ABSTRACTS
!
GRUPPO B
PROGETTI RIVOLTI ALL’EDUCAZIONE E
PROMOZIONE ALLA SALUTE
Fumo
! Ospedali senza fumo. Ridurre la presenza del fumo nelle strutture sanitarie attraverso la
sensibilizzazione degli operatori e il rispetto della normativa
! Ospedale senza fumo: valutazione di efficacia sulla segnaletica contro il fumo
! Attivazione del Centro di Trattamento all'Abitudine al Fumo (Ce.T.A.F.)
! Attivazione di un ambulatorio per il trattamento della dipendenza da fumo di tabacco
! Istituzione di un ambulatorio per la lotta al tabagismo presso l'AO Villa Scassi di
Genova Sampierdarena.
! Istituzione di un ambulatorio per la disassuefazione al fumo
! Ospedali senza fumo: il ruolo dell'operatore infermieristico
! Progetto interaziendale Ospedali senza Fumo della Regione Toscana
! Il modello organizzativo dell’Azienda ULSS 14 per un approccio integrato al problema
fumo
! Il Progetto “ Ospedali e Servizi Sanitari senza fumo” presso la AUSL- RE.
Prevenzione
! La Prevenzione degli incidenti attraverso la collaborazione fra Ospedale - Scuola Pediatri di famiglia : “A volte capita…..”
! Educare alla salute: correlazione tra stato nutrizionale e rischio di lesioni da decubito.
! Educare per prevenire: la storia di Ugo
! Lesioni da incidenti domestici e del tempo libero:un progetto pilota. analisi preliminare
nella A.S.L.4 Chiavarese
! Attivazione di un ambulatorio per la prevenzione del carcinoma colon-rettale Presidio
Ospedaliero A.S.L.4 Chiavarese
! Progetto pilota di tutela della salute orale nell'infanzia
! Il processo di miglioramento della Back School
! Efficacia a breve e lungo termine di un programma educazionale per pazienti ipertesi e
familiari degli stessi.
Scuole
!
!
!
!
!
!
!
!
!
!
!
!
!
!
!
!
!
!
!
“Cordiali rifiuti”. I bambini adottano l'Ospedale
La medicina trasfusionale nelle scuole - esperienza dell'A.S.L. 4 Chiavarese
Crediti formativi
Un programma di educazione sulla donazione e sul trapianto di organi nelle scuole
genovesi
Alimentarsi bene per crescere meglio”: i primi due anni del progetto di
epidemiologia e promozione della salute per le scuole elementari della provincia di
Reggio Emilia
"Progetto di Educazione Alimentare" nelle scuole dell'obbligo (materna, elementare
media)
FUMO
TITOLO
AUTORI
OSPEDALI SENZA FUMO. Ridurre la presenza del fumo nelle
strutture sanitarie attraverso la sensibilizzazione degli operatori
e il rispetto della normativa
Coordinatore Regionale: Rita Gagno Azienda USL 1 Imperiese Educazione e Promozione alla Salute - tel. 0184/536.617 - e mail
[email protected]
119
* L. Boeri, R. Gagno, R. Gasco, G.P. Pagliari, R. Predonzani -** A.M. Del
Piano, V. Furfaro, M. Maurizio, L. Piccardo - *** G.G. Pacelli, A.M.
Richeri, M.R. Viani - ****K.M. Bonvento, C. Gagliano, M. Pierri - °P.
Clavario B. Ferrando, R. Fiori, B. Rebagliati, S. Venturi - °°B. Cavaliere, A.
Renzini, G. Tiberio, C. Zai - °°°M. Nelli, G. Tommasini - ^M. Merler, D.
Pezzano - ^^P. Brignole, C. Giordano, A. Lagostena, F. Stefani, M. Papi.
AZIENDE *AUSL 1 Imperiese, **AUSL 2 Savonese, ***A.O. Santa Corona-Pietra
Ligure, ****A.O. Villa Scassi-Sampiedarena, °AUSL 3 Genovese GENord/GE-Ponente/GE-Levante, °°A.O. San Martino e Cliniche
Universitarie Convenzionate, °°°A.O. Galliera, ^A.O. Evangelico
Internazionale, ^^AUSL 4 Chiavarese.
Nel programma degli Ospedali per la Promozione della Salute della Regione Liguria uno
dei progetti che si è voluto affrontare è stato il “Progetto Ospedale senza Fumo”, nel
rispetto della normativa sul divieto di fumo nelle strutture pubbliche e delle linee guida
dettate dall'OMS in materia di politica sanitaria europea.
Cinque Aziende Ospedaliere e Presidi Ospedalieri appartenenti alle Unità Sanitarie Locali,
individuando l'Azienda USL 1 Imperiese come capofila per lo sviluppo di tale iniziativa,
hanno scelto di informare, formare e responsabilizzare sul problema “fumo di tabacco” gli
operatori sanitari senza imporre il solo divieto.
Le Aziende partecipanti:
AUSL 1 Imperiese, AUSL 2 Savonese, A.O. Santa Corona-Pietra Ligure, A.O. Villa ScassiSampiedarena, AUSL 3 Genovese GE-Nord/GE-Ponente/GE-Levante, A.O. San Martino e
Cliniche Universitarie Convenzionate, A.O. Galliera, A.O. Evangelico Internazionale,
AUSL 4 Chiavarese, attraverso un gruppo di lavoro allargato, individuando un referente
coordinatore regionale e gruppi di lavoro aziendali, hanno sviluppato un modello
applicabile in ogni azienda che vede un coinvolgimento diretto, anzi, vuole assegnare un
ruolo decisionale ai soggetti destinati all'apprendimento in tutte le fasi del processo,
iniziando dalla determinazione degli obiettivi.
OBIETTIVI
! progettare una serie di azioni, in linea con le raccomandazioni dell'OMS, mirate allo
sviluppo di sinergie con altre iniziative contro il fumo di tabacco nella comunità,
attivando alleanze con le associazioni presenti nel territorio;
! promuovere stili di vita sani all'interno dell'Ospedale salvaguardando i diritti dei
pazienti e costituendo un modello per la comunità;
! attuare le disposizioni legislative contro il fumo
! educare gli operatori ad un corretto comportamento all'interno della struttura
ospedaliera
TARGET
! personale sanitario, tecnico ed amministrativo dei Presidi ed Aziende Ospedaliere del
territorio Ligure
! utenti afferenti alle strutture
INDICATORI
120
! percentuale questionari consegnati e questionari ritirati;
! costituzione gruppi di lavoro interdisciplinari con individuazione di un coordinatore per
azienda;
! percentuale di operatori che fuma in presenza degli utenti;
! presenza/assenza di un centro di riferimento interno o esterno all'azienda a cui il
personale può rivolgersi per disassuefazione dal fumo.
PROGRAMMA DELLE ATTIVITÀ'
! indagine conoscitiva sul fumo nell'ambiente ospedaliero mediante la
somministrazione di un questionario;
! organizzazione di incontri formativi, convegni ad hoc in collaborazione con Enti ed
Associazioni;
! diffusione materiale informativo e delle iniziative intraprese;
! individuazione aree limitate per fumatori;
! progettazione ed affissione cartellonistica educativa e normativa completa delle
indicazioni di cui a Direttiva P.C.M. 14/12/1995, in entrate principali e secondarie, atri
d'accesso ai reparti, zone comuni di attesa, pianerottolo scale, corridoi;
! formulazione di regolamenti interni;
! adesione a campagne di sensibilizzazione in occasione della Giornata Mondiale senza
Tabacco e della Giornata Nazionale del Respiro con affissione di manifesti con
messaggi mirati alla responsabilizzazione e presa di coscienza sulla problematica;
! coinvolgimento diretto dei Responsabili di Unità Operative e Capo Sala con
costituzione di gruppi di miglioramento;
! costituzione di gruppi interdisciplinari di riferimento per la disassuefazione dal fumo.
VALUTAZIONE
! Verifica degli indicatori
TITOLO
AUTORI
AZIENDA
OSPEDALE SENZA FUMO: valutazione di efficacia sulla
segnaletica contro il fumo
Rita Gagno Assistente Sanitaria Educazione e Promozione della Salute
ASL 1 Imperiese
Lorella Boeri Assistente Sanitaria Dirigenza Sanitaria P.O. di Sanremo
ASL n. 1 Imperiese
121
PREMESSA
Nell'ambito delle varie azioni strategiche multisettoriali del “Progetto Ospedale senza
Fumo”, avviato nell'anno 1996, si colloca un'indagine conoscitiva sulla qualità percepita
della segnaletica contro il fumo, installata durante lo sviluppo del progetto, da parte del
personale sanitario.
OBIETTIVI
Valutare l'efficacia della segnaletica: il posizionamento, la chiarezza, il rispetto, il
messaggio educativo.
TARGET
Personale sanitario, tecnico, amministrativo dei presidi ospedalieri appartenenti all'ASL 1
Imperiese.
MATERIALE E METODI
Il Progetto ha impegnato 834 dipendenti di cui 67,8% Femmine e il 29% Maschi,
prevalentemente distribuiti nella fascia di età 35-44 anni.
Sul totale delle risposte il 94,6% dichiara di aver notato le indicazioni che invitano a non
fumare.
Hanno ritenuto la segnaletica sufficientemente chiara il 66,3% sul totoale, con il 73,6%
presso il Presidio di Imperia-Costarainera, il 71,6% presso il Presidio di Bordighera, e il
52% presso il Presidio di Sanremo. Tra i dipendenti che hanno collaborato all'indagine il
33% sono fumatori. Tra i fumatori il 59% del P.O. di Imperia, il 47,6% del P.O. di
Bordighera e il 77,4% del P.O. di Sanremo, dichiarano di fumare in ambiente ospedaliero.
Solamente l'82% ha dichiarato di conoscere la normativa. Questo pone il dubbio se le
persone sono informate sull'argomento per effetto del Progetto o da altre fonti. Il 3% ha
dichiarato esplicitamente di non conoscere la normativa, il restante non ha voluto
esprimersi.
Solo il 79% degli intervistati ha risposto di essere completamente d'accordo per un
Ospedale senza Fumo, il 12% ridurrebbe ulteriormente la possibilità di fumare sul posto di
lavoro. Il 9% trova troppo restrittiva la normativa. Ben il 2,5% non ritiene utile l'iniziativa
“Ospedale senza Fumo”.
RISULTATI DELLA PRIMA FASE
Nell'indagine epidemiologica è emerso che:
alla domanda “la segnaletica contro il fumo le sembra sufficientemente chiara”: l'indagine
ha dimostrato la disparità di dati in quanto gli interventi di sensibilizzazione non sono stati
condotti
in modo omogeneo nei tre Presidi Ospedalieri. Questo evidenzia quanto sia indispensabile
la necessità di “curare” il posizionamento della cartellonistica e il diretto coinvolgimento
delle persone.
Riscontro positivo è stato quello dell'adeguamento da parte dei fumatori a fumare nelle
zone dove sono stati collocati i cartelli con indicazione di spegnere la sigaretta e
conseguente posacenere. Ciò potrebbe essere indicativo per invitare l'amministrazione ad
122
identificare i locali per fumatori.
TITOLO
AUTORI
Attivazione del Centro di Trattamento all'Abitudine al Fumo
(Ce.T.A.F.)
*Marco Nosenzo, Franco Bergero, Antonella Serafini; °Gian Paolo
Pagliari, Rita Gagno; ^Giuseppe Spinetti, Angela Netti, Monica Giuliani.
*U.O. Pneumologia P.O. Imperia-Costarainera; ° Direzione Sanitaria Settore
Educazione e Promozione della Salute ASL 1 Imperiese; ^ U.O. Psichiatria P.O.
123
Imperia-Costarainera.
AZIENDA
Medici di Medicina Generale: Riccardo Agati, Elisabetta Barletta,
Claudio Berlengiero, Roberto Buccelli, Giancarlo Cordoni, Maria
Dell'Orso, Franco Dolmetta, Antonio Errico, Daniele Gasparotti,
Giuseppe Lanteri, Loris Masselli, Attilio Novaro, Regine Quitman,
Giuseppe Tarantini, Carlo Trucchi.
ASL n. 1 Imperiese
Premessa
La nocività del fumo è nota. Essa si sviluppa attraverso un uso prolungato che si traduce in
abitudine. Sul piano del danno alla salute è causa o concausa di una serie di gravi patologie
e quindi costituisce una problematica che, dal punto di vista della medicina preventiva, si
può affrontare abolendo o riducendo la pratica del fumare.
La strategia per ridurre o eliminare l'impatto del fumo sulla salute deve essere
multidirezionale e coinvolgere globalmente più settori tra cui l'individuo (il fumatore) e
l'ambiente (che influenza la diffusione del tabagismo).
Il progetto di un Centro per il Trattamento dell'Abitudine al fumo, laddove è stato
realizzato, ha dato risultati positivi in circa la metà dei casi: un successo, soprattutto se
associato al counseling medico-psicologico e al "minimal advice" effettuato dal Medico di
Medicina Generale. E' quindi necessario ed indispensabile uno sforzo per collegare i vari
settori sanitari nella lotta contro il fumo.
Obiettivi
Far acquisire corrette informazioni sui problemi legati al fumo di tabacco
- Individuare fumatori “motivati” a smettere
- Rendere consapevoli i fumatori dei rischi se continuano ad essere fumatori e dei
possibili benefici derivanti dalla cessazione
- Monitorare attraverso un check-up clinico respiratorio lo stato di salute attuale
- Incoraggiare l'impegno alla necessaria autodeterminazione per conseguire una
definitiva sospensione dell'abitudine al fumo.
Modalità
Il Centro, attivato il 1 settembre 2001 presso l'U.O. Pneumologica del Presidio
Ospedaliero di Costarainera è condotto da un Pneumologo, con il supporto di uno
Psicologo del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura dello stesso Presidio. Essendo
l'iniziativa nuova, oltre che complessa, per la nostra Provincia, si è ritenuto opportuno
operare, nella fase d'avvio, in via sperimentale. Si è ritenuto indispensabile il
coinvolgimento dei Medici di Medicina Generale, inizialmente quindici rappresentanti i
tre ambiti di Imperia, Sanremo e Ventimiglia che, con il patrocinio dell'Ordine dei Medici
della Provincia di Imperia, ha fattivamente collaborato alla realizzazione del progetto. Al
fine di raggiungere un linguaggio comune si sono promossi una serie di incontri formativi
che hanno preceduto l'attivazione del Centro.
Il percorso di disassuefazione si avvale, oltre che del counselling, anche dell'utilizzo dei
sostituti nicotinici (cerotti, inhaler, ecc.) a seconda del grado di astinenza.
La metodologia applicata prevede una serie di 16 incontri individuali complessivi nell'arco
dell'anno e di 9 incontri di gruppo, con modalità cognitivo-comportamentale. Nel primo
incontro individuale con l'èquipe sanitaria viene eseguita la prima valutazione clinicoanamnestica, a cui può seguire il consiglio di avvio ad uno screening più approfondito, che
124
viene direttamente gestito all'interno del Presidio stesso, ai fini della diagnosi precoce di
eventuali stati patologici in atto (prove di funzionalità respiratoria, eventuale radiografia
del torace,ecc.).
Gli utenti sono sottoposti a test di valutazione della dipendenza da nicotina, a test di
valutazione del livello motivazionale ed alla rilevazione del monossido di carbonio (CO)
nell'aria espirata.
Accesso
Il Centro è attivo il Lunedì e il Mercoledì dalle ore 11 alle ore 13.
- La prenotazione avviene tramite appuntamento (Tel.0183/794728 dal lunedì al
venerdì dalle ore 13 alle ore 14
- L'accesso avviene con richiesta del Medico di Medicina Generale.
Intervento educazionale
Prevede un'azione comunitaria per promuovere il modello di non-fumatore e interventi
educativi per far crescere la capacità di scegliere (intervento informativo ed educazionale
sulla popolazione da parte dei Medici di Medicina Generale, intervento educazionale
nell'ambito scolastico, familiare, sociale).
Target
La comunità individuata dai MMG, dalle équipes delle UU.OO. Pneumologia e Psichiatria.
Indicatori di struttura, processo, esito
Inserimento del Centro No Smoking nell'organizzazione aziendale con gruppo
multidisciplinare formalizzato di riferimento;
Iniziative intraprese: costituzione di un gruppo motivato di Medici di Medicina Generale,
attività formative, elaborazione linee guida, collaborazioni con Enti-Ditte-Associazioni;
Capacità a mantenere lo stato di “non fumatore”;
Estensione del progetto a fine fase sperimentale.
Valutazione
Continuità permanente dell'attività del gruppo multidisciplinare;
N° Medici di Medicina Generale;
N° attività formative, linee guida, collaborazioni esterne;
Numero di fumatori che continuano a “non fumare”;
N° dei Servizi e U.O. coinvolte nell'ampliamento;
Grado di soddisfazione del gruppo di lavoro e dell'utenza.
TITOLO
AUTORI
Attivazione di un ambulatorio per il trattamento della dipendenza da
fumo di tabacco
Rebolini G.*, Sampietro F*., Polero L*., Bacciola S.*, Caprile A*.,
Perazzo A., Campodonico C., Nicolini A, & Calcagno L.
*Sert Asl 4 Chiavarese - Ospedale
Lavagna
Divisione Pneumologia - Ospedale Sestri Levante
125
AZIENDA
Presidio Ospedaliero A.S.L.4 Chiavarese
Nell'anno 2001 il SERVIZIO TOSSICODIPENDENZE e la DIVISIONE di
PNEUMOLOGIA della ASL 4 CHIAVARESE hanno progettato l'attivazione di un
ambulatorio per la disassuefazione dal fumo.
Il progetto,inizialmente a carattere sperimentale,partira' con il reclutamento dei pazienti
nei primi giorni di ottobre ed avra' la durata di sei mesi.
In tale periodo verranno valutati e trattati 50 soggetti tabacco-dipendenti.In questa prima
fase la popolazione-target sara' composta da 40 volontari scelti fra il personale dipendente
della ASL e da 10 pazienti affetti da patologia respiratoria.
Dopo una prima valutazione pneumologica che comprendera' oltre alla visita medica anche
esami strumentali ( spirometria -saturimetria - determinazione CO ) verra' effettuato un
colloquio psicologico per valutare la motivazione del paziente.
Il trattamento di disassuefazione potra' essere di tre tipi :
- sostitutivo
- farmacologico
- auricololoterapia secondo metodica acudetox
Durante il trattamento il paziente sara' contattato direttamente o telefonicamente per
rafforzare la sua motivazione.
L'obiettivo del progetto e' quello di raggiungere alla fine del trattamento la totale
disintossicazione dal tabacco per almeno il 60% dei soggetti e la disassuefazione per
almeno il 20% dei soggetti a sei mesi dalla fine del trattamento.
TITOLO
AUTORI
AZIENDE
Istituzione di un ambulatorio per la lotta al tabagismo presso l'AO Villa
Scassi di Genova Sampierdarena.
Ivaldi G.P.*, De Pascale E.*, Germoglio M.°
*Divisione di Pneumologia A.O. Villa Scassi GE-Sampierdarena
°SPDC ASL 03 GENOVA SAMPIERDARENA
A.O. Villa Scassi GE-Sampierdarena
126
ASL 03 GENOVA SAMPIERDARENA
Considerando i dati dell'OMS per cui l'incidenza del fumo di sigaretta sulla mortalità
globale triplicherà nei prossimi 20 anni e che in Italia vi sono ogni anno 35000 nuovi casi di
tumore del polmone dei quali il 95% è correlato all'abitudine tabagica, sì è istituito presso
l'Azienda Ospedaliera Villa Scassi un Ambulatorio multi-disciplinare per la Lotta al
Tabagismo.
L'azione di tale istituzione si svolge principalmente su di un bacino di utenza
corrispondente alla zona del Ponente della Città di Genova ma raccoglie inoltre clienti da
tutto il territorio cittadino. Svolge compiti di diagnosi, trattamento, riabilitazione e follow
up multidisciplinare per la disassuefazione dal fumo di sigaretta.
Opera in collegamento con i Medici di Medicina Generale con i quali promuove seminari di
aggiornamento.
L'accesso avviene tramite CUP Liguria mediante impegnativa motivata del Medico Curate
con l'indicazione di Visita Pneumologica per screening tabagismo.
Le prestazioni erogate si rivolgono ai soggetti dipendenti da nicotina.
In particolare l'attività ambulatoriale prevede:
- Una prima visita medica specialistica pneumologica comprendente di anamnesi ed esame
clinico e completa di spirometria, misurazione della percentuale della saturazione arteriosa
(SatHb) e del CO espirato (EXP CO). Qualora se ne ravvisi l'indicazione possono essere
prescritti ulteriori indagini e/o consulenze specialistiche.
- Colloquio preliminare individuale Psicologico con valutazione del grado di dipendenza e
analisi del grado di motivazione del soggetto tramite tests psicometrici.
Sulla base di ciò il paziente viene avviato alle possibili modalità di trattamento:
-approccio psicologico cognitivo comportamentale tramite gruppo di mutuo auto aiuto (10
sedute di 1 ora circa).
- approccio reflessoterapico con agopuntura ed auricolo terapia combinata (4-5 sedute).
- approccio farmacologico con bupropione, sostitutivi a base di nicotina, fitoterapici etc.
- eventuale integrazione delle tecniche precedentemente descritte e metodiche di sostegno
basati su sussidi comportamentali e tecniche di rilassamento (es. musicoterapia).
- Follow up clinici e/o telefonici con utilizzo di metodiche di sostegno comportamentale al
I° - II° - VI° e XII° mese e quando occorre.
In 3 mesi di attività sono stati visitati 45 pazienti. Di questi
12 hanno intrapreso la terapia psicologica di gruppo (attualmente in corso),
8 sono stati trattati con agopuntura con 6 successi,
25 sono in trattatamento con farmaci personalizzati con % di successo non ancora
valutabili.
I dati sono preliminari e quindi non possono fruire di adeguata analisi statistica che verrà
eseguita dopo il 1° anno di attività dell'ambulatorio.
TITOLO
Istituzione di un ambulatorio per la disassuefazione al fumo
AUTORI
R. Tagliasacchi (°),A. Triarico (°), C. Radice (°°), M. Bandera (*), M. Bellani (**),
V. Scaramuzzino (^^^), A. Larghi (^), F. Banfi (^^)
(°) Direzione Medica; (°°) Medico Specializzando Istituto di Igiene Università
degli Studi di Pavia; (*) Medico Psicologo - Psicologia Clinica, (**) Medico
Pneumologo Pneumologia; (^^^) Dirigente Amministrativo - Ufficio
Comunicazioni e Relazioni con il Pubblico (^) Dirigente Sanitario di Presidio;
127
(^^) Direttore Sanitario.
AZIENDA
Azienda Ospedaliera "Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi" di Varese
OBIETTIVO GENERALE Ottenere che nei Presidi dell'A.O. “Ospedale di Circolo e F.
Macchi” di Varese il personale, i pazienti e i visitatori non fumino, al fine di proteggere la
salute degli stessi pazienti e del personale nonché costituire un esempio di comportamento
sano per la Comunità.
OBIETTIVI SPECIFICI 1) Informare sui danni provocati dal fumo; 2) Ridurre
l'abitudine al fumo; 3) Promuovere stili di vita sani all'interno dell'ospedale; 4) Ottenere
ambienti liberi dal fumo; 5) Formare operatori sanitari che promuovano la salute in
ambiente ospedaliero.
DESTINATARI Nella fase sperimentale, della durata di circa sei mesi, i destinatari del
progetto saranno gli operatori, sanitari ed amministrativi, dell'Ospedale di Circolo e
Fondazione Macchi di Varese. Al termine di questa fase dopo aver analizzato i risultati
ottenuti si valuterà la possibilità di rivolgere il progetto anche ad altre categorie di
destinatari (tutti i dipendenti dell'azienda, ricoverati, pazienti ambulatoriali, visitatori).
MATERIALI E METODI L'ambulatorio per la disassuefazione dal fumo di tabacco è
rivolto agli operatori fumatori che desiderano interrompere la dipendenza;
l'organizzazione prevede la costituzione di uno staff che si avvarrà di due medici
specialisti, pneumologo e psicologo, e un infermiere a tempo parziale. Viene di seguito
riportato il percorso che s'intende mettere in atto:
! Accesso ambulatorio: accesso diretto per gli operatori sanitari dell'Azienda
Ospedaliera.
! Valutazione pneumologica: visita specialistica pneumologica, spirometria di base,
emogasanalisi del sangue arterioso, radiografia del torace consigliato nei soggetti a
rischio (maschi, età >40-50 anni, fumatore dalla giovane età). La visita consentirà di
definire il grado di priorità da attribuire all'intervento di disassuefazione.
! Valutazione pneumologica della dipendenza: anamnesi con particolare riguardo ad
eventuali precedenti patologie fumo correlate, misurazione del grado di dipendenza,
del monossido di carbonio esalato (exh CO) e della carbossiemoglobina.
! Valutazione psicologica: rilevazione del grado di motivazione.
! Intervento terapeutico psicologico e/o farmacologico: trattamento individuale o di
gruppo.
! Controlli successivi: valutazione dei risultati e interventi di “rinforzo”.
VALUTAZIONE
La valutazione sarà effettuata in itinere e al termine del progetto.
Indicatori utilizzati:
! grado di coinvolgimento e grado di partecipazione: numero di operatori che hanno
usufruito dell'ambulatorio rispetto al totale degli operatori dipendenti
! livello di gradimento (soddisfazione): numero di valutazioni di gradimento favorevoli
rispetto al totale dei destinatari
! variazione delle conoscenze: livello di informazioni osservate nei destinatari rispetto al
128
livello di informazioni attese
! riduzione dell'abitudine al fumo: numero di operatori che al termine del corso hanno
smesso di fumare.
CONCLUSIONI
L'attivazione dell'ambulatorio finalizzato alla disassuefazione dal fumo di tabacco
consentirà di attivare un'attività informativa e formativa specifica di tipo continuativo e
valorizzerà il ruolo del personale ospedaliero nelle attività di promozione della salute.
TITOLO
AUTORI
AZIENDA
Ospedali senza fumo: il ruolo dell'operatore infermieristico
dott.ssa Luisa Gallotti, Infermiera Professionale, Ufficio Educazione
Sanitaria, ASL Pavia
dott.ssa Marina Palestra, medico, Responsabile Ufficio Educazione
Sanitaria, ASL Pavia
ASL Pavia
129
Contesto. Tra i progetti di promozione della salute attuati dall'ASL di Pavia, in adesione
alla Rete Lombarda HPH, l'Ufficio Educazione Sanitaria si è fatto carico in particolare di
quello relativo alla tematica “Ospedale senza fumo”. Dopo una prima fase di indagine,
mirata alla definizione delle priorità di intervento, e dopo l'analisi dei dati emersi che hanno
confermato l'elevata prevalenza di fumatori tra il personale sanitario ed in particolare fra gli
operatori infermieristici, il gruppo di lavoro ha costruito un progetto specifico sul ruolo e
sulla funzione infermieristica rispetto alla promozione della salute, con particolare
riferimento al problema del tabagismo.
Obiettivi:
! aumentare le conoscenze sul fumo come fattore di patologia
! favorire l'identificazione dell'infermieristica come professione di salute attraverso il
riconoscimento del fondamento e natura delle cure infermieristiche
! promuovere il riconoscimento della persona dell'infermiere come promotrice di
comportamento di salute
! sviluppare le competenze relazionali e comunicative come componenti della funzione
di promozione, educazione alla salute e prevenzione del tabagismo
Target: gli studenti del Diploma Universitario Infermieristico dell'Università di Pavia,
sede di Vigevano
Attività:
! condivisione del progetto con la coordinatrice del DUI e con le tutor
! attuazione di due seminari di approfondimento sulla problematica del fumo e
presentazione dei dati di un questionario sulla diffusione del fumo nell'ambiente
ospedaliero realizzato in tutti gli ospedali ASL
! svolgimento di attività di gruppo sull'azione educativa nella logica della promozione
della salute
! elaborazione di interviste non direttive in profondità ad un campione di studenti
! restituzione del lavoro esplorativo in incontri di discussione
Valutazione
! aumento della percezione del proprio ruolo nella strategia della promozione della
salute, attraverso l'analisi dei dati del questionario somministrato prima e dopo il
progetto
! approfondimento della relazione educativo e della presa in carico nei confronti del
paziente fumatore. Questo dato verrà rilevato in collaborazione con le tutor che seguono
gli studenti anche durante il loro tirocinio pratico
! aumento della consapevolezza rispetto alla scelta personale di stili di vita salutogeni
(dati elaborati dai questionari).
TITOLO
Progetto interaziendale Ospedali senza Fumo della Regione Toscana
AUTORI
Rete regionale toscana H.P.H. Gruppo di lavoro “Progetto Ospedale
senza fumo”
AZIENDA
Rete regionale toscana H.P.H
L'abitudine al fumo di tabacco e l'esposizione al fumo passivo sono tra i maggiori fattori di
130
rischio per la salute pubblica mondiale e vengono considerati dall'Organizzazione
Mondiale della Sanità “la principale causa prevenibile di morte” (WHO, Tobacco Alert: World
No-Tobacco Day 1993 special issue, Geneva, WHO 1992).
Si stima che l'abitudine al fumo sia responsabile di circa 4.000.000 di morti nel mondo
l'anno, di cui oltre 80.000 in Italia (Peto R., Lopez A.D., Boreham J., et al, Mortality from smoking in
developed countries 1950-2000, Oxford University Press, 19942). L'elevata mortalità è dovuta sia
alle tossicità dei componenti chimici del tabacco che causano spesso patologie gravi e
molte volte non curabili (tumori, broncopatie ostrutive croniche, malattie cardiovascolari e
cerebrovascolari), che alla gran diffusione di tale abitudini.
Esistono evidenze preoccupanti in ambito sanitario, come l'inottemperanza alle norme che
prevedono il divieto di fumare negli ospedali e nei luoghi di cura in genere, correlata con
l'alto tasso di personale sanitario che fuma.
Il progetto che presentiamo (sotto gli indirizzi della Rete Toscana degli HPH) ha la finalità
di mettere a lavorare insieme, sulla base di obiettivi ed strategie di attuazione condivise, le
Aziende Sanitarie ed Ospedaliere che ne hanno aderito.
Obiettivi del progetto
! Promuovere la salute dei dipendi ospedalieri (personale sanitario e non), assicurando
ambenti di lavoro sicuri e salutari.
! Promuovere la salute dei ricoverati e dei loro familiari, assicurando ambienti salutari
! Applicare la legislazione attuale in materia di fumo nei luoghi di cura.
! Essere coerenti con gli altri interventi di prevenzione delle malattie provocate dal
consumo di tabacco.
! Creare alleanze con altre figure presentii nel territorio (volontariato, scuole, MMG,
distretto..) per lavorare insieme nella lotta al consumo di tabacco.
! Diminuire in quatto anni del 5-8% il numero di fumatori tra il personale dipendente.
Popolazione-Target
! Personale dipendente (sanitario e non) del presidio Ospedaliero
! Personale sanitario in formazione (specializzandi, allievi di diplomi universitari)
! Pazienti ricoverati
! Familiari dei pazienti
Indicatori di processo
Elaborazione di un regolamento ospedaliero riguardo alla problematica “Fumo in
ospedale” omogeneo a tutte le realtà aziendali coinvolte nel progetto.
! Realizzazione di una indagine campionaria per valutare l'abitudine al consumo di
tabacco tra il personale dipendente ospedaliero
! Elaborazione di materiali di comunicazione interne ed esterna al Ospedale.
! Conduzione di momenti di formazione specifica rivolta al personale dipendente
ospedaliero.
Indicatori di risultato
!Diminuzione di almeno il 5% dei fumatori tra il personale dipendente
TITOLO
Il modello organizzativo dell'Azienda ULSS 14 per un
approccio integrato al problema fumo
AUTORI
Bovo C.°, Indiano A.*, Sabbion R.*, Portesan O.§,Minetto P.^,
Boscolo M.R.°, Baldantoni E.°
°Direzione Sanitaria
Educazione alla salute
*SERT §Ambulatorio integrato Pneumologico ^UO
131
AZIENDA
Azienda Socio Sanitaria Locale N. 14
Via Pegaso, 17 Sottomarina di Chioggia, Venezia Tel. 041/5534705 fax
041/5534775
Per ogni comunicazione rivolgersi
Dott.ssa Chiara Bovo - Azienda Ulss n. 14 Chioggia (VE) Regione Veneto Tel.
041/55347705 - fax 041/5534775 Tel 333/2079398 e-mail [email protected]
INTRODUZIONE Il consumo di tabacco rappresenta uno tra i più importanti pericoli per
la salute, e il suo contenimento necessita di un'azione immediata attraverso lo sviluppo di
politiche di sanità pubblica per la promozione di comportamenti e stili di vita sani. La stima
del numero di fumatori riferita alla popolazione residente nell'ULSS n. 14 di Chioggia (VE)
è di 27.287. Finora diversi professionisti dell'Azienda hanno svolto interventi di
educazione alla salute con corsi per smettere di fumare e interventi clinici per la diagnosi e
la terapia delle patologie fumo correlate, prevalentemente pneumologiche.
OBIETTIVI L'istituzione di un ambulatorio integrato antifumo per fornire una risposta
multidisciplinare e multiprofessionale con un percorso facilitato per i fumatori.
L'ambulatorio integrato utilizza le competenze aziendali in ambito pneumologico ed in
quello delle dipendenze per cercare di affrontare in modo globale il problema fumo,
consentendo una efficace presa in carico del fumatore.
AZIONI Gli interventi riguardano il problema fumo ed il problema del fumatore, con
iniziativei sia dal lato preventivo, che clinico e psicologico-educativo attuate
nell'ambulatorio integrato.
! Strumenti educativi:. Possono essere articolati in 5 ambiti di intervento: prevenzione
dell'abitudine al fumo tra gli studenti della scuola dell'obbligo; prevenzione
dell'abitudine al fumo tra la popolazione generale per interventi dei Medici di Medicina
Generale; presa in carico clinica di soggetti fumatori e corsi intensivi per smettere di
fumare presso centri antifumo; Ospedali e Servizi Sanitari senza fumo; luoghi di lavoro
liberi dal fumo.
! Strumenti clinici: sono rivolti ai fumatoriL'attività dell'ambulatorio integrato è
articolata, per il fumatore, su 5 livelli di intervento.
RISULTATI nella nostra Azienda il problema fumo è stato, fino ad oggi, affrontato in
modo parcellizzato tra i diversi professionisti. I corsi per la disassuefazione organizzati
sono stati 10, con 215 partecipanti, il 36% dei quali, ad un anno, si mantenevano astinenti
dalla fumo.
INDICATORI di PROCESSO: numero di corsi antifumo anno 2001; numero di fumatori
visitati presso l'ambulatorio integrato; tipologia delle strategie di intervento attuate, con
relative percentuali
INDICATORI di ESITO: numero dei fumatori che smettono tra i partecipanti ai corsi
antifumo; numero dei fumatori che smettono rispetto al numero totale dei fumatori visitati
presso l'ambulatorio integrato; numero di diagnosi precoci di patologie fumo correlate
(carcinoma polmonare, bronchite cronica,…) sul totale degli utenti dell'ambulatorio
132
La valutazione dei risultati relativi alla cessazione dell'abitudine al fumo è prevista al
termine del trattamento ed a distanza di 1, 3, 6 e 12 mesi con follow-up presso l'ambulatorio
integrato antifumo.
CONCLUSIONI L'ambulatorio integrato è un nuovo modello gestionale che consente un
approccio globale al problema fumo e la presa in carico dei fumatori, sia dal punto di vista
clinico che organizzativo. I punti salienti sono i seguenti:
! Equipe multidisciplinare e multiprofessionale, attiva sia a livello ospedaliero che
territoriale
! Percorso clinico e motivazionale-educativo facilitato per il fumatore.
I risultati fino ad ora raggiunti sono incoraggianti.
TITOLO
AUTORI
AZIENDA
Il Progetto “ Ospedali e Servizi Sanitari senza fumo” presso la AUSLRE.
dr. G.Azzarone (Ospedale “S. Anna” via Roma 2, Castelnovo né Monti,
Reggio Emilia tel.:0522/617122); dr. G.Rossi; dr. M.Manzotti; dr.
I.Argentini; I.P. E.Poli; M.Codeluppi - A.U.S.L. Reggio Emilia.
AUSL -RE
133
CONTESTO DI ATTUAZIONE DELLA ESPERIENZA, MOTIVAZIONI: con
delibera del 13-7-99 la Regione Emilia-Romagna ha approvato il “ Progetto Regionale
Tabagismo “ che, congiuntamente al gruppo HPH , mira a promuovere con esempi
positivi ed azioni persuasive, unitamente al rispetto delle normative vigenti sul divieto del
fumo, la formazione di una cultura ampiamente diffusa e condivisa del “non fumo“. Di
questo programma fa parte il Sottoprogetto “ Ospedali e Servizi Sanitari senza fumo “.
OBIETTIVI DEL PROGETTO: a) Ridurre del 50% in tre anni il numero dei fumatori
che non rispet-tano il divieto di fumo negli Ospedali e Servizi sanitari. b) Ridurre del 30%
in tre anni il numero dei fu-matori tra gli operatori sanitari.
AZIONI: Tra le azioni previste abbiamo preso in considerazione: a) Affissione di apposita
segnaletica; b) Indagine conoscitiva sulle abitudini al fumo tra il personale sanitario; c)
Sensibilizzazione di Primari e Dirigenti sanitari affinchè vigilino sul rispetto del divieto di
fumo; d) Formazione di personale infermie- ristico addetto alla funzione di “ agente
educatore “; e) Attivazione di Centri Antifumo; f) Indagine cam- pionaria per verificare il
rispetto della normativa antifumo.
POPOLAZIONE TARGET: Dipendenti, pazienti e visitatori.
INDICATORI DI STRUTTURA, DI PROCESSO, DI ESITO. VALUTAZIONE DEI
RISULTATI
A livello Regionale sono state redatte linee guida che prevedono 4 fasi di realizzazione del
progetto, con relativi indicatori di struttura, processo ed esito. Nella prima fase si
contempla la organizzazione del pro- cesso e la fotografia dell'esistente prima dell'inizio di
qualsiasi azione. Nelle fasi successive si prendono invece in considerazione le azioni
orientate al Personale, ai Pazienti ed alla Comunità. Nella AUSL di RE abbiamo quasi
completato la prima fase e ci stiamo organizzando per iniziare la seconda. In particolare,
poiché alla ns. Azienda afferiscono 5 Stabilimenti Ospedalieri, l'organizzazione prevede
un coordinatore Aziendale ed un responsabile per ogni Stabilimento. Il coordinatore
prende parte a periodici incontri regionali ed in base a quanto concordato stabilisce di volta
in volta le decisioni da prendere con il proprio gruppo. Questo per quanto riguarda la
organizzazione del processo, per quanto concerne invece la “ foto- grafia dell'esistente “
abbiamo distribuito ai pazienti, visitatori e personale 2 questionari volti a verificare la
efficacia della segnaletica già esistente contro il fumo e le abitudini al fumo tra il personale
ospedaliero prima di intraprendere qualsiasi azione. Per quanto riguarda il primo dei
questionari, si è cercato di rac- cogliere a) dati sulla percezione, da parte degli utenti,
della segnaletica contro il fumo; b) dati sulle abitu- dini/comportamenti degli utenti nei
confronti del fumo ed in particolare la percentuale di rispetto del di-vieto; c) dati sul grado
di informazione sulle iniziative intraprese contro il fumo. Per quanto riguarda in-vece il
secondo questionario, quello cioè rivolto alla indagine sul fumo tra il personale, abbiamo
raccol- to, oltre ai dati anagrafici del compilatore, le abitudini/comportamenti del
personale nei confronti del fumo ( p.es.: se fumatore, ex fumatore o non fumatore, il
numero di sigarette fumate ecc.) e la opinione sul rapporto fumo/figura professionale e
cioè sulla importanza di non fumare di fronte ai pazienti e negli ambienti sanitari. Dai dati
134
desunti ci sembra di rilevare dal primo questionario che nonostante l'86 % dei frequentatori
abbia notato i cartelli di divieto e nonostante il 76 % sia a conoscenza della divieto del
fumo negli ambienti pubblici, il 47 % abbia ugualmente fumato nell'area ospedaliera. Da
notare anche che il 50 % dei visitatori non è a conoscenza delle iniziative anti fumo svolte
dall'Azienda. Con il secondo questio-nario abbiamo invece rilevato i seguenti dati di
maggiore importanza: a) gli ex fumatori rappresentano il 16 % , i fumatori il 34 % e i non
fumatori il 50 %; b) il 54 % dei fumatori vuole smettere di fumare. Le conclusioni pratiche a
ns. giudizio possono essere quindi così riassunte: a) occorre incrementare e motivare
maggiormente l'opera degli agenti educatori soprattutto nella loro funzione di counseling
oltre che di accertatori della infrazione; b) occorre promuovere azioni volte al personale
affinché smetta di fumare o quantomeno non lo faccia in presenza di visitatori e/o pazienti.
135
PREVENZIONE
TITOLO
AUTORI
AZIENDA
La Prevenzione degli incidenti attraverso la collaborazione fra
Ospedale - Scuola - Pediatri di famiglia : “A volte capita...”
*Carlo Amoretti, Mario Ferrando, Umberto Tondo; **Gianpiero
Sampietro, Michelino Storto; °Gian Paolo Pagliari, Roberto Predonzani;
°°Rita Gagno; ^Micaela Pagliano.
*U.O. Pediatria P.O. Imperia; **Servizio 118; °Direzione Sanitaria ASL 1
Imperiese; °°Educazione e Promozione della Salute ASL 1 Imperiese; ^U.R.P.
ASL 1 Imperiese.
ASL n. 1 Imperiese
136
CONTESTO DI ATTUAZIONE DELL'ESPERIENZA E MOTIVAZIONI
Gli incidenti rappresentano la prima causa di morte dopo il primo anno di vita fino alla 5°
decade di vita e un motivo frequente di accesso ai pronto soccorso e ricovero nelle
Divisioni pediatriche.
Nella nostra realtà vi è un P.S. generale e una divisione Pediatrica che raccolgono un bacino
di utenza di circa 23.000 minori di anni 15. I ricoverati per incidenti nella Divisione
pediatrica rappresentano il 12% della totalità e sono nel 59% maschi e 41% femmine. Le
cause per frequenza sono : traumi cranici:42% - traumi diversi ( addominali, oculari,
politraumi…) 30%, ingestioni di tossici 16%, altre cause ( ustioni, fratture, morsi di
animali, ingestioni CE, colpi di calore…) 12%. L'indice di ricovero rispetto agli accessi è di
circa il 10%
OBIETTIVO DEL PROGETTO : Proporre una sensibilizzazione ad ampio raggio che
induca una maggior attenzione alla possibilità di prevenire gli incidenti, secondo le linee
HPH in cui ognuno diventi soggetto attivo della propria salute.
TARGET: Bambini, Famiglie, Insegnanti Scuola Materna ed Elementare Ambito
Imperiese.
MODALITA'
Il progetto ha incluso diversi aspetti :
! La collaborazione con l'Istituto d'Arte di Imperia, ha determinato un ambiente
accogliente nella Divisione Pediatrica di Imperia che è divenuta anche luogo di
educazione alla prevenzione degli incidenti.
! L'animazione dei bambini ricoverati da parte dei Pionieri della CRI
! La realizzazione e la distribuzione di un opuscolo che viene consegnato a tutte le
famiglie dei ricoverati e dei neonati e attraverso i pediatri di famiglia ad altri bambini.
! La somministrazione di un questionario che stimoli l'attenzione sugli interventi
preventivi e raccolga indicazioni per finalizzare i prossimi interventi.
! Un corso per insegnanti delle scuole materne ed elementari con sulla prevenzione degli
incidenti con l'addestramento al P.BLS.
! Corsi di P.BLS per gli operatori dell'emergenza nell'ottica della prevenzione secondaria
e terziaria.
Viene qui esposta l'attività informativa e di raccolta del questionario somministrato.
E' stato realizzato e diffuso un libretto contenente: a) un'introduzione sul tema della
prevenzione degli incidenti, b) una serie di interventi atti alla prevenzione basati su pochi
gesti efficaci, c) il suggerimento per l'utilizzo corretto del servizio di emergenza 118, d)
l'invito ad imparare le tecniche di P.BLS. Il libretto viene consegnato alle famiglie dei
bambini ricoverati in Pediatria e dei neonati al momento della I° visita post dimissione.
Alle famiglie dei bambini degenti viene anche consegnato un questionario che vuole essere
motivo di riflessione sulle idonee misure preventive messe in atto in ambito famigliare e
raccolta dati per individuare i bersagli di successivi interventi di prevenzione.
RISULTATI: I dati presentati indicano come vi siano importanti fasce di rischio anche in
situazioni protette da leggi apposite ( accessibilità a piccoli oggetti, pericolosi se inalati
:23% , presenza di prese di corrente non protette : 22% - non uso, in auto, delle cinture di
sicurezza per i bambini : 13%) - l'elevata frequenza di ambienti a rischio per fumi e incendi
137
( assenza rilevatori di fumo : 86%, assenza di estintore rapidamente accessibile : 80% ) il
non utilizzo del casco in bicicletta.
TITOLO
AUTORI
Educare alla salute: correlazione tra stato nutrizionale e rischio di
lesioni da decubito.
*G. P. Pagliari; **F. Ciccione; ***M. Assensi; A. Boetti, °R. Cardelli
R., M. Melison, P. Monaco, L. Reghezza,G. Ricci, D. Sabatini, F.
Traverso, F. Zanoni, °°M. N. Gennaro, °°°P. Ameglio, C. Tedde, E. Natta,
P. Delucchi.
*Dirigenza Medica P.O. Imperia-Costarainera; **Ufficio Infermieristico;
***C.I.O. ASL 1 Imperiese; °gruppo di lavoro I.O. “ area medica”;
°°Resp.le
Servizio di Dietologia P.O. Sanremo; °°°Dietiste P.O.
138
AZIENDA
Sanremo.
ASL n. 1 Imperiese
PREMESSA: Questa Azienda ha ritenuto opportuno coinvolgere tutti gli operatori dei
Servizi che si occupano di tale problematica ed ha riconosciuto l'importanza degli studi
effettuati in merito alla correlazione esistente tra stato nutrizionale e rischio di lesioni da
decubito.
Gli autori del progetto hanno ritenuto opportuno superare il modello di prevenzione
finalizzata all'utente problematico e ritengono opportuno progettare un'attività integrata tra
ASL e Istituti di cura per anziani pubblici o privati, RSA, ADI, reparti fisiatrici,ecc. al fine
di modificare l'approccio degli operatori nel settore in riferimento al mantenimento di un
corretto stato nutrizionale per prevenire le lesioni da decubito.
OBIETTIVI: Mettere in atto tutte le attività necessarie, a livello interdisciplinare, al fine
di ridurre al minimo le condizioni di rischio dei malati, soprattutto per la popolazione
anziana.
Per attuare il progetto è necessario far conoscere il Programma a : Responsabili delle
UU.OO. interessati ( Medicina, Fisiatria, Neurologia, Chirurgia, Ortopedia,ecc.),
Responsabili dell'assistenza infermieristica dei vari settori ( pubblici e privati), far
conoscere le attività dell'ASL per avviare un rapporto di collaborazione-consultazione
stabile e creare gruppi misti permanenti con attività di trait-d'union tra le realtà di ogni
ambito.
TARGET: Operatori ASL di ogni U.O, Responsabili case di cura pubbliche o private.
SETTING: U.O. Territoriali e P.O. aderenti alla Rete Nazionale degli Ospedali per la
Promozione della salute dell'Azienda USL .
METODO :
a) individuare la popolazione a rischio ( rilevazione stato nutrizionale) tramite la
compilazione di una scheda per il calcolo del rischio nutrizionale e impostazione di un
piano alimentare in grado di correggere gli squilibri ,
b) applicazione protocollo per la prevenzione delle lesioni da decubito elaborato dal
gruppo di lavoro interdisciplinare del Comitato Infezioni Ospedaliere dell'USL 1
Imperiese.
RISULTATI:
Formazione/Educazione degli operatori ASL ed altri ambiti che aderiscono al progetto.
VALUTAZIONE: confronto del n. di casi osservati presso il reparto diortopedia del
P.O. di Sanremo nell'anno 1998 con il n. dei casi che saranno osservati applicando il
metodo di prevenzione ( scheda stato nutrizionale e protocollo prevenzione lesioni da
decubito).
139
TITOLO
AUTORI
AZIENDA
Educare per prevenire: la storia di Ugo
Dr.Claudio Pilati Direttore Unità Spinale Unipolare Azienda
Osp.“S.Corona”-Pietra Ligure
Dr.Cinzia Bassanini Cooperativa Jonathan Livingston
Telefono 019/629046
AFD Milena Mellano - TDR Anna Venegoni Laura Rossi
Pierfrancesca Tassistro-Tel. 019/6232470
Azienda Osp.“S.Corona”-Pietra Ligure
Cooperativa Jonathan Livingston
140
L'Ospedale abbatte i suoi confini strutturali e porta il proprio contributo educativo nella
scuola
Il progetto che si intende presentare ha come finalità principale quella di prevenire
l'incidenza di lesioni midollari da trauma. L'idea di mettere a punto questa iniziativa nasce
da molteplici motivazioni, non ultima l'analisi dei seguenti dati epidemiologici:
! ogni anno 15 25 nuovi casi di lesione midollare per ogni milione di abitanti, il cui
esito è costituito dal 57% paraplegia e 43 % tetraplegia
! principali cause di lesioni midollari:
55% incidenti stradali
22% cadute
8% incidenti sportivi
(di cui il 41% tuffi)
! età media dei pazienti:15 35 anni
Sulla base dei dati sopraelencati, in fase iniziale si è ritenuto di indirizzare tale progetto ai
ragazzi della scuola media e della scuola superiore, in età compresa tra i 14 ed i 18 anni,
prima ancora che agli adulti, del resto è ottimale intervenire in questa fase dell'adolescenza
in cui si è particolarmente predisposti all'apprendimento ed in cui le abitudini di vita sono in
fase di costruzione, piuttosto che nell'età adulta in cui è più difficile andare a modificare
eventuali comportamenti inidonei, già consolidati.
OBIETTIVI GENERALI:
! aumentare la consapevolezza ed il controllo sulla risorsa salute dei ragazzi dai 14 ai 18
anni
! utilizzare a 360° la professionalità e la competenza del personale sanitario, offrendola
alla comunità
! divulgare e far conoscere la realtà del disabile, evitando immagine edulcorate,
demonizzate o idealizzate, al fine di favorire la reintegrazione sociale.
OBIETTIVO SPECIFICO: prevenire l'incidenza di traumatismi che portano a lesioni
midollari, nell'età compresa tra 14 e 18 anni
TARGET: i ragazzi delle scuole medie inferiori e superiori
MEZZI: cortometraggio che illustra il percorso di un utente con lesioni midollari, dal
momento dell'incidente al termine dell'iter riabilitativo, interpretato dal Sig.Ugo Gasparini
(ex paziente dell'U.S.U.), realizzato e diretto dalla Dr.a Cinzia Bassanini, con la
collaborazione del personale dell'U.S.U., dell'Azienda Ospedaliera “Santa Corona” di
Pietra Ligure.
MODALITA' DIATTUAZIONE:
! contatti con i Provveditori agli studi e con il personale docente per la presentazione,
condivisione del progetto e per la definizione degli aspetti logistico-organizzativi
! incontri tra gli studenti e l'interprete del cortometraggio e l'equipe multidisciplinare
(medico, terapista, infermiere), nelle vaire sedi
! somministrazione di un questionario per testare le conoscenze dei ragazzi rispetto
all'educazione stradale e alla realtà della mielolesione
141
!
!
proiezione del cortometraggio seguita da discussione, approfondimenti ecc.
somministrazione di un questionario di valutazione agli studenti ed ai docenti
TEMPI DI REALIZZAZIONE: inizio progetto gennaio 2002, presso le scuole della
provincia di Savona, continuazione nelle altre province liguri.
INDICATORI: numero di incontri presso le sedi scolastiche, numero di partecipanti e di
questionari somministrati
VALUTAZIONE DEI RISULTATI: elaborazione dei questionari somministrati agli
studenti ed ai docenti ed a lungo termine riduzione dell'incidenza di lesioni
mielotraumatiche nei ragazzi delle province interessate dal progetto.
“Center for the data collection on “home and leisure accidents” Cen.H.L.A.
TITOLO
Lesioni da incidenti domestici e del tempo libero: un
progetto pilota. Analisi preliminare nella A.S.L.4
Chiavarese
Center for the data collection on “home and leisure accidents”
Cen.H.L.A.
AUTORI E
AZIENDE
Cristina Giordano*, Marina Gazzabin°, Mariano Alessi**,Concetta
Costanino**, Adriano Lagostena°°,Gaddo Flego* e Gruppo
collaborativo***.
142
*Direzione Medica A.S.L.4 Chiavarese
° Direttore Sanitario Az.ULSS 18- Rovigo-Proget Leader Cen.H.L.A.
**Direzione Generale della Prevenzione Ministero della Salute
°° Direttore Presidio Ospedaliero A.S.L.4 Chiavarese
Descrizione del contesto di attuazione dell'esperienza
In tutti gli Stati membri dell'U.E. sono in atto politiche nazionali di tutela della salute e della
sicurezza dei consumatori ed in particolare nel contesto della prevenzione degli incidenti
domestici e del tempo libero. Gli incidenti domestici, infatti, rappresentano una parte
sempre più rilevante delle prestazioni che i sistemi sanitari devono erogare oltre ad essere
causa, nei casi più gravi, di invalidità.
La Comunità Europea ha da anni istituito un sistema comunitario d'informazione sugli
incidenti domestici e durante il tempo libero denominato EHLASS, sviluppato e migliorato
a seguito della decisione del Parlamento e Consiglio dell'8.2.99 al quale partecipano i 15
Stati della CE.
Per quanto riguarda l'Italia, la rilevazione dei dati in attuazione del sistema EHLASS è
iniziata dal 1986 ed ha coinvolto un campione significativo di Ospedali pluri-specialistici.
A seguito dei risultati ottenuti e della maturata politica sanitaria europee, (che in Italia
hanno dato origine alla L. 493/99), le finalità del progetto tendono ora a focalizzare
l'attenzione non più sulla tipologia del prodotto che ha causato la lesione, ma sempre di più
sull'analisi del contesto per dare una maggior comprensione al fenomeno ed una più
incisiva documentazione agli studiosi delle politiche di prevenzione della salute.
Obiettivo del progetto
Al di fuori del sistema EHLASS, non esistono a livello Europeo indagini coordinate e
comparabili sul fenomeno delle lesioni degli incidenti domestici e del tempo libero, ma una
molteplicità di iniziative che tentano di delimitarne i contorni risultando però per lo più
frammentate sia dal limitato contesto geografico nel quale esse si svolgono che per il
carattere estremamente temporale delle analisi. Questi fattori determinano la mancanza di
un'adeguata e dettagliata informazione che possa essere posta all'attenzione delle autorità
locali, sanitarie e delle famiglie per sviluppare un'azione comune di prevenzione.
L'obiettivo prioritario del progetto è quello di continuare ad alimentare un osservatorio
privilegiato sul fenomeno in condizioni di uniformità delle informazioni. Obiettivi
secondari del gruppo di lavoro sono quelli di cercare di sviluppare una prima analisi
specifica dei dati sulle cause incidenti-lesioni nelle diverse fasce d'età, sui luoghi dove esse
maturano, sull'esito delle lesioni.
Popalazione-target
L'indagine si è sviluppata analizzando tutti gli accessi nei Pronto Soccorso degli Ospedali
del gruppo di lavoro focalizzando l'azione di raccolta dati su tutti i casi che presentavano
lesioni da incidente domestico o avvenuto nel tempo libero.
La rilevazione è stata sviluppata in modo sistematico nell'ambito del Pronto Soccorso degli
Ospedali e permette di identificare oltre ai prodotti che causano incidenti, di accertare
l'insieme di circostanze che possono portare a tali incidenti al fine di evidenziarne la
pericolosità ed attuare corrette politiche d'intervento.
Il sistema di rilevazione è fondato, per quanto riguarda l'Italia, sul manuale di codifica
143
messo a punto dal gruppo di lavoro internazionale dell'EHLASS 1986, attraverso le attività
dei pronto soccorso degli Ospedali campione ed avviene mediante la trasmissione
periodica dei dati al Ministero della Sanità che cura la successiva elaborazione.
Un'analisi preliminare condotta presso il Presidio Ospedaliero della A.S.L.4 Chiavarese
ha permesso di evidenziare quanto segue:
Analisi dati
Nel corso dell'anno 2000 si sono recati presso il Pronto Soccorso dell'Ospedale di Lavagna
1005 pazienti per motivi identificabili come “incidenti domestici e nel tempo libero”; di
questi 588 erano maschi, 414 femmine e per 3 non era specificato nella documentazione
clinica il genere.
L'analisi preliminare è stata condotta, oltre che per sesso, per fascia di età (scolare e
prescolare, lavorativa e post-lavorativa), per tipo di cura (follow-up ambulatoriale o
ricovero ospedaliero), per luogo dell'incidente, per attività svolta al momento dello stesso e
per meccanica.
Riguardo al tipo di cura, il ricovero è stato necessario complessivamente per 86 pazienti,
pari all'8.6% del totale, più frequentemente per le femmine che non per i maschi; gli anziani
hanno 2 volte più possibilità di dover ricorrere al ricovero dei bambini e 4 volte più degli
adulti in età lavorativa.
Gli incidenti domestici e del tempo libero, nella nostra casistica, avvengono più
frequentemente all'interno della casa (33.8%), seguito dalle immediate pertinenze esterne
della stessa (25%); l'analisi per genere evidenzia però come quasi la metà delle donne
abbiano incidenti all'interno della casa mentre per più di tre quarti dei maschi il luogo degli
incidenti è esterno all'abitazione.
Ovviamente la percentuale di incidenti all'interno dell'abitazione tende a salire nelle età
estreme.
Poco meno di un terzo degli incidenti domestici avviene durante attività genericamente
inquadrabili nel “tempo libero”, il 20% durante bricolage o giardinaggio, il 16 % in attività
domestiche. Il tempo libero riguarda quasi il 60% degli incidenti in età scolare o prescolare
per dimezzarsi nelle età maggiori. I maschi vengono più spesso coinvolti in incidenti nel
tempo libero e durante attività di bricolage e giardinaggio (in quest'ultima occasione
soprattutto in età avanzata), le femmine durante attività domestiche e nel tempo libero.
La meccanica degli incidenti è determinata soprattutto da tagli, trafitture, colpi etc. e
cadute, con una predominanza dei primi per i maschi e delle seconde per le femmine.
Il Report finale elaborato dal gruppo di lavoro, è sottoposto all'attenzione di “ monitors”
internazionali, nazionali e della strutture sanitarie nazionali allo scopo di orientare e
suggerire i settori o le aree che più necessitano di adeguate azioni e strategie di prevenzione,
informazione e sensibilizzazione dei soggetti con maggiori probabilità di rischio.
La divulgazione della Relazione consente altresì, il confronto con le informazioni
provenienti dai vari Stati membri aderenti al sistema HLA e permette di definirne la cause
statistiche più frequenti.
144
Gruppo collaborativo***:
Fernanda Stefani,Rita Vonarti, Mauro Papi,Emanuela Bacilare, Casagrande Corrado,De
Barbieri Eva,Paola Oneto, Giovanna Perazzo, Eraldino Malerba, Loretta Velpini,Salvatore
Riga, Liana Garibaldi,Patrizia Boggiano,Maria Luisa Rainero: A.S.L.4 Chiavarese,
Luca Sapori Azienda Sanitaria Locale 3 Spoleto Distr.4 Di Girolamo,Giuliano Bruschini
Azienda USL Roma H Ospedale S.Sebastiano di Frascati,
Enzo Frati Azienda USL 7 Ancona Ospedale S.S. Benvenuto e Rocco,
Cannito Cosimo Azienda USL BA/2 Ospedale di Barletta,
Ermes Commisini Azienda Servizi Sanitari 4 Medio Friuli.
Dott.ssa Cristina Giordano responsabile progetto A.S.L.4 Chiavarese (GE)
Tel.:0185-329524; E-mail:[email protected]
TITOLO
AUTORI
AZIENDA
Attivazione di un ambulatorio per la prevenzione del carcinoma
colon-rettale
D'ambrosio*, G. Razzetta° F ,de Mattei G°.,biancardi C.°°
*Responsabile Dipartimento chirurgia P.O.A.S.L.4 Chiavarese (GE)
°Dirigente medico U.O.Chirurgia Polo osp. di Lavagna
°°Medico specializzando U.O. Chirurgia Polo osp.di Lavagna
A.S.L.4 Chiavarese (GE)
INTRODUZIONE
145
Il carcinoma colo-rettale continua a costituire un problema di sanità pubblica, in quanto
scarsi sono stati negli ultimi 20 anni i miglioramenti ottenuti in termini di sopravvivenza a
distanza, nonostante il costante affinamento delle tecniche chirurgiche e chemioradioterapiche a disposizione. Tale rilievo è in dipendenza principalmente alla tardività
della diagnosi in tali pazienti, come confermato dai dati desunti dalla casistica operatoria
della Unità Operativa di chirurgia di Lavagna: su 185 pazienti operati per carcinoma colorettale negli ultimi 4 anni solo 36 (19.6%) al momento della stadiazione anatomopatologica sono stati inseriti negli stadi A e B1 di Astler e Coller o erano portatori di un
carcinoma in situ, mentre ben 51 pazienti (27.6%) avevano metastasi a distanza al
momento dell'intervento. Se poi consideriamo anche i pazienti con metastasi linfonodali
tale percentuale sale addirittura al 50.8%.
Nell'anno 2000 sono state eseguite 454 colonscopie di cui 76 con asportazione di adenomi.
Nello stesso anno sono stati eseguiti 45 interventi chirurgici su pazienti affetti da carcinoma
colo-rettale in gran parte diagnosticato dal servizio di endoscopia del Polo Ospedaliero di
Lavagna.
E' evidente come una tale situazione comporti, oltre che una bassa aspettativa di vita per il
paziente, anche costi sociali, familiari ed economici non indifferenti, ove una diagnosi
precoce potrebbe invece restituire ad una vita attiva una notevole quota di queste persone.
Non si può infatti nascondere che in molti di essi la diagnosi è ritardata per una sottostima
dei sintomi da parte del malato, ma anche, purtroppo, da parte del medico curante. Molti
pazienti, ad esempio, che presentano proctorragia si autocurano o vengono curati con
farmaci antiemorroidari, senza che i necessari approfondimenti diagnostici vengano
eseguiti. E' evidente come in tali casi una adeguata informazione della popolazione e una
maggiore attenzione da parte dei medici potrebbe portare a notevoli miglioramenti in fatto
di precocità diagnostica. Inoltre sono emersi in questi anni nuove entità nosologiche,
responsabili dell'insorgenza di polipi e di neoplasie colo-rettali in età relativamente
precoce, aggiungendosi alle già note poliposi familiare e sindromi poliposiche più rare.
Tale nuova sindrome, detta del carcinoma colo-rettale familiare non poliposico, comporta
l'insorgenza di polipi e carcinomi colo-rettali mediamente intorno ai 44 anni e viene
identificato con l'analisi del gruppo familiare, nel quale due o più parenti di I grado hanno
già sviluppato questa patologia, anche se una certa familiarità è stat dimostrata anche nei
pazienti i cui familiari hanno sviluppato la malattia in modo sporadico ed in età più
avanzata. In tali malati l'esecuzione precoce della ricerca del sangue occulto fecale e
successivamente di colonscopie seriate può portare ad una diagnosi precoce di cancro.
METODI
! Informazione alla popolazione residente nel territorio della ASL al fine di “educarli” a
riconoscere i sintomi ed i segni di una eventuale neoplasia colo-rettale (TV, giornali,
locandine)
! Coinvolgimento di fondazioni o associazioni per i contributi relativi alla
strumentazione e al personalew dedicato
! Sensibilizzazione ed aggiornamento dei medici curanti e loro collaborazione attiva
nella diagnosi e nella identificazione dei pazienti a rischio eredo-familiare
In una prima fase il progetto prevede il coinvolgimento dei soli soggetti a rischio elavato, al
fine di limatare l'impegno di risorse e di valutare l'impatto dell'iniziativa a livello
146
territoriale.Nel primo hanno lo screening inizierà nel servizio di endoscopia digestiva
dell'unita operativa di chirurgia di Lavagna e sarà successivamente esteso a tutto il
territorio della A.S.L. coinvolgendo i restanti servizi di chirurgia del dipartimento di
chirurgia..
OBIETTIVI DEL PROGETTO
Prevenzione e diagnosi precoce dei tumori del colon e del retto tramite:
1Esecuzione annuale della ricerca del sangue occulto fecale su tre campioni ottenuti in tre
giorni diversi alla popolazione residente con età superiore ai 50 anni e ai familiari di I
grado di coloro che hanno già sviluppato neoplasie colo-rettali
2.Selezione dei pazienti da sottoporre a screening colonscopico:
! Pazienti di età superiore a 50 aa. con sangue occulto positivo
! Pazienti con parenti di I grado affetti da carcinoma colo-rettale e/o adenomi
! Pazienti con sospetto carcinoma familiare non poliposico ogni 2 anni dai 20-30 aa e
annualmente dopo i 40 aa.
! Pazienti con poliposi familiare diffusa dall'età di 12 anni
! Pazienti con altre poliposi (Gardner, Turcot, Peuts-Jeghers)
! Pazienti con storia di malattia infiammatoria cronica intestinale da più di 7-8 anni
INDICATORI
! STRUTTURA: aumento del numero di esami diagnostici
! PROCESSO: aumento del numero delle polipectomie endoscopiche
! PROCESSO: aumento del numero di carcinomi colo-rettali diagnosticati e
conseguentemente del numero di interventi chirurgici
! ESITO: aumento delle percentuali di neoplasie colo-rettali in stadio precoce
VALUTAZIONE DEI RISULTATI
Avviene sul base quinquennale a partire dal follow-up dei pazienti operati e quindi in
termini di sopravvivenza a distanza e qualità di vita, nonché sull'incidenza di recidive locali
e metastatizzazioni a distanza rilevate durante i controlli.
TITOLO
Progetto pilota di titolo tutela della salute orale nell'infanzia
AUTORI
Mario ZIOLA - Direttore, Maria Antonella PESCE - Dirigente Medico
U.O. Odontostomatologia, Dipartimento Testa Collo, Azienda
Ospedaliera Ospedale San Martino di Genova e Cliniche Universitarie
Convenzionate, Largo Rossana Benzi,10, 16132 Genova. Telefono: +39
010-555/2054/2473/2084;
Fax: +39 010-555/6775,
E-mail: [email protected]
AZIENDA Ospedaliera Ospedale San Martino di Genova e Cliniche Universitarie
Convenzionate
Premessa.
La legge 229/99 assume la salute dentale come “livello essenziale di
assistenza”, considerando l'infanzia una categoria prioritaria. La carie dentale è ancora
una malattia estremamente frequente nel mondo. Le malocclusioni sono anche un serio
problema di salute pubblica; si stima che in Italia circa il 37% della popolazione sia affetto
da dismorfosi e paramorfosi cranio-facciale. L'OMS in associazione con la Federazione
Dentale Internazionale aveva stabilito che entro l'anno 2000 il 50% dei bambini a sei anni di
età fosse esente da carie e che a dodici anni non fossero presenti più di tre denti con
147
esperienza di carie.
La realizzazione di tale progetto di promozione della salute rientra nella nuova ottica
aziendale
la quale prevede che sia l'ospedale, aprendosi verso l'esterno, a muoversi andando ad
intercettare le esigenze dei cittadini. Tale impostazione, accompagnata dalla realizzazione
di altri significativi
progetti mirati e dal contemporaneo potenziamento dei servizi, permetterà di sovvertire il
tradizionale rapporto di domanda e offerta fra l'Utenza e l'Ospedale creando i presupposti
per il raggiungimento di più significativi risultati non solo per quanto riguarda
l'adeguatezza della risposta terapeutica ma anche nel campo della promozione e della
prevenzione della salute.
Obiettivi del progetto.
E' in questo contesto che si inserisce il presente progetto il cui
obiettivo è la prevenzione e la promozione della salute orale nell'infanzia, con particolare
riguardo alla prevenzione delle malattie dentali (carie) e delle malocclusioni (dismorfismi
oro-maxillo-facciali). Le linee guida prevedono interventi sia di tipo educativo, che di tipo
operativo, finalizzati a precisi obiettivi, e con possibilità valutative a mezzo di indicatori. Il
percorso operativo deve svilupparsi utilizzando i seguenti momenti fondamentali: Informazione
Educazione
Prevenzione
Trattamenti terapeutici
Per il
raggiungimento degli obiettivi prefissati saranno coinvolti, oltre che gli Operatori Sanitari,
i Genitori, gli Insegnanti, e i Medici scolastici.
Le fasi preventiva e terapeutica prevedono sinteticamente le seguenti prestazioni: Educazione alimentare Promozione ed insegnamento dell'igiene orale quotidiana Visite e
controlli periodici Sedute di igiene orale Fluoroprofilassi Sigillature dei solchi Studio
ortognatodontico Ortognatodonzia intercettiva Prestazioni chirurgiche Terapie
consevative (pedodonzia).
Popolazione target
Popolazione scolastica della scuola elementare, limitata come
primo approccio alle II° classi elementari.
Indicazioni di struttura, di processo, di esito.
Questa progetto pilota può essere realizzato con le sole risorse aziendali attualmente
disponibili (sede, attrezzature, e personale), per quanto riguarda poi il suo proseguimento e
allargamento sarebbe auspicabile ed indispensabile il coinvolgimento di altre strutture
sanitarie istituzionali. E' stata predisposta e realizzata apposita cartella clinica
odontoiatrica con possibilità di archiviazione sia cartacea sia computerizzata dei dati
raccolti. Potrà
poi essere organizzato un sistema di sorveglianza epidemiologica per individuare i
problemi odontoiatrici prevalenti, inoltre l'organizzazione di incontri periodici con gli
Insegnanti, con i Medici scolastici, e con i Genitori costituirà la base per la valutazione e
l'aggiornamento dei risultati ottenuti dall'attuazione del progetto.
Risultati attesi. Dalla realizzazione della prima fase del progetto ci si attende un
miglioramento immediato del livello di educazione sanitaria, soprattutto in riferimento
all'igiene dentale ed alle abitudini alimentari. La corretta istituzione e successiva
applicazione dell'osservatorio epidemiologico permetterà la identificazione dei reali
bisogni di intervento sanitario preventivo in campo odontoiatrico infantile. L'intervento
terapeutico adeguato potrà ridurre significativamente l'incidenza della carie e la precoce
148
correzione dei dimorfismi cranio facciali nella popolazione infantile.
TITOLO
AUTORI
T.d.R.
Passirana di
AZIENDA
Il processo di miglioramento della Back School
Dr. Aldo Ferrari**, T.d.R. Marinella Clerici* , T.d.R. Marzia Gurgo*,
Stefania Romano*
** medico fisiatra - * terapista della riabilitazione
Unità Operativa di Recupero e Riedicazione Funzionale. Ospedale
Rho via Settembrini, 1 Telefono 02 93.23.520/416
Email [email protected]
AO Salvini
149
Analisi del contesto, motivazioni del processo e target di riferimento
L'unità Operativa di Recupero e Rieducazione Funzionale del Presidio Ospedaliero di RhoPassirana propone, da oltre dieci anni, l'esecuzione del corso “ a scuola per la schiena”. Il
corso è condotto da un'équipe riabilitativa composta da un medico fisiatra e da terapisti
della riabilitazione ed è rivolto a gruppi di utenti affetti da lombalgia recidivante, insorta da
almeno 3 mesi, con età compresa tra i 18 e i 65 anni. Attraverso il corso si intende
promuovere l'apprendimento di un programma di esercizi specifici per la cura della
schiena, la conoscenza e la condivisione di regole di vita più salutari al fine di perseguire il
miglioramento del benessere psicofisico. Nell'ambito dell'attenzione ai bisogni degli
utenti, l'équipe riabilitativa ha sentito l'esigenza di rivedere i contenuti e l'organizzazione
del corso allo scopo di ampliarne e consolidarne l'area di intervento, migliorandone
l'efficacia. Ha quindi iniziato il processo di revisione analizzando e valutando i dati,
raccolti negli anni, relativi ai seguenti aspetti:
comprensibilità degli argomenti proposti : inquadramento diagnostico, terapeutico,
tecniche di rilassamento, di mobilizzazione, di rinforzo e stretching
! condivisione del programma
! soddisfazione e compliance dell'utente
! benefici immediati riscontrati a livello soggettivo ed oggettivo
! mantenimento delle indicazioni di igiene posturale nel tempo
! mantenimento dell'esecuzione degli esercizi nel tempo
! mantenimento dei benefici nel tempo
Obiettivi ed indicatori
Aumentare l'efficacia del corso rendendo più incisivo e duraturo il beneficio
dell'insegnamento proposto;
aumentare il coinvolgimento degli utenti, rendendoli sempre più partecipi e quindi attori
del processo di cambiamento; favorire il raggiungimento e il mantenimento di uno stato di
benessere generale; individuare le leve su cui agire per indurre l'utente a modificare lo stile
di vita. Indicatori scelti: n° episodi riacutizzazione dopo il Corso /n° pazienti del Corso; n°
giornate di lavoro perse per rachialgie; indice di correlazione tra benessere raggiunto e
mantenimento degli esercizi e dei consigli di igiene posturale appresi durante il corso .
Strumenti
Revisione della tipologia delle informazioni a carattere scientifico fornite agli utenti,
considerando un'area di benessere generale e non relativa solo alla schiena.
Elaborazione di una scheda di presentazione del corso che ne riassuma gli obiettivi ed il
programma, da consegnare agli utenti durante il primo incontro. Stesura del nuovo
questionario che indaga le abitudini di vita dell'utente e i cambiamenti indotti dalla
partecipazione al corso
Tempi e modalità di valutazione del processo di miglioramento
La sperimentazione del progetto avrà una durata di sei mesi, su un campione di 50 utenti. Il
questionario è proposto al termine del corso e, attraverso intervista telefonica, a tre mesi di
distanza. La valutazione terrà in conto gli esiti dei questionari abbinati agli esiti delle
interviste telefoniche.
150
TITOLO
AUTORI E
AZIENDE
Efficacia a breve e lungo termine di un programmaeducazionale per
pazienti ipertesi e familiari degli stessi.
A. Piccoli, S. Calebich, L. Platto, A. Cordoni, C Ferri*, A Santucci*.
Unità operativa di Medicina Interna - Clinica San Rocco di Franciacorta
(Ome -Brescia);
Regione Lombardia.
*Dipartimento di Medicina Interna - Università di L'Aquila.
Nel 1999, la Clinica San Rocco di Franciacorta è entrata a far parte di una rete
151
internazionale di ospedali voluta dall' Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)
chiamata “Ospedali che promuovono la salute” (Health Promoting Hospitals: HPH). Gli
Ospedali che ne fanno parte incorporano i concetti, e gli standards della promozione della
salute con il miglioramento della qualità delle cure, l'aderenza alle stesse, l'incremento
della soddisfazione degli operatori, pazienti e familiari degli stessi. L'ipertensione arteriosa
rappresenta un importante problema socioeconomico intervenendo sia sui pazienti che sui
familiari degli stessi. Infatti è noto come a) la percentuale degli che sa di essere tale sia
molto bassa, b) la percentuale degli stessi trattati e controllati non raggiunga spesso il 20%.
In questa ottica abbiamo presentato un progetto per valutare ed implementare il livello di
conoscenze nei pazienti affetti da ipertensione arteriosa e nei familiari degli stessi proprio
per quanto concerne la patologia ipertensiva.
Disegno e Metodi: Nella prima parte del progetto (che durerà 3 anni) abbiamo invitato 75
pazienti ipertesi e 42 familiari a partecipare ad un programma educazionale sull'
ipertensione arteriosa. Abbiamo utilizzato uno speciale questionario (concernente
definizione, eziologia, prevalenza, complicanze e terapia farmacologica e non)
somministrato prima e dopo una sessione di insegnamento. Alla fine della sessione
educazionale è stato rilasciato un piccolo manuale esplicativo sull'ipertensione arteriosa.
Lo stesso questionario è stato quindi somministrato nuovamente dopo 8 mesi agli stessi
partecipanti al progetto educazionale.
Risultati: Il grado di coinvolgimento dei soggetti interpellati nel progetto educazionale è
stato soddisfacente: 78% dei soggetti totali (gold standard previsto > 60 %) e specialmente
per gli ipertesi coinvolti (76%) e il 65% dei familiari. Ottimale è risultato il grado di
soddisfazione: 88% dei soggetti coinvolti. Prima dell' intervento educazionale la media
delle risposte esatte per i soggetti coinvolti è stata del 51.6%, (con particolari errori per
quanto riguarda definizione, terapia e metodo di misurazione). Dopo l'intervento dello staff
medico la percentuale delle risposte esatte è salita all' 85% (p<0.01) senza particolari
differenze tra ipertesi e familiari. Dopo 8 mesi dall'intervento la percentuale delle risposte
esatte è rimasta elevata (circa 83%). Dai nostri primi dati si è evidenziato che un
programma educazionale specificamente dedicato all'ipertensione arteriosa sia in grado di
implementare il grado conoscenza negli ipertesi e per la prima volta anche nei familiari;
inoltre questo incremento permaneva dopo 8 mesi dall'intervento stesso. Nei prossimi anni
valuteremo l'efficacia in termini di controllo pressorio e complicanze dell' intervento
educazionale sulla popolazione coinvolta.
152
SCUOLE
TITOLO
AUTORI
AZIENDA
“Cordiali rifiuti”: I bambini adottano l'Ospedale
Micaela Pagliano ,Cristina Maglio, - Ufficio Relazioni Pubbliche
Rita Gagno - Area Educazione alla salute
Dott. Ammirati - Direzione Amministrativa, Ospedale di Bordighera
Scuola Elementare "Peloux" di Bordighera
ASL 1 Imperiese
Situazione di partenza: pulizia dell'ospedale di Bordighera non soddisfacente
Cause
! Attività di pulizia della ditta incaricata non adeguata
153
!
Scarso senso civico da parte dei cittadini che utilizzano le strutture
Soluzioni
! Interventi diretti sulla ditta appaltatrice delle pulizie per un rispetto degli standard di
qualità individuati (già in parte attuata con la sostituzione della ditta incaricata)
! Campagna di sensibilizzazione per i cittadini attraverso
Il progetto “Cordiali rifiuti”: i bambini di Bordighera adottano l'Ospedale
In cosa consiste il progetto
Obiettivo:
Realizzare una campagna di sensibilizzazione destinata a tutta la collettività sulla
pulizia degli ambienti esterni ed interni all'ospedale.
Modalità di realizzazione
Per rendere il messaggio efficace ed incisivo si è pensato di attivare una collaborazione tra
le classi del 2° ciclo della Scuola Elementare di Bordighera e l'ASL (Direzione
Amministrativa, Ufficio Relazioni Pubbliche, Settore Educazione alla Salute) per
progettare, realizzare, verificare la campagna di sensibilizzazione.
La collaborazione nasce dall'idea di far partecipare i bambini di Bordighera al progetto allo
scopo di:
! Trovare spunti per approfondire in classe il tema ambientalistico della raccolta dei
rifiuti e della loro differenziazione (con schede, giochi, lezioni…)
! Iniziare la raccolta differenziata in classe
! Sperimentare come si progetta, realizza e verifica una campagna pubblicitaria
“sociale”
! Analizzare la situazione di partenza
! Valutare i possibili interventi
! Definire gli obiettivi della campagna
! Scegliere gli slogan, i contenuti della campagna, la forma grafica
! Curare la realizzazione pratica
! Verificare il grado di successo dell'operazione
! “Umanizzare l'ospedale” e far avvicinare ai bambini una realtà spesso vissuta con
timore o rifiuto.
Tappe del progetto
Il progetto è in fase di realizzazione. Attualmente è stata individuata la scuola
elementare di Bordighera, sono stati presi accordi con la Direzione Didattica e ci sono
stati i primi incontri, per la definizione dei tempi e dei modi di realizzazione del
progetto. Le prossime tappe prevederanno:
> Fase di sensibilizzazion e alle tematiche ambientalistiche
! incontro congiunto per la presentazione del progetto (alunni, docenti, operatori
USL)
! Lezioni in classe sul tema dell'ambiente, dei rifiuti e del loro smaltimento, gestite
dai docenti della scuola con il supporto di personale esperto (comune,
legambiente, opuscolo URP, schede, giochi…)
> Fase di realizzazione della campagna pubblicitaria
! Analizzare la situazione di partenza
154
! Valutare i possibili interventi
! Definire gli obiettivi della campagna
! Scegliere gli slogan, i contenuti della campagna, la forma grafica
! Curare la realizzazione pratica della campagna
> Presentazione pubblica dell'iniziativa (entro dicembre 2001)
> Verifica del grado di successo dell'operazione
> Monitoraggio costante della situazione
IL progetto prevede la diretta partecipazione dei bambini che con contributi propri
andranno a personalizzare la campagna sulla base di un cannovaccio proposto e strutturato.
Ciò al fine di rendere gestibile l'operazione e contenere i tempi di realizzazione.
Chi fa che cosa
L'ASL
! Offre la consulenza necessaria ad insegnati ed alunni per la realizzazione della
campagna informativa
! Procura il materiale per realizzare la campagna (cartelloni, colori…)
! La scuola:
! offre la disponibilità di docenti e alunni a collaborare all'iniziativa
! garantisce di seguire il progetto e di arricchire l'iniziativa della campagna di
sensibilizzazione con lezioni tematiche o approfondimenti sul tema
! consente agli operatori Usl di accedere alle strutture e collaborare al lavoro
!
! Eventuali altri soggetti coinvolti
! Lagambiente, WWW o associazioni analoghe
! il servizio comunale
! personale AVO
per interventi sul tema dello smaltimento dei rifiuti.
Risultati
Il progetto è in fase di sviluppo e realizzazione, pertanto non ci sono ancora dati relativi
allo sviluppo delle iniziative, all’efficacia della comunicazione, alla modifica dei
comportamenti
TITOLO
AUTORI
AZIENDA
La medicina trasfusionale nelle scuole - esperienza dell'A.S.L. 4
'Chiavarese’
Dr. R. ADAMI Dir. Med. II liv Dipartimento di Medicina di Laboratorio e
Trasfusionale
A.S.L. 4 'Chiavarese'
U.O. Servizio Di Medicina Trasfusionale Tel. 0185-329599/7/5
La divulgazione della cultura trasfusionale nelle scuole è un compito istituzionale delle
associazioni dei donatori volontari di sangue e dei servizi di medicina trasfusionale.
L'obiettivo non consiste solamente nel reclutamento di nuovi donatori, peraltro
indispensabile per raggiungere e mantenere l'autosufficienza di emocomponenti ed
155
emoderivati, ma anche di promuovere una cultura 'sanitaria' in senso lato: infatti, spiegare
come si fa a donare sangue o altri emocomponenti significa anche invitare i potenziali
donatori a prestare particolare attenzione alla loro salute (comportamenti sessuali a rischio,
uso di alcoolici, droghe, abuso di farmaci, alimentazione).
Negli ultimi cinque anni, in collaborazione con le associazioni di donatori di sangue del
Tigullio, sono state illustrate le problematiche inerenti alla medicina trasfusionale nei
giovani che frequentavano l'ultimo anno di alcuni Istituti Superiori presenti sul territorio.
Dopo la proiezione di un video prodotto dalle associazioni dei donatori è stato dato ampio
spazio alla discussione che ha toccato argomenti non solo inerenti specificamente alla
donazione del sangue intero e in aferesi, ma anche alla tecnica di produzione di
emocomponenti ed emoderivati, ai gruppi sanguigni e la malattia emolitica del neonato da
incompatibilità Rh, al sangue 'artificiale. Costantemente vi sono state domande riguardanti
la donazione di organi e del midollo osseo.
Al termine dell'incontro sono stati distribuiti opuscoli sulle attività delle associazioni di
sangue e piccoli gadgets.
Nel 2000 si sono presentati a donare sangue 18 nuovi donatori provenienti da dette scuole
mentre nell'anno in corso la risposta è stata di 15 giovani.
Stiamo predisponendo un agile questionario da sottoporre ai giovani dopo l'incontro, per
verificare l'impatto degli argomenti trattati e ottenere informazioni per migliorare la qualità
della comunicazione.
TITOLO
AUTORI
AZIENDA
Crediti formativi
G.B. Andreoli, A. Moratti, M. Iannucci, C. Forte, O. DiPasquale, M. Nelli G.
Congiu, C.Bongioanni, G.Rosa
AO Galliera Genova
La riforma della scuola media superiore prevede il credito formativo :lo studente deve fare
esperienza di volontariato per un monte ore stabilito con la direzione didattica della scuola
che frequenta, in una struttura idonea e disponibile.
Il progetto “Crediti formativi” si inserisce all'interno del
Accoglienza”.
156
più ampio
“progetto
Obiettivi: migliorare la qualità dell'accoglienza e dell'ospitalità del cittadino che usufruisce
dei servizi del nostro Ospedale .
Popolazione Target: persone che afferiscono a questo Ospedale per effettuare indagine
diagnostiche , esempio esami del sangue, radiografie, o visite ambulatoriali, e che
necessitano di aiuto per poter raggiungere, senza disagio, il servizio ove ricevere la
prestazione sanitaria.
Programma attività:
Gli studenti scelgono volontariamente di sperimentare il credito formativo presso la nostra
struttura.
Viene fatto un colloquio preliminare con lo studente, e vengono impartite li istruzioni per
svolgere correttamente il compito di “accompagnatore”.
A fine stage colloquio di valutazione dell'esperienza insieme agli studenti.
Gli studenti hanno il compito di” accompagnare” la persona in difficoltà, presso il servizio
sanitario ove deve sottoporsi a visita o esame diagnostico.
Sono previsti tre percorsi :Dagli ingressi dell'Ospedale per: 1- laboratorio analisi, 2
radiodiagnostica, 3- ambulatori
Ad ogni percorso viene assegnato uno studente, che deve accompagnare la persona in
difficoltà .
A fine stage colloquio di valutazione dell'esperienza insieme agli studenti.
Questo progetto è un'occasione di apertura dell'ospedale verso la città, offre allo studente la
possibilità di svolgere un'esperienza utile per “l'altro”, e formativa per se stesso.
E' un'occasione per migliorare il rapporto cittadino-ospedale
TITOLO
AUTORI
AZIENDA
Un programma di educazione sulla donazione e sul trapianto di organi
nelle scuole genovesi
Andrea Gianelli Castiglione, Isabella Cirelli, Cesare Gualeni, Sandro
Pisanu, Massimo Tognoni
Centro Regionale Coordinamento Trapianti Regione Liguria
Azienda Ospedale San
Martino Genova - Ufficio Regionale di
Coordinamento delle Attività di Prelievo e Trapianto
d'Organo
Coordinatore Regionale: Dott. A. Gianelli Castiglione - Responsabile DIT:
Prof. Umberto Valente
Largo Rosanna Benzi n°10 16132 Genova tel 0105553862
157
Il programma di educazione nelle scuole genovesi è stato sviluppato negli anni dal 1997 al
2001 e fa parte dei compiti istituzionali del Centro di Coordinamento Regionale come
indicati dalla Legge regionale 54/95.
Nell'anno 2000 sono stati visitati 45 istituti superiori nella provincia di Genova per un
totale di 60 incontri con gruppi di ragazzi delle ultime classi. Agli incontri hanno quindi
partecipato più di 2500 studenti.
Vengono qui presentati i risultati di un questionario somministrato ad un campione degli
studenti, prima e dopo gli incontri, con domande tese a valutare la conoscenza tecnica e
l'attitudine degli studenti nei confronti degli argomenti della donazione degil organi e del
trapianto. L'analisi dei questionari ha permesso anche di dare una valutazione del metodo
didattico utilizzato nel corso degli incontri.
Per informazioni
Monoblocco Acuti tel. 39 - 010 - 5553862 fax. 39 - 010 - 5556772
Largo Rosanna Benzi, 10 16132 GENOVA
e-mail: [email protected]
TITOLO
AUTORI
AZIENDA
Alimentarsi bene per crescere meglio”: i primi due anni del progetto di
epidemiologia e promozione della salute per le scuole elementari della
provincia di Reggio E.
Daniela Michellini', Cinzia Campari §, Licia Rabitti', Mara Manghi', Marina
Montorsi°, Anna Maria Benassi°, Mariannina Sciotti^, Valeria Manicardi*.
(') Settore Pediatria Salute Donna,(§) U.O di Epidemiologia, AUSL di
Reggio Emilia
(*) Servizio Diabetologia e Nutrizione clinica, AUSL di Reggio E.,(°)
Dietista ,( ^)Insegnante.
AUSL Reggio Emilia
158
Sedentarietà ed eccessi alimentari sono causa di molte malattie croniche e degenerative, ma
una sana alimentazione ed una attività fisica costante fin dall'età infantile sono in grado di
mantenerci in buona salute. Da competenze professionali diverse e complementari
dell'AUSL di Reggio E - Medico Nutrizionista e Dietista dell'ospedale, Pediatra di
comunità, assistente sanitaria, epidemiologo, responsabile educazione sanitaria in
sintonia con il Piano Sanitario Nazionale'98 '00, che stimolava prevenzione e promozione
della salute, è nato il Progetto provinciale "Alimentarsi Bene per Crescere Meglio"
condotto nelle Scuole Elementari di Reggio E.dal 1999.
Popolazione Target: Il Progetto coinvolge 812 bambini ( 44 classi di 25 Scuole della
Provincia di Reggio Emilia, ed i loro insegnanti) che hanno iniziato la scuola elementare
nel 1999-2000, si svilupperà per 5 anni scolastici consecutivi, accompagnandoli dalla
prima alla quinta (1999 -2004).
Obiettivi fondamentali: A- condurre un Intervento di Educazione alla Salute che porti
una informazione corretta in campo alimentare ai bambini e alle loro famiglie, per
promuovere nel tempo una “cultura” della sana alimentazione e stili di vita sani,
promuovendo l'attività fisica , come indispensabile componente della vita del bambino,
volta a mantenere il benessere psico-fisico. B - raccogliere dati epidemiologici su
Abitudini Alimentari e Attività Fisica dei bambini reggiani nel 2000, per promuovere ed
impostare programmi di intervento mirati da parte dell'AUSL.
C - Formare un
gruppo di insegnanti elementari , che possano promuovere autonomamente percorsi di
educazione alimentare in classe.
Metodologia del Progetto:
! Corso di Formazione per gli Insegnanti: 4 incontri all'inizio di ogni anno scolastico (12
ore).
! Percorso didattico di tipo interdisciplinare: condotto dalle insegnanti in ogni materia
nell'anno.
! Intervento nelle classi delle Dietiste: lavoro con i bambini su Colazione, Merenda,
Frutta,principi nutritivi , educazione al gusto,etichettatura, produzione
biologica,pubblicità.
! Raccolta dati conoscitivi e Verifiche ( all'inizio e alla fine del progetto): Questionari su
abitudini alimentari e attività fisica; valutazione difetto/eccesso ponderale.
! Promozione della Salute: Manifesto distribuito in tutte le scuole, farmacie, ambulatori
pediatrici;Locandina informativa rivolta ai genitori. Produzione di 8 mini-trasmissioni
televisive (“ 5 minuti di buona Alimentazione”) all'interno di una trasmissione
pomeridiana per bambini nella TV locale
Risultati:Attività Educativa. Il 1° anno è stato dedicato alla colazione ed è stata prodotta
una cassetta audiovisiva tratta dalle animazioni in classe condotte dalle dietiste con i
bambini, distribuita nelle scuole che aderiscono al progetto.(A Scuola di
…Alimentazione).
Il 2° anno ed è stato dedicato alla Merenda e sono state fatte esperienze pratiche con le
visite alle “Fattorie didattiche” con l'attuazione di un percorso didattico completo (es.
dalla semina alla raccolta del grano; dalla farina al pane) . Il 3° anno , appena iniziato, sarà
dedicato alla promozione dell'attività fisica e al gioco, con insegnanti ISEF come
159
animatori in classe.
Dati Conoscitivi ( trasversali) raccolti all'inizio del 1° anno (bambini di 6-7 anni).Abitudini alimentari(Recall alimentare di un mese): Calorie medie 2230/die (il 25% ne
assume più di 2600), 14 % Proteine,52 %Carboidrati, 34%Grassi; Colesterolo alimentare
266 mg /die(il25% ne assume più di 315)- Valutazione clinica: 17% di Bambini
sovrappeso/obesi, 7% sottopeso, 76% normopeso.
Sono già evidenti gli eccessi di apporti calorici , di grassi e colesterolo, e le carenze invece
di carboidrati complessi (pasta, pane, riso) a favore di zuccheri semplici e di fibre.Il
progetto in corso punta a modificare queste abitudini in 5 anni di percorso educativo ed è un
esempio concreto di collaborazione sinergica tra istituzioni pubbliche (AUSL,
Provveditorato agli Studi, Amministrazione Provinciale), che impegnano risorse umane e
competenze diverse per realizzare l'obiettivo comune della “promozione della salute”.
TITOLO
AUTORI
AZIENDA
"Progetto di Educazione Alimentare" nelle scuole dell'obbligo
(materna, elementare media)
V. Provenzano, L Strazzeraˆ, S.La Fata° ˆpsicologa ; ° dietista
Ospedale Civico (ASL 6-PA) - U.O. Malattie Metaboliche e Diabetologia "D.
Dolci" Partinico-Pa - Via Circonvallazione CAP 90047- Tel e Fax :
091/8911224
Breve descrizione del contesto di attuazione dell'iniziativa : In accordo con il P.S.N
nonché col nuovo P.S.R, l'U.O. di Diabetologia dell'Ospedale Civico di Partinico (Pa) già
da anni si occupa di educazione sanitaria intesa anche come educazione alimentare
160
rivolta, in particolare, a due agenzie socio-educative fondamentali: la scuola e la famiglia.
Durante l'anno scolastico 2000-01, in collaborazione con i Comuni di alcune cittadine del
comprensorio e con gli Istituti Scolastici omnicomprensivi (materna, elementare, e
media), abbiamo portato avanti un progetto di educazione alimentare destinato ai ragazzi
delle stesse scuole, alle loro famiglie e alla scuola.
Obiettivi dell'iniziativa: Verificare e valutare: a)le abitudini alimentari dei ragazzi delle
suddette scuole, b)le anomalie pondero-staturali ( percentuale di ragazzi sottopeso,
normopeso ,soprappeso o francamente obesi); c)gli errori nutrizionali; d) l'eventuale
presenza di anomalie psicogene del comportamento alimentare; e) "vissuto psicologico"
alla base di tutto, causa e/o effetto di condizionamenti socio-economici, culturali o pseudo
tali (es. nel rapporto con i mass-media, schema corporeo o immagine di sé) f) gli “interessi
sociali” dei ragazzi :attività fisica, sport, hobbies e tempo libero, g)la composizione del
nucleo familiare nonché le attività dei genitori.
Popolazione target : Il suddetto progetto ha coinvolto un campione di n°60 alunni per
ogni scuola interessata, scelto a random secondo il criterio di progressione alfabetica dalla
classe inferiori alle classi superiori. Il progetto si è rivolto a tutti gli operatori scolastici, in
particolare agli insegnanti, ma anche alle famiglie dei ragazzi e agli operatori sanitari
interessati.
Indicatori di struttura, di processo ed esito : Importanti sono stati gli incontri-dibattiti
che il ns. gruppo di educazione permanente ha organizzato con gli insegnanti delle scuole
coinvolte.Lo strumento d'indagine è stato un questionario a risposta multipla, ad hoc
strutturato,somministrato agli alunni, durante una gita-incontro in ospedale.Esso indagava
lo status socio-culturale di ogni alunno (composizione nucleo familiare e attività lavorativa
dei genitori), attività fisica, sport, hobbies, tempo libero, alimentazione (distribuzione e
tipologia dei pasti) e conteneva un appendice psicologica che esaminava: a) i rapporti
interpersonali (relazioni con i familiari, amici ed insegnanti); b)il vissuto del corpo o
dell'immagine corporea; c) alcune “anomalie del comportamento alimentare”(paura
d'ingrassare, -vomitare dopo aver mangiato, -eccessi di fame incontrollata, anche durante
la notte). In un primo incontro con i ragazzi l'equipe ha rilevato i parametri antropometrici
( peso e altezza), facendo il raffronto con le tabelle convenzionali pondero-staturali di
riferimento(Tanner-Waberhouse)e la classificazione del campione utilizzando il metodo
relativo percentuale(peso reale/peso ideale x 100).I primi dati raccolti venivano
poi,trasferiti su un apposita “cartella clinica”.In un secondo momento ai ragazzi ( gruppi di
20)veniva somministrato il questionario, spiegando loro,passo per passo ogni item.Dopo
l'elaborazione dei dati raccolti si sono programmati incontri con le famiglie e tutti gli
operatori sociali e sanitari interessati.
Risultati dell'indagine: La percentuale dei bambini obesi aumenta con il passaggio dalla
scuola elementare alla scuola media.Esaminando la distribuzione e la tipologia dei pasti è
emerso che la quasi totalità dei ragazzi esaminati fa colazione (con una percentuale più alta
nella scuola elementare)con un consumo prevalente di alimenti ricchi di zuccheri semplici
e grassi (biscotti, merendine). Consuma il pranzo, come primo piatto, quasi il 65% del
campione delle prime classi elementari, il dato subisce un rialzo nelle ultime classi (87%)
161
per ridursi nuovamente nella scuola media (40%); Preoccupante il dato globale relativo al
modello dietetico predominante monopiatto (35%) rispetto al corretto modello alimentare
(primo e secondo) che equivale al 30% del campione. Un dato interessante è quello sul
consumo dei prodotti di rosticceria a pranzo ciò denota che i ragazzi, soprattutto della
scuola media, utilizzano questi prodotti come sostituti del pranzo. L'abitudine della
merenda a metà mattinata e nel pomeriggio rimane quasi costante nei vari gruppi , anche se
la tipologia degli alimenti consumati risulta deleteria (panino con insaccati,merendine
ecc..). A cena il 50% circa del campione totale consuma solo il secondo piatto, con
percentuali decrescenti dalle prime classi elementari alla media.Aumenta
progressivamente la percentuale di ragazzi che consumano sia il primo che il secondo
piatto, con conseguente iperalimentazione a cena.È emerso che le due principali agenzie
socio-educative (famiglia e scuola) si mostrano nel rapporto con gli adolescenti spesso
“inadeguate” a svolgere il proprio ruolo che diviene sempre più deficitario con l'avanzare
della scolarizzazione dei ragazzi, mentre è crescente l'influsso dei mass-media che
condiziona pesantemente il vissuto psicologico (impatto tra modelli proposti e immagine
di sé), il rapporto con gli altri e certamente la scelta, la tipologia e"il significato sociale"
degli alimenti. Costoro si rifugiano nel "gruppo"isolandosi dal contesto familiare e
trovando pseudosoluzioni talora devianti, anche e non solo, dal punto di vista del
comportamento alimentare, come risposta alle problematiche cui quotidianamente vanno
incontro. Il gruppo dei coetanei diviene progressivamente con l'avanzare della
scolarizzazione il “contesto di riferimento". Evidenti i riflessi anche per ciò che concerne la
scelta e la tipologia dei pasti nel “gruppo” dove si diffondono “modelli culturali ed
educativi” proposti dai mass-media con possibili deviazioni dell'impatto con l'immagine di
sè. Consequenziale l'abbandono del momento del pasto come momento di incontro con i
familiari per mangiare in compagnia e con l'introduzione anche a pranzo di alimenti
preconfezionati, fast-food o pizza. Per ciò che riguarda il vissuto del corpo o dell'immagine
corporea: il soffermarsi “davanti lo specchio” è presente in circa l' 80% del campione totale
degli studenti di sesso femminile e nel 40% del campione maschile,con una percentuale
crescente dalle prime classi dell' elementare alla media e che le parti del corpo da cambiare
riguardano “componenti specifiche” di femminilità, per il campione totale femminile(
seno, gambe, cosce, pancia, glutei)mentre per il campione totale maschile le risposte date
sono "aspecifiche" (naso, orecchie,capelli). ”Infine, il campione preso in esame si crede in
sovrappeso, ha paura d'ingrassare, pensa alle calorie quando mangia o ha eccessi di fame
incontrollata anche durante la notte,con scelte alimentari che ancora una volta prediligono,
panino con insaccati, biscotti e merendine.
162
Scarica

AbSTRACTS GRUPPO b - Ospedali per la promozione della salute