1 dicembre 2009
numero 001
www.sinapsionline.wordpress.com
Il primo
unico e
originale
Occasionale
di
Medicina
Intervista col prof
ARAM MEGIGHIAN
Cervelli in fuga
LORENZO AZZALINI
Vita da Specializzandi
IMMUNOLOGIA CLINICA
NON GETTARMI VIA, PASSAMI AD UN AMICO
IN D IC E
Intervista col Prof. _____________________________________________________________
pag 3
Lab time _____________________________________________________________________ pag 5
The question __________________________________________________________________ pag 6
Cervelli in fuga ________________________________________________________________ pag 7
Hic et Nunc ___________________________________________________________________ pag 9
Al passo col mondo _____________________________________________________________ pag 10
Vita da specializzandi____________________________________________________________ pag 11
spazio SISM ___________________________________________________________________ pag 13
Crucimed _____________________________________________________________________ pag 14
P IL L O L E DI SAG G E Z Z A
Un farmaco al giorno toglie il medico di torno... Un americano su due gira con un kit ogni occasione di farmaci in tasca.
Bruciore di stomaco, mal di testa, stanchezza, ognuno la sua caramella. Tanto per rinfrescarci la memoria, presentiamo
alcuni tra i farmaci più comuni e usati.
Oki: ketoprofene e sali di lisina. è un FANS (antiinfiammatori non steroidei) e non va somministrato a soggetti già in
terapia con altri FANS. Non sono noti casi di sovradosaggio ed eddeffi indesiderati sono stati riscontrati in meno di un
paziente su centomila. Comunque, hgli eventi avversi più comunemente osservati sono gastrointestinali, come ulcere
NASCITA DI UN SISTEMA NERVOSO
Buongiorno a tutti. In questa mattina di primo dicembre nasce SINAPSI.
SINAPSI è un giornale senza troppe pretese, è una creatura umile, alla mano, che intende
sostanzialmente aiutare lo studente in corsa perpetua informandolo di tutto quello che nel frattempo gli
sta succedendo attorno e che non ha sufficiente tempo per esplorare.
Si tratta di un occasionale che quindi uscirà in edicola solamente quando si presenterà la necessità di
dire qualcosa o la studentù ne sentirà il bisogno.
Ma la domanda che vi tormenterà sarà sicuramente: perché si chiama così?
La ricerca del nome non è stata ossessiva: diciamo che lui ha trovato noi. Serviva qualcosa che fosse
nel vocabolario medico, abbastanza breve e d’effetto; che fosse piacevole da pronunciare, indicasse il
futuro ma soprattutto che contenesse in se il senso di quest'opera, ossia collegare, connettere.
In effetti finalità ultima di SINAPSI vorrebbe essere la formazione di una classe più coesa e cooperante
di studenti di medicina che abbracciasse tutti e sei gli anni in un unico sincizio, una possibilità di
scambio di conoscenze e talora di supporto morale quando la fine della maratona sembra proprio troppo
lontana.
Il giornale sarà solo l’estroflessione cartacea del sito www.sinapsionline.wordpress.com dove troverete
il giornale in formato pdf da poter scaricare e molto altro in più.
Sinapsi non ha prezzo, è impagabile. Tuttavia abbiamo deciso di stampare delle copie per i primi
numeri per farlo conoscere a tutti, e questo implica un costo. Il costo è dovuto esclusivamente
all'acquisto della carta e dell'inchiostro, dato che com’è chiaro e forse inutile precisare non c’è alcun
compenso per gli scrittori, impaginatori e quanti altri se non la vostra approvazione per il loro lavoro.
In questo primo numero vi presenteremo un po' lo scheletro di SINAPSI: sarà composto da rubriche
che per lo più troverete ad ogni numero e infilati tra queste gli articoli da voi prodotti.
Quel ch'è fondamentale si comprenda è che SINAPSI è aperta a tutti: è uno spazio di discussione dove
tutti possono contribuire, dal più svogliato degli studenti al più impegnato dei professori. Sono sicuro
che ognuno di voi abbia qualcosa da dire e da scrivere. Chiunque voglia intingere la penna nel calamaio
può farlo e proporre il frutto del suo lavoro alla redazione che procederà a pubblicare il pezzo nei
numeri seguenti. Speriamo davvero scriviate numerosi.
Cosa scrivere a SINAPSI? Assolutamente tutto quello che vorreste gli altri vostri colleghi sapessero. Se
avete consigli, dritte, segnalazioni, esperienze in reparto o in laboratorio, opinioni o qualsiasi altra cosa
che vorreste discutere con gli altri mettetevi comodi e scrivete il vostro articolo. L'esperienza che vi ha
arricchito se condivisa può solamente giovare a chi vi sta vicino, e quindi poi a voi di ritorno.
Speriamo davvero l'apprezziate, che vi intrighi e vi diverta e che diventi sempre più forte numero dopo
numero.
Vi ringraziamo dell'attenzione
La redazione
A R A M M E G IG H IA N
Aram Megighian è ricercatore confermato presso il dipartimento di
Fisiologia. Nato il 14 maggio 1962 a Padova è docente universitario di
Fisiologia Umana a Medicina per il canale A, MED 1, nel secondo
semestre del secondo anno e nel primo del terzo. Il curriculum vitae del
docente è reperibile all'indirizzo http://web.mac.com/aram.megighian/
All'ora x sono davanti alla porta dell'ufficio. Un cartello avvisa che non sono ben accetti i non armeni: è di sicuro l'ufficio giusto.
Il professore mi accoglie e mi fa accomodare. Al primo sguardo l'occhio clinico si attarda ad osservare l'accentuata lordosi della
sua scrivania; per un momento penso alla leggenda di Atlante che regge il mondo. Libri, pubblicazioni, opuscoli dominano il
ripiano, tutti rigorosamente in lingua anglosassone mentre un attimo più discosto il mac rumina meditabondo. Nella stanza ci
sono anche numerosi strumenti che il professore usa per i suoi esperimenti (molti dei quali ha acquistato coi suoi soldi). Quindi
block notes alla mano, senza ulteriori indugi parto in quarta.
Mi parli di quando era un giovane liceale...
Beh sono nato a Padova e ho frequentato il liceo classico Tito Livio. In realtà è un po' buffo ma forse per merito dell'insegnante
di Matematica che era davvero molto stimolante tutti i maschi della mia classe hanno poi intrapreso una carriera universitaria non
in ambito umanistico ma scientifico.
E poi quindi l'università...
Primo anno a Medicina nell'81-82, anche se in realtà non ero proprio così sicuro. In principio avrei voluto fare Fisica
sperimentale perchè mi appassionava l'idea dell'esperimento, dello scoprire: le particelle atomiche e subatomiche, gli
acceleratori, il CERN. Ma forse non avevo il substrato scientifico necessario. Nella scelta del Corso di Laurea da frequentare la
presenza di mio padre si è fatta sentire. Lui non ha assolutamente interferito, ma certamente ha influito. Mio padre faceva ricerca
sperimentale nell'ambito della neurofisiologia del sistema vestibolare, era Otorinolaringoiatra e professore qui a Padova. Sentirlo
parlare del cervello, di come è fatto, di come funziona, ha indirizzato verso il cervello la mia passione più generale per la scienza.
Scartata l'ipotesi Fisica, mi rimaneva da scegliere tra Medicina e Biologia. Partendo dal fatto che già intendevo interessarmi in
futuro di ricerca e principalmente di studiare come funziona il cervello, Biologia mi sembrava troppo cellulare e poco integrativa.
Non rimaneva che Medicina, anche se da un punto di vista sperimentale.
E medicina fu...
Il sistema al tempo era diverso: c'erano le materie fondamentali e complementari e in questo modo potevamo scegliere. Non
scelsi per esempio Clinica Ortopedica e al posto feci Biofisica. Inoltre aggiungo che col vecchio sistema lo studente poteva
gestire meglio il suo tempo, ma sono discorsi lunghi. Biochimica applicata (col prof.Ursini), Immunologia e Neurofisiopatologia
furono esami dell'ultimo anno che mi convinsero a scegliere la ricerca e non la clinica.
E che tipo di studente era?
Ero un goliarda, nel senso di festaiolo. Al liceo giocavo a rugby e avevo un gruppo affiatato di amici col quale uscivo spesso. In
realtà però ero un bravo studente (NdR: al momento della laurea aveva già la bellezza di 107/110, senza i punti aggiuntivi della
tesi e i vari altri), il mio trucco era trovarmi ogni giorno dopo lo studio con un mio amico e davanti ad un tavolo ci interrogavamo
su quel che s'era fatto la mattina. Non studiavamo insieme, ma ripetevamo e ci interrogavamo. Ci ha insegnato a rispondere a
domande, inoltre alla fine di tutto eravamo così preparati che l'esame ci sembrava una passeggiata.
E poi il destino l'ha portata in America...
Nell'87 arrivai a Houston alla NASA per fare la tesi. Stavo pensando ad un argomento da sviluppare e per default genico (mio
padre era otorinolaringoiatra e professore all'università di Padova) mi interessava un argomento nell'ambito della fisiologia
vestibolare. Scrissi pertanto una lettera ad un Professore che lavorava al MIT. Ovviamente non pensavo assolutamente che
avrebbe prestato attenzione ad uno come me; invece ricevetti dopo due settimane un malloppo con tutti i suoi lavori e una lettera
di invito a visitare il laboratorio che in quei tempi lui dirigeva allo Space Center di Houston alla NASA. Rimasi anche
particolarmente colpito dal comportavano dei professori americani: diretti, amichevoli, interessati. Un modo di comportarsi verso
gli studenti che cerco, anche se forse non sempre riesco, di seguire qui. In America valutano quello che sai, non quello che sei.
E nel suo caso: ha parlato quello che sapeva o quello che era?
Non posso negare di esser stato in una posizione privilegiata, ma non per il fatto di avere lo stesso cognome di mio padre, quanto
piuttosto di aver vissuto con lui. Fin da giovine ho masticato scienza e ricerca, sapevo cosa voleva dire essere ricercatore perché
lo potevo vedere: questo è stato senza dubbio un notevole vantaggio per me.
Poi Houston-Padova, laurea e inizio della carriera. Come si diventa ricercatori?
Si entra in dipartimento come volontari, senza un soldo, oppure con una borsa di studio. Io mi sono specializzato in neurologia,
specialità europea spendibile altrove: al mattino stavo a fisiologia e al pomeriggio mi spostavo a neurologia, per 4 anni. Poi vinsi
il concorso e diventai Ricercatore. Quindi andai a San Diego: ci andai per imparare una tecnica, volevo imparare a sistemare
elettrodi su moscerini. Una cruda verità è che se stai in un laboratorio al top puoi andare fuori dove vuoi e tornare a casa
arricchito, mentre se sei in un laboratorio con poche risorse uscire ti fa solo vedere super cose che non potrai mai applicare a
casa. Piuttosto frustrante.
Cosa voleva fare da piccolo?
Fin da piccolo mi interessava la scienza in generale, lo spazio (a quei tempi l'uomo si stava impegnando a sbarcare sulla luna e
gli astronauti erano un po' i miei eroi), poi mi regalarono un microscopio col quale mi divertivo moltissimo ad osservare vari
campioni vegetali che tagliavo grossolanamente con una lametta e montavo su dei vetrini che mi procurava mio padre. Mio padre
ha avuto un'influenza fondamentale in questa passione per la scienza, la biologia e la fisiologia in particolare. Credo sia normale,
qualunque figlio subisce l'influenza di uno o di entrambi i genitori e così è successo per me. Soltanto che poi quest'influenza si è
trasformata in vera e propria passione. Un punto di vista differente dal "lontano mondo accademico" percepito dai più.
Quindi non ha nessun rimpianto? Se potesse tornare indietro cosa cambierebbe?
Forse studierei altrove, perché sono rimasto fin troppo a Padova.
Il consiglio più importante che sente di dover dare allo studente d’ora?
Andate via, andate fuori! Attualmente il "mercato di lavoro" con la laurea equiparata a livello europeo è l'intera Comunità
Europea. Se la cultura scientifica qui da noi è ridotta, andate in un altro stato dove sarete più considerati. Per fare questo, però
bisogna conoscere un'altra lingua. Per fare ricerca andate dove sapete che c'è un buon laboratorio, e ora con il web è facile
trovare quel che si cerca.. Partire già con l'università oppure subito dopo. Risulta necessario fare un PhD per una buona carriera
scientifica.
Cosa bisogna cambiare del sistema italiano?
Le mille riforme fatte da quando studiavo io a ora hanno prima spezzettato e poi riassemblato, ma prima mancava la pratica e ora
pure.
Dulcis in fundo gli studenti d'oggi; cosa ne pensa?
Non so se siano più bravi di una volta, ma forse questo significa solo che è il sistema che non è migliorato.
Bisognerebbe che un sistema venisse scelto e mantenuto per una ventina d'anni per dare i frutti sperati, non una rivoluzione
completa ogni 4-5 anni. Si cambia tutto per non cambiare mai nulla. Tuttavia bisogna dire che negli ultimi 3-4 anni abbiamo
avuto degli ottimi gruppi di studenti. E' il risultato del numero chiuso? Del miglioramento della Scuola superiore? Credo che,
dopo un periodo di "appiattimento", abbiate iniziato di nuovo a ragionare di più. Cioè, quello che ho notato è stato che siete di
nuovo spigliati, stimolanti, ragionatori. Così è molto più bello venire a fare lezione, anche se prepararle è molto più faticoso!!!
Ultimissima cosa: che mi dice della nuova iniziativa da voi fisiologi lanciata: la gita sul Monte Grappa?
Semplicemente pensavamo di unire l'utile al dilettevole. Da qualche anno avevamo iniziato a fare delle dimostrazioni in aula dei
fenomeni fisiologici mostrando "in vivo" determinati tipi di risposte fisiologiche. Questo merito va dato al nuovo Professore di
Fisiologia Umana, Carlo Reggiani, arrivato da noi per trasferimento da Pavia. Un Professore che ha portato una ventata di novità
e modernità sia nel suo modo di vedere i rapporti interni di lavoro sia nel suo modo di vedere l'insegnamento. E' venuta quindi
naturale la proposta di una gita in montagna per "consolidare" il gruppo e l'utilizzo di questa esperienza outdoor per delle
dimostrazioni dei fenomeni fisiologici. Il primo anno la cosa ha avuto un notevole successo, per cui l'abbiamo riproposta anche
quest'anno ottenendo nuovamente un notevole successo. Lo riproporremo probabilmente anche l'anno prossimo, anche perché
oramai gli studenti ne parlano tra di loro e ce lo vengono esplicitamente a chiedere, com'è successo quest'anno.
Francesco Fasano
Questa rubrica nei prossimi numeri tratterà dei laboratori biomedici di ricerca dell’Università di Padova e delle loro
attività. Cercherà di volta in volta di illustrare i risultati ottenuti da un laboratorio patavino, quindi da quella
moltitudine di persone che affollano le piccole stanze di strutture come Vallisneri o IOV. Persone che con passione,
impegno e dedizione ogni mattina si chiudono in questi sgabuzzini, a volte senza sapere a che ora finiranno, a volte
anche di sabato e domenica. L’obiettivo di questa rubrica, di chi la scrive e di chi ha affidato questa all’autore, non è
esaltare la figura del ricercatore in sé, bensì far capire agli studenti del corso di Medicina cosa avviene nei laboratori
e non solo. Questi, infatti, per la maggior parte degli studenti che inizia un percorso universitario come il nostro, non
sono una delle possibilità ventilate anzi, non sono neppure considerati una possibilità. Desideriamo quindi far sì che
coloro che leggeranno la pagina dedicata alla ricerca si interessino alle attività dei laboratori, siano a conoscenza
degli argomenti attorno cui si lavora, avendo così un riferimento per poter eventualmente approfondire il tema. In
questo modo potremo tutti capire l’importanza e la necessità della ricerca, senza la quale la medicina sarebbe ancora
ai tempi degli stregoni e dei salassi. Potremo inoltre scoprire dove va a finire quell’irrisorio 1% del PIL italiano con
cui le nostre tasse finanziano la ricerca e saremo in grado di intuire le modalità di distribuzione ed i criteri di merito
con cui sono assegnati i finanziamenti “privati” (come Telethon).
Il linguaggio di questa pagina sarà nelle sue prime righe volutamente semplificato, ma si spera mai banalizzante, in
modo da essere chiari anche per chi ancora non ha studiato le materie di base. Con il proseguire della lettura
cercheremo poi di approfondire l’argomento e alla fine forniremo ulteriori link o riferimenti per coloro che vorranno
scendere nei minimi particolari del tema. Progetti che vanno avanti da anni con risultati continui e sempre più
dettagliati non potranno certo essere ben illustrati in una pagina A4, ma il riuscire a mettere una pulce nell’orecchio
ai lettori, rimanendo leggibili, è già un obiettivo importante nella sua realizzazione.
Col sogno che questa diventi una pagina dove i professori e i ricercatori abbiano piacere di illustrare il loro lavoro
agli altri attraverso di noi e che gli studenti la leggano con interesse, vi do appuntamento al prossimo numero per la
prima "student's review".
Luca Bonadies
IL G E R M E D E L G IO R N O
Non crediamo agli oroscopi, ma un piccolo mantra da tenere a mente nelle prossime giornate lo
vogliamo dare lo stesso. Ogni numero i microrganismi del nostro organismo si sfideranno per la
contesa vetrina della rubrica Germe del giorno. Tra tossine e plasmidi, capsule e fattori di virulenza
ultimo stadio assisteremo a duelli mozzafiato. E nella battaglia dura e spietata speriamo solo di non
rimanere contusi noi.
Il batterio del giorno è Helicobacter pylori, senz'ombra di dubbio il microrganismo più affascinante
che alberghi nel nostro stomaco. La sua fenomenale tecnica di protezione a base di ureasi genera
attorno a se una specie di basico campo di forza impenetrabile agli altrimenti letali acidi gastrici.
Non da meno l'arsenale del quale s'è rifornito: le indimenticabili tossine Cag A e Vac A (vero
Napalm per le mucose), supreme armi di distruzione gastrica di massa quali mucinasi, fosfolipasi,
citotossina vacuolizzante e survival tools come catalasi e superossido dismutasi. E' un viziato, per
crescere non si accontenta di sangue, siero e amido ma vuole anche il tuorlo d'uovo, quindi addio
zabaione. Scoperto nel 1983, quindi tecnicamente più vecchio di tutti noi, non ha mai smesso di far
parlare di sé e quel ch'è poco ma sicuro non ci lascerà presto; è un simpatico briccone ma non vi
tradirà mai: state pur certi che ad ogni bruciore di stomaco o indigestione lui ci sarà!
That is the Question!
…but what is, this question?
Avrete certo visto, nei giorni scorsi, alcuni loschi
figuri aggirarsi tra voi facendo strane domande, e
mettersi in ridicolo propinandovi questionari nei
momenti meno opportuni... Beh, quei s'era noi, e
quelle, per il momento, le domande...
Chi le ha subite certo penserà: “ma come è
possibile riuscire a cavarne qualcosa di
coerente?”. Continuate a seguire la nostra
rubrica, e vedrete...
Dal momento che l'ambito che accomuna noi
studenti di Medicina e Chirurgia è, prima o poi,
quello ospedaliero, abbiamo pensato di proporre i
risultati delle nostre ricerche in una forma che
abbiamo o avremo occasione di applicare più che
sporadicamente nel corso del Corso, quella cioè
dell'Anamnesi.
Volta per volta, e per la prima volta “dall'altra
parte”,
avremo
sul
nostro
lettino
nientepopodimeno che lo Studente di Medicina!
Ci si divertirà a osservarne i tratti salienti e le
abitudini, a scoprirne sogni, vizi e virtù e a
vedere come questi evolvono nel corso degli
anni.
Questa rubrica vuole quindi essere uno strumento
un po' inusuale per tracciare, con il vostro aiuto,
un Nostro Autoritratto, attendibile almeno
statisticamente: a Voi lettori, poi, trarre le debite,
eventuali conclusioni!
Iniziamo con un semplice studio osservazionale
trasversale su un campione randomizzato di 200
studenti dal I al VI anno di Corso; come evidenziato
nel primo grafico, a fumare è il 20,6% del campione
considerato.
Compatibilmente con i dati nazionali per sesso e
classe di età, corretti per il titolo di studio (dati ISTAT
2004/2005) sono gli studenti di sesso maschile ad
aggiudicarsi il primato negativo del fumo, con una
prevalenza del 25,9% (contro il 16% del gentil sesso),
costituendo il 46,3% dei soggetti fumatori.
[...continua]
Carlo Idotta
Ricordate! Potete partecipare in prima persona ai
nostri sondaggi nell'apposita sezione del sito
www.sinapsionline.wordpress.com
Con l’espressione brain drain ci si riferisce all’emigrazione verso
paesi stranieri di persone di talento o alta specializzazione
professionale; si tratta di un fenomeno preoccupante che interessa
soprattutto il campo della ricerca e che in Italia nel 2000
coinvolgeva già il 7% dei laureati.
Con questa rubrica cercheremo di capire quali sono le motivazioni che spingono neo-laureati ad andare
all’estero e avremo la possibilità di conoscere realtà, europee e non, diverse che magari ci potrebbero dare
un spunto per migliorare il nostro sistema.
IN T E R V IS T A A : L O R E N Z O A Z Z A L IN I
Generalità:
Nome e cognome: Lorenzo Azzalini
Data e luogo di nascita: 25/09/1981 Venezia
Città in cui vive attualmente: Barcelona (Spagna)
Percorso scolastico
Dal liceo all’università
Ho frequentato il Ginnasio Liceo Marco Foscarini di Venezia, il liceo classico più antico d’Italia (fondato nel 1802).
Questo percorso di studi mi ha aiutato a sviluppare un metodo critico con cui pormi di fronte ai problemi scientifici,
che mi è stato fondamentale e che ho continuato poi a elaborare durante il Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia
presso l’Università degli Studi di Padova. Ho scelto Medicina perché sono sempre stato affascinato dal complesso,
ma allo stesso tempo genialmente semplice, funzionamento di quella incredibile macchina che è il corpo umano, e
desideravo capire come esso funzionasse nella salute e nella malattia. Ho scelto Padova per la fama e la storia, e –
non lo nascondo – per la vicinanza a casa.
Università a Padova
I primi quattro anni scorrono più o meno tranquilli, tra esami a rotta di collo per rimanere al passo. Anni di studio
matto e disperatissimo, che mi fanno maturare inquietudini e guardare intorno. Faccio quindi domanda per andare in
Erasmus a Barcelona, la mia città preferita, che avevo conosciuto in occasione di una gita scolastica all’ultimo anno
di liceo e poi in una vacanza estiva. Ottengo la borsa e trascorro il quinto anno all’Universitat Autonoma de
Barcelona, dove ho l’occasione (oltre che di fare quasi tutti gli esami del quinto e sesto anno) di venire a contatto con
gente con esperienze e background culturali molto diversi dal mio. Quell’anno ha segnato profondamente e
irreversibilmente la mia vita: niente sarà mai più come prima. Amareggiato dalla situazione stantia, improntata al
clientelismo, e profondamente scarsa dal punto di vista formativo (certo, fortunatamente ci sono varie eccezioni, però
io mi riferisco al livello generale nazionale), che contraddistingue le cosiddette “Scuole di Specializzazione” delle
Università italiane, è allora che decido che non sarei rimasto in Italia per proseguire il mio iter formativo.
Dopo la laurea
Al quarto anno avevo frequentato in un reparto del Policlinico Universitario, ma, visto l’ambiente tutt’altro che
rilassato e didattico, avevo subito deciso di cambiar aria. Ho quindi svolto una tesi in una disciplina e in un reparto
totalmente diversi. Per nulla motivato dalle prospettive di entrata in scuola di specializzazione che pure mi si
offrivano (c’erano posti liberi e la competizione era scarsa), ero deciso più che mai a cambiare aria. Sì, ma dove? Fu
allora che mi ricordai della mia splendida esperienza nella capitale catalana.
Perché hai scelto di lasciare l’Italia?
Per i motivi che spingono a emigrare un po’ tutti i giovani neolaureati dinamici e vogliosi di far carriera: abbandonare
un sistema antiquato, per nulla didattico, basato sul clientelismo, che non lascia alcuno spazio all’inventiva e
all’iniziativa dei giovani.
Per quali motivi hai deciso di restare in Spagna?
In Spagna si accede alle specializzazioni mediche attraverso un Esame di Stato che verte su tutta la medicina (per il
quale gli studenti si preparano per circa un anno) e la cui graduatoria è nazionale. Il primo sceglie la specializzazione
che vuole, nell’ospedale che vuole, nella città che vuole. Gli altri si adeguano e scelgono fino ad esaurimento dei
posti. È un sistema che promuove il dinamismo e la mobilità degli specializzandi: i migliori medici nei migliori
ospedali. Inoltre, il piano formativo delle specializzazioni in Spagna è estremamente organizzato e le varie rotazioni
vengono rigorosamente rispettate (non esiste il concetto che lo specializzando “appartiene” al primario, che lo usa,
dal primo all’ultimo giorno, nel suo reparto, precludendogli così la possibilità di acquisire nuove conoscenze con
turnazioni in altri reparti).
Terzo e ultimo aspetto importante: chi più lavora più viene pagato. Ogni specializzando viene pagato un importo
fisso, più un tot. per ogni guardia che fa. Questi sono gli aspetti che a mio parere dovremmo importare in Italia dal
sistema
spagnolo.
Consiglieresti un’esperienza all’estero come la tua? Quali caratteristiche bisogna avere per affrontarla al meglio?
Raccomando un’esperienza all’estero (Erasmus o equivalenti) a tutti gli studenti universitari, non solo di Medicina.
Secondo me è meglio partire al penultimo o ultimo anno, quando già si hanno conoscenze scientifiche abbastanza
solide, in modo da poter sfruttare al meglio le rotazioni cliniche.
Tornerai in Italia?
Al momento mi mancano tre anni e mezzo per finire la specializzazione in Spagna. Poi ho intenzione di realizzare il
mio sogno: una fellowship (“super-specializzazione”) negli USA. Alla fine di tutto ciò, non lo nascondo, mi
piacerebbe tornare a casa, per rimboccarmi le maniche con la forse ingenua convinzione di poter cambiare il nostro
Paese, così “sgarruppato” ma pur sempre disperatamente amato.
Caterina Trevisan
Per vivere meglio la nostra facoltà è bene conoscerla; l'università è un intricato labirinto nel quale è
facile perdersi. Hic et Nunc sarà il vostro filo d'Arianna aggiornandovi su regolamenti, meccanismi
e ultimissime novità.
P R E M I D I S T U D IO P E R P C
La Facoltà di Medicina e Chirurgia istituisce, per l’anno accademico 2009/2010, 500 premi di
studio del valore complessivo di 150.000 Euro destinati a studenti meritevoli per l’acquisto di
computer portatili.
Le domande di partecipazione dovevano essere presentate entro le ore 13.00 del 30 novembre 2009
alla Presidenza della Facoltà di Medicina e Chirurgia.
Sul sito della Facoltà potrete trovare tutti i dettagli del bando.
Le graduatorie verranno pubblicate a partire dal 16 dicembre. I vincitori dovranno presentarsi entro
l’1 marzo con tutta la documentazione richiesta per il ritiro del buono.
Questa è una bella iniziativa della Facoltà che ultimamente sta tentando di colmare il gap
tecnologico che la separa dalle sue sorelle sparse per il mondo.
PODC AST
Altra novità tecnologica introdotta dal nostro Ateneo sono i podcast. Molte università nel mondo
hanno, ormai da anni, adottato questo tipo di tecnologia, nata inizialmente per le radio, la musica
ed altri mezzi di comunicazione e poi trapiantata anche all'interno delle aule universitarie.
In Italia quello di Padova è uno dei primi progetti, infatti, in base a quanto siamo riusciti a carpire
dai comunicati stampa ufficiali, sembra che la stessa casa di Cupertino abbia sponsorizzato il
progetto, mettendo a disposizione una buona quantità di risorse.
Il progetto è sicuramente valido ed interessante: la cosa che mi preme sottolineare è l'estrema
facilità di utilizzo di questa tecnologia da parte del docente. Bastano davvero pochi click e la
lezione è on-line. A questo punto per lo studente basterà accedere al blog del professore per
guardare la lezione on-line oppure per scaricarla su un qualsiasi dispositivo multimediale che
supporti questa tecnologia.
Come ho detto, per l'utente finale è davvero facile utilizzare il podcast, ma in realtà dovremmo
anche ringraziare tutti i tecnici dell'ateneo e della facoltà che hanno lavorato duro perchè “i nostri
sogni diventassero realtà.”
Enrico Peterle
Nives Gattazzo
Cosa ci fa in un giornale di studenti di medicina una pagina dedicata alla cronaca dal mondo? Con tutto ciò
di cui ci sarebbe da scrivere perché destinare una pagina a questo scopo? Ebbene, c’è sempre un motivo! Ci
siamo accorti che, dalla notte dei tempi, da quando Ippocrate si è inventato la medicina e con lei gli studenti
di medicina, questi ultimi sono considerati per eccellenza i più asceti e dediti all’orrido tra tutti gli studenti.
Costretti a passare chini sui libri almeno sei dei dodici mesi dell’anno solare, per portare a casa almeno
qualche esame, con vacanze che durano quando va bene la bellezza di tre settimane l’anno, finiscono per
dimenticarsi completamente non solo di tutti gli studi del liceo e dell’intero esame di anatomia ma anche
–cosa ben più tragica- di quello che succede intorno a loro. Quindi ecce “panta rei” a ricordare che, finché
siamo fermi sperando di apprendere per osmosi dai nostri amati mattoni di carta, il mondo continua a
girare, i torrenti scendono inesorabili dalle montagne, il sole fa il suo corso, gli uomini vivono… Un certo
educatore, (don) Lorenzo Milani, ha foggiato il motto: “I care”. Niente di più medico per un semplice
maestro elementare. Da quel motto a questa rubrica per condividervi alcune domande: vale la pena passare
questi anni disinteressandoci di ciò che succede attorno a noi? Ci basta essere soltanto “buoni medici” o
aspiriamo a qualcosa di più? Se davvero “nihil umanum a me alienum puto”, essere al servizio -retribuitodel malato ci basta data la nostra fortuna e le nostre capacità?
17 novembre ore 17.44: ritornando dal tp di endocrinologia
ROMA - Il governo pone alla Camera la questione di fiducia sul
'decreto Ronchi', già approvato dal Senato e il cui 'cuore' è la
liberalizzazione dei servizi pubblici locali, compresa l'acqua. Lo ha
annunciato nell'Aula di Montecitorio il ministro per i Rapporti con il
Parlamento Elio Vito.
18 novembre, 19:53: 40 pag in ritardo sul piano di studio della
settimana
(ANSA) - PARIGI, 18 NOV - Sembra incredibile ma ancora oggi a
Parigi è vietato per legge alle donne di indossare i pantaloni, proprio
come a Karthoum. E' infatti ancora in vigore una norma della fine del
diciannovesimo secolo, secondo cui le donne non possono vestirsi 'da
uomo' senza l'autorizzazione della polizia. Nella capitale della moda,
qualsiasi parigina che desidera vestirsi come un uomo 'deve presentarsi
all'ufficio centrale di polizia per ottenere l'autorizzazione', recita la
legge.
17 novembre, 21:39: caffè doppio per
tenere duro sulla stereoisomeria per
almeno un'oretta
(ANSA) - BERLINO, 17 NOV - Il
leader della sinistra radicale tedesca
(Linke), Oskar Lafontaine, 66 anni, ha
annunciato oggi di essere malato di
cancro. Non ha fornito dettagli sulla
malattia, limitandosi a spiegare che
servira' un intervento chirurgico. L'ex
ministro ha fondato la Linke (sinistra)
nel 2007 attraverso la fusione del Pds
(erede dell'ex partito comunista della
Germania orientale) con i fuoriusciti
dalla Spd. Lafontaine ha detto che
decidera' il suo futuro politico all'inizio
del 2010.
19 novembre, 10:59: De Caro descrive le cuspidi della valvola mitrale
(ANSA) - ISLAMABAD, 19 NOV - Un velivolo senza pilota, un drone statunitense, ha lanciato oggi razzi su
obiettivi nel Waziristan settentrionale, causando 4 morti.
Fonti governative locali hanno indicato che l'attacco e' avvenuto nel villaggio di Shanakora, localita' in cui,
secondo Washington, vengono organizzati attacchi contro le truppe occidentali dispiegate in Afghanistan.
Nell'attacco, secondo un addetto alla sicurezza, sarebbero rimaste ferite 5 persone.
Giacomo Citton
Chi non si è mai chiesto quale specializzazione scegliere?
Per orientarci abbiamo pensato di interpellare chi questa decisione
l'ha già presa; volta per volta esploreremo diversi reparti alla ricerca di quello giusto per noi.
Nome
C l a sse
Nato/a a
Laureato/a
Specializzazione
Anno
Con che malattie ti trovi a che
fare più di frequente?
Cos'è la cosa più divertente
nel tuo lavoro?
La più pallosa?
La specializzazione che non
avresti mai fatto?
Una che avresti fatto volentieri?
Racconta un barzelletta sui
medici
Studi ancora? da dove?
Quanto hai letto dell’Harrison?
Ore di lavoro?
Weekend liberi al mese?
Quanto tempo hai rispetto a
quando eri studente?
Fabiola
non dichiarata
Padova
Padova
Immunologia clinica e allergologia
IV
Insufficienza cardiaca, dolore toracico,
riacutizzazione di BPCO. In ambito
immunologico NGUS, LES, polimialgia
reumatica. In questi pazienti di terapia
personalmente faccio poco rispetto ai
reumatologi.
Fare i conti per dare i farmaci, parlare
coi pazienti, perché sono simpatici,
pungere, e poi sono divertenti i colleghi!
Francesco
1980
Thiene
Padova
Immunologia clinica e allergologia
II
Scompenso Cardiaco, dolore toracico,
epatopatie croniche, allergie a
farmaci, orticaria.
Burocrazia, lettere di dimissione troppo
lunghe…
Anatomia Patologica, forse.
Anamnesi, burocrazia.
tutte! Nefro, infettive, interna, legale ma
soprattutto medicina di comunità.
non mi viene in mente.
Endocrinologia
Si poco, meno di quello che dovrei,
dall’ABBAS, articoli, dal Romagnani,
da un manuale di emergenza…
Un decimo.
Almeno 8, 8-9, dalle 8.30-16.30…ma in
realtà non vado mai via alle 16.30.
2
Ne ho di più nel senso che si vive con
meno angoscia, il tempo libero me lo
godo di più. E’ anche più divertente
lavorare che studiare, e studiare le cose
che vedi e in cui metti le mani.
Il rapporto coi colleghi, il rapporto coi
pazienti, studiare medicina finché la si
mette in pratica.
Chirurgia plastica
“Dottore, go la diarrea” “galo provà
con el limone?” “si ma quando che lo
cavo ricomincia”.
Si! Articoli dalla letteratura e appunti
di lezione.
10 pagine
8-10
2
Si gestisce meglio. Almeno quando si
finisce di lavorare si stacca la testa.
Quando si era studenti la testa era
sempre sugli esami.
Cosa mangi a pranzo?
Fidanzato/a?
C a sa ?
Perché hai scelto questa
specializzazione?
Panino, pasta o verdura
Sono sposata con un ortopedico
In affitto
Perché sono entrata e perché mi
piacevano le malattie immunologiche.
Che gruppi ci sono e di cosa si
occupano?
Ci sono 5 servizi di allergologia nelle
cliniche mediche I e III, medicina del
lavoro, pediatria e medicina di
laboratorio. Ci sono il Prof. Agostini e la
Prof.ssa Ossi che si occupano di fibrosi
polmonare, immunodeficits, oncologia,
MGUS e mielomi. C’è il Prof. Betterle
che si interessa di tiroidi e surrene.
Giudizio riguardo la difficoltà di
ammissione alla specializzazione
Dipende dagli anni. Quando sono
entrata io l’avevamo provata in 15.
C’erano domande sulla sindrome di
Giobbe e su l’istiocitosi x.
Media, ci sono pochi posti.
Lavoro successivo (reparti,
valore del titolo, ecc)?
Ho ricevuto una proposta da
un’allergologa, poi mi hanno chiesto in
PS. Mi piacerebbe imparare a fare
ecografie.
Difficilmente si va all’estero durante la
specializzazione, l’ultima dottoressa è
andata nel 2003-04.
Tentare qualche concorso, magari
come internista con delega a fare
ambulatorio di
allergologia/immunologia.
Ci vado a volte, ma non per lavoro!
Estero?
Panini, pasta, insalata.
Certo! Una collega.
A Padova, in affitto con la morosa.
Così riuscivo ad entrare in reparto.
U N L IB R O P E R L ' IS O L A D E S E R T A
Riccardo Senter
Siete naufragati ma siete vivi. Le onde del mare inclemente vi hanno cullato fino alle rive di una minuscola isola deserta. Ma non
siete disperati. Uno studente di Medicina di Padova non si dispera e non si arrende mai.
Ha superato Fisica, dato Anatomia, resistito alle Specialità e ai tirocini
professionalizzanti quindi non ha più paura di niente e nessuno. Solo forse si annoia
un po'. Dopo pochi minuti avete già costruito una casa sull'albero, dei segnali d'aiuto
sulla spiaggia e un chiosco con bibite ghiacciate per i passanti. Ma non siete soddisfatti.
Infine, dopo ore di ricerca ritrovate la vostra valigia: magna cum laetitia tra le imbibite
vesti lui è insospettabilmente ancora illeso... lo abbracciate, lo stringete forte, lo
macchiate con qualche lacrima di gioia e alla fine vi ritirate a studiarlo. Togliete i
segnali di aiuto dalla spiaggia: che nessuno vi disturbi.
Il Libro che porteresti con te sull'isola deserta è la rubrica più irriverente: ogni numero
un nuovo tomo. Perché come insegna il cattivo nel Nome della Rosa il libro è il
miglior amico dell'uomo, e il peggior incubo dello studente.
Il libro che porteresti è di sicuro l''Harrison: The Holy Bible. Qualcuno suggeriva di
recitare il giuramento di Ippocrate con la mano posata su una pila di Harrison, e non
vi sarebbe torto. L'Harrison è la verità, è il libro del destino; contiene tutto quello che
ti serve sapere. Sfogliarlo tutto è già un lavoro impegnativo, si narra che al capitolo 1137 bis e 666 siano spiegate la necromanzia
e il dono dell'invisibilità, ma io non ci sono mai arrivato. C'è gente che ha imparato a memoria la Divina Commedia, ma
qualcuno si è mai sognato di mandare a mente gli arcani grafemi del Volume? Al primo studente che dovesse riuscire a recitare a
memoria l'intera opera, la redazione di Sinapsi donerà un week end all-inclusive in cima all'Himalaya, senza biglietto aereo..
Sarebbe uno spreco per chi conosce la levitazione naturale.
Spazio SISM
SISM sta per Segretariato Italiano Studenti Medicina, ma dietro quest'altisonante acronimo c'è un qualcosa di
assolutamente poco elitario. Si tratta di un'associazione nazionale di studenti di medicina, membro dell'IFMSA
ossia l'associazione mondiale di tutti gli studenti di Medicina, che propone a tutti noi un'ampia gamma di
esperienze formative altrimenti infruibili, poiché il Corso di Laurea non può offrirne.
Questo spazio è dedicato alla presentazione di progetti promossi dal SISM perché tutti possano esserne al
corrente e venirne a far parte. C'è sempre bisogno di nuove idee e braccia forti.
CALCUTTA ANNUAL MEETING
S'è tenuto nel week end del 21 -22 novembre qui a Padova, ospite il Collegio Marianum, l'annuale meeting
organizzativo per quanto riguarda il progetto di cooperazione e sviluppo Calcutta Village Project. Tramite questo
progetto, realizzato dalla onlus Project for People, studenti di Medicina iscritti al SISM possono lavorare un mese
in una clinica nella città di Calcutta. Per questo progetto non è richiesta nessuna specifica abilità acquisita in
campo medico (le attività si restringono per lo più a semplici medicazioni) quindi possono parteciparvi studenti
iscritti a tutti gli anni di Medicina, dal primo al sesto. Ogni mese i volontari di Project for People selezionano 8
studenti da tutta Italia a seconda di motivazione ed impegno dimostrato per il progetto.
Per saperne di più contattate i responsabili del SISM Padova all'indirizzo www.sismpadova.org.
Prossima riunione martedì 1 novembre ore 21 .00 all'Ordine
dei Medici, in via S.Prosdocimo (vicino al Duomo).
Domande, dubbi, questioni spinose che vorreste sottoporre all'attenzione degli studenti di Medicina?
Domandate, informateci, saremo lieti di rispondere alle vostre domande e di dar voce alle vostre richieste.
L'indirizzo mail al quale potete scrivere è:
Scrivete numerosi!
[email protected]
AC R OSS
2. Nobel per la chimica a Kary B. Mullis
4. tronco nascente a 90° dall'aorta addominale
7. conseguenza di insufficiente drenaggio linfatico
9. vi maturano i linfociti T
11. causa di carcinomi nasofaringei
12. sintetizzato a partire da Arg e ossigeno
13. tumore maligno
16. moto di avvicinamento
19. la vista a Oxford
20. test misurante il livello plasmatico di IgE specifiche
21. barriera meccanica dell'uomo
23. tessuto non proliferante
24. presenti principalmente nelle zone esposte alla luce
26. fossa residua del forame di Botallo
28. somatotropina, in breve
30. cicatrice a Cambridge
32. porzione del neurocranio
34. osso mediale dell'avambraccio
35. Z = 17
36. dolce o insipido
38. corpuscoli presenti nell'ipoderma
39. attraversa la fascia cribrosa del triangolo femorale
DOW N
1. oncogene
2. vena principale affluente del fegato
3. venule nella paracorticale del linfonodo
4. uno dei rivestimenti della spora batterica
5. alterate nella FH
6. tumore dei melanociti
8. neoplasia endocrina multipla
9. cestode intestinale
10. proteine responsabili del rigetto
14. osso impari che contribuisce a formare il setto nasale
15. assenza di un organo
17. sindrome causa più importante di ritardo mentale
18. infiammazione della mammella
21. legano le cicline
22. ve ne sono due nel canale inguinale
23. annessi per adesione
25. citotossicità cellulo-mediata Ig dipendente
27. sostanza amorfa patologica
28. muscolo mediale della coscia
29. iperpigmentazione a maschera del volto in gravidanza
31. predisposizione all'ipersensibilità di tipo I
33. è dotato di manubrio
37. aumenta la probabilità di sviluppare un tumore
3 - 4 dicembre 2009
Riunione Annuale Tumori Solidi Pediatrici
Sala Anziani – Palazzo Moroni - ore 9.00
Informazioni: Dipartimento Pediatria tel. 049 8213500. Programma in www.unipd.it.
10 dicembre 2009
CUAMM presenta: Niccolò Fabi incontra gli studenti presso
Aula Morgagni - via GIustiniani 2 - ore 13.30
15 dicembre 2009
Ipossia, angiogenesi e fibrogenesi epatica
Aula Vesalio - Policlinico Universitario - ore 18.00
Ciclo Meeting del Martedì
Informazioni: Key Congress tel. 049 8729511. Programma in www.unipd.it.
16 dicembre 2009
9° Corso di Metodologia e Ricerca Applicata
Aula Morgagni Policlinico Universitario - ore 14.00
Segreteria organizzativa: tel. 049 8212270. Locandina in www.unipd.it.
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