LA BOTTEGA DELLA CRETA PIEVE DI CENTO (BO) VIA BASSA 16 - TEL. 3473185823 [email protected] www.labotteghadellacreta.com il mosquito informazione - cultura - spettacolo - sport LA BOTTEGA DELLA CRETA PIEVE DI CENTO (BO) VIA BASSA 16 - TEL. 3473185823 [email protected] www.labotteghadellacreta.com BIMESTRALE DI INFORMAZIONE, FORMAZIONE, CULTURA E SPORT, DIRETTORE DANIELE BIANCARDI, REDAZIONE L. DAL POZZO, R. BAGNOLI, STAMPATO IN PROPRIO, AUT. TRIB. FE N. 13/96 DEL 3/7/1996 - N. 5 - ANNO II NON TUTTI I MALI VENGONO PER NUOCERE di Nerone artiamo con un vecchio proverbio popolare: non tutti i mali vengono per nuocere. È sotto gli occhi di tutti e nelle tasche di tanti la crisi economica, per limitarci a questa, che sta attraversando l’Italia, oltre all’’Europa e all’intero mondo occidentale. Tra i tanti settori coinvolti e particolarmente colpiti, in Italia, annoveriamo il mondo della cultura che significa anche scuola, ricerca e mondo artistico in generale. Esordire quindi con la frase Non tutti i mali vengono per nuocere è e vuole essere provocatorio. Sarebbe meglio sostituire con un imperativo: fermiamoci un attimo. Mi spiego. In trent’anni, cioè il periodo che ci separa dalla nascita degli assessorati alla cultura, le iniziative e le proposte sono via via aumentate; vorrei dire a dismisura. Se sfogliate i vecchi opuscoli di “Invito in Provincia” vedrete che tante erano le iniziative distribuite nei sessanta comuni della Provincia di Bologna. Negli anni si sono sondati tanti terreni, tanti generi che hanno favorito la crescita di quanti hanno voluto usufruirne. A volte le proposte, potremmo dire, erano poco ortodosse. A volte s’inserivano in un terreno già concimato, a volte invece c’era tutto da inventare e più che un’analisi seria chi aveva potere decisionale, rischiava di organizzare eventi a proprio gusto. Tanta la strada percorsa. Tanti i teatri ristrutturati. Ora sono più di trenta fra Bologna e Provincia. Tante le sale polivalenti e in tutti i comuni ci sono ora biblioteche. Questi dati devono far sentire orgogliosi chi ha contribuito alla loro realizzazione. E i cittadini delle opportunità avute. Poi, altro detto popolare: il troppo stroppia. Aggiungo ciò che disse Jean-Luc Godard (regista e critico cinematografico francese che ricordiamo essere stato uno degli esponenti più importanti della Nouvelle Vague) parafrasando una di frase di Joseph Goebbels: “Quando sento parlare di cultura metto mano al libretto degli assegni”. (segue in seconda pagina) P UN VIVERE “CONTRIBUTIVO” OVVERO COSA VUOI FARE DA GRANDE? di Franca T. N el sistema basato sulla professionalizzazione delle funzioni essenziali, il cittadino del mondo civilizzato è espropriato della propria capacità di fare da sé ciò che altrimenti saprebbe fare benissimo: costruirsi una casa, curare le patologie più semplici, istruirsi, gestire le pro- prie controversie giuridiche e politiche, muoversi da un luogo all’altro. Tutte queste attività sono state requisite, sottratte all’abilità personale e monopolizzate dai professionisti di settore, gli “esperti”, i quali offrono la soluzione tecnologicamente più eclatante e ovviamente funzionale al mantenimento dell’egemonia del potere dei tecnocrati. Scrive Ivan Il- lich (1925-2002) nel suo bellissimo libro Disoccupazione Creativa: “Il professionista dominante, presenta ai giudici o ai parlamentari non una prova concreta o una dimostrazione specialistica, ma un’opinione sua e dei suoi colleghi” Le attuali professioni dominanti decidono cosa si deve fare, a chi, e in che modo il lavoro deve essere gestito. Si arrogano un sapere speciale, incomunicabile, per quanto concerne non solo lo stato delle cose e quello che occorre fare, ma anche le ragioni che rendono indispensabili le loro prestazioni. Il potere professionale è una forma specializzata del privilegio di prescrivere ciò che è giusto per i terzi e di cui essi hanno perciò bisogno, una sorta dei élite che assicura la salvezza a chi si mette al seguito, così una professione interpreta, tutela e garantisce uno speciale interesse terreno ai seguaci dei moderni sovrani. Esso è perfettamente congruo in un’epoca nella quale persino l’accesso al Parlamento, ossia alla Camera della gente comune, è riservato di fatto, a coloro che possiedono un titolo di studio “adeguato” oppure ottenuto grazie all’accumulo di capitali realizzati in modo egoistico e spregiudicato. (segue in seconda pagina) L’ARTE FINE A SE STESSA: IL MOVIMENTO MADì IL MATERIALISMO DIALETTICO IN MOSTRA AL MUSEO MAGI ‘900 di Filomena Fortunato Stando a uno degli obiettivi del Mosquito, quello cioè di suggerire ai nostri lettori di vedere anche il “bello” che abbiamo la fortuna di avere sotto casa, vorrei cogliere l’occasione per segnalare un’esposizione che ha sede permanente presso il museo d’arte MAGI ‘900 di Pieve di Cento. Sto parlando delle opere del Movimento Madì, un movimento che purtroppo pochi conoscono, ma su cui vale la pena soffermarsi. Questo movimento artistico (la cui parola significa Materialismo Dialettico) viene fondato a Buenos Aires nel 1946 da Carmelo Arden Quin, nell’ambiente dell’arte nonfigurativa, tra i circoli dei cultori dell’arte astratta e geometrica. (segue in terza pagina) il mosquito info e pubblicità: 3398588163 [email protected] www.ilmosquito.com 1 TUTTI I MALI UN VIVERE “CONTRIBUTIVO” NON VENGONO PER NUOCERE OVVERO cosa vuoi fare da grande? di Franca T. (continua dalla prima) Non è più solo il singolo professionista che imputa un “bisogno” al singolo cliente, ma un corpo costituito che imputa un “bisogno” all’intera collettività e che la Legge avvalla, in qualunque campo si possa immaginare, le nuove professioni si ergono a tutori esclusivi del bene pubblico. Oggi il professionista, in quanto maestro che insegna ciò che è conforme all’ortodossia scientifica del momento, rappresenta un sorta di “teologo”, crea la necessità della propria mediazione, impone la propria soluzione; la gestione di un bisogno privato, diventa pubblico, nelle mani di un’elité auto-inventatasi del proprio mandato. Le professioni non sarebbero mai diventate dominanti e menomanti se la gente non fosse stata pronta a sentire come una carenza ciò che l’esperto le attribuiva come “bisogno”. Certe buone vecchie parole si sono trasformate in etichette, che indicano a quali specialisti compete la tutela sulla casa, sulla bottega, sulla salute, sulla sicurezza, sulla propria vita. La lingua, il più fondamentale dei beni comuni, è contaminata da contorti fili gergali, tecnicismi incomprensibili, ognuno manovrato da una professione specialistica. L’espropriazione delle parole, l’impoverimento del lessico quotidiano e la sua degradazione a terminologia burocratica, corrispondono, in modo avvilente a quella particolare forma di degradazione che toglie agli uomini la capacità di sentirsi utili se non hanno un impiego retribuito. Oggi, sempre più spesso, mettiamo al centro del nostro sistema economico oltre ai beni di consumo, i servizi professionali, il soddisfacimento di bisogni calcolabili che vengono inventati ed elaborati sulle soluzioni di problemi creati, emergenze preconfezionate: dalla salute alle pandemie, dall’alimentazione alla dietetica, dall’istruzione all’aggiornamento, dall’informazione alle pubbliche relazioni, dalla ricerca di un partner all’armonia coniugale, dalla fede religiosa alla meditazione, dallo sport all’abbigliamento. Consulenti esperti sono pronti a cogliere ogni nuova possibilità di gestire le persone e a offrire le loro prestazioni per appagare un bisogno parcellizzato. Come fare per sfuggire a tutto questo? Forse una soluzione auspicabile potrebbe essere quella di uscire da un modo di vivere dipendente a un modo di vivere “Contributivo”, considerando inaccettabile la passività che rende le persone facilmente influenzabili e succubi dell’ambiente che le circonda e degli eventi imposti, uscendo dalla logica di coloro che pensano soltanto e se stessi e non si preoccupano minimamente degli altri. E’ proprio in questo modo che creiamo il futuro, quando ci dedichiamo alla solidarietà fra cittadini, sforzandoci in un impegno comune, mettendo al centro della nostra vita l’impegno per il benessere dell’umanità e del pianeta, concentrandoci su quello che ognuno di noi può fare, cambiando radicalmente le nostre abitudini, facendo esperienze di lavoro anche diversi tra loro e sforzandoci in questo momento cruciale a combattere il pessimismo e il vuoto di valori imperante, ridefinendo così le nostre priorità. LA DONNA è MOBILE! EVVIVA! Cantanti & Female Songwriters, consigli per l’ascolto di Jack Dekko La musica e l’universo femminile è sicuramente un argomento bello denso. Non voglio entrare nel merito di classifiche di vendite e di gradimento stile Mtv, sarebbe di certo uno spreco di tempo mio e (molto più importante) vostro. Un buona partenza sarebbe quella di andare a riscoprire Björk, cantante islandese che ho ascoltato fino allo sfinimento. Meritano più di un paio di ascolti due capolavori assoluti come Homogenic (1997) e Vespertine (2001). Quest’ultimo va ascoltato rigorosamente di notte come la stessa Björk dice, un album unico e senza tempo. Entrando invece nel mondo indie, Joan Wasser con il suo progetto Joan As Police Woman ricco di quell’indie-rock che va a braccetto con un buon groove, è da mettere nella playlist più ascoltata. Real Life (2006), dove Joan duetta anche con Antony, è un album che è stato nel mio lettore mp3 per molto tempo. Molto divertenti e spiazzanti sono i cd dei Nouvelle Vague, gruppo francese che si cimenta nella rivisitazione in chiave bossa-samba dei classici della New Wave anni ‘80. Sentire dei classici dei Joy Division, dei The Clash, e dei Dead Kennedys così 2 trasformati è veramente un’esperienza positiva. La cantante bassista anglo-africana Shingai Shoniwa del gruppo Noisettes è quello che si chiama in gergo animale da palco, vedere i video dei concerti per credere. Il primo album What’s The Time Mr Wolf (2007) è un esplosione di bluesrock da lasciare senza fiato, una prova di forza vinta in partenza. Ora vorrei presentarvi due artiste che con la loro musica mi hanno convinto a scrivere questo piccolo articolo, Joanna Newsom e Nancy Elizabeth sono a mio avviso le songwriters più innovative di oggi. Cantante, arpista e pianista Joanna Newsom è un talento naturale dotata di un timbro di voce unico e particolare, che non permette compromessi, o si ama o lo si odia. Geniali sono i suoi due album Ys (2006) con dei bellissimi arragiamenti orchestrali e l’EP intitolato Joanna Newsom & The Ys Street Band (2007), con arragiamenti pensati più per l’esecuzione dal vivo ma comunque trascinanti. Personalmente ho avuto la fortuna di ascoltare anche i suoi primissimi EP, dove la voce di Joanna era ancora molto “grezza” ma trasmetteva comunque in- sieme al suono dell’arpa tutta la grazia della sua musica. Nancy Elizabeth è più vicina al mondo del folk classico, con incursioni in un post-rock di matrice Godspeed You Black Emperor!. Battle And Victory (2007) e Wrought Iron (2009) sono due album bellissimi nella loro semplicità dove la voce sussurrata di Nancy è un invito all’ascolto rilassato con una piccola punta di spleen. Ma in Italia come siamo messi? Benino, mi verrebbe da ripondere. Ho apprezzato i Comaneci con il loro folk acustico dove violoncello e chitarra elettrica dialogano perfettamente. Dal vivo però non ho visto quel bel mood ascoltato invece nei loro EP. I romagnoli Heike Has The Giggles invece dal vivo si scatenano, da ascoltare è il loro primo album Sh! (2010) dove con il loro power pop alla The Wombats o alla The Hives trascinano e fanno ballare. Il panorama indie-folk-rock della musica al femminile gode di ottima salute ed è in continua crescita, spero vivamente di vedere ma soprattutto di ascoltare più italiane. di Nerone (continua dalla prima) Joseph Goebbels Ministro della propaganda di Hitler invece aveva detto “Quando sento parlare di cultura meno mano alla pistola”. Due frasi che fanno capire da un lato che la cultura è la massima espressione della libertà e come tale va difesa da chi la minaccia, dall’altro che la cultura può essere business. Ce n’è abbastanza da riflettere. Di chi con la cultura ci guadagna, cosa legittima, ma senza preoccuparsi molto del messaggio portato ne abbiamo già parlato. Per intenderci penso ai finanziamenti a film che nessuno ha mai visto o, limitandoci a soli due esempi, alle mostre evento che infestano l’Italia e che portano turisti e pensionati in giro con pullman e in fila ai ristoranti. Dimenticavo. Sono cresciute anche le sale espositive con loro annessa proposta e i musei. La crisi ci impone, ci obbliga a fermarci a riflettere un attimo, ma già l’avremmo dovuto fare. Occorre scegliere le proposte, metterle in rete, meglio dire in relazione altrimenti si fa confusione, occorre inoltre condividerle in un vasto territorio. Renderebbe le proposte più pensate, più rade, ma probabilmente più costruite, meglio organizzate e magari più viste. Sì perché tantissime iniziative sono autoreferenziali. Uno le pensa, le costruisce poi se le guarda assieme a pochi altri. Quando non c’è, ecco un altro detto popolare, più trippa per gatti, occorre non sprecare. Sprechiamo cibo e accumuliamo rifiuti. Che ciò non sia vero per la cultura, pane della mente e motore di crescita per il nostro mondo. Magari risparmiando su certi fronti potremmo impiegare il denaro per evitare di veder crollare le bellezze del bel paese. Si favoleggia, in realtà è solo una favola, che l’Italia conservi il 60% dei beni culturali mondiali. Non è vero. Sono molto meno. Ma attenzione all’acqua e alle frane come nel recente caso di Pompei. Di questo passo la percentuale si abbassa di molto. L’ARTE FINE A SE STESSA: IL MOVIMENTO MADì L’EGEMONIA SOTTOCULTURALE IL MATERIALISMO DIALETTICO IN MOSTRA AL MUSEO MAGI ‘900 MASSIMILIANO PANARI - L’ITALIA DA GRAMSCI AL GOSSIP di Filomena Fortunato (continua dalla prima) Un’arte inventiva, originale, ludica che dall’Argentina si è trasformata in un movimento internazionale con gruppi in Italia (l’Associazione Arte Madì Italia, di cui fanno parte 18 artisti), Argentina, Francia, Ungheria, Belgio, Olanda e con singoli esponenti in Brasile, Venezuela, Giappone, Stati Uniti, Uruguay, Spagna, Svezia e Slovacchia . Un movimento che, pur essendo stato fondato più di cinquant’anni fa, è ancora vivo e attuale e si accresce nel tempo con nuove adesioni, con nuovi artisti che ne hanno saputo interpretare le idee con originalità ed entusiasmo. La scelta sperimentale di questa corrente, che rappresenta un traguardo avanzato dell’arte aniconica e un ulteriore sviluppo delle intuizioni di alcuni pionieri costruttivisti di inizio secolo (tra i quali Laszlo Perì, Cristian Schad e Vladimir Tatlin), mira a rompere la tradizionale concezione del quadro chiuso tra le linee ortogonali della cornice, che per secoli ha imprigionato i dipinti, per contrapporvi opere realizzate su superfici poligonali e stratificate, cui viene dato slancio e tridimensionalità. L’opera Madì ha, infatti, una “forma in sé”, senza costrizioni all’interno di un perimetro regolare, e si presenta come una costante provocazione alla rottura degli schemi, dei confini, dei canoni, degli obblighi, al fine di sollecitare una percezione continua e variabile dello spazio inteso sempre in movimento . A completare la spiccata inventiva del Madì, si aggiunge inoltre l’uso di materiali nuovi come plastica, acciaio, vetro, plexiglass, e una gioiosa componente ludica che trova riscontro in un uso vivace dei colori. Il noto storico d’arte Giorgio di Genova definisce il movimento Madì come “un momento di riflessione sulle prospettive della creatività moderna, ma anche sulle possibilità del linguaggio dell’arte fine a se stessa e che su se stessa riflette, poggiando e basandosi esclusivamente sugli strumenti del suo specifico linguaggio, non piegati alla schiavitù della mimesi della natura o della realtà, ma utilizzati in quanto rappresentativi di se stessi per un puro gusto estetico, nel quale tanta parte ha la componente ludica, importante pilastro, più di quanto non si creda, del fare artistico”. Chi vedrà queste opere si troverà nel bel mezzo di un’ inventività e di una creatività che si esprimono attraverso un coloratissimo universo di geometrie variabili e in una serie di interventi artistici che stimolano sia l’interazione (vien voglia di toccarli e di giocarci) sia la riflessione. Un viaggio all’interno di creazioni che testimoniano come Madì sia sinonimo di pensiero, sperimentazione, rielaborazione di tecniche tradizionali, superamento di frontiere plastiche e ricerca stimolante di forme e materiali nuovi, inevitabilmente in rapporto con gli sviluppi della società contemporanea. RICETTE PER QUATTRO STAGIONI QUATTRO MENU COMPLETI DEL RISTORANTE BURIANI DI PIEVE P ieve di Cento. Nel mese di novembre il Ristorante Buriani ha presentato il libro di ricette “Four season - Quattro stagioni” a cura dello chef Sandra Buriani, con le foto di Luciano Calzolari, e la presentazione di Tiberio Artioli (ABC). Il libro (acquistabile presso il ristorante o l’edicola “Il Papiro” della cittadina a circa 10 euro) ha immortalato l’ormai decennale impegno del ristorante nell’alta cucina con alcune delle sue ricette. La serata ha abbinato l’arte della cucina con l’ottima musica del Trio “Hot Bow” (chitarra, contrabbasso e violino), grazie alla collaborazione con il Cento Jazz Club. Presenti alla serata il sindaco di Pieve di Cento, Sergio Maccagnani, il presidente del Cento Jazz Club, Enrico Maluccelli e gli autori del volume. L’iniziativa curata da Gilberto Buriani è stata accolta favorevolmente dal pubblico che ha avuto l’occasione di soddisfare, ad altissimi livelli, i propri sensi. Per informazioni: Ristorante Buriani, via Provinciale Bologna 2/A, Pieve di Cento (BO), Tel. 051975177. Piacevolissimo da leggere e chiaro nelle analisi, il libro racconta come ha fatto l’Italia a finire in queste condizioni. Per descriverlo, entra nella vera fabbrica del consenso. Come già diceva Flaiano nel 1966: “tra vent’anni gli italiani saranno come li avrà fatti la televisione”. La profezia si è avverata, ma purtroppo la televisione che ha trasformato gli italiani è molto molto peggio di quella conosciuta da Ennio Flaiano. Che non aveva mai visto Amici della De Filippi, il Grande Fratello, l’intelligenza situazionista di Antonio Ricci asservita al più becero Potere, Non è la Rai, Uomini e donne, Porta a porta, X Factor, il Tg1 di Minzolini, L’Isola dei famosi, l’invasione della pubblicità...tutta roba che Flaiano non fece in tempo a scoprire. Il saggio di Massimiliano Panarari racconta come questa televisione ha piallato anno dopo anno le intelligenze e le coscienze di noi italiani, togliendoci il senso della storia e dell’alternativa, il gusto della critica e il piacere dell’impegno collettivo. Un libro che ha mandato in bestia il Gabibbo di Striscia la Notizia che ha replicato a mezzo stampa (sul serio!! In Italia accade anche questo... ed è la dimostrazione che Panarari ha ragione). Perchè la televisione fa parte integrante e potentissima del sistema della “direzione delle coscienze”. Con cui le classi dominanti orientano e condizionano la visione del mondo delle masse. Sto rispolverando strumenti di analisi vecchi? Ideologie che la sinistra aveva colpevolmente dimenticato? Certo che sì. Perchè per troppi anni ci siamo fatti prendere per i fondelli: abbagliati dai lustrini abbiamo trascurato la sostanza. E la sostanza è sempre quella da migliaia di anni, molto semplice e molto chiara: alcune classi vogliono dominare su altre. E per farlo usano gli strumenti che l’epoca mette a loro disposizione. La nostra epoca mette a disposizione delle classi dominanti strumenti nuovi e potentissimi, non necessariamente sanguinari ed esplicitamente violenti, mezzi che cercano di occupare le coscienze delle persone, orientando con immagini parole suoni slogan lusinghe menzogne pubblicità matrix il loro modo di pensare e il loro immaginario. In questo senso, la televisione è fondamentale. Tanto più lo è stata in Italia (paese che per tanti motivi si è consegnato inerme alle catene luccicanti del nuovo dominio). Da molti anni, nel nostro paese la sinistra ha abdicato al proprio compito: che è quello di organizzare attorno a giustizia-libertà-uguaglianza-diritti-fratellanza le persone, offrendo loro uno scopo e un’ideologia, una narrazione e una pedagogia di massa, una comunità e una direzione. Ecco perchè, nell’assenza della sinistra, si è affermata senza colpo ferire un’egenomia sottoculturale, fatta di tronisti e veline, briatori e bondi, gasparri e bossi, minzolini e gabibbi. Una società in cui non solo tra avere ed essere vince il primo, ma addirittura non basta più avere: ciò che conta è apparire. EDICOLA FLAMI&LORIS Circon.liberazione 5 San Giovanni in Persiceto (BO) TEL E FAX 051.822015 3 NON SOLO JAZZ.. CON IL CENTO JAZZ CLUB POR UN SUEñO RESOCONTO DEL QUARTO ANNO D’ATTIVITà L’ULTIMO CD DI SABRINA ALBERTI di Enrico Malucelli Presidente Cento Jazz Club T empo di bilanci per il Cento Jazz Club che si avvia a concludere il quarto anno della propria attività concertistica, artistica e discografica. In questi primi dieci mesi si sono susseguiti ben 33 concerti che hanno offerto un ventaglio musicale di spessore con punte di eccellenza quali i “Blue Napoli”, la canzone napoletana in chiave jazz, e l’omaggio a Gorni Kramer con il fisarmonicista Gianni Coscia. Non è stata disattesa la dimensione internazionale del jazz con il duo John Taylor, tra i migliori pianisti al mondo, e Diana Torto, oltre a Rachel Gould, Paul Jeffrey, Sheila Cooper e Fabio Morgera. Da sottolineare il fatto che le star del jazzismo mondiale sono state accompagnate da formazioni italiane a conferma della consolidata fama che i jazz italiano ha raggiunto in questi ultimi quindici anni. Il Cento Jazz Club ha continuato, nel corso di quest’anno, le importanti collaborazioni con i ristoranti, i pub, i wine bar del territorio quali Vino e…, Pizza leggera-White palace, Fienile Casa di Campagna, Ristorante “I Gabbiani”, Gran Torino, Caffè Italia allo scopo di coniugare cena e concerto, ovvero specialità eno-gastronomiche e musica jazz in un felice connubio tra cucina e musica. Il 18 novembre, presso il rinomato ristorante pievese Buriani, vi sarà la presentazione di un libro di ricette, con cena a tema e concerto jazz con il trio Hot Bow, chitarracontrabbasso e violino. Di notevole rilievo il nuovo progetto condiviso con l’amministrazione comunale di Pieve di Cento nell’ambito della rassegna cinema e jazz. Due appuntamenti in piazza A. Costa, tra giugno e luglio, sono stati dedicati a Benny Goodman e a Fred Buscaglione, con la “Jazz Gang” e i “Jumpin’shoes”. Un successo di pubblico e di critica per la nuova formula che, oltre al concerto dal vivo, ha previsto l’utilizzazione della tecnologia multimediale con la proiezione muta del film “Il re del jazz”, sulla vita del grande clarinettista americano, e una serie di slides a ricordo del cinquantesimo della scomparsa del grande autore e cantante italiano. Il tutto anticipato, nel mese di maggio, da una serata di forte impatto culturale ed emotivo con la messa in scena, nel delizioso e intimo teatro pievese “Alice Zeppilli”, del progetto “Jazz in giallo e nero”, ovvero un libero adattamento teatrale del libro di Cornell Woolrich che ha ispirato il film di Hitchcock, La finestra sul cortile. Oltre al quartetto guidato da un ottimo Carlo Atti al sax tenore, di grande effetto la recitazione di Alberto Rossatti capace di restituire la forte suspence contenuta nel romanzo originale. Un’altra serata di particolare suggestione emotiva e storica quella organizzata dal Cento Jazz Club al Caffè Italia, giovedì 6 maggio, in occasione del passaggio della Mille miglia, la corsa in automobile più storica d’Italia. Il trio di Alberghini-Invidia-Gallerani ha accompagnato il transito delle auto d’epoca eseguendo una carrellata di brani tratti dal repertorio della canzone italiana anni Venti e Trenta, oltre agli standard americani e alle suggestive note della bossa nova regalando a Cento l’unico momento di intrattenimento musicale e culturale della corsa automobilistica. Nell’ambito del settembre centese, dal 3 all’11, si è tenuta la terza edizione del Cento Jazz Festival con quattro concerti all’insegna dei musicisti centesi e della musica d’oltre oceano. “Il quartetto Z” del centese Stefano Melloni, il trio del fisarmonicista Massimo Tagliata, l’ottetto dei Jumpin’shoes, e i “Sound Of Vision”, direttamente da Miami, con il tastierista centese Valerio Cantori. Il 18 settembre il Cento Jazz Club ha ospitato la seconda tappa del memorial “Mirto Govoni”, prestigioso premio giornalistico ferrarese. Un evento di grande importanza per il nostro so- dalizio che ha visto la collaborazione sinergica con l’Officina ferrarese, il Torrione, Assonautica e Aeroclub di Ferrara. Il Jazz Club, nel mese di settembre, in collaborazione con le principali scuole di musica del territorio, allo scopo di favorire la diffusione della musica afro americana tra i giovani, ha pensato ad un nuovo progetto intitolato “Junior Card”. Tutti gli studenti, fino a 25 anni d’età, iscritti alle scuole di musica del territorio centopievese, a fronte della sottoscrizione della tessera annuale “Junior Card”, hanno la possibilità di assistere, senza alcun costo aggiuntivo, ai concerti organizzati dal club. Il tutto nell’ottica e nella forte convinzione che i giovani possano, davvero, essere fruitori e attori di momenti musicali unici e che assistere ai concerti jazz dal vivo, dialogare con gli artisti, ascoltare melodie e strutture armoniche, sia un’esperienza di crescita formativa, educativa e pedagogica di assoluta rilevanza, soprattutto, per gli allievi dei corsi di musica e di strumento musicale. Un ringraziamento particolare agli sponsor che, veri mecenati, sostengono i progetti del Cento Jazz Club e a Daniele Biancardi, assessore alla cultura del Comune di Cento. Il consiglio direttivo è composto da: Enrico Malucelli, Maurizio Magri, Alfio Conte, Alessandro Guiaro, Andrea Giberti, Vittorio Rimondi e Giorgio Cavicchi. Info: www.centojazzclub.com [email protected] Lo sapevate che? Circa 4.000 anni fa, in Babilonia, c’era l’usanza per cui, per un intero mese dopo il matrimonio, il padre della sposa forniva al genero tutto l’idromele che egli riusciva a bere. Essendo l’idromele una bevanda ricavata dal miele ed essendo a quei tempi il calendario basato sulle fasi lunari, quel periodo fu denominato mese di miele o “luna di miele”. comunicazione • coordinati grafici cataloghi • brossure • editoria soluzioni per la grafica e la stampa Via Borgomozzo 8 - Pieve di Cento - Bologna Tel. 051.686.14.05 - 339.85.88.163 [email protected] - www.bagnoli1920.it 4 È uscito di recente “Por un Sueño” l’ultimo CD di Sabrina Alberti al pianoforte in duo con Luca Paccagnella al Cello. Il CD propone musiche di Piazzolla, Ginastera e Gustavino, riarrangiate per Piano e Cello trasporta l’ascoltatore all’ascolto di alcuni tra i più famosi “standard” della musica latina. Sabrina Alberti si è diplomata in pianoforte al Conservatorio “G. B. Martini” di Bologna, in Musica da Camera all’Accademia Pianistica Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola e in Discipline della Musica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Ateneo felsineo. Ha conseguito con lode la Laurea di II Livello in Discipline Musicali ad indirizzo Cameristico. Si è perfezionata in pianoforte ed in musica da camera con G. Frémy, O. Yablonskaya, K. Bogino, D. De Rosa e P. N. Masi. Ha conseguito il titolo di specializzazione per esperti in didattica di base e del pianoforte al CEMB di Milano e al Conservatorio di Rovigo, ha inoltre seguito corsi di aggiornamento sulla didattica musicale presso l’Istituto J. Dalcroze di Ginevra e all’istituto E. Willems di Majano. All’esercizio della didattica affianca una intensa e qualificata attività come solista e camerista conseguendo successi e consensi di critica in Italia e all’estero. È docente di pianoforte presso l’Istituto Musicale “Corelli” di Cesena e collabora attivamente alle iniziative musicali ed alle attività laboratoriali rivolte a bambini in età scolare e prescolare presso vari Istituti scolastici. Si dedica alla ricerca e alla divulgazione di repertori musicali inesplorati o poco conosciuti per i quali ha registrato diversi CD: Trascrizioni Operistiche per Pf a quattro mani, Videoradio; Integrale a quattro mani di L. Liviabella, NuovaEra; Integrale per V.cello e Pf di F.Busoni, Tactus; Integrale per V.cello e Pf di G.F.Malipiero, Tactus; un Cd di musiche per Piano Solo di G.F.Malipiero e per ultimo il CD recensito in questo articolo. Per ulteriori informazioni e acquisto vi invitiamo a visitare il sito “www.sabrinaalberti.it”. TRACCE: ITINERARI NEL teATRO CONTEMPORANEO AL VIA LA XV EDIZIONE DI TRACCE DI TEATRO D’AUTORE L a XV edizione di Tracce di Teatro d’Autore propone, anche per questa stagione, la sua selezione di progetti innovativi e vitali. Artisti individuati con la ricognizione attenta e determinata di Federico Toni, direttore artistico che, dal 1996, intercetta le maggiori esperienze artistiche per consentire al pubblico - persone di ogni età, cultura e provenienza - occasioni privilegiate per avvicinarsi e confrontarsi con personalità di grande rilievo, già affermate o meno note, ma già riconosciute nei principali festival nazionali e internazionali. Tra i protagonisti principali dell’edizione 2011 (dal 9 febbraio al 20 maggio): la Grande Orchestra Maniscalchi, i comici Max Paiella e Rita Pelusio, il giornalista Gian Antonio Stella, i grandi interpreti Arianna Scommegna e Michele Di Mauro, le compagnie di innovazione Europa Teatri e Teatro Sotterraneo. Da segnalare anche un progetto speciale col Teatro Opera Marella. Tutti gli spettacoli presentati a Tracce hanno la prerogativa, semplice e naturale, di favorire opportunità costruttive in più per la crescita sociale, civile e culturale della comunità. Per questo, anche quest’anno, il programma si contraddistingue per la presenza di nomi illustri della scena contemporanea e varie forme di teatro: da quello musicale alla prosa, dal comico al cabaret, dalla narrazione all’impegno civile, dagli show di strada a straordinarie clownerie di artisti di fama internazionale. Una necessità collettiva da tutelare, incoraggiare e sostenere partecipandovi con l’acquisto di un abbonamento Due eventi e un problema di Amedeo Luigi Correggiari Per lo scacchismo nostrano due notizie hanno movimentano l’es ordine di ‘tempo’ è che l’Accademia, il più importante Circolo Bologna e tra i più importanti della regione e non solo, cambia se sede in via Lenzi, proprio dietro al negozio di scacchi ‘Le due Torr via San Donato, al n.149, angolo via Zagabria. Pare che i van potranno essere molteplici; innanzi tutto quello dei parcheggi c turnioinche tre creava giorni. Ilproblemi tutto all’Hotel Bo-insolubi di Amedeo Luigi Correggiari arrivava all’ultimo momento a volte logna di Pieve. A casa nostra dunque! evento nostrano musicaledueo nosportivo era in scena nel vicino Palazzetto d er lo scacchismo Il montepremi di buon livello fa preveParcheggi che saranno tizie importanti hanno occupato la per di più gratis e facili da reperire. Oltre a dere la presenza di molti Grande Maebarmesi. sempre aperto scena in questi La prima in eor-possibilità di mangiare, cosa non di poco c stri, e vista la poca distanza da Bolodoppio giornaliero. dine di ‘tempo’ è cheturno l’Accademia, il Inaugurazione sabato undici settembre. gna, Modena e Ferrara non secondo evento ci riguarda direttamente, in dovrebbero quanto, collegato più importanteIl Circolo della provincia mancare i tanti aficionados diOpen questeCarnev Cento, denominato appunto 1° International Chess di Bologna e tra i più importanti della città sia per assistere che per giocare al giornosede. 13 febbraio 2011 si terrà un grosso torneo con b regione e nongiorno solo, ha5 cambiato (ma anche da ogni parte dell’Emilia montepremi. Ci saranno, Dalla vecchia collocazione in via Len- oltre all’Open principale, anche due altri e del centro Bologna nord) tale da rendere giocatori meno Il tutto all’Hotel di Pieve. A casa nos zi, proprio dietro al negozio di forti. scacchi l’evento assai interessante. Notizie in Il montepremi di buon livello può far prevedere la presenza di ‘Le due Torri’, si è trasferita in via San merito sul sito: www.scacchirandagi. Maestro, e vista la poca distanza da Bologna, Modena e Ferrar Donato, al n.149, angolo via Zagabria. com. mancareperi tanti aficionados di queste città sia per assistere che per Pare che i vantaggi l’utenza poEd ecco per finire diagramma con da ogni parte dell’Emilia e del centro nord)un tale da rendere l’evento tranno essere molteplici, risolvendo una bella combinazione di Vasyukov Ogni altra valutazione ulteriore sarà possibile solo alla pubblic vari problemi; innanzi tutto quello dei contro Dzurashevic a Belgrado nelbene. ufficiale. In ogni caso ci pare un’ottima iniziativa che parte parcheggi che opprimeva chi arrivava 1961, anno con in cuiuna il campione russo diEd ecco percreava finireconun diagramma bella combinazione di all’ultimo momento o che venne GM. Dzurashevic a Belgrado nel 1961, anno in cui il campione russo div trattempi a volte insolubili, quando IlIlbianco bianco muove muove e vince: vince qualche evento musicale o sportivo era XABCDEFGHY in scena nel vicino Palazzetto di Piazza Azzarita. Parcheggi che saranno 8-+-trqvl-+( per di più gratis e facili da reperire. 7+ptR-+-zpk' Oltre a questo ci sarà un bar sempre aperto e possibilità di mangiare, cosa 6p+-+n+pzp& non di poco conto nei tornei a doppio 5+-+p+-+-% turno giornaliero. L’inizio dell’attività 4-+-vL-+-+$ previsto per settembre è avvenuto ad ottobre. 3zPP+-+-+-# Il secondo evento ci riguarda diret2-+-+-+PzP" tamente, in quanto, collegato al Car1+-+-tRQmK-! nevale di Cento, denominato appunto 1° Open Internazionale Carnevale di xabcdefghy Cento, dal giorno 5 al giorno 13 febSoluzione Soluzione: braio 2011, si1.Txe6! terrà unDxe6 grosso2.Dxf8 torneoTxf8 (se 2… De1+ allora 3. Df1) 3. Txg7+ con ben 26.000 euro diè montepremi. Txb7+? contraddetta da 4. … Tf6, mentre 4. Te7+ Df6! Ci saranno, oltre all’Open principale a Tf6 5. Txf6, e adesso non importa dove va forzatamente vincente) nove turni denominato ‘Memorial Vivpersa comunque. Ad esempio: 5. … De1+ 6. Tf1+ 1-0. iana Manservisi’, anche due altri tornei minori, tipo week-end, con cinque DUE EVENTI E UN PROBLEMA P Soluzione: 1.Txe6! Dxe6 2.Dxf8 Txf8 (se 2… De1+ allora 3. Df1) 3. Txg7+ Rh8 4. Txg6+! (4. Txb7+? è contraddetta da 4. … Tf6, mentre 4. Te7+ Df6! è buona ma non forzatamente vincente) Tf6 5. Txf6, e adesso non importa dove va la Regina nera, è persa comunque. Ad esempio: 5. … De1+ 6. Tf1+ 1-0. Immagine Tracce 2011 da “Enrico 4.” Michele Di Mauro. Foto Elvis Flanella © speciale a soli 70 € per tutti gli spettacoli. Il debutto di questa stagione è affidato alle Sorelle Marinetti, amiche en travesti di Tracce, che hanno raggiunto il grande pubblico accompagnando Arisa nella scorsa edizione del Festival di Sanremo. Ai quattordici appuntamenti di spettacolo di Tracce 2011 si aggiungono incontri con personalità illustri della cultura e del teatro. Gli spettacoli: BLEM BLEM, FIU FIU, DUM DUM!; (9 febbraio - San Pietro in Casale); VENETI FAIR (20 febbraio - Bentivoglio); SERENATE CONIGLIE (27 febbraio - Argelato); DIES IRAE (6 marzo Castello d’Argile); RIGOLETTI (10 marzo - Pieve di Cento); LA DIRITTA VIA (18 marzo - Castello d’Argile); PIANTO TUTTO (25 marzo - Argelato); NEGRI, FROCI, GIUDEI & CO. (31 marzo - Calderara di Reno); CLEOPATRàS (10 aprile - Calderara di Reno); A ME IL TEATRO NON INTERESSA ( 17 aprile - Pieve di Cento); ENRICO 4. (29 aprile - Pieve di Cento); IMMOBILI (6 maggio - Bentivoglio); ON THE ROAD (15 maggio - San Giorgio di Piano); SECONDO A NESSUNO (20 maggio - San Giorgio di Piano). Tracce di Teatro d’Autore continua la sua vocazione a essere luogo di socialità e cultura in un territorio specifico: un’area compresa tra le Province di Bologna, Modena e Ferrara. La conferma della sua importanza è testimoniata anche dal consenso e dalla compartecipazione di molti soggetti privati, sia grandi aziende, sia piccole imprese del territorio, che, anno dopo anno, rinnovano il loro sostegno. I soggetti promotori di Tracce: i Comuni di Argelato, Bentivoglio, Calderara di Reno, Castello d’Argile, San Giorgio di Piano, San Pietro in Casale e Pieve di Cento come capofila, la Provincia di Bologna e la Fondazione Cassa di Risparmio di Cento. Ai promotori si affiancano i patrocini prestigiosi dell’ANCT Associazione Nazionale dei Critici di Teatro, del CTU Centro Teatro Universitario - Università degli Studi di Ferrara e della Regione Emilia-Romagna. www.traccediteatrodautore.it Infotracce: 348.8049181 partecipazioni - sonetti di laurea soluzioni per la grafica e la stampa [email protected] - www.bagnoli1920.it - tel. 0516861405 5 COSA FARE TRA LA NEBBIA E LE ZANZARE ARGELATO Sabato 11 dicembre, dalle 16 alle 18:30 Centro sociale “Villa Beatrice” “Statuine con l’argilla” Pittura Domenica 19 dicembre, dalle 16 alle 18:30 Centro sociale “Villa Beatrice” “Allestimento del presepe” Mettiamo assieme tutto ciò che abbiamo creato... Quando disferemo il presepe ognuno porterà a casa le proprie statuine. CENTO Sabato 4 dicembre, ore 15:30 Centro Pandurera Sax Day Domenica 5 dicembre, dalle 9:30 alle 21:30 Rocca Natale nel Borgo del Castello Martedì 7 dicembre, ore 20:45 Cinema Don Zucchini My Fair Lady di Gorge Cukor Venerdì 10 dicembre, ore 10 Centro Pandurera Premio di letteratura per i Ragazzi Spettacolo teatrale-musicale Venerdì 28 gennaio, ore 21 Teatro G.Borgatti Il Lago dei Cigni Lunedì 31 gennaio, ore 21 Teatro G.Borgatti Il Malato Immaginario PIEVE DI CENTO Sabato 4 dicembre, ore 20,45 Teatro Comunale “A.Zeppilli” A Teater - La Presidentesa commedia in 3 atti di Annio Govoni Domenica 5 dicemnbre Piazza A. Costa Nadal a la Piv Domenica 5 dicembre, ore 16 Teatro Comunale “A.Zeppilli” A Teater - La Presidentesa commedia in 3 atti di Annio Covoni Sabato 11 dicembre Teatro Comunale “A.Zeppilli” ore 16:30 - Munachar e Manachar ore 18 - Ma che strano tipo quel Francesco Spettacoli organizzati dall’Associazione “Gli Amici di Straluna” in collaborazione con il Teatrino dell’Es. Giovedì 16 dicembre, ore 17,30 Biblioteca Comunale Nati per leggere - Festa di Libri… e di Bambini Domenica 12 dicembre, ore 15 Teatro G. Borgatti Il fascino dell’Operetta Da sabato 18 dicembre fino al 9 gennaio Sala Partecipanza Il Germoglio di Iesse esposizione di presepi artigianali e artistici Domenica 19 dicembre, dalle 9:30 alle 21:30 Rocca Natale nel Borgo del Castello Domenica 19 dicembre, ore 21 Teatro G. Borgatti Il Paese dei Campanelli Martedì 21 dicembre, ore 20:45 Cinema Don Zucchini Appuntamento a Belleville esibizione musicale a cura di “Associazione tra le Quinte” Sabato 1 gennaio, ore 17 Teatro G. Borgatti Concerto di Capodanno Venerdì 7 gennaio, ore 21 Centro Pandurera Pianto Tutto Mercoledì 12 gennaio, ore 21 Teatro G.Borgatti Caravaggio, Danza Lunedì 17 gennaio, ore 21 Teatro G.Borgatti Le allegre comare di Windsor Sab. 15 ore 20,45 e Dom. 16 genn., ore 16 Teatro Comunale “A.Zeppilli” Il Bel Canto della Lirica Frankestein “L’ Amor non guarda in faccia” mostruoso melodramma giocoso in un Atto, con un Prologo, due Intermezzi e una Morale Giovedì 20 gennaio, ore 17,30 Biblioteca Comunale Nati per leggere - Cresco Leggendo (per bambini dai 6 ai 9 anni) Sabato 22 gennaio, ore 16 Centro Sociale Ricreativo Culturale “Luigen” Spaghetti parole e fantasia Un Bambino coraggioso di Tiberio Artioli, illustrazioni di Annalisa Serino sarà presente l’autore Mercoledì 26 gennaio, ore 21,15 Teatro Comunale “A.Zeppilli” Platealmente Erika Biavati Mercatini di Natale e Animazione natalizie Domenica 12 dicembre, dalle 9:30 alle 21:30 Rocca Natale nel Borgo del Castello Martedì 14 dicembre, ore 20:45 Cinema Don Zucchini Accordi e Disaccordi di Woody Allen 6 Sabato 22 gennaio, ore 21 Teatro G.Borgatti La Traviata Sabato 18 dicembre, ore 21:15 Teatro Comunale “A.Zeppilli” Souvenir De Noel Concerto di classici natalizi stile “America anni 50” con il gruppo Souvenir d’Italie. L’incasso sarà devoluto all’Associazione Malati Oncologici Martedì 21 dicembre, ore 19:30 Centro Sociale Ricreativo Culturale “Luigen” Spaghetti parole e fantasia Il Deserto dei Tartari di Dino Buzzati Giovedì 23 dicembre, ore 20:45 Teatro Comunale “A.Zeppilli” Concerto coro Roberta Gallinari Sabato 1 gennaio, ore 17:30 Pinacoteca Civica Concerto: La Chanson a Paris Giovedì 6 gennaio Piazza A. Costa La Befana dei Bimbi e Caldarroste Martedì 11 gennaio, ore 19:30 Centro Sociale Ricreativo Culturale “Luigen” Spaghetti parole e fantasia Energia per l’astronave terra di Nicola Armaroli e Vincenzo Balzani Sarà presente l’autore SAN GIOVANNI IN PERSICETO Giovedì 2 e Venerdì 3 dicembre, ore 21 Teatro comunale The Blue Apple, Bologna “La lettera” di Paolo Nani Sabato 4 dicembre, ore 21 Teatro comunale The Blue Apple, Bologna “Jekill e Hide” Paolo Nani, Prima Nazionale Giovedì 9 dicembre,ore 21 Teatro Fanin Compagnia “Al nostar dialàtt” “Zà dal pont ed Galira” Martedì 14 dicembre, ore 9,30 Teatro Comunale Teatro Ragazzi “Un Treno di Perché?” Giovedì 13 gennaio, ore 21 Teatro Fanin “Silvio C’è” Antonio Cornacchione Giovedì 20 gennaio, ore 21 Teatro Fanin Compagnia “Bruno Lanzarini” “Un let in sii” Giovedì 27 gennaio, ore 21 Teatro Fanin Compagnia Teatro della Tresca “Besum stopped” (Baciami stupido) Giovedì 3 febbraio, ore 21 Teatro Fanin “Niente Progetti per il Futuro” Enzo Bacchetti e Giobbe Covatta Giovedì 17 febbraio, ore 10 Teatro Comunale Teatro Ragazzi “A Nord della Primavera” Giovedì 24 febbraio, ore 21 Teatro Fanin “Il Mistero Buffo di Dario Fo” Paolo Rossi CREVALCORE Domenica 5 dicembre, ore 16,30 Chiesa della Concezione Rassegna di canti natalizi Lunedì 6 dicembre, ore 21 Teatro Comunale Testimoni Mercoledì 8 dicembre da mattina a sera Via Matteotti Mercatino dell’ingegno artistico ore 15 - Chiesa Parrocchiale I Bambini donano un fiore alla B.V Immacolata Sabato 11 dicembre, ore 20,30 Teatro Comunale Varietà (serata di varietà scritta e interpretata da ragazzi crevalcoresi) Domenica 19 dicembre ore 15 - Bar Commercio Asta del tempo libero ore 15,30 - Chiesa di San Silvestro Concerto di Natale Venerdì 31 dicembre ore 9,30 - Centro Sportivo Crevalcore Partenza XVI° Corrida di S. Silvestro Ore 10,30 - Chiesa di S.Silvestro Messa solenne in onore del Santo Patrono Martedì 7 dicembre, dalle ore 10,30 alle 13 Cortile Scuola dell’Infanzia di Palata Pepoli Mercatino di Natale con oggetti realizzati dagli alunnidella scuola Venerdì 10 dicembre, dalle 9 alle 12 Centro commerciale “Crevalcore 2” Mercatino di Natale Martedì 14 dicembre, dalle 9 alle 12 Centro commerciale “Crevalcore 2” Mercatino di Natale Venerdì 21 gennaio, ore 21 Teatro Comunale Se Garibaldi scende da cavallo Mercoledì 22 dicembre, ore 16,30 Centro Giochi Festa di Natale “Giro giro dono” Giovedì 23 dicembre, ore 16,45 Ludoteca Festa di Natale “ Giro giro dono” Martedì 1 febbraio, ore 21 Teatro Comunale L’EBREO Sabato 5 febbraio ore ,21 Teatro Comunale S.P.Q.R. FESTIVAL D’ E UROPA IN MUSICA VIA ALLA 5ª EDIZIONE DEL FESTIVAL Sabrina Alberti-Luisa Fanti Zurkowskaya R icomincia la nuova edizione del Festival in Musica delle Nazioni d’Europa, un’iniziativa promossa dall’Associazione Culturale VillaLobos che da oramai 5 anni organizza questa rassegna musicale dedicata a giovani artisti provenienti da ogni parte d’Europa. La valorizzazione del patrimonio musicale delle singole nazioni europee ha riscosso in questi anni un buon successo di critica e pubblico, il numeroso pubblico ha infatti potuto ascoltare reper- tori davvero originali e poco conosciuti. Per l’edizione 2010 saranno proposti tre concerti e verrà dato ampio spazio alla musica dedicata agli anniversari di Schumann e Chopin. Il primo concerto della rassegna è affidato all’ormai consolidato DUO Pianistico Sabrina Alberti - Luisa Fanti Zurkowskaya, che proporranno un concerto interamente dedicato a Schumann, un omaggio nel bicentenario della nascita del compositore. Il concerto si terrà Venerdì 29 novembre presso l’Aula Absidale di S. Lucia in Via de’ Chiari 25 a Bologna, ore 21, ingresso gratuito. La rassegna è patrocinata dal Quartiere navile del Comune di Bologna, con il supporto di Emilbanca e con la collaborazione dell’Università degli Studi di Bologna, del Circolo Ufficiali del Presidio e dell’Istituto di Cultura Germanica di Bologna. I successivi concerti sono fissati per venerdì 3 dicembre e per sabato 11 dicembre 2010. Per info: [email protected] RACCONTIAMO UNA FAVOLA.. ESPERIENZA TEATRALE A PIEVE DI CENTO di Daniela Bises I l prossimo 11 dicembre l’Associazione “Gli Amici di Siraluna” porterà sul palcoscenico del Teatro “A.Zeppilli” di Pieve di Cento due gruppi di bambini e due performance: “Munachar e Manachar” vedrà in scena bambini di 3/6 anni, mentre i bambini di 7/11 anni si cimenteranno con “Ma che strano tipo quel Francesco”. Il primo pezzo è una vera novità, in quanto per la prima volta, anche grazie ad un importante contributo erogato dalla Fondazione del Monte per l’anno 2010, l’Associazione ha potuto coinvolgere il Teatrino dell’Es. Con la seconda pièce torna invece in scena un gruppo teatrale già consolidato, formato da bambini ed adulti. Il percorso che ha portato l’Associazione ad offrire questi laboratori teatrali ai bambini è iniziato diversi anni fa: un gruppo di genitori ed educatori, convinti della ricchezza ed utilità di un semplice gesto quale è il “raccontare una favola”, ha frequentato dei corsi per imparare alcune tecniche di narrazione animata. Da subito il gruppo si è cimentato in rappresentazioni dedicate ai bambini, che hanno riscosso un buon successo. L’entusiasmo e la partecipazione dei piccoli spettatori è stato il motore che ha fatto scattare l’idea di rendere i bambini stessi parte attiva e centrale delle narrazioni. Dal 2008 una ventina di bambini accompagnati da un piccolo gruppo di operatori adulti frequentano un laboratorio che dura da ottobre ad aprile e prevede ogni anno 1/2 narrazioni animate. Oltre a recitare, i bambini sono direttamente coinvolti anche nella realizzazione dei costumi, delle scenografie e nella stesura finale del copione. L’AVVOCATO RISPONDE Se siete stati vittime di soprusi, se vi sentite vittime di ingiustizie o semplicemente avete bisogno di un consiglio legale, dal prossimo numero, il nostro avvocato curerà una rubrica volta a dare una risposta al cittadino, che ogni giorno è costretto a percorrere un dedalo di leggi, leggine e regolamenti sempre più incomprensibili. A partire dal prossimo numero!!! stalag XB di M. Ficarra il libro proposto daLla redazione de il MOSQUITO di Luca Dal Pozzo I n questo libro a fumetti Marco Ficarra racconta la storia di Gioacchino Virga, un suo zio internato militare rinchiuso, nello Stalag XB a Sandbostel, e morto per il freddo e la fame il 14 marzo del 1945. Lo fa attraverso le fotografie di Vittorio Vialli, il quale clandestinamente è riuscito,sfidando la sorte, a fotografare momenti di vita quotidiana all’interno dei Lager tedeschi. Gioacchino Virga, rinchiuso nel lager perché rifiutatosi di aderire alla Repubblica Sociale Italiana. Da dove nasce l’idea di raccontare la sua storia attraverso le fotografie del Tenente Vittorio Vialli? Circa 2 anni fa da un cassetto sono emerse queste lettere che Gioacchino Virga scriveva alla famiglia ma, insieme a quelle lettere c’erano anche quelle che lui riceveva,perché un compagno di prigionia dando ai genitori la notizia della sua morte diede anche delle lettere e dei fogliettini con degli appunti che lui teneva. E io attraverso queste lettere ho cercato appunto di ricostruire la sua storia, ovviamente Gioacchino Virga, era morto, morì il 14 marzo del 1945, un mese prima della liberazione e ovviamente ho dovuto ricostruire la sua storia basandomi sui rapporti e i dialoghi dei sopravvissuti, diari che raccontavano gli episodi quotidiani del campo dove Gioacchino Virga era detenuto, così ho ricostruito la sua storia, infatti il libro ha un po’ due livelli uno raccontato da me e l’altro uno è quello della storia ricostruita da me e l’altro è quello della corrispondenza fondando insieme un unico racconto. Ho cercato quindi di raccontare la vicenda umana di Gioacchino Virga un ragazzo di 20 anni, una storia che accomuna oltre 650.000 militari italiani che rifiutarono l’adesione alla Repubblica Sociale Italiana di Mussolini per non tradire il loro giuramento A che punto della sua ricerca è venuto a conoscenza delle foto di Vittorio Vialli? Direi per caso, mentre ricercavo documenti e testimonianza di quel periodo, mi sono imbattuto nelle foto del tenente Vittorio Vialli, che clandestinamente a rischio della sua vita “ durante le perquisizioni, Vittorio nascondeva la macchina fotografia all’interno di un sacchetto contenente molliche di pane per camuffarla”, ci racconta Bruno Vialli, uno dei due figli, ha scattato circa 400 foto nel campo. Per me è stato fondamentale trovare queste foto dello Stalag XB, sia per i disegni che per le didascalie che Vialli ha annotato successivamente. Didascalie che hanno ispirato alcuni momenti del libro. Didascalie ironiche e sbeffeggiatrici. Da attento osservato non posso non chiederle quale sia stata la scelta che l’ha spinta ad utilizzare, per illustrare questa Graphic Novel, la tecnica della china bagnata? La struttura è venuta dopo nel momento in cui ho capito che non potevo raccontare quello che era successo ai militari italiani in maniera cruda. All’inizio i disegni erano tutti in bianco e nero, molto netti anche perché era lo stile nel quale disegnavo, però mi sono accorto che mancava qualcosa in queste tavole come se non ci fosse l’atmosfera giusta, allora ho provata a fare una tavola acquerellata e da subito ho percepito una sensazione di pienezza, come a creare una patina che desse l’idea di una storia passata, di un certo distacco ma, nel contempo che riuscisse a trasmettere in maniera più suggestiva il vissuto di Gioacchino Vialli. Bruno Vialli, figlio del tenente Vittorio Vialli che durante la prigionia nei campi di concentramento, è riuscito a scattare delle foto della vita del campo. Cosa l’ha colpita in questo libro? La cosa più importante secondo me è stata la trasmissione di un fatto psicologico, la trasmissione delle emozioni che gli uomini internati provavano, perché i volti in queste pagine, sono la perfetta rappresentazione delle fotografie di mio padre. Le immagine del fumetto riescono a rendere molto bene quello che era il peso delle scelte fatte e di quelle ancora da fare in corso di svolgimento durante la prigionia. Il libro mi è piaciuto perché scorre via velocemente riuscendo a trasmettere la tristezza della storia ma anche la speranza e la voglia di continuare a vivere nonostante le grandi privazioni a cui erano sottoposti gli IMI (Internati Militari Italiani). Marco è riuscito a trasformare le fotografie in una storia scorrevole e riflessiva, affinché la memoria di quel periodo venga smarrita. 7 LE MANI IN FACCIA GUIDO MARCHESINI UN GIOVANE ARTISTA SI RACCONTA DI LUCA MARTINI DOPO IL SUCCESSO DEL SUO PRIMO LIBRO ESCE L’ULTIMA CREAZIONE DELL’AUTORE BOLOGNESE di Massimiliano Di Mino Recensione uscita sulla rivista “Il paradiso degli orchi” www.paradisodegliorchi.com N onostante tutto, la vita. Sembra essere questo il messaggio che aleggia in Le Mani in faccia, romanzo di Luca Martini, autore del quale abbiamo già avuto modo di parlare (e bene) nelle pagine del paradiso riguardo il suo precedente libro Le geometrie degli inganni. Le mani in faccia è un romanzo formato da quattordici racconti autonomi che insieme narrano per episodi, per ricordi, i primi trent’anni del protagonista; le vicende che hanno fatto sì che Claudio Pedretti sia oggi come sia: “Un antieroe della porta accanto”, come recita la quarta di copertina. Un vinto, forse, che però, non si dà per tale, e che riesce ad analizzare il suo passato, ora con ironia o con nostalgia, ma sempre con un certo distacco che gli permette di vedere tutto, di ripercorrere la propria esistenza e valutarla solamente come una conseguenza, come se tutto il mistero della vita risiedesse in uno sfibrante concatenarsi di cause ed effetti. Il protagonista diviene così vittima e al contempo carnefice di sé stesso, o forse più ragionevolmente del suo (nostro) tempo, vittima della sua generazione e dei suoi dogmi, e tutto quello che sembra cercare il trentenne è niente più che la legittimazione ad essere quello che è, accettandosi e lottando senza posa contro le proprie insicurezze. È un rapporto d’amore e odio quello che Claudio Pedretti ha con la vita. Seppur celato da un rifugio nel quale si rincorrono disillusioni, perdite e sconfitte nelle pagine dell’autore trapela un inno alla vita, ma alla vita a modo suo, perché la via salvifica si incrocia di continuo con la consapevolezza che tutto procede per piccoli passi e grandi sbagli. Le mani in faccia può raccontare, dunque, la vita di uno come tanti, un romanzo generazionale che nasce dall’osservazione di uomini e donne inermi e spaventati; ma da cosa? Il protagonista cerca di scoprirlo prima tornando bambino e ricordando le sue prime scelte dettate dal difficile rapporto con i genitori o trovandosi buffamente inadeguato di fronte alle prime palpitazioni di cuore, e poi, crescendo accorgersi che aumentano i problemi, il dolore, ma non la capacità di gestirli o di capire. Luca Martini è abile a sostenere un ritmo incalzante, ma è capace però anche di fermare l’azione e di rallentare e protrarre la narrazione dando voce ai sentimenti del protagonista con passaggi poetici che sanno emozionare. Le mani in faccia conferma il sapiente mestiere di Luca Martini, mestiere che mi piacerebbe vedere affrontare altre tematiche, più lontane dall’autobiografismo e dal comune ( decisamente troppo comune) sentire solipsistico. Aspettando nuove prove, un plauso a Martini , ed uno alla Voras che ha proseguito a credere nel suo autore. Complimenti che non posso, ahimè, estendere alla veste grafica decisamente inadeguata. M i chiamo Guido Marchesini, sono nato il 9 febbraio del 1987 a Bologna. Disegno, da quando avevo diciotto mesi, qualunque cosa mi passi per la testa e le mani. Ho frequentato il Liceo Artistico di Bologna diplomandomi col massimo dei voti. Frequento dal 2008 L’istituto Superiore per le Industrie Artistiche (ISIA) di Firenze. Amo profondamente l’arte e le forme di espressione che l’umano intelletto può produrre. Sono entrato in questo mondo di espressione tramite il disegno e la pittura, e lo sto approfondendo con il fumetto, l’llustrazione e il design. Quando vedo qualcosa di meraviglioso, cerco di leggerlo, capirlo, farlo mio e reinterpretarlo. Queste due tavole, trattano la tematica della liberazione dell’Italia dal Nazi-Fascismo avvenuta il 25 aprile del 1945, e pongono l’accento sulla necessità di mantenere questa libertà conquistata viva, e di non fare cadere la storia nell’oblio corrrendo il rischio di vanificare tutto. 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