YUKIO MISHIMA STELLA MERAVIGLIO (Utsukushii Hoshi,1962) CAPITOLO1 Inunaserenanottedi novembre,aoratarda,dal garagediunagrandevilla dellacittadinadiHannō,nella prefetturadiSaitama,uscì velocementeunarombante Volkswagendel'51.Ilmotore emettevaunterribile frastuonoacausadelfreddoe indugiavaapartire,mentrei passeggerivolgevanoquaelà sguardiinquieti. L'anticadimoraerastata dotatadapocotempodiun garageediunavecchiaauto. Oltrealrecintodisasaragi cheincominciavaamarcire, v'eralaportadelgarage dipintaconverniceverde.Era evidenteche,dopounlungo periododiquiete,lacasaera nuovamenteanimatada un'insolitaattività.Tuttavia eranoinpochiasapereinche consistessetaleattività. Presumibilmentequalcosadi assaidifferentedaquella, apertaecomprensibileatutti, esercitatadagliavi,che avevanofattofortunaconil commercioederanodiventati ipiùgrandivenditoridilegno aHannō. Akiko,lafiglia,unabella ragazzataciturnaeriservata, passavaditantointantoper lastradaconungrossopacco dilettere:v'erachilacriticava perlasuaabitudinediservirsi dellapostacentraledifronte allastazione,invecedirecarsi all'antiquatoufficiopostale distantesoltantodueotre casedallasuavilla.Nelpacco eranosolitamenteincluse alcunelettereprovenientida varienazionieindirizzatea lei. Nellanotteprofondal'auto percorrevaleampiestrade dellapianuradiHannō,che parevaestendersisenza confini.EraKazuo,ilfratello, aguidare.Accantoaluiera sedutalasorellaminore Akiko.Igenitori,iconiugi Ōsugi,occupavanoisedili posteriori. «Abbiamofattobeneauscire presto»,commentòJūichirō Ōsugi,ilcapofamiglia.«A voltesirischiadiarrivarein ritardo,megliopartirein anticipo». «Èvero,setardassimo irriteremmoinostriamici», assentìlamoglieKyoko. Ilorosguardieranorivoltial finestrinoanteriore,afissare ilcielochegradualmentesi oscuravafralebassecasecon lelucispente.Iquattro avevanoocchibellielimpidi, unacaratteristicadifamiglia. Nonincontraronoombra d'uomosullastrada.L'auto passòdavantiallaCameradi Commercio,volseadestrae, inprossimitàdellelucidel commissariatodipolizia, dovequalcunovigilava,girò asinistrae,pocodopo, raggiunseilcapolineadegli autobusinterurbani.Il candidoemodernoedificio quadratodelTeatro Municipalespiccavain rilievonelcupogrumo notturnodellaretrostante collinaRakan,lalorométa. LacollinaRakan,chesi elevavadi145metrisul livellodelmare,erastata chiamataAtagodaOnoya Oshō,ilprimocapodella settaTendaidiNōnīnji duranteilregno dell'imperatoreGoNara.Nel quintoannodell'eraGenroku, Keishōin,madredi Tsunayoshi,ilquintoshōgun, vicollocòsedicirakandiqui, ilnome. Kazuofermòl'autosottola grandevetratadelTeatro Municipale.Leluciesterne giungevanosoffuseall'interno dell'edificio,conilsoffitto spropositatamentealtoe sedilipercentinaiadiospiti. Unafilaasemicerchiodi poltroncinevuote fronteggiavailpalcodeserto. Quasisispecchiassero reciprocamentenelloro vuoto,traidueelementi regnavaun'armoniadi tensioniancorpiùprofondadi quandoilTeatroMunicipale eragremitodigente. Dopoaverindugiatoa sbirciare,Kazuoaprìil portabagaglidell'autoene tolsecoperteezainettiche contenevanocibarie.Licaricò inspalla,mentreglialtri componentidellafamiglia portavanochilamacchina fotografica,chigliocchiali, chiilthermos.Akikoscese agilmentedalsedilevicinoal guidatore:indossava pantalonigrigieunvivace golfdasci,avevaunasciarpa dilanaavvoltaintornoal collo,conilembichele pendevanosulpetto.Ilsuo belvoltopallidoappariva ravvivatodallanotteeil foulardchelecoprivai capellineaccentuavai contornidelicati.L'ariafresca leconferivavitalitàelatorcia chebrandivaechescuoteva energicamenteperprovarne l'efficacia,parevaun'arma nellesuemani. Jūichirō,cheerasceso dall'autoperultimo, indossavaungiacconedi pellesuungolf,mentrela moglieKyokosfoggiavaun kimonoconunsoprabitodi spessotessutodacui spuntavaunerimaki.Ilcapo famiglia,l'occhialutoJūichirō che,aparteunbreveperiodo dedicatoall'insegnamento, nonsieramaiimpegnatoin unaprofessione,avevaunbel voltodall'ovaleallungato,da cuitrasparivalasuaindole d'intellettuale.Ilnaso,lungoe sottile,parevaannusare intornoilprofumodi solitudineedimalinconiada luistessoemanato.A paragonedelsuo,ilvolto dellamoglieeracomunee gioviale,simileaquellodel figlionell'espressione fiduciosa,eunpocoottusa. Incominciaronoasalireperil pendiocircondatoda criptomerieincrociandoi fascidilucedelletorce. Eranoisoliafarsivarcofra letenebre.Nonunalitodi ventosmuoveval'ariache gravavasullapianura,epiù salivanopiùaumentavail frusciodellefogliedegli alberiimmersinellanotte. Apocoapocoilcielochesi scorgevafralecriptomerie assunselatintadell'acquadi unpozzoincuilestelle brillavanoconunfulgore semprepiùintenso.Ilfascio dilucedellalampadina tascabilediKazuo,che precedevaifamiliari,metteva inrilievopietretombalilungo ilsentierolargoediscarsa pendenza.Svoltarononel puntoincuisorgevaunastele esitrovaronosuunospiazzo erboso.Lelorotorce illuminaronounafiladi panchinedeserteecumulidi cartacce.Nonsiudivaun gridod'uccello.Attraversato lospiazzoilsentierosi assottigliòdivenendopiù erto.Ilcamminoproseguiva ripido.Nellaterraerano infissiorizzontalmentedei tronchiperfacilitareil passaggio,chetuttaviaera spessoimpeditoinentrambii latidarocceedaradici:la lucedelletorceesaltava rilievieconvessitàdella pietraeneingigantivale ombre.Ilfrusciodellefronde parevaaumentare. Avevanol'animorapitodalla nobiltàdellorointentoe neppuremadreefiglia parevanointimorite.Conla lunaanchequelpaesaggio montanosisarebbe rischiarato.Tuttavialaluna dellanotteprecedenteera ormaitramontatae,essendoil novilunio,lalucenon avrebbepotutocertofugarele tenebre. Iquattrosalivanol'impervio sentiero,chedigiorno avrebbepotutoessere affrontatopersinodaun bambino,rincuorandosia vicenda.Allalucedella lampadinatascabile apparveroquattroocinque gradinidipietrasmussatiagli angolicheconducevanoaun angustospazioerboso.Gli scalinidipietrafraleombre dellecriptomerieparevano unacascata. «Finalmentesiamoarrivati. Saliamolascalinatae troveremol'osservatorio astronomico»,sospirò Jūichirōansimando. «Peròsiamostatibravi: abbiamoimpiegatoventisette minutiasalire»,constatò Kazuoavvicinandoagliocchi ilquadrantefosforescente dell'orologiodapolso. L'osservatorioastronomico sorgevasuunospiazzo ottenutospianandorocceper circacentotsubo.Nellaparte settentrionalespiccavauna stelearicordodellavisita dell'imperatore,circondatada unbosco,enellaparte meridionalenonv'eranulla cheimpedisselavistadel cielodallacimaall'orizzonte, oltreallefrondediunabassa boscagliaeairamididueo trecontortipini.Aorientesi scorgevanolesparselucidi Hannō,mentrenellapianura diShintospiccavanocon immutataintensitàleluci verdi,rosseegialledellabase Johnson. «Cheoresono?» «Lequattromenosette minuti». «Siamostatifortunatiad arrivareprimadellequattro. Contavodigiungerequi almenomezz'orainanticipo». Salironoasciugandosiil sudoreesiaccorserodi quantointensofosseilfreddo dell'albadinovembresulla cimadelmonte.Kazuotolse dallozainounaruvida copertaelastesesulprato lottandocontroilventoche percorrevaiboschia settentrione,aiutatodalledue donnechesiaffannavanoa renderepiùgradevolequel posto.Kyokoversòdal thermosuncaldotèinglese neibicchieridiplastica, quindiaprìunpacchetto contenenteipanini.Ebbero infineagiodiosservareil cielostellato. «Ilcieloèserenoesenza luna.Comesiamostati fortunati!»mormoròKyoko convocetremula. Eraunsuperbocielostellato, chedifficilmenteavrebbero potutocontemplarestandoin città.Lestellescintillavano nellavoltanotturnasimilea unapellicciadileopardo maculata.L'ariaera straordinariamentelimpidae lestellevicineeremote avrebberopotutomostrare nitidamentelaprofonditàdel cielonotturno,malalucesi accumulavacomenebbiaela voltaceleste,offuscatadalla luminositàdellestelle,pareva tendereunareteachi l'osservava.Akikonotòcheil numerodellestelleera tediosamenteinfinito: nonviapparivaancoraalcun presagiodell'alba,ilfiume latteoincrociava perpendicolarmentela superficieterrestreeilgran quadrangolodiPegasostava calandoall'orizzonte. L'instancabilebagliore dell'infinitonumerodistelle colmavailcielodiunasorta ditenuissimavibrazionedi cordad'arpa. «Purtroppo»,commentò Jūichirōconl'usualetono nitidoefranco,«questavolta néionévostramadre potremocontemplareilnostro pianeta.Sepotessimo scorgereanchesolouna fievoleluce,affiorerebbero allanostramentericordi sopiti.Untempo contemplavolaterrada Marte,ilmiopianeta». «Già,innovembreè assolutamenteimpossibile scorgereMarte»,obiettòcon tonogelidoKazuo.«Perché sorgeetramontaquasiin perfettasincroniaconilsole. Maèpossibilevedereal crepuscoloGiove,iltuo pianeta,mamma». «Ieriseraeroimpegnata,non sonoriuscitaadarglineppure unosguardo»,sospiròKyoko. «Sarebbebelloseall'alba potessimocontemplare insiemeinostripianeti natali». «Trapocoriusciròavedereil mio»,annunciòAkiko guardandoconaffettoil fratello. «Ancheilmio.Certo,selo paragonoaquellodei terrestri...»obiettòilragazzo. Lamadrelozittìridendo:«È proibitoesprimersiinquesto modo.Quinessunociascolta, masetuparlassicosìdavanti agliumanirischieresti molto». Lelorospalleerano accarezzatedaunvento fragorosocomeleondedel mare,chescuotevaa intervallipiniecriptomerie,e all'improvvisoriprendeva vigoreeparevaprecipitare comeunavalangadineve.Le loromanieranogelate, ciascunoavevaqualcosada portare:lamacchina fotograficaoun cannocchiale,perciònon avevanoindossatoiguanti.Il ventotrasportava incessantementefogliesecche esiudivanostranirumori, comeilcigoliodellaportadi lamieradiunpiccoloe desertochioscoperiltèlì accanto. Impercettibili,invece,iquieti movimentidellecostellazioni, letrestellediOrionchesi allineavanonelcieloasudovestinlinearettaformando insiemeaRigelunasagoma simileaunanticoaquilone. Iquattro,checoncentravano glisguardisuunaluce, furonosoventedistrattida insignificantifenomeni:una stellacadenteeillontano aerofaroasud,versola montagna,eanchelelucidei fanalinianterioridelle biciclettechepercorrevanola stradaprefetturalepressola cittadinadiHannō scarsamenteilluminata. «Saràvisibileameridione dallequattroemezzoalle cinque»,spiegòJūichirō continuandoaosservarein quelladirezioneconil cannocchiale. «Tradieciminutigiungeràil momentofatidico.Chissàche cosacicomunicherannoi nostrifratelli.Qualimisterici riveleranno...L'Unione Sovieticahainiziatounaserie diesperimentinuclearicon bombedacinquantamegaton. Stapercommettereun terribiledelittochepotrebbe sconvolgerel'armonia dell'universo,esel'America neseguissel'esempiolafine dell'umanitàsarebbevicina... Evitareunsimiledisastroèla nostramissione,masiamo ancoraimpotentielagente continuaaessereapaticae tranquilla...» «Papà,nonperderela speranza»,loconsolòilfiglio puntandoquaelàil cannocchiale,«separagonata altempochedomina nell'universo,lanostraattesa èlimitata.Iterrestrinonsono tuttistupidi.Verràiltempoin cuicomprenderannoilloro erroreetornerannoallenostre concezionid'infinitaarmonia edipaceeterna.Adogni modobisogneràscrivereal piùprestounaletteraa Chruscèv». «Lastaterminandotua sorella.Ormaièquasipronta, veroAkiko?» «Sì»,risposelaconicamente l'affascinanteragazza,ilcui sguardovagavafralestelle. Giunserofinalmentele quattroemezzo.Lafamiglia ammutolìfissandoilcielo contensioneesperanza. All'albadelgiornoprecedente Jūichirōavevaricevutola notiziacheaquell'ora sarebberoapparsideidischi volanti. Nell'estatedell'anno precedentelafamigliasiera accortaall'improvvisodi esserecompostada extraterrestrigiuntidaaltri pianeti.Fuun'ispirazioneche, delineatasisoprattuttoin Jūichirō,colseinseguito anchelamoglieeifigli. AlcunigiornidopoAkiko, cheliprendevaingiro,smise dirideresull'argomento. Erasemplicementeavvenuto ched'untrattociascunodi lorosieraaccortodi albergareunospirito extraterrestre,chene dominavacompletamente corpoeanima:da quell'istante,sebbene ricordasseroconchiarezzail passatodellafamiglia,come lanascitadeifigli,lealtre memoriedellalorovita terrestredivennerounastoria fittizia.Eratuttaviaun peccatocheavesserosmarrito ilororicordipersonalidiun corpoextraterrestre(ossia dellaloroautenticastoria). Puressendounuomoozioso, Jūichirōeradotato d'intelligenzaedigiudizioe pensavachelacosapiù importanteperproteggerela suafamigliafossenascondere allagenteilsegretodella propriaidentità.Macome riuscirvi? Ilbuonsensoappresodalla vitagliavevainsegnatoche perevitaredanniera necessarionascondere strenuamentelapropria purezzaelapropriasincerità. Fecefaticaainculcarequel principioallamogliedistratta esuperficialeeaifigliancor giovani.Eraovvioche mantenesseroilloroorgoglio diextraterrestri,ma mostrandosipresuntuosisi sarebberorivelatitroppoela genteavrebbepotuto scoprirnel'identità.Dovevano assolutamentecelarelaloro superiorità.Lagente,infatti, tentaaognicostodi conoscereisegretidelle personechesimostrano superiori,seppurdipoco,alla norma. Altrononsipotevadirese noncheperJūichirōerauna sorpresal'averea cinquantacinqueanni, all'improvviso,provatoun chiarocomplessodi superiorità.Avevaavutouna gioventùtormentatadaun sensod'inferiorità.Angustiato dalpadre,unuomod'affari, avevaprovatosollievoin ognisortadipacificoozio. Purcedendosoventealla pigriziaavevacollaborato all'attivitàpaternafinoache ilgenitoreeravissuto,ma dopolasuamortenonaveva piùavutonecessitàdi dedicarsiaunlavoroedera vissutonell'ozio. Talvoltaaccompagnavala moglieaTōkyōavedereuna mostraoadassistereauna rappresentazioneteatrale. Perciòavevaiscrittoifigliin scuolediTōkyō. Avevavissutosenza impegnarsiesenza raggiungerealcunrisultato, finchéungiornoaveva provatounsensodi superioritàsimileauna benedizionespeciale: superatalabarrieradei cinquant'anniJūichirōaveva compresoqualefosselasua missione.Laprimaparte dellavita,incuinonsiera fissatoalcunobiettivo,gli parevaormaiunostato d'incompletezza.Piùcheun erroredelpassato,erauna condizionechel'aveva protettoegliavevapermesso dicontinuareaessereuna creaturaindifesa,prerogativa attaaconsentirglidi compierelamissione impostaglidallaverità universale. Inpassato,adesempio, contemplandooziosamente glialberidelgiardino,non sarebberiuscitoadastenersi daldomandareasestesso perchémaiiramifosseropiù sottilideitronchi,eperché, ormaispoglidifoglie,si protendesseroversoilcielo. L'aspettodiungigantesco keyakigliavrebbe rammentatoleminute ramificazionidiunfiumesu unacartageografica,comese incieloesistesseunasorgente invisibiledell'albero,quasi chedallospartiacquedella voltacelestefluissero innumerevoliramiche, precipitatisulgrossotronco, sifosseroall'istante consolidatiinformad'albero. Aluiquell'alberosarebbe parsolacristallizzazionedella dolceacquadelfiumeche scorrevadalcielo:d'altronde ilfogliamenonverdeggiava forserigogliosoenon tendevairamicomese volessetornareincielo? Tuttaviasimilifantasienon rivelavanoinluialcuntalento dipoeta.Erasemprestato tormentatodall'immagine illusoriadiunmondoridotto inpolvere,equindidubitava dellaformaedellafunzione deglioggetti.Adesempio, avevariflettutoalungosulla formadiunpaiodiforbici. Aperteinun'ampiezzache avevaalcentrounpuntoesse formavanounospazio contrastantee,puressendo nellemanidiunuomo, avrebberopotutofacilmente dividereindueilmondoe contenerenellorospazio montagne,laghi,cittàemari, ma,unavoltachiusecon suonometallico,quell'esteso mondosarebbesvanitoenon sarebberimastocheunfoglio dicartabiancaequell'arnese simileaunostranobecco. Ilmondoavevalafacoltàdi rinascereedimorire,e mutavaincontinuazione intornoalui.Jūichirō dubitavatotalmente dell'efficaciadeglioggetti quotidianiedelvileobiettivo cheessicipropongono.Nei giornipiovosil'ombrello dispiegavaunanera, incomprensibileformasulla suatesta.L'odiositàdel manicoricurvochestringeva fralemani,l'eccessiva, impietosatensione dell'intelaiaturad'acciaioche tendevaimplacabilmenteil tessutodisetanerasullasua testa,el'insistente, implacabilepioggiache continuavaamartellarealdi sopradelsuocapo diffondendosiintuttele direzioni! Inunangolodellaviuzza accantoallasuacasasi fabbricavanotinozzee,nelle giornateserene,ilpadrone stendevalestuoiesul pavimentostradale, approfittandodell'assenzadi passanti,etreuomini piantavanochiodi rumorosamente.Durantela suapasseggiataJūichirō provavaunasensazionedi nauseaalpensierochepresto latinozzasarebbestatausata comevascadabagnoda un'interafamiglia.Lecarniei pelimollidiunmarito,diuna moglieedifigliche sarebberoentratinellatinozza scavalcandonel'orlo,la biancaschiumasuiloro fianchi,unatrocesensodi quotidianoappagamento... Tuttelevolteincuisirecava aTōkyōeraterrorizzatodalle finestreconlalucealneon lasciateacceseanchedi giorno.Oltrequellefinestrela gentechiacchieravaavoce altaelavoravaconefficienza senzaalcunoscopo.Jūichirō capivacheaquelmondo mancavalasensazione dell'unità.Tuttoera terribilmentesparsoe disunito.Ilvolanteeleruote delleautoeranoseparati,così comeloeranoicervelliegli stomacidellepersone. Inoltreilsuoanimogentileed educatoglirendevadifficile contemplareconindifferenza quelmondodilaniato.La guerrafreddael'inquietudine, unillusoriopacifismo,la gentecheprecipitavacon meravigliosavelocitàlungoil pendiodiunafalsaprosperità economica,unfolle edonismo,lafemmineavanità deileaderdellapolitica economicamondiale,tutto ciòferivalesueditacomeun mazzodirosemessogli arbitrariamentefralemani. Inseguitosisarebbeaccorto cheeraunsegnodel privilegiocheglisarebbe statoconcesso,maallora soffrivaperlecondizioni pietoseincuieraprecipitato ilmondo,comeseavesse dovutoassumersenedasolo tuttalaresponsabilità. Qualcunodovevasoffrire. Qualcunodovevacamminare apiedinudisanguinandosul vetroinfrantodelmondo frantumato.Quandoleggeva cheunbambinoerastato investitodaun'automobilee abbandonatosanguinante sull'asfaltomentre l'investitoreerafuggito,o leggevanotiziediundisastro ferroviarioodi un'inondazionecheaveva ingoiatocentinaiadicase, tremavasentendosicolpevole. Dalmomentochevivevasu quelpianeta,sebbenevisi fossepersoilsensodell'unità, nonpotevarestare indifferentealledisgrazie altrui.Eforselasua dilaniantesofferenzaavrebbe potutofarrisorgereunsenso diunitànelsentire.Un mattino,nelcogliereun ramettodifioriditèdauna siepedelsuogiardino,pensò cheperunqualche inspiegabilemotivo(forse proprioperchéegliaveva strappatoquelrametto) qualcunogiacevatravoltoda uncamionpesantedieci tonnellate.Macomemaiil suocorpononavvertivaalcun dolore?Comemaiquandoun uomosoffrivainmodoatroce neppureunapiccolaondadi doloresipropagavaall'intera umanità?Quandos'imbatteva neinettilimitiindividuali dellasofferenzaJūichirō sprofondavainunaterribile delusione.Perchémaipersino l'atrocetormentocausato dallabombaatomicasiera ridottoaundolore individuale,aun'esperienza corporale?Aveva l'impressionedicomprendere perfettamenteilmotivoche avevaindottoallafolliail pilotareodiaversganciatola bomba.Eraimpazzitopernon averprovatoilminimo dolore,nemmenounprurito alcuoiocapelluto. Così,amanoamanoche Jūichirōdivenneconsapevole dellainconsistenzaedei limitidellapropriacapacitàdi soffrire,sivergognòdellasua presunzione.Glicapitòper casodileggereunarivista pubblicataaLondrae intitolata«Lapatriadelle astronavi».Finoadalloranon avevanutritoalcuninteresse perleastronavichesi supponevavolasserosulla terra,madopoaverlettola rivista,esoprattuttoilfamoso articolosulcapitanoMantel, glieraparsochenonsi potessedubitaredellaloro esistenza.L'incidenteMantel eraaccadutoil7gennaiodel 1948aforteKnoxnel Kentucky,nellabaseaereadi Godman:ilcapitanoThomas E.Manteleramorto inseguendounoggettonon identificato.Allequattordicie trentadiquelgiornogliMP diforteKnoxavevano appresodaunacircolaredella polizianazionalecheuno stranoenormeoggettovolava versoGodman. LapoliziadiMadison,un paesedell'Indianaacirca150 chilometridaGodman,aveva scortoquell'oggetto,cheera statonotatodacentinaiadi abitantidelluogo.Gli ufficialidellabaseaereadi Godman,ricevutoil messaggiodegliMPpoco primadellequindici,avevano scrutatoilcielonuvolosocon soltantoqualchebarlume d'azzurro.All'improvviso,in unosquarciodinuvolea meridione,eraapparsoun grossooggettometallicoche perunattimoilsoleaveva fattorifulgereederapoi scomparsoall'istante.Subito erastatoimpartitounordinee unasquadrigliaditrevelivoli guidatadaMantelera decollatadallabase.Tuttigli ufficialidellatorredi controlloeranointentia osservarel'oggettovolante; avevaunagrossaforma circolare,lapartesuperiore parevaunconocapovolto, condellelucirosse intermittentiallasommità. Alletreeottominutidue velivolichescortavano l'aereodiMantel,eche volavanoindirezione dell'oggetto,furono distanziatieperserodivista l'aereodelcapitanoMantel, checontinuòl'inseguimento. Comunicaronotramiteradio allatorredicontrollodinon riuscireamettersiincontatto conilcapitanocheprocedeva nellasuamissione.Trascorsi circacinqueminuti, l'altoparlantedellatorredi controllodiffuselavocedi Mantel. «L'oggettostasalendo. Aumentalavelocità. Procediamoallastessa velocità:360miglia.Salirò finoasettemilametriesenon riusciròacatturarlorinuncerò all'inseguimento». Furonoleultimeparole pronunciatedalcapitano Mantel.Dopoalcunisecondi l'F51esplosenelcieloeisuoi frammentisisparseroinogni direzione,achilometridi distanza.L'incidente,cui assistetteronumerositecnici, fubendocumentato,efu eliminataogniinterpretazione alteratadallafantasia. LeggendolarivistaJūichirō nondubitòperunattimoche glioccupantidiquel misteriosovelivolopotessero nonproveniredaunaltro pianeta.Daalloraraccolse libricheparlavanodidischi volantiesidedicòcon passioneallostudio dell'argomento.Isuoi congiunti,intellettuali dall'animodocile,si scambiavanoeleggevanoi librisugliextraterrestri raccoltidalcapofamiglia. Nell'estatedell'anno precedentel'attesasulla collinaRakan,accaddea Jūichirōunevento indimenticabile.Dormiva nellacameradalettoalpiano superiore,quando,anotte inoltrata,fudestatodauna vocechelochiamava. Lamogliesiaccorsecheil maritosieraseduto,masi riaddormentòsupponendo che,comealsolito, intendessescendereal pianterrenoperrecarsiin bagno. InveceJūichirōuscìall'aperto inkimonodanotte.Unaluna quasipienailluminavala strada.Jūichirōricordavadi avervedutoilchiarorelunare riflessosulfinestrino anteriorediunpolveroso furgoncinoatreruotefermo davantiaunafalegnameria vicinaallasuacasa.Dopo avercamminatoperqualche minutogiunseaunpassaggio alivelloincustodito.Mentre attraversavaibinariosservò laghiaiarossaailati,che sembravacosparsa dell'argenteapolverediferro dellerotaie,echeriluceva prodigiosamentealchiarore dellaluna.Nonsapevadove fossediretto.Silimitavaa camminaresenzaindugi, comesefossetiratodaun filo.Oltrelerotaiesi allargavaunampiospiazzo, trasformatoindepositoda unadittadicostruzioni.Ma fraleverdeggiantierbeestive nonsiscorgevacheuntelone stesoaproteggereil materiale,enonv'erasegno cheilavorifosseroiniziati. Appenasifuinoltratofra l'erbaattraversounabreccia nelrecintocheattorniavala lineaferroviariadiMusashi, Jūichirōebbel'impressionedi averelepiantedeipiedi bagnatedallapioggiaele orecchieassordatedalfrinire impetuosodegliinsetti. All'improvvisovifusilenzio. L'uomosollevòlosguardoal cielo.Undiscovolanteera sospesoobliquamentesuitetti dellebassecase.Parevaun ovaledalbordosottile,stava perfettamenteimmobile.Poi incominciòacolorarsi d'arancioneinquattroo cinquesecondi. All'improvvisoildisco volantevibrò,divenne totalmentearancioneevolò inclinatodicirca45°versoil cieloasud-est,con un'incredibileedestrema velocità,inlinearetta.In principioeraparsogrande comeunalunapiena,quindi erarimpicciolitocomeun chiccodiriso,eallafinenon sidistinguevapiùdalcolore delcielo. Jūichirōs'emozionòefinìcon ilsedersitral'erba.Lacrime copiosecolavanosulsuo volto.Lasubitanea apparizionediundisco volantel'avevatoccatonella profonditàdeisuoiricordi, parevaaverlocompletamente sconvolto. Rimuginòl'estremafelicità cheavevacolmatoilsuo animoneipochisecondiin cuiavevascortoildisco volante.Era inequivocabilmentela supremagioiadiprovareun temporaneosollievodallasua impressionediunmondo diviso,unasensazionedi calmatrasparente.Unacolla celestialeaveva immediatamenteriunitoi frammentispezzatieil mondoriposavainun'integra pace,simileaunasferadi cristallo.Glianimidegli uominieranouniti,leguerre eranocessateetuttiavevano abbandonatoquelrespiroda moribondoperritrovareun respiroquietoeregolare. Jūichirōnonavrebbemai immaginatodipoterrivedere quelmondo!Unmondoche avevaconosciutomolto tempoprimaechecredeva irrimediabilmenteperduto. Madove?Rimasesedutocon ilkimonodanotteimpregnato dirugiadaecongliocchi dellamentetentòdi scandagliarel'oscuritàdella memoria.Gliriaffiorarono allamentericordidellasua infanzia,lebandieredel mercato,lesfilatemilitari,il rinocerontedelgiardino zoologico,lepropriemani immerseinunvasettodi marmellatadifragole,gli stranivolticheapparivano nellevenaturedellegnodel soffitto...Tuttiricordistipati inbellamostra,comevecchi oggettidacollezionein entrambiilatidelcorridoio dellamemoria,corridoioche finivaincielo:aprendole portesuilatisinistroedestro avrebbeconstatatochenon rimanevanochelestellenel cielo.L'angolazionediquel corridoiosiarmonizzava perfettamenteconlesciedei dischivolanti. «Èpropriolìlasorgentedei mieiricordi»,pensòJūichirō. Finoaquelmomentonon avevafattochecoprirsigli occhiperignorareunasimile realtà.Inquell'attimosi convinsedinonessereaffatto unterrestre,maunacreatura dellospazio,atterratasuun discovolanteprovenienteda Marte,inviatosullaterraper proteggereilpianetadal pericolochelosovrastava. Nell'estremagioiadiaver vedutoildiscovolante accaddeunoscambiotrala personalitàdiJūichirōe quelladelpasseggerodel discovolante.Inquell'attimo fucoltodaunaterribile sonnolenza,dicuinonriuscì piùasostenerelapesantezza. Sialzòeritornòsuisuoipassi conlamenteoffuscata. Ilmattinoseguentesidestò nelletto.LamoglieKyoko nonsieraaccortacheil maritoerauscitoanotte fonda.Pertuttalagiornata l'animadiJūichirōesultò, invasadallagioia,masi domandavaconfusosegli convenisseconfidareai familiaril'esperienzadella notte.Gliparevadisoffocare difelicità,così,all'oradi cena,quandolafamigliasi radunava,finìconil confidarsi.Akikoproruppe allorainunasonorarisata. Tuttaviaquellaseraanchea Kazuocapitòlamedesima esperienzadelpadre,eil mattinoseguenteKyoko,che sidestavaprimadeifamiliari, scorseunargenteoe luminosodiscovolantenel chiarocielomattutino. EppureAkikocontinuavaa ridere. Quando,ilgiornoseguente, sceseallastazionediHannō, diritornodallascuola,la ragazza,anzichérincasare docilmente,preferìscendere allafermatadeltempio Hachimanesalìversoil boscochecircondavail recintosacro.Aveva intenzionediripassarela lezioneperilgiornoseguente nelfrescorecintodeltempio ancorarischiaratodalsole. Intornoaleinonc'era nessunoelecriptomeriesu cuifrinivanolecicale higurashiproiettavanouna frescaombra.Akikosalìgli scalinidipietradirettaanord. Quandoraggiunseiltori internonotòunpuntobianco eluminosonelcielosoprail sacrario.Sembravalavetta delKomamainprincipio Akikopensòchefosseuna delleprimestelledel crepuscolo.Mala"stella"si muovevainmodostranoed eraormaiscesasullatestadi Akiko.Laragazzaeraferma nell'ampioedesertogiardino deltempio,racchiusodaun boscodicriptomerie.Sulla suatestabrillavaunoggetto argenteoeovalechegirava suglialberi.Akikotremava. Eraunmovimentoaspirale: l'oggettovorticòfinoa formaregradualmenteun cerchio,elaparteinferiore, colorargento,assunsela tenuetintaverdelucentedi unapietrapreziosa.Akiko stavapergridare. L'apparizionepareva biasimarlaperilsuoscherno eperlasuaincredulità. All'improvvisol'oggettosvanì all'orizzonte,comesefosse statocancellato. DaquelgiornoAkikosmise diridere.Nonpotépiùnegare lapossibilitàdiprovenireda Venereediappartenereauna famigliadiextraterrestri. NeiseimesiseguentiJūichirō sisforzòdinasconderealla gentelaveraidentitàpropria edeifamiliari.Insegnòai ragazzicomerispettare scrupolosamenteleabitudini dellagenteeraccomandòad Akikodidedicarsiallostudio scolastico,aipiccolilavorie allacucina,nondiversamente dallealtreragazze, esercitandosiacomportarsi comeunaterrestre.Era consciodell'estrema vulnerabilitàdellasinceritàe dellabellezza. FuAkikoacambiare vistosamente.Dopocheebbe intuitodiessereuna venusiana,divenneogni giornopiùbella.Erasempre stataunapersona affascinante,maprimadi divenireconsapevoledella propriabellezzanons'eramai curatadisestessa.Quando capìdipossedereunnotevole fascinoinvirtùdellesue originivenusiane,allasua bellezzasiaggiunseuna gelidaeleganza.Ivicinidi casabisbigliavanocheavesse unamante,invecelaragazza avevaassuntoun atteggiamentoancorpiù riservatoneiconfrontidegli uomini. Benchésisforzasserodi esserecordialiconivicini,il sorrisodeimembridiuna famigliacosìabituataalla solitudineparevaartefattoe accentuavaancordipiùla distanzafraloroelealtre persone. «Sai,papà,chenonmiirrito piùneppurequandomitocca saliresuuntrenoaffollatotra glispintonidellagente?Ho l'impressionediguardaretutti daun'irraggiungibilealtezza: comesesoltantoimieiocchi fosserolimpidi,esoltantoio fossidegnodiascoltarele melodiecelesti.Lagente sudaticciachemicirconda noncapiscenulla.Ilsuo destinodipendesoltantoda me». Mentreascoltavale confidenzedelfiglioilpadre presagìunpericolo incombente.Selagente avessepotutocomprenderei sentimentidiKazuonon l'avrebbesicuramente perdonato.Forsel'avrebbe ucciso. «Miraccomando,comportati semprecomeunapersona normale»,loammonìil padre,«èildoveredegli esserisuperiori,el'unico sistemaperdifendersi». Seimesidopo,aprimavera, Jūichirōmutò improvvisamente comportamento.Nonebbe piùpauradelsegreto,disse anzichedovevatrovare compagniperprocederenel suopianoeattuarelasua missione.Sostenevachela terraerasovrastatadaun imminentepericoloedera consapevolediesseretroppo limitatodaunaconcezione antiquatadellafamiglia,di avereun'indoletrepidantee introversa. Dopoessersiarrovellato pubblicòunannunciosulla rubricadedicataalle inserzioniinunapiccola rivista,l'«Amicodegli hobby»:«Chis'interessadiΘ simettaincontattoconme. Prodighiamociinsiemeperla paceuniversale». Θerailsimbolodei dischivolantiinventato daJūichirō.Stranamente l'ottantapercentodelle personechegliscrissero intuironochequelsegno graficoalludevaai dischivolanti.Jūichirō fecestamparedei pamphlet,aiutatodai familiari,einiziòuna fittacorrispondenzacon isocidell'intero Giappone.All'inizio dell'estateJūichirō vendettetutteleazioni ereditatedalpadreene depositòinbancail ricavato,perfinanziare lasuaattività.Le azioniavevanoraggiunto illivellomassimoeil suocapitaleera quintuplicato. Nell'estateseguentela borsacrollò.Jūichirōe isuoifamiliarinon dubitaronodiessere statiprotettidalcielo. Etuttaviaeranodelusi perchénonavevanomai avutol'occasionedi scorgereinsiemeundisco volante. Apparivanoloro separatamente.Il capofamiglia,che dall'estateavevatrovato ilsistemadicomunicare congliextraterrestri, speravaardentementedi riuscireastabilireun contattoconidischi volantiinsiemealla moglieeaifigli. Finalmente,ilgiorno precedentequellasortita notturna,avevaricevuto l'agognatomessaggio. «ChruscéveKennedy dovrebberoincontrarsie sedersiinsiemeafare colazione.Cibofrugale, perchéun'eccessiva alimentazioneottundele facoltàintellettive», mormoròJūichirōche parevaessersistancato nell'impazienteattesae peravertroppoalungo scrutatoilcielo.Si sfregòlemani intirizzitedalfreddo. «Basterebbecheil presidenteamericano afferrasselacornetta deltelefonosullasua scrivaniaeannunciasse: "QuièWashington",e conversassesull'avvenire delpianetadimenticando l'insulsoorgoglioele circostanze.Poiidue presidentipotrebbero discorreresulmodo migliorepercuocerele uovaallacoque.Èuna disgraziaperilmondo chequellagentesiacosì lontanadalla quotidianitàdellavita. Anchemiopadreavevaun atteggiamentosimile. Perciòriescoa comprendereillorostato d'animo.Avevo l'impressionechemio padrecercassedifuggire edidistanziarsida tuttiiproblemi contingenti,daoggetti comeleforbici,gli ombrelli,lepiantedel giardino,l'insalata. Propriocomelestelle, remoteagliesseriumani. Dovrebberodiscutere sugliesperimenti nucleari,sullariduzione degliarmamentiesul problemadiBerlino davantiauovaalla coque,amelealfornoe apaniniconl'uvetta. Dovrebberopersuadersi chetuttociòcheesiste sullaterraha,visto dall'altezza dell'universo,la medesimaimportanza. D'altrondegliesseri umaniuccidonoproprio perchédannoeccessiva importanzaagliomicidi, enonriesconoa sottrarsialfascinodi talicrimini. Depostoiltovagliolo cosparsodellebriciole dellacolazioneChruscèv eKennedydovrebbero camminarespallacontro spallaeannunciareai giornalistiinattesa sottoilsolemattutino: "L'umanitàèconcorde nelladecisionedi sopravvivere".Non servononéliberazionidi colombenébande militari.Basterebbeuna frasesimileperdare inizioaunafrescae tranquillagiornata,e l'universointero saprebbecheda quell'istantelaterraè divenutaunastella meravigliosa.Chenedite diunirelenostre energieaffinchéqueidue uominisistringanola manoilpiùpresto possibile?»concluse Jūichirō,e,dopouna pausa,aggiunseconvoce cupa:«Ammessochene possediamolecapacità... midispiacechevostro padreabbiaricevutoin sortequestoeffimero corpoumano,ancheseè lalungimirantevolontà delcielo». Moglieefiglinon risposero,intenti com'eranoafissareil cieloameridione. Secondol'imprecisa astronomiamodernala superficiediGioveha unatemperaturaparia centogradisottozero. «Chissàperchéioche provengodaunpianeta cosìgelidosoffrotanto ilfreddo»,pensòKyoko tremandosottolacoperta chel'avvolgeva.Nutriva unoscarsissimointeresse perlapoliticae,anche se,comeauspicavail marito,ilmondofosse miglioratoelapacesi fosseconsolidata,lei avrebbeavutol'incarico dioccuparsidella gestionediunacasae dell'economiadomestica diunmondomigliore. Kyokoamavalemessi abbondantidellaterra: sarebbevalsalapenadi conservareeternamente perlecreatureterrestri iprofumideicampidi granoinestateeil coloredoratodelle spigheinautunno.Le sarebbestatoaffidato l'incaricodigestirele cucinecheavrebbero preparatocibopertutti gliabitantidelpianeta. MaKyokononerasicura dipotersioccuparesenza commettereerrorisia dellasuacucinadiGiove siadiquellesulla terra. Kazuopuntavail cannocchialequaelà,e ognivoltal'alone luminosodellestellelo facevasobbalzare parendogliundisco volante.La concentrazionedellasua menteeracostantemente interrottadallecontinue chiacchieredelpadre.Il suoanimoerariccodi buonipropositiunitia unsentimentoromantico neiconfrontidella terra,ederacolmodi unasortadirisoluta, potentevolontà.Sognava unpotereestremamente puro,capacediserbare unapaceeternasulla terra,quindibisognava chefosseroaltripianeti ainsegnarlo.Nonsi sarebbetrattatodiun poterereligiosoo spirituale,bensìdi un'autoritàcapacedi regolarelavitapratica, immacolatacomeun asciugamanonuovo. Akikononimitavai familiari,bensì concentravailsuo sguardoaoriente:forse ildiscovolantetardava perchéladirezionein cuisarebbeapparsonon eraquellacomunicata.Di tantointantolespalle diAkikotremavanoperil freddo.Sispalmò ripetutamenteilrossetto sullelabbraconundito, senzaneppureguardarsi allospecchio,pertimore chesiscrepolassero.Il ditoeraintirizzitoe rischiavadisbavareil rossetto,mapreferiva nonrivolgerelaluce dellatorciasullo specchiettoper guardarsi,rischiandodi essererimproveratadai genitori.Eraormai convintachelasua oziosaepiacevole indifferenzaderivasse dall'originevenusiana: chil'avesseosservata conattenzioneavrebbe capitochedallasua freddezzatrapelavaun placidosensodi soddisfazione,come quellodiunpiccolo, intelligenteanimale, contentodellapropria autonomia.Benchéfosse unaragazzanaturalmente privadidesideri,aveva ilvantaggiodisembrare unapersonacheliavesse sradicativiolentemente dalproprioanimo: concordavaconl'ideadi favorirelapacenel pianetaconlaspontanea leggerezzadichioffre unpaninodolceaun bambinomalvestito. Benchéfosseroquasile cinquenonapparivanel cieloasudalcundisco volante.Nessunodiloro espresseaparolelasua impazienza.Sefosse comparsoundiscovolante rossastro,comequello checiascunodiloro avevavedutoedicui avevanostalgia,eavesse all'improvvisoemesso luciverdimutando direzione,tuttii familiariavrebbero potutoessernetestimoni nelmedesimoistante,e ciòavrebbeaccresciuto anchelalorosolidarietà perilmovimentoafavore dellapacesullaterra. Ancheseildiscovolante nonfossestatolatoredi nessunnuovo insegnamento,sarebbe bastatalasua apparizioneperdonare chissàqualinuove energieall'intera famiglia.Talipensieri turbinavanonell'animodi ciascuno.Ilfrusciodel ventoallelorospalle aumentòd'intensità. Kazuoabbassòlosguardo sulquadrante fosforescente dell'orologio.La lancettadelleore,diun azzurroscintillante, segnavalecinque. «C'ètempo.Comeviho giàdettopuòdarsiche compaiainritardo», commentòJūichirōconun tonodivocebasso, arrochitodalcatarro.Ma inquell'istanteunvento gelido,comequelliche vorticanointornoai corpicelesti,iniziòa sconvolgereilloroanimo chefinoaquell'attimo erastatocolmodi ardentisentimenti. Subitotuttiequattrosi sentironoproiettatiin unangolodisolitudine. L'unioneelamelodiache avevanovibratoneiloro cuoricomelenotedi un'arpatacevanoora, quasichenefossero stateall'improvviso spezzatelecorde. «Eccololà»,esclamòd'un trattolavocelimpidadi Akiko. «Che?Èapparso?!» urlaronoitrecon esultanza,fissandoil cieloaoriente.Nonsi trattavadeldisco volante,bensìdella luminosaVenereche sorgevaaoriente. «Eccoilmiopianeta natale!»sicorresse Akiko.Ipacifici genitorinonla rimproverarono,felici dell'apparizionedel pianetadellabella figlia,limitandosia rivolgeredinuovoun lungoepazientesguardo asud.Toccòinseguitoa Kazuoscorgereilsuo pianetanatalesalirecon unalucepiùattenuata,a sinistradiVenere.Il ragazzoabbassòil cannocchialeegridò gioiosamente:«Sivede ancheilmio!»Era bastatounbaluginioper infonderglivigore. Fratelloesorellanon riuscivanopiùa distoglierelosguardo dalcieloorientale. VenereeMercurio salivanolenti,conun ritmocerimoniale:la lucerossadiVeneresi attenuavagradualmente perassumereglistessi riflessicandidie luminosidiMercuriocon cuiprogredivanelcielo. Appenaleduestellesi stagliaronosullepiatte nubiviolascuro,l'ombra deglialberiintorno iniziòaliberarsi gradualmente dell'oscurità. Soprattuttoglialberi chesistagliavanocontro ilcieloorientale assunserol'aspettodi delicateombrecinesi,in cuispiccavanogli affascinanticontorni dellefoglieche frusciavanoalvento. Apocoapocoilnumero dellestellediminuì, l'albasisfumò d'amaranto.Aoriente, sullalinea dell'orizzonte,si gonfiavanonuvoledi variegradazioni,ora scureoratenui,nere comel'inchiostroo violacee. «Potrebbeancheapparire conlalucedelgiorno.È successoancheavoidi vederlodigiorno,vero?» domandòJūichirō,rivolto soprattuttoallamoglie. «Sì,iolovidipocodopo averricevutoil giornale»,risposeKyoko, ilcuivoltoincominciava aesseredistinguibile. Apparivanitidamente ancheagliocchidel maritopersinoildisegno ascacchidellacoperta chel'avvolgeva. Mal'uomononimmaginava chelaprimalucedel mattinoavrebbecostretto ilsuoanimoauncosì acutosensodivuoto. Scorgevaormaianchele foglierossediacero sparsedalventoe l'irregolaritàdelle pietre.Incominciavaa distinguerebeneogni particolare,ela consistenzachestavano assumendotuttii dettagli,chenonaveva scortosalendola collina,cominciòa insinuareunsensodi apprensionenelsuo animo. «Eancorapresto.Troppo prestoperla rassegnazione»,mormorò. D'altrondeKyokononera affattorassegnata. AllecinqueemezzoKazuo potéleggereagevolmente l'orasulquadrantedel suoorologiosenza l'ausiliodella fosforescenza.Lenuvole aorientemostravanouna tintaviolacomel'uva, ilcielosirischiaravae asud-ovestsi delineavanolecrestedei monti,mentreletre stellediOrion impallidivanoindugiando nelcielo. «Ilmiopianetanatale stascomparendo.Laluce sistaapocoapoco attenuando»,sospirò Akikoscuotendolaspalla delfratello. «Ancheilmio». L'alba,chesaettavanel cielodopoaverindugiato alungo,avevain principioesibitoun coloredifiorisecchi, unarancionecon sfumaturedicarminio, cheapocoapocoera divenutalatinta predominanteassorbendo lalucediVenereedi Mercurio. Sullefreddeguancedi Akikoincominciaronoa colarelelacrime:«Il miopianeta...»Itetti dellecasedelvillaggio sistagliavanobianchi nell'oscuritàdeifianchi dellacollina,dicui iniziavaadistinguersi ilverde.Ilprimotreno dellalineaSeibu,quello dellecinqueecinquanta, correvafraglialberi allependicidella collina,simileaun lungoserpentedi luminosecarrozze.In fondoallemontagnea sud-ovest,cheparevano unamalinconica calcografia,spiccavala vettaimmacolatadel Fuji. «Cheoresono?»domandò Jūichirōalfiglio. «Ah,riescoadistinguere beneanchelelancette delmioorologio. Dunque...sonolesei.È giàtrascorsaun'ora dall'appuntamento.Non restacherassegnarci... oforseèunalezionedi pazienzaimpartitacidai dischivolanti:nonhanno volutocompariredi fronteanoiche aspettavamo.Forseci stannomettendoalla provapervalutarela nostraforzad'animoela nostrapazienzadi creaturedell'universo». «Papà,vistocheabbiamo attesocosìalungo», proposecontonoeccitato ebenevoloilfiglio, «rimaniamoalmenofinoa chesorgeràilsole.Può darsichecompaia all'improvviso». «Hairagione.Forseè prestoperrassegnarsi». DallacittàdiHannō, ancorarischiaratadai lampioni,giunseil rintoccodellacampana dellesei.Sidistingueva lafreschezzadelverde deicampieilbiancore delleparetidei magazzini;dueotre corvivolavano obliquamentegracchiando davantialoro.Asudovestsidelineavanole montagnechesi estendevanoasuddal passodiSanno,conle nuvole. Ilcieloaorienteera avviluppatodastratidi nuvoleorizzontali.Da unosquarciodicielo emerseunintensoraggio rosso,simileaunlabbro sorridente.«Adognimodo èimportantenonperdere lafiducia»,sentenziò Kyokoche,sebbenedi solitosimostrasse superficiale,inquei momentirivelavauna soliditàd'altritempi: «Gliesseriumanisono sempremossida sentimentioscillantie nerimangonospesso delusiedepressi.Manoi nonsiamoesseriumani. Nondimentichiamolomai». Allafineilsolesiaprì unvarcotralenuvole mostrandoilsuovolto abbacinante.Lanevesul latoasud-ovestdel monteFujiassunseuna sfumaturarosata,comese fossestatatrafittada quelprimoraggiodisole simileaunafreccia. CAPITOLO2 Dueotregiornidopo l'escursionesullacollina, Akikofinìdiscriverela minutaperlaletterain inglesedainviareaChruscév. Erastataleiaidearneiltesto, Jūichirōl'avevacorrettoe completato.Poi,iltestoera statotradottodaAkiko,che frequentavauncorsodi letteraturainglese all'università.Avevanoil timorechequellalingua potessedispiacereai sovietici,maignoravanoil russoe,d'altronde, l'argomentoeracosìdelicato chenonpotevanochiedere aiutoanessuno. «ASuaEccellenzaChruscév, PrimoSegretariodell'Unione Sovietica.Abbiamoappreso lanotiziadell'esperimento nucleareconunabombadi cinquantamegatondalei ordinatoesiamomolto dispiaciutiepreoccupati. Abitiamoinunpaese dell'estremoOriente,il Giappone,esiamoinquieti perchésuigiornalièscritto che,pocodopol'esperimento, ècadutaunapioggiadiceneri radioattive,altamente tossicheperlasaluteumana. Dobbiamoanzituttoprecisare cheabbiamoconcepitoquesta letteranondalpuntodivista diappartenentiallarazza giapponese,bensìquale appellodipersoneoriginarie dialtripianeti:noinon possiamoassistereinsilenzio asimilicomportamenti. Eccellenza,nonabbiamo intenzionediaddossarle individualmentequestacolpa. Sitrattadiungraveproblema cheriguardatuttal'umanità, unproblemadiestrema importanzaperilpacifico ordinedituttol'universo. Incombeunconfrontofrala barbarieelaraffinataciviltà chel'umanitàèriuscitaa costruire:alei,Eccellenza, s'imponelasceltafrail divenireun'illuminataguida perlaciviltàounoschiavodi quest'epoca.Ilsuonemico, Eccellenza,nonèl'America, maleistesso,cosìcome l'umanitàstessaèilpeggior nemicodell'umanità.Selei, conspiritointrepido,si prodigheràpervincereilsuo animo,salvandolaterrae l'umanitàdalladistruzione,da unaguerraaccidentale,ed eliminandopersempreil pericolodellaguerradei bottoni,leiavràlagloriadi esserereputatoilpiùgrande statista.L'Americasièormai macchiatad'infamia sganciandolabombaa Hiroshima.Saràunamacchia eternaperlasuastoria. Perchémaidunquelei dovrebbeemularel'America rendendosicolpevolediuna similenefandezza?Perché mai,conlasuailluminata intelligenza,nonpensadi isolarel'Americacome nazionereadiuncrimine incancellabilecontro l'umanità?Nonètardi.I nostripianetisorveglianodal cielonotteegiornoildestino dellaterra.Sebbenegli abitantideinostripianeti compianganolostatodella terraingranparte contaminata,nonrinunciano asperarecheessapossa ridiventareilmeraviglioso astrodiuntempo...» Dopoaverlettometàlettera Jūichirōlodòsestessocon voltoimpassibile: «Sonostatopiuttostoaccorto anonusareuntonoesagerato dapazzoide,adosarecon sagacialalusingaelavanità deldestinatariodel messaggio.Nonsipuò scriverecomesecisi rivolgesseaunapersonache condividelenostre convinzioni.Ènecessario parlareagliuominiusandola lorologicaelaloro psicologia.Conpazienza, comesesitentassedi addestrareuncanestupido». «Echefaremosenon risponderà?»commentò Kazuo. «Pazienza.Nonèimportante larisposta.Ècertochequesto messaggiorimarrànell'animo diChruscévcome un'improntaindelebile». Genitoriefiglidisegnarono infondoallalettera dattiloscrittailsimbolodei loropianeticonaccantole firmediciascuno.Rilessero laletteracercandodi valutarnel'effetto.Parevaun messaggioprovenientedauna stelladotatadiintelligenza. IlgiornoseguenteAkiko, sapendochenoncisarebbe statalaconsuetalezionedi storiadell'Inghilterra,decise dinonandareall'università.Il suocompitoeraspedirela letteraallapostacentrale. «Questasera,dopocena, potremogustareunbudinodi azukicaldo.Diritornodalla postafermatidaMuratayae compracircacinquegòdi azuki». Lamadredecidevasempre d'istintoledosi:cinquegòper unbudinoparevanoadAkiko unaquantitàeccessiva,ma nonobiettò. L'impiegatodell'ufficio postalepreseinconsegnala solitaletterapostaaereasenza leggereilnomedel destinatario.Sempre,quando Akikoandavaaspedirele lettereperl'estero, quell'impiegatolerivolgeva laparola.Laragazzatemeva che,segliavessedato confidenza,primaopoiegli avrebbeincominciatoa interessarsiallelettereea interrogarla,maperil momentoilgiovaneera attrattosoltantodalsuovolto. Akikosalìsull'autobus,scese vicinoacasaecamminò versol'emporioMurataya.La cittadinadiHannōsorgevasu unapianuraeavevalarghi vialiasfaltati.Sullastrada biancasucuiriverberavail solediquelmezzogiorno all'iniziodell'inverno,le tendinerosseecelestidel negozioeranoteseepiùbasse dell'altezzadiunuomo.Il giovanissimocommesso scorseAkikoconilcestino dellaspesaallafermata dell'autobusesiprecipitòad avvisarelapadrona. «Staarrivandolasignorina Ōsugi.Indossaunsoprabito biancoconunberrettorosso». «Nonèilcasodiesserecosì emozionati»,sbraitòla padronacontinuandoa occuparsideibambini, «sforziamocidivenderleal prezzopiùaltorobadiqualità scadente,tantoinquella famiglianessunoèingradodi capire». Lapadrona,cheinseguitoal crollofinanziarioavevaperso cinquantamilayeninborsa, avevauditoparlaredella venditadititoliconclusada Ōsugiprimadell'estate.Era convintachegliŌsugi avesseroconoscenzetalida consentirelorodiprevedere lefluttuazionidellaborsaeli odiava.Erainfervoratadal desideriodivenderequalcosa diguastoaquellafamiglia generosaeavevaordinatoa Tarò,ilsuogiovanissimo commesso,discoprireil segretodellafamiglia.Perciò lapadronasifingeva particolarmentecordialesia conKyokosiaconAkiko. «Potendoliriempireidi veleno»,pensavaladonna. «Sonoriuscitiaguadagnare conqualchefurberia,masi ostinanoadatteggiarsicome gentenoncontaminatadalle sozzuredelmondo!Si credonochissàchi.Inrealtà nonesisteunafamigliapiù snobdellaloro.Ilpadresidà ariedastudioso,lamogliesi atteggiaagrandama stracolmadisaggezza,il figlioèunseduttoredi minoratementalielafiglia, conquellasuafaccinada innocente,incapacepersino diuccidereuninsetto,a Tōkyōsidiverteadadescare gliuominiadestraeamanca. Epoidaisuoifianchisi capiscecheèuntipo sensuale,diquellechenon mettonoalmondofigli.Le famigliecomenoi,di lavoratoriseri,perdono grossesommedidanaro, mentreunafamigliacome quella,dioziosiintellettuali snobguadagnaaperdifiato. C'èqualcosadipazzesconel modoincuifunzionaquesto mondo.Figuratichedueotre nottifasonouscititutticon l'auto.Chissàdoveandavano. Nonsitratteràdiuntraffico didroga?Nonimporta, vedrai,primaopoili afferreròperlacodaefaròin modochesianotrascinati tutti,legaticomeigranidiun rosario,allapolizia». LabottegaMuratayaaveva allineatesudelleassiscatole dimele,dimandarini,di fruttadistagione,dicipolle, dipatate,diverdurein salamoia,comeilrafanoalla Takuan,dizenzerocolorato dirosso,dilegumicotticon salsadisoiazuccherata,di dolciumi,dichewing-gume dicurryistantaneo,mentre d'estatevendevaanchei gelati.L'internodelnegozio, buioacausadelletendine basse,emanavailgreveodore diacquastagnanteallafocedi unfiumetraboccantedirifiuti galleggianti. IlvoltopallidodiAkikosi sporsefraletendine.«Avete azuki?»domandòlaragazza conlabellavocelimpida. «Ah,èleisignorina? Benvenuta,abbiamoazuki squisiti»,lasalutòdall'interno lapadrona.«Quantigliene do?» «Cinquegò». OgnivoltaTaròprovavauna grandesoddisfazionea imbrogliarelabellaAkiko sullaqualitàosulpesodella merce.Ingannandolaaveva l'impressionedidividerecon leiunsegretoediseppellire conquellameschina cattiverialadisperazioneche lapropriapelleforuncolosa glicausava.Mentrepesava gliazukicanticchiòinmodo confusoilritornelloche intonavaquandovedevail voltodiAkiko. ...Ahimé,unamore irraggiungibilepernoi marinaiuccellicheriposano sulleonde... CosìadAkikofuronovenduti azukidiscartoalprezzodi trentayenalgò. Inoltre,benchénonleavesse chieste,lerifilaronoanche dellescatoledifunghimal assortitialprezzoraddoppiato diduecentoyen. «Chebravagente»,pensò Akikouscendodalnegozioe camminandoperla scorciatoiadirettaacasa. «Tuttalafamigliacollabora nellavorocongioiaecon allegria.Ibambinisono ancorapiccoli,mamadree figlistannosempreinsieme comegrappolid'uvasuuna pergola.Epoiconche deliziosisorrisimi accolgono!Traboccainloro quellabontàefelicitàdella vitaumanacheameènegata. Conlenostreforzedobbiamo proteggereatuttiicostigente similedallebombenuclearia idrogeno». Eraunbelpomeriggiomolto terso,all'iniziodell'inverno. Ailatidelsentieropercorso daAkikosisusseguivano cespugliditèefralefoglie polveroserimanevanopiccoli ebianchifioriappassiti.In cielospiccavalalucentezza deikakicheincurvavanoi ramiormaisecchi. Oltrelesiepisiintravedevail grandegiardinodiunacasadi campagnaincuieranostese adasciugaredellecamicie,e siscorgevanogrossefogliedi patateeuncespugliodi crisantemiavvizziti.Un odoredicaprasidiffondeva daunricoverooscuroe pericolantevicinoaicespugli. Akikoerasoddisfatta.Nessun discovolanteeraapparso sullacollinaRakan,ma almenoperquellagiornata avevacompiutotuttociòche potevacomeabitante dell'universo.Ma, proseguendolungoil sentiero,scorseunacoppia checamminava chiacchierandoeilsuovolto siincupì. «Eccolodinuovoconuna terrestreinvecedicercarsila compagniapiùadattaalui!» LeguancediAkikoerano imporporateperilfurore,eil suoanimoavevadimenticato ilriserbo. Eracomesesuofratello stesseprofanandolapurezza dellasorellainvecediquella diun'estraneaapplicando malamentegliinsegnamenti diJūichirō: «Bisognacomportarsida personenormali,piùnormali possibile». Eradunquequellociòche l'ammonimentodelpadre significavaperlui!Quandoal mattinoAkikoavevaveduto salirequietamentelastelladi Venerenelcieloorientale, avevacredutodiintuire distintamentel'originedella propriapurezza.Lapurezza diVenereèunparadosso,ma lafiguradellastellaapparsa all'albasembravaignorare qualsiasistupidaregola dell'amore,comeladeanata fralaverdespumadell'onda fenicia. Checosaavrebbepotuto catturarlaesoggiogarlaa normeesulantidallalegge cheregolailmovimentodei pianeti?Laferrealeggeche regolaleorbiteellittiche intornoalsole,inconformità allaqualelalineacheunisce ilsoleaipianetitraccia sempreun'ugualesuperficiea formadiventaglio muovendosiinuntempo stabilito.Laregolaferreaper cuidebbaesistereunrapporto fisso,inbaseacuiiquadrati deiperiodidirivoluzionedei pianetisianoproporzionalial cubodelladistanzamediadal sole. Talileggieranol'unicalogica diAkikopoichélasua purezza,diversamenteda quelladellealtredonnedella terra,vincolatedaunamisera evilemorale,eralucentee puracomeunastella, superioreaognilogica.La parola"purezza"risuonava semprecomeunamusica nell'animodiAkiko:neltram affollatochelaportavaa scuolaeanchedurantele lezionidiletteratura americana,nell'aulanumero 16.Adesempio,capitavache metàdellalavagnarilucesse secondolaposizionedella lucesullafinestra,echesi facessefaticaaleggerele letterescritteconilgesso bianco.Quandoscorgevail nomediNathanielHobson tracciatocongrossieconfusi caratteriorizzontalieHobson parevafondersiconlaluce, Akikoaveval'impressione chelaluceentratadalla finestracoprisseconlesueali lelettereinglesitracciatein biancoconilgesso,eche scrivesseconimpetoegioia soltantolaparolapurezza, chesoltantoAkikoerain gradodileggere.Adesempio, lecapitavadientrareconle compagnediscuolainun caffèchedisolitonon frequentava,incuieranostate intenzionalmentecollocate moltepiantedellagommae doverisuonavanolefatidiche notediundiscodimusica latina,mentreneiséparéin penombragiovanicoppiese nestavanovicinebenché fosseancoragiorno.Akiko nonsialzavasubitoperuscire dallocalema,allungandoil corposullasedia,chiudeva perqualcheistantegliocchi. «Chetisuccede?»le domandavanoleamiche. «Hogliocchistanchi,lasciate chestiacosìqualcheminuto». Inqueimomentiilrefrain licenziosodiunsambaconle suestraneurlasitrasformava all'improvvisoinunalimpida vocechegridava:«Purezza, immacolatezza!»esubitoagli occhichiusidiAkikoil piccoloeoscurocaffèsi mutavainunfreddoegelido spazio,conunatenueluce cheindugiavasulleparetie personecompostamente seduteconindossobianchee lucentivesti.«Saràuncaffè diVenere»,pensavaAkiko pregustandolabevandachele sarebbestataservita.Nonvi eranolimitiallafantasia.In unaseradiprimavera,quando ilcieloaorienteparevapiù remoto,avevavedutodaun trenodellalineaSeibu, nell'orapiùaffollata,Venere, ossiaVespero,chesovrastava ladistesadeicampi.Mentre lesuegambedondolavano all'oscillaredeltram,ilsuo corpositendevaobliquoe nonmuovevaneppureundito dellamanochetenevala cartelladeilibri,cercandodi volgerealtroveilproprio voltoperevitareilcaldo respirodiuominiche esalavanounfastidiosoe opprimenteodore.Mentresi sentivadilaniatadallerozze spintedicarniottusee ostinatediesseriumani,il suovoltotersoepallido galleggiavacomeunlototra lespalleuntuosedegliuomini efissavalosguardosulla stellaapparsaalcalaredella seraoltreilfinestrino.Venere sembravaoscillareaogni movimentodeltram,seguirlo nelsuopercorso,comese corresse,esollevarenelcielo seralediquellatarda primaveraunoscintilliodi purezza. Ilsentieroinfinesidivisein due.Continuandosarebbero arrivatiallacasadegliŌsugi, maKazuoelaragazza svoltaronoadestra.Akiko camminavadietrodiloro rasentelasiepe,neltimoredi esserevistasesifossero voltati.Icinquegòdiazuki contenutinelcestopesavano. Lastradavolgevaadestra versoiltempiodiInari.Il fratellocamminavaconla cartellainmanoeognitanto sorridevadivertitopizzicando leguancedellaragazza,che glisifacevasemprepiù vicinaecheinfineglipassò unbracciointornoallavita.Il sartoavevaesageratonella fatturadell'impermeabileblu scuroaccentuandol'ampiezza dellespalle. Laragazzaerapiccola, indossavaungolfmaschile, com'eradimoda,diunataglia superioreallasua,conle manichegraziosamente rimboccate,mailprofilodel voltosollevatoaguardare Kazuoeramorbidoe infantile,conancorauna fragileedelicatacurvadalle labbraalmento.Doveva averelamedesimaetàdi Akiko,oforsev'erauna differenzadiunannoodue. Lelabbrasucuiaveva spalmatoilrossetto,lucidee tumide,parevanoinalare perfettamentel'atmosferadel luogo.Lenatichericopertedi unagonnaditessutoscozzese nellegradazionidelviola ricevevanoilsolee ondeggiavanoproiettandoa destraeasinistralaloro ombra.Giunserodavantial giardinoombreggiatoda vecchialberidicriptomeriee diciliegi,ailatidelsentiero deltempiodiInari.Inuno spiazzocircondatodialberi eranocollocatiun'altalenae untroncodondolanteesi udivanolegridadeibambini. Vieranoanchemadriconil neonatoinspallache raccoglievanolefogliesecche dellecriptomerieper accendereilcamino.Idue parevanomeditaresuquale panchinasedersi;scartarono quellepiùfredde,all'ombra deglialberi,esisedetterosu unapanchinailluminatadal soleattornoaunbaciledi pietrasucuierascolpito:«Il primogallocanta». Akikosinascosetrale criptomerie,sitolseilberretto rossofacilmentedistinguibile elodeposenelcestinodella spesa.Siavvicinòlentamente allespalledelfratelloedella ragazza.Ora,facendosiscudo diunramodicriptomeria, potevapersinodistinguere branidellaloro conversazione:«Nonlosanno acasachehaimarinatola scuola?»«Tranquilla.Sono uscitopuntualeperlalezione, ched'altrondeèstatasospesa. C'èingirol'influenza,cheha messoK.O.tuttiivecchi professori.Epoinonhomai portatoacasaunacompagna discuola.Lofannotutti,uno deimieiamicièstato sottopostodallamammadella ragazzaauninterrogatoriodi terzogrado,sifinisceper confessareanchequelloche nonandrebberivelato». «Perdinci!»commentò gaiamentelaragazza.Pur essendoallelorospalle, Akikointuìquantoquel commentoavesseinorgoglito ilprofilononacutodel fratello.«Kazuchan,tuti comporticomeunastuto criminale,dovròstarein guardia». «Nonècomepensi»,rispose Kazuoconuntonodivoceda cuitrapelavalasua soddisfazione.«Èbelloanche andareadivertirsiaTōkyō, maèpiùemozionante passeggiarecosìvicinoalle nostrecase». «Permenonsonoemozioni attraenti.Preferiscouna felicitàtranquilla,grossae voluminosacomeungrande cuscinodibroccatosucuisi siedonoibonzi». «Divertente.Maiopreferisco unmorbido,piccolocuscino comete». «Chevolgare!»pensòAkiko infuriandosi,masitrattenne perchénell'attimoincuistava perintervenireidue iniziaronoabaciarsi.Erala primavoltachevedevasuo fratellocomportarsiinquel modo.LelabbracheKazuo premevasuquelledella ragazzaavevanoassuntouna formaobliquaeilvolto un'espressionetotalmente stupida. Akikochiusetenacementegli occhi.Nell'oscuritàsi frantumaronocentinaiadi Veneri.Infilòlamanonel cestinodellaspesaesi avvicinòallapanchina.La donna,rapitadalbacio,aveva gliocchichiusieilvolto sollevatoversol'alto.Akiko lanciòunagrossamanciatadi azukisullasuafaccia.La ragazzabalzòinpiedi gridando,barcollòperdueo trepassiquindifuggìsenza volgersiindietro.Akiko sorrideva.All'improvvisola ragazzascoppiòapiangere: «Odioso,dunquehai un'altra!»gridòripetendola stessafrase.«No,tisbagli.È miasorella».«Nontivoglio piùvedere!»Laragazza sollevòlespalle,fecequattro ocinquepassilentamente, quindisimiseacorrerecon incredibilefogasulsentiero dacuieranovenuti. Kazuoerastranamente calmo.Rimasesedutosulla panchina,araccogliereigrani diazuki,einfinedisse:«Toh, degliazuki!»Sollevòquindi lesopraccigliaallungate sopragliocchiunpo' assonnatiedomandò: «Perchél'haifattoAkiko?» Akikononrispose,feceun giroattornoallapanchinaesi sedetteaccantoalfratello. Tolseilberrettorossodal cestinodellaspesaesussurrò: «Pensavichenonsapessiche haigiàpresoingirodiverse ragazze?Maèlaprimavolta chetivedoinazione». «Eperquestotisei arrabbiata?» «Sì...nonimmaginavoche l'avrestifattoconuna terrestre». Ilfratellorimaseinsilenzio. Spiravaunalievebrezzache disperdevalefogliesecchee corrosedeiciliegisulle ginocchiadeidueragazzi.Era unattimodiineffabile dolcezza. «Alloratispiegheròimiei sentimenti»,disseKazuo guardandosiintorno. «Nonhomairivelatoalle ragazzeilmiosegreto.Tu avraiforsetimorecheione parli,ma,comeafferma nostropadre,nonsarebbedi nessungiovamento,anzi sarebbemoltopericolososesi accorgesserochesonoun extraterrestre.Nonbisogna maidimenticarechelanostra missioneèmantenerelapace sullaterra.Èunamissione universale,nonunimpegno checisiastatorichiestodalla terra.Nonabbiamoalcun dovereversolaterrané alcunaresponsabilitàfinale. Diversamentedagliesseri umaninoisiamo assolutamenteindifferentia tuttociòcheaccadeagli uominidiquestaterra. Ovviamenteuccidereun terrestrenonèaffatto incompatibileconlanostra logica,cilimitiamoad astenerceneperchépotrebbe provocareattriticonleleggi terrestri.Anchenostropadre pagapuntualmenteletasse, perevitarequestioni. Manoncapiscoperchéionon possadivertirmiconledonne terrestri.Permesonotutte esotiche,m'interessano,emi sembranovivacieprimitive. Saràanchequestionedipunti divista,gliuominidella razzaumanaamanoosservare ledonneguardandoledal basso,noiinvece,che veniamodalcielo,preferiamo guardarledall'alto.Capita alloradivedereimorbidi avvallamentidisenicandidi, floridieteneri,anchesenon vogliamo.Aesseresincero nonèunatentazionemolto forte,d'altrondesochepotrei evitarediassumermilemie responsabilità.Ehola presunzionediriuscirea nasconderefinoall'ultimo questamiaconsapevolezza alleragazze.Ancheseper casounadilororimanesse incinta... «Chedici!Nehaimessa incintaqualcuna?»Akiko emiseungridodidolore. «Statranquilla.Hodetto "anchese","peresempio"». «Anchesesitrattadiun esempioèterribile. Nascerebbeunfigliomisto fraunextraterrestreeuna terrestre.Haiprovatoa immaginarequanto soffrirebbequelbambino? Sarebbeperluiunaterribile disgrazia.Sarebbevincolato dalleleggidellaterra, dovrebbeassumersi responsabilitàterrestri,ma nelsuoanimosiagiterebbeil rimpiantodiunalibertà extraterrestre,lalibertà universaledelpadre,si sentirebbealconfinetrail beneeilmalesullaterra, crederebbecheglisia consentitotutto.Ah!Chissà cheterribilevitadisofferenze attenderebbequellacreatura». «Tipreoccupiinutilmente», risposeimperturbabileil fratello.«Ancheserimanesse incintasarebbelamadre,con ilsuobuonsensoterrestrea pensareallesofferenzedel bambino.Io,comesempre, nonavreinessuna responsabilità...adognimodo sedovessiaccorgermiche madreefigliosoffrono,li uccidereidinascosto,per insegnarelorocheè assolutamenteinutilepatire perme». «Sì,hairagione»,annuìcon sorprendentefacilitàAkiko, «maiosonodell'ideachetu, fratello,farestibeneacercare unasplendidacompagna originariadeltuopianeta.Nel tuoanimodovrebbeessere rimastoilricordodiamori puriecelestiali,diversidalle passionivolgarie animaleschediquesto pianeta,altrimentidevo dedurrecheseistato contagiatodall'atroceveleno deiterrestri.Midispiace,per questohoagitoinquelmodo irruenteCosìnonrimaneche unpugnodiazukiperil budinodistasera.Maècolpa tua,fratello». Illorobattibeccopareva concluso.Kazuonefu sollevatoevolseallasorella unosguardoimpertinente: «Confessa:haiintenzionedi influenzarmiedi costringermiadadattarmial tuostiledivita.Ivenusianisi comportanoinmodo dispotico». «Chesignifica?» «Credichenonsappia?Scrivi aunragazzovenusianoche abitaaKanazawa.Èquelloil tuotantodecantato"puroe nobileamorecelestiale"?» Akikoarrossìvistosamente mailsuotemperamentoserio leimpedìdirisponderecon unabattuta.Siinfuriòperché sisentivapresaingiroe umiliataneisuoisentimentie lanciòunosguardoiratoal fratello.Nelvoltodai lineamentiperfettidella ragazzaeneisuoilimpidi occhiquasiazzurrinienelle guancedapprima imporporatesiepoi subitamenteimpalliditeera scolpita,purnelchiaroredel luminosopomeriggio,la freddezzadiuncielonotturno incastonatodistelle.Kazuo, chericonoscevanelvolto dellasorellaun'espressionedi autenticarabbia,sipentìdi avereesagerato,manon potevapiùporrerimedioalle sueparoleereagìdunque atteggiandolabellafacciaa unlievedisprezzo. «Cosablaterifratello? Propriotucheforsesei completamentefalso?» «Che?!»Kazuocompreseil sensonascostodelleparole dellasorellaesiinfuriò.Era undubbiochenessunodiloro avevamaiosatoesprimere:la sorellaavevatentatodi colpirlonelpuntopiù vulnerabile,nonglirimaneva chericorrereallamedesima strategia. «Sì,forsetu,fratello,sei completamentefasullo.Forse seiuncomuneterrestre. Sostienidiessereun mercuriano,maèpossibile cheesistaunmercuriano comete,preoccupatosoltanto diinseguirelenatichediuna ragazza?Scommettochenon haivistoalcundiscovolante. Haimentitopernonsfigurare difronteapapàemammache l'hannovistodavvero. Insomma,nonhaivoluto perderel'occasione». «No,iol'hopropriovisto,Tu, invece,chissà...» «Iosì,chel'hoveduto!Non ricordicom'eroscettica,come ridevodipapà?Poimiè apparsonelboscodi Hachimaneadessocredo anch'ioneidischivolanti». «Mahaiuntestimone?» «No,nonneho»,esitòAkiko. «Etu?» «Neppureio.Masonocerto diaverlovisto,inveceiltuo ostentarediessere un'extraterrestreinsospettisce. Setulofossiveramenteti comporteresticon spontaneità». «Iltuomododiparlare ricordalamalignitàdegli esseriumani». «Madavverodubitidime?» «Sìchedubito!»concluse Akikoconnonminorfogadel fratello.Inquell'istantefu coltadaun'inesprimibile tristezzaeisuoiocchi divennerolucididilacrime. Osservòlescrepolaturedel terrenodavantialei,sucuisi proiettaval'ombradiuna pietrascavatachefungevada bacileperilavacri.Non contenevaacqua,bensìun cumulodifogliesecchee raggrinzite.Vierano scarabocchitracciatidauna matitarossasimiliavene. Sinistrieorribilisegni,che nonformavanoundisegno, parendopiuttostolasciati casualmentedaqualcunoche avessecamminatosfregando lamatitachetenevainmano. Ilcigoliolontanodi un'altalenasidiffondevafrai cedricomeildigrignamento deidentidiunmalato. Immersinelsilenzio,fratello esorellaintuironounmondo infeliceeprivodiordine.Il mondocheavevasovente tormentatoilloropadre,in cuieranoconfusamente spersecosesenzasenso,un mondoprivodiarmoniaedi unità. Nell'istanteincuiAkiko avevagridato:«Sì,dubito!», ilmeravigliosomondodi cristallonelqualefratelloe sorellaeranovissutifinoad allorasierafrantumato,egià sidistinguevaunterribile mondocheraddrizzavala schienadallevisceredella terra.Unasinistraschiena maculataconmacchieverdie nerastre. Fratelloesorellanonsi rivolserolaparolafinoasera; soltantoalmomentodella cenafuronocostrettia conversare.Apocoapocoi loroanimisiriconciliarono edentrambiassaggiaronocon gustol'insipidobudinodi azuki preparatodallamadre. DurantelanotteAkikoentrò nellacameradelfratello. Kazuostavaaprendola finestraperdareariaalla stanzaincuistagnaval'odore dellastufaagas.Lafinestra voltaameridionesiaprivasu unosplendidocielostellato. Nonsiscorgevaancora Orione;lacostellazionedello Scorpionestavatramontando aovest,seguitadalSagittario. DelvicinoCapricornosi iniziavanoavederelatestae lacoda,edell'Acquario,al centro,sidistinguevano l'anforaformatadaquattro stellediquartagrandezzaeil voltodifanciullodelineatoda stellealfaditerzagrandezza. Dallasuaboccagoccedi stellestillavanoameridione, raccoltedallacostellazione deiPesci. Osservandoinsilenzioil cielostellato,fratelloesorella sentironocheilloroanimosi stavacompletamente rasserenando.L'ordinedelle stellerinnovòlalorofiducia insestessi.Nonv'erapiù alcunanecessitàdiscusarsio digiustificarsi. «Noiproveniamodalcielo, maognitantoilricordosi affievolisce...» «Hairagione,perciòèbene chetalvoltafissiamocome adessoilcielostellato,per ritrovareinostriricordicon l'intensitàdiuntempo», sentenziòsolennementeil fratellomaggioreestarnutì. Dopolungotempoerastato organizzatounincontrodiex allievidelliceo,eJūichirō, uscitodicasaperrecarsialla Maruzenadacquistareun librosuidischivolanti,decise dipartecipareallariunione chesisarebbetenutaalpiano superiorediunpiccolo ristorantevicinoa Nihonbashi. Nelsuperareilpostodi controllodeibigliettidella stazionediHannō,Jūichirō incrociòungruppodigiovani gitantivistosamente abbigliati,cheeranoappena scesidaltreno.Hannōera infattisituataall'iniziodel ParcoNazionalediMusashi, visitatointuttelestagionida turistilacuibanale concezionedel"misticismo dellanatura"sirifletteva anchenellesciarpecolor arcobaleno,neglistivalettie neivistosiorologiresistenti all'acqua. Nell'orachel'uomotrascorse intrenoprimadiarrivarea Ikebukuro,fucompletamente assorbitodalpensierodi comesconfiggerelafolliache stavadiffondendosiinogni partedelmondo.Uscitodalla Maruzentrascorsedeltempo neimagazzinidifronte,a compraregliarticolinecessari allamoglie;ilsuosguardofu impressionato dall'abbondanzadellamerce prodottadaiterrestrie gironzolònelgrande magazzinofinoall'oradi chiusura.Com'erano affascinantiqueglioggetti, scatoledilucidaedorata ovatta,morbidimaglionidi lana,mutandineconfioriin pizzo,treninigiocattolo completidistazioni,tunnele pontidiferro,eleganti indumentiperneonati,tutti capolavoridellaciviltà umana,capacidisedurrein continuazioneglianimi rendendolisensibilialfascino dellavitaquotidiana. Ciascunodiquegliarticoli adempivaperfettamentealla propriafunzioneesiatteneva alproprioobiettivosenzail minimotralignamento, insegnavaallamenteconfusa equasialteratadelclientela precisaefficaciadellavita.Le scopeavevanounaspetto consono,lescarpe sembravanoesattamente scarpe,ciascunoggetto rispettavaiproprilimiti, formandouncerchioconuna poderosafunechelegava saldamentegliesseriumani allalorovita. «Quisonoalsicuro.Basta cherimangaqui»,pensava Jūichirō.Lafolliaumanapuò esserealmeno momentaneamentemitigata. Perquestoigrandimagazzini sonosottoquestoaspettouna sortadiospedale.Conosceva beneletendenzemorbosedei terrestri:ilpopolodiqualsiasi Paeseamavalasalutee l'equilibrio,inpartegodeva dellenovità,inpartesi mostravaconservatore,era avaromacedevafacilmente alleemozioni,eraportatoa evitareilpericoloele emozioniforti,amantedal profondodell'animadi un'atmosferaequilibrata... Eppure,purmantenendo similiprerogative,stava precipitandonellafollia. Jūichirōsalìalpiano superioredelpiccolo ristoranteefuaccolto calorosamentedamoltiex compagnidiscuolachenon vedevadalungotempoeche sieranogiàingranparte radunatinellasala.Lasua esistenzaeraperlorounmito. Nessunosapevachevita avessetrascorsodopolafine dellaguerra.Qualcunoaveva pronunciatoilsuonomee avevanodecisodispedireal suovecchioindirizzodi Hannōunavecchiacartolina perinvitarlo.Avevano ricevuto,stupiti,unarisposta affermativa.Finoalmomento dellasuacomparsai compagnisieranosbizzarriti nellesupposizioni. Quandofrequentavailliceo Jūichirōerastatouno studentecomune,senza alcunacaratteristica,perciòil ricordocheicompagni avevanodiluierapiuttosto vago.Sieraiscrittoalclub letterario,componevastrane poesie,dipingevadelicatie teneripaesagginelclubdella pitturaederaunassiduo frequentatorediconcerti.A quell'epoca,subitodopo l'incidentedel15marzodel 1928,igiovaniche appartenevanoaimovimenti ispiratiallaletteratura marxistasieranounitiin gruppo,enonpochidegli studentidellaloroscuolane eranostatiinfluenzati,ma quelfigliodiunaricca famigliadicommerciantidi legnameprocedevanellavita comesecamminasseaocchi bassiperevitareognisoffio divento.Detestavala sciatteriaecercavadicurare sempreilproprio abbigliamento.Ciò nonostantedovevaaveravuto qualcheparticolaritàdegnadi nota.Siostinavanell'evitare d'interessarsialmondo esterno,ripagavaconun sorrisoironicol'amiciziache sitingevadisentimentoe d'inverno,nellegiornatepiù tiepide,siallontanavadal gruppopersedersiinun luogosoleggiatodelcortile dellascuola,alriparodiuna grandeacacia,accovacciato sottoilneromantello.Perciò sierameritatoilsoprannome di"moscad'inverno".Manon s'intuivainluialcunatraccia nédisofferenzanédi malinconia.Quandochiedeva inprestitogliappuntidegli amici,siesprimeva timidamente,confredda cortesia,equandogliamici pretendevanocheprestasse lorodeldanaro,loporgeva frettolosamente,senza guardarliinviso.Nonsi innamoròmai:qualsiasi infatuazioneera completamenteestraneaalla suanatura.PertantoJūichirō nonavevalasciatoalcuna profondatraccianell'animo deisuoicompagnidiscuola, anzi,unpiccolo,vacuospazio chelaloromemorianon potevainalcunmodo penetrare.Fraitantivolti soltantoilsuo,nelle fotografiericordo,pareva, sottolavisieradelberretto dell'uniforme,privodiocchie dinaso.Nellosforzorabbioso concuiicompagnitentavano dievocarnel'immagineera latenteunsentimentosimile all'invidiaperilsuosensodi vuoto,completamenteesente dall'impudentedisprezzodisé tipicodellagioventù. «Erauntipochenonsinota, eppure,inesistentecom'era,è vissutoalungo.Ilcontrariodi Moscad'inverno,cheresiste pursentendosiodiata», commentòcitandounverso delpoetaKikaku,l'ex compagnoSatomi,direttore dell'ufficiodegliaffari generalidell'aziendaelettrica Tosai,versatoneglihaiku. «Oh,nonèdetto!Avolte l'uomopiùtranquilloèun tirannoinfamiglia.Puòdarsi chesiaodiatodallamogliee daifigli»,ribattéMaeda, direttoredelleSeteArtificiali Giapponesi. «Staiparlandodite?»lo canzonòl'avvocatoSakaki, cheavevaun'indolesevera. IntantoJūichirōavevaaperto laportascorrevoleedera entrato.Quell'uomo,cheun tempononattraeva l'attenzionedinessuno,venne accoltodagridadigiubilo. «Ormaiseituttocanuto.Mi dispiace.Ioavreiscommesso cheeripelato»,esclamòŌtsu, ilproprietariodiunfamoso negoziodiseteperkimono dellaGinza,cheostentava unasplendidacalvizie. Jūichirōfuinvitatonelposto d'onore,sisedetteesi inginocchiòconpalese imbarazzostropicciandoi pantalonifattiincasa.Gli occhidituttisiappuntarono confemmineacuriositàsul suoabbigliamento,prontia giudicarlo:dall'abbigliamento siintuivachepotevanostare tranquilli.Nonerailtipoche volessespillarelorodel danaro.Quell'averpartecipato allalororiunionedopo vent'annieraforseunmodo disalvareleapparenzein previsionedellaricercadiun impiegoperilfiglio.Se quelloerailsuounicoscopo avrebberopotutostare tranquilli.Dalmomentoche eranotutticonvenuti, l'organizzatoresalutòi presentieciascunodilorosi preparòapresentaresestesso. «Attualmentesono sottosegretarioalministero deltesoro»,dichiarò Tamagawaalzandosi,«vi pregodirimaneretranquilli: mistoprodigandosenza tregua,infiltratonel ministero,persoddisfarele vostreaspettativesulla diminuzionedelletassein programmaperl'anno prossimo». «Ehno,noncilasceremo ingannare!» «Lamiafamigliaècomposta daduemaschietrefemmine, tuttiBirikencomeilloro genitore.Sememio,senza dubbio». «Èvero,Tamagawaera propriounBiriken». Tuttigliastantiloguardarono provandoacorreggereilsuo voltoconlafantasia, coprendolazonafrontale, ormaicalva,confolticapelli neri,cancellandoleborse sottogliocchi,lisciandoglila pelleeleguance,restituendo tonicitàallesuelabbraper ritrovareilvoltogiovanee sorridentecuieranoabituati, aggiungendovilabrezzache frusciavaingiugnotrairami delleacacieepersinol'odore deilettisfattidelpensionato... Nessunodilororiuscivaa capireselavecchiaiaerauna caricaturadellagiovinezzao seeralagiovinezzastessaa essereunacaricatura. FulavoltadiJūichirō.Sialzò eannunciòconariaafflitta: «Pensochevisiate dimenticatidime.Sono JūichirōOsugi,nullafacente. Hounmaschioeuna femmina.Anchemiamoglie stabene.Scusatesenonmi dilungo...» Jūichirō,chenondimenticava maidicomportarsiconla massimabanalità,aveva fallitoilsuoobiettivo comportandosiinquelmodo. Nessunorise,rimasero silenziosi,dimentichipersino dibatterelemani.Si presentaronotutti,unodopo l'altro,eparevachedavantiai loroocchisiassiepasserole loroimponentiscrivaniedi uomininell'etàpiùadattaal lavorochesvolgevanolaloro attivitàinognicampo. Iniziaronoaberesakè,esi diffuserolelorovociche conversavanocontonoalto, comesetenessero conferenze: «Quest'estateabbiamo guadagnatomoltoconle camicietropicali.Ancheil mondodeltessileèunbuon esempiodiquantopossano valerelebuoneideeele rivoluzionitecniche». «Patrocinaregliimputatidel casoNagainonèunlavoro noioso,piùleanalisisono lungheecomplicateepiùce neavvantaggiamo». «Compratelemieazioni, abbiamovenduto cinquecentocinquemila ventilatoriquestaestatee adessosistamuovendoil mercatodellestufeelettriche. Questononpotràessereun invernomite». «AdessoancheIkedasitrova inunmomentocritico, sebbeneilfallimentodella politicaeconomicanon provochiilcrollodiun gabinetto...» «Sidicecheidiabetici abbianoproblemiinquel senso,maesistonoanchele eccezioni». «Mipiacelaspecialitàperil fegatoprodottadallatuacasa farmaceutica.Vorreioffrirla aimieicommessi.Nonmela venderestiaprezzodi ingrosso?» «Come,nontihannoancora installatoiltelefono?Perché nonvieniatrovarmi.L'avrai entroungiorno». «Ingeneregliuccellieifiori sonoitemiconsuetidegli haikuma...» «Inflazione?Eche importanzaha?Èunmetodo salutareperl'economia giapponese,unrimediodi tipooccidentale.Unasortadi docciascozzese,qualcosain gradodirinvigorireilcuore dell'economiagiapponese». «AncheTaikodiYanagibashi treannifa,almomentodella presentazione...» Jūichirōsieraisolatodai discorsi,malevocianimate deicompagnipenetravano nellesueorecchie.Fratutte quellevocisidistinguevail tonoacutoespumeggiantedi Tamagawa,sottosegretario delMinistero.Parlavanodi unuomopoliticofamosoche, purnonfacendopartedel consiglio,ambivaallacarica diprimoministro. «MaKurokièunuomoche hadelsentimento. Nonostanteisuoiimpegniha trovatoiltempodi partecipareallaveglia funebredimiamoglie,e piangevabruciando bastoncinidiincenso. Lacrimedeltutto spontanee...» confidòunodiloro vantandosideirapportidi amiciziaconKuroki. «No,èsemplicementedotato diunportentosotalento d'attore.Piaceaigiovaniper lasuaapparentepurezza intellettuale,mainrealtàèun conservatore,nonhomai vedutounapersonacosì attentaallefrequentazioni sociali.Glibastaapparire integroepuro,nonsi preoccupadiesserefedeleai propriprincipi:ilsuoèun metodopersonale,macredo chesiaall'originedelsuo facilesuccessoconil pubblico». Kurokieraminoredidueo treannidiJūichirō:ilsuo ascendentefraigiovani superavapersinoquellodel primoministro.Avevaaperto unistitutoprivatodi ripetizioniperiragazzie propugnavaunnuovosistema educativo.Eraun'impresa moltoimportanteper difendereifuturicittadini giapponesidaldente avvelenatodelsindacatodegli insegnanti:anchedopola mortedelsuomaestro,un vecchiopoliticoconservatore, eglierarimastofedelealle sueidee.Eramagro,agilee avevauncorpotemprato dallosport.Siesprimevacon eleganza,avevauntalento d'oratore,esidicevachei suoisguardiappassionatiela suaabilitànelparlarealla televisioneinebriasserole donne. «Maseseicosìindifficoltà perchénonvieniatrovarmi? Èvero,manchiamodilinee telefoniche,maperiltuo ufficiofaremo un'eccezione...» Jūichirōsisentìapocoapoco impazzireerimpiansediaver partecipatoaquellariunione. «Perchémaihovoluto partecipare?Nonsaròstato inconsciamentespintodal destino?Esemifossestato assegnatoilcompitodiaprire gliocchiaquestepersone autorevoli?Altrimentiche sensoavrebbestareinun luogocosìdistante dall'unioneedall'armoniadel mondo?»Aduntrattoricordò l'ordineelaquantitàdella merceeleganteespostanel grandemagazzinoincui avevaalungoindugiato. Eranotuttioggettiprodottida quelgruppo...All'improvviso Jūichirōimmaginòchetuttii loroindumentifossero spazzativiaechegliex compagnifosserogettatia terranudiegementi:lapelle semiscorticata,ciuffidi capellistrappatifraledita, occhiustionatiepiagati,uno sopral'altrosenzalaforzadi rialzarsi,conletestechesi sollevavanoditantointantoe chechiedevanoaiutocon voceflebile. Iloroimpiantidiaria condizionataeitelefoni giacevanosparsiecontorti,e daicorpiintrappolatinelle pareticrollatependevano, comelinguerosse,lecravatte chenonsieranobruciate.Nel cielosvolazzavanocome uccelliinnumerevoli scartoffieincombuste. Jūichirōsialzò,animatoda unincontrollabileimpulso. «Ascoltate!»gridòconvoce acutaelacerante,chepareva proveniredall'esilepetto, quasifossestatocolpitodalla puntadiunbambùnano. Tacquerotutti,meravigliati, fissandol'ovalelungoe occhialutodiJūichirōeilsuo nasosottileepronunciato. «Ascoltate!Ilnostromondoè sovrastatodaunpericolo. Forsedomanigiungeràla distruzionefinale.Ormainon c'èpiùtempoperacquistare telefoniemedicinali all'ingrosso,perpreoccuparsi delprossimoconsigliodei ministri,perscegliereuna stufaelettricacometemadi unhaiku...dobbiamotenerci permanoecollaborareper rimediareall'idioziadel genereumanoedeliminareil pensierocheappannagli occhidialcuni,persradicare lareligionecheaccecaaltri esseriumanieconsentireche l'umanitàtornialsuoaspetto originale,altrimentidovremo affrontarecoseterribili.Se nonsiconsolideràunapace eternasullaterra,unagrossa eoscuratombasiapriràdi frontealgenereumano.È necessariochedimentichiate subitolevostre preoccupazioniquotidianee chefacciateprimaunpasso insiemeconme,mossidalla grandemissionedisalvareil mondo». Inprincipiotuttipensarono chesitrattassediunoscherzo eaccolseroilsuodiscorso conunapplauso,mapoi compreserodalsuotonoche parlavaseriamente. Incominciaronoabisbigliare, airritarsi,astorcereilvolto,e alcunipremetteroilloro corpocontroquellodel vicino,cercandoditrattenere lerisa.Poisidiffusela stentorearisatadiunuomodi mezzaetà,cosìfortedafar tremareifusumadel ristorante. Infinel'organizzatoredella riunioneafferròJūichirōper unbraccio.Conunosguardo limpidoJūichirōsiliberò dallastrettaedesclamò: «Nonsonopazzo!» Quelborbottiogiunsealle orecchiedeivecchicompagni cheeranorimastiinsilenzio inattesadellesuereazioni. Tradiessiunodilorogridò, imitandol'urloconcuiun poliziottosolevainterrompere ilorodibattitigiovanili: «Interromperela discussione!» L'organizzatore,cheerauna personatranquillaed equilibrata,spinseJūichirō versoilcorridoioequando furonooltreifusuma,dacui provenivanolerisatedegliex compagni,glisussurrò:«Mi scusi.Egentevolgare, incapacedicomprenderei suoidiscorsi.Hoascoltato congrandeinteresseespero dipoterapprofondireconlei l'argomentoinun'altra occasione». «Quant'èlamiaquota?» «Cosa?»l'organizzatoresi stupìeleborsesottogliocchi parverogonfiarsiperlo sbigottimento. «Sì,laquotachedevo versarleperaverpartecipato allariunione.Vitolgoil disturboemenevado». Jūichirōsceseallastazionedi Hannōe,rinunciandoa prendereuntaxi,si incamminòlentamenteverso casa.Ditantointantolevava losguardoalcielostellato, traendonenuovocoraggio. Maanchedaglispazistellari parevanoriecheggiarenella suatestalerisatedegliex compagni.Jūichirōpreseil raffreddoreeglivennela febbreperdueotregiorni. Nellenottifebbricitantii sogniinfranseropiùvoltela lorobarrieratraboccando comeun'alluvionee alleviaronoladebolezza intrinsecadelsuocorpo umanoedellasuasensibilità. CAPITOLO3 IlprimodicembreAkiko, salitasulrapidoCigno,chea Naoetsuavevamutato direzione,dopoaveralungo guardatopendicidicolline ricoperted'erbeingiallitee piccoli,esilipioppiquasi rinsecchiti,incominciòa contemplareselvaggepianure illuminatedalsoleche trapelavacomeacquadalle nuvole. Erailprimoviaggiosolitario diAkiko.Padreemadresi eranooppostialsuoprogetto diviaggiaredasola,allibiti perl'imprudenzadella giovanefiglia,eavevano cercatoaffannosamentedi trattenerlaadducendocome scusalasuasalute.Akikoera spazientitaperlesollecitudini eleansieprettamenteumane deigenitori.EppureKyoko, lamadre,durantel'alba trascorsaadattenderesulla collinaRakanaveva sentenziato:«Noinonsiamo esseriumani.Nondobbiamo dimenticarceneneppureper unattimo». «Eseilvenusianodi Kanazawaavessementito?Se fosseunterrestredesideroso diingannarti?Comesipotrà difendereunafanciullacome te,allevatanellabambagia?» «Nonèpossibilechesiaun terrestre.Nonsarebberiuscito asuscitareinmesentimenti cosìforti». «Masonosentimentiche derivanosoltantodauno scambiodilettere.Credidi potertifidare?» «Loincontreròecapiròal primosguardo.Semi sembreràsospettotornerò subitoacasa». Nelmotivocheavevaspinto Akikoapartiresicelava un'inespressasfiduciaversoil padre.Nelmesedinovembre aveva,infatti,ricevutotre annuncidiapparizionidi dischivolanti,che puntualmentesieranorivelati falsi.Akikoeifamiliari avevanociclostilatogli annuncieliavevanospeditia tuttiimembri dell'Associazionedegliamici dell'universo. Lecomunicazionitelepatiche delpadreavvenivanoanotte alta,insegreto.Sitrattava forsediunerroredimetodoo diundifettodellesue capacità.Eradifficileperi familiariappurarneilmotivo. Sefossestatounartistacome VanGoghavrebbepotuto trasformareinun'operad'arte lostranosolecheaveva veduto,inmododasuscitare ugualisensazioninellagente. MaAkikononriuscivaa trasformareinartenéVenere, ilsuopianetanatale,néil discovolanteinviatodalsuo pianeta.ApocoapocoAkiko provòunasensazionedi nauseapersinoperilproprio truccotroppo"terrestre".Si domandòchesensoavesse allinearedavantiallo specchioatreantecipriae rossettostranieriseconquel truccononfosseapparsa attraenteagliocchidiun venusiano.Ancheicoloriche mutavanoconlamoda,anno dopoanno,elalunghezza dellegonnenonavevano senso. Sorseinleiildubbiochela bellezzariconosciutaledagli esseriumanifosse,dalpunto divistadiunvenusiano, equivalenteaunarara bruttezza.Eraprontaa qualsiasisacrificiopurdi averelacertezzacheilsuo timoreerainfondato.La raffinatabellezzadiAkiko, chenonsiaccontentavadelle lodidegliesseriumani, divenneunabellezzasolitaria privadialcunacivetteria. LeletterediTakemiya,il venusianodiKanazawa,non esprimevanoovviamente infatuazioneperAkiko,che nonavevamaivisto,bensì dichiaravanocheegli possedevalacapacitàdi prevederel'apparizionedei dischivolanti,chericeveva annuncimoltodettagliatie chenonavevamaifallito riguardoaKanazawa.Se Akikofossegiuntainquella cittànelgiornostabilito, avrebberopotutoassistere insiemeall'arrivodeldisco volante.Egliaveva annunciatocheilprossimo arrivosarebbestatoalletree mezzodelpomeriggiodel giornoseguente. Akikosiribellò all'opposizionedeigenitorie risposeaTakemiyache accettaval'invito. Appenanefuinformato,il fratelloKazuosorrisecon ironiasenzafarecommenti. Akiko,chenegliultimitempi avevasmessoditruccarsicon cura,compròunabitoalla moda,divellutoneroperil viaggioesitruccòcon particolareattenzione,in mododasembrareancorapiù belladicomesarebbeparsaa unterrestre.«Cosìmetterò allaprovailgiudiziodeisuoi occhiecapiròqualesiailmio livello.Seapparirò decisamentebruttasecondoi gustidiunvenusiano,sarà unosmaccoirreparabilenon soloperme,maancheperil gustoesteticoditutta l'umanità,seinvecemi troveràbellamiconvincerò cheigustiterrestrinonsono poicosìinaffidabili». Akiko,chenonsieramai dipintaleunghie,verniciòdi rosapersinoleunghiedei piedi.Perfortunasultreno accantoaleierasedutauna sonnolentedonnadimezza età,maquandolaragazzasi avventuròdasolanel corridoio,glisguardimaschili siaccentraronosudilei, comesuunastellafissatada innumerevolitelescopidi astronomidilettanti. Findalmattinoilcieloaveva continuatoaesserenuvoloso, ilpaesaggioeraoffuscato dallapioggia.Piùiltrenosi avvicinavaallecostedelMar delGiapponeepiùsi vedevanoraggidisolefiltrare fralenuvole.Appenascorse sulladestralagrigia superficiedimaredelgolfodi Toyama,videilsoleche tramontavaasinistra,ardente comeunforno.Mal'orizzonte eraancoraoccultatodafitte nuvole,illimitefracieloe montagnenoneraprecisoe apparivanosoltantole candidepieghedellanevesul ventredeimontisimiliaun nitidomiraggio. Akikodeposesulleginocchia iltestoinlinguaoriginaleche stavaleggendoemisea confrontoloscintilliodelle unghiedientrambelemani, sucuisiriflettevanoibagliori delsoleremoto.Leunghie, allineate,eranobelle.Ricordò l'appassionatainclinazione delfratelloperilfascino esoticodelledonne voluttuose.Provòuna sensazioneincuiun'insolita flessionedelsuoorgogliosi univaaunatenue,piacevole umiliazione,eciònonera sgradevole. IlrapidoCignogiunsealla stazionediKanazawaalle cinquedelpomeriggio, quandosiaccendevanole primeluci.Akikoaveva informatoTakemiyadel numerodeltrenoedell'abito cheavrebbeindossato.Non fecequasiintempoaporre unpiedesulpredellinoche udìunavocetrafelata sussurrarle:«Leièla signorinaŌsugi,vero?».La primacarrozza,sucuiaveva viaggiatoAkiko,eraferma all'aperto,dove l'illuminazioneerascarsa. «Sì»,risposetranquillamente Akikoscendendosul marciapiede.Laborsache portavalefusubitotoltadal giovane. «Benvenuta.Sono Takemiya». InquelperiodoKanazawa godevadiuneccezionale climatemperatoefin dall'attimoincuiscesedal trenoriscaldato,nulla dell'ariadiquelluogo,che annusavaperlaprimavolta, lediedeunasensazione sgradevole. Sieranodunqueincontrati dueextraterrestrioriginaridel medesimopianeta,Venere. Avrebbepotutosembrareun incontroclandestinoinun angolobuiodelmarciapiede, madall'altodellegrandi dimensionidellecostellazioni delCignoediPegasochesi trovavanoallozenit,quello erasenzadubbiounincontro realmente"pubblico".Iltreno eraripartito,nonv'erapiù animazionesulmarciapiede. Intornoregnavalasottile quietechevisitaanchele stazionipiùanimate.Siudiva dunqueilsussurrodelvento chesollevavarisegnali coloratinelcieloequella lievebrezzaparevailfruscio dellepaginediunattolegale incuitestimoniche scintillavanoallozenit annotavanol'incontrodeidue giovani.Civolledeltempo primacheentrambisi destasserodallameraviglia suscitatadallareciproca bellezza.Akikonon immaginavacheTakemiya fosseunragazzocosì affascinante,edegliprovava lostessostuporeneiconfronti dilei.Nellafulgidagioventù diTakemiyanonv'eranulla dicontorto,anziinconfronto aglialtrigiovaniterrestrinon sinotavanéalcuna alterazionenéalcuna difformitàesteriore.Akikofu moltofelicenelloscoprire che,seleiconsideravabello quelvenusiano,anchelui, qualecreaturadiVenere, apprezzavasenzadubbiola suaavvenenza.Icapellinerie foltidelgiovaneeranocosì lucididaparerebagnatie risaltavanosullapellebianca; avevaunosguardo lievementemalinconicoe labbradallaformaperfetta. Eraaltoeindossavaun impermeabiledacuispuntava unacravattarossaconun nodopiccoloemeticoloso. L'unicoparticolarechelo distinguevadaiterrestriera un'ecoinorganicadellasua voce,simileallosfregamento dimetalliarrugginiti. «Lehoriservatounabella cameraconvistasulfiume Sai,l'accompagnereisubito là.Avreivolutoospitarlaa casa,maèpiccolaesiamoin tantiinfamiglia». «Infamiglia?Lasua?» Takemiyacompreseil significatodelladomandae arrossì. «No,iosonoovviamente scapolo,ma,diversamenteda lei,imieigenitori,imiei fratellieimieinonnisono terrestri.Èunfastidio». Akikoosservavagliocchidi Takemiya.Lalorolimpidezza nonl'impressionava.Infatti eraunacaratteristicacomune ancheaimembridella famigliaŌsugi,tuttaviala sublimebellezzadelleirididi questoragazzononpareva appartenerealmondo terrestre.Sembravapiuttosto unacristallizzazionedelcielo notturno.Tuttociòchevisi riflettevadelpianetaterrestre parevaessernepurificatoe assumereunaspettoceleste. Akikoeraconvintachequelli fosserodavverogliocchidi unextraterrestreappartenente alsuopianeta.Iltaxisucui salironoevitòlaconfusione diKórinbó,sidiresseversoil fiumeSai,asud,seguendoun lungoargine,infineattraversò ungrandeponteegiunseaun famosoalbergosullasponda meridionaledelfiume.La cameraerainstilegiapponese eparevaunastanzaperla cerimoniadeltè:era riscaldata,profumatadi incensoevisigodevauna piacevolevistadelfiume. IlragazzoinvitòAkikoa sederealpostod'onore, appoggiòlemanisultatamie s'inchinòprofondamente.I lucidicapellichegli ricadevanosullafronte sfioravanoquasiinuovi tatami;Akikononavevamai vistounragazzodiTōkyō inchinarsiinquelmodo. Com'eravillanosuofratello, seconfrontatoconlui!Forse perchéilfratelloprovenivada Mercurio. Sipresentòladirettricedella locanda.Ladonnasi rivolgevaaTakemiyaconun tonoconfidenziale.Akiko capìsubitochestudiava ydkyokuinsiemealgiovane. «Sidedicaalcanto?» domandòmeravigliataAkiko. «Sì,ilsignorTakemiya invecesaanchedanzare.È tantobravocheaprimavera hapersinodanzatoall'inizio delDōjōjinelteatrodegli Hōshō.Iononnesarei propriocapace»,sospiròla signora,unadonna grassoccia,conicapelli brizzolati. InquellalocandaAkikocenò perlaprimavoltacon Takemiya.Unacameriera portòantipastiabasedi kuchikosecchisurossefoglie d'acero,prugneverdiavvolte infogliedishiso,gamberetti dolciesakècaldo.Akiko provòaimmaginarela mascherafukaisuilineamenti delgiovane.Glicalò idealmenteunalunga parruccaintestaeglimise indossouncompletoda viaggiodibroccatoafondo rosso,maquellafantasianon lasoddisfece. Dopoaverinvitatola camerieraadallontanarsi, Takemiyaparvevoleriniziare undiscorso,e,interrottoun lungoindugio,incominciòa parlaresorridendo: «Capiscobenissimochelei siasconcertata nell'apprenderechenutrouna passioneperloydkyoku.Viè celatoungrandesegretoche nonpossoconfidarealla gente.Miaccorsidiprovenire dalpianetaVenerein primavera,quandodanzainel Dōjōji.Imieicontatticoni dischivolantidipendono,per quantostranopossaapparire, daunamascheradelNō». L'insolitodiscorsosuscitòin Akikounagrandecuriosità, tantochel'educatosilenzio delragazzofinìconl'irritarla. Ilgiovaneleparlòdellasua famiglia:discendevada un'anticaefamosastirpeche vivevaancoranelvecchio quartieredeisamurai. Seguendoun'abitudinelocale avevaappresoamalincuore l'artedelteatroNōeaveva imparatosuomalgradolo ydkyoku,com'eracostume dellagentediquellacittà.La penetrazionedelNōnelle abitudinidelpopolodelfeudo diKanazawaderivavadalla volontàdiunfeudatario. Costuisieraaccortocheil ritmodelrespirodeglioperai coincidevaconquellodegli artistidelNō: avevadunquecostrettogli artigianiaprenderelezionidi ydkyoku.Costoro appartenevanoalaboratori organizzatinelcastelloed eranodivisiinforgiatoridi spade,inpittori,inscultori,in copiatoridisutraein argentieri. Quandoilfeudatariotornava incittàdopoavertrascorso nellacapitaleilperiodo obbligatorio,invitavai miglioriattoridiNōdiKyoto inmodochedessero spettacoloperalcunigiornie chelagentedelluogopotesse assistervi.Avoltesiesibivail feudatariostesso. DopolariformadiMeiji quell'abitudinesvanì,in seguitofudinuovoristabilita enellepiccolecasedimaestri conlicenzadiinsegnare quell'arte,presentiinogni quartiere,eranoiniziate lezionifrequentatepersinoda giardinieriedapescivendoli. Aiutocuochielavapiatti, dopoaverterminatoillavoro nellecucine,siradunavano nelristoranteconancorail grembiuleaddosso esclamando:«Su,proviamo Hagoromo». Persinoicarpentieridurante laposadell'ossaturadeltetto, cantavanoIlPadiglionedella Longevità,enelleveglie funebrionellecerimonie religioses'intonavailMonaco vacillante. All'epocafeudalegliHōshō diKagaeranosoliticantare conunatonalitàaltae solenne,madacircaventi anniquelgeneredi intonazioneerastatacorrotta dallamodadiTōkyō. Takemiyanoneratipoda opporsistrenuamentealle tradizioni.Findaragazzino avevacoltivatouna particolarepredilezioneperla quieteelabellezzaenonera maistatodelusonel constatarechelasalvezzao uncambiamentod'animonon eranoprerogativedella bellezza.Diversamentedagli altriragazzisieradedicatoa qualcosachenonl'avrebbe maisalvato.Amavala solitudine,lepasseggiate,i coloridelmaresettentrionale, epresagivacheungiorno sarebbemortoesarebbestato sepoltoinquell'antica cittadinadelnord.Eraun pensieroconsolatorioperla suagioventùfinireinumatoin unabellezzapolverosa, ignotoalmondo. Lalimpidezzadell'ariadi quellaprovincia settentrionale,puraegelida, simileallefamosebianche porcellanechesifabbricano inquellacittà,isereniriflessi delletegolesmaltatedeitetti, tuttociòeraadattoalsuo sprofondarenelleacquedel tempodiquellaanticacittà costruitaintornoallerovine diuncastello.Glialtriesseri umanieranoperluinull'altro checreatureremotee rumorose.Allafine,nelsuo intimos'eraconsolidatoun nucleodisolitudineedi tranquillità.Ilpensierodella morteavevaassuntouna formasontuosa,comeuna tazzinadiporcellanadi Kutani,ornatadivermiglioe didorature.Capiva perfettamentechenellasua vitalasgargiantedoratura equivalevaallamorte,a un'affascinantegioventù solitaria,eintuivalabellezza dellasuasolitudine!Perciò allontanavadasétuttele donnechedesideravano avvicinarlo.Perluil'ardore deigiovaniel'ostinato entusiasmoperilprogresso, tipicodegliabitantidelnord, eranosquallidieconfusi.Il suointeresseeraattratto soltantodaunafermentazione individuale,dasogni eccezionali,daanacronistiche testimonianze.Ciòche consideravadegnodiesistere nonapparteneva assolutamenteaquesto mondo,maerapropriociò chenonesistevaadavereil dirittodiesistere,ecioèle teoriesullabellezzae sull'arte.Cheavrebbefattose nonfossestatoun'artista? Avrebbepotutosognare l'esistenzadicoserealie separarleindueesistenze diverse,perpenetrare doppiamenteconlosguardo attraversoesse.Aveva incominciatoanutrireumani sentimentidiaffettoda settentrionaleperisolennie freddiversidelloydkyokucui erastatoiniziatosuo malgradodabambino.Quella formaletterariasimileaun broccatofintroppodecorato avrebbemantenuto un'armoniaconlasuatristee malinconicasensibilità,come leporcellaneKutaniele pittureinoroeargentosu laccatropposgargiantiperla lucediambientiattorniati dall'oscuroinvernodeipaesi delnord. Kanazawaeraancheunacittà dalcielostellato.Intuttele stagionil'ariaeralimpida, eccettolazonadiKórinbó, danneggiatadalneon,sututti itettidellacittàlestelle splendevanocomegentili goccedifleboclisi.Mada piccoloTakemiyanons'era mostratoparticolarmente avvezzonéallestellené all'astronomia.Avevaamici cheportavanoascuola planisferiechedissertavano presuntuosamentedistellema nonneeramaistato particolarmenteinfluenzatoe tuttavia,abenriflettere,ilsuo interesseperilfirmamento esistevadauntempocosì lontanodanonesserestato registratodallasuacoscienza, comelalucedellestelle quandos'immerge profondamenteinunostagno colmodierbegalleggianti. Lestelleeranoapparseperla primavoltanelsuoanimoe neisuoiocchiproprio all'iniziodelDōjōjidiquella primavera.Eraaccadutoin aprile,alculminedella primaveradiquellaprovincia settentrionale,quandoisusini fiorivanoaccantoagliireos, alleazalee,aifioridipescoe dialbicocco,esuitettidelle antichedimoredisamurai splendevanoalsole affascinantitegolecon disegnidileprietegolea formadifogliedilino. Egliavevamutatocostume davantiaungelidospecchio inattesadelsuoturno. Quantotraboccavadipura tensioneilsuoanimo!Intuiva divivereunistantefelice,in cuiavrebbepotutoinabissarsi nellapropriaesistenza,un attimoincuidalsipariodi broccatoun'ebbrezza musicalel'avrebbelambito comeunapiccolaonda, avvolgendoloe allontanandolodalladuplicità dell'esistenzachel'aveva indottoafluttuareperlungo tempo,eriavvicinandolo all'unioneconlanatura. Eglistessostavatramutandosi inunsognoconcepitodagli astanti,perciòilsuolimpido animononavevapiùalcuna necessitàdisognare.Lepunte delleditaricoperteda immacolatitabi,che parevanopiediscolpitiin legno,scivolaronosulla lucidapasserella. «Ah,chefelicitàpoter danzare!»Dopoavercantato loshitesostòperalcuni istantiinfondoalpalco, quindimutòabbigliamento indossandoilcopricapoa uccellopiegatoinavanti,poi, mentreindugiavadifronteal pinodipintosullaparetedello hashigakari,iniziòadanzare alsuonoconcitatodiun tamburo:«Chegioia!Dunque danzerò». Siudìungridodiincitamento simileaunsospiro,che giungevadall'abissodella melodiaritmatadaitamburi. Takemiyasollevòl'allucedel piededestro,lolasciòper qualcheistanteamezz'aria, spostòilventagliosulfianco einiziòladifficiledanza selvaggiachesarebbedurata piùdiventiminuti.Nelvuoto spaziodelpalcodelNō,una grossacampanadidamasco violagiacevaimmobilecome unapesantesofferenza. Dinuovosiudìilgridodi incitamentodeitamburi, similealventoimpetuosoche percorreunavastapianura. Lepiccolefessuredegliocchi dellamascherafukai indossatadaTakemiya.Il mondoindeterminatochesi vedevaattraversoquelle fessure.Quelmondoesterno nonavevaormaiperluialcun significato.Inquelladanza selvaggiachericordavale DanzedellaLongevitàdel Medioevo,tuttoeragiocato sullasimultaneitàdelritmo deltamburoconimovimenti deipiedi.Ildanzatoredoveva calcolarecontinuamentele pauseregolandoilrespiro.La vecchiasuperficieinterna dellamascheralignea sfioravalesueguancesudate eracchiudevailsuofiato, provocandogliunasofferente ebbrezzamentale.Isuoi occhieranocolpiti dall'ambigualuce dell'ambientementre all'internodellamascheraegli percepivaunaprofondaed estesaoscurità.Un'oscuritàin cuisenzadubbio imperversavano,similiauna buferaautunnale,gli incitamentideltamburo. Appenapercepìl'oscurità esistentefralasuperficie internadellamascheraeil propriovolto,ebbeunastrana esperienza,ossia l'affascinantesuperficiedella mascherafukaicheeglinon vedevadivenneilsuovero volto,mentrequelloreale, isolatonellaestesaoscurità all'internodellamaschera, avevasmessodiesistere, cometaledivenendouna formadellasua"esistenza inconsapevole";dalla profonditàdiunamemoriaa luiancoraignotasiera accortochelasua"esistenza inconsapevole"eradifrontea unavastapianuratenebrosa. Ilsuocorpoeracolmodi musica.Immacolatitabi castigavanoisuoipiedi. Limpidavacuitàdell'animo chenascevadallosforzodi mantenereunequilibrio costante.Eglisitrovavaal centrodellabellezza,ma all'improvvisoilmondoche potevaspiaredallefessure dellamascheramutòforma. Sparironolacampanadi damascoviolacheoscillava nelvuoto,elaluceincerta chetraboccavasulpalcoefra glispettatori.Inquell'istante egliintravidedallefessure degliocchidellamascheraun mondodiverso.Gliparvedi camminarepassodopopasso, quietamente,nellavasta pianuraimmersainuna sconfinataoscuritàall'interno dellamaschera,ascoltandoil sibilodiimpetuoseraffichedi vento.Camminavadalungo tempoelegambegli dolevano.Mailnucleodel suoesserepresagivaoltre l'oscuritàunasortadipaese natalecheglierapiùchemai familiare.Proseguìil cammino.Udivaunaterribile musica,quasiascrepolare l'aria,eognitantoilrombodi untuonoeilsuonodiun flautocheparevamarcarela suaanimacomeunferroa carbonella...Camminava.Le fessuredegliocchidella mascherasiingrandivanoa manoamanochesi avvicinava.Lalucechene uscivaprofanòletenebre dinanzialui.Takemiya presagìl'esistenzadellestelle presumibilmentenell'attimo incuiudìilsuonodelflauto. Queltenuesuonogliparveil luccichiodiunraggiodi stellacheattraversassele tenebredell'universoelo sporadicoaffievolirsidel suonoglisembròsimile all'attenuarsidelloscintillio dellestelleall'alba.Dunquela melodiadelflautononpoteva esserechelalucemattutina dellastellaVenere.Pocoper voltaeragiuntoinnanzi all'inconfondibilepanorama delsuopianetanatale.Era finalmentearrivato,ilmondo cheavevascortodagliocchi dellamascherarisplendeva. ErailmondodiVenere. «Ecom'era,com'era Venere?»glidomandòAkiko conilfiatosospeso. «Èimpossibiledescriverlo», risposeTakemiyacon nostalgicipensierifluttuanti nellosguardo.«Èunmondo meraviglioso,qualcosadi inverosimile,chedire?Eil culminedellabellezza». «Macom'era?Midicache cosahavisto». «Eracomeleibenconosce, signorinaŌsugi,seanchelei appartieneaquelpianeta», dichiaròcontonosolenne Takemiyaetacque.Akiko nonosòporrealtredomande eTakemiyacontinuòa parlare... Quelgiornoegliaveva vagamenteintuitodiessere unvenusiano.Nonneaveva ancoralaconferma.Una settimanadopoaver partecipatoalla rappresentazionedeiNōsi erarecatodalbarbieree sfogliandounarivistaaveva notatounarubricadedicata allacorrispondenzaintitolata: «Hobbyeamici».Viaveva lettounannunciodella Associazionedegliamici dell'universo: «Chis'interessaagliΘci scriva.Collaboriamoperla pacenelmondo».Benché Takemiyanonconoscesse benel'argomento,peruno stranointuitoavevacompreso chequelsegnoriguardavale astronaviegliextraterrestri. Ful'iniziodiunalunga corrispondenzaconAkiko. Affascinatodallasicurezza dellaragazza,chenon dubitavadiesserevenusiana, eglilerivelòtimidamentedi appartenerealmedesimo pianeta.Gliaccadderoaltre meraviglieconlamaschera delNo,cuinonaveva accennatonellelettereper timoredinonessere compreso. Apocoapocoglisembròdi esserechiamatodauna lontanavoceproveniente dall'universoognivoltaincui indossavalamascherafukai, custoditagelosamentedalla suafamiglia. Quellamascheraerauna famosaoperad'arteattribuita alloscultoreEchi.Echi Yoshibuneeraunfamoso scultoredimaschere femminilidell'inizio dell'epocaMuromachi.Eraun monacovissutosulmonte Echi,nellaprovinciadi Echizen. Takemiyaavevasovente provatoaindossarela mascheramentreerasolo nellapropriacamera.Un giornoavevauditounavoce annunciareilluogo,ilgiorno el'oraincuisarebbero arrivatiidischivolanti. Sarebberogiuntialleottodi seradelsedicigiugno,presso unadunadiUchinada. Sarebberoatterratitredischi volantiprovenientida Venere.Visierarecatoe all'orastabilitaliaveva veduti,quasifosselacosapiù normaledelmondo.Erala primavolta. Takemiyaavevamantenutoil segreto,senzaconfidarsi neppureconlafamiglia. Nutrivainfattigiàdatempo disprezzoversolacapacitàdi comprenderedegliesseri umani.Nonneparlòcon nessunoeaccolsedasoloi dischivolanticheatterravano circaunavoltaalmese, esattamentenelluogoe nell'orapreannunciati.Perla primavoltaavrebbeassistito insiemeadAkiko all'atterraggioprevistoil giornoseguente. Takemiyaterminòilsuo lungodiscorso.Akikoemise unprofondosospiro.I discorsidelgiovane,quegli episodirisibilisenarratida qualsiasialtrapersona, possedevano,soltantoper Akiko,lacapacitàdiispirarle fiduciaecomprensione.I dischivolantidaluiveduti eranoipiùverosimili. «Sequalcosanonesisteè proprioquellochedovrebbe esistere!»Imiracolichesi eranomanifestatiaTakemiya, idischivolantistessi, poggiavanotutti,esierano materializzatisutaliesigenze estetiche. Eppureilpensieroele esigenzediTakemiyaerano moltodiversedaquelledel padrediAkiko.Forseperché iconcettidiTakemiya appartenevanoaunautentico venusiano,mentrequellidel padrenonesprimevanoaltro cheilpensierodeimarziani. Ilpensierodeimarziani!... Soltantoperchéeraun membrodellafamiglia, potevaforsecontrollare persinoilpensierodiun venusiano? IlpadrediAkikodesiderava ardentementelapacenel mondo,mentreTakemiyanon avevaalcunaintenzionedi prodigarsiperquell'obiettivo. Perilgiovaneilmondoera illusione:l'unicacertezzaera l'esistenzadeidischivolantie losplendorechetraboccava sulpianetaVenere.La straordinariabellezzadi TakemiyaediAkikorivelava glialtissimiprivilegidicui godevalanaturasuVenere: là,forse,ilfascinodeidue ragazzinoneraaffatto eccezionale. Dopocheebbeterminatoil discorsoTakemiya, educatamentesollecitodella stanchezzadiAkikodopoil lungoviaggio,sicongedò, annunciandolechesarebbe tornatoallediecidella mattinaseguente.Dopocheil giovanesifuallontanato, Akikopreseunbagnoe osservòattentamentela bellezzaeilcandoredel proprioaspetto,felicediquel corpoformatodaipiùpuri elementicheVenereaveva sceltoperlei.Quellanotte dormìdiunsonnoprofondoe piacevole. Lamattinaseguente Takemiya,disponendodi moltotempoeapprofittando dellagiornataserena,lefece visitarelacittàprimadi condurlaaUchinada. Passeggiarononelquartieredi Kòrinbò,nonancoraanimato nonostantefossesabato,e andaronoavederelafamosa Portadeglideideltempio shintoistadiOyama,inun luogolontanodallafermata deltram. Camminaronol'unoaccanto all'altra.Chiunqueavrebbe pensatocheeranoinnamorati. Lagentesimeravigliavadella lorobellezzaesivoltava soventeaosservarli.Perché nonavrebberopotuto sembraredueinnamorati? Eranoduerariappartenential medesimopianetaeneerano orgogliosi. Akikoconstatòcongioiache anchequelmattinonessun erroredicomportamento alteraval'impressionedi purezzacheilgiovanele avevalasciatolasera precedente.Erauna splendida,serenagiornata,e l'ariaerapuraanchenel centrodellacittà.Nonv'era nullainlorodacuitrasparisse lacupasensualitàdei terrestri.Ilserenocielo invernalesembravaunalastra azzurradiassolutapurezza. «Ieri,appenal'hovistaho pensatocheleieralapersona checercavodalungotempo. Saràl'influenzadiVenere», Takemiyaconfidòconfacilità quell'importanteconclusione. Ilsuovoltononmostrava alcunturbamento,perciò Akikoassentìdocilmente: «Sì,hoavutolastessa sensazione». Mentreparlavalagiovane immaginòdisollevareverso ilcielounasplendida ghirlandadifiori.Delusa com'eradallosqualloredella terraintendevaimprimerealla conversazioneunsensodi disprezzoperilgenere umano.Insomma,essi usavano,trasformatadalle regolediunlessicoceleste, l'ipocritaconversazione solitamenteutilizzatadagli esseriumaniperscopi impuri... Erameravigliosoconversare imitandoconprecisionele parolechesiscambiavanogli esseriumani!Sulleloro labbralebelleespressioni racchiudevanountono sarcastico,epersinolebanali paroled'amoreeranofoderate dell'argentodeldisprezzo. AncheseTakemiyaavesse sussurratoall'improvviso«Ti amo»,Akikononsisarebbe affattomeravigliata.Laloro eraunaspiritosa conversazioneche comprendevasiaun sentimentod'amiciziaceleste, siaunseverodisprezzodei terrestri. Giunserocosìdifrontealla Portadeglideideltempio costruitosecondoun eccentricoprogetto dell'olandeseVoltmann nell'ottavoannodell'era Meiji.Nonv'eranulladi solenneinalcunangolodella colossaleportaatrepiani, unacostruzioneinfantile,che ricordavailPalazzodel Drago,eciòeraaccentuato dadueleonicinesipostiai lati.Inoltrelevoltedeiportali cinesidimattone,sottole balaustredilegnotraforato conmotividigrusupini, eranoornatedastemmicon fioridiprugno,secondouna tradizionecinese,mentrealle finestredelterzopianodi stileolandeseeranoapplicati vetriverdi,azzurrierossi.Sui vetricolorativenivauntempo proiettatalalucediquattro lanternedirame,divenuteun segnaleperlebarchechesi avventuravanoallargodel MardelGiappone. «Ognitantopenso»,disse Takemiyapicchiettandoconi delicatipolpastrellilecolonne astrisceorizzontalimarronie bianche,«chel'olandese intendessecostruireunfaro colorato.Certamentedoveva esserestancodelcattivo gustodeigiapponesi dell'epocacheconfondevano laCinaconl'Occidente,eil suoanimodovevaessere senzadubbiorivoltoaltristee sconfinatomarenordico. Forseanch'egliavevaveduto undiscovolante.Sisarà rinchiusoinunacameradelle tretorri,perprovarea sistemarelelucicoloratee scambiaresegnalicongli extraterrestrichevolavanosul mare». «Aquell'epocaleisitrovava sulpianetaVenere, immagino». «Eanchelei». Losforzodicontrollare continuamentelasorgentedei lorosentimenti,mantenevain unafrescatensioneiloro animi.Parevache dall'appartenenzaalpianeta Venerederivasseunamiriade dipiccolesensazionicomuni, comeprovaresetedurantela passeggiataeordinare istintivamentelastessa bevandainuncaffè,essere attrattinelmedesimoistante dalmedesimovasoperfiori diporcellanadiKutani espostoinunnegozio, sorriderevedendoscrittosu un'insegnadiunsupermarket: «Ilnegoziochevendela felicità...»,oassumere istintivamentelamedesima andaturamentresalivanoi gradinidellaPortadeglidei. Piùcrescevailtempoche trascorrevanoinsiemeepiù sentivanodiessereguidatida unfiloinvisibilechelilegava allalontanaVenere. Takemiyafermòuntaxiesi affrettaronoversoilparco Kenroku.Eraunluogo visitatodatuttiituristiche giungevanoaKanazawa. L'entratadelparcoeradi frontealbiancoenobile edificiodelportaleIshikawa delcastellodiKanazawa,ela ghiaiadelsentieroera cosparsadellefogliesecche dilontaniaceri.Salironoil lentopendiodell'ampio sentieroghiaiosodirettialle boscosealturedelparco. Piùsalivanoepiùnell'animo diAkikoscaturivala sensazionediprocedere, passodopopasso,nonverso unluogosconosciuto,ma versounluogonotofindal passato.Inognipiantadei filarichecosteggiavanoi sentieriparevanodelineatii contornidimemorieun temposepolte,comeunlieve trattodimatitainparte cancellatodaunagomma. Akikoaveval'impressionedi avercontemplatonottee giornounpinoprotesoverso ilcieloazzurroelaforma dellasuachioma,simileauna nuvoladifumo.Quando giunseroalloStagnodella Foschiaincimaaunacollina, escorseroalcunicignichesi divertivanosull'acqua,quella impressionesirafforzòin Akikoche,infine,aprìla boccapercomunicarlaal giovane: «Oh,maiosonogiàstata qui!» «Manonèlaprimavoltache vieneaKanazawa?»obiettò freddamenteTakemiya. «Capisco,ècosìperchéimiei pensierisiriflettononelsuo animo». SeTakemiyaavessedettola verità,sulpianetaVenerenon sarebbeesistitalasolitudine. IlpadrediAkiko,così tormentatodalpensierodella solitudineumana,avrebbe dovutonasceresuVenere. Purtroppoilsuopianeta d'origineeraMarte.Akikoe Takemiyapossedevanoanche imedesimiricordi,che tuttavianonretrocedevano finoalpianetaVenere, un'incapacitàchespazientiva Akiko.Ancheperciòche riguardavairicorditerrestri, essinoncomprendevano memorieprecisedivita.Si limitavanoaimmagini poetichedipaesaggi.Era ovviocheTakemiyadefinisse affascinanteilpanorama intornoalloStagnodella Foschia,che,conlasua calmabellezzasuscitavain Akikosial'incantodiun luogonotosialafresca impressionediunascoperta. Itrecignidavantiaisuoi occhivolgevanoirossi becchiinaltredirezioni, nuotandolentamente.Gli occhideigiovanifurono colpitidalcandoredelle finestrescorrevoliserrate dellacasettaperiltèdi Naikyótei,chesporgevadalla spondaoppostadellostagno. Unrivolosicongiungevacon leacquedellostagnoaccanto aunalanternadipietrasimile alpontediun'arpa,e continuavaincessantementea riversareacquapura.Ilverde deipinidell'isolettadiHòrai alcentrodellostagno,lo sgargiantecoloredellapaglia nuovachedovevaripararegli alberidallaneve... Inungiardinocomequelloin cuisinascondevaun'impronta umana,persinolanatura creatadall'uomononera banale.Visicelavanotuttele variequalitàterrestri:l'odio, l'avarizia,lagelosia,mentre nelcielolimpidofluttuavaun meravigliosomodellodi pace. Akikoeradeliziatadella cortesiadiTakemiyache, ancheseleparlavacon maggiorconfidenza,non osavasfiorarlenéunbraccio nélamano.Piùchediriserbo sitrattavadisenso dell'etichetta:perchémaii lorocorpiavrebberodovuto toccarsicomeleloroanimee imitareisentimenti?L'unione fraicorpidiunuomoedi unadonnanonèinfatti un'imitazionedellafusione deilorocuori,unineluttabile indennizzonatodalla disperazione?Neiloroanimi esisteval'identicopanorama. Possedevanotuttigli splendidiframmentisucuisi posavanodivoltainvoltai loroocchi,comeicigniche nuotavano,ilcielochesi riflettevanellostagnoeifiorì disazankabianchierossi. Nonc'erapiùbisognodi parole.Adesempiosi sedetteroperriposaresulle panchinesullaspondadello stagnoesialzarononel medesimoistante,siaperché erasvanitalastanchezzadel passeggiare,siaperché sgorgavainAkikoildesidero tipicodeiviaggiatoridi vederesemprecosenuove. Silasciaronolostagnoalle spalle,attraversaronoilponte diKariganeformatodapietre similiacarapaciditestuggini, eraggiunserolaparte orientale,attraversatadaun ruscello.Unfamosociliegio scuotevaconriluttanzale giallefogliealvento.Si avviaronoversol'osservatorio anord-estdellacollinae Akiko,cuiTakemiya indicavaalcuniparticolaridel paesaggio,contemplòcon estaticasazietàilvasto panorama.Lasuaeralagioia diuncastoviaggio.Akiko assaporòilpiacerediessersi allontanatanonsolodagli impegniterrestri,maanche daifastididellasuafamiglia diHannō,icuimembri, provenendodadiversi pianeti,avevanodifferenti modidipensare.Ediessersi allontanatada quell'incessante"attentatoalla purezza",tipicodichivivein unacittàconalcentrouna scuola. «Chebellasensazione!Una giornatacosìsplendidaecon unventofresco!» Akikotenevailfoulardfrale manilasciandochelabrezza lescompigliasseicapelli lievementeuntidiolio profumatoeche,vagando sullasuatesta,imporporasse gliattraentilobidellesue orecchiedimodocheilsuo voltodailineamentiregolari, dall'apparenzacosìgelida, sembravasciogliersial delicatoteporedelsole. «Quand'erobambino salivamospessolàper cogliereisemidifelce», bisbigliòTakemiyaindicando ilmonteUtatsuanord-est, oltreilfiumeAsano.«La gentedelluogolochiamava "lamontagnadifronte"ei poetil'avevanoribattezzata "montagnadelprofumodei sogni".Pressolacimasi scorgevailbiancoedificiodi uncentrodellasalute». Sottoailoroocchi rifulgevanoalsoleletegole smaltatedeivecchitettidi Kanazawa,svettavanoitetti deitempliaccantoalnuovo edificiodellescuolemedie. Akikononconoscevaun'altra cittàincuivifosse un'armoniaaltrettantoperfetta fraipalielaretedifili elettrici.Ifilielettrici apparivanocomesottili fessurediunospecchioanche suibianchimattoniinstile Meijidiunabanca,mentreun tramcoloratodigialloedi rossocorrevalungoibinari sullastradailluminatadai nitidiraggidelsoleinvernale. «Chegraziosacittà!Ho l'impressionecheviabbiamo giàvissutoinsieme». «Vuoldireforsecheavrebbe intenzionedivivereconme ancheinfuturo?»domandò Akikounpocomeravigliata osservandoilvoltodi Takemiyachecomealsolito nonmostravaalcun turbamento.AlloraAkiko tradussequellafrasenella linguadelloropianeta: Takemiyaavevainteso semplicementesapereselei desideravarimanerecomelui sullaterra. «Infuturo,perunbreve periodo,finchélaterranon saràridottainpolvere», aggiunseAkikoconfresca eleganza. «Guardi,laggiùc'è Kahokugata!»esclamò Takemiyaadditandoleuna lineadelmarechesiprofilava indistintaelontana.Si stendevaun'ampiapianura giallailluminatadalsole, disseminatadifabbricheda cuisalivanopennacchidi fumoe,piùlontano,un orizzonteoffuscato, nonostanteuncielocosì limpido,sembravala continuazionediuna luminosaseccaprateria. Tornaronodinuovoa Kòrinbòepranzarono gustandopiccolebistecchein unristorantechiamato"La casadatèdeltasso". Siavvicinavaormail'oradi recarsiaUchinada.Akiko sfogliòsultavololaguidadi viaggioedomandòa Takemiya:«Andremoconil trenoadAwagasaki,oppure ciconverràsaliresuun autobusdelleFerrovie Nord?»Inquell'attimo sembròchelatelepatiacheli avevaunitifindalmattino fosseall'improvvisosvanita. Takemiyanonparve perplesso,machinòlo sguardoaffascinanteafissare l'amarofondodicaffèdella tazzina. «Preferireiuntaxi.Lofaremo attendereun'ora»,decise Akikoristabilendo impetuosamenteilcontatto telepatico.Ovviamenteera colpadiAkiko.Due venusianinonavrebbero dovutolasciarsicoinvolgere neppureperunistanteda pensiericosìvolgarie terrestri.Eraquelloilmotivo dell'interruzionedelloro rapportotelepatico.Akiko avevaricevutodalpadreuna generosasommadidenaro perlespesedelviaggio: avrebbedovutosalirein silenziosuuntaxiechiedere all'autistadimettersialoro disposizioneperalcuneore. Abenriflettere,quelmattino Takemiyanonavevaspeso unoyen.AkikoeTakemiya avevanospontaneamente assuntol'unailruolodichidà el'altroquellodichiriceve. Akikoavevapagatoilcaffè, iltaxieprobabilmente avrebbesaldatoancheil contodellabirra. Uchinadadistavacircatrenta minutiditaxidalcentrodella città.IlfiumeAsanosi dividevainduerami:l'uno sfociavanelMardel Giapponeel'altronella lagunadiKahoku.Iltaxi seguìlacosta,comegli autobusdelleFerrovieNord. Eranopartitialleduedel pomeriggio.Ilmutevolecielo delnorddelGiappone,sereno finoapochiistantiprima, incominciòarannuvolarsi. Spesseenerenubisi addensavanosuunazona dellacittà.Apocoapocole nuvolecoprironounametà delcieloequandoessi passaronofralerisaie ingiallite,pressoilcorso inferioredelfiumeAsano, persinolatintadellepietresul gretoparveloroincupita.Ma nonavevanol'impressionedi un'imminentepioggia. Quandoviderosulladestrail dolcependiodellacollinadi Hódatsu,distesasottole nuvoleeilmaresemprepiù vicino,pensaronoall'evento solennecuiavrebbero assistitoerimaseroin silenzio.Akikoricordòi tristi,ripetutifallimentidel padre,ilfreddodell'albadi novembresullacollina Rakan.Venerechesaliva lentamentenelcieloincui impallidivalalorosperanza. ForselafamigliaŌsugiera riuscitaaliberarsidella solitudinedelmondoterrestre manondiquelladi appartenereadaltripianeti. Ciascunodilorononaveva maivedutoinsiemeaglialtri membridellafamigliaun discovolante.Akikoera silenziosa.Dilaniatadalla felicitàdiesserenatasul pianetaVenereedaltimoredi vedercrollareinpocotempo quellagioia.Laragazza pensavacheancheilsilenzio diTakemiyaderivassedalla medesimaansiaedalla tensione. «Eccoladuna»,esclamò Takemiyaconlasuavoce lievementefreddaemetallica additandoiltondorilievoche siintravedevaoltreil finestrinoanterioredell'auto. Civollepocoadarrivare. Temendochelegommesi insabbiassero,iltassista fermòl'autodistantedalle duneeinvitòiclientia scendere.Iduegiovani camminaronoperunampio sentieroe,attraversosabbiosi emisericampidiporrie terrenicoltivatiacrisantemi colorvermiglio,procedettero versoilmare.Eraunsentiero dalsuolocompattocomeuna stradanormale. Avrebberodovutoproseguire finoaquandoavesseroscorto lecapriccioseprotuberanze delledune.Asinistraea destrasisusseguivano monotone,piccolepinete. Infineilsentieroincominciòa salireescorserofinalmentela lineaoscuradelmarementre sullacollinaasinistrasi susseguivanoacacieche sembravanoconficcarei secchiefragiliraminelcielo nuvoloso,pregnodiluce, mentreitronchifiltravanoun cielocheparevacolmodi lucepiùprofonda.Solenni nubiriempivanofittamentelo spaziofinoall'orizzonteedai lorocontornisidiffondeva un'intensaluce. Collineeboschiattraevano Akikoconunastranaforza.I ramiaguzziespinosicolor ceneredelleacacieavevano persocompletamentele foglie,soltantolecolline eranoancoraricopertedierba diuncaldoverde,che risaltavadalontano. «Perchénonproviamoa saliresullacollina?» domandòAkiko.Takemiya eraincerto,osservòl'orologio edisse: «Sì,abbiamoancoratempo, masarebbemeglioarrivare prima,perchéavoltenonsi presentanoall'orastabilita». LeparolediTakemiya somigliavanoaquelle pronunciatedalpadrequella nottesullacollina:Akikone fuprofondamenteturbataed ebbeunpresagioditristezzae didelusione.Salìloscosceso pendiosenzaaccettarel'aiuto diTakemiya,chelaseguiva rassegnato. Lacollina,nonmoltoalta,era statainpartecoltivataealberi cadutiformavanountappeto verdecheparevacostituitodi ossadimastodonticianimali. Takemiyasostòconaria tediata,tenendolemani infilatenelletaschedel soprabito.Akikosiaccorse subitodelliricoerrore ispiratoledall'affascinante bosco,insimilimomenti dimenticavalapoesia extraterrestreedesiderava un'atmosferaromantica. All'improvvisoprovòfastidio perilcinguettiodeipasseri suirami,eilboscodialberi spogli,desertoesolitario,le parveunluogoprivodi significato.Erainattesa,ma dichecosa?Didischivolanti odiqualcos'altro?Akikonon siaccorsechequelbosco desertosomigliavaalsuo animoinsoddisfatto,inlei qualcosaurlava:«Sonofelice. Nuotoliberaepurainmezzo atuttaquestapurezza!Come sonoremotelestupide abitudinideiterrestri!» Sceserodallacollina avventurandosifraledune chefronteggiavanoilmare. Eranogiàletre.Lungoun sentieroeraaffissouncartello d'iniziodilavori,benchénon sivedesseunoperaio: «DistrettodiKahoku, villaggiodiUchinada.Lavori dirimboschimentoedi creazionedibarriereperil vento,secondopremionella trasformazionedellapistadi lanciodiUchinada.Iniziodei lavori:agostodel trentaseiesimoannoShōwa. Terminedeilavori: marzodeltrentasettesimo annoShōwa». Akikolessecongliocchi lucidid'emozione.Eraforse perquelmotivochev'erano diversetraccediruotedi camionsulsentieroche conducevaalmare? «Hocapito,questoèin relazioneconl'arrivodei dischivolanti,cercanodi piantareunboscoa protezionedelventonel luogotestimonediuna famosa,cruentabattaglia. Perciòl'apparizionedeidischi volantiavrebbeunsignificato simbolico,unmessaggiodi pace». «Chissà,nonsonodellastessa opinione»,affermòTakemiya scuotendotristementeilcapo. «Misembraimpossibile,che relazionepotrebbeesisteretra l'insulsastoriadell'umanitàei mieidischivolanti?Imiei dischivolantiamanoimari settentrionali.Tuttoqui». Akikotacque,tuttosarebbe dipesodall'apparizionedei dischivolanti.Lefamose grandidunedellacostaerano statediviseinminuscoli appezzamentiadibitiavivai dipiantineesututtequelle sporgenzesisusseguivano recintidishino.Allasabbia eranomescolatitegolee sassolinichemettevanoin risaltoisolchideicamion direttiversoilmare.Dalìsi scorgevalacrestadelleonde chesifrangevanosugli scogli.Labattigiaerainvece nascostadalleduneesiudiva soltantoilfragoredelleonde. Sisedetteroconallespallele siepidishino. Nuvoleestese,unmarediun verdeintenso,consfumature colorcenere.Laluce splendevasoltantoinun angolodelcieloaoccidente suuntrattodimarecolor melanzana.Adestrasi scorgevalapuntadella penisoladiNoto. Nuvolechemutavanoforma diminutoinminuto,inun lontanogracchiaredicorvi.Il vento,purnonsollevando mulinellidisabbia,sfiorava ritmicamenteilobidelleloro orecchiequasibisbigliando. Eranosedutivicinil'uno all'altratenendosile ginocchiastrettefrale braccia.Percepivanoperla primavoltailreciproco teporeattraversogliabiti. Fosserovenusianioterrestri, eranoesseriviventi,dotatidi unparticolareodore,per quantoetereo,possedevano uncorporeale.Mache importanzaaveva?Iloro cuoribattevanoall'unisonoe lasensazioneditelepatia, sviluppatasifralorofindal mattino,rilucevacomeuna trottola.Eranocontentidinon possederenulla.Datala situazionenondesideravano altro. Eranosoddisfatti. Checos'altropotevano volere?Quiete,lontananza dagliesseriumani.Ilmare chepurondeggiandoe rombandoparevainrealtà immobilecomelamorte.Una partedicielochesembrava unastoladibroccato.Laloro bellezza... FualloracheAkikoscorseun puntoluminosonelcumulodi nubioscure.Toccòlaspalla diTakemiyaperattirarela suaattenzionesudiesso.Si aggiunseunaltropunto, infinefuronotre.Scendevano semprepiùgrandiversoil mare,informazione.Quando siavvicinaronoapparvero nellaloronitidaformadi dischivolanti.Metàdellaloro superficiebrillavailluminata dalsolealtramontoesi distinguevaancheillento ruotarediunaspeciedi cupolaverde.Volteggiarono perquattroocinquesecondi sulmare,quindisi immobilizzarononelcielo cometresinistriocchifrale nubinere...Poiciascuno sussultòcomeinuntremito convulsoeassunseuncolore albicoccaquasifosse incandescente. All'improvvisovolaronoin alto,perpendicolarialmare,e svanironocon un'impressionantevelocità. CAPITOLO4 Akikotornòsanaesalvaei genitorisirasserenarono.Non volletuttaviaconfidareloro diavervedutoidischivolanti conTakemiya.Soprattutto pertimorediumiliareil padre,epoiperchélepareva unsegretoriservatoai venusiani.Igenitori,aloro volta,nonledomandarono nulla,siaperchéilsilenzio dellafigliadimostrava chiaramentecheleprevisioni diTakemiyaeranofallite,sia perchétemevanoche, commentandoconironiatale fallimento,avrebberoancor megliodispostol'animodi AkikoversoTakemiya.Così sievitaronoabilmentecome lecostellazionineiloromoti. Iniziòunannonuovo, Jūichirōparlòallafamiglia deiterribilieventichesi sarebberoverificatinelcielo intempinonlontani.Erano previsioniscientificamente esatte,chetuttavia costituivanoungrosso problemapergliastrologidel mondo.Daltrealcinque febbraiodiquell'annoilSole, laLuna,Marte,Venere, Giove,Saturno,Mercurioei pianetinonvisibiliaocchio nudosisarebberoradunati nelladecimacasazodiacalee tutti,eccettoMercurio, sarebberostatinella medesimaposizione,evento cheaccadevaogni quattromilae novecentosettantaquattro anni. «InIndialagenteè angosciataalpensieroche stiapergiungereilgiorno dellafinedelmondo»,spiegò Jūichirōcontonocalmoe franco.«Pernoichesiamo semprecosìimpegnati,è semplicementel'occasione perritrovarciinsiemein salotto:attendocongioiail giornoincui,fattoinsolito,la nostrafamigliasiriunirà». QuelgiornoKazuoaveva incontratopercasoun compagnodelleelementari chenonvedevadasetteanni. Dopoaverlosalutatoera salitosultramesierasentito batteresullaspalladaunaltro compagnochenon frequentavadasetteanni. Colpitodallastranezzadi quegliincontri, apparentementecasuali,ne parlòconilpadre. «Tucredinelcaso?»gli avevadomandatoil perspicacegenitore.«Sono statigliesseriumaniacreare laparola"caso"percelarela propriaignoranzaeper conferirleun'apparenzadi serietà,il"caso"è semplicementeunfenomeno incuiunanecessitàsuperiore, cheoltrepassala comprensioneumanaechedi solitoèaccuratamente occultata,sisvelaperun attimo.Probabilmentela supremaineluttabilitàchela menteumanahaconcepitoè rappresentatadaimotidei corpicelesti,maesisteuna necessitàancorpiùraffinata cherimanenascostaagli occhidegliumaniechepuò esserecatturataeintuita solamenteconunindiretto metodoreligioso.Inciòchei religiosichiamano "misticismo",gliscienziati "casualità",ècelataunareale ineluttabilità,cheilcielosi limitaafarbaluginareagli occhidegliuomini,inmodo scherzosoepocoserio, affinchéappaiainsulsa.Gli esseriumanisonoinverità sempliciesuperficiali:per l'innatacuriositàsi interessanogioiosamenteai fenomenichesembranoseri dalpuntodivistafilosoficoo cherappresentanourgenti problemireali;silimitano inveceaconsiderarecon proporzionaleleggerezzagli eventicheappaionofutilie assurdi.Gliesseriumanisono dunquedestinatiadessere sempreingannatidalle necessitàdeterminatedal cielo.Infatti,leormedegli affascinantipiedinudidella necessitàvolutadalcielo,pur tracciatenettamente, appaionoinsulsequisquilie accidentali. Capitasoventeches'incontri casualmentelapersona amata,mastranamente succedeanched'incontrarele personeodiosechesi vorrebberoevitare.Sesi unificanotaliesempi seguendounalogicaumanasi comprendeche, indipendentementedall'amore edall'odio,s'incontrapercaso lapersonaversocuisinutre uninteresse,siapositivoo negativo.Lalogicaumana nonsuperataleconcetto,ma noi,grazieallanostra capacitàdicontemplaretutto dall'alto,possediamouna visualemoltopiùampiache cipermettediintuirecheun numerobenpiùgrandedi persone,privedialcun interessereciproco, s'incontranoadognimomento suitramoincittà,piùsovente dichiprovaunreciproco interesse.Percasooper miracolo,giornodopogiorno, incrociamopersonechenon incontreremopiùpertuttala vita.Unacasualitàcosìestesa deveesseremotivatadauna immensa,invisibilenecessità. Soltantoibuddhistihanno meditatosullanecessità esprimendolaconbelle metaforecome:"All'ombra dellostessoalbero"e"anche losfiorarsilemanicheè segnodiunlegamedialtre vite".Inciòs'intuiscechela "virtùdellestelle"proietta ancoraunadeboleinfluenza sullavitaumana.Èpossibile riconoscereinquestoun lontanoriflessodeiprecisi motidegliastri.Visiproietta anchel'ombradellemagliedi unareted'ineluttabilitàancora piùalta... Nonesistealcunmotivodi disperazionepernoi,ilcaos dellaterranondifferisce infattidall'armonia dell'universo.Immaginiamo unabellaragazzadaigusti classiciintentaasuonareil kotonelpadiglionediun giardino:inquell'istante,alla distanzadidueotreisolati, ungiovaneoperaiomuore precipitandoall'improvviso daunpalodellaluceelettrica, mentrenellasabbiadiun giardinoalcunibambini trovanodellebigliecolor arcobalenodimenticatel'anno precedenteesuicapelli appenalavaticheunadonna staasciugandoallafinestra vola,all'improvviso,una farfallaelicospargedi polveregialla.Questestrane concomitanzepossono avvenirequaelàinun pomeriggioditarda primavera,all'insaputadi tutti.Anchel'ebbrezzadella musicaelamorte,lascoperta diuntesoroperduto,il languorediunavoluttàsenza oggetti...persinoigrandi eventidellastoriachel'uomo immaginapregnidi ineluttabilitàpossonoin effettiessereintessutiditali ingredienti.Eaciascunodi questielementipossiamo attribuireilnomediunastella lontana». «Finalmentecomincioa capire;l'aspettoconfusoe variodellepersoneedegli eventiterrestrichemiha moltotormentatoèforse determinatodalcielo.Ciò significachepiùsiavvicinail momentoincuisiiniziaa essereinsintoniacon l'armoniauniversaleepiù l'ineluttabilitàcelesteprocede comeunamacchina incandescente.Taleprocesso nonhaalcunarelazioneconil meccanismologico dell'ineluttabilitàconcepito dagliuominienonhafatto altrocheprodurresullaterra unacondizionesimilea quelladiunoscatolonedi giocattolirovesciato.Pertanto dovremmocontinuamente fareattenzioneancheagli eventichecisembranoa primavistacasualieinsulsie registrarli.Pensoche aumenterannoaritmo vertiginososullaterrale piccole,banalicoincidenze. Recentementeanchein Americasisonoverificati similiesempi.Unuomodi mezzaetàchiamatoJames, chevivevainunagrande città,ebbeunincidente d'auto,maanchel'uomoche guidaval'autoinvestitricesi chiamavaJames;dopo neppuredueoreilprimo Jamesebbeunsecondo incidenteeancheilguidatore dell'autocontrocuisiscontrò sichiamavaJames!» Siavvicinavanogliesami finali.Kazuoelasorella,cui erastatoraccomandatodi rimanereacasaalmenoper tregiorni,iltre,ilquattroeil cinquefebbraio,trascorseroil finesettimananellaloro camera.Ilgiornocinque, lunedì,deciserodiandareal cinemaesidiedero appuntamentoalJinsezadi Ikebukuro,inmododa riuscireavedereunvecchio filmprimadirincasareper l'oradicena.Uscitidal cinemaatteseroiltrenoper HannōdellalineaSeibu,che arrivavaognimezz'ora. Mentreaspettavanoinfila lungoilmarciapiedeunsole cheparevaaffumicato tramontavanelcielovelatoda lievinuvole. «Oggièlafinedelmondo. Perchéqueldannatotrenoè inritardo?»esclamòKazuo dandounosguardoalcielo. «Papànoncredeaqueste superstizioni...Masarebbe belloseilmondofinissecon serenabanalità». «Alloranonrivedremopiùil sole». Suivoltidellepersoneche affollavanoimarciapiedisi intuivalafrettaditornarea casa,eparevapersinodi avvertireilquietotintinnare deipiattidispostisulletavole nellecaseilluminatequaelà neicampi,allaperiferia, versosera,tantecomelecene diquellepersone.PerAkiko lavitaquotidianaerasempre stataundifficileproblema, Kazuoinvecesognavadi avereilpoterediriunirenel medesimoprogettotuttiquei piatti. Suglialtrimarciapiedi arrivavanodicontinuotreni direttiadaltrelocalità.Il trenoperToyoshimaen,il localeperKiyose,ilrapido perTokorozawa... l'unicoatardareerailtreno perHannō;finalmentenella nebbiachecircondavala stradaferratasiacceseun segnalerosso.Kazuo,che battevalesuoledellescarpe canticchiandounacanzone allamoda,infinedichiarò: «SaiAkiko,ledonneterrestri sonotuttebugiarde». Akikorisesilenziosamente,le deduzionifilosofichedel fratelloladivertivano,si basavanoinfattisuunasorta diagnosticismo,eranola sempliceespressionediun pensieroumanomolto terrestre. «Chestupidaggine!»siirritò infineAkiko.«Pernoigli esseriterrestrinonsonomai unenigma». «Macchéenigmi!Tisto parlandodibugie»,replicò Kazuofacendorotearela borsa. «Lebugiefunzionanoperché c'èchisilasciaabbindolare», obiettòAkiko.Inquell'attimo arrivòiltreno,ipasseggeri incominciaronoascendere dalleporteopposteaquelle davanticui,sulmarciapiede, eraallineataunafiladi persone.Fratelloesorella riuscironoasedersi.Dopola partenzadeltreno,rimasero alcuniminutiinsilenzioa guardareiltramontosui campi.DopoIzumigakuen aumentòl'ombradelleforeste dikeyaki,cheparevano filtrarelavisionedelcielo notturno.Lelucisuicampi desertidivenneropiùvivaci. OltrepassatoTokorozawa,il paesaggiofuavviluppatoda unapenombraincui risaltavanosoltantolerisaie intornoatempli,similia fazzolettiabbandonatisul sentieronotturno. «Perteilragazzodi Kanazawaèunenigma, vero?» «Sì,loè,tantopiùchenonsi trattadiunterrestre». Kazuoaveval'abitudinedi punzecchiarelasorellacon cautecirconlocuzioni,per comprendereisuoistati d'animo.Nonaveva intenzionediricominciarea litigare.Nelleparoledi Kazuo,siachefossero canzonatorieogentili,si notavaunatracciad'astuzia. Infinesistancò. «IlsignorKurokimiha invitatoacasasua»,dichiarò all'improvvisomutando argomento. «Echisarebbequesto Kuroki?» «Unpoliticofamoso.Qualche tempofa,tenneuna conferenzaall'università. Ebbemoltosuccesso,anche seglistudentidisinistra protestavano.Fuiincaricato dimantenerel’ordine,così saliisulpalcoeriusciia calmarli.Inseguitofui inviatoinunasalettaaccanto, doveKurokimostròinteresse perme,midiedeilsuo bigliettodavisitaemiinvitò adandarloatrovare».Così dicendotolsedalsuo tesserinodistudenteun vistosobigliettodavisitasu cuierascritto:«Katsumi Kuroki,deputatoal parlamento»,elomostròalla sorella. «Cosìavrestiintenzionedi andarloatrovare». «Ovvio»,risposeKazuocon noncuranza,«èidiota rivolgersiapersonaggi importanticomeChruscèv». «Alludiallanostra missione?» «Inuncertosenso,adogni modosaràmegliocheio tacciaechenascondalemie ambizionipolitiche». Mentreparlavanoscorseroin unangolodiunastazioneuna lucecosìfortedapenetrare l'oscuritàdellavecchia stazionedicampagna.Erala lucediunnegoziodi elettrodomesticiconbandiere colorateall'entratae all'internotelevisori,stufee lampadeespostiinuna sfolgoranteluminosità, persinoeccessiva. Quellosplendorecircondato dall'oscuritàdeglialberi rimasenellaretinadiAkiko anchedopocheiltrenoebbe ripresolasuacorsa.La ragazzaimmaginavala luminositàdellavitasu VenerecheTakemiyanon s'eradecisoarivelarle:forse unaluceabbacinante,nelle sconfinatetenebre dell'universo,comequelladel negoziodicampagna... LacittàdiHannōeragrande epocoaffollata,conquartieri benristrutturati.Uscitidalla stazionesalironosuun autobus,sceseroallafermata piùvicinaacasaproseguendo apiediperillungoviale oscuroedeserto.Asinistrae adestradellastradasi allineavanonegozidi parrucchierecheavevano comeinsegnaunalanternasu cuierastatatracciatala scritta:«Permanente».Inuna falegnameria,soltantola superficiedeilegniera illuminatad'arancione.Dalle finestreagratadiunatintoria uscivailvaporediunferroda stiro.Passaronodavantial negozioMurataya.Dalle impostescorrevoli,quasi totalmentechiuse,filtravaun raggiodilucesullastrada. Dopocheiduegiovani furonopassatilapadrona bisbigliòaunvisitatore: «Quellisonoifigli.Staranno macchinandoqualcosa,se tornanoacasacosìpresto».I visitatorieranounpoliziotto diquartiereeunodella sezioneordinepubblicodella questura,chiamatidalla padrona.Sialzarono muovendosilentamentee osservaronoigiovanichesi allontanavanonelbuiodella strada.Nelcielosopraleloro testetramontavaunasottile falcedilunacheproiettavasu diloroun'immacolataombra didelittoideologico. L'addettoallapubblica sicurezzaeraassetatodi quellasortadidelitti ideologici,che scarseggiavanoinuna desolatacittadinadi campagna.Sarebberostatila suapoesia,unrarogioiello. DaquandoaIkebukurosi eseguivanocontrollipiù severi,isostenitoridella gurentaiavevano incominciatoasparpagliarsi lungolalineaferroviaria Seibu.Manoneranoloro l'obiettivodiquelpoliziotto addettoalmantenimento dell'ordinepubblico.Ilsuo lavoroeramoltopiùnobilee segreto. «Dall'impiegatodell'ufficio postalehosaputocheŌsugi invialettereaChruscèvdal novembredell'annoscorso. Forseèimpegnatoin un'attivitàpoliticasegreta. D'altrondesiignoradove finiscanoisoldiguadagnati vendendotitoli.Haeffettuato numeroseoperazioni bancarie.Adognimodoèuna famigliasospetta». Lapadronadelnegozio assentìeaffermòcontono deciso: «Trafficodidrogao comunismo.Nonesistono altresoluzioni.Soprattutto nonmipiaceilmodo antipaticoconcuitrattanoil prossimo.Èvero,rispondono alsalutogentilmente,e sorridono,maillorovolto sorridentesembraunasottile maschera.Lodiconoanche tuttelesignoredelvicinato. Nonèstranochenon assumanounacamerieraper tenereinordineunavillacosì grande?» «Nonèreatoevitaredi assumerepersonaledi servizio». «Ah!Sealmenoil capofamigliafosse simpatico...Ègentechenon sanutriresentimentinormali. Celanosenzadubbioun grossosegreto.Chefaretese verràscopertounoscheletro sottoilpavimentodellaloro casa?» Anchedurantelacenala mentediJūichirōs'immerse soventenellameditazione. Ridestatosidaipensieri propose:«Chenedirestese, dopolacena,ciesercitassimo insiemenelsalotto? Potremmoimmaginarecheil salottosiailcampozodiacale dove,nell'ultimanottedopo cinquemilaannidi lontananza,Marte,Giove, MercurioeVeneresi ritrovano,insiemealSolee allaLuna.Trascorreranno altricinquemilaanniprima chesiriuniscano.Tu, mamma,smettidilavarei piattievieniinsalottoa lavorareaccantoanoi.Io inveceesamineròl'itinerario delviaggiochefaròper tenerediverseconferenze approfittandodellevacanze primaverilidiKazuo,cui affideròlaguidadellanostra auto.Staremoinsilenzioe voiragazzipotrete tranquillamentestudiare. Adempiremocosìainostri sacridoverifamiliari». Nelsalottoilluminatodi quellacasa,dove,pernon impedireicontatti extraterrestridelpadre,nonsi accendevalatelevisione,si udivasoltantoilfrusciodelle paginedilibriediquaderni sfogliati.Ilpadre,che giungevadaMarte,si meravigliavaconstatando quantofosserocomplicatele cartestradaliterrestri.Nonvi eracheunastradaingradodi condurredirettamentedauna cittàaun'altra.Unastradache siassottigliavaesiallargava tracciandounpercorso sinuosoebizzarro. Lamadrestavasferruzzando perconfezionareunmaglione dilanaperilfiglio,lavorava conentusiasmo,comese volesseintesservinonsolola primaveraterrestre,maanche tuttequelledeglialtripianeti. Lesueditasimuovevano laboriosamente,mentreil gomitoloposatosulle ginocchiasiassottigliava.Il coloredelletenereerbee deglialberidairamigemmati, ilcielotrasparenteall'inizio dellaprimavera,ladelicata piumagginedegliuccellini, glispruzziviolentidella pioggia...talicaratteristiche dellaprimaveraterrestre, uniteaigas,aighiacciealla stranafloradeglialtripianeti parevanoessereincorporate nellavoroamagliadalle piccolemanigrassocce.Tutto ciòvenivatrasfusodaleinei minuti,predilettimotiviche ornavanoilmaglionedel figlio. MentreKazuosfogliavale paginedelsuoquadernodi dirittointernazionale,provò nauseaperleinfantili,astratte leggi,letimide,indirette norme,l'antiquataideologia dicollaborazione internazionale.Ancheil futurodirittointerplanetario sarebbestatocompostodaun insiemedivolgarinormeper ilcontrollodiunospazio troppovicinoallaterra?Egli siauguravaperilmondo interol'applicazionediuna severaecrudelelegislazione universale.Leleggicheegli auspicavaavrebberodovuto annientarelosquallido pragmatismo,unmisero pretestodifuga.Ilfuturo governomondialeavrebbe convocatoognimattinai terrestrinelleloropiazzeeli avrebbeobbligatiagiuraredi mantenerelapacenelmondo, unapacetotale,eterna.Ea chisifosserifiutatodi giurare,sarebbestata immediatamentetagliatala lingua. Lafigliastudiavaunapoesia diPoe.Icommentidel professoreeranostatibanali. Lapoesia,intitolata Eldorado,concepitacome unaballata,simboleggiavail destinodell'uomoche,pur sfinendosinellaricerca dell'idealeedelusodallasua illimitatalontananza, continuavaaricercarlo: un'interpretazionechepersino unbambinoavrebbepotuto comprendere.InvecePoe avevapresumibilmentealluso alpianetanatalediun extraterrestre.Sarebbestato unconcettodegnodell'autore diEureka. «Sullemontagnedellaluna Nellavalledell'ombra, Cavalca,audacemente cavalca»,L'Ombrareplicò: «Secerchil'Eldorado». ConEldoradononaveva forseintesosignificareil pianetaVenerequelloche Takemiyaavevapotuto visitare?Conle"montagne dellaluna"nonalludevaforse allemontagnesvettantinella partenascostaedesertadi quelsatellite,allaformadi Venerecomelasipuò scorgereoltrequeimonti? Ciascunodeiquattrofamiliari eradunquequietamente immersoneipropripensieri,e untempouniversalestava attraversandoilsalotto.Il caldocolorazukidelbasso tavolinodapranzorilucevae iverdi,nuovitatami s'incurvavanoinuniformi ondulazionimentresuuna fruttieraspiccavanolucidi mandarini.Jūichirōprovava lasensazionediappartenerea unmondocolmodiperfetta armonia.Lasuaerauna famigliaideale,come nessunoavrebbesognato, senzapeneoinquietudini, protettainquellanotte d'invernodallacaldafiamma dellastufaagas.Ciascuno conservavalapropria solitudine,avvoltadalle tenebredell'universo, nonostantegodesse dell'amoreedellafiducia reciproci.Eraunesempiodi famigliaumana,unmodello dipaceterrestre.Lalucedella lampadasiriversavacon delicatezzasiasuilucidi meravigliosicapellidiAkiko chericadevanosulquaderno, siasullemorbide,saggedita diKyoko,chestringevanoe muovevanogliaghi:pareva cheessiavesseromutatola vitainunacerimoniasacra.A untrattoJūichirōchiusegli occhiericordòlasua disperatagioventù.A quell'epocaeglirifuggiva dallafelicità,temendoche fosseunamalattiacontagiosa perilpensiero.Angosciato dallapropriainettitudine,in predaaviolentisensi d'inferiorità,sognavadi esserecorrottoeucciso dall'ozio.Mal'oziononera letale.Dovevadecidersia sopprimersi,tuttaviail suicidiosarebbestatouna fatica...Aquell'epocail mondoglisipresentavacome unagigantesca,lisciasfera cuicisipotevasoltantoporre difronte.Enoneraneppure squallida! Dopoilmatrimonioela nascitadeifiglieradivenuto unmaritotranquillo,maera veramenteriuscitoadamarei suoifamiliari?Neeracerto soltantodapocotempo.Cioè daquandoavevacompreso cheancheessiprovenivano daaltripianeti.Inquell'attimo tuttoeradiventato perdonabile,tuttosiera mutatoinunabenedizione. Qualcunosuonavaallaporta. «Chisaràaquest'ora?» domandòKyokodeponendo illavoro. «Nonaspettonessuno.Può darsi,però,cheunmembro dell'Associazionedegliamici dell'universosiaarrivato senzafissareun appuntamento,ancheseuna dellenostreregoleèchenon sonoconsentitevisitea domicilio». InfineKyokotornòcon un'espressionecupaeteseun bigliettodavisitasucuiera stampato:«Rokuró Takahashi.Sezionedi pubblicasicurezzadella QuesturadiHannō». Jūichirōincontròilpoliziotto Takahashinellafredda anticamera.Eraunuomo normaleenonindossavala divisa.Ilsuotonodivoce, piùchecortese,appariva persinoservile.Tuttavia,lo sguardoconcuiscrutavail voltodiJūichirōelastanza erachiaramenteirrispettoso. «Aesseresincero»,esordìil poliziotto,vagliandoleparole comesesoppesassel'utilitào ildannocheavrebbero provocato,«riceviamospesso stranelettereanonimeche descrivonounavostrafurtiva sortita,anottealta,inauto». Temendodisvelarelafonte dellesueinformazioninon parlòdellemissiveindirizzate aChruscèv. «Oh!Siamoandatiaguardare lestelle»,risposesenza esitareJūichirō. «Lestelle?» «Sì,siamoastronomi dilettanti.Perché,èproibito dallalegge?» «No,nonintendevodire questo». «Inoltresiamomolto preoccupatiperlapacenel mondo!» «Capisco,leièunaspeciedi pacifista...» «Selasituazionenoncambia saràundisastroperquesto pianeta.Voinonvene accorgete,maqualèla missionedellapoliziainun paesedemocratico?» «Difenderelavitadei cittadini»,dichiaròil poliziottogonfiandoilpetto. «Ahsì?Alloraèidenticaalla miamissione.Dovremmo stringercilamano». Ilpoliziottolosquadròcon unosguardoinfastidito,poi, sorseggiandoconenergiail bancha,chestava raffreddandosi,domandò: «Eleicomeintendedifendere lavitadeicittadini?» «Noitentiamodisalvare l'umanitàdalladistruzione». «Pervoilaparola"umanità" equivalea"cittadini"?» «Daun'ampiavisualesi potrebbeaffermarechela parola"umanità"s'identifichi semplicementeconla popolazionedellecittàedei villaggi». «No,c'èdifferenza.Lanostra attivitàèrivoltasoltantoai nostricittadinienon all'umanità». «Bastacheallunghiateun pocolamanoperraggiungere l'umanità.Immaginatechein ungiardinozoologicosia rinchiusounessereumano. Comesisentirà?» «Sisentiràadisagio». «Ecco,questaèunareazione prettamenteumana,manonè "tipica"diuncittadino.Il fattocheunessereumanosia rinchiusoinunagabbia dovrebbeferirelavostra coscienzaeilvostroorgoglio. Purtroppooratuttal'umanità èimprigionatainuna pericolosagabbia.Una gabbiachiusadall'esternoche nonconsenteunafuga». «Manessuncittadinodi Hannōèchiusoinuna gabbia!» «Èunagabbiacostruitacon unaretedallemagliecosì radecheleinonledistingue. Ilmioscopoèspezzareil chiavistelloefarfuggire tutti». «Edove?» Jūichirōnonsepperispondere all'incisivadomanda. Sognavaunenormespazio nell'universo,mal'ubicazione dellastelladestinataatale scoponelcielonotturno dovevarimanereunsegreto. Qualcosadasottrarrealla competenzadellapolizia. D'altrondeilpoliziottosiera accortocheilpadronedicasa avevalevatolosguardosulla suatestaesulsuopotere poliziesco.Aognimodo l'interrogatoavevaespresso opinionipericolose. «Dunqueilsuoideale potrebberiassumersiin"pace eliberazione"cioèloslogan preferitodeicomunisti,come bensaprà.Ovviamentedanoi ègarantitalalibertà d'espressione,maseleinutre formedipensieroche potrebberoindurreadattività distruttive...» Jūichirō,suomalgrado,si lasciòinfluenzare dall'emozioneeinterloquì: «Stiamoscherzando?Le attivitàdistruttivesonoun vostropretesto!» Nelsuolessicoiltermine "vostro"siriferiva genericamenteall'umanità, maeraunusoimproprio,che potevacausaremalintesi. Infattiilpoliziottoreagì immediatamente:«Cosìlei affermachelapoliziasvolge un'attivitàdistruttiva!È un'affermazioneoffensiva. Solouncomunistapotrebbe esprimereunsimile pensiero». Manell'istanteseguenteil poliziottomutòespressionee sulsuovoltotornòl'abituale, freddo,sorriso.Non intendevaaccanirsi.Per quellanotteerariuscitoa raggiungereilsuoscopo. Jūichirōaccompagnòil poliziottofinoallasoglia oscuradellacasae,mentre l'uomocalzavalescarpe,gli domandò:«Nonindossamai ladivisa?» «No,noiaddettiall'ordine pubblicosiamosemprein borghese». «Masulberrettodelladivisa c'èunastella,vero?» «Già».IlpoliziottoTakahashi raddrizzòlaschiena, appoggiòunamanoallaporta agrateesivoltò.Intuì un'ombradiprofonda tristezzasulsottile,elegante nasodiJūichirō. «Voi»,sospiròJūichirō, «ignorateilsignificatodella stelladicuiviinsignite. Avetedimenticatolospirito dellestelle». Dopoaveraccompagnato sullasogliailpoliziotto, Jūichirō,oppressodalla stanchezza,siaccasciò.Si sentivalostomacostrettoda unalievesofferenza.Ormai erafinitalapacificariunione stellarediquellasera. Terminatigliesami,iniziòla primavera.Ilcielodella secondametàdifebbraioera sconvoltodauntiepidovento giallastro.Jūichirōera impegnatonellapreparazione delleconferenzechesi sarebberotenuteaTōkyō. Kazuoaveva,invece,rifiutato difungeredaautista, lesinandolasua collaborazione.Temevache quell'attivitàsarebbestata notatadaKatsumiKuroki: avrebbeintalmodorischiato diperdereunasplendida occasione.Ilpadreparlava spessodella"casualità":era dunquepossibilecheegli incontrasseKurokinelluogo piùimpensato.FuAkikoa impegnarsisianellaguidasia neipreparativi.Invecedi tenereunaunicaconferenza inungrandeteatroilpadre preferivaorganizzarne diverseinpiccoliauditorium einteatrinidiTōkyōedei dintorni;desideravainfatti creareun'atmosferafamiliare conunpubblicodipoche persone.Akikoavevaassunto laresponsabilitàdelle prenotazioniedella pubblicità,mentreKyokosi affannavaaciclostilare volantinidaspedireagli associaticonl'indicazionedel luogoedell'oradelle conferenze.Akikoaveva consigliatoalpadredifar pagareunbigliettoal pubblico,maeglisiera rifiutatoeavevadecisodi sostenerepersonalmenteogni spesa. Sulmanifestoerascritto: NELL'AUSPICIODIUNA PACEMONDIALE SECONDOLEISTRUZIONI DEGLIEQUIPAGGIDEI DISCHIVOLANTI CONFERENZIERE: JŪICHIRŌÓSUGIACURA DELL'ASSOCIAZIONE DEGLIAMICI DELL'UNIVERSOAkiko partìperTōkyōinauto, impegnatafindalmattino nellaprenotazioneditreteatri incittà.Completòla compilazionedeimoduliper dueteatri,poi,nel pomeriggio,sirecòalteatro municipaledelquartiereM. Vistodalontanoilteatro municipaleerauna costruzionemoderna, differentedaipiccoli, familiariedificipredilettidal padre,maquelquartiereera unazonaimprescindibilesesi volevaattrarrel'attenzione dellaclasseintellettualedi Tōkyō.Quelgiornoilcielo eralievementerannuvolatoa causadiunfortevento meridionaleenelpomeriggio s'incominciaronoaudire tuoniprimaverili.Akiko posteggiòl'autonelgiardino davantialteatro, meravigliandosidellamassa dicoroneflorealiche addobbavanol'entrata. Giacevanol'unaaccanto all'altra,sostenutedaesili appoggidilegnoavvoltiin fascebiancheenereeornati dinastrineri.Ilventofaceva ondeggiaretendoniabande biancheeneretesifino all'ingresso. Akikoentrònegliufficidel teatro.Maeranochiusi, nessunoerasedutoaitavoli, rimanevasolounimpiegato dimezzaetà,conunafascia daluttoavvoltaintornoal braccio,chesipreparavaad andarsene.Akikobussòal vetrodellosportello. «Ogginonèpossibile»,la redarguìl'impiegato,poi, accorgendosidelvoltopallido esorridentediAkiko,proteso versoilvetro,tolseilfermoe aprìlosportellochecigolòa causadellapolvere accumulatasull'intelaiatura. «Desideraprenotare?» s'informò.«Mispiace,ma ogginonèpossibile.Torni domani.Èstatoappena celebratoilfuneraleaspese pubblichedelcapodiuna circoscrizione». «Nonpuòpropriofarnulla?» «Tornidomani.Nonc'èmai ressaperleprenotazioni.Non avràproblemi». «Vabene.Mapotreialmeno vedereilteatro?» L'impiegatomeditòalcuni secondi,poiparlò,edallasua vecchiaboccaconillabbro inferioresporcoeproteso, uscìunalitofetido. «Vabene...Apralaportain fondoalcorridoio.Iodevo tornareacasa,nonposso accompagnarla». Akikoringraziò,attraversòil corridoioeaprìlaporta indicatale.Stavanomettendo ordinenelteatro.L'interno eramoltobuioedallealte finestresiscorgevauncielo completamentecopertoda nuvolescure.Itendonia bandebiancheenereerano giàstatitolti;rimanevala metàdellecorone.Essendo giàstaterimosselepoltrone, eradifficilecapirediquanti postiasederefossedotato quelteatro.Akikoavanzòei suoipassirisuonaronosul pavimento.Lesse distrattamenteilnomedichi avevainviatolecorone.Nella listaeranocitateanchela CittàelaCameradi CommerciodiKanazawa.Il defuntocapocircoscrizione dovevaessereoriginariodi quellacittà.Quelpensiero sconvolseall'improvvisoil suoanimo.Leparvechequel luogoequelfuneralefossero inqualchemodoinrelazione conTakemiya.Siaccorsedi averudito,invecechetuoni, ilrimbombodiunpianoforte acodasospintorudementefra lequinte.Fucollocatocome unuccellochedispiegasse unagrossa,lucidaalanera, nelluogoincui,finoapoco prima,avevatroneggiatoil catafalco.Ilgiovaneoperaio aprìpergiocoilpianoe premetterozzamenteledita sullatastiera. UdendoquelsuonoAkiko avvertìlapresenzadi Takemiya,comesefosse nascostolìaccanto.Lenote delpianorisuonavano sull'altosoffitto,cadendo comegoccenell'animodi Akiko. Eranotrascorsitremesida quelgiornoeiduegiovani avevanocontinuatolaloro fittacorrispondenza.Iloro animieranounitidalsegreto dell'originevenusianae dall'avervedutoinsiemei dischivolanti.Akiko, contagiatadalleestetiche concezionidelgiovane,aveva finitoconiltrascurare l'attivitàsocialedelpadre;era statoTakemiyaaesortarlaa prodigarsi.Durantequeitre mesiAkikoavevapreso l'abitudinedisussurrarealla piccolafotografia,che Takemiyaleavevadatoa Kanazawaincambiodella sua,ildesideriod'incontrarlo. Portavalafotosempreconsé, ancheall'università,infilata nellacustodiadellatesseradi studentessa.Akikosiera accortaconmeraviglia,senza suggerimentidapartedi Takemiya,chelalontananza deicorpiavvicinavaleanime. Eglileavevascrittochese questomondofossestatoper entrambiunameraillusione, lemolteimmaginichimeriche accumulatesinelladistanza cheliseparavasarebbero stateanch'esseun'illusionee, ailoroocchi,laloroesistenza venusianaavrebberifulso, comelalucedicinquecolori delfarodellaPortadegliDei, vistadalmare.Iduegiovani venusiani,chevivevanol'uno aKanazawael'altraaTōkyō, eranocomeunacoppiadifari lacuiluceavevailpoteredi attraversarelenuvole notturnestagnantinelmondo umano.Lagrandequantitàdi fiorifinti,fioridicarta argentataepallidifiori bianchi,conifreddipetali puntellatidicera,ilfresco odoredellamorteche indugiavacomecenerediun falòdopoilfunerale,lenote altediunpianoforteche percuotevanoitimpanicome capricciosestellecadenti... unasituazionesimilesi addicevaaquellostranoe affascinanteragazzo. Takemiyasarebbedovuto comparire.Akikolevòlo sguardoversol'altafinestra oscuratadanerenuvole:le eraparsodiintravedere all'improvvisoilluminoso voltodelgiovane. Nacqueallorainleiun infelice,maseducente dubbio.AKanazawaavevano condivisoricordi,uno splendidopaesaggio,palpiti dell'anima. Avevanoinfinecondivisola vistadeidischivolantie un'insuperabileebbrezza.Ma unasolaesperienzaAkiko nonerariuscitaa condividere:lavisionediun mondodisupremabellezza intravistodaTakemiya attraversolefessuredegli occhidellamascherafukai.Il mondodiVenere,cheegli nonsierarisoltoa descriverle.Laragazzaerain predaaldubbio.Ese Takemiyaavesseinvece gettatounosguardosul mondodell'oltretomba? All'improvvisoilcielotuonò eilteatrofuavviluppatoda fortiscroscidipioggia. «Dannazionecomevienegiù! Enonabbiamoancora rimossolecorone!» gridòungiovaneinblue jeans. «Èunapioggiapasseggera, smetteràsubito.Riposiamoci unpoco»,proposeun manovaledimezzaetàche indossavatabiscuri. Lapioggiaurtavaconimpeto legrandiemodernefinestre divetro.Nessunoaveva accesolaluceenell'ambiente ancorapiùscurosi distinguevanosoltantogli sgargianticoloriargento, giallo,verde,azzurroe biancodellecorone appoggiateallepareti,che parevanocompostedafiori freschi.Ungrossofulmine saettò,mostrandoperun attimolanaturaartificiale, colmadimalignità,deifiori argentei. Akikogiunseall'ingresso sferzatodagliscroscidi pioggia,epensòacome arrivarefinoall'auto posteggiataall'estremitàdel giardino.Tolselatesseradi studentessadallaborsae contemplòilbelvolto sorridentediTakemiya.Le parvechelerivolgessele parolesussurratelenelparco Kenroku:«Capisco,imiei sentimentisiriflettonosudi lei». InquelmomentoAkikoera assetatadisupremafelicità. Aveval'impressionediessersi allontanatatroppodalla beatitudinegodutaadicembre fraledunedisabbiadi Uchinadaesisentiva ingiustamentesola.Perché,se leloroesistenzepotevano dominarelospazio,nonerano capacidisuperareiltempo? «Vogliochetuesista.Senon èpossibile,dammialmenoun segnodellatuaesistenza», pregòrivoltaallapioggia. Un'ombrasiavvicinò,la ragazzasivolsestupita.Alle suespallevieraungiovane dalvoltovolgare,conuna foltacapigliaturagonfiasulla fronte,cheindossavalogori bluejeanseunacamicia sporcaascacchirossi.Aveva inmanounfiorefintocolor argentochedovevaaver sfilatodaunacorona.Piegò unginocchioeconungesto teatraleporseilfiorefintoad Akikoproclamando: «Signorina,leoffroimiei sincerisentimenti». Akikoaccettòd'istintoil fiore,suscitandouncorodi sonorerisateneicompagnidi luirimastinell'ombraa osservarelascena.Akiko, conilfioreinmano,corsea perdifiatonellapioggia. Duegiorniprimadella conferenza,Jūichirōstava rifinendoconattenzioneil testonelsuostudio,inmezzo aunaconfusionedi documentiedidiapositivedi astronavi.Sisforzavadi aumentarel'interessedelsuo discorsoconampiecitazioni trattedatestifondamentali sugliextraterrestri,come Astronavichesolcanoicieli. IolehovedutediKenneth Arnold,Gliextraterrestri esistonodiDonaldKeyhoen, Messaggidiextraterrestridi WilliamFerguson.Jūichirō eramoltostancoeavvertiva unsensodipesantezzaallo stomaco,Kyokobussòalla portaedentròportandotèe frutta. «Seiancorasveglia?Sono ormailedueemezzo»,si preoccupòJūichirō. «Hoappenalavatolemani, nereperl'inchiostrodel ciclostile.Perquestavoltaho finito.Buonanotte». Eraun'abitudinediKyoko nonsoffermarsialungonello studiodelmarito.Jūichirōla trattenneel'invitòasedersi. «Perchénontifermi?Stavo proprioiniziandounapausa». Quand'eranosolisiinstaurava fraidueun'atmosfera amichevole,maunpoco artefatta,daconiugiliberali dell'epocaTaishó.Kyoko aveval'abitudinediguardare consguardotrasognatoil maritochenellostudiole parevaancorpiùaffascinante, forseperchéeraunluogoin cuinonsisoffermavamaia lungo.Lohìbachìelettrico,i pantalonidivellutoacostee ilcardigandelmarito,il fermacarteaformaditigrein pietradura,lematiteconla puntameticolosamente temperata:inquell'atmosfera nonv'eranulladisensualee diuntuosotipicodeimariti delledonnedellasuaetà. «Iragazzistaranno dormendo,vero?» «Sì». Leconversazioniassumevano sempre,inquellacasa,una stranaconfigurazione.Kyoko accostòallaboccalamanica dellohaoriesussurrò: «MentreAkikoerafuoricasa holettodinascostoun messaggiodell'uomochele scrivedaKanazawa.Una letteraappassionata,macon qualcosadiestremamente gelido.Leinonsièaffatto confidataconme,maha vedutodelleastronavi insiemealui». Kyokosiinterruppenotando chelesueparoleavevano feritoprofondamenteil marito.Lefreddeepallide guancediJūichirōsi imporporaronoperpoi illividirevelocemente. «Cheidiozia!Possibile?!» Gliparevachelafigliaavesse compiutounterribile, gravissimotradimento:il fattocheavessevedutole astronaviinsiemealgiovane significavasemplicemente cheilragazzodiKanazawa eraunvenusianopoiché soltantogliappartenential medesimopianetapotevano scorgereinsiemeleastronavi. Questoequivalevaa presumerecheinquella famigliasoloAkikofosse riuscitaadaccertarsidellesue origini,efacevacrollare l'armoniachesieraformata sull'ordineantiteticochevi regnava,basato sull'appartenenzadeisuoi membriadiversipianeti: significavaanchecheera statocommessoun irreparabileerrorenelmodo incuiAkikoavevaaccertato lasuaappartenenzaaVenere. InfattiquandoJūichirōaveva condottoall'albalafamiglia sullacollinaRakanenon eranocomparseastronavi, avevascopertochela missioneumanaalui assegnatanoneraaltroche quelladimantenereunita, grazieallareciprocafiducia, unafamigliachenon possedevaalcunacertezza attaagiustificarelaloro unione,ediquellascoperta egliavevagioito. Tuttociòerastatoinvece avvilitodaAkiko,cheaveva cercatounaprovacompleta, secondoigustidegliesseri umani,el'avevacelatoai genitoriacausadiunasorta disfinimento.Stranamentei nobilisentimentidiJūichirō, lasuacollera,ilsuo turbamentoeranosimilialla disperazionecheunqualsiasi padreterrestreprovanel momentoincuisiaccorge chelafiglia,credutapura,ha inrealtàcommessounerrore einoltrehacercatodi nasconderloaigenitori. «Nonèilcasodi preoccuparsi»,intervennecon ilconsuetotonotranquillola moglieperconfortarlo. «Quandoseppicheiragazzi provenivanodaunaltro pianetamirassegnai:era logicochefinissecosì.Anche Kazuoseneandràlontanoda noieAkikoseguiràlasua strada.Ognipianetaseguela suaorbita,anchesecon qualcheindugiononpotrà cheuniformarsiallaregola deisuoimotiplanetari.Aben riflettereiohosoltanto prestatoloroilmioventre. Homessoalmondodue creatureprovenientida diversipianeti,maseavessi volutoavreipotutodarela vitaancheaunessereumano. Manonèstatopossibile perchéamavote.Adessoperò pensocheavreifattobenea generareancheunbambino terrestre.Noncheioprediliga gliesseriumani:laveritàè chelanaturadiquesto pianetanonmidispiace affatto,iprativerdeggiantiin primavera,elelimpideacque delfiumeNaguriquandosi sciolgonolenevi,eilcanto degliusignolisullacollinadi Rakan,eilcoloreneroe lucidodellaterraedeicampi! Quandoliguardopensocon gratitudineaibeneficidi questopianeta,chemiHannō consentitodipartorireedi allevareunfigliodiscesoda Mercurioeunafigliavenuta daVenere. Facciomaleapensarecosì?» «Sbucciamilafrutta»,le ordinòilmaritosenza rispondere. LemanisicurediKyoko preseroilcoltelloche scintillòallalucedella lampadaesbucciaronocon delicatezzaunagrossamela indiana,dalletenuisfumature dicolorechevariavanodal rossoalgiallo,dalgialloal cremaedalcremaalbianco. Ladurapolpadellafrutta, liberatadallabuccia, diffondevaunprofumodolce emalinconicoeJūichirō compresecheilsuoimpegno perlasalvezzadelmondoera impregnatodiunpericoloso fascinosimileaquel profumo. CAPITOLO5 Nelpomeriggiodisabato10 marzo,sullacollinadi Ótoshidera,anord-ovestdella cittàdiSendai,Masumi Hagurostavaattendendodue amici.Sieranodati appuntamentoalletrenel giardinodelleroseincima allacollina.Haguroeraun uomodiquarantacinqueanni, professoreassociato all'universitàdiSendaidove insegnavastoriadelle istituzionigiuridiche. Avevaunacorporaturaesile, unvoltopallido,occhiali rotondieunacapigliatura ancorafolta.Nonpossedeva alcunaattrattiva,nullache destasseinteresse.Nullache potessesuscitaresimpatianei suoistudenti. Bighellonavainattesadegli amiciimprimendole improntedellescarpesul terrenosabbiosodelsolitario giardinodellerose.Erail pomeriggiodiunabella giornata,enellapianura,a nord,risplendevalacollina Izumigaoka,ammantatadi neve.Nelgiardinodellerose eraappenaterminatala potaturadell'iniziodella primavera.Haguro prediligevailgiardinoin quellastagione,quandole rosenoneranoancora sbocciate,forseperchénello stessoperiododell'anno precedenteavevascortodelle astronavioltreilcrinale innevatodellacollina Izumigaoka. Meditavasullabruttezzadegli esseriumani,sulfattochedai lorolobifrontalinonsarebbe maispuntatounfiore.Ciòera dovutoallamancanzadiuna potatura.Sarebbestato opportunospezzarelorole ditadellemaniedeipiedi quandoeranoancoragiovani. Soprattuttoaqueglisquallidi, inebetitistudenti universitari... Stancodiattendere,Hagurosi accovacciòdavantiaun cespugliodiroseconuna targhettasucuierascritto: «Azteca».Lasuolabutterata dellesuescarpescricchiolòal contattodellasabbia.Sentì chelacinturastrettasollevava versol'altoimiseriorgani interni,lacustodiadegli occhialineltaschinointerno dellagiacca,labustaconi fazzolettidicarta,lapenna stilograficaincuisistava esaurendol'inchiostro.Gli parvediavvertireancorpiù distintamentel'odiosolezzo dellapropriavitaquotidiana. Iramipotatisembravano rannicchiatiinstraneforme: lalorotintaeraverdee vigorosaevisiannidavano innumerevolispinesimilia bianchiparassiti.Sulle estremitàdidueramettinon potatieranorimastifiorinon raccoltil'annoprecedente, rosesimiliagrumidisangue seccocolormarronecon sfumaturerosate. Lerosedell'annoprecedente somigliavanoapiccoli,tondi testicolidiuncadavere. Pendevanodallepuntedei ramieoscillavanoalla brezza,eipetalipiùsecchi cadevanoaintervallicome cenere.Hagurosfiorò lievementeunarosachesi polverizzòfraisuoi polpastrelli. Unarosacondannataalrogo. Unarosainceneritache mantenevaintattalasua forma,l'affascinante,duplice formadelmale.Hagurone eraconvinto,tutteleforme delmondoerano menzognere.Persinola distruzioneassumevauna forma,un'ingannevoleforma. V'eraforsenecessitàdiusare laforzaperprovocarela distruzionedelgenere umano?Ilmondoumanonon sarebbesvanitocomequella rosaappenasfioratadallesue dita?Nonstavaforse morendo?Nonmanteneva forsecheunavacuaforma? Ognivoltaincuisimili pensieriaffioravanonelsuo animo,eglitentavadi rintuzzarliinfretta.Lo inducevanoatrascurarelasua missione. «Professore,scusamiperil ritardo»,gligridòSone dall'arcodirosedell'ingresso. Hagurodetestavalavoce sguaiatadiSone:nonsi degnòdunquedirispondere. Sonepercorseilsentiero seguitodaunuomo silenziosoaltoerobusto, chiamatoKurita. Soneavevaunnegoziodi parrucchiere,difrontealla portasettentrionale dell'universitàfrequentatada Haguro.Eraunuomo corpulento,dalledita grassocceemeticolosamente pulite.Nelsuonegozio raccoglievairogamivergati dapersonefamose.Eraavido dipettegolezzieconosceva storiescandalosesuinuovi attoridellatelevisione.Tale passioneeraoriginata dall'invidiaperilprossimoe pertuttociòcheapparteneva aglialtri:chissàperquale motivosoltantoHaguronon erabersagliodellasua invidia. Kuritainvecevivevaa Sanbyakuninchóvicinoa Hòshùinederaimpiegato nellabancaS.Sieralaureato l'annoprecedente,erastato allievodiHaguro, frequentavalostessonegozio diparrucchieree,apocoa poco,maestroeallievo avevanocominciatoa incontrarsifuori dall'università. «Ricordolostessoluogo,la stessastagione,lastessa compagnia.L'unica differenzaèchenon componiamopiùhaiku», sentenziòSoneconl'usuale tonosolenne. All'iniziodellaprimavera dell'annoprecedenteun famosoautoredihaiku diTōkyō,invitato dall'universitàatenereuna conferenza,primadiripartire ebbel'ideadifarsitagliarei capellinelnegoziodiSone. ViincontròHaguroeKurita chestavaperlaurearsi.Sone interruppeillavoroper chiederealpoetadiscrivergli unhaikusuunirogami,così tuttiincominciaronoa disquisireaspropositosugli haiku.Ilpoeta,cheeraun uomogiovialeeabile nell'adulazione,disseche sarebbestatopiacevole accompagnarepoetidilettanti comeloroinunagitaper comporrehaiku.Tuttifurono delparerechelacollina Òtoshiderafossepiù interessantedellerovinedel castellodiAoba,ormai troppofrequentate.Ilpoetasi mostròentusiastadella proposta,epromisechesi sarebberoincontratiinquel luogoalleduedelpomeriggio seguente,echeavrebbe insegnatolorocome comportarsidurantelegite percomporreversiela tecnicaperpoetare.Sone, emozionato,avevapensatoal menudellacolazioneda offrire. Alleduedelgiornoseguente l'assistenteuniversitario,il parrucchiereelostudente, radunatisisullacollina Òtoshidera,rimaseroad attendereinvanoilpoeta,che nonsipresentò all'appuntamento. Stanchidiaspettarlo,finirono permangiaretutto l'assortimentodeivari antipastipreparatidal parrucchiere,manonvollero bereilsakè.L'assistente universitarioeraferito nell'orgoglio.Capendocheil poetanonsarebbearrivato,si alzòall'improvvisoesi incamminòversoilroseto solitario,seguitodai compagnicheprocedevano lentamente. Anchequelgiornolacollina Izumigaokasistagliava lontana,ricopertadineve,nel cielosereno.Itrerimaseroin piediafissarelacollina. Haguroerainchiodato dall'offesaricevutadalpoeta, Soneprovavaunacuto sentimentodiodioneisuoi confronti,eilrobustoKurita sembravainebetito. Mailoroanimieranoancora prigionierideglihaiku.Nella piccola,banale,quotidiana, insulsagabbiadellapoesia. Unapiccola,insignificante, incoerentemalvagitàsimilea unapoesia.Unamalvagità chesciamavacomepiccoli, nerimoscerinidavantialloro naso.Unapiccola,ingegnosa malvagitàoffertaaitrecome undelicatopasticcinosuun piattinolaccato. Inquelmomentoil parrucchierelanciòungrido bizzarro: «Idischivolanti!...Sì!Dischi volantispolveriodinevesu Izumigaoka». «Machedici!»lorimproverò Hagurofurente. Senzaattendereunarisposta HaguroeKuritasiaccorsero deglioggetticheavevano ispirato,senzaalcuna meravigliaesenzastupore,la venapoeticadelloroamico. Adestradellacima scintillantedineve dell'Izumigaokaapparivauno stranooggettotondoe argenteo.Sembravafermo, unanuvolettadineve polverosacomel'aveva definitaSonenelsuohaiku. Maosservandobenesinotava chel'argenteaastronave giravavelocementesu'se stessapurrimanendonella medesimaposizione. «Chesaràmai?»domandò Hagurosistemandosigli occhialisulnaso. Lestranezzenoneranofinite. Asinistradellacimaapparve un'altraastronave.Vorticava nelcielocomeungirino striato.Lastrutturameccanica delledueastronaviapparve lorofinneidettagli,percui Haguropensòdiaverpersoil sensodelladistanza.Forsele astronavieranomoltopiù vicinealoro. Masiingannavano.Aun trattol'astronaveadestrasi inclinò,mostròilbordo,e diventòunasortadilineacon unlieverigonfiamentonella partesuperioreeinferiore (simileaunocchioapertoche sifosseall'improvvisochiuso lasciandosoltantolalinea dellepalpebreedelleciglia), l'astronavedisinistra scomparveall'improvviso dietrolacollina,subito imitatadaquelladidestra. Pocodoporiapparirono entrambe,illuminated'un colorealbicocca,sullacima dellacollina.Silevarononel cieloe,mentrel'osservavano, sparironotralenuvoleauna velocitàspaventosa... Daallorailmondocambiò completamenteperitre testimoni. «Vihoradunatiperuna sempliceragione»,esordì Hagurovolgendolosguardo allosplendoredellaneve sullacollinaIzumigaoka. «Avremmopotutodiscutere dellaquestioneinuncaffè, mahopensatochefosse opportunorinsaldarcinelle nostredecisioni contemplandolacollina copertadineve.Comesapete l'"Associazionedegliamici dell'universo"ha incominciatoatenere conferenzequaelà.Esono semprefrequentatedal pubblico,aTōkyōpoihanno riscossounnondisprezzabile successo.Pensavoche JūichirōŌsugifosseun imbecille,unpazzoide,ma nonècosì». «Sitrattadelle"Conferenze perpromuoverelapacenel mondo",vero?Ecome semprequell'uomosi prodigheràinrivelazioniatte afavorirelasalvezzadella terraedell'umanità», commentòKuritacontono tranquillo. «Chetipoodioso.Edè divenutocelebre?»domandò Sone.Daltonoparevache avesseinmentedichiedere unautografoaŌsugi. «Chesiacelebreonononè unproblema.Ilguaioèche queltizioispiraunsensodi misticismo.Segliesseri umaninefosseroattratti,e cominciasserosinceramentea desiderarelapace,sarebbeun grossofastidio.Perora quell'individuononhauna grandeautorità,maciprocura ugualmentenoie.Dobbiamo eliminarloilpiùpresto possibile.Èimportanteche riusciamoadannientaregli esseriumaniinmodo gradevole,piacevole, divertente,rapido,taleche nonseneaccorganoneppure. Veloripetodicontinuo», spiegòHaguroinmodo comprensibile. Guardaronolacollina Izumigaoka.Quelgiornonon apparivanoastronavi,ma nelleloromentitornavanole nitideimmaginidell'anno precedente,eleperverse, vivacisensazionidiquei momenti. Quandoavevanovedutole astronavi,sieranoricordati delloropianeta.Avevano provatounsensodi comunione,intuendodi proveniretuttietredauna patriasconosciuta.E,per qualcheragione,sierano sentitiimmediatamentelegati daunsensodicomplicità,in cuisicelavaunagioia malvagia.Illoroanimo impressionatotrasseconuna spaventosarapiditàdaquella comuneesperienzalaforzadi rovistarenellamemoria,di trovarvitenebroseimmagini checiascunodiloroaveva sepoltonellapropria coscienza.Tuttietre,quasi nelmedesimoistante, scoprironoinséeneglialtri quantoavesseroodiatoil prossimodurantelalorovita. Inquell'attimoHaguro dovettetrovareunidealeche illuminasseinunbalenoil passatocomunealorotre, finoaiterribiliabissi dell'esistenza,unidealeche, comeunlampo,tingessetutto diviola. Fissòl'Izumigaokache dividevalalinea dell'orizzonteoltrelevalli,i boschieleforeste,oltrela cittàelaperiferia.Lasua sagomacosparsadinevesi allargavanellequattro direzioni,eipesanti,tondi corrugamentidellesue pendicilafacevano somigliareaunenormecigno addormentatoconilbecco nascostotraleali. Uncigno...l'immaginelucida eimmacolatadellaperversità. Nellamentedelprofessore associatosiscontraronovari ricordieimmagini,lepagine bianchediunquadernocheil vento,entratodallafinestra dell'aula,voltava,eilnomedi unastellarimastocomeun suonomelodiosoestrano nellasuamente,quando frequentavalescuolemedie... Moltipensieririapparivanoe dileguavanonellasua memoria;infinedichiarò: «Manoncapite?Noi proveniamodaunpianeta sconosciuto,vicinoalla sessantunesimastelladella costellazionedelcigno.Le astronavicelohanno dimostrato.Beneomale,noi nonsiamoesseriumani». Quelconcettosifissòsubito nellamentedeglialtridue. Sebbeneleparolefossero statepronunciateconuntono freddoedidascalico,si intuivalagioiadellascoperta, enescaturivaunalucecheli colpì.Siconvinsero rapidamenteeognidubbio dileguò.Avevanocompresoil motivodelloroodiopergli esseriumani. «Dunquesiamovenutisu questaterra...Maache scopo?»domandòKurita. Hagurorisposeconchiarezza: «Perdistruggerel'umanità». Pocodopoaccaddequalcosa cherafforzòlalorofiducia.Il poeta,cheavevalasciato Sendaiduegiornidopo l'appuntamentopertornarea Tōkyō,morìall'improvvisoin trenoacausadiunictus cerebrale. Itresiriunironoinuncaffèa HigashiIchibanchòper festeggiare.Ilprofessore associato,cheinsegnava storiadelleistituzioni giuridiche,amavastabilire regole:ideòunacomplicata normativaperconsolarsi dell'esclusionedalconsiglio direttivodell'università.Itre brindaronoconcaffè,dicui ciascunoavrebbepagatoil proprioconto.«Cosìne abbiamoeliminatouno», sogghignòilparrucchiere leccandosilelabbra. «Nonsipuòesserefeliciper unosolo.Chesignificatoha? Cisonotremiliardidi uomini,chesensoavrebbela mortediunosoloquandola popolazioneaumentadipiù ditrentacinquemilionidi personeall'anno». «No,inquestocasositratta dell'eliminazionediunnostro nemicopersonale». «Maquic'èun'interferenzadi sentimentipersonali,caro Sone.Devespariretutta l'umanità,inostri intendimentisomiglianoa quellidella"filantropia"degli esseriumani». «Maoggi,professore,non stiamobrindandoperla scomparsadiunasola persona?» «Questoèvero...»eitre riserogioiosamente. Sieranoaccortiche, nonostanteledivergenzedi carattere,professioneedetà, avevanostabilitouna reciprocaintesaaprimavista. Avevanomoltipuntiin comune:nessunodeitreera bello,odiavanogliesseri umaniversocuiavevano sempreprovato,findaiprimi anni,unlieveantagonismo. Kuritaosservò,chiudendoun occhio,lecoppieche riempivanoillocale. «Sarebbebellopoterli uccidereunodopol'altro comealtiroasegno». «Questomododiagirecosì personaledimostra semplicementecheinteè rimastounsedimentoumano. Èovviocheproviamoun sensodifamiliaritàcon questoguscioterrestrecheci ètoccatoportaredadecinedi anni.Macièordinatodi usarenonmetodilunghie inefficaci,masistemipiù generalizzati,peresempioun campodisterminiocome quellodiAuschwitzouna bombaall'idrogeno,oppure, meglioancora,un sommovimentodelsuoloche provochiunterremotoo un'inondazione». «Alloraanchefraidirigenti nazistivierano extraterrestri?» «Pensodisì.Maagirono maldestramente,concrudeltà umana,senzaalcuntentativo diimitarelanatura.Illoro odioerapressanteederano prigionieridiinfantili pregiudizicomequellodella "razza"...Peròvoisieteliberi diinebriarvidiimmaginidi massacri.Pernoièqualcosa cherilassadalmondo normale,comelapraticadel golf.Mailnostrorinfrescante esercizioquotidianoconsiste nelraffinareilnostroodio personaleenell'elevarloa odiorivoltoatuttal'umanità. Aquestofinehoun'ideada proporvi. Dovremmoriunircialmeno unavoltaallasettimanain postiaffollaticomequestiper osservarelagente,rimanendo insilenzioperalmenotrenta minuti,immersinella meditazione...Cosadite, proviamoasperimentarlo subito?» Itreeranoviciniallafinestra delpianosuperioredelcaffè, dacuisiscorgevalafolla notturna.Laparte settentrionaledellastradaera ormaiimmersanell'oscurità, incuispiccavatuttavia l'orologiodelmunicipio,eil quadranteconlelancette luminosecolormandarino. Fuorisoffiavailvento notturnodell'iniziodella primavera.Leinsegnealneon deinegoziavevanoriflessi ancoratroppofreddiperla stagione,eunaluminosa grandelibreriadifronte pareval'internodiun frigorifero.Itrerimaseroin silenziodavantiallatazzinadi caffè,ciascunofissandolo sguardosulluogopiù propizioalleproprie meditazioni. Hagurosiaccorsechele fogliediunapiantinadella gommainunvasodi quell'ambientebenriscaldato glisfioravanoicapelli.Il toccosgradevoleelanguido dellepianteterrestri... Immaginòunastragedi intellettuali. Fantasticòdiradunaree rinchiudereinunluogo circondatodaaltemuragli studiosi,gliintellettuali,i religiosi,gliartistietuttele personedielevata intelligenzadelmondointero, elasciarlilìnudiamoriredi fame.Lamorteperinediaera quellachepiùsiaddicevaa tuttequellepersonecuinonsi adattavaunamorteeroica.I lorocorpinudi,corrottidagli studi,avrebberomostrato quantolelorocarnifosserole piùsquallidedell'umanità. Hagurosisarebbedivertitoad avvicinarel'orecchioalle giganteschemuracheli imprigionavanoperascoltare leloroterribiligridaalternate alunghisilenzi.Sarebbero passateleoreeigiornie avrebbe,infine,potutoudire ilrumoreconcuidavantialla famesisgretolavanola scienza,lareligione,la filosofiael'estetica,cheerano consideratela cristallizzazionedellospirito umano.Avrebbeuditol'eco delcrollodellaciviltà terrestre,chesarebbeinaridita comeuncastellodisabbiae, infine,sisarebbesbriciolata. Avrebbeincominciatoa soffiarelosplendidovento delcannibalismo...Acuti gemiti. Lunghisilenzi...Allora, all'improvviso,sisarebbe sollevato,conlesuevestidi broccato,l'ultimodiodella civiltàumana,ildioestremo, ossiaildiodelcannibalismo. Isopravvissutiavrebbero ascoltatoleparolediqueldio, ilqualeavrebbeproclamato chel'idealedellaciviltà umanaera,perstorica ineluttabilità,lafine dell'umanitàpermezzodel cannibalismo. Sarebbestatal'ultimapoesia perleorecchiedei sopravvissuti.Unvento oscuro,magnifico, meraviglioso,avrebbe imperversato.Lasalvezza sarebbestatadunquequesto ventoarmonioso,chepareva farrisuonareun'arpa,ilvento delcannibalismo?L'ultimo squarciodicieloazzurrosulle loroteste.Unperfetto tramontodigiorniesatti. Lirichenuvolecheavrebbero proiettatolaloroombrasu femorispolpati.Unalogica praticachesarebbecaduta dopoavervacillatocomei lorodenti...Egliavrebbe atteso,rimanendoinascolto. Sarebbetrascorsauna giornatadiperfettosilenzio. Ecosìl'umanità,larazzapiù odiosa,sarebbestata completamenteestinta! Sonevolsequaelàlo sguardosenzasosta;da quandoavevascopertodi essereunextraterrestre,lesue invidieelesuegelosiesi eranomutatenelsentimento incomparabilmente imparzialediunpoliziotto. Soneerasolitoaccompagnare conunlievegemitodi approvazioneipropri pensieri,elameditazione favorìquellasuaabitudine. «Oh,morirannotutti,le personefamose,iricchi,i ragazzibelliegiovaniche piaccionoalledonneoh, tutti!» Sisarebbedovutoarruolare tuttiibarbieridellaterrae trasformarliinesecutoridi penecapitali.Bisognava allinearetuttelepoltroncine deiparrucchieriedeibarbieri, farviaccomodareunaper voltalepersonefamose,i ricchi,ibeiragazzi,avvolgere unbiancodrappointornoal lorocollo,sistemareun piccoloasciugamanobagnato d'acquacaldasullorovisoe, aunodopol'altro,tagliare meticolosamentelagolacon lalamadelrasoio.Una perfettadisinfezionedelle lameeral'orgogliodellasua bottega:anchein quell'occasionenonavrebbe trascuratodicurarechetutto fosseasettico.Ilpallore verdastrodelvoltodeimorti, ilrossodelsangue,ilcandore degliasciugamaniben disinfettati...Laluminosafila dilucidepoltroncinedella bottega...Edopoaver eseguitotuttelepenecapitali, perringraziaredeiservizi resi,irivalinellasuaattività, ossiatuttiibarbieridel mondo,liavrebbeinvitatia entrareinunenormebagno comune,edopochesifossero rilassatialoropiacimento, all'improvviso,liavrebbe soffocaticonilvapore. Kuritaosservòlenatichedi unaragazzachegustavaun dolcesedutadifrontealui. Quellenaticheeranoavvolte daunastrettagonnascozzese diunverdepallido,edera quellalaformadiun'illecita ambizionechetraboccavadal corpofemminile. Ledonneeranotuttealdi fuoridelleregole,eppure quellochedalorotraboccava eraperfettamentecontenuto nellacornicedell'esistenza. Eranoilfondamentodella catenachelegavailmondo umano.Egliavrebbedovuto spezzarequellacatena: bisognavarenderesterilitutte ledonnedellaterra. Nonerailcasod'affrettarsi. Incentoannil'umanitàsi sarebbesenzadubbio estinta... AgliocchidiKuritaappariva lapuraimmaginedegliesseri umanicuifossestatoreciso ognilegamecorila riproduzione.Sarebbestata spezzataogniillusioneperil futuro,l'illusionedella ripetizioneedellarinascita,e l'essereumanosisarebbe accontentatodell'unicitàdella propriaesistenza,similea quelladiun'operad'arte. Alloral'umanitàavrebbe abbandonatoogniaspirazione oardentedesiderio,sarebbe diventataunmagnificofinale d'opera,ossiaora... «Bene,iltempostabilitoè trascorso.Confidiamociil soggettodellenostre meditazioni»,propose Haguro. Sidivertironoaesporrele lorofantasie. «Dobbiamoelevareapocoa pocoilnostroodio»,spiegò contonodidatticoil professoreassociato.«Cosìè necessariocontinuaread esercitarsifinoaquando riusciremoadassumere l'espressionedeifilantropi.In fondociòchedesideriamoè unamorteserenapertutta l'umanità.Ilnostroanimo gentilenonsopportapiùdi vederelesofferenzeumane». Soneinterloquìtimidamente: «Potrestefareunapiccola eccezione?» «Eccezione?» «Ecco,comebensapretemia moglieeimieifigli, diversamentedame,sono esseriumani...Nonpotrei chiedervidichiudereun occhioalmomentodella distruzionedell'umanità? Vorreiportaremiamoglieei mieifigliconmealla costellazionedelcigno,il giornoincuilaterrasarà distrutta». «Vabene»,rispose prontamenteHaguro,«telo concediamo,seilgiornodella distruzioneavraiancora questaidea». «Viringrazio»,disseil parrucchierecongratitudine. Trascorsounannoitre s'incontrarono,inuna riunionecheHaguroaveva personalmentedenominato "Convegnoalgiardinodelle rose",econversarono cercandoditrovareilsistema pertroncarel'attivitàdegli extraterrestricheabitavanoa Hannō.Tornaronopoiin città,consumaronoinsieme unacenadicuiciascunopagò lapropriaparte,eHaguro rientrònellasuacasavicina allabasemilitareamericana pressolerovinedelcastello diAoba,poichédoveva ancoravalutareleprove scrittedegliesamiper l'accessoall'università.Lasua eraunadelletantepiccolee semplicicaseinstile occidentalerimastesullato destrodiun'ampiastrada asfaltatachesalivaversoil castello,oltreilpontesul fiumeHirose,cheuntempo facevapartedellabase. Lesemplicicaseinstile occidentaleeranostate trasformateinabitazionidi funzionaristatali,giudici, poliziottiediprofessori universitari.Eranovillettea unpianocondue appartamentiovilletteadue pianiconquattro appartamenti,circondateda pratiedaaiuolefiorite,con unaverandainstile americanoperstendereil bucato;maquelterreno spianatodaunrullo compressorenonerabelloa vedersi.D'estatetuttavia,i bambinipotevanorecarsialle nuovepiscinecomunalidel parcoattraversandoilponte sulfiume.Haguro,cheera ancorascapolo,vivevainun appartamentodiunavilletta insiemeaunavecchia cameriera.Ilsuostudio,largo diecitatami,eraalpiano superioreinsiemeallacamera dalettodiquattrotatamie mezzo,mentreallavecchia camerieraerariservatala stanzadiseitatamidelpiano terra.Perquantotardi rincasasse,appenaspingeva laportavenivaaccoltodalla vecchiacamerierache indossavainmaniera impeccabileilkimono. Hagurolaringraziava laconicamente,esalivaa rinchiudersinelsuo appartamentoalpiano superiore.Unavoltasolo, fissavaconintensitàlo specchioappesoallaparete.Il suovoltoemaciatodi intellettuale quarantacinquenne.Unvolto che,perquantoloosservasse, nonavevalabenchéminima attrattiva.Soffiavaallora sullospecchio.Ilvapore cancellavalasuaimmagine. L'alitosgradevolechenonlo abbandonavadadecine d'anni,respintodallo specchio,glicolpivalenarici. Avevafinitocon l'affezionarsialsuoalito cattivo.Quell'odore nauseabondononavevaalcun rapportoconlavitaattiva,era piuttostounasortadiolezzo accademico. Hagurononavevanéuncane néungattonéuccelli, diversamentedagliscapoli dellasuaetà.Eraeglistessoil propriogoffocanedomestico, ilpropriosubdologatto. Giocavaconsestesso, prendevailcibodase stesso... Anchequellasera,dallacasa difronte,unavillettaincui abitavaunprofessoredel politecnico,provenivanole notedelpianosuonatodalla figlia.Haguroscostòla tendinadellafinestrae osservòquietamentele"luci familiari"chesplendevano nellacasadifronte.Quelle lucitraboccavanosull'erba seccadelgiardino,elenote maldestredelpianoparevano completamenteartefatte,per accentuareespargereintorno lafelicitàdiquellafamiglia. «Eccocomegliesseriumani gettanointornoaloroilfango dellafelicità!Èungrosso fastidio,comeglispruzzi d'acquacheneigiornidi pioggialeautoschizzanosui vestitidegliinnocenti passanti». MaHaguro,checredevanella permanenzadellasofferenza umana,eraprivodipregiudizi riguardoallafelicità. Rabbrividendodipiacere, comeunbambino, rimuginavaun'idea.Erauna suaabitudineserale. «Chimaipotrebbe immaginarecheiosono, senzapossibilitàdidubbi,un extraterrestre?Chi all'universitàsacheionon sonounessereumano?!» Quindisisedettesuuna vecchiapoltronainunangolo dellostudio,conuna forbicinainmano,esitagliò accuratamenteleunghie comeunelegantone,abituato asedurreledonne,quindile limòconaltrettanta meticolosità.Primadiiniziare illavoro,glicapitavaspesso didedicareinsulsamentedel tempoalpropriocorpo.Per nondimenticaremaiilsuo fisicoumano. Leunghiesitagliavanocon facilità,comefosserostatedi carta,esicurvavano docilmenteallalimetta. Haguroosservòconancor maggiorscrupololepunte dellepallidedita,elasua mentesprofondònelricordo dellasuaepocaumana.Della gioventùincuinonerastato amatodanessuno,di un'infanziaugualmentepriva d'amore.Perquantolasua mentescandagliasseil passato,essoeracolmodi ricordidiprivazionid'amore. Diedeunosguardoalleprove scritted'esameaccumulatesul tavolo.Eranauseatoancor primadileggerle.Prove scritte,succospremutodalle mentidisoneste,privedi creatività,della"gioventù"; provescrittepullulantidi macchiediditauntuose,di presunzionegiovanile,di fraintendimentodisé,distile inadeguato... Eglistessostudiavadiritto comunediproprietàedi sfruttamentoperconseguire undottoratodiricerca. Vecchitestistipavanola libreria.Eranovent'anniche sidedicavaaquellaricercae nonavevaancorapubblicato unlibro.Sieralimitatoa scrivereduesaggiperla rivistatrimestraleintitolata «Dibattitisullastoriadelle istituzionigiuridiche». ...Erastatounbambinodalla testagrossa,pallidoe polemico.Ascuolaera conosciutoconilnomignolo di"cavoletto".Suamadre avevavedutoinsogno migliaiadistelleusciredalla testadelfiglio.Eglicredeva ostinatamentenellapropria inettitudine,mentretuttilo consideravanoungenio perverso.Erasolito contemplareilcielonotturno immaginandoilproprio cervellobalzareinaltoe fondersiconlestelle. Ciascunastellaparevaun luminoso,freddocervello. Coloròd'argentolasuoladei suoizoccoli.Eraungesto senzasenso,malamadrelo interpretòcomeunpresagio nefasto.Vivevainuna vecchiaescuracasaconun grannumerodistanze.Un giornoricevettelavisitadei suoicuginichelolegarono inerteaunaogiridel giardino.Glisputaronoin facciaeballaronointornoa luiridendodivertiti.Sua madreeraormaimorta... Haguroscostòdinuovola tendinadellafinestrae guardòfuori.Nellacasadel professorelelucierano spente,nonsiudivanopiùle notedelpiano.Unchiarore rarefattodilunasiproiettava sull'erbaseccadelprato. Hagurotornòaltavolo,ma invecediprenderetralemani leprovescritte,lesseuna letteraespressocheerastata recapitataalmattino.Erauna letteraspeditaglidaun membrodell'Associazione degliamicidell'universo.Una giovaneentusiastapersona cheloinformava puntualmentedeirecenti avvenimenti,ignorandoche Haguroeisuoicompagni eranodivenutimembri dell'associazionesoltantoper spiare.Ricevevadaquelle letterenotizie dell'associazionecon l'anticipodiunmese,perché lapubblicazionedeibollettini erapiuttostoirregolare. «Illustreprofessore,desidero conquestamiamissiva informareleicheabitacosì lontano,deinotevoli progressichelanostra associazionestaottenendoa Tōkyō.Leconferenzedel nostropresidente,Jūichirō Ōsugi,sonostatemolto frequentate,anch'ioho partecipato,ricevendoneuna profondaimpressione. Sarannoscrittiarticoliche verrannopubblicatiinalcune riviste:hol'impressioneche sistiaaffrontandounanuova fasedisviluppo.Le conferenzedelprofessor Ōsugi,dicuiriceveràun rapportopiùdettagliatoconil prossimobollettino, vertevanosullasalvezzadella terrachedovràaffrontareun pericolodidistruzione,esulla paceperl'umanità: nonostanteilpresidente usasseuntonocalmoe imperturbabile,lesue descrizionideidisastriche funesterannol'umanitànel casoincuiscoppiasseuna terzaguerramondiale,erano talmentevigorosedamozzare ilfiato.Incominciòpoia descriverelasupremafelicità chegliesseriumani avrebberosperimentatodopo averconsolidatounavera paceeaverraggiunto un'armoniaconl'universo: persinoilvoltocandidodel presidenteeraimporporatoe tuttigliascoltatorierano trasognatieavevano l'impressionecheveramente quellasupremafelicitàsi fosserealizzatadifrontea loro. Nessunomaicomeil presidentecihadimostrato che"idischivolantiche attraversanoicieli"sono messaggeridipace,echei loroconsiglimanifestanoun affettoamichevole.Noi dovremmoapprendere innanzituttoilcoraggio,in mododanontemerenégli esseriumani,néilmondo,né l'universo,etrovareinnoi stessilapace.Tutteleguerre hannooriginedaltimore versol'universo,versoil mondoedalterroreedal sospettonutritineiconfronti deglialtriesseriumani. Lediapositivemostratecidal presidenteŌsugi,immagini cheritraggonoidischi volanti,sonomoltocredibili, elefotografiericonosciute ufficialmentedalMinistero dellaMarinaBrasilianaci parveroparticolarmente significative.Labianca,pura formadiun'astronave comparsasultropicalemare blu,vicinoallascoglieradi unpaesedelSudAmerica,ci rapìincielo,allontanandoil nostroanimodalle preoccupazioniedaiconflitti quotidiani...» «Spudorato!»commentò Hagurostorgendolabocca condisprezzoeschioccando lalingua. Ilgiornoseguente,domenica, Kuritarimaseincasa, immersoinmalinconici pensieri.Tuttorisalivaadue anniprima,quandoerastata uccisaFumikoTakarabe.I familiarisilimitavanoad assisteretrepidantiallesue crisi.Ricorrevanosoprattutto all'iniziodellaprimavera: Fumiko,infatti,eramortain quelperiodo,dueanniprima. FumikoTakarabeerauna giovanedivorziatadiventotto annieabitavaaGojùninchó vicinoallacasadiKurita. Vivevaconlamadre,esi mantenevainsegnandocome crearebambole. Kuritaconoscevaamemoria ogniideogrammadell'insegna appesaallamodestaporta: CORSIARTIGIANALIPER LACREAZIONEDI BAMBOLEINPUROSTILE GIAPPONESE. CHIUNQUEDIVOIPOTRÀ FACILMENTE COSTRUIREUNA BAMBOLA. SCUOLADIBAMBOLE TAKARABE. LELEZIONISITENGONO ILMARTEDÌ,ILGIOVEDÌ EILSABATOFINOALLE ORE16. LabellezzadiFumikoera famosaneidintorni,eattirava uominicheavrebberovoluto frequentarlaconilpretestodi imparareacostruirebambole; maFumikoaccettavasoltanto allieve.Eppureerafamosa perlasuacattivareputazione. Avevadiverseamicizie maschili,maeradifficile capireselasuacattivafama fossegiustificataosefosse fruttosoltantodell'invidiadei vicini. Kuritasfogliòlepaginedel diariodidueanniprima. Lasecondadomenicadel marzodiquell'anno,era andatoinsiemeaFumikoa comperareunvasodifiori. AllediecidelmattinoFumiko loaspettavanellapiazza triangolaredavantialla fermatadell'autobusdi Nishishinchó,difronteal tempioHòshunin.Fumiko aveval'abitudinedidare sempreappuntamentoagli uominineiluoghipiùinvista. Indossavaunlargosoprabito divellutonerodacui spuntavailcollodiunkimono conmotivimadrasblue verdeolivasufondobianco. Tralerighedelvecchiodiario sistagliaval'immaginedella donnaconilpiccolovoltodai grandiocchiallungatichesi guardavaingiro ansiosamentesottoun polverosoplatanoinvernale. Kuritachiusegliocchi, incapacediresisterealla platealetestimonianzadella propriaumiliazione.Tuttele volteincuisiincontravano leiparlavadisuofiglio. Quandoerainsiemeal giovane,bruttoegigantesco studenteuniversitario, Fumikononfacevache lamentarsieproclamareilsuo desideriodiincontrareil figliocheavevalasciatoal marito.Quando,finalmente soli,Kuritalasollecitava, Fumikosinegava,sempre conilmedesimopretesto: «Nonvoglioperchéresterei incinta.Saichesofferenza dobbiamosopportaresiaio cheilbambino.Inutile cercaredievitareuna gravidanza.Miofiglionon eraaffattoprogrammato». Lagiovanedonnaripeteva vanamente,conunalanguida cantilena,sempreil medesimomotivodirifiuto. Kuritaavevagiàscopertodi nonappartenereallarazza umana,pertantolatristezza cheprovavaeraunsedimento delpassato,ildivertimentodi unesserenonumanoche imitavapergiocole sofferenzedeiterrestri.Maa quell'epocaKuritaeraancora unessereumano. Ormaisognava incessantementedipotersi librareinalto,pervedere dall'altoleangoscedegli esseriumani.Sognavauna doppiastruttura.Lamalvagità silibravasublimenelcielo, illuminatadalsole,mentre un'altrapartedisé,nellasua tanacorporea,aforma umana,venivacopertadi escrementi.Primaopoila passionedellastrageavrebbe purificatoillezzochelo impregnava.Chedistanza esistevatrailsuodesideriodi unarealestrageelesue negazioni!Nessunadelle negazionidaluiconcepite avevadatounrisultato. Soltantolabramadiuccidere finìconildaredeifrutti. ...Insiemeadaltricittadini essivarcaronolaportadiun vivaio,situatodifronteal tempioHòshunin,oltreil cavalcavia.Erastatofondato neltrentatreesimoanno dell'eraMeijidaDate Kunimune,permigliorare l'agricolturadelleregionidel nordest,einseguitoerastato cedutoallacittàdiSendai, divenendounmodelloperle colturedeicampivicinialla città.Inquellastagione,il pubblicolofrequentava soprattuttopercomprarea prezzoridottoivasidifiori delleserre. Ilvivaio,conilfruttetodagli alberispogli,icampi inariditi,epiccoligiardini d'erbesecche,eraespostoa unfreddoventochesolcava lapianura. Kuritaproposedipasseggiare primadicomprareivasidi fiori.Eral'unicapropostache glieraconsentita. Ladonnacontinuavaa parlaredisuofiglio. Raccontavacheilmarito rimproveravailbambino quandopronunciavailnome dellamadre.Cheilbambino aveval'abitudinedichiamare teviksionelatelevisione.Che credeva,perchécosìgliera statodetto,chelamadrefosse diventataunterribile fantasma... Incessanteindifferenza. L'indifferenzadiFumiko. Un'indifferenzacheleinon dimenticavamaidigettarein facciaaKurita,con meticolosacura...Faceva troppofreddoeKurita rimpiangevadinonaver indossatoilsoprabitosulla divisadastudente.Egli contavasuognisecondodi queltempoinduritoduranteil qualeavrebbeindottoFumiko acamminareconilfreddoin faccia. Ilcieloimmensoerasereno, masiavvicinavanonumerose nuvole.Lepalmedelparco eranoprotettedastuoiedi pagliaavvolteintornoal tronco,enelpiccoloetondo laghettol'acquas'increspava, quasiaccapponasselapelle perilfreddo.Glialberida fruttoparevanorannicchiarsi traleondulazionidelterreno secco.Iduegiovani camminavanoinmezzoal vento.Finalmentegiunsero vicinoafilaridiciliegilungo unargine,eaunpontedi legnogettatosulfiumecolor verdebrunocheriflettevail tremoliodellefogliedi bambùdellariva. Fumikosifermòsulponte. Poistorselelabbrae,senza conferirealcunparticolare significatoallesueparole, soloperesercitarelapropria volontàsuKurita,dichiarò: «Nonmivadicamminare». Kuritaricordava perfettamenteilvolto illividitodalfreddodi Fumiko.Ildebolesole proiettavaconfusamentesulla frontel'ombradeicapelli arruffatidalvento:gliocchi eranoarrossati,eagliangoli indugiavaunasporcalacrima: chissàsealmomentodi morireavevaguardatocon quell'espressioneilsuo assassino.Comesemprela rispostadiKuritafufiaccae umiliante: «Davvero?Alloratorniamo alleserre». Inquelmomentoegliaveva indubbiamenteodiato Fumiko,manoneralui l'assassino.Sullafrontedel giovaneerascolpitoilvistoso stemmadellasuainettitudine umana.Sealloranonfosse statounessereumano avrebbepotutorispondere: «Ancheamenonvadi camminare».Eavrebbe guardatoconsimpatiail musettodacerbiattaaffamata delladonna,contemplandola dall'altodellegelidenuvole, moltopiùinaltodeirami secchideiciliegilungo l'arginedelfiume.Eforse nonavrebbeavutoalcuna esitazione:avrebbesubito trafittoilsuopettoconuna freccia. Leserreeranoinunazona vicinaall'ingressodelvivaio, lagentevientravaeviusciva stringendoalpettoilvasodi fioripreferito. Accantoall'ingressoera affissouncartello: PREZZODEIFIORIIN VASO: CICLAMINI(150YEN), TULIPANI(120YEN), GIACINTI(100YEN), CROCHI(60YEN), PISELLIODOROSI(150 YEN),BEGONIE(80YEN), PRIMULE(100YEN). SERVITEVIDASOLIE PAGATEALLACASSA. Nelgiardinettodavantialle serresbocciavanotimide violeatrecolori;vierapiù teporeepiùsolechenel sentierocheavevano percorso. Parevadiessereimmersi nell'acquatiepidadiuna serra.Fuunasalvezza. Fumikoscelseifiori.Mentre un'aperiposavalealisuun giacintoviola.Bocchedi leone,piantecarnivoregialle erosse,azzurrijòrò,rossi tulipanichestavanoper sbocciare.Incontrastocon l'ariditàchelacircondava,la serrasplendevadiuntripudio dicolori. FinalmenteFumikosollevò unapiantinadiciclaminodai vellutatipetalidiunrosso squillante: «Prendoquesto!Preferisco questo!» Inquell'attimoavevasceltoi fioripiùadattiallatintadel suosangue,alcapezzaledel suocadavere. Kuritaosservòladonna mentreemettevagridolinidi gioiasollevandoilvasoda 150yen.Queifiorida150 yen,rivoltiversoilcieloda chisitrovavanellafanghiglia dell'amorequotidiano,della faticadisopravvivere,di un'ostentata,civettuola purezza,diunanimalesco amorematerno,sembravano un'affascinante cristallizzazionedituttociò cheesistedifalsoedivacuo sullaterra.Meglioancorase queifiorifosserostatifinti. «Voglioodiarequestadonna. Vogliodetestarla.Comesarei felicesepotessirendere sterilelasuavitatrascorsa.Se lastoriadelbambinolasciato almaritofosseunafandonia, fossesoltantounasua menzogna:setuttofosse falso,ilsuorifiutodime sarebbequalcosadi assolutamentepuro.Setuttii legamiumanidicuiFumiko sifascudofossero un'invenzione,potrei ucciderlatranquillamente.È l'auraumanacheleimifa balenaredavantiagliocchia costringermia indietreggiare». Ilmaliziosogridolinodi Fumiko.Ilgestoesagerato concuiavevaaccostatola guanciaaifiori.Tuttociòera segnodiunapersistente, squallidavitaumana,capace diferirlo.Losgargianterosso mattonedelvasoditerracotta parevaintonarecomeuna squillantetrombadiottonela melodiadellavitaquotidiana, respingendolocon indifferenza.Ilvoltopiccolo, privodiespressionedi Fumikoglisussurrava: «Sonoviva.Etuchefai? Bruttostudenteuniversitario! Nonseineanchecapacedi afferrareunadonnaedi metterlaincinta». TregiornidopoFumikofu uccisaincasa.Ilsangue spruzzòsullapiccolanuca, sullebracciaesullegambe dellabambolachestava creando,egoccedisanguesi sparseroanchesuifiorie sullefogliedelciclamino collocatoneltokonoma.La madrevide,svenneperil doloreepocodopomorì. L'assassinofusubito catturato.Eraunmanovale,di quellicheaggiustanole strade,manonavevaun lavorofisso.Igiornali pubblicaronolanotiziaconil titolo: «Delittopassionale». Quell'incidentesconvolse Kuritaeglicausòun esaurimentonervoso.Si ripreseapocoapocoel'anno dopovideidischivolanti sullacollinadelgiardino dellerose,insiemeaHaguro ealparrucchiere. LadomenicaSoneaveva l'abitudinediaccompagnarei bambiniafareuna passeggiata,caricodiscatole dellacolazione.Avendo ormaivisitatoquasituttii luoghiinteressanti,avevano finitoconilfrequentarei giardinidell'università,vicini allalorocasa.Soprattutto perchénoneranecessario pagareunbigliettod'ingresso. Procedevanosempreinfila:il figliochefrequentavala primaelementare,il secondogenitoche frequentavalaterzaelafiglia chefrequentavalaquinta;poi Sone,quindiIdeko,lapiccola eriservatamoglie.Seguiva infinelafigliamaggiore, allievadelsecondoannodi scuolamedia...Con quest'ordinelafamigliadel parrucchierevarcava baldanzosamentelaporta settentrionaledell'universitàe percorreval'ampiovialetrai filaridivetustipini.Poi,di solito,sisedevanosulle panchinedelcamposportivo, efacevanocolazione osservandoglistudenti giocareabaseball. Lafigliamaggiore,chesi vergognavadiquelle passeggiate,ediportare fagottiinformi,camminava dietrodilorotenendosiunpo' discostaconariamalmostosa. Almomentodifarcolazione indugiavaaprenderei bastoncini,accanendosinella letturadellarivistachesiera portata.Sebbenefosseuna rivistadigrandeformatoedi argomentifrivoli,laragazzina giravalentamentelepagine, congrandeattenzione. Sonelesisedetteaccantoe, pursapendochelafiglianon gradivasimiliconfidenze, l'abbracciò,leappoggiòil mentosullaspallae, continuandoamasticare incessantementeaccantoal suoorecchio,sbirciòcon curiositàunapaginadopo l'altra. Fotografiedaicolorisfacciati. Giovaniconsgargianti camiciechesaltellavano,osi abbracciavanosottoramidi fioridiciliegiofinti,o ballavanoiltwist.Icapelli deimaschieranounesempio della«piùvolgaree disastrosaacconciatura», secondoilgiudizioche avrebbeespressoil parrucchierepressocuiSone avevalavoratoda apprendista. «Questiindividuisonopieni didenaro!Sonovezzeggiati datutti,mangianoquelloche vogliono,sivestonocome piacealoro,sidivertonotutte lenotti,vannoingirocon macchinesportivealdisopra dellelororealipossibilità,e frequentanotantedonne quantesonolestelleincielo. Puah!Ehannosoltanto diciottoanni!» Losguardotrasognatodella figliaequellogiustamente infuriatodelpadresi posavanoequamentesu ciascunvoltodeicantantialla moda,cheindossavano camicierosseogialle.Sone avevaimparatoamemoria tuttiqueinomi.Henry Nimura,JòAsano,Dick Yamada,SusumuChò... giovaniscreanzati,connomi strampalati.BastavacheSone ricordasseunodiqueinomi perchéessodivenissepiù famosodiquantolofosse nellarealtà,edemanasseuna luceabbacinantenella splendidavitaimmaginata dall'uomo. Avrebbedovutofarlisedere tuttisullesuepoltroncinedi barbiereesgozzarliunodopo l'altro,cosìlelorofastidiose canzonisarebberosvanite dallaterra,oveavrebbe regnatounsilenziodapianeta morto.Ossiaunaperfetta eleganza.Inquell'attimola terrasarebbedivenutauna stellameravigliosa,avrebbe sfoggiato«un'acconciatura raffinata,sobria,degnadiun gentiluomomodello», secondoidettami dell'estetica... «Anchequeltipolì,quel HenryNimuraèstatoin riformatorio.Èunladro abituale»,borbottòSone indicandoconilditola fotografiadelgiovanepallido sucuipiùsiconcentravano glisguardiappassionatidella figlia.Identicandidiche sorridevano,parevanoun calcodigesso. «Nonèvero!Èunabugia!» protestòlafigliaallontanando ilpadreconunaspallata. «No,èvero,èscrittocosì nellerivistedegliadulti.È tuttovero:quelloche scrivonoinostrisettimanaliè tuttovero.Puah!Daquandoè uscitodalriformatoriosifa vezzeggiareemantenereda unadonnadicinquant'anni...» «Papà!»loredarguìlamoglie conunavocerattristata«ma cosaraccontiaibambini?!» Sonesivoltòeosservò attentamentelamogliedalla corporaturaminuta. Parvealloraalgrassoccio Sonedifluttuarenelcielo, avvoltodaunagiaccadi nuvolediseta,edi contemplaredall'altola propriafamiglia.L'unica famigliaumanachemeritava diesseresalvata.Lamoglie Ideko,aparteilnasodalla formaschiacciata,erastata unagraziosaragazza,ma ormai,aquarant'anni,siera trasformatainunabrutta donnaconlesopracciglia malinconicamenteaggrottate. Idekoamavasinceramenteil marito.Conl'amoreesclusivo cheunbambinonutreperi vecchichiodistortiele vecchiericevutecustoditein unascatoletta.Idekointuiva chenelmaritosiannidavano un'invidiaeunastio eccessivi,masapevabeneche noneranorivoltiaisuoi familiarie,cometuttele moglichepermettonoal maritodicoltivarelamania delbonsaiodelbaseball,non senepreoccupava.Idekoera semprecosìindaffaratada nonavereiltempoperparlare conilmarito.Ilavori domesticieranoesorbitantie inoltreeracompitosuo gettareasciugamaniintrisidi acquacaldaefumanteaSone eagliapprendistidurante l'orariodilavoro.Epoi dovevaoccuparsideifigli, cheindossavanoigolfini rossi,gialliedialtricolori primari,creatidallemanidi Ideko.Ibambini,conilloro copiosomoccioalnaso,egli innumerevolicompitidi scuoladafare... «Adognimodoionutro tutti»,pensòsoddisfatto l'extraterrestreSone,«perciò èmiaresponsabilitàportarli insalvoquandoinizieràla distruzionedellaterra». L'importanzadiquella famigliache,probabilmente, vistadall'altosarebbe sembrataunpiccolo,colorito ammassodifilidilana,era ancoraignotaalmondo,non eraaffattofamosa.Ilbambino piùpiccoloequellounpo' piùgrandicello commentaronoannoiatila fiaccapartitadibaseballdegli studenti: «Sonodeibuonianulla!». Quindisimiseroacorrere versolaterrazza semicircolaredell'aula magna. Eraunvecchioedificioin stileoccidentale,condueali allaspagnola:iltettodi ardesiasembravaricopertoda fittescaglieverdiesulla terrazzaspiccavauna complessaeaffascinante facciatadilegno.All'ombra dell'alasettentrionaleriluceva unapozzangherafangosadi nevesciolta.Parvecheidue bambiniinciampassero, invecesieranochinatiper contendersideiramidipino cadutisulsentiero.Con quellespadeimprovvisate incominciaronounduello sullaterrazzailluminatadaun debolesole. Sonecontemplavalascena conrapimento.Grazieai beneficidiunasimile domenicairicchi,lagente famosa,gliattori cinematograficieicantantidi modasarebberotuttistati velocementeannientati.Tutti, senzaeccezioni,sarebbero staticolpitidaunraggiodel malechelasuaamabile, soddisfatta,armoniosa famigliapiccoloborghese avrebbelanciatosulmondo: tuttaquellagentesarebbe crollatarumorosamentee svenutaperildolore... Lespadedeibambinierano semplicementedeifragili, goffirami.Mal'animodei fanciulliconferivaaessila potenzadiunaspada,ecosì branditeesollevatesulleloro testeriflettevanolosplendido cieloprimaverileefendevano argenteel'aria. «Qualsiasicosapuòdivenire un'arma!»riflettéSone provandounvertiginoso tripudio.Datalasua professione,sapevaquanto fossesottilelapelleumana. Unaseradell'estate precedenteSoneeKurita eranosalitiallerovinedel castellodiAobae,conil telescopiocheHaguroaveva portatodall'università, avevanopotutoosservareil loroastronataleoltrelavia lattea,nelladirezioneindicata lorodaHaguro.Quell'astrodi sestagrandezza,pocovistoso, eracelebreperaver consentitoall'astronomo tedescoBessel,nel1838,di stabilireperlaprimavoltala distanzadiunastellafissa,e gliundiciannilucechelo separavanodallaterralo collocavanoalquartoposto fralestellevisibiliaocchio nudo.Hagurospiegòloroche lasessantunesimastellaera unastelladoppia,echeessa eraaccompagnatanelsuo motodauninvisibilepianeta dacuiloroprovenivano.Fino al1942nonsiconosceva l'esistenza,oltreilsistema solare,dialtricorpicelesti equivalentiaipianeti. Quandoriuscironoascorgere lalorostellagrazieallelenti deltelescopio,itrefurono coltidaunafolleesultanza. Ebberol'impressionediavere abbandonatoall'improvvisola loroformausuale,diessere divenutimostridallastruttura complicata,conottostomaci ecinquepolmoni.Provarono lasensazionecheogni ingranaggiodellorocorpo fossestatodisarticolato, parvelorodiaverperso armonia,chelostomaco rombasseconilrumoredi unamacchinaechetuttosi allontanassedaloro,mentre venivanogettatinelfreddo spaziodell'universo.Si preseroistintivamenteper mano,eavvertironosulla pelleunfreddogelido, nonostantelanotteestiva. «Frapocosiscateneràla guerra»,annunciòHaguro. Trascorsiseimesinonera accadutonulla,eHaguro continuavaaripeterelastessa frasecontonodeluso: «Frapocosiscateneràla guerra.Èinevitabile,primao poi». Unasera,alcunigiornidopo lalororiunionealgiardino dellerose,siincontraronoin unabirreriadiHigashi Ichibanchóedeciserodi recarsiafarcompereai grandimagazziniFujizaki, nondistanti.Eraun'idea infantile,maaitre,infervorati dallabirra,parevaoriginale. Hagurodissecheciascunodi loroavrebbedovuto comprarviunoggetto,dal prezzoinferioreai100yen, adattoadistruggereilmondo. Noneranofrequentatoridi grandimagazzini. Detestavanospendere,non amavanolacivetteriadegli innumerevoliarticoliin esposizione,eodiavanola perennitàdellavitaumanada essiostentata.Sesirompeva unastovigliaerapossibile sostituirlaimmediatamente,e cosìavvenivaperlescope rovinatedall'uso:ciò garantivaun'apparenzadivita perenne.Eraun'umiliante offesaneiconfrontidelleloro idee! Hagurosidiresseanzituttoal repartodegliarticoli casalinghieacquistòun cacciaviteda90yen. «Mihaipreceduto!»esclamò avocealtaSone,portandosi unamanoallafronte.Aveva pensatoanch'eglidimunirsi diuncacciavite.Quindifula voltadiKurita,chechiese dell'acidosolforiconel repartofarmaceutico. Intimoritodaquelladomanda sovversivaHaguro,non volendosembraresuo complice,sirifugiònel repartocosmetici,afissare unaboccettadilatte detergente.Lacommessa domandòaKuritaperché comperassedell'acido solforico,eilgiovanerispose chegliservivaperun'attività industrialeescelseuna bottigliettada500grammi cheglicostò80yen.Poisi avvicinòaHaguroche cercavadievitarloegli sussurròall'orecchio: «Logetteròsullafacciadella terra!» Dopoavergiratoinquasitutti ireparti,finalmenteanche Sonesideciseacomprare unoschiaccianocida100yen precisi. Uscironofelicidaigrandi magazzini,eguardaronole sagomedeipassantiche apparverolorotristicome immaginidilanternerotanti: «Poveretti,nonvivrannoa lungo!»commentòKuritacon untonoinfiacchito dall'ebbrezza.«Chissàche facciafarannoquandosene accorgeranno.Chenedice professore?» «Sisentirannoterribilmente abbattuti,comeunaverdura sottosale»,risposesubito Soneaggrottandole sopracciglia.Egliavevauna frasestereotipataadattaa ognicataclisma.«Verdure sottosale.Poveretti». Sututtiipassanti,comprese leimpiegatechesfoggiavano bustesucuierascrittoa grandilettere"Noparking" alloradimoda,giovani impiegaticheindossavano impeccabilisoprabiti primaverili,studentiadisagio nellorocompletodistile occidentale,bambinitenuti permanodallemadri, aleggiavaun'ombradimorte sicura.Maessi,quasi ignorasseroillorodestino, eranoiscrittiall'associazione dellamorteeincedevanocon fierezzaostentandoalpettolo scintillantestemmaaforma distelladelladistruzione. «Vioffroioiltaxi.Andiamo alcastellodiAobaaprovare gliarnesicheabbiamo comprato»,propose magnanimamenteilgiovane Kurita;idueuominidimezza età,chenonfacevanomaiil passopiùlungodellagamba, siscambiaronounosguardo diintesaeapprovarono: «AlcastellodiAoba!Al castellodelladistruzione!» Duranteiltragittointaxi ciascunodilororabbrividì provandolafrescae piacevolesensazionedifare ormaipartedelgoverno universale. Nellanotteancorapiuttosto freddalerovinedelmaschio eranodeserte,anchelasala datèvicinaallerovineera chiusa,equaelànelsentiero sidistinguevanocartellisu cuierascritto«rovinedel grandesalone»e«rovinedel teatroNō».Sullagrandestele diAkitada,chesegnalavale rovinedelmaschio,tendeva lealiun'enormeaquiladi bronzo,illuminatadallafalce dilunaalprimoquarto, prossimaatramontare.Lesue aliimponentispiccavano sinistrenell'oscurità. Ormail'ebbrezzaerasvanita, edessicontemplaronoleluci che,comebatteriluminosi spuntatisullesquamediun enormepesce,illuminavano lacittàincuieranocresciuti, conilsuotorbidopassatoeil cumulodipassioni. «Prestosiscateneràla guerra»,ripetécomealsolito Haguro,«tuttequelleodiose lucisispegneranno,eilcielo stellatopotràscendere quietamentesullaterra». Ciascunadiquelleluciumane eramotivodisolitudineper Haguro. «Possiamoaspettarciche,da unmomentoall'altro,per motiviaccidentali,scoppiuna guerra.Basteràchequalcuno premailpulsantediun telecomandoeunantimissile, unmissileNike,unoICBMa combustibilesolidooun minute-manvolerannoalla velocitàorariadiventitremila chilometri.Nessunopotrà sfuggire...nonavranno neppureiltempodisoffrire. Saràbenecosì,perchéhanno patitotroppo»,borbottò Haguro. «Machecosabisognafare perchésuccedapresto?» domandòKuritaconuntono incuipersisteva un'inflessionestudentesca. «Saràsufficienteagirenel modocontrarioaimovimenti dellapace,almenoquestaèla conclusioneacuisono arrivato;ossiabisognacheun movimentoafavoredella guerranonusiisistemidei movimentipacifisti,comela raccoltadifirmeoleriunioni eicortei,peresercitare pressionesuqualcuno.Infatti laguerranuclearechedovrà scatenarsisaràcausata,più chedaunodiocollettivo,da uncapriccioindividuale,dal turbamentodiunapersonao dauna"sfortunata" combinazione.Ascoltatemi conattenzione. L'epocadellacollettivitàè finita.Questoèilpiùterribile segretodell'epocamoderna, apparentementebasatasul principiodell'uniformità. Lanostrastrategiaconsisterà nell'evitaredirivolgercialla collettivitàenelprovocarela distruzionedell'umanità influenzandoedeccitando conilnostropensiero silenziosolaperversitàinsita nell'individuo.Lareale situazioneodiernaè rappresentatadallamalvagità chedivieneunapoesia solitariaedallapoesiachesi trasformainunamalvagità individuale.Tuttipensano cheilcollettivismoe l'uniformitàpossanocondurre allaguerra,mainrealtàal giornod'oggileguerrehanno iniziodaunpiccoloafflato poeticoindividuale. Basteràcheungiornosi insinuinell'animodeipolitici cheguidanoilmondo,dei comandantidellebasiICBM, deisottufficialiincaricatidi premereipulsantiun momentod'estropoetico simileaunminuscolopolline cheliinducaastarnutire. Cosìavràiniziolaguerra.Ma comepotremocomunicare loroifruttidellanostra meditazionesenzal'ausilio dellapotenzadella collettività?Questoèil problema.Sembra impossibile,secondolalogica umana.Masitrattapropriodi trasmetteresenzaalcun mezzoditrasmissioneciòche pareincomunicabile.Non dobbiamoperòdimenticare chesiamoextraterrestri.Noi possediamounsistemadi trasmissione quadridimensionalecheesula dallatrasmissionetemporale dell'insegnamentoedalla trasmissionespazialedella radio,dellatelevisioneedella cartastampata.L'energia potenziatadallanostra meditazioneriusciràa produrreunostrapponella largaretedellarazionalità umana,nellamentediun semplicesottufficialeaddetto apremereilpulsante. Comesapete,ilsentimento chenoiproviamoguardando undiscovolanteoilnostro pianetanatale,quelsensodi allontanamentodatuttociò cheesistealmondo,dai terrestrivienedenominato poesia.All'improvvisoquel sentimentosaràsuscitato nell'animodelsottufficiale dalmovimentodiunbianco lenzuolostesoadasciugareo daunaprimula.Eglipenserà chesitrattidipoesia,maoltre lascorzasentimentaleintuirà chequellenzuolooquella primulaglimostrano semplicementeilbisogno impellenteditornareal mondodellarealtà,daun attimodismarrimentoincui sisentivaproiettato nell'universo.Cosìsigetterà sull'oggettoaluipiùvicino. Chesarà,ovviamente,un pulsante...Haicapitovero, Kurita?Lamalvagitàdegli esseriumanièsemplice,non èaltrocheun"interesseperle cose"». Ascoltandolo,Kuritaricordò ilvasoconifioridiciclamino dellaserra,mentreSone soffocavaunosbadigliodi noia.Tolsedalpacchetto confezionatonelgrande magazzinoloschiaccianocie, dopoessersiguardato accuratamenteintorno, raccolsesottounlampione unapallinadapingpong abbandonatadaunbambino. «Guardate,questaèlaterra, Guardate!» HaguroeKurita,immersi nellelorofantasie,non prestaronoascoltoaSone,ma auntrattofuronorichiamati allarealtàdall'improvviso scricchioliodellapallina schiacciata. «L'horotta.Horottolaterra. Chesensazionepiacevole! Voiduenonavetepiùnulla dadistruggere!»riseSone accennandopassididanza. Kurita,asuavolta,si avvicinòalrecinto dell'osservatorioastronomico erovesciòsuiramidegli alberinonancoraricopertidi gemmeesullefogliedei bambùnanil'acidosolforico dellabottiglietta. «Cosìhorovinatolafacciadi questamagnificastella.Che nediciprofessore?Laterra nonpotràpiùpresentarsiin pubblico,nontipare?»Sone eKuritarisero,quasifossero dinuovoinpreda all'ebbrezza,sipreseroa braccettoeballaronomentre leloroombresiallungavano esiritraevanosulterreno. Hagurotolsedaltaschinoil cacciavite,esiappoggiòal recintooltrecuiKuritaaveva gettatol'acidosolforico. Ilprofessorerivolseversola lontana,scintillantecittàla puntadelcacciavite.Sarebbe bastatogirarloperallentare gliingranaggidellasocietà umana.Sarebbebastato svitarliperfarlicadereaterra. Unavoltacadutoaterraun ingranaggio,sisarebbero svitatiancheglialtri,dando origineauncrollo,etuttala strutturasarebbeandatain pezzi.Sullasuafronte apparironoinrilievolevene, provòunsensodidoloreal fondodellenaricieilpalmo dellemanisiinumidìdi sudorefreddo.Tutti conoscevanolasua impotenza,maignoravano l'oscuropoterelatenteinlui. CAPITOLO6 Versolametàdimarzo,in unagiornataancorapiuttosto fredda,Akikosirecòal nuovoospedaleShibaa Tōkyō,accompagnatadalla madre. Lefeceroattenderealungo nellasalad'aspetto.Inun ospedalediHannōnon sarebbeaccaduto.Mala madredesideravaevitaregli ospedalidellalorocittà. Akikoguardòilvoltodelle pazientichelestavano accanto.L'ambienteerasenza finestree,illuminatodalla lucealneon,parevaun paesaggiomarino. Ledonnecheattendevanodi esserechiamatepernome vestivanoelegantie lasciavanointravedereun orgoglioeunagioiamistia unapuntadirimorsoedi astuzia.Senestavanosedute acapochino,eparevano tenerefralebraccia,con grandecura,lavergognaeil sensodelpeccato:s'intuiva cheognunadiloroerafin troppoinconfidenzaconil caldointernodelproprio corpo.Mantenendoquelle posizioniciascunariusciva mirabilmenteaevitareil legamechelaunivaallealtre appartenentialsuosesso. Akikofudelusa dall'atteggiamentodella madrechesembrava sconfortataeaveva un'espressionetimorosa.Le donnegiovianeeranopersone comunieanimalesche,non menodelleterrestri.Solo Akikoavevaun atteggiamentofiero, protendevailpettonascosto dallacamicettaprimaverile, guardandodall'altoinbasso quelledonnechesembravano precipitateaunlivelloancora inferioreagliesseriumani. Alcuneavevanounaveraal dito,quasiachiedere indulgenzaalpersonale dell'ospedale.Unapiccola, miseraveradoratache brillavasull'anulare.Checosa avrebbepotutomostrare Akikoperottenere indulgenzaperisuoipeccati? Sì,avrebbepotutopresentare l'argenteofioredimalvone. Nienteerapiùadatto.Infatti tuttoerainiziatodaquel fiore... Unmattinoincui,essendo terminatoilgirodi conferenzedelpadre,la famigliaerariunitaincasa,la madre,avvicinatasiadAkiko chesiguardavaallospecchio atreante,scorsequelfiore fintocolorargentoinun vasetto,eaggrottòle sopracciglia: «Buttaquestofioreda funerale!» Akikotacque,angosciata. Takemiya,cherispondeva subitoallesuelettere,aveva trascuratodirispondereadue suoimessaggi.PerciòAkiko eradimagrita,perlapaura chequelfiore,ricevutoper casodaungiovanerudedalle spalleforti,abituateaportare lebare,fossel'annunciodi qualchedisgrazia.Forse Takemiyaavevavoluto curiosarenelmondodella morteimmaginandochefosse quellodiVenere,enonera piùpotutotornaresullaterra. «Nonc'entranullaconun funerale.Semplicementenon èunfiorediquestomondo». ProtestòinfineAkikocon decisione.«Quandol'ho raccoltohopensatoaifioridi Venere.Hocapitochesulla terraquestofiorefintoè l'unicochesomigliaessi.Sul miopianeta,mamma,ifiori sonotuttidorati.Quando sonoilluminatidallaluna assumonounatintaargentea, ilsoleinvecelicolorad'oroe appenailventoliaccarezza,i fiorisitoccano,eproducono untintinniodicampanelli». «Seipallida»,osservòla madreguardandol'immagine riflessasullospecchio. «Misonostancataconle conferenzedipapà». «Hailavoratomolto.Una partedelsuccessoèmerito tuo,Akiko». Laragazzasieraprodigata soprattuttoperchédesiderava seguireilconsigliodi Takemiya;ilsuoimpegnoeil successodelleriunioni avevanoindottoilpadrea tacereeanonporredomande sulgiovane.Findalprincipio lamadrenonsieramolto preoccupatadelproblema. «Tiripetochehaiunacera terribile»,insistettelamadre. Inquell'attimoAkikosi premettevelocementeuna manosullabocca,sialzòe scomparve. Lamadresidomandò perplessaqualeparolaavesse feritocosìprofondamentela figlia,maall'improvvisole tornòinmentel'immagine delleditaincurvateconcui Akikosicoprivalabocca. Kyokosialzòdiscattoe seguìlafiglia. «Chetisuccede?Akiko,che cos'hai?Comestai?» Tornatanellacamera,lafiglia sisedettedifronteallamadre ebisbigliòqualcosaabassa voce.Comeerasuaabitudine Kyokol'interrogòcon insistenzaperconoscereil motivodelsuodisturbo:né KazuonéAkikoriuscivano maiamentirle. «Nonsonopiùuna bambina!» Aquelleparolelamadre ricorseaunalogicaperfetta: «Sefossimounafamigliadi esseriumani,sarebbe semplice,maciascunodinoi provienedaunpianeta diversoeiosonoobbligataad avereconoscenzecomplete suivostricorpidivenusiana, dimercurianoedimarziano». Alloraconfessòchedal dicembredell'anno precedenteilsuociclosiera interrotto;d'altrondenon avevamaisubitounaprecisa influenzadapartedellaluna cheogninottesplendevanel cielo.Ilsuocicloerasempre statoirregolare,masapendo diessereunavenusianaaveva pensatochel'influenzadi Venerefosseriuscitaa vincerelaforzadellaluna,e cheperquelmotivovi fosseroritardi,eneerastata orgogliosa.Senzadubbiola mareasuscitatadall'attrazione dellalunaerariluttantead agireanchesulcorpodi Akiko,enesconvolgevala fisiologiapernonrivelareil suodominio.Credettedi scorgerenelperiododella lunanuovaunalieve,soffusa lucesullapartenascostadel satellite,riflessodello splendorediurnodellaterra, edebbel'impressionedi essereleiaesercitare un'influenzasullaluna.Da quandoavevaincontrato Takemiyaadicembre,era riuscitaasfuggireailegami dellaluna,unacostrizionecui nessunadonnaterrestre riuscivaasottrarsi.Lacatena disanguechelalegavaa quell'astromeravigliosoma volgaresieraspezzatagrazie allasuperba,nobileenergia dellalontanaVenere,eAkiko eraormaisoggettasoltanto allepureleggiche governavanoilsuopianeta. Neppureingennaionéin febbraiolalunamostròdi avereancorainfluenzasudi lei:Akikononsimeravigliò, considerandol'evento assolutamentenaturale. Ilcruentolegamedellaluna nonl'avrebbepiùintimorita! Lasuapurezzavenusianaera riuscitaaeliminarel'offesa subitadalladonneterrestri,il cuicicloèregolato,come un'altaeunabassamareadi sangue,daquelcorpoceleste luminosomamaligno.La vermiglia,umidacloacadella lunacheerasolitainumidire ilcorpodiAkiko,eraormai finita,sieranochiusiquegli orribilipassaggisotterranei cherispondevano continuamentealrichiamo delsatellite...Cheimportanza avevaunlievemalessere,una sensazionedinausea,se paragonatiaquellaquietee quellagioia? Sembravanolievidispetti dellalunaabbandonata. Lamadrelainterrogòcon tonogelido: «Dicembre?...Dopochesei stataaKanazawa!Ea Kanazawa...dimmichecosa èaccaduto,tipromettoche nonmiarrabbierò.Tumi nascondiqualcosa.A Kanazawa...» Akikofissavaattonitagli occhidellamadre,senza capirechecosavolesse domandarle.Tuttequelle parolesembravanoun mosconecheronzasse fastidiosointornoaunnucleo scintillante...Akiko,che contemplavaquellaluce,si irritò: «Machecosavuoidirmi, mamma?Noncontinuarecon letueimmondecongetture! Noinonsolononcisiamo baciati,manoncisiamo neppurestrettilamano». Quellaseralamadre,ottenuta lacollaborazionepaterna, cercòdipersuaderecon parolegentiliAkiko.Akiko sopportòconunfreddo sorrisoglistupiditentatividi convincerla,eperlaprima voltaprovòunsensodi smarrimentodifrontealla bassezzadipensierodichi traevaoriginedaMarteeda Giove. Infinesirassegnò.Eil mattinoseguentevarcòla sogliadell'ospedale accompagnatadallamadre. «Iosonodiversadallealtre», pensòAkikoguardandosenza timidezzalepazientiinattesa. D'altrondetremavaancheper unsensodiimmotivata umiliazioneeperché avvertivaunadifficoltà incombente.Inquellasala d'attesanonv'eraunadonna puraall'infuoridilei.Perché maiVenere,conlasua benevolapotenza,nonla salvavadall'incresciosa situazione?Credeva fermamentecheinquel repartovifosseunmedico venusiano,chesisarebbe affacciatoallaportaconun voltoluminosoeguardandosi intornoconocchicosìlimpidi daincuteretimore,avrebbe sorrisoadAkiko sentenziando: «Signorina,questononèun postoperlei.Senetorni subitoacasa.Mibastauno sguardopercapire.Leiè pura,potreigiurarlodifronte aDio». Inquell'attimoilvolto radiosodelmedicosisarebbe mutatoinquelloaffascinante diTakemiya,lecupepareti dell'ospedalesarebbero divenutetrasparentiele impuredonneavrebbero trematoesisarebbero prosternatedifronteal miracolo,mentregli strumentiargenteiele bianchegarzesisarebbero dispersinellafreddaariadel cielo... «SignoraŌsugi».Siaffacciò sullasogliaunacandida cuffiadainfermiera.Kyoko spinselievementelafiglia.La ragazzasialzòcon un'espressionedidisprezzo nellosguardo. Ungiovanemedicoparlava sforzandosidinonguardare involtoAkiko.Erano semplicidomande:quando Akikotaceva,rispondevala madre. «Siaccomodi»,l'infermierala invitòinunangoloprotetto datendine.Ilmediconon comparvefinchéAkikonon ebbefinitodispogliarsi.La ragazzadovettesedersisuun lettinodiformastrana.La stufettaelettricaleinviavaun equivocosoffiod'aria all'altezzadellecosce.Le gambediAkikofurono appoggiatesusostegni elevati,quindil'infermiera tiròbruscamenteunatendina grigiaall'altezzadelpetto dellaragazza.SubitoAkiko udìlavocedelmedicooltre latendina,elosciacquio dell'acquaconcuisilavavale mani. Akikochiusegliocchie ricordòilbagliorepurodelle stellecheavevaspesso contemplatodalfinestrinodel trenoquandoandavaascuola. Laposizionecuil'avevano costrettasomigliavaalla costrizionediunanimale torturato,eppurev'erainessa qualcosadisacroedi perfetto.Inquell'implacabile umiliazioneperilcorpo umanoeralatenteunasorta d'incanto.Comeseilcorpo nonleappartenessepiù: attraversol'offesaalsuo corpoterrestre,riuscivaa umiliaretuttal'umanità...le eracioèpossibileallontanarsi daesso. Akikochinòlosguardoai lievisussultidellaminuta tramadipizzodellasua camicetta.Cheaccurato, armoniosoingannoera racchiusonell'artigianato terrestre!Laragazzasi accarezzòlacamicetta.Isuoi senisieranoirrigiditicome piccolianimalettiterrorizzati perchésenzascampo. Ilmedicoinfilòunamano sottoillettino,azionòuna leva,elaposizionedellettino cambiògradualmentefinché ilcorpodiAkikogiacquecon un'angolaturaadattaa riceveredirettamentelaluce dellestelle,sefossestata notte. «Sirilassi...sirilassi»,le raccomandòilmedico. Qualcosapenetravanelcorpo diAkikoconunaforzaoscura epesante.Echeeraquel rumorecomediunoggetto metallicospezzato?Forseuno degliargenteistrumentidalla stranaformacheaveva vedutodispostisuuna mensola?Idischivolantiche attraversavanoilcielo divenneroperleidimetallo acuminato.Parevano sprofondareinun'ariatorbida, comequellachecircondala terra.Conlaloroluceintensa. Inquell'istanteilmedico rivolseversodileiilfascio luminosodiunalampadina.I lembidellatendinaparvero infiammarsi.Un'umanitàche tentavadifuggire.Akikosi mutòinunfioreargenteo... Lavisitaterminò.Akikosi rivestìeduscì:inquell'attimo ilmedicoavevaappenafinito dicompilareunmodulosulla scrivania.Nelpassargli accantoAkikosbirciò.Vicino adunalistadiparole abbreviate:P.M.mUt.g.e. Add.Er.L.F.Sek,erano segnatideinumeriedelle paroleintedesco,scritticon unagrossolanagrafiafra macchied'inchiostro.Il medicostavapremendoun timbrodigommasucuiera scritto«nubile».Aggiunse poiunaltrotimbrorossocon scritto«incinta». Lamadrebalzòdallasedia, quindisirisedette. «Sitrattadiunagravidanza. Èalquartomese,nesono certo». «Oh,com'èpossibile!» esclamòsconvoltalamadre. InveceAkikoera imperturbabile.Ilmedico parveperplessonotandola strana,scintillantesicurezza dellosguardodellaragazza. Erainsolitocheunanubile mostrassequellatranquilla gioiaall'annunciodiuna gravidanza.L'uomocheil medicoimmaginòriflesso negliocchisplendentidi Akikodovevaessereuna sortadiprodigio.Quando Kyokouscìdall'ospedaleefu dinuovoall'apertobarcollò leggermenteefusostenuta dallafiglia.Vedendoil sorrisodiAkiko,lamadre nonseppetrattenersiegridò: «Osiancorasorridereinun momentocomequesto?Ti pregononspaventaredipiù tuamadre!» Madreefigliasiriposarono inunosquallidovecchio caffè,dovebevverouna bibitafresca.Kyokoquasi mordendolacannuccia trangugiòd'unfiatola bevandagasataemolto colorata. «Nonsodadove cominciare...»commentòa vocealtaKyokopersuperare ilfrastuonodellatelevisione. «Anzitutto,perchétunonne seiaffattostupita?» «Ormaisocos'è,perché dovreistupirmi?» «Socos'è?!»ripetéKyoko trattenendoilfiato.Non capivaachecosalafiglia alludesse.«Cheintendidire?» Dinuovosullelabbradi Akikoaleggiòilsorrisoche avevainquietatolamadre. «Finoapocotempofa,prima dellavisitaerospazientita. Maquandoildottoreciha comunicatolasuadiagnosi hofinalmentecapito.Adesso sonotranquilla,comesemisi fosseroapertifinalmentegli occhiehopensatocheera proprioquelloche immaginavo». «Noncapisco,spiegati meglio». «Inquelmomentoho compresochesonovergine». «Vergine?»urlòsuo malgradoKyoko. Sullebellelabbradellafiglia continuavaadaleggiareun sorrisoancorpiùnitidoe naturale.Eraunsorrisoche nonsilimitavaalsuovolto, parevaestendersiintorno comeun'onda.L'armoniosa, lucida,affascinante pesantezzadeiluminosi capelliparevaunbosco velatodalsorrisocomeda unafoschia. «Mamma,nondevistupirti. Sitrattadipartenogenesi». «Nondireidiozie!» «Maseistatatuaripetermi chenoinonsiamoesseri umani.Echenonbisogna maidimenticarcene.Lamiaè unapartenogenesi.Sono rimastainsilenzioperchéè inutilespiegarloaun medico». «Matu...» «Mamma,nonhaiildirittodi parlare.Èunacosachesolo ioconosco.Èproprio partenogenesi...Adesso finalmentehocapitocomesi riproduconoivenusiani». Inseguitounlungosilenzio gravòsumadreefiglia, mentreleloroorecchieerano frastornatedallasquillante vocedellecanzonitrasmesse dallatelevisione,eiloro occhicontemplavanooltreai vetrisporchilastradaincui innumerevolierombantiauto correvanovelocie minacciavanodicontinuodi scontrarsi. Dopoaveralungoriflettuto, lamadresirivolsealla sublimefigliaetimidamente leposeunadomandache ancoral'assillava: «Noninsisterò nell'interrogarti,mavorrei esseresoltantopersuasadi questo:aUchinadahai vedutoidischivolanti insiemeaquelragazzo, vero?» «Comefaiasaperlo?»Akiko simeravigliòchelamadre conoscesseilsegretodalei gelosamentecustodito.Ma perallontanareidubbidella figlia,Kyokorintuzzò velocementeladomanda: «Unagioviananonfafaticaa capirlo». «Perchémichiediquesto?...» «Nonmiimportasaperese avetevistoidischivolantiin dueointre.Desiderosoltanto saperechecosahaiprovato quandolihaivisti». «Èstataun'impressione stupenda.Nonhomaiprovato unincantosimile.Difrontea noi,tralenerenuvoleeil MaredelGiappone,sono apparsitredischivolanti...» Akikos'interruppe.Non riuscivaaproseguirenel discorso. Perquattroocinquesecondi eranorimastisospesisul mare,cometrestraniocchi cheguardasserodalle nuvole...Poiitredischi volantiavevanoincominciato asussultare,eadassumere unatintacoloralbicocca quasifosseroincandescenti... All'improvvisoeranosaliti conspaventosavelocitàa perpendicolosulmareed eranospariti... Checosaavevaprovato Akikoinquell'istante? Ovviamenteunasortadi estasi.Maeraunasensazione ormaiconfusa,comequando unsentierorimpicciolisce sinoasparireinmezzoalle erbe. Eraaccadutoqualcosadi assolutamenteovvio,all'apice dellalorounionealtamente spirituale,delsensodi comunioneuniversalecheli legava.Idischivolanti dovevanonecessariamente comparire,altrimentiil mondosarebbecrollato. AllalorovistaAkikoaveva provatounsensodiesultanza sconosciutoagliesseriumani eviavevaforsescortocose invisibiliailoroocchi.Se accantoaleivifossestatoun terrestre,probabilmentenon liavrebbenemmenovistii dischivolanti.Achecosa paragonarelasupremafelicità el'eccitazionediquel momento?L'animadiAkiko avevaseguito,rapita,idischi volantichesiallontanavano, ederavolataaltaneicieli, oltrelenuvolemadreperlacee, finoallarossa,ondeggiante aurora.Ilsuocorpoaveva indugiatotuttaviasullaterra. Alungo...Akikonon ricordavacosafosseavvenuto alsuocorpo.Soloun eventualetestimoneumano avrebbepotutodescriverele azionidiquelcorpoprivodi anima;manessunoaveva visto. LaveraessenzadiAkikosi eralibratanelcieloinsiemea Takemiya.Leloroanime, perfettamentesoddisfatte, eranodiventateunamusica,e ilculminediquellapurezzasi eraintessutod'increspaturedi desiderisessuali...l'esistenza diAkikoerastataavvoltada unpiacevole,informee vividoalonediluce.Idue giovanieranovolatioltrela rivadellabellezzatenendosi permano. Machecos'eraquelpiacere? Quell'ambiguasensazionedi gioiaedirapimento,quasi cheAkikosifosse trasformatainunanuvola fluttuante?Leparevadi ricordarecongrande limpidezza;maneltentativo dimettereafuocoi particolari,siaccorgevacheil ricordodivenivavago.Akiko avevasmessolavile abitudineterrestredi analizzaresestessacomese rovistassenelborsellino;era certadinonavertaciutonulla allamadre. «Tuttoqui»,continuòla ragazza,«noncisiamoné strettilamanonébaciati.Ma questochesignifica?Viè forseunaregolachestabilisce chelapartenogenesisi originadaunbacio?» Lamadreeraancoraconfusa. Quellacasalingaoriginariadi Gioveintuivaunasospettosa influenzaumanainunasimile sortadielevaticoncetti.Le parole"anima"e"spirito" puzzavanoditerrestre: distinguevaquellezzocome uncanechericonoscel'odore diunsuosimile. «Hocapito,puòdarsichetu siasincera.Maguaise lasceraitrapelareunsimile segretofralagente.I cameramendellatelevisione, igiornalistidellaradioegli inviatidellerivistedaranno l'assaltoallatranquillacasadi Hannōetufiniraiconil diventarelozimbellodi tutti». «Nonmiconfideròcon nessuno». «Sì,devimantenereil segreto.Mailsistema miglioresarebbequellodi eliminareilsegretostesso. Quattromesinonsonotroppi, penso».SulvoltodiKyoko chefacevaqueldiscorso comparvel'espressionedella crudeltàcasalingadiuna donnaabituataalavaredi continuoiltagliere.Akikosi opposeconforza: «Ameèimpossibile». «Pensacibene,Akiko.Iltuo ventresiingrosseràsempredi più,nonpotraipiù frequentarel'università.Non tisaràpiùpossibileneppure camminareperlestradedel quartiere.Tuttitiguarderanno condisprezzo.Pensicheuna ragazzaorgogliosacomete possaresistereventiquattr'ore suventiquattroallerisatedi schernoconcuiglistupidi terrestritiinonderannoa causadellatuagoffafigura?» Akikodistolselosguardoe rimaseinsilenzioa considerarenelsuoanimo l'immaginediumiliazione descrittaledallamadre. Mentalmentesieragià infilataneicapelliuno spilloneconl'argenteofiore dellapartenogenesi.Forseera destinoche,scesadalpianeta Venere,dovesseesibirefra gliuominiquelfiore splendente.Eunavolta intrapresoquelcammino avrebbecontinuatoa procederefinoalla distruzionedellaterra. Ilsuoventresisarebbe ingrossato.Quelventreche eraperleilaprovapiùnobile dellasuaimmacolatezza, mentreagliocchideiterrestri rappresentavala testimonianzainconfutabile dellaperditadellasuacastità. Lapoesiapiùeccelsaperi venusianisarebbediventata unospettacolooscenoperi terrestri.Sarebbestata condottaingirobarcollando conunventreproteso,come losplendidopalanchinodi unafesta,facendorisuonarei variopintiaddobbidiuna sacralitàderisa...Perchécosì eralaterra...Akikosiguardò intorno.Eralaprimavolta cheprovavaunasimile sensazione.Leparevache fosseunincubo.«Nonposso crederechequestasiala terra!» Laterramostravalesue terribiliesporchezanne ancheinquelcaffè.Nonv'era piùombradellasuprema felicitàcheavevacoltola famigliaŌsugidopoaver vedutoidischivolanti,diun mondoincuiregnava l'armonia,laquieteel'unione, poltroncineneiséparépieni dipolvere,ghiaccioinfondo abicchieritintidavivaci rossetti,sgargianti,imperiosi numeridiuncalendario, orecchieanimaleschediattori cinematograficisuimanifesti appesiobliquamentealle pareti,soffittopunteggiatoda macchiediuovadimosche dell'annoprecedente,e l'animazionedipallidi forsennatidalloschermodella televisione...Iguanti primaverilidipizzonero indossatidallamadreavevano qualcosadisinistro,elesue manisembravanomuoversi congestidafattucchiera. «Torniamoacasa,tuopadreè inattesadelrisultato dell'esame»,sollecitòKyoko. Akiko,contrastandoil propriotimore,disseasua madre:«Nonosarepiù ripeterelapropostadipoco fa.Sonorassegnataatutto». Quellaeralasuamissione. Avrebbecontinuatoa camminarefinoallafinedella propriasacralità,fossepure perunbianco,arido,ripido sentiero. «Ècolpadellabellezza.La bellezzal'haingravidata», borbottòfraséeséJūichirō, pallidodirabbia.Lasuaera unacolleratraboccantedi amorepaterno,chenon avrebbeferitonélafigliané l'amantedellafiglia.Jūichirō eracontrarioall'aborto,sia perchépreoccupatodiesporre lafigliaaunapratica pericolosa,siaperchéera convintochenonfossegiusto svellereungermogliodivita, extraterrestreoterrestreche fosse.Eglieradecisoanon sgomentarsiperlecritichee loschernodelmondoumano, ederacertochefosseun oscurocomplottodella bellezzaadavercostrettola giovanefigliaaquella decisione.Akikoaveva distoltolosguardodallapace perl'umanitàesieralasciata attrarredallabellezzache rendefalsoilmondo,ecosì avevadasestessasparsoil semedell'infelicità. Indubbiamenteleastronavidi Uchinadaeranocaratterizzate daunamalvagia"bellezza". Ilsuccessodelleconferenze avevaaumentatoilnumero deimembridell'Associazione degliamicidell'universo,che impegnavasempredipiù Jūichirō,ilqualenonpoteva ormairifiutarediricevere visite:l'incidenteoccorsoad Akikoaumentava l'inquietudinedelpadre. InoltreancheKazuo rincasavaogniseratardi,e Jūichirōnonpotevapiù sperareinunaiutodeifigli durantelevacanze primaverili. Quellaprimaverafu caratterizzatadallacadutadi cenerimortali.Spesso,a causadiqualcheesperimento nucleare,sieranosparsenella stratosferapolveriradioattive ederanocadutesullaterra particelledistronzio90edi cesio137,chesisarebbero dimezzateintempi lunghissimi,echeinparte ancorafluttuavanonelcielo. All'arrivodellaprimavera nell'emisferosettentrionale l'aumentodellatemperatura avrebbesconvoltol'aria,ela ceneremortaledalla stratosferasarebbefiltrata nellatroposferaperpoi depositarsisullaterracome fiorioffertiaBuddha.La quantitàdiceneremortale sullaterradisolito raddoppiavainprimavera,e questofenomenogli scienziatilochiamavano "springmaximum". D'altrondeeralogicoche l'esperimentonucleare sovieticodell'autunno precedenteavrebbeprovocato un'imponentericadutadi ceneriradioattive. Jūichirōprovava un'indescrivibilepenaal pensierodiquellentosuicidio dell'umanità. Lamortecheormai circondavagliesseriumani avevalesembianzediuna bellanuvola.Lealtenubi rosseeviolaceedeltramonto eranotutteavvelenate. Un'incessanteinfiltrazionedi morteinvisibile.Eragiuntala primaverafatale,incuiil velenosparsonellapartepiù altadelcielosarebbecaduto sullaterrae,attraversole verdureeillatte,sisarebbe insediatoall'internodelleossa umane.Quelprocessodi morteimpercettibilee infinitesimalechecontinuava instancabileilsuoviaggio allaricercadiunoscuro rifugioattraversoilcorpo deglianimalieattraversole piantedeicampirisplendenti diluce,sarebberiuscitoa insediarsi,eavrebbe pomposamenteannunciatoai viventiqualeralasostanza incorruttibiledellorocorpo, ossial'essenzadelleossa.Le ossaumane,tenutenascostee prigionierefinoallamorte, avrebberorisuonato,ancora vive,comeunatromba.La mortesarebbegiuntanegli splendidicampiilluminatidal sole,neipascolifraverdi boschieruscelli,inpaesaggi colmidifioriediapi. Duranteipic-niclagente avrebbeagitoinaccordocon lamortefittamenteintessuta nellanatura,eavrebbe percepitoilcantonelle proprieossa.Leossa,laparte incorruttibiledell'essere umano...lecenerimortali avrebberodistruttolacarne, malasemplice,secca, armoniosaformadelleossasì sarebbemantenutaineterno. Jūichirōintuivachenelcorpo deiterrestristavainiziando unarivoluzionenaturale, innescataovviamentedachi avevacreatolabomba atomica.Possibilechenonsi fosseroaccortidella insinuante,dolceseduzione delleloroossa,che desideravanoaccogliereinsé glielementiradioattivi? Purtroppoanchel'America iniziavaesperimentinucleari. Sistavadelineandola situazionecheJūichirōpiù temeva.Leossasisarebbero alleate,sisarebbero scambiatesegnidiintesaper sfuggirealgiogodellacarne, esapendochelaliberazione eravicinaavrebbero gareggiatonell'offrire ospitalitàailoroquasi impercettibililiberatori, avrebberolanciatoloro occhiateallettanti,sognando ilgiornoincuipotersi adagiarelibere,leggeree nudefraifiorieiboschi, tranquillamenteaspersedi rugiadasottoilcielostellato. Gliavvistamentideidischi volantiaumentavano;essi infatticercavanodiavvisare l'umanità. UngiornoJūichirō,nellasua qualitàdicapofamiglia,con un'espressioneansiosasul volto,partìperunviaggio, senzaspecificaredovefosse diretto,fattodavveroinsolito. SoltantoKyokoeraa conoscenzadellameta,ma nonsiconfidòconifigli. Jūichirōsistavadirigendo versoKanazawa. Duranteilviaggioilvolto dell'incantevolefigliagli riaffioravasoventealla memoria.Procurandogli un'angoscialancinante. Eraprontoasopportare qualsiasiontapurdisalvare lafiglia.Sarebbestatocapace persinodiprosternarsi davantialmocciosochestava perarrivaredalpianeta Venere... Chissàperchéquell'uomo, cosìsicurodiaverricevutola missionedisalvarel'umanità, finoaquelmomentononera statocapacediintraprendere alcunchéinquelladirezione, esolooracheilproblema avevacoinvoltolasuafiglia venusianaavevasubito architettatounpianoedera immediatamentepassato all'azione.Forseperchéera piùsemplicesalvareuna personaanzichétremiliardi diesseriumani?Oforse perchéladissimulazionecui eracostrettovivendosulla terraloavevacorrotto internamente,edeglicercava dicomportarsinelmodopiù banalepossibile? IlrapidoCignostavaper arrivareaNaoetsu.Eracirca l'unadelpomeriggio; contemplandoilmalinconico panoramaJūichirōcredettedi scorgereilprofilodiAkiko. Avevalatestalievemente china,eisuoilimpidiocchi gettavanounosguardoquasi dipiombosprofondatoinse stessa.Icapelli,lalineadel naso,laboccamalinconica dallaformaperfettasi sovrapponevanoalcolore incertodelcielo,ornatida unasolaparola: "partenogenesi".Quella parolaavevaposto un'invisibiletiarasullatesta diAkiko,avevaincastonato un'invisibilepietrapreziosa tralesopracciglia,eappeso invisibiliorecchiniallesue orecchie...Inquell'istanteun piccolosquarciodiserenonel cielofusenell'azzurrole guanceegliocchidiAkiko,e rimasesullanuvolasoltanto l'evanescenteprofilodelsuo volto. GiuntoaKanazawa,Jūichirō trascorseunanotteinsonnein unalberghettodifrontealla stazione.Glieraparso indiscretopresentarsiinuna casasconosciutadopoil calaredellasera. Ilmattinoseguentevideche oltrelestintetendinefiorite dell'albergocontinuavaa piovere.Preseinsilenzioil suoombrellopieghevole,lo aprìaccuratamenteesi avventuròinstrada.Sfidando lapioggerellina.Lamoglie avevasegretamentericopiato l'indirizzoscrittosuunabusta inviatadaTakemiyaad Akiko. Jūichirōavevachiesto informazioniall'albergoegli avevanodettochesitrattava diunquartierenelquale esistevanoancoravecchie dimoredisamurai. Dallaseraprecedentenon avevaappetito,gliparevache unalastradiferroarrugginita glipremessesullostomaco,e ilsuocorpo,inumiditodalla pioggia,glipesava.Quella sensazionedimalessere dovevaessereunpresagiodi eventisgradevoli.Eraappena trascorsol'equinoziomanon eraancoragiuntala primaveradelnordche facevafiorireinsiemeil pruno,ilpescoeilciliegio. InunaletteraTakemiyaaveva scrittocheisuoifamiliari,i genitori,ifratellieinonni appartenevanoaun'antica casataenonlo comprendevano. «Saràopportunochenon entrisubitoinargomento appenaincontreròigenitori», meditavaJūichirō.«Bisogna cheusilamiaconoscenzadel mondoterrestre,checerchi anzituttodipresentarmicome unapersonaamabile,degna difiduciaeagiata.Poi affronteròconcalmala questionedelmatrimonio». Appenascesodaltram acquistòunamappadella città,ecercòlastradaindicata nell'indirizzo.Finalmente, dopoaversbagliatopiùvolte, giunsenellazona.Attraversò unponte.Proseguìperuna stradinatortuosa.Eranotutte caseantiche,dimoredinobili famiglie,daitettirisplendenti dilucidetegoledilaccarossa. Jūichirōinclinòl'ombrello davantiadogniportone,per leggereilnomesullatargae controllareilnumero.Non riuscìascoprirelacasadi Takemiya,erastancodi camminareestavaquasiper svenire.Tornòdinuovoad esaminareinumericivici dellecase.Finalmentesi accorsediunatargachenon avevaletto.Eraunmodesto albergo,pocoadattoal quartieree,sullalanterna appesaaunmurodiblocchi dicalcestruzzo,erascritto "AlbergoMeiji".Suun recintodibambùdavantialla portadiservizioeraaffissa unapiccolatargaconuna scrittadall'inchiostroormai scolorito.Jūichirōlesse «Takemiya»eaprìsenza esitazionelaporticina.Un sentierinoghiaioso conducevaallacucina dell'albergo.Sullasoglia eranoposateunasopral'altra treoquattrotazzeper tagliatelleinbrodo,ela pioggiainumidivametàdel localelambendounpaiodi zoccoliabbandonatiin disordine. «SignorTakemiya!» Apparveunomettocon indossoungiubbotto. «Chièlei?» «MichiamoŌsugi.Vorrei parlareconKaoru Takemiya». «Kaoru?Nonabitapiùqui». «Malesueletterehanno quest'indirizzo». «Sen'èandatounmesefa». «Fuoric'èlatarga Takemiya...» «Sì,èilmiocognome». «Leièunparente?» «No.Ioaffittoanche appartamenti,Kaoniha abitatoquiperpiùdiunanno. Èunbelragazzochepiace alledonne,vanitoso.Miha chiestodipoterusareilmio cognomeperchénonvoleva rivelareilnomedell'albergo incuialloggiava,ed'altronde bastal'intestazione "Takemiya"perchélelettere sianorecapitate.Dovrebbe chiamarsiKaoniKawaguchi (machissàseèdavveroilsuo nome).Èundonnaiolo,ea tuttelesuedonnescriveva lettereusandonomifalsi. Siccomeameinfondonon importava,glihopermessodi usaregratisilmiocognome. Nonsodichecosasioccupi, maleggeun'infinitàdilibrie ognitantointonaqualche canzonedelNō.Credogli piacessescambiarelettere. Quivenivanotantedonnea trovarlo.Sevuolenotiziepiù precisevadadallasuaamica, lapadronadellalocanda "Padiglionedellagru dell'eremita"cheeraanche suacompagnaquandoandava alezionidicanto.Forsesiè trasferitolì...Perseimesinon mihapagatolapigione,per fortunal'annoscorsociha pensatoquellasignoraa saldareilconto...No,questa voltanonsen'èandatoperché nonpagava,hafattoibagagli edèsparito.Nonhopiùavuto notizie.Èiltipochesi definiscearido». Jūichirōsirecòallalocanda incuisierafermatalafiglia, dissedichiamarsiŌsugiefu ricevutoconsorprendente gentilezza.Lacamerieragli offrìdiversiantipastiinuna cameranellostilediuna stanzaperlacerimoniadeltè dacuisivedevailfiume.La padronadellocaletardavaa comparire. Suonòlasirenadel mezzogiorno.Jūichirōera riluttanteadassaggiareil magnificopescechegliera statoofferto.Ilfiumeera celatodallafoschiadella pioggia,lacameraerapregna diunintensoprofumo,e Jūichirōriuscivaafaticaa staresedutoinginocchio. Dopoun'attesaditrenta minuti,apparvelapadrona, unadonnagrassottellaconi capellibrizzolati,che indossavaunosgargiante kimonoapiccolistemmi viola.Salutògentilmente inchinandosisullasogliadella camera,allontanòle cameriereeoffrì personalmenteilsakè. «Laprego,signorpadre,ne bevaalmenounacoppetta.E arrivatodalontano.Questaè lacameraincuihaalloggiato suafiglia». Erastranochelochiamasse "signorpadre".Nelversargli ilsakètrattenneconla sinistraillembodellamanica destra,mostrandounbraccio dallacarnagionepallidae dallacarneunpo'flaccidache spiccavanellapenombradella stanza. NonlasciòaJūichirōagiodi parlare.Eglinonfecein tempoaportarsilacoppetta allelabbracheladonna strisciòindietro,appoggiòle manialta-tamiefeceun profondoinchino.Infine sollevòilvoltobagnatodi lacrimeesupplicò: «Capiscoisuoisentimenti, malaprego,abbiapietàdi me,nonmidicanullaemi restituiscaTakemiya.La scongiuro». Jūichirōfecefaticaa convincereladonnadiessere venutopercercareTakemiya. Nonparlòdellagravidanza dellafiglia,maspiegòcome fosseriuscitoatrovarequella locanda.Allafinelasignora, conuntonobruscoevolgare, raccontòsenzaapparente rimorsodiaveraiutato TakemiyaaincontrareAkiko. Lasignorasierainnamorata diTakemiyadueanniprima, quandosieranoritrovati insiemeastudiareilcantodel NōHimuro:leierarimasta affascinatadall'elegante ragazzocheindossavaun candidokimonodiseta screziataehakama.Durante lalororelazioneognitanto avevadovutoaccettareisuoi tradimenti,eaveva acconsentitoapresentare Takemiyaadaltreragazze convincendolochesitrattava diungiovanedibuona famiglia.Ilgiovanenon cantavamoltobene,eppure leisostenevacheavesse partecipatoauna rappresentazionedelDōjōji. Lasignoranonsapevadoveil ragazzofossefinito. Supponevachefrequentasse dinascostounadonnache lavoravainunnightclubdi Itsusaka. Manonconoscevanéilnome delladonnanéilnomedel locale.C'erachiavevavisto peròTakemiyapasseggiarein quelquartiereinsiemealla donna. Lasignoraavevapensatoche ilragazzofossefuggitoper raggiungereAkiko,perciò nonloavevacercato. Ilquartieredeipiaceridi Itsusakaeraformatodacase nellostilediKyoto,eanche unviaggiatoresprovveduto comeJūichirōcapivacheera divisoinunazonafrequentata dageisha,nellaparte superioredelfiume,einuna zonauntempoalucirosse nellaparteinferiore. Ilvecchioquartierealuci rossesieratrasformatoinun grovigliodistradineconbar, nightclubelocande.Jūichirō perlustròlestrade soffermandosidavantiai nightclubconnomi americanieaibar;male porteeranochiuseeilocali parevanodeserti.Ognitanto incrociavaunaragazzadi ritornodalbagnopubblico: unaconicapelliannodati sullanuca,conindossoun giubbottomaschiledinylon, sivoltòaguardarlo sospettosa.Glizoccolidi legnodellaragazza risuonavanonelsilenzio. Jūichirōcontinuòa camminarecomeseilsuo unicodesideriofossequello diprocederefinoacadereper terrasfinito. Nonconoscevanélafacciadi Takemiya,ossiadiKaoni Kawaguchi,néquelladella donna,esepercasoavesse avutolafortunadiincontrarli nonavrebbepotuto riconoscerli.Malasuamente confusadallastanchezzaera certachesarebbestatain gradodiriconoscereacento passididistanzailragazzo,se davverosifossetrattatodiun extraterrestre. Maloeraveramente? Ilsolestavapertramontare. Jūichirōnonerariuscitoa trovareTakemiya.Checosa avrebbedettoallafiglia? «Sì,erapropriounvenusiano. Tihaabbandonataedè tornatosuVenere».Oppure avrebbedovutoconfessarle: «Erapropriounterrestre.Ti haingannataedèfuggito». Ifattinonsarebberocambiati ma,qualepadreterrestre, Jūichirōavrebbedovuto mentireallafigliaper mantenereintattiisuoisogni, edichiararequellochenon credevaecioècheTakemiya eraunvenusiano. Seeglifossestatoun terrestre...D'altrondedal puntodivistadiun extraterrestre,ilcastigopiù adattoaunaragazza extraterrestreinnamoratadi unterrestreeraproprioquello diindurlaacontinuaread essereingannatadaunafalsa illusione.Akikononavrebbe dovutocedereallabellezzae aisuoifalsiprincipi! «Bene,lacastigherò»,pensò ilmisericordiosomarziano. TornatoadHannō,lostanco padreleavrebbecertamente detto:«Sì,eraproprioun venusiano.Tihaabbandonata edètornatosuVenere». CAPITOLO7 «Offriamosogniaigiovani». Eraquestoloslogandi KatsumiKuroki.Unoslogan cheattraevamoltigiovani,sia perchéavevaunsignificato vago,siaperché presupponevachelamaggior partedeigiovanimoderni avesserorinunciatoailoro sogni.MaKazuoeradiverso daglialtri.Siaccontentava soltantodellasensazione dellarealtà.Ossiadellarealtà diproveniredaMercurio. Dellasensazionerealechela terrafosseunastroadorabile, conun'affascinantenatura, donnegentili,eche,per numerosimotivi,valessela penadiproteggerla...Quale diversarealtàpotevaesistere perlui? Proprioperchéavevauna similepercezionedellarealtà lagenteloconsideravaun giovanericcodiluminose speranze,edegliera fiduciosodipoteressere amatoedesideratodalla genteproprioperchéera diversodaigiovaninevrotici dellasuaepoca. «Almenotudail'impressione dicustodirecontenaciaun sognosulGiapponeesul futurodell'umanità.Nonè teoria.Èesattamentela sensazionechesiprova osservandoti».Gliaveva dettoKuroki,elesueparole eranopiaciutealragazzo, benchénonfosseungiudizio esatto.Forseungiornoi terrestriavrebberovotatoper unextraterrestre,senza conoscernelaveraidentità, accettandocosì inconsapevolmenteil dominiodiunaltropianeta. Inutiledirechesarebbestata lalorofortuna. Kazuononapprezzava l'ingenuitàconcuiKuroki scrivevaunaletteradi "francheespressioni"ad autorevolipersonalità americaneognivoltache accadevaqualcosae,felicedi unarispostadidueotre righe,operapresumibilmente diunsegretario,lapubblicava inunopuscolo.Ma,aparte questo,provavasimpatiaper Kuroki.Perluieraunostudio moltoutileesaminaretuttii sistemiusatidaKurokiper attrarreilfavoredeiterrestri, opiùesattamentedei giapponesi.Inpocotempo riuscìacomprendereconun sensodipena,quantosuo padre,Jūichirō,ignorassela psicologiadeiterrestri. Leconferenzepaterne avevanosuccesso,masu gentedaconsiderareinun certosensomalata,eilsuo somigliavaalpietoso successodegliartisti. Ungiornoalprincipiodi marzo,terminatigliesami, affidòallasorellailcompito diaiutareilpadreealleottoe mezzosirecòaSetagaya,in casadiKuroki,poichégli avevanodettoche,almattino, bisognavafarvisitaai politici.Eraunacasetta circondatadaunasiepe fuligginosa;l'internoappariva affollato,perchéKuroki ricevevainsiemetuttigli ospitiprimadirecarsial parlamentoperpartecipareai lavoridiunacommissione. Kazuosipresentòaun segretariouscitoad accoglierlo.Com'eraovvio Kurokinonsiricordavapiù delragazzocheavevaveduto unavoltasola,puravendolo invitatoafarglivisita.Il comportamentoslealedel politicoparveinteressantee nuovoaKazuo. Kurokiapparvesullasoglia conunelegantecompleto grigio.Lagentelo accompagnavabisbigliando; eglisifermòdavantiaKazuo cheindossavaladivisadi studente,sivolseeglisorrise. Avevaunvoltointelligentee unsorrisoamabile:Kazuo capivaperchélesue apparizioniintelevisione suscitasserograndefavore, eglistessosisentiva incantato.Kurokiglibatté amichevolmenteunamano sullaspalla: «Scusa,stamattinasono impegnato,matuttiivenerdì allequattrodelpomeriggio radunodeglistudentinelmio ufficiodiToranomon;seti va,partecipaanchetu. Discorroperun'oraconi giovani.Quellariunionedel venerdìèpermeunpiacere». Kazuosirecòallariunione: Kurokiparlòperun'ora.Maa Kazuonondispiacquedi rimanereinginocchiofrai tantigiovanicheaffollavano lostrettoufficio,perchéera incantatodaldiscorsodel politico.Affermòchela civiltàdell'OceanoIndianosi eratrasferitanel Mediterraneo,equindi nell'Atlantico(ossia dall'Europaall'America)ma chenegliultimiannilaciviltà sieraspostatanelPacifico,e cheilGiapponeavrebbe avutounruolopreminentein quellatrasformazione. L'espressione"ottodirezioni, unasolanazione"erauna predizioneditaleciviltà, manipolatadallacriccadei militarieridottaaunmisero evolgaresignificato. Bisognavastabilireunordine universalecheraggruppasse tuttelenazioni.Mail concettodiquell'unione universale,sesifossebasato soltantosuunamalintesa uguaglianzaecioèsuuna sortadifederazione internazionale,avrebbe condottoinunvicolocieco: dovevainvecebasarsisuuna perspicaceprecognizione delletendenzestorichedella civiltà,ecioèessere un'unionepluridimensionale (!)fradueelementi,il Giapponeeilrestodel mondo.Nellacoscienzadella crisimodernasipercepiva l'influenzadiunospiritodi nuovacollaborazione universale,cosìcomenel Giapponechefluttuavatrale ondeviolentedellapolitica internazionalesi distinguevanolebolled'aria dellasuafunzionedilivella perlapacenelmondo. Egliintuivaneigiovanila baldanzaeilvigoredel popologiapponese,e attribuivaladifficoltàdi concepiresperanzeperil futuroaipoliticiimpreparatie corrotti.Rimproveravaal governoIkedailsuo atteggiamentopavidoefalso, eaccusavalasuapolitica economicaeinternazionale, predicandoinvecela necessitàdicreareunesercito didifesanazionalecomela Svizzera.Inoltresidoleva dell'antipatriottismodi sinistraincuierasprofondata lanuovascuoladel dopoguerra.Nonpoteva crearsiunospirito internazionaleinchinon avevaunconcettoverodel patriottismo:eglidetestavail cosmopolitismocorrottocon lostessoaccanimentoche riservavaallafalsa democraziadeipartitidi sinistra... Benchéfosseroopinioni affattosuperficiali,esse parevanoattraentigraziealla voceealfisicogiovanedi Kuroki,alsuofascinod'uomo sportivo,sano,esolare.Gli studenti,chedurantequell'ora nonavevanopronunciatouna solaparola,parevano elettrizzati,eleloroguance s'imporporavano,gonfie d'ideali. Kazuofudinuovotrattato conparticolareattenzione. Sebbenefosseunnuovo simpatizzante,glifuaffidato l'incaricodiaccompagnarein unavisitaallacittàimembri dell'associazionedelle famigliedeglielettoridefunti cheilgiornoseguente sarebberoarrivatiaTōkyō. Lasettimanasuccessivail segretariodiKurokisi ammalòdiinfluenzaeKazuo losostituì. Nonavevaormaipiùtempo pertornareaHannō.Lerare volteincuiriuscivaa rientrareinfamiglia,veniva accoltoconunastrana eccitazione,comesefosseun ospite,mentrelasorella, pallida,sirinchiudevanella suacamera.Lamadregli avevasegretamenteparlato dellagravidanzadiAkiko. Nonneerastato impressionato,viaveva semplicementeintravisto l'oscura,banalesofferenzadi unaqualsiasifamiglia. UnaseraKazuoaccompagnò inunagitaturisticaungruppo dielettori;giuntialMikado perassistereaunoshow, ebberol'onorediriceverela visitadiKuroki,cheaveva abbandonatounbanchettodi Akasakaperchésiannoiava: congrandegioiadeglielettori ilpoliticoandòinsiemealoro avedereunospettacolodi oiranaMatsubaya,nel quartierediYoshiwara.Dopo averaccompagnatogli elettorialloroalbergo,Kazuo ebbel'onoredisaliresull'auto diKuroki.L'uomopolitico canticchiava.Quandofurono neipressidell'abitazionedi Setagaya,Kurokiordinò all'autistadifermarel'auto accantoaunoscurogrande vivaioperchédoveva soddisfareunaimpellente necessità.Quindiorinòa lungosuunalberellodi cipresso. LaViaLatteascorrevabassa versooccidente,mentresulle lorotestesisnodava sinuosamentelacostellazione diIdra.Ilquadrilaterodella Vela,checontraddistingueva ilcielomeridionalein primavera,scintillavaconuna luceintensa,quasiasfiorare lecimedegliarbusti.Everso lozenitlacostellazionedel Leone,rivoltaaoccidente, apparivasdraiataa contemplareilmondo,mentre lastelladiprimagrandezza Regolovolgevailsuoocchio luminososull'eclittica. Kazuo,rapitodallasolennità delcielostellato,nonsi accorgevacheKuroki indugiavaarisalireinauto. Erastranocherimanessein silenzioameditare,volgendo laschienaalsuoimportante ascoltatore.Oforsequellaera unasuaabitudineignotaa Kazuo:potevadarsicheegli stesse,comesovente accadeva,elaborandounasua peculiarecosmologiamentre guardavalestelle. «Scusa,midispiaceper l'attesa».Kurokisalìinfretta inauto,comeun'ombra. Kazuoprovòunasensazione strana,nell'oscuritànon riuscivaadistinguereilvolto dell'uomo,eneppureisuoi occhi.Mainquell'istante ebbel'impressionecheanche Kurokifosseun extraterrestre.Dopochel'auto ebberipresolasuacorsa, domandòconnoncuranza: «Lepiaccionolestelle?» «Lestelle?...Certochemi piacciono»,rispose laconicamente. Ungiornolamogliedi KurokimostròaKazuouna rivistaconunarticolosusuo padreeunafotografiaegli domandò: «Ètuopadre,vero?» Kazuoarrossìviolentemente. «Chiglielohadetto?» «Miomarito».Lasignorasi mostròmeravigliata:«Ma come,nontenehaparlato?» Kazuonefuturbato.Come maiKurokiavevataciuto? Perdisprezzo?Per discrezione?Operqualche altromotivo? «Devicomportarticomeuna personanormale.Ancorapiù normaleditutti.Questoèun doveredellepersone superiori,eancheunmodo perproteggersi».Cosìgli avevainsegnatoilpadre,che orainvecesicomportava comeunmissionario,edera divenutooggettodiderisione dapartedellagente. Ovviamentesuopadrenon rivelavadiessereun extraterrestre,maamolte personebastavasentirlo parlaredelleastronaviper reputarlopazzo. «Ancheseèmiopadre,non haildirittodiobbligareun figliocheormaièadultoe vivetralagenteavergognarsi dilui»,pensòinfuriato Kazuo.Ilsuocomportamento eramoltodiversodaquello delpadre.Chedirittoaveva suopadredicrearglidei problemi? L'impressionediestrema felicitàdiquandoeraapparso ildiscovolante,momentonel qualeerastata istantaneamenteguaritala lacerazioneprodottadaun mondoincuituttoeradiviso, lasensazionediaver raggiuntounachiaraunionee un'armonia...eradifficile conservarlanellavita quotidianama,unavolta provatala,eraaltrettanto arduocancellarelacertezza cheilmondoavrebbedovuto esseretaleequalel'avevano percepitoinqueimomenti. Similisentimentierano comuniaiquattromembri dellafamigliaŌsugi.Peressi sforzarsiditenderea quell'armoniasignificava cercaredicontinuolaloro sorgente,tornarealleorigini, elaloroaspirazioneeradi realizzarequellafelicità estrema,simileaunmattino d'estateinunfruttetoasperso dirugiada:riuscirearendere eternoquell'attimoincuiera comparsoildiscovolante, fareinmodochelagioia dellasorgenteritrovata divenisseperessistessiuna quotidianaletizia. Eraancheildesideriodi Kazuo.Mapreferiva nasconderelapropriaidentità segreta,partecipareaquella cheiterrestrichiamavano "realtà",perriuscirea purificarladominandola. Probabilmenteperiltramite della"politica". Eunavoltaottenutoilpotere, avrebbepromulgatola legislazioneuniversaleche avevaalungocovatonelsuo animo.Permantenerein eternolapacesullaterraera necessarioistituireunasevera strutturapoliziesca internazionaledaipoteri pressochéillimitati. LavergognadiKazuosi mutòinrabbia,edegli incominciòapensareche persinolagravidanzadella suadisgraziatasorellafosse colpadelmodoingenuocon cuiilpadreconcepivalavita. Sentivadiodiarlo.Tuttele disgrazieprovenivanodal padre,dalsuonobile idealismocuiconferivano fascinoancheilsuoelegante nasoegliocchialida professore.Tuttoderivava dallatristeombradi solitudineintellettualeche magnetizzavagliesseriumani concuiavevacontatti. Kurokiavevachiestodipoter acquistareunterreno pubblicocheappartenevaalla prefetturadiMiyagieil consiglioprefetturale gliel'avevaconcesso.Male autoritàlocalisieranomosse perottenereun riconoscimentodel"dirittodi zonadiproprietàdella comunità".Kurokisiera arrovellatoperrisolverequel problema,perfortunaaveva saputocheall'universitàdi SendaiinsegnavaMasumi Haguro,unespertodeidiritti diproprietàdellecomunità. Sieradunquerecatonel Sendai,avevaincontratoil professoreassociatoechiesto ilsuoparere.Ilprofessore Hagurosierasubitorecatoin loco,avevaconsultatoantichi documenti,edessendoquello unterritoriogiàoggettodi suoistudi,erariuscitoa trovaretestimonianzeche confutavanoilpareredegli abitanti,cosicchéiloroanimi sieranocalmati,eranogiunti auncompromessochefaceva prevedereunasoluzione positivaallaquestionee Kurokieratornatosoddisfatto aTōkyō.Dopoessersi congedatodaHagurocon estremacordialità,comeselo conoscessedaundecennio, avevapromessodirivederlo. «Questanottearriverannoda SendaiilprofessoreHaguroe duesuoiamici.Vaialla stazioneariceverlie accompagnaliallaLocanda deiVentagli.Domanili accompagneraialla rappresentazionedi mezzogiornodelKabuki. Dopooffriròlorounacenaad Akasaka.Sonomoltogratoal professoreperchéharisoltoil problemadelterrenoperla scuola.Edesideroaccoglierlo nelmiglioredeimodi.Perciò l'hoinvitatopregandolodi venireincompagniaditutti gliamicichevoleva». QuellaseraKazuoattesegli ospitiallastazionediUeno. Vedendoscenderetreuomini daunoscompartimentodi primaclassedelrapido,capì subitochesitrattavadi Haguroedeisuoiamici.La gracilecorporatura,ilvolto pallido,gliocchialidallelenti rotonde,ilcompletoela cravattaprividieleganza, tuttosiaddiceva perfettamenteaunprofessore diun'universitàprovinciale, malarapidaintuizionedi Kazuocentròunulteriore bersaglio: «Quest'uomoètropposimile aunprofessorediprovincia. Forsenonloèaffatto,può darsipersinochenonsia neppureunessereumano...» Isuoiduecompagnierano tipistrani:unoeraunragazzo grossodailineamenti sgraziati,el'altrounuomodi mezzaetà,grassottellee volgare.Queitresene stavanoallineaticomeun campionariodibrutta umanità. «Sonovenutoadaccogliervi insostituzionedell'onorevole Kuroki.L'onorevoleattende congioialaseradidomani. Viaccompagneròallavostra locanda». «Tu...seiŌsugi,vero?» Stupitocheconoscesseroil suonome,ilgiovanepresela vecchiavaligiadiHaguro,e camminòdavantiaitre, consciodiessereosservatoda loro.Ilmattinoseguentedi buonoraKazuosirecòalloro alloggio,peraccompagnarlia teatroprimachesialzasseil sipario.Spiegòchesitrattava dellapresentazioneal pubblicodell'undicesimo Danjùró,unospettacoloperil qualeKurokierariuscitoa procurarsiibiglietticon moltadifficoltà. Siaccomodaronoinunpalco centrale,dicuiilgrupponon parevadegno.Dopocheil sipariosifualzatosul Shibaraku,itredistribuirono ilorosguarditediati equamentetrailpalcoeil pubblico.Siprotesero incuriositisporgendosidalla bassabalaustraquandovidero sullapasserelladifronteai loroocchiilnuovoDanjùró chesiesibivaneiseibalzi all'indietrodelQuaderno delleofferte.Lospettacolosi concluseconun'opera moderna:Lareteastrascico dell'amorediunvenditoredi sardinediYukioMishima, mailprofessoreespresseil parerechenonvalessela penadiassistereaun'opera minorescrittadaun romanziere.Isuoicompagni furonod'accordo. «Piuttosto,Ōsugi,perchénon ciaccompagniingiroperla Ginza?C'èancoratempo primadiincontrareKuroki». Eraunluminosopomeriggio diprimaveraelaGinzaera affollatacomesefosse accadutounincidente. «Voletecheviconducaaun caffèdibelleragazze?» domandòKazuo. «Buonaidea»,convenneil professoreconsussiego. Maitre,sedutiinunoscuro séparé,nonmostraronoalcun segnodigioiaquandouna bellaragazza,senzaun'ombra disorriso,depose quietamenteletazzinedi caffèdavantialoro.Il giovanealtoegrossofissava ladonnaconsguardotorvo, mentrel'uomodimezzaetà, piuttostograssoccione contemplavaestaticosoltanto lanuca. Sorseggiandorumorosamente ilcaffè,Hagurosirivolsea Kazuoeconunvolto sorridenteglidomandò: «Ormaisiamoinconfidenza, credochetupossadirmise seiilfigliodiJūichirō Ōsugi». Kazuopensòcheavesse conosciutosuopadrequando eraancorainsegnante. «Sì». «Recentementehoseguito conmoltaattenzionel'attività dituopadreattraversogli articolidialcuneriviste». Kazuosiinfuriò: «Miopadreèmiopadreeio sonoio». «Tuttiigiovanisiesprimono così.Edègiusto.Bisognache siacosì». Laconversazionesi interruppeeitreospiti mantennerounsilenzio assoluto,comegattiin ascolto. AuncertopuntoHaguro volselentamentelosguardo attornoedisseaKazuo: «Vorreifartiunadomanda... Tuopadreèforseun extraterrestre?» CAPITOLO8 Kazuoosservòconsguardo sgomentoHaguro,cercando dicapireilveroscopodella domanda.Potevasembrare unadomandaoziosa,ma forsecelavaun'urgenza importante. Adognimodoconcernevaun gravesegretoche,oltread appartenerealpadre, coinvolgeval'interafamiglia. LadomandadiHaguronon erastataespressaconuntono beffardo,bensìconuna cupezzacheimpedìaKazuo diprovareilsolitosensodi vergognaedicollera.Riuscì infinearitrovarelacalmaper rispondereconnaturalezza: «Figuriamoci,èun'assurdità! Sosoltantocheinquesti ultimitempimiopadre sembraunpo'istupidito,non sicapiscechecosapensi». Grazieallasuarisposta evasiva,ilsoggettodella conversazionecambiò;arrivò l'oradiaccompagnareitre ospitialristorantedi Akasaka.Solitamente l'impegnodiKazuosarebbe terminato.Nonavevamai partecipatoaqueilussuosi banchetti,tantopiùchegli ospitivenivanoricondottial loroalloggioconun'autoa noleggio. «Alloravisaluto»,annunciò rimanendosullasoglia.Ma Haguroreplicò: «Aspettaancoraun momento». Itreentrarononelristorante, epocodopoapparveuna cameriera,cheglitrasmiseun messaggiodiKuroki: «Ilmaestrodesiderachelei cenialvicinoristorante Edoyaecheattendalà...ha dettocheavràancorabisogno dilei.Penseròioad avvertirla». Kazuosirassegnòacenareda solonelristorantedi Akasaka,inmezzoal quartieredeipiaceri. Ilsuoanimoeratormentato daunvagosensodiansia. Appenaavevaincontrato Haguroallastazionesiera sentitoprivato dell'indefinibilesollievoche provavainmezzoagliesseri umani:lasensazionediessere diversodaglialtri,dinon avereresponsabilità,di seguireleregoledelmondo solotemporaneamente, sensazionesimilealconforto diessereimmersonell'acqua calda. Dopoessersialungo arrovellato,Kazuogiunsea unaipoteticaconclusione: oltreagliŌsugidovevano essercialtriextraterrestriche vivevanosullaterra,esseri completamentediversida loroeincapacididistinguere gliextraterrestrichenon appartenevanoalloropianeta. Seeglisifosseaccortodiloro mentreessiavessero continuatoaignorarlo, avrebbedovutonascondere lorolasuaidentità,efingere dinonaverpercepitochesia Kuroki,siaitreospitidel Sendainonappartenevano allarazzaumana.Eraquello ilsistemamiglioreper difendersi. Kazuoeraconsapevoledi esseresuperiorealmenoper l'abilitàconcuierariuscitoa svelarelaloronatura,ma capivadidovernascondere ancorpiùaccuratamenteogni lievesensodisuperiorità. L'invidiadiunextraterrestre eraprobabilmentemoltopiù pericolosadiquelladiun essereumano. Siaprìlaportaavetri dell'entrataeapparvela camerieradell'altroristorante. Dopoaverrivoltounafrase scherzosaalcameriere,si avvicinòaKazuoebisbigliò: «Scusiperl'attesa.Ilmaestro vuolechel'accompagnisubito dalui.Poverettoleichedeve occuparsidiqueivolgari ospiti!» «Diamoilbenvenutoalla nuovapromettente generazione!»losalutò Kuroki,ubriaco,rivolgendo lasuavocetonanteaiverdi tatamiconilbordodi broccato.Quindisiraddrizzò edisseaHaguro: «Èunbravoragazzo,vero Haguro?AncheTōkyōè cambiata.Ilprimo cambiamentoèchesono aumentatiibraviragazzi comelui.Ragazzipuri,seri,e chenonsidannoarie!» «Loconoscodasoloun giorno,maholastessa impressione.Invecegli studentidiSendaisono introversieorgogliosi:un problema»,convenne Haguro,lanciandoundardo controisuoilontaniallievidi cuinongodevaaffattoil favore. Eraunasalalargadodici tatami,illuminatadalle candelecomesefossegiorno. Vieranocinquegeisha,che appenaKazuosifusedutogli versaronosubitoilsakè.Era laprimavoltacheveniva invitatoaunbanchettocon dellegeisha.Avevanotutte unnasoelegante,guance pesantementetruccateche risplendevano,emanichesi muovevanocongestidelicati masicuri,comeinunadanza. «Nonsembranoperniente esseriumani.Hannol'ariadi creaturechevogliano apparireextraterrestri»,pensò Kazuo. Kuroki,senzadegnarledi alcunaattenzione,incominciò unodeisuoilunghidiscorsi. «Hovolutochetuvenissi, Ōsugi,perchédovremo discuteredelproblemadituo padre». Kazuopensòcheeraarrivato alnocciolodellaquestione. «Questoproblemami angustiavagiàprimadi incontrareilprofessor Haguro,cheèesperto dell'argomentoeconcuimi sonotrovatod'accordo.Non possoancoradirequalcosadi determinante,mapurtroppoil movimentoperla realizzazionediunapace universaleguidatodatuo padrehasuscitatogravi sospettinelmondopolitico. Insomma,setuopadre sostenessequestomovimento senzaessereunvero extraterrestre,talisospettisi aggraverebbero,esepoifosse davverounextraterrestre,si esporrebbeinconsciamenteal pericolo.Nelprimocasonon potreiaiutarlo,nelsecondo invece...Certo,attrarrei troppol'attenzionedellagente semirecassipersonalmente allatuacasadiHannō,mail professorHaguropotrebbe andareinvecemiaaparlare contuopadreperconvincerlo eaiutarlo.Vedicomeiomi preoccupodite,dituopadre eanchedellatuafamiglia. Perciòdesiderochetumi rivelisinceramentequalè l'originedituopadre». Kazuorimaseostinatamente insilenzio.Capivadi stringereinmanolacarta vincenteediessereinuna posizioneprivilegiata.Infine risposeconlentezza: «Capiscochecosaintende dire.Leiperòfaappelloai mieisentimenti, presupponendocheiosiaun figlioaffezionatoalpadre. Masenonnutrissialcun sentimentod'affettoneisuoi confronti,chefarebbe?Io potreianchepreferirechemio padresiaoggettodisospetto dapartedelmondopolitico». «Interessante»,reagì immediatamenteKuroki. «Ciòsignificachetuhai un'originediversadaquelladi tuopadreechenonvai affattod'accordoconlui, ossiachetuseiunessere umanoetuopadre...» «Nonpossopronunciarmi riguardoaquesto»,obiettò condecisioneKazuo. Seguìunpenososilenzio.Le geishaavevanogliocchi spalancati,eranorimaste sbalorditeconlabottiglietta disakèinmano,eitreospiti fissavanol'espressionedi Kazuopercarpirneleminime variazioni:soprattuttol'uomo altoegrosso,tremava impercettibilmentenell'attesa. L'animodiKazuoerarisoluto avendereadaltoprezzoquel segreto.Avevasbagliatonel ritenerechelaparola extraterrestrefossesoltanto motivodirisatefragliesseri umani.Comprendevaitimori disuopadre,cheerano giustificati. Affioròallasuamemoriail nasoperfetto,lievemente pronunciatoefreddamente elegantediJūichirō.Da tempoKazuopensava:«Quel nasoperme,però,èancora buffo.Bisognachediventi tragico,comepiaceamio padre».Quelpensieroerauna rivalsasortadaldisprezzoche nutrivaperilpropriovolto dall'espressionepocoacuta.Il voltodellacredulità. «Anchesenonsonounfiglio devoto,nonhoilcoraggiodi confessarefrancamenteil segretopiùimportantedimio padre,perchésarebbeuna vergogna.Maselei,maestro, promettedisoddisfaredue mierichiestelerisponderò. Anzituttodesiderodiventare ilsuosegretarioufficiale,in secondoluogovorreichein futuroleimicedesseilsuo elettorato.Incambiodiquesti duefavorileconfesseròla verità». «Guardaguarda!Èunprezzo piuttostoalto»,obiettò ostinatamenteKuroki.«Bene. Tiaccontenterò». «Melopromette?» «Certo.Dadomanitusaraiil miobracciodestro.Equanto almioelettorato,ungiornoo l'altrometteròperiscrittola miapromessa». «Vabene,inquestocasovi diròtutto.Miopadreè proprioUnextraterrestre. Nessunoaldifuoridella famigliaèaconoscenzadi questosegreto.Miopadre... provienedaMarte». Kazuoguardavafissoinvolto Kuroki,mentreitreospitisi scambiavanosguardidiintesa esospirandoparevache bisbigliassero: «Propriocosì...» Accorgendosidell'atmosfera rilassatalegeisharipresero gaiamenteaversareilsakè, malalorovivacitàparve inutileaKazuo,comefuochi d'artificioinpienogiorno. Quasisifossefinalmente ridestato,Kazuodomandòa granvoce: «Maestro,leisièinteressato ameperchésapevacheero figliodiJūichirōŌsugi, vero?» «Cheidiozia!Misono interessatoateperchého capitosubitocheeriun ragazzopromettente.Ame nonvannonéglistudentidi sinistranéquellidiestrema destra.Misonoaccortochetu seiunodiqueigiovanichein futurososterrannolesortidel Giappone»,loconfutòcon grandeserietàKuroki. Ildiciassetteaprilefuuna bellagiornataserena,ela famigliaŌsugicenòpresto, poisiradunòalpiano superiorenellacameradi Akikovoltaaponente,per contemplareiltramonto primaverile. Daquandoerastatoa Kanazawa,ilpadretrattava Akikoconancoramaggior sollecitudine,quasifosse moribondainvececheuna donnanelcuiventrecresceva unavita.Dopoaverdecisodi metterealmondoilbambino, Akikosieraritiratadalla scuola,rimanevasemprein casaededicavatuttoilsuo tempoailavorid'ufficioper l'Associazionedegliamici dell'universo. Nessunodeitreaccennò all'assenzadiKazuo;la famiglia,riunitadopocena, sembravapersinofelice. Akikoavevafinitodisoffrire dinausee:ilpadreleaveva goffamenteraccontatociòche avevaappresonelsuoviaggio aKanazawa,eilsuoanimosi erarasserenato.Aigenitori sembravadiventatadigiorno ingiornopiùquieta,comese intornoaleicrescessesempre piùunalonedisacralità.Al contrariodell'acido atteggiamentodicristallino rifiutoassuntofinoadallora, laragazzaparevatraboccare dellapienezzadiunlagoche lambisseleerbedellariva,e anchedalladolcezzadelsuo mododiesprimersisiintuiva laluminositàdelriflessodi unalontanasacralitàchele impedivadiferirel'animo altrui.Akikoridevasovente. Uditadalontano,tuttavia,la suarisataavevaun'eco limpidamamalinconicache sconvolgevailcuorepaterno. Akikosfogliavalepaginedi unlibrodileggendeedi raccontisullestelle, consigliatoledalpadreper nutrirelospiritodelfeto. Jūichirōdisprezzaval'inesatta astronomiaumana,ecredeva cheleleggendeeiracconti popolaricontenessero immaginisuggeriteagli uominidagliextraterrestri. Akikoamavaunaleggenda degliindianid'America chiamataLasposadelle stelle.Uncacciatorechiamato Falcobianco,avevavisto dodicibellefanciulle scenderedalcielodanzando conungrossocestod'argento; sierainnamoratodiunadelle fanciulleel'avevasposata, maungiornoessa,desiderosa ditornareallasuapatria celeste,sieratramutatainuna stella. LamadreKyokoera preoccupatadellatendenzaa sognarediquellafiglia abbandonatadaunuomoein attesadiunbambino.Akiko erastataingannatadaun essereumano,avrebbe dovutostudiarepiù profondamentelapsicologia umana.Manonpoteva cercaredipersuaderelafiglia, perchéilmaritoglielo impediva.Kyoko,invece,non sieramaipreoccupatadi Jūichirō.Negliultimitempiil maritoeradimagrito,mala cosaleapparivanaturale:era cosìpreoccupatoeimpegnato nellavoro! «Inquestigiorninonhai appetito,veropapà?»disse all'improvvisolalimpida vocediAkiko. «Pensodiesserestancodei cibiterrestri». «Misembraimpossibile», obiettòKyokochesisentiva chiamataincausa,echeera orgogliosadellasuabravura dicuoca.«Laterraèpienadi cibigustosi». «Sì,perònonsoperchémain questoperiodomitornano allamenteicibi incomparabilmentedolcidel mioluogod'origine.Erano secchiebianchi,eavevano unprofumomeraviglioso, parevanopetali.Scendevano dinottedalcieloesi posavanosuiramidegli alberi.Bastavaunpetaloper sentirsiriconfortati,trepetali peresseresazi». Ilsoleeratramontatoeperla stradasemidesertasiudivano itrillideicampanellidelle biciclette,levocideibambini checontinuavanoagiocare nonostanteirichiamidei genitori,ilsuonodella trombettadelvenditoredi tofu,ilsibilodellasega elettricadelfalegname all'incrociodellestrade,le vocideitelevisori... Aduntrattosiudìlostridere deifrenidiun'autolucidae nera,unapartedellaqualeera visibiledallafinestra.Ne sceserotreuomini,che parlottaronoosservandouna sortadimappa.Unoera magro,unaltrodicorporatura tozza,el'ultimo particolarmentealto. BastòunosguardoaJūichirō perimpallidire.Sgranògli occhiperiltimore,lemani appoggiateall'intelaiatura dellafinestratremavano. «Chetisuccede,papà?» «Sonoarrivatidegliindividui terribili!Spaventosi! Immaginavocheprimaopoi sarebberovenuti». ItreuominidiSendai chiacchieravanoabassavoce nellasalad'attesa. «Questaanticameraètipica dellefamigliedanarosedi provincia.Cenesonoanchea Sendai.Piùl'anticameraè spogliaepiùhannosoldi.Se litengonobennascosti.Epoi chissàquanteofferteha ricevutodaisuoiammiratori ilproprietariodiquestacasa dopotuttequelle conferenze...Peròha accettatosubitodiriceverci. Probabilmenteèstato impressionatodalmio bigliettodavisita»,sentenziò ilprofessore. «Senoninterveniamo,finirà perdiventarefamoso. Bisognasradicarlosubito», proposeilparrucchiere. «Kazuohaparlatodiuna sorellaminore,chissàcom'è? Laviolenteròelametterò incinta,cosìsisuiciderà...ma agiudicaredailineamenti dellamadrecheèvenutaad aprirci,nondeveessereuna granbellezza»,dichiaròil giovaneKurita,chegodevadi alcunigiornidiferie concessiglidallabanca. Siaprìlaportaeapparve Jūichirō.Gliospitisi meravigliaronovedendoil suovoltopallidoelasua terribilemagrezza.Sisedette, tolseunasigarettadalla tabacchierad'argento collocatasuuntavolinoene offrìancheagliospiti. «Qualèloscopodellavostra visita?»domandòconcalma Jūichirō. «Nonabbiamounoscopo preciso.Leièdiventato famosoancheaSendai, desideravamoavere l'opportunitàdiincontrarla». Siudìbussareallaporta,ed entròAkikocondolcietè. Indossavaunvestitoneroela suasorprendentebellezza lasciòesterrefattigliospiti. Appenasifuallontanata, Kuritacommentò: «Suafigliaèunaterrestre, vero?Soltantounessere umanopuòavereinsorteuna bellezzacosìsovrumana». «Esatto.Miafigliaèuna terrestre»,annuìJūichirō sorridendoperlaprimavolta. Intuivailmotivodellavisita diquegliuomini,eilloro fraintendimentolo rassicurava;cosìpresentò subitolasuacartavincente: «Inquestoleièdiversada me». «Sonocontentocheleiabbia subitoaffrontatolaquestione. Saràpiùfacilecontinuareil nostrodiscorso»,approvòil professoresorseggiandoiltè. «Siamovenutiperdiscutere fradinoi,noiextraterrestri, intuendolesorti dell'umanità...Mihannodetto chelei,signorŌsugi, provienedaMarte». «Esatto.Evoi?» Ilparrucchiererecitòla lezioneappresaamemoria: «Proveniamodaunpianeta sconosciuto,la sessantunesimastelladella costellazionedelCigno». «DelCigno?Dunquedauna direzionenefasta». «Nonpoicosìnefastadal puntodivistaumano»,rise sinistramenteilprofessore. «Lanostramissioneèinfatti quelladiconcedereun autenticoriposoall'umanità». «Avretefattounlungo viaggio»,convenneJūichirō, «manonsarebbemeglio permetterechesianogli abitantidelsistemasolarea pensarci?» «Inquestocasol'umanità diverrebbeinfelice.Noi amiamogliesseriumani, perciònoncisforziamodi preservarecomeleiatuttii costil'umanità.Nonèilcaso diconservarlaacondizioni impossibili». «Acondizioniimpossibili?» «Ossiaconquellachevoi definite"pace"...Comunque, vorreicheprimaditutto esaminassimoattentamente l'umanitàepoidiscutessimo checosafarne.Arriveremoin seguitoalleconclusioni». Lelentevolutedifumodelle sigarettetentavanodi avvolgereillatteoparalume dentroilquale,dall'estate precedente,giacevanonere spogliediinsetti. «Anzituttoabbiamomeditato suqualisianoidifettidegli esseriumani,inchecosa consistalaloromalvagitàe comecondannarla»,spiegòil professoreconl'umiletono delricercatore.«Gliesseri umanisonocaratterizzatida tremalattiecongenite,ovvero datredifettipredestinati.Il primoèl'interessepergli oggetti,ilsecondol'interesse pergliesseriumani,ilterzo l'interesseperledivinità.Se l'umanitàrinunciasseaquesti treinteressipotrebbeforse evitareladistruzione,maa miopareresonomalattie inguaribili.Ledescriveròla loroevoluzionepatologica. Anzituttoparliamo dell'interesseversogli oggetti.Findabambinigli esseriumanihannola tendenzaaconservare gelosamentechiodirotti, bottonistaccatiebei sassolini.Inetàscolare collezionanozainetti,gomme percancellare,guantonida baseballemitragliatrici giocattolo,daragazzihanno lapassionedelleautomobili, deivestitiedellerivoluzioni neipaesistranieri;dopo sposatisiinteressanoalle pipe,aitagliaerba,agli oggettidicancelleriache usanotuttiigiorniinufficio, esoprattuttoaldanaroea titolieazioni.Allacosiddetta vitaumanaènecessarioun accumulodivarioggetti. Pensatequantescatolette vuoteequantirocchettidifilo collezionanoledonne sposate.Poi,quandosi stancanodeglioggettiche consideranoutili, incomincianoacollezionare oggettid'arteed'antiquariato. Oppurerivolgonoilloro amoreallanaturasottovarie forme.Lafloraelafauna sonoinfattipergliesseri umaniunasortadioggetti. Alcunideglioggettiprediletti dagliesseriumanivengono racchiusinellalorotomba,ea voltebruciatiinsiemealoro. L'essereumanodevedunque riconoscerechelamaggior partedellecosecheegliha usatoeprediletto sopravvivonoallasuamorte, esonoalloramoltopiù longevedilui.Solo raramente,comeneicampidi concentramentonazisti, capitachel'essereumanosia ridottoaoggetto,masoltanto alivellodisapone,spazzoleo almassimoqualche paralume.Nonvièunsolo essereumanochedopola mortesiastatotrasformatoin qualcosadiveramentevalido, comeadesempioun ventilatore». «Capisce,vero,chesto cercandodidimostrarela vittoriadell'inorganico, dell'essenzamaterialedella terracomecorpoceleste?Per quantogliesseriumani tendanoastareinsieme,non potrannoeliminare l'inconsciosensodisolitudine cheavvertonointuendoche nelleleggidell'universola "vita"èqualcosadi puramenteeccezionaleeche essisonodestinatiad affezionarsiallecose,ossia all'inorganico.Sebbene danaroegioiellisianoipiù freddiantagonistidellavita umana,lagentesiappassiona neltentativodiattribuirea questioggettiuncolorito umano,unodoreumano.I terrestrihannofinitocon l'affezionarsiallecose,perché neiloromovimentienelloro ordinericercanolapropria stessaessenza.Esonogiunti aconferireattributimateriali persinoallamateriaorganica, aigattichevivonoesi muovono,aglieventiprodotti daglialtriesseriumani,ea lorostessi.Conferire all'umanoimmediatamente l'attributodioggettosignifica dareun'apparenzadi perfezione,un'apparenzadi "felicità",chel'essereumano confondeintenzionalmente conilconcettodieternità. L'interessedegliesseriumani perglioggettiindicauna necessitàdisalvareséstessi dallairreversibilitàdeltempo. Ildominiodell'uomosulla materiapresuppone inconsciamentelavittoria finaledellamateriastessa. Altrimentiperché rimarrebberosullaterratanti volgarimonumenti, costruzionietombedipietra, dibronzoediferro? Studiandoafondo,inun certoqualmodo,l'essenza dellamateria,l'essereumano ègiuntoascoprirel'energia atomica.Labomba all'idrogenoèl'oggettopiù paradossaleraggiunto dall'essereumano,eorai terrestriproiettanol'illusoria immaginediunafinale, estrema"umanità",proprioin quellapericolosamateria. Inutiledirecomesiasortoun cosìtemibileerrore. L'instancabileinteressedegli esseriumaniversolecoseli haindotti,perproteggerela lorofelicità,aimitarela solidaapparenzadellecose stesse,eacercaredirendere materialipersinolerelazioni umaneegliesseriumani (potreidarvimoltiesempi:al giornod'ogginonc'èamicizia piùbelladiquelladell'uomo conilsuocane,perchétragli esseriumanilaveraamicizia nonesistepiùedessisi incontranosolopermotividi interesse).Labomba all'idrogenoècomparsa, appunto,comeunaspeciedi ultimaespressioneumana. Essaèsolitaria,eroica, gigantesca,possiedeuna forzasenzalimiti,è modernissimaeintellettuale, haununicosemplice obiettivo(ladistruzione),e inoltrevivesoltantol'attimo presente,nonappartienenéal passatonéalfuturoe,qualità ancorpiùessenziale,èbella edeffimeracomeunfuoco d'artificio.Nonc'èimmagine dell'"uomo"piùidealedi questa.Ilsuoobiettivoè l'annientamentodisée dell'altro...L'annientamento diséedell'altro:ah,non sembrailritornellodiuna meravigliosacanzone?Prima opoigliesseriumani dovrannobaciarequestaloro immagine.Perorasi accontentanodiballarvi intornoperchésannocheil loroattosusciterebbeunesito irreversibile,maungiornoo l'altro,necessariamente, ineluttabilmente,l'uomosi chineràaipiedidi quell'immagineelabacerà. Lesuelabbrapremerannoun piccolobottone,eilcielo all'albasaràattraversatodaun missileatestatanucleare. Solounsemplicebottone. Quell'immaginenonèinfatti soltantounessereumano,è ancheunbottone.Che esistenzaideale!Unpiccolo bottone,comequellichea voltecadonoaibambinieche ibambiniraccolgonocon cura.Alcunisentimentali umanistisiostinanoa considerarelabomba all'idrogenounasemplice "cosa".Masisa,gliesseri umanihannounatesta confusa,èpossibileche reputinounacosapersino "l'ultimouomo".Ènelloro stile.Sussistetuttaviaun problema,labomba all'idrogenoèqualcosadinon ancoraperfezionato.Per garantirelapropriafelicità, gliesseriumanidevono viverecircondatidalla perfezionedellecose. Soprattuttogliumanisti,che prediligonolepipeeivestiti dapasseggiocontoppedi pellesuigomiti,nonamano compromessisuquesto argomento.Perciòdevono anch'essiconferireunsenso dicompiutezzaallabomba all'idrogeno...ecomeriuscire nell'intento?Premendo semplicementeunbottone». Jūichirōascoltavainsilenzio atestabassa,nascondendoil suomalumore,mail parrucchiereapplaudì rumorosamenteconlesue morbidemanisudaticce. «Haproprioragione, professore.Ioamomia moglieeimieifigli,enutro unmeravigliososensodi affettoperlafamigliaproprio perchésonounextraterrestre. Sefossiunessereumano sarebbedifferente. Soprattuttolepersonericche efamosesicomportanoin realtàconfreddezzaversola famiglia,egliuomini affascinantisicomportanoda seduttori,econsideranole donneunoggetto.Sipuò immaginareladecadenzain cuièsprofondatol'essere umanoconsiderandoquanto facilmenteledonnecadano nellelorotrappole.Insomma, anchepersedurreledonne bisognacomportarsicon onestàeconsincerità, rispettarlecomeesseriumani ecircondarlediteneroamore. Ovviamenteiononhotempo perfarquestoperchémi occuposoltantodimia moglieedeimieifigli». «Lasecondamalattia», continuòilprofessore ignorandolareazionedeisuoi compagni,«èl'interesse dell'uomoperglialtriesseri umani.Lasuapiùevidente manifestazioneèforse l'istintosessuale,chetuttavia nonèinrealtàunveroe propriointeresseumano.È soltantol'attodispiareil crepuscolodelmondodauna fessuratralariproduzionee l'annientamento. Aprescinderetuttavia, dall'istintosessualeèdavvero incomprensibileperché l'essereumanocontinuia interessarsiaglialtridal mattinoallasera!Ilgiornale delmattinononparlachedi fattiaccadutiagliesseri umani,eallatelevisionenon sifachevedereuomini.Se qualchevoltacompaiono immaginidianimali,sono animaliumanizzati,inmodo chesianogradevoli.Ei discorsiumani?Parlano semprediproblemiumani.Se talvoltasiaccennaa fenomeninaturaliqualii terremoti,imaremoti,la fiorituradeiciliegi,sene discutesempredalpuntodi vistadeldannoodel giovamentoche rappresentanoperl'uomo:gli umaniamano,delresto,le storiedimortiediomicidi. Pertanto,illorointeresse universaleepopolareverte costantementesuiproblemi umani.L'astronomia,la matematica,lafisicaela chimicasonoaffidateaun nugolodiesperti,nongodono assolutamentedelfavore dellemasse.Eancheciòche vienechiamato"politica",che infervorailpopoloperquanto teorizzataestrutturatasia,è dalprincipioallafineuna questionecheriguarda uomini,uominieancora uomini. Consideriamoperesempioun banchetto,duranteilqualegli esseriumanigodano dell'interessechenutronoper glialtriesseriumani.Si scambianoparolee sentimenti,tuttisonoallegri, sisentonoamicigliunidegli altricomeselofosserodalla creazionedellaterra,tuttosi fonde,tuttosembrain comune.Eppure,cibipresi dallostessopiattoesakè versatodallastessabottiglia attraversanol'oscuroesofago diciascunoesidirigono versoilbuiostomacodi ciascuno.Làiniziailprocesso delladigestione, completamentedistaccato daglistomacialtrui, insomma,sealbanchetto partecipanoottopersone, esistono,sottolesfavillanti lucidellasala,ottocanali nascosti,solitari,tenebrosi, concondottidiversiuno dall'altro. Immaginiamooraun incidentestradale,conuna ragazzariversasull'asfalto:ha lecoscescoperte,dacui sgorgasanguechesimescola conlapioggianotturna,e sembraindossareunafresca calzamagliaareterossache lasciatrasparirelegambe». «Esatto!Gliesseriumani sonotuttidellefontanedi sangue,eunafontanachenon zampillasanguedurantela vitaèsoltantounafontana seccaorotta. Lecolombesiavvicinanoagli esseriumaniperabbeverarsi aquellafontana,poivolano viadeluse.Quellebianche, gentilicolombenonriescono acolorarsilealidispruzzidi sangue!»interruppecontono liricoilgiovaneimpiegatodi bancainpredaall'eccitazione. «Eicuriosichelesi radunanointorno»,continuò freddamenteilprofessore, «osservanoattentamentela donnaagonizzanterapitidalla gioia.Tuttisannochele sofferenzenonsitrasmettono echenellostessotempo ciascunodiloroportailpeso diuna"condizione"chelo assoggetteràprimaopoia similitormenti. L'interessedell'uomoperun altroessereumanoassume semprequestaforma.La sicurezzache,puravendo ricevutoinsorteilpesodi ugualicondizionidi esistenza,nonesistauna sofferenzacomune all'umanità,ununicostomaco pertuttigliesseriumani... Anchevoisapretechele donnedimenticano velocementelesofferenzedel partoecredonocheillorosia statoilpiùdoloroso.Sebbene siamotuttidestinatia invecchiare,adammalarciea morire,lasofferenza individualenonammette assolutamenteunamalattiae unamortecomuneatutta l'umanità. L'essereumanoriconosce volentieril'universalitàela comuneappartenenzaa questionichenonglifannoné caldonéfreddocomegli sloganpoliticioleideologie. Cosechenonsononéutiliné nocive,comeantiquate architettureeoggettid'arte, diventanofacilmenteun patrimonioculturalecomune atuttal'umanità.Maquesto nonaccadeconlasofferenza. Sarebbeimbarazzante,infatti, seildoloreaunmolare provatodaunleaderpolitico duranteunaconferenzasi propagassealledecinedi migliaiadipersonechelo ascoltano.Gliesseriumani nonsistancanomaidi parlare,divedereedi ascoltarealtriesseriumani perchéquestiattisonouna sortadiindennizzoperle condizionidellapropria esistenza:gliumaniaccettano l'esistenzadeglieroiperché sannochequalsiasieroe possiedefunzioniescretorie nondiversedalleloro. L'uomocercafreneticamente glialtriuominiper concludere:"infondosiamo uguali"eperpensarenello stessotempo:"mabeneo maleiosonodiverso". ChiamiamoAlaprima opinioneeBlaseconda. L'opinioneAèall'origine dellaconcezionediuna repubblicainternazionale. "Uominidituttoilmondo, teniamocipermano",oppure, "aboliamoipregiudizi razziali";tuttequesteillusioni nasconodall'opinioneA.Per quantocisistringalamanosi sabenissimochelostomaco diunnegrononpotrà trasmetteresofferenzaallo stomacodiunbianco,e quindinonc'ènullache impediscaunastrettadi mano.Nelconcettodi repubblicauniversalec'è qualcosadifrigidoenello stessotempodi particolarmentedolce,come uncandito.Maprimaopoila repubblicauniversalesarà costrettadaiprincipisucuisi basaaunaconclusione terribile.Dalmomentocheè iniziatadalriconoscimento dell'unicitàdellecondizionidi esistenzadegliesseriumani, lacoscienzacomunitarianon sopporteràpiùcondizioni separatecomeildolore,il pruritoolafame.Perchiha maldidentilademocrazia universalepuòandareal diavolo.Invecchiaredasolo inunademocraziauniversale puòprovocareunsenso profondodiingiustizia. Perchénonèpossibile trasmetterelapropria vecchiaiaatantigiovani sprizzantivigore?Tuttigli appartenentiauna democraziauniversalenon dovrebberonascere, invecchiareemorire contemporaneamente?Se l'uniformitàdellecondizioni diesistenzafossel'unica concezionesucuisibasasse quest'immensanazione,essa dovrebbeprimaopoidarne provainconfutabile. Ormail'uomononsopporta piùdiessereisolatonellasua sofferenzafisica.Infattilo statomondialenonsièforse formatoproprioperchiudere gliocchidifronteaquesta realtà? Perciòsiescogitalapiù grande,istantaneastrategia dellastoriamondiale,ossiala distruzionetotale.Èquesta l'unicaprovainconfutabile dell'uniformitàcheuna repubblicamondialepuò mostrare.Aquestopuntoviè solounasoluzione, immediataecondimensioni gigantesche,maivistenella storiaumana,ossiauna politicadiannientamento totale.Èl'unicaprova inconfutabilechela democraziamondiale potrebbeprodurre,l'unica occasioneperverificare globalmentel'uniformitàdelle condizionidiesistenza. Nelcasodiunadistruzione totalelasofferenzasarebbe comuneatutti,non esisterebbeuntormento individuale. Gliesseriumanihannocreato labombaall'idrogenoper distruggerelademocrazia mondiale,tuttiipaesidel mondonellostessoistante: nonc'èdunquetempoda perdere.Basteràdislocarele bombeatomicheneipunti strategici,inseguitosarà sufficientecheilpresidente delmondopremacon leggerezzaunbottone. Propriocomealvarodiuna nave,quandosilanciacon unacordadecoratadifiori unagrossapallaadornadi nastridiseta,dacuiescono unamiriadedicolombe... Saràquestionediunistante, lealidellecolombesaranno inondatedallalucedell'alba... etuttosaràfinito. EoraesaminiamoB,ossiala consapevolezzadi un'esistenzasensorialeche variadauomoauomo.Bèil concettocheanimail nazionalismoeilcultodella razza,insommaun'ideologia deldolore.Diversamenteda ciòchepensalagente,questa formadipensieroè fastidiosamentelontanadalla distruzione,eorribilmente sana.Sibasasulprincipioche l'appetitopericibieperil sesso,ilpruritoeildolore sianoesclusivamente personali.Sostienecheil propriodoloresia incomprensibileaglialtri: "beneomaleiosonodiverso daglialtri,tunonpuoicapire lamiasofferenza".È un'ideologiacheèrimastaa lungoracchiusanelproprio tormento,echeper dimostrarel'individualitàdel doloreèprontaaversareil propriosanguegioiosamente. Chipropugnaquesticoncetti èsicurodinonessere contagiatodaldolorealtrui, tendespessoadimenticare l'identitàdellecondizioni dell'esistenza,confondegli eroiconglidei,econsidera persinounmiracoloilprurito dellapropriascabbia.Un miracoloèinfatti l'universalizzazione dell'individualitàdiun fenomenorelativoaisensi. Sarebbeunmiracolo,ad esempio,sefossedeltutto eccezionale,nellastoria umana,sentiredolore ferendosiconlapuntadiun coltello. Tuttavial'istintodi conservazione dell'individualitàprotegge illimitatamentequeste personeelerendefamiliari allaillogicacertezzadel miracolocheognibambino possiedeecioèlasicurezza che"qualsiasicosaaccada,io solomisalverò". Potrebberocorreretrauna pioggiadipallottoleesolo lorononsarebberocolpiti. Anchesesitrovasseroin mezzoaunadisastrosa collisioneditreniche provocasseunincendio,loro soliriuscirebberoausciredal vagoneillesi;emergerebbero daunmucchiodicadaveri carbonizzatidopoun incidenteaereostrisciando incolumi.Infattilaloro sensazionerealediessere un'individualitàequivalea sentirsipiùpreziosidiuna gemma,unicialmondo, immortali. Cosìancheilpensieroche nascedaBporta ineluttabilmenteapericolosi esperimenti.Bisogna dimostrarel'esistenzadel miracolo.Noncisi accontentadeipiccoli incidenti,siincominciaa pensareaunacolossale distruzione,aingrandirele dimensioni dell'annientamentocome fosseunpupazzodineve,e allafineaimmaginareche nelladistruzionedell'umanità sisalveràsoltantouna persona,ounarazza.Non esistefantasiapiù affascinantediquesta:ma comeattuarla?Basterà premereunbottone...così ancheisostenitoridiB premerannoineluttabilmente quelbottone.Hacapito dunqueperqualemotivo l'interessedell'essereumano perunaltroessereumano finiràinevitabilmenteper indurreapremereil bottone?» Kurita,cheascoltavaconuna smorfiadiinsoddisfazione, atteseconimpazienzache Hagurofinissediparlareper protestare: «Midispiacechelei, professore,abbiatrascuratola questionedeldesiderio sessuale.Piùdelladistruzione dell'umanitàiovoglioche venganoannientatetuttele donne.Ilcarattereinfaustoe tenebrosodell'umanitàsì rivelaproprionelprovare desideriodigenerare attraversoledonne,chesene stannoimpettitenellaloro carnalitàdisprezzandoci profondamente». «Escludiamoperòlemogli dalledonne»,intervenneil parrucchiere.«Ledonne terrestri,seilloromaritoè unapersonameravigliosa, nondimenticanodi rispettarlo.Anchesenelle coppieumanec'èsempre qualchemotivodiscrezio...» IlprofessorHaguronon prestòilminimoascoltoa quellechiacchiere,econtinuò aesporreleproprieteorieal padronedicasacherimaneva silenziosoatestabassa. «Perultimoaffrontiamo l'argomentodellaterza malattiafataledell'uomo, ossiadell'interesseversola divinità. Dioèun'invenzione veramenteastuta,natadaun calcolo:ilprogettodilasciare all'uomoilnovantapercento diciòcheèconoscibileedi affidareinveceaDioil restantediecipercento,in modochesiaDioaoccuparsi dell'immensanullitàche incombealdifuoriditutto ciò.L'essereumanonon sopportalasolitudinepropria diunasentinelladiunconfine oltrecuisiestendonoterritori inesploratieassegnaaDio, ossiaaunsoldatomercenario, quelcompito,incambiodi ingentisommerappresentate dalladevozione.Così,piùsi allargaildominiodella sapienzaumanaepiùsi allontanalaguarnigionedelle sentinellemercenarie.Chi viveincittànonhapiù occasionedivedereilvoltodi quellesentinelle,maesse veglianoepresidianolaloro guarnigionelontanaegraziea ciòrimanenell'essereumano lavecchiaconvinzionedi esseresalvo.Ognivoltaincui contemplal'aurorarossa, l'essereumanoricordail suonodellatrombainquella lontanaguarnigione,le sentinelledallalungabarba bianca,cheallineanolelance accuratamentelucidate,dopo essersischieratenelcortile dell'avamposto. L'essereumanoamaattribuire alladivinitàlaveritàela giustizia.MaDiononèné veritànégiustizia,nonè neppureDio.È semplicementeunguardiano, cheesistegrazieall'ambiguità checongiungelasapienza conilnulla,ehal'incaricodi sfumareicontorniche dividonol'inesistente dall'esistente. L'essereumano,infatti,non sopportalalacerazionefra l'esistenzaelanonesistenza: unavoltachel'uomoha concepitol'idea dell'"assoluto"nonsopporta piùladistanzatralarelatività el'assoluto.L'essereumano reputachelesentinelle mercenariechepresiedonoil lontanoavampostopossano unificareilmondodella relativitàconl'assoluto.Le armieglielmidiquelle sentinellesonotuttefornite dagliesseriumani.Le sentinellevigilanodamigliaia dianni,egliesseriumaninon hannopersointeresseversodi loro.Ifilosofiscolastici supponevanopersinoche l'essereumanogodessediuna falsaesistenzarelativaeche l'unicaautenticaesistenza fossequelladiDio.Esele sentinelledifrontieranon fosseroesistite?Bastavaun pocodellapovera immaginazioneumanaper prevedereleterribili conseguenze. Senonfosseesistitaunasola sentinella...ilnullaavrebbe varcatolafrontiera,sconvolto lecittàcostruitedalla sapienzaumana,sarebbe traboccatofinsottolefinestre dellecasedellacapitale.Al mattinogliuomini,appena desti,avrebberoapertola finestraenonavrebberovisto aldifuoricheilnulla.Se fosseroscesidalpiano superioresarebbero precipitatiatestaingiùinun abissoprofondo. Scoperchiandounatinozza perleverdureinsalamoia avrebberoscortountenebroso nulla.Seavesseroinfilatodei fioriinunvaso,ifiori sarebberostatirisucchiatidal nullasenzafondocheerain agguatonelvaso. Itelegrammisarebberostati recapitatinelnulla,enonpiù rimandatialmittente,itreni, uscitidallastazioneall'alba, sarebberoscomparsinel nulla.Neppurelevociumane avrebberopiùriecheggiato, masarebberostateassorbite dalnullacomedaunacarta assorbente.Noncisarebbe statopiùilproblemadi trovareunluogoincui interrareuncadavere. Sarebbebastatoaprireuna finestraebuttareilcadavere, perfarlosprofondarenel nulla. Grazieall'interesseperla divinitàl'essereumanoè riuscitoaevitareditrovarsi facciaafacciaconilnulla, perciòconoscepocheverità sulnulla,e,qualestupida reminescenzadiun umanesimosecondocuinella culturaumananonpuò esistereilprincipiodiuna distruzionetotale,lasapienza sarebbeincapacediprodurre ilnulla. Maèdavverocosì?Ilnulla significascenderelescalee finireinunaprofonda voragine.Metteredeifioriin unvasoevederlisparire. Cioèintraprendereun'azione conunavolontà,ein quell'attimosentirechela propriavolontàvienetraditae chequalcosasupera l'obiettivoefaprecipitarenel nonsenso.Insommasignifica tuffarsi,comeselosi desiderasse,nell'insulso. Èstatasoprattuttolatecnica scientificaatrovareilsistema perresuscitareilnullache parevaessersiassopito.La scienzanonèqualcosadi estremamenterazionalecome gliesseriumanipensano, bensìl'astrazionediun impulsopocotrasparente,e daitempidell'alchimiainpoi èdivenutala sistematizzazionedegliincubi umani:quandogliesseri umanisognanol'appariredi indesiderabilimostri,la tecnicascientificasiaffrettaa dimostrarechel'umanità anelaproprioaqueimostri cheinrealtàdetesta.È dunquegiuntal'oradi accendereilnullachegià lambival'umanità.Saràla rossa,enormerosadellafollia umana,ilprimonulla coltivatodall'uomo,ossiala bombaall'idrogeno. Inoltre,apremere tranquillamenteilbottoneche scateneràl'atomicasarà l'essereumanocheancora credeallaresponsabilitàdi controllareilnullael'affidaa Dio.Premeràilbottone facendosiilsegnodellacroce, pregandoesentendosicon questosollevatodaogni responsabilità. Adognimodo,qualsiasidei treinteressiporterà ineluttabilmentel'essere umanoapremereilbottone». «Bottone!Bottone!Grazioso bottone!»canticchiò, soffocandounosbadiglio,il parrucchiere,dopocheil professorechiusefinalmente labocca. «Bottonesulgraziosopetto dellaragazza.Unbottone premutodacuibalzeranno duesplendidenuvoleaforma difungo.Chemeraviglia! Nonsièmaivistounsimile bottone!» «Silenzio!»lorimproveròil professore,continuandoa osservareilvoltodiJūichirō cheparevavolerparlare.Ma Jūichirōrimaseinsilenzio. Lavecchiaanticameraera immersanellaquiete,comese nonvifosseroesseriumani. Inrealtànonven'eraneppure uno. «Ciòchediceègiusto. Purtroppogliuominisi comportanopropriocosì», convennefinalmenteJūichirō. Hagurononseppenascondere ilsuostupore: «Èdunqued'accordo?» «Sì,leihaillustratobenei difettiumani.Mavorrei domandarvi:checosa intendetefarecongliesseri umani?» «Misembraovvio,converrà spronarliaschiacciareil bottoneilpiùprestopossibile. Sarebbeunpeccatolasciarli moribondi». «Ilprofessorearded'amore perl'umanità,perciòpensaa unaveloceeutanasiapertutti gliesseriumani»,aggiunse Kurita. Jūichirōtacqueperqualche istanteimmersoneipensieri, quindiobiettò: «Manonèpossibiletrovare unsistemapersalvarli?» «No,nonèpossibile. Lasciarlicosìsignifica aumentareleloro sofferenze»,conclusecon gelido,umanotono accademicoilprofessor Haguro. CAPITOLO9 Lastraordinariatranquillitàdi Jūichirōnonmancòdistupire itreuominivenutidaSendai, chesiscambiaronosguardi sorpresi.L'inettitudinedi quell'uomo,cheintendeva salvarelaterra,mostrava ancorpiùladebolezzadel pianeta,eparevapersino un'offesaperlaloromissione. Jūichirōfissavalatovaglia, unvecchiotessutoche imitavailmandaladellestelle deltempioHoryuji.Pareva chenelcerchiodelmandalasi fosseradunataatremaretutta l'umanitàseveramente criticatadaHaguro,eche Jūichirōosservassequei piccoliessericonsguardi colmiditristezza. «Èesattamentecomeha spiegatolei»,rispose finalmenteJūichirōconilsuo tonosinceroediretto.«Gli esseriumanianelanoa premereilbottone.In un'intervistaallastampa dell'ottofebbraioilpresidente Kennedyhalasciatointuirela ripresadiesperimenti nucleari,sonotrascorsiormai duemesieforsedomani stessosaràfattoun esperimentonell'isoladi Christmas,unprotettorato britannico.Saràun esperimentochenecauserà altridapartedeisovietici,il mondosaràcosparsodi ceneriradioattive.Sesaranno fattiesperimentinucleari all'isoladiChristmas,io manderòsubitounaletteradi avvertimentoalpresidente Kennedy,matemochenon avròrisposta,comenonneho maiavutadalpresidente Chruscév. «Èvero.Gliesseriumaninon sannoscriveresimilirisposte. Gl'inchiostriterrestrisi solidificanoprimacheessi possanoscrivereunalettera dirisposta»,interloquìcon sicurezzaHaguro. «Propriocosì.Esattamente comeaffermalei»,rispose quietamenteJūichirō.«So benissimoquantosiadifficile ebizzarropresumeredi donarelapaceall'umanità. Attualmentelamaggiorparte delmondononsitrovainuno statodiguerra,quindisipuò considerarloinpace,manello stessotempolapaceè fervidamenteauspicata, desiderata,attesa.Desiderare qualcosacheesistesuggerisce qualcos'altro.Lagenteche speranellapaceè insoddisfattadellapace esistente,cercaunapacepiù completaepiùsicura:main realtàforsepiùchedellapace esistenteèinsoddisfatta dell'essenzastessadellapace. Lapaceelalibertàsonopesci pescatinelnostromare extraterrestre,pesciche portatisullaterrafermadel mondoterrestre imputridisconopresto.La pacechel'istintoanimalesco degliesseriumaniaccoglie congioiaèdisolitounapace postuma,unapacechesegue unavittoriafinale,unapace dopolabattaglia,dopoun amplesso:l'insensibilità umananonammette un'autenticapace.L'essere umanononriesceancoraa dominareiltempo,perciòla suaideadipaceedilibertàè relativaelegataaiprincipi cheregolanoiltempo. L'irreversibilitàdeltempoè unelementofatale,cherende estremamentedifficililapace elalibertàpergliesseri umani. Sefossepossibileinfrangere leregoledeltempoeinvertire ciòcheprecedeconciòche segue,elegarel'istante all'eternità,lapaceelalibertà dell'essereumano diverrebberopossibili. Loscopopercuiiovivosulla terraèaiutarel'essereumano agustareilfuturonel presente,l'attimonell'eternità, atrasmettereaiterrestri questecapacità,chesono normaliperunextraterrestre, inmodocheessisene servanoperstabilirelapacee l'unioneuniversale. Ilmioobiettivoèindurlia esaminarenelpresentele condizionidellaterradopo unacatastrofenucleare,efare inmodochegustino l'ebbrezzaistantaneadella terribile,inorganicapace eternachesuccederàaun similedisastro.Cosìtuttigli esseriumanipotrebbero provareilgustodellafresca pacedelmondodopola guerranucleare,enon avrebberopiùlanecessitàdi premereilbottone.Iointendo dunqueindurliabereun deliziosoliquoredrogato.In fondoilmioscoponon differiscemoltodalvostro obiettivodidonare all'umanitàunaplacida eutanasia. Perottenereciòchemi ripropongo,tentodiutilizzare l'immaginazionedegliesseri umani.Purtroppohoscoperto cheèestremamentemisera: anchel'uomopiùtenaceè assolutamenteinadattoa formarsiun'immagine mentaledelladistruzione totale. Hotentatodituttoper stimolarelafantasiaumana, maèstatoinutile:non posseggononeppureun miliardesimodellamia capacitàimmaginativa.Ècosì persinoperigiapponesiche hannosubitolacatastrofedi Hiroshima,figurarsipergli altriesserichepopolanola terra!» «SignorŌsugi,comesarà, secondolei,ilfuturodella terra,ildestinodell'umanità? Pensochequestaseralei debbaconfessarlo francamente.Checosa prevede?Leiconosceil futurodellaterracomelo conosciamonoi.Attendiamo unasuaonestarisposta». Jūichirōrimaseinsilenzio.I suoiocchisiconcentrarono cupisuunpunto.L'unica forzaancoraesistentenelsuo fisicodebilitatopareva accumularsinellosguardo simileaunacupafiamma,e siintuivaintuttoilsuocorpo unatensioneoriginata dall'estremotentativodi tenerechiusalaportadel proprioanimopernon rivelarelesueprevisioni.La frontesieraimperlatadi sudore,avevalelabbra seccheeparevarespirarea fatica. «Leisa.Manonpuò rispondere.Perché?Perchéè untruffatore.Noisiamo venutiperannunciarela veritàalgenereumano,lei peraddormentarlocondolci inganni.Leipensachenon siagiustorivelarelaveritàai terrestri.Desiderabendare lorogliocchietrascinarli dovepiùlepiace». «Nonèvero!»gridò sconvoltoJūichirō.«Ionon parlodellemieprevisioni perchéparlandone diverrebberoildestinodegli esseriumani.Ilmioscopoè soltantoquellodiinebriaregli esseriumaniinmodoche possanoriposareedeporrei lorodesideri. Lapoliticaumananonfaaltro cheostentarelaprospettivadi un"futuromigliore"comela carotachesiagitadavantial nasodelcavalloperindurloa procedere:frustagliesseri umaniversounfuturo tenebroso,cercandodi rimanerenellapenombradel presente...Iodesideroporre fineaquestasituazione inebriandogliesseriumani.I politicisonopiùsaggidei capireligiosi,hannocapito chel'essereumanovivesolo dipane.Èunaconcezione estremamenteimportantee, perquantoprotestinoi religiosi,l'essereumanosi attienefermamenteaqueste cognizionidicarattere biologico,inbaseallequali hacostruitodellesanee chiarepolitiche. Avetetuttaviamai consideratoladisperazionedi unessereumanochesirende contodiviveresoltantodi pane?Pensosiastataquesta consapevolezzaaspingereal suicidioilprimouomodella terra.Unsuicidio procrastinatoall'infinito, perchéglibastavamangiare delpaneperrimandarloal giornoseguente.Mailgiorno seguentesinutrivaancoradi pane,rimandandol'atto estremoalgiornosuccessivo. Primaopoiquell'uomoavrà scopertochevivevaunavita senzasenso,senzaobiettivi, pagasoltantodelpanedicui sinutriva.Dev'essereallora statocoltodaunaterribile disperazione,cheperònon sarebbesfociatainun suicidioperchénonerauna disperazionecheriguardavail contenutodellavita,era semplicementela disperazione"divivere":un sentimentochel'avrebbe semprepiùaiutatoavivere». «Bene.Leimihadato un'idea.Bisognerebbeche tuttiipoliticisiaccordassero segretamenteedistribuissero all'umanitàpanealcianuro». «Impossibile.Seipoliticidel mondoriuscisseroad accordarsiinsegreto,siapure perunobiettivomalvagio,si instaurerebbesubitolapace sullaterra». «Èun'idiozia.Gliesseri umanisonotroppoinfluenzati dailoroorganidi riproduzione.Nell'attimoin cuileiparladicomunionee dipaceuniversale,loro eiaculanopercollaborarea unascissione». «Orribilidonne!»gridòil giovanealtoegrosso, soddisfattodipoter finalmenteintervenire.«Sarà sufficientesterminarele donne,poiladistruzione totaledell'umanitàsarà soltantoquestioneditempo. Incominciamoadistruggere metàdegliesseriumani.Ma comesifaràaradunaretutte ledonneinunluogo? Strilleranno,siagiterannoe nonubbidirannoaffatto». «Semplice:basteràradunare tuttigliistitutidibellezza nell'emisferomeridionaleei barbieriinquello settentrionale»,dichiaròcon unasmorfiailgrassoccio parrucchiere. «Averlegatoilconcettodi amoreaquellodella riproduzioneèstataunatruffa distampopoliticodeicapi religiosi»,continuò imperturbabileJūichirō. «Cometutteletruffedi questanaturahaperobiettivo indurreilgreggedipecorea entrarenelrecinto,ossia imprigionarenellacoscienza diunoscopociòcheneera libero.Ildesiderioversoun oggettosessualeconsisteva semplicementenelcercarea tentoni,inunascivolosa oscurità:ireligiosiinvece hannovolutodareaquelle manichesiagitavanonel buiolacandeladell'amore, consideratocomeloscopo finale,inmododacreare l'illusionechel'oggetto sessualesiaqualcosadi sublime.Maciòchela candelailluminapuòdarsi nonsiaaffattol'oggettofino alloracercatonelbuioa tentoni,forselacandela illuminaqualcosadiben diverso.Ormaigliesseri umanisisonoabituatia riprodursiallasualuce.Enoi dobbiamoriportarlia quell'antico,universalestadio diriproduzionenell'oscurità, unagrandiosariproduzione cuièestraneol'amore. Questatruffapolitica perpetrataalungoaidanni dell'umanitàèall'originedelle guerrepiùimportanti.I politicihannoappresodalle loroesperienzeerotichedi gioventùaunire erroneamentel'immagine virtualedell'amoreaquella deldesiderio. Maicomeoraileaderdeidue piùgrandistatidelmondo sonodistantidaifreddi calcolicherafforzavanoe rendevanopiùsanalapolitica dichilihapreceduti.Ileader moderniinfattiamanotuttoe tutti.Altrimenticome potrebberogiornodopo giornogettarenelvuototutto queldanaropergareggiare nellaproliferazionedellearmi edegliesperimentinucleari, invistadiunairrazionale impossibilevittoria?Per ironiadellasortel'assurdità dell'amoreècheciòcheesso agognanonsipresentamai, ciòchedesideranonsi realizza,poichéilnon ottenereciòchesiattendeesi desideraèunprincipio implicitonell'azionestessa dell'attendereedel desiderare:idueleader mondialinonauspicano affattounadistruzionetotale, equestoèilpericolo maggiore.Poichéessiamano tuttoetutti,accadrà infallibilmentepropriociò cheessinondesiderano.Sta giàpersuccedere. Perciò,comehogiàdetto,è giuntal'epocaincuila fantasiaparepiùlontanadalla folliadiquantolosiala ragione.Iocercodistimolare lafantasiaumanaper allontanarel'umanitàdalla follia.Manonsonoriuscitoa ottenerealcunrisultato.Non immaginavochegliesseri umaniriponesserofiduciain folliasserzionicome"occorre fidarsidellaragioneumana" oppure"dalmomentocheè statascopertal'armatotale noncisarannopiùguerre". Perfortunaesisteilcapriccio: unuomocompraunvasodi fiori,camminapensandoalla finestracheadornerà,finisce inunastradasconosciutaesi fermaabereunacoppettadi sakèinunlocale,esageranel bere,dimenticailvasoetorna acasaamanivuote. Ilcapriccioèl'unica prerogativacelestedell'essere umano,sevogliamoprendere inprestitountermine religioso.Accadecheun uomopremaunapistolasul voltodiunaltrouomocon l'intenzionediucciderlo,ma nelmomentoincuistaper spararenascainluiuno stranocapriccioche all'improvvisorivolgel'animo inun'altradirezione. Iocontinuoasperarenon perchéabbiafiducianella ragioneumana,maperchémi fidodiquell'affascinante capricciochecoglietalvolta l'essereumano.Voicredete cheprimaopoiunuomo premeràilbottone.Sì,ma puòdarsicheprimadi premerloilcapricciosorrida all'improvviso». «Suquestoargomentola partitaèpari.Infattipuòdarsi chepremailbottoneper capriccio». «Inquestocasononsi tratterebbedicapricciomadi follia». «Leisostienechesarebbe folliapremereilbottonee capricciononpremerlo.Ma primahaaffermatochela ragioneumanaèfollia:e comepotrebbedunquela ragionedistingueretrala folliaeilcapriccio?» «Leiprimahaillustratotre peccatidell'umanità,maio oravorreiinveceparlarledi cinquevirtùdegliesseri umani,cinquecaratteristiche percuisarebbeunmale distruggerli.Sel'umanità fosseannientatabisognerebbe scolpiresullasuatomba almenoun'epigrafecheesalti questicinquepregi. Un'epigrafecheriassuma l'operatodell'essereumanoe lasuastoria: "Quigiacelaspecieumana cheabitavainunpianeta chiamatoterra.Mentivano spudoratamente. Ornavanodifiorisialagioia siaildolore.Tenevanoin gabbiauccellini. Arrivavanoinritardoagli appuntamenti. Ridevanosovente. Riposinoinpacenelsonno eterno". Che,tradottonellavostra lingua,suona: "Quigiacelaspecieumana cheabitavainunpianeta chiamatoterra.Eranodegli artisti. Usavanoglistessisimbolisia perlagioiasiaperildolore. Privavanoglialtridella libertàaffermandoper contrastolapropria.Non riuscendoafermareiltempo silimitavanoaessergli infedeli. Conoscevanol'artedi spazzarevia temporaneamenteilvuoto conillorofiato. Riposinoinpacenelsonno eterno". Voigiudicheretechela secondaepigrafesiapiùbella, ioinvecepreferiscolaprima. Nonhoigustipacchianidi chiprovienedalla costellazionedelCigno. Ornavanodifiorisialagioia siaildolore...grazie all'effimeraduratadeifiori recisicapivanochelagioiaè questionediunattimo,e speravanochecosìfosse ancheildolore.Tenevanoin gabbiauccellini:èuna piccolamalvagità,mala graziadellelorointenzioni mutavainteneravirtùquella malvagità. Quantoaldirittodell'essere umanodilasciaread attendereunaltroessere umano,questoèunmetodo cheledonnehannosempre usatoperconfermarelaloro sovranità.Infattiiltempo maturanellorocorpo(l'utero èunasortadiorgano strutturatoperiltempo).Le donneposseggonountalento innatonell'attendereenel lasciareattendere,unavirtù cuil'uomononpuòaspirare. Ledonnemasticano all'internodellorocorpole regoledeltempo,eosservano confreddaironiatuttiipiani escogitatidall'uomoper costruireunastoria. Gliesseriumanihannocreato l'arte,hannoedificato innumerevolicostruzioni illusorie.Vistidanoi extraterrestrilelorooperepiù tragichesononatesoltanto dalprincipiodelriso,l'unico principiopeculiaredell'essere umano.Ilrisoèlabasedella loroarte.Lemenzogneche essinonsistancanodi pronunciaresisarebbero corrosesenzailriso.Ilrisoè unconservanteperleloro menzogne:questoèciòche hannoscopertoiloroartisti. Madietroilrisosinasconde sempreilvuoto.Unvuoto cheilrisoriescead allontanaresolo momentaneamenteecheè sempreinagguato». «Echecidicedell'amoree delmatrimonio?»protestò l'impiegatodibanca. «L'amoreeilmatrimonio sonodescrittinell'epigrafe: mentivanospudoratamente, arrivavanoinritardoagli appuntamenti,ornavanodi fiorisialagioiasiaildolore, tenevanoingabbiauccellini pertuttalavita,einfine ridevanoprimadimorire». «El'economia?» «Arrivavanoinritardoagli appuntamenti:questo riassumeiproblemidel creditoedegliinteressi». Gliextraterrestrigiuntida Sendaisiscambiarono occhiateecontinuaronoa tacere.Quelsilenziodiede coraggioaJūichirō: «Nonvidicodirispettaregli esseriumani.Laciviltà umanaèrobaditerza categoria,isuoiorgani finanziarisonoprimitivi, persinolapoliticaèlapiù infimadell'universo,mase riuscireteaprovare benevolenzaversoiterrestrie adaiutarli,primaopoila vostraazionesaràdi giovamentoall'universo intero». «Idiota»,replicòHaguro storcendolabocca.«Bisogna estirparesubitoigermogli pericolosi.Leistacovandole uovadiunterribiledinosauro. Untempountiranno possedevailprivilegiodi compiereterribili,enormi malvagitàenerappresentava ilpiacereelasofferenza, ricevendograndiapplausi. Naturalmenteilpopolo condividevaquelgodimento. ARomanelColosseodecine dimigliaiadipersone partecipavanoalpiaceredel tiranno,ederano sinceramenterivoltialmale. Contemplareunuomo insanguinatopotevaessere peralcuniunagioiaeperaltri unasofferenza,maera comunqueunaliberazione dallasorgentedellavita.Ma adessocheaccade?Chi,dopo l'ecatombeatomicadi Hiroshima,haprovatola catarsidelpiacereedella sofferenza?Nessuno. Èaumentatoadismisurail numerodeipoveriesecutori dipenecapitali,cheaffidano sofferenza,piaceree responsabilitàaipotenti.Essi nonsonoaltrocheimpiegati, nonhannobisognodiaverele bracciarobusteepeloseda fabbroferraiodegliantichi boia,cosìcomeglioggetti prodottiinserienonhanno piùlanecessitàdiessere accuratamenteornatie costruitiamano.Che differenzac'èfraicampidi concentramentodiAuschwitz eunafabbricadiscatoletteo dimedicinali?Ilmaleè divenutoqualcosadi igienicamenteprotetto,di astratto:nonvedepiù direttamentescorrereil sangue. UntempoaRoma,nel Colosseo,ilmaleeramesso sullabilanciaagrosse manciate,esistevae abbondava,maadessoè divenutosemprepiùraro:in cambioperòsièestesoatutto ilmondoestanascostamente corrodendol'animodi qualsiasiuomo.Gliesseri umanivivonoinunmondodi tranquilli,casalinghiesecutori dipenecapitali,cheamano dedicarsial"faidate"la domenica.Parlanovolentieri diricostituenti,dierbada tagliare,maevitano assolutamentediaccennareal lavorograzieacuiricevono unostipendio.Lasocietà odiernaè"assetatadisangue" comemaièaccadutonella suastoria.Anchel'imperopiù crudele,l'imperodiunGengis Khanèdaconsiderarsi inferioreallasocietàmoderna riguardoallasetedisangue. Gliesseriumanisonopregni dimalvagità,mauna malvagitàchenonpuò esprimersieliberarsi:al pomeriggiodelladomenica passeggianoconlafamiglia neiparchi,sirecanoai concertiecontinuanoaessere assetatidisangue. Sipuòbencapireachecosa vaincontrounasocietàcosì innaturale.Permela sofferenzadell'umanitàè questaagoniamortalee inconsciaderivatadalla universalizzazionediunmale chesièassottigliato.Che cosaaccadràsenonporremo fineilpiùprestopossibilealle lorosofferenze,senon concederemolorounadolce eutanasia?» «Unextraterrestrenon dovrebbelasciarsiilludere dall'illusionediprogresso dell'essereumano.Ioso benissimodovesidirige l'astronaveguidatadaun essereumano.Sembra spingersiintrepidamente versol'oscurofuturo dell'universo,manellostesso tempoprecipitaall'inversonel baratrodellamemoriadel passato,dimenticatadagli umani.Nonèsoltanto un'avventuraverso un'esperienzasconosciuta, tentainvecediriprodurre un'oscuraesperienza primordialedellarazza umana.Perl'essereumanola strutturadell'universoèun luogodaraggiungere eternamenteedènellostesso tempounluogocui eternamentefareritorno. Propriocomel'uomoscorge costantementenelladonna l'immaginematerna. Quandol'uomotentadi procedere,retrocede ineluttabilmente,perciònon riescemaiaraggiungereoa tornareadalcunché. Malamiamissioneèsalvare l'umanità.Hocompreso parlandoconvoiche l'infaustaombrachesi proiettasullaterrainquesto secoloèprodottadall'attività degliesseriprovenientidalla vostracostellazione. L'influenzadellavostra costellazioneimpediscealla terradirinascerecomeuna stellameravigliosa.Esseri provenientidallavostra costellazionehannoassunto dalprincipiodiquestosecolo l'aspettodifamosipolitici, filosofieartistiehanno preparatolecondizioni odierne.Sonogiuntoin ritardosuquestaterra,ma nontroppotardi.Voivisiete intrufolatidentrotuttociòper cuil'essereumanonutreuna sincerapassione,voiavete corrosodall'internola giustiziadelmondo,ene avetelasciatosoltantouna vuotacarcassa,unamaschera. Imieiorecchipossonoudire ilrumoredellevostre mandibole,termitiche masticanosegatura.L'ododa moltotempo,maglistupidi esseriumanipensanochesia unlorodifettoacustico». «Leistatentando un'aggressionefrontale», commentòilparrucchiere osservandoilgracilepettodi Jūichirō,quindiripresecon untonoancorpiùostile: «ProfessorHaguro,lei permetteaquestoindividuo diparlarecosì?!Com'è possibilecheunapersona comemechesiapplicacon coscienzaalsuolavorosia chiamatotermite?Lavera termiteèquest'uomo,che fingediessereunprofetae chesucchialeoffertedella poveragente». Ilprofessoresorriseper confortareisuoicompagnie guardòcondisprezzo Jūichirō,cherespirava affannosamenteconla schienaappoggiataalla poltrona. «D'orainpoitidaròdeltu. Nonmeritialcunriguardo.Fa' quellochevuoipersalvaregli esseriumanimasappiche sonogiàinmanonostra. Perchévuoimetterciibastoni traleruote?Noncapisciche èstataunanostrasublime ironiaquelladiconvinceregli esseriumanichelearmi nuclearifosseroilpunto d'arrivodellasapienza terrestreeilmassimomotivo diorgoglio?Instillareinloro taleconvinzionenonèstato forseungranderisarcimento perleloropene,unmodoper mostrareloroilvaloredella lorostoriaedellalorociviltà, enellostessotempolaloro fragilitàepreziosità?Gli esseriumani,persalvarequei valoristoricieculturaliche all'improvvisoeranoparsi prividisignificato,nonhanno forseinventatolearmi nuclearicapacididistruggere tutto,egrazieallaloro minaccianonsonoforse riuscitiaimpedirelo svilimentodeisuddetti valori?Perchédunquetuvuoi togliereagliesseriumaniil dirittoaquestagrande consolazione? Lodareilorovizi,perdonare lemalvagitàcheessiattuano dapusillanimi,liberarlida ogniregola,fareinmodoche ciascunodilorosicomportia suopiacimento,concedere loroperalcunimesiuna libertàassoluta.Ciòliporterà adesiderareunadistruzione totale.Lamalvagitàinfatti richiedeunacreatività neppureparagonabileaquella dellabontà,matalecreatività finiràperestinguersinella libertàassoluta,perciòessi finirannoconilpensarealla distruzionetotaledelmondo. Cosicchélalorovolontàdi esseredistruttisaràidentica allanostravolontàdi distruggerli,inostri sentimenticollimeranno comequellidiinnamorati.Li lasceremomorireconvinti cheilloroannientamentosia fruttodiunloropensiero originale.Enell'agonia l'umanitàinvocherà,colmadi gratitudine,ilmionome,non iltuo.Nontipare?Saròioa essereilloroultimoDio.A menoninteressadominare perl'eternitàcomeunDio umano.Miaccontenteròdi rimanereDioperpochimesi. Bensapendochesoloilloro Diosopravviverà». «Nonimportachecosalei pensa»,ebbefinalmentela forzadiobiettarel'ansimante Jūichirō,«mailtempoche scorreadessofraleiemeè prettamenteun"tempo umano".Nonimportase procedeversoladistruzioneo lasalvezza.Questoèun tempomorbido,plasmabile, untempocheattendeuna decisione,untempoumano. Egliesseriumanisonocome ondechesiformanoe sparisconodiattimoin attimo.Anchesepotrete annientaregliesseriumaniin futuro,nonèinvostropotere distruggeregliesseriumani nell'attimopresente.Potrete riuscireadistruggeretuttii corpiviventisullaterra,ma nonpotretedistruggere questotempoumanoprima dell'annientamento,untempo chedureràineterno».«Letue sonopietose,nobili,astratte illusioni.Chedifferenzac'è fraquesteegliegoisticisogni concepitineilorostudidai pallidiintellettualidellaterra? Chediversitàc'ètrateeloro che,partendodapresupposti inesistenti,accumulano misereideeeaffermazioni minacciose,ementre scrivonograndisaggi ridondantieprolissisi illudonodiesseredivenuti personemoltoimportanti,di averracchiusoeordinatonei propriscrittituttiiproblemi dell'umanità,eintanto guadagnanodanaro confondendolementidegli uomini?» Kuritainterloquì: «Tupensisoltantoasalvare l'umanità.Perchéinvecenon tieniinconsiderazioneuna catarsidiqueisacchidi merdachesonogliesseri umani?Chesignificatohanno l'unioneelapacesepoigli esseriumanisarannosempre deisempliciburattini? Tuseicontrario all'industrializzazionedella malvagità.Seicontrarioalle uccisionidimassaperpetrate conlearmiatomiche.Eallora perchénonfaiunpassoin avantienonammettineltuo programmadiunionepacifica lapossibilitàdiunritornoalla fortemalvagitàantica,della liberazionedeldesideriodi strage?Soltantoquesto desideriopuòpurificare l'essereumano. Soltantoilsangueèingrado dilavarelapuzzaumana». «Nonsarebbemegliosegli esseriumanisiuccidesseroin lentiescrupolosiduelli,con reciprocorispetto, solennizzantidolacerimonia dellamorteconcomplicati addobbi,tremandodipiacere vedendoscorrereilsangue altrui?» «No.Sterminarel'umanità richiederebbetroppotempo», ammonìbenevolmenteil professorHaguro,«anchese similigiornicruenti potrebberocoincidereconil "tempoumano"chetanto deliziaŌsugi.Voisiete troppoinfluenzatidall'idea delsangue.Ioinvecetemo chespargimentidisangue possanodonarenuovavitalità agliesseriumani,el'illusione diunaresurrezione.Quando vedeilsanguel'uomo s'inebriadell'immaginedella vitaehalatendenzaa desiderarediprivaredella vitaglialtriperaumentarela propriavitalità.Che accadrebbeseneigiorni cruentichevoiauspicate l'essereumanosirafforzasse? No,èindispensabilericorrere aunrullocompressore,che spianitutto,chenonconceda scampo.Epoiamenon piaccionoletorture.Lunghee gradualisofferenze potrebberorisvegliare l'orgoglioanchenellepersone piùvili.Megliodunqueuna Pompeididimensioni mondiali,dovetuttisiano annientatiprimaancoradi averetempodisoffrire.Prima opoisiscateneràunaguerra el'essereumanoriusciràa superarepersinolapotenza distruttivadeidisastri naturali. "Maioinvecevorrei..."» «Tuvorrestisalvare l'umanità,vero?Comincia alloraconilsalvarelatua piccolacittàdiHannō.Mami raccomando,nonsoloituoi accoliti:salvaancheil questore,gliagentidi pubblicasicurezza,ildirettore delleposte,lapadronadel negoziodifruttaeverdura. Tuttagentechetiosservacon malanimo.Seidiventato famosonellatuacittadina, dovrestiessereapprezzato, invecetitrovanotutti insopportabileperlatua solitariaalterigia.Menesono accortochiedendo un'informazionesulcome arrivareacasatua.Laragazza cuimisonorivoltomiha rispostoconunsorrisetto sarcastico». «Nonintendosalvare l'umanitàperottenere gratitudine». «Perchémaitiprodighise nessunoapprezzaituoi sforzi?Sai,diversamentedal mioprogetto,iltuoha bisognodell'approvazione altrui.Anchesenon t'interessalagratitudine umana,consideracheper salvaregliuominitisarà necessarioilloroconsenso. Inveceilmioprogettoè chiaro:nonrichiedené approvazionenécontratti. Volentionolentisaranno distrutti.Tustessohai ammessochesarà estremamentedifficile realizzareituoiprogettidi paceediunioneuniversale. Questaèlaverità:persalvare laterracometudesiderisarà necessarioottenerelapace universale,chetuttavia presupponel'unione.Maè impossibilestabilire un'unionefragliuomini senzaottenereilloro consenso.Epoigliuomini chedesideranoesseresalvati sonodisolitoofollio eccentrici.Lagentenormale nonpensaallasalvezza. L'umanitànonsiunisceper potersopravvivere.Epoi perchémaiunapersonain buonasalute,conunrobusto appetitoeunsanoistinto sessualedovrebbe preoccuparsidimuovereun soloditoperl'umanità?» «Finoralasalvezza dell'umanitàèsemprestataun imperativodellareligione,ma la"miasalvezza"nonpostula alcunsentimentoreligioso.È sufficientecheunuomoabbia lavolontàdisopravvivere». «Latuaidioziaassomigliaa unatestugginechesiostinia nasconderelatestasottoil carapace.Nonseidispostoné avederenéaudire.Iltuo mododiragionarepresenta duedifetti. Anzituttopersalvare l'umanitàdovrairicorrerealla minaccia,masisache nessunaintimidazioneè sufficienteasconfiggere l'ottimismoumano.Sitratti d'inferno,diguerranucleareo didistruzionedell'animaodel corpo...Nessunessereumano crederàallafinedellasua esistenzafinchéessanonlo coglieràall'improvviso. Ilsecondoerroreèchegli esseriumaninondesiderano affattovivere.Inessi l'assenzadeldesideriodi vivereèpigramenteunita all'ottimismo:"Ah,vorrei morire!Masogiàchenon morirò".Èquestol'innodi tuttigliesseriumaniinbuona salute.Comepotraidunque salvaregentesimile? L'umanitàèsimileaunasfera dallalisciasuperficie.Non riusciraiadafferrarlaconle tuedeboliunghie». «Iononintendorimproverare agliuominilalorofiduciain sestessi.Èunacaratteristica dellorofascino.Leimeditadi sterminarliall'improvviso, mentreancoranonsene rendonoconto.Ioinvece vorreisalvarlituttialoro insaputa,comevedeinostri metodisonoquasisimili.Mi piacerebbetrasferireversola paceel'unionelacullaincui dormonotranquilli:quandosi desterannodiverrannoforse cittadinipiùresponsabili, adattialnuovoregno». «Cittadiniresponsabili?Ma nonsonoforseloroa inquinarel'ambiente? Trasformerannoinuna caricaturalatua"armoniae unioneuniversale".Inuna bruttacaricaturadellaboria umana.Geniederoisaranno trattatiallastreguadiuomini comuni,dovrannoadeguarsia mediocrimodelliecosìla volgare,imbecillemassaavrà dinuovoilsopravvento.È questochedesideri?Allora accontentatidellecondizioni attualidell'umanità». «No,esisteunapacedifficile chesvettasucimevertiginose eunapacefacilechevivein unavalle,efraledue innumerevolilivelli.Iovorrei soltantoraccoglieretuttociò chedellanaturaumana potrebbegiovareallapace, daigioielliallaspazzatura, senzatralasciarenulla». «Hocapito,nonticuridella qualitàenonhaiunpopolo eletto.Iltuomovimentoavrà successointelevisione. Piaceraiallemassee guadagneraiqualchesoldino. Conlatuafacciamalinconica diventeraiunpersonaggio famoso». «Masì,diventapureuna celebrità»,interloquìcontono velenosoilparrucchiere. «Nelpocotempocherimane primadelladistruzione dell'umanitàdivertitipurea concedereautografioa scriveredediche.Esevorrai unbeltagliodicapellivieni nellamiabottega.Tiaprirò unbelbucorossonellagola conilmiorasoio». «Chegliuominisianoalpiù prestodistrutti!»esclamò l'impiegatodibancae gonfiandolestraziatenarici incominciòarecitareuna litaniadimaledizioni:«Possa l'orridacreaturachiamata essereumanoessere annientata!Possal'essere umano,cherotolafindalla nascitatrafecieorina,che crescendoperdelatestaperle mucosediunadonna,cheha unaboccacapacesolodibere edimangiareschifosamente, diblaterarevolgarità,di leccareciòcheilpudorevieta diesporre,echedavecchio decrepitotornaarotolaretra fecieorina,possalo squallidoessereumanoessere annientatoilpiùpresto possibile.Estinguiti,sordida umanitàcheinvidieingiuri dalmattinoallasera,chenon sopravviverestisenz'acquae senzamenzogne!Crepa, saccodiorridapellepieno d'immondivisceri!Nonti tolleropiù!Possatuessere annientato!Sparisci!» «Mal'ufficiod'igienedi Tōkyōchefa?»intervenne sarcasticoilparrucchiere,e proseguìcontonoenfatico: «Sebisogneràprocederea unadisinfezionepubblica,nel temponecessarioallo spargimentodidisinfettantee all'eliminazionedella spazzaturasipotrebbegettare nelgolfodiTōkyōisuoi diecimilionidiabitanti,così Tōkyōdiverrebbelacittàpiù asetticadelmondo.Infatti sonogliesseriumaniilpiù grandenemicodell'igiene, veroprofessorHaguro?» «Quandoilpensieroumano nonhapiùrisorse»,continuò imperturbabileHaguroconil suopeculiaretonosolenne, «meditainstancabilmentela fine.Daquandoèiniziatala storiaumanasièsovente attesala"finedeitempi",che nonèmaivenuta.Maquesta èlavoltadecisiva.Infatticiò cheèdegnodichiamarsi pensieroumanoè definitivamentemorto. L'umanitàèammutolita.Nel mondosidiffondonoi sintomidellamorte.La corrosavestedelpensierosiè disfattael'uomoaffronta nudoilfreddodell'universo. Tunonpotrairiscaldarecon letuedebolimaniilcorpo dell'uomochesista raffreddando.Soltantola bombanucleareriusciràa scaldarlo.Glideisonomorti, lospiritoèmorto,ilpensiero èmorto.Rimangonosoltanto deicorpi,omeglio,carcasse conl'apparenzadicorpi, violatidaunamorte inavvertita,senzasofferenza, senzadolore,comequesta brezzadellasera.Lafine scenderàcosì,naturalecome ilcalardellanotte.Lebare sonogiàpronte.Lestanno ricoprendoconundrappo. Lentamente,connaturalezza, davantiagliocchiditutti. Soltantogliesseriumaninon avvertonolapuzzadi cadaverechesidiffondenel mondo,illezzocheprecede lamorte.Laguerraatomica nonsaràaffattorumorosa.Si udràsoltantoilpiccolo, delicatogirodichiaveconcui unaportasaràchiusaper sempredall'esterno.Laterra, privadiesseriumani, continueràperqualchetempo abruciareacausadeiresidui fuochiprovocatidallebombe nucleari.Gliincendisulle montagneavvamperanno finchél'ultimoalbero diventeràcenereeintantola terravistadall'universo sembreràunastella meravigliosaancorpiù splendentediquantolosia ora. Propriocometudesideri:la terrarisplenderànellanotte comeunapiccolalanternain ungiornodifesta.Perla primavoltailmondoparràun luogoidilliaco.Laterra diventeràcometudesideri: unastellameravigliosa». CAPITOLO10 Jūichirōnonsidecidevaa prendereunadecisione nonostanteleesortazioni dellafamiglia:finalmente Akikoriuscìapersuaderloa recarsialgrandeospedaledi Tōkyōdoveerastatavisitata dalginecologo.Ilmedico dissechebisognavaattendere l'esitodegliesamiperavere unadiagnosiprecisa,mache presumibilmentesitrattavadi ulceragastricaeordinòun immediatoricovero. Kazuosirecòinospedalea vederesuopadre,sebbene intimiditodallanotiziache Jūichirōs'erasentitomalein seguitoallavisitaditre personevenutedaSendai. Ilpadre,chenonincontrava datempo,gliapparve terribilmenteemaciato: ipolsicheemergevanodalla copertaesitendevanoverso Kazuoeranocosìesilida stupire.Kazuosicongedòin fretta,conilpretestodel lavoro,ancheseinquel periodononavevaricevuto alcunincaricodaKuroki. Uscitodall'ospedaleentròin uncinemaeperdistrarsi assistetteatrespettacoli. Dopoalcunigiornidedicati alleanalisi,Jūichirōfu sottopostoall'operazione. Kazuoatteseinsiemealla madreeallasorellainuna saletta.L'operazioneterminò dopomezz'oraeilcorpo addormentatodelpadrefu riportatonellasuacamera.Un medicotrattenneKazuo chiedendodiaccenderglila sigarettaequindidomandò: «Crededisapermantenereun segretononsoloconildiretto interessatomaancheconsua madreeconsuasorella?» Kazuoannuìeilmedicogli confidòcheilpadreavevaun tumoreallostomaco,maledi cuisieranoaccortidurante l'operazione:l'avevano dunqueimmediatamente ricucitoperchéerainuno stadiotroppoavanzato:non sarebbevissutoalungo. Kazuononvollepresentarsi allamadreeallasorellaconil voltoancorasconvoltodalla notizia.Salìsullaterrazzadel terzopianoecontemplòil panoramad'iniziod'estatein attesadicalmarsi.Invece, appenafusolo,gliocchi traboccaronodilacrime. Siavvicinavalafestadei bambiniesuitetti ondeggiavanogonfiatidal ventostriscionidisetaa formadicarpeesplendevano leyaguruma.Sefossestato unterrestreavrebbefissato conostilitàquelleinsegnedi gioiachefluttuavanosinuose, ingelidocontrastocongli eventichel'opprimevano,ma Kazuononneeraangustiato. Gliparevainfattichelasua disperazioneeillento ondeggiaredellecarpe argenteeecolorategirassero intornoall'unicocerchiodi unamedesimamelodia. Aveval'impressionechea causadelleluciedelleombre tuttosimuovesseinunalenta danzacircolare:ilmedesimo oggettoparevatriste all'ombra,mentrealsole sbandieravaunafintacoda gonfiadivento,comeuna carpadiseta.Credevadiaver vagamenteintuitoinciòil vagolegamecheunivagli esseriumaniagli extraterrestri. Nonsieraaccortodell'ombra dellasorellachesiavvicinava allesuespalle.Sivolse meravigliato,mostrando,suo malgrado,ilvoltorigatodi lacrime. Akikoosservòcon un'espressionedirisoluto rifiutolelacrimedelfratello. Sulvoltodallearmoniose fattezzeerasvanitoil languoredegliultimitempie negliocchiallungatiesulle labbradall'incantevoleforma parevascolpitoilfresco diniegodiuntempo. «Piangi...Capisco.Èun tumore,vero?» «No...» Invecedirisponderecon titubanzaKazuoavrebbe dovutotacere.Seneaccorsee spiegò: «Ilprofessoremiha raccomandatodinonparlarne nonsoloall'interessato,ma neppureallamammaeate. Ormainonc'èpiùnullada fare.Nonvivràalungo». «Sì,nonbisognarivelarela veritàallamamma.Nesarà sconvoltaeprenderàla decisionepeggiore»,disse Akikoripensando all'atteggiamentoassunto dallamadreaprimavera, dopolavisitaginecologica. «Bastachenesiaalcorrente tu»,concluseKazuo,mapoco doposipreoccupònotando cheAkikononaveva commentato.«Nondevi assolutamenterivelargliil segreto.Haicapito?» Akikotaceva. Kazuosupposechelasorella piangesseerimasealungoin silenziosenzaguardarla,ma nonl'udivasinghiozzare.A untrattovolselosguardo versodileiesiaccorseche nonstavaaffattopiangendo. Ilvoltodellasorellalofece trasalire.Parevachelo spiassedaoltreunvetroin cuisifosseperfettamente cristallizzatalabrinadeisuoi sentimenti. «Ricordichecosaci raccomandònostramadre sullacollinaRakan,nello scorsonovembre?"Noinon siamoterrestri:nondobbiamo maidimenticarlo".Purtroppo ilcorpodipapàèumano»,si affrettòaconcludereKazuo, dimenticodellapropria tristezza.«Lasuamalattiaè tipicamenteumana,comela suasofferenza.Com'è possibile?...» Akikol'interruppeconun tonolimpidoeindifferente: «Mailtrapassodinostro padrenonèlamortediun terrestre.Nondobbiamo dimenticarlo». Jūichirōstettelievemente megliodopocheglifurono toltiipunti.Lamoglietornòa Hannō,lasciandolafigliaad assistereilmarito.Imembri dell'Associazionedegliamici dell'universoinsistetteroper sostituireAkikonelsuo compito,maJūichirōrifiutò ostinatamente. Sceselanotte.Akikoriuscìa convincerequellesemplicie generosepersonead andarseneerimasesola.Si sedetteaccantoallafinestra, chedischiuseperlasciar entrarelabrezzaestiva.Si scorgevanonumeroseinsegne alneon.Soprattuttolasua vistaerainfastidita dall'insegnaalneondella «bevandadifrescura», grappoliinfuocatiche ruotavanocomeunarossa svastica.Eraunastrategiaper attrarrel'attenzioneumana mettendoinrilievonelcielo notturnoivariegaticolori dell'ansia,unachiara allusionealsistemanervoso. InquelmomentoAkiko avvertìunlievemovimento nelsuoventre.Dalmese precedenteleeranodivenute familiariquelleimprovvise, quasiimpercettibili oscillazioni.Siscioglieva allorailcaldotediodelsuo ventre,percorsoperunistante daunasortadilampo.Poi,di nuovo,laquiete.Akiko attendeva.Tuttiisuoi sentimentieranorivoltialla suaimmensatenebrainterna, enullapotevaostacolarli.Il padre,chesupponeva addormentato,erainvece desto. «Èunimpegnotroppo gravosoperletuecondizioni. Nondevistancartitroppo. Quandosaròguaritoti compreròtuttoquelloche vorrai.Nonsoperòquando potròguarire;mamiconforta pensarecheildolore postoperatorioèdestinatoa diveniresemprepiùlieve. Negliultimitempisonostato troppoimpegnato,maquando saròguaritocidivertiremo tuttiinsiemeviaggiandoe andandoateatro». Akikofuirritata dall'espressione"guarire"che ilpadreavevausatobentre volte.Sispazientivadifronte allarivelazionedidebolee ciecodesiderioumanodi Jūichirō,ilcuispirito,invece divolarealtoneicieli, com'erasuaconsuetudine,era sprofondatonell'ingegnosa trappoladelcorpoeracchiuso inun'angustaoscuritàpari allesuedimensionifisiche. Ilpadrenonriuscivaa dormirelanotteacausadella sofferenza:piùchelo stomacoglidolevanola schienaeilpetto. «Midispiacechiedertelo,ma nonpotrestimassaggiarmila schiena?» bisbigliòJūichirōconvoce sommessa,quasiservile. Daltonosupplichevolee dalleparoleAkikocapivache piùdelcorpopaternoera crollatoilsuospirito: «Nonpensavochesisarebbe trasformatoinunbanalissimo malato...» meditavalaragazzamentre accostavalasediaallettoe facevascivolarelecandidee bellemanisottolacopertaper massaggiarelaschiena paterna. Lesuemaninonsfioravanoil gelidospaziodell'universo, bensìunadebole,calda, maleodoranteschienaumana. Unaschienaoltrecui immaginaval'esistenzadel tumore,ediunfiaccospirito umanoaggrappatoalla speranza. Mentremassaggiava lentamenteapprofittòdel fattocheilpadrelerivolgeva lanucaperporgliuna domandachelepremevada tempo,unadomandachenon avrebbepiùavutol'occasione dirivolgergli: «Papà,diritornoda Kanazawamihaidettoche Takemiyaeraproprioun venusianoecheètornatoa Venereabbandonandomi, ricordi?» «Sì,èvero»,ilpadrevolseun pocolaschienacomeuna lepresmagritaetimorosa. «Erapropriolaverità?» insistetteAkiko. Piùcalmielievieranoi movimentidelleditasullasua schienaepiùJūichirōintuiva penosamenteillungo accumulodisentimenti nell'animodellafiglia. Risposedunquecontono volutamentedistratto: «Èvero.Nontihomentito». «Neseisicuro?» «Sì». LavocediAkikoassunseun tonotagliente: «Bastaconlepietosebugie. Nonsaiquantomiabbiano ferito.Hotentatodi convincermichedicevila verità.Secosìfossestato tuttosisarebbetrasformatoin unsogno:avreiperdonato qualsiasiassurditàelamia gravidanzasarebbestata veramentelaconseguenzadi unapartenogenesi:chimai avrebbepotutoconfutarlo? Perciòhoseguitoilpensiero tracciatodalmiosogno:ho decisoehodichiaratocheil miobambinonasceràdauna partenogenesi.Èinfatti l'unicosistemaperdare concretezza,perconferire realtàallacreaturachenutro nelmioventre.Tu,papà,hai intuitolamiadecisionee comeperuntacitoaccordoti seirecatoaKanazawaper trovareproveche giustificasserolamia testimonianza.Peròsel'hai fattosoltantoperconsolarmi enonperchétuvivailmio stessosognoosiariuscitoad assimilarelamialogica,non potròmaiperdonarti.Sarebbe unterribiletradimento.Seè cosìavrestifattomeglioa direlaverità.Iodovevoa ognicostorendererealela creaturachecrescenelmio grembo.Seilnostrofosse statounromanticoincontro fravenusianilarealtà concorderebbeconilsognoe miofigliosarebbelatramain cuiilsognos'intrecciacon purezzaall'ideale:ilbambino nonerediterebbealcundebito néacausadelpadrenéa causadellamadre:sarebbe propriounvenusiano.La partenogenesilapiùcasta formadiriproduzioneè infatticonsonaallapurezza delmiopianeta,Venere. Invecelapietàchehointuito nelletueparoleha consolidatoinmeun'oscura ipotesi,contrariaaquelle conclusioni,cheèdivenutala causadiundolorelancinante chemitormentagiornoe notte.Seciòchehaidettoè falso,tuttosiridimensiona,è unvolgareincidente,persino tropporeale:ilbambino invece,luisolo,siriducea esserenull'altrocheunmio pietosoesquallidosogno, perdecaratteristichereali, rimarràtuttalavitala crisalidedelsognodiuna madreabbandonataedovrà addossarsiildestinodiun terrestre,ossiadiunfiglio bastardodell'universo.Non saràaltrocheunbrutto, squallidosogno.Digiornoin giornoilmioanimohavagato fraorribilieconsolanti ipotesi:adessocomincioa sentireilbambinomuoversi, ealpensierochesiavviciniil giornodellasuanascita comprendodiesseresempre piùincapacedisopportare. Perciòhopensatodiporti questadomandaanchesesei malato:dimmisinceramente, haimentitoohaidettoil vero?Seconosceròlaverità inmescaturiràunanuova energia». Ilpadresigiròcommosso versolafiglia,lepresela manoeglielastrinse. «Hocapito.Deviaver soffertomolto.Ècolpamia, scusami». «Allorahaimentito. Takemiyaeraunterrestreeil miocorpoèstatoprofanatoa miainsaputa». Ilpadreresistetteallefittedi dolorechegliattraversavano laschienaeilpettoeindugiò alungoarispondere: «Vabene,Akiko,sarò sincero.Ignoroseciòcheti hodettosipossadefinirevero ofalso.Sonostatoa Kanazawa,hocercato quell'uomodappertuttoma nonsonoriuscitoatrovarlo. Tuttoqui.Erasenzadubbio unbugiardo,manonsoseè unterrestreounvenusiano». «Dinuovounabugia consolatoria!»Lavocedi Akikoassunseuntonoaspro: «Tiesprimisenzachiarezza, comeunterrestre.Come possoproteggermidaglistrali dellamenzognadelgiovane cheamavoedimiopadre? Forsetupensavidimitigare lesuemenzogne,macosì facendononhaisalvatoimiei sogni.Nonavrestidovuto occultareconaltrefalsitàla suamenzogna.Dovevi soltantoconfessarmilaverità. Cosìavreipotutoalmeno scegliereseribellarmialla realtàcontinuandoacredere nelsogno,oserinunciarvi definitivamente. Gliextraterrestrinonsono essericosìdebolidadover mettereunamascheraalla realtàpernonvederneil terribilevolto.Diversamente dagliesseriumaninoi possiamosognarelarealtà. Nonècosì?Inostrisogni sonoesattamenteilcontrario dellamenzogna,nonècosì? Vivereanchesoltantoperun secondoinunapietosa menzognasignifica corrompereiproprisogni.Un risultatoterribile...terribile... finiremmoconildivenire creatureterrestri». «Ticapisco,Akiko... Credimi,nonavevo intenzioneditrascinarecosì inbassolamiagraziosafiglia venusiana,finoatrasformarla inunaterrestre! Rifletticoncalma:lafelicità dimanteneregliocchi bendatidifronteallarealtàè unamiserabile,peculiare felicitàdellarazzaumana.La falsitàdicuinoiparliamoè invececontraddistintada caratteristichemoltopiù sottili.Adesempio,noi nascondiamoalmondola nostranaturadiextraterrestri: infattipurpossedendola veritàsiamotenutiamostrare agliesseriumanisoltantola mascheradellafalsità.Peri terrestrièdiverso:indossano lamascheradellaveritàper nascondereleloromenzogne. Perciòascoltami,Akiko:in noirimanesoltantolaverità. Nonimportaquanto Takemiyasiabugiardo:tusei fattainmodotalecheinte finisceconilrimanere soltantolaverità,comel'oro setacciatodallasabbia.Ioho credutoinquesto meccanismoehocercatodi offrirtiunamenzogna semilavorata,digranapiù fine,inmodochetupotessi filtrarlameglio.Consideralo pureunapietosapremura;in realtàpresumevodipoterti offrirelamenzognasenza occultarla:eroconvintoche sarestiriuscitaabilmentea filtrarlamutandolainverità». «Davvero?Manonhai pensatochequesto meccanismodinoi extraterrestripotrebbe guastarsi?»replicòAkiko, connegliocchiunlampodi rabbiaperilplacido ragionamentopaterno.«Se invecedellamenzognatumi avessigettatoall'improvviso laverità,pensicheil meccanismosarebbe impazzito?» «No.Avrebbesoltanto sussultatoperqualche istante». «Temevicheiotremassi, ancheseperunistante?» «Certo». «Alloraprovailmio meccanismo.Gettamila verità,padre.Siicoraggioso». Jūichirōeraperplessoma, colpitodallosguardo infuocatodellafiglia, confessòtristemente: «Akiko,hoperso.Laveritàè questa.Quell'uomoèun terrestreeundonnaiolo.Ha approfittatodellatua ebbrezzaperingravidartiedè fuggito». Jūichirōvidechelafiglia serravagliocchicomese stesseprecipitando.Temeva l'attimoincuiliavrebbe riaperti. Maquandologuardò riapparveintornoallesue labbraunlievesorriso,simile allaluminositàdell'alba, comesesifossesubito ripresa. «Chestranaimpressione!Siè mosso,maoravatuttobene. Èbizzarro,eppuresuppongo diaversaputotuttofinda principio.Sì,losapevo:lui avevasoltantolafunzionedi catalizzatore.Perché concepissiunfiglio venusianoavevonecessitàdi essereaiutatadaunterrestre, che,simileaunabrezzadi menzogna,avrebbevolato intornoameronzandocome unasonnolentaape.Tutto qui.Ormainonpenseròpiùa lui». «Bene». «Èstatoungioco interessante.Adesso,toccaa memettereallaprovaletue strutture,papà.Vogliocapire comefunzioniilmeccanismo ecomeriescaamasticare qualsiasifalsitàtramutandola inrealtà.Seisicurodiesserne capace,papà?» «Sì,certo». «Davvero?» Jūichirōdimenticòperun attimoilsuodoloree, sorpresodall'insolitagaiezza dellafiglia,sipreparòa partecipareaunpiacevole gioco.Conunasorprendente velocitàquasiilguizzodiun bisturilaragazzadichiarò: «Nonèverocheeraun'ulcera gastrica.Haiuntumoreallo stomaco.Inoperabile». Akikovideilvoltopaterno contrattodalterrore.Lapelle simileaunaingiallita gardeniaimpallidì,Jūichirō tentòdibisbigliaremadalla suaboccanonuscìalcun suono.Gliocchispalancati parevanoaggrapparsia qualcosachesistesse definitivamenteallontanando, mentrelosguardodiveniva fissoevacuo.Sprofondòcon latestanelcuscinoerimase immobile. Akikosiabbandonòperla primavoltaalpianto: premetteilvoltosulcuscino delpadreesinghiozzò: «Scusa,papà,scusa.Non volevochetufinissiconil diventareunterrestre!» Jūichirōnonrispose;isuoi occhisgranatialbergavanoun improvvisoterrore. «Chissàsemiopadre possiedeancora l'indispensabilecaratteristica degliextraterrestridinutrirsi delleveritàpiùterribili riuscendoatrasformarlein sogno.Isuoidentiavranno ancoralaforzadimasticare? Nonsaràstatounerrore rivelarglilaveritàconfidando nellesuecapacità?» AquelpensieroAkikofu coltadaun'indescrivibile tristezzaedaltimore.Da alloraJūichirōrimasequasi sempreinsilenzio.Akiko trascorselanottealcapezzale delpadre,conunsensodi colpa.Loguardavafissoin voltosenzaaverepiùil coraggiodiparlargli.Ogni tantoJūichirōsiassopiva,poi sisvegliavacomesesifosse spaventato,evolgevalo sguardoquaelànelbuio dellacamera.Akikodeterse piùvolteilsudoreche inumidivalafrontedel malato,senzachequesti proferisseunlamento. Ilmezzogiornoseguente arrivòKyokopersostituirela figliaesimeravigliò apprendendocheilmarito, finoadallorapropensoa riceverevisite,nonostanteil cartelloappesosullaporta conscritto:«sonovietatele visite»,nondesideravapiù incontrarenessuno.Non gradivainfattileconsolanti bugiedeiconoscenti.Aveva volutocongedareanchei membridell'associazione venutiperassisterlo.Asera Kyokoeilmaritorimasero soli.L'infermieraportòla cenaprimadelprevisto,ma Jūichirōnonvolleneppure assaggiarla. «Perchénonnemangi neancheunboccone?Senon tinutrìtarderaiaguarire». «Persinotuvuoi tranquillizzarmiconla fandoniadellaguarigione?» risposeilmalatoguardandola conunlampod'ironianegli occhiscuri. Kyokononcomprendevail motivodiquellascontrosità. «Chetisuccede?Comemai seicosìcambiato?» «Ierihosaputolaverità». «Laverità?» «Nonfingered'ignorarla!» ribattéJūichirōeraccontò, distorcendolievementela realtàperriguardoversoi figli: «KazuoeAkikosi comportavanoinmodo strano.Lihosottopostiaun interrogatorioeallafinesono riuscitoacarpirelorola verità.Ormaisochehoun tumoreallostomacoecheè soloquestionedipocotempo. Èinutilecheinsistiateconla vostrafarsa». Jūichirōsperava,suo malgrado,chelamoglie negasse,ancheseunasua obiezionesarebbestatadalui subitosarcasticamente confutataedeglisisarebbe ostinatoavolerconoscerela realtà. Sefossestataalcorrentedella verità,Kyokoavrebbepotuto reagirenegandola,mala madregioviananonerastata informatadaifigliederastata costrettaadapprenderela veritàdalmarito. Kyoko,chefratuttiifamiliari eral'unicaaessere caratterizzatadaunabanale sensibilità,fusconvoltada quell'aggressionedirettae nondubitòdell'obiettivitàdel marito.Temettedisvenireper ildolore,masentìsorgerein leiancheunimpulsodivanità offesa.Ilfattochetuttiin famigliaconoscesserola veritàtrannelei,cuiera affidatalaresponsabilitàdella cucina,ferìprofondamenteil suoorgoglio. Leparvechelasuafamiglia diextraterrestrisifosse tacitamenteaccordataper escluderladalsegreto. Amareggiatadatale discriminazioneKyokovolle apparirecomplicediquel complotto. Singhiozzò: «Scusa...sapevo...sapevo, manonsonoriuscitaa confessartelo». LosguardodiJūichirō divennevacuo,poi,contono calmo,laesortòatornarea casaaffermandodivoler trascorrerelanottedasolo perchédovevariflettere. Lamogliesioppose vivacementemaJūichirōnon silasciòconvincere. Trascorselaprimanotte solitariadaquandoerastato ricoverato. Conobbefinneiminimi particolarigliorroridiuna notteinospedale.Ilsuono simileaunululatodello sciacquonedellacamera vicina.Squallide,solitarie evacuazionideimalati.Alle novediseraudìrumori provenientidaunacamerasul latooppostodelcorridoio, singhiozziepassiconcitati.E dinuovounopprimente silenzio.Jūichirōintuìchein quellacamerasieraaccesala morte.All'improvviso, meccanicamente,comela lucerossadellaspiadiun cruscotto. Ripensòall'amorenutritoper ilmondoterrestreeperlavita umana,manonriuscivaa formarsenecheunavaga immagine.Nonavevaquasi maivissuto.Dichecosa avrebbedovutodolersi? Avevaaffidatoilcompitodi vivereagliesseriumani. Jūichirōnonriuscivaacapire comemaifosseterrorizzatoe profondamenterattristato dallasortedelsuocorpo terrestre.Gliesseriumanisi angustiavanoperlaloro incapacitàdicomprenderela morte,egliinveceera sbigottitodallasua sorprendentecomprensione delpotereedellaterrificante influenzadellamorte. Ilsuoanimoerasconvolto dall'ingiustaoppressionecon cuiloassalivalaprospettiva dellamorte,inconfrontocon laleggerezzadellavita terrestrecheeglinonaveva realmentevissuto.Eraforse quellalapesantezzachegli uominiprovavanovivendo? Stavaforseincominciandoa vivere? Incambiosfumavae dileguaval'immaginedella distruzionedell'umanità,un tempocosìvividanellasua mente.Cercòdiconcentrarsi sudiessa,maera un'immagineormaivaga,e parevasfuggirglicomesabbia traledita. L'umanità,cheglieraparsa cosìmoribonda,aveva acquistatounanuovaforzae deridevabeffardamente Jūichirōchegiacevainattesa dellamorte,prontaa precipitarsiurlando,come unavalanga,versolapianura sconfinatadiodiose riproduzioniediunavita eterna.Checosaera accaduto?Invecediessere Jūichirōadabbandonare un'umanitàinagonia,era l'umanitàaconsegnale Jūichirōaunamortesolitaria. Ripensòagliinnumerevoli simbolidifortunaedi longevitàideatidall'uomo, simbolidiauguriodilunga vita,cordoncinirossie bianchi,gruchevolavano quietamente,pinichesi flettevanoversolarivadel marecurvatidalvento, varietàdialghegettatesulla riva,fracuisirannicchiavano enormitartarughe.Graziea queisimboligliesseriumani sognavanoun'effimera vittoriacontroiltempo, un'imperituracatenaformata dallariproduzione.Gli uominigioivanolungouna riva,madalmarelamorteli issavaconsonnolente palpebre. Lasopravvivenza dell'umanità,prontaad abbandonarloallasuasorte, eraun'ipotesichenonaveva concepito.Avrebbetuttavia dimostratolavittoriadel marzianosulcomplottoordito daisinistriextraterrestri giuntidaunpianetainvisibile dellasessantunesimastella delCigno.Nellasuamente affioròl'ideadelsacrificio. L'universoavevaforse promessodisalvarel'intera umanitàincambiodel sacrificiodiunsolo marziano,etaledecisioneera statanascostafinoadallora. Eglicercòconlosguardola direzionediquellavolontà universalechel'avevainviato interra.Eraunpuntolontano daquell'ambientepregno dell'odoredeidisinfettanti, oltreilbiancosoffitto dell'ospedale,nelladirezione diunabissoassolutoincuila tenebradivenivaluceela lucetenebra. Dalleparetifiltravanoi bisbiglideimalatichenon riuscivanoadormire.Si udivanoinfaustisquillidi telefonoelentipassiche attraversavanoilcorridoio,e poi,ancora,l'ululatodello sciacquone.Jūichirōtenevalo sguardofissoalbianco, impassibilesoffitto.Ilembi delcandidocamiceinamidato diun'infermierasfioraronole foglieeifioriche incominciavanoadappassire neicestioffertidaivisitatorie collocatiincorridoiodurante lanotte. Selavolontàsuprema dell'universoavesse attraversatol'insulso,bianco soffittoperspiegargliil significatodellasuamissione sullaterra,egliavrebbe riacquistatofiducianelsenso dellasuamorte.Infattise avessedovutosacrificarsiper salvarel'umanità,lasuanon sarebbestatalamortediun comuneterrestre.Avrebbe avutounvalorepariaquello dellaecatombeditremiliardi diuomini.Seglifossestato possibileintuireunsimile intento,sìsarebbesalvato dall'indefinibileterroreedalla sofferenzache l'attanagliavano... Maperquantitentativi facesse,ilsuometododi comunicareconl'universo nonproducevaalcuneffetto. Nonerasicurodipoter domandarequalifosserogli intentinascostidellasuprema volontà.Manonconosceva altrimetodiperstabilireun contatto.Gliocchi,che Jūichirōsiostinavaafissare sulsoffitto,gliprocuravano unadolorosasensazionedi calore.Ilgonfioregli appesantivailvolto.Ilcorpo erapercorsodafittedolorose elafronteimperlatadisudore simileagelidiaghi:non riuscivaaimpedirsidi gemere.Nonscorgevanulla sulsoffitto,nonudivaalcuna voce.Lamateriaosservava scrupolosamenteleproprie leggi,iltempoterrestreera regolatoconprecisionedaun propriocodice.Lepareti eranosaldamenteuniteal soffitto.Imaterialidiquel nuovoospedalenon scricchiolavanoneppuredi notte.Ilsoffittoeraun semplicesoffittoeilmalato ditumorecoricatoaldisotto diessononeracheunmalato ditumore. Jūichirōattese.Ricordòlasua infanzia,lasolitariagioventù, l'esultanzadiquandoaveva vedutoperlaprimavoltaun discovolante,lavisitadegli infaustiextraterrestri: immaginòuna"biografia" tintaconisemplicicolori dellasuaesistenza, punteggiatad'oroeornatadi gigliedirose.Pur nell'idiozia,nellasconfitta, nellasofferenzaenello squallore,egliaveva continuatoasognarela santità.Forseerastataproprio laterrestre«brezzadella menzogna»,comeladefiniva Akiko,acontribuirealla nascitadiquellasantità. Attese.Arrivòl'oraincui s'incominciavanoa distinguerelepieghedelle tendine.Ognirumoreera cessato.Eralaprimavolta cheunaquieteperfetta regnavanell'ospedale.La nottestavagradualmente indietreggiando. Inquell'attimoJūichirōebbe l'impressionecheilbianco soffittosistesselentamente aprendo.Fucolpitodalla gioia,maglisembròanche chesistesseriproducendoun fenomenoestremamentereale eovvio.Ascoltòunavoce limpidaenitida,dicuiegli udìinconfondibilmenteogni parola. AlmattinoKazuo,nella pensionediTōkyō,ricevette unatelefonatadallamadre. Noneral'annunciodella mortedelpadre,comeaveva temuto.Loesortavaconun tonocalmoeserenoa raggiungerelafamigliain ospedale. Kazuoavevagiàintenzione ditornareaHannō;infattiil giornoprecedenteavevaletto sulgiornalecheKatsumi Kurokiavevaannunciatola suaintenzionedifondareun nuovopartito,echeintendeva avvalersidellacollaborazione delprofessorHaguro. Kazuosirecòall'ospedale. Incontròlamadreelasorella. Ilpadreriposavaconilbusto sollevatoeavevaunvolto raggiantedigioia.Kazuo intuìimmediatamentelesue intenzioni. Ilpadreliistruì meticolosamente.Avrebbero approfittatodellacalma domenicaleperuscire furtivamentedall'ospedale alleundicidinotte.Kazuo sarebbetornatoconlamadre aHannō,peripreparativi,poi avrebbericondottolamadre inospedale.Akikosarebbe rimastaconilpadreper allontanareglieventuali visitatori. Allediecidisera,primache fosserospenteleluci,la famigliasiradunòaccantoal lettodelpadre.Controllarono ilbagaglio.Kazuoannunciò diaveraiutatolamadrea chiuderelacasa.Akikosiera portataunapiccolaborsain cuiavevaripostouna cuffiettalavorataamagliada leiperilnascituroeciòchele eranecessario.Kyokoaveva consé,chissàperquale motivo,nonsoloisuoi gioiellimaancheilibrettidi bancacondepositiliberie vincolati. Inun'altraborsaavevastipato sandwichpertuttalafamiglia eunthermos,senza dimenticarelatorciaelettrica. Appenafuronospenteleluci aiutaronoilpadreavestirsi. Parevaunabitonoleggiato, tantoeralargo.Sceserole scalenelbuio,pernon passaredifronteallastanza delmedicodiguardia. Mancavanodieciminutialle undici. Laguardiachesorvegliavala portaposteriore,attenta soltantoaipossibililadri, lasciòpassarecon indifferenzaquell'elegante famiglia. SalironosullaVolkswagen guidatadaKazuo. Attraversaronol'animato piazzaledellastazionedi Shibuya. «Quantagentec'èancorain giroaquest'ora!»esclamò Kyokochenoneramaistata incittàdinotte. «Osservateconattenzione», consigliòJūichirō,«dite addioallestradedegli umani». «Macheaccadràall'umanità dopolanostrapartenza?» domandòKazuoattentoa evitarelafolla. Kyokoscorseunsorrisosul voltodelmarito,cherispose conuntonoinsolitamente rudeefrettoloso: «Siarrangerà». Akikoerastupitadalla bellezzadellestrade.Al pensierochenonleavrebbe piùrivisteleparveroun dipintosuvetro,ogni volgaritàerasparitadaquella visionesplendidae immacolatacomeilparadiso. Uscironodallacittà, entrarononellaprefetturadi Kanagawaeinfinel'autosi fermòsulpiazzaledietrola stazionediIkuta. «Sì,vabenequi.D'orainpoi cammineremo.Attraversiamo ilpassaggioalivelloe dirigiamociversolacollina», annunciòJūichirō. «Maèlontana». «Dobbiamorecarcilà». «Kazuo,aiutatuopadre.Io nonpossofaraltroche spingerlo.Tu,inveceAkiko faigiàfaticaacamminare. Nonpuoicertoaiutare.Sta' benattentaanoncadere». Sostenutodaifamiliariil padrescesedall'autoeguardò conattenzioneilorovolti nellapenombra. «Siamoinsieme,euniamole nostreforze.Sonodavvero felice.Madatele caratteristichedellanostra famigliadovremosepararci proprionelmomentoincuii nostrivincolisembreranno piùsaldi.Ognunotorneràal suopianetanatale.Siamouna famigliatemporanea. Cerchiamodunquedi mantenerciconcordifinoalla fine,cosìdaportareatermine inmodoimpeccabilelanostra missione...» Giunseroaunsentieroche s'inerpicavasuunacollina, nellafittatenebradiun intricodifogliedicastagnie diaceri,rischiaratodalla torciadiKazuo. «Sì,èquesto.Comemihanno spiegato»,annunciò ansimandoJūichirō.Salirono finoincima,giunseroaccanto aunacasasilenziosa,inun campodigranosucui splendevailcielostellato. Noneralimpidocomequello diHannō,mavisi distinguevanolecostellazioni delloScorpioneedella Bilancia.Lafamigliasisentì rincuoraredaquelcielo stellato.Siudivanolontani latratidicani,mailluogoera deserto. «Asud!Continuiamocosì versosud!»Kazuoaiutavail padrecheprocedevacon fatica.Akiko,cheportavale borse,puressendostancae affannataperlasalita, cercavad'indurreilpadread appoggiarsiallasuaspalla. Ilsentieroproseguivafra campidipiantinedi melanzaneedicetrioli. Avrebberodovutoproseguire alungoilcamminoprimadi raggiungerelacimadi un'altracollina.Kyoko spingevalaschienadel marito:eraincespicatapiù volte,manonsicuravadi avermacchiatoilkimono. Jūichirōnonriuscivaneppure acapiredovestesse camminando;avevavarcatoi limitidellasofferenza, percepivasoltantoilproprio ansimareeunfrenetico pulsaredisangue.Doveva soltantoraggiungereilluogo fissato,superandol'ardua resistenzadeltempoedello spazio.Percepivasullatestail costantebeneficiodelcielo stellato,l'inorganico, ineffabile,rinfrescante beneficiodellasualuce,delle suecomunicazioni,dellasua calma.Ilbeneficiodelsuo ordineedellasuafollia. Quellospaziogenerosamente apertosisignificavalagrazia dellanegazione,della liberazionedallastretta,calda gabbiadisofferenzaincuiera statorinchiuso...Come avrebbepotutoraggiungerela metaseciòfossestato preclusoalsuotemporaneo corpoumano?Ilconfinefrail possibileel'impossibileera divenutoincerto.Glipareva dipoterspezzareconundito laparetedivisoriarinforzata dacerchidiferroche separavailcamminodalvolo, l'ipotesidallarealtà. Infine,raggiunserolacimadi un'altracollina.Jūichirō caddeconlafaccianell'erba; aiutatodalfigliosirialzòe levandoilvoltoaspersodi rugiadanotturnasiaccorse cheeranogiuntiaunampio campodigrano.Davantisi scorgevaun'altracollina, dallacimatonda,circondata diboschi,simileaun'isolain unlago. «Èarrivato!Èarrivato, papà!» Unargenteodiscovolante atterravaobliquamentefrai boschidellatondacollinae, comeserespirasse,emetteva lucioraverdioradiuno sgargiantearancio. GLOSSARIO Aoba(castello):fucostruito dalfeudatarioDate Masamunenel1600,per ordinediTokugawaIeyasu. Intornoalcastellosorseuna cittàdicinquantamila abitanti,cheavrebbein seguitoassuntoilnomedi Sendai. Aogiri:sterculiaceache fiorisceinestate. Azuki:piccolifagiolirossi concuisipreparanobudini dolciemarmellate. Bancha:tèverde,difoglie pocotenereedimediocre qualità. Biriken:divinitàdispensatrice digioia,conunatestadi formaaguzza.Fusognatae rappresentatadaun'artista americananel1908. Danjurō:IchikawaDanjurō, nometradizionaledellapiù famosastirpediattoridi Kabuki,ilcuicapostipitefu assassinatonel1704. Danzedellalongevità: ennenmai,antichedanze eseguitedafanciullinei templibuddisti. Dōjōji:operadelteatroNo chenarralafolliaamorosadi unanobilefanciulla trasformatasiinserpenteper fondere,conl'ardoredellasua passione,lacampanadel tempiodiDōjōjidentrocuisi nascondevaungiovane monaco. Date:famigliadicelebri feudataridiSendai,lecui originirisalivanoaunramo deinobiliFujiwaradiKyoto, cheseguìMinamotono Yoritomoneiterritoridell'est. Masamune,checostruìil castellodiAoba,fuilpiù illustreesponentedellasua stirpe.Nel1613inviò un'ambasceriaaRomaein Spagnaperstabilirecontatti conl'Occidente. Erimaki:collodipellicciao sciarpadisetadaindossare sulkimono.Fukai:maschera condelicatesembianze femminili. Fusuma:portescorrevolicon corniceinlegnoecon pannellidicartaoditessuto. Genroku:erainiziatanel 1688econclusasinel1704. Go:misuradivolumeparia 1,8decilitri. Gurentai:gruppidigiovani sfaccendatichevivono d'espedienti. Hagoromo:Nōchenarra l'incontrodiunafanciulla celeste,discesadalcielo,con ungiovanepescatoreche, innamorato,lerubalaveste piumata. Hakama:sortadilunga gonna-pantaloneindossatasul kimono. Haiku:componimentoditre versirispettivamentedi' cinque,setteecinquesillabe. Haori:giacconeches'indossa sulkimono. Hashigakari:passerellache collegalequintedelteatroNō alpalcoscenico. Hibachi:bracierecontenente cenereecarboniardenti. Nellecasemoderneè sostituitodaunoscaldino elettrico. Higurashi:insettosimilealla cicala;èsolitofrinirenelle seredellatardaestate. Himuro:rappresentazionedel teatroNōimperniatasulla leggendadiHimuro,ilmonte daighiaccieterni. Hōsho:stirpediautoriedi attoridelteatroNō, discendentedaKan'ami, vissutonelXIVsecolo. Irogami:lett."cartacolorata", dipregiataqualità:è soprattuttousataperscrivere poesie. IsolettadiHōrai:mitico luogod'eternagiovinezzache gliantichicinesicollocavano inmezzoaunoceano, presumibilmenteilPacifico. Kaga:anticaericcaprovincia corrispondenteall'odierna prefetturadiIshikawa. Keyaki:alberosimile all'olmo. Koto:arpaorizzontalea tredicicorde. Muromachi:quartieredi Kyotochediedeilnomea un'epocacompresafrail1392 eil1573. Oiran:cortigianedel quartieredeipiaceridi Yoshiwara. Otoshidera:tempioZen fondatonel1699. Ottodirezioni,unasola nazione:sloganadottatodai militaristipergiustificare l'estensionedeldominio giapponesenell'Asiaenel Pacifico. Palazzodeldrago:secondo lamitologiacinesesarebbe situatoinfondoalmaree conterrebbepietrepreziosee splendidefanciulle. Quadernodelleofferte: kanjincho,famosa rappresentazionedelteatro kabukiimperniatasull'astuzia diBenkeicheaiutal'eroe Yoshitsuneaoltrepassareuna frontierafingendosimonaco incercadiofferteperla ricostruzionediuntempio. Rakan:Arakan,dalsanscrito Arhat,venerabilidiscepoli delladottrinadiBuddha. Sasaragi:stecchedilegno generalmenteusateper recintareitempli. Sazanka:sasanqua,camelia daicuisemisitraeunolio medicinale. Shino:sottileebassobambù. Shiso:penilafructescens, piantadioriginecinese,dalle foglieprofumatesimilia quelledelbasilico. Shite:attoreprotagonistadel teatroNō. Shōgun:siriferiscea TokugawaTsunayoshi(16461709). Showa:erainiziatanel1926 eterminatanel1988. Sutra:testibuddisti. Tabi:calzinidicotone inamidatoches'indossano conilkimono.Taishō:epoca compresafrail1912eil 1926. Tatami:stuoiadiscorzadi giuncoimbottitadipagliadi riso,chericopreipavimenti dellecase. Tendai:settabuddistachesi basasugliinsegnamentidel SutradelLotodellaLegge. Tokonoma:vanoincuisiusa esporreundipinto,unvasoo unoggettod'arte. Torii:tipicoportaledei luoghidicultodello shintoismo;imiterebbela formaditrespolipergalli anticamentesacrialle divinità. Tsubo:misuradisuperficie corrispondentea3,3mq. Yaguruma:sortadiruotain cuisidepositavanolefrecce. FINE convertitoecorrettodaJano, 2015