Piano triennale di educazione, informazione e miglioramento della percezione del rischio di HIV e MST nella popolazione della provincia di Modena, con particolare riferimento alla popolazione migrante - lavorativa - scolastica - giovanile, e di potenziamento del controllo epidemiologico. RELAZIONE SULL’ATTIVITA’ ANNI 2004 E 2005 A CURA DI Commissione Interaziendale per la lotta all’AIDS di Modena COMPONENTI Bertolani Eleonora Borsari Silvana Cagarelli Roberto Carrozzi Giuliano Casari Susanna De Palma Alessandra Durante Marilena Ferretti Claudio Guaraldi Giovanni Massimo Bigarelli Orlandi Luciana, Coordinatore Ortoleva Eleonora Rebecchi Daniela Sighinolfi Giulio Coordinamento prov.le AIDS Resp. Consultori Familiari Dip. Sanità Pubblica Resp. Osservatorio HIV Direzione Sanitaria Medicina Legale Dip. Dipendenze Patologiche Dip. Dipendenze Patologiche Clinica Malattie Infettive Servizio Tossicodipendenze Resp. Educazione alla Salute Dipartimento cure primarie Resp. Servizio di Psicologia Resp. Pediatria di Comunità Provincia di Modena Azienda USL di Modena Azienda USL di Modena Azienda USL di Modena Azienda USL di Modena Azienda USL di Modena Azienda USL di Modena Azienda USL di Modena Az. Ospedaliero–Universitaria Azienda USL di Modena Azienda USL di Modena Azienda USL di Modena Azienda USL di Modena Azienda USL di Modena Legenda Per un’agevole consultazione identifichiamo con lettere alfabetiche il riferimento testuale al target considerato dal progetto. In particolare - Popolazione migrante (M) - Popolazione lavorativa (L) - Popolazione scolastica (S) - Popolazione giovanile (G) - Donne e Donne in gravidanza (D) 1 - Popolazione a rischio (P) Il progetto si è sviluppato dal 2004, è continuato nel 2005 e si concluderà entro il 31/12/2006. 1. Il contesto e riferimenti teorici 1.1 Elementi di criticità nel 2003 Dai dati epidemiologici riportati emergono i seguenti elementi di criticità: - Il trend in diminuzione dell'infezione, che aveva acceso speranze, sembra interrompersi negli ultimi anni. Nella popolazione generale la percezione del rischio HIV e, più in generale delle malattie sessualmente trasmesse (MST), è bassa in tutte le fasce di età. - E’ ormai dimostrato che il calo nell’incidenza dell’AIDS conclamato, accompagnato da un aumento dei casi prevalenti, è dovuto solo in minima parte alla riduzione di nuove infezioni da HIV, ma è da mettersi soprattutto in relazione alla diffusione di nuove terapie farmacologiche ad alta efficacia con conseguente aumento del tempo trascorso tra inizio della sieropositività e comparsa della malattia; - Vi è una disparità nel calo dell'incidenza complessivo dell'infezione da HIV che ha interessato meno le donne. Inoltre la documentata efficacia dei trattamenti antiretrovirali in gravidanza impone che il counselling HIV rientri nei programmi di tutela della salute della donna e del prodotto di concepimento, proposto sia dai medici di medicina generale, sia dagli operatori consultoriali, sia dai liberi professionisti, nell’ottica di offrire una profilassi post-esposizione intrapartum e/o post partum al nascituro. - L'aumento dell'età d'infezione, le modalità di trasmissione, tracciano la mappa del rischio più elevato nella popolazione adulta, eterosessuale, compresa tra i 30-49 anni cioè soggetti in piena età lavorativa (L). - L’aumento dell’immigrazione da Paesi extracomunitari ha avuto ripercussioni sull’andamento epidemiologico dell’infezione a livello sia nazionale, sia provinciale dove, il numero di notifiche tra gli stranieri è in aumento ed impone specifiche attenzioni a tale problema sia per il grave retaggio epidemiologico (rischio di malattia nei paesi di provenienza), sia per lo svantaggio socio-culturale e per la situazione di frammentazione dei nuclei famigliari che spesso si verifica nei paesi ospitanti. L’attenzione andrà posta in particolare sulle donne, in ragione della facilità di contatto nei servizi consultoriali e dell’enorme vantaggio derivato da una diagnosi precoce dell’infezione da HIV in gravidanza. (M) - Nella provincia di Modena, vi sono molti viaggiatori internazionali: l'esistenza di aree ad alta endemia impone che venga posta molta attenzione a chi può trovarsi coinvolto nella problematica delle malattie trasmesse attraverso la via ematica e/o sessuale per lavoro, volontariato, motivi accidentali o per turismo sessuale (L) (G). - Il fenomeno del ritardo nella diagnosi, seppure meno rilevante rispetto ad altre realtà nazionali, conferma che in generale bisogna ancora aumentare il livello di attenzione alla problematica e che in particolare devono essere potenziati e resi più accessibili i servizi di Testing & Counselling per la popolazione oltre che offrire un’informazione più puntuale sul vantaggio personale e collettivo di una diagnosi precoce di infezione da HIV (P). - Dall’analisi del contesto Scuola si evidenzia una rilevante attività di educazione alla sessualità e di prevenzione dell’HIV – MST, condotta dall’AUSL, in particolare dai professionisti degli spazi giovani e dei centri per l’adolescenza. 2 1.2 Situazione nel 2004/05 rapportata alla situazione di partenza (anno 2003) Secondo i dati dell'Osservatorio provinciale dell'infezione da HIV, si registrano annualmente circa 60 nuovi casi d'infezione tra i residenti nella provincia (54 al 31.12.2005). Il dato cumulativo dal 1985 alla fine del 2005 è di 1.785 casi di infezione. Negli ultimi anni, l'epidemiologia dell'infezione ha subito diversi cambiamenti: - Il trend complessivo del 1985 è in forte diminuzione, ma questo calo si è interrotto nell'anno 2000, dopo il quale la tendenza appare stabile se non addirittura in aumento; Il calo dell'incidenza è stato però prevalentemente a carico degli uomini dove la riduzione è stata di circa 4 volte il valore iniziale, mentre nelle donne l'incidenza si è appena dimezzata; - L'età al momento della notifica sta aumentando passando da un'età mediana di 23 anni per gli uomini e 22 per le donne nel 1985 a rispettivamente 38 e 32 nel 2005; nell'ultimo decennio si è accentuata la differenza di età tra i due sessi in quanto l'aumento dell’età è stato registrato soprattutto tra gli uomini (L); - Si è assistito ad un profonda modifica delle modalità di trasmissione dell'infezione. Il virus, diffuso soprattutto nei tossicodipendenti fino ai primi anni '90, oggi si diffonde soprattutto mediante la trasmissione sessuale, in particolare eterosessuale che attualmente rappresenta il 60%. (M, L, G) - Nonostante il netto miglioramento la prima diagnosi di infezione da HIV coincide ancora troppo spesso con la diagnosi di AIDS conclamato o con sintomi minori. Questo fenomeno si è modificato poco nell’ultimo triennio: la percentuale di persone che hanno scoperto la loro sieropositività direttamente allo stadio C della classificazione del CDC è stata del 21% nel 2005, valore sovrapponibile al 22% del 2003. Questo ritardo di diagnosi testimonia l’elevato numero di persone che oggi vivono inconsapevolmente con l’infezione da HIV rappresentando un bacino potenziale di trasmissione della malattia. Questo primo gruppo di popolazione, rappresentato prevalentemente da adulti eterosessuali con rapporti occasionali e a rischio, è costituito prevalentemente da persone in età lavorativa (L); - La trasmissione per via omosessuale appare stabile, tuttavia continua a colpire prevalentemente soggetti giovani. La possibilità di raggiungere facilmente la popolazione giovanile attraverso il mondo della scuola, permette un investimento culturale e preventivo importante di prevenzione a medio e lungo termine (S) senza poter trascurare i giovani che abbandonano la Scuola (G); - Nel corso degli anni vi è stato un progressivo aumento del numero di notifiche tra gli stranieri che nel 2005 hanno rappresentato il 50% del totale. Scomponendo i dati per area geografica di provenienza, si nota come la maggior parte dei casi provenga dall'Africa sub sahariana e dall'Africa meridionale, dove l’infezione da HIV è endemica ed assume livelli di elevata diffusione. - E’ necessario inoltre porre una rinnovata attenzione alle patologie sessualmente trasmesse: come suggerisce il netto incremento di notifiche della sifilide nella nostra provincia, essendo i numeri passati dai 16/17 per anno nel 2000-2002, ai 28 del 2003 ed ai 57 del 2005. - I problemi menzionati trovano conferma nel Piano per la Salute e in particolare nel Programma provinciale per la Lotta all’AIDS, che i Comuni della provincia stanno facendo proprio, attuandolo nell’ambito dei programmi distrettuali denominati “Patologie prevalenti” e nel Programma provinciale Salute Donna. Teorie di base perseguite nel progetto L’estensione dell’effettuazione del test di ricerca degli anticorpi anti HIV da parte delle persone con comportamento a rischio e l’effettuazione del relativo counselling consentono: 3 1) di prevenire ulteriori comportamenti a rischio 2) una diagnosi precoce dell’infezione 3) l’accesso alla terapia anti retrovirale, in grado di determinare un miglioramento della qualità della vita e della sua durata, diminuendo inoltre il rischio di trasmissione sia materno – fetale che per via sessuale. 4) la conoscenza dello stato sierologico di HIV in gravidanza permette interventi farmacologici e non farmacologici efficaci per la prevenzione della trasmissione verticale di HIV. Tali interventi sono efficaci anche quando eseguiti solo nel intrapartum (è indicato il parto cesareo) o nel post partum (profilassi post esposizione al bambini ed esitamento all’allattamento al seno). 2. Descrizione delle dinamiche sociali dal 2003 (ex ante) al 2005 L’evoluzione del fenomeno migratorio in provincia di Modena ha seguito, dal 2002, un andamento di crescita costante. I dati dei cittadini stranieri al 31/12/2005, (tab 1), evidenziano un aumento costante della popolazione straniera residente dal 2001, aumento determinato in primo luogo dai ricongiungimenti familiari, ma anche dai processi di immigrazione diretta dal Paese d’origine, dagli spostamenti da altre località italiane ed infine dalla nascite di bambini da genitori entrambi stranieri. Tab 1, Cittadini stranieri residenti al 31/12 in provincia di Modena anni 2001/2005 Stranieri residenti al 31/12 nella provincia di Modena incidenza % stranieri sul totale della popolazione Anni 55.088 2005 8,3 49.921 2004 7,6 41.674 2003 6,4 33.951 2002 5,3 29.933 2001 4,7 Fonte: Anagrafi comunali - Servizio Statistico della Provincia di Modena ; Si rileva, inoltre, la sproporzione del dato dei nati stranieri n. 1363 (circa il 20% dei bambini nati in provincia di Modena nel 2005) rispetto a quello dei morti n 56 (solamente lo 0,85% del totale dei residenti deceduti nel nostro territorio), il quale è ovviamente indicativo a sottolineare una tipologia di popolazione giovane, altamente fertile ed anche relativamente in buona salute. A Modena ed a Sassuolo sono attivi Spazi consultoriali dell’A.USL per le donne immigrate con professioniste e mediatrici dedicate. I mediatori interculturali che svolgono la propria attività all’interno del servizio dell’AUSL di Modena sono di sesso maschile e femminile e provengono da differenti aree geografiche: Africa Sub-Sahariana (anglofona e francofona), Nord Africa, America Latina, Europa Orientale, Medio ed Estremo Oriente. Tali mediatori sono stati precedentemente selezionati e formati. La Scuola modenese da diversi anni attua attività curriculari connesse all’educazione sessuale in particolare nella scuola secondaria di 2^ e 1^ grado, come indicato negli Obiettivi Educativi delle “Nuove Educazioni”. Ciò è stato possibile in quanto è stata condotta, nel corso del tempo, oltre 13 anni, una rilevante attività di formazione ed aggiornamento degli insegnanti. Da tempo, con il solo contributo della sanità pubblica, ogni anno, si garantisce, almeno dal punto di vista del calcolo matematico, almeno un 4 intervento di educazione/informazione alla salute sessuale nell’arco della frequenza nella scuola Media o Superiore. 4. Soggetti che partecipano all'attuazione del progetto e modalità di coordinamento PPS – Conferenza Sanitaria territoriale, Programmi Provinciali AIDS, SALUTE DONNA e STILE DI VITA, con competenze di indirizzo e verifica. Azienda USL – Dipartimento Cure Primarie, Programma Salute Donna, Dipartimento Salute Mentale, Dipartimento Sanità Pubblica, Sistema Comunicazione e Marketing, Commissione interaziendale AIDS, con competenze assistenziali, di prevenzione promozione della salute, di committenza, di supporto tecnico e di coordinamento organizzativo e sanitario Azienda Ospedaliero Universitaria di Modena – con competenze assistenziali. Clinica Malattie infettive, Ostetrico-Ginecologica, Dermatologica, Servizio Immunoematologia e trasfusionale, Microbiologia e Virologia, Centro Prelievi con impegni come da scheda N°3/III PPS- Programma AIDS della città di Modena Università degli Studi di Modena e Reggio E. con competenze di studio, ricerca e consulenza. Clinica Malattie infettive Medici infettivologi (attivati per attività di counselling post test) Medici della Clinica Ostetrico-Ginecologica e Dermosifilopatica coinvolti per il tramite dell’Azienda Policlinico in particolare per MST. Corso di laurea in Ostetricia dell’Università di Modena Provincia di Modena – Assessorato Politiche Sociosanitarie, Giovanili, all’Immigrazione, al Lavoro, con competenze di programmazione, coordinamento, raccordo con le forze sociali, con impegni particolari nella formazione dei mediatori culturali etnici e intergenerazionali Comuni Con compiti di programmazione, collaborazione nell’attuazione e verifica locale delle attività decentrate, osservazione, ascolto, promozione della partecipazione dei cittadini, con impegni concordati in sede di Comitati distrettuali PPS in particolare in rapporto ai Centri stranieri e ai Progetti Giovani dei Piani di Zona. Comuni Capi-distretto e in particolare Comune di Modena (Assessorati Politiche per la salute, PPS e Politiche giovanili) anche come organizzatori di attività CSA di Modena con competenze di programmazione, studio, osservazione, verifica delle problematiche giovanili e dell’Istruzione, per i rapporti con il mondo della Scuola. Organizzazioni Sanitarie con le quali è siglato un accordo di collaborazione per la promozione della salute: - Farmacie Comunali S.p.A. - Federfarma Modena Ass. ne Sindacale Titolari di Farmacie - Ordine dei Farmacisti della provincia - Ordine dei Medici della provincia Terzo settore 5 Quali soggetti collaboranti nell’attuazione, facilitatori del rapporto con i cittadini, alleati nella promozione della salute e della solidarietà: - Centro Italiano di Solidarietà Modena con impegni di progettazione, coordinamento, organizzazione per il progetto in ambito lavorativo, per la collaborazione alle attività in ambito scolastico e relativamente alla struttura S. Lazzaro - ARCI Nuova Associazione (per le iniziative del Circuito passepartout) - ARCIGAY Modena Matthew Shepard con impegni di promozione alla salute e attività di animazione - Porta Aperta - Associazionismo etnico, Cooperativa Integra, Associazione Milinda, - ASA 97 - Associazione Volontari di Strada - Cooperativa Sol. Do. Fa. - Associazione Ridere per Vivere - Progetto Mozambico ONLUS Organizzazioni e Aziende CGIL- CISL, UIL, CNA, Banca Popolare, HERA, Confindustria, ASQ Club e discoteche Kalinca Club Carpi, Basquiat Modena, Tube Modena, OHM Modena, Acquaragia Mirandola, Vibra Modena, Mattatoyo Carpi, Disco Area Sassuolo Sponsors Farmacie della provincia tramite Federfarma e farmacie comunali SpA Coordinamento Il raccordo tra i diversi soggetti si è realizzato in tre reti integrate: - La rete organizzativa PPS (CST, Esecutivo, Gruppi di programma provinciali, Coordinamenti Distrettuali, Gruppi di Programma Distrettuali) - La rete del Coordinamento Provinciale c/o Assessorato Prov.le Sanità prevalentemente dedicata ai rapporti con il Volontariato - La Commissione interaziendale AIDS prevalentemente dedicata ai rapporti tra Aziende Sanitarie 3. Obiettivi 3.1 Obiettivo generale del progetto STRATEGICO Contribuire all’attuazione del Piano per la Salute modenese, in particolare dei Programmi provinciali per la Lotta all’AIDS, Salute Donna e per la Promozione di un Sano Stile di Vita INFORMATIVO Aumentare le conoscenze sulle problematiche HIV/AIDS/MST correlate e sui servizi preposti alla prevenzione, diagnosi e cura, sia per quanto riguarda la popolazione generale che particolari gruppi EDUCATIVO Migliorare la percezione individuale del rischio di trasmissione dell’HIV ed MST con particolare riferimento alla trasmissione per via sessuale; Informare sulla rete dei Servizi provinciali che si occupano di prevenire e curare le MST, tra cui HIV ed Epatiti, anche specificatamente rivolti a particolari fasce di età (G) o gruppi (M) e (D); 6 Sensibilizzare sul problema della modifica dei comportamenti al fine dell’autotutela della salute; Porre all’attenzione dei giovani alcuni atteggiamenti/comportamenti relativi allo stile di vita correlati a comportamenti affettivi, sessuali, di sesso più sicuro e relazionali, come premessa per stimolare la riflessione sul concetto di limite, un atteggiamento solidale di tutela, di difesa del diritto alla salute individuale e collettiva, di cittadinanza attiva. COMUNICATIVO Comunicare le attività condotte all’interno e all’esterno del SSN; Supportare le attività con strumenti e materiali operativi, didattici, informativi, comunicativi, per la valutazione; Applicare metodologie che stimolano la partecipazione attiva e ludica (concorsi, premi) SANITARIO - Aumentare gli accessi pertinenti ai servizi di testing and counselling territoriali (T&C) per promuovere la salute e prevenire futuri comportamenti a rischio - Diagnosticare precocemente l’infezione da HIV e in generale le MST, in particolare nelle donne gravide e nella popolazione con comportamenti a rischio - Identificare i motivi di non universale accessibilità al servizio T&C per le donne in gravidanza; - Prevenire la trasmissione verticale di HIV (da madre a feto) attraverso interventi farmacologici (terapia antiretrovirale) o non farmacologici (allattamento con latte formula) peri o post partum; - Ridurre l’incidenza dell’infezione da HIV nella popolazione generale, immigrata, nei maschi e nelle donne, nei lavoratori/lavoratrici, nei giovani; P M D G L - Valutare l'efficacia degli interventi proposti 3.2 Obiettivi specifici del progetto - - - - - Potenziare le attività di monitoraggio dell’andamento dell’AIDS e dell’infezione da HIV, sperimentando un ampliamento della sorveglianza ad altre MST (Progetto Osservatorio HIV-MST). Effettuare una valutazione dell’attività dell’Osservatorio provinciale HIV sulla base delle linee guida del CDC per la valutazione dei sistemi di sorveglianza (P); Programmare ed attuare in itinere l’aggiornamento dei professionisti sanitari sui contenuti specifici dell’AIDS-MST, del counselling vis a vis e on line, dell’educazione alla salute e delle metodologie della comunicazione interpersonale, di piccolo gruppo, di grande gruppo, mass mediale, tramite web Formare i mediatori (etnici e non) e alcuni cittadini competenti, destinatari intermedi previsti nel programma; Aumentare nel triennio la percezione del rischio individuale e le conoscenze su HIVMST in particolare aumentare le conoscenze sull’importanza dell’effettuazione del T&C, sulle modalità di accesso al servizio e sulle modalità di interruzione del contagio (tra la pop. Migrante anche TBC) Ampliare l’attività di T&C territoriale dei Consultori familiari comprensivo di una fascia oraria (18-20) per la popolazione straniera Offrire, a partire dal 2005, il T&C per HIV agli immigrati a rischio, invitati al Servizio Igiene Pubblica – Controllo Rischi Biologici (SIP CRB) nell’ambito dei controlli sui portatori del virus dell’epatite B (HBV) (M); Sensibilizzare le donne che accedono ai servizi e partecipano allo screening per il tumore del collo dell’utero sui rischi connessi alla non conoscenza dello stato sierologico del partner (D); 7 - - - - - - Proporre attivamente il T&C alle donne in gravidanza e supportarle nell’assunzione di decisioni responsabili, il più precocemente possibile all’interno del percorso nascita.(M) (D); Mantenere alta l’attenzione degli adulti lavoratori sulle tematiche oggetto del progetto. Favorire l’accesso a consulenze specifiche o approfondimenti. Favorire percorsi di consapevolezza e conoscenza per una maggiore efficacia nelle relazioni di vicinanza verso compagni di lavoro eventualmente infortunati (es. come soccorrere senza timori o stare vicino ecc.) (M), (L) ); Promuovere la conoscenza del rischio nei giovani e negli studenti: attivare la crescita personale attraverso l’aumento delle conoscenze, della motivazione personale, la riflessione sui valori e sugli atteggiamenti, l’individuazione di strategie per fronteggiare le situazioni di rischio(G) (S); Promuovere l’integrazione tra i Servizi, le Istituzioni e con le Organizzazioni comunitarie che conducono attività di Educazione Sessuale e Prevenzione HIV-MST in ambito scolastico e migliorare l’accesso alle proposte educative comunitarie in ambito scolastico (S); Informare i viaggiatori internazionali sulle modalità di trasmissione e sulle strategie di prevenzione del virus HIV, oltre che di altre patologie trasmissibili; Promuovere l’assunzione di comportamenti, tali da ridurre le situazioni di rischio per la trasmissione delle malattie infettive e dell'AIDS (P) (M) Produrre strumenti informativi, (P) (G) dei comportamenti a rischio, anche in lingua (M) su diversi supporti 5. Destinatari finali e mediatori dell'intervento 5.1 Destinatari finali Contesti per il contatto con i destinatari finali - N. dei possibili - destinatari finali (denominatore dei Ambulatori dei Consultori Familiari e Spazi donne immigrate Spazi giovani consultoriali e Centri d’ascolto per l’adolescenza Ambulatori dei Centri Stranieri della Pediatria di Comunità Ambulatori consulenza viaggiatori internazionali e ambulatori SIPCentro Rischi Biologici Ambulatorio ospedaliero gravidanza a rischio Ambulatorio ospedaliero gravidanza a termine Sala parto Ambulatorio HIV Clinica malattie Infettive Centri stranieri dei Comuni Associazioni etniche Luoghi di lavoro, sedi sindacali, di categoria Scuole Medie e Superiori della provincia di Modena, pubbliche e private Progetti giovani, centri di aggregazione giovanili Luoghi del tempo libero e dell’attività ludica (concerti, discoteche ..) Luoghi di vita comuni (piazze, giardini e centri commerciali) 436758 persone (100%) della fascia d’età 15-65 anni, maschi e femmine della provincia, (intendendo ricomprendere l’età riproduttiva 15-49 e l’età lavorativa fino a 65 anni) (P) di cui in particolare: soggetti raggiunti) - 99.000 (100%) donne partecipanti allo screening del tumore del collo dell’utero (pari al 60% delle invitate). Fanno lo screening cervicale circa 33.000 donne/anno e quello mammografico circa 26.000. I due gruppi sono molto sovrapposti, per cui ci riferiamo 8 - n. dei destinatari al solo cervicale per l’età più giovane delle donne (sessualmente attive) (D) 18.000 gravide in provincia nel triennio pari al 100% delle donne in gravidanza ogni anno, (di cui il 47% assistite dal Consultorio Familiare e il 53% con rapporti con i MMG orientativamente (D) - 44.000 stranieri nel triennio di cui donne straniere 5184/anno afferenti al Consultorio familiare per visite e/o consulenze (M) - 300.000 lavoratori attivi in Provincia (L) - 23466 studenti tra i 14 e 18 anni (S) - 6000 Viaggiatori internazionali (P) (M) 99.000 donne/triennio che accedono al pap test (italiane e migranti) (D) finali che si prevede - 18.000 gravide/triennio della provincia di cui 47% a carico del di poter Consultorio (D) raggiungere nel totale donne: 117.000 - triennio - circa 15.000 stranieri/triennio: in particolare 5184 donne immigrate/anno utenti del consultorio per visite e/o consulenze, escluse quelle che vengono per eseguire il pap test) (M) - 300 lavoratori nel triennio (L ) - 15.000 soggetti in ambito scolastico nel triennio (S) - 600 giovani dai 15 ai 24 anni non scolarizzati nel triennio (G) - 6000 Viaggiatori internazionali nel triennio (P) (M) Destinatari finali - 33.000 donne aderenti al pap test (italiane e migranti) 2004 (D) - 40659 donne aderenti al pap test (italiane e migranti) 2005 (D) raggiunti nel - 6360 gravide utenti del consultorio + 53% seguite dai MMG (D) - 300 gravide contattate dalla ricerca (D) 2004 e 2005 Totale donne > 80000 12555 donne immigrate utenti del consultorio per visite e/o consulenze, escluse quelle che vengono per eseguire il pap test) (M) - 2916 gravide straniere (M) - 1453 straniere per visita/colloquio IVG(M) - 171 Migranti per attività info-educativa extrascolastica (M) Totale stranieri 17095 - - 180 popolazione generale per attività info-educativa (P) - 800 popolazione generale per consulenza 1 dicembre (P) Totale popolazione 980 - 12278 soggetti in ambito scolastico raggiunti con attività info educativa (S) 105 studenti raggiunti con attività comunicativa (S) 9 - 300 studenti TdO (S) - 55 studenti in centro di ascolto (S) Totale scuola 12738 - 1936 giovani non scolarizzati, di cui 1800 in discoteche (G) 4190 Viaggiatori internazionali diretti a zone endemiche (P) (M) 5.2 Modalità di contatto, coinvolgimento e motivazione dei destinatari finali dell'intervento - - - Presentazione e discussione dei problemi/progetti del presente Piano agli operatori sanitari interessati al fine del reclutamento dei destinatari finali ed intermedi; Presentazione del problema/progetto ai professionisti non sanitari operanti nei contesti individuati: Sindacati provinciali, Associazioni di categoria, Educatori e Collegi docenti delle scuole, animatori del tempo libero, funzionari dei Centri Stranieri, della Rete delle politiche giovanili, leaders formali Presentazione del problema agli utenti, anche stranieri, che accedono ai Servizi SocioSanitari a grande affluenza quali Consultori familiari, Servizio Igiene Pubblica, allo screening della cervice; Richiesta di coinvolgimento del circolo familiare, amicale, lavorativo, ludico (Intervento di pochi minuti negli accessi ai servizi sanitari); Condivisione degli incarichi con i Soggetti esterni collaboranti; Formazione dei destinatari intermedi e/o dei cittadini competenti anche relativamente alle modalità del reclutamento dei destinatari finali Distribuzione materiale di stimolazione sul problema nei contesti previsti; Reclutamento destinatari finali tramite attività di marketing per la salute (stand in piazza, nei luoghi di aggregazione dei target ) Individuazione dei gruppi di persone da coinvolgere nel lavoro educativo; Attivazione di concorsi a premi, gare, facilitazioni per l’accesso ai servizi 5.3 Interlocutori, mediatori, agenti di cambiamento coinvolti Contesti per il - contatto con i destinatari intermedi - - n. dei soggetti possibili destinatari - Percorsi di formazione per operatori sanitari, sociali, mediatori culturali, anche organizzati da AUSL in collaborazione con Amm.ne Prov.le (Tutti) Riunioni di servizio con Operatori sanitari coinvolti nel presente piano (Tutti) Incontri con la Ditta aggiudicataria del servizio di mediazione linguistica-culturale Integra Cooperativa Sociale (M) Incontri organizzati in collaborazione con i Servizi (SPSAL e altri che hanno conoscenza dei contesti d’intervento (L) (P) Incontri organizzati dall’Assessorato provinciale per le Politiche Giovanili con gli operatori sociali dei Progetti giovani e del tempo libero (G) (P) Incontri annuali di presentazione dell’offerta formativa (Sapere & salute) e di valutazione dell’attività realizzata l’anno precedente con i Dirigenti e i Collegi dei docenti, a cura degli Operatori di riferimento per la scuola distrettuali (S) Iscrizione delle attività formative per il personale della scuola nel sistema SISIFO (S); 200 operatori sanitari (Tutti) 50 mediatori etnici (M) 20 Operatori sociali dei Centri stranieri comunali (M) 20 Referenti Comunità etniche (M) 10 intermedi(denomi natore dei raggiunti) - - n. dei destinatari intermedi che si prevede di 30 Mediatori in ambiente di lavoro comprensivo delle Segreterie provinciali dei Sindacati e delle Associazioni di categoria (sottostimato) (L) 80 dirigenti scolastici di cui o 17 dirigenti di istituti comprensivi (S) o 19 dirigenti di scuola media + 4 non statali (S) o 31 dirigenti di scuola superiore + 9 non statali (S) 687 classi medie (1 insegnante per classe) (S) 1008 classi superiori (1 insegnante per classe) (S) - 20 operatori sociali rete politiche giovanili, del tempo libero mediatori intergenerazionali sottostimato (50?) (G) - 100 operatori sanitari in formazione (Tutti) 40 mediatori etnici (M) 20 Operatori sociali dei Centri stranieri comunali (M) 20 Referenti Comunità etniche (M) - 30 mediatori in ambiente di lavoro (L) - 60 dirigenti scolastici (S) 400 Docenti di scuola media e superiore(S) o 200 insegnanti delle scuole medie (circa 1/3 delle classi687) o 200 insegnanti delle scuole superiori (circa1/5 delle classi superiori -1008 classi (S) - 50 mediatori per i Giovani dai 15 ai 24 anni non scolarizzati (G) - 70 Operatori sanitari del percorso Dune (a favore degli Stranieri) (M) (1/3 ha partecipato due volte) 30 e 40 Mediatori interculturali (Progetto Dune, gestito da Agefor in collaborazione con Amministrazione provinciale) 2004 e 2005 (M) 20 + 20+ 20 Operatori sociali dei Centri stranieri comunali in percorsi di formazione 2004 e 2005 (M) 20 Referenti Comunità etniche in percorsi di formazione (M) raggiungere nel triennio Destinatari intermedi - raggiunti nel 2004 e 2005 - 180 + 320 Operatori sanitari addetti alla prevenzione e cura dei diversi servizi che partecipano al progetto (tutti) - 20 mediatori in ambiente di lavoro 2005 (L) - 15 Operatori addetti all’educazione alla salute, interni alle istit. e del Volontariato(S) (G) 50 dirigenti scolastici in seminari (S) 150 docenti in seminari(S) 323 Docenti di scuola media e superiore in attività di consulenza vedi attività info-educativa studenti (S) - - 40 mediatori per i Giovani non scolarizzati (G) 6. Strategie e metodi utilizzati per attuare l'intervento 11 - - - - - - - - - La metodologia del monitoraggio dell’infezione prevede il coinvolgimento dei professionisti con il sostegno dei gruppi di volontariato nell'impianto dei nuovi flussi informativi. La rete di segnalatori è costituita dai medici delle strutture di counselling, dai medici ospedalieri, dei servizi territoriali della AUSL e carcerari. Nella scheda di segnalazione, oltre alla raccolta dei fattori di rischio per l’infezione è fatta richiesta al cittadino del consenso al trattamento dei dati raccolti, che può decidere di restare totalmente anonimo o di non rivelare i propri comportamenti a rischio. Le eventuali informazioni anagrafiche raccolte sono criptate mediante l’utilizzo di una chiave (soundex) che non consente, neppure agli operatori dell’Osservatorio, di ricostruire l’identità del cittadino. Programmazione ed attuazione di percorsi di formazione specifica per i professionisti sanitari, sociali e per i mediatori individuati; Approfondimento, produzione e diffusione di materiale informativo idoneo ad essere usato nel rapporto interpersonale mediatore/destinatario finale e come strumento di comunicazione di massa; Offerta attiva del test HIV in diverse attività del SSN (es: connesso ad altri test TBC, Epatite B e C); Offerta attiva del test HIV, alle donne gravide (in questo caso è prevista ricerca specifica) e agli adulti maschi, ai compagni delle persone HIV positive, alle persone che fanno uso di sostanze, ai giovani con comportamenti a rischio; Counselling ambulatoriale vis a vis e on line; Gruppi di discussione con i mediatori in ambiente di lavoro e con i lavoratori; Lezioni frontali; Esercitazioni informatiche; Utilizzo di audiovisivi; Ideazione e produzione di materiali e elaborati dei partecipanti; Difficoltà ad utilizzare la metodologia di educazione tra pari (lavoratore/lavoratore, giovane/giovane ecc..); Colloqui con i dirigenti scolastici una o due volte all’anno; Consulenza individuale o a piccolissimi gruppi di insegnanti; Formazione per personale docente accreditata CSA; Attività educativa, informativa, rielaborativa, informatica con gli studenti per gruppi classe; assemblee e lavoro di gruppo per genitori; Educazione tra pari (studente-studenti); Sensibilizzazione delle donne afferenti allo screening per il tumore del collo dell’utero; Sensibilizzazione sul problema tramite mass media; Attività di comunicazione per la salute in particolare in occasione del 1^ dicembre e in ambito scolastico; Attività di promozione dell’accesso ai servizi preposti alla prevenzione, cura e sostegno della sieropositività; La metodologia per il contatto coi giovani utilizza la tecnica della formazione di cittadini competenti che a loro volta ampliano l’informazione/sensibilizzazione al problema tramite i comuni rapporti interpersonali, o tramite l’adozione di comportamenti professionali (operatori sociali dei progetti giovani comunali) Gli interventi fanno riferimento al modello Information-Motivation-Behavioral Skills (IMB) di Fisher che IMB (Informare, motivare, puntare sulle abilità comportamentali) che nasce dall’integrazione tra la ricerca in psicologia sociale e la letteratura esistente nel campo della psicologia della salute. E’ stato applicato a tutte le fasce di età e in contesti etnici e culturali distanti tra loro; è giudicato efficace per i comportamenti sessuali, riproduttivi, nella contraccezione, nello screening mammografico e nella prevenzione HIV 7. Attività svolte nel 2004 e 2005 7.1 Formazione mediatori culturali e professionisti sociali e sanitari 12 2004 AUSL Modena realizza 12 corsi di aggiornamento per professionisti sanitari (min. 180) dedicati al counselling MST-HIV e alla salute degli stranieri per complessivi 147 crediti ECM e 147 ore di didattica Programmazione, promozione di un percorso di formazione per mediatori culturali in carico presso le strutture sanitarie della provincia e ai referenti delle comunità etniche del territorio. AUSL Modena realizza, in collaborazione con Provincia, due corsi di aggiornamento per mediatori culturali (n. 30) e professionisti sociali (20) e sanitari “Dune prendersi cura nelle diverse etnie” per complessivi 48 crediti ECM, 48 ore di didattica e un impegno economico di € 3698,43 (M) 2005 AUSL Modena realizza, in collaborazione con Provincia, 5 edizioni del percorso Dune per mediatori culturali (n. 40), operatori sociali (20) e professionisti sanitari (min. 50).(M) Inoltre organizza 7 corsi di aggiornamento, alcuni anche aperti ai mediatori culturali, per op. sociali (20) e per professionisti sanitari (min 140) per complessivi 147 crediti ECM, 165 ore di didattica e un impegno economico complessivo di € 39.135,83, di cui 6500 a carico della Provincia di Modena (M) (tutti) Inoltre sono organizzati, nel 2005, 9 corsi di aggiornamento per soli professionisti sanitari (min 180) dedicati al counselling, alla salute sessuale dell’adolescente e alla salute degli stranieri, con un rilevante coinvolgimento dei MMG, per complessivi 80 crediti ECM, 80 ore di didattica e un impegno economico di € 8152,70. Sono imputabili al 10^ programma formativo (D. regionale 2471/2004) solamente € 10.329 (tutti) 7.2 Osservatorio epidemilogico HIV (P) Giugno 2004 Diffusione del Bollettino epidemiologico relativo all’anno 2003 Novembre 2004 - giugno 2005 Predisposizione del piano di estensione del monitoraggio HIV alle MST mediante un sistema di sorveglianza basato sui dati laboratoristici. (P); Luglio 2005- giugno 2006 Valutazione della qualità dell’osservatorio provinciale HIV sulla base delle linee guida del CDC per la valutazione dei sistemi di sorveglianza (valutazione quali/quantitativa) e confronto della stessa con CNESPS/ISS. Avvio operatività sperimentale di monitoraggio epidemiologico MST e della rivalutazione della prevalenza HIV. La valutazione dell’Osservatorio ha rilevato che: La sorveglianza dell’HIV è apparsa rilevante, avendo quella dell’AIDS perso la possibilità effettiva di informare sull’epidemiologia dell’infezione. HIV e AIDS continuano ad essere problemi importanti che devono essere monitorati con attenzione anche e soprattutto in seguito alle modifiche registrate nell’ultimo decennio. L’osservatorio è apparso poco costoso ma efficace, in grado di soddisfare agli obiettivi dichiarati. La sensibilità è buona, forse migliorabile con l’applicazioni routinaria delle tecniche di cross-likage; il dato riportato è però probabilmente sottostimato, poichè nella banca dati della farmaceutica sono presenti anche i trattamenti farmacologici preventivi ad esempio per infortunio sanitario. Specificità e sensibilità sono eccellenti, ma effettivamente influenzati dalla definizione di caso. Positiva la valutazione della rappresentatività, migliorabile solo quella legata a stato di salute e livello di CD4+. Dall’analisi quantitativa e qualitativa emerge una valutazione positiva dell’Osservatorio, la cui attività deve essere mantenuta e possibilmente allargata alle malattie sessualmente trasmesse. La maggior parte degli intervistati lo ritiene un modello esportabile in altre realtà nazionali. Gli apprezzamenti sono stati molto superiori alle 13 note negative o ai suggerimenti di miglioramento. E’ stato suggerito di rilevare, compatibilmente con le possibilità pratiche, lo stato di recente sieropositività e l’eventuale protezione durante i rapporti sessuali. Il ritorno informativo dovrebbe essere potenziato verso i medici di medicina generale e i laboratori, migliorando la leggibilità del bollettino e producendolo in due versioni, di cui una più divulgativa. I risultati della valutazione saranno oggetto di un apposito piano di diffusione dei risultati presso l’Osservatorio stesso e i gruppi di interesse Previsione Luglio 2006- dicembre 2006: Pianificato il rilascio dei primi dati del monitoraggio epidemiologico sperimentale sulle MST e del bollettino HIV con rivalutazione della prevalenza stimata di HIV positivi. 7.3 T&C Ambulatorio dedicato presso i consultori familiari (D) (P) (M) 2004-2005 Agli stranieri (M), alle donne che partecipano allo screening del collo dell’utero, alle gravide (D), ai compagni delle donne gravide HIV positive, alla popolazione con comportamenti a rischio e alle donne con partner di cui non è nota la condizione sierologica (P) è offerto attivamente il T&C HIV. Donne migranti seguite dal Consultorio familiare a cui è stato offerto attivamente il T&C nel triennio 2003-05 (M) ANNO 2003 2004 2005 totale Incremento 2004-2005 % 2003/05 Donne migranti per 5184 5919 6636 12555 28% consulenze ostetricoginecologiche Utenti gravide straniere 1208 1396 1520 2916 26% Utenti straniere per visita e/o colloquio IVG Totale donne migranti contattate 506 686 767 1453 52% 6898 8001 8923 16924 29% Donne gravide seguite dal Consultorio familiare, pari al 47% circa delle gravide in provincia di Modena (D) totale Incremento 2003 2004 2005 2004-2005 % 2003-05 2869 3132 3228 6360 13% Donne aderenti allo screening del tumore del collo dell’utero sensibilizzate sui rischi connessi alla non conoscenza dello stato sierologico del partner (D) Totale Aderenti 2004 totale aderenti 2005 TOTALE 2004-05 73659 33000 40659 di cui Aderenti su invito 2005 Aderenti spontanee 2005 38221 2438 2005 L’attivazione del contratto per ostetrica e per medico infettivologo, in collaborazione con Policlinico di Modena, consente un ulteriore incremento dell’attività e l’ampliamento dell’orario del ambulatorio T&C. E’ prodotto e diffuso materiale per la promozione dell’accesso all’ambulatorio con contatti interpersonali nelle comunità etniche locali. 14 Materiale informativo sulle malattie infettive e a trasmissione sessuale per la popolazione straniera è stato prodotto e collocato nei siti aziendale e del DSP in 13 lingue affinché gli operatori interessati possano scaricarlo e stamparlo direttamente dal PC. Non si ritiene di stamparlo in tipografia per continuare a garantire la numerosità delle lingue (13) (M). 7.4 Servizio di Mediazione Interculturale presso l’AUSL (M) Continua l’attività di mediazione con un incremento di ore sia nel 2004 che 2005 ORE ORE ORE Incremento % 2003 2004 2005 2003-05 Distretto n. 1 Carpi 304 417 597 96 Distretto n. 2 Mirandola 367 471 567 54 Distretto n. 3 Modena 383 409 437,5 14 Distretto n. 4 Sassuolo 716 746,5 1.021 43 Distretto n. 5 Pavullo 44 65 67 52 Distretto n. 6 Vignola 244 290 298,5 22 Distretto n. 7 104 459 221,5 113 Castelfranco TOTALE ORE 2162 2857,5 3209,5 48% 7.5 T&C per portatori di HBV (P) (M) Ottobre-Dicembre 2005 Attivazione dell’attività di T&C presso gli ambulatori per portatori di HBV del SIP – CRB a supporto dell’attività consultoriale e offerta del test HIV, connesso ad altri test per malattie infettive (TBC, Epatite B e C). In questa parte finale dell’anno sono state coinvolte 15 persone con esecuzione di 3 test per HIV. L’attività continua, nel 2006. Il servizio effettua anche attività info-educativa per stranieri della città di Modena in collaborazione con il Centro Territoriale Permanente per l’istruzione degli adulti. I temi trattati sono la prevenzione delle principali malattie infettive del migrante con particolare riferimento alla TB e alle MST (M) (P); 7.6 T&C Viaggiatori internazionali: (P) (M) 2004 - 2005 Continua l’attività di counselling per i viaggiatori internazionali impegnando oltre 700 ore di attività per anno Persone coinvolte/anno e incremento 2003-05 2003 2004 2005 Incremento % Ex ante 2003-05 2072 2083 2107 1,7% 7.7. Ricerca donne gravide (D) (M) Il progetto di ricerca per le donne gravide (D) è in corso all’interno dell’Azienda Policlinico di Modena, come progetto pilota integrato con la rete dei servizi consultoriali dell’AUSL di Modena e con il complessivo percorso nascita. Si propone di indagare il percorso di accesso alla sala parto e la reale incidenza di donne che arrivano all’espletamento del parto, inconsapevoli del proprio stato sierologico. Attraverso l’esecuzione di un semplice questionario somministrato in sala parto, unitamente alla raccolta delle informazioni relative ai dati CEDAP, si è indagato se e quando è stato proposto alla donna un counselling e un test HIV e il livello di consapevolezza della donna circa l’importanza della conoscenza, per sé e per il prodotto di concepimento, dello stato sierologico per HIV. 15 Ci si propone pertanto di approfondire quali sono tutt’oggi gli ostacoli/resistenze al T&C universale alle donne gravide. Inoltre si propone un intervento di accesso rapido al test alle donne che lo richiedono al fine di permettere interventi intrapartum e post partum utili per la riduzione del rischio di trasmissione verticale di HIV. 2004 Organizzazione della ricerca sulle donne gravide presso la clinica ginecologica con personale ostetrico. 2005 Sono stati elaborati i dati raccolti nel periodo maggio-settembre, oggetto di una tesi di laurea nel Corso di Laurea in Ostetricia. Nel periodo considerato sono state arruolate 300 donne di cui 34 (ovvero 11%) non avevano mai eseguito un test HIV e non avevano ricevuto un counselling specifico. La maggioranza delle gestanti avevano eseguito il test HIV tra la 6° e la 12° settimana di gestazione, ma ben 75 donne avevano eseguito il test tra la 13- 24 settimana di gestazione esponendo il prodotto del concepimento ad un potenziale rischio aumentato di infezione in caso di positività, per la mancanza di un pronto inizio della terapia antiretrovirale. La valutazione descrittiva dei dati CEDAP non ha permesso di riconoscere una specificità delle donne che non avevano avuto accesso al test & counselling, tuttavia la rappresentazione del campione delle donne straniere è risultato significativamente inferiore rispetto alle attese. E’ stato eseguito un corso di aggiornamento sul counselling HIV alle ostetriche già diplomate nell’ambito del percorso di parificazione del titolo di laurea sottolineando l’importanza all’accesso universale al T&C HIV alle donne gravide e mostrando la metodologia di lavoro i raccolta dati per un totale di 4 ore frontali e 10 ore di affiancamento. A tutt’oggi non è possibile trarre conclusioni da questa esperienza solo pilota, indubbiamente però non è presente nella nostra realtà territoriale un accesso universale al T&C alle donne in gravidanza. Previsione 2006: è ripresa l’attività sistematica di rilevazione del questionario specifico presso la sala parto dell’Azienda Policlinico e si conta di avere un campione maggiormente rappresentativo entro la fine del 2006, come da piano di ricerca. 7.8 AIDS e Lavoro (L) - - - Il progetto ha preso l’avvio con diversi accordi con il SPSAL in ordine alla formazione dei medici competenti in materia di MST e sui percorsi di avvio ai servizi di consulenza, sia di persona che on line. Sono seguiti incontri di progettazione con i rappresentanti delle segreterie provinciali dei sindacati CGIL, CISL, UIL e i rappresentanti delle principali Associazioni di categoria con l’obiettivo di discutere gli aspetti operativi e di metodologia del percorso di coinvolgimento dei diversi destinatari. Sono stati presentati dati e riflessioni sul fenomeno AIDS-MST e l’impatto si è avuto non solo per il ruolo istituzionale rivestito come delegati, ma anche per i loro ruoli personali (es. sono genitori). Le aree di intervento delineate in modo condiviso sono le seguenti: - coinvolgimento nel progetto dei Medici competenti (in collaborazione con il Servizio di Prevenzione e Sicurezza Ambiente Lavoro) - coinvolgimento e formazione a piccoli gruppi di RLS, RSU, Addetti al primo soccorso, appartenenti a una decina di contesti lavorativi della realtà modenese (in collaborazione con i Sindacati) - organizzazione di assemblee di lavoratori nei luoghi di lavoro dove offrire momenti informativi e formativi sul tema oggetto dell’azione di sensibilizzazione (in collaborazione con le Associazioni di categoria e i Titolari delle Aziende o Ditte individuate). L’attività di presentazione e promozione del progetto ha comportato indirettamente il riportare l’attenzione sul fenomeno presso alcune tipologie di destinatari. In particolare 16 - i contatti hanno riguardato delegati sindacali e rappresentanti delle Aziende da coinvolgere nell’attività di sensibilizzazione. Risultano coinvolti poco più di una decina di delegati delle segreterie provinciali di CGIL,CISL,UIL, rappresentanti di CNA, dirigenti della Banca Popolare e di HERA. Con Confindustria sono stati messi in campo diversi inviti e sollecitazioni. Sono stati contattati anche i dirigenti di ASQ, un'organizzazione che gestisce i corsi di formazione per i lavoratori delle imprese artigiane relativamente alle tecniche di pronto soccorso e alla prevenzione degli infortuni. Si è ridefinito inoltre il programma di lavoro che prevede la creazione di un kit per gli operatori della prevenzione contenente: Materiali informativi anche in lingua straniera Materiali per la discussione in gruppo Antologia di scene tratte da film recenti per sollecitare la discussione Griglie per la valutazione dell'attività Costruzione di una piattaforma on line, collegata al sito HelpAIDS per la pubblicazione dei materiali, la revisione e la discussione tra i destinatari intermedi dell'iniziativa. Previsione 2006: si procederà all’avvio degli interventi con i piccoli gruppi di lavoratori di tre aziende, seguiranno incontri specifici solo per RLS all’interno della struttura organizzativa di CNA e poi la formazione ai Medici competenti. A seguire altri gruppi di lavoratori di altre aziende. 7.9 Ambito scolastico: attività info-educativa e comunicativa (S) 2004 E’ condotto un seminario di progettazione e verifica a livello provinciale organizzato dal CSA, utilizzando l’occasione del Progetto Ministeriale Missione Salute. Dirigenti scolastici e docenti coinvolti 100. Attività info educativa 2003 (ex ante) Coinvolti nelle attività per la promozione di una sessualità consapevole e prevenzione MST 6333 soggetti di cui 6181 studenti, 75 docenti e 77 genitori Attività info educativa 2004 Nel 2004 sono coinvolti con l’attività di Sapere & Salute 6460 soggetti di cui 5999 studenti, 233 docenti, 232 genitori. Si rileva un ulteriore incremento nell’attività con il personale docente e i genitori rispetto al 2003. Settembre – Novembre Presentazione dell’offerta educativa al mondo della Scuola con il catalogo Sapere & Salute; Raccolta delle adesioni ai singoli progetti; Organizzazione dell’erogazione delle attività; Attività info educativa 2005 Sono coinvolte 5818 soggetti, di cui 90 docenti e 170 genitori. A questi vanno aggiunti coloro che sono coinvolti in attività che definiamo più propriamente comunicative (105) soggetti coinvolti in due concorsi/mostre, che ora sono censite più propriamente con un monitoraggio specificatamente dedicato, mentre in passato erano accorpate alle attività propriamente educative. 2005 Anche grazie all’attivazione dei contratti a psicologi si registra a Carpi uno sportello scolastico di ascolto che ha tenuto rapporti individuali con 55 studenti Marzo 2005 Verifica e presentazione dei nuovi progetti per il personale della Scuola ai fini dell’autorizzazione del Dirigente CSA per A.S. successivo (S); Maggio – Luglio 2005 Verifica attività del precedente anno e rilevazione nuovi problemi e bisogni; Elaborazione dei nuovi progetti per studenti e famiglie(S); 2005 E’ condotto un secondo seminario di progettazione e verifica a livello provinciale organizzato dal CSA in collaborazione con AUSL e CeIS, utilizzando l’occasione del Progetto Ministeriale Missione Salute. Dirigenti scolastici e docenti coinvolti 100. 17 Attività comunicative (S) (G) 2004 La collaborazione con l’Istituto d’Arte Venturi produce una proposta grafica per una cartolina promozionale del test HIV distribuita in 3000 copie. (S) (G) 2005 Programmazione di Concorso con Istituto d’Arte Venturi di Modena relativo ad una proposta grafica e testuale di uno strumento sull’accesso agli Spazi Giovani Consultoriale e ai Centri per l’adolescenza. Partecipano 80 studenti che producono numerosissimi materiali. Tre vengono premiati con un volume illustrato sull’arte contemporanea e, per l’occasione, è allestita una mostra degli elaborati grafico-progettuali presso il cortile del Melograno, Modena. 2006: E’ in corso la stampa di 15000 copie del tascabile, prodotto dallo studente Riccardo Ferrari, che con linguaggio e immagini accattivanti promuove l’accesso ai servizi per i giovani (S) (G) (S) (G) 2005 Analogo Concorso è promosso a Castelfranco Emilia con la Scuola media Guinizzelli. Sono prodotti diversi elaborati da parte di 25 Studenti, premiati nel corso di una iniziativa con € 300 per la Scuola. L’elaborato è utilizzato in sede locale per promuovere l’accesso agli Spazi giovani. Complessivamente l’attività in ambito scolastico rimane costante nel triennio 2003/05 assestandosi su 6000 soggetti coinvolti/anno. 7.10 Giovani (G) Aretes conduce una ricerca intervento sulla percezione del rischio dei giovani (Progetto Ascolto Giovani 18-24 anni). Sono condotti 2 focus group con operatori sociosanitari e 10 focus group con gruppi formali e informali (100 giovani). La ricerca/intervento ha fornito diverse informazioni sulla fascia di età in esame e, in particolare, ha evidenziato che gli operatori socisanitari alla domanda “Può raccontarci tre situazioni che lei definisce rischiose per un giovane?” collocano il “ fare sesso non protetto” in nona posizione dopo: 1. Abuso di alcool 2. Affrontare situazioni non previste 3. Avere il primo colloquio di lavoro 4. Dimenticanza della pillola anticoncezionale 5. Essere abbandonati 6. Essere grassi 7. Fallire i propri obiettivi 8. Fare sesso con sconosciuti 9. Fare sesso non protetto 10. Fumare 11. Gravidanza indesiderata 12. Guidare di notte 13. Guidare dopo aver bevuto 14. Guidare fatti 15. Innamorarsi di un/a tossicomane ecc… I ragazzi ordinano secondo un grado di rischiosità non dissimile (a parte la rottura del preservativo) le stesse voci precedentemente suggerite dagli operatori socio-sanitari: 1. Guidare fatti 2. Fumare 3. Guidare dopo aver bevuto 4. Uso di sostanze 5. Abuso di alcool 6. Rottura del preservativo 7. Fare sesso non protetto 18 8. Innamorarsi di un/a tossicomane 9. Superare i limiti di velocità 10. Fare sesso con sconosciuti ecc.. La quasi totalità dei ragazzi incontrati valuta positivamente il proprio stato di salute; solamente tre ragazzi, su 100, sostengono di non essere soddisfatti della propria salute principalmente a causa dello stile di vita: fumare e bere smoderatamente, avere rapporti sessuali occasionali e fare uso di sostanze, a testimonianza che la percezione del rischio dei rapporti occasionali non è elevato. 2004-2005 Programmazione e realizzazione di 4 interventi di formazione per complessive 12 ore di didattica per (40) operatori delle politiche giovanili in collaborazione con Amm.ne Prov.le di Modena. L’attività di ricaduta di questi operatori con i giovani è auspicata, ma non verificata. Nel 2006 sarà monitorata con il consumo dello strumento informativo sull’accesso. L’informazione sull’accesso ai servizi per i giovani non scolarizzati è garantita con i tascabili predisposti nel 2004 e 2005 in occasione del 1 dicembre e con il tascabile prodotto nel concorso con l’Istituto d’arte Venturi in distribuzione nel 2006. 7.11 Attività info-educativa per la popolazione Nel 2003 non si rilevavano interventi educativi strutturati con gruppi della popolazione. Nel 2004 Sono complessivamente 48 le persone coinvolte in 2 interventi di cui 36 sono giovani adulti (G) e 12 provengono dall’ambiente carcerario. Un salto quali-quantitativo è raggiunto nel corso del 2005, quando sono coinvolte in gruppi di lavoro 373 persone di cui 180 riferibili alla popolazione generale (P), 171 alla popolazione migrante (M), 7 alla popolazione adulta giovanile e 15 professionisti in ambito sociale. 7.12 Attività promozionale di massa (P) (G) (P) (G) Dicembre 2004 Attività promozionale di massa (P) In occasione della celebrazione del 1 dicembre sono organizzate, in collaborazione con moltissimi Enti ed Organizzazioni (n°14), serate di divertimento e riflessione in 5 club/discoteche, che hanno visto coinvolte non meno di 800 giovani (G) per 16 ore di didattica. (G) Un punto di informazione e consulenza per complessive 7 ore è organizzato in centro città ed hanno coinvolto non meno di 300 persone (P) (S) L’Istituto Selmi di Modena ha condotto nella giornata dedicata attività di educazione tra pari con gli studenti coinvolgendo un centinaio di studenti (S). Nel pomeriggio l’attività si è spostata presso lo Spazio Giovani e la peer education è condotta dal medesimo Istituto per i Giovani non scolarizzati. Una conferenza stampa ha prodotto una buona rassegna giornalistica. Una distribuzione gratuita di profilattici è effettuata nella provincia dalle Farmacie Comunali. Per l’occasione sono stampate 300 locandine, 1000 pieghevoli e 3000 cartoline (esistono PDF) contenenti il programma degli eventi programmati per il 1 dicembre, e nella cartolina, prodotta da una studentessa dell’Istituto d’Arte Venturi, si promuove l’effettuazione del Test HIV sono fornite informazioni e pubblicizzato il numero del telefono verde regionale. (S) Il Bollettino Epidemiologico HIV relativo al anno 2004 è diffuso soprattutto nell’ambiente tecnico e del terzo settore. (P) (G) Dicembre 2005 Attività promozionale di massa (P) In occasione della celebrazione del 1^ dicembre sono organizzate, in collaborazione con moltissimi Enti ed Organizzazioni (n° 16), serate di divertimento e riflessione 19 - in 6 club/discoteche, che hanno visto coinvolte non meno di 1000 (G) per 16 ore di didattica. (G) Due punti di informazione e consulenza per complessive 14 ore sono organizzati in città ed hanno coinvolto non meno di 500 persone (P). Una conferenza stampa ha prodotto una buona rassegna giornalistica. Una distribuzione gratuita di profilattici è effettuata nella provincia dalle Farmacie. Per l’occasione è prodotto da AUSL e Comune di Modena l’opuscolo MST: Proteggi l’amore. Per l’occasione sono stampate 300 locandine e 1500 pieghevoli (esistono PDF) contenenti il programma degli eventi programmati per il 1 dicembre e gli indirizzi dei centri prelievo test HIV della provincia, dei servizi consultoriale e il numero del telefono verde regionale. Il Bollettino HIV relativo all’anno 2004, rilasciato nel 2005 ha avuto una maggiore diffusione soprattutto fuori dall’ambito tecnico ed è stato condiviso con associazioni di pazienti e del terzo settore. Elevata la diffusione elettronica raggiunta tramite una maggior presenza (link) in siti internet. lincare 9. Possibilità di consolidamento futuro dell'intervento Si auspica: - Una capitalizzazione di metodologie e materiali per un’economica riproducibilità dei percorsi; - Un ampliamento dell’orario di apertura del Consultorio familiare con personale assunto; - Per le attività in ambito scolastico si conta di trasferire in parte l’attività attivando Soggetti esterni Onlus motivati, che sono e saranno coinvolti nel progetto (vedere soggetti coinvolti nell’attuazione del progetto). - Dal 2004 le Farmacie sono coinvolte come sponsors; - Lo stesso si può dire per le attività che incidono sulla cultura prevalente nell’ambiente di vita e di lavoro e per le comunità etniche in quanto se il problema è percepito, almeno per alcuni anni a venire si può contare sull’interessamento dei mediatori e dei destinatari attivati. - Il progetto di potenziamento del T&C territoriale nel Consultorio e “HIV e gravidanza” hanno evidenti ricadute sia assistenziali che conoscitive, permettendo di individuare i vincoli e le ragioni che li limitano - L’attivazione del T&C per HIV presso il SIP-CRB, avvicinando al problema una quota significativa di stranieri a rischio, che già accedono al Servizio per altre prestazioni, potrebbe essere nel tempo riassorbita nel budget di servizio e rappresentare un’azione di maggiore efficienza. - L'estensione delle attività dell'Osservatorio, rispondendo ad esigenze espresse dal PPS modenese dovrebbero diventare stabili e in prospettiva almeno in parte coofinanziate localmente, non necessariamente dalle Aziende Sanitarie. Inoltre le informazioni raccolte saranno utili anche al livello regionale e nazionale per cui è auspicabile e prevedibile un sostegno economico e politico, seppur limitato, da parte dei livelli sovraordinati. 10. Valutazione di processo e risultato 20 Per rispetto alla metodologia progettuale si allega tabella con il confronto tra i possibili destinatari, i destinatari che ci eravamo prefissati di raggiungere e quelli effettivamente raggiunti nel biennio 2004-05. I commenti sono complessi e meriterebbero un approfondimento, anche al fine di stabilire con maggiore correttezza il dato dei possibili destinatari. DESTINATARI DESTINATARI DESTINATARI TARGET POSSIBILI DESTINATARI FINALI DA FINALI PREVENTIVATI FINALI PER IL RAGGIUNGERE RAGGIUNTI denominatore NEL TRIENNIO NEL BIENNIO BIENNIO 04/05 dei soggetti 04-05 raggiunti 436758 non previsto 980 Non previsto fascia di età 15-65 anni della provincia 117000 117000 >80000 78000 Donne partecipanti allo screening e gravide 44000 15352 17095 10235 Migranti prevalentemente donne 300000 300 solo mediatori no Lavoratori (contatto diretto nel 2006 23466* 15000 12738 10000 Scuola Non definito 600 1936 400 Giovani 18-24 anni non scolarizzati Non definito 6000 4190 4000 Viaggiatori internazionali 154.252 115.959 102.635 TOTALE * Fascia di età scolarizzata 14-18 anni, meglio usare il concetto di coorte (da 4700 a 5000 studenti/anno) 21 Per rispetto alla metodologia progettuale si allega tabella con il confronto tra i possibili mediatori, i mediatori che ci eravamo prefissati di raggiungere e quelli effettivamente raggiunti nel biennio 2004-05. In questo caso riteniamo problematico applicare questi indicatori in quanto i destinatari intermedi si incontrano più volte nell'arco dell'anno causando un innalzamento dei contatti avvenuti (al contrario alcuni mediatori potrebbero essere stati assenti). Inoltre non ci è stato facile in fase di progettazione definire il numero dei reali possibili destinatari (prima colonna) POSSIBILI DESTINATARI INTEMEDI denominatore dei soggetti raggiunti 200 DESTINATARI INTERMEDI DA RAGGIUNGERE NEL TRIENNIO DESTINATARI INTERMEDI RAGGIUNTI NEL BIENNIO 04-05 100 570 50 40 70 20 20 20 20 20 60 30 30 20 80 60 50 1695 400 473 50 50 40 2145 720 1303 DESTINATARI TARGET PREVENTIVATI PER IL BIENNIO 04/05 67 Operatori sanitari 27 mediatori etnici (M) 13 referenti comunità etniche (M) 13 operatori sociali(M) 20 mediatori ambiente di lavoro (L) 40 Dirigenti scol. 1 per scuola media e sup 267 Docenti- uno per classe media e sup. 33 mediatori per i giovani (G) 480 TOTALE Soggetti coinvolti come Attori del progetto: n. 54 E’ uno dei punti di forza del progetto Formazione mediatori culturali e professionisti sociali e sanitari Il numero delle persone formate, desumibile dallo schema destinatari intermedi della presente nota è di rilievo. I dati non debbono trarre in inganno in quanto molti operatori avranno sicuramente partecipato a più iniziative, che sono molto numerose. In ogni caso, per la premura, sono stati indicati dati di partecipazione alle iniziative sottostimati. L’attività con i mediatori culturali è sostenuta dalla Amministrazione provinciale e dalla forte volontà dei professionisti sanitari di comunicare con etnie diverse. Ancorché non finanziata da questo piano, la formazione è presentata per l’alto valore che i professionisti vi conferiscono. Alcuni progetti sono finanziati con il X Programma formativo AIDS, ma limitatamente a circa 10.000 euro. In allegato 3 sono evidenziabili i costi dell’azienda USL. 22 La valutazione ECM dell’aggiornamento dei professionisti sanitari in ordine a gradimento ed apprendimento avviene come da accreditamento T&C Ambulatorio dedicato presso i consultori familiari (P) (M) (D) - Indicatore n. clienti afferenti all’ambulatorio Consultoriale (incremento 2003-05) (P) (M) (D) (G) Donne migranti seguite dal Consultorio familiare a cui è stato offerto attivamente il T&C nel triennio 2003-05 ANNO Totale donne migranti contattate Donne gravide seguite dal Consultorio familiare totale 20042005 16924 Incremento % 2003/05 29% totale 20042005 Incremento % 2003-05 6360 13% Donne aderenti allo screening del timore del collo dell’utero sensibilizzate sui rischi connessi alla non conoscenza dello stato sierologico del partner (D) Totale Aderenti Totale Aderenti TOTALE 2004-05 pari al 100% delle 2004 2005 aderenti 33000 40659 73659 L’incremento del n. delle persone coinvolte nell’offerta attiva del T&C è confortante. E’ giudicata positivamente la sensibilizzazione delle donne nel corso di una attività esistente (miglioramento dell’efficienza). Servizio di Mediazione Interculturale presso l’AUSL (M) 2003 2004 ORE COSTI REALIZZATI 2005 € € € 65870,48 66086,20 88571,00 COSTI PREVENTIVATI € € € 65870,48 74100,00 85200,00 Raggiunto l’obiettivo dell’incremento del 30% Incremento % 2003-05 48% 34% circa 30% Counselling Centro Rischi Biologici (M) Da una situazione di assenza di attività a 30 counselling effettuati nel periodo settembre dicembre 2005. L’attività continua nel 2006 e dimostra di poter essere mantenuta. Counselling viaggiatori internazionali: (P) 1,7% di incremento dal 2003 al 2005. Si segnala che le persone afferenti a questo servizio della Sanità pubblica si recano prevalentemente in paesi ad alta endemia. Ricerca donne gravide (D) (M) sono 34/300 le donne che accedono al parto inconsapevoli della situazione sierologia per HIV - N° di test HIV eseguiti in urgenza (dato non disponibile) 23 - Raggiunto l’obiettivo di identificare i motivi di non universale accessibilità al servizio T&C per le donne in gravidanza dall’analisi dei questionari; D 1. Non è possibile al momento avere dati conclusivi sulla mancanza di accessibilità al servizio T&C per le donne in gravidanza. Dalle impressioni cliniche raccolte in sala parto si individuano le seguenti categorie: 2. Donne recentemente immigrate 3. Donne seguite da ginecologi liberoprofessionisti 4. Primigravide 5. Basso livello di istruzione 6. Difficoltà linguistica La valutazione descrittiva dei dati CEDAP non ha permesso di riconoscere una specificità delle donne che non avevano avuto accesso al T&C, tuttavia la rappresentazione del campione delle donne straniere è risultato significativamente inferiore rispetto alle attese. Non è ancora possibile trarre conclusioni certe da questa esperienza solo pilota, indubbiamente però non è presente nella nostra realtà territoriale un accesso universale al T&C alle donne in gravidanza. Il lavoro continua nel 2006. AIDS e lavoro L’obiettivo prefissato di raggiungere 300 lavoratori nel 2005 e 2006 risulta a tutt’oggi problematico. Per quanto concerne il raggiungimento di trenta mediatori nel triennio, forse si riuscirà a fare qualche cosa di meglio rispetto al preventivato in quanto, nonostante le difficoltà, si sono raggiunti 20 mediatori in ambiente di lavoro. Nel 2006 si sta procedendo negli interventi con i piccoli gruppi di lavoratori di tre aziende e con altre sono aperti dei contatti. Pare assai difficile applicare, come previsto inizialmente, una modalità di formazione a cascata in quanto, essendo il contenuto relativo alla sfera sessuale, i mediatori individuati in ambiente di lavoro sono restii ad affrontare tematiche intime e personali. Quindi si è proceduto all’individuazione delle aziende e dei gruppi di lavoratori che saranno incontrati sempre con la presenza degli esperti. Ambito scolastico - Complessivamente l’attività in ambito scolastico rimane costante nel triennio 2003/05 assestandosi su 6000 soggetti/anno coinvolti. - Superato comunque l’obiettivo prefissato di 15000 soggetti nel triennio in quanto nel 2004 e 2005 risultano coinvolti 12.738 persone in ambito scolastico. - La verifica dell’apprendimento degli studenti, in ordine alle conoscenze, è condotta, per campione, mediante questionario di ingresso ed uscita elaborato dal Gruppo regionale degli Operatori degli Spazi Giovani Consultoriali. (Dati del 2003 presenti in progettazione, dati 2004 persi e in fase di reinserimento, dati 2005 in corso di elaborazione. In questo caso il rispetto dei tempi è carente. - Per quanto concerne gli obiettivi prefissati: I dati statistici evidenziano che nella provincia mediamente ogni anno entra ed esce dalla scuola Media una corte di circa 5200 ragazzi; frequenta la prima classe Superiore una corte di 4968 studenti, e nelle classi successive transita una corte di 5087 giovani. Se si prendono in considerazione le sole attività educative specifiche condotte dall’AUSL, si evidenzia che, con il solo contributo della sanità pubblica si 24 - - garantisce, almeno dal punto di vista del calcolo matematico, almeno un intervento di educazione/informazione nell’arco della frequenza nella scuola Media o Superiore. L’attività in ambito scolastico è costante, d’altronde l’obiettivo era il mantenimento/consolidamento delle iniziative in essere. I motivi sono da ricercare nell’elevata mole di lavoro, difficilmente ampliabile, e nelle limitate risorse di personale sanitario addetto. Laddove le risorse sono state intensificate, l’attività aumenta a testimonianza del fatto che la Scuola non è ancora autonoma. Nelle zone non supportate da personale aggiunto le attività sono calate a sfavore degli interventi nella secondaria di primo grado. Si segnala che nel contempo è aumentata la risposta ad altre problematiche, più “sanitarizzate”, relative agli stili di vita e in particolare sul Disturbo Comportamentale Alimentare ed educazione alimentare e motoria, lotta ai comportamenti di abuso (fumo, alcol e sostanze) che sembrerebbero in competizione con una sessualità consapevole e con la prevenzione MST. In realtà queste ultime sulle “problematiche da sballo” contribuiscono ad accrescere le capacità di dire no e quindi concorrono positivamente all’empowerment della persona, anche in fase di negoziazione dell’adozione di misure preventive MST. Giovani Si è previsto di raggiungere 600 giovani nel triennio. In realtà, anche con l’ausilio di alcuni interventi di comunicazione ludica, nel biennio, sono raggiunti 1936 giovani di cui 1800 in discoteche. Il giudizio degli operatori, dei Comuni e delle Organizzazioni coinvolte è positivo. Attività info-educativa-comunicativa per la popolazione Anche in assenza di specifici obiettivi progettuali sono raggiunte 980 persone di cui 800 con iniziative di informazione e consulenza individuale di piazza che si pensa di intensificare. Buono il rapporto gradibilità/efficienza da parte dei numerosi Alleati. Materiale informativo - - - Non è stato prodotto ex novo materiale didattico o comunicativo per stranieri. Sono stati utilizzati materiali già elaborati in precedenti progetti che hanno visto una fattiva collaborazione tra USL e Provincia di Modena E’ prodotto il tascabile informativo sulle malattie sessualmente trasmissibili insieme a Comune di Modena Proteggi l’amore, esiste PDF validato dalla Commissione interaziendale AIDS con esperti dell’Azienda USL e Policlinico. L’opuscolo contiene informazioni per la prevenzione e cura delle MST (Candida, Condilomi, Clamidia, Herpes genitale, Tricomoniasi, Vaginosi batterica, Gonorrea, Sifilide, Epatite, HIV/AIDS) e gli indirizzi dei servizi utili alla popolazione per la prevenzione, la diagnosi e la cura. Altri materiali sono in appendice al documento. Si segnala, come buona pratica, la messa on line delle schede informative sulle MST che presentano una ottima funzionalità. Particolari valutazioni - - La valutazione di processo in ordine ai metodi, strumenti e al grado di coinvolgimento dei partecipanti intermedi e finali è condotta in tutte le attività dal team gestore dell’intervento mediante osservazione ed ascolto nel corso delle attività e successiva discussione tra il team medesimo La valutazione delle modifiche comportamentali Si registrano “osservazioni” degli Attori delle attività, rilevazioni sulla gradibilità dei destinatari intermedi e finali, sempre positive, ma risulta ancora particolarmente difficile impostare ed effettuare una ricerca, anche per campione, per l’argomento personale 25 trattato. Lo stesso studio PASSI, per ora, non ha contemplato come area di indagine lo stile di vita affettivo e sessuale, ma speriamo in un imminente futuro. Valutazione del n° di Test effettuati Considerato che le modifiche comportamentali e di salute non sono semplici da attuare si è preso in considerazione la valutazione del comportamento “effettuare i Tests per l’AIDS e per la sifilide”. I dati sono presentati nelle tabelle che seguono che ci riserviamo di riverificare in quanto la consultazione delle banche dati ha prodotto esiti contrastanti. Test HIV 1-2- AC effettuati in provincia – ANNI 2003 (ex ante) -04-05 HIV 1-2 AC. 2003 A.USL MODENA 18752 AZIENDA POLICLINICO 3857 TOTALE PROVINCIA MODENA 22609 Fonte AUSL: banca dati ASA Fonte Azienda Policlinico: stessa banca dati RPR - VDRL (AGGLUTIN.) A.USL MODENA* AZIENDA POLICLINICO** TOTALE PROVINCIA MODENA * Fonte AUSL banca dati ASA 2003 11157 1702 14862 2004 15407 4274 2005 15711 4602 INCREMENTO 2004/05 2,0 7,7 19681 20313 3,2 4925 2004 11613 2203 2005 12043 2525 INCREMENTO % 2004/05 3,7 14,6 15820 16573 ** Fonte Policlinico banca dati ASA 4,8 Osservatorio Epidemiologico e la valutazione sullo stato di salute Indicatori previsti nel piano: - Riduzione dell’incidenza di sieropositività nella popolazione in generale, migrante, nella fascia di età più giovane, nei nati da madre sieropositiva - Riduzione dell’età di diagnosi (Tutti i target) I dati dell’Osservatorio mostrano una sostanziale stabilità dell’incidenza ed un progressivo aumento della prevalenza dell’HIV. Rispetto al panorama nazionale non è possibile fare confronti di incidenza e prevalenza in quanto i sistemi di rilevazioni non sono sufficientemente standardizzati, sebbene per alcuni importanti parametri, come il ritardo di diagnosi, il panorama modenese pare essere migliore di quello nazionale. L’opinione di molti esperti è che si sia raggiunto uno “zoccolo duro”, che per essere scalfito richiederà sforzi crescenti, contemporaneamente le caratteristiche epidemiologiche (trasmissione eterosessuale) sono tali che senza un’adeguata messa in campo di molte misure di prevenzione e controllo, l’infezione potrebbe di nuovo aumentare in termini di incidenza. Modalità di documentazione, comunicazione e pubblicizzazione dello svolgimento e dei risultati Le iniziative realizzate nel presente Piano sono state divulgate in primo luogo ai componenti il Coordinamento provinciale AIDS e quindi, attraverso i suoi membri a tutto il territorio della provincia. Sono state organizzate due iniziative pubbliche (conferenza stampa) in occasione delle giornata mondiale per la lotta all’AIDS (Dicembre 2004 e 2005), nel corso delle quali si sono resi noti i progetti promossi dalle Associazioni e dagli Enti interessati. 26 Il Bollettino HIV ha avuto una maggiore diffusione soprattutto fuori dall’ambito tecnico ed è stato condiviso con associazioni di pazienti e del terzo settore ed è fortemente aumentata la diffusione elettronica. I risultati della valutazione quali quantitativa dell’Osservatorio HIV sono stati presentati alla riunione AIE di primavera dedicato ai sistemi di sorveglianza tenutasi a Roma presso l’ISS nel maggio 2006. Il Coordinamento provinciale AIDS si è posto in sintonia anche con le iniziative promosse dall’Ordine dei Farmacisti, dalla Federfarma e dalle Farmacie Comunali di Modena finalizzate alla sensibilizzazione nel mese di dicembre 2004 e 2005 all’uso del profilattico. 27 Attività non rientranti nel presente progetto Per la completezza dell’informazione sulle attività per la lotta all’AIDS si segnalano: - n. di counselling on line/anno: nel 2005 sono effettuate circa 900 consulenza on line, del progetto “Helpaids”. - i contatti attuati dall’Unità di strada a cura del Ser.T, ANNO 2004 – SINTESI CONTATTI UNITA’ DI STRADA numero medie USCITE 250 italiani 3359 13,4 stranieri 361 1,4 totale 3720 14,9 maschi 3318 13,3 femmine 402 1,6 totale 3720 14,9 conosciuti 3238 13 nuovi 265 1,1 non TD 217 0,9 totale 3720 14,9 % 90,30% 9,70% 100% 89,20% 10,80% 100% 87,00% 7,10% 5,80% 100% ANNO 2005 CONTATTI UNITA’ DI STRADA Conosciuti Maschi Femmine Totale Italiani Stranieri Nuovi contatti Italiani Stranieri Non tossicodipendenti Italiani/Stranieri Totale 2544 170 346 0 2890 170 90 7 12 0 102 7 99 2910 12 370 111 3280 28