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ANNO
di
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ABBUONAMENTI NEL REGNO
L. 10 anno — 5 semestre — 2, 50 trimestre
Fuori Stato aumento spese postali
NTO.
17 Settembre 1872
Martedì
11■111~1
Uffizio — Lungarno Medici, R. i.
I pagamenti non sono validi se non fatti
contro ricevuta firmata dal Direttore proprietario
Avv. Gaetano Frediani.
;
Atti giudiziari, amministrativi e avvisi permeatiti
cent. 25 per linea o spazio di linea. Inserzioni
dopo la firma del gerente cent. 60 per linea
CI
IL PREFETTO
della Frovincia di Insa:
Visto l'articolo 87 n.0 2 secondo alinea
della legge sull' amministrazione comunale e
provinciale 20 marzo 1865;
Visto l' articolo 18 del regolamento 8 giugno detto anno numero 2321, emanato in
esecuzione della legge stessa;
Viste le istruzioni ministeriali in data del
12 marzo 1870, relative agli esami degli aspiranti ali' ufficio di Segretario comunale;
Vista la circolare del Miuistero clell' Interno del successivo 30 giugno detto anno,
n.0 15775; •
DETERMINA:
1.0
Nei
giorni
21 e 22 del venturo mese di
.
ottobre saranno tenuti, in una sala dell'Uffizio
di questa Prefettura, gli esami per gli aspiranti ai posti di-Segretario comunale.
2.° L' esperimento sarà, scritto e verbale. — Prima avrà luogo quello scritto alle
ore 9 autimeridiane; non potrà durare più
di otto ore non compreso il tempo impiegato
nella dettatura dei temi, e consisterà nella
risoluzione di un quesito di, aritmetica riguardante le prime quattro operazioni di numeri intieri e di frazioni — Nella compilazione di un verbale di deliberazione di un
Consiglio comunale — Nella esposizione diretta al Prefetto di un fatto riguardante la
sicurezza pubblica e la polizia — È nella risoluzione di due, quesiti relativi a qualcuno
degli atti principali della comunale amministrazione.
3. 0 L' eaperirnento orale sarà tenuto il
giorno immediatamente successivo, non potrà
durare meno di un' ora, e si aggirerà:
Sullo Statuto ' fondamentale del Regno —
Sulla costituzione e rappresentanza del Comune — Sui requisiti per l' elettorato e
gibilità — Sulla compilazione delle liste e la
forma delle elezioni — Sui caratteri distintivi
e la forma delle deliberazioni dei Consigli e
delle Giunte comunali — Sul Censimento della
popolazione e la tenuta dei registri dello
Stato, Civile — Sui Bilanci preventivi e consuntivi e la contabilità relativa — Sulle disposizioni legislative regolamentarie concernenti
il sistema decimale dei Pesi e misure — Sulle
somministrazioni ed alloggi militari' a carico
dei Comuni. Sugli obblighi dell'ufficio comunale e del Segretario riguardo alla leva militare — Sulle leggi e regolamenti relativi alla
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APPENDICE
11.11
IL GiORNALISMO
sul
3Z'SO
IN INGHILTERRA E IN FRANCIA.
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ia aill e-
( Continuazione e fine: vedi n.° 7.9).
Il
giornalismo in Francia.
Veniamo ora alla Francia. Quivi il giornalismo ebbe un'origine afflitto diversa da quella
che ebbe in Inghilterra, ove si voglia far
capo della Gazette del medico Teofrasto Renaudot, il quale, col fine di divertire i suoi
ammalati, faceva loro distribuire una specie
di bullettino nel quale affastellava ogni sorta
di nuove, da principio soltanto relative alla
città e alla corte, ma a cui aggiunse in breve
notizie politiche anche su paesi lontani. Questa gazzetta ottenne un successo meraviglioso,
da
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dei
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372,.
'ree.
Pubblicazione Giovedì e Domenica
Non si assume responsabilità che per le
associazioni fatte all'uffizio del giornale.
E PER GLI ATTI DEI CONSIGLI PROVINCIALE E COMUNALE
Guardia nazionale — Sulla legge di pubblica
salute per quanto riguarda i Comuni e i Sni-
Conti, Collodi, Del Punta, Niccolai, Niccoli procedere alla rinnovazione della Deputazione
e Monselles.
sopraintendente all' Ospizio di Mendicità, avdaci — Sulle principali disposizioni legislative
P giustificata l'assenza dei consiglieri Grassi vertendo che in conformità dell' art. 13 del
in fatto di Consorsi per opere pubbliche inte- Cuturi.
'Regolamento relativo sei sono.i deputati delressanti per modo diretto ed in.iiretao i CoIl Presidente, in confermità, .degli articoli
l'Ospizio da rinnovarsi per un terzo ogni anno,
muni, e su quelle relative ali' espropriazione 39 e 43 della elegge elettorale politica del
e che in quest' anno scadendo dall' ufficio per
per causa di utilità pubblica — Sui contratti 17 decembre 1860, sottopone alla definitiva
anzianità i signori Viti avv. Antonio o Scadecretazione del Consiglio la lista elettorale lavi prof. Saverio, occorre peocedere alla noe loro formalità e sanzione, e sugli emolumenti
dovuti al Segretario — Sui ruoli delle imposte politica dell' anno corrente, già riveduta dal
mina di due membri in surroga dei ricordati.
dirette e dei dazi comunali, e sullo verifica- Consiglio stesso nella sua adunanza dal 20 • Fatta perciò da ciascuno degli adunati Ulla •
zioni di cassa — Sulla formazione della lista maggio prossimo passato, pubblicata nel dì scheda di due nomi o deposta , nell' urna, il
dei giurati e degli elettori per le Camere di 26 dello stesso mese, contro la quale non Ven- Presidente ne eseguisce lo spoglio colP.assiCommercio — Sulle disposizioni relative alla ne .elevato nessun reclamo. Invita perciò il stenea dei signori Niccolai e Monselles, ed
pubblica sicurezza in quanto riguardano i Co- Consiglio ad, approvare definitivamente la annunzia il Seguente resultato:
muni ed. i Sindaci, e sui regolamenti edilizi lista stessa, che comprende n.0 3227 elettori.
Votanti n.° 12 — Maggioranza 7.
e di polizia urbana e rurale — Sui doveri
Eseguita la votaziOna per alzata e seduta,
Viti voti 12, Scolari 9, Collodi 2, Niccolai 1.
del Segretúrio in ordine all' Archivio comu- la lista medesima è approvata ad unanimità.
I signori Viti e Scolari avendo riportata
nale, e sulla compilazione dell' inventario dei
Successivamente il Presidente, in ordine la Maggioranza assoluta dei voti, sono conferbeni patrimoniali del Comune — Sulle di- agli art. 11, 12, e 13 della legge 6 luglio 1862,
mati a far parte della Deputazione in parola.
stribuzioni e le ingerenze dei Comuni nella sottopone all' approvazione del Consiglio
Lo stesso sig. Presidente invita i signori
gestione delle Opere Pie e dei lasciti che _la lista degli elettori della Camera di Comadunati a devenire alla rinnovazione per un
interessano le generalità degli abitanti.
mercio per l'anno 1872, riveduta dalla GiunIn genere se tutte le disposizioni della ta municipale nella sua adunanza del 27 giu- qiiarto della Commissione visi t atrice delle
carceri, che a forma cieli' ed, 7 del Regolaleggo e del regolamento_ per l' amministrazione comunale e provinciale, con riferimento gno. D. p•, pubblicata nel dì 30 successivo; mento approvato con decreto de' gennaio
alle altre leggi di unificazione amministrati- contro la quale nessun reclamo fu avanzato,
1861, si ~pone di (inalare membri, elle per
va che vi hanno attinenza.
comprendente 11.0 708 elettori.
questo comune sono i signori Savi dot t. Adol4.0 I quesiti in ordine agli argomenti di
Eseguitasi la votazione per alzata e seduta,
fo, Bucchieui Giovanni, Bersetti dott. Dotriecui nel precedente articolo, saranno inviati di la lista medesima .è approvata ad unanimità.
fico, Collodi dott. Ranieri. TOssern, che per
volta in volta dal Ministero al Prefetto in
TI Presidente dipoi annunzia che l' ordine tale rinuovazione non si fa luogo - ad eatradue pieghi con suggello d'ufficio. del
gierno porta iL conferimento per l' anno zione a sorte, uscendo di carica per anzianità
5•0 Gli esami saranno tenuti davanti ap1872 ,Iella dote detta cieli' Assunta o del Rin- il sig. dott. Adolfo iavi. Fatta e la votazione
posita Commissione formata nel modo prescritto dall'articolo 18 del regolamento sopra fresco, stabilita con Sovrano rescritto del 19 col sistema consueto delle schede,. il Presidente,
citato.
giugno 1784, in lire 117, 60 a favore di una
assistito eempre dai signori Inieeolai 'e Nion6.0 I coneorreuti agli esami dovraano fanciulla povera e di onesti costumi nata in
selles,
annunzia che il sig. Adolfo Savi
almeno 15" giorni prima che questi vengano
Pisa
o
nel
contado
pisano,
in
luogo
del
legato
avendo
riportato - la totalità dei suffragi, riaperti, aver fatto pervenire le loro istanze in
di scudi venti lasciato per un rinfresco ai mane eletto a far parte della Commissione
carta da bollo alla Segreteria, della PrefetPriori; nel g iorno dell'Assunta, dal fu Jacope anzidetta.
tura, corredate (lei documenti gi ustificativi
prescritti dal citato articolo 18, come di ogni Fiorentino, col suo testamento de' 21 ottoIl Presidente comnnica quindi al Consiglio
altro documento che, credeseero utile di prolire 1649.
Io
deliberazioni seguenti, adottate dalla Giundurre, per comprovare titoli o gradi accadeSecoli& il sistema consueto, iniborsati Ool - ta intinicinale nel periodo in cui 'tacevano - le
mici di cui taluni andassero insig,niti.
7.0 I Candidati potranno consultare nel-. l' assistenza dei consiglieri Gallizioli e Nicco- adunanze del Consiglio:
l'esame scritto i codici e le leggi vigenti, che lai, dal Presidente i nomi dei consiglieri preDeliberazione dei 13 giugno 1872, con la
saranno a tal uopo messe a loro disposizione. senti; par mano del consiglier Chiesi, invitato quale approvava per urgenza la 'perizia com8.0 La prescute notifieazione, inserita a
dal Presidente stesso, è stata _estratta una
pi- à riprese ne! Giornale ufficiale della Pro- ghiandina che conteneva il nemo del sig. cav. pilata dall' Ingegnere cenni-naie relativa ai
lavori di costruzione degli anfiteatri in leguo
vincia di Pisa verrà a cura dei Sindaci pubingnere Lelio Gallizioli, il quale perciò ha la per la Scuola di Medicina, e, previa opporblicata anche in ogni comune di questa profacoltà di conferite la dote suddetta.,
vincia.
tuna autorizzazione, deliberava di cedere i
Il Presidente stesso espone dipoi che per la lavori stessi a trattativa privata.
Pisa li 15 luglio 1872.
morte del consigliere Zipoli, avvenuta nel di
LAN ZA.
Deliberazione del 20 giugno 1872, con la
28
febbraio dell' anno corrente, rimase senza quale nominava i delegati ala, Commissione
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essere conferita una delle doti del _voto dei comunale di 'accertamento dei redditi soggetti
Pisani estratte nell' adunanza del dì 21 feb- alla tassa di ricchezza mobile.
CONGLIO CONERILE Di PIM
braio 1872, ed a lui toccata in sorte.
Deliberazione del 4 luglio 1872, con la qua,Sessione straordinaria di Primavera.
Occorrendo perciò devenire ad una nuova le, emendo nel 22 giugno decorso rimasto deSeduta pubblica del dì 20 agosto 1872.
estrazione; imborsati i nomi tutti dei Consi- serto lo incanto per l'appalto dell'Esattoria
2.a CONVOCAZIONE.
glieri presenti, per mano del consiglier Chiesi, comunale a forma della, legge 20 aprile 1871
invitato dal Presidente, è stata estratta una n.0 192,13 Giunta deliberava di aprire il nuoPresidenza del Sindaco cav. dott.
ghiandina, che conteneva il nome del sig. vo incanto portando dal 2 e mezzo al 3 per
Giuseppe Bianchi.
consiglier Chiesi medesimo, il quale ha per- cento Paggio per ogni cento lire di versaFatto l'appello nominale resultano presenti ciò il diritto al conferimento della dote sudmento.
i signori:
detta.
Deliberazione dell' 11 luglio 1872, con la
Il Presidente dipoi richiama il Consiglio a
Gallizioli, Chiesi, Bocci, Banti, Mariani,
e Renaudot, per assicurarsene la proprietà.,
fece istanza,perun privilegio reale che gli venne
accordato nel 1632. Questa fu l'origine dell'odierna Gazette de France, il più antico dei
giornali politici francesi (1).
Sotto la tragi-commedia della Fronda la
stampa fu attiva oltre ogni dire, e la satira,
sotto tutte le sue forme, mostrò violenza ed
insolita audacia. Alcuni di questi pamphlets
apparvero sotto il titolo di pubblicazioni periodiche. Tali sono: il Courrier Francais, giornale ebdomadario, in versi burleschi, che visse
tre mesi, nel 1649; il Babillard, altro giornale
del medesimo genere, che non ebbe che sei
numeri; la Gazelte dii temps in 8 numeri etc.
Fra questi gazzattieri, Lorot fu uno dei più
ricercati. Esso aveva cominciato ad essere il
novellista di Madama di Longueville. Al fino
di rendere il mestiere più lucrativo, Loret
faceva tirare dei suoi racconti un grandissimo numero di copie che distribuiva a per-
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r2a menti anticipati
UFFICULE PER GLI ATTI GIUDIZIARI ED MiiiiiidISTRAT
Pisa 16 settembre
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o spazio corrispondente.
GIORNALE POLITICO
PARTE tIfFICIALE
1
ANNUNZI E INSERZIONI
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Centesimi 10 il *numero -- Arretrato 20.
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sone altolocate. Poi, la su a. fama aumentando,
fece stampare i suoi fogli; o la sua _illusa Storica, per una buona fortuna unica in questo
tempo, si sostenne durante quindici anni
(1650-1665). Loret era molto riserbato rispetto alla politica. Dai-ente la Fronda, egli aveva
creduto un istante di poter usare della libertà per sostenere la causa di Mazzarino,
col medesimo diritto col quale gli altri se ne
servivano per attaccarlo. Ma egli fu minacciato da un decreto d'arresto, ed obbligato a
rinunziare, come dice egli stesso, di ragionare
Sur l'état prég•ent des affaires,
Pour n'irriter tels adversaires
In un altro numero, egli deplora burlescamento il silenzio che gli venne imposto:
Ah! que c'est une étrange chose,
Quand on vent jasei et qu'on n'osa'
Ma Loret non aveva vocazione alcuna
per il martirio, ed osservò un prudente silenzio. Un altro novellista, Subligny, fornitore
dello notizie del Delfino, fece pure stampare
la sua Gazzetta; ma questa . non ebbe la voga
un la durata diquella di Loret; la di cui Misset
sarà sempre consultata come una raccolta
prezioea, per la storia della Società, del
tempo (2).
La letteratura del secolo XVIII mirò,
ad abbattare gli avanzi del Medio-Evo, si
nel inondo civile e politico, sì túll morale o
religioso. Il XVI o il XVII eecolo avevano
minato il Medio-Evo, li,/ missionø del XVIII
era di rovesciarlo e di finirla con lui. E di
lì che cominciano, i caratteri di questo gran
secolo, la cui filosofia ebbn re, sacerdoti, guerrieri e magistrati per discepoli o per av versarla Si videro governi dare con una mano
P°'' i ai filosofi, pagare coll' altra i loro calunniatori, proscriverli ed onorarli, fare ardere
dal carnefice le loro opere e seguire le loro
dottrine: e queste prevalevano couabattute
dagli uni, difese dagli altri, confessate da
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quale stabiliva di concedere, mediante auto- dichiara in questi precisi termini, che la oririzzazione della R. Prefettura locale, per pri- ginalità del quadro consta pel conteggio, da me
vata trattativa l' accollo della demolizione veduto, dell'autore insigne cogli estinti Lanfredegli stabili Casaretti a norma di analoga
ducci; ma eseendo buono l' originale e il
quadro, ne viene la conseguenza forzata che
perizia dell'architetto sig. Micheli.
Deliberazione del 18 luglio, con la quale il Comune lo debba acquistare?
11 Comune possiede una quadreria di qualapprovava per urgenza la perizia compilata dall'Ingegnere comunale relativa ai lavori che pregio; pregio che le viene principalmente
di verniciatore e tintore occorrenti alla fab- dalli essere una collezione di dipinti per la
brica per la Scuola Zooia,trica, e deliberava, massima parte dei primi tempi dell' arte della
previa autorizzazione, di accollare i lavori scuola Pisana e di qualche altra scuola italiana ancora. Di moderna pittura ha poco;
stessi a privata trattativa.
Deliberazione del 5 agosto 1872, con la quale di guisa che a voler montare una galleautorizzava, il Sindaco a stare in giudizio nella ria ben fornita di eccellenti opere del secolo
d' oro e dei posteriori dell' arte italiana, ablite promossa dal sig. Gaspero Santoro.
Deliberazione dell'8 agosto 1872, con la qua; bisognerebbe spendere assai, e per lungo corso
di anni allogare nel bilancio del Comune
le coerentemente ad analogo partito preso nel
fondi proporzionati al valore degli acquisti
1. 4) agosto stante dalla Deputazione provinciale,
che
si credesse voler fare, o che l' occasione
approvava l'abolizione della tassa di L.05 per
venisse
ad offrire.
l'avviso di pagamento d'ogni posta inscritta
Considerato
però che con 1' acquisto del
sul ruolo dei tributi.
quadro
di
Guido
non si accrescerebbe il luDelibera,zione del 16 agosto 1872, con la
stro
ed
il
pregio
della
pisana qua,daeria, se
quale approvava per urgenza la perizia comnon che quando simultaneamente ai formasse
pi I a,ta, dall'Ingegnere comunale relativa all'apil fermo proposito di darle molti altri compalto delle lastre di cristallo occorrenti alla
fabbrica per la Scuola Zooiatrica, e deliberava, pagni d' eguale maggiore estimazione e si
approntasse il corrispondente corredo dei fondi,
previa autorizzazione , di accollare i lavori
e considerato .che fuori di quest' ultima constessi a privata, trattativa.
Ti cenaigliere Del Punta per ultimo riferisce dizione non sarebbe giustificata la spesa di
sul n.0 25 dell'ordine del giorno, dicendo che 50000 lire di che si tratta, imperocchè non
un solo visitatore di più della nostra collecon lettera de'4 giugno decorso diretta al Cav.
SindacOil sig. Paolo Santini,dicendosi special- zione si otterrebbe in grazia del solo quadro
di Guido di cui si arricchisse l' Accademia
mente ineariéato dal sig. Upezzinghi, offriva
in vendita al Municipio il quadro di Guido di Belle Arti, mentre che una tal somma
sconcerterebbe le previsioni delle grandi opere
Reni rappresentante l'Amor sacro e l'Amor
profano, del quale è in possesso la famiglia che il Comune ha il dovere di condurre al loro
Upezzinghi, e con altra del giorno stesso di- compimento; considerato infine, conclude il
chiarava che il prezzo «ivi a era stato fissato, relatore, che il partito messo innanzi dal Minipo':che resti in Pisa, nell' invariabile somma stero sarebbe peggiore di ogni altro perchè
di italiane lire 50000, cifra che si aumenta farebbe luogo all' incomoda spesa o non assicurerebbe la perpetua esistenza del quadro
rendendolo all'etero ».
in questa città, la Commissione 3. ò di paDopo alquanto tempo si venne a conoscere
.che era stata avanzata istanza al Ministero rere che sia da rispondere all' offerta, che il
Consiglio comunale, por quanto dispiacente
PCI. avere l'apitorizzazione di estrarre dal Regno il detto quadro, essendosi aresentato un che la città, sia per rimanere priva del pregevole quadro di Guido, pur trovasi nella
compratore russo.
dolorosa condizione di non poterla accettare.
Furono dipoi fatte verbali premure per
Aperta dal Presidente la discussione; dopo
parte del Ministero al Cav. Sindaco, perché
poche parole di osservazioni e schiarimenti
volesse adoperarsi a che il quadro restasse in
Italia; ad il Cav. Sindaco rispose in proposito scambiati fra il consiglier Chiesi ed il relache saxebbe.stato lieto di poter conservare a tore, mostrandosi i signori adunati tutti
favorevoli alla, proposta della 3.^ CommisPisa e all'Italia questo capolavoro, e che ove il
Governo si decidesse di farne acquisto, e faces- sione, il Presidente la mette ai voti ed ò
se al Municipio proposte accettabili nel senso approvata per alzata e sedtila ad unanimità.
Dopo di che, previa lettura ed approvadi anticipare per suo conto tutto o parte del
zione del presente processo verbale, è dichiaprezzo, non avrebbe mancato di 'presentare
l'affare alla decisione del Consiglio.
rata sciolta la seduta.
Successivamente si ebbe notizia che il MiIl Presidente
nistero mostrando dispiacere di non avere
D. G. BIANCHI.
Il Consigliere Anziano
mezzi per eonse'rvare all'Italia, un tal quadro,
tra però risoluto di concedere la richiesta
GALLIZIOLL
Il Segretario
autorizzazione, seppure il Municipio di Pisa
non ne avesse fatto l'acquisto, per quando
T. PARENTI.
Governo fosse stato in grado di eseguire il
rimborso delle spese e di andarne al possesso;
aggiungendo che esso non potrebbe, senza una
legge prendere impegni positivi e determinati.
c?C.;+
Ora pertanto spetta al Consiglio il delibePOUSI011e
rare se crede o no di acquistare quel quadro, e al prezzo di 50000 lire. Olfe il quadro
giornali • delle altre città cominsia pregevole, continua il relatore, non è
ciano ad occuparsi seriamente di questa
da mettere in dubbio; tutti ad una voce ne
nuova Istituzione ideata dal padre Curci:
convengono; che sia originale nè pur questo
e, quale in un senso quale in un altro,
sembra potersi mettere in forse, ciappoiché il
ne fanno soggetto del loro studio.
Morrona, nella sua Guida alla parte 3, cap. 8.0
.
‘
2ilinT2 NON UFFI3UILE
-
La
molti, simulate o dissimulate dai più, secondo
i casi, con infingimento ché diceasi prudente.
In Ispagna i Duchi di Aratala, d'Alba e
di Villa Hermosa, ministri del re, in Porto«allo il ministro Pomba!, in Danimarca il re
Cristiano VII, in Isvezia la regina Utrica e
suo figlio Gustavo III, in Polonia il re Stanislao Poniatowski, in Prussia Federigo
in Austria Maria Teresa e Giuseppe 11, ed
in altri luoghi altri principi ed autorevoli
personaggi più o meno seguivano le nuovo
dottrine, ed ouoravausi dell' amistà di Vol.
taire, di Diderot, di D' Alembert e di altri
filosofi, e alla gloria di essere da loro lodati
aspiravano.
In questa condizione (lì cose fu concepita
in Francia l'Enciclopedia francese, non tanto
por raccogliere in un corpo lo seibile, quanto
per colorirlo a nuovo, rovesciando tutto ciò
che s' opponesse alle idee. sorgenti. Fu un
imnionso disegno e, secondo il concetto, perfettamente eseguito. .
Universitaria Cattolica di Pisa,
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Alcuni però credono di aver fatto abbastanza mettendo in ridicolo questo,
dicono essi, ultimo tentativo dei Gesuiti;
e quasi non capiscono come mai la cittadinanza pisana siasi tanto commossa
per un'opera, che in fondo non riuscirà
a nulla di serio e di durevole.
Un vecchio proverbio insegna: « a chi
consiglia non dolere il capo »: e forse
questo proverbio può servire acconciamente a spiegare la rosea serenità della
Opinione, che scrive a Roma, come le
velleità liberali dei gazzettieri di Firenze.
Comunque sia, partecipi delle apprensioni dei nostri concittadini, sentiamo il debito di chiarirne i motivi.
Noi non ci preoccupiamo ( lo dichiarammo ampiamente ) che la pensione
gesuitica possa recare intoppo al libero
svolgimento della scienza: noi non ci
preoccupiamo neanche della influenza,
che possa avere sull'avvenire delle nostre pubbliche istituzioni; sebbene forse
non sia nemmeno da trascurare il pericolo che i giovani educati in questa
pensione, e che saranno appartenenti
nella massima parte ad aristocratiche
famiglie, possano, coll'autorità del nome
e del censo, invadere un giorno le 'pubbliche rappresentanze, il parlamento ed,
* i consigli locali; dove, se non hanno
un capo fra liOro, lo troveranno presto
nel primo ambizioso spinto dalla mania
di acquistare, o riconquistare, il potere.
Ma poniamo . pure che queste sieno
apprensioni fuori di luogo, ed esagerate
oltre il dovere. Il padre Curci farà un
buco nell'acqua: siamo d'accordo. Ma,
anche ponendosi dal punto di vista dei
giornali predetti, l'allarme da cui la
città è stata soprappresa non è meno
ragionevole.
E valga il vero. Le provocazioni, ne
abbiamo già avuto un saggio, siamo
quasi certi' che non mancheranno. Dal), altra parte, non tutti i cittadini conserveranno abbastanza animo calmo per
sopportarsele in santa pace: e posto pure che i cittadini le sopportino, chi sa
se sapranno imitare questo contegno
quei della scolaresca, che, come giovani, hanno l'animo più bollente, e _fra
pensare e l'operare non sono avvezzi à
frapporre la riflessione dell' uomo maturo. Si può lamentare questo (lamentare:. badi la Gazzetta d' Italia che ci
fa accuse tali da mostrar chiaro che
non ci ha letto, o che vuole insinuare
ad ogni costo) si può lamentare; ma
come fatto non si può disconoscere: e chi
lo sconoscesse certamente non meriterebbe lode di uomo assennato e prudente.
-
Era per certo magn:fica idea erigere r si- . secondo il Livore o i rancori della PoMpadour,
ventario di tutto ciò che si sapeva, per de- dispensiera delle grazie e della gloria.
Appena scoppiata la Rivoluzione, icui printerminare ove . drizzare le nuove ricerche;
erano fini umanissimi il popolarizzare la cipi erano" già, stati proclantati nell'Encicloscienza, e rimettere in onore l' industria, im- pedia, i giornali non furono più allora semponendo ai singoli autori di dar veste intel- plici raceolte di nuove: essi seppero inalzarsi
ligibile ai loro pensieri e di allettare il pub- all' altezza della laro missione, discutendo
blico; era attraente cotesto concorrere di tanti degli affari più importanti del paese, e riingegni, medici, nffiziali, abati senza, speranza schiarando la pubblica opinione. Primo Midi luce e neppure di gloria, giaachè spesso rabeau aveva fondato le Courier de Provence;
presta seguirono mettissimi, più letti i più
igooravaseue il nome.
Più che un libro, l'Enciclopedia un fatto, sfrenati; 200,000 esemplari si tiravano delle
a non letterariamente vuolsi valutarla, ma Rivoluzioni di Parigi, che aveva per epigrapoliticamente. E preti conobbero il pericolo fe: « I grandi ci pajono grandi sol perchè
noi siamo in ginocchio: alzaimoci s.
di qnesto demone che aveva nome legione;
Non v' ha dubbio che alcuni fra questi
il governo s' adombrò di siffatta associazione,
giornali,
come l'Ami du peuple ed il Père
ma nè aveva ardire di' opporvisi apertamente,
Duchesne, si abbandonarono a strani eccessi;
nè accortezza di guastarla colla protezione;
ma i furori di Marat e le oscenità di Hebert
e mentre con inquisizione ombrosa e molle
aveva proibito' siu la Vita di Carlo XII, al- sono compensate dai servigi che resero la
Chronique de Paris, le Journal de la Cour
lora lasciava stampare o no qnell' ateismo,
Cosa avverrà? Padre Curci la mattina predicherà in Duomo contro l' irreligione del secolo, le usurpazioni piemontesi, le ambizioni sabaude, e le scelleraggini degli italiani: e i cattolici, animati
di divino fuoco, bastoneranno di santa
ragione il primo disgraziato cui capiti
d'interrompere con uno straluno il reverendo padre, o di far le boccacce a
qualcuna delle sue più azzardate invettive. La sera uscirà il Galileo con un
articolo sul fanatismo religioso, sulla
iniquità dei preti e dei frati, sulle macchinazioni del gesuitismo: e vi sarà chi
correrà a fracassare i vetri della lo
canda Curci, e a carezzare le spalle
dei reverendi locandieri e degli ospiti; e
non sempre la cittadinanza sarà là per
_consigliare gli animi alla calma, e
mettersi in mezzo, e prevenire gli attriti. Sarà una condizione invidiabile
questa di Pisa, ridotta' a veder duna°.
varsi dentro le sue mura le scene di
Ganci, di Anversa, di Malines, di Belfast e di Dublino.
Sappiamo bene (e sarà la risposta
che i citati giornali ci daranno): la
truppa interverrà, la mattini per proteggere i liberi pensatori, la sera per
salvare le spalle ai rev,erendi padri e
agli alunni; e . e bazza a chi
tocca! Ma sarà un bene questo?
Non vi ha persona che abbia fior di
senno che non sia pronta a riconoscere
esser questo un male, é un male gravissimo: e quando questo si può evitare,
non vediamo, ci si permetta, la necessità di volergli andare incontro per
forza .
Sappiamo bene che il dottrinarismo
ha messo di mecla, questa singolare teoria: che sotto i governi liberi è impossibile di prevenire, e bisogna accontentarsi a reprimere. Verainente la pratim insegnerebbe il contrario; ma mettiaino anche che il principio, come lo
abbiamo posto, sia stato sempre seguito
e accettato come inconcusso, non per
questo ci adatteremo a. ritenerlo così
assoluto: massime pei in quistioni di
politica opportunità, dove i principii
vanno sempre tenuti come faro, che ha
da guidare lo statista nelle sue decisioni; per pronunciar le quali, egli però non
può nè deve dispensarsi dal tener'conto
delle condizioni di fatto del paese, e dell' epe„,a, nella quale egli vive. Qualche
cosa abbiamo studiato anco noi; e studiando, cercato, possibilmente, d'intendere: nè abbiamo mai trovato scrittori
di libertà che neghino potersi prevenire
un male grave ali' ordine sociale quando il male è certo che sarà per avvenire,
,
-
.
et de la ville, l' Orateur du peuple, che difeudevano con maggior saviezza i principi della
rivoluzione impugnati dall'Ami da roi e dagli
Actes des Apótres. La, scossa di questa felice
- mutazione -avvennta nella stampa periodica
in Francia si foce sentire in tutto il resto
dei I' Europa, senza eccettnarne l' Inghilterra:
ed eli è da quei!' epoca elio ebbe principio
l' immensis influenza del giornalismo, influenza
che è sempre andata crescendo a dispetto di
tutti gl' inceppamenti fiscali e politici inventati dai governi (3).
Sotto il Direttorio e sotto il primo Impero
il giornalismo francese dovette contenersi
entro assai brevi confini. Ridotto a dover .fare
eco al Moniteur officiale, le gazzette di quel
ternpo -abbandonarono una carriera ingrata
e sparsa di pericoli, e, lasciando in disparte
la politica, si rifecero sulla letteratura. La
prima appendice comparve nel Journal des
Debats nel 1800. Dal 1815 al 1819 la Cena
.
«AD *.or:
_ffiloy • nor ww, 411".
e senza troppa distanza di tempo: ed abbiamo veduto i più decisi partigiani dello
individualismo , disposti ad ammettere
alcune restrizioni alle individuali libertà;
quando queste restrizioni sieno volte ad
assicurare da, un presentissimo pericolo
la pubblica pace, e gli ordini sociali sta.
Si obietterà la mancanza di leggi
adatte al caso. Si potrebbe rispondere
che anche questo non sempre. ha costituito un ostacolo : e in ogni caso
che non tutto posson fare le leggi,
ma molto può fare l'accorgimento dei
governanti; e spesso, quel che non può
un ordine perentorio, può un consiglio,
amichevolmente sussurrato alle orecchie.
Di più. S. le leggi difettano, chi ne
ha il potere le faccia; e cui spetta le
provochi. Anco noi aborriremmo dalla
proscrizione per le persone, recentemente decretata, in odio ai Gesuiti,
nell'Impero Germanico: ma non per
.questo crediamo che non potrebbero
prendersi altre misure; fra le quali la
prima quella d'interdir loro ogni forma
di pubblico insegnamento.
Si obietterà, al solito, dai dottrinarii,
che deve esservi « uguale libertà per
tutti ».
A questi noi domandiamo se vi'sia esempio nella storia di un partito avverso
non solo alla forma di governo, ma ,a
tutti i principii su cui il governo si
fonda, financo alla costituzione in stato
autonomo e indipendente del proprio
paese, come è il partito gesuitico papalino: e, se ve ne ha, dove sia accaduto
•che gli altri partiti gli siano andati incontro, offrendogli piena libertà, e licenziandolo di cospirare con tutta sicurezza,
e con- tutti i mezzi che la .mente e l'animosità di partito gli suggerissero, per
rovesciare quello che tutti gli altri, con•cordi, volevano fosse mantenuto e rispettai o.
Noi domandiamo cosa sarebbe avvenuto delle libertà inglesi, se ayessero
trionfatole bieche volontà di Giacomo Il,
inspirato dal gesuita l'otre, che sotto
l'umile richiesta della «libertà per tutti»
così pei suoi correligionari come per gli
altri abitanti del Regno Uriito, mirava
a perseguitare la religione nazionale, e
ad escludere tutti gli Anglicani dal
:consiglio privato, dall' esercito, dall'armata, dagli uffici di governo, per
empirli di cattolici e di papisti?
E siccome ricorderanno che, abusando
Giacornol ogni maniera del potere regio
per favorire i suoi protetti, vi fu bisogno
di una rivoluzione, che cacciò gli Stuar-
-
Ire»
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4r•-b-1>-• •-•-.
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arna,
di per insediare gli Orange; e siccome è indubitato che sotto il nome di
libertà i gesuiti e i loro seguaci hanno
sempre inteso ed intendono la libertà per
loroelaservitù per tutti gli altri, noi demandiamo' ai nostri oppositori se parrebbe loro opportuno di andare incontro
a pericoli di rivolgimenti, che non mancherebbero certo di prodursi, quando
questa sètta, nemica di ogni civiltà,
riacquistasse, anco solo per pochi momenti, il sopravvento.
Nè abbiamo mai sentito far rimprovero agli Stati "Uniti d'America, dove
il rispetto alle opinioni individuali
come, opelun sa, è spinto fino all'ultimo
limite, per le leggi fatte contro i Mormoni; nè la civile Europd si levò a protestare contro le spedizioni annate nella valle dell' Olio.
Certo, non tutti i giornali che sostengono questa tesi, se avvenisse, puta,
domani, mi cambiamento di Ministero,
sarebbero parati a sostenerla egualmente; ma., fatte in prima le debite
nostre considerazioni e domande, noi
dichiariamo di esser pronli ad accettarla oggi e sempre.
Ma i governanti, e per governanti
intendiamo tutti quelli . che ressero
l'Italia dal l89 ad ora, hanno, fatto
quello che era necessario per mettere il
paese su questa via? hanno lasciato al
giudizio individuale tutto quello che
:all'individuo spetta di curare? hanno
'incarnato nelle leggi la formula tante
volte proclamata della separazione della Chiesa dallo Stato? hanto incitato,
abituato il paese alla lotta incessante,
coetinua, e al tempo stesso alla tolleranza di tutte le opinioni diverse?
Se è vero che lo stato del giornalismo
è uno degl'indizii migliori per conoscere
le opinioni di un dato paese, _l'esame
del giudizio dato .dal giornalismo sulla
questione attuale, e di quello dato recenissimamente sopra un'altra, che
pure ebbe origine da Pisa, ci chiarisce
la vera situazione delle cose.
Viene oggi il padre Curci• e, bistrattando tutte quello che si è /atto in questi ultimi anni in Italia, insellando i
vivi ed i morti, manda fuori il manifesto
della locanda che vuol pri re: e i giornali, una granelmeno,
parte griano:
cl'
«libertà per tutti». Pochi mesi sono, il
seggio di una Società di liberi pensateli, manda ai socii una circolare di
poche linee per invitarli ad assistere
al banchetto anniversario sociale: e
tutta l'Italia si leva in fiamme: e tutti
i giornali, seni e ridicoli, ci vollero dir
su la sua; e chi li chiamò fanatici, e
chi sciocchi, e chi intolleranti e villani; e
vi fu per fino chi disse, che l'atto da loro
perpetrato era « un insulto alle credenze dei loro concittadini. « Libertà
per tutti, domandarono essi; ma i giornali seguitarono a gridare, più forte
,
-
t•ICAP.-41.1.--:*:
oro
-
lha
che mai, contro di lorO: e s'inventarono
le insulsaggini le più nuove, e si raccattarono le più vecchie, pur di colpirli.
Questo dica quanto il paese è preparato a rispondere colle feconde lotte
della liberta assalto del gesuitismo.
E, scendetWo ad esaminare le condizioni di fatto, di tutte le facoltà
Universitarie , quella che più d' ogni altra dovrà sostener l' urto dello
sforzo gesuitico sarà certo la filosofica.
Alla filosofia di S. Tommaso, insegnata
nella Locanda, dovrebbe esser contrapposta la filosofia positiva nelle aule
della Università. Ma' per es. dei quattro professori di filosofia dell'Università
'
pisana, lo diciamo senza intendere di
pregiudicare per nulla le loro onerevolissiine persone, tre rivestono abito religioso: ed uno insegna la filosofia Rosminiana, l'altro la Giobertiana, e ,il
terzo pende verso il Galluppi ; e il
quarto, che non è ;nò prete nè frate,
si esercita a scriver delle monografie
« sul linguaggio degli angioli ». Non
avranno itroppa fatica i ripetitori del
padre Curci.a confutare le opinioni erronee di questa parte d' insegnamento.
Libertà per tutti. Noi l'accettiamo,
ma ad un patto: che, pur rispettando la
libertà di tutti gli altri, quel partito che
ha la direzione della cosa pubblica, le
imprima un indirizzoconfonne alle proprie idee; e non tergiversi a destra e, a
sinistra. Liberi i cattolici d'impartire il
loro insegnamento e d' addottrinare i
giovani come più lor piaccia: ma smetta
il Governo di mantenere l'insegnamento religioso nelle sue scuole; e non si
faccia più una crisi ministeriale, perciò
un ministro propose di abolirlo.
Libertà per tutti; ma, allora, via
certi articoli del codice penale, via il
primo articolo dello Statuto, via la legge delle guaredtigie.
O ,condizione comune a tutti, o provvedimenti eccezionali contro chi gode di
eccezionali privilegi.
Libertà'per tutti: e accettiamo pure
la lotta. La lotta sì; l'inerzia mai.
—
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.
minacciata istallazione della Pensione Universitaria, di che è parola nell'opuscolo del.
padre Cuci, facendosi interpetre dei sentimenti del Paese, applaude al Comitato
nominato dalle varie Associazioni cittadino,
la sera del dì 14 corrente, e si rivolge al
Governo locale affinchè interponga i suoi
buoni uffici presso il Ministero, onde siano
remossi i pericoli che dalla installazione
del detto Convitto potrebbero sorgere, e
la Città nostra continui a godere di quella
tranquillità e moderazione di cui ha dato
sem pre splendide prove.
.
la Presse, e dopo, la ,Teune Presse fondata da
quel camaleonte politico che è il sig. Emilio
de Girardin (4).
La rivoluzione del 24 febbrajo 1848 addusse
in luce da 400 a 500 giornali, appartenenti,
tranne poche eccezioni, ai partiti estremi, e
parodizzanti, così nel titolo come nel contenuto, la stampa sfrenata del 1793. Il generale
Cavaignac pose un freno alle sregolatezze
giornalistiche sospendendo, il 25 giugno 1848,
undici dei giornali più violenti, fra i quali
la Presse di Gira,rdin, che annoverava 7000
abbuonati; e un altro decreto .131 principe
Luigi Napoleone, in data do' 13 giugno 1849,
ne sospeso sei (5). Nella nuova legge sulla
stampa, approvata dall' Assemblea nazionale
il 16 luglio 1850, fu statuito, fra le altre
cose, che gi autori di tutti gli articoli politici, filosofici e religiosi avessero a soscrivere
il loro nome, o questa restrizione alla libera
discussione fu viepiù accresciuta, dopo il colpo
•.•—•••...P. 111140.0.--
«.
.
Il Presidente
Dott. TITO TIZZONI.
Il Segreiario
.
Ai nomi dei componenti il Comitato
che pubblicammo nell'ultimo • numero,
vanno aggiunti, fra i rappresentanti la
cittadinanza, qnelli dei signori
Cappelletti prof. Licurgo,
Mungai Enrico, ,
Nistri Ti to
Salvatori Italo,
Xanthakis Antonio.
.~•-■•••••••■IMANA...^~...
Ci vien rimesso, con preghiera di pubblicazione, il seguente documento.
Estratto di deliberazione presa per urgenza dalla Deputazione dirigente la Società delle RR. Stanze Civiche di Pisa,
nell'adunanza del dì 16 setenzbre 1872.
La Deputazione, prendendo parte alla
giusta. commozione destatasi in Pisa per la
••■■rowee■wartimmumwormonrww.
sura non lasciò loro guari più libertà di quella
che godessero sotto il dispotismo imperiale.
No furono sciolti colla legge del 1819, ma
.solo per breve tempo; poichè, appena scorso
un anno, la Censura venne riposta in seggio.
Venne poi di nuovo abolita quando salì al
trono Carlo X. ma la surrogarono con leggi
severe contro la stampa, con cauzioni dalle 750 alle 10,000 lire di rendita, e con rigorosi processi.
Sotto linigi Filippo, tutti i partiti, persino
bonapartisti e i socialisti, avevano i loro
organi influentissimi:i repubblicani il National,
iTtat, le Reformateur ecc.; i socialisti la De. mocratie PacifiqUe, l' Homme Libre; i bonapartisti la Révolution de 1830, le Capitole
o le Commerce; i legittimisti la France, la
Gazette de France, la Nailon ecc.; l' opposi_zione costituzionale il Courier Francais
1' Impartial, le Temps, le Siècle; mentre il
governo non aveva dalla sna, che i Débats e
_ • -
AVV. VITTORIO BANTI.
Copia conforme all'originale
Il Segretario
Avv. V. BANTI.
-
Il giornalismo italiano principia ad occuparsi seriamente della qúistione che 4a
alcuni numeri riempie le colonne del giornale nostro.
Di tutti gli articoli pubblicati in proposito ci piace riferire il seguente, pubblicato nella Libertà di Roma, riservando
però la piena libertà delle nostre idee, in
quanto non concordino con quelle manifestate dall' autorevole scrittore.
IL A. VI E
Attenti, lettori; perchò questa volta il
pescatore ò un maestro di prima classe, o
la rete fu gettata, con mano' abilissima, sopra un mare ovo i pesci abbondano, o so no
possono pescare di qualità rarissime.
Il pescatore si chiama padre Curci, della
Compagnia di Gesù; ed il mare su cui ha
gettato le reti, ò il gran mare delle Università italiano.
Avete da sapore innanzi tutto, che i Gesuiti sono una razza di clericali assai diversa dai loro fratelli, più o meno in buona fede. I Gesuiti sono in apparenza più liberali, affine di poter essere più gesuiti. E
poichò lo scopo massimo del gesuitismo ò il
dominio, così, ciò che essi ambiscono più di
tutto, ò la vastità del luogo su cui possano
estendere il loro dominio.
Pio IX, un buon numero di Cardinali, un
numero anche maggiore - di Monsignori e
Prelati, un fondo di sincerità. lo hanno ; hanno creduto con abbastanza buona fede che
il potere temporale fosse indispensabile nel.
trionfo della Chiesa cattolica, e mettiamo
anche per la salvezza' delle anime, e hanno
pianto sinceramente al rinibombo delle cannonate di Porta Pia.
I Gesuiti, iivece, lasciate pur che dicano;
ma in fondo al loro cuore hanno gioito non
meno di mo e di voi a quelle cannonate; o
fors,., mentre nei tutti il 20 settemlue saltavamo come pazzi da,11a, gioia per le vie e
per le piazze, qssi non hanno saltato meno
di noi nei vasti cameroni del loro convento. Parlo, s'intende, dei Gesuiti di vaglia;
di quelli che meritano questo nome, non di
quelli che l'usurpano, e che sono capaci ancora, vergogna! di un po' di onestà o di buena fede.
,
171MMI:2■■•
di Stato, dal décret oryinique del 17-23 febbrajo 1853, il quale ebbe per effetto la morte
preseoehè immediata di 120 giornali politici,
vale a dire oltre un terzo di tutto il giornalismo francese. Dopo la campagna. d'Italia
(1859) i speravano che, in virtù del-•
l' amnistia largita, Imperatore, una maggiore libertà fosse per essere concessa alla
stampa; ma una nota nel Moniteur pose fine
a queste illusioni (6).
Dopo le concessioni fatte dall' imperatore
Napoleone, il 19 genpujo 1867, comparvero
in Francia non pochi giornali di opinioni avanzatissime, fra i quali citeremo La Lanterne
diretta da Rochefort. Dopo l' ultima guerra
e la cadma dell' Imperatore, cominciarono a
sorpassare ogni limite la Marseilleise e Le
.Rappel, i quali furono cagioni di lacrimevoli
eccessi. Anche il sig. Thiers, attuale presidente della Repubblica, ha posto mi freno
alla stampa francese, e specialmente parigina,
la quale, per fomentare ire di parte ed odi
sfrenati, poco si curava dello straniero che
tuttora calpesta il suolo francese. È un fatto
•
.
00.
01.00, ■••■•■■ •
—
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•■•••••
incontrastabile che la libertà di stampa, divenuta licenza, ?.; nociva, piuttosto che utile,
alla libertà.
(1) HATIN,
Histoiro du fournal en Framui (Paris, 1853).
È indicibile la sensazione che produsse
la prima
comparsa di questo foglio e il numero sterminato di
opuscoli e libelli che ella venne suscitando. Tra questi noi ci limitiamo a citarne un solo, ed ò il seguente:
&sponse de -1? énaudot
-
a l'auteur (les iibdks intitulez At,ia
ds gazetier de Cotogna à colui do Paris' — Paris
1618, in 4. 0 .
(2) Vedi . C. nr. MONSEIGNAT, Un ehapitre de la 116v9lution. Fran9aire, cm h igtoi•e cies journau.e ca FOUIRCO
de 1789 a 1799, préeédée d'uno notice leistoriquo
journaux. — Paris, Haeliotto et Conip., 1851.
(3) Vedi RATIN, CAMUSAT, WALLON, opere citale.
(4) RATIN, CAMCRAT, WALLON, opero citate. —
RAIRD, La Presse Parisienne (Parigi 1852), .
i de
1138R5T3.
ITrefme„
De BARONCOURT, Phisiognome
(ParP
(Parigi 1853).
(G) Vedi CANIUSAT o ‘VALLO, opere citate.
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Ci rivedremo agli esami, e anche prima, se
Il 20 settembre, il Papa disse: Perduta mutati in locandieri, sempre a maggior glovuole Dio; piacciavi intanto di ricordarvi che
Roma, perduto tutto; e si chiuse in Vati- ria di Dio, e della setta, eh' è più di Die.
il y a quelqu'un qui a plus d'esprit quc mon.
Oh bisogna leggere il libercolo del padre
cano.
I Gesuiti dissero: non perduta Roma, ma Curai, cha marebbsi, come chi dicesse il 'ma- sieur de Voltaire; c'est tont le monde. Furbi
guadagnata tutta Italia; 'e si misero a cor- nifesto del locandiere. Nessuna seduzione, siete, voi Gesuiti! ma contro questo tout le
rere da un capo all'altro della Penisola.
nessuna attrattiva è lasciata in disparte! Già. monde non avete vinto per lo passato, e non
Già pochi giorni dopo le cannonate, quello
saranno apparecchiati pei giovani tutti i vincerete per l' avvenire.
stesso padre Curci che ora ha snocciolato un
comodi che potessero desiderare; ci sarà • per•
altro suo opuscolo, mandò ftLor un libercolo,
fino il caffe-estaminet, e la sala del bigliardo;
nel quale diceva chiaro e tondo che alla re- poi, so saranno ammalati,, avranno una cura
staurazione del Potere Temporale non si do- paterna e sicura. Eppoi dovranno studiare.
veva pensitre; più tardi cominciò il lavorio
davvero. Oh i go si liti non fatuo di noccioli,
16 settembre.
lento ma ben condotto, per indurre il Papa o degli imbecilli non sanno ,che _farsene: vo«Celebrandosi
ieri
in
Livorno
l' lindea mandare Vescovi dove mancavano; poi gliono gente she sappia e che valga. Dunque
olino anniversario della fondazione della
venne la Società pei negozii cattolici, di subito nel.a loaanda Universitaria si trov erutti°
Fratellanza Artigiana, fu deliberato da
diffusa in tutta Italia; pui il concorso alle abili ripetitori per tutte le scienze che insequella radunanza d' inviare a Pisa, dove
urne, che i Gesuiti, senza quel benedetto
gnano i Profassori; di guisa che, invece di
Pio IX che a volte pretende proprio fare a un corso solo, gli studianti ne faranno due.
credevasi si tenesse un meeting contro i
modo suo, avrebbero decretato molti anni Ma non basta; oltre a tutto ciò che s' insegua
Gesuiti, una deputazione in segno di simprima; ora è venuto un altro tiro da maestro, nell' Università, ci sarà un corso supplemenpatia, e per attestare la conformità dei
che prova due cose; primo che. i Gesuiti la tare: 1.0 di filosofia, prendendo per modello
principii.
sanno più lunga di tutti, e secondo che chi
quella di San Tommaso d'Aquino; 2.0 di letLa deputazione, sebbene il motivo della
la sa più lunga fra loro è ancora il vecchio
teratura, atfinchè dalla locanda escano buosua venuta fosse mancato, fu accolta colla
padre Curci, il dotto, gentile, aggraziato,
ni scrittori e buoni dtori, che vuol dire, in
cordialità
dovuta dalla popolazione pisana;
sdolcinato, mellifluo padre Curci!
lingua povera, giornalisti e deputati che .
che
dopo
averla festeggiata nei due teatri
State a sentire • se la pensata non è fa- sappiano tener testa davvero a noi ignoranti
diurni,
con
moltissimi applausi, e con
mosa.
e incapaci di mettere insieme quattro parole;
Il padre Curci ha ragionato così: l' Italia
discorsi patriottici di cirqostanza, si recò
3.0 di studio razionale sul Cristianesimo; 4.•
c'è, e per ora pare che accenui piuttosto a
verso le 8 pomeridiane ad accompagnarla
di dritto pubblico Cristiano. •
durare che morire fisica, come hanno detto
alla stazione ferroviaria.
Quante belle cose si possono insegnare con
tante volte .i clericali che non capiscono
Giunta però la folla, preceduta da una
questo semplice e onesto programma! Quanti
proprio nulla. Ma perehè c' è l' Italia? C' è, gesuiti convinti e battaglieri si possono fare
bandiera nazionale e da una fanfara muperchò, perfino i Principi spodestati non hanno
con questo tirocinio in 9 o 10 anni!
sicale, sul ponte di mezzo, l' Autorità di
voluto dare costantemente retta a noi, e a
Il tiro è abile, è fatto con garbo, con av- pubblica sicurezza, temendo che 19ì.a ponoi soli, e perchè non hanno affidato a noi
vedutezza, con ingegno: seduce i buoni babbi,
polare trascendesSe' ad atti violenti contro
soli l' insegnamento. Nelle Università, anche
e soprattutto le buone mamme che pensano
la dimora Salviati o contro l'albergo dove
i Principi spodestati consentivano una certa
poi alla loro volta a trarre dalla loro il malarghezza di studii o di insegnamenti; lascia- rito; ma eppure, caro il mio buon padre Cur- debbono stabilirsi i nuovi peusionarii, facevano che i giovani si avvelenassero con le ci, non vi servirà a nulla o vi servirà a pova sbarrare il ponte da un drappello d'artiperverse dottrina della .società moderna. Così
glieria. Dopodichè, l'avv. Pirro Coppi Ispetchissimo. Fatela la vostra locanda Gesuitica;
è venuta, su una generazione la quale di noi
anzi, poichè già l' avete fatta, datele pure vi- tore presso questa R. Prefettura, fattosi
gesuiti non h:t più voluto affatto saperne,
ta e alimento; noi vi lasceremo divertire a avanti, domandava al capo della dimostrae che per giunta alla derrata ha mandato
zione i loro intendimenti; e sentito come
vostra posta, ma vi terremo d' occhio, e vi
a spasso i governi che, poco o tanto, si regcombatteremo ad oltranza.
volessero accompagnare la deputazione ligevano pur sempre coi nostri principii.
vornese alla stazione, e avutane poSitiva asMettetevi bene in mente questo, caro padre
ora,:nai quello che è stato è stato, e bisogna
Curei; che più vi svegliate voi Gesuiti, e più sicurazione, ordinava che fossero aperte le
pensare all' avvenire. In qual modo? riconci svegliamo noi liberali; più tentate di farvi
file dei soldati, e che la deputazione ridetquistando a noi le Università che ci furono
innanzi voi altri, e più noi raddoppiamo le ta, insieme a chi l' accompagnava, procerapite.
forze per respingervi indietro. Fu detto un'al- desse innanzi. Ed infatti la dimostrazione
Che si facciano scuole parrocchiali ed elementari, va bene, dice il padre Curci; che tra :volta, e qui si ripete, che voi Gesuiti siete in modo compito ed ordinato si recò alla
una provvidenza, per noi; siete il nostro nuosi piantino Istituti Paterni, i quali possano
stazione, dove, pacifiamente e senza alcun
vo quadrilatero. Ora c' è della gente, anzi c'è
gareggiare coi licei; va a,uche meglio: ma il
altro inconveniente, si sciolse.
molta gente che dorme; ma vedrete che si
nodo della questione, non è là; è nelle UniÈ da notare che giunto il drappello
sveglierà anche quella. 11 vostro sogno è un
,versità, perciò a quelle accorre la gente la
d'Artiglieria
sul ponte, il capitano comansogno, e nulla più che un sogno. Potenti lo
quale oggi, grazie agli ordini liberi che predante,
non
potendo
essere udito per via
siete ancora, è vero; ma noi facciamo e favalgono, ha nelle mani la somma della cosa
remo sempre di tutto per ridurla codesta vodella musica e delle grida della dimostrapubblica.
stra potenza, e ci riusciremo in avvenire cozione,
ordinava 1' alto ai suoi uomini serChe preme alla nostra . setta (continua a
me ci siamo riusciti in passato. Un quarant'
vendosi
della tromba: segnale che, scamdire il reverendo Padre) di avere a'suoi cenni
anni fa, il vostro libercolo avrebbe fatto biato dai molti curiosi per uno dei soliti
qualche nobile ignorante, o qualche operaio
furore; oggi i più capiscono che è ur.' insidia,
a precedere le intimazioni, fu causa di un
senza credito? CI]; vale che qualche duchessa
e si difendono. Voi pretendete di strapparci
parapiglia, altrettanto subitaneo quanto
ci sia larga della sua grazia, o qualche serva
i nostri giovani .deatinati al toro, alla magivoglia confessarsi piuttosto da un gesuita
poco giustificato.
stratura., al parlamento; e noi faremo tutto
che da un domenicano? questi trastulli sono
La città è pienamente tranquilla.
il possibile per strapparvi fin anco quelli che
buoni (il padre Curci lo pensa, ma non lo
stanno racchiusi nei vostri conventi.
dice) pel Vaticano; noi • gesuiti abbiamo bi- Siamo in grado di smentire il fatto
Voi volete cacciarvi nel seno della uestra
soguo di ben altro; abbiamo bisogno di domiasserito
dala Gazzetta d'Italia che la sera
società civile, e volata corromperla col vostro
nare il mondo, ,ed il mondo oggi è di chi sa,
pestifero alito; e noi ci cacceremo a capo del 13 la folla, tornando dalla stazione,
e di chi lavora nelle nobili discipline della
fitto, sapete dove? in mezzo al vostro clero, insultasse e malmenasse un canonico. Quescienza, e doti' arte.
che rifaremo a ogni costo nazionale e patriot- sto racconto non ha nulla di vero, ed il
Non già di Principi imbecilliti, o di vectico.
corrispondente deve essere stato tratto in
chie pinzochere che vogliono farsi perdonare
Lasciateci
fare,
padre
Curci,
e
vedrete
fin
errore da qualcuno avvezzo a vender luci peccati commossi in gieventù; ma abbiamo
laiaogno. di medici t avvocati,. notai, ingegneri, dove sapremo arrivare, noi ignoranti di tre ciole per lanterne, o a raccontar fatti, cui
magistrati, deputati, S'enUori, e giornalisti. cotte, che non siamo nè buoni scrittori nè buo- non abbia assistito.
ni dicitori. Ci vuoi altro, cho la vostra loL' Italia è nelle loro mani; dunque siano essi
canda Universitaria per farsi largo nel mondo
prima di tutto nello mani nostre.
STATO CIVILE
al
gioruo d' oggi! Ci vuole della franchezza,
Ma tutta quella gente esca dalla Univerdella
lealtà,
dell'
onestà,
della
rettitudine;
ci
sità!
vuole una fermezza costante nel combattere Dal dì 5 a/ dì 10 settembre 1872 inclusive.
Sta bene; andiamo cinture alla Università.
Nascile denunziata
tutti gli errori, e una volontà tenace di conDs. che parte si passa?
Maschi 43 - Femmine 18.
tribuire a spingere innanzi con giusta norma
Eccola:
Matrimoni.
Piantare una Università cattolica, no; per- l' umanità tutta quanta; ci vuole insomma
Marchi Aniceto del fu Giuseppe, celibe, braccliò costa troppo; eppoi, chi sa se i padri tutto quello che voi non aveste, non avete e
oiante, di Limiti (Bagni san Giuliano) con Zelmi
manderebboro i loro figli a questa Università; non avrete mai!
Eufernia dei RR. Spedali di Pisa, nubile, tessitrice,
di Pisa -Bellini Pietro del fu Giuseppe, bracciante,
rimettere in vigore quelli che un tempo chiaVolete che ve lo confessi? Il vostro libercori Tognetti Maria Assunta di Ferdinando, tessicolo, di primo acchito mi ha messo di cattivo
mavansi Collegi delle Provincie, neppure,
trice, ambedue celibi, di san Giovanni al Gatano umore; ima poi ripensandoci, mi sono persuaso
età hanno fatto inala prova, e, tra gli altri,
Ramaeciotti Aurelio del fu Pietro, for aaio, con
è uscito. da. uno di quelli il Gioberti, il grande cho anche la vostra locanda Universitaria saPacchini Emilia del fu Antonio, bracciante, ambedue celibi, di Pisa - Mancarti Amedeo di Gaetano,
rà un bene, e gioverà a noi, per 1' appunto
antagnnista del Curci. Dunque ? nascondersi
celibe, muratore, di san Biagio a _Cisanello, con
conio ci hanno giovato tutte le vostre enorsotto una forma più modesta; aver l' aria di
Luparini Maria del fu Gaetano, nubile, tessitrice,
mezze. Ci mancava una spinta a. compiere
mettere su una locanda, e quivi attirare con
di san Biagio a Cisanello - Cini Niccola del fu
una seria od efficace riforma universitaria; ed
ogni inaniera di allettamenti,. non i giovani,
Giuseppe , possidente , con Jacoponi Carolina
di Luigi, attendente alle cure domestiche, amma i babbi che debbono mandare i loro figli ecco, voi ce l' avete data!
bedue celibi, di Pisa - Birinclelli Augusto detall' Università. Per ora si tenta la prova
Sicchè dunque, padre reverendo, mille grati' Luigi, scultore, con Matteucci Teresa di Agostia risa; poi, se riesce, in altre tre o quattro
zie dell'attenzione, e buona fortuna nella vono, stiratrice, ambedue celibi, di Pisa - Damprelli
città italiane. Ed oCCo i valorosi gPsuiti stra nuusva professione di Locandiere.
Itigoberto dei Rei Spepati di Pisa, vedovo, brac- Tipogratia .Nistri. .
-
I
.:47-taii.
-
-
ciante, di Pisa, con Tofani Emilia di Valentino,
nubile, attendente alle cure domestiche, di Barbaricina - Rigoli Pietro di Benedetto, impiegato alle
Scuole normali, con Ricci Luisadel dott. Giuseppe,
attendente alle cure domestiche, ambedue celibi,
di Pisa.
Morti.
•
Caselli Eugenio di Raffaello, di anni 12, calzolaro, diPisa - Antoni Assunta di Costantino, di
mesi 15, di S. Biagio a Cisanello -Micheletti Bianca di Sebastiano, di mesi 46, di Pisa - Sin.oni nei
Raffaelli Arrnida del fu Sebastiano, di anni 33, e
attendente alle care domestiche, di Pisa - Dotti
Italia di Luigi, di anni 8, di Pisa - Bedini Ugo di
Antonio, di anni 2, di san Michele degli Scalzi Salvatori nei Letti Teresa del fu Sabatino, di anni
30, tessitrice, di san Lorenzo a Pagnatico (Casciana)
Rosini nobil Maria Teresa del nobile dott. Ippolito,
nubile, di anni 31, possidente,.di PiSp - Paolicchi
Leouilda di Antonio, di mesi 15, di san Piero a
Grado - Getti Alfredo di Francesco, di mesi,17, di
san Michele degli Scalzi - Diodati Natalina del fu
Giovanni, nubile, di anni 24, attendente alle cure
dornesticbe, di Pisa -Balestri Rizieri di Michele, di •
anni 3, di san Marco alle Cappelle - Guidi Luigi
di Ranieri, di anni 2, di Pisa Casarosa Raffaello
dei fu Gaetano, coniugato, di anni 73, bracciante,
di san Giovanni al Gatano - Borglani nei Busoni
Teresa del fu Giuseppe, di anni 60, ortolana, di
Pisa - Gadducci Sestilia di Gustavo, di anni 2, di
Putignano - Poggi Attilio di Ulivo, celibe. di anni
24, studente, di Asciano ( Bagni san Giuliano)
Macchia Ildegonda di Giuseppe, di mesi 23, di
Pisa - Mancini Gaetano del fu Vincenzo, vedovo,
di anni 40, scritturale, di Pisa - Pastremoli negli
Andreoni Rosa del fu Antonio, di anni 33, cucitrice, di Pisa - Bongi Ines di Ranieri, di mesi 17, di
Pisa - Cotugni nei Millot Marianna del fu Vincenzo, di anni 60, attendente alle cure domestiche, di
Pisa - Fiesole Ranieri di Antonio, di anni 7, di
Piga Frandi Maria Liberata di Aristodemo, di
mesi, 13, di san Giovanni al Gatano - Salvini
Cesira di Ferdinando, di mesi 15, di Pisa - Borsacehi Fausto del fu Francesco, coniugato, di
anni 64, impiegato, di Barbaricina -Lupi Amalia
di Francesco, di mesi 23, di Pisa -Biondi À rgìa
di Giuseppe, di anni 2, di Pisa -Passeri Flamini°
di Rizieri, di anni 4, di Putignano - Leonciri
Rodolfo trovatello, di anni 2, di Pisa - Carensi nei
Pini Maddalena del fu Piet 10, di anni 40, attendente alle cure domestiche, di Buti - Tozzini Michele del fu Niccolao, celibe, di anni -62, pensionalo, di Pisa - Ghelardoni Orfeo di Pietro, di
mesi 19, di san Giusto in Cannicci - Nieri Pietro del fu Domenico, coniugato, di anni 75, coniputista, di Pisa.
E più 6 al di sotto di un anno.
Cambiamenti di Residenza.
Frateschi Bernardo di Natale, da Vellano a
Pisa - Prini-Aulla cav. Pietro del fu cav. Giuliano, da Pisa ai Bagni san Giuliano - Vincenti
nobile Giuseppe del fu Carlo, da Pisa a Capiinoli - Prini vedova v incenti nobil donna Laura
del fu Gaetano, da Pisa a Capannoli - Potlina
prof. Clemente dei fu Bartolommeo, impiegato regio, da Pisa a Montebelluno - Sorbi Angiolo del
_fu Bartolommeo, da P:sa a Livorno - Gilles avv.
Enrico .del fu Angiolo, da Pisa a Firenze - Pelliccia Luigi del fu Pasquale da Pisa a Lucca.
.
ULTIME NOTIZIE
Il Comitato della Lega anti-gesuitica
adunatosi questa sera, coli' intervento di
quasi tutti i componenti, dei quali pubblicammo la lista, ha deliberato doversi
aprire delle note di sottoscrizione, e tenere
un pubblico Comizio, per protestare contro la instituzione della pensione universitaria in Pisa.
"TOSTA
Quel signore che si diverte a scriverci
delle lettere anonime, senza fraucarle, è
pregato a risparmiarsi un inutile incomodo;
perchè può esser persuaso che le respingiamo senza aprirle.
04
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