YUKIO
MISHIMA
STELLA
MERAVIGLIO
(Utsukushii
Hoshi,1962)
CAPITOLO1
Inunaserenanottedi
novembre,aoratarda,dal
garagediunagrandevilla
dellacittadinadiHannō,nella
prefetturadiSaitama,uscì
velocementeunarombante
Volkswagendel'51.Ilmotore
emettevaunterribile
frastuonoacausadelfreddoe
indugiavaapartire,mentrei
passeggerivolgevanoquaelà
sguardiinquieti.
L'anticadimoraerastata
dotatadapocotempodiun
garageediunavecchiaauto.
Oltrealrecintodisasaragi
cheincominciavaamarcire,
v'eralaportadelgarage
dipintaconverniceverde.Era
evidenteche,dopounlungo
periododiquiete,lacasaera
nuovamenteanimatada
un'insolitaattività.Tuttavia
eranoinpochiasapereinche
consistessetaleattività.
Presumibilmentequalcosadi
assaidifferentedaquella,
apertaecomprensibileatutti,
esercitatadagliavi,che
avevanofattofortunaconil
commercioederanodiventati
ipiùgrandivenditoridilegno
aHannō.
Akiko,lafiglia,unabella
ragazzataciturnaeriservata,
passavaditantointantoper
lastradaconungrossopacco
dilettere:v'erachilacriticava
perlasuaabitudinediservirsi
dellapostacentraledifronte
allastazione,invecedirecarsi
all'antiquatoufficiopostale
distantesoltantodueotre
casedallasuavilla.Nelpacco
eranosolitamenteincluse
alcunelettereprovenientida
varienazionieindirizzatea
lei.
Nellanotteprofondal'auto
percorrevaleampiestrade
dellapianuradiHannō,che
parevaestendersisenza
confini.EraKazuo,ilfratello,
aguidare.Accantoaluiera
sedutalasorellaminore
Akiko.Igenitori,iconiugi
Ōsugi,occupavanoisedili
posteriori.
«Abbiamofattobeneauscire
presto»,commentòJūichirō
Ōsugi,ilcapofamiglia.«A
voltesirischiadiarrivarein
ritardo,megliopartirein
anticipo».
«Èvero,setardassimo
irriteremmoinostriamici»,
assentìlamoglieKyoko.
Ilorosguardieranorivoltial
finestrinoanteriore,afissare
ilcielochegradualmentesi
oscuravafralebassecasecon
lelucispente.Iquattro
avevanoocchibellielimpidi,
unacaratteristicadifamiglia.
Nonincontraronoombra
d'uomosullastrada.L'auto
passòdavantiallaCameradi
Commercio,volseadestrae,
inprossimitàdellelucidel
commissariatodipolizia,
dovequalcunovigilava,girò
asinistrae,pocodopo,
raggiunseilcapolineadegli
autobusinterurbani.Il
candidoemodernoedificio
quadratodelTeatro
Municipalespiccavain
rilievonelcupogrumo
notturnodellaretrostante
collinaRakan,lalorométa.
LacollinaRakan,chesi
elevavadi145metrisul
livellodelmare,erastata
chiamataAtagodaOnoya
Oshō,ilprimocapodella
settaTendaidiNōnīnji
duranteilregno
dell'imperatoreGoNara.Nel
quintoannodell'eraGenroku,
Keishōin,madredi
Tsunayoshi,ilquintoshōgun,
vicollocòsedicirakandiqui,
ilnome.
Kazuofermòl'autosottola
grandevetratadelTeatro
Municipale.Leluciesterne
giungevanosoffuseall'interno
dell'edificio,conilsoffitto
spropositatamentealtoe
sedilipercentinaiadiospiti.
Unafilaasemicerchiodi
poltroncinevuote
fronteggiavailpalcodeserto.
Quasisispecchiassero
reciprocamentenelloro
vuoto,traidueelementi
regnavaun'armoniadi
tensioniancorpiùprofondadi
quandoilTeatroMunicipale
eragremitodigente.
Dopoaverindugiatoa
sbirciare,Kazuoaprìil
portabagaglidell'autoene
tolsecoperteezainettiche
contenevanocibarie.Licaricò
inspalla,mentreglialtri
componentidellafamiglia
portavanochilamacchina
fotografica,chigliocchiali,
chiilthermos.Akikoscese
agilmentedalsedilevicinoal
guidatore:indossava
pantalonigrigieunvivace
golfdasci,avevaunasciarpa
dilanaavvoltaintornoal
collo,conilembichele
pendevanosulpetto.Ilsuo
belvoltopallidoappariva
ravvivatodallanotteeil
foulardchelecoprivai
capellineaccentuavai
contornidelicati.L'ariafresca
leconferivavitalitàelatorcia
chebrandivaechescuoteva
energicamenteperprovarne
l'efficacia,parevaun'arma
nellesuemani.
Jūichirō,cheerasceso
dall'autoperultimo,
indossavaungiacconedi
pellesuungolf,mentrela
moglieKyokosfoggiavaun
kimonoconunsoprabitodi
spessotessutodacui
spuntavaunerimaki.Ilcapo
famiglia,l'occhialutoJūichirō
che,aparteunbreveperiodo
dedicatoall'insegnamento,
nonsieramaiimpegnatoin
unaprofessione,avevaunbel
voltodall'ovaleallungato,da
cuitrasparivalasuaindole
d'intellettuale.Ilnaso,lungoe
sottile,parevaannusare
intornoilprofumodi
solitudineedimalinconiada
luistessoemanato.A
paragonedelsuo,ilvolto
dellamoglieeracomunee
gioviale,simileaquellodel
figlionell'espressione
fiduciosa,eunpocoottusa.
Incominciaronoasalireperil
pendiocircondatoda
criptomerieincrociandoi
fascidilucedelletorce.
Eranoisoliafarsivarcofra
letenebre.Nonunalitodi
ventosmuoveval'ariache
gravavasullapianura,epiù
salivanopiùaumentavail
frusciodellefogliedegli
alberiimmersinellanotte.
Apocoapocoilcielochesi
scorgevafralecriptomerie
assunselatintadell'acquadi
unpozzoincuilestelle
brillavanoconunfulgore
semprepiùintenso.Ilfascio
dilucedellalampadina
tascabilediKazuo,che
precedevaifamiliari,metteva
inrilievopietretombalilungo
ilsentierolargoediscarsa
pendenza.Svoltarononel
puntoincuisorgevaunastele
esitrovaronosuunospiazzo
erboso.Lelorotorce
illuminaronounafiladi
panchinedeserteecumulidi
cartacce.Nonsiudivaun
gridod'uccello.Attraversato
lospiazzoilsentierosi
assottigliòdivenendopiù
erto.Ilcamminoproseguiva
ripido.Nellaterraerano
infissiorizzontalmentedei
tronchiperfacilitareil
passaggio,chetuttaviaera
spessoimpeditoinentrambii
latidarocceedaradici:la
lucedelletorceesaltava
rilievieconvessitàdella
pietraeneingigantivale
ombre.Ilfrusciodellefronde
parevaaumentare.
Avevanol'animorapitodalla
nobiltàdellorointentoe
neppuremadreefiglia
parevanointimorite.Conla
lunaanchequelpaesaggio
montanosisarebbe
rischiarato.Tuttavialaluna
dellanotteprecedenteera
ormaitramontatae,essendoil
novilunio,lalucenon
avrebbepotutocertofugarele
tenebre.
Iquattrosalivanol'impervio
sentiero,chedigiorno
avrebbepotutoessere
affrontatopersinodaun
bambino,rincuorandosia
vicenda.Allalucedella
lampadinatascabile
apparveroquattroocinque
gradinidipietrasmussatiagli
angolicheconducevanoaun
angustospazioerboso.Gli
scalinidipietrafraleombre
dellecriptomerieparevano
unacascata.
«Finalmentesiamoarrivati.
Saliamolascalinatae
troveremol'osservatorio
astronomico»,sospirò
Jūichirōansimando.
«Peròsiamostatibravi:
abbiamoimpiegatoventisette
minutiasalire»,constatò
Kazuoavvicinandoagliocchi
ilquadrantefosforescente
dell'orologiodapolso.
L'osservatorioastronomico
sorgevasuunospiazzo
ottenutospianandorocceper
circacentotsubo.Nellaparte
settentrionalespiccavauna
stelearicordodellavisita
dell'imperatore,circondatada
unbosco,enellaparte
meridionalenonv'eranulla
cheimpedisselavistadel
cielodallacimaall'orizzonte,
oltreallefrondediunabassa
boscagliaeairamididueo
trecontortipini.Aorientesi
scorgevanolesparselucidi
Hannō,mentrenellapianura
diShintospiccavanocon
immutataintensitàleluci
verdi,rosseegialledellabase
Johnson.
«Cheoresono?»
«Lequattromenosette
minuti».
«Siamostatifortunatiad
arrivareprimadellequattro.
Contavodigiungerequi
almenomezz'orainanticipo».
Salironoasciugandosiil
sudoreesiaccorserodi
quantointensofosseilfreddo
dell'albadinovembresulla
cimadelmonte.Kazuotolse
dallozainounaruvida
copertaelastesesulprato
lottandocontroilventoche
percorrevaiboschia
settentrione,aiutatodalledue
donnechesiaffannavanoa
renderepiùgradevolequel
posto.Kyokoversòdal
thermosuncaldotèinglese
neibicchieridiplastica,
quindiaprìunpacchetto
contenenteipanini.Ebbero
infineagiodiosservareil
cielostellato.
«Ilcieloèserenoesenza
luna.Comesiamostati
fortunati!»mormoròKyoko
convocetremula.
Eraunsuperbocielostellato,
chedifficilmenteavrebbero
potutocontemplarestandoin
città.Lestellescintillavano
nellavoltanotturnasimilea
unapellicciadileopardo
maculata.L'ariaera
straordinariamentelimpidae
lestellevicineeremote
avrebberopotutomostrare
nitidamentelaprofonditàdel
cielonotturno,malalucesi
accumulavacomenebbiaela
voltaceleste,offuscatadalla
luminositàdellestelle,pareva
tendereunareteachi
l'osservava.Akikonotòcheil
numerodellestelleera
tediosamenteinfinito:
nonviapparivaancoraalcun
presagiodell'alba,ilfiume
latteoincrociava
perpendicolarmentela
superficieterrestreeilgran
quadrangolodiPegasostava
calandoall'orizzonte.
L'instancabilebagliore
dell'infinitonumerodistelle
colmavailcielodiunasorta
ditenuissimavibrazionedi
cordad'arpa.
«Purtroppo»,commentò
Jūichirōconl'usualetono
nitidoefranco,«questavolta
néionévostramadre
potremocontemplareilnostro
pianeta.Sepotessimo
scorgereanchesolouna
fievoleluce,affiorerebbero
allanostramentericordi
sopiti.Untempo
contemplavolaterrada
Marte,ilmiopianeta».
«Già,innovembreè
assolutamenteimpossibile
scorgereMarte»,obiettòcon
tonogelidoKazuo.«Perché
sorgeetramontaquasiin
perfettasincroniaconilsole.
Maèpossibilevedereal
crepuscoloGiove,iltuo
pianeta,mamma».
«Ieriseraeroimpegnata,non
sonoriuscitaadarglineppure
unosguardo»,sospiròKyoko.
«Sarebbebelloseall'alba
potessimocontemplare
insiemeinostripianeti
natali».
«Trapocoriusciròavedereil
mio»,annunciòAkiko
guardandoconaffettoil
fratello.
«Ancheilmio.Certo,selo
paragonoaquellodei
terrestri...»obiettòilragazzo.
Lamadrelozittìridendo:«È
proibitoesprimersiinquesto
modo.Quinessunociascolta,
masetuparlassicosìdavanti
agliumanirischieresti
molto».
Lelorospalleerano
accarezzatedaunvento
fragorosocomeleondedel
mare,chescuotevaa
intervallipiniecriptomerie,e
all'improvvisoriprendeva
vigoreeparevaprecipitare
comeunavalangadineve.Le
loromanieranogelate,
ciascunoavevaqualcosada
portare:lamacchina
fotograficaoun
cannocchiale,perciònon
avevanoindossatoiguanti.Il
ventotrasportava
incessantementefogliesecche
esiudivanostranirumori,
comeilcigoliodellaportadi
lamieradiunpiccoloe
desertochioscoperiltèlì
accanto.
Impercettibili,invece,iquieti
movimentidellecostellazioni,
letrestellediOrionchesi
allineavanonelcieloasudovestinlinearettaformando
insiemeaRigelunasagoma
simileaunanticoaquilone.
Iquattro,checoncentravano
glisguardisuunaluce,
furonosoventedistrattida
insignificantifenomeni:una
stellacadenteeillontano
aerofaroasud,versola
montagna,eanchelelucidei
fanalinianterioridelle
biciclettechepercorrevanola
stradaprefetturalepressola
cittadinadiHannō
scarsamenteilluminata.
«Saràvisibileameridione
dallequattroemezzoalle
cinque»,spiegòJūichirō
continuandoaosservarein
quelladirezioneconil
cannocchiale.
«Tradieciminutigiungeràil
momentofatidico.Chissàche
cosacicomunicherannoi
nostrifratelli.Qualimisterici
riveleranno...L'Unione
Sovieticahainiziatounaserie
diesperimentinuclearicon
bombedacinquantamegaton.
Stapercommettereun
terribiledelittochepotrebbe
sconvolgerel'armonia
dell'universo,esel'America
neseguissel'esempiolafine
dell'umanitàsarebbevicina...
Evitareunsimiledisastroèla
nostramissione,masiamo
ancoraimpotentielagente
continuaaessereapaticae
tranquilla...»
«Papà,nonperderela
speranza»,loconsolòilfiglio
puntandoquaelàil
cannocchiale,«separagonata
altempochedomina
nell'universo,lanostraattesa
èlimitata.Iterrestrinonsono
tuttistupidi.Verràiltempoin
cuicomprenderannoilloro
erroreetornerannoallenostre
concezionid'infinitaarmonia
edipaceeterna.Adogni
modobisogneràscrivereal
piùprestounaletteraa
Chruscèv».
«Lastaterminandotua
sorella.Ormaièquasipronta,
veroAkiko?»
«Sì»,risposelaconicamente
l'affascinanteragazza,ilcui
sguardovagavafralestelle.
Giunserofinalmentele
quattroemezzo.Lafamiglia
ammutolìfissandoilcielo
contensioneesperanza.
All'albadelgiornoprecedente
Jūichirōavevaricevutola
notiziacheaquell'ora
sarebberoapparsideidischi
volanti.
Nell'estatedell'anno
precedentelafamigliasiera
accortaall'improvvisodi
esserecompostada
extraterrestrigiuntidaaltri
pianeti.Fuun'ispirazioneche,
delineatasisoprattuttoin
Jūichirō,colseinseguito
anchelamoglieeifigli.
AlcunigiornidopoAkiko,
cheliprendevaingiro,smise
dirideresull'argomento.
Erasemplicementeavvenuto
ched'untrattociascunodi
lorosieraaccortodi
albergareunospirito
extraterrestre,chene
dominavacompletamente
corpoeanima:da
quell'istante,sebbene
ricordasseroconchiarezzail
passatodellafamiglia,come
lanascitadeifigli,lealtre
memoriedellalorovita
terrestredivennerounastoria
fittizia.Eratuttaviaun
peccatocheavesserosmarrito
ilororicordipersonalidiun
corpoextraterrestre(ossia
dellaloroautenticastoria).
Puressendounuomoozioso,
Jūichirōeradotato
d'intelligenzaedigiudizioe
pensavachelacosapiù
importanteperproteggerela
suafamigliafossenascondere
allagenteilsegretodella
propriaidentità.Macome
riuscirvi?
Ilbuonsensoappresodalla
vitagliavevainsegnatoche
perevitaredanniera
necessarionascondere
strenuamentelapropria
purezzaelapropriasincerità.
Fecefaticaainculcarequel
principioallamogliedistratta
esuperficialeeaifigliancor
giovani.Eraovvioche
mantenesseroilloroorgoglio
diextraterrestri,ma
mostrandosipresuntuosisi
sarebberorivelatitroppoela
genteavrebbepotuto
scoprirnel'identità.Dovevano
assolutamentecelarelaloro
superiorità.Lagente,infatti,
tentaaognicostodi
conoscereisegretidelle
personechesimostrano
superiori,seppurdipoco,alla
norma.
Altrononsipotevadirese
noncheperJūichirōerauna
sorpresal'averea
cinquantacinqueanni,
all'improvviso,provatoun
chiarocomplessodi
superiorità.Avevaavutouna
gioventùtormentatadaun
sensod'inferiorità.Angustiato
dalpadre,unuomod'affari,
avevaprovatosollievoin
ognisortadipacificoozio.
Purcedendosoventealla
pigriziaavevacollaborato
all'attivitàpaternafinoache
ilgenitoreeravissuto,ma
dopolasuamortenonaveva
piùavutonecessitàdi
dedicarsiaunlavoroedera
vissutonell'ozio.
Talvoltaaccompagnavala
moglieaTōkyōavedereuna
mostraoadassistereauna
rappresentazioneteatrale.
Perciòavevaiscrittoifigliin
scuolediTōkyō.
Avevavissutosenza
impegnarsiesenza
raggiungerealcunrisultato,
finchéungiornoaveva
provatounsensodi
superioritàsimileauna
benedizionespeciale:
superatalabarrieradei
cinquant'anniJūichirōaveva
compresoqualefosselasua
missione.Laprimaparte
dellavita,incuinonsiera
fissatoalcunobiettivo,gli
parevaormaiunostato
d'incompletezza.Piùcheun
erroredelpassato,erauna
condizionechel'aveva
protettoegliavevapermesso
dicontinuareaessereuna
creaturaindifesa,prerogativa
attaaconsentirglidi
compierelamissione
impostaglidallaverità
universale.
Inpassato,adesempio,
contemplandooziosamente
glialberidelgiardino,non
sarebberiuscitoadastenersi
daldomandareasestesso
perchémaiiramifosseropiù
sottilideitronchi,eperché,
ormaispoglidifoglie,si
protendesseroversoilcielo.
L'aspettodiungigantesco
keyakigliavrebbe
rammentatoleminute
ramificazionidiunfiumesu
unacartageografica,comese
incieloesistesseunasorgente
invisibiledell'albero,quasi
chedallospartiacquedella
voltacelestefluissero
innumerevoliramiche,
precipitatisulgrossotronco,
sifosseroall'istante
consolidatiinformad'albero.
Aluiquell'alberosarebbe
parsolacristallizzazionedella
dolceacquadelfiumeche
scorrevadalcielo:d'altronde
ilfogliamenonverdeggiava
forserigogliosoenon
tendevairamicomese
volessetornareincielo?
Tuttaviasimilifantasienon
rivelavanoinluialcuntalento
dipoeta.Erasemprestato
tormentatodall'immagine
illusoriadiunmondoridotto
inpolvere,equindidubitava
dellaformaedellafunzione
deglioggetti.Adesempio,
avevariflettutoalungosulla
formadiunpaiodiforbici.
Aperteinun'ampiezzache
avevaalcentrounpuntoesse
formavanounospazio
contrastantee,puressendo
nellemanidiunuomo,
avrebberopotutofacilmente
dividereindueilmondoe
contenerenellorospazio
montagne,laghi,cittàemari,
ma,unavoltachiusecon
suonometallico,quell'esteso
mondosarebbesvanitoenon
sarebberimastocheunfoglio
dicartabiancaequell'arnese
simileaunostranobecco.
Ilmondoavevalafacoltàdi
rinascereedimorire,e
mutavaincontinuazione
intornoalui.Jūichirō
dubitavatotalmente
dell'efficaciadeglioggetti
quotidianiedelvileobiettivo
cheessicipropongono.Nei
giornipiovosil'ombrello
dispiegavaunanera,
incomprensibileformasulla
suatesta.L'odiositàdel
manicoricurvochestringeva
fralemani,l'eccessiva,
impietosatensione
dell'intelaiaturad'acciaioche
tendevaimplacabilmenteil
tessutodisetanerasullasua
testa,el'insistente,
implacabilepioggiache
continuavaamartellarealdi
sopradelsuocapo
diffondendosiintuttele
direzioni!
Inunangolodellaviuzza
accantoallasuacasasi
fabbricavanotinozzee,nelle
giornateserene,ilpadrone
stendevalestuoiesul
pavimentostradale,
approfittandodell'assenzadi
passanti,etreuomini
piantavanochiodi
rumorosamente.Durantela
suapasseggiataJūichirō
provavaunasensazionedi
nauseaalpensierochepresto
latinozzasarebbestatausata
comevascadabagnoda
un'interafamiglia.Lecarniei
pelimollidiunmarito,diuna
moglieedifigliche
sarebberoentratinellatinozza
scavalcandonel'orlo,la
biancaschiumasuiloro
fianchi,unatrocesensodi
quotidianoappagamento...
Tuttelevolteincuisirecava
aTōkyōeraterrorizzatodalle
finestreconlalucealneon
lasciateacceseanchedi
giorno.Oltrequellefinestrela
gentechiacchieravaavoce
altaelavoravaconefficienza
senzaalcunoscopo.Jūichirō
capivacheaquelmondo
mancavalasensazione
dell'unità.Tuttoera
terribilmentesparsoe
disunito.Ilvolanteeleruote
delleautoeranoseparati,così
comeloeranoicervelliegli
stomacidellepersone.
Inoltreilsuoanimogentileed
educatoglirendevadifficile
contemplareconindifferenza
quelmondodilaniato.La
guerrafreddael'inquietudine,
unillusoriopacifismo,la
gentecheprecipitavacon
meravigliosavelocitàlungoil
pendiodiunafalsaprosperità
economica,unfolle
edonismo,lafemmineavanità
deileaderdellapolitica
economicamondiale,tutto
ciòferivalesueditacomeun
mazzodirosemessogli
arbitrariamentefralemani.
Inseguitosisarebbeaccorto
cheeraunsegnodel
privilegiocheglisarebbe
statoconcesso,maallora
soffrivaperlecondizioni
pietoseincuieraprecipitato
ilmondo,comeseavesse
dovutoassumersenedasolo
tuttalaresponsabilità.
Qualcunodovevasoffrire.
Qualcunodovevacamminare
apiedinudisanguinandosul
vetroinfrantodelmondo
frantumato.Quandoleggeva
cheunbambinoerastato
investitodaun'automobilee
abbandonatosanguinante
sull'asfaltomentre
l'investitoreerafuggito,o
leggevanotiziediundisastro
ferroviarioodi
un'inondazionecheaveva
ingoiatocentinaiadicase,
tremavasentendosicolpevole.
Dalmomentochevivevasu
quelpianeta,sebbenevisi
fossepersoilsensodell'unità,
nonpotevarestare
indifferentealledisgrazie
altrui.Eforselasua
dilaniantesofferenzaavrebbe
potutofarrisorgereunsenso
diunitànelsentire.Un
mattino,nelcogliereun
ramettodifioriditèdauna
siepedelsuogiardino,pensò
cheperunqualche
inspiegabilemotivo(forse
proprioperchéegliaveva
strappatoquelrametto)
qualcunogiacevatravoltoda
uncamionpesantedieci
tonnellate.Macomemaiil
suocorpononavvertivaalcun
dolore?Comemaiquandoun
uomosoffrivainmodoatroce
neppureunapiccolaondadi
doloresipropagavaall'intera
umanità?Quandos'imbatteva
neinettilimitiindividuali
dellasofferenzaJūichirō
sprofondavainunaterribile
delusione.Perchémaipersino
l'atrocetormentocausato
dallabombaatomicasiera
ridottoaundolore
individuale,aun'esperienza
corporale?Aveva
l'impressionedicomprendere
perfettamenteilmotivoche
avevaindottoallafolliail
pilotareodiaversganciatola
bomba.Eraimpazzitopernon
averprovatoilminimo
dolore,nemmenounprurito
alcuoiocapelluto.
Così,amanoamanoche
Jūichirōdivenneconsapevole
dellainconsistenzaedei
limitidellapropriacapacitàdi
soffrire,sivergognòdellasua
presunzione.Glicapitòper
casodileggereunarivista
pubblicataaLondrae
intitolata«Lapatriadelle
astronavi».Finoadalloranon
avevanutritoalcuninteresse
perleastronavichesi
supponevavolasserosulla
terra,madopoaverlettola
rivista,esoprattuttoilfamoso
articolosulcapitanoMantel,
glieraparsochenonsi
potessedubitaredellaloro
esistenza.L'incidenteMantel
eraaccadutoil7gennaiodel
1948aforteKnoxnel
Kentucky,nellabaseaereadi
Godman:ilcapitanoThomas
E.Manteleramorto
inseguendounoggettonon
identificato.Allequattordicie
trentadiquelgiornogliMP
diforteKnoxavevano
appresodaunacircolaredella
polizianazionalecheuno
stranoenormeoggettovolava
versoGodman.
LapoliziadiMadison,un
paesedell'Indianaacirca150
chilometridaGodman,aveva
scortoquell'oggetto,cheera
statonotatodacentinaiadi
abitantidelluogo.Gli
ufficialidellabaseaereadi
Godman,ricevutoil
messaggiodegliMPpoco
primadellequindici,avevano
scrutatoilcielonuvolosocon
soltantoqualchebarlume
d'azzurro.All'improvviso,in
unosquarciodinuvolea
meridione,eraapparsoun
grossooggettometallicoche
perunattimoilsoleaveva
fattorifulgereederapoi
scomparsoall'istante.Subito
erastatoimpartitounordinee
unasquadrigliaditrevelivoli
guidatadaMantelera
decollatadallabase.Tuttigli
ufficialidellatorredi
controlloeranointentia
osservarel'oggettovolante;
avevaunagrossaforma
circolare,lapartesuperiore
parevaunconocapovolto,
condellelucirosse
intermittentiallasommità.
Alletreeottominutidue
velivolichescortavano
l'aereodiMantel,eche
volavanoindirezione
dell'oggetto,furono
distanziatieperserodivista
l'aereodelcapitanoMantel,
checontinuòl'inseguimento.
Comunicaronotramiteradio
allatorredicontrollodinon
riuscireamettersiincontatto
conilcapitanocheprocedeva
nellasuamissione.Trascorsi
circacinqueminuti,
l'altoparlantedellatorredi
controllodiffuselavocedi
Mantel.
«L'oggettostasalendo.
Aumentalavelocità.
Procediamoallastessa
velocità:360miglia.Salirò
finoasettemilametriesenon
riusciròacatturarlorinuncerò
all'inseguimento».
Furonoleultimeparole
pronunciatedalcapitano
Mantel.Dopoalcunisecondi
l'F51esplosenelcieloeisuoi
frammentisisparseroinogni
direzione,achilometridi
distanza.L'incidente,cui
assistetteronumerositecnici,
fubendocumentato,efu
eliminataogniinterpretazione
alteratadallafantasia.
LeggendolarivistaJūichirō
nondubitòperunattimoche
glioccupantidiquel
misteriosovelivolopotessero
nonproveniredaunaltro
pianeta.Daalloraraccolse
libricheparlavanodidischi
volantiesidedicòcon
passioneallostudio
dell'argomento.Isuoi
congiunti,intellettuali
dall'animodocile,si
scambiavanoeleggevanoi
librisugliextraterrestri
raccoltidalcapofamiglia.
Nell'estatedell'anno
precedentel'attesasulla
collinaRakan,accaddea
Jūichirōunevento
indimenticabile.Dormiva
nellacameradalettoalpiano
superiore,quando,anotte
inoltrata,fudestatodauna
vocechelochiamava.
Lamogliesiaccorsecheil
maritosieraseduto,masi
riaddormentòsupponendo
che,comealsolito,
intendessescendereal
pianterrenoperrecarsiin
bagno.
InveceJūichirōuscìall'aperto
inkimonodanotte.Unaluna
quasipienailluminavala
strada.Jūichirōricordavadi
avervedutoilchiarorelunare
riflessosulfinestrino
anteriorediunpolveroso
furgoncinoatreruotefermo
davantiaunafalegnameria
vicinaallasuacasa.Dopo
avercamminatoperqualche
minutogiunseaunpassaggio
alivelloincustodito.Mentre
attraversavaibinariosservò
laghiaiarossaailati,che
sembravacosparsa
dell'argenteapolverediferro
dellerotaie,echeriluceva
prodigiosamentealchiarore
dellaluna.Nonsapevadove
fossediretto.Silimitavaa
camminaresenzaindugi,
comesefossetiratodaun
filo.Oltrelerotaiesi
allargavaunampiospiazzo,
trasformatoindepositoda
unadittadicostruzioni.Ma
fraleverdeggiantierbeestive
nonsiscorgevacheuntelone
stesoaproteggereil
materiale,enonv'erasegno
cheilavorifosseroiniziati.
Appenasifuinoltratofra
l'erbaattraversounabreccia
nelrecintocheattorniavala
lineaferroviariadiMusashi,
Jūichirōebbel'impressionedi
averelepiantedeipiedi
bagnatedallapioggiaele
orecchieassordatedalfrinire
impetuosodegliinsetti.
All'improvvisovifusilenzio.
L'uomosollevòlosguardoal
cielo.Undiscovolanteera
sospesoobliquamentesuitetti
dellebassecase.Parevaun
ovaledalbordosottile,stava
perfettamenteimmobile.Poi
incominciòacolorarsi
d'arancioneinquattroo
cinquesecondi.
All'improvvisoildisco
volantevibrò,divenne
totalmentearancioneevolò
inclinatodicirca45°versoil
cieloasud-est,con
un'incredibileedestrema
velocità,inlinearetta.In
principioeraparsogrande
comeunalunapiena,quindi
erarimpicciolitocomeun
chiccodiriso,eallafinenon
sidistinguevapiùdalcolore
delcielo.
Jūichirōs'emozionòefinìcon
ilsedersitral'erba.Lacrime
copiosecolavanosulsuo
volto.Lasubitanea
apparizionediundisco
volantel'avevatoccatonella
profonditàdeisuoiricordi,
parevaaverlocompletamente
sconvolto.
Rimuginòl'estremafelicità
cheavevacolmatoilsuo
animoneipochisecondiin
cuiavevascortoildisco
volante.Era
inequivocabilmentela
supremagioiadiprovareun
temporaneosollievodallasua
impressionediunmondo
diviso,unasensazionedi
calmatrasparente.Unacolla
celestialeaveva
immediatamenteriunitoi
frammentispezzatieil
mondoriposavainun'integra
pace,simileaunasferadi
cristallo.Glianimidegli
uominieranouniti,leguerre
eranocessateetuttiavevano
abbandonatoquelrespiroda
moribondoperritrovareun
respiroquietoeregolare.
Jūichirōnonavrebbemai
immaginatodipoterrivedere
quelmondo!Unmondoche
avevaconosciutomolto
tempoprimaechecredeva
irrimediabilmenteperduto.
Madove?Rimasesedutocon
ilkimonodanotteimpregnato
dirugiadaecongliocchi
dellamentetentòdi
scandagliarel'oscuritàdella
memoria.Gliriaffiorarono
allamentericordidellasua
infanzia,lebandieredel
mercato,lesfilatemilitari,il
rinocerontedelgiardino
zoologico,lepropriemani
immerseinunvasettodi
marmellatadifragole,gli
stranivolticheapparivano
nellevenaturedellegnodel
soffitto...Tuttiricordistipati
inbellamostra,comevecchi
oggettidacollezionein
entrambiilatidelcorridoio
dellamemoria,corridoioche
finivaincielo:aprendole
portesuilatisinistroedestro
avrebbeconstatatochenon
rimanevanochelestellenel
cielo.L'angolazionediquel
corridoiosiarmonizzava
perfettamenteconlesciedei
dischivolanti.
«Èpropriolìlasorgentedei
mieiricordi»,pensòJūichirō.
Finoaquelmomentonon
avevafattochecoprirsigli
occhiperignorareunasimile
realtà.Inquell'attimosi
convinsedinonessereaffatto
unterrestre,maunacreatura
dellospazio,atterratasuun
discovolanteprovenienteda
Marte,inviatosullaterraper
proteggereilpianetadal
pericolochelosovrastava.
Nell'estremagioiadiaver
vedutoildiscovolante
accaddeunoscambiotrala
personalitàdiJūichirōe
quelladelpasseggerodel
discovolante.Inquell'attimo
fucoltodaunaterribile
sonnolenza,dicuinonriuscì
piùasostenerelapesantezza.
Sialzòeritornòsuisuoipassi
conlamenteoffuscata.
Ilmattinoseguentesidestò
nelletto.LamoglieKyoko
nonsieraaccortacheil
maritoerauscitoanotte
fonda.Pertuttalagiornata
l'animadiJūichirōesultò,
invasadallagioia,masi
domandavaconfusosegli
convenisseconfidareai
familiaril'esperienzadella
notte.Gliparevadisoffocare
difelicità,così,all'oradi
cena,quandolafamigliasi
radunava,finìconil
confidarsi.Akikoproruppe
allorainunasonorarisata.
Tuttaviaquellaseraanchea
Kazuocapitòlamedesima
esperienzadelpadre,eil
mattinoseguenteKyoko,che
sidestavaprimadeifamiliari,
scorseunargenteoe
luminosodiscovolantenel
chiarocielomattutino.
EppureAkikocontinuavaa
ridere.
Quando,ilgiornoseguente,
sceseallastazionediHannō,
diritornodallascuola,la
ragazza,anzichérincasare
docilmente,preferìscendere
allafermatadeltempio
Hachimanesalìversoil
boscochecircondavail
recintosacro.Aveva
intenzionediripassarela
lezioneperilgiornoseguente
nelfrescorecintodeltempio
ancorarischiaratodalsole.
Intornoaleinonc'era
nessunoelecriptomeriesu
cuifrinivanolecicale
higurashiproiettavanouna
frescaombra.Akikosalìgli
scalinidipietradirettaanord.
Quandoraggiunseiltori
internonotòunpuntobianco
eluminosonelcielosoprail
sacrario.Sembravalavetta
delKomamainprincipio
Akikopensòchefosseuna
delleprimestelledel
crepuscolo.Mala"stella"si
muovevainmodostranoed
eraormaiscesasullatestadi
Akiko.Laragazzaeraferma
nell'ampioedesertogiardino
deltempio,racchiusodaun
boscodicriptomerie.Sulla
suatestabrillavaunoggetto
argenteoeovalechegirava
suglialberi.Akikotremava.
Eraunmovimentoaspirale:
l'oggettovorticòfinoa
formaregradualmenteun
cerchio,elaparteinferiore,
colorargento,assunsela
tenuetintaverdelucentedi
unapietrapreziosa.Akiko
stavapergridare.
L'apparizionepareva
biasimarlaperilsuoscherno
eperlasuaincredulità.
All'improvvisol'oggettosvanì
all'orizzonte,comesefosse
statocancellato.
DaquelgiornoAkikosmise
diridere.Nonpotépiùnegare
lapossibilitàdiprovenireda
Venereediappartenereauna
famigliadiextraterrestri.
NeiseimesiseguentiJūichirō
sisforzòdinasconderealla
gentelaveraidentitàpropria
edeifamiliari.Insegnòai
ragazzicomerispettare
scrupolosamenteleabitudini
dellagenteeraccomandòad
Akikodidedicarsiallostudio
scolastico,aipiccolilavorie
allacucina,nondiversamente
dallealtreragazze,
esercitandosiacomportarsi
comeunaterrestre.Era
consciodell'estrema
vulnerabilitàdellasinceritàe
dellabellezza.
FuAkikoacambiare
vistosamente.Dopocheebbe
intuitodiessereuna
venusiana,divenneogni
giornopiùbella.Erasempre
stataunapersona
affascinante,maprimadi
divenireconsapevoledella
propriabellezzanons'eramai
curatadisestessa.Quando
capìdipossedereunnotevole
fascinoinvirtùdellesue
originivenusiane,allasua
bellezzasiaggiunseuna
gelidaeleganza.Ivicinidi
casabisbigliavanocheavesse
unamante,invecelaragazza
avevaassuntoun
atteggiamentoancorpiù
riservatoneiconfrontidegli
uomini.
Benchésisforzasserodi
esserecordialiconivicini,il
sorrisodeimembridiuna
famigliacosìabituataalla
solitudineparevaartefattoe
accentuavaancordipiùla
distanzafraloroelealtre
persone.
«Sai,papà,chenonmiirrito
piùneppurequandomitocca
saliresuuntrenoaffollatotra
glispintonidellagente?Ho
l'impressionediguardaretutti
daun'irraggiungibilealtezza:
comesesoltantoimieiocchi
fosserolimpidi,esoltantoio
fossidegnodiascoltarele
melodiecelesti.Lagente
sudaticciachemicirconda
noncapiscenulla.Ilsuo
destinodipendesoltantoda
me».
Mentreascoltavale
confidenzedelfiglioilpadre
presagìunpericolo
incombente.Selagente
avessepotutocomprenderei
sentimentidiKazuonon
l'avrebbesicuramente
perdonato.Forsel'avrebbe
ucciso.
«Miraccomando,comportati
semprecomeunapersona
normale»,loammonìil
padre,«èildoveredegli
esserisuperiori,el'unico
sistemaperdifendersi».
Seimesidopo,aprimavera,
Jūichirōmutò
improvvisamente
comportamento.Nonebbe
piùpauradelsegreto,disse
anzichedovevatrovare
compagniperprocederenel
suopianoeattuarelasua
missione.Sostenevachela
terraerasovrastatadaun
imminentepericoloedera
consapevolediesseretroppo
limitatodaunaconcezione
antiquatadellafamiglia,di
avereun'indoletrepidantee
introversa.
Dopoessersiarrovellato
pubblicòunannunciosulla
rubricadedicataalle
inserzioniinunapiccola
rivista,l'«Amicodegli
hobby»:«Chis'interessadiΘ
simettaincontattoconme.
Prodighiamociinsiemeperla
paceuniversale».
Θerailsimbolodei
dischivolantiinventato
daJūichirō.Stranamente
l'ottantapercentodelle
personechegliscrissero
intuironochequelsegno
graficoalludevaai
dischivolanti.Jūichirō
fecestamparedei
pamphlet,aiutatodai
familiari,einiziòuna
fittacorrispondenzacon
isocidell'intero
Giappone.All'inizio
dell'estateJūichirō
vendettetutteleazioni
ereditatedalpadreene
depositòinbancail
ricavato,perfinanziare
lasuaattività.Le
azioniavevanoraggiunto
illivellomassimoeil
suocapitaleera
quintuplicato.
Nell'estateseguentela
borsacrollò.Jūichirōe
isuoifamiliarinon
dubitaronodiessere
statiprotettidalcielo.
Etuttaviaeranodelusi
perchénonavevanomai
avutol'occasionedi
scorgereinsiemeundisco
volante.
Apparivanoloro
separatamente.Il
capofamiglia,che
dall'estateavevatrovato
ilsistemadicomunicare
congliextraterrestri,
speravaardentementedi
riuscireastabilireun
contattoconidischi
volantiinsiemealla
moglieeaifigli.
Finalmente,ilgiorno
precedentequellasortita
notturna,avevaricevuto
l'agognatomessaggio.
«ChruscéveKennedy
dovrebberoincontrarsie
sedersiinsiemeafare
colazione.Cibofrugale,
perchéun'eccessiva
alimentazioneottundele
facoltàintellettive»,
mormoròJūichirōche
parevaessersistancato
nell'impazienteattesae
peravertroppoalungo
scrutatoilcielo.Si
sfregòlemani
intirizzitedalfreddo.
«Basterebbecheil
presidenteamericano
afferrasselacornetta
deltelefonosullasua
scrivaniaeannunciasse:
"QuièWashington",e
conversassesull'avvenire
delpianetadimenticando
l'insulsoorgoglioele
circostanze.Poiidue
presidentipotrebbero
discorreresulmodo
migliorepercuocerele
uovaallacoque.Èuna
disgraziaperilmondo
chequellagentesiacosì
lontanadalla
quotidianitàdellavita.
Anchemiopadreavevaun
atteggiamentosimile.
Perciòriescoa
comprendereillorostato
d'animo.Avevo
l'impressionechemio
padrecercassedifuggire
edidistanziarsida
tuttiiproblemi
contingenti,daoggetti
comeleforbici,gli
ombrelli,lepiantedel
giardino,l'insalata.
Propriocomelestelle,
remoteagliesseriumani.
Dovrebberodiscutere
sugliesperimenti
nucleari,sullariduzione
degliarmamentiesul
problemadiBerlino
davantiauovaalla
coque,amelealfornoe
apaniniconl'uvetta.
Dovrebberopersuadersi
chetuttociòcheesiste
sullaterraha,visto
dall'altezza
dell'universo,la
medesimaimportanza.
D'altrondegliesseri
umaniuccidonoproprio
perchédannoeccessiva
importanzaagliomicidi,
enonriesconoa
sottrarsialfascinodi
talicrimini.
Depostoiltovagliolo
cosparsodellebriciole
dellacolazioneChruscèv
eKennedydovrebbero
camminarespallacontro
spallaeannunciareai
giornalistiinattesa
sottoilsolemattutino:
"L'umanitàèconcorde
nelladecisionedi
sopravvivere".Non
servononéliberazionidi
colombenébande
militari.Basterebbeuna
frasesimileperdare
inizioaunafrescae
tranquillagiornata,e
l'universointero
saprebbecheda
quell'istantelaterraè
divenutaunastella
meravigliosa.Chenedite
diunirelenostre
energieaffinchéqueidue
uominisistringanola
manoilpiùpresto
possibile?»concluse
Jūichirō,e,dopouna
pausa,aggiunseconvoce
cupa:«Ammessochene
possediamolecapacità...
midispiacechevostro
padreabbiaricevutoin
sortequestoeffimero
corpoumano,ancheseè
lalungimirantevolontà
delcielo».
Moglieefiglinon
risposero,intenti
com'eranoafissareil
cieloameridione.
Secondol'imprecisa
astronomiamodernala
superficiediGioveha
unatemperaturaparia
centogradisottozero.
«Chissàperchéioche
provengodaunpianeta
cosìgelidosoffrotanto
ilfreddo»,pensòKyoko
tremandosottolacoperta
chel'avvolgeva.Nutriva
unoscarsissimointeresse
perlapoliticae,anche
se,comeauspicavail
marito,ilmondofosse
miglioratoelapacesi
fosseconsolidata,lei
avrebbeavutol'incarico
dioccuparsidella
gestionediunacasae
dell'economiadomestica
diunmondomigliore.
Kyokoamavalemessi
abbondantidellaterra:
sarebbevalsalapenadi
conservareeternamente
perlecreatureterrestri
iprofumideicampidi
granoinestateeil
coloredoratodelle
spigheinautunno.Le
sarebbestatoaffidato
l'incaricodigestirele
cucinecheavrebbero
preparatocibopertutti
gliabitantidelpianeta.
MaKyokononerasicura
dipotersioccuparesenza
commettereerrorisia
dellasuacucinadiGiove
siadiquellesulla
terra.
Kazuopuntavail
cannocchialequaelà,e
ognivoltal'alone
luminosodellestellelo
facevasobbalzare
parendogliundisco
volante.La
concentrazionedellasua
menteeracostantemente
interrottadallecontinue
chiacchieredelpadre.Il
suoanimoerariccodi
buonipropositiunitia
unsentimentoromantico
neiconfrontidella
terra,ederacolmodi
unasortadirisoluta,
potentevolontà.Sognava
unpotereestremamente
puro,capacediserbare
unapaceeternasulla
terra,quindibisognava
chefosseroaltripianeti
ainsegnarlo.Nonsi
sarebbetrattatodiun
poterereligiosoo
spirituale,bensìdi
un'autoritàcapacedi
regolarelavitapratica,
immacolatacomeun
asciugamanonuovo.
Akikononimitavai
familiari,bensì
concentravailsuo
sguardoaoriente:forse
ildiscovolantetardava
perchéladirezionein
cuisarebbeapparsonon
eraquellacomunicata.Di
tantointantolespalle
diAkikotremavanoperil
freddo.Sispalmò
ripetutamenteilrossetto
sullelabbraconundito,
senzaneppureguardarsi
allospecchio,pertimore
chesiscrepolassero.Il
ditoeraintirizzitoe
rischiavadisbavareil
rossetto,mapreferiva
nonrivolgerelaluce
dellatorciasullo
specchiettoper
guardarsi,rischiandodi
essererimproveratadai
genitori.Eraormai
convintachelasua
oziosaepiacevole
indifferenzaderivasse
dall'originevenusiana:
chil'avesseosservata
conattenzioneavrebbe
capitochedallasua
freddezzatrapelavaun
placidosensodi
soddisfazione,come
quellodiunpiccolo,
intelligenteanimale,
contentodellapropria
autonomia.Benchéfosse
unaragazzanaturalmente
privadidesideri,aveva
ilvantaggiodisembrare
unapersonacheliavesse
sradicativiolentemente
dalproprioanimo:
concordavaconl'ideadi
favorirelapacenel
pianetaconlaspontanea
leggerezzadichioffre
unpaninodolceaun
bambinomalvestito.
Benchéfosseroquasile
cinquenonapparivanel
cieloasudalcundisco
volante.Nessunodiloro
espresseaparolelasua
impazienza.Sefosse
comparsoundiscovolante
rossastro,comequello
checiascunodiloro
avevavedutoedicui
avevanostalgia,eavesse
all'improvvisoemesso
luciverdimutando
direzione,tuttii
familiariavrebbero
potutoessernetestimoni
nelmedesimoistante,e
ciòavrebbeaccresciuto
anchelalorosolidarietà
perilmovimentoafavore
dellapacesullaterra.
Ancheseildiscovolante
nonfossestatolatoredi
nessunnuovo
insegnamento,sarebbe
bastatalasua
apparizioneperdonare
chissàqualinuove
energieall'intera
famiglia.Talipensieri
turbinavanonell'animodi
ciascuno.Ilfrusciodel
ventoallelorospalle
aumentòd'intensità.
Kazuoabbassòlosguardo
sulquadrante
fosforescente
dell'orologio.La
lancettadelleore,diun
azzurroscintillante,
segnavalecinque.
«C'ètempo.Comeviho
giàdettopuòdarsiche
compaiainritardo»,
commentòJūichirōconun
tonodivocebasso,
arrochitodalcatarro.Ma
inquell'istanteunvento
gelido,comequelliche
vorticanointornoai
corpicelesti,iniziòa
sconvolgereilloroanimo
chefinoaquell'attimo
erastatocolmodi
ardentisentimenti.
Subitotuttiequattrosi
sentironoproiettatiin
unangolodisolitudine.
L'unioneelamelodiache
avevanovibratoneiloro
cuoricomelenotedi
un'arpatacevanoora,
quasichenefossero
stateall'improvviso
spezzatelecorde.
«Eccololà»,esclamòd'un
trattolavocelimpidadi
Akiko.
«Che?Èapparso?!»
urlaronoitrecon
esultanza,fissandoil
cieloaoriente.Nonsi
trattavadeldisco
volante,bensìdella
luminosaVenereche
sorgevaaoriente.
«Eccoilmiopianeta
natale!»sicorresse
Akiko.Ipacifici
genitorinonla
rimproverarono,felici
dell'apparizionedel
pianetadellabella
figlia,limitandosia
rivolgeredinuovoun
lungoepazientesguardo
asud.Toccòinseguitoa
Kazuoscorgereilsuo
pianetanatalesalirecon
unalucepiùattenuata,a
sinistradiVenere.Il
ragazzoabbassòil
cannocchialeegridò
gioiosamente:«Sivede
ancheilmio!»Era
bastatounbaluginioper
infonderglivigore.
Fratelloesorellanon
riuscivanopiùa
distoglierelosguardo
dalcieloorientale.
VenereeMercurio
salivanolenti,conun
ritmocerimoniale:la
lucerossadiVeneresi
attenuavagradualmente
perassumereglistessi
riflessicandidie
luminosidiMercuriocon
cuiprogredivanelcielo.
Appenaleduestellesi
stagliaronosullepiatte
nubiviolascuro,l'ombra
deglialberiintorno
iniziòaliberarsi
gradualmente
dell'oscurità.
Soprattuttoglialberi
chesistagliavanocontro
ilcieloorientale
assunserol'aspettodi
delicateombrecinesi,in
cuispiccavanogli
affascinanticontorni
dellefoglieche
frusciavanoalvento.
Apocoapocoilnumero
dellestellediminuì,
l'albasisfumò
d'amaranto.Aoriente,
sullalinea
dell'orizzonte,si
gonfiavanonuvoledi
variegradazioni,ora
scureoratenui,nere
comel'inchiostroo
violacee.
«Potrebbeancheapparire
conlalucedelgiorno.È
successoancheavoidi
vederlodigiorno,vero?»
domandòJūichirō,rivolto
soprattuttoallamoglie.
«Sì,iolovidipocodopo
averricevutoil
giornale»,risposeKyoko,
ilcuivoltoincominciava
aesseredistinguibile.
Apparivanitidamente
ancheagliocchidel
maritopersinoildisegno
ascacchidellacoperta
chel'avvolgeva.
Mal'uomononimmaginava
chelaprimalucedel
mattinoavrebbecostretto
ilsuoanimoauncosì
acutosensodivuoto.
Scorgevaormaianchele
foglierossediacero
sparsedalventoe
l'irregolaritàdelle
pietre.Incominciavaa
distinguerebeneogni
particolare,ela
consistenzachestavano
assumendotuttii
dettagli,chenonaveva
scortosalendola
collina,cominciòa
insinuareunsensodi
apprensionenelsuo
animo.
«Eancorapresto.Troppo
prestoperla
rassegnazione»,mormorò.
D'altrondeKyokononera
affattorassegnata.
AllecinqueemezzoKazuo
potéleggereagevolmente
l'orasulquadrantedel
suoorologiosenza
l'ausiliodella
fosforescenza.Lenuvole
aorientemostravanouna
tintaviolacomel'uva,
ilcielosirischiaravae
asud-ovestsi
delineavanolecrestedei
monti,mentreletre
stellediOrion
impallidivanoindugiando
nelcielo.
«Ilmiopianetanatale
stascomparendo.Laluce
sistaapocoapoco
attenuando»,sospirò
Akikoscuotendolaspalla
delfratello.
«Ancheilmio».
L'alba,chesaettavanel
cielodopoaverindugiato
alungo,avevain
principioesibitoun
coloredifiorisecchi,
unarancionecon
sfumaturedicarminio,
cheapocoapocoera
divenutalatinta
predominanteassorbendo
lalucediVenereedi
Mercurio.
Sullefreddeguancedi
Akikoincominciaronoa
colarelelacrime:«Il
miopianeta...»Itetti
dellecasedelvillaggio
sistagliavanobianchi
nell'oscuritàdeifianchi
dellacollina,dicui
iniziavaadistinguersi
ilverde.Ilprimotreno
dellalineaSeibu,quello
dellecinqueecinquanta,
correvafraglialberi
allependicidella
collina,simileaun
lungoserpentedi
luminosecarrozze.In
fondoallemontagnea
sud-ovest,cheparevano
unamalinconica
calcografia,spiccavala
vettaimmacolatadel
Fuji.
«Cheoresono?»domandò
Jūichirōalfiglio.
«Ah,riescoadistinguere
beneanchelelancette
delmioorologio.
Dunque...sonolesei.È
giàtrascorsaun'ora
dall'appuntamento.Non
restacherassegnarci...
oforseèunalezionedi
pazienzaimpartitacidai
dischivolanti:nonhanno
volutocompariredi
fronteanoiche
aspettavamo.Forseci
stannomettendoalla
provapervalutarela
nostraforzad'animoela
nostrapazienzadi
creaturedell'universo».
«Papà,vistocheabbiamo
attesocosìalungo»,
proposecontonoeccitato
ebenevoloilfiglio,
«rimaniamoalmenofinoa
chesorgeràilsole.Può
darsichecompaia
all'improvviso».
«Hairagione.Forseè
prestoperrassegnarsi».
DallacittàdiHannō,
ancorarischiaratadai
lampioni,giunseil
rintoccodellacampana
dellesei.Sidistingueva
lafreschezzadelverde
deicampieilbiancore
delleparetidei
magazzini;dueotre
corvivolavano
obliquamentegracchiando
davantialoro.Asudovestsidelineavanole
montagnechesi
estendevanoasuddal
passodiSanno,conle
nuvole.
Ilcieloaorienteera
avviluppatodastratidi
nuvoleorizzontali.Da
unosquarciodicielo
emerseunintensoraggio
rosso,simileaunlabbro
sorridente.«Adognimodo
èimportantenonperdere
lafiducia»,sentenziò
Kyokoche,sebbenedi
solitosimostrasse
superficiale,inquei
momentirivelavauna
soliditàd'altritempi:
«Gliesseriumanisono
sempremossida
sentimentioscillantie
nerimangonospesso
delusiedepressi.Manoi
nonsiamoesseriumani.
Nondimentichiamolomai».
Allafineilsolesiaprì
unvarcotralenuvole
mostrandoilsuovolto
abbacinante.Lanevesul
latoasud-ovestdel
monteFujiassunseuna
sfumaturarosata,comese
fossestatatrafittada
quelprimoraggiodisole
simileaunafreccia.
CAPITOLO2
Dueotregiornidopo
l'escursionesullacollina,
Akikofinìdiscriverela
minutaperlaletterain
inglesedainviareaChruscév.
Erastataleiaidearneiltesto,
Jūichirōl'avevacorrettoe
completato.Poi,iltestoera
statotradottodaAkiko,che
frequentavauncorsodi
letteraturainglese
all'università.Avevanoil
timorechequellalingua
potessedispiacereai
sovietici,maignoravanoil
russoe,d'altronde,
l'argomentoeracosìdelicato
chenonpotevanochiedere
aiutoanessuno.
«ASuaEccellenzaChruscév,
PrimoSegretariodell'Unione
Sovietica.Abbiamoappreso
lanotiziadell'esperimento
nucleareconunabombadi
cinquantamegatondalei
ordinatoesiamomolto
dispiaciutiepreoccupati.
Abitiamoinunpaese
dell'estremoOriente,il
Giappone,esiamoinquieti
perchésuigiornalièscritto
che,pocodopol'esperimento,
ècadutaunapioggiadiceneri
radioattive,altamente
tossicheperlasaluteumana.
Dobbiamoanzituttoprecisare
cheabbiamoconcepitoquesta
letteranondalpuntodivista
diappartenentiallarazza
giapponese,bensìquale
appellodipersoneoriginarie
dialtripianeti:noinon
possiamoassistereinsilenzio
asimilicomportamenti.
Eccellenza,nonabbiamo
intenzionediaddossarle
individualmentequestacolpa.
Sitrattadiungraveproblema
cheriguardatuttal'umanità,
unproblemadiestrema
importanzaperilpacifico
ordinedituttol'universo.
Incombeunconfrontofrala
barbarieelaraffinataciviltà
chel'umanitàèriuscitaa
costruire:alei,Eccellenza,
s'imponelasceltafrail
divenireun'illuminataguida
perlaciviltàounoschiavodi
quest'epoca.Ilsuonemico,
Eccellenza,nonèl'America,
maleistesso,cosìcome
l'umanitàstessaèilpeggior
nemicodell'umanità.Selei,
conspiritointrepido,si
prodigheràpervincereilsuo
animo,salvandolaterrae
l'umanitàdalladistruzione,da
unaguerraaccidentale,ed
eliminandopersempreil
pericolodellaguerradei
bottoni,leiavràlagloriadi
esserereputatoilpiùgrande
statista.L'Americasièormai
macchiatad'infamia
sganciandolabombaa
Hiroshima.Saràunamacchia
eternaperlasuastoria.
Perchémaidunquelei
dovrebbeemularel'America
rendendosicolpevolediuna
similenefandezza?Perché
mai,conlasuailluminata
intelligenza,nonpensadi
isolarel'Americacome
nazionereadiuncrimine
incancellabilecontro
l'umanità?Nonètardi.I
nostripianetisorveglianodal
cielonotteegiornoildestino
dellaterra.Sebbenegli
abitantideinostripianeti
compianganolostatodella
terraingranparte
contaminata,nonrinunciano
asperarecheessapossa
ridiventareilmeraviglioso
astrodiuntempo...»
Dopoaverlettometàlettera
Jūichirōlodòsestessocon
voltoimpassibile:
«Sonostatopiuttostoaccorto
anonusareuntonoesagerato
dapazzoide,adosarecon
sagacialalusingaelavanità
deldestinatariodel
messaggio.Nonsipuò
scriverecomesecisi
rivolgesseaunapersonache
condividelenostre
convinzioni.Ènecessario
parlareagliuominiusandola
lorologicaelaloro
psicologia.Conpazienza,
comesesitentassedi
addestrareuncanestupido».
«Echefaremosenon
risponderà?»commentò
Kazuo.
«Pazienza.Nonèimportante
larisposta.Ècertochequesto
messaggiorimarrànell'animo
diChruscévcome
un'improntaindelebile».
Genitoriefiglidisegnarono
infondoallalettera
dattiloscrittailsimbolodei
loropianeticonaccantole
firmediciascuno.Rilessero
laletteracercandodi
valutarnel'effetto.Parevaun
messaggioprovenientedauna
stelladotatadiintelligenza.
IlgiornoseguenteAkiko,
sapendochenoncisarebbe
statalaconsuetalezionedi
storiadell'Inghilterra,decise
dinonandareall'università.Il
suocompitoeraspedirela
letteraallapostacentrale.
«Questasera,dopocena,
potremogustareunbudinodi
azukicaldo.Diritornodalla
postafermatidaMuratayae
compracircacinquegòdi
azuki».
Lamadredecidevasempre
d'istintoledosi:cinquegòper
unbudinoparevanoadAkiko
unaquantitàeccessiva,ma
nonobiettò.
L'impiegatodell'ufficio
postalepreseinconsegnala
solitaletterapostaaereasenza
leggereilnomedel
destinatario.Sempre,quando
Akikoandavaaspedirele
lettereperl'estero,
quell'impiegatolerivolgeva
laparola.Laragazzatemeva
che,segliavessedato
confidenza,primaopoiegli
avrebbeincominciatoa
interessarsiallelettereea
interrogarla,maperil
momentoilgiovaneera
attrattosoltantodalsuovolto.
Akikosalìsull'autobus,scese
vicinoacasaecamminò
versol'emporioMurataya.La
cittadinadiHannōsorgevasu
unapianuraeavevalarghi
vialiasfaltati.Sullastrada
biancasucuiriverberavail
solediquelmezzogiorno
all'iniziodell'inverno,le
tendinerosseecelestidel
negozioeranoteseepiùbasse
dell'altezzadiunuomo.Il
giovanissimocommesso
scorseAkikoconilcestino
dellaspesaallafermata
dell'autobusesiprecipitòad
avvisarelapadrona.
«Staarrivandolasignorina
Ōsugi.Indossaunsoprabito
biancoconunberrettorosso».
«Nonèilcasodiesserecosì
emozionati»,sbraitòla
padronacontinuandoa
occuparsideibambini,
«sforziamocidivenderleal
prezzopiùaltorobadiqualità
scadente,tantoinquella
famiglianessunoèingradodi
capire».
Lapadrona,cheinseguitoal
crollofinanziarioavevaperso
cinquantamilayeninborsa,
avevauditoparlaredella
venditadititoliconclusada
Ōsugiprimadell'estate.Era
convintachegliŌsugi
avesseroconoscenzetalida
consentirelorodiprevedere
lefluttuazionidellaborsaeli
odiava.Erainfervoratadal
desideriodivenderequalcosa
diguastoaquellafamiglia
generosaeavevaordinatoa
Tarò,ilsuogiovanissimo
commesso,discoprireil
segretodellafamiglia.Perciò
lapadronasifingeva
particolarmentecordialesia
conKyokosiaconAkiko.
«Potendoliriempireidi
veleno»,pensavaladonna.
«Sonoriuscitiaguadagnare
conqualchefurberia,masi
ostinanoadatteggiarsicome
gentenoncontaminatadalle
sozzuredelmondo!Si
credonochissàchi.Inrealtà
nonesisteunafamigliapiù
snobdellaloro.Ilpadresidà
ariedastudioso,lamogliesi
atteggiaagrandama
stracolmadisaggezza,il
figlioèunseduttoredi
minoratementalielafiglia,
conquellasuafaccinada
innocente,incapacepersino
diuccidereuninsetto,a
Tōkyōsidiverteadadescare
gliuominiadestraeamanca.
Epoidaisuoifianchisi
capiscecheèuntipo
sensuale,diquellechenon
mettonoalmondofigli.Le
famigliecomenoi,di
lavoratoriseri,perdono
grossesommedidanaro,
mentreunafamigliacome
quella,dioziosiintellettuali
snobguadagnaaperdifiato.
C'èqualcosadipazzesconel
modoincuifunzionaquesto
mondo.Figuratichedueotre
nottifasonouscititutticon
l'auto.Chissàdoveandavano.
Nonsitratteràdiuntraffico
didroga?Nonimporta,
vedrai,primaopoili
afferreròperlacodaefaròin
modochesianotrascinati
tutti,legaticomeigranidiun
rosario,allapolizia».
LabottegaMuratayaaveva
allineatesudelleassiscatole
dimele,dimandarini,di
fruttadistagione,dicipolle,
dipatate,diverdurein
salamoia,comeilrafanoalla
Takuan,dizenzerocolorato
dirosso,dilegumicotticon
salsadisoiazuccherata,di
dolciumi,dichewing-gume
dicurryistantaneo,mentre
d'estatevendevaanchei
gelati.L'internodelnegozio,
buioacausadelletendine
basse,emanavailgreveodore
diacquastagnanteallafocedi
unfiumetraboccantedirifiuti
galleggianti.
IlvoltopallidodiAkikosi
sporsefraletendine.«Avete
azuki?»domandòlaragazza
conlabellavocelimpida.
«Ah,èleisignorina?
Benvenuta,abbiamoazuki
squisiti»,lasalutòdall'interno
lapadrona.«Quantigliene
do?»
«Cinquegò».
OgnivoltaTaròprovavauna
grandesoddisfazionea
imbrogliarelabellaAkiko
sullaqualitàosulpesodella
merce.Ingannandolaaveva
l'impressionedidividerecon
leiunsegretoediseppellire
conquellameschina
cattiverialadisperazioneche
lapropriapelleforuncolosa
glicausava.Mentrepesava
gliazukicanticchiòinmodo
confusoilritornelloche
intonavaquandovedevail
voltodiAkiko.
...Ahimé,unamore
irraggiungibilepernoi
marinaiuccellicheriposano
sulleonde...
CosìadAkikofuronovenduti
azukidiscartoalprezzodi
trentayenalgò.
Inoltre,benchénonleavesse
chieste,lerifilaronoanche
dellescatoledifunghimal
assortitialprezzoraddoppiato
diduecentoyen.
«Chebravagente»,pensò
Akikouscendodalnegozioe
camminandoperla
scorciatoiadirettaacasa.
«Tuttalafamigliacollabora
nellavorocongioiaecon
allegria.Ibambinisono
ancorapiccoli,mamadree
figlistannosempreinsieme
comegrappolid'uvasuuna
pergola.Epoiconche
deliziosisorrisimi
accolgono!Traboccainloro
quellabontàefelicitàdella
vitaumanacheameènegata.
Conlenostreforzedobbiamo
proteggereatuttiicostigente
similedallebombenuclearia
idrogeno».
Eraunbelpomeriggiomolto
terso,all'iniziodell'inverno.
Ailatidelsentieropercorso
daAkikosisusseguivano
cespugliditèefralefoglie
polveroserimanevanopiccoli
ebianchifioriappassiti.In
cielospiccavalalucentezza
deikakicheincurvavanoi
ramiormaisecchi.
Oltrelesiepisiintravedevail
grandegiardinodiunacasadi
campagnaincuieranostese
adasciugaredellecamicie,e
siscorgevanogrossefogliedi
patateeuncespugliodi
crisantemiavvizziti.Un
odoredicaprasidiffondeva
daunricoverooscuroe
pericolantevicinoaicespugli.
Akikoerasoddisfatta.Nessun
discovolanteeraapparso
sullacollinaRakan,ma
almenoperquellagiornata
avevacompiutotuttociòche
potevacomeabitante
dell'universo.Ma,
proseguendolungoil
sentiero,scorseunacoppia
checamminava
chiacchierandoeilsuovolto
siincupì.
«Eccolodinuovoconuna
terrestreinvecedicercarsila
compagniapiùadattaalui!»
LeguancediAkikoerano
imporporateperilfurore,eil
suoanimoavevadimenticato
ilriserbo.
Eracomesesuofratello
stesseprofanandolapurezza
dellasorellainvecediquella
diun'estraneaapplicando
malamentegliinsegnamenti
diJūichirō:
«Bisognacomportarsida
personenormali,piùnormali
possibile».
Eradunquequellociòche
l'ammonimentodelpadre
significavaperlui!Quandoal
mattinoAkikoavevaveduto
salirequietamentelastelladi
Venerenelcieloorientale,
avevacredutodiintuire
distintamentel'originedella
propriapurezza.Lapurezza
diVenereèunparadosso,ma
lafiguradellastellaapparsa
all'albasembravaignorare
qualsiasistupidaregola
dell'amore,comeladeanata
fralaverdespumadell'onda
fenicia.
Checosaavrebbepotuto
catturarlaesoggiogarlaa
normeesulantidallalegge
cheregolailmovimentodei
pianeti?Laferrealeggeche
regolaleorbiteellittiche
intornoalsole,inconformità
allaqualelalineacheunisce
ilsoleaipianetitraccia
sempreun'ugualesuperficiea
formadiventaglio
muovendosiinuntempo
stabilito.Laregolaferreaper
cuidebbaesistereunrapporto
fisso,inbaseacuiiquadrati
deiperiodidirivoluzionedei
pianetisianoproporzionalial
cubodelladistanzamediadal
sole.
Talileggieranol'unicalogica
diAkikopoichélasua
purezza,diversamenteda
quelladellealtredonnedella
terra,vincolatedaunamisera
evilemorale,eralucentee
puracomeunastella,
superioreaognilogica.La
parola"purezza"risuonava
semprecomeunamusica
nell'animodiAkiko:neltram
affollatochelaportavaa
scuolaeanchedurantele
lezionidiletteratura
americana,nell'aulanumero
16.Adesempio,capitavache
metàdellalavagnarilucesse
secondolaposizionedella
lucesullafinestra,echesi
facessefaticaaleggerele
letterescritteconilgesso
bianco.Quandoscorgevail
nomediNathanielHobson
tracciatocongrossieconfusi
caratteriorizzontalieHobson
parevafondersiconlaluce,
Akikoaveval'impressione
chelaluceentratadalla
finestracoprisseconlesueali
lelettereinglesitracciatein
biancoconilgesso,eche
scrivesseconimpetoegioia
soltantolaparolapurezza,
chesoltantoAkikoerain
gradodileggere.Adesempio,
lecapitavadientrareconle
compagnediscuolainun
caffèchedisolitonon
frequentava,incuieranostate
intenzionalmentecollocate
moltepiantedellagommae
doverisuonavanolefatidiche
notediundiscodimusica
latina,mentreneiséparéin
penombragiovanicoppiese
nestavanovicinebenché
fosseancoragiorno.Akiko
nonsialzavasubitoperuscire
dallocalema,allungandoil
corposullasedia,chiudeva
perqualcheistantegliocchi.
«Chetisuccede?»le
domandavanoleamiche.
«Hogliocchistanchi,lasciate
chestiacosìqualcheminuto».
Inqueimomentiilrefrain
licenziosodiunsambaconle
suestraneurlasitrasformava
all'improvvisoinunalimpida
vocechegridava:«Purezza,
immacolatezza!»esubitoagli
occhichiusidiAkikoil
piccoloeoscurocaffèsi
mutavainunfreddoegelido
spazio,conunatenueluce
cheindugiavasulleparetie
personecompostamente
seduteconindossobianchee
lucentivesti.«Saràuncaffè
diVenere»,pensavaAkiko
pregustandolabevandachele
sarebbestataservita.Nonvi
eranolimitiallafantasia.In
unaseradiprimavera,quando
ilcieloaorienteparevapiù
remoto,avevavedutodaun
trenodellalineaSeibu,
nell'orapiùaffollata,Venere,
ossiaVespero,chesovrastava
ladistesadeicampi.Mentre
lesuegambedondolavano
all'oscillaredeltram,ilsuo
corpositendevaobliquoe
nonmuovevaneppureundito
dellamanochetenevala
cartelladeilibri,cercandodi
volgerealtroveilproprio
voltoperevitareilcaldo
respirodiuominiche
esalavanounfastidiosoe
opprimenteodore.Mentresi
sentivadilaniatadallerozze
spintedicarniottusee
ostinatediesseriumani,il
suovoltotersoepallido
galleggiavacomeunlototra
lespalleuntuosedegliuomini
efissavalosguardosulla
stellaapparsaalcalaredella
seraoltreilfinestrino.Venere
sembravaoscillareaogni
movimentodeltram,seguirlo
nelsuopercorso,comese
corresse,esollevarenelcielo
seralediquellatarda
primaveraunoscintilliodi
purezza.
Ilsentieroinfinesidivisein
due.Continuandosarebbero
arrivatiallacasadegliŌsugi,
maKazuoelaragazza
svoltaronoadestra.Akiko
camminavadietrodiloro
rasentelasiepe,neltimoredi
esserevistasesifossero
voltati.Icinquegòdiazuki
contenutinelcestopesavano.
Lastradavolgevaadestra
versoiltempiodiInari.Il
fratellocamminavaconla
cartellainmanoeognitanto
sorridevadivertitopizzicando
leguancedellaragazza,che
glisifacevasemprepiù
vicinaecheinfineglipassò
unbracciointornoallavita.Il
sartoavevaesageratonella
fatturadell'impermeabileblu
scuroaccentuandol'ampiezza
dellespalle.
Laragazzaerapiccola,
indossavaungolfmaschile,
com'eradimoda,diunataglia
superioreallasua,conle
manichegraziosamente
rimboccate,mailprofilodel
voltosollevatoaguardare
Kazuoeramorbidoe
infantile,conancorauna
fragileedelicatacurvadalle
labbraalmento.Doveva
averelamedesimaetàdi
Akiko,oforsev'erauna
differenzadiunannoodue.
Lelabbrasucuiaveva
spalmatoilrossetto,lucidee
tumide,parevanoinalare
perfettamentel'atmosferadel
luogo.Lenatichericopertedi
unagonnaditessutoscozzese
nellegradazionidelviola
ricevevanoilsolee
ondeggiavanoproiettandoa
destraeasinistralaloro
ombra.Giunserodavantial
giardinoombreggiatoda
vecchialberidicriptomeriee
diciliegi,ailatidelsentiero
deltempiodiInari.Inuno
spiazzocircondatodialberi
eranocollocatiun'altalenae
untroncodondolanteesi
udivanolegridadeibambini.
Vieranoanchemadriconil
neonatoinspallache
raccoglievanolefogliesecche
dellecriptomerieper
accendereilcamino.Idue
parevanomeditaresuquale
panchinasedersi;scartarono
quellepiùfredde,all'ombra
deglialberi,esisedetterosu
unapanchinailluminatadal
soleattornoaunbaciledi
pietrasucuierascolpito:«Il
primogallocanta».
Akikosinascosetrale
criptomerie,sitolseilberretto
rossofacilmentedistinguibile
elodeposenelcestinodella
spesa.Siavvicinòlentamente
allespalledelfratelloedella
ragazza.Ora,facendosiscudo
diunramodicriptomeria,
potevapersinodistinguere
branidellaloro
conversazione:«Nonlosanno
acasachehaimarinatola
scuola?»«Tranquilla.Sono
uscitopuntualeperlalezione,
ched'altrondeèstatasospesa.
C'èingirol'influenza,cheha
messoK.O.tuttiivecchi
professori.Epoinonhomai
portatoacasaunacompagna
discuola.Lofannotutti,uno
deimieiamicièstato
sottopostodallamammadella
ragazzaauninterrogatoriodi
terzogrado,sifinisceper
confessareanchequelloche
nonandrebberivelato».
«Perdinci!»commentò
gaiamentelaragazza.Pur
essendoallelorospalle,
Akikointuìquantoquel
commentoavesseinorgoglito
ilprofilononacutodel
fratello.«Kazuchan,tuti
comporticomeunastuto
criminale,dovròstarein
guardia».
«Nonècomepensi»,rispose
Kazuoconuntonodivoceda
cuitrapelavalasua
soddisfazione.«Èbelloanche
andareadivertirsiaTōkyō,
maèpiùemozionante
passeggiarecosìvicinoalle
nostrecase».
«Permenonsonoemozioni
attraenti.Preferiscouna
felicitàtranquilla,grossae
voluminosacomeungrande
cuscinodibroccatosucuisi
siedonoibonzi».
«Divertente.Maiopreferisco
unmorbido,piccolocuscino
comete».
«Chevolgare!»pensòAkiko
infuriandosi,masitrattenne
perchénell'attimoincuistava
perintervenireidue
iniziaronoabaciarsi.Erala
primavoltachevedevasuo
fratellocomportarsiinquel
modo.LelabbracheKazuo
premevasuquelledella
ragazzaavevanoassuntouna
formaobliquaeilvolto
un'espressionetotalmente
stupida.
Akikochiusetenacementegli
occhi.Nell'oscuritàsi
frantumaronocentinaiadi
Veneri.Infilòlamanonel
cestinodellaspesaesi
avvicinòallapanchina.La
donna,rapitadalbacio,aveva
gliocchichiusieilvolto
sollevatoversol'alto.Akiko
lanciòunagrossamanciatadi
azukisullasuafaccia.La
ragazzabalzòinpiedi
gridando,barcollòperdueo
trepassiquindifuggìsenza
volgersiindietro.Akiko
sorrideva.All'improvvisola
ragazzascoppiòapiangere:
«Odioso,dunquehai
un'altra!»gridòripetendola
stessafrase.«No,tisbagli.È
miasorella».«Nontivoglio
piùvedere!»Laragazza
sollevòlespalle,fecequattro
ocinquepassilentamente,
quindisimiseacorrerecon
incredibilefogasulsentiero
dacuieranovenuti.
Kazuoerastranamente
calmo.Rimasesedutosulla
panchina,araccogliereigrani
diazuki,einfinedisse:«Toh,
degliazuki!»Sollevòquindi
lesopraccigliaallungate
sopragliocchiunpo'
assonnatiedomandò:
«Perchél'haifattoAkiko?»
Akikononrispose,feceun
giroattornoallapanchinaesi
sedetteaccantoalfratello.
Tolseilberrettorossodal
cestinodellaspesaesussurrò:
«Pensavichenonsapessiche
haigiàpresoingirodiverse
ragazze?Maèlaprimavolta
chetivedoinazione».
«Eperquestotisei
arrabbiata?»
«Sì...nonimmaginavoche
l'avrestifattoconuna
terrestre».
Ilfratellorimaseinsilenzio.
Spiravaunalievebrezzache
disperdevalefogliesecchee
corrosedeiciliegisulle
ginocchiadeidueragazzi.Era
unattimodiineffabile
dolcezza.
«Alloratispiegheròimiei
sentimenti»,disseKazuo
guardandosiintorno.
«Nonhomairivelatoalle
ragazzeilmiosegreto.Tu
avraiforsetimorecheione
parli,ma,comeafferma
nostropadre,nonsarebbedi
nessungiovamento,anzi
sarebbemoltopericolososesi
accorgesserochesonoun
extraterrestre.Nonbisogna
maidimenticarechelanostra
missioneèmantenerelapace
sullaterra.Èunamissione
universale,nonunimpegno
checisiastatorichiestodalla
terra.Nonabbiamoalcun
dovereversolaterrané
alcunaresponsabilitàfinale.
Diversamentedagliesseri
umaninoisiamo
assolutamenteindifferentia
tuttociòcheaccadeagli
uominidiquestaterra.
Ovviamenteuccidereun
terrestrenonèaffatto
incompatibileconlanostra
logica,cilimitiamoad
astenerceneperchépotrebbe
provocareattriticonleleggi
terrestri.Anchenostropadre
pagapuntualmenteletasse,
perevitarequestioni.
Manoncapiscoperchéionon
possadivertirmiconledonne
terrestri.Permesonotutte
esotiche,m'interessano,emi
sembranovivacieprimitive.
Saràanchequestionedipunti
divista,gliuominidella
razzaumanaamanoosservare
ledonneguardandoledal
basso,noiinvece,che
veniamodalcielo,preferiamo
guardarledall'alto.Capita
alloradivedereimorbidi
avvallamentidisenicandidi,
floridieteneri,anchesenon
vogliamo.Aesseresincero
nonèunatentazionemolto
forte,d'altrondesochepotrei
evitarediassumermilemie
responsabilità.Ehola
presunzionediriuscirea
nasconderefinoall'ultimo
questamiaconsapevolezza
alleragazze.Ancheseper
casounadilororimanesse
incinta...
«Chedici!Nehaimessa
incintaqualcuna?»Akiko
emiseungridodidolore.
«Statranquilla.Hodetto
"anchese","peresempio"».
«Anchesesitrattadiun
esempioèterribile.
Nascerebbeunfigliomisto
fraunextraterrestreeuna
terrestre.Haiprovatoa
immaginarequanto
soffrirebbequelbambino?
Sarebbeperluiunaterribile
disgrazia.Sarebbevincolato
dalleleggidellaterra,
dovrebbeassumersi
responsabilitàterrestri,ma
nelsuoanimosiagiterebbeil
rimpiantodiunalibertà
extraterrestre,lalibertà
universaledelpadre,si
sentirebbealconfinetrail
beneeilmalesullaterra,
crederebbecheglisia
consentitotutto.Ah!Chissà
cheterribilevitadisofferenze
attenderebbequellacreatura».
«Tipreoccupiinutilmente»,
risposeimperturbabileil
fratello.«Ancheserimanesse
incintasarebbelamadre,con
ilsuobuonsensoterrestrea
pensareallesofferenzedel
bambino.Io,comesempre,
nonavreinessuna
responsabilità...adognimodo
sedovessiaccorgermiche
madreefigliosoffrono,li
uccidereidinascosto,per
insegnarelorocheè
assolutamenteinutilepatire
perme».
«Sì,hairagione»,annuìcon
sorprendentefacilitàAkiko,
«maiosonodell'ideachetu,
fratello,farestibeneacercare
unasplendidacompagna
originariadeltuopianeta.Nel
tuoanimodovrebbeessere
rimastoilricordodiamori
puriecelestiali,diversidalle
passionivolgarie
animaleschediquesto
pianeta,altrimentidevo
dedurrecheseistato
contagiatodall'atroceveleno
deiterrestri.Midispiace,per
questohoagitoinquelmodo
irruenteCosìnonrimaneche
unpugnodiazukiperil
budinodistasera.Maècolpa
tua,fratello».
Illorobattibeccopareva
concluso.Kazuonefu
sollevatoevolseallasorella
unosguardoimpertinente:
«Confessa:haiintenzionedi
influenzarmiedi
costringermiadadattarmial
tuostiledivita.Ivenusianisi
comportanoinmodo
dispotico».
«Chesignifica?»
«Credichenonsappia?Scrivi
aunragazzovenusianoche
abitaaKanazawa.Èquelloil
tuotantodecantato"puroe
nobileamorecelestiale"?»
Akikoarrossìvistosamente
mailsuotemperamentoserio
leimpedìdirisponderecon
unabattuta.Siinfuriòperché
sisentivapresaingiroe
umiliataneisuoisentimentie
lanciòunosguardoiratoal
fratello.Nelvoltodai
lineamentiperfettidella
ragazzaeneisuoilimpidi
occhiquasiazzurrinienelle
guancedapprima
imporporatesiepoi
subitamenteimpalliditeera
scolpita,purnelchiaroredel
luminosopomeriggio,la
freddezzadiuncielonotturno
incastonatodistelle.Kazuo,
chericonoscevanelvolto
dellasorellaun'espressionedi
autenticarabbia,sipentìdi
avereesagerato,manon
potevapiùporrerimedioalle
sueparoleereagìdunque
atteggiandolabellafacciaa
unlievedisprezzo.
«Cosablaterifratello?
Propriotucheforsesei
completamentefalso?»
«Che?!»Kazuocompreseil
sensonascostodelleparole
dellasorellaesiinfuriò.Era
undubbiochenessunodiloro
avevamaiosatoesprimere:la
sorellaavevatentatodi
colpirlonelpuntopiù
vulnerabile,nonglirimaneva
chericorrereallamedesima
strategia.
«Sì,forsetu,fratello,sei
completamentefasullo.Forse
seiuncomuneterrestre.
Sostienidiessereun
mercuriano,maèpossibile
cheesistaunmercuriano
comete,preoccupatosoltanto
diinseguirelenatichediuna
ragazza?Scommettochenon
haivistoalcundiscovolante.
Haimentitopernonsfigurare
difronteapapàemammache
l'hannovistodavvero.
Insomma,nonhaivoluto
perderel'occasione».
«No,iol'hopropriovisto,Tu,
invece,chissà...»
«Iosì,chel'hoveduto!Non
ricordicom'eroscettica,come
ridevodipapà?Poimiè
apparsonelboscodi
Hachimaneadessocredo
anch'ioneidischivolanti».
«Mahaiuntestimone?»
«No,nonneho»,esitòAkiko.
«Etu?»
«Neppureio.Masonocerto
diaverlovisto,inveceiltuo
ostentarediessere
un'extraterrestreinsospettisce.
Setulofossiveramenteti
comporteresticon
spontaneità».
«Iltuomododiparlare
ricordalamalignitàdegli
esseriumani».
«Madavverodubitidime?»
«Sìchedubito!»concluse
Akikoconnonminorfogadel
fratello.Inquell'istantefu
coltadaun'inesprimibile
tristezzaeisuoiocchi
divennerolucididilacrime.
Osservòlescrepolaturedel
terrenodavantialei,sucuisi
proiettaval'ombradiuna
pietrascavatachefungevada
bacileperilavacri.Non
contenevaacqua,bensìun
cumulodifogliesecchee
raggrinzite.Vierano
scarabocchitracciatidauna
matitarossasimiliavene.
Sinistrieorribilisegni,che
nonformavanoundisegno,
parendopiuttostolasciati
casualmentedaqualcunoche
avessecamminatosfregando
lamatitachetenevainmano.
Ilcigoliolontanodi
un'altalenasidiffondevafrai
cedricomeildigrignamento
deidentidiunmalato.
Immersinelsilenzio,fratello
esorellaintuironounmondo
infeliceeprivodiordine.Il
mondocheavevasovente
tormentatoilloropadre,in
cuieranoconfusamente
spersecosesenzasenso,un
mondoprivodiarmoniaedi
unità.
Nell'istanteincuiAkiko
avevagridato:«Sì,dubito!»,
ilmeravigliosomondodi
cristallonelqualefratelloe
sorellaeranovissutifinoad
allorasierafrantumato,egià
sidistinguevaunterribile
mondocheraddrizzavala
schienadallevisceredella
terra.Unasinistraschiena
maculataconmacchieverdie
nerastre.
Fratelloesorellanonsi
rivolserolaparolafinoasera;
soltantoalmomentodella
cenafuronocostrettia
conversare.Apocoapocoi
loroanimisiriconciliarono
edentrambiassaggiaronocon
gustol'insipidobudinodi
azuki
preparatodallamadre.
DurantelanotteAkikoentrò
nellacameradelfratello.
Kazuostavaaprendola
finestraperdareariaalla
stanzaincuistagnaval'odore
dellastufaagas.Lafinestra
voltaameridionesiaprivasu
unosplendidocielostellato.
Nonsiscorgevaancora
Orione;lacostellazionedello
Scorpionestavatramontando
aovest,seguitadalSagittario.
DelvicinoCapricornosi
iniziavanoavederelatestae
lacoda,edell'Acquario,al
centro,sidistinguevano
l'anforaformatadaquattro
stellediquartagrandezzaeil
voltodifanciullodelineatoda
stellealfaditerzagrandezza.
Dallasuaboccagoccedi
stellestillavanoameridione,
raccoltedallacostellazione
deiPesci.
Osservandoinsilenzioil
cielostellato,fratelloesorella
sentironocheilloroanimosi
stavacompletamente
rasserenando.L'ordinedelle
stellerinnovòlalorofiducia
insestessi.Nonv'erapiù
alcunanecessitàdiscusarsio
digiustificarsi.
«Noiproveniamodalcielo,
maognitantoilricordosi
affievolisce...»
«Hairagione,perciòèbene
chetalvoltafissiamocome
adessoilcielostellato,per
ritrovareinostriricordicon
l'intensitàdiuntempo»,
sentenziòsolennementeil
fratellomaggioreestarnutì.
Dopolungotempoerastato
organizzatounincontrodiex
allievidelliceo,eJūichirō,
uscitodicasaperrecarsialla
Maruzenadacquistareun
librosuidischivolanti,decise
dipartecipareallariunione
chesisarebbetenutaalpiano
superiorediunpiccolo
ristorantevicinoa
Nihonbashi.
Nelsuperareilpostodi
controllodeibigliettidella
stazionediHannō,Jūichirō
incrociòungruppodigiovani
gitantivistosamente
abbigliati,cheeranoappena
scesidaltreno.Hannōera
infattisituataall'iniziodel
ParcoNazionalediMusashi,
visitatointuttelestagionida
turistilacuibanale
concezionedel"misticismo
dellanatura"sirifletteva
anchenellesciarpecolor
arcobaleno,neglistivalettie
neivistosiorologiresistenti
all'acqua.
Nell'orachel'uomotrascorse
intrenoprimadiarrivarea
Ikebukuro,fucompletamente
assorbitodalpensierodi
comesconfiggerelafolliache
stavadiffondendosiinogni
partedelmondo.Uscitodalla
Maruzentrascorsedeltempo
neimagazzinidifronte,a
compraregliarticolinecessari
allamoglie;ilsuosguardofu
impressionato
dall'abbondanzadellamerce
prodottadaiterrestrie
gironzolònelgrande
magazzinofinoall'oradi
chiusura.Com'erano
affascinantiqueglioggetti,
scatoledilucidaedorata
ovatta,morbidimaglionidi
lana,mutandineconfioriin
pizzo,treninigiocattolo
completidistazioni,tunnele
pontidiferro,eleganti
indumentiperneonati,tutti
capolavoridellaciviltà
umana,capacidisedurrein
continuazioneglianimi
rendendolisensibilialfascino
dellavitaquotidiana.
Ciascunodiquegliarticoli
adempivaperfettamentealla
propriafunzioneesiatteneva
alproprioobiettivosenzail
minimotralignamento,
insegnavaallamenteconfusa
equasialteratadelclientela
precisaefficaciadellavita.Le
scopeavevanounaspetto
consono,lescarpe
sembravanoesattamente
scarpe,ciascunoggetto
rispettavaiproprilimiti,
formandouncerchioconuna
poderosafunechelegava
saldamentegliesseriumani
allalorovita.
«Quisonoalsicuro.Basta
cherimangaqui»,pensava
Jūichirō.Lafolliaumanapuò
esserealmeno
momentaneamentemitigata.
Perquestoigrandimagazzini
sonosottoquestoaspettouna
sortadiospedale.Conosceva
beneletendenzemorbosedei
terrestri:ilpopolodiqualsiasi
Paeseamavalasalutee
l'equilibrio,inpartegodeva
dellenovità,inpartesi
mostravaconservatore,era
avaromacedevafacilmente
alleemozioni,eraportatoa
evitareilpericoloele
emozioniforti,amantedal
profondodell'animadi
un'atmosferaequilibrata...
Eppure,purmantenendo
similiprerogative,stava
precipitandonellafollia.
Jūichirōsalìalpiano
superioredelpiccolo
ristoranteefuaccolto
calorosamentedamoltiex
compagnidiscuolachenon
vedevadalungotempoeche
sieranogiàingranparte
radunatinellasala.Lasua
esistenzaeraperlorounmito.
Nessunosapevachevita
avessetrascorsodopolafine
dellaguerra.Qualcunoaveva
pronunciatoilsuonomee
avevanodecisodispedireal
suovecchioindirizzodi
Hannōunavecchiacartolina
perinvitarlo.Avevano
ricevuto,stupiti,unarisposta
affermativa.Finoalmomento
dellasuacomparsai
compagnisieranosbizzarriti
nellesupposizioni.
Quandofrequentavailliceo
Jūichirōerastatouno
studentecomune,senza
alcunacaratteristica,perciòil
ricordocheicompagni
avevanodiluierapiuttosto
vago.Sieraiscrittoalclub
letterario,componevastrane
poesie,dipingevadelicatie
teneripaesagginelclubdella
pitturaederaunassiduo
frequentatorediconcerti.A
quell'epoca,subitodopo
l'incidentedel15marzodel
1928,igiovaniche
appartenevanoaimovimenti
ispiratiallaletteratura
marxistasieranounitiin
gruppo,enonpochidegli
studentidellaloroscuolane
eranostatiinfluenzati,ma
quelfigliodiunaricca
famigliadicommerciantidi
legnameprocedevanellavita
comesecamminasseaocchi
bassiperevitareognisoffio
divento.Detestavala
sciatteriaecercavadicurare
sempreilproprio
abbigliamento.Ciò
nonostantedovevaaveravuto
qualcheparticolaritàdegnadi
nota.Siostinavanell'evitare
d'interessarsialmondo
esterno,ripagavaconun
sorrisoironicol'amiciziache
sitingevadisentimentoe
d'inverno,nellegiornatepiù
tiepide,siallontanavadal
gruppopersedersiinun
luogosoleggiatodelcortile
dellascuola,alriparodiuna
grandeacacia,accovacciato
sottoilneromantello.Perciò
sierameritatoilsoprannome
di"moscad'inverno".Manon
s'intuivainluialcunatraccia
nédisofferenzanédi
malinconia.Quandochiedeva
inprestitogliappuntidegli
amici,siesprimeva
timidamente,confredda
cortesia,equandogliamici
pretendevanocheprestasse
lorodeldanaro,loporgeva
frettolosamente,senza
guardarliinviso.Nonsi
innamoròmai:qualsiasi
infatuazioneera
completamenteestraneaalla
suanatura.PertantoJūichirō
nonavevalasciatoalcuna
profondatraccianell'animo
deisuoicompagnidiscuola,
anzi,unpiccolo,vacuospazio
chelaloromemorianon
potevainalcunmodo
penetrare.Fraitantivolti
soltantoilsuo,nelle
fotografiericordo,pareva,
sottolavisieradelberretto
dell'uniforme,privodiocchie
dinaso.Nellosforzorabbioso
concuiicompagnitentavano
dievocarnel'immagineera
latenteunsentimentosimile
all'invidiaperilsuosensodi
vuoto,completamenteesente
dall'impudentedisprezzodisé
tipicodellagioventù.
«Erauntipochenonsinota,
eppure,inesistentecom'era,è
vissutoalungo.Ilcontrariodi
Moscad'inverno,cheresiste
pursentendosiodiata»,
commentòcitandounverso
delpoetaKikaku,l'ex
compagnoSatomi,direttore
dell'ufficiodegliaffari
generalidell'aziendaelettrica
Tosai,versatoneglihaiku.
«Oh,nonèdetto!Avolte
l'uomopiùtranquilloèun
tirannoinfamiglia.Puòdarsi
chesiaodiatodallamogliee
daifigli»,ribattéMaeda,
direttoredelleSeteArtificiali
Giapponesi.
«Staiparlandodite?»lo
canzonòl'avvocatoSakaki,
cheavevaun'indolesevera.
IntantoJūichirōavevaaperto
laportascorrevoleedera
entrato.Quell'uomo,cheun
tempononattraeva
l'attenzionedinessuno,venne
accoltodagridadigiubilo.
«Ormaiseituttocanuto.Mi
dispiace.Ioavreiscommesso
cheeripelato»,esclamòŌtsu,
ilproprietariodiunfamoso
negoziodiseteperkimono
dellaGinza,cheostentava
unasplendidacalvizie.
Jūichirōfuinvitatonelposto
d'onore,sisedetteesi
inginocchiòconpalese
imbarazzostropicciandoi
pantalonifattiincasa.Gli
occhidituttisiappuntarono
confemmineacuriositàsul
suoabbigliamento,prontia
giudicarlo:dall'abbigliamento
siintuivachepotevanostare
tranquilli.Nonerailtipoche
volessespillarelorodel
danaro.Quell'averpartecipato
allalororiunionedopo
vent'annieraforseunmodo
disalvareleapparenzein
previsionedellaricercadiun
impiegoperilfiglio.Se
quelloerailsuounicoscopo
avrebberopotutostare
tranquilli.Dalmomentoche
eranotutticonvenuti,
l'organizzatoresalutòi
presentieciascunodilorosi
preparòapresentaresestesso.
«Attualmentesono
sottosegretarioalministero
deltesoro»,dichiarò
Tamagawaalzandosi,«vi
pregodirimaneretranquilli:
mistoprodigandosenza
tregua,infiltratonel
ministero,persoddisfarele
vostreaspettativesulla
diminuzionedelletassein
programmaperl'anno
prossimo».
«Ehno,noncilasceremo
ingannare!»
«Lamiafamigliaècomposta
daduemaschietrefemmine,
tuttiBirikencomeilloro
genitore.Sememio,senza
dubbio».
«Èvero,Tamagawaera
propriounBiriken».
Tuttigliastantiloguardarono
provandoacorreggereilsuo
voltoconlafantasia,
coprendolazonafrontale,
ormaicalva,confolticapelli
neri,cancellandoleborse
sottogliocchi,lisciandoglila
pelleeleguance,restituendo
tonicitàallesuelabbraper
ritrovareilvoltogiovanee
sorridentecuieranoabituati,
aggiungendovilabrezzache
frusciavaingiugnotrairami
delleacacieepersinol'odore
deilettisfattidelpensionato...
Nessunodilororiuscivaa
capireselavecchiaiaerauna
caricaturadellagiovinezzao
seeralagiovinezzastessaa
essereunacaricatura.
FulavoltadiJūichirō.Sialzò
eannunciòconariaafflitta:
«Pensochevisiate
dimenticatidime.Sono
JūichirōOsugi,nullafacente.
Hounmaschioeuna
femmina.Anchemiamoglie
stabene.Scusatesenonmi
dilungo...»
Jūichirō,chenondimenticava
maidicomportarsiconla
massimabanalità,aveva
fallitoilsuoobiettivo
comportandosiinquelmodo.
Nessunorise,rimasero
silenziosi,dimentichipersino
dibatterelemani.Si
presentaronotutti,unodopo
l'altro,eparevachedavantiai
loroocchisiassiepasserole
loroimponentiscrivaniedi
uomininell'etàpiùadattaal
lavorochesvolgevanolaloro
attivitàinognicampo.
Iniziaronoaberesakè,esi
diffuserolelorovociche
conversavanocontonoalto,
comesetenessero
conferenze:
«Quest'estateabbiamo
guadagnatomoltoconle
camicietropicali.Ancheil
mondodeltessileèunbuon
esempiodiquantopossano
valerelebuoneideeele
rivoluzionitecniche».
«Patrocinaregliimputatidel
casoNagainonèunlavoro
noioso,piùleanalisisono
lungheecomplicateepiùce
neavvantaggiamo».
«Compratelemieazioni,
abbiamovenduto
cinquecentocinquemila
ventilatoriquestaestatee
adessosistamuovendoil
mercatodellestufeelettriche.
Questononpotràessereun
invernomite».
«AdessoancheIkedasitrova
inunmomentocritico,
sebbeneilfallimentodella
politicaeconomicanon
provochiilcrollodiun
gabinetto...»
«Sidicecheidiabetici
abbianoproblemiinquel
senso,maesistonoanchele
eccezioni».
«Mipiacelaspecialitàperil
fegatoprodottadallatuacasa
farmaceutica.Vorreioffrirla
aimieicommessi.Nonmela
venderestiaprezzodi
ingrosso?»
«Come,nontihannoancora
installatoiltelefono?Perché
nonvieniatrovarmi.L'avrai
entroungiorno».
«Ingeneregliuccellieifiori
sonoitemiconsuetidegli
haikuma...»
«Inflazione?Eche
importanzaha?Èunmetodo
salutareperl'economia
giapponese,unrimediodi
tipooccidentale.Unasortadi
docciascozzese,qualcosain
gradodirinvigorireilcuore
dell'economiagiapponese».
«AncheTaikodiYanagibashi
treannifa,almomentodella
presentazione...»
Jūichirōsieraisolatodai
discorsi,malevocianimate
deicompagnipenetravano
nellesueorecchie.Fratutte
quellevocisidistinguevail
tonoacutoespumeggiantedi
Tamagawa,sottosegretario
delMinistero.Parlavanodi
unuomopoliticofamosoche,
purnonfacendopartedel
consiglio,ambivaallacarica
diprimoministro.
«MaKurokièunuomoche
hadelsentimento.
Nonostanteisuoiimpegniha
trovatoiltempodi
partecipareallaveglia
funebredimiamoglie,e
piangevabruciando
bastoncinidiincenso.
Lacrimedeltutto
spontanee...»
confidòunodiloro
vantandosideirapportidi
amiciziaconKuroki.
«No,èsemplicementedotato
diunportentosotalento
d'attore.Piaceaigiovaniper
lasuaapparentepurezza
intellettuale,mainrealtàèun
conservatore,nonhomai
vedutounapersonacosì
attentaallefrequentazioni
sociali.Glibastaapparire
integroepuro,nonsi
preoccupadiesserefedeleai
propriprincipi:ilsuoèun
metodopersonale,macredo
chesiaall'originedelsuo
facilesuccessoconil
pubblico».
Kurokieraminoredidueo
treannidiJūichirō:ilsuo
ascendentefraigiovani
superavapersinoquellodel
primoministro.Avevaaperto
unistitutoprivatodi
ripetizioniperiragazzie
propugnavaunnuovosistema
educativo.Eraun'impresa
moltoimportanteper
difendereifuturicittadini
giapponesidaldente
avvelenatodelsindacatodegli
insegnanti:anchedopola
mortedelsuomaestro,un
vecchiopoliticoconservatore,
eglierarimastofedelealle
sueidee.Eramagro,agilee
avevauncorpotemprato
dallosport.Siesprimevacon
eleganza,avevauntalento
d'oratore,esidicevachei
suoisguardiappassionatiela
suaabilitànelparlarealla
televisioneinebriasserole
donne.
«Maseseicosìindifficoltà
perchénonvieniatrovarmi?
Èvero,manchiamodilinee
telefoniche,maperiltuo
ufficiofaremo
un'eccezione...»
Jūichirōsisentìapocoapoco
impazzireerimpiansediaver
partecipatoaquellariunione.
«Perchémaihovoluto
partecipare?Nonsaròstato
inconsciamentespintodal
destino?Esemifossestato
assegnatoilcompitodiaprire
gliocchiaquestepersone
autorevoli?Altrimentiche
sensoavrebbestareinun
luogocosìdistante
dall'unioneedall'armoniadel
mondo?»Aduntrattoricordò
l'ordineelaquantitàdella
merceeleganteespostanel
grandemagazzinoincui
avevaalungoindugiato.
Eranotuttioggettiprodottida
quelgruppo...All'improvviso
Jūichirōimmaginòchetuttii
loroindumentifossero
spazzativiaechegliex
compagnifosserogettatia
terranudiegementi:lapelle
semiscorticata,ciuffidi
capellistrappatifraledita,
occhiustionatiepiagati,uno
sopral'altrosenzalaforzadi
rialzarsi,conletestechesi
sollevavanoditantointantoe
chechiedevanoaiutocon
voceflebile.
Iloroimpiantidiaria
condizionataeitelefoni
giacevanosparsiecontorti,e
daicorpiintrappolatinelle
pareticrollatependevano,
comelinguerosse,lecravatte
chenonsieranobruciate.Nel
cielosvolazzavanocome
uccelliinnumerevoli
scartoffieincombuste.
Jūichirōsialzò,animatoda
unincontrollabileimpulso.
«Ascoltate!»gridòconvoce
acutaelacerante,chepareva
proveniredall'esilepetto,
quasifossestatocolpitodalla
puntadiunbambùnano.
Tacquerotutti,meravigliati,
fissandol'ovalelungoe
occhialutodiJūichirōeilsuo
nasosottileepronunciato.
«Ascoltate!Ilnostromondoè
sovrastatodaunpericolo.
Forsedomanigiungeràla
distruzionefinale.Ormainon
c'èpiùtempoperacquistare
telefoniemedicinali
all'ingrosso,perpreoccuparsi
delprossimoconsigliodei
ministri,perscegliereuna
stufaelettricacometemadi
unhaiku...dobbiamotenerci
permanoecollaborareper
rimediareall'idioziadel
genereumanoedeliminareil
pensierocheappannagli
occhidialcuni,persradicare
lareligionecheaccecaaltri
esseriumanieconsentireche
l'umanitàtornialsuoaspetto
originale,altrimentidovremo
affrontarecoseterribili.Se
nonsiconsolideràunapace
eternasullaterra,unagrossa
eoscuratombasiapriràdi
frontealgenereumano.È
necessariochedimentichiate
subitolevostre
preoccupazioniquotidianee
chefacciateprimaunpasso
insiemeconme,mossidalla
grandemissionedisalvareil
mondo».
Inprincipiotuttipensarono
chesitrattassediunoscherzo
eaccolseroilsuodiscorso
conunapplauso,mapoi
compreserodalsuotonoche
parlavaseriamente.
Incominciaronoabisbigliare,
airritarsi,astorcereilvolto,e
alcunipremetteroilloro
corpocontroquellodel
vicino,cercandoditrattenere
lerisa.Poisidiffusela
stentorearisatadiunuomodi
mezzaetà,cosìfortedafar
tremareifusumadel
ristorante.
Infinel'organizzatoredella
riunioneafferròJūichirōper
unbraccio.Conunosguardo
limpidoJūichirōsiliberò
dallastrettaedesclamò:
«Nonsonopazzo!»
Quelborbottiogiunsealle
orecchiedeivecchicompagni
cheeranorimastiinsilenzio
inattesadellesuereazioni.
Tradiessiunodilorogridò,
imitandol'urloconcuiun
poliziottosolevainterrompere
ilorodibattitigiovanili:
«Interromperela
discussione!»
L'organizzatore,cheerauna
personatranquillaed
equilibrata,spinseJūichirō
versoilcorridoioequando
furonooltreifusuma,dacui
provenivanolerisatedegliex
compagni,glisussurrò:«Mi
scusi.Egentevolgare,
incapacedicomprenderei
suoidiscorsi.Hoascoltato
congrandeinteresseespero
dipoterapprofondireconlei
l'argomentoinun'altra
occasione».
«Quant'èlamiaquota?»
«Cosa?»l'organizzatoresi
stupìeleborsesottogliocchi
parverogonfiarsiperlo
sbigottimento.
«Sì,laquotachedevo
versarleperaverpartecipato
allariunione.Vitolgoil
disturboemenevado».
Jūichirōsceseallastazionedi
Hannōe,rinunciandoa
prendereuntaxi,si
incamminòlentamenteverso
casa.Ditantointantolevava
losguardoalcielostellato,
traendonenuovocoraggio.
Maanchedaglispazistellari
parevanoriecheggiarenella
suatestalerisatedegliex
compagni.Jūichirōpreseil
raffreddoreeglivennela
febbreperdueotregiorni.
Nellenottifebbricitantii
sogniinfranseropiùvoltela
lorobarrieratraboccando
comeun'alluvionee
alleviaronoladebolezza
intrinsecadelsuocorpo
umanoedellasuasensibilità.
CAPITOLO3
IlprimodicembreAkiko,
salitasulrapidoCigno,chea
Naoetsuavevamutato
direzione,dopoaveralungo
guardatopendicidicolline
ricoperted'erbeingiallitee
piccoli,esilipioppiquasi
rinsecchiti,incominciòa
contemplareselvaggepianure
illuminatedalsoleche
trapelavacomeacquadalle
nuvole.
Erailprimoviaggiosolitario
diAkiko.Padreemadresi
eranooppostialsuoprogetto
diviaggiaredasola,allibiti
perl'imprudenzadella
giovanefiglia,eavevano
cercatoaffannosamentedi
trattenerlaadducendocome
scusalasuasalute.Akikoera
spazientitaperlesollecitudini
eleansieprettamenteumane
deigenitori.EppureKyoko,
lamadre,durantel'alba
trascorsaadattenderesulla
collinaRakanaveva
sentenziato:«Noinonsiamo
esseriumani.Nondobbiamo
dimenticarceneneppureper
unattimo».
«Eseilvenusianodi
Kanazawaavessementito?Se
fosseunterrestredesideroso
diingannarti?Comesipotrà
difendereunafanciullacome
te,allevatanellabambagia?»
«Nonèpossibilechesiaun
terrestre.Nonsarebberiuscito
asuscitareinmesentimenti
cosìforti».
«Masonosentimentiche
derivanosoltantodauno
scambiodilettere.Credidi
potertifidare?»
«Loincontreròecapiròal
primosguardo.Semi
sembreràsospettotornerò
subitoacasa».
Nelmotivocheavevaspinto
Akikoapartiresicelava
un'inespressasfiduciaversoil
padre.Nelmesedinovembre
aveva,infatti,ricevutotre
annuncidiapparizionidi
dischivolanti,che
puntualmentesieranorivelati
falsi.Akikoeifamiliari
avevanociclostilatogli
annuncieliavevanospeditia
tuttiimembri
dell'Associazionedegliamici
dell'universo.
Lecomunicazionitelepatiche
delpadreavvenivanoanotte
alta,insegreto.Sitrattava
forsediunerroredimetodoo
diundifettodellesue
capacità.Eradifficileperi
familiariappurarneilmotivo.
Sefossestatounartistacome
VanGoghavrebbepotuto
trasformareinun'operad'arte
lostranosolecheaveva
veduto,inmododasuscitare
ugualisensazioninellagente.
MaAkikononriuscivaa
trasformareinartenéVenere,
ilsuopianetanatale,néil
discovolanteinviatodalsuo
pianeta.ApocoapocoAkiko
provòunasensazionedi
nauseapersinoperilproprio
truccotroppo"terrestre".Si
domandòchesensoavesse
allinearedavantiallo
specchioatreantecipriae
rossettostranieriseconquel
truccononfosseapparsa
attraenteagliocchidiun
venusiano.Ancheicoloriche
mutavanoconlamoda,anno
dopoanno,elalunghezza
dellegonnenonavevano
senso.
Sorseinleiildubbiochela
bellezzariconosciutaledagli
esseriumanifosse,dalpunto
divistadiunvenusiano,
equivalenteaunarara
bruttezza.Eraprontaa
qualsiasisacrificiopurdi
averelacertezzacheilsuo
timoreerainfondato.La
raffinatabellezzadiAkiko,
chenonsiaccontentavadelle
lodidegliesseriumani,
divenneunabellezzasolitaria
privadialcunacivetteria.
LeletterediTakemiya,il
venusianodiKanazawa,non
esprimevanoovviamente
infatuazioneperAkiko,che
nonavevamaivisto,bensì
dichiaravanocheegli
possedevalacapacitàdi
prevederel'apparizionedei
dischivolanti,chericeveva
annuncimoltodettagliatie
chenonavevamaifallito
riguardoaKanazawa.Se
Akikofossegiuntainquella
cittànelgiornostabilito,
avrebberopotutoassistere
insiemeall'arrivodeldisco
volante.Egliaveva
annunciatocheilprossimo
arrivosarebbestatoalletree
mezzodelpomeriggiodel
giornoseguente.
Akikosiribellò
all'opposizionedeigenitorie
risposeaTakemiyache
accettaval'invito.
Appenanefuinformato,il
fratelloKazuosorrisecon
ironiasenzafarecommenti.
Akiko,chenegliultimitempi
avevasmessoditruccarsicon
cura,compròunabitoalla
moda,divellutoneroperil
viaggioesitruccòcon
particolareattenzione,in
mododasembrareancorapiù
belladicomesarebbeparsaa
unterrestre.«Cosìmetterò
allaprovailgiudiziodeisuoi
occhiecapiròqualesiailmio
livello.Seapparirò
decisamentebruttasecondoi
gustidiunvenusiano,sarà
unosmaccoirreparabilenon
soloperme,maancheperil
gustoesteticoditutta
l'umanità,seinvecemi
troveràbellamiconvincerò
cheigustiterrestrinonsono
poicosìinaffidabili».
Akiko,chenonsieramai
dipintaleunghie,verniciòdi
rosapersinoleunghiedei
piedi.Perfortunasultreno
accantoaleierasedutauna
sonnolentedonnadimezza
età,maquandolaragazzasi
avventuròdasolanel
corridoio,glisguardimaschili
siaccentraronosudilei,
comesuunastellafissatada
innumerevolitelescopidi
astronomidilettanti.
Findalmattinoilcieloaveva
continuatoaesserenuvoloso,
ilpaesaggioeraoffuscato
dallapioggia.Piùiltrenosi
avvicinavaallecostedelMar
delGiapponeepiùsi
vedevanoraggidisolefiltrare
fralenuvole.Appenascorse
sulladestralagrigia
superficiedimaredelgolfodi
Toyama,videilsoleche
tramontavaasinistra,ardente
comeunforno.Mal'orizzonte
eraancoraoccultatodafitte
nuvole,illimitefracieloe
montagnenoneraprecisoe
apparivanosoltantole
candidepieghedellanevesul
ventredeimontisimiliaun
nitidomiraggio.
Akikodeposesulleginocchia
iltestoinlinguaoriginaleche
stavaleggendoemisea
confrontoloscintilliodelle
unghiedientrambelemani,
sucuisiriflettevanoibagliori
delsoleremoto.Leunghie,
allineate,eranobelle.Ricordò
l'appassionatainclinazione
delfratelloperilfascino
esoticodelledonne
voluttuose.Provòuna
sensazioneincuiun'insolita
flessionedelsuoorgogliosi
univaaunatenue,piacevole
umiliazione,eciònonera
sgradevole.
IlrapidoCignogiunsealla
stazionediKanazawaalle
cinquedelpomeriggio,
quandosiaccendevanole
primeluci.Akikoaveva
informatoTakemiyadel
numerodeltrenoedell'abito
cheavrebbeindossato.Non
fecequasiintempoaporre
unpiedesulpredellinoche
udìunavocetrafelata
sussurrarle:«Leièla
signorinaŌsugi,vero?».La
primacarrozza,sucuiaveva
viaggiatoAkiko,eraferma
all'aperto,dove
l'illuminazioneerascarsa.
«Sì»,risposetranquillamente
Akikoscendendosul
marciapiede.Laborsache
portavalefusubitotoltadal
giovane.
«Benvenuta.Sono
Takemiya».
InquelperiodoKanazawa
godevadiuneccezionale
climatemperatoefin
dall'attimoincuiscesedal
trenoriscaldato,nulla
dell'ariadiquelluogo,che
annusavaperlaprimavolta,
lediedeunasensazione
sgradevole.
Sieranodunqueincontrati
dueextraterrestrioriginaridel
medesimopianeta,Venere.
Avrebbepotutosembrareun
incontroclandestinoinun
angolobuiodelmarciapiede,
madall'altodellegrandi
dimensionidellecostellazioni
delCignoediPegasochesi
trovavanoallozenit,quello
erasenzadubbiounincontro
realmente"pubblico".Iltreno
eraripartito,nonv'erapiù
animazionesulmarciapiede.
Intornoregnavalasottile
quietechevisitaanchele
stazionipiùanimate.Siudiva
dunqueilsussurrodelvento
chesollevavarisegnali
coloratinelcieloequella
lievebrezzaparevailfruscio
dellepaginediunattolegale
incuitestimoniche
scintillavanoallozenit
annotavanol'incontrodeidue
giovani.Civolledeltempo
primacheentrambisi
destasserodallameraviglia
suscitatadallareciproca
bellezza.Akikonon
immaginavacheTakemiya
fosseunragazzocosì
affascinante,edegliprovava
lostessostuporeneiconfronti
dilei.Nellafulgidagioventù
diTakemiyanonv'eranulla
dicontorto,anziinconfronto
aglialtrigiovaniterrestrinon
sinotavanéalcuna
alterazionenéalcuna
difformitàesteriore.Akikofu
moltofelicenelloscoprire
che,seleiconsideravabello
quelvenusiano,anchelui,
qualecreaturadiVenere,
apprezzavasenzadubbiola
suaavvenenza.Icapellinerie
foltidelgiovaneeranocosì
lucididaparerebagnatie
risaltavanosullapellebianca;
avevaunosguardo
lievementemalinconicoe
labbradallaformaperfetta.
Eraaltoeindossavaun
impermeabiledacuispuntava
unacravattarossaconun
nodopiccoloemeticoloso.
L'unicoparticolarechelo
distinguevadaiterrestriera
un'ecoinorganicadellasua
voce,simileallosfregamento
dimetalliarrugginiti.
«Lehoriservatounabella
cameraconvistasulfiume
Sai,l'accompagnereisubito
là.Avreivolutoospitarlaa
casa,maèpiccolaesiamoin
tantiinfamiglia».
«Infamiglia?Lasua?»
Takemiyacompreseil
significatodelladomandae
arrossì.
«No,iosonoovviamente
scapolo,ma,diversamenteda
lei,imieigenitori,imiei
fratellieimieinonnisono
terrestri.Èunfastidio».
Akikoosservavagliocchidi
Takemiya.Lalorolimpidezza
nonl'impressionava.Infatti
eraunacaratteristicacomune
ancheaimembridella
famigliaŌsugi,tuttaviala
sublimebellezzadelleirididi
questoragazzononpareva
appartenerealmondo
terrestre.Sembravapiuttosto
unacristallizzazionedelcielo
notturno.Tuttociòchevisi
riflettevadelpianetaterrestre
parevaessernepurificatoe
assumereunaspettoceleste.
Akikoeraconvintachequelli
fosserodavverogliocchidi
unextraterrestreappartenente
alsuopianeta.Iltaxisucui
salironoevitòlaconfusione
diKórinbó,sidiresseversoil
fiumeSai,asud,seguendoun
lungoargine,infineattraversò
ungrandeponteegiunseaun
famosoalbergosullasponda
meridionaledelfiume.La
cameraerainstilegiapponese
eparevaunastanzaperla
cerimoniadeltè:era
riscaldata,profumatadi
incensoevisigodevauna
piacevolevistadelfiume.
IlragazzoinvitòAkikoa
sederealpostod'onore,
appoggiòlemanisultatamie
s'inchinòprofondamente.I
lucidicapellichegli
ricadevanosullafronte
sfioravanoquasiinuovi
tatami;Akikononavevamai
vistounragazzodiTōkyō
inchinarsiinquelmodo.
Com'eravillanosuofratello,
seconfrontatoconlui!Forse
perchéilfratelloprovenivada
Mercurio.
Sipresentòladirettricedella
locanda.Ladonnasi
rivolgevaaTakemiyaconun
tonoconfidenziale.Akiko
capìsubitochestudiava
ydkyokuinsiemealgiovane.
«Sidedicaalcanto?»
domandòmeravigliataAkiko.
«Sì,ilsignorTakemiya
invecesaanchedanzare.È
tantobravocheaprimavera
hapersinodanzatoall'inizio
delDōjōjinelteatrodegli
Hōshō.Iononnesarei
propriocapace»,sospiròla
signora,unadonna
grassoccia,conicapelli
brizzolati.
InquellalocandaAkikocenò
perlaprimavoltacon
Takemiya.Unacameriera
portòantipastiabasedi
kuchikosecchisurossefoglie
d'acero,prugneverdiavvolte
infogliedishiso,gamberetti
dolciesakècaldo.Akiko
provòaimmaginarela
mascherafukaisuilineamenti
delgiovane.Glicalò
idealmenteunalunga
parruccaintestaeglimise
indossouncompletoda
viaggiodibroccatoafondo
rosso,maquellafantasianon
lasoddisfece.
Dopoaverinvitatola
camerieraadallontanarsi,
Takemiyaparvevoleriniziare
undiscorso,e,interrottoun
lungoindugio,incominciòa
parlaresorridendo:
«Capiscobenissimochelei
siasconcertata
nell'apprenderechenutrouna
passioneperloydkyoku.Viè
celatoungrandesegretoche
nonpossoconfidarealla
gente.Miaccorsidiprovenire
dalpianetaVenerein
primavera,quandodanzainel
Dōjōji.Imieicontatticoni
dischivolantidipendono,per
quantostranopossaapparire,
daunamascheradelNō».
L'insolitodiscorsosuscitòin
Akikounagrandecuriosità,
tantochel'educatosilenzio
delragazzofinìconl'irritarla.
Ilgiovaneleparlòdellasua
famiglia:discendevada
un'anticaefamosastirpeche
vivevaancoranelvecchio
quartieredeisamurai.
Seguendoun'abitudinelocale
avevaappresoamalincuore
l'artedelteatroNōeaveva
imparatosuomalgradolo
ydkyoku,com'eracostume
dellagentediquellacittà.La
penetrazionedelNōnelle
abitudinidelpopolodelfeudo
diKanazawaderivavadalla
volontàdiunfeudatario.
Costuisieraaccortocheil
ritmodelrespirodeglioperai
coincidevaconquellodegli
artistidelNō:
avevadunquecostrettogli
artigianiaprenderelezionidi
ydkyoku.Costoro
appartenevanoalaboratori
organizzatinelcastelloed
eranodivisiinforgiatoridi
spade,inpittori,inscultori,in
copiatoridisutraein
argentieri.
Quandoilfeudatariotornava
incittàdopoavertrascorso
nellacapitaleilperiodo
obbligatorio,invitavai
miglioriattoridiNōdiKyoto
inmodochedessero
spettacoloperalcunigiornie
chelagentedelluogopotesse
assistervi.Avoltesiesibivail
feudatariostesso.
DopolariformadiMeiji
quell'abitudinesvanì,in
seguitofudinuovoristabilita
enellepiccolecasedimaestri
conlicenzadiinsegnare
quell'arte,presentiinogni
quartiere,eranoiniziate
lezionifrequentatepersinoda
giardinieriedapescivendoli.
Aiutocuochielavapiatti,
dopoaverterminatoillavoro
nellecucine,siradunavano
nelristoranteconancorail
grembiuleaddosso
esclamando:«Su,proviamo
Hagoromo».
Persinoicarpentieridurante
laposadell'ossaturadeltetto,
cantavanoIlPadiglionedella
Longevità,enelleveglie
funebrionellecerimonie
religioses'intonavailMonaco
vacillante.
All'epocafeudalegliHōshō
diKagaeranosoliticantare
conunatonalitàaltae
solenne,madacircaventi
anniquelgeneredi
intonazioneerastatacorrotta
dallamodadiTōkyō.
Takemiyanoneratipoda
opporsistrenuamentealle
tradizioni.Findaragazzino
avevacoltivatouna
particolarepredilezioneperla
quieteelabellezzaenonera
maistatodelusonel
constatarechelasalvezzao
uncambiamentod'animonon
eranoprerogativedella
bellezza.Diversamentedagli
altriragazzisieradedicatoa
qualcosachenonl'avrebbe
maisalvato.Amavala
solitudine,lepasseggiate,i
coloridelmaresettentrionale,
epresagivacheungiorno
sarebbemortoesarebbestato
sepoltoinquell'antica
cittadinadelnord.Eraun
pensieroconsolatorioperla
suagioventùfinireinumatoin
unabellezzapolverosa,
ignotoalmondo.
Lalimpidezzadell'ariadi
quellaprovincia
settentrionale,puraegelida,
simileallefamosebianche
porcellanechesifabbricano
inquellacittà,isereniriflessi
delletegolesmaltatedeitetti,
tuttociòeraadattoalsuo
sprofondarenelleacquedel
tempodiquellaanticacittà
costruitaintornoallerovine
diuncastello.Glialtriesseri
umanieranoperluinull'altro
checreatureremotee
rumorose.Allafine,nelsuo
intimos'eraconsolidatoun
nucleodisolitudineedi
tranquillità.Ilpensierodella
morteavevaassuntouna
formasontuosa,comeuna
tazzinadiporcellanadi
Kutani,ornatadivermiglioe
didorature.Capiva
perfettamentechenellasua
vitalasgargiantedoratura
equivalevaallamorte,a
un'affascinantegioventù
solitaria,eintuivalabellezza
dellasuasolitudine!Perciò
allontanavadasétuttele
donnechedesideravano
avvicinarlo.Perluil'ardore
deigiovaniel'ostinato
entusiasmoperilprogresso,
tipicodegliabitantidelnord,
eranosquallidieconfusi.Il
suointeresseeraattratto
soltantodaunafermentazione
individuale,dasogni
eccezionali,daanacronistiche
testimonianze.Ciòche
consideravadegnodiesistere
nonapparteneva
assolutamenteaquesto
mondo,maerapropriociò
chenonesistevaadavereil
dirittodiesistere,ecioèle
teoriesullabellezzae
sull'arte.Cheavrebbefattose
nonfossestatoun'artista?
Avrebbepotutosognare
l'esistenzadicoserealie
separarleindueesistenze
diverse,perpenetrare
doppiamenteconlosguardo
attraversoesse.Aveva
incominciatoanutrireumani
sentimentidiaffettoda
settentrionaleperisolennie
freddiversidelloydkyokucui
erastatoiniziatosuo
malgradodabambino.Quella
formaletterariasimileaun
broccatofintroppodecorato
avrebbemantenuto
un'armoniaconlasuatristee
malinconicasensibilità,come
leporcellaneKutaniele
pittureinoroeargentosu
laccatropposgargiantiperla
lucediambientiattorniati
dall'oscuroinvernodeipaesi
delnord.
Kanazawaeraancheunacittà
dalcielostellato.Intuttele
stagionil'ariaeralimpida,
eccettolazonadiKórinbó,
danneggiatadalneon,sututti
itettidellacittàlestelle
splendevanocomegentili
goccedifleboclisi.Mada
piccoloTakemiyanons'era
mostratoparticolarmente
avvezzonéallestellené
all'astronomia.Avevaamici
cheportavanoascuola
planisferiechedissertavano
presuntuosamentedistellema
nonneeramaistato
particolarmenteinfluenzatoe
tuttavia,abenriflettere,ilsuo
interesseperilfirmamento
esistevadauntempocosì
lontanodanonesserestato
registratodallasuacoscienza,
comelalucedellestelle
quandos'immerge
profondamenteinunostagno
colmodierbegalleggianti.
Lestelleeranoapparseperla
primavoltanelsuoanimoe
neisuoiocchiproprio
all'iniziodelDōjōjidiquella
primavera.Eraaccadutoin
aprile,alculminedella
primaveradiquellaprovincia
settentrionale,quandoisusini
fiorivanoaccantoagliireos,
alleazalee,aifioridipescoe
dialbicocco,esuitettidelle
antichedimoredisamurai
splendevanoalsole
affascinantitegolecon
disegnidileprietegolea
formadifogliedilino.
Egliavevamutatocostume
davantiaungelidospecchio
inattesadelsuoturno.
Quantotraboccavadipura
tensioneilsuoanimo!Intuiva
divivereunistantefelice,in
cuiavrebbepotutoinabissarsi
nellapropriaesistenza,un
attimoincuidalsipariodi
broccatoun'ebbrezza
musicalel'avrebbelambito
comeunapiccolaonda,
avvolgendoloe
allontanandolodalladuplicità
dell'esistenzachel'aveva
indottoafluttuareperlungo
tempo,eriavvicinandolo
all'unioneconlanatura.
Eglistessostavatramutandosi
inunsognoconcepitodagli
astanti,perciòilsuolimpido
animononavevapiùalcuna
necessitàdisognare.Lepunte
delleditaricoperteda
immacolatitabi,che
parevanopiediscolpitiin
legno,scivolaronosulla
lucidapasserella.
«Ah,chefelicitàpoter
danzare!»Dopoavercantato
loshitesostòperalcuni
istantiinfondoalpalco,
quindimutòabbigliamento
indossandoilcopricapoa
uccellopiegatoinavanti,poi,
mentreindugiavadifronteal
pinodipintosullaparetedello
hashigakari,iniziòadanzare
alsuonoconcitatodiun
tamburo:«Chegioia!Dunque
danzerò».
Siudìungridodiincitamento
simileaunsospiro,che
giungevadall'abissodella
melodiaritmatadaitamburi.
Takemiyasollevòl'allucedel
piededestro,lolasciòper
qualcheistanteamezz'aria,
spostòilventagliosulfianco
einiziòladifficiledanza
selvaggiachesarebbedurata
piùdiventiminuti.Nelvuoto
spaziodelpalcodelNō,una
grossacampanadidamasco
violagiacevaimmobilecome
unapesantesofferenza.
Dinuovosiudìilgridodi
incitamentodeitamburi,
similealventoimpetuosoche
percorreunavastapianura.
Lepiccolefessuredegliocchi
dellamascherafukai
indossatadaTakemiya.Il
mondoindeterminatochesi
vedevaattraversoquelle
fessure.Quelmondoesterno
nonavevaormaiperluialcun
significato.Inquelladanza
selvaggiachericordavale
DanzedellaLongevitàdel
Medioevo,tuttoeragiocato
sullasimultaneitàdelritmo
deltamburoconimovimenti
deipiedi.Ildanzatoredoveva
calcolarecontinuamentele
pauseregolandoilrespiro.La
vecchiasuperficieinterna
dellamascheralignea
sfioravalesueguancesudate
eracchiudevailsuofiato,
provocandogliunasofferente
ebbrezzamentale.Isuoi
occhieranocolpiti
dall'ambigualuce
dell'ambientementre
all'internodellamascheraegli
percepivaunaprofondaed
estesaoscurità.Un'oscuritàin
cuisenzadubbio
imperversavano,similiauna
buferaautunnale,gli
incitamentideltamburo.
Appenapercepìl'oscurità
esistentefralasuperficie
internadellamascheraeil
propriovolto,ebbeunastrana
esperienza,ossia
l'affascinantesuperficiedella
mascherafukaicheeglinon
vedevadivenneilsuovero
volto,mentrequelloreale,
isolatonellaestesaoscurità
all'internodellamaschera,
avevasmessodiesistere,
cometaledivenendouna
formadellasua"esistenza
inconsapevole";dalla
profonditàdiunamemoriaa
luiancoraignotasiera
accortochelasua"esistenza
inconsapevole"eradifrontea
unavastapianuratenebrosa.
Ilsuocorpoeracolmodi
musica.Immacolatitabi
castigavanoisuoipiedi.
Limpidavacuitàdell'animo
chenascevadallosforzodi
mantenereunequilibrio
costante.Eglisitrovavaal
centrodellabellezza,ma
all'improvvisoilmondoche
potevaspiaredallefessure
dellamascheramutòforma.
Sparironolacampanadi
damascoviolacheoscillava
nelvuoto,elaluceincerta
chetraboccavasulpalcoefra
glispettatori.Inquell'istante
egliintravidedallefessure
degliocchidellamascheraun
mondodiverso.Gliparvedi
camminarepassodopopasso,
quietamente,nellavasta
pianuraimmersainuna
sconfinataoscuritàall'interno
dellamaschera,ascoltandoil
sibilodiimpetuoseraffichedi
vento.Camminavadalungo
tempoelegambegli
dolevano.Mailnucleodel
suoesserepresagivaoltre
l'oscuritàunasortadipaese
natalecheglierapiùchemai
familiare.Proseguìil
cammino.Udivaunaterribile
musica,quasiascrepolare
l'aria,eognitantoilrombodi
untuonoeilsuonodiun
flautocheparevamarcarela
suaanimacomeunferroa
carbonella...Camminava.Le
fessuredegliocchidella
mascherasiingrandivanoa
manoamanochesi
avvicinava.Lalucechene
uscivaprofanòletenebre
dinanzialui.Takemiya
presagìl'esistenzadellestelle
presumibilmentenell'attimo
incuiudìilsuonodelflauto.
Queltenuesuonogliparveil
luccichiodiunraggiodi
stellacheattraversassele
tenebredell'universoelo
sporadicoaffievolirsidel
suonoglisembròsimile
all'attenuarsidelloscintillio
dellestelleall'alba.Dunquela
melodiadelflautononpoteva
esserechelalucemattutina
dellastellaVenere.Pocoper
voltaeragiuntoinnanzi
all'inconfondibilepanorama
delsuopianetanatale.Era
finalmentearrivato,ilmondo
cheavevascortodagliocchi
dellamascherarisplendeva.
ErailmondodiVenere.
«Ecom'era,com'era
Venere?»glidomandòAkiko
conilfiatosospeso.
«Èimpossibiledescriverlo»,
risposeTakemiyacon
nostalgicipensierifluttuanti
nellosguardo.«Èunmondo
meraviglioso,qualcosadi
inverosimile,chedire?Eil
culminedellabellezza».
«Macom'era?Midicache
cosahavisto».
«Eracomeleibenconosce,
signorinaŌsugi,seanchelei
appartieneaquelpianeta»,
dichiaròcontonosolenne
Takemiyaetacque.Akiko
nonosòporrealtredomande
eTakemiyacontinuòa
parlare...
Quelgiornoegliaveva
vagamenteintuitodiessere
unvenusiano.Nonneaveva
ancoralaconferma.Una
settimanadopoaver
partecipatoalla
rappresentazionedeiNōsi
erarecatodalbarbieree
sfogliandounarivistaaveva
notatounarubricadedicata
allacorrispondenzaintitolata:
«Hobbyeamici».Viaveva
lettounannunciodella
Associazionedegliamici
dell'universo:
«Chis'interessaagliΘci
scriva.Collaboriamoperla
pacenelmondo».Benché
Takemiyanonconoscesse
benel'argomento,peruno
stranointuitoavevacompreso
chequelsegnoriguardavale
astronaviegliextraterrestri.
Ful'iniziodiunalunga
corrispondenzaconAkiko.
Affascinatodallasicurezza
dellaragazza,chenon
dubitavadiesserevenusiana,
eglilerivelòtimidamentedi
appartenerealmedesimo
pianeta.Gliaccadderoaltre
meraviglieconlamaschera
delNo,cuinonaveva
accennatonellelettereper
timoredinonessere
compreso.
Apocoapocoglisembròdi
esserechiamatodauna
lontanavoceproveniente
dall'universoognivoltaincui
indossavalamascherafukai,
custoditagelosamentedalla
suafamiglia.
Quellamascheraerauna
famosaoperad'arteattribuita
alloscultoreEchi.Echi
Yoshibuneeraunfamoso
scultoredimaschere
femminilidell'inizio
dell'epocaMuromachi.Eraun
monacovissutosulmonte
Echi,nellaprovinciadi
Echizen.
Takemiyaavevasovente
provatoaindossarela
mascheramentreerasolo
nellapropriacamera.Un
giornoavevauditounavoce
annunciareilluogo,ilgiorno
el'oraincuisarebbero
arrivatiidischivolanti.
Sarebberogiuntialleottodi
seradelsedicigiugno,presso
unadunadiUchinada.
Sarebberoatterratitredischi
volantiprovenientida
Venere.Visierarecatoe
all'orastabilitaliaveva
veduti,quasifosselacosapiù
normaledelmondo.Erala
primavolta.
Takemiyaavevamantenutoil
segreto,senzaconfidarsi
neppureconlafamiglia.
Nutrivainfattigiàdatempo
disprezzoversolacapacitàdi
comprenderedegliesseri
umani.Nonneparlòcon
nessunoeaccolsedasoloi
dischivolanticheatterravano
circaunavoltaalmese,
esattamentenelluogoe
nell'orapreannunciati.Perla
primavoltaavrebbeassistito
insiemeadAkiko
all'atterraggioprevistoil
giornoseguente.
Takemiyaterminòilsuo
lungodiscorso.Akikoemise
unprofondosospiro.I
discorsidelgiovane,quegli
episodirisibilisenarratida
qualsiasialtrapersona,
possedevano,soltantoper
Akiko,lacapacitàdiispirarle
fiduciaecomprensione.I
dischivolantidaluiveduti
eranoipiùverosimili.
«Sequalcosanonesisteè
proprioquellochedovrebbe
esistere!»Imiracolichesi
eranomanifestatiaTakemiya,
idischivolantistessi,
poggiavanotutti,esierano
materializzatisutaliesigenze
estetiche.
Eppureilpensieroele
esigenzediTakemiyaerano
moltodiversedaquelledel
padrediAkiko.Forseperché
iconcettidiTakemiya
appartenevanoaunautentico
venusiano,mentrequellidel
padrenonesprimevanoaltro
cheilpensierodeimarziani.
Ilpensierodeimarziani!...
Soltantoperchéeraun
membrodellafamiglia,
potevaforsecontrollare
persinoilpensierodiun
venusiano?
IlpadrediAkikodesiderava
ardentementelapacenel
mondo,mentreTakemiyanon
avevaalcunaintenzionedi
prodigarsiperquell'obiettivo.
Perilgiovaneilmondoera
illusione:l'unicacertezzaera
l'esistenzadeidischivolantie
losplendorechetraboccava
sulpianetaVenere.La
straordinariabellezzadi
TakemiyaediAkikorivelava
glialtissimiprivilegidicui
godevalanaturasuVenere:
là,forse,ilfascinodeidue
ragazzinoneraaffatto
eccezionale.
Dopocheebbeterminatoil
discorsoTakemiya,
educatamentesollecitodella
stanchezzadiAkikodopoil
lungoviaggio,sicongedò,
annunciandolechesarebbe
tornatoallediecidella
mattinaseguente.Dopocheil
giovanesifuallontanato,
Akikopreseunbagnoe
osservòattentamentela
bellezzaeilcandoredel
proprioaspetto,felicediquel
corpoformatodaipiùpuri
elementicheVenereaveva
sceltoperlei.Quellanotte
dormìdiunsonnoprofondoe
piacevole.
Lamattinaseguente
Takemiya,disponendodi
moltotempoeapprofittando
dellagiornataserena,lefece
visitarelacittàprimadi
condurlaaUchinada.
Passeggiarononelquartieredi
Kòrinbò,nonancoraanimato
nonostantefossesabato,e
andaronoavederelafamosa
Portadeglideideltempio
shintoistadiOyama,inun
luogolontanodallafermata
deltram.
Camminaronol'unoaccanto
all'altra.Chiunqueavrebbe
pensatocheeranoinnamorati.
Lagentesimeravigliavadella
lorobellezzaesivoltava
soventeaosservarli.Perché
nonavrebberopotuto
sembraredueinnamorati?
Eranoduerariappartenential
medesimopianetaeneerano
orgogliosi.
Akikoconstatòcongioiache
anchequelmattinonessun
erroredicomportamento
alteraval'impressionedi
purezzacheilgiovanele
avevalasciatolasera
precedente.Erauna
splendida,serenagiornata,e
l'ariaerapuraanchenel
centrodellacittà.Nonv'era
nullainlorodacuitrasparisse
lacupasensualitàdei
terrestri.Ilserenocielo
invernalesembravaunalastra
azzurradiassolutapurezza.
«Ieri,appenal'hovistaho
pensatocheleieralapersona
checercavodalungotempo.
Saràl'influenzadiVenere»,
Takemiyaconfidòconfacilità
quell'importanteconclusione.
Ilsuovoltononmostrava
alcunturbamento,perciò
Akikoassentìdocilmente:
«Sì,hoavutolastessa
sensazione».
Mentreparlavalagiovane
immaginòdisollevareverso
ilcielounasplendida
ghirlandadifiori.Delusa
com'eradallosqualloredella
terraintendevaimprimerealla
conversazioneunsensodi
disprezzoperilgenere
umano.Insomma,essi
usavano,trasformatadalle
regolediunlessicoceleste,
l'ipocritaconversazione
solitamenteutilizzatadagli
esseriumaniperscopi
impuri...
Erameravigliosoconversare
imitandoconprecisionele
parolechesiscambiavanogli
esseriumani!Sulleloro
labbralebelleespressioni
racchiudevanountono
sarcastico,epersinolebanali
paroled'amoreeranofoderate
dell'argentodeldisprezzo.
AncheseTakemiyaavesse
sussurratoall'improvviso«Ti
amo»,Akikononsisarebbe
affattomeravigliata.Laloro
eraunaspiritosa
conversazioneche
comprendevasiaun
sentimentod'amiciziaceleste,
siaunseverodisprezzodei
terrestri.
Giunserocosìdifrontealla
Portadeglideideltempio
costruitosecondoun
eccentricoprogetto
dell'olandeseVoltmann
nell'ottavoannodell'era
Meiji.Nonv'eranulladi
solenneinalcunangolodella
colossaleportaatrepiani,
unacostruzioneinfantile,che
ricordavailPalazzodel
Drago,eciòeraaccentuato
dadueleonicinesipostiai
lati.Inoltrelevoltedeiportali
cinesidimattone,sottole
balaustredilegnotraforato
conmotividigrusupini,
eranoornatedastemmicon
fioridiprugno,secondouna
tradizionecinese,mentrealle
finestredelterzopianodi
stileolandeseeranoapplicati
vetriverdi,azzurrierossi.Sui
vetricolorativenivauntempo
proiettatalalucediquattro
lanternedirame,divenuteun
segnaleperlebarchechesi
avventuravanoallargodel
MardelGiappone.
«Ognitantopenso»,disse
Takemiyapicchiettandoconi
delicatipolpastrellilecolonne
astrisceorizzontalimarronie
bianche,«chel'olandese
intendessecostruireunfaro
colorato.Certamentedoveva
esserestancodelcattivo
gustodeigiapponesi
dell'epocacheconfondevano
laCinaconl'Occidente,eil
suoanimodovevaessere
senzadubbiorivoltoaltristee
sconfinatomarenordico.
Forseanch'egliavevaveduto
undiscovolante.Sisarà
rinchiusoinunacameradelle
tretorri,perprovarea
sistemarelelucicoloratee
scambiaresegnalicongli
extraterrestrichevolavanosul
mare».
«Aquell'epocaleisitrovava
sulpianetaVenere,
immagino».
«Eanchelei».
Losforzodicontrollare
continuamentelasorgentedei
lorosentimenti,mantenevain
unafrescatensioneiloro
animi.Parevache
dall'appartenenzaalpianeta
Venerederivasseunamiriade
dipiccolesensazionicomuni,
comeprovaresetedurantela
passeggiataeordinare
istintivamentelastessa
bevandainuncaffè,essere
attrattinelmedesimoistante
dalmedesimovasoperfiori
diporcellanadiKutani
espostoinunnegozio,
sorriderevedendoscrittosu
un'insegnadiunsupermarket:
«Ilnegoziochevendela
felicità...»,oassumere
istintivamentelamedesima
andaturamentresalivanoi
gradinidellaPortadeglidei.
Piùcrescevailtempoche
trascorrevanoinsiemeepiù
sentivanodiessereguidatida
unfiloinvisibilechelilegava
allalontanaVenere.
Takemiyafermòuntaxiesi
affrettaronoversoilparco
Kenroku.Eraunluogo
visitatodatuttiituristiche
giungevanoaKanazawa.
L'entratadelparcoeradi
frontealbiancoenobile
edificiodelportaleIshikawa
delcastellodiKanazawa,ela
ghiaiadelsentieroera
cosparsadellefogliesecche
dilontaniaceri.Salironoil
lentopendiodell'ampio
sentieroghiaiosodirettialle
boscosealturedelparco.
Piùsalivanoepiùnell'animo
diAkikoscaturivala
sensazionediprocedere,
passodopopasso,nonverso
unluogosconosciuto,ma
versounluogonotofindal
passato.Inognipiantadei
filarichecosteggiavanoi
sentieriparevanodelineatii
contornidimemorieun
temposepolte,comeunlieve
trattodimatitainparte
cancellatodaunagomma.
Akikoaveval'impressionedi
avercontemplatonottee
giornounpinoprotesoverso
ilcieloazzurroelaforma
dellasuachioma,simileauna
nuvoladifumo.Quando
giunseroalloStagnodella
Foschiaincimaaunacollina,
escorseroalcunicignichesi
divertivanosull'acqua,quella
impressionesirafforzòin
Akikoche,infine,aprìla
boccapercomunicarlaal
giovane:
«Oh,maiosonogiàstata
qui!»
«Manonèlaprimavoltache
vieneaKanazawa?»obiettò
freddamenteTakemiya.
«Capisco,ècosìperchéimiei
pensierisiriflettononelsuo
animo».
SeTakemiyaavessedettola
verità,sulpianetaVenerenon
sarebbeesistitalasolitudine.
IlpadrediAkiko,così
tormentatodalpensierodella
solitudineumana,avrebbe
dovutonasceresuVenere.
Purtroppoilsuopianeta
d'origineeraMarte.Akikoe
Takemiyapossedevanoanche
imedesimiricordi,che
tuttavianonretrocedevano
finoalpianetaVenere,
un'incapacitàchespazientiva
Akiko.Ancheperciòche
riguardavairicorditerrestri,
essinoncomprendevano
memorieprecisedivita.Si
limitavanoaimmagini
poetichedipaesaggi.Era
ovviocheTakemiyadefinisse
affascinanteilpanorama
intornoalloStagnodella
Foschia,che,conlasua
calmabellezzasuscitavain
Akikosial'incantodiun
luogonotosialafresca
impressionediunascoperta.
Itrecignidavantiaisuoi
occhivolgevanoirossi
becchiinaltredirezioni,
nuotandolentamente.Gli
occhideigiovanifurono
colpitidalcandoredelle
finestrescorrevoliserrate
dellacasettaperiltèdi
Naikyótei,chesporgevadalla
spondaoppostadellostagno.
Unrivolosicongiungevacon
leacquedellostagnoaccanto
aunalanternadipietrasimile
alpontediun'arpa,e
continuavaincessantementea
riversareacquapura.Ilverde
deipinidell'isolettadiHòrai
alcentrodellostagno,lo
sgargiantecoloredellapaglia
nuovachedovevaripararegli
alberidallaneve...
Inungiardinocomequelloin
cuisinascondevaun'impronta
umana,persinolanatura
creatadall'uomononera
banale.Visicelavanotuttele
variequalitàterrestri:l'odio,
l'avarizia,lagelosia,mentre
nelcielolimpidofluttuavaun
meravigliosomodellodi
pace.
Akikoeradeliziatadella
cortesiadiTakemiyache,
ancheseleparlavacon
maggiorconfidenza,non
osavasfiorarlenéunbraccio
nélamano.Piùchediriserbo
sitrattavadisenso
dell'etichetta:perchémaii
lorocorpiavrebberodovuto
toccarsicomeleloroanimee
imitareisentimenti?L'unione
fraicorpidiunuomoedi
unadonnanonèinfatti
un'imitazionedellafusione
deilorocuori,unineluttabile
indennizzonatodalla
disperazione?Neiloroanimi
esisteval'identicopanorama.
Possedevanotuttigli
splendidiframmentisucuisi
posavanodivoltainvoltai
loroocchi,comeicigniche
nuotavano,ilcielochesi
riflettevanellostagnoeifiorì
disazankabianchierossi.
Nonc'erapiùbisognodi
parole.Adesempiosi
sedetteroperriposaresulle
panchinesullaspondadello
stagnoesialzarononel
medesimoistante,siaperché
erasvanitalastanchezzadel
passeggiare,siaperché
sgorgavainAkikoildesidero
tipicodeiviaggiatoridi
vederesemprecosenuove.
Silasciaronolostagnoalle
spalle,attraversaronoilponte
diKariganeformatodapietre
similiacarapaciditestuggini,
eraggiunserolaparte
orientale,attraversatadaun
ruscello.Unfamosociliegio
scuotevaconriluttanzale
giallefogliealvento.Si
avviaronoversol'osservatorio
anord-estdellacollinae
Akiko,cuiTakemiya
indicavaalcuniparticolaridel
paesaggio,contemplòcon
estaticasazietàilvasto
panorama.Lasuaeralagioia
diuncastoviaggio.Akiko
assaporòilpiacerediessersi
allontanatanonsolodagli
impegniterrestri,maanche
daifastididellasuafamiglia
diHannō,icuimembri,
provenendodadiversi
pianeti,avevanodifferenti
modidipensare.Ediessersi
allontanatada
quell'incessante"attentatoalla
purezza",tipicodichivivein
unacittàconalcentrouna
scuola.
«Chebellasensazione!Una
giornatacosìsplendidaecon
unventofresco!»
Akikotenevailfoulardfrale
manilasciandochelabrezza
lescompigliasseicapelli
lievementeuntidiolio
profumatoeche,vagando
sullasuatesta,imporporasse
gliattraentilobidellesue
orecchiedimodocheilsuo
voltodailineamentiregolari,
dall'apparenzacosìgelida,
sembravasciogliersial
delicatoteporedelsole.
«Quand'erobambino
salivamospessolàper
cogliereisemidifelce»,
bisbigliòTakemiyaindicando
ilmonteUtatsuanord-est,
oltreilfiumeAsano.«La
gentedelluogolochiamava
"lamontagnadifronte"ei
poetil'avevanoribattezzata
"montagnadelprofumodei
sogni".Pressolacimasi
scorgevailbiancoedificiodi
uncentrodellasalute».
Sottoailoroocchi
rifulgevanoalsoleletegole
smaltatedeivecchitettidi
Kanazawa,svettavanoitetti
deitempliaccantoalnuovo
edificiodellescuolemedie.
Akikononconoscevaun'altra
cittàincuivifosse
un'armoniaaltrettantoperfetta
fraipalielaretedifili
elettrici.Ifilielettrici
apparivanocomesottili
fessurediunospecchioanche
suibianchimattoniinstile
Meijidiunabanca,mentreun
tramcoloratodigialloedi
rossocorrevalungoibinari
sullastradailluminatadai
nitidiraggidelsoleinvernale.
«Chegraziosacittà!Ho
l'impressionecheviabbiamo
giàvissutoinsieme».
«Vuoldireforsecheavrebbe
intenzionedivivereconme
ancheinfuturo?»domandò
Akikounpocomeravigliata
osservandoilvoltodi
Takemiyachecomealsolito
nonmostravaalcun
turbamento.AlloraAkiko
tradussequellafrasenella
linguadelloropianeta:
Takemiyaavevainteso
semplicementesapereselei
desideravarimanerecomelui
sullaterra.
«Infuturo,perunbreve
periodo,finchélaterranon
saràridottainpolvere»,
aggiunseAkikoconfresca
eleganza.
«Guardi,laggiùc'è
Kahokugata!»esclamò
Takemiyaadditandoleuna
lineadelmarechesiprofilava
indistintaelontana.Si
stendevaun'ampiapianura
giallailluminatadalsole,
disseminatadifabbricheda
cuisalivanopennacchidi
fumoe,piùlontano,un
orizzonteoffuscato,
nonostanteuncielocosì
limpido,sembravala
continuazionediuna
luminosaseccaprateria.
Tornaronodinuovoa
Kòrinbòepranzarono
gustandopiccolebistecchein
unristorantechiamato"La
casadatèdeltasso".
Siavvicinavaormail'oradi
recarsiaUchinada.Akiko
sfogliòsultavololaguidadi
viaggioedomandòa
Takemiya:«Andremoconil
trenoadAwagasaki,oppure
ciconverràsaliresuun
autobusdelleFerrovie
Nord?»Inquell'attimo
sembròchelatelepatiacheli
avevaunitifindalmattino
fosseall'improvvisosvanita.
Takemiyanonparve
perplesso,machinòlo
sguardoaffascinanteafissare
l'amarofondodicaffèdella
tazzina.
«Preferireiuntaxi.Lofaremo
attendereun'ora»,decise
Akikoristabilendo
impetuosamenteilcontatto
telepatico.Ovviamenteera
colpadiAkiko.Due
venusianinonavrebbero
dovutolasciarsicoinvolgere
neppureperunistanteda
pensiericosìvolgarie
terrestri.Eraquelloilmotivo
dell'interruzionedelloro
rapportotelepatico.Akiko
avevaricevutodalpadreuna
generosasommadidenaro
perlespesedelviaggio:
avrebbedovutosalirein
silenziosuuntaxiechiedere
all'autistadimettersialoro
disposizioneperalcuneore.
Abenriflettere,quelmattino
Takemiyanonavevaspeso
unoyen.AkikoeTakemiya
avevanospontaneamente
assuntol'unailruolodichidà
el'altroquellodichiriceve.
Akikoavevapagatoilcaffè,
iltaxieprobabilmente
avrebbesaldatoancheil
contodellabirra.
Uchinadadistavacircatrenta
minutiditaxidalcentrodella
città.IlfiumeAsanosi
dividevainduerami:l'uno
sfociavanelMardel
Giapponeel'altronella
lagunadiKahoku.Iltaxi
seguìlacosta,comegli
autobusdelleFerrovieNord.
Eranopartitialleduedel
pomeriggio.Ilmutevolecielo
delnorddelGiappone,sereno
finoapochiistantiprima,
incominciòarannuvolarsi.
Spesseenerenubisi
addensavanosuunazona
dellacittà.Apocoapocole
nuvolecoprironounametà
delcieloequandoessi
passaronofralerisaie
ingiallite,pressoilcorso
inferioredelfiumeAsano,
persinolatintadellepietresul
gretoparveloroincupita.Ma
nonavevanol'impressionedi
un'imminentepioggia.
Quandoviderosulladestrail
dolcependiodellacollinadi
Hódatsu,distesasottole
nuvoleeilmaresemprepiù
vicino,pensaronoall'evento
solennecuiavrebbero
assistitoerimaseroin
silenzio.Akikoricordòi
tristi,ripetutifallimentidel
padre,ilfreddodell'albadi
novembresullacollina
Rakan.Venerechesaliva
lentamentenelcieloincui
impallidivalalorosperanza.
ForselafamigliaŌsugiera
riuscitaaliberarsidella
solitudinedelmondoterrestre
manondiquelladi
appartenereadaltripianeti.
Ciascunodilorononaveva
maivedutoinsiemeaglialtri
membridellafamigliaun
discovolante.Akikoera
silenziosa.Dilaniatadalla
felicitàdiesserenatasul
pianetaVenereedaltimoredi
vedercrollareinpocotempo
quellagioia.Laragazza
pensavacheancheilsilenzio
diTakemiyaderivassedalla
medesimaansiaedalla
tensione.
«Eccoladuna»,esclamò
Takemiyaconlasuavoce
lievementefreddaemetallica
additandoiltondorilievoche
siintravedevaoltreil
finestrinoanterioredell'auto.
Civollepocoadarrivare.
Temendochelegommesi
insabbiassero,iltassista
fermòl'autodistantedalle
duneeinvitòiclientia
scendere.Iduegiovani
camminaronoperunampio
sentieroe,attraversosabbiosi
emisericampidiporrie
terrenicoltivatiacrisantemi
colorvermiglio,procedettero
versoilmare.Eraunsentiero
dalsuolocompattocomeuna
stradanormale.
Avrebberodovutoproseguire
finoaquandoavesseroscorto
lecapriccioseprotuberanze
delledune.Asinistraea
destrasisusseguivano
monotone,piccolepinete.
Infineilsentieroincominciòa
salireescorserofinalmentela
lineaoscuradelmarementre
sullacollinaasinistrasi
susseguivanoacacieche
sembravanoconficcarei
secchiefragiliraminelcielo
nuvoloso,pregnodiluce,
mentreitronchifiltravanoun
cielocheparevacolmodi
lucepiùprofonda.Solenni
nubiriempivanofittamentelo
spaziofinoall'orizzonteedai
lorocontornisidiffondeva
un'intensaluce.
Collineeboschiattraevano
Akikoconunastranaforza.I
ramiaguzziespinosicolor
ceneredelleacacieavevano
persocompletamentele
foglie,soltantolecolline
eranoancoraricopertedierba
diuncaldoverde,che
risaltavadalontano.
«Perchénonproviamoa
saliresullacollina?»
domandòAkiko.Takemiya
eraincerto,osservòl'orologio
edisse:
«Sì,abbiamoancoratempo,
masarebbemeglioarrivare
prima,perchéavoltenonsi
presentanoall'orastabilita».
LeparolediTakemiya
somigliavanoaquelle
pronunciatedalpadrequella
nottesullacollina:Akikone
fuprofondamenteturbataed
ebbeunpresagioditristezzae
didelusione.Salìloscosceso
pendiosenzaaccettarel'aiuto
diTakemiya,chelaseguiva
rassegnato.
Lacollina,nonmoltoalta,era
statainpartecoltivataealberi
cadutiformavanountappeto
verdecheparevacostituitodi
ossadimastodonticianimali.
Takemiyasostòconaria
tediata,tenendolemani
infilatenelletaschedel
soprabito.Akikosiaccorse
subitodelliricoerrore
ispiratoledall'affascinante
bosco,insimilimomenti
dimenticavalapoesia
extraterrestreedesiderava
un'atmosferaromantica.
All'improvvisoprovòfastidio
perilcinguettiodeipasseri
suirami,eilboscodialberi
spogli,desertoesolitario,le
parveunluogoprivodi
significato.Erainattesa,ma
dichecosa?Didischivolanti
odiqualcos'altro?Akikonon
siaccorsechequelbosco
desertosomigliavaalsuo
animoinsoddisfatto,inlei
qualcosaurlava:«Sonofelice.
Nuotoliberaepurainmezzo
atuttaquestapurezza!Come
sonoremotelestupide
abitudinideiterrestri!»
Sceserodallacollina
avventurandosifraledune
chefronteggiavanoilmare.
Eranogiàletre.Lungoun
sentieroeraaffissouncartello
d'iniziodilavori,benchénon
sivedesseunoperaio:
«DistrettodiKahoku,
villaggiodiUchinada.Lavori
dirimboschimentoedi
creazionedibarriereperil
vento,secondopremionella
trasformazionedellapistadi
lanciodiUchinada.Iniziodei
lavori:agostodel
trentaseiesimoannoShōwa.
Terminedeilavori:
marzodeltrentasettesimo
annoShōwa».
Akikolessecongliocchi
lucidid'emozione.Eraforse
perquelmotivochev'erano
diversetraccediruotedi
camionsulsentieroche
conducevaalmare?
«Hocapito,questoèin
relazioneconl'arrivodei
dischivolanti,cercanodi
piantareunboscoa
protezionedelventonel
luogotestimonediuna
famosa,cruentabattaglia.
Perciòl'apparizionedeidischi
volantiavrebbeunsignificato
simbolico,unmessaggiodi
pace».
«Chissà,nonsonodellastessa
opinione»,affermòTakemiya
scuotendotristementeilcapo.
«Misembraimpossibile,che
relazionepotrebbeesisteretra
l'insulsastoriadell'umanitàei
mieidischivolanti?Imiei
dischivolantiamanoimari
settentrionali.Tuttoqui».
Akikotacque,tuttosarebbe
dipesodall'apparizionedei
dischivolanti.Lefamose
grandidunedellacostaerano
statediviseinminuscoli
appezzamentiadibitiavivai
dipiantineesututtequelle
sporgenzesisusseguivano
recintidishino.Allasabbia
eranomescolatitegolee
sassolinichemettevanoin
risaltoisolchideicamion
direttiversoilmare.Dalìsi
scorgevalacrestadelleonde
chesifrangevanosugli
scogli.Labattigiaerainvece
nascostadalleduneesiudiva
soltantoilfragoredelleonde.
Sisedetteroconallespallele
siepidishino.
Nuvoleestese,unmarediun
verdeintenso,consfumature
colorcenere.Laluce
splendevasoltantoinun
angolodelcieloaoccidente
suuntrattodimarecolor
melanzana.Adestrasi
scorgevalapuntadella
penisoladiNoto.
Nuvolechemutavanoforma
diminutoinminuto,inun
lontanogracchiaredicorvi.Il
vento,purnonsollevando
mulinellidisabbia,sfiorava
ritmicamenteilobidelleloro
orecchiequasibisbigliando.
Eranosedutivicinil'uno
all'altratenendosile
ginocchiastrettefrale
braccia.Percepivanoperla
primavoltailreciproco
teporeattraversogliabiti.
Fosserovenusianioterrestri,
eranoesseriviventi,dotatidi
unparticolareodore,per
quantoetereo,possedevano
uncorporeale.Mache
importanzaaveva?Iloro
cuoribattevanoall'unisonoe
lasensazioneditelepatia,
sviluppatasifralorofindal
mattino,rilucevacomeuna
trottola.Eranocontentidinon
possederenulla.Datala
situazionenondesideravano
altro.
Eranosoddisfatti.
Checos'altropotevano
volere?Quiete,lontananza
dagliesseriumani.Ilmare
chepurondeggiandoe
rombandoparevainrealtà
immobilecomelamorte.Una
partedicielochesembrava
unastoladibroccato.Laloro
bellezza...
FualloracheAkikoscorseun
puntoluminosonelcumulodi
nubioscure.Toccòlaspalla
diTakemiyaperattirarela
suaattenzionesudiesso.Si
aggiunseunaltropunto,
infinefuronotre.Scendevano
semprepiùgrandiversoil
mare,informazione.Quando
siavvicinaronoapparvero
nellaloronitidaformadi
dischivolanti.Metàdellaloro
superficiebrillavailluminata
dalsolealtramontoesi
distinguevaancheillento
ruotarediunaspeciedi
cupolaverde.Volteggiarono
perquattroocinquesecondi
sulmare,quindisi
immobilizzarononelcielo
cometresinistriocchifrale
nubinere...Poiciascuno
sussultòcomeinuntremito
convulsoeassunseuncolore
albicoccaquasifosse
incandescente.
All'improvvisovolaronoin
alto,perpendicolarialmare,e
svanironocon
un'impressionantevelocità.
CAPITOLO4
Akikotornòsanaesalvaei
genitorisirasserenarono.Non
volletuttaviaconfidareloro
diavervedutoidischivolanti
conTakemiya.Soprattutto
pertimorediumiliareil
padre,epoiperchélepareva
unsegretoriservatoai
venusiani.Igenitori,aloro
volta,nonledomandarono
nulla,siaperchéilsilenzio
dellafigliadimostrava
chiaramentecheleprevisioni
diTakemiyaeranofallite,sia
perchétemevanoche,
commentandoconironiatale
fallimento,avrebberoancor
megliodispostol'animodi
AkikoversoTakemiya.Così
sievitaronoabilmentecome
lecostellazionineiloromoti.
Iniziòunannonuovo,
Jūichirōparlòallafamiglia
deiterribilieventichesi
sarebberoverificatinelcielo
intempinonlontani.Erano
previsioniscientificamente
esatte,chetuttavia
costituivanoungrosso
problemapergliastrologidel
mondo.Daltrealcinque
febbraiodiquell'annoilSole,
laLuna,Marte,Venere,
Giove,Saturno,Mercurioei
pianetinonvisibiliaocchio
nudosisarebberoradunati
nelladecimacasazodiacalee
tutti,eccettoMercurio,
sarebberostatinella
medesimaposizione,evento
cheaccadevaogni
quattromilae
novecentosettantaquattro
anni.
«InIndialagenteè
angosciataalpensieroche
stiapergiungereilgiorno
dellafinedelmondo»,spiegò
Jūichirōcontonocalmoe
franco.«Pernoichesiamo
semprecosìimpegnati,è
semplicementel'occasione
perritrovarciinsiemein
salotto:attendocongioiail
giornoincui,fattoinsolito,la
nostrafamigliasiriunirà».
QuelgiornoKazuoaveva
incontratopercasoun
compagnodelleelementari
chenonvedevadasetteanni.
Dopoaverlosalutatoera
salitosultramesierasentito
batteresullaspalladaunaltro
compagnochenon
frequentavadasetteanni.
Colpitodallastranezzadi
quegliincontri,
apparentementecasuali,ne
parlòconilpadre.
«Tucredinelcaso?»gli
avevadomandatoil
perspicacegenitore.«Sono
statigliesseriumaniacreare
laparola"caso"percelarela
propriaignoranzaeper
conferirleun'apparenzadi
serietà,il"caso"è
semplicementeunfenomeno
incuiunanecessitàsuperiore,
cheoltrepassala
comprensioneumanaechedi
solitoèaccuratamente
occultata,sisvelaperun
attimo.Probabilmentela
supremaineluttabilitàchela
menteumanahaconcepitoè
rappresentatadaimotidei
corpicelesti,maesisteuna
necessitàancorpiùraffinata
cherimanenascostaagli
occhidegliumaniechepuò
esserecatturataeintuita
solamenteconunindiretto
metodoreligioso.Inciòchei
religiosichiamano
"misticismo",gliscienziati
"casualità",ècelataunareale
ineluttabilità,cheilcielosi
limitaafarbaluginareagli
occhidegliuomini,inmodo
scherzosoepocoserio,
affinchéappaiainsulsa.Gli
esseriumanisonoinverità
sempliciesuperficiali:per
l'innatacuriositàsi
interessanogioiosamenteai
fenomenichesembranoseri
dalpuntodivistafilosoficoo
cherappresentanourgenti
problemireali;silimitano
inveceaconsiderarecon
proporzionaleleggerezzagli
eventicheappaionofutilie
assurdi.Gliesseriumanisono
dunquedestinatiadessere
sempreingannatidalle
necessitàdeterminatedal
cielo.Infatti,leormedegli
affascinantipiedinudidella
necessitàvolutadalcielo,pur
tracciatenettamente,
appaionoinsulsequisquilie
accidentali.
Capitasoventeches'incontri
casualmentelapersona
amata,mastranamente
succedeanched'incontrarele
personeodiosechesi
vorrebberoevitare.Sesi
unificanotaliesempi
seguendounalogicaumanasi
comprendeche,
indipendentementedall'amore
edall'odio,s'incontrapercaso
lapersonaversocuisinutre
uninteresse,siapositivoo
negativo.Lalogicaumana
nonsuperataleconcetto,ma
noi,grazieallanostra
capacitàdicontemplaretutto
dall'alto,possediamouna
visualemoltopiùampiache
cipermettediintuirecheun
numerobenpiùgrandedi
persone,privedialcun
interessereciproco,
s'incontranoadognimomento
suitramoincittà,piùsovente
dichiprovaunreciproco
interesse.Percasooper
miracolo,giornodopogiorno,
incrociamopersonechenon
incontreremopiùpertuttala
vita.Unacasualitàcosìestesa
deveesseremotivatadauna
immensa,invisibilenecessità.
Soltantoibuddhistihanno
meditatosullanecessità
esprimendolaconbelle
metaforecome:"All'ombra
dellostessoalbero"e"anche
losfiorarsilemanicheè
segnodiunlegamedialtre
vite".Inciòs'intuiscechela
"virtùdellestelle"proietta
ancoraunadeboleinfluenza
sullavitaumana.Èpossibile
riconoscereinquestoun
lontanoriflessodeiprecisi
motidegliastri.Visiproietta
anchel'ombradellemagliedi
unareted'ineluttabilitàancora
piùalta...
Nonesistealcunmotivodi
disperazionepernoi,ilcaos
dellaterranondifferisce
infattidall'armonia
dell'universo.Immaginiamo
unabellaragazzadaigusti
classiciintentaasuonareil
kotonelpadiglionediun
giardino:inquell'istante,alla
distanzadidueotreisolati,
ungiovaneoperaiomuore
precipitandoall'improvviso
daunpalodellaluceelettrica,
mentrenellasabbiadiun
giardinoalcunibambini
trovanodellebigliecolor
arcobalenodimenticatel'anno
precedenteesuicapelli
appenalavaticheunadonna
staasciugandoallafinestra
vola,all'improvviso,una
farfallaelicospargedi
polveregialla.Questestrane
concomitanzepossono
avvenirequaelàinun
pomeriggioditarda
primavera,all'insaputadi
tutti.Anchel'ebbrezzadella
musicaelamorte,lascoperta
diuntesoroperduto,il
languorediunavoluttàsenza
oggetti...persinoigrandi
eventidellastoriachel'uomo
immaginapregnidi
ineluttabilitàpossonoin
effettiessereintessutiditali
ingredienti.Eaciascunodi
questielementipossiamo
attribuireilnomediunastella
lontana».
«Finalmentecomincioa
capire;l'aspettoconfusoe
variodellepersoneedegli
eventiterrestrichemiha
moltotormentatoèforse
determinatodalcielo.Ciò
significachepiùsiavvicinail
momentoincuisiiniziaa
essereinsintoniacon
l'armoniauniversaleepiù
l'ineluttabilitàcelesteprocede
comeunamacchina
incandescente.Taleprocesso
nonhaalcunarelazioneconil
meccanismologico
dell'ineluttabilitàconcepito
dagliuominienonhafatto
altrocheprodurresullaterra
unacondizionesimilea
quelladiunoscatolonedi
giocattolirovesciato.Pertanto
dovremmocontinuamente
fareattenzioneancheagli
eventichecisembranoa
primavistacasualieinsulsie
registrarli.Pensoche
aumenterannoaritmo
vertiginososullaterrale
piccole,banalicoincidenze.
Recentementeanchein
Americasisonoverificati
similiesempi.Unuomodi
mezzaetàchiamatoJames,
chevivevainunagrande
città,ebbeunincidente
d'auto,maanchel'uomoche
guidaval'autoinvestitricesi
chiamavaJames;dopo
neppuredueoreilprimo
Jamesebbeunsecondo
incidenteeancheilguidatore
dell'autocontrocuisiscontrò
sichiamavaJames!»
Siavvicinavanogliesami
finali.Kazuoelasorella,cui
erastatoraccomandatodi
rimanereacasaalmenoper
tregiorni,iltre,ilquattroeil
cinquefebbraio,trascorseroil
finesettimananellaloro
camera.Ilgiornocinque,
lunedì,deciserodiandareal
cinemaesidiedero
appuntamentoalJinsezadi
Ikebukuro,inmododa
riuscireavedereunvecchio
filmprimadirincasareper
l'oradicena.Uscitidal
cinemaatteseroiltrenoper
HannōdellalineaSeibu,che
arrivavaognimezz'ora.
Mentreaspettavanoinfila
lungoilmarciapiedeunsole
cheparevaaffumicato
tramontavanelcielovelatoda
lievinuvole.
«Oggièlafinedelmondo.
Perchéqueldannatotrenoè
inritardo?»esclamòKazuo
dandounosguardoalcielo.
«Papànoncredeaqueste
superstizioni...Masarebbe
belloseilmondofinissecon
serenabanalità».
«Alloranonrivedremopiùil
sole».
Suivoltidellepersoneche
affollavanoimarciapiedisi
intuivalafrettaditornarea
casa,eparevapersinodi
avvertireilquietotintinnare
deipiattidispostisulletavole
nellecaseilluminatequaelà
neicampi,allaperiferia,
versosera,tantecomelecene
diquellepersone.PerAkiko
lavitaquotidianaerasempre
stataundifficileproblema,
Kazuoinvecesognavadi
avereilpoterediriunirenel
medesimoprogettotuttiquei
piatti.
Suglialtrimarciapiedi
arrivavanodicontinuotreni
direttiadaltrelocalità.Il
trenoperToyoshimaen,il
localeperKiyose,ilrapido
perTokorozawa...
l'unicoatardareerailtreno
perHannō;finalmentenella
nebbiachecircondavala
stradaferratasiacceseun
segnalerosso.Kazuo,che
battevalesuoledellescarpe
canticchiandounacanzone
allamoda,infinedichiarò:
«SaiAkiko,ledonneterrestri
sonotuttebugiarde».
Akikorisesilenziosamente,le
deduzionifilosofichedel
fratelloladivertivano,si
basavanoinfattisuunasorta
diagnosticismo,eranola
sempliceespressionediun
pensieroumanomolto
terrestre.
«Chestupidaggine!»siirritò
infineAkiko.«Pernoigli
esseriterrestrinonsonomai
unenigma».
«Macchéenigmi!Tisto
parlandodibugie»,replicò
Kazuofacendorotearela
borsa.
«Lebugiefunzionanoperché
c'èchisilasciaabbindolare»,
obiettòAkiko.Inquell'attimo
arrivòiltreno,ipasseggeri
incominciaronoascendere
dalleporteopposteaquelle
davanticui,sulmarciapiede,
eraallineataunafiladi
persone.Fratelloesorella
riuscironoasedersi.Dopola
partenzadeltreno,rimasero
alcuniminutiinsilenzioa
guardareiltramontosui
campi.DopoIzumigakuen
aumentòl'ombradelleforeste
dikeyaki,cheparevano
filtrarelavisionedelcielo
notturno.Lelucisuicampi
desertidivenneropiùvivaci.
OltrepassatoTokorozawa,il
paesaggiofuavviluppatoda
unapenombraincui
risaltavanosoltantolerisaie
intornoatempli,similia
fazzolettiabbandonatisul
sentieronotturno.
«Perteilragazzodi
Kanazawaèunenigma,
vero?»
«Sì,loè,tantopiùchenonsi
trattadiunterrestre».
Kazuoaveval'abitudinedi
punzecchiarelasorellacon
cautecirconlocuzioni,per
comprendereisuoistati
d'animo.Nonaveva
intenzionediricominciarea
litigare.Nelleparoledi
Kazuo,siachefossero
canzonatorieogentili,si
notavaunatracciad'astuzia.
Infinesistancò.
«IlsignorKurokimiha
invitatoacasasua»,dichiarò
all'improvvisomutando
argomento.
«Echisarebbequesto
Kuroki?»
«Unpoliticofamoso.Qualche
tempofa,tenneuna
conferenzaall'università.
Ebbemoltosuccesso,anche
seglistudentidisinistra
protestavano.Fuiincaricato
dimantenerel’ordine,così
saliisulpalcoeriusciia
calmarli.Inseguitofui
inviatoinunasalettaaccanto,
doveKurokimostròinteresse
perme,midiedeilsuo
bigliettodavisitaemiinvitò
adandarloatrovare».Così
dicendotolsedalsuo
tesserinodistudenteun
vistosobigliettodavisitasu
cuierascritto:«Katsumi
Kuroki,deputatoal
parlamento»,elomostròalla
sorella.
«Cosìavrestiintenzionedi
andarloatrovare».
«Ovvio»,risposeKazuocon
noncuranza,«èidiota
rivolgersiapersonaggi
importanticomeChruscèv».
«Alludiallanostra
missione?»
«Inuncertosenso,adogni
modosaràmegliocheio
tacciaechenascondalemie
ambizionipolitiche».
Mentreparlavanoscorseroin
unangolodiunastazioneuna
lucecosìfortedapenetrare
l'oscuritàdellavecchia
stazionedicampagna.Erala
lucediunnegoziodi
elettrodomesticiconbandiere
colorateall'entratae
all'internotelevisori,stufee
lampadeespostiinuna
sfolgoranteluminosità,
persinoeccessiva.
Quellosplendorecircondato
dall'oscuritàdeglialberi
rimasenellaretinadiAkiko
anchedopocheiltrenoebbe
ripresolasuacorsa.La
ragazzaimmaginavala
luminositàdellavitasu
VenerecheTakemiyanon
s'eradecisoarivelarle:forse
unaluceabbacinante,nelle
sconfinatetenebre
dell'universo,comequelladel
negoziodicampagna...
LacittàdiHannōeragrande
epocoaffollata,conquartieri
benristrutturati.Uscitidalla
stazionesalironosuun
autobus,sceseroallafermata
piùvicinaacasaproseguendo
apiediperillungoviale
oscuroedeserto.Asinistrae
adestradellastradasi
allineavanonegozidi
parrucchierecheavevano
comeinsegnaunalanternasu
cuierastatatracciatala
scritta:«Permanente».Inuna
falegnameria,soltantola
superficiedeilegniera
illuminatad'arancione.Dalle
finestreagratadiunatintoria
uscivailvaporediunferroda
stiro.Passaronodavantial
negozioMurataya.Dalle
impostescorrevoli,quasi
totalmentechiuse,filtravaun
raggiodilucesullastrada.
Dopocheiduegiovani
furonopassatilapadrona
bisbigliòaunvisitatore:
«Quellisonoifigli.Staranno
macchinandoqualcosa,se
tornanoacasacosìpresto».I
visitatorieranounpoliziotto
diquartiereeunodella
sezioneordinepubblicodella
questura,chiamatidalla
padrona.Sialzarono
muovendosilentamentee
osservaronoigiovanichesi
allontanavanonelbuiodella
strada.Nelcielosopraleloro
testetramontavaunasottile
falcedilunacheproiettavasu
diloroun'immacolataombra
didelittoideologico.
L'addettoallapubblica
sicurezzaeraassetatodi
quellasortadidelitti
ideologici,che
scarseggiavanoinuna
desolatacittadinadi
campagna.Sarebberostatila
suapoesia,unrarogioiello.
DaquandoaIkebukurosi
eseguivanocontrollipiù
severi,isostenitoridella
gurentaiavevano
incominciatoasparpagliarsi
lungolalineaferroviaria
Seibu.Manoneranoloro
l'obiettivodiquelpoliziotto
addettoalmantenimento
dell'ordinepubblico.Ilsuo
lavoroeramoltopiùnobilee
segreto.
«Dall'impiegatodell'ufficio
postalehosaputocheŌsugi
invialettereaChruscèvdal
novembredell'annoscorso.
Forseèimpegnatoin
un'attivitàpoliticasegreta.
D'altrondesiignoradove
finiscanoisoldiguadagnati
vendendotitoli.Haeffettuato
numeroseoperazioni
bancarie.Adognimodoèuna
famigliasospetta».
Lapadronadelnegozio
assentìeaffermòcontono
deciso:
«Trafficodidrogao
comunismo.Nonesistono
altresoluzioni.Soprattutto
nonmipiaceilmodo
antipaticoconcuitrattanoil
prossimo.Èvero,rispondono
alsalutogentilmente,e
sorridono,maillorovolto
sorridentesembraunasottile
maschera.Lodiconoanche
tuttelesignoredelvicinato.
Nonèstranochenon
assumanounacamerieraper
tenereinordineunavillacosì
grande?»
«Nonèreatoevitaredi
assumerepersonaledi
servizio».
«Ah!Sealmenoil
capofamigliafosse
simpatico...Ègentechenon
sanutriresentimentinormali.
Celanosenzadubbioun
grossosegreto.Chefaretese
verràscopertounoscheletro
sottoilpavimentodellaloro
casa?»
Anchedurantelacenala
mentediJūichirōs'immerse
soventenellameditazione.
Ridestatosidaipensieri
propose:«Chenedirestese,
dopolacena,ciesercitassimo
insiemenelsalotto?
Potremmoimmaginarecheil
salottosiailcampozodiacale
dove,nell'ultimanottedopo
cinquemilaannidi
lontananza,Marte,Giove,
MercurioeVeneresi
ritrovano,insiemealSolee
allaLuna.Trascorreranno
altricinquemilaanniprima
chesiriuniscano.Tu,
mamma,smettidilavarei
piattievieniinsalottoa
lavorareaccantoanoi.Io
inveceesamineròl'itinerario
delviaggiochefaròper
tenerediverseconferenze
approfittandodellevacanze
primaverilidiKazuo,cui
affideròlaguidadellanostra
auto.Staremoinsilenzioe
voiragazzipotrete
tranquillamentestudiare.
Adempiremocosìainostri
sacridoverifamiliari».
Nelsalottoilluminatodi
quellacasa,dove,pernon
impedireicontatti
extraterrestridelpadre,nonsi
accendevalatelevisione,si
udivasoltantoilfrusciodelle
paginedilibriediquaderni
sfogliati.Ilpadre,che
giungevadaMarte,si
meravigliavaconstatando
quantofosserocomplicatele
cartestradaliterrestri.Nonvi
eracheunastradaingradodi
condurredirettamentedauna
cittàaun'altra.Unastradache
siassottigliavaesiallargava
tracciandounpercorso
sinuosoebizzarro.
Lamadrestavasferruzzando
perconfezionareunmaglione
dilanaperilfiglio,lavorava
conentusiasmo,comese
volesseintesservinonsolola
primaveraterrestre,maanche
tuttequelledeglialtripianeti.
Lesueditasimuovevano
laboriosamente,mentreil
gomitoloposatosulle
ginocchiasiassottigliava.Il
coloredelletenereerbee
deglialberidairamigemmati,
ilcielotrasparenteall'inizio
dellaprimavera,ladelicata
piumagginedegliuccellini,
glispruzziviolentidella
pioggia...talicaratteristiche
dellaprimaveraterrestre,
uniteaigas,aighiacciealla
stranafloradeglialtripianeti
parevanoessereincorporate
nellavoroamagliadalle
piccolemanigrassocce.Tutto
ciòvenivatrasfusodaleinei
minuti,predilettimotiviche
ornavanoilmaglionedel
figlio.
MentreKazuosfogliavale
paginedelsuoquadernodi
dirittointernazionale,provò
nauseaperleinfantili,astratte
leggi,letimide,indirette
norme,l'antiquataideologia
dicollaborazione
internazionale.Ancheil
futurodirittointerplanetario
sarebbestatocompostodaun
insiemedivolgarinormeper
ilcontrollodiunospazio
troppovicinoallaterra?Egli
siauguravaperilmondo
interol'applicazionediuna
severaecrudelelegislazione
universale.Leleggicheegli
auspicavaavrebberodovuto
annientarelosquallido
pragmatismo,unmisero
pretestodifuga.Ilfuturo
governomondialeavrebbe
convocatoognimattinai
terrestrinelleloropiazzeeli
avrebbeobbligatiagiuraredi
mantenerelapacenelmondo,
unapacetotale,eterna.Ea
chisifosserifiutatodi
giurare,sarebbestata
immediatamentetagliatala
lingua.
Lafigliastudiavaunapoesia
diPoe.Icommentidel
professoreeranostatibanali.
Lapoesia,intitolata
Eldorado,concepitacome
unaballata,simboleggiavail
destinodell'uomoche,pur
sfinendosinellaricerca
dell'idealeedelusodallasua
illimitatalontananza,
continuavaaricercarlo:
un'interpretazionechepersino
unbambinoavrebbepotuto
comprendere.InvecePoe
avevapresumibilmentealluso
alpianetanatalediun
extraterrestre.Sarebbestato
unconcettodegnodell'autore
diEureka.
«Sullemontagnedellaluna
Nellavalledell'ombra,
Cavalca,audacemente
cavalca»,L'Ombrareplicò:
«Secerchil'Eldorado».
ConEldoradononaveva
forseintesosignificareil
pianetaVenerequelloche
Takemiyaavevapotuto
visitare?Conle"montagne
dellaluna"nonalludevaforse
allemontagnesvettantinella
partenascostaedesertadi
quelsatellite,allaformadi
Venerecomelasipuò
scorgereoltrequeimonti?
Ciascunodeiquattrofamiliari
eradunquequietamente
immersoneipropripensieri,e
untempouniversalestava
attraversandoilsalotto.Il
caldocolorazukidelbasso
tavolinodapranzorilucevae
iverdi,nuovitatami
s'incurvavanoinuniformi
ondulazionimentresuuna
fruttieraspiccavanolucidi
mandarini.Jūichirōprovava
lasensazionediappartenerea
unmondocolmodiperfetta
armonia.Lasuaerauna
famigliaideale,come
nessunoavrebbesognato,
senzapeneoinquietudini,
protettainquellanotte
d'invernodallacaldafiamma
dellastufaagas.Ciascuno
conservavalapropria
solitudine,avvoltadalle
tenebredell'universo,
nonostantegodesse
dell'amoreedellafiducia
reciproci.Eraunesempiodi
famigliaumana,unmodello
dipaceterrestre.Lalucedella
lampadasiriversavacon
delicatezzasiasuilucidi
meravigliosicapellidiAkiko
chericadevanosulquaderno,
siasullemorbide,saggedita
diKyoko,chestringevanoe
muovevanogliaghi:pareva
cheessiavesseromutatola
vitainunacerimoniasacra.A
untrattoJūichirōchiusegli
occhiericordòlasua
disperatagioventù.A
quell'epocaeglirifuggiva
dallafelicità,temendoche
fosseunamalattiacontagiosa
perilpensiero.Angosciato
dallapropriainettitudine,in
predaaviolentisensi
d'inferiorità,sognavadi
esserecorrottoeucciso
dall'ozio.Mal'oziononera
letale.Dovevadecidersia
sopprimersi,tuttaviail
suicidiosarebbestatouna
fatica...Aquell'epocail
mondoglisipresentavacome
unagigantesca,lisciasfera
cuicisipotevasoltantoporre
difronte.Enoneraneppure
squallida!
Dopoilmatrimonioela
nascitadeifiglieradivenuto
unmaritotranquillo,maera
veramenteriuscitoadamarei
suoifamiliari?Neeracerto
soltantodapocotempo.Cioè
daquandoavevacompreso
cheancheessiprovenivano
daaltripianeti.Inquell'attimo
tuttoeradiventato
perdonabile,tuttosiera
mutatoinunabenedizione.
Qualcunosuonavaallaporta.
«Chisaràaquest'ora?»
domandòKyokodeponendo
illavoro.
«Nonaspettonessuno.Può
darsi,però,cheunmembro
dell'Associazionedegliamici
dell'universosiaarrivato
senzafissareun
appuntamento,ancheseuna
dellenostreregoleèchenon
sonoconsentitevisitea
domicilio».
InfineKyokotornòcon
un'espressionecupaeteseun
bigliettodavisitasucuiera
stampato:«Rokuró
Takahashi.Sezionedi
pubblicasicurezzadella
QuesturadiHannō».
Jūichirōincontròilpoliziotto
Takahashinellafredda
anticamera.Eraunuomo
normaleenonindossavala
divisa.Ilsuotonodivoce,
piùchecortese,appariva
persinoservile.Tuttavia,lo
sguardoconcuiscrutavail
voltodiJūichirōelastanza
erachiaramenteirrispettoso.
«Aesseresincero»,esordìil
poliziotto,vagliandoleparole
comesesoppesassel'utilitào
ildannocheavrebbero
provocato,«riceviamospesso
stranelettereanonimeche
descrivonounavostrafurtiva
sortita,anottealta,inauto».
Temendodisvelarelafonte
dellesueinformazioninon
parlòdellemissiveindirizzate
aChruscèv.
«Oh!Siamoandatiaguardare
lestelle»,risposesenza
esitareJūichirō.
«Lestelle?»
«Sì,siamoastronomi
dilettanti.Perché,èproibito
dallalegge?»
«No,nonintendevodire
questo».
«Inoltresiamomolto
preoccupatiperlapacenel
mondo!»
«Capisco,leièunaspeciedi
pacifista...»
«Selasituazionenoncambia
saràundisastroperquesto
pianeta.Voinonvene
accorgete,maqualèla
missionedellapoliziainun
paesedemocratico?»
«Difenderelavitadei
cittadini»,dichiaròil
poliziottogonfiandoilpetto.
«Ahsì?Alloraèidenticaalla
miamissione.Dovremmo
stringercilamano».
Ilpoliziottolosquadròcon
unosguardoinfastidito,poi,
sorseggiandoconenergiail
bancha,chestava
raffreddandosi,domandò:
«Eleicomeintendedifendere
lavitadeicittadini?»
«Noitentiamodisalvare
l'umanitàdalladistruzione».
«Pervoilaparola"umanità"
equivalea"cittadini"?»
«Daun'ampiavisualesi
potrebbeaffermarechela
parola"umanità"s'identifichi
semplicementeconla
popolazionedellecittàedei
villaggi».
«No,c'èdifferenza.Lanostra
attivitàèrivoltasoltantoai
nostricittadinienon
all'umanità».
«Bastacheallunghiateun
pocolamanoperraggiungere
l'umanità.Immaginatechein
ungiardinozoologicosia
rinchiusounessereumano.
Comesisentirà?»
«Sisentiràadisagio».
«Ecco,questaèunareazione
prettamenteumana,manonè
"tipica"diuncittadino.Il
fattocheunessereumanosia
rinchiusoinunagabbia
dovrebbeferirelavostra
coscienzaeilvostroorgoglio.
Purtroppooratuttal'umanità
èimprigionatainuna
pericolosagabbia.Una
gabbiachiusadall'esternoche
nonconsenteunafuga».
«Manessuncittadinodi
Hannōèchiusoinuna
gabbia!»
«Èunagabbiacostruitacon
unaretedallemagliecosì
radecheleinonledistingue.
Ilmioscopoèspezzareil
chiavistelloefarfuggire
tutti».
«Edove?»
Jūichirōnonsepperispondere
all'incisivadomanda.
Sognavaunenormespazio
nell'universo,mal'ubicazione
dellastelladestinataatale
scoponelcielonotturno
dovevarimanereunsegreto.
Qualcosadasottrarrealla
competenzadellapolizia.
D'altrondeilpoliziottosiera
accortocheilpadronedicasa
avevalevatolosguardosulla
suatestaesulsuopotere
poliziesco.Aognimodo
l'interrogatoavevaespresso
opinionipericolose.
«Dunqueilsuoideale
potrebberiassumersiin"pace
eliberazione"cioèloslogan
preferitodeicomunisti,come
bensaprà.Ovviamentedanoi
ègarantitalalibertà
d'espressione,maseleinutre
formedipensieroche
potrebberoindurreadattività
distruttive...»
Jūichirō,suomalgrado,si
lasciòinfluenzare
dall'emozioneeinterloquì:
«Stiamoscherzando?Le
attivitàdistruttivesonoun
vostropretesto!»
Nelsuolessicoiltermine
"vostro"siriferiva
genericamenteall'umanità,
maeraunusoimproprio,che
potevacausaremalintesi.
Infattiilpoliziottoreagì
immediatamente:«Cosìlei
affermachelapoliziasvolge
un'attivitàdistruttiva!È
un'affermazioneoffensiva.
Solouncomunistapotrebbe
esprimereunsimile
pensiero».
Manell'istanteseguenteil
poliziottomutòespressionee
sulsuovoltotornòl'abituale,
freddo,sorriso.Non
intendevaaccanirsi.Per
quellanotteerariuscitoa
raggiungereilsuoscopo.
Jūichirōaccompagnòil
poliziottofinoallasoglia
oscuradellacasae,mentre
l'uomocalzavalescarpe,gli
domandò:«Nonindossamai
ladivisa?»
«No,noiaddettiall'ordine
pubblicosiamosemprein
borghese».
«Masulberrettodelladivisa
c'èunastella,vero?»
«Già».IlpoliziottoTakahashi
raddrizzòlaschiena,
appoggiòunamanoallaporta
agrateesivoltò.Intuì
un'ombradiprofonda
tristezzasulsottile,elegante
nasodiJūichirō.
«Voi»,sospiròJūichirō,
«ignorateilsignificatodella
stelladicuiviinsignite.
Avetedimenticatolospirito
dellestelle».
Dopoaveraccompagnato
sullasogliailpoliziotto,
Jūichirō,oppressodalla
stanchezza,siaccasciò.Si
sentivalostomacostrettoda
unalievesofferenza.Ormai
erafinitalapacificariunione
stellarediquellasera.
Terminatigliesami,iniziòla
primavera.Ilcielodella
secondametàdifebbraioera
sconvoltodauntiepidovento
giallastro.Jūichirōera
impegnatonellapreparazione
delleconferenzechesi
sarebberotenuteaTōkyō.
Kazuoaveva,invece,rifiutato
difungeredaautista,
lesinandolasua
collaborazione.Temevache
quell'attivitàsarebbestata
notatadaKatsumiKuroki:
avrebbeintalmodorischiato
diperdereunasplendida
occasione.Ilpadreparlava
spessodella"casualità":era
dunquepossibilecheegli
incontrasseKurokinelluogo
piùimpensato.FuAkikoa
impegnarsisianellaguidasia
neipreparativi.Invecedi
tenereunaunicaconferenza
inungrandeteatroilpadre
preferivaorganizzarne
diverseinpiccoliauditorium
einteatrinidiTōkyōedei
dintorni;desideravainfatti
creareun'atmosferafamiliare
conunpubblicodipoche
persone.Akikoavevaassunto
laresponsabilitàdelle
prenotazioniedella
pubblicità,mentreKyokosi
affannavaaciclostilare
volantinidaspedireagli
associaticonl'indicazionedel
luogoedell'oradelle
conferenze.Akikoaveva
consigliatoalpadredifar
pagareunbigliettoal
pubblico,maeglisiera
rifiutatoeavevadecisodi
sostenerepersonalmenteogni
spesa.
Sulmanifestoerascritto:
NELL'AUSPICIODIUNA
PACEMONDIALE
SECONDOLEISTRUZIONI
DEGLIEQUIPAGGIDEI
DISCHIVOLANTI
CONFERENZIERE:
JŪICHIRŌÓSUGIACURA
DELL'ASSOCIAZIONE
DEGLIAMICI
DELL'UNIVERSOAkiko
partìperTōkyōinauto,
impegnatafindalmattino
nellaprenotazioneditreteatri
incittà.Completòla
compilazionedeimoduliper
dueteatri,poi,nel
pomeriggio,sirecòalteatro
municipaledelquartiereM.
Vistodalontanoilteatro
municipaleerauna
costruzionemoderna,
differentedaipiccoli,
familiariedificipredilettidal
padre,maquelquartiereera
unazonaimprescindibilesesi
volevaattrarrel'attenzione
dellaclasseintellettualedi
Tōkyō.Quelgiornoilcielo
eralievementerannuvolatoa
causadiunfortevento
meridionaleenelpomeriggio
s'incominciaronoaudire
tuoniprimaverili.Akiko
posteggiòl'autonelgiardino
davantialteatro,
meravigliandosidellamassa
dicoroneflorealiche
addobbavanol'entrata.
Giacevanol'unaaccanto
all'altra,sostenutedaesili
appoggidilegnoavvoltiin
fascebiancheenereeornati
dinastrineri.Ilventofaceva
ondeggiaretendoniabande
biancheeneretesifino
all'ingresso.
Akikoentrònegliufficidel
teatro.Maeranochiusi,
nessunoerasedutoaitavoli,
rimanevasolounimpiegato
dimezzaetà,conunafascia
daluttoavvoltaintornoal
braccio,chesipreparavaad
andarsene.Akikobussòal
vetrodellosportello.
«Ogginonèpossibile»,la
redarguìl'impiegato,poi,
accorgendosidelvoltopallido
esorridentediAkiko,proteso
versoilvetro,tolseilfermoe
aprìlosportellochecigolòa
causadellapolvere
accumulatasull'intelaiatura.
«Desideraprenotare?»
s'informò.«Mispiace,ma
ogginonèpossibile.Torni
domani.Èstatoappena
celebratoilfuneraleaspese
pubblichedelcapodiuna
circoscrizione».
«Nonpuòpropriofarnulla?»
«Tornidomani.Nonc'èmai
ressaperleprenotazioni.Non
avràproblemi».
«Vabene.Mapotreialmeno
vedereilteatro?»
L'impiegatomeditòalcuni
secondi,poiparlò,edallasua
vecchiaboccaconillabbro
inferioresporcoeproteso,
uscìunalitofetido.
«Vabene...Apralaportain
fondoalcorridoio.Iodevo
tornareacasa,nonposso
accompagnarla».
Akikoringraziò,attraversòil
corridoioeaprìlaporta
indicatale.Stavanomettendo
ordinenelteatro.L'interno
eramoltobuioedallealte
finestresiscorgevauncielo
completamentecopertoda
nuvolescure.Itendonia
bandebiancheenereerano
giàstatitolti;rimanevala
metàdellecorone.Essendo
giàstaterimosselepoltrone,
eradifficilecapirediquanti
postiasederefossedotato
quelteatro.Akikoavanzòei
suoipassirisuonaronosul
pavimento.Lesse
distrattamenteilnomedichi
avevainviatolecorone.Nella
listaeranocitateanchela
CittàelaCameradi
CommerciodiKanazawa.Il
defuntocapocircoscrizione
dovevaessereoriginariodi
quellacittà.Quelpensiero
sconvolseall'improvvisoil
suoanimo.Leparvechequel
luogoequelfuneralefossero
inqualchemodoinrelazione
conTakemiya.Siaccorsedi
averudito,invecechetuoni,
ilrimbombodiunpianoforte
acodasospintorudementefra
lequinte.Fucollocatocome
unuccellochedispiegasse
unagrossa,lucidaalanera,
nelluogoincui,finoapoco
prima,avevatroneggiatoil
catafalco.Ilgiovaneoperaio
aprìpergiocoilpianoe
premetterozzamenteledita
sullatastiera.
UdendoquelsuonoAkiko
avvertìlapresenzadi
Takemiya,comesefosse
nascostolìaccanto.Lenote
delpianorisuonavano
sull'altosoffitto,cadendo
comegoccenell'animodi
Akiko.
Eranotrascorsitremesida
quelgiornoeiduegiovani
avevanocontinuatolaloro
fittacorrispondenza.Iloro
animieranounitidalsegreto
dell'originevenusianae
dall'avervedutoinsiemei
dischivolanti.Akiko,
contagiatadalleestetiche
concezionidelgiovane,aveva
finitoconiltrascurare
l'attivitàsocialedelpadre;era
statoTakemiyaaesortarlaa
prodigarsi.Durantequeitre
mesiAkikoavevapreso
l'abitudinedisussurrarealla
piccolafotografia,che
Takemiyaleavevadatoa
Kanazawaincambiodella
sua,ildesideriod'incontrarlo.
Portavalafotosempreconsé,
ancheall'università,infilata
nellacustodiadellatesseradi
studentessa.Akikosiera
accortaconmeraviglia,senza
suggerimentidapartedi
Takemiya,chelalontananza
deicorpiavvicinavaleanime.
Eglileavevascrittochese
questomondofossestatoper
entrambiunameraillusione,
lemolteimmaginichimeriche
accumulatesinelladistanza
cheliseparavasarebbero
stateanch'esseun'illusionee,
ailoroocchi,laloroesistenza
venusianaavrebberifulso,
comelalucedicinquecolori
delfarodellaPortadegliDei,
vistadalmare.Iduegiovani
venusiani,chevivevanol'uno
aKanazawael'altraaTōkyō,
eranocomeunacoppiadifari
lacuiluceavevailpoteredi
attraversarelenuvole
notturnestagnantinelmondo
umano.Lagrandequantitàdi
fiorifinti,fioridicarta
argentataepallidifiori
bianchi,conifreddipetali
puntellatidicera,ilfresco
odoredellamorteche
indugiavacomecenerediun
falòdopoilfunerale,lenote
altediunpianoforteche
percuotevanoitimpanicome
capricciosestellecadenti...
unasituazionesimilesi
addicevaaquellostranoe
affascinanteragazzo.
Takemiyasarebbedovuto
comparire.Akikolevòlo
sguardoversol'altafinestra
oscuratadanerenuvole:le
eraparsodiintravedere
all'improvvisoilluminoso
voltodelgiovane.
Nacqueallorainleiun
infelice,maseducente
dubbio.AKanazawaavevano
condivisoricordi,uno
splendidopaesaggio,palpiti
dell'anima.
Avevanoinfinecondivisola
vistadeidischivolantie
un'insuperabileebbrezza.Ma
unasolaesperienzaAkiko
nonerariuscitaa
condividere:lavisionediun
mondodisupremabellezza
intravistodaTakemiya
attraversolefessuredegli
occhidellamascherafukai.Il
mondodiVenere,cheegli
nonsierarisoltoa
descriverle.Laragazzaerain
predaaldubbio.Ese
Takemiyaavesseinvece
gettatounosguardosul
mondodell'oltretomba?
All'improvvisoilcielotuonò
eilteatrofuavviluppatoda
fortiscroscidipioggia.
«Dannazionecomevienegiù!
Enonabbiamoancora
rimossolecorone!»
gridòungiovaneinblue
jeans.
«Èunapioggiapasseggera,
smetteràsubito.Riposiamoci
unpoco»,proposeun
manovaledimezzaetàche
indossavatabiscuri.
Lapioggiaurtavaconimpeto
legrandiemodernefinestre
divetro.Nessunoaveva
accesolaluceenell'ambiente
ancorapiùscurosi
distinguevanosoltantogli
sgargianticoloriargento,
giallo,verde,azzurroe
biancodellecorone
appoggiateallepareti,che
parevanocompostedafiori
freschi.Ungrossofulmine
saettò,mostrandoperun
attimolanaturaartificiale,
colmadimalignità,deifiori
argentei.
Akikogiunseall'ingresso
sferzatodagliscroscidi
pioggia,epensòacome
arrivarefinoall'auto
posteggiataall'estremitàdel
giardino.Tolselatesseradi
studentessadallaborsae
contemplòilbelvolto
sorridentediTakemiya.Le
parvechelerivolgessele
parolesussurratelenelparco
Kenroku:«Capisco,imiei
sentimentisiriflettonosudi
lei».
InquelmomentoAkikoera
assetatadisupremafelicità.
Aveval'impressionediessersi
allontanatatroppodalla
beatitudinegodutaadicembre
fraledunedisabbiadi
Uchinadaesisentiva
ingiustamentesola.Perché,se
leloroesistenzepotevano
dominarelospazio,nonerano
capacidisuperareiltempo?
«Vogliochetuesista.Senon
èpossibile,dammialmenoun
segnodellatuaesistenza»,
pregòrivoltaallapioggia.
Un'ombrasiavvicinò,la
ragazzasivolsestupita.Alle
suespallevieraungiovane
dalvoltovolgare,conuna
foltacapigliaturagonfiasulla
fronte,cheindossavalogori
bluejeanseunacamicia
sporcaascacchirossi.Aveva
inmanounfiorefintocolor
argentochedovevaaver
sfilatodaunacorona.Piegò
unginocchioeconungesto
teatraleporseilfiorefintoad
Akikoproclamando:
«Signorina,leoffroimiei
sincerisentimenti».
Akikoaccettòd'istintoil
fiore,suscitandouncorodi
sonorerisateneicompagnidi
luirimastinell'ombraa
osservarelascena.Akiko,
conilfioreinmano,corsea
perdifiatonellapioggia.
Duegiorniprimadella
conferenza,Jūichirōstava
rifinendoconattenzioneil
testonelsuostudio,inmezzo
aunaconfusionedi
documentiedidiapositivedi
astronavi.Sisforzavadi
aumentarel'interessedelsuo
discorsoconampiecitazioni
trattedatestifondamentali
sugliextraterrestri,come
Astronavichesolcanoicieli.
IolehovedutediKenneth
Arnold,Gliextraterrestri
esistonodiDonaldKeyhoen,
Messaggidiextraterrestridi
WilliamFerguson.Jūichirō
eramoltostancoeavvertiva
unsensodipesantezzaallo
stomaco,Kyokobussòalla
portaedentròportandotèe
frutta.
«Seiancorasveglia?Sono
ormailedueemezzo»,si
preoccupòJūichirō.
«Hoappenalavatolemani,
nereperl'inchiostrodel
ciclostile.Perquestavoltaho
finito.Buonanotte».
Eraun'abitudinediKyoko
nonsoffermarsialungonello
studiodelmarito.Jūichirōla
trattenneel'invitòasedersi.
«Perchénontifermi?Stavo
proprioiniziandounapausa».
Quand'eranosolisiinstaurava
fraidueun'atmosfera
amichevole,maunpoco
artefatta,daconiugiliberali
dell'epocaTaishó.Kyoko
aveval'abitudinediguardare
consguardotrasognatoil
maritochenellostudiole
parevaancorpiùaffascinante,
forseperchéeraunluogoin
cuinonsisoffermavamaia
lungo.Lohìbachìelettrico,i
pantalonidivellutoacostee
ilcardigandelmarito,il
fermacarteaformaditigrein
pietradura,lematiteconla
puntameticolosamente
temperata:inquell'atmosfera
nonv'eranulladisensualee
diuntuosotipicodeimariti
delledonnedellasuaetà.
«Iragazzistaranno
dormendo,vero?»
«Sì».
Leconversazioniassumevano
sempre,inquellacasa,una
stranaconfigurazione.Kyoko
accostòallaboccalamanica
dellohaoriesussurrò:
«MentreAkikoerafuoricasa
holettodinascostoun
messaggiodell'uomochele
scrivedaKanazawa.Una
letteraappassionata,macon
qualcosadiestremamente
gelido.Leinonsièaffatto
confidataconme,maha
vedutodelleastronavi
insiemealui».
Kyokosiinterruppenotando
chelesueparoleavevano
feritoprofondamenteil
marito.Lefreddeepallide
guancediJūichirōsi
imporporaronoperpoi
illividirevelocemente.
«Cheidiozia!Possibile?!»
Gliparevachelafigliaavesse
compiutounterribile,
gravissimotradimento:il
fattocheavessevedutole
astronaviinsiemealgiovane
significavasemplicemente
cheilragazzodiKanazawa
eraunvenusianopoiché
soltantogliappartenential
medesimopianetapotevano
scorgereinsiemeleastronavi.
Questoequivalevaa
presumerecheinquella
famigliasoloAkikofosse
riuscitaadaccertarsidellesue
origini,efacevacrollare
l'armoniachesieraformata
sull'ordineantiteticochevi
regnava,basato
sull'appartenenzadeisuoi
membriadiversipianeti:
significavaanchecheera
statocommessoun
irreparabileerrorenelmodo
incuiAkikoavevaaccertato
lasuaappartenenzaaVenere.
InfattiquandoJūichirōaveva
condottoall'albalafamiglia
sullacollinaRakanenon
eranocomparseastronavi,
avevascopertochela
missioneumanaalui
assegnatanoneraaltroche
quelladimantenereunita,
grazieallareciprocafiducia,
unafamigliachenon
possedevaalcunacertezza
attaagiustificarelaloro
unione,ediquellascoperta
egliavevagioito.
Tuttociòerastatoinvece
avvilitodaAkiko,cheaveva
cercatounaprovacompleta,
secondoigustidegliesseri
umani,el'avevacelatoai
genitoriacausadiunasorta
disfinimento.Stranamentei
nobilisentimentidiJūichirō,
lasuacollera,ilsuo
turbamentoeranosimilialla
disperazionecheunqualsiasi
padreterrestreprovanel
momentoincuisiaccorge
chelafiglia,credutapura,ha
inrealtàcommessounerrore
einoltrehacercatodi
nasconderloaigenitori.
«Nonèilcasodi
preoccuparsi»,intervennecon
ilconsuetotonotranquillola
moglieperconfortarlo.
«Quandoseppicheiragazzi
provenivanodaunaltro
pianetamirassegnai:era
logicochefinissecosì.Anche
Kazuoseneandràlontanoda
noieAkikoseguiràlasua
strada.Ognipianetaseguela
suaorbita,anchesecon
qualcheindugiononpotrà
cheuniformarsiallaregola
deisuoimotiplanetari.Aben
riflettereiohosoltanto
prestatoloroilmioventre.
Homessoalmondodue
creatureprovenientida
diversipianeti,maseavessi
volutoavreipotutodarela
vitaancheaunessereumano.
Manonèstatopossibile
perchéamavote.Adessoperò
pensocheavreifattobenea
generareancheunbambino
terrestre.Noncheioprediliga
gliesseriumani:laveritàè
chelanaturadiquesto
pianetanonmidispiace
affatto,iprativerdeggiantiin
primavera,elelimpideacque
delfiumeNaguriquandosi
sciolgonolenevi,eilcanto
degliusignolisullacollinadi
Rakan,eilcoloreneroe
lucidodellaterraedeicampi!
Quandoliguardopensocon
gratitudineaibeneficidi
questopianeta,chemiHannō
consentitodipartorireedi
allevareunfigliodiscesoda
Mercurioeunafigliavenuta
daVenere.
Facciomaleapensarecosì?»
«Sbucciamilafrutta»,le
ordinòilmaritosenza
rispondere.
LemanisicurediKyoko
preseroilcoltelloche
scintillòallalucedella
lampadaesbucciaronocon
delicatezzaunagrossamela
indiana,dalletenuisfumature
dicolorechevariavanodal
rossoalgiallo,dalgialloal
cremaedalcremaalbianco.
Ladurapolpadellafrutta,
liberatadallabuccia,
diffondevaunprofumodolce
emalinconicoeJūichirō
compresecheilsuoimpegno
perlasalvezzadelmondoera
impregnatodiunpericoloso
fascinosimileaquel
profumo.
CAPITOLO5
Nelpomeriggiodisabato10
marzo,sullacollinadi
Ótoshidera,anord-ovestdella
cittàdiSendai,Masumi
Hagurostavaattendendodue
amici.Sieranodati
appuntamentoalletrenel
giardinodelleroseincima
allacollina.Haguroeraun
uomodiquarantacinqueanni,
professoreassociato
all'universitàdiSendaidove
insegnavastoriadelle
istituzionigiuridiche.
Avevaunacorporaturaesile,
unvoltopallido,occhiali
rotondieunacapigliatura
ancorafolta.Nonpossedeva
alcunaattrattiva,nullache
destasseinteresse.Nullache
potessesuscitaresimpatianei
suoistudenti.
Bighellonavainattesadegli
amiciimprimendole
improntedellescarpesul
terrenosabbiosodelsolitario
giardinodellerose.Erail
pomeriggiodiunabella
giornata,enellapianura,a
nord,risplendevalacollina
Izumigaoka,ammantatadi
neve.Nelgiardinodellerose
eraappenaterminatala
potaturadell'iniziodella
primavera.Haguro
prediligevailgiardinoin
quellastagione,quandole
rosenoneranoancora
sbocciate,forseperchénello
stessoperiododell'anno
precedenteavevascortodelle
astronavioltreilcrinale
innevatodellacollina
Izumigaoka.
Meditavasullabruttezzadegli
esseriumani,sulfattochedai
lorolobifrontalinonsarebbe
maispuntatounfiore.Ciòera
dovutoallamancanzadiuna
potatura.Sarebbestato
opportunospezzarelorole
ditadellemaniedeipiedi
quandoeranoancoragiovani.
Soprattuttoaqueglisquallidi,
inebetitistudenti
universitari...
Stancodiattendere,Hagurosi
accovacciòdavantiaun
cespugliodiroseconuna
targhettasucuierascritto:
«Azteca».Lasuolabutterata
dellesuescarpescricchiolòal
contattodellasabbia.Sentì
chelacinturastrettasollevava
versol'altoimiseriorgani
interni,lacustodiadegli
occhialineltaschinointerno
dellagiacca,labustaconi
fazzolettidicarta,lapenna
stilograficaincuisistava
esaurendol'inchiostro.Gli
parvediavvertireancorpiù
distintamentel'odiosolezzo
dellapropriavitaquotidiana.
Iramipotatisembravano
rannicchiatiinstraneforme:
lalorotintaeraverdee
vigorosaevisiannidavano
innumerevolispinesimilia
bianchiparassiti.Sulle
estremitàdidueramettinon
potatieranorimastifiorinon
raccoltil'annoprecedente,
rosesimiliagrumidisangue
seccocolormarronecon
sfumaturerosate.
Lerosedell'annoprecedente
somigliavanoapiccoli,tondi
testicolidiuncadavere.
Pendevanodallepuntedei
ramieoscillavanoalla
brezza,eipetalipiùsecchi
cadevanoaintervallicome
cenere.Hagurosfiorò
lievementeunarosachesi
polverizzòfraisuoi
polpastrelli.
Unarosacondannataalrogo.
Unarosainceneritache
mantenevaintattalasua
forma,l'affascinante,duplice
formadelmale.Hagurone
eraconvinto,tutteleforme
delmondoerano
menzognere.Persinola
distruzioneassumevauna
forma,un'ingannevoleforma.
V'eraforsenecessitàdiusare
laforzaperprovocarela
distruzionedelgenere
umano?Ilmondoumanonon
sarebbesvanitocomequella
rosaappenasfioratadallesue
dita?Nonstavaforse
morendo?Nonmanteneva
forsecheunavacuaforma?
Ognivoltaincuisimili
pensieriaffioravanonelsuo
animo,eglitentavadi
rintuzzarliinfretta.Lo
inducevanoatrascurarelasua
missione.
«Professore,scusamiperil
ritardo»,gligridòSone
dall'arcodirosedell'ingresso.
Hagurodetestavalavoce
sguaiatadiSone:nonsi
degnòdunquedirispondere.
Sonepercorseilsentiero
seguitodaunuomo
silenziosoaltoerobusto,
chiamatoKurita.
Soneavevaunnegoziodi
parrucchiere,difrontealla
portasettentrionale
dell'universitàfrequentatada
Haguro.Eraunuomo
corpulento,dalledita
grassocceemeticolosamente
pulite.Nelsuonegozio
raccoglievairogamivergati
dapersonefamose.Eraavido
dipettegolezzieconosceva
storiescandalosesuinuovi
attoridellatelevisione.Tale
passioneeraoriginata
dall'invidiaperilprossimoe
pertuttociòcheapparteneva
aglialtri:chissàperquale
motivosoltantoHaguronon
erabersagliodellasua
invidia.
Kuritainvecevivevaa
Sanbyakuninchóvicinoa
Hòshùinederaimpiegato
nellabancaS.Sieralaureato
l'annoprecedente,erastato
allievodiHaguro,
frequentavalostessonegozio
diparrucchieree,apocoa
poco,maestroeallievo
avevanocominciatoa
incontrarsifuori
dall'università.
«Ricordolostessoluogo,la
stessastagione,lastessa
compagnia.L'unica
differenzaèchenon
componiamopiùhaiku»,
sentenziòSoneconl'usuale
tonosolenne.
All'iniziodellaprimavera
dell'annoprecedenteun
famosoautoredihaiku
diTōkyō,invitato
dall'universitàatenereuna
conferenza,primadiripartire
ebbel'ideadifarsitagliarei
capellinelnegoziodiSone.
ViincontròHaguroeKurita
chestavaperlaurearsi.Sone
interruppeillavoroper
chiederealpoetadiscrivergli
unhaikusuunirogami,così
tuttiincominciaronoa
disquisireaspropositosugli
haiku.Ilpoeta,cheeraun
uomogiovialeeabile
nell'adulazione,disseche
sarebbestatopiacevole
accompagnarepoetidilettanti
comeloroinunagitaper
comporrehaiku.Tuttifurono
delparerechelacollina
Òtoshiderafossepiù
interessantedellerovinedel
castellodiAoba,ormai
troppofrequentate.Ilpoetasi
mostròentusiastadella
proposta,epromisechesi
sarebberoincontratiinquel
luogoalleduedelpomeriggio
seguente,echeavrebbe
insegnatolorocome
comportarsidurantelegite
percomporreversiela
tecnicaperpoetare.Sone,
emozionato,avevapensatoal
menudellacolazioneda
offrire.
Alleduedelgiornoseguente
l'assistenteuniversitario,il
parrucchiereelostudente,
radunatisisullacollina
Òtoshidera,rimaseroad
attendereinvanoilpoeta,che
nonsipresentò
all'appuntamento.
Stanchidiaspettarlo,finirono
permangiaretutto
l'assortimentodeivari
antipastipreparatidal
parrucchiere,manonvollero
bereilsakè.L'assistente
universitarioeraferito
nell'orgoglio.Capendocheil
poetanonsarebbearrivato,si
alzòall'improvvisoesi
incamminòversoilroseto
solitario,seguitodai
compagnicheprocedevano
lentamente.
Anchequelgiornolacollina
Izumigaokasistagliava
lontana,ricopertadineve,nel
cielosereno.Itrerimaseroin
piediafissarelacollina.
Haguroerainchiodato
dall'offesaricevutadalpoeta,
Soneprovavaunacuto
sentimentodiodioneisuoi
confronti,eilrobustoKurita
sembravainebetito.
Mailoroanimieranoancora
prigionierideglihaiku.Nella
piccola,banale,quotidiana,
insulsagabbiadellapoesia.
Unapiccola,insignificante,
incoerentemalvagitàsimilea
unapoesia.Unamalvagità
chesciamavacomepiccoli,
nerimoscerinidavantialloro
naso.Unapiccola,ingegnosa
malvagitàoffertaaitrecome
undelicatopasticcinosuun
piattinolaccato.
Inquelmomentoil
parrucchierelanciòungrido
bizzarro:
«Idischivolanti!...Sì!Dischi
volantispolveriodinevesu
Izumigaoka».
«Machedici!»lorimproverò
Hagurofurente.
Senzaattendereunarisposta
HaguroeKuritasiaccorsero
deglioggetticheavevano
ispirato,senzaalcuna
meravigliaesenzastupore,la
venapoeticadelloroamico.
Adestradellacima
scintillantedineve
dell'Izumigaokaapparivauno
stranooggettotondoe
argenteo.Sembravafermo,
unanuvolettadineve
polverosacomel'aveva
definitaSonenelsuohaiku.
Maosservandobenesinotava
chel'argenteaastronave
giravavelocementesu'se
stessapurrimanendonella
medesimaposizione.
«Chesaràmai?»domandò
Hagurosistemandosigli
occhialisulnaso.
Lestranezzenoneranofinite.
Asinistradellacimaapparve
un'altraastronave.Vorticava
nelcielocomeungirino
striato.Lastrutturameccanica
delledueastronaviapparve
lorofinneidettagli,percui
Haguropensòdiaverpersoil
sensodelladistanza.Forsele
astronavieranomoltopiù
vicinealoro.
Masiingannavano.Aun
trattol'astronaveadestrasi
inclinò,mostròilbordo,e
diventòunasortadilineacon
unlieverigonfiamentonella
partesuperioreeinferiore
(simileaunocchioapertoche
sifosseall'improvvisochiuso
lasciandosoltantolalinea
dellepalpebreedelleciglia),
l'astronavedisinistra
scomparveall'improvviso
dietrolacollina,subito
imitatadaquelladidestra.
Pocodoporiapparirono
entrambe,illuminated'un
colorealbicocca,sullacima
dellacollina.Silevarononel
cieloe,mentrel'osservavano,
sparironotralenuvoleauna
velocitàspaventosa...
Daallorailmondocambiò
completamenteperitre
testimoni.
«Vihoradunatiperuna
sempliceragione»,esordì
Hagurovolgendolosguardo
allosplendoredellaneve
sullacollinaIzumigaoka.
«Avremmopotutodiscutere
dellaquestioneinuncaffè,
mahopensatochefosse
opportunorinsaldarcinelle
nostredecisioni
contemplandolacollina
copertadineve.Comesapete
l'"Associazionedegliamici
dell'universo"ha
incominciatoatenere
conferenzequaelà.Esono
semprefrequentatedal
pubblico,aTōkyōpoihanno
riscossounnondisprezzabile
successo.Pensavoche
JūichirōŌsugifosseun
imbecille,unpazzoide,ma
nonècosì».
«Sitrattadelle"Conferenze
perpromuoverelapacenel
mondo",vero?Ecome
semprequell'uomosi
prodigheràinrivelazioniatte
afavorirelasalvezzadella
terraedell'umanità»,
commentòKuritacontono
tranquillo.
«Chetipoodioso.Edè
divenutocelebre?»domandò
Sone.Daltonoparevache
avesseinmentedichiedere
unautografoaŌsugi.
«Chesiacelebreonononè
unproblema.Ilguaioèche
queltizioispiraunsensodi
misticismo.Segliesseri
umaninefosseroattratti,e
cominciasserosinceramentea
desiderarelapace,sarebbeun
grossofastidio.Perora
quell'individuononhauna
grandeautorità,maciprocura
ugualmentenoie.Dobbiamo
eliminarloilpiùpresto
possibile.Èimportanteche
riusciamoadannientaregli
esseriumaniinmodo
gradevole,piacevole,
divertente,rapido,taleche
nonseneaccorganoneppure.
Veloripetodicontinuo»,
spiegòHaguroinmodo
comprensibile.
Guardaronolacollina
Izumigaoka.Quelgiornonon
apparivanoastronavi,ma
nelleloromentitornavanole
nitideimmaginidell'anno
precedente,eleperverse,
vivacisensazionidiquei
momenti.
Quandoavevanovedutole
astronavi,sieranoricordati
delloropianeta.Avevano
provatounsensodi
comunione,intuendodi
proveniretuttietredauna
patriasconosciuta.E,per
qualcheragione,sierano
sentitiimmediatamentelegati
daunsensodicomplicità,in
cuisicelavaunagioia
malvagia.Illoroanimo
impressionatotrasseconuna
spaventosarapiditàdaquella
comuneesperienzalaforzadi
rovistarenellamemoria,di
trovarvitenebroseimmagini
checiascunodiloroaveva
sepoltonellapropria
coscienza.Tuttietre,quasi
nelmedesimoistante,
scoprironoinséeneglialtri
quantoavesseroodiatoil
prossimodurantelalorovita.
Inquell'attimoHaguro
dovettetrovareunidealeche
illuminasseinunbalenoil
passatocomunealorotre,
finoaiterribiliabissi
dell'esistenza,unidealeche,
comeunlampo,tingessetutto
diviola.
Fissòl'Izumigaokache
dividevalalinea
dell'orizzonteoltrelevalli,i
boschieleforeste,oltrela
cittàelaperiferia.Lasua
sagomacosparsadinevesi
allargavanellequattro
direzioni,eipesanti,tondi
corrugamentidellesue
pendicilafacevano
somigliareaunenormecigno
addormentatoconilbecco
nascostotraleali.
Uncigno...l'immaginelucida
eimmacolatadellaperversità.
Nellamentedelprofessore
associatosiscontraronovari
ricordieimmagini,lepagine
bianchediunquadernocheil
vento,entratodallafinestra
dell'aula,voltava,eilnomedi
unastellarimastocomeun
suonomelodiosoestrano
nellasuamente,quando
frequentavalescuolemedie...
Moltipensieririapparivanoe
dileguavanonellasua
memoria;infinedichiarò:
«Manoncapite?Noi
proveniamodaunpianeta
sconosciuto,vicinoalla
sessantunesimastelladella
costellazionedelcigno.Le
astronavicelohanno
dimostrato.Beneomale,noi
nonsiamoesseriumani».
Quelconcettosifissòsubito
nellamentedeglialtridue.
Sebbeneleparolefossero
statepronunciateconuntono
freddoedidascalico,si
intuivalagioiadellascoperta,
enescaturivaunalucecheli
colpì.Siconvinsero
rapidamenteeognidubbio
dileguò.Avevanocompresoil
motivodelloroodiopergli
esseriumani.
«Dunquesiamovenutisu
questaterra...Maache
scopo?»domandòKurita.
Hagurorisposeconchiarezza:
«Perdistruggerel'umanità».
Pocodopoaccaddequalcosa
cherafforzòlalorofiducia.Il
poeta,cheavevalasciato
Sendaiduegiornidopo
l'appuntamentopertornarea
Tōkyō,morìall'improvvisoin
trenoacausadiunictus
cerebrale.
Itresiriunironoinuncaffèa
HigashiIchibanchòper
festeggiare.Ilprofessore
associato,cheinsegnava
storiadelleistituzioni
giuridiche,amavastabilire
regole:ideòunacomplicata
normativaperconsolarsi
dell'esclusionedalconsiglio
direttivodell'università.Itre
brindaronoconcaffè,dicui
ciascunoavrebbepagatoil
proprioconto.«Cosìne
abbiamoeliminatouno»,
sogghignòilparrucchiere
leccandosilelabbra.
«Nonsipuòesserefeliciper
unosolo.Chesignificatoha?
Cisonotremiliardidi
uomini,chesensoavrebbela
mortediunosoloquandola
popolazioneaumentadipiù
ditrentacinquemilionidi
personeall'anno».
«No,inquestocasositratta
dell'eliminazionediunnostro
nemicopersonale».
«Maquic'èun'interferenzadi
sentimentipersonali,caro
Sone.Devespariretutta
l'umanità,inostri
intendimentisomiglianoa
quellidella"filantropia"degli
esseriumani».
«Maoggi,professore,non
stiamobrindandoperla
scomparsadiunasola
persona?»
«Questoèvero...»eitre
riserogioiosamente.
Sieranoaccortiche,
nonostanteledivergenzedi
carattere,professioneedetà,
avevanostabilitouna
reciprocaintesaaprimavista.
Avevanomoltipuntiin
comune:nessunodeitreera
bello,odiavanogliesseri
umaniversocuiavevano
sempreprovato,findaiprimi
anni,unlieveantagonismo.
Kuritaosservò,chiudendoun
occhio,lecoppieche
riempivanoillocale.
«Sarebbebellopoterli
uccidereunodopol'altro
comealtiroasegno».
«Questomododiagirecosì
personaledimostra
semplicementecheinteè
rimastounsedimentoumano.
Èovviocheproviamoun
sensodifamiliaritàcon
questoguscioterrestrecheci
ètoccatoportaredadecinedi
anni.Macièordinatodi
usarenonmetodilunghie
inefficaci,masistemipiù
generalizzati,peresempioun
campodisterminiocome
quellodiAuschwitzouna
bombaall'idrogeno,oppure,
meglioancora,un
sommovimentodelsuoloche
provochiunterremotoo
un'inondazione».
«Alloraanchefraidirigenti
nazistivierano
extraterrestri?»
«Pensodisì.Maagirono
maldestramente,concrudeltà
umana,senzaalcuntentativo
diimitarelanatura.Illoro
odioerapressanteederano
prigionieridiinfantili
pregiudizicomequellodella
"razza"...Peròvoisieteliberi
diinebriarvidiimmaginidi
massacri.Pernoièqualcosa
cherilassadalmondo
normale,comelapraticadel
golf.Mailnostrorinfrescante
esercizioquotidianoconsiste
nelraffinareilnostroodio
personaleenell'elevarloa
odiorivoltoatuttal'umanità.
Aquestofinehoun'ideada
proporvi.
Dovremmoriunircialmeno
unavoltaallasettimanain
postiaffollaticomequestiper
osservarelagente,rimanendo
insilenzioperalmenotrenta
minuti,immersinella
meditazione...Cosadite,
proviamoasperimentarlo
subito?»
Itreeranoviciniallafinestra
delpianosuperioredelcaffè,
dacuisiscorgevalafolla
notturna.Laparte
settentrionaledellastradaera
ormaiimmersanell'oscurità,
incuispiccavatuttavia
l'orologiodelmunicipio,eil
quadranteconlelancette
luminosecolormandarino.
Fuorisoffiavailvento
notturnodell'iniziodella
primavera.Leinsegnealneon
deinegoziavevanoriflessi
ancoratroppofreddiperla
stagione,eunaluminosa
grandelibreriadifronte
pareval'internodiun
frigorifero.Itrerimaseroin
silenziodavantiallatazzinadi
caffè,ciascunofissandolo
sguardosulluogopiù
propizioalleproprie
meditazioni.
Hagurosiaccorsechele
fogliediunapiantinadella
gommainunvasodi
quell'ambientebenriscaldato
glisfioravanoicapelli.Il
toccosgradevoleelanguido
dellepianteterrestri...
Immaginòunastragedi
intellettuali.
Fantasticòdiradunaree
rinchiudereinunluogo
circondatodaaltemuragli
studiosi,gliintellettuali,i
religiosi,gliartistietuttele
personedielevata
intelligenzadelmondointero,
elasciarlilìnudiamoriredi
fame.Lamorteperinediaera
quellachepiùsiaddicevaa
tuttequellepersonecuinonsi
adattavaunamorteeroica.I
lorocorpinudi,corrottidagli
studi,avrebberomostrato
quantolelorocarnifosserole
piùsquallidedell'umanità.
Hagurosisarebbedivertitoad
avvicinarel'orecchioalle
giganteschemuracheli
imprigionavanoperascoltare
leloroterribiligridaalternate
alunghisilenzi.Sarebbero
passateleoreeigiornie
avrebbe,infine,potutoudire
ilrumoreconcuidavantialla
famesisgretolavanola
scienza,lareligione,la
filosofiael'estetica,cheerano
consideratela
cristallizzazionedellospirito
umano.Avrebbeuditol'eco
delcrollodellaciviltà
terrestre,chesarebbeinaridita
comeuncastellodisabbiae,
infine,sisarebbesbriciolata.
Avrebbeincominciatoa
soffiarelosplendidovento
delcannibalismo...Acuti
gemiti.
Lunghisilenzi...Allora,
all'improvviso,sisarebbe
sollevato,conlesuevestidi
broccato,l'ultimodiodella
civiltàumana,ildioestremo,
ossiaildiodelcannibalismo.
Isopravvissutiavrebbero
ascoltatoleparolediqueldio,
ilqualeavrebbeproclamato
chel'idealedellaciviltà
umanaera,perstorica
ineluttabilità,lafine
dell'umanitàpermezzodel
cannibalismo.
Sarebbestatal'ultimapoesia
perleorecchiedei
sopravvissuti.Unvento
oscuro,magnifico,
meraviglioso,avrebbe
imperversato.Lasalvezza
sarebbestatadunquequesto
ventoarmonioso,chepareva
farrisuonareun'arpa,ilvento
delcannibalismo?L'ultimo
squarciodicieloazzurrosulle
loroteste.Unperfetto
tramontodigiorniesatti.
Lirichenuvolecheavrebbero
proiettatolaloroombrasu
femorispolpati.Unalogica
praticachesarebbecaduta
dopoavervacillatocomei
lorodenti...Egliavrebbe
atteso,rimanendoinascolto.
Sarebbetrascorsauna
giornatadiperfettosilenzio.
Ecosìl'umanità,larazzapiù
odiosa,sarebbestata
completamenteestinta!
Sonevolsequaelàlo
sguardosenzasosta;da
quandoavevascopertodi
essereunextraterrestre,lesue
invidieelesuegelosiesi
eranomutatenelsentimento
incomparabilmente
imparzialediunpoliziotto.
Soneerasolitoaccompagnare
conunlievegemitodi
approvazioneipropri
pensieri,elameditazione
favorìquellasuaabitudine.
«Oh,morirannotutti,le
personefamose,iricchi,i
ragazzibelliegiovaniche
piaccionoalledonneoh,
tutti!»
Sisarebbedovutoarruolare
tuttiibarbieridellaterrae
trasformarliinesecutoridi
penecapitali.Bisognava
allinearetuttelepoltroncine
deiparrucchieriedeibarbieri,
farviaccomodareunaper
voltalepersonefamose,i
ricchi,ibeiragazzi,avvolgere
unbiancodrappointornoal
lorocollo,sistemareun
piccoloasciugamanobagnato
d'acquacaldasullorovisoe,
aunodopol'altro,tagliare
meticolosamentelagolacon
lalamadelrasoio.Una
perfettadisinfezionedelle
lameeral'orgogliodellasua
bottega:anchein
quell'occasionenonavrebbe
trascuratodicurarechetutto
fosseasettico.Ilpallore
verdastrodelvoltodeimorti,
ilrossodelsangue,ilcandore
degliasciugamaniben
disinfettati...Laluminosafila
dilucidepoltroncinedella
bottega...Edopoaver
eseguitotuttelepenecapitali,
perringraziaredeiservizi
resi,irivalinellasuaattività,
ossiatuttiibarbieridel
mondo,liavrebbeinvitatia
entrareinunenormebagno
comune,edopochesifossero
rilassatialoropiacimento,
all'improvviso,liavrebbe
soffocaticonilvapore.
Kuritaosservòlenatichedi
unaragazzachegustavaun
dolcesedutadifrontealui.
Quellenaticheeranoavvolte
daunastrettagonnascozzese
diunverdepallido,edera
quellalaformadiun'illecita
ambizionechetraboccavadal
corpofemminile.
Ledonneeranotuttealdi
fuoridelleregole,eppure
quellochedalorotraboccava
eraperfettamentecontenuto
nellacornicedell'esistenza.
Eranoilfondamentodella
catenachelegavailmondo
umano.Egliavrebbedovuto
spezzarequellacatena:
bisognavarenderesterilitutte
ledonnedellaterra.
Nonerailcasod'affrettarsi.
Incentoannil'umanitàsi
sarebbesenzadubbio
estinta...
AgliocchidiKuritaappariva
lapuraimmaginedegliesseri
umanicuifossestatoreciso
ognilegamecorila
riproduzione.Sarebbestata
spezzataogniillusioneperil
futuro,l'illusionedella
ripetizioneedellarinascita,e
l'essereumanosisarebbe
accontentatodell'unicitàdella
propriaesistenza,similea
quelladiun'operad'arte.
Alloral'umanitàavrebbe
abbandonatoogniaspirazione
oardentedesiderio,sarebbe
diventataunmagnificofinale
d'opera,ossiaora...
«Bene,iltempostabilitoè
trascorso.Confidiamociil
soggettodellenostre
meditazioni»,propose
Haguro.
Sidivertironoaesporrele
lorofantasie.
«Dobbiamoelevareapocoa
pocoilnostroodio»,spiegò
contonodidatticoil
professoreassociato.«Cosìè
necessariocontinuaread
esercitarsifinoaquando
riusciremoadassumere
l'espressionedeifilantropi.In
fondociòchedesideriamoè
unamorteserenapertutta
l'umanità.Ilnostroanimo
gentilenonsopportapiùdi
vederelesofferenzeumane».
Soneinterloquìtimidamente:
«Potrestefareunapiccola
eccezione?»
«Eccezione?»
«Ecco,comebensapretemia
moglieeimieifigli,
diversamentedame,sono
esseriumani...Nonpotrei
chiedervidichiudereun
occhioalmomentodella
distruzionedell'umanità?
Vorreiportaremiamoglieei
mieifigliconmealla
costellazionedelcigno,il
giornoincuilaterrasarà
distrutta».
«Vabene»,rispose
prontamenteHaguro,«telo
concediamo,seilgiornodella
distruzioneavraiancora
questaidea».
«Viringrazio»,disseil
parrucchierecongratitudine.
Trascorsounannoitre
s'incontrarono,inuna
riunionecheHaguroaveva
personalmentedenominato
"Convegnoalgiardinodelle
rose",econversarono
cercandoditrovareilsistema
pertroncarel'attivitàdegli
extraterrestricheabitavanoa
Hannō.Tornaronopoiin
città,consumaronoinsieme
unacenadicuiciascunopagò
lapropriaparte,eHaguro
rientrònellasuacasavicina
allabasemilitareamericana
pressolerovinedelcastello
diAoba,poichédoveva
ancoravalutareleprove
scrittedegliesamiper
l'accessoall'università.Lasua
eraunadelletantepiccolee
semplicicaseinstile
occidentalerimastesullato
destrodiun'ampiastrada
asfaltatachesalivaversoil
castello,oltreilpontesul
fiumeHirose,cheuntempo
facevapartedellabase.
Lesemplicicaseinstile
occidentaleeranostate
trasformateinabitazionidi
funzionaristatali,giudici,
poliziottiediprofessori
universitari.Eranovillettea
unpianocondue
appartamentiovilletteadue
pianiconquattro
appartamenti,circondateda
pratiedaaiuolefiorite,con
unaverandainstile
americanoperstendereil
bucato;maquelterreno
spianatodaunrullo
compressorenonerabelloa
vedersi.D'estatetuttavia,i
bambinipotevanorecarsialle
nuovepiscinecomunalidel
parcoattraversandoilponte
sulfiume.Haguro,cheera
ancorascapolo,vivevainun
appartamentodiunavilletta
insiemeaunavecchia
cameriera.Ilsuostudio,largo
diecitatami,eraalpiano
superioreinsiemeallacamera
dalettodiquattrotatamie
mezzo,mentreallavecchia
camerieraerariservatala
stanzadiseitatamidelpiano
terra.Perquantotardi
rincasasse,appenaspingeva
laportavenivaaccoltodalla
vecchiacamerierache
indossavainmaniera
impeccabileilkimono.
Hagurolaringraziava
laconicamente,esalivaa
rinchiudersinelsuo
appartamentoalpiano
superiore.Unavoltasolo,
fissavaconintensitàlo
specchioappesoallaparete.Il
suovoltoemaciatodi
intellettuale
quarantacinquenne.Unvolto
che,perquantoloosservasse,
nonavevalabenchéminima
attrattiva.Soffiavaallora
sullospecchio.Ilvapore
cancellavalasuaimmagine.
L'alitosgradevolechenonlo
abbandonavadadecine
d'anni,respintodallo
specchio,glicolpivalenarici.
Avevafinitocon
l'affezionarsialsuoalito
cattivo.Quell'odore
nauseabondononavevaalcun
rapportoconlavitaattiva,era
piuttostounasortadiolezzo
accademico.
Hagurononavevanéuncane
néungattonéuccelli,
diversamentedagliscapoli
dellasuaetà.Eraeglistessoil
propriogoffocanedomestico,
ilpropriosubdologatto.
Giocavaconsestesso,
prendevailcibodase
stesso...
Anchequellasera,dallacasa
difronte,unavillettaincui
abitavaunprofessoredel
politecnico,provenivanole
notedelpianosuonatodalla
figlia.Haguroscostòla
tendinadellafinestrae
osservòquietamentele"luci
familiari"chesplendevano
nellacasadifronte.Quelle
lucitraboccavanosull'erba
seccadelgiardino,elenote
maldestredelpianoparevano
completamenteartefatte,per
accentuareespargereintorno
lafelicitàdiquellafamiglia.
«Eccocomegliesseriumani
gettanointornoaloroilfango
dellafelicità!Èungrosso
fastidio,comeglispruzzi
d'acquacheneigiornidi
pioggialeautoschizzanosui
vestitidegliinnocenti
passanti».
MaHaguro,checredevanella
permanenzadellasofferenza
umana,eraprivodipregiudizi
riguardoallafelicità.
Rabbrividendodipiacere,
comeunbambino,
rimuginavaun'idea.Erauna
suaabitudineserale.
«Chimaipotrebbe
immaginarecheiosono,
senzapossibilitàdidubbi,un
extraterrestre?Chi
all'universitàsacheionon
sonounessereumano?!»
Quindisisedettesuuna
vecchiapoltronainunangolo
dellostudio,conuna
forbicinainmano,esitagliò
accuratamenteleunghie
comeunelegantone,abituato
asedurreledonne,quindile
limòconaltrettanta
meticolosità.Primadiiniziare
illavoro,glicapitavaspesso
didedicareinsulsamentedel
tempoalpropriocorpo.Per
nondimenticaremaiilsuo
fisicoumano.
Leunghiesitagliavanocon
facilità,comefosserostatedi
carta,esicurvavano
docilmenteallalimetta.
Haguroosservòconancor
maggiorscrupololepunte
dellepallidedita,elasua
mentesprofondònelricordo
dellasuaepocaumana.Della
gioventùincuinonerastato
amatodanessuno,di
un'infanziaugualmentepriva
d'amore.Perquantolasua
mentescandagliasseil
passato,essoeracolmodi
ricordidiprivazionid'amore.
Diedeunosguardoalleprove
scritted'esameaccumulatesul
tavolo.Eranauseatoancor
primadileggerle.Prove
scritte,succospremutodalle
mentidisoneste,privedi
creatività,della"gioventù";
provescrittepullulantidi
macchiediditauntuose,di
presunzionegiovanile,di
fraintendimentodisé,distile
inadeguato...
Eglistessostudiavadiritto
comunediproprietàedi
sfruttamentoperconseguire
undottoratodiricerca.
Vecchitestistipavanola
libreria.Eranovent'anniche
sidedicavaaquellaricercae
nonavevaancorapubblicato
unlibro.Sieralimitatoa
scrivereduesaggiperla
rivistatrimestraleintitolata
«Dibattitisullastoriadelle
istituzionigiuridiche».
...Erastatounbambinodalla
testagrossa,pallidoe
polemico.Ascuolaera
conosciutoconilnomignolo
di"cavoletto".Suamadre
avevavedutoinsogno
migliaiadistelleusciredalla
testadelfiglio.Eglicredeva
ostinatamentenellapropria
inettitudine,mentretuttilo
consideravanoungenio
perverso.Erasolito
contemplareilcielonotturno
immaginandoilproprio
cervellobalzareinaltoe
fondersiconlestelle.
Ciascunastellaparevaun
luminoso,freddocervello.
Coloròd'argentolasuoladei
suoizoccoli.Eraungesto
senzasenso,malamadrelo
interpretòcomeunpresagio
nefasto.Vivevainuna
vecchiaescuracasaconun
grannumerodistanze.Un
giornoricevettelavisitadei
suoicuginichelolegarono
inerteaunaogiridel
giardino.Glisputaronoin
facciaeballaronointornoa
luiridendodivertiti.Sua
madreeraormaimorta...
Haguroscostòdinuovola
tendinadellafinestrae
guardòfuori.Nellacasadel
professorelelucierano
spente,nonsiudivanopiùle
notedelpiano.Unchiarore
rarefattodilunasiproiettava
sull'erbaseccadelprato.
Hagurotornòaltavolo,ma
invecediprenderetralemani
leprovescritte,lesseuna
letteraespressocheerastata
recapitataalmattino.Erauna
letteraspeditaglidaun
membrodell'Associazione
degliamicidell'universo.Una
giovaneentusiastapersona
cheloinformava
puntualmentedeirecenti
avvenimenti,ignorandoche
Haguroeisuoicompagni
eranodivenutimembri
dell'associazionesoltantoper
spiare.Ricevevadaquelle
letterenotizie
dell'associazionecon
l'anticipodiunmese,perché
lapubblicazionedeibollettini
erapiuttostoirregolare.
«Illustreprofessore,desidero
conquestamiamissiva
informareleicheabitacosì
lontano,deinotevoli
progressichelanostra
associazionestaottenendoa
Tōkyō.Leconferenzedel
nostropresidente,Jūichirō
Ōsugi,sonostatemolto
frequentate,anch'ioho
partecipato,ricevendoneuna
profondaimpressione.
Sarannoscrittiarticoliche
verrannopubblicatiinalcune
riviste:hol'impressioneche
sistiaaffrontandounanuova
fasedisviluppo.Le
conferenzedelprofessor
Ōsugi,dicuiriceveràun
rapportopiùdettagliatoconil
prossimobollettino,
vertevanosullasalvezzadella
terrachedovràaffrontareun
pericolodidistruzione,esulla
paceperl'umanità:
nonostanteilpresidente
usasseuntonocalmoe
imperturbabile,lesue
descrizionideidisastriche
funesterannol'umanitànel
casoincuiscoppiasseuna
terzaguerramondiale,erano
talmentevigorosedamozzare
ilfiato.Incominciòpoia
descriverelasupremafelicità
chegliesseriumani
avrebberosperimentatodopo
averconsolidatounavera
paceeaverraggiunto
un'armoniaconl'universo:
persinoilvoltocandidodel
presidenteeraimporporatoe
tuttigliascoltatorierano
trasognatieavevano
l'impressionecheveramente
quellasupremafelicitàsi
fosserealizzatadifrontea
loro.
Nessunomaicomeil
presidentecihadimostrato
che"idischivolantiche
attraversanoicieli"sono
messaggeridipace,echei
loroconsiglimanifestanoun
affettoamichevole.Noi
dovremmoapprendere
innanzituttoilcoraggio,in
mododanontemerenégli
esseriumani,néilmondo,né
l'universo,etrovareinnoi
stessilapace.Tutteleguerre
hannooriginedaltimore
versol'universo,versoil
mondoedalterroreedal
sospettonutritineiconfronti
deglialtriesseriumani.
Lediapositivemostratecidal
presidenteŌsugi,immagini
cheritraggonoidischi
volanti,sonomoltocredibili,
elefotografiericonosciute
ufficialmentedalMinistero
dellaMarinaBrasilianaci
parveroparticolarmente
significative.Labianca,pura
formadiun'astronave
comparsasultropicalemare
blu,vicinoallascoglieradi
unpaesedelSudAmerica,ci
rapìincielo,allontanandoil
nostroanimodalle
preoccupazioniedaiconflitti
quotidiani...»
«Spudorato!»commentò
Hagurostorgendolabocca
condisprezzoeschioccando
lalingua.
Ilgiornoseguente,domenica,
Kuritarimaseincasa,
immersoinmalinconici
pensieri.Tuttorisalivaadue
anniprima,quandoerastata
uccisaFumikoTakarabe.I
familiarisilimitavanoad
assisteretrepidantiallesue
crisi.Ricorrevanosoprattutto
all'iniziodellaprimavera:
Fumiko,infatti,eramortain
quelperiodo,dueanniprima.
FumikoTakarabeerauna
giovanedivorziatadiventotto
annieabitavaaGojùninchó
vicinoallacasadiKurita.
Vivevaconlamadre,esi
mantenevainsegnandocome
crearebambole.
Kuritaconoscevaamemoria
ogniideogrammadell'insegna
appesaallamodestaporta:
CORSIARTIGIANALIPER
LACREAZIONEDI
BAMBOLEINPUROSTILE
GIAPPONESE.
CHIUNQUEDIVOIPOTRÀ
FACILMENTE
COSTRUIREUNA
BAMBOLA.
SCUOLADIBAMBOLE
TAKARABE.
LELEZIONISITENGONO
ILMARTEDÌ,ILGIOVEDÌ
EILSABATOFINOALLE
ORE16.
LabellezzadiFumikoera
famosaneidintorni,eattirava
uominicheavrebberovoluto
frequentarlaconilpretestodi
imparareacostruirebambole;
maFumikoaccettavasoltanto
allieve.Eppureerafamosa
perlasuacattivareputazione.
Avevadiverseamicizie
maschili,maeradifficile
capireselasuacattivafama
fossegiustificataosefosse
fruttosoltantodell'invidiadei
vicini.
Kuritasfogliòlepaginedel
diariodidueanniprima.
Lasecondadomenicadel
marzodiquell'anno,era
andatoinsiemeaFumikoa
comperareunvasodifiori.
AllediecidelmattinoFumiko
loaspettavanellapiazza
triangolaredavantialla
fermatadell'autobusdi
Nishishinchó,difronteal
tempioHòshunin.Fumiko
aveval'abitudinedidare
sempreappuntamentoagli
uominineiluoghipiùinvista.
Indossavaunlargosoprabito
divellutonerodacui
spuntavailcollodiunkimono
conmotivimadrasblue
verdeolivasufondobianco.
Tralerighedelvecchiodiario
sistagliaval'immaginedella
donnaconilpiccolovoltodai
grandiocchiallungatichesi
guardavaingiro
ansiosamentesottoun
polverosoplatanoinvernale.
Kuritachiusegliocchi,
incapacediresisterealla
platealetestimonianzadella
propriaumiliazione.Tuttele
volteincuisiincontravano
leiparlavadisuofiglio.
Quandoerainsiemeal
giovane,bruttoegigantesco
studenteuniversitario,
Fumikononfacevache
lamentarsieproclamareilsuo
desideriodiincontrareil
figliocheavevalasciatoal
marito.Quando,finalmente
soli,Kuritalasollecitava,
Fumikosinegava,sempre
conilmedesimopretesto:
«Nonvoglioperchéresterei
incinta.Saichesofferenza
dobbiamosopportaresiaio
cheilbambino.Inutile
cercaredievitareuna
gravidanza.Miofiglionon
eraaffattoprogrammato».
Lagiovanedonnaripeteva
vanamente,conunalanguida
cantilena,sempreil
medesimomotivodirifiuto.
Kuritaavevagiàscopertodi
nonappartenereallarazza
umana,pertantolatristezza
cheprovavaeraunsedimento
delpassato,ildivertimentodi
unesserenonumanoche
imitavapergiocole
sofferenzedeiterrestri.Maa
quell'epocaKuritaeraancora
unessereumano.
Ormaisognava
incessantementedipotersi
librareinalto,pervedere
dall'altoleangoscedegli
esseriumani.Sognavauna
doppiastruttura.Lamalvagità
silibravasublimenelcielo,
illuminatadalsole,mentre
un'altrapartedisé,nellasua
tanacorporea,aforma
umana,venivacopertadi
escrementi.Primaopoila
passionedellastrageavrebbe
purificatoillezzochelo
impregnava.Chedistanza
esistevatrailsuodesideriodi
unarealestrageelesue
negazioni!Nessunadelle
negazionidaluiconcepite
avevadatounrisultato.
Soltantolabramadiuccidere
finìconildaredeifrutti.
...Insiemeadaltricittadini
essivarcaronolaportadiun
vivaio,situatodifronteal
tempioHòshunin,oltreil
cavalcavia.Erastatofondato
neltrentatreesimoanno
dell'eraMeijidaDate
Kunimune,permigliorare
l'agricolturadelleregionidel
nordest,einseguitoerastato
cedutoallacittàdiSendai,
divenendounmodelloperle
colturedeicampivicinialla
città.Inquellastagione,il
pubblicolofrequentava
soprattuttopercomprarea
prezzoridottoivasidifiori
delleserre.
Ilvivaio,conilfruttetodagli
alberispogli,icampi
inariditi,epiccoligiardini
d'erbesecche,eraespostoa
unfreddoventochesolcava
lapianura.
Kuritaproposedipasseggiare
primadicomprareivasidi
fiori.Eral'unicapropostache
glieraconsentita.
Ladonnacontinuavaa
parlaredisuofiglio.
Raccontavacheilmarito
rimproveravailbambino
quandopronunciavailnome
dellamadre.Cheilbambino
aveval'abitudinedichiamare
teviksionelatelevisione.Che
credeva,perchécosìgliera
statodetto,chelamadrefosse
diventataunterribile
fantasma...
Incessanteindifferenza.
L'indifferenzadiFumiko.
Un'indifferenzacheleinon
dimenticavamaidigettarein
facciaaKurita,con
meticolosacura...Faceva
troppofreddoeKurita
rimpiangevadinonaver
indossatoilsoprabitosulla
divisadastudente.Egli
contavasuognisecondodi
queltempoinduritoduranteil
qualeavrebbeindottoFumiko
acamminareconilfreddoin
faccia.
Ilcieloimmensoerasereno,
masiavvicinavanonumerose
nuvole.Lepalmedelparco
eranoprotettedastuoiedi
pagliaavvolteintornoal
tronco,enelpiccoloetondo
laghettol'acquas'increspava,
quasiaccapponasselapelle
perilfreddo.Glialberida
fruttoparevanorannicchiarsi
traleondulazionidelterreno
secco.Iduegiovani
camminavanoinmezzoal
vento.Finalmentegiunsero
vicinoafilaridiciliegilungo
unargine,eaunpontedi
legnogettatosulfiumecolor
verdebrunocheriflettevail
tremoliodellefogliedi
bambùdellariva.
Fumikosifermòsulponte.
Poistorselelabbrae,senza
conferirealcunparticolare
significatoallesueparole,
soloperesercitarelapropria
volontàsuKurita,dichiarò:
«Nonmivadicamminare».
Kuritaricordava
perfettamenteilvolto
illividitodalfreddodi
Fumiko.Ildebolesole
proiettavaconfusamentesulla
frontel'ombradeicapelli
arruffatidalvento:gliocchi
eranoarrossati,eagliangoli
indugiavaunasporcalacrima:
chissàsealmomentodi
morireavevaguardatocon
quell'espressioneilsuo
assassino.Comesemprela
rispostadiKuritafufiaccae
umiliante:
«Davvero?Alloratorniamo
alleserre».
Inquelmomentoegliaveva
indubbiamenteodiato
Fumiko,manoneralui
l'assassino.Sullafrontedel
giovaneerascolpitoilvistoso
stemmadellasuainettitudine
umana.Sealloranonfosse
statounessereumano
avrebbepotutorispondere:
«Ancheamenonvadi
camminare».Eavrebbe
guardatoconsimpatiail
musettodacerbiattaaffamata
delladonna,contemplandola
dall'altodellegelidenuvole,
moltopiùinaltodeirami
secchideiciliegilungo
l'arginedelfiume.Eforse
nonavrebbeavutoalcuna
esitazione:avrebbesubito
trafittoilsuopettoconuna
freccia.
Leserreeranoinunazona
vicinaall'ingressodelvivaio,
lagentevientravaeviusciva
stringendoalpettoilvasodi
fioripreferito.
Accantoall'ingressoera
affissouncartello:
PREZZODEIFIORIIN
VASO:
CICLAMINI(150YEN),
TULIPANI(120YEN),
GIACINTI(100YEN),
CROCHI(60YEN),
PISELLIODOROSI(150
YEN),BEGONIE(80YEN),
PRIMULE(100YEN).
SERVITEVIDASOLIE
PAGATEALLACASSA.
Nelgiardinettodavantialle
serresbocciavanotimide
violeatrecolori;vierapiù
teporeepiùsolechenel
sentierocheavevano
percorso.
Parevadiessereimmersi
nell'acquatiepidadiuna
serra.Fuunasalvezza.
Fumikoscelseifiori.Mentre
un'aperiposavalealisuun
giacintoviola.Bocchedi
leone,piantecarnivoregialle
erosse,azzurrijòrò,rossi
tulipanichestavanoper
sbocciare.Incontrastocon
l'ariditàchelacircondava,la
serrasplendevadiuntripudio
dicolori.
FinalmenteFumikosollevò
unapiantinadiciclaminodai
vellutatipetalidiunrosso
squillante:
«Prendoquesto!Preferisco
questo!»
Inquell'attimoavevasceltoi
fioripiùadattiallatintadel
suosangue,alcapezzaledel
suocadavere.
Kuritaosservòladonna
mentreemettevagridolinidi
gioiasollevandoilvasoda
150yen.Queifiorida150
yen,rivoltiversoilcieloda
chisitrovavanellafanghiglia
dell'amorequotidiano,della
faticadisopravvivere,di
un'ostentata,civettuola
purezza,diunanimalesco
amorematerno,sembravano
un'affascinante
cristallizzazionedituttociò
cheesistedifalsoedivacuo
sullaterra.Meglioancorase
queifiorifosserostatifinti.
«Voglioodiarequestadonna.
Vogliodetestarla.Comesarei
felicesepotessirendere
sterilelasuavitatrascorsa.Se
lastoriadelbambinolasciato
almaritofosseunafandonia,
fossesoltantounasua
menzogna:setuttofosse
falso,ilsuorifiutodime
sarebbequalcosadi
assolutamentepuro.Setuttii
legamiumanidicuiFumiko
sifascudofossero
un'invenzione,potrei
ucciderlatranquillamente.È
l'auraumanacheleimifa
balenaredavantiagliocchia
costringermia
indietreggiare».
Ilmaliziosogridolinodi
Fumiko.Ilgestoesagerato
concuiavevaaccostatola
guanciaaifiori.Tuttociòera
segnodiunapersistente,
squallidavitaumana,capace
diferirlo.Losgargianterosso
mattonedelvasoditerracotta
parevaintonarecomeuna
squillantetrombadiottonela
melodiadellavitaquotidiana,
respingendolocon
indifferenza.Ilvoltopiccolo,
privodiespressionedi
Fumikoglisussurrava:
«Sonoviva.Etuchefai?
Bruttostudenteuniversitario!
Nonseineanchecapacedi
afferrareunadonnaedi
metterlaincinta».
TregiornidopoFumikofu
uccisaincasa.Ilsangue
spruzzòsullapiccolanuca,
sullebracciaesullegambe
dellabambolachestava
creando,egoccedisanguesi
sparseroanchesuifiorie
sullefogliedelciclamino
collocatoneltokonoma.La
madrevide,svenneperil
doloreepocodopomorì.
L'assassinofusubito
catturato.Eraunmanovale,di
quellicheaggiustanole
strade,manonavevaun
lavorofisso.Igiornali
pubblicaronolanotiziaconil
titolo:
«Delittopassionale».
Quell'incidentesconvolse
Kuritaeglicausòun
esaurimentonervoso.Si
ripreseapocoapocoel'anno
dopovideidischivolanti
sullacollinadelgiardino
dellerose,insiemeaHaguro
ealparrucchiere.
LadomenicaSoneaveva
l'abitudinediaccompagnarei
bambiniafareuna
passeggiata,caricodiscatole
dellacolazione.Avendo
ormaivisitatoquasituttii
luoghiinteressanti,avevano
finitoconilfrequentarei
giardinidell'università,vicini
allalorocasa.Soprattutto
perchénoneranecessario
pagareunbigliettod'ingresso.
Procedevanosempreinfila:il
figliochefrequentavala
primaelementare,il
secondogenitoche
frequentavalaterzaelafiglia
chefrequentavalaquinta;poi
Sone,quindiIdeko,lapiccola
eriservatamoglie.Seguiva
infinelafigliamaggiore,
allievadelsecondoannodi
scuolamedia...Con
quest'ordinelafamigliadel
parrucchierevarcava
baldanzosamentelaporta
settentrionaledell'universitàe
percorreval'ampiovialetrai
filaridivetustipini.Poi,di
solito,sisedevanosulle
panchinedelcamposportivo,
efacevanocolazione
osservandoglistudenti
giocareabaseball.
Lafigliamaggiore,chesi
vergognavadiquelle
passeggiate,ediportare
fagottiinformi,camminava
dietrodilorotenendosiunpo'
discostaconariamalmostosa.
Almomentodifarcolazione
indugiavaaprenderei
bastoncini,accanendosinella
letturadellarivistachesiera
portata.Sebbenefosseuna
rivistadigrandeformatoedi
argomentifrivoli,laragazzina
giravalentamentelepagine,
congrandeattenzione.
Sonelesisedetteaccantoe,
pursapendochelafiglianon
gradivasimiliconfidenze,
l'abbracciò,leappoggiòil
mentosullaspallae,
continuandoamasticare
incessantementeaccantoal
suoorecchio,sbirciòcon
curiositàunapaginadopo
l'altra.
Fotografiedaicolorisfacciati.
Giovaniconsgargianti
camiciechesaltellavano,osi
abbracciavanosottoramidi
fioridiciliegiofinti,o
ballavanoiltwist.Icapelli
deimaschieranounesempio
della«piùvolgaree
disastrosaacconciatura»,
secondoilgiudizioche
avrebbeespressoil
parrucchierepressocuiSone
avevalavoratoda
apprendista.
«Questiindividuisonopieni
didenaro!Sonovezzeggiati
datutti,mangianoquelloche
vogliono,sivestonocome
piacealoro,sidivertonotutte
lenotti,vannoingirocon
macchinesportivealdisopra
dellelororealipossibilità,e
frequentanotantedonne
quantesonolestelleincielo.
Puah!Ehannosoltanto
diciottoanni!»
Losguardotrasognatodella
figliaequellogiustamente
infuriatodelpadresi
posavanoequamentesu
ciascunvoltodeicantantialla
moda,cheindossavano
camicierosseogialle.Sone
avevaimparatoamemoria
tuttiqueinomi.Henry
Nimura,JòAsano,Dick
Yamada,SusumuChò...
giovaniscreanzati,connomi
strampalati.BastavacheSone
ricordasseunodiqueinomi
perchéessodivenissepiù
famosodiquantolofosse
nellarealtà,edemanasseuna
luceabbacinantenella
splendidavitaimmaginata
dall'uomo.
Avrebbedovutofarlisedere
tuttisullesuepoltroncinedi
barbiereesgozzarliunodopo
l'altro,cosìlelorofastidiose
canzonisarebberosvanite
dallaterra,oveavrebbe
regnatounsilenziodapianeta
morto.Ossiaunaperfetta
eleganza.Inquell'attimola
terrasarebbedivenutauna
stellameravigliosa,avrebbe
sfoggiato«un'acconciatura
raffinata,sobria,degnadiun
gentiluomomodello»,
secondoidettami
dell'estetica...
«Anchequeltipolì,quel
HenryNimuraèstatoin
riformatorio.Èunladro
abituale»,borbottòSone
indicandoconilditola
fotografiadelgiovanepallido
sucuipiùsiconcentravano
glisguardiappassionatidella
figlia.Identicandidiche
sorridevano,parevanoun
calcodigesso.
«Nonèvero!Èunabugia!»
protestòlafigliaallontanando
ilpadreconunaspallata.
«No,èvero,èscrittocosì
nellerivistedegliadulti.È
tuttovero:quelloche
scrivonoinostrisettimanaliè
tuttovero.Puah!Daquandoè
uscitodalriformatoriosifa
vezzeggiareemantenereda
unadonnadicinquant'anni...»
«Papà!»loredarguìlamoglie
conunavocerattristata«ma
cosaraccontiaibambini?!»
Sonesivoltòeosservò
attentamentelamogliedalla
corporaturaminuta.
Parvealloraalgrassoccio
Sonedifluttuarenelcielo,
avvoltodaunagiaccadi
nuvolediseta,edi
contemplaredall'altola
propriafamiglia.L'unica
famigliaumanachemeritava
diesseresalvata.Lamoglie
Ideko,aparteilnasodalla
formaschiacciata,erastata
unagraziosaragazza,ma
ormai,aquarant'anni,siera
trasformatainunabrutta
donnaconlesopracciglia
malinconicamenteaggrottate.
Idekoamavasinceramenteil
marito.Conl'amoreesclusivo
cheunbambinonutreperi
vecchichiodistortiele
vecchiericevutecustoditein
unascatoletta.Idekointuiva
chenelmaritosiannidavano
un'invidiaeunastio
eccessivi,masapevabeneche
noneranorivoltiaisuoi
familiarie,cometuttele
moglichepermettonoal
maritodicoltivarelamania
delbonsaiodelbaseball,non
senepreoccupava.Idekoera
semprecosìindaffaratada
nonavereiltempoperparlare
conilmarito.Ilavori
domesticieranoesorbitantie
inoltreeracompitosuo
gettareasciugamaniintrisidi
acquacaldaefumanteaSone
eagliapprendistidurante
l'orariodilavoro.Epoi
dovevaoccuparsideifigli,
cheindossavanoigolfini
rossi,gialliedialtricolori
primari,creatidallemanidi
Ideko.Ibambini,conilloro
copiosomoccioalnaso,egli
innumerevolicompitidi
scuoladafare...
«Adognimodoionutro
tutti»,pensòsoddisfatto
l'extraterrestreSone,«perciò
èmiaresponsabilitàportarli
insalvoquandoinizieràla
distruzionedellaterra».
L'importanzadiquella
famigliache,probabilmente,
vistadall'altosarebbe
sembrataunpiccolo,colorito
ammassodifilidilana,era
ancoraignotaalmondo,non
eraaffattofamosa.Ilbambino
piùpiccoloequellounpo'
piùgrandicello
commentaronoannoiatila
fiaccapartitadibaseballdegli
studenti:
«Sonodeibuonianulla!».
Quindisimiseroacorrere
versolaterrazza
semicircolaredell'aula
magna.
Eraunvecchioedificioin
stileoccidentale,condueali
allaspagnola:iltettodi
ardesiasembravaricopertoda
fittescaglieverdiesulla
terrazzaspiccavauna
complessaeaffascinante
facciatadilegno.All'ombra
dell'alasettentrionaleriluceva
unapozzangherafangosadi
nevesciolta.Parvecheidue
bambiniinciampassero,
invecesieranochinatiper
contendersideiramidipino
cadutisulsentiero.Con
quellespadeimprovvisate
incominciaronounduello
sullaterrazzailluminatadaun
debolesole.
Sonecontemplavalascena
conrapimento.Grazieai
beneficidiunasimile
domenicairicchi,lagente
famosa,gliattori
cinematograficieicantantidi
modasarebberotuttistati
velocementeannientati.Tutti,
senzaeccezioni,sarebbero
staticolpitidaunraggiodel
malechelasuaamabile,
soddisfatta,armoniosa
famigliapiccoloborghese
avrebbelanciatosulmondo:
tuttaquellagentesarebbe
crollatarumorosamentee
svenutaperildolore...
Lespadedeibambinierano
semplicementedeifragili,
goffirami.Mal'animodei
fanciulliconferivaaessila
potenzadiunaspada,ecosì
branditeesollevatesulleloro
testeriflettevanolosplendido
cieloprimaverileefendevano
argenteel'aria.
«Qualsiasicosapuòdivenire
un'arma!»riflettéSone
provandounvertiginoso
tripudio.Datalasua
professione,sapevaquanto
fossesottilelapelleumana.
Unaseradell'estate
precedenteSoneeKurita
eranosalitiallerovinedel
castellodiAobae,conil
telescopiocheHaguroaveva
portatodall'università,
avevanopotutoosservareil
loroastronataleoltrelavia
lattea,nelladirezioneindicata
lorodaHaguro.Quell'astrodi
sestagrandezza,pocovistoso,
eracelebreperaver
consentitoall'astronomo
tedescoBessel,nel1838,di
stabilireperlaprimavoltala
distanzadiunastellafissa,e
gliundiciannilucechelo
separavanodallaterralo
collocavanoalquartoposto
fralestellevisibiliaocchio
nudo.Hagurospiegòloroche
lasessantunesimastellaera
unastelladoppia,echeessa
eraaccompagnatanelsuo
motodauninvisibilepianeta
dacuiloroprovenivano.Fino
al1942nonsiconosceva
l'esistenza,oltreilsistema
solare,dialtricorpicelesti
equivalentiaipianeti.
Quandoriuscironoascorgere
lalorostellagrazieallelenti
deltelescopio,itrefurono
coltidaunafolleesultanza.
Ebberol'impressionediavere
abbandonatoall'improvvisola
loroformausuale,diessere
divenutimostridallastruttura
complicata,conottostomaci
ecinquepolmoni.Provarono
lasensazionecheogni
ingranaggiodellorocorpo
fossestatodisarticolato,
parvelorodiaverperso
armonia,chelostomaco
rombasseconilrumoredi
unamacchinaechetuttosi
allontanassedaloro,mentre
venivanogettatinelfreddo
spaziodell'universo.Si
preseroistintivamenteper
mano,eavvertironosulla
pelleunfreddogelido,
nonostantelanotteestiva.
«Frapocosiscateneràla
guerra»,annunciòHaguro.
Trascorsiseimesinonera
accadutonulla,eHaguro
continuavaaripeterelastessa
frasecontonodeluso:
«Frapocosiscateneràla
guerra.Èinevitabile,primao
poi».
Unasera,alcunigiornidopo
lalororiunionealgiardino
dellerose,siincontraronoin
unabirreriadiHigashi
Ichibanchóedeciserodi
recarsiafarcompereai
grandimagazziniFujizaki,
nondistanti.Eraun'idea
infantile,maaitre,infervorati
dallabirra,parevaoriginale.
Hagurodissecheciascunodi
loroavrebbedovuto
comprarviunoggetto,dal
prezzoinferioreai100yen,
adattoadistruggereilmondo.
Noneranofrequentatoridi
grandimagazzini.
Detestavanospendere,non
amavanolacivetteriadegli
innumerevoliarticoliin
esposizione,eodiavanola
perennitàdellavitaumanada
essiostentata.Sesirompeva
unastovigliaerapossibile
sostituirlaimmediatamente,e
cosìavvenivaperlescope
rovinatedall'uso:ciò
garantivaun'apparenzadivita
perenne.Eraun'umiliante
offesaneiconfrontidelleloro
idee!
Hagurosidiresseanzituttoal
repartodegliarticoli
casalinghieacquistòun
cacciaviteda90yen.
«Mihaipreceduto!»esclamò
avocealtaSone,portandosi
unamanoallafronte.Aveva
pensatoanch'eglidimunirsi
diuncacciavite.Quindifula
voltadiKurita,chechiese
dell'acidosolforiconel
repartofarmaceutico.
Intimoritodaquelladomanda
sovversivaHaguro,non
volendosembraresuo
complice,sirifugiònel
repartocosmetici,afissare
unaboccettadilatte
detergente.Lacommessa
domandòaKuritaperché
comperassedell'acido
solforico,eilgiovanerispose
chegliservivaperun'attività
industrialeescelseuna
bottigliettada500grammi
cheglicostò80yen.Poisi
avvicinòaHaguroche
cercavadievitarloegli
sussurròall'orecchio:
«Logetteròsullafacciadella
terra!»
Dopoavergiratoinquasitutti
ireparti,finalmenteanche
Sonesideciseacomprare
unoschiaccianocida100yen
precisi.
Uscironofelicidaigrandi
magazzini,eguardaronole
sagomedeipassantiche
apparverolorotristicome
immaginidilanternerotanti:
«Poveretti,nonvivrannoa
lungo!»commentòKuritacon
untonoinfiacchito
dall'ebbrezza.«Chissàche
facciafarannoquandosene
accorgeranno.Chenedice
professore?»
«Sisentirannoterribilmente
abbattuti,comeunaverdura
sottosale»,risposesubito
Soneaggrottandole
sopracciglia.Egliavevauna
frasestereotipataadattaa
ognicataclisma.«Verdure
sottosale.Poveretti».
Sututtiipassanti,comprese
leimpiegatechesfoggiavano
bustesucuierascrittoa
grandilettere"Noparking"
alloradimoda,giovani
impiegaticheindossavano
impeccabilisoprabiti
primaverili,studentiadisagio
nellorocompletodistile
occidentale,bambinitenuti
permanodallemadri,
aleggiavaun'ombradimorte
sicura.Maessi,quasi
ignorasseroillorodestino,
eranoiscrittiall'associazione
dellamorteeincedevanocon
fierezzaostentandoalpettolo
scintillantestemmaaforma
distelladelladistruzione.
«Vioffroioiltaxi.Andiamo
alcastellodiAobaaprovare
gliarnesicheabbiamo
comprato»,propose
magnanimamenteilgiovane
Kurita;idueuominidimezza
età,chenonfacevanomaiil
passopiùlungodellagamba,
siscambiaronounosguardo
diintesaeapprovarono:
«AlcastellodiAoba!Al
castellodelladistruzione!»
Duranteiltragittointaxi
ciascunodilororabbrividì
provandolafrescae
piacevolesensazionedifare
ormaipartedelgoverno
universale.
Nellanotteancorapiuttosto
freddalerovinedelmaschio
eranodeserte,anchelasala
datèvicinaallerovineera
chiusa,equaelànelsentiero
sidistinguevanocartellisu
cuierascritto«rovinedel
grandesalone»e«rovinedel
teatroNō».Sullagrandestele
diAkitada,chesegnalavale
rovinedelmaschio,tendeva
lealiun'enormeaquiladi
bronzo,illuminatadallafalce
dilunaalprimoquarto,
prossimaatramontare.Lesue
aliimponentispiccavano
sinistrenell'oscurità.
Ormail'ebbrezzaerasvanita,
edessicontemplaronoleluci
che,comebatteriluminosi
spuntatisullesquamediun
enormepesce,illuminavano
lacittàincuieranocresciuti,
conilsuotorbidopassatoeil
cumulodipassioni.
«Prestosiscateneràla
guerra»,ripetécomealsolito
Haguro,«tuttequelleodiose
lucisispegneranno,eilcielo
stellatopotràscendere
quietamentesullaterra».
Ciascunadiquelleluciumane
eramotivodisolitudineper
Haguro.
«Possiamoaspettarciche,da
unmomentoall'altro,per
motiviaccidentali,scoppiuna
guerra.Basteràchequalcuno
premailpulsantediun
telecomandoeunantimissile,
unmissileNike,unoICBMa
combustibilesolidooun
minute-manvolerannoalla
velocitàorariadiventitremila
chilometri.Nessunopotrà
sfuggire...nonavranno
neppureiltempodisoffrire.
Saràbenecosì,perchéhanno
patitotroppo»,borbottò
Haguro.
«Machecosabisognafare
perchésuccedapresto?»
domandòKuritaconuntono
incuipersisteva
un'inflessionestudentesca.
«Saràsufficienteagirenel
modocontrarioaimovimenti
dellapace,almenoquestaèla
conclusioneacuisono
arrivato;ossiabisognacheun
movimentoafavoredella
guerranonusiisistemidei
movimentipacifisti,comela
raccoltadifirmeoleriunioni
eicortei,peresercitare
pressionesuqualcuno.Infatti
laguerranuclearechedovrà
scatenarsisaràcausata,più
chedaunodiocollettivo,da
uncapriccioindividuale,dal
turbamentodiunapersonao
dauna"sfortunata"
combinazione.Ascoltatemi
conattenzione.
L'epocadellacollettivitàè
finita.Questoèilpiùterribile
segretodell'epocamoderna,
apparentementebasatasul
principiodell'uniformità.
Lanostrastrategiaconsisterà
nell'evitaredirivolgercialla
collettivitàenelprovocarela
distruzionedell'umanità
influenzandoedeccitando
conilnostropensiero
silenziosolaperversitàinsita
nell'individuo.Lareale
situazioneodiernaè
rappresentatadallamalvagità
chedivieneunapoesia
solitariaedallapoesiachesi
trasformainunamalvagità
individuale.Tuttipensano
cheilcollettivismoe
l'uniformitàpossanocondurre
allaguerra,mainrealtàal
giornod'oggileguerrehanno
iniziodaunpiccoloafflato
poeticoindividuale.
Basteràcheungiornosi
insinuinell'animodeipolitici
cheguidanoilmondo,dei
comandantidellebasiICBM,
deisottufficialiincaricatidi
premereipulsantiun
momentod'estropoetico
simileaunminuscolopolline
cheliinducaastarnutire.
Cosìavràiniziolaguerra.Ma
comepotremocomunicare
loroifruttidellanostra
meditazionesenzal'ausilio
dellapotenzadella
collettività?Questoèil
problema.Sembra
impossibile,secondolalogica
umana.Masitrattapropriodi
trasmetteresenzaalcun
mezzoditrasmissioneciòche
pareincomunicabile.Non
dobbiamoperòdimenticare
chesiamoextraterrestri.Noi
possediamounsistemadi
trasmissione
quadridimensionalecheesula
dallatrasmissionetemporale
dell'insegnamentoedalla
trasmissionespazialedella
radio,dellatelevisioneedella
cartastampata.L'energia
potenziatadallanostra
meditazioneriusciràa
produrreunostrapponella
largaretedellarazionalità
umana,nellamentediun
semplicesottufficialeaddetto
apremereilpulsante.
Comesapete,ilsentimento
chenoiproviamoguardando
undiscovolanteoilnostro
pianetanatale,quelsensodi
allontanamentodatuttociò
cheesistealmondo,dai
terrestrivienedenominato
poesia.All'improvvisoquel
sentimentosaràsuscitato
nell'animodelsottufficiale
dalmovimentodiunbianco
lenzuolostesoadasciugareo
daunaprimula.Eglipenserà
chesitrattidipoesia,maoltre
lascorzasentimentaleintuirà
chequellenzuolooquella
primulaglimostrano
semplicementeilbisogno
impellenteditornareal
mondodellarealtà,daun
attimodismarrimentoincui
sisentivaproiettato
nell'universo.Cosìsigetterà
sull'oggettoaluipiùvicino.
Chesarà,ovviamente,un
pulsante...Haicapitovero,
Kurita?Lamalvagitàdegli
esseriumanièsemplice,non
èaltrocheun"interesseperle
cose"».
Ascoltandolo,Kuritaricordò
ilvasoconifioridiciclamino
dellaserra,mentreSone
soffocavaunosbadigliodi
noia.Tolsedalpacchetto
confezionatonelgrande
magazzinoloschiaccianocie,
dopoessersiguardato
accuratamenteintorno,
raccolsesottounlampione
unapallinadapingpong
abbandonatadaunbambino.
«Guardate,questaèlaterra,
Guardate!»
HaguroeKurita,immersi
nellelorofantasie,non
prestaronoascoltoaSone,ma
auntrattofuronorichiamati
allarealtàdall'improvviso
scricchioliodellapallina
schiacciata.
«L'horotta.Horottolaterra.
Chesensazionepiacevole!
Voiduenonavetepiùnulla
dadistruggere!»riseSone
accennandopassididanza.
Kurita,asuavolta,si
avvicinòalrecinto
dell'osservatorioastronomico
erovesciòsuiramidegli
alberinonancoraricopertidi
gemmeesullefogliedei
bambùnanil'acidosolforico
dellabottiglietta.
«Cosìhorovinatolafacciadi
questamagnificastella.Che
nediciprofessore?Laterra
nonpotràpiùpresentarsiin
pubblico,nontipare?»Sone
eKuritarisero,quasifossero
dinuovoinpreda
all'ebbrezza,sipreseroa
braccettoeballaronomentre
leloroombresiallungavano
esiritraevanosulterreno.
Hagurotolsedaltaschinoil
cacciavite,esiappoggiòal
recintooltrecuiKuritaaveva
gettatol'acidosolforico.
Ilprofessorerivolseversola
lontana,scintillantecittàla
puntadelcacciavite.Sarebbe
bastatogirarloperallentare
gliingranaggidellasocietà
umana.Sarebbebastato
svitarliperfarlicadereaterra.
Unavoltacadutoaterraun
ingranaggio,sisarebbero
svitatiancheglialtri,dando
origineauncrollo,etuttala
strutturasarebbeandatain
pezzi.Sullasuafronte
apparironoinrilievolevene,
provòunsensodidoloreal
fondodellenaricieilpalmo
dellemanisiinumidìdi
sudorefreddo.Tutti
conoscevanolasua
impotenza,maignoravano
l'oscuropoterelatenteinlui.
CAPITOLO6
Versolametàdimarzo,in
unagiornataancorapiuttosto
fredda,Akikosirecòal
nuovoospedaleShibaa
Tōkyō,accompagnatadalla
madre.
Lefeceroattenderealungo
nellasalad'aspetto.Inun
ospedalediHannōnon
sarebbeaccaduto.Mala
madredesideravaevitaregli
ospedalidellalorocittà.
Akikoguardòilvoltodelle
pazientichelestavano
accanto.L'ambienteerasenza
finestree,illuminatodalla
lucealneon,parevaun
paesaggiomarino.
Ledonnecheattendevanodi
esserechiamatepernome
vestivanoelegantie
lasciavanointravedereun
orgoglioeunagioiamistia
unapuntadirimorsoedi
astuzia.Senestavanosedute
acapochino,eparevano
tenerefralebraccia,con
grandecura,lavergognaeil
sensodelpeccato:s'intuiva
cheognunadiloroerafin
troppoinconfidenzaconil
caldointernodelproprio
corpo.Mantenendoquelle
posizioniciascunariusciva
mirabilmenteaevitareil
legamechelaunivaallealtre
appartenentialsuosesso.
Akikofudelusa
dall'atteggiamentodella
madrechesembrava
sconfortataeaveva
un'espressionetimorosa.Le
donnegiovianeeranopersone
comunieanimalesche,non
menodelleterrestri.Solo
Akikoavevaun
atteggiamentofiero,
protendevailpettonascosto
dallacamicettaprimaverile,
guardandodall'altoinbasso
quelledonnechesembravano
precipitateaunlivelloancora
inferioreagliesseriumani.
Alcuneavevanounaveraal
dito,quasiachiedere
indulgenzaalpersonale
dell'ospedale.Unapiccola,
miseraveradoratache
brillavasull'anulare.Checosa
avrebbepotutomostrare
Akikoperottenere
indulgenzaperisuoipeccati?
Sì,avrebbepotutopresentare
l'argenteofioredimalvone.
Nienteerapiùadatto.Infatti
tuttoerainiziatodaquel
fiore...
Unmattinoincui,essendo
terminatoilgirodi
conferenzedelpadre,la
famigliaerariunitaincasa,la
madre,avvicinatasiadAkiko
chesiguardavaallospecchio
atreante,scorsequelfiore
fintocolorargentoinun
vasetto,eaggrottòle
sopracciglia:
«Buttaquestofioreda
funerale!»
Akikotacque,angosciata.
Takemiya,cherispondeva
subitoallesuelettere,aveva
trascuratodirispondereadue
suoimessaggi.PerciòAkiko
eradimagrita,perlapaura
chequelfiore,ricevutoper
casodaungiovanerudedalle
spalleforti,abituateaportare
lebare,fossel'annunciodi
qualchedisgrazia.Forse
Takemiyaavevavoluto
curiosarenelmondodella
morteimmaginandochefosse
quellodiVenere,enonera
piùpotutotornaresullaterra.
«Nonc'entranullaconun
funerale.Semplicementenon
èunfiorediquestomondo».
ProtestòinfineAkikocon
decisione.«Quandol'ho
raccoltohopensatoaifioridi
Venere.Hocapitochesulla
terraquestofiorefintoè
l'unicochesomigliaessi.Sul
miopianeta,mamma,ifiori
sonotuttidorati.Quando
sonoilluminatidallaluna
assumonounatintaargentea,
ilsoleinvecelicolorad'oroe
appenailventoliaccarezza,i
fiorisitoccano,eproducono
untintinniodicampanelli».
«Seipallida»,osservòla
madreguardandol'immagine
riflessasullospecchio.
«Misonostancataconle
conferenzedipapà».
«Hailavoratomolto.Una
partedelsuccessoèmerito
tuo,Akiko».
Laragazzasieraprodigata
soprattuttoperchédesiderava
seguireilconsigliodi
Takemiya;ilsuoimpegnoeil
successodelleriunioni
avevanoindottoilpadrea
tacereeanonporredomande
sulgiovane.Findalprincipio
lamadrenonsieramolto
preoccupatadelproblema.
«Tiripetochehaiunacera
terribile»,insistettelamadre.
Inquell'attimoAkikosi
premettevelocementeuna
manosullabocca,sialzòe
scomparve.
Lamadresidomandò
perplessaqualeparolaavesse
feritocosìprofondamentela
figlia,maall'improvvisole
tornòinmentel'immagine
delleditaincurvateconcui
Akikosicoprivalabocca.
Kyokosialzòdiscattoe
seguìlafiglia.
«Chetisuccede?Akiko,che
cos'hai?Comestai?»
Tornatanellacamera,lafiglia
sisedettedifronteallamadre
ebisbigliòqualcosaabassa
voce.Comeerasuaabitudine
Kyokol'interrogòcon
insistenzaperconoscereil
motivodelsuodisturbo:né
KazuonéAkikoriuscivano
maiamentirle.
«Nonsonopiùuna
bambina!»
Aquelleparolelamadre
ricorseaunalogicaperfetta:
«Sefossimounafamigliadi
esseriumani,sarebbe
semplice,maciascunodinoi
provienedaunpianeta
diversoeiosonoobbligataad
avereconoscenzecomplete
suivostricorpidivenusiana,
dimercurianoedimarziano».
Alloraconfessòchedal
dicembredell'anno
precedenteilsuociclosiera
interrotto;d'altrondenon
avevamaisubitounaprecisa
influenzadapartedellaluna
cheogninottesplendevanel
cielo.Ilsuocicloerasempre
statoirregolare,masapendo
diessereunavenusianaaveva
pensatochel'influenzadi
Venerefosseriuscitaa
vincerelaforzadellaluna,e
cheperquelmotivovi
fosseroritardi,eneerastata
orgogliosa.Senzadubbiola
mareasuscitatadall'attrazione
dellalunaerariluttantead
agireanchesulcorpodi
Akiko,enesconvolgevala
fisiologiapernonrivelareil
suodominio.Credettedi
scorgerenelperiododella
lunanuovaunalieve,soffusa
lucesullapartenascostadel
satellite,riflessodello
splendorediurnodellaterra,
edebbel'impressionedi
essereleiaesercitare
un'influenzasullaluna.Da
quandoavevaincontrato
Takemiyaadicembre,era
riuscitaasfuggireailegami
dellaluna,unacostrizionecui
nessunadonnaterrestre
riuscivaasottrarsi.Lacatena
disanguechelalegavaa
quell'astromeravigliosoma
volgaresieraspezzatagrazie
allasuperba,nobileenergia
dellalontanaVenere,eAkiko
eraormaisoggettasoltanto
allepureleggiche
governavanoilsuopianeta.
Neppureingennaionéin
febbraiolalunamostròdi
avereancorainfluenzasudi
lei:Akikononsimeravigliò,
considerandol'evento
assolutamentenaturale.
Ilcruentolegamedellaluna
nonl'avrebbepiùintimorita!
Lasuapurezzavenusianaera
riuscitaaeliminarel'offesa
subitadalladonneterrestri,il
cuicicloèregolato,come
un'altaeunabassamareadi
sangue,daquelcorpoceleste
luminosomamaligno.La
vermiglia,umidacloacadella
lunacheerasolitainumidire
ilcorpodiAkiko,eraormai
finita,sieranochiusiquegli
orribilipassaggisotterranei
cherispondevano
continuamentealrichiamo
delsatellite...Cheimportanza
avevaunlievemalessere,una
sensazionedinausea,se
paragonatiaquellaquietee
quellagioia?
Sembravanolievidispetti
dellalunaabbandonata.
Lamadrelainterrogòcon
tonogelido:
«Dicembre?...Dopochesei
stataaKanazawa!Ea
Kanazawa...dimmichecosa
èaccaduto,tipromettoche
nonmiarrabbierò.Tumi
nascondiqualcosa.A
Kanazawa...»
Akikofissavaattonitagli
occhidellamadre,senza
capirechecosavolesse
domandarle.Tuttequelle
parolesembravanoun
mosconecheronzasse
fastidiosointornoaunnucleo
scintillante...Akiko,che
contemplavaquellaluce,si
irritò:
«Machecosavuoidirmi,
mamma?Noncontinuarecon
letueimmondecongetture!
Noinonsolononcisiamo
baciati,manoncisiamo
neppurestrettilamano».
Quellaseralamadre,ottenuta
lacollaborazionepaterna,
cercòdipersuaderecon
parolegentiliAkiko.Akiko
sopportòconunfreddo
sorrisoglistupiditentatividi
convincerla,eperlaprima
voltaprovòunsensodi
smarrimentodifrontealla
bassezzadipensierodichi
traevaoriginedaMarteeda
Giove.
Infinesirassegnò.Eil
mattinoseguentevarcòla
sogliadell'ospedale
accompagnatadallamadre.
«Iosonodiversadallealtre»,
pensòAkikoguardandosenza
timidezzalepazientiinattesa.
D'altrondetremavaancheper
unsensodiimmotivata
umiliazioneeperché
avvertivaunadifficoltà
incombente.Inquellasala
d'attesanonv'eraunadonna
puraall'infuoridilei.Perché
maiVenere,conlasua
benevolapotenza,nonla
salvavadall'incresciosa
situazione?Credeva
fermamentecheinquel
repartovifosseunmedico
venusiano,chesisarebbe
affacciatoallaportaconun
voltoluminosoeguardandosi
intornoconocchicosìlimpidi
daincuteretimore,avrebbe
sorrisoadAkiko
sentenziando:
«Signorina,questononèun
postoperlei.Senetorni
subitoacasa.Mibastauno
sguardopercapire.Leiè
pura,potreigiurarlodifronte
aDio».
Inquell'attimoilvolto
radiosodelmedicosisarebbe
mutatoinquelloaffascinante
diTakemiya,lecupepareti
dell'ospedalesarebbero
divenutetrasparentiele
impuredonneavrebbero
trematoesisarebbero
prosternatedifronteal
miracolo,mentregli
strumentiargenteiele
bianchegarzesisarebbero
dispersinellafreddaariadel
cielo...
«SignoraŌsugi».Siaffacciò
sullasogliaunacandida
cuffiadainfermiera.Kyoko
spinselievementelafiglia.La
ragazzasialzòcon
un'espressionedidisprezzo
nellosguardo.
Ungiovanemedicoparlava
sforzandosidinonguardare
involtoAkiko.Erano
semplicidomande:quando
Akikotaceva,rispondevala
madre.
«Siaccomodi»,l'infermierala
invitòinunangoloprotetto
datendine.Ilmediconon
comparvefinchéAkikonon
ebbefinitodispogliarsi.La
ragazzadovettesedersisuun
lettinodiformastrana.La
stufettaelettricaleinviavaun
equivocosoffiod'aria
all'altezzadellecosce.Le
gambediAkikofurono
appoggiatesusostegni
elevati,quindil'infermiera
tiròbruscamenteunatendina
grigiaall'altezzadelpetto
dellaragazza.SubitoAkiko
udìlavocedelmedicooltre
latendina,elosciacquio
dell'acquaconcuisilavavale
mani.
Akikochiusegliocchie
ricordòilbagliorepurodelle
stellecheavevaspesso
contemplatodalfinestrinodel
trenoquandoandavaascuola.
Laposizionecuil'avevano
costrettasomigliavaalla
costrizionediunanimale
torturato,eppurev'erainessa
qualcosadisacroedi
perfetto.Inquell'implacabile
umiliazioneperilcorpo
umanoeralatenteunasorta
d'incanto.Comeseilcorpo
nonleappartenessepiù:
attraversol'offesaalsuo
corpoterrestre,riuscivaa
umiliaretuttal'umanità...le
eracioèpossibileallontanarsi
daesso.
Akikochinòlosguardoai
lievisussultidellaminuta
tramadipizzodellasua
camicetta.Cheaccurato,
armoniosoingannoera
racchiusonell'artigianato
terrestre!Laragazzasi
accarezzòlacamicetta.Isuoi
senisieranoirrigiditicome
piccolianimalettiterrorizzati
perchésenzascampo.
Ilmedicoinfilòunamano
sottoillettino,azionòuna
leva,elaposizionedellettino
cambiògradualmentefinché
ilcorpodiAkikogiacquecon
un'angolaturaadattaa
riceveredirettamentelaluce
dellestelle,sefossestata
notte.
«Sirilassi...sirilassi»,le
raccomandòilmedico.
Qualcosapenetravanelcorpo
diAkikoconunaforzaoscura
epesante.Echeeraquel
rumorecomediunoggetto
metallicospezzato?Forseuno
degliargenteistrumentidalla
stranaformacheaveva
vedutodispostisuuna
mensola?Idischivolantiche
attraversavanoilcielo
divenneroperleidimetallo
acuminato.Parevano
sprofondareinun'ariatorbida,
comequellachecircondala
terra.Conlaloroluceintensa.
Inquell'istanteilmedico
rivolseversodileiilfascio
luminosodiunalampadina.I
lembidellatendinaparvero
infiammarsi.Un'umanitàche
tentavadifuggire.Akikosi
mutòinunfioreargenteo...
Lavisitaterminò.Akikosi
rivestìeduscì:inquell'attimo
ilmedicoavevaappenafinito
dicompilareunmodulosulla
scrivania.Nelpassargli
accantoAkikosbirciò.Vicino
adunalistadiparole
abbreviate:P.M.mUt.g.e.
Add.Er.L.F.Sek,erano
segnatideinumeriedelle
paroleintedesco,scritticon
unagrossolanagrafiafra
macchied'inchiostro.Il
medicostavapremendoun
timbrodigommasucuiera
scritto«nubile».Aggiunse
poiunaltrotimbrorossocon
scritto«incinta».
Lamadrebalzòdallasedia,
quindisirisedette.
«Sitrattadiunagravidanza.
Èalquartomese,nesono
certo».
«Oh,com'èpossibile!»
esclamòsconvoltalamadre.
InveceAkikoera
imperturbabile.Ilmedico
parveperplessonotandola
strana,scintillantesicurezza
dellosguardodellaragazza.
Erainsolitocheunanubile
mostrassequellatranquilla
gioiaall'annunciodiuna
gravidanza.L'uomocheil
medicoimmaginòriflesso
negliocchisplendentidi
Akikodovevaessereuna
sortadiprodigio.Quando
Kyokouscìdall'ospedaleefu
dinuovoall'apertobarcollò
leggermenteefusostenuta
dallafiglia.Vedendoil
sorrisodiAkiko,lamadre
nonseppetrattenersiegridò:
«Osiancorasorridereinun
momentocomequesto?Ti
pregononspaventaredipiù
tuamadre!»
Madreefigliasiriposarono
inunosquallidovecchio
caffè,dovebevverouna
bibitafresca.Kyokoquasi
mordendolacannuccia
trangugiòd'unfiatola
bevandagasataemolto
colorata.
«Nonsodadove
cominciare...»commentòa
vocealtaKyokopersuperare
ilfrastuonodellatelevisione.
«Anzitutto,perchétunonne
seiaffattostupita?»
«Ormaisocos'è,perché
dovreistupirmi?»
«Socos'è?!»ripetéKyoko
trattenendoilfiato.Non
capivaachecosalafiglia
alludesse.«Cheintendidire?»
Dinuovosullelabbradi
Akikoaleggiòilsorrisoche
avevainquietatolamadre.
«Finoapocotempofa,prima
dellavisitaerospazientita.
Maquandoildottoreciha
comunicatolasuadiagnosi
hofinalmentecapito.Adesso
sonotranquilla,comesemisi
fosseroapertifinalmentegli
occhiehopensatocheera
proprioquelloche
immaginavo».
«Noncapisco,spiegati
meglio».
«Inquelmomentoho
compresochesonovergine».
«Vergine?»urlòsuo
malgradoKyoko.
Sullebellelabbradellafiglia
continuavaadaleggiareun
sorrisoancorpiùnitidoe
naturale.Eraunsorrisoche
nonsilimitavaalsuovolto,
parevaestendersiintorno
comeun'onda.L'armoniosa,
lucida,affascinante
pesantezzadeiluminosi
capelliparevaunbosco
velatodalsorrisocomeda
unafoschia.
«Mamma,nondevistupirti.
Sitrattadipartenogenesi».
«Nondireidiozie!»
«Maseistatatuaripetermi
chenoinonsiamoesseri
umani.Echenonbisogna
maidimenticarcene.Lamiaè
unapartenogenesi.Sono
rimastainsilenzioperchéè
inutilespiegarloaun
medico».
«Matu...»
«Mamma,nonhaiildirittodi
parlare.Èunacosachesolo
ioconosco.Èproprio
partenogenesi...Adesso
finalmentehocapitocomesi
riproduconoivenusiani».
Inseguitounlungosilenzio
gravòsumadreefiglia,
mentreleloroorecchieerano
frastornatedallasquillante
vocedellecanzonitrasmesse
dallatelevisione,eiloro
occhicontemplavanooltreai
vetrisporchilastradaincui
innumerevolierombantiauto
correvanovelocie
minacciavanodicontinuodi
scontrarsi.
Dopoaveralungoriflettuto,
lamadresirivolsealla
sublimefigliaetimidamente
leposeunadomandache
ancoral'assillava:
«Noninsisterò
nell'interrogarti,mavorrei
esseresoltantopersuasadi
questo:aUchinadahai
vedutoidischivolanti
insiemeaquelragazzo,
vero?»
«Comefaiasaperlo?»Akiko
simeravigliòchelamadre
conoscesseilsegretodalei
gelosamentecustodito.Ma
perallontanareidubbidella
figlia,Kyokorintuzzò
velocementeladomanda:
«Unagioviananonfafaticaa
capirlo».
«Perchémichiediquesto?...»
«Nonmiimportasaperese
avetevistoidischivolantiin
dueointre.Desiderosoltanto
saperechecosahaiprovato
quandolihaivisti».
«Èstataun'impressione
stupenda.Nonhomaiprovato
unincantosimile.Difrontea
noi,tralenerenuvoleeil
MaredelGiappone,sono
apparsitredischivolanti...»
Akikos'interruppe.Non
riuscivaaproseguirenel
discorso.
Perquattroocinquesecondi
eranorimastisospesisul
mare,cometrestraniocchi
cheguardasserodalle
nuvole...Poiitredischi
volantiavevanoincominciato
asussultare,eadassumere
unatintacoloralbicocca
quasifosseroincandescenti...
All'improvvisoeranosaliti
conspaventosavelocitàa
perpendicolosulmareed
eranospariti...
Checosaavevaprovato
Akikoinquell'istante?
Ovviamenteunasortadi
estasi.Maeraunasensazione
ormaiconfusa,comequando
unsentierorimpicciolisce
sinoasparireinmezzoalle
erbe.
Eraaccadutoqualcosadi
assolutamenteovvio,all'apice
dellalorounionealtamente
spirituale,delsensodi
comunioneuniversalecheli
legava.Idischivolanti
dovevanonecessariamente
comparire,altrimentiil
mondosarebbecrollato.
AllalorovistaAkikoaveva
provatounsensodiesultanza
sconosciutoagliesseriumani
eviavevaforsescortocose
invisibiliailoroocchi.Se
accantoaleivifossestatoun
terrestre,probabilmentenon
liavrebbenemmenovistii
dischivolanti.Achecosa
paragonarelasupremafelicità
el'eccitazionediquel
momento?L'animadiAkiko
avevaseguito,rapita,idischi
volantichesiallontanavano,
ederavolataaltaneicieli,
oltrelenuvolemadreperlacee,
finoallarossa,ondeggiante
aurora.Ilsuocorpoaveva
indugiatotuttaviasullaterra.
Alungo...Akikonon
ricordavacosafosseavvenuto
alsuocorpo.Soloun
eventualetestimoneumano
avrebbepotutodescriverele
azionidiquelcorpoprivodi
anima;manessunoaveva
visto.
LaveraessenzadiAkikosi
eralibratanelcieloinsiemea
Takemiya.Leloroanime,
perfettamentesoddisfatte,
eranodiventateunamusica,e
ilculminediquellapurezzasi
eraintessutod'increspaturedi
desiderisessuali...l'esistenza
diAkikoerastataavvoltada
unpiacevole,informee
vividoalonediluce.Idue
giovanieranovolatioltrela
rivadellabellezzatenendosi
permano.
Machecos'eraquelpiacere?
Quell'ambiguasensazionedi
gioiaedirapimento,quasi
cheAkikosifosse
trasformatainunanuvola
fluttuante?Leparevadi
ricordarecongrande
limpidezza;maneltentativo
dimettereafuocoi
particolari,siaccorgevacheil
ricordodivenivavago.Akiko
avevasmessolavile
abitudineterrestredi
analizzaresestessacomese
rovistassenelborsellino;era
certadinonavertaciutonulla
allamadre.
«Tuttoqui»,continuòla
ragazza,«noncisiamoné
strettilamanonébaciati.Ma
questochesignifica?Viè
forseunaregolachestabilisce
chelapartenogenesisi
originadaunbacio?»
Lamadreeraancoraconfusa.
Quellacasalingaoriginariadi
Gioveintuivaunasospettosa
influenzaumanainunasimile
sortadielevaticoncetti.Le
parole"anima"e"spirito"
puzzavanoditerrestre:
distinguevaquellezzocome
uncanechericonoscel'odore
diunsuosimile.
«Hocapito,puòdarsichetu
siasincera.Maguaise
lasceraitrapelareunsimile
segretofralagente.I
cameramendellatelevisione,
igiornalistidellaradioegli
inviatidellerivistedaranno
l'assaltoallatranquillacasadi
Hannōetufiniraiconil
diventarelozimbellodi
tutti».
«Nonmiconfideròcon
nessuno».
«Sì,devimantenereil
segreto.Mailsistema
miglioresarebbequellodi
eliminareilsegretostesso.
Quattromesinonsonotroppi,
penso».SulvoltodiKyoko
chefacevaqueldiscorso
comparvel'espressionedella
crudeltàcasalingadiuna
donnaabituataalavaredi
continuoiltagliere.Akikosi
opposeconforza:
«Ameèimpossibile».
«Pensacibene,Akiko.Iltuo
ventresiingrosseràsempredi
più,nonpotraipiù
frequentarel'università.Non
tisaràpiùpossibileneppure
camminareperlestradedel
quartiere.Tuttitiguarderanno
condisprezzo.Pensicheuna
ragazzaorgogliosacomete
possaresistereventiquattr'ore
suventiquattroallerisatedi
schernoconcuiglistupidi
terrestritiinonderannoa
causadellatuagoffafigura?»
Akikodistolselosguardoe
rimaseinsilenzioa
considerarenelsuoanimo
l'immaginediumiliazione
descrittaledallamadre.
Mentalmentesieragià
infilataneicapelliuno
spilloneconl'argenteofiore
dellapartenogenesi.Forseera
destinoche,scesadalpianeta
Venere,dovesseesibirefra
gliuominiquelfiore
splendente.Eunavolta
intrapresoquelcammino
avrebbecontinuatoa
procederefinoalla
distruzionedellaterra.
Ilsuoventresisarebbe
ingrossato.Quelventreche
eraperleilaprovapiùnobile
dellasuaimmacolatezza,
mentreagliocchideiterrestri
rappresentavala
testimonianzainconfutabile
dellaperditadellasuacastità.
Lapoesiapiùeccelsaperi
venusianisarebbediventata
unospettacolooscenoperi
terrestri.Sarebbestata
condottaingirobarcollando
conunventreproteso,come
losplendidopalanchinodi
unafesta,facendorisuonarei
variopintiaddobbidiuna
sacralitàderisa...Perchécosì
eralaterra...Akikosiguardò
intorno.Eralaprimavolta
cheprovavaunasimile
sensazione.Leparevache
fosseunincubo.«Nonposso
crederechequestasiala
terra!»
Laterramostravalesue
terribiliesporchezanne
ancheinquelcaffè.Nonv'era
piùombradellasuprema
felicitàcheavevacoltola
famigliaŌsugidopoaver
vedutoidischivolanti,diun
mondoincuiregnava
l'armonia,laquieteel'unione,
poltroncineneiséparépieni
dipolvere,ghiaccioinfondo
abicchieritintidavivaci
rossetti,sgargianti,imperiosi
numeridiuncalendario,
orecchieanimaleschediattori
cinematograficisuimanifesti
appesiobliquamentealle
pareti,soffittopunteggiatoda
macchiediuovadimosche
dell'annoprecedente,e
l'animazionedipallidi
forsennatidalloschermodella
televisione...Iguanti
primaverilidipizzonero
indossatidallamadreavevano
qualcosadisinistro,elesue
manisembravanomuoversi
congestidafattucchiera.
«Torniamoacasa,tuopadreè
inattesadelrisultato
dell'esame»,sollecitòKyoko.
Akiko,contrastandoil
propriotimore,disseasua
madre:«Nonosarepiù
ripeterelapropostadipoco
fa.Sonorassegnataatutto».
Quellaeralasuamissione.
Avrebbecontinuatoa
camminarefinoallafinedella
propriasacralità,fossepure
perunbianco,arido,ripido
sentiero.
«Ècolpadellabellezza.La
bellezzal'haingravidata»,
borbottòfraséeséJūichirō,
pallidodirabbia.Lasuaera
unacolleratraboccantedi
amorepaterno,chenon
avrebbeferitonélafigliané
l'amantedellafiglia.Jūichirō
eracontrarioall'aborto,sia
perchépreoccupatodiesporre
lafigliaaunapratica
pericolosa,siaperchéera
convintochenonfossegiusto
svellereungermogliodivita,
extraterrestreoterrestreche
fosse.Eglieradecisoanon
sgomentarsiperlecritichee
loschernodelmondoumano,
ederacertochefosseun
oscurocomplottodella
bellezzaadavercostrettola
giovanefigliaaquella
decisione.Akikoaveva
distoltolosguardodallapace
perl'umanitàesieralasciata
attrarredallabellezzache
rendefalsoilmondo,ecosì
avevadasestessasparsoil
semedell'infelicità.
Indubbiamenteleastronavidi
Uchinadaeranocaratterizzate
daunamalvagia"bellezza".
Ilsuccessodelleconferenze
avevaaumentatoilnumero
deimembridell'Associazione
degliamicidell'universo,che
impegnavasempredipiù
Jūichirō,ilqualenonpoteva
ormairifiutarediricevere
visite:l'incidenteoccorsoad
Akikoaumentava
l'inquietudinedelpadre.
InoltreancheKazuo
rincasavaogniseratardi,e
Jūichirōnonpotevapiù
sperareinunaiutodeifigli
durantelevacanze
primaverili.
Quellaprimaverafu
caratterizzatadallacadutadi
cenerimortali.Spesso,a
causadiqualcheesperimento
nucleare,sieranosparsenella
stratosferapolveriradioattive
ederanocadutesullaterra
particelledistronzio90edi
cesio137,chesisarebbero
dimezzateintempi
lunghissimi,echeinparte
ancorafluttuavanonelcielo.
All'arrivodellaprimavera
nell'emisferosettentrionale
l'aumentodellatemperatura
avrebbesconvoltol'aria,ela
ceneremortaledalla
stratosferasarebbefiltrata
nellatroposferaperpoi
depositarsisullaterracome
fiorioffertiaBuddha.La
quantitàdiceneremortale
sullaterradisolito
raddoppiavainprimavera,e
questofenomenogli
scienziatilochiamavano
"springmaximum".
D'altrondeeralogicoche
l'esperimentonucleare
sovieticodell'autunno
precedenteavrebbeprovocato
un'imponentericadutadi
ceneriradioattive.
Jūichirōprovava
un'indescrivibilepenaal
pensierodiquellentosuicidio
dell'umanità.
Lamortecheormai
circondavagliesseriumani
avevalesembianzediuna
bellanuvola.Lealtenubi
rosseeviolaceedeltramonto
eranotutteavvelenate.
Un'incessanteinfiltrazionedi
morteinvisibile.Eragiuntala
primaverafatale,incuiil
velenosparsonellapartepiù
altadelcielosarebbecaduto
sullaterrae,attraversole
verdureeillatte,sisarebbe
insediatoall'internodelleossa
umane.Quelprocessodi
morteimpercettibilee
infinitesimalechecontinuava
instancabileilsuoviaggio
allaricercadiunoscuro
rifugioattraversoilcorpo
deglianimalieattraversole
piantedeicampirisplendenti
diluce,sarebberiuscitoa
insediarsi,eavrebbe
pomposamenteannunciatoai
viventiqualeralasostanza
incorruttibiledellorocorpo,
ossial'essenzadelleossa.Le
ossaumane,tenutenascostee
prigionierefinoallamorte,
avrebberorisuonato,ancora
vive,comeunatromba.La
mortesarebbegiuntanegli
splendidicampiilluminatidal
sole,neipascolifraverdi
boschieruscelli,inpaesaggi
colmidifioriediapi.
Duranteipic-niclagente
avrebbeagitoinaccordocon
lamortefittamenteintessuta
nellanatura,eavrebbe
percepitoilcantonelle
proprieossa.Leossa,laparte
incorruttibiledell'essere
umano...lecenerimortali
avrebberodistruttolacarne,
malasemplice,secca,
armoniosaformadelleossasì
sarebbemantenutaineterno.
Jūichirōintuivachenelcorpo
deiterrestristavainiziando
unarivoluzionenaturale,
innescataovviamentedachi
avevacreatolabomba
atomica.Possibilechenonsi
fosseroaccortidella
insinuante,dolceseduzione
delleloroossa,che
desideravanoaccogliereinsé
glielementiradioattivi?
Purtroppoanchel'America
iniziavaesperimentinucleari.
Sistavadelineandola
situazionecheJūichirōpiù
temeva.Leossasisarebbero
alleate,sisarebbero
scambiatesegnidiintesaper
sfuggirealgiogodellacarne,
esapendochelaliberazione
eravicinaavrebbero
gareggiatonell'offrire
ospitalitàailoroquasi
impercettibililiberatori,
avrebberolanciatoloro
occhiateallettanti,sognando
ilgiornoincuipotersi
adagiarelibere,leggeree
nudefraifiorieiboschi,
tranquillamenteaspersedi
rugiadasottoilcielostellato.
Gliavvistamentideidischi
volantiaumentavano;essi
infatticercavanodiavvisare
l'umanità.
UngiornoJūichirō,nellasua
qualitàdicapofamiglia,con
un'espressioneansiosasul
volto,partìperunviaggio,
senzaspecificaredovefosse
diretto,fattodavveroinsolito.
SoltantoKyokoeraa
conoscenzadellameta,ma
nonsiconfidòconifigli.
Jūichirōsistavadirigendo
versoKanazawa.
Duranteilviaggioilvolto
dell'incantevolefigliagli
riaffioravasoventealla
memoria.Procurandogli
un'angoscialancinante.
Eraprontoasopportare
qualsiasiontapurdisalvare
lafiglia.Sarebbestatocapace
persinodiprosternarsi
davantialmocciosochestava
perarrivaredalpianeta
Venere...
Chissàperchéquell'uomo,
cosìsicurodiaverricevutola
missionedisalvarel'umanità,
finoaquelmomentononera
statocapacediintraprendere
alcunchéinquelladirezione,
esolooracheilproblema
avevacoinvoltolasuafiglia
venusianaavevasubito
architettatounpianoedera
immediatamentepassato
all'azione.Forseperchéera
piùsemplicesalvareuna
personaanzichétremiliardi
diesseriumani?Oforse
perchéladissimulazionecui
eracostrettovivendosulla
terraloavevacorrotto
internamente,edeglicercava
dicomportarsinelmodopiù
banalepossibile?
IlrapidoCignostavaper
arrivareaNaoetsu.Eracirca
l'unadelpomeriggio;
contemplandoilmalinconico
panoramaJūichirōcredettedi
scorgereilprofilodiAkiko.
Avevalatestalievemente
china,eisuoilimpidiocchi
gettavanounosguardoquasi
dipiombosprofondatoinse
stessa.Icapelli,lalineadel
naso,laboccamalinconica
dallaformaperfettasi
sovrapponevanoalcolore
incertodelcielo,ornatida
unasolaparola:
"partenogenesi".Quella
parolaavevaposto
un'invisibiletiarasullatesta
diAkiko,avevaincastonato
un'invisibilepietrapreziosa
tralesopracciglia,eappeso
invisibiliorecchiniallesue
orecchie...Inquell'istanteun
piccolosquarciodiserenonel
cielofusenell'azzurrole
guanceegliocchidiAkiko,e
rimasesullanuvolasoltanto
l'evanescenteprofilodelsuo
volto.
GiuntoaKanazawa,Jūichirō
trascorseunanotteinsonnein
unalberghettodifrontealla
stazione.Glieraparso
indiscretopresentarsiinuna
casasconosciutadopoil
calaredellasera.
Ilmattinoseguentevideche
oltrelestintetendinefiorite
dell'albergocontinuavaa
piovere.Preseinsilenzioil
suoombrellopieghevole,lo
aprìaccuratamenteesi
avventuròinstrada.Sfidando
lapioggerellina.Lamoglie
avevasegretamentericopiato
l'indirizzoscrittosuunabusta
inviatadaTakemiyaad
Akiko.
Jūichirōavevachiesto
informazioniall'albergoegli
avevanodettochesitrattava
diunquartierenelquale
esistevanoancoravecchie
dimoredisamurai.
Dallaseraprecedentenon
avevaappetito,gliparevache
unalastradiferroarrugginita
glipremessesullostomaco,e
ilsuocorpo,inumiditodalla
pioggia,glipesava.Quella
sensazionedimalessere
dovevaessereunpresagiodi
eventisgradevoli.Eraappena
trascorsol'equinoziomanon
eraancoragiuntala
primaveradelnordche
facevafiorireinsiemeil
pruno,ilpescoeilciliegio.
InunaletteraTakemiyaaveva
scrittocheisuoifamiliari,i
genitori,ifratellieinonni
appartenevanoaun'antica
casataenonlo
comprendevano.
«Saràopportunochenon
entrisubitoinargomento
appenaincontreròigenitori»,
meditavaJūichirō.«Bisogna
cheusilamiaconoscenzadel
mondoterrestre,checerchi
anzituttodipresentarmicome
unapersonaamabile,degna
difiduciaeagiata.Poi
affronteròconcalmala
questionedelmatrimonio».
Appenascesodaltram
acquistòunamappadella
città,ecercòlastradaindicata
nell'indirizzo.Finalmente,
dopoaversbagliatopiùvolte,
giunsenellazona.Attraversò
unponte.Proseguìperuna
stradinatortuosa.Eranotutte
caseantiche,dimoredinobili
famiglie,daitettirisplendenti
dilucidetegoledilaccarossa.
Jūichirōinclinòl'ombrello
davantiadogniportone,per
leggereilnomesullatargae
controllareilnumero.Non
riuscìascoprirelacasadi
Takemiya,erastancodi
camminareestavaquasiper
svenire.Tornòdinuovoad
esaminareinumericivici
dellecase.Finalmentesi
accorsediunatargachenon
avevaletto.Eraunmodesto
albergo,pocoadattoal
quartieree,sullalanterna
appesaaunmurodiblocchi
dicalcestruzzo,erascritto
"AlbergoMeiji".Suun
recintodibambùdavantialla
portadiservizioeraaffissa
unapiccolatargaconuna
scrittadall'inchiostroormai
scolorito.Jūichirōlesse
«Takemiya»eaprìsenza
esitazionelaporticina.Un
sentierinoghiaioso
conducevaallacucina
dell'albergo.Sullasoglia
eranoposateunasopral'altra
treoquattrotazzeper
tagliatelleinbrodo,ela
pioggiainumidivametàdel
localelambendounpaiodi
zoccoliabbandonatiin
disordine.
«SignorTakemiya!»
Apparveunomettocon
indossoungiubbotto.
«Chièlei?»
«MichiamoŌsugi.Vorrei
parlareconKaoru
Takemiya».
«Kaoru?Nonabitapiùqui».
«Malesueletterehanno
quest'indirizzo».
«Sen'èandatounmesefa».
«Fuoric'èlatarga
Takemiya...»
«Sì,èilmiocognome».
«Leièunparente?»
«No.Ioaffittoanche
appartamenti,Kaoniha
abitatoquiperpiùdiunanno.
Èunbelragazzochepiace
alledonne,vanitoso.Miha
chiestodipoterusareilmio
cognomeperchénonvoleva
rivelareilnomedell'albergo
incuialloggiava,ed'altronde
bastal'intestazione
"Takemiya"perchélelettere
sianorecapitate.Dovrebbe
chiamarsiKaoniKawaguchi
(machissàseèdavveroilsuo
nome).Èundonnaiolo,ea
tuttelesuedonnescriveva
lettereusandonomifalsi.
Siccomeameinfondonon
importava,glihopermessodi
usaregratisilmiocognome.
Nonsodichecosasioccupi,
maleggeun'infinitàdilibrie
ognitantointonaqualche
canzonedelNō.Credogli
piacessescambiarelettere.
Quivenivanotantedonnea
trovarlo.Sevuolenotiziepiù
precisevadadallasuaamica,
lapadronadellalocanda
"Padiglionedellagru
dell'eremita"cheeraanche
suacompagnaquandoandava
alezionidicanto.Forsesiè
trasferitolì...Perseimesinon
mihapagatolapigione,per
fortunal'annoscorsociha
pensatoquellasignoraa
saldareilconto...No,questa
voltanonsen'èandatoperché
nonpagava,hafattoibagagli
edèsparito.Nonhopiùavuto
notizie.Èiltipochesi
definiscearido».
Jūichirōsirecòallalocanda
incuisierafermatalafiglia,
dissedichiamarsiŌsugiefu
ricevutoconsorprendente
gentilezza.Lacamerieragli
offrìdiversiantipastiinuna
cameranellostilediuna
stanzaperlacerimoniadeltè
dacuisivedevailfiume.La
padronadellocaletardavaa
comparire.
Suonòlasirenadel
mezzogiorno.Jūichirōera
riluttanteadassaggiareil
magnificopescechegliera
statoofferto.Ilfiumeera
celatodallafoschiadella
pioggia,lacameraerapregna
diunintensoprofumo,e
Jūichirōriuscivaafaticaa
staresedutoinginocchio.
Dopoun'attesaditrenta
minuti,apparvelapadrona,
unadonnagrassottellaconi
capellibrizzolati,che
indossavaunosgargiante
kimonoapiccolistemmi
viola.Salutògentilmente
inchinandosisullasogliadella
camera,allontanòle
cameriereeoffrì
personalmenteilsakè.
«Laprego,signorpadre,ne
bevaalmenounacoppetta.E
arrivatodalontano.Questaè
lacameraincuihaalloggiato
suafiglia».
Erastranochelochiamasse
"signorpadre".Nelversargli
ilsakètrattenneconla
sinistraillembodellamanica
destra,mostrandounbraccio
dallacarnagionepallidae
dallacarneunpo'flaccidache
spiccavanellapenombradella
stanza.
NonlasciòaJūichirōagiodi
parlare.Eglinonfecein
tempoaportarsilacoppetta
allelabbracheladonna
strisciòindietro,appoggiòle
manialta-tamiefeceun
profondoinchino.Infine
sollevòilvoltobagnatodi
lacrimeesupplicò:
«Capiscoisuoisentimenti,
malaprego,abbiapietàdi
me,nonmidicanullaemi
restituiscaTakemiya.La
scongiuro».
Jūichirōfecefaticaa
convincereladonnadiessere
venutopercercareTakemiya.
Nonparlòdellagravidanza
dellafiglia,maspiegòcome
fosseriuscitoatrovarequella
locanda.Allafinelasignora,
conuntonobruscoevolgare,
raccontòsenzaapparente
rimorsodiaveraiutato
TakemiyaaincontrareAkiko.
Lasignorasierainnamorata
diTakemiyadueanniprima,
quandosieranoritrovati
insiemeastudiareilcantodel
NōHimuro:leierarimasta
affascinatadall'elegante
ragazzocheindossavaun
candidokimonodiseta
screziataehakama.Durante
lalororelazioneognitanto
avevadovutoaccettareisuoi
tradimenti,eaveva
acconsentitoapresentare
Takemiyaadaltreragazze
convincendolochesitrattava
diungiovanedibuona
famiglia.Ilgiovanenon
cantavamoltobene,eppure
leisostenevacheavesse
partecipatoauna
rappresentazionedelDōjōji.
Lasignoranonsapevadoveil
ragazzofossefinito.
Supponevachefrequentasse
dinascostounadonnache
lavoravainunnightclubdi
Itsusaka.
Manonconoscevanéilnome
delladonnanéilnomedel
locale.C'erachiavevavisto
peròTakemiyapasseggiarein
quelquartiereinsiemealla
donna.
Lasignoraavevapensatoche
ilragazzofossefuggitoper
raggiungereAkiko,perciò
nonloavevacercato.
Ilquartieredeipiaceridi
Itsusakaeraformatodacase
nellostilediKyoto,eanche
unviaggiatoresprovveduto
comeJūichirōcapivacheera
divisoinunazonafrequentata
dageisha,nellaparte
superioredelfiume,einuna
zonauntempoalucirosse
nellaparteinferiore.
Ilvecchioquartierealuci
rossesieratrasformatoinun
grovigliodistradineconbar,
nightclubelocande.Jūichirō
perlustròlestrade
soffermandosidavantiai
nightclubconnomi
americanieaibar;male
porteeranochiuseeilocali
parevanodeserti.Ognitanto
incrociavaunaragazzadi
ritornodalbagnopubblico:
unaconicapelliannodati
sullanuca,conindossoun
giubbottomaschiledinylon,
sivoltòaguardarlo
sospettosa.Glizoccolidi
legnodellaragazza
risuonavanonelsilenzio.
Jūichirōcontinuòa
camminarecomeseilsuo
unicodesideriofossequello
diprocederefinoacadereper
terrasfinito.
Nonconoscevanélafacciadi
Takemiya,ossiadiKaoni
Kawaguchi,néquelladella
donna,esepercasoavesse
avutolafortunadiincontrarli
nonavrebbepotuto
riconoscerli.Malasuamente
confusadallastanchezzaera
certachesarebbestatain
gradodiriconoscereacento
passididistanzailragazzo,se
davverosifossetrattatodiun
extraterrestre.
Maloeraveramente?
Ilsolestavapertramontare.
Jūichirōnonerariuscitoa
trovareTakemiya.Checosa
avrebbedettoallafiglia?
«Sì,erapropriounvenusiano.
Tihaabbandonataedè
tornatosuVenere».Oppure
avrebbedovutoconfessarle:
«Erapropriounterrestre.Ti
haingannataedèfuggito».
Ifattinonsarebberocambiati
ma,qualepadreterrestre,
Jūichirōavrebbedovuto
mentireallafigliaper
mantenereintattiisuoisogni,
edichiararequellochenon
credevaecioècheTakemiya
eraunvenusiano.
Seeglifossestatoun
terrestre...D'altrondedal
puntodivistadiun
extraterrestre,ilcastigopiù
adattoaunaragazza
extraterrestreinnamoratadi
unterrestreeraproprioquello
diindurlaacontinuaread
essereingannatadaunafalsa
illusione.Akikononavrebbe
dovutocedereallabellezzae
aisuoifalsiprincipi!
«Bene,lacastigherò»,pensò
ilmisericordiosomarziano.
TornatoadHannō,lostanco
padreleavrebbecertamente
detto:«Sì,eraproprioun
venusiano.Tihaabbandonata
edètornatosuVenere».
CAPITOLO7
«Offriamosogniaigiovani».
Eraquestoloslogandi
KatsumiKuroki.Unoslogan
cheattraevamoltigiovani,sia
perchéavevaunsignificato
vago,siaperché
presupponevachelamaggior
partedeigiovanimoderni
avesserorinunciatoailoro
sogni.MaKazuoeradiverso
daglialtri.Siaccontentava
soltantodellasensazione
dellarealtà.Ossiadellarealtà
diproveniredaMercurio.
Dellasensazionerealechela
terrafosseunastroadorabile,
conun'affascinantenatura,
donnegentili,eche,per
numerosimotivi,valessela
penadiproteggerla...Quale
diversarealtàpotevaesistere
perlui?
Proprioperchéavevauna
similepercezionedellarealtà
lagenteloconsideravaun
giovanericcodiluminose
speranze,edegliera
fiduciosodipoteressere
amatoedesideratodalla
genteproprioperchéera
diversodaigiovaninevrotici
dellasuaepoca.
«Almenotudail'impressione
dicustodirecontenaciaun
sognosulGiapponeesul
futurodell'umanità.Nonè
teoria.Èesattamentela
sensazionechesiprova
osservandoti».Gliaveva
dettoKuroki,elesueparole
eranopiaciutealragazzo,
benchénonfosseungiudizio
esatto.Forseungiornoi
terrestriavrebberovotatoper
unextraterrestre,senza
conoscernelaveraidentità,
accettandocosì
inconsapevolmenteil
dominiodiunaltropianeta.
Inutiledirechesarebbestata
lalorofortuna.
Kazuononapprezzava
l'ingenuitàconcuiKuroki
scrivevaunaletteradi
"francheespressioni"ad
autorevolipersonalità
americaneognivoltache
accadevaqualcosae,felicedi
unarispostadidueotre
righe,operapresumibilmente
diunsegretario,lapubblicava
inunopuscolo.Ma,aparte
questo,provavasimpatiaper
Kuroki.Perluieraunostudio
moltoutileesaminaretuttii
sistemiusatidaKurokiper
attrarreilfavoredeiterrestri,
opiùesattamentedei
giapponesi.Inpocotempo
riuscìacomprendereconun
sensodipena,quantosuo
padre,Jūichirō,ignorassela
psicologiadeiterrestri.
Leconferenzepaterne
avevanosuccesso,masu
gentedaconsiderareinun
certosensomalata,eilsuo
somigliavaalpietoso
successodegliartisti.
Ungiornoalprincipiodi
marzo,terminatigliesami,
affidòallasorellailcompito
diaiutareilpadreealleottoe
mezzosirecòaSetagaya,in
casadiKuroki,poichégli
avevanodettoche,almattino,
bisognavafarvisitaai
politici.Eraunacasetta
circondatadaunasiepe
fuligginosa;l'internoappariva
affollato,perchéKuroki
ricevevainsiemetuttigli
ospitiprimadirecarsial
parlamentoperpartecipareai
lavoridiunacommissione.
Kazuosipresentòaun
segretariouscitoad
accoglierlo.Com'eraovvio
Kurokinonsiricordavapiù
delragazzocheavevaveduto
unavoltasola,puravendolo
invitatoafarglivisita.Il
comportamentoslealedel
politicoparveinteressantee
nuovoaKazuo.
Kurokiapparvesullasoglia
conunelegantecompleto
grigio.Lagentelo
accompagnavabisbigliando;
eglisifermòdavantiaKazuo
cheindossavaladivisadi
studente,sivolseeglisorrise.
Avevaunvoltointelligentee
unsorrisoamabile:Kazuo
capivaperchélesue
apparizioniintelevisione
suscitasserograndefavore,
eglistessosisentiva
incantato.Kurokiglibatté
amichevolmenteunamano
sullaspalla:
«Scusa,stamattinasono
impegnato,matuttiivenerdì
allequattrodelpomeriggio
radunodeglistudentinelmio
ufficiodiToranomon;seti
va,partecipaanchetu.
Discorroperun'oraconi
giovani.Quellariunionedel
venerdìèpermeunpiacere».
Kazuosirecòallariunione:
Kurokiparlòperun'ora.Maa
Kazuonondispiacquedi
rimanereinginocchiofrai
tantigiovanicheaffollavano
lostrettoufficio,perchéera
incantatodaldiscorsodel
politico.Affermòchela
civiltàdell'OceanoIndianosi
eratrasferitanel
Mediterraneo,equindi
nell'Atlantico(ossia
dall'Europaall'America)ma
chenegliultimiannilaciviltà
sieraspostatanelPacifico,e
cheilGiapponeavrebbe
avutounruolopreminentein
quellatrasformazione.
L'espressione"ottodirezioni,
unasolanazione"erauna
predizioneditaleciviltà,
manipolatadallacriccadei
militarieridottaaunmisero
evolgaresignificato.
Bisognavastabilireunordine
universalecheraggruppasse
tuttelenazioni.Mail
concettodiquell'unione
universale,sesifossebasato
soltantosuunamalintesa
uguaglianzaecioèsuuna
sortadifederazione
internazionale,avrebbe
condottoinunvicolocieco:
dovevainvecebasarsisuuna
perspicaceprecognizione
delletendenzestorichedella
civiltà,ecioèessere
un'unionepluridimensionale
(!)fradueelementi,il
Giapponeeilrestodel
mondo.Nellacoscienzadella
crisimodernasipercepiva
l'influenzadiunospiritodi
nuovacollaborazione
universale,cosìcomenel
Giapponechefluttuavatrale
ondeviolentedellapolitica
internazionalesi
distinguevanolebolled'aria
dellasuafunzionedilivella
perlapacenelmondo.
Egliintuivaneigiovanila
baldanzaeilvigoredel
popologiapponese,e
attribuivaladifficoltàdi
concepiresperanzeperil
futuroaipoliticiimpreparatie
corrotti.Rimproveravaal
governoIkedailsuo
atteggiamentopavidoefalso,
eaccusavalasuapolitica
economicaeinternazionale,
predicandoinvecela
necessitàdicreareunesercito
didifesanazionalecomela
Svizzera.Inoltresidoleva
dell'antipatriottismodi
sinistraincuierasprofondata
lanuovascuoladel
dopoguerra.Nonpoteva
crearsiunospirito
internazionaleinchinon
avevaunconcettoverodel
patriottismo:eglidetestavail
cosmopolitismocorrottocon
lostessoaccanimentoche
riservavaallafalsa
democraziadeipartitidi
sinistra...
Benchéfosseroopinioni
affattosuperficiali,esse
parevanoattraentigraziealla
voceealfisicogiovanedi
Kuroki,alsuofascinod'uomo
sportivo,sano,esolare.Gli
studenti,chedurantequell'ora
nonavevanopronunciatouna
solaparola,parevano
elettrizzati,eleloroguance
s'imporporavano,gonfie
d'ideali.
Kazuofudinuovotrattato
conparticolareattenzione.
Sebbenefosseunnuovo
simpatizzante,glifuaffidato
l'incaricodiaccompagnarein
unavisitaallacittàimembri
dell'associazionedelle
famigliedeglielettoridefunti
cheilgiornoseguente
sarebberoarrivatiaTōkyō.
Lasettimanasuccessivail
segretariodiKurokisi
ammalòdiinfluenzaeKazuo
losostituì.
Nonavevaormaipiùtempo
pertornareaHannō.Lerare
volteincuiriuscivaa
rientrareinfamiglia,veniva
accoltoconunastrana
eccitazione,comesefosseun
ospite,mentrelasorella,
pallida,sirinchiudevanella
suacamera.Lamadregli
avevasegretamenteparlato
dellagravidanzadiAkiko.
Nonneerastato
impressionato,viaveva
semplicementeintravisto
l'oscura,banalesofferenzadi
unaqualsiasifamiglia.
UnaseraKazuoaccompagnò
inunagitaturisticaungruppo
dielettori;giuntialMikado
perassistereaunoshow,
ebberol'onorediriceverela
visitadiKuroki,cheaveva
abbandonatounbanchettodi
Akasakaperchésiannoiava:
congrandegioiadeglielettori
ilpoliticoandòinsiemealoro
avedereunospettacolodi
oiranaMatsubaya,nel
quartierediYoshiwara.Dopo
averaccompagnatogli
elettorialloroalbergo,Kazuo
ebbel'onoredisaliresull'auto
diKuroki.L'uomopolitico
canticchiava.Quandofurono
neipressidell'abitazionedi
Setagaya,Kurokiordinò
all'autistadifermarel'auto
accantoaunoscurogrande
vivaioperchédoveva
soddisfareunaimpellente
necessità.Quindiorinòa
lungosuunalberellodi
cipresso.
LaViaLatteascorrevabassa
versooccidente,mentresulle
lorotestesisnodava
sinuosamentelacostellazione
diIdra.Ilquadrilaterodella
Vela,checontraddistingueva
ilcielomeridionalein
primavera,scintillavaconuna
luceintensa,quasiasfiorare
lecimedegliarbusti.Everso
lozenitlacostellazionedel
Leone,rivoltaaoccidente,
apparivasdraiataa
contemplareilmondo,mentre
lastelladiprimagrandezza
Regolovolgevailsuoocchio
luminososull'eclittica.
Kazuo,rapitodallasolennità
delcielostellato,nonsi
accorgevacheKuroki
indugiavaarisalireinauto.
Erastranocherimanessein
silenzioameditare,volgendo
laschienaalsuoimportante
ascoltatore.Oforsequellaera
unasuaabitudineignotaa
Kazuo:potevadarsicheegli
stesse,comesovente
accadeva,elaborandounasua
peculiarecosmologiamentre
guardavalestelle.
«Scusa,midispiaceper
l'attesa».Kurokisalìinfretta
inauto,comeun'ombra.
Kazuoprovòunasensazione
strana,nell'oscuritànon
riuscivaadistinguereilvolto
dell'uomo,eneppureisuoi
occhi.Mainquell'istante
ebbel'impressionecheanche
Kurokifosseun
extraterrestre.Dopochel'auto
ebberipresolasuacorsa,
domandòconnoncuranza:
«Lepiaccionolestelle?»
«Lestelle?...Certochemi
piacciono»,rispose
laconicamente.
Ungiornolamogliedi
KurokimostròaKazuouna
rivistaconunarticolosusuo
padreeunafotografiaegli
domandò:
«Ètuopadre,vero?»
Kazuoarrossìviolentemente.
«Chiglielohadetto?»
«Miomarito».Lasignorasi
mostròmeravigliata:«Ma
come,nontenehaparlato?»
Kazuonefuturbato.Come
maiKurokiavevataciuto?
Perdisprezzo?Per
discrezione?Operqualche
altromotivo?
«Devicomportarticomeuna
personanormale.Ancorapiù
normaleditutti.Questoèun
doveredellepersone
superiori,eancheunmodo
perproteggersi».Cosìgli
avevainsegnatoilpadre,che
orainvecesicomportava
comeunmissionario,edera
divenutooggettodiderisione
dapartedellagente.
Ovviamentesuopadrenon
rivelavadiessereun
extraterrestre,maamolte
personebastavasentirlo
parlaredelleastronaviper
reputarlopazzo.
«Ancheseèmiopadre,non
haildirittodiobbligareun
figliocheormaièadultoe
vivetralagenteavergognarsi
dilui»,pensòinfuriato
Kazuo.Ilsuocomportamento
eramoltodiversodaquello
delpadre.Chedirittoaveva
suopadredicrearglidei
problemi?
L'impressionediestrema
felicitàdiquandoeraapparso
ildiscovolante,momentonel
qualeerastata
istantaneamenteguaritala
lacerazioneprodottadaun
mondoincuituttoeradiviso,
lasensazionediaver
raggiuntounachiaraunionee
un'armonia...eradifficile
conservarlanellavita
quotidianama,unavolta
provatala,eraaltrettanto
arduocancellarelacertezza
cheilmondoavrebbedovuto
esseretaleequalel'avevano
percepitoinqueimomenti.
Similisentimentierano
comuniaiquattromembri
dellafamigliaŌsugi.Peressi
sforzarsiditenderea
quell'armoniasignificava
cercaredicontinuolaloro
sorgente,tornarealleorigini,
elaloroaspirazioneeradi
realizzarequellafelicità
estrema,simileaunmattino
d'estateinunfruttetoasperso
dirugiada:riuscirearendere
eternoquell'attimoincuiera
comparsoildiscovolante,
fareinmodochelagioia
dellasorgenteritrovata
divenisseperessistessiuna
quotidianaletizia.
Eraancheildesideriodi
Kazuo.Mapreferiva
nasconderelapropriaidentità
segreta,partecipareaquella
cheiterrestrichiamavano
"realtà",perriuscirea
purificarladominandola.
Probabilmenteperiltramite
della"politica".
Eunavoltaottenutoilpotere,
avrebbepromulgatola
legislazioneuniversaleche
avevaalungocovatonelsuo
animo.Permantenerein
eternolapacesullaterraera
necessarioistituireunasevera
strutturapoliziesca
internazionaledaipoteri
pressochéillimitati.
LavergognadiKazuosi
mutòinrabbia,edegli
incominciòapensareche
persinolagravidanzadella
suadisgraziatasorellafosse
colpadelmodoingenuocon
cuiilpadreconcepivalavita.
Sentivadiodiarlo.Tuttele
disgrazieprovenivanodal
padre,dalsuonobile
idealismocuiconferivano
fascinoancheilsuoelegante
nasoegliocchialida
professore.Tuttoderivava
dallatristeombradi
solitudineintellettualeche
magnetizzavagliesseriumani
concuiavevacontatti.
Kurokiavevachiestodipoter
acquistareunterreno
pubblicocheappartenevaalla
prefetturadiMiyagieil
consiglioprefetturale
gliel'avevaconcesso.Male
autoritàlocalisieranomosse
perottenereun
riconoscimentodel"dirittodi
zonadiproprietàdella
comunità".Kurokisiera
arrovellatoperrisolverequel
problema,perfortunaaveva
saputocheall'universitàdi
SendaiinsegnavaMasumi
Haguro,unespertodeidiritti
diproprietàdellecomunità.
Sieradunquerecatonel
Sendai,avevaincontratoil
professoreassociatoechiesto
ilsuoparere.Ilprofessore
Hagurosierasubitorecatoin
loco,avevaconsultatoantichi
documenti,edessendoquello
unterritoriogiàoggettodi
suoistudi,erariuscitoa
trovaretestimonianzeche
confutavanoilpareredegli
abitanti,cosicchéiloroanimi
sieranocalmati,eranogiunti
auncompromessochefaceva
prevedereunasoluzione
positivaallaquestionee
Kurokieratornatosoddisfatto
aTōkyō.Dopoessersi
congedatodaHagurocon
estremacordialità,comeselo
conoscessedaundecennio,
avevapromessodirivederlo.
«Questanottearriverannoda
SendaiilprofessoreHaguroe
duesuoiamici.Vaialla
stazioneariceverlie
accompagnaliallaLocanda
deiVentagli.Domanili
accompagneraialla
rappresentazionedi
mezzogiornodelKabuki.
Dopooffriròlorounacenaad
Akasaka.Sonomoltogratoal
professoreperchéharisoltoil
problemadelterrenoperla
scuola.Edesideroaccoglierlo
nelmiglioredeimodi.Perciò
l'hoinvitatopregandolodi
venireincompagniaditutti
gliamicichevoleva».
QuellaseraKazuoattesegli
ospitiallastazionediUeno.
Vedendoscenderetreuomini
daunoscompartimentodi
primaclassedelrapido,capì
subitochesitrattavadi
Haguroedeisuoiamici.La
gracilecorporatura,ilvolto
pallido,gliocchialidallelenti
rotonde,ilcompletoela
cravattaprividieleganza,
tuttosiaddiceva
perfettamenteaunprofessore
diun'universitàprovinciale,
malarapidaintuizionedi
Kazuocentròunulteriore
bersaglio:
«Quest'uomoètropposimile
aunprofessorediprovincia.
Forsenonloèaffatto,può
darsipersinochenonsia
neppureunessereumano...»
Isuoiduecompagnierano
tipistrani:unoeraunragazzo
grossodailineamenti
sgraziati,el'altrounuomodi
mezzaetà,grassottellee
volgare.Queitresene
stavanoallineaticomeun
campionariodibrutta
umanità.
«Sonovenutoadaccogliervi
insostituzionedell'onorevole
Kuroki.L'onorevoleattende
congioialaseradidomani.
Viaccompagneròallavostra
locanda».
«Tu...seiŌsugi,vero?»
Stupitocheconoscesseroil
suonome,ilgiovanepresela
vecchiavaligiadiHaguro,e
camminòdavantiaitre,
consciodiessereosservatoda
loro.Ilmattinoseguentedi
buonoraKazuosirecòalloro
alloggio,peraccompagnarlia
teatroprimachesialzasseil
sipario.Spiegòchesitrattava
dellapresentazioneal
pubblicodell'undicesimo
Danjùró,unospettacoloperil
qualeKurokierariuscitoa
procurarsiibiglietticon
moltadifficoltà.
Siaccomodaronoinunpalco
centrale,dicuiilgrupponon
parevadegno.Dopocheil
sipariosifualzatosul
Shibaraku,itredistribuirono
ilorosguarditediati
equamentetrailpalcoeil
pubblico.Siprotesero
incuriositisporgendosidalla
bassabalaustraquandovidero
sullapasserelladifronteai
loroocchiilnuovoDanjùró
chesiesibivaneiseibalzi
all'indietrodelQuaderno
delleofferte.Lospettacolosi
concluseconun'opera
moderna:Lareteastrascico
dell'amorediunvenditoredi
sardinediYukioMishima,
mailprofessoreespresseil
parerechenonvalessela
penadiassistereaun'opera
minorescrittadaun
romanziere.Isuoicompagni
furonod'accordo.
«Piuttosto,Ōsugi,perchénon
ciaccompagniingiroperla
Ginza?C'èancoratempo
primadiincontrareKuroki».
Eraunluminosopomeriggio
diprimaveraelaGinzaera
affollatacomesefosse
accadutounincidente.
«Voletecheviconducaaun
caffèdibelleragazze?»
domandòKazuo.
«Buonaidea»,convenneil
professoreconsussiego.
Maitre,sedutiinunoscuro
séparé,nonmostraronoalcun
segnodigioiaquandouna
bellaragazza,senzaun'ombra
disorriso,depose
quietamenteletazzinedi
caffèdavantialoro.Il
giovanealtoegrossofissava
ladonnaconsguardotorvo,
mentrel'uomodimezzaetà,
piuttostograssoccione
contemplavaestaticosoltanto
lanuca.
Sorseggiandorumorosamente
ilcaffè,Hagurosirivolsea
Kazuoeconunvolto
sorridenteglidomandò:
«Ormaisiamoinconfidenza,
credochetupossadirmise
seiilfigliodiJūichirō
Ōsugi».
Kazuopensòcheavesse
conosciutosuopadrequando
eraancorainsegnante.
«Sì».
«Recentementehoseguito
conmoltaattenzionel'attività
dituopadreattraversogli
articolidialcuneriviste».
Kazuosiinfuriò:
«Miopadreèmiopadreeio
sonoio».
«Tuttiigiovanisiesprimono
così.Edègiusto.Bisognache
siacosì».
Laconversazionesi
interruppeeitreospiti
mantennerounsilenzio
assoluto,comegattiin
ascolto.
AuncertopuntoHaguro
volselentamentelosguardo
attornoedisseaKazuo:
«Vorreifartiunadomanda...
Tuopadreèforseun
extraterrestre?»
CAPITOLO8
Kazuoosservòconsguardo
sgomentoHaguro,cercando
dicapireilveroscopodella
domanda.Potevasembrare
unadomandaoziosa,ma
forsecelavaun'urgenza
importante.
Adognimodoconcernevaun
gravesegretoche,oltread
appartenerealpadre,
coinvolgeval'interafamiglia.
LadomandadiHaguronon
erastataespressaconuntono
beffardo,bensìconuna
cupezzacheimpedìaKazuo
diprovareilsolitosensodi
vergognaedicollera.Riuscì
infinearitrovarelacalmaper
rispondereconnaturalezza:
«Figuriamoci,èun'assurdità!
Sosoltantocheinquesti
ultimitempimiopadre
sembraunpo'istupidito,non
sicapiscechecosapensi».
Grazieallasuarisposta
evasiva,ilsoggettodella
conversazionecambiò;arrivò
l'oradiaccompagnareitre
ospitialristorantedi
Akasaka.Solitamente
l'impegnodiKazuosarebbe
terminato.Nonavevamai
partecipatoaqueilussuosi
banchetti,tantopiùchegli
ospitivenivanoricondottial
loroalloggioconun'autoa
noleggio.
«Alloravisaluto»,annunciò
rimanendosullasoglia.Ma
Haguroreplicò:
«Aspettaancoraun
momento».
Itreentrarononelristorante,
epocodopoapparveuna
cameriera,cheglitrasmiseun
messaggiodiKuroki:
«Ilmaestrodesiderachelei
cenialvicinoristorante
Edoyaecheattendalà...ha
dettocheavràancorabisogno
dilei.Penseròioad
avvertirla».
Kazuosirassegnòacenareda
solonelristorantedi
Akasaka,inmezzoal
quartieredeipiaceri.
Ilsuoanimoeratormentato
daunvagosensodiansia.
Appenaavevaincontrato
Haguroallastazionesiera
sentitoprivato
dell'indefinibilesollievoche
provavainmezzoagliesseri
umani:lasensazionediessere
diversodaglialtri,dinon
avereresponsabilità,di
seguireleregoledelmondo
solotemporaneamente,
sensazionesimilealconforto
diessereimmersonell'acqua
calda.
Dopoessersialungo
arrovellato,Kazuogiunsea
unaipoteticaconclusione:
oltreagliŌsugidovevano
essercialtriextraterrestriche
vivevanosullaterra,esseri
completamentediversida
loroeincapacididistinguere
gliextraterrestrichenon
appartenevanoalloropianeta.
Seeglisifosseaccortodiloro
mentreessiavessero
continuatoaignorarlo,
avrebbedovutonascondere
lorolasuaidentità,efingere
dinonaverpercepitochesia
Kuroki,siaitreospitidel
Sendainonappartenevano
allarazzaumana.Eraquello
ilsistemamiglioreper
difendersi.
Kazuoeraconsapevoledi
esseresuperiorealmenoper
l'abilitàconcuierariuscitoa
svelarelaloronatura,ma
capivadidovernascondere
ancorpiùaccuratamenteogni
lievesensodisuperiorità.
L'invidiadiunextraterrestre
eraprobabilmentemoltopiù
pericolosadiquelladiun
essereumano.
Siaprìlaportaavetri
dell'entrataeapparvela
camerieradell'altroristorante.
Dopoaverrivoltounafrase
scherzosaalcameriere,si
avvicinòaKazuoebisbigliò:
«Scusiperl'attesa.Ilmaestro
vuolechel'accompagnisubito
dalui.Poverettoleichedeve
occuparsidiqueivolgari
ospiti!»
«Diamoilbenvenutoalla
nuovapromettente
generazione!»losalutò
Kuroki,ubriaco,rivolgendo
lasuavocetonanteaiverdi
tatamiconilbordodi
broccato.Quindisiraddrizzò
edisseaHaguro:
«Èunbravoragazzo,vero
Haguro?AncheTōkyōè
cambiata.Ilprimo
cambiamentoèchesono
aumentatiibraviragazzi
comelui.Ragazzipuri,seri,e
chenonsidannoarie!»
«Loconoscodasoloun
giorno,maholastessa
impressione.Invecegli
studentidiSendaisono
introversieorgogliosi:un
problema»,convenne
Haguro,lanciandoundardo
controisuoilontaniallievidi
cuinongodevaaffattoil
favore.
Eraunasalalargadodici
tatami,illuminatadalle
candelecomesefossegiorno.
Vieranocinquegeisha,che
appenaKazuosifusedutogli
versaronosubitoilsakè.Era
laprimavoltacheveniva
invitatoaunbanchettocon
dellegeisha.Avevanotutte
unnasoelegante,guance
pesantementetruccateche
risplendevano,emanichesi
muovevanocongestidelicati
masicuri,comeinunadanza.
«Nonsembranoperniente
esseriumani.Hannol'ariadi
creaturechevogliano
apparireextraterrestri»,pensò
Kazuo.
Kuroki,senzadegnarledi
alcunaattenzione,incominciò
unodeisuoilunghidiscorsi.
«Hovolutochetuvenissi,
Ōsugi,perchédovremo
discuteredelproblemadituo
padre».
Kazuopensòcheeraarrivato
alnocciolodellaquestione.
«Questoproblemami
angustiavagiàprimadi
incontrareilprofessor
Haguro,cheèesperto
dell'argomentoeconcuimi
sonotrovatod'accordo.Non
possoancoradirequalcosadi
determinante,mapurtroppoil
movimentoperla
realizzazionediunapace
universaleguidatodatuo
padrehasuscitatogravi
sospettinelmondopolitico.
Insomma,setuopadre
sostenessequestomovimento
senzaessereunvero
extraterrestre,talisospettisi
aggraverebbero,esepoifosse
davverounextraterrestre,si
esporrebbeinconsciamenteal
pericolo.Nelprimocasonon
potreiaiutarlo,nelsecondo
invece...Certo,attrarrei
troppol'attenzionedellagente
semirecassipersonalmente
allatuacasadiHannō,mail
professorHaguropotrebbe
andareinvecemiaaparlare
contuopadreperconvincerlo
eaiutarlo.Vedicomeiomi
preoccupodite,dituopadre
eanchedellatuafamiglia.
Perciòdesiderochetumi
rivelisinceramentequalè
l'originedituopadre».
Kazuorimaseostinatamente
insilenzio.Capivadi
stringereinmanolacarta
vincenteediessereinuna
posizioneprivilegiata.Infine
risposeconlentezza:
«Capiscochecosaintende
dire.Leiperòfaappelloai
mieisentimenti,
presupponendocheiosiaun
figlioaffezionatoalpadre.
Masenonnutrissialcun
sentimentod'affettoneisuoi
confronti,chefarebbe?Io
potreianchepreferirechemio
padresiaoggettodisospetto
dapartedelmondopolitico».
«Interessante»,reagì
immediatamenteKuroki.
«Ciòsignificachetuhai
un'originediversadaquelladi
tuopadreechenonvai
affattod'accordoconlui,
ossiachetuseiunessere
umanoetuopadre...»
«Nonpossopronunciarmi
riguardoaquesto»,obiettò
condecisioneKazuo.
Seguìunpenososilenzio.Le
geishaavevanogliocchi
spalancati,eranorimaste
sbalorditeconlabottiglietta
disakèinmano,eitreospiti
fissavanol'espressionedi
Kazuopercarpirneleminime
variazioni:soprattuttol'uomo
altoegrosso,tremava
impercettibilmentenell'attesa.
L'animodiKazuoerarisoluto
avendereadaltoprezzoquel
segreto.Avevasbagliatonel
ritenerechelaparola
extraterrestrefossesoltanto
motivodirisatefragliesseri
umani.Comprendevaitimori
disuopadre,cheerano
giustificati.
Affioròallasuamemoriail
nasoperfetto,lievemente
pronunciatoefreddamente
elegantediJūichirō.Da
tempoKazuopensava:«Quel
nasoperme,però,èancora
buffo.Bisognachediventi
tragico,comepiaceamio
padre».Quelpensieroerauna
rivalsasortadaldisprezzoche
nutrivaperilpropriovolto
dall'espressionepocoacuta.Il
voltodellacredulità.
«Anchesenonsonounfiglio
devoto,nonhoilcoraggiodi
confessarefrancamenteil
segretopiùimportantedimio
padre,perchésarebbeuna
vergogna.Maselei,maestro,
promettedisoddisfaredue
mierichiestelerisponderò.
Anzituttodesiderodiventare
ilsuosegretarioufficiale,in
secondoluogovorreichein
futuroleimicedesseilsuo
elettorato.Incambiodiquesti
duefavorileconfesseròla
verità».
«Guardaguarda!Èunprezzo
piuttostoalto»,obiettò
ostinatamenteKuroki.«Bene.
Tiaccontenterò».
«Melopromette?»
«Certo.Dadomanitusaraiil
miobracciodestro.Equanto
almioelettorato,ungiornoo
l'altrometteròperiscrittola
miapromessa».
«Vabene,inquestocasovi
diròtutto.Miopadreè
proprioUnextraterrestre.
Nessunoaldifuoridella
famigliaèaconoscenzadi
questosegreto.Miopadre...
provienedaMarte».
Kazuoguardavafissoinvolto
Kuroki,mentreitreospitisi
scambiavanosguardidiintesa
esospirandoparevache
bisbigliassero:
«Propriocosì...»
Accorgendosidell'atmosfera
rilassatalegeisharipresero
gaiamenteaversareilsakè,
malalorovivacitàparve
inutileaKazuo,comefuochi
d'artificioinpienogiorno.
Quasisifossefinalmente
ridestato,Kazuodomandòa
granvoce:
«Maestro,leisièinteressato
ameperchésapevacheero
figliodiJūichirōŌsugi,
vero?»
«Cheidiozia!Misono
interessatoateperchého
capitosubitocheeriun
ragazzopromettente.Ame
nonvannonéglistudentidi
sinistranéquellidiestrema
destra.Misonoaccortochetu
seiunodiqueigiovanichein
futurososterrannolesortidel
Giappone»,loconfutòcon
grandeserietàKuroki.
Ildiciassetteaprilefuuna
bellagiornataserena,ela
famigliaŌsugicenòpresto,
poisiradunòalpiano
superiorenellacameradi
Akikovoltaaponente,per
contemplareiltramonto
primaverile.
Daquandoerastatoa
Kanazawa,ilpadretrattava
Akikoconancoramaggior
sollecitudine,quasifosse
moribondainvececheuna
donnanelcuiventrecresceva
unavita.Dopoaverdecisodi
metterealmondoilbambino,
Akikosieraritiratadalla
scuola,rimanevasemprein
casaededicavatuttoilsuo
tempoailavorid'ufficioper
l'Associazionedegliamici
dell'universo.
Nessunodeitreaccennò
all'assenzadiKazuo;la
famiglia,riunitadopocena,
sembravapersinofelice.
Akikoavevafinitodisoffrire
dinausee:ilpadreleaveva
goffamenteraccontatociòche
avevaappresonelsuoviaggio
aKanazawa,eilsuoanimosi
erarasserenato.Aigenitori
sembravadiventatadigiorno
ingiornopiùquieta,comese
intornoaleicrescessesempre
piùunalonedisacralità.Al
contrariodell'acido
atteggiamentodicristallino
rifiutoassuntofinoadallora,
laragazzaparevatraboccare
dellapienezzadiunlagoche
lambisseleerbedellariva,e
anchedalladolcezzadelsuo
mododiesprimersisiintuiva
laluminositàdelriflessodi
unalontanasacralitàchele
impedivadiferirel'animo
altrui.Akikoridevasovente.
Uditadalontano,tuttavia,la
suarisataavevaun'eco
limpidamamalinconicache
sconvolgevailcuorepaterno.
Akikosfogliavalepaginedi
unlibrodileggendeedi
raccontisullestelle,
consigliatoledalpadreper
nutrirelospiritodelfeto.
Jūichirōdisprezzaval'inesatta
astronomiaumana,ecredeva
cheleleggendeeiracconti
popolaricontenessero
immaginisuggeriteagli
uominidagliextraterrestri.
Akikoamavaunaleggenda
degliindianid'America
chiamataLasposadelle
stelle.Uncacciatorechiamato
Falcobianco,avevavisto
dodicibellefanciulle
scenderedalcielodanzando
conungrossocestod'argento;
sierainnamoratodiunadelle
fanciulleel'avevasposata,
maungiornoessa,desiderosa
ditornareallasuapatria
celeste,sieratramutatainuna
stella.
LamadreKyokoera
preoccupatadellatendenzaa
sognarediquellafiglia
abbandonatadaunuomoein
attesadiunbambino.Akiko
erastataingannatadaun
essereumano,avrebbe
dovutostudiarepiù
profondamentelapsicologia
umana.Manonpoteva
cercaredipersuaderelafiglia,
perchéilmaritoglielo
impediva.Kyoko,invece,non
sieramaipreoccupatadi
Jūichirō.Negliultimitempiil
maritoeradimagrito,mala
cosaleapparivanaturale:era
cosìpreoccupatoeimpegnato
nellavoro!
«Inquestigiorninonhai
appetito,veropapà?»disse
all'improvvisolalimpida
vocediAkiko.
«Pensodiesserestancodei
cibiterrestri».
«Misembraimpossibile»,
obiettòKyokochesisentiva
chiamataincausa,echeera
orgogliosadellasuabravura
dicuoca.«Laterraèpienadi
cibigustosi».
«Sì,perònonsoperchémain
questoperiodomitornano
allamenteicibi
incomparabilmentedolcidel
mioluogod'origine.Erano
secchiebianchi,eavevano
unprofumomeraviglioso,
parevanopetali.Scendevano
dinottedalcieloesi
posavanosuiramidegli
alberi.Bastavaunpetaloper
sentirsiriconfortati,trepetali
peresseresazi».
Ilsoleeratramontatoeperla
stradasemidesertasiudivano
itrillideicampanellidelle
biciclette,levocideibambini
checontinuavanoagiocare
nonostanteirichiamidei
genitori,ilsuonodella
trombettadelvenditoredi
tofu,ilsibilodellasega
elettricadelfalegname
all'incrociodellestrade,le
vocideitelevisori...
Aduntrattosiudìlostridere
deifrenidiun'autolucidae
nera,unapartedellaqualeera
visibiledallafinestra.Ne
sceserotreuomini,che
parlottaronoosservandouna
sortadimappa.Unoera
magro,unaltrodicorporatura
tozza,el'ultimo
particolarmentealto.
BastòunosguardoaJūichirō
perimpallidire.Sgranògli
occhiperiltimore,lemani
appoggiateall'intelaiatura
dellafinestratremavano.
«Chetisuccede,papà?»
«Sonoarrivatidegliindividui
terribili!Spaventosi!
Immaginavocheprimaopoi
sarebberovenuti».
ItreuominidiSendai
chiacchieravanoabassavoce
nellasalad'attesa.
«Questaanticameraètipica
dellefamigliedanarosedi
provincia.Cenesonoanchea
Sendai.Piùl'anticameraè
spogliaepiùhannosoldi.Se
litengonobennascosti.Epoi
chissàquanteofferteha
ricevutodaisuoiammiratori
ilproprietariodiquestacasa
dopotuttequelle
conferenze...Peròha
accettatosubitodiriceverci.
Probabilmenteèstato
impressionatodalmio
bigliettodavisita»,sentenziò
ilprofessore.
«Senoninterveniamo,finirà
perdiventarefamoso.
Bisognasradicarlosubito»,
proposeilparrucchiere.
«Kazuohaparlatodiuna
sorellaminore,chissàcom'è?
Laviolenteròelametterò
incinta,cosìsisuiciderà...ma
agiudicaredailineamenti
dellamadrecheèvenutaad
aprirci,nondeveessereuna
granbellezza»,dichiaròil
giovaneKurita,chegodevadi
alcunigiornidiferie
concessiglidallabanca.
Siaprìlaportaeapparve
Jūichirō.Gliospitisi
meravigliaronovedendoil
suovoltopallidoelasua
terribilemagrezza.Sisedette,
tolseunasigarettadalla
tabacchierad'argento
collocatasuuntavolinoene
offrìancheagliospiti.
«Qualèloscopodellavostra
visita?»domandòconcalma
Jūichirō.
«Nonabbiamounoscopo
preciso.Leièdiventato
famosoancheaSendai,
desideravamoavere
l'opportunitàdiincontrarla».
Siudìbussareallaporta,ed
entròAkikocondolcietè.
Indossavaunvestitoneroela
suasorprendentebellezza
lasciòesterrefattigliospiti.
Appenasifuallontanata,
Kuritacommentò:
«Suafigliaèunaterrestre,
vero?Soltantounessere
umanopuòavereinsorteuna
bellezzacosìsovrumana».
«Esatto.Miafigliaèuna
terrestre»,annuìJūichirō
sorridendoperlaprimavolta.
Intuivailmotivodellavisita
diquegliuomini,eilloro
fraintendimentolo
rassicurava;cosìpresentò
subitolasuacartavincente:
«Inquestoleièdiversada
me».
«Sonocontentocheleiabbia
subitoaffrontatolaquestione.
Saràpiùfacilecontinuareil
nostrodiscorso»,approvòil
professoresorseggiandoiltè.
«Siamovenutiperdiscutere
fradinoi,noiextraterrestri,
intuendolesorti
dell'umanità...Mihannodetto
chelei,signorŌsugi,
provienedaMarte».
«Esatto.Evoi?»
Ilparrucchiererecitòla
lezioneappresaamemoria:
«Proveniamodaunpianeta
sconosciuto,la
sessantunesimastelladella
costellazionedelCigno».
«DelCigno?Dunquedauna
direzionenefasta».
«Nonpoicosìnefastadal
puntodivistaumano»,rise
sinistramenteilprofessore.
«Lanostramissioneèinfatti
quelladiconcedereun
autenticoriposoall'umanità».
«Avretefattounlungo
viaggio»,convenneJūichirō,
«manonsarebbemeglio
permetterechesianogli
abitantidelsistemasolarea
pensarci?»
«Inquestocasol'umanità
diverrebbeinfelice.Noi
amiamogliesseriumani,
perciònoncisforziamodi
preservarecomeleiatuttii
costil'umanità.Nonèilcaso
diconservarlaacondizioni
impossibili».
«Acondizioniimpossibili?»
«Ossiaconquellachevoi
definite"pace"...Comunque,
vorreicheprimaditutto
esaminassimoattentamente
l'umanitàepoidiscutessimo
checosafarne.Arriveremoin
seguitoalleconclusioni».
Lelentevolutedifumodelle
sigarettetentavanodi
avvolgereillatteoparalume
dentroilquale,dall'estate
precedente,giacevanonere
spogliediinsetti.
«Anzituttoabbiamomeditato
suqualisianoidifettidegli
esseriumani,inchecosa
consistalaloromalvagitàe
comecondannarla»,spiegòil
professoreconl'umiletono
delricercatore.«Gliesseri
umanisonocaratterizzatida
tremalattiecongenite,ovvero
datredifettipredestinati.Il
primoèl'interessepergli
oggetti,ilsecondol'interesse
pergliesseriumani,ilterzo
l'interesseperledivinità.Se
l'umanitàrinunciasseaquesti
treinteressipotrebbeforse
evitareladistruzione,maa
miopareresonomalattie
inguaribili.Ledescriveròla
loroevoluzionepatologica.
Anzituttoparliamo
dell'interesseversogli
oggetti.Findabambinigli
esseriumanihannola
tendenzaaconservare
gelosamentechiodirotti,
bottonistaccatiebei
sassolini.Inetàscolare
collezionanozainetti,gomme
percancellare,guantonida
baseballemitragliatrici
giocattolo,daragazzihanno
lapassionedelleautomobili,
deivestitiedellerivoluzioni
neipaesistranieri;dopo
sposatisiinteressanoalle
pipe,aitagliaerba,agli
oggettidicancelleriache
usanotuttiigiorniinufficio,
esoprattuttoaldanaroea
titolieazioni.Allacosiddetta
vitaumanaènecessarioun
accumulodivarioggetti.
Pensatequantescatolette
vuoteequantirocchettidifilo
collezionanoledonne
sposate.Poi,quandosi
stancanodeglioggettiche
consideranoutili,
incomincianoacollezionare
oggettid'arteed'antiquariato.
Oppurerivolgonoilloro
amoreallanaturasottovarie
forme.Lafloraelafauna
sonoinfattipergliesseri
umaniunasortadioggetti.
Alcunideglioggettiprediletti
dagliesseriumanivengono
racchiusinellalorotomba,ea
voltebruciatiinsiemealoro.
L'essereumanodevedunque
riconoscerechelamaggior
partedellecosecheegliha
usatoeprediletto
sopravvivonoallasuamorte,
esonoalloramoltopiù
longevedilui.Solo
raramente,comeneicampidi
concentramentonazisti,
capitachel'essereumanosia
ridottoaoggetto,masoltanto
alivellodisapone,spazzoleo
almassimoqualche
paralume.Nonvièunsolo
essereumanochedopola
mortesiastatotrasformatoin
qualcosadiveramentevalido,
comeadesempioun
ventilatore».
«Capisce,vero,chesto
cercandodidimostrarela
vittoriadell'inorganico,
dell'essenzamaterialedella
terracomecorpoceleste?Per
quantogliesseriumani
tendanoastareinsieme,non
potrannoeliminare
l'inconsciosensodisolitudine
cheavvertonointuendoche
nelleleggidell'universola
"vita"èqualcosadi
puramenteeccezionaleeche
essisonodestinatiad
affezionarsiallecose,ossia
all'inorganico.Sebbene
danaroegioiellisianoipiù
freddiantagonistidellavita
umana,lagentesiappassiona
neltentativodiattribuirea
questioggettiuncolorito
umano,unodoreumano.I
terrestrihannofinitocon
l'affezionarsiallecose,perché
neiloromovimentienelloro
ordinericercanolapropria
stessaessenza.Esonogiunti
aconferireattributimateriali
persinoallamateriaorganica,
aigattichevivonoesi
muovono,aglieventiprodotti
daglialtriesseriumani,ea
lorostessi.Conferire
all'umanoimmediatamente
l'attributodioggettosignifica
dareun'apparenzadi
perfezione,un'apparenzadi
"felicità",chel'essereumano
confondeintenzionalmente
conilconcettodieternità.
L'interessedegliesseriumani
perglioggettiindicauna
necessitàdisalvareséstessi
dallairreversibilitàdeltempo.
Ildominiodell'uomosulla
materiapresuppone
inconsciamentelavittoria
finaledellamateriastessa.
Altrimentiperché
rimarrebberosullaterratanti
volgarimonumenti,
costruzionietombedipietra,
dibronzoediferro?
Studiandoafondo,inun
certoqualmodo,l'essenza
dellamateria,l'essereumano
ègiuntoascoprirel'energia
atomica.Labomba
all'idrogenoèl'oggettopiù
paradossaleraggiunto
dall'essereumano,eorai
terrestriproiettanol'illusoria
immaginediunafinale,
estrema"umanità",proprioin
quellapericolosamateria.
Inutiledirecomesiasortoun
cosìtemibileerrore.
L'instancabileinteressedegli
esseriumaniversolecoseli
haindotti,perproteggerela
lorofelicità,aimitarela
solidaapparenzadellecose
stesse,eacercaredirendere
materialipersinolerelazioni
umaneegliesseriumani
(potreidarvimoltiesempi:al
giornod'ogginonc'èamicizia
piùbelladiquelladell'uomo
conilsuocane,perchétragli
esseriumanilaveraamicizia
nonesistepiùedessisi
incontranosolopermotividi
interesse).Labomba
all'idrogenoècomparsa,
appunto,comeunaspeciedi
ultimaespressioneumana.
Essaèsolitaria,eroica,
gigantesca,possiedeuna
forzasenzalimiti,è
modernissimaeintellettuale,
haununicosemplice
obiettivo(ladistruzione),e
inoltrevivesoltantol'attimo
presente,nonappartienenéal
passatonéalfuturoe,qualità
ancorpiùessenziale,èbella
edeffimeracomeunfuoco
d'artificio.Nonc'èimmagine
dell'"uomo"piùidealedi
questa.Ilsuoobiettivoè
l'annientamentodisée
dell'altro...L'annientamento
diséedell'altro:ah,non
sembrailritornellodiuna
meravigliosacanzone?Prima
opoigliesseriumani
dovrannobaciarequestaloro
immagine.Perorasi
accontentanodiballarvi
intornoperchésannocheil
loroattosusciterebbeunesito
irreversibile,maungiornoo
l'altro,necessariamente,
ineluttabilmente,l'uomosi
chineràaipiedidi
quell'immagineelabacerà.
Lesuelabbrapremerannoun
piccolobottone,eilcielo
all'albasaràattraversatodaun
missileatestatanucleare.
Solounsemplicebottone.
Quell'immaginenonèinfatti
soltantounessereumano,è
ancheunbottone.Che
esistenzaideale!Unpiccolo
bottone,comequellichea
voltecadonoaibambinieche
ibambiniraccolgonocon
cura.Alcunisentimentali
umanistisiostinanoa
considerarelabomba
all'idrogenounasemplice
"cosa".Masisa,gliesseri
umanihannounatesta
confusa,èpossibileche
reputinounacosapersino
"l'ultimouomo".Ènelloro
stile.Sussistetuttaviaun
problema,labomba
all'idrogenoèqualcosadinon
ancoraperfezionato.Per
garantirelapropriafelicità,
gliesseriumanidevono
viverecircondatidalla
perfezionedellecose.
Soprattuttogliumanisti,che
prediligonolepipeeivestiti
dapasseggiocontoppedi
pellesuigomiti,nonamano
compromessisuquesto
argomento.Perciòdevono
anch'essiconferireunsenso
dicompiutezzaallabomba
all'idrogeno...ecomeriuscire
nell'intento?Premendo
semplicementeunbottone».
Jūichirōascoltavainsilenzio
atestabassa,nascondendoil
suomalumore,mail
parrucchiereapplaudì
rumorosamenteconlesue
morbidemanisudaticce.
«Haproprioragione,
professore.Ioamomia
moglieeimieifigli,enutro
unmeravigliososensodi
affettoperlafamigliaproprio
perchésonounextraterrestre.
Sefossiunessereumano
sarebbedifferente.
Soprattuttolepersonericche
efamosesicomportanoin
realtàconfreddezzaversola
famiglia,egliuomini
affascinantisicomportanoda
seduttori,econsideranole
donneunoggetto.Sipuò
immaginareladecadenzain
cuièsprofondatol'essere
umanoconsiderandoquanto
facilmenteledonnecadano
nellelorotrappole.Insomma,
anchepersedurreledonne
bisognacomportarsicon
onestàeconsincerità,
rispettarlecomeesseriumani
ecircondarlediteneroamore.
Ovviamenteiononhotempo
perfarquestoperchémi
occuposoltantodimia
moglieedeimieifigli».
«Lasecondamalattia»,
continuòilprofessore
ignorandolareazionedeisuoi
compagni,«èl'interesse
dell'uomoperglialtriesseri
umani.Lasuapiùevidente
manifestazioneèforse
l'istintosessuale,chetuttavia
nonèinrealtàunveroe
propriointeresseumano.È
soltantol'attodispiareil
crepuscolodelmondodauna
fessuratralariproduzionee
l'annientamento.
Aprescinderetuttavia,
dall'istintosessualeèdavvero
incomprensibileperché
l'essereumanocontinuia
interessarsiaglialtridal
mattinoallasera!Ilgiornale
delmattinononparlachedi
fattiaccadutiagliesseri
umani,eallatelevisionenon
sifachevedereuomini.Se
qualchevoltacompaiono
immaginidianimali,sono
animaliumanizzati,inmodo
chesianogradevoli.Ei
discorsiumani?Parlano
semprediproblemiumani.Se
talvoltasiaccennaa
fenomeninaturaliqualii
terremoti,imaremoti,la
fiorituradeiciliegi,sene
discutesempredalpuntodi
vistadeldannoodel
giovamentoche
rappresentanoperl'uomo:gli
umaniamano,delresto,le
storiedimortiediomicidi.
Pertanto,illorointeresse
universaleepopolareverte
costantementesuiproblemi
umani.L'astronomia,la
matematica,lafisicaela
chimicasonoaffidateaun
nugolodiesperti,nongodono
assolutamentedelfavore
dellemasse.Eancheciòche
vienechiamato"politica",che
infervorailpopoloperquanto
teorizzataestrutturatasia,è
dalprincipioallafineuna
questionecheriguarda
uomini,uominieancora
uomini.
Consideriamoperesempioun
banchetto,duranteilqualegli
esseriumanigodano
dell'interessechenutronoper
glialtriesseriumani.Si
scambianoparolee
sentimenti,tuttisonoallegri,
sisentonoamicigliunidegli
altricomeselofosserodalla
creazionedellaterra,tuttosi
fonde,tuttosembrain
comune.Eppure,cibipresi
dallostessopiattoesakè
versatodallastessabottiglia
attraversanol'oscuroesofago
diciascunoesidirigono
versoilbuiostomacodi
ciascuno.Làiniziailprocesso
delladigestione,
completamentedistaccato
daglistomacialtrui,
insomma,sealbanchetto
partecipanoottopersone,
esistono,sottolesfavillanti
lucidellasala,ottocanali
nascosti,solitari,tenebrosi,
concondottidiversiuno
dall'altro.
Immaginiamooraun
incidentestradale,conuna
ragazzariversasull'asfalto:ha
lecoscescoperte,dacui
sgorgasanguechesimescola
conlapioggianotturna,e
sembraindossareunafresca
calzamagliaareterossache
lasciatrasparirelegambe».
«Esatto!Gliesseriumani
sonotuttidellefontanedi
sangue,eunafontanachenon
zampillasanguedurantela
vitaèsoltantounafontana
seccaorotta.
Lecolombesiavvicinanoagli
esseriumaniperabbeverarsi
aquellafontana,poivolano
viadeluse.Quellebianche,
gentilicolombenonriescono
acolorarsilealidispruzzidi
sangue!»interruppecontono
liricoilgiovaneimpiegatodi
bancainpredaall'eccitazione.
«Eicuriosichelesi
radunanointorno»,continuò
freddamenteilprofessore,
«osservanoattentamentela
donnaagonizzanterapitidalla
gioia.Tuttisannochele
sofferenzenonsitrasmettono
echenellostessotempo
ciascunodiloroportailpeso
diuna"condizione"chelo
assoggetteràprimaopoia
similitormenti.
L'interessedell'uomoperun
altroessereumanoassume
semprequestaforma.La
sicurezzache,puravendo
ricevutoinsorteilpesodi
ugualicondizionidi
esistenza,nonesistauna
sofferenzacomune
all'umanità,ununicostomaco
pertuttigliesseriumani...
Anchevoisapretechele
donnedimenticano
velocementelesofferenzedel
partoecredonocheillorosia
statoilpiùdoloroso.Sebbene
siamotuttidestinatia
invecchiare,adammalarciea
morire,lasofferenza
individualenonammette
assolutamenteunamalattiae
unamortecomuneatutta
l'umanità.
L'essereumanoriconosce
volentieril'universalitàela
comuneappartenenzaa
questionichenonglifannoné
caldonéfreddocomegli
sloganpoliticioleideologie.
Cosechenonsononéutiliné
nocive,comeantiquate
architettureeoggettid'arte,
diventanofacilmenteun
patrimonioculturalecomune
atuttal'umanità.Maquesto
nonaccadeconlasofferenza.
Sarebbeimbarazzante,infatti,
seildoloreaunmolare
provatodaunleaderpolitico
duranteunaconferenzasi
propagassealledecinedi
migliaiadipersonechelo
ascoltano.Gliesseriumani
nonsistancanomaidi
parlare,divedereedi
ascoltarealtriesseriumani
perchéquestiattisonouna
sortadiindennizzoperle
condizionidellapropria
esistenza:gliumaniaccettano
l'esistenzadeglieroiperché
sannochequalsiasieroe
possiedefunzioniescretorie
nondiversedalleloro.
L'uomocercafreneticamente
glialtriuominiper
concludere:"infondosiamo
uguali"eperpensarenello
stessotempo:"mabeneo
maleiosonodiverso".
ChiamiamoAlaprima
opinioneeBlaseconda.
L'opinioneAèall'origine
dellaconcezionediuna
repubblicainternazionale.
"Uominidituttoilmondo,
teniamocipermano",oppure,
"aboliamoipregiudizi
razziali";tuttequesteillusioni
nasconodall'opinioneA.Per
quantocisistringalamanosi
sabenissimochelostomaco
diunnegrononpotrà
trasmetteresofferenzaallo
stomacodiunbianco,e
quindinonc'ènullache
impediscaunastrettadi
mano.Nelconcettodi
repubblicauniversalec'è
qualcosadifrigidoenello
stessotempodi
particolarmentedolce,come
uncandito.Maprimaopoila
repubblicauniversalesarà
costrettadaiprincipisucuisi
basaaunaconclusione
terribile.Dalmomentocheè
iniziatadalriconoscimento
dell'unicitàdellecondizionidi
esistenzadegliesseriumani,
lacoscienzacomunitarianon
sopporteràpiùcondizioni
separatecomeildolore,il
pruritoolafame.Perchiha
maldidentilademocrazia
universalepuòandareal
diavolo.Invecchiaredasolo
inunademocraziauniversale
puòprovocareunsenso
profondodiingiustizia.
Perchénonèpossibile
trasmetterelapropria
vecchiaiaatantigiovani
sprizzantivigore?Tuttigli
appartenentiauna
democraziauniversalenon
dovrebberonascere,
invecchiareemorire
contemporaneamente?Se
l'uniformitàdellecondizioni
diesistenzafossel'unica
concezionesucuisibasasse
quest'immensanazione,essa
dovrebbeprimaopoidarne
provainconfutabile.
Ormail'uomononsopporta
piùdiessereisolatonellasua
sofferenzafisica.Infattilo
statomondialenonsièforse
formatoproprioperchiudere
gliocchidifronteaquesta
realtà?
Perciòsiescogitalapiù
grande,istantaneastrategia
dellastoriamondiale,ossiala
distruzionetotale.Èquesta
l'unicaprovainconfutabile
dell'uniformitàcheuna
repubblicamondialepuò
mostrare.Aquestopuntoviè
solounasoluzione,
immediataecondimensioni
gigantesche,maivistenella
storiaumana,ossiauna
politicadiannientamento
totale.Èl'unicaprova
inconfutabilechela
democraziamondiale
potrebbeprodurre,l'unica
occasioneperverificare
globalmentel'uniformitàdelle
condizionidiesistenza.
Nelcasodiunadistruzione
totalelasofferenzasarebbe
comuneatutti,non
esisterebbeuntormento
individuale.
Gliesseriumanihannocreato
labombaall'idrogenoper
distruggerelademocrazia
mondiale,tuttiipaesidel
mondonellostessoistante:
nonc'èdunquetempoda
perdere.Basteràdislocarele
bombeatomicheneipunti
strategici,inseguitosarà
sufficientecheilpresidente
delmondopremacon
leggerezzaunbottone.
Propriocomealvarodiuna
nave,quandosilanciacon
unacordadecoratadifiori
unagrossapallaadornadi
nastridiseta,dacuiescono
unamiriadedicolombe...
Saràquestionediunistante,
lealidellecolombesaranno
inondatedallalucedell'alba...
etuttosaràfinito.
EoraesaminiamoB,ossiala
consapevolezzadi
un'esistenzasensorialeche
variadauomoauomo.Bèil
concettocheanimail
nazionalismoeilcultodella
razza,insommaun'ideologia
deldolore.Diversamenteda
ciòchepensalagente,questa
formadipensieroè
fastidiosamentelontanadalla
distruzione,eorribilmente
sana.Sibasasulprincipioche
l'appetitopericibieperil
sesso,ilpruritoeildolore
sianoesclusivamente
personali.Sostienecheil
propriodoloresia
incomprensibileaglialtri:
"beneomaleiosonodiverso
daglialtri,tunonpuoicapire
lamiasofferenza".È
un'ideologiacheèrimastaa
lungoracchiusanelproprio
tormento,echeper
dimostrarel'individualitàdel
doloreèprontaaversareil
propriosanguegioiosamente.
Chipropugnaquesticoncetti
èsicurodinonessere
contagiatodaldolorealtrui,
tendespessoadimenticare
l'identitàdellecondizioni
dell'esistenza,confondegli
eroiconglidei,econsidera
persinounmiracoloilprurito
dellapropriascabbia.Un
miracoloèinfatti
l'universalizzazione
dell'individualitàdiun
fenomenorelativoaisensi.
Sarebbeunmiracolo,ad
esempio,sefossedeltutto
eccezionale,nellastoria
umana,sentiredolore
ferendosiconlapuntadiun
coltello.
Tuttavial'istintodi
conservazione
dell'individualitàprotegge
illimitatamentequeste
personeelerendefamiliari
allaillogicacertezzadel
miracolocheognibambino
possiedeecioèlasicurezza
che"qualsiasicosaaccada,io
solomisalverò".
Potrebberocorreretrauna
pioggiadipallottoleesolo
lorononsarebberocolpiti.
Anchesesitrovasseroin
mezzoaunadisastrosa
collisioneditreniche
provocasseunincendio,loro
soliriuscirebberoausciredal
vagoneillesi;emergerebbero
daunmucchiodicadaveri
carbonizzatidopoun
incidenteaereostrisciando
incolumi.Infattilaloro
sensazionerealediessere
un'individualitàequivalea
sentirsipiùpreziosidiuna
gemma,unicialmondo,
immortali.
Cosìancheilpensieroche
nascedaBporta
ineluttabilmenteapericolosi
esperimenti.Bisogna
dimostrarel'esistenzadel
miracolo.Noncisi
accontentadeipiccoli
incidenti,siincominciaa
pensareaunacolossale
distruzione,aingrandirele
dimensioni
dell'annientamentocome
fosseunpupazzodineve,e
allafineaimmaginareche
nelladistruzionedell'umanità
sisalveràsoltantouna
persona,ounarazza.Non
esistefantasiapiù
affascinantediquesta:ma
comeattuarla?Basterà
premereunbottone...così
ancheisostenitoridiB
premerannoineluttabilmente
quelbottone.Hacapito
dunqueperqualemotivo
l'interessedell'essereumano
perunaltroessereumano
finiràinevitabilmenteper
indurreapremereil
bottone?»
Kurita,cheascoltavaconuna
smorfiadiinsoddisfazione,
atteseconimpazienzache
Hagurofinissediparlareper
protestare:
«Midispiacechelei,
professore,abbiatrascuratola
questionedeldesiderio
sessuale.Piùdelladistruzione
dell'umanitàiovoglioche
venganoannientatetuttele
donne.Ilcarattereinfaustoe
tenebrosodell'umanitàsì
rivelaproprionelprovare
desideriodigenerare
attraversoledonne,chesene
stannoimpettitenellaloro
carnalitàdisprezzandoci
profondamente».
«Escludiamoperòlemogli
dalledonne»,intervenneil
parrucchiere.«Ledonne
terrestri,seilloromaritoè
unapersonameravigliosa,
nondimenticanodi
rispettarlo.Anchesenelle
coppieumanec'èsempre
qualchemotivodiscrezio...»
IlprofessorHaguronon
prestòilminimoascoltoa
quellechiacchiere,econtinuò
aesporreleproprieteorieal
padronedicasacherimaneva
silenziosoatestabassa.
«Perultimoaffrontiamo
l'argomentodellaterza
malattiafataledell'uomo,
ossiadell'interesseversola
divinità.
Dioèun'invenzione
veramenteastuta,natadaun
calcolo:ilprogettodilasciare
all'uomoilnovantapercento
diciòcheèconoscibileedi
affidareinveceaDioil
restantediecipercento,in
modochesiaDioaoccuparsi
dell'immensanullitàche
incombealdifuoriditutto
ciò.L'essereumanonon
sopportalasolitudinepropria
diunasentinelladiunconfine
oltrecuisiestendonoterritori
inesploratieassegnaaDio,
ossiaaunsoldatomercenario,
quelcompito,incambiodi
ingentisommerappresentate
dalladevozione.Così,piùsi
allargaildominiodella
sapienzaumanaepiùsi
allontanalaguarnigionedelle
sentinellemercenarie.Chi
viveincittànonhapiù
occasionedivedereilvoltodi
quellesentinelle,maesse
veglianoepresidianolaloro
guarnigionelontanaegraziea
ciòrimanenell'essereumano
lavecchiaconvinzionedi
esseresalvo.Ognivoltaincui
contemplal'aurorarossa,
l'essereumanoricordail
suonodellatrombainquella
lontanaguarnigione,le
sentinelledallalungabarba
bianca,cheallineanolelance
accuratamentelucidate,dopo
essersischieratenelcortile
dell'avamposto.
L'essereumanoamaattribuire
alladivinitàlaveritàela
giustizia.MaDiononèné
veritànégiustizia,nonè
neppureDio.È
semplicementeunguardiano,
cheesistegrazieall'ambiguità
checongiungelasapienza
conilnulla,ehal'incaricodi
sfumareicontorniche
dividonol'inesistente
dall'esistente.
L'essereumano,infatti,non
sopportalalacerazionefra
l'esistenzaelanonesistenza:
unavoltachel'uomoha
concepitol'idea
dell'"assoluto"nonsopporta
piùladistanzatralarelatività
el'assoluto.L'essereumano
reputachelesentinelle
mercenariechepresiedonoil
lontanoavampostopossano
unificareilmondodella
relativitàconl'assoluto.Le
armieglielmidiquelle
sentinellesonotuttefornite
dagliesseriumani.Le
sentinellevigilanodamigliaia
dianni,egliesseriumaninon
hannopersointeresseversodi
loro.Ifilosofiscolastici
supponevanopersinoche
l'essereumanogodessediuna
falsaesistenzarelativaeche
l'unicaautenticaesistenza
fossequelladiDio.Esele
sentinelledifrontieranon
fosseroesistite?Bastavaun
pocodellapovera
immaginazioneumanaper
prevedereleterribili
conseguenze.
Senonfosseesistitaunasola
sentinella...ilnullaavrebbe
varcatolafrontiera,sconvolto
lecittàcostruitedalla
sapienzaumana,sarebbe
traboccatofinsottolefinestre
dellecasedellacapitale.Al
mattinogliuomini,appena
desti,avrebberoapertola
finestraenonavrebberovisto
aldifuoricheilnulla.Se
fosseroscesidalpiano
superioresarebbero
precipitatiatestaingiùinun
abissoprofondo.
Scoperchiandounatinozza
perleverdureinsalamoia
avrebberoscortountenebroso
nulla.Seavesseroinfilatodei
fioriinunvaso,ifiori
sarebberostatirisucchiatidal
nullasenzafondocheerain
agguatonelvaso.
Itelegrammisarebberostati
recapitatinelnulla,enonpiù
rimandatialmittente,itreni,
uscitidallastazioneall'alba,
sarebberoscomparsinel
nulla.Neppurelevociumane
avrebberopiùriecheggiato,
masarebberostateassorbite
dalnullacomedaunacarta
assorbente.Noncisarebbe
statopiùilproblemadi
trovareunluogoincui
interrareuncadavere.
Sarebbebastatoaprireuna
finestraebuttareilcadavere,
perfarlosprofondarenel
nulla.
Grazieall'interesseperla
divinitàl'essereumanoè
riuscitoaevitareditrovarsi
facciaafacciaconilnulla,
perciòconoscepocheverità
sulnulla,e,qualestupida
reminescenzadiun
umanesimosecondocuinella
culturaumananonpuò
esistereilprincipiodiuna
distruzionetotale,lasapienza
sarebbeincapacediprodurre
ilnulla.
Maèdavverocosì?Ilnulla
significascenderelescalee
finireinunaprofonda
voragine.Metteredeifioriin
unvasoevederlisparire.
Cioèintraprendereun'azione
conunavolontà,ein
quell'attimosentirechela
propriavolontàvienetraditae
chequalcosasupera
l'obiettivoefaprecipitarenel
nonsenso.Insommasignifica
tuffarsi,comeselosi
desiderasse,nell'insulso.
Èstatasoprattuttolatecnica
scientificaatrovareilsistema
perresuscitareilnullache
parevaessersiassopito.La
scienzanonèqualcosadi
estremamenterazionalecome
gliesseriumanipensano,
bensìl'astrazionediun
impulsopocotrasparente,e
daitempidell'alchimiainpoi
èdivenutala
sistematizzazionedegliincubi
umani:quandogliesseri
umanisognanol'appariredi
indesiderabilimostri,la
tecnicascientificasiaffrettaa
dimostrarechel'umanità
anelaproprioaqueimostri
cheinrealtàdetesta.È
dunquegiuntal'oradi
accendereilnullachegià
lambival'umanità.Saràla
rossa,enormerosadellafollia
umana,ilprimonulla
coltivatodall'uomo,ossiala
bombaall'idrogeno.
Inoltre,apremere
tranquillamenteilbottoneche
scateneràl'atomicasarà
l'essereumanocheancora
credeallaresponsabilitàdi
controllareilnullael'affidaa
Dio.Premeràilbottone
facendosiilsegnodellacroce,
pregandoesentendosicon
questosollevatodaogni
responsabilità.
Adognimodo,qualsiasidei
treinteressiporterà
ineluttabilmentel'essere
umanoapremereilbottone».
«Bottone!Bottone!Grazioso
bottone!»canticchiò,
soffocandounosbadiglio,il
parrucchiere,dopocheil
professorechiusefinalmente
labocca.
«Bottonesulgraziosopetto
dellaragazza.Unbottone
premutodacuibalzeranno
duesplendidenuvoleaforma
difungo.Chemeraviglia!
Nonsièmaivistounsimile
bottone!»
«Silenzio!»lorimproveròil
professore,continuandoa
osservareilvoltodiJūichirō
cheparevavolerparlare.Ma
Jūichirōrimaseinsilenzio.
Lavecchiaanticameraera
immersanellaquiete,comese
nonvifosseroesseriumani.
Inrealtànonven'eraneppure
uno.
«Ciòchediceègiusto.
Purtroppogliuominisi
comportanopropriocosì»,
convennefinalmenteJūichirō.
Hagurononseppenascondere
ilsuostupore:
«Èdunqued'accordo?»
«Sì,leihaillustratobenei
difettiumani.Mavorrei
domandarvi:checosa
intendetefarecongliesseri
umani?»
«Misembraovvio,converrà
spronarliaschiacciareil
bottoneilpiùprestopossibile.
Sarebbeunpeccatolasciarli
moribondi».
«Ilprofessorearded'amore
perl'umanità,perciòpensaa
unaveloceeutanasiapertutti
gliesseriumani»,aggiunse
Kurita.
Jūichirōtacqueperqualche
istanteimmersoneipensieri,
quindiobiettò:
«Manonèpossibiletrovare
unsistemapersalvarli?»
«No,nonèpossibile.
Lasciarlicosìsignifica
aumentareleloro
sofferenze»,conclusecon
gelido,umanotono
accademicoilprofessor
Haguro.
CAPITOLO9
Lastraordinariatranquillitàdi
Jūichirōnonmancòdistupire
itreuominivenutidaSendai,
chesiscambiaronosguardi
sorpresi.L'inettitudinedi
quell'uomo,cheintendeva
salvarelaterra,mostrava
ancorpiùladebolezzadel
pianeta,eparevapersino
un'offesaperlaloromissione.
Jūichirōfissavalatovaglia,
unvecchiotessutoche
imitavailmandaladellestelle
deltempioHoryuji.Pareva
chenelcerchiodelmandalasi
fosseradunataatremaretutta
l'umanitàseveramente
criticatadaHaguro,eche
Jūichirōosservassequei
piccoliessericonsguardi
colmiditristezza.
«Èesattamentecomeha
spiegatolei»,rispose
finalmenteJūichirōconilsuo
tonosinceroediretto.«Gli
esseriumanianelanoa
premereilbottone.In
un'intervistaallastampa
dell'ottofebbraioilpresidente
Kennedyhalasciatointuirela
ripresadiesperimenti
nucleari,sonotrascorsiormai
duemesieforsedomani
stessosaràfattoun
esperimentonell'isoladi
Christmas,unprotettorato
britannico.Saràun
esperimentochenecauserà
altridapartedeisovietici,il
mondosaràcosparsodi
ceneriradioattive.Sesaranno
fattiesperimentinucleari
all'isoladiChristmas,io
manderòsubitounaletteradi
avvertimentoalpresidente
Kennedy,matemochenon
avròrisposta,comenonneho
maiavutadalpresidente
Chruscév.
«Èvero.Gliesseriumaninon
sannoscriveresimilirisposte.
Gl'inchiostriterrestrisi
solidificanoprimacheessi
possanoscrivereunalettera
dirisposta»,interloquìcon
sicurezzaHaguro.
«Propriocosì.Esattamente
comeaffermalei»,rispose
quietamenteJūichirō.«So
benissimoquantosiadifficile
ebizzarropresumeredi
donarelapaceall'umanità.
Attualmentelamaggiorparte
delmondononsitrovainuno
statodiguerra,quindisipuò
considerarloinpace,manello
stessotempolapaceè
fervidamenteauspicata,
desiderata,attesa.Desiderare
qualcosacheesistesuggerisce
qualcos'altro.Lagenteche
speranellapaceè
insoddisfattadellapace
esistente,cercaunapacepiù
completaepiùsicura:main
realtàforsepiùchedellapace
esistenteèinsoddisfatta
dell'essenzastessadellapace.
Lapaceelalibertàsonopesci
pescatinelnostromare
extraterrestre,pesciche
portatisullaterrafermadel
mondoterrestre
imputridisconopresto.La
pacechel'istintoanimalesco
degliesseriumaniaccoglie
congioiaèdisolitounapace
postuma,unapacechesegue
unavittoriafinale,unapace
dopolabattaglia,dopoun
amplesso:l'insensibilità
umananonammette
un'autenticapace.L'essere
umanononriesceancoraa
dominareiltempo,perciòla
suaideadipaceedilibertàè
relativaelegataaiprincipi
cheregolanoiltempo.
L'irreversibilitàdeltempoè
unelementofatale,cherende
estremamentedifficililapace
elalibertàpergliesseri
umani.
Sefossepossibileinfrangere
leregoledeltempoeinvertire
ciòcheprecedeconciòche
segue,elegarel'istante
all'eternità,lapaceelalibertà
dell'essereumano
diverrebberopossibili.
Loscopopercuiiovivosulla
terraèaiutarel'essereumano
agustareilfuturonel
presente,l'attimonell'eternità,
atrasmettereaiterrestri
questecapacità,chesono
normaliperunextraterrestre,
inmodocheessisene
servanoperstabilirelapacee
l'unioneuniversale.
Ilmioobiettivoèindurlia
esaminarenelpresentele
condizionidellaterradopo
unacatastrofenucleare,efare
inmodochegustino
l'ebbrezzaistantaneadella
terribile,inorganicapace
eternachesuccederàaun
similedisastro.Cosìtuttigli
esseriumanipotrebbero
provareilgustodellafresca
pacedelmondodopola
guerranucleare,enon
avrebberopiùlanecessitàdi
premereilbottone.Iointendo
dunqueindurliabereun
deliziosoliquoredrogato.In
fondoilmioscoponon
differiscemoltodalvostro
obiettivodidonare
all'umanitàunaplacida
eutanasia.
Perottenereciòchemi
ripropongo,tentodiutilizzare
l'immaginazionedegliesseri
umani.Purtroppohoscoperto
cheèestremamentemisera:
anchel'uomopiùtenaceè
assolutamenteinadattoa
formarsiun'immagine
mentaledelladistruzione
totale.
Hotentatodituttoper
stimolarelafantasiaumana,
maèstatoinutile:non
posseggononeppureun
miliardesimodellamia
capacitàimmaginativa.Ècosì
persinoperigiapponesiche
hannosubitolacatastrofedi
Hiroshima,figurarsipergli
altriesserichepopolanola
terra!»
«SignorŌsugi,comesarà,
secondolei,ilfuturodella
terra,ildestinodell'umanità?
Pensochequestaseralei
debbaconfessarlo
francamente.Checosa
prevede?Leiconosceil
futurodellaterracomelo
conosciamonoi.Attendiamo
unasuaonestarisposta».
Jūichirōrimaseinsilenzio.I
suoiocchisiconcentrarono
cupisuunpunto.L'unica
forzaancoraesistentenelsuo
fisicodebilitatopareva
accumularsinellosguardo
simileaunacupafiamma,e
siintuivaintuttoilsuocorpo
unatensioneoriginata
dall'estremotentativodi
tenerechiusalaportadel
proprioanimopernon
rivelarelesueprevisioni.La
frontesieraimperlatadi
sudore,avevalelabbra
seccheeparevarespirarea
fatica.
«Leisa.Manonpuò
rispondere.Perché?Perchéè
untruffatore.Noisiamo
venutiperannunciarela
veritàalgenereumano,lei
peraddormentarlocondolci
inganni.Leipensachenon
siagiustorivelarelaveritàai
terrestri.Desiderabendare
lorogliocchietrascinarli
dovepiùlepiace».
«Nonèvero!»gridò
sconvoltoJūichirō.«Ionon
parlodellemieprevisioni
perchéparlandone
diverrebberoildestinodegli
esseriumani.Ilmioscopoè
soltantoquellodiinebriaregli
esseriumaniinmodoche
possanoriposareedeporrei
lorodesideri.
Lapoliticaumananonfaaltro
cheostentarelaprospettivadi
un"futuromigliore"comela
carotachesiagitadavantial
nasodelcavalloperindurloa
procedere:frustagliesseri
umaniversounfuturo
tenebroso,cercandodi
rimanerenellapenombradel
presente...Iodesideroporre
fineaquestasituazione
inebriandogliesseriumani.I
politicisonopiùsaggidei
capireligiosi,hannocapito
chel'essereumanovivesolo
dipane.Èunaconcezione
estremamenteimportantee,
perquantoprotestinoi
religiosi,l'essereumanosi
attienefermamenteaqueste
cognizionidicarattere
biologico,inbaseallequali
hacostruitodellesanee
chiarepolitiche.
Avetetuttaviamai
consideratoladisperazionedi
unessereumanochesirende
contodiviveresoltantodi
pane?Pensosiastataquesta
consapevolezzaaspingereal
suicidioilprimouomodella
terra.Unsuicidio
procrastinatoall'infinito,
perchéglibastavamangiare
delpaneperrimandarloal
giornoseguente.Mailgiorno
seguentesinutrivaancoradi
pane,rimandandol'atto
estremoalgiornosuccessivo.
Primaopoiquell'uomoavrà
scopertochevivevaunavita
senzasenso,senzaobiettivi,
pagasoltantodelpanedicui
sinutriva.Dev'essereallora
statocoltodaunaterribile
disperazione,cheperònon
sarebbesfociatainun
suicidioperchénonerauna
disperazionecheriguardavail
contenutodellavita,era
semplicementela
disperazione"divivere":un
sentimentochel'avrebbe
semprepiùaiutatoavivere».
«Bene.Leimihadato
un'idea.Bisognerebbeche
tuttiipoliticisiaccordassero
segretamenteedistribuissero
all'umanitàpanealcianuro».
«Impossibile.Seipoliticidel
mondoriuscisseroad
accordarsiinsegreto,siapure
perunobiettivomalvagio,si
instaurerebbesubitolapace
sullaterra».
«Èun'idiozia.Gliesseri
umanisonotroppoinfluenzati
dailoroorganidi
riproduzione.Nell'attimoin
cuileiparladicomunionee
dipaceuniversale,loro
eiaculanopercollaborarea
unascissione».
«Orribilidonne!»gridòil
giovanealtoegrosso,
soddisfattodipoter
finalmenteintervenire.«Sarà
sufficientesterminarele
donne,poiladistruzione
totaledell'umanitàsarà
soltantoquestioneditempo.
Incominciamoadistruggere
metàdegliesseriumani.Ma
comesifaràaradunaretutte
ledonneinunluogo?
Strilleranno,siagiterannoe
nonubbidirannoaffatto».
«Semplice:basteràradunare
tuttigliistitutidibellezza
nell'emisferomeridionaleei
barbieriinquello
settentrionale»,dichiaròcon
unasmorfiailgrassoccio
parrucchiere.
«Averlegatoilconcettodi
amoreaquellodella
riproduzioneèstataunatruffa
distampopoliticodeicapi
religiosi»,continuò
imperturbabileJūichirō.
«Cometutteletruffedi
questanaturahaperobiettivo
indurreilgreggedipecorea
entrarenelrecinto,ossia
imprigionarenellacoscienza
diunoscopociòcheneera
libero.Ildesiderioversoun
oggettosessualeconsisteva
semplicementenelcercarea
tentoni,inunascivolosa
oscurità:ireligiosiinvece
hannovolutodareaquelle
manichesiagitavanonel
buiolacandeladell'amore,
consideratocomeloscopo
finale,inmododacreare
l'illusionechel'oggetto
sessualesiaqualcosadi
sublime.Maciòchela
candelailluminapuòdarsi
nonsiaaffattol'oggettofino
alloracercatonelbuioa
tentoni,forselacandela
illuminaqualcosadiben
diverso.Ormaigliesseri
umanisisonoabituatia
riprodursiallasualuce.Enoi
dobbiamoriportarlia
quell'antico,universalestadio
diriproduzionenell'oscurità,
unagrandiosariproduzione
cuièestraneol'amore.
Questatruffapolitica
perpetrataalungoaidanni
dell'umanitàèall'originedelle
guerrepiùimportanti.I
politicihannoappresodalle
loroesperienzeerotichedi
gioventùaunire
erroneamentel'immagine
virtualedell'amoreaquella
deldesiderio.
Maicomeoraileaderdeidue
piùgrandistatidelmondo
sonodistantidaifreddi
calcolicherafforzavanoe
rendevanopiùsanalapolitica
dichilihapreceduti.Ileader
moderniinfattiamanotuttoe
tutti.Altrimenticome
potrebberogiornodopo
giornogettarenelvuototutto
queldanaropergareggiare
nellaproliferazionedellearmi
edegliesperimentinucleari,
invistadiunairrazionale
impossibilevittoria?Per
ironiadellasortel'assurdità
dell'amoreècheciòcheesso
agognanonsipresentamai,
ciòchedesideranonsi
realizza,poichéilnon
ottenereciòchesiattendeesi
desideraèunprincipio
implicitonell'azionestessa
dell'attendereedel
desiderare:idueleader
mondialinonauspicano
affattounadistruzionetotale,
equestoèilpericolo
maggiore.Poichéessiamano
tuttoetutti,accadrà
infallibilmentepropriociò
cheessinondesiderano.Sta
giàpersuccedere.
Perciò,comehogiàdetto,è
giuntal'epocaincuila
fantasiaparepiùlontanadalla
folliadiquantolosiala
ragione.Iocercodistimolare
lafantasiaumanaper
allontanarel'umanitàdalla
follia.Manonsonoriuscitoa
ottenerealcunrisultato.Non
immaginavochegliesseri
umaniriponesserofiduciain
folliasserzionicome"occorre
fidarsidellaragioneumana"
oppure"dalmomentocheè
statascopertal'armatotale
noncisarannopiùguerre".
Perfortunaesisteilcapriccio:
unuomocompraunvasodi
fiori,camminapensandoalla
finestracheadornerà,finisce
inunastradasconosciutaesi
fermaabereunacoppettadi
sakèinunlocale,esageranel
bere,dimenticailvasoetorna
acasaamanivuote.
Ilcapriccioèl'unica
prerogativacelestedell'essere
umano,sevogliamoprendere
inprestitountermine
religioso.Accadecheun
uomopremaunapistolasul
voltodiunaltrouomocon
l'intenzionediucciderlo,ma
nelmomentoincuistaper
spararenascainluiuno
stranocapriccioche
all'improvvisorivolgel'animo
inun'altradirezione.
Iocontinuoasperarenon
perchéabbiafiducianella
ragioneumana,maperchémi
fidodiquell'affascinante
capricciochecoglietalvolta
l'essereumano.Voicredete
cheprimaopoiunuomo
premeràilbottone.Sì,ma
puòdarsicheprimadi
premerloilcapricciosorrida
all'improvviso».
«Suquestoargomentola
partitaèpari.Infattipuòdarsi
chepremailbottoneper
capriccio».
«Inquestocasononsi
tratterebbedicapricciomadi
follia».
«Leisostienechesarebbe
folliapremereilbottonee
capricciononpremerlo.Ma
primahaaffermatochela
ragioneumanaèfollia:e
comepotrebbedunquela
ragionedistingueretrala
folliaeilcapriccio?»
«Leiprimahaillustratotre
peccatidell'umanità,maio
oravorreiinveceparlarledi
cinquevirtùdegliesseri
umani,cinquecaratteristiche
percuisarebbeunmale
distruggerli.Sel'umanità
fosseannientatabisognerebbe
scolpiresullasuatomba
almenoun'epigrafecheesalti
questicinquepregi.
Un'epigrafecheriassuma
l'operatodell'essereumanoe
lasuastoria:
"Quigiacelaspecieumana
cheabitavainunpianeta
chiamatoterra.Mentivano
spudoratamente.
Ornavanodifiorisialagioia
siaildolore.Tenevanoin
gabbiauccellini.
Arrivavanoinritardoagli
appuntamenti.
Ridevanosovente.
Riposinoinpacenelsonno
eterno".
Che,tradottonellavostra
lingua,suona:
"Quigiacelaspecieumana
cheabitavainunpianeta
chiamatoterra.Eranodegli
artisti.
Usavanoglistessisimbolisia
perlagioiasiaperildolore.
Privavanoglialtridella
libertàaffermandoper
contrastolapropria.Non
riuscendoafermareiltempo
silimitavanoaessergli
infedeli.
Conoscevanol'artedi
spazzarevia
temporaneamenteilvuoto
conillorofiato.
Riposinoinpacenelsonno
eterno".
Voigiudicheretechela
secondaepigrafesiapiùbella,
ioinvecepreferiscolaprima.
Nonhoigustipacchianidi
chiprovienedalla
costellazionedelCigno.
Ornavanodifiorisialagioia
siaildolore...grazie
all'effimeraduratadeifiori
recisicapivanochelagioiaè
questionediunattimo,e
speravanochecosìfosse
ancheildolore.Tenevanoin
gabbiauccellini:èuna
piccolamalvagità,mala
graziadellelorointenzioni
mutavainteneravirtùquella
malvagità.
Quantoaldirittodell'essere
umanodilasciaread
attendereunaltroessere
umano,questoèunmetodo
cheledonnehannosempre
usatoperconfermarelaloro
sovranità.Infattiiltempo
maturanellorocorpo(l'utero
èunasortadiorgano
strutturatoperiltempo).Le
donneposseggonountalento
innatonell'attendereenel
lasciareattendere,unavirtù
cuil'uomononpuòaspirare.
Ledonnemasticano
all'internodellorocorpole
regoledeltempo,eosservano
confreddaironiatuttiipiani
escogitatidall'uomoper
costruireunastoria.
Gliesseriumanihannocreato
l'arte,hannoedificato
innumerevolicostruzioni
illusorie.Vistidanoi
extraterrestrilelorooperepiù
tragichesononatesoltanto
dalprincipiodelriso,l'unico
principiopeculiaredell'essere
umano.Ilrisoèlabasedella
loroarte.Lemenzogneche
essinonsistancanodi
pronunciaresisarebbero
corrosesenzailriso.Ilrisoè
unconservanteperleloro
menzogne:questoèciòche
hannoscopertoiloroartisti.
Madietroilrisosinasconde
sempreilvuoto.Unvuoto
cheilrisoriescead
allontanaresolo
momentaneamenteecheè
sempreinagguato».
«Echecidicedell'amoree
delmatrimonio?»protestò
l'impiegatodibanca.
«L'amoreeilmatrimonio
sonodescrittinell'epigrafe:
mentivanospudoratamente,
arrivavanoinritardoagli
appuntamenti,ornavanodi
fiorisialagioiasiaildolore,
tenevanoingabbiauccellini
pertuttalavita,einfine
ridevanoprimadimorire».
«El'economia?»
«Arrivavanoinritardoagli
appuntamenti:questo
riassumeiproblemidel
creditoedegliinteressi».
Gliextraterrestrigiuntida
Sendaisiscambiarono
occhiateecontinuaronoa
tacere.Quelsilenziodiede
coraggioaJūichirō:
«Nonvidicodirispettaregli
esseriumani.Laciviltà
umanaèrobaditerza
categoria,isuoiorgani
finanziarisonoprimitivi,
persinolapoliticaèlapiù
infimadell'universo,mase
riuscireteaprovare
benevolenzaversoiterrestrie
adaiutarli,primaopoila
vostraazionesaràdi
giovamentoall'universo
intero».
«Idiota»,replicòHaguro
storcendolabocca.«Bisogna
estirparesubitoigermogli
pericolosi.Leistacovandole
uovadiunterribiledinosauro.
Untempountiranno
possedevailprivilegiodi
compiereterribili,enormi
malvagitàenerappresentava
ilpiacereelasofferenza,
ricevendograndiapplausi.
Naturalmenteilpopolo
condividevaquelgodimento.
ARomanelColosseodecine
dimigliaiadipersone
partecipavanoalpiaceredel
tiranno,ederano
sinceramenterivoltialmale.
Contemplareunuomo
insanguinatopotevaessere
peralcuniunagioiaeperaltri
unasofferenza,maera
comunqueunaliberazione
dallasorgentedellavita.Ma
adessocheaccade?Chi,dopo
l'ecatombeatomicadi
Hiroshima,haprovatola
catarsidelpiacereedella
sofferenza?Nessuno.
Èaumentatoadismisurail
numerodeipoveriesecutori
dipenecapitali,cheaffidano
sofferenza,piaceree
responsabilitàaipotenti.Essi
nonsonoaltrocheimpiegati,
nonhannobisognodiaverele
bracciarobusteepeloseda
fabbroferraiodegliantichi
boia,cosìcomeglioggetti
prodottiinserienonhanno
piùlanecessitàdiessere
accuratamenteornatie
costruitiamano.Che
differenzac'èfraicampidi
concentramentodiAuschwitz
eunafabbricadiscatoletteo
dimedicinali?Ilmaleè
divenutoqualcosadi
igienicamenteprotetto,di
astratto:nonvedepiù
direttamentescorrereil
sangue.
UntempoaRoma,nel
Colosseo,ilmaleeramesso
sullabilanciaagrosse
manciate,esistevae
abbondava,maadessoè
divenutosemprepiùraro:in
cambioperòsièestesoatutto
ilmondoestanascostamente
corrodendol'animodi
qualsiasiuomo.Gliesseri
umanivivonoinunmondodi
tranquilli,casalinghiesecutori
dipenecapitali,cheamano
dedicarsial"faidate"la
domenica.Parlanovolentieri
diricostituenti,dierbada
tagliare,maevitano
assolutamentediaccennareal
lavorograzieacuiricevono
unostipendio.Lasocietà
odiernaè"assetatadisangue"
comemaièaccadutonella
suastoria.Anchel'imperopiù
crudele,l'imperodiunGengis
Khanèdaconsiderarsi
inferioreallasocietàmoderna
riguardoallasetedisangue.
Gliesseriumanisonopregni
dimalvagità,mauna
malvagitàchenonpuò
esprimersieliberarsi:al
pomeriggiodelladomenica
passeggianoconlafamiglia
neiparchi,sirecanoai
concertiecontinuanoaessere
assetatidisangue.
Sipuòbencapireachecosa
vaincontrounasocietàcosì
innaturale.Permela
sofferenzadell'umanitàè
questaagoniamortalee
inconsciaderivatadalla
universalizzazionediunmale
chesièassottigliato.Che
cosaaccadràsenonporremo
fineilpiùprestopossibilealle
lorosofferenze,senon
concederemolorounadolce
eutanasia?»
«Unextraterrestrenon
dovrebbelasciarsiilludere
dall'illusionediprogresso
dell'essereumano.Ioso
benissimodovesidirige
l'astronaveguidatadaun
essereumano.Sembra
spingersiintrepidamente
versol'oscurofuturo
dell'universo,manellostesso
tempoprecipitaall'inversonel
baratrodellamemoriadel
passato,dimenticatadagli
umani.Nonèsoltanto
un'avventuraverso
un'esperienzasconosciuta,
tentainvecediriprodurre
un'oscuraesperienza
primordialedellarazza
umana.Perl'essereumanola
strutturadell'universoèun
luogodaraggiungere
eternamenteedènellostesso
tempounluogocui
eternamentefareritorno.
Propriocomel'uomoscorge
costantementenelladonna
l'immaginematerna.
Quandol'uomotentadi
procedere,retrocede
ineluttabilmente,perciònon
riescemaiaraggiungereoa
tornareadalcunché.
Malamiamissioneèsalvare
l'umanità.Hocompreso
parlandoconvoiche
l'infaustaombrachesi
proiettasullaterrainquesto
secoloèprodottadall'attività
degliesseriprovenientidalla
vostracostellazione.
L'influenzadellavostra
costellazioneimpediscealla
terradirinascerecomeuna
stellameravigliosa.Esseri
provenientidallavostra
costellazionehannoassunto
dalprincipiodiquestosecolo
l'aspettodifamosipolitici,
filosofieartistiehanno
preparatolecondizioni
odierne.Sonogiuntoin
ritardosuquestaterra,ma
nontroppotardi.Voivisiete
intrufolatidentrotuttociòper
cuil'essereumanonutreuna
sincerapassione,voiavete
corrosodall'internola
giustiziadelmondo,ene
avetelasciatosoltantouna
vuotacarcassa,unamaschera.
Imieiorecchipossonoudire
ilrumoredellevostre
mandibole,termitiche
masticanosegatura.L'ododa
moltotempo,maglistupidi
esseriumanipensanochesia
unlorodifettoacustico».
«Leistatentando
un'aggressionefrontale»,
commentòilparrucchiere
osservandoilgracilepettodi
Jūichirō,quindiripresecon
untonoancorpiùostile:
«ProfessorHaguro,lei
permetteaquestoindividuo
diparlarecosì?!Com'è
possibilecheunapersona
comemechesiapplicacon
coscienzaalsuolavorosia
chiamatotermite?Lavera
termiteèquest'uomo,che
fingediessereunprofetae
chesucchialeoffertedella
poveragente».
Ilprofessoresorriseper
confortareisuoicompagnie
guardòcondisprezzo
Jūichirō,cherespirava
affannosamenteconla
schienaappoggiataalla
poltrona.
«D'orainpoitidaròdeltu.
Nonmeritialcunriguardo.Fa'
quellochevuoipersalvaregli
esseriumanimasappiche
sonogiàinmanonostra.
Perchévuoimetterciibastoni
traleruote?Noncapisciche
èstataunanostrasublime
ironiaquelladiconvinceregli
esseriumanichelearmi
nuclearifosseroilpunto
d'arrivodellasapienza
terrestreeilmassimomotivo
diorgoglio?Instillareinloro
taleconvinzionenonèstato
forseungranderisarcimento
perleloropene,unmodoper
mostrareloroilvaloredella
lorostoriaedellalorociviltà,
enellostessotempolaloro
fragilitàepreziosità?Gli
esseriumani,persalvarequei
valoristoricieculturaliche
all'improvvisoeranoparsi
prividisignificato,nonhanno
forseinventatolearmi
nuclearicapacididistruggere
tutto,egrazieallaloro
minaccianonsonoforse
riuscitiaimpedirelo
svilimentodeisuddetti
valori?Perchédunquetuvuoi
togliereagliesseriumaniil
dirittoaquestagrande
consolazione?
Lodareilorovizi,perdonare
lemalvagitàcheessiattuano
dapusillanimi,liberarlida
ogniregola,fareinmodoche
ciascunodilorosicomportia
suopiacimento,concedere
loroperalcunimesiuna
libertàassoluta.Ciòliporterà
adesiderareunadistruzione
totale.Lamalvagitàinfatti
richiedeunacreatività
neppureparagonabileaquella
dellabontà,matalecreatività
finiràperestinguersinella
libertàassoluta,perciòessi
finirannoconilpensarealla
distruzionetotaledelmondo.
Cosicchélalorovolontàdi
esseredistruttisaràidentica
allanostravolontàdi
distruggerli,inostri
sentimenticollimeranno
comequellidiinnamorati.Li
lasceremomorireconvinti
cheilloroannientamentosia
fruttodiunloropensiero
originale.Enell'agonia
l'umanitàinvocherà,colmadi
gratitudine,ilmionome,non
iltuo.Nontipare?Saròioa
essereilloroultimoDio.A
menoninteressadominare
perl'eternitàcomeunDio
umano.Miaccontenteròdi
rimanereDioperpochimesi.
Bensapendochesoloilloro
Diosopravviverà».
«Nonimportachecosalei
pensa»,ebbefinalmentela
forzadiobiettarel'ansimante
Jūichirō,«mailtempoche
scorreadessofraleiemeè
prettamenteun"tempo
umano".Nonimportase
procedeversoladistruzioneo
lasalvezza.Questoèun
tempomorbido,plasmabile,
untempocheattendeuna
decisione,untempoumano.
Egliesseriumanisonocome
ondechesiformanoe
sparisconodiattimoin
attimo.Anchesepotrete
annientaregliesseriumaniin
futuro,nonèinvostropotere
distruggeregliesseriumani
nell'attimopresente.Potrete
riuscireadistruggeretuttii
corpiviventisullaterra,ma
nonpotretedistruggere
questotempoumanoprima
dell'annientamento,untempo
chedureràineterno».«Letue
sonopietose,nobili,astratte
illusioni.Chedifferenzac'è
fraquesteegliegoisticisogni
concepitineilorostudidai
pallidiintellettualidellaterra?
Chediversitàc'ètrateeloro
che,partendodapresupposti
inesistenti,accumulano
misereideeeaffermazioni
minacciose,ementre
scrivonograndisaggi
ridondantieprolissisi
illudonodiesseredivenuti
personemoltoimportanti,di
averracchiusoeordinatonei
propriscrittituttiiproblemi
dell'umanità,eintanto
guadagnanodanaro
confondendolementidegli
uomini?»
Kuritainterloquì:
«Tupensisoltantoasalvare
l'umanità.Perchéinvecenon
tieniinconsiderazioneuna
catarsidiqueisacchidi
merdachesonogliesseri
umani?Chesignificatohanno
l'unioneelapacesepoigli
esseriumanisarannosempre
deisempliciburattini?
Tuseicontrario
all'industrializzazionedella
malvagità.Seicontrarioalle
uccisionidimassaperpetrate
conlearmiatomiche.Eallora
perchénonfaiunpassoin
avantienonammettineltuo
programmadiunionepacifica
lapossibilitàdiunritornoalla
fortemalvagitàantica,della
liberazionedeldesideriodi
strage?Soltantoquesto
desideriopuòpurificare
l'essereumano.
Soltantoilsangueèingrado
dilavarelapuzzaumana».
«Nonsarebbemegliosegli
esseriumanisiuccidesseroin
lentiescrupolosiduelli,con
reciprocorispetto,
solennizzantidolacerimonia
dellamorteconcomplicati
addobbi,tremandodipiacere
vedendoscorrereilsangue
altrui?»
«No.Sterminarel'umanità
richiederebbetroppotempo»,
ammonìbenevolmenteil
professorHaguro,«anchese
similigiornicruenti
potrebberocoincidereconil
"tempoumano"chetanto
deliziaŌsugi.Voisiete
troppoinfluenzatidall'idea
delsangue.Ioinvecetemo
chespargimentidisangue
possanodonarenuovavitalità
agliesseriumani,el'illusione
diunaresurrezione.Quando
vedeilsanguel'uomo
s'inebriadell'immaginedella
vitaehalatendenzaa
desiderarediprivaredella
vitaglialtriperaumentarela
propriavitalità.Che
accadrebbeseneigiorni
cruentichevoiauspicate
l'essereumanosirafforzasse?
No,èindispensabilericorrere
aunrullocompressore,che
spianitutto,chenonconceda
scampo.Epoiamenon
piaccionoletorture.Lunghee
gradualisofferenze
potrebberorisvegliare
l'orgoglioanchenellepersone
piùvili.Megliodunqueuna
Pompeididimensioni
mondiali,dovetuttisiano
annientatiprimaancoradi
averetempodisoffrire.Prima
opoisiscateneràunaguerra
el'essereumanoriusciràa
superarepersinolapotenza
distruttivadeidisastri
naturali.
"Maioinvecevorrei..."»
«Tuvorrestisalvare
l'umanità,vero?Comincia
alloraconilsalvarelatua
piccolacittàdiHannō.Mami
raccomando,nonsoloituoi
accoliti:salvaancheil
questore,gliagentidi
pubblicasicurezza,ildirettore
delleposte,lapadronadel
negoziodifruttaeverdura.
Tuttagentechetiosservacon
malanimo.Seidiventato
famosonellatuacittadina,
dovrestiessereapprezzato,
invecetitrovanotutti
insopportabileperlatua
solitariaalterigia.Menesono
accortochiedendo
un'informazionesulcome
arrivareacasatua.Laragazza
cuimisonorivoltomiha
rispostoconunsorrisetto
sarcastico».
«Nonintendosalvare
l'umanitàperottenere
gratitudine».
«Perchémaitiprodighise
nessunoapprezzaituoi
sforzi?Sai,diversamentedal
mioprogetto,iltuoha
bisognodell'approvazione
altrui.Anchesenon
t'interessalagratitudine
umana,consideracheper
salvaregliuominitisarà
necessarioilloroconsenso.
Inveceilmioprogettoè
chiaro:nonrichiedené
approvazionenécontratti.
Volentionolentisaranno
distrutti.Tustessohai
ammessochesarà
estremamentedifficile
realizzareituoiprogettidi
paceediunioneuniversale.
Questaèlaverità:persalvare
laterracometudesiderisarà
necessarioottenerelapace
universale,chetuttavia
presupponel'unione.Maè
impossibilestabilire
un'unionefragliuomini
senzaottenereilloro
consenso.Epoigliuomini
chedesideranoesseresalvati
sonodisolitoofollio
eccentrici.Lagentenormale
nonpensaallasalvezza.
L'umanitànonsiunisceper
potersopravvivere.Epoi
perchémaiunapersonain
buonasalute,conunrobusto
appetitoeunsanoistinto
sessualedovrebbe
preoccuparsidimuovereun
soloditoperl'umanità?»
«Finoralasalvezza
dell'umanitàèsemprestataun
imperativodellareligione,ma
la"miasalvezza"nonpostula
alcunsentimentoreligioso.È
sufficientecheunuomoabbia
lavolontàdisopravvivere».
«Latuaidioziaassomigliaa
unatestugginechesiostinia
nasconderelatestasottoil
carapace.Nonseidispostoné
avederenéaudire.Iltuo
mododiragionarepresenta
duedifetti.
Anzituttopersalvare
l'umanitàdovrairicorrerealla
minaccia,masisache
nessunaintimidazioneè
sufficienteasconfiggere
l'ottimismoumano.Sitratti
d'inferno,diguerranucleareo
didistruzionedell'animaodel
corpo...Nessunessereumano
crederàallafinedellasua
esistenzafinchéessanonlo
coglieràall'improvviso.
Ilsecondoerroreèchegli
esseriumaninondesiderano
affattovivere.Inessi
l'assenzadeldesideriodi
vivereèpigramenteunita
all'ottimismo:"Ah,vorrei
morire!Masogiàchenon
morirò".Èquestol'innodi
tuttigliesseriumaniinbuona
salute.Comepotraidunque
salvaregentesimile?
L'umanitàèsimileaunasfera
dallalisciasuperficie.Non
riusciraiadafferrarlaconle
tuedeboliunghie».
«Iononintendorimproverare
agliuominilalorofiduciain
sestessi.Èunacaratteristica
dellorofascino.Leimeditadi
sterminarliall'improvviso,
mentreancoranonsene
rendonoconto.Ioinvece
vorreisalvarlituttialoro
insaputa,comevedeinostri
metodisonoquasisimili.Mi
piacerebbetrasferireversola
paceel'unionelacullaincui
dormonotranquilli:quandosi
desterannodiverrannoforse
cittadinipiùresponsabili,
adattialnuovoregno».
«Cittadiniresponsabili?Ma
nonsonoforseloroa
inquinarel'ambiente?
Trasformerannoinuna
caricaturalatua"armoniae
unioneuniversale".Inuna
bruttacaricaturadellaboria
umana.Geniederoisaranno
trattatiallastreguadiuomini
comuni,dovrannoadeguarsia
mediocrimodelliecosìla
volgare,imbecillemassaavrà
dinuovoilsopravvento.È
questochedesideri?Allora
accontentatidellecondizioni
attualidell'umanità».
«No,esisteunapacedifficile
chesvettasucimevertiginose
eunapacefacilechevivein
unavalle,efraledue
innumerevolilivelli.Iovorrei
soltantoraccoglieretuttociò
chedellanaturaumana
potrebbegiovareallapace,
daigioielliallaspazzatura,
senzatralasciarenulla».
«Hocapito,nonticuridella
qualitàenonhaiunpopolo
eletto.Iltuomovimentoavrà
successointelevisione.
Piaceraiallemassee
guadagneraiqualchesoldino.
Conlatuafacciamalinconica
diventeraiunpersonaggio
famoso».
«Masì,diventapureuna
celebrità»,interloquìcontono
velenosoilparrucchiere.
«Nelpocotempocherimane
primadelladistruzione
dell'umanitàdivertitipurea
concedereautografioa
scriveredediche.Esevorrai
unbeltagliodicapellivieni
nellamiabottega.Tiaprirò
unbelbucorossonellagola
conilmiorasoio».
«Chegliuominisianoalpiù
prestodistrutti!»esclamò
l'impiegatodibancae
gonfiandolestraziatenarici
incominciòarecitareuna
litaniadimaledizioni:«Possa
l'orridacreaturachiamata
essereumanoessere
annientata!Possal'essere
umano,cherotolafindalla
nascitatrafecieorina,che
crescendoperdelatestaperle
mucosediunadonna,cheha
unaboccacapacesolodibere
edimangiareschifosamente,
diblaterarevolgarità,di
leccareciòcheilpudorevieta
diesporre,echedavecchio
decrepitotornaarotolaretra
fecieorina,possalo
squallidoessereumanoessere
annientatoilpiùpresto
possibile.Estinguiti,sordida
umanitàcheinvidieingiuri
dalmattinoallasera,chenon
sopravviverestisenz'acquae
senzamenzogne!Crepa,
saccodiorridapellepieno
d'immondivisceri!Nonti
tolleropiù!Possatuessere
annientato!Sparisci!»
«Mal'ufficiod'igienedi
Tōkyōchefa?»intervenne
sarcasticoilparrucchiere,e
proseguìcontonoenfatico:
«Sebisogneràprocederea
unadisinfezionepubblica,nel
temponecessarioallo
spargimentodidisinfettantee
all'eliminazionedella
spazzaturasipotrebbegettare
nelgolfodiTōkyōisuoi
diecimilionidiabitanti,così
Tōkyōdiverrebbelacittàpiù
asetticadelmondo.Infatti
sonogliesseriumaniilpiù
grandenemicodell'igiene,
veroprofessorHaguro?»
«Quandoilpensieroumano
nonhapiùrisorse»,continuò
imperturbabileHaguroconil
suopeculiaretonosolenne,
«meditainstancabilmentela
fine.Daquandoèiniziatala
storiaumanasièsovente
attesala"finedeitempi",che
nonèmaivenuta.Maquesta
èlavoltadecisiva.Infatticiò
cheèdegnodichiamarsi
pensieroumanoè
definitivamentemorto.
L'umanitàèammutolita.Nel
mondosidiffondonoi
sintomidellamorte.La
corrosavestedelpensierosiè
disfattael'uomoaffronta
nudoilfreddodell'universo.
Tunonpotrairiscaldarecon
letuedebolimaniilcorpo
dell'uomochesista
raffreddando.Soltantola
bombanucleareriusciràa
scaldarlo.Glideisonomorti,
lospiritoèmorto,ilpensiero
èmorto.Rimangonosoltanto
deicorpi,omeglio,carcasse
conl'apparenzadicorpi,
violatidaunamorte
inavvertita,senzasofferenza,
senzadolore,comequesta
brezzadellasera.Lafine
scenderàcosì,naturalecome
ilcalardellanotte.Lebare
sonogiàpronte.Lestanno
ricoprendoconundrappo.
Lentamente,connaturalezza,
davantiagliocchiditutti.
Soltantogliesseriumaninon
avvertonolapuzzadi
cadaverechesidiffondenel
mondo,illezzocheprecede
lamorte.Laguerraatomica
nonsaràaffattorumorosa.Si
udràsoltantoilpiccolo,
delicatogirodichiaveconcui
unaportasaràchiusaper
sempredall'esterno.Laterra,
privadiesseriumani,
continueràperqualchetempo
abruciareacausadeiresidui
fuochiprovocatidallebombe
nucleari.Gliincendisulle
montagneavvamperanno
finchél'ultimoalbero
diventeràcenereeintantola
terravistadall'universo
sembreràunastella
meravigliosaancorpiù
splendentediquantolosia
ora.
Propriocometudesideri:la
terrarisplenderànellanotte
comeunapiccolalanternain
ungiornodifesta.Perla
primavoltailmondoparràun
luogoidilliaco.Laterra
diventeràcometudesideri:
unastellameravigliosa».
CAPITOLO10
Jūichirōnonsidecidevaa
prendereunadecisione
nonostanteleesortazioni
dellafamiglia:finalmente
Akikoriuscìapersuaderloa
recarsialgrandeospedaledi
Tōkyōdoveerastatavisitata
dalginecologo.Ilmedico
dissechebisognavaattendere
l'esitodegliesamiperavere
unadiagnosiprecisa,mache
presumibilmentesitrattavadi
ulceragastricaeordinòun
immediatoricovero.
Kazuosirecòinospedalea
vederesuopadre,sebbene
intimiditodallanotiziache
Jūichirōs'erasentitomalein
seguitoallavisitaditre
personevenutedaSendai.
Ilpadre,chenonincontrava
datempo,gliapparve
terribilmenteemaciato:
ipolsicheemergevanodalla
copertaesitendevanoverso
Kazuoeranocosìesilida
stupire.Kazuosicongedòin
fretta,conilpretestodel
lavoro,ancheseinquel
periodononavevaricevuto
alcunincaricodaKuroki.
Uscitodall'ospedaleentròin
uncinemaeperdistrarsi
assistetteatrespettacoli.
Dopoalcunigiornidedicati
alleanalisi,Jūichirōfu
sottopostoall'operazione.
Kazuoatteseinsiemealla
madreeallasorellainuna
saletta.L'operazioneterminò
dopomezz'oraeilcorpo
addormentatodelpadrefu
riportatonellasuacamera.Un
medicotrattenneKazuo
chiedendodiaccenderglila
sigarettaequindidomandò:
«Crededisapermantenereun
segretononsoloconildiretto
interessatomaancheconsua
madreeconsuasorella?»
Kazuoannuìeilmedicogli
confidòcheilpadreavevaun
tumoreallostomaco,maledi
cuisieranoaccortidurante
l'operazione:l'avevano
dunqueimmediatamente
ricucitoperchéerainuno
stadiotroppoavanzato:non
sarebbevissutoalungo.
Kazuononvollepresentarsi
allamadreeallasorellaconil
voltoancorasconvoltodalla
notizia.Salìsullaterrazzadel
terzopianoecontemplòil
panoramad'iniziod'estatein
attesadicalmarsi.Invece,
appenafusolo,gliocchi
traboccaronodilacrime.
Siavvicinavalafestadei
bambiniesuitetti
ondeggiavanogonfiatidal
ventostriscionidisetaa
formadicarpeesplendevano
leyaguruma.Sefossestato
unterrestreavrebbefissato
conostilitàquelleinsegnedi
gioiachefluttuavanosinuose,
ingelidocontrastocongli
eventichel'opprimevano,ma
Kazuononneeraangustiato.
Gliparevainfattichelasua
disperazioneeillento
ondeggiaredellecarpe
argenteeecolorategirassero
intornoall'unicocerchiodi
unamedesimamelodia.
Aveval'impressionechea
causadelleluciedelleombre
tuttosimuovesseinunalenta
danzacircolare:ilmedesimo
oggettoparevatriste
all'ombra,mentrealsole
sbandieravaunafintacoda
gonfiadivento,comeuna
carpadiseta.Credevadiaver
vagamenteintuitoinciòil
vagolegamecheunivagli
esseriumaniagli
extraterrestri.
Nonsieraaccortodell'ombra
dellasorellachesiavvicinava
allesuespalle.Sivolse
meravigliato,mostrando,suo
malgrado,ilvoltorigatodi
lacrime.
Akikoosservòcon
un'espressionedirisoluto
rifiutolelacrimedelfratello.
Sulvoltodallearmoniose
fattezzeerasvanitoil
languoredegliultimitempie
negliocchiallungatiesulle
labbradall'incantevoleforma
parevascolpitoilfresco
diniegodiuntempo.
«Piangi...Capisco.Èun
tumore,vero?»
«No...»
Invecedirisponderecon
titubanzaKazuoavrebbe
dovutotacere.Seneaccorsee
spiegò:
«Ilprofessoremiha
raccomandatodinonparlarne
nonsoloall'interessato,ma
neppureallamammaeate.
Ormainonc'èpiùnullada
fare.Nonvivràalungo».
«Sì,nonbisognarivelarela
veritàallamamma.Nesarà
sconvoltaeprenderàla
decisionepeggiore»,disse
Akikoripensando
all'atteggiamentoassunto
dallamadreaprimavera,
dopolavisitaginecologica.
«Bastachenesiaalcorrente
tu»,concluseKazuo,mapoco
doposipreoccupònotando
cheAkikononaveva
commentato.«Nondevi
assolutamenterivelargliil
segreto.Haicapito?»
Akikotaceva.
Kazuosupposechelasorella
piangesseerimasealungoin
silenziosenzaguardarla,ma
nonl'udivasinghiozzare.A
untrattovolselosguardo
versodileiesiaccorseche
nonstavaaffattopiangendo.
Ilvoltodellasorellalofece
trasalire.Parevachelo
spiassedaoltreunvetroin
cuisifosseperfettamente
cristallizzatalabrinadeisuoi
sentimenti.
«Ricordichecosaci
raccomandònostramadre
sullacollinaRakan,nello
scorsonovembre?"Noinon
siamoterrestri:nondobbiamo
maidimenticarlo".Purtroppo
ilcorpodipapàèumano»,si
affrettòaconcludereKazuo,
dimenticodellapropria
tristezza.«Lasuamalattiaè
tipicamenteumana,comela
suasofferenza.Com'è
possibile?...»
Akikol'interruppeconun
tonolimpidoeindifferente:
«Mailtrapassodinostro
padrenonèlamortediun
terrestre.Nondobbiamo
dimenticarlo».
Jūichirōstettelievemente
megliodopocheglifurono
toltiipunti.Lamoglietornòa
Hannō,lasciandolafigliaad
assistereilmarito.Imembri
dell'Associazionedegliamici
dell'universoinsistetteroper
sostituireAkikonelsuo
compito,maJūichirōrifiutò
ostinatamente.
Sceselanotte.Akikoriuscìa
convincerequellesemplicie
generosepersonead
andarseneerimasesola.Si
sedetteaccantoallafinestra,
chedischiuseperlasciar
entrarelabrezzaestiva.Si
scorgevanonumeroseinsegne
alneon.Soprattuttolasua
vistaerainfastidita
dall'insegnaalneondella
«bevandadifrescura»,
grappoliinfuocatiche
ruotavanocomeunarossa
svastica.Eraunastrategiaper
attrarrel'attenzioneumana
mettendoinrilievonelcielo
notturnoivariegaticolori
dell'ansia,unachiara
allusionealsistemanervoso.
InquelmomentoAkiko
avvertìunlievemovimento
nelsuoventre.Dalmese
precedenteleeranodivenute
familiariquelleimprovvise,
quasiimpercettibili
oscillazioni.Siscioglieva
allorailcaldotediodelsuo
ventre,percorsoperunistante
daunasortadilampo.Poi,di
nuovo,laquiete.Akiko
attendeva.Tuttiisuoi
sentimentieranorivoltialla
suaimmensatenebrainterna,
enullapotevaostacolarli.Il
padre,chesupponeva
addormentato,erainvece
desto.
«Èunimpegnotroppo
gravosoperletuecondizioni.
Nondevistancartitroppo.
Quandosaròguaritoti
compreròtuttoquelloche
vorrai.Nonsoperòquando
potròguarire;mamiconforta
pensarecheildolore
postoperatorioèdestinatoa
diveniresemprepiùlieve.
Negliultimitempisonostato
troppoimpegnato,maquando
saròguaritocidivertiremo
tuttiinsiemeviaggiandoe
andandoateatro».
Akikofuirritata
dall'espressione"guarire"che
ilpadreavevausatobentre
volte.Sispazientivadifronte
allarivelazionedidebolee
ciecodesiderioumanodi
Jūichirō,ilcuispirito,invece
divolarealtoneicieli,
com'erasuaconsuetudine,era
sprofondatonell'ingegnosa
trappoladelcorpoeracchiuso
inun'angustaoscuritàpari
allesuedimensionifisiche.
Ilpadrenonriuscivaa
dormirelanotteacausadella
sofferenza:piùchelo
stomacoglidolevanola
schienaeilpetto.
«Midispiacechiedertelo,ma
nonpotrestimassaggiarmila
schiena?»
bisbigliòJūichirōconvoce
sommessa,quasiservile.
Daltonosupplichevolee
dalleparoleAkikocapivache
piùdelcorpopaternoera
crollatoilsuospirito:
«Nonpensavochesisarebbe
trasformatoinunbanalissimo
malato...»
meditavalaragazzamentre
accostavalasediaallettoe
facevascivolarelecandidee
bellemanisottolacopertaper
massaggiarelaschiena
paterna.
Lesuemaninonsfioravanoil
gelidospaziodell'universo,
bensìunadebole,calda,
maleodoranteschienaumana.
Unaschienaoltrecui
immaginaval'esistenzadel
tumore,ediunfiaccospirito
umanoaggrappatoalla
speranza.
Mentremassaggiava
lentamenteapprofittòdel
fattocheilpadrelerivolgeva
lanucaperporgliuna
domandachelepremevada
tempo,unadomandachenon
avrebbepiùavutol'occasione
dirivolgergli:
«Papà,diritornoda
Kanazawamihaidettoche
Takemiyaeraproprioun
venusianoecheètornatoa
Venereabbandonandomi,
ricordi?»
«Sì,èvero»,ilpadrevolseun
pocolaschienacomeuna
lepresmagritaetimorosa.
«Erapropriolaverità?»
insistetteAkiko.
Piùcalmielievieranoi
movimentidelleditasullasua
schienaepiùJūichirōintuiva
penosamenteillungo
accumulodisentimenti
nell'animodellafiglia.
Risposedunquecontono
volutamentedistratto:
«Èvero.Nontihomentito».
«Neseisicuro?»
«Sì».
LavocediAkikoassunseun
tonotagliente:
«Bastaconlepietosebugie.
Nonsaiquantomiabbiano
ferito.Hotentatodi
convincermichedicevila
verità.Secosìfossestato
tuttosisarebbetrasformatoin
unsogno:avreiperdonato
qualsiasiassurditàelamia
gravidanzasarebbestata
veramentelaconseguenzadi
unapartenogenesi:chimai
avrebbepotutoconfutarlo?
Perciòhoseguitoilpensiero
tracciatodalmiosogno:ho
decisoehodichiaratocheil
miobambinonasceràdauna
partenogenesi.Èinfatti
l'unicosistemaperdare
concretezza,perconferire
realtàallacreaturachenutro
nelmioventre.Tu,papà,hai
intuitolamiadecisionee
comeperuntacitoaccordoti
seirecatoaKanazawaper
trovareproveche
giustificasserolamia
testimonianza.Peròsel'hai
fattosoltantoperconsolarmi
enonperchétuvivailmio
stessosognoosiariuscitoad
assimilarelamialogica,non
potròmaiperdonarti.Sarebbe
unterribiletradimento.Seè
cosìavrestifattomeglioa
direlaverità.Iodovevoa
ognicostorendererealela
creaturachecrescenelmio
grembo.Seilnostrofosse
statounromanticoincontro
fravenusianilarealtà
concorderebbeconilsognoe
miofigliosarebbelatramain
cuiilsognos'intrecciacon
purezzaall'ideale:ilbambino
nonerediterebbealcundebito
néacausadelpadrenéa
causadellamadre:sarebbe
propriounvenusiano.La
partenogenesilapiùcasta
formadiriproduzioneè
infatticonsonaallapurezza
delmiopianeta,Venere.
Invecelapietàchehointuito
nelletueparoleha
consolidatoinmeun'oscura
ipotesi,contrariaaquelle
conclusioni,cheèdivenutala
causadiundolorelancinante
chemitormentagiornoe
notte.Seciòchehaidettoè
falso,tuttosiridimensiona,è
unvolgareincidente,persino
tropporeale:ilbambino
invece,luisolo,siriducea
esserenull'altrocheunmio
pietosoesquallidosogno,
perdecaratteristichereali,
rimarràtuttalavitala
crisalidedelsognodiuna
madreabbandonataedovrà
addossarsiildestinodiun
terrestre,ossiadiunfiglio
bastardodell'universo.Non
saràaltrocheunbrutto,
squallidosogno.Digiornoin
giornoilmioanimohavagato
fraorribilieconsolanti
ipotesi:adessocomincioa
sentireilbambinomuoversi,
ealpensierochesiavviciniil
giornodellasuanascita
comprendodiesseresempre
piùincapacedisopportare.
Perciòhopensatodiporti
questadomandaanchesesei
malato:dimmisinceramente,
haimentitoohaidettoil
vero?Seconosceròlaverità
inmescaturiràunanuova
energia».
Ilpadresigiròcommosso
versolafiglia,lepresela
manoeglielastrinse.
«Hocapito.Deviaver
soffertomolto.Ècolpamia,
scusami».
«Allorahaimentito.
Takemiyaeraunterrestreeil
miocorpoèstatoprofanatoa
miainsaputa».
Ilpadreresistetteallefittedi
dolorechegliattraversavano
laschienaeilpettoeindugiò
alungoarispondere:
«Vabene,Akiko,sarò
sincero.Ignoroseciòcheti
hodettosipossadefinirevero
ofalso.Sonostatoa
Kanazawa,hocercato
quell'uomodappertuttoma
nonsonoriuscitoatrovarlo.
Tuttoqui.Erasenzadubbio
unbugiardo,manonsoseè
unterrestreounvenusiano».
«Dinuovounabugia
consolatoria!»Lavocedi
Akikoassunseuntonoaspro:
«Tiesprimisenzachiarezza,
comeunterrestre.Come
possoproteggermidaglistrali
dellamenzognadelgiovane
cheamavoedimiopadre?
Forsetupensavidimitigare
lesuemenzogne,macosì
facendononhaisalvatoimiei
sogni.Nonavrestidovuto
occultareconaltrefalsitàla
suamenzogna.Dovevi
soltantoconfessarmilaverità.
Cosìavreipotutoalmeno
scegliereseribellarmialla
realtàcontinuandoacredere
nelsogno,oserinunciarvi
definitivamente.
Gliextraterrestrinonsono
essericosìdebolidadover
mettereunamascheraalla
realtàpernonvederneil
terribilevolto.Diversamente
dagliesseriumaninoi
possiamosognarelarealtà.
Nonècosì?Inostrisogni
sonoesattamenteilcontrario
dellamenzogna,nonècosì?
Vivereanchesoltantoperun
secondoinunapietosa
menzognasignifica
corrompereiproprisogni.Un
risultatoterribile...terribile...
finiremmoconildivenire
creatureterrestri».
«Ticapisco,Akiko...
Credimi,nonavevo
intenzioneditrascinarecosì
inbassolamiagraziosafiglia
venusiana,finoatrasformarla
inunaterrestre!
Rifletticoncalma:lafelicità
dimanteneregliocchi
bendatidifronteallarealtàè
unamiserabile,peculiare
felicitàdellarazzaumana.La
falsitàdicuinoiparliamoè
invececontraddistintada
caratteristichemoltopiù
sottili.Adesempio,noi
nascondiamoalmondola
nostranaturadiextraterrestri:
infattipurpossedendola
veritàsiamotenutiamostrare
agliesseriumanisoltantola
mascheradellafalsità.Peri
terrestrièdiverso:indossano
lamascheradellaveritàper
nascondereleloromenzogne.
Perciòascoltami,Akiko:in
noirimanesoltantolaverità.
Nonimportaquanto
Takemiyasiabugiardo:tusei
fattainmodotalecheinte
finisceconilrimanere
soltantolaverità,comel'oro
setacciatodallasabbia.Ioho
credutoinquesto
meccanismoehocercatodi
offrirtiunamenzogna
semilavorata,digranapiù
fine,inmodochetupotessi
filtrarlameglio.Consideralo
pureunapietosapremura;in
realtàpresumevodipoterti
offrirelamenzognasenza
occultarla:eroconvintoche
sarestiriuscitaabilmentea
filtrarlamutandolainverità».
«Davvero?Manonhai
pensatochequesto
meccanismodinoi
extraterrestripotrebbe
guastarsi?»replicòAkiko,
connegliocchiunlampodi
rabbiaperilplacido
ragionamentopaterno.«Se
invecedellamenzognatumi
avessigettatoall'improvviso
laverità,pensicheil
meccanismosarebbe
impazzito?»
«No.Avrebbesoltanto
sussultatoperqualche
istante».
«Temevicheiotremassi,
ancheseperunistante?»
«Certo».
«Alloraprovailmio
meccanismo.Gettamila
verità,padre.Siicoraggioso».
Jūichirōeraperplessoma,
colpitodallosguardo
infuocatodellafiglia,
confessòtristemente:
«Akiko,hoperso.Laveritàè
questa.Quell'uomoèun
terrestreeundonnaiolo.Ha
approfittatodellatua
ebbrezzaperingravidartiedè
fuggito».
Jūichirōvidechelafiglia
serravagliocchicomese
stesseprecipitando.Temeva
l'attimoincuiliavrebbe
riaperti.
Maquandologuardò
riapparveintornoallesue
labbraunlievesorriso,simile
allaluminositàdell'alba,
comesesifossesubito
ripresa.
«Chestranaimpressione!Siè
mosso,maoravatuttobene.
Èbizzarro,eppuresuppongo
diaversaputotuttofinda
principio.Sì,losapevo:lui
avevasoltantolafunzionedi
catalizzatore.Perché
concepissiunfiglio
venusianoavevonecessitàdi
essereaiutatadaunterrestre,
che,simileaunabrezzadi
menzogna,avrebbevolato
intornoameronzandocome
unasonnolentaape.Tutto
qui.Ormainonpenseròpiùa
lui».
«Bene».
«Èstatoungioco
interessante.Adesso,toccaa
memettereallaprovaletue
strutture,papà.Vogliocapire
comefunzioniilmeccanismo
ecomeriescaamasticare
qualsiasifalsitàtramutandola
inrealtà.Seisicurodiesserne
capace,papà?»
«Sì,certo».
«Davvero?»
Jūichirōdimenticòperun
attimoilsuodoloree,
sorpresodall'insolitagaiezza
dellafiglia,sipreparòa
partecipareaunpiacevole
gioco.Conunasorprendente
velocitàquasiilguizzodiun
bisturilaragazzadichiarò:
«Nonèverocheeraun'ulcera
gastrica.Haiuntumoreallo
stomaco.Inoperabile».
Akikovideilvoltopaterno
contrattodalterrore.Lapelle
simileaunaingiallita
gardeniaimpallidì,Jūichirō
tentòdibisbigliaremadalla
suaboccanonuscìalcun
suono.Gliocchispalancati
parevanoaggrapparsia
qualcosachesistesse
definitivamenteallontanando,
mentrelosguardodiveniva
fissoevacuo.Sprofondòcon
latestanelcuscinoerimase
immobile.
Akikosiabbandonòperla
primavoltaalpianto:
premetteilvoltosulcuscino
delpadreesinghiozzò:
«Scusa,papà,scusa.Non
volevochetufinissiconil
diventareunterrestre!»
Jūichirōnonrispose;isuoi
occhisgranatialbergavanoun
improvvisoterrore.
«Chissàsemiopadre
possiedeancora
l'indispensabilecaratteristica
degliextraterrestridinutrirsi
delleveritàpiùterribili
riuscendoatrasformarlein
sogno.Isuoidentiavranno
ancoralaforzadimasticare?
Nonsaràstatounerrore
rivelarglilaveritàconfidando
nellesuecapacità?»
AquelpensieroAkikofu
coltadaun'indescrivibile
tristezzaedaltimore.Da
alloraJūichirōrimasequasi
sempreinsilenzio.Akiko
trascorselanottealcapezzale
delpadre,conunsensodi
colpa.Loguardavafissoin
voltosenzaaverepiùil
coraggiodiparlargli.Ogni
tantoJūichirōsiassopiva,poi
sisvegliavacomesesifosse
spaventato,evolgevalo
sguardoquaelànelbuio
dellacamera.Akikodeterse
piùvolteilsudoreche
inumidivalafrontedel
malato,senzachequesti
proferisseunlamento.
Ilmezzogiornoseguente
arrivòKyokopersostituirela
figliaesimeravigliò
apprendendocheilmarito,
finoadallorapropensoa
riceverevisite,nonostanteil
cartelloappesosullaporta
conscritto:«sonovietatele
visite»,nondesideravapiù
incontrarenessuno.Non
gradivainfattileconsolanti
bugiedeiconoscenti.Aveva
volutocongedareanchei
membridell'associazione
venutiperassisterlo.Asera
Kyokoeilmaritorimasero
soli.L'infermieraportòla
cenaprimadelprevisto,ma
Jūichirōnonvolleneppure
assaggiarla.
«Perchénonnemangi
neancheunboccone?Senon
tinutrìtarderaiaguarire».
«Persinotuvuoi
tranquillizzarmiconla
fandoniadellaguarigione?»
risposeilmalatoguardandola
conunlampod'ironianegli
occhiscuri.
Kyokononcomprendevail
motivodiquellascontrosità.
«Chetisuccede?Comemai
seicosìcambiato?»
«Ierihosaputolaverità».
«Laverità?»
«Nonfingered'ignorarla!»
ribattéJūichirōeraccontò,
distorcendolievementela
realtàperriguardoversoi
figli:
«KazuoeAkikosi
comportavanoinmodo
strano.Lihosottopostiaun
interrogatorioeallafinesono
riuscitoacarpirelorola
verità.Ormaisochehoun
tumoreallostomacoecheè
soloquestionedipocotempo.
Èinutilecheinsistiateconla
vostrafarsa».
Jūichirōsperava,suo
malgrado,chelamoglie
negasse,ancheseunasua
obiezionesarebbestatadalui
subitosarcasticamente
confutataedeglisisarebbe
ostinatoavolerconoscerela
realtà.
Sefossestataalcorrentedella
verità,Kyokoavrebbepotuto
reagirenegandola,mala
madregioviananonerastata
informatadaifigliederastata
costrettaadapprenderela
veritàdalmarito.
Kyoko,chefratuttiifamiliari
eral'unicaaessere
caratterizzatadaunabanale
sensibilità,fusconvoltada
quell'aggressionedirettae
nondubitòdell'obiettivitàdel
marito.Temettedisvenireper
ildolore,masentìsorgerein
leiancheunimpulsodivanità
offesa.Ilfattochetuttiin
famigliaconoscesserola
veritàtrannelei,cuiera
affidatalaresponsabilitàdella
cucina,ferìprofondamenteil
suoorgoglio.
Leparvechelasuafamiglia
diextraterrestrisifosse
tacitamenteaccordataper
escluderladalsegreto.
Amareggiatadatale
discriminazioneKyokovolle
apparirecomplicediquel
complotto.
Singhiozzò:
«Scusa...sapevo...sapevo,
manonsonoriuscitaa
confessartelo».
LosguardodiJūichirō
divennevacuo,poi,contono
calmo,laesortòatornarea
casaaffermandodivoler
trascorrerelanottedasolo
perchédovevariflettere.
Lamogliesioppose
vivacementemaJūichirōnon
silasciòconvincere.
Trascorselaprimanotte
solitariadaquandoerastato
ricoverato.
Conobbefinneiminimi
particolarigliorroridiuna
notteinospedale.Ilsuono
simileaunululatodello
sciacquonedellacamera
vicina.Squallide,solitarie
evacuazionideimalati.Alle
novediseraudìrumori
provenientidaunacamerasul
latooppostodelcorridoio,
singhiozziepassiconcitati.E
dinuovounopprimente
silenzio.Jūichirōintuìchein
quellacamerasieraaccesala
morte.All'improvviso,
meccanicamente,comela
lucerossadellaspiadiun
cruscotto.
Ripensòall'amorenutritoper
ilmondoterrestreeperlavita
umana,manonriuscivaa
formarsenecheunavaga
immagine.Nonavevaquasi
maivissuto.Dichecosa
avrebbedovutodolersi?
Avevaaffidatoilcompitodi
vivereagliesseriumani.
Jūichirōnonriuscivaacapire
comemaifosseterrorizzatoe
profondamenterattristato
dallasortedelsuocorpo
terrestre.Gliesseriumanisi
angustiavanoperlaloro
incapacitàdicomprenderela
morte,egliinveceera
sbigottitodallasua
sorprendentecomprensione
delpotereedellaterrificante
influenzadellamorte.
Ilsuoanimoerasconvolto
dall'ingiustaoppressionecon
cuiloassalivalaprospettiva
dellamorte,inconfrontocon
laleggerezzadellavita
terrestrecheeglinonaveva
realmentevissuto.Eraforse
quellalapesantezzachegli
uominiprovavanovivendo?
Stavaforseincominciandoa
vivere?
Incambiosfumavae
dileguaval'immaginedella
distruzionedell'umanità,un
tempocosìvividanellasua
mente.Cercòdiconcentrarsi
sudiessa,maera
un'immagineormaivaga,e
parevasfuggirglicomesabbia
traledita.
L'umanità,cheglieraparsa
cosìmoribonda,aveva
acquistatounanuovaforzae
deridevabeffardamente
Jūichirōchegiacevainattesa
dellamorte,prontaa
precipitarsiurlando,come
unavalanga,versolapianura
sconfinatadiodiose
riproduzioniediunavita
eterna.Checosaera
accaduto?Invecediessere
Jūichirōadabbandonare
un'umanitàinagonia,era
l'umanitàaconsegnale
Jūichirōaunamortesolitaria.
Ripensòagliinnumerevoli
simbolidifortunaedi
longevitàideatidall'uomo,
simbolidiauguriodilunga
vita,cordoncinirossie
bianchi,gruchevolavano
quietamente,pinichesi
flettevanoversolarivadel
marecurvatidalvento,
varietàdialghegettatesulla
riva,fracuisirannicchiavano
enormitartarughe.Graziea
queisimboligliesseriumani
sognavanoun'effimera
vittoriacontroiltempo,
un'imperituracatenaformata
dallariproduzione.Gli
uominigioivanolungouna
riva,madalmarelamorteli
issavaconsonnolente
palpebre.
Lasopravvivenza
dell'umanità,prontaad
abbandonarloallasuasorte,
eraun'ipotesichenonaveva
concepito.Avrebbetuttavia
dimostratolavittoriadel
marzianosulcomplottoordito
daisinistriextraterrestri
giuntidaunpianetainvisibile
dellasessantunesimastella
delCigno.Nellasuamente
affioròl'ideadelsacrificio.
L'universoavevaforse
promessodisalvarel'intera
umanitàincambiodel
sacrificiodiunsolo
marziano,etaledecisioneera
statanascostafinoadallora.
Eglicercòconlosguardola
direzionediquellavolontà
universalechel'avevainviato
interra.Eraunpuntolontano
daquell'ambientepregno
dell'odoredeidisinfettanti,
oltreilbiancosoffitto
dell'ospedale,nelladirezione
diunabissoassolutoincuila
tenebradivenivaluceela
lucetenebra.
Dalleparetifiltravanoi
bisbiglideimalatichenon
riuscivanoadormire.Si
udivanoinfaustisquillidi
telefonoelentipassiche
attraversavanoilcorridoio,e
poi,ancora,l'ululatodello
sciacquone.Jūichirōtenevalo
sguardofissoalbianco,
impassibilesoffitto.Ilembi
delcandidocamiceinamidato
diun'infermierasfioraronole
foglieeifioriche
incominciavanoadappassire
neicestioffertidaivisitatorie
collocatiincorridoiodurante
lanotte.
Selavolontàsuprema
dell'universoavesse
attraversatol'insulso,bianco
soffittoperspiegargliil
significatodellasuamissione
sullaterra,egliavrebbe
riacquistatofiducianelsenso
dellasuamorte.Infattise
avessedovutosacrificarsiper
salvarel'umanità,lasuanon
sarebbestatalamortediun
comuneterrestre.Avrebbe
avutounvalorepariaquello
dellaecatombeditremiliardi
diuomini.Seglifossestato
possibileintuireunsimile
intento,sìsarebbesalvato
dall'indefinibileterroreedalla
sofferenzache
l'attanagliavano...
Maperquantitentativi
facesse,ilsuometododi
comunicareconl'universo
nonproducevaalcuneffetto.
Nonerasicurodipoter
domandarequalifosserogli
intentinascostidellasuprema
volontà.Manonconosceva
altrimetodiperstabilireun
contatto.Gliocchi,che
Jūichirōsiostinavaafissare
sulsoffitto,gliprocuravano
unadolorosasensazionedi
calore.Ilgonfioregli
appesantivailvolto.Ilcorpo
erapercorsodafittedolorose
elafronteimperlatadisudore
simileagelidiaghi:non
riuscivaaimpedirsidi
gemere.Nonscorgevanulla
sulsoffitto,nonudivaalcuna
voce.Lamateriaosservava
scrupolosamenteleproprie
leggi,iltempoterrestreera
regolatoconprecisionedaun
propriocodice.Lepareti
eranosaldamenteuniteal
soffitto.Imaterialidiquel
nuovoospedalenon
scricchiolavanoneppuredi
notte.Ilsoffittoeraun
semplicesoffittoeilmalato
ditumorecoricatoaldisotto
diessononeracheunmalato
ditumore.
Jūichirōattese.Ricordòlasua
infanzia,lasolitariagioventù,
l'esultanzadiquandoaveva
vedutoperlaprimavoltaun
discovolante,lavisitadegli
infaustiextraterrestri:
immaginòuna"biografia"
tintaconisemplicicolori
dellasuaesistenza,
punteggiatad'oroeornatadi
gigliedirose.Pur
nell'idiozia,nellasconfitta,
nellasofferenzaenello
squallore,egliaveva
continuatoasognarela
santità.Forseerastataproprio
laterrestre«brezzadella
menzogna»,comeladefiniva
Akiko,acontribuirealla
nascitadiquellasantità.
Attese.Arrivòl'oraincui
s'incominciavanoa
distinguerelepieghedelle
tendine.Ognirumoreera
cessato.Eralaprimavolta
cheunaquieteperfetta
regnavanell'ospedale.La
nottestavagradualmente
indietreggiando.
Inquell'attimoJūichirōebbe
l'impressionecheilbianco
soffittosistesselentamente
aprendo.Fucolpitodalla
gioia,maglisembròanche
chesistesseriproducendoun
fenomenoestremamentereale
eovvio.Ascoltòunavoce
limpidaenitida,dicuiegli
udìinconfondibilmenteogni
parola.
AlmattinoKazuo,nella
pensionediTōkyō,ricevette
unatelefonatadallamadre.
Noneral'annunciodella
mortedelpadre,comeaveva
temuto.Loesortavaconun
tonocalmoeserenoa
raggiungerelafamigliain
ospedale.
Kazuoavevagiàintenzione
ditornareaHannō;infattiil
giornoprecedenteavevaletto
sulgiornalecheKatsumi
Kurokiavevaannunciatola
suaintenzionedifondareun
nuovopartito,echeintendeva
avvalersidellacollaborazione
delprofessorHaguro.
Kazuosirecòall'ospedale.
Incontròlamadreelasorella.
Ilpadreriposavaconilbusto
sollevatoeavevaunvolto
raggiantedigioia.Kazuo
intuìimmediatamentelesue
intenzioni.
Ilpadreliistruì
meticolosamente.Avrebbero
approfittatodellacalma
domenicaleperuscire
furtivamentedall'ospedale
alleundicidinotte.Kazuo
sarebbetornatoconlamadre
aHannō,peripreparativi,poi
avrebbericondottolamadre
inospedale.Akikosarebbe
rimastaconilpadreper
allontanareglieventuali
visitatori.
Allediecidisera,primache
fosserospenteleluci,la
famigliasiradunòaccantoal
lettodelpadre.Controllarono
ilbagaglio.Kazuoannunciò
diaveraiutatolamadrea
chiuderelacasa.Akikosiera
portataunapiccolaborsain
cuiavevaripostouna
cuffiettalavorataamagliada
leiperilnascituroeciòchele
eranecessario.Kyokoaveva
consé,chissàperquale
motivo,nonsoloisuoi
gioiellimaancheilibrettidi
bancacondepositiliberie
vincolati.
Inun'altraborsaavevastipato
sandwichpertuttalafamiglia
eunthermos,senza
dimenticarelatorciaelettrica.
Appenafuronospenteleluci
aiutaronoilpadreavestirsi.
Parevaunabitonoleggiato,
tantoeralargo.Sceserole
scalenelbuio,pernon
passaredifronteallastanza
delmedicodiguardia.
Mancavanodieciminutialle
undici.
Laguardiachesorvegliavala
portaposteriore,attenta
soltantoaipossibililadri,
lasciòpassarecon
indifferenzaquell'elegante
famiglia.
SalironosullaVolkswagen
guidatadaKazuo.
Attraversaronol'animato
piazzaledellastazionedi
Shibuya.
«Quantagentec'èancorain
giroaquest'ora!»esclamò
Kyokochenoneramaistata
incittàdinotte.
«Osservateconattenzione»,
consigliòJūichirō,«dite
addioallestradedegli
umani».
«Macheaccadràall'umanità
dopolanostrapartenza?»
domandòKazuoattentoa
evitarelafolla.
Kyokoscorseunsorrisosul
voltodelmarito,cherispose
conuntonoinsolitamente
rudeefrettoloso:
«Siarrangerà».
Akikoerastupitadalla
bellezzadellestrade.Al
pensierochenonleavrebbe
piùrivisteleparveroun
dipintosuvetro,ogni
volgaritàerasparitadaquella
visionesplendidae
immacolatacomeilparadiso.
Uscironodallacittà,
entrarononellaprefetturadi
Kanagawaeinfinel'autosi
fermòsulpiazzaledietrola
stazionediIkuta.
«Sì,vabenequi.D'orainpoi
cammineremo.Attraversiamo
ilpassaggioalivelloe
dirigiamociversolacollina»,
annunciòJūichirō.
«Maèlontana».
«Dobbiamorecarcilà».
«Kazuo,aiutatuopadre.Io
nonpossofaraltroche
spingerlo.Tu,inveceAkiko
faigiàfaticaacamminare.
Nonpuoicertoaiutare.Sta'
benattentaanoncadere».
Sostenutodaifamiliariil
padrescesedall'autoeguardò
conattenzioneilorovolti
nellapenombra.
«Siamoinsieme,euniamole
nostreforze.Sonodavvero
felice.Madatele
caratteristichedellanostra
famigliadovremosepararci
proprionelmomentoincuii
nostrivincolisembreranno
piùsaldi.Ognunotorneràal
suopianetanatale.Siamouna
famigliatemporanea.
Cerchiamodunquedi
mantenerciconcordifinoalla
fine,cosìdaportareatermine
inmodoimpeccabilelanostra
missione...»
Giunseroaunsentieroche
s'inerpicavasuunacollina,
nellafittatenebradiun
intricodifogliedicastagnie
diaceri,rischiaratodalla
torciadiKazuo.
«Sì,èquesto.Comemihanno
spiegato»,annunciò
ansimandoJūichirō.Salirono
finoincima,giunseroaccanto
aunacasasilenziosa,inun
campodigranosucui
splendevailcielostellato.
Noneralimpidocomequello
diHannō,mavisi
distinguevanolecostellazioni
delloScorpioneedella
Bilancia.Lafamigliasisentì
rincuoraredaquelcielo
stellato.Siudivanolontani
latratidicani,mailluogoera
deserto.
«Asud!Continuiamocosì
versosud!»Kazuoaiutavail
padrecheprocedevacon
fatica.Akiko,cheportavale
borse,puressendostancae
affannataperlasalita,
cercavad'indurreilpadread
appoggiarsiallasuaspalla.
Ilsentieroproseguivafra
campidipiantinedi
melanzaneedicetrioli.
Avrebberodovutoproseguire
alungoilcamminoprimadi
raggiungerelacimadi
un'altracollina.Kyoko
spingevalaschienadel
marito:eraincespicatapiù
volte,manonsicuravadi
avermacchiatoilkimono.
Jūichirōnonriuscivaneppure
acapiredovestesse
camminando;avevavarcatoi
limitidellasofferenza,
percepivasoltantoilproprio
ansimareeunfrenetico
pulsaredisangue.Doveva
soltantoraggiungereilluogo
fissato,superandol'ardua
resistenzadeltempoedello
spazio.Percepivasullatestail
costantebeneficiodelcielo
stellato,l'inorganico,
ineffabile,rinfrescante
beneficiodellasualuce,delle
suecomunicazioni,dellasua
calma.Ilbeneficiodelsuo
ordineedellasuafollia.
Quellospaziogenerosamente
apertosisignificavalagrazia
dellanegazione,della
liberazionedallastretta,calda
gabbiadisofferenzaincuiera
statorinchiuso...Come
avrebbepotutoraggiungerela
metaseciòfossestato
preclusoalsuotemporaneo
corpoumano?Ilconfinefrail
possibileel'impossibileera
divenutoincerto.Glipareva
dipoterspezzareconundito
laparetedivisoriarinforzata
dacerchidiferroche
separavailcamminodalvolo,
l'ipotesidallarealtà.
Infine,raggiunserolacimadi
un'altracollina.Jūichirō
caddeconlafaccianell'erba;
aiutatodalfigliosirialzòe
levandoilvoltoaspersodi
rugiadanotturnasiaccorse
cheeranogiuntiaunampio
campodigrano.Davantisi
scorgevaun'altracollina,
dallacimatonda,circondata
diboschi,simileaun'isolain
unlago.
«Èarrivato!Èarrivato,
papà!»
Unargenteodiscovolante
atterravaobliquamentefrai
boschidellatondacollinae,
comeserespirasse,emetteva
lucioraverdioradiuno
sgargiantearancio.
GLOSSARIO
Aoba(castello):fucostruito
dalfeudatarioDate
Masamunenel1600,per
ordinediTokugawaIeyasu.
Intornoalcastellosorseuna
cittàdicinquantamila
abitanti,cheavrebbein
seguitoassuntoilnomedi
Sendai.
Aogiri:sterculiaceache
fiorisceinestate.
Azuki:piccolifagiolirossi
concuisipreparanobudini
dolciemarmellate.
Bancha:tèverde,difoglie
pocotenereedimediocre
qualità.
Biriken:divinitàdispensatrice
digioia,conunatestadi
formaaguzza.Fusognatae
rappresentatadaun'artista
americananel1908.
Danjurō:IchikawaDanjurō,
nometradizionaledellapiù
famosastirpediattoridi
Kabuki,ilcuicapostipitefu
assassinatonel1704.
Danzedellalongevità:
ennenmai,antichedanze
eseguitedafanciullinei
templibuddisti.
Dōjōji:operadelteatroNo
chenarralafolliaamorosadi
unanobilefanciulla
trasformatasiinserpenteper
fondere,conl'ardoredellasua
passione,lacampanadel
tempiodiDōjōjidentrocuisi
nascondevaungiovane
monaco.
Date:famigliadicelebri
feudataridiSendai,lecui
originirisalivanoaunramo
deinobiliFujiwaradiKyoto,
cheseguìMinamotono
Yoritomoneiterritoridell'est.
Masamune,checostruìil
castellodiAoba,fuilpiù
illustreesponentedellasua
stirpe.Nel1613inviò
un'ambasceriaaRomaein
Spagnaperstabilirecontatti
conl'Occidente.
Erimaki:collodipellicciao
sciarpadisetadaindossare
sulkimono.Fukai:maschera
condelicatesembianze
femminili.
Fusuma:portescorrevolicon
corniceinlegnoecon
pannellidicartaoditessuto.
Genroku:erainiziatanel
1688econclusasinel1704.
Go:misuradivolumeparia
1,8decilitri.
Gurentai:gruppidigiovani
sfaccendatichevivono
d'espedienti.
Hagoromo:Nōchenarra
l'incontrodiunafanciulla
celeste,discesadalcielo,con
ungiovanepescatoreche,
innamorato,lerubalaveste
piumata.
Hakama:sortadilunga
gonna-pantaloneindossatasul
kimono.
Haiku:componimentoditre
versirispettivamentedi'
cinque,setteecinquesillabe.
Haori:giacconeches'indossa
sulkimono.
Hashigakari:passerellache
collegalequintedelteatroNō
alpalcoscenico.
Hibachi:bracierecontenente
cenereecarboniardenti.
Nellecasemoderneè
sostituitodaunoscaldino
elettrico.
Higurashi:insettosimilealla
cicala;èsolitofrinirenelle
seredellatardaestate.
Himuro:rappresentazionedel
teatroNōimperniatasulla
leggendadiHimuro,ilmonte
daighiaccieterni.
Hōsho:stirpediautoriedi
attoridelteatroNō,
discendentedaKan'ami,
vissutonelXIVsecolo.
Irogami:lett."cartacolorata",
dipregiataqualità:è
soprattuttousataperscrivere
poesie.
IsolettadiHōrai:mitico
luogod'eternagiovinezzache
gliantichicinesicollocavano
inmezzoaunoceano,
presumibilmenteilPacifico.
Kaga:anticaericcaprovincia
corrispondenteall'odierna
prefetturadiIshikawa.
Keyaki:alberosimile
all'olmo.
Koto:arpaorizzontalea
tredicicorde.
Muromachi:quartieredi
Kyotochediedeilnomea
un'epocacompresafrail1392
eil1573.
Oiran:cortigianedel
quartieredeipiaceridi
Yoshiwara.
Otoshidera:tempioZen
fondatonel1699.
Ottodirezioni,unasola
nazione:sloganadottatodai
militaristipergiustificare
l'estensionedeldominio
giapponesenell'Asiaenel
Pacifico.
Palazzodeldrago:secondo
lamitologiacinesesarebbe
situatoinfondoalmaree
conterrebbepietrepreziosee
splendidefanciulle.
Quadernodelleofferte:
kanjincho,famosa
rappresentazionedelteatro
kabukiimperniatasull'astuzia
diBenkeicheaiutal'eroe
Yoshitsuneaoltrepassareuna
frontierafingendosimonaco
incercadiofferteperla
ricostruzionediuntempio.
Rakan:Arakan,dalsanscrito
Arhat,venerabilidiscepoli
delladottrinadiBuddha.
Sasaragi:stecchedilegno
generalmenteusateper
recintareitempli.
Sazanka:sasanqua,camelia
daicuisemisitraeunolio
medicinale.
Shino:sottileebassobambù.
Shiso:penilafructescens,
piantadioriginecinese,dalle
foglieprofumatesimilia
quelledelbasilico.
Shite:attoreprotagonistadel
teatroNō.
Shōgun:siriferiscea
TokugawaTsunayoshi(16461709).
Showa:erainiziatanel1926
eterminatanel1988.
Sutra:testibuddisti.
Tabi:calzinidicotone
inamidatoches'indossano
conilkimono.Taishō:epoca
compresafrail1912eil
1926.
Tatami:stuoiadiscorzadi
giuncoimbottitadipagliadi
riso,chericopreipavimenti
dellecase.
Tendai:settabuddistachesi
basasugliinsegnamentidel
SutradelLotodellaLegge.
Tokonoma:vanoincuisiusa
esporreundipinto,unvasoo
unoggettod'arte.
Torii:tipicoportaledei
luoghidicultodello
shintoismo;imiterebbela
formaditrespolipergalli
anticamentesacrialle
divinità.
Tsubo:misuradisuperficie
corrispondentea3,3mq.
Yaguruma:sortadiruotain
cuisidepositavanolefrecce.
FINE
convertitoecorrettodaJano,
2015
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Stella Meravigliosa