Attività delle Istituzioni europee
Bollettino mensile
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“CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL” ASBL
30 AVENUE MARNIX – 1000 BRUXELLES – TEL. +32 2 2896230 –
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TURISMO, DEI SERVIZI E DELLE PMI
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CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, dicembre 2006
PAGINE
PRIMO PIANO
01
AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE
07
ALLARGAMENTO
07
AMBIENTE
07
“COMUNICARE L’EUROPA”
09
CONCORRENZA
09
CONSUMATORI, SANITÀ E SICUREZZA ALIMENTARE
11
CULTURA, ISTRUZIONE E FORMAZIONE
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DOGANE E FISCALITÀ
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ECONOMIA E FINANZE
14
GIUSTIZIA, LIBERTÀ E SICUREZZA
16
IMPRESA E TURISMO
17
MERCATO INTERNO
18
OCCUPAZIONE E AFFARI SOCIALI
20
REGIONALE
21
RELAZIONI ESTERNE, COMMERCIO ESTERO
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RICERCA E INNOVAZIONE
24
SOCIETÀ DELL’INFORMAZIONE
24
TRASPORTI E ENERGIA
25
VARIE
29
Il Bollettino è disponibile sul sito associativo della Confcommercio:
www.confcommercio.it
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CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, dicembre 2006
PRIMO PIANO
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Al primo gennaio e per un periodo di sei
mesi, Berlino presiederà un’Unione europea
ripartiti su un territorio esteso dall’Atlantico
a 27 con ormai 490 milioni di cittadini
al Mar nero e dal Baltico al Mediterraneo.
Periodo in cui ricorre anche il 50esimo
anniversario dei Trattati di Roma, per
questo i capi di Stato e di Governo dell’Ue e
i Presidenti della Commissione europea e del Parlamento europeo si riuniranno a Berlino e in una
dichiarazione comune ricorderanno i valori e gli obiettivi europei e s’impegneranno congiuntamente per
assolvere i prossimi compiti. I punti salienti del programma tedesco sono: proseguimento del processo
costituzionale, sostenibilità del modello economico e sociale europeo, spazio di libertà, di sicurezza e di
giustizia, politica estera comune. I Consigli Europei si occuperanno principalmente dell’organizzazione del
futuro economico e sociale dell’Europa (8 e 9 marzo) e del futuro del trattato costituzionale dell’Ue (21 e
22 giugno). "Non potremo fare miracoli, ma ci assumeremo le nostre responsabilità", ha detto il Ministro
degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier, presentando il programma. Un programma che contiene
obiettivi importanti, ma nessuno dà soluzioni e mete precise, basti pensare al Trattato costituzionale,
congelato ormai da 18 mesi.
I. UNA COMUNITÀ IN GRADO DI AGIRE – SVILUPPARE L’UE
In tema di futuro costituzionale dell'Ue, nel sostenere la validità del Trattato costituzionale, la Presidenza
s’impegna a condurre ampie consultazioni con gli Stati membri nel corso del semestre per presentare, in
occasione del Consiglio europeo di giugno, una relazione sugli sviluppi futuri possibili, che servirà da base
per le decisioni relative al proseguimento del processo di riforma dell'UE.
II. ORGANIZZAZIONE DEL FUTURO ECONOMICO, SOCIALE ED ECOLOGICO DELL’EUROPA
La seconda parte riguarda anzitutto il completamento del mercato interno e il rafforzamento della
competitività delle imprese europee, la politica economica e finanziaria «imperniata sulla crescita e la
stabilità», l'iniziativa "Legiferare meglio" e la garanzia di un approvvigionamento energetico sicuro,
rispettoso dell'ambiente e competitivo. Ma anche la promozione delle tecnologie ambientali e della ricerca,
il rafforzamento della cooperazione europea in materia di istruzione, le politiche dei trasporti e marittima,
la politica culturale e dei mezzi di comunicazione nonché una «amministrazione efficace e orientata ai
cittadini».
Organizzazione del futuro economico
ƒ Completamento del mercato unico e rafforzamento delle competitività delle
imprese europee: Si tratta di sfruttare il potenziale del mercato interno per stimolare la crescita e
creare nuovi posti di lavoro. In primo luogo, la Presidenza vuole adottare nell’ambito di una nuova
strategia per il mercato unico, congiuntamente alla Commissione, misure per il rafforzamento
dell’Europa in un contesto globale. Concretamente occorrono sviluppi: nella completa liberalizzazione
del mercato europeo per servizi postali, nella rielaborazione del quadro giuridico per le
telecomunicazioni, nella creazione di una società dell’informazione efficiente e competitiva (i2010),
nell’approvazione del regolamento sul roaming. Un impegno particolare al fine di rafforzare e rendere
più efficiente il sistema di procedimenti e ricorsi negli incarichi pubblici, per armonizzare e
standardizzare i prodotti e i servizi, così come a semplificare, grazie allo strumento dell’approvazione
reciproca, il traffico di merci. Verrà promossa l’armonizzazione del diritto delle società, oltre
all’implementazione del piano d’azione per i servizi finanziari, anche grazie a una maggiore
convergenza delle misure di sorveglianza. Verranno portati avanti i lavori per un codice doganale più
moderno e per l’iniziativa e-customs, che creerà un ambiente elettronico unitario per le amministrazioni
doganali e il commercio. Inoltre, il regime europeo dei brevetti sarà probabilmente perfezionato. In
secondo luogo è previsto il rafforzamento della competitività del settore industriale, dell’economia dei
servizi e, in particolare, delle PMI attraverso un miglioramento delle condizioni quadro. Nucleo centrale
è l’industria automobilistica a cui la Commissione ha presentato una comunicazione tenendo conto delle
raccomandazioni specifiche legate a questo settore, formulate dal gruppo ad alto livello Cars 21.
Assieme alla Commissione, impegno per formulare raccomandazioni e iniziative volte e migliorare la
competitività di altri settori, come quello dell’industria tessile e dell’abbigliamento, dell’ingegneria
meccanica, della ceramica e delle biotecnologie. In questo senso verrà anche tematizzata l’interazione
fra la competitività, l’energia e la politica ambientale. La Presidenza tedesca intende rafforzare le
innovazioni nelle classi medie attraverso lo sviluppo di nuovi strumenti di finanziamento e
l’incentivazione della richiesta pubblica di prodotti e servizi innovativi. Con una conferenza a livello
ministeriale la Germania sottolineerà l’importanza del turismo come un settore di crescita. In
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terzo luogo, sulla base della comunicazione della Commissione, la Presidenza porterà avanti la
discussione sulla dimensione esterna della competitività dell’Unione. Si tratta soprattutto di iniziative
nel settore dei rapporti economici multilaterali e bilaterali, atte a rafforzare gli strumenti di tutela
commerciale, preservare l’approvvigionamento europeo di materie prime e armonizzare meglio le
politiche interne ed esterne della Ue. Infine, la Germania vede nella base imponibile uniforme per
l’imposizione delle imprese un importante contributo per migliorare le condizioni di competitività delle
imprese europee.
ƒ Politica economica e finanziaria orientata alla crescita e alla stabilità: La Presidenza
s’impegnerà per un coordinamento effettivo delle politiche economiche e finanziarie. Raccomandazioni
paese per paese dovranno mirare ad assicurare uno sviluppo economico dinamico e stabile, e delle
finanze pubbliche sostenibili in tutti i Paesi membri, oltre a un alto livello di coerenza nell’UEM. La
Presidenza appoggerà gli altri Stati membri nei lavori di preparazione per l’introduzione dell’Euro,
progetto che richiede un alto livello di convergenza a lungo termine. La Presidenza tedesca
intensificherà lo scambio di informazioni ed esperienze per migliorare le strutture del budget e la
sostenibilità dei bilanci pubblici. Una lotta incisiva contro le irregolarità fiscali da un importante
contributo alla sostenibilità dei bilanci pubblici. Per questo motivo, la garanzia di un’equa riscossione
dell’imposta sulle entrate e la tutela del gettito fiscale saranno un punto importante della Presidenza
tedesca.
ƒ Migliore regolamentazione: Assieme con la Presidenza portoghese e slovena, la Germania
continuerà a portare avanti l’iniziativa “Una migliore regolamentazione in Europa”. In quest’ottica sarà
centrale la riduzione di costi burocratici già esistenti. La Germania punta alla definizione di concreti
obiettivi quantitativi. A questo scopo verrà introdotto a livello europeo una procedura unitaria per la
misurazione dei costi burocratici. La Presidenza promuoverà una semplificazione della regolamentazione
nel rispetto del diritto esistente, come compito politico prioritario di tutte le istituzioni dell’Ue. Infine il
conseguente svolgimento d’analisi d’impatto per nuove iniziative sarà un importante elemento del piano
d’azione tedesco, al fine di evitare inutili pressioni per le imprese e tener conto delle conseguenze
sociali e della tutela dell’ambiente, sin dal processo di regolamentazione.
ƒ Garanzia di un approvvigionamento energetico sicuro, ecosostenibile e competitivo:
L’approvazione del piano d’azione europeo in materia di politica energetica sarà un punto centrale del
Consiglio Europeo nella primavera del 2007. Il completamento di un mercato unico dell’elettricità e del
gas, previsto per il 1° luglio 2007 è un importante obiettivo della politica energetica europea. La
Presidenza tedesca s’impegnerà per la completa apertura dei mercati per l’elettricità e il gas naturale.
In materia di sicurezza nell’approvvigionamento energetico, redditività e tutela dell’ambiente, bisognerà
ridurre le importazioni energetiche mediante l’aumento dell’efficienza energetica, il risparmio, lo
sfruttamento d’energie rinnovabili. Tutti gli Stati membri dell’Ue sono chiamati a realizzare gli obiettivi
posti entro il 2010. La Presidenza tedesca s’impegnerà anche a spianare la strada per una strategia
europea sui carburanti coerente e a lungo termine, appoggiando proposte per forme di propulsione
innovative. Nelle relazioni esterne, l’Ue dovrà porre su una base solida e affidabile i rapporti energetici
con importanti paesi fornitori, di transito e consumatori intensificando il dialogo nell’ambito di un
approccio cooperativo e con un maggior coinvolgimento degli Stati membri. Anche nella politica di
vicinato europea si presterà sempre più attenzione alle tematiche energetiche. Inoltre, la Presidenza
tedesca s’impegnerà particolarmente nell’organizzazione innovativa della politica energetica dell’Ue.
All’interno della collaborazione con i Paesi emergenti e in via di sviluppo darà particolare priorità alla
questione delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica.
ƒ Promozione di tecnologie ambientali: Fonte di impulso per l’innovazione e l’occupazione, la
Presidenza tedesca lancerà un’iniziativa in merito e la tematica sarà oggetto di un incontro dei Ministri
europei per l’ambiente.
ƒ Promozione della ricerca e dello sviluppo: In linea con il programma della Presidenza
finlandese, la Presidenza tedesca farà della promozione dell’innovazione nel settore pubblico e privato
un punto centrale del proprio programma. In quest’ottica si terrà conto dell’intera catena di creazione
del valore aggiunto: dal rafforzamento della ricerca fondamentale fino allo sviluppo di nuovi prodotti e
servizi. Il lancio del 7° programma quadro di ricerca e l’istituzione del Consiglio di Ricerca europeo (ERC)
prevista per l’inizio del 2007 rappresentano una giusta base di partenza per questo progetto. Per
aumentare gli investimenti nel campo della ricerca e dello sviluppo è necessario ricorrere al programma
quadro di ricerca e altri strumenti di finanziamento della Ue. In questo senso, ad esempio, i fondi
strutturali dovranno essere utilizzati, secondo la Presidenza, anche per una migliore integrazione dei
nuovi Stati membri all’interno dello spazio di ricerca europeo, al fine di sfruttare, con il programma
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quadro di ricerca della Ue il potenziale sinergetico di questi strumenti. La Presidenza tedesca appoggerà
la Commissione nell’elaborazione di una guida, che dia ai nuovi Stati membri aiuti pratici per quanto
riguarda il finanziamento di infrastrutture di ricerca grazie all’abbinamento di fondi strutturali con mezzi
provenienti dal 7° programma quadro di ricerca.
ƒ Rafforzamento della collaborazione europea nell’ambito dell’istruzione: La Presidenza
s’impegnerà per una conseguente applicazione del programma di lavoro dei Ministri della Pubblica
Istruzione “Istruzione e formazione 2010” valido fino all’anno 2010. Grazie a un “quadro europeo delle
qualifiche professionali” la Presidenza intende potenziare la possibilità di confrontare le competenze
lavorative e dunque anche la mobilità all’interno dell’Europa. Inoltre è necessario portare avanti i lavori
nel settore dell’educazione degli adulti, così come nell’ambito della sistematica degli indicatori nel
settore dell’educazione e nella ricerca educativa. Assieme alla Commissione la Germania, organizzerà
una prima conferenza per il programma di formazione lungo tutto l’arco della vita. Nell’ambito del
processo di Bologna, una conferenza dei Ministri dovrà valutare in modo critico lo stato delle cose in
materia di riconoscimento dei titoli di studio, delle strutture di studio e della tutela della qualità e
stabilire i prossimi passi necessari. La Germania tradurrà le decisioni prese dalla Presidenza finlandese
nel quadro del processo di Bruges-Copenhagen in materia di istruzione e formazione professionale in
misure concrete.
ƒ Moderna politica europea dei trasporti: Riallacciandosi alla Presidenza finlandese, la
Presidenza tedesca s’impegnerà per una rapida approvazione del piano d’azione europeo in materia di
logistica. Nel settore aereo, la Germania mira a un potenziamento della competitività internazionale
dell’economia europea. La Presidenza punta a una decisione per la creazione di un sistema comune
(SESAR), grazie al quale sarà possibile gestire il traffico aereo in modo competitivo a livello europeo. La
Presidenza intende, inoltre, portare avanti il processo legislativo per il completamento di un’area
ferroviaria europea e concludere soprattutto le consultazioni per il terzo pacchetto di misure per tale
settore. La Germania vuole portare a termine le consultazioni sul regolamento dei servizi pubblici per la
circolazione delle persone, si è anche preposta di migliorare la sicurezza sulle strade d’Europa. Punto
centrale sarà sicuramente un avanzamento nel settore dell’iniziativa e-safety, che raggruppa tutte le
innovazioni a favore della sicurezza nelle autovetture che utilizzano l’elettronica. La Germania
s’impegnerà nella promozione concreta di innovazioni e tecnologie future nel settore dei trasporti
(Galileo). In questo caso si tratterà principalmente di avanzare nelle trattative di concessione con i
gestori privati e di identificare anche nuovi campi d’applicazione. Per quanto riguarda il progetto
tecnologico GMES (sistema di monitoraggio globale a favore dell’ambiente e della sicurezza che riunisce
tecniche spaziali, atmosferiche e terrestri), la Presidenza s’impegnerà per un rapido chiarimento delle
strutture di gestione e del finanziamento.
ƒ Politica marittima integrata: Per incentivare crescita e occupazione, nonché tutelare l’ambiente
marino, una politica marina integrativa dovrebbe coinvolgere tutti i settori economici marini (p.es. i
porti, la costruzione navale e le tecnologie marine, lo sfruttamento delle risorse marine, la pesca,
l’estrazione di minerali, il traffico marino e il turismo). Per accompagnare il processo di consultazione
annuale della Commissione, la Presidenza organizzerà una conferenza ad alti livelli.
ƒ Cultura e media moderni: Quasi sei milioni di persone lavorano nel campo della cultura e dei
media in Europa. La Presidenza tedesca s’impegnerà a elaborare raccomandazioni comuni per sfruttare
ulteriormente il potenziale della cultura a favore della crescita e dell’occupazione. Piani prioritari nel
settore della cultura verranno raccolti in un programma di lavoro articolato su più anni. Per adattare il
quadro giuridico dei servizi televisivi agli sviluppi tecnologici e, soprattutto, all’introduzione d’Iinternet,
la Presidenza continuerà a lavorare alla revisione delle direttive sulla televisione.
ƒ Amministrazione efficiente, orientata al cittadino: La Germania s’impegnerà a sfruttare
maggiormente l’e-government e a stabilire standard transfrontalieri. La Presidenza mira a trasformare
a livello centrale la rete europea delle amministrazioni pubbliche (European Public Administration
Network, EPAN) in un forum per il dialogo sociale europeo fra i datori di lavoro e i lavoratori nel servizio
pubblico. I lavori si concentreranno sull’analisi delle conseguenze del cambiamento demografico per il
servizio pubblico, dello scambio di esperienze sulla gestione e la mobilità, così come dello sviluppo di
linee guida per la misurazione della soddisfazione dei clienti.
Tutela dell’occupazione e creazione di un futuro sociale per l’Europa
ƒ Avanzamento dell’Europa sociale: Nel quadro di una conferenza ministeriale sul futuro del
modello sociale europeo, la positiva interazione fra i settori dell’economia, dell’occupazione e della
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politica sociale dovrà essere documentata con esempi concreti di questa collaborazione di successo. In
futuro, i progetti legislativi europei andranno presi maggiormente in considerazione, esaminando anche
le loro ripercussioni in campo sociale. Su questo punto la Presidenza porrà un particolare accento. Al
fine di rafforzare la mobilità dei lavoratori, la Germania continuerà a occuparsi della direttiva sul
trasferimento delle pensioni lavorative. Assieme agli altri Stati europei dovrà essere avviata o meglio
proseguita una valutazione sistematica delle direttive europee in materia di tutela del lavoro. La
Presidenza avvierà anche i lavori per una strategia comunitaria in materia di sanità e sicurezza sul
posto di lavoro.
ƒ Opportunità e sfide del cambiamento demografico: A livello comunitario, secondo la
Presidenza, bisognerà confrontarsi più intensamente su come sfruttare meglio il potenziale e le
esperienze delle generazioni anziane a favore dell’economia e della società, e prolungare in modo
sostenibile la permanenza degli anziani nel mondo del lavoro (potenziale economico). In tema di
giovani, una loro integrazione nel mercato del lavoro è prioritaria. Assieme ai partner europei la
Presidenza tedesca applicherà il Patto Europeo dei Giovani per i Giovani oltre al programma europeo
“Gioventù in azione”, che offre ampie possibilità di incentivazione extrascolastica per i giovani. La
Presidenza mira a raggiungere decisioni concrete in merito a una migliore integrazione sociale in
particolare dei giovani svantaggiati. Una politica della famiglia sostenibile e di successo è la premessa
affinché la tendenza di un tasso di nascita sempre più basso, comune a molti Stati membri dell’Ue,
possa essere ribaltata. La Presidenza intende, per questo, lanciare a favore di una politica della famiglia
sostenibile, un confronto a livello europeo, mirando all’approvazione di “un’alleanza europea per le
famiglie”.
ƒ Consolidamento delle città e delle regioni, così come delle zone rurali: Nel quadro di un
incontro ministeriale informale la Presidenza promuoverà un confronto, inteso, fra l’altro, a identificare
misure per un miglioramento della situazione in quartieri svantaggiati, consolidandone anche
l’economia. Nell’ambito di quest’incontro si punterà sia all’approvazione di una “Carta di Lipsia”, che
racchiuda linee guida per uno sviluppo urbano integrato e sostenibile, che all’approvazione di
“un’agenda territoriale dell’Ue”, articolata in linee guida per lo sviluppo spaziale per rafforzare la
competitività dell’Europa e sfruttare meglio la varietà delle sue regioni. Lo sviluppo demografico
colpisce particolarmente anche le aree rurali. Un riorientamento della politica agricola tiene conto di
una maggiore responsabilità per lo sviluppo regionale. Nell’ambito dell’incontro informale fra i ministri
dell’agricoltura, così come nell’ambito d’altre conferenze, la Presidenza fornirà a livello comunitario
degli impulsi per delle discussioni che andranno oltre il settore agricolo, al fine di sviluppare
ulteriormente concetti e strumenti per gli spazi rurali.
ƒ Promozione delle pari opportunità e della partecipazione al mondo del lavoro: La
Presidenza tedesca continuerà a portare avanti il progetto di un Istituto europeo per l’uguaglianza del
genere. La “road map 2006/2010” per combattere le disparità tra uomini e donne deve essere applicata
sia a livello comunitario che nazionale, promuovendo a lungo termine la compatibilità di famiglia e
lavoro. Nell’ambito di un incontro informale dei ministri verranno valutate delle misure per “una parità
di opportunità fra donne e uomini nel lavoro e nella famiglia” così come delle misure per “l’integrazione
e la qualificazione di donne con un’esperienza di migrazione alle spalle”. Nell’implementazione della
strategia occupazionale europea la Presidenza porrà particolare attenzione, affinché anche gruppi di
persone svantaggiate godano delle stesse opportunità nel mondo dell’occupazione.
ƒ Politica sanitaria innovativa e preventiva: La Presidenza promuoverà o meglio concluderà le
trattative sulla proposta di regolamento sulle terapie innovative e l’emendamento della direttiva sui
medicinali. Sullo sfondo dell’attuale paurosa crescita del numero di nuovi casi di contagio dall’HIV, la
Presidenza porrà particolare attenzione alla prevenzione. Una conferenza a livello ministeriale valuterà
le possibilità di maggior coinvolgimento e partecipazione della società civile. Il quadro comunitario per
dei servizi sanitari più sicuri e qualitativamente migliori, annunciato dalla Commissione per il 2007, sarà
estremamente importante per un ulteriore sviluppo dei sistemi sanitari europei. Obiettivo della
Presidenza resta la creazione di una maggiore sicurezza giuridica nell’interpretazione e applicazione
delle regole del mercato unico in materia di politica sanitaria.
Tutela delle basi naturali di sostentamento dell’Europa
ƒ Rafforzamento della protezione del clima e dell’ambiente: Nel quadro della convenzione
quadro sul clima e del protocollo di Kyoto, e sulla base dell’obiettivo dei due gradi stabilito per il periodo
dopo il 2012, la Presidenza porterà avanti a livello internazionale la tutela del clima, gettando al
contempo le basi per pianificare a lungo termine gli investimenti in tecnologie innovative, che
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risparmino energia. In quest’ottica, è particolarmente importante lo sviluppo di un pacchetto di
trattative che contenga delle proposte per ottenere una riduzione delle emissioni e delle opzioni per il
coinvolgimento di altre grandi emittenti di gas ad effetto serra, oltre all’implementazione e allo sviluppo
del commercio delle emissioni. La Germania darà priorità alla mobilità ecosostenibile e a lungo termine
(riduzione sostanze nocive: EURO 5 e 6 nelle autovetture ed EURO VI negli autocarri). Un altro
importante accento verrà posto nello sviluppo di misure volte a ridurre le emissioni di CO2 delle
macchine, così come misure a favore di carburanti ecosostenibili. La Presidenza userà le consultazioni
per approfondire le questioni ambientali quali la difesa del suolo e i rifiuti, puntando all’approvazione
della proposta di una direttiva quadro sui rifiuti. La Presidenza tedesca mira alla conclusione delle
consultazioni sulla direttiva su determinate sostanze nocive presenti nell’acqua e s’impegnerà per una
gestione sicura ed efficiente delle sostanze chimiche, non solo a livello comunitario, ma anche a livello
globale. Particolarmente importante è la protezione e lo sfruttamento sostenibile della biodiversità, la
cui riduzione ha assunto proporzioni spaventose.
ƒ Una politica agricola e della pesca moderna, competitiva e sostenibile: La Germania
vuole riunire le 21 organizzazioni di mercato in un’unica organizzazione unitaria e portare avanti la
riforma dell’organizzazione di mercato per il settore del vino, della frutta e delle verdure. Lo sviluppo
sostenibile delle zone rurali necessita ulteriori sforzi, affinché questi, dopo una concentrazione e un
riorientamento degli incentivi, possano tradursi in un’ondata di sviluppo. La tutela e la creazione di
posti di lavoro nell’area rurale dovranno essere appoggiate da un’ulteriore diversificazione, che prevede
anche lo sfruttamento del potenziale delle innovazioni, specialmente nel settore delle materie prime
rinnovabili per scopi materiali ed energetici. Alimenti sicuri e una sana alimentazione rientrano fra le
priorità della Presidenza. Le consumatrici e i consumatori in Europa pretendono giustamente un alto
livello di protezione, come nel caso delle misure di protezione contro la BSE, dell’applicazione del piano
d’azione per la salvaguardia degli animali o della road map per la strategia 2007 – 2013 a favore del
benessere degli animali. Anche nel campo della tutela e della salute delle piante, la Presidenza
appoggia un’ulteriore armonizzazione del diritto, preservando lo stesso alto livello di protezione.
Nell’ottica di una gestione sostenibile delle risorse della pesca è necessario approvare i piani di gestione
pluriennali e modernizzare la gestione della pesca.
III. SPAZIO DI LIBERTÀ, SICUREZZA E GIUSTIZIA
In tema di Spazio di libertà, di sicurezza e di giustizia, la Presidenza intende affrontare i temi del
rafforzamento della sicurezza, la gestione delle migrazioni e la promozione dell'integrazione. Al riguardo
saranno trattate le questioni legate alla cooperazione di polizia e la lotta al terrorismo, la politica in
materia d’asilo e di migrazione, il dialogo interculturale e la protezione «più efficace» delle frontiere
esterne. Inoltre, nell'ambito del rafforzamento della libertà e della giustizia, verranno trattati i temi del
rafforzamento dei diritti dei cittadini, del miglioramento della sicurezza giuridica dei cittadini e delle
imprese, del rafforzamento della giustizia e della cooperazione pratica nonché della protezione «attiva»
dei consumatori. I cittadini dell’Europa si aspettano un’azione decisa dell’Ue per la tutela delle loro
esigenze di libertà e sicurezza, in particolare nella lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata.
Soltanto un’intensa cooperazione tra forze di polizia e autorità giudiziarie degli Stati membri può
garantire anche in futuro la sicurezza in uno spazio senza frontiere interne. L’obiettivo è una maggiore
sicurezza con le frontiere aperte e al contempo il rafforzamento dei diritti civili e una maggiore certezza
del diritto. Un’ulteriore importante sfida è rappresentata dall’immigrazione clandestina. L’Ue deve
guardare allo stesso modo verso sud, verso sud-est e verso est, sviluppando strategie innovative che
coniughino una cooperazione preventiva con i Paesi di origine e di transito e maggiori aiuti comunitari allo
sviluppo. Al tempo stesso va migliorata la protezione delle comuni frontiere esterne dell’Ue. Un elemento
essenziale della lotta alla criminalità organizzata e al terrorismo internazionale sarà il Sistema
d’informazione visti (VIS) europeo. L’integrazione degli immigrati costituisce una delle grandi sfide
politiche e sociali in Europa. Senza il completamento dello spazio europeo di giustizia in materia civile e
penale il mercato interno europeo rimane frammentario. La crescente mobilità delle persone e le sempre
più numerose attività economiche transfrontaliere richiedono un accesso facile e indiscriminato alla
giustizia. Il reciproco riconoscimento delle decisioni giudiziarie protegge i cittadini da problematiche
giuridiche transnazionali, ma presuppone anche la fiducia nell’ordinamento giuridico degli altri Stati
membri, per cui è necessaria la garanzia dei diritti civili.
ƒ Maggior certezza del diritto per i cittadini e l’economia: I cittadini in Europa devono
potersi muovere in un quadro giuridico sicuro e prevedibile se viaggiano o si stabiliscono in altri Stati
membri: questo va dalla possibilità di far valere più facilmente i diritti agli alimenti oltre frontiera, a
chiare regole sulla legislazione applicabile in caso di matrimonio, a una migliore protezione della
proprietà intellettuale e una migliore tutela dei consumatori. Congiuntamente alle successive
presidenze europee, portoghese e slovena, la Germania accoglierà le proposte sul diritto applicabile in
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questioni relative ad alimenti, divorzio e successione e farà il possibile per portarle a termine. Durante
la Presidenza tedesca dovranno venir possibilmente proseguiti i lavori per un regolamento sul diritto
applicabile nei rapporti obbligatori contrattuali e dovrà venire approvato il regolamento parallelo sul
diritto applicabile nei rapporti obbligatori extracontrattuali, per esempio negli incidenti stradali. La
Germania promuoverà l’elaborazione del previsto Statuto della Società privata europea che consentirà
alle PMI un accesso migliore e semplificato al mercato interno e proseguirà le trattative sulla direttiva
che dovrà disciplinare i trasferimenti delle sedi legali. La Germania sostiene l’intenzione della
Commissione europea di verificare la coerenza delle disposizioni del diritto privato comunitario, in
particolare del diritto contrattuale dei consumatori. L’obiettivo è un quadro di riferimento europeo che
contenga istruzioni per la ripulitura normativa e la legislazione futura. Con una conferenza sul diritto
contrattuale europeo, la Presidenza fornirà una piattaforma di discussione per politici esperti di diritto,
studiosi e giuristi.
ƒ Politica attiva di tutela dei consumatori: I cittadini europei in quanto consumatori hanno
diritto alla massima sicurezza, trasparenza e libertà di scelta. Pertanto la Presidenza si impegnerà
affinché venga applicata la strategia Ue per la politica dei consumatori e il relativo programma d’azione
2007-2013. Verrà prestata particolare attenzione alla sicurezza delle nuove tecnologie nella
comunicazione, nell’acquisto di merci o nelle operazioni bancarie e assicurative.
IV. DEFINIZIONE
DELLA POLITICA ESTERA E DI SICUREZZA COMUNE, DELLA POLITICA ECONOMICA
ESTERA E DELLA POLITICA DI SVILUPPO
In tale ambito, verranno affrontate le questioni legate ai negoziati d'adesione con la Turchia e la Croazia,
alla politica di vicinato, in particolare nei confronti dei Balcani Occidentali, alle azioni dell'UE nel contesto
internazionale (ONU, Libano, Medio Oriente, Iran e Afghanistan, tra gli altri). Ma si tratterà anche di
rafforzare la PESC e la PESD, nonché di intensificare le relazioni transatlantiche, in particolare con gli USA,
e quelle con i paesi asiatici, Cina in primo luogo. Inoltre, la Presidenza intende moltiplicare gli sforzi per
giungere a una maggiore apertura dei mercati internazionali nell'ambito dei negoziati commerciali
multilaterali, che andrà affiancata alla negoziazione di accordi regionali o bilaterali e alla lotta alle
pratiche commerciali sleali. Infine, si tratterà di consolidare la politica europea a favore dello sviluppo dei
paesi meno fortunati. Soprattutto nelle relazioni esterne gli Stati membri devono cooperare più
strettamente al fine di garantire benessere e sicurezza. Negli anni scorsi, l’Ue ha creato un ampio
ventaglio di strumenti volti al superamento dei conflitti e alla garanzia della pace, che vanno dalla
prevenzione al consolidamento post-conflittuale. Questi strumenti vanno potenziati. Al fine di far fronte a
crisi internazionali, terrorismo, proliferazione delle armi di distruzione di massa, incapacità d’intervento
degli Stati e criminalità organizzata, nel 2003 è stata adottata la Strategia europea di sicurezza. Secondo
le linee guida in essa contenute la Presidenza tedesca si adopererà a favore di una politica estera più
efficiente e coerente e di una collaborazione approfondita con i Paesi partner. La Presidenza mira inoltre a
un avanzamento della collaborazione militare nella prospettiva a lungo termine di una difesa comune
europea. Il benessere e il peso politico dell’Europa nel mondo si fondano in misura decisiva sui successi
delle imprese europee sui mercati mondiali. Con il 20% di quota del commercio mondiale l’Ue è il
maggiore partner commerciale e ha un’influenza che va ben oltre le possibilità dei singoli Stati membri.
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Il 21 dicembre, la Commissione europea ha
pubblicato una comunicazione sulle regioni
rurali
d’Europa,
in
particolare
quelle
ultraperiferiche e le regioni maggiormente
agricole. Il rapporto sottolinea la diversità
delle regioni rurali europee e l’importanza
che rivestono alcune dei esse. Tuttavia,
alcune di queste regioni (le più decentrate, le
meno
popolate
e
le
più
dipendenti
dell’agricoltura) dovranno sorpassare in
futuro grave difficoltà per quanto riguarda la
crescita,
l’occupazione
e
lo
sviluppo
sostenibile.
Tale
difficoltà
sono
essenzialmente dovute ad un livello di introiti
meno elevati, ad una demografia sfavorevole,
ad un tasso di occupazione più debole ed a
un tasso di disoccupazione superiore, a uno
sviluppo più lento del settore terziario, a
delle debolezze in materia di competenze e
di risorse umane, ad una mancanza di
prospettive per le donne e per i giovani, ed
infine ad una penuria di occupazione
qualificata nell’agricoltura e nel settore agroalimentare. A tutto ciò si aggiunge il
proseguimento della ristrutturazione e la
modernizzazione dell’agricoltura europea,
che sarà difficile per tante regioni rurali, in
particolare nei nuovi Stati membri. Gli Stati
membri possono ricorrere ai loro programmi
di sviluppo rurale per rispondere alle priorità
relative al trasferimento di conoscenze, ma
anche la modernizzazione, l’innovazione e la
qualità
nella
catena
alimentare,
gli
investimenti nelle risorse umane, ed infine la
creazione di occupazione. Un ammontare di
circa 80 miliardi sarà disponibile tra il 2007 e
il 2013 per aumentare la competitività dei
settori
agricoli
e
forestali,
migliorare
l’ambiente ed assicurare la diversificazione
dell’economia rurale.
ALLARGAMENTO
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Quinto allargamento nella storia dell’Ue con
Bulgaria e Romania che dal primo gennaio
2007 hanno aderito all’Ue. La Bulgaria ha
una popolazione di 7,8 milioni d’abitanti
ripartiti su 111.000 km2, con un PIL pro
capite di 3.450 dollari. L’inflazione è del
6,1% e la crescita del 5,5%. La Romania ha
una popolazione di 21,7 milioni d’abitanti
ripartiti su 238.400 km2, con un PIL pro
capite di 5.233 dollari. L’inflazione è del 5%
e la crescita del 5,5%. Come deciso al
Consiglio europeo di dicembre, una pausa nel
processo d’allargamento è stata decretata fin
quando le Istituzioni dell’Unione saranno
riformate.
AMBIENTE
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L’11 ed il 12 Dicembre u.s. si è tenuto presso
la Scotland House a Bruxelles un workshop
dedicato agli stakeholders per la revisione
del Regolamento EMAS (n. 761/2001). Il
workshop si è articolato in una sessione
plenaria ed in gruppi di lavoro, quattro in
tutto, divisi come segue: - GL 1 Requisiti GL 2 Incentivi - GL 3 Accreditamento,
verifica, registrazione - GL 4 Promozione. La
plenaria si è tenuta all’inizio del workshop
per
esprimere
la
posizione
della
Commissione ed il programma del workshop
ed al termine per esporre le conclusioni dei
diversi gruppi di lavoro. Ricordiamo che
l’Emas è un sistema volontario che detta i
principi per una corretta gestione ambientale
dei processi aziendali; è stato istituito nel
1995 e rivisto nel 2001. Era presente nel
quinto e sesto piano d’azione per l’ambiente
come alternativa ad una legislazione
obbligatoria. Impegna le organizzazioni a
migliorare le performance ambientali e
7
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, dicembre 2006
definisce degli standard e dei sistemi di
referenza. Fino ad ora sono state effettuate
più di 5000 registrazioni, la maggior parte, il
60%, da PMI e soprattutto nei settori chimici
e di trattamento dei cibi. Degli studi costanti
hanno dimostrato che l’EMAS migliora le
performance ambientali e la conformità alla
legislazione ambientale in vigore, i punti a
sfavore sono considerati il fatto che EMAS
non sia visto ancora come “IL” sistema di
riferimento, il fatto che costi molto,
soprattutto alle PMI, ed il fatto che manchi
una ricompensa adeguata. Tuttavia la
maggior parte delle organizzazioni ritiene
che sia uno strumento utile e chiedono che
diventi globale e che fornisca di incentivi per
la
partecipazione.
Si
è
arrivati
alle
conclusioni per cui EMAS conduce ad una
migliore gestione ambientale dei siti e che
porta
ad
una
migliore
performance
ambientale e normativa. Maggior dettagli
sulla riunione sono disponibili su richiesta.
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Il Parlamento, approvando il compromesso
negoziato con il Consiglio, ha dato il via
libera al nuovo regolamento sulle sostanze
chimiche, noto come REACH. I produttori
saranno obbligati a registrare tutte le
sostanze chimiche prodotte e importate in
quantità superiori ad una tonnellata l’anno.
Per le sostanze più pericolose, i fabbricanti
dovranno sottoporre un piano di sostituzione
con alternative più sicure. Se queste non
esistono, dovranno presentare un piano di
ricerca volto a trovarle. Il Consiglio Ambiente,
il 18 Dicembre ha approvato senza dibattito
l’accordo e lo stesso giorno vi è stata una
solenne cerimonia per la firma di Reach al
Parlamento
Europeo
di
Bruxelles.
Il
Regolamento è stato pubblicato nella G.U.
del 30/12/2006 (GUUE L 396/1) ed entrerà
in vigore il 1° giugno 2007.
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Nel prossimo febbraio, dovrebbe essere
pubblicato dall’Ocse il rapporto completo,
intitolato Cambiamenti climatici nelle Alpi
europee – Adattare il turismo invernale e la
gestione dei rischi naturali”. Nei paesi Alpini,
tra 60 a 80 milioni di turisti e circa 160
milioni di “giornate sciatori” in Francia,
Austria, Svizzera e Germania, sono registrati.
Dai risultati di un’analisi OCSE (Il primo
studio internazionale sistematico sui campi
da sci dell’arco alpino), i cambiamenti
climatici mettono in pericolo l’affidabilità
dell’innevamento nelle stazioni di sci e, di
conseguenza, minaccia le economie regionali
che sono dipendente del turismo invernale.
Le Alpi rappresentano una zona sensibile ai
cambiamenti climatici e il riscaldamento
recente è stato tre volte superiore alla media
mondiale. Viene ora considerato che il 90%
delle zone da sci Alpino di media o grande
misura, ossia 599 campi su 666, beneficiano
di un innevamento naturale sufficiente
durante al meno cento giorni all’anno. Il 10%
rimanente opera già in condizioni precarie.
Un aumento della temperatura di 1°C, di 2 o
di 4° C nel futuro potrebbero portare il
numero di campi da sci con un innevamento
affidabile a 500, 400 o 200 rispettivamente.
I gestori delle stazioni hanno già preso
misure per adattarsi all’aumento del limite
d’innevamento e all’accorciamento della
stagione, ma la maggior parte di loro
ricorrono alla tecnologia invece di modificare
i loro atteggiamenti. La neve artificiale può
essere redditizia, ma consuma tanta acqua e
energia ed ha un’incidenza sui paesaggi e gli
ecosistemi. Inoltre, i costi di fabbricazione
della
neve
di
coltura
aumentano
considerevolmente con l’aumento della
temperatura.
Rivestimenti
di
plastica
possono proteggere i ghiacciai, ma non
impediranno il loro scioglimento se la
tendenza al riscaldamento si mantiene.
Livellare le pendenze e deviare i ruscelli per
modificare il rilievo mettono l’ambiente
naturale in pericolo e aumentano i rischi
d’inondazioni
e
di
crolli.
Link:
www.oecd.org/env/cc/alps
8
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, dicembre 2006
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La Commissione europea ha avviato il 19
dicembre un nuovo prodotto multimedia,
l’annuario dell’Ue che presenta dieci grandi
azioni strategiche guidate dall’Ue nel corso
del 2006. Il portale mira a permettere ai
cittadini di capire meglio ciò che l’Ue fa e
quali sono gli impatti sulla loro vita
quotidiana.
Link:
www.ec.europa.eu/snapshot2006
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La Commissione europea ha adottato, il 12
dicembre 2006, il regolamento sugli aiuti de
minimis, che prevede l’esenzione degli aiuti
di Stato di importanza minore (“De Minimis”)
dall’obbligo di notifica previsto dalle norme
del Trattato CE. Il testo ha tenuto conto delle
opinioni espresse durante le consultazioni
pubbliche tenutesi nel corso del 2006. Gli
aiuti di importo pari o inferiore a 200.000
euro su un arco temporale di 3 anni saranno
esentati dall’obbligo di notifica. Il periodo di
riferimento
sarà
calcolato
facendo
riferimento agli esercizi fiscali. Gli aiuti che
supereranno il massimale previsto non
potranno beneficiare dell’esenzione neppure
per la parte che non eccede il limite imposto
dal presente regolamento. L’esenzione è
limitata agli aiuti per i quali sia possibile
calcolare in anticipo l’importo preciso. Anche,
le garanzie rientreranno nel regime degli
aiuti “de minimis” purché il prestito che
sottende la garanzia non sia superiore a 1,5
milioni di euro e la garanzia non superi l’80%
del prestito. Il regolamento si applica alle
imprese appartenenti a tutti i settori ad
eccezione di quelle attive nei seguenti
settori: - acquicoltura e pesca, che rientrano
nel campo di applicazione del regolamento n.
104/2000 del Consiglio; - produzione
primaria di prodotti agricoli enumerati
nell’allegato I del Trattato; - trasformazione
e commercializzazione dei prodotti agricoli
enumerati nell’allegato I del Trattato nei
seguenti casi: quando l’ammontare dell’aiuto
è fissato in base al prezzo o della quantità di
prodotti acquistati a dei produttori primari o
immessi
sul
mercato
dalle
imprese
interessate; quando l’aiuto è subordinato al
fatto di essere parzialmente o interamente
trasferito ai produttori primari; - attività
legate all’esportazione verso Paesi terzi o
altri Stati membri, ossia direttamente legati
alle quantità esportate, aiuti a favore della
costituzione e gestione di una rete di
distribuzione e di altre spese correnti legate
all’attività di esportazione; - aiuti subordinati
all’utilizzo preferenziale di prodotti nazionali
rispetto ai prodotti importati; - settore
carbonifero, ai sensi del regolamento (CE) n.
1407/2002 sugli aiuti di Stato al settore
dell’industria carbonifera; - aiuti volti
all’acquisizione di veicoli per il trasporto
merci nell’ambito del trasporto su strada
realizzato per conto terzi; - aiuti concessi ad
imprese in difficoltà. Il settore dei trasporti,
a differenza del vecchio regolamento, potrà
beneficiare del regime “de minimis”. Tuttavia,
misure specifiche - diverse dall’acquisto di
veicoli - sono di applicazione per il trasporto
su strada: - il massimale di aiuti esentati
dalla notifica è fissato a 100 000 € su un
arco temporale di 3 anni; il parco macchine
per coloro che effettuano trasporti per conti
terzi non è finanziabile nell’ambito del
regolamento “de minimis”. L’atteggiamento
favorevole adottato dalla Commissione in
merito alla compatibilità con le regole sugli
aiuti di Stato di incentivi volti all’acquisto di
veicoli più puliti ed ecocompatibili non è,
tuttavia,
messo
in
discussione.
La
Commissione potrà prendere opportune
decisioni in materia nell’ambito di un regime
di garanzie l’ammontare del prestito per il
settore dei trasporti stradale non potrà
essere superiore a 750 000 € per impresa. Il
regolamento, inoltre, vieta il cumulo degli
aiuti ottenuti nell’ambito del ‘de minimis” con
tutti altri aiuti di Stato per quanto concerne
le stesse spese ammissibili, se il cumulo
raggiunge un’intensità che supera il livello
fissato caso per caso dallo specifico
regolamento di esenzione o da una decisione
9
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, dicembre 2006
della Commissione. Infine, in una prospettiva
di trasparenza, gli aiuti concessi ai sensi del
“de minimis”, se concessi sotto forme diverse
dalla sovvenzione devono essere convertiti in
equivalente
sovvenzione
lorda.
Il
regolamento sarà pubblicato sulla Gazzetta
ufficiale dell’UE entro la fine del 2006 ed
entrerà in vigore il 1° gennaio 2007 e sarà
d’applicazione fino al 31 dicembre 2013. Link:
http://eurlex.europa.eu/LexUriServ/site/it/oj/2006/l_3
79/l_37920061228it00050010.pdf.
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Il Quadro comunitario di riferimento sugli
aiuti di Stato per la ricerca, lo sviluppo e
l’innovazione, approvato dalla Commissione
europea il 22 novembre 2006, contempla,
oltre gli aiuti alla ricerca di base e alla ricerca
e allo sviluppo (R&D), anche gli aiuti per
innovazione
per
processo
e
organizzativa nei servizi (cap 5.5). Oltre
alle definizioni di: innovazione per processo e
innovazione
organizzativa,
riprese
dal
Manuale di Oslo, il documento di lavoro
enuncia anche le condizioni da rispettare per
ricevere
tali
aiuti:
a)
l’innovazione
dell’organizzazione deve sempre essere
legata all’uso e allo sfruttamento delle
tecnologie
dell’informazione
e
della
comunicazione (TIC) con l’obiettivo di
cambiare l’organizzazione; b) l’innovazione
va formulata nel quadro di un progetto,
dotato di un responsabile identificato e
qualificato e con costi identificati; c) il
progetto
sovvenzionato
deve
portare
all’elaborazione di una norma, di un modello,
di una metodologia o di un concetto
commerciale, che si possa riprodurre in
maniera sistematica e, ove possibile,
omologare e depositare; d) l’innovazione dei
processi o della organizzazione comporta una
novità o un sensibile miglioramento rispetto
alla situazione del settore nella Comunità. La
novità può essere dimostrata dagli Stati
membri ad esempio sulla base di una
descrizione
dettagliata
dell’innovazione,
messa a confronto con le altre tecniche dei
processi o dell’organizzazione attualmente
utilizzate da altre imprese dello stesso
settore; e) il progetto d’innovazione dei
processi
o
dell’organizzazione
deve
comportare un chiaro grado di rischio. Tale
rischio potrebbe essere dimostrato dallo
Stato membro ad esempio nei seguenti
termini: i costi del progetto rispetto al
fatturato dell’impresa, il tempo necessario
per sviluppare il nuovo processo, i guadagni
attesi dall’innovazione del processo rispetto
ai costi del progetto, le probabilità
d’insuccesso. I costi ammissibili sono gli
stessi costi previsti per i progetti di ricerca e
sviluppo, cosi’ come previsti al punto 5.1.4.
Tuttavia, per l’innovazione organizzativa, i
costi ammissibili per le apparecchiature ed i
materiali comprendono esclusivamente i
costi per le apparecchiature e il materiale
informatico. I s suddetti aiuti sono
compatibili con le regole del mercato interno
ai sensi dell’art.87, par. 3, punto c) del
Trattato per un’intensità massima dell’aiuto
del 15% per le grandi imprese, 25% per le
medie imprese e 35% per le piccole imprese.
Le grandi imprese possono beneficiare di
questi aiuti solo se collaborano con PMI
nell’ambito dell’attività sovvenzionata e
quest’ultime supportano almeno il 30% dei
costi ammissibili. Il Quadro comunitario di
riferimento sugli aiuti di Stato per la ricerca,
lo sviluppo e l’innovazione entrerà in vigore il
1°
gennaio
2007.
Link:
http://eurlex.europa.eu/LexUriServ/site/it/oj/2006/c_3
23/c_32320061230it00010026.pdf.
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Il quadro di valutazione sugli aiuti di Stato
compilato dalla Commissione europea stima
a 64 miliardi di euro (0,59% del PIL Ue) gli
aiuti di Stato complessivamente concessi dai
25 Stati membri nel 2005, contro i 65
miliardi di euro (0,61% del Pil Ue) del 2004.
In tutta l’Ue, la risposta all’obiettivo del
Consiglio europeo di aiuti di Stato meno
numerosi è stata quindi moderata. Gli Stati
membri hanno invece reagito positivamente
al secondo obiettivo del Consiglio “aiuti di
Stato più mirati”: oltre la metà ha ormai
riorientato più del 90% dei rispettivi aiuti
verso obiettivi orizzontali di interesse
comune, come l’ambiente e la ricerca e lo
sviluppo. Dall’esame attento degli aiuti per il
salvataggio e la ristrutturazione emerge
che
questi
aiuti,
potenzialmente
più
distorsivi della concorrenza, sono stati pari a
15,5 miliardi di euro, nell’Ue-15, nel periodo
10
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, dicembre 2006
2000-2005. Sebbene negli anni in esame
alcuni Stati membri abbiano concesso di
frequente questo tipo di aiuti, la maggior
parte di loro non se n’è manifestamente
servita. Oltre il 95% degli aiuti totali è stato
concesso nei cinque maggiori Stati membri
(Germania, Francia, Italia, Regno Unito e
Spagna). Il prossimo quadro di valutazione
della
primavera
2007
riguarderà
principalmente
gli
aiuti
illegali.
Link:
http://ec.europa.eu/comm/competition/state
_aid/scoreboard/2006/autumn_en.pdf.
CONSUMATORI, SANITA’ E SICUREZZA ALIMENTARE
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Il programma d’azione comunitaria in
materia di politica dei consumatori per il
periodo 2007-2013 è stato pubblicato sulla
Gazzetta ufficiale dell’Ue. Il programma
integra, appoggia e controlla le politiche
degli Stati membri e contribuisce alla tutela
della salute e della sicurezza dei consumatori
e alla difesa dei loro interessi economici e
giuridici. Il programma contribuisce inoltre
alla promozione del diritto dei consumatori
all'informazione,
all'educazione
e
ad
organizzarsi per salvaguardare i loro
interessi. Il programma persegue i seguenti
obiettivi: a) assicurare un grado elevato di
tutela dei consumatori, in particolare
migliorando le conoscenze disponibili, la
consultazione e la rappresentanza degli
interessi dei consumatori; b) assicurare
un'applicazione efficace delle regole in
materia di tutela dei consumatori, in
particolare attraverso misure nel campo della
cooperazione diretta a garantire l'esecuzione
delle
norme,
dell'informazione,
dell'educazione e dei mezzi di ricorso. La
dotazione finanziaria per l'esecuzione del
programma per il periodo dal 31 dicembre
2006 al 31 dicembre 2013 è pari a 156 800
000
EUR.
Link:
http://eurlex.europa.eu/LexUriServ/site/it/oj/2006/l_4
04/l_40420061230it00390045.pdf.
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Il 30 dicembre 2006 é stato pubblicato sulla
Guce, il Regolamento (CE) N°1924/2006
relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla
salute fornite sui prodotti alimentari. Esso si
applica alle indicazioni nutrizionali e sulla
salute figuranti in comunicazioni commerciali,
sia nell’etichettatura sia nella presentazione
o nella pubblicità dei prodotti alimentari
forniti al consumatore finale, compresi quelli
commercializzati senza imballaggio o offerti
alla rinfusa. Esso si applica anche ai prodotti
alimentari destinati a ristoranti, ospedali,
scuole, mense e servizi analoghi di
ristorazione di collettività. Il Regolamento
entrerà in vigore il ventesimo giorno
successivo alla pubblicazione nella Guce e si
applica a decorrere dal 1° luglio 2007. Il 30
dicembre 2006 è stato pubblicato sulla Guce
il
regolamento
(CE)
n°1952/2006
sull’aggiunta di vitamine e minerali e di
talune altre sostanze agli alimenti. Le
disposizioni del Regolamento relative alle
vitamine e ai minerali non si applicano agli
integratori
alimentari
disciplinati
dalla
direttiva
2002/46/CE.
Il
Regolamento
entrerà in vigore il ventesimo giorno
successivo alla pubblicazione sulla Guce e si
applica a decorrere dal 1° luglio 2007.
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La Germania ha proposto un ricorso dinanzi
queste ultime da parte di imprese del settore
alla Corte di giustizia delle Comunità europee
del tabacco. Sono esenti dal divieto
chiedendo l'annullamento di due articoli della
solamente le pubblicazioni destinate ai
direttiva in materia di pubblicità e di
professionisti del commercio del tabacco e le
sponsorizzazione a favore dei prodotti del
pubblicazioni provenienti da paesi terzi che
tabacco nei media diversi dalla televisione.
non siano principalmente destinate al
Tali articoli vietano la pubblicità dei prodotti
mercato comunitario. A sostegno del suo
del tabacco nella stampa e nelle altre
ricorso, la Germania fa valere, tra l'altro, che
pubblicazioni stampate, nei servizi della
tali divieti non potevano essere adottati sul
società dell'informazione e nelle trasmissioni
fondamento normativo dell'art. 95 CE.
radiofoniche, nonché la sponsorizzazione di
Quest'ultimo autorizza la Comunità ad
11
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, dicembre 2006
adottare le misure relative al ravvicinamento
delle disposizioni nazionali che hanno per
oggetto l'instaurazione ed il funzionamento
del mercato interno. Secondo la ricorrente
non sono soddisfatte le condizioni che
giustificano il ricorso a tale articolo. A suo
avviso, nessuno dei divieti contribuisce
all'eliminazione
di
ostacoli
alla
libera
circolazione delle merci, né alla soppressione
di distorsioni sensibili della concorrenza. La
Corte ha constatato che le condizioni che
giustificano la scelta dell'art. 95 CE quale
fondamento normativo erano effettivamente
presenti. Essa ha rilevato che al momento
dell'adozione
della
direttiva
esistevano
disparità tra le normative nazionali in
materia di pubblicità e di sponsorizzazione
dei prodotti del tabacco che giustificavano un
intervento del legislatore comunitario. Tali
disparità erano tali da ostacolare la libera
circolazione delle merci, nonché la libera
prestazione dei servizi. Esse implicavano,
inoltre, un rischio notevole di distorsioni della
concorrenza. La Corte ha inoltre considerato
che gli articoli impugnati sono effettivamente
diretti al miglioramento delle condizioni di
funzionamento del mercato interno. Essa
precisa che l'espressione «pubblicazioni
stampate» comprende solo pubblicazioni
come i giornali, le riviste e i periodici. Sono
quindi esclusi i bollettini di associazioni locali,
i programmi di manifestazioni culturali, i
manifesti, gli elenchi telefonici, i diversi
volantini e opuscoli. Dato che le condizioni
per fare ricorso all’art. 95 CE sono
soddisfatte, la scelta di tale fondamento
normativo non può essere rimessa in
discussione, per il fatto che è la tutela della
salute che ha ispirato le scelte operate dal
legislatore
comunitario
in
occasione
dell'adozione della direttiva. A tale proposito,
la Corte ha ricordato che la Comunità è
tenuta dal Trattato a garantire un livello
elevato di protezione della salute delle
persone. L'espressa esclusione di qualsiasi
armonizzazione delle disposizioni degli Stati
membri in tale settore non impedisce che un
provvedimento di armonizzazione adottato
su un altro fondamento possa incidere sulla
protezione della salute. La Corte ha respinto
inoltre l'argomento secondo cui i divieti
contestati sarebbero sproporzionati. A tale
proposito, la Corte ha, in particolare,
dichiarato che il legislatore comunitario non
poteva,
senza
rendere
l'ambito
di
applicazione del divieto di pubblicità incerto
ed aleatorio, esentare le pubblicazioni locali o
regionali. Per quanto riguarda la presunta
violazione del diritto fondamentale della
libertà di stampa e di opinione, la Corte ha
rilevato che i divieti lasciano intatta la libertà
di espressione giornalistica e non vanno oltre
i limiti del potere discrezionale riconosciuto al
legislatore comunitario.
CULTURA, ISTRUZIONE E FORMAZIONE
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Dal 1° gennaio 2007, l'Unione europea ha 23
lingue ufficiali allorché Bulgaria e Romania
entrano nell'UE e il gaelico irlandese diventa
una lingua ufficiale. Per affrontare questa
nuova sfida, la Commissione europea ha
presentato il 20 dicembre una strategia che
guiderà le sue attività di traduzione di testi
scritti per il 2007 e oltre. Questa strategia è
volta a meglio identificare il fabbisogno di
traduzione
e
i
fornitori,
e
fa
del
multilinguismo un elemento chiave del
policy-making e della pianificazione da parte
della Commissione. Link: DG Traduzione
http://ec.europa.eu/dgs/translation/ - DG
Interpretazione
http://ec.europa.eu/comm/scic/index.htm.
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Il 18 dicembre è stata ratificata la
Convenzione Unesco sulla protezione e la
promozione della diversità delle espressioni
culturali e entrerà in vigore entro tre mesi.
Tale convenzione costituisce le fondamenta
di un nuovo pilastro di governance mondiale
in tema culturale. La sua ratifica apre la
strada all’intensificazione della cooperazione
culturale
sul
piano
internazionale,
in
particolare attraverso lo scambio delle idee e
delle buone pratiche delle politiche pubbliche
guidate a favore della diversità culturale.
Link:
http://ec.europa.eu/culture/portal/action/div
ersity/unesco_fr.htm
12
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, dicembre 2006
DOGANE E FISCLAITA’
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La Commissione europea ha avviato una
consultazione on-line sulla possibile riforma
della legislazione comunitaria sui tassi IVA
applicati ai buoni e a questioni affini. La
consultazione si basa su un documento
relativo alla modernizzazione dell’imposizione
dell’IVA sui buoni ed elementi correlati. Il
testo enuncia I problemi principali identificati
nell’imposizione
dell’IVA
sui
buoni
e
situazioni simili come un risultato di una
normativa
datata
o
inconsistente
nell’interpretazione delle norme correnti.
Definisce alcune tipologie di buoni, riporta
varie sentenze della Corte di Giustizia delle
Comunità europee in materia e presenta
alcune opzioni possibili per un futuro
cambiamento della normative attualmente in
vigore. Infine, tratta di questioni affini. Gli
interessati
potranno
inviare
i
propri
commenti entro il 3 Febbraio 2007 al
seguente indirizzo: Commissione europea DG Taxud - Unità IVA ed altre imposte sul
giro d’affari - B-1049 Bruxelles - Fax:+32-2299-36-48
e-mail
a
[email protected].
Link:
http://ec.europa.eu/taxation_customs/resou
rces/documents/common/consultations/tax/c
onsultation_paper_vouchers_en.pdf.
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Con la legge finanziaria 2004, il governo
italiano ha esteso il condono fiscale adottato
nel quadro delle legge finanziaria 2003 al
periodo d'imposta 2002. La legge finanziaria
2003 consente ai contribuenti di definire il
mancato pagamento di diverse imposte,
compresa l'IVA. Secondo tale regime, se il
contribuente si avvale del condono per un
determinato
periodo
d'imposta
l'amministrazione finanziaria italiana rinuncia
al suo diritto di procedere successivamente a
controlli sull'IVA non pagata relativamente al
periodo in questione. I contribuenti possono
regolarizzare
definitivamente
la
loro
posizione semplicemente versando allo Stato
un importo fisso, se non hanno presentato
alcuna dichiarazione, o una percentuale (2%)
dell'IVA
che
doveva
essere
pagata
relativamente alle cessioni e prestazioni
effettuate in ciascun periodo d'imposta. La
rinuncia ad ulteriori controlli sull'IVA non
pagata si applica anche qualora sia provato
che sono state commesse irregolarità. La
Commissione ritiene che il regime in
questione comporti una violazione della sesta
direttiva IVA e ha adito la Corte di giustizia
contro la Repubblica italiana (causa C-
132/06). La Commissione fa presente che la
direttiva prevede la tassazione di tutte le
cessioni e prestazioni effettuate all'interno
del paese e impone agli Stati membri
l'obbligo di garantire che i contribuenti
assolvano i loro obblighi di dichiarazione e
pagamento
dell'imposta.
Secondo
la
Commissione, le misure adottate dall'Italia
vanno oltre il margine di discrezionalità di cui
godono gli Stati membri per adeguare i loro
controlli alle risorse umane e tecniche di cui
dispongono. Con tali norme l'Italia sembra
aver dichiaratamente rinunciato ai controlli
relativi alla riscossione dell'IVA, violando
quindi gli obblighi da essa assunti riguardo
all'applicazione del diritto comunitario. Di
conseguenza, è ovvio che la Commissione
contesti anche la decisione dell'Italia di
estendere l'applicazione del suddetto regime
fiscale al periodo d'imposta 2002. Pertanto,
dopo aver inviato alle autorità italiane una
lettera di messa in mora ponendole in
condizioni di presentare le loro osservazioni,
ha indirizzato all'Italia un parere motivato. Il
numero di riferimento della procedura della
Commissione é il 2006/2227.
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La Commissione europea ha presentato, il 19
dicembre 2006, tre proposte volte a: migliorare il coordinamento dei sistemi
nazionali d’imposizione diretta. L’obiettivo è
garantire la conformità degli stessi con il
diritto comunitario e verificarne la buona
interazione; - compensare le perdite
transfrontaliere sia all’interno della stessa
società che all’interno dello stesso gruppo; regolare la tassazione di uscita nei casi di
13
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, dicembre 2006
trasferimento in un altro Stato membro. Le
iniziative
proposte
prevedono
la
soppressione delle discriminazioni e della
doppia imposizione a beneficio dei singoli e
delle imprese, contribuendo al contempo alla
lotta contro la frode fiscale e alla
preservazione della base imponibile. La
proposta sul coordinamento dei sistemi
nazionali d’imposizione diretta, infatti, è
complementare al progetto sulla tassazione
delle imprese relativo alla base imponibile
comune
consolidata.
Link:
http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.
do?reference=MEMO/06/499&format=HTML&
aged=0&language=EN&guiLanguage=fr.
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Il testo della VI direttiva IVA codificato é
reperibile
al
seguente
indirizzo
Internet:http://eur-
lex.europa.eu/LexUriServ/site/it/oj/2006/l_3
47/l_34720061211it00010118.pdf.
ECONOMIA E FINANZE
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La Slovenia è il primo paese dei dieci nuovi
membri (2004) ad entrare nella zona euro.
L’eurozona,
con
ormai
13
paesi,
è
rappresentata da una popolazione di 316,6
milioni d’abitanti, di cui due milioni di Sloveni.
La Slovenia ha iniziato i suoi preparativi non
appena entrata nell’Ue prendendo misure per
garantire la stabilità economica del paese.
Nel 2006, la crescita economica della
Slovenia dovrebbe essere, secondo le
previsioni autunnali della Commissione
europea, di circa il 4,8%, l’inflazione del
2,5%, il debito pubblico del 28%, il tasso di
disoccupazione del 6,1% e il PIL pro capite
ammonta all’82% della media Ue. Link:
http://ec.europa.eu/economy_finance/euro/s
lovenia/main_en.htm - http://www.evro.si. Il
1° gennaio segna altresì 5 anni della messa
in circolazione delle banconote e monete in
euro. Un sondaggio dell’Istituto Gallup per
conto della Commissione europea rivela che
gli Europei sono in gran parte delusi dalla
moneta unica: il 48% solo pensa che l’euro
sia una valuta vantaggiosa; il 37,5% giudica
l’euro abbia più inconvenienti che vantaggi. I
cittadini europei maggiormente favorevoli
alla moneta unica sono: Irlandesi (75,4%),
Finlandesi, Lussemburghesi e Austriaci. I più
scettici sono gli Italiani (48,2%), i Greci e gli
Olandesi. Il 28 dicembre, la Commissione
europea ha dichiarato che persiste una
percezione
sbagliata
degli
effetti
inflazionistici conferiti alla moneta unica,
ricordando che l’inflazione media nella zona
euro è stata del 2,4% dal 1999. Almunia,
Commissario europeo per gli Affari economici,
ha dichiarato che l’euro ha dato un
contributo positivo, in particolare nel
mantenere ad un livello basso l’inflazione e i
tassi di interesse e contribuendo anche a
proteggersi contro le crisi di cambi che
subivano le vecchie monete, a ridurre il
prezzo dei prodotti importati, ad aumentare
gli scambi e gli investimenti nella zona euro
riducendo la sua dipendenza esterna, a
viaggiare più facilmente ed a minor prezzo
ed infine ad aver una maggiore trasparenza
dei prezzi per favorire la concorrenza. I
sondaggi
eurobarometro
di
novembre
dimostrano che le mentalità evolvono
progressivamente per quanto riguarda l’euro.
Mentre il 57% delle persone interrogate
affermano calcolare in euro per i loro acquisti
quotidiani, il 22% di esse riconoscono che
calcolano ancora nella loro vecchia moneta.
Per gli acquisti occasionali e onerosi (alloggio,
auto, …), i consumatori pensano spesso alla
loro vecchia valuta (40%). In tema
d’immagine
dell’euro,
i
sondaggi
dimostrano anche che se un maggioranza dei
cittadini (68%) sono soddisfatti
della
moneta
unica,
sussiste
una
leggera
sensazione secondo cui il passaggio all’euro
avrebbe portato ad un aumento dei prezzi,
sensazione che secondo la Commissione non
è tuttavia confermata dai fatti poiché
l’inflazione
è
rimasta
ad
un
livello
leggermente superiore al 2%. Tal sensazione
può essere spiegata, sempre secondo la
Commissione, dalla cattiva immagine data
dagli abusi commessi in alcuni settori e
alcuni paesi nel momento della messa in
circolazione dell’euro nel 2002 e dalla
tendenza psicologica generalmente osservata
14
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, dicembre 2006
nel constatare più facilmente gli aumenti di
prezzi che le diminuzioni (prodotti di
consumo elettronici e delle tecnologie
dell’informazione, nonché dei servizi di
telecomunicazioni). Sembra dal sondaggio
che una gran parte dei cittadini ignorano
alcuni dei vantaggi offerti dall’euro. Solo un
quarto di loro sanno che il ritiro delle liquidità
attraverso carte bancarie (23%) o il
pagamento con un carta bancaria (27%) in
un altro paese non ha spese aggiuntive, e
ancora meno numerosi sono quelli (16%)
che
sanno
che
un
versamento
transfrontaliero non ha spese aggiuntive. Il
25 marzo in occasione dei 50 anni del
Trattato di Roma, tutti i paesi della zona euro
emetteranno una moneta commemorativa di
2 euro con una faccia nazionale comune.
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Il codice doganale del 1992 (Regolamento
n°2913/92) fornisce il quadro giuridico
comune per l’applicazione delle norme
dell’Unione doganale nella Comunità. La
modifica del codice doganale è risultata
evidente alla luce dei cambiamenti radicali
intervenuti
nell’ambito
del
commercio
internazionale (ricorso sempre più frequente
alle tecnologie dell’informazione e allo
scambio di dati elettronici). La nuova
proposta di revisione del codice rielabora
profondamente quello attuale e mira a
semplificare le legislazione e le procedure
doganali sia per gli operatori economici sia
per l’amministrazione doganale, allo scopo di
contenere i costi delle operazioni di
sdoganamento e di far fronte alle sfide
commerciali in materia di sicurezza, di lotta
contro le merci contraffatte, di riciclaggio di
denaro, di tutela della salute e dell’ambiente.
La relatrice del Parlamento ha espresso il suo
parere sui 200 articoli del codice aggiornato
tenendo in considerazione gli interessi di
tutte le parti senza perdere di vista
l’obiettivo
finale:
rendere
la
regolamentazione doganale piu’ semplice e
strutturata al fine di garantire una maggiore
competitività della dogana comunitaria e un
commercio internazionale fluido e sicuro.
Alcuni emendamenti presentati dalla relatrice
riguardano: - La figura di operatore
economico
autorizzato
introdotta
dal
regolamento
648/2005
contiene
il
riferimento a due status per gli operatori
economici autorizzati che possono essere
tuttavia cumulabili: un operatore economico
autorizzato beneficia di agevolazioni per
quanto riguarda i controlli doganali in
materia di sicurezza e/o di semplificazioni
doganali. Pertanto, ai fini della chiarezza, la
relatrice propone emendamenti finalizzati a
distinguere espressamente questi due status
nel testo stesso del codice doganale.
Nell’attuale versione del codice doganale
comunitario l’articolo 5 prevede la possibilità
per gli Stati membri di riservare una delle
due modalità di rappresentanza (diretta o
indiretta) esclusivamente ai commissari di
dogana stabiliti sul loro territorio. Tale
professione esiste nella maggior parte degli
Stati membri tranne che in Germania e nel
Regno Unito. Questa possibilità è stata
eliminata nel codice doganale aggiornato. La
relatrice
condivide
il
parere
della
Commissione secondo cui tale disposizione
non è compatibile con un ambiente
elettronico e con i principi del mercato unico,
i quali stabiliscono che i fornitori di servizi di
tutti gli Stati membri debbano avere la
possibilità di svolgere la loro attività in tutta
la Comunità. E’ quindi importante estendere
questo diritto di rappresentanza doganale.
Ciononostante in numerosi paesi il ricorso
agli agenti doganali è un’abitudine e tale
figura risulta particolarmente utile per le
piccole imprese. La relatrice ritiene dunque
che il rappresentante doganale debba
possedere un’autorizzazione, e che a tal fine
debba dimostrare di trovarsi in una buona
situazione finanziaria e dare prova di
competenza e integrità professionale. Il
rappresentante doganale avrà inoltre la
possibilità di ottenere lo status di operatore
economico autorizzato. Gli altri emendamenti
proposti dalla relatrice interessano in
particolare le questioni fiscali e un aspetto
che non era stato definito con l’adozione del
regolamento 648/2005 sul debitore della
dichiarazione
sommaria
d’importazione.
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La valutazione intermedia del programma
Dogana 2007, scaduto il 31.12.07, ha
dimostrato che il programma è adeguato alle
esigenze delle amministrazioni ed essenziale
15
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, dicembre 2006
ai
fini
del
funzionamento
dell’Unione
doganale Ue, avendo un ruolo fondamentale
nel consentire ai paesi partecipanti di
imparare dalle rispettive esigenze. La
valutazione ha raccomandato di rafforzare le
attività in materia di formazione e diffusione
delle informazioni. Pertanto il programma
Dogana 2013 è inteso come proroga del
programma 2007, rafforzato tuttavia da
risorse finanziarie addizionali finalizzate da
un lato a sostenere le nuove iniziative e
dall’altro a prevedere un aumento marginale
del bilancio di tutte le altre sottovoci. Il
programma ha i seguenti obiettivi: - Fornire
un sostegno alle amministrazioni doganali
dei paesi partecipanti per interventi diretti ad
agevolare
il
commercio
legittimo;
Semplificare e accelerare le procedure
doganali; - Garantire la sicurezza e
l’incolumità dei cittadini tutelando gli
interessi finanziari della Comunità. Tali
obiettivi saranno raggiunti attraverso lo
sviluppo di un contesto doganale informatico
pan-europeo e l’attuazione del Codice
doganale aggiornato, l’ulteriore ampliamento
della cooperazione doganale internazionale, il
sostegno, l’elaborazione e l’attuazione della
nozione di “operatore economico autorizzato”
ecc. La dotazione finanziaria proposta per il
programma Dogana indica un aumento
significativo nell’arco di sei anni, da 157,435
a 323,8 milioni di euro. Infine, il programma
Dogana 2013 migliora la cooperazione tra le
amministrazioni doganali e i loro funzionari e
stabilisce le reti informatizzate transeuropee
necessarie per adempiere gli obblighi di
controllo doganale sul mercato interno e
mantenere la tassazione di beni e servizi in
conformità della normativa fiscale nazionale
e comunitaria nell’ambito di tale mercato. Il
programma svolge un ruolo chiave nel
funzionamento
armonioso
del
mercato
interno e nella gestione della frontiera
esterna dell’UE e contribuisce in tal modo al
conseguimento
degli
obiettivi
della
Commissione per il periodo 2005-2009 e alla
realizzazione della strategia di Lisbona.
Pertanto, secondo la relatrice appare
essenziale garantire la continuità del
programma ed è in tale ottica che
prospettando una lettura unica, la relatrice
propone alcuni emendamenti che vanno in
tale direzione.
GIUSTIZIA E AFFARI INTERNI
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Affinché l'Ufficio europeo di polizia (Europol)
transnazionale e consentirà all'Ufficio di dare
possa operare in un quadro normativo più
assistenza agli Stati membri affinché sia
flessibile, la Commissione ha proposto, il 20
garantito
il
mantenimento
dell'ordine
dicembre, di sostituire la convenzione del 26
pubblico nell'organizzazione di eventi di
luglio 1995 che lo aveva istituito con una
primo piano, come per esempio le partite di
decisione del Consiglio. Europol potrà quindi
calcio internazionali. La proposta migliora
adempiere in modo più flessibile ed efficace
inoltre il trattamento dei dati di cui dispone
la sua missione d’assistenza agli Stati
Europol, assicurando nel contempo un alto
membri nella lotta contro il terrorismo, la
grado di protezione dei dati personali.
criminalità organizzata e ogni forma grave di
Link:
criminalità. A tal fine, la proposta della
http://www.ec.europa.eu/commission_barro
Commissione estende il mandato di Europol
so/frattini/index_it.htm
a tutte le forme gravi di criminalità
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L’OCSE ha pubblicato un rapporto intitolato
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locale.
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gestiti,
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flussi
Dall’immigrazione all’integrazione soluzioni
d’immigrazione presentano vantaggi sia per i
locali ad una sfida mondiale, cha analizza
paesi ospiti che per i migranti. Ma è
studi di casi relativi a cinque paesi: Canada,
fondamentale, sottolinea l’Ocse, di integrare
Spagna, Italia, Regno Unito e Svizzera.
effettivamente tale popolazione nella società
L’Ocse conclude che integrare i lavoratori
dei
paesi
ospiti.
Link:
immigrati e i loro dipendenti nei paesi dove
http://www.oecd.org/document/28/0,2340,fr
si installano richiede delle azioni e una
_2649_201185_37655580_1_1_1_1,00.html
mobilitazione efficaci sia a livello nazionale
16
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, dicembre 2006
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In attesa dell'esame del parere del
Parlamento europeo, il Consiglio ha definito
un approccio generale sulla creazione ed il
funzionamento,
all'inizio
del
2007,
dell'Agenzia dell'EU per i diritti fondamentali.
L’Agenzia avrà lo scopo di fornire alle
competenti istituzioni, organi, uffici e agenzie
della Comunità e degli Stati membri,
nell’attuazione
del
diritto
comunitario,
assistenza e consulenza in materia di diritti
fondamentali in modo da aiutarli a rispettare
pienamente tali diritti quando essi adottano
misure o definiscono iniziative nei loro
rispettivi settori di competenza. L’Agenzia
raccoglierà informazioni obiettive, attendibili
e comparabili sull’evoluzione della situazione
dei diritti fondamentali, analizzare tali
informazioni per individuare le cause, le
conseguenze
e
gli
effetti
della
non
osservanza di tali diritti ed esaminare gli
esempi di buone pratiche adottate per porvi
rimedio. L’Agenzia avrà il diritto di
presentare pareri alle istituzioni dell’UE e agli
Stati membri quando questi attuano il diritto
comunitario, agendo o di propria iniziativa o
a richiesta del Parlamento europeo, del
Consiglio o della Commissione, senza
peraltro
intervenire
nei
procedimenti
legislativi e giudiziari previsti dal trattato. Le
istituzioni dovrebbero ciò nonostante avere
la possibilità di richiedere pareri sulle loro
proposte legislative o posizioni assunte
nell'ambito della procedura legislativa per
quanto riguarda la loro compatibilità con i
diritti fondamentali. Essa presenterà inoltre
una relazione annuale su questioni attinenti
ai
diritti
fondamentali
che
rientrano
nell'ambito
delle
attività
dell'Agenzia,
evidenziando anche esempi di buone pratiche.
Inoltre,
l’Agenzia
elaborerà
relazioni
tematiche sulle questioni che rivestono
un’importanza particolare per le politiche
dell’Ue. L’Agenzia prenderà le misure
necessarie per sensibilizzare tutti i cittadini
sui loro diritti fondamentali, sulle possibilità e
i vari meccanismi per farli osservare senza
pero avere il potere di ricevere essa stessa
denunce o esposti di singoli cittadini.
L’Agenzia opererà in stretta collaborazione
con il Consiglio d’Europa. I lavori dell'Agenzia
verteranno essenzialmente sull'Ue e i suoi
Stati membri. I paesi candidati potranno
partecipare all'Agenzia nella veste di
osservatori. L'Agenzia avrà la facoltà di
trattare
questioni
inerenti
ai
diritti
fondamentali in questi paesi nella misura
necessaria ai fini del loro graduale
allineamento al diritto comunitario.
IMPRESE E TURISMO
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Nell’ambito di uno dei sottoprogrammi del
programma quadro per la competitività e
l’innovazione (CIP) – il programma per
l’imprenditorialità e l’innovazione (EIP) - la
Commissione europea intende attuare una
misura al fine di fornire alle PMI servizi
integrati di supporto a favore delle imprese e
dell’innovazione.
Obiettivo
principale
dell’invito è quello di instaurare, in base
all’articolo 21 (CIP) una rete unica che
fornisca servizi integrati di sostegno alle
imprese e all’innovazione sulla scorta
dell’esperienza acquisita con le attuali reti
dei 270 Euro Info Centre (EIC) e dei 250
centri di collegamento innovazione (IRC). Gli
obiettivi specifici sono i seguenti: Rafforzamento delle sinergie tra tutti i
partner della rete, allo scopo di fornire
servizi integrati; - Miglioramento dell’accesso
ai servizi e maggiore prossimità per le PMI;
Sensibilizzare, in particolare le PMI, in
materia di politica comunitaria e di servizi
offerti
dalla
rete,
in
special
modo
sensibilizzare maggiormente sugli aspetti
ambientali e d’eco-efficienza delle PMI,
nonché sulla politica di coesione e sui fondi
strutturali; - Consultare le imprese e
conoscere i loro pareri circa gli orientamenti
politici comunitari; - Far si che la rete sia
complementare ad altri fornitori di servizi
connessi; - Procedure amministrative meno
complesse; - Professionalità e qualità dei
servizi forniti.
Candidati: Le proposte possono provenire
da organizzazioni individuali in grado di
fornire i servizi descritti in precedenza
17
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, dicembre 2006
oppure da consorzi comprendenti un gruppo
di organizzazioni ospiti. Ogni consorzio sarà
rappresentato da un’organizzazione ospite
coordinatrice
a
fini
contrattuali
e
amministrativi. Per le altre questioni, la
Commissione si manterrà in diretto contatto
con ogni organizzazione ospite in seno al
consorzio e procederà a scambi di punti di
vista circa aspetti politici e pareri strategici
riguardo all’allestimento della rete unica. Non
vi è limite al numero di organizzazioni ospiti
in seno ad un consorzio.
Ambito geografico: Per quanto riguarda i
servizi di sostegno a favore delle imprese e
dell’innovazione, la Commissione richiede
una copertura geografica completa senza
doppioni di attività in una qualsiasi zona
geografica. Nella loro proposta i candidati
dovranno
fornire
una
descrizione
particolareggiata di un’offerta di servizi
coerenti, accessibili e integrati in una zona
geografica delimitata. Quest’ultima deve
essere
sufficientemente
ampia
per
dimostrare che servizi di qualità saranno
offerti ad una consistente popolazione
destinataria. Per la maggior parte dei paesi
tali
zone
geografiche
dovrebbero
corrispondere più o meno alle regioni del 1°
livello
della
nomenclatura
NUTS1
(Regolamento
(CEE)
n°2052/88
e
regolamento (CE) n°1059/2003). I consorzi
candidati possono demandare a particolari
organizzazioni
ospiti
del
consorzio
la
responsabilità di servire le zone più piccole in
tali zone geografiche (NUTS2). Qualsiasi
consorzio che offra i servizi summenzionati in
una
zona
transfrontaliera
possono
partecipare, purché lo possano tutte le
organizzazioni ospiti che lo compongono.
Non
sono
incoraggiati
i
consorzi
transnazionali che non operino in zone
geografiche
contigue.
Le
candidature
possono essere inviate a partire dal 2
febbraio 2007 entro il 2 aprile 2007. L’invito
a presentare proposte, il fascicolo di
candidatura ed ulteriori informazioni possono
essere reperite al seguente indirizzo Internet:
http://ec.europa.eu/enterprise/funding/grant
s/themes_2006/eic_irc/calls_prop_2006_eic
_irc_d2.htm.
MERCATO INTERNO
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Il testo della direttiva “Servizi” è stato
pubblicato sulla GUUE L 376 del 27 dicembre
2006,
link:
http://eur-
lex.europa.eu/LexUriServ/site/it/oj/2006/l_3
76/l_37620061227it00360068.pdf.
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Il 5 dicembre, la Corte di giustizia ha stabilito
che il sistema italiano d’imposizione delle
tariffe minime e massime degli avvocati
costituisce effettivamente una restrizione alla
libera prestazione di servizi. Tuttavia, e a
diverse condizioni, ritiene che questa
restrizione
possa
essere
giustifica
nell'interesse della “tutela dei consumatori” e
della “buona amministrazione della giustizia”.
La Corte risponde così a due cause comuni
(C-94/04 e C-202/04) in cui alcuni clienti di
avvocati avevano rifiutato di pagare gli
onorari richiesti da questi ultimi, adducendo
il carattere sproporzionato degli importi
richiesti. La Corte d'Appello di Torino e il
Tribunale
di
Roma,
rispettivamente,
volevano conoscere il parere della Corte a
proposito della compatibilità del sistema
italiano - istituito con una disposizione del
1933
con
il
trattato
CE.
A proposito delle regole sulla libera
concorrenza, la Corte ha concluso che non si
puo' rimproverare all'Italia di imporre o di
favorire la conclusione di intese contrarie alle
regole sulla libera concorrenza, dato che è lo
Stato e non l'ordine professionale che
stabilisce
gli
onorari.
A proposito della libera prestazione dei
servizi,invece, il divieto di derogare agli
onorari minimi rende effettivamente più
difficile l'accesso degli avvocati stabiliti fuori
dall'Italia al mercato italiano delle prestazioni
di servizi giuridici. Ma la Corte sottolinea che
gli obiettivi della tutela dei consumatori e
della buona amministrazione della giustizia
possono essere considerati motivi imperativi
d'interesse generale che possono giustificare
una restrizione alla libera prestazione dei
servizi. Questo, tuttavia, a due condizioni:
che la disposizione nazionale sia intesa a
18
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, dicembre 2006
garantire
la
realizzazione
dell'obiettivo
perseguito e che non vada al di là del
necessario per raggiungere questo obiettivo.
Avendo risposto così alle domande delle
giurisdizioni italiane, la Corte ha affidato loro
il compito di valutare i casi specifici. Per
effettuare questa valutazione, dovranno
tener conto della correlazione tra il livello
degli onorari e la qualità delle prestazioni
fornite, nonché della difficoltà per i
consumatori (ossia, i clienti), la maggior
parte dei quali privi di competenze tecniche
in campo giuridico, di valutare la qualità di
queste prestazioni. Le giurisdizioni nazionali
dovranno valutare inoltre la possibilità di
raggiungere gli obiettivi di qualità di servizio
e
di
tutela
dei
consumatori/clienti
diversamente rispetto a questo sistema di
onorari (ad esempio, mediante regole
professionali varate dall'organizzazione in
materia di qualifica o di deontologia). Link:
http://curia.europa.eu/it/actu/activites/index
.htm
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Sulla GUUE L 377 del 5 dicembre 2006, è
stato pubblicato il regolamento (CE) N.
1787/2006 recante modifica del regolamento
(CE) n. 809/2004 recante modalità di
esecuzione della direttiva 2003/71/CE per
quanto riguarda le informazioni contenute
nei prospetti per quanto riguarda gli
operatori di Paesi terzi. Link: http://eurlex.europa.eu/LexUriServ/site/it/oj/2006/l_3
37/l_33720061205it00170020.pdf
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La direttiva sul diritto d'autore nella società
modo che queste devono essere considerate
dell'informazione prevede, per gli autori, il
come un pubblico, in rapporto all'obiettivo
diritto esclusivo di autorizzare o di vietare
principale della direttiva. La mera fornitura di
qualsiasi comunicazione, compresa la messa
attrezzature fisiche non costituisce, in quanto
a disposizione del pubblico, delle loro opere,
tale, una comunicazione ai sensi della
in maniera tale che ciascuno possa avervi
direttiva. Peraltro, tale installazione può
accesso dal luogo e nel momento scelti
rendere tecnicamente possibile l'accesso del
individualmente. La SGAE (ente incaricato
pubblico alle opere radiodiffuse. Pertanto, se,
della gestione dei diritti di proprietà
mediante apparecchi televisivi in tal modo
intellettuale in Spagna) ha considerato che
installati, l'albergo distribuisce il segnale ai
l'uso degli apparecchi televisivi e degli
clienti alloggiati nelle sue camere, si realizza
apparecchi di diffusione di musica d'ambiente
una comunicazione al pubblico senza che
nell'ambito dell'albergo di cui la società
occorra accertare quale sia la tecnica di
Rafael è proprietaria ha dato luogo ad atti di
trasmissione del segnale utilizzata. Risulta
comunicazione
al
pubblico
di
opere
del resto dalla direttiva sul diritto d'autore
appartenenti al repertorio che essa gestisce.
nella
società
dell'informazione
che
il
Ritenendo che questi atti comportassero una
carattere privato o pubblico del luogo in cui
violazione del diritto d'autore, la SGAE ha
avviene la comunicazione è irrilevante,
presentato un ricorso dinanzi ai giudici
poiché la direttiva richiede un'autorizzazione
spagnoli. L'Audiencia Provincial di Barcellona
dell'autore per gli atti di comunicazione con i
ha adito la Corte di giustizia a tal riguardo.
quali l'opera viene resa accessibile al
La Corte ha rilevato innanzitutto che la
pubblico e non per le trasmissioni in un luogo
nozione di «comunicazione al pubblico» deve
pubblico o aperto al pubblico. Inoltre, il
essere intesa in senso ampio per raggiungere
diritto
di
comunicazione
al
pubblico
l'obiettivo principale della direttiva, ossia
comprende la messa a disposizione del
introdurre un livello elevato di protezione a
pubblico delle opere in modo che ciascuno
favore, tra l'altro, degli autori, consentendo a
possa avervi accesso dal luogo e nel
questi ultimi di ottenere un adeguato
momento che sceglie individualmente. Di
compenso per l'utilizzo delle loro opere, in
conseguenza, il detto diritto di messa a
particolare
in
occasione
di
una
disposizione del pubblico e pertanto di
comunicazione al pubblico. Occorre prendere
comunicazione
al
pubblico
verrebbe
in considerazione il fatto che, abitualmente, i
manifestamente privato della sua sostanza
clienti
di
un
albergo
si
succedono
se non riguardasse anche le comunicazioni
rapidamente. Si tratta, in generale, di un
effettuate in luoghi privati. Causa 306/05.
numero di persone abbastanza rilevante, di
19
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, dicembre 2006
OCCUPAZIONE E AFFARI SOCIALI
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Aggiornamenti sui vari sviluppi a livello
nazionale: Grecia: è stata promossa un
legge finanziaria che abbassa la tassazione
per gli individui e le imprese. Germania: si è
tenuto recentemente in Germania un
incontro organizzato dal Ministero del lavoro
sulla responsabilità sociale d’impresa e su
un’equa
globalizzazione.
Tutti
gli
stakeholders sono stati invitati ad eccezione
dei datori di lavoro. E’ emerso un consenso
sul bisogno di strumenti legislativi per quel
che riguarda la responsabilità sociale
d’impresa ma le piccole e medie imprese non
sono ancora in grado di poter metter in atto
degli strumenti legislativi. Si chiede a
Eurocommerce di fare pressione per cercare
di evitare ogni strumento legislativo in
proposito. Per quanto riguarda l’imminente
presidenza tedesca non rientra tra le sue
priorità il Libro verde sul lavoro. Francia:
essendo imminenti le elezioni non ci sono
state delle novità sul piano legislativo. Dal 1
Febbraio 2007 entreranno in vigore delle
regole più strette per quel che riguarda il
fumo nei locali pubblici; sarà infatti vietato
fumare in tutti i luoghi pubblici e non solo nei
luoghi di lavoro come precedentemente.
Ogni anno si affronta il grave nodo del voto
per il budget sociale, quest’anno il Governo
lo vuole far scendere a 10 miliardi e vuole
sopprimere la possibilità di pensionamento
sotto i 65 anni.
Il Parlamento sta al
momento discutendo un progetto di legge sul
“cpe” (contrat première embauche), se tale
progetto verrà approvato non sarà più
possibile proporre al Governo un disegno di
legge se prima non sono stati consultate le
parti sociali. Il programma di Segolène
Royale non appare molto chiaro per il
momento ma sembrerebbe molto interessata
alla flessicurezza. Belgio: sono al momento
in atto le negoziazioni interprofessionali, ed i
negoziati sulle aperture domenicali, fino ad
ora sono almeno 3 domeniche all’anno che
possono essere estese fino a 9 ma i sindacati
sono
contrari.
Regno
Unito:
c’è
recentemente stata una revisione degli
standards di lavoro ed un aumento di 5.45
pound, circa 6.50 euro del salario minimo ed
al momento si sta discutendo col Governo la
modalità di aumento del salario minimo. Per
quanto riguarda le aperture domenicali
l’intenzione del Governo era quella di
liberalizzare il più possibile, tuttavia in
seguito ad un indagine di mercato é emerso
che i consumatori desiderano più flessibilità
ma non più ore di apertura. Svezia: da
Settembre è salito al potere un governo
liberale. Finlandia: Per quanto riguarda le
ore di apertura, per metà dell’anno i negozi
sono aperti la domenica dalle 12 alle 21 e
ricevono il 100% extra, tuttavia i sindacati
si
oppongono.
Repubblica
Ceca:
Il
Parlamento é in una situazione di stallo e
non riesce a lavorare in quanto é diviso a
metà
tra
socialisti
e
democratici;
probabilmente si andrà alle urne presto. Per
quel che riguarda le ore d’apertura non ci
sono restrizioni. Slovacchia: è stata istituita
una giornata europea del commercio per
poter dimostrare come il commercio possa
essere un servizio per i consumatori.
L’economia é in crescita e la disoccupazione
in diminuzione però come conseguenza del
Governo precedente e non di quello attuale.
Spagna: si assiste ad un periodo di stabilità
legislativa.
Programma di lavoro per il 2007: La
priorità per il 2007 sarà data al libro verde
sul diritto del lavoro (Vedere Primo Piano
Bollettino n. 11/06). Il 31 Marzo è la data
fissata per la chiusura delle consultazioni.
Non si sa ancora se il libro verde sarà seguito
da delle proposte legislative concrete. Per
quanto riguarda il lavoro temporaneo non ci
sono ancora progressi; la direttiva proposta
è stata bloccata da alcuni Stati membri. Per
quel che riguarda la portabilità delle pensioni,
invece, dopo la distribuzione della nostra
presa di posizione tra gli eurodeputati non
c’è stata nessun altra discussione. Questa
questione è stata ritardata molto ed è ancora
a livello di commissioni parlamentari, il voto
in plenaria è previsto per febbraio. Per quel
che riguarda la Comunicazione sul lavoro
dignitoso le discussioni stanno andando
avanti
a
livello
della
Commissione
“occupazione e affari sociali” del Parlamento
europeo ma per ora non ci sono ancora
20
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, dicembre 2006
risultati significativi. Sul lavoro dignitoso si
sta
inoltre
trattando
a
livello
di
Organizzazione Internazionale del lavoro a
Ginevra. Per il 2007, il fine generale che si
propone Eurcommerce è quello di aumentare
la consapevolezza dell’impiego creato dalle
imprese del commercio, cercare di dare un
alto profilo a Eurocommerce e mostrare
quanto gia è stato fatto sul fronte della
flessicurezza.
Revisione della strategia: Sono stati
illustrati i risultati del sondaggio su
Eurocommerce. I punti forti risultano essere
il gran lavoro di mediazione fatto dai
presidenti delle commissioni, la strategia di
lobbying, l’ottima qualità dei documenti
preparati e l’organizzazione delle riunioni, i
punti deboli invece il fatto che in passato ci
siano stati dei cambiamenti di coordinatore e
l’auspicio che ci siano più lingue tradotte. Gli
argomenti più importanti che sono stati
individuati sono stati: la portabilità delle
pensioni, il libro verde sul diritto del lavoro, il
dialogo sociale e la flessicurezza. Un
rappresentante dell’UNI-Europa ha messo in
evidenza come si sia evoluto negli anni il
rapporto tra le Associazioni di lavoratori ed i
sindacati. Di come da un conflitto d’interessi
si sia passato a considerare gli interessi
comuni alle due organizzazioni. Si sono
svolte delle battaglie comuni come il lavoro
minorile, l’inclusione sociale, i problemi di
genere, l’immigrazione il lavoro femminile, la
responsabilità etica, il lavoro giovanile. Un
funzionario della DG Occupazione e Affari
sociali
ha
ribadito
il
fallimento
del
compromesso sulla revisione della direttiva
sull’orario di lavoro. La proposta finlandese
era inaccettabile dal punto di vista della
Commissione perché ha escluso la possibilità
di dividere la proposta; la clausola dell’optout è eccezionale nella direttiva: condizioni
più chiare danno la possibilità di utilizzarlo ed
in più la certezza legale. Il Commissario
Spidla non ha avuto altra scelta se non
quella di cominciare la procedura di
infrazione per quegli Stati che non rispettano
la direttiva. Il programma di lavoro della
Commissione per il 2007 prevede tre
importanti revisioni: la revisione del mercato
interno, del budget comunitario e del dialogo
sociale. La DG Occupazione, invece, prevede,
da parte sua, di lanciare una revisione di
medio termine dell’agenda sociale 20052010 e aggiungervi qualche nuova iniziativa,
come, per esempio, una comunicazione sulla
flessicurezza.
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La Commissione europea ha avviato il
portale
Eulisses,
il
nuovo
sito
d’informazione dell’Ue sulle pensioni.
Acronimo di “EU Links & Information on
Social Security“, Eulisses è un portale
multilingue calcato su situazioni reali che
permettono alle persone che vanno a vivere
in un altro paese europeo di trovare
facilmente informazioni sui loro diritti e i loro
doveri in tema di sicurezza sociale, sia a
livello nazionale che europeo. Il sito per il
momento non tratta tutti gli aspetti della
sicurezza
sociale,
come
le
indennità
d’occupazione o altro,
ma si limita per il
momento
alle
pensioni,
e
soprattutto quelle di
vecchiaia, che rappresentano la maggior
parte delle prestazioni sociali. Il portale
permetterà di raccogliere le reazioni del
pubblico e di concepire a termine un portale
più dinamico che includerà tutti i settori della
sicurezza
sociale.
Link:
http://ec.europa.eu/employment_social/soci
al_security_schemes/eulisses/jetspeed/
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La Commissione europea invita a partecipare,
il 7 e 8 marzo 2007, alla prima conferenza
annuale dell’iniziativa “le regioni, soggetti
attivi del cambiamento economico” (vedere
Bollettino di Novembre) dal titolo "Migliorare
la competitività con tecnologie e prodotti
innovativi e comunità prospere". L’evento
sarà organizzato dalla Direzione generale
Politica regionale e da altri servizi della
Commissione europea, di concerto con la
regione
francese
Provenza-Alpi-Costa
Azzurra ed il Comitato delle Regioni. Nel
21
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, dicembre 2006
corso della conferenza, la commissaria
Danuta Hübner inaugurerà il "Premio
dell’innovazione regionale" dedicato agli
esempi di buone pratiche innovative nel
campo della politica regionale. Oltre 500
partecipanti provenienti dalle regioni di tutta
Europa sono attesi alla conferenza per
discutere del contributo della politica
regionale europea e dei relativi strumenti allo
sviluppo di regioni e città competitive
mediante l’innovazione e lo scambio di buone
pratiche. La conferenza, che prevede nove
workshop, sarà un’eccellente vetrina delle
strategie, delle esperienze e dei progetti che
offrono alle autorità di gestione dei Fondi
strutturali utili insegnamenti e opportunità
per il lavoro in rete.
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L’8 dicembre 2006, la commissaria europea
alla politica regionale Danuta Hübner ha
illustrato in dettaglio le norme che
regoleranno la gestione dei Fondi strutturali
e
di
coesione
per
il
periodo
di
programmazione
2007-2013.
Queste
disposizioni
sono
contenute
in
un
Regolamento adottato dalla Commissione al
termine di lunghi dibattiti con gli Stati
membri. La commissaria ha inoltre fornito
informazioni particolareggiate sull’esecuzione
del bilancio 2006. La signora Hübner ha poi
affermato che è di vitale importanza che le
autorità nazionali e regionali completino
quanto prima i rispettivi programmi e piani
strategici
per
il
2007-2013.
Link:
http://ec.europa.eu/regional_policy/newsroo
m/pdf/applreg1_1206_fr.pdf
http://ec.europa.eu/regional_policy/newsroo
m/pdf/applreg2_1206_fr.pdf
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Un documento di lavoro che descrive i
principi generali per l’analisi costi-benefici
(ACB), unitamente ad una serie di norme
procedurali, è disponibile su Internet. Il
documento è stato ideato per garantire
maggiore
coerenza
e
rigore
nella
realizzazione
delle
ACB
che
accompagneranno i fascicoli di candidatura
dei principali progetti. Il documento chiarisce
inoltre il metodo di calcolo da utilizzare per la
definizione
del
livello
di
assistenza
comunitaria per tutti i progetti del nuovo
periodo di programmazione 2007-2013. Link:
http://ec.europa.eu/regional_policy/sources/
docoffic/working/sf2000_it.htm.
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ADERITO ALL’UE NEL 2004
La Svizzera ha approvato un contributo di un
miliardo di franchi svizzeri, pari a circa 650
milioni di euro, per un progetto di assistenza
quinquennale a favore dei dieci Stati membri
che hanno aderito all’Unione il 1° maggio
2004. Nei mesi precedenti, in seguito a
negoziati con gli Stati membri dell’Unione
europea, le autorità elvetiche avevano deciso
di indire un referendum in merito. Danuta
Hübner ha accolto con grande soddisfazione
l’esito della consultazione svizzera: "un tale
contributo è il simbolo della cooperazione
sempre più stretta fra l’Unione europea e la
Svizzera e rappresenta un buon investimento
per il futuro poiché rafforzerà i rapporti
commerciali fra questo paese e l’UE".
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L’Ocse ha presentato un nuovo rapporto su
Città, competitività e mondializzazione che
propone studi di casi e di raccomandazioni
d’azione suscettibili di aiutare le città, spesso
i
motori
dell’economia
nazionale,
a
prosperare. Il rapporto fa una panoramica
sulle 78 prime regioni metropolitane della
zona OCSE. La media delle città prese in
considerazione sono di oltre 5 milioni di
abitanti. Tra le 25 città più ricche, rispetto al
PIL pro capite, 22 sono negli Usa e le tre
altre sono Londra (13esima), Parigi (18esima)
e Dublino (23esima). Il rapporto sostiene
l’idea che non esiste una politica unica per la
città, e quindi il rapporto fa delle
raccomandazioni personalizzate secondo i
bisogni. Link: www.oecd.org/regional-fr.
22
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, dicembre 2006
RELAZIONI ESTERNE, COMMERCIO ESTERO
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La Commissione Europea ha presentato, il 6
dicembre, il Libro Verde che avvia una
riflessione ed un processo di pubblica
consultazione
sull'applicazione
degli
Strumenti Europei di difesa commerciale in
un'economia
globale
in
continuo
cambiamento. Questo processo di pubblica
riflessione fa parte del nuovo approccio della
Commissione per la competitività europea
chiamato "Europa Globale". La consultazione
durerà tre mesi. Il Libro verde non chiama in
causa il valore fondamentale degli strumenti
di difesa commerciale, ma invita ad una
riflessione pubblica su come l'UE possa
meglio utilizzarli in un contesto di continuo
cambiamento dell'economia globale al fine di
proteggere il lavoro e la crescita. Alcuni punti
fondamentali del Libro verde includono:
• La credibilità degli strumenti di difesa
commerciale dipende dalla percezione che
essi
siano
utilizzati
nell'interesse
economico generale dell'UE. Il processo di
riflessione chiede se questi strumenti che
proteggono i produttori ed i lavoratori in
Europa
debbano
anche
tenere
in
considerazione la realtà di color che hanno
delocalizzato
la
produzione
e
che
importano in UE. C'è bisogno di una
rivisitazione delle modalità attraverso le
quali gli interessi dei consumatori sono
tenuti in considerazione nelle investigazioni?
Che dire degli importatori e dei rivenditori?
• Nel contesto delle regole del WTO, l'Europa
gode di un certo margine di manovra nella
definizione dei dettagli dei propri strumenti
di difesa commerciale. Il processo di
riflessione chiede se i criteri in base ai quali
si lancia un'investigazione, si determina
l'esistenza di dumping e si decide il tipo ed
il livello di dazi da imporre meritino di
essere rivisti.
• Il processo di riflessione chiede se
sussistono particolari ostacoli alle PMI nel
partecipare alle investigazioni di difesa
commerciale e, in caso di risposta
affermativa,
come
potrebbero
venire
affrontati i loro problemi.
Link:
http://ec.europa.eu/trade/issues/respectrule
s/anti_dumping/comu061206_fr.htm
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Il commissario per le relazioni esterne e la
politica europea di vicinato Benita FerreroWaldner ha presentato il 4 dicembre nuove
proposte volte a rafforzare e a sviluppare
ulteriormente la politica europea di vicinato
(ENP). La nuova comunicazione intende
accrescere l'impatto di questa politica
proponendo diversi modi in cui l'UE può
aiutare i partner favorevoli alle riforme a
rendere questo processo più rapido e più
efficiente, offrendo contemporaneamente
incentivi per convincere quelli che sono
ancora indecisi. Le nuove proposte sono
corredate di relazioni sui progressi registrati
nei partner ENP dove l'attuazione dei piani
d'azione è iniziata nel 2005. Gli stanziamenti
che saranno destinati nel periodo 2007-13 ai
paesi ENP, pari a 12 miliardi di euro,
superano del 32% in termini reali quelli del
periodo di bilancio precedente. Al fine di
ottimizzare l'impatto e l'effetto leva dei
finanziamenti UE, la Commissione proporrà
di creare: - un Fondo d’investimento per la
politica di vicinato, a cui gli Stati membri
saranno invitati a contribuire, da utilizzare
per mobilitare prestiti supplementari della
Banca europea per gli investimenti, della
Banca europea per la ricostruzione e lo
sviluppo e di altre banche di sviluppo. Il
contributo
del
bilancio
comunitario
ammonterebbe a 700 milioni di euro.
Secondo le stime, i prestiti mobilitati tramite
il fondo potrebbero raggiungere un importo
più volte superiore a quello delle sovvenzioni.
Un contributo degli Stati membri equivalente
a quello della CE permetterebbe al fondo di
generare un importo estremamente ingente
di prestiti agevolati. Si stanzieranno inoltre
300 milioni di euro per un Fondo
"governance" onde integrare le assegnazioni
normali per i singoli paesi in modo da
riconoscere e sostenere l'impegno dei
partner che hanno fatto più progressi
nell'attuare i rispettivi piani d'azione.
Link:
http://ec.europa.eu/world/enp/index_en.htm
23
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, dicembre 2006
RICERCA E INNOVAZIONE
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Il 7 dicembre, la Commissione europea ha
inaugurato un laboratorio comunitario di
riferimento per i materiali destinati a entrare
in contatto con gli alimenti. La legislazione
UE impone che tutti i materiali che vengono
a contatto con gli alimenti rispettino
determinate in modo da garantire la
sicurezza di questi ultimi. Il laboratorio di
riferimento permetterà di conseguire un
livello equivalente di pratiche di laboratorio
in tutta la UE e fungerà da punto di
riferimento
per
gli
aspetti
relativi
all'applicazione
della
legislazione
dei
materiali destinati a entrare in contatto con
gli alimenti grazie a una rete di laboratori
nazionali di riferimento; esso inoltre metterà
a punto metodi, sostanze di riferimento e
interverrà nella formazione per garantire
un'applicazione ottimale della legislazione UE
nel settore. I materiali in questione svolgono
un ruolo essenziale nel trattamento, nel
trasporto e nello stoccaggio degli alimenti.
Gli
imballaggi
alimentari
sono
infatti
particolarmente importanti in quanto devono
impedire che gli alimenti si deteriorino senza
peraltro interagire con essi. Il laboratorio di
riferimento avrà sede presso il Centro
comune di ricerca della Commissione
europea, a Ispra in Italia.
SOCIETÀ DELL’INFORMAZIONE
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I cittadini potranno utilizzare i dispositivi
senza fili - spesso destinati al grande
pubblico - in tutti gli Stati membri, senza
bisogno di una licenza. I consumatori non
saranno
più
tenuti
a
verificare
se
un'apparecchiatura possa essere utilizzata in
un determinato Stato membro, né dovranno
preoccuparsi che un prodotto senza fili
acquistato in uno Stato membro smetta di
funzionare in un altro o crei interferenze
dannose per altri sistemi di comunicazione
senza fili. Ciò stimolerà la domanda, ridurrà i
costi di produzione per i fabbricanti e
incoraggerà
la
commercializzazione
di
dispositivi e applicazioni nuove e innovative.
Secondo
un
recente
studio
della
Commissione, il valore del mercato di questi
dispositivi può essere stimato attorno ai 25
miliardi
d’euro
entro
il
2009.
L'armonizzazione dello spettro radio per i
dispositivi di identificazione a radiofrequenza
promuoverà lo sviluppo della tecnologia RFID
in Europa. È probabile che il settore del
commercio sarà uno dei primi a beneficiarne
per gestire con maggiore efficienza la
movimentazione e il magazzinaggio delle
merci, con risparmi significativi. L'iniziativa
della Commissione permetterà di superare
l'attuale
problema
della
disponibilità
frammentata di frequenze e contribuirà,
pertanto, direttamente a rafforzare il
mercato interno della libera circolazione di
merci e servizi. In base ad alcune stime, il
valore del mercato dei servizi e delle
apparecchiature RFID in Europa (UE-15)
raggiungerà i 4 miliardi di euro entro il 2010.
Link:
http://ec.europa.eu/information_society/poli
cy/radio_spectrum/index_en.htm
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Il Parlamento europeo ha approvato in prima
lettura
(procedura
di
codecisione)
la
proposta modificata della direttiva che mira a
ridisegnare le regole per la pubblicità nei
programmi televisivi in Europa per tenere
conto dell'evoluzione tecnologica e a
promuovere opere europee. La proposta è
volta a modernizzare l'ormai superata
direttiva del 1997 "Tv senza frontiere". Il
controverso aspetto del "product placement",
ovvero l'inclusione di prodotti e l'inserimento
di temi nel corso di un film o trasmissione Tv,
sarà permesso, a determinate condizioni, in
una serie limitata di programmi. Sono esclusi
i notiziari, i programmi per bambini e i
documentari. Pur mantenendo l'affollamento
24
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, dicembre 2006
pubblicitario al 20%, porta ad ogni 30 minuti
la
cadenza
degli
spot.
Pubblicità
e
televendite andranno nettamente distinte dai
programmi. Particolare attenzione è rivolta
alla
tutela
dei
minori
da
contenuti
pornografici e violenti. La direttiva, andando
oltre il settore televisivo "classico", abbraccia
quindi tutti i servizi media audiovisivi. Un
emendamento precisa che con "servizio di
media audiovisivo" si intende un servizio
«prestato sotto la responsabilità editoriale di
un fornitore di servizi di media» e il cui
obiettivo principale è la fornitura «di
programmi» consistenti in immagini animate,
sonore o non, al fine di informare,
intrattenere o istruire il grande pubblico,
attraverso reti di comunicazioni elettroniche
«e/o comunicazioni commerciali audiovisive».
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Secondo
un
recente
sondaggio
di
Eurobarometro, gli automobilisti europei
attribuiscono una grande importanza alla
sicurezza nella scelta di un'auto, ma
ritengono elevato il costo dei sistemi di
sicurezza
intelligenti
e
scarsa
la
comprensione dei vantaggi che offrono
continuano a rallentare il loro ingresso sul
mercato. La Commissione europea è
consapevole di questo problema ed ha
moltiplicato le iniziative di sensibilizzazione
in merito ai reali vantaggi di questi sistemi.
Oltre al prezzo, i due criteri principali per la
scelta di un'auto sono la sicurezza e il
consumo di carburante. Oltre l'80% degli
intervistati desidera che la sua prossima auto
sia dotata del controllo elettronico della
stabilità
(ESC).
L'ESC
è
considerato
un'estensione del già noto sistema ABS e gli
automobilisti sono a conoscenza del suo uso
e dei vantaggi che offre. Oltre il 70% degli
intervistati desidera che la sua prossima auto
sia dotata di un sistema per le chiamate di
emergenza (eCall). Gli automobilisti sono
consapevoli che l'eCall può salvare vite
umane in caso di collisione. La riservatezza
dei dati per l'uso dell'eCall non sembra
costituire un problema: oltre il 70% degli
intervistati ritiene che i problemi legati al
rispetto della vita privata siano minimi o
inesistenti e che comunque gli svantaggi
siano inferiori ai vantaggi offerti dal sistema.
L'indagine
sottolinea
l'importanza
di
sensibilizzare gli utenti: molti cittadini non
conoscono a sufficienza le possibilità dei
nuovi sistemi di sicurezza intelligenti per gli
autoveicoli o non li considerano strumenti in
grado di migliorare la sicurezza. Per questo
la Commissione ha accolto favorevolmente la
recente creazione della piattaforma di
comunicazione fra settore pubblico e privato
"eSafetyAware!",
intesa
a
promuovere
tecnologie specifiche per mezzo di eventi e
campagne con ampia copertura mediatica.
Link:
http://europa.eu.int/information_society/pro
grammes/esafety/
http://www.eSafetySupport.org
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Unione europea e Usa hanno, il 20 dicembre,
firmato un nuovo accordo sul Programma
Energy Star per un periodo di 5 anni
concernente le attrezzature da ufficio.
L’accordo propone criteri di efficienza
energetica novatori e esigenti per gli
ordinatori, le fotocopiatrici, le stampanti e gli
schermi
da
computer,
e
dovrebbe
permettere di realizzare un’economia di
elettricità di 30 TWh nell’Ue per i prossimi tre
anni, che corrisponde più o meno alla
richiesta di elettricità di un paese come
l’Ungheria. Tale programma rientra nella
strategia europea che mira a gestire meglio
la domanda in energia, accrescere la
sicurezza dell’approvvigionamento energetico
e attenuare i cambiamenti climatici.
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Il Consiglio Trasporti ha raggiunto, l'11
dicembre,
un
accordo
politico
sul
compromesso
finale
della
Presidenza
finlandese relativo alla proposta modificata di
regolamento riguardante l'attribuzione di un
contributo finanziario comunitario per le reti
25
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, dicembre 2006
transeuropee di trasporto e dell'energia.
Questo accordo, una volta trasformato in
“posizione comune”, sarà sottoposto al
Parlamento europeo per approvazione. In
una dichiarazione allegata all'accordo, la
Commissione europea riafferma il principio
secondo il quale gli aiuti provenienti dalle
diverse fonti di finanziamento comunitario
non possono essere cumulati per la stessa
fase di un progetto. Questo principio figurava
già nella proposta iniziale della Commissione,
ma non era più presente nel compromesso
finale della Presidenza. Concretamente, se
un progetto beneficia di un aiuto finanziario
ai sensi, ad esempio, dei fondi strutturali per
la realizzazione di studi, non potrà
beneficiare dei fondi RTE per questa stessa
fase. Al contrario, potrà beneficiare dei fondi
RTE per finanziare la sua fase di costruzione.
La Commissione annuncia che presenterà
orientamenti sul modo in cui i diversi
strumenti
comunitari
possono
essere
combinati.
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Il Consiglio Trasporti ha adottato, il 12
dicembre, una relazione che fa il punto sullo
stato di avanzamento dei lavori al Consiglio
sulla proposta di regolamento relativa alla
responsabilità delle società per il trasporto
marittimo di passeggeri e l'indennizzo delle
vittime in caso di incidenti. L'obiettivo della
proposta, che fa parte del terzo pacchetto
marittimo, è di istituire un regime di
responsabilità
uniforme
sul
territorio
comunitario. A tal fine, propone di
incorporare le disposizioni della Convenzione
di Atene del 1974 in questa materia e di
estendere la loro applicazione al trasporto
via mare all'interno di un unico Stato
membro nonché ai trasporti internazionali e
nazionali per via di navigazione interna.
Alcune delegazioni ritengono tuttavia che il
regime di responsabilità istituito dalla
convenzione di Atene non sia adeguato per le
vie di navigazione interna e suggeriscono di
non includere queste ultime nel campo di
applicazione del regolamento. Per altre
delegazioni, le conseguenze sui prezzi dei
viaggi, i costi per le piccole e medie imprese
e la navigazione tra le isole e il continente
non sono stati valutati abbastanza dalla
Commissione. Esse chiedono altri studi in
questa
materia.
Alcuni
Stati
membri
ritengono, infine, che la formulazione attuale
delle disposizioni riguardanti l'indennizzo in
caso di perdita o di danni ad apparecchi o a
dispositivi medici dovrebbe essere resa più
consistente, mentre altri indicano che il
pagamento di un anticipo non può essere
considerato un riconoscimento a priori della
responsabilità della compagnia di trasporto e
debba limitarsi alla copertura unicamente dei
danni nei trasporti marittimi. Il parere del
Parlamento europeo è atteso per il mese di
aprile 2007.
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La Commissione ha presentato varie misure
per
migliorare
la
protezione
delle
infrastrutture critiche in Europa: una
proposta di direttiva che vuol fare una lista
delle infrastrutture critiche in caso di attacco
terrorista
e
una
comunicazione
sul
programma UE di protezione per le stesse
(EPCIP) che comprende misure per attuare
l'EPCIP. Il blocco di tali infrastrutture
potrebbe provocare perdite di vite umane e
di beni e il crollo e della fiducia dei cittadini
dell'UE. Le misure vogliono garantire che
ogni
blocco
o
manipolazione
delle
infrastrutture sia breve, gestibile, isolato
geograficamente minimizzando i danni. La
proposta di direttiva fissa una procedura
volta a classificare le infrastrutture e un
comune approccio per valutare la necessità
di migliorarne la protezione. La Commissione
vuol fare una lista di esse, che sarà riservata
e basata su criteri di ampiezza delle
conseguenze in caso di blocco o distruzione:
personale, effetti per economia, ambiente,
politica e psicologici. Prima della lista della
Commissione ogni paese UE deve identificare
e comunicare le infrastrutture esistenti nel
suo territorio. La Commissione vuole
informazioni generiche e una banca dati sui
siti sensibili e propone di lavorare su 11
settori: energia, nucleare, tecnologie di
informazione, acqua, cibo, sanità, finanza,
trasporti, industria chimica, spazio, impianti
di ricerca. I settori saranno divisi in 29 sotto
settori. Per la Commissione le infrastrutture
europee devono differenziarsi da quelle
nazionali. Per determinarne il carattere
26
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, dicembre 2006
europeo
un
avvenimento
(come
una
catastrofe
naturale)
abbia
un
effetto
importante coinvolgendo almeno 2 paesi UE.
La Commissione precisa che la sussidiarietà
si applicherà alla direttiva dato che spetta ai
paesi UE proteggere le loro infrastrutture
critiche. Tra gli obblighi della proposta di
direttiva, la creazione da parte dei
responsabili di un piano di sicurezza con
misure standard e urgenti in base ai rischi e
designazione di un ufficiale di collegamento
responsabile della sicurezza in ogni paese UE.
I costi legati all'applicazione della direttiva
saranno attribuiti al 70% ai responsabili delle
infrastrutture in oggetto, mentre il rimanente
30% sarà a carico dell'UE. Il futuro
programma “Prevenzione, preparazione e
gestione delle conseguenze in materia di
terrorismo e di altri rischi legati alla
sicurezza”, il cui bilancio è stimato in 137,5
milioni di euro per il periodo 2007-2013,
permetterà di finanziare le misure previste.
La
comunicazione
presentata
dalla
Commissione espone invece nei dettagli
l'EPCIP. Il documento prevede in particolare
misure volte ad agevolare l'applicazione
dell'EPCIP, tra cui un piano d'azione per
l'EPCIP, la rete di allarme a proposito delle
infrastrutture importanti vulnerabili (CIWIN),
procedure
di
comunicazione
delle
informazioni relative alla protezione di dette
infrastrutture e l'individuazione e l'analisi dei
legami di dipendenza. Nell'ambito di un
partenariato
pubblico/privato,
la
Commissione prevede inoltre di istituire
gruppi di lavoro a cui partecipino gli Stati
membri nazionali e i rappresentanti dei
settori interessati. Prevede inoltre di lavorare
con organismi quali la Banca centrale
europea (BCE) per quanto riguarda la
protezione delle infrastrutture finanziarie
importanti vulnerabili.
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L'obiettivo del Libro verde è avviare un
dibattito sulle iniziative che il settore
pubblico
può
promuovere,
oltre
al
finanziamento della ricerca e alla creazione
di infrastrutture, per porre in essere una
politica e un quadro giuridico atti a sostenere
lo sviluppo di applicazioni di navigazione
satellitare. GALILEO è il fiore all'occhiello
della politica spaziale europea, che mira, in
particolare, a rispondere alle esigenze dei
cittadini, coadiuvare le altre politiche dell'UE,
promuovere lo sviluppo di applicazioni
spaziali
e
migliorare
la
competitività
dell'Europa. Galileo rappresenta lo strumento
ideale per raggiungere tali obiettivi. GALILEO
va inoltre collocato nel contesto più ampio
della politica promossa dalla Commissione
per stimolare l'innovazione e della strategia
di Lisbona, nella quale le iniziative del
settore pubblico possono essere determinanti
per
favorire
lo
sviluppo
di
imprese
competitive
a
livello
mondiale.
Esso
rappresenta un buon esempio di mercato
guida. Il presente documento propone una
serie di domande, le cui risposte saranno
analizzate dalla Commissione europea e
costituiranno la base per le raccomandazioni
al
Consiglio
e
al
Parlamento.
Link:http://ec.europa.eu/dgs/energy_transp
ort/galileo/greenpaper/doc/com_2006_gp_galileo_it.pdf.
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La Commissione europea ha avviato, il 14
dicembre 2006, un progetto per individuare
ed
eliminare
gli
ostacoli
al
buon
funzionamento della catena del trasporto
merci in Europa. Nel quadro dell’“esercizio di
rilevamento delle strozzature”, i soggetti
coinvolti e le parti interessate sono invitati a
fornire informazioni e dettagli sulle difficoltà
di circolazione incontrate nel corso della loro
attività. Per strozzatura si intende ogni
ostacolo ai servizi logistici di trasporto merci,
sia quelli di natura amministrativa, che
operativa e legislativa, a livello locale,
nazionale o europeo. Nella verifica di medio
termine del Libro bianco sui trasporti del
2001, la logistica è stata considerata un
aspetto centrale della mobilità sostenibile.
Infatti nel processo di ottimizzazione delle
condizioni di distribuzione delle merci, la
logistica gioca un ruolo centrale per rendere
il trasporto più efficiente, limitando al
contempo gli effetti dell’inquinamento e della
congestione del traffico. Dall’inizio del 2006
la Commissione ha organizzato due riunioni
con le parti interessate del settore della
logistica. Nel giugno del 2006 è stata
pubblicata una comunicazione sulla logistica
del trasporto merci in Europa. Dalla
27
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, dicembre 2006
comunicazione e dagli incontri è emersa la
necessità
di
avviare
un’iniziativa
per
individuare ed eliminare quegli ostacoli che
impediscono uno sviluppo più rapido di
questo settore. In futuro sarà creato un
gruppo
di
punti
di
contatto,
in
rappresentanza dei differenti attori del
settore.
Il
suo
mandato
consisterà
soprattutto nel monitorare l’esercizio di
rilevamento
delle
strozzature
e
nell’individuare il modo per rimuovere gli
ostacoli per ottenere la massima efficienza
della logistica dei trasporti in Europa. Le parti
interessate possono far pervenire i loro
commenti fino al 15 febbraio 2007
all’attenzione della Signora Olive Burke Mc
Morrow, al seguente indirizzo: [email protected].
Link:
http://ec.europa.eu/transport/logistics/bottle
necks/doc/2006_12_12_launch_letter_en.pdf.
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La direttiva sulla rifusione delle patenti di
guida é stata pubblicata sulla GUUE L 403
del 20 dicembre 2006. Le nuove patenti di
guida saranno dotate di chip ed in formato
"carta
di
credito".
Il
2013
vedrà
l'introduzione della patente europea formato
unico che andrà a sostituire gli oltre 110
modelli differenti oggi in circolazione negli
Stati membri. Le nuovi patenti di guida
avranno un limitato periodo di validità,
l'armonizzazione dei tipi di vetture che si
possono guidare ed aiuterà ad evitare che
patenti non valide in uno Stato vengano
utilizzate impunemente in un altro. Infine,
test obbligatori e più severi per le moto
saranno
attuati.
Link:
http://eurlex.europa.eu/LexUriServ/site/it/oj/2006/l_4
03/l_40320061230it00180060.pdf.
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Sulla GUUE L 374 del 27 dicembre 2006 è
stata pubblicata la versione codificata della
direttiva relativa all'emanazione di talune
norme comuni in materia di trasporti di
merci
su
strada.
Link:
http://eurlex.europa.eu/LexUriServ/site/it/oj/2006/l_3
74/l_37420061227it00050009.pdf.
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L’Ue ha firmato, il 12 dicembre 2006, il
Protocollo per l’attuazione della Convenzione
alpina nel settore dei trasporti. Lo scopo
principale del Protocollo è di favorire
l’attuazione di un trasporto sostenibile nella
regione alpina, assicurando allo stesso tempo
un livello elevato di sicurezza e di protezione
ambientale. Obiettivi principali del Protocollo
sui trasporti sono: - ridurre il volume ed i
pericoli posti dal traffico intra- e trans-Alpino,
in particolare trasferendo quote maggiori di
traffico, specialmente merci, verso la ferrovia,
creando infrastrutture adeguate; - assicurare
il traffico intra- e trans-Alpino a costi
economicamente sostenibili, aumentando
l’efficacia dei sistemi di trasporto e
promuovendo modalità di trasporto più
rispettose dell’ambiente; - assicurare una
concorrenza leale tra le diverse modalità di
trasporto.
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La Commissione ha proposto, l’11 dicembre
2006, un insieme di azioni urgenti per
rilanciare l'introduzione della chiamata di
emergenza di bordo (eCall) in Europa.
Secondo la relazione del 23 novembre della
Commissione sullo stato della situazione, il
piano d'azione approvato nel 2005 dalla
Commissione
e
dall'industria
per
equipaggiare tutti i veicoli nuovi fabbricati in
Europa di un sistema eCall entro il 2009 è a
un punto morto. Benché a livello europeo si
registrino globalmente progressi significativi,
alcuni Stati membri hanno tardato a investire
nelle infrastrutture e l'industria rifiuta ormai
di
intraprendere
nuove
azioni.
Il
funzionamento del sistema eCall è basato sul
numero unico di emergenza europeo 112 e
sulla sua funzionalità di localizzazione, E112,
è stata seguita anche l'attuazione di questi
sistemi dalla Commissione. Lo stato della
situazione suscita gravi preoccupazioni. La
Commissione ha risposto adottando il
23 novembre una nuova comunicazione
"Piano d'azione per rilanciare il servizio eCall",
28
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, dicembre 2006
che presenta due azioni fondamentali per la
realizzazione del sistema eCall: 1. agli Stati
membri sono stati assegnati compiti precisi e
scadenze entro le quali si dovranno risolvere
i problemi giuridici, tecnici e socioeconomici
che ancora sussistono per poter poi
proseguire
nella
realizzazione
delle
infrastrutture necessarie al funzionamento
del numero 112, dell'E112 e del sistema
eCall; 2. l'industria è invitata a rinnovare il
suo impegno per il sistema eCall. La
Commissione avvierà inoltre trattative con le
associazioni dell'industria automobilistica in
vista
di
un
accordo
volontario
per
l'introduzione dei dispositivi eCall a bordo dei
veicoli. La Commissione apporterà un
ulteriore contributo, in particolare sul piano
della protezione della vita privata e della
standardizzazione, eseguendo prove sul
campo
e
avviando
campagne
di
sensibilizzazione dei cittadini nell'ambito
dell'iniziativa "automobile intelligente", un
componente della strategia comunitaria
i2010 – una
società
dell'informazione
europea per la crescita e l'occupazione. Link:
http://europa.eu.int/information_society/pro
grammes/esafety/index_en.htm
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I risultati della consultazione pubblica sul
gasolio ad uso professionale sono stati
pubblicati dalla Commissione europea. Il
principale
settore
economico
che
ha
partecipato alla consultazione è quello del
trasporto
stradale
che
ha
accolto
favorevolmente l’iniziativa della Commissione
europea.
La
maggior
parte
degli
autotrasportatori si sono pronunciati per una
modifica della legislazione attualmente in
vigore.
L’opzione
che
prediligono
è
l’armonizzazione totale in un futuro prossimo
del tasso di accise e, se possibile, ad un
livello inferiore del livello di tassazione
minimo attuale. Il rapporto di sintesi è
reperibile al seguente indirizzo Internet:
http://ec.europa.eu/taxation_customs/resou
rces/documents/common/consultations/tax/c
onsultation_diesel_summary_report_en.pdf.
La
Commissione
europea
dovrebbe
presentare nel corso del 2007 una proposta
legislativa sull’ argomento.
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Il 12 dicembre, la Commissione europea ha
pubblicato la sua relazione annuale sui
progressi realizzati in materia di riforme
economiche in Europa. La relazione invita il
Consiglio
ad
adottare
formalmente
raccomandazioni specifiche per paese volte
ad indirizzare le iniziative di riforma degli
Stati membri. Essa sarà presentata al
Consiglio europeo di primavera del marzo
2007. La relazione si basa sulle relazioni
d’attuazione presentate dagli Stati membri
nell'autunno 2006 e sul riesame, compiuto
dalla stessa Commissione, dell'andamento
delle riforme a livello di UE nel contesto del
programma comunitario di Lisbona. La
relazione fa un quadro più positivo rispetto
agli ultimi anni poiché le riforme iniziano a
dare frutti. Ma essa ribadisce che le riforme
sono ancora in fase iniziale e dovranno
essere realizzate appieno se si vuole avere
un impatto economico duraturo. Essa attira
anche l'attenzione sull'interdipendenza tra le
economie dell'UE e sul fatto che la prosperità
in una di esse contribuisce a creare
prosperità in tutte le altre, il che comporta
che gli Stati membri che procedono più
lentamente sulla via della riforma devono
recuperare il ritardo e raggiungere il gruppo
di punta a vantaggio di tutti. La relazione
ribadisce anche il fatto che una buona resa
nel futuro è funzionale a un maggiore sforzo
di riforma adesso. Essa illustra che,
soprattutto in molti nuovi Stati membri, il
successo dipenderà anche dall'utilizzazione
ottimale dei flussi provenienti dai fondi
strutturali
dell'UE.
Link:
http://ec.europa.eu/growthandjobs/index_en
.htm
Progressi del programma di riforma
italiano
Secondo
la
Commissione,
rispetto
al
programma nazionale di riforma dello scorso
anno, il rapporto sullo stato di attuazione
29
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, dicembre 2006
presentato dall'Italia ad ottobre 2006 illustra
una strategia più chiara, che abbraccia tutti i
settori di intervento con le rispettive sinergie,
secondo un approccio più ambizioso. I
progressi più sostanziali si registrano sul
versante
microeconomico.
Quanto
alle
strategie e ai provvedimenti sul fronte
macroeconomico, essi risultano in generale
adeguati ma tutto dipende dalla loro
attuazione.
La
politica
occupazionale
necessita di essere potenziata in determinati
settori chiave mentre, per gli impegni assunti
in occasione del Consiglio di primavera 2006,
si registrano progressi alterni. Tra i punti di
forza della riforma italiana individuati dalla
Commissione vi sono: i provvedimenti volti a
potenziare la competitività delle libere
professioni e di altri servizi; gli sforzi per un
impiego
più
esteso
delle
tecnologie
dell'informazione e della comunicazione; le
misure per un maggior coordinamento degli
interventi intesi a migliorare il clima
commerciale. La Commissione raccomanda
all'Italia di: - perseguire una politica rigorosa
di risanamento fiscale, in modo che il
rapporto debito pubblico/PIL cominci a
diminuire, e dare piena attuazione alle
riforme
pensionistiche,
nell'intento
di
garantire la sostenibilità a lungo termine dei
conti pubblici; - proseguire sulla strada delle
riforme recentemente annunciate al fine di
accrescere la competitività nei mercati dei
prodotti e dei servizi; - ridurre le disparità
regionali
in
materia
di
occupazione
combattendo
il
lavoro
irregolare,
potenziando i servizi per la prima infanzia e
garantendo l'efficienza dei servizi per
l'occupazione su tutto il territorio nazionale;
- mettere a punto una strategia globale di
apprendimento continuo e migliorare la
qualità
della
istruzione
garantendone
l'adeguatezza al mercato del lavoro. Secondo
la Commissione, è inoltre importante che
l'Italia concentri gli sforzi in materia di:
ricerca e sviluppo, dove, malgrado gli
sviluppi positivi in specifici campi, la
strategia rimane nell'insieme incompleta;
provvedimenti efficaci volti ad una maggiore
sostenibilità dei servizi sanitari e che ne
garantiscano la qualità e l'accessibilità; uso
sostenibile delle risorse, dove è essenziale
attuare e quindi potenziare le misure;
attuazione dei piani di ristrutturazione
infrastrutturale; istituzione di un sistema
globale di valutazione d'impatto della
normativa
proposta.
Link:
http://europa.eu.int/growthandjobs/index_e
n.htm
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Il Budget dell’Ue per il 2007 è stato
approvato con 126,5 miliardi d’euro in crediti
di impegno, ossia un aumento del 5,0%
rispetto
al
2006.
Tale
ammontare
corrisponde all’1,08% del reddito nazionale
lordo (RNL) dell’Ue. I crediti di pagamento
ammonteranno a 115,5 miliardi di euro,
ossia un aumento del 7,6% in termini
nominali. Essi rappresentano lo 0,99% del
RNL dell’Ue-27. Le nuove regole finanziarie
adottate
simultaneamente
al
budget,
faciliteranno
l’accesso
ai
finanziamenti
dell’Ue, ridurranno gli oneri amministrativi, in
particolare
per
i
piccoli
beneficiari,
migliorando nel contempo la trasparenza. In
tema di competitività e coesione, il
budget 2007 prevede: 5,5 miliardi di euro
per la ricerca (+ 3,1% rispetto al 2006), 1
miliardo di euro per le reti di trasporto e di
energia (+32,9%) e 0,9 miliardi per
l’istruzione e la formazione (+31%). I crediti
a favore dell’innovazione aumenteranno del
53,6% per raggiungere lo 0,4 miliardi di euro.
45,5 miliardi di euro (+14,8%) saranno
messi a disposizione delle regioni meno
avanzate dell’Ue al fine di ridurre i divari di
sviluppo tra le regioni. Su tale totale, 35,3
miliardi finanziati dal Fondo europeo di
sviluppo regionale e in parte dal Fondo di
coesione (+16,8%) saranno versati a titolo
dell’obiettivo di convergenza, alle regioni
meno sviluppate dell’Ue-27. In tema di
modernizzazione
dell’agricoltura,
di
rafforzamento dello sviluppo rurale e di
ambiente
sano,
gli
impegni
fissati
ammontano a 42,7 miliardi di euro (+0,6%).
Le spese per lo sviluppo rurale registrano un
aumento del 3% per un ammontare di 12,4
miliardi di euro. I fondi dedicati alla
protezione
dell’ambiente
avranno
un
aumento del 17,9% in impegni che
rappresenta oltre 0,2 miliardi di euro. In
tema di cittadinanza, libertà, sicurezza e
giustizia, il contributo Ue aumenterà del
12,8% per un totale superiore allo 0,6
miliardi di euro. Le dotazioni a favore della
cittadinanza, ivi comprese la cultura, la
gioventù e la sanità pubblica, ammonteranno
30
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, dicembre 2006
a circa 0,6 miliardi di euro. In tema di
stabilità, pace e prosperità al di là delle
frontiere, visto l’adesione di Bulgaria e
Romania, l’ammontare totale disponibile per i
potenziali candidati aumenterà del 6,5%,
ossia un ammontare di 1,2 miliardi di euro.
1,4 miliardi di euro (+11,1%) è destinato a
favorire lo sviluppo nei paesi vicini dell’est e
del sud. Per tutte le altre regioni in sviluppo
(ACP, Asia e America latina), il budget Ue
prevede 2,2 miliardi di euro in impegni. Le
compensazioni, previste nei trattati di
adesione per garantire che il saldo
budgetario dei nuovo Stati membri rimanga
positivo nei primi anni che seguono
l’adesione, sono fissate a 0,4 miliardi di euro,
unicamente per Bulgaria e Romania. I paesi
dell’Ue-10 non avranno più compensi nel
2007. Le spese amministrative che
riguardano l’insieme delle istituzioni dell’Ue
ammonteranno a 6,9 miliardi di euro, ciò
corrisponde al 5,5% degli impegni totali nel
budget.
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