Sandoz Pharmaceuticals S.A. Hinterbergstrasse 24 6330 Cham 2 Tel. 041 748 85 85 Fax 041 748 85 86 www.generici.ch a Novartis company Cosa bisogna sapere sul colesterolo. Indice Cos’è il colesterolo? Produzione Trasporto LDL – il trasportatore «cattivo» del colesterolo HDL – il trasportatore «buono» del colesterolo 4 5 6 7 7 Livelli dei grassi nel sangue: perché occorre tenerli regolarmente sotto controllo 8 Rischio di arteriosclerosi: i vasi sanguigni si restringono 12 Malattie cardiovascolari Angina pectoris Infarti cardiaci o ictus cerebrali 14 15 16 Un malanno tira l’altro 18 Limitare il colesterolo Fabbisogno di colesterolo Grassi Troppi Grassi Grassi nascosti Regola della tripartizione Meno zuccheri Fibre naturali 20 22 22 25 25 26 28 29 Regolare attività fisica L’ascensore invece delle scale Discipline sportive di resistenza Eliminare gli altri fattori di rischio 30 31 32 33 Farmaci contro il colesterolo troppo alto Statine 34 35 Lista di controllo – colesterolo Lista di controllo - fattori di rischio Glossario Note 37 38 40 42 Cos’è il colesterolo? Il colesterolo – la parola deriva dal greco e significa «bile» (in greco chole) e «solido» (in greco stereos) – fa parte delle sostanze di base dell’organismo umano ed è una componente essenziale di tutti i tessuti dell’uomo. Il colesterolo, che è una molecola lipidica, è presente in quasi tutti i tessuti del corpo umano ed è un elemento indispensabile in diversi processi metabolici. 4 Il colesterolo è importante quale: • componente della membrana cellulare • substrato per la formazione di: – acidi biliari, senza i quali non sarebbe possibile la digestione di taluni cibi – vitamina D, utilizzata per la formazione delle ossa – diversi ormoni, come p.es. l’estrogeno e il testosterone Produzione Per accertarsi che questa sostanza vitale sia sempre presente in quantità sufficienti, il nostro organismo produce da solo la maggior parte del colesterolo. Ogni giorno la produzione oscilla da uno a due grammi, quantità sufficiente a coprire il fabbisogno personale anche nel caso di una dieta completamente priva di colesterolo. Il principale organo dove viene prodotto e al contempo depositato il colesterolo è il fegato. Nel fegato gran parte del colesterolo viene trasformato in acidi biliari, che vengono scaricati attraverso la cistifellea nell’intestino, dove svolgono un ruolo essenziale nella digestione dei grassi consumati. 5 Trasporto del colesterolo nell’organismo Il fegato – principale organo di produzione del colesterolo Il colesterolo in eccesso viene ricondotto al fegato sotto forma di HDL Colesterolo esogeno mediante il cibo Cellule del corpo Il colesterolo viene trasportato alle cellule del corpo sotto forma di LDL Colesterolo LDL HDL Oltre ad essere prodotto dal nostro organismo, il colesterolo viene assunto con il cibo: esso si trova in alimenti di origine animale come p.es. il burro, gli insaccati grassi e le frattaglie. Come il colesterolo, anche i trigliceridi (detti anche grassi neutri) hanno un ruolo fondamentale nel metabolismo dei lipidi. Anche loro vengono sintetizzati nel fegato o assunti attraverso l’alimentazione. I trigliceridi svolgono funzioni importanti nel nostro organismo: sono fonti e riserve di energia (depositi di grasso) e componenti base di cellule, enzimi e ormoni. Trasporto Il colesterolo è una sostanza grassa non solubile nel plasma. Per poter circolare nel sangue e raggiungere tutte le cellule che lo trasformeranno ulteriormente, occorrono dunque delle sostanze trasportatrici. Il colesterolo viene pertanto rivestito da proteine solubili in acqua, le cosiddette apoproteine. Dalla combinazione tra le apoproteine e il grasso (lipidi) si ottengono le lipoproteine idrosolubili, che sono metabolizzate nel fegato e trasportano il colesterolo attraverso i vasi sanguigni fino alle cellule del corpo. In funzione della loro densità, si distinguono le lipoproteine a bassa densità (ingl. Low Density Lipoprotein = LDL) e ad alta densità (ingl. High Density Lipoprotein = HDL). 6 LDL – il trasportatore «cattivo» del colesterolo Le LDL trasportano il colesterolo ai diversi organi del nostro corpo, dove viene fatto entrare nelle cellule attraverso appositi punti di immissione, i cosiddetti recettori. Se la quantità di colesterolo presente nel corpo è superiore alla quantità utilizzata dalle cellule, le LDL vengono depositate sulle pareti delle arterie. Con il passare del tempo le arterie diventano sempre più strette e si rischia la loro calcificazione (= aterosclerosi), uno dei principali fattori di rischio delle malattie cardiovascolari. La concentrazione di colesterolo LDL nel sangue dovrebbe pertanto essere più bassa possibile. HDL – il trasportatore «buono» del colesterolo Le HDL sono invece le lipoproteine utili per il trasporto del colesterolo. Il loro compito è di prelevare dalle cellule e dal sangue il colesterolo in eccesso e di ricondurlo al fegato. Le HDL sono altresì in grado di staccare dalle pareti delle arterie il colesterolo già depositato. Il colesterolo HDL fornisce quindi un contributo essenziale nella prevenzione della calcificazione delle arterie. Ricordiamolo: più HDL vi è nell’organismo, meglio è! 7 Livelli dei grassi nel sangue: perché occorre tenerli regolarmente sotto controllo. La misurazione dei livelli dei grassi nel sangue è parte integrante delle visite mediche profilattiche introdotte con la nuova riforma della sanità, cui tutti i cittadini in Svizzera possono sottoporsi ogni due anni a partire dal 35° anno di età e i cui costi sono a carico delle casse malati. 8 Valori normali dei grassi nel sangue in persone sane Colesterolo totale dai 20 ai 30 anni < 200 mg/dl < 5,2 mmol/l dai 30 ai 40 anni < 220 mg/dl < 5,7 mmol/l oltre i 40 anni < 240 mg/dl < 6,2 mmol/l < 155 mg/dl < 4,0 mmol/l > 40 mg/dl > 1,0 mmol/l < 200 mg/dl < 2,3 mmol/l Colesterolo LDL Adulti Colesterolo HDL Adulti Trigliceridi Adulti Per poter determinare i tassi di colesterolo si deve effettuare un prelievo di sangue. Dato che dopo i pasti i livelli dei grassi presenti nel sangue potrebbero essere più elevati, per ottenere valori precisi non si dovrebbe mangiare nulla nell’arco delle 12 ore che precedono la visita. Vengono misurate le concentrazioni nel sangue di: • colesterolo totale • colesterolo LDL • colesterolo HDL • trigliceridi I valori sono espressi in milligrammi per decilitro (mg/dl) o in millimoli per litro (mmol/l). I livelli dei grassi nel sangue dipendono dall’età e dal sesso. In generale il tasso di colesterolo in una persona sana – che non presenta altri fattori di rischio per l’insorgere di una calcificazione delle arterie – non dovrebbe superare i 240 mg/dl. 9 Questi valori sono il risultato di diversi studi approfonditi condotti su un numero elevato di pazienti, in base ai quali un tasso di colesterolo più alto si è rivelato un fattore di rischio importante per le malattie cardiovascolari (cardiopatia coronaria, infarto cardiaco) e per gli ictus cerebrali. Se sono noti altri fattori di rischio come l’elevata pressione sanguigna, il fumo, il diabete o il sovrappeso o se Lei o un altro membro della famiglia soffre di malattie cardiache o vascolari, il rischio aumenta ulteriormente. In questi casi è bene attenersi a valori più rigidi. Essenziale risulta la riduzione del colesterolo LDL, per evitare un’accelerazione della calcificazione delle arterie (arteriosclerosi). Secondo le ultime direttive dell’American National Institute of Health, a partire da due fattori di rischio si consigliano valori inferiori a 130 mg/dl e in caso di malattie coronariche già diagnosticate o di un altro rischio altrettanto elevato, si raccomanda di ridurre il colesterolo LDL sotto i 100 mg/dl. 10 Se dalle prime analisi emerge un tasso di colesterolo troppo elevato, il medico procederà per sicurezza ad una seconda o ad una terza misurazione dei valori. Qualora le concentrazioni di grassi dovessero rivelarsi ancora troppo alte, si potrà parlare di ipercolesterolemia, che significa «troppo colesterolo nel sangue». Tra le maggiori cause figurano: • un’alimentazione ricca di grassi e colesterolo • l’ipotiroidismo • il diabete non controllato con farmaci (diabete mellito) • le malattie epatiche croniche • l’ipercolesterolemia ereditaria (detta ipercolesterolemia familiare) • l’assunzione di diversi farmaci come gli ormoni anticoncezionali (p.es. la «pillola») e i diuretici Nelle persone affette dalla rara ipercolesterolemia familiare, le cellule dell’organismo riescono a prelevare solo piccolissime quantità di colesterolo dal sangue. Ciò è dovuto ad una mancanza di recettori LDL, ai quali si attaccano i trasportatori LDL per scaricare il colesterolo nelle cellule. Si registra di conseguenza un tasso estremamente elevato di colesterolo LDL nel sangue e un’accentuata calcificazione delle arterie (arteriosclerosi), che sono molto spesso le cause degli infarti cardiaci che colpiscono già in tenera età le persone affette da ipercolesterolemia. 11 Rischio di arteriosclerosi: i vasi sanguigni si restringono. Un tasso elevato di colesterolo nel sangue non causa particolari disturbi, né dolori fisici: significa dunque che non è pericoloso? Non tiriamo conclusioni affrettate! Un colesterolo «troppo alto» per molti anni provoca l’arteriosclerosi e può causare gravi complicanze. 12 Sviluppo dell’aterosclerosi nell’arteria Parete dell’arteria Lume vasale Globuli del sangue Placche I depositi del colesterolo e di altre sostanze in eccesso, detti placche, danneggiano la parete vascolare, in particolare quella delle arterie, in cui scorre il sangue carico di ossigeno che viene trasportato dal cuore a tutti gli organi del corpo. Questo deterioramento mette in moto tutta una serie di processi piuttosto complessi, che col passare del tempo provocano l’indurimento e la calcificazione delle arterie, inizialmente molto elastiche. Questo processo – chiamato nel linguaggio scientifico aterosclerosi (dal greco, athero = «poltiglia, pappa» e skleros = «duro») – non avviene dall’oggi al domani, bensì si sviluppa lentamente nell’arco di molti anni. Attualmente si suppone che nella parete vasale si sviluppino processi infiammatori cronici. Più colesterolo LDL si deposita nelle arterie, restringendole, più viene compromesso il rifornimento di sangue, e quindi di ossigeno e altre sostanze nutritive, ai diversi organi. Il processo continua fino all’occlusione totale dell’arteria: a questo punto il tessuto corporeo interessato non riceve più sangue. L’organo in questione smette di «funzionare»: le conseguenze – a seconda dell’importanza che quell’organo ha nel nostro corpo – possono essere addirittura letali. Le placche rischiano persino di «scoppiare». In quel punto si forma allora un coagulo, che finisce per ostruire completamente o parzialmente l’arteria. 13 Malattie cardiovascolari. Il sangue affluisce al cuore attraverso tre arterie principali, che avvolgono il muscolo cardiaco formando una specie di corona. Il diametro di questi vasi coronarici – detti anche coronarie o arterie coronarie – è di soli pochi millimetri: nel caso di un ulteriore restringimento dei vasi causato da aterosclerosi, l’afflusso del sangue al cuore viene compromesso. Il paziente è affetto da una malattia coronaria, che può anche non manifestare nessun sintomo nel tempo, oppure dare origine ad una dolorosa angina al petto (angina pectoris) o, nel peggiore dei casi, provocare un infarto cardiaco. 14 Angina pectoris In un primo momento, se a riposo, la persona affetta da restringimento delle coronarie non sentirà nulla. In situazioni di sforzo fisico però – basta p.es. salire le scale a piedi – il cuore è costretto a pompare una quantità maggiore di sangue attraverso i vasi coronari, senza tuttavia ricevere un apporto sufficiente di sangue ossigenato che gli permetta di compiere questo sforzo. Insorge a questo punto il classico dolore opprimente al centro del petto, che può irradiarsi alle spalle, alle braccia e alla schiena e che spesso è collegato ad un forte senso di angoscia. Solitamente questi attacchi di angina pectoris durano solo pochi minuti e scompaiono una volta a riposo. 15 Insorgere di un infarto cardiaco Trombo Placca Vaso coronario Zona colpita dall’ infarto Infarti cardiaci o ictus cerebrali Dolori simili si manifestano anche quando si è colpiti da infarto. In questo caso la carenza di ossigeno in una determinata zona del muscolo cardiaco è così grande da determinare la morte delle cellule nell’area irrorata dall’arteria occlusa e la perdita, da parte del cuore, della sua capacità di pompare. Più ampia è la zona morta in seguito al mancato apporto di sangue, più esteso è l’infarto e di conseguenza maggiori sono i rischi per la persona colpita. La causa è il restringimento massimo di un’arteria coronaria dovuto a aterosclerosi o – il più delle volte – l’ostruzione dell’arteria, già ristretta, da parte di un embolo (trombo). Se il rivestimento di un deposito di colesterolo, ovvero la placca, è molto sottile, rischia di rompersi facilmente; si parla in questo caso di placca instabile. Quando il sottile rivestimento si lacera, la sostanza grassa si riversa nel sangue, formando nel giro di pochi secondi un grosso embolo, che occlude l’arteria. La stessa sorte può colpire anche il cervello: se un’arteria del cervello viene occlusa, le cellule del tessuto da essa irrorato muoiono, provocando un infarto cerebrale o un ictus cerebrale. Anche alle gambe può succedere qualcosa di simile, nel caso in cui vi si verifichi un restringimento delle arterie in seguito a cambiamenti aterosclerotici. Quando ci si muove i muscoli non ricevono allora più ossigeno a sufficienza: bastano pochi metri e si cominciano ad accusare 16 dolori, che costringono a fermarsi e a riposarsi fino a quando non si riesce a proseguire. Ecco perché viene comunemente chiamata «malattia delle vetrine». Nel peggiore dei casi i danni causati dai disturbi dell’irrorazione sanguigna alla pelle e ai tessuti muscolari sono così gravi da richiedere l’amputazione della gamba. Detto in altre parole: tanto più alto è il tasso di colesterolo totale, segnatamente del colesterolo LDL, e tanto più bassa è la percentuale del colesterolo buono HDL, maggiori sono i rischi di avere problemi alle coronarie. L’aterosclerosi è la principale causa delle malattie cardiovascolari, che sono ancora oggi la prima causa di morte in Svizzera e nei Paesi industrializzati dell’Occidente. Uno dei più importanti fattori di rischio dell’aterosclerosi è un colesterolo «troppo alto» per diversi anni. Più aumenta il colesterolo, più aumenta il rischio: ciò vale soprattutto per le malattie coronariche, come hanno chiaramente dimostrato i numerosi e approfonditi studi svolti sulla materia, dai quali è emerso che l’insorgere di malattie dei vasi coronari e le conseguenti complicanze sono strettamente collegati al tasso di colesterolo nel sangue. 17 Un malanno tira l’altro. A parte il colesterolo troppo alto, vi sono altri importanti fattori di rischio legati all’insorgere dell’aterosclerosi o di altre malattie cardiovascolari. Vanno ricordati: l’elevata pressione sanguigna, il fumo, il sovrappeso, il diabete (mellito), un’insufficiente attività fisica. 18 Un’elevata e prolungata pressione sanguigna provoca, nel lungo periodo, danni ai vasi sanguigni, accelerando lo sviluppo dell’aterosclerosi. A causa della maggiore pressione del sangue, il cuore deve inoltre lavorare costantemente di più. Anche la nicotina e l’ossido di carbonio presenti nel fumo delle sigarette «uccidono i vasi sanguigni»: essi danneggiano la parete interna delle arterie e favoriscono il depositarsi di grassi sulla parete arteriosa, fenomeno che si registra anche in caso di tasso di glicemia costantemente troppo alto nei pazienti affetti da diabete mellito: la parete interna dei piccoli vasi sanguigni viene danneggiata, favorendo il depositarsi dei grassi ed altre sostanze sulla parete vascolare, ovvero lo sviluppo dell’aterosclerosi. In caso di sovrappeso il cuore è costretto a pompare più sangue: un’alimentazione eccessiva corrisponde il più delle volte ad un apporto superiore di grassi e zuccheri, che si traduce in un aumento del colesterolo e degli altri lipidi nel sangue, con le ormai note conseguenze. hanno una pressione sanguigna troppo elevata e il colesterolo troppo alto. Vale quindi la seguente regola: eliminare e/o curare i singoli fattori di rischio è la migliore profilassi! Molto spesso questi fattori di rischio sono concomitanti, il che non fa che accentuare la gravità dell’aterosclerosi e delle malattie cardiovascolari ad essa collegate. Ecco perché molti diabetici sono spesso in sovrappeso, 19 Limitare il colesterolo. Una cosa è ormai certa: tassi troppo alti di grassi, in particolar modo un elevato valore di colesterolo totale e un alto tasso di colesterolo LDL, favoriscono l’insorgere dell’aterosclerosi e aumentano pertanto i rischi di insorgenza di malattie cardiovascolari, che possono essere mortali. In questi casi è quindi raccomandabile ridurre il tasso di colesterolo per limitare simili rischi. Il contributo fondamentale può venire proprio da Lei: al primo posto vi è la necessità di modificare in maniera adeguata e soprattutto duratura lo stile di vita e le proprie abitudini alimentari. Essenziali sono: • un’alimentazione equilibrata, povera di colesterolo • una regolare attività fisica • la riduzione di eventuali altri fattori di rischio, p.es.: – perdere il peso in eccesso – ridurre la pressione sanguigna – smettere di fumare • controlli regolari dei seguenti valori: – tasso di colesterolo – pressione sanguigna – glicemia Certo, non bisogna pensare di poter risolvere il problema dall’oggi al domani! Si prenda tutto il tempo necessario per riflettere e per elaborare – meglio se d’intesa con il Suo medico curante – una «tabella di marcia» per inserire gradualmente le nuove abitudini nella Sua vita di tutti i giorni. All’inizio Le sarà forse difficile dover rinunciare all’arrosto di maiale con la deliziosa crosticina: si ricordi allora che un tasso di colesterolo basso è una delle migliori assicurazioni sulla vita! 20 La prima cosa da fare per combattere il colesterolo troppo alto è cambiare le abitudini alimentari, prediligendo una dieta particolarmente attenta al consumo di colesterolo. Così facendo non ridurrà solamente il tasso di grassi presenti nel sangue, ma regolarizzerà al contempo la glicemia e la pressione sanguigna, favorendo la perdita di peso. Ma non è tutto: presto si renderà inoltre conto che questa alimentazione sana è anche buona. Le regole fondamentali sono facili da ricordare e da mettere in pratica: • meno colesterolo • meno grassi • meno zuccheri • più fibre alimentari 21 Contenuto di colesterolo in diversi alimenti, dati espressi in mg per 100 g (mod. secondo la Deutsche Gesellschaft für Ernährung e.V.) Contenuto di colesterolo in mg per 100 g Cervello 3000 Carne di manzo e maiale 90 Tuorlo 1400 Pollame 70 Uovo intero 470 Carne di montone 65 Fegato/rene 350 Aringa 60 Burro 280 Trota Cuore/lingua 140 Formaggio 20 – 40 % m.g. Salsiccia /panna 100 Latte Formaggio 60 % m.g. 100 Margarina/oli vegetali 50 20 – 50 12 0 Fabbisogno di colesterolo La dose giornaliera di colesterolo consigliata a livello mondiale è di 300 mg al massimo. In realtà, però, noi ne assumiamo circa il doppio, ossia intorno ai 600 mg. Questo eccesso va ricondotto ad un consumo proporzionalmente elevato di alimenti ricchi di grassi e quindi di colesterolo come le uova, il burro, il formaggio e la panna. Non dimentichiamo tuttavia che anche i crostacei, p.es. l’astice e i granchi, contengono molto colesterolo. Grassi I grassi sono una componente essenziale della nostra alimentazione in quanto forniscono al nostro organismo: • energia • vitamine liposolubili • acidi grassi essenziali I grassi vengono classificati secondo la loro provenienza: vi sono i grassi di origine vegetale (p.es. l’olio di oliva, l’olio di girasole, il grasso di cocco o la margarina) e i grassi di origine animale (p.es. il burro o lo strutto). Tutti i grassi – indistintamente quelli vegetali e animali – hanno la stessa struttura: sono composti da una molecola di glicerina che lega tre molecole di acidi grassi. 22 Gli acidi grassi sono formati da ossigeno, idrogeno e una catena di lunghezza variabile di atomi di carbonio. A seconda di quanti idrogeni sono legati all’atomo di carbonio, si opera la distinzione tra acidi grassi saturi (gli atomi di carbonio hanno accolto il numero massimo possibile di atomi di idrogeno) e acidi grassi monoinsaturi o polinsaturi. Gli acidi grassi saturi riducono i recettori LDL sulle cellule epatiche, per cui diminuisce la capacità del fegato di prelevare colesterolo LDL dal sangue. Conseguenza: il colesterolo LDL presente nel sangue aumenta. Gli acidi grassi monoinsaturi non hanno particolari effetti, anzi, abbassano lievemente il colesterolo, mentre gli acidi grassi polinsaturi aumentano i recettori LDL, diminuendo così il tasso di colesterolo LDL. 23 Composizione dei grassi alimentari in base alla percentuale di acidi grassi saturi e insaturi, dati percentuali (mod. secondo la Deutsche Gesellschaft für Ernährung e.V.) Grasso del latte 60 Sego 37 54 Strutto di maiale 43 3 49 8 92 Grasso di cocco 19 Olio di oliva 6 2 73 8 46 Olio di palma Olio di arachide 19 Olio di soia 14 Olio di girasole 8 Olio di cartamo 10 44 10 50 31 24 14 O.d. germi di granoturco Acidi grassi saturi 3 43 62 29 57 27 15 Acidi grassi monoinsaturi 65 75 Acidi grassi polinsaturi In linea di principio ogni grasso contiene tutti e tre i tipi di acidi grassi, ma in quantità diverse. La percentuale di acidi grassi saturi, quindi quelli «cattivi», presenti nei grassi di origine animale è molto alta, mentre i grassi di origine vegetale sono ricchi soprattutto di acidi grassi mono- o polinsaturi, vale a dire quelli «buoni». Per capire se un grasso alimentare contiene molti acidi grassi saturi o insaturi, è sufficiente del resto guardarne la consistenza. In generale possiamo dire che più un grasso è duro quando lo si toglie dal frigorifero, maggiore è il suo contenuto di acidi grassi saturi; più è morbido, maggiore è il suo contenuto di acidi grassi insaturi. 24 Alimenti con grassi nascosti, in grammi per porzione (mod. secondo la Deutsche Gesellschaft für Ernährung e.V.) Grassi nascosti in grammi per porzione Avocado 47 Nocciole 9 Arachidi arrostite 25 Gouda (45 %) 8 Patatine fritte 22 Crema di gianduia 6 Torta foresta nera 22 Snack di mais 2 Chips 20 Cioccolato al latte 2 Pollo arrosto 12 Polvere di cacao, leggerm. sgrassata Salame 10 Olive (verdi, marinate) Gelato di crema 1 0.4 9 Troppi grassi Come già sottolineato in precedenza, né il colesterolo né i grassi sono sostanze «pericolose», anzi, sono vitali. Il problema, come spesso accade, è la quantità. Una cosa è certa: al giorno d’oggi mangiamo troppi grassi. Negli ultimi 100 anni il nostro consumo di grassi in generale è raddoppiato, a fronte di uno stile di vita sempre più sedentario. Un fattore aggravante è stato il forte aumento della percentuale di grassi saturi presenti nella nostra alimentazione. L’elevato consumo di grassi è da ricondurre principalmente alla nostra dieta, ricca di alimenti di origine animale, da dove proviene il 79 % dei grassi che ingeriamo. Grassi nascosti Da uno studio scientifico è emerso inoltre che i grassi che consumiamo sono per il 70 % grassi nascosti, ovvero grassi presenti in alimenti il cui contenuto di materia grassa non è riconoscibile a prima vista – a differenza di altri tipi di grassi ben visibili, come p.es. il burro che spalmiamo sul pane o quelli che usiamo per arrostire e friggere. È importante dunque saper riconoscere, e quindi evitare, queste sostanze ingrassanti, vere e proprie bombe di colesterolo. Un ottimo consiglio è controllare sempre le etichette sugli alimenti, ove figura la composizione e dunque il contenuto di materia grassa. 25 Percentuale dei componenti per un’alimentazione equilibrata max. 1/3 acidi grassi saturi almeno 1/3 acidi grassi monoinsaturi fino a 1/3 acidi grassi polinsaturi Proteine 10 – 20 % Grassi < 30 % Carboidrati > 50 % Regola della tripartizione Se si vuole seguire una dieta attenta all’apporto di colesterolo, occorre innanzitutto optare per un’alimentazione variata ed equilibrata. Particolare attenzione va prestata dunque alla scelta dei grassi: • Ridurre i grassi animali, il che significa un minore apporto di acidi grassi saturi e colesterolo • Consumare più alimenti magri • Utilizzare più grassi vegetali e alimenti contenenti acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi Per facilitare le cose, basta tenere a mente la cosiddetta regola della «tripartizione»: al massimo 1/3 di acidi grassi saturi, almeno 1/3 di acidi grassi monoinsaturi e fino ad 1/3 di acidi grassi polinsaturi. Al mattino, sul pane, preferire dunque la margarina al burro, per friggere meglio usare oli vegetali piuttosto che lo strutto e in generale consumare meno carne grassa di maiale e manzo, più carne magra di pollame e pesce. Scopra poi metodi di cottura più sani, come p.es. la bollitura o la cottura al vapore; si renderà conto che i cibi così preparati sono altrettanto buoni, e per di più indubbiamente più sani. 26 Alimenti adatti e non adatti per una dieta povera di colesterolo (mod. secondo la Deutsche Gesellschaft für Ernährung e.V.) Prodotto Adatto Non adatto Latte/latticini latte intero, panna, crème fraîche, latte scremato, latte magro, siero, latticello, ricotta magra,cottage cheese, latte condensato ricco di grassi, formaggi magri – meno del 10 % m.g. yogurt intero, formaggi con più del 30 % m.g. Uova albume tuorlo, uovo strapazzato, uovo al tegame, omelette Pesce pesce magro come merluzzo nero, passera di mare, trota, merluzzo bianco anguilla, anguilla affumicata, crocchette di pesce, carpa ingrassata, pesce impanato Insaccati insaccati con un contenuto di grassi fino al 20 %, prosciutto cotto senza la parte di grasso, prosciutto di tacchino, salsicce di pollo insaccati con un contenuto di grassi superiore al 20 %, salame stagionato, salsiccia di fegato, salsicce da spalmare Carne carne di vitello, coniglio, selvaggina, selvaggina di piuma, pollo (senza pelle) carne grassa di maiale, manzo o castrato, interiora, pancetta, speck, oca, anatra Patate cotte o lesse, canederli di patate, purea di patate patate arrosto, patatine fritte, chips Salse salse con pochi grassi, salse a base di limone o yogurt magro, condimenti per insalate poveri di grassi maionese, salsa remoulade, condimenti con panna, salse a base di burro, panna e formaggio Dolciumi budini a base di latte magro, budini alla frutta, gelatine dessert con burro, panna o latte intero, creme al gianduia, cioccolato in tavolette, cioccolatini Torte/Biscotti alimenti preparati con latte magro e torte, dolci fritti in strutto o olio, grassi vegetali, senza il tuorlo dell’uovo biscotti al burro, salatini e stuzzichini al formaggio Bibite tè, acqua minerale, succhi rinfrescanti, bibite gassate e succhi di frutta succhi di frutta e centrifughe di verdura zuccherati, liquori alla panna e senza aggiunta di zucchero all’uovo, Irish Coffee 27 Meno zuccheri Dolci e bibite gassate contengono molto zucchero: bisognerebbe dunque eliminarli dalla propria dieta. Lo zucchero, infatti, fornisce soltanto calorie vuote, vale a dire calorie senza vitamine né sali minerali, favorendo l’accumulo di chili di troppo e le conseguenti alterazioni del metabolismo dei lipidi. 28 Fibre naturali Le fibre naturali sono parti integranti della nostra alimentazione: il nostro intestino non riesce a digerirle e vengono pertanto eliminate senza essere assimilate dal nostro organismo. Le fibre hanno tuttavia diverse proprietà: assorbono grandi quantità d’acqua, e aumentano così la massa fecale e lo stimolo esercitato sulla parete dell’intestino, risultando in un più rapido transito intestinale; legano inoltre gli acidi biliari nell’intestino, riducendo il tasso di colesterolo. Ma non basta: gli alimenti ricchi di fibre naturali rimangono più tempo nel tratto stomaco-intestino, prolungando la sensazione di sazietà. Le fibre naturali, al contrario di quanto si potrebbe pensare, non sono affatto sostanze inutili, anzi contribuiscono in maniera determinante a garantirci un’alimentazione sana e povera di colesterolo. I seguenti cibi sono ricchi di fibre naturali: • verdure, insalata • patate • frutta • frutta secca • risone • prodotti integrali 29 Regolare attività fisica! Ormai è appurato: lo sport e l’attività fisica influenzano in maniera decisiva il metabolismo dei grassi. Molti studi hanno dimostrato che allenandosi regolarmente il tasso di colesterolo HDL «buono» aumenta, mentre diminuisce il colesterolo LDL «cattivo». Per quale ragione? L’attività fisica ha un effetto benefico su diversi enzimi responsabili della secrezione delle lipoproteine. Lo sport aiuta inoltre a trovare un equilibrio psichico, contribuisce a ridurre la pressione sanguigna e a perdere i chili di troppo. 30 Attività che richiedono un consumo di 150 kcal Consumo di 150 kcal in minuti Lavare l’auto 45 – 60 Andare in bicicletta (8 km) 30 Pulire le finestre 45 – 60 Ballare 30 Passare l’aspirapolvere 45 – 60 Rastrellare 30 Saltare con la corda 15 Spalare la neve 15 Salire le scale 15 Giocare a pallavolo Fare giardinaggio Camminare (2,8 km) 45 30 – 45 35 Per migliorare decisamente il metabolismo dei grassi, si dovrebbe intensificare l’attività fisica in maniera tale da aumentare il consumo energetico settimanale di almeno 1.000 chilocalorie (kcal), l’ideale sarebbe di 2.000 kcal/settimana, ovviamente non in una sola volta, bensì preferibilmente in 3 sessioni da 30 minuti alla settimana. L’ascensore invece delle scale Certo, non tutti sono in grado di frequentare assiduamente un centro fitness o fare ogni giorno un’ora di jogging. Le vesciche ai piedi farebbero ben presto dimenticare i buoni propositi! Anche per quanto riguarda le abitudini motorie è bene prendersi il tempo necessario per abituarsi ai nuovi ritmi, intensificando gradualmente l’attività fisica. Il modo migliore è iniziare con qualche cambiamento nella vita di tutti i giorni: • Utilizzi le scale invece dell’ascensore o delle scale mobili • Scenda dal bus una fermata prima o non parcheggi l’auto direttamente sotto casa, e percorra il tratto rimanente a piedi • Per le piccole commissioni, prenda la bicicletta o vada a piedi 31 Discipline sportive di resistenza Il passo successivo sarà quello di misurare il tempo che impiega per recarsi in posta o al supermercato, cercando in seguito di migliorare le Sue prestazioni. A questo punto potrà iniziare con un facile programma di camminata (walking) o corsa, che intensificherà col tempo. Nuoto, bicicletta, sci da fondo e canottaggio sono altri sport di resistenza particolarmente adatti. A prescindere dal tipo di attività fisica che decidere di svolgere, vi sono tre regole di base che vanno sempre rispettate: • Mai meno di 30 minuti di esercizio fisico alla volta • Meglio piano e per più tempo • Non caricare mai al massimo: non superare mai la propria frequenza cardiaca di allenamento A questo scopo tenga sotto controllo il battito cardiaco: secondo la regola empirica, per calcolare la propria frequenza cardiaca al minuto basta applicare la formula 180 – l’età. Per poter garantire benefici duraturi al sistema cardio-circolatorio e al metabolismo dei lipidi attraverso l’attività fisica, è bene ricordare alcuni trucchi e alcuni consigli. Sarà molto più facile vincere la «tentazione della pigrizia» p.es. scegliendosi un compagno con cui praticare regolarmente sport. 32 • • • • Discuta il programma d’allenamento con il Suo medico Fissi dei giorni precisi in cui allenarsi Si scelga un compagno di allenamento Eviti di fare sport a stomaco pieno, attenda almeno due ore dopo aver mangiato • Non si alleni ogni giorno e faccia una pausa di uno o due giorni per recuperare • Durante l’allenamento, non dimentichi mai di bere molto Eliminare gli altri fattori di rischio Attraverso una corretta alimentazione e una regolare attività fisica riuscirà non soltanto a rimettere in riga il tasso di colesterolo, ma anche a sconfiggere altri fattori di rischio delle malattie cardio-vascolari, quali l’elevata pressione sanguigna, la glicemia e il sovrappeso. Per capire se questi provvedimenti sono sufficienti, occorre effettuare regolarmente le analisi per controllare i valori. Un’ultima raccomandazione: smetta di fumare e – se fa al caso Suo – riduca lo stress. A questo punto avrà fatto tutto il possibile per regolarizzare il metabolismo dei grassi. 33 Farmaci contro il colesterolo troppo alto. Se, pur avendo introdotto una dieta equilibrata e praticando sport, il tasso di colesterolo – e in particolare quello «cattivo» LDL –, non rientra nei livelli normali, il Suo medico è autorizzato a questo punto a prescriverle dei farmaci anticolesterolo da associare alla dieta e all’attività fisica. Per ottenere i risultati migliori è comunque bene non abbandonare uno stile di vita attento al consumo di colesterolo! 34 Attualmente vi sono sul mercato una serie di farmaci testati e controllati che abbassano efficacemente il colesterolo troppo alto e sono ben tollerati dai pazienti. Vengono comunemente denominati farmaci ipolipemizzanti (dal greco, lipos = grassi»). Tra i farmaci ipolipemizzanti più importanti figurano le cosiddette statine, ovvero i farmaci che bloccano la sintesi del colesterolo nel fegato, inibendo l’attività di un enzima che svolge un ruolo chiave nella sintesi dei grassi organici, motivo per cui vengono altresì chiamati inibitori dell’enzima HMG-CoA reduttasi. Di conseguenza, per poter coprire il fabbisogno di colesterolo, nelle cellule dell’organismo aumentano i recettori LDL. Le cellule riescono così a prelevare una maggiore quantità di colesterolo LDL dal sangue, riducendone il tasso di colesterolo. Mediante questa cura si può dunque bloccare l’aggravarsi dell’aterosclerosi. Tutte le sostanze appartenenti alla categoria degli inibitori dell’enzima HMG-CoA reduttasi (l’enzima che sintetizza il colesterolo) sono facilmente riconoscibili, in quanto terminano con «-statina», come p.es la pravastatina o la simvastatina. Per questa ragione vengono raggruppate in un’unica categoria, quella delle «statine». Il loro principio attivo è quello che presenta la massima proprietà ipolipemizzante. Oltre alle statine, per curare le alterazioni del metabolismo dei grassi vengono utilizzati anche i fibrati. I fibrati riducono in particolare il valore dei trigliceridi nel sangue, un altro importante tipo di grasso presente nel nostro organismo che può favorire l’insorgere dell’arteriosclerosi. Statine Diversi studi approfonditi condotti su un elevato numero di pazienti hanno dimostrato che le statine garantiscono buoni risultati e diminuiscono notevolmente i rischi di malattie cardiocircolatorie. Le statine abbassano visibilmente il colesterolo totale e il tasso di colesterolo LDL, riducendo di conseguenza i rischi di malattie coronariche o di ictus cerebrale. Oggi si ritiene che le statine, oltre a ridurre il livello di LDL, stabilizzino le placche instabili, impedendo loro di rompersi e riducendo il rischio che si formino pericolosi emboli. Stando ai risultati di numerosi studi, la somministrazione di statine ai pazienti a rischio permette in Svizzera di salvare la vita a circa 800 persone ogni anno. 35 Una terapia ipolipemizzante è una terapia a lungo termine. Non appena si sospende la somministrazione del medicamento, infatti, i valori di colesterolo ricominciano a salire e con essi aumenta anche il rischio di infarto cardiaco o ictus cerebrale. Le statine sono in generale ben tollerate e possono essere assunte per molti anni sotto costante controllo medico. Se soffre di alterazioni del metabolismo dei lipidi avrà sicuramente seguito la vicenda, soprattutto negli Stati Uniti, legata ad un farmaco anticolesterolo prodotto da una nota ditta farmaceutica. Il preparato – una statina con il principio attivo della cerivastatina – fu ritirato dal mercato nell’agosto del 2001, poiché in rarissimi casi erano stati segnalati gravi effetti collaterali alla muscolatura, che avevano in taluni casi portato al decesso del paziente. Sembrerebbe che i rischi di complicanze aumentassero considerevolmente nei casi in cui la cerivastatina era stata assunta in concomitanza con altri farmaci anticolesterolo non appartenenti alla classe delle statine. Quali sono le implicazioni per Lei, paziente cui è stata prescritta una statina? Occorre innanzitutto chiarire 36 che ci sono diversi tipi di statine. Nella scelta del medicamento più adeguato si prendono in considerazione una serie di fattori: • La statina contenuta nel farmaco prescritto è stata ben testata? • In che misura riduce il colesterolo LDL? • Ha una buona tollerabilità? Per alcune statine, in parte presenti sul mercato già da diversi anni, come la pravastatina o la simvastatina, disponiamo di un’ampia e approfondita raccolta di dati clinici provenienti da diversi studi, che attestano l’efficacia e la buona tollerabilità della statina nelle terapie a lungo termine. Non vi sono dunque motivi di allarmarsi. Prima di iniziare il trattamento con la statina verrà sottoposto ad analisi accurate e Le verrà prescritto un farmaco ipolipemizzante soltanto se il medico lo riterrà necessario in considerazione dei Suoi fattori di rischio personali. Il medico Le fornirà inoltre tutte le informazioni sulle proprietà e gli effetti collaterali del medicamento. Se qualcosa non dovesse esserle chiaro, non esiti mai a chiedere ulteriori spiegazioni. Lista di controllo – colesterolo. Può fare davvero molto contro un’eccessiva ipercolesterolemia: adotti uno stile di vita sano e segua una dieta a basso contenuto di colesterolo! I punti seguenti le indicano come fare. • Alimentarsi in modo sano ed equilibrato – Ridurre i grassi animali, quindi gli acidi grassi saturi e il colesterolo – Consumare più alimenti poveri di grassi – Consumare più grassi vegetali e alimenti con acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi – Più fibre naturali – Meno zucchero • Fare regolare attività fisica • Combattere gli altri fattori di rischio – Ridurre la pressione sanguigna (valore indicativo inferiore a 135/85 mmHg) – Ridurre la glicemia (valore indicativo a digiuno inferiore a 110 mg/dl / 6,1 mmol/l) – Perdere il peso in eccesso (valore indicativo BMI inferiore a 25; vedere pag. 39) – Smettere di fumare • Assumere i farmaci anticolesterolo regolarmente e secondo prescrizione medica • Sottoporsi puntualmente ai controlli 37 Lista di controllo – fattori di rischio. Potrà valutare quanto sia alto il suo rischio di aterosclerosi (calcificazione arteriosa come conseguenza di troppo colesterolo) rispondendo in maniera precisa e sincera alle seguenti domande. • • • • • • • • Il Suo tasso di colesterolo LDL («colesterolo cattivo») è troppo alto? Il Suo tasso di colesterolo HDL («colesterolo buono») è basso? Il Suo tasso di colesterolo totale è troppo alto? La Sua pressione sanguigna è alta? Soffre di diabete? Fuma? È in sovrappeso? Un Suo parente di primo grado (genitori, fratelli o sorelle, figli) è stato colpito da infarto cardiaco prima del 60° anno di età? Se le voci che corrispondono al Suo profilo sono più di una, significa che Lei corre maggiori rischi di sviluppare l’aterosclerosi e andare incontro alle complicanze ad essa collegate. Si rivolga al Suo medico per sapere quale trattamento è più indicato per la Sua situazione. 38 Sovrappeso? Solitamente si parla di un eccesso di peso quando il cosiddetto Body-Mass-Index, abbreviato BMI, è superiore a 25. Il BodyMass-Index (indice di massa corporea) può essere calcolato applicando la seguente formula: BMI = Peso corporeo espresso in chilogrammi (Statura in metri)2 Definizione di sovrappeso e obesità secondo il BMI • BMI da 18 a 25 peso forma • BMI da 25 a 30 sovrappeso • BMI da 30 in su obesità Vediamo un esempio concreto: supponiamo che Lei pesi 68 chili e che la Sua altezza sia di 1,75: in questo caso il Suo BMI è pari a 22, un valore che rientra nel peso forma. 39 Glossario. Spiegazione dei principali termini in materia di colesterolo. • Acidi grassi Sostanze contenute nei grassi alimentari. Gli acidi grassi saturi aumentano il tasso di colesterolo, quelli monoinsaturi e polinsaturi lo riducono. • Alterazioni del metabolismo dei lipidi Alcuni tipi di grasso del sangue superano i livelli consentiti. Se aumenta il colesterolo si parla di ipercolesterolemia. • Angina pectoris «dolore di petto»; dolori acuti che si manifestano ad accessi nella zona toracica con irradiamento alle spalle e alla schiena, solitamente scatenati da sforzo fisico. Sintomo di una malattia coronarica. • Aterosclerosi calcificazione delle arterie; restringimento delle arterie causato da accumuli di sostanze grasse sulle pareti interne dei vasi 40 arteriosi. Provoca disturbi dell’irrorazione sanguigna che, nel peggiore dei casi, possono provocare un infarto. • Colesterolo Molecola lipidica; viene prodotto dal fegato e assunto con i cibi. È una sostanza indispensabile per la costruzione delle membrane cellulari, degli acidi grassi, della vitamina D e di diversi ormoni. • Diabetes mellitus «diabete»; aumento patologico del tasso di glicemia. • Fibrati Farmaci che abbassano il tasso di trigliceridi nel sangue. Appartengono alla classe degli ipolipemizzanti. • HDL «High Density Lipoprotein» Lipoproteina ad elevata densità. Trasporta il colesterolo «buono». Preleva il colesterolo in eccesso dalle cellule, dalle pareti delle arte- rie e dal sangue e lo riporta al fegato. Un elevato valore di HDL previene l’aterosclerosi. • Infarto Necrosi di un tessuto dovuta ad un insufficiente apporto di ossigeno, solitamente a causa del restringimento di un’arteria. Se colpisce il cuore è detto infarto cardiaco, se interessa il cervello prende il nome di ictus cerebrale. • Inibitori dell’enzima che sintetizza il colesterolo Inibitori dell’enzima HMG-CoA riduttasi, appartengono alla classe degli ipolipemizzanti. Riducono la produzione di colesterolo nel fegato, inibendo un enzima coinvolto nella sua sintesi. Questi farmaci vengono anche chiamati statine. • Ipercolesterolemia Fa parte delle alterazioni del metabolismo dei lipidi; indica il tasso troppo elevato di colesterolo nel sangue. • Ipolipemizzanti Farmaci per il trattamento delle alterazioni del metabolismo dei lipidi, p.es. gli inibitori dell’enzima che sintetizza il colesterolo. • LDL «Low Density Lipoprotein» Lipoproteina a bassa densità. Trasporta il colesterolo «cattivo». Trasporta il colesterolo ai diversi tessuti cellulari e, se presente in quantità eccessiva, si deposita sulle pareti delle arterie. Elevati valori di LDL nel sangue sono il maggiore fattore di rischio dell’aterosclerosi. • Lipoproteine Sono formate da grassi e proteine; trasportano alle cellule del corpo i lipidi non solubili nel sangue e il colesterolo. In base alla loro densità si suddividono in HDL e LDL. • Malattia coronarica Insufficiente irrorazione sanguigna dei vasi coronari a causa di un restringimento aterosclerotico. Può provocare l’angina pectoris o un infarto. • Statine Inibitori dell’enzima che sintetizza il colesterolo; farmaci usati nel trattamento delle alterazioni del metabolismo dei lipidi. • Trigliceridi Chiamati anche grassi neutri. Sono importanti riserve di energia e sostanze essenziali per l’organismo. Vengono assunti anche con i cibi. Un tasso troppo elevato di trigliceridi può favorire l’insorgenza dell’aterosclerosi. • Trombo embolo, coagulo di sangue, che può ostruire le arterie; vi è il rischio di un infarto. • Vasi coronari Arterie coronariche o coronarie; sono le arterie che circondano il muscolo cardiaco formando una specie di corona e gli portano il sangue. In caso di restringimento aterosclerotico si sviluppa una malattia coronarica. 41 Note. Annoti qui, per esempio, tutto ciò che la preoccupa sull’argomento colesterolo. Già alla prossima visita medica, potrà ricevere un’assistenza ancora più personalizzata grazie a queste annotazioni. 42 43