gola,
polmoniti, pleuriti. Le
persone influenzate sono
colpite da una condizione di
malessere e debolezza che
può durare settimane.
Bastano pochi minuti
e si è sicuri più
E' sufficiente un quarto
d'ora per portare a termine
il trattamento ed essere al
riparo dall'influenza per
l'interno inverno. Nei
soggetti
adulti e sani
il vaccino
riduce il
rischio di
contrarre la
malattia del
70%.
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Sanità
Pagina 44
Italiani che posx-cno
essere colpiti da
ndrome intluE
Sanità
Pagina 45
.F J
ALESSANDRO OA
Primario oculista a Padova
f 1q i V icepresi d ente AIMKa
SCIPIONE ROSSI
Microchirugia oculare
Primario ospedaliero, Roma
Occhi rimodellati con i nuovi laser
Per la cornea intervento-lampo in 3D
chirurgia rc a `v¡ e evoluta
La rivoluzione detta
chirurg ia refrattiva passa
attraverso La mappa
LL occhio in 3D e t'utilizzo
di strumenti d i alta
tecnologia. Ma nel nostro
Paese non decolla
Enrico Fovanna
nare a guidare l'auto, sorpreso della propria stessa vista. Perché in
Italia la metodica al momento
non decolla? L'ostacolo pare rappresentato soprattutto dalla scelta
di alcune regioni di non inserire
l'intervento tra quelli coperti dal
sistema sanitario nazionale. Eppure la vista non dovrebbe rientrare
tra gli elementi «estetici» del corpo umano.
SO LO
ITALIAN O su 150, tra
15 milioni colpiti da un difetto visivo (miopia e astigmatismo in testa) ogni anno si opera agli occhi
con un laser, per ritrovare la libertà da occhiali o lenti a contatto. E
tra questi 100 mila pazienti, solo
uno su cinque si affida alla tecnologia più avanzata, che utilizza il
doppio laser e consente tempi
lampo di recupero. Fino a poche
ore. Una percentuale che si ribalta nel resto d'Europa e negli Usa,
dove avviene ormai nell'80% dei
casi. La chirurgia refrattiva è una
branca dell'oftalmologia in continua evoluzione ed è stata oggetto
di un incontro scientifico a Barcellona. Al centro degli studi, la piattaforma laser di ultima generazione messa a punto dalla multinazionale Abbot. Assai precisa la
procedura del sistema: prima definisce una mappa dell'occhio in
3D, poi la comunica a un altro
strumento, nato dalla ricerca spa-
AL ESSANDRO Galan, direttore
dell'unità oculistica dell'ospedale
Sant'Antonio di Padova, precisa i
criteri per l'operazione: «L'ipermetropia superiore alle tre diottrie non va trattata con il laser: si
può intervenire, dopo una certa
età, direttamente sul cristallino.
Il raggio a f tosecondi
frutto della ricerca spaziale
affianca quello a eccì eri
SI POSSO N O correggere con un
solo intervento anche diversi difetti visivi: «Il laser - spiega Scipione Rossi, primario di microchirugia oculare all'Ospedale San
Carlo di Nancy di Roma - può
rimodellare il profilo della cornea
e quindi correggere la miopia e
l'astigmatismo: nel caso della miopia attraverso un appiattimento
della parte centrale della cornea,
mentre per l'astigmatismo la cornea deve essere resa più sferica».
Il trattamento viene personalizzato grazie alla mappatura dell'occhio in 3-D, con uno strumento
che si chiama aberrometro, che
fornisce informazioni fondamentali per garantire il miglior risultato possibile.
ziale: il laser a femtosecondi, che
permette di sollevare un primo,
sottilissimo strato di cornea, dopo averne «bombardato» la superficie, rendendone gassosa la parte
in eccesso.
A quel punto, il laser tradizionale
a eccimeri intacca la cornea riportandola a una curvatura normale.
Il medico ricopre così la parte trattata con la lamella di cornea sollevata grazie all'azione del primo laser, l'occhio viene medicato e dopo alcune ore il paziente può tor-
Sanità
troppo cara per il sistema sanitario
[astano poche ore per
vedere meglio dopo essersi
sottoposti a intervento
Nel caso della miopia va considerato lo spessore corneale: fino a
6-7 diottrie trattiamo la maggior
parte dei pazienti. Oltre, si valuta
caso per caso. E indispensabile
poi conoscere gli strumenti tecnologici a disposizione del centro
che si sceglie. Spetta al medico
l'ultima parola: glaucoma, cataratta devono essere trattati prima e il
diabete è una controindicazione».
Pagina 46
Sono dovuti a un problema
di focalizzazione delle immagini
sulla retina
117111
I raggi luminosi provenienti
da un oggetto a grande distanza
non si focalizzano sulla retina
ma davanti a essa
Colpisce it
degli italiani
Sanità
1
4111
I raggi luminosi
si mettono a fuoco
oltre la retina
Provoca due differenti linee
di focalizzazione sulla retina
che causano una visione sfocata
a tutte le distanze (spesso associata
a miopia o ipermetropia)
Colpisce il
degli italiani
Colpisce il
degli italiani
Pagina 47
Sia: loo malati pronti a lasciarsi morire
Mercoledì protesta davanti al ministero con la minaccia di staccare i respiratori
1 GROSSETO
domiciliare.
Il messaggio dei malati, duro
Malati di Sla, sclerosi laterale
amiotrofica, pronti a lasciarsi
morire il 21 novembre, a Roma,
davanti al ministero dell'economia, staccando il ventilatore
polmonare di scorta. Una extrema ratio dopo che il governo
non ha mostrato nessun segnale di istituire e destinare ai malati gravi e gravissimi, compresi
quelli di Sla, il fondo per non
autosufficienti per l'assistenza
come un macigno , è stato portato al vicepresidente del Senato Vannino Chili, in visita ad Arcidosso, venerdì, da parte della
figlia della presidente del Comitato 16 novembre, Laura Flamini di Casteldelpiano, malata di
Sla e che coordina l'associazione nazionale dei malati di Sla,
ma anche di tanti altri malati
gravi e gravissimi . Un grido di
dolore e di rivendicazione del
diritto all'assistenza, i cui termini e implicazioni sono stati presentati dalla figlia della presidente Flamini. Una battaglia
durissima, quella dei malati,
che dal 14 novembre hanno ricominciato lo sciopero della fame per sollecitare le istituzioni
su persone in difficoltà che
chiedono solo di vivere. Una
battaglia che dura ormai da anni, con momenti drammatici
come quello di giugno, quando
a Roma, con le loro barelle, le
Una protesta di malati di Sia
Sanità
sedie a rotelle, i tubi per respirare, i malati commossero il ministro Fornero che promise il suo
interessamento. Poi la protesta
successiva, con una lettera al
premier Monti e poi l'inizio dello sciopero della fame lo scorso
21 ottobre, sospeso il 31 ottobre, nella speranza che il governo avrebbe destinato 350 milioni per la non autosufficienza.
Invece per ora nessun segnale
è arrivato e come promesso,
100 malati hanno ripreso la
protesta e il 21 novembre saranno a Roma, a manifestare
contro il governo con azioni
eclatanti ed estreme, compresa
quella di staccare i tubi dei ventilatori polmonari. E' la stessa
Laura Flamini, a spiegare i moti vi della ripresa dello sciopero:
immobilizzata a letto, batte
con gli occhi sul suo pc la sfida
al governo: «Il Ministro Grilli ha
dichiarato che i soldi ci sono,
ma non ci basta, sono solo parole. Infatti, la legge di stabilità,
in approvazione, non contiene
riferimenti certi al fondo per
malati gravi non autosufficienti.1 ministri Fornero e Balduzzi
ci avevano assicurato che a breve avremmo avuto risposte certe. Ma ai ministri è consentito
"moralmente" non mantenere
una promessa?».
Pagina 48
—_ Offi-
'
1
-1 Diminuiscono i casi di «Sids» , ma le cause non sono chiarite . Si sa però come ridurre il rischio
SSt G® z `() e c ontro la «S ®
DAL NOSTRO INVIATO
VARESE - Quando la scienza medica e la ricerca non riescono a trovare risposte definitive sulle cause di una malattia,
e di conseguenza neppure le cure, la strada maestra resta la
prevenzione.
Succede per la Sids (acronimo di Sudden infant death syndrome), la sindrome della morte improvvisa in culla, che colpisce i bambini tra un mese e
un anno di età. Una sindrome-rebus fin dalla sua definizione: la sigla «Sids» infatti non
corrisponde neppure a una precisa patologia. Si applica quando si possono escludere (previa
autopsia e analisi accurate sul
bambino e sulle circostanze della sua morte) tutte le altre cause note per spiegare il decesso
del neonato, dalle malformazioni agli eventi dolosi. L'epidemiologia dice che l'incidenza
della Sids a livello internazionale è per fortuna contenuta a
uno per mille nati vivi.
Ma quando colpisce , semina disastri.
Da Varese, dove i maggiori
esperti in Italia e le associazioni dei familiari si sono incontrati e confrontati mercoledì
scorso nel terzo congresso nazionale «Una culla per la vita»,
arriva un dato confortante:
«Dal 1990 al 2009, nel nostro
Paese abbiamo osservato una
riduzione di circa il 60%o della
mortalità per Sids - sottolinea
Cristina Montomoli, specialista in Statistica medica dell'Università di Pavia che ha rielaborato gli ultimi dati Istat -. Ci
attestiamo tra lo 0 ,04 e lo o,11
casi per mille nati vivi . La mortalità nei maschi si è sempre
mantenuta superiore a quella
delle femmine. Il trend è decrescente in modo statisticamente
significativo».
Lo conferma Ada Macchiarini, dell 'associazione Semi per
la Sids: «In questi vent 'anni si è
registrata una netta riduzione
Sanità
dei bambini morti per la sindrome». Merito soprattutto degli sforzi portati avanti da medici e familiari per diffondere il
più possibile le informazioni
sulla sindrome e i consigli sulla sicurezza del sonno dei bebè
(vedi grafico), sia tra gli addetti ai lavori che tra i genitori.
«Questo grazie a un semplice opuscolo», ribadisce Ada
Macchiarini, preparato in collaborazione con pediatri, neonatologi e ostetriche sotto l'egida
del ministero della Salute. «Basterebbe provare a estenderlo a
tutto il Paese - prosegue Macchiarmi - e magari a far crescere l'informazione attraverso
linee guida, raccomandazioni e
procedure condivise».
La sindrome resta però la
principale causa singola di morte, dopo il primo mese di vita.
Per questo , ribadiscono gli
esperti, bisogna continuare a
studiarla. E soprattutto ha effetti devastanti sulle famiglie, che
ancora oggi appunto non sono
informate a sufficienza. Quella
dell'esclusione, dell'argomento tabù da tenere nascosto o
per lo meno sottotraccia, sembra essere un po' la cifra della
storia della Sids. «Siamo partiti
negli anni go , quando le ostetriche non volevano neppure parlarne alle future mamme nei
corsi preparto» ricorda Luigi
Nespoli, direttore della Pediatria dell'ospedale Macchi di Varese, sede del Centro di riferimento Sids per la Lombardia
che ha organizzato il congresso.
Anche a livello internazionale si è visto che le campagne di
informazione e di formazione
condotte in modo capillare e
continuo hanno prodotto una
drastica caduta dei tassi di mortalità. L'obiettivo è di modificare uno dei fattori alla base del
«modello di triplo rischio» individuato da diversi centri di ricerca per spiegare la catena di
eventi che portano alla Sids. In
base a questo modello, come
()
11
e della morte in cuna »
spiegano gli esperti dell'Istituto Superiore di Sanità, in primo luogo il bambino, apparentemente sano e normale , soffre
in realtà di una piccola anomalia nel sistema di regolazione
dei ritmi cardiaci (sindrome
del QT lungo), respiratori o generali del proprio organismo.
Si verificano poi nei primi mesi
di vita cambiamenti nei ritmi
del sonno, in quelli respiratori
e/o cardiaci, nella pressione o
nella temperatura corporea. Infine eventi «ambientali», come
il fatto di dormire in posizione
prona, l'esposizione al fumo
passivo e piccole infezioni respiratorie, aggravano la situazione, inducendo la Sids.
Esiste una predisposizione
genetica alla sindrome? «L'interesse per gli studi in questo
campo è andato aumentando
- risponde Laura Filoni, genetista dell'Università degli Studi
di Parma -. All'ultimo Congresso mondiale sulla Sids, a
Baltimora, ne sono stati presentati cinque che riguardano il sistema immunitario, la neurotrasmissione e infine l 'analisi dell'intero genoma. Tutti mettono
in evidenza una predisposizione genetica, che in concomitanza di alcuni fattori ambientali
può portare al decesso».
La strada tuttavia è ancora
lunga. Proprio al Congresso di
Baltimora è stata rilanciata una
serie di concetti : «É necessario
riempire un vuoto, prevedere e
risolvere tutti gli aspetti legati
alle morti improvvise - riferisce Cinzia Magnani, responsabile del Centro Sids dell 'Emilia
Romagna all'ospedale di Parma
-. Bisogna andare incontro ai
bisogni delle famiglie , sia emotivi che informativi, dare delle
risposte a ciò che è capitato».
La prevenzione della Sids comincia dal dormire in posizione corretta. Per un sonno sicuro un bambino deve dormire
da solo, sul dorso e nella sua
culla. «Questo è l'abc - dice
Raffaele Piumelli, responsabile
del Centro regionale Sids della
Toscana all'ospedale Meyer di
Firenze -. Un anno fa la American Academy of Pediatrics ha
prodotto delle Raccomandazioni su tutte le norme in materia
di sicurezza del sonno , per la riduzione non solo della Sids ma
di altre morti riconducibili a situazioni di sonno insicuro».
Rispetto alle precedenti Raccomandazioni sono state introdotte alcune novità : «Ricompare il discorso della promozione
dell'allattamento al seno, alla
luce di nuove evidenze scaturite da metanalisi - racconta
Piumelli -. È fortemente sconsigliato l'uso di alcol e stupefacenti da parte dei genitori. Le
vaccinazioni vanno fatte: c'è
stata polemica anni fa, perché
sembrava potessero predisporre al rischio ma erano delle bufale tremende . L'informazione
poi deve essere univoca e precoce, cioè data già nei punti nascita. Bisogna infine promuovere tutti gli sforzi possibili in ter-
Pagina 49
mini di ricerca e di diffusione
delle norme di riduzione del rischio». «Inoltre, non tutti sono
uguali davanti alla Sids - ha
puntato il dito Luana Nosetti,
responsabile del Centro Sids di
Varese -. Ci sono casi che di
fatto non sono seguiti fino in
fondo o vengono gestiti in modo diverso».
La famiglia spesso si trova di
fronte a risposte e comportamenti contraddittori da parte
degli operatori sanitari. Se poi,
come è previsto dalla legge in
caso di morte senza una causa
definita, partono gli accertamenti giudiziari, quello di papà e mamme può diventare un
calvario ancora peggiore. Per
questo bisogna mettere in rete
i Centri esistenti, identificare
un modello di comportamento
comune degli operatori, essere
in grado di fornire risposte
tempestive attraverso team
multidisciplinari. In parte ciò
viene già fatto, ad esempio sia
a Varese che nel Centro Sids
dell'ospedale Gaslini di Genova (per la Liguria). L'informazione, che a Varese si fa a partire dalla scuola materna e senza
creare traumi, resta prioritaria.
«Dove lo abbiamo fatto aggiunge Nosetti -, i bambini
hanno poi espresso le loro idee
sulla Sids attraverso i disegni,
con serenità. È giusto dare l'informazione, in modo che questa consapevolezza inizi presto». Ma informare significa anche insegnare a genitori e nonni le semplici manovre di rianimazione in caso di emergenza.
«La nostra ambizione più grande è però di arrivare prima della Sids - dice Nosetti - . Vogliamo identificare precocemente i soggetti a rischio. Ci
aiuteranno gli studi di tipo genetico, ma anche le norme comportamentali».
Tra le tante difficoltà legate
alla Sids, ci sono quelle sulla
sua identificazione e quindi sul
modo di accertarla . La legge 31
del 2006 prevede a questo fine
l'obbligo dell'autopsia in caso
ggiero Corcella
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ma non nel'%< t;r rris's',z is
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di morte improvvisa dei lattante
(Sids) e morte inaspettata del
feto (Siuds), ma è rimasta
praticamente inattuata. Per ben
due volte, infatti, il Consiglio
Superiore di Sanità ha rigettato
il protocollo attuativo.
La necessità del riscontro
diagnostico nasce da esigenze
di carattere scientifico ma anche
di difesa dei soggetti più deboli,
nel caso la morte fosse di natura
dolosa. Lo ribadisce Gaetano
ulfamante, responsabile
dell'Anatomia patologia
all'ospedale San Paolo di Milano.
Assieme ad altri quattro «sa ggi»
nominati dal ministero della
Salute, ha lavorato per due anni
alla stesura del nuovo protocollo
attuativo della legge 31 , adesso
all'esame dei Consiglio superiore
di sanità. II nuovo documento
prevede un protocollo operativo
per le indagini diagnostiche
in caso di Siuds (morte dei feto)
e indica le principali analisi e
ricerche da fare in caso di Sids.
Ha poi individuato un modello
operativo che possa garantire
sempre l'intervento del
magistrato.
U, , , ice la gravidanza
* La temperatura ideale
quando è nato, non fumate
per l'ambiente dei bimbo
è di 18-20° C
Men tenete il bambino
-,rrsbienti dove si fuma
Non copritelo troppo;
non avvolgetelo stretto nelle coperte;
se ha la febbre può aver bisogno
di essere coperto meno, non di più
Inoltre è bene
pere che...
L'impiego del succhiotto può ridurre il rischio di SIDS,
ma va introdotto dopo il primo mese di vita.
Non forzare se il bambino lo rifiuta;
se lo perde, non va reintrodotto;
non immergerlo in sostanze edulcoranti;
sospenderne l'uso entro l'annodi vita
Il prolungamento dell'intervallo "QT" è un'alterazione
evidenziabile con un semplice elettrocardiogramma,
ed è associata a un aumento dei rischio di SIDS.
Al genitori che desiderino effettuare questo esame
ricordiamo di farlo dopo la terza settimana di vita.
Sanità
Pagina 50
Smettere di fumare, con l'aiuto dell'ostetrica. Per due anni,
nell'ambito di un progetto dell'Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica della Regione Toscana finanziato dal Ministero, le fumatrici giunte per il pap-test in ambulatori della
Asl io di Firenze, di ISPO e di Asl piemontesi e Lombarde hanno ricevuto una consulenza antifumo. Le donne che hanno ricevuto il counseling hanno smesso di fumare in percentuale
doppia rispetto a quelle che non lo hanno ricevuto.
Sanità
Pagina 51
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Risponde
Niccolò Marchionni
Direttore Dip. Cardiologia e Medicina
geriatrica, Az. osp. Univ, Careggi, Firenze
Per gli anziani, esistono poche evidenze di un
reale vantaggio dimostrato da «studi clinici
controllati» (in cui un gruppo di pazienti
trattati con statine viene confrontato con un
Sanità
gruppo trattato con «placebo», per poi
verificare chi ha avuto meno accidenti
cardiovascolari). Perciò, la riposta alla sua
domanda potrebbe essere: no. Ma «oltre i 70
anni» non vuole dire proprio «anziano» (lo si
diventa oltre i 75) e la forza del «no» si
attenua. E il no diventa ancora meno perentorio
se ci sono altri fattori di rischio cardiovascolare
(ad esempio, ipertensione arteriosa, anche
lieve). Se poi il soggetto ha già qualche placca
arteriosclerotica, il no diventa un «sì», perché il
rischio cardiovascolare è almeno moderato, se
non elevato. Nelle aree di incertezza è, dunque,
una valutazione globale del paziente che deve
far porre l'indicazione al trattamento, mentre
in pazienti di età inferiore ai 75 anni, l'obiettivo
è sicuramente un colesterolo Ldl sotto i rio
mg/dL; e il valore 182, che lei riporta, è ben più
elevato. In conclusione, le consiglio il
trattamento, sotto la guida del suo medico.
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Qurami permette di collegarsi con gli uffici
Invia sul telefonino informazioni sulla fila
Basta attese inutili
eccolaappitaliana
che elimina le code
RICCARDO LUNA
ideale sarebbe
che le file non ci
fossero più, abolite da servizi pubblici e privati finalmente efficienti e trasferiti sui
personal computer di casa o sui telefonia. È questo del resto uno degli obiettivi della Agenda digitale
cheilgovemohaapprovatolo scorso 4 ottobre nel secondo "Decreto
Crescita" ed attualmente all'esame del Senato. Ma ci vorrà tempo
perché le norme diventino vita
quotidiana. Intanto c'è Qurami.
E una applicazione pertelefonino che promette di eliminare le file. Anzi, elimina l'attesa. Funziona
così: si collega con i dispositivi che
danno inumeretti e ti informa via
via dello stato della fila, quante
persone hai davanti e quanto
tempo dovresti attendere lì in
piedi; e invece con Qurami quel
tempo magicamente te lo riprendi per leggere qualcosa, fare
shopping o bere un caffè. E quando sul telefonino ti apparirà il
messaggio che è il tuo turno, ti ripresenti allo sportello. Stress: zero.
Qurami è in funzione per tutti
dal lo ottobre ma sono due anni e
mezzo che il suo inventore ci lavora: Roberto Macina era ancora uno
studenteiningegneriainformatica
a Roma Tre e stava in fila da più di
un'ora per consegnare la domanda dilaurea alla segreteria. Si disse:
«Possibile che nel 2010 non esista
una app che mi eviti di stare fermo
qui a perdere tempo?». Non c'era:
decise di farla, sarebbe stata la sua
startup, la sua impresa. L'ha chiamataQurami, un incrocio fralaparola inglese "queue, fila" e l'espressione italiana "curami". "Curare la
fila" è l'obiettivo dichiarato. E quasi subito ha trovato centomila euro
di finanziamento dall'incubatore
romano Enlabs per partire.
Il tema è più grosso di quel che
sembra da tutti i punti di vista. «La
fila fa parte della socialità umana,
impossibileeliminarladoveroso limitarla» osserva Marco Managò
chehasvis cerato il fenomeno nellibro "Gli italiani in fila". Secondo
una recente indagine, in fila si perdono 400 ore l'anno, praticamente cinque anni della nostra vita. E
visto che "il tempo è denaro "il Codacons ha provato a calcolare
quanto ci costi questa perdita di
tempo e ha sparato la cifra di 40
miliardi di euro. Quando si parla
di file, un ruolo nient'affatto minore va agli incolonnamenti in
automobile, ma secondo l'indagine precedente, la metà del "tempo
perduto" lo perdiamo negli uffici
pubbli ci, con un numeretto in mano. E qui interviene Qurami.
Per far funzionare la sua app,
Macina aveva bisogno della collaborazione degli uffici pubblici,
quelli dove la gente sta in fila. «Le
prime risposte furono: grazie, non
ci serve» ri corda Macina. Poi è arrivato il primo cliente: la Luiss, l'università di Confindustria a Roma. E
Qurami è decollata: in pochi mesi
sono stati siglatiaccordi con le altre
treuniversitàromane (IaSapienza,
Tor Vergata e Roma Tre), i comuni
di Firenze e Trieste, le province di
RomaeMilano, laCameradiCommercio di Milano, l'azienda ospedaliera Careggi di Firenze e, udite
udite!, Trenitalia, tutte le stazioni
dell'Alta velocità a cominciare da
Termini che sarà attiva fra qualche
giorno. In cima alla lista delle segnalazioni fatte al sito, ci sono Poste Italiane e Inps: il progetto è già
stato presentato loro e i negoziati
sono ancora in corso. Perché una
azienda o una amministrazione
pubblica dovrebbe aderire? Per
molte ragioni, secondo Macina:
«Perché aumentala soddisfazione
dei clientip er il servizio e perché c'è
un beneficio per tutti, anche per
gli esercizi commerciali limitrofi
dove uno può passare il tempo in
attesa che arrivi il proprio turno».
Per questo Macina sta pensando
di offrire Qurami ai brasiliani per
i prossimi Mondiali di calcio e le
prossime Olimpiadi. Se tutto va
bene, la ricerca del tempo perduto in futuro sarà solo un bellissimo libro di Marcel Proust.
0 RIPRODUZIONE RISERVATA
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RUBBER SOUL
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Segnalazioni
Pagina 53
Qurami
E' il nome
di un'app
scaricabile
su smartphone
che calcola
il tempo di attesa
prima di essere
serviti in uffici
pubblici
e negozi
2
Basta accedere via
smartphone all'app
per scoprire in tempo reale
3 L'app emette
4
Le notifiche
personalizzate
5
Funziona
per iPhone,
Android e Nokia.
Presto disponibile
anche
Black erry
lack b
e Windows
Alcuni tra gli enti
che utilizzano Qurami
Il Comune di Firenze
L'università Luiss
La Camera di Commercio
di Milano
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15 minuti
Il tempo medio di attesa
in coda nel mondo prima
di essere serviti in uffici
pubblici e negozi.
Nel 2008 era la metà
23 minuti
La media italiana
(+ 8 minuti)
400 all 'anno impiegate
ore in media a fare la fila
86% La percentuale di italiani
che considera l'attesa
in uffici pubblici e negozi
ragione di stress
Segnalazioni
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