ABSTRACTS ! GRUPPO B PROGETTI RIVOLTI ALL’EDUCAZIONE E PROMOZIONE ALLA SALUTE Fumo ! Ospedali senza fumo. Ridurre la presenza del fumo nelle strutture sanitarie attraverso la sensibilizzazione degli operatori e il rispetto della normativa ! Ospedale senza fumo: valutazione di efficacia sulla segnaletica contro il fumo ! Attivazione del Centro di Trattamento all'Abitudine al Fumo (Ce.T.A.F.) ! Attivazione di un ambulatorio per il trattamento della dipendenza da fumo di tabacco ! Istituzione di un ambulatorio per la lotta al tabagismo presso l'AO Villa Scassi di Genova Sampierdarena. ! Istituzione di un ambulatorio per la disassuefazione al fumo ! Ospedali senza fumo: il ruolo dell'operatore infermieristico ! Progetto interaziendale Ospedali senza Fumo della Regione Toscana ! Il modello organizzativo dell’Azienda ULSS 14 per un approccio integrato al problema fumo ! Il Progetto “ Ospedali e Servizi Sanitari senza fumo” presso la AUSL- RE. Prevenzione ! La Prevenzione degli incidenti attraverso la collaborazione fra Ospedale - Scuola Pediatri di famiglia : “A volte capita…..” ! Educare alla salute: correlazione tra stato nutrizionale e rischio di lesioni da decubito. ! Educare per prevenire: la storia di Ugo ! Lesioni da incidenti domestici e del tempo libero:un progetto pilota. analisi preliminare nella A.S.L.4 Chiavarese ! Attivazione di un ambulatorio per la prevenzione del carcinoma colon-rettale Presidio Ospedaliero A.S.L.4 Chiavarese ! Progetto pilota di tutela della salute orale nell'infanzia ! Il processo di miglioramento della Back School ! Efficacia a breve e lungo termine di un programma educazionale per pazienti ipertesi e familiari degli stessi. Scuole ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! “Cordiali rifiuti”. I bambini adottano l'Ospedale La medicina trasfusionale nelle scuole - esperienza dell'A.S.L. 4 Chiavarese Crediti formativi Un programma di educazione sulla donazione e sul trapianto di organi nelle scuole genovesi Alimentarsi bene per crescere meglio”: i primi due anni del progetto di epidemiologia e promozione della salute per le scuole elementari della provincia di Reggio Emilia "Progetto di Educazione Alimentare" nelle scuole dell'obbligo (materna, elementare media) FUMO TITOLO AUTORI OSPEDALI SENZA FUMO. Ridurre la presenza del fumo nelle strutture sanitarie attraverso la sensibilizzazione degli operatori e il rispetto della normativa Coordinatore Regionale: Rita Gagno Azienda USL 1 Imperiese Educazione e Promozione alla Salute - tel. 0184/536.617 - e mail [email protected] 119 * L. Boeri, R. Gagno, R. Gasco, G.P. Pagliari, R. Predonzani -** A.M. Del Piano, V. Furfaro, M. Maurizio, L. Piccardo - *** G.G. Pacelli, A.M. Richeri, M.R. Viani - ****K.M. Bonvento, C. Gagliano, M. Pierri - °P. Clavario B. Ferrando, R. Fiori, B. Rebagliati, S. Venturi - °°B. Cavaliere, A. Renzini, G. Tiberio, C. Zai - °°°M. Nelli, G. Tommasini - ^M. Merler, D. Pezzano - ^^P. Brignole, C. Giordano, A. Lagostena, F. Stefani, M. Papi. AZIENDE *AUSL 1 Imperiese, **AUSL 2 Savonese, ***A.O. Santa Corona-Pietra Ligure, ****A.O. Villa Scassi-Sampiedarena, °AUSL 3 Genovese GENord/GE-Ponente/GE-Levante, °°A.O. San Martino e Cliniche Universitarie Convenzionate, °°°A.O. Galliera, ^A.O. Evangelico Internazionale, ^^AUSL 4 Chiavarese. Nel programma degli Ospedali per la Promozione della Salute della Regione Liguria uno dei progetti che si è voluto affrontare è stato il “Progetto Ospedale senza Fumo”, nel rispetto della normativa sul divieto di fumo nelle strutture pubbliche e delle linee guida dettate dall'OMS in materia di politica sanitaria europea. Cinque Aziende Ospedaliere e Presidi Ospedalieri appartenenti alle Unità Sanitarie Locali, individuando l'Azienda USL 1 Imperiese come capofila per lo sviluppo di tale iniziativa, hanno scelto di informare, formare e responsabilizzare sul problema “fumo di tabacco” gli operatori sanitari senza imporre il solo divieto. Le Aziende partecipanti: AUSL 1 Imperiese, AUSL 2 Savonese, A.O. Santa Corona-Pietra Ligure, A.O. Villa ScassiSampiedarena, AUSL 3 Genovese GE-Nord/GE-Ponente/GE-Levante, A.O. San Martino e Cliniche Universitarie Convenzionate, A.O. Galliera, A.O. Evangelico Internazionale, AUSL 4 Chiavarese, attraverso un gruppo di lavoro allargato, individuando un referente coordinatore regionale e gruppi di lavoro aziendali, hanno sviluppato un modello applicabile in ogni azienda che vede un coinvolgimento diretto, anzi, vuole assegnare un ruolo decisionale ai soggetti destinati all'apprendimento in tutte le fasi del processo, iniziando dalla determinazione degli obiettivi. OBIETTIVI ! progettare una serie di azioni, in linea con le raccomandazioni dell'OMS, mirate allo sviluppo di sinergie con altre iniziative contro il fumo di tabacco nella comunità, attivando alleanze con le associazioni presenti nel territorio; ! promuovere stili di vita sani all'interno dell'Ospedale salvaguardando i diritti dei pazienti e costituendo un modello per la comunità; ! attuare le disposizioni legislative contro il fumo ! educare gli operatori ad un corretto comportamento all'interno della struttura ospedaliera TARGET ! personale sanitario, tecnico ed amministrativo dei Presidi ed Aziende Ospedaliere del territorio Ligure ! utenti afferenti alle strutture INDICATORI 120 ! percentuale questionari consegnati e questionari ritirati; ! costituzione gruppi di lavoro interdisciplinari con individuazione di un coordinatore per azienda; ! percentuale di operatori che fuma in presenza degli utenti; ! presenza/assenza di un centro di riferimento interno o esterno all'azienda a cui il personale può rivolgersi per disassuefazione dal fumo. PROGRAMMA DELLE ATTIVITÀ' ! indagine conoscitiva sul fumo nell'ambiente ospedaliero mediante la somministrazione di un questionario; ! organizzazione di incontri formativi, convegni ad hoc in collaborazione con Enti ed Associazioni; ! diffusione materiale informativo e delle iniziative intraprese; ! individuazione aree limitate per fumatori; ! progettazione ed affissione cartellonistica educativa e normativa completa delle indicazioni di cui a Direttiva P.C.M. 14/12/1995, in entrate principali e secondarie, atri d'accesso ai reparti, zone comuni di attesa, pianerottolo scale, corridoi; ! formulazione di regolamenti interni; ! adesione a campagne di sensibilizzazione in occasione della Giornata Mondiale senza Tabacco e della Giornata Nazionale del Respiro con affissione di manifesti con messaggi mirati alla responsabilizzazione e presa di coscienza sulla problematica; ! coinvolgimento diretto dei Responsabili di Unità Operative e Capo Sala con costituzione di gruppi di miglioramento; ! costituzione di gruppi interdisciplinari di riferimento per la disassuefazione dal fumo. VALUTAZIONE ! Verifica degli indicatori TITOLO AUTORI AZIENDA OSPEDALE SENZA FUMO: valutazione di efficacia sulla segnaletica contro il fumo Rita Gagno Assistente Sanitaria Educazione e Promozione della Salute ASL 1 Imperiese Lorella Boeri Assistente Sanitaria Dirigenza Sanitaria P.O. di Sanremo ASL n. 1 Imperiese 121 PREMESSA Nell'ambito delle varie azioni strategiche multisettoriali del “Progetto Ospedale senza Fumo”, avviato nell'anno 1996, si colloca un'indagine conoscitiva sulla qualità percepita della segnaletica contro il fumo, installata durante lo sviluppo del progetto, da parte del personale sanitario. OBIETTIVI Valutare l'efficacia della segnaletica: il posizionamento, la chiarezza, il rispetto, il messaggio educativo. TARGET Personale sanitario, tecnico, amministrativo dei presidi ospedalieri appartenenti all'ASL 1 Imperiese. MATERIALE E METODI Il Progetto ha impegnato 834 dipendenti di cui 67,8% Femmine e il 29% Maschi, prevalentemente distribuiti nella fascia di età 35-44 anni. Sul totale delle risposte il 94,6% dichiara di aver notato le indicazioni che invitano a non fumare. Hanno ritenuto la segnaletica sufficientemente chiara il 66,3% sul totoale, con il 73,6% presso il Presidio di Imperia-Costarainera, il 71,6% presso il Presidio di Bordighera, e il 52% presso il Presidio di Sanremo. Tra i dipendenti che hanno collaborato all'indagine il 33% sono fumatori. Tra i fumatori il 59% del P.O. di Imperia, il 47,6% del P.O. di Bordighera e il 77,4% del P.O. di Sanremo, dichiarano di fumare in ambiente ospedaliero. Solamente l'82% ha dichiarato di conoscere la normativa. Questo pone il dubbio se le persone sono informate sull'argomento per effetto del Progetto o da altre fonti. Il 3% ha dichiarato esplicitamente di non conoscere la normativa, il restante non ha voluto esprimersi. Solo il 79% degli intervistati ha risposto di essere completamente d'accordo per un Ospedale senza Fumo, il 12% ridurrebbe ulteriormente la possibilità di fumare sul posto di lavoro. Il 9% trova troppo restrittiva la normativa. Ben il 2,5% non ritiene utile l'iniziativa “Ospedale senza Fumo”. RISULTATI DELLA PRIMA FASE Nell'indagine epidemiologica è emerso che: alla domanda “la segnaletica contro il fumo le sembra sufficientemente chiara”: l'indagine ha dimostrato la disparità di dati in quanto gli interventi di sensibilizzazione non sono stati condotti in modo omogeneo nei tre Presidi Ospedalieri. Questo evidenzia quanto sia indispensabile la necessità di “curare” il posizionamento della cartellonistica e il diretto coinvolgimento delle persone. Riscontro positivo è stato quello dell'adeguamento da parte dei fumatori a fumare nelle zone dove sono stati collocati i cartelli con indicazione di spegnere la sigaretta e conseguente posacenere. Ciò potrebbe essere indicativo per invitare l'amministrazione ad 122 identificare i locali per fumatori. TITOLO AUTORI Attivazione del Centro di Trattamento all'Abitudine al Fumo (Ce.T.A.F.) *Marco Nosenzo, Franco Bergero, Antonella Serafini; °Gian Paolo Pagliari, Rita Gagno; ^Giuseppe Spinetti, Angela Netti, Monica Giuliani. *U.O. Pneumologia P.O. Imperia-Costarainera; ° Direzione Sanitaria Settore Educazione e Promozione della Salute ASL 1 Imperiese; ^ U.O. Psichiatria P.O. 123 Imperia-Costarainera. AZIENDA Medici di Medicina Generale: Riccardo Agati, Elisabetta Barletta, Claudio Berlengiero, Roberto Buccelli, Giancarlo Cordoni, Maria Dell'Orso, Franco Dolmetta, Antonio Errico, Daniele Gasparotti, Giuseppe Lanteri, Loris Masselli, Attilio Novaro, Regine Quitman, Giuseppe Tarantini, Carlo Trucchi. ASL n. 1 Imperiese Premessa La nocività del fumo è nota. Essa si sviluppa attraverso un uso prolungato che si traduce in abitudine. Sul piano del danno alla salute è causa o concausa di una serie di gravi patologie e quindi costituisce una problematica che, dal punto di vista della medicina preventiva, si può affrontare abolendo o riducendo la pratica del fumare. La strategia per ridurre o eliminare l'impatto del fumo sulla salute deve essere multidirezionale e coinvolgere globalmente più settori tra cui l'individuo (il fumatore) e l'ambiente (che influenza la diffusione del tabagismo). Il progetto di un Centro per il Trattamento dell'Abitudine al fumo, laddove è stato realizzato, ha dato risultati positivi in circa la metà dei casi: un successo, soprattutto se associato al counseling medico-psicologico e al "minimal advice" effettuato dal Medico di Medicina Generale. E' quindi necessario ed indispensabile uno sforzo per collegare i vari settori sanitari nella lotta contro il fumo. Obiettivi Far acquisire corrette informazioni sui problemi legati al fumo di tabacco - Individuare fumatori “motivati” a smettere - Rendere consapevoli i fumatori dei rischi se continuano ad essere fumatori e dei possibili benefici derivanti dalla cessazione - Monitorare attraverso un check-up clinico respiratorio lo stato di salute attuale - Incoraggiare l'impegno alla necessaria autodeterminazione per conseguire una definitiva sospensione dell'abitudine al fumo. Modalità Il Centro, attivato il 1 settembre 2001 presso l'U.O. Pneumologica del Presidio Ospedaliero di Costarainera è condotto da un Pneumologo, con il supporto di uno Psicologo del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura dello stesso Presidio. Essendo l'iniziativa nuova, oltre che complessa, per la nostra Provincia, si è ritenuto opportuno operare, nella fase d'avvio, in via sperimentale. Si è ritenuto indispensabile il coinvolgimento dei Medici di Medicina Generale, inizialmente quindici rappresentanti i tre ambiti di Imperia, Sanremo e Ventimiglia che, con il patrocinio dell'Ordine dei Medici della Provincia di Imperia, ha fattivamente collaborato alla realizzazione del progetto. Al fine di raggiungere un linguaggio comune si sono promossi una serie di incontri formativi che hanno preceduto l'attivazione del Centro. Il percorso di disassuefazione si avvale, oltre che del counselling, anche dell'utilizzo dei sostituti nicotinici (cerotti, inhaler, ecc.) a seconda del grado di astinenza. La metodologia applicata prevede una serie di 16 incontri individuali complessivi nell'arco dell'anno e di 9 incontri di gruppo, con modalità cognitivo-comportamentale. Nel primo incontro individuale con l'èquipe sanitaria viene eseguita la prima valutazione clinicoanamnestica, a cui può seguire il consiglio di avvio ad uno screening più approfondito, che 124 viene direttamente gestito all'interno del Presidio stesso, ai fini della diagnosi precoce di eventuali stati patologici in atto (prove di funzionalità respiratoria, eventuale radiografia del torace,ecc.). Gli utenti sono sottoposti a test di valutazione della dipendenza da nicotina, a test di valutazione del livello motivazionale ed alla rilevazione del monossido di carbonio (CO) nell'aria espirata. Accesso Il Centro è attivo il Lunedì e il Mercoledì dalle ore 11 alle ore 13. - La prenotazione avviene tramite appuntamento (Tel.0183/794728 dal lunedì al venerdì dalle ore 13 alle ore 14 - L'accesso avviene con richiesta del Medico di Medicina Generale. Intervento educazionale Prevede un'azione comunitaria per promuovere il modello di non-fumatore e interventi educativi per far crescere la capacità di scegliere (intervento informativo ed educazionale sulla popolazione da parte dei Medici di Medicina Generale, intervento educazionale nell'ambito scolastico, familiare, sociale). Target La comunità individuata dai MMG, dalle équipes delle UU.OO. Pneumologia e Psichiatria. Indicatori di struttura, processo, esito Inserimento del Centro No Smoking nell'organizzazione aziendale con gruppo multidisciplinare formalizzato di riferimento; Iniziative intraprese: costituzione di un gruppo motivato di Medici di Medicina Generale, attività formative, elaborazione linee guida, collaborazioni con Enti-Ditte-Associazioni; Capacità a mantenere lo stato di “non fumatore”; Estensione del progetto a fine fase sperimentale. Valutazione Continuità permanente dell'attività del gruppo multidisciplinare; N° Medici di Medicina Generale; N° attività formative, linee guida, collaborazioni esterne; Numero di fumatori che continuano a “non fumare”; N° dei Servizi e U.O. coinvolte nell'ampliamento; Grado di soddisfazione del gruppo di lavoro e dell'utenza. TITOLO AUTORI Attivazione di un ambulatorio per il trattamento della dipendenza da fumo di tabacco Rebolini G.*, Sampietro F*., Polero L*., Bacciola S.*, Caprile A*., Perazzo A., Campodonico C., Nicolini A, & Calcagno L. *Sert Asl 4 Chiavarese - Ospedale Lavagna Divisione Pneumologia - Ospedale Sestri Levante 125 AZIENDA Presidio Ospedaliero A.S.L.4 Chiavarese Nell'anno 2001 il SERVIZIO TOSSICODIPENDENZE e la DIVISIONE di PNEUMOLOGIA della ASL 4 CHIAVARESE hanno progettato l'attivazione di un ambulatorio per la disassuefazione dal fumo. Il progetto,inizialmente a carattere sperimentale,partira' con il reclutamento dei pazienti nei primi giorni di ottobre ed avra' la durata di sei mesi. In tale periodo verranno valutati e trattati 50 soggetti tabacco-dipendenti.In questa prima fase la popolazione-target sara' composta da 40 volontari scelti fra il personale dipendente della ASL e da 10 pazienti affetti da patologia respiratoria. Dopo una prima valutazione pneumologica che comprendera' oltre alla visita medica anche esami strumentali ( spirometria -saturimetria - determinazione CO ) verra' effettuato un colloquio psicologico per valutare la motivazione del paziente. Il trattamento di disassuefazione potra' essere di tre tipi : - sostitutivo - farmacologico - auricololoterapia secondo metodica acudetox Durante il trattamento il paziente sara' contattato direttamente o telefonicamente per rafforzare la sua motivazione. L'obiettivo del progetto e' quello di raggiungere alla fine del trattamento la totale disintossicazione dal tabacco per almeno il 60% dei soggetti e la disassuefazione per almeno il 20% dei soggetti a sei mesi dalla fine del trattamento. TITOLO AUTORI AZIENDE Istituzione di un ambulatorio per la lotta al tabagismo presso l'AO Villa Scassi di Genova Sampierdarena. Ivaldi G.P.*, De Pascale E.*, Germoglio M.° *Divisione di Pneumologia A.O. Villa Scassi GE-Sampierdarena °SPDC ASL 03 GENOVA SAMPIERDARENA A.O. Villa Scassi GE-Sampierdarena 126 ASL 03 GENOVA SAMPIERDARENA Considerando i dati dell'OMS per cui l'incidenza del fumo di sigaretta sulla mortalità globale triplicherà nei prossimi 20 anni e che in Italia vi sono ogni anno 35000 nuovi casi di tumore del polmone dei quali il 95% è correlato all'abitudine tabagica, sì è istituito presso l'Azienda Ospedaliera Villa Scassi un Ambulatorio multi-disciplinare per la Lotta al Tabagismo. L'azione di tale istituzione si svolge principalmente su di un bacino di utenza corrispondente alla zona del Ponente della Città di Genova ma raccoglie inoltre clienti da tutto il territorio cittadino. Svolge compiti di diagnosi, trattamento, riabilitazione e follow up multidisciplinare per la disassuefazione dal fumo di sigaretta. Opera in collegamento con i Medici di Medicina Generale con i quali promuove seminari di aggiornamento. L'accesso avviene tramite CUP Liguria mediante impegnativa motivata del Medico Curate con l'indicazione di Visita Pneumologica per screening tabagismo. Le prestazioni erogate si rivolgono ai soggetti dipendenti da nicotina. In particolare l'attività ambulatoriale prevede: - Una prima visita medica specialistica pneumologica comprendente di anamnesi ed esame clinico e completa di spirometria, misurazione della percentuale della saturazione arteriosa (SatHb) e del CO espirato (EXP CO). Qualora se ne ravvisi l'indicazione possono essere prescritti ulteriori indagini e/o consulenze specialistiche. - Colloquio preliminare individuale Psicologico con valutazione del grado di dipendenza e analisi del grado di motivazione del soggetto tramite tests psicometrici. Sulla base di ciò il paziente viene avviato alle possibili modalità di trattamento: -approccio psicologico cognitivo comportamentale tramite gruppo di mutuo auto aiuto (10 sedute di 1 ora circa). - approccio reflessoterapico con agopuntura ed auricolo terapia combinata (4-5 sedute). - approccio farmacologico con bupropione, sostitutivi a base di nicotina, fitoterapici etc. - eventuale integrazione delle tecniche precedentemente descritte e metodiche di sostegno basati su sussidi comportamentali e tecniche di rilassamento (es. musicoterapia). - Follow up clinici e/o telefonici con utilizzo di metodiche di sostegno comportamentale al I° - II° - VI° e XII° mese e quando occorre. In 3 mesi di attività sono stati visitati 45 pazienti. Di questi 12 hanno intrapreso la terapia psicologica di gruppo (attualmente in corso), 8 sono stati trattati con agopuntura con 6 successi, 25 sono in trattatamento con farmaci personalizzati con % di successo non ancora valutabili. I dati sono preliminari e quindi non possono fruire di adeguata analisi statistica che verrà eseguita dopo il 1° anno di attività dell'ambulatorio. TITOLO Istituzione di un ambulatorio per la disassuefazione al fumo AUTORI R. Tagliasacchi (°),A. Triarico (°), C. Radice (°°), M. Bandera (*), M. Bellani (**), V. Scaramuzzino (^^^), A. Larghi (^), F. Banfi (^^) (°) Direzione Medica; (°°) Medico Specializzando Istituto di Igiene Università degli Studi di Pavia; (*) Medico Psicologo - Psicologia Clinica, (**) Medico Pneumologo Pneumologia; (^^^) Dirigente Amministrativo - Ufficio Comunicazioni e Relazioni con il Pubblico (^) Dirigente Sanitario di Presidio; 127 (^^) Direttore Sanitario. AZIENDA Azienda Ospedaliera "Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi" di Varese OBIETTIVO GENERALE Ottenere che nei Presidi dell'A.O. “Ospedale di Circolo e F. Macchi” di Varese il personale, i pazienti e i visitatori non fumino, al fine di proteggere la salute degli stessi pazienti e del personale nonché costituire un esempio di comportamento sano per la Comunità. OBIETTIVI SPECIFICI 1) Informare sui danni provocati dal fumo; 2) Ridurre l'abitudine al fumo; 3) Promuovere stili di vita sani all'interno dell'ospedale; 4) Ottenere ambienti liberi dal fumo; 5) Formare operatori sanitari che promuovano la salute in ambiente ospedaliero. DESTINATARI Nella fase sperimentale, della durata di circa sei mesi, i destinatari del progetto saranno gli operatori, sanitari ed amministrativi, dell'Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi di Varese. Al termine di questa fase dopo aver analizzato i risultati ottenuti si valuterà la possibilità di rivolgere il progetto anche ad altre categorie di destinatari (tutti i dipendenti dell'azienda, ricoverati, pazienti ambulatoriali, visitatori). MATERIALI E METODI L'ambulatorio per la disassuefazione dal fumo di tabacco è rivolto agli operatori fumatori che desiderano interrompere la dipendenza; l'organizzazione prevede la costituzione di uno staff che si avvarrà di due medici specialisti, pneumologo e psicologo, e un infermiere a tempo parziale. Viene di seguito riportato il percorso che s'intende mettere in atto: ! Accesso ambulatorio: accesso diretto per gli operatori sanitari dell'Azienda Ospedaliera. ! Valutazione pneumologica: visita specialistica pneumologica, spirometria di base, emogasanalisi del sangue arterioso, radiografia del torace consigliato nei soggetti a rischio (maschi, età >40-50 anni, fumatore dalla giovane età). La visita consentirà di definire il grado di priorità da attribuire all'intervento di disassuefazione. ! Valutazione pneumologica della dipendenza: anamnesi con particolare riguardo ad eventuali precedenti patologie fumo correlate, misurazione del grado di dipendenza, del monossido di carbonio esalato (exh CO) e della carbossiemoglobina. ! Valutazione psicologica: rilevazione del grado di motivazione. ! Intervento terapeutico psicologico e/o farmacologico: trattamento individuale o di gruppo. ! Controlli successivi: valutazione dei risultati e interventi di “rinforzo”. VALUTAZIONE La valutazione sarà effettuata in itinere e al termine del progetto. Indicatori utilizzati: ! grado di coinvolgimento e grado di partecipazione: numero di operatori che hanno usufruito dell'ambulatorio rispetto al totale degli operatori dipendenti ! livello di gradimento (soddisfazione): numero di valutazioni di gradimento favorevoli rispetto al totale dei destinatari ! variazione delle conoscenze: livello di informazioni osservate nei destinatari rispetto al 128 livello di informazioni attese ! riduzione dell'abitudine al fumo: numero di operatori che al termine del corso hanno smesso di fumare. CONCLUSIONI L'attivazione dell'ambulatorio finalizzato alla disassuefazione dal fumo di tabacco consentirà di attivare un'attività informativa e formativa specifica di tipo continuativo e valorizzerà il ruolo del personale ospedaliero nelle attività di promozione della salute. TITOLO AUTORI AZIENDA Ospedali senza fumo: il ruolo dell'operatore infermieristico dott.ssa Luisa Gallotti, Infermiera Professionale, Ufficio Educazione Sanitaria, ASL Pavia dott.ssa Marina Palestra, medico, Responsabile Ufficio Educazione Sanitaria, ASL Pavia ASL Pavia 129 Contesto. Tra i progetti di promozione della salute attuati dall'ASL di Pavia, in adesione alla Rete Lombarda HPH, l'Ufficio Educazione Sanitaria si è fatto carico in particolare di quello relativo alla tematica “Ospedale senza fumo”. Dopo una prima fase di indagine, mirata alla definizione delle priorità di intervento, e dopo l'analisi dei dati emersi che hanno confermato l'elevata prevalenza di fumatori tra il personale sanitario ed in particolare fra gli operatori infermieristici, il gruppo di lavoro ha costruito un progetto specifico sul ruolo e sulla funzione infermieristica rispetto alla promozione della salute, con particolare riferimento al problema del tabagismo. Obiettivi: ! aumentare le conoscenze sul fumo come fattore di patologia ! favorire l'identificazione dell'infermieristica come professione di salute attraverso il riconoscimento del fondamento e natura delle cure infermieristiche ! promuovere il riconoscimento della persona dell'infermiere come promotrice di comportamento di salute ! sviluppare le competenze relazionali e comunicative come componenti della funzione di promozione, educazione alla salute e prevenzione del tabagismo Target: gli studenti del Diploma Universitario Infermieristico dell'Università di Pavia, sede di Vigevano Attività: ! condivisione del progetto con la coordinatrice del DUI e con le tutor ! attuazione di due seminari di approfondimento sulla problematica del fumo e presentazione dei dati di un questionario sulla diffusione del fumo nell'ambiente ospedaliero realizzato in tutti gli ospedali ASL ! svolgimento di attività di gruppo sull'azione educativa nella logica della promozione della salute ! elaborazione di interviste non direttive in profondità ad un campione di studenti ! restituzione del lavoro esplorativo in incontri di discussione Valutazione ! aumento della percezione del proprio ruolo nella strategia della promozione della salute, attraverso l'analisi dei dati del questionario somministrato prima e dopo il progetto ! approfondimento della relazione educativo e della presa in carico nei confronti del paziente fumatore. Questo dato verrà rilevato in collaborazione con le tutor che seguono gli studenti anche durante il loro tirocinio pratico ! aumento della consapevolezza rispetto alla scelta personale di stili di vita salutogeni (dati elaborati dai questionari). TITOLO Progetto interaziendale Ospedali senza Fumo della Regione Toscana AUTORI Rete regionale toscana H.P.H. Gruppo di lavoro “Progetto Ospedale senza fumo” AZIENDA Rete regionale toscana H.P.H L'abitudine al fumo di tabacco e l'esposizione al fumo passivo sono tra i maggiori fattori di 130 rischio per la salute pubblica mondiale e vengono considerati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità “la principale causa prevenibile di morte” (WHO, Tobacco Alert: World No-Tobacco Day 1993 special issue, Geneva, WHO 1992). Si stima che l'abitudine al fumo sia responsabile di circa 4.000.000 di morti nel mondo l'anno, di cui oltre 80.000 in Italia (Peto R., Lopez A.D., Boreham J., et al, Mortality from smoking in developed countries 1950-2000, Oxford University Press, 19942). L'elevata mortalità è dovuta sia alle tossicità dei componenti chimici del tabacco che causano spesso patologie gravi e molte volte non curabili (tumori, broncopatie ostrutive croniche, malattie cardiovascolari e cerebrovascolari), che alla gran diffusione di tale abitudini. Esistono evidenze preoccupanti in ambito sanitario, come l'inottemperanza alle norme che prevedono il divieto di fumare negli ospedali e nei luoghi di cura in genere, correlata con l'alto tasso di personale sanitario che fuma. Il progetto che presentiamo (sotto gli indirizzi della Rete Toscana degli HPH) ha la finalità di mettere a lavorare insieme, sulla base di obiettivi ed strategie di attuazione condivise, le Aziende Sanitarie ed Ospedaliere che ne hanno aderito. Obiettivi del progetto ! Promuovere la salute dei dipendi ospedalieri (personale sanitario e non), assicurando ambenti di lavoro sicuri e salutari. ! Promuovere la salute dei ricoverati e dei loro familiari, assicurando ambienti salutari ! Applicare la legislazione attuale in materia di fumo nei luoghi di cura. ! Essere coerenti con gli altri interventi di prevenzione delle malattie provocate dal consumo di tabacco. ! Creare alleanze con altre figure presentii nel territorio (volontariato, scuole, MMG, distretto..) per lavorare insieme nella lotta al consumo di tabacco. ! Diminuire in quatto anni del 5-8% il numero di fumatori tra il personale dipendente. Popolazione-Target ! Personale dipendente (sanitario e non) del presidio Ospedaliero ! Personale sanitario in formazione (specializzandi, allievi di diplomi universitari) ! Pazienti ricoverati ! Familiari dei pazienti Indicatori di processo Elaborazione di un regolamento ospedaliero riguardo alla problematica “Fumo in ospedale” omogeneo a tutte le realtà aziendali coinvolte nel progetto. ! Realizzazione di una indagine campionaria per valutare l'abitudine al consumo di tabacco tra il personale dipendente ospedaliero ! Elaborazione di materiali di comunicazione interne ed esterna al Ospedale. ! Conduzione di momenti di formazione specifica rivolta al personale dipendente ospedaliero. Indicatori di risultato !Diminuzione di almeno il 5% dei fumatori tra il personale dipendente TITOLO Il modello organizzativo dell'Azienda ULSS 14 per un approccio integrato al problema fumo AUTORI Bovo C.°, Indiano A.*, Sabbion R.*, Portesan O.§,Minetto P.^, Boscolo M.R.°, Baldantoni E.° °Direzione Sanitaria Educazione alla salute *SERT §Ambulatorio integrato Pneumologico ^UO 131 AZIENDA Azienda Socio Sanitaria Locale N. 14 Via Pegaso, 17 Sottomarina di Chioggia, Venezia Tel. 041/5534705 fax 041/5534775 Per ogni comunicazione rivolgersi Dott.ssa Chiara Bovo - Azienda Ulss n. 14 Chioggia (VE) Regione Veneto Tel. 041/55347705 - fax 041/5534775 Tel 333/2079398 e-mail [email protected] INTRODUZIONE Il consumo di tabacco rappresenta uno tra i più importanti pericoli per la salute, e il suo contenimento necessita di un'azione immediata attraverso lo sviluppo di politiche di sanità pubblica per la promozione di comportamenti e stili di vita sani. La stima del numero di fumatori riferita alla popolazione residente nell'ULSS n. 14 di Chioggia (VE) è di 27.287. Finora diversi professionisti dell'Azienda hanno svolto interventi di educazione alla salute con corsi per smettere di fumare e interventi clinici per la diagnosi e la terapia delle patologie fumo correlate, prevalentemente pneumologiche. OBIETTIVI L'istituzione di un ambulatorio integrato antifumo per fornire una risposta multidisciplinare e multiprofessionale con un percorso facilitato per i fumatori. L'ambulatorio integrato utilizza le competenze aziendali in ambito pneumologico ed in quello delle dipendenze per cercare di affrontare in modo globale il problema fumo, consentendo una efficace presa in carico del fumatore. AZIONI Gli interventi riguardano il problema fumo ed il problema del fumatore, con iniziativei sia dal lato preventivo, che clinico e psicologico-educativo attuate nell'ambulatorio integrato. ! Strumenti educativi:. Possono essere articolati in 5 ambiti di intervento: prevenzione dell'abitudine al fumo tra gli studenti della scuola dell'obbligo; prevenzione dell'abitudine al fumo tra la popolazione generale per interventi dei Medici di Medicina Generale; presa in carico clinica di soggetti fumatori e corsi intensivi per smettere di fumare presso centri antifumo; Ospedali e Servizi Sanitari senza fumo; luoghi di lavoro liberi dal fumo. ! Strumenti clinici: sono rivolti ai fumatoriL'attività dell'ambulatorio integrato è articolata, per il fumatore, su 5 livelli di intervento. RISULTATI nella nostra Azienda il problema fumo è stato, fino ad oggi, affrontato in modo parcellizzato tra i diversi professionisti. I corsi per la disassuefazione organizzati sono stati 10, con 215 partecipanti, il 36% dei quali, ad un anno, si mantenevano astinenti dalla fumo. INDICATORI di PROCESSO: numero di corsi antifumo anno 2001; numero di fumatori visitati presso l'ambulatorio integrato; tipologia delle strategie di intervento attuate, con relative percentuali INDICATORI di ESITO: numero dei fumatori che smettono tra i partecipanti ai corsi antifumo; numero dei fumatori che smettono rispetto al numero totale dei fumatori visitati presso l'ambulatorio integrato; numero di diagnosi precoci di patologie fumo correlate (carcinoma polmonare, bronchite cronica,…) sul totale degli utenti dell'ambulatorio 132 La valutazione dei risultati relativi alla cessazione dell'abitudine al fumo è prevista al termine del trattamento ed a distanza di 1, 3, 6 e 12 mesi con follow-up presso l'ambulatorio integrato antifumo. CONCLUSIONI L'ambulatorio integrato è un nuovo modello gestionale che consente un approccio globale al problema fumo e la presa in carico dei fumatori, sia dal punto di vista clinico che organizzativo. I punti salienti sono i seguenti: ! Equipe multidisciplinare e multiprofessionale, attiva sia a livello ospedaliero che territoriale ! Percorso clinico e motivazionale-educativo facilitato per il fumatore. I risultati fino ad ora raggiunti sono incoraggianti. TITOLO AUTORI AZIENDA Il Progetto “ Ospedali e Servizi Sanitari senza fumo” presso la AUSLRE. dr. G.Azzarone (Ospedale “S. Anna” via Roma 2, Castelnovo né Monti, Reggio Emilia tel.:0522/617122); dr. G.Rossi; dr. M.Manzotti; dr. I.Argentini; I.P. E.Poli; M.Codeluppi - A.U.S.L. Reggio Emilia. AUSL -RE 133 CONTESTO DI ATTUAZIONE DELLA ESPERIENZA, MOTIVAZIONI: con delibera del 13-7-99 la Regione Emilia-Romagna ha approvato il “ Progetto Regionale Tabagismo “ che, congiuntamente al gruppo HPH , mira a promuovere con esempi positivi ed azioni persuasive, unitamente al rispetto delle normative vigenti sul divieto del fumo, la formazione di una cultura ampiamente diffusa e condivisa del “non fumo“. Di questo programma fa parte il Sottoprogetto “ Ospedali e Servizi Sanitari senza fumo “. OBIETTIVI DEL PROGETTO: a) Ridurre del 50% in tre anni il numero dei fumatori che non rispet-tano il divieto di fumo negli Ospedali e Servizi sanitari. b) Ridurre del 30% in tre anni il numero dei fu-matori tra gli operatori sanitari. AZIONI: Tra le azioni previste abbiamo preso in considerazione: a) Affissione di apposita segnaletica; b) Indagine conoscitiva sulle abitudini al fumo tra il personale sanitario; c) Sensibilizzazione di Primari e Dirigenti sanitari affinchè vigilino sul rispetto del divieto di fumo; d) Formazione di personale infermie- ristico addetto alla funzione di “ agente educatore “; e) Attivazione di Centri Antifumo; f) Indagine cam- pionaria per verificare il rispetto della normativa antifumo. POPOLAZIONE TARGET: Dipendenti, pazienti e visitatori. INDICATORI DI STRUTTURA, DI PROCESSO, DI ESITO. VALUTAZIONE DEI RISULTATI A livello Regionale sono state redatte linee guida che prevedono 4 fasi di realizzazione del progetto, con relativi indicatori di struttura, processo ed esito. Nella prima fase si contempla la organizzazione del pro- cesso e la fotografia dell'esistente prima dell'inizio di qualsiasi azione. Nelle fasi successive si prendono invece in considerazione le azioni orientate al Personale, ai Pazienti ed alla Comunità. Nella AUSL di RE abbiamo quasi completato la prima fase e ci stiamo organizzando per iniziare la seconda. In particolare, poiché alla ns. Azienda afferiscono 5 Stabilimenti Ospedalieri, l'organizzazione prevede un coordinatore Aziendale ed un responsabile per ogni Stabilimento. Il coordinatore prende parte a periodici incontri regionali ed in base a quanto concordato stabilisce di volta in volta le decisioni da prendere con il proprio gruppo. Questo per quanto riguarda la organizzazione del processo, per quanto concerne invece la “ foto- grafia dell'esistente “ abbiamo distribuito ai pazienti, visitatori e personale 2 questionari volti a verificare la efficacia della segnaletica già esistente contro il fumo e le abitudini al fumo tra il personale ospedaliero prima di intraprendere qualsiasi azione. Per quanto riguarda il primo dei questionari, si è cercato di rac- cogliere a) dati sulla percezione, da parte degli utenti, della segnaletica contro il fumo; b) dati sulle abitu- dini/comportamenti degli utenti nei confronti del fumo ed in particolare la percentuale di rispetto del di-vieto; c) dati sul grado di informazione sulle iniziative intraprese contro il fumo. Per quanto riguarda in-vece il secondo questionario, quello cioè rivolto alla indagine sul fumo tra il personale, abbiamo raccol- to, oltre ai dati anagrafici del compilatore, le abitudini/comportamenti del personale nei confronti del fumo ( p.es.: se fumatore, ex fumatore o non fumatore, il numero di sigarette fumate ecc.) e la opinione sul rapporto fumo/figura professionale e cioè sulla importanza di non fumare di fronte ai pazienti e negli ambienti sanitari. Dai dati 134 desunti ci sembra di rilevare dal primo questionario che nonostante l'86 % dei frequentatori abbia notato i cartelli di divieto e nonostante il 76 % sia a conoscenza della divieto del fumo negli ambienti pubblici, il 47 % abbia ugualmente fumato nell'area ospedaliera. Da notare anche che il 50 % dei visitatori non è a conoscenza delle iniziative anti fumo svolte dall'Azienda. Con il secondo questio-nario abbiamo invece rilevato i seguenti dati di maggiore importanza: a) gli ex fumatori rappresentano il 16 % , i fumatori il 34 % e i non fumatori il 50 %; b) il 54 % dei fumatori vuole smettere di fumare. Le conclusioni pratiche a ns. giudizio possono essere quindi così riassunte: a) occorre incrementare e motivare maggiormente l'opera degli agenti educatori soprattutto nella loro funzione di counseling oltre che di accertatori della infrazione; b) occorre promuovere azioni volte al personale affinché smetta di fumare o quantomeno non lo faccia in presenza di visitatori e/o pazienti. 135 PREVENZIONE TITOLO AUTORI AZIENDA La Prevenzione degli incidenti attraverso la collaborazione fra Ospedale - Scuola - Pediatri di famiglia : “A volte capita...” *Carlo Amoretti, Mario Ferrando, Umberto Tondo; **Gianpiero Sampietro, Michelino Storto; °Gian Paolo Pagliari, Roberto Predonzani; °°Rita Gagno; ^Micaela Pagliano. *U.O. Pediatria P.O. Imperia; **Servizio 118; °Direzione Sanitaria ASL 1 Imperiese; °°Educazione e Promozione della Salute ASL 1 Imperiese; ^U.R.P. ASL 1 Imperiese. ASL n. 1 Imperiese 136 CONTESTO DI ATTUAZIONE DELL'ESPERIENZA E MOTIVAZIONI Gli incidenti rappresentano la prima causa di morte dopo il primo anno di vita fino alla 5° decade di vita e un motivo frequente di accesso ai pronto soccorso e ricovero nelle Divisioni pediatriche. Nella nostra realtà vi è un P.S. generale e una divisione Pediatrica che raccolgono un bacino di utenza di circa 23.000 minori di anni 15. I ricoverati per incidenti nella Divisione pediatrica rappresentano il 12% della totalità e sono nel 59% maschi e 41% femmine. Le cause per frequenza sono : traumi cranici:42% - traumi diversi ( addominali, oculari, politraumi…) 30%, ingestioni di tossici 16%, altre cause ( ustioni, fratture, morsi di animali, ingestioni CE, colpi di calore…) 12%. L'indice di ricovero rispetto agli accessi è di circa il 10% OBIETTIVO DEL PROGETTO : Proporre una sensibilizzazione ad ampio raggio che induca una maggior attenzione alla possibilità di prevenire gli incidenti, secondo le linee HPH in cui ognuno diventi soggetto attivo della propria salute. TARGET: Bambini, Famiglie, Insegnanti Scuola Materna ed Elementare Ambito Imperiese. MODALITA' Il progetto ha incluso diversi aspetti : ! La collaborazione con l'Istituto d'Arte di Imperia, ha determinato un ambiente accogliente nella Divisione Pediatrica di Imperia che è divenuta anche luogo di educazione alla prevenzione degli incidenti. ! L'animazione dei bambini ricoverati da parte dei Pionieri della CRI ! La realizzazione e la distribuzione di un opuscolo che viene consegnato a tutte le famiglie dei ricoverati e dei neonati e attraverso i pediatri di famiglia ad altri bambini. ! La somministrazione di un questionario che stimoli l'attenzione sugli interventi preventivi e raccolga indicazioni per finalizzare i prossimi interventi. ! Un corso per insegnanti delle scuole materne ed elementari con sulla prevenzione degli incidenti con l'addestramento al P.BLS. ! Corsi di P.BLS per gli operatori dell'emergenza nell'ottica della prevenzione secondaria e terziaria. Viene qui esposta l'attività informativa e di raccolta del questionario somministrato. E' stato realizzato e diffuso un libretto contenente: a) un'introduzione sul tema della prevenzione degli incidenti, b) una serie di interventi atti alla prevenzione basati su pochi gesti efficaci, c) il suggerimento per l'utilizzo corretto del servizio di emergenza 118, d) l'invito ad imparare le tecniche di P.BLS. Il libretto viene consegnato alle famiglie dei bambini ricoverati in Pediatria e dei neonati al momento della I° visita post dimissione. Alle famiglie dei bambini degenti viene anche consegnato un questionario che vuole essere motivo di riflessione sulle idonee misure preventive messe in atto in ambito famigliare e raccolta dati per individuare i bersagli di successivi interventi di prevenzione. RISULTATI: I dati presentati indicano come vi siano importanti fasce di rischio anche in situazioni protette da leggi apposite ( accessibilità a piccoli oggetti, pericolosi se inalati :23% , presenza di prese di corrente non protette : 22% - non uso, in auto, delle cinture di sicurezza per i bambini : 13%) - l'elevata frequenza di ambienti a rischio per fumi e incendi 137 ( assenza rilevatori di fumo : 86%, assenza di estintore rapidamente accessibile : 80% ) il non utilizzo del casco in bicicletta. TITOLO AUTORI Educare alla salute: correlazione tra stato nutrizionale e rischio di lesioni da decubito. *G. P. Pagliari; **F. Ciccione; ***M. Assensi; A. Boetti, °R. Cardelli R., M. Melison, P. Monaco, L. Reghezza,G. Ricci, D. Sabatini, F. Traverso, F. Zanoni, °°M. N. Gennaro, °°°P. Ameglio, C. Tedde, E. Natta, P. Delucchi. *Dirigenza Medica P.O. Imperia-Costarainera; **Ufficio Infermieristico; ***C.I.O. ASL 1 Imperiese; °gruppo di lavoro I.O. “ area medica”; °°Resp.le Servizio di Dietologia P.O. Sanremo; °°°Dietiste P.O. 138 AZIENDA Sanremo. ASL n. 1 Imperiese PREMESSA: Questa Azienda ha ritenuto opportuno coinvolgere tutti gli operatori dei Servizi che si occupano di tale problematica ed ha riconosciuto l'importanza degli studi effettuati in merito alla correlazione esistente tra stato nutrizionale e rischio di lesioni da decubito. Gli autori del progetto hanno ritenuto opportuno superare il modello di prevenzione finalizzata all'utente problematico e ritengono opportuno progettare un'attività integrata tra ASL e Istituti di cura per anziani pubblici o privati, RSA, ADI, reparti fisiatrici,ecc. al fine di modificare l'approccio degli operatori nel settore in riferimento al mantenimento di un corretto stato nutrizionale per prevenire le lesioni da decubito. OBIETTIVI: Mettere in atto tutte le attività necessarie, a livello interdisciplinare, al fine di ridurre al minimo le condizioni di rischio dei malati, soprattutto per la popolazione anziana. Per attuare il progetto è necessario far conoscere il Programma a : Responsabili delle UU.OO. interessati ( Medicina, Fisiatria, Neurologia, Chirurgia, Ortopedia,ecc.), Responsabili dell'assistenza infermieristica dei vari settori ( pubblici e privati), far conoscere le attività dell'ASL per avviare un rapporto di collaborazione-consultazione stabile e creare gruppi misti permanenti con attività di trait-d'union tra le realtà di ogni ambito. TARGET: Operatori ASL di ogni U.O, Responsabili case di cura pubbliche o private. SETTING: U.O. Territoriali e P.O. aderenti alla Rete Nazionale degli Ospedali per la Promozione della salute dell'Azienda USL . METODO : a) individuare la popolazione a rischio ( rilevazione stato nutrizionale) tramite la compilazione di una scheda per il calcolo del rischio nutrizionale e impostazione di un piano alimentare in grado di correggere gli squilibri , b) applicazione protocollo per la prevenzione delle lesioni da decubito elaborato dal gruppo di lavoro interdisciplinare del Comitato Infezioni Ospedaliere dell'USL 1 Imperiese. RISULTATI: Formazione/Educazione degli operatori ASL ed altri ambiti che aderiscono al progetto. VALUTAZIONE: confronto del n. di casi osservati presso il reparto diortopedia del P.O. di Sanremo nell'anno 1998 con il n. dei casi che saranno osservati applicando il metodo di prevenzione ( scheda stato nutrizionale e protocollo prevenzione lesioni da decubito). 139 TITOLO AUTORI AZIENDA Educare per prevenire: la storia di Ugo Dr.Claudio Pilati Direttore Unità Spinale Unipolare Azienda Osp.“S.Corona”-Pietra Ligure Dr.Cinzia Bassanini Cooperativa Jonathan Livingston Telefono 019/629046 AFD Milena Mellano - TDR Anna Venegoni Laura Rossi Pierfrancesca Tassistro-Tel. 019/6232470 Azienda Osp.“S.Corona”-Pietra Ligure Cooperativa Jonathan Livingston 140 L'Ospedale abbatte i suoi confini strutturali e porta il proprio contributo educativo nella scuola Il progetto che si intende presentare ha come finalità principale quella di prevenire l'incidenza di lesioni midollari da trauma. L'idea di mettere a punto questa iniziativa nasce da molteplici motivazioni, non ultima l'analisi dei seguenti dati epidemiologici: ! ogni anno 15 25 nuovi casi di lesione midollare per ogni milione di abitanti, il cui esito è costituito dal 57% paraplegia e 43 % tetraplegia ! principali cause di lesioni midollari: 55% incidenti stradali 22% cadute 8% incidenti sportivi (di cui il 41% tuffi) ! età media dei pazienti:15 35 anni Sulla base dei dati sopraelencati, in fase iniziale si è ritenuto di indirizzare tale progetto ai ragazzi della scuola media e della scuola superiore, in età compresa tra i 14 ed i 18 anni, prima ancora che agli adulti, del resto è ottimale intervenire in questa fase dell'adolescenza in cui si è particolarmente predisposti all'apprendimento ed in cui le abitudini di vita sono in fase di costruzione, piuttosto che nell'età adulta in cui è più difficile andare a modificare eventuali comportamenti inidonei, già consolidati. OBIETTIVI GENERALI: ! aumentare la consapevolezza ed il controllo sulla risorsa salute dei ragazzi dai 14 ai 18 anni ! utilizzare a 360° la professionalità e la competenza del personale sanitario, offrendola alla comunità ! divulgare e far conoscere la realtà del disabile, evitando immagine edulcorate, demonizzate o idealizzate, al fine di favorire la reintegrazione sociale. OBIETTIVO SPECIFICO: prevenire l'incidenza di traumatismi che portano a lesioni midollari, nell'età compresa tra 14 e 18 anni TARGET: i ragazzi delle scuole medie inferiori e superiori MEZZI: cortometraggio che illustra il percorso di un utente con lesioni midollari, dal momento dell'incidente al termine dell'iter riabilitativo, interpretato dal Sig.Ugo Gasparini (ex paziente dell'U.S.U.), realizzato e diretto dalla Dr.a Cinzia Bassanini, con la collaborazione del personale dell'U.S.U., dell'Azienda Ospedaliera “Santa Corona” di Pietra Ligure. MODALITA' DIATTUAZIONE: ! contatti con i Provveditori agli studi e con il personale docente per la presentazione, condivisione del progetto e per la definizione degli aspetti logistico-organizzativi ! incontri tra gli studenti e l'interprete del cortometraggio e l'equipe multidisciplinare (medico, terapista, infermiere), nelle vaire sedi ! somministrazione di un questionario per testare le conoscenze dei ragazzi rispetto all'educazione stradale e alla realtà della mielolesione 141 ! ! proiezione del cortometraggio seguita da discussione, approfondimenti ecc. somministrazione di un questionario di valutazione agli studenti ed ai docenti TEMPI DI REALIZZAZIONE: inizio progetto gennaio 2002, presso le scuole della provincia di Savona, continuazione nelle altre province liguri. INDICATORI: numero di incontri presso le sedi scolastiche, numero di partecipanti e di questionari somministrati VALUTAZIONE DEI RISULTATI: elaborazione dei questionari somministrati agli studenti ed ai docenti ed a lungo termine riduzione dell'incidenza di lesioni mielotraumatiche nei ragazzi delle province interessate dal progetto. “Center for the data collection on “home and leisure accidents” Cen.H.L.A. TITOLO Lesioni da incidenti domestici e del tempo libero: un progetto pilota. Analisi preliminare nella A.S.L.4 Chiavarese Center for the data collection on “home and leisure accidents” Cen.H.L.A. AUTORI E AZIENDE Cristina Giordano*, Marina Gazzabin°, Mariano Alessi**,Concetta Costanino**, Adriano Lagostena°°,Gaddo Flego* e Gruppo collaborativo***. 142 *Direzione Medica A.S.L.4 Chiavarese ° Direttore Sanitario Az.ULSS 18- Rovigo-Proget Leader Cen.H.L.A. **Direzione Generale della Prevenzione Ministero della Salute °° Direttore Presidio Ospedaliero A.S.L.4 Chiavarese Descrizione del contesto di attuazione dell'esperienza In tutti gli Stati membri dell'U.E. sono in atto politiche nazionali di tutela della salute e della sicurezza dei consumatori ed in particolare nel contesto della prevenzione degli incidenti domestici e del tempo libero. Gli incidenti domestici, infatti, rappresentano una parte sempre più rilevante delle prestazioni che i sistemi sanitari devono erogare oltre ad essere causa, nei casi più gravi, di invalidità. La Comunità Europea ha da anni istituito un sistema comunitario d'informazione sugli incidenti domestici e durante il tempo libero denominato EHLASS, sviluppato e migliorato a seguito della decisione del Parlamento e Consiglio dell'8.2.99 al quale partecipano i 15 Stati della CE. Per quanto riguarda l'Italia, la rilevazione dei dati in attuazione del sistema EHLASS è iniziata dal 1986 ed ha coinvolto un campione significativo di Ospedali pluri-specialistici. A seguito dei risultati ottenuti e della maturata politica sanitaria europee, (che in Italia hanno dato origine alla L. 493/99), le finalità del progetto tendono ora a focalizzare l'attenzione non più sulla tipologia del prodotto che ha causato la lesione, ma sempre di più sull'analisi del contesto per dare una maggior comprensione al fenomeno ed una più incisiva documentazione agli studiosi delle politiche di prevenzione della salute. Obiettivo del progetto Al di fuori del sistema EHLASS, non esistono a livello Europeo indagini coordinate e comparabili sul fenomeno delle lesioni degli incidenti domestici e del tempo libero, ma una molteplicità di iniziative che tentano di delimitarne i contorni risultando però per lo più frammentate sia dal limitato contesto geografico nel quale esse si svolgono che per il carattere estremamente temporale delle analisi. Questi fattori determinano la mancanza di un'adeguata e dettagliata informazione che possa essere posta all'attenzione delle autorità locali, sanitarie e delle famiglie per sviluppare un'azione comune di prevenzione. L'obiettivo prioritario del progetto è quello di continuare ad alimentare un osservatorio privilegiato sul fenomeno in condizioni di uniformità delle informazioni. Obiettivi secondari del gruppo di lavoro sono quelli di cercare di sviluppare una prima analisi specifica dei dati sulle cause incidenti-lesioni nelle diverse fasce d'età, sui luoghi dove esse maturano, sull'esito delle lesioni. Popalazione-target L'indagine si è sviluppata analizzando tutti gli accessi nei Pronto Soccorso degli Ospedali del gruppo di lavoro focalizzando l'azione di raccolta dati su tutti i casi che presentavano lesioni da incidente domestico o avvenuto nel tempo libero. La rilevazione è stata sviluppata in modo sistematico nell'ambito del Pronto Soccorso degli Ospedali e permette di identificare oltre ai prodotti che causano incidenti, di accertare l'insieme di circostanze che possono portare a tali incidenti al fine di evidenziarne la pericolosità ed attuare corrette politiche d'intervento. Il sistema di rilevazione è fondato, per quanto riguarda l'Italia, sul manuale di codifica 143 messo a punto dal gruppo di lavoro internazionale dell'EHLASS 1986, attraverso le attività dei pronto soccorso degli Ospedali campione ed avviene mediante la trasmissione periodica dei dati al Ministero della Sanità che cura la successiva elaborazione. Un'analisi preliminare condotta presso il Presidio Ospedaliero della A.S.L.4 Chiavarese ha permesso di evidenziare quanto segue: Analisi dati Nel corso dell'anno 2000 si sono recati presso il Pronto Soccorso dell'Ospedale di Lavagna 1005 pazienti per motivi identificabili come “incidenti domestici e nel tempo libero”; di questi 588 erano maschi, 414 femmine e per 3 non era specificato nella documentazione clinica il genere. L'analisi preliminare è stata condotta, oltre che per sesso, per fascia di età (scolare e prescolare, lavorativa e post-lavorativa), per tipo di cura (follow-up ambulatoriale o ricovero ospedaliero), per luogo dell'incidente, per attività svolta al momento dello stesso e per meccanica. Riguardo al tipo di cura, il ricovero è stato necessario complessivamente per 86 pazienti, pari all'8.6% del totale, più frequentemente per le femmine che non per i maschi; gli anziani hanno 2 volte più possibilità di dover ricorrere al ricovero dei bambini e 4 volte più degli adulti in età lavorativa. Gli incidenti domestici e del tempo libero, nella nostra casistica, avvengono più frequentemente all'interno della casa (33.8%), seguito dalle immediate pertinenze esterne della stessa (25%); l'analisi per genere evidenzia però come quasi la metà delle donne abbiano incidenti all'interno della casa mentre per più di tre quarti dei maschi il luogo degli incidenti è esterno all'abitazione. Ovviamente la percentuale di incidenti all'interno dell'abitazione tende a salire nelle età estreme. Poco meno di un terzo degli incidenti domestici avviene durante attività genericamente inquadrabili nel “tempo libero”, il 20% durante bricolage o giardinaggio, il 16 % in attività domestiche. Il tempo libero riguarda quasi il 60% degli incidenti in età scolare o prescolare per dimezzarsi nelle età maggiori. I maschi vengono più spesso coinvolti in incidenti nel tempo libero e durante attività di bricolage e giardinaggio (in quest'ultima occasione soprattutto in età avanzata), le femmine durante attività domestiche e nel tempo libero. La meccanica degli incidenti è determinata soprattutto da tagli, trafitture, colpi etc. e cadute, con una predominanza dei primi per i maschi e delle seconde per le femmine. Il Report finale elaborato dal gruppo di lavoro, è sottoposto all'attenzione di “ monitors” internazionali, nazionali e della strutture sanitarie nazionali allo scopo di orientare e suggerire i settori o le aree che più necessitano di adeguate azioni e strategie di prevenzione, informazione e sensibilizzazione dei soggetti con maggiori probabilità di rischio. La divulgazione della Relazione consente altresì, il confronto con le informazioni provenienti dai vari Stati membri aderenti al sistema HLA e permette di definirne la cause statistiche più frequenti. 144 Gruppo collaborativo***: Fernanda Stefani,Rita Vonarti, Mauro Papi,Emanuela Bacilare, Casagrande Corrado,De Barbieri Eva,Paola Oneto, Giovanna Perazzo, Eraldino Malerba, Loretta Velpini,Salvatore Riga, Liana Garibaldi,Patrizia Boggiano,Maria Luisa Rainero: A.S.L.4 Chiavarese, Luca Sapori Azienda Sanitaria Locale 3 Spoleto Distr.4 Di Girolamo,Giuliano Bruschini Azienda USL Roma H Ospedale S.Sebastiano di Frascati, Enzo Frati Azienda USL 7 Ancona Ospedale S.S. Benvenuto e Rocco, Cannito Cosimo Azienda USL BA/2 Ospedale di Barletta, Ermes Commisini Azienda Servizi Sanitari 4 Medio Friuli. Dott.ssa Cristina Giordano responsabile progetto A.S.L.4 Chiavarese (GE) Tel.:0185-329524; E-mail:[email protected] TITOLO AUTORI AZIENDA Attivazione di un ambulatorio per la prevenzione del carcinoma colon-rettale D'ambrosio*, G. Razzetta° F ,de Mattei G°.,biancardi C.°° *Responsabile Dipartimento chirurgia P.O.A.S.L.4 Chiavarese (GE) °Dirigente medico U.O.Chirurgia Polo osp. di Lavagna °°Medico specializzando U.O. Chirurgia Polo osp.di Lavagna A.S.L.4 Chiavarese (GE) INTRODUZIONE 145 Il carcinoma colo-rettale continua a costituire un problema di sanità pubblica, in quanto scarsi sono stati negli ultimi 20 anni i miglioramenti ottenuti in termini di sopravvivenza a distanza, nonostante il costante affinamento delle tecniche chirurgiche e chemioradioterapiche a disposizione. Tale rilievo è in dipendenza principalmente alla tardività della diagnosi in tali pazienti, come confermato dai dati desunti dalla casistica operatoria della Unità Operativa di chirurgia di Lavagna: su 185 pazienti operati per carcinoma colorettale negli ultimi 4 anni solo 36 (19.6%) al momento della stadiazione anatomopatologica sono stati inseriti negli stadi A e B1 di Astler e Coller o erano portatori di un carcinoma in situ, mentre ben 51 pazienti (27.6%) avevano metastasi a distanza al momento dell'intervento. Se poi consideriamo anche i pazienti con metastasi linfonodali tale percentuale sale addirittura al 50.8%. Nell'anno 2000 sono state eseguite 454 colonscopie di cui 76 con asportazione di adenomi. Nello stesso anno sono stati eseguiti 45 interventi chirurgici su pazienti affetti da carcinoma colo-rettale in gran parte diagnosticato dal servizio di endoscopia del Polo Ospedaliero di Lavagna. E' evidente come una tale situazione comporti, oltre che una bassa aspettativa di vita per il paziente, anche costi sociali, familiari ed economici non indifferenti, ove una diagnosi precoce potrebbe invece restituire ad una vita attiva una notevole quota di queste persone. Non si può infatti nascondere che in molti di essi la diagnosi è ritardata per una sottostima dei sintomi da parte del malato, ma anche, purtroppo, da parte del medico curante. Molti pazienti, ad esempio, che presentano proctorragia si autocurano o vengono curati con farmaci antiemorroidari, senza che i necessari approfondimenti diagnostici vengano eseguiti. E' evidente come in tali casi una adeguata informazione della popolazione e una maggiore attenzione da parte dei medici potrebbe portare a notevoli miglioramenti in fatto di precocità diagnostica. Inoltre sono emersi in questi anni nuove entità nosologiche, responsabili dell'insorgenza di polipi e di neoplasie colo-rettali in età relativamente precoce, aggiungendosi alle già note poliposi familiare e sindromi poliposiche più rare. Tale nuova sindrome, detta del carcinoma colo-rettale familiare non poliposico, comporta l'insorgenza di polipi e carcinomi colo-rettali mediamente intorno ai 44 anni e viene identificato con l'analisi del gruppo familiare, nel quale due o più parenti di I grado hanno già sviluppato questa patologia, anche se una certa familiarità è stat dimostrata anche nei pazienti i cui familiari hanno sviluppato la malattia in modo sporadico ed in età più avanzata. In tali malati l'esecuzione precoce della ricerca del sangue occulto fecale e successivamente di colonscopie seriate può portare ad una diagnosi precoce di cancro. METODI ! Informazione alla popolazione residente nel territorio della ASL al fine di “educarli” a riconoscere i sintomi ed i segni di una eventuale neoplasia colo-rettale (TV, giornali, locandine) ! Coinvolgimento di fondazioni o associazioni per i contributi relativi alla strumentazione e al personalew dedicato ! Sensibilizzazione ed aggiornamento dei medici curanti e loro collaborazione attiva nella diagnosi e nella identificazione dei pazienti a rischio eredo-familiare In una prima fase il progetto prevede il coinvolgimento dei soli soggetti a rischio elavato, al fine di limatare l'impegno di risorse e di valutare l'impatto dell'iniziativa a livello 146 territoriale.Nel primo hanno lo screening inizierà nel servizio di endoscopia digestiva dell'unita operativa di chirurgia di Lavagna e sarà successivamente esteso a tutto il territorio della A.S.L. coinvolgendo i restanti servizi di chirurgia del dipartimento di chirurgia.. OBIETTIVI DEL PROGETTO Prevenzione e diagnosi precoce dei tumori del colon e del retto tramite: 1Esecuzione annuale della ricerca del sangue occulto fecale su tre campioni ottenuti in tre giorni diversi alla popolazione residente con età superiore ai 50 anni e ai familiari di I grado di coloro che hanno già sviluppato neoplasie colo-rettali 2.Selezione dei pazienti da sottoporre a screening colonscopico: ! Pazienti di età superiore a 50 aa. con sangue occulto positivo ! Pazienti con parenti di I grado affetti da carcinoma colo-rettale e/o adenomi ! Pazienti con sospetto carcinoma familiare non poliposico ogni 2 anni dai 20-30 aa e annualmente dopo i 40 aa. ! Pazienti con poliposi familiare diffusa dall'età di 12 anni ! Pazienti con altre poliposi (Gardner, Turcot, Peuts-Jeghers) ! Pazienti con storia di malattia infiammatoria cronica intestinale da più di 7-8 anni INDICATORI ! STRUTTURA: aumento del numero di esami diagnostici ! PROCESSO: aumento del numero delle polipectomie endoscopiche ! PROCESSO: aumento del numero di carcinomi colo-rettali diagnosticati e conseguentemente del numero di interventi chirurgici ! ESITO: aumento delle percentuali di neoplasie colo-rettali in stadio precoce VALUTAZIONE DEI RISULTATI Avviene sul base quinquennale a partire dal follow-up dei pazienti operati e quindi in termini di sopravvivenza a distanza e qualità di vita, nonché sull'incidenza di recidive locali e metastatizzazioni a distanza rilevate durante i controlli. TITOLO Progetto pilota di titolo tutela della salute orale nell'infanzia AUTORI Mario ZIOLA - Direttore, Maria Antonella PESCE - Dirigente Medico U.O. Odontostomatologia, Dipartimento Testa Collo, Azienda Ospedaliera Ospedale San Martino di Genova e Cliniche Universitarie Convenzionate, Largo Rossana Benzi,10, 16132 Genova. Telefono: +39 010-555/2054/2473/2084; Fax: +39 010-555/6775, E-mail: [email protected] AZIENDA Ospedaliera Ospedale San Martino di Genova e Cliniche Universitarie Convenzionate Premessa. La legge 229/99 assume la salute dentale come “livello essenziale di assistenza”, considerando l'infanzia una categoria prioritaria. La carie dentale è ancora una malattia estremamente frequente nel mondo. Le malocclusioni sono anche un serio problema di salute pubblica; si stima che in Italia circa il 37% della popolazione sia affetto da dismorfosi e paramorfosi cranio-facciale. L'OMS in associazione con la Federazione Dentale Internazionale aveva stabilito che entro l'anno 2000 il 50% dei bambini a sei anni di età fosse esente da carie e che a dodici anni non fossero presenti più di tre denti con 147 esperienza di carie. La realizzazione di tale progetto di promozione della salute rientra nella nuova ottica aziendale la quale prevede che sia l'ospedale, aprendosi verso l'esterno, a muoversi andando ad intercettare le esigenze dei cittadini. Tale impostazione, accompagnata dalla realizzazione di altri significativi progetti mirati e dal contemporaneo potenziamento dei servizi, permetterà di sovvertire il tradizionale rapporto di domanda e offerta fra l'Utenza e l'Ospedale creando i presupposti per il raggiungimento di più significativi risultati non solo per quanto riguarda l'adeguatezza della risposta terapeutica ma anche nel campo della promozione e della prevenzione della salute. Obiettivi del progetto. E' in questo contesto che si inserisce il presente progetto il cui obiettivo è la prevenzione e la promozione della salute orale nell'infanzia, con particolare riguardo alla prevenzione delle malattie dentali (carie) e delle malocclusioni (dismorfismi oro-maxillo-facciali). Le linee guida prevedono interventi sia di tipo educativo, che di tipo operativo, finalizzati a precisi obiettivi, e con possibilità valutative a mezzo di indicatori. Il percorso operativo deve svilupparsi utilizzando i seguenti momenti fondamentali: Informazione Educazione Prevenzione Trattamenti terapeutici Per il raggiungimento degli obiettivi prefissati saranno coinvolti, oltre che gli Operatori Sanitari, i Genitori, gli Insegnanti, e i Medici scolastici. Le fasi preventiva e terapeutica prevedono sinteticamente le seguenti prestazioni: Educazione alimentare Promozione ed insegnamento dell'igiene orale quotidiana Visite e controlli periodici Sedute di igiene orale Fluoroprofilassi Sigillature dei solchi Studio ortognatodontico Ortognatodonzia intercettiva Prestazioni chirurgiche Terapie consevative (pedodonzia). Popolazione target Popolazione scolastica della scuola elementare, limitata come primo approccio alle II° classi elementari. Indicazioni di struttura, di processo, di esito. Questa progetto pilota può essere realizzato con le sole risorse aziendali attualmente disponibili (sede, attrezzature, e personale), per quanto riguarda poi il suo proseguimento e allargamento sarebbe auspicabile ed indispensabile il coinvolgimento di altre strutture sanitarie istituzionali. E' stata predisposta e realizzata apposita cartella clinica odontoiatrica con possibilità di archiviazione sia cartacea sia computerizzata dei dati raccolti. Potrà poi essere organizzato un sistema di sorveglianza epidemiologica per individuare i problemi odontoiatrici prevalenti, inoltre l'organizzazione di incontri periodici con gli Insegnanti, con i Medici scolastici, e con i Genitori costituirà la base per la valutazione e l'aggiornamento dei risultati ottenuti dall'attuazione del progetto. Risultati attesi. Dalla realizzazione della prima fase del progetto ci si attende un miglioramento immediato del livello di educazione sanitaria, soprattutto in riferimento all'igiene dentale ed alle abitudini alimentari. La corretta istituzione e successiva applicazione dell'osservatorio epidemiologico permetterà la identificazione dei reali bisogni di intervento sanitario preventivo in campo odontoiatrico infantile. L'intervento terapeutico adeguato potrà ridurre significativamente l'incidenza della carie e la precoce 148 correzione dei dimorfismi cranio facciali nella popolazione infantile. TITOLO AUTORI T.d.R. Passirana di AZIENDA Il processo di miglioramento della Back School Dr. Aldo Ferrari**, T.d.R. Marinella Clerici* , T.d.R. Marzia Gurgo*, Stefania Romano* ** medico fisiatra - * terapista della riabilitazione Unità Operativa di Recupero e Riedicazione Funzionale. Ospedale Rho via Settembrini, 1 Telefono 02 93.23.520/416 Email [email protected] AO Salvini 149 Analisi del contesto, motivazioni del processo e target di riferimento L'unità Operativa di Recupero e Rieducazione Funzionale del Presidio Ospedaliero di RhoPassirana propone, da oltre dieci anni, l'esecuzione del corso “ a scuola per la schiena”. Il corso è condotto da un'équipe riabilitativa composta da un medico fisiatra e da terapisti della riabilitazione ed è rivolto a gruppi di utenti affetti da lombalgia recidivante, insorta da almeno 3 mesi, con età compresa tra i 18 e i 65 anni. Attraverso il corso si intende promuovere l'apprendimento di un programma di esercizi specifici per la cura della schiena, la conoscenza e la condivisione di regole di vita più salutari al fine di perseguire il miglioramento del benessere psicofisico. Nell'ambito dell'attenzione ai bisogni degli utenti, l'équipe riabilitativa ha sentito l'esigenza di rivedere i contenuti e l'organizzazione del corso allo scopo di ampliarne e consolidarne l'area di intervento, migliorandone l'efficacia. Ha quindi iniziato il processo di revisione analizzando e valutando i dati, raccolti negli anni, relativi ai seguenti aspetti: comprensibilità degli argomenti proposti : inquadramento diagnostico, terapeutico, tecniche di rilassamento, di mobilizzazione, di rinforzo e stretching ! condivisione del programma ! soddisfazione e compliance dell'utente ! benefici immediati riscontrati a livello soggettivo ed oggettivo ! mantenimento delle indicazioni di igiene posturale nel tempo ! mantenimento dell'esecuzione degli esercizi nel tempo ! mantenimento dei benefici nel tempo Obiettivi ed indicatori Aumentare l'efficacia del corso rendendo più incisivo e duraturo il beneficio dell'insegnamento proposto; aumentare il coinvolgimento degli utenti, rendendoli sempre più partecipi e quindi attori del processo di cambiamento; favorire il raggiungimento e il mantenimento di uno stato di benessere generale; individuare le leve su cui agire per indurre l'utente a modificare lo stile di vita. Indicatori scelti: n° episodi riacutizzazione dopo il Corso /n° pazienti del Corso; n° giornate di lavoro perse per rachialgie; indice di correlazione tra benessere raggiunto e mantenimento degli esercizi e dei consigli di igiene posturale appresi durante il corso . Strumenti Revisione della tipologia delle informazioni a carattere scientifico fornite agli utenti, considerando un'area di benessere generale e non relativa solo alla schiena. Elaborazione di una scheda di presentazione del corso che ne riassuma gli obiettivi ed il programma, da consegnare agli utenti durante il primo incontro. Stesura del nuovo questionario che indaga le abitudini di vita dell'utente e i cambiamenti indotti dalla partecipazione al corso Tempi e modalità di valutazione del processo di miglioramento La sperimentazione del progetto avrà una durata di sei mesi, su un campione di 50 utenti. Il questionario è proposto al termine del corso e, attraverso intervista telefonica, a tre mesi di distanza. La valutazione terrà in conto gli esiti dei questionari abbinati agli esiti delle interviste telefoniche. 150 TITOLO AUTORI E AZIENDE Efficacia a breve e lungo termine di un programmaeducazionale per pazienti ipertesi e familiari degli stessi. A. Piccoli, S. Calebich, L. Platto, A. Cordoni, C Ferri*, A Santucci*. Unità operativa di Medicina Interna - Clinica San Rocco di Franciacorta (Ome -Brescia); Regione Lombardia. *Dipartimento di Medicina Interna - Università di L'Aquila. Nel 1999, la Clinica San Rocco di Franciacorta è entrata a far parte di una rete 151 internazionale di ospedali voluta dall' Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) chiamata “Ospedali che promuovono la salute” (Health Promoting Hospitals: HPH). Gli Ospedali che ne fanno parte incorporano i concetti, e gli standards della promozione della salute con il miglioramento della qualità delle cure, l'aderenza alle stesse, l'incremento della soddisfazione degli operatori, pazienti e familiari degli stessi. L'ipertensione arteriosa rappresenta un importante problema socioeconomico intervenendo sia sui pazienti che sui familiari degli stessi. Infatti è noto come a) la percentuale degli che sa di essere tale sia molto bassa, b) la percentuale degli stessi trattati e controllati non raggiunga spesso il 20%. In questa ottica abbiamo presentato un progetto per valutare ed implementare il livello di conoscenze nei pazienti affetti da ipertensione arteriosa e nei familiari degli stessi proprio per quanto concerne la patologia ipertensiva. Disegno e Metodi: Nella prima parte del progetto (che durerà 3 anni) abbiamo invitato 75 pazienti ipertesi e 42 familiari a partecipare ad un programma educazionale sull' ipertensione arteriosa. Abbiamo utilizzato uno speciale questionario (concernente definizione, eziologia, prevalenza, complicanze e terapia farmacologica e non) somministrato prima e dopo una sessione di insegnamento. Alla fine della sessione educazionale è stato rilasciato un piccolo manuale esplicativo sull'ipertensione arteriosa. Lo stesso questionario è stato quindi somministrato nuovamente dopo 8 mesi agli stessi partecipanti al progetto educazionale. Risultati: Il grado di coinvolgimento dei soggetti interpellati nel progetto educazionale è stato soddisfacente: 78% dei soggetti totali (gold standard previsto > 60 %) e specialmente per gli ipertesi coinvolti (76%) e il 65% dei familiari. Ottimale è risultato il grado di soddisfazione: 88% dei soggetti coinvolti. Prima dell' intervento educazionale la media delle risposte esatte per i soggetti coinvolti è stata del 51.6%, (con particolari errori per quanto riguarda definizione, terapia e metodo di misurazione). Dopo l'intervento dello staff medico la percentuale delle risposte esatte è salita all' 85% (p<0.01) senza particolari differenze tra ipertesi e familiari. Dopo 8 mesi dall'intervento la percentuale delle risposte esatte è rimasta elevata (circa 83%). Dai nostri primi dati si è evidenziato che un programma educazionale specificamente dedicato all'ipertensione arteriosa sia in grado di implementare il grado conoscenza negli ipertesi e per la prima volta anche nei familiari; inoltre questo incremento permaneva dopo 8 mesi dall'intervento stesso. Nei prossimi anni valuteremo l'efficacia in termini di controllo pressorio e complicanze dell' intervento educazionale sulla popolazione coinvolta. 152 SCUOLE TITOLO AUTORI AZIENDA “Cordiali rifiuti”: I bambini adottano l'Ospedale Micaela Pagliano ,Cristina Maglio, - Ufficio Relazioni Pubbliche Rita Gagno - Area Educazione alla salute Dott. Ammirati - Direzione Amministrativa, Ospedale di Bordighera Scuola Elementare "Peloux" di Bordighera ASL 1 Imperiese Situazione di partenza: pulizia dell'ospedale di Bordighera non soddisfacente Cause ! Attività di pulizia della ditta incaricata non adeguata 153 ! Scarso senso civico da parte dei cittadini che utilizzano le strutture Soluzioni ! Interventi diretti sulla ditta appaltatrice delle pulizie per un rispetto degli standard di qualità individuati (già in parte attuata con la sostituzione della ditta incaricata) ! Campagna di sensibilizzazione per i cittadini attraverso Il progetto “Cordiali rifiuti”: i bambini di Bordighera adottano l'Ospedale In cosa consiste il progetto Obiettivo: Realizzare una campagna di sensibilizzazione destinata a tutta la collettività sulla pulizia degli ambienti esterni ed interni all'ospedale. Modalità di realizzazione Per rendere il messaggio efficace ed incisivo si è pensato di attivare una collaborazione tra le classi del 2° ciclo della Scuola Elementare di Bordighera e l'ASL (Direzione Amministrativa, Ufficio Relazioni Pubbliche, Settore Educazione alla Salute) per progettare, realizzare, verificare la campagna di sensibilizzazione. La collaborazione nasce dall'idea di far partecipare i bambini di Bordighera al progetto allo scopo di: ! Trovare spunti per approfondire in classe il tema ambientalistico della raccolta dei rifiuti e della loro differenziazione (con schede, giochi, lezioni…) ! Iniziare la raccolta differenziata in classe ! Sperimentare come si progetta, realizza e verifica una campagna pubblicitaria “sociale” ! Analizzare la situazione di partenza ! Valutare i possibili interventi ! Definire gli obiettivi della campagna ! Scegliere gli slogan, i contenuti della campagna, la forma grafica ! Curare la realizzazione pratica ! Verificare il grado di successo dell'operazione ! “Umanizzare l'ospedale” e far avvicinare ai bambini una realtà spesso vissuta con timore o rifiuto. Tappe del progetto Il progetto è in fase di realizzazione. Attualmente è stata individuata la scuola elementare di Bordighera, sono stati presi accordi con la Direzione Didattica e ci sono stati i primi incontri, per la definizione dei tempi e dei modi di realizzazione del progetto. Le prossime tappe prevederanno: > Fase di sensibilizzazion e alle tematiche ambientalistiche ! incontro congiunto per la presentazione del progetto (alunni, docenti, operatori USL) ! Lezioni in classe sul tema dell'ambiente, dei rifiuti e del loro smaltimento, gestite dai docenti della scuola con il supporto di personale esperto (comune, legambiente, opuscolo URP, schede, giochi…) > Fase di realizzazione della campagna pubblicitaria ! Analizzare la situazione di partenza 154 ! Valutare i possibili interventi ! Definire gli obiettivi della campagna ! Scegliere gli slogan, i contenuti della campagna, la forma grafica ! Curare la realizzazione pratica della campagna > Presentazione pubblica dell'iniziativa (entro dicembre 2001) > Verifica del grado di successo dell'operazione > Monitoraggio costante della situazione IL progetto prevede la diretta partecipazione dei bambini che con contributi propri andranno a personalizzare la campagna sulla base di un cannovaccio proposto e strutturato. Ciò al fine di rendere gestibile l'operazione e contenere i tempi di realizzazione. Chi fa che cosa L'ASL ! Offre la consulenza necessaria ad insegnati ed alunni per la realizzazione della campagna informativa ! Procura il materiale per realizzare la campagna (cartelloni, colori…) ! La scuola: ! offre la disponibilità di docenti e alunni a collaborare all'iniziativa ! garantisce di seguire il progetto e di arricchire l'iniziativa della campagna di sensibilizzazione con lezioni tematiche o approfondimenti sul tema ! consente agli operatori Usl di accedere alle strutture e collaborare al lavoro ! ! Eventuali altri soggetti coinvolti ! Lagambiente, WWW o associazioni analoghe ! il servizio comunale ! personale AVO per interventi sul tema dello smaltimento dei rifiuti. Risultati Il progetto è in fase di sviluppo e realizzazione, pertanto non ci sono ancora dati relativi allo sviluppo delle iniziative, all’efficacia della comunicazione, alla modifica dei comportamenti TITOLO AUTORI AZIENDA La medicina trasfusionale nelle scuole - esperienza dell'A.S.L. 4 'Chiavarese’ Dr. R. ADAMI Dir. Med. II liv Dipartimento di Medicina di Laboratorio e Trasfusionale A.S.L. 4 'Chiavarese' U.O. Servizio Di Medicina Trasfusionale Tel. 0185-329599/7/5 La divulgazione della cultura trasfusionale nelle scuole è un compito istituzionale delle associazioni dei donatori volontari di sangue e dei servizi di medicina trasfusionale. L'obiettivo non consiste solamente nel reclutamento di nuovi donatori, peraltro indispensabile per raggiungere e mantenere l'autosufficienza di emocomponenti ed 155 emoderivati, ma anche di promuovere una cultura 'sanitaria' in senso lato: infatti, spiegare come si fa a donare sangue o altri emocomponenti significa anche invitare i potenziali donatori a prestare particolare attenzione alla loro salute (comportamenti sessuali a rischio, uso di alcoolici, droghe, abuso di farmaci, alimentazione). Negli ultimi cinque anni, in collaborazione con le associazioni di donatori di sangue del Tigullio, sono state illustrate le problematiche inerenti alla medicina trasfusionale nei giovani che frequentavano l'ultimo anno di alcuni Istituti Superiori presenti sul territorio. Dopo la proiezione di un video prodotto dalle associazioni dei donatori è stato dato ampio spazio alla discussione che ha toccato argomenti non solo inerenti specificamente alla donazione del sangue intero e in aferesi, ma anche alla tecnica di produzione di emocomponenti ed emoderivati, ai gruppi sanguigni e la malattia emolitica del neonato da incompatibilità Rh, al sangue 'artificiale. Costantemente vi sono state domande riguardanti la donazione di organi e del midollo osseo. Al termine dell'incontro sono stati distribuiti opuscoli sulle attività delle associazioni di sangue e piccoli gadgets. Nel 2000 si sono presentati a donare sangue 18 nuovi donatori provenienti da dette scuole mentre nell'anno in corso la risposta è stata di 15 giovani. Stiamo predisponendo un agile questionario da sottoporre ai giovani dopo l'incontro, per verificare l'impatto degli argomenti trattati e ottenere informazioni per migliorare la qualità della comunicazione. TITOLO AUTORI AZIENDA Crediti formativi G.B. Andreoli, A. Moratti, M. Iannucci, C. Forte, O. DiPasquale, M. Nelli G. Congiu, C.Bongioanni, G.Rosa AO Galliera Genova La riforma della scuola media superiore prevede il credito formativo :lo studente deve fare esperienza di volontariato per un monte ore stabilito con la direzione didattica della scuola che frequenta, in una struttura idonea e disponibile. Il progetto “Crediti formativi” si inserisce all'interno del Accoglienza”. 156 più ampio “progetto Obiettivi: migliorare la qualità dell'accoglienza e dell'ospitalità del cittadino che usufruisce dei servizi del nostro Ospedale . Popolazione Target: persone che afferiscono a questo Ospedale per effettuare indagine diagnostiche , esempio esami del sangue, radiografie, o visite ambulatoriali, e che necessitano di aiuto per poter raggiungere, senza disagio, il servizio ove ricevere la prestazione sanitaria. Programma attività: Gli studenti scelgono volontariamente di sperimentare il credito formativo presso la nostra struttura. Viene fatto un colloquio preliminare con lo studente, e vengono impartite li istruzioni per svolgere correttamente il compito di “accompagnatore”. A fine stage colloquio di valutazione dell'esperienza insieme agli studenti. Gli studenti hanno il compito di” accompagnare” la persona in difficoltà, presso il servizio sanitario ove deve sottoporsi a visita o esame diagnostico. Sono previsti tre percorsi :Dagli ingressi dell'Ospedale per: 1- laboratorio analisi, 2 radiodiagnostica, 3- ambulatori Ad ogni percorso viene assegnato uno studente, che deve accompagnare la persona in difficoltà . A fine stage colloquio di valutazione dell'esperienza insieme agli studenti. Questo progetto è un'occasione di apertura dell'ospedale verso la città, offre allo studente la possibilità di svolgere un'esperienza utile per “l'altro”, e formativa per se stesso. E' un'occasione per migliorare il rapporto cittadino-ospedale TITOLO AUTORI AZIENDA Un programma di educazione sulla donazione e sul trapianto di organi nelle scuole genovesi Andrea Gianelli Castiglione, Isabella Cirelli, Cesare Gualeni, Sandro Pisanu, Massimo Tognoni Centro Regionale Coordinamento Trapianti Regione Liguria Azienda Ospedale San Martino Genova - Ufficio Regionale di Coordinamento delle Attività di Prelievo e Trapianto d'Organo Coordinatore Regionale: Dott. A. Gianelli Castiglione - Responsabile DIT: Prof. Umberto Valente Largo Rosanna Benzi n°10 16132 Genova tel 0105553862 157 Il programma di educazione nelle scuole genovesi è stato sviluppato negli anni dal 1997 al 2001 e fa parte dei compiti istituzionali del Centro di Coordinamento Regionale come indicati dalla Legge regionale 54/95. Nell'anno 2000 sono stati visitati 45 istituti superiori nella provincia di Genova per un totale di 60 incontri con gruppi di ragazzi delle ultime classi. Agli incontri hanno quindi partecipato più di 2500 studenti. Vengono qui presentati i risultati di un questionario somministrato ad un campione degli studenti, prima e dopo gli incontri, con domande tese a valutare la conoscenza tecnica e l'attitudine degli studenti nei confronti degli argomenti della donazione degil organi e del trapianto. L'analisi dei questionari ha permesso anche di dare una valutazione del metodo didattico utilizzato nel corso degli incontri. Per informazioni Monoblocco Acuti tel. 39 - 010 - 5553862 fax. 39 - 010 - 5556772 Largo Rosanna Benzi, 10 16132 GENOVA e-mail: [email protected] TITOLO AUTORI AZIENDA Alimentarsi bene per crescere meglio”: i primi due anni del progetto di epidemiologia e promozione della salute per le scuole elementari della provincia di Reggio E. Daniela Michellini', Cinzia Campari §, Licia Rabitti', Mara Manghi', Marina Montorsi°, Anna Maria Benassi°, Mariannina Sciotti^, Valeria Manicardi*. (') Settore Pediatria Salute Donna,(§) U.O di Epidemiologia, AUSL di Reggio Emilia (*) Servizio Diabetologia e Nutrizione clinica, AUSL di Reggio E.,(°) Dietista ,( ^)Insegnante. AUSL Reggio Emilia 158 Sedentarietà ed eccessi alimentari sono causa di molte malattie croniche e degenerative, ma una sana alimentazione ed una attività fisica costante fin dall'età infantile sono in grado di mantenerci in buona salute. Da competenze professionali diverse e complementari dell'AUSL di Reggio E - Medico Nutrizionista e Dietista dell'ospedale, Pediatra di comunità, assistente sanitaria, epidemiologo, responsabile educazione sanitaria in sintonia con il Piano Sanitario Nazionale'98 '00, che stimolava prevenzione e promozione della salute, è nato il Progetto provinciale "Alimentarsi Bene per Crescere Meglio" condotto nelle Scuole Elementari di Reggio E.dal 1999. Popolazione Target: Il Progetto coinvolge 812 bambini ( 44 classi di 25 Scuole della Provincia di Reggio Emilia, ed i loro insegnanti) che hanno iniziato la scuola elementare nel 1999-2000, si svilupperà per 5 anni scolastici consecutivi, accompagnandoli dalla prima alla quinta (1999 -2004). Obiettivi fondamentali: A- condurre un Intervento di Educazione alla Salute che porti una informazione corretta in campo alimentare ai bambini e alle loro famiglie, per promuovere nel tempo una “cultura” della sana alimentazione e stili di vita sani, promuovendo l'attività fisica , come indispensabile componente della vita del bambino, volta a mantenere il benessere psico-fisico. B - raccogliere dati epidemiologici su Abitudini Alimentari e Attività Fisica dei bambini reggiani nel 2000, per promuovere ed impostare programmi di intervento mirati da parte dell'AUSL. C - Formare un gruppo di insegnanti elementari , che possano promuovere autonomamente percorsi di educazione alimentare in classe. Metodologia del Progetto: ! Corso di Formazione per gli Insegnanti: 4 incontri all'inizio di ogni anno scolastico (12 ore). ! Percorso didattico di tipo interdisciplinare: condotto dalle insegnanti in ogni materia nell'anno. ! Intervento nelle classi delle Dietiste: lavoro con i bambini su Colazione, Merenda, Frutta,principi nutritivi , educazione al gusto,etichettatura, produzione biologica,pubblicità. ! Raccolta dati conoscitivi e Verifiche ( all'inizio e alla fine del progetto): Questionari su abitudini alimentari e attività fisica; valutazione difetto/eccesso ponderale. ! Promozione della Salute: Manifesto distribuito in tutte le scuole, farmacie, ambulatori pediatrici;Locandina informativa rivolta ai genitori. Produzione di 8 mini-trasmissioni televisive (“ 5 minuti di buona Alimentazione”) all'interno di una trasmissione pomeridiana per bambini nella TV locale Risultati:Attività Educativa. Il 1° anno è stato dedicato alla colazione ed è stata prodotta una cassetta audiovisiva tratta dalle animazioni in classe condotte dalle dietiste con i bambini, distribuita nelle scuole che aderiscono al progetto.(A Scuola di …Alimentazione). Il 2° anno ed è stato dedicato alla Merenda e sono state fatte esperienze pratiche con le visite alle “Fattorie didattiche” con l'attuazione di un percorso didattico completo (es. dalla semina alla raccolta del grano; dalla farina al pane) . Il 3° anno , appena iniziato, sarà dedicato alla promozione dell'attività fisica e al gioco, con insegnanti ISEF come 159 animatori in classe. Dati Conoscitivi ( trasversali) raccolti all'inizio del 1° anno (bambini di 6-7 anni).Abitudini alimentari(Recall alimentare di un mese): Calorie medie 2230/die (il 25% ne assume più di 2600), 14 % Proteine,52 %Carboidrati, 34%Grassi; Colesterolo alimentare 266 mg /die(il25% ne assume più di 315)- Valutazione clinica: 17% di Bambini sovrappeso/obesi, 7% sottopeso, 76% normopeso. Sono già evidenti gli eccessi di apporti calorici , di grassi e colesterolo, e le carenze invece di carboidrati complessi (pasta, pane, riso) a favore di zuccheri semplici e di fibre.Il progetto in corso punta a modificare queste abitudini in 5 anni di percorso educativo ed è un esempio concreto di collaborazione sinergica tra istituzioni pubbliche (AUSL, Provveditorato agli Studi, Amministrazione Provinciale), che impegnano risorse umane e competenze diverse per realizzare l'obiettivo comune della “promozione della salute”. TITOLO AUTORI AZIENDA "Progetto di Educazione Alimentare" nelle scuole dell'obbligo (materna, elementare media) V. Provenzano, L Strazzeraˆ, S.La Fata° ˆpsicologa ; ° dietista Ospedale Civico (ASL 6-PA) - U.O. Malattie Metaboliche e Diabetologia "D. Dolci" Partinico-Pa - Via Circonvallazione CAP 90047- Tel e Fax : 091/8911224 Breve descrizione del contesto di attuazione dell'iniziativa : In accordo con il P.S.N nonché col nuovo P.S.R, l'U.O. di Diabetologia dell'Ospedale Civico di Partinico (Pa) già da anni si occupa di educazione sanitaria intesa anche come educazione alimentare 160 rivolta, in particolare, a due agenzie socio-educative fondamentali: la scuola e la famiglia. Durante l'anno scolastico 2000-01, in collaborazione con i Comuni di alcune cittadine del comprensorio e con gli Istituti Scolastici omnicomprensivi (materna, elementare, e media), abbiamo portato avanti un progetto di educazione alimentare destinato ai ragazzi delle stesse scuole, alle loro famiglie e alla scuola. Obiettivi dell'iniziativa: Verificare e valutare: a)le abitudini alimentari dei ragazzi delle suddette scuole, b)le anomalie pondero-staturali ( percentuale di ragazzi sottopeso, normopeso ,soprappeso o francamente obesi); c)gli errori nutrizionali; d) l'eventuale presenza di anomalie psicogene del comportamento alimentare; e) "vissuto psicologico" alla base di tutto, causa e/o effetto di condizionamenti socio-economici, culturali o pseudo tali (es. nel rapporto con i mass-media, schema corporeo o immagine di sé) f) gli “interessi sociali” dei ragazzi :attività fisica, sport, hobbies e tempo libero, g)la composizione del nucleo familiare nonché le attività dei genitori. Popolazione target : Il suddetto progetto ha coinvolto un campione di n°60 alunni per ogni scuola interessata, scelto a random secondo il criterio di progressione alfabetica dalla classe inferiori alle classi superiori. Il progetto si è rivolto a tutti gli operatori scolastici, in particolare agli insegnanti, ma anche alle famiglie dei ragazzi e agli operatori sanitari interessati. Indicatori di struttura, di processo ed esito : Importanti sono stati gli incontri-dibattiti che il ns. gruppo di educazione permanente ha organizzato con gli insegnanti delle scuole coinvolte.Lo strumento d'indagine è stato un questionario a risposta multipla, ad hoc strutturato,somministrato agli alunni, durante una gita-incontro in ospedale.Esso indagava lo status socio-culturale di ogni alunno (composizione nucleo familiare e attività lavorativa dei genitori), attività fisica, sport, hobbies, tempo libero, alimentazione (distribuzione e tipologia dei pasti) e conteneva un appendice psicologica che esaminava: a) i rapporti interpersonali (relazioni con i familiari, amici ed insegnanti); b)il vissuto del corpo o dell'immagine corporea; c) alcune “anomalie del comportamento alimentare”(paura d'ingrassare, -vomitare dopo aver mangiato, -eccessi di fame incontrollata, anche durante la notte). In un primo incontro con i ragazzi l'equipe ha rilevato i parametri antropometrici ( peso e altezza), facendo il raffronto con le tabelle convenzionali pondero-staturali di riferimento(Tanner-Waberhouse)e la classificazione del campione utilizzando il metodo relativo percentuale(peso reale/peso ideale x 100).I primi dati raccolti venivano poi,trasferiti su un apposita “cartella clinica”.In un secondo momento ai ragazzi ( gruppi di 20)veniva somministrato il questionario, spiegando loro,passo per passo ogni item.Dopo l'elaborazione dei dati raccolti si sono programmati incontri con le famiglie e tutti gli operatori sociali e sanitari interessati. Risultati dell'indagine: La percentuale dei bambini obesi aumenta con il passaggio dalla scuola elementare alla scuola media.Esaminando la distribuzione e la tipologia dei pasti è emerso che la quasi totalità dei ragazzi esaminati fa colazione (con una percentuale più alta nella scuola elementare)con un consumo prevalente di alimenti ricchi di zuccheri semplici e grassi (biscotti, merendine). Consuma il pranzo, come primo piatto, quasi il 65% del campione delle prime classi elementari, il dato subisce un rialzo nelle ultime classi (87%) 161 per ridursi nuovamente nella scuola media (40%); Preoccupante il dato globale relativo al modello dietetico predominante monopiatto (35%) rispetto al corretto modello alimentare (primo e secondo) che equivale al 30% del campione. Un dato interessante è quello sul consumo dei prodotti di rosticceria a pranzo ciò denota che i ragazzi, soprattutto della scuola media, utilizzano questi prodotti come sostituti del pranzo. L'abitudine della merenda a metà mattinata e nel pomeriggio rimane quasi costante nei vari gruppi , anche se la tipologia degli alimenti consumati risulta deleteria (panino con insaccati,merendine ecc..). A cena il 50% circa del campione totale consuma solo il secondo piatto, con percentuali decrescenti dalle prime classi elementari alla media.Aumenta progressivamente la percentuale di ragazzi che consumano sia il primo che il secondo piatto, con conseguente iperalimentazione a cena.È emerso che le due principali agenzie socio-educative (famiglia e scuola) si mostrano nel rapporto con gli adolescenti spesso “inadeguate” a svolgere il proprio ruolo che diviene sempre più deficitario con l'avanzare della scolarizzazione dei ragazzi, mentre è crescente l'influsso dei mass-media che condiziona pesantemente il vissuto psicologico (impatto tra modelli proposti e immagine di sé), il rapporto con gli altri e certamente la scelta, la tipologia e"il significato sociale" degli alimenti. Costoro si rifugiano nel "gruppo"isolandosi dal contesto familiare e trovando pseudosoluzioni talora devianti, anche e non solo, dal punto di vista del comportamento alimentare, come risposta alle problematiche cui quotidianamente vanno incontro. Il gruppo dei coetanei diviene progressivamente con l'avanzare della scolarizzazione il “contesto di riferimento". Evidenti i riflessi anche per ciò che concerne la scelta e la tipologia dei pasti nel “gruppo” dove si diffondono “modelli culturali ed educativi” proposti dai mass-media con possibili deviazioni dell'impatto con l'immagine di sè. Consequenziale l'abbandono del momento del pasto come momento di incontro con i familiari per mangiare in compagnia e con l'introduzione anche a pranzo di alimenti preconfezionati, fast-food o pizza. Per ciò che riguarda il vissuto del corpo o dell'immagine corporea: il soffermarsi “davanti lo specchio” è presente in circa l' 80% del campione totale degli studenti di sesso femminile e nel 40% del campione maschile,con una percentuale crescente dalle prime classi dell' elementare alla media e che le parti del corpo da cambiare riguardano “componenti specifiche” di femminilità, per il campione totale femminile( seno, gambe, cosce, pancia, glutei)mentre per il campione totale maschile le risposte date sono "aspecifiche" (naso, orecchie,capelli). ”Infine, il campione preso in esame si crede in sovrappeso, ha paura d'ingrassare, pensa alle calorie quando mangia o ha eccessi di fame incontrollata anche durante la notte,con scelte alimentari che ancora una volta prediligono, panino con insaccati, biscotti e merendine. 162